150 anni di attività bancaria Sommario 4Introduzione 6 Cronologia storica 81862–1912 161912–1945 221945 –1980 301980 –2000 34 L’arrivo del XXI secolo 37Prospettive 3 Introduzione Nel 2012 UBS celebra il suo 150° anniversario. Questo importante traguardo nella nostra lunga storia evidenzia il ruolo di spicco svolto dal Gruppo nell’evoluzione del moderno settore bancario globale e la posizione cruciale occupata in seno alla tradizione bancaria elvetica. In Svizzera, l’attività bancaria vanta una tradizione molto lunga, risalente all’epo ca medioevale. Questo ricco passato spiega in parte la percezione, diffusa tanto in patria quanto all’estero, che la Svizzera sia sempre stata una solida piazza finanziaria, un’opinione ripresa e rafforzata sia nella narrativa di genere che in altri media. In effetti, il settore bancario svizzero ha raggiunto dimen sioni e portata internazionale soprattut to nella seconda metà del XX secolo, uno sviluppo che è stato ampiamente in fluenzato dall’Unione di Banche Svizzere (UBS) e dalla Società di Banca Svizzera (SBS), i due istituti che nel 1998 si sono fusi e hanno dato vita a UBS. Ciononostante, le radici del moderno sistema bancario elvetico affondano solidamente nella seconda metà del XIX secolo. In quell’epoca, nascono le ban che precorritrici dell’Unione di Banche Svizzere e della SBS, che contribuirono attivamente alla costruzione della mo derna società industriale svizzera. La prima, la Banca di Winterthur, viene fon data nel 1862 e si fonde con la Toggen burger Bank nel 1912, dando vita all’Unione di Banche Svizzere. Nel 1872 viene quindi fondato il Basler Bankverein che, dopo una serie di fusioni, diventa la Società di Banca Svizzera. Uno dei principali obiettivi della fusione che ha dato vita a UBS nel 1998 era quello di istituire una società autenticamente globale che consentisse ai clienti privati, aziendali, istituzionali e a enti di diritto pubblico di tutto il mondo di accedere a servizi e mercati, consulenze ed esecu zione di ordini e mandati d’altissima qualità. A seguito della fusione, la neo società UBS AG ha potuto beneficiare da subito di un patrimonio inestimabile di conoscenze ed esperienze pluriennali nonché di legami commerciali molto stretti in numerosi Paesi. Al di fuori della Svizzera, i predecessori elvetici di UBS avevano aperto da lungo tempo uffici in molte città di tutto il mondo, di cui il più antico è quello a Londra, inaugurato esattamente un secolo prima della fusione. In tempi più recenti, svariate acquisizioni hanno considerevolmente rafforzato le radici globali di UBS. Anche alcune imprese acquisite da Unione di Banche Svizzere, SBS e UBS negli anni ’80, ’90 e nel 2000 operavano già dal XIX secolo, quali ad esempio la società statunitense d’inter mediazione Paine Webber su cui poggia l’odierna UBS Wealth Management Americas. Fra gli altri esempi del patri monio storico di UBS figurano Phillips & Drew, predecessore di UBS Global Asset Management, fondata nel 1895, e S.G. Warburg, una delle colonne portan ti dell’attuale UBS Investment Bank, nata qualche decennio più tardi. Questo opuscolo passa in rassegna i pri mi 150 anni della storia di UBS, concen trandosi in modo particolare sul modo in cui il nostro passato si intreccia con quello politico ed economico del nostro L’approccio dinamico al cambiamento è stato la chiave del successo della società. 4 mercato domestico, la Svizzera. Abbiamo illustrato i processi attraverso i quali UBS si è evoluta nel corso degli anni, sottolineando le importanti radici internazionali dell’odierna UBS. Questa pubblicazione non ha comunque carattere esaustivo e non intende offrire un’esposizione completa della storia aziendale di UBS né tanto meno della Svizzera. Ci auguriamo tuttavia che essa possa ffrirvi una panoramica interessante o della storia del nostro Gruppo. Naturalmente la storia di UBS non finisce qui. Come dimostra questa retrospettiva, l’approccio dinamico al cambiamento – la capacità di identificare e sfruttare le opportunità e di affrontare le sfide – è stato la chiave del successo della società e continuerà a esserlo anche in futuro. Il simbolo delle tre chiavi della SBS e il logo dell’Unione di Banche Svizzere sono fusi nell’attuale logo di UBS. 5 Cronologia storica queste acquisizioni e fusioni hanno ar ricchito il patrimonio storico del nostro Gruppo e contribuito a rendere molteplice e globale il suo bagaglio di esperienza. Nel seguente diagramma sono indicati alcuni dei nostri principali precursori, Dalla nascita della Banca di Winterthur nel 1862, oltre 300 istituti finanziari, dalle banche private e casse di risparmio ai gestori patrimoniali e agli intermediari fino alle banche commerciali, sono entrati a far parte dell’odierna UBS. Tutte tra cui spiccano ovviamente l’Unione di Banche Svizzere e la Società di Banca Svizzera. Insieme ad altri, gli istituti finanziari riportati nel diagramma hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo che ha portato all’odierna UBS. &KNNQP4GCF%Q $CUNGT*CPFGNUDCPM $CUNGT&GRQUKVGP$CPM 5QEKGV¼FK$CPEC5XK\\GTC $CUNGT$CPMXGTGKP $CPMXGTGKP <ØTEJGT$CPMXGTGKP 5EJYGK\7PKQPDCPM 5EJTÒFGT/ØPEJOG[GT*GPIUV%Q 2JKNNKRU&TGY $CPEC(GFGTCNG 6QIIGPDWTIGT$CPM $CPECFK9KPVGTVJWT 7PKQPGFK$CPEJG5XK\\GTG #CTICWKUEJG-TGFKVCPUVCNV $CPMKP$CFGP $N[VJ'CUVOCP&KNNQP%Q /KVEJGNN*WVEJKPU+PE 2CKPG9GDDGT ,CEMUQP%WTVKU 6 2QVVGT2CTVPGTU 5)9CTDWTI)TQWR $TKPUQP 2CTVPGTU 1o%QPPQT#UUQEKCVGU +PVGTJCPFGN 2CKPG9GDDGT,CEMUQP%WTVKU 2CKPG9GDDGT+PE 7 1862–1912 Dalla Banca di Winterthur all’Unione di Banche Svizzere 1862 La Banca di Winterthur inizia la sua attività operativa. 1863 La Toggenburger Bank viene fondata a Lichtensteig, nel Canton San Gallo. 1872 Fondazione del Basler Bankverein a Basilea. 1879/ Fondazione di Jackson & Curtis e poi di Paine & Webber a Boston. 1880 1895 G. A. Phillips & Co. viene fondata a Londra per poi diventare Phillips & Drew. 1897 In seguito a fusioni e acquisizioni, il Basler Bankverein diventa la Società di Banca Svizzera (SBS). 1898 SBS è la prima banca svizzera ad aprire un ufficio a Londra. 1901 SBS inizia la pubblicazione periodica di analisi economiche. 1906 La Banca di Winterthur acquista l’edificio in Banhnhofstrasse 44 ed è ammessa alle negoziazioni della borsa di Zurigo. 1912 Dalla fusione della Banca di Winterthur con la Toggenburger Bank nasce l’Unione di Banche Svizzere. La Banca di Winterthur, nella città omonima. Il comitato fondatore della Banca di Winterthur. La Toggenburger Bank a Lichtensteig. L’odierna UBS è il risultato della fusione, avvenuta nel 1998, tra due importanti banche svizzere: la Società di Banca Svizzera e l’Unione di Banche Svizzere. Al momento della fusione, entrambe le banche vantavano una lunga storia con radici che affondano nella seconda metà del XIX secolo. Le origini storiche di UBS sono strettamente legate all’affermazione della Svizzera moderna, sia in termini politici che economici. Nel 1848 la Svizzera abbandona l’assetto di federazione di 22 Stati indipendenti e diventa uno Stato federale. Con il nuo vo Stato federale svizzero nasce anche un’area economica unitaria. All’epoca, l’economia del Paese era dominata dalle in dustrie del cotone e della seta, seguite da quella dell’orologe ria. Esistevano già 170 banche, oltre ad un numero imprecisa to di banchieri privati. Ciò che mancava, tuttavia, era una banca in grado di finanziare l’industrializzazione del Paese, in particolare la costruzione del sistema ferroviario. Verso la tarda metà del XIX secolo, ogni anno venivano investiti 50 milioni di franchi svizzeri nella rete ferroviaria per soddisfare l’inarrestabi le domanda generata dal processo d’industrializzazione. Dalla Banca di Winterthur all’Unione di Banche Svizzere La Banca di Winterthur era la banca ideale per soddisfare tale esigenza. Terminato con successo il periodo di sottoscrizione delle sue azioni il 25 giugno 1862, la Banca di Winterthur fu ufficialmente istituita con un capitale azionario iniziale di 5 milioni di franchi. Veniva così posata la prima pietra di quella che sarebbe diventata l’odierna UBS. Scegliendo di adottare il nome della città d’origine, la Banca di Winterthur sostenne attivamente lo sviluppo commerciale e industriale della regio ne. Winterthur, allora una cittadina di 16 000 abitanti, nella seconda metà del XIX secolo era destinata ad a ffermarsi quale centro industriale della Svizzera nordorientale. La città rivestì un ruolo fondamentale nella costruzione ed espansione del sistema ferroviario nazionale, sia all’interno d ella regione che mediante le sue fabbriche, prime fra tutte quelle della Schweizerische Lokomotiv- und Maschinenfabrik (Società s vizzera per la costruzione di locomotive e macchine). Nel 1863 avvenne un altro evento significativo: la fondazione, nella piccola cittadina di Lichtensteig, della Toggenburger Bank, così chiamata in onore della regione di Toggenburg nel Cantone di San Gallo, nella Svizzera orientale. Con un capitale iniziale di 1,5 milioni di franchi, la Toggenburger Bank si occu pava quasi esclusivamente di attività ipotecarie e di risparmio sul mercato domestico, ma contribuì anche allo sviluppo 9 1862–1912 dell’industria locale del ricamo. Nel 1912, la fusione della Banca di Winterthur e della Toggenburger Bank diede vita all’Unione di Banche Svizzere. Basler Bankverein diventa Società di Banca Svizzera (SBS) Mentre Winterthur divenne il fulcro dell’industrializzazione della Svizzera nella regione di Zurigo, la città di Basilea, al confine con Francia e Germania, dominò l’economia nell’area nordoccidentale del Paese. Con i suoi 40 000 abitanti circa, Basilea fu uno dei crocevia strategici dell’Europa centrale nel 1860. La città beneficiò della sua posizione di spicco nell’indu stria dei nastri e dei tessuti di seta, un importante settore d’esportazione di allora, e della funzione di punto d’appoggio per importanti mercanti, rappresentanti e agenti di vendita. A Basilea operavano da tempo diverse banche private, tra cui il precursore diretto della Società di Banca Svizzera (SBS), il Basler Bankverein, giunto all’apice del successo nel 1872. Nel 1854, sei istituti di credito firmarono un accordo per la conces sione congiunta di prestiti. Nel 1856, i membri di questo con sorzio di banche, noto col nome di Bankverein, decisero di «dar vita a un’importante istituzione finanziaria nella città di Basilea sotto forma di società per azioni». L’obiettivo venne raggiunto nel 1872, con la costituzione del Basler Bankverein come banca vera e propria. Nel 1912, la fusione della Banca di Winterthur e della Toggenburger Bank diede vita all’Unione di Banche Svizzere. La prossimità di Basilea alla Germania contribuì a plasmare le origini del Basler Bankverein. La disfatta della Francia a opera della Prussia negli anni 1870–1871 e la successiva unificazione della Germania misero in moto un massiccio boom economico e finanziario, che si propagò anche in Svizzera. Il protocollo per la costituzione del Basler Bankverein fu firmato a Franco forte e fu proprio una banca tedesca a fornire il capitale neces sario, di concerto con le sei banche private di Basilea. Il nuovo istituto, dotato di un capitale azionario iniziale di 30 milioni di franchi svizzeri, ebbe fin dall’inizio una vocazione interna zionale, come dimostra il fatto che 7 dei suoi 17 amministrato ri fondatori erano domiciliati al di fuori della Svizzera. Analo gamente alla Banca di Winterthur, anche il Basler Bankverein Banconote in franchi svizzeri emesse dalla Toggenburger Bank. Prospetto di emissione del Basler Bankverein, 1872. Il Basler Bankverein a Basilea. 