Anno rotariano 2007/08 Bollettino mensile Settembre 2007 n. 2
CONEGLIANO
VITTORIO VENETO
Anno di fondazione 1971
SETTEMBRE 2007 – BOLLETTINO N. 2
ROTARY CLUB
CONEGLIANO
VITTORIO V.TO
S
ommario
Anno di fondazione: 1971
DAL NOSTRO CLUB
Segreteria:
presso
Hotel Terme
Via delle Terme, 4
Vittorio Veneto
Tel. 0438.554345/6
Consiglio direttivo
2006-2007
Lettera del Presidente
Lettera del Governatore
Le conviviali di luglio
Comunicazioni dal club
Le presenze di luglio e agosto
Presidente:
Francesco Artico
Vicepresidente:
Benedetto Spinelli
Segretario:
Luigi Michelin
Tesoriere:
Giuseppe Maset
Prefetto:
Giancarlo Damian
Consiglieri:
Luca Comuzzi
Sandro Dal Cin
Giuseppe Ferretto
Francesco Magno
Angelo Scarabel
Giampaolo Zagonel
Piero Zanette
Past President:
Giuseppe Giuliano Piccoli
Incoming President:
Antonio Calò
Il programma di ottobre
Lettera del Presidente
Care amiche, cari amici,
è la mia seconda lettera ai soci. Sapete tutti che il mio service più impegnativo
è migliorare la partecipazione al Club: qualcuno, causa ferie e/o tempo non è
ancora riuscito a leggere la prima. Sono appena trascorsi luglio ed agosto e non
mi preoccupa il mancato cambiamento alla consuetudine: anch’io d’altronde
sono in ritardo con le visite agli amici che non frequentano le conviviali, per
capire.
Con soddisfazione ho potuto leggere nella lettera del Governatore di agosto che
questa è una sua prerogativa e ricordo, che tante altre volte, qualche Past
Governor raccomandava: meglio recuperare un socio che accoglierne uno
nuovo, poichè da questi potremmo avere sorprese (è pubblicata in altra pagina
del bollettino e Vi prego di leggerla, perchè non è destinata solo ai presidenti).
Nell’anno 2000, con l’amico Giampaolo Zagonel, l’allora Governatore Mattarollo
si congratulava per la determinazione con la quale guidava il Club che “aveva
ed ha bisogno di stimolazione adeguata”. Evidentemente il nostro Club soffriva
già da allora di scarsa partecipazione e faccio presente che a quel tempo i soci
che annoveravano “0” (zero) presenze non erano numerosi come ai nostri
giorni: rammento ai padrini, ai presentatori del socio, che devono aiutarlo a farsi
conoscere, ad inserirsi nel concreto impegno operativo, ad insegnarli le regole
e i principi rotariani e suscitare verso di lui l’attenzione degli amici più anziani.
Sono certo che dovrò tornare sull’argomento, ma spero di riuscire nel mio
intento: nel contempo Vi chiedo un piccolo sacrificio: due presenze al mese
(almeno una) dovrebbero diventare consuetudine. Diverremmo tutti più amici.
Per la trasparenza, poichè qualche amico si è lamentato perchè non sempre le
decisioni del Consiglio sui programmi vengono portate a conoscenza di tutti,
rammento che il service che dovrebbe impegnare il Club per due annate sta
procedendo: abbiamo visitato il sito interessato e nella prossima lettera Vi sarà
esposto totalmente.
Per il service denominato “Concorso di disegno Stephan Zavrel” abbiamo già il
regolamento: saranno interessate le classi elementari di 3-4 e 5 e la 1 media con
un totale di 56 classi con oltre mille alunni. Anche questo avvenimento sarà
illustrato meglio nel prossimo bollettino.
Buon impegno a tutti. Grazie
Francesco
3
LETTERA DEL GOVERNATORE
ROTARY
R
INTERNATIONAL
DISTRETTO 2060 ITALIA
VENETO - FRIUL
LI VENEZIA GIULIA – TRENTINO ALTO ADIGE / SÜDTIROL
Carlo Martines
Governatore
2007 - 2008
Cari Amici,
e e ciò significa che il tempo scorre veloce
emente e con il
Siamo alla terza lettera mensile
tempo corriamo anche noi.
erita all’età, entro subito nel tema del mese.
Se intendete che l’allusione è rife
Settembre, nel calendario rotaria
ano, è dedicato alle Nuove Generazioni, cio
oè ai giovani.
La maggior parte di noi non è più
ù giovanissima. Ma neanche molto anziana..
Anni fa, a un celebre Geriatra, che
c era vicinissimo agli ottanta anni, chiesi chi fossero per
Lui gli anziani. Mi rispose: tutti qu
uelli che hanno un giorno più di me.
In omaggio al celebre Geriattra, nel mio Reparto di Cardiologia “obbligai” i miei
collaboratori a non presentarmi come
c
“anziani” tutti quei pazienti che erano
o nati un giorno
prima di me.
p quanto mi riguardava e una volta p
per sempre, lo
Così venne stabilito d’ufficio, per
spartiacque che in ogni epoca si cerca di definire tra giovani e anziani.
