R
adioterapia
Guida pratica
per il paziente
Ugo De Paula
Annamaria Di Palma
Unità di Radioterapia Oncologica
Ospedale San Pietro Fatebenefratelli
Roma
SOMMARIO
Introduzione
Una prima preoccupazione da rimuovere
Cosa è la radioterapia
Cosa è un tumore
Come agisce la radioterapia
Quando si utilizza la radioterapia
Il reparto di radioterapia
Gli apparecchi di radioterapia
Lo staff di radioterapia
L’indicazione al trattamento radiante
La seduta di radioterapia
Gli effetti collaterali
I sintomi locali nelle diverse sedi di trattamento
Le tecniche speciali
Altri quesiti
Epilogo
3
5
6
9
10
12
15
18
21
25
30
32
36
48
52
55
TAVOLA I
Raccomandazioni per il paziente che effettua la radioterapia sul cavo orale e/o collo
43
TAVOLA II
Suggerimenti dietetici per i pazienti irradiati sull’addome e pelvi
45
introduzione
Q
uesto opuscolo è stato pensato
per chi deve effettuare un trattamento radiante, per aiutare a conoscere
cos’è la radioterapia, come viene applicata
ed i possibili effetti secondari che l’irradiazione può provocare. La moderna radioterapia è impiegata con diverse modalità tecniche, in una grande varietà di malattie
che per origine e caratteristiche possono
determinare sintomi assai variabili, pertanto risulta molto difficile fornire informazioni di carattere generale come porre a confronto un caso con un altro. Ogni malato
ha una storia clinica personale che costituisce sempre un caso a sé stante.
Consigliamo quindi di evitare di confrontare il proprio caso con altri, i propri sintomi
e terapie con quelle di altri pazienti specialmente perché, come frequentemente
accade, le informazioni ricevute sono assai
spesso generiche e fornite da persone non
sempre competenti. La radioterapia è una
disciplina molto complessa che richiede
una lunga formazione ed esperienza pro3
fessionale che integrino le conoscenze di
fisica e radiobiologia con quelle di oncologia clinica.
Abbiamo cercato di adattare la terminologia medica ad un linguaggio comune e a
tutti comprensibile nella speranza di fornire un chiaro ed obiettivo strumento di
informazione che consenta di affrontare il
trattamento radiante nel modo più sereno possibile. Probabilmente ci saranno
molti quesiti non soddisfatti dopo questa
breve lettura, ma il personale dello staff
del servizio di radioterapia sarà certamente in grado di rispondere a tutte le
domande sulle specifiche situazioni che
di volta in volta si dovessero presentare.
Siamo convinti che l’informazione ed il
dialogo tra il medico ed il paziente siano
elementi essenziali per una cura efficace
e priva di complicanze. Nell’opuscolo
sono brevemente descritti gli effetti
secondari che potrebbero presentarsi
durante il trattamento. Questo non significa che tali disturbi debbano necessariamente comparire. La possibile comparsa
di questi effetti rientra nella norma e
comunque ogni disturbo può essere eliminato o attenuato da una adeguata terapia di supporto.
4
UNA PRIMA
PREOCCUPAZIONE
DA RIMUOVERE
C
on la radioterapia a fasci esterni
con acceleratore lineare lei non
sarà in nessun momento "radioattivo" e
pertanto non ci sarà pericolo di nessun
genere né per lei, né per la sua famiglia.
Lei potrà tranquillamente mangiare insieme agli altri e tenere in braccio i bambini
senza alcun rischio.
Solo nel caso in cui venga effettuato un
trattamento di radioterapia con sorgenti
radioattive poste in modo definitivo all’interno del suo corpo (e cioè con brachiterapia con impianti permanenti), dovranno essere prese le necessarie precauzioni.
Nel caso dovesse effettuare tale trattamento ulteriori e più specifiche informazioni le saranno fornite dal personale del
reparto al momento del ricovero e della
dimissione dall’ospedale in quanto le
misure protettive da adottare variano
notevolmente a seconda dal tipo di
sostanza radioattiva e del metodo impiegato.
5
CHE COSA E’ LA
RADIOTERAPIA?
L
a radioterapia è quella disciplina
della medicina che si occupa del
trattamento delle malattie oncologiche per
mezzo delle radiazioni ionizzanti, radiazioni come quelle che si utilizzano in radiologia per effettuare indagini di diagnostica
per immagini. Anche se le radiazioni utilizzate sono di energia molto più elevata
di quelle impiegate per effettuare le radiografie, come queste sono assolutamente
indolori.
Ci sono due tipi fondamentali di radioterapia: la radioterapia a fasci esterni (teleterapia) e la radioterapia con sorgenti interne
e cioè con sostanze radioattive introdotte
all’interno del corpo (brachiterapia).
Nella radioterapia a fasci esterni un
apparecchio (generalmente un acceleratore lineare o linac) è posto ad una certa
distanza dal corpo e dirige i fasci di radiazioni su una determinata regione corporea
senza che il paziente avverta assolutamente nulla. Grazie alle moderne tecniche la
radioterapia a fasci esterni viene effettuata
con estrema precisione. Nella maggior
6
parte dei casi oggi si utilizza la radioterapia conformazionale tridimensionale
(3D-CRT), con la quale il fascio di radiazioni viene modellato in modo da conformarsi perfettamente al bersaglio tumorale.
In questo modo è possibile ridurre la dose
delle radiazioni che colpiscono le cellule
sane degli organi adiacenti. Di conseguenza diminuiscono gli effetti collaterali e si
possono raggiungere dosi più elevate, con
maggiore sicurezza e migliori risultati.
Nel caso di un trattamento con fasci esterni
lei eseguirà ogni giorno una applicazione
ed una volta terminata la terapia tornerà a
casa senza alcun pericolo per i suoi famigliari e per tutti quelli che le stanno vicini.
Con la brachiterapia invece, l’irradiazione
del tumore è effettuata con sorgenti radioattive poste direttamente a contatto con i
tessuti malati. Le sostanza radioattive possono essere di diverse forme e dimensioni
(semi, fili, capsule, sfere etc…) in modo
da poter essere collocate nei tessuti malati
o nelle vicinanze con maggiore facilità.
Queste sorgenti radioattive potranno essere rimosse dopo qualche tempo (brachiterapia con impianti temporanei) oppure
lasciate in loco definitivamente (brachiterapia con impianti permanenti). Nel primo
caso una volta rimosse le sorgenti radioat7
tive il paziente potrà tornare alla sua normale attività e non costituirà alcun pericolo per le altre persone. Nel caso di
impianti permanenti invece il paziente
dovrà osservare scrupolosamente alcune
norme di protezione e sicurezza per le
altre persone finché la radioattività non si
sarà completamente esaurita. In questo
caso, al termine del trattamento, saranno
date le specifiche istruzioni da seguire
successivamente alla dimissione dall’ospedale, in quanto gli accorgimenti e precauzioni, variano in base al tipo di sostanza
radioattiva utilizzata.
