•
Questltalia
bozze di politica e di cultura
Caro Pro fesso re,
l.
avremmo fissato l ' appuntam
9, 20 nl Ridotto dell ' Eliseo entrando da vi
Potr mo cosi concordare m gl io l proc ..........L~
aione.
P-r quanto mi ri arda io farò una brev
minuti • oh& ohiuderebb con i seeuenti inte:t .......,....
o~
.....
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di '-'ire- 2
I ) anzi tutto noi ci domandi amo se l ' ev · d : t
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poli t i co unitario di r sis tenza,finora
e democratiche franceai,non riv li, da par t
ricament presenti n lla Francia d 1 oggi - la
li eral , e il movime to operai o - una inca
te.~..~.sioni che, fo rs e anar chiva.monte , corrono
l i c: "t ; • ni
s l Sibili. Si che ci si impone la question
0 10
d 11
discus sa delle forme resiste ziali proposte, quell
l' i n ·..t.
n militare e civile , nei riguatdi della dottrina cat+,olica, a
zionale pensi ro liberale d mocra;tico e del l 'i deolo ·
d 11
marxist . eh cos pens~~o al riguardo gli uom ~ni di
li ca, laica · ma.rxista ? i t ngono oh le caut lo e l
diritto di insubordin- zione manifes t a tesi nei ri p ttivi campi
no più fonda.t~ ideolo ca.ment - s econdo l r spet t i
dottrin
l' fferm zione del di:ri t o 3·..,osso ?
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2) una s condl:1 qu stiOl'le i pone nei :r.iguard1. l 11
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sostenibili tà dei singoli strumenti di
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ea ti in Francia. . Ch cos a possiamo p nsar
)
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ne e alla tortur ,assiste nza sacerdotal e cl a -L
t re nlaico u (azione clandestina in accordo c n
i nvito a ll ' insubor · nazione militare), di c r ·c ..
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s i ndacal e contro l a guerra, scioperi, demu.zie
'\ ues11e forme di l otto ;;.>ono adeguate. o.lla si tur_.... l. no e
. s no,p rohè ri tene:be che i parti ti
ne hanno finota es ooe;i ta te al tre ?
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cos ci nz
3) un t reo e de f ini t i vo e i udizio, se za.
r qudialogo che segu ' rà,ci sembra noceeserio. Ri ton t
tuazione francese,questa gr nde a.rticol zione,,u
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che
., di scel te resi s ten ziali div r. s e , vada v a l u r.ata
11 l suo c mples sv p ..:.i tivamentè o no , in ordin a l ragviungimonto do. l · ,;:'L
. l o f l tuO
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l ~ salvezz
della d mocrazi a francese ? ·
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d i re z i o n e - re d az i o n e - a m m i n i s t r az i o n e : v e n e z i a - s. croce , 5 9 8 -
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e l . 31 8 O6 - c. c. p. 9 J 2 3 3 9 3
Questitalia
bozze di politica e di cultura
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E' questa 1..\ll& domanda pericolosa che non avremmo v.oluto porre e che d'altra parte 1 nostri interlocu.tori soDO ben liberi di non aooogl~.ere, peroh~
essa rischia indubbiamente di portare la nostra discussione sul terreno Q.i.
valutazioni st1'ett amente poli tiohe, diploma tiohe,mill tari, per le qua11 non
siamo fol"Se suffi cientemente informatiJ un terreno che è comunque estraneo
allo soopo di questa. noétra riunione.
Tuttavia affacciamo ugualsaen~e la domanda, intendendo con essa, sopra ttutto chiederci se questa va· ia ,solleoitar&1one resistenzi&le posa& esser•
d1 pei' aè, solleci tatnce di un più vasto - e co~que politicbe1'lte ade~
to - JDQvimento delle trta• che in Francia vogliono la pace, o non possa invece disperdere la capacità potenziale di re•istenaa della. gran parte dei
franc•s1 nell'adesione alle varie torme propoete. Una adesione diff&r nziata che sa:rebbe,nella gran par,te dei oe.s1 1 teo:ri~.perché è dif'f'1o1le pen•
sare che ttttti possano inaubord1nars1 o diserta~,o
fiutarsi al aervia1o
militare, e che pdtrebbe non determ·nare quell'unitaria presa di coscienza
del problema poli ti oo della fine della 8\l8X'r& Che ci sembra 00DltUlqU8 indispensabile.Gra•ie dell'attenzione e arrivederci a dQmatttna.
d i re z i o n e - re d az i o n e - a m m i n i s t r az i o n e : v e n e z i a - s. c r o c e, 59 8 - t e 1• 31 8 O6 - c. c. p. 9 12 3 3 9 3
A L L E GATO · n.1
(da
"Il Puntof' del I 0 ottobre 1960)
LA DICHIARAZIONE DEGLI INTELLETTUALI
(Manifesto dei 121)
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Un movimento molto importante si ·è sviluppato in Francia ed
è necessario che l'opinione pubblica francese ·e internazionale
ne sia meglio informata al momento in cui la nuova svolta della guerra d'Algeria deve portarci a guardare attentamente enon
. già a di men~icare,la profonda crisi che si è aperta da sei anni a questa parte.
Di giorno j_n giorno è :maggiore il numero dei. franc es i che
sono perseguitati, imprigionati, condannati per essersi rifiutati di partecipare a questa guerra o per essere venuti in
aiuto ai combattenti algerini. Calunniati dai lo o avversari
ma anche adultati da quelli stessi che avrebbero il dovere di
difenderli, le loro ragioni restano generalmente incomprese.E'
pertanto insufficiente dire che questa resistenza al pubblico
potere è rispettabile.
E' una protesta di uomini colpiti nel loro onore e nella
giusta idea che essi si fanno della verità e per, questo ha un
significato che sorpassa le circostanze nelle quali è venuta
affermandosie che è importante riconfermare, quale che sia la
piega che prendono gli avvenimenti.
00000
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Per gli algerini, la lotta che prosegue sia su un piano mi
litare sia su un piano diplomatico nancomporta equivoci di s o~
ta. E' una guerra di indipe:o,,denza nazionale. Ma quale ne è la
natura per i francesi? Non , si tratta di una guerra straniera
nè d'altra parte è stato m~ minacciato il territorio metropolitano francese. C'è di p ~Ùg essa è condotta contro degli
uomini che lo Stato ostenta di considerare francesi, mentre qu~
sti lottano proprio per non esserlo più.
Non basta dire che si tratta di una guerra di conquista, di
una guerra imperialista, P~J.:.~ molata, per s ovrappiù, dall'odio
di razza. Questo accad e in tutte l e guerre ,e l'equivoco persiste.
-In eff e ttj_, in seguito ad una ·de cisione che co s tituisce un
vero e proprio abuso, lo Stato ha prima di tutto mobilitato in
tere clas s i di cittadini con il solo scopo di realizzare un
compito che esso s t ess o ha definito come di polizia, contro una
popdazio~e oppre ssa , che si è ribellata unicament e per un elementar e sens o della dignità dal momento ch e es sa pretende
di
essere finalmente ricono s ciuta come una comunità indipendente .
.Nè gu erra di conquista, nè gue rr_a dj_ dife::a nazionale, n è
gu,ç:;rra ci vile, la guerra d 'Alg eria è di ventata poco a poco ·una
vera e propria operazione dell'esercito e di una casta che ri
fiutano di cedere di front e a una s ollevazione di cui lo stesso potere civile, rendnndosi conto del crollo generale
degli
imperi coloniali sembra pronto a ricon oscere il significato.
(segue
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Oggi è s oprattutto la volontà dell'Esercito che mantiene in
atto questa guerra assurda e criminale e questo Es e rcito~ attr~
v e r s o il ruolo politico che molti dei suoi più alti rappresentag
ti g li fanno g iocare, agisce perfin o apertamente e violentemente al di fuori della legalità 9 tradendo i finì che il paese gli
ha affidato, compromette e rischia di perve rtir e la s t essa NaziQ
n13 9 forzando i cittadini a rendersi complice di una azione f?-Zi.Q
sa e avvilente.
Bisogna forse ricordarE::, a quindici anni di dj __
stanza dalla distruzione del regime Hitleriano, che il militariSJ?-O franc ese 9 in seguito alle esigenze di una tale guerra è giug
to a restauTare la tortura <3 a farne nuovamente una istituzione
in Europa?
o o o o o o
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,
E' in queste condizioni che molti francesi hanno rimesso i n
/ dubbio il senso dei valori e degli obblighi tradizionali. Vi sono circostanze in cui il civi smo non è più tale ma diventa
una
vergognosa sottomissi one? Non vi sono dei casi in cui il rifiuto di obbedienza è un sacro dovere e il "tradimento" è coraggio\ so ri s petto della libertà? E quando· a causa della volontà
di
\ quelli che l' utilizzano come uno strumento di doEiinj_o razzista e
\ ideologi~o l'Esercito s i aff e rma in aperta o in lat ente rivolta
. contro le istituzioni dernocratiche 9 la rivolta contro questo non
\ pren~~ for se ~n. n1~o:o s ignificato? Il caso di coscienza si è pos to flno ~agll lnlzl della guerra.
E' normale che al suo prolungarsi questo caso di coscie:n za
si sia risolto conc retamente in atti sempre più numerosi di insubordinazion e , di dis erz ione oltre che di protezione e di aiuto ai
combatt enti algerinio
M_ovimenti lib 0ri che si sono sviluppati in margine a tuti{i j_
parti ti ufficiali e senza il loro aiuto e 9 alla fine, malgrado l e
· loro E:Confessioni anc ora una volta è nata una' 'r 8sistenza" al di
· fuori dei quadri( e dell e parole d'ordin e p res tabilite, attrave rso
una pr esa di coscienza sp ontanea, c ercando e d inventando delle
forme di azione e dei mezzi di lotta in rapporto alla nuova situazione di cui i gruppi pol itici e i giornali di op inio:ne hanLo
p~eferito non riconoscere il sen$0 e l e n e c ess ità rGali sia
per
inerzia sia per timidezza dottrinaria.
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.
