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Europa news
Il Fondo europeo di sviluppo regionale
accelera la spesa per sostenere le Pmi
Scaricabile on line ai seguenti indirizzi:
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http://www.europedirectmarche.it
http://www.eurosportelloascoli.eu
Sommario
1
Le risorse Fesr per lo sviluppo competitivo delle
Marche
di Paolo Petrini
1
Pubblicazione (formato cartaceo e pdf)
a cura di Marcello Pierini
dedicato alla rimodulazione del FESR
Fondo Europeo Sviluppo Regionale
2007-2013 nell’ambito della politica
di Coesione economico sociale dell’Ue
in ambito regionale.
Realizzato in base all’accordo di associazione tra Regione Marche
(Servizio Politiche comunitarie)
Autorità di gestione POR FESR Marche 2007-2013
e Europe Direct Marche, Soggetto associato
in base ai Regolamenti (CE) n. 1083 e n. 1828 del 2006
Hanno collaborato:
Massimo Binci, Sergio Bozzi, Stefania Bussoletti, Roberto Giungi, Luca Lanciaprima,
Paolo Petrini, Marcello Pierini, Fabio Travagliati, Vilberto Stocchi.
di Vilberto Stocchi
3
Modifiche al Por Fesr Marche in funzione anticrisi.
Programma Operativo Regionale (Fondo Europeo di
Sviluppo Regionale). Le decisioni del Comitato di
Sorveglianza del 6 e 7 luglio
di Sergio Bozzi
4
“Le Marche: l’Europa in una Regione”. Marcello Pierini ospite di Umberto Broccoli a “In Europa”- Radio
Uno
6
JESSICA: Sviluppo e sostenibilità delle aree urbane. Avviata la collaborazione fra la Regione Marche e la Banca Europea degli Investimenti
Consulenza e realizzazione grafica:
Alberto Bernini
Stampa:
Arti grafiche STIBU - Urbania (Pu)
La rivista e l’Associazione tra Regione e Centro Europe Direct dell’Università “Carlo Bo”
di Stefania Bussoletti
7
Governance locale e Unione europea. Un corso per
gli amministratori degli Enti locali
7
Cultura e fondi strutturali: quali sviluppi dal 2000?
8
Politica di Coesione economico sociale dell’Ue:
la crisi, le sfide
di Marcello Pierini
Copyright © 2009 Edizioni QuattroVenti Srl, Urbino
www.edizioniquattroventi.it
e-mail: [email protected]
Diritti di traduzione, riproduzione e adattamento totale o parziale
e con qualsiasi mezzo, riservati per tutti i paesi.
Europa News – Europa Marche News
10
I fondi comunitari e le Marche
di Massimo Binci
10
Un nuovo strumento on line per i gemellaggi amministrativi
10
Settimana europea della democrazia locale
11
Un Fondo di Ingegneria Finanziaria per le Marche
con le risorse del FESR. La priorità crescente di
strumenti di ingegneria finanziaria all’interno dell’Unione europea
Rivista mensile on line a cura del Centro Europe Direct Marche
Cattedra Jean Monnet in European Law
Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”
di Fabio Travagliati
Urbino, Piazza della Repubblica, 3
Direttore Responsabile:
Maria Carbone, giornalista professionista
14
Fse: la Regione approva le linee guida per gli ammortizzatori sociali
di Luca Lanciaprima
Direttore:
Marcello Pierini, Direttore del Centro - Titolare della Cattedra
In redazione:
Maria Carbone, Cinzia Carcianelli, Cesare Di Martino,
Gaia Pandolfi, Antonio Pescetti, Marcello Pierini, Vilberto Stocchi.
15
Verso la firma dell’accordo quadro tra P.O.R.E. –
Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio – e Regione Marche
di Roberto Giungi
Le risorse Fesr per lo sviluppo competitivo delle Marche
di Paolo Petrini*
Accolgo con piacere l’invito a esprimere
qualche considerazione politica sulle premesse, sui contenuti e sugli obiettivi, sugli
impegni che hanno ruotato e ruotano attorno a questa sessione del Comitato di
sorveglianza del Fesr.
Credo che la chiave principale per cogliere il significato e la portata delle decisioni
del Comitato sia, necessariamente, il collegamento con i fattori di difficoltà e di crisi socioeconomica che hanno colpito anche le
Marche, nel contesto dei drammatici avvenimenti mondiali che si sono susseguiti in
maniera incalzante dal 2008 fino alla prima parte del 2009.
Oggi la situazione perlomeno appare in certa misura
sotto controllo, si guarda con speranza e soprattutto con
attenzione massima a quel secondo semestre 2010 che
dovrebbe aiutarci a riprender quota, ma i problemi con-
tingenti, in particolare quelli occupazionali,
impegnano direttamente e in maniera
pressante il personale politico delle istituzioni.
Parlo di una dimensione dei problemi
che avverto fortissima, come cittadino anzitutto. E che, in quanto politico cerco di
concorrere ad affrontare e, spero, in parte
a risolvere.
Tornando al merito del Comitato di sorveglianza del luglio scorso, occorre ricordare che il Fondo europeo di sviluppo regionale ci affida risorse che non sono finalizzate alla normale amministrazione né al salvataggio di situazioni di crisi.
* Vice Presidente Giunta Regionale Marche – Assessore alle Politiche
Comunitarie Regione Marche.
Continua a pag. 2
La rivista e l’Associazione tra Regione
e Centro Europe Direct Marche dell’Università “Carlo Bo”
di Vilberto Stocchi *
Questo numero speciale della rivista (una
pubblicazione a tutti gli effetti), normalmente spedita on line, è dedicato alle decisioni adottate dal Comitato di Sorveglianza
del POR FESR Marche, tenutosi a Gradara
nel luglio scorso. Si tratta pertanto di una
monografia sulla Politica di coesione economico sociale dell’Unione europea e dei
suoi risvolti applicativi in ambito regionale.
Sullo sfondo l’utilizzazione delle risorse
messe a disposizione dall’Ue per raggiungere gli obiettivi individuati dalla cosiddetta
“Agenda di Lisbona rinnovata” e, al contempo, fornire risposte concrete all’attuale crisi economica – finanziaria e occupazionale.
La pubblicazione s’inserisce nell’ottimo lavoro sviluppato in questi ultimi anni con la Regione Marche in
qualità di Autorità di gestione del Fesr – Fondo europeo di
sviluppo regionale – e del rapporto di Associazione tra la
stessa Regione e il Centro Europe Direct Marche dell’Ateneo – ad un tempo Centro universitario e Centro dell’Unione europea.
L’Associazione, resa possibile, non obbligatoria, da
due regolamenti comunitari, attiene, in modo particolare,
l’informazione e la comunicazione dell’Europa comunitaria, dei suoi meccanismi di funzionamento e delle risorse
messe a disposizione con particolare riferimento a quelle regionali. Ciò comporta
necessariamente una stretta interazione
con i principali soggetti socioeconomici e
culturali presenti in ambito regionale. Diverse le iniziative di qualità già realizzate
mentre sono in preparazione altri importanti eventi che coinvolgeranno le Autorità
pubbliche, il mondo universitario e della ricerca, le imprese (il rapporto associativo
coinvolge anche Enterprise Europe Network - Camera di Commercio di Ascoli Piceno), gli studenti e gli insegnanti delle
scuole secondarie superiori e il grande pubblico.
Un elemento aggiuntivo di soddisfazione ci è dato dal
riconoscimento che da più parti registriamo. In effetti, se
fino a qualche mese fa si poteva parlare di una “esperienza” realizzata nelle Marche, ora, che altre regioni e
centri universitari stanno facendo esplicito riferimento
alla nostra attività, si può, a ben vedere, parlare di una
vera “best practice” a livello europeo. E anche questo, nel
nostro piccolo, dimostra la capacità di innovazione di questa regione, silente ma laboriosa.
*Presidente Centro Europe Direct Marche – Prorettore allo Sviluppo e
alle relazioni esterne nell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.
1
Di più, la finalizzazione esplicita di questo Fondo europeo riguarda un ‘plus’ nelle politiche di sviluppo che si
dovrebbe determinare proprio con risorse che sono dichiaratamente ‘aggiuntive’. Il Fesr risponde alla strategia
europea di Lisbona, alla grande scommessa di puntare su
di uno sviluppo competitivo dell’Europa contraddistinto da
un impetuoso avanzamento sul terreno dell’innovazione
dei sistemi, sia produttivi che nei servizi delle pubbliche
amministrazioni.
Parliamo di innovazione a tutto campo, che poggi su
una grande diffusione delle tecnologie informatiche e
della conoscenza, sulla tutela e sulla valorizzazione dell’ambiente, sul turismo e sui consumi sostenibili.
Ogni volta che si richiamano questi indirizzi di fondo
si rischia di apparire astratti ma in realtà l’Europa ci
chiede di declinare autonomamente, nel nostro territorio,
nelle condizioni socioeconomiche e ambientali che ci contraddistinguono, quelle strategie: proprio perché nell’autonomia della nostra elaborazione regionale queste possano esprimere l’efficacia migliore, quella più utile ad ancorare il percorso di sviluppo qualitativo e sostenibile delle
Marche alle tappe evolutive indicate agli stati-membri dell’Unione Europea.
Lo sforzo da compiere è tutto in questo avvicinamento
tra le grandi scelte europee e la capacità locale di utilizzare l’innovazione valorizzando quanto costruito e consolidato negli anni passati.
