Il tricolore italiano, quale bandiera nazionale, nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797,
quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe
Compagnoni, decreta "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre
Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda
Cispadana, la quale debba portarsi da tutti".
Con il Congresso di Vienna del 1815 e la scomparsa di Napoleone dalla scena europea, il
tricolore cade in oblio. Riappare nei moti del 1831, nelle rivolte mazziniane, nella disperata
impresa dei fratelli Bandiera, nelle sollevazioni negli Stati della Chiesa. Dovunque in Italia,
il bianco, il rosso e il verde esprimono una comune speranza, che accende gli entusiasmi e
ispira i poeti: "Raccolgaci un'unica bandiera, una speme", scrive, nel 1847, Goffredo
Mameli nel suo Canto degli Italiani.
Durante la stagione del '48 e della concessione delle Costituzioni, quella bandiera diviene il
simbolo di una riscossa ormai nazionale, da Milano a Venezia, da Roma a Palermo. Il 23
marzo 1848 Carlo Alberto rivolge alle popolazioni del Lombardo Veneto il famoso
proclama che annuncia la prima guerra d'indipendenza e che termina con queste parole:
"(..) per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell'unione italiana
vogliamo che le Nostre Truppe (..) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera
tricolore italiana." Allo stemma dinastico fu aggiunta una bordatura di azzurro, per evitare
che la croce e il campo dello scudo si confondessero con il bianco e il rosso delle bande del
vessillo.
Il 17 marzo 1861, proclamato il Regno d'Italia, la sua bandiera continuò ad essere, per
consuetudine, quella della prima guerra d'indipendenza. La mancanza di una apposita legge
al riguardo - emanata soltanto per gli stendardi militari - portò alla realizzazione di vessilli
di foggia diversa dall'originaria, spesso addirittura arbitraria.
Soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e della
bandiera di Stato. Quest'ultima (da usarsi nelle residenze dei sovrani, nelle sedi
parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche) avrebbe aggiunto allo
stemma la corona reale.
Dopo la nascita della Repubblica, il Decreto Legislativo Presidenziale 19 giugno 1946
stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'Assemblea Costituente
nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra Carta Costituzionale.
E perfino dall’arido linguaggio del verbale è possibile cogliere tutta l'emozione di quel
momento.
Si riportano le parole del Presidente Ruini: -Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla
Commissione: “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso,
a bande verticali e di eguali dimensioni-. (E' approvata. L'Assemblea e il pubblico delle
tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.)
L’epoca napoleonica
fonte http://www.quirinale.it
Il Risorgimento
ai giorni nostri
Caro concittadino,
unitamente a questo opuscolo con la storia del tricolore,
troverai in dono la bandiera italiana.
Con tale iniziativa, l’Amministrazione Comunale
intende contribuire ad arricchire le celebrazioni per i
150 anni dell’Unità d’Italia.
L’invito che ti viene rivolto è quello di esporre sin da
ora il tricolore ed, in particolare, nella giornata del 17
marzo 2011, giorno in cui si festeggia l’Anniversario
dell’Unità d’Italia.
La bandiera potrà essere, altresì, esposta nelle
ricorrenze di feste nazionali o locali per addobbare e
colorare le vie del Paese.
Pompiano, lì 10 marzo 2011
Nel 1861, dopo le guerre contro gli Austriaci e conclusa la spedizione di
Garibaldi in Sicilia, termina il lungo periodo di lotta politica e militare che
conduce l’Italia all’unificazione.
Il 17 marzo di quell’anno a Torino viene proclamata l’unità nazionale e la città
diventa la prima capitale d’Italia.
Durante il Risorgimento aveva accolto tutti gli esuli che, giunti da ogni parte
della penisola, avevano maturato una comune aspirazione unitaria e qui era stata
elaborata la strategia politica che avrebbe portato all’unificazione.
La nuova storia dell’Italia, indipendente e unita, parte quindi da Torino il 17
marzo di un secolo e mezzo fa. La città resta capitale per quattro anni, fino al
1865, quando la centralità del governo del Regno si sposta a Firenze. La sede
viene stabilita a Roma a partire dal 1871, quando l ’ u n i f i c a z i o n e
del Paese è ormai definitivamente completata.
Il 17 marzo 2011, l'Italia compie
quindi 150 anni.
dalle ore 20.30 alle ore 23.00, presso la
sala consiliare del Comune, proiezione
del film le “Unità degli italiani 1861-2011”: documentario firmato dallo
storico Alberto Melloni insieme al regista Fabio Nardelli (gentilmente donato
al Comune dalla Fondazione Scienze Religiose Giovanni XXIII di Bologna)*
presso la Piazza Sant’Andrea si
svolgerà una cerimonia solenne
dell’Alzabandiera, alla presenza di autorità religiose, civili e
militari.
Sarà presente il Corpo Bandistico “Sant’Andrea” di Pompiano.
Dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 19. 30, presso la sala
consiliare: proiezione del film-documentario le “Unità degli italiani 1861-2011”
*racconto di un secolo e mezzo organizzato in sei brevi episodi: dai sorrisi della
commedia, con Totò, Troisi, Tognazzi, Gassman, alla vittoria, con i record di
Pietro Mennea, l’oscar di Benigni, il benessere ritrovato dopo i giorni
insanguinati della guerra, la sconfitta dei terrorismi. Poi la diversità, le
differenze che attraversano il Paese, le pluralità, con le facce dei migranti, i
treni, le valigie di cartone
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