COMUNE DI VEZZANO LIGURE Piano Regolatore Generale Norme Tecniche di Attuazione LAGOSCURO PIANO DI VALERIANO CERLASCA BOTTAGNA VALERIANO Indice BUONVIAGGIO FORNOLA TIT I) DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 PRATI Elementi costitutivi del Piano Regolatore Generale - P4 1. Elaborati di indagine 2. Elaborati costitutivi Art.2 Contenuti, articolazione e campo di applicazione del Prg - P5 1. PRG 2. Articolazione del PRG 3. Ambito di applicazione Art. 3 Guida alla lettura degli elaborati - P5 1. Tavole dell'assetto insediativo 2. AP Aree Progetto 3. Contrasti tra tavole a scala diversa - P6 TIT II)LINGUAGGIO DEL PIANO Art.4 Termini specifici - P8 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Art. 5 Ambito Struttura Insediativa Tessuto Tipo edilizio Unità edilizia - P9 Tracciato/Rete Nodi Spazio aperto Schema di Organizzazione - P10 Area Progetto Definizioni urbanistico-edilizie 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9V 10 11 12 13 St Superficie territoriale. Sf Superficie fondiaria. Sc Superficie coperta. SU Superficie utile . If Indice fondiario. - P11 Rc Rapporto di copertura. H Altezza massima del fabbricato Distanze minime tra fabbricati e dai confini. Volume - P12 Potenzialità edificatoria delle aree Opere di Urbanizzazione Primaria - P13 Opere di Urbanizzazione Secondaria destinazione d'uso 13.1. 13.2. 13.3. Generalità Articolazione delle destinazioni d'uso Destinazioni non in elenco TIT.III) MODALITA' DI INTERVENTO art. 6 PIANO DI VEZZANO VEZZANO Interventi sull'edilizia esistente - P16 1. a) Manutenzione ordinaria 1.1 Manutenzione ordinaria/ opere interne 1.2. Manutenzione ordinaria/ opere esterne 1.2 Manutenzione ordinaria per gli edifici destinati ad attività industriali 2. b) Manutenzione straordinaria - P16 2.1. manutenzione straordinaria/opere interne pag. 1 2.2. manutenzione straordinaria/ opere esterne 2.3 Manutenzione straordinaria per gli edifici destinati ad attività industriali 3 c) Restauro - P17 4 d) Risanamento conservativo 4 e) Ristrutturazione edilizia 5 f) ampliamenti 6 g) Demolizione con ricostruzione- P18 7 h) Ristrutturazione urbanistica art. 7 interventi di nuova edificazione art. 8 cambiamenti della destinazione d'uso art. 9 interventi di sistemazione del suolo art. 10 dotazione di parcheggi - P19 1. Ubicazione possibile delle aree a parcheggio 2. Regime dei parcheggi 3. Distributori di carburante 4. Piantumazione dei parcheggi 5. Dotazione minima di parcheggi. 6 Incrementi della dotazione minima di parcheggio 7 Adeguamento delle destinazioni non residenziali 8 Reperimento delle dotazioni di spazi a parcheggio TIT. IV) PROCEDURE DI INTERVENTO art.11 Procedure di attuazione del PRG - P22 1. Generalità 2. Elaborati richiesti per gli interventi Art. 12 Procedure di intervento preventivo 1 Generalità 2. SUA di iniziativa pubblica 3. I SUA di iniziativa privata sono 4. Procedure di formazione e di approvazione dei SUA Art. 13 - Procedure di intervento diretto 1. Applicazione delle procedure 2 Concessione Edilizia 2.1 Concessione Edilizia Diretta 2.2. Concessione Edilizia Convenzionata 3. Autorizzazione Edilizia - (stralciato) TIT V) CATEGORIE DI LIVELLO TERRITORIALE Art.14 (stralciato) Rapporto con gli strumenti sovraordinati - P25 14.1. 14.2. PTCP Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico PF Piano di Parco Fluviale TIT. VI) CATEGORIE DI LIVELLO LOCALE art. 15 art. 16 art. 17 art. 18 art. 19 art. 20 art. 21 Suddivisione del territorio in parti – P27 TIT. VII) CATEGORIE DI LIVELLO PUNTUALE Contenuti ed applicazione P29 Tessuti Aree Progetto ANI Aree non insediate – P33 BAT Aree Boscate – P35 Zona a Parco Fluviale - P35 ............................................................................................ pag. 2 TIT I) DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Elementi costitutivi del Piano Regolatore Generale 1. 2. Elaborati di indagine Elaborati costitutivi Art.2- Contenuti, articolazione e campo di applicazione del Prg 1. 2. 3. Art. 3 PRG Articolazione del PRG Ambito di applicazione Guida alla lettura degli elaborati 1. 2. 3. Tavole dell'assetto insediativo AP Aree Progetto Contrasti tra tavole a scala diversa pag. 3 TIT I) DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Elementi costitutivi del Piano Regolatore Generale 1.1. Elaborati di indagine ll Prg é costituito dai seguenti elaborati di indagine: Rilievo e interpretazione di livello territoriale: LT01 /Assetto insediativo -Città diffusa Golfo /Valle- Diffusione e forma dell'edificato LT02 /Assetto ambientale -Città diffusa Golfo /Valle- Struttura fisica del territorio LT03 /Assetto Infrastrutturale -Città diffusa Golfo /Valle/ I tracciati di LT Rilievo e interpretazione di livello locale: Album del preliminare di PRG Rilievo e interpretazione di livello Edilizio/fondiario: Tavole,elenchi , foto, repertorio contenuti nella cartella A 1.2. Elaborati costitutivi Sono elementi costitutivi del Prg e ne forniscono l'interpretazione: Norme Tecniche di attuazione All."A" art 17 delle Norme Tecniche di attuazione / Normativa di Livello Puntuale- Tessuti All."B" art 18 delle Norme Tecniche di attuazione / Normativa di Livello Puntuale- Aree Progetto Relazione Tav.LT/1 Tavola di raffronto con il P.T.C.P.- scala 1:10.000 Classificazione dei tessuti --- Livello locale/Puntuale Tav.1 Ll.-L.p. Area di Riferimento Valeriano scala 1:5.000 Tav.2 Ll.-L.p.Area di Riferimento Buoviaggio scala 1:5.000 Tav.3 Ll.-L.p.Area di Riferimento Vezzano scala 1:5.000 Tav.4 Ll.-L.p.Area di Riferimento Prati - Fornola scala 1:5.000 Tav.5 Ll.-L.p.Area di Riferimento Bottagna /Piano di Valeriano scala 1:5.000 Tav.6 Ll.-L.p.Area di Riferimento Piano di Vezzano scala 1:5.000 Tav.7 Ll.-L.p.Suddivisione in "parti" scala 1:10.000 Assetto insediativo ----Livello puntuale/ edilizio -fondiario Tav.1a L.p./-L.e.f..AR1 Tav.1b L.p./-L.e.f..AR1 Valeriano Valeriano scala 1:2.000 scala 1:2.000 Tav.2a L.p./-L.e.f.AR2 Buoviaggio Tav.2b L.p./-L.e.f.AR2 Buoviaggio Tav.2c L.p./-L.e.f.AR2 Buoviaggio scala 1:2.000 scala 1:2.000 scala 1:2.000 Tav.3aL.p./-L.e.f.AR3 Tav.3bL.p./-L.e.f.AR3 Tav.3cL.p./-L.e.f.AR3 Tav.3dL.p./-L.e.f.AR3 Vezzano Vezzano Vezzano Vezzano scala 1:2.000 scala 1:2.000 scala 1:2.000 scala 1:2.000 Tav.4a L.p./-L.e.f.AR4 Tav.4b L.p./-L.e.f.AR4 Tav.4c L.p./-L.e.f.AR4 Prati - Fornola Prati - Fornola Prati - Fornola scala 1:2.000 scala 1:2.000 scala 1:2.000 Tav.5a L.p./-L.e.f.AR5 Tav.5b L.p./-L.e.f.AR5 Tav.5c L.p./-L.e.f.AR5 Bottagna - Piano di Valeriano Bottagna - Piano di Valeriano Bottagna - Piano di Valeriano scala 1:2.000 scala 1:2.000 scala 1:2.000 pag. 4 Tav.5d L.p./-L.e.f.AR5 Bottagna - Piano di Valeriano Tav.6a L.p./-L.e.f.AR6 Tav.6b L.p./-L.e.f.AR6 Tav.6c L.p./-L.e.f.AR6 Tav.6d L.p./-L.e.f.AR6 Piano di Vezzano Piano di Vezzano Piano di Vezzano Piano di Vezzano scala 1:2.000 scala 1:2.000 scala 1:2.000 scala 1:2.000 scala 1:2.000 Art.2- Contenuti, articolazione e campo di applicazione del Prg 1. PRG Il presente strumento urbanistico costituisce il piano regolatore generale del Comune di Vezzano, elaborato ai sensi della legge 1150./42 e succ mod. e sostituisce il P.D.F. approvato dalla R.L. il 16/3/1979 con Voto n° 912 2. Articolazione del PRG In rapporto alla sua configurazione complessiva il PRG si articola nei seguenti distinti assetti: Ai insediativo Aa ambientale Av infrastrutturale Il Prg fornisce indirizzi indicazioni e prescrizioni (quantitative e qualitative) applicabili all'intero territorio comunale secondo l'articolazione in Livelli : LT LL Lp Le/f Territoriale ( Tit. V) Locale ( Tit. VI) Puntuale ( Tit. VII) Edilizio-Fondiario ( Tit. VIII) 3. Ambito di applicazione Il nuovo Prg si applica all'intero territorio comunale al quale si riferiscono le previsioni contenute negli elaborati indicati dall'art. 1 . Esso detta norme relative alle modalità di conservazione, modificazione e trasformazione della struttura insediativa del territorio, dei principi insediativi e delle regole costitutive delle singole parti, nonché del loro uso. Art. 3 Guida alla lettura degli elaborati 1. Tavole dell'assetto insediativo Corrispondono alle 6 aree di riferimento in cui è suddiviso il territorio comunale e all'articolazione in livello Locale/puntuale (1:5000) e puntuale/ edilizio fondiario (1:2.000). 2. AP Aree Progetto Gli elaborati grafici che compaiono negli articoli delle Norme tecniche del piano riferiti alle "Aree Progetto" forniscono alcuni criteri per la redazione dei progetti edilizi che attuano le previsioni del Prg o dei piani attuativi che le realizzino. Essi contengono indicazioni riferite ai caratteri dei percorsi, agli accessi, agli allineamenti, all'articolazione delle funzioni, ai tipi edilizi, agli edifici o spazi da recuperare, al modo di trattare il suolo e le pendenze, alle unità di intervento. I disegni vanno utilizzati tenendo conto delle seguenti precisazioni: - le misure non sono rigorosamente in scala; - la indicazione di "spazio edificabile" identifica l'area di possibile ubicazione e/o spostamento del sedime dell'edificato; - la superficie SU edificabile è da intendersi come massima - non costituiscono variante alle previsioni di PRG le modifiche che riguardano gli elementi non contenuti nella normativa delle A.P. al punto 6 alla voce "criteri prescrittivi" e/o "Prescrizioni particolari"; - sono considerate varianti al piano e devono seguire le relative procedure tutte le modifiche che investono gli obiettivi connessi alla realizzazione delle AP e ne alterano le previsioni quantitative quali: - modifiche in aumento delle prescrizioni quantitative contenute nella normativa di livello puntuale Aree Progetto. - modifiche in diminuzione , delle prescrizioni quantitative , che comportino una minor realizzazione di pag. 5 spazi e/o opere di interesse pubblico quali: - strade di interesse comunale; - parcheggi d'uso pubblico. - piazze; - spazi aperti d'uso pubblico; - percorsi pedonali pubblici; - modifiche di destinazione d’uso - l'osservanza del principio e della regola insediativa dell'AP consentono la attuazione delle previsioni con procedura diretta (quando previsto); - i tracciati dei percorsi pedonali sono indicativi, non i loro recapiti; - i confini relativi alle differenti modalità di trattamento degli spazi scoperti sono indicativi. 3. Contrasti tra tavole a scala diversa In caso di contrasto tra tavole diverse prevalgono le prescrizioni delle tavole 1:2000. In caso di contrasto tra tavole 1:2000 e grafici delle Aree Progetto prevalgono le indicazioni di queste ultime. pag. 6 TIT II) LINGUAGGIO DEL PIANO Art.4 - Termini specifici 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Ambito Struttura Insediativa Tessuto Tipo edilizio Unità edilizia Tracciato/Rete Nodi Spazio aperto Schema di Organizzazione Area Progetto Art. 5 _ Definizioni urbanistico-edilizie 1 St Superficie territoriale. 2 Sf Superficie fondiaria. 3 Sc Superficie coperta. 4 SU Superficie utile . 5 If Indice fondiario. 6 Rc Rapporto di copertura. 7 H Altezza massima del fabbricato 8 Distanze minime tra fabbricati e dai confini. 9 V Volume 10 Potenzialità edificatoria delle aree 11 Opere di Urbanizzazione Primaria 12 Opere di Urbanizzazione Secondaria 13 Destinazione d'uso 13.1 13.2 13.3 Generalità Articolazione delle destinazioni d'uso Destinazioni non in elenco pag. 7 TIT II) LINGUAGGIO DEL PIANO Art.4 -Termini specifici 1 Ambito 1.1. Porzione di territorio caratterizzata da omogeneità in senso funzionale o fisico /ambientale o per l'identità di temi e problemi in esso rappresentabili. 1.2. A Livello Territoriale sono del primo tipo quelli definiti dal PTCP (e numerati da 90 a 97 nel comprensorio La Spezia -Val di Magra), mentre al secondo si riferiscono i quattro distretti definiti dalle osservazioni regionali al preliminare provinciale di PTC. 1.3. A Livello Locale sono riconoscibili ambiti di estensione minore, caratterizzati anche dalla loro "posizione"(oltreché per la loro forma e carattere fisico) rispetto alla generalità del territorio di riferimento. Sono ambiti di livello locale i crinali, i versanti, le vallecole, la piana, il terrazzo e l'alveo fluviale. 