RSPA 2012 Relazione sullo Stato di salute della Popolazione residente nella Asl RMD A cura di: Valeria Fano e Antonio Fortino Programmazione, Sistema Informativo Sanitario ed Epidemiologia, Asl Roma D [email protected] [email protected] La relazione, approvata con Delibera n. 452 del 24.10.12, è disponibile sul sito aziendale www.aslromad.it Ringraziamenti: si ringraziano tutti gli operatori e i dirigenti dei servizi che hanno direttamente o indirettamente contribuito alla produzione delle informazioni presenti in questa relazione. INDICE GUIDA ALLA LETTURA e SINTESI 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. Dati demografici e sociali 1.1 La popolazione residente ed il territorio (Valeria Fano, Alessandra Rossi) 1.2 Disagio sociale, povertà e salute nella Asl Roma D (Antonio Fortino) Anagrafe sanitaria ed uso integrato dei sistemi informativi 2.1 L’Anagrafe Sanitaria e le esenzioni per patologia (Valeria Fano, Maria Miceli, Marco Filogna) 2.2 UCP e UCPP: le associazioni dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta (Daniela Sgroi, Alessandro Livi) 2.3 Uso integrato dei sistemi informativi sanitari (Valeria Fano, Alessandra Rossi) La mortalità dei residenti (Valeria Fano, Alessandra Rossi) I ricoveri ospedalieri dei residenti (Valeria Fano, Lucia Argenti, Alessandra Rossi, Anita Bencardino) 4.1 L’assistenza ospedaliera per acuti, la riabilitazione ospedaliera ed extraospedaliera 4.2 Il Pronto soccorso 4.3 L’assistenza residenziale 4.4 Programma regionale di valutazione degli esiti (P.Re.Val.E.) L’Ospedale di comunità: un progetto per l’implementazione della Sanità Territoriale (Daniela Sgroi, Mario Bianchi) 5.1 L’Ospedale di comunità nel Distretto Sanitario Municipio XI (ex XV) (Alberta Sonnino, Milena Cuccu, Marina Scarinci) L’assistenza specialistica ambulatoriale e la dialisi (Maria Miceli, Marco Filogna, Perla Pesoli, Monica Foniciello, Daniela Sgroi) L’assistenza domiciliare (Maria Miceli, Perla Pesoli) I Servizi Distrettuali Integrati 8.1 Il PUA nel Municipio XIII (Daniela Sgroi, Giovanna de Bellis) 8.2 Il PUA nel Distretto Sanitario XII Municipio (ex XVI) (Anna Lisa Sanna, Riccardo Marini, Raffaella Orlandi, Anna Maria Gabrielli) 8.3 Attività degli ambulatori territoriali per la cura del dolore cronico benigno non oncologico (Simonetta Casile, Maria Grazia Curlevis, Camillo Sonnino) Assistenza agli stranieri 8.1 Attività degli ambulatori STP/Eni (Maria Miceli, Perla Pesoli, Margherita Sestieri, Doriana Leotta) 8.2 Assistenza Specialistica Ambulatoriale (Maria Miceli, Marco Filogna, Margherita Sestieri, Doriana Leotta) I Percorsi Diagnostico –Terapeutico – AssistenzialI (PDTA) 10.1 Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale della popolazione affetta da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) residente nella Asl Roma D (Anna Rosalba Buttiglieri, Vittorio Chinni, Lindo Zarelli, Paola Masala, Maria Marchetti, Mario Buscajoni, Enrico Maialetti, Francesco Ercolani, Maria Francesca Golosio, Daniela Sgroi, Fabio Valente, Patrizia Grammatico) 10.2 Riqualificazione della assistenza integrata alle persone affette da demenza nella Asl Roma D (Giovanni Mancini, Daniela Sgroi, Laura Barozzi, Flori Degrassi, Simonetta Casile, Giovanna De Bellis, Anna Rosalba Buttiglieri, Vitaliano De Salazar) 10.3 Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per la gestione dello Scompenso Cardiaco (Fabrizio Ammirati, Franco Ercolani, Amedeo Remoli, Alberto Chiriatti) 10.4.1. Percorsi diagnostico- terapeutici assistenziali e progetto “Servizio di Diabetologia Territoriale” (Monica Foniciello, Daniela Sgroi) 11. 12. 13. 14. 15. 16. 10.4.2 Gestione integrata del paziente diabetico. Definizione di percorsi diagnostico terapeutici condivisi (Anna Rosalba Buttiglieri, Daniela Sgroi, Laura Barozzi, Marina Scarinci, Monica Foniciello, Paolo Alesse, Paola Masala, Debora Giannini, Antonio Oliverio, Alberto Chiriatti) L’Assistenza Farmaceutica Territoriale (Alessandra Blasi, Eugenia Pagnozzi, Roberta Di Turi) Assistenza protesica ed ausili (Antonietta Sibilio) Salute mentale (Giovanni Venturi, Roberto Malano, Gianluca Monacelli) 13.1 Reinserimento delle persone internate negli O.P.G. La prevenzione 14.1 La prevenzione e la promozione della Salute in età scolare: i presidi sanitari Scolastici. (Claudio Fantini, Pasquale Plateroti, Debora Vilasi) 14.2 La sorveglianza PASSI nella prevenzione del rischio cardiovascolare (Rosanna Trivellini, Domenico Follacchio) 14.3 Le vaccinazioni (Daniela Reggiani, Angela Calandra) 14.4 Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Giovanna Maria Celebre, Vincenzo Labriola) 14.4.1 La percezione del rischio per campi elettromagnetici e amianto (Marcello De Masi) 14.4.2 Andamento delle malattie infettive epidemiologicamente rilevanti (Silvia Kolzock, Paola Galassetti) 14.5 L’igiene degli alimenti e della nutrizione (Maria Rita Gerecitano, Maria Novella Giorgi, Giuseppe Puglisi) 14.6 Il controllo delle acque destinate al consumo umano (Lucia Grassano, Rosella Moscatelli, Stefania Quintiliani) 14.7 La prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Fabrizio Teodori, Maria Claudia Proietti) 14.8 La medicina veterinaria (Laura Longo, Livia Malandrucco, Pietro Tomassetti, Claudio Fantini) 14.9 Gli screening di popolazione (Patrizia Allegrucci, Maria Francesca Puddu) La prevenzione degli eventi avversi e la gestione dei sinistri L'esperienza dei cittadini: le segnalazioni del 2011 (Alessandra Dieni, Giovanni Valeri) GUIDA ALLA LETTURA La Relazione annuale sullo Stato di Salute della popolazione residente, in armonia con i principi del Piano Sanitario Regionale 2010-2012, è un importante strumento di ricognizione e valutazione dei bisogni di salute, indispensabile per formulare proposte ed orientare la programmazione e la sorveglianza sanitaria dei propri residenti. La Relazione sullo Stato di Salute della Asl Roma D include l’analisi dei bisogni di salute e della domanda sanitaria espressa dai cittadini nonché il monitoraggio delle attività svolte nell’anno 2012. L’ottica è quella di popolazione, mediante la ricostruzione delle prestazioni erogate ai residenti ovunque esse siano avvenute. Sono state esaminate le principali aree in cui i LEA si articolano: Assistenza Ospedaliera, Assistenza Territoriale, Prevenzione. E’ stato dato risalto anche a specifiche analisi epidemiologiche, condotte tramite l’integrazione dei diversi flussi informativi, come pure ad una rappresentazione geografica degli indicatori socioeconomici, dal momento che i determinanti della salute, di natura economica, culturale, sociale, presentano anche differenze spaziali. Nuovi problemi, quali l’impoverimento e l’esclusione sociale, vi sono anche delineati; come pure l’avvio di nuove forme di risposta integrata, quali i Punti Unici di accesso, i Percorsi diagnostico-terapeutici, la partecipazione dei cittadini alla programmazione sanitaria. L’analisi è stata articolata per i quattro Distretti della Azienda, data la specificità di ogni territorio e l’utilità di fornire anche agli enti locali un’osservazione dettagliata, e data la differente struttura demografica, sociale e sanitaria che risulta tra i Distretti del litorale (Comune di Fiumicino e Municipio XIII), con popolazione più giovane che esprime bisogni assistenziali verso i bambini, le giovani famiglie, gli immigrati, e i Distretti metropolitani (Municipi XV e XVI), nei quali si osserva un marcato invecchiamento, con conseguente prevalenza di malattie cronico-degenerative. Il prossimo traguardo sarà il rafforzamento di una programmazione condivisa con gli enti locali e con altri stakeholders, al fine di costruire dei Profili di Comunità, coi quali la Comunità locale, circoscritta al livello più piccolo del distretto sociosanitario, oltre che oggetto di valutazione sia anche soggetto partecipe della valutazione stessa, nonché apportatrice di risorse culturali, sociali, educative che influiscono sul benessere e sulla salute. E’ questo il nostro auspicio e l’impegno di tutta l’Azienda USL. In continuità con il passato si è scelto di aggiornare i dati pubblicati nelle precedenti edizioni per quanto riguarda le grandi aree tematiche di cui si occupa l’Azienda. I dettagli sulle attività dei singoli servizi aziendali sono pubblicati nel Rapporto statistico annuale 2012, disponibile sul sito www.aslromad.it a cui si fa rinvio. Si riporta di seguito una sintesi dei contenuti del presente volume. Valeria Fano, Antonio Fortino SINTESI Cap.1 – Dati demografici e sociali. La popolazione residente nella Asl Roma D al 31.12.2012 è di circa 600.600 abitanti, con un aumento annuo di circa 6.000 unità rispetto al 2009. La struttura demografica della popolazione ne mostra il progressivo invecchiamento, anche se molto differenziato tra i Distretti, con un indice di vecchiaia variabile tra il 92% di Fiumicino e il 197% del Municipio XVI. Oltre il 30% della popolazione risiede in aree ad alta deprivazione; a Fiumicino e nel Municipio XV i residenti nelle zone deprivate sono il doppio rispetto alla media regionale (40% vs 20%). Si stima inoltre la presenza di circa 24.000 poveri “assoluti”, pari al 4% della popolazione, ai quali vanno aggiunti i poveri “relativi” che nel Lazio sono stimati intorno al 7% delle famiglie. Cap.2 – Anagrafe sanitaria ed uso integrato dei sistemi informativi. L’Anagrafe Sanitaria e le esenzioni per patologia. Gli assistiti iscritti all’Anagrafe Sanitaria della RMD nel 2012 sono circa 620,000 di cui la maggior parte residenti e assistiti nella Roma D (82%).I residenti esenti per patologia sono circa 175,000, più frequentemente per Ipertensione Arteriosa (42%), Diabete mellito (27%), Neoplasie (26%) e affezioni del Sistema Circolatorio (22%). L’Unità di Cure Primarie (UCP e UCPP): le associazioni dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta. Il regolamento delle UCP prevede la costituzione delle seguenti forme organizzative di UCP: 1)UCP-S o Semplici 2)UCP-C o Complesse 3)UCPC-I o Integrata 4)UCP/8h Nella RM/D il 79% dei MMG ed il 64% dei PLS svolgono la loro professione all’interno delle UCP/UCPP. Uso integrato dei sistemi informativi sanitari. La definizione di coorti di residenti, attraverso l’uso integrato di fonti informative, rende possibili sia letture trasversali (stime puntuali) che longitudinali (follow-up e ricostruzione dei percorsi). Viene riportato l’esempio del diabete, per il quale si è stimata una prevalenza pari al 10%, maggiore negli uomini, negli anziani e nei nati in Italia, con un gradiente sociale più marcato tra le donne. Si evidenzia un maggior rischio di mortalità e di ricovero ospedaliero per i diabetici rispetto ai non diabetici, ed un rischio maggiore nei residenti nelle aree più deprivate. Cap.3 - La mortalità dei residenti. Complessivamente nella RMD si osserva una mortalità inferiore all’atteso regionale dello stesso periodo. Tra le principali cause di morte si ritrovano i tumori (38% uomini, 30% donne; causa più frequente: tumore del polmone) e le malattie cardiovascolari (40% donne, 34% uomini). I confronti con la regione evidenziano un eccesso significativo di mortalità in entrambi i sessi per le malattie infettive (epatite virale), e nelle donne per tumore del polmone. Cap.4 – I ricoveri ospedalieri dei residenti Ricoveri per acuti. Il tasso di ospedalizzazione nel 2012 è pari a 153 per 1.000 abitanti. Nel periodo 2008-2012 si registra una diminuzione dei ricoveri acuti (-15%) e dei day hospital (-23%). Il 30% dei ricoveri dei residenti avviene presso l’Ospedale Grassi (11%) e l’Ospedale San CamilloForlanini (18%). Viceversa, oltre il 70% dei pazienti ricoverati al Grassi risiede nella RMD. Nelle strutture alle quali si rivolge la maggior parte dei residenti si registrano dimissioni principalmente dai reparti di Chirurgia generale (15%), Medicina generale (13%), Ostetricia e ginecologia (15%) e Ortopedia (10%). L’analisi per persone ricoverate, al netto dei ricoveri ripetuti, evidenzia un tasso di ricovero per tutte le cause e per tutti i tumori descrescente a partire dal 2009, con tassi più elevati nelle donne. Viceversa, per le malattie del sistema circolatorio, le malattie del sistema respiratorio e i traumi si osserva una maggiore ospedalizzazione tra gli uomini, a conferma di quanto avviene per la mortalità. Riabilitazione. Il 66% dei circa 5.000 ricoveri registrati nella RMD per riabilitazione riguarda i nostri residenti, principalmente per l’osteoartrosi, frattura del femore o problemi mentali. Tra gli oltre 4.000 progetti riabilitativi extraospedalieri attivi nel territorio, il ritardo mentale, la sclerosi multipla ed i disturbi del linguaggio rappresentano le maggiori patologie. Pronto Soccorso. Sono stati registrati per il 2012 circa 172.000 accessi al Pronto Soccorso, circa 8.000 in meno rispetto all’anno precedente; il 55% dei residenti si rivolge al San Camillo Forlanini o al Grassi, più frequentemente per dolore addominale, dolore toracico, distorsioni. Assistenza residenziale. Il recente sviluppo di sistemi informativi regionali per l'assistenza residenziale consente le prime misurazioni standardizzate per queste attività. L'assistenza nelle residenze sanitarie assistite ha interessato circa 700 residenti, dei quali oltre la metà ospiti delle 6 strutture poste nel territorio. Programma regionale di Valutazione degli Esiti. I risultati del Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari (P.Re.Val.E.) relativo al 2012 hanno mostrato esiti più favorevoli rispetto alla media regionale per diversi indicatori relativi all’assistenza territoriale. Si è rilevato un miglioramento dell’indicatore “proporzione di parti con taglio cesareo primario” per il Municipio XIII e XV e dell’indicatore “frattura del collo del femore:intervento chirurgico dopo 2 giorni” per il Municipio XV e XVI, mentre sono risultati meno favorevoli rispetto alla media regionale per il Municipio XIII l’indicatore “IMA: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore”, “STEMI: mortalità a 30 giorni dal ricovero”, “STEMI: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore”. Per il Municipio XVI si è osservata una flessione negativa rispetto alla media regionale per l’indicatore “STEMI: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore”, “Intervento di artroscopia del ginocchio: reintervento entro 6 mesi”. Cap. 5 – L’Ospedale di Comunità L’Ospedale di comunità nel Distretto Sanitario Municipio XI (ex XV). Questo ospedale, situato presso il POI Di Liegro e comprendente 15 posti letto, ha iniziato la sua attività nel luglio 2011. Da Aprile 2012, il numero degli ingressi è andato progressivamente diminuendo. La degenza media ha raggiunto picchi di 79 e 58 giorni negli ultimi mesi dell’anno. Cap.6 - L’assistenza specialistica ambulatoriale. Sono state effettuate circa 8,8 milioni di prestazioni specialistiche ambulatoriali (-2% rispetto al 2011). Molto frequenti le prime visite (427,000), le visite di controllo (291,000); le ecografie (100,000), l’ecocolordoppler (63,000), la Risonanza Magnetica (40,000), la TAC (38,000). La riduzione dei tempi di attesa è oggetto di continua attenzione, sia per aumentare l’appropriatezza della domanda, sia per incrementare l’offerta e riallocare più opportunamente le prestazioni di 1° livello sul territorio. Cap.7 – L’assistenza domiciliare. Il Sistema Informativo per L’Assistenza Domiciliare ha rilevato circa 3,000 valutazioni (per circa 1,850 utenti, 3,1 per 1.000 residenti). I bisogni dei pazienti riguardano maggiormente il supporto al care giver (83%), la assistenza IADL (70%) e ADL (72%). Tra le patologie più frequenti si registrano le malattie dell’apparato circolatorio, le malattie della cute e le psicosi/demenze. Cap. 8 - I Servizi Distrettuali Integrati: il PUA. Il Distretto 2 ha attivato nel 2008 il Punto Unico d’Accesso Integrato Sociosanitario, con funzioni di informazione, accoglienza e orientamento. E’ un servizio socio-sanitario integrato con il Municipio XIII, che esegue una pre-valutazione del bisogno dell’utente e attiva, in presenza di un bisogno complesso, l’Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale. Nel 2012 sono state effettuate un totale di 4.183 prestazioni. Cap.9 – Assistenza agli stranieri. Nel nostro territorio sono presenti 7 ambulatori che forniscono assistenza sanitaria a stranieri privi di permesso di soggiorno e ai comunitari non iscritti al SSN (piu di 3.000 tesserini rilasciati nel 2011, circa 7.000 prestazioni erogate). Sono state erogate oltre 300.000 prestazioni ambulatoriali, per lo più analisi di laboratorio, a circa 2,400 stranieri in maggioranza donne di età 15-45 anni. Cap.10 – Percorso Diagnostico –Terapeutico – Assistenziali (PDTA). Il PDTA della popolazione affetta da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO). Il PDTA si articola in diverse fasi, quali: Screening e diagnosi di primo livello; Diagnosi di secondo livello e specialistica pneumologia; Trattamento terapeutico; Assistenza domiciliare e presso strutture di cure intermedie; Assistenza ospedaliera nelle fasi acuzie e di riacutizzazione; Assistenza di tipo sociale e riabilitativo. Il PDTA per pazienti affetti da demenza. Nel nuovo PDTA per i pazienti affetti da demenza, viene delineato un modello di integrazione tra servizi sanitari ospedalieri e territoriali e servizi sociali dei Municipi volto al miglioramento della attuale offerta assistenziale. Il progetto si articola in 4 fasi: 1)Prediagnostica, 2)Conferma diagnostica, diagnosi differenziale ed avvio della terapia, 3)Integrazione degli interventi, 4)Follow up degli interventi ed integrazione ospedale-territorio. Il PDTA per la gestione dello Scompenso Cardiaco (SC). Obiettivo del progetto è la riduzione dei ricoveri per recidive di SC e/o edema polmonare mediante l’inserimento in un programma di assistenza domiciliare/ambulatoriale i pazienti dimessi dopo un evento acuto o con fattori di rischio per SC. Gli interventi previsti riguardano: 1)Integrazione, formazione dei MMG, 2)Telecardiologia 3)Controllo a distanza portatori di PM, ICD, CRT 4) Imaging diagnostico. Gestione integrata del paziente diabetico. Lo scopo del progetto è migliorare e razionalizzare l’assistenza diabetologia. Il progetto prevede la progettazione e realizzazione di protocolli assistenziali condivisi tra Territorio-ospedale-Territorio per la corretta gestione dei pazienti affetti da diabete mellito, basati sulla logica prognostica e preventiva del Chronic care Model, e costruiti sulle esigenze dei singoli pazienti. Cap.11 - L’assistenza farmaceutica. I Cardiovascolari si confermano come i farmaci maggiormente utilizzati per volumi (43%) seguiti dai farmaci del Sangue ed Organi emopoietici (17%) e da quelli del Sistema Gastrointestinale (14 %). Nel complesso si registra un incremento dei consumi medi di circa il 4%; scende invece la spesa complessiva (-11%) anche in considerazione della consistente quota di farmaci a brevetto scaduto (57% delle dosi totali). Cap.12 – Assistenza protesica e ausili. Nel 2011 sono state rilasciate circa 18.000 autorizzazioni con un incremento del riutilizzo (n=1,345) rispetto all’anno precedente (n=1,070). Cap.13 Salute mentale. Si registra una prevalenza pari a 151 casi per 10.000 residenti di età maggiore di 14 anni ed un tasso di incidenza pari a 43 per 10.000 abitanti. Per quanto riguarda i volumi di prestazioni Si osserva un aumento rispetto agli anni precedenti delle prestazioni erogate dai Servizi Territoriali. Nel capitolo è inserito un aggiornamento sul tema della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Cap.14 - Prevenzione. La prevenzione e la promozione della Salute in età scolare: I presidi sanitari Scolastici.L’attività dei presidi sanitari scolastici nel 2012, oltre ai circa 300 ragazzi con piano terapeutico certificato, ha riguardato anche 219 ragazzi affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Il progetto si propone di identificare le caratteristiche e promuovere uno strumento compensativo e facilitatore per la didattica, accessibile a tutte le famiglie. Studio PASSI. Dai dati dello studio P.A.S.S.I. (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) riferiti ad un campione di 1056 soggetti residenti (età compresa 18-69 anni) è risultata una prevalenza del 19% di ipertensione e del 23% di ipercolesterolemia. Molto diffuso è il consiglio degli operatori sanitari di modificare gli stili di vita, per contro risulta essere poco adottato il calcolo del punteggio del rischio cardiovascolare. Vaccinazioni. In diminuzione le vaccinazioni antinfluenzali che hanno interessato oltre 100,000 utenti (64% di copertura degli ultrasessantacinquenni). E’ proseguita la campagna di vaccinazione contro il papilloma virus (22,000 dosi somministrate nel 2012, 57% di copertura). Si registrano resistenze di tipo culturale che rendono difficile il raggiungimento della completa copertura per alcune vaccinazioni raccomandate, si auspica pertanto una maggiore collaborazione tra le figure professionali nella comunicazione con gli assistiti. Sicurezza alimentare. Sono stati effettuati controlli su circa 850 unità alimentari e sono state controllate tutte le mense scolastiche presenti sul territorio (n=153). In aderenza al Piano Nazionale della Prevenzione, la Asl ha proseguito con progetti regionali e nazionali volti all’accertamento delle abitudini alimentari nelle scuole. Il controllo delle acque. Sono stati eseguiti i controlli delle acque potabili, sia per gli acquedotti pubblici, sia per gli approvvigionamenti idrici privati. Per le falde caratterizzate dalla presenza di arsenico e fluoruri superiori alla norma quando i trattamenti di potabilizzazione dell’acqua si erano rivelati insufficienti si è proceduto a diffida di utilizzo di acqua a scopo potabile fino al ripristino delle caratteristiche di qualità. La prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro. Nell’ultimo decennio, a fronte di un progressivo decremento delle denunce di infortunio sul lavoro, si è osservato incremento dei riconoscimenti INAIL (2331 nel 2010). I riconoscimenti INAIL per le malattie professionali sono aumentati nello stesso periodo (25 nel 2010). La medicina veterinaria. Nel 2012 sono stati effettuati circa 1,800 controlli per la sicurezza alimentare (-14% rispetto all’anno precedente). Per quanto riguarda l’attività di sorveglianza epidemiologica e profilassi ai fini della eradicazione della malattie infettive e diffusive degli animali, nonché quelle di prevenzione e controllo delle zoonosi sugli animali da reddito, sono state ispezionate 285 realtà produttive. Nell’ambito dell’attività di vigilanza condotta dal Servizio tutela igienico sanitaria degli alimenti di origine animale sono state condotte 2,313 ispezioni (+37% rispetto al 2011). Particolare attenzione è stata rivolta al controllo del randagismo. Si è registrato infine un leggero aumento rispetto all’anno precedente dei ricoveri presso l’Ospedale Veterinario. Screening. I programmi di screening oncologici sono un "profilo assistenziale complesso" basato su solide evidenze scientifiche e definiti dal Ministero della Salute Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero un servizio a cui i cittadini hanno diritto. Il loro obiettivo di salute è la diminuzione della mortalità e/o dell'incidenza delle lesioni neoplastiche. Cap.15 - La prevenzione degli eventi avversi e la gestione dei sinistri. Per il contenimento dell’occorrenza di eventi avversi durante le attività sanitarie, sono state avviate diverse iniziative. Le principali hanno riguardato l’individuazione e la formazione di un gruppo di operatori, la attivazione della procedura di registrazione di tutti gli eventi e sinistri, l’individuazione del Risk Manager aziendale, la partecipazione ad un gruppo di coordinamento regionale, l’aggiornamento della banca dati regionale. Sono stati organizzati eventi formativi e sono stati introdotti specifici obiettivi di budget in tutte le UU.OO. sanitarie relativi alla prevenzione e al monitoraggio di eventi. E’ stato introdotto un sistema di reporting sul sito intranet aziendale, con una pagina web dedicata, sono stati realizzati audit gestionali, organizzativi e clinici sui casi venuti alla attenzione del sistema di reporting. Da maggio 2012 è attivo un percorso di internalizzazione della gestione dei sinistri. Cap.16 - L'esperienza dei cittadini. Nel corso del 2012 l’Ufficio relazioni con il pubblico ha raccolto 502 segnalazioni dei cittadini (47% reclami, 29% elogi) e 543 richieste di informazioni via email. Si osserva un lieve incremento delle segnalazioni rispetto al 2011. I reclami sono rivolti soprattutto ad aspetti burocratici-amministrativi, tecnico-professionali e relazionali; le prestazioni a cui fanno riferimento sono principalmente le visite ambulatoriali e gli esami strumentali. RSPA 2012 Relazione sullo Stato di salute della Popolazione residente nella Asl RMD Capitolo 1 - Dati demografici e sociali 1.1 La popolazione residente ed il territorio La Asl Roma D (RMD) si estende dal centro della città di Roma ad ovest verso il mare e comprende 3 distretti del Comune di Roma (corrispondenti ai Municipi XIII, XV e XVI) ed un distretto del Comune di Fiumicino per un’estensione complessiva di 517 Kmq (Figura 1). Nell’ultimo decennio la popolazione è costantemente aumentata, fino a raggiungere circa 603,600 abitanti alla fine del 2012. Le caratteristiche demografiche della popolazione residente sono piuttosto disomogenee, in quanto la RMD include sia aree urbane, caratterizzate da una popolazione in rapido invecchiamento come il Distretto 3 ed il Distretto 4, sia aree periferiche con un ritmo di crescita demografico più “giovane”, come il Distretto 1 ed il Distretto 2. Pur occupando una superficie pari a meno di un terzo del totale della Asl, i Distretti “urbani” rappresentano insieme il 49% della popolazione totale, con una densità abitativa molto più elevata degli altri due. Nella Figura 2 sono rappresentate le strutture sanitarie presenti nel territorio della Asl Roma D per tipologia e Distretto. Figura 1 – Il territorio della Asl Roma D e la popolazione residente nei Distretti sanitari (%) al 31/12/2012* Asl Roma D * fonte: elaborazione dai dati delle anagrafi comunali di Roma e Fiumicino Figura 2 – Le strutture sanitarie della Asl Roma D per tipologia e Distretto. Nella Tabella 1 è riportata la distribuzione della popolazione residente al 31/12/2012 per età, genere e Distretto. La piramide delle età (Figura 3) mostra la tipica forma ad “albero” delle popolazioni “invecchiate”. Dinamiche diverse, però, agiscono nei distretti sanitari. Si osserva un consolidato processo di invecchiamento nelle popolazioni residenti nel Distretto 3 e 4, dove i contributi maggiori sono apportati dalle fasce più anziane, a fronte di un invecchiamento meno evidente nei due Distretti costieri. Gli indici demografici di struttura della popolazione descritti in Tabella 2 confermano quanto descritto. L’indice di vecchiaia mostra come, sebbene tutti i distretti abbiano una maggior quota di anziani (65 anni e più) rispetto ai giovani (0-14 anni), le differenze territoriali sono sensibili: l’indice di vecchiaia tocca il valore più alto nel Distretto 4, mentre la percentuale più bassa si registra nel Distretto 1. L’indice demografico di dipendenza misura il rapporto tra le persone che non sono autonome per motivi di età (anziani e giovanissimi), e le persone che si presume li sostengano con la loro attività; si osserva come nei Distretti 3 e 4 sia più marcato lo squilibrio generazionale (con indici pari rispettivamente al 57% e 60%) rispetto ai Distretti 1 e 2 che presentano valori più bassi (46% e 52%, rispettivamente). In tutti i Distretti la popolazione attiva è composta in prevalenza dai più anziani (indice superiore a 100 in tutti i distretti), con valori più bassi nelle zone costiere. Infine l’indice di ricambio della popolazione in età attiva, ad interesse soprattutto congiunturale, presenta valori superiori al 100% in tutti i distretti, coerentemente con il quadro demografico appena descritto; con valori più bassi nel primo e nel secondo Distretto e più elevati nei distretti dove il processo di invecchiamento della popolazione è più avanzato. Tabella 1 – Distribuzione della popolazione residente nella Asl Roma D al 31/12/2012 per genere e Distretto di residenza. Fonte: elaborazione da dati delle anagrafi comunali di Roma e Fiumicino Figura 3 – Piramide dell’età della popolazione residente nell’Asl Roma D al 31/12/2012. Fonte: elaborazione da dati delle anagrafi comunali di Roma e Fiumicino Tabella 2 – Indici di struttura1 della popolazione residente nella Asl Roma D nel 2012 Distretto di residenza. distretto 1 distretto 2 distretto 3 distretto 4 ASL RMD Indice di vecchiaia (P65+/P0-14) 92% 119% 168% 197% 143% Indice demografico di dipendenza (P65++P0-14)/P15-64 46% 52% 57% 60% 54% Indice di struttura della pop. attiva (P40-64/P15-39) 115% 132% 133% 153% 134% Indice di ricambio della popolazione in età attiva (P60-64/P15-19) 116% 121% 134% 146% 129% Nelle Figure 4 e 5 viene descritto l’andamento della popolazione nel periodo 2001-2012, rispettivamente per età e per distretto di residenza. Si osserva una progressiva crescita della popolazione, in media di 4,000-5,000 unità l’anno fino ad un picco nel 2009, dove si è registrato un aumento rispetto all’anno precedente pari a circa 9,000 unità; negli ultimi anni gli incrementi sono stati più contenuti (circa 7,600 abitanti in più nel 2010, 4,000 nel 2011 e 6,900 nel 2012). L’aumento della popolazione è soprattutto l’effetto del cospicuo aumento di abitanti nel Comune di Fiumicino e del Municipio XIII a causa dello sviluppo di nuovi ed estesi insediamenti abitativi. Nei Distretti dei Municipi XV e XVI, dopo un periodo di calo, si assiste negli ultimi anni ad una sostanziale stabilità. 1 L'indice di vecchiaia, espresso in percentuale, è ottenuto rapportando il numero di persone con età superiore ai 65 anni alla popolazione da 0 a 14 anni e consente di misurare il grado di invecchiamento di una popolazione; l'indice demografico di dipendenza è definito come il rapporto percentuale tra la popolazione in età non attiva (0-14 anni e 65 anni e più) e la popolazione in età attiva (15-64 anni); l'indice di struttura, espresso in percentuale, consente di misurare il grado di invecchiamento della popolazione attiva ed è ottenuto rapportando la popolazione presente nella classe 40-64 anni a quella più giovane 15-39 anni. l'indice di ricambio misura la capacità di una popolazione di riuscire a sostituire le vecchie leve, la popolazione in uscita dall’età lavorativa (60-64 anni), con delle nuove leve, la popolazione in entrata (15-19 anni); è definito come il rapporto percentuale tra la popolazione nella fascia 60-64 anni e quella nella classe 15-19 anni. Figura 4 – Popolazione residente nella Asl Roma D dal 2001 al 2012 per classe di età (anni). Fonte: elaborazione da dati delle anagrafi comunali di Roma e Fiumicino Figura 5 – Popolazione residente nella Asl Roma D dal 2001 al 2012 per Distretto di residenza. Fonte: elaborazione da dati delle anagrafi comunali di Roma e Fiumicino 1.2 Disagio sociale, povertà e salute nella Asl Roma D E’ noto che lo stato di salute di una popolazione dipende anche da fattori socio-economici, oltre che da quelli individuali, genetici, ambientali. Particolare importanza hanno i determinanti legati al censo, all’istruzione, al sistema di relazioni sociali, all’abitazione, al sistema di welfare che offre tutele e protezioni. Fino a qualche tempo fa si riteneva che nella nostra Europa il benessere diffuso raggiunto fosse sufficiente a dare eguaglianza di accesso ai servizi e di salute. Molte analisi hanno dimostrato che invece le diseguaglianze basate sulla condizione socio-economica restano e si aggravano nei periodi di crisi, in cui le famiglie hanno meno reddito e i servizi offerti si riducono. La povertà, un male che si riteneva ormai confinato a piccolissimi gruppi sociali, bussa nuovamente alle porte dell’Occidente e si manifesta sia come povertà relativa sia come povertà assoluta. Nel Rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio 2012, curato dalla Comunità di Sant’Egidio, si afferma che anche in questa Regione e in questa città “la crisi degli ultimi tre anni sta spingendo al disotto della soglia della povertà una fetta sempre più consistente di cittadini. Oggi i poveri non sono solo più delle ‘eccezioni’ e non sono solo più immigrati, ma anche cittadini italiani. La crisi ha infatti toccato categorie di lavoratori che fino a poco tempo fa si sentivano al sicuro e oggi si affacciano per la prima volta nel mondo dei poveri”. Si tratta di un percorso progressivo che avvia verso una “carriera” della povertà nella quale una malattia, un debito, lo sfratto, una separazione familiare possono improvvisamente spingere persone anche dotate di un lavoro (working poor). E’ sottilissimo lo spartiacque “tra la condizione di vulnerabilità e l’area grigia in può avvenire la ‘caduta’ in povertà” (INMP e Gruppo Abele: Impoverimento e povertà, 2011). Nonostante la portata del fenomeno, non disponiamo di misure precise e affidabili della povertà nella nostra città; il Piano regolatore sociale del Comune di Roma (2011) riferisce che circa 170.000 famiglie romane “tirano avanti con difficoltà o con molta difficoltà”. Ci sono poi le povertà estreme: secondo il Dossier Disagio e Povertà a Roma, della Caritas (2005), sono almeno 6.000 persone senza dimora, di cui 4.000 che vivono in alloggi di fortuna (senza casa, houseless) e 2.000 che vivono per strada (senza tetto, roofless). Nel frattempo, sono in aumento sia il barbonismo domestico sia il ritorno di piccole baraccopoli di fortuna (ad esempio, nella Pineta Acque rosse, in zona Idroscalo, a Dragona) o di insediamenti di nuclei di roulotte (ad esempio, a Via Ramazzini). Applicando le stime ISTAT alla nostra popolazione si possono calcolare circa 24.000 poveri “assoluti”, pari al 4% della popolazione. A questi vanno aggiunti i poveri “relativi” che nel Lazio sono stimati intorno al 7% delle famiglie (ISTAT, 2012). Ciò significa che nella nostra ASL si avrebbe una stima – nell’ipotesi conservativa che il fenomeno abbia la stessa frequenza della media regionale – di almeno 40.000 poveri “relativi”. La Figura 1 mostra la mappa delle sezioni di censimento della RMD per indice di deprivazione2 (dati 2001). Si osserva la presenza di zone geografiche a maggiore deprivazione nelle aree di Ponte Galeria, Magliana vecchia, foce del Tevere, Castelporziano, Torrimpietra, Maccarese. Oltre il 30% della popolazione della ASL risiede in aree ad alta deprivazione (15% deprivazione elevata, 19% deprivazione molto elevata). Poiché per costruzione le categorie dell’indice di deprivazione sono i quintili della popolazione, questo significa che se la popolazione dell’area avesse lo stesso livello di deprivazione della regione Lazio, le percentuali sarebbero tutte pari al 20%. Mentre a 2 Caranci N, Biggeri A, Grisotto L, Pacelli B, Spadea T, Costa G.The Italian deprivation index at census block level: definition, description and association with general mortality.Epidemiol Prev 2010; 34(4):167-76. Fiumicino e nel Municipio XV i residenti nelle zone deprivate rappresentano oltre il 40% degli abitanti, nei Municipi XIII e XVI la percentuale è molto più bassa (30% e 20% rispettivamente). Circa le forme di povertà “estrema”, è noto che la grande pineta del litorale ostiense e Castel Fusano è abitata da molti senza tetto (un centinaio, secondo le stime della Comunità di S. Egidio); alcuni campi nomadi quale quello di Via Candoni, dalle 350 unità inizialmente previste ha quasi raggiunto le 1.000 persone, un settimo di quelle stimate nell’intera città (Caritas di Roma, La salute per i Rom, 2012). Per la prima volta, quest’anno, i posti letto del centro Caritas di accoglienza notturna di Ostia non sono stati sufficienti a rispondere alle richieste delle persone senza fissa dimora del territorio. Questa descrizione, tuttavia, non risponde più bene alla situazione attuale, per le ragioni prima dette: la povertà si ritrova oramai in tanti quartieri e zone urbane. Non c’è dubbio che la povertà sia concausa di malattie, di minor quantità e qualità della vita come pure di un rapporto distorto con i servizi sanitari, sia perché questi sono utilizzati come “riparatori” o suppletivi di altri bisogni e servizi sia perché i poveri si allontanano dai servizi, per vergogna, trascuratezza, senso di non appartenenza e di frattura. Spesso persone della cosiddetta “classe media”, impoverite e prive di riserve finanziarie, si rapportano con molta difficoltà ai servizi sociali, perché vivono la povertà come una vergogna, una perdita di status, un fallimento e sviluppano verso le istituzioni un atteggiamento rancoroso e aggressivo. Molto spesso queste situazioni sono ben avvertite dagli operatori sanitari, nei Pronto Soccorsi e in altri servizi. Segnali di riduzione nelle cure interessano alcune prestazioni per lo più a carico dell'utente quali cure odontoiatriche o occhiali; a volte, nelle commissioni invalidità qualche lavoratore afferma di avere rinunciato ai diritti della L. 104/92 necessari a assistere i congiunti disabili o per se stesso, se lavoratore disabile, per la paura di perdere il posto di lavoro. Anche i servizi sociali avvertono tale situazione. In questi ultimi anni, ad esempio, il servizio sociale del Municipio X (ex XIII) ha registrato un incremento della nuova utenza. Circa il 50% delle richieste ricevute sono di sostegno economico; nella quasi totalità si tratta di donne adulte, spesso in nuclei familiari con almeno un minore. L’assistenza alloggiativa ha visto un aumento del 15% di nuove domande mentre per le richieste di borse lavoro si è avuto un raddoppio dall’anno 2008 al 2012 (fonte: Servizio Sociale Municipio X). In attesa di dati più puntuali che potranno venire dal Censimento 2011, queste considerazioni e questi segnali esigono che si avvii una risposta rafforzata, strutturata e condivisa tra enti sanitari e sociali per affrontare insieme gli effetti della crisi, che saranno risolti alla radice solo con una ripresa della crescita e dello sviluppo economico. La WHO nel documento “Addressing the social determinants of health: the urban dimension and the role of local government” (2012) richiama l’importanza sia di un contesto normativo di riferimento sia della più stretta collaborazione con le comunità locali e dello sviluppo di una robusta partnership basata su indirizzi strategici che diano più equità alla salute dei cittadini. Figura 1 – Mappa delle sezioni di censimento della RMD per indice di deprivazione. Anno 2010. Elaborazione da dati anagrafici comunali (sezioni di censimento) e ISTAT (indicatore di deprivazione). Capitolo 4 - Anagrafe sanitaria ed uso integrato dei sistemi informativi 2.1 L’Anagrafe Sanitaria e le esenzioni per patologia La popolazione in carico presso i medici di medicina generale ed i pediatri della ASL Roma D è individuata dall’Anagrafe degli Assistiti, un database gestito a livello regionale dalla società LAit (Lazio Innovazione Tecnologica) che si occupa di aggiornare mensilmente l’archivio. Gli assistiti nel 2012 sono circa 622,000 di cui la maggior parte residenti nella Roma D e assistiti nella stessa ASL (82%) o in altre ASL di Roma (7%); l’11% degli assistiti (circa 68.000 persone) è residente fuori dalla Roma D ma è assistito presso medici della RMD (Tabella 1). Tabella 1 – Iscritti presso l’anagrafe degli assistiti della ASL RMD al 31/12/2011 per ASL di assistenza e ASL di appartenenza del medico. ASL del medico RMD ASL dell'assistito fuori RMD RMD 511,657 (82%) 42,429 fuori RMD 67,947 (11%) totale 579,604 totale (7%) 554,086 (89%) - 67,947 (11%) 42,429 622,033 Nella Tabella 2 è riportata la distribuzione dei Medici di Medicina Generale (MMG) e dei Pediatri di Libera Scelta (PLS) per distretto di appartenenza e per numero medio di assistiti. Tabella 2 – Distribuzione dei Medici di Medicina Generale (MMG) e dei Pediatri di Libera Scelta (PLS) per distretto e numero medio di assistiti. Aggiornamento a luglio 2011. Tipo di medico MMG PLS totale Distretto n n.medio assistiti n n.medio assistiti RMD/1 50 1275 12 1275 62 RMD/2 154 1284 32 1284 186 RMD/3 130 1174 19 1174 149 RMD/4 129 1157 20 1157 149 totale 463 1222 83 1228 546 I dati relativi alle esenzioni descritti di seguito provengono dalle elaborazioni dei dati dell’archivio regionale, gestito dalla società LAit. Complessivamente, al 31.12.2011 erano attive 325.662 esenzioni ad assistiti residenti nel territorio della RMD, di cui 175.526 per patologia. Nella Tabella 3 viene riportata la distribuzione di tutte le esenzioni per tipo e per distretto di residenza dell’assistito. In Tabella 4, per le sole esenzioni per patologia, si riporta la distribuzione per gruppo e per distretto di residenza. In linea con quanto già descritto negli anni precedenti, le esenzioni più frequenti sono quelle per Ipertensione Arteriosa (24%), Diabete mellito (16%), neoplasie (15%) e le esenzioni per affezioni del sistema circolatorio (12%). In Tabella 5 viene riportata la distribuzione dei 109,823 assistiti esenti per patologia, per numero di esenzioni e per fascia di età. Il 31% degli esenti per patologia ha più di una esenzione; il 6% ha un numero di esenzioni per patologia superiore a tre. La quota dei “pluriesenti” aumenta all’aumentare dell’età, variando dal 11% per gli assistiti al di sotto dei 35 anni al 50% per gli ultra 85-enni. Per le esenzioni più frequenti, viene riportato il numero di persone esenti e il tasso x 1000 abitanti per fascia di età (Tabella 6). Il tasso di esenzioni aumenta all’aumentare dell’età per quasi tutte le patologie, fino alle classe di età >65 anni. Tabella 3 - Esenzioni dei residenti al 31.12.2011 per tipologia. Distretto di Residenza D1 14,759 D2 52,421 D3 45,531 D4 32,722 Distretto non localizzato 26,189 396 1,452 1,023 697 336 3,904 Totale Esenzioni per patologia 15,155 53,873 46,554 33,419 26,525 175,526 Invalidità e Categoria Protetta 3,742 13,503 10,063 7,684 5,480 40,472 Reddito e Fascia di Età 12,130 36,448 31,006 22,683 7,397 109,664 Totale esenzioni 31,027 103,824 87,623 63,786 39,402 325,662 Gruppo di esenzioni Patologia Cronica Patologia Rara Totale 171,622 D2 D3 Distretto non localizzato Tabella 4 - Esenzioni per patologia per gruppo e distretto di residenza. Gruppo di esenzioni D1 D4 Totale IPERTENSIONE ARTERIOSA 3,718 13,690 10,276 8,619 5,701 42,004 DIABETE MELLITO 2,906 8,339 7,015 4,982 4,367 27,609 PATOL. NEOPLASTICHE MALIGNE 2,050 7,453 5,964 5,523 5,465 26,455 AFFEZIONI DEL SISTEMA CIRCOLATORIO 1,657 5,854 7,141 3,443 3,988 22,083 IPERCOLESTEROLEMIA 446 2,861 2,856 2,333 870 9,366 IPOTIROIDISMO 873 3,088 2,365 1,564 664 8,554 TIROIDITE DI HASHIMOTO 681 2,116 1,479 1,139 380 5,795 GLAUCOMA 372 1,441 1,306 1,050 503 4,672 EPATITE CRONICA (ATTIVA) 343 1,158 872 607 516 3,496 INSUFFICIENZA RENALE CRONICA 191 735 804 558 686 2,974 INSUFFICIENZA RESPIRATORIA CRONICA 119 360 670 229 811 2,189 ASMA 235 1,024 432 341 114 2,146 MALATTIE DELL`APPARATO DIGERENTE 174 502 389 300 99 1,464 PSORIASI 131 443 412 213 99 1,298 INSUFFICIENZA CARDIACA 56 328 367 167 329 1,247 MORBO DI BASEDOW / IPERTIROIDISMO 126 402 401 229 85 1,243 COLITE ULCEROSA E CROHN 137 416 289 257 139 1,238 51 266 441 172 81 1,011 PSICOSI EPILESSIA (Escluso: Sindrome di Lennox-Gastaut) 97 386 272 139 63 957 ARTRITE REUMATOIDE 107 266 242 165 131 911 MORBO DI PARKINSON 55 223 187 140 172 777 MALATTIE DEL SANGUE 68 343 181 103 75 770 CIRROSI EPATICA, CIRROSI BILIARE 43 136 127 72 189 567 INFEZIONE DA HIV 35 170 165 81 80 531 SCLEROSI MULTIPLA 52 187 137 103 48 527 MALATTIE DEL SISTEMA NERVOSO 36 183 106 72 51 448 7 88 164 20 143 422 MAL. DELLE GHIANDOLE ENDOCRINE 30 128 114 63 40 375 NEONATI PREMATURI, IMMATURI 30 97 50 40 153 370 MALFORMAZIONI CONGENITE 36 122 110 66 22 356 LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO 31 94 62 50 38 275 NANISMO IPOFISARIO 16 80 81 72 9 258 5 32 88 27 73 225 DEFICIT FISICI, SENSORIALI E NEUROPSICHICI 12 49 107 23 23 214 SOGGETTI SOTTOPOSTI A TRAPIANTO 16 73 57 39 25 210 IPERPARATIROIDISMO, IPOPARATIROIDISMO 22 58 60 37 12 189 MALATTIA DI SJOGREN 21 62 57 37 11 188 MAL. SIST. OSTEOMUSCOLARE 16 57 47 34 23 177 MAL.CARDIACHE E DEL CIRCOLO POLMONARE 13 2 121 16 20 172 9 44 39 20 24 136 DEMENZE MALATTIA DI ALZHEIMER PANCREATITE CRONICA MORBO DI BUERGER 2 7 74 11 31 125 SPONDILITE ANCHILOSANTE 13 41 28 22 8 112 SCLEROSI SISTEMICA (PROGRESSIVA) 11 30 29 31 10 111 9 37 27 13 15 101 IN ATTESA DI TRAPIANTO Gruppo di esenzioni D1 D2 D3 Distretto non localizzato Tabella 4 (continua) - Esenzioni per patologia per gruppo e distretto di residenza. D4 Totale MALATTIE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO 11 39 26 10 12 98 DIPENDENZA DA SOSTANZE STUPEFACENTI 16 25 24 15 11 91 TUMORI 16 32 23 16 2 89 MIASTENIA GRAVE 8 24 26 12 12 82 PLURIPATOLOGIE 1 26 13 10 28 78 MALATTIE DELLA PELLE 6 26 16 18 8 74 ANORESSIA NERVOSA, BULIMIA 1 34 17 15 4 71 TUBERCOLOSI (ATTIVA BACILLIFERA) 1 18 24 10 12 65 MAL. ARTERIE ,VENE E VASI LINFATICI 0 3 49 2 5 59 ANEMIA EMOLITICA ACQUISITA 5 22 9 9 9 54 TRAPIANTO DI CORNEA 6 20 14 10 4 54 INSUFFICIENZA CORTICOSURRENALE CRONICA 6 22 10 10 5 53 IMMUNODEFICENZE 2 24 7 13 5 51 MALATTIE DELL`APPARATO GENITO-URINARIO 3 18 10 13 4 48 MORBO DI PAGET 6 11 15 8 8 48 FIBROSI CISTICA 3 24 9 6 4 46 DIABETE INSIPIDO 4 19 6 10 1 40 MALATTIE CEREBROVASCOLARI 0 1 28 2 2 33 ACROMEGALIA E GIGANTISMO 2 7 8 5 2 24 MALATTIA O SINDROME DI CUSHING 0 3 5 1 1 10 NEUROMIELITE OTTICA 0 2 3 0 0 5 SINTOMI, SEGNI E STATI MORBOSI MAL DEFINITI 0 1 1 2 0 4 MALATTIE INFETTIVE E PARASSITARIE 0 1 0 0 0 1 Totale 15,155 53,873 46,554 33,419 26,525 175,526 Tabella 5 - Esenti per patologia per numero di esenzioni e fascia di età. N. esenzioni 1 età (anni) 2 3 4+ Totale n % n % n % n % n % <35 5,917 89.1 599 9.0 92 1.4 32 0.5 6,640 35-49 12,432 82.1 2,068 13.7 458 3.0 180 1.2 15,138 50-64 18,491 68.1 5,641 20.8 1,986 7.3 1,048 3.9 27,166 65-74 15,776 56.2 7,125 25.4 3,265 11.6 1,904 6.8 28,070 75-84 11,856 51.7 6,074 26.5 2,993 13.0 2,022 8.8 22,945 100.0 100.0 100.0 100.0 100.0 85+ 4,942 50.1 2,629 26.7 1,424 14.4 868 8.8 9,863 69,414 63.2 24,136 22.0 10,218 9.3 6,055 5.5 109,823 Totale 100.0 Gla uco ma shi mo to di h a Tir o idit e sm o Ipo tiro idi ter ole mi a Ipe rco le s c ir tem a sis Aff . Ne op la s ie Dia bet em elli Ipe rte nsi o Patologia ne to col ato r io Tabella 6 - Esenzioni più frequenti. Esenti e tassi per 100.00 abitanti per fasce di età. Età (anni) <35 esenti 122 456 645 347 84 447 723 40 0.6 2.2 3.1 1.7 0.4 2.2 3.5 0.2 1,850 1,756 2,911 829 650 1,975 2,073 254 12.9 12.2 20.3 5.8 4.5 13.8 14.5 1.8 9,138 5,777 6,030 3,254 2,542 2,975 2,116 903 86.5 54.7 57.1 30.8 24.1 28.2 20.0 8.6 12,770 8,520 7,556 4,853 3,128 2,167 721 1,483 204.4 136.4 121.0 77.7 50.1 34.7 11.5 23.7 11,914 7,581 6,763 4,844 2,203 787 108 1,354 Tassi x 100.000 ab. 340.4 216.6 193.2 138.4 62.9 22.5 3.1 38.7 esenti 5,354 3,299 2,330 2,624 486 136 9 599 Tassi x 100.000 ab. 517.8 319.1 225.3 253.8 47.0 13.2 0.9 57.9 41,148 27,389 26,235 16,751 9,093 8,487 5,750 4,633 73.0 48.6 46.6 29.7 16.1 15.1 10.2 8.2 42,004 27,609 26,455 22,083 9,366 8,554 5,795 4,672 Tassi x 100.000 ab. 35-49 esenti Tassi x 100.000 ab. 50-64 esenti Tassi x 100.000 ab. 65-74 esenti Tassi x 100.000 ab. 75-84 85+ Totale esenti esenti Tassi x 100.000 ab. Totale esenzioni 2.2 UCP e UCPP: le associazioni dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta L’Unità di Cure Primarie (UCP ed UCPP) è un modello organizzativo dell’assistenza primaria che nasce con Deliberazione della Giunta della Regione Lazio n. 693 del 30 luglio 2004 che approva il progetto sperimentale per la creazione sul territorio della Rete delle Cure Primarie (R.C.P.) allora limitato al periodo di sorveglianza dell’influenza dal 31/01/2005 al 30/04/2005. In seguito si sono susseguite altre Determinazioni Regionali che hanno prorogato tale progetto fino al definitivo Accordo stipulato con le OO.SS. nel 2009; tutto ciò con l’obiettivo di integrare le forme associative esistenti, al fine di potenziare la tutela sanitaria della cittadinanza attraverso un’intensificazione dell’assistenza territoriale che potesse arrivare nelle intenzioni del legislatore al 97% degli assistiti attraverso il coinvolgimento di circa il 78% dei Mmg e dei PLS. Il regolamento delle UCP prevede la costituzione delle seguenti forme organizzative di UCP: 1. UCP-S o Semplici: integrazione di MMG collegati tra loro in rete (da un minimo di 3 ad un massimo di 10). Le UCP saranno preferibilmente composte da 5 medici, pertanto per l’UCP-S al superamento della 7 unità sarà necessaria l’apertura di 2 studi in contemporanea nello stesso ambito territoriale nell’orario prescelto; 2. UCP-C o Complesse: ovvero MMG in gruppo o collegati in rete, ed organizzati in sede unica o studio di riferimento (da un minimo di 3 ad un massimo di 8 con numero di partecipanti superiore ad 8, si dovrà garantire la copresenza di 2 medici di medicina generale nel medesimo studio unico di riferimento o sede unica; 3. UCPC-I o Integrata: ovvero MMG in gruppo o collegati in rete, ed organizzati in sede unica o studio di riferimento (da un minimo di 3 ad un massimo di 8) che prevedano la partecipazione di altri professionisti (PLS, Specialisti, Medici della Continuità Assistenziale, operatori della assistenza sociale e sanitaria); 4. (UCP/8h): Semplici aggregazione tra MMG in rete. Tali forme organizzative sono possibili solo in caso di particolari e specifiche caratteristiche oro geografiche e/o sociali individuate a livello aziendale. Ciascuna UCP ha una copertura oraria di almeno 9 ore giornaliere tra le 7 e le 21 dal Lunedì al Venerdì con orario preferibilmente continuativo. Eventuali interruzioni dovranno garantire il servizio 4.30 ore mattutine e 4.30 ore pomeridiane. Nell’ambito territoriale dell’Azienda USL RM/D il 79% dei MMG ed il 64% dei PLS svolgono la loro professione all’interno delle UCP/UCPP. Distretti MMG PLS Fiumicino Municipio XIII 51 166 12 34 Municipio XV 140 19 Municipio XVI 135 20 492 85 *Dati aggiornati al 30/4/2013 Distretti Associazioni n Medici n Fiumicino UCP UCPP 7 3 MMG PLS 41 9 Municipio XIII UCP UCPP 29 6 MMG PLS 138 26 Municipio XV UCP UCPP 20 2 MMG PLS 105 10 Municipio XVI UCP UCPP 19 2 MMG PLS 99 9 Azienda USL RM/D UCP UCPP 75 13 MMG PLS 383 54 3.3 Uso integrato dei sistemi informativi sanitari Introduzione Il tema delle potenzialità derivanti dal processo di integrazione di fonti di dati correnti per progetti di sorveglianza sanitaria sta ricevendo una sempre maggiore attenzione sia a livello nazionale3,4 sia a livello internazionale. La progressiva informatizzazione degli archivi sanitari ne ha reso possibile l’utilizzo ai fini della comprensione del ruolo dei determinanti individuali nella valutazione dell’accesso ai servizi e nelle valutazioni di efficacia. A livello locale, dove i dati vengono generati, è importante “far parlare” tra di loro i diversi sistemi informativi sanitari perché forniscano informazioni importanti che i singoli flussi non sono in grado di dare. Il lavoro condotto negli ultimi 5 anni dalla UOC Programmazione, Sistemi informativi Sanitari ed Epidemiologia ha portato alla definizione di una coorte di residenti nella Asl Roma D dal 2008 che può essere analizzata con i metodi degli studi di coorte, sia con letture trasversali (stime puntuali) che con letture longitudinali (follow-up e ricostruzione dei percorsi). L’esempio del diabete A partire dalla anagrafe degli Assistiti adulti >35 anni e residenti al 31/12/2007 (n= 331,923) è stata stimata la prevalenza di diabete considerando la presenza dei pazienti in almeno una fonte informativa negli anni precedenti: Sistema Informativo Ospedaliero (anni 2003-2007; almeno un ricovero con diagnosi di diabete, ICD9-CM 250), Prestazioni Ambulatoriali (anno 2007; almeno una prestazione con esenzione per diabete, codice 013), Esenzioni per patologia (anno 2007; codice 0.13), Prescrizioni Farmaceutiche (anno 2007; almeno due prescrizioni di antidiabetici). La prevalenza di diabete al 31/12/20075 è risultata pari all’8.3%, più elevata negli uomini (9.2%) rispetto alle donne (7.6%), più elevata negli assistiti di nazionalità italiana (9.4%) rispetto agli stranieri (5.4%), e con un gradiente sociale più marcato tra le donne (Rischio Relativo delle più deprivate rispetto alle meno deprivate, RR=1.78) rispetto agli uomini (RR=1.45). Il follow-up condotto fino al 2010 ha evidenziato un maggior rischio di mortalità e di ricovero ospedaliero per i diabetici rispetto ai non diabetici ed ha rilevato un gradiente sociale (maggiori rischi nei residenti nelle aree più deprivate) sia nei diabetici che nei non diabetici. E’ stata inoltre stimata l’incidenza dei nuovi casi di diabete nel periodo 2008-2012, considerando come data di insorgenza la prima data di comparsa in una delle fonti informative considerate (esenzioni, ricoveri o prescrizioni farmaceutiche). E’ stato tenuto conto delle uscite dalla coorte per cancellazione dalla Anagrafe (morti/emigrazioni) ma non sono stati inclusi i nuovi ingressi (nascite/immigrazioni) per le difficoltà nel ricostruire i percorsi sanitari dei periodi di residenza in altre Asl. Si tratta dunque di una coorte “chiusa”. Nella Tabella 1 e nella Figura 1 vengono riportati i risultati. 