COMUNICAZIONE VERBALE
 Chiarezza
dei contenuti trasmessi
 Condivisione del contesto
comunicativo
 Condivisione del codice
comunicativo
 Accertamento della comprensione
del contenuto
COMUNICAZIONE
PARAVERBALE
 Tono
della voce
 Timbro della voce
 Alcuni effetti vocali (tremolìo…)
 Alcune
espressioni
paraverbali
(ehmm, uhmm…)
COMUNICAZIONE NON
VERBALE
 Espressioni
del volto
 Sguardo
 Postura
 Orientamento
spaziale
 Distanza interpersonale
 Movimenti del corpo e gestualità
 Aspetto esteriore
OTTIME QUALITA’ DEL DOCENTE






Sensibilità: capacità di cogliere i segnali deboli
Genuinità: saper essere reale nella relazione con
il soggetto
Capacità di accettazione: far sentire il soggetto
accolto
Flessibilità: rimodulare il percorso della relazione
senza snaturarne gli obiettivi
Creatività: capacità di individuare percorsi
alternativi
Disponibilità: saper dedicare tempo ed energie al
soggetto
LA RELAZIONE DOCENTE-DISCENTE
o meglio
LA RELAZIONE PERSONA-PERSONA
“Se una persona si trova in difficoltà, il
modo migliore di venirle in aiuto non è
dirle cosa fare, ma aiutarla a comprendere
la sua situazione e a gestire il problema
prendendo da sola e pienamente la
responsabilità delle proprie scelte..”
(Folgheraiter)
COSA E’ UN’ABILTA’



-
E’ la capacità di mettere in atto una serie di
azioni, in modo rapido ed efficiente, per
raggiungere uno scopo col minimo dispendio di
risorse.
Come si acquisisce questa capacità di organizzare
sequenze di azioni in modo automatico?
Ci sono tre requisiti minimi:
deve esistere la predisposizione di partenza
esposizione a stimoli adeguati
esercizio
COSA SUCCEDE QUANDO C’E’
UNA DISABILITA’
C’è l’incapacità di costruirsi una routine di
azioni che renda facile raggiungere un
determinato scopo.
 Da che cosa dipende questa incapacità?
 Dall’assenza di una delle tre condizioni su
descritte
 Se le condizioni due e tre sussistono,
posso supporre che mancano i prerequisiti
di base

QUALI SONO GLI EFFETTI CHE LA MANCATA
PREDISPOSIZIONE DI UN SISTEMA GENERA SUI
PROCESSI DI APPRENDIMENTO?





Le
condizioni
di
partenza
impediscono
all’esperienza di depositare una traccia e
successivamente di rinforzarla
Il soggetto non riconosce come comparabili
situazioni anche molto simili
L’allenamento non sortisce gli effetti attesi
Il soggetto ha difficoltà a procedere da solo nel
compito, ha bisogno di essere guidato
Il soggetto è incapace di controllare da solo
l’adeguatezza del risultato perché è necessario il
“lessico mentale ortografizzato” che per essere
costruito necessita di un’abilità.
Un frigorifero su cui è attaccato un disegno fatto da un bambino è
altrettanto americano quanto la torta di mele. Finché sono piccoli
incoraggiamo i nostri bambini a esprimersi in forme creative. Poi, quando
hanno sei o sette anni, cambiamo improvvisamente registro, dando loro
l’impressione che l’educazione artistica sia una materia extracurriculare
come il baseball e molto meno importante dell’inglese o della matematica.
Saper leggere, scrivere e far di conto è quello che serve nella vita…
Nei vent’anni successivi nutriamo a forza l’emisfero sinistro del loro
cervello lasciando avvizzire quello destro.
Scrive Seymour Papert che se un chirurgo della metà del secolo scorso,
con un viaggio nel tempo, si ritrovasse in una moderna sala operatoria,
non sarebbe in grado di riconoscere neppure uno degli strumenti che
vede, non saprebbe che cosa fare né da che parte cominciare.
La tecnologia moderna ha cambiato radicalmente la pratica chirurgica. Se
invece un insegnante della metà dell’Ottocento venisse trasportato dalla
medesima macchina del tempo in un’aula di oggi, potrebbe, salvo dettagli
di poco conto, riprendere da dove era rimasto il suo collega dei giorni
nostri.
Ci sono ben poche differenze sostanziali tra come si insegna oggi rispetto
a centocinquanta anni fa. L’impiego della tecnologia è circa allo stesso
livello. Infatti, secondo una recente indagine del Ministero dell’Istruzione
degli Stati Uniti, l’84% degli insegnanti ritiene che un solo tipo di
tecnologia
dell’informazione
sia
assolutamente
essenziale:
la
FOTOCOPIATRICE con un’adeguata scorta di carta!!!
Finalmente, però, stiamo abbandonando quel rigido stile didattico
pensato per allievi tutti uguali, per orientarci verso un modo di
insegnare più aperto, che non tracci una separazione netta tra l’arte e
la scienza, tra l’emisfero destro del cervello e quello sinistro.
Quando un bambino usa un linguaggio come Logo per fare un disegno
sullo schermo del computer, questo disegno è un’espressione allo
stesso tempo artistica e matematica, che può essere vista in un modo o
nell’altro. Anche concetti astratti come quelli della matematica possono
oggi far ricorso a elementi concreti, presi dalle arti visive.
I personal computer faranno sì che la futura generazione sia più abile in
matematica e nelle attività grafiche. Fra dieci anni i ragazzi avranno
probabilmente molte più possibilità di oggi, perché il raggiungimento di
conquiste intellettuali non dipenderà tanto dalla quantità di nozioni
acquisite, quanto dalla disponibilità di una gamma più ampia di stili
cognitivi, di modi di apprendimento e di comportamenti espressivi.
Nicholas Negroponte, dislessico dichiarato, è uno dei maggiori esperti
mondiali di comunicazione digitale, docente di Tecnologia dei mezzi di
comunicazione e direttore del Media Lab al M.I.T. (Massachusetts
Institute of Technology).


