VIA CRUCIS
S. Francesco d'Assisi riceve le stimmate. Il Crocifisso, sotto forma di Serafino alato, avvolge S. Francesco
immedesimandosi con lui in un'unica passione. Scultore: Nazareno Panzeri – Brescia
PRESENTAZIONE
La Via Crucis (dal latino, Via della Croce - anche detta Via Dolorosa) è un rito cristiano, della
Chiesa cattolica e della Chiesa anglicana, con cui si ricostruisce e commemora il percorso
doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota.
Alcuni fanno risalire la storia di questa devozione alle visite di Maria, madre di Gesù, presso i
luoghi della Passione a Gerusalemme, ma la maggior parte degli storici riconosce l'inizio della
specifica devozione a Francesco d'Assisi e alla tradizione francescana.
Le immagini delle stazioni delle Via Crucis provengono dal Santuario della Madonna di Lourdes
dei Frati minori OFM di Chiampo (VI). Qui si articola una Via Crucis, in un percorso a
serpentina di circa 500 metri, costituita da gruppi statuari di bronzo in altezza naturale, opera di
sette scultori. Il tutto è inserito in un parco botanico incantevole con oltre 350 specie di piante,
punteggiato da macigni geologici e incorniciato dentro le colline circostanti. E’ ritenuta fra le più
belle e suggestive Via Crucis del mondo per la espressività dei gruppi statuari, l’ambientazione
boschiva, la tonalità francescana e il silenzio meditativo.
I Stazione:
Gesù è condannato a morte
Gesù innocente e sereno nel volto viene condotto al supplizio, mentre Pilato, che lo ha condannato, si lava le mani.
Scultore: Pierluigi Sopelsa - Venezia
Pilato si alzò e disse loro: "Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui
colpa alcuna". Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato
disse loro: "Ecco l'uomo!". Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: "Crocifiggilo!
Crocifiggilo!" … "Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto
Figlio di Dio" … Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale… Pilato disse ai Giudei:
"Ecco il vostro re!"... Risposero i sommi sacerdoti: "Non abbiamo altro re che Cesare". Allora
egli lo consegnò loro perchè fosse crocifisso. (Gv 19, 4-16).
MEDITAZIONE
Gesù sa ciò che c'è nell'uomo. Ha creato l'uomo intelligente, capace di giudicare. Lo ha creato
libero, capace di amare ma anche di peccare. Ha visto indurirsi il cuore di Giuda, l'orgoglio e la
gelosia dei farisei che cercavano un'occasione propizia per eliminarlo. Vede la codardia di Pilato
di fronte alle minacce. Capisce la frase terribile, l'ingiuria abominevole fatta a suo Padre, la
negazione di tutta la storia di Israele: "Non abbiamo l'altro re che Cesare". L'alleanza secolare
ripeteva: "Io sarò il vostro Dio, voi sarete il mio popolo". "Popolo mio, ti ho creato, rispondimi".
Sapeva di andare verso l'ingiustizia suprema; ma ora il verdetto è fatto.
Nel corso dei secoli e delle generazioni, a cominciare dal tempo degli apostoli, non è forse Gesù
Cristo stesso che è apparso mille volte a fianco degli uomini condannati a causa della verità, e
che è andato alla morte con uomini condannati a causa della verità? (Giovanni Paolo II,
Redemptor hominis, n. 12).
PREGHIERA
Signore Dio, giudicato dagli uomini, non permettere che noi ti giudichiamo nuovamente
peccando contro te, e fortifica tutti coloro che vengono giudicati ingiustamente a causa tua.
II Stazione:
Gesù è caricato della croce
Gesù si avvia verso il Calvario, scortato dal cinismo del soldato e dal bastone dello spietato aguzzino.
Scultore: Pierluigi Sopelsa – Venezia
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico
Gòlgota. (Gv 19, 16-17)
"Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo
giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue
piaghe noi siamo stati guariti". (Is 53, 4-5)
Poi, a tutti, diceva: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua
croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la
propria vita per causa mia, la salverà". (Lc 9, 23-24)
MEDITAZIONE
O croce amata, così a lungo desiderata. Croce terribile, troppo pesante per il mio corpo esausto.
Croce del supplizio che si avvicina. Da sempre io penso a te. Croce di salvezza del mondo intero.
Sposo con te tutte le sofferenze del mondo. Mi dono a te. Ti do la mia carne e il mio sangue, ti do
la mia divinità. Porterai a tutti il mio amore e la mia gioia. Abbà, Padre, tu che vuoi salvare il
mondo attraverso questo orrore, dà forza al tuo Figlio. Posso io non bere il calice che il Padre mi
dà? Padre, vengo verso te.
PREGHIERA
Grazie, Signore, di avere portato la croce delle nostre colpe, la croce delle colpe di tutta
l'umanità.
Dacci di accettare le croci che ci invii, e sostieni con la tua forza tutti coloro che soffrono nel loro
corpo o nella loro anima.
III Stazione:
Gesù cade per la prima volta
Gesù si accascia ai piedi dei soldati che imprecano e minacciano.
Questo Cristo rappresenta l'umanità decaduta. Scultore: Tito Amodei – Roma
"In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se
invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita
in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove
sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima
mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto
a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome". (Gv 12, 24-28)
MEDITAZIONE
Gesù ha subìto la spaventosa flagellazione romana, a causa della quale molti morivano. Non ha
dormito in quella notte di oltraggi e di interrogatori. La corona di spine gli ha strappato la testa
e il cuore. Come misurare il dolore acuto che gli trafigge l’anima? L'ingratitudine ci fa ammalare.
Gesù non sopporta soltanto la tristezza del tradimento di Giuda, la tristezza di vedere il suo
popolo condannare il Messia, che pure era atteso; Egli porta il peso dei peccati del mondo
intero, di tutti gli uomini, da Adamo fino all'ultimo. Peso senza misura! Al di là delle nostre
forze, c'è ancora posto per l’umiliazione. Forze fisiche impensate, che non obbediscono più alla
nostra volontà, vengono risvegliate dalla penetrazione dei colpi. Che altro aspettarsi da soldati
che lo hanno picchiato, hanno sputato su lui qualche ora prima. Questo annullamento riscatta le
nostre colpe, quelle della nostra volontà, anche quelle che provengono dai disordini profondi
causati dei peccati precedenti. Sotto il torchio della prova, è la totalità della nostra natura
umana che viene raggiunta. Attraverso questa immensa sofferenza, Gesù riscatta e vivifica le
nostre fibre più segrete.
PREGHIERA
Padre nostro che sei nei cieli, vieni in aiuto del Tuo Figlio esausto; dà oggi la luce a coloro che
non credono, il perdono ai peccatori, il pane agli affamati perché risorgano dalla loro
prostrazione.
IV Stazione:
Gesù incontra sua madre
Gesù con il volto dolorante, tende la mano verso la Madre, che, in ginocchio, lo contempla:
due volti e due mani uniti in un unico dolore. Scultore: Silvio Bottes - Trento
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la
risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada
trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori". (Lc 2, 34-35)
"Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore". (Lc 2, 51)
"Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore, al
dolore che ora mi tormenta, e con cui il Signore mi ha afflitta nel giorno della sua ira ardente".
(Lm 1, 12)
MEDITAZIONE
Madre, o madre mia. Che bello che tu sia là! So bene che vedere il mio sangue ti trafigge l’anima.
