Anno rotariano 2007/08 Bollettino mensile Settembre 2007 n. 2 CONEGLIANO VITTORIO VENETO Anno di fondazione 1971 SETTEMBRE 2007 – BOLLETTINO N. 2 ROTARY CLUB CONEGLIANO VITTORIO V.TO S ommario Anno di fondazione: 1971 DAL NOSTRO CLUB Segreteria: presso Hotel Terme Via delle Terme, 4 Vittorio Veneto Tel. 0438.554345/6 Consiglio direttivo 2006-2007 Lettera del Presidente Lettera del Governatore Le conviviali di luglio Comunicazioni dal club Le presenze di luglio e agosto Presidente: Francesco Artico Vicepresidente: Benedetto Spinelli Segretario: Luigi Michelin Tesoriere: Giuseppe Maset Prefetto: Giancarlo Damian Consiglieri: Luca Comuzzi Sandro Dal Cin Giuseppe Ferretto Francesco Magno Angelo Scarabel Giampaolo Zagonel Piero Zanette Past President: Giuseppe Giuliano Piccoli Incoming President: Antonio Calò Il programma di ottobre Lettera del Presidente Care amiche, cari amici, è la mia seconda lettera ai soci. Sapete tutti che il mio service più impegnativo è migliorare la partecipazione al Club: qualcuno, causa ferie e/o tempo non è ancora riuscito a leggere la prima. Sono appena trascorsi luglio ed agosto e non mi preoccupa il mancato cambiamento alla consuetudine: anch’io d’altronde sono in ritardo con le visite agli amici che non frequentano le conviviali, per capire. Con soddisfazione ho potuto leggere nella lettera del Governatore di agosto che questa è una sua prerogativa e ricordo, che tante altre volte, qualche Past Governor raccomandava: meglio recuperare un socio che accoglierne uno nuovo, poichè da questi potremmo avere sorprese (è pubblicata in altra pagina del bollettino e Vi prego di leggerla, perchè non è destinata solo ai presidenti). Nell’anno 2000, con l’amico Giampaolo Zagonel, l’allora Governatore Mattarollo si congratulava per la determinazione con la quale guidava il Club che “aveva ed ha bisogno di stimolazione adeguata”. Evidentemente il nostro Club soffriva già da allora di scarsa partecipazione e faccio presente che a quel tempo i soci che annoveravano “0” (zero) presenze non erano numerosi come ai nostri giorni: rammento ai padrini, ai presentatori del socio, che devono aiutarlo a farsi conoscere, ad inserirsi nel concreto impegno operativo, ad insegnarli le regole e i principi rotariani e suscitare verso di lui l’attenzione degli amici più anziani. Sono certo che dovrò tornare sull’argomento, ma spero di riuscire nel mio intento: nel contempo Vi chiedo un piccolo sacrificio: due presenze al mese (almeno una) dovrebbero diventare consuetudine. Diverremmo tutti più amici. Per la trasparenza, poichè qualche amico si è lamentato perchè non sempre le decisioni del Consiglio sui programmi vengono portate a conoscenza di tutti, rammento che il service che dovrebbe impegnare il Club per due annate sta procedendo: abbiamo visitato il sito interessato e nella prossima lettera Vi sarà esposto totalmente. Per il service denominato “Concorso di disegno Stephan Zavrel” abbiamo già il regolamento: saranno interessate le classi elementari di 3-4 e 5 e la 1 media con un totale di 56 classi con oltre mille alunni. Anche questo avvenimento sarà illustrato meglio nel prossimo bollettino. Buon impegno a tutti. Grazie Francesco 3 LETTERA DEL GOVERNATORE ROTARY R INTERNATIONAL DISTRETTO 2060 ITALIA VENETO - FRIUL LI VENEZIA GIULIA – TRENTINO ALTO ADIGE / SÜDTIROL Carlo Martines Governatore 2007 - 2008 Cari Amici, e e ciò significa che il tempo scorre veloce emente e con il Siamo alla terza lettera mensile tempo corriamo anche noi. erita all’età, entro subito nel tema del mese. Se intendete che l’allusione è rife Settembre, nel calendario rotaria ano, è dedicato alle Nuove Generazioni, cio oè ai giovani. La maggior parte di noi non è più ù giovanissima. Ma neanche molto anziana.. Anni fa, a un celebre Geriatra, che c era vicinissimo agli ottanta anni, chiesi chi fossero per Lui gli anziani. Mi rispose: tutti qu uelli che hanno un giorno più di me. In omaggio al celebre Geriattra, nel mio Reparto di Cardiologia “obbligai” i miei collaboratori a non presentarmi come c “anziani” tutti quei pazienti che erano o nati un giorno prima di me. p quanto mi riguardava e una volta p per sempre, lo Così venne stabilito d’ufficio, per spartiacque che in ogni epoca si cerca di definire tra giovani e anziani. Cerchiamo allora di definire chi è giovane. Oggi, un po’ per consolazione, un u po’ per civetteria, si dice che non è più ll’età anagrafica che conta, ma quella