In quest’ultimo anno però lo scenario è mutato pressoché all’improvviso, e sappiamo come.
Dopo aver faticato non poco, ma con risultati importanti nell’impostare una programmazione più evoluta del
precedente periodo 2000-2006, abbiamo impattato con i
venti di crisi del secondo semestre 2008 e con le incognite
che abbiamo tuttora di fronte.
Di conseguenza si è cercato, ci si è impegnati a ‘piegare’ ogni strumento disponibile all’impegno centrale di
questa fase: contrastare la crisi, sostenere il più possibile
le imprese e l’occupazione, le famiglie, abbinare modalità
di intervento tra le più consolidate e nello stesso tempo
sperimentarne di nuove.
Questo lo si è fatto anche col programma regionale
del Fesr, il POR degli anni 2007-2013 che, come ho sottolineato prima, era stato pensato e impostato in modo del
tutto diverso rispetto a quanto ci ha portato questa congiuntura, arrivata un anno dopo che il programma era
stato approvato dalla DG Regio della Commissione e a
quasi due dalla sua elaborazione.
Voglio anche dare merito alla Commissione di aver cercato di flessibilizzare l’uso dei Fondi europei gestiti dalle Regioni. Basta pensare al Fondo Sociale Europeo, che ha finalizzato risorse importanti agli ammortizzatori sociali per il
lavoro. Sicchè abbiamo portato alla sessione di luglio del Comitato decisioni importanti, poche ma chiare e significative:
lo scorrimento delle graduatorie aperte a seguito dei
bandi per la ricerca e l’innovazione a favore delle PMI.
Una misura semplice che ha favorito significativamente
la distribuzione di circa una decina di milioni di euro
alle imprese marchigiane, che altrimenti avrebbero impiegato un tempo ben più lungo ad entrare nel sistema
imprenditoriale;
2
abbiamo stanziato oltre cinque milioni per favorire
l’innovazione di prodotto nel settore moda;
è stato potenziato lo strumento per articolare interventi più prettamente finanziari, sempre a favore delle
Pmi: garanzie per facilitare il ricorso al credito, per
la gestione corrente come per investimenti di medio
periodo; sostegno a innovazioni energetiche od a iniziative in settori di nuovo sviluppo di particolare rilievo.
Tutto ciò lo si è potuto fare perché siamo usciti dalla logica
d’una gestione solo amministrativa del Fondo: al termine
del 2009 avremmo dovuto garantire la spesa programmata nel 2007 ma invece abbiamo messo insieme tutte le
risorse del triennio 2007-2008-2009, stoppato le azioni che
andavano un po’ a rilento, concentrato gli interventi sulle
priorità che ricordavo sopra.
Non è stato un percorso facile, né sul piano del negoziato con la Commissione, che pretende comprensibilmente di conoscere in dettaglio l’uso delle risorse a noi
affidate, e neppure su quello del confronto regionale, dato
che l’orizzonte marchigiano era ed è acceso da tantissime
esigenze che il Fesr ovviamente non può coprire da solo.
Ecco, credo che il significato importante di quel Comitato sia stato, sia questo. Abbiamo già ripreso il monitoraggio attento sull’andamento delle varie azioni, ai primi
di dicembre faremo ancora il punto sull’andamento della
spesa e concluderemo il nostro incarico di legislatura avviando la predisposizione delle ipotesi di revisione di
medio periodo del programma, che nelle sue articolazioni
operative si concluderà alla fine del 2015.
Gestire al meglio le risorse che abbiamo e concorrere
a predisporre le ipotesi per un utilizzo loro ancor più ponderato alla luce dell’esperienza dei primi anni, e dunque
anche più efficace, mi sembra un modo corretto e positivo
di onorare il mandato di gestione di questo Fondo europeo.
Nel contesto della valorizzazione delle politiche europee
nelle Marche, dove assolvo direttamente anche all’impiego
delle risorse dedicate allo sviluppo agricolo e rurale.
Teatro “La Fenice”
di Amandola (Fm).
Progetto finanziato
all’interno della
mis. 3.2 del Docup
“Recupero,
valorizzazione
e promozione
del patrimonio
storico e culturale”.
Beneficiario:
Comune di Amandola
Modifiche al Por Fesr Marche in funzione anticrisi
Programma Operativo Regionale (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale)
Le decisioni del Comitato di Sorveglianza del 6 e 7 luglio
di Sergio Bozzi*
Come molti sanno, il Comitato di Sorveglianza del Fesr è l’organismo di gestione e
controllo nell’uso delle risorse europee
Fesr, secondo quanto disposto dai Reg. CE
1080 e 1083 del 2006.
Particolarmente rilevante è stata la
sessione svoltasi il 6 e 7 luglio, nella piacevole e accogliente cornice di Villa Matarazzo, nei pressi di Gradara. Presidente del
Comitato è il vicepresidente della Giunta
regionale, Paolo Petrini, che ha presieduto
la sessione pubblica. Come di consueto
hanno partecipato i rappresentanti della
Commissione Europea, Divisione generale delle politiche
regionali, e del Ministero dello sviluppo economico, rispettivamente la dottoressa Tiziana Fabbris e la dottoressa Giuseppina Caldarola.
La rilevanza delle decisioni assunte risiede nelle modifiche del Programma operativo regionale del Fesr valido
nel periodo 2007-2013. In altre parole, si è cercato di adeguare per quanto possibile un programma, pensato nel
2006 come insieme di azioni ‘aggiuntive’ alle politiche regionali e nazionali, agli effetti che la crisi globale scatenatasi nel 2008 ha determinato anche nelle Marche.
La doverosa attenzione alle problematiche contingenze attuali è peraltro sollecitata dalla stessa Commissione europea, che appositamente ha modificato in parte
i regolamenti in vigore.
Non a caso i lavori sono stati attentamente partecipati anche dal Servizio regionale ‘Attività produttive’, con
a capo il dirigente dottor Fabrizio Costa, che cura direttamente le relazioni con le associazioni delle Pmi.
Il Comitato di luglio da una parte ha ratificato alcune
decisioni già avviate dall’Autorità di gestione, l’ufficio regionale per le politiche comunitarie, a seguito di concertazione interna con gli assessorati preposti alle politiche
per le Pmi. Dall’altra, ha assunto impegni per i mesi a venire, in modo da accelerare per quanto possibile la spesa
e quindi l’immissione di risorse finanziarie nel tessuto
delle attività produttive marchigiane.
In base ai regolamenti comunitari, ogni stanziamento
finanziario annuale stabilito nel programma dell’intero
sessennio dispone di due anni di tempo per l’effettuazione
di tutta la spesa prevista. Ciò significa che, in condizioni
normali, sarebbe stato sufficiente realizzare entro la fine
del 2009 tutta la spesa prevista per il 2007.
Al contrario, raccogliendo le indicazioni della Commissione e della Giunta regionale, si sono concentrate su
alcune precise priorità tutte le risorse del triennio 20072008-2009 non ancora impegnate.
Con questa inedita modalità organizzativa e finanziaria si sono confermati o modificati interventi per circa 34
milioni di euro. 14 milioni sono stati destinati allo scorrimento di graduatorie già in
essere su bandi per l’innovazione tecnologica, e a favorire poi nuovi interventi per innovare i prodotti del comparto ‘moda’.
Come si è detto, l’obiettivo è quello di accelerare l’erogazione di risorse mantenendo contemporaneamente la barra del
timone orientata costantemente all’innovazione, sostenendo così lo sforzo competitivo delle Pmi marchigiane.
Gli altri 20 milioni sono destinati,
come da programma, a sostenere la strumentazione finanziaria a favore delle Pmi: soprattutto potenziamento delle garanzie per l’accesso al credito bancario e credito di investimento, in particolare per consumi
alternativi in campo energetico.
In proposito, importante è anche la convergenza progettuale e finanziaria dell’Autorità regionale di gestione
del Fondo sociale europeo, che interviene con proprie risorse per garantire i prestiti d’onore a favore di nuove
micro-imprese
Parte delle risorse complessive è stata successivamente messa a bando all’inizio di agosto. Con apposito
decreto del sei agosto si è avviata la procedura aperta per
l’affidamento del servizio di costituzione e gestione di un
fondo di ingegneria finanziaria, dotato di 11,750 milioni di
euro. Le offerte dovranno pervenire entro il 30 settembre
e si conta di avviare l’attività tra la fine dell’anno e l’inizio
del 2010.
Nel complesso si tratta dunque delle prime variazioni
significative che intervengono a due anni dall’approvazione
del Programma operativo delle Marche da parte della
Commissione, variazioni che come si è visto sono tutte finalizzate ad affiancare lo sforzo che il sistema produttivo
sta facendo per contrastare le note difficoltà finanziarie e
di mercato.
Naturalmente occorre sempre ricordare che queste
risorse europee, pur facilitate nella loro gestione dalle recenti modifiche regolamentari adottate dalla Commissione proprio in funzione anticrisi, hanno proprie peculiarità, sostanzialmente aggiuntive e mai sostitutive dei principali interventi di sviluppo che restano a carico dei Paesi
membri e delle singole Regioni.