3 Nicola Caranci, Valeria Fano, Rosa Gini, Marina Maggini, Roberto Raschetti, Lorenzo Simonato. Un laboratorio per superare la babele degli archivi sanitari elettronici. Epidemiologia & Prevenzione 2012; 36 (5): 234-235. 4 Lorenzo Simonato. Archivi sanitari elettronici in evoluzione. Epidemiologia & Prevenzione 2013, in stampa. 5 Valeria Fano, Patrizio Pezzotti, Roberto Gnavi, Katia Bontempi, Maria Miceli, Eugenia Pagnozzi, Maria Letizia Giarrizzo, Antonio Fortino. The role of socioeconomic factors on prevalence and health outcomes of persons with diabetes in Rome, Italy. The European Journal of Public Health, 2012; doi: 10.1093/eurpub/cks168. Tabella 1 - Prevalenza di diabete e incidenza di nuovi casi. Coorte degli adulti >35 anni assistiti e residenti nella Asl Roma D nel periodo 2007-2012. Assistiti e residenti 31/12/2007 (n=331,923) n % Assistiti, vivi e residenti al 31/12/2012 (n=290,058) n % Prevalenza di diabete (2007) (a) n % Incidenza di diabete (2008-2012) (b) n % Genere Donne Uomini 180,761 151,162 54.5 45.5 159,468 130,590 55.0 45.0 13,694 13,948 7.6 9.2 9,969 8,386 5.5 5.5 35-49 50-64 65-74 75+ 134,543 93,603 59,561 44,216 40.5 28.2 17.9 13.3 122,940 86,033 52,331 28,754 42.4 29.7 18.0 9.9 2,349 7,737 9,532 8,024 1.7 8.3 16.0 18.1 3,929 6,392 4,936 3,098 2.9 6.8 8.3 7.0 Nationalità Italiana Non italiana 306,123 24,060 92.7 7.3 269,368 19,276 93.3 6.7 26,300 1,225 Deprivazione Donne: Bassa 41,859 Media 103,838 Alta 34,819 23.2 57.5 19.3 37,828 90,633 30,849 23.7 56.9 19.4 2,353 7,835 3,491 5.6 7.5 10.0 2,076 5,731 2,153 5.0 5.5 6.2 Uomini: Bassa Media Alta 23.0 57.4 19.6 30,884 73,932 25,634 23.7 56.7 19.7 2,721 8,049 3,160 7.8 9.3 10.7 1,765 4,774 1,836 5.1 5.5 6.2 Età (anni) 34,772 86,577 29,560 8.6 17135 5.1 1,121 5.6 4.7 Non italiana Note: i totali possono variare a causa di dati mancanti; (a) i casi prevalenti sono calcolati sulla coorte dei presenti al 2007; (b) i casi incidenti sono calcolati sulla coorte dei presenti al 2007, inclusi emigrati/deceduti nel periodo. Figura 1 – Casi prevalenti e casi incidenti nel periodo 2008-2012. casi prevalenti casi incidenti 100% 80% 60% 40% 20% 0% Genere Età Nazionalità Deprivazione Nel 2012 è stata nuovamente calcolata la prevalenza di diabete, con lo stesso algoritmo del 2007, considerando la presenza dei pazienti in almeno una fonte informativa negli anni precedenti: Sistema Informativo Ospedaliero (anni 2008-2012; almeno un ricovero con diagnosi di diabete, ICD9-CM 250), Prestazioni Ambulatoriali (anno 2008-12; almeno una prestazione con esenzione per diabete, codice 013), Esenzioni per patologia (anno 2008-12; codice 0.13), Prescrizioni Farmaceutiche (anni 2011-12; almeno due prescrizioni di antidiabetici). La prevalenza di diabete è del 10.3%, più elevata rispetto alla stima del 2007; si conferma maggiore negli uomini, negli anziani e nei nati in Italia. Nella Tabella 2 vengono riportati i risultati. Tabella 2 - Prevalenza di diabete tra gli adulti >35 anni assistiti e residenti nella Asl Roma D al 31/12/2012. Assistiti e residenti 31/12/2012 (n=335,899) n % Prevalenza di diabete n % Genere Donne Uomini 183,023 152,876 54.5 45.5 17,550 16,889 9.6 11.0 35-49 50-64 65-74 75+ 128,421 96,480 57,982 53,016 38.2 28.7 17.3 15.8 3,406 8,589 11,029 11,415 2.7 8.9 19.0 21.5 Nationalità* Italiana Non italiana 300,929 34,225 89.8 10.2 32,149 2,258 10.7 6.6 Età (anni) *I totali possono variare a causa di dati mancanti Capitolo 3 - La mortalità tra i residenti Il Registro regionale delle cause di morte (RenCaM) registra annualmente circa 5,000 morti l’anno tra i residenti nella Asl Roma D e deceduti ovunque in Italia. In questo paragrafo si fa riferimento alla mortalità registrata nel triennio 2008-2012. Il fenomeno viene descritto attraverso la mortalità proporzionale, espressa come proporzione tra le morti dovute ad una specifica causa rispetto alle morti per tutte le cause. I risultati vengono presentati distintamente per genere, sia per grandi gruppi di cause (Figura 7) che per le sole cause tumorali (Figura 8); le distribuzioni per fasce di età sono riportate nelle Figure 7a-d e 8a-c dell’Appendice. Vengono inoltre riportati i Rapporti Standardizzati di Mortalità (SMR) x 100 con il metodo indiretto6, per causa, genere e distretto di residenza (Figure 9a-9b) ed i Rischi Relativi (RR) nei Distretti delle Asl di Roma rispetto alla Regione Lazio (Figure 10a -10b). La mortalità proporzionale per grandi gruppi di cause evidenza un’eterogeneità tra i generi (Figura 7). La causa più frequente di morte per gli uomini è rappresentata dai tumori (37.6% rispetto al 29.8% delle donne), mentre per le donne sono più frequenti i decessi per malattie cardiovascolari (39.4% rispetto al 33.3% degli uomini). Altre cause di morte rilevanti sono le malattie dell’apparato respiratorio (circa 6% in entrambi i sessi) e i traumi (5.1% negli uomini, 4.5% nelle donne). Non si osservano particolari differenze legate al genere per le altre cause di morte. In Appendice 1 sono riportate le analisi per singole classi di età (Figure 7a-7c). Si osserva che tra i bambini di 1-14 anni le cause più frequenti tra i maschi sono le malattie del sistema circolatorio e i tumori (27.8% ciascuna) seguite dalle malattie del sistema nervoso e dai traumi (11.1% ciascuna), mentre tra le femmine prevalgono i tumori (40.0%), seguiti dai traumi (25.0%), e dalle malattie del sistema nervoso (15.0%). Nella classe di età 15-64 anni le cause tumorali sono responsabili del maggior numero di decessi, con una percentuale più elevata tra le donne (61.9%) rispetto agli uomini (42.4%); seguono la mortalità per malattie dell’apparato circolatorio (24.1% per gli uomini e il 14.4% per le donne) e i traumi (12.2% per gli uomini e il 5.6% per le donne). Tra gli anziani di età 65-74 anni si osserva un’attenuazione delle differenze tra i generi: sia per gli uomini che per le donne i tumori rappresentano la prima causa di morte (51.4% e 54.7%, rispettivamente), seguiti dalle malattie dell’apparato circolatorio (25.9% negli uomini, 22.0% nelle donne), le malattie delle ghiandole endocrine e del sistema immunitario (5.5% negli uomini, 4.2% nelle donne) e respiratorio (3.9% per gli uomini e 4.7% per le donne).Tra gli ultrasettantacinquenni per entrambi i sessi la prima causa di morte è rappresentata dalle malattie dell'apparato circolatorio (38.6% negli uomini e 46.2% nelle donne), seguite dai tumori (31.7% negli uomini e 21.0 nelle donne). L’analisi per cause tumorali (Figura 8), mostra che i decessi più frequenti sono quelli per tumore del polmone (29.3% uomini, 18.6% donne), tumore del colon-retto (11.6 e 13.1%) e del tessuto linfatico ed ematopoietico (8.5 e 7.9%); inoltre si osserva una quota di mortalità rilevante per gli uomini dovuta al tumore della prostata (7.5%) e per le donne dovuta al tumore della mammella (14.7%). Per quanto riguarda i tumori in età pediatrica, l’esiguo numero di decessi avvenuti in questa fascia di età non consente di ottenere una misura robusta sulla mortalità proporzionale. Si registrano 6 Gli SMR si ottengono come rapporto tra le morti osservate e le morti attese secondo dei tassi di riferimento specifici per causa/distretto/sesso/età (classi quinquennali), in questo caso i tassi di mortalità della regione Lazio per l’anno 2009. L’SMR è moltiplicato per 100 e indica, in percentuale, di quanto la mortalità del distretto (o della Asl) è maggiore (SMR>100) o minore (SMR<100) della mortalità del Lazio (SMR=100). alcuni casi di tumore dei tessuti molli (n=3), melanoma (n=1), tumori dell’encefalo (n=7), tumori del sistema linfatico ed ematopoietico (n=7), linfomi non-Hodgkin (n=2) e leucemie (n=5). Nella classe di età 15-64 anni (dettagli riportati in Appendice 1) la prima causa tumorale è rappresentata negli uomini dal tumore del polmone (32.6%) e nelle donne dal tumore della mammella (20.9%); per gli uomini seguono i tumori del colon retto (11.1%), del sistema linfatico (7.6%), mentre per le donne il tumore del polmone (20.7%) del colon retto (9.1%) e del sistema linfatico (7.1%). Per le fasce di età 65-74 anni e ultrasettantacinquenni (Figura 8c) la distribuzione delle cause di morte non si discosta da quella del gruppo 15-64 anni. Per quanto riguarda i confronti regionali, nel periodo 2008-12 nella Roma D si osserva una mortalità per tutte le cause inferiore all’atteso regionale, sia per gli uomini che per le donne (Figure 9a –9b) . Si osservano tuttavia degli eccessi statisticamente significativi in entrambi i sessi sia per le malattie infettive che per l’epatite virale; per le donne si osserva anche un eccesso dei tumori e in particolare del polmone. Il dettaglio per Distretto evidenzia eccessi di mortalità per le malattie infettive, statisticamente significativo nei Distretti 1, 2, 4 per gli uomini, e 3 per le donne; analogamente per l’epatite virale, l’eccesso di mortalità è statisticamente significativo per gli uomini di tutti i Distretti, e per le donne del Distretto 3. Si osserva un eccesso statisticamente significativo di tumore del polmone nelle donne residenti nei Distretti 2, 3 e 4. Infine nelle donne del Distretto 3 si registra anche un eccesso significativo di mortalità per tutti i tumori. In Appendice 1 vengono riportati i dettagli degli SMR per causa, distretto e genere. Nelle Figure 10a-10b sono riportati, rispettivamente per gli uomini e per le donne, i Rischi Relativi (RR) di mortalità per tutte le cause registrati nei Distretti sanitari delle Asl del Comune di Roma rispetto alla mortalità della regione Lazio. Sia per gli uomini che per le donne si osserva una mortalità significativamente più elevata nel Distretto 15, significativamente più bassa nel Distretto 16 e non significamente diversa dall’atteso nel Distretto 13. Figura 7 – Mortalità proporzionale per genere e per grandi gruppi di cause (ICD9). Residenti nella Asl Roma D, periodo 2008-2012. Tutte le età. Figura 8 – Mortalità proporzionale per genere e per cause tumorali (ICD9). Residenti nella Asl Roma D, periodo 2008-2012. Tutte le età. Figura 9a - Rapporti Standardizzati di Mortalità (SMR) per cause selezionate e Distretto nella asl RMD. Intervalli di Confidenza (IC) al 95%. Periodo 2008-2012. Uomini. 35 Figura 9b - Rapporti Standardizzati di Mortalità (SMR) per cause selezionate e Distretto nella asl RMD. Intervalli di Confidenza (IC) al 95%. Periodo 2008-2012. Donne. 36 Figura 10a - Rischi Relativi di mortalità nei Distretti delle Asl di Roma rispetto alla Regione Lazio. Tutte le cause (001-999), anni 2006-2009. Uomini. fonte: elaborazione da Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (http://www.epidemiologia.lazio.it/atlante/) 37 Figura 10b - Rischi Relativi di mortalità nei Distretti delle Asl di Roma rispetto alla Regione Lazio. Tutte le cause (001-999), anni 2006-2009. Donne. fonte: elaborazione da Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (http://www.epidemiologia.lazio.it/atlante/) 38 Capitolo 4 - I ricoveri ospedalieri dei residenti 4.1 L’assistenza ospedaliera per acuti, la riabilitazione ospedaliera ed extraospedaliera L’analisi della morbosità, unitamente alla mortalità, contribuisce a fornire un quadro più completo dello stato di salute di una popolazione. Infatti da una parte la mortalità riflette l’esito di percorsi che possono aver avuto origine anche lontano nel tempo (es. malattie croniche) e che non hanno necessariamente richiesto un ricovero ospedaliero, dall’altra la morbosità fornisce indicazioni su eventi e condizioni patologiche non necessariamente letali e che possono essere legate anche a cause/esposizioni recenti (es. patologie acute). Il flusso informativo regionale delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) contiene le informazioni sulle diagnosi e le procedure coinvolte in ogni singolo ricovero. Nella Tabella 1 viene descritto l’andamento dei ricoveri acuti nel periodo 2008-2012. I ricoveri ordinari per acuti rappresentano il 63% dei ricoveri acuti totali; nel periodo 2008-2012 sono diminuiti del 15% passando da circa 67.000 nel 2008 a circa 58.500 nel 2012. Nei day hospital si è registrata una diminuzione ancora più consistente nel periodo considerato (-23%), passando da circa 42.000 accessi nel 2008 a circa 34.000 nel 2012. Il tasso di ospedalizzazione per 1.000 ab. nel 2012 è pari a 153.3 (96.8 per i ricoveri ordinari e 56.5.0 per i day hospital). Nella Tabella 2 viene riportato il dettaglio dei ricoveri acuti per genere ed età per l’anno 2012. I ricoveri ordinari aumentano con l’età, soprattutto per gli uomini dove il 48% dei ricoveri avviene tra gli anziani contro il 41% nelle donne. Viceversa, oltre il 50% dei day-hospital avviene tra gli under 50, in entrambi i sessi. Le Tabelle 3-6 riportano la distribuzione dei ricoveri per struttura, reparto di dimissione e residenza, al fine di avere un quadro del ricorso al ricovero ospedaliero dei residenti della Asl RMD. Sono state considerate le dimissioni, comprensive dei ricoveri ripetuti, in regime di ricovero ordinario acuto. Sono esclusi, perché non ancora disponibili, i dati della mobilità extraregionale (ricoveri dei nostri residenti avvenuti fuori regione). Il 30% dei ricoveri dei residenti avviene presso l’Ospedale Grassi (11%) e l’Ospedale San CamilloForlanini (18%, collocato nel territorio del Distretto 4 e punto di riferimento naturale per gli abitanti dei Municipi XV e XVI), dunque una quota importante di ricoveri viene effettuato presso strutture esterne al territorio, come si evince dalla Tabella 3 (la tabella completa viene riportata in appendice). Nella Tabella 4a viene descritta la distribuzione dei ricoveri per distretto di residenza e specialità. Per ogni specialità di dimissione vengono riportate le percentuali di riga, che evidenziano quanta parte delle dimissioni riguarda i residenti di un particolare distretto sanitario per quella specifica specialità, e la percentuale di colonna, che indica quanta parte delle dimissioni dei residenti è rappresentata da quella specialità. Le specialità che assorbono la maggior parte dei ricoveri nell’anno 2012 sono Chirurgia Generale (15% dei ricoveri), Ostetricia e ginecologia (15%), Medicina generale (13%), Ortopedia (10%). Le percentuali di riga evidenziano in generale un minor ricorso al ricovero ospedaliero per i residenti del Distretto 1 rispetto agli altri ed un maggior ricorso al ricovero da parte dei residenti nel Distretto 2. Nel Distretto 1 le specialità di dimissione per le quali si registrano percentuali di residenti superiori al 20% sono quelle pediatriche (Pediatria, Neuropsichiatria infantile, Neurochirurgia pediatrica) e le Malattie endocrine; nel Distretto 2 si osservano, tra le altre, percentuali elevate di residenti ricoverati nei reparti cardiologici, chirurgici, geriatriatrici e di malattie infettive; nel Distretto 3 si osservano percentuali elevate di ricoveri nei reparti cardiochirurgici e chirurgici, Geriatria, Malattie infettive, Neurologia, Ortopedia, Ostetricia e Otorinolaringoiatria; nel Distretto 4 si osservano percentuali elevate nelle specialità chirurgiche, Oculistica, Ortopedia, Neurochirurgia pediatrica. 39 Analogamente le Tabelle 4b-4c descrivono la distribuzione delle dimissioni avvenute presso l’Ospedale Grassi per Asl di residenza e per distretto. Si osserva che per tutte le specialità la maggior parte dei pazienti ricoverati al Grassi risiede nella RMD, con percentuali superiori al 70%; le specialità per le quali si ricoverano maggiormente i residenti di altre asl della regione sono il Nido, l’Ostetricia, la Pediatria, la Terapia intensiva e la Neonatologia subintensiva. Dalla Tabella 4c si evince che per tutte le specialità la maggior parte dei dimessi dal Grassi e residenti nella RMD proviene dal Distretto 2 (83%). La Tabella 5 riporta la distribuzione dei ricoveri dei residenti nella RMD per distretto di residenza e struttura di ricovero, ordinati per strutture con volume di attività decrescente (in questa tabella vengono riportate le strutture che includono il 92% dei ricoveri, le restanti strutture vengono riportate in appendice). Nell’ultima colonna sono riportati i totali e le percentuali per riga, che indicano per ogni struttura la quota attribuibile ai distretti, e le percentuali per colonna che indicano quanta parte dei ricoveri totali è avvenuta presso le singole strutture. La struttura dove si ricoverano la maggior parte dei residenti nella RMD è il S.Camillo (21% di cui 80% provenienti dai Distretti 3 e 4), seguono il Grassi (13% di cui il 98% provenienti dai Distretti 1 e 2), il Gemelli (6%), il Fabebenefratelli (5%) ed il Bambin Gesù (4%). Nella Tabella 6 viene riportata la distribuzione dei ricoveri dei residenti nella RMD per struttura di ricovero e specialità. Sono state incluse nella tabella le strutture con almeno 2,000 ricoveri di residenti nella RMD nel 2012. Nell’ultima colonna è riportato il totale generale (comprese le strutture con meno di 2,000 ricoveri); la percentuale per colonna permette di leggere i pesi relativi delle singole specialità sul totale dei ricoveri dei residenti nella RMD: il 15% dei ricoveri registrati presso queste strutture sono stati dimessi dal reparto di Chirurgia generale, il 13% da Medicina generale, il 15% da Ostetricia e ginecologia, il 10% da Ortopedia. Le percentuali di riga indicano invece la percentuale di ricoveri di residenti della RMD che per ogni specialità si rivolge a quella particolare struttura. Si ricorda che le percentuali sono calcolate sul totale delle strutture (anche quelle con <2,000 ricoveri), dunque il totale per riga potrebbe essere minore di 100. Si osserva ad esempio che l’Ospedale Grassi, rispetto al totale dei ricoveri registrati per ciascuna specialità, dimette il 23% dei residenti da Cardiologia, l’11% da Chirurgia generale, il 18% da Medicina Generale, il 34% dal Nido, il 22% da Ostetricia, il 30% da Pediatria, il 31% da Terapia intensiva, il 33% da Unità coronarica, il 17% da Osservazione breve, il 20% da Neonatologia subintensiva. Il San Camillo è la struttura prevalente per molte specialità (Cardiochirurgia 34%, Cardiologia 25%, Chirurgia maxillo facciale 52%, Chirurgia pediatrica 43%, Chirurgia toracica 61%, Chirurgia vascolare 52%, Neurochirurgia 34%, ecc); si osserva che il Bambin Gesù ha alcune specializzazioni esclusive, dove si rivolgono tutti i residenti (Cardiochiurgia, Urologia pediatrica). Nella Tabella 7 sono riportate le prime 20 cause di ricovero (le altre sono riportate in Appendice). Le cause più frequenti di ricovero sono legate al parto ed alla nascita, alla chemioterapia, alle ernie addominali. L’aborto è causa di ricovero in circa 1,200 casi nel 2012, con una costante riduzione negli anni, malgrado l’aumento di popolazione residente; nel 2004, i casi di ricovero per IVG erano circa 1,500, nel 2007 erano 1,400. Tra le prime 20 cause di intervento principale (Tabella 8, le altre in Appendice) si trovano il taglio cesareo, gli interventi sulla cervice e sull’utero, gli interventi di ernia inguinale. Tra ricoveri per gravidanza ed altro legato alla nascita (Tabella 9) si registrano oltre 3.200 parti naturali, di cui quasi la metà tra i residenti del Distretto 2, e circa 2.000 parti cesarei. Nella Tabella 10 viene descritta la distribuzione dei ricoveri per alcune malattie infettive: si registrano quasi 2.000 ricoveri per polmonite e 600 per epatite. Tra gli anziani, sono relativamente frequenti i ricoveri per frattura del femore (circa 800, per 3/4 donne) e per emorragie cerebrali e per ictus (rispettivamente circa 150 e 700, ripartiti a metà tra uomini e donne) (Tabelle 11 e 12) 40 Tabella 1 – Ricoveri per acuti dei residenti nella Asl Roma D anno per anno e tipologia assistenziale. Totale, percentuale e tasso grezzo di ospedalizzazione (TO) per 1.000 abitanti. Anno 2008 Ricoveri acuti n 2009 TO* n 2010 TO* n 2011 TO* n 2012 TO* n Totale TO* n TO* Ordinario n % 66,949 116.2 61.4 64,226 109.8 61.7 63,150 106.5 62.8 60,023 100.6 63.6 58,453 96.8 63.2 312,801 105.9 62.5 Day-hospital n % 42,021 73.0 38.6 39,925 68.2 38.3 37,385 63.1 37.2 34,425 57.7 36.5 34,082 56.5 36.8 187,838 37.5 Totale n % 108,970 189.2 100.0 104,151 178.0 100.0 100,535 169.6 100.0 94,448 158.3 100.0 92,535 153.3 100.0 500,639 169.5 100.0 63.6 Note: sono esclusi i lungodegenti ed i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani. Tabella 2 - Ricoveri ospedalieri per acuti dei residenti nella Asl Roma D per età, sesso e regime di ricovero. Anno 2012. Uomini età (anni) 0-14 15-34 35-49 50-64 65-74 75+ Totale Ordinari n 2.924 1.985 3.296 5.117 5.768 6.696 % 11,3 7,7 12,8 19,8 22,4 26,0 25.786 100,0 Day Hospital n 4.461 2.209 2.217 2.812 2.753 1.926 % 27,2 13,5 13,5 17,2 16,8 11,8 16.378 100,0 Donne Totale n 7.385 4.194 5.513 7.929 8.521 8.622 Ordinari % 17,5 9,9 13,1 18,8 20,2 20,4 42.164 100,0 n 2.232 5.969 7.419 4.752 4.685 7.610 % 6,8 18,3 22,7 14,5 14,3 23,3 32.667 100,0 Day Hospital n 3.064 2.804 4.114 3.376 2.579 1.767 % 17,3 15,8 23,2 19,1 14,6 10,0 17.704 100,0 Totale Totale n 5.296 8.773 11.533 8.128 7.264 9.377 % 10,5 17,4 22,9 16,1 14,4 18,6 12.681 12.967 17.046 16.057 15.785 17.999 50.371 100,0 92.535 Note: sono esclusi i lungodegenti ed i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani. 41 Tabella 3 - Distribuzione dei ricoveri ordinari per acuti per struttura di ricovero e distretto di residenza. Residenti nella Asl Roma D, anno 2012. Primo 80% dei ricoveri. Distretto di residenza struttura AZ. OSP. S.CAMILLO- F OSP.G. B. GRASSI OSP.PED. B. GESU' POL. A. GEMELLI E C.I OSP.ISRAELITICO OSP.S.EUGENIO OSP.FBF POL.UNIV.CAMPUS BIO M POL. UMBERTO I POI DI LIEGRO CDC CITTA' DI ROMA AURELIA HOSP. IST.FISIOT. OSP. OSP.S.CARLO DI NANCY OSP.GENERALE S.TO SPI AZ.OSP. S.GIOVANNI/AD OSP. S.FILIPPO NERI OSP.S.PIETRO FBF D1 D2 D3 D4 Totale n % n % n % n % 1,021 1,555 2,136 989 409 278 169 241 295 369 135 893 188 223 115 101 236 237 6.0 15.6 21.9 15.6 9.2 8.2 5.2 8.0 10.1 14.9 6.3 41.8 13.0 16.6 8.6 8.0 19.4 21.4 2,579 8,251 3,339 1,895 1,116 2,046 732 1,792 1,287 1,370 446 222 723 243 309 535 349 396 15.2 82.7 34.3 29.9 25.2 60.4 22.5 59.8 44.0 55.3 20.8 10.4 50.1 18.1 23.1 42.4 28.6 35.8 7,784 114 2,190 1,474 2,104 720 1,266 489 711 490 748 321 315 299 359 372 254 195 45.8 1.1 22.5 23.2 47.5 21.3 38.8 16.3 24.3 19.8 35.0 15.0 21.8 22.3 26.9 29.5 20.8 17.6 5,620 55 2,076 1,986 796 341 1,093 473 632 248 811 700 216 575 554 255 380 278 33.1 0.6 21.3 31.3 18.0 10.1 33.5 15.8 21.6 10.0 37.9 32.8 15.0 42.9 41.4 20.2 31.2 25.1 17,004 9,975 9,741 6,344 4,425 3,385 3,260 2,995 2,925 2,477 2,140 2,136 1,442 1,340 1,337 1,263 1,219 1,106 Note: Sono esclusi i lungodegenti ed i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani; Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 42 Tabella 4a - Distribuzione dei ricoveri ordinari per acuti e lungodegenti per specialità di dimissione e distretto di residenza. Residenti nella ASL RMD, anno 2012. Reparto di dimissione D1 n Allergologia Angiologia Cardiochirurgia pedia Cardiochirurgia Cardiologia Chirurgia Generale Chirurgia Maxillo Facciale Chirurgia Pediatrica Chirurgia Plastica Chirurgia Toracica Chirurgia Vascolare Ematologia Malattie Endocrine Immunologia Geriatria Malattie Infettive e Medicina Generale Nefrologia Neurochirurgia Nido Neurologia Neuropsichiatria Infa Oculistica Odontoiatria e Stomat. Ortopedia Ostetricia e Ginecolo Otorinolaringoiatria Pediatria Psichiatria Urologia Grandi Ustionati Nefrologia Terapia Intensiva Unità Coronarica Osservazione breve Dermatologia Gastroenterologia Lungodegenti Medicina Nucleare Neonatologia Subinten Oncologia Oncoematologia pediatrica Oncoematologia Pneumologia Reumatologia Terapia Intensiva Neon. Neurochirurgia Pediatrica Urologia Pediatrica Stroke Unit Detenuti 0 7 8 55 509 1203 27 53 66 26 74 54 37 2 40 131 901 54 81 90 86 15 20 21 733 1302 229 297 90 221 2 21 64 47 347 53 58 53 3 97 224 1 18 50 16 12 9 5 0 0 % riga 0.0 5.0 9.6 12.9 12.2 13.2 10.4 14.1 10.5 7.7 12.8 18.9 22.4 18.2 8.7 13.3 11.6 12.7 14.4 15.1 10.9 21.1 4.5 14.3 12.0 14.3 17.2 20.3 8.4 10.5 13.3 11.1 13.4 14.3 14.1 17.3 8.1 6.1 17.6 13.5 12.2 1.8 14.2 6.4 8.8 14.0 24.3 5.5 0.0 0.0 Totale 7,512 12.7 Distretto di residenza D2 D3 n % riga n % riga 0 0.0 1 50.0 20 14.4 88 63.3 30 36.1 34 41.0 152 35.6 117 27.4 1612 38.7 1071 25.7 3421 37.6 2170 23.8 79 30.4 92 35.4 129 34.3 96 25.5 222 35.2 197 31.2 100 29.6 116 34.3 186 32.2 174 30.2 77 27.0 92 32.3 43 26.1 26 15.8 3 27.3 4 36.4 159 34.4 156 33.8 274 27.8 316 32.1 3292 42.3 1782 22.9 203 47.9 94 22.2 213 37.8 154 27.4 257 43.0 146 24.5 225 28.5 254 32.2 25 35.2 18 25.4 136 30.7 145 32.7 56 38.1 32 21.8 2081 34.0 1735 28.3 3514 38.7 2314 25.5 424 31.8 366 27.5 698 47.7 260 17.8 425 39.8 269 25.2 678 32.1 595 28.2 5 33.3 4 26.7 77 40.5 49 25.8 214 44.8 88 18.4 152 46.2 59 17.9 717 29.2 669 27.2 83 27.1 91 29.7 146 20.5 274 38.4 351 40.4 244 28.1 10 58.8 4 23.5 277 38.5 216 30.0 549 29.8 573 31.1 45 80.4 9 16.1 30 23.6 52 40.9 150 19.3 319 41.1 27 14.9 66 36.5 27 31.4 22 25.6 11 29.7 6 16.2 46 50.5 18 19.8 1 25.0 2 50.0 5 71.4 2 28.6 21,656 36.5 15,679 26.4 D4 % riga 1 50.0 24 17.3 11 13.3 103 24.1 975 23.4 2316 25.4 62 23.8 98 26.1 146 23.1 96 28.4 143 24.8 62 21.8 59 35.8 2 18.2 107 23.2 264 26.8 1810 23.2 73 17.2 115 20.4 104 17.4 225 28.5 13 18.3 142 32.1 38 25.9 1578 25.8 1948 21.5 314 23.6 209 14.3 284 26.6 619 29.3 4 26.7 43 22.6 112 23.4 71 21.6 726 29.5 79 25.8 235 33.0 221 25.4 0 0.0 129 17.9 494 26.8 1 1.8 27 21.3 258 33.2 72 39.8 25 29.1 11 29.7 22 24.2 1 25.0 0 0.0 n 14,471 24.4 n 2 139 83 427 4167 9110 260 376 631 338 577 285 165 11 462 985 7785 424 563 597 790 71 443 147 6127 9078 1333 1464 1068 2113 15 190 478 329 2459 306 713 869 17 719 1840 56 127 777 181 86 37 91 4 7 59,318 Totale % riga % col 100.0 0.0 100.0 0.2 100.0 0.1 100.0 0.7 100.0 7.0 100.0 15.4 100.0 0.4 100.0 0.6 100.0 1.1 100.0 0.6 100.0 1.0 100.0 0.5 100.0 0.3 100.0 0.0 100.0 0.8 100.0 1.7 100.0 13.1 100.0 0.7 100.0 0.9 100.0 1.0 100.0 1.3 100.0 0.1 100.0 0.7 100.0 0.2 100.0 10.3 100.0 15.3 100.0 2.2 100.0 2.5 100.0 1.8 100.0 3.6 100.0 0.0 100.0 0.3 100.0 0.8 100.0 0.6 100.0 4.1 100.0 0.5 100.0 1.2 100.0 1.5 100.0 0.0 100.0 1.2 100.0 3.1 100.0 0.1 100.0 0.2 100.0 1.3 100.0 0.3 100.0 0.1 100.0 0.1 100.0 0.2 100.0 0.0 100.0 0.0 100.0 100.0 Note: Sono esclusi i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani; Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 43 Tabella 4b - Distribuzione dei ricoveri ordinari per acuti e lungodegenti registrati presso l'Ospedale Grassi per specialità di dimissione e Asl di residenza. Anno 2012. Cardiologia Chirurgia Generale Medicina Generale Nido Ortopedia Ostetricia e Ginecologia Pediatria Psichiatria Terapia Intensiva Unità Coronarica Osservazione breve Neonatologia Subintensiva RMD n % riga 943 87.8 997 84.3 1,371 86.9 204 73.4 541 80.6 2,014 77.0 432 77.6 255 80.7 149 70.3 107 89.2 387 76.3 143 75.7 ASL di residenza altro RM altro Lazio n % riga n % riga 61 5.7 32 3.0 95 8.0 56 4.7 94 6.0 45 2.9 19 6.8 51 18.3 55 8.2 41 6.1 162 6.2 373 14.3 44 7.9 67 12.0 23 7.3 9 2.8 19 9.0 29 13.7 6 5.0 1 0.8 34 6.7 26 5.1 13 6.9 25 13.2 Totale 7,543 625 Specialità di dimissione 81.1 6.7 755 8.1 fuori regione n % riga 38 3.5 34 2.9 67 4.2 4 1.4 34 5.1 68 2.6 14 2.5 29 9.2 15 7.1 6 5.0 60 11.8 8 4.2 377 4.1 Totale n % riga 1,074 100.0 1,182 100.0 1,577 100.0 278 100.0 671 100.0 2,617 100.0 557 100.0 316 100.0 212 100.0 120 100.0 507 100.0 189 100.0 9,300 100.0 Note: Sono esclusi i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani; Tabella 4c - Distribuzione dei ricoveri ordinari per acuti e lungodegenti registrati presso l'Ospedale Grassi per specialità di dimissione e distretto di residenza. Residenti nella Asl Roma D, anno 2012. Specialità di dimissione D1 n Cardiologia Chirurgia Generale Medicina Generale Nido Ortopedia Ostetricia e Ginecologia Pediatria Psichiatria Terapia Intensiva Unità Coronarica Osservazione breve Neonatologia Subintensiva Totale % riga 130 13.8 149 14.9 194 14.2 37 18.1 79 14.6 375 18.6 56 13.0 36 14.1 21 14.1 19 17.8 60 15.5 30 21.0 1,186 15.7 ASL RMD D2 D3 n % riga n % riga 795 84.3 10 1.1 833 83.6 10 1.0 1,156 84.3 18 1.3 166 81.4 0 0.0 449 83.0 7 1.3 1,616 80.2 16 0.8 370 85.6 5 1.2 215 84.3 4 1.6 124 83.2 2 1.3 88 82.2 0 0.0 318 82.2 5 1.3 112 78.3 1 0.7 6,242 82.8 78 1.0 n D4 % riga 8 0.8 5 0.5 3 0.2 1 0.5 6 1.1 7 0.3 1 0.2 0 0.0 2 1.3 0 0.0 4 1.0 0 0.0 37 0.5 Totale % riga 943 100.0 997 100.0 1371 100.0 204 100.0 541 100.0 2014 100.0 432 100.0 255 100.0 149 100.0 107 100.0 387 100.0 143 100.0 n 7543 100.0 Note: Sono esclusi i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani; Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 44 Tabella 5 - Distribuzione dei ricoveri ordinari per acuti e lungodegenti, per struttura di ricovero e distretto di residenza. Residenti nella Asl Roma D, anno 2012. Struttura di ricovero n AZ. OSP. S.CAMILLO- F OSP.G. B. GRASSI POL. A. GEMELLI E C.I OSP.FBF OSP.PED. B. GESU' AURELIA HOSP. OSP.S.EUGENIO OSP.ISRAELITICO POI PORTUENSE CDC CITTA' DI ROMA POL. U. I POL.UNIV.CAMPUS BIO M IST.FISIOT. OSP. OSP.GENERALE S.TO SPI OSP.S.CARLO DI NANCY AZ.OSP. S.GIOVANNI/AD CDC V.PIA AZ. COMPL. OSP. S.FIL I.R.C.C.S.L. SPALLANZ CDC S.RAFFAELE PIS.A OSP.S.PIETRO FBF OSP.CRISTO RE EUROPEAN HOSP. CDC SALVATOR MUNDI CDC PIO XI CDC S.TA FAMIGLIA I.D.I. AZ. OSP. UNIV.POL. TO CDC MERRY HOUSE POL. CASILINO CDC S.FELICIANO CDC V.TIBERIA S.R.L. CDC V.MARIA IMMACOLAT CDC MATER DEI M. GIUS.VANNINI ARS MEDICA SPA CDC V.CLAUDIA CDC QUISIS.A CDC V.AURORA V.ARMONIA NUOVA N.CL. ANNUNZIATELLA CDC V.MARGHERITA CONCORDIA HOSP. OSP.S.DRO PERTINI Totale generale D1 % riga 714 1,186 620 144 610 836 151 163 255 107 160 139 135 78 158 69 51 188 92 81 141 168 65 13 55 60 74 36 25 29 61 69 7 19 20 14 39 15 35 15 17 11 32 13 7,512 5.7 15.7 16.8 5.4 23.5 42.2 7.7 9.7 15.4 6.8 11.1 10.3 14.0 8.3 17.0 7.7 5.7 21.1 12.3 11.9 21.7 26.7 12.1 2.7 12.1 15.2 18.7 9.9 8.6 10.9 23.4 27.6 3.0 8.3 8.8 7.1 20.3 8.0 19.4 8.4 9.9 6.4 19.3 7.9 ASL RMD D2 D3 n % riga n % riga n 1,818 6,242 1,088 578 903 196 1,220 437 1,035 351 617 784 473 228 156 391 175 258 188 361 256 113 170 67 133 133 69 160 243 121 81 86 11 69 175 81 92 61 56 54 98 38 53 76 4,146 37 1,169 893 571 664 201 323 105 576 304 195 148 380 399 165 328 262 203 126 141 226 158 271 186 118 138 73 10 58 62 33 106 97 9 71 34 64 49 53 21 78 42 26 21,657 14.4 82.8 29.6 21.8 34.8 9.9 61.8 26.0 62.6 22.2 42.8 58.1 49.1 24.3 16.8 43.8 19.6 29.0 25.1 52.9 39.3 18.0 31.8 14.0 29.3 33.6 17.4 43.8 83.8 45.5 31.0 34.4 4.6 30.1 77.4 41.3 47.9 32.4 31.1 30.2 57.0 22.2 31.9 46.3 5,911 78 803 1,039 508 287 401 758 259 545 361 231 208 253 218 268 338 182 265 114 113 122 142 129 80 85 115 96 12 58 57 62 113 44 22 30 27 48 40 57 36 44 39 49 15,681 47.0 1.0 21.8 39.1 19.6 14.5 20.3 45.1 15.7 34.5 25.0 17.1 21.6 26.9 23.4 30.0 37.9 20.4 35.4 16.7 17.4 19.4 26.5 26.9 17.6 21.5 29.0 26.3 4.1 21.8 21.8 24.8 47.7 19.2 9.7 15.3 14.1 25.5 22.2 31.8 20.9 25.7 23.5 29.9 D4 % riga 14,472 32.9 0.5 31.8 33.6 22.0 33.5 10.2 19.2 6.3 36.5 21.1 14.5 15.4 40.5 42.9 18.5 36.8 29.4 27.1 18.5 21.7 35.9 29.5 56.5 41.0 29.8 34.8 20.0 3.4 21.8 23.8 13.2 44.7 42.4 4.0 36.2 17.7 34.0 27.2 29.6 12.2 45.6 25.3 15.9 n 12,589 7,543 3,680 2,654 2,592 1,983 1,973 1,681 1,654 1,579 1,442 1,349 964 939 931 893 892 890 748 682 651 629 535 480 454 396 396 365 290 266 261 250 237 229 226 196 192 188 180 179 172 171 166 164 Totale % riga % col 100.0 59.9 29.2 21.1 20.6 15.8 15.7 13.4 13.1 12.5 11.5 10.7 7.7 7.5 7.4 7.1 7.1 7.1 5.9 5.4 5.2 5.0 4.2 3.8 3.6 3.1 3.1 2.9 2.3 2.1 2.1 2.0 1.9 1.8 1.8 1.6 1.5 1.5 1.4 1.4 1.4 1.4 1.3 1.3 21.2 12.7 6.2 4.5 4.4 3.3 3.3 2.8 2.8 2.7 2.4 2.3 1.6 1.6 1.6 1.5 1.5 1.5 1.3 1.1 1.1 1.1 0.9 0.8 0.8 0.7 0.7 0.6 0.5 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.4 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 0.3 % cum 21.2 33.9 40.1 44.6 49.0 52.3 55.7 58.5 61.3 63.9 66.4 68.6 70.3 71.8 73.4 74.9 76.4 77.9 79.2 80.3 81.4 82.5 83.4 84.2 85.0 85.6 86.3 86.9 87.4 87.9 88.3 88.7 89.1 89.5 89.9 90.2 90.5 90.9 91.2 91.5 91.8 92.0 92.3 92.6 59,322 Note: Sono esclusi i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani; Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 45 Tabella 6 - Distribuzione dei ricoveri ordinari per acuti e lungodegenti dei residenti nella Asl Roma D per struttura di ricovero e reparto. Strutture con almeno 2,000 ricoveri nell’anno 2012. totale (strutture >2,000 ricoveri) GEMELLI B. GESU' GRASSI OSP.FBF S.CAMILLO struttura (>2.000 ricoveri) reparto n % n % n % Allergologia 0 Angiologia 0 Cardiochirurgia pedia 0 Cardiochirurgia 0 Cardiologia 943 Chirurgia Generale 997 Chirurgia Maxillo Facciale 0 Chirurgia Pediatrica 0 Chirurgia Plastica 0 Chirurgia Toracica 0 Chirurgia Vascolare 0 Ematologia 0 Malattie Endocrine 0 Immunologia 0 Geriatria 0 Malattie Infettive e 0 Medicina Generale 1,371 Nefrologia 0 Neurochirurgia 0 Nido 204 Neurologia 0 Neuropsichiatria Infa 0 Oculistica 0 Odontoiatria e Stomat 0 Ortopedia 541 Ostetricia e Ginecolo 2,014 Otorinolaringoiatria 0 Pediatria 432 Psichiatria 255 Urologia 0 Grandi ustionati 0 Nefrologia (abilitato 0 Terapia Intensiva 149 Unità Coronarica 107 Osservazione breve 387 Dermatologia 0 Gastroenterologia 0 Lungodegenti 0 Medicina Nucleare 0 Neonatologia Subinten 143 Oncologia 0 Oncoematologia pediatrica 0 Oncoematologia 0 Pneumologia 0 Reumatologia 0 Terapia Intensiva Neo 0 Neurochirurgia Pediatrica 0 Urologia Pediatrica 0 Detenuti 0 0.0 0.0 0.0 0.0 22.6 10.9 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 17.6 0.0 0.0 34.2 0.0 0.0 0.0 0.0 8.8 22.2 0.0 29.5 23.9 0.0 0.0 0.0 31.2 32.5 15.7 0.0 0.0 0.0 0.0 19.9 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0 0 0 0 177 342 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 135 0 0 77 115 0 32 37 166 840 181 0 15 114 0 0 15 5 214 0 0 0 0 82 99 0 0 0 0 8 0 0 0 0.0 0.0 0.0 0.0 4.2 3.8 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 1.7 0.0 0.0 12.9 14.6 0.0 7.2 25.2 2.7 9.3 13.6 0.0 1.4 5.4 0.0 0.0 3.1 1.5 8.7 0.0 0.0 0.0 0.0 11.4 5.4 0.0 0.0 0.0 0.0 9.3 0.0 0.0 0.0 0 10 0 147 1,057 1,377 135 160 185 207 300 0 0 0 0 0 1,310 87 193 175 275 0 48 0 860 2,172 218 266 270 446 0 0 118 24 741 0 361 0 0 216 442 0 87 581 117 4 0 0 0 0.0 7.2 0.0 34.4 25.4 15.1 51.9 42.6 29.3 61.2 52.0 0.0 0.0 0.0 0.0 0.0 16.8 20.5 34.3 29.3 34.8 0.0 10.8 0.0 14.0 23.9 16.4 18.2 25.3 21.1 0.0 0.0 24.7 7.3 30.1 0.0 50.6 0.0 0.0 30.0 24.0 0.0 68.5 74.8 64.6 4.7 0.0 0.0 0.0 Totale 7,543 2,654 12,589 n % n % 0 0.0 0 0.0 83 100.0 0 0.0 41 1.0 0 0.0 0 0.0 169 44.9 75 11.9 0 0.0 0 0.0 23 8.1 64 38.8 0 0.0 0 0.0 124 12.6 0 0.0 0 0.0 0 0.0 0 0.0 65 8.2 16 22.5 4 0.9 0 0.0 194 3.2 0 0.0 299 22.4 546 37.3 0 0.0 0 0.0 0 0.0 58 30.5 5 1.0 0 0.0 499 20.3 0 0.0 33 4.6 0 0.0 0 0.0 0 0.0 68 3.7 0 0.0 0 0.0 76 9.8 0 0.0 46 53.5 13 35.1 91 100.0 0 0.0 0 0 0 24 134 734 0 33 28 50 24 69 78 0 57 56 331 0 86 0 91 36 18 56 209 462 97 79 0 168 0 103 47 45 50 27 37 0 0 29 302 0 0 22 56 18 24 0 0 0.0 0.0 0.0 5.6 3.2 8.1 0.0 8.8 4.4 14.8 4.2 24.2 47.3 0.0 12.3 5.7 4.3 0.0 15.3 0.0 11.5 50.7 4.1 38.1 3.4 5.1 7.3 5.4 0.0 8.0 0.0 54.2 9.8 13.7 2.0 8.8 5.2 0.0 0.0 4.0 16.4 0.0 0.0 2.8 30.9 20.9 64.9 0.0 0.0 2,592 3,680 n 0 10 83 171 2,352 3,450 135 362 288 257 324 92 142 0 57 180 3,147 87 279 456 546 52 102 93 1,970 5,488 795 1,323 540 728 0 161 334 181 1,891 27 431 0 0 470 911 0 87 679 173 76 37 91 0 29,058 Totale (tutte le strutture) % n riga % col 2 0.0 139 7.2 83 100.0 427 40.0 4,167 56.4 9,110 37.9 260 51.9 376 96.3 631 45.6 338 76.0 577 56.2 285 32.3 165 86.1 11 0.0 462 12.3 985 18.3 7,785 40.4 424 20.5 563 49.6 597 76.4 790 69.1 71 73.2 443 23.0 147 63.3 6,127 32.2 9,078 60.5 1,333 59.6 1,464 90.4 1,068 50.6 2,113 34.5 15 0.0 190 84.7 478 69.9 329 55.0 2,459 76.9 306 8.8 713 60.4 869 0.0 17 0.0 719 65.4 1,840 49.5 56 0.0 127 68.5 777 87.4 181 95.6 86 88.4 37 100.0 91 100.0 7 0.0 59,318 0.0 0.2 0.1 0.7 7.0 15.4 0.4 0.6 1.1 0.6 1.0 0.5 0.3 0.0 0.8 1.7 13.1 0.7 0.9 1.0 1.3 0.1 0.7 0.2 10.3 15.3 2.2 2.5 1.8 3.6 0.0 0.3 0.8 0.6 4.1 0.5 1.2 1.5 0.0 1.2 3.1 0.1 0.2 1.3 0.3 0.1 0.1 0.2 0.0 100.0 46 Tabella 7- Ricoveri ospedalieri per acuti dei residenti nella Asl Roma D per diagnosi principale (prime 20 cause) e regime di ricovero. Regime di ricovero Ordinari Diagnosi principale (ACC) D1 D2 Totale Day Hospital Distretto di residenza D4 tot D1 D3 D2 D3 D4 tot n % 196 GRAVIDANZA E/O PARTO NORMALE 527 1.606 603 485 3.221 5 4 17 9 35 3.256 3,5 45 CHEMIOTERAPIA E RADIOTERAPIA 96 223 202 184 705 265 1.004 555 699 2.523 3.228 3,5 99 362 230 200 891 142 378 311 248 1.079 1.970 2,1 82 257 190 180 709 93 398 277 239 1.007 1.716 1,9 131 INSUFFICIENZA RESPIRATORIA, ARRESTO RESPIRATORIO (ADULTI) 175 ALTRE PATOLOGIE DEGLI ORGANI GENITALI FEMMINILI 135 490 495 434 1.554 6 21 46 49 122 1.676 1,8 47 146 158 142 493 109 397 321 299 1.126 1.619 1,7 108 INSUFFICIENZA CARDIACA CONGESTIZIA, NON DA 149 IPERTENSIONE MALATTIE DELLE VIE BILIARI 170 518 396 407 1.491 4 7 2 14 27 1.518 1,6 209 485 374 337 1.405 7 5 14 20 46 1.451 1,6 56 148 117 105 426 140 361 289 186 976 1.402 1,5 117 325 265 224 931 44 217 119 88 468 1.399 1,5 68 208 132 130 538 139 301 192 166 798 1.336 1,4 143 ERNIA ADDOMINALE 47 ALTRI E NON SPECIFICATI TUMORI BENIGNI 134 ALTRE MALATTIE DELLE VIE RESPIRATORIE SUPERIORI 203 OSTEOARTROSI 225 DISTURBI ARTICOLARI E LUSSAZIONI DA TRAUMA 259 CODICI RESIDUI, NON CLASSIFICATI 120 265 146 113 644 104 205 210 168 687 1.331 1,4 106 ARITMIE CARDIACHE 153 413 232 256 1.054 45 95 63 70 273 1.327 1,4 101 ATEROSCLEROSI CORONARICA E ALTRE MALATTIE ISCHEMICHE CARDIACHE 178 ABORTO INDOTTO 168 537 326 258 1.289 2 3 10 15 30 1.319 1,4 30 59 44 45 178 165 478 245 162 1.050 1.228 1,3 95 60 208 121 152 103 145 57 600 341 86 144 238 278 188 235 115 184 627 841 1.227 1.182 1,3 133 114 388 449 273 226 258 229 1.052 1.018 5 3 6 17 6 2 9 4 26 26 1.078 1.044 1,2 1,1 100 2.579 7.459 232 7.440 21.306 220 4.884 15.437 148 4.337 14.251 700 19.240 58.453 64 1.572 4.523 90 4.503 12.382 83 3.185 9.310 57 2.801 7.867 294 12.061 34.082 211 ALTRE MALATTIE DEL TESSUTO CONNETTIVO 58 ALTRI DISORDINI ENDOCRINI, METABOLICI E NUTRIZIONALI 122 POLMONITI (ESCLUSE QUELLE CAUSATE DA TUBERCOLOSI O DA MALATTIE SESSUALMENTE TRASMESSE) 100 INFARTO MIOCARDICO ACUTO 205 SPONDILOSI, PATOLOGIE DEI DISCHI INTERVERTEBRALI, ALTRI DISTURBI DEL DORSO Totale prime 20 cause Totale generale 1,3 994 1,1 31.301 33,8 92.535 100,0 Note: esclusi i lungodegenti ed i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani; Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI); ACC: aggregati clinici di codici ICD9-CM 47 Tabella 8 - Ricoveri ospedalieri per acuti con DRG medico dei residenti nella ASL Roma D per tipo di intervento (intervento principale, primi 20), regime di ricovero e distretto di residenza. Anno 2012. Intervento principale (ACC) 134 TAGLIO CESAREO 125 ALTRA ASPORTAZIONE DELLA CERVICE E DELL'UTERO Regime di ricovero D1 340 D2 816 Ordinari D3 D4 507 424 tot 2087 D1 0 D2 0 Day Hospital D3 D4 0 0 Totale tot 0 n 2087 % 5,3% 40 134 110 118 402 116 408 329 294 1147 1549 3,9% 85 RIPARAZIONE DI ERNIA INGUINALE E CRURALE 40 201 123 103 467 113 303 243 203 862 1329 3,4% 33 ALTRE PROCEDURE TERAPEUTICHE DI SALA OPERATORIA SU NASO, BOCCA E FARINGE ED ESPLORAZIONE DEL DOTTO COMUNE 84 COLECISTECTOMIA 58 121 111 117 407 71 211 269 156 707 1114 2,8% 146 395 261 225 1027 1 0 2 3 6 1033 2,6% 78 165 167 136 546 86 307 43 37 473 1019 2,6% 80 176 100 111 467 68 236 104 91 499 966 2,4% 1 12 2 5 20 136 380 244 162 922 942 2,4% 48 INSERZIONE, REVISIONE, SOSTITUZIONE, RIMOZIONE DI PACEMAKER CARDIACO O DEFIBRILLATORE 101 ASPORTAZIONE, DRENAGGIO OAUTOMATICO RIMOZIONE TRANSURETRALE DI 98 349 199 189 835 5 24 37 29 95 930 2,4% 74 240 197 195 706 17 38 41 25 121 827 2,1% URINARIA 175 OSTRUZIONE ALTRE PROCEDURE TERAPEUTICHE DI SALA OPERATORIA SU CUTE E MAMMELLA 153 SOSTITUZIONE DELL'ANCA, TOTALE E PARZIALE 65 232 128 115 540 33 104 80 47 264 804 2,0% 82 239 235 232 788 0 0 0 0 0 788 2,0% 170 ASPORTAZIONE DI LESIONE CUTANEA 25 73 39 47 184 62 227 148 128 565 749 1,9% 118 ALTRE PROCEDURE TERAPEUTICHE DI SALA OPERATORIA SUGLI GENITALICORONARICA MASCHILI 45 ORGANI ANGIOPLASTICA PERCUTANEA TRANSLUMINALE (PTCA) 21 57 37 56 171 98 183 196 97 574 745 1,9% 84 388 135 130 737 0 0 0 0 0 737 1,9% 61 ALTRE PROCEDURE DI SALA OPERATORIA SU VASI, ESCLUSI CAPO E COLLO 166 RIMOZIONE DI NODULO MAMMARIO, QUADRANTECTOMIA DELLA 37 102 92 77 308 54 123 162 67 406 714 1,8% 36 151 90 134 411 20 123 73 66 282 693 1,8% 149 MAMMELLA ARTROSCOPIA 147 TRATTAMENTO PER FRATTURA O LUSSAZIONE DELLE ESTREMITA' INFERIORI (ESCLUSO ANCA E FEMORE) 146 TRATTAMENTO PER FRATTURA O LUSSAZIONE DI ANCA E FEMORE Totale parziale totale generale 34 48 101 179 60 163 66 150 261 540 78 17 186 33 76 28 68 20 408 98 669 638 1,7% 1,6% 54 1.441 3.270 191 4.322 9.580 185 2.941 6.896 184 2.814 6.505 614 11.518 26.251 0 975 1.699 7 2.893 5.000 2 2.077 3.856 4 1.497 2.759 13 7.442 13.314 127 DILATAZIONE E RASCHIAMENTO, ASPIRAZIONE A SEGUITO DI O ABORTO 160 GRAVIDANZA ALTRE PROCEDURE TERAPEUTICHE SU MUSCOLI E TENDINI 126 ABORTO (INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA) 627 1,6% 18.960 47,9% 39.565 100,0% Note: esclusi i lungodegenti ed i neonati sani; sono incluse la psichiatria ed i neonati non sani; Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 48 Tabella 9 - Ricoveri per gravidanza, parto, aborto, per distretto di residenza della donna. Anno 2012. Parto naturale (DRG 372-375) parto con taglio cesareo (DRG 370-371) Neonati con peso alla nascita<1500 grammi Parto in donne di età <18 anni (DRG 370-375 ) Interruzioni volontarie di gravidanza (ICD9CM 635 in diagnosi principale ) D1 518 338 4 3 174 Distretto D2 D3 1.385 766 819 505 17 12 9 11 524 281 D4 615 422 14 1 194 tot 3.284 2.084 47 24 1.173 Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) Tabella 10 – Numero di pazienti ricoverati con diagnosi principale o secondaria di alcune malattie infettive per distretto di residenza, anni 2010 e 2012. Diagnosi (ACC) Distretto anno 2012 D1 D2 D3 D4 pazienti ricoveri Polmonite (ACC. 122) 204 603 547 496 1.850 1.992 Epatite (ACC. 6) 66 183 134 144 527 608 Tubercolosi (ACC. 1) 15 33 39 37 124 150 AIDS (ICD9CM 042) 28 88 81 65 262 492 Meningite (ACC. 76) 5 6 12 12 35 38 anno 2010 pazienti ricoveri 1.808 1.954 658 787 114 151 326 583 36 39 Diff. % 1,9 -22,7 -0,7 -15,6 -2,6 Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 49 Tabella 11 - Ricoveri per frattura del femore degli adulti >65 anni residenti nella Asl Roma D, per causa, sesso e classe di età. Anno 2012. fasce di età 65-74 75-84 oltre 85 Totale >65 anni Frattura femore (cod. ICD9CM 821) uomini donne Totale n % n % n % 2 13,3 6 11,8 8 12,1 5 33,3 19 37,3 24 36,4 8 53,3 26 51,0 34 51,5 15 100,0 51 100,0 66 100,0 Frattura collo femore (cod. ICD9CM 820) uomini donne Totale n % n % n % 32 16,8 79 13,8 111 14,5 85 44,7 246 42,9 331 43,3 73 38,4 249 43,4 322 42,1 190 100,0 574 100,0 764 100,0 Postumi Frattura collo femore (cod. ICD9CM 905.3) uomini donne Totale n % n % n % 1 50,0 2 40,0 3 42,9 1 50,0 2 40,0 3 42,9 0 0,0 1 20,0 1 14,3 2 100,0 5 100,0 7 100,0 Tabella 12 – Ricoveri per emorragia subracnoidea degli adulti >65 anni residenti, nella Asl Roma D per causa, sesso e classe di età. Anno 2012. fasce di età 65-74 75-84 oltre 85 Totale >65 anni Emorragia Subracnoidea (cod. ICD9CM 430,431) uomini donne Totale n % n % n % 48 27 39,7 21 25,9 32,2 67 29 42,6 38 46,9 45,0 34 12 17,6 22 27,2 22,8 149 100,0 68 100,0 81 100,0 Ictus Ischemico (cod. ICD9CM 434,436) uomini donne Totale n % n % n % 138 85 36,2 53 20,9 28,2 214 95 40,4 119 46,9 43,8 137 55 23,4 82 32,3 28,0 489 100,0 235 100,0 254 100,0 50 Analisi per persone ricoverate Nell’anno 2012 il flusso delle SDO ha registrato circa 58,500 persone ricoverate, al netto dei ricoveri ripetuti per la stessa causa in regime di ricovero ordinario acuto tra i residenti nella ASL Roma D e ricoverati ovunque nel Lazio. Nelle pagine seguenti viene descritto l’andamento temporale dei tassi di ospedalizzazione nel periodo 2008-2012 per tutte le cause e per grandi gruppi di cause. Per avere un quadro generale sulla morbosità dei residenti nella ASL negli anni più recenti, è stato scelto di analizzare i dati in termini di persone ricoverate (escludendo i ricoveri successivi per la stessa causa) e di considerare la sola diagnosi principale per classificare le cause di ricovero in grandi gruppi (codici ICD-9 con Modificazioni Cliniche, CM). Sono stati considerati tutti i ricoveri ordinari per acuti (ovvero sono stati esclusi i day hospital, le riabilitazioni, le lungodegenze) causa-specifici dei residenti ed avvenuti nella Roma D o in un’altra Asl del Lazio nel periodo 2008-2012; per il 2012 non sono inclusi i ricoveri dei residenti avvenuti fuori regione perché ancora non disponibili. Sono inoltre stati esclusi i neonati sani (DRG=391). I tassi di ospedalizzazione (per 1.000 ab.)7 per i residenti nella Asl Roma D sono stati calcolati, separatamente per genere, per le seguenti cause: - Tutte le cause (ICD9: 000-999) Tumori (ICD9: 140-239) Malattie del sistema circolatorio (ICD9: 390-459) Malattie dell’apparato respiratorio (ICD9: 460-519) Traumatismi e avvelenamenti (ICD9: 800-999). Si osserva un tasso di ricovero descrescente a partire dal 2009, sia negli uomini che nelle donne (Figura 1), con tassi più elevati nelle donne in tutto il periodo considerato. Lo stesso andamento si osserva per i tumori (Figura 2). Viceversa, per le malattie del sistema circolatorio, le malattie del sistema respiratorio e i traumi (Figure 3-5), si osserva una maggiore ospedalizzazione tra gli uomini, a conferma di quanto avviene per la mortalità. Nella Tabella 1 vengono riportati separatamente per sesso, i tassi di ospedalizzazione grezzi e standardizzati nel 2008 e nel 2012 per i principali gruppi di cause. Si osserva una diminuzione dei tassi in entrambi i sessi e per tutte le cause considerate. In Appendice 2 vengono riportati i tassi per causa e genere con i relativi intervalli di confidenza. 