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/
"Manifesto dei 121")
o o o
I firmatari 9 considerando che ciascuno deve pronunziarsi su
d egli atti chG -è ormai impo ssibi l e consid e rare come a"\rventure in
dividuali 9 consid 9rando che ess i stessi 9 al loro posto 7 e second o
l e loro possibilità hanno il d overe di int erven ire, non già p ~r
dar con sigli a degli u omini che ~ i s ono trovati a dover decidere
p e rsonalmente di front e a problemi tanto gravi 9 ma per domandar e ,
a qu e lli che li guidano di non lasciarsi prende r e nell' e q~ivoco
delle parole e dei valori, dichiara~~
( segue
"Manifesto dei 121")
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No :4 ris pe ttiamo e gi udichiamo giustificato il rifiu to· di
prendere l e armi contro il popolo algerino.
Noi rispettiamo e giudichiamo giustificata la condotta di
que i . franc es i che giudicano loro dovere portar e aiuto e prot e
zi one agli algerini oppressi in nome del popolo france se .
La causa del popolo ~lgerino ch e contribu isce in modo deci s ivo all a fine del sistema coloniale è la causa di t ut ti
g~i uomini liberi.
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A L L E G A T O
n.2 (dal Quotidiano "Le Monde" del
6/10/1960)
APPELLO ALL'OPINIONE PUBBLICA DELL'UNIONE NAZIONALE STUDENTI
(Il numero d ' ottobre dell'Enseignement pvblic, organo mensile della
Fed e razion e dell 'Educazione Nazionale· (autonoma) pubblicava un a p pello all'opinlone pubblica c h e n oi riprodurremo qui s ott o;
que s to
documento è s tato preparato dai dirigenti dei ·sindacati degli inse
gnanti e dell'UNEF , oltre che da diverse personalità ) o
La guerra d'Algeria'che, dopo sei anni, corrod e il Paese non è
n è una operazione di polizia, nè come è stato d e tto, un seguit o di
gh errigli e e di imboscate".
Il fallimento dei negoziati di Melun e le accre s ciute difficoltà
di r iconciliazione, non sono da addossarsi principalmente, come si
vorrebby far credere all'intransigenza del F.N.L. La politica di
investimenti e di promozione delle g enti mussulmane non risolve nè
potrà risolvere - anche quando s arà effettiva- il conflitto tanto
che ne s ono segui ti rastrell~menti, torture, de;portazj.oni che nul la, neppure gli attentati, potreb bero g i ust ificare e tanto che con tinua ad essere negato, l'e se rcizio riconosciuto all 'autod eterminazione reale.
Un numero sempre crescente di francesi hanno sentore d e lla
verità e la verità è che non vi è altra soluzione che una pac e n eg-2_
z iata ; queste sono le
formule avanzate da parte del Governo~ '' p ace dei valorosi " - autodeterminazionè - Algeria come entità alg c rina . Tutto ciò ha una logica e porta ad una conclusion e chiaramente visibil e ~ non è più possibile una Algeria francese
e
na politica potreqbe capovolgere il corso attuale degli eventi
Vi è i n fi ne il fatto ch e la pressione esercitata
dagli ultrà
e da una parte dell ' eser cito, impedi s ce di raggiungere la pace.
Que s ta verità · si è imposta,
al di fuori di tutti gli
s che mi pol i tici . e morali, pri ~a dal dibattito sul na zionali s mo algerin~
sulla nat ura del FLN ·e del r egime in staurato in Francia.
·Il Gove rno si adopra a dissimulare, a falsificare i fatti.
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Alcuni g iornali vengòno sequestrati per aver rivelato opinioni
che imbarazzavano l'autorità e che loro stessi non condividevano ;
alcupi argomen ti poi sono proibiti in partenza.
Il grupp o d 'avanguardia dell'opinione pubblicà~ si adatta
a
questo st ato di cose: gli è che, la sua opposizione alla guerra,p~r
vi va che essa sia, non è che un fatto di pensiero.
Lo gran di masse francesi ·poi subis~ono tutti gli effe.!
ti
d e lla g ;J_o r:r;à · s ul piano
morale ,
sQcial e ed e conomico, ma
poiché non h anno la guerra in casa ia verità che e ss i i n travveàono
non eli vi.ene volontà poli ti ca o
I giovani, essi sono ·b uttati nella guerra; e nella guerra la v e r ità li attende e con la verità il disordine, l'indurimento ,
la
degradazione, la crisi di coscienza, o anche la rivolta .
Senza che ess.i
abbiano in alcuna mani era la responsabilità
dei fatti essi sono completamente esposti a delle scelte
cariche
di con seguenze: ·certuni sono contagiati dal razzismo; altri, f atta l ' es~erienza, tentano di dimenticare; altri conoscono il disgust o ; altri s opportano la repre ss ione in loco e all 'o s curo per
(segue "Appello all'opinione pubblica dell'UNEF)
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aver rifiutato di partecipare ad azioni che essi giudicanG riprQ
vevoli ;altri preferiscono l'imprigionamento ad andare in guerra 9
altri infine scelgono l'insubordinazione.
I firmatari di questa dichiarazione affermano che n~ùla s ituazione descritta la crisi di coscienza e lo spiritc m rivolta
dei giov~i s ono inevitabili. Essi sono persuasi che non si avrà
altro che un aggravarsi della crisi finchè la sua causa non sarà
elimina ta~
la guerra stessa.
I tribunali invocheranno invano la legittimità dello Stato
quando il potere stesso distrugge l'esercizio dei diritti democra
ti, quando il disprezzo delle leggi è palese in una parte
de gli
ufficiali.
La logica deJJa situazione è la pace; la logi _c a del potere, dal
momento che esso se ne allontana dopo averla fatta sperare, è la
repressione. Già questa si aggrava come è testimoniato dai nuovi
attentati alle libertà che prendono pretesto da un recente manifesto ~ ben tosto essa rischia di generalizzarsi. Ma che co sa e~
sa esprime se non altro che l'insuccesso di una politica? che a];_
tro ~ub fare per tentare di ritardare la soluzione necessaria?
Oppure essa si imporrà nelle agitazioni, nelle peggiori condi
zioni sia in Fr-a ncia che in Algeria. Oppure essa sarà ottenuta
attraverso un negoziato senza esclusiva nè pregiudiziali.
L'equivoco e i malumori nel· quale ci fa vivere una politicafu
doppiezza si svelano~ il problema dei giovani diventa il problema di tutti, il problema della Nazione.
Tutti noi siamo messi in condizione di optare fra le conc ezi_<2,
ni de gli ultras o degli ufficiali attivisti e una volontà di pa0e senza equivoci e senza stratagemmi, Noi invitiamo tutti colo
ro che hanno fatto la nostra stessa scelta a firmare questo e:ippello.
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(que sto appello è stat o firmato fra gli altri da J.M. Domenach,
direttore della Rivista "Esprit" che è stato fermato dalla polizia)
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A L L E G A T O
N. 3
(dal Qu oti dian o "La Cro-Lx 11 de l 18 . 1 O. 1960)
!
DICHIARAZIONE DELL'ASSEMBLEA DEI CARDINALI E .DEGLI ARCI VE SCOVI DI
FR.Al'iJ CIA
I cri stiani nella congiuntura -presente
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Il problema algerino
L'Assemblea, dolorosamente cosciente delle sofferenze .di ogni
genere che comporta il ~rolungarsi della gu èrra d'Algeria, si
preoccupa di fronte allo smarrimento che invade molte coscienze,
s:necialmente tr2. i giovani. Questi si do man dano, nèll'inc er tezza e talvolta nell'ansietà , in che cnsa consista il dovere.
Per rispondere a queste perplessità n0n si dovrebbe ricorrere
all ' insubordinazione militare e ad azioni sovversive: questo sarebbe s ottrarsi ai doveri ch e crea la solidarietà nazionale e
l' amor2. di :patria i seminBro l' a::.1?-.rch :i_~. , minP,::.""e la presunzi.or.e c1j_
diritto di cui godono, nei cas i incerti, le decisioni dell'autorità legittima.
Tuttavia, bisogna che tutti 'si sforzino di, comprendere le angnsce dei g iovani e r1i scoprire le cau s e pr0fC'nde del travaglj.o
delle cosciènze rette per portarvi rimedio e cercare in tutta
obi ettività e lungi dalle pas sioni partigi ane, i mezzi pacifici
di s oluzione del conflitto.
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L'Assemblea ricor da che la condizi one essenziale perchè siano
conosciute l e vie della pace, è che tutti coloro, chiunque essi
siano, che hanno delle re sponsabilità circa il protrarsi o
men C'
di ques-!;a gue:rra fratrici da, mettan o al p:rimo posto delle lo r o
preoccupazioni le esigenze della morale naturale fissata da Dio.
Da qualuY'. que parte essi vengano, gli atti di terrorismo , g l j_ ol traggi alla persona umanQ, i procedimenti violenti per strappare
le conf e ssion~, le esecuzioni sommarie le misure di repres s ion ~
che colpi s cano degli innocenti sono cvndannati da Dio. Ino1 tr e
p er far val ere dei diritti legittimi o per assicurare il trionf u
di una causa che si ritiene giust_a, non è assolutament e p ermesso
ricorr-ere a mezzi intrinsecament e perversi , l ' uso dei quali 7 degradando le coscienze, non ha per risultato certo che far ±i tar-dare senz~ posa l'ora della pace.
Bi sogna aggiung ere che tali atti, compro me ttono l' eserci zio
nell'autorità res:;)onsabile e scuotoY).o nelle cosci en ze dei subo rrl i..n a t :i_ J.a legi ttimj_ t à, G.e ll' autorità.
"Nessuna istanza kiUperiore è abilitata a comandare un atto immorale '.
'"Non e siste alcun diritto, alcun obbligo, alcun permesso per
compier e un atto in sè immorale, anche se è comanr.ato , anche s e
il rifiuto di agire conduce ai peggiori danni personali''· (Pio XII
Congresso internazionale di diritto penale, 3 ottobre 1953).
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REDAZIO E
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Via Milano, 42- ROMA
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"Il Punto" del I 0 ottobre 1960)
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LA DICHIARAZIONE DEGLI INTELLETTUALI
(Manifesto dei 121)
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Un movimento molto importante si è sviluppato in Francia ed
è necessario che l'opinione pubblica francese e internazionale
ne sia meglio informata al momento in cui la nuova svolta della guerra d'Algeria deve portarci a guardare attentamente enon
già a dimenticare,la ' profonda crisi che si è aperta da sei anni a questa parte.