10 svolse un ruolo significativo nel rapido processo di industrializ zazione della Svizzera, soprattutto aiutando Basilea ad affer marsi quale polo dell’industria chimica elvetica e finanziando la costruzione del sistema ferroviario. Di fatto, il progetto ferro viario più ambizioso dell’epoca venne realizzato con la parteci pazione attiva sia del Basler Bankverein che della Banca di Winterthur. Nel 1882 fu completato il tunnel del Gottardo, lun go 15 km e costato 227 milioni di franchi svizzeri, dando finalmente vita al primo collegamento ferroviario attraverso le Alpi svizzere. Il Basler Bankverein contribuì sia in termini finan ziari che di personale alla costruzione, mentre la Banca di Winterthur finanziò le locomotive che avrebbero inaugurato questa straordinaria opera d’ingegneria. Zurigo e Basilea A dieci anni di distanza l’uno dall’altra, sia il Basler Bankverein che la Banca di Winterthur puntarono su Zurigo, il primo attra verso la fusione con lo Zürcher Bankverein e la costruzione di una sede a Paradeplatz, la piazza che è oggi l’emblema del settore bancario di Zurigo. Nel 1906 la Banca di Winterthur ri levò un edificio al civico 44 della Bahnhofstrasse. La struttura, sita in una strada costruita meno di cinquant’anni prima ed esattamente di fronte all’attuale sede centrale di UBS, era collegata in modo ottimale con la borsa di Zurigo. Dopo aver aperto i battenti nel 1880, durante la prima metà del XX seco lo la borsa si affermò come il maggiore mercato di titoli della Svizzera. Nei decenni successivi, il Basler Bankverein si ampliò a seguito della fusione con i due istituti Zürcher Bankverein (Zurigo) e Schweizerische Unionbank (San Gallo). Dopo l’acquisizione della Basler Depositen-Bank, nel 1897 la banca assunse la nuo va denominazione di Società di Banca Svizzera (SBS). Fondata nel 1905 per decreto federale, la Banca nazionale svizzera (BNS), la banca centrale del Paese, cominciò a operare a Berna e Zurigo intorno agli stessi anni, più precisamente nel 1907. Questa istituzione fu e rimane essenziale ai fini dello sviluppo futuro dell’economia svizzera in generale e del settore finanziario in particolare. Il franco svizzero venne introdotto quale valuta a corso legale nel 1850, sostituendo 13 divise e 319 diverse monete; tuttavia, prima della fondazione della BNS, l’emissione di franchi svizzeri nei vari conii avveniva ad opera di decine di banche commerciali sparse in tutto il Paese, tra cui la Toggenburger Bank. Nel 1907 questo sistema ad hoc Paine, Webber & Co., Boston, 1881. Bahnhofstrasse / Poststrasse, Zurigo, 1893. Costruzione del traforo del Gottardo. 11 1862–1912 Fröschengraben, Zurigo, successivamente parte della Bahnhofstrasse. Edificio della SBS, Paradeplatz, Zurigo, 1910. L’accordo di fusione tra la Banca di Winterthur e la Toggenburger Bank, 1912. Uffici dell’Unione di Banche Svizzere, Münzhof, Bahnhofstrasse, Zurigo. venne sostituito dal franco svizzero coniato in modo standar dizzato dalla BNS in base al sistema aureo. Benché la presenza di entrambi i precursori di UBS fosse radicata a Zurigo, le loro sedi centrali restarono altrove: la SBS non spostò mai il suo quartier generale dalla sede originaria di Basilea, mentre l’Unione di Banche Svizzere mantenne due sedi centrali, una a Winterthur e una a San Gallo, fino al 1945. Successivamente la banca spostò la sua sede principale a Zurigo, in un edificio chiamato non a caso Münzhof («palazzo della zecca»). Il quar tier generale aveva oramai sede al civico 45 della Bahnhofstras se, aperto nel 1917, un edificio rivestito in pietra bugnata, con ornamenti in ferro battuto su finestre e porte, che ispirava un forte senso di solidità e stabilità. Oggi, con le due sedi centrali di Basilea e Zurigo, l’attuale struttura giuridica di UBS mantiene inalterato il legame con questi sviluppi storici. L’arrivo del XX secolo Nel 1912, con un capitale azionario iniziale di 35 milioni di franchi svizzeri, nacque l’Unione di Banche Svizzere. Sin da prima della fusione, la Banca di Winterthur e la Toggenburger Bank avevano ampliato la loro presenza all’interno del territo rio svizzero finanziando numerose iniziative di grande rilevanza per il futuro del Paese, tra cui l’espansione del settore assicura tivo elvetico. 12 Ciononostante, la SBS si spinse oltre, in termini di espansione geografica, diventando la prima banca svizzera ad approdare nella City di Londra, che già allora era un’importante piazza finanziaria. Il 1° luglio 1898, lo Swiss Bankverein aprì a Londra i battenti della sua nuova filiale, al civico 40 di Threadneedle Street. Si trattava solo della quarta filiale di SBS (dopo Basilea, Zurigo e San Gallo), a riprova di come la banca avesse da sempre riconosciuto l’importanza di una presenza internazio nale. Nell’arco dei decenni successivi, la filiale londinese della SBS divenne il centro di tutte le sue attività estere. Stabilire una presenza a Londra era essenziale per poter svol gere un ruolo attivo nei principali sviluppi globali. A quell’epoca Londra era indubbiamente la principale piazza finanziaria globale e, stando a una stima contemporanea, la sua rilevanza per l’economia mondiale era dimostrata dal fatto che metà delle 160 banche che allora popolavano la City non era britan nica. Dopo essersi inizialmente concentrata sulle attività internazio nali di banca commerciale – fra cui spiccavano i finanziamenti alle importazioni verso la Russia e l’erogazione di prestiti per lo sviluppo delle ferrovie nell’Asia orientale – la SBS ampliò presto le proprie attività a Londra rilevando la banca privata Blake, Boissevain & Co. Ciò le consentì di accedere ad articola te operazioni in valori mobiliari in Olanda e negli Stati Uniti nonché di estendere ulteriormente i propri contatti in Svizzera Il patrimonio storico di UBS Wealth Management Americas Oggi come oggi, è noto che la presen za globale di UBS attinge a piene mani dalle sue profonde radici storiche nel Regno Unito e negli USA. Ciò deriva non solo dalla precoce consapevolezza della necessità di essere presenti nelle principali piazze finanziarie del mon do, ma anche dal fatto che importanti precursori di UBS erano già presenti in tali Paesi. controllo della famiglia Paine. Nel settembre 1929 William A. Paine, rite nuto uno degli uomini più ricchi del New England, morì – esattamente un mese prima del nefasto «Venerdì nero» che avrebbe segnato l’inizio del crollo di Wall Street. Sia Jackson & Curtis che Paine, Webber & Co. so pravvissero al tracollo, ma probabil mente il perdurare degli effetti della La presenza globale di UBS attinge a piene mani dalle sue profonde radici storiche nel Regno Unito e negli USA. L’esempio più rimarchevole è quello relativo alla fondazione di due ditte di broker a Boston nell’ultimo scorcio del XIX secolo. William A. Paine e W allace G. Webber aprirono i battenti nel 1880 (Paine, Webber & Co. dal 1881) nella stessa strada che ospitava la società tra Charles C. Jackson e L aurence Curtis (Jackson & Curtis), fondata nel 1879. Nel 1942, queste due illustri società si fusero, gettando le basi dell’odierna UBS Wealth Ma nagement Americas. Nel corso della prima metà del XX se colo, Paine, Webber & Co. era sotto il Grande Depressione finì per accelerare le loro trattative di fusione nel 1939. Il 29 giugno 1942 venne siglata l’opera zione che diede vita a Paine, Webber, Jackson & Curtis (PWJ&C). Nell’America del dopoguerra, contrad distinta da una rapida crescita della ricchezza, le attività di PWJ&C si svi lupparono rapidamente. Dalle 23 filiali detenute all’epoca della fusione nel 1942, la società raggiunse 30 uffici nel 1955, saliti a 45 dieci anni più tardi. Nel 1963, il quartier generale di PWJ&C fu trasferito da Boston a New York. Le fusioni, acquisizioni e i cambiamenti successivi assicurarono all’azienda una presenza solida nel settore degli strumenti a reddito fisso (F.S. Smithers & Co, 1973), una società d’investimento di tipo chiuso (Abacus Fund, 1972) nonché una società di analisi e consulenza in materia di inve stimenti (Mitchell Hutchins, 1977). Con l’acquisizione di Abacus, il gruppo entrò in borsa e due anni più tardi decise di dotarsi di una struttura con una holding, Paine Webber Inc., e una controllata principale, PWJ&C. Nel 1980 la società contava già 161 filiali sparse in 42 Stati americani, con sei uffici in Europa e Asia. Paine Webber vantava una presenza consolidata in tutta l’America e il suo rinomato slo gan pubblicitario «Thank You, Paine Webber» la rese famosa anche al di fuori della sua considerevole cerchia di clienti. La società continuò a espander si fino alla sua acquisizione a opera di UBS verso la fine del 2000. Nel 1995 aveva acquisito la società di broke raggio e investment banking Kidder, Peabody & Co. Ancora nell’aprile 2000, Paine Webber aveva rilevato J.C. Bradford & Co., integrando così con 900 broker la base preesistente di 7600 broker e aggiungendo ai 452 miliardi di dollari di patrimonio gestito 46 miliardi di dollari. 