7 Per ogni causa è stata considerata la sola diagnosi principale ed il primo ricovero per ogni persona per ogni singolo anno. I tassi sono stati standardizzati per età e sesso con il metodo diretto utilizzando come popolazione tipo quella del Lazio al 1.1.2010 (fonte: http://www.demo.istat.it/). La standardizzazione diretta permette di confrontare il fenomeno calcolato in periodi o zone geografiche diversi, al netto della struttura per età della popolazione in studio che per la maggior parte delle cause influisce sul rischio di ospedalizzazione. I tassi sono stati calcolati annualmente, e gli intervalli di confidenza sono stati definiti attraverso l’indice di variabilità del fenomeno espresso nella formula di Armitage e Berry del 1987 basata sull’ipotesi che il gli eventi si distribuiscono secondo la distribuzione di Poisson. 51 Figura 1 – Tassi standardizzati di ospedalizzazione per acuti (per 1.000 ab.) nei residenti nella Asl Roma D. Periodo 2008-2012, tutte le cause. Figura 2 – Tassi standardizzati di ospedalizzazione per acuti (per 1.000 ab.) nei residenti nella Asl Roma D. Periodo 2008-2012, tutti i tumori. Figura 3 – Tassi standardizzati di ospedalizzazione per acuti (per 1.000 ab.) nei residenti nella Asl Roma D. Periodo 2008-2012, malattie del sistema circolatorio. 52 Figura 4 – Tassi standardizzati di ospedalizzazione per acuti (per 1.000 ab.) nei residenti nella Asl Roma D. Periodo 2008-2012, malattie dell’apparato respiratorio. Figura 5 – Tassi standardizzati di ospedalizzazione per acuti (per 1.000 ab.) nei residenti nella Asl Roma D. Periodo 2008-2012, traumatismi e avvelenamenti. 53 Tabella 1 – Tassi grezzi (TG), Tassi standardizzati (TS) e Intervalli di Confidenza (IC) al 95% di ospedalizzazione per acuti (per 1.000 ab.) nei residenti nella Asl Roma D. Anni 2008 e 2012. Uomini 2008 causa (ICD9) Tutte le cause (000-999) Malattie infettive e parassitarie (001-139) Epatite virale (70) Tumori (140-239) Tumori del polmone (162) Tumori della mammella (174) Malattie del sistema circolatorio (390-459) Malattie dell’apparato respiratorio (460-519) Traumatismi e avvelenamenti (800-999) TG*1000 TS*1000 88.7 2.1 0.2 9.8 1.0 0.0 16.9 8.3 8.4 2012 TS IC 95% 88.9 2.0 0.2 9.8 1.0 0.0 17.1 8.4 8.5 88.8 2.0 0.2 9.8 1.0 0.0 17.1 8.4 8.5 88.9 2.0 0.2 9.8 1.0 0.0 17.1 8.4 8.5 TG*1000 TS*1000 75.0 1.6 0.1 8.5 0.8 0.0 15.5 7.3 6.9 73.5 1.6 0.1 8.2 0.7 0.0 15.0 7.1 6.9 TS IC 95% 73.5 1.6 0.1 8.2 0.7 0.0 15.0 7.1 6.9 73.5 1.6 0.1 8.2 0.8 0.0 15.0 7.1 6.9 Donne 2008 causa (ICD9) Tutte le cause (000-999) Malattie infettive e parassitarie (001-139) Epatite virale (70) Tumori (140-239) Tumori del polmone (162) Tumori della mammella (174) Malattie del sistema circolatorio (390-459) Malattie dell’apparato respiratorio (460-519) Traumatismi e avvelenamenti (800-999) TG*1000 TS*1000 104.0 1.5 0.1 11.4 0.5 1.8 12.0 6.5 6.6 103.9 1.5 0.1 11.3 0.5 1.8 12.4 6.7 6.8 2012 TS IC 95% 103.8 1.5 0.1 11.3 0.5 1.8 12.4 6.6 6.8 103.9 1.5 0.1 11.3 0.5 1.8 12.5 6.7 6.8 TG*1000 TS*1000 89.0 1.3 0.1 9.7 0.4 1.5 10.0 5.7 6.4 89.6 1.3 0.0 9.5 0.4 1.5 9.8 5.7 6.3 TS IC 95% 89.6 1.3 0.0 9.4 0.4 1.5 9.8 5.7 6.3 89.6 1.3 0.1 9.5 0.4 1.5 9.8 5.7 6.3 54 Ricoveri per riabilitazione post-acuzie Il numero di ricoveri per riabilitazione dei nostri residenti è stato nel 2012 pari a circa 5.000 con una discreta riduzione rispetto al 2010 (5.300; Tabella 1). Il 66% dei ricoveri per riabilitazione riguarda i residenti nella RMD; tra coloro che si ricoverano fuori dal territorio, il 33% risiede nel Distretto 2 ed il 28% nel Distretto 4. Resta elevata la quota dei day hospital, pari a circa il 40% del totale. La prima causa di ricovero è l’osteoartrosi, seguita da frattura del femore e da problemi mentali. Nella Tabella 2 vengono riportati i progetti riabilitativi extraospedalieri attivi nel nostro territorio (oltre 4.000). Tra le maggiori cause si rileva il ritardo mentale, la sclerosi multipla, i disturbi del linguaggio ed altre disabilità (Tabella 3). Tabella 1 - Ricoveri per riabilitazione post acuzie dei residenti nella Asl Roma D per diagnosi principale (ACC), regime di ricovero e area di residenza. Prime 20 diagnosi di dimissione. Anno 2012. ASL di Ricovero ACC Diagnosi principale (ACC) Regime di ricovero RMD Fuori RMD Totale Distretto di residenza Ordinario Dh 1 n 2 3 4 Totale n % % 203 OSTEOARTROSI 578 123 460 66 36 93 43 69 241 34,4 701 226 FRATTURA DEL COLLO DEL FEMORE 568 48 374 61 23 59 66 94 242 39,3 616 74 ALTRE CONDIZIONI MENTALI 1 454 223 49 129 72 12 19 232 51,0 455 109 VASCULOPATIE CEREBRALI ACUTE ATEROSCLEROSI CORONARICA E ALTRE MALATTIE ISCHEMICHE CARDIACHE ALTRI DISTURBI DEL SISTEMA NERVOSO 304 140 392 88 6 11 8 27 52 11,7 444 208 32 182 76 2 22 17 17 58 24,2 240 63 90 120 78 0 11 11 11 33 21,6 153 99 52 77 51 13 19 21 21 74 49,0 151 136 10 122 84 1 15 6 2 24 16,4 146 101 95 230 127 96 79 205 211 82 111 231 81 220 217 237 131 FRATTURE DEGLI ARTI INFERIORI MALATTIE POLMONARI CRONICHE OSTRUTTIVE E BRONCHIECTASIE MALATTIE DELLE VALVOLE CARDIACHE 135 7 114 80 2 7 6 13 28 19,7 142 MORBO DI PARKINSON SPONDILOSI, PATOLOGIE DEI DISCHI INTERVERTEBRALI, ALTRI DISTURBI DEL DORSO ALTRE MALATTIE DEL TESSUTO CONNETTIVO 55 77 125 95 0 3 2 2 7 5,3 132 52 79 97 74 3 10 7 14 34 26,0 131 53 43 58 60 9 12 6 11 38 39,6 96 PARALISI ALTRE E MAL DEFINITE VASCULOPATIE CEREBRALI 43 51 58 62 3 17 9 7 36 38,3 94 64 27 70 77 6 5 1 9 21 23,1 91 ALTRE FRATTURE ALTRI DISTURBI EREDITARI E DEGENERATIVI DEL SISTEMA NERVOSO IPOSSIA INTRAUTERINA E ASFISSIA ALLA NASCITA 53 23 50 66 4 7 8 7 26 34,2 76 30 44 38 51 3 19 4 10 36 48,6 74 3 68 4 6 13 35 8 11 67 94,4 71 7 63 42 60 6 11 3 8 28 40,0 70 56 9 33 51 8 5 10 9 32 49,2 65 51 2 2.559 1.442 3.016 1.951 50 2.689 3.312 94 0 0 3 0 3 267 433 251 361 1.312 327 540 323 465 1.655 5,7 53 4.001 4.967 ALTRE ANOMALIE CONGENITE COMPLICAZIONI DI DISPOSITIVI, IMPIANTI E INNESTI INSUFFICIENZA RESPIRATORIA, ARRESTO RESPIRATORIO (ADULTI) Totale parziale Totale generale Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 55 Tabella 2 - Progetti riabilitativi attivi erogati da strutture del territorio (ex art.26), per struttura, regime di assistenza e intensità. Anno 2012. 3-NonResidenziale Totale 936 2-SemiResidenziale 936 1-Residenziale Totale 347 RI.FI. 3-NonResidenziale 2-SemiResidenziale Struttura 1-Residenziale Modalità di assistenza Estensiva Mantenimento Tipo di assistenza Tipo di assistenza 313 313 1.249 Totale 334 Associazione A.N.F.F.AS 108 306 414 26 242 268 682 316 Associazione Scuola Viva 319 S. Maria Divina Provvidenza 58 417 475 41 100 141 616 12 0 438 438 320 C.O.E.S. 48 25 297 322 374 0 426 4 52 65 65 135 41 25 201 266 45 58 142 1 10 14 25 167 321 Associazione A.N.F.F.AS 27 128 155 4 0 4 159 357 Coop. Al Parco 12 31 43 24 45 69 112 353 Associazione A.N.F.F.AS 84 0 84 17 0 17 101 1 0 15 2 0 14 29 53 383 1.945 2.381 574 202 1.036 1.812 4.131 318 C.E.M. Croce Rossa Italiana 317 E.C.A.S.S. 376 Padre Pio 39 14 12 56 Tabella 3 – Progetti di riabilitazione extraospedaliera erogati ai residenti nella Asl Roma D da strutture della regione (ex art 26) per diagnosi principale e distretto di residenza. Anno 2012. ICD9CM 3180 3181 340 31531 3432 3320 3159 317 34400 7812 RITARDO MENTALE DI MEDIA GRAVITÀ RITARDO MENTALE GRAVE SCLEROSI MULTIPLA DISTURBO DEL LINGUAGGIO ESPRESSIVO QUADRIPLEGIA CONGENITA PARALISI AGITANTE DISTURBO MISTO DEL LINGUAGGIO ESPRESSIVO E DELLA COMPRENSIONE RITARDO NON SPECIFICATO DELLO SVILUPPO RITARDO MENTALE LIEVE QUADRIPLEGIA,NON SPECIFICATA DISTURBI DELL'ANDATURA 3152 ALTRE DIFFICOLTÀ SPECIFICHE DELL'APPRENDIMENTO 3591 3182 319 3441 3155 29900 31500 3154 DISTROFIA MUSCOLARE PROGRESSIVA EREDITARIA RITARDO MENTALE PROFONDO RITARDO MENTALE NON SPECIFICATO PARAPLEGIA DISTURBI MISTI DELLO SVILUPPO AUTISMO INFANTILE,STATO ATTIVO DISTURBO DELLA LETTURA,NON SPECIFICATO DISTURBO DI SVILUPPO DELLA COORDINAZIONE Totale parziale Totale generale 31532 Distretto Descrizione totale D1 21 46 42 73 16 49 D2 209 160 99 108 56 66 D3 246 131 128 146 46 54 D4 263 276 113 49 131 54 739 613 382 376 249 223 63 83 32 33 211 66 25 70 13 88 70 78 14 30 65 24 111 25 44 12 46 209 204 184 184 28 84 34 10 156 19 5 23 27 15 14 11 16 642 1.044 38 16 27 37 61 44 33 32 1.403 2.181 48 19 44 38 20 22 26 23 1.287 1.910 30 88 30 21 23 10 16 13 1.287 1.841 135 128 124 123 119 90 86 84 4.619 6.976 Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 57 4.2 Il Pronto soccorso Nell’anno 2012, i residenti hanno effettuato circa 172.000 accessi di Pronto soccorso nelle diverse sedi di PS o DEA degli ospedali regionali, registrando un calo di circa 8.000 accessi rispetto all’anno precedente, la maggior parte con codice verde (72%) o giallo (18%). La maggioranza dei pazienti va a casa dopo l’accesso (68%), circa il 18% viene ricoverato nella stessa struttura o in altri istituti. Circa l’11% dei pazienti, dopo la registrazione, non viene visitato perché rifiuta il ricovero, non risponde alla chiamata o si allontana spontaneamente dal Pronto soccorso. Il 64% degli accessi riguarda persone al di sotto dei 50 anni, la maggior parte (51%) donne (Tabella 2). Il 55% degli accessi avviene nei due ospedali di riferimento per la collocazione geografica, San Camillo Forlanini e Grassi (Tabella 3); segue l’ospedale specializzato Bambino Gesù (8%). Tra le cause più frequenti di ricorso al PS, si registrano il dolore addominale, il dolore toracico, le distorsioni (Tabella 4). La distribuzione per prestazione indica la “visita generale” come prestazione prevalente (20%), seguita da anamnesi e consulto. Tabella 1 - Accessi erogati nei Pronto Soccorso della Regione Lazio ad utenti residenti nella ASL Roma D anno 2012. Triage ESITO A domicilio Ricoverato in reparto di degenza Trasferimento ad altro istituto Deceduto in PS Rifiuta ricovero Non risponde a chiamata giunto cadavere Trasferimento al PS richiedente dopo consulenza Il paziente si allontana spontaneamente Dimissione a strutture ambulatoriali Totale rosso giallo verde bianco 369 2.141 525 248 206 1 110 12.599 10.394 2.728 97 3.956 357 0 94.222 12.426 1.566 37 4.062 6.089 0 10.303 170 14 0 41 1.541 0 non eseguito Totale 246 117.739 281 25.412 14 4.847 0 382 60 8.325 62 8.050 0 110 12 36 40 3.688 75 320 1.018 31.544 95 1.676 3.558 123.731 0 367 78 12.514 5 187 25 2.424 4 4.698 697 172.174 Tabella 2 - Accessi erogati ai residenti Asl Roma D per sesso e classe di età. Anno 2012. sesso Donne Uomini 1-14 15-34 35-49 50-64 15.281 19.797 20.807 16.287 20.358 17.303 11.158 12.158 Totale generale 35.078 37.094 37.661 23.316 65-74 7.691 7.675 15.366 75 oltre d.m. 13.361 10.289 23.650 6 3 9 Totale 88.662 83.512 172.174 58 Tabella 3 - Accessi erogati nei Pronto Soccorso per distretto di residenza - Anno 2012. Distretto di Residenza COD 901 061 904 180 030 072 066 058 905 073 026 906 902 034 074 903 071 267 920 919 Ps o Dea ospedaliero D1 D2 D3 D4 Totale AZ. OSP. SAN CAMILLO - FORLANINI OSPEDALE G. B. GRASSI OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESU' AURELIA HOSPITAL OSPEDALE REGIONALE OFTALMICO OSPEDALE FATEBENEFRATELLI OSPEDALE S. EUGENIO OSP. C.T.O. ANDREA ALESINI POLICLINICO A. GEMELLI E C.I.C. OSPEDALE SAN CARLO DI NANCY OSPEDALE GENERALE SANTO SPIRITO POLICLINICO U. I AZIENDA OSP. S. GIOVANNI/ADDOLORATA ROMA ISTITUTO ODONTOIATRIA G. EASTMAN OSP. GEN. DI ZONA "CRISTO RE" AZ. COMPL. OSP. S. FILIPPO NERI OSPEDALE SAN PIETRO FATEBENEFRATELLI OSPEDALE SANDRO PERTINI 1.915 5.999 4.367 3.111 910 266 279 704 724 548 176 281 4.737 37.644 3.470 465 1.845 1.113 4.731 2.662 891 249 406 1.040 26.681 372 2.500 1.340 2.249 3.135 1.247 1.618 982 950 829 748 16.549 176 3.049 2.961 2.281 2.679 402 493 1.741 2.559 1.413 699 49.882 44.191 13.386 7.877 7.285 7.193 6.659 5.477 4.338 4.306 2.824 2.768 188 229 310 300 963 747 155 234 629 688 315 274 474 540 589 375 2.254 2.204 1.369 1.183 172 65 264 291 150 236 212 195 798 787 AZ. OSP. UNIV. POLICLINICO TOR VERGATA AZIENDA OSPEDALIERA SANT'ANDREA Totale parziale totale generale 64 129 20.737 21.378 312 214 62.433 64.533 197 168 45.308 47.121 134 177 37.698 39.142 707 688 166.176 172.174 Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 59 Tabella 4 - Accessi erogati ai residenti nei Pronto Soccorso per diagnosi (prime 20 cause) anno 2012. Codice 78900 78650 8470 8500 7806 DIAGNOSI DOLORE ADDOMINALE DI SEDE NON SPECIFICATA DOLORE TORACICO NON SPECIFICATO DISTORSIONE E DISTRAZIONE DEL COLLO CONCUSSIONE CON NESSUNA PERDITA DI COSCIENZA FEBBRE CONTUSIONE DELLA FACCIA, DEL CUOIO CAPELLUTO 920 E DEL COLLO ESCLUSO L'OCCHIO DISTORSIONE E DISTRAZIONE DI SITO NON 84500 SPECIFICATO DELLA CAVIGLIA 7802 SINCOPE E COLLASSO 7880 COLICA RENALE 78079 ALTRO MALESSERE ED AFFATICAMENTO 462 FARINGITE ACUTA V221 CONTROLLO DI ALTRA GRAVIDANZA NORMALE ALTRE CONDIZIONI ALTRIMENTI CLASSIFICABILI, 64893 CONDIZIONE O COMPLICAZIONE ANTEPARTUM 4660 BRONCHITE ACUTA 7242 LOMBALGIA 7840 CEFALEA 9181 CORNEA 78906 DOLORE ADDOMINALE EPIGASTRICO CONTUSIONE DI SEDI MULTIPLE NON CLASSIFICATE 9248 ALTROVE ALTRE E NON SPEC COMPLICAZIONI DI CURE 99999* MEDICHE, Totale prime 20 diagnosi Totale generale Uomini Donne Totale 2.119 2.316 1.873 1.490 1.487 2.842 1.795 2.027 1.411 1.280 4.961 4.111 3.900 2.901 2.767 1.398 1.083 2.481 1.145 1.122 2.267 1.073 1.253 1.026 1.130 6 1.164 958 1.139 922 1.889 2.237 2.211 2.165 2.052 1.895 4 1.651 1.655 780 784 614 819 649 760 702 828 612 756 1.540 1.486 1.442 1.431 1.405 719 608 1.327 4.810 4.286 9.096 25.495 83.512 27.835 88.662 53.330 172.174 * il codice “99999” è il codice usato impropriamente in sostituzione della diagnosi effettiva 60 Tabella 5 - Accessi erogati ai residenti nei Pronto Soccorso per Prestazione Principale, anno 2012. Prestazione 897 visita generale 8903 anamnesi e valutazione definite complessive 99999 Paziente assente alla chiamata 8906 consulto definito limitato 87441 radiografia del torace di routine, nas 8907 consulto definito complessivo 8828 radiografia del piede e caviglia 8823 radiografia del polso e della mano 8926 visita ginecologica 90045 alanina aminotransferasi (alt) (gpt) [s/u] 90271 glucosio [s/p/u/du/la] 8952 elettrocardiogramma 90264 glucosio (curva da carico 3 determinazioni) 8901 anamnesi e valutazione definite brevi 9503 esame approfondito dell`occhio 8827 radiografia del femore ginocchio e gamba 90651 fibrinogeno funzionale 9357 applicazione di altra medicazione su ferita 1811 otoscopia 9502 esame complessivo dell`occhio Totale prime 20 prestazioni Totale generale prestazioni Distretto di Residenza D1 D2 D3 D4 Totale 5.552 10.154 10.233 9.083 35.022 1.119 6.877 227 166 8.389 676 3.354 2.323 1.722 8.075 700 1.591 2.628 2.045 6.964 900 2.353 1.077 904 5.234 802 3.778 240 388 5.208 502 1.177 1.340 1.325 4.344 510 1.117 1.261 1.173 4.061 750 2.202 218 320 3.490 227 619 1.352 970 3.168 136 407 1.514 967 3.024 298 906 919 860 2.983 398 2.481 24 10 2.913 327 2.160 135 100 2.722 353 647 801 814 2.615 188 662 822 661 2.333 85 231 1.166 746 2.228 161 1.103 546 414 2.224 113 340 1.241 509 2.203 226 516 625 656 2.023 14.023 42.675 28.692 23.833 109.223 21.378 64.533 47.121 39.142 172.174 Distretto di residenza: D1=comune di Fiumicino; D2=Municipio X (ex XIII); D3=Municipio XI (ex XV); D4=Municipio XII (ex XVI) 61 4.3 L’assistenza residenziale Il recente sviluppo di sistemi informativi regionali per l'assistenza residenziale consente le prime misurazioni standardizzate per queste attività. L'assistenza nelle residenze sanitarie assistite ha interessato 691 residenti, dei quali 373 ospiti delle 6 strutture poste nel territorio, mentre la restante quota si è distribuita soprattutto in strutture della provincia di Roma. I CAD eseguono con regolarità e completezza le valutazioni di propria competenza, necessarie all'ingresso nella lista d'attesa e all'ammissione nelle RSA. Si riportano di seguito i dati relativi a gli ospiti residenti nel territorio aziendale per ASL di ubicazione della RSA (Tabella 1) e la distribuzione per residenza degli ospiti delle strutture della RMD (Tab.2) Tabella 1 - Ospiti residenti nel territorio della RM D residenti nelle RSA nella Regione Lazio per ASL di ubicazione della struttura ASL di Ubicazione RM B RM C RM D RM E RM F RM G RM H VT RI LT FR Totale N % 8 2 373 36 56 57 79 19 3 25 33 691 1,2 0,3 54,0 5,2 8,1 8,2 11,4 2,7 0,4 3,6 4,8 100,0 Tabella 2 - SIRA - Ospiti presso RSA ubicate nella ASL Roma D per Asl di Residenza - Anno 2012 Distretto Nome Struttura RM A D2 D3 D3 D3 D4 D4 Totale Centro Geriatrico Romano SPA (Merry House) Corviale Villa Giulia Villa delle Magnolie Parco delle Rose Villa Maria Immacolata RM B RM C RM D RM E ASL di residenza RM F RM G RM H RI LT FR Totale 1 2 5 3 17 2 4 3 4 9 3 7 3 11 21 43 67 36 100 62 0 1 1 0 11 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0 1 0 3 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 50 82 49 121 124 9 37 5 27 19 64 65 373 4 17 1 2 0 1 0 4 1 2 0 1 0 2 104 530 62 4.4 Programma regionale di valutazione degli esiti (P.Re.Val.E.) Sono stati di recente presentati i risultati del Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari (P.Re.Val.E.) relativi all’anno 2012. Il programma P.Re.Val.E. propone degli indicatori di esito della qualità dell’assistenza sanitaria erogata nel Lazio, con lo scopo di fornire gli strumenti necessari ad un loro possibile impiego sistematico nel Servizio Sanitario Regionale, anche nell’ambito delle funzioni di governo clinico. Gli indicatori proposti sono calcolati per ogni area di residenza e struttura ospedaliera, sono descritti da specifiche dettagliate schede, redatte secondo uno schema uniforme, e sono espressi, nella maggior parte dei casi, come rapporti. Le direzioni sanitarie delle Asl hanno accesso al sito con apposita password. Nel 2012, in aggiunta agli altri già calcolati per gli anni passati, sono stati introdotti alcuni indicatori relativi all’assistenza territoriale per quelle patologie gestibili a livello extra-ospedaliero attraverso periodici controlli specialistici, prescrizione di terapia appropriata, promozione di stili di vita adeguati (es. l’ipertensione) . Tali indicatori permettono di stimare l’appropriatezza e l’efficacia del processo di gestione a livello territoriale per tale patologia. In questo paragrafo vengono riportati i risultati degli indicatori di esito per area di residenza, considerando come misura della associazione il Rischio Relativo8. Si riportano di seguito alcuni indicatori citati nel rapporto tra quelli più utilizzati in letteratura e con Rischi Relativi statisticamente significativi nei Municipi della Asl Roma D. Per gli indicatori con esito meno favorevole, sono riportate le figure ed una una breve descrizione dell’andamento nel periodo 2007-2012 . 8 Si ricorda che il Rischio Relativo è calcolato come rapporto tra due rischi ed esprime l’eccesso (o il difetto) di rischio del gruppo posto al numeratore rispetto al gruppo posto al denominatore. Per esempio, un RR pari a 2 significa un rischio 2 volte maggiore del riferimento, per quel dato evento. 63 MUNICIPIO XIII Esiti più favorevoli rispetto alla media regionale: Ospedalizzazione per ipertensione arteriosa (RR=0.34; p-value<0.001) Ospedalizzazione per scompenso cardiaco (RR=0.77; p-value<0.001) Ospedalizzazione per gastroenterite pediatrica (RR=0.26; p-value<0.001) Ospedalizzazione per broncopneumopatia cronica ostruttiva in regime ordinario/day hospital in pazienti con BPCO (RR=0.61; p-value<0.001) Proporzione di parti con taglio cesareo primario (RR=0.89; p-value=0.013) Ospedalizzazione per intervento di tonsillectomia (RR=0.61; p-value<0.001) Ospedalizzazione per infezioni del tratto urinario (RR=0.68; p-value=0.020) Ospedalizzazione per complicanze a breve e lungo termine del diabete nei pazienti assistiti diabetici (RR=0.93; p-value=0.045) Esiti meno favorevoli rispetto alla media regionale ed al benchmark regionale: 1) Infarto Miocardico Acuto: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore La PTCA (Angioplastica Coronarica Transluminare Percutanea) è una metodica mini-invasiva che consente di ripristinare un adeguato flusso sanguigno in una determinata regione del muscolo cardiaco nel caso in cui le arterie che diffondono il sangue alle strutture cardiache (arterie coronariche) siano totalmente o parzialmente occluse da placche aterosclerotiche. In letteratura è riportato che quanto più precoce è l’esecuzione della procedura nel paziente con infarto miocardico acuto tanto minore sarà la mortalità a breve termine. Si osserva, per questo indicatore, nel periodo 2007-2012 un trend in miglioramento. Si rileva un leggero peggioramento nel 2012 (RR=0.71; p-value<0.001) rispetto l’anno precedente (Figura 1). Figura 1 - Infarto Miocardico Acuto: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore, andamento del Rischio (aggiustato per gravità per 100) nel periodo 2007-2012, Municipio XIII. 2) STEMI: mortalità a 30 giorni dal ricovero L’infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST è la manifestazione clinica acuta più temibile di ischemia cardiaca caratterizzato da occlusione e trombosi persistente di uno o più vasi coronarici. Si osserva per questo indicatore, dopo un picco nel 2008, un miglioramento del 64 dato nel periodo 2009-2011. Nel 2012 (RR=1.84; p-value=0.002) si rileva un peggioramento rispetto al triennio precedente (Figura 2). Figura 2 - STEMI: mortalità a 30 giorni dal ricovero, andamento del Rischio (aggiustato per gravità per 100) nel periodo 2007-2012, Municipio XIII. 3)STEMI: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore Nell’infarto miocardico acuto con sopraslivellamento del tratto ST più precoci sono gli interventi di rivascolarizzazione, maggiore risulta il beneficio. La proporzione di pazienti con STEMI trattati con PTCA entro 48 ore risulta essere in crescita nel periodo 2007-2011. Si registra nel 2012 (RR=0.82; p-value=0.016) un lieve peggioramento del dato rispetto il biennio precedente (Figura 3). Figura 3 - STEMI:proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore, andamento del Rischio (aggiustato per gravità per 100) nel periodo 2007-2012, Municipio XIII. 65 Esiti meno favorevoli rispetto alla sola media regionale: Infarto Miocardico Acuto: mortalità a 30 giorni dal ricovero - Analisi con variabili cliniche (RR =1.39; p-value=0.038) STEMI: mortalità a 30 giorni dal ricovero - Analisi con variabili cliniche (RR=2.05; pvalue<0.001) Ospedalizzazione per prostatectomia trans uretrale per iperplasia benigna (RR=1.50; pvalue= 0.000) Esiti meno favorevoli rispetto al solo benchmark regionale: Infarto Miocardico Acuto: mortalità a 30 giorni dal ricovero (RR vs benchmark 1.44) Infarto Miocardico Acuto senza esecuzione di PTCA: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR vs benchmark 1.66) Infarto Miocardico Acuto con esecuzione di PTCA entro 48 ore: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR vs benchmark 2.94) PTCA oltre 48 ore dal primo accesso per IMA: mortalità a 30 giorni dall'intervento (RR vs benchmark 9.52) IMA: mortalità a un anno (RR vs benchmark 1.95) Emorragia non varicosa del tratto intestinale superiore: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR vs benchmark 6.26) Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni (RR vs benchmark 0.76) Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 2 giorni (RR vs benchmark 0.40) Ictus: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR vs benchmark 2.42) 66 MUNICIPIO XV Esiti più favorevoli rispetto alla sola media regionale: Infarto Miocardico Acuto: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore (RR=1.21; pvalue=0.017) Ospedalizzazione per ipertensione arteriosa (RR=0.20; p-value<0.001) Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 48 ore - Analisi con variabili cliniche (RR=1.66; p-value<0.001) Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 2 giorni (RR=1.44; p-value<0.001) Ospedalizzazione per gastroenterite pediatrica (RR=0.22; p-value<0.001) Ospedalizzazione per asma pediatrico (RR=0.49; p-value=0.037) Proporzione di parti con taglio cesareo primario (RR=0.85; p-value=0.011) Ospedalizzazione per complicanze a lungo termine del diabete nei pazienti assistiti diabetici (RR=0.90; p-value=0.008) Ospedalizzazione per complicanze a breve e lungo termine del diabete nei pazienti assistiti diabetici (RR=0.90; p-value=0.007) Esiti meno favorevoli rispetto alla sola media regionale: Ospedalizzazione per broncopneumopatia cronica ostruttiva in regime ordinario/day hospital in pazienti con BPCO (RR=1.30; p-value=0.001) Ospedalizzazione per amputazione degli arti inferiori nei pazienti assistiti diabetici (RR=2.11; p-value=0.003) Esiti meno favorevoli rispetto al solo benchmark regionale: Infarto Miocardico Acuto con esecuzione di PTCA entro 48 ore: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR vs benchmark 4.30) IMA: mortalità ad un anno (RR vs benchmark 2.59) STEMI: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore (RR vs benchmark 0.86) Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni (RR vs benchmark 0.79) Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 2 giorni (RR vs benchmark 0.70) BPCO riacutizzata: riammissioni ospedaliere a 30 giorni (RR vs benchmark 1.54) 67 MUNICIPIO XVI Esiti più favorevoli rispetto alla media regionale: Ospedalizzazione per ipertensione arteriosa (RR=0.66; p-value=0.012) Ospedalizzazione per scompenso cardiaco (RR=0.82; p-value=0.005) Ospedalizzazione per angina senza procedure (RR=0.71; p-value=0.018) Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza 0-1 giorno (RR=2.16; pvalue=0.003) Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni (RR=1.17; p-value=0.008) Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 48 ore - Analisi con variabili cliniche (RR=1.47; p-value<0.001) Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 2 giorni (RR=1.38; p-value<0.001) Ospedalizzazione per gastroenterite pediatrica (RR=0.15; p-value<0.001) Ictus: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR=0.50; p-value=0.020) Ospedalizzazione per infezioni del tratto urinario (RR=0.55; p-value=0.004) Ospedalizzazione per complicanze a lungo termine del diabete nei pazienti assistiti diabetici (RR=0.90; p-value=0.019) Ospedalizzazione per complicanze a breve e lungo termine del diabete nei pazienti assistiti diabetici (RR=0.91; p-value=0.020) Esiti meno favorevoli rispetto alla media regionale ed al benchmark regionale. 1)STEMI: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore: La proporzione di pazienti con STEMI trattati con PTCA entro 48 ore risulta essere in aumento nel periodo 2007-2011, eccetto una leggera flessione nel 2009. Si osserva nel 2012 (RR=0.78; pvalue=0.014), un peggioramento del dato rispetto il biennio precedente (Figura 4). Figura 4 - STEMI: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore, andamento del Rischio (aggiustato per gravità per 100) nel periodo 2007-2012, Municipio XVI 68 2) Intervento di artroscopia del ginocchio: reintervento entro 6 mesi Si osserva, relativamente al periodo 2007-2012 (RR=2.28; p-value=0.012), un trend in peggioramento (Figura 5). Si rileva tuttavia un miglioramento nell’anno 2009. Figura 5 - Intervento di artroscopia del ginocchio: reintervento entro 6 mesi, andamento del Rischio (aggiustato per gravità per 100) nel periodo 2007-2012, Municipio XVI. Esiti meno favorevoli rispetto alla sola media regionale: STEMI: proporzione di trattati con PTCA entro 90 minuti - Analisi con variabili cliniche (RR=0.57; p-value=0.017) Ospedalizzazione per broncopneumopatia cronica ostruttiva in regime ordinario/day hospital in pazienti con BPCO (RR=1.32; p-value=0.001) Esiti meno favorevoli rispetto al solo benchmark regionale: Infarto Miocardico Acuto con esecuzione di PTCA entro 48 ore: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR vs benchmark 4.12) Infarto Miocardico Acuto: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore (RR vs benchmark 0.73) IMA: mortalità a un anno (RR vs benchmark 1.73) Emorragia non varicosa del tratto intestinale superiore: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR vs benchmark 4.65) Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni (RR vs benchmark 0.85) Colecistectomia laparoscopica: complicanze a 30 giorni (RR vs benchmark 2.50) Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 2 giorni (RR vs benchmark 0.67) 69 FIUMICINO Esiti più favorevoli rispetto alla media regionale: Ospedalizzazione per gastroenterite pediatrica (RR=0.15; p-value=0.001) Esiti meno favorevoli rispetto alla sola media regionale: Ospedalizzazione per PTCA (RR=1.50; p-value=0.026) Ospedalizzazione per colecistectomia (RR=1.33; p-value=0.005) Ospedalizzazione per interventi di sostituzione del ginocchio (RR=1.58; p-value=0.020) Ospedalizzazione per prostatectomia trans uretrale per iperplasia benigna (RR=1.44; pvalue=0.0018) Esiti meno favorevoli rispetto al solo benchmark regionale: PTCA oltre 48 ore dal primo accesso per IMA: mortalità a 30 giorni dall'intervento (RR vs benchmark 11.04) Infarto Miocardico Acuto: proporzione di trattati con PTCA entro 48 ore (RR vs benchmark 0.65) IMA: mortalità a un anno (RR vs benchmark 2.06) Proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni (RR vs benchmark 0.82) Frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 2 giorni (RR vs benchmark 0.58) Intervento di artroscopia del ginocchio: reintervento entro 6 mesi (RR vs benchmark 3.28) Intervento chirurgico per TM della prostata: riammissioni a 30 giorni (RR vs benchmark 6.72) Ictus: mortalità a 30 giorni dal primo accesso (RR vs benchmark 2.76). 70 Capitolo 5 – L’Ospedale di Comunità: un progetto per l’implementazione della Sanità Territoriale L’Ospedale di Comunità (OdC) nasce come progetto sperimentale della Azienda USL RM/D con Delibera del Direttore Generale n 727 del 28/6/2011 e trova allocazione territoriale presso le strutture del Policlinico Di Liegro e della Casa di Cura Merry House. Tale modello assistenziale, in accordo alle linee di sviluppo previste dai Decreti della Giunta Regionale e successivamente del Commissario ad Acta, rappresenta il potenziamento dell’offerta delle cure primarie per riequilibrare il rapporto Ospedale-Territorio in termini di appropriatezza e di efficienza assistenziale. In questa prospettiva l’organizzazione ed il funzionamento dell’OdC si configura come una struttura intermedia tra il ricovero in acuzie e la residenzialità extra ospedaliera con l’obiettivo di fronteggiare ed esaudire la domanda di salute e la sostenibilità delle cure. L’OdC è quindi posto in continuità con l’assistenza domiciliare, in particolare per pazienti cronici e/o non autosufficienti che abbisognano di cure ad alta intensità infermieristica-riabilitativa non altrimenti erogabili se non in regime di tipo residenziale. E’ inoltre un presidio atto a ridurre i ricoveri ospedalieri e le giornate di degenza inappropriate per le patologie cronico-degenerative supportando gli esiti terapeutici ed il recupero della autonomia dei pazienti dopo una evenienza acuta. Il percorso clinico-assistenziale posto in essere dal progetto aziendale si realizza mediante un protocollo di collaborazione pubblico-privato. La struttura ospitante garantisce l’assistenza di tipo infermieristico, riabilitativo e sociale, nonché vitto confort alberghiero, mentre l’Azienda fornisce , secondo il vigente ACN dei Medici di Medicina Generale, l’assistenza medica ed eventualmente specialistica in forme stabilite. Restano a carico del paziente l’assistenza farmaceutica e le indagini di diagnostica nelle forme previste dal SSN, trattandosi, in sintesi, di una temporanea domiciliazione sanitaria. Sono vigenti modalità e requisiti di accesso, nonché criteri di esclusione, dei pazienti; è garantita la integrazione dei servizi sanitari e sociali rivolti alle fasce deboli della popolazione; è prevista la valorizzazione del ruolo del MMG. Trattandosi di una innovativa modalità di erogazione di prestazioni sanitarie, l’organizzazione funzionale della stessa ha palesato elementi di debolezza operativa e difficoltà di mission. L’accesso dei pazienti si è rivelato a prevalenza di tipo ospedaliera rendendo inadeguato l’utilizzo di questo strumento la cui funzione primaria risiede nell’essere una barriera al ricovero ospedaliero di casi inappropriati. L’Azienda sta elaborando un piano di intervento per ricondurre i valori di costo-efficacia e di opportunità nella qualificazione e gestione del flusso e della tipologia dei ricoveri nell’OdC, anche al fine di ovviare al sottoutilizzo come finora riscontrato dell’impiego ottimale di questa risorsa, ed altresì per riorientare la funzione territoriale di questo presidio. 71 5.1. L’Ospedale di comunità nel Distretto Sanitario Municipio XI (ex XV) L’ospedale di Comunità di competenza del Distretto Sanitario Municipio XI (ex XV), situato presso il POI Di Liegro e comprendente 15 posti letto, ha iniziato la sua attività nel luglio 2011. In quell’anno e fino a metà gennaio 2012 sono stati accettati solo i pazienti provenienti dall’Ospedale GB Grassi e dal territorio, secondo le indicazioni della Direzione aziendale; dal 2012 sono stati accettati anche quelli provenienti dall’Azienda Ospedaliera S. Camillo-Forlanini. Per l’anno 2012 i dati sono stati desunti dal registro di entrata e uscita e dalle cartelle cliniche conservate agli atti del reparto. Dei 178 casi, per 9 la cartella clinica non era reperibile ed era presente solo il riscontro sul registro di entrata e uscita. Pertanto i dati riportati sono riferiti solo per i csi in cui era presente la cartella clinica. Da quando, ad aprile 2012, è stato validato il nuovo regolamento che prevedeva la valutazione all’accesso da parte dei Medici di Continuità Assistenziale il numero degli ingressi è andato progressivamente diminuendo, da 70 nel primo quadrimestre fino ad arrivare a 48 nel secondo e a 51 nel terzo. Anche la provenienza dei pazienti è mutata: nel primo quadrimestre il maggior numero di ingressi proviene dall’AO S. Camillo Forlanini e dal domicilio (Tabella 1); nei successivi quadrimestri il maggior numero di ingressi proviene dai reparti dello stesso POI Di Liegro e dal domicilio. Anche la degenza media ha subito variazioni, con aumenti di permanenza nel corso dell’anno, fino a picchi di 79 e 58 giorni negli ultimi mesi dell’anno. Il reclutamento ha interessato quasi totalmente pazienti residenti nell’Azienda USL Roma D. L’età di 139 pazienti è superiore o uguale ai 70 anni, i restanti 30 sono di età inferiore ai 70 anni età, con un minimo di 46 anni. Le diagnosi principali maggiormente rappresentate sono quelle relative all’apparato osteo-articolare (esiti di frattura), seguono le patologie cerebrovascolari (esiti ischemici), del metabolismo, dell’apparato cardiovascolare: un minimo numero di pazienti presentano patologie degli apparati respiratorio e renale. Nove pazienti presentavano anche lesioni da decubito e due erano sottoposti a dialisi. 72 GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO SETTEMBRE OTTOBRE NOVEMBRE DICEMBRE Totale 2012 Tabella 1 – Attività dell’Ospedale di Comunità nel Distretto Sanitario Municipio XI (ex XV). Nuovi Ingressi Totale PAZIENTI 19 17 19 15 12 13 7 16 14 17 13 7 169 Durata degenza '1-2 giorni 1 1 0 1 0 0 0 0 3 2 0 1 9 5% 3-5 giorni 0 0 1 0 0 4 0 1 2 3 0 0 11 7% 6-20 giorni 9 12 10 5 8 2 2 8 5 6 2 3 72 43% 7 3 8 9 4 7 5 7 4 6 11 (*) 3 63 37% 34 20% Oltre 21 giorni % (*) per 4 pazienti: 48, 41, 41, e 43 gg di soggiorno Provenienza S Camillo 4 9 9 6 2 0 0 0 1 2 1 0 GB Grassi 3 0 0 0 0 0 0 1 1 1 0 1 Domicilio 5 2 5 2 4 4 2 3 0 6 6 1 40 24% Di Liegro 5 4 3 6 4 9 4 7 10 6 5 5 68 41% 2 2 2 1 2 0 1 5 2 2 1 0 20 12% CDC RSA 7 4% 169 Destinazione Domicilio 14 10 10 11 9 10 5 9 6 10 10 5 95 63% Pronto Soccorso 1 2 4 3 1 2 0 1 4 4 1 1 23 15% RSA CDC 3 2 3 0 2 0 1 1 2 1 1 0 13 Di Liegro 1 3 1 1 0 1 1 5 2 2 1 1 18 12% Decesso 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 totale 1 9% 1% 150 73 Capitolo 6 - L’assistenza specialistica ambulatoriale e la dialisi L’assistenza specialistica ambulatoriale La Medicina specialistica ambulatoriale sul territorio dovrebbe rispondere ai bisogni di assistenza della popolazione e pertanto le prestazioni specialistiche effettuate possono essere considerate degli indicatori di bisogno assistenziale Questo indicatore è da ritenersi rilevante soprattutto quando si considera la quota di prestazioni ambulatoriali effettuate a cittadini residenti nei distretti dell’Azienda USL Roma D, presso Strutture convenzionate e/o accreditate situate fuori dal territorio aziendale. Nella Tabella 1 sono visibili le prestazioni erogate, complessivamente nel 2012, agli assistiti residenti che risultano essere state 8.276.023 di cui 3.217.635 (38.9%) fuori dal territorio della ASL, confermando l’andamento che risulta essere in costante aumento. Tabella 1 – Prestazioni specialistiche erogate ai residenti – Confronto 2008 – 2012 Presidi RMD Presidi Fuori RMD A.O. San Camillo Altri Presidi N % N % 873.311 10,4 2.177.602 25,8 Totale Anno 2008 N 5.374.174 % 63,8 N 8.425.087 2009 5.580.439 64,1 911.294 10,5 2.220.866 25,5 8.712.599 2010 5.640.928 62,6 1.000.017 11,1 2.372.960 26,3 9.013.905 2011 5.422.818 61,6 958.608 10,9 2.424.791 27,5 8.806.217 2012 5.058.388 61,1 957.762 11,6 2.259.873 27,3 8.276.023 Le prestazioni erogate dai presidi pubblici e privati nel territorio sono evidenziate nella Tabella 2, ovvero la quota di cittadini che si rivolge alle strutture accreditate, comprendendo anche le strutture classificate ed extraterritoriali, è comunque maggiore di quella che effettua le prestazioni nei presidi pubblici, 61.8% vs 38.1%. Tale discrepanza è legata ad un minore tempo di attesa per l’erogazione delle prestazioni specialistiche. Tabella 2 - Prestazioni erogate in Presidi del territorio ad assistiti residenti Tipo di presidio Pubblici Accreditati Classificati ed extraterritoriali Totale N 1.928.036 2.262.958 867.394 5.058.388 % 38,1 44,7 17,1 100,0 Per confrontare la distribuzione delle varie prestazioni specialistiche viene utilizzata la Classificazione FA-RE (adottata, con modifiche, dalla Regione Emilia-Romagna), che raggruppa le prestazioni per classi omogenee, più idonee per una lettura funzionale. La Tabella 3 mostra il volume di attività rese nell’anno 2012 ai residenti per tipologia di struttura. Di tutte le prestazioni eseguite fuori Azienda, il 11.6 % è stato effettuato presso l’Azienda Ospedaliera S.Camillo-Forlanini, mentre il 27.3 % presso altri presidi, sia pubblici che privati al di fuori dell’Azienda, ed un ultimo 10.5 % è effettuato presso i Presidi classificati o extraterritoriali Si tratta in massima parte di visite di controllo, prime visite e prestazioni di odontoiatria. Gli esamini laboratorio vengono eseguiti in una percentuale maggiore presso gli istituti accreditati, così come le Risonanze magnetiche nucleari (47.2%). Le Tac invece vengono effettuate principalmente presso altri presidi (62.3%). Le prestazioni di radioterapia sono state effettuate tutte fuori dall’Azienda, per il 12.3 % presso l’Azienda Ospedaliera S.Camillo-Forlanini e per il rimanente 87.7 % presso altre Strutture. 74 Tabella 3 - Volume di attività rese ai residenti per raggruppamenti omogenei di prestazioni (FA-RE) e tipologia di struttura. Anno 2012. Gruppi di prestazioni omogenee Strutture Provvisoriamente Accreditate RMD Pubblici Mobilità - Fuori Asl Classificati ed extraterritoriali Altri presidi fuori azienda (pubblici e privati) Totale S.Camillo/Forlanini N % N % N % N % N % N Anatomia ed istologia patologica APA-Chirurgia ambulatoriale Biopsia Chimica clinica Chimica clinica di base Chirurgia ambulatoriale Diagnostica vascolare Gestione accessi per dialisi Ecocolordoppler Ecografia Elettromiografia Ematologia/coagulazione Ematologia/coagulazione di base Endoscopia Genetica/citogenetica Immunoematologia e trasfusionale Immunoematologia e trasfusionale di base Medicina nucleare Microbiologia/virologia Microbiologia/virologia di base Odontoiatria PAC Prelievo citologico Prelievo sangue arterioso Prelievo sangue capillare Prelievo sangue microbiologico Prelievo sangue venoso Prima visita Radiologia tradizionale RX Radioterapia Riab.diagnostica Riab.e rieducazione funzionale RM Tac Trasfusioni Visita di controllo Altra diagnostica Altra diagnostica strumentale Altra riabilitazione Altre prestazioni FKT Altre prestazioni terapeutiche 6,008 1,601 674 52,253 1,045,052 3,954 0 3,631 11,442 14,609 5,842 4,507 169,804 3,373 2,516 132 2,565 4 15,516 57,752 6,933 877 1,444 451 1 138 135,294 75,586 20,620 0 4,145 49,551 1,447 3,277 194 69,655 10,883 30,466 19,317 28,161 68,361 20 12 13 29 27 16 0 44 17 15 10 12 25 16 6 8 44 0 17 24 29 18 19 17 0 1 24 19 10 0 43 8 3 9 19 23 19 20 52 37 43 2,182 648 11 34,268 1,103,990 237 0 0 8 3 5,696 0 216,556 0 0 0 36 5,188 6,106 48,947 4,926 3 0 0 0 0 206,519 34,274 85,807 0 0 432,813 19,939 0 0 4,857 427 14,041 0 31,996 3,480 7 5 0 19 28 1 0 0 0 0 9 0 32 0 0 0 1 35 7 21 21 0 0 0 0 0 37 9 40 0 0 69 47 0 0 2 1 9 0 42 2 4,312 2,922 538 12,957 374,495 6,502 0 14 26,962 30,343 25,390 1,458 60,116 7,982 1,088 12 490 0 7,803 20,847 0 443 2,256 0 0 460 36,653 76,673 31,069 0 1,052 44,058 0 3,903 0 13,045 18,895 31,626 6,273 3,162 13,595 14 22 10 7 10 26 0 0 40 32 42 4 9 37 2 1 8 0 9 9 0 9 30 0 0 4 7 20 15 0 11 7 0 11 0 4 32 20 17 4 9 13,419 5,185 2,839 59,718 903,851 8,848 25 3,797 22,424 38,961 19,930 27,012 159,155 8,145 35,417 514 1,940 7,761 48,142 72,307 9,824 1,884 3,126 783 1,537 6,760 112,371 163,622 54,831 46,455 3,584 89,557 15,428 20,480 651 142,420 20,449 55,981 6,454 10,745 53,541 44 39 53 33 23 36 96 46 34 41 33 73 23 37 80 32 33 52 53 30 41 38 41 30 93 52 20 42 26 88 37 14 37 56 62 48 35 36 17 14 34 4,556 2,874 1,281 23,002 459,959 5,051 1 732 5,934 10,459 3,368 4,174 75,465 2,251 5,217 933 764 2,028 12,768 37,647 2,035 1,752 774 1,410 117 5,641 62,042 42,585 20,382 6,496 913 13,602 5,424 8,884 200 69,355 7,874 22,637 5,442 1,649 20,084 15 22 24 13 12 21 4 9 9 11 6 11 11 10 12 59 13 14 14 16 9 35 10 53 7 43 11 11 10 12 9 2 13 24 19 23 13 15 15 2 13 30,477 13,230 5,343 182,198 3,887,347 24,592 26 8,174 66,770 94,375 60,226 37,151 681,096 21,751 44,238 1,591 5,795 14,981 90,335 237,500 23,718 4,959 7,600 2,644 1,655 12,999 552,879 392,740 212,709 52,951 9,694 629,581 42,238 36,544 1,045 299,332 58,528 154,751 37,486 75,713 159,061 Totale 1,928,036 23 2,262,958 27 867,394 10 2,259,873 27 957,762 12 8,276,023 75 E’ possibile quantificare la quota di prestazioni effettuate fuori ASL per gruppo omogeneo di prestazione e per Distretto di residenza (Tabella 4). I residenti nel Distretto Sanitario XIII Municipio (D2) sono quelli che hanno la più alta quota di prestazioni erogate fuori dall’Azienda (35,1%), gli assistiti del Distretto Sanitario Comune di Fiumicino (D1) fruiscono di prestazioni al di fuori del territorio aziendale per il 9,5%, quelli del Distretto Sanitario XV Municipio (D3) per 31.1% e quelli del Distretto Sanitario XV Municipio (D4) per il 24,1%. La percentuale leggermente superiore del Distretto XIII Municipio è potrebbe essere spiegata dalla la maggiore numerosità della popolazione. 76 Tabella 4 - Volume di attività resa ovunque nella Regione ai residenti, per raggruppamenti omogenei di prestazioni. Gruppo di prestazioni omogenee D1 D2 D3 Distretto non individuato D4 Totale N % N % N % N % N % N Anatomia ed istologia patologica APA-Chirurgia ambulatoriale Biopsia Chimica clinica Chimica clinica di base Chirurgia ambulatoriale Diagnostica vascolare Gestione accessi per dialisi Ecocolordoppler Ecografia Elettromiografia Ematologia/coagulazione Ematologia/coagulazione di base Endoscopia Genetica/citogenetica Immunoematologia e trasfusionale Immunoematologia e trasfusionale di base Medicina nucleare Microbiologia/virologia Microbiologia/virologia di base Odontoiatria PAC Prelievo citologico Prelievo sangue arterioso Prelievo sangue capillare Prelievo sangue microbiologico Prelievo sangue venoso Prima visita Radiologia tradizionale RX Radioterapia Riab.diagnostica Riab.e rieducazione funzionale RM Tac Trasfusioni Visita di controllo Altra diagnostica Altra diagnostica strumentale Altra riabilitazione Altre prestazioni FKT Altre prestazioni terapeutiche 2,891 1,014 576 18,735 378,810 2,418 5 783 5,339 8,604 5,599 3,493 69,963 2,570 4,939 160 782 1,320 9,060 27,954 2,619 524 690 241 42 1,188 57,696 39,770 19,871 5,308 858 24,781 4,028 3,659 133 30,707 5,026 15,266 2,452 3,264 19,481 9 8 11 10 10 10 19 10 8 9 9 9 10 12 11 10 13 9 10 12 11 11 9 9 3 9 10 10 9 10 9 4 10 10 13 10 9 10 7 4 12 10,867 3,930 2,101 73,920 1,386,996 7,387 10 4,654 19,983 28,860 19,690 12,229 244,405 7,580 15,182 564 2,428 5,621 28,132 81,432 13,362 1,748 1,953 739 166 2,528 203,644 127,239 80,748 19,968 2,723 188,779 18,199 12,328 497 114,064 18,097 49,217 6,208 14,458 74,915 36 30 39 41 36 30 38 57 30 31 33 33 36 35 34 35 42 38 31 34 56 35 26 28 10 19 37 32 38 38 28 30 43 34 48 38 31 32 17 19 47 9,262 4,507 1,447 48,233 1,155,072 8,356 7 1,613 24,903 33,089 21,077 10,677 201,956 6,824 12,215 411 1,414 4,244 29,098 69,806 4,614 1,501 2,850 882 806 5,160 164,726 132,453 63,660 13,690 3,548 259,935 12,709 10,859 191 84,716 21,603 52,764 17,144 34,219 37,524 30 34 27 26 30 34 27 20 37 35 35 29 30 31 28 26 24 28 32 29 19 30 38 33 49 40 30 34 30 26 37 41 30 30 18 28 37 34 46 45 24 7,317 3,741 1,192 40,750 958,146 6,376 4 1,123 16,297 23,317 13,645 10,691 163,211 4,684 11,787 442 1,141 3,768 23,748 57,571 3,056 1,177 2,053 771 641 4,080 125,636 91,533 47,809 13,852 2,526 154,624 7,018 9,476 223 68,938 13,566 36,898 11,570 23,246 26,889 24 28 22 22 25 26 15 14 24 25 29 24 22 27 28 20 25 26 24 13 24 27 29 39 31 23 23 22 26 26 25 17 26 21 23 23 24 31 31 17 140 38 27 560 8,323 55 0 1 248 505 215 61 1,561 93 115 14 30 28 297 737 67 9 54 11 0 43 1,177 1,745 621 133 39 1,462 284 222 1 907 236 606 112 526 252 0 0 1 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 1 1 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 0 0 0 0 1 0 30,477 13,230 5,343 182,198 3,887,347 24,592 26 8,174 66,770 94,375 60,226 37,151 681,096 21,751 44,238 1,591 5,795 14,981 90,335 237,500 23,718 4,959 7,600 2,644 1,655 12,999 552,879 392,740 212,709 52,951 9,694 629,581 42,238 36,544 1,045 299,332 58,528 154,751 37,486 75,713 159,061 Totale 782,619 9 2,907,551 35 2,569,765 31 1,994,533 24 21,555 0 8,276,023 77 La Tabella 5 riporta il numero di impegnative compilate per singolo utente con le relative prestazioni. La presenza di utenti che arrivano ad avere più di 14 impegnative pro capite, evidenzia la quota di persone affette da patologie croniche, che risultano utilizzare maggiormente le strutture pubbliche . Tabella 5 - Utenti e ricette prescritte. Anno 2012 (escluse le prestazioni di dialisi) Tutti gli assistiti Assistiti residenti in ASL N. medio prestazioni per utente N. Prestazioni 14,3 1.928.036 119.886 16,1 17.258 4,0 64.819 16.215 4,0 Strutture accreditate 2.514.861 176.974 14,2 2.262.958 145.527 15,6 Ospedali classificati 1.471.108 148.107 9,9 867.394 72.885 11,9 Strutture Fuori ASL 3.217.635 231.276 13,9 3.217.635 231.276 13,9 Totale 9.355.453 N. Prestazioni Poliambulatori Pubblici Consultori N. Utenti 2.083.037 145.544 68.812 N. Utenti N. medio prestazioni per utente 8.340.842 Tempi di attesa La riduzione dei tempi di attesa per le prestazioni più critiche è oggetto di continua attenzione e di solleciti interventi da parte dell’Azienda (Tabella 6). La lunghezza delle liste di attesa per una determinata prestazione non è comunque in relazione diretta con l’entità dei bisogni di quella prestazione. Infatti sono stati dimostrati tassi elevati di inappropriatezza assoluta e relativa ed un’alta percentuale di inutilità di molti esami diagnostici. In questo periodo, si è tentato sia di aumentare l’appropriatezza della domanda, in collaborazione con gli specialisti ambulatoriali, con l’attività svolta dalle Commissioni per l’appropriatezza prescrittiva presenti in ogni Distretto Sanitario, con i Medici di Medicina generale sia di incrementare l’offerta e sistemare più opportunamente le prestazioni di 1° livello sul territorio anziché nei Presidi ospedalieri. Il confronto tra gli anni 2009, 2010 e 2011, mostra una leggera riduzione dei tempi i attesa dell’ecodoppler vascolare, delle visite cardiologiche ed oculistiche, ance se risultano sempre fuori dalla tempistica prevista. 