EMISFERO SINISTRO
PENSIERO VERTICALE
Programmazione lineare
Applicazione di schemi
rigidi
Si fonda su esperienze
passate
Procede in modo
sistematico e
sequenziale
Le fasi susseguono
ordinatamente
Si identifica con la logica
Ammette un’unica
risposta pertinente


EMISFERO DESTRO
PENSIERO LATERALE
Permette più vie d’uscita
Va al di là dei contenuti
della situazione di
partenza
Esplora varie direzioni
E’ caratterizzato da
incertezza
Ricerca nuove
prospettiva
Rompe gli schemi di
ragionamento rigidi
E’ caratterizzato da
flessibilità, fluidità,
originalità, elaborazione,
valutazione
DUE FORME DI PENSIERO


PENSIERO
CONVERGENTE
Forma di pensiero che
a partire da una serie
di stimoli giunge ad
individuare, attraverso
una serie di passaggi,
che rispettano regole
precise e codificate,
l’unica
soluzione
possibile.
PROCEDE
SECONDO
UNA
RIGIDA
SEQUENZA LOGICA.
PENSIERO DIVERGENTE
Forma di pensiero che
procede senza vincoli
precisi, con il ricorso alle
libere
associazioni,
giungendo, a partire da
un punto di partenza
ben definito, a generare
molteplici,
possibili,
diverse
ipotesi
e
soluzioni
prima
inesistenti.
PROCEDE A SALTI DA
UN
RAGIONAMENTO
ALL’ALTRO
DISLESSICI FAMOSI
LEONARDO DA
VINCI
 THOMAS EDISON
 ALBERT EINSTEIN
 WALT DISNEY
 WINSTON
CHURCHILL

DISLESSIA
DIS: POVERO O INADEGUATO
 LEXIS: PAROLA O LINGUAGGIO

IL DISTURBO DISLESSICO COLPISCE
LA RAPIDITA’ E LA CORRETTEZZA
DELLA DECODIFICA
DATI SULLA DISLESSIA
In Italia si calcola che la dislessia riguardi
almeno 1.500.000 persone
 Colpisce il 4% della popolazione scolastica
 Nei paesi anglofoni la percentuale è molto
più alta
 Ciò significa che in una classe di 25 alunni
è possibile trovare un dislessico
 Colpisce maschi e femmine in un rapporto
4:1
 Circa il 60% dei dislessici ha difficoltà di
processamento numerico

MOVIMENTI OCULARI
 SACCADI
 FISSAZIONI
 REGRESSIONI
DUE VIE DI ACCESSO ALLA
LETTURA
 Via
diretta, lessicale, semantica,
visiva
 Via veloce e ad alto profilo
-
-
Capacità di controllo della sintassi
della propria lingua madre
Capacità di controllo della semantica
Conoscenza del mondo
VIA DIRETTA
 Pare
che un mostruoso pittore _____
sia divertito a tracciare…
 Elefanti, giraffe, e leoni vivono nella
_________
 H2O è la_______ chi_______
dell’_______
DUE VIE DI ACCESSO ALLA
LETTURA
 Via
fonologica, uditiva,
indiretta,superficiale
 Via lenta e a basso profilo
-
Riconoscimento della lettera
Conversione grafema-fonema
Capacità di fusione
VIA INDIRETTA
 ANICA
 PISCO
 CARBO
 DENNI
 IRPA
 VUOCA
 FUTTO
 ILASA
- FRGANDIEAM
- BARPFIOENTE
- MENCRAITEOU
- AEURTRETTO
- GERTRINISCDA
- DREUSDRINCHI
- INCSCIOLVFSTE
- GLERISTCATO
I PROCESSI DELLA LETTURA
Processi dall’alto (operano sulla base
di aspettative e ipotesi interpretative)
Processi dal basso (analizzano
visivamente la sequenza grafica)
CAMB-------
ERRORI SEMANTICI
Scrivere - leggere
Pericolo - attento
Misura - bilancia
Svelto - correre
Pino - albero
Decimo - nove
Prezioso - valore
Via - strada
Identico - uguale
Biro - matita
ERRORI VISIVI
Emilia – Amalia
banale – banane
soffitto – soffritto
figlio – foglio
brocca – bocca
mandarino – natalino
matita - mattina
ERRORI MORFOLOGICI
credevo – credenza
orfano – orfanotrofio
scrive –scrivere
fiorisce – fiorisco
prendere – prende
entrano - entrando
SOSTITUZIONE DI PAROLE
FUNZIONE
questo – quello
cioè – perciò
chiunque – qualcuno
perciò – perché
poiché – oppure
quassù - pure
DISLESSIA
 LUNGHEZZA
 COMPLESSITA’
 FREQUENZA
 VALORE
DI IMMAGINE
DISLESSIA
FARFALLA
CASA
BOZZA
DISLESSIA EVOLUTIVA