1.4. A Livello Puntuale si possono riconoscere punti di culminazione , fasce terrazzate, campi interclusi nell'urbanizzato ecc. 2 Struttura Insediativa 2.1. A Livello Territoriale descrive il grado di diffusione complessivo raggiunto dagli insediamenti . Definisce un modello di riferimento strumentale per le scelte generali. 2.2. A Livello Locale descrive le "parti" costitutive della struttura insediativa generale ed evidenzia le relazioni tra di esse , i principali elementi che le caratterizzano in senso tipomorfologico e funzionale , i problemi e le tematizzazioni possibili. 2.3. A Livello Puntuale riconosce "tessuti" costitutivi della "parte" e descrive il "principio insediativo" prevalente. 2.4. A Livello Edilizio e fondiario classifica i tipi edilizi caratterizzanti la struttura insediativa del territorio; indica le tipologie di riferimento per l'attuazione delle scelte. 3 Tessuto 3.1. A Livello Locale, si ha tessuto ogni volta che è possibile individuare una ripetizione di rapporto dimensionale costante tra tipo edilizio e frazionamento fondiario o una tipologia ricorrente nell'articolazione Spazio edificato/Spazio aperto. 3.2. La denominazione dei tessuti fa riferimento ai termini dell'assetto insediativo del PTCP IS = insediamento sparso ID = insediamento diffuso NF = Nucleo di Frazione NI = Nucleo Isolato Principio insediativo: indica la modalità con la quale i tipi edilizi di un dato tessuto si rapportano agli ambiti fisici di appartenenza ed ai tipi stradali esistenti. 4 Tipo edilizio 4.1. Per Tipo edilizio si intende un esemplare di costruzione avente alcune caratteristiche specifiche in ordine a : a) Articolazione distributiva (n° e posizione dei collegamenti verticali) b) Misure planivolumetriche del corpo di fabbrica. (profondità massima del corpo di fabbrica, altezza, ecc.) c) Modalità di aggregazione con altre unità edilizie; 4.2. I tipi edilizi del territorio del comune di Vezzano sono individuati singolarmente nel repertorio e complessivamente nelle tavole di rilievo. Il repertorio ed il rilievo servono a definire gli interventi di livello edilizio fondiario attraverso l'assegnazione delle categorie corrispondenti. I tipi individuati sono: Annesso agricolo precario Attrezzature di servizio (stalle ,fienili ,allevamenti zootecnici) pag. 8 Manufatto di servizio Casotto agricolo Casa di civiltà agricola Aggregati di civiltà agricola Casa di derivazione agricola Aggregati di derivazione agricola Casa a blocco semplice (uni-bifamiliare (fino a due unità immobiliari)) Aggregati di case a blocco Palazzina (fino a 6 unità immobiliari) Palazzo (oltre 6 unità immobiliari) Casa bottega (aggregazione di residenza e attività produttiva fino a 200mq.) Villa contemporanea Villa storica Edifici specialistici (scuole,chiese,attrezzature pubbliche di servizio, ecc.) Laboratorio /officina (fino a 400 mt. di SU) Capannone (oltre 400 mq.). (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 4.3 Le tipologie edilizie previste per le nuove costruzioni nel territorio del Comune di Vezzano sono individuate per estensione analogica dei tipi presenti e singolarmente riportati nel repertorio. Le tipologie edilizie di previsione integrano i parametri quantitativi per gli interventi di livello edilizio all’interno della “Normativa di livello puntuale – Tessuti”. Le indicazioni sulla tipologia hanno valore indicativo con onere del richiedente di giustificare il ricorso ad altra tipologia. Le tipologie d’intervento edilizio individuate sono: Ampl Ampliamento, senza variazione tipologica, di edificio esistente. Agg Aggregato morfologicamente definito, di singoli edifici. B BS Bs Bs Agg Blocco semplice. Edificio singolo residenziale, a definizione stereometrica dettagliata nelle norme di livello puntuale – tessuti. Aggregato di Blocco semplice Bs Ampl Ampliamento a un Blocco semplice Es Edificio specialistico, per funzioni non residenziali. Sch Casa a schiera Edificio residenziale. Agg/Sch Aggregato di edifici residenziali o schiere Linea Casa in linea Edificio Residenziale. Torre Casa torre Edificio Residenziale. VI Villa o villino Edificio Residenziale. VI/Sch Villa o casa a schiera 5 Unità edilizia pag. 9 Per"unità edilizia" si intende un edificio o un insieme di edifici aventi carattere unitario, costituiti cioè da elementi e parti inscindibilmente collaboranti. 6 Tracciato/Rete 6.1. A Livello Territoriale seleziona e attribuisce un ruolo ai sistemi infrastrutturali di livello territoriale compresi nell'ambito d'appartenenza di Vezzano (di natura anche differente quali i percorsi di fruizione attiva) 6.2. A Livello Locale classifica le tratte della rete locale a seconda della funzione che svolgono e della natura dei flussi che le attraversano. 6.3. A Livello Puntuale individua gli interventi previsti nelle varie parti di territorio 6.4. A Livello Edilizio fondiario individua le caratteristiche puntuali appartenenti alle tratte, quali la presenza di margini alberati, marciapiedi , corsie d'emergenza o di servizio, parcheggi lungo strada, illuminazione urbana e il trattamento dei muri di contenimento, delle recinzioni , le barriere antivelocità o antirumore, la pavimentazione, ecc. 7 Nodi 7.1. A Livello Territoriale classifica i Nodi di livello territoriale e propone un repertorio di soluzioni possibili per la progettazione di livello puntuale degli svincoli e delle intersezioni necessari al funzionamento globale della rete. 7.2. A Livello Locale individua il repertorio delle rotonde,degli svincoli,delle intersezioni e degli slarghi in grado di caratterizzare in senso urbano le parti di territorio. 7.3. A Livello Puntuale regolamenta le interferenze e gli accessi dagli spazi pubblici a quelli privati . 8. Spazio Aperto 8.1. Per Spazio Aperto si intende una estesa tipologia di aree libere (ad es. campo/orto urbano/giardino ecc.) non necessariamente vincolate che garantiscono il mantenimento della corretta articolazione tra i differenti tessuti e tra essi e il territorio naturale. 8.2. La categoria di "Spazio Aperto" supera quindi le tradizionali concettualizzazioni legate all'applicazione degli standards per introdurre parametri di trattamento normativo relativi allo spazio non edificato (indipendentemente dalla categoria di appartenenza) nella convinzione che esso sia una componente insostituibile nella corretta articolazione della struttura urbana e territoriale. 8.3 A Livello Territoriale esso indica la possibilità di porre dei limiti all'edificato in modo da avere una chiara distinzione nell'articolazione territoriale della sequenza spazio edificato/spazio aperto; a questo livello la categoria si integra con quella di area non insediata (ANI) del PTCP. 8.4 A Livello Locale lo spazio aperto coincide con il sistema di spazi pubblici e non (dalla Piazza pubblica al campo agricolo privato intercluso nell'urbanizzato) che sono strutturanti la parte di città individuata 8.5. A Livello Puntuale esso individua le tipologie ricorrenti nel tessuto urbanizzato quali il giardino privato, l'orto, lo slargo pavimentato, i lacerti di aree agricole, ecc. 9. Schema di Organizzazione Per Schema di Organizzazione si intende: 9.1. Per l'Assetto insediativo a) il complesso degli indirizzi assegnati ai tessuti della parte con le categorie di livello puntuale e l'elenco delle Aree Progetto delle aree di NE/TRZ/TR.. b) l' individuazione e la messa in sistema dei principali spazi aperti e delle attrezzature d'uso pubblico. 9.2. Per l'Assetto infrastrutturale tipologia e sequenza degli interventi necessari a riorganizzare le parti . 9.3. Per l'Assetto ambientale l'elenco degli interventi e dei programmi di recupero/ trasformazione in grado di riqualificare la parte. 9.4. Lo schema di organizzazione programmi pluriennali di attuazione del Prg. stabilisce l'ordine di priorità ai fini della redazione dei 10 Area Progetto 10.1. Per "Area Progetto" si intende un insieme di criteri e prescrizioni, corredate da uno o più schemi grafici, che sintetizzano gli scopi dei singoli interventi di trasformazione previsti dal Piano, il pag. 10 principio insediativo da osservare, le quantità di suolo pubblico e privato da destinare ai diversi usi. 10.2. L'obiettivo della Categoria Operativa è di snellire la fase di attuazione del Piano evitando per quanto possibile il ricorso agli S.U.A. concordando le caratteristiche degli interventi più rilevanti con gli organismi di controllo di livello superiore. 10.3. Ciascuna Area Progetto può essere ripartita in unità di intervento in grado di attuare le trasformazioni previste anche in fasi differenti . 10.4. L'Unità di intervento può essere attuata anche per stralci per superfici non inferiori al 50% della superficie complessiva. 10.5. Le Aree Progetto sono rappresentate nelle Tavole AR 1-6 ed allegate alle Norme tecniche del PRG. Art. 5 - Definizioni urbanistico-edilizie 1. St Superficie territoriale. Misura in mq la superficie complessiva di un’area, comprensiva delle aree di pertinenza degli edifici e di quelle destinate ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria ma con esclusione di quelle destinate alla viabilità principale. 2. Sf Superficie fondiaria. Misura in mq la superficie di pertinenza degli edifici, con esclusione di quella per opere di urbanizzazione primaria e secondaria o comunque di uso pubblico 3. Sc Superficie coperta. Misura in mq la superficie ottenuta attraverso la proiezione orizzontale del perimetro esterno degli edifici, compresi i cavedi, le parti porticate ed aggettanti, le logge, le pensiline, i balconi aperti. 4. SU Superficie utile . 4.1. Si definisce SU la somma delle superfici di tutti i piani fuori ed entro terra misurate al lordo di tutti gli elementi verticali (murature, vano ascensore, scale, ecc.). 4.2. Dal computo della superficie utile sono esclusi: i porticati pubblici e privati, le logge rientranti, i balconi, i sottotetto non abitabili, le centrali termiche, le cabine elettriche secondarie, i locali macchina degli ascensori locati su terrazzi e fuori della copertura, gli immondezzai, le autorimesse e cantine con relative vie e scale d'accesso interrati su almeno tre lati, che non emergono rispetto al piano del terreno più di 100 cm., misurati all'intradosso del solaio e che abbiano un'altezza non superiore a mt. 2,50. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 4.3. Abitabilita dei sottotetti. 4.3.1 Nuovi edifici: I solai ed i sottotetti a copertura inclinata non potranno essere abitabili, quindi non costituiranno SU se non avranno in ogni punto un'altezza libera di mt. 2 nella parte più bassa e di mt. 3,50 nella parte opposta. La illuminazione dei sottotetti abitabili è consentita con finestre incluse nella falda o da terrazzi ricavati nella sagoma del tetto purché non eccedenti il 30 % della superficie della copertura. Non sono consentiti gli abbaini 4.3.2 Edifici esistenti al 22/08/01: Ai sensi della L.R. 24/2001 i solai ed i sottotetti di edifici esistenti o in costruzione al 06/08/01, a destinazione residenziale o turistico-ricettiva potranno essere resi abitabili purché siano rispettati i seguenti parametri: • Locali ad uso abitazione: H min = 1,50 ml H med = 2,30 ml • Locali accessori o di servizio: H min = 1,30 ml H med = 2,10 ml Il rapporto aeroilluminante deve essere pari o superiore a 1/16. La illuminazione dei sottotetti abitabili è consentita con l’apertura di finestre, di lucernari inclusi nella falda o da terrazzi a pozzetto, ricavati nella sagoma del tetto purché non eccedenti il 30% della superficie di copertura. Sono consentiti gli abbaini. Nelle zone omogenee A (così definite ai sensi del D.M. 02/04/1968 n° 1444), non sono consentiti né abbaini né terrazzi a pozzetto. 