Cogliere la rilevanza delle modificazioni adottate dal
Comitato di sorveglianza di luglio qui nelle Marche non
può prescindere dalla riaffermazione dei suddetti principi
generali dell’Unione Europea, funzionali al perseguimento
della strategia generale di sviluppo che va sotto il nome di
“politica di Lisbona”: una politica che fonda il perseguimento della competizione unitaria di sistema sull’innovazione e sulla conoscenza più avanzate; su grandi investi-
3
menti ambientali e infrastrutturali; sull’accrescimento dei
tassi di libera concorrenza; sulle pari opportunità e sulla
armonizzazione progressiva delle politiche di accoglienza
e di sicurezza. In una logica di stretta integrazione fra manovra comunitaria e manovra dei singoli Paesi.
I prossimi mesi serviranno a valutare la presa che
concretamente gli interventi indicati potranno avere sul
sistema produttivo della regione, grazie anche all’attivazione del sistema di valutazione dei risultati previsto dalla
Commissione europea.
Dopo le prossime elezioni regionali di primavera la
futura Amministrazione potrà ulteriormente verificare i risultati del Programma Fesr nel contesto della politica regionale unitaria prevista per il ciclo programmatorio 20072013, secondo quanto disposto dalla Programmazione nazionale e dal Documento unico di programmazione della
Regione.
Quest’ultimo, in particolare, coordina in un unico
quadro di scelte strutturali la gestione dei Fondi europei
Fesr e Fse, il Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas), i programmi comunitari per la Cooperazione territoriale fra
Stati membri, guardando ad una connessione progettuale
per lo sviluppo integrato del territorio con il Piano di sviluppo rurale, finanziato dall’apposito Fondo europeo, con
il Fondo per la ‘pesca’, nonché con tutte le linee di intervento per lo sviluppo attivate in sede nazionale e in sede
regionale.
A tre anni dalla conclusione formale dell’attuale ciclo
programmatorio, che poi operativamente si protrarrà sino
al termine del 2015, il 2010 pare un anno sostanzialmente
decisivo per apportare eventuali ulteriori correttivi al Programma regionale Fesr, che dovrà poi restare valido sino
al 2013. Un percorso che, come abbiamo visto, è già iniziato col Comitato di sorveglianza del luglio 2009.
* Dirigente Servizio Politiche comunitarie Regione Marche – Autorità di
Gestione POR FESR Marche 2007-2013.
“Le Marche: l’Europa in una Regione”
Marcello Pierini ospite di Umberto Broccoli a “In Europa”- Radio Uno
Il 22 agosto 2009, il Centro Europe Direct Marche è stato ospite della trasmissione di Umberto
Broccoli “In Europa – Le storie dei grandi d’Europa”. La puntata, in diretta radiofonica, è stata
trasmessa da Fermo, Aula Magna Facoltà Beni
Culturali dell'Università di Camerino. Ospite in
studio il prof. Marcello Pierini che ha risposto a
diverse domande di Umberto Broccoli. In particolare è stato tracciato un profilo di Jean Monnet, personaggio chiave per comprendere la costruzione europea, al quale la Commissione,
non a caso, ha intitolato le Cattedre afferenti gli
studi europei – appunto le Cattedre Jean Monnet. Il professor Pierini ha spiegando che queste
Cattedre sono state istituite nel 1989 dalla Commissione europea e si tratta del contributo che
il governo dell’Unione offre all’insegnamento
degli Studi europei all’interno del mondo universitario, oggi espressamente definite “A network of excellence”. “Le cattedre afferiscono
quattro settori disciplinari e precisamente gli
studi giuridici, storici, politico-sociali ed economici e sono oggi presenti in ben 62 Paesi europei ed extraeuropei.
Pierini ha poi illustrato l’attività del Centro
Europe Direct Marche che dal 1998 è attivo
presso l’Università di Urbino “Carlo Bo”, spie-
4
gando che si tratta ad un tempo di un centro
universitario e di un centro dell’Unione europea
che ha la mission di comunicare l’Europa comunitaria nei suoi diversi aspetti e opportunità.
“L’integrazione tra la Cattedra e il Centro, ha aggiunto Pierini, funziona molto bene, al punto che
altre prestigiose università italiane ne hanno copiato (consapevolmente o meno) la struttura di
base. La Cattedra svolge attività didattica e di ricerca in ambito universitario e post-universitario, mentre il Centro si inserisce nell’attività di
informazione, comunicazione e formazione dei
formatori. D’altra parte “l’informazione o è di
qualità e contenuti o non è”. Pierini ha, inoltre,
illustrato il ruolo che lega le Marche all’Europa:
una regione al plurale, ricca di storia, tradizioni,
beni artistici – culturali e ambientali di assoluto
valore nel panorama europeo e mondiale. Una
regione attenta ad impiegare al meglio le risorse che provengono dall’Unione europea, ma
anche concreta e laboriosa, che ha saputo passare dal “caso marchigiano” di inizio ‘900, al
“modello marchigiano” degli anni ‘70. Pierini ha,
infine, lanciato l’idea di modificare o affiancare
lo slogan della regione in modo tale che possa
essere declinato anche nella denominazione
“Le Marche: l’Europa in una regione”.
5
JESSICA: Sviluppo e sostenibilità delle aree urbane
Avviata la collaborazione fra la Regione Marche e la Banca Europea degli Investimenti
di Stefania Bussoletti
JESSICA è il nome di un programma europeo sta per Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas, uno strumento finanziario destinato allo sviluppo
compatibile delle aree urbane, attivabile con
le risorse del Fondo Europeo per lo Sviluppo
Regionale (Fesr) ma suscettibile di attrarre
una composita quanto rilevante, e decisiva,
mole di finanziamenti da una pluralità di
soggetti pubblici e privati, regionali e non.
Per quanto attiene le Marche è pressoché naturale pensare alle potenzialità di
investimenti significativi non tanto o non
solo nelle principali città della regione, quanto in aree vaste
di territorio dove insistono più amministrazioni locali.
Il Consiglio Europeo del 6 ottobre 2006 aveva riconfermato la centralità del ruolo delle città nell’attuazione
delle politiche di sviluppo competitivo e dell’occupazione.
Successivamente, la Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili, adottata dal vertice informale dei ministri delle
politiche urbane nel maggio 2007, ha raccomandato il ricorso all’approccio integrato e agli strumenti finanziari innovativi nelle strategie di sviluppo urbano.
Si comprende meglio, così, l’iniziativa adottata congiuntamente dalla Commissione Europea e dalla BEI e
che va sotto il nome di ‘JESSICA’, mirata a costituire Fondi
di Sviluppo Urbano (FSU) anche tramite l’organizzazione di
Fondi di partecipazione (FP), in cui riversare in parte risorse dei Fondi strutturali UE gestiti dalle Regioni.
L’Autorità di Gestione del Fesr, in presenza di tali potenzialità e tenendo soprattutto in considerazione l’ampia
mole di progettazione espressa dalle Autonomie Locali
aggregate, in funzione dell’utilizzo delle pur limitate risorse dell’asse 5 del Programma Operativo Regionale
Fesr 2007-2013, ha ritenuto doveroso non trascurare le
possibilità espresse da ‘JESSICA’.
Sono stati così avviati i primi contatti con BEI e si sono
attivate le premesse per uno studio preliminare di fattibilità in territorio marchigiano.
In particolare rileva il fatto che, oltre a una quota di risorse proveniente dal Fesr o anche da altri Fondi strutturali europei attivi a livello regionale, si possono far convergere sui progetti finanziabili tramite i Fondi di partecipazione eventuali apporti finanziari di banche, fondazioni,
Cassa Depositi e Prestiti, altri privati. E particolarmente
interessante è che i Comuni possono partecipare tramite
conferimento di patrimonio immobiliare.
Queste ipotesi sono state portate immediatamente al
vaglio del tavolo tecnico di partenariato fra l’Autorità di gestione Fesr e il sistema delle Autonomie Locali delle Marche, vale a dire l’Unione delle Province, l’Associazione dei
Comuni, l’Unione delle Comunità montane. I contatti informali con gli amministratori locali hanno dato ampia
6
conferma dell’interesse suscitato da tale
ipotesi e quindi, in stretta collaborazione
con BEI e in costante contatto con le rappresentanze tecniche delle Autonomie, si
sono attivate le premesse operative per lo
studio di fattibilità.
BEI si avvale di due importanti collaborazioni: il professor Antonio Calafati, docente di politiche del territorio all’Università
Politecnica delle Marche e già noto per i
suoi meriti di studioso nell’ambiente comunitario. Fa piacere ricordare qui la recente
pubblicazione della Franco Angeli, che il
professor Calafati firma con Francesca Mazzoni, dal titolo
“Città in nuce nelle Marche. Coalescenza territoriale e sviluppo economico”.
Accanto a lui, il dottore Simone Marchesi della società Ecosfera SpA, impegnato in una ricostruzione sistemica delle esperienze di programmazione integrata sviluppatesi negli anni nelle Marche, nonchè delle relative
fonti di finanziamento.
Con la ripresa dell’attività di settembre, si approfondiranno alcuni “casi di studio” corrispondenti ad altrettante
progettualità integrate locali attualmente in divenire, per
valutare sulla base di tale scenario prospettico le potenzialità di un’eventuale attivazione di “JESSICA” nelle Marche.