13 1862–1912 Sopravvivere alle prime crisi Sul finire del XIX secolo, il processo d’industrializzazione in Paesi quali la Svizzera procedeva a un ritmo senza precedenti. Tuttavia, lo sviluppo eco nomico in Europa e negli Stati Uniti fu scosso, a intervalli regolari, da diverse crisi. Anche i predecessori dell’odierna UBS furono toccati da tali eventi. Proprio mentre nel 1872 la Banca di Winterthur annunciava un dividendo complessivo dell’11% per i propri azionisti, una tempesta di di mensioni colossali si profilava all’oriz zonte. Il 9 maggio 1873, Europa e Stati Uniti vennero travolti da una grave depressione economica destina ta a perdurare fino al 1879 e oltre. La crisi costrinse la banca a creare un «conto di liquidazione» su cui accan tonare metà delle proprie riserve ordinarie per coprire le perdite corren ti e future. A fine 1879, il conto fu aumentato a 1,9 milioni di franchi svizzeri e finì per essere utilizzato per intero. Nel 1883, la Banca di Winterthur aveva esaurito inoltre tutte le riserve proprie, pari a 1,3 milioni di franchi, e si trovava a dover far fronte a un saldo negativo di quasi 2 milioni di franchi. Nel 1883 il corso azionario dell’istituto crollò a 350 franchi (dai 650 di dieci anni prima) e nel periodo 1884–1886 la banca non fu in grado di distribuire alcun dividendo. A se guito di tali eventi, nel 1884 il Consi glio di amministrazione venne quasi completamente rinnovato. Solo tre degli amministratori precedenti rima sero in Consiglio e nessuno di loro aveva partecipato alla fondazione del la banca nel 1862. Nel 1895 la Banca di Winterthur riemerse dalla crisi – esattamente come l’altro grande pre decessore di UBS, il Basler Bankverein, che pochi anni prima era stato co stretto ad ammettere pubblicamente di trovarsi «in una condizione preca ria». Negli Stati Uniti, Paine, Webber & Co. dovette fare i conti con la crisi finan ziaria del 1883 e, dieci anni più tardi, con il Panico del 1893, che costrinse Wallace Webber, cofondatore della società, a ritirarsi. Purtroppo, quando Webber tentò di ritirare il suo capitale dall’impresa, «non vi era nulla da prelevare». Paine, Webber & Co. so pravvisse anche a questa crisi. Succes sivamente William A. Paine commen tò la crisi del 1893 con queste parole: «C’erano voluti tredici anni per con quistare la fiducia delle persone e svi luppare le risorse per affrontare una simile battaglia e, quando abbiamo dovuto farlo, vincere non è stata per noi un’impresa tanto ardua come lo è stato per molte altre imprese più ricche». Rue de la Corraterie, Ginevra, 1906. 14 e Germania. Nel febbraio 1912 fu aperta una seconda filiale nel West End di Londra, nei pressi della sede delle Ferrovie Federali Svizzere, con l’intenzione di servire il redditizio settore dei viaggi e del turismo. Al termine degli sconvolgimenti della Prima guerra mondiale, la SBS riuscì rapidamente a (ri)affer marsi come una delle maggiori banche estere a Londra. A riprova del suo spirito innovativo e precursore, fu proprio nel nuovo edificio all’angolo tra Gresham Street e Coleman Street che venne installata la prima centralina telefonica interna di Londra. Nonostante le attività estere della SBS, all’inizio del XX secolo nessuna banca svizzera era classificata tra le prime 50 banche globali. Nel 1900, il settore elvetico dei servizi finanziari si collocava al settimo posto a livello mondiale, dopo Londra, Parigi, Berlino, New York, Bruxelles e Amsterdam – un risultato destinato a mutare profondamente nei decenni successivi. Verso la fine degli anni ’40 il settore finanziario svizzero era salito al terzo posto, subito dietro a New York e Londra. Nel 1912 la SBS iniziò a guardare al di là delle coste europee, verso quel Paese che stava sottraendo alla Gran Bretagna il primato di maggiore potenza economica mondiale, gli Stati Uniti d’America. Sebbene esistessero già allora relazioni d’affari con gli Stati Uniti, la SBS dovette però attendere fino all’inizio dell’altra grande guerra, ossia sino al 1939, prima di potersi stabilire a pieno titolo a New York, un vero e proprio crocevia della finanza mondiale. Sfortunatamente, l’instaurarsi di tali relazioni coincise per la banca con uno degli eventi più tragici nella storia del turismo e dei viaggi. Diretti a New York per una missione d’affari, il presidente della SBS e il suo suc cessore sopravvissero alla tragedia che avrebbe colpito la nave su cui viaggiavano, il Titanic. All’inizio del XX secolo nessuna banca svizzera era classificata tra le prime 50 banche globali. Uffici dell’Unione di Banche Svizzere, Aarau. Uffici della SBS, San Gallo. 15 1912–1945 Tempi drammatici – Prima guerra mondiale, crisi economica e Seconda guerra mondiale 1912 Costituzione dell’Associazione svizzera dei banchieri. 1917 Unione di Banche Svizzere inaugura il suo nuovo edificio in Bahnhofstrasse 45, a Zurigo, ancor oggi la sede principale di UBS. 1917 Unione di Banche Svizzere istituisce un fondo pensione per i suoi collaboratori. 1924 Dillon, Read & Co., New York, lancia il primo fondo d’investimento chiuso dalla fine della Prima guerra mondiale. 1934 Unione di Banche Svizzere lancia SBG-Blätter, il notiziario trimestrale redatto dal proprio personale. 1938 SBS partecipa alla fondazione del primo fondo immobiliare svizzero (Swissimmobil Serie D). 1938 Unione di Banche Svizzere fonda Intrag, una società con sede a Zurigo dedita alla gestione di fondi d’investimento. 1938 Intrag costituisce AMCA, il primo fondo d’investimento svizzero con quote d’investimento flessibili. 1942 Dalla fusione di Jackson & Curtis e Paine, Webber & Co. nasce Paine, Webber, Jackson & Curtis, con sede principale a Boston. 1945 Unione di Banche Svizzere trasferisce la sede principale da Winterthur e San Gallo a Zurigo. 16 Il «Venerdì nero», New York, ottobre 1929. La SBS a Londra, anni ’20. La Svizzera durante la Prima guerra mondiale. Quando nel 1914 scoppiò la Prima guerra mondiale, sia l’Unione di Banche Svizzere che la SBS entrarono a far parte a pieno titolo del circolo elvetico delle cosiddette grandi banche. Di fatto, le radici storiche di tutte le attuali divisioni operative di UBS affondano in quest’epoca. Ciò vale anche per le attività di gestione patrimoniale del Gruppo – anche se le aziende che precedettero UBS non crearono dipartimenti esplicitamente dediti al «private banking» fino agli anni ’90. Tali servizi furono offerti pressoché da subito. La Toggenburger Bank, ad esempio, vantava un servizio specializzato per «capitalisti e di gestione patrimoniale». Tradotto dal legalese dell’epoca, la banca precisava che tale servizio (ospitato in un ufficio separato dotato di un ingresso indipendente) doveva «fornire unicamente solidi investimenti di capitale e desistere strenuamente dall’incoraggiare i clienti a rischiare oltre i propri mezzi o a investire in titoli dubbi, giacché ciò contravveniva ai principi e alla tradizione della banca». Pertanto, le attività di consulenza d’investimento e gestione patrimoniale erano svolte usualmente da singoli gestori che curavano singoli clien ti facoltosi, pur rimanendo alquanto marginali rispetto alle operazioni complessive dei predecessori di UBS. La Prima guerra mondiale e il dopoguerra Domiciliate in un Paese rimasto neutrale sia durante la Prima che nella Seconda guerra mondiale, l’Unione di Banche Svizzere e la SBS beneficiarono della stabilità della Svizzera, una caratteristica che esercitava grande attrattiva presso i clienti. Sebbene l’impatto della Prima guerra mondiale fosse stato chiaramente avvertito anche in Svizzera, la neutralità del Paese aiutò a proteggere i suoi cittadini dalla distruzione senza precedenti e dall’elevatissimo numero di vittime che colpirono le nazioni confinanti. Le devastazioni della Prima guerra mondiale ebbero comunque ripercussioni su alcune industrie elvetiche. Nel 1922, ad esem pio, la SBS celebrò il suo 50° anniversario, donando per l’oc casione un orologio da tasca svizzero a ognuno dei suoi colla boratori. La donazione contribuì in modo fondamentale al rilancio del settore dell’orologeria svizzera che aveva registrato una drammatica contrazione delle esportazioni verso gli Stati Uniti. 17 1912–1945 All’inizio degli anni ’20, il numero di collaboratori della SBS superò per la prima volta le 2000 unità e le 1000 presso l’Unione di Banche Svizzere, a testimonianza del fatto che l’impatto economico della guerra sulle due banche non era stato particolarmente drammatico. di Jackson & Curtis, la Paine, Webber & Co., coinvolta nel tracollo dell’impero ferroviario di Van Sweringen, a seguito del quale le azioni ferroviarie detenute a titolo di garanzia colla terale per i 33 milioni di dollari dovuti a Paine, Webber & Co. dovettero essere vendute in perdita. I due istituti, tuttavia, non rimasero immuni dai contraccolpi della Prima guerra mondiale, in particolare dall’instabilità poli tica ed economica di gran parte dell’Europa. Nel dopoguerra, la Germania – allora come oggi il vero fulcro dell’economia europea – dovette affrontare importanti sfide economiche e finanziarie, culminate nel 1923 con livelli record d’inflazione. Malgrado la parziale stabilità raggiunta negli anni successivi, l’«epoca d’oro degli anni ’20» non era destinata a durare. Nel 1929, la Grande Depressione arrestò in modo radicale la ripre sa economica e finanziaria di molti Paesi in tutto il mondo. In Svizzera, la spirale discendente dell’economia internazionale trova il suo emblema nella situazione disastrosa della rinomata industria orologiera del Paese. Durante gli anni ’30, due terzi delle esportazioni di tale settore collassarono e circa la metà dei suoi 60 000 collaboratori perse il posto di lavoro. Anche il costante aumento delle assunzioni presso i predecessori di UBS subì un’inversione di tendenza: tra il 1931 e il 1936 l’Unione di Banche Svizzere tagliò il suo organico di un quarto. La Grande depressione Il 3 settembre 1929, la borsa di New York compì un grande balzo in avanti portandosi a quota 381 punti, un livello che non raggiungerà più per oltre un quarto di secolo. Nessuno si aspettava comunque che Wall Street fosse destinata al crollo che seguì a fine ottobre (con il Dow Jones piombato al minimo storico di 41 punti nel luglio 1932). Il commento contenuto in un opuscolo che commemorava il 50° anniversario di Jackson & Curtis a fine 1929 ci dà un’idea dell’irrazionale ottimismo che permeava questa fase della crisi: «Le condizioni finanziarie dell’America sono talmente solide che il crollo non è caratte rizzato da eventi così drammatici come nel 1893 e nel 1907. Si è trattato di un breve temporale, nel bel mezzo di una giorna ta di sole». I tumulti politici ed economici di questo decennio simboleggia ti e accelerati da eventi drammatici quali il collasso nel 1931 della Creditanstalt nell’Austria, la banca più grande di tutta l’Europa centro-orientale, esposero il sistema finanziario elveti co a pericolose turbolenze. Nel 1933, la Svizzera fu costretta a salvare una delle sue grandi banche, la Banca popolare svizze ra, rilevando 100 milioni di franchi di capitale cooperativo dell’istituto, pari a poco meno di un quarto della spesa federa A fronte del rapido peggioramento dell’economia USA, è leci to pensare che l’opuscolo celebrativo di Jackson & Curtis – con le sue rosee previsioni presto smentite – non sia rimasto a lungo in circolazione. Uno degli eventi più drammatici dei primi anni ’30 riguarda proprio la futura partner della fusione La Seconda guerra mondiale. New York a fine anni ’30. 