8
COSA E’
UN TUMORE?
U
n tumore è una malattia che si
manifesta in molteplici modi e
che è determinata sostanzialmente
dalla crescita anomala di una cellula
che si divide senza controllo all’interno
di un organo del corpo formando una
massa di cellule tumorali. Questo tessuto neoformato può invadere o
distruggere quelli vicini e, attraverso i
vasi linfatici o sanguigni, migrare in
altre parti del corpo formando altre
masse di cellule con le stesse caratteristiche di quelle di partenza, le metastasi. Il team che si occupa della cura dei
tumori è costituito da diversi specialisti
quali il chirurgo, l’oncologo medico, il
radioterapista, che mettono in comune
le specifiche competenze per il medesimo obiettivo di guarigione dalla
malattia.
9
COME AGISCE LA
RADIOTERAPIA?
L
e radiazioni utilizzate in radioterapia servono a bloccare la capacità che hanno le cellule tumorali, di
riprodursi e crescere. Il bersaglio delle
radiazioni è il DNA cellulare. Quando il
DNA di una cellula è colpito ed è danneggiato in modo irreversibile dalle
radiazioni, la cellula muore o immediatamente o in un secondo tempo perdendo in ogni caso la capacità di riprodursi. Per riuscire a distrugge le cellule
malate le radiazioni a volte possono
causare danni ai tessuti sani e causare
effetti secondari che sono effetti non
voluti, spesso inevitabili, ma prevedibili
e comunque sempre controllabili con le
specifiche cure prescritte dal medico
radioterapista.
E’ stato dimostrato che normalmente le
cellule malate sono più sensibili alle
radiazioni di quelle sane.
Se la radioterapia si effettua quando la
cellula è sul punto di dividersi per dar
10
luogo a due cellule, la radiazione impedirà questo processo e la cellula morirà. Dato che le cellule malate si dividono e crescono più rapidamente di quelle sane, esse sono più sensibili alle
radiazioni e pertanto sono distrutte in
maggiore quantità rispetto alle cellule
sane.
L’effetto della radioterapia è tanto maggiore quanto più è elevata la dose somministrata . In linea generale quindi più
è elevata le dose di radiazioni e migliori
sono i risultati terapeutici. Ma poiché
nonostante tutti i più moderni accorgimenti tecnici una parte dei tessuti sani
è necessariamente inclusa nell’area
interessata dalle radiazioni, la dose
totale dovrà tenere conto anche della
tolleranza dei tessuti sani vicini e non
può essere erogata tutta insieme, ma
suddivisa in dosi più piccole (dette frazioni) somministrate giornalmente.
Ricordate che la dose totale, il numero
di sedute e la durata complessiva del
trattamento non sono uguali per tutti i
pazienti, ma variano a seconda della
sede e del tipo di malattia.
11
QUANDO
SI UTILIZZA LA
RADIOTERAPIA?
A
pochi anni dalla scoperta dei
raggi x (1895) e della radioattività naturale (1896) - e quindi da oltre
cento anni - la radioterapia è stata sempre utilizzata per il trattamento dei
tumori maligni (radioterapia oncologica), ma in una varietà di situazioni cliniche selezionate e resistenti ad altre terapie, è oggi anche impiegata per il trattamento di patologie benigne (radioterapia non oncologica).
Più del 60% dei pazienti oncologici
durante il loro percorso terapeutico
effettua un trattamento radioterapico. In
molte circostanze la radioterapia rappresenta il miglior metodo di cura, essendo
in grado da sola di guarire definitivamente la malattia. Altre volte per conseguire i
migliori risultati la radioterapia è impiegata in combinazione con le altre forme
di terapie oncologiche come la chirurgia,
la chemioterapia o entrambe.
Nell’ambito della programmazione terapeutica specifica pertanto essa potrà
affiancare precedere o seguire le altre
12
modalità con tempi e modalità variabili secondo le diverse situazioni cliniche, ma sempre con un programma
preventivamente concordato tra tutti i
medici specialisti coinvolti nell’assistenza del paziente.
Specialmente in questi ultimi anni i
progressi tecnologici, le nuove scoperte
nel campo della biologia e l’integrazione delle varie forme di terapia, hanno
consentito la guarigione definitiva in
una elevata percentuale di casi per
molte malattie tumorali.
Ogni paziente presenta problemi particolari ed è grazie ad una completa definizione di tali problemi che è possibile
programmare il trattamento più efficace.
La radioterapia è anche impiegata per
eliminare dolori particolarmente importanti o resistenti alle comuni terapie
farmacologiche. In questi casi l’azione
antidolorifica non è sempre immediata,
ma una volta ottenuto l’effetto analgesico questo si mantiene a lungo.
In sintesi la radioterapia è impiegata
per controllare la crescita tumorale e
quindi curare, prevenire o alleviare i
sintomi provocati della malattia.
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Parleremo pertanto di:
✔ radioterapia elettiva, per eradicare definitivamente la malattia;
✔ radioterapia precauzionale, per
ridurre il rischio di recidiva
dopo
un intervento chirurgico;
✔ radioterapia sintomatica, per
curare i sintomi legati alla
malattia quali dolore, compressione di organi, sanguinamento
etc.
14
IL REPARTO
DI RADIOTERAPIA
La sala d’attesa
E’ l’ambiente nel quale accanto ad altri
pazienti, verrà accolto prima di effettuare il trattamento. La seduta durerà
solo pochi minuti ma in particolari
occasioni (verifiche del posizionamento, modifiche tecniche etc.), questo
tempo potrebbe allungarsi. Parlando
con altri pazienti in attesa, evitate di
confrontare le vostre sensazioni e
i vostri sintomi. La radioterapia viene
impiegata con modalità diverse da caso
a caso e per una grande varietà di
malattie e sicuramente il vostro interlocutore non avrà una situazione clinica confrontabile con la vostra.
La sala di centraggio e simulazione
L’effettuazione di un trattamento
radioterapico richiede una prima fase
di preparazione in cui verrà localizzata
la zona da trattare. Questa fase prevede l’uso di apparecchi dedicati chiamati simulatori di terapia e può avvalersi
di apparecchi di diagnostica come la
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Tomografia Computerizzata (TC) e in
alcuni particolari situazioni della
Risonanza Magnetica (RM). In questa
fase il tecnico e il medico radioterapista
simuleranno le posizioni di terapia ed elaboreranno dei presidi personalizzati per
ottenere un maggiore confort ed assicurare una adeguata immobilità durante la
seduta di trattamento. Questo momento è
esclusivamente preparatorio e lei non
verrà sottoposto ad alcun trattamento.