È per te, che sono là. Il Padre ha visto la mia sofferenza di oggi quando ha impastato la tua
anima immacolata. Che cosa splendida che tu sia pura e immacolata da sempre. Che cosa
splendida che ci sia oggi sulla terra qualcuno che mi sta vicino, qualcuno che dà gioia al Padre
con me. Quale felicità che ci sia oggi con me qualcuno che non ha mai disubbidito al Padre, che
non lo ha mai disconosciuto, abbandonato. O madre, madre mia Maria! Il mio cuore non ti ha
mai abbandonato, ma ora che vado alla morte, tutto in me ritorna a te. Grazie di essere là, in
questo m omento in cui i pensieri segreti di ciascuno vengono alla luce, in quest’ora in cui i miei
discepoli sono lontano. Madre, la mia ora è venuta, è anche la tua ora. Io riscatto una folla
immensa. Tu ne sei la regina, tu che la partorisci con me. Madre! Veglia con me. Coloro che il
Padre ama non hanno più vino, io do loro questa vita che mi viene da te. Come mi hai insegnato
quando ero piccolo, io obbedisco, obbedisco al Padre, a tutto ciò che mi dice.
Non possiamo dimenticare che dall’alto della croce Gesù guardò sua madre e Giovanni il
discepolo prediletto. Affidò il discepolo a sua madre: "Donna ecco tuo figlio!" Indicò poi Maria al
discepolo: "Ecco tua madre". A questo uomo solo, il discepolo che Gesù amava, Gesù assegnò
Maria come madre in rappresentanza di ogni uomo, le affidò tutti gli uomini. Obbedienti alle
parole del testamento del Cristo, ci affidiamo a Maria come a nostra madre.
PREGHIERA
O Madre, la tua sofferenza è grande come il mare.
Ottienici di riconoscerla.
Il tuo cuore purissimo è il solo a poter realmente comprendere la sofferenza del tuo Figlio.
Trattienici dal compiere il male e ottienici di entrare con te nel cuore di Gesù.
V Stazione:
Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la sua croce
Il Cireneo sostiene la croce di Gesù che, gravato dal peso, trova sollievo appoggiandosi al suo ginocchio. Scultore:
Silvio Bottes – Trento
"Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e
gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù". (Lc 23, 26)
"Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo". (Ga 6, 2)
"Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei
patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa". (Col 1, 24)
"Perché, riguardo a Cristo, a voi è stata data la grazia non solo di credere in lui, ma anche di
soffrire per lui". (Fil 1, 29)
MEDITAZIONE
Non temere Simone. So bene che non hai potuto dire di no ai soldati che ti hanno caricato della
mia croce. So tutto ciò che avviene nel tuo cuore. Grazie di aiutarmi poiché non ce la faccio più.
Con te voglio portare la croce che il Padre mi ha dato. Ho bisogno di te. Potrò arrivare alla fine
soltanto con te. Il Padre sapeva che tu saresti stato là, con me, vicino a me, ed anche in me. Sei
con me, ma io sono con te. La mia grazia ti raggiungerà. Lenirà il tuo cuore contrariato, lo
aiuterà a portare questa croce che è mia. Io ti benedico Simone perché mi aiuti a fare ciò che non
volevo fare da solo. Io ti benedico ora, ti benedico nei tuoi figli, Alessandro e Rufo, che saranno
fieri un giorno di ciò che fai oggi. Io benedico in te tutti coloro che, lungo i secoli, ti
somiglieranno, tutti coloro che saranno stati costretti a portare un peso e una croce che non
avranno scelto né voluto. Tutte le croci del mondo, tutte le sofferenze del mondo saranno
benedette dalla mia croce di oggi. Grazie Simone di aiutarmi. Grazie.
PREGHIERA
O mio Dio, guarda quanto il sacerdote è oppresso nella nostra epoca.
Dagli sostegno e sollievo.
Mostra a tutti coloro che soffrono chi è Colui che soffre con loro.
VI Stazione:
Una pia donna pulisce il viso di Gesù
Gesù curvo sotto la croce, viene circondato di compassione dall'angelo e dalla Veronica
che gli asciuga il volto. Scultore: Renato Ischia – Trento
"Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa
la sua forma da quella dei figli dell’uomo –, così si meraviglieranno di lui molte nazioni; i re
davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato e
comprenderanno ciò che mai avevano udito … Non ha apparenza né bellezza per attirare i
nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei
dolori che ben conosce il patire … Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è
addossato i nostri dolori". (Is 52, 14-15 e 53, 2-4)
"Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l’amore dell’anima mia … Mi hanno incontrata le
guardie che fanno la ronda in città: Avete visto l’amore dell’anima mia? Da poco le avevo
oltrepassate, quando trovai l’amore dell’anima mia". (Ct 3, 1-4)
MEDITAZIONE
Quanto sei sfigurato Signore! I colpi hanno tumefatto il tuo bel viso. E tuttavia, anche così, con il
sangue e il sudore, pur non avendo più un aspetto umano, sei bello! La tremenda notte e gli
sputi non hanno potuto toccare la sublime maestà del tuo viso. Riesco a vedere che eri bello, che
sei bello ancora e nonostante tutto. E in questo viso grande e bello, il tuo sguardo Signore! Le
guardie tornate dai grandi sacerdoti dicevano: "Mai un uomo ha parlato come quest'uomo";
nemmeno mai si è riscontrata una tale profondità, una tale dolcezza e bellezza dello sguardo.
Perché Signore il tuo viso, luminoso come il sole nel giorno della Trasfigurazione, è ora così
maltrattato? Io adempio ciò che è scritto in Isaia: "Folle spaventate alla mia vista, tanto sono
sfigurato", ma tutto ciò non è nulla di fronte ai disastri causati dal peccato nelle anime, benché
create a mia immagine. Identificato col peccato, imprimerò nei cuori la bellezza del mio viso. Più
chiaramente che su un panno, io imprimo il mio volto nell’anima e nel cuore di quelli che mi
amano, di quelli che vogliono asciugare le lacrime dai miei occhi, le lacrime anche di tutti questi
piccoli che sono miei.
PREGHIERA
Signore Gesù, mostra il tuo viso a tutti i bambini del mondo.
Che gli oltraggi e gli sputi di luridi messaggi non impediscano loro di amarti.
Signore, imprimi il tuo viso nel mio cuore!
VII Stazione:
Gesù cade per la seconda volta
Gesù, caduto, è oppresso dallo spasimo.
La rabbia e l'impassibilità degli sgherri sovrastano il volto mite e dolorante del Signore.
Scultore: Franco Biasia – Vicenza
Gesù disse loro: "Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta scritto: Percuoterò il pastore e le
pecore saranno disperse. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea". Pietro gli disse:
"Anche se tutti si scandalizzeranno, io no!". Gesù gli disse: "In verità io ti dico: proprio tu, oggi,
questa notte, prima che due volte il gallo canti, tre volte mi rinnegherai". Ma egli, con grande
insistenza, diceva: "Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò". Lo stesso dicevano
pure tutti gli altri. (Mc 14, 27-31)
MEDITAZIONE
Io porto i peccati primordiali degli uomini, i peccati non previsti; porto anche tutti i difetti
abituali, quelli che si era promesso non di commettere più. La prima caduta mi ha sorpreso.
Quante volte ancora cadrò! Il peccato del mondo è senza limiti. Si ripete. Non si può contare.