biologica. In pratica quella che si dimostra. bbiamo fossero E se quelli che ci dicono che non dimostriamo l’età che effettivamente ab degli adulatori o dei semplici burloni, come la mettiamo? Lasciamo perdere e parliamo delle nuove generazioni. gi? E’ un po’ difficile dirlo, dal momento che i fanciulli Chi sono, allora, i giovani, ogg somigliano sempre più a dei “picccoli adulti”, con telefonino sempre attivo, ccon la paghetta sempre più consistente, con prettese che azzittiscono genitori e nonni. Crescendo, diciamo fino a trentt’anni, quando ancora vengono chiamati ragazzi, spesso vivono ancora con mamma e pa apà, che, in questo caso, anche se vengono indicati come “i vecchi” , continuano ad essere e “giovanili” e, soprattutto, a tornare utili pe er una infinità di motivi. a tra giovani e In pratica, non è più possibile stabilire una linea di demarcazione netta anziani, come si poteva concepirre una volta, perché i giovani somigliano sempre di più agli 4 adulti e gli adulti ai giovani e, qualche volta, le parti si invertono, non apparentemente ma nella realtà dei fatti. Si è sempre detto che il mondo è dei giovani, che i giovani rappresentano il futuro, che bisogna fare largo ai giovani. Sono d’accordo, ma sono soprattutto convinto che il mondo appartiene a chi lo sa vivere: con intensità, con passione, con entusiasmo, con condivisione, gustando tutte le sue meraviglie e sdrammatizzando tutte le piccole avversità. E in questo l’età ha scarsa importanza. Anzi la maturità permette di apprezzare meglio il mistero nel quale viviamo. Ed è proprio per questo motivo che noi dobbiamo rivolgere il nostro interesse alle nuove generazioni. Il Rotary ci offre l’occasione, invitandoci ogni anno, nel mese di settembre, a rivolgere la nostra attenzione verso il mondo giovanile. Il Rotary è molto impegnato per trasmettere ai giovani i propri ideali. E’ organizzato con diverse istituzioni come l’Interact, il Rotaract, il Ryla, lo Scambio Giovani, i Gruppi di Studio, gli Ambasciatori, gli Alumni, l’attenzione particolare per i giovani disabili. I Club del nostro Distretto partecipano attivamente alle iniziative rivolte ai giovani. Tuttavia non sono mai tante le raccomandazioni perché tutti i Presidenti di Club, tutti i Direttivi, tutti i Soci si adoperino con impegno per trasmettere il Rotary alle nuove generazioni. Per non essere retorico e per non considerare la retorica come il fondamento del Rotary, non mi permetto di elencare tutto ciò che possiamo e dobbiamo fare. Agiamo. Siamo pragmatici. Poche parole e tante azioni. Consideriamo le azioni rivolte ai giovani come veri service, come “azioni mirate”, che, nella nostra lingua, mi sembra una terminologia più appropriata, più significativa, più comprensibile, più facile da trasmettere a chi conosce poco il Rotary. Senza nulla togliere all’attenzione verso i diversi settori giovanili ai quali ci dedichiamo, credo che il Rotaract dovrà essere preso in maggiore considerazione, soprattutto dai Presidenti dei Club. Il Presidente è la persona che, nell’arco di un anno, è responsabile dell’andamento del proprio Club. Nel bene e nel meno bene. Ed è per questo motivo che mi rivolgo soprattutto ai Presidenti, invitandoli a considerare l’impegno verso i giovani come una vera e propria “azione mirata”. Poco importa se questi giovani, in futuro, diventeranno o no Rotariani. Importante è che noi contribuiamo a formare uomini e donne, che, aprendosi alla vita di leader, saranno in grado di recepire e di trasmettere i valori della cultura, dell’amicizia, della solidarietà, del rispetto, della libertà. I valori del Rotary. Segreteria: 35134 Padova, Via Buonarroti, 235 - Tel. +39 049 8649282 Fax +39 049 8894662 e-mail: [email protected] 5 LE CONVIVIALI DI LUGLIO svolgere nei due anni rotariani 2007/2008 e 2008/2009. Sappiamo quale spesa è sostenibile annualmente e sappiamo anche che possiamo contare sull'intervento della Fondazione Rotary: ci sono tempi stretti, documentazione da produrre, ma riteniamo ne valga la pena. Se andrà in porto sarà una cosa molto rappresentativa. Quello che per i services non deve accadere assolutamente è perdere tempo per raccogliere dieci proposte per poi scontentarne nove. Qualche socio ha già affermato che piuttosto che far debiti è meglio non far nulla: concordo sul non far debiti ma assolutamente no sul far nulla (La spesa che possiamo sostenere è di Euro 12.000 per due anni per un totale di Euro 24.000). 