Il giorno dell’inizio della terapia potrebbe
essere necessario un nuovo passaggio per
questi apparecchi ai fini di un’ulteriore
verifica prima del trattamento vero e proprio.
Le moderne metodiche di diagnostica per
immagini come la TC, la RM e ancora più
recentemente la PET (Tomografia ad
Emissione di Positroni), sono entrate
negli ultimi anni a far parte del bagaglio
tecnologico del radioterapista e in alcuni
particolari casi costituiscono un utile complemento per la migliore definizione dei
volumi da irradiare. Questi apparecchi
possono trovarsi nel reparto di radioterapia o in altri reparti dell’ospedale (generalmente nel reparto di Diagnostica per
16
Immagini). Tuttavia queste indagini,
quando necessarie, sono sempre effettuate sotto la guida del medico radioterapista che successivamente effettuerà il
trattamento e costituiscono un utile presidio per la migliore identificazione spaziale delle lesioni tumorali o in casi particolari (tumori mal individuabili per
sede o dimensione), sono indispensabili
per la esatta localizzazione e definizione
dei volumi di trattamento.
La sala bunker di trattamento
L’accesso al bunker dove sono situati gli
apparecchi di trattamento (acceleratori
lineari), è consentito solo al momento in
cui verrà chiamato ad effettuare la terapia. Nel frattempo sarà invitato ad attendere nella sala d’attesa insieme agli altri
pazienti.
Nel corso del ciclo di terapia potrà rendersi necessario effettuare alcune verifiche o modifiche tecniche. In tali occasioni la seduta potrebbe durare più a
lungo. In ogni caso cerchi di rimanere
immobile e non modifichi la sua posizione sul lettino di trattamento se non
sotto la guida del tecnico.
17
GLI APPARECCHI
DI RADIOTERAPIA
L
a scelta dell’apparecchio da utilizzare dipende da vari fattori e la
decisione è riservata all’équipe medica.
Tutti gli apparecchi sono grandi e possono girare intorno al paziente per posizionarsi nel modo più adeguato (Figura 1).
E’ normale che le prime volte queste
macchine possano incutere qualche
timore. Non si preoccupi e cerchi di
rilassarsi, questo eviterà che lei si muova
involontariamente durante il trattamento. Si ricordi comunque che durante la
seduta di radioterapia non le accadrà
nulla e non sentirà nessun tipo di dolore
né alcuna sensazione spiacevole.
Deve sapere che queste macchine vengono adoperate da persone perfettamente competenti e che sono regolarmente
e periodicamente supervisionate da un
tecnico e da un fisico per assicurare il
loro perfetto funzionamento (Figura 2).
Le macchine possiedono inoltre sofisticati sistemi di sicurezza per il controllo
dei movimenti e delle dosi di radiazioni
erogate.
I moderni acceleratori lineari consento18
FIGURA 1 • L’acceleratore è un grosso macchinario che ruota intorno al lettino su cui si
sdraierà il paziente.
no di realizzare una particolare tecnica
chiamata Radioterapia Conformazionale Tridimensionale (3D-CRT)
che è in grado di ottenere una maggiore selettività dell’area da irradiare
mediante l’impiego di campi multipli
esattamente modellati (conformati)
sulle dimensioni e forma delle lesioni
tumorali per risparmiare al massimo i
tessuti sani circostanti. In questo caso
il fascio di radiazioni è sagomato
all’uscita mediante piccole lamelle
comandate da un computer che modifica dimensioni e forma di ciascun
campo di irraggiamento. Queste stesse
lamelle, che si aprono e chiudono per
19
mezzo di software dedicati, sono anche in
grado di modulare l’intensità dei fasci di
irradiazione creando differenti distribuzioni di dose all’interno del volume di
trattamento. Con questo principio si realizza la Radiotera-pia ad Intensità
Modulata (IMRT), la forma più avanzata
di radioterapia conformazionale che è in
grado di proteggere ulteriormente i tessuti sani circostanti al tumore. La IMRT è
anche alla base degli apparecchi per
Tomoterapia, apparecchiature dedicate
in cui sono integrati un acceleratore lineare ed una TC. In questo modo possono
essere verificati nel corso di ogni seduta
di radioterapia, sia il volume che la posizione della lesione da trattare, consentendo così di adattare in tempo reale il trattamento alle caratteristiche attuali del
tumore e realizzando una forma di terapia radiante guidata dalle immagini
(IGRT).
FIGURA 2
Un tecnico
effettua periodicamente i
controlli sui
macchinari
utilizzati.
20
LO STAFF DI
RADIOTERAPIA
Medico Radioterapista
E’ il medico specialista che durante il
suo primo accesso al reparto analizzando tutta la documentazione in suo possesso confermerà o meno l'indicazione
al trattamento. Nella fase preparatoria
insieme al tecnico imposterà il suo
piano di cura personalizzato e la seguirà
con visite a scadenza periodica durante
tutta la durata della terapia. Durante
questi incontri gli esponga tutti i quesiti
e perplessità e gli eventuali disturbi
affinché possa effettuare e completare
la cura con i minori effetti collaterali
possibili.
Il medico radioterapista, è un oncologo
che si è specializzato nell’uso delle
radiazioni per la cura delle diverse patologie tumorali. La sua figura è caratterizzata da una duplice componente: quella
clinica di medico specialista di tumori e
quella tecnica di esperto nell’impiego
delle apparecchiature per effettuare la
radioterapia. L’attività del medico radioterapista si svolge su tre diversi livelli:
✔ il primo che implica la collaborazio21
ne con gli altri medici specialisti (otorino, ginecologo, urologo, neurochirurgo, oncologo chirurgo, oncologo
medico, ecc.) per porre l’indicazione
radioterapica e pianificare il programma terapeutico generale;
✔ il secondo per localizzare la sede
esatta, il volume, l’estensione della
malattia e ricavarne tutti gli elementi
indispensabili per predisporre il trattamento radiante;
✔ il terzo per l’esecuzione della radioterapia vera e propria. Il medico radioterapista è responsabile della gestione
del paziente durante tutto il ciclo di
radioterapia e lo segue con visite
periodiche (generalmente una alla
settimana), nonché con controlli clinici programmati dopo il termine
della radioterapia per valutare a
distanza di tempo sia i risultati terapeutici che gli eventuali effetti collaterali. Il medico radioterapista è lo
specialista che può consigliare e prescrivere i presidi terapeutici più
opportuni per prevenire, limitare o
curare gli effetti collaterali che ogni
trattamento radiante, anche se correttamente condotto, può potenzialmente causare.
Fisico Sanitario
Probabilmente lei non avrà contatti diretti
con questa figura professionale, ma essa è
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di fondamentale importanza poiché è
deputata all’elaborazione del suo
piano di trattamento personalizzato
oltre che ai controlli di qualità di cui
necessitano tutte le apparecchiature
di radioterapia (Figura 3).