18 I tumulti politici ed economici degli anni ’30 esposero il sistema finanziario elvetico a pericolose turbolenze. le complessiva di quell’anno. Altre banche furono meno fortu nate: circa 60 vennero acquisite o liquidate tra il 1930 e il 1939. Nel 1936 la Svizzera fu costretta a svalutare il franco (del 30%) per la prima e, sino ad ora, ultima volta. Nemmeno l’Unione di Banche Svizzere e la SBS furono rispar miate da tali avversità. Il bilancio dell’Unione di Banche Svizzere passò da quasi 1 miliardo del 1930 a 441 milioni di franchi nel 1935 (per poi riprendersi solo gradualmente). Un importante fattore nell’aggravamento della situazione riguar dò le cosiddette «attività non trasferibili», un eufemismo che designava gli attivi immobilizzati all’estero (principalmente in Germania). A metà degli anni ’30, l’Unione di Banche Svizzere ridusse tali attivi e fu costretta ad adottare misure molto rigo rose. Le riserve della banca furono dimezzate, il suo capitale sociale diminuito da 100 milioni di franchi del 1933 a 40 milio ni di franchi nel 1936, il dividendo azionario tagliato e i salari ridotti. Tuttavia, nel 1938 i salari tornarono a salire – come pure l’organico. Anche la SBS vide il proprio bilancio scendere dal livello massi mo di 1,6 miliardi di franchi nel 1930 a quello minimo di circa 1 miliardo di franchi nel 1935. Tra il 1930 e il 1939, la banca dovette ammortizzare 32,5 milioni di franchi, un’operazione che nel 1935 la costrinse a sottoporre tutti i crediti esistenti a un’attenta valutazione. Gli impegni la cui solidità non fosse garantita al 100% o che presentavano rendimenti inadeguati furono, ove possibile, liquidati o quantomeno ridotti. Al con tempo, la SBS approfittò della crisi per consolidare altre aree d’attività, ad esempio prestando maggiore attenzione «alla cura e all’ampliamento della propria cerchia di clienti privati». In particolare, il lascito più duraturo della crisi fu la decisione della SBS di commissionare un nuovo logo. Nel 1937, la banca optò per le tre chiavi, simbolo di fiducia, sicurezza e discrezio ne, che ancora oggi troneggiano nel logo UBS. Il segreto bancario Si può affermare che le chiavi della SBS simboleggiano anche un’altra eredità degli anni ’30 rilevante per l’intero settore fi nanziario elvetico. Quando negli anni 1934 – 1935 le autorità elvetiche introdussero la Legge federale sulle banche e le casse di risparmio, la prima legge bancaria nazionale, inclusero un articolo destinato a essere successivamente oggetto di svariate discussioni – e di innumerevoli rappresentazioni letterarie e ci nematografiche. L’articolo 47 della nuova legge fa riferimento esplicito al segreto bancario, un aspetto del sistema bancario elvetico che caratterizzava di fatto da lungo t empo le relazioni delle banche con la loro clientela. Come ebbe a osservare uno storico, il segreto bancario era «diventato un codice di riserva tezza non scritto analogo a quello o fferto da avvocati, medici e preti». A titolo esemplificativo, i regolamenti dell’Unione di Banche Svizzere facevano riferimento sin dal 1915 a una «norma di confidenzialità» per i collaboratori della banca. Nel 1939, quando ormai l’inizio delle ostilità si profilava al l’orizzonte, la SBS aprì una succursale a New York. Allorché nel settembre 1939, dopo nemmeno una generazione, scoppiò il secondo conflitto mondiale, la Svizzera dichiarò la sua neu tralità esattamente come aveva fatto allo scoppio della Prima SBS Londra, sede evacuata nel Surrey, 1940. 19 1912–1945 guerra mondiale. In effetti, una dichiarazione diversa avrebbe stupito il mondo. La Svizzera vantava dopotutto una lunga tradizione di neutralità, adottata prima di qualunque altra na zione e riconosciuta a livello internazionale, prima negli atti del Congresso di Vienna e poi nel 1919. Ufficialmente neutrale sin dal 1815, la Svizzera ha finito per essere identificata con il suo stato di neutralità, sia in patria che all’estero. Prima del 1939, la Germania aveva lungamente contribuito in modo significativo all’economia svizzera. Sarebbe tuttavia sbagliato sostenere che, durante la guerra, la Svizzera avesse scelto volontariamente di ridirezionare i propri scambi com merciali esteri dalla Gran Bretagna e Francia verso la Germa nia. Dopo la sconfitta della Francia nel 1940, e vista la posizio ne della Svizzera in un’Europa dominata dalla Germania, lo spostamento degli scambi commerciali era nell’ordine naturale delle cose. Nonostante la crescita esponenziale degli scambi con la Germania, il calo del commercio svizzero con l’Occiden te fu comunque massiccio. Oltre all’aspetto economico, anche la neutralità della Svizzera e il suo stato di centro finanziario internazionale consentirono alla Germania di usufruire di im portanti servizi finanziari prestati dal vicino del Sud. A decenni di distanza dalla guerra, i rapporti tra Svizzera e Germania, e i terribili effetti delle azioni disumane perpetrate dal regime nazista in territorio tedesco e in vaste aree dell’Eu ropa, divennero oggetto di un’accesa controversia che interes sava in particolar modo il ruolo delle banche elvetiche in tale periodo. Durante gli anni ’90 vennero intentate diverse class action nei confronti delle banche in merito ai conti dormienti risalenti alla Seconda guerra mondiale. Tra il 1996 e il 1999, gli istituti di credito svizzeri si sottoposero a un’indagine indi pendente, unica nel suo genere, allo scopo di identificare le eventuali attività correlate all’olocausto risalenti agli anni della Seconda guerra mondiale o precedenti. Circa 650 periti fo rensi, sotto la supervisione di un ex presidente della Federal Reserve statunitense e del cosiddetto «Comitato Volcker» (Independent Committee of Eminent Persons, ICEP), ebbero accesso incondizionato a tutte le relazioni di conto presso 63 banche svizzere. L’ICEP giunse alla conclusione che non vi era no prove né della distruzione sistematica delle documentazioni relative ai conti delle vittime delle persecuzioni naziste né di un processo discriminatorio nei loro confronti. Secondo l’ICEP, tuttavia, esistevano prove certe di azioni dubbie e ingannevoli compiute da alcune banche nella gestione dei conti delle vitti me. Tali sviluppi raggiunsero l’apice esattamente nel momento in cui l’Unione di Banche Svizzere e la SBS stavano negoziando la loro fusione. Nell’agosto 1998 venne finalmente raggiunto un accordo, in base al quale gli istituti di credito elvetici accet tarono di pagare 1,25 miliardi di dollari USA. L’accordo conci liativo formale divenne definitivo il 30 marzo 1999 e le banche Verso la metà degli anni ’30, le autorità elvetiche introdussero la Legge federale sulle banche e le casse di risparmio, la prima legge bancaria nazionale. versarono la rata finale nel 2000. L’elaborazione successiva delle richieste di risarcimento e dei pagamenti in denaro ebbe luogo sotto l’intera responsabilità di un giudice di New York e dei mediatori giudiziari da lui nominati. UBS e le altre banche coinvolte nella transazione non ebbero alcun influsso su tale processo. La sede principale della Banca Federale a Berna, intorno al 1895. 20 Le radici storiche di UBS Global Asset Management Nel 1895, George Phillips contattò Richard Drew per chiedergli di aiutarlo a gestire una società di brokeraggio nella City. Il portafoglio azionario della società, allora nota come G.A. Phillips & Co., includeva aziende dai nomi illustri (e da tempo dimenticate), quali Thunderbolt Patent Governor e Auto motive Syndicate, e deteneva interessi anche in alcune società di estrazione aurifera dell’Australia occidentale. Nel 1905, con l’arrivo del nuovo partner Geoffrey Harvey Drew, la società prese il nome di Phillips & Drew. Sino a fine anni ’40, la famiglia Drew mantenne il controllo all’interno dell’azienda, ana logamente alla famiglia Paine in seno a Paine Webber. Parlando della società a fine anni ’60, un osservatore con temporaneo formulò il seguente giudi zio: «Molto professionale, largamente meritocratica e promotrice di un ethos in cui si preferisce il lavoro di squadra al protagonismo individuale, all’epoca Phillips & Drew vantava una reputazio ne unica nella City». Negli anni ’80, la reputazione di Phil lips & Drew, benché non più unica nel suo genere, era ancora ragguardevole. In termini commerciali, la società controllava una consistente quota del mercato dei gilt e dei titoli a reddito fisso del Regno Unito, era il maggior broker di titoli convertibili nonché il più grande gestore patrimoniale delle società d’intermediazione britanniche. A metà degli anni ’80, durante il pro cesso di deregolamentazione del setto re finanziario britannico noto come «Big Bang», l’Unione di Banche Sviz zere acquisì Phillips & Drew. Il nome Phillips & Drew sopravvisse nella deno minazione della divisione britannica di asset management della banca, nota come Phillips & Drew Fund Manage ment (o PDFM). Tale unità continuò a operare in modo relativamente indi pendente. Grazie alla rapida crescita registrata nell’ultimo scorcio degli anni ’80 e nei primi anni ’90, la società era leader nel settore della gestione dei fondi del Regno Unito. La fusione di Unione di Banche Svizze re e SBS portò in eredità alla nuova banca tre importanti divisioni di asset management, accorpate in un secon do momento, nell’aprile 2002, nella divisione unica UBS Global Asset Ma nagement: Phillips & Drew e UBS Asset Management dal lato di Unione di Banche Svizzere e Brinson Partners da parte di SBS. Quest’ultima era stata costituita nel 1989 a seguito di un management buyout di First Chicago Investment Advisors, la controllata di asset management fondata dalla First National Bank of Chicago nel 1984. Nel 1994, quando la società accettò l’offerta d’acquisto della SBS, Brinson Partners contava 10 managing partner e 250 collaboratori. Il suo quartier generale era ubicato a Chicago, con uffici a Londra e Tokyo. La sede principale della Basler Handelsbank, a Basilea. 