5 - Il quinto obiettivo che mi prefiggo e per me senz'altro il più importante è la conservazione dell'effettivo: non inteso come numero, ma come soci. Voi siete il mio principale obiettivo. Sarà importante monitorare la partecipazione, le presenze. Mi scuso sin d'ora con quelli che partecipano, con quelli che non possono partecipare per motivi di famiglia, di lavoro, di un qualsiasi impegno: non posso e non voglio capire quando per le assenze si parla di organizzazione, di programmi, di progetti. Rammentiamo (ovvero rammentino) quanto nel Club si stia facendo al di là degli impegni personali. L'annata passata docet. Sarà mia cura parlarne coi soci, coi padrini, capire e senz'altro risolvere. Per questo sarò ora ad illustrarVi pochi principi basilari sull'argomento, per il Rotary: principi che conosciamo bene ma che spesso vengono dimenticati. Sono mie convinzioni da sempre, rafforzate dagli incontri col Distretto. In questo punto 5 dell'annata Rotariana ho affermato che sarò Martedì 3 luglio 2007 Conviviale per soli soci Hotel Terme Vittorio Veneto Relazione programmatica del nuovo presidente Francesco Artico Nel primo incontro del nuovo anno rotariano, il presidente Francesco Artico ha esposto il programma che intende svolgere nel suo mandato con l’aiuto del consiglio direttivo e di tutti i soci. Care amiche, cari amici, non è mia abitudine tediare, nè dilungarmi con enunciamenti: sarò sempre breve e conciso. Dapprima voglio ringraziare a nome di tutti, Giulio per il bel lavoro svolto, con puntualità e grande dovizia: sarà difficile per me fare altrettanto bene. è un grande onore mettersi al servizio di un Club con ben 65 soci, imprenditori, amministratori, professionisti di alto livello e di grosso profilo culturale: ci proverò. Prima di illustrare però quello che sarà il programma che desidererei portar avanti con il Consiglio Direttivo in quest'annata rotariana, non posso certo dimenticarmi di ringraziare Pina, per la sua costante, accorta e silenziosa presenza: ritengo che le mogli dei Presidenti partecipino, talvolta, con più sofferenza. Il motto del Rotary International per l'anno in corso è "Il Rotary è condivisione" di idee, di progetti, di speranze. Ringrazio sentitamente tutti coloro che questa sera hanno voluto o potuto partecipare e per quanto tutti, potrete o vorrete essermi di aiuto. Desidererei essere all'altezza dei miei predecessori: ci riuscirò con l’apporto di tutti. Confermiamo subito che non ho, meglio, non abbiamo grandi programmi: il piano operativo è già stato abbozzato con la partecipazione dell'assistente del Governatore, approvato dal Consiglio, ne prendiamo atto assieme. 1 - Dovremo porre più attenzione alla promozione delle pubbliche relazioni, curare meglio l'informazione, dare maggior lustro alle azioni del nostro Club. Tutti dobbiamo parlarne di più: con le Istituzioni, organizzazioni, media. Dovremo far conoscere gli obiettivi e i traguardi raggiunti. Il mondo attorno a noi non deve conoscerci solo per le conviviali; ma deve anche sapere che queste sono importanti perchè vi si decidono o si suggeriscono i programmi. Quest'anno, proprio per questo scopo abbiamo un progetto che ci sarà di grande aiuto. Con la condivisione di Marisa, faremo un opuscolo con le foto dei migliori disegni degli alunni delle Scuole elementari. Ci saranno le premiazioni, una bella pubblicità per l'evento e una manifestazione piacevolissima per insegnanti, alunni e famiglie. 2 - Abbiamo un progetto, comune con altri Club del Distretto, dove con un piccolo contributo (2500 Euro all'anno per 2 anni) riusciremo a costruire in Ondame (Guinea Bissau) un pozzo, come già fatto, in Cantum, con il nostro contributo, una casa alloggio per le suore e una scuola materna. La spesa complessiva sarà di 353.000 Euro. 3 - Altro bel programma da continuare è quello dell'annata trascorsa: L'orientamento scolastico. Scelta dell'Università per un miglior inserimento nel mondo del lavoro dei giovani. 