Tecnico di Radioterapia
Collabora con il medico a tutte le fasi
propedeutiche al ciclo di radioterapia
ed esegue giornalmente tutte le sedute
di trattamento.
Infermiere
Coadiuva medico e tecnico nelle fasi
propedeutiche e con la sua particolare
esperienza e preparazione nei riguardi
delle problematiche del paziente sottoposto a radioterapia potrà fornirvi
un valido aiuto nel corso del trattamento. L’infermiere ha anche il compito di effettuare eventuali medicazioni e
somministrare le terapie di supporto
prescritte del medico radioterapista.
Altre figure professionali
Nutrizionista: Durante il suo trattamento potrebbe rendersi necessario
l’aiuto di una figura professionale che
l’aiuti a mantenere la sua dieta o a
modificarla. Il medico radioterapista in
23
caso le indicherà questa possibilità.
Psicologo: L’affrontare la radioterapia
costituisce senza dubbio un momento
di difficoltà personale. L’aiuto di uno
specialista le verrà fornito in qualsiasi
FIGURA 3 • Il fisico medico effettua per ciascun
paziente un controllo del piano di trattamento
per assicurarsi che le dosi di radiazione rilasciate ai tessuti siano quelle stabilite dal medico.
24
L’INDICAZIONE
AL TRATTAMENTO
RADIANTE
Q
uando si presenta la necessità di una consulenza specialistica per avere una opinione sulla
opportunità o meno di effettuare un
trattamento radiante, sarà prenotata
una prima visita presso l’ambulatorio
di radioterapia. In questa sede il medico specialista in radioterapia potrà
valutare l’indicazione proposta e discutere con il paziente sui rischi e benefici del trattamento radiante. Durante il
primo incontro che lei avrà con il
medico, egli esaminerà la sua storia clinica ed il suo stato attuale di salute
per consigliare il trattamento più adeguato al suo caso. E’ probabile che la
documentazione che lei presenterà sia
insufficiente, per cui non si sorprenda
se le verranno prescritte nuove analisi,
radiografie o esami: essi servono per
determinare con esattezza lo stato e la
localizzazione della sua malattia.
In una seconda visita, e con tutti gli
accertamenti, le verrà dato un appuntamento per effettuare un centraggio
25
ed una simulazione con un apparecchio chiamato appunto simulatore. In
questa fase si studierà in dettaglio la
posizione in cui lei dovrà restare durante
tutto il trattamento come anche la localizzazione esatta della zona da trattare
(Figura 4).
Le verrà fatta anche una radiografia per
accertare e documentare la correttezza
del posizionamento. Durante questa fase
le verranno fatti dei segni sul corpo con
piccoli tatuaggi puntiformi che costituiscono il riferimento per delimitare con
estrema esattezza la zona da trattare. In
qualche occasione verranno utilizzati dei
sistemi di immobilizzazione per evitare
FIGURA 4 • Il simulatore. questa apparecchiatura si utilizza per “simulare” il trattamento
prima che questo avvenga per assicurarsi che il
paziente sia posto nella posizione più adeguata
e che la lesione sia localizzata con esattezza.
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che lei si muova involontariamente e
per riprodurre esattamente la posizione di trattamento. Per lo scopo
potranno essere preparati degli stampi, delle maschere o altri presidi che
consentano una posizione comoda e
sicura da ogni più piccolo movimento
ed assicurino la riproducibilità della
stessa posizione durante ogni seduta
del ciclo di radioterapia. In questa
fase preparatoria è spesso necessaria
l’esecuzione di una TC con o senza
mezzo di contrasto (o meno frequentemente una RM) che non sarà diagnostica, ma verrà utilizzata dal medico radioterapista solamente per uno
studio più accurato e misurazioni
geometriche della zona da irradiare e
dei tessuti da proteggere.
Il giorno della simulazione le verrà
dato un appuntamento per effettuare
la prima seduta di radioterapia. In
questo giorno lei sarà sistemato sul
lettino dell’acceleratore sul quale farà
giornalmente il trattamento e nella
stessa posizione che è stata stabilita
durante le fasi precedenti.
Normalmente il trattamento si svolge
per 5 giorni la settimana, dal lunedì al
venerdì, per un totale di 2/7 settimane approssimativamente. Il sabato e
27
la domenica non si effettuano sedute per
permettere ai tessuti e agli organi sani di
recuperare. Il trattamento viene frazionato
(ogni seduta in cui è diviso il trattamento
si chiama frazione) in quanto è stato accertato che esso si tollera molto meglio in piccole dosi ripetute che in una unica dose
molto elevata. Il numero delle frazioni è
variabile, esso dipende dalla dose totale di
radiazione che lei dovrà ricevere, dal tipo
di lesione, dalla zona che deve essere trattata e dalla risposta dei tessuti. In alcuni
casi potranno essere prescritte 2 o più
sedute al dì, in tal caso le verranno indicati
gli orari e gli intervalli di tempo da rispettare tra una frazione e l’altra. Altre volte il
trattamento potrà essere realizzato con
una, due o tre sedute alla settimana con
dosi singole per frazione un po’ più alta di
quella effettuata giornalmente. Questo per
ottenere una più rapida scomparsa dei sintomi e diminuire il disagio dei pazienti che
si muovono con difficoltà.
Settimanalmente l’équipe medica le farà
una visita di controllo per valutare l’efficacia del trattamento e per controllare
l’eventuale sopraggiungere di effetti secondari (Figura 5). Sarebbe conveniente che
lei annotasse tutti quegli aspetti che la preoccupano per poterli comunicare al medico il giorno della sua visita di controllo.
Qualche volta, durante il trattamento,
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saranno necessarie delle variazioni tecniche (riduzione del campo, schermature
supplementari, variazioni del tipo di
radiazione) per ridurre gli effetti collaterali e rendere ottimali i risultati della
terapia.
Una volta terminato il trattamento e realizzata la sua ultima visita le verrà dato
un appuntamento per un controllo clinico presso l’ambulatorio di radioterapia.
Conservi con cura tutta la documentazione che le verrà rilasciata dopo il trattamento e la riporti ad ogni visita di controllo.
FIGURA 5 • Periodicamente il paziente effettuerà una visita di controllo con il medico specialista. E’ opportuno annotare tutti quegli
aspetti che destano preoccupazione, per riferirli
durante questo colloquio con il medico.