Perché questo bambino non sa
leggere?
Perché scrive così male?
Perché non sa le tabelline?
Il bambino dislessico ha difficoltà
scolastiche,
che
di
solito
compaiono già nei primi anni di
scuola e persistono negli anni
seguenti.
La dislessia è la difficoltà di
automatizzare le abilità di lettura,
scrittura e calcolo
COSA E’ LA DISLESSIA
E’ un problema che rende difficile leggere, scrivere
e fare calcoli. Chi è dislessico riesce a compiere
queste operazioni, ma non riesce a farlo in modo
automatico: deve impegnare al massimo capacità
ed energie e quindi
si stanca velocemente,
commette errori
rimane indietro
non impara.
Questo tipo di difficoltà può essere più o meno
grave. Ci sono persone che faticano solo a leggere,
altre solo a scrivere, altre solo a fare calcoli, altre
ancora che hanno difficoltà nel compiere due o
tutte e tre queste operazioni.
PROCESSI AUTOMATICI E PROCESSI
CONTROLLATI
AUTOMATICI
Sono inconsci
Sono preattentivi
Agiscono dal basso verso
l’alto
Sono guidati dallo stimolo
Hanno capacità di
funzionamento illimitata
Agiscono in modo parallelo
Sono predisposti per le
attività durature
Comportano basso consumo
di risorse
Sono appresi o innati
Sono rigidi, adatti per compiti
ripetitivi, richiedono un
allerta generica

CONTROLLATI
Sono consci
Sono attentivi
Agiscono dall’alto verso il
basso
Sono guidati dal concetto
Hanno capacità di
funzionamento limitata
Agiscono in modo seriale
Sono disponibili per tempi
limitati
Comportano alto dispendio di
risorse
Sono tipici delle attività
riflessive
Sono flessibili, impiegati in
compiti creativi richiedono
un’allerta focale

Cosa si intende per dislessia
evolutiva?

-
E’ un disturbo dell’apprendimento della
lettura in bambini che
non presentano deficit neurologici
hanno un normale quoziente intellettivo
non hanno deficit sensoriali
non hanno turbe psicologiche
non hanno uno svantaggio sociculturale
hanno avuto normali opportunità
scolastiche
SINDROME DISLESSICA
Difficoltà nella lettoscrittura
 Discalculia
 Disortografia
 Disgrafia

Difficoltà nella MBT
 Difficoltà nell’attenzione

LA DISLESSIA E’ UNA MALATTIA?
La dislessia non è una malattia né un
handicap.
Può
essere
definita
una
condizione neurobiologica e perciò non è
corretto parlare di cura o di guarigione.
E’ fondamentale, però, che il problema
venga individuato il più presto possibile in
modo che, fin dall’infanzia , possano
essere attivati aiuti specifici e si possa
ricorrere a tecniche di riabilitazione e
compensazione
per
facilitare
l’apprendimento.
DISGRAFIA
 Disturbo
correlato al linguaggio
scritto che riguarda la configurazione
del tratto grafico; compromette le
abilità esecutive della scrittura
 Ogni
scrittura indecifrabile o di
difficile lettura è disgrafica
DISGRAFIA
 Effetto
di un piccolo disturbo motorio
correlato ai processi di attivazione
periferici (stabile e non transitorio)
 Effetto
di complessificazione e
perdita di controllo esecutivo
determinato dale incertezze relative
all’ortografia
DISGRAFIA
 Si
possiedono abilità calligrafiche
(prescolare)
 La scrittura diviene suff. chiara e
leggibile (1 elementare)
 Lieve deterioramento (2-3
elementare)
 Il movimento è fluido (4
elementare)
DISGRAFIA
 Coordinazione
visuo-motoria
 Coordinazione
iscrizione-
progressione
 Non
compromissione
dell’attivazione muscolare
periferica
DISGRAFIA
Prestazione
scadente
Tracciato difforme rispetto ale
convenzioni
Tracciato incerto e inadeguato
per forma e dimensioni
DISGRAFIA
Velocità, pressione
Macrografia e micrografia
Discontinuità del gesto
Ritoccatura del segno grafico
Direzionalità della scrittura
Inesatta legatura dei segni
Distanza tra le parole
DISGRAFIA
Variabili soggettive
Variabili situazionali
Variabili dei materiali
DISORTOGRAFIA
Gli
errori ortografici compiuti
sono significativamente
superiori per numero e
caratteristiche rispetto alle
aspettative
DISORTOGRAFIA
 Decidere
cosa scrivere
 Costruire una rappresentazione
semantica del contenuto
 Decidere come scrivere le frasi
 Abilità sintattiche (riassunto)
 Abilità ortografiche (dettato)
DISORTOGRAFIA
 Identificazione
dei fonemi
(segmentare la parola e tenere in
memoria la sequenza fonologica)
 Individuare per ogni suono il grafema
ed effettuare la conversione
 La
conoscenza lessicale limita di
sovraccaricare la memoria fonologica
DISORTOGRAFIA