Cerchiamo allora di definire chi è giovane.
Oggi, un po’ per consolazione, un
u po’ per civetteria, si dice che non è più ll’età anagrafica
che conta, ma quella biologica.
In pratica quella che si dimostra.
bbiamo fossero
E se quelli che ci dicono che non dimostriamo l’età che effettivamente ab
degli adulatori o dei semplici burloni, come la mettiamo? Lasciamo perdere e parliamo
delle nuove generazioni.
gi? E’ un po’ difficile dirlo, dal momento che i fanciulli
Chi sono, allora, i giovani, ogg
somigliano sempre più a dei “picccoli adulti”, con telefonino sempre attivo, ccon la paghetta
sempre più consistente, con prettese che azzittiscono genitori e nonni.
Crescendo, diciamo fino a trentt’anni, quando ancora vengono chiamati ragazzi, spesso
vivono ancora con mamma e pa
apà, che, in questo caso, anche se vengono indicati come
“i vecchi” , continuano ad essere
e “giovanili” e, soprattutto, a tornare utili pe
er una infinità di
motivi.
a tra giovani e
In pratica, non è più possibile stabilire una linea di demarcazione netta
anziani, come si poteva concepirre una volta, perché i giovani somigliano sempre di più agli
4
adulti e gli adulti ai giovani e, qualche volta, le parti si invertono, non apparentemente ma
nella realtà dei fatti.
Si è sempre detto che il mondo è dei giovani, che i giovani rappresentano il futuro, che
bisogna fare largo ai giovani.
Sono d’accordo, ma sono soprattutto convinto che il mondo appartiene a chi lo sa vivere:
con intensità, con passione, con entusiasmo, con condivisione, gustando tutte le sue
meraviglie e sdrammatizzando tutte le piccole avversità.
E in questo l’età ha scarsa importanza.
Anzi la maturità permette di apprezzare meglio il mistero nel quale viviamo.
Ed è proprio per questo motivo che noi dobbiamo rivolgere il nostro interesse alle nuove
generazioni.
Il Rotary ci offre l’occasione, invitandoci ogni anno, nel mese di settembre, a rivolgere la
nostra attenzione verso il mondo giovanile.
Il Rotary è molto impegnato per trasmettere ai giovani i propri ideali.
E’ organizzato con diverse istituzioni come l’Interact, il Rotaract, il Ryla, lo Scambio
Giovani, i Gruppi di Studio, gli Ambasciatori, gli Alumni, l’attenzione particolare per i
giovani disabili.
I Club del nostro Distretto partecipano attivamente alle iniziative rivolte ai giovani.
Tuttavia non sono mai tante le raccomandazioni perché tutti i Presidenti di Club, tutti i
Direttivi, tutti i Soci si adoperino con impegno per trasmettere il Rotary alle nuove
generazioni.
Per non essere retorico e per non considerare la retorica come il fondamento del Rotary,
non mi permetto di elencare tutto ciò che possiamo e dobbiamo fare.
Agiamo. Siamo pragmatici. Poche parole e tante azioni.
Consideriamo le azioni rivolte ai giovani come veri service, come “azioni mirate”, che,
nella nostra lingua, mi sembra una terminologia più appropriata, più significativa, più
comprensibile, più facile da trasmettere a chi conosce poco il Rotary.
Senza nulla togliere all’attenzione verso i diversi settori giovanili ai quali ci dedichiamo,
credo che il Rotaract dovrà essere preso in maggiore considerazione, soprattutto dai
Presidenti dei Club.
Il Presidente è la persona che, nell’arco di un anno, è responsabile dell’andamento del
proprio Club. Nel bene e nel meno bene.
Ed è per questo motivo che mi rivolgo soprattutto ai Presidenti, invitandoli a considerare
l’impegno verso i giovani come una vera e propria “azione mirata”.
Poco importa se questi giovani, in futuro, diventeranno o no Rotariani.
Importante è che noi contribuiamo a formare uomini e donne, che, aprendosi alla vita di
leader, saranno in grado di recepire e di trasmettere i valori della cultura, dell’amicizia,
della solidarietà, del rispetto, della libertà.
I valori del Rotary.
Segreteria: 35134 Padova, Via Buonarroti, 235 - Tel. +39 049 8649282 Fax +39 049 8894662 e-mail: [email protected]
5
LE CONVIVIALI DI LUGLIO
svolgere nei due anni rotariani
2007/2008 e 2008/2009.
Sappiamo quale spesa è
sostenibile annualmente e
sappiamo anche che possiamo
contare sull'intervento della
Fondazione Rotary: ci sono
tempi stretti, documentazione
da produrre, ma riteniamo ne
valga la pena. Se andrà in porto
sarà una cosa molto
rappresentativa. Quello che per i
services non deve accadere
assolutamente è perdere tempo
per raccogliere dieci proposte
per poi scontentarne nove.