29
LA SEDUTA DI
RADIOTERAPIA
O
gni giorno, all’ora stabilita, lei
verrà ricevuta dal personale del
reparto, il quale seguendo le prescrizioni
dei medici e basandosi sui riferimenti che
le sono stati fatti sulla cute la sistemerà
nella posizione corretta in cui lei dovrà
rimanere per tutto il tempo della seduta
(Figura 6). Il personale che la seguirà non
rimarrà con lei nella stanza durante la
terapia, ma sarà in una stanza attigua
dove controllerà tutto l’apparato e la
osserverà attraverso alcuni monitor e
potrà comunicare con lei attraverso un
interfono. Se in qualsiasi momento si sentisse solo, non dimentichi che la stiamo
osservando e controllando continuamente. Nel caso sopraggiunga qualche inconveniente resti tranquillo perché il personale può interrompere in qualunque
momento il trattamento e raggiungerla
immediatamente.
Il tempo di ciascuna seduta è molto
breve, appena qualche minuto, momenti
in cui lei potrà respirare ed deglutire normalmente.
30
E’ invece molto importante che lei rimanga immobile, conservando la posizione
determinata precedentemente.
Una particolare tecnica di radioterapia
utilizzata in casi particolari e per lo più
per il cranio è chiamata stereotassica e
prevede l’uso di caschi speciali che sono
fissati alla testa del paziente e consentono
di ottenere una irradiazione estremamente precisa di piccolissime e profonde
lesioni del cervello. In tali circostanze l’irradiazione viene effettuata in una unica
seduta (Radiochirurgia Stereotassica) o in
pochissime frazioni (Radioterapia
Stereotassica) in quanto il volume di tessuto irradiato è estremamente piccolo.
FIGURA 6 • I tecnici della radioterapia la posizioneranno nella maniera più adeguata seguendo le indicazioni dei medici ed i segni fatti sulla
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GLI EFFETTI
COLLATERALI
L
a radioterapia, come la maggior
parte dei trattamenti medici, ha i
suoi vantaggi ed i suoi inconvenienti. Come
è logico faremo di tutto per aumentare gli
effetti benefici e limitare quelli secondari.
Il peso degli effetti collaterali dipende da:
✔ ciascuna persona in particolare;
✔ dal numero di frazioni e dose
totale da raggiungere;
✔ dal tipo di lesione da trattare;
✔ dalla regione corporea che viene
irradiata e dalla sue estensione;
✔ dalla risposta che lei otterrà dal trattamento a cui è sottoposto.
Rispetto a questo ultimo punto c’è
da dire che poiché ogni paziente ha
una reazione individuale sia fisica
che psichica, tutti quelli che accettano il trattamento e collaborano al
massimo seguendo le istruzioni ed i
consigli suggeriti, tollerano molto
meglio il trattamento e conseguentemente riducono i disagi dovuti
agli effetti collaterali.
Gli effetti collaterali sono comunque per
lo più transitori e solo in alcuni casi si
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prolungano per un certo periodo di
tempo dopo la fine del trattamento.
Questo rientra nella norma e non deve
essere fonte di preoccupazione.
Alcune persone lamentano stanchezza
durante il ciclo di radioterapia in quanto l’organismo spende una notevole
quantità di energia per recuperare il
proprio equilibrio.
Cerchi di riposare tutto il tempo necessario e non faccia sforzi violenti o non
necessari. La maggior parte dei trattamenti permette di svolgere una vita
normale incluso lo svolgimento di una
moderata attività lavorativa. In ogni
caso la équipe medica le preciserà quale
tipo di attività sarà in grado di sostenere.
A volte i pazienti riferiscono mancanza
di appetito durante il ciclo di radioterapia. La perdita di appetito sopraggiunge per diversi fattori, ma è comunque
molto importante che durante il trattamento lei mangi una quantità di alimenti adeguata in modo da far sì che il suo
organismo possa riprendersi e mantenere il peso abituale. Qui di seguito le
diamo alcuni consigli per mantenere
l’appetito e non perdere peso:
✔ mangi quando ha fame, anche se
non è l’ora dei pasti;
33
✔ consumi piccoli pasti, ma frequenti
e nutritivi ad alto valore energetico;
✔ vari la sua dieta non mangiando
sempre le stesse cose;
✔ cerchi di mangiare insieme alla sua
famiglia. Se deve mangiare solo, si
distragga con la musica o la televisione;
✔ condisca la carne ed il pesce con
salse appetitose;
✔ eviti gli odori e le visioni spiacevoli.
Controlli ed annoti il suo peso
almeno una volta alla settimana.
Qualora notasse una significativa
perdita di peso lo faccia presente
al medico nel corso delle visite di
controllo.
Cute e capelli
In alcuni casi la pelle della zona trattata
appare arida ed irritata come quella
scottata dal sole. Non si preoccupi perché questo rientra nella norma e l’effetto scomparirà dopo la fine del trattamento. Nella zona irritata:
✔ eviti l’uso di sapone e alcool;
✔ non applichi profumi, creme, deodoranti o cosmetici;
✔ non applichi nessuna sostanza
troppo calda o troppo fredda;
✔ eviti assolutamente l’esposizione
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solare;
✔ non usi sostanze depilatorie;
✔ eviti l’applicazione di cerotti
nell’area irradiata;
✔ tenga la zona irritata il più possibile all’aria.
Per la pulizia personale segua una igiene
meticolosa impiegando preferibilmente
detergenti neutri (come quelli che si utilizzano per i neonati a base di oli o
creme detergenti) 2-3 o più volte al giorno sulle regioni irradiate.
✔ non utilizzi accessori stretti che procurino attrito come fasce o busti ed
usi biancheria comoda di cotone;
✔ dopo la radioterapia la cute può
assumere un colore scuro che gradualmente diminuisce di intensità nel tempo;
✔ solo se il campo di irradiazione interessa una parte o tutto il cuoio
capelluto si ha perdita di capelli,
altrimenti non vi è alcun problema di
caduta dei capelli.
35
I SINTOMI LOCALI
NELLE DIVERSE
SEDI DI
TRATTAMENTO
G
li effetti collaterali della radioterapia dipendono della sede irradiata. Questo perché il fascio di radiazioni
per arrivare a colpire il tumore, attraversa
anche tessuti e organi sani situati lungo la
sua traiettoria.
Quando la radioterapia è effettuata sulla
regione toracica, il sintomo più frequente
è quello dovuto all’irritazione dell’esofago
e viene riferito come difficoltà a mandare
giù il cibo. Questo fastidio può essere
attenuato assumendo sciroppi protettivi
della mucosa che devono essere presi
prima dei pasti.
Anche l’irradiazione delle regioni addominali o pelviche comporta disturbi legati
alla irritazione dell’apparato digerente
con aumento dei movimenti intestinali e
possibile insorgenza di diarrea. La misura
preventiva più efficace è quella di seguire
una dieta povera di fibre come quella suggerita nella Tavola II.