21 1945–1980 Ricostruzione e boom economico 1945 Unione di Banche Svizzere acquisisce la Banca Federale, la Società di Banche Svizzere rileva la Basler Handelsbank. 1958 S.G. Warburg organizza la prima acquisizione ostile della City di Londra. 1958 Unione di Banche Svizzere lancia il cosiddetto Autoschalter, il primo sportello bancario drive-in. 1960 Paine, Webber, Jackson & Curtis sviluppa la cosiddetta Green Shoe Option. 1963 S.G. Warburg svolge un ruolo pionieristico nel lancio del mercato obbligazionario europeo. 1963 Paine, Webber, Jackson & Curtis trasferisce la sua sede da Boston a New York. 1965 Unione di Banche Svizzere è tra le poche società a comparire nel primo intervallo pubblicitario della televisione svizzera. 1967 Unione di Banche Svizzere lancia il primo ATM dell’Europa continentale. 1970 Unione di Banche Svizzere apre il primo sportello nell’area commerciale sotterranea della stazione centrale di Zurigo. 1970 SBS è la prima banca svizzera ad aprire una succursale a Tokyo. 1972 Unione di Banche Svizzere lancia la prima obbligazione con diritto d’opzione in Svizzera. 22 La SBS a Basilea. La SBS a Londra negli anni ’60. Camera blindata presso l’Unione di Banche Svizzere, all’inizio degli anni ’60. Costruzione dell’agenzia dell’Unione di Banche Svizzere nella stazione centrale di Zurigo, 1970. «In Svizzera, dopo il 1945, il tasso di risparmio era elevato, il bilancio nazionale in equilibrio, il franco stabile e l’inflazione bassa. Grazie a severe norme sull’adeguatezza patrimoniale delle banche, il resto del mondo considerava gli istituti finanziari elvetici come estremamente solidi. Inoltre, la Legge federale sulle banche e le casse di risparmio proteggeva i clienti e il loro segreto bancario. Considerata questa serie di condizioni, il settore bancario svizzero era in grado di crearsi una reputazione unica.» 1 Dopo la Seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti e l’Europa occidentale registrarono un periodo di crescita continua e sen za precedenti, che sarebbe durata fino agli anni ’70. Tuttavia, all’inizio di tale periodo la maggior parte degli europei era pessimista sul futuro corso degli eventi, sia politici che econo mici. Il sollievo per la fine del conflitto più disastroso della storia era venato d’incertezza sugli effetti della guerra fredda che si stava instaurando tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Contemporaneamente risultava difficile immaginare come l’Europa potesse risollevarsi dalla desolazione economica cau sata dall’occupazione della maggior parte del continente a opera della Germania nazista. Svizzere fece crescere il patrimonio complessivo a 1,5 miliardi di franchi svizzeri, mentre l’acquisizione della Basler Handels bank da parte della SBS fece lievitare il suo stato patrimoniale a quasi 2 miliardi di franchi. Storicamente, la Basler Handels bank, fondata nel 1862, ha svolto un ruolo importante nello sviluppo economico europeo, più specificatamente nell’elettri ficazione. Nel 1896, insieme alla Siemens Halske AG, Berlino, la banca aveva costituito la Schweizerische Gesellschaft für elektrische Industrie (INDELEC) a Basilea. Successivamente, INDELEC finanziò nuove centrali idroelettriche in Svizzera, Eu ropa e Messico e sostenne l’elettrificazione di importanti città, tra cui Parigi, San Pietroburgo, Mosca, Riga, Lodz e Baku. Nel 1945, sia l’Unione di Banche Svizzere che la SBS consoli darono notevolmente la loro posizione rilevando due concor renti di grandi dimensioni, ma in difficoltà. L’incorporazione della Banca Federale (fondata nel 1863) nell’Unione di Banche 1 Estratto da una breve cronologia online della piazza finanziaria di Zurigo, http://www.finanzplatz-zuerich.ch/Finanzplatz/Geschichte/ Bankkundengeheimnis/tabid/145/language/en-US/Default.aspx 23 1945–1980 Il primo bancomat, 1967. Il primo Autoschalter, uno sportello bancario drive-in, 1958. Tuttavia nel 1945, sia la Banca Federale che la Basler Handels bank ebbero grandi problemi di liquidità a causa dell’eccessivo impegno finanziario verso la Germania dei decenni precedenti. Grazie a queste acquisizioni, l’Unione di Banche Svizzere e la SBS erano ben posizionate per sfruttare la ripresa economica degli anni ’50. Verso la metà degli anni ’60 il patrimonio com plessivo di entrambe le banche superò per la prima volta i 10 miliardi di franchi svizzeri, mentre il capitale proprio au mentò a oltre 1 miliardo di franchi entro la fine del decennio. Espansione negli anni ’60 Fino agli inizi degli anni ’60, l’Unione di Banche Svizzere era sempre nel novero delle tre maggiori banche, in cui la SBS occupava la prima o la seconda posizione. Questa situazione cambiò fondamentalmente nel 1967 quando Interhandel (In ternationale Industrie- und Handelsbeteiligungen AG, Basilea), la ex holding di I.G. Chemie fondata a Basilea nel 1928, si fuse con l’Unione di Banche Svizzere. Quest’ultima aveva il control lo esclusivo di questa holding dal 1961. Nel 1963, un accordo tra Interhandel e il governo statunitense sugli interessi societari originariamente detenuti da I.G. Chemie negli Stati Uniti si traduceva per Interhandel nella riscossione finale di 122 milioni di dollari statunitensi (500 milioni di franchi svizzeri) in seguito alla vendita di tali interessi. Quando nel 1967 l’Unione di Ban che Svizzere si fuse con Interhandel, queste risorse passarono alla banca, che divenne così, in termini di capitale, la maggiore 24 Edificio SBS a Paradeplatz, Zurigo, anni ’60. in Svizzera e una delle più forti in Europa. La crescita di Unione di Banche Svizzere e SBS non si arrestò: tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’80 il loro patrimonio complessivo e il loro patri monio netto si decuplicarono. In quel periodo, l’enfasi settoriale e geografica dei due prede cessori di UBS rimase prevalentemente nazionale, nonostante entrambe le banche avessero stabilito una presenza in altri centri finanziari. Alle sue due filiali di Londra, la SBS aveva ag giunto già nel 1939 un’agenzia a New York, città in cui l’Unio ne di Banche Svizzere aveva aperto un ufficio di rappresentan za solo nel 1946. Per molti aspetti gli anni ’60 sono stati un periodo decisivo per entrambi i predecessori di UBS – un periodo caratterizzato da espansione e innovazione, sia nazionale che internazionale, e adeguatamente contrassegnato dalle celebrazioni del 100° anniversario dell’Unione di Banche Svizzere nel 1962 e, dopo esattamente dieci anni, da quello della SBS. Un’altra importante pietra miliare di questi anni è costituita dall’apertu ra ufficiale del nuovo palazzo della SBS a Paradeplatz a Zurigo, nel giugno 1960, che sostituiva l’edificio originale della banca, risalente al periodo a cavallo tra i due secoli. Quando, all’inizio degli anni ’70, l’Unione di Banche Svizzere acquisì la Banca Pozzy, fondata nel 1747 nella pittoresca cittadina svizzera di Poschiavo, entrò a contatto con un siste ma ancora più anticamente radicato del suo. Siegmund Warburg, 1972. Unione di Banche Svizzere, ufficio di rappresentanza a Rio de Janeiro. Nel 1946, la rete di filiali svizzere delle grandi banche, incluse SBS e Unione di Banche Svizzere, era piccola rispetto a quella delle altre banche svizzere, e corrispondeva a una centro commerciale situato sotto la stazione centrale di Zurigo. All’inizio degli anni ’70, l’Unione di Banche Svizzere acquisì la Banca Pozzy, fondata nel 1747 nella pittoresca cittadina svizzera di Poschiavo, entrando così a contatto con un sistema ancora più anticamente radicato del suo. uota di mercato del 20% appena. Successivamente, in q meno di 25 anni, la quota del retail banking delle grandi banche raggiunse il 40%. Perseguendo strategie simili per la crescita e l’acquisizione di una quota di mercato maggio re, l’Unione di Banche Svizzere e la SBS rilevarono diverse banche svizzere più piccole e aprirono nuove filiali. La SBS aumentò il numero totale di filiali e agenzie in Svizzera a 110 entro la fine del 1970, mentre l’Unione di Banche Svizzere raggiunse le 159 unità, inclusa, nell’ottobre 1970, la prima agenzia bancaria elvetica sotterranea, aperta nel Nei primi anni ’70, SBS e Unione di Banche Svizzere erano rappresentate in tutti i continenti: Australia (Sydney e Mel bourne), Asia orientale e sudorientale (Hong Kong, Tokyo, Singapore), Sudafrica (Johannesburg) e in tutta l’America (Montreal, Chicago, San Francisco, Città del Messico, Caracas, Bogotá, Rio de Janeiro, São Paulo, Buenos Aires). 