Qualche socio ha già affermato
che piuttosto che far debiti è
meglio non far nulla: concordo
sul non far debiti ma
assolutamente no sul far nulla
(La spesa che possiamo
sostenere è di Euro 12.000 per
due anni per un totale di Euro
24.000).
5 - Il quinto obiettivo che mi
prefiggo e per me senz'altro il
più importante è la
conservazione dell'effettivo: non
inteso come numero, ma come
soci. Voi siete il mio principale
obiettivo. Sarà importante
monitorare la partecipazione, le
presenze. Mi scuso sin d'ora
con quelli che partecipano, con
quelli che non possono
partecipare per motivi di
famiglia, di lavoro, di un
qualsiasi impegno: non posso e
non voglio capire quando per le
assenze si parla di
organizzazione, di programmi,
di progetti. Rammentiamo
(ovvero rammentino) quanto nel
Club si stia facendo al di là degli
impegni personali. L'annata
passata docet. Sarà mia cura
parlarne coi soci, coi padrini,
capire e senz'altro risolvere. Per
questo sarò ora ad illustrarVi
pochi principi basilari
sull'argomento, per il Rotary:
principi che conosciamo bene
ma che spesso vengono
dimenticati. Sono mie
convinzioni da sempre,
rafforzate dagli incontri col
Distretto. In questo punto 5
dell'annata Rotariana ho
affermato che sarò
Martedì 3 luglio 2007
Conviviale per soli soci
Hotel Terme Vittorio Veneto
Relazione programmatica del nuovo
presidente Francesco Artico
Nel primo incontro del nuovo
anno rotariano, il presidente
Francesco Artico ha esposto il
programma che intende
svolgere nel suo mandato con
l’aiuto del consiglio direttivo e di
tutti i soci.
Care amiche, cari amici,
non è mia abitudine tediare, nè
dilungarmi con enunciamenti:
sarò sempre breve e conciso.
Dapprima voglio ringraziare a
nome di tutti, Giulio per il bel
lavoro svolto, con puntualità e
grande dovizia: sarà difficile per
me fare altrettanto bene. è un
grande onore mettersi al
servizio di un Club con ben 65
soci, imprenditori,
amministratori, professionisti di
alto livello e di grosso profilo
culturale: ci proverò. Prima di
illustrare però quello che sarà il
programma che desidererei
portar avanti con il Consiglio
Direttivo in quest'annata
rotariana, non posso certo
dimenticarmi di ringraziare Pina,
per la sua costante, accorta e
silenziosa presenza: ritengo che
le mogli dei Presidenti
partecipino, talvolta, con più
sofferenza. Il motto del Rotary
International per l'anno in corso
è "Il Rotary è condivisione" di
idee, di progetti, di speranze.
Ringrazio sentitamente tutti
coloro che questa sera hanno
voluto o potuto partecipare e
per quanto tutti, potrete o
vorrete essermi di aiuto.
Desidererei essere all'altezza dei
miei predecessori: ci riuscirò
con l’apporto di tutti.
Confermiamo subito che non
ho, meglio, non abbiamo grandi
programmi: il piano operativo è
già stato abbozzato con la
partecipazione dell'assistente
del Governatore, approvato dal
Consiglio, ne prendiamo atto
assieme.
1 - Dovremo porre più
attenzione alla promozione delle
pubbliche relazioni, curare
meglio l'informazione, dare
maggior lustro alle azioni del
nostro Club. Tutti dobbiamo
parlarne di più: con le Istituzioni,
organizzazioni, media. Dovremo
far conoscere gli obiettivi e i
traguardi raggiunti. Il mondo
attorno a noi non deve
conoscerci solo per le conviviali;
ma deve anche sapere che
queste sono importanti perchè
vi si decidono o si suggeriscono
i programmi. Quest'anno,
proprio per questo scopo
abbiamo un progetto che ci
sarà di grande aiuto. Con la
condivisione di Marisa, faremo
un opuscolo con le foto dei
migliori disegni degli alunni delle
Scuole elementari. Ci saranno le
premiazioni, una bella pubblicità
per l'evento e una
manifestazione piacevolissima
per insegnanti, alunni e famiglie.
2 - Abbiamo un progetto,
comune con altri Club del
Distretto, dove con un piccolo
contributo (2500 Euro all'anno
per 2 anni) riusciremo a
costruire in Ondame (Guinea
Bissau) un pozzo, come già
fatto, in Cantum, con il nostro
contributo, una casa alloggio
per le suore e una scuola
materna. La spesa complessiva
sarà di 353.000 Euro.
3 - Altro bel programma da
continuare è quello dell'annata
trascorsa: L'orientamento
scolastico. Scelta dell'Università
per un miglior inserimento nel
mondo del lavoro dei giovani.