Quando viene trattata la regione pelvica,
sono più frequenti i disturbi urinari e rettali: una adatta terapia medica è in grado
36
di controllarli efficacemente, ma è particolarmente importante segnalare tempestivamente l’insorgere di tali disturbi
per poterli attenuare rapidamente
senza dover sospendere il trattamento.
Irradiazione dell’encefalo
L’esecuzione del trattamento sull’encefalo richiede una fase di preparazione
nella quale verrà confezionata una
maschera termoplastica che scaldata in
acqua prenderà la forma della sua testa.
La preparazione della maschera è indolore e verrà effettuata dal tecnico. Lei
non potrà muoversi ma potrà respirare
regolarmente. Ogni volta che effettuerà il trattamento le verrà chiesto di
indossarla.
A seguito dell’irradiazione dell’encefalo
potrebbe accusare senso di nausea e
cefalea ma anche una certa sonnolenza
ed astenia. Altre volte potrebbero
anche peggiorare o ripresentarsi i sintomi che accusava all’inizio della malattia.
Questi disturbi sono dovuti ad un accumulo di liquidi (edema) che si verifica
nella zona dell’encefalo irradiato. In
questo caso il medico potrebbe decidere di impostare una terapia antiedemigena a base di steroidi e diuretici per
ridurre i sintomi. La terapia antiedemi37
gena va effettuata tutti i giorni compresi
il sabato e la domenica e anche per un
tempo successivo alla radioterapia che
sarà stabilito dal medico di caso in caso.
Questo perché l’infiammazione del tessuto cerebrale, insieme agli effetti collaterali persistono anche dopo la fine del
trattamento.
Anche gli effetti legati all’assunzione dei
farmaci steroidei (aumento di peso,
ritenzione idrica) regrediranno gradualmente con la sospensione della terapia.
In ogni caso questi farmaci vanno modulati dal medico. Non prenda mai iniziative
personali che potrebbero complicare gravemente le condizioni cliniche.
Verso la fine del trattamento si verificherà nelle aree irradiate la caduta dei capelli. Essi ricresceranno dopo qualche mese
ma più deboli, radi e di un colore diverso
da quello originario. In alcuni casi tale
perdita potrà essere permanente.
Nell’area irradiata potrebbe comparire
anche arrossamento e secchezza della
cute che comunque regrediscono dopo
qualche tempo dal termine della radioterapia.
I capelli potranno essere lavati con acqua
tiepida e shampoo neutro.
Non dovrà esporre la testa al sole durante il trattamento e nei mesi successivi.
38
E’ importante che lei adotti in questo
periodo uno stile di vita più tranquillo e
che si protegga la testa con un copricapo.
Irradiazione del cavo orale e del
collo
La mucosa del tratto digerente e delle vie
aeree è molto sensibile alle radiazioni.
Per tale motivo a seguito della radioterapia potrà avvertire una irritazione a livello
faringeo con conseguente difficoltà alla
deglutizione.
Inoltre,quando le ghiandole salivari sono
comprese nel campo di trattamento, vi
sarà anche una riduzione della produzione di saliva e un aumento della sua viscosità. Questo, oltre a causare secchezza e
maggiore difficoltà alla deglutizione,
rende la bocca facilmente aggredibile da
batteri e funghi. In molti pazienti l'esiguità e la viscosità della saliva possono essere causa di nausea. Il danno dei microvilli
alle cellule del gusto può condurre ad
una alterazione del senso del gusto o di
una sua totale perdita. Le sensazioni
dell'amaro e dell'acido sono spesso alterate, mentre meno coinvolti sono il gusto
del salato e del dolce. Nella maggior parte
dei pazienti il senso del gusto si ripristina
gradualmente entro 2-4 mesi dopo il
completamento della terapia, ma può
39
durare fino ad un anno. Molti pazienti
perdono peso durante la terapia radiante. Per la buona riuscita della terapia è
molto importante che lei si alimenti in
maniera adeguata.
A tale scopo dovrà tenere una tabella del
suo peso e gestire insieme al medico la
sua dieta.
Irradiazione della mammella
La radioterapia della mammella può causare l’ arrossamento della cute dell’area
irradiata. Questo effetto viene chiamato
eritema cutaneo. La zona interessata
apparirà rossa e dolente come una scottatura; talvolta si assocerà a prurito. In
genere insorge dopo la terza settimana di
trattamento sia sulla mammella residua,
in caso di intervento chirurgico conservativo, che sulla parete toracica, in caso di
mastectomia totale. Per ritardarne il più
possibile la comparsa dovrà osservare
opportune precauzioni, quali evitare
esposizioni al sole o lampade, evitare
detergenti aggressivi, evitare profumi
alcolici ed indumenti stretti, mantenendo
la cute sempre ben idratata mediante
l’utilizzo di opportune emulsioni che le
saranno indicate dal medico radioterapista. Il trattamento potrebbe far sembrare
la mammella più rigonfia e dolente, per
effetto dell'accumulo di liquidi nel tessu40
to sottocutaneo e nella cute. Al termine
la cute della mammella andrà incontro
ad un’iperpigmentazione cutanea cioè
apparirà di colore più scuro. Tale effetto tende ad attenuarsi nel corso di
qualche mese, ma a volte può perdurare per anni. E’ necessario al fine di evitare inestetismi cutanei permanenti
(iperpigmentazione cutanea su tutto il
campo di irradiazione) che lei eviti nei
6 mesi successivi l’esposizione al sole o
a lampade cosmetiche. Tutti questi
effetti collaterali sono più evidenti se è
stato effettuato un trattamento con
chemioterapia.
Irradiazione della zona addominale e pelvica
La terapia radiante effettuata sulla
regione addominale o pelvica può essere causa di diversi disturbi. I pazienti
che vengono irradiati sull’addome
superiore soffrono spesso di nausea e
vomito, mentre quelli con irraggiamento del basso addome e pelvi, possono
lamentare meteorismo, diarrea o
disturbi urinari. L’effetto della radioterapia sulla mucosa intestinale è causa
della cosiddetta enterite acuta da raggi
che solitamente è di grado assai modesto soprattutto se si seguono determinate norme dietetiche (vedi tabella II)
41
e tende a scomparire dopo qualche settimana dalla fine della terapia. Tuttavia, in
una piccolissima percentuale di pazienti
possono verificarsi anche degli effetti
tardivi che tendono a presentarsi mesi, o
anche anni, dopo la sospensione della
terapia e possono manifestarsi in forma
di ostruzione intestinale, diarrea cronica
o perdite ematiche dal retto. Un sintomo
assai frequente durante il trattamento
della regione pelvica è il tenesmo rettale
e vescicale. Questo sintomo, che compare durante la seconda metà del ciclo di
radioterapia per neoplasie dell’apparato
uro-genitale, è dovuto alla infiammazione delle mucose rettale e vescicale.