4 - Service: con l'Incoming President Antonio avremmo concordato per una cosa abbastanza importante da 6 particolarmente attento alla conservazione e, sempre scusandomi come sopra con i giustificati, avremo bisogno di: maggiore assiduità; più qualità associativa. Questa è sintesi di caratteri positivi: senso di appartenenza, motivazione, assiduità, affiatamento, disponibilità. Da questi deriva la qualità di socio di Club di azione Rotariana. Qualità associativa è anche difesa dei valori dell'amicizia, della tolleranza, della generosità ed innanzitutto del senso etico, non limitato all'agire interno al Club ma all'esterno, nella quotidianità della nostra vita, nel servire al di sopra dei nostri personali interessi. È necessario tornare alla qualità del socio, e non adottare la disinvoltura nella cooptazione. A questa dobbiamo talvolta la caduta di motivazioni, l'indifferenza, la disaffezione dei soci. Non possiamo tollerare la non partecipazione supponente. Non possiamo prescindere dalla qualità: qualità professionale ma soprattutto umana. Diamoci quindi una mano per non constatare nel tempo, che avremo tanti soci, ma pochi rotariani. Vi assicuro che sarò un Presidente efficiente: contiamo su un Consiglio Direttivo e su Commissioni sensibili e motivate; ma il buon andamento dei risultati, dipenderà molto da Voi carissimi amici ed amiche. Concludo rammentando che il nostro club ha ben 13 Paul Harris da assegnare e che ogni anno se ne aggiungono due. Tutti conosciamo le motivazioni per le quali possono essere assegnati. Prima della fine del mio mandato gradirei poterne elargire qualcuno. Desidero, non stasera, suggerimenti. Grazie per l'attenzione: buon lavoro al Consiglio, alle Commissioni, ma anche, date le premesse, a tutti Voi. millennio. Confronti, scontri, incontri. Nuove professionalità”: questo il tema del 24^ RYLA, svoltosi presso l’Hotel Fior di Castelfranco Veneto dal 19 al 24 marzo 2007, al quale ho avuto l’onore di partecipare. Sei giorni particolarmente coinvolgenti, sia per i temi affrontati, sia per l’indubbia elevata qualità dei relatori che sono intervenuti. Fin dal primo giorno mi è stato possibile respirare quella particolare atmosfera di cui sovente mi hanno narrato i “Rylisti” del passato quando, con un po’ di nostalgia, ripensavano all’esperienza da loro vissuta. Dopo l’accoglienza e l’inaugurazione del corso, siamo entrati subito nel vivo dei lavori con la prolusione generale sul tema del Dr. Nadio Delai, che poi è stata la fonte di dibattito e, in un certo qual modo, il leit motiv di gran parte dei temi affrontati al RYLA. Il giorno successivo abbiamo avuto modo di incontrare il Governatore del Distretto Rotary 2060, il Dott. Cesare Benedetti che, con la sua personalità affabile e scoppiettante, ha subito catturato l’attenzione e la simpatia di tutti noi Rylisti e ci ha condotto verso il tema della mattinata, ovvero “fare l’imprenditore agli inizi del terzo millennio”. Il Governatore ci ha raccontato la sua esperienza di uomo e di imprenditore, dandoci utili consigli per affrontare al meglio il mondo dell’impresa e, nel pieno spirito rotariano, ha voluto ricordarci che ogni uomo, qualsiasi attività egli intraprenda, tanto più in ambito professionale o economico, non deve mai soprassedere a quegli irrinunciabili principi di servizio, di umanità, di onestà e di interesse generale, che sono alla base del funzionamento di una società che vuole definirsi progredita. Poi via via nel corso dei giorni si Martedì 10 luglio 2007 Conviviale con signore e ospiti Hotel Terme Vittorio Veneto Relatore: Marco Caliandro Tema: Ryla. Esperienze e commenti. Durante la conviviale, il dott. Marco Caliandro ci ha illustrato la sua esperienza al Ryla 2007. L’attività del Ryla è stata presentata da Narciso Zanchetta, componente della Commissione Ryla del distretto, Commissione presieduta dal nostro amico Aldo Toffoli. Marco Caliandro, rotaractiano, si è laureato in Giurisprudenza presso l’università di Bologna nel 2004, con una tesi di laurea in Medicina Legale. Contemporaneamente alla pratica forense, ha svolto attività di docenza presso alcune scuole superiori, nelle materie di diritto ed economia. Dall’età di 16 anni opera nell’ambito del volontariato di Protezione Civile e del Soccorso Sanitario. Nel 2000 fonda, insieme ad alcuni amici, la “Prealpi Soccorso – ONLUS”: associazione di pubblica assistenza e protezione civile specializzata nell’ambito sanitario che - oltre ad intervenire in caso di calamità naturali - in tempi ordinari garantisce servizi di trasporto sanitario assistito mediante ambulanza per malati, invalidi, anziani e disabili, nonché il servizio integrativo di urgenza ed emergenza medica 118. Ha scritto diversi articoli giuridici relativi alle problematiche medico legali del soccorso sanitario extraospedaliero e ha collaborato come correlatore di alcune tesi per il Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche dell’Università di Padova, sede di Conegliano. Classe dirigente: un futuro da costruire. “Economie e culture del terzo 7 sono alternati i vari relatori, che ci hanno permesso, sempre nell’ambito del tema generale, di spaziare tra il mondo dell’impresa, dell’università, delle professioni, della finanza, delle politiche dell’energia e dell’internazionalizzazione dei rapporti economici e sociali. Come non menzionare poi la visita agli stabilimenti della Dotto Trains di Castelfranco, dai quali escono i trenini “Muson River” presenti in molte zone turistiche d’Italia e del mondo: abbiamo avuto modo di apprezzare una realtà imprenditoriale davvero particolare, ad ulteriore esempio dell’ingegno industrioso che caratterizza il nostro amato territorio e, cosa decisamente più importante, quella di poter fare un bel giro su un trenino riservato solo a noi Rylisti nell’ampio piazzale antistante la fabbrica! Particolarmente pregevoli anche i momenti culturali che gli organizzatori del RYLA ci hanno riservato, dalla visita alla mostra pittorica “Venezia ‘900, da Boccioni a Vedova” allestita presso le sale di Ca’ dei Carraresi a Treviso, alla interessante relazione dell’Arch. Franco Posocco sulle professioni del paesaggio, durante la quale abbiamo avuto modo di apprezzare interessanti rappresentazioni artistiche di paesaggi, visti con gli occhi e con la mente di artisti vissuti in tempi diversi, al concerto finale di musica classica per Pianoforte e Violino dei maestri Lazzaron e Fraccaro, svoltisi nella storica cornice del “Teatro Accademico” di Castelfranco, nella cui sala si sono anche conclusi i lavori del RYLA. Insomma, non è di certo una esperienza comune quella che abbiamo vissuto. Poter interagire a stretto contatto (e non attraverso le classiche “lezioni frontali”) con relatori di pregio, con manager affermati e di esperienza, con professori universitari di tutto rispetto e con professionisti di lungo corso, nonché di poter integrare importanti argomenti con visite culturali e professionali di assoluto rilievo e di vivere momenti conviviali in allegria, ha consentito a noi partecipanti al RYLA di sentirci dei privilegiati, contribuendo in tal modo a coinvolgerci appieno nei lavori e nelle varie attività (la realizzazione del “Ryla Press”, del sito internet e del blog), e a creare tra di noi un feeling davvero speciale. Ma veniamo al tema che ho scelto per questo breve intervento: “Classe dirigente: un futuro da costruire”. Infatti, durante tutto il RYLA, stimolati dai relatori e dagli argomenti proposti, abbiamo tra noi disquisito più volte su come si delineerà il futuro della leadership economica, professionale e politica del nostro paese. Ebbene occorre innanzitutto analizzare il momento attuale. Ci soccorre in tal senso la recente pubblicazione della LUISS University Press, che raccoglie il primo Rapporto sulla classe dirigente italiana, peraltro illustratoci dal Dott. Nadio Delai (Presidente di Ermenia e consulente dell’Unicredit Group), proprio nel corso della relazione di apertura del RYLA, di cui prima vi accennavo, e che della predetta pubblicazione, ne è stato anche il coordinatore scientifico. Il rapporto si basa su quanto emerso dall’interrogazione di 868 tra dirigenti della pubblica amministrazione, della politica, dell’impresa, delle banche, delle istituzioni finanziarie e dell’università. Insomma: la ricerca della LUISS passa al setaccio l’intera classe dirigente italiana. Innanzitutto è bene chiarire i termini della questione. Quando si parla di “classe dirigente”, non dobbiamo apprestarci a credere che con tale termine si debba identificare una èlite o una classe dominante. Per “classe dirigente” si deve intendere piuttosto quell’insieme di persone in possesso di caratteristiche di natura personale e culturale tali da renderle idonee a occupare posizioni capaci di incidere nei variegati campi della società civile, dell’economia, della cultura e della politica, nella consapevolezza della “rilevanza generale” delle proprie scelte e dei propri comportamenti. Ovvero di una minoranza che, attraverso le proprie capacità intellettuali e tecniche, sia in grado di interpretare in chiave generale le esigenze dei vari attori della società, di adoperarsi per la composizione dei conflitti e degli interessi in gioco - spesso contrapposti - e di allocare opportunamente le risorse (per definizione limitate), assumendo così una funzione e un ruolo di leadership nella società