Considerato che la primavera 2010 segnerà l’avvio
della nuova legislatura regionale, e che il 2010 costituisce
di per sé una sorta di spartiacque di metà periodo nel ciclo
della programmazione integrata di sviluppo regionale relativa agli anni 2007-2013 (la cui esecutività peraltro si
protrarrà sino alla fine del 2015), poter disporre dello studio di fattibilità “JESSICA nelle Marche” entro l’autunno
del 2009 significa poter contare su di un elemento potenzialmente determinante nel decidere se e come perseguire l’innalzamento della qualità progettuale e finanziaria nelle politiche di sviluppo urbano e territoriale integrato della regione.
Interporto di Jesi (An).
Progetto finanzianto
nell’ambito della
misura 2.5 del Docup
“Strutture
intermodali”.
Beneficiario:
Interporto di Jesi Spa.
Governance locale
e Unione europea
Un corso per gli amministratori
degli Enti locali
Il PORE struttura di missione della Presidenza del
Consiglio dei ministeri alle dipendenze funzionali del
Ministro per i Rapporti con le Regioni, on. Fitto, presenta un corso di formazione su “Governance locale ed
Unione europea”. Sindaci, Assessori e Consiglieri dei
Comuni e delle Province d’Italia, con meno di 45 anni,
potranno approfondire le proprie conoscenze sui meccanismi di partecipazione alle politiche comunitarie e
sui rapporti tra l’Unione europea e gli enti locali.
Il corso verrà inaugurato il 15 ottobre 2009 alla presenza del Ministro Fitto, del Rettore prof. Guido Fabiani e di numerosi docenti, tra i quali illustri professori del mondo accademico e vertici della pubblica
amministrazione.
Per modalità di partecipazione e avere maggiori informazioni Vi invitiamo ad accedere al Sito http://comunicaregioni.gruppi.ilcannocchiale.it/ o collegarvi ai
siti www.politichecomunitarie.it o www.vivieuropa.it
Cultura e fondi strutturali:
quali sviluppi dal 2000?
Nel quadro della politica di coesione dell’Ue, appare che le iniziative culturali contribuiscono allo
sviluppo locale e regionale; un modo che è sorprendentemente efficace in termini tanto economici quanto sociali. Ma la natura e la dimensione
veri di questo contributo inizia appena ad essere
esplorata. La Commissione europea ha appena
lanciato uno studio che mira ad ottenere elementi
di prova relativi a progetti sostenuti dai fondi
strutturali. Invita tutti coloro che s'interessano al
ruolo dinamico che la cultura può svolgere nello
sviluppo locale e regionale a contribuire in modo
attivo, sia facendo pervenire le informazioni su
progetti che conoscono perfettamente sia partecipando al seminario che si terrà a Bruxelles nel
novembre 2009.
Per maggiori informazioni:
http://www.cses.co.uk/surveys/eacea-cultureand-regional-policy/
Riserva naturale statale della Gola del Furlo.
Progetto finanziato nell’ambito della misura 2.3
del Docup “Interventi di sostegno al sistema delle
aree protette e al sistema dei centri di educazione
ambientale” submisura 2 “Sostegno alla fruibilità
e ricettività delle aree protette”.
Beneficiario: Provincia di Pesaro Urbino
7
Politica di Coesione economico sociale dell’Ue:
la crisi, le sfide
di Marcello Pierini*
La politica di coesione economico-sociale dell’Ue, conosciuta anche come politica regionale, è presente fin dal
Trattato di Roma (25 marzo 1957), in quanto obiettivo
proprio dell’allora Comunità. I Padri fondatori erano evidentemente consapevoli di dover affrontare i problemi delle
notevoli disparità di sviluppo tra le diverse aree territoriali
dell’Europa a sei Stati membri. In effetti, era chiaro che le
sole leve del mercato non avrebbero potuto, da sole,
colmare le differenze di reddito, produttività e occupazione
tra le regioni europee ma che, viceversa, il processo di
integrazione incentrato sulla liberalizzazione di beni e
servizi, sulla libera concorrenza avrebbero potuto anche
accrescere talune di tali disparità. Senza interventi pubblici
coordinati per lo sviluppo di infrastrutture e di sistemi di
formazione, le regioni meno sviluppate non avrebbero
potuto affrontare adeguatamente l’aumentata concorrenza
nel mercato unico (oggi mercato interno). Principali
strumenti di tale politica sono i cosiddetti fondi strutturali,
ciascuno con una specializzazione settoriale destinata a
realizzare programmi pluriennali di sviluppo, concordati tra
Regioni, Stati membri e Commissione europea.
Oggi la base giuridica della politica di coesione dell’Ue si fonda sull’articolo 158 del Trattato CE, che prevede
che la Comunità, promuova con una propria azione il rafforzamento della coesione economica e sociale in Europa.
Il Trattato di Lisbona (dopo il referendum irlandese del 2
ottobre il processo di ratifica è ormai concluso), aggiunge
il concetto di coesione territoriale.
Per il periodo di programmazione in corso, il 20072013, sono stati introdotti diversi elementi innovativi tra i
quali un quadro giuridico unico e semplificato; gli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione, adottati dal Consiglio il 6 ottobre 2006 in sintonia con gli orientamenti integrati di Lisbona; i programmi nazionali di riforma (PNR) che tengono conto delle circostanze nazionali e regionali; le tre priorità della Strategia per la crescita e l’occupazione, e cioè: 1. fare dell’Europa e delle sue
regioni luoghi più attraenti in cui investire e lavorare; 2.
incoraggiare l’innovazione, l’imprenditorialità e la crescita
dell’economia della conoscenza; 3. creare posti di lavoro
migliori e più numerosi. Le risorse disponibili ammontano
a 347 miliardi di euro, a cui si aggiunge il cofinanziamento
nazionale. Tali risorse costituiscono la seconda voce del
bilancio comunitario. Se confrontiamo la distribuzione
delle risorse del periodo 2000-2006 con quella del 20072013, emerge che:
1. Se nel 1989 alle regioni a reddito più basso era
stato assegnato il 56% delle risorse, alla fine del nuovo
periodo la quota sarà dell’85%. 2. I nuovi Stati membri,
che rappresentano circa il 21% della popolazione dell’Ue
a 27, riceveranno più del 52% del totale per il periodo di riferimento 3. Gli investimenti a sostegno della R&S, dell’innovazione e della società dell’informazione rappresentano oltre il 16% dei fondi nelle regioni più povere e quasi
il 25% nelle regioni in “Competitività”. Nel periodo prece-
8
Marcello Pierini
con Sergio Zavoli
dente l’investimento era di circa il 7% per entrambi i tipi di
regioni. 4. In termini assoluti l’importo è passato da 15 miliardi a quasi 60 miliardi. 5. Il sostegno dato alle energie
rinnovabili, all’efficienza energetica e a processi produttivi rispettosi dell’ambiente è passato dall’1% ad oltre il
4% nelle regioni più povere e oltre il 6% nelle altre.
La realizzazione della strategia nazionale prevede di:
sviluppare i circuiti della conoscenza; accrescere la qualità
della vita, la sicurezza e l’inclusione sociale; potenziare le
filiere produttive, i servizi e la concorrenza; internazionalizzare e modernizzare l’economia. Questi macro obiettivi
sono articolati in 10 priorità che danno origine ai cosiddetti
programmi operativi (PO). Questi possono essere:
Nazionali (PON): in settori con particolari esigenze di
integrazione a livello nazionale, la cui Autorità di Gestione
è una Amministrazione Centrale (5 FESR, 3 FSE);
Regionali (POR): multi settoriali, riferiti alle singole
regioni gestiti dalle Amministrazioni Regionali. Per ciascuna regione c’è un POR FESR e un POR FSE (21 FESR,
21 FSE);
Interregionali (POIN): su tematiche in cui risulta particolarmente efficace un’azione coordinata fra Regioni che
permetta economie di scala e/o di scopo (Energia, fattori
culturali e naturali, turismo); gestiti dalle Regioni, con la
partecipazione di Amministrazioni centrali (2 FESR)
Il futuro della politica di coesione
Tra il settembre 2007 e il febbraio 2008, la Commissione
europea ha avviato una consultazione pubblica sulle sfide
successive al 2013 presentando successivamente la
quinta relazione sulla coesione economica e sociale (SEC
2008 2047 def.). La relazione fornisce un’analisi delle
grandi tendenze di crescita a livello regionale e dei settori
che determineranno il livello di sviluppo economico regionale dei prossimi anni. Le regioni sono raggruppate in
tre categorie: quelle che rientrano nell’obiettivo Convergenza, le regioni in transizione (beneficianti di un regime
di aiuto progressivo o degressivo, c.d. phasing in e phasing out), e le regioni in Competitività (tra cui le Marche).
Nell’ottobre 2008 la Commissione ha, inoltre, adottato il Libro verde sulla coesione territoriale le cui prime
discussioni risalgono ai primi anni ‘90, quando, mettendo
in evidenza l’importanza della cooperazione territoriale e
delle sue dinamiche, si realizzarono i programmi di cooperazione (INTERREG) e fu creato l’Osservatorio europeo
sullo sviluppo e sulla coesione territoriale (ESPON).
La consultazione ha rafforzato il cosiddetto principio
di “earmarking” cioè il fatto che Stati e Regioni investano
nella direzione individuata dall’agenda di Lisbona (crescita
e occupazione). Alla politica di coesione si riconosce la capacità di incoraggiare la competitività delle regioni europee e, in questo senso, si ritiene che la stessa dovrebbe
coprire tutto il territorio dell’Ue. Anche la cooperazione
territoriale è vista quale parte essenziale della politica di
coesione e si ritiene debba essere ulteriormente sviluppata. Non è escluso che in futuro il fondo per lo sviluppo
rurale possa entrare a pieno titolo nella famiglia degli
strumenti di coesione.