Di giorno in giorno è maggiore il numero dm francesi che
sono perseguitati, imprigionati, condannati per essersi rifiutati di partecipare a questa guerra o per essere venf ti in .
aiuto ai combattenti algerini. Calunnfati dai loro avversari
ma anche adultati da· quelli stessi che avrebbero il dovere di
difenderli, le loro ragioni restano generalmente incomprese.E'
pertanto insufficiente dire che questa resistenza al pubblico
potere è rispettabile.
E' una protesta di uomini colpiti nel loro onore e nella
giusta idea che essi si fanno della verità e per questo ha un
significat.o che sorpassa le circostanze nelle quali è venuta
affermandosie che è importante riconfermare, quale che sia la
piega che prendono gli avvenimenti.
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Per gli algerini, la lotta che prosegue sia su un piano mi
litare sia su un 'piano diplomatico noncomporta equivoci di so~
ta. E' una guerra ' di indipendenza nazionale. Ma quale ne è la
natura per i francesi? Non si tratta di una guerra straniera
nè d'altra parte è stato mai minacciato il territorio metror0litano francese. C'è di più~ essa è condotta contro degli
uomini che lo Stato ostenta di considerare francesi, mentr e qu~
sti lottano proprio per non esserlo più.
Non basta dire che si tratta di una guerra 'di conquista, di
una guerra imperialista, stimolata, per sovrappiù 7 dall'odio
di razza~ Questo accade in tutt.e le guerre e l'equivoco persiste.
In effe·tti, in · segui t o aò. una decisiòne che costituisc e un
vero e proprio abuso, lo S~ato ha prima di tutto mobilitato in
tere classi di cittadini con il solo scopo di realizzare un
compito ~he easo stesso ha definito come di polizia, contro una
popdazionG oppressa, che si è ribellata unicamente per un elementare senso della' dignità dal momento che essa pretende
di
Gsse're 'finalmente riconosciuta come una comunità indipendente.
Nè guerra di conquista, nè guerra di difeEanazionale, nè
guerra civile, la guerra d'Algeria è diventata poco a poco una
vera e propria operazione dell'esercito e di una casta che ri
fiutano di c·e dere di fronte a una sollevazione di cui lo stesso potere civile, rendnndosi conto del crollo generale
degli
imperi coloniali sembra pronto a riconoscere il significato.
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"Man if es to dei 121")
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Oggi è s oprattutto la volontà dell'Esercito che manti en e in
atto que sta guerr a assurda e criminale e questo Es ercito, attr~
v erso il r u olo politico che molti dei s u oi più alti rappr es entag
ti gli fann o giocare, ' a gi sc e p er fino ap er tament e e viol entement e al di f u ori della legalità, tradendo i fini che il pae s e gli
ha affidato~ comprome tt e e risch ia di p ervertir e la stessa Nazio
n e , forz ando i cittadini a r endersi complic e di una azione fazi~
s a e avvil ent e . Bisogna for se ricordar e , a quin dici anni di di stanza dalla distruzione del r egime Hitleriano, che il mili t ,ari:...
smo franc e s e, in s eguito all e e sigenze di una tal e gu erra è giun
to a r e staurare la tortura e a farn e nuovament e una istituzione
i n Europa?
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E' in que ste condizion i che molti franc esi hanno rimesso in
dubbio il senso de i valori e degli obblighi tradizionali. Vi sono circostanze in cui il ci vi smo n on· è più tale ma diventa
una
vergognosa sottomissione ? Non vi sono dei casi in cui il rifiuto di obb e di enza è un sacro dover e e il "tradimento" è coraggioso risp e tto de lla liberta? l E quando a causa della volontà
di
que.lli ch e l 'utilizzano come uno strumento di dominio razzista e
i de ologico l'Es ercito si aff erma in aperta o in lat ent e rivolta
contro l e · i s tituzioni democratiche , la rivolta contro qu:e s to n on
prende fors e un nuovo significato? Il caso di cosci enza si è p osto fino dagli inizi della guerra.
E' normal e che al suo prolungarsi que sto caso d~ co s ci enza
s i s ia r i s olto concr etament e in atti sempre più numerosi di insubordin azion e , di dis erzione ol~re che ~i prot ezion e e di aiut o ai
combatt en ti algerini.
Moviment i l ib eri. che si s ono sviluppati in margin e a tutti i
parti ti ufficiali e senza il .loro aiuto e , alla fine, malgrado l e
loro s;on f e s s ioni ancora una volta è nata una"r esistenza" al di
fu ori dei quadri e dell e parol e d'o~din ~ pr ~ stabil{t e , attraver s o
una pr e s a di cosci enza spontanea, c ercando ed inventando delle
forme di azione e de i mezzi di lotta in rapporto alla nuova s ituaz i one di cui i gruppi politici e i giornali di opinione hann o
pr ef er ito non riconoscere il s enso e l e n e c e ssità reali sia p er
i n er zia s i a p er timidezza dottrinaria.
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I firma tari ? c on si deran do ch e ciascuno dev e pronunziar si su
degli a t t i che .è ormai imp ossibile consid erare come avvent ur o in
di viduali $· c ons id Grando ch e C$S i st e ssi, al loro po s to, e s e c ondo
l e l oro p ossi bilità hanno il dover e di int ervenire , non già p~ r
dar consigl i a degli uomi n i che si _sono trovati a -dover decid er e
p e,r sona l men t e di front e a problemi tanto gravi, ma p er . doman dar e ,
a qu ell i che li guidano di n on lasciarsi prend er e ne ll' equivoc o
dell e pa r ol e e dei valori, dichiarano ~
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nManifesto dei 121 ")
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Noi risp et tiamo e giudichiamo giustificato il rifiuto di
prendere le armi contro i l popolo algerino.
Noi rispettiamo e giud ichiamo giustificata la condotta di
quei francesi che giudicano loro dovere portare aiuto e prot~
zion e agli algerini oppr essi in nome del popolo france se .
La causa del popolo algerino che contribuisc e in modo deci sivo alla fine del sistema colonial e è la causa di tutti
g li uomini liberi.
A L L ,E GATO
n.2
(dal Quotidiano ''Le Iv.ronde" del 6/10/.1960)
APPELLO ALL'OPINIONE PUBBLICA DELL'UNIONE NAZIONALE STUDENTI
(Il numero d'ottobre dell'Enseignement public, organo mensile
della Federazione dell'Educazione nazionale (autonoma) pubblicava un appello all'opinione pubblica che noi riprodurremo qui
sott o ; questo documento è stato preparato dai dirigenti dei
sindacati degli insegnanti e dell'UNEF, · Oltre che da divers e
personalità) ~
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"La guerra d'Algeria che, dopo sei anni, corrode il Paes e non
è nè una operazione di polizia, nè come è s4ato detto 9 un s egui
to "di gu erriglie e di imboscate". ·
Il fallimento dei negoziati di Melun e le accresciute difficoltà di riconciliazione, non sono da addossarsi principalmente?
co me si vorrebbe far credere, all'intransigenza del F.N.L. La
politica di investimenti e di promozione delle genti mussulmane
non risolve nè potrà risolvere - anche quando sarà effettiva
il conflitto tanto che ne sono seguiti rastrellamenti, torture 9
deportazioni che nulla, neppure gli attentati, potrebbero giust i
ficare e tanto che continua ad essere negato, l' esercizio ric~·- .
nosciuto al~'autodeterminazione reale.
Un numero sempre crescente di francesi ha~~o sentore della v~
rità e la verità èche non vi è altra soluzione che una pace negQ
ziata9 que s te sollo .'::..0 formule a van z.:.1te da paTte del Governo ~ " P.§.
ce dei valoros i" - autodeterminazione - Algeria come entità alg~
rina. Tutto ciò ha una logica e porta ad una conclusione chiara
mente visibile~ non è più possibile una Algeria francese e ness u
na politica potrebbe capovolgere il corso attuale degli eventi.
Vi è infine il fatto che la pressione esercitata dagli ult r à
e da una parte dell'esercito, impedisce di raggiungere la paceu
Questa verità si è imposta, al di fuori di tutti gli s chemi
politici e morali, prima del dibattito sul nazionalismo algerino,
sulla.natura' del FLN e del regime instaurato in Francia.
Il Governo si adopra a dis simulare, a falsificar e i fatti.
Alcuni giornali vengono sequestrati per aver rivelato opinioni cJ:l; i mbarazzavano l'autorità e che loro s t essi non condi. vi deva
no; alcuni argomenti poi sono proibiu in partenza.
Il gruppo d 'avanguardia dell '.opinione .pubblica si adat ta a
questo stato di cose~ gli è che, la sua opposizione alla guerra,
per viva che essa si~, non è che un fatto di pensiero.
Le grandi masse francesi poi subiscono tutti gli effetti del
la guerra s ul piano morale, sociale e economico, ma poichè
non
hanno la guerra in casa la v~rità che essi intravvedono non diviene volontà politica.
I giovani, essi sono buttati nella guerra; e nella guerra la
verità li attende e con la verità ·il disordine, l'indurimento ,la
d'e gradazio:ne, la crisi di coscienza, o anche la rivolta.
Senza che essi abbiano in a lcuna maniera la responsabilità
dei fatti essi sono completament e esposti a delle scelte cariche
di conseguenze: certuni sono contagiati dal razzis~o; altri, fa1
ta l'e sperienza, tenta~ o di dimenticare; altri conoscono il disgusto; altri sopportano la repressione in loco e all'oscuro per
l
(segue "Appello all'opinione pubblica dell'UNEF)
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aver rifiutato di partecipare ad azioni che essi giudicano riprQ
vevoli;altri preferiscono l'imprigionamento ad andare in guerra;
altri infine scelgono l'insubordinazione.
I firmatari di questa dichiarazione affermano che JJRlla situazione descritta la crisi di coscienza e lo spiritc m rivolta
dei giovani sono inevitabili. Essi sono persuasi che non si avrà
altro che un aggravarsi della crisi finchè la sua causa non s arà
eliminata~
la guerra stessa.
I tribunali invocheranno invano la legittimità dello Stato
quando il potere stesso distrugge l'esercì zio dei diritti de:nocra
ti, quando i1 disprezzo delle leggi è palese in una parte
degl i
ufficiali.
La logica deTia situazione è la pace; la logica del potere,dal
momento che esso se ne allontana dopo averla fatta sperare, è la
repressione. Già questa si aggrava come è testimoniato dai nQovi
attentati alle libertà che prendono pretesto da un recente manifesto 9 ben tosto essa rischia di generalizzarsie Ma che cos a e~
sa esprime se non altro che l'insuccesso di una politica? che ~l
tro può fare pe.r tentare di ritardare la soluzione necessaria?