Consiste in un senso di riempimento
precoce degli organi (ampolla rettale o
vescica) con contrazione involontaria
degli sfinteri. Questo causa un bisogno
frequente di defecare ed urinare e determina l’emissione di una scarsa quantità
di feci, muco o semplicemente gas dal
retto e una minzione più frequente.
Assai raramente può causare dolore e in
ogni caso è ben controllabile con terapie
locali (supposte o clismi medicati) e non
richiede la sospensione della terapia.
42
TAVOLA I
raccomandazioni per il paziente
che effettua la radioterapia
sul cavo orale e/o collo
• Mantenere il cavo orale e i denti sempre in perfette condizioni di pulizia
ricorrendo a sciacqui frequentissimi (3-6
volte al dì e in particolare dopo ogni pasto)
con infusi di camomilla (o malva) e bicarbonato. Ad esempio: soluzione di 1 litro di
camomilla con un cucchiaio di bicarbonato,
da utilizzare come collutorio a temperatura
ambiente.
• Abolire alcolici, fumo, cibi ricchi di
spezie e alimenti o liquidi troppo caldi.
Dare la preferenza a cibi con alto valore
nutritivo, che non irritino le mucose e possano essere masticati e deglutiti con facilità.
•Eliminare le protesi dentarie.
43
•Durante e dopo la radioterapia attuare una adeguata profilassi dentaria.
1. Per la pulizia dei denti impiegare soluzioni al fluoro (gel, paste dentifricie e
collutori), 2-3 volte al dì durante e
dopo il ciclo di radioterapia;
2. assumere fluoruro di sodio per bocca
(es. Zymafluor cpr da mg1: 1 cpr al dì);
3. utilizzare il filo interdentale;
4. evitare di masticare caramelle o altri
dolciumi.
E’ importante ricordare di non effettuare estrazioni di elementi dentari
compresi nella sede del campo di irradiazione e di consultare sempre il medico radioterapista prima di effettuare qualsiasi intervento odontoiatrico o impiegare protesi dentarie. L’estrazione di elementi dentari potrebbe
causare gravi danni (necrosi ossea) a livello
dell’osso mandibolare e mascellare anche a
distanza di anni dal termine della radioterapia.
44
TAVOLA II
Suggerimenti dietetici per pazienti
irradiati sull’addome e pelvi
In genere evitare: fritti, soffritti, sughi grassi
o piccanti, spezie, pepe, peperoncino, cacao.
Durante la terapia assumere fermenti
lattici o 1 yogurt al giorno.
CIBI DA EVITARE
CIBI PERMESSI
Cereali: tutti i cereali
integrali (pane, pasta,
riso, fette biscottate,
biscotti o crackers).
Pane bianco senza
molica o tostato, fette
biscottate bianche, crackers e grissini comuni, fiocchi d’avena,
crema di riso, pasta e
semolino.
Verdure: insalate
crude, legumi, carciofi,
caalogna, cime di rape,
cavoli, cavolfiori, broccoli, fagioli, ceci, lenticchie, piselli, fave.
carote, sedano, verdura cotta non a foglia,
minestre di verdura
passata, patate bollite
a purea o al forno, zucchine, fagiolini, spinaci, invidia, pomodori
in modiche quantità.
45
CIBI DA EVITARE
CIBI PERMESSI
Frutta: prugne, fichi,
fragole, mirtilli, lamponi, ribes, mele cotogne,
more, noci, nocciole,
datteri, mandorle,
pinoli, avocado, cocco
fresco, tutta la frutta
secca.
Mele grattugiate, banane, ananas, limone,
mandarini, pesche,
spremute di agrumi.
Preferibile frullata e
senza la buccia.
Uova: fritte, frittate.
Alla coque, in camicia.
Formaggi: piccanti e
molto grassi o stagionati.
Magri e freschi.
Carni: maiale nelle
sue parti più grasse,
insaccati, salumi, frattaglie, trippa, carni
affumicate.
Bianche o rosse, purché poco grasse e
prive di connettivo.
Prosciutto cotto e
crudo purché sgrassato, bresaola.
Pesce: anguilla e
Lesso e con condipesce grasso in genere, menti leggeri.
frutti di mare e fritture.
46
CIBI DA EVITARE
CIBI PERMESSI
Bevande: gassate,
fredde, caffè, latte,
cioccolato, alcoliche.
Acqua, camomilla, tè,
caffè d’orzo, succhi di
frutta, yogurt, succo di
limone.
Dolci: creme, dolci a
base di frutta secca e
fresca, panna, cacao,
gelati.
Dolci poco elaborati e
poco grassi, crostate,
biscotti (non integrali
né farciti).
Varie: spezie, olive,
senape, mostarda,
lardo, strutto, pancetta.
Sale e zucchero.
47
LE TECNICHE
SPECIALI
Tecniche stereotassiche
(Radiochirurgia e Radioterapia
Stereotassica)
Sono tecniche di radioterapia in cui piccole lesioni vengono localizzate nello
spazio attraverso accurati sistemi tridimensionali definiti stereotassici. Essi
permettono al radioterapista di indirizzare le radiazioni solamente su di un volume piccolissimo, limitando l'irradiazione
dei tessuti sani circostanti. In questo
modo gli effetti collaterali saranno estremamente contenuti. Le tecniche stereotassiche, originariamente utilizzate per il
trattamento di lesioni cerebrali, sono
oggi impiegate anche per il trattamento
di lesioni extracraniche e vengono realizzate con acceleratori lineari modificati
oppure con apparecchi dedicati come la
GammaKnife e CyberKnife.
Radiochirurgia. E’ effettuata in un’unica seduta. Per garantire la sua totale
immobilità durante il trattamento le
verrà applicato un casco fissato al cranio
con delle viti in anestesia locale. Questo
casco permetterà al medico di localizzare
48
con assoluta precisione la lesione. La
radiochirurgia risulta minimamente invasiva, è generalmente ottimamente tollerata, è indicata anche per il trattamento di
pazienti particolarmente debilitati e può
essere eseguita in regime ambulatoriale.
Radioterapia Stereotassica. E’ una tecnica simile alla precedente, con la differenza che il trattamento viene effettuato
in più sedute e per l’immobilizzazione
viene usato un casco stereotassico riposizionabile non cruento (senza viti di fissaggio al cranio). E’ utilizzata in caso di
lesioni che presentino dimensioni maggiori o siano localizzate nelle immediate
vicinanze di strutture critiche (ad es.
strutture ottiche, tronco cerebrale).