Politica di coesione e crisi economico-finanziaria
Nella situazione attuale, gli investimenti pubblici dinamizzano l’economia e la politica di coesione ha la flessibilità necessaria a rispondere efficacemente alle sfide e alle
minacce, anche accelerando il ritmo delle spese nei settori che presentano maggiori potenziali di crescita.
Capitale umano. Il piano di ripresa economica propone
una semplificazione dei criteri di appoggio del fondo sociale
europeo e un’accelerazione dei meccanismi di anticipazioni
a partire dall’inizio del 2009. Ciò dovrebbe consentire un accesso più rapido al finanziamento per circa 1,8 Miliardi di
Euro per le priorità a breve termine. Un milione e 500 mila
disoccupati potranno beneficiarne più rapidamente.
Imprese. Commissione e Fondo europeo per gli investimenti (FEI) hanno creato JEREMIE (Risorse europee
congiunte per le micro, le piccole e medie imprese) che si
discosta dai modelli di finanziamento tradizionali, mentre
nel settembre 2008, Commissione e Banca Europea per gli
Investimenti (BEI) hanno lanciato JASMINE (“Azione congiunta a favore degli istituti microfinanziari in Europa”) per
dare assistenza tecnico-finanziaria alle istituzioni di microfinanziamento non bancario. E’ prevista una fase preparatoria (2009-2011) e una dotazione di 50 milioni di Euro.
Circa 55 miliardi di Euro sono previsti a favore delle imprese per sostenere direttamente l’innovazione nelle PMI.
Gradara (Pu).
Veduta panoramica.
Sviluppo delle capacità amministrative. Il concetto
guida è che, per essere efficaci, le politiche pubbliche devono essere gestite da un’ amministrazione competente,
performante, imparziale. L’FSE stanzia un aiuto di 2 Mld di
Euro per la riforma amministrativa. Un obiettivo concreto è,
ad esempio, la possibilità di espletare in tre giorni le procedure necessarie ad un’impresa per essere concretamente operativa, attraverso un unico punto di accesso.
Trasporto. La politica di coesione stanzierà circa 38
Miliardi di euro per i progetti di reti transeuropee (RTE-T)
e finanziamenti per collegamenti secondari destinati a migliorare l’accesso alle RTE-T
Energia. Sono previsti progetti RTE-E prioritari con
stanziamenti per 675 Milioni di Euro e 4,8 Miliardi destinati
allo sviluppo di energie rinnovabili compreso il riscaldamento urbano. Lo stanziamento di 4 Miliardi di Euro previsto nel piano europeo di ripresa economica da investire
nelle interconnessioni energetiche è supplementare a
detti stanziamenti.
Efficacia energetica: riveste un carattere determinante per la competitività dell’Europa e costituisce una
misura vincente nella lotta contro il cambiamento climatico. Nell’ambito dell’attuale fase della politica di coesione
sono già stati stanziati 4,2 Mld EUR per sostenere una
vasta serie di miglioramenti del rendimento energetico.
Internet ad alta velocità. 2,2 miliardi di Euro sono
stati assegnati per le infrastrutture informatiche e 1 ulteriore miliardo di Euro sarà assegnato per Internet ad alta
velocità. Commissione e BEI hanno sviluppato JASPERS
(“Assistenza congiunta per il sostegno di progetti nelle regioni europee”) per dare assistenza alle autorità di gestione che investono nelle infrastrutture prioritarie.
Ricerca e innovazione. Riuscire a mantenere gli impegni nazionali può sembrare difficile se si considera l’attuale
contrazione dei crediti e la restrizione delle finanze pubbliche, tuttavia il settore pubblico deve svolgere una funzione
direttiva per garantire un clima stabile di investimenti per la
ricerca, lo sviluppo e l’innovazione e ciò anche per prepararsi in modo intelligente alla prossima ripresa.
* Titolare Cattedra Jean Monnet in European Law – Direttore Centro Europe Direct Marche nell’Università di Urbino “Carlo Bo”.
I fondi comunitari e le Marche
di Massimo Binci *
I fondi comunitari rappresentano, in generale, per tutte le regioni europee una formidabile occasione di sviluppo; questa considerazione vale anche per la Regione Marche, che ha saputo utilizzare al meglio
queste risorse, conseguendo non solo il
pieno impiego di quanto stanziato da Bruxelles e dal governo nazionale in suo favore
ma pervenendo ad un livello di realizzazioni
di assoluta qualità.
Sono infatti due le preoccupazioni che
dobbiamo avere quando si affronta il tema
delle risorse comunitarie: in primo luogo,
si devono porre in essere tutti i necessari strumenti procedurali affinché sia garantito il totale utilizzo delle risorse, in secondo luogo è necessario fare in modo che
queste risorse siano ben spese, nel senso che vadano a
soddisfare i bisogni espressi dal territorio e ai quali sono
state destinate.
Sotto questo aspetto, la Regione Marche sta dimostrando di essere una regione “virtuosa”, dal momento
che è riuscita, negli anni, ad impiegare la totalità delle risorse stanziate per i vari settori e a produrre davvero quel
valore aggiunto a sostegno del sistema delle imprese,
della valorizzazione dei territori e della tutela dell’ambiente, del lavoro e della formazione professionale che
rappresentano i temi centrali della strategia di Lisbona.
Dal punto di vista istituzionale, anche l’Assemblea Legislativa, in particolare attraverso la VI Commissione assemblare, ha svolto il proprio ruolo, cercando di assolvere
al meglio le funzioni di indirizzo e di controllo nei confronti
della Giunta regionale che il nuovo Statuto
della Regione le attribuisce.
La svolgimento di tali funzioni ha significato, sino ad oggi, essere in primo luogo
informati sull’andamento dell’attuazione dei
fondi e, a partire dal 2007, svolgere la Sessione comunitaria annuale dell’Assemblea
legislativa, nel corso della quale si è sviluppato un ampio dibattito sulla qualità della
realizzazioni e sono state fornite alla Giunta
regionale alcune indicazioni di principio su
come indirizzare l’attuazione in modo tale
da renderla ancora più efficace.
Nel 2006 la Regione Marche si è dotata di una legge di
procedura, la legge regionale n. 14 del 2 ottobre 2006, che
disciplina la partecipazione della regione alla fase ascendente e discendente del processo normativo comunitario e
sottolinea il ruolo dell’Assemblea rispetto alla programmazione comunitaria. Tutti i programmi adottati dalla
Giunta regionale nell’ambito della politica di coesione e
della politica agricola sono infatti sottoposti all’approvazione dell’Assemblea, in modo tale che il coinvolgimento
nelle scelte dell’esecutivo non avvenga soltanto ex post.
Questa modalità consente agli organi regionali di
concorrere in eguale misura alla individuazione delle priorità strategiche di intervento, nel rispetto delle prerogative istituzionali di ciascuno, anche nell’ottica di un sempre migliore utilizzo delle risorse messe a disposizione
dalla Comunità europea.
*Presidente della VI Commissione Consiliare – Regione Marche.
Nuovo strumento on line per i gemellaggi amministrativi
http://comunicaregioni.gruppi.ilcannocchiale.it/
Il Sito è uno strumento molto utile per i prossimi progetti di gemellaggio amministrativo eTwinnings, programma istituito
dalla Commissione europea nel 1998 per promuovere il dialogo e la collaborazione con i Paesi dell’Europa centro-orientale,
da poco aderenti, o in via di adesione, e con i Paesi dell’area mediterranea, nell’ambito dei nuovi programmi IPA ed ENPI, che
hanno sostituito i precedenti Programmi PHARE, MEDA e TACIS.
Il ministero per le Politiche comunitarie invita ad accedere al Sito http://comunicaregioni.gruppi.ilcannocchiale.it/ e a inserire i post che si ritengono interessanti anche al fine di rendere possibile la piena condivisione di tutti gli strumenti esistenti.
Nekl sito è possibile anche fare osservazioni , commenti e critiche.
Settimana europea della democrazia locale
http://www.coe.int/t/congress/demoweek/default_EN.asp?
La settimana del 15 ottobre 2009 (12-18 ottobre) ricorre la “Settimana europea della democrazia locale”, l'iniziativa lanciata
dal Consiglio d’Europa nel 2007, in occasione della 15 a sessione della Conferenza dei Ministri europei responsabili delle collettività locali e regionali del Consiglio d’Europa, per promuovere la partecipazione a livello locale dei cittadini in tutta Europa
e sensibilizzare gli europei sull’importanza della democrazia locale.
All’interno della Settimana, nei 47 Paesi membri del Consiglio d’Europa, saranno organizzate simultaneamente iniziative a livello locale e nazionale, come giornate "porte aperte", dibattiti, campagne di informazione per avvicinare i cittadini alla politica locale, momenti di confronto fra gli amministratori e gli amministrati.
Il programma ad ora pubblicato si trova sul sito: http://www.coe.int/t/congress/demoweek/default_EN.asp?
Il tema principale di quest’anno è “La crisi globale: come i comuni rispondono alle sfide globali a livello locale (finanza, politiche del lavoro, migrazioni, partecipazione politica, ambiente, nuove tecnologie etc.)”.