Oppure essa si imporrà nelle agitazioni, nelle peggiori condi
zioni sia in Francia che in Algeriae Oppure essa sarà ottenuta
attraverso un negozi~to senza esclusiva nè pregiudiziali.
L'equivoco e i malumori nel quale ci fa vi vere una poli ti ca di
doppiezza si svelano: il problema dei giovani diventa il problema di tutti, il problema della Nazione.
Tutti noi siamo messi in condizione di optare fra le conc e zio
ni degli ultras o degli ufficiali attivisti e una volontà di pace senza equivoci e senza stratagemmi. Noi invitiamo tu~ti col~
ro che hanno fatto la nostra stessa scelta a firmare questo appello.
{questo appello è stato firmato fra gli altri da J.M. Domenach,
direttore della Rivista "Esprit" che è stato fermato dalla polizia)
l
A L L E GAT O
N. 3
(dal Quotidiano "La Croix" del 18~10.1960)
DICHIARAZIONE DELL ' ASSENffiLEA DEI CARDINALI E DEGLI ARCIVES COVI DI
FRANCIA
I cristiani nella congiun tura presente
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Il problema algerino
L'Assemblea, dolorosamente cosciente delle sofferenze di ogni
genere che comporta il :;;rolungarsi della guerra d'Algeria~ si
preoccupa ~i fronte allo smarrimento che invade molte coscienze,
specialmente tr~ i giovani . Quest i si domandano, nèll'inc e rtezza e talvolta nell 'ansietà 9 in che cnsa consi sta il dovere .
Per rispondere a queste perplessità n0n si dovrebbe ricorrere
all ' insubordinazione mi litar e e ad azioni sovversive~ questo sarebb e s ottrarsi ai doveri che crea la s olidarietà nazionale e
l' amora di patria , seminare l'anarchia, mine.re la presunzione di
diri tto di cui god ono, nei casi inc e r t i, le de cisioni dell'auto rità legittima.
Tut.tavia, bisogna che tutti si sf orzino di comp rend ere le an- _
g0sce dei giovani e ~i sc o prir~ le cau se pr\f\nde del trav~glio
delle coscienze rette per portarvi rimedio e cercare in tutta
obiettività e lungi dalle passioni partigiane, i mezzi pacifici
di so luzione del c onflitto.
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L'Assembl ea ricor da c he la condizione essenziale perohè ·sian o
conosciute le vie della pace, è che tutti coloro , chiunque essi
siano, che hanno delle responsabilità circa il prot.r arsi o
men o
di questa guerra fratricida, mett ano al primo posto delle loro
preoccupazioni le esi genze della morale naturale fissata da Dio.
Da qualunque parte essi vengano, gli atti di terrorismo, g li oltraggi &lla pers ona uman~, i procedimenti vi olenti per st ra ppar~
le c onfessi oni, le esecuz ioni sommarie le misure di repressi one
che co1Qis9ano degli innocenti s ono c vndannati da Dio.
Inoltre,
per far valere dei diritti legittimi o per ass icurare il trionfo
di una causa che· si ritiene g iusta, non è assolu -t ament e permesso
ric o rrere a ·mezzi intrins e came nte perversi, l ' uso dei quali 9 degradand o le cosci enze, non ha per risultato certo c he far rit ardare senz~ posa l'ora della pace.
Bisogna a ggiungere che tali atti, compromettono l ' esercizio
èell ' autorità res~onsabil é e scuotono nelle cosci enze dei subord inati l a . legittim~t à ~ell ' autorità.
" Nessuna istanza ~up eriore è abilitata a comandare un at-to immorale .
· "Non es iste alcun dirit t o,
alcun obbligo, alcun permess o per
compiere un atto in sè immorale, anche se è coman~ato 9 anche ' Se
il rifiuto di agire conduce ai peggiori danni personali". (Pio XII
Congresso i nte rnazionale di diritto penale, 3 ottobre 1953).
(segue Dichiarazione dell'Assemblea r1.ei Cardinali) ·
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Lo statuto futuro dell'Algeria, deve essere consacrato dalla
libera adesione della popolazioneo Ma vi sono delle esigenze
che dipendono dalla giustizia e che non si possono far discend~
re dalla libera scelta degli uomini ; esse dovranno essere
in
ogni caso rispettate ; ricordarle appare necessario.
1) la popolazione dell'Algeria è costituita dalla coabitazione di più comunità ; questa coabitazione rappre senta per l'Al
geria la co nd izione di prosperità per l'a1~enire.
I diritti
della comunità che costituiscono la popolazione dell'Algeria non
sono opposti f~a di loro 9 ma solidali. Bisogna dunque escludere tutte quelle soluzioni che mirano a compromettere questa
coabitazione ed ogni lilisura deve essere presa perchè in o gr.:.j_ ca
so i diritti della di.gni tà di tutti siano rispettati senza alcu
na distinzione.
2) L'Algeria è un centro di incontro di ~ivers e cultur e e
civiltà. Promuovere attivamente l'armonia di tutti questi valori è un elemento importante per la race ~ così si troverà assicu
rata la pi ena: espa:.1sione delle personalità nel risp e tto del lo
ro essere e della loro libertà, e nello stesso t empo sarà a s sicurata efficacemente la prosperità materiale del paese8
3) Al di sopra di ogni suscettibilità reciproca è indispen
sabile assicurar:; in Algeria, P.er il bene degl i uomini che l a
abitano, per la prosperità del paese, per la· pace della comuni tà internazionale questa "collaborazione costruttiva" che Pio
XII desi de rava ardentement e v é der re·gnR.re, tra l'Europa e il
Continente africano (21 aprile 1957).
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In conclusione noi desideriamo profondamente che una soluzione di s a ggezza , degna della Francia e del nobile esempio di
disinteresse che e·ssa ha dato al ·mondo nei confronti dell e giovani nazioni africane, porti il più rapidamente possibil e airAl
geria una pace equa, rispettando tutte ~legittime aspirazioni,
diritti, i nteress i, e le tradizioni delle diverse comunità, per
chè tutte insieme possano lavorare per la p ros perità dell'Alge ria infine pacificatao
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N. 3
( dal Quoti diano "La Croix" d el 18 . 1O. 1960)
DICHI ARA ZIO NE DELL' AS SENffiLEA DEI CARDINALI E DEGLI ARCI VESCOVI DI
FRAH CI A
I cri stiani nella congiuntura -presente
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Il problema al g erino
L ' Assemblea~ dolorosamente çosciente delle sofferenze di ogni
gener e che comporta il Jrolu n g ar s i ·d e lla guerra d'Alg e ria, ""'i
preoccupa di fronte allo s marrimento che invade molte coscienze,
specialLJ.ente tre. i giovani.
Questi si domandano, nèll 1 incertezza e talvolta nell ' ansietà 9 in che cnsa consista il dovere.
Per rispondere a ~ueste perplessità n0n si d ovrebbe ricorrere
all ' insubordinazione militare e ad azioni sovversive: questo sarebb e sottrarsi ai doveri che cr e a la solidarietà nazionale e
l' amora di patria~ semi.nar e 1' a n ar chia, minP.re la pr e sunzione di
diritto di cui godono, nei casi incerti, le decisioni dell'auto rità legittima.
Tuttavia, bisogna che tutti si sforzin o di ·comprendere le anglìsce dei giovani e rl.i se'aprire le cause prc-fc-nde del travP.glio
delle coscienze rette per portarvi rimedio e cercare in tutta
obiettivi ta e lungi d_a lle passioni partig iane, i mezzi pacifici
di soluzione del conflitto.
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L'Assemblea ricorda che la condizione es·senziale :perchè s iano
conosciute le vie della pace, è che tutti coloro, chiunque e ssi
siano, che hanno delle responsabilità circa il protrarsi o
meno
di qu e s ta guerra fratricida, mettano al primo posto nelle l o r o
preoccupazioni le esigenze della morale naturale fissata da Dio.
Da qualunque parte essi vengano 9 gli atti di terrorismo, gli ol -·
traggi &lla persona uman~, i procedimenti violenti rer strap pare
le confessioni, le esecuzioni sommarie le misure di repres ~ io n~
che colpiscano degli innocenti sono cvndannati da Dio.
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p er far val e re dei diritti legittimi o per assicurar e il tr ~ onf o
di una causa che si ritien e giusta, non è assolu~amen te p er n1ess o
ric o rr e r e a me zzi intrinsecamente perversi, l'uso dei quali , de gradan d o le coscienze, non ha pe·r risultato certo che far ±i t a rdare s enz~ posa l'ora della pace.
Bisogna a ggiung e re che t~li atti, compromettono l' es ercizi o
è e ll'au tor ità r es ~onsabil e e scu otono nelle cosci enze dei subordin ati l a l egit t imità ~eil 1 autorit ~ .
" Nessuna istanza r;;uperiore è abilitata a comandare un at~o - i m
mor a le .
alcun obbligo, alcun perme sso per
" Non e siste alcun diritto,
comp i e r e u n atto in sè immorale, anche se è co man~ato, a n che se
il rifiuto di agire conduce ai peggiori danni personali". (Pio XII
Congresso internazionale di diritto penale, 3 ottobre 1953).
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Lo statuto futuro dell'Algeria, deve essere consacrato dalla
libera adesione della popolazione$ Ma vi sono delle esigenze
che dip end~no dalla giustizia e che non si possono far discend~
re da~la libera scelta degli ~ornini ; esse dovranno esser~
in
ogni caso rispe~tate9 ricordarle appare necessario.
1) la popolazi<?ne dell'Algeria è costituita dalla coabi ta-zione di più comunità; questa coabitazione raprresenta per l'Al
geria la condizione di prospe~ità per l'avvenire.
I diritti
della comunità che costituiscono la popolazione dell'Algeria non
sono opposti fra di loro 9 ma solidali. Bisogn~ dunque escludere tutte quelle soluzioni che mirano a compromettere questa
coabitazione ed ogni wisura deve e ss e re pr e sa perchè . in o g r.:i . C.§:
so i diritti della dignità di tutti siano rispettati senza alcu
na distinzione.