Padre! Le mie forze umane sono limitate, insufficienti a portare ciò che mi schiaccia. Come può
un Padre permettere una cosa simile? Come può Dio permettere un così gran male? Padre, tu sei
più grande del male. Hai talmente amato il mondo, da dargli il tuo figlio unico, da darglielo
senza condizioni. Sì, Padre, io ho voluto con te quest'ora prima che il mondo fosse. Infatti anche
io ho voluto dare la mia vita per i miei amici. Grazie, Padre, di dire al mondo il tuo amore
infinito con la mia debolezza umana e le mie cadute.
PREGHIERA
Signore Gesù, aiuta tutti coloro che soffrono nel loro cuore e nella loro carne.
Donaci di riconoscerti in tutte le tue membra malate ed afflitte,
e fa che ti seguiamo sul cammino della Croce.
VIII Stazione:
Gesù e le donne di Gerusalemme
Alla compassione delle donne che si lamentano e si battono il petto
Gesù risponde esortandole alla conversione. Scultore: Pierluigi Sopelsa – Venezia
Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano
lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: "Figlie di Gerusalemme, non
piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si
dirà: "Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato".
Allora cominceranno a dire ai monti: "Cadete su di noi!", e alle colline: "Copriteci!". Perché, se
si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?". (Lc 23, 27-31)
MEDITAZIONE
"Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te:
quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi
non avete voluto!". (Lc 13, 34)
"Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato
nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti
assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non
lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata".
(Lc 19, 42-44)
"Tutto il santo giorno, ho teso le mani verso un popolo miscredente e ribelle". Gerusalemme!
Gerusalemme! Tu che mi acclamavi con ramoscelli e palme, tu ti batti il petto e mi conduci al
supplizio. Beati coloro che piangono, che piangono i loro peccati e quelli del mondo intero. Beati
coloro che piangono per aver rifiutato l'amore del Padre e per avergli disubbidito. Voi piangete
di vedermi soffrire e non piangete di ciò che mi fa soffrire. Non piangete su di me. Io soffro per
la vostra salvezza. Ora il figlio dell'Uomo è glorificato.
PREGHIERA
Signore, compatiamo le tue sofferenze, ma dacci di piangere su noi stessi e sui nostri figli.
Liberaci dalla nostra superficialità; mostraci i nostri difetti nascosti.
Che la linfa di vita della vigna del tuo Figlio rinnovi il legno secco dei nostri cuori abitudinari.
IX Stazione:
Gesù cade per la terza volta
Gesù, stramazzato a terra, protende la mano in cerca di aiuto.
L'umanità rompe il muro dell'indifferenza chinandosi verso di lui. Scultore: Renato Ischia – Trento
"Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come
vuoi tu!". Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: "Così, non siete stati
capaci di vegliare con me una sola ora? Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo
spirito è pronto, ma la carne è debole". Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: "Padre
mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà". Poi
venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. Li lasciò, si
allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole". (Mt 26, 38-44)
MEDITAZIONE
Cosa dire dinanzi a tanta sofferenza? Le parole non bastano più. Come seguirti fino a tal punto,
Signore? Anche i santi che hanno desiderato tanto di partecipare alla tua passione ne sono stati
spaventati: "Non pensavo che fosse possibile soffrire tanto", diceva Teresa prima di morire.
Il cuore dell'uomo è un abisso. Abisso di peccato che se la prende con l’essere stesso di Dio.
Abisso della redenzione e della sofferenza del Redentore. "Sì – dice Gesù - sul cammino del
calvario sono stato oppresso al di là di ciò che i più grandi santi hanno immaginato, al di là di ciò
di cui si può parlare. Il profeta dice che sono schiacciato per colpa delle vostre perversità. Ho
camminato davanti a voi perché voi possiate seguirmi".
"Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo
sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra
vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero". (Mt 11, 28-30)
Il mio giogo è leggero poiché ora lo porto con voi.
PREGHIERA
Signore, liberaci dai peccati che hai pagato a così caro prezzo.
Liberaci soprattutto dal nostro ultimo peccato, quello che rischia di separarci eternamente da te.
Quale che sia stata la nostra vita, a causa della tua ultima caduta, salvaci della disperazione.
X Stazione:
Gesù è spogliato dei suoi abiti
La figura mite e dolorante di Gesù contrasta con quelle dei manigoldi che gli strappano frenetici le vesti. Scultore:
Franco Biasia – Vicenza
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una
per ciascun soldato – e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo
da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: "Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca.
Così si compiva la Scrittura, che dice: Si sono divisi tra loro le mie vesti
e sulla mia tunica hanno gettato la sorte". (Gv 19, 23-24)
"Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno
me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo". (Gv
10, 17-18)
MEDITAZIONE
Padre, tutto mi sono aspettato da te e nulla mi è mai mancato. Non avevo neanche una pietra
per posare il capo. Tu hai preparato per me l’asino per entrare a Gerusalemme e la stanza del
cenacolo, tutto ciò che occorreva per la Pasqua. Non ho difficoltà a lasciarmi prendere i vestiti.
Ho dato loro la tua parola. Ho dato loro pane e pesce. Voglio ben dare ciò che mi tocca più da
vicino. Dono il mio sangue, dono la mia vita. La Scrittura si compie. Padre! Salva la mia tunica
dallo strappo! Che tutti coloro che mi seguiranno siano perfettamente uniti perché il mondo
creda che Tu mi hai mandato.
Essi godono nel rubarmi l’onore del corpo. I loro sguardi mi feriscono. Padre, non hai voluto né
sacrificio, né oblazione; ma mi hai dato un corpo… Allora ho detto: ecco, vengo per fare, o Dio, la
tua volontà. Padre, hai trovato l'agnello per il sacrificio.
PREGHIERA
O Dio, nostro Padre, a causa dell’umiliazione di Gesù, guarisci i nostri occhi.
Salva tutti coloro che la malizia umana spoglia della loro dignità.
Converti lo sguardo dei peccatori e conforta le vittime.
XI Stazione:
Gesù è inchiodato sulla croce
Il Carnefice, mentre sta inchiodando Gesù, osserva il suo spasimo.
S. Francesco protende le mani cercando di fermare quello strazio.
Scultore: Nazzareno Panzeri – Brescia
… e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero … Erano le
nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: "Il
re dei Giudei". (Mc 15, 23-27)
Gesù diceva: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"… Uno dei malfattori
appesi alla croce lo insultava: "Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!". L’altro invece lo
rimproverava dicendo: "Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena?
Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli
invece non ha fatto nulla di male". E disse: "Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo
regno". Gli rispose: "In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso". (Lc 23, 34-43)
MEDITAZIONE
Padre, salvami da questa ora! Ma è per questa ora che sono venuto. Dolore folgorante del chiodo
nella mano, dolore che cancella ogni idea dalla testa. Un solo chiodo non basta. Ne occorre un
altro e un altro ancora. Padre, non so più nulla. Tu mi hai identificato col male. Sono il serpente
inchiodato in cima al palo. Vedermi è una tortura per mia madre, per quelli che mi amano. I
crocifissi ai miei lati sono inchiodati nella stessa sofferenza. Io sono inchiodato alla sofferenza
del mondo intero. Ma salverò coloro che rivolgeranno a me il loro sguardo. Padre perdona tutti.
Dona loro il tuo Spirito. Che tutti coloro che soffrono si voltino verso il tuo Regno. Io guarirò
coloro che volgeranno lo sguardo a me, coloro che mi invocheranno. Apri il tuo paradiso al mio
gregge trafelato perché sia eternamente con me e anche io sia con te.