4.4. Nei casi di ristrutturazione si considera superficie utile esistente anche la superficie lorda del pavimento di ambienti già licenziati come volume. pag. 11 5. If Indice fondiario. (SU/Sf) Misura in mq/mq il rapporto tra la Superficie utile e la Superficie Fondiaria 6. Rc Rapporto di copertura. Misura in percentuale il rapporto massimo di superficie di sedime realizzabile in relazione al lotto minimo stabilito 7. H Altezza massima del fabbricato 7.1. Si definisce altezza massima del fabbricato l'altezza massima fra quella delle varie fronti, misurata dal piano del terreno a sistemazione avvenuta all'estradosso dell'ultimo solaio, non computabile agli effetti della superficie utile, per gli edifici con copertura piana o inclinata fino alla massima consentita del 40%. 7.2. Qualora il piano sottotetto non sia computabile agli effetti della superficie utile è consentita una altezza massima in gronda di mt. 0,50; tale altezza si misura dall'estradosso dell'ultimo solaio all'imposta del solaio di falda all'interno del muro perimetrale. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 7.3 Limiti di altezza massima di gronda nel recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti. Ai fini esclusivi della applicazione della L.R. 06/08/2001 n° 24, è definita, per ogni zona, l’altezza massima di gronda: essa è misurata dal piano del terreno a sistemazione avvenuta, fino all’imposta del solaio di falda all’interno del muro perimetrale. 7.3.1 Nelle Zone A (così definite ai sensi del D.M. 02/04/1968 n° 1444) si assume quale limite massimo, l’altezza in gronda del fabbricato stesso, eventualmente maggiorata di cm. 40,00, qualora necessari per l’adeguamento sismico. 7.3.2 Nelle Zone B, C, D, E (così definite ai sensi del D.M. 02/04/1968 n° 1444), per i tessuti con previsione di Nuove Edificazioni il limite di altezza massima di gronda è dato dell’altezza di previsione nel tessuto incrementata di cm. 50,00. 7.3.3 Nelle Zone B, C, D, E (così definite ai sensi del D.M. 02/04/1968 n° 1444), per i tessuti con assenza di previsione di Nuove Edificazioni, il limite di altezza massima è dato dalla massima altezza in gronda misurata tra gli edifici contigui, da documentarsi a cura del richiedente. 8. Distanze minime tra fabbricati e dai confini. 8.1. Nei tessuti caratterizzati da insediamenti storici e da aggregati le distanze sono regolate dal Codice Civile e da eventuali norme specifiche di tessuto. 8.2. In tutte gli altri tessuti, ad eccezione delle aree ricomprese nelle AP (Aree Progetto) per le nuove costruzioni è prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di ml. 10,00 tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. 8.3. In tutti i nuovi edifici la distanza minima dal confine di proprietà sarà di ml. 5,00. Sono ammesse distanze inferiori nel caso di intervento urbanistico preventivo con previsione planivolumetrica e quando intercorra accordo tra proprietari confinanti, nonchè quando prescritto dalla normativa del tessuto. 8.4. E' ammessa la costruzione a muro cieco sul confine di proprietà a condizione che nel lotto finitimo non esistano già costruzioni a distanza dal confine inferiore all'altezza dell'edificio esistente o da costruire. 8.5. E' pure ammessa la costruzione in aderenza del confine di proprietà, se preesiste parete o porzione di parete in aderenza senza finestre o in base a presentazione di progetto unitario per i fabbricati da realizzare in aderenza. 8.6. Per le AP (Aree Progetto), nonchè per le aree di NE è prescritto tra le pareti finestrate di edifici antistanti la distanza minima pari all'altezza del fabbricato più alto con minime assolute di mt. 10; la norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata, qualora gli edifici si fronteggino per uno sviluppo superiore a metri lineari 12. Sono ammesse costruzioni in aderenza a norma degli artt. 875 e 877 del Codice Civile. 8.7. Le distanze tra i fabbricati, tra questi ed i confini delle proprietà, tra questi e la strada si pag. 12 misurano dal limite esterno dei balconi e delle scale a giorno se hanno aggetto superiore a ml. 1,40, dal muro dell'edificio negli altri casi. (4) Variante PRG con Del. CC n° 23 del 31.03.2003 – appr. con DPP n° 42865 del 24.11.2003. 8.8. All’interno della perimetrazione dei centri abitati la distanza minima dei nuovi edifici dalle strade sarà di ml 5,00. La Normativa di livello puntuale-Tessuti può contenere prescrizioni diverse che comunque risultano prevalenti. Laddove siano previste corsie di allargamento stradale, marciapiedi, arretramenti per la realizzazione di marciapiedi, piste ciclabili, ecc., se non diversamente specificato, non costituiranno aumento della distanza. (5) Variante PRG con Del. CC n° 07 del 23.03.2006 – appr. con DPP n° 51028 del 11.09.2006. 8.9. Sono ammesse distanze dalle strade inferiori a quelle indicate, nei casi: di intervento urbanistico preventivo con previsione planivolumetrica (SUA) adeguato a motivare l’ opportunità urbanistica e ambientale della variazione delle distanze dalla strada; di allineamenti preesistenti costituiti da edifici prospicienti il fronte stradale, posti ad una distanza dal nuovo fabbricato, misurata parallelamente all’asse stradale, non superiore a mt. 50,00. In tal caso deve comunque essere rispettata la distanza di mt. 10,00 dalle pareti di edifici prospicienti anche se posti al di là della strada. La Concessione edilizia diretta è subordinata a presentazione di SOI, con previsione planivolumetrica, esteso ad un intorno significativo del nuovo fabbricato, comunque comprendente tutti gli edifici confinanti e prospicienti. 8.10. Distanze dai canali da osservarsi per le nuove costruzioni, gli ampliamenti e le ristrutturazioni dei fabbricati esistenti. La distanza minima dalle acque pubbliche è fissata a metri venti all'interno del perimetro dei centri urbani e a metri quaranta al di fuori di esso dai corsi d' acqua pubblici a sponde naturali o protette misurata dal piede della sponda e dell' opera di protezione e comunque dal limite della proprietà demaniale. L'autorità competente in materia di polizia idraulica può autorizzare deroghe alla distanza suddetta comunque non inferiori a metri tre e a metri dieci rispettivamente all' interno ed all' esterno del perimetro dei centri urbani. All’interno della perimetrazione del Piano di Bacino del Fiume Magra, valgono le norme dettate dallo stesso Piano. 8.11. Per gli edifici esistenti alla data di adozione del P.R.G. è ammessa deroga della distanza minima dalla autostrada fissata nei tessuti di appartenenza e per i soli interventi ammessi dalla normativa di Livello Edilizio fondiario. 9 V Volume 9.1 L'indice viene utilizzato per la verifica di rispondenza alla L. 24/3/89 n° 122. Misura il prodotto (SUxH) al netto di cavedi, cornicioni, pensiline e balconi aperti. Sono altresì esclusi dal computo del volume i portici e le gallerie e gli interrati nel sedime di costruzione. Qualora l'edificio sia composto da più corpi di fabbrica, V misura la somma dei singoli volumi calcolati come sopra. 10 Potenzialità edificatoria delle aree 10.1 Prescrizioni grafiche ed indici numerici contenuti nelle norme di tessuto, nelle NE, nelle AP e nelle TRZ/TR definiscono la potenzialità edificatoria delle aree. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 10.2. L'utilizzazione totale dell'indice territoriale o fondiario corrispondente ad una determinata superficie, esclude ogni successiva richiesta di altre concessioni ad edificare sulle superfici stesse tese ad utilizzare nuovamente detto indice, salvo il caso di demolizione e ricostruzione, indipendentemente da qualsiasi frazionamento o passaggio di proprietà. Invece, l’utilizzazione dell’indice residuo (calcolato per differenza tra la potenzialità edificatoria, come definita dal punto 10.1 dell’art. 5, e l’edificazione precedentemente realizzata con asservimento dell’area) è sempre consentita, nel rispetto delle norme di tessuto, indipendentemente da qualsiasi frazionamento o passaggio di proprietà. Anche qualora, mediante atto pubblico, sia stata ceduta a terzi una quota della potenzialità edificatoria di un’area, su di essa, indipendentemente da qualsiasi frazionamento o passaggio di proprietà, è consentita solo l’utilizzazione dell’indice residuo. pag. 13 10.3 Edifici esistenti alla redazione del P.R.G 10.3.1 Aree agricole Qualora un’area a destinazione omogenea agricola, su cui esistono costruzioni, diverse dagli annessi agricoli, che si devono o si intendono conservare, venga frazionata allo scopo di costruire nuovi lotti edificabili, tutti gli indici e prescrizioni di piano vanno comunque rispettati sia per le costruzioni conservate, sia per le nuove da edificare. 10.3.2 Nuove Edificazioni e Aree Progetto. SU di nuova edificazione va pertanto eseguito rispetto alla superficie fondiaria netta (Superficie fondiaria La potenzialità edificatoria stabilita nella Normativa di Livello Puntuale (NE e AP) sono aggiuntive rispetto alle SU dei fabbricati esistenti alla data di formazione del P.R.G. Il calcolo delle totale meno superficie coperta dei fabbricati esistenti), purché libera da asservimenti. 10.4 Nei tessuti a destinazione prevalente agricola, oltre la dimensione minima del lotto è possibile l'asservimento di aree della medesima destinazione, anche non confinanti purché reperite all'interno della Parte di appartenenza. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 10.5 La realizzazione di garae e cantine pertinenziali è sottoposta alle seguenti limitazioni: − − 10.5.1garage: 10.5.1.1 nelle unità edilizie esistenti, se realizzata all’interno del sedime dell’unità edilizia, con l’interramento dei quattro lati (ad esclusione della bocca d’accesso della rampa, di larghezza max 3,00 mt), è consentita sempre, senza limitazioni di superfici; all’esterno del sedime dell’unità edilizia, nel caso in cui l’unità edilizia esistente sia sprovvista di garage o la superficie netta del garage esistente sia inferiore ad un decimo del volume dell’unità edilizia, è consentita nel rispetto delle norme morfologiche di tessuto. (3) Variante PRG con Del. CC n° 57 del 03.10.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 10.5.1.2 nelle nuove edificazioni, nel rispetto dei punti 4.1 e 4.2 dell’Art. 5, − se realizzata all’interno del sedime dell’unità edilizia, è consentitola sempre, senza limitazioni di superfici, purché gli stessi garage risultino interrati su almeno tre lati, non emergano rispetto al piano del terreno più di cm. 100 misurati all’intradosso del solaio, e abbiano un’altezza non superiore a mt. 2,5. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 10.5.2 cantine: 10.5.2.1 nelle unità edilizie esistenti, − se realizzata all’interno del sedime dell’unità edilizia, con l’interramento dei quattro lati (ad esclusione della bocca d’accesso della rampa, di larghezza max 3,00 mt), è consentita sempre, senza limitazioni di superfici; − se realizzata all’esterno del sedime dell’unità edilizia è consentita, in aderenza al fabbricato, nel rispetto delle norme morfologiche e quantitative di tessuto, solo se l’unità edilizia esistente sia sprovvista di cantina; (3) Variante PRG con Del. CC n° 57 del 03.10.