medesima. In sintesi: una minoranza in grado di guidare autorevolmente una maggioranza. Interesse generale vs interesse personale Ciononostante, emerge dal rapporto della LUISS University Press che i presunti componenti della classe dirigente italiana non si riconoscono in questo profilo e, soprattutto, non si piacciono; e ciò per una serie di fattori che il rapporto impietosamente evidenzia, primo tra tutti la difficoltà di concepirsi come classe dirigente, ovvero di intendere il proprio ruolo nell’ottica dell’interesse generale, rispetto al giucciardiniano interesse particolare e personale che, da che mondo è mondo, è nell’umana debolezza. Insomma: prevale un diffuso individualismo, e come evidenziato tra gli altri da Giuliano Amato nella sua pubblicazione “Missione Italia: quale classe dirigente per l’innovazione”, emerge sempre di più una carenza del cosiddetto fattore leadership dove per tale si intende «la capacità dei gruppi dirigenti del Paese di identificare una missione condivisa e una prospettiva comune, quali che siano i ruoli interni a questi gruppi». L’attuale Ministro dell’Interno, nel 2003, sosteneva che «il nostro è un Paese senza reali egemonie, dove ogni area di interesse tira l’acqua al suo mulino e ciò che realmente funziona è un sistema spartitorio che degrada il bene comune e le prospettive future del Paese». Consenso vs legittimità La seconda difficoltà emerge qualora vi sia la necessità di prendere delle decisioni strategiche: attualmente la classe dirigente ammette di basarsi più sul concetto di “consenso” che su quello di “legittimità”, così da poter mantenere il proprio ruolo di leadership a discapito di scelte che, seppure impopolari, potrebbero comunque rappresentare la chiave di volta o la risoluzione di problematiche endemiche al “sistema Italia”. L’analisi delle professioni rileva una classe dirigente molto forte in termini di “consenso”, ma altresì debole in termini di “competenza”. La formazione della nuova classe dirigente Infine, il terzo fattore critico è rappresentato dall’età dei membri della classe dirigente, sempre più longevi e di conseguenza – buon per loro – l’aumento della permanenza sul lavoro, e dalla conseguente 8 mancanza di ricambio generazionale al suo interno. Dal rapporto LUISS emerge la relativa stabilità dell’èlite italiana, soprattutto nel corso degli ultimi anni: i due terzi dei personaggi celebri e potenti presenti nel 2004, lo erano anche nel 1998. In tal senso lo scollamento con i giovani aumenta esponenzialmente, soprattutto sul piano del confronto con la classe “matura”. Il sociologo Franco Ferrarotti, nel commentare l’invecchiamento delle classi dirigenti italiane si è espresso con una frase severa quanto acuta: «L’imperativo è durare più che decidere». Come ha sottolineato più volte anche il Governatore Cesare Benedetti nel corso del suo intervento al RYLA, vi è invece la necessità sempre più impellente di formare futuri manager, attraverso la trasmissione della propria esperienza acquista sul campo ai più giovani, così da favorire il ricambio generazionale e dare continuità alla dirigenza e quindi consentendo una progressiva e non traumatica evoluzione del “sistema paese”, sempre più in competizione con altri sistemi economici nell’ambito dell’economia globale. In parole povere, occorre lungimiranza da parte dei dirigenti più maturi nel pensare alla crescita dei propri collaboratori o, più in generale, alla formazione dei giovani leader, che in futuro dovranno sostituirli. Occorre che la classe dirigente attuale sia in grado di separarsi da una visione personalistica e ristretta e, in un ottica più generale, orienti il proprio pensiero a ciò che verrà, investendo nel lungo periodo, al di là di chi poi passerà ad incassare i risultati. Purtroppo è nota la crisi dei “serbatoi” tradizionali di alimentazione della classe dirigente, quali le grandi imprese, alcune istituzioni della Pubblica Amministrazione, le organizzazioni partitiche di massa, ma soprattutto l’Università. L’On. Prof. Castellani, anch’egli intervenuto al RYLA ha evidenziato i punti di criticità dell’attuale sistema universitario, che egli ha evidenziato nell’immissione in blocco di migliaia di docenti universitari per adattare il sistema universitario, nella crescente domanda di formazione, nella mentalità dei professori anziani ancora legati ad una idea arcaica di Università e per questo non in grado di gestire le trasformazioni