"Se qualcuno vuole servirmi, deve seguirmi, e dove sono io, sarà anche il mio servo".
PREGHIERA
Gesù, inchiodato alla croce, privato della libertà, ricordati di tutti i prigionieri: quelli del
peccato, quelli delle prigioni, quelli della malattia e dell'ultima agonia; falli entrare fin da oggi a
partecipare della tua vita.
XII Stazione:
Gesù muore sulla croce
Accanto a Gesù in croce c'è Maria che con gli occhi e la mano è accomunata al figlio in un'unica passione. S.
Francesco presenta a Cristo il lebbroso, cioè l'umanità sofferente.
Scultore: Nazzareno Panzeri – Brescia
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e
Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava,
disse alla madre: "Donna, ecco tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da
quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto,
affinché si compisse la Scrittura, disse: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò
una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver
preso l’aceto, Gesù disse: "È compiuto!". E, chinato il capo, consegnò lo spirito. (Gv 19, 25-30)
Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in
due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono. (Mt 27, 50-51)
MEDITAZIONE
"Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?". Che è avvenuto nell’anima del Signore Gesù
quando ha gridato quest'inizio di Salmo? Egli é Dio, Egli è la risurrezione e la vita. È anche un
uomo. Ha voluto conoscere l’abisso dello smarrimento in cui tutti i disperati della terra
potranno riconoscersi. Perché mi hai abbandonato? Dio è presente in noi al di là di ciò che
possiamo percepire. Per Gesù, la presenza del Padre ha qualcosa di unico. Anche nella nebbia
dell'agonia rimane la verità di ciò che Egli diceva ai Giudei: "Nessuno può strappare qualcosa
dalla mano del Padre. Io e il Padre, siamo uno". "Nelle tue mani rimetto il mio Spirito".
Gesù abbandonato dal Padre ci immette per sempre nel Padre. La sete di questo corpo esanime
lo trasforma in sorgente che zampilla eternamente... Nel potente grido della morte, Dio ci dice
tutto ciò che non si può esprimere in parole umane: l'amore eterno trascende ogni parola.
PREGHIERA
O Madre del Cristo, tu che resti ferma ai piedi della croce del tuo Figlio, sei diventata nostra
madre.
Aiutaci a credere come il centurione, aiutaci a sperare nella risurrezione di cui tu non hai mai
dubitato.
Insegnaci soprattutto ad amare come ha fatto il Figlio tuo col suo sacrificio.
XIII Stazione:
Gesù viene deposto dalla croce
Maria accoglie e accarezza il corpo esanime del suo Figlio.
Accanto a lei S. Francesco partecipa a quella scena di pietà.
Scultore: Nazzareno Panzeri – Brescia
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il
sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro
le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e
all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già
morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e
subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera;
egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la
Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora:
Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che
era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo
di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. (Gv 19, 31-38).
MEDITAZIONE
Figlio mio! Eccoti nuovamente tra le mie braccia. Eccoti battezzato in questo battesimo che hai
tanto desiderato. Quanto sei giovane ancora! La tua vita non era giunta al termine. So, mio
Gesù, che né Giuda, né Caifa, né Pilato, né i soldati, nemmeno la lancia avrebbero avuto ragione
della tua vita se non avessi voluto darla tu stesso per amore. Tu, il Signore del mondo. Tu sei
nato senza ferirmi, hai risuscitato il figlio della vedova di Naïm, hai guarito l'orecchio di
Malchus. Mio Gesù, ho conservato nel mio cuore tutte le tue parole, tutte le parole che mi furono
dette su di te sin dall'arrivo dell'angelo. So che il tuo regno non avrà fine.
Sapevo che una spada doveva trafiggermi. Mi ricordo di Simeone e della sua profezia, mi ricordo
delle altre profezie: di tutto ciò che il Messia doveva patire per entrare nella sua gloria. Quante
ne hai sopportate, piccolo mio! La tua fronte forata, le tue mani inchiodate, il tuo cuore aperto.
Vorrei nascondermi nelle tue ferite, nel tuo costato. Figlio mio, portami con te.
Le Tue parole abitano la mia anima. Non c'è altro che quelle in me: "Occorre che il figlio
dell'uomo soffra molto, che sia rifiutato dagli anziani, dai grandi sacerdoti e dagli scribi, che sia
messo a morte"; realmente figlio mio, tu sapevi tutto in anticipo, "e che il terzo giorno
risusciterà". E che il terzo giorno risusciterà! La tua promessa mi riempie l’anima e il cuore. La
tua promessa risuona nel mio corpo. Sono in attesa, come un tempo sulla strada di Betlemme.
Piccolo mio, sono tua madre, e per sempre. Sono madre di quelli che sono tuoi. Me l'hai detto
quando eri appeso ai terribili chiodi. "Ecco tuo figlio". Sono ancora tua mamma anche se sono
madre del tuo discepolo, anche se sono madre di tutti i tuoi discepoli, di tutti quelli che tu ami.
Padre! Padre giusto! Giustizia per mio figlio!
PREGHIERA
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con voi.
Tu sei benedetta tra tutte le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, ora e nell'ora della nostra morte.
XIV Stazione:
Gesù è deposto nella tomba
II sepolcro, che richiama il Santo Sepolcro di Gerusalemme, accoglie il Cristo morto in attesa della Resurrezione.
Sepolcro: realizzazione di Ferruccio Zecchin - Chiampo (VI)
Cristo morto: opera di Fra Claudio Granzotto
Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i
Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e
nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché
era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù. (Gv 19,
40-42)
Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia,
nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parasceve e già splendevano le
luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse
osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e
prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era
prescritto. (Lc 23, 53-56)
MEDITAZIONE
Signore dove vai? Dove vado io tu non puoi venire, mi seguirai più tardi. Scendo nel più
profondo dalla morte, nel più profondo degli inferni. Sono riunito a miei antenati. Con loro sono
umiliato. Ma, o morte, io sarò la tua morte. Avete distrutto questo tempio, in tre giorni lo
ricostruirò per la gloria di mio Padre. E la gloria di questo tempio sarà più grande della gloria di
tutti i templi costruiti da mano d'uomo. In questo Sabato, mi riposo di tutta l'opera che ho
appena compiuto. Il mio corpo riposa nella speranza. Padre glorifica tuo Figlio di quella gloria
che avevo vicino a te prima che il mondo fosse. Padre, so che tu mi esaudisci sempre, so che il
mio grido sulla croce è giunto fino a te. So che mi risusciterai.
Quando spunterà il primo giorno della settimana, mostrerò che sono il Creatore. La mia
creazione ferita, la mia creazione macchiata, la rifaccio più bella. Sono nato da una madre
vergine, sempre vergine, entrando a Gerusalemme ho montato un asino che nessuno aveva
montato, la mia tomba è una tomba nuova. Ecco: io farò nuova ogni cosa.
PREGHIERA
Grazie Signore, di essere morto per i nostri peccati.
Fa morire in noi, seppellisci nella tua morte, ciò che resiste alla luce, ciò che resiste alla grazia,
ciò che resiste alla vita, perché con te, nello Spirito Santo, rendiamo gloria al Padre.
Amen.
VIA LUCIS
Gesù è risorto. Alle donne che vanno al sepolcro appare l'angelo;
stupite e impaurite ricevono l'annuncio: "E risorto, non è qui".