78 Tabella 6 – Andamento dei tempi di attesa per prestazioni critiche. Anni 2009—2012. Prestazione critica Rilevazione Rilevazione CUP CUP gennaio 2010 gennaio 2009 Mammografia clinica Ecocolordoppler vasc. Ecografia ginecologica Ecografia ostetrica Visita cardiologica Visita endocrinologica Visita neurologica Visita oculistica Visita oncologica 5 124 63 48 73 47 38 60 6 Rilevazioni CUP gennaio 2011 rilevazioni CUP gennaio 2012 Distretto Sanitario con minore attesa 3 80 63 47 39 35 28 25 4 33 151 132 52 X Municipio Fiumicino Fiumicino XI Municipio XI Municipio XII Municipio XI Municipio XI Municipio XII Municipio 5 91 39 40 39 19 21 25 4 66 52 24 39 4 Prestazioni specialistiche urgenti e il nuovo Dott.CUP Da gennaio 2011, la Regione Lazio ha reso operativo il nuovo progetto denominato Dott.CUP, redatto in base ai principi dettati dall’accordo Stato Regioni 2010-2013, il quale ha proposto un aggiornamento sia dell’elenco delle prestazioni ritenute critiche sia delle classi di priorità da adottare in fase prescrittiva ed erogativa. Il progetto prevede che, per i casi urgenti, i prescrittori - medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ospedalieri- dovranno accedere al numero verde unico regionale, 800986867, ed effettuare la prenotazione della prestazione attraverso il call-center regionale. Al momento della registrazione dovrà essere indicato anche il quesito diagnostico per il quale vi è la stata la necessità di attivare un percorso erogativo urgente. Il sistema CUP trasformerà tutte le disponibilità urgenti non occupate in disponibilità ordinaria 24 ore prima della scadenza. Saranno, inoltre, realizzati strumenti di analisi per effettuare le opportune verifiche del servizio al fine di individuare le opportune correzioni. Nel corso dell’anno 2011, comunque, non è stato possibile avere le disponibilità da parte di tutti i Presidi, alcuni dei quali hanno potuto attivare tali prestazioni solo a fine anno 2011. Le prestazioni specialistiche prenotate con il Dott.CUP nel corso del 2011 sono state 252, nel 2012, le prenotazioni che hanno utilizzato questo canale, sono state, invece, 1.071. Nella Tabella 7 viene riportato il dettaglio solo di alcune prestazioni specialistiche, ponendo a confronto i due anni. Tabella 7 – prestazioni Dott. CUP – anno 2011 e 2012 Anno Visite specialistiche Ecodopplerecocardiografia Ecografie internistiche TAC RMN 2011 2012 13 184 18 197 67 272 45 43 109 184 79 Capitolo 7 – L’assistenza domiciliare. L’attività della specialistica Domiciliare è regolarmente rilevata dal Sistema Informativo per L’Assistenza Domiciliare (SIAD) a partire dall’anno 2010. Pur non essendo esaustiva di tutta l’attività di assistenza domiciliare, il SIAD costituisce una valida fonte informativa dei bisogni assistenziali che si manifestano in ambiti di popolazione caratterizzati da particolare fragilità. L'ambito di rilevazione riguarda tutti gli interventi di assistenza domiciliare rivolti agli utenti residenti, e vengono rilevate informazioni relative a: 1. cure palliative domiciliari a favore di persone nella fase terminale della vita affette da malattie progressive. 2. “dimissioni protette”, tese ad assicurare continuità assistenziale al paziente precedentemente ricoverato presso una struttura ospedaliera. Si riportano in sintesi le principali caratteristiche rilevate dal SIAD nell’anno 2012, rimandando per maggiori approfondimenti al report dedicato, pubblicato sul portale aziendale. In totale, le valutazioni (prime valutazioni e rivalutazioni) registrate nel 2012 sono state 2936, relative a 1846 utenti (Tabella 1). Il tasso di utenti in carico (Tabella 2) per 1.000 residenti è pari a 3,1, con una variazione tra 2.4*1000 (Distretto 2) a 4,3*1000 (Distretto 3). Tabella 1 – N. Utenti e N. Valutazioni per Distretto – Anno 2012 – Fonte SIAD. Cad 1 2 3 4 Totale N. utenti 234 565 669 378 1.846 N. Valutazioni (prime valutazioni e rivalutazioni) 250 922 1.209 555 2.936 N. Valutazioni/N. Utenti 1,1 1,6 1,8 1,5 1,6 80 Tabella 2 - Soggetti valutati nel 2012 – Tassi per 1.000 residenti. 81 In Tabella 3 vengono riportati i bisogni dei pazienti valutati, in valore percentuale, indipendentemente dalla offerta assistenziale; tra i bisogni maggiormente espressi ci sono il supporto al caregiver, che descrive la necessità di gestire la complessità assistenziale sia dal punto di vista psicologico che organizzativo, e la assistenza IADL (Instrumental Activities of Daily Living) e ADL (Activities of daily living). Nella maggior parte dei casi (23,8%) viene riportata una diagnosi (principale o concomitante) di cardiopatia e/o malattia dell’apparato circolatorio, seguono le demenze (12,7%) e le fratture (10,2%); anche per le patologie si rilevano importanti differenze tra i distretti (Tabella 4). 82 Tabella 3 – Attività SIAD per distretto di residenza – Anno 2012. (%). 83 Tabella 4 – Patologia dei soggetti in trattamento per distretto (prevalente+concomitante). Descrizione gruppo Cardiopatie e malattie app circolatorio Malattie della Cute connettivo e annessi psicosi e demenze Diabete e dismetabolismi Fratture traumatiche, traumatismi e amputazioni Neuropatie paralisi Malattie ossa e articolazioni Encefalopatie Broncopneumopatie Portatori di protesi, stomie e in dialisi Tumori sistema linfatico e tumori solidi Mal renali e app genitourinario Malattie infettive Sintomi mal definiti Tumori benigni e in situ Anamnesi per tumori Mal gastrointestinali Disturbi organi di senso Dolore cronico neoplastico e non Totale D1 141 17 8 40 D2 236 359 208 137 D3 618 257 208 208 D4 199 3 87 55 Totale 1.194 636 511 440 26 35 39 26 14 10 15 5 4 2 6 2 9 4 1 404 137 181 64 40 54 59 20 56 3 28 7 12 11 4 0 1.616 230 144 141 122 58 29 90 43 27 1 8 14 8 3 0 2.209 31 56 170 63 22 37 9 17 8 10 17 4 3 6 1 798 424 416 414 251 148 135 134 121 42 41 38 32 31 17 2 5.027 84 Capitolo 8 - I Servizi Distrettuali Integrati 8.1 Il PUA nel Municipio XIII “Integrazione sociosanitaria” significa attivare quei processi attraverso i quali il sistema “sociale” e quello “sanitario” acquistano e conservano una “unitarietà e una funzionalità” centrate sulla Persona. Negli ultimi anni il legislatore ha sempre più delineato sul piano normativo un cambiamento radicale nelle modalità di erogare e soddisfare il bisogno di salute della popolazione e soprattutto a leggere il bisogno in maniera globale ovvero sanitario che sociale. Vedi, per citarne qualcuna: la Legge 328/00 e le successive rettifiche e, a livello locale, la Deliberazione di Giunta Regionale n. 433 del 19 giugno 2007 “Indicazioni ed interventi per la realizzazione di iniziative tese ad integrare le attività sanitarie e socio-sanitarie. Incentivazione dei processi di deospedalizzazione nella Regione Lazio”. E ancora il Decreto n. 18 del 5 settembre 2008 “Approvazione della “Programmazione per l’integrazione sociosanitaria nella regione Lazio” e delle ‘Linee guida per la stesura del Piano Attuativo Locale triennale 2008-2010”. Fino all’Accordo della Regione Lazio con il Ministero della Salute su “Servizi Sociosanitari: Punto Unico di Accesso”, con il Decreto del Commissario ad Acta n. 84 del 18.9.2011 “Deliberazione di Giunta Regionale n. 315 dell’8.7.2011 “Il Punto Unico di Accesso sociosanitario integrato nella Regione Lazio – Linee d’Indirizzo” – Adozione formale ai sensi del Decreto del Presidente in qualità di Commissario Ad Acta del 31.12.2010 n. U0113 “Programmi Operativi 2011-2012”, Dunque si è passati sempre più da un sistema sanitario fondato sulle specialità (articolato sulle specializzazioni) ad una medicina che si evolve sul terreno dell’efficacia assistenziale attraverso lo sviluppo della interdisciplinarietà, dalla settorialità organizzativa alle molteplici forme di collaborazione finalizzata frutto di precise scelte condivise dagli operatori. Questo cambiamento ha permesso il passaggio da una concezione duale ed esclusiva (rapporto medico - paziente) ad una condivisione con altre figure professionali del bisogno di salute (in particolare quando questo è complesso), condivisione propedeutica alla presa in carico congiunta alla valutazione multidimensionale fino alla progettazione del percorso assistenziale che è frutto di un approccio interdisciplinare. Sul territorio il Distretto è qualificato come il luogo organizzativo elettivamente destinato a realizzare le dinamiche di integrazione sociosanitaria, in quanto consente di governare i processi integrati fra istituzioni gestendo in maniera unitaria le risorse diverse e garantendone l’integrazione gestionale I motivi dell’integrazione La necessità di rispondere ai bisogni multiformi dell’utenza (di natura fisica, psichica, sociale e relazionale) mediante la costruzione di percorsi assistenziali caratterizzati da approcci multimodali integrati a causa dell’aumento potenziale di alcune patologie croniche degenerative (diabete; ipertensione, demenze senili) il cui decorso induce il manifestarsi di una serie di non autonomie, il tutto all’interno di una prospettiva di lungo assistenza, ha permesso di superare nei servizi la logica prestazionale e rinforzare la cultura e la pratica della presa in carico integrata della persona. L’integrazione tra servizi e soprattutto tra operatori riduce inevitabilmente i punti di erogazione e, la conseguente ricerca sfibrante, da parte degli utenti/pazienti e dei suoi familiari, del servizio della sede e dell’operatore a cui rivolgersi. Inoltre si riduce di molto il rischio di veder sviluppare una offerta ipertrofica di alcuni servizi e carente rispetto ad altri creando così un vuoto assistenziale. 85 Il PUA L’idea di un punto unico di accesso è la soluzione per fornire risposte unitarie a bisogni complessi di salute per tutta la popolazione e soprattutto per gli utenti anziani, disabili, immigrati, che manifestano bisogni di salute sia di tipo sanitario che sociale. Il Punto Unico di Accesso (PUA) è una modalità organizzata che, nell’ottica di fornire risposte integrate complete e appropriate a bisogni complessi, è funzionale anche alla razionalizzazione dei processi e delle risorse. Il Distretto Sanitario XIII Municipio ha attivato nel 2008 il Punto Unico d’Accesso Integrato Sociosanitario, esso svolge mansioni di informazione, accoglienza e orientamento al/ai servizi distrettuali. E’ una modalità funzionale di lavoro, infatti è un servizio socio sanitario integrato con il Municipio XIII, esegue una pre valutazione del bisogno dell’utente e attiva, in presenza di un bisogno complesso, l’UVMD (Unità di Valutazione Multidimensionale Distrettuale). Altresì attua la presa in carico con la conseguente redazione del Piano Assistenziale Individualizzato per l’utente con l’utente e la sua famiglia, con i servizi distrettuali e territoriali competenti e infine gestisce l’azione di monitoraggio nel tempo delle stesse prese in carico. Il PUA ha due sedi strategiche: una presso il Distretto Sanitario sede di via Casal Bernocchi 61, una presso il Municipio XIII sede di via Passeroni 24. A garanzia della piena integrazione sociosanitaria è stato firmato un secondo Protocollo d’intesa tra il Direttore del Distretto Sanitario XIII Municipio e il Dirigente UOSECS del Municipio XIII l’8/7/2011 con Determina Dirigenziale n. 2138 che ha definito tutti gli accordi operativi e i processi collaborativi tra le Istituzione Sanitaria e Sociale. Tale protocollo è stato debitamente repertato sul portale aziendale al n. 734/2011. I benefici di un punto unico di accesso L’integrazione dei servizi distrettuali e territoriali permette di operare con efficienza ed efficacia in tutti quei casi in cui si trovano nello stesso ambito personale/familiare più bisogni senza duplicazioni di intervento. Il PUA nella sua modalità di intervento non preclude alle competenze i propri interventi, lasciando agli operatori presenti la possibilità di rispondere con chiarezza ad ogni tipo di bisogno ovvero rinviarlo agli operatori preposti. Nello specifico, la presenza di più operatori sociosanitari provenienti da altri servizi ASL territoriali ospedalieri e dipartimentali ha sviluppato una rete formale di interventi centrati sul cittadino senza che lo stesso debba recarsi personalmente presso ogni singolo servizio. A seguito di accordi operativi sono presenti nel PUA, con giornate e/o ore dedicate, gli operatori di tutti servizi distrettuali. Inoltre dal 12 aprile 2011, a seguito di un accordo operativo e congiunto tra Responsabili dei Servizi distrettuali PUA e CAD, il Direttore del Distretto Sanitario XIII Municipio hanno definitivamente spostato l’accoglienza al pubblico del servizio CAD presso il PUA dedicando (nelle stesse modalità precedenti) 2 unità infermieristiche ed un assistente sociale, automatizzando i sistemi di ricezione della domanda e rilevazione dei bisogni in collaborazione con gli MMG/PLS con i quali è stato firmato un accordo operativo a dicembre 2011. 86 Tabella 1 – Attività PUA nel Distretto Sanitario XIII Municipio Descrizione della prestazione Anno 2011 2012 Informazione semplice 1,430 1,107 Colloquio di ascolto e orientamento e presa in 1,393 carico utente* Attività attivazione CAD attraverso il PUA 824 1,139 1,213 Istanze gravidanza a rischio° - 1,004 Istanze ex art. 26 (D. n.39)° - 15 26 20 Prese in carico complesse di cui aperte nell'anno (nuovi): n. accessi Totale delle Prestazioni del Periodo 2,849 4,183 legenda: *sono registrate nella voce colloquio di ascolto e orientamento anche le prese in carico degli utenti (semplici e complesse e le relative prestazioni/interventi). ° attività non attive nell’anno 2011 87 8.2 Il PUA nel Distretto Sanitario XII Municipio (ex XVI) Il PUA Integrato sociosanitario si caratterizza quale modalità organizzativa che, nell’ ottica di fornire risposte integrate complete ed appropriate ai bisogni semplici ed avviare risposte ai bisogni complessi , è funzionale anche alla razionalizzazione dei processi e delle risorse. Accesso al PUA Il PUA garantisce la massima apertura a tutte le persone che vi si rivolgono, ponendo una particolare attenzione alle persone fragili con bisogni sociosanitari complessi. IL PUA in relazione all’ingente numero di stranieri residenti nel territorio garantisce la presa in carico l’orientamento e l’ascolto di tali fasce di popolazione anche attivando una stretta collaborazione con la UOS” Fasce Sociali a Rischio” Funzioni e competenze del PUA Accoglienza e ascolto per una appropriata informazione/comunicazione; consulenza sociale e sanitaria per una conoscenza appropriata dei possibili percorsi da affrontare per la risoluzione del problema; collegamento tra risorse territoriali e bisogni individuali e familiari; orientamento per l’offerta di indicazioni congrue ed efficaci adatte alla risoluzione del problema. Livelli operativi Front office: Accoglienza informazione ed orientamento; Filtro triage decodifica della domanda e redifinizione dei bisogni individuali ; Risoluzione diretta dei casi semplici ed avvio di percorsi per i bisogni complessi; Attivazione ed integrazione delle strutture territoriali e delle risorse professionali pubbliche, del privato sociale e delle associazioni del volontariato; Registrazione, valutazione, ed archiviazione dati secondo la normativa vigente e monitoraggio dell’ intervento sul caso; Follow up. Back office Prevalutazione in equipe dei casi accolti; Risoluzione diretta dei casi semplici; Integrazione con i servizi territoriali/ospedalieri,MMG per la soddisfazione dei bisogni assistenziali nei casi complessi; Attivazione della UVDI , in conformità al protocollo d’intesa del 12 /04/2012 N°24592 e relativo protocollo operativo del 26/04/2011 prot. 28838; Attivazione della mediazione culturale; Promozione di un sistema integrato dei servizi; Promozione dell’utilizzo efficiente ed appropriato delle risorse sociali e sanitarie del territorio; Integrazione tecnico funzionale con altri servizi del Distretto Sanitario mediante protocolli operativi condivisi; Realizzazione dell’obiettivo di progettare e realizzare un’organizzazione sanitaria e sociale, in cui tutti i diversi tipi di professionisti possano rinnovare l’impegno ad interagire ed essere in grado di rinegoziare i rispettivi ambiti di competenza. 88 Queste funzioni sono espletate attraverso azioni che riguardano: Elaborazione di procedure atte alla promozione dell’ integrazione socio sanitaria; Avvio di processi di concertazione con le comunità locali; Elaborazione di procedure di registrazione di bisogni espressi; Elaborazione di procedure per la omogeneizzazione delle prevalutazioni e risposte al bisogno socio sanitario espresso; Codificazione e mappatura del territorio. Le attività del P.U.A sono monitorate con una riunione mensile tra tutti i servizi coinvolti , e riunione trimestrale di coordinamento e verifica tra :il Dirigente ASL o suo delegato , P.O. Municipio e referenti del servizio P.U.A.; in questa sede si valuteranno i percorsi attivati e le procedure operative per l’accesso alle prestazioni ed ai percorsi socio asistenziali. Tempistica ed attivazione della risposta Nel caso di casi semplici la risposta è fornita nel tempo massimo di 48 ore; nei bisogni complessi sarà individuato un percorso socio assistenziale specifico per ogni caso che sarà avviato entro 48/72 ore. Organizzazione logistica operativa La sede del P.U.A. è situata nei locali ASL di Via Ramazzini 31. stanza 40. Gli orari di apertura al pubblico sono: Lunedì dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 16.30 Giovedì dalle 8.30 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 16.30. L’UVDI (Unità valutativa integrata distrettuale) effettuerà valutazioni domiciliari nei giorni di martedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 9.30 alle 13.00 salvo diverse esigenze. Personale 3 assistenti sociali di cui (1 Distretto sanitario 36 ore settimanali) 2. Municipio XII (Lunedì 8.30 12.30, 4 ore) e giovedì 14.30-16.30, 2 ore; 2. infermiere del Distretto sanitario a 36 ore settimanali 1 medico (distretto Sanitario Lunedì, martedì giovedì 8.30-15.00 19,5 ore settimanali). Il PUA opera in stretta integrazione con servizi ASL e Servizio Sociale XII Municipio a tal proposito si segnala che nell’anno 2012 si è attivata: l’accoglienza unica PUA/CAD che permette agli utenti di usufruire al bisogno di presa in carico globale del bisogno e di invio chiaro ai servizi preposti garantendo ove necessario un percorso guidato di accompagnamento; a seguito di accordi intrapresi tra la direzione del distretto e i MMG/PLS l’accoglienza via email delle richieste CAD perseguendo l’obbiettivo di promozione di un atteggiamento” friendly” della pubblica amministrazione che sempre più vicino al bisogno del cittadino semplifica le procedure per l’accesso ai servizi in particolar modo per gli utenti più fragili e disorientati; L’accoglienza integrata PUA/Segretariato Sociale (nella sede di via Ramazzini 31) che permette agli utenti di evitare di rivolgersi a più uffici potendo trovare risposti ai loro bisogni sociosanitari complessi in un unico ambito. 89 Tabella 1 – Descrizione delle attività del PUA dal 2010 al 30/06/2013 3 Descrizione della Prestazione 2010 2011 2012 30/6/2013 Informazione Semplice 650 412 2074 1763 Colloquio di Ascolto ed Orientamento 369 552 1100 993 Prese in carico semplici prestazioni 589 503 1112 727 Prese in carico Complesse prestazioni 425 525 1557 525 Prese in carico complesse utenti 53 117 316 115 Visite domiciliari di prevalutazione 53 129 197 88 30 21 10 2268 6377 4221 Valutazioni UVDI TOTALE 2139 90 8.3 Attività degli ambulatori territoriali per la cura del dolore cronico benigno non oncologico La Legge n.38 del 15/03/2010 enuncia “le Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative ed alla terapia del dolore”. La suddetta Legge, prevede la realizzazione di una rete nazionale per la terapia del dolore cronico benigno volta a garantire la continuità assistenziale del malato dalla struttura ospedaliera al proprio domicilio e costituita dall’insieme delle strutture sanitarie ospedaliere, territoriali, assistenziali, dedicate all’erogazione di interventi diagnostici e terapeutici per il controllo del dolore in tutte le fasi della malattia. Nella Rete della Terapia del dolore sono definiti percorsi diagnostico- terapeutici- riabilitativi per garantire la presa in carico del paziente con dolore acuto o cronico, moderato o severo, riducendone il grado di disabilità e favorendone la reintegrazione nel contesto sociale e lavorativo. Con tale finalità è stato creato un nuovo modello organizzativo integrato nel territorio nel quale il livello assistenziale viene scomposto in tre nodi complementari: - i centri di riferimento per la terapia del dolore (HUB) - l’ambulatorio della terapia antalgica (Spoke) - il presidio ambulatoriale territoriale dei MMG con competenze di terapia antalgica. Nella nostra Azienda, ai fini di adempiere ai dettami della suddetta Legge, a partire dall’anno 2011, sono attivi due ambulatori, con le caratteristiche dello Spoke I° livello, presso il Presidio di Via Vaiano 53 (Distretto Sanitario XI Municipio) e di Via Ramazzini 31 (Distretto Sanitario XII Municipio- ex presidio Pascarella) ed è stata strutturata un’attività di consulenza algologica domiciliare. L’attività di consulenza algologica domiciliare, costituisce l’unica esperienza nella Regione Lazio. L’apertura degli ambulatori di terapia del dolore si inscrive nel progetto di coinvolgere in modo integrato tutte le risorse disponibili sul territorio garantendo la centralità del paziente ed assicurando la più efficace gestione organizzativa di percorsi diagnostico-terapeutici dedicati. L’attività comprende: Prime visite e visite di controllo Consulenza algologica telefonica con il paziente o MMG Blocchi antalgici intra articolari Blocchi antalgici perineurali I due Spoke collaborano tra loro e con lo Spoke II° livello presso l’Azienda Ospedaliera S.CamilloForlanini, dove vengono inviati i pazienti con patologie più complesse. L’accesso all’ambulatorio ed alle visite domiciliari avviene tramite proposta motivata del MMG su ricettario regionale. 91 Capitolo 9 - Assistenza agli stranieri 9.1 Attività degli ambulatori STP/Eni Gli ambulatori STP/ENI forniscono l’assistenza sanitaria agli stranieri privi di permesso di soggiorno ed ai comunitari che non possono iscriversi al S.S.N. perché privi di contratto di lavoro. Nei 4 distretti dell’Azienda sono presenti 7 ambulatori: due all’interno dei Nuclei di Cure Primarie rispettivamente di Fregene e di Fiumicino, uno nel Municipio XIII, uno nel XV Municipio e tre nel XVI. I suddetti ambulatori hanno il preciso compito di garantire l’assistenza sanitaria a questa fascia di popolazione che si trova in condizioni di particolare fragilità socio-sanitaria. Vengono garantite le prestazioni ambulatoriali ed ospedaliere urgenti, cure essenziali per malattia e infortunio e gli interventi di medicina preventiva quali: tutela della gravidanza e maternità, IVG, tutela della salute del minore, vaccinazioni, interventi di profilassi internazionale, diagnosi e cura delle malattie infettive. Negli ambulatori suddetti, oltre all’accoglienza ed alle informazioni fornite agli utenti riguardanti la loro possibilità di usufruire dell’assistenza sanitaria nei modi previsti dalla normativa riguardante gli stranieri non in regola con il permesso di soggiorno ed i comunitari non iscrivibili al S.S.N., vengono svolte le seguenti attività: -rilascio del tesserino STP o ENI a seconda della provenienza dell’utente; -rinnovo dello stesso (STP o ENI) alla scadenza dei 6 mesi previsti di validità; -visite mediche e relative prescrizioni diagnostiche e/o terapeutiche laddove necessarie; -visite di controllo. Nella Tabella 1 che indica il numero dei tesserini rilasciati, suddivisi per distretti, si nota la netta preponderanza del distretto 3 nel territorio del quale è presente il CIE (Centro Identificazione ed Espulsione) che registra un notevole numero di presenze di stranieri ai quali viene prestata anche assistenza sanitaria. Nel complesso dalla suddetta tabella si evince che tutti gli ambulatori svolgono una intensa attività assistenziale. Tabella 1 – Rilascio tesserini per trimestre e per distretto – anno 2011 Trimestre 1° trimestre 2° trimestre 3° trimestre 4° trimestre Totale D1 106 69 70 66 311 D2 115 84 80 75 354 92 D3 492 459 616 626 2.193 D4 63 46 24 44 177 Totale 776 658 790 811 3.035 Nelle Tabelle 2 e 3 la differenza di numero tra tesserini ENI e STP rilasciati nei diversi distretti mette in evidenza la diversità di appartenenza etnica nei diversi territori ove insistono i vari ambulatori dedicati. Tabella 2 – Rilascio tesserini e prestazioni per distretto – Anno 2011 Rilascio tesserini ENI STP Totale Prestazioni Visite Prescrizione farmacologica Prescrizion diagnostica Richiesta ricovero Intervento medico D1 D2 D3 D4 Totale 239 72 311 144 210 354 404 1.789 2.193 98 79 177 885 2.150 3.035 271 1.082 2.616 416 4.385 255 202 0 2 730 702 623 60 7 2.474 241 172 38 100 3.167 198 244 0 1 859 1.396 1.241 98 110 7.230 STP 29 43 30 180 1.708 81 9 3 67 2.150 Totale 122 189 53 301 1.994 199 16 20 141 3.035 Tabella 3 – Rilascio tesserini ENI/STP per presidio. Anno 2011. Distretto Presidio Fregene D1 Fiumicino Bernocchi D2 Paolini CIE D3 Fermi Quaroni D4 Massimina Pascarella Totale ENI 93 146 23 121 286 118 7 17 74 885 Nella Tabella 4 che riporta dati riguardanti visite e prestazioni effettuate si nota la consistente attività sanitaria svolta come numero di visite e prescrizioni effettuate, sia di tipo diagnostico sia di tipo terapeutico. Il numero elevato di prestazioni, rilevato nel 3° distretto, indicato come “intervento medico” (da intendere come medicazioni o somministrazione di farmaci) è riferito al CIE, è dovuto al cospicuo numero di persone ospiti del suddetto centro. 93 Tabella 4 – Prestazioni per presidio e tipologia. Distretto D1 Presidio Tipologia Fiumicino ENI STP ENI STP ENI STP ENI STP ENI STP ENI STP ENI STP ENI STP ENI STP Fregene Bernocchi D2 Paolini CIE D3 Fermi Quaroni D4 Massimina Pascarella Totale Visite Prescrizione Prescrizion Richiesta farmacologica diagnostica ricovero 109 44 90 28 67 64 307 644 293 2026 171 126 11 1 32 4 173 195 4385 161 26 46 22 32 28 189 453 4 72 103 62 7 3 24 4 102 58 1396 94 148 53 1 0 27 22 190 384 0 0 102 70 14 7 30 2 101 90 1241 Intervento medico 2 6 54 2 34 2 3 4 5 94 1 1 98 110 Capitolo 10 - I Percorsi Diagnostico –Terapeutico – AssistenzialI (PDTA) In linea con le indicazioni del Piano Sanitario Regionale per il triennio 2010-2012, la Asl Roma D ha cercato di dare risposte ai bisogni sanitari pianificando interventi di programmazione e regolamentazione dell’offerta basati sui percorsi clinico-assistenziali integrati. Questo è infatti il nuovo quadro di riferimento, teso alla ricerca di modelli organizzativi che valorizzino la multidisciplinarietà, l’integrazione professionale e la continuità dell’assistenza, superando i modelli basati sulla separazione di funzioni e di specialità. Vengono di seguito descritti i quattro percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali (PTDA) avviati in azienda: 10.1 Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva 10.2 Demenza 10.3 Scompenso cardiaco 10.4 Diabete 95 10.1. Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) della popolazione affetta da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) residente nella Asl Roma D Le Linee Guida di riferimento sull’argomento sono: le GOLD 2011, il documento AGENAS sulla BPCO, il decreto ad acta numero 16/2011 della Regione Lazio sul corretto utilizzo della ossigenoterapia e dei farmaci nei pazienti con BPCO. Il GdL che ha lavorato a questo percorso condivide quanto riportato nella premessa del documento AGENAS, dove si afferma che “è indispensabile la promozione […] di un programma di contestualizzazione delle Linee guida nel proprio specifico ambito assistenziale e la loro traduzione in PDTA in cui, a partire dai comportamenti clinici raccomandati, si definisce a livello aziendale e territoriale quale debba essere l’iter assistenziale nello specifico problema, quali siano le competenze professionali che debbono intervenire nelle diverse fasi e, infine, quale sia l’assetto organizzativo che deve sostenere l’insieme del percorso assistenziale”. Ci si propone di avviare la fase di sperimentazione del PDTA sull’area litorale poiché fin da subito può garantire tutti i servizi sia territoriali che ospedalieri previsti. I dati epidemiologici sulla diffusività della BPCO parlano di circa il 6% della popolazione affetta da tale patologia e di circa il 25% della popolazione ultra-sessantacinquenne: considerato che i cittadini residenti nella Asl Roma D sono oltre 560.000, si deve tenere conto che tale patologia interessa oltre 35.000 residenti. I residenti dell’area litorale sono circa 300.000 e la popolazione colpita è costituita da almeno 18.000 soggetti. Essendo la BPCO una tipica malattia cronica ed ingravescente nel tempo con frequenti riacutizzazioni, spesso associata a comorbidità rilevanti come le patologie cardiocircolatorie, le demenze senili, il diabete ed altri disturbi metabolici, le patologie oncologiche, è indispensabile agire sui fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza della patologia (tabagismo, obesità, scarsa attività fisica, esposizione ad inquinanti ambientali) in fase di prevenzione primaria e screening e sul costante monitoraggio dello stato di salute e della funzione respiratoria per individuare quanto più precocemente possibile gli interventi terapeutici e riabilitativi necessari, come previsto nelle linee guida internazionali e nazionali. Il PDTA si articola in diverse fasi che prendono origine dai bisogni della popolazione e dei pazienti: o Screening e diagnosi di primo livello o Diagnosi di secondo livello e specialistica pneumologica o Trattamento terapeutico o Farmacologico o Ossigenoterapia o Fisioterapia respiratoria o Assistenza domiciliare e presso strutture di cure intermedie o Assistenza ospedaliera nelle fasi acuzie e di riacutizzazione o Assistenza di tipo sociale e riabilitativo Nelle Figure 1a e1b viene illustrata la proposta di PDTA da attivare per la BPCO: o Selezione, da parte dei MMG degli Studi Associati, di pazienti con età > 35 anni, fumatori, con dispnea da sforzo, sintomi di tosse ed espettorazione frequente. Il MMG è il Casemanager dei pazienti. o Esecuzione presso gli stessi Studi Associati, da parte di operatori sanitari della Asl, di esami spirometrici di base e dopo somministrazione di broncodilatatori e questionari come previsti dalle GOLD (almeno 10 casi esaminati ad accesso); gli esami vengono refertati dai medici specialisti della Azienda o Inserimento di tutti i risultati relativi ai pazienti in uno specifico Data-base aziendale posto nella rete intranet con accesso personalizzato di tutti gli operatori sanitari che partecipano al PDTA in tutte le sue fasi (Scheda sanitaria del paziente con BPCO). Il DB deve consentire a tutti gli operatori sanitari di aggiungere i risultati delle loro attività e prendere visione di quanto effettuato dal paziente in tutte le fasi del PDTA. o Avvìo dei pazienti fumatori verso l’ambulatorio per Counseling anti-tabagismo da espletare in azioni collettive ed individuali, secondo i modelli in uso presso questo ambulatorio 96 o o o o o Avvìo dei pazienti con spirometria classificata dal II livello o superiore ad attività di riabilitazione respiratoria presso ambulatorio di fisioterapia Avvìo dei pazienti, tuttora non diagnosticati per BPCO o in fase di riacutizzazione, presso gli specialisti pneumologi per accertamenti di secondo livello, a diretta gestione del pneumologo o altri specialisti comprese le indagini per immagini In caso di ricovero ospedaliero, saranno seguiti i protocolli diagnostici e terapeutici allegati, potrà essere effettuata attività di riabilitazione respiratoria, saranno effettuati gli accertamenti di secondo e terzo livello di fisiopatologia respiratoria Alla dimissione il paziente viene inviato al MMG con la scheda terapeutica e le indicazioni utili alla presa in carico da parte del MMG che potrà inserire il paziente nel percorso della assistenza domiciliare; se necessario, dopo la fase della acuzie, viene prevista la possibilità di inserimento presso strutture di cure intermedie (ospedale di comunità) Le fasi di monitoraggio nel tempo della popolazione affetta da BPCO sono a cura dei MMG, secondo protocolli condivisi con gli specialisti territoriali ed ospedalieri. Il PDTA, prima del suo avvìo operativo, deve prevedere la definizione di indicatori di risultato qualitativi e quantitativi utili al corretto monitoraggio nel tempo delle azioni intraprese e dei risultati di salute perseguiti. Risorse necessarie e punti di criticità o Realizzazione di specifico software aziendale per la banca dati aperto agli operatori territoriali ed ospedalieri, acquisizione facilitata dei dati, idoneo alla elaborazione di dati statistici ed epidemiologici della popolazione inserita (da realizzare con risorse interne) o Selezione di 8-10 Cpsi (con minore aggravio o provenienti dall’ INRCA) da formare ed addestrare ai compiti di esecuzione di spirometrie e test di primo e secondo livello o Selezione di 3-4 fkt da formare ed addestrare alla riabilitazione respiratoria sia in ambito ospedaliero che territoriale o Acquisto di Spirometri per esami di primo livello da utilizzare sia sul territorio che in ambito ospedaliero (almeno 3 per l’azione presso gli studi associati ed 1 per i reparti ospedalieri); verificare rispetto al Piano di acquisto attrezzature aziendali. o Disponibilità di Emogasanalisi da effettuare anche presso gli Studi Associati o al domicilio dei pazienti o Disponibilità di almeno due auto per la mobilità degli operatori presso gli studi associati o Facile accesso alla fisiopatologia respiratoria di secondo livello per i pazienti ricoverati (collocazione della Fisiopatologia respiratoria al Grassi?) o Attività di Formazione destinata ai MMG (fondi specifici della Convenzione), agli operatori sanitari (CPSI e FKT); addestramento al corretto utilizzo del SW o Promozione della costituzione di Rete professionale degli specialisti pneumologi o Facilitato accesso alla ossigenoterapia ed agli ausili respiratori tramite collegamenti tra MMG, specialisti e uffici. 97 Figura 1a - Percorso per BPCO SCREENING PAZIENTE CPSI Aziendali formati P R E MMG 1°livello PAZIENTE V E N Z Negativa Spirometria e check list I Positiva O N E Spirometria globale Emogasanalisi Test del cammino MEDICI SPECIALISTI AMBULATORIALI 2° Livello TERAPIA DOMICILIARE OSPEDALE 98 R I A B I L I T A Z I O N E Figura 1b - Percorso per BPCO (alternativo al precedente) PREVENZIONE CPSI Formati PAZIENTE MMG 1°livello SPECIALISTI AMBULATORIALI 2°livello RIABILITAZIONE RESPIRATORIA Terapia domiciliare OSPEDALE 99 10.2 Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale per pazienti affetti da Demenza nella Asl Roma D Introduzione Il nuovo Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per i pazienti affetti da demenza è stato formulato in conformità con il “Documento di indirizzo operativo per la riorganizzazione e la riqualificazione dei servizi dedicati alle persone affette da demenza” (Regione Lazio, 2012) e con la Legge Regionale sulle iniziative ed i servizi per la assistenza alle demenze (n.6 del 12/06/2012). Altri riferimenti sono le Delibere aziendali sulla organizzazione della Rete Professionale per le demenze attraverso la istituzione della UVA aziendale multidistrettuale (n.604 del 7/8/2008; n.335 del 02/04/2010). In base alle stime disponibili per l’Italia (prevalenza di demenza: 5-6%), la prevalenza attesa nella Asl RM D è compresa tra i 6.000 e i 7.100 casi, con un’incidenza del 0,8-1,3% (pari a 950 - 1545 nuovi casi/anno). Le demenze, tra le quali la malattia di Alzheimer è la forma più frequente, rappresentano il prototipo di patologie croniche con disabilità permanente e limitante, che comportano una progressiva perdita della autosufficienza e necessitano pertanto di un approccio specifico, multidisciplinare, organizzato ed integrato per l’assistenza al paziente e alla sua famiglia o comunità di caregivers. In questo progetto viene delineato un modello di integrazione tra servizi sanitari ospedalieri e territoriali e servizi sociali dei Municipi volto al miglioramento della attuale offerta assistenziale e a ridurre i disagi a carico del paziente e della sua famiglia. Nel progetto è previsto anche un programma di formazione e aggiornamento per tutti gli attori che concorrono, a vario titolo, all’assistenza di tali malati. Il progetto permette dunque di seguire il paziente con demenza dal momento del primo sospetto ed in tutti gli stadi evolutivi della malattia, semplificando i percorsi e le pratiche burocratiche e sostenendo coloro che sono impegnati nell’assistenza, mirando così ad un risparmio sui cosiddetti costi intangibili delle demenze e ad una ottimizzazione delle risorse disponibili con conseguente risparmio economico in termini di spesa assistenziale. Descrizione analitica del progetto Il presente PDTA si articola in 4 fasi: Fase 1: Prediagnostica Obiettivo: pervenire ad una diagnosi precoce Attori principali: Medico di Medicina Generale, Specialista Ambulatoriale (Neurologo, Psichiatra, Geriatra) Strumenti: Protocollo diagnostico per sospetta demenza; Documento Sanitario sintetico. Questa fase vede protagonisti il Medico di Medicina Generale (MMG) o lo specialista ambulatoriale (Neurologo, Psichiatra, Geriatra) che visita il paziente e si occupa di: 1) screening diagnostico dei casi di sospetta demenza 2) individuazione ed invio presso le sedi UVA dei pazienti a rischio per decadimento cognitivo 3) indicazione del grado di priorità con cui dovrà essere effettuata la visita presso la UVA 100 Se il paziente non non proviene dal MMG o dallo specialista, si propone un questionario di Valutazione del Bisogno assistenziale, da somministrare a cura degli operatori del PUA o dei Poliambulatori sede di UVA, in base al quale si attribuisce un codice di “Triage” e la conseguente prenotazione della visita presso il CUP con la richiesta del MMG o dello specialista. Fase 2: Conferma diagnostica, diagnosi differenziale ed avvio della terapia Obiettivo: conferma diagnostica e avvio dei trattamenti (farmacologici e non) Attori: Sedi UVA aziendali presso l’Ospedale Grassi e Distretti Sanitari Strumenti: Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale PDTA Le attività ambulatoriali della UVA ASL RMD sono già organizzate secondo il modello suggerito dal Piano Sanitario Regionale 2010-2012 e dal citato Documento di Indirizzo, che prevede un Centro Diagnostico-Terapeutico e Centri Esperti distrettuali. Tra il Centro Diagnostico-Specialistico ospedaliero ed i Centri Esperti territoriali sarebbe auspicabile la creazione di un diretto interscambio di dati attraverso un Sistema Informativo basato su rete informatica, con possibilità di segnalare attraverso i PUA distrettuali i pazienti che necessitano di Valutazioni Multidimensionali per assistenza domiciliare integrata o per inserimento in Centri diurni, RSA o Nuclei di Ricovero di sollievo, o di quelli che necessitano di un’assistenza sociale, in connessione con gli assessorati alle politiche sociali dei Municipi. La presa in carico del paziente demente presso la UVA dopo la conferma della diagnosi di demenza, prevede anche la compilazione di un documento sintetico denominato “Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale o PDTA”, che ha lo scopo di migliorare il piano di assistenza indicando, in accordo con il paziente e i suoi familiari, la tipologia di intervento più opportuna e più facilmente realizzabile sulla base di criteri clinici e con il coinvolgimento del PUA Distrettuale e del MMG. A tale proposito è stato concordato che le due assistenti sociali dell’Ospedale G.B. Grassi si interfaccino regolarmente con la UVA Ospedaliera ed il PUA distrettuale competente per il caso e funzionino da tramite per l’attivazione dei servizi che siano reputati necessari dalla UVA o dalle stesse assistenti sociali. Il PDTA contiene informazioni cliniche sintetiche, Scale di Valutazione semplici e facilmente ripetibili (MMSE, ADL, IADL, CDR) che permettono un monitoraggio nel tempo dell’evoluzione della patologia e l’adattamento dei servizi offerti allo stadio di malattia del paziente. Il PDTA può anche contenere l’indicazione a richiedere l’accesso presso un Centro Diurno per demenza o presso un Nucleo Alzheimer di ricovero, che non dovrà necessariamente passare per il PUA-UVM, al contrario di quanto invece previsto per gli interventi socio-sanitari a domicilio del paziente. Per l’applicazione del Percorso Assistenziale innovativo sono previste modifiche all’attuale organizzazione del lavoro a livello ambulatoriale tramite interventi sulle agende di lavoro dei medici, sia dell’UVA che delle altre specialità, in modo che vi siano spazi certi e riservati sia alle visite di controllo che alle consulenze nei casi di pazienti affetti da pluripatologie (Rete ambulatoriale facilitata). Fase 3: Integrazione degli interventi Obiettivo: garantire precisi riferimenti al paziente e alla sua famiglia, fornire interventi appropriati per la fase di malattia e i bisogni assistenziali, monitorare la malattia ed intervenire in modo integrato nella gestione dei problemi clinici intercorrenti 101 Attori: PUA, Unità Valutativa Multidimensionale UVM, MMG, Centri Diurni, Nuclei Alzheimer, Servizi Sociali Comunali o Municipali Strumenti: Assistenza domiciliare da parte del MMG, CAD, servizi sociali; nel caso di interventi che necessitino di integrazione socio-sanitaria la Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) del PUA formulerà un Progetto di Assistenziale Individuale (PAI) per programmare gli interventi necessari. Nei casi di demenza confermata dalla UVA per i quali non può risultare esaustiva la sola gestione del paziente a cura della stessa UVA e/o del MMG si rende necessario il coinvolgimento di altre figure professionali per una valutazione multidimensionale e l’attivazione di servizi della rete territoriale. In questi casi la UVA attraverso il PDTA del paziente in questione o il MMG possono attivare la rete della Integrazione Socio-Sanitaria sul territorio attraverso la segnalazione del caso al PUA. Per la programmazione degli interventi si prevedono le seguenti iniziative: Valutazione da parte della Unità Valutativa Multidimensionale (UVM), con formulazione di un Progetto di Assistenza Individuale (PAI) per attivare le varie tipologie di assistenza domiciliare sociale o sanitaria (counseling, fisiokinesiterapia, logopedia, assistenza infermieristica o specialistica); Ciclo di Interventi di counseling addestrativo a domicilio per i caregivers dei pazienti con demenza a cura del personale dei CAD distrettuali (empowerment); Riorganizzazione delle Cure Domiciliari per la parte Sociale (a gestione diretta da parte dei Municipi o di organismi sociali da loro delegati), che prevedano interventi articolati su livelli di prestazioni diversificati per pazienti di grado lieve-medio e per quelli di grado severo: 1) assistenza domiciliare di base del Municipio per le condizioni di demenza lieve-media (MMSE>14/30), in cui non sia ritenuto opportuno l’inserimento nel servizio specializzato; 2) servizio di assistenza domiciliare specializzata Alzheimer, soprattutto per pazienti con demenza moderato-severa (MMSE<14/30), in quanto le varie fasi di demenza presentano specifiche difficoltà per l’utente e per i suoi familiari; Formazione di gruppo di personale privato per la assistenza (badanti) presso le sedi istituzionali (Municipi o Distretti Sanitari) oppure presso le Associazioni di Volontariato sociale dedicate, ed istituzione di un Registro Territoriale per assistenti/badanti formate; Organizzazione e attivazione di nuove strutture semiresidenziali: Un Centro Diurno nel territorio del Comune di Fiumicino ed un Centro Diurno nel territorio del XIII° Municipio, riservati a pazienti con demenza lieve-moderata (MMSE>14/30) che non presentino disturbi psico-comportamentali non gestibili o tali da compromettere la socializzazione, realizzabili anche con il contributo dell’Auto-Aiuto da parte delle Associazioni di Volontariato sociale dedicate. Presso i Centri Diurni potrebbero essere attivati servizi di “Maternage” che custodiscano occasionalmente il paziente demente non regolarmente frequentante il centro diurno per alcune ore in caso di necessità dei familiari, a cura di operatori socio-sanitari o delle Associazioni di volontariato, anche dietro pagamento di quote orarie stabilite. Presso i centri diurni potranno essere svolte attività di Riabilitazione neurocognitiva (ROT, Reminiscenza, Validazione, Occupazionali, Musicoterapia, ecc). Potrebbe essere inoltre realizzato un “Giardino Alzheimer” con possibilità di ortoterapia e stimolazioni multisensoriali come supporto ai programmi assistenziali. 102 Bisognerà prevedere un trasporto per i pazienti dementi che afferiscono regolarmente al centro diurno del proprio Comune/Municipio. Nel territorio del XV Municipio, al confine con il XVI Municipio è già funzionante un Centro Diurno a gestione integrata Comune di Roma-ASL RM D, per pazienti con demenza di Alzheimer di gravità lieve-media presso la struttura comunale “Il Pioppo”, che assiste 48 pazienti a settimana. Un altro Centro Diurno gestito dalla Fondazione Roma con il contributo della Associazione di volontariato AIMA è presente nel territorio del XVI° Municipio (Via A. Poerio 100). Organizzazione di un Centro di Ricovero Alzheimer nel territorio della ASL RMD, che potrebbe essere realizzato, previo opportuno finanziamento del progetto, presso RSA opportunamente rinforzate nell’organico oppure attraverso convenzioni con Centri Alzheimer già esistenti presso altre ASL o strutture accreditate, per trattamenti socio-sanitari brevi (ricoveri di sollievo), attivabili in modo rapido per anziani con demenza in qualsiasi fase e particolari problematicità di gestione a domicilio, sia per disturbi comportamentali, sia per difficoltà o assenza di caregivers, sia per grave perdita di autonomia nelle demenze in fase severa che non siano altrimenti gestibili a domicilio. Tali Centri di ricovero potrebbero essere realizzati anche in ambienti adiacenti al Centro Diurno, per favorire l’orientamento di pazienti che frequentino, in tempi diversi, entrambe le strutture. Fase 4: Follow up degli interventi ed integrazione ospedale-territorio Obiettivo: controllo delle terapie farmacologiche e della adeguatezza ed efficienza della rete assistenziale per il demente e i suoi caregivers Attori: Sedi UVA aziendali presso l’Ospedale Grassi e Distretti Sanitari, MMG, Associazioni di volontariato Strumenti: Visite almeno semestrali per il rinnovo del Piano Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale PDTA; visite almeno semestrali da parte del MMG Si prevedono: - Controllo almeno ogni 6 mesi presso la sede che ha posto la diagnosi; - Visita da parte del MMG almeno una volta nel periodo; - Possibilità di attivazione della Teleassistenza con consulenza telefonica non programmata per i caregivers o per il MMG da parte della UVA o Sub-UVA; - Possibilità di attivazione delll’e-Care per la presa in carico “elettronica”; - Possibilità di richiedere la prescrizione di presidi protesici in caso di aggravamento della demenza. Ruolo delle associazioni di volontariato sociale per le demenze In tutte le fasi assistenziali per i pazienti dementi è necessario valorizzare la proficua opera delle Associazioni di volontariato sociale per le demenze già esistenti sul territorio, al fine di costruire una rete di sostegno più ampia ed integrata possibile a costi ottimizzati ed ottenere un più efficace aiuto alle famiglie, prevedendo anche iniziative di Formazione. Analisi dei costi e dei risparmi Il progetto prevede una ottimizzazione delle risorse già disponibili nel campo della assistenza ai pazienti dementi, attraverso un miglioramento delle connessioni integrate tra le varie professionalità della rete, in modo da ridurre il disagio materiale ed emotivo delle famiglie o dei caregivers dei pazienti dementi. 