di questo periodo, nell’endemica assenza di meritocrazia, che assurge addirittura ad un ruolo di primo piano nella cultura dominante del nostro Paese, scarsamente favorevole ai meccanismi di selezione meritocratica: basti pensare che, da una analisi comparata tra le prime quaranta società italiane e le omologhe statunitensi, l’unica certezza emersa nel tracciare il profilo dei nostri manager è la riluttanza ad usare criteri di selezione meritocratici. Alla domanda dei compilatori del rapporto LUISS: «cosa conta di più per entrare a far parte della classe dirigente?», rispetto ad una serie di opzioni, sono prevalse: 1. conoscenza di persone influenti e la raccomandazione; 2. spregiudicatezza ed ambizione; 3. notorietà e visibilità. Tali risposte confermano l’idea che la selezione dei membri dell’attuale classe dirigente avvenga principalmente su basi diverse dal merito, in particolare tramite la cooptazione. La ripresa del dibattito critico sulle classi dirigenti ha portato ad un ottica più riflessiva e meno conformista sul punto, tanto che l’attuale Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo ha sottolineato la necessità di «valorizzare le persone che fanno bene, tutti coloro che fanno le cose con senso etico e senso dello Stato». Ebbene, ci sono più e più motivi di ritenere che l’èlite italiana, soprattutto quella economica, abbia la consapevolezza e la determinazione necessaria per contrastare lo spettro del declino, richiamandosi inevitabilmente ad un forte senso di assunzione di responsabilità e all’esigenza di farsi carico della difesa di un interesse generale che riguarda tutti. Il futuro della classe dirigente, tutto da costruire, si dovrà basare su tre obiettivi di fondo: - Primo: l’attuale classe dirigente dovrà assumersi la responsabilità e l’onere di creare i suoi stessi sostituti, senza timori e senza incertezze; - Secondo: occorrerà guardare oltre il solo ambito politico, affiancando ad esso la il più ampio ed etico concetto di responsabilità della società civile interamente considerata; - Terzo: la responsabilità dell’interpretazione, ovvero la classe dirigente dovrà essere in grado di interpretare i bisogni di una società complessa come l’attuale, formando i propri quadri “nella società”, evitando alla psicanalisi dopo gli studi regolari spinto da vicissitudini personali e familiari; ne coglie i limiti e la grandezza, la possibilità di una critica costruttiva alla luce del rigore epistemico della fenomenologia. Yaspers e Binswanger che avevano avuto la fortuna di conoscere personalmente i fenomenologi Husserl e Heiddeger e gli psicanalisti Freud e Jung, lo interessano, mediati dagli scritti di Umbro Galimberti, anch’egli della scuola di Emanuele Severino. Attualmente e da molti anni il prof. Bernardino Tonon insegna al C.T.P. (Centro Territoriale Permanente per la formazione e istruzione in età adulta) di Dolo (VE) dove tiene corsi annuali di filosofia e teologia, Martedì 17 luglio 2007 Conviviale con signore e ospiti Hotel Terme Vittorio Veneto Relatore: prof. Bernardino Tonon Tema: La depressione alla luce della psicanalisi BERNARDINO TONON Dopo travagliati, sofferti e vissuti studi, alternati con lunghe permanenze all’estero, in Francia, dove conosce grandi pensatori cattolici come Maritain e Vuillon, in Inghilterra con il neo-positivista Ayer, a Vienna con il linguista Adam Schaft, il prof. Bernardino Tonon si laurea in filosofia teoretica con una tesi sulla nascita della logica in Platone e nel pensiero occidentale, con il grande pensatore Emanuele Severino, nel 1976. Gli viene offerta la pubblicazione della tesi e la possibilità di carriera accademica; rinuncia dolorosamente e polemicamente a entrambe per ragioni economiche e per contrasti e dissapori nati da dubbi e incredulità sull’autenticità dei propri scritti manifestati dallo steso prof: Emanuele Severino con cui mantiene contatti franchi e tesi. Si avvicina 9 di perdere in contatto con la realtà effettiva in una spirale negativa di autoreferenzialità. Insomma, come sosteneva un grande Presidente di una grande nazione, J. F. Kennedy: «attraverso il concetto di responsabilità, dobbiamo individuare cosa possiamo fare noi per il mondo». Al termine di questo mio intervento, vorrei ringraziare il Rotary Club Conegliano – Vittorio Veneto per avermi consentito di vivere questa esperienza formativa unica, che non potrà non avere che delle influenze positive sulle scelte che mi