Scultore: Nazzareno Panzeri - Brescia
PRESENTAZIONE
La Via Crucis di Gesù continua nella Via Lucis, il crocifisso nel risorto. Se il
dramma di Gesù fosse terminato con la morte, il mondo sarebbe rimasto per
sempre avvolto nelle tenebre. Cristo risorto è la luce della vita, il Sole invito del
giorno senza tramonto, e nella sua luce infinita, - la luce della verità e dell'amore gli uomini marciano verso l'eternità. Concedici, Padre Santo, di percorrere con il
tuo Figlio glorioso il cammino della luce. Fa' che, contemplando la gloria e lo
splendore di tuo Figlio, egli possa infonderci parte del Suo splendore per vivere tra
gli uomini con l'espressione di chi è risorto. Te lo chiediamo, per lo stesso Gesù
Cristo, Nostro Signore. Amen.
I Stazione:
Gesù è risorto
Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e
l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran
terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si
pose a sedere su di essa... L'angelo disse alle donne: "Non abbiate paura voi! So
che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto. Venite a
vedere il luogo dove era deposto" (Mt 28,1-6).
MEDITAZIONE
Gesù è risorto! L'ora della morte s'è compiuta. È giunta l'ora della risurrezione e
della vita. La tomba custodiva gelosa il suo trofeo, ma un raggio di luce potente
l'ha scoperchiata e lasciata vuota. Essa sarà per gli uomini, nei secoli, testimone
muto di un evento mai visto. Poiché la risurrezione è un evento dentro la storia e,
al tempo stesso, un mistero che la supera e la ingigantisce. Il Padre ha risuscitato
Gesù, lo ha sollevato dal sepolcro, lo ha esaltato alla gloria celeste. Il Padre non ha
abbandonato il Figlio né al Getsemani né sul monte Calvario. Il Padre si rallegra
per sempre, nel cielo, dell'umanità gloriosa del Figlio, Verbo incarnato. Gesù
Cristo è il primogenito dei risuscitati. Per Lui e con Lui siamo chiamati a
risuscitare, e portare in noi il seme crescente di vita eterna. Nella sua risurrezione
alberga la nostra e la sua luce gloriosa ci fa luminosi e raggianti nei sentieri della
vita. Cristo glorioso, faro di luce inesauribile, grazie per essere risuscitato, per
essere luce perenne dell'uomo nelle sue tristezze e gioie. Grazie perché tuo Padre,
risuscitandoti, benedisse la tua fedeltà sino alla morte, e alla morte sulla croce.
Glorificami, Gesù, con la tua gloria, per essere figlio della Luce, e torcia che brilla
in mezzo al mondo.
II Stazione:
Gesù risorto si rivela a Maria
L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi
chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo
nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che le
temono (Lc 1,46-50).
MEDITAZIONE
Maria fu la prima graziata dalla risurrezione di suo figlio, all'alba del terzo giorno.
Dove i vangeli tacciono, parla la certezza della fede e del cuore, parla l'amore filiale
di Cristo risorto. La creatura più vicina a Cristo nella passione fu anche la prima a
gioire della sua visione gloriosa. La speranza indistruttibile di Maria ora è certezza
luminosa e felice. Maria gioisce davanti al figlio glorioso con felicità di madre e di
credente. Gioiscono Maria e Gesù, occhi negli occhi, dell'incontro felice e pieno di
mistero. Con lo sguardo, Gesù rende partecipe Maria, sua madre, della felicità
infinita della vita immortale, che, inondando la sua anima, perdura nel tempo e al
di là del tempo. La presenza di Gesù si è dissolta. Maria rimane assorta, come in
estasi. Dalla sua intimità sale, fragrante, verso il cielo un canto di lode: la mia
anima magnifica il Signore, vincitore della morte, e il mio spirito esulta di giubilo
nel mio figlio glorificato, salvatore dell'intera umanità. Col potere del suo spirito
divino ha fatto cose grandi in me. La sua misericordia si protrae, vittoriosa, di
generazione in generazione, per tutti quelli che l'accolgono e l'amano. Così
dimostra agli uomini il potere della sua risurrezione. Signore Gesù, gloria di
Maria, tua madre, ti supplichiamo di concederci di partecipare, come lei, della tua
luce e della tua glorificazione. Fa' che contemplando il volto di tua Madre, vi si
possa vedere riflesso lo splendore della tua gloria, che ci attrae alla vita nuova
dello Spirito.
III Stazione:
Gesù risorto è annunciato dagli angeli
Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba... e
trovarono la pietra rotolata via dal sepolcro; ma entrate, non trovarono il corpo
del Signore Gesù. Mentre erano ancora incerte, ecco due uomini apparire vicino
a loro in vesti sfolgoranti. Essendosi le donne impaurite e avendo chinato il volto
a terra, essi dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è
risuscitato. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea, dicendo che
bisognava che il Figlio dell'uomo fosse consegnato in mano ai peccatori, che fosse
crocifisso e risuscitasse il terzo giorno" (Lc 24,1-7).
MEDITAZIONE
Le donne, di mattina presto, andarono al sepolcro, e trovarono spostata la pietra
dell'entrata. Timorose e trepidanti vi si addentrano. Due angeli risplendenti le
colmano di stupore. Il corpo di Gesù non è nella tomba! Il sepolcro vuoto non è
segno manifesto di risurrezione. Un evento reale, ma avvolto nel mistero, richiede
una spiegazione di Dio stesso. Per mezzo di due suoi messaggeri annuncia alle
donne intimorite il mistero inedito della risurrezione di suo Figlio. Dio ha
manifestato il suo grande potere! Gesù è ormai l'eterno Vivente! Le donne fuggono
dal sepolcro spaventate. L'esperienza sbalorditiva del mistero, per la quale non
sono pronte, le fa ammutolire. Preferiscono meditare, capire ciò che hanno visto e
udito dall'angelo nell'oscurità del sepolcro. Più tardi, ormai riprese dallo spavento,
saranno testimoni della risurrezione tra le prime comunità di cristiani. Gesù
Cristo, eterno Vivente, vogliamo render grazie a tuo Padre per l'annuncio della tua
risurrezione. Anche a noi, come alle sante donne, sbalordisce e sconcerta questo
mistero, ma l'accogliamo, lieti nella speranza. Ci sorprende il mistero e
ammutoliamo. Ma la missione ci sollecita!... Rendici, Signore, testimoni della tua
risurrezione nel mondo in cui viviamo e dove tu ci hai inviato come apostoli per
annunciare il trionfo della Vita.
IV Stazione:
Gesù risorto appare a Maria Maddalena
Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si
chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti... Le dissero: "Donna,
perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato via il mio Signore e non so dove
l'hanno posto". Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma
non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: "Donna perché piangi? Chi cerchi?".
Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai
portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo". Gesù le disse:
"Maria!" Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: "Rabbunì!" che
significa: Maestro! (Gv 20,11-16).