103 Con l’allargamento delle sedi UVA su tutto il territorio della ASL RM D si è evitata la inutile e frustrante duplicazione delle prestazioni specialistiche (lo specialista territoriale che visita il paziente lo prende subito in carico senza rinviarlo ad altre sedi), con conseguente risparmio di prestazioni specialistiche e accorciamento dei tempi di attesa per le visite. Inoltre il previsto sistema di Valutazione rapida dei Bisogni assistenziali (il cosiddetto “Triage per le demenze”) permetterà di garantire la più opportuna assistenza alle varie situazioni che si presentano ai vari servizi sanitari. Per quanto riguarda i nuovi costi, si dovranno reperire risorse per: 1) Confermare le figure professionali precarie ed ampliare le ore di specialistica Neurologica, Geriatrica e Psicologica con indirizzo Neuropsicologico; 2) attivare il counseling domiciliare per i pazienti e le loro famiglie nei vari Distretti Sanitari; 3) aprire nuovi Centri Diurni per demenze (nel XIII° Municipio e a Fiumicino) e potenziare l’assistenza socio-sanitaria integrata; 4) aprire un Nucleo Alzheimer per ricoveri di sollievo di pazienti dementi; 5) realizzare le Rete Informatizzata per la assistenza ai pazienti dementi. Indicatori di efficienza Vengono individuati, ai fini della valutazione della efficienza del presente progetto di riorganizzazione dei servizi per le demenze, una serie di indicatori di verifica del processo, specifici per ciascuna delle fasi sopra indicate: Fase 1: Numero di pazienti afferenti alla UVA con documento sintetico e protocollo diagnostico da parte del MMG / Numero totale dei pazienti afferenti alla UVA. Valore atteso >75%. Fase 2: Numero di pazienti che ricevono il PDTA/ Numero di pazienti visitati presso la UVA in 3 mesi. Valore atteso 100% Fase 3: Numero di pazienti esaminati presso il PUA/ Numero di pazienti per i quali la UVA ha richiesto l’intervento del PUA. Valore atteso >75% Fase 4: Numero di pazienti effettivamente sottoposti a follow-up semestrale presso la UVA / Numero di pazienti previsti al netto dei deceduti. Valore atteso >75% Flow-chart per la gestione dei pazienti dementi nella Asl Roma D La flow chart in Figura 1 sintetizza il percorso ed i processi diagnostici e di presa in carico che si intendono realizzare con questo progetto. 1. Segnalazione del caso sospetto al Medico di Medicina Generale 2. Il Medico di Medicina Generale (MMG) valuta il suo paziente anche sulla base della sua precedente conoscenza del soggetto. Il MMG dovrà essere formato al riconoscimento di segni e/o sintomi di deterioramento cognitivo e potrà utilizzare la Scala di Valutazione Bisogni Assistenziali o altri strumenti di screening valutativo. 3. In caso di positività per sospetto o certo decadimento cognitivo il MMG prescrive gli esami neuroradiologici ed ematochimici necessari ad escludere una demenza secondaria ed invia il paziente a visita specialistica nei seguenti presidi: 104 a) UVA Ospedale G.B. Grassi oppure b) UVA Territoriale (specialisti Neurologi o Geriatri dei Poliambulatori e Centri Assistenza Domiciliari Distrettuali) oppure c) Centro di Salute Mentale di competenza territoriale se reputa più probabile l’interferenza di una patologia psichiatrica sulla sfera cognitiva del paziente. In ogni caso sarà auspicabile che il MMG stampi dal suo Database e consegni al suo paziente o ai suoi familiari un Documento Sanitario sintetico contenente le opportune informazioni clinicoanamnestiche del caso, segnalando le patologie pregresse o quelle croniche da cui il paziente è affetto e le terapie attualmente in corso ed il grado di priorità con cui eseguire la visita presso la UVA. 4. La UVA Ospedaliera o Territoriale adotta gli standard diagnostici aggiornati in base alla EBM ed effettua tutti gli accertamenti ritenuti necessari alla definizione del caso, potendosi ovviamente anche avvalere di prestazioni diagnostiche presso il Centro Diagnostico Specialistico principale dell’Ospedale G.B. Grassi, e rilascia una relazione (valida anche a fini certificatori) sull’esito della valutazione del caso e sulle indicazioni terapeutiche farmacologiche e non farmacologiche (denominata Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale o PDTA). 5. Lo specialista della UVA informa inoltre la famiglia sulle attuali condizioni del paziente e sulle sue attuali o future necessità assistenziali. 6. Il PDTA formulato dalla UVA dovrà essere portato dal paziente o dai suoi familiari sia al MMG per informarlo dell’esito della valutazione, sia ai diversi interlocutori coinvolti nella Assistenza al paziente (UOS Integrazione Socio sanitaria presso i PUA Distrettuali, Centro Diurno, Nucleo Alzheimer di ricovero). Infatti, sulla base delle necessità più urgenti riscontrate, la UVA dovrà segnalare il caso alla UOS Integrazione Socio-Sanitaria Distrettuale che, attraverso un Case manager o la Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM), dovrà valutare le diverse esigenze assistenziali sia sanitarie che sociali effettivamente rilevate sul paziente anche al suo domicilio, formulare un Progetto Assistenziale Integrato (PAI) che preveda la eventuale attivazione di servizi sanitari (Assistenza domiciliare sanitaria, prenotazione per RSA, Interventi di counseling su caregiver ed ambiente) o del Servizio Sociale Municipale, per definire le risposte sociali da garantire alla famiglia ed al paziente (Centro Diurno, Assistenza leggera, formazione dei caregiver e badanti, Associazioni di Volontariato sociale). 7. La UVA (nel suo Centro Diagnostico o in un Centro esperto delle demenze) prende in carico il paziente e segue la evoluzione del caso nei variabili bisogni socio-sanitari, in stretta collaborazione con il MMG e con l’ausilio di tutti gli altri soggetti che entrano a fare parte della Rete di assistenza. 8. Il Distretto, tramite i PUA o la UOS Integrazione Socio-Sanitaria, e la UVA, in collaborazione con i Servizi Sociali dei Municipi e le Associazioni di Volontariato Sociale, promuovono i processi di formazione ed aggiornamento su prevenzione e problematiche assistenziali per tutti i soggetti coinvolti, sia familiari Caregiver sia operatori professionali sanitari o soggetti della sfera sociale (badanti e volontari). 105 Figura 1 - Diagramma sinottico del progetto di rete assistenziale integrata UTENTE / FAMILIARE Eventuale screening con MMSE o altri Test MMG Fase 1 Prescrizione di esami diagnostici per escludere demenze secondarie F Compilazione del Documento anamnestico sintetico SOSPETTA NO FINE DEMENZA O SI R U.V.A Aziendale (Ospedale/Territorio) Fase 2 CONFERMA M FOLLOW-UP da parte della UVA e MMG POTENZIAMENTO CAREGIVERS SI Formulazione del Percorso Diagnosticoterapeutico-Assistenziale Z Terapie non farmacologiche Terapie farmacologiche Fase 3 PUA I RETE SOCIALE O N Servizi Sociali del Municipio NO DEMENZA Fase 4 A MCI: rivalutare dopo 6 mesi DAY-HOSPITAL ALTRI AMBULATORI SPECIALISTICI NUCLEO DI RICOVERO ALZHEIMER Unità Valutativa Multidimensionale Formulazione del Progetto Distrettuale Assistenziale Integrato o PAI CENTRO DIURNO ALZHEIMER 106 RSA /Lungodegenza Associazioni di volontariato ASSIST. DOMICILIARE INTEGRATA 10.3 Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per la gestione dello Scompenso Cardiaco Introduzione Lo Scompenso Cardiaco (SC) è una patologia cardiovascolare molto diffusa e caratterizzata da un’alta incidenza di complicazioni e di ricoveri ricorrenti dovuti alle riacutizzazioni e al peggioramento progressivo della malattia. Presenta due caratteristiche molto importanti: la gravità, che ne peggiora la prognosi, e ricoveri frequenti e lunghi, con alti costi umani e sociali per il SSR. La letteratura dimostra che fino al 50% dei ricoveri ricorrenti sono evitabili prevenendo le recidive con una corretta aderenza alla terapia e evitando malattie intercorrenti (es,:aritmie, infezioni etc), con un controllo attento e continuo del paziente nella fase di followup. Obiettivo del progetto è la riduzione dei ricoveri per recidive di SC e/o edema polmonare (DRG 428.0,428.1) inserendo in un programma di assistenza domiciliare/ambulatoriale i pazienti dimessi dopo un evento acuto (primo episodio di SC, IMA) o con fattori di rischio per SC (cardiopatia nota, aritmie cardiache quali la fibrillazione atriale, l’ipertensione arteriosa, l’età avanzata etc.) Interventi previsti Integrazione, formazione Il progetto prevede il coinvolgimento di un numero significativo di MMG e di Cardiologi del territorio, in una prima fase organizzati in Medicina di Gruppo in modo da garantire l’accesso ai pazienti per 12 ore al giorno e di ottimizzare l’uso delle risorse. Per ottenere la massima integrazione fra Ospedale e Territorio, sarà necessaria la formazione sullo SC di un numero significativo di MMG e di Cardiologi e gli Infermieri . Di seguito viene riportata la flow-chart basata sulle linee guida della Società Europea di Cardiologia(ESC)per la diagnosi dello scompenso cardiaco Flow-chart per la diagnosi di scompenso cardiaco (linee guida esc ) Sospetto scompenso cardiaco In Acuto Non in Acuto ECG RX Torace ECG Rx torace Ecocardiografia ECG normale e BNP<100 pg/ml o NT-pro BNP<300 pg/ml BNP/NT-pro BNP BNP/NT Pro BNP Ecocardiografia ECG anormale o BNP<100 pg/ml o NT-pro BNP<300 pg/ml ECG anormale o BNP<25pg/ml o NT-pro BNP <125 pg/ml ECG normale o BNP<25pg/ml o NT-pro BNP <125 pg/ml Scompenso cardiaco improbabile Scompenso cardiaco improbabile Ecocardiografia Se lo scompenso cardiaco è confermato Identificare l’eziologia e iniziare il trattamento appropriato La Classificazione dello scompenso secondo la New York Heart Association (NYHA) consente una valutazione del grado di scompenso e suggerisce la corretta modalità di gestione clinica del paziente . 108 Classe I Nessuna limitazione: l’attività fisica abituale non provoca astenia, dispnea, né palpitazioni. Classe II Lieve limitazione dell’attività fisica: benessere a riposo, ma l’attività fisica abituale provoca affaticamento, dispnea, palpitazioni o angina. Classe III Grave limitazione dell’attività fisica: benessere a riposo, ma attività fisiche di entità inferiore a quelle abituali provocano sintomi. Classe IV Incapacità a svolgere qualsiasi attività senza disturbi: sintomi di scompenso sono presenti anche a riposo, con aumento dei disturbi ad ogni minima attività. I pazienti con classe NYHA I e II non necessitano di ricovero e possono essere gestiti sul Territorio dal Medico di Famiglia e dal Cardiologo Territoriale. I pazienti con classe NYHA III e IV devono essere ricoverati. I pazienti in classe NYHA III possono essere ricoverati in Reparto di Medicina e Cardiologia, i pazienti in classe NYHA IV in UTIC. Il ricovero è finalizzato a terapie farmacologiche intensive e ad accertamenti e terapie di carattere invasivo e non (ecocardiogramma, ecostress. coronarografia, impianto di pacemaker e/o defibrillatore, assistenza meccanica con contropulsatore). I pazienti con FE depressa, ma superiore a 35% vengono seguiti con controlli periodici ambulatoriali in continuità assistenziale tra Ospedale e Territorio. I pazienti con FE<35% devono impiantare un defibrillatore/PMK per la prevenzione della morte Cardiaca improvvisa aritmica I percorsi assistenziali dopo ricovero in continuità terapeutica per i pazienti dimessi dall’Ospedale vengono espli per le diverse modalità di follow-up alla gravità dello scompenso 109 Dimissione dall’Ospedale FE depressa migliorabile con terapia farmacologica Aceinibitori-betabloccanti diuretici, ivabradina Follow-up condiviso Ospedale-Territorio: Ambulatorio Ospedaliero FE <35% e non migliorabile con rivascolarizzazione e terapia farmacologica Pazienti con scompenso refrattario Aceinibitori-betabloccanti diuretici,ivabradina Impianto defibrillatore per prevenzione primaria della morte improvvisa Assistenza meccanica, cuore artificiale, trapianto se eleggibili Pazienti con scompenso refrattario non eleggibili a trapianto CAD con telemedicina Cardiologo del Territorio Medico di Famiglia Controllo clinico del dispositivo a distanza con telemedicina per prevenzione recidive Se recidivante ricovero in DH o ricovero ordinario in Medicina o Cardiologia Telecardiologia La telecardiologia costituirà un importante passo nella direzione di un miglioramento del processo di continuità di cura del paziente nel rispetto delle norme vigenti di tutela della privacy. E’ prevista la condivisione delle principali informazioni sanitarie fra la cartella clinica ospedaliera ed il territorio (diagnosi, terapia, prestazioni) e l’invio a distanza dei tracciati elettrocardiografici e di alcuni parametri vitali dalle strutture periferiche all’ospedale, al fine di rendere possibile una rapida valutazione diagnostica “on line” da parte di personale specialistico. Sarà costituita una Centrale di ascolto, nella quale si troveranno medici specialisti internisti e cardiologi dell’ospedale Grassi. Controllo a distanza portatori di PM, ICD, CRT Al fine di ridurre notevolmente i tempi dedicati alle attività di routine, si potranno gestire in remoto tutte le situazioni diverse dall’emergenza, che altrimenti richiederebbero la presenza del 110 paziente in ospedale (follow-up di routine, allarmi del defibrillatore, episodi sintomatici, eventi post-shock, richiesta del medico). Verrà fornito al paziente un dispositivo rice-trasmittente che permette di inviare tramite linea telefonica analogica e direttamente da casa propria tutti i dati scaricati dal dispositivo impiantato per via telematica (Figura 1). Lo specialista potrà accedere tramite un server remoto ad un sito-web per visualizzare i dati scaricati (corrispondenti a quelli che sarebbero stati disponibili in una visita in ospedale utilizzando un convezionale programmatore per pacemaker/defibrillatori). Nel caso in cui la trasmissione sia determinata da un evento avverso (selezionabile dal medico) il personale sanitario sarà avvisato dal sistema mediante SMS, e-mail o voice-mail (Figura 2). Benefici attesi: Miglioramento dell’appropriatezza e della qualità del servizio di controllo del dispositivo Ottimizzazione delle risorse dedicate al controllo dei pazienti Miglioramento della gestione del tempo e degli accessi ospedalieri Miglioramento della gestione remota del paziente Continuità assistenziale tra Ospedale e Territorio Comodità Libertà di viaggiare Tranquillità Imaging diagnostico (PACS) Implementazione di un sistema per immagini ecocardiografiche in grado di archiviare su e gestire immagini e referti cardiaci e di generare, gestire ed archiviare referti ecocardiografici un server. Il server sarà a sua volta collegato alla cartella clinica per consultazione dei referti e delle immagini. 111 Figura 1 – Funzionamento dei dispositivi di controllo a distanza. Il paziente appoggia l’antenna del monitor sul device per l’interrogazione Il automaticamente compone un numero verde ed invia i dati tramite linea telefonica standard ad un server protetto Il medico può visionare via web tutti i dati scaricati dal device Figura 2 – Descrizione del processo di controllo programmato 1. Lo staff clinico può 2. Il dispositivo impiantabile 3. I dati sono trasferiti 4. Il personale pre-programmare fino a sei controlli automatici per ogni paziente automaticamente “si sveglia” al momento stabilito e comunica con il Medtronic CareLink Monitor. I dati sono inviati automaticamente senza che il paziente se ne accorga. verso un server sicuro ospedaliero controlla i dati dello stimolatore del paziente accedendo ad un sito web protetto. Figura 3 – Descrizione di un processo iniziato da un evento avverso: 1. Se il dispositivo rileva un 2. Il medico può controllare I 3. Il personale potenziale problema sul funzioanamento dello stesso o di natura fisiologica, può trasmettere prontamente alert personalizzabili ai medici dati nel momento in cui riceve l’alert (CareAlerts) ospedaliero controlla i dati dello stimolatore del paziente accedendo ad un sito web protetto. 112 10.4.1 Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e progetto “Servizio di Diabetologia Territoriale” L’Area Cure Primarie ha proposto, insieme ai Direttori dei Distretti Sanitari, la formazione di due Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, sul diabete mellito e sull’ipertensione arteriosa. In accordo con gli specialisti ambulatoriali si è cercato, nonostante le agende di tutti i medici specialisti risultino già prenotate per l’anno 2013, di creare dei percorsi preferenziali sia per una patologia cronica, quale il diabete mellito, sia per un fattore di rischio ad alto costo per le sue complicanze, quale l’ipertensione arteriosa. I PDTA prevedono delle prestazioni specialistiche, spesso in aggiunta alle consuete prenotazioni, che sono a disposizione del medico specialista diabetologo, per es. visita cardiologia con elettrocardiogramma, visita oculistica e fundus oculi da far effettuare ai pazienti diabetici al fine di migliorare l’appropriatezza prescrittiva. Nel PDTA per il diabete mellito sono state previste anche visite con il nutrizionista (ove presente), il nefrologo, il neurologo e prestazioni strumentali quali ecocolordoppler vasi arteriosi ed ecocolocardiografia. Gli stessi specialisti sono anche coinvolti nel PDTA dell’ipertensione arteriosa che viene gestito dal medico specialista cardiologo. Questi percorsi sono pronti per l’attivazioni e sono in attesa di conferma dai Direttori Distretti Sanitari e Coordinatori di branca. I percorsi verranno attivati in tutti i Distretti Sanitari. Inoltre, al fine di ridurre la mobilità passiva degli utenti diabetici residenti nella ASL Roma D, è stato proposto, da parte dell’Area Cure Primarie, un progetto per l’organizzazione di un “Servizio di Diabetologia Territoriale”, che potrebbe essere attuato, in via sperimentale, nel Distretto Sanitario XIII Municipio. Tale progetto, già validato dalla Direzione Generale, è stato inviato alla Direzione Sanitaria ed al Comitato Etico per i successivi atti di competenza. L’attivazione di tale Servizio ha come obiettivi principali: 1. Promuovere, da parte di personale sanitario adeguatamente formato, l’educazione della persona con diabete ad una autogestione consapevole della malattia e del percorso di cura, che consenta di rallentarne il decorso e di affrontare adeguatamente l’insorgenza di condizioni acute; 2. Promuovere un approccio integrato nella gestione del paziente con diabete attraverso la condivisione dei percorsi e protocolli nell’ambito del team multiprofessionale (Medico di Medicina Generale–Specialista-Infermiere professionale). Al Medico di Medicina Generale rimane la presa in carico globale del paziente; 3.Attivazione di specifici percorsi diagnostico-terapeutici basati su una forte integrazione tra specialistica territoriale, ospedaliera e Medicina Generale, volti ad ottimizzare l’assistenza al paziente cronico, rendendola sempre più uniforme e qualificata, al miglioramento della qualità della vita e a ridurre i ricoveri ospedalieri alle situazioni di stretta necessità; 4. Ridurre la morbilità per diabete attraverso l’adozione di corretti stili di vita, di idonee abitudini alimentari, e l’esercizio fisico, quali strumenti di prevenzione e indispensabili sussidi alla corretta gestione della patologia conclamata; 5. Standardizzare i percorsi di presa in carico e l’erogazione dell’offerta assistenziale; 6. Ottimizzare la cura attraverso l’applicazione di linee guida di riferimento; 7. Adeguare i programmi di gestione informatizzata e la condivisione dei dati registrati su apposita scheda. 113 10.4.2 Gestione integrata del paziente diabetico. Definizione di percorsi diagnostico terapeutici condivisi La prevalenza della patologia diabetica nelle regioni italiane segue una distribuzione caratterizzata da un evidente gradiente nord – sud, presentando i tassi più elevati nelle regioni meridionali. Il Lazio, a seconda delle indagini, presenta valori di prevalenza che oscillano tra 4,1 e 5,4 diabetici per 100 abitanti. La ricerca Multiscopo ISTAT relativa al Lazio (2004 – 5) riporta che il 4,8% degli intervistati dichiara di essere diabetico (4,5% a livello nazionale). Lo studio OSMED indica una prevalenza basata sull’uso di farmaci antidiabetici nel Lazio pari a 5,4% (2008) portando così ad una stima di circa 300.000 persone residenti in regione affette da tale patologia. L’elevato impatto della patologia diabetica sul servizio sanitario giustifica interventi per migliorare e razionalizzare l’assistenza diabetologica, progettando specifiche modalità di integrazione tra i diversi modelli assistenziali e recuperando il più ampiamente possibile professionalità mediche e infermieristiche presenti nel territorio, coinvolgendo in particolare la medicina generale. Laddove è stato valutato l’impatto della gestione integrata del paziente diabetico sulla diagnosi precoce e la riduzione delle complicanze si è dimostrato che la percentuale di soggetti con nuova diagnosi in ottimo compenso glicemico è maggiore rispetto ai soggetti che non hanno beneficiato di questa modalità assistenziale. Lo scopo del progetto proposto è quello di elaborare e realizzare protocolli assistenziali condivisi e programmati Territorio - ospedale – Territorio per la corretta gestione dei pazienti affetti da diabete mellito. Tali protocolli, basati sulla logica prognostica e preventiva del Chronic care Model, dovranno essere costruiti sulle esigenze dei singoli pazienti coinvolti, in attuazione della D.G.R. n. 313 del 28/06/2012. Indicazioni generali per la costruzione del percorso 1. Ogni paziente dovrà essere inserito in un percorso facilitato per lo svolgimento delle indagini prescritte (appuntamento, esecuzione, refertazione) presso le strutture del distretto, esplicitando le modalità di prenotazione, le azioni da porre in atto, le informazioni da fornire al paziente. 2. Il percorso clinico assistenziale del paziente sarà gestito con modalità integrate tra le diverse figure professionali coinvolte, attraverso uno Piano di cura personalizzato, implementando localmente quanto previsto dal Protocollo Regionale IGEA. 3. In relazione alle modalità di gestione integrata si dovrà prevedere un sistema di condivisione delle informazioni cliniche per via telematica. 4. E’ opportuno prevedere che il MMG possa certificare la diagnosi ai fini dell’esenzione oltre a prescrivere glucometro e presidi. In attesa di una modifica normativa che consenta al MMG di rilasciare l’esenzione per patologia diabetica e la relativa prescrizione di glucometro e presidi, verrà creato un circuito preferenziale tale da consentire allo specialista diabetologo di rilasciare l’attestazione di esenzione sulla scorta della documentazione rilasciata dal MMG secondo procedure condivise. 5. Nelle pagine seguenti si illustra, anche graficamente, il percorso clinico - assistenziale per ciascuna categoria di soggetti con la definizione del contributo specifico del MMG, dell’infermiere e del medico specialista. Lo schema sotto riportato viene riproposto nelle pagine seguenti specificando, negli appositi box, le figure professionali coinvolte e le azioni da porre in essere per la corretta gestione integrata di ciascuna categoria di pazienti. 114 POPOLAZIONE GENERALE, POPOLAZIONE AD ALTO RISCHIO (1) MMG, infermiere generalista Prevenzione Educazione sanitaria Identificazione e contrasto dei fattori di rischio Diagnosi e trattamento sindrome metabolica Monitoraggio periodico del livello di rischio Identificazione dei soggetti ad alto rischio Valutazione di base in caso di iperglicemia a digiuno Diagnosi di IFG o di IGT e follow-up dei soggetti con IFG o IGT NEODIAGNOSTICATI (2), PAZIENTI NON COMPLICATI IN COMPENSO METABOLICO (3) MMG, infermiere generalista, medico specialista Diagnosi e prescrizione delle indagini di inquadramento. Invio allo specialista per l’orientamento terapeutico, l’educazione strutturata alla gestione della malattia, eventualmente per le pratiche per l’esenzione, la distribuzione del glucometro e la prescrizione di presidi Formulazione piano di cura condiviso nei pazienti neodiagnosticati o senza complicanze Monitoraggio per lo screening delle complicanze secondo linee guida nei pazienti NC Interventi su stili di vita e autogestione della malattia Diagnosi diabete gestazionale PAZIENTE CON COMPLICANZE (4) NON EVOLUTIVE MMG, medico specialista, infermiere generalista, e infermiere specialista Valutazione periodica secondo il piano di cura adottato e concordato con condivisione dei dati clinici e ritorno delle informazioni inerenti le diverse fasi del percorso assistenziale Valutazione dello specialista secondo accesso: o Programmato secondo piano di cura (solitamente annuale) o Non programmato con richiesta Urgente (es. grave scompenso iperglicemico o severe ipoglicemie) Non urgente (HbA1C costantemente > 7,5) A giudizio del MMG su condizioni particolari (es. 115 episodi infettivi ricorrenti, iperglicemia a digiuno e/o postprandiale, problemi relazionali, scarsa compliance) PAZIENTE CON COMPLICANZE (4) EVOLUTIVE Medico specialista MMG, infermiere specialista e infermiere generalista Valutazione periodica secondo il piano di cura adottato e concordato con condivisione dei dati clinici e ritorno delle informazioni inerenti le diverse fasi del percorso assistenziale Valutazione periodica dei pazienti in trattamento con insulina glargine secondo il piano di cura adottato e concordato con condivisione dei dati clinici Valutazione specialistica periodica secondo il piano di cura adottato e concordato con condivisione dei dati clinici e ritorno delle informazioni inerenti le diverse fasi del percorso assistenziale Presa in carico specialistica temporanea in pazienti con complicanze gravi recenti (ad es IMA entro 6 mesi) o rapidamente evolutive PAZIENTE IN FASE DI SCOMPENSO METABOLICO Medico specialista, infermiere specialista, MMG e infermiere generalista Gestione specialistica con feed-back al MMG Pazienti diabetici tipo 1 Pazienti con infusori di insulina sottocute Situazione di scompenso persistente Indicazioni al ricovero ospedaliero: Coma iperglicemico Coma ipoglicemico (se dopo il trattamento non c’è ripresa) Chetoacidosi senza coma PAZIENTI COMPLICATI E/O SCOMPENSATI CON PROBLEMI COMPLESSI E/O POLIPATOLOGICI Medico specialista, infermiere specialista, MMG e infermiere generalista Gestione specialistica con feed-back al MMG Piano di cura concordato con altri specialisti Accertamenti diagnostici e trattamenti di terzo livello confluenti in percorsi specifici o Percorso piede diabetico o Percorso nefropatia o Percorso retinopatia 116 Gestione in assistenza primaria dei pazienti con postumi di complicanze acute e croniche (ictus, infarto miocardio) Per l’identificazione della popolazione a rischio, l’ASL Roma D si impegna a mettere a disposizione dei MMG le liste degli esenti ticket per patologia, che verranno poi integrate dal singolo medico che , sulla scorta dei propri database completerà l’elenco degli assistiti da inserire nel percorso. Nel caso di pazienti con polipatologie la ASL si impegna a rendere compatibili i diversi percorsi diagnostico terapeutici (PDT) anche con la creazione di agende dedicate più ampie. Le attività di formazione, indispensabili per la riuscita del progetto, saranno coordinate a livello regionale, con la partecipazione del Centro Regionale di Formazione per la Medicina Generale, (Ceformeg) , come previsto dall’ Accordo Integrativo Regionale vigente per la medicina generale. La formazione del personale medico, sia esso specialistico, della medicina generale, infermieristico o comunque afferente alle professioni sanitarie interessate al progetto, dovrà essere condivisa e paritetica. Nella fase iniziale, in attesa dello sviluppo ed adozione di specifici sistemi informativi a sostegno dei percorsi (ad esempio sul modello Quick) e che consentano la prenotazione delle prestazioni direttamente dallo studio del MMG, è previsto l’utilizzo di modulistica cartacea per la programmazione degli esami e delle visite specialistiche. La ASL Roma D si impegnerà a mettere a disposizione pacchetti di prestazioni per ogni singolo MMG, esternalizzandoli dal sistema ReCUP. Dovrà inoltre essere prevista la costruzione di un portale dedicato ai MMG per la lettura dei referti delle prestazioni di laboratorio e strumentali eseguite dai pazienti. Si rende all’uopo necessario fornire alle strutture territoriali che parteciperanno al progetto adeguata strumentazione in termini di hardware e software in grado di interfacciarsi con la medicina generale. Le specifiche tecniche per la completa integrazione verranno definite da un costituendo specifico gruppo di lavoro. INDICATORI DI VALUTAZIONE Tasso di adesione MMG per ASL e Distretto (auspicabile in modo modulare ma che deve , a regime, raggiungere una percentuale dell’80 % almeno) Percentuale di pazienti con diabete presi in carico per MMG sul totale degli assistiti diabetici Numero visite effettuate presso i Centri Diabetologici Ricoveri ospedalieri per DRG 294 – Diabete età > 35 anni Ricoveri ospedalieri per amputazioni arti inferiori Numero di misurazioni HbA1c per paziente diabetico preso in carico dal MMG (da 2 a 5 annue) Numero microalbuminurie per MMG (1 – 2 anno) Valori di HbA1c per paziente diabetico preso in carico dal MMG Numero di esami del fondo oculare per paziente diabetico preso in carico dal MMG Tasso di accessi al PS per diabete, ipoglicemia, coma diabetico POPOLAZIONE AD ALTO RISCHIO PER INSORGENZA DI DIABETE MELLITO (1) IFG (alterata glicemia a digiuno) o IGT (alterata tolleranza al glucosio) o pregresso diabete gestazionale Età ≥ 45 anni, con BMI ≥ 25 kg/m2 o obesità centrale Età < 45 anni, sovrappeso (BMI ≥ 25 kg/m2) e una o più tra le seguenti condizioni: o Familiarità di primo grado per diabete di tipo 2 117 o o o o o o o Appartenenza a gruppo etnico ad alto rischio Ipertensione arteriosa (>140/90 mm Hg) o terapia antipertensiva Bassi livelli di colesterolo HDL (≤ 35 mg/dl) e/o valori di trigliceridi (≥ 250 mg/dl) Evidenza clinica di malattie cardiovascolari Sedentarietà Sindrome dell’ovaio policistico o altre condizioni d’insulino resistenza come l’acanthosis nigricans Nella donna, parto di un neonato > 4 Kg Bambini d’età >10 anni, con BMI > 85° percentile e due tra le seguenti condizioni: o Familiarità di primo o secondo grado per diabete di tipo 2 o Madre con diabete gestazionale o Segni d’insulino resistenza o condizioni associate (ipertensione, dislipidemia, acanthosis nigricans, ovaio policistico) o Appartenenza a gruppo etnico ad alto risc DIAGNOSI (criteri OMS 1999) – (2) glicemia casuale ≥ 200 mg/dl in presenza di sintomi classici di diabete (poliuria, polidpsia, dimagrimento,etc.) ovvero glicemia a digiuno (almeno 8 ore di digiuno) ≥ 126 mg/dl (7 mmol/l) verificata in 2 riprese, o da un valore di HbA1c ≥ 6,5% (solo con dosaggio standardizzato) valori di glicemia ≥ 200 mg/dl alla seconda ora in corso di OGTT (per la diagnosi è necessaria una conferma o con un secondo test da carico orale di glucosio alterato o con una glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl) . Per quanto riguarda la diagnosi del tipo di diabete, i dati a favore di una diagnosi di diabete tipo 2 sono dati clinici di probabilità: età > 40 anni, BMI> a 27, assenza di chetonuria (o tracce), antecedenti familiari di diabete di tipo 2 (consensus professionale). GESTIONE INTEGRATA MMG – SPECIALISTA TERRITORIALE O OSPEDALIERO (3) Ogni 3-4 mesi e almeno ogni 6 mesi: visita medica generale, con controllo dei valori pressori e degli indici antropometrici (peso, altezza , BMI) HbA1c e valutazione auto-monitoraggio della glicemia (quest’ultimo se previsto) Controlli periodici per lo screening delle complicanze secondo la periodicità di seguito indicata Misurazione HbA1c Ogni 3-4 mesi (semestrale se controllo) buon Misurazione microalbuminuria/urine 24 h Annuale Misurazione di colesterolemia totale, HDL, LDL Annuale calcolato, TG Misurazione PA Ogni 3-4 mesi 118 Esame obiettivo piede e valutazione del rischio Annuale Esame del fondo oculare Alla diagnosi e almeno ogni 2 anni o timing diverso definito dallo specialista Misurazione di circonferenza vita e peso Semestrale ECG Annuale ECG da sforzo età > 55 se 1 fr (fattore di rischio); età > 45 se 2 fr; età > 35 se +3 fr se negativo ripetere ogni 3 anni Ecodoppler TSA età > 55 se 1 fr; età > 45 se 2 fr; età > 35 se +3 fr se negativo ripetere ogni 3 anni DEFINIZIONE DI DIABETE CON COMPLICANZE (4) La condizione di diabete complicato è definita come presenza di una o più delle seguenti: complicanze oculari (retinopatia diabetica, cataratta diabetica, glaucoma) complicanze renali (nefropatia diabetica, insufficienza renale cronica) complicanze neurologiche (neuropatia autonomica, neuropatia periferica) piede diabetico (piede di Charcot, ulcerazione, pregressa ulcera, infezione superficiale o profonda, gangrena, amputazione) complicanze macrovascolari (cardiopatia ischemica, angina, IMA, rivascolarizzazione, TIA, ictus, arteriopatia obliterante degli arti inferiori, stenosi carotidea) Coinvolgimento scuole educazione Nell’ambito della patologica diabetica, un efficace percorso di gestione integrata deve considerare, quale punto pregante e qualificante dello stesso, un intervento di prevenzione multidisciplinare da estrinsecarsi soprattutto attraverso un programma di educazione alimentare e all’attività fisica da attuarsi nelle scuole. L’intervento educazionale deve realizzarsi già a partite dalle scuole elementari, avvalendosi di personale medico specializzato nel settore, con il supporto ineludibile dei pediatri di libera scelta, e deve coinvolgere attivamente il corpo insegnante e il nucleo familiare del bambino; tutto ciò al fine di favorire l’adozione di stili di vita idonei a perseguire l’obiettivo di ridurre l’incidenza della malattia. 119 Capitolo 11 - L’Assistenza Farmaceutica Territoriale Nel corso dell’anno 2012, la spesa farmaceutica territoriale lorda (erogata attraverso le farmacie aperte al pubblico) è stata pari a 117.653.123 € (-10.80% rispetto all’anno 2011); di questa l’ 11.61% (pari a 13.655.159€) rappresenta la quota ticket a carico degli assistiti. Sostanzialmente paragonabile al dato dell’anno precedente il numero delle ricette che sono risultate 6.126.428 (+0.56%) Dai dati delle prescrizioni relative ai residenti nel territorio aziendale risulta che la fascia di età > 65 anni – che costituisce il 21.14% degli assistiti - assorbe circa il 61% della spesa a fronte del 2.0% a carico della fascia 0-14 anni (che rappresenta il 14,5% circa della intera popolazione). La spesa lorda per 1000 assistibili pesati*/die è risultata pari a 555,55€ (-4.40%) registrando valori (prevedibilmente) più elevati nelle popolazioni anziane e mediamente superiori (vedi le fasce di età > 15 anni) nella popolazione femminile. Risulta in particolare per i maschi un dato medio di spesa pari a 506,1 € mentre per le femmine il dato medio è pari a 565,3€ (Figura 1). Figura 1 - Spesa Lorda Per 1000 assistibili pesati /die SPESA LORDA 1000 ASSISTIBILI PESATI / DIE FEMMINE MASCHI 800,0 700,0 SPESA 600,0 500,0 400,0 300,0 200,0 100,0 0,0 FEMMINE MASCHI 0 1-4 5 - 14 15 - 44 45 - 64 65 - 74 > 75 totale 92,7 186,8 167,8 407,7 496,5 625,6 756,5 565,3 110,0 195,9 176,4 342,0 429,6 605,8 747,3 506,1 FASCE ETA' A fronte di una flessione della spesa, si è registrato un modesto aumento dei consumi, con un valore di 1.091,51 DDD** / 1000 assistibili pesati/ die (+ 3.91% rispetto all’anno 2011); di queste dosi il 56.71% è rappresentato da farmaci equivalenti (brevetto scaduto). Fonte dati TS-SOGEI. ______________________________________________________________________________ * la “pesatura” è un sistema di standardizzazione che consente di confrontare popolazioni diverse per alcune caratteristiche quali in particolare l’età e il sesso (caratteristiche che, variando tra le popolazioni, tendono altrimenti ad influenzare i dati di consumo) ** DDD Dose definita die ovvero dose necessaria a coprire un giorno di terapia nell’adulto 120 Analisi dei consumi Dall’analisi dei dati in base alla Classificazione ATC (Classificazione Anatomico-Terapeutica) tra le categorie che maggiormente incidono sul totale della spesa risultano i Farmaci del Sistema Cardiovascolare (33,5%) seguiti dai Farmaci dell’Apparato Gastrointestinale (16%), del Sistema Nervoso Centrale (12,8%) e di quello dell’Apparato Respiratorio (12,8%). La distribuzione in termini di quantità consumate vede ancora una volta in prima posizione la categoria dei Farmaci Cardiovascolari (42.8% delle DDD) seguita in questo caso dai Farmaci del Sangue ed organi Emopoietici (16.57%) e dai Farmaci del Sistema Gastrointestinale (14.2%). Tabella 1 - Spesa per ATC - Anno 2012 Classificazione Anatomica Terapeutica Chimica A - Apparato Gastrointestinale e Metabolismo B - Sangue ed organi Emopoietici C - Sistema Cardiovascolare D – Dermatologici G - Sistema Genito-urinario ed Ormoni Sessuali H – Prep. Ormonali Sistemici escl. Orm Sess ed Insuline J - Antimicrobici per uso sistemico L - Antineoplastici ed Immunomodulatori M - Sistema Muscolo Scheletrico N - Sistema Nervoso Centrale P - Antiparassitari Insetticidi Repellenti R - Sistema Respiratorio S - Organi di senso V - Vari Spesa Lorda 2012 18.799.565 6.272.202 38.503.696 617.735 4.037.137 2.709.852 9.067.712 3.013.285 5.920.499 14.741.475 91.476 10.878.185 2.344.497. 412.522 % sul Totale della Spesa 16.0 5.5 33,5 0,50 3.5 2,4 7,9 2,6 5,1 12,8 0,1 9,5 2,0 0,4 Tabella 2 - Quantità prescritte per ATC - Anno 2012 Classificazione Anatomica Terapeutica Chimica A - Apparato Gastrointestinale e Metabolismo B - Sangue ed organi Emopoietici C - Sistema Cardiovascolare D - Dermatologici G - Sistema Genito-urinario ed Ormoni Sessuali H - Prep Ormonali Sistemici escl. Orm Sessuali ed Insuline J - Antimicrobici per uso sistemico L - Antineoplastici ed Immunomodulatori M - Sistema Muscolo Scheletrico N - Sistema Nervoso Centrale P - Antiparassitari Insetticidi Repellenti R - Sistema Respiratorio S - Organi di senso V - Vari DDD per 1000 ass. pesati/die 153,03 180,91 466,29 5,28 43,00 38,74 23,31 5,26 47,22 56,06 0,60 48,91 22,83 0,08 %DDD sul totale 14,02 16,57 42,72 0,48 3,94 3,55 2,14 0,48 4,33 5,57 0,05 5,51 0,22 0,01 * DDD Dose definita die ovvero dose necessaria a coprire un giorno di terapia nell’adulto 121 Nella Tabella 3 sono stati rappresentati (espressi in Dosi Definite Giornaliere) a. lo scostamento dei consumi rispetto alla media regionale b. lo scostamento dei consumi ASL rispetto all’anno precedente (Fonte Dati TS SOGEI) Tabella 3 - Confronto con il dato Regionale per ATC Classificazione Anatomica Terapeutica Chimica A - Apparato Gastrointestinale e Metabolismo B - Sangue ed organi Emopoietici C - Sistema Cardiovascolare D - Dermatologici G – Sist Genito-urinario ed Ormoni Sessuali H - Prep Orm Sist escl. Orm Sess ed Insuline J - Antimicrobici per uso sistemico L - Antineoplastici ed Immunomodulatori M - Sistema Muscolo Scheletrico N - Sistema Nervoso Centrale P - Antiparassitari Insetticidi Repellenti R - Sistema Respiratorio S - Organi di senso V - Vari DDD/1000 ass.pesati/die 153,03 180,91 466,29 5,28 43,00 38,74 23,31 5,26 47,22 56,06 0,60 48,91 22,83 0,08 scostamento % DDD rispetto media regionale -6,76 -12,19 -1,05 7,19 -2,10 -1,84 -5,65 8,71 -6,58 -2,54 -11,12 -4,88 9,95 9,33 scostamento % DDD rispetto anno precedente 1,89 32,21 0,40 2,92 0,01 1,30 -5,14 -6,34 -4,14 -1,62 0,43 -6,03 0,06 -1,96 Nell’ambito del territorio ASL si registra nel corso dell’anno 2012 un quantitativo di dosi consumate sostanzialmente paragonabile all’anno precedente (fatto salvo per i farmaci del Sangue e organi Emopoietici dove si registra un incremento del 32,3% delle DDD). Nel confronto Regionale i dati indicano un andamento dei consumi più o meno consistentemente al di sotto della media per tutte le categorie di farmaci (con l’eccezione dei Farmaci Antineoplastici ed Immunomodulatori e dei Dermatologici). Una valutazione dei consumi per Sottogruppo Terapeutico Farmacologico (ATC II Livello), in base al numero dei trattati rivela che nella popolazione generale la categoria maggiormente utilizzata è quella dei Farmaci Antibatterici per uso sistemico (234.452 trattati) con una prevalenza d’uso del 41.2%, seguita dai Farmaci per i Disturbi Correlati all’Acidità (133.453 trattati e prevalenza d’uso del 23.4 %) ; seguono i Farmaci Antinfiammatori e Antireumatici (122.104 trattati e prevalenza del 21.5%); i Farmaci per le Malattie Cardiovascolari compaiono ripetutamente nell’ambito dei primi 30 Sottogruppi maggiormente utilizzati : vedi i Farmaci (antipertensivi) attivi sul Sistema ReninaAngiotensina (in quarta posizione), gli ipolipidemizzanti (in sesta posizione), seguiti da Betabloccanti, dai Calcio-antagonisti, dai Diuretici, dai Farmaci per la terapia cardiaca e Farmaci Antipertensivi. In quinta posizione ricorrono i farmaci per i Disturbi Ostruttivi delle Vie Respiratorie (utilizzati prevalentemente nel trattamento della Broncopneumatia Cronico Ostruttiva BPCO e dell’Asma) che presentano una prevalenza d’impiego del 14.8% I Farmaci per il trattamento del Diabete occupano nella graduatoria la dodicesima posizione con 34.066 trattati e una prevalenza d’uso del 6% Tra i farmaci per il trattamento delle malattie del Sistema Nervoso Centrale si rintracciano in 14° posizione i Farmaci Psicoanalettici (prevalentemente rappresentati da Antidepressivi e Farmaci antidemenza) con 33.405 trattati e il 5.9% di prevalenza, i Farmaci Antiepilettici in posizione 19° con 21.130 trattati, gli Analgesici in 20°posizione (21.000 casi) ed infine i Farmaci Psicolettici (Antipsicotici ed Ipnotici) con 8.252 trattati. Compaiono in 26° posizione i Farmaci per il trattamento delle Malattie delle Ossa (per la Terapia dell’Osteoporosi con più di 13.000 trattai ed una prevalenza d’uso del 2.4%. (Fonte dati – Osservatorio Arno CINECA) 122 Tabella 4 - Popolazione generale. I Primi trenta Sottogruppi Terapeutici Farmacologici per numero di trattati e prevalenza (Percentuale trattati/Assistibili) ATC Descrizione Trattati Prevalenza 1 J01 ANTIBATTERICI PER USO SISTEMICO 234.452 41,2 2 A02 FARM PER DISTURBI CORRELATI ALL`ACIDITA` 133.453 23,4 3 M01 FARM ANTIINFIAMMATORI ED ANTIREUMATICI 122.104 21,5 4 C09 SOSTANZE AD AZIONE SUL SISTEMA RENINA-ANGIOTENSINA 111.303 19,6 5 R03 FARM PER DISTURBI OSTRUTTIVI DELLE VIE RESPIRATORIE 84.500 14,8 6 C10 SOSTANZE MODIFICATRICI DEI LIPIDI 68.133 12 7 B01 ANTITROMBOTICI 66.776 11,7 8 C07 BETABLOCCANTI 45.836 8,1 9 H02 CORTICOSTEROIDI SISTEMICI 43.948 7,7 10 C08 CALCIO-ANTAGONISTI 40.994 7,2 11 C03 DIURETICI 35.167 6,2 12 A10 FARMACI USATI NEL DIABETE 34.066 6 13 R06 ANTISTAMINICI PER USO SISTEMICO 33.507 5,9 14 N06 PSICOANALETTICI 33.405 5,9 15 H03 TERAPIA TIROIDEA 33.319 5,9 16 A07 ANTIDIARROICI, ANTINFIAM ED ANTIMICR INTESTINALI 29.059 5,1 17 B03 FARMACI ANTIANEMICI 27.721 4,9 18 G04 UROLOGICI 21.161 3,7 19 N03 ANTIEPILETTICI 21.130 3,7 20 N02 ANALGESICI 21.008 3,7 21 A11 VITAMINE 19.063 3,3 22 C01 TERAPIA CARDIACA 18.972 3,3 23 S01 OFTALMOLOGICI 15.206 2,7 24 A12 INTEGRATORI MINERALI 14.549 2,6 25 G03 ORMONI SESSUALI E MODULATORI DEL SISTEMA GENITALE 13.977 2,5 26 M05 FARM PER IL TRATTAMENTO DELLE MALATTIE DELLE OSSA 13.659 2,4 27 J02 ANTIMICOTICI PER USO SISTEMICO 13.116 2,3 28 M04 ANTIGOTTOSI 11.583 2 29 C02 ANTIIPERTENSIVI 8.724 1,5 30 N05 PSICOLETTICI 8.252 1,4 Una valutazione dei consumi per Sottogruppo Terapeutico Farmacologico (ATC II Livello), in base al numero dei trattati nelle diverse popolazioni (Popolazione Generale, Popolazione Femminile e Popolazione anziana) rivela differenze caratteristiche nei consumi (prevalenze d’impiego) vedi Tabella 5 (Fonte dati – Osservatorio Arno CINECA) 123 Tabella 5 - Prevalenza d’uso (% trattati/assistibili) a confronto nella popolazione (Popolazione Generale – Donne – Anziani). ATC Descrizione Popolazione Generale Donne Anziani A02 FARM PER DISTURBI CORRELATI ALL`ACIDITA` 23,4 29,2 54,2 M01 FARM ANTIINFIAMMATORI ED ANTIREUMATICI 21,5 27,6 45,7 C09 SOSTANZE AD AZIONE SUL SISTEMA RENINA-ANGIOTENSINA 19,6 22,2 59,4 R03 FARM PER DISTURBI OSTRUTTIVI DELLE VIE RESPIRATORIE 14,8 14,5 21,5 C10 SOSTANZE MODIFICATRICI DEI LIPIDI B01 ANTITROMBOTICI A10 FARMACI USATI NEL DIABETE R06 12 13,5 36,8 11,7 13,4 41,9 6 6,4 17,9 PSICOANALETTICI 5,9 8,5 13,4 B03 FARMACI ANTIANEMICI 4,9 7,2 10,5 G04 UROLOGICI 3,7 0 12,7 N03 ANTIEPILETTICI 3,7 4,6 7,9 S01 OFTALMOLOGICI 2,7 3,3 9,1 G03 ORMONI SESSUALI E MODULATORI DEL SISTEMA GENITALE 2,5 5 0 M05 FARM PER IL TRATTAMENTO DELLE MALATTIE DELLE OSSA 2,4 4,7 8,7 M04 ANTIGOTTOSI 2 1,7 7,3 N05 PSICOLETTICI 1,4 1,7 3,3 124 Capitolo 12 - Assistenza protesica ed ausili L’analisi dei dati che riguardano l'assistenza protesica erogata nel 2012 per i residenti di questa ASL , ad esclusione delle autorizzazioni per gli ausili per incontinenza e noleggio apparecchi per la funzione respiratoria, ci consente di evidenziare il numero totale di autorizzazioni rilasciate nell’anno e la distribuzione nei 4 Distretti: distretto D1 D2 D3 D4 totale autorizzazioni 2.127 6.523 4.894 4.690 18.234 (I dati per distretto potrebbero essere messi in relazione con la popolazione al 2012) Il numero risulta in lieve incremento rispetto al 2011 (18.058) con un decremento invece del riutilizzo, n.1230 autorizzazioni nel 2012 a fronte di n.1.345 del precedente anno. Si evidenzia che per il 2012, quasi a parità di numero di autorizzazioni, si è verificata una riduzione della spesa protesica totale, derivante sia dall'applicazione delle nuove tariffe regionali (decreto 112/11, tariffe ausili elenco 2,3) che dai controlli che precedono l'autorizzazione. Gli utenti che utilizzano ausili per l'incontinenza sono stati nel 2012 circa 7.000. Si riportano di seguito le tabelle relative agli ausili autorizzati per Distretto sanitario. 