4 - Service: con l'Incoming
President Antonio avremmo
concordato per una cosa
abbastanza importante da
6
particolarmente attento alla
conservazione e, sempre
scusandomi come sopra con i
giustificati, avremo bisogno di:
maggiore assiduità; più qualità
associativa. Questa è sintesi di
caratteri positivi: senso di
appartenenza, motivazione,
assiduità, affiatamento,
disponibilità. Da questi deriva la
qualità di socio di Club di azione
Rotariana. Qualità associativa è
anche difesa dei valori
dell'amicizia, della tolleranza,
della generosità ed innanzitutto
del senso etico, non limitato
all'agire interno al Club ma
all'esterno, nella quotidianità
della nostra vita, nel servire al di
sopra dei nostri personali
interessi. È necessario tornare
alla qualità del socio, e non
adottare la disinvoltura nella
cooptazione. A questa
dobbiamo talvolta la caduta di
motivazioni, l'indifferenza, la
disaffezione dei soci. Non
possiamo tollerare la non
partecipazione supponente.
Non possiamo prescindere dalla
qualità: qualità professionale ma
soprattutto umana. Diamoci
quindi una mano per non
constatare nel tempo, che
avremo tanti soci, ma pochi
rotariani.
Vi assicuro che sarò un
Presidente efficiente: contiamo
su un Consiglio Direttivo e su
Commissioni sensibili e
motivate; ma il buon andamento
dei risultati, dipenderà molto da
Voi carissimi amici ed amiche.
Concludo rammentando che il
nostro club ha ben 13 Paul
Harris da assegnare e che ogni
anno se ne aggiungono due.
Tutti conosciamo le motivazioni
per le quali possono essere
assegnati. Prima della fine del
mio mandato gradirei poterne
elargire qualcuno. Desidero, non
stasera, suggerimenti. Grazie
per l'attenzione: buon lavoro al
Consiglio, alle Commissioni, ma
anche, date le premesse, a tutti
Voi.
millennio. Confronti, scontri,
incontri. Nuove professionalità”:
questo il tema del 24^ RYLA,
svoltosi presso l’Hotel Fior di
Castelfranco Veneto dal 19 al
24 marzo 2007, al quale ho
avuto l’onore di partecipare.
Sei giorni particolarmente
coinvolgenti, sia per i temi
affrontati, sia per l’indubbia
elevata qualità dei relatori che
sono intervenuti.
Fin dal primo giorno mi è stato
possibile respirare quella
particolare atmosfera di cui
sovente mi hanno narrato i
“Rylisti” del passato quando,
con un po’ di nostalgia,
ripensavano all’esperienza da
loro vissuta.
Dopo l’accoglienza e
l’inaugurazione del corso, siamo
entrati subito nel vivo dei lavori
con la prolusione generale sul
tema del Dr. Nadio Delai, che
poi è stata la fonte di dibattito e,
in un certo qual modo, il leit
motiv di gran parte dei temi
affrontati al RYLA.
Il giorno successivo abbiamo
avuto modo di incontrare il
Governatore del Distretto Rotary
2060, il Dott. Cesare Benedetti
che, con la sua personalità
affabile e scoppiettante, ha
subito catturato l’attenzione e la
simpatia di tutti noi Rylisti e ci
ha condotto verso il tema della
mattinata, ovvero “fare
l’imprenditore agli inizi del terzo
millennio”. Il Governatore ci ha
raccontato la sua esperienza di
uomo e di imprenditore,
dandoci utili consigli per
affrontare al meglio il mondo
dell’impresa e, nel pieno spirito
rotariano, ha voluto ricordarci
che ogni uomo, qualsiasi attività
egli intraprenda, tanto più in
ambito professionale o
economico, non deve mai
soprassedere a quegli
irrinunciabili principi di servizio,
di umanità, di onestà e di
interesse generale, che sono
alla base del funzionamento di
una società che vuole definirsi
progredita.
Poi via via nel corso dei giorni si
Martedì 10 luglio 2007
Conviviale con signore e ospiti
Hotel Terme Vittorio Veneto
Relatore: Marco Caliandro
Tema: Ryla. Esperienze e commenti.
Durante la conviviale, il dott.
Marco Caliandro ci ha
illustrato la sua esperienza al
Ryla 2007. L’attività del Ryla è
stata presentata da Narciso
Zanchetta, componente della
Commissione Ryla del
distretto, Commissione
presieduta dal nostro amico
Aldo Toffoli.
Marco Caliandro, rotaractiano,
si è laureato in Giurisprudenza
presso l’università di Bologna
nel 2004, con una tesi di
laurea in Medicina Legale.
Contemporaneamente alla
pratica forense, ha svolto
attività di docenza presso
alcune scuole superiori, nelle
materie di diritto ed economia.
Dall’età di 16 anni opera
nell’ambito del volontariato di
Protezione Civile e del
Soccorso Sanitario. Nel 2000
fonda, insieme ad alcuni
amici, la “Prealpi Soccorso –
ONLUS”: associazione di
pubblica assistenza e
protezione civile specializzata
nell’ambito sanitario che - oltre
ad intervenire in caso di
calamità naturali - in tempi
ordinari garantisce servizi di
trasporto sanitario assistito
mediante ambulanza per
malati, invalidi, anziani e
disabili, nonché il servizio
integrativo di urgenza ed
emergenza medica 118.