25 1945–1980 Con l’espansione della rete di filiali si prestò molta più atten zione alle esigenze bancarie del cittadino elvetico medio. Agli inizi degli anni ’60 le grandi banche svizzere erano ancora sostanzialmente banche commerciali. Come ricorda un colla boratore pensionato, «nel 1964, essendo una banca commer ciale, l’Unione di Banche Svizzere non aveva né ipoteche né conti di risparmio né conti stipendio. La tecnologia dell’elabo razione dei dati era agli esordi. Gli estratti salariali e di deposi to, pur essendo generati tramite l’elaborazione dei dati, dove vano essere inviati manualmente ogni trimestre da un esercito di dipendenti». Entro la fine del decennio, tuttavia, entrambe le banche avevano avviato con entusiasmo le attività di private banking e retail banking. Il progresso tecnologico fu innegabile e influì direttamente sui clienti. Un esempio importante fu l’installazione di una rete di bancomat. Nel novembre 1967, l’Unione di Banche Svizzere fu la prima banca dell’Europa continentale a installare un ATM presso la sua sede di Zurigo. Questo primo esperimento fu seguito nel 1968 dalla costituzione di un sistema uniforme di bancomat da parte di diverse banche svizzere (incluse Unione di Banche Svizzere e SBS). Nello stesso anno, l’Unione di Ban che Svizzere offriva i suoi primi conti di risparmio al grande pubblico e due anni dopo introduceva i conti correnti, seguiti dalla carta di conto. Nel 1969 i clienti della banca beneficiarono di ulteriori progres si, con l’introduzione della carta assegni elvetica, che permet teva al titolare d’incassare assegni per un valore massimo di 300 franchi svizzeri. Più o meno nello stesso periodo venne creato il pool zurighese dell’oro, un cartello di acquisti formato Nei primi anni ’70, la SBS e l’Unione di Banche Svizzere erano presenti in tutti i continenti: dall’Australia all’Asia orientale e sudorientale fino in Sudafrica e in tutta l’America. Scuola bancaria e gestionale dell’Unione di Banche Svizzere. Ristorante per il personale negli anni ’60. La presenza mondiale della SBS alla fine degli anni ’60. 26 da Unione di Banche Svizzere, SBS e Credito Svizzero / Credit Suisse, che creò le basi per rendere la Svizzera il maggiore mercato mondiale dell’oro. Il miglioramento e l’ampliamento dei servizi, l’incremento del numero di clienti e una gamma più vasta di prodotti compor tarono un aumento dell’onere lavorativo. Durante gli anni ’60, il numero di collaboratori crebbe sensibilmente, sia presso la SBS che presso l’Unione di Banche Svizzere. Tra fine 1962 e fine 1972, la SBS assunse quasi 4000 collaboratori, il cui nu mero complessivo raggiunse le 9400 unità. Presso l’Unione di Banche Svizzere il personale aumentò da poco meno di 4000 collaboratori nel 1960 a poco meno di 10 000 nel 1970 (di cui quasi la metà aveva meno di 25 anni). Questo sviluppo indusse le banche a proporre nuovi accordi lavorativi. Nel 1962 l’Unione di Banche Svizzere introdusse la giornata lavorativa continua, la pausa pranzo di 45 minuti e realizzò i ristoranti per il personale. Per preparare lo sviluppo professionale di un crescente numero di collaboratori, nel 1965 l’Unione di Ban che Svizzere istituì una propria scuola bancaria e gestionale e dieci anni più tardi convertì il complesso di Wolfsberg, sulla sponda svizzera del Lago di Costanza, nel suo centro di forma zione gestionale. I precursori di UBS in Gran Bretagna e negli Stati Uniti Nello stesso periodo, un’importante precursore storico di UBS faceva sentire la sua presenza nella City di Londra. La banca d’affari S.G. Warburg, fondata nel 1946, suscitò scalpore tra i propri concorrenti quando nel 1958 concepì la prima rileva zione ostile di imprese della City. Solo pochi anni dopo, nel 1963, S.G. Warburg lasciò un’ulteriore indelebile traccia nella storia della City e assunse un ruolo pionieristico nella costitu zione del mercato obbligazionario europeo emettendo la pri ma obbligazione internazionale a lungo termine (per l’italiana Autostrade), denominata in dollari USA, venduta interamente in Europa e non negli Stati Uniti. Mentre S.G. Warburg costruiva la sua reputazione di impor tante banca d’affari (e Paine Webber di efficiente gestore patrimoniale), i fratelli O’Connor, Edmund e William, divenne ro influenti protagonisti del Chicago Board of Trade. A partire dalla fine degli anni ’60, gli O’Connor svolsero un ruolo di avanguardia nel moderno mercato delle opzioni, sia come forze trainanti della costituzione della Chicago Board Options Exchange, che in veste di fondatori del primo organismo di compensazione di opzioni di Chicago, la First Options Corp., nel 1973. Quattro anni dopo, i fratelli O’Connor decisero di finanziare la costituzione di O’Connor & Associates come società di persone privata. Negoziavano opzioni su azioni nelle borse statunitensi ricorrendo a strategie di negoziazione esclusivamente teoriche (in particolare quella di Black-ScholesMerton). Ai primi degli anni ’90 la società venne acquisita dalla SBS – anche questa un’importante pietra miliare del per corso verso l’attuale UBS Investment Bank. Pubblicità innovativa Qualche esperto di marketing soste neva che l’Unione di Banche Svizzere avrebbe dovuto svolgere un ruolo di spicco nella pubblicità televisiva, altri invece ritenevano che il nuovo mezzo di comunicazione non fosse adatto «alla posizione e alla reputazione di una grande banca». Parliamo del 1964: la Svizzera si apprestava a lan ciare i primi spot pubblicitari e presso l’Unione di Banche Svizzere non man cavano sostenitori e oppositori. Alla fine, gli esperti di marketing e comuni cazione della banca ebbero la meglio. Erano infatti convinti che «essere pre senti fin dall’inizio fosse fondamentale per provare la posizione d’avanguar dia» della banca. Fu così che l’Unione di Banche Svizzere divenne una delle primissime società a divulgare il pro prio marchio tramite la televisione sviz zera. I primi spot pubblicitari del Paese vennero trasmessi alle ore 19.25 del 1° febbraio 1965. Nello stesso anno, l’Unione di Banche Svizzere riuscì a mettere a segno un nuovo clamoroso colpo grazie a James Bond. Come dissero gli esperti di marketing e co municazione nella relazione di ottobre al Consiglio di amministrazione della banca: «Il nostro dipartimento non è responsabile del fatto che una delle scene del nuovo film Missione Gold finger venisse girata nel caveau della filiale UBS di Ginevra; tuttavia, non possiamo fare altro che rallegrarci del la pubblicità gratuita fatta a UBS nell’articolo uscito in uno degli ultimi numeri di Time Magazine». 27 1945–1980 Le radici storiche di UBS Investment Bank «Warburgs è nota per essere la banca d’affari di maggior successo costituita nel dopoguerra. [Ciononostante], siamo affezionati ai nostri metodi anti quati e non vorremmo apparire insieme a loro su un prospetto infor mativo.»1 Il commento di Evelyn Baring dà una chiara idea della posizione acquisita da S.G. Warburg (Warburgs) nella City di Londra nei quindici anni dalla sua fondazione, ma anche lascia intendere quale fosse la percezione che i membri più all’antica della comunità finanzia ria della City avevano del «nuovo arri vato». È certamente un dato di fatto che Warburgs nei primi anni ’60 fosse già riuscita a farsi un nome, ma che questo sviluppo fosse ampiamente do vuto a un approccio considerato quan to meno non ortodosso, lo si deduce facilmente dalle parole pungenti di Evelyn Baring. Siegmund Warburg, fondatore e figu ra principale della banca d’affari, era arrivato a Londra nel 1934, dopo aver lasciato la Germania a seguito della crescente oppressione nazista. Faceva parte di una famiglia con profonde radici storiche nella comunità bancaria 1 Evelyn Baring, 1961. 28 tedesca; la banca di famiglia M.M. Warburg era stata fondata ad Ambur go nel 1798. Al suo arrivo a Londra, Siegmund Warburg divenne cofondatore e con direttore della New Trading Company (NTC). Nel gennaio 1946 decise di fondare su nuove basi la sua presenza commerciale a Londra, convertendo la NTC in una vera e propria banca d’affari, la S.G. Warburg & Co. Inizial mente, l’attività fu piuttosto fiacca, poiché la società affrontava il difficile contesto economico postbellico bri tannico e si scontrava contro i pregiu dizi nei confronti di un nuovo arrivato nelle comunità imprenditoriali indu striale e finanziaria del Regno Unito. Dalla metà degli anni ’50, tuttavia, grazie a diverse iniziative commerciali importanti, che rimasero impresse nella storia della City, Warburgs passò all’avanguardia nell’establishment delle banche d’affari britanniche. Queste iniziative dimostrarono che la direzione della banca era pronta ad ignorare gli atteggiamenti tradizionali che dominavano il pensiero della maggior parte dei suoi concorrenti nella City. Verso la fine del 1958 Warburgs parte cipò a una cordata che aveva sotto scritto l’emissione pubblica di 25 milio ni di dollari USA di obbligazioni, come misura di affiancamento per un presti to di 25 milioni di dollari concesso dal la Banca Mondiale all’Austria. Questo coinvolgimento fu immediatamente seguito dal risultato più spettacolare di Warburgs, il suo successo nelle co siddette «guerre dell’alluminio». Oggi pochi assocerebbero il concetto di guerra a quanto accadde verso la fine degli anni ’50. A quei tempi, invece, l’acquisizione della British Aluminium Company (BAC) da parte della società statunitense Reynolds Metals aveva chiaramente, per partecipanti e osser vatori, i connotati di un conflitto. Nella sua funzione di consulente finanziario di Reynolds Metals, Warburgs aiutò la società ad acquisire la BAC, superando l’opposizione di un importante con sorzio di società della City che soste neva l’acquisizione della BAC da parte della Aluminum Company of America (ALCOA). La battaglia fu feroce e aspra, ma portò nuova linfa alla City: le offerte pubbliche di acquisto analo ghe a quelle introdotte da Warburgs diventarono comuni mentre tale socie tà all’avanguardia raccoglieva i molti frutti derivanti dal suo successo e dai cambiamenti che contribuì a realizzare. Seguirono ulteriori imprese memora bili. Soprattutto, almeno in considera zione delle sue ampie implicazioni storiche, S.G. Warburg giocò un ruolo fondamentale nel lancio del mercato obbligazionario europeo, emettendo nel 1963 la prima obbligazione inter nazionale a lungo termine (per l’italia na Autostrade), denominata in dollari USA, da vendere interamente in Euro pa e non negli Stati Uniti. In seguito, Warburgs avrebbe mantenuto il suo ruolo di protagonista nella gestione delle offerte di obbligazioni europee. Nei primi anni ’60, Warburgs era riu scita a entrare a tutti gli effetti nella cerchia dei più rinomati istituti finan ziari della City. Tuttavia, il suo contri buto più importante alla ripresa della piazza finanziaria londinese potrebbe essere stato il suo approccio meritocra tico, soprattutto nella selezione di personale. Già negli anni ’50, Warburgs si era opposta al nepotismo che predo minava in altre società della City. Il management della banca d’affari favo riva invece la selezione meritocratica basata su criteri quali, nelle parole di Siegmund Warburg, «passione, auto nomia di