Radioterapia ad Intensità
ModulatA (IMRT)
E’ una modalità avanzata di radioterapia
conformazionale che permette di minimizzare l'irradiazione ai tessuti sani vicini
e di somministrare selettivamente
dosi diverse all'interno del volume di
trattamento. In questo modo possono
essere raggiunte dosi maggiori rispetto
alle altre tecniche di radioterapia convenzionale. La preparazione al trattamento e
le modalità con cui si svolgono le sedute
non sono differenti dalle altre tecniche di
49
radioterapia, ma per il trattamento devono essere utilizzati acceleratori lineari
con collimatori multilamellari computerizzati oppure apparecchi dedicati per
tomoterapia.
Brachiterapia nei tumori
della prostata
Questa tecnica consiste nel posizionamento all'interno della prostata per via
perineale e sotto guida ecografica, di
sorgenti radioattive sotto forma di semi
della grandezza di circa 1-4 mm. In questo modo può essere depositata una
dose di radiazioni estremamente elevata
all’interno della ghiandola, con minimo
danno agli organi adiacenti (retto e
vescica).
E' una procedura minimamente invasiva,
che si completa in una unica seduta operatoria e consente di ottenere risultati
sovrapponibili a quelli dell'intervento
chirurgico.
La Brachiterapia costituisce una valida
alternativa alla prostatectomia radicale
nei pazienti con neoplasia della prostata
in fase iniziale. Ma non tutti possono
giovarsi di questo tipo di trattamento.
L’indicazione elettiva è per quei pazienti
con prostata di piccole dimensioni senza
segni di ostruzione al flusso urinario.
50
Non è eseguibile in pazienti con patologie dell’anca che non possano assumere la posizione ginecologica richiesta durante l’impianto.
Può invece essere consigliata a tutti
quei pazienti che vogliano evitare l’intervento di prostatectomia radicale, il
lungo periodo del ciclo di radioterapia
a fasci esterni (6-7 settimane). Inoltre,
viene scelta da coloro che desiderino
preservare la potenza sessuale, in quanto è la metodica che meno delle altre
causa questo effetto collaterale.
51
ALTRI QUESITI
Gli spostamenti
Eccetto i casi in cui il medico controindichi la guida, se lei si sente
bene fisicamente, non c’è nessun
inconveniente nell’utilizzare la propria auto o un mezzo pubblico. Se
invece si sente stanco o affaticato e
preferibile farsi accompagnare. La
guida deve essere evitata in caso di
assunzione di farmaci che riducano i
tempi di reazione (anticonvulsivanti,
ansiolitici etc.).
Le medicine
Durante il trattamento potrà essere
necessario sospendere o modificare la
posologia di alcuni farmaci. Scriva una
lista delle medicine che prende per
assicurarsi di non dimenticarne nessuna, la mostri al medico durante la
prima visita e la porti con sé ogni
giorno e alle visite di controllo durante il trattamento. In ogni caso non
assuma alcuna medicina senza il consenso della équipe medica.
52
L’igiene personale
In quanto all’igiene personale, si lavi
come è sua abitudine con un sapone
neutro in tutto il corpo ad eccezione
della zona trattata. Questa dovrà essere
detersa preferibilmente con soluzioni
medicate delicatamente e senza strofinare.
Condotta sessuale
Effettuare un trattamento di radioterapia
non implica necessariamente un mutamento nella condotta sessuale abituale.
Consulti il nostro medico per qualunque
dubbio al riguardo.
In relazione alla possibilità di avere dei
figli è necessario che durante il trattamento e per un certo tempo, dopo la
fine del trattamento, lei usi delle precauzioni.
Per le donne ed in età fertile è bene
effettuare un test di gravidanza prima di
iniziare il trattamento. Per gli uomini
sono consigliate precauzioni per non
avere figli durante questo periodo.
Il vestiario
Utilizzi abiti comodi che non opprimano
la zona trattata. Eviti i tessuti sintetici
53
come il nylon. Qualora i segni di riferimento sulla cute siano stati effettuati
con coloranti, utilizzi indumenti vecchi
o di poco prezzo da eliminare una volta
terminata la radioterapia (con il sudore,
i coloranti impiegati possono macchiare
irrimediabilmente gli indumenti).
54
EPILOGO
S
periamo che questo opuscolo la
possa informare correttamente
sui principali aspetti che caratterizzano
la radioterapia e che le sia di aiuto per
capire il tipo di trattamento che lei sta
per effettuare. In ogni caso ricordi che
nessun opuscolo può sostituire una conversazione e non abbia dunque timore a
consultare lo staff di radioterapia in qualunque momento e per qualsiasi dubbio.
55
Se avete trovato utile questo opuscolo, potete aiutarci a realizzarne
altri con un contributo a:
Fondazione
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e illustrazioni:
© 2006 Forum Service Editore s.c. a r.l.
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E’ possibile stampare le Guide
in formato Pdf dal sito
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Opuscoli pubblicati:
“Combattere il dolore per combattere senza il dolore”
E. Arcuri
“Consigli alimentari durante il trattamento oncologico”
M. Antimi, A. M. Vanni
“Quello che è importante sapere sul carcinoma del colon-retto”
G. Mustacchi, R. Ceccherini
“Ipertrofia prostatica benigna: guida per il paziente”
M. Lamartina, M. Rizzo, G. B. Ingargiola, M. Pavone Macaluso
“Trapianto di midollo osseo o di cellule staminali periferiche”
M. Vignetti, A. P. Iori
“La dieta nel paziente con insufficienza renale cronica”
B. Cianciaruso, A. Capuano, A. Nastasi
“Chemioterapia... se la conosci, non la temi”
T. Gamucci, S. De Marco
“Sopravvivere al cancro infantile. Tutto è bene quel che finisce bene”
J. E. W. M. Van Dongen - Melman
“Mieloma Multiplo”
A. Nozza, A. Santoro
“Neoplasie del colon-retto. Una terapia per ogni paziente”
G. Beretta, R. Labianca, A. Sobrero
“Occhio... alla bocca”
F. Cianfriglia, A. Lattanzi
“Occhio a quel neo che cresce!”
I. Stanganelli
“Tumori e AIDS: prevenzione e terapia”
G.D. Vultaggio, U. Tirelli
“La terapia ormonale nel carcinoma mammario”
Giovanna Masci, Armando Santoro
“Il tumore del pancreas”
Roberto Labianca, Giordano D. Beretta, Alberto Zaniboni, Luigina Rota
“I tumori dei giovani adulti - La mammella”
Eugenio Cammilluzzi, Antonio Maria Alberti et al.
“Perché devo smettere di fumare”
Massimo Pasquini, Cora N. Sternberg
“Perché proprio a me? - Come affrontare il disagio emotivo quando si ha un tumore”
Barbara Barcaccia, Teresa Gamucci
“Nausea e vomito da chemioterapia: cosa fare?”
Sonia Fatigoni, Mara Picciafuoco, Fausto Roila
Finito di stampare nel mese di settembre 2006
dalla Pubblimax srl - Roma
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