Le iniziative delle singole amministrazioni possono essere caricate sul sito: http://comunicaregioni.gruppi.ilcannocchiale.it/
Un Fondo di Ingegneria Finanziaria per le Marche
con le risorse del FESR
La priorità crescente di strumenti di ingegneria finanziaria
all’interno dell’Unione europea
di Fabio Travagliati
La Commissione europea definisce l’Ingegneria Finanziaria come il processo di
messa a punto di soluzione ai problemi finanziari presenti, in ragione dell’incapacità
dei servizi tradizionali degli istituti finanziari di soddisfare adeguatamente i bisogni
specifici di un tipo determinato di imprese,
ovvero di un’impresa in particolare.
L’Europa si riferisce all’Ingegneria Finanziaria nell’ambito dei Fondi Strutturali Europei, già in relazione al periodo di programmazione 2000-2006. In tale contesto
il termine descrive i processi di sviluppo di
qualsiasi forma di supporto finanziario, diverso dalle sovvenzioni, come ad esempio:
i fondi di investimento nel capitale di rischio;
i fondi di venture capital;
i fondi per il prestito agevolato;
i fondi di garanzia e di riduzione
del tasso d’interesse;
ecc.
L’ingegneria finanziaria segna il passaggio fondamentale
dall’erogazione alle imprese di contributi in conto capitale,
senza restituzione delle risorse assegnate, ad agevolazioni sotto forma di fondi di rotazione, in cui le risorse assegnate vengono restituite.
Quest’ultimo aspetto è molto importante in quanto la
restituzione e il reintegro del fondo di ingegneria finanziaria rende le risorse disponibili per altre imprese da
agevolare, incrementando il numero dei soggetti che possono beneficiare dei fondi.
Un ulteriore aspetto che distingue il ‘fondo perduto’
dal fondo di rotazione e che rende quest’ultimo più utilizzabile, è dato dal fatto che una volta che si è individuato il
soggetto gestore del fondo, l’erogazione alle imprese di
garanzie, capitale di rischio, prestiti, ecc. avviene con un
bando pubblico senza scadenza di presentazione delle domande (“sportello”). Diversamente, i bandi per le tipologie
di contributo a ‘fondo perduto’ generalmente hanno una
scadenza oltre la quale non è più possibile presentare le
domande.
L’attenzione rivolta all’Ingegneria Finanziaria da parte
della Commissione europea viene confermata anche nel
periodo di programmazione 2007-2013.
Nel Regolamento generale di riforma dei fondi strutturali 1 si evidenzia come sia opportuno garantire che un
migliore accesso ai finanziamenti e agli strumenti inno-
vativi di ingegneria finanziaria siano disponibili in primo luogo per le micro, piccole e
medie imprese e per gli investimenti in
partenariati tra settore pubblico e privato.
Negli Orientamenti strategici comunitari in materia di coesione 2 che definiscono
i principi e le priorità della politica di coesione dell’Unione europea trova uno spazio
specifico una sezione intitolata “Migliorare
l’accesso al credito”.
Nel Programma quadro per la competitività e l’innovazione 3 mediante il ‘Programma per l’innovazione e l’imprenditorialità’ si prevede di sostenere una serie di azioni la prima
delle quali è intitolata “Accesso al credito per l’avviamento
e la crescita delle PMI e gli investimenti in progetti di innovazione”.
Per i nuovi programmi sono state adottate iniziative
specifiche al fine di promuovere l’ingegneria finanziaria a
favore delle imprese e delle microimprese; tali iniziative
forniscono assistenza tecnica unitamente ad altri strumenti quali prestiti, fondi propri, capitali di rischio o garanzie: JASPERS, JEREMIE, JESSICA.
La Direzione Generale per le Politiche Regionali della
Commissione europea (direzione di riferimento del fondo
F.E.S.R.) classifica le tipologie di strumenti di ingegneria
finanziaria essenzialmente in tre gruppi 4:
Capitale formale (Venture capital).
Concessione di finanziamento sotto forma di capitale
alle PMI. Vi rientrano anche le partecipazioni minoritarie e temporanee al capitale di rischio nelle PMI
(c.d. strumenti di quasi-equity).
Finanziamento tramite prestito (Loan schemes).
Concessione di finanziamento sotto forma di prestito
alle PMI.
Garanzie (Guarantees).
Concessione di garanzie a finanziamento o credito
alle PMI, al fine di facilitare l’accesso al credito. Le
società di garanzia in genere forniscono il servizio a
fronte di pagamenti (tassi) a copertura del rischio e
dei costi amministrativi. Una particolare tipologia di
1
Regolamento (CE) N. 1083/2006 del Consiglio dell’11 luglio 2006.
2
decisione del Consiglio del 6 ottobre 2006 (GUCE L 291 del
21.10.2006).
3
Decisione n. 1639/2006/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 ottobre 2006 (GUCE L 310 del 9.11.2006).
4
Fonte: Unione Europea – Direzione Generale Politiche Regionali.
11
garanzia è quella sui piccoli prestiti o microcrediti
(Micro-finance Guarantees) che consiste nella concessione di garanzie su operazioni di microcredito a
piccole imprese e ditte individuali fornite da banche.
A livello nazionale il Quadro Strategico nazionale (QSN)
2007-2013, presentato dal Ministero degli Affari Esteri e
approvato dalla Commissione il 13 luglio 2007, nella Priorità 7 “Competitività dei sistemi produttivi e occupazione”
e, in particolare, nei principi guida per l’attuazione delle
Priorità relativamente ai servizi alle imprese e agli interventi per il mercato dei capitali, prevedono il maggior coinvolgimento degli operatori di mercato, la promozione di
più efficaci relazioni banca-impresa anche nell’intento di
facilitare la crescita dimensionale delle PMI e la promozione del ricorso a strumenti di ingegneria finanziaria.
Contesto di riferimento
La crisi finanziaria globale che ha colpito i mercati ha finito per accentuare le difficoltà di accesso al credito delle
imprese. Le aziende marchigiane non si discostano da
questo quadro, anzi le piccole e medie imprese delle Marche sono caratterizzate da una forte sottocapitalizzazione
(intesa come scarsità di apporti esterni di capitale), una
elevata esposizione verso l’indebitamento a breve e complessivamente una scarsa trasparenza informativa sugli
strumenti e le modalità di finanziamento delle attività economiche. 5
Tuttavia la forte propensione all’export e la rilevante
componente manifatturiera delle imprese marchigiane
conferisce alle stesse una dinamicità e una capacità di
reazione necessarie ad uscire per prime in Italia dalla situazione di crisi. 6 Fondamentale per favorire il verificarsi
di questa previsione è indispensabile che il settore bancario supporti, durante la difficile fase attuale dove la
struttura finanziaria delle imprese risulta indebolita, soprattutto le imprese più produttive, in grado di competere
sui mercati esteri e pronte a investire nella loro ripatrimonializzazione.
L’ormai imminente entrata in vigore delle nuove regole di Basilea 2 potranno ulteriormente penalizzare le
piccole e medie imprese, nel senso che potrebbero avere
grandi difficoltà a reperire finanziamenti.
Un ruolo sempre più importante nell’aiutare le imprese a trovare meno ostacoli nell’accesso al credito è
quello dei Consorzi di garanzia Fidi (Confidi).
La costituzione del Fondo di Ingegneria Finanziaria si
colloca pertanto all’interno di tale contesto e intende sostenere le imprese marchigiane attraverso una serie di
strumenti finanziari di seguito indicati.
Per dare attuazione alla linea di intervento la Regione
Marche ha avviato nell’agosto 2009 una procedura di evidenza pubblica per selezionare il soggetto 7 a cui affidare
la costituzione e gestione del FONDO INGEGNERIA FINANZIARIA DELLE MARCHE (di seguito definito “Fondo”),
ai sensi dell’art. 44 Regolamento (CE) n. 1083/2006.
La dotazione complessiva iniziale 8 del fondo ammonta a € 11.750.000,00 di cui € 1.500.000,00 provenienti
da risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE), destinate ad
uno specifico intervento.
Con la costituzione del fondo la Regione si pone le finalità
di migliorare le condizioni di accesso al capitale e al credito attraverso il sostegno agli investimenti effettuati da
Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI), aventi sede operativa nel territorio delle Marche.
Gli strumenti finanziari che la Regione Marche attiva
attraverso il Fondo rientrano nelle cinque tipologie di seguito descritte:
1
Partecipazioni minoritarie e temporanee
al capitale di rischio.
2
Fondo di garanzia per l’utilizzo di fonti di energia
alternative.
3
Fondo di rotazione sotto forma
di prestiti rimborsabili.
4
Fondo di garanzia per microcrediti a sostegno
della creazione di impresa.
5
Fondo di garanzia e/o controgaranzia
per investimenti delle PMI.
Per lo strumento di cui al punto 4, i beneficiari del microprestito sono soggetti appartenenti ad alcune fasce deboli
quali extracomunitari, disoccupati, giovani laureati ecc., e
l’intervento a garanzia viene finanziato con risorse del FSE.
Il Fondo si articola in diversi strumenti finanziari corrispondenti alle forme d’intervento sopra elencate. Queste
potranno tuttavia essere modificate e/o integrate dal Comitato di Investimento, organismo composto da dirigenti
dell’amministrazione regionale con il compito di sovrintendere all’andamento del Fondo e all’attuazione della
strategia regionale individuata dalla Giunta.