pensiero, intelligenza, preci sione, capacità d’interazione sociale (e non contesto ed estrazione sociale) e, dulcis in fundo, anche coraggio e buonsenso». D’altro canto, Warburg avvisava che «l’arroganza, l’autopro mozione, la mancanza di rigore, il pes simo stile di scrittura e l’atteggiamento burocratico» avrebbero ostacolato una cultura di cui avrebbero dovuto benefi ciare sia clienti che collaboratori. Quando nel 1982 Siegmund Warburg scomparve, la società che aveva fon dato era la banca d’affari più redditizia della City. Nell’arco di due decenni l’organico era cresciuto da 500 a poco meno di 800 collaboratori. Nei cinque anni che seguirono, la società crebbe sensibilmente grazie all’acquisizione dei market maker Akroyd & Smithers, il principale operatore dell’epoca, di Rowe & Pitman, uno dei primi tre agenti di cambio, e dell’intermediario governativo Mullens & Co. Per un certo periodo Warburgs dimo strò di essere uno dei pochi «prodotti» britannici di successo del cosiddetto «Big Bang». Nel 1994 Warburgs con tava 5800 collaboratori ed era uno dei principali sottoscrittori britannici di equity. Conservò il primo posto nelle fusioni e acquisizioni del Regno Unito, nella ricerca azionaria europea e fu tra i primi cinque nella sottoscrizione internazionale di equity. Tuttavia, nel corso dello stesso anno, la spesa di Warburgs per stipendi e voci connesse aumentò considerevolmente, mentre i ricavi non seguirono lo stesso passo. Gli effetti del crollo dei mercati obbli gazionari internazionali nel 1994 furo no persino peggiori delle difficoltà finanziarie derivanti dalla costosa espansione delle attività negli Stati Uniti. Il 2 maggio 1995, il giorno pri ma dell’annuncio da parte della banca di un allarme sugli utili del l’esercizio precedente, chiuso a marzo, trapelò la notizia che Warburgs stava esaminan do un’offerta della SBS per la sua attività di investment banking. Una settimana dopo, il 10 maggio, furono pubblicati gli (ultimi) risultati finanziari di Warburgs e fu annunciato che la SBS avrebbe acquistato la banca d’affari per 860 milioni di sterline britanniche. 29 1980–2000 La creazione di UBS 1986 SBS è una delle prime banche europee a offrire opzioni sull’oro. 1986 Unione di Banche Svizzere è lo sponsor principale dello yacht da regata UBS Switzerland, vincitore della Whitbread Round the World Race. 1986 Unione di Banche Svizzere apre la sua prima filiale bancaria elettronica (a Zurigo). 1988 SBS lancia TicketCorner, il primo servizio di biglietteria offerto da una banca europea. 1991 SBS è azionista di riferimento della società australiana DBSM, che diventa SBC Dominguez Barry e, dal 1994, SBS Australia. 1994 Unione di Banche Svizzere è la prima banca mondiale a introdurre il lingotto «Kinebar». 1994 SBS lancia il piano d’incentivi KeyClub, il primo nel suo genere in Europa. 1995 SBS rileva S.G. Warburg a Londra, una delle principali banche d’investimento europee. 1998 UBS SA, Zurigo e Basilea, viene creata tramite la fusione dell’Unione di Banche Svizzere e della Società di Banca Svizzera. 1999 UBS è membro fondatore del Wolfsberg Group. 1999 UBS è la prima banca ad ottenere la certificazione ISO 14001 per il sistema mondiale di gestione ambientale in ambito bancario. 1999 UBS apre a Opfikon (Svizzera) il suo nuovo trading floor, il più grande d’Europa. 2000 UBS rileva il broker statunitense Paine Webber. 30 Annuncio della fusione tra Unione di Banche Svizzere e SBS. La scultura «Hammering Man» davanti alla sede UBS di Basilea. Sede principale di UBS a Zurigo. A metà anni ’80, la Svizzera vantava 581 istituti bancari, con attività e passività complessive pari a 723 miliardi di franchi svizzeri e circa 100 000 collaboratori. Tra queste banche, la SBS e l’Unione di Banche Svizzere, insieme a Credit Suisse, dominavano il mercato interno. La loro quota di mercato, sulla base dello stato patrimoniale, era pari al 50%. Al contempo, e nonostante la loro espansione internazionale negli anni ’60, né la SBS né l’Unione di Banche Svizzere rivestivano altresì un importante ruolo al di fuori del loro mercato interno. Il settore finanziario svizzero iniziò a trovarsi sotto pressione verso fine anni ’80. «A seguito della politica monetaria espansiva della Svizzera negli anni ’80, si è formata una bolla immobiliare. Le banche adottarono politiche aggressive di concessione dei prestiti. In seguito, la banca centrale fece scoppiare la bolla causando un periodo di mancata crescita re ale in Svizzera nel periodo compreso tra il 1990 e il 1997 che, oltre a un sensibile aumento delle perdite su crediti, si è tra dotto per le banche in perdite di denaro nel mercato elvetico dei prestiti alle aziende e ai privati.» Queste condizioni, qui sintetizzate da un senior manager coinvolto nella fusione di UBS, unitamente alla deregulation del settore bancario svizze ro dopo il 1990, hanno costretto le banche a riconsiderare la propria strategia. Come osservava The Economist: «Un duro choc ha colpito i banchieri svizzeri. Sono obbligati… a compe tere» (gennaio 1991). Entro i primi anni ’90, la Svizzera venne investita da una crisi delle ipoteche a seguito di una significativa espansione dei volumi dei prestiti ipotecari. La SBS, ad esempio, aveva aumen tato il volume complessivo dei prestiti ipotecari da 9,5 miliardi di franchi svizzeri a fine 1980 a 46,8 miliardi a fine 1993. Per il periodo 1991–1996, gli ammortamenti complessivi delle ban che svizzere erano stimati nell’ordine dei 42 miliardi di franchi. Il 70% di questo importo venne ammortizzato dalle grandi ban che. Nell’esercizio finanziario 1996, la SBS e l’Unione di Banche Svizzere avevano registrato perdite, pari a 348 milioni di franchi per l’Unione di Banche Svizzere e a 457 milioni per la SBS, ampiamente dovute all’esigenza di accantonamenti speciali. Verso la creazione di UBS La deregulation, insieme alla crisi, ebbe effetti di ampia porta ta, a partire da un più rapido ritmo di consolidamento nel settore finanziario. In seguito all’acquisizione di Banca Leu e Banca Popolare Svizzera da parte di Credit Suisse, rispettiva mente nel 1990 e nel 1993, il numero di grandi banche si 31 1980–2000 Paine Webber, Avenue of the Americas, New York. UBS, Avenue of the Americas, New York. r idusse da cinque a tre. In considerazione delle loro quote di mercato già elevate in Svizzera, le grandi banche dovettero guardare oltreconfine per realizzare un’ulteriore sensibile cre scita. Entro i primi anni ’90 conclusioni simili vennero raggiun te sia dalla SBS che dall’Unione di Banche Svizzere. Il loro futuro sarebbe stato oltre la frontiera elvetica, nei principali mercati finanziari del mondo: avrebbero dovuto guardare oltre il loro punto di forza, ovvero le attività di retail banking, private banking e banca commerciale della Confederazione. Pertanto, a partire da fine anni ’80, le due banche cercarono opportuni tà di crescita all’estero, ovvero un vantaggio competitivo a lungo termine, convertendosi in primari istituti finanziari globali con cultura e personale internazionali. Entro metà anni ’90, sia la SBS che l’Unione di Banche Svizzere avevano realizzato alcuni progressi verso i loro obiettivi strate gici, ma per compiere l’ultimo miglio ci sarebbe voluta niente meno che una fusione epocale. Nel dicembre 1997, l’Unione di Banche Svizzere e la SBS annunciarono di voler unire le proprie forze creando UBS e gettando in questo modo le basi per una società globale di servizi finanziari integrati. Nel 1996 vi erano stati cambiamenti a livello di leadership in entrambe le banche. In questo nuovo contesto organizzativo, nel genna io 1997 iniziarono le trattative per la fusione. Entro la terza settimana di novembre, gli aspetti principali erano già stati risolti. Era stato concordato che la società incorporata avrebbe in gran parte adottato il modello e i principi organizzativi di SBS. La nuova struttura avrebbe incluso un Corporate Center per sostenere i gruppi d’affari e rafforzare la separazione tra l’origine delle attività e il controllo del rischio. 32 Durante i giorni cruciali, tra il 19 e il 21 novembre 1997, le due parti elaborarono i principali punti restanti. Stabilirono dapprima la nuova struttura legale e il rapporto di cambio del le azioni; secondariamente, revisionarono il modello operativo; in terzo luogo, decisero chi avrebbe partecipato al nuovo Direttorio del Gruppo infine vennero allestiti i contratti legali per l’operazione di fusione e preparato il piano per la comuni cazione. Il 5 dicembre, i Consigli di amministrazione di entram be le banche votarono a favore dell’operazione e la fusione prevista venne annunciata l’8 dicembre 1997. Nel corso delle trattative, l’Unione di Banche Svizzere e la SBS fronteggiarono difficoltà che influirono sulla loro concezione di necessità e tempistica di una fusione. A parte questi limiti, la fusione si dimostrò una mossa lungimirante e positiva. L’obiettivo era di creare primarie posizioni per le nuove attività strategiche della società e di realizzare un elevato valore per gli azionisti. La nuova società mirava a essere tra i leader globali nei suoi quat tro segmenti di attività internazionali (investment banking, gestione patrimoniale istituzionale, private banking e private equity), mentre in Svizzera puntava a guidare i settori di retail banking e corporate banking elvetici. Il logo UBS dal 1998. UBS è tra i membri fondatori del Wolfsberg Group. La fusione che diede origine a UBS La data di completamento della fusione dipendeva dalle neces sarie approvazioni da parte degli azionisti e delle autorità governative di regolamentazione. Gli azionisti fornirono il loro sostegno alle assemblee generali straordinarie, di Zurigo per l’Unione di Banche Svizzere e di Basilea per la SBS, che in entrambi i casi si dimostrò schiacciante. Per quanto riguarda le autorità di regolamentazione, la Banca d’Inghilterra fu la prima a dare il suo assenso, il 30 marzo 1998, mentre l’approvazione da parte delle autorità svizzera e statunitense richiese più tempo. Il 29 giugno 1998, la fusione tra l’Unione di Banche Svizzere e la Società di Banca Svizzera fu completata legalmente e venne costituita UBS SA, Zurigo e Basilea. L’implementazione della fusione fu altresì tutt’altro che semplice, considerato il numero dei collaboratori