125 AUSILI AUTORIZZATI ANNO 2012 - Distr.San. Fiumicino Gruppo Descrizione N 303 Ausili per terapia respiratoria 1 312 Ausili per terapia dell'ernia addominale 5 333 348 Ausili per per la la rieducazione prevenzione delle piaghe da forza decubito Ausili di movimento, ed equilibrio Ausili per l'apprendimento delle attivita' della vita 378 quotidiana 603 Ortesi spinali 606 Apparecchi ortopedici per arto superiore 612 Apparecchi ortopedici per arto inferiore 624 Protesi arto inferiore 630 Protesi non di arto 633 Calzature ortopediche 903 Vestiti e calzature 906 Ausili per la protezione del corpo 46 912 Ausili per evacuazione 41 915 Ausili per tracheotomia 918 Ausili per stomie 921 Ausili per prevenzione lesioni cutanee 924 Cateteri vescicali ed esterni 45.435 927 Raccoglitore per urina 29.628 1203 Ausili per la deambulazione utilizzati con un braccio 13 1206 Ausili per la deambulazione utilizzati con due braccia 384 1218 Cicli 1221 Carrozzine 159 1224 Accessori per carrozzine 587 1227 Veicoli e mezzi di trasporto 1230 Ausili per il trasferimento 1236 Ausili per sollevamento 1809 Ausili per la posizione seduta 1812 Letti 1830 Apparecchiature di sollevamento 2103 Ausili ottici 2106 3 2109 Ausili ottici di elettronici Periferiche input e di output e accessori per computer, macchine per scrivere e calcolatori 2115 Macchine da scrivere e sistemi di elaborazione di testi 1 2136 Telefoni e ausili per telefonare 1 2142 Ausili per la comunicazione interpersonale 3 2145 Ausili per l'udito 2436 Ausili per portare e trasportare Totale (A) 178 25 4 221 28 2.249 109 53 1.438 2 323 49.283 1.362 8 6 16 33 477 62 6 18 2 549 11 132.770 126 AUSILI AUTORIZZATI ANNO 2012 - Distr.San. Mun. XIII Gruppo Descrizione N 303 Ausili per terapia respiratoria 312 Ausili per terapia dell'ernia addominale 333 348 Ausili piaghe da forza decubito Ausili per per la la prevenzione rieducazionedelle di movimento, ed equilibrio Ausili per l'apprendimento delle attivita' della vita 378 quotidiana 603 Ortesi spinali 606 Apparecchi ortopedici per arto superiore 612 Apparecchi ortopedici per arto inferiore 618 Protesi di arto superiore 624 Protesi arto inferiore 362 630 Protesi non di arto 145 633 Calzature ortopediche 903 Vestiti e calzature 906 Ausili per la protezione del corpo 912 Ausili per evacuazione 91 915 Ausili per tracheotomia 138 918 Ausili per stomie 921 Ausili per prevenzione lesioni cutanee 924 Cateteri vescicali ed esterni 927 Raccoglitore per urina 1203 Ausili per la deambulazione utilizzati con un braccio 32 1206 Ausili per la deambulazione utilizzati con due braccia 921 1218 Cicli 1221 Carrozzine 1224 Accessori per carrozzine 1227 Veicoli e mezzi di trasporto 14 1230 Ausili per il trasferimento 71 1236 Ausili per sollevamento 80 1809 Ausili per la posizione seduta 960 1812 Letti 212 1830 Apparecchiature di sollevamento 13 2103 Ausili ottici 71 2106 21 2109 Ausili ottici di elettronici Periferiche input e di output e accessori per computer, macchine per scrivere e calcolatori 2115 Macchine da scrivere e sistemi di elaborazione di testi 4 2136 Telefoni e ausili per telefonare 7 2139 Sistemi di trasmissione del suono 4 2142 Ausili per la comunicazione interpersonale 2145 Ausili per l'udito 2436 Ausili per portare e trasportare Totale B) 1 15 598 63 4 499 70 6.570 20 3.818 5 121 174.955 6.815 163.055 94.852 2 396 1.495 6 12 1.610 45 458.173 127 AUSILI AUTORIZZATI ANNO 2012 - Distr.San. Mun. XV Gruppo Descrizione N 312 Ausili per terapia dell'ernia addominale 333 348 Ausili per per la la rieducazione prevenzione delle piaghe da forza decubito Ausili di movimento, ed equilibrio Ausili per l'apprendimento delle attivita' della vita 378 quotidiana 603 Ortesi spinali 606 Apparecchi ortopedici per arto superiore 612 Apparecchi ortopedici per arto inferiore 618 Protesi di arto superiore 624 Protesi arto inferiore 630 Protesi non di arto 633 Calzature ortopediche 906 Ausili per la protezione del corpo 912 Ausili per evacuazione 915 Ausili per tracheotomia 918 Ausili per stomie 921 Ausili per prevenzione lesioni cutanee 924 Cateteri vescicali ed esterni 90.469 927 Raccoglitore per urina 67.998 1203 Ausili per la deambulazione utilizzati con un braccio 30 1206 Ausili per la deambulazione utilizzati con due braccia 953 1218 Cicli 1221 Carrozzine 1224 Accessori per carrozzine 1227 Veicoli e mezzi di trasporto 15 1230 Ausili per il trasferimento 53 1236 Ausili per sollevamento 157 1809 Ausili per la posizione seduta 495 1812 Letti 448 1830 Apparecchiature di sollevamento 24 2103 Ausili ottici 28 2106 5 2109 Ausili ottici di elettronici Periferiche input e di output e accessori per computer, macchine per scrivere e calcolatori 2115 Macchine da scrivere e sistemi di elaborazione di testi 2 2136 Telefoni e ausili per telefonare 4 2139 Sistemi di trasmissione del suono 2 2142 Ausili per la comunicazione interpersonale 5 2145 Ausili per l'udito 2436 Ausili per portare e trasportare Totale C) 5 606 3 1 436 15 4.709 27 204 128 3.348 42 179 76 108.915 3.384 4 546 1.614 2 976 32 285.940 128 AUSILI AUTORIZZATI ANNO 2012 - Distr.San. Mun. XVI Gruppo 303 312 333 Descrizione 378 603 606 612 618 624 630 633 906 912 915 918 921 924 927 1203 1206 1221 1224 1227 1230 1236 1809 1812 1830 2103 2106 2109 Ausili per terapia respiratoria Ausili per terapia dell'ernia addominale Ausili per la prevenzione delle piaghe da decubito Ausili per la rieducazione di movimento, forza ed equilibrio Ausili per l'apprendimento delle attivita' della vita quotidiana Ortesi spinali Apparecchi ortopedici per arto superiore Apparecchi ortopedici per arto inferiore Protesi di arto superiore Protesi arto inferiore Protesi non di arto Calzature ortopediche Ausili per la protezione del corpo Ausili per evacuazione Ausili per tracheotomia Ausili per stomie Ausili per prevenzione lesioni cutanee Cateteri vescicali ed esterni Raccoglitore per urina Ausili per la deambulazione utilizzati con un braccio Ausili per la deambulazione utilizzati con due braccia Carrozzine Accessori per carrozzine Veicoli e mezzi di trasporto Ausili per il trasferimento Ausili per sollevamento Ausili per la posizione seduta Letti Apparecchiature di sollevamento Ausili ottici Ausili ottici elettronici Periferiche di input e di output e accessori per 2115 2127 2139 2142 2145 2436 Macchine da scrivere e sistemi di elaborazione di testi Ausili non ottici per la lettura Sistemi di trasmissione del suono Ausili per la comunicazione interpersonale Ausili per l'udito Ausili per portare e trasportare 348 Totale D) 930 TOTALE A+B+C+D Ausili assorbenti l'urina (*) Totale generale N 1 11 497 50 2 416 29 3.918 14 161 133 3.293 42 119 35 113.563 7.415 132.435 82.951 35 887 475 1.100 18 73 139 510 653 29 59 7 3 2 1 4 6 1.075 38 350.199 1.227.082 8.819.700 10.046.782 (*) importo non divisibile per distretto 129 13. Salute mentale I tassi di Prevalenza ed Incidenza del DSM per l’anno 2012 sono sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Abbiamo osservato una prevalenza (casi trattati) uguale a 151 casi per 10.000 residenti di età maggiore di 14 anni ed un tasso di incidenza (richiesta di prestazioni da nuovi casi) uguale a 43 per 10.000 abitanti. Nel dettaglio la tabella successiva mostra il numero dei casi singoli che hanno avuto il primo accesso nell’anno 2012 nei vari presidi del DSM. Il tasso è calcolato sulla popolazione residente anche se in alcuni servizi il bacino di utenza non coincide con il territorio di riferimento. Distretto D1 D2 D3 D4 DSM Distretto D1 D2 D3 D4 D2+D3+D4 DSM Presidio CSM Fiumicino CT Fiumicino CSM Acilia CSM Sirene DH Grassi Psicologia Clinica SPDC Grassi SPDC Grassi AMB Corviale CD Portuense 2 CSM Fermi CD Sport CSM Casaletto CT Catacombe Generosa DH Disturbi Alimentari DH S.Camillo DHDP S. Camillo Nucleo Interventi Precoci SPDC S.Camillo Totale Popolazione al 31/12/2012 Comune di Fiumicino Municipio 13 Municipio 15 Municipio 16 ROMA Asl Nuovi casi 2012 201 2 217 345 6 358 105 4 1 406 1 433 0 13 28 34 4 88 2.246 N. 62.965 195.083 133.005 125.337 453.425 516.390 Bacino di utenza Comune Fiumicino Interdipartimentale XIII Municipio Acilia XIII Municipio Ostia Fiumicino + XIII Mun. Interdipartimentale Fiumicino + XIII Mun. XV Municipio XV Municipio XV Municipio Interdipartimentale XVI Municipio Interdipartimentale Interdipartimentale + Altro XV e XVI Municipio Interdipartimentale Interdipartimentale XV e XVI Municipio Nuovi casi 203 1.031 411 601 1.012 2.246 Tasso *10.000 32 53 31 48 22 43 Per quanto riguarda i volumi di prestazioni erogate dai Servizi Territoriali (Centri di Salute Mentale) osserviamo un aumento delle prestazioni rispetto agli anni precedenti 130 Per questa edizione della RSPA vogliamo fornire un aggiornamento sul tema della chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari che pur riguardando un piccolo numero di soggetti risulta essere di estrema complessità gestionale e clinica. 13.1 Reinserimento delle persone internate negli O.P.G. In ottemperanza alla Determinazione n. B2106 del 16.03.2011 – DPCM 01.04.2008 concernente “Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio Sanitario Nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e dei beni strumentali in materia di sanità penitenziaria”, è stato istituito presso la Regione Lazio un gruppo di lavoro per il reinserimento delle persone internate negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (O.P.G.) presenti sul territorio nazionale. Come è noto il nostro Paese si è dotato di una nuova normativa che ha sancito la definitiva chiusura di tali Istituti con la legge n. 9 del Febbraio 2012. La Asl RM D ha partecipato attivamente alle iniziative del gruppo di lavoro regionale con alcuni operatori provenienti da Dipartimento di Salute Mentale. L’attività svolta in questi due ultimi anni è stata orientata in una prima fase verso un’indagine di tipo conoscitivo delle articolazioni di questa complessa problematica; successivamente, e più concretamente, nella ricognizione dei singoli casi costituiti dai soggetti internati negli OPG di Aversa (CE), Napoli, Montelupo Fiorentino (SI) e Castiglione delle Stiviere (MN). Va precisato che alcune vicende di pazienti autori di reato, raggiunti dal provvedimento di applicazione della misura di sicurezza, erano già note ai nostri Servizi di Salute Mentale e pertanto già oggetto di interventi sia nel passato che più recenti; ma gli operatori hanno potuto constatare come altri casi fossero del tutto ignoti e mai giunti all’attenzione del DSM, per una complessa serie di motivi d’ordine istituzionale e di organizzazione, quest’ultima dapprima di non esclusiva competenza del S.S.N. per quanto attiene alla gestione della salute nel sistema penale (il già citato D.P.C.M. 1/4/2008). Dopo la fase conoscitiva si è provveduto quindi a valutare la possibilità di dimissione di alcuni pazienti per i quali la misura di sicurezza è apparsa agli operatori ormai inutile o esageratamente coercitiva, particolarmente afflittiva e sostituibile con altro regime trattamentale. Si è giunti così, di fronte ad una iniziale presenza di 16 internati nei vari istituti, alla dimissione di 7 pazienti nel corso del 2012, soggetti per i quali si sono riaperte le porte della libertà o si è ricorsi alla misura della Licenza Finale di Esperimento o, infine, si è proposto il prosieguo dei trattamenti presso comunità esterne con esclusive finalità terapeutiche e riabilitative. I pazienti per i quali non si ritenuta opportuna una collocazione in strutture residenziali, per livelli di autonomia e quadro clinico, sono stati seguiti dai servizi territoriali del DSM. Per i soggetti ancora ristretti per la permanenza di una condizione di pericolosità sociale, come da provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, per una gravità psicopatologica in grado di far ipotizzare un alto rischio di recidiva, pertanto definiti non dimissibili, continua l’osservazione periodica da parte degli operatori del DSM in attesa che vengano definite le procedure e i requisiti per la realizzazione delle nuove strutture pubbliche, di competenza dei Dipartimenti di Salute Mentale, che dovranno sostituire definitivamente gli OPG (“REMS”, Residenze per la Misura di Sicurezza). Al momento della stesura di questo documento, alla luce dei nuovi invii in misura di sicurezza da parte dell’Autorità Giudiziaria (va ricordato che nulla nel frattempo è mutato nella norma penale e nuovi episodi dissociali, che hanno visto come protagonisti alcuni pazienti psichiatrici, hanno prodotto l’inevitabile conseguenza del ricorso ad altri provvedimenti di internamento), è possibile stilare un primo bilancio complessivo dell’attività sin qui svolta in questo delicato settore di intervento. Sono stati esaminati in totale 26 soggetti, 10 allo stato permangono in OPG (per 5 soggetti si sta elaborando un progetto di dimissione a breve, gli altri 5 sono indimissibili o si trovano al centro di vicende giudiziarie più complesse e di non facile soluzione), 4 sono collocati in regime di residenzialità comunitaria, 2 sono stati rimpatriati nei loro paesi d’origine, 9 sono stati rimessi in libertà e in gran parte seguiti dai servizi del DSM territorialmente competenti, 1 paziente, a cui è stata sciolta la misura di sicurezza e pertanto ritornato alla propria abitazione, è deceduto. Prosegue l’attività del gruppo di lavoro del DSM, da poco tempo costituito da un numero di operatori più cospicuo e a presenza multi-disciplinare, più articolato e in grado di svolgere, oltre 131 alla valutazione psicopatologica, compiti di psicodiagnostica, di assistenza sociale e di sviluppo delle indispensabili competenze d’ordine psichiatrico-forense. Gli operatori periodicamente effettuano visite presso gli OPG di Aversa e Napoli, ove permane il numero dei pazienti già descritto e in seguito alla proroga contenuta nel Decreto Ministeriale che estende la data della definitiva chiusura degli istituti all’aprile 2014, per monitorare le condizioni dei ristretti e completare i progetti alternativi o di dimissione. 132 Capitolo 14 – La Prevenzione 14.1 La prevenzione e la promozione della Salute in età scolare: I presidi sanitari Scolastici La salute viene definita come un importante parametro della qualità della vita: una risorsa fondamentale per lo sviluppo sociale, economico ed individuale. Stili di vita e contesto socioeconomico influiscono in modo determinante sulla salute degli individui. La promozione della salute è un obiettivo prioritario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del Piano Sanitario Nazionale e di quello Regionale. L’educazione alla salute, strumento principale della promozione della salute, è il processo educativo che consente agli individui di assumere consapevolmente decisioni utili al mantenimento ed al miglioramento della propria salute durante tutta la vita. La scuola è considerato il luogo privilegiato dove promuovere azioni affinché bambini e giovani assumano sin dai primi anni di vita competenze e atteggiamenti favorevoli alla salute, intesa come stato di benessere fisico, mentale e sociale. L’attività dei presidi sanitari scolastici, già avviata dal gennaio 2008 in via sperimentale presso una Scuola Primaria, prevede la presenza nelle scuole dell’infermiere scolastico per l’effettuazione di interventi a favore dei soggetti che debbano assumere in orario scolastico dei farmaci, a seguito di terapie mediche cicliche e/o programmate, prescritte per determinate patologie (ad esempio diabete, epilessia ed altro), traumi o lievi malori occasionali e di iniziative nel campo della prevenzione. Nel Giugno 2008 il Distretto Sanitario XIII Municipio e il Servizio Scolastico XIII Municipio, hanno deciso di ampliare il servizio a cinque plessi scolastici, a copertura dei diversi quadranti del Municipio, con durata triennale del progetto. Nel Dicembre 2010 i presidi vengono presi in carico dal Dipartimento di Prevenzione. Considerando il riscontro positivo dell’esperienza fatta e verificati i risultati ottenuti, nel settembre 2011 è stato aperto un presidio presso il Liceo Scientifico “Labriola” e nel Dicembre dello stesso anno è stato attivato un secondo presidio nell’Istituto Comprensivo “Leonori”, visto l’elevato numero di piani terapeutici (143). Nel Settembre 2012 è stato attivato un ulteriore presidio sanitario presso la scuola Pirgotele per assicurare la promozione della salute e l’assistenza a studenti portatori di patologie gravi e certificate, in una zona del municipio non coperta dai bacini d’utenza già attivati. Nel contempo oltre ai circa 300 ragazzi con piano terapeutico certificato, sono assistiti anche 219 ragazzi affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), certificato da struttura pubblica, a cui nell’ambito del progetto “Un futuro per la dislessia” il Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma D ha fornito in comodato d’uso, un Tablet,completo dei principali programmi informatici compensativi, lettura, scrittura, calcolo, mappe concettuali ecc. Il tablet in questo rappresenta uno degli strumenti indicati per favorire il successo scolastico degli alunni con DSA. L’obiettivo di questo progetto è, in accordo con la legge 170/2010, di fornire allo studente la strumentazione necessaria a testarne la reale efficacia. Fornire quanto necessario a questi bambini/ragazzi in età scolare significa operare una concreta azione di prevenzione delle difficoltà psicologiche secondarie e permettere loro il successo scolastico. La messa a punto del progetto prevede oltre corsi di formazione e addestramento all’utilizzo Tablet per docenti, genitori e alunni, la raccolta di dati finalizzata allo studio sulle caratteristiche comportamentali dei bambini in età scolare partecipanti al progetto per promuovere il benessere individuale e collettivo e testare l’efficacia del tablet. L’ambizione è di identificare le caratteristiche e promuovere un o strumento compensativo e facilitatore per la didattica, accessibile a tutte le famiglie, da proporre anche a livello dell’Unione Europea e dell’Area Mediterranea. Le Prestazioni di assistenza Infermieristica erogate comprendono: glucotest e somministrazione insulina, cateterismo vescicale estemporaneo, alimentazione e somministrazione farmaci tramite p.e.g., assistenza e sostegno a bambini e ragazzi gravemente allergici e asmatici, assistenza e somministrazione farmaci a bambini e ragazzi affetti da epilessia. Inoltre il Presidio Sanitario,nell’anno 2012 ha offerto gratuitamente la possibilità di essere vaccinati contro l’influenza 133 stagionale agli alunni,ai genitori e al personale scolastico , promuovendo l’offerta vaccinale in linea con la camppagna vaccinale nazionale. I presidi sanitari scolastici sono aperti durante l’intero orario scolastico (cinque giorni su sette, esclusi i festivi, dalle 7.30 alle 16.30), è assicurata la presenza di un infermiere. Il Dirigente Medico Responsabile dei presidi svolge un lavoro di coordinamento per garantire al meglio l’utilizzo delle risorse, gli approvvigionamenti e la gestione dei casi più critici. Nella Tabella 1 si riportano i dati dell’attività svolta nelle sette scuole oggetto della rilevazione. 134 Tabella 1 – Flussi annui 2012 Traiano Parini Labriola Mozart Leonori Vivaldi Pirgotele N. ACCESSI AL PRESIDIO TOTALI N. ACCESSI AL PRESIDIO INDIVIDUALI di cui numero bambini di cui numero altri soggetti 3508 1182 1146 36 1694 956 927 29 954 694 635 59 1241 839 824 15 3272 1990 1913 77 1392 787 781 6 171 56 56 0 N.PRESTAZIONI TOTALI Somministrazione piano terapeutico Altre Somministrazioni (es. antipiretico) Medicazione Ferite Misurazione P.V. (anche multiple) Rimozione corpo estraneo superficiale Glucotest Inviati al P.S. Chiamata del genitore Altro (tamponamento esterno per epistassi, posizionamento ghiaccio,lavaggio occhio esterno, pediculosi, immobilizzazione arto, colloquio genitori, consigliata valutazione medico spec) N. INTERVENTI COLLETTIVI Educazione Sanitaria Pediculosi 4320 1257 9 248 659 6 1246 12 382 1994 269 0 369 353 2 241 2 220 1191 77 3 90 538 5 3 20 275 1520 54 0 108 674 4 0 3 308 4143 373 3 368 1511 6 13 4 815 1578 194 0 247 331 0 152 1 253 255 91 0 9 17 0 95 0 21 501 538 180 369 1050 400 22 0 31 0 0 0 0 0 0 0 28 0 0 0 0 135 14.2 La sorveglianza PASSI nella prevenzione del rischio cardiovascolare P.A.S.S.I. (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia) è il sistema nazionale di sorveglianza della popolazione adulta con l’obiettivo di stimare la frequenza e l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute legati ai comportamenti individuali oltre alla diffusione delle misure di prevenzione. I risultati dell’attività del Sistema di Sorveglianza P.A.S.S.I., condotta dal Dipartimento di Prevenzione, costituiscono una stima affidabile della popolazione adulta della nostra Asl in quanto relativi ad un campione, estratto con metodo casuale, rappresentativo della popolazione residente di età compresa tra i 18 ed i 69 anni. Dal 2008 al dicembre 2011 sono state intervistate 1056 persone, selezionate con campionamento proporzionale stratificato per sesso e classi di età. Personale della Asl specificamente formato ha effettuato circa 30 interviste telefoniche al mese, somministrando un questionario standardizzato. I dati raccolti sono stati poi trasmessi in forma anonima a un archivio unico nazionale. Rischio cardiovascolare Le malattie cardiovascolari comprendono un ventaglio di patologie gravi e diffuse, le più frequenti delle quali sono l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale, che rappresentano la prima causa di morte nel mondo occidentale: in Italia provocano oltre il 40% di tutti i decessi e hanno anche un notevole impatto in termini di disabilità, risultando responsabili di circa 1/6 dei DALY (Disability Adjusted Life Years, indicatore che misura il carico complessivo di malattia nella popolazione). I fattori di rischio modificabili per le malattie cardiovascolari sono numerosi: ipertensione arteriosa, fumo di tabacco, ipercolesterolemia, diabete, sovrappeso/obesità, sedentarietà, alimentazione. Diverse componenti della dieta influiscono sul rischio cardiovascolare (in modo positivo: consumo di frutta e verdura e di pesce; in maniera negativa: eccessivo contenuto di sale, di grassi saturi e di grassi idrogenati, ecc.). Oltre agli stili di vita rivestono un ruolo rilevante nella genesi delle malattie cardiovascolari altri fattori quali depressione, basso livello socio-economico, condizioni di stress cronico legate a marginalità ed isolamento sociale. Per contrastare l'insorgenza delle malattie cardiovascolari è importante adottare un approccio integrato sia di popolazione che individuale. Le strategie di popolazione sono rivolte a modificare la distribuzione dei fattori di rischio nell'intera comunità. Gli interventi possono consistere in modifiche legislative ed amministrative (prescrizioni, divieti, tassazione, pianificazione, ecc.), che incidano sui comportamenti e sulle condizioni a rischio, oppure in iniziative informative e promozionali (campagne di educazione sanitaria, attività di advocacy, ecc.) per aumentare la consapevolezza dei diversi portatori di interesse sugli specifici temi di salute, attivando strategie intersettoriali, basate su azioni che prevedono il coinvolgimento di settori diversi della società e delle istituzioni, come stabilisce il programma ministeriale “Guadagnare Salute. Rendere facili le scelte salutari”. L'approccio individuale, invece, è volto ad identificare le persone a maggior rischio, in modo da consentire interventi mirati. In questa prospettiva è importante valutare, più che la presenza di singoli fattori, il rischio complessivo che deriva dalla loro combinazione e interazione. Il sistema di sorveglianza P.A.S.S.I. monitora molti di questi fattori e le pratiche adottate per contrastarli, contribuendo con altri sistemi informativi (Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare e Registro degli Accidenti Cardio e Cerebrovascolari) a delineare il quadro informativo necessario per attuare interventi efficaci. 136 Questa relazione descrive la situazione relativa alla prevenzione e al controllo dell’ipertensione arteriosa e dell’ipercolesterolemia e riporta la diffusione dell’utilizzo, da parte dei medici, della carta e del punteggio individuale per calcolare il rischio cardiovascolare dei propri assistiti. I risultati dell’indagine Ipertensione arteriosa L’ipertensione arteriosa è uno dei principali fattori di rischio di malattie gravi e invalidanti come ictus, infarto del miocardio, scompenso cardiaco, insufficienza renale. L’ipertensione è associata a fattori modificabili, come il contenuto di sale della dieta, l’obesità e l’inattività fisica. La sua insorgenza è pertanto prevenibile con interventi a livello individuale e di popolazione. In ogni caso è importante diagnosticare precocemente l'ipertensione mediante controlli medici e contrastarne gli effetti con il trattamento farmacologico e con appropriate modifiche degli stili di vita. Persone a cui è stata misurata la pressione arteriosa negli ultimi 2 anni - Asl Roma D 2008-2011 (n=1056) Totale: 84,1% (IC 95%: 81,7%-86,2%) Età 18-34 35-49 50-69 71% 85% 93% Sesso uomini donne 83% 86% Istruzione nessuna/elementare media inferiore media superiore laurea 95% 77% 85% 87% Diff. economiche molte qualche nessuna 72% 84% 87% CIttadinanza italiana straniera 85% 65% 0% 20% 40% 60% 80% 100% L’84,1% degli intervistati ha riferito almeno una misurazione della pressione arteriosa negli ultimi 2 anni, il 7,9% più di 2 anni fa, mentre il restante 8% non l’ha mai controllata o non ricorda a quando risale l’ultima misurazione. La misurazione della pressione negli ultimi 2 anni è più frequente nelle fasce d’età più avanzate (92,8%), nelle persone con livello di istruzione molto basso (94,5%) e nei cittadini italiani (85,1%) rispetto agli stranieri. Nel pool di Asl PASSI 2008-11 la percentuale di persone controllate nei due anni precedenti l’intervista è dell’83%. Si osservano differenze significative tra le Regioni. Il range varia dal 69% della Basilicata all’88% della Liguria. Il 18,8% degli intervistati ai quali è stata misurata la pressione arteriosa negli ultimi due anni ha riferito di aver avuto diagnosi di ipertensione. In particolare l’ipertensione riferita risulta più diffusa: al crescere dell’età (38,6% nella fascia 50-69 anni) nelle persone con eccesso ponderale (32,7%) nelle persone con livello di istruzione molto basso (49,1%) nelle persone con difficoltà economiche (23,7%) 137 Nel pool PASSI 2008-11, la percentuale di persone che riferiscono una diagnosi di ipertensione è pari al 21%. L’attenzione degli operatori sanitari L’ 83,5 % degli ipertesi ha riferito di essere trattato con farmaci antipertensivi. Indipendentemente dall’assunzione dei farmaci, gli ipertesi hanno dichiarato di aver ricevuto dal medico il consiglio di: - ridurre il consumo di sale (93,4%) ridurre o mantenere il peso corporeo (85,7%) svolgere regolare attività fisica (90,1%). Nelle Asl partecipanti al sistema PASSI a livello nazionale nel periodo 2008-11 la percentuale di ipertesi in trattamento farmacologico è pari al 76%. Trattamenti consigliati dal medico ASL Roma D - PASSI 2008-2011 (n=209) trattamento farmacologico 84% riduzione consumo di sale 93% perdita/controllo del peso 86% attività fisica regolare 90% 0% 20% 40% 60% 80% 100% Conclusioni e raccomandazioni Si stima che nella Asl Roma D, nella fascia di età 18-69 anni, circa una persona su cinque sia ipertesa; questa proporzione aumenta fino al 38,6% nelle persone al di sopra dei 50 anni. L’identificazione precoce delle persone ipertese grazie a controlli regolari dei valori della pressione arteriosa (specie sopra ai 35 anni) costituisce un intervento efficace di prevenzione individuale e di comunità. Le linee guida internazionali raccomandano la misurazione della pressione arteriosa al di sopra dei 18 anni con periodicità non superiore a due anni nei soggetti normotesi e ad un anno in quelli con valori borderline (pressione sistolica di 120-140 mmHg e/o diastolica di 80-90 mmHg). Risulta che circa una persona su sette non sia stata sottoposta a misurazione della pressione arteriosa negli ultimi due anni. Un ruolo determinante per individuare precocemente e trattare adeguatamente i soggetti ipertesi può essere svolto dai Medici di Medicina Generale. L’attenzione al consumo di sale, la perdita di peso nelle persone con eccesso ponderale e l’attività fisica costante rappresentano misure efficaci per ridurre i valori pressori, indipendentemente dalla necessità anche di un trattamento farmacologico. Il consiglio di adottare misure comportamentali e dietetiche per ridurre la pressione viene fornito a oltre quattro ipertesi su cinque. 138 Ipercolesterolemia L’ipercolesterolemia, come l’ipertensione, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le cardiopatie ischemiche e le malattie cerebrovascolari sul quale è possibile intervenire con efficacia. L’eccesso di rischio dovuto all’ipercolesterolemia aumenta in presenza di altri fattori di rischio, quali ad esempio fumo e ipertensione. Si stima che una riduzione del 10% del colesterolo totale possa ridurre la probabilità di morire di una malattia cardiovascolare del 20% e che un abbassamento del 25% dimezzi il rischio di infarto miocardico. E’ possibile intervenire per ridurre la colesterolemia attraverso un’alimentazione a basso contenuto di grassi di origine animale, povera di sodio e ricca di fibre (verdura, frutta, legumi). L’ 85% degli intervistati ha riferito di aver effettuato almeno una volta nella vita la misurazione della colesterolemia: il 64,8% nel corso dell’ultimo anno, il 12,1% tra 1 e 2 anni precedenti l’intervista e l’8,1% da oltre 2 anni. Il 15% non ricorda o non ha mai effettuato la misurazione della colesterolemia. La misurazione del colesterolo è più frequente al crescere dell’età (dal 65,9% della fascia 18-34 anni al 94,1% di quella 50-69 anni) e nei cittadini italiani. Nel pool di ASL P.A.S.S.I. 2008-11 la percentuale di persone che hanno misurato la colesterolemia almeno una volta nella vita è dell’80%. Si osservano differenze significative nel confronto tra le Regioni. Il range varia dal 68% della P.A. di Bolzano all’88% del Molise. Persone a cui è stata misurata la colesterolemia almeno una volta nella vita Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche ASL Roma D 2008-11 (n=1056) 139 Il 23,3% degli intervistati ai quali è stato misurato il colesterolo ha riferito di aver avuto diagnosi di ipercolesterolemia. Questa condizione è risultata più diffusa nelle fascia di età 50-69 anni (36,9%), nelle persone con basso livello di istruzione (42,9%) e nelle persone con eccesso ponderale (29,7%). Nel pool P.A.S.S.I. 2008-11, la percentuale di persone che riferiscono una diagnosi di ipercolesterolemia è pari al 24%, con un evidente gradiente territoriale. L’attenzione degli operatori sanitari Il 30,6% delle persone con elevati livelli di colesterolo nel sangue ha riferito di essere in trattamento farmacologico. Indipendentemente dall’assunzione di farmaci, le persone con ipercolesterolemia hanno riferito di aver ricevuto da parte dal medico il consiglio di: - ridurre il consumo di carne e formaggi (94,7%) - ridurre o controllare il proprio peso (93,8%) - svolgere regolare attività fisica (91,4%) - aumentare il consumo di frutta e verdura (92,3%). Nel periodo 2008-11 nel pool di ASL P.A.S.S.I. la percentuale di persone con colesterolo alto in trattamento è risultata del 29%. Conclusioni e raccomandazioni Si stima che nella Asl Roma D, nella fascia di età 18-69 anni, circa una persona su quattro abbia valori elevati di colesterolemia, fino a salire a oltre una persona su tre sopra ai 50 anni. L’identificazione precoce delle persone con ipercolesterolemia grazie a controlli regolari (specie sopra ai 40 anni) costituisce un intervento efficace di prevenzione individuale e di comunità: circa una persona su sei riferisce di non essersi sottoposta alla misurazione del livello di colesterolo nel sangue. Un ruolo determinante per individuare precocemente e trattare adeguatamente i soggetti ipercolesterolemici può essere svolto dai Medici di Medicina Generale. 140 Tra le persone con diagnosi di ipercolesterolemia circa una su tre ha riferito di effettuare una terapia farmacologica; questa non deve comunque essere considerata sostitutiva dell’adozione di stili di vita corretti: in molti casi i valori di colesterolo nel sangue possono essere controllati semplicemente svolgendo attività fisica regolare e/o seguendo una dieta appropriata. Carta e punteggio individuale del rischio cardiovascolare La carta e il punteggio individuale del rischio cardiovascolare sono strumenti semplici e obiettivi utilizzabili dal medico per stimare la probabilità che il proprio paziente ha di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus) nei 10 anni successivi. I Piani della Prevenzione Nazionale e Regionale ne promuovono una sempre maggior diffusione anche mediante l’organizzazione di iniziative di formazione rivolte ai Medici di Medicina Generale. Nella determinazione del punteggio si utilizzano i valori di sei fattori principali (sesso, presenza di diabete, abitudine al fumo, età, valori di pressione arteriosa sistolica e colesterolemia) allo scopo di pervenire ad un valore numerico rappresentativo del livello di rischio del paziente: il calcolo del punteggio può essere ripetuto nel tempo, consentendo di valutare variazioni del livello di rischio legate agli effetti di specifiche terapie farmacologiche o a variazioni apportate agli stili di vita. Il calcolo del rischio cardiovascolare è inoltre un importante strumento per la comunicazione del rischio individuale al paziente, anche allo scopo di promuovere la modifica di abitudini di vita scorrette. 141 Calcolo riferito del punteggio cardiovascolare (persone 35-69 anni, senza patologie cardiovascolari) Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche Asl Roma D 2008-11 (n= 729) Solo il 6,3% degli intervistati nella fascia 35-69 anni ha riferito di aver avuto il calcolo del punteggio di rischio cardiovascolare. Anche se con valori sempre molto bassi, il calcolo del punteggio di rischio cardiovascolare è risultato più frequente nella classe di età più adulta (9%) e nelle persone con almeno un fattore di rischio cardiovascolare (7%). Nel pool di Asl P.A.S.S.I. 2008-11 la percentuale di persone controllate nei due anni precedenti l’intervista è del 6,5%. Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni. Il range varia dal 3% dell’Umbria al 13% della Calabria. In Lombardia, Sardegna, Basilicata e Calabria non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione 142 Calcolo riferito del punteggio cardiovascolare (persone 35-69 anni, senza patologie cardiovascolari) (%) Prevalenze per regione di residenza – pool di Asl 2008-11 - Conclusioni e raccomandazioni La prevenzione delle malattie cardiovascolari è uno degli obiettivi del Piano della Prevenzione; la carta o il punteggio individuale del rischio cardiovascolare sono strumenti utili per identificare le persone a rischio, alle quali mirare trattamento e consigli specifici. Nella Asl Roma D, come pure in ambito nazionale, questi strumenti sono ancora largamente inutilizzati da parte dei medici; il Piano della Prevenzione prevede di promuovere la diffusione dell’utilizzo della carta o del punteggio di rischio attraverso un percorso formativo rivolto ai Medici di Medicina Generale e agli Specialisti già in corso di attuazione sul territorio regionale. 143 14.3 Le vaccinazioni La prevenzione primaria delle malattie mediante l’offerta attiva delle vaccinazioni sia ai minori che agli adulti è una delle importanti attività del Dipartimento di Prevenzione, U.O.S.D. Immunoprofilassi e Programmi di Prevenzione e Promozione della Salute. La nostra Azienda ha risposto con impegno al mandato dei Piani Nazionali e del Piano Regionale Vaccini facendosi promotrice di un’offerta sempre più “attiva” delle vaccinazioni sia alla popolazione residente sia alle popolazioni non stanziali, anche tramite specifici progetti ad hoc, quali: - offerta attiva gratuita della vaccinazione antipneumococcica ai soggetti a rischio per patologia; - piano di eliminazione del morbillo e sistema di sorveglianza immunitaria del morbillo; - offerta della profilassi per il viaggiatore internazionale, sulla base delle raccomandazioni internazionali; - offerta delle vaccinazioni alle popolazione dei campi nomadi; - campagna vaccinale antinfluenzale, nell’ambito della programmazione regionale; - campagna antirosolia nelle donne in età fertile (18-44 anni); - campagna antivaricella negli adolescenti, nelle donne in età fertile e negli adulti non immuni - offerta delle vaccinazioni antimeningite a soggetti a rischio per patologia L’offerta vaccinale, da prestazione tradizionalmente passiva, si è trasformata in un’offerta attiva e qualificata. Infatti, per perseguire un aumento della adesione alla vaccinazione, si è prestata estrema attenzione al miglioramento della qualità delle attività vaccinali, tramite: o o o o o o l’adeguamento delle risorse strumentali in dotazione dei singoli presidi vaccinali (informatizzazione in rete, frigoriferi termografati, carrelli di emergenza) il miglioramento dell’accessibilità ai servizi, mediante l’ampliamento degli orari di apertura e l’offerta su appuntamento, mantenendo una giornata di accesso libero; la rilevazione sistematica del gradimento del servizio da parte dei cittadini, l’allestimento di un angolo accoglienza dedicato ai bambini con giochi, libri e materiale per disegnare. l’utilizzo di vaccini combinati (esavalente, pentavalente, MPRV) che riduce il numero di somministrazioni e migliora la compliance dell'utente la qualificazione professionale del personale, mediante corsi di formazione in materia vaccinale, di comunicazione e counselling, partecipazione a convegni, riunioni tra pari, tavoli di discussione, journal club, predisposizione per gli operatori di materiale di approfondimento sulle vaccinazioni. manuale delle procedure, linee guida aziendali (aggiornate nel 2011), procedura Aziendale per la gestione dei casi di dissenso alle vaccinazioni dell’obbligo (2012) maggiore e più accurata informazione all’utenza. E’ stato avviato il monitoraggio del fenomeno dell’obiezione alle vaccinazioni dell’obbligo, fenomeno che sembra contenuto ma che non era mai stato quantificato in precedenza: in ogni distretto è stato individuato un Medico Referente per i casi di dissenso, che convoca i genitori, ascolta le motivazioni del rifiuto e dopo due o più incontri cerca di ottenere il consenso a una o più vaccinazioni. In caso contrario, egli avvia la procedura prevista: acquisizione di firma sul modello del dissenso e segnalazione all’Autorità Sanitaria. 16 bambini nati nel 2010 risultano inadempienti alle vaccinazioni dell’obbligo, 2 nel Distretto1, 7 nel distretto 2, 5 nel distretto 3 e 2 nel distretto 4. 144 La vaccinazione antinfluenzale viene attivamente offerta a campagna in epoca autunnale ai soggetti di età uguale e superiore ai 65 anni e alle persone di età inferiore ai 65 anni a rischio di complicanze da influenza, perché affette da patologie croniche o perché in condizione di rischio ”sociale” (personale sanitario, personale di assistenza a persone ad alto rischio, personale impegnato in professioni di pubblica utilità, nomadi, personale a contatto con animali). Nella Regione Lazio tale offerta avviene principalmente mediante la somministrazione diretta da parte dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta. Mentre i MMG sono tenuti a partecipare alla campagna in base all'Accordo Collettivo Nazionale della Medicina Generale (vi hanno preso parte 456/465 MMG iscritti all'Azienda), per i Pediatri di Libera Scelta l'adesione è su base volontaria (hanno aderito nella stagione 2011-2012, 5 pediatri, tra gli 82 operanti). Gli utenti possono rivolgersi inoltre ai Centri Vaccinali Aziendali che organizzano sessioni apposite. Infine tale vaccinazione viene offerta ai soggetti ricoverati o in assistenza domiciliare; essa è promossa attivamente presso le principali sedi di aggregazioni degli anziani, presso le scuole, gli uffici comunali, le caserme. La vaccinazione antipneumococcica viene consigliata ed offerta gratuitamente ai soggetti in condizioni di alto rischio per malattia pneumococcica, secondo le indicazioni del Piano Regionale della Prevenzione Vaccinale 2012-14. Nella campagna vaccinale antinfluenzale 2011/2012: in tutta la Regione Lazio e in Italia si è verificata una diminuzione dei soggetti che si sono sottoposti alla vaccinazione antinfluenzale. Sono state effettuate complessivamente 102.872 vaccinazioni (5.395 dosi in meno rispetto alla precedente campagna vaccinale), sono stati vaccinati 102.723 soggetti (5.450 utenti in meno), dei quali 72.825 al di sopra dei 65 anni (1.328 in meno) e 29.898 < a 65 (4.202 utenti in meno). La copertura raggiunta nei soggetti ultrasessantacinquenni è stata pari a 64%. Come rilevato anche nei precedenti anni, si sono sottoposti a vaccinazione in numero maggiore i soggetti affetti da malattie croniche dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, seguono i contatti familiari di soggetti ad alto rischio e i diabetici. Tabella 1 - Campagna Antinfluenzale Stagionale 2011/2012. Totale dosi di vaccino somministrate. età (anni) DISTRETTO Soggetto vaccinatore 1 MMG/PLS SERV tot 2,873 97 2,970 5,745 38 5,783 8,618 135 8,753 2 MMG/PLS SERV tot 11,289 465 11,754 24,670 95 24,765 35,959 560 36,519 3 MMG/PLS SERV tot 7,889 295 8,184 22,041 233 22,274 29,930 528 30,458 4 MMG/PLS SERV tot 6,794 337 7,131 19,722 281 20,003 26,516 618 27,134 52,947 125,647 102,864 Totale <65 ≥65 TOT 145 Tabella 2 - Campagna antinfluenzale Stagionale 2011-12. Motivo della vaccinazione - suddivisione per Distretto. età (anni) DESCRIZIONE Altre mal.metab.(inclusi obesi BMI>30 e gravi pat.concomitanti) Altri soggetti addetti a serv.pubblici di primario interesse collettivo. Diabete mellito Donne 2°-3° trim.gravidanza all'inizio della stagione epidemica Epatopatie croniche Età >= 65 anni Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio Individui di qualunque età ricoverati in strutture per lungodegenti Insufficienza renale cronica Malattie congenite o acquisite che comportino deficit immunitario Malattie croniche dell'apparato cardio-circolatorio Malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie Mal.app respiratorio di cui al punto 2 del Protocollo Malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale Medici e personale sanitario di assistenza Patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie Pat.per le quali sono programmati importanti int.chirurgici Personale a contatto con animali possibili fonte d'infezione Personale Forze Ordine (Polizia Stato/Prov.le/Munic.le, CC, GdF, PP, GF), VVFF e personale della protezione civile Tumori TOTALI 0_9 3 0 3 0 1 0 67 9_65 65_74 distretto 75 905 2,467 2,488 17 346 0 33,387 39,438 3,626 totale 908 2,467 2,491 17 347 72,825 3,693 d1 98 d2 315 d3 310 d4 185 942 241 569 715 930 289 787 485 4 2 6 5 99 27 102 119 5,783 24,765 22,274 20,003 365 1,252 990 1,086 0 4 25 173 25 177 0 13 0 63 23 51 2 50 21 32 3 295 1,252 6,625 183 7,323 1,273 6,657 186 7,618 129 809 25 616 428 2,574 69 3,619 336 1,960 50 1,827 380 1,314 42 1,556 3 0 318 1,424 321 1,424 28 61 123 433 99 427 71 503 1 0 0 134 61 126 135 61 126 14 9 42 55 17 49 38 16 17 28 19 18 0 1 575 1,396 575 1,397 57 129 244 492 129 421 145 355 434 29,464 33,387 39,438 102,723 8,737 36,473 30,432 27,081 146 La vaccinazione antinfluenzale è consigliata ai bambini affetti da malattie che, contraendo l'influenza, potrebbero andare incontro a complicanze: nella campagna 2011-12, nella fascia di età 0-9 aa, sono stati vaccinati 434 bambini (rispettivamente 59 nel Distretto 1, 169 nel Distretto 2, 68 nel Distretto 3, 138 nel Distretto 4). Rispetto al precedente anno si sono vaccinati 202 bambini in meno. Analizzando la Tabella 3 si evidenzia che i minori più vaccinati sono quelli affetti da patologie croniche dell'apparato respiratorio e, in minor misura, cardio-circolatorio. Si ha comunque la sensazione che i piccoli affetti da patologie siano poco vaccinati; probabilmente se l'adesione alla campagna da parte dei pediatri fosse più significativa, si riuscirebbe ad estendere la vaccinazione ad un maggior numero di questi bambini. 147 Tabella 3 - Campagna antinfluenzale Stagionale 2011-12 bambini patologici di età 0-9 anni. DESCRIZIONE Altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI > 30 e gravi patologie concomitanti) Diabete mellito Donne nel 2° e 3° trimestre di gravidanza all'inizio della stagione epidemica Epatopatie croniche Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio Insufficienza renale cronica Malattie congenite o acquisite che comportino deficit immunitario Malattie croniche dell'apparato cardiocircolatorio Malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie Mala.app.resp. - punto 2 del Protocollo Malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale Patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie Patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici Tumori totale D1 donne distretto D2 D3 D4 1 1 Tot D1 2 1 uomini distretto D2 D3 0 2 D4 Tot TOTALE 1 3 3 3 0 0 1 1 1 21 37 67 1 2 4 1 0 0 3 1 5 21 30 1 2 2 1 2 13 2 2 3 4 11 1 3 6 10 21 5 5 4 3 17 4 6 4 14 31 1 1 1 2 3 141 17 37 155 296 1 2 3 1 0 1 0 0 0 1 228 1 434 1 21 68 18 34 1 1 1 32 78 31 65 0 206 79 22 1 1 27 91 37 73 148 Dall’analisi dei dati settimanali del sistema di sorveglianza INFLUNET si può evidenziare che l’incidenza totale a livello nazionale dell’influenza ha raggiunto il picco (9.63 casi per 1.000 assistiti) nella 5°settimana del 2012. Il maggior numero di casi si è verificato nelle fasce d’età 0-4 e 5-14 anni,maggiormente suscettibili perché non esposte alle precedenti epidemie influenzali e non vaccinate. I risultati del monitoraggio virologico (novembre 2011 - maggio 2012), hanno evidenziato una circolazione largamente predominante del ceppo A/H3N2, rispetto agli altri due virus epidemici, A/H1N1 e B. Sono risultati positivi per influenza in totale a livello nazionale 1.669 campioni clinici; i virus di tipo A sono risultati nettamente predominanti (96%), rispetto a quelli di tipo B (4%). Nell’ambito del tipo A (n. 1.612 campioni positivi), il ceppo H3N2 è stato diagnosticato nell’ 92.5% dei casi (n. 1.491 campioni positivi). Vaccinazione Anti Papillomavirus Le infezioni da papillomavirus umano (Hpv) sono responsabili dei tumori del collo dell’utero e di un gran numero di tumori ano-genitali e orali. Dal 2007 in Europa sono disponibili due vaccini in grado di prevenire le infezioni da due tipi oncogeni di Hpv (16 e 18), responsabili di oltre il 70% dei casi di cervicocarcinoma e limitatamente ad uno dei vaccini anche le condilomatosi da genotipo 6 e 11. La popolazione target delle campagne di vaccinazione contro il papilloma virus è rappresentata da ragazze in età prepuberale e giovani adolescenti, poiché la maggior parte delle infezioni viene trasmessa per via sessuale in età adolescenziale. Nel marzo 2008 nella nostra Azienda USL è stata avviata la campagna anti papilloma virus, con l’offerta attiva e gratuita del vaccino alle dodicenni: alle bambine nate nel 1996, nel 1997, e successivamente alle nate nel 1998, nel 1999, nel 2000 e 2001 come da indicazioni della Regione. In queste 6 coorti di nascita sono state effettuate a fine 2012 n. 22.269 dosi; nella fig. 1 le coperture raggiunte: coorte 1996 la copertura raggiunta a tale data per 1° dose è la seguente: aziendale 49.5% (D1 50 %, D2 52.8%, D3 44%, D4 43.6%); nella coorte 1997: aziendale 60.4% (D1 56.7%, D2 64.7%, D3 60%, D4 55%); nella coorte 1998: aziendale 67% (D1 74%, D2 69.3%, D3 74%, D4 52.5%); nella coorte 1999: aziendale 67.6% (D1 78.6%, D2 72%, D3 62.5%, D4 59.9%), nella coorte 2000: aziendale 60% (D1 62%, D2 59.3%, D3 59.8%, D4 54.8%) . (Figura 1). 149 Figura 1 – Campagna antipapillomavirus: coperture aziendali e per distretto. Coperture aziendali HPV 150 151 Vaccinazioni pediatriche I bambini nati nel 2010 e residenti nella Asl Roma D sono 5.546 (fonte anagrafi comunali). Di questi risultano vaccinati entro dicembre 2012 per 3° dose di esavalente9 5.722 bambini pari al 103 % della popolazione residente di tale coorte di nascita; per 1° dose di morbillo-rosolia e parotite (MPR) 5.268 pari al 95% e per lo pneumococco (PNM) sono stati vaccinati 5.420 bambini, pari al 97%, copertura aumentata rispetto a quella raggiunta nella coorte 2009. Nella profilassi delle meningiti batteriche rientra anche il vaccino antimeningococcico di tipo C, offerto gratuitamente ai bambini a rischio per patologia e consigliato comunque entro il primo anno di vita e negli adolescenti, fasce di età a maggior rischio (dati del SIMI-ISS, sistema di sorveglianza delle meningiti batteriche). I bambini della coorte 2010 che hanno effettuato la vaccinazione sono 4.221 per una copertura del 76 %; gli adolescenti 11-15 anni vaccinati nel 2012 sono stati 267. 313 bambini nati nel 2010 hanno effettuato anche la vaccinazione contro la varicella. Tutte le vaccinazioni sopraelencate vengono offerte in forma attiva Nella Figura 2 in dettaglio le coperture aziendali e distrettuali per singola vaccinazione. Figura 2 - Copertura vaccinale per vaccinazioni obbligatorie e raccomandate nei nuovi nati. 9 polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, haemophilus influenzae B 152 153 Dissenso alle vaccinazioni dell’obbligo: nel 2012 è stata redatta una procedura aziendale per la gestione dei casi di dissenso all’obbligo vaccinale. A fine dicembre 2012 risultavano non aver effettuato le vaccinazioni dell’obbligo per motivi ideologici 15 bambini nati nel 2010, 13 bambini nati nel 2011 e 6 nati nel 2012. I genitori sono stati invitati a colloquio informativo con il medico referente per i casi di dissenso e hanno firmato il modello del dissenso informato. I nominativi sono stati inviati al Sindaco e per conoscenza al Pediatra di Libera Scelta. Offerta vaccinazioni dell'età evolutiva nei campi nomadi Ai bambini presenti nei campi nomadi vengono offerte le stesse vaccinazioni che sono proposte ai bambini italiani: da qualche anno la nostra azienda effettua interventi vaccinali direttamente nei campi nomadi10, specie in caso di epidemie (per es. di morbillo nell’agosto del 2006 e di epatite A verificatesi nell’aprile 2007), e si vaccina anche presso gli ambulatori Asl con discreta regolarità i soggetti della fascia d'età 0-18 anni. E’ difficile stimare le coperture vaccinali, in quanto queste persone si spostano frequentemente e, pur chiamandoli a vaccinazione con regolarità più volte all'anno, raramente vengono vaccinati gli stessi soggetti. Nel 2012 sono stati vaccinati n. 68 soggetti nella fascia d'età 0 -18 anni, di cui 35 femmine e 33 maschi, per un totale di 155 dosi vaccinali somministrate. Offerta di altre vaccinazioni e Conclusioni La vaccinazione anti-varicella è offerta attivamente e gratuitamente agli adolescenti dall'11° al compimento del 15° anno: i ragazzi vaccinati in questa fascia d'età entro la fine del 2012 sono stati 127; inoltre ad altri soggetti a rischio la stessa vaccinazione è stata somministrata in 132 adulti di entrambi i sessi: di questi ,92 erano donne nella fascia d’età 18-44 anni. L'offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti rosolia alle donne in età fertile (18-44 anni): le donne in età fertile vaccinate nel 2012 sono state 196. Purtroppo continuano a manifestarsi casi di rosolia congenita nonostante si abbia a disposizione un vaccino efficace e sicuro e non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo previsto dal nuovo Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia congenita 2010-15 (< 1 caso di rosolia congenita ogni 100.000 nati vivi) se alla vaccinazione dei nuovi nati non si affiancherà un’efficace azione di recupero delle donne in età fertile non immuni. In conclusione, nonostante la tradizione dell’obbligo vaccinale, vi è tuttavia difficoltà a raggiungere coperture vaccinali ottimali per alcune delle vaccinazioni raccomandate, oggetto di offerta attiva, dovuta alla resistenza culturale alle vaccinazioni, alla sottovalutazione della pericolosità di alcune malattie (ormai scomparse grazie alla vaccinazione) e alla sopravvalutazione dei possibili effetti collaterali dei vaccini. Per incrementare dunque la popolazione protetta occorrerà anche un cambiamento culturale, oltre ad un ulteriore sforzo da parte sia dei Pediatri e dei Medici di Medicina Generale, che degli operatori dei centri vaccinali nel fornire informazioni sui vaccini il più possibile complete, in modo che il genitore possa fare una scelta consapevole. Per quanto riguarda le vaccinazioni dei soggetti a rischio, ai quali sono consigliate fortemente le vaccinazioni raccomandate, è necessaria una forte collaborazione fra i diversi servizi aziendali, i MMG/PLS, gli specialisti ambulatoriali e ospedalieri. 10 I campi presenti sul territorio Aziendale sono due: Ortolani (XIII Municipio) e Candoni (XV Municipio). 