ERRORI
ORTOGRAFICI
FONOLOGICI
Pezzo - pesso
Guaio - quaio
Conforto - convorto

ERRORI
ORTOGRAFICI
NON FONOLOGICI
Acua
Cualche
Ciesa
Accenti e verbo
avere
DISORTOGRAFIA
 Errori
semantico-lessicali o di
segmentazione
L’ente - lente
Ascia - l’ascia
Lago - l’ago
DISORTOGRAFIA
 Errori
singoli (farvalla)
 Errori
multipli (varvalla - frala)
 Errori
misti (varvala)
DISORTOGRAFIA
Errori
di sostituzione (per
somiglianza fonologica)
Errori di omissione(digrammi,
posizione preconsonantica,
gruppi vocalici)
Errori di aggiunta
DISORTOGRAFIA
Gealato
folia
piagere
catono
fuco
CAMPANELLI D’ALLARME

-
SCUOLA DELL’INFANZIA
a 4-5 anni difficoltà di linguaggio
pronuncia dei suoni non buona o frasi incomplete
scarsa abilità nei giochi linguistici, rime, storielle
inventate,
nell’invenzione
dei
nomi
dei
personaggi…
nella copia da modello difficoltà e disordine nel
foglio
non adeguata padronanza fonologica
lentezza nelle varie attività
manualità fine inadeguata
difficoltà sintattica
disturbo della MBT
goffaggine nel vestirsi, allacciarsi le scarpe,
riordinare…
CAMPANELLI D’ALLARME

ELEMENTARI
- difficoltà nel riconoscere alcune lettere
dell’alfabeto e
confusione tra lettere che
hanno un suono simile
- inversione di lettere e numeri
- omissione o sostituzione di lettere
- difficoltà nel contare le sillabe di una parola
- difficoltà ad esprimere verbalmente ciò che
pensa
- difficoltà nel distinguere concetti
spaziotemporali
- difficoltà nel ricordare le informazioni in
sequenza
- difficoltà ad imparare le tabelline
- difficoltà nel calcolo orale e scritto
- ridotta capacità di attenzione e
concentrazione
- presenza di piccoli problemi motori
CAMPANELLI D’ALLARME

MEDIE
- risultati scolastici nel complesso inferiori alle
aspettative
- lentezza ed errori nella lettura
- difficoltà nella comprensione del testo
scritto
- difficoltà nel copiare un testo
- difficoltà nel prendere appunti
- frequenti errori nel pronunciare o scrivere le
parole in modo corretto
- difficoltà nel mettere nella giusta sequenza
numeri e segni di un’operazione matematica
- difficoltà nell’apprendimento delle lingue
straniere, soprattutto nello scritto
- tempi più lunghi nello svolgimento dei
compiti
- disorganizzazione nelle varie attività
CAMPANELLI D’ALLARME

SUPERIORI
-difficoltà a lavorare in classe
con tempi rapidi
- difficoltà nel mantenere la
concentrazione
- a fronte di buoni risultati
nei compiti a casa, giudizi
molto più bassi nei compiti in
classe
LA DISLESSIA: COME SI
RICONOSCE
STILE DI APPRENDIMENTO
-l’acquisizione delle abilità connesse alle prime fasi dello
sviluppo è stata normale rispetto alla media
-la capacità di lettura e scrittura è significativamente inferiore
alla vivacità intellettiva
-viene spesso accusato di essere pigro, sbadato, immaturo e
di non impegnarsi abbastanza
-il QI è nella media o sopra la media, ma il rendimento
scolastico è basso
-tende ad eccellere in materie quali arte,costruzioni,
ingegneria, vendita, musica, design e sport
-ha difficoltà a mantenere l‘attenzione; sembra iperattivo
-gli riesce difficile concentrarsi ed è molto vivace
-va bene agli esami orali, ma ha scarsi risultati agli scritti
-apprende rapidamente attraverso l’osservazione, la
dimostrazione, la sperimentazione e gli aiuti visuali
-è bravo a mettere in pratica idee astratte
-sogna molto ad occhi aperti, si perde nei propri pensieri

LA DISLESSIA:COME SI
RICONOSCE
ABILITA’ DI LETTURA E SCRITTURA
-è molto lento nella lettura
-legge male ad alta voce
-non legge mai per il gusto di farlo
-non sempre comprende appieno ciò che legge
-si lamenta che le parole si incrociano o saltano fuori dalla
pagina
-durante la lettura può provare mal di testa
-nella scrittura commette numerosi errori
-tende a non ricordare le elencazioni
-si confonde facilmente con le lunghe spiegazioni verbali
-esprime le sue idee con difficoltà
-è facilmente distratto da stimoli sonori
-gli capita di equivocare ciò che sente
-può pronunciare male parole lunghe o trasporre parole e frasi