2) L'Algeria è un centro di incontro è.i tiiverse culture e
civiltà. Promuovere attivamente l'armonia di tutti questi valori è un elemento im~ortante per la pace~ così si troverà assic~
rata la piena espansione delle personalità nel ri.spetto del l~
ro essere e · della loro libertà, e nello stesso tempo sarà assicurata efficacemente la prosperità materiale del ·paesee
3) Al di s0~ra di ~gni suscettibilità reciproca è indispen
s~bile assicurare in Algeria, per il bene degli uomini che la
abitano, per la prosperità del paese, per la pace della comunità internazionale questa "collaborazione costruttiva" che Pio
XII desiderava ardentement e v e der regnRre, tra ~'Europa e il
Contin~nte
africano (21 aprile 1957)~
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In conclusione noi desideriamo profondamente che una soluzione di saggezza, degna della Francia e del nobile e sempio di
disinteresse ·che essa ha dato al mondo nei confronti delle giovani nazioni africane, .port{ il più rapidamente possibile alrAl
geria una pace equa, rispettando tutte ~legittime aspirazioni,
diritti, interessi, e le tradiziQni delle diverse comunità, pe~
chè tutte insieme possano lavorare per la prosperità dell'Algeria infine pacificata$
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Ques titalia
bozze di polllloa. e di oultu,.a
Venezia, ..
liigregio Sigr_or
Prof.Altiero Spinelli
clivo lfutario,5
Roma,7 novembre I960
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Chiar.mo Professore,
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i e ri le ha tel efonato l ' amico
Antonio Jerkov per pregarla di partecipare alla_nostra Tavola
rotonda di sabato I2 novembre p.v. alle I6,30 al Ridotto del- ·.
l ' ~ liseo insiema a Carlo Bo,Costantino ~rtati e Lelio Basso.
Le invio i documenti che invieremo a tutti gli invitati alla manifestaz ione come spunto di discussione.
Vo glia gradire i migliori saluti
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all.3
direzione
•
redazione
·
amministrazione:
venezia
-
s.
croce
161 /a
-
tel.
32086
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Il'AmministJazione
MODULARIO
Telegr. - 61
INDICAZIONI
D'URGENZA
lità éibtle ~
Ricevuto il .. ........ ........... 19...... .. ore ...... ..
•l
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RICEVENTE
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Per circuito N .............../..
Qualifica
Mon. 30 (Ediz. 196o)
non assume alcuna responsabi•
del servizio telegrafico.
Le ore si contano sul meridiano corrispondente al tem,pofJf!Ji
dell'Europa Centrale.
Nei telegrammi impressi a caratteri romani, il
dopo il nome del luogo di origine rappresenta quello
il secondo quello delle parole, gli altri la data e l'ora e
della presentazione.
DESTINAZIONE
+ + + ROMA ROMA
477/324 23 9 1 82~
Roma- Istituto Poligrafico dello Stato P. V.
l .~P ROVV l SO
fTIRO PROFESSOR ~ ORTAT I R I NVI O TAVOL
PROSS I MO f:JREG O CO NFER,1A E SE POSS I B ILE +-- -
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schedari, classificatori
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e mobili metallici
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ASSOCIAZIONE ITALIANA PER LA LIBERTÀ DELLA CULTURA
aderente
VIA
al
Movimento
internazionale
per
la
libertà
della
GIUSEPPE PISANELLI 2, ROMA- TELEFONO
c ultura
310.326
Indirizzo telegrafico CULTURCONGRES ROMA - Conto corrente postale N. l / 8363
Consiglio di presidenza :
CARLO ANTONI - ACHILLE BATTAGLIA - NICOLA CHIAROMONTE - IGNAZIO SILONE - LIONELLO VENTURI
(Copi . per conosc nz
-L tter . :personal}
·.
·c ompr ndo l
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Caro Silon ,
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Parigi , 30 settembre
tua ~ l t t r
l t lle.rme eh esprimi.
situazione di qui è ovvio che c ne
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Per quanto riguard l
pr occupiamo al massimo (dov vo partire per Rio de Janéiro
stas r
ho annullato p r non assentarmi proprio or ) .
Lunedì d remo ·all stam}l un comuni c to che concerne anzi tutto l misur in i f ndibili contro i funzionari, gli attori
e i registi; che sono puro ~o · impur-o) m cc rthismo; dar mo
grande pubblioità 11• rticolo di R Ym.ond Aron app rso nel
numero di ''Preuvesn di ottobre che tr tt il tema del "tr dimento"
. bbiamo chi .s to
una d e in di seri t tori di esprimersi su questo r gomento . Faremo un opuscolo inoltre
coi nostri principali s gi su "Alg ri e libertà fr c sett .
In ss nz
i Raymond Aron (che st
H rv rd e che cere
di raggiungere per te l fono) -l •.esp" ssione di un ·• opinione
dei frane si ·d el ••congrès" è ri tard t - eccetto per quello
eh ho gi esposto . Credo che in m· ggioranz i nostri amici
sono in dis ccordo assoluto col manifesto dei 121, come pure
con le diehi razioni di Sartre e ancor più. di J anson , e x-igettano l ' identific zione t otale dell caus dell "gauche"
co.n l _ vittori del F. L•• Vi ritrovano l'idèntific zione
tot
1 quell stesa "g uche " con St lin di ltri anni
null che po.s sa llargare l lott per un p ce negozi ta
in Algeri •
Esprim r i motiVi di dia ceordo in un momento in cui s rtre
mor lment impossibil ,- d t l tra
forse s
rr stato s
p rt l ' ccordo non lo si può espri ere pereh non e'è . Ci
vorrà l denunci del. l illibertà che vanza; m non vedo
li ber le,
che Aro n che lo s ppi f r in qu nto fr c es
'
Promotori del movimento internazionale :
BENEDETTO CROCE -
)OHN DEWEY -
KARL
)ASP ERS - SALVADOR DE MADARIAGA -
JACQUES
MAR!TA!N
• REINHOLD
NIEBUHR -
BERTRAND RUSSELL
Comitato esecutivo internazionale:
GEORGES ALTMAN- RAYMOND ARON- IRVING BROWN- NICOLA CHIAROMONTE- JUL!US FLEISCHMANN- SIDNEY HOOK- HAAKON LIE- MINOO MASANI- MALCOLM
MUGGERIDGE - MICHAEL POLANYI - DENIS DE ROUGEMONT - DAVID ROUSSET - CARLO SCHM!D - IGNAZIO SILONE - BRUNO SNELL - STEPHEN SPENDER
Associazione italiana per l a libertà dell a cultura
vvereario della guerra algerin , eon autorità suffi ciente .
-·Quando Je
Daniel !#ornerà. d N w York gli chiederò s può
venire
Rom per un dib ttito. Lunedi ti m nderò 1 nostri
progetti e l e dichi razioni . Ti terrò al corrente.
UE
• • - • • • t • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • •
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François l3ondy-
LA FEDERATION DE L'EDUCATION NATIONALE COMMUNIQUE
SIGNEZ
"L'APPEL
A
L'OPINION"
"L'Appel à l'opinion" lancé le 5 octobre a recueilli déjà
plusieurs milliers de signatures.
Nous demandons à tous ceux qui pensent comme nòus, quelle que
Solférino.
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soit leur profession, de manifester leur accord à la F.E.N., 10, rue de
Des listes sont en outre à la disposition des organisatioos
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ou individua désireux de signer et de faire .signer.
Toutes les adhésions à l'appel seront soigneusement dénombrées,
mais nous nous excusons de ne pouvoir les citer toutes dès ce jour: nous
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a n
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s y n d i c a u x :
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Mi l i
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relevons notamment parmi les nouvelles signatures:
G. BENMERAH, R. CHERAMY, P. REICHEN, P. SENECAT (membres du bureau national
du S.N.E.S.);
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E. CAMY-PEYRET, J. CARTAILLER, J. DELOGIS, J. EYGOtrr, M. FRAYARD, G. LANGLOIS,
H. MARCY, R. PLAISANCE, P. SAUVRENEAU (membres du bureau national du S.N.E.T.).
AH
R. ALLARD, M. BRUGNON, P. CHEVALIER, R. DERNELLE, G. FUMt, A. GRANDGUILLOTTE,
G. LAUVERGNAT, Th. SIEGLER (membres du bureau national du S.N.I.).
P. RUFF (secrétaire du S.E.R.P.); L.. -P. LETONTURIER (secr~taire de la section
Seine du S.N.E.S., R. SEGUY et M. MONTERRAT (secrétaires de la section : eine
du S.N.I.
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BEREGOVOY, syndicaliste F.O?; c.~~· HYTTE, syndicaliste F.O. des cadres de la
presse; P • . LE BRUN,secrétaire de~c.G.T.; J. MOUSEL, secrétaire adjoint du
S.G.E.N. (C ,.F .T .c.).; J. -M. HERMANN, secrétaire général du syndicat national
des journalistes (C.G.T.).