MEDITAZIONE
Maria di Magdala era ben lungi dal pensare alla risurrezione quando, con le altre
donne, si diresse al sepolcro. Quando la tomba apparve ai suoi occhi aperta e
vuota, immaginò che il corpo di Gesù fosse stato rubato. Non c'è segno alcuno in
Maria Maddalena di fantasia o allucinazione. Maria Maddalena amava Gesù, e si
recò al sepolcro per esprimergli il suo amore, ungendo il suo corpo inerte con
profumi e aromi. Davanti alla tomba vuota il suo amore si è infervorato, e si rifiuta
di abbandonare il luogo. Cristo risorto le va incontro, ma lei lo scambia per il
custode del giardino. Cieco è davvero l'amore! Anche se molto puro, è un amore
umano. Nell'incontro col risorto, l'amore di Maria sarà innalzato all'altezza della
fede. Gesù pronuncia il suo nome: Maria! La voce, il tono, l'accento sono
inconfondibili. Maria rivive esperienze indimenticabili, uniche. Solo Gesù Cristo
può pronunciare il suo nome in quella maniera! E il profumo del gaudio, pervaso
d'amore e di fede, inonda tutto il suo essere. È il gaudio nuovo di Cristo glorioso.
Gesù Cristo, Maria Maddalena fu una donna che ti amò con cuore grato e
generoso, nella vita, nella morte, e nella risurrezione. Dacci la difficile scienza
dell'amore, che ci conduca alle vette divine, colmi di fede, di gioia e gratitudine.
V Stazione:
Gesù risorto è annunciato da Maria Maddalena
Gesù disse a Maria Maddalena: "Non mi trattenere, perché non sono ancora
salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: lo salgo al Padre mio e Padre
vostro, Dio mio e Dio vostro". Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai
discepoli: "Ho visto il Signore". E anche ciò che le aveva detto (Gv 20,17-18).
MEDITAZIONE
"Va' e di' ai miei fratelli...". Per la costanza del suo amore, Gesù sceglie Maria
Maddalena come testimone della sua risurrezione agli apostoli e discepoli. Grande
è la missione di questa donna, perché grande è il suo amore! Gesù, in un istante,
scompare dalla vista di Maria davanti ai suoi occhi sgomenti, lacrimosi, intensi,
emozionati. "Va' e di' ai miei fratelli... ". Maria Maddalena, con passo sicuro, con
fede certa e cuore allegro, torna al cenacolo per compiere la missione ricevuta dal
Signore. Nel tragitto, l'immagine di Cristo risorto, impressa nei suoi occhi dal
fuoco dell'amore, scivola fin nel fondo dell'anima, per restarvi annidata per il resto
della vita. La fiamma dell'amore nobilitata dalla fede in Cristo risorto arderà con
forza nella sua anima e illuminerà molte altre anime dei primi cristiani. È arrivata
al cenacolo. Senza paura, con sommo gaudio, dice agli apostoli: "Ho visto il
Signore e mi ha detto così: Salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio
vostro". Annuncio inaudito per gli apostoli e per qualsiasi uomo! Annuncio più che
da indagare da credere, godere, comunicare, vivere. È ciò che fecero gli apostoli. È
ciò che dobbiamo fare oggi noi cristiani. Tu ci hai chiamati, Cristo glorioso, a
essere testimoni della tua risurrezione in un mondo soddisfatto di sé e delle sue
conquiste, non poche volte dimentico dell'uomo nuovo, che Tu ci hai rivelato con
la tua Pasqua. Facci testimoni consapevoli, veraci, come Maria Maddalena,
davanti ai cristiani e ai non cristiani, della tua vita risorta ed eternamente gloriosa.
VI Stazione:
Gesù risorto appare ai discepoli di Emmaus
In quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio … di nome
Emmaus … Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si
accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo...
Quando furono vicini al villaggio …, egli fece come se dovesse andare più
lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge
al declino". Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese
il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli
occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista (Lc 24,13-15.28-31).
MEDITAZIONE
Dare certezza e speranza, infondere pace e consolazione, questa è la missione del
risorto nelle apparizioni ai seguaci. Quale sarebbe stata la sorte dei due discepoli
di Emmaus, se Cristo non si fosse mostrato loro? Gesù conosce il cuore umano, sa
che quei due discepoli hanno bisogno di un incontro reale con Lui, risorto, e Gesù
glielo concede con amore fraterno e con potere redentore. Da Gerusalemme a
Emmaus! A due viandanti un po' malandati se ne affianca un terzo, uno
sconosciuto. L'ultimo arrivato mostra interesse per la conversazione. Parlavano di
Gesù di Nazaret. Non poteva essere altrimenti, visti gli eventi del venerdì nella
Città Santa. Hanno seguito Gesù con sincerità e speranza, ma ora... Non è facile
per loro accettare l'annuncio gaudioso delle donne, né riconoscere il nuovo modo
di Gesù di essere presente tra gli uomini. Succede a tutti noi di fronte al mistero
più sublime e sbalorditivo della nostra fede! Lo straniero sembra non conoscere gli
ultimi eventi, ma conosce bene le Scritture, e comincia a interpretarle in senso
messianico. Dovette essere un'interpretazione meravigliosa, perché riattizzò il
fuoco nei due cuori, ormai quasi spenti. È sera quando arrivano a Emmaus. Lo
ospitano nella loro casa. Accetta. Comincia la cena. Gesù spezza il pane... Al fuoco
del cuore, si aggiunge ora la chiarezza e il fulgore degli occhi. È Gesù di Nazaret, il
crocifisso, che è tornato alla vita, una vita senza fine! Gesù scompare dalla loro
vista, ma l'esperienza dell'incontro non la dimenticheranno mai. Gesù Cristo, non
è vero che il cammino da Gerusalemme a Emmaus è anche il nostro cammino?
Non è vero che a volte abbiamo indurito la mente e il cuore? Concedici, come ai
tuoi due discepoli, il Pane della tua Parola. e soprattutto il Pane della tua
Eucaristia, per camminare nella vita con fulgore negli occhi e fuoco nel cuore,
nella manifestazione della nostra fede e nel nostro adempimento quotidiano del
Vangelo.
VII Stazione:
Gesù risorto appare agli apostoli nel cenacolo
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e
disse: "Pace a voi!". Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma
egli disse: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un
fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho". Ma poiché per la gran
gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: "Avete qui qualche cosa
da mangiare?". Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo
mangiò davanti a loro (Lc 24,36-39.41-43).
MEDITAZIONE
"Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi". Il risorto è come un padre, come una
madre, per i discepoli turbati, perplessi. Il risorto compie la sua missione, di
infondere ai seguaci pace, gioia, consolazione, nello stesso luogo dove aveva
celebrato con loro la Pasqua e aveva offerto loro il suo corpo e il suo sangue
redentori. Come ne abbiamo bisogno anche noi degli effetti gloriosi della
risurrezione! Lo stato di Cristo risorto è diverso dal nostro. Non lo si vede, bensì
appare, si fa vedere. La sua umanità è la stessa e diversa, perché è stata glorificata.
Improvvisamente, appare ai seguaci, e, improvvisamente, scompare senza lasciar
traccia di fronte agli occhi attoniti, e il cuore palpita di amore e di emozione. Cristo
infonde ai discepoli certezza di risurrezione, sublimazione dell'anima, senso di
missione. Cristo risorto li cambia nell'intimo e dà loro il potere di cambiare il
mondo col suo Spirito. Cristo risorto è la forza di trasformazione che possediamo
noi cristiani sulle labbra, nel cuore, nelle azioni. Il mondo è chiamato da Cristo a
"risuscitare". Noi cristiani siamo i portatori di questo messaggio di speranza. O
Cristo glorioso, redentore del mondo, mostraci il tuo volto e la tua gloria nella
celebrazione dell'Eucaristia, nell'intimità della preghiera, nelle opere cristiane
dell'amore, nell'impegno quotidiano della missione salvifica. Ché siamo degni, per
la tua grazia, di essere e di vivere come figli della risurrezione.