interessati, l’ampia gamma di attività e le pro porzioni dei bilanci. Nessuna delle due parti aveva mai intra preso un’integrazione di questa dimensione. Fortunatamente, la nuova organizzazione poteva sfruttare l’esperienza maturata dalla SBS con l’integrazione di S.G. Warburg nel 1995. Questo episodio dimostrò l’importanza fondamentale di una gestione dei progetti rigorosa e di una rapida implementazione, lezioni che vennero applicate all’integrazione di Unione di Banche Svizzere e SBS. 793 milioni di franchi svizzeri per la sua esposizione in LTCM. La banca iniettò inoltre 300 milioni di dollari USA nel fondo, nell’ambito di un salvataggio coordinato dalla Federal Reserve. Molti senior manager di UBS se ne assunsero la responsabilità dimettendosi il 6 ottobre. Più delle ripercussioni finanziarie, l’episodio LTCM ebbe ripercussioni fortemente negative sull’immagine e sulla fiducia della nuova società. I costi d’integrazione, il caso LTCM nonché altre battute d’arresto sono sfociati in un deludente primo anno di attività per la nuova impresa, ma la performance migliorò da fine 1999. Nonostante i dubbi sulle divisioni di private banking e asset management, UBS aveva buoni motivi per essere ottimi sta sulle sue prospettive. Entro il 2000 riuscì a pubblicare una prima serie di solidi risultati finanziari e, nel maggio dello stesso anno, quotò le sue azioni nominative globali sul New York Stock Exchange. Fu un primo passo verso l’acquisi zione dell’intermediario statunitense, Paine Webber, una mossa che trasformò la portata e la scala delle attività di ge stione patrimoniale della banca in America. Mentre venivano compiuti questi sforzi, UBS fu colpita dall’im plosione di Long Term Capital Management (LTCM), l’hedge fund in cui aveva investito l’Unione di Banche Svizzere. Il 23 set tembre 1998, UBS dichiarò una perdita ante imposte di 33 L’arrivo del XXI secolo Crescita e sfide 2000 UBS è il primo istituto bancario non americano ad essere incluso nel listino della borsa di New York. 2000 UBS è tra le prime 38 società a firmare il Global Compact dell’ONU. 2001 UBS diventa membro fondatore dell’European Sustainable and Responsible Investment Forum (EUROSIF). 2001 UBS lancia l’iniziativa di marketing «The Bank for Banks». 2002 UBS porta a termine il suo trading floor di Stamford, Connecticut, la più grande sala operativa priva di pilastri del mondo. 2003 UBS è lo sponsor principale di Alinghi, il primo yacht da regata europeo a vincere l’America’s Cup. 2003 UBS riceve la certificazione ufficiale di Qualified Foreign Institutional Investor (QFII) e l’abilitazione a operare sul mercato dei valori mobiliari della Cina. 2009 Dopo una forte crisi, iniziata a metà del 2007, nel quarto trimestre UBS ritorna in area di profitto. 2010 UBS lancia la sua nuova campagna istituzionale «Non ci fermeremo». 34 Uffici di UBS in Raffles Quay, Singapore. Ingresso della sede principale UBS nella Bahnhofstrasse 45, Zurigo. UBS ha iniziato il nuovo millennio compiendo un enorme passo avanti nella sua strategia di espansione globale. Prima della svolta rappresentata dall’acquisizione di Paine Webber, UBS era ancora essenzialmente svizzera e due terzi dei suoi quasi 50 000 collaboratori operavano nella Confederazione. L’acquisizione di Paine Webber ha cambiato in modo significativo questo equilibrio demografico e culturale. Il numero dei collaboratori di UBS che non operavano in Svizzera superò le 40 000 unità, arrivando al 58% del personale complessivo. Con l’acquisizione di Paine Webber, UBS aveva stabilito una presenza molto importante negli Stati Uniti, il maggiore mer cato finanziario mondiale. Successivamente realizzò ulteriori acquisizioni più piccole e così, grazie anche alla crescita orga nica, ampliò rapidamente la sua presenza nei mercati emer genti. Le sue ambizioni globali hanno inoltre trovato espressio ne con il lancio del singolo marchio UBS nel 2003. Ai primi del 2007, UBS comunicò orgogliosamente che il 2006 era stato l’anno migliore della sua storia. Tuttavia, solo pochi mesi dopo, fu obbligata a riconoscere un grave capovolgimento della situazione. Il 1º ottobre annunciò che per il terzo trime stre avrebbe probabilmente registrato una perdita complessiva record in seguito a una svalutazione delle posizioni nella Investment Bank, principalmente correlata al peggioramento della situazione nel mercato dei mutui subprime USA. Fra il terzo trimestre 2007 e il quarto trimestre 2009, UBS fu costretta a operare ammortamenti nell’ordine di oltre 50 mi liardi di franchi svizzeri, la maggior parte dei quali si era resa necessaria in seguito alla crisi globale dei mercati finanziari, scatenata dai prodotti finanziari strutturati correlati al mercato degli immobili residenziali USA. La crisi di UBS si amplificò quando, contemporaneamente, il Dipartimento di giustizia USA e in seguito la Securities and Exchange Commission USA informarono UBS di aver avviato indagini sulle attività della banca concernenti presunte irregolarità nelle sue operazioni transfrontaliere negli Stati Uniti. Questa questione indusse infine UBS a cessare la fornitura di servizi transfrontalieri trami te organismi non regolamentati statunitensi a clienti di private banking domiciliati negli Stati Uniti UBS rispose alla crisi finanziaria con un aumento del capitale, in particolare con un’emissione di 13 miliardi di franchi svizzeri in obbligazioni a conversione obbligatoria (MCN) verso fine 2007 e tramite un’emissione pubblica di azioni per circa 15 miliardi di franchi nel giugno 2008. Nello stesso anno la Banca nazionale svizzera (BNS) e UBS annunciarono una solu zione globale per ridurre sensibilmente i rischi in bilancio di 35 L’arrivo del XXI secolo La sala di contrattazioni di UBS a Stamford, Connecticut, 2002. Uffici di UBS a Londra. UBS. Un aspetto fondamentale della soluzione era l’impegno da parte della BNS di istituire un fondo per l’acquisto di titoli detenuti da UBS fino a un importo massimo di 60 miliardi di dollari USA, allo scopo di alleggerire la situazione patrimoniale di UBS. Nella primavera del 2009, lo StabFund, una società veicolo istituita dalla BNS, aveva acquistato tali titoli per un im porto totale di 39,6 miliardi di dollari. Inoltre, UBS ricevette dalla Confederazione svizzera un’iniezio ne di capitale di 6 miliardi di franchi sotto forma di MCN. Nel 2009 la Confederazione completò con successo un collo camento di 332,2 milioni di azioni UBS, ottenute dalla conver sione delle sue MCN; contemporaneamente rivendette a UBS il diritto al pagamento delle rimanenti cedole delle MCN in cambio di liquidità. La Confederazione aveva pertanto ceduto tutto il suo investimento in UBS, recuperando in questo modo il proprio investimento iniziale di 6 miliardi di franchi e gene rando inoltre proventi per circa 1,2 miliardi di franchi. In termini di corporate governance, infine, un Consiglio d’am ministrazione sostanzialmente cambiato e un nuovo Direttorio del Gruppo si assunsero nel 2009 l’impegno di ristrutturare UBS. Il primo segnale positivo di un rilancio si manifestò nel quarto trimestre 2009, quando UBS tornò in area di profitto, avendo ridotto il totale di bilancio e i rischi di oltre il 50% rispetto alla sua situazione allo scoppio della crisi dei mercati finanziari. 36 UBS ha potuto mantenere la propria redditività nel corso del 2010 e 2011, malgrado un’ulteriore battuta d’arresto a set tembre 2011. Il 15 settembre 2011, UBS ha annunciato di aver scoperto operazioni non autorizzate eseguite da un trader nella sua Investment Bank, con una perdita per 2,3 miliardi di dollari. Nonostante questo deludente episodio, UBS era ben posizionata per fronteggiare le sfide future in un contesto UBS è ben posizionata per fronteggiare le sfide future in un contesto bancario in rapida evoluzione. ancario in rapida evoluzione. Le nostre posizioni finanziarie, b di capitale e di finanziamento sono indubbiamente solide e sostengono il nostro futuro successo. Prospettive UBS è nata nel 1998 in seguito alla fu sione di due importanti banche svizzere, la Società di Banca Svizzera (SBS) e l’Unione di Banche Svizzere. Entrambi gli istituti vantavano una lunga storia, risa lente alla seconda metà del XIX secolo e due mutuanti regionali, il Basler Bank verein, fondato 140 anni fa nel 1872, per la SBS e la Banca di Winterthur, fon data 150 anni fa nel 1862, per l’Unione di Banche Svizzere. La trasformazione della nostra società da questi modesti inizi in un istituto finanziario globale è una straordinaria storia di successo, no nostante le occasionali battute d’arresto e le crisi che la banca ha dovuto superare. Il nostro 150º anniversario è un’opportu nità eccellente per guardare al futuro e far sì che esso sia l’inizio di un nuovo capitolo di successo nella storia di UBS. I nostri principali punti di forza sono stati per decenni l’attenzione dedicata ai nostri clienti nonché la stabilità e l’affi dabilità delle nostre offerte. Per raggiun gere il nostro obiettivo di essere la banca d’elezione dei clienti di tutto il mondo, dobbiamo sfruttare al meglio questi punti di forza, rafforzando la fiducia dei nostri clienti e offrendo loro servizi eccel lenti. Ogni società che abbia continuato a riscuotere successi ha saputo migliorarsi continuamente e adattarsi alle mutate condizioni di mercato. E in questo senso UBS non è un’eccezione – come dimo stra la storia che abbiamo riassunto in questo opuscolo. Vogliamo migliorare ulteriormente la qualità dei servizi proposti ai clienti e rafforzare la coope razione in seno all’azienda. Riteniamo altrettanto importante una gestione cauta dei rischi. È su questa base che UBS potrà essere un partner interessante per clienti, azionisti e collaboratori. Abbiamo tutti i motivi per guardare con fiducia al nostro futuro. Colofone Pubblicato da: UBS SA, Zurigo e Basilea, Svizzera | www.ubs.com Autore: Christian Leitz (UBS SA, Corporate Responsibility Management) Realizzazione grafica: UBS SA, Publications Management & Creative Solutions Lingue: inglese / tedesco / francese / italiano | n. SAP 83773I 37 www.ubs.com © UBS 2012. Il simbolo delle chiavi e UBS sono fra i marchi protetti di UBS. Tutti i diritti riservati. N. SAP 83773I. UBS SA Casella postale, CH-8098 Zurigo Casella postale, CH-4002 Basilea