Ha scritto diversi articoli
giuridici relativi alle
problematiche medico legali
del soccorso sanitario
extraospedaliero e ha
collaborato come correlatore
di alcune tesi per il Corso di
Laurea in Scienze
Infermieristiche dell’Università
di Padova, sede di
Conegliano.
Classe dirigente: un futuro da
costruire.
“Economie e culture del terzo
7
sono alternati i vari relatori, che
ci hanno permesso, sempre
nell’ambito del tema generale,
di spaziare tra il mondo
dell’impresa, dell’università,
delle professioni, della finanza,
delle politiche dell’energia e
dell’internazionalizzazione dei
rapporti economici e sociali.
Come non menzionare poi la
visita agli stabilimenti della Dotto
Trains di Castelfranco, dai
quali escono i trenini “Muson
River” presenti in molte zone
turistiche d’Italia e del mondo:
abbiamo avuto modo di
apprezzare una realtà
imprenditoriale davvero
particolare, ad ulteriore
esempio dell’ingegno
industrioso che caratterizza il
nostro amato territorio e, cosa
decisamente più importante,
quella di poter fare un bel giro
su un trenino riservato solo a
noi Rylisti nell’ampio
piazzale antistante la fabbrica!
Particolarmente pregevoli anche
i momenti culturali che gli
organizzatori del RYLA ci hanno
riservato, dalla visita alla mostra
pittorica “Venezia ‘900, da
Boccioni a Vedova” allestita
presso le sale di Ca’ dei
Carraresi a Treviso, alla
interessante relazione dell’Arch.
Franco Posocco sulle
professioni del paesaggio,
durante la quale abbiamo avuto
modo di apprezzare interessanti
rappresentazioni artistiche di
paesaggi, visti con gli occhi e
con la mente di artisti vissuti in
tempi diversi, al concerto finale
di musica classica per
Pianoforte e Violino dei maestri
Lazzaron e Fraccaro, svoltisi
nella storica cornice del “Teatro
Accademico” di Castelfranco,
nella cui sala si sono anche
conclusi i lavori del RYLA.
Insomma, non è di certo una
esperienza comune quella che
abbiamo vissuto.
Poter interagire a stretto
contatto (e non attraverso le
classiche “lezioni frontali”) con
relatori di pregio, con manager
affermati e di esperienza, con
professori universitari di tutto
rispetto e con professionisti di
lungo corso, nonché di poter
integrare importanti argomenti
con visite culturali e
professionali di assoluto rilievo e
di vivere momenti conviviali in
allegria, ha consentito a noi
partecipanti al RYLA di sentirci
dei privilegiati, contribuendo in
tal modo a coinvolgerci appieno
nei lavori e nelle varie attività (la
realizzazione del “Ryla Press”,
del sito internet e del blog), e a
creare tra di noi un feeling
davvero speciale.
Ma veniamo al tema che ho
scelto per questo breve
intervento: “Classe dirigente: un
futuro da costruire”. Infatti,
durante tutto il RYLA, stimolati
dai relatori e dagli argomenti
proposti, abbiamo tra noi
disquisito più volte su come si
delineerà il futuro della
leadership economica,
professionale e politica del
nostro paese.
Ebbene occorre innanzitutto
analizzare il momento attuale.
Ci soccorre in tal senso la
recente pubblicazione della
LUISS University Press, che
raccoglie il primo Rapporto sulla
classe dirigente italiana, peraltro
illustratoci dal Dott. Nadio Delai
(Presidente di Ermenia e
consulente dell’Unicredit
Group), proprio nel corso della
relazione di apertura del RYLA,
di cui prima vi accennavo, e che
della predetta pubblicazione, ne
è stato anche il coordinatore
scientifico.
Il rapporto si basa su quanto
emerso dall’interrogazione di
868 tra dirigenti della pubblica
amministrazione, della politica,
dell’impresa, delle banche, delle
istituzioni finanziarie e
dell’università. Insomma: la
ricerca della LUISS passa al
setaccio l’intera classe dirigente
italiana.
Innanzitutto è bene chiarire i
termini della questione. Quando
si parla di “classe dirigente”,
non dobbiamo apprestarci a
credere che con tale termine si
debba identificare una èlite o
una classe dominante.
Per “classe dirigente” si deve
intendere piuttosto quell’insieme
di persone in possesso di
caratteristiche di natura
personale e culturale tali da
renderle idonee a occupare
posizioni capaci di incidere nei
variegati campi della società
civile, dell’economia, della
cultura e della politica, nella
consapevolezza della “rilevanza
generale” delle proprie scelte e
dei propri comportamenti.
Ovvero di una minoranza che,
attraverso le proprie capacità
intellettuali e tecniche, sia in
grado di interpretare in chiave
generale le esigenze dei vari
attori della società, di
adoperarsi per la composizione
dei conflitti e degli interessi in
gioco - spesso contrapposti - e
di allocare opportunamente le
risorse (per definizione limitate),
assumendo così una funzione e
un ruolo di leadership nella
società medesima. In sintesi:
una minoranza in grado di
guidare autorevolmente una
maggioranza.