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 10.5.2.2 nelle nuove edificazioni, nel rispetto dei punti 4.1 e 4.2 dell’Art. 5, se realizzata all’interno del sedime dell’unità edilizia, è consentita sempre, senza limitazioni di superfici, purché le stesse cantine risultino interrate su almeno tre lati, non emergano rispetto al piano del terreno più di cm. 100 misurati all’intradosso del solai, e abbiano un’altezza non superiore a mt. 2,50 − all’esterno del sedime all’unità edilizia, non è consentita − 10.6 Nei tessuti a destinazione prevalente produttiva, esistenti alla data di adozione del P.R.G., sono consentiti incrementi della S.U. nei limiti del 20% alle seguenti condizioni: l'unità produttiva non abbia mai richiesto e ottenuto l'incremento del 20% già previsto nella normativa di P.D.F.; sia chiaramente dimostrato il bisogno di espansione o di adeguamento tecnologico dell'azienda con conseguente incremento delle maestranze impiegate; pag. 14 l'unità produttiva (ad incremento realizzato) sia contenuta in lotto ove siano rispettate tutte le prescrizione e gli adeguamenti, previsti dalla normativa di P.R.G. in materia di standards urbanistici. In alternativa a quanto sopra esposto, sempre per le unità edilizie esistenti alla data di adozione del P.R.G., sono consentiti incrementi della S.U. nel limite del 30% alle seguenti condizioni: l'incremento sia ricavato dalla realizzazione di soppalchi all'interno della sagoma dell'edificio; la S.U. ottenuta sia destinata ad uffici, servizi igienici, spogliatoi, magazzini. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 10.7 Negli edifici esistenti, singoli interventi di recupero edilizio in ampliamento, riguardanti la chiusura di logge, portici e similari, purché non costituenti modifica delle sagome, sono assentiti previa approvazione di un progetto unitario di sistemazione di tutta la facciata, accettato da tutti i proprietari e coerente per tipologia, materiali e finitura con l’esistente. (4) Variante PRG con Del. CC n° 23 del 31.03.2003 – appr. con DPP n° 42865 del 24.11.2003. 10.8 Edifici residenziali o per servizi pubblici esistenti alla data di adozione del Piano che si trovino all’interno della fascia di salvaguardia delle linee ad alta tensione per il trasporto dell’energia elettrica, al fine di evitare danni alla salute causati dall’inquinamento elettromagnetico, possono essere demoliti e ricostruiti con la stessa S.U., all’interno dello stesso Tessuto. La demolizione e la ricostruzione sono soggette a Concessione Edilizia, secondo le norme di tessuto. 11 Opere di Urbanizzazione Primaria Si definisce Urbanizzazione primaria l'insieme delle opere e delle infrastrutture che rendono accessibile e fruibile un lotto di terreno. Ai fini della determinazione del contributo di concessione edilizia , costituiscono opere di urbanizzazione primaria quelle di seguito indicate: a) la viabilità pubblica e di uso pubblico, gli spazi complementari e la relativa illuminazione; b) le reti idriche e fognarie se ed in quanto i relativi costi comprensivi degli allacci siano a carico del Comune; c) gli spazi di sosta e parcheggio non pertinenziali ma direttamente funzionali e come tali asserviti all'intervento edilizio, per i quali non v'è onere di contributo di concessione edilizia e che sono scomputabili nei limiti delle tabelle di cui all'All B all'Art. 13 della L.R. 7/IV/1995 n° 25. d) gli spazi di verde attrezzato a complemento delle opere di urbanizzazione primaria. Ai soli fini del calcolo del contributo di concessione non sono considerate opere di urbanizzazione primaria le reti di distribuzione dell'energia elettrica e del gas nonchè quelle per le Telecomunicazioni. 12 Opere di Urbanizzazione Secondaria Si definisce Urbanizzazione Secondaria l'insieme delle opere che costituiscono spazi ed attrezzature di fruizione collettiva a disposizione di un determinato bacino d'utenza. Ai fini della determinazione del contributo di concessione edilizia , costituiscono opere di urbanizzazione secondaria quelle di seguito indicate: a) Asili Nido b) Scuole Materne , Scuole dell'obbligo e quelle superiori c) Le sedi comunali d) I centri sociali nonchè le attrezzature culturali, sportive e sanitarie di uso pubblico regolate da apposita convenzione con il Comune. e) I Mercati Comunali f) Gli immobili destinati al culto ed all'esercizio pastorale; g) Gli spazi verdi con funzione ricreativa o ambientale destinati ad uso pubblico regolato da apposita Convenzione con il Comune; h) l'arredo urbano i) gli spazi di sosta e parcheggio pubblici e/o convenzionati con il Comune. 13 Destinazione d'uso 13.1.1. Generalità Per destinazione d’uso si intende il complesso delle trasformazioni previste ed ammesse in zone edificabili e non. 13.2. Articolazione delle destinazioni d'uso Si individuano di seguito le principali destinazioni d'uso e loro articolazioni. pag. 15 13.2.1 - Residenza Residenze urbane, residenze extraurbane, pensionati. 13.2.2. - Attività industriali ed artigianali Fabbriche ed officine (compresi i laboratori di sperimentazione, uffici tecnici ed amministrativi, spazi espositivi connessi). Magazzini, depositi coperti e scoperti. Costruzioni per attività industrializzate adibite alla trasformazione e conservazione dei prodotti agricoli e zootecnici. 13.2.3. - Attività artigianali compatibili con la residenza Laboratori, Forni, Pasticcerie, Attività di manipolazione di sostanze non inquinanti, ed assimilabili 13.2.4. - Attrezzature ricettive e pubblici esercizi Alberghi, residenze turistico—alberghiere, motel, pensioni, campeggi, ristoranti, bar, ecc . 13.2.5. - Attrezzature commerciali Centri ed attività commerciali al dettaglio ed all'ingrosso. mercati, supermercati al dettaglio ed all'ingrosso, esposizioni merceologiche, centri artigianato di servizio. Stazioni di servizio e distribuzione carburanti 13.2.6. - Attività direzionali Banche, uffici, attività professionali 13.2.7. - Attività Agricole Campi coltivati, boschi, pascoli. abitazioni per i conduttori dei fondi; annessi agricoli necessari alla conduzione dei fondi (depositi per attrezzi e macchine agricole, silos, serbatoi idrici, locali per la conservazione e la prima trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, ricovero degli animali) . 13.2.8. - Servizi ed attrezzature di uso pubblico Servizi per la cultura, il culto e lo spettacolo: musei, teatri, auditori, chiese, cinema, sale di spettacolo. Servizi sociali, culturali e ricreativi, centri sociali, culturali e ricreativi, centri polivalenti. 13.2.9 - Servizi per l'istruzione: Servizi per l'istruzione superiore : Scuole non dell'obbligo. Servizi per l'istruzione di base: asili, scuole per l'infanzia,scuole dell'obbligo. 13.2.10 - Servizi sanitari e di assistenza: Cliniche,ambulatori, poliambulatori, centri di assistenza, case di riposo, residenze protette (compresi i servizi ambulatoriali e sociali connessi). 13.2.11 - Servizi sportivi coperti : Palestre, piscine, palazzi dello sport, campi coperti. 13.2.12 - Servizi sportivi scoperti : Campi da tennis, campi da pallavolo, pallacanestro, campi e piste per l'atletica, campi da calcio di piccole dimensioni ed assimilabili 13.2.13 - Parcheggi coperti 13.2.14 - Servizi cimiteriali 13.2.15 - Servizi tecnici-amministrativi: Servizi comunali e della protezione civile, tribunali, attrezzature della finanza, per la pubblica sicurezza e militari, stazione dei trasporti, impianti tecnici per la distribuzione di acqua, energia elettrica e gas, impianti per il trattamento dei rifiuti, servizi postelegrafonici e telefonici; 13.2.16 - Spazi scoperti di uso pubblico Corti, slarghi, piazze, parcheggi a raso, campi sportivi, parchi, giardini, prati, alberati, orti urbani. 13.2.17 - Spazi scoperti di uso privato Corti, slarghi, parcheggi a raso, attrezzature sportive, parchi, giardini, campi, prati, alberati, orti urbani. 13.3. Destinazioni non in elenco Qualora nell'attuazione del P.R.G. si ipotizzassero usi non previsti dall'elenco riportato, l'amministrazione comunale potrà assimilarli per analogia a quelli indicati. pag. 16 TIT.III) MODALITA' DI INTERVENTO art. 6 art. 7 art. 8 art. 9 art. 10 Interventi sull'edilizia esistente 1. a) Manutenzione ordinaria 1.1 Manutenzione ordinaria/ opere interne 1.2 Manutenzione ordinaria/ opere esterne 1.3 Manutenzione ordinaria per gli edifici destinati ad attività industriali 2. b) Manutenzione straordinaria 2.1 manutenzione straordinaria/opere interne 2.2 manutenzione straordinaria/ opere esterne 2.3 Manutenzione straordinaria per gli edifici destinati ad attività industriali 3 c) Restauro 4 d) Risanamento conservativo 4 e) Ristrutturazione edilizia 5 f) Ampliamenti 6 g) Demolizione con ricostruzione 7 h) Ristrutturazione urbanistica Interventi di nuova edificazione Cambiamenti della destinazione d'uso Interventi di sistemazione del suolo Dotazione di parcheggi 1. Ubicazione possibile delle aree a parcheggio 2. Regime dei parcheggi 3. Distributori di carburante 4. Piantumazione dei parcheggi 5. Dotazione minima di parcheggi. 6 Incrementi della dotazione minima di parcheggio 7 Adeguamento delle destinazioni non residenziali 8 Reperimento delle dotazioni di spazi a parcheggio pag. 17 TIT.III) MODALITA' DI INTERVENTO art. 6 Interventi sull'edilizia esistente 1. a) Manutenzione ordinaria Gli interventi consistono in opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici ed in opere necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. Gli interventi di manutenzione ordinaria si articolano in opere interne e opere esterne. 1.1 Manutenzione ordinaria/ opere interne: al - pulitura e sostituzione degli intonaci e rivestimenti; a2 - tinteggiatura, riparazione e sostituzione degli infissi e dei serramenti; a3 - riparazione e sostituzione dei pavimenti; a4 - riparazione e sostituzione di impianti tecnologici, idraulico, elettrico, fognario, di riscaldamento, di ventilazione, purché ciò non comporti la creazione di nuovi volumi e superfici e non si tratti di opere di rilevanza tale da modificare elementi e parti significative dell'organismo edilizio. 1.2. Manutenzione ordinaria/ opere esterne: a5 - pulitura degli intonaci e dei rivestimenti, purché eseguiti senza modificare preesistenti aggetti, ornamenti e partizioni architettoniche, materiali e colori, ossia in generale gli elementi tecnomorfologici caratterizzanti. Le opere devono in ogni caso riguardare gli interi prospetti degli edifici; a6 - ripristino, degli intonaci e dei rivestimenti, purché eseguiti senza modificare preesistenti aggetti, ornamenti e partizioni architettoniche, materiali e colori, ossia in generale gli elementi tecnomorfologici caratterizzanti; a7 - tinteggiatura, riparazione e sostituzione degli infissi e dei serramenti senza modificare materiali e partiture; a8 - riparazione e sostituzione dei manti di copertura dei tetti senza modificare materiali e modalità di posa; a9 - riparazione e sostituzione di grondaie e canne fumarie senza modificare la posizione e le caratteristiche dimensionali esistenti; a10 - installazione di impianti solari e di pompe di calore destinati alla produzione di acqua e di aria calda, con estensione dell'impianto idro—sanitario già in opera, ai sensi dell 'art. 5 della Legge n. 308/1982. a11 - riparazione e sostituzione delle pavimentazioni senza modificare i materiali e le modalità di posa; a12 - tinteggiatura, riparazione e sostituzione delle recinzioni senza modificarne materiali, posizioni, forma e dimensione. a13 riparazione o rifacimento parziale dei muri di contenimento di altezza inferiore a mt.2, senza alterazione di materiali, forme e dimensioni. 1.3 Manutenzione ordinaria per gli edifici destinati ad attività industriali Per gli edifici destinati ad attività industriali ed artigianali sono interventi di manutenzione ordinaria anche le riparazioni degli impianti di lavorazione che incidano sull'edificio attraverso l'esecuzione delle opere di cui sopra. 2. b) Manutenzione straordinaria Gli interventi consistono in opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire singoli elementi degradati dell'edificio, anche quelli strutturali, nonché' per realizzare ed integrare i servizi igienico—sanitari e tecnologici senza alterare i volumi esistenti. Gli interventi di manutenzione straordinaria si articolano in opere interne ed opere esterne. 