Un i v e r s i t
~
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L e t t r e s
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divers:
Claude ACCUR~:ll, auteur de films; René AMARGER, journaliste; Robert ANim.E,
écrivain; Pierre ANSART, agrégé de l'Université; R. ARO, ingénieur; R. AUD~ERNE
ancien élève de l'E.N.S.; Jean BARBUT, ancien élève de l'école polytechnique;
Raymond BARRILLON, journaliste; André BLOCH, professeur; J. BLOCH-MICHEL, àirec ..,
teur littéraire de "PTeuves"; Jean BOLLACK, M. BOLLACK, professeurs agrégés de
l'Université; R. BCUCHER, inspecteur de l'enseignement primaire; Jean BOULLET,
dessinateur; Pierre BROCHON, écrivain; Th. CAHN, directeur de recherches a.u
C.N.R.S.; Roland CAILLOIS, assistant à la faculté de Li i le ; Pierre-Georges
CASTEX, professeur à la Sorbonne; Marie-Madeleine CASTEX, agrégée de l'Université; Gustave CROQUET, professeur à la faculté des Sciences de Paria.; Pierre
COT, directeur d'études à l'école des Hautes-Etudes; Jean-Jacques COULON,
ingénieur des Arts et Manufactures; Jacques DEBOUlY, Marianne DEBOUZ!, agrégés
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de l'Université; J. DEeAUSSY, professeur à la faculté de Droit de Dijon;
Georges DELBOS, secrétaire général de la Ligue internationale contre le
racisme et l'antisémitisme; Edouard DEPREUX; Jules DESMAS, inspecteur central
des Impots; n. DORMOY, médecin colonel honoraire; Ro·ger P. DOSSE, avocat à la
Cour; Dr DREY, chef de laboratoire à la faculté de Paris; Pierre DUCROS,
pasteur; Henri DUTILLEUX; Gabriel DUVAL, de la "Volonté Populaire"; Dr JeanJ
ECOIFFIER; A. ESPIARD, agrégé de l 'Université; Mme Yves FARGE; Pierre FAURE,
maire de Villaudric (Hte Garonne); Claude FLAMENT, attaché au C.N.R.S.; Max-Pol
FOUCHET; Marcel FRANCOIS, attaché de recherches au C.N.R.S.; Bruno GAY-LUSSAC,
écrivain; Dr F. GABOLY; Gérard GENETTE, professeur de lettres supérieures;
Raymonde GENETTE, professeur; Pierre GEORGES, professeur à la Sorbonne;
François GOBLOT, agrégé de l'Université; Gaston GOSSELIN; M. GROS, éditeurconseil; Alain GUICHARD, journaliste; Michel HABART, écrivain; Dr René R. HELD;
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Michel HOFFMANN, attaché au C.N.R.S.; Micheline
HOFFMANN; Agnès HUMBERT, conservateur honoraire des Musées nationaux;
Dr G. HUMMEL; Armand E. JACOB, agrégé de l'Université; Claude JÀMET, agrégé de
l'Université; Charles-André JULIEN, professeur à la Sorbonne, doyen de la
faculté des Lettres de Rabat; Alfred KASTLER, professeur à· la faculté des
Sciencea de Paris; Madeline LAGRANGE; Bernard G. LANDRY, écrivain; Lucien
LAUTREC, aEtiste peintre; Louise LEMEE, inspecteur des Impots; Jacques
MADAULE, professeur honoraire; Madeltne MADAULE, agrégée de l'Université; Yves
MAINGUY, ingénieur civil des Mines;
Georges
MAMY, journaliste; O. MA~NI, professeur; Philippe MANTOUX, ingénieur E.P.C.I.
Henri MASCRE, directeur de Laboratoire; Claude MEILLASSOUX, chef de travaux,
école pratique des hautes études; Jean-Claude MERCIER, avocat stagiaire à la
Cour, Robert MERLE, prix Goncourt, professeur à la feculté des Lettres de Caen;
I. MOLINARO, Faculté des sciences de Rennes; Jacques MOREL, assistant à la
faculté des tettres de Lille; Jacques NANTET, écrivain; Pierre NORA, agrégé de
l'Université; Marcel PACAUT, professeur à la faculté des Lettres de Lyon;
M. PAGAT, directeur de "Témoignages et Documenta"; Jean PARIS, écrivain; Jean
PICART LE DOUX, président de l'aasociation des peintres-cartonniers de tapisserie; Claude PICHEVIN, agrégé de l'Université; Jacques RABATÉ, agrégé de l'Uni- ·
versité; A. RAYMOND, chargé de conférences à la faculte des Lettres de
Bordeaux; Robert RICATTE, professeur à la faculté des Lettres de ClermontFerrand; Mme P. ROSENFELD, agrégée de l'Université; Jean ROUS; Marcel
ROUSSEAU, ancien secrétaire des Jeunesses socialistes; Denis ROUSSEL, agrégé
de l'Université; J. SAILLENS, conseiller commerciai; Georges SALLET, agrégé de
l'Université; Claude SNRRAUTE, journaliste; F. SCHAPIRA, chargée de recherches
au C.N.R.S.; René SCHERER, agrégé de l'université; L. SCHWARTZ, professeur à
la faculté des sciences de Paris; Françoise SELIGMAN, membre du Comité centrai
de la Ligue des Droits de l'Homme; J. SIMON, agrégée de l'Université;
H. SOULIER, inspecteur primaire; Guy SUARES, metteur en scène; Dr Jeau TERQUEM;
Marguerite THIBERT, docteur ès-lettres; J.G. TRONCHE, éditeur; Robert VERDIER;
C~urVIDAL - NAQUET; J.P. VIGIER, mattre de recherches au C.N.R.S.; M. WEILER,
agrégé de l'Université; Jean-Claude WEILL, professeur; Edouard WILL, professeur
à la faculté des Lettres de Nancy; R. ZOUCKERMANN, professeur à la faculté des
Sciences de Poitiers.
7 Octobre 1960 .
LA FEDERATION DE L'EDUCATION NATIONALE COMMUNIQUE
L'Appel à l'opinion pour une paix négociée lancé par des militants
syndicalistes, des Universitaires et des écrivains recueille l'adhésion de
nombreux citoyens appartenant aux milieux les plus divers. Le texte de l'Appel et
des listes peuvent
~tre
demandés à la Fédération de l'Education Nationale, 10,
rue de Solférino, Paria, 7è.
Outre les signatures déjà publiées lea 4, 5 ·et 8 octobre, on
UE
relève notamment:
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Mi l i t a n t s - s y n d 1 c a l i s t e s :
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Syndicat C.F.T.C. de Renault; Josette et Jean CORNEC; Maurice DELARUE, président
d'honneur du Syndicat national des directeurs et professeurs des Ecoles d'agriculture ~e l'Etat; Adrien LAVERGNE, ancien secrétaire général de la F.E.N.;
Georges NOBL, secrétaire général du syndicat national dea inspecteurs et des
inspectricea départementaux de l'enseignement primaire; Hélène MADEC-PARMENTIER,
Ddlitante F.O.; Jacques PICHON, militant F.O.; Pierre TIBURCE, membre du bureau
national du syndicat des Agents des contributions directes et du cada6tre C,G.T~
Marcel RIVIERE, ancien membre du bureau du S.N.I., président de la Mutuelle
Générale de l'Education Nationale.
Divers:
HA
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René ALLIO, décorateur de thé3tre; Suzanne AMRODCHE, professeur; Doudnique
AUBIER, écrivain; Yvonne BABY, journaliste; Guy BARADEAU, employé S.N.C .F.;
P.G. BALAGAYRIE, instituteur- en retraite; Georges BALANDIER, directeur à l'Ecole
des Hautes Etudes, professeur à l'Institut d'Etu~s gel~iques; François-Régis
BASTIDE, écrivain; Jean BAZA'IM!, peintre; Robert BAZIN, proviseur; Robert BEFVE,
inspecteur de l'Enregistrement; J.-M. BÉLLEVILLE, assistant à la factulté des
Sciences de Lyon; Daniel BERRUYER; Geneviève BLANQUIS, professeur honoraire à la
faculté des Lettres de Dijon; Dr Pierre BIAU; Régis BLACHERE,
. Institut d'études islamiques; R. BLANCHARD, instituteur; Dr Lucien BONNAFt,
médecin des Hopitaux psychiatriques de la Seine; Michel BOURIGAULT, agent général
d'assurances; Camille BOURNIQUEL, écrivain; Frédéric BRISSAUD, pasteur de
l'Eglise réformée de France; Simone BRISSAUD; Pierre BURGELIN, professeur à
l'Université de Strasbourg; Gabrielle CABRINI, écrivain; Jean CERF, mattre de
Conférences à la faculté cles Sciences de Lilla; Dr Paul CHAUCHARD, directeur de
l'Ecole des Hautes Etudes; Jeannie CHAUVEAU, rédactrice en chef adjointe du
journal "Elle"; Maurice CHAVAR.DES, écrivain journaliste; M. CHENEVOY, ma"""itTe de
Conférences à la facult~ des Sciences de Lyon; c. CHEVIGNY, correcteur de Presse;
s. COLLETTE-KAHN, vice-présidente de la Ligue des Droits de l'Homme; Gaston
COLOT, inspecteur central des contributions indirectes; Emile COMBE, conducteur
de travaux; Edouard CONNEAY SYMOURS, diplomé des Sciences politiques; Emile
COPFERMANN, journaliste; LE CORRE, maitre de Conf~r~nces à la faculté des
Sciences de Paris; A.J. COUDERT, inspecteur central P.T.T.; Mme Gilbert CURY,
professeur E.N.I. Nancy; J. DARNIS, cultivateut; Dr Jeiln DALSACE,;
2. . DARS, : ·
f aculté ·Jes Sci ences Dnk~r;
, Hyb(:}rt DBIANGE, professeur à la faculté des
Sciences de Paris; F. DELCAYRE, menuisier; Jean DELUMEAU, professeur à la facult~ de Lettres de Rennes; Guy DESSON, Conseiller g~néral des Ardennes, mairede
Granclpr~; J., DROZ, doyen de la faculta des Lettres de Clermont; Jacques DREYFUSS,
- 2 -
HA
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HA
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UE
avocat à la Cour de Paris; F. DUMOULIN, publiciste; Frédéric DURANO, professeur
à la faculté des Lettres de Caen; B. D'ESPAGNAT, mattre de Conférences à la
faculté des Sciences de Paris; P. ESTIENNE, professeur à la faculté des Lettres
de Clermont-Ferrand; M.-J. FEREOL, journaliste; Jean FREY, directeur commerciai;