Interesse generale vs interesse
personale
Ciononostante, emerge dal
rapporto della LUISS University
Press che i presunti componenti
della classe dirigente italiana
non si riconoscono in questo
profilo e, soprattutto, non si
piacciono; e ciò per una serie di
fattori che il rapporto
impietosamente evidenzia,
primo tra tutti la difficoltà di
concepirsi come classe
dirigente, ovvero di intendere il
proprio ruolo nell’ottica
dell’interesse generale, rispetto
al giucciardiniano interesse
particolare e personale che, da
che mondo è mondo, è
nell’umana debolezza.
Insomma: prevale un diffuso
individualismo, e come
evidenziato tra gli altri da
Giuliano Amato nella sua
pubblicazione “Missione Italia:
quale classe dirigente per
l’innovazione”, emerge sempre
di più una carenza del
cosiddetto fattore leadership
dove per tale si intende «la
capacità dei gruppi dirigenti del
Paese di identificare una
missione condivisa e una
prospettiva comune, quali che
siano i ruoli interni a questi
gruppi». L’attuale Ministro
dell’Interno, nel 2003,
sosteneva che «il nostro è un
Paese senza reali egemonie,
dove ogni area di interesse tira
l’acqua al suo mulino e ciò che
realmente funziona è un sistema
spartitorio che degrada il bene
comune e le prospettive future
del Paese».
Consenso vs legittimità
La seconda difficoltà emerge
qualora vi sia la necessità di
prendere delle decisioni
strategiche: attualmente la
classe dirigente ammette di
basarsi più sul concetto di
“consenso” che su quello di
“legittimità”, così da poter
mantenere il proprio ruolo di
leadership a discapito di scelte
che, seppure impopolari,
potrebbero comunque
rappresentare la chiave di volta
o la risoluzione di problematiche
endemiche al “sistema Italia”.
L’analisi delle professioni rileva
una classe dirigente molto forte
in termini di “consenso”, ma
altresì debole in termini di
“competenza”.
La formazione della nuova
classe dirigente
Infine, il terzo fattore critico è
rappresentato dall’età dei
membri della classe dirigente,
sempre più longevi e di
conseguenza – buon per loro –
l’aumento della permanenza sul
lavoro, e dalla conseguente
8
mancanza di ricambio
generazionale al suo interno.
Dal rapporto LUISS emerge la
relativa stabilità dell’èlite italiana,
soprattutto nel corso degli
ultimi anni: i due terzi dei
personaggi celebri e potenti
presenti nel 2004, lo erano
anche nel 1998.
In tal senso lo scollamento con i
giovani aumenta
esponenzialmente, soprattutto
sul piano del confronto con la
classe “matura”. Il sociologo
Franco Ferrarotti, nel
commentare l’invecchiamento
delle classi dirigenti italiane si è
espresso con una frase severa
quanto acuta: «L’imperativo è
durare più che decidere».
Come ha sottolineato più volte
anche il Governatore Cesare
Benedetti nel corso del suo
intervento al RYLA, vi è invece
la necessità sempre più
impellente di formare futuri
manager, attraverso la
trasmissione della propria
esperienza acquista sul campo
ai più giovani, così da favorire il
ricambio generazionale e dare
continuità alla dirigenza e quindi
consentendo una progressiva e
non traumatica evoluzione del
“sistema paese”, sempre più in
competizione con altri sistemi
economici nell’ambito
dell’economia globale.
In parole povere, occorre
lungimiranza da parte dei
dirigenti più maturi nel pensare
alla crescita dei propri
collaboratori o, più in generale,
alla formazione dei giovani
leader, che in futuro dovranno
sostituirli. Occorre che la classe
dirigente attuale sia in grado di
separarsi da una visione
personalistica e ristretta e, in un
ottica più generale, orienti il
proprio pensiero a ciò che
verrà, investendo nel lungo
periodo, al di là di chi poi
passerà ad incassare i risultati.
Purtroppo è nota la crisi dei
“serbatoi” tradizionali di
alimentazione della classe
dirigente, quali le grandi
imprese, alcune istituzioni della
Pubblica Amministrazione, le
organizzazioni partitiche di
massa, ma soprattutto
l’Università.
L’On. Prof. Castellani, anch’egli
intervenuto al RYLA ha
evidenziato i punti di criticità
dell’attuale sistema universitario,
che egli ha evidenziato
nell’immissione in blocco di
migliaia di docenti universitari
per adattare il sistema
universitario, nella crescente
domanda di formazione,
nella mentalità dei professori
anziani ancora legati ad una
idea arcaica di Università e per
questo non in grado di gestire le
trasformazioni di questo
periodo, nell’endemica assenza
di meritocrazia, che assurge
addirittura ad un ruolo di primo
piano nella cultura dominante
del nostro Paese, scarsamente
favorevole ai meccanismi di
selezione meritocratica: basti
pensare che, da una analisi
comparata tra le prime quaranta
società italiane e le omologhe
statunitensi, l’unica certezza
emersa nel tracciare il profilo dei
nostri manager è la riluttanza ad
usare criteri di selezione
meritocratici.