LA DISLESSIA: COME SI
RICONOSCE
MATEMATICA
-si basa sulle sue dita per contare
-può avere difficoltà a contare gli oggetti
-non sa amministrare il danaro
-ha difficoltà ad imparare le tabelline
-può avere difficoltà a ricordare l’algoritmo delle diverse
operazioni
-è bravo nella risoluzione di problemi,ma può avere difficoltà
nella parte esecutiva
MEMORIA
-ha problemi con la memoria a breve termine
-ha un’eccellente memoria a lungo termine
-ha problemi di memoria con l’informazione strutturata in
sequenza
-pensa principalmente per immagini e non ricorrendo al
dialogo interno
LA DISLESSIA COME SI
RICONOSCE
VISIONE
-durante la lettura si lamenta di vedere parole in movimento o
distorte
-può vedere sulla pagina cose che non ci sono
-trova difficile vedere le cose nel modo appropriato
LATERALIZZAZIONE
-può avere difficoltà con i compiti che implicano attività
motorie
-ha difficoltà a copiare o a riassumere correttamente
-la scrittura è talvolta illeggibile
-il modo in cui tiene in mano la penna è inconsueto
-può essere ambidestro
-appare non coordinato e goffo nei movimenti
-spesso confonde la destra con la sinistra e il sopra con il sotto
LA DISLESSIA: COME SI
RICONOSCE
TEMPO
sperimenta difficoltà nella consapevolezza del tempo
difficoltà ad essere puntuali
difficoltà a leggere l’orologio
difficoltà a memorizzare i giorni della settimana, i mesi…
difficoltà a ricordare le date importanti
COMPORTAMENTO
è una persona molto frustrata
ha una bassa autostima e scarso senso di autoefficacia
può essere molto disordinato e brama attenzione
in realtà è molto più indietro con gli studi di quanto non appaia
in classe disturba oppure è molto calmo
può essere emotivo ed ansioso in merito ai suoi problemi scolastici
può essere emotivo, ipersensibile ed aspira alla perfezione
ha un forte senso della giustizia
QUANDO SI MANIFESTA
 La
condizione che tocca persone di
intelligenza normale o anche
superiori alla norma, di solito si
manifesta sin da piccoli e può essere
ereditaria. Se la forma è lieve, il
problema può rimanere nascosto fino
all’adolescenza ed emergere, per
esempio, alle scuole superiori oppure
rimanere latente anche durante l‘età
adulta.
A QUALE ETA’ E’ POSSIBILE
DIAGNOSTICARLA?
La diagnosi viene effettuata al termine del primo
ciclo della scuola elementare.
Tuttavia, esistono indicatori precoci che possono
orientare verso un sospetto di DSA durante gli
anni della scuola materna:
-ritardo nel linguaggio
-difficoltà di denominazione
-difficoltà nel riconoscimento delle lettere
-carenti abilità metafonologiche
-difficoltà a memorizzare filastrocche e poesie
CHE TIPO DI EVOLUZIONE PUO’
AVERE QUESTO DISTURBO?
Esiste un’evoluzione spontanea che
comporta un miglioramento della lettura
sotto il profilo della correttezza, ma una
scarsa modificazione della velocità.
 Il problema centrale rimane comunque la
comprensione del testo.
 L’evoluzione di una dislessia trattata dal
punto di vista riabilitativo dipende da
numerosi fattori, quali la gravità del
disturbo, l’età in cui è iniziato il
trattamento, la tecnica riabilitativa…

COME AFFRONTARE LA DISLESSIA






La diagnosi deve essere fatta da un’equipe di
specialisti esperti, mediante la somministrazione
di test.
Neuropsichiatra infantile per la visita neurologica
Psicologo per la valutazione della capacità
intellettiva, della personalità, e per
l’approfondimento psicodiagnostico
Pedagogista e logopedista per gli approfondimenti
specifici
Quando la diagnosi è fatta, si possono mettere in
atto aiuti specifici, tecniche di riabilitazione e di
compenso che mirino al consolidamento e
potenziamento della abilità strumentali. Queste
tecniche devono unire alla parte rieducativa una
parte ludica che stimoli l’attenzione, la
motivazione e renda più leggero questo tipo di
percorso.
DIFFIDARE DI DIAGNOSI TROPPO RAPIDE
DISCALCULIA
Le
abilità di base relative ai
numeri e al calcolo sono
quelle che ci permettono di
eseguire rapidamente le
operazioni aritmetiche
elementari indispensabili per
affrontare e risolvere compiti
più complessi.
DISCALCULIA
Davide
inverte gli elementi
della sottrazione
13597=
-----162
DISCALCULIA
 Addizione
sinistra
eseguita partendo da
2
239+
597=
____
7118
DISCALCULIA
 Conteggio
in avanti e all’indietro
100-99…-91-80-89..-70-79…
100-99-98-96-95-94-93-92-91-89-8887-85
100-99…-91-80-81-82-83?80-79-78-
DISCALCULIA
Avevo un tot di € (1),vedo un paio di
scarpe che costano un tot (2). Le
compro. Quanto mi resta?
PROBLEM SOLVING
Processo alto
Prestanza cognitiva
PROCESSAMENTO NUMERICO
Processo basso
Automatizzazione
DISCALCULIA
 Lettura
e scrittura dei numeri
 Enumerazione in avanti e indietro
 Lentezza e scorrettezza nei calcoli a
mente
 Immagazzinamento dei fatti
aritmetici
 Algoritmo delle operazioni in colonna
PARADIGMA DI STROOP
NERO
ROSSO
VERDE
BLU
3 X 4 ?
Facile?
 Scrivo
i numeri fino a 15
 Comincio a contare in base 3
 Trovo il risultato
Giudizio dell’insegnante: il risultato è
corretto, ma sei stata davvero troppo
lenta!
Perché non ha utilizzato il magazzino
dei fatti numerici?
RICORDA
Incolonna le unità sotto le unità
E le decine sotto le decine.
Somma le unità con le unità:
se ottieni dieci o un numero
superiore a dieci, scrivi la cifra delle
unità e riporta la cifra delle decine
nella colonna delle decine.
Somma le decine con le decine
ANALISI DEL COMPITO
 Scrivi
il precedente e il successivo al
numero dato
 Collega con una freccia ogni
addizione al suo risultato
 Rappresenta con i regoli e con
l’abaco
 Calcola con i regoli, con l’abaco e con
il diagramma
COSA EVITARE
 L’inquinamento
visivo
 L’uso di sussidi didattici che
complicano i processi di
apprendimento (regoli, abaco,
multibase..)
 L’uso di testi sintatticamente
complessi
 Il divieto ad usare le dita
CRITERI PER LA STESURA DI
TESTI AD ALTA LEGGIBILITA’
 Grandezza
dei caratteri
 Interlinea
 Inquinamento
visivo
 Andare a capo senza spezzare le
parole
 Andare a capo quando corrisponde a
unità di informazione
ORGANIZZAZIONE TESTUALE
Non sovraccaricare un testo breve di
troppe informazioni
Preferire le coordinate alle subordinate
Scegliere il più possibile parole tratte
dal Vocabolario di Base
Evitare le forme passive e negative
Ripetere il soggetto e l’oggetto anziché
ricorrere ai pronomi
IL TESTO DEI PROBLEMI