attenderanno nel mio futuro professionale ed umano. Un particolare ed affettuoso ringraziamento vorrei rivolgerlo a tutti i Rotariani che ci sono stati vicini e ci hanno seguito passo a passo durante il RYLA, ed in particolare il Prof. Aldo Toffoli, Presidente della Commissione organizzatrice e il Prof. Vittorio Andretta. psicanalisi, scultura in legno, marmo, pietra, sasso, musica, linguistica logica e filologica e organizza mostre e performances poetico- della formazione alternarsi in fughe e rientri. Vive a Venezia da 37 anni ma non esclude un rientro in patria. musicali. Il prof. Bernardino Tonon è di origine vittoriese da parte Nella relazione il prof. Tonon ha illustrato la spiegazione che viene data dalla psicanalisi della sindrome depressiva secondo le teorie che si rifanno agli studi di Sigmund Freud: l’origine della depressione va ricercata in un trauma infantile rimosso, che restando nell’inconscio dell’individuo non viene dallo stesso superato. Sono state di padre e ritorna spesso e volentieri in questa città che l’ha visto negli anni decisivi elencate le operazioni che la mente compie per rimuovere il trauma (rimozione, inibizione, condensazione, sostituzione, sublimazione) e negarlo con la conseguente caduta in una condizione di depressione e nevrosi (sintomaticità istericosomatica e sintomaticità ossessivo allucinatoria), i sintomi che spesso si differenziano tra maschi e femmine e le cure per il superamento della fase di depressione. Martedì 24 luglio 2007 Conviviale con signore e ospiti Hotel Terme Vittorio Veneto Relatore: prof. Silvano Piccoli Tema: Catullo “trevigiano”. In questa piacevole conviviale abbiamo avuto come gradito ospite e relatore il prof. Silvano Piccoli: autore della traduzione delle poesie di Gaio Valerio Catullo in dialetto trevigiano. Il prof. Piccoli, laureato in lettere, insegna al Liceo Flaminio di Vittorio Veneto dove ricopre anche l’incarico di vicepreside. Ha pubblicato anche altri due lavori: il libro celebrativo della ricorrenza del centenario del Liceo Flaminio e un libro sulla storia della scuola di Villa di Villa. Durante la relazione il prof. Piccoli ha raccontato di aver voluto tradurre i versi di Catullo in dialetto, perchè sente l’autore molto vicino alla sua sensibilità, ritiene attuali e allo stesso tempo spontanee le rime del poeta latino ispirate dall’amore o riferite ad accadimenti quotidiani. A conferma ha recitato delle poesie di Catullo prima in latino e poi in dialetto trevigiano. Proverbi “aggiornati” di Piero Zanette • Chi troppo vuole... firma cambiali. • Can che abbaia... vende milioni di dischi. NOZZE Il 15 settembre, nella splendida cornice del Castello di Duino (TS) si sono uniti in matrimonio l’avv. Francesco Camerotto e la dott.ssa Barbara Busechian. Ai novelli sposi le felicitazioni del nostro Rotary Club... a Giovanni ed Elsa Camerotto, genitori dello sposo, l’augurio di tanti nipotini! 10 Dal Rotaract Conegliano - Vittorio Veneto 11 In ricordo di TEODORO “DORETTO” CARNIELLI Dopo lunga malattia, il 19 settembre, si è spento Teodoro Carnielli. “Doretto” fu socio di questo Rotary Club per molti anni. Lo ricordiamo imprenditore di successo, costruttore di bici dai marchi prestigiosi e appassionato sportivo. Con la sua azienda sponsorizzò importanti squadre e gran- di campioni del ciclismo mondiale. Quanti di noi lo conobbero ne hanno apprezzata la simpatia, la grande umanità, unite ad un carattere deciso, frutto di rigore e dignità. Alla moglie Maria Beatrice “Bice”, al figlio Alessandro e ai familiari tutti le nostre più sincere condoglianze. Gli auguri nel club OTTOBRE Alcide Setten (3), Franco Moras (6), Giuseppe Ferretto (25), Domenico Camerotto (26), Giovanni Camerotto (31). Le presenze del mese di Luglio 2007 12 Le presenze del mese di Agosto 2007 PROGRAMMA DEL MESE DI OTTOBRE 2007 Martedì 2 ottobre ore 19.30 Consiglio direttivo presso l’Hotel Terme di Vittorio Veneto Martedì 9 ottobre ore 20.30 Conviviale con signore ed ospiti presso Hotel Terme di Vittorio Veneto, Relatore: Angelo Scarabel. Tema: Il sufismo. Martedì 16 ottobre Martedì 23 ottobre Conviviale soppressa. ore 20.30 Conviviale con signore ed ospiti presso Hotel Terme di Vittorio Veneto, Relatore: Antonio Fojadelli, Procuratore della Repubblica di Treviso. Tema: Sicurezza dopo l’indulto. Venerdì 26 ottobre Sabato 27 ottobre Visita degli amici del Club di Saalfelden. Domenica 28 ottobre Martedì 30 ottobre Conviviale soppressa. 13