VIII Stazione:
Gesù risorto vince l'incredulità di Tommaso
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche
Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a
voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la
tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente".
Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai
veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno" (Gv
20,26-29).
MEDITAZIONE
Cristo risorto non è un fantasma. Lo ha potuto constatare Tommaso, il discepolo
naturalista e incredulo, alla ricerca di certezze tangibili. Dobbiamo essere grati
all'apostolo Tommaso. Il suo naturalismo è un riflesso del nostro, come lui
vogliamo prove, certezze. Mediante la sua incredulità, Cristo ha redento la nostra.
Cristo risorto è il buon pastore che raduna le sue pecorelle disperse a causa dello
scandalo della sua passione e morte sulla croce. Con l'amore di chi conosce
ognuno per nome, cerca personalmente e con scrupolo Tommaso per renderlo
partecipe della sua risurrezione. "Stendi la tua mano, e mettila nel mio costato, e
non essere più incredulo ma credente". Il contatto col mistero del risorto ha
guarito gli occhi di Tommaso, ha sanato le sue mani tremanti, ha trasformato il
suo duro cuore. Adesso è pronto al salto dall'incredulità alla fede: "Signore mio e
Dio mio!". La più meravigliosa e stupenda confessione di fede pronunciata da
labbra umane! Signore Gesù, Tu hai avuto compassione dell'incredulità di
Tommaso e l'hai curata con la tua presenza amorevole e viva. Inietta nei nostri
occhi una goccia di fede nella tua risurrezione, nella tua presenza reale, misteriosa,
salvifica nella nostra storia, per partecipare della tua gloria e manifestare al
mondo il gaudio della vita nuova in Cristo risorto.
IX Stazione:
Gesù risorto dona la sua pace agli apostoli
La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le
porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si
fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il
costato. I discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace
a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv 20,19-21).
MEDITAZIONE
Nella passione e morte di Gesù gli apostoli rimasero costernati, non sopportarono
il peso della croce. Cristo risorto è la risposta alla loro prostrazione e
costernazione. Si mostra per infondergli pace, la sua pace!, l'unica che possa
acquietare le loro anime sconvolte e afflitte. Si mostra per infondergli gioia, la
gioia che scaturisce da una vita senza fine, e che, risorto, trasmette loro, suoi
discepoli. Si mostra per renderli partecipi della sua missione, la stessa che Egli ha
ricevuto dal Padre, la stessa che dovranno realizzare loro e i loro successori fino
alla fine dei tempi. Cristo risorto giunse come una brezza soave e come brezza
leggera scomparve dalla loro vista. Tramite la vista e l'udito degli apostoli, il
mistero del risorto arrivò dritto al cuore. Sono stati "toccati" e "rinnovati"
nell'intimo, al contatto ineffabile con l'eterno Vivente. Stanno in pace. Sono
gioiosi. Non vedono l'ora di intraprendere la missione. La storia è testimone del
mondo nuovo, creato da questi uomini, grazie al potere di Cristo risorto. Oggi
tocca a noi sventolare il vessillo. Signore risorto, principe della gioia e della pace,
alfiere della missione redentrice, colma le nostre anime della tua pace, del tuo
gaudio e della tua missione, per rendere attuale la tua salvezza nel mondo e nella
società in cui viviamo, con il coraggio e l'ardore di chi partecipa già della
Risurrezione.
X Stazione:
Gesù risorto appare ai discepoli sul mare di Tiberiade
Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade. E
si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Didimo,
Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro
Simon Pietro: "Io vado a pescare". Gli dissero: "Veniamo anche noi con te".
Calando già era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano
accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?".
Gli risposero: "No". Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra della
barca e troverete". La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran
quantità di pesci. Simon Pietro salì sulla barca e trasse a terra la rete piena di
centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò (Gv
21,1-6.12).
MEDITAZIONE
Dopo la festa della Pasqua gli apostoli sono tornati a casa per passare qualche
giorno con i propri cari. Nella casa di Pietro, a Cafarnao, si ritrovano alcuni di loro.
Nell'oscurità della notte, alla luce di una lampada, ricordano momenti
indimenticabili con Gesù, vicino al mare... Improvvisamente, Pietro si alza e dice:
"Vado a pescare". Il resto del gruppo non esita: "Veniamo anche noi con te".
Vivono soggiogati da un dolce mistero che li sovrasta: il Cristo risorto, e il futuro
che li attende. Cercano di rinfrescarsi la mente con la brezza notturna. Salgono
sulla barca. Remano verso il largo. Si affaticano... Quella notte non pescarono
nulla! All'alba, una figura si staglia sulla riva del lago. "Avete pescato qualcosa?",
chiede loro. Un "no" secco è l'unica risposta. Di nuovo la voce: "Gettate la rete a
destra...". Il miracolo! Centocinquantatré pesci... e la rete che non si rompe!
Giovanni intuisce il mistero: "È il Signore". Da adesso in poi sarete pescatori di
uomini nelle acque del mondo. Sulle rive del lago di Tiberiade, seduti intorno al
Signore risorto, immaginano altri mari, altre barche, altre reti, altri pesci.
Sognano!... E Gesù risorto gioisce, osservandoli mentre sognano di solcare mari,
sulla barca di Pietro, e con la rete del Vangelo. Gesù Cristo, Signore del mare e
degli abissi, vincitore del male e della morte, concedici di vivere giorno dopo
giorno, di andare sul mare del mondo, di pescare uomini per il tuo Vangelo e per il
tuo Regno. Rendi reali i nostri sogni di conquista del mondo per te con la rete del
tuo messaggio di carità, della tua croce redentrice e della tua risurrezione gloriosa.
XI Stazione:
Gesù risorto affida a Pietro la cura delle sue pecorelle
Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone, figlio di Giovanni,
mi ami più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene".
Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo, per la seconda volta: "Simone,
figlio di Giovanni, mi ami?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio
bene". Gli disse: "Pascola le mie pecore". Gli disse per la terza volta: "Simone,
figlio di Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro rimase addolorato che per la terza volta
gli domandasse: "Mi vuoi bene?", e gli disse: "Signore, tu conosci tutto; tu sai che
ti voglio bene". Gli rispose Gesù: "Pasci le mie pecore" (Gv 21,15-17).
MEDITAZIONE
Pietro, alla vista di Gesù risorto, è felice, ma non riesce a dimenticare il giovedì e il
venerdì di passione. Il Signore lo prende in disparte per ribadirgli il suo perdono,
per manifestargli amore, chiedergli amore, e affidargli il pascolo di tutto il suo
gregge. Il perdono e l'amore del Risorto scendono fin nell'intimo dell'anima di
Pietro e infondono certezza e fiducia rinnovate. È Pietro il predestinato dal
Signore a fortificare la fede dei suoi fratelli! "Pietro, mi ami?". Non ti rattristare,
Pietro, per la domanda. Vinca tre volte la confessione d'amore il timore che tre
volte vinse la tua presunzione! "Sì, Signore, tu sai che ti amo". Pietro aveva amato
Cristo appassionatamente nella sua vita mortale, ora confessa di amarlo nella sua
vita gloriosa. Con la risurrezione di Gesù, l'amore di Pietro è cresciuto, è cresciuta
altresì la sua umiltà. Pascola i miei agnelli! Pascola le mie pecore! Pietro ha
rinnegato Gesù. Gesù non rinnega Pietro. Il risorto conferma Pietro come pastore
supremo delle sue pecore, come roccia salda della sua Chiesa. Morirà per le sue
pecore sopra una croce capovolta per guardare il cielo nel dolore del tormento, in
attesa anelante dell'incontro con Cristo amico, maestro e Signore. Signore Gesù,
pastore dei pastori, che perdonasti a Pietro l'infedeltà e lo confermasti nella sua
missione di roccia e pastore. Volgi lo sguardo ai nostri bisogni, ingrossa nella tua
Chiesa le fila di santi pastori, che vivano secondo il tuo cuore, che predichino agli
uomini il Vangelo del perdono e dell'amore, il Vangelo della vita e della
risurrezione.