Alla domanda dei compilatori
del rapporto LUISS: «cosa
conta di più per entrare a far
parte della classe dirigente?»,
rispetto ad una serie di opzioni,
sono prevalse:
1. conoscenza di persone
influenti e la raccomandazione;
2. spregiudicatezza ed
ambizione;
3. notorietà e visibilità.
Tali risposte confermano l’idea
che la selezione dei membri
dell’attuale classe dirigente
avvenga principalmente su basi
diverse dal merito, in particolare
tramite la cooptazione.
La ripresa del dibattito critico
sulle classi dirigenti ha portato
ad un ottica più riflessiva e
meno conformista sul punto,
tanto che l’attuale Presidente di
Confindustria Luca Cordero di
Montezemolo ha sottolineato la
necessità di «valorizzare le
persone che fanno bene, tutti
coloro che fanno le cose con
senso etico e senso dello
Stato».
Ebbene, ci sono più e più motivi
di ritenere che l’èlite italiana,
soprattutto quella economica,
abbia la consapevolezza e la
determinazione necessaria per
contrastare lo spettro del
declino, richiamandosi
inevitabilmente ad un forte
senso di assunzione di
responsabilità e all’esigenza di
farsi carico della difesa di un
interesse generale che riguarda
tutti.
Il futuro della classe dirigente,
tutto da costruire, si dovrà
basare su tre obiettivi di fondo:
- Primo: l’attuale classe
dirigente dovrà assumersi la
responsabilità e l’onere di creare
i suoi stessi sostituti, senza
timori e senza incertezze;
- Secondo: occorrerà guardare
oltre il solo ambito politico,
affiancando ad esso la il più
ampio ed etico concetto di
responsabilità della società civile
interamente considerata;
- Terzo: la responsabilità
dell’interpretazione, ovvero la
classe dirigente dovrà essere in
grado di interpretare i bisogni di
una società complessa come
l’attuale, formando i propri
quadri “nella società”, evitando
alla psicanalisi dopo gli
studi regolari spinto da
vicissitudini personali e
familiari; ne coglie i limiti e
la grandezza, la possibilità
di una critica costruttiva alla
luce del rigore epistemico
della fenomenologia.
Yaspers e Binswanger che
avevano avuto la fortuna di
conoscere personalmente i
fenomenologi Husserl e
Heiddeger e gli psicanalisti
Freud e Jung, lo
interessano, mediati dagli
scritti di Umbro Galimberti,
anch’egli della scuola di
Emanuele Severino.
Attualmente e da molti anni
il prof. Bernardino Tonon
insegna al C.T.P. (Centro
Territoriale Permanente per
la formazione e istruzione in
età adulta) di Dolo (VE)
dove tiene corsi annuali di
filosofia e teologia,
Martedì 17 luglio 2007
Conviviale con signore e ospiti
Hotel Terme Vittorio Veneto
Relatore: prof. Bernardino Tonon
Tema: La depressione alla luce della
psicanalisi
BERNARDINO TONON
Dopo travagliati, sofferti e
vissuti studi, alternati con
lunghe permanenze
all’estero, in Francia, dove
conosce grandi pensatori
cattolici come Maritain e
Vuillon, in Inghilterra con il
neo-positivista Ayer, a
Vienna con il linguista
Adam Schaft, il prof.
Bernardino Tonon si laurea
in filosofia teoretica con una
tesi sulla nascita della
logica in Platone e nel
pensiero occidentale, con il
grande pensatore
Emanuele Severino, nel
1976. Gli viene offerta la
pubblicazione della tesi e la
possibilità di carriera
accademica; rinuncia
dolorosamente e
polemicamente a entrambe
per ragioni economiche e
per contrasti e dissapori
nati da dubbi e incredulità
sull’autenticità dei propri
scritti manifestati dallo steso
prof: Emanuele Severino
con cui mantiene contatti
franchi e tesi. Si avvicina
9
di perdere in contatto con la
realtà effettiva in una spirale
negativa di autoreferenzialità.
Insomma, come sosteneva un
grande Presidente di una
grande nazione, J. F. Kennedy:
«attraverso il concetto di
responsabilità, dobbiamo
individuare cosa possiamo fare
noi per il mondo».
Al termine di questo mio
intervento, vorrei ringraziare il
Rotary Club Conegliano –
Vittorio Veneto per avermi
consentito di vivere questa
esperienza formativa unica, che
non potrà non avere che delle
influenze positive sulle scelte
che mi attenderanno nel mio
futuro professionale ed umano.
Un particolare ed affettuoso
ringraziamento vorrei rivolgerlo a
tutti i Rotariani che ci sono
stati vicini e ci hanno seguito
passo a passo durante il RYLA,
ed in particolare il Prof. Aldo
Toffoli, Presidente della
Commissione organizzatrice e il
Prof. Vittorio Andretta.
psicanalisi, scultura in
legno, marmo, pietra,
sasso, musica, linguistica
logica e filologica e
organizza mostre e
performances poetico-
della formazione alternarsi
in fughe e rientri. Vive a
Venezia da 37 anni ma non
esclude un rientro in patria.
musicali.