Testi ad alta leggibilità
Costruire strategie di lettura orientate alla
ricerca delle informazioni pertinenti
rispetto alla soluzione e modalità di
registrazione dei dati funzionali alla
rapidità della ricerca
Iniziare con problemi la cui soluzione non
richieda necessariamente abilità di calcolo
PROBLEMI
 Un
bambino aveva 12 mele. Ne ha
regalata una parte a un amico.
Gliene restano 8. Quante ne ha
regalate?
 Un
bambino aveva 12 mele. Dopo
averne regalata una parte a un suo
amico gliene restano 8. Quante ne
ha regalate?
AREE DI DIFFICOLTA’
Enumerazione progressive e regressiva
 Difficoltà di immagazzinamento dei fatti
numerici
 Lettura e scrittura dei numeri: errori
lessicali e sintattici
 Lentezza e scorrettezza nel calcolo a
mente
 Immagazzinamento dei fatti numerici
 Algoritmo delle operazioni in colonna

COSA POSSONO FARE GLI
INSEGNANTI?
Abbiamo il dovere di garantire ad un soggetto normo-dotato di
andare all’Università e studiare Ingegneria, anche se è
discalculico. C’è la possibilità.
Qual è questa possibilità?
Quella di mantenere, nella storia del bambino, il più efficace ed
efficiente possibile il problem solving matematico; e non lo si
può fare dandogli un problema e nello stesso tempo chiedergli
di fare le operazioni in colonna e di usare le tabelline. Perché il
tempo, l’energia, l’assorbimento attentivo, che gli richiede la
parte esecutiva, è centomila volte più elevata del suo vicino di
banco, che è intelligente come lui, ma che questi automatismi li
ha conquistati
Questa è una legge cognitiva: se mi ingorgo di problemi, non
riesco a fare niente.
CONSIGLI PRATICI
 LETTURA
DEL TESTO DEL PROBLEMA
DA PARTE DELL’INSEGNANTE
 LETTURA DEL TESTO DEL PROBLEMA
DA PARTE DELL’INSEGNANTE
 USO DELA TAVOLA PITAGORICA
 USO DELLA CALCOLATRICE
TEST PER ADULTI A RISCHIO
DISLESSIA
1-Confonde la destra con la sinistra?
2-Ha difficoltà ad orientarsi anche con l’aiuto di una mappa?
3-Non le piace leggere ad alta voce?
4-Impiega più del dovuto a leggere una pagina di un libro?
5-Ha difficoltà a ricordare il senso di quello che ha letto?
6-Non le piace leggere libri voluminosi?
7-Ha un’ortografia elementare?
8-La sua scrittura è difficile da decifrare?
9-Quando deve pronunciare una parola lunga, può capitarle di scambiare la corretta
sequenza delle lettere?
10-Prova difficoltà a parlare in pubblico?
11-Ha difficotà a sentire un messaggio al telefono e a ripeterlo correttamente?
12-Ha difficoltà a fare calcoli a mente o scritti?
13-Ha difficoltà ad elencare i mesi dell’anno nella giusta sequenza?
14-Ha difficoltà a elencare i mesi dell’anno a ritroso?
15-Le capita di confondere date e orari e di dimenticare appuntamenti?
16-Le capita di commettere spesso errori quando compila un assegno?
17-Le capita di confondere l’autobus 59 con il 95?
18-Le capita di commettere errori quando digita i numeri al telefono?
19-Ha difficoltà a interpretare il significato dei segni grafici?
20-Ha fatto fatica ad imparare le tabelline a scuola?
16-18-7-15-19-11-17-13-20-4-1-9
Fonte: The British Dyslexia Association
INTERVENTO IN AMBITO
PSICOPEDAGOGICO
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
Concedere tempi più lunghi per i compiti scritti
Utilizzare verifiche orali
In caso di necessità di verifiche scritte, accertarsi della
piena comprensione delle consegne da parte del bambino
con DSA
Insegnare la selezione/semplificazione del materiale
didattico da studiare
Insegnare a studiare mediante associazioni di idee e
costruzione di mappe concettuali
Fornire supporti di tipo non verbale
Per la scrittura stimolare la capacità di autocorrezione
Evitare esercizi ripetitivi e copiature
Valutare il contenuto nei compiti scritti e non la forma
Valutare il procedimento logico per la risoluzione dei
problemi e non l’esattezza del calcolo
Evitare affaticamenti inutili
PRENDERSI CURA DEL
BAMBINO DISLESSICO