154 14.4 Il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica La presente relazione è un documento informativo finalizzato ad analizzare le attività svolte dall’UOC SISP in rapporto ai bisogni della popolazione espressi e/o inespressi e alle domande indotte senza un reale bisogno originario di salute. Altra finalità del documento è quella di individuare gli eventuali scostamenti tra bisogni, domanda ed offerta e quindi di inserirsi nella programmazione dell’attività futura. Il campo d’intervento dell’UOC SISP può essere schematizzato come segue: 1. Verifica del rispetto di procedure idonee a prevenire la diffusione di malattie infettive in attività sanitarie. 2. Verifica del rispetto di procedure idonee a prevenire la diffusione di malattie infettive o altri effetti sanitari avversi nella pratica di attività rivolte alla persona (trattamenti estetici e cosmetologici, acconciatori, saune, centri benessere, tatuaggi, piercing, piscine, palestre e impianti sportivi). 3. Verifica delle condizioni igienico ambientali (microclima, salubrità degli ambienti) nelle strutture sanitarie, socio assistenziali, recettive turistiche scolastiche e ricreative. 4. Protezione della popolazione generale e di quella sottoposta a pratiche sanitarie dagli effetti nocivi delle radiazioni ionizzanti. 5. Controllo delle prescrizioni e limitazioni poste all’esercizio di attività lavorative al fine di prevenire effetti negativi sulla salute della popolazione. 6. Attività di sorveglianza sulle malattie infettive e parassitarie e relativa profilassi delle stesse. 7. Vigilanza sui rischi nella popolazione per presunto inquinamento da Campi elettromagnetici e da Amianto. Bisogno di salute Al 31/12/2012 la popolazione residente era di n.ro 75315 abitanti nel Comune di Fiumicino, n.ro 231273 nel XIII Municipio, n.ro 154019 nel XV Municipio e n.ro 143728 nel XVI Municipio per un totale di n.ro 605335; da tenere in considerazione il fatto che nel periodo estivo la popolazione presente nel Litorale del XIII Municipio e del Comune di Fiumicino raddoppia per il fenomeno del turismo balneare, questa peculiarità fa sì che in tale periodo viene effettuata anche attività di vigilanza su circa 100 stabilimenti balneari e spiagge libere attrezzate. Nell’anno 2012 il SISP è stato coinvolto in numerosi problemi, in parte derivanti da applicazione di norme, in parte da bisogni di salute percepiti dalla popolazione di riferimento relative alle più svariate problematiche anche non direttamente correlate con la salute pubblica, quali ad esempio cattivo funzionamento di ascensori, installazione di caldaie a gas con scarico dei prodotti di combustione negli appartamenti, caldaie murali con produzione di aria calda, messa a norma di cancelli carrabili di abitazioni, traffico di veicoli pesanti, impianti di illuminazione pubblica, immobili pericolanti per problemi di staticità. Infatti la popolazione riconosce il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica come il punto di riferimento più facilmente accessibile per la tutela della salute e la prevenzione di tutti gli inconvenienti, ivi compresi quelli non più di ns. competenza (cfr. referendum ambientale del 1993 sancito dal DPR 177/93) per la mancanza sul territorio di riferimenti istituzionali certi sia a livello ambientale sia impiantistici relativi alla incolumità delle persone. Questa UOC si fa carico di coinvolgere volta per volta le Istituzioni competenti comunicandolo agli interessati. Inoltre sono pervenute richieste d’intervento legate a problematiche relative all’installazione di SRB e presenza di elettrodotto a questo proposito si rimanda all paragrafo successivo. Si è continuata l’attività di prevenzione e di controllo dell’infestazione da zanzara tigre in collaborazione con lo SPRESAL. 155 Anche nel 2012 è continuata l’intensa affluenza di lavoratori extra comunitari per richiedere la certificazione di idoneità dei loro alloggi. I conseguenti numerosi sopralluoghi effettuati dagli operatori del SISP hanno permesso di evidenziare alcune situazioni di criticità igienico-sanitaria che, a tutela della salute degli stessi, ha portato all’emissione di prescrizioni sulla recettività e sulla salubrità degli appartamenti spesso sottovalutate dagli utenti; per contro numerose sono state le segnalazioni relative ad inconvenienti igienico sanitari degli appartamenti per umidità, carenze strutturali, infestazioni da acari, scarafaggi, vermi che hanno portato alla richiesta di O S per inabitabilità. Altri problemi di tipo abitativo sono scaturiti da comportamenti di soggetti non pienamente coscienti e responsabili delle proprie azioni che hanno portato a proposte di bonifica igienica di appartamenti e loro pertinenze riscontrati nel XV e nel XVI Municipio e nel Comune di Fiumicino. Numerose segnalazioni sono pervenute al Servizio per la presenza nel territorio di insediamenti abusivi sia nelle aree esterne sotto viadotti e/o terreni abbandonati (insediamenti nomadi di varie etnie) che in manufatti più o meno fatiscenti (popolazione extracomunitaria); in particolare sono state richiesti sgomberi con bonifica dei siti che hanno riguardato il XIII, XV e XVI Municipio. Come negli anni precedenti sono pervenuti esposti relativi alla presenza di manufatti in cemento- amianto che suscitano preoccupazione nei cittadini che hanno le loro abitazioni vicine a tali manufatti; per tale motivo il SISP è impegnato nella sensibilizzazione dei cittadini interessati, degli amministratori di condominio e dei proprietari dei manufatti inviando loro il Foglio illustrativo con la specifica degli obblighi previsti dalle legge. Spesso la problematica non viene a pieno risolta in quanto,anche quando le analisi effettuate dai Centri di Riferimento amianto riconosciuti dalla Regione come competenti in materia escludono il pericolo per la salute, il cittadino continua ad avere la convinzione di pericolo imminente per la sua salute; a tal riguardo si rimanda all’allegato 1 dal titolo” La percezione del rischio per campi elettromagnetici ed amianto” autore dr. M. De Masi. E’ proseguita la vigilanza sulle attività di cosmesi, estetica, tatuaggio e piercing con la verifica del rispetto della corretta prassi igienico-sanitaria dell’attività di estetica, di tatuaggio e piercing adottata dagli operatori del settore sensibilizzandoli sui rischi connessi a tali pratiche sia per loro che per l’utenza. A tal proposito sono stati effettuati in collaborazione con la Guardia di Finanza campioni di cosmetici soprattutto di provenienza estera (RPC) evidenziando delle anomalie riferite a Cromo, Nichel ed altre sostanze vietate dalla norma ma dalla stessa norma ammesse in tracce, senza una definizione del valore limite della traccia. Per il possibile effetto nocivo sulla salute questa UOC ha segnalato al Ministero della Salute le anomalie riscontrate per il seguito di competenza. Altra problematica in cui è stato coinvolto il Servizio è quella relativa allo sversamento di liquami che non riguarda solo il sottosuolo ma anche le strade con possibili ripercussioni per la salute; ciò ha comportato la richiesta dell’allaccio alla fognatura comunale in casi non ancora allacciati e interventi di sistemazione dell’asse fognario. Per prevenire i potenziali rischi per la salute derivanti da carenze igieniche sia di tipo strutturale che di conduzione dell’attività e di insalubrità dei locali sono stati effettuati controlli presso la varie tipologie di Strutture Sanitarie presenti nel territorio e controlli di qualità sulle apparecchiature radiologiche a campione negli ambulatori odontoiatrici, ambulatori veterinari e ambulatori radiologici, partecipando anche alla Commissione Regionale per la Radioprotezione per il rilascio del nulla osta di categoria b delle sorgenti di radiazioni ionizzanti. Il SISP come di consueto a tutela delle fasce deboli della popolazione ha vigilato sulle strutture residenziali per anziani e sulle comunità infantili (asili nido e scuole materne) per contrastare 156 condizioni di insalubrità, antigienicità e sovraffollamento e sono state emesse diffide per ristabilire condizioni di vita adeguate. Anche nel 2012 il SISP ha partecipato alle Commissioni di Vigilanza dei Locali di pubblico spettacolo esprimendo il parere di competenza. Particolare attenzione è stata data alle attrazioni di spettacolo viaggiante destinate ai bambini, che potrebbero comportare pericolo per la salute degli stessi, effettuando i controlli della tipologia di attrazione, della matricola, della sicurezza, della relazione tecnica di corretto montaggio, della chiarezza dei libretti d’istruzione e delle procedure di manutenzione per la sicurezza igienica. E’ proseguita l’attività di vigilanza nell’ambito dell’aeroporto internazionale “ Leonardo da Vinci “ degli spazi destinati alla sosta dei passeggeri, delle sale fumatori, delle sale conferenze, dei locali comuni e di tutti i servizi igienici. Si è continuata l’attività di prevenzione rivolta alle persone affette da Favismo richiedendo rispettivamente al Comune di Fiumicino e ai Municipi XIII, XV, XVI l’emissione del divieto di coltivazione di fave nelle vicinanze delle abitazioni degli affetti da favismo. Per quanto riguarda la profilassi malattie infettive e parassitarie si rimanda al paragrafo “Andamento delle malattie infettive epidemiologicamente rilevanti”. Da quanto sopraesposto si auspica il potenziamento della comunicazione rivolta sia al cittadino che ai vari servizi della nostra Azienda, il potenziamento della formazione del personale e la creazione di una strutturata integrazione funzionale tra tutte le figure della Prevenzione coinvolte ivi comprese quelle appartenenti ad Enti Esterni all’azienda (ARPA, Provincia, Comuni ecc.). 14.4.1 La percezione del rischio per campi elettromagnetici e amianto Lo stato di salute è legato indissolubilmente al livello di benessere socioeconomico della popolazione di riferimento. I dati demografici, sociali ed economici di sfondo delineano lo scenario da cui nascono molti problemi di salute della popolazione che a loro volta sono legati, se non determinati, da politiche economiche, sociali e “territoriali” prima ancora che da quelle sanitarie. Le politiche del territorio, quindi, dedicate ad ambiente, città , scuole, ricreazione e sicurezza, incidono in maniera determinante sulla qualità della vita potendo riverberare effetti significativi sulla salute delle persone. Il degrado ambientale e l’inquinamento, in genere, hanno come possibile effetto un aumento della percezione del rischio per il proprio stato di salute . Questo, a sua volta, contribuisce a determinare uno stato di disagio e preoccupazione che incidono in maniera determinante sul benessere PSICO/FISICO della persona con effetti negativi certamente misurabili in termini di salute. Anche la facilitazione di accesso alle informazioni attraverso i canali INTERNET, Blog tematici e piccole testate giornalistiche (stampa , web) spesso responsabili di informazione non corretta con fonti non controllate o, peggio, informazioni distorte e pilotate per scopi diversi, può avere l’ effetto di amplificare e di alimentare nella popolazione un ulteriore stato di preoccupazione e di disagio, incidendo ulteriormente sulla PERCEZIONE DEL RISCHIO Questa premessa è ciò che, attraverso vari tipi di feed-back pervenuti , è stato riscontrato nella popolazione dei Municipi di nostra competenza, con particolare esasperazione sul litorale di Ostia (Municipio XIII). I feed-back, considerati come indicatori , sono stati gli esposti pervenuti, gli accessi diretti di cittadini al servizio, le segnalazioni telefoniche (spesso veri e propri sfoghi), le prese di posizione di Comitati di Quartiere e le pubblicazioni dei media locali attraverso denunce dei cittadini. 157 Bisogni espressi e non espressi della popolazione ELETTROSMOG: Nell’ultimo ventennio, l’innovazione tecnologica sul sistema delle telecomunicazione ha determinato un radicale cambiamento del nostro modo di comunicare attraverso due sistemi fondamentali oramai fuso in un unico grande sistema: INTERNET E LA TELEFONIA MOBILE. I due sistemi iniziali, grazie alla tecnologia digitale si sono uniti in un unico grande sistema che fa della telefonia mobile anche un sistema di trasmissione dati consentendo, attraverso la nuova generazione di telefonini, l’accesso ad internet attraverso la rete mobile. Lo sviluppo di questo complesso sistema ha richiesto come adattamento tecnologico sul territorio la costituzione di aree di trasmissione denominate “celle”, in ognuna delle quali è installata una o più stazioni radio-base che sostiene il traffico in entrata e in uscita attraverso Onde ElettroMagnetiche di frequenza variabile tra 900 e 1800 M.Hz. che determinano un campo Elettro Magnetico in ragione della loro portata e direzionalità. L’esigenza di creare una rete completa, di tenere basso il valore di campo E.M. nel rispetto della normativa vigente, di assicurare i “ponti radio” a tutti i gestori di telefonia ha determinato la necessità di installare numerose stazioni radiobase (nella città consolidata i sono più di una per ogni isolato), determinando un impatto negativo sulla popolazione che, alla sola vista delle antenne, anche senza ulteriori dati oggettivi, si sente bersagliata da campi elettromagnetici e minacciata per la propria salute, con un sensibile aumento della percezione del rischio per il possibile inquinamento E.M. Allo stato, la letteratura scientifica non valuta le OEM a frequenze medio alte derivanti dalle stazioni radio base della telefonia mobile come possibili cause interferenti con la salute umana e la revisione dei più importanti studi sull’argomento non individua evidenze scientifiche sostanziali nel rapporto CEM salute umana relativa alle frequenze emesse. Le uniche evidenze (tra l’altro controverse) che mettono in rapporto patologie tumorali dell’uomo (casi di leucemia in età pediatrica) sono relative ad esposizioni importanti a OEM a bassa frequenza. Rimane l’indicazione nella letteratura scientifica di adottare un principio di precauzione in merito alla esposizione ai CEM in attesa che studi con raggio temporale più ampio vengano definiti. La O.M.S ha definito le radiazioni E.M a bassa frequenza (50Hz) come probabili cancerogeni. Meno percepito, ma con numero di segnalazioni in aumento, è l’esposizione a CEM a bassa frequenza derivanti da Linee elettriche di Alta Tensione o cabine di trasformazione elettrica. A tal proposito e sempre nel Municipio XIII negli anni scorsi è stata rilevata una situazione di potenziale rischio per una importante esposizione residenziale della popolazione del quartiere Longarina a Campi E.M. a bassa frequenza generata da un elettrodotto con carico di alta tensione con linee elettriche situate a a pochi metri da un agglomerato di case. L’Istituto Superiore di Sanità ha svolto uno studio epidemiologico sulla popolazione residente nel quartiere. I risultati di tale studio hanno evidenziato,tra l’altro,tre casi di neoplasie linfoemopoietiche nella popolazione in età pediatrica ed un altro caso in un soggetto adulto. Per altri soggetti sono state rilevate alterazioni in una serie di parametri ematologici. Anche se l’attività dell’elettrodotto è attualmente cessata,gli effetti della precedente esposizione al suo campo magnetico potrebbero ancora manifestarsi nella popolazione interessata ed accertamenti ematologici periodici permetterebbero di evidenziare tempestivamente il manifestarsi di patologie a carico del sistema emolinfopoietico. Ed è proprio in questa ottica che il Servizio, che ha seguito questa popolazione negli anni precedenti collaborando con l’Istituto Superiore di Sanità, si è fatto carico di un progetto, che si è svolto nell’anno 2011/2012, per la sorveglianza sanitaria della popolazione residente nel quartiere di Longarina ed esposta in passato al campo magnetico generato dall’elettrodotto con i seguenti obiettivi: continuare la sorveglianza epidemiologica e sanitaria della popolazione residente nel quartiere Longarina e già oggetto dell’indagine(252 persone), mediante accertamenti ematologici tendenti ad evidenziare precocemente eventuali alterazioni patologiche del sistema emolinfopoietico con partecipazione ovviamente carattere volontario; raccogliere i risultati degli accertamenti e le informazioni sulla salute dei soggetti coinvolti; fornire alla popolazione interessata le notizie sui risultati della sorveglianza. 158 Questo progetto si è concluso con un convegno dove sono stati illustrati i risultati della sorveglianza sanitaria alla popolazione e durante il quale è emersa con grande forza da parte dei convenuti la richiesta di proseguire la sorvegliana sanitaria ed, in particolare , l’esigenza da parte della popolazione di avere una Istituzione importante e credibile a vigilare sulla salute dei cittadini e sulle possibili situazioni che possano incidere negativamente sul benessere della stessa. La quasi totalità delle rilevazioni di immissione di campi E.M. sul nostro territorio, condotta da ARPA Lazio, sono peraltro risultate conformi ai limiti previsti dalla attuale normativa, considerata, in ambito europeo, come particolarmente cautelativa per la popolazione. Nonostante ciò parte della popolazione si dimostra oltremodo preoccupata correlando la presenza di Campi Magnetici ad effetti negativi sulla salute e manifestando la propria preoccupazione attraverso la costituzione di appositi comitati e associazioni, manifestazioni di piazza, articoli giornalistici su testate locali oltre che numerosi esposti e segnalazioni per i Servizi di Tutela della Salute sul Territorio Nel X Municipio (ex XIII) tale tematica è così sentita da indurre il Consiglio Municipale a costituire un “Osservatorio Epidemiologico Per i Campi ElettroMagnetici”, che si riunisce regolarmente oramai da anni nei locali del Comune. Quanto fin qui rappresentato , porta ad alcune considerazioni fondamentali: 1) è certo che esiste nella popolazione una ALTERATA PERCEZIONE DEL RISCHIO IN DIPENDENZA DELLA PRESENZA DEI CAMPI E.M. 2) risulta certa una disinformazione della popolazione, che accede a notizie e messaggi non controllati che alimentano false convinzioni e incidono, pertanto, sulla alterata percezione del rischio; 3) Non esiste una comunicazione controllata ed efficace da parte delle istituzioni che possa fornire le basi corrette per una valutazione da parte dei cittadini nei confronti di un argomento di per se delicato e di difficile interpretazione; 4) L’insieme dei fattori su esposti determina nella popolazione un senso di insicurezza, mancata protezione da parte delle istituzione e disagio che, come già espresso in precedenza, incidono negativamente sul benessere psico- fisico della popolazione e quindi sulla salute della stessa. Per tali motivi è stato avviato un progetto per uno “ studio epidemiologico per la valutazione del tasso di incidenza e mortalità per tumori su una coorte riferita ad una area urbana del XIII Municipio ed attivazione di un monitoraggio per la rilevazione delle OEM emesse da stazioni RB a medio termine.” Il presente progetto prende origine da una richiesta della Presidenza del XIII Municipio e di Comitati di Quartiere di cittadini residenti in una area al centro di Ostia denominata Parco della Vittoria. Tale richiesta sarebbe motivata dalla percezione, da parte della popolazione residente, di un presunto aumentato rischio sanitario caratterizzato da un presunto aumento di incidenza e mortalità per tumore nell’area urbana presa in esame. La popolazione, probabilmente parzialmente condizionata da una spinta emozionale derivante dalla presenza di un reale sovrannumero di antenne radiobase per la telefonia mobile posizionate su un unico sito rappresentato dalla Torre ACEA al centro dell’area urbanistica in esame, mette in riferimento tale presunto aumento di incidenza e mortalità per cause tumorali con una elevata esposizione di tipo residenziale ad onde elettromagnetiche generate dalle stazioni radiobase in questione (OEM ad alta frequenza). Tale percezione viene, peraltro, rafforzata da articoli che periodicamente compaiono sulla stampa locale determinando nella popolazione la convinzione che la loro zona di residenza sia una area sottoposta ad un elevato livello di inquinamento E.M. generando nei residenti uno stato di preoccupazione per la propria salute e determinando una condizione di disagio continuo e tensione che ne altera lo stato di benessere. L’obiettivo di restituire serenità e benessere alla popolazione e di fugare ogni dubbio in merito ad eventuali elementi di rischio che possano gravare sull’area in esame, di fornire strumenti di 159 valutazione certi ed obiettivi per superare la situazione di presunta alterata percezione di rischio per la salute e, nella certezza che uno stato di disagio e preoccupazione di una popolazione riverbera effetti negativi misurabili in termini di salute, fa ritenere opportuno procedere alla realizzazione di un progetto che si propone essenzialmente alcuni obiettivi principali distinti in tre STEP, che operativamente procedono comunque congiuntamente, e segnatamente: I Step: Valutazione epidemiologica II Step: Monitoraggio tecnico e valutazione dati III Step: Informazione della popolazione in merito alla evoluzione dello studio e sua definizione finale Materiali Contenenti Amianto (ETERNIT) E’ oggi considerata una emergenza nazionale, sia ambientale che sanitaria, con numeri impressionanti in Italia: 32 milioni di tonnellate di M.C.A. disperse nell’ambiente, un milione di tonnellate presenti nella nostra Regione, prevalentemente distribuito sui tetti delle nostre case; 34 mila siti contaminati e 16 mila casi di mesotelioma pleurico completano questo preoccupante quadro. Il 10% dei casi di mesotelioma non viene rapportato ad esposizione di tipo professionale di tipo diretto/indiretto o residenti prossimi a siti contaminati. Questo dato, in considerazione della diffusione dei materiali nelle nostre città e collettività, apre interrogativi in merito a possibili nuovi scenari, fino al momento sottovalutati dalla comunità scientifica, che tengano in considerazione oltre al lungo tempo di latenza per lo sviluppo di patologie asbesto correlate per gli esposti anche il possibile degrado dei manufatti presenti sul territorio. Tali cifre, assieme alle notizie di cronaca come la sentenza di Casale Monferrato che ha riportato alla ribalta le centinaia di morti nell’indotto della fabbrica che produceva l’ETERNIT fino agli anni ’90, hanno avuto una ricaduta “devastante” sulla popolazione di varie zone e comuni d’Italia, dove la presenza di materiali contenenti amianto è particolarmente consistente. Anche in questo caso la Percezione del Rischio da parte della popolazione è palesemente elevata e gli indicatori per rilevarla sono quelli già menzionati in precedenza. Nel nostro territorio particolare sensibilità alla problematica si riscontra sul X Municipio (ex XIII) e sul XV, dove sono maggiormente presenti coperture di immobili con MCA (Eternit). I feed back utilizzati per valutare l’allarme della popolazione sono stati gli esposti, le denunce sia scritte che verbali e/o telefoniche, gli articoli apparsi sulla stampa locale, le denunce alla Procura della Repubblica. Tali feed back hanno consentito, oltre a stabilire uno stato di effettiva preoccupazione della popolazione, soprattutto da parte di famiglie con bambini, di rilevare una importante e massiccia presenza di materiale in eternit concentrata in una zona centrale della città. Anche in questo caso per dare risposta alla popolazione e nell’intento di restituire serenità e fiducia nell’istituzione, oltre che a fornire dati obiettivi e valutazioni sulla base di certezze fondate su strumenti di studio corretti, è stato predisposto un programma che si prefigge 2 obiettivi principali: 1. studio epidemiologico sulla popolazione del XIII Municipio, con esame dei dati di incidenza e prevalenza dei mesoteliomi e dei tumori dell’apparato respiratorio; 2. azione di verifica dello stato dei Materiali Contenenti Amianto, considerato che le norme previste dalla 257/94 e dal successivo decreto del ’96, appaiono per lo più disattese dai proprietari o amministratori di manufatti con MCA. 160 14.4.2 Andamento delle malattie infettive epidemiologicamente rilevanti Per alcune malattie infettive e parassitarie risultano molto efficaci misure di prevenzione da parte della Sanità Pubblica come, ad esempio, l’educazione ed una maggiore informazione sanitaria rivolta alla popolazione locale. E’ ormai chiaro come non sia possibile abbassare la guardia nei confronti delle malattie infettive e come il controllo di tali patologie non possa più dipendere esclusivamente dalla scoperta di nuovi vaccini ed antibiotici. Una strategia più complessa si rende necessaria per essere in grado di arrestare le nuove malattie infettive(nuovi virus influenzali, SARI). prima della loro diffusione. Solo la capacità di segnalare, da parte dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie, i rischi epidemici in tempi rapidi ci consente di avviare tempestive azioni di controllo delle malattie diffusive. Nel territorio della Asl Rm/D vi sono alcune zone ad alta densità abitativa ed in progressivo aumento demografico; inoltre si è riscontrata un’alta incidenza di popolazione disagiata con problemi di natura igienico-sanitaria. Nelle tabelle viene rappresentata la distribuzione di alcune malattie infettive epidemiologicamente rilevanti in seno alla popolazione residente nel territorio della Asl Roma D distribuita nei quattro distretti sanitari e successivamente confrontati anche con i dati regionali 2011. La Scarlattina è una malattia streptococcica caratterizzata da un esantema cutaneo, non esiste vaccino, si cura con terapia antibiotica ed è tipica in età pediatrica, per cui il SISP attiva la sorveglianza sanitaria sia nel nucleo famigliare che nelle comunità scolastiche del territorio. La scabbia è una malattia parassitaria dovuta ad un acaro, Sarcoptes scabiei , si trasmette per contatto diretto cute –cute e indiretto tramite materiali parassitati; è endemica in molti paesi. Recentemente la malattia interessa le popolazioni di ogni livello socio economico, forse per l’incremento della vita associativa, viaggi, nuovi costumi sessuali. Il SISP si trova particolarmente impegnato a prevenire una possibile epidemia quando un caso riguarda una persona ricoverata in una Comunità residenziale oppure in Ospedale; lo stesso avviene per le comunità scolastiche. La salmonellosi non tifoidea sono causa frequente di disturbi acuti dell’apparato digerente; si possono trasmettere tramite alimenti contaminati e fomites. Per prevenire questo tipo di infezione è sufficiente attenersi a delle regole di igiene che vengono anche impartite dagli operatori del SISP in particolar modo nelle scuole con norme di educazione sanitaria. La Legionellosi è una “sorvegliata speciale” in quanto ha un sistema di sorveglianza nazionale (Registro nazionale delle legionellosi presso ISS) ed un programma di sorveglianza europea (European Working Group on Legionella Infection). L’inchiesta epidemiologica comporta anche una accurata indagine ambientale coordinata dai medici del servizio Profilassi Malattie Infettive nel proprio territorio insieme all’ARPA Lazio ed ai tecnici del SISP ASLRmD. I dati dell’inchiesta vengono inviati all’ISS che li trasmette all’EWGLI coordinato dal (CDSC) del Public Health Laboratory Service (PHLS) di Londra. Le Meningiti hanno una grande rilevanza in sanità pubblica sia per l’allarme che determinano nella popolazione sia per gli esiti che la meningite può avere. Pure essendo della seconda classe (D.M. 15/12/1990) rientra tra le malattie notificate secondo modalità descritte nei Flussi Informativi speciali. La Regione Lazio ha recentemente avviato una riorganizzazione del sistema di sorveglianza sulle meningiti batteriche che include oltre al SIMI (Sistema Informativo Malattie Infettive), il sistema nazionale di sorveglianza ospedaliero e quello regionale di laboratorio. La Tubercolosi (TB) costituisce tuttora un rilevante problema di Sanita' Pubblica, per il cui controllo e' necessario un intervento organico di riduzione della diffusione della malattia nella popolazione. Le misure individuate dalle “ linee guida per il controllo della tubercolosi” del 1999 e successivi aggiornamenti del 2009, concorrono complessivamente ad un obiettivo di salute collettiva. Il controllo della malattia tubercolare nei contesti epidemiologici a bassa endemia, quale l’Italia (si verificano, infatti, meno di 10 casi di malattia ogni 100.000 abitanti), avviene principalmente tramite la prevenzione della trasmissione di Mycobacterium tuberculosis da parte dei soggetti contagiosi e la prevenzione della progressione dell’infezione tubercolare latente (ITL) a TB attiva. La rilevazione e la segnalazione in tempi rapidi dei casi sospetti di TB è un attività cruciale nei programmi di controllo della TB in quanto il trattamento farmacologico adeguato dei casi di TB attiva interrompe la catena di trasmissione della malattia. Quando si verifica un caso di TB in una scuola, come già avvenuto nel territorio della nostra ASL nel 2012, il personale dei 161 servizi responsabili delle attività di sorveglianza (SISP) deve intervenire presso la scuola, rendersi conto della situazione logistica, delle caratteristiche strutturali ed ottenere un piano della frequenza delle attività curricolari ed extracurricolari di insegnanti, personale non docente ed alunni. Se ad uno studente viene diagnosticata una TB contagiosa, tutti gli alunni che ne condividono la classe per attività didattiche devono essere valutati prioritariamente nell’attività di ricerca dei contatti. Se ad un insegnante viene diagnostica una TB contagiosa, gli studenti che abbiano frequentato le classi dove l’insegnate ha tenuto lezioni nei 3 mesi precedenti devono essere valutati prioritariamente nell’attività di ricerca dei contatti. Le linee guida raccomandano il follow-up dei pazienti trattati, la prevenzione e controllo della TB in pazienti ad alto rischio, tra i quali soprattutto i contatti dei casi, il miglioramento dell’accesso ai servizi. 162 Tabella 1 – Distribuzione dei casi per classe di malattia, distretto di residenza, età e sesso. Anno 2012. Classe Malattia II III IV V 0-14 m f Legionellosi Meningite Meningococcica Meningite purulenta ad ez. sconosciuta Meningo-encefalite acuta virale Scarlattina Salmonellosi non tifoidee Micobatteriosi non tubercolare Tubercolosi polmonare Tubercolosi extrapolmonare Tubercolosi polm.+ extrapolmonare Scabbia Meningite da Haemophilus Meningite da Pneumococco Meningite da Batteri specificati Distretto 1 14+ m f tot 0-14 m f Distretto 2 14+ m f tot 2 4 1 5 1 1 1 1 1 1 1 1 2 1 8 9 2 3 2 20 1 1 1 3 36 21 3 3 1 2 1 2 1 1 1 0 3 6 4 1 4 1 Distretto 3 14+ m f 6 3 tot 0-14 m f 9 Distretto 4 14+ m f 7 5 0 2 tot 12 0 3 1 0 2 4 59 8 21 18 7 2 1 3 0 39 10 10 13 1 5 1 2 1 1 4 20 4 3 3 2 13 1 5 9 19 5 24 12 5 17 7 6 13 0 2 1 3 1 1 2 1 3 4 0 2 0-14 m f 0 6 4 10 10 0 0 2 0 0 1 1 0 5 4 7 8 24 2 2 5 2 0 2 11 0 2 0 1 1 1 2 2 1 2 163 Per quanto riguarda il confronto con i tassi d’incidenza della Regione Lazio, si dispone del solo dato di confronto relativo all’anno 2011 che rileva una maggiore incidenza nell’ASL ROMAD dei casi di Legionellosi, Scarlattina, Salmonellosi non tifoidee e Meningiti. Per le Tubercolosi il dato dimostra un trend in aumento rispetto a quello regionale anche se non è possibile verificare puntualmente se lo stesso aumento dei casi di Tubercolosi nel territorio dell’ASLROMAD è ugualmente riscontrabile nella Regione per l’anno 2012 in quanto i dati in possesso della Regione si riferiscono al 2011. Come si può notare, tra le malattie infettive prese in considerazione, la Scarlattina risulta essere, come noto, particolarmente diffusa in età pediatrica. Per quanto riguarda le malattie dermatologiche infettive e parassitarie la Scabbia rileva una maggiore incidenza nei distretti 3 e 4, sia negli adulti che nei bambini. Per la Legionellosi nel nostro territorio si osserva un aumento dei casi notificati con un tasso di incidenza per 100.000 abitanti di 4,7 nell’anno 2012.(Tabella 2) Tabella 2 - Confronto tra i casi relativi alla popolazione residente nel territorio dell’ASL RMD anno 2012, con quelli della popolazione residente nella Regione Lazio anno 2011 e relativi tassi di incidenza (per 100.000 abitanti) per Distretto Sanitario di residenza. N. casi D1 D2 D3 D4 RMD Lazio Legionellosi Meningite Meningococcica Meningite purulenta ad ez. sconosciuta Meningo-encefalite acuta virale Scarlattina Salmonellosi non tifoidee Tubercolosi polmonare Tubercolosi extrapolmonare Tubercolosi polm + extrapolmonare Micobatteriosi non tubercolare Meningite da Pneumococco Meningite da batteri Specificati D1* tasso per 100.000 D2* D3* D4* RMD* Lazio** 2 1 5 1 9 0 12 0 28 2 56 28 2.73 1.36 2.2 0.43 5.88 0 8.42 0 4.7 0.34 0.98 0.49 1 1 3 0 5 28 1.36 0.43 1.96 0 0.84 0.49 2 4 0 4 10 47 2.73 1.75 0 2.8 1.68 0.82 20 3 59 8 39 13 20 13 138 37 797 233 27.39 4.1 25.87 25.48 3.5 8.49 14.04 9.13 23.15 6.21 13.91 4.07 9 24 17 13 63 518 12.33 10.53 11.1 9.13 10.57 9.04 0 3 2 4 9 73 0 1.32 1.3 2.8 1.51 1.27 0 0 0 1 1 44 0 0 0 0.7 0.17 0.77 0 2 1 5 8 m.i. 0 0.88 0.65 3.51 1.34 m.i 2 0 2 2 6 39 2.73 0 1.3 1.4 1 0.68 0 1 0 2 3 8 0 0.43 0 1.4 0.5 0.14 * Popolazione residente,2012 (fonte ASL RMD). D1 (Fiumicino): 70.985, D2 (Municipio XIII): 226.084, D3 (Municipio XV: 152.700, D4 (Municipio XVI): 142.983, ASL RMD: 592.752. ** Popolazione residente,2011 (Fonte SIMI): 5.728.688 164 14.5 Igiene degli alimenti e della nutrizione L’igiene degli alimenti La prevenzione delle malattie trasmesse attraverso gli alimenti si concretizza in attività di sorveglianza, vigilanza e controllo di tutta la filiera alimentare, dalla produzione primaria fino alla somministrazione, con l’obiettivo di garantire la sicurezza alimentare a tutela della salute. Nel 2012 l’attività di prevenzione è stata svolta, dalla UOS Vigilanza e Tutela Igienico Sanitaria degli Alimenti, presso 846 attività alimentari presenti sul territorio dei 4 distretti, attraverso 936 interventi di sorveglianza e vigilanza (ispezioni, verifiche documentali, campionamenti, audit), che hanno dato luogo complessivamente a 430 provvedimenti tra diffide, contravvenzioni, denunce, sospensioni di attività e sequestri di alimenti. Sono stati inoltre effettuati 153 campionamenti alimentari, di cui 87 su programma (Tabella 2). Le imprese alimentari del territorio sono state sottoposte a controllo in ordine alle priorità dettate da: programmazione del Servizio (analisi del rischio), programmazione Nazionale/Regionale/Aziendale, input da cittadini ed allerte da Autorità ed Enti Pubblici. Tabella 1- Attività del SIAN (Igiene degli alimenti). Dati comparativi triennio 20102012. 1 notifiche 2 richieste pareri/autorizzazioni 3 ulteriori richieste 4 pareri /autorizzazioni rilasciati 5 ulteriori pareri rilasciati 6 richieste da Autorità 7 richieste da privati per interesse privato 8 richieste da privati per interesse collettivo 9 insediamenti produttivi sottoposti a controllo 10 sopralluoghi effettuati per notifiche DIA 11 sopralluoghi per vigilanza programmata 12 ulteriori sopralluoghi di vigilanza 13 valutazione della documentazione 14 provvedimenti amministrativi e giudiziari 15 provvedimenti amministrativi e giudiziari 19 campionamenti 2010 2011 2012 1,218 38 16 8 20 203 1 54 841 219 202 539 326 406 49 174 1,515 49 11 13 22 183 0 67 785 165 401 431 342 339 74 151 834 44 11 10 26 226 0 46 846 131 311 495 313 324 106 153 Le tipologie di imprese maggiormente sottoposte a controllo, in relazione al numero totale di unità presenti sul territorio di competenza, sono state nell’ordine (Tabelle 2 e 3a): 165 TOTALI Produttori prevalent. a dettaglio (cod. 09) 66 Ristorazione collettiva (cod. 08) 1.9 Ristorazione pubblica (cod. 07) Trasporti Soggetti a vigilanza (cod. 05) 68 300 Trasporti Soggetti ad autorizz. anitaria (cod. 06) Distribuzione dettaglio (cod. 04) 150 Distribuzione ingrosso (cod.03) NUMERO DI UNITA' NUMERO DI UNITA' CONTROLLATE Produttori e confezionatori (cod. 02) Produttori primari (cod. 01) Tabella 2- SIAN- Igiene degli alimenti-UOS V.T.I.S.A.- dati di sintesi sul controllo ufficiale degli alimenti e delle bevande: attività ispettiva e tipologia di infrazioni anno 2012 8 2.44 370 580 5.88 21 29 20 296 0 2 321 116 41 846 23 32 20 338 0 2 355 121 45 936 2 3 0 42 0 0 34 5 4 90 0 0 0 73 0 0 5 1 8 87 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 a) Igiene Generale b) Igiene (HACCP, formazione personale) 0 10 0 107 0 1 98 31 0 0 0 17 0 0 13 4 0 34 c) Composizione d) Contaminazione (diversa da quella microbiologica) e) Etichettatura e presentazione 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 f) Altro PROVVEDIMENTI: a) Amministrativi 0 2 0 10 0 0 27 16 4 59 0 3 0 27 0 1 30 5 6 72 b) Notizie di reato 0 0 0 3 0 0 2 0 1 6 NUMERO DI ISPEZIONI NUMERO DI UNITA' CON INFRAZIONI TOTALE CAMPIONI PRELEVATI CAMPIONI NON REGOLAMENTARI NUMERO INFRAZIONI: 6 253 166 Tabella 3a - Numero di unità presenti nella Asl ROMA D e % sul numero di unità controllate. TIPOLOGIA ATTIVITA' CODICE Numero di unità Numero di unità presenti Asl RM/D controllate % produttori e confezionatori 2 68 42,6 8 370 31,35 6 8 25 distribuzione al dettaglio 4 1900 15,57 produzione primaria 1 150 14 ristorazione pubblica 7 2440 13,15 produttori e confezionatori che vendono 9 prevalentemente a dettaglio 580 7 3 300 6,6 5 66 0 ristorazione collettiva mezzi di trasporto autorizzazione distribuzione all'ingrosso mezzi di trasporto non autorizzazione soggetti soggetti ad ad Tra le imprese maggiormente sottoposte a controllo le unità con infrazioni, in relazione al numero di quelle controllate, sono state nell’ordine (Tabelle 2 e 3b): Tabella 3b - Numero di unità presenti nella Asl ROMA D, % sul numero di unità controllate (totale con infrazioni) TIPOLOGIA ATTIVITA' Numero di Unità Numero di unità controllate CODICE unità controllate con infrazioni presenti (%) (%) produttori e confezionatori 2 68 42,6 4 distribuzione al dettaglio 4 1900 15,57 2,2 ristorazione pubblica 7 2440 13,15 1,39 ristorazione collettiva 8 370 31,35 1,3 produzione primaria produttori e confezionatori che vendono prevalentemente a dettaglio mezzi di trasporto soggetti ad autorizzazione 1 150 14 1,3 9 580 7 0,6 6 8 25 0 distribuzione all'ingrosso mezzi di trasporto non soggetti ad autorizzazione 3 300 6,6 0 5 66 0 0 167 Tabella 3c - (numero di unità presenti nella Asl RM D 2012 / numero di unità controllate 2012 % / unità controllate con infrazioni 2012% / unità controllate con infrazioni 2011%) TIPOLOGIA ATTIVITA' Numero Unità Numero di di unità controllate unità CODICE presenti con controllate Asl RM/D infrazioni 2012 % 2012 2012 % Unità controllate con infrazioni 2011 % produttori e confezionatori 2 68 42,6 4 2,27 distribuzione al dettaglio 4 1900 15,57 2,2 13,74 ristorazione pubblica 7 2440 13,15 1,39 18,75 ristorazione collettiva 8 370 31,35 1,3 8,24 produzione primaria 1 150 14 1,3 0 produttori e confezionatori che vendono prevalentemente a dettaglio 9 580 7 0,6 11,26 mezzi di trasporto soggetti ad autorizzazione 6 8 25 0 0 distribuzione all'ingrosso 3 300 6,6 0 0 mezzi di trasporto non soggetti ad autorizzazione 5 66 0 0 0 Anche nel 2012 è stata rilevato un sensibile calo delle percentuali di unità controllate con infrazioni, come è facile osservare confrontando nella Tabella 3 c le percentuali del 2012 con le analoghe del 2011. Unica eccezione i produttori e confezionatori (codice 02), con un 4% di unità(3/29) con infrazioni (10 infrazioni di igiene generale, 3 provvedimenti amministrativi) contro jl 2,27% del 2011. L’attività di vigilanza è preminente, ma le sanzioni che spesso ne derivano non sono l’unico effetto prodotto: in realtà il Controllo Ufficiale e le Commissioni per il rilascio dei pareri su esame progetto sono anche occasioni per svolgere attività di educazione alla salute e di formazione verso gli OSA e verso i Cittadini. Nel 2012, ad esempio, presso le mense pubbliche e private del nostro territorio, è proseguita la campagna del Piano di Prevenzione Nazionale, dedicata essenzialmente agli aspetti nutrizionali e comportamentali collegati agli stili di vita della popolazione; il coinvolgimento attuato dalla UOS Sorveglianza ed Igiene della Nutrizione, con incontri a tema riguardanti il benessere come effetto di una corretta alimentazione, ha sicuramente avuto un impatto 168 positivo generalizzato sulla ristorazione collettiva del nostro territorio, contribuendo ad innalzare anche il livello di attenzione degli Operatori del Settore Alimentare di mense scolastiche ed aziendali e dell’ Utenza (alunni, genitori, lavoratori) verso la qualità offerta. In occasione poi degli audit finalizzati all’espletamento dell’iter autorizzativo delle strutture sanitarie private accreditate, presenti nel territorio della Asl Roma D, i nostri Tecnici della Prevenzione hanno collaborato con il SISP, testando, laddove presenti, le attività di ristorazione collettiva delle strutture di ricovero e cura interessate. Come negli anni precedenti anche nel 2012 la crescente richiesta di salute dei cittadini si è concretizzata nelle 46 segnalazioni (Tab.1) pervenute alla UOS VTISA, che sono state per circa i 2/3 inerenti alla ristorazione pubblica e sono scaturite, oltre che da inconvenienti di igiene generale interna al locale, da problemi relativi allo smaltimento dei fumi derivanti dai processi di cottura e dai problemi di disturbo arrecato da clienti che di notte si intrattengono nei pressi dei locali di ristoro. Il resto delle segnalazioni ha riguardato la media e piccola distribuzione per inconvenienti prevalentemente relativi a rumorose operazioni notturne di carico e scarico merci ed a scarsa igiene all’interno e/o all’esterno del locale. L’azione preventiva, attraverso la formazione continua degli Operatori del Settore Alimentare in corso di controllo ufficiale e l’educazione alla salute dell’utenza (giovanissimi in gran parte), è l’obiettivo del Servizio come giusta alternativa alla via sanzionatoria. Alle segnalazioni dei cittadini si sono aggiunte le 226 richieste da Autorità (Tab. 1), che hanno dato esito ad un elevato numero di interventi tempestivi ed irrinunciabili (495 Tab. 1) e che, in parte, hanno riguardato: le non conformità e le problematiche di natura amministrativa e/o penale collegate ad imprese alimentari, la procedura di allerta comunitaria con verifica immediata di ritiro dei prodotti segnalati non idonei al consumo ed alla commercializzazione, le indagini epidemiologiche a seguito di sospetti focolai epidemici ed episodi tossinfettivi. Oltre all’attività di controllo ufficiale sopra descritta, sono stati svolti piani mirati di attività di campionamento (87 dei 153 tra i campionamenti ed i reperti effettuati -Tab. 2), coordinati a livello comunitario, nazionale e regionale per la verifica della presenza di inquinanti biologici e chimici e di Organismi Geneticamente Modificati, per la verifica della presenza dei residui di prodotti fitosanitari usati in agricoltura, per le ricerche specifiche su determinati alimenti per la prima infanzia, per il controllo sui componenti dei contenitori alimentari e degli additivi alimentari. Sono in aumento domanda ed offerta nell’area di vendita e somministrazione di alimenti dietetici; i prodotti sono adattati alle esigenze delle varie fasce di età delle persone affette da patologie influenzate dall'alimentazione (celiaci, diabetici, nefropatici, allergici), con impegno maggiore da parte del Servizio nella sorveglianza e vigilanza in fase di autorizzazione delle imprese di produzione / vendita e di verifica attenta dei piani di autocontrollo nella somministrazione dedicata. E’ continuata, anche nel 2012, la ricezione delle dichiarazioni di inizio e modifica attività di imprese alimentari insediate sul territorio della Asl RM/D, fondamentale per una programmazione dell’attività di controllo ufficiale; è opportuno sottolineare che le Risorse 169 Umane dedicate al Controllo Ufficiale restano quantitativamente inadeguate alle esigenze di sorveglianza espresse da nuove tipologie di impresa (ad esempio locali aperti solo in fascia serale e/o notturna, locali etnici, strutture di accoglienza per minori che vanno dagli asili nido privati ad impronta familiare alle strutture di rieducazione) e da innovazioni tecnico strutturali proposte in alternativa alle tradizionali tecnologie previste dalle normative nazionali e dai regolamenti comunali (ad esempio cappe filtranti, a carboni attivi, prive di canna fumaria). Le D.I.A. (di inizio e modifica attività) sono pervenute in numero di 834 (Tab.1). I sopralluoghi, 442 (Tab.1), effettuati e d’obbligo per verificare presso l’impresa la corrispondenza di quanto dichiarato dall’OSA nella D.I.A., hanno spesso richiesto ulteriori sopralluoghi di verifica per non conformità riguardanti i requisiti tecnico strutturali e/o i piani di autocontrollo. La formazione del Personale, sanitario, tecnico ed amministrativo afferente l’area funzionale, è continua con impatto positivo sul livello di competenza ed autonomia e sullo snellimento di alcune procedure; in particolare si tende a promuovere la partecipazione degli Operatori agli eventi formativi che contribuiscano ad una migliore realizzazione ed applicazione di procedure, condivise e finalizzate ad ottimizzare gli interventi di vigilanza sulla sicurezza alimentare , che spesso vedono coinvolti più Servizi Dipartimentali. La formazione degli Operatori del Servizio, oltre a soddisfare l’implementazione delle competenze individuali e di gruppo finalizzate all’attività di controllo ufficiale nelle imprese alimentari, assume particolare rilevanza ed autorevolezza nel momento in cui gli Operatori medesimi divengono formatori; secondo la normativa vigente, infatti, è compito istituzionale del Servizio di Igiene degli alimenti e della nutrizione, contribuire, con gli altri Servizi Dipartimentali, alla realizzazione dei corsi di formazione e degli esami per il rilascio dei patentini obbligatori per coloro che comprano, vendono ed utilizzano i fitosanitari. Igiene della nutrizione Per quanto concerne l’Igiene della nutrizione, si è prestata attenzione ad ogni fascia di età, poiché gli effetti della malnutrizione (per eccesso o per difetto, in relazione ai macronutrienti o ai micronutrienti) riguardano ormai l’intera popolazione italiana. Per ogni fascia di età si e’ operato promuovendo l’adozione di corretti stili di vita, in particolare per favorire un’alimentazione equilibrata e variata, che insieme a una regolare ed adeguata attività fisica, aiuti a prevenire l’obesità e il sovrappeso, nonché le relative complicanze patologiche (specificamente le malattie cardiovascolari, i tumori, il diabete). In aderenza al Piano Nazionale di Prevenzione, è proseguita la partecipazione del SIAN ai progetti specifici della Regione Lazio tesi all’accertamento delle condizioni nutrizionali delle varie fasce di età. soffermando l’attenzione sull’importanza di una dieta variata, ricca di frutta e verdura di stagione, per un sano sviluppo psico-fisico, preventivo nei confronti delle varie patologie legate ad una scorretta alimentazione. Nei mesi di aprile e maggio 2012 è iniziata l’attività del Progetto “Okkio alla salute 2012”, con il coinvolgimento di 30 classi di terza elementare presenti nel territorio della Asl RM D, per un totale di 664 bambini coinvolti con interventi di educazione 170 nutrizionale, somministrazione di questionari e rilevazione dei singoli dati antropometrici (peso, altezza) per ciascuno degli alunni. Dall’elaborazione dei dati rilevati, si evince che la situazione dei nostri ragazzi non differisce da quella dei coetanei di altri paesi occidentali, sia per l’incremento della percentuale di obesi e in sovrappeso (oltre l’8% e il 23% rispettivamente), sia per alcune abitudini alimentari negative in termini calorici. Risulta, d’altra parte, nella nostra Asl un congruo consumo di frutta ed una colazione adeguata, rispetto ai dati regionali e nazionali. Sono state vigilate alcune mense scolastiche delle scuole pubbliche (scuole dell’infanzia, primarie e secondarie inferiori) presenti nel territorio della Asl Rm D, in particolare: 11 mense delle scuole del XIII Municipio 16 mense delle scuole del XV Municipio, 11 mense delle scuole del XVI Municipio 3 mense delle scuole del Comune di Fiumicino Sono state inoltre vigilate 87 mense scolastiche private (asili nido e materne) di tutto il territorio della Asl RM D. Nelle 128 mense totali vigilate sono stati valutati i pasti normali,compresi i menù regionali mensili, ma soprattutto i pasti consumati dai bambini affetti da intolleranze,allergie e celiachia. Altri 14 incontri di educazione nutrizionale sono stati effettuati presso strutture extra scolastiche (consultori, centri vaccinazioni, case di cura) e organizzati 2 corsi del PRP per favorire l’allattamento al seno nei mesi di ottobre e dicembre 2012 presso l’Ospedale “Grassi “ di Ostia. Il SIN Asl RM D ha inoltre effettuato nel mese di maggio 2012, 22 incontri di educazione nutrizionale al liceo scientifico “Labriola “ di Ostia per un totale di 448 soggetti coinvolti. In relazione a quanto indicato dalla Rete Aziendale per la prevenzione dell’obesità, la UOS S.I.N. ha continuato una collaborazione con il DSM del 2° Distretto per la realizzazione del progetto per la ―Prevenzione e la Cura dell’Obesità indotta dall’uso degli psicofarmaci nei pazienti in cura presso il DSM del 2 ° Distretto‖ . In particolare sono state realizzate 2 edizioni del modulo didattico per l’Educazione Nutrizionale dei pazienti in cura presso il DSM del 2° Distretto e i loro famigliari, nonché incontri settimanali di counseling nutrizionale per i pazienti in cura presso il DSM. Sono state controllate n.19 Case di riposo nel seguente modo: Presenza o meno e tipologia del centro cottura (centralizzata o differita) con particolare monitoraggio delle qualità organolettiche e delle temperature . Utenza servita .Tipologia delle diete.Presenza del menù del giorno se visibilmente esposto.Rispetto del menù settimanale previsto .Presenza e osservanza della tabella dietetica adottata.Adeguatezza della porzione del prodotto cotto e modalità di preparazione.Controllo dei prodotti dietetici rispetto alle date di scadenza e modalità di conservazione. Presenza dei campioni degli alimenti somministrati necessari per le analisi dei cibi in caso di presenti tossinfezioni alimentari.Controllo dell’orario di erogazione pasti.Controllo degli ambienti dove avviene la preparazione, distribuzione e 171 consumo.Valutazione della gradevolezza delle pietanze somministrate.Inoltre sono stati effettuati n. 10 incontri di Educazione nutrizionale presso le strutture per anziani sopra in oggetto. Complessivamente la ristorazione collettiva (scolastica, aziendale, sociosanitaria) offre ai propri utenti dei pasti nutrizionalmente adeguati alle loro esigenze: il problema dell’ingravescente ―epidemia― di obesità sembra avere la sua causa diretta nella carenza di attività fisica, nonché nella suggestione pubblicitaria che spinge al consumo di cibi ricchi di calorie ma poveri di fibre, perlopiù fuori dai pasti regolari. 