2.1. Manutenzione straordinaria/opere interne: b1 - modifica, apertura e chiusura di porte; b2 - demolizione con ricostruzione di tramezzi (ossia tavolati verticali con sola funzione dividente), con o senza modifiche dei materiali; b3 - adeguamento delle murature perimetrali, delle coperture, dei solai ai fini della coibentazione termica ed acustica; b4 - realizzazione ed integrazione di servizi igienico—sanitari e tecnologici purché non comportino modifiche dell'organismo edilizio; b5 - demolizione con ricostruzione di parti ammalorate delle fondazioni o dei muri portanti con o senza modifiche dei materiali; pag. 18 b6 consolidamento, demolizione con ricostruzione di parti ammalorate di solai, volte e scale, anche con materiali diversi ma senza modifica di quota; b7 - rifacimento dell'armatura minuta del tetto senza modifica di forma e quota (di imposta e di colmo) con o senza modifiche di materiali. 2.2. Manutenzione straordinaria/ opere esterne: b8 - rifacimento e realizzazione di tinteggiature, intonaci, rivestimenti e pavimenti anche con caratteristiche diverse da quelle esistenti; b9 - sostituzione di infissi e serramenti con caratteristiche diverse da quelle esistenti e messa in opera di infissi con doppio vetro a camera, di doppi infissi ed inferriate; blO - rifacimento e sostituzione dei manti di copertura dei tetti con materiali diversi da quelli esistenti; b11 - modifica e realizzazione delle recinzioni ed altre sistemazioni di parti esterne; b12 - inserimento di vespai, isolamenti termo— acustici ed altre impermeabilizzazioni. b13 - apertura di finestre in locali privi di illuminazione diretta dall'esterno,purché il locale non diventi abitabile in base alle norme del regolamento d'igiene. 2.3. Manutenzione straordinaria per gli edifici destinati ad attività industriali Per gli edifici destinati ad attività industriali ed artigianali sono interventi di manutenzione straordinaria anche le opere e le modifiche necessarie agli impianti di lavorazione e quelle finalizzate all'adeguamento tecnologico che incidano sull'edificio attraverso l'esecuzione delle opere di cui sopra. 3 c) Restauro Gli interventi consistono in un insieme sistematico di opere finalizzato a ripristinare l'organismo edilizio esistente nei suoi caratteri tipologici, strutturali, tecno—morfologici e linguistici consentendone una destinazione d'uso compatibile. Il restauro può comportare interventi sulle strutture non resistenti interne, sulle aperture e su altre parti esterne, purché nel rispetto degli elementi tecno—morfologici caratterizzanti; modificazione degli elementi della struttura resistente nel rispetto del comportamento statico globale dell'organismo edilizio; eliminazione di elementi e parti che alterino l'organismo edilizio compromettendone stabilità e fruibilità. Ricostruzione di parti dell'edificio crollato o demolito, comunque in presenza di adeguata documentazione; conservazione e ripristino di spazi liberi corti, slarghi, chiostri, orti, ecc.) 4 d) Risanamento conservativo Gli interventi consistono in un insieme sistematico di opere finalizzate all'utilizzo dell'organismo edilizio, anche attraverso l'inserimento di elementi accessori e impianti richiesti dall'uso previsto, ma comunque rispettando la struttura esistente e gli elementi tecno—morfologici caratterizzanti. Il risanamento conservativo può comportare: modifiche distributive interne senza alterazione del numero delle unità abitative; la installazione di impianti tecnici riguardanti l'intero organismo edilizio (ascensori, montacarichi e simili) senza volume aggiuntivo; inserimento di volumi accessori, doppi pavimenti, controsoffittature strutturali, scale interne, soppalchi ovvero elementi accessori con le caratteristiche definite dal vigente Regolamento Edilizio, senza alterazione delle strutture esistenti; inserimento di impianti idro—sanitari, elettrici e termici centralizzati anche con alterazioni della consistenza fisica dell'edificio e modifiche delle superfici e volumi esistenti. 5 e) Ristrutturazione edilizia Gli interventi consistono in un insieme sistematico di opere che possono portare fino alla creazione di un organismo edilizio difforme dal precedente, anche per quanto riguarda l'articolazione distributiva, ferma restando la sua riconoscibilità tipologica e morfologica. Sono da considerarsi interventi di ristrutturazione edilizia tutti quelli che modificano. il reticolo strutturale degli edifici e gli elementi tecno—morfologici Gli interventi di ristrutturazione edilizia si articolano in: e1 - riorganizzazione interna delle singole unità immobiliari con modifica degli elementi strutturali non portanti, senza alterazione dei volumi e delle superfici; e2 - realizzazione di servizi igienici con aumento del volume esistente; e3 - rialzamento dell'ultimo piano senza creazione di nuova unità immobiliare; e4 - parziale riorganizzazione distributiva dell'edificio; e5 - modifica degli elementi strutturali orizzontali portanti fino allo svuotamento dell'edificio. 6 f) Ampliamenti Gli interventi consistono in aggiunte di volumi in altezza o in aderenza. Sono considerati ampliamenti pag. 19 gli interventi che non modificano i caratteri tipologici dell'edificio e le destinazioni d'uso. 7 g) Demolizione con ricostruzione Gli interventi di demolizione con ricostruzione si articolano in: g1 - demolizione di una parte dell'edificio e sua ricostruzione con caratteristiche tipologiche, volumetriche, funzionali analoghe: si tratta in questo caso di sostituzioni parziali; g2 - demolizione di una parte dell'edificio e sua ricostruzione modificandone le caratteristiche; g3- demolizione totale e costruzione di un nuovo edificio analogo a quello preesistente per tipo, volume e funzioni: si tratta in questo caso di sostituzione; g4 - totale demolizione e costruzione di un nuovo edificio totalmente o in parte difformi da quello preesistente. 8 h) Ristrutturazione urbanistica Gli interventi di ristrutturazione urbanistica consistono in un insieme sistematico di opere (compresa la demolizione parziale o totale degli edifici esistenti con o senza ricostruzione) finalizzati a ridefinire il principio e la regola insediativa esistenti. Gli interventi di ristrutturazione urbanistica si articolano in: h1 - modifica e trasformazione dei tipi edilizi; h2 - modifica della suddivisione dei lotti; h3 - modifica del rapporto tra spazio pubblico e privato; h4 - modifica dei tracciati stradali; h5 - trasformazione complessiva del rapporto tra spazi edificati e non. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 9 Categorie d’intervento sugli edifici. Gli interventi ammessi per ogni singola unità edilizia esistente sono specificati in modo puntuale all’interno delle “Norme di livello edilizio fondiario”. Ad ogni edificio esistente alla data dell’adozione del P.R.G. è stata assegnata una categoria di livello edilizio/fondiario riportata sulle tavole di P.R.G. La categoria MA4 erroneamente riferita a taluni fabbricati esistenti non è contemplata nella disciplina di Livello Edilizio Fondiario. Tale indicazione deve pertanto essere letta come MA1. Ai fabbricati che, nella cartografia di P.R.G., risultino privi di indicazione di categoria, si assegna in via transitoria la categoria MA1 se abitativi alla data di approvazione del P.R.G., e la categoria MA3 “manutenzione ordinaria e straordinaria”, se non abitativi. I proprietari dei fabbricati privi di indicazione di categoria o con indicazione ritenuta non corrispondente ai caratteri tipologico-funzionali dell’edificio stesso, possono proporre alla Amministrazione Comunale una diversa classificazione utilizzando la scheda di rilievo predisposta. La riclassificazione, previo parere del Responsabile del Settore Urbanistica è deliberata dal Consiglio Comunale secondo le procedure di legge. art. 7 Interventi di nuova edificazione (1) Variante PRG con Del. CC n° 67 del 07.08.2001 – appr. con DPP n° 18601 prot. 12272 del 03.05.2002. Gli interventi interessano le aree non edificate al momento di adozione del PRG Essi consistono nella costruzione di un edificio che risponda a caratteristiche tipologiche analoghe a quelle degli edifici confinanti. Le nuove edificazioni sono regolate dalle tabelle inserite nella normativa dei tessuti e dalle indicazioni contenute negli elaborati delle Aree progetto. Nelle aree a destinazione d’uso residenziale o agricolovf , per le quali la normativa preveda la possibilità di edificare attraverso il ricorso a concessione edilizia diretta, ove si proceda ad interventi edificatori con frazionamento di aree, o tali da interessare opere infrastrutturali eccedenti i semplici allacci alle reti di urbanizzazione primaria, si applica quanto stabilito dall’art. 49 della L.R. 36/97, seguendo le procedure previste. art. 8 Cambiamenti della destinazione d'uso 1. L'intervento consiste nel cambiamento della destinazione d'uso anche senza che ciò comporti opere fisiche. Esso può riferirsi agli usi principali ed alle articolazioni dello stesso; 2. Il cambiamento di un uso principale con un altro, di un tipo di attività economica o di servizio con un'altra e di un tipo di servizio pubblico con un altro, è soggetto a concessione edilizia nei casi in cui sia pag. 20 necessario il titolo abilitativo edilizio in base alla legislazione vigente; l'intervento è sempre soggetto anche in assenza di opere al rilascio di autorizzazione edilizia sulla base di apposita dichiarazione resa dal richiedente sottola sua responsabilità. La prescrizione si applica su tutte le aree del Territorio Comunale. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. art. 9 Interventi di sistemazione del suolo 1. Gli interventi consistono nella sistemazione delle aree non edificate attraverso opere di piantumazione, pavimentazione, trattamento del terreno. Essi comprendono la costruzione di infrastrutture, impianti e attrezzature in superficie ed in profondità. 2. Sono interventi di sistemazione del suolo: 2.1. - distruzioni, sostituzione, rinnovo della copertura vegetale del suolo connessi alla realizzazione di piazzali, spiazzi, ecc 2.2. - ripristino e nuova realizzazione di recinzioni 2.3. - movimenti di terra 2.4. - opere di sostegno dei terreni 2.5. - opere per il ripristino dei corsi d'acqua, delle fossette, degli scoli, ecc. 2.6. - costruzione di impianti per la distribuzione dell'energia elettrica e delle altre reti 2.6.1. - il lotto minimo e le tipologie sono stabiliti secondo i seguenti parametri:superficie del lotto=200% della S.U. dell'attrezzatura prevista; tipologia del manufatto: di forma e stereometria regolari (a pianta quadrata o rettangolare) con intonaco al civile nei tessuti di piano e con rivestimento in pietra faccia a vista nei tessuti di colle. 2.6.2 L’installazione di impianti irradianti campi elettromagnetici nelle frequenze comprese tra 100 Khz e 300 Ghz, deve sottostare alle seguenti prescrizioni di distanza, calcolata in linea d’aria: • Per impianti di potenza superiore a 7 W 200 ml dal perimetro esterno degli edifici in cui risiedano, operino professionalmente o permangano persone per almeno 4 ore al giorno, e comunque di aree destinate a civile abitazione, edifici pubblici, asili, scuole di ogni ordine e grado, strutture e attrezzature sanitari, giardini e parchi comunali, strutture ad uso collettivo, centri sportivi e aggregazione e relative pertinenze. • Per impianti di potenza inferiore a 7 W la distanza prevista al comma precedente è ridotta a ml 100. (5) Variante PRG con Del. CC n° 60 del 30.10.2003 – appr. con DPP n° 36777 del 21.09.2004. L’installazione di impianti irradianti campi elettromagnetici e/o sistemi fissi per telecomunicazione e radiotelevisivi è vietata sugli immobili vincolati ai sensi della L.1089/39 così come integrata dal D.L. 25/10/99 n°490. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. Non costituiscono oggetto delle presenti limitazioni le installazioni e le stazioni militari, della protezione civile, delle reti radio necessarie per le attività di soccorso e vigilanza, nonché quelle indispensabili per la sicurezza del traffico nelle reti ferroviarie ed autostradali. 