E’ fondamentale comunicare al bambino il suo
vero problema
Incoraggiare il bambino nelle materie in cui riesce
meglio
Adattare il percorso scolastico del bambino
tenendo conto delle sue particolari esigenze
Gli insegnanti devono contrastare i vissuti di
inadeguatezza mantenendo così alta la
motivazione e l’interesse per la scuola
Gli insegnanti hanno il compito di garantire al
bambino un vissuto scolastico soddisfacente sia
sotto il profilo del rendimento scolastico che del
benessere complessivo
PROBLEMI PSICOLOGICI
Disturbi oppositivo-provocatori
 Disturbi della condotta
 Disturbi da Deficit dell’attenzione
 Disturbi d’Ansia
 Quadri depressivi
 Frustrazione
 Demotivazione
 Bassa autostima
 Abbandono scolastico

STRATEGIE PSICOLOGICHE USATE DAI
RAGAZZI CON DSA NEI PROCESSI DI
APPRENDIMENTO

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




Non sapere quanto
tempo serve per
imparare
Non sapere cosa si
deve ricordare
Dimenticare troppo
Sapere già tutto
Non vedere i propri
sbagli
Non poter sbagliare
Opporre resistenza di
fronte a compiti nuovi







Non sapere cosa si sa
già
Non sapere cosa si
deve inventare
Inventare troppo
Non sapere niente
Non poter
autocorreggersi
Confondere
conoscenze, opinioni o
giudizi
Non avere curiosità
STRATEGIE PSICOLOGICHE USATE DAI
RAGAZZI CON DSA NELLE RELAZIONI
EDUCATIVE




Voler far tutto come
gli altri
Non saper chiedere
aiuto
Chiedere sempre
conferme esterne
Essere pigro, sfaticato
-
-
-
Opporsi a tutte le
richieste
Non voler far da solo
Autovalutazione
sempre estrema
Essere provocatorio,
disinteressato
CARATTERISTICHE DELL’ALUNNO
DISLESSICO IN CLASSE












Capacità di attenzione piuttosto breve
Distraibilità
Difficoltà durante le lezioni frontali
Affaticamento
Memorizzazione non perfetta di termini difficili
Difficoltà a automatizzare procedure
Vocabolario non ricco
Problemi di pronuncia di suoni simili
Organizzazione spaziale difettosa
Organizzazione del tempo difettosa
Motricità fine non perfetta
Lentezza complessiva
COME RENDERSI UTILI

-
-
-
SCUOLA ELEMENTARE-MEDIA-SUPERIORE
Lavorare sulle abilità di studio
Semplificare i contenuti e potarli
Realizzare un percorso di didattica metacognitiva
Programmare le interrogazioni
Utilizzare il metodo della ricerca in alternativa alla
spiegazione tradizionale
Utilizzare strumenti multimediali
Costruire percorsi di lavoro pratico
CONSIGLI PRATICI






Posizionare il banco di fronte alla lavagna
Parlare guardandolo negli occhi
Scrivere alla lavagna in modo chiaro,
possibilmente in stampato maiuscolo (almeno le
parole chiave)
Controllare che non rimanga indietro
Mostrare di apprezzare l’impegno
Coinvolgerlo nel progetto educativo, spiegandogli
perché si fa quel lavoro non facile, ma realizzabile
COSA NON SI DEVE FARE






No all’uso delle schede fotocopiate
No all’uso di più caratteri (è necessaria la stabilità
dello stimolo)
No alle prove a tempo
No alla lingua straniera scritta
No alla lettura ad alta voce in classe
No a gare di memoria, di calcolo a mente, di
velocità di lettura
VALUTAZIONE



L’insegnante teme di non essere giusto rispetto
al resto della classe
Valutare separando gli errori dal contenuto
(dare due valutazioni separate e non punitiva
quella ortografica)
Fare contratti individuali con i ragazzi per
motivarli
TUTTO IL PERCORSO PRECEDENTE PERDE DI
SENSO SE LA VALUTAZIONE E’ PUNITIVA, AL
RIBASSO, NON RINFORZANTE
STRATEGIE PSICOLOGICHE
NELLA SCUOLA
Sostenere il ragazzo e la sua famiglia nel
tollerare i propri limiti
 Parlare con il ragazzo delle sue difficoltà:
un disturbo condivisibile è meno
pericoloso di un disturbo innominabile
 Distinguere gli aspetti riparabili da quelli
che non lo sono
 Modificare ciò che è trasformabile e
accettare ciò che non lo è