XII Stazione:
Gesù risorto affida agli apostoli la missione universale
Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.
Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù,
avvicinatosi, disse loro: "Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate
dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del
Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho
comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt
28,16-20).
MEDITAZIONE
Gesù risorto è pronto per tornare al Padre. Ha dato la sua pace, ha distribuito
consolazione e speranza, ha colmato di gioia il cuore dei discepoli. Prima
dell'ultimo addio: la missione universale! "Andate per il mondo, insegnate a tutte
le genti battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Il
coraggio di Gesù non ha uguali! La fiducia e l'entusiasmo dei discepoli nemmeno!
Andate! Insegnate! Battezzate! I discepoli ascoltano attoniti. Ma non hanno paura,
solo zelo! Non conoscono la geografia dell'impero, e già si vedono suoi
conquistatori per il Signore risorto. Non vedono le prove e le difficoltà, hanno
occhi solo per il volto glorioso del Signore. Si metteranno in marcia per le strade
del mondo, abbracciando fatiche, pericoli, persecuzioni, e porteranno il dolce
nome di Gesù in molte città e villaggi dell'impero. Parleranno di Cristo con amore
e passione a colti e incolti, a poveri e ricchi, a schiavi e liberi, e battezzeranno nel
nome della Trinità chiunque accetti liberamente la luce e la potenza del suo
Vangelo. Gesù Cristo, gloria e signore degli apostoli, oggi come ieri continua a
riecheggiare la tua voce tra gli uomini: Andate! Insegnate! Battezzate! Ti
supplichiamo, Signore Dio nostro, che siano molti a dare ascolto alla tua voce, si
mettano al servizio del tuo Vangelo, e percorrano il mondo col tuo nome sulle
labbra a lode e gloria della Santissima Trinità. Amen.
XIII Stazione:
Gesù risorto ascende al cielo
"Voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto". Poi li condusse
fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò
da loro e fu portato verso il cielo. Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a
Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio (Lc
24,49-52).
MEDITAZIONE
Sulla cima del monte degli Ulivi da dove tante volte Gesù aveva contemplato il
sacro tempio, e la città santa di Gerusalemme, dal cui versante occidentale,
osannato dalla moltitudine, era sceso al Cedron per entrare dalla porta dorata nel
recinto del tempio, come il re Messia... ora conversa per l'ultima volta coi suoi
discepoli prima di ritornare alla casa del Padre. Promette loro lo Spirito, il suo
Spirito Santo! La forza che rinnova le anime battezzandole nel sangue di Cristo; il
Vento che porta il messaggio fino ai confini del mondo. Lo Spirito della pace e
della consolazione! Lo Spirito che eleva le anime dalla terra verso il cielo! Gesù
risorto se ne va, e rimane, nel nuovo tempio di coloro che ama, replicandosi in
loro: nei loro piedi, nelle loro mani, nel loro spirito, nelle loro labbra. Come un
cero di luce si perde il Signore tra le nubi, avendo ormai acceso il cero di tutti i
suoi fratelli. Con le mani aperte li benedice, mentre loro, sospesi nell'estasi,
restano immobili con lo sguardo fisso nel corpo ascendente di Gesù, loro Signore e
loro Dio. Signore dei cieli e della terra, ignea freccia d'amore che al Padre torna,
grazie per la tua ascensione. Grazie per la promessa del tuo Santo Spirito. Ti
sentiamo molto vicino, molto intimo. Ci hai dato il tuo "io" affinché lo ripetessimo
sulla terra, aspettando con gioia l'abbraccio nel cielo. Grazie, Signore, grazie.
Grazie per sempre!
XIV Stazione:
Lo Spirito del Signore si posa sugli Apostoli riuniti intorno a
Maria
Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e
con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui... Mentre il giorno di Pentecoste
stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne
all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e
riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che
si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di
Spirito Santo (At 1,14;2,1-4).
MEDITAZIONE
Il cenacolo colmo di attesa e di preghiera, di emozione palpitante di discepoli,
intorno alla madre del Maestro, e madre loro, anche! Il cenacolo colmo dello
Spirito, Vento celeste inviato da Cristo e dal Padre, Fuoco inestinguibile della
divina presenza tra gli uomini, sino alla fine della storia! Il cenacolo! Fiume
d'amore e vita, che solca la geografia del mondo, facendo germogliare
continuamente santità e virtù, amore e grazia. Il cenacolo! Casa di Dio per tutti i
popoli: ebrei e pagani, tempio dove lo Spirito divino offre al Padre eterno e a suo
Figlio le attività quotidiane degli uomini. Dall'eternità, Cristo glorioso contempla il
"mistico cenacolo", e mantiene saldo il timone della Chiesa che solca i mari verso il
porto della salvezza. Sulla barca pescano Pietro e gli apostoli, il Papa e i Vescovi,
continuatori dell'unica missione. Gonfia le vele il soffio dello Spirito, ricevuto nella
Pentecoste, forza motrice della Chiesa, nella drammatica e magnifica navigazione
della storia. E nel succedersi delle generazioni, la barca di Pietro giunge in porto
con le reti traboccanti. Signore di Pentecoste e del cenacolo, che voli con noi sulle
ali dello Spirito negli spazi della storia, concedici di contemplare sempre la tua
presenza nelle vicende della vita, nelle piccole o grandi opere che realizziamo al
servizio del Regno. Vogliamo chiederti che il tuo Spirito sia il nostro spirito, che il
tuo Vangelo sia il nostro Vangelo, che tua Madre sia nostra madre, che la tua
gloria sia la nostra gloria qui in terra come in cielo. Amen.
Conclusione
Via Lucis! Gesù Cristo è il nostro cammino di luce. Lo è dalla sua incarnazione alla
morte sul legno della croce. Lo è dalla sua risurrezione alla sua ascensione. Lo è,
glorioso, dal cielo, irradiando luminosità ad ogni uomo, ad ogni generazione, ad
ogni epoca della storia, col suo corpo, con la sua anima, con la sua divinità. Lumen
Christi! La luce di Cristo risorto penetra nel cuore dell'uomo con l'effusione dello
Spirito il giorno di Pentecoste, penetra nella storia del mondo con la vittoria della
Pasqua. Lo Spirito è il pontefice della Luce, da Cristo fino al cuore del cristiano. Il
cristiano è luce, luce di Cristo! Torcia che brilla nell'oscurità. Il cristiano è luce per
il mondo, luce che sconfigge le tenebre del male e le trasforma in luce di
conversione, di grazia e santità. Camminando per la via della luce, che è Cristo
risorto, viviamo nella luce della risurrezione, siamo fari di luce nel mare della
storia, sconfiggiamo il male delle tenebre con il bene della Luce che irradia il
Signore risorto. Così sia.
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