Il Gestore potrà attuare direttamente gli strumenti di
ingegneria finanziaria ovvero ricorrere ad intermediari finanziari selezionati con apposite procedure. In quest’ultimo caso, il Gestore sarà tenuto a stipulare con ciascun
intermediario finanziario un accordo di finanziamento ai
sensi dell’art. 43 paragrafo 6 del Regolamento 1828/2006.
Il Fondo di Ingegneria Finanziaria
della Regione Marche
5
Nella Regione Marche l’Ingegneria Finanziaria trova uno
specifico spazio nella linea d’intervento 1.4 del Programma Operativo Regionale (POR) parte FESR 20072013. Il POR, al fine di rispondere alle esigenze economiche e finanziarie delle piccole e medie imprese, considera
gli strumenti dell’Ingegneria Finanziaria quelli maggiormente idonei a fornire risposte flessibili ed efficaci.
12
Rapporto finale di valutazione “Docup submisura 1.2.1 servizi di ingegneria finanziaria” a cura della società di consulenza
T33 – pagina 12.
6
Tesi sostenuta da una recente analisi dell’Ufficio Studi della
divisione Retail di Unicredit Banca.
7
8
Il gestore è una Banca o un raggruppamento di banche.
A seguito dell’attivazione del Fondo la Regione, qualora lo ritenga necessario, può versare risorse aggiuntive.
Le condizioni specifiche applicabili al singolo strumento (contenuti, priorità d’intervento, target di beneficiari, etc.) sono dettagliate in un documento denominato
“Condizioni di Riferimento”9 e predisposto dal Gestore in
conformità alla normativa nazionale e comunitaria applicabile e alle relative disposizioni dei Programmi interessati. Tali Condizioni di Riferimento saranno oggetto di
esame e approvazione da parte del Comitato di investimento e costituiranno la base per lo sviluppo di “Piani di
Attività” elaborati per ciascuno strumento di ingegneria
finanziaria.
I Piani vengono redatti dal Gestore qualora intenda
procedere direttamente all’attuazione dei singoli strumenti di ingegneria finanziaria. Altrimenti, gli stessi saranno predisposti dagli intermediari finanziari appositamente selezionati e sottoposti a verifica del soggetto aggiudicatario in qualità di gestore del Fondo e, successivamente, approvati dal Comitato di Investimento.
Saranno quindi allegati agli accordi di finanziamento
che il soggetto gestore del Fondo stipulerà con i singoli
intermediari finanziari. Nella tabella a fianco riportiamo
il cronoprogramma e la sequenza delle attività previste
per l’avvio del Fondo.
9
Traduzione dal termine inglese ‘Terms of references’
Fondo Ingegneria Finanziaria delle Marche
Tempistica delle attività
11/2009
11/2009
11/2009
12/2009
01/2010
01/2010
02/2010
02/2010
02/2010
/2010
Aggiudicazione della gara e individuazione del
Gestore
Firma del Contratto tra la Regione Marche ed il
Gestore
Apertura del Conto bancario del Fondo.
Successivo trasferimento/esborso al conto bancario del Fondo.
Nomina da parte della Regione del Comitato di
Investimento
Determinazione dei Fondi e dei portafogli
Presentazione formale al Comitato di Investimento del Regolamento operativo del Fondo e
delle Condizioni di Riferimento per i primi strumenti di ingegneria finanziaria da attivare con
priorità.
Presentazione formale al Comitato di Investimento del Regolamento operativo del Fondo,
dei criteri da utilizzare nella scelta degli strumenti di ingegneria finanziaria.
Promozione e informazione dell’iniziativa “Fondo Ingegneria Finanziaria delle Marche” verso
le imprese marchigiane.
Ulteriori attività, proposte dal Gestore, che andranno concordate con il Comitato di Investimento del Fondo.
Torre Petrella Guidi,- Sant’Agata Feltria (Pu).
Progetto finanziato nell’ambito della misura 2.7 del Docup
“Interventi di rinnovamento e miglioramento
dei villaggi rurali e tutela del patrimonio rurale”.
Castello di Precicchie - Fabriano (An).
Progetto finanziato nell’ambito della misura 2.7 del Docup
“Interventi di rinnovamento e miglioramento dei villaggi rurali
e tutela del patrimonio rurale”.
Beneficiario: Comunità Montana Alta Valmarecchia.
Beneficiario: Comunità Montana Esino Frasassi
13
Fse: la Regione approva le linee guida
per gli ammortizzatori sociali
di Luca Lanciaprima
Lo scorso 21 settembre 2009 la Regione Marche ha approvato le linee guida per l’attuazione delle misure di politica attiva a favore di lavoratori destinatari degli ammortizzatori sociali in deroga all’Accordo Stato Regioni del 12
febbraio 2009, da finanziare con le risorse del Por Fse
(Fondo sociale europeo) Marche, 2007/2013.
Le politiche attive previste consistono in un insieme di
servizi all’impiego messi a disposizione dei lavoratori
(orientamento, bilancio competenze, definizione del percorso formativo ecc.) e attività di formazione finalizzati all’aggiornamento delle competenze delle persone sospese
dal lavoro (in CIG in deroga) o a rischio di espulsione dai
processi produttivi, ancora in costanza di rapporto di lavoro, e percorsi più strutturati di formazione per i lavoratori già espulsi dai processi produttivi.
Gli interventi rientrano nella più ampia operazione denominata: “sostegno al reddito e alle competenze dei lavoratori” finanziata con il POR FSE ed è stata elaborata in
coerenza con i principi indicati dalla CE Europea, Direzione
generale Occupazione Affari Sociali e Pari Opportunità, il
cui rispetto è condizione indispensabile al fine di assicurare all’operazione gli elementi di conformità al FSE. Tale
operazione è rivolta ai soggetti privi degli ordinari ammortizzatori sociali che potrebbero trovarsi in condizioni di par-
Progetto integrato
per il Centro storico.
Ascoli Piceno.
Progetto finanziato nell’ambito
della misura 3.5 del Docup
“Sviluppo delle attività
commerciali e artigianali
e sistemazione dell’arredo
urbano nei centri storici”.
Beneficiario:
Comune di Ascoli Piceno
e Pmi del centro storico
ticolare disagio di fronte alle crisi economica in atto.
Le risorse disponibili a valere sul POR FSE per l’operazione ammontano a 84,4 milioni di euro per il biennio
2009-2010, di cui 42,3 milioni sull’Asse I e 42,1 sull’Asse II
e sono complementari alle risorse di competenza statale.
L’operazione prevede una stretta cooperazione con
l’INPS come previsto dalla Convenzione tra l’Istituto e la
Regione Marche, sottoscritta il 24 giugno 2009, in attuazione dell’accordo con il Ministero del Lavoro, della Salute
e delle Politiche Sociali stipulato il 23 aprile 2009.
I Servizi per il lavoro e la formazione delle Province
sceglieranno di erogare le politiche attive in funzione del
proprio assetto organizzativo e tenuto conto del numero
di soggetti coinvolti nella crisi nel proprio territorio prevalentemente utilizzando direttamente il personale dei
Centri. Il personale dei CIOF supporterà i destinatari degli
interventi anche nella scelta del percorso formativo correlato al loro fabbisogno.
Le linee guida prevedono anche le modalità per la
prima applicazione delle semplificazioni previste all’art.
11, comma 3, lett. b) del reg. (CE) n. 1081/2006 come modificato dal reg. CE n. 396/2009 in relazione alla forfetizzazione integrale delle spese sostenute per progetti a valere sul FSE.
Verso la firma dell’accordo quadro tra P.O.R.E. –
Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio –
e Regione Marche
di Roberto Giungi
Sembrano a buon punto i preliminari per arrivare alla sottoscrizione di un accordo, curato dall’Ufficio regionale “politiche comunitarie”, con il P.O.R.E., acronimo di ‘Progetto
Opportunità delle Regioni in Europa’.
Si tratta di una struttura di missione della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, di diretta collaborazione del Ministro per i rapporti con le Regioni. Coordinatore è il Professor Ernesto Somma.
Il P.O.R.E. “è nato per facilitare Regioni ed Autonomie
Locali italiane nei processi di interazione con le realtà dell’Unione Europea, per accrescere la partecipazione ai programmi dell’Unione Europea e per incentivare i partenariati e la cooperazione transnazionale e transfrontaliera”.
In particolare il P.O.R.E. intende offrire “supporto e affiancamento agli operatori regionali e locali per la predisposizione di progetti, la partecipazione ai bandi europei e
la negoziazione di accordi di cooperazione internazionale”.
Sulla scorta di tali presupposti, l’ufficio regionale preposto alle “politiche comunitarie” ha avviato un lungo iter
di confronto con il team diretto dal Professor Somma,
dopo aver verificato con le rappresentanze delle Autonomie Locali regionali, l’Unione Province, l’Associazione Comuni e l’Unione Comunità Montane, la convergenza di interessi in tale direzione.
In particolare l’approfondita esperienza di partenariato con le Autonomie Locali, che ha portato all’attivazione dell’asse 5 nel Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per gli anni 2007-2013,
‘asse’ di interventi riservati ai progetti integrati territoriali
fra Autonomie Locali, ha offerto numerose motivazioni a
sostegno di un’intesa funzionale con il P.O.R.E.