2.6.3 Le antenne private per la ricezione delle trasmissioni radio-televisive, comprese le antenne per la ricezione satellitare, devono essere centralizzate e collocate sul solaio di copertura, essendo assentibile una sola installazione per ogni unità edilizia. art. 10 Dotazione di parcheggi 1. Ubicazione possibile degli spazi di sosta e parcheggio Possono essere ricavati: 1.1. nelle zone per parcheggi pubblici indicate nelle planimetrie del P.R.G.; 1.2. nelle zone per la viabilità, come previsto dalle presenti norme, anche se non indicati espressamente dalle planimetrie, in base al progetto esecutivo dei singoli tronchi stradali; 1.3. in tutte le zone pubbliche o private, in base ai parametri indicati dalle presenti norme. 3. Regime dei parcheggi Gli spazi di sosta e parcheggio si distinguono in : a) pertinenziali b) non pertinenziali ma direttamente funzionali alle destinazioni d'uso previste nell'unità edilizia . c) non pertinenziali e non funzionali ad interventi edilizi. pag. 21 d) pubblici ad accesso libero; e) realizzati e gestiti in base a convenzione con l'Ente pubblico che ne regolamenta le modalità d'uso , di gestione e fruizione. 4. Distributori di carburante Nei parcheggi e autorimesse di cui ai commi 10.1.1. e 10.1.2 possono essere ricavati distributori di carburante curando la fluidità del traffico fra il distributore e la viabilità e nel rispetto delle leggi in materia. 5. Piantumazione dei parcheggi In tutti i parcheggi al livello stradale ove possibile saranno messe a dimora piante di alto fusto. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 6. Dotazione minima di parcheggi pertinenziali Le nuove costruzioni (NE), i cambi di destinazione d’uso per superfici superiori al 30% della SU esistente, nonché gli interventi comportanti incremento del numero di unità immobiliari e/o della SU superiore al 30% della SU esistente sono subordinati all’asservimento delle superfici a parcheggio pertinenziale nella misura prevista dall’Art. 2, comma 2, della L. 24/3/89 n° 122, pari a 1 mq di parcheggio per ogni 10 mc di costruzione. Per le destinazioni commerciali, occorre predisporre una dotazione aggiuntiva di “parcheggi pertinenziali per la clientela e di spazi per la sosta e movimentazione dei veicoli, secondo i parametri della L.R. n° 29 del 27.4.99, “determinazione degli indirizzi e dei criteri commerciali e di urbanistica commerciale ai sensi del D.Lgs. 31.3.98 n° 144”. 7. Dotazione minima di parcheggi pubblici. 7.1 Per gli interventi soggetti a SUA o a concessione edilizia convenzionata dovranno inoltre essere asservite ad uso pubblico o destinate a parcheggio pubblico le seguenti percentuali della SU distinte per destinazioni d’uso: 7.1.1 Residenza Unità abitative 25% 7.1.2 Attività industriali ed artigianali. Fabbriche ed officine 40% Magazzini e depositi 20% Attività di trasformazione e conservazione Dei prodotti agricoli e zootecnici 25% 7.1.3 Attività artigianali compatibili con la residenza. Laboratori, forni, pasticcerie, attività di manipolazione di sostanze non inquinanti ed assimilabili 35% 7.1.4 Attività economiche di servizio. Alberghi, motel, pensioni. 35% della SU e comunque 1,2 posti auto per ogni stanza. Ristoranti 150% Bar 30% Residences e residenze turistico-alberghiere 25% 7.1.5 Attività commerciali, servizi ed attrezzature di uso pubblico. Attività commerciali con SU: − Fino a 400 mq 100% − Fino a 1000 mq 120% − Oltre i 1000 mq 150% 7.1.6 Attività direzionali. Banche, uffici, attività professionali 80% pag. 22 (3) Variante PRG con Del. CC n° 57 del 03.10.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 7.2 Il rilascio di concessione edilizia diretta per le nuove costruzioni è subordinato all’asservimento nel lotto di appartenenza ( o su lotti attigui di proprietà sventi le caratteristiche previste al punto 8.1) di aree destinate a parcheggi di uso pubblico secondo i parametri sotto riportati. 7.2.1 Negli interventi produttivi di cui ai punti 7.1.2, 7.1.3 e 7.1.4 la superficie da destinare a parcheggi pubblici (escluse le sedi varie) deve essere pari ad almeno 10% della superficie fondiaria del lotto. 7.2.2 Per le destinazioni commerciali e direzionali di cui ai punti 7.1.5 e 7.1.6 le aree da destinare a parcheggi pubblici (escluse le sedi varie) devono essere in misura non inferiore a 80 mq/100mq di S.U. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 8 Reperimento delle dotazioni di spazi a parcheggio pertinenziale Qualora, per impedimenti oggettivi, non fosse possibile ricavare le superfici a parcheggio nell'ambito del lotto, ovvero nelle immediate adiacenze, ne è consentito: 8.1 il reperimento al di fuori purché a distanza non superiore a mt. 200 e funzionalmente collegati all'insediamento. 8.2 la monetizzazione nella misura stabilita con apposita deliberazione dal CC e finalizzata alla realizzazione di parcheggi a servizio del tessuto e/o della parte. 8.3 Le alternative indicate ai punti 8.1 e 8.2 non sono applicabili ai parcheggi pertinenziali per la clientela e agli spazi per la sosta e la movimentazione dei veicoli, previsti dalla L.R. n° 29 del 27.4.99 pag. 23 TIT. IV) PROCEDURE DI INTERVENTO Art.11 Procedure di attuazione del PRG 1. Generalità 2. Elaborati richiesti per gli interventi Art. 12 Procedure di intervento preventivo 1. Generalità 2. SUA di iniziativa pubblica 3. I SUA di iniziativa privata sono 4. Procedure di formazione e di approvazione dei SUA Art. 13 - Procedure di intervento diretto 1. Applicazione delle procedure 2 Concessione Edilizia 2.1 Concessione Edilizia Diretta 2.2. Concessione Edilizia Convenzionata 3. Autorizzazione Edilizia pag. 24 TIT. IV) PROCEDURE DI INTERVENTO art.11 Procedure di attuazione del PRG 1. Generalità Gli strumenti di attuazione si distinguono in interventi preventivi ed interventi diretti. Gli strumenti di attuazione devono rispettare tutte le destinazioni e prescrizioni di P.R.G. indicate nelle planimetrie e previste dalle presenti norme. (2) Elaborati richiesti per gli interventi (2.1) Per gli interventi ricompresi nelle Aree Progetto la documentazione dovrà essere corredata dalla scheda relativa compresa nelle Norme tecniche. (2.2) Per tutti gli interventi dovrà essere presentato uno stralcio delle Tavole 1:2.000 e delle Norme tecniche contenente la normativa del tessuto di appartenenza. Art. 12 Procedure di intervento preventivo 1 Generalità Si applica obbligatoriamente soltanto in determinate zone del territorio comunale indicate dalle planimetrie, dalle norme e richiede una progettazione urbanistica di dettaglio intermedia fra il P.R.G. e l'intervento diretto. L'intervento preventivo può essere di iniziativa pubblica o privata. 2. SUA di iniziativa pubblica: I SUA di iniziativa pubblica sono: - piani particolareggiati d'esecuzione, di cui all'art. 13 della legge 17 .8.1942 n ° 1150; - piani delle aree destinate all'edilizia economica e popolare, di cui alla legge 18.4.1962 n° 167; - piani delle aree destinate agli insediamenti produttivi, di cui agli art. 22 e 23 della L. R.24/1987; - piani di recupero del patrimonio edilizio esistente di iniziativa comunale, di cui all'art. 28 della legge 5.8.1978 n° 457. 3. I SUA di iniziativa privata sono: - ex piani di lottizzazione convenzionata, di cui all'art. 10 della legge 6/8/1967 n° 765 - piani di recupero del patrimonio edilizio esistente di iniziativa privata di cui all'art. 30 della legge 5.8.1978 n° 457. 4. Procedure di formazione e di approvazione dei SUA Le procedure di formazione e di approvazione dei SUA di cui ai commi 12.2 e 12.3 sopraindicati dovranno essere conformati ai disposti della LR n° 24/1987. Art. 13 - Procedure di intervento diretto 1. Applicazione delle procedure In tutte le zone del territorio comunale dove non sia prescritto l'intervento preventivo è possibile l'intervento diretto. Nelle zone dove è prescritto l'intervento preventivo, successivamente a questo si applica l'intervento diretto. 2 Concessione Edilizia La Concessione Edilizia è disciplinata dalla legge 28.1.1977 n°10 e successive eventuali modifiche. Nel regime di attuazione del PRG si distingue 1 Concessione Edilizia Diretta Il rilascio è subordinato: - alla presentazione di una adeguata cauzione o fidejussione a garanzia della esecuzione, entro i termini della concessione stessa, dei lavori di sistemazione esterna previsti dal progetto, ivi compresi gli allacciamenti ai pubblici servizi; - all'asservimento alle singole u.i. componenti l'unità edilizia delle superfici a parcheggio di cui all'art .10. (2) Variante PRG con Del. CC n° 42 del 01.07.2002 – appr. con DPP n° 1420 del 15.01.2003. 2.1.1 Nelle NE la concessione edilizia viene rilasciata qualora il richiedente dimostra di possedere una potenzialità edificatoria, calcolata con l’indice fondiario (If) della porzione di tessuto d’appartenenza, tale da consentire la realizzazione di almeno un’unità edilizia minima, avente SU uguale o maggiore a 75 mq. pag. 25 Sulla stessa proprietà catastale è possibile realizzare una seconda unità edilizia se il valore ( n° max U.E.)*(Sup lotto)/(Sup Fondiaria) è superiore a 2; è possibile realizzare una terza unità edilizia se il valore ( n° max U.E.)*(Sup lotto)/(Sup Fondiaria) è superiore a 3; ecc. Il numero massimo di unità edilizie previste per le NE ( n° max U.E. ), nelle singole porzioni di tessuto, potrà essere superato di una sola unità, qualora il richiedente finale che possieda una potenzialità edificatoria minima (tale, cioè, da consentirgli la realizzazione di un’unità edilizia minima, avente SU uguale o maggiore a 75 mq) dimostri che tale intervento completa la potenzialità edificatoria dell’area. 2.2. Concessione Edilizia Convenzionata Il rilascio è subordinato alla stipula di una apposita Convenzione che, oltre a quanto prescritto al punto 13.2.1, stabilisca: - le modalità di attuazione, delle opere di urbanizzazione previste dal regime dell'AP o tessuto o Norma Puntuale nella quale l'intervento è ricompreso - le modalità ed i termini per la cessione delle aree relative alle opere di cui sopra - le garanzie cauzionali o fidejussorie 3 Autorizzazione edilizia (STRALCIATO) Sono soggetti ad Autorizzazione Edilizia gli interventi di manutenzione straordinaria che non comportino cambiamenti d destinazione d’uso. Sono comunque oggetto di Concessione Edilizia gli interventi negli edifici soggetti ai vincoli previsti dalle Leggi 1.6.1939 n° 1089 e 29.6.1939 n° 1487. Non necessitano di autorizzazione gli interventi di manutenzione ordinaria pag. 26 TIT V) CATEGORIE DI LIVELLO TERRITORIALE (artt. stralciati) Art.14 Rapporto con gli strumenti sovraordinati 14.1. 