J. FLANDRIN, professeur à la faculté des Sciences de Lyon; Robert FONG, journaliste; Robert FùUCHARD, ingénieur; René FRECHET, professeur à la faculté des
Lettres de Lille; Jean FRAPPIER, professeur à la Sorbonne; Daniel GALLAND, pasteur;
G. GASPARD, conseiller d'orientation; Jean GAULMIER, professeur à la faculré des
Lettres de Strasbourg; Alain GHEERBRANT, écrivain; René GILSON; L. GILBERT, ingénieur; Henri GIRAUDET, pr~tre; Georges GO~ULT, vice-président de la Ligue des
Droits de l'Homme; Georges GRANDGUILLOTTE, controleur de la Sécurité Sociale;
Dr F. GREMY; Raymond GUILLANEUF, vice-président du Groupement des démocrates et
libéraux de Constantine; Pierre GUILLAUMIN, ingénieur; Jean-Charles GUILLOTEAU,
avocat à la Cour; Jean HALPERIN, charg~ de cours à l'Institut ·d'études palitiques
de Grenoble; Dr Claire HATZFELD; Bernard HEIDSIECK, écrivain; Jean HERRKANN,
peintre; Pierre HERVt; M. HOPPE, assistante sociale; A. JOSE AXELRAD, professeur
à la faculté des Lettres de Lille; L. JOUSSET, ministre plénipotentiaire à la
retraite; Georges JUMEL, ingénieur; :r.P. KAHANE, professeur à la faculté des
Sciences de Montpellier; Gaston KARILA, avocat à la Cour; Raymond KERN, professeur à la faculté des Sciences de Nancy; Jacqueline KERN; G. LABIN-BENICHOU,
avocat à la Cour; O. LACROIX, journalistea René LADOU, écrivain, Christine LALOU;
R. LAULHÉ, maçon; Gérard LEBRUN, agrégé de l'Université; Michel LECADRE, architecte; L. LECERF, cuisinier; M. LECOMPTE, receveur des P.T.T.; R. LEFAURE,
postière; J. LEFEBURE, secrétaire; Deni~LEGRESY, peintre; P. LEPAPE, vendeur;
Gilbert LEVY, avocat; Jean de LORME~ Léon LUTAUD, professeur honoraire à la
faculté des Sciences de Paris; Olivier LUTAUD, agrégé de l'Université; Edith
MAGNILLAT, avocat à la Cour; R. MANDROU, directeur d'études à l'Ecole pratique
des Hautes Etudes; Claude MAOUS, conseiller d'équipement; R. MARCHAND, bioesthéticien; André MARFAING, artiste peintre; .P.B. MARQUET, journaliste; Ch. MARTIAL,
conseiller économique; Dominique MARTY, artiste peintre; Suzanne MASSE, peintre;
Jane MASSIOS,. assistante sociale; Jean MASSON, auci~n ministre; René MAUFFROY~
clerc de nota'ire; Dominique MERLET, pianiste concertiste; André MEYER, directeur
de société;; J. MEYERDON, directeur d 1 études à l'Ecole pratique des Hautes
Etud.e s; M. MIGNOT, institutrice en retraite
; François MOCH, ingénieur an
chef à la S.N.C.F.; Gustave MONOD, directeur honoraire de l'Enseignement secondaire; Dr Mare MONOD, médecin des Hopitaux; L. MONTEIL, mécanicien; Jean MURY,
instituteur; Monique NATHAN, écrivain; Raoul PAOLI, directeur des Enquetes
économiques; Brice PARAIN; Edouard PERROY, professeur à la Sorbonne; J. PERUS,
mattre de conférences à la faculté des Lettres de Clermont-Ferrand; J. PEYREPLANE,
préparateur en pharmacie; Roland PIETRI, professeur de mathématiques spéciales;
André PHILIP, professeur à la faculté de Droit de Paris; Charles PLATRIER, professeur honoraire à l'Ecole Polytechnique; Alain PONTAULT, écrivain; Dr J. PORGE,
chef de clinique à la faculb&E§~~decine; J. POUILLOUX, professe~r à la faculté
des Lettres de Lyon; Marcel]peotesàeur à la faculté des Sciences de Paris; Lucy
PRENANT, directrice honoraire de l'E.N.S. de jeunes filles; Ch. PROU, professeur
à la fac1,1lté de Droit de Dijon; Edmond LE QUELLEC, chirurgien dentiste; Marcel
QUEHEN, inspecteur de l'enseignement primaire; Paul RASSINIER, écrivain; Albert
RAUt, Instituteur; Fortuné REDONDO, comptable; Robert RENAULT, directeur de
l'école française de Spire (Allemagne); René RICHAND, instituteur; Georges
LE RIDER, agrégé de l'Université; Guy ROBERT, professeur à la fqculté des Lettres
de Besançon; Suzanne ROGER, artiste-peintre; Dr Roger MOREAU; Henri ROSER,
pasteur; Claire ROSER; André ROUCOLLE, artiste-peintre; Ch. ROUMIEUX, mattre de
conférences à la faculté dea Sciences de Montpellier; Marinette RUSSIER,
- 3 t
UE
cultivatrice; Didier SAINT MAXEN, instituteur; RDhersiLBER, professeur à la
faculté des Sciences de Grenoble; Alfred SIMON, critique théatral; P.H. SOLVIT,
directeur commerciai; André et Ginette THIBAULT, instituteurs; Jacques TILLIEU,
professeur à la faculté des Sciences de Lille; P. TRAHARD, professeur honoraire
à la faculté des Lettres de Dijon; Etienne TROCMà, chargé d'enseignement à la
faculté ~e théologie protestante de Strasbourg; Dr René 'TZANCK; Yvette VALETTE,
institutrice; José VALLAURIS, compagnon de la Libération française; Pierre VANEL,
comptable; Dr Guy VERMEIL; Claude VEYSSIERE, externe des Hopitaux;
. Andrée
PIERRE-VIENOT, ancien sous-secrétaire d'Etat à l'Education Nationale; Dr Philippe
VIGIER, mattre de recherches au C.N.R.S.; Georges VILBERT, directeur d'établissement médical; Dr A. WADDINGTON; Olga WORMSER, écri-vain; Bernard VOYENNE,
journaliste; Jean-Pierre ZIEGLER, directeur d'entreprise~
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10 Octobre 1960.
LA FEDERATION DE L'EDUCATION NATIONALE CQHMUNIQUB
De nombreux citoyens répondent à L'Appel à 1 1 opinion pour une paix
négociée. Outre les
Enseignan~s
adhérant à la F.E.N. et à ses Syndicats Nationaux,
des Français appartenant aux milieux les plus divers apportent chaque jour leur
adhésion. De la quatrième liste établie le 12 octobre, nous extrayons:
Mi l i
t
a n t s
s
v nd
i c a
l i s t e s :
R e s p o n s a b l e s
p o l i t i q u e s :
AH
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BEAUFRERE, journaliste F.o.; Dr CHABANAUD, secrétaire du syndicat des médecins de
secteur s.s.s.u.; Louise et Maurice CHAMBELLAND, membres du syndicat F.O. des
employés parisiens; ROGNIAUX, secrétaire général du syndicat des professeurs
d'Beole Normale; 97 responsables du Syndicat national de l 1 enseignement secondake
de l'académie de Paris.
Tout- es
p r o f e s s i o n s :
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Pédération socialiste S.F.I.O. de la Marne; Mireille OSMIN, secrétaire généra1e
de l'U.D. de la Seine du P.s.u. et 12 membres du bureau; Centre Uational de
l'union pour le Socialisme. Charles HERNU, président du Club des Jacobins.
HA
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UE
Suzanne ALLEN, écrivain; André ARMENGAUD, mattre de conférences à la faculté des
Lettres de Dijon; D'ASTIER de la VIGERIE; Madeline AUDOUZE; Pierre BAILLON, ingénieur; Denise BARRi, · restaurateur; Henri BARTOLI, professeur à la faculté de
Droit de Paris; Roland BERTRAND, chef comptable en retraite; Michel BIGEON, ingénieur; Marcel BIREAU, maire de La Genétouze; J. BLONDEL, professeur à la faculté
des Lettres de Clermont; Jean BRUHAT, professeur à l'Institut d 1 Etudes politiques;
Jean CHATEAU, professeur à la facult~ des Lettres de Bordeaux; M. CHAVERDES,
journaliate; Charles CHRETIEN, cultivateur; Dr Jean CIAVREUL; Dr COMHERGNAT;
Bernard COUARD, patissier; A. CULIOLI, maitre de Conférences à la faculté des
Lettres de Paris; Henri CULLMANN, ingénieur, membre du Conseil national du Patronat français; Albert CURVALE, architecte; R. DADER, secrétaire géa6ral de la
Ligue de l'Enseignement; Jean-Jacques DUPEYROUX, professeur à la faculté de Droit
de Toulouse; FAILIARD, contréHeur des tabacs; Pierre FEILLE, conseiller municipal
de Tonneins; Raymond FICHELET, ps.ychologne conseil; Dr R. FLAISSIER; Pierre
FLAQUET, dessinateur; J. FOREST, sous-directeur au Muséum; Pierre FRANCASTEL,
directeur d'étudesà l'Ecole dea Hautes-Etudes; Félix GARAS, journaliste; Pierre
GAUDIBERT, attaché de Musée; Jean GEMAHLING, pour le Comité de défense des
libertés du Centre d'études nucléaires de S~ay; Jean GEOFFROY, sénateur du
Vaucluse; Alain GIBAUD, ingénieur; Antoinette GUEDY, insttuctrice d'éducation
populaire; Julien GUEY·-, directeur d' études à l'Ecole pratique d es Hautes Etudes;
René GUILLY, assistant des Musées nationaux; G. d'HANGEST, inspecteur général
honoraire de l'Instruction publique; André HERAULT, journaliste;
!CARDI, pharmacien; Mare JACQUIER, avocat à la .Cour de Paris;
René JULLIAN, professeur à la faculté des Lettres _de Lyon; Daniel KASTLER, professeur à la faculté des Sciences de Marseille; Maurice LACROIX, agrégé de
l'Université; J. LASALMONIE, inspecteur de l'enseignement primaire; Cl. LEFRANC,
psychologue; LE GOFF, cultivateur; Ph. L'HERITIER, professeur à la faculté des
Sciences de Paris; Paul LEMERLE~ professeur à la faculté des Lettres de Paris et
- 2 -
EU
AH
UE
instituteurs de l'école de garçons de la rue Desprez, Paris 14è
instituteurs du canton de Nyons (Drome);
professeurs dea Ecoles Normales d'instituteurset d'institutrices de Douai;
professeurs du co1lège technique de garçons de Dijon;
professeurs agrégés du 1ycée Kléber de Strasbourg (première liste);
professeurs dont 16 agrégés du lycée Henri IV de Paria (première liste);
mattres ou attacbés de recherches au C.N.R.S.