Molte delle nostre Autonomie Locali sono infatti decisamente interessate a vagliare sperimentalmente la
concreta fattibilità delle tematiche cui è preposto il team
del Prof. Somma, e che rappresentano lo scenario di un
futuro sempre più prossimo entro cui potranno muoversi
le istituzioni locali più avvedute e capaci.
La struttura regionale “politiche comunitarie”, nella
sua veste di autorità di gestione regionale del Fesr, ha peraltro predisposto un servizio di assistenza tecnica alle
Autonomie Locali, finalizzato a individuare e strutturare
operativamente modalità di governance integrata a livello
del territorio. Il servizio, che nasce in funzione della buona
gestione degli interventi di cui al citato ‘asse 5’ e che a seguito di procedura pubblica è stato affidato alla società
Nomisma, potrà a suo volta offrire, pur indirettamente,
spunti utili ad affrontare i percorsi ‘esplorativi’ sull’orizzonte europeo che P.O.R.E. ci suggerisce.
Della possibilità di cogliere in tutte le sue potenzialità
l’auspicata collaborazione con l’équipe di P.O.R.E. si è trattato anche nell’ambito del ‘gruppo di lavoro’ regionale per la
comunicazione integrata in materia di politiche di sviluppo.
Si tratta di un team in cui si esprimono rappresentanti delle autorità di gestione regionali dei Fondi europei
e del Gabinetto di presidenza, incaricati di individuare modalità di informazione e comunicazione integrate: sia per
scambiare informazioni con un analogo team di lavoro attivo presso la Presidenza del Consiglio in materia di politiche europee, sia per favorire attività comunicative rivolte
al partenariato pubblico e sociale marchigiano e riguardanti la politica regionale unitaria di sviluppo del ciclo programmatorio 2007-2013, la cui responsabilità complessiva non è a caso in testa alla Segreteria generale della
Regionale, massima istanza di direzione amministrativa.
Analoga correlazione con P.O.R.E. sembra avere il lavoro istruttorio che l’Ufficio “politiche comunitarie” sta facendo su altro versante con la Banca Europea degli Investimenti (BEI), per verificare la fattibilità, in regione, dello
strumento finanziario “Jessica”, presentato nell’apposito
articolo a pagina 6 di questa stessa pubblicazione.
Anche in questo caso l’attenzione verte su progetti integrati territoriali di particolare spicco, varati da Comuni,
Comunità Montane e Province, ed è sempre con le rappresentanze regionali delle Autonomie Locali che le “politiche comunitarie” stanno conducendo l’apposito studio
preliminare di fattibilità, cui anche in questo caso apportano il loro contributo i colleghi regionali rappresentanti
delle ‘autorità di gestione’ dei Fondi europei.
In conclusione, i contatti sviluppati finora dovrebbero
consentire a P.O.R.E. e a Regione Marche di sottoscrivere
all’inizio d’autunno un apposito accordo di collaborazione,
da cui far scaturire un progetto sperimentale di ricerca e accesso ai programmi di diretta gestione comunitaria da parte
delle Autonomie Locali. Un progetto non limitato alle sole
Marche ma tale da poter essere replicato in più situazioni
locali e regionali, da noi ma come in altre regioni d’Italia.
La scommessa è questa, corre al passo con le sfide
cui l’Unione Europea spinge anche le Amministrazioni locali oltre che le imprese, e ci si augura che l’accordo con
il P.O.R.E possa arrivare quanto prima.
Riserva naturale statale della Gola del Furlo.
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© EuroGeographics Association for the administrative boundaries
Italia: Convergence and Competitiveness Objectives 207-2013
Administrativ e boundaries (1997): © EuroGeographics Association Areas eligible under Structural Funds : DG REGIO-GIS
Italia: GDP/Capita (PPS) at NUTS 3 level 2002
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Composizione del Comitato di Sorveglianza
POR FESR MARCHE Competitività regionale ed Occupazione
Periodo 2007-2013
MEMBRI EFFETTIVI
Mauro Terzoni
Paolo Petrini
Cristina Martellini
Assessore alle Politiche Comunitarie, in qualità di Presidente, o suo sostituto.
Rappresentante dell’Autorità di Gestione del PSR FEASR Marche e del FEP, o suo
sostituto.
Sergio Bozzi
Enzo Pesciarelli
Responsabile dell’Autorità di Gestione del POR FESR Marche, o suo sostituto.
Rappresentante dell’Università degli Studi di Ancona, o suo sostituto.
Sandro Abelardi
Ilario Favaretto
Dirigente della P.F. Turismo e promozione, o suo sostituto.
Rappresentante dell’Università degli Studi di Urbino, o suo sostituto.
Luciano Calvarese,
Flavio Corradini
Dirigente della P.F. Energia, Fonti rinnovabili e Risparmio energetico, o suo sostituto.
Rappresentante dell’Università degli Studi di Camerino, o suo sostituto.
Serenella Carota
Responsabile dell’ Autorità ambientale regionale, o suo sostituto.
Rappresentante dell’Autorità di Gestione del POR FSE Marche, o suo sostituto.
Antonio Minetti
Dirigente della P.F. Sistemi informativi e telematici, o suo sostituto.
Maria Luisa Baroni
Silvia Catalino
Dirigente della P.F. Pari Opportunità, o suo sostituto.
Dirigente della P.F. Aree protette, Protocollo di Kyoto e Riqualificazione urbana, o
suo sostituto.
Francesca Damiani
Fabrizio Costa
Dirigente del Servizio Industria Artigianato ed Energia e della P.F. Promozione, Credito agevolato, Finanza innovativa, Garanzia e Controlli, o suo sostituto.
Paolo Pasquini
Dirigente della P.F. infrastrutture ferroviarie, mobilità e logistica, o suo sostituto.
Raimondo Orsetti
Dirigente del Servizio Internazionalizzazione, cultura, turismo e commercio e della
P.F. Cultura, o suo sostituto.
Dirigente della P.F. Programmazione, o suo sostituto.
Massimo Rossi
Rappresentante dell’ UPI Marche, o suo sostituto.
Fabrizio Giuliani
Rappresentante dell’ UNCEM, o suo sostituto.
Fiorenza Maria Martufi
Rappresentante dell’ANCI, o suo sostituto.
Stefano Mastrovincenzo
Patrizia Sopranzi
Rappresentante della CISL Marche, o suo sostituto.
Dirigente della P.F. Innovazione, Ricerca, Distretto tecnologico e Competitività dei
settori produttivi, o suo sostituto.
Renzo Perticaroli
Sergio Strali
Paola Bichisecchi
Dirigente della P.F. Trasporto pubblico locale, o suo sostituto.
Rappresentante della CONFINDUSTRIA MARCHE o suo sostituto.
Carla Stramignoni
Stefano Sallei
Dirigente della P.F. Industria, Artigianato, Politiche distrettuali ed Infrastrutture di
servizio, o suo sostituto.
Rappresentante della C.N.A. Marche, o suo sostituto.
Pietro Talarico
Rappresentante della CONFARTIGIANATO Marche, o suo sostituto.
Dirigente della P.F. Commercio e Tutela dei consumatori, o suo sostituto.
Gabriele Darpetti
Vincenzo Gazerro
Rappresentante della CONFCOPERATIVE Marche, o suo sostituto.
Rappresentante del Ministero dello Sviluppo economico – Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione – Servizio per le Politiche dei Fondi strutturali comunitari, in qualità di Amministrazione nazionale responsabile del coordinamento
generale delle politiche dei Fondi strutturali e nello specifico del FESR, o suo sostituto.
Gianbattista Cataldi
Un rappresentante del Ministero dell’Economia e delle Finanze
Claudio Gagliardini
Servizio IGRUE, in qualità di Amministrazione nazionale responsabile del Fondo di
Rotazione di cui alla L. 183/87, designato di volta in volta, a seconda delle esigenze
di servizio.
Rappresentante della COLDIRETTI Marche, o suo sostituto.
Rappresentante della UIL Marche, o suo sostituto.
Benedetta Principi
Rappresentante dell’AGCI Marche, o suo sostituto.
Enrico Buoncompagni
Rappresentante dell’U.N.C.I., o suo sostituto.
Gabriele Marchetti
Rappresentante della CONFCOMMERCIO Marche, o suo sostituto.
Fabio Brisighelli
Rappresentante dell’Unioncamere, o suo sostituto.
Giuliano Giampaoli
MEMBRI CONSULTIVI
Rappresentante della CGIL Marche, o suo sostituto.
Isarema Cioni
Tiziana Fabbris
Rappresentante della Commissione europea, DG Regio, o suo sostituto.
Dirigente della P.F. Salvaguardia, Sostenibilità e Cooperazione ambientale, o suo
sostituto.
Gennaro Ramazio
Mario Smargiasso
Rappresentante della Banca europea per gli Investimenti, o suo sostituto.
Dirigente della P.P. Recupero dei Beni culturali, o suo sostituto.
Massimo Binci
Paola Mazzotti
Presidente pro-tempore della Commissione consigliare competente in materia di
politiche comunitarie, o suo sostituto.
Dirigente della P.F. Difesa del suolo, o suo sostituto.
Ottavio Brini
Vice Presidente pro-tempore della Commissione consigliare competente in materia di politiche comunitarie, o suo sostituto.
ISBN 978-88-392-0883-5
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