14.2. PTCP Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico PF Piano di Parco Fluviale pag. 27 TIT VI) CATEGORIE DI LIVELLO LOCALE Art.15 -Suddivisione del territorio in parti pag. 28 TIT VI) CATEGORIE DI LIVELLO LOCALE Art.15 -Suddivisione del territorio in parti Il territorio è suddiviso nelle seguenti "parti" 0 VALLECOLA DURASCA 1 VERSANTE TRA VALERIANO E VAL DURASCA 2 CRINALE DI VALERIANO 3 VERSANTE TRA VALERIANO E VALLECOLA BOTTAGNA 4 VALLECOLA DI BOTTAGNA 5 BOTTAGNA - PIANO DI VALERIANO 6 BUONVIAGGIO - M.TE BEVERONE 7 VERSANTE TRA VEZZANO - BUONVIAGGIO - VALLECOLA DI BOTTAGNA 8 CRINALE VEZZANO - M.TE BEVERONE 9 VERSANTE TRA VEZZANO - M.TE BEVERONE E FABIANO PRATI 10 CENTRO STORICO DI VEZZANO E ZONE LIMITROFE 11 VERSANTE TRA CENTRO STORICO E RIPA 12 CRINALE DI FABIANO 13 VERSANTE TRA VEZZANO E PRATI 14 PRATI 15 MASIGNANO 16 FORNOLA 17 PARCO FLUVIALE 18 PIANO DI VEZZANO II 19 PIANO DI VEZZANO I 20 LAGOSCURO Il Prg fornisce in ogni "parte" per Ai Assetto insediativo: L'Indirizzo normativo generale come risulta da: a) Schema delle categorie di intervento di livello puntuale applicate ai tessuti e/o agli insiemi omogenei componenti la "parte" b) Schema di organizzazione degli Spazi aperti e delle attrezzature pubbliche in grado di ridurre a sistema i luoghi d'uso pubblico che concorrono alla ridefinizione dell' assetto insediativo. Aa Assetto ambientale Schema di riqualificazione recupero e tutela dei beni storico culturali ambientali e testimoniali .si esprime attraverso: - progetti di recupero paesistico ambientale (ex art 9 L.R. n°6 del 2/05 1991); - progetti di sistemazione (per aree assoggettate dal PTCP ad obbligo di SUA vedere quali); - Valutazioni di impatto ambientale - Programmi di riassetto agro forestale ecc. Av Assetto infrastrutturale (viabilità) Schema di organizzazione degli interventi sulla viabilità Condizionato dagli scenari di LT per le grandi direttrici Fornisce l'elenco degli interventi previsti nella parte in relazione ai ruoli di progetto assegnati agli elementi che compongono la rete e agli elementi che definiscono una strada (vedi tit. X) pag. 29 TIT VII) CATEGORIE DI LIVELLO PUNTUALE art. 16 16.1. art. 17 art. 18 art. 19 art. 20 art. 21 Contenuti ed applicazione delle norme di livello puntuale Caratteri dell'insediamento Tessuti, generalità ed elenco Aree Progetto ANI / AREA NON INSEDIATA BAT/CO AREE BOSCATE AREE RICOMPRESE NEL PERIMETRO DI PARCO FLUVIALE 21.1. Generalità pag. 30 TIT VII) CATEGORIE DI LIVELLO PUNTUALE art. 16 Contenuti ed applicazione delle norme di livello puntuale 16.1. Caratteri dell'insediamento Il territorio delle parti è suddiviso in tessuti ed aree. Per ciascuno dei tessuti è stato riconosciuto il tipo di insediamento, riutilizzando le categorie del PTCP. Le modalità insediative previste NI (Nuclei Isolati), Is (Insediamenti Sparsi), Id (Insediamenti Diffusi) sono state suddivise in sottoclassi di diverso grado. Per ciascuna delle aree è stato riconosciuto il diverso carattere di ANI (Aree non Insediate) BAT (Boschi) e di aree sottoposte alla disciplina di Parco fluviale. La suddivisione dell'assetto di livello locale è stata così definita AI Attrezzature e Impianti IS (Insediamento Sparso) ISs a' Sparso Seriale di Piano su Percorso Principale ISs a" Sparso Seriale di Piano su Percorso Secondario ISs a"' Sparso Seriale di Piano su Rete di Distribuzione ISs b' Sparso Seriale di Vallecola su Percorso Principale ISo a"' Sparso Occasionale di Piano su Rete di Distribuzione ISo b' Sparso Occasionale di Vallecola su Percorso Principale ISo b" Sparso Occasionale di Vallecola su Percorso Secondario ISo c Sparso Occasionale di Pedecollinare ISo d' Sparso Occasionale di Versante su Percorso Principale ISo d" Sparso Occasionale di Versante su Percorso Secondario ISo d"' Sparso Occasionale di Versante su Rete di Distribuzione ISo e' Sparso Occasionale di Crinale su Percorso Principale ISo e" Sparso Occasionale di Crinale su Percorso Secondario ISo e"' Sparso Occasionale di Crinale su Rete di Distribuzione ISo d"' Sparso Occasionale di Crinale su Rete di Distribuzione ID (Insediamento Diffuso) IDs a' Diffuso Seriale di Piano su Percorso Principale IDs a" Diffuso Seriale di Piano su Percorso Secondario IDs a"' Diffuso Seriale di Piano su Rete di Distribuzione IDs b' Diffuso Seriale di Vallecola su Percorso Principale IDs d' Diffuso Seriale di Versante su Percorso Principale IDs d" Diffuso Seriale di Versante su Percorso Secondario IDs e Diffuso Seriale di Crinale IDs e' Diffuso Seriale di Crinale su Percorso Principale IDs e"' Diffuso Seriale di Crinale su Rete di Distribuzione IDo a' Diffuso Occasionale di Piano su Percorso Principale IDo c Diffuso Occasionale di Pedecollinare IDo d Diffuso Occasionale di Versante NI ME NUCLEO ISOLATO MANUFATTO EMERGENTE ANI Area non insediata BAT Aree Boscate PF Aree sottoposte alla disciplina di Parco Fluviale art. 17 Tessuti, generalità ed elenco Il territorio insediato è stato suddiviso in tessuti il cui elenco è dato di seguito. Per ciascun tessuto è dato un regime riportato nell'Allegato A - Normativa di livello puntuale tessuti. (5) Variante PRG con Del. CC n° 07 del 23.03.2006 – appr. con DPP n° 51028 del 11.09.2006. 1 NORME GENERALI PREVALENTI. 1.1 Recinzioni Su tutto il territorio insediato, le prescrizioni dettate dall’Amministrazione Provinciale e da altri pag. 31 Enti, in materia di sicurezza stradale e di garanzia della visibilità, prevalgono sulle norme specifiche contenute nell’articolato dell’allegato A, concernenti la realizzazione di nuove recinzioni o di modifica di quelle esistenti. Restano valide, qualora non in contrasto con suddette prescrizioni, le indicazioni,ivi contenute, sui materiali e sui colori da utilizzare. TESSUTO NUM art Principio Insediativo Categorie di int. L.P. A.R. LOCALIZZAZIONE 17. .00 0/ 0 ANI TR-AI 17. 17. 17. 17. .01 .02 .03 .04 1/ 1/ 1/ 1/ 1 2 3 4 ISo d"' ISo d"' ISo d"' ISo d"' MA MA MA MA 1 Versante Sotto Pozzo - Monte Mezzano 1 Terrarossa 5 Versante vicino canale CIOSO 5 Versante LAVACERA - RONCO - CANAIA 17. 17. 17. 17. 17. 17. .05 .06 .07 .08 .09 .10 2/ 2/ 2/ 2/ 2/ 2/ 1 2 3 4 5 6 NI ISs e' ISo e' ISo e' ISo e' ISo e' MA MA MA MA MA MA 1 C.S. Valeriano 1 Crinale di M. Albano-Valeriano(P.E.E.P.) 1 Crinale di M. Albano-Valeriano(parte centrale) 1 Crinale di M. Albano-Valeriano(parte superiore) 1 Crinale Valeriano-Bottagna (Groppo) 5 Crinale Villa superiore-Favara-Cornaro 17. 17. 17. 17. 17. 17. .11 .12 .13 .14 .15 .16 3/ 3/ 3/ 3/ 3/ 3/ 1 2 3 4 5 6 ISo d"' ISo d' ISo d"' ISo d"' ISo d"' ISo d"' MA MA MA MA MA MA 1 Cimitero versante Cosumelia 1 Versante Mandola 1 Versante Ombreseda-Mesarezza-Borrone 1 Versante Cravarezza 2 Versante vicino Lupinara 5 Versante Tassonara- Villa di sotto 17. 17. 17. 17. 17. .17 .18 .19 .20 .21 4/ 4/ 4/ 4/ 4/ 1 2 3 4 5 IDs b' ISo b' ISo c IDs b' ISo c CO MA MA CO MA 2 5 2 2 2 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. .22 .23 .24 .25 .26 .27 .28 .29 .30 .31 .32 .33 5/ 1 ID 5/ 2 IDsa' 5/ 3 ME 5/ 4 IDs b' 5/ 5 IDoc 5/ 6 IDs a' 5/ 7 IDs a" 5/ 8 ISo d" 5/ 9 IDoa" 5/ 10 ID 5/ 11 IDs a" 5/ 12 ISs a' MO - A MO - A CE CO MO - A MA CO MA MO - A MO - A MA TR / MA 5 Nucleo di Bottagna 5 Piana sotto S. Prospero 5 S. Prospero 5 Vallecola di Bottagna parte centrale 5 Pedecollinare Bottagna 5 Zona produttiva lungo Via Provinciale Bottagna 5 Tra Provinciale e fiume Magra 5 Versante su strada della Canaia 5 Zona artigianale P.d.Valeriano 5 Nucleo di Piano di Valeriano 5 Zona produttiva lungo il Durasca 5 Piana vicino Torrente Durasca 17. 17. 17. 17. 17. 17. .34 .35 .36 .37 .38 .39 6/ 6/ 6/ 6/ 6/ 6/ MA CO MA MA MA MA 2 Buonviaggio 2 Fortino del Buonviaggio 2 Vallecola Cerretta 2 Versante Buonviaggio 2 Pedecollinare Buonviaggio 2 Località Querciola 1 2 3 4 5 6 IDs b' ID ISs b' IDo d IDo c ISo d Vallecola DURASCA Vallecola di Bottagna Vallecola Buonviaggio -inizio Bottagna Pedec. Buonviaggio-Bottagna Locaro Zona Industriale Vallecola Buonviaggio Pedec. Buonviaggio-Bottagna vicino al Forte pag. 32 17. 17. 17. 17. 17. .40 .41 .42 .43 .44 6/ 7 IS 6/ 8 ISo d"' 6/ 9 IDs d' 6/ 10 ME 6/ 11 ISo d"' MA MA CO CE MA 2 S. Grilla 2 Versante Beverone - Serra 2 Località Carozzo 2 Villa Quaglia 2 Versante M.te Beverone 17. 17. 17. .45 .46 .47 7/ 7/ 7/ 1 ISo e" 2 ISo e" 3 ISo e"' MA MA MA 2 Crinale della Cerretta - Lozzana 2 Crinale Bastia - LOZZANA 2 Crinale Fornelli - Fattori 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. .48 .49 .50 .51 .52 .53 .54 .55 7/ 4 ISo e"' 7/ 5 ISo d"' 7/ 6 ISo d"' 7/ 7 ISo e" 7/ 8 ISo d"' 7/ 9 ISo d"' 7/ 10 ISo d"' 7/ 11 ISo d"' MA MA MA MA MA MA MA MA 2 Crinale CERTOPIANO 3 Versante di FORNELLI 2 Versante COBBIA - VALLA 2 Crinale GABBIOLA 5 Versante COBBIA inferiore 5 Versante MERETA 5 Versante sopra CAVA di Bottagna 3 Versante di CORONGIOLA - MONTEBONO 17. .56 8/ 1 ISo e' MA 17. .57 8/ 2 IDs e' CO 2 Terminale del crinale Vezzano - M. Beverone -F.te Bastia 3 Inizio crinale Bastia 17. 17. 17. .58 .59 .60 9/ 9/ 9/ 1 ISo d" 2 ISo d"' 3 ISo d"' MA MA MA 3 Versante COLOMBERA - S.SIRO 3 Versante RONCO-PRATOLA-ARABUONA 4 Versante di FABIANO sopra Molinello 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. .61 .62 .63 .64 .65 .66 .67 .68 .69 .70 .71 10/ 1 NI 10/ 2 NI 10/ 3 NI 10/ 4 IDs e' 10/ 5 ISo d" 10/ 6 ME 10/ 7 ISo d" 10/ 8 ME 10/ 9 IDs d" 10/ 10 IDs e"' 10/ 11 ISo d"' MA MA MA MA MA CE MA CE CO CO MA 3 VEZZANO ALTO 3 Vezzano (collegamento nuclei storici) 3 VEZZANO BASSO 3 Crinale sopra MAD. DEL CARMINE (S. Maria) 3 Versante NADALE-INA CASE-S.MARIA 3 Cimitero Ns. MAD. DEL CARMINE 3 Caffaggio 3 Cimitero VEZZANO SUPERIORE 3 Versante SOTTO CASTELLO 3 Crinale VALLA e SOTTO CASTELLO 3 Versante loc. FONTANAZZA 17. 17. .72 .73 11/ 11/ 1 ISo e'' 2 ISo d"' MA CE 3 Crinale di GARANA 3 Versante della RIPA 17. 17. 17. .74 .75 .76 12/ 12/ 12/ 1 IS 2 ISo e 3 ISo e MA MA MA 4 Nucleo di FABIANO 4 Crinale di FABIANO 3 Crinale di FABIANO 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. .77 .78 .79 .80 .81 .82 .83 .84 .85 .86 .87 13/ 1 ISo d"' 13/ 2 ISo e' 13/ 3 ME 13/ 4 ISo d"' 13/ 5 ISs e" 13/ 6 ISo d"' 13/ 7 ISo e' 13/ 8 ISo d"' 13/ 9 IDs e' 13/ 10 ISo d"' 13/ 11 ISo d"' MA MA CE MA MA MA MA MA MA MA MA 3 Versante del BOTRO-CAFFAGGIO 3 Crinale del CAFFAGGIO 3 VILLA De NOBILI 3 Versante lungo strada loc. GIARDINO 3 Crinale tra LAVAGGIA e GIARDINO 3 Crinale di LAVAGGIA 3 Crinale di DAROLA 4 Versante CANTARANA - L'ARA DEI PRETI 4 Crinale di DEBBIO (via Don Minzoni) 4 Versante BOTRO - DEBBIO 4 Versante di FABIANO sopra Botro 17. 17. .88 .89 14/ 14/ MO - A MO - A 4 Nucleo di PRATI DI VEZZANO 4 Tra canale CANTARANA e SS. AURELIA 1 NF 2 IDs a' pag. 33 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. .90 .91 .92 .93 .94 .95 .96 .97 .98 .99 .100 .101 .102 .103 .104 .105 .106 .107 .108 .109 .110 .111 .112 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 14/ 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 IDs a" IDs a"' IDs a' IDs a" IDs a" IDs a' IDs a' IDs a" IDo b'' ISo b' IDo d"' IDs e" IDs d' IDo e' IDo d"' IDo c ISo d"' TU TU TU ISo d"' ISo e' IDo c MO - A MO - A MO - A MO - A MO - A TU MO - A MO - A MO - A MA MO - A MO - A MO - A MO - A MO - A MO - A MA MA MA MO - A 4 Tra Ferrovia e canale CANTARANA 4 PRATI (Piana ex campetto calcio e limitrofe FFSS) 4 Stazione FFSS PRATI DI VEZZANO 4 PRATI (Sopra stazione) 4 Via ERTA 4 Lungo ex Aurelia confine SP/ARCOLA 4 Lungo Aurelia vicino nucleo di frazione lato Termo 4 PRATI Piana sotto I.N.A. CASA 4 Vallecola sotto autostrada 4 Vallecola del MOLINELLO 4 Versante sotto SARCIARA (Canevaro) 4 Crinale ex scuola elementare 4 P.E.E.P. PRATI 2 4 Crinale di via SARCIARA 4 Collina Masognano sotto Autostrada 4 Pedecollinare inizio via Termo 4 Colline dei PRATI verso Termo 4 Collina sotto BATTERIA 4 Pedecollinare lungo SS. AURELIA (tratto nuovo) 4 Pedecollinare loc. TRIA 4 Versante LA TRIA( coincidente con AP/19) 4 Crinale a confine con La Spezia 4 Pedecollinare sopra valle del MOLINELLO 17. 17. 17. 17. .113 .114 .115 .116 15/ 15/ 15/ 15/ 1 2 3 4 IDo d"' ISo e ISo b" ISo d"' MO - A MA MA MA 4 Versante di MASIGNANO 4 Crinale di MASIGNANO 4 Vallecola del canale della VASTRA 4 Versante tra Monte Misuretto e Masignano 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. 17. .117 .118 .119 .120 .121 .122 .123 .124 16/ 16/ 16/ 16/ 16/ 16/ 16/ 16/ 1 ID 2 IDs a' 3 IDo a"' 4 IDo c 5 IDo d" 6 IDs a' 7 ISs a' 8 ISs a''' MO - A MO - A MO - A MO - A MO - A MO - A MA MA 4 Nucleo di FORNOLA 4 FORNOLA lungo Aurelia 4 FORNOLA ex scuola 4 Pedecollinare FORNOLA - DAROLA 4 FORNOLA / Collina 4 Fornola - Aree produttive della Ripa 4 I.L. ELETTRONICA / Inizio piana 4 Piana di FORNOLA 17. 17. 17. 17. 17. 17. .125 .126 .127 .128 .129 .130 18/ 18/ 18/ 18/ 18/ 18/ 1 2 3 4 5 6 MO - A MA MO - A MO - A MO - A MA 4 VIA VECCHIA CISA 6 Piano di Vezzano II 6 Techno-stone / Interscambio Autostrada 6 Villaggio INA Casa 6 Zona Industriale Pratolino - Boettola 6 I Molinazzi 17. .131 19/ 1 IS TR - AI 6 Zona piano di Vezzano I 17. .132 17. .133 20/ 20/ 1 IDs a' 2 IDs a' MO - A MO - A 5 Lagoscuro Via Romana 5 Lagoscuro IDo a' ISo a"' ID IDs a'' IDs a'" ISo a"' pag. 34 art. 19 ANI /MA - AREA NON INSEDIATA/ MANTENIMENTO. 