HA
18
62
30
37
6
18
18
HA
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UE
directeur à l'Ecole des Hautes-Etuùes; Roger LIVET, faculté des Lettres d'Aix-enProvence; Georges LOUVEAUX, ingénieur; Charles LUSSY,ancien député; Jean MAITRON,
directeur de l'Institut d'Histoire sociale; Claude M\LESPINE, directeur de l'Ecole
des Beaux Arts de Clermont-Ferrand; E. MALINVAUD, directeur d 1 Etudes à l'Ecole des
Hautes Etudes; Roland MARTIN, professeur à l'Université de Dijon; Renée MARTINET;
Dr Jean-Philippe MERY; Pierre MILLDr., courtier en publicité; Max MILNER, mattre
de conférences à la faculté des Lettres de Dijon; Pierre MINARD, écrivain;
Dr A. MINKOWSKI, mattre de recherches à l' Institut national d 'Hygiène; Dr Jean
NICOLAS; Michel PARREAU, professeur à la faculté des Sciences de Lille; Fran9ois
PATTE, pour la Conmunauté Vie Nouvelle du 16e arrt; Pierre PECAUT, chargé de
recherches à l~Institut national de la Recherche agronomique; Jean-claude PECKER,
astronome; James PCHETTE, artiste peintre; Jacques PINTURAULT, chef de publicité;
Marcel PRECIGOUT, représentant; Suzanne POUPAULE, controleur P.T.T.; Jacques
RECLDS, ancien professeur à l'Université de Pékin; Jean-Daniel REYNAUD, prcfesseur
au Conservatoire nationale des Arts et Métiers; Edmond RIVET, agrégé de l'Université; Bernard ROSIER, ingénieur; Robert SAILLEY, bibliothécaire; Dr Jean SELBMANN;
SERRE, président des Délégués cantonaux de Seine-et-Oise; Robert SOULAT, écrivain;
J.-M. SOURIAU, professeur à la faculté des Sciences de Karseille; Renée SYLVERE,
libraire; E.F. TERROINE, professeur honoraire à la faculté des ~iences de
Strasbourg; Paul TORTELIER, professeur au Conservatoire national supérieur de
Musique; Jean-René TREANTON, chef de travaux de Sociologie à la faculté de Lille;
Henri TREMEAUX, chirurgien-dentistè et Dr Denise TREMEAUX; Th. TRENEL, inspectrice
de la Jeunesse et des Sports; R. TRENO, et l'équipe du "Canard Enchatu4"; André
TUNC, professeur à la faculté de Droit de Paris; Hélène TUZET, professeur à la
faculté des Lettres de Poitiers; Léon VANSOEN, postier; Gilbert VARET, professeur
à la faculté des Lettres de Besançon; Georges VIERS, maitre de conférences à la
faculté des Lettres de Toulouse; Fr~déric ZELLER, artiste peintre.
12 Octobre 1960.
.../
(
(
EXTRAIT DE LA Se LISTE DES SIGNATAIRES. DE L'APPEL A L'OPINION
)
<·-===================~-===-==-----~~~-=a=~~
signatur~s
La Fédération de l'Education Hationale, chargée de recueillir les
pour l'Appel à l'opinion en faveur d'une paix négociée, communique:
Il platt aux auteurs . du 11manifeste dea intelleçtuels français pour
la résietance à l'abandon" de déclarer ou d 'essayer de faire cJ"oire, contre toute
évidence:
UE
- que la France n'a, dana le passé ni dana le présent, rien l se .
reprocher s'agissant de sa politique générale, de son administration, de tous les
éléments de sa police ou de son arm6e;
AH
- que le drame algérien est né seulement de l'oppoaition d'une
Ddnorité de rebelles fanatiques, terroristes et racistes qui menacent l'intégrité
du territoire national;
HA
EU
- que le pays appuie sana n~oces la guerre d'Algérie; et que toua
ceux qui n'en sont point convaincus, et qu1 le disent, sont des "professeurs cle
trahisonn qu'on doit meler dana un m&le opprobre.
UE
Les milliers de signatures qui affluent à la P.I.N. témoignent
heureusement du fait que les "intellectuels français" ne sont qu'une miuorité dont
les déclarations sana probité ne parviendront pas à d4sbonorer la France.
Mi l 1 t a n t s
AH
De la Se liste des signatair~e'de •11 'Appel à l 'opinion" dressée le
14 octobre, nous extrayons:
s y n d i c a l i a
t
e s :
To u
t
e s
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EU
Syndicat F.o. dea Industrie&. ehimques de la région parisienne; P. TIBUR.CE, du
bureau national du syndicat C.G.T. des Contributions directes et du Cadastre;
J. RIEDINGER, président de l'Association gén4rale des Etudianta de Naney;
J.M. LESPBSSAILLES, secrétaire g4n4ral du syndicat du personnel de l'Education
surveillée.
p r o f e s s i o n s :
J .c. ANGELARS, directeur eoamercial; Jean BARRAL, cinéaste; .Jean BBAL, journaliste;
BEAUCHAMP, dessinateur publicitaire; Denis BBRGMAMN, mattre de conférence à
l'Institut national agronomique; Alix BERTHET, ancien déput4 de l '·Isère;
H.A ... BERTRAND, artiste .peintre; Dr A. BI\U, adjoint au maira de Vabre; Dr Ren4
BIAU; Pierre BIBET, chef de laboratoire; Jean BINOT, ancien d4put4; Antoine BLOCHMICHEL, bibliothéeaire; v. BLOCH, ·c hef de travaux à la Sorbonne; M. BONVALLE'f,
mattre de re--; herches au C.N.R.S.; Lucien BOURIGAULT, premier secr6taire fédéral de
la JOC d'Angers; Dr Denise BRILLE, mattre de recherches de l'Institut national
d'hygiène; Marguerite BRUNOT; Gérard BRUNSCHWIG, ingénieur dea Ponts et Chauss,ea;
EU
AH
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HA
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AH
UE
- 2 Abbé BUJEAU; ~acques BUSSE, artiste peintre; Jean CABRikS, écrivain; CADOT, chargé
d'enseignement à la faculté des Lettres de Clermont-Ferrand; Clara CANDIANI; André
CASENAVE, directeur d'école honoraire; Pierre et Suzanne CITRON, agrégés .de
l'Université; Pierre CHANEL, ingénieur; Henri CHATROUX, inspecteur des P.T.T.;
J. CHELOT, ingénieur; J. CHRSNEAUX, directeur d'études à l'Ecole des Hautes Etudes;
Jean CLERTt, artiste peintre; Jean CORPION, inspecteur primaire; René DANIEL, ingénieur directeur d 1 entreprise; DAVID, direct~ur de l'Ecole su~rieure des Sciences
de Reims; Georges DAYEZ, artiste peintre; Laurent DEBRUNHOFF, peintre et dessinateur; Philippe DECROIX, sculpteur; Pierre DEDET, éditeur; ~rie-Claude DEFFARGE,
journaliste; P. DELL, directeur de recherches au C.N.R.S.; J.F. DEVISSE, astronome;
Pierre DIMITRIENKO; artiste peintre; Claude DUBOIS, professeur; Bernard DUFOUR,·
artiste peintre; Michel DURAND, mécanographe; René FALLAS, agrégé de l'Université;
Roger FAYOLLE, agrégé répétiteur à l'E.N.S. de la rue d'Ulm; FOURNERET, postier;
Christiane GIRARD; GODEMENT, professeur à la faculté des Sciences de Paris;
N. GOETZ, pasteur; B. GRINBERG, professeur au Conservatoire nationa1 des Arts-etMétiers età l'Institut national des sciences nucléaires; C.P. GRUNEBAUM-BALLIN,
vice-président honoraire du Conseil d'Etat; André HARDY, conservateur de Musée;
Eugène HERLEM~ syndicaliste F.O.; P. HOIBIAN, pasteur; JS\oHONOR!, assistant à la
faculté des Lettres de Clermont-Ferrand; A. HUGELIN, mattre de conférences; Jean
JACQUOT, directeur de recherches au C.N.R.S.; Dr François JOSSO; Dr Nathalie JOSSO;
L. JOYON, chef de travaux à la faculté de Clermont:Ferrand; Pierre LANGLOIS, antiquaire; André IAUDE, écrivain, rédacteur à "Esprit"; Christiane LE COTTIER, artiste peintre; Denis LIOT!, artiste peintre; M.-J. LONGUET, comptable; François de
LUCY, artiste peintre; Françoise MADAULE, chef de travaux à la faculté des
Sciences de Paris; Pierre MARCHAND, pasteur; J. MARINTABOURET, inspecteur primaire;
Denise MASSON, écrivain; Robert MAUZI, mattre, de çonférences à la faculté des
Lettres de Lyon; Pol MENOUX, inspecteur principal de l'enseignement technique;
A. MICHA, professeur à la facu1té des Lettres de Caen; Marcel MOIROUD, économiste;
Guy MONTBARBON, antiquaire; Jean MONTEIL, bibliothécaire; c. MOSSt, nattre de
conférences à la faculté des Lettres de Clermont-Ferrand; Marcel MOUSSY, cinéaste;
Jean NADD, avocat; Michel PATRIX, artiste-peintre; Jean PELÈ, représentant; Yves
PBROTIN, archiviste pa1éographe; J. PONTHEIL, secrétaire de la Ligue internationale des femmes pour la paix et la liberté; G. PETIT, inspecteur général de
l'Instruction publi·q ue; Jean RABAUT, journaliste; Pascale SAISSET, inspectrice
générale honoraire; Claude ~SON; Yvonne ~\RREMEJANNE; Gilles SAUTTER, directeur
d'études à l'Ecole pratique des Hautes Etudes; Jacques SCHERER, professeur à la
Sorbonne; J.P. SIMERAY, ingénieur; Albert TASTE, fondateur du groupement dea ·
campeur$ universitaires; Jacques et Emi1inne TINSL; TOUDOUZE, directeur d'école
honoraire; URRUTIA, chef de travaux à la faculté des Lettres de Paris; Pierre
VAGNE, architecte; Je&n VIEUX-PERNON, ingénieur à la S.N.C.F.; David WEILL, avocat
à la Cour; E. WILL, professeur à la facu1té des Lettres de Lille; Robert
WOGENSCKI, artiste peintre.
HA
45 élèlecteurs de Larroque-Engalin par St-Martin de Geyne (Gers)
Les instituteurs unanimes des écoles primaires et du collège d'enseignement
général de la Madeleine d'Evreux
94 instituteurs du Centre national de Pédagogie spéciAle de Beaumont s/Oise
14 professeurs du lycée Henri IV dont 11 agrégés de l'Université (2e liste)
6 assistants de la faculté des Sciences de Clermont-Ferrand
20 membres du corps médical de l'H8pital psychiatrique de Villejuit dont 3 médecins assistants et 10 internes en médecine.
14 Octobre 1960.
Les adhésions nouvelles sont toujours reçues à la Fédération de
l'Education Nationale, 10, rue de Solf~rino, Paris, 7e; des exemplaires de l'Appel
sont à la disposition des organisations ou citoyens qui en désirent.