RICORDA
I
PRINCIPALI STRUMENTI
COMPENSATIVI DEGLI ALUNNI CON
DSA SONO


I LORO INSEGNANTI
LA LORO INTELLIGENZA
STRUMENTI COMPENSATIVI
STRUMENTI COMPENSATIVI






Tabella dei mesi, tabella dell’alfabeto e dei vari
caratteri
Tabella delle misure, tabella delle formule
geometriche
Tavola pitagorica
Calcolatrice
Registratore
Computer con programmi di videoscrittura, con
correttore ortografico e sintesi vocale
STRUMENTI DISPENSATIVI
STRUMENTI DISPENSATIVI









Dispensa dalla lettura ad alta voce
Dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura
Dispensa dall’uso del vocabolario
Dispensa dallo studio mnemonico delle tabelline
Dispensa dallo studio della lingua straniera in forma
scritta
Programazione di tempi più lunghi per prove scritte
e per lo studio a casa
Organizzazione di interrogazioni programmate
Uso di mappe concettuali per le interrogazioni o le
verifiche
Valutazione delle prove scritte e orali con modalità
che tengano conto del contenuto e non della forma
NORMATIVA
CIRCOLARE
DEL 05.10.2004:
INIZIATIVE RELATIVE ALLA
DISLESSIA
CIRCOLARE DEL 05.01.2005:
INIZIATIVE RELATIVE ALLA
DISLESSIA
CIRCOLARE DEL 01.03.2005: ESAMI
DI STATO – ALUNNI DISLESSICI
ASSOCIAZIONE ITALIANA
DISLESSIA - AID







ESISTE DAL 1997
INGRESSO
DELL’AID
NELLA
EUROPEAN
DYSLEXIA
ASSOCIATION (EDA) NEL 1999
STESURA DI UN PROTOCOLLO SANITARIO PER LA
DIAGNOSI
ORGANIZZAZIONE DI CORSI DI FORMAZIONE PER
INSEGNANTI E GENITORI
ELABORAZIONE ED ESECUZIONE DI PROGETTI DI
SCREENING NELLE SCUOLE
STESURA E DIFFUSIONE DI LIBRI DI AGGIORNAMENTO
PROGETTO “E-LEARNING INTEGRATO E FORMAZIONE IN
PRESENZA PER RIDURRE I DISAGI PROVOCATI DALLA
DISLESSIA” MESSO IN ATTO IN
EMILIA ROMAGNA NEL 2004
PUGLIA, SICILIA, LOMBARDIA, VENETO, BASILICATA NEL
2005
PIEMONTE, LIGURIA, TOSCANA, LAZIO, UMBRIA, ABRUZZO
NEL 2006
MODELLO MEDICO vs SOCIALE
DI DISABILITA’
 Modello
medico: la disabilità
concerne anormalità fisiologiche e
psicologiche che necessitano di
trattamento medico
 Modello sociale: la disabilità concerne
gli svantaggi causati dall’ambiente
fisico e sociale che restringe le vite
delle persone con problemi di
funzionamento
ICIDH 1980 – ICF 2001
 Patologia
 Menomazione
 Disabilità
 Handicap
SCOPI DEL MODELLO ICF
 Studiare
le conseguenze delle
malattie
 Rapportarsi al paziente in modo
olistico
 Focus dell’attenzione dal paziente
all’ambiente
RIABILITAZIONE
 Processo
educativo e di problem
solving avente lo scopo di ridurre
handicap e disabilità, all’interno dei
limiti imposti dalle risorse disponibili
e dalla malattia sottostante.
PATOLOGIA E MENOMAZIONE
 Danno
o processo anormale a carico
di un organo o di un sistema
 Alterazione
o perdita di funzioni
psicologiche, fisiologiche o
anatomiche. Anomalie funzionali a
carico di specifici organi
DISABILITA’
 Qualsiasi
restrizione o carenza della
capacità di svolgere un’attività, nel
modo e nell’ambito ritenuto normale
per un essere umano.
HANDICAP
 Condizione
di svantaggio vissuta da
una determinata persona che limita o
reclude la possibilità di ricoprire un
ruolo considerato normale in base
all’età, al sesso e ai fattori culturali e
sociali.
 CATTIVO
INCONTRO
DISABILITA’ E AMBIENTE
TRA
RICERCA 1991
PROVVEDITORATO DI MODENA
CLASSE
SC. ELEMEN.
SC. MEDIA
PRIMA
9.9
22.8
SECODA
12
24
TERZA
13.5
24.1
QUARTA
14.2
-
QUINTA
14.8
-
PERC MEDIA
12.88
23.4
RICERCA 1991
PROVVEDITORATO DI MODENA
AREA DI
COMPETENZA
LETTURA
SC.
ELEMENT.
3.8
SC. MEDIA
COMPRENSIONE
DEL TESTO
SCRITTURA
1.8
2
4.1
4.5
CALCOLO
6
5.3
3.6
Scarica

Concetti base