1. definizione Le ANI comprendono aree non edificate o con edificazione costituita da manufatti agricoli; generalmente si tratta di versanti terrazzati coltivati o abbandonati. Lo scopo della norma è di consentire l'esercizio dell'agricoltura, laddove esiste, e di favorirlo dove non è più praticato. Sono ammessi gli interventi finalizzati all'esercizio dell'agricoltura (quali muri, fossete,sistemazioni terrazzate, con esclusione di nuove edificazioni) ed al mantenimento dell'assetto. Sono sottoposti a tutela, nonché a speciali norme, atte a conservarne i caratteri, una serie di elementi costituenti i valori dell'ANI, quali i corsi d'acqua, i sentieri, gli elementi rurali che hanno conservato caratteri tipologici propri della civiltà contadina, ecc. Edificazione E' vietata la nuova edificazione tranne che per il : recupero di manufatti concessionati o condonati alla data di adozione del P.R.G. per i quali è ammessa , senza cambiamenti di destinazione d'uso originaria, manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione utilizzando i parametri urbanistici attuali e con le seguenti prescrizioni: - forma planimetrica semplice, preferibilmente rettangolare o quadrata; - coperture con prevalenza di falde inclinate della medesima lunghezza e concorrenti sul medesimo colmo; - gronda di forma tradizionale con sporto massimo di cm. 20 - larghezza del corpo di fabbrica non eccedente i 7 mt. - netta prevalenza di superficie murata rispetto a quella finestrata e finestre rettangolari con lato minore orizzontale oltre a quanto previsto dal regime di livello edilizio fondiario applicato ai singoli manufatti edilizi che individua comportamenti specifici per ciascuna unità edilizia. 2. Recinzioni E' consentita, nel rispetto dei caratteri ambientali dell'ANI, la realizzazione di recinzioni alle proprietà private purché nel rispetto delle seguenti modalità: - gli eventuali muri di recinzione dovranno essere realizzati con paramento in pietra a vista (arenarie o similari) con stilatura profonda dei giunti. . Altezza massima dei muretti mt.0,80. - la recinzione con siepe potrà utilizzare le seguenti essenze: alloro, pitosforo, bosso, biancospino e comunque essenze autoctone. L'altezza della rete o similare eventualmente inserita nella siepe dovrà essere contenuta in 1,80 mt max. E' possibile la realizzazione della sola siepe o del solo muretto. - la recinzione con steccati potrà essere realizzata in legno a vista, nell'altezza massima consentita di mt. 1,20. Sono vietate le recinzioni in elementi prefabbricati di cemento a vista, è vietata inoltre la realizzazione di muri in cemento se non rivestiti in pietra nelle modalità sopraindicate, è vietata la realizzazione di cordoli a terra. 3. copertura vegetale Non sono consentiti interventi di alterazione, sostituzione, rinnovo della copertura vegetale del suolo (per la realizzazione di piazzali, spiazzi, ecc.) se non finalizzati all'esercizio dell'agricoltura. 4. movimenti di terra Non sono consentiti movimenti di terra se non finalizzati al mantenimento e/o impianto di assetti terrazzati e comunque comportanti fronti di sbanco e/o di riporto di altezza superiore a mt 1,00. Sono consentite piccole modifiche ai terrazzamenti finalizzate all'esercizio dell'agricoltura, limitate all'accessibilità e nel quadro di piani colturali che non provochino modifiche sostanziali all'assetto; piantumazione con essenze autoctone (olivi, piante da frutto, ecc.). Sono vietati: il livellamento delle terrazze; taglio di piante di alto fusto se non motivate da esigenze connesse all'esercizio dell'agricoltura e accompagnate da contemporanea messa a dimora di nuove piante. 5. opere di sostegno dei terreni Le opere di sostegno dei terreni non dovranno superare l'altezza massima di mt. 2,00 e dovranno avere paramento in pietra a vista (arenarie o similari) con stilatura profonda dei giunti. 6. opere per il ripristino dei corsi d'acqua, delle fossette, degli scoli, ecc. L'obiettivo è quello di raggiungere la tutela degli ambienti di sponda, mantenerne gli ecosistemi, rafforzarne i valori tipici quali alberature, arbusti, ecc; Consentire la possibilità di accesso alle sponde, mantenerne la percorribilità dove esiste, raggiungerla dove non è attualmente possibile. pag. 35 Sono pertanto ammessi interventi di: pulizia delle sponde, taglio ed eliminazione degli infestanti, piantumazione di essenze riparie (salici, ontani, pioppi, nocciole ed altre). Sono inoltre ammesse la manutenzione delle opere di contenimento esistenti e la realizzazione di percorsi pedonali. E' fatto divieto di realizzare coperture del corso d'acqua, intubamenti anche parziali se non finalizzati alla conservazione delle strade esistenti; costruzione di arginature in cemento o pietrame se non di modeste dimensioni e finalizzate alle conservazione di manufatti esistenti; impermeabilizzazione, cementificazione del fondo e delle sponde. 7. muri ed elementi isolati in pietra di valore ambientale e testimoniale Sono da mantenere, in quanto elementi tipici e di valore ambientale e testimoniale, i muri di sostegno e di recinzione in pietra esistenti, nonché altri elementi, quali pilastri isolati, maestà, ecc. In detti elementi sono ammessi: manutenzione, ordinaria e straordinaria, che non alteri con intonaci od aggiunte il carattere proprio dei muri e degli elementi. In caso di frane, degrado totale od altre cause compromettenti la stabilità delle opere è consentito il rifacimento nel rispetto dei caratteri originari. Sono vietati la demolizione parziale o totale, sostituzione con manufatti diversi dagli originali. 8 strade E' vietata l'apertura di nuove strade. Sono consentiti unicamente piccoli tratti al servizio del fondo agricolo a condizione che la carreggiata non superi la larghezza di mt. 2,00, il fondo venga mantenuto sterrato, la realizzazione non comporti fronti di sbanco e/o riporto superiori a mt. 2,00, non siano necessarie opere di sostegno delle terre di altezza superiore a mt. 2,00 ( da realizzare con paramento in pietra faccia a vista). pag. 36 art.20 BAT/CO AREE BOSCATE 1. definizione Le BAT/CO comprendono aree parzialmente o totalmente boscate, nelle quali le condizioni dello stato arboreo, pur essendo accettabili sotto il profilo delle essenze dominanti, siano invece nel complesso insoddisfacenti per quanto riguarda la percentuale d'esemplari d'alto fusto ed il vigore vegetativo o nelle quali l'estensione della superficie boscata sia insufficiente in rapporto alle esigenze di presidio idrogeologico. L'obiettivo della disciplina e quello di realizzare un incremento della superficie boscata e/o di migliorare il livello qualitativo sotto i profili della funzione ricreativa, delle funzioni ecologiche e della produttività. Sono pertanto consentiti gli interventi preordinati al conseguimento degli obiettivi sopra indicati. Sono sottoposti a tutela, nonché a speciali norme, atte a conservarne i caratteri, una serie di elementi quali i corsi d'acqua, i sentieri, ecc. Edificazione E' vietata la nuova edificazione tranne che per il : recupero di manufatti concessionati o condonati alla data di adozione del P.R.G. per i quali è ammessa , senza cambiamenti di destinazione d'uso originaria, manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione edilizia, demolizione e ricostruzione utilizzando i parametri urbanistici attuali e con le seguenti prescrizioni: - forma planimetrica semplice, preferibilmente rettangolare o quadrata; - coperture con prevalenza di falde inclinate della medesima lunghezza e concorrenti sul medesimo colmo; - gronda di forma tradizionale con sporto massimo di cm. 20 - larghezza del corpo di fabbrica non eccedente i 7 mt. - netta prevalenza di superficie murata rispetto a quella finestrata e finestre rettangolari con lato minore orizzontale oltre a quanto previsto dal regime di livello edilizio fondiario applicato ai singoli manufatti edilizi che individua comportamenti specifici per ciascuna unità edilizia. 2. Recinzioni E' consentita, la realizzazione di recinzioni alle proprietà private purché nelle seguenti tipologie: - realizzate con pali in legno e fili di ferro senza cordoli a terra; - realizzate con siepe e rete. La siepe potrà utilizzare le seguenti essenze: alloro, pitosforo, bosso, biancospino e comunque essenze autoctone. L'altezza della rete o similare eventualmente inserita nella siepe dovrà essere contenuta in 1,50 mt max. E' possibile la realizzazione della sola siepe; - realizzate con steccati in legno a vista, nell'altezza massima di mt. 1,20. 3. copertura vegetale Non sono consentiti interventi di alterazione, sostituzione, rinnovo della copertura vegetale del suolo (per la realizzazione di piazzali, spiazzi, ecc.) se non finalizzati agli obiettivi generali della norma e di governo del bosco. 4. movimenti di terra Non sono consentiti movimenti di terra se non finalizzati al mantenimento e/o impianto di assetti terrazzati e comunque comportanti fronti di sbanco e/o di riporto di altezza superiore a mt 0,50. 5. opere di sostegno dei terreni Eventuali opere di sostegno dei terreni non dovranno superare l'altezza massima di mt. 2,00 e dovranno avere paramento in pietra a vista (arenarie o similari) con stilatura profonda dei giunti. 6. opere per il ripristino dei corsi d'acqua, delle fossette, degli scoli, ecc. L'obiettivo è quello di raggiungere la tutela degli ambienti di sponda, mantenerne gli ecosistemi, rafforzarne i valori tipici quali alberature, arbusti, ecc.; consentire la possibilità di accesso alle sponde, mantenerne la percorribilità dove esiste, raggiungerla dove non è attualmente possibile. Sono pertanto ammessi interventi di: pulizia delle sponde, taglio ed eliminazione degli infestanti, piantumazione di essenze riparie (salici, ontani, pioppi, nocciole ed altre). Sono inoltre ammesse la manutenzione delle opere di contenimento esistenti e la realizzazione di percorsi pedonali. E' fatto divieto di realizzare coperture del corso d'acqua, intubamenti anche parziali se non finalizzati alla conservazione delle strade esistenti; costruzione di arginature in cemento o pietrame se non di modeste dimensioni e finalizzate alle conservazione di manufatti esistenti; impermeabilizzazione, cementificazione del fondo e delle sponde. 7. muri ed elementi isolati in pietra di valore ambientale e testimoniale pag. 37 Sono da mantenere, in quanto elementi tipici e di valore ambientale e testimoniale, i muri di sostegno e di recinzione in pietra esistenti, nonché altri elementi, quali pilastri isolati, maestà, ecc. In detti elementi sono ammessi: manutenzione, ordinaria e straordinaria, che non alteri con intonaci od aggiunte il carattere proprio dei muri e degli elementi. In caso di frane, degrado totale od altre cause compromettenti la stabilità delle opere è consentito il rifacimento nel rispetto dei caratteri originari. Sono vietati la demolizione parziale o totale, sostituzione con manufatti diversi dagli originali. 8 strade E' vietata l'apertura di nuove strade. Sono consentiti unicamente piccoli tratti giustificati dalle necessità forestali. Nella realizzazione degli eventuali piccoli tratti occorrerà limitare i movimenti di terra a fronti di sbanco e/o riporto non superiori a mt. 1,00. Detti interventi sono comunque subordinati al preventivo parere della Guardia Forestale che li giudichi ammissibili ed alla presentazione di SOI paesaggistico da sottoporre all'approvazione della Commissione Edilizia Integrata. Sono consentiti unicamente piccoli tratti al servizio del fondo agricolo a condizione che la carreggiata non superi la larghezza di mt. 2,00, il fondo venga mantenuto sterrato, la realizzazione non comporti fronti di sbanco e/o riporto superiori a mt. 2,00, non siano necessarie opere di sostegno delle terre di altezza superiore a mt. 2,00 ( da realizzare con paramento in pietra faccia a vista). art. 21 AREE RICOMPRESE NEL PERIMETRO DI PARCO FLUVIALE 21.1. Generalità Le aree ricomprese nel perimetro del Parco Fluviale sono regolate dalle norme derivate dalla L.R. 19/11/82 N° 43 e succ. mod. ed int. (Piano Territoriale del Parco Fluviale della Magra). pag. 38