Il prof. Bernardino Tonon è
di origine vittoriese da parte
Nella relazione il prof. Tonon ha
illustrato la spiegazione che
viene data dalla psicanalisi della
sindrome depressiva secondo
le teorie che si rifanno agli studi
di Sigmund Freud: l’origine
della depressione va ricercata
in un trauma infantile rimosso,
che restando nell’inconscio
dell’individuo non viene dallo
stesso superato. Sono state
di padre e ritorna spesso e
volentieri in questa città che
l’ha visto negli anni decisivi
elencate le operazioni che la
mente compie per rimuovere il
trauma (rimozione, inibizione,
condensazione, sostituzione,
sublimazione) e negarlo con la
conseguente caduta in una
condizione di depressione e
nevrosi (sintomaticità istericosomatica e sintomaticità
ossessivo allucinatoria), i sintomi
che spesso si differenziano tra
maschi e femmine e le cure per
il superamento della fase di
depressione.
Martedì 24 luglio 2007
Conviviale con signore e ospiti
Hotel Terme Vittorio Veneto
Relatore: prof. Silvano Piccoli
Tema: Catullo “trevigiano”.
In questa piacevole
conviviale abbiamo avuto
come gradito ospite e
relatore il prof. Silvano
Piccoli: autore della
traduzione delle poesie di
Gaio Valerio Catullo in
dialetto trevigiano. Il prof.
Piccoli, laureato in lettere,
insegna al Liceo Flaminio di
Vittorio Veneto dove ricopre
anche l’incarico di vicepreside. Ha pubblicato
anche altri due lavori: il
libro celebrativo della
ricorrenza del centenario
del Liceo Flaminio e un libro
sulla storia della scuola di
Villa di Villa.
Durante la relazione il prof.
Piccoli ha raccontato di
aver voluto tradurre i versi
di Catullo in dialetto, perchè
sente l’autore molto vicino
alla sua sensibilità, ritiene
attuali e allo stesso tempo
spontanee le rime del poeta
latino ispirate dall’amore o
riferite ad accadimenti
quotidiani. A conferma ha
recitato delle poesie di
Catullo prima in latino e poi
in dialetto trevigiano.
Proverbi “aggiornati” di Piero Zanette
• Chi troppo vuole... firma cambiali.
• Can che abbaia... vende milioni di dischi.
NOZZE
Il 15 settembre, nella splendida cornice del Castello di Duino (TS) si sono uniti in matrimonio l’avv. Francesco
Camerotto e la dott.ssa Barbara Busechian. Ai novelli sposi le felicitazioni del nostro Rotary Club... a Giovanni
ed Elsa Camerotto, genitori dello sposo, l’augurio di tanti nipotini!
10
Dal Rotaract Conegliano - Vittorio Veneto
11
In ricordo di
TEODORO “DORETTO” CARNIELLI
Dopo lunga malattia, il 19 settembre,
si è spento Teodoro Carnielli.
“Doretto” fu socio di questo Rotary
Club per molti anni. Lo ricordiamo
imprenditore di successo, costruttore
di bici dai marchi prestigiosi e appassionato sportivo. Con la sua azienda
sponsorizzò importanti squadre e gran-
di campioni del ciclismo mondiale.
Quanti di noi lo conobbero ne hanno
apprezzata la simpatia, la grande umanità, unite ad un carattere deciso, frutto di rigore e dignità.
Alla moglie Maria Beatrice “Bice”, al
figlio Alessandro e ai familiari tutti le
nostre più sincere condoglianze.
Gli auguri nel club
OTTOBRE
Alcide Setten (3), Franco Moras (6), Giuseppe Ferretto (25), Domenico Camerotto (26), Giovanni Camerotto (31).
Le presenze del mese di Luglio 2007
12
Le presenze del mese di Agosto 2007
PROGRAMMA DEL MESE DI OTTOBRE 2007
Martedì
2 ottobre
ore 19.30 Consiglio direttivo presso l’Hotel Terme di Vittorio Veneto
Martedì
9 ottobre
ore 20.30 Conviviale con signore ed ospiti presso Hotel Terme di Vittorio Veneto,
Relatore: Angelo Scarabel. Tema: Il sufismo.
Martedì
16 ottobre
Martedì
23 ottobre
Conviviale soppressa.
ore 20.30 Conviviale con signore ed ospiti presso Hotel Terme di Vittorio Veneto,
Relatore: Antonio Fojadelli, Procuratore della Repubblica di Treviso.
Tema: Sicurezza dopo l’indulto.
Venerdì
26 ottobre
Sabato
27 ottobre
Visita degli amici del Club di Saalfelden.
Domenica 28 ottobre
Martedì
30 ottobre
Conviviale soppressa.
13
Scarica

conegliano vittorio veneto