172 14.6 Il controllo delle acque destinate al consumo umano La Regione Lazio, con L.R. n. 65/90, ha individuato il Servizio Interzonale P.A.A.P. quale referente unico per il territorio del comune di Roma e Fiumicino in materia di acqua destinata al consumo umano, sia distribuita da acquedotto pubblico, sia proveniente da approvvigionamenti idrici privati. L’attività di controllo delle acque potabili che nelle altre Asl italiane è affidata ai SIAN, viene svolta da questa UOC, inserita dal punto di vista amministrativo nell’Azienda Roma C, e prevede come ambito territoriale di competenza le cinque Aziende Sanitarie romane, tra cui la Asl Roma/D. Tabella 1 - Controlli sulle acque destinate al consumo umano effettuati nell'anno 2012 sul territorio della Azienda USL RM/D provenienti dall'acquedotto pubblico. ANNO 2012 Municipi XIII XV XVI Comune Fiumicino Punti di Prelievo ACQUEDOTTO PUBBLICO Totale Analisi Esito analisi sopralluoghi chimiche e batteriologiche 15 4 1 6 495 136 34 186 540 148 40 204 1 sfavorevoli 0 sfavorevoli 0 sfavorevoli 1 sfavorevoli Analisi sfavorevoli riscontrate nell'acquedotto pubblico. Si tratta esclusivamente della presenza di coliformi totali i quali sono considerati, nel D.Lgs. 31/2001, come parametri indicatori.Nel caso specifico, segnalano la funzionalità dell'impianto di potabilizzazione e la loro presenza non prevede necessariamente un provvedimento restrittivo dell'utilizzo della risorsa idrica. Sono risultati sfavorevoli sporadici che prevedono l'avvio di una procedura da parte di questo Servizio consistente nella segnalazione all'Ente Gestore e la ripetizione del campionamento. Alla seconda verifica l'inconveniente non è stato mai riconfermato. Tabella 2: Controlli sulle acque destinate al consumo umano effettuati nell'anno 2012 sul territorio della Azienda USL RM/D provenienti da approvvigionamenti idrici privati. ANNO 2012 POZZI PRIVATI Municipi Punti di Prelievo Totale sopralluoghi Analisi chimiche e batteriologiche Esito analisi XIII 0* XV 6 10 23 2 sfavorevoli XVI 6 5 10 0 sfavorevoli Comune 20 21 41 6 sfavorevoli Fiumicino *Nel Municipio XIII non esistono pozzi autorizzati in quanto la zona è approvvigionata da acquedotto pubblico 173 Analisi sfavorevoli approvvigionamenti privati. Il problema riguarda maggiormente il Comune di Fiumicino dove le falde, per motivi geologici, sono interessate dalla presenza di arsenico e fluoruri superiori alla norma. In questi casi l'acqua, prima dell'utilizzo, subisce un trattamento di potabilizzazione specifico. Tali impianti, essendo alquanto complessi, necessitano di una manutenzione puntuale e costante che richiede da parte del gestore una competenza e una esperienza a volte non sufficiente. In questi casi il Servizio adotta provvedimenti restrittivi (diffida ad utilizzare l'acqua a scopo potabile) fino al ripristino delle caratteristiche di qualità dell'acqua. 174 14.7 La medicina del lavoro Per la natura stessa dei propri compiti, il Servizio Pre.S.A.L. è chiamato a fare fronte a bisogni di tipo collettivo e specificamente quelli della popolazione lavorativa nelle sue componenti essenziali, che sono costituite dalla categoria dei lavoratori e da quella dei datori di lavoro. Una prima indicazione può essere ricavata dall’analisi della realtà produttiva del territorio. Nel 2011 l’INAIL ha fornito, nell’ambito dei flussi informativi INAIL, REGIONI, la distribuzione dei comparti produttivi del territorio della Asl Roma D. Tuttavia tale possibilità è limitata all’ultimo anno di riferimento e quindi la realtà produttiva del territorio non può essere attualmente analizzata in termini di andamento nel tempo. Si riportano in Tabella 7 i dati sintetici delle aziende della Asl Roma D (Municipi Roma 13 – Ostia, 15, 16 e Comune Fiumicino) distribuite per gruppo ATECO in quanto tale classificazione è in uso nel servizio per definire i comparti di intervento nell’attività di vigilanza (PAT = posizione assicurativa territoriale). Nella Tabella 8 è riportato il numero degli addetti. Un’indicazione dei bisogni espressi dall’utenza si può ottenere dall’esame delle richieste e delle segnalazioni pervenute al Servizio. Tabella 1 - Richieste e segnalazioni pervenute negli anni 2006 – 2012 allo SPRESAL Tipologia 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Deleghe da parte dell’Autorità Giudiziaria relative a infortuni sul lavoro, malattie professionali e altro 116 90 67 58 74 79 88 Notifiche preliminari di apertura cantieri relative all'art.11 DLvo 494/96 (sostituito dall’all'art.99 DLvo 81/2008) comprensive delle notifiche ex L. 449/97 1.982 2.594 2.272 2.032 2.197 2.540 1.813 184 199 309 230 144 171 141 87 97 62 79 55 60 50 10 19 12 27 105 39 34 3.287 4.258 3.619 2.426 2.575 2.889 2.126 Esposti e segnalazioni presentati da privati cittadini, rappresentanti dei lavoratori e Associazioni di tutela dei cittadini Istanze di tipo autorizzativo (si precisa che in b ase al Dlvo 257/2006 i piani di rimozione dell’amianto inviati dalle aziende non necessitano più di parere SPRESAL e che la materia è stata modificata dal DLvo 81/2008) Input relativi alla Medicina del Lavoro (escluse le richieste di visita medica; comprese le richieste di compilazione questionario ex DPCM 308/2002 Registro Nazionale Mesoteliomi) Totale Particolarmente importanti per l’analisi dei bisogni della popolazione lavorativa appaiono le misurazioni epidemiologiche di fenomeni specifici quali gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. A questo proposito occorre precisare che l’INAIL dal 2002 invia alle Asl dei Flussi Informativi riguardanti gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali denunciate e indennizzate nell’anno precedente. Nel 2010 l’Agenzia di Sanità Pubblica della Regione Lazio ha dato la possibilità di disaggregare i dati riferiti specificamente al territorio della Asl Roma D. Pertanto le Tabelle seguenti riportano, per gruppi ATECO, l’andamento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali definiti positivamente 175 nel periodo 2002-2010 e riferiti al territorio della Asl Roma D (Municipi Roma 13, 15, 16 e Comune Fiumicino), esclusi gli eventi accaduti nelle PAT aziendali con accentramento contributivo. 176 Tabella 2 - Infortuni sul luogo di lavoro, aa 2002-2010 Asl Roma D. Frequenza del gruppo ATECO sui casi definiti positivamente con esclusione di: addetti ai servizi domestici, studenti, sportivi professionisti, infortuni stradali e in itinere per anno evento. gruppo ATECO A agricoltura, caccia e silvicoltura B pesca, piscicoltura e servizi connessi C estrazione di minerali DA industrie alimentari, delle bevande e del tabacco DB industrie tessili e dell'abbigliamento DC industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in cuoio, pelle e similari DD industrie del legno e dei prodotti in legno DE fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei prodotti di carta; stampa ed editoria DF fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento dei combustibili nucleari DG fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali DH fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche DI fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi DJ produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo DK fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, compresi l'installazione, il montaggio, la riparazione e la manutenzione DL fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettriche ed ottiche DM fabbricazione dl mezzi di trasporto DN altre industrie manifatturiere F costruzioni G 50 commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli; vendita al dettaglio di carburante per autotrazione G 51 commercio all'ingrosso e intermediari del commercio, autoveicoli e motocicli esclusi G 52 commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli; riparazione di beni personali e per la casa H alberghi e ristoranti I trasporti, magazzinaggio e comunicazioni J intermediazione monetaria e finanziaria K attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali ed imprenditoriali L Pubblica Amministrazione M istruzione N sanità e altri servizi sociali O altri servizi pubblici, sociali e personali X non determinato TOTALI 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 5 0 1 5 0 2 3 0 2 6 0 1 5 0 3 13 0 1 16 0 2 16 3 2 11 0 1 14 11 9 12 6 14 10 12 13 2 2 1 0 2 1 2 3 1 2 1 1 1 0 1 0 1 0 10 5 5 6 8 5 21 13 16 14 12 17 14 22 14 9 11 5 8 3 2 0 1 4 3 1 2 1 0 0 0 0 0 0 0 0 3 3 7 0 1 3 2 3 2 3 12 8 7 8 9 8 3 4 18 16 16 16 12 12 11 17 11 4 6 6 12 8 11 9 9 6 6 3 7 7 6 1 4 6 8 8 3 130 22 3 137 27 6 135 33 5 139 82 4 136 92 3 165 70 7 179 18 5 196 19 6 128 44 52 43 45 38 66 62 61 56 32 40 35 38 38 39 38 49 31 56 77 60 109 103 96 94 118 94 153 161 156 148 175 223 237 298 279 595 625 612 630 577 605 676 399 438 1 1 1 0 2 1 2 3 1 74 114 108 127 134 155 262 524 668 325 4 91 61 0 345 8 110 64 0 334 6 89 87 3 273 5 106 80 1 251 7 102 89 1 264 6 106 73 1 236 10 85 99 0 277 7 111 76 3 275 7 108 78 63 1.668 1.840 1.786 1.821 1.821 1.984 2.154 2.245 2.331 177 Tabella 3 - Numero di malattie professionali definite positivamente, aa 2002-2010 Asl Roma D per gruppo Ateco e per anno di denuncia. gruppo ATECO C estrazione di minerali DA industrie alimentari, delle bevande e del tabacco DD industrie del legno e dei prodotti in legno DE fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei prodotti di carta; stampa ed editoria DF fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento dei combustibili nucleari DH fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche DI fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi DJ produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo DM fabbricazione dl mezzi di trasporto DN altre industrie manifatturiere F costruzioni G 50 commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli; vendita al dettaglio di carburante per autotrazione G 51 commercio all'ingrosso e intermediari del commercio, autoveicoli e motocicli esclusi G 52 commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli; riparazione di beni personali e per la casa H alberghi e ristoranti I trasporti, magazzinaggio e comunicazioni K attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali ed imprenditoriali L Pubblica Amministrazione N sanità e altri servizi sociali O altri servizi pubblici, sociali e personali TOTALI 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 1 0 1 1 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 2 0 0 2 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 2 3 2 1 0 0 5 0 2 0 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0 2 0 0 3 0 0 3 4 0 1 3 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 4 1 0 13 1 2 3 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 4 0 4 0 6 0 2 0 8 0 2 0 3 2 3 1 4 0 0 2 1 1 2 2 5 0 1 1 1 1 0 0 1 0 0 3 0 0 3 0 0 1 0 0 1 1 1 1 1 1 2 1 0 20 14 19 17 17 8 16 18 25 178 I vari Piani nazionali della prevenzione, compreso l’ultimo PNP 2011 – 2013, hanno stabilito come obiettivo la copertura del territorio fissando in 4% per il 2009 e 5% per il 2010 e 2012 il rapporto tra il numero dei controlli effettuati e il numero di imprese attive, indicato come Livello Essenziale di Assistenza (LEA). Il Servizio Pre.S.A.L. ha contribuito al raggiungimento del LEA nella Regione Lazio tramite un volume di attività di vigilanza che è riassunto nelle tabelle seguenti: Tabella 4 - Riepilogo dell’attività di vigilanza per il raggiungimento del LEA 2009 (LEA = 4%) Az.da Az. vigilare vigilate LEA 692 869 5,0% 2010 (LEA = 5%) Az.da Az. vigilare vigilate LEA 864 952 2011 (LEA = 5%) Az.da Az. vigilare vigilate LEA 5,5% 892 1263 2012 (LEA = 5%) Az.da Az. vigilare vigilate LEA 7,1% 900 1030 5,7% Tabella 5 - Riepilogo dei verbali di ispezione e prescrizione/sequestro dello SPRESAL negli anni 2004–2012. Verbali verbali verbali verbali verbali di di di di 2004 prescrizione esclusa edilizia prescrizione in edilizia sequestro esclusa edilizia sequestro in edilizia 2005 130 234 4 10 2006 121 172 5 6 2007 143 324 0 14 2008 120 374 5 14 2009 127 236 1 8 104 185 4 8 2010 140 163 0 8 Tabella 6 - Riepilogo dei verbali di ispezione e prescrizione/sequestro per presidio SPRESAL, anno 2012 Verbali per presidio anno 2012 Verbali ispezione e prescrizione di cui verbali di sequestro N° di sanzioni contestate Roma Ostia Fiumicino Totali 147 2 224 52 3 87 49 4 101 248 9 412 179 2011 111 126 2 6 2012 111 137 1 8 Tabella 7 - Numero di aziende per gruppo Ateco riferito all’anno 2010 (escluse le PAT con sede fuori del territorio della Asl) gruppo ATECO A agricoltura, caccia e silvicoltura B pesca, piscicoltura e servizi connessi C estrazione di minerali DA industrie alimentari, delle bevande e del tabacco DB industrie tessili e dell'abbigliamento DC industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in cuoio, pelle e similari DD industrie del legno e dei prodotti in legno DE fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei prodotti di carta; stampa ed editoria DF fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento dei DG fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali DH fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche DI fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi DJ produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo DK fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, compresi l'installazione, il montaggio, la riparazione e la manutenzione DL fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettriche DM fabbricazione dl mezzi di trasporto DN altre industrie manifatturiere E produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua F costruzioni G 50 commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli; vendita al dettaglio di carburante per autotrazione G 51 commercio all'ingrosso e intermediari del commercio, autoveicoli e motocicli esclusi G 52 commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli; riparazione di beni personali e per la casa H alberghi e ristoranti I trasporti, magazzinaggio e comunicazioni J intermediazione monetaria e finanziaria K attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività L Pubblica Amministrazione M istruzione N sanità e altri servizi sociali O altri servizi pubblici, sociali e personali X non determinato TOTALI Aziende % 167 13 17 350 181 24 200 0,6% 0,1% 0,1% 1,2% 0,6% 0,1% 0,7% 295 1,0% 4 22 32 80 356 0,0% 0,1% 0,1% 0,3% 1,3% 148 0,5% 378 105 253 5 4.507 1,3% 0,4% 0,9% 0,0% 15,9% 1.249 4,4% 1.383 4,9% 3.144 11,1% 1.933 2.552 257 3.739 18 254 806 2.862 3.002 6,8% 9,0% 0,9% 13,2% 0,1% 0,9% 2,8% 10,1% 10,6% 28.336 100% 180 Tabella 8 - Numero di addetti11 per gruppo Ateco riferito all’anno 2010 (escluse le PAT con sede fuori del territorio della Asl). gruppo ATECO A agricoltura, caccia e silvicoltura C estrazione di minerali DA industrie alimentari, delle bevande e del tabacco DB industrie tessili e dell'abbigliamento DC industrie conciarie, fabbricazione di prodotti in cuoio, pelle e similari DD industrie del legno e dei prodotti in legno DE fabbricazione della pasta-carta, della carta e dei prodotti di carta; stampa ed editoria DF fabbricazione di coke, raffinerie di petrolio, trattamento dei combustibili nucleari DG fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali DH fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche DI fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi DJ produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo DK fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici, compresi l'installazione, il montaggio, la riparazione e la manutenzione DL fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettriche ed ottiche DM fabbricazione dl mezzi di trasporto DN altre industrie manifatturiere E produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua F costruzioni G 50 commercio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli; vendita al dettaglio di carburante per autotrazione G 51 commercio all'ingrosso e intermediari del commercio, autoveicoli e motocicli esclusi G 52 commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli; riparazione di beni personali e per la casa H alberghi e ristoranti I trasporti, magazzinaggio e comunicazioni J intermediazione monetaria e finanziaria K attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali ed imprenditoriali L Pubblica Amministrazione M istruzione N sanità e altri servizi sociali O altri servizi pubblici, sociali e personali X non determinato TOTALI Addetti % 355,7 81,0 996,7 363,3 78,0 459,2 0,3% 0,1% 0,9% 0,3% 0,1% 0,4% 1.287,9 1,1% 506,0 0,4% 99,1 128,8 316,9 909,5 0,1% 0,1% 0,3% 0,8% 600,8 0,5% 1.164,8 1,0% 923,3 449,2 172,1 10.860,5 0,8% 0,4% 0,1% 9,4% 4.741,6 4,1% 6.542,7 5,7% 9.734,7 8,4% 7.521,5 20.545,0 902,2 6,5% 17,8% 0,8% 21.359,5 18,5% 10.263,0 1.144,3 5.669,8 7.559,3 9,1 8,9% 1,0% 4,9% 6,5% 0,0% 115.745,5 100% 11 Il dato sugli addetti viene calcolato dall'INAIL nei seguenti modi: - per i lavoratori dipendenti sulla base delle masse salariali dichiarate dall'azienda rapportate alla retribuzione media (è una approssimazione del numero reale e contiene decimali in quanto si basa su un rapporto); - per gli artigiani l'INAIL conteggia il numero di "teste" per anno o per frazione di anno; i dati vengono poi sommati per definire gli "addetti". Si tenga presente che il database dell'INAIL nasce a fini assicurativi e quindi non risponde pienamente alle esigenze delle attività di prevenzione, ma fornisce una ottima approssimazione su cui basare la programmazione delle attività di vigilanza e di prevenzione. 181 14.8 La medicina veterinaria La sicurezza alimentare Animali vivi da produzione La garanzia di sicurezza alimentare dei prodotti di origine animale e vegetali non può prescindere da un sempre più attento controllo di filiera (tracciabilità/rintracciabilità). In ambito veterinario il controllo di filiera inizia dal controllo dei foraggi, con le verifiche di laboratorio previste dal Piano Nazionale Alimentazione Animale (PNAA), e non può prescindere dalla sempre più accurata registrazione nell’Anagrafe Zootecnica, su cui si basano i piani di profilassi delle malattie infettive comprese quelle trasmissibili con gli alimenti di origine animale e su cui si impernia anche il sistema di etichettatura delle carni laddove previsto. Nell’anno 2012, per la gestione delle anagrafi zootecniche, sono stati effettuati aggiornamenti in tempo reale con archiviazione dei dati per il bacino d’utenza riportato nella Tabella 1. In totale sono stati effettuati 1.767 “ingressi in stalla” per controlli di varia natura sia per iniziativa del servizio che per richieste da altre autorità o di privati. Nel corso di tali verifiche sono stati adottati in totale 26 provvedimenti amministrativi. Non ci sono state denunce all'Autorità Giudiziaria. Stato sanitario degli "animali da reddito" e piani di risanamento obbligatori. Per quanto riguarda l’attività di sorveglianza epidemiologica e profilassi ai fini della eradicazione della malattie infettive e diffusive degli animali, nonché quelle di prevenzione e controllo delle zoonosi sugli animali da reddito, nell’anno in esame sono state ispezionate n. 285 realtà produttive con il controllo di tutto il patrimonio bovino e bufalino, del 33% delle aziende ovicaprine, del 80% degli equidi del territorio; sono stati inoltre effettuati numerosi prelievi e campionamenti per le attività di sorveglianza sulle malattie infettive di altre specie di interesse zootecnico (Tabella 2). Nel corso dell’anno è stato diagnosticato un focolaio di Salmonellosi bovina risanato attraverso chemioprofilassi. Le Salmonelle nei vari sierotipi costituiscono l’agente eziologico più temibile in quanto a diffusione e coinvolgimento delle varie specie animali; poichè il contenimento della malattia negli allevamenti avviene, oltre che con sistemi di profilassi diretta, mediante l’utilizzo alle volte anche inappropriato di antibiotici, comporta l’inevitabile conseguenza di favorire l’insorgenza di fenomeni di antibiotico-resistenza. Tra le problematiche sanitarie degli allevamenti zootecnici si è evidenziata una recrudescenza della tubercolosi bovina, non solo nella Asl Roma D ma su tutto il territorio regionale, ascrivibile presumibilmente al massivo impiego nelle aziende di maestranze di provenienza extracomunitaria da paesi con stato sanitario inferiore. Per quanto riguarda l’idatidosi/echinococcosi, nella popolazione animale del territorio di competenza rimane una problematica da indagare, verso la quale comunque il legislatore comunitario si sta attivando prevedendo un piano di contenimento più radicale. Relativamente alla West Nile Disease, malattia infettiva a carattere zoonosico trasmessa da insetti vettori, che nel corso del 2011 aveva destato serie preoccupazioni, il piano di monitoraggio effettuato nel 2012 ha dimostrato che per quanto riguarda la nostra regione la circolazione del virus è limitata a ristrettissime zone del basso Lazio. Tabella 1 - Allevamenti animali presenti nel territorio – Anno 2012 ALLEVAMENTI CAPI bovini bufalini Suini* ovicaprini 141 4 4 152 17779 225 53 18178 equini Avicoli* 256 4 + 132 8.000 + 1.300 1900 apiari pesca 47 6 - - 182 *Aziende suine: sono esclusi tutti gli allevamenti per autoconsumo;**Aziende avicole a carattere commerciale n. 4 + allevamenti registrati per autoconsumo n. 132 Tabella 2 - Controlli e vaccinazioni effettuati in relazione alla profilassi ed ai piani di risanamento obbligatori nel territorio ANNO 2012. Profilassi TBC bovina Profilassi TBC bufalina Profilassi Brucellosi ovi/caprina Profilassi Brucellosi bovina Profilassi Brucellosi bufalina Profilassi Leucosi bovina Profilassi Leucosi bufalina Anemia infettiva equina Rinotracheite Infettiva dei Bovini (IBR) Malattia Vescicolare Suini (MVS) Peste Suina Classica (PSC) Salmonellosi (gallus gallus) Salmonellosi (bovini) Influenza Aviare Scrapie Scrapie BSE 17.335 222 3.377 13.873 222 13.873 222 1.680 8.840 7 7 59 335 74 80 6 279 Piano di Eradicazione “ “ “ “ “ “ Piano di Sorveglianza -sett. 2012 decaduto il piano Piano Regionale di Eradicazione e Sorveglianza Piano di Eradicazione Piano di Sorveglianza Piano di Controllo Focolaio Piano di Sorveglianza Piano di Sorveglianza Piano Regionale - mappatura genetica sui nuovi riproduttori Piano di sorveglianza Encefalopatia Spongiforme Bovina Controllo delle produzioni zootecniche e tutela del benessere degli animali da reddito. Le attività di controllo ufficiale sulla filiera alimentare effettuate dal Servizio Igiene Allevamenti e Produzioni Zootecniche (SIAPZ), settore di vigilanza zootecnica, riguardano gli OSA (Operatori del Settore Alimentare) in fase di “ produzione primaria “ ovvero nelle aziende di allevamento; la produzione più diffusa e per la quale la zona di Fiumicino nord (Distretto 1) ha una storica vocazione, è quella del latte sia bovino, destinato in larga parte al consumo come latte fresco, sia quello ovino destinato alla produzione di formaggi tipici. In questi allevamenti sono stati concentrati una buona parte delle verifiche e dei campionamenti svolti nell'anno 2012, con una intensificazione dei controlli nell'ultimo periodo dell'anno dovuta all'aumentato rischio di presenza di micotossine (aflatossine) nel latte conseguente alle particolari condizioni climatiche. Le aflatossine infatti sono delle sostanze prodotte da funghi parassiti delle piante, tra cui il mais, vegetale alla base dell'alimentazione delle vacche da latte; l’aflatossina contenuta nel mais contaminato, ingerita dagli animali viene trasformata in una forma potenzialmente tossica (aflatossina M1) che si ritrova nel latte. In stagioni ad andamento climatico quali quello dell'estate 2012 caratterizzato nelle zone di produzione (pianura padana) da siccità prolungata unita ad alte temperature, seguita da periodi ad elevata umidità, aumenta notevolmente il rischio di contaminazione del mais e quindi del latte degli animali alimentati con il mais contaminato. I controlli nelle aziende hanno riguardato in particolare la verifica delle procedure messe in atto dagli allevatori per scongiurare questo pericolo tra le quali l’acquisto di mais certificato, la corretta conservazione in deposito dei mangimi nonché l’intensificazione delle analisi effettuate in autocontrollo aziendale sul latte prodotto. Sono inoltre state eseguite verifiche sui primi acquirenti e effettuati campionamenti nell’ambito del piano straordinario predisposto dal Ministero della Salute. 183 Tabella 3 - Controllo in allevamento degli operatori del settore alimentare – produzione primaria – suddivisi per prodotto – Anno 2012 Benessere animale Alimentazione del bestiame Utilizzo dei farmaci in azienda e trattamenti illeciti Piano Regionale Residui (varie matrici) Piano Regionale Residui ricerca aflatossine latte Piano Regionale Alimentazione 66 69 12 37 10 23 28 18 n. aziende in produzione Latte bovino /ovicaprino /bufalino Bovini/ suini/avicoli da carne Campionamenti Controlli di igiene generale e di verifica prescrizioni Controlli in azienda 26 2 3 0 0 0 _ 0 Miele (allevamenti apistici) 47 6 0 0 2 2 _ _ Uova (galline ovaiole) 3 6 6 0 0 2 _ 0 Nell’ambito del controllo del patrimonio apistico e in particolare della produzione di miele di Eucaliptus, prodotto caratteristico del territorio dell’agro romano e di elevato pregio, le attività di controllo ufficiali svolte nelle aziende produttrici di miele negli ultimi due anni hanno evidenziato una maggior consapevolezza da parte degli apicoltori dell’ importanza dell’adozione di buone prassi igieniche e dei trattamenti antiparassitari stagionali nell’ apiario, con un conseguente miglioramento della salubrità del miele tipico del territorio. Nello stesso tempo sì è potuta però osservare anche una drastica riduzione della quantità di miele di Eucaliptus prodotto, diminuzione attribuibile in parte alla diffusione di alcune malattie delle api, per altro già conosciute come la varroaosi causata dall’acaro Varroa destructor e la Peste americana, e in parte da diffusione di una parassitosi emergente, la Psilla dal follicolo ceroso, che causa ingenti danni agli alberi di Eucaliptus camaldulensis sulle cui infiorescenze le api si alimentano. Tabella 4 – Dati relativi alla produzione di miele nel territorio della ASL RMD – Anno 2012 Aziende apistiche in attività reg. Arnie in produzione Miele prodotto totale Miele Eucaliptus Miele di altre infiorescenze n. 47 n. 1900 Ton. 475 Ton. 380 Ton. 95 La Psilla dal follicolo ceroso è stata oggetto di una giornata di studio multidisciplinare, organizzata dal Servizio Veterinario e svoltasi il 23 febbraio 2012 presso la sala conferenze dell'Ufficio Ambiente del Comune di Fiumicino a Maccarese, finalizzata alla ricerca di efficaci strategie di contrasto del parassita e di salvaguardia del patrimonio arboreo della fascia costiera Laziale e della produzione di miele di Eucaliptus. Il convegno ha visto la partecipazione di esperti della materia, di apicoltori produttori di miele nonché di numerosi studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Maccarese. Nel 2012 è stato avviato un progetto, che vede la partecipazione di tutti i paesi membri dell’Unione Europea, denominato Progetto pilota di sorveglianza sulla mortalità 184 degli alveari finalizzato allo studio delle cause della sensibile riduzione del patrimonio apistico che si è registrato in tutta Europa negli ultimi anni. Il Servizio Igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche nell’ambito di tale progetto svolge attività di sorveglianza e monitoraggio sul proprio territorio con raccolta di dati e campionamenti mirati in apiario. All’inizio del 2012 è entrato in vigore il divieto di utilizzo, per l'allevamento delle galline ovaiole, delle gabbie tradizionali, caratterizzate da spazi limitati ed assenza di idonei arricchimenti ambientali tali da garantire un accettabile livello di benessere animale; sono stati svolti dunque durante l'anno controlli negli allevamenti produttori di uova per assicurare che tale divieto fosse stato rispettato. Essendo inoltre entrate in vigore nuove norme sul benessere dei vitelli e dei suini, allo scopo di sensibilizzare gli operatori, sono stati realizzati incontri formativi in collaborazione con l'Associazione Allevatori; in seguito ne è stata verificata l'applicazione attraverso ispezioni. Nell’ambito della sicurezza alimentare è stato inoltre realizzato dall’Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria (ADSPV) il corso, destinato ai cacciatori, “La corretta gestione e manipolazione dei selvatici abbattuti durante l’attività venatoria”; obiettivo specifico del corso era la formazione degli utenti praticanti l’attività venatoria finalizzata alla prevenzione delle malattie trasmissibili (zoonosi) da ecto- ed endo-parassiti potenzialmente trasmessi dalle specie cacciabili con riduzione del rischio di trasmissione dovuto a non corretta manipolazione di animali abbattuti e/o lavorazione delle carni degli stessi. Per quanto riguarda l’attività autorizzativa e di vigilanza un particolare impegno è stato dedicato ai controlli nel corso della 3^ edizione di “Fiera cavalli”, manifestazione del settore che si è tenuta nei padiglioni della Nuova Fiera di Roma con la partecipazione di cavalli impegnati in attività sportive ed espositive di vario genere e bovini impegnati nelle gare di monta western (team penning). Nel corso del 2012 i cavalli partecipanti sono stati 1.600 ; sono stati effettuati controlli sanitari e sul benessere degli animali sui cavalli in ingresso e durante la fiera istituendo un ufficio permanente, nonché controlli sulla regolarità dei mezzi di trasporto animali vivi ai sensi del Regolamento CE 1/2005. Prodotti di origine animale (o.a.) destinati all'alimentazione umana. L’attività istituzionale di autorizzazione e certificazione, e di vigilanza, ispezione e controllo, nonché di sorveglianza epidemiologica e profilassi delle malattie trasmesse con gli alimenti, effettuata dal Servizio di Tutela igienico sanitaria degli alimenti di origine animale (STISAOA), nel corso del 2012, è sintetizzata dalla Tabella 5 di seguito riportata. Tabella 5 – Sintesi delle attività del Servizio TISAOA - 2012 Richieste da Operatori del Settore Alimentare (OSA): pareri preventivi e per riconoscimento stabilimenti; notifiche di inizio attività per realtà non soggette a riconoscimento; per certificati di esportazioni alimenti di origine animale, certificati sulla base della documentazione agli atti; vidimazione registri per sottoprodotti di origine animale. Richieste da Autorità (Procura della Repubblica, Ministero, Regione, altre ASL, altri Servizi, altri Organi di Vigilanza) e Privati (Esposti o segnalazioni per inconvenienti igienici nell'interesse della collettività) Sopralluoghi a seguito di richieste Sopralluoghi programmati Campionamenti effettuati Documenti valutati Capi ispezionati Atti di Polizia Giudiziaria e/o Amministrativa conseguenti 168 82 146 1.661 232 290 532 95 185 In merito al carico di attività relativo alle richieste di autorizzazioni, registrazioni e certificazioni, nel 2012 non si osservano variazioni significative rispetto all’anno precedente, come pure nell’attività di ispezione dei capi macellati per autoconsumo e dei capi di grossa selvaggina abbattuta per caccia selettiva nella Tenuta presidenziale di Castel Porziano. Le segnalazioni del cosiddetto Sistema di Allerta Rapido Europeo, relative a prodotti di origine animale sia nazionali che comunitari, commercializzati nel territorio di competenza, sono state ben 58 (aumentate del 10% rispetto all’anno precedente). La collaborazione con l’equipe “tossinfezioni alimentari“ del Dipartimento di prevenzione è stata richiesta in 3 episodi, ma solo in 1 caso le indagini epidemiologiche hanno confermato i sospetti clinici. Le comunicazioni all'Autorità Giudiziaria e i provvedimenti amministrativi e giudiziari, conseguenza dei controlli ufficiali e delle valutazioni delle procedure di autocontrollo, hanno riguardato in maggioranza le imprese alimentari di commercializzazione al dettaglio. Un numero cospicuo di controlli ha riguardato gli scambi con i Paesi Membri (CE) sia su richiesta dell’UVAC (ufficio veterinario adempimenti comunitari) che su iniziativa del Servizio su merci introdotte dagli altri Paesi europei. Nel corso del 2012, in collaborazione con la Capitaneria di Porto è stata avviata e completata la classificazione delle zone marine sedi di banchi naturali di molluschi bivalvi, che ha comportato la riapertura delle suddette aree marine alla raccolta professionale di detti prodotti. Dopo il trend negativo osservato nel triennio precedente (circa 20%, delle attività produttive in meno), il numero e la composizione delle unità produttive soggette a vigilanza veterinaria risultano stabili (Tabella 6). Tabella 6 – Unità produttive censite nell’Anno 2012 (totale n.519) Produttori primari Produttori e confezionatori Distribuzione Ingrosso Distribuzione Dettaglio Trasporti Soggetti a vigilanza Produt.e confez.che vendono prev.dettaglio 13 22 40 315 47 82 Fonte dei dati: Servizio tutela igienico sanitaria degli alimenti di origine animale. Non sono considerate le unità di cui il Servizio Veterinario non gestisce le “anagrafi” ma che sono soggette a vigilanza veterinaria: 1)Trasporti in conto proprio degli stabilimenti di produzione; 2) Ristorazione pubblica e collettiva soggette a vigilanza veterinaria nel corso delle indagini epidemiologiche per tossinfezioni alimentari. Anche nel 2012 il numero delle ispezioni ha avuto un lieve decremento di circa il 5% rispetto all’anno precedente, in conseguenza del diverso approccio dei controlli ufficiali (ex Regolamento CE 882/2004) orientato più alle verifiche dell'efficacia dell’autocontrollo (HACCP) e all’audit, che all’ispezione classica, secondo le indicazioni della Regione Lazio al riguardo, senza tralasciare l’effettuazione di tutti campioni assegnati dal Piano Regionale Integrato dei Controlli (PRIC 2011/2014) approvato con D.G.R.Lazio del 25.03.11 n.101. Nell’ambito complessivo della sicurezza alimentare, l'attività dei Servizi Veterinari dell’Area dipartimentale di sanità pubblica veterinaria (controlli sulle strutture di produzione primaria, secondaria e terziaria), può essere sintetizzata con la Tabella 7, (cosiddetto Mod. A: attività di vigilanza dei Servizi Veterinari - dati inviati al Ministero della Salute). 186 Tabella 7 - “Mod. A“: Sintesi dei controlli sulle produzioni zootecniche e sui prodotti di origine animale prodotti di origine animale dei servizi veterinari DISTRIBUZIONE Produttori primari (cod. 1) Numero di unità Num.unità controllate (1) Numero di ispezioni (2) Num. di unità con infrazioni Totale campioni prelevati Campioni non regolamentari NUMERO INFRAZIONI a) igiene generale b) igiene(HACCP, formazione professionale) c) composizione d)contaminazione(diversa da quella microbiologica) e)etichettatura e presentazione f)altro PROVVEDIMENTI a) amministrativi b) notizie di reato Produttori e confezionatori (cod. 2) TRASPORTI ingrosso dettaglio (cod. 3) (cod. 4) soggetti a vigilanza (cod. 5) RISTORAZIONE soggetti ad aut. Sanitaria (cod. 6) pubblica (cod. 7) collettiva (cod. 8) Produttori e confezionatori che vendono prevalentemente al dettaglio (cod. 9) Totali 140 80 794 7 145 0 22 22 256 0 21 2 40 40 431 0 33 1 315 242 325 4 92 4 47 1 7 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5 8 0 0 0 0 4 3 0 0 0 82 38 69 0 19 0 646 432 1893 11 310 7 4 1 0 0 0 5 0 3 0 0 0 0 1 2 0 0 0 1 2 29 0 0 0 4 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 7 35 0 0 0 11 10 0 2 0 2 0 35 2 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 52 2 187 Igiene Urbana Veterinaria (IUV) L'ufficio IUV si occupa, nell’ambito del Servizio di Igiene allevamenti e produzioni zootecniche, dei controlli sul territorio delle strutture destinate ad ospitare animali da affezione tra cui le più numerose sono gli esercizi di vendita di prodotti per animali domestici e di piccoli animali da compagnia e ornamentali e le tolette per cani e gatti. Il settore, nonostante la situazione economica generale, risulta ancora vivace come testimonia la costante apertura di nuovi esercizi. Nell’ottica della trasparenza e semplificazione delle procedure amministrative, nel corso del 2012 sono stati sottoscritti dal Dipartimento di Prevenzione due protocolli d’intesa, con i Municipi di Roma Capitale e con il Comune di Fiumicino, operativi rispettivamente dai mesi di luglio e settembre u.s., che consentono ai cittadini di avviare attività commerciali ed artigianali anche in ambito veterinario, quali appunto gli esercizi di vendita di animali e le tolette, semplicemente inoltrando per via telematica allo Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune (SUAP) la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), ed allegando a questa apposito modulo, compilabile online, ed eventuale ulteriore documentazione attestanti l‘idoneità igienco-sanitaria dei locali. Il cittadino può quindi iniziare ad esercitare la propria attività, senza dover attendere il rilascio di alcun titolo autorizzzativo. Nel periodo compreso tra settembre e dicembre 2012, sono pervenute al SIAPZ. n. 7 SCIA relative a nuove aperture di esercizi di vendita di animali e tolette che sono state oggetto di successiva vigilanza. Commercio internazionale intra ed extra UE Fra le specie più commercializzate si segnalano, oltre ai cani sulle cui movimentazioni si effettuano controlli in maniera costante anche in applicazione della normativa sull’anagrafe canina, i pesci ornamentali di acqua dolce o marini. Intorno al settore dei pesci ornamentali si è sviluppata negli ultimi anni una vera e propria industria con notevole movimentazione a carattere commerciale, tanto da avere richiesto un allargamento della normativa sanitaria della UE fino a poco fa riservata alle specie ittiche destinate all’alimentazione umana. In quest’ottica nel corso del 2012 sono stati effettuati controlli più serrati, in media tre al mese, sugli esercizi di vendita, finalizzati alla verifica: della provenienza degli animali, delle documentazioni di scorta e degli impianti destinati alla accoglienza dei pesci importati dai paesi terzi; impianti che devono rispondere a specifici requisiti tecnici al fine di scongiurare il rischio di introduzione di patogeni esotici pericolosi anche per la fauna ittica autoctona. Per quanto attiene la gestione degli avvelenamenti in applicazione dell’O.M. 10/02/2012 „Norme sul divieto e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati“ nel 2012 sono pervenuti n.19 casi di sospetto avvelenamento, di cui 9 relativi al rinvenimento di esche; per 11 casi è stata confermata dal laboratorio la presenza di sostanze tossiche. Una quota rilevante dell’attività non programmata, del settore di igiene urbana veterinaria, è la vigilanza sul territorio conseguente alle segnalazioni o esposti, riguardanti il maltrattamento, il benessere e la corretta detenzione degli animali domestici ed inconvenienti provocati dalla presenza di popolazioni sinantropiche in particolare piccioni. Per tale attività sono pervenute nel corso del 2012 n. 94 richieste di cui circa il 30% da autorità (Comuni, Forze dell'Ordine, altri Servizi della ASL, ecc) il resto da privati cittadini. A tali richieste è stato dato seguito con sopralluoghi, in alcuni casi in collaborazione con altri enti o Forze dell'Ordine. Gli animali più frequentemente causa di esposti si confermano essere i cani con il 49,5% (vedi Figura 1). 188 Figura 1 – Esposti riguardanti animali da compagnia, esotici e sinantropi – Anno 2012 35 30 30 25 Benessere - Maltrattamento (BM) 20 15 17 Igienico sanitario nell'interesse di privati (IS) 13 10 Igienico sanitario nell'interesse della collettività (IC) 9 8 6 4 5 2 1 2 0 0 piccioni altri 1 1 0 0 cani gatti più specie Per il 2012 l'attività prevalente dell'ufficio IUV, nell'ambito delle „autorizzazioni e certificazioni“, è sintetizzata nella Tabella 8 ; il volume di attività non si discosta dalla media del triennio precedente salvo che per l'aumento del 10% delle richieste/rilascio di passaporti e del 23% dei certificati per espatrio verso i Paesi extra Unione Europea, sempre più frequentemente associati al trasferimento all'estero dei proprietari per motivi di lavoro. Tabella 8 – Sintesi delle attività di autorizzazione e cerificazione dell'ufficio IUV – Anno 2012 Gestione iscrizioni anagrafe canina* Passaporti rilasciati Rinnovi passaporto Certificati export verso paesi extra U.E.** Nuove richieste per colonie feline 4.466 682 364 123 124 * dato riferito solo alla gestione di competenza dell'ufficio IUV **rilasciati non congiuntamente al passaporto Prosegue l’attività di Educazione alla Salute nei consultori familiari del 2°, 3° e 4° distretto. Nel 2012 ci sono stati n. 36 incontri all’interno dei corsi di preparazione al parto per un totale di n. 262 partecipanti. 189 Ospedale Veterinario Nel corso dell’anno 2012 sono stati ricoverati presso l’Ospedale Veterinario, canile sanitario del Comune di Roma, 1912 cani (1811 anno precedente) e 651 gatti (495 anno precedente), il trend degli ingressi è in aumento negli ultimi tre anni. Dei 1912 ingressi, 1035 cani sono stati portati in ricovero in canile dopo cattura sul territorio comunale da parte della ditta convenzionata con la nostra azienda. I gatti catturati sul territorio sono stati invece 237. La restante quota degli ingressi dei cani (46 %) e dei gatti (64 %) viene portata in canile da privati dopo autorizzazione del Comune . Nella Figura 2 sono rappresentate le distribuzioni dei sessi degli animali in entrata distinte per specie. Come si nota in entrambe le specie sono in numero maggiore i maschi in ingresso al canile sanitario. Figura 2 - Animali ricoverati nell ‘Ospedale Veterinario” distinti per sesso e specie (anno 2012) Per quanto riguarda le tipologie degli ingressi e delle uscite degli animali ricoverati nell’anno 2012 si rimanda alle figure 3 e 4 Figura 3 - Tipologia dei motivi di ingresso di cani e gatti nel canile muratella 2012 190 Figura 4 - Tipologia delle motivazioni di uscita dei cani e gatti dal canile muratella nell‘anno 2012 Come indice di attività della struttura, vengono riportati nella Tabella 9 le principali attività clinico-chirurgiche effettuate sugli animali ricoverati nell’anno 2012 e paragonate al triennio precedente.. Tabella 9 – Trend delle attività clinico-chirurgiche dell'Ospedale Veterinario. Anni 2010-2012 2010 2011 2012 visite vaccinazioni applicazioni di microchip prelievi di sangue eutanasie esami diagnostici interni trattamenti antiparassitari 12.464 14.136 14.549 1.684 1.583 1.590 1.705 1.810 1.930 168 502 956 70 105 125 663 903 1.070 1.687 1.770 1.714 sterilizzazione cane M 402 498 438 sterilizzazione cane F 411 462 453 190 sterilizzazione gatto M 172 238 sterilizzazione gatto F 248 371 296 altri interventi chirurgici 236 308 338 19.993 22.630 23.622 totale Per quanto riguarda le segnalazioni per la cattura di cani e gatti vaganti pervenute al centralino del canile sono state in numero di 1.690, di poco superiore rispetto all’anno precedente (n. 1.607). Sempre in tema di randagismo canino è continuato il progetto dedicato all’osservazione etologica ed alla cattura di cani presenti in zona definita “Collina Alitalia”; nel corso dell’anno sono stati catturati dalla zona 71 cani (20 adulti + 51 cuccioli). Questi animali dopo esser stati visitati, identificati e sterilizzati sono stati condotti presso un canile rifugio nel Comune di Roma dotato di adeguati parchi verdi. Per quanto riguarda il controllo delle malattie zoonotiche, nel corso dell’anno 2012 è continuata l‘attività del sistema di sorveglianza per leishmaniosi canina. Sono stati testati 631 sieri di cani in ingresso nel canile comunale Muratella , di questi il 4,6 % (n= 29) è risultato postivo In linea ai dati dell’anno 2011, anche per il 2012 l’“identikit“ del cane positivo è femmina per il 58 %, di razza meticcio (86 %), di età superiore agli 8 anni per il 62 %. Il 58 % degli animali positivi mostra sintomi clinici riferibili alla malattia mentre il restante 42 % è rappresentato da soggetti clinicamente sani ma positivi alla leishmaniosi. Uno su tre và incontro a morte entro 90 giorni in media dalla data di diagnosi. 191 Nella Figura 5 seguente sono invece rappresentate le zone di cattura e quindi di provenienza dei soggetti postivi alla leishmaniosi. Figura 5 - ASL di provenienza dei cani positivi alla leishmaniosi Infine, in conformità a quanto deliberato nel piano formativo aziendale è stato svolto in due edizioni di due giornate ciascuna, il corso„ diagnosi radiologica in medicina veterinaria: dall’esposizione alla lettura dell’immagine radiologica digitale“, destinato ad un target di 23 medici veterinari dell’azienda. 192 14.9 Gli screening di popolazione I programmi di screening oncologici sono un "profilo assistenziale complesso" basato su solide evidenze scientifiche, definiti dal Ministero della Salute (D.P.C.M. del 29-11-2001) Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero un servizio a cui i cittadini hanno diritto. L’obiettivo di salute dei programmi di screening è la diminuzione della mortalità (screening mammografico) e/o dell'incidenza delle lesioni neoplastiche (screening citologico e dei tumori del colon retto) e per raggiungere tale risultato è necessario coinvolgere numerosi professionisti e diverse unità operative che devono tra loro integrarsi per raggiungere l’obiettivo. Il consolidamento e la qualificazione dei programmi di screening organizzati rientrano nelle linee di intervento prioritarie del Piano Regionale della Prevenzione che la Regione Lazio ha approvato recependo le direttive del Ministero della Salute contenute nel Piano Nazionale della Prevenzione. I programmi di screening garantiscono equità di accesso e di trattamento a tutta la popolazione ritenuta a rischio, infatti nel loro ambito tutti i soggetti target vengono invitati attivamente dalla ASL di residenza, con lettera personale, ad effettuare il test di screening; qualora il test risultasse essere sospetto o positivo il soggetto viene direttamente inviato ad effettuare gli approfondimenti diagnostici di secondo livello e poi, se necessario, sottoposto a trattamento chirurgico nei Presidi di riferimento della ASL, il tutto seguendo Linee Guida Regionali, Nazionali ed Europee, ad opera di personale sanitario con particolari competenze in materia di screening, certificate da società scientifiche. Viene garantito quindi un alto livello qualitativo e tutto il percorso è monitorato, valutato e certificato attraverso un sistema di indicatori di processo e di esito, che vengono verificati periodicamente sia a livello regionale che nazionale dagli organismi preposti (Laziosanità ASP, Osservatorio Nazionale Screening). Per essere efficaci i Programmi di Screening devono raggiungere l'intera popolazione bersaglio e nello stesso tempo si deve avere una buona adesione al test di screening, Entrambi gli obiettivi, di copertura della popolazione ed adesione, sono raggiunti in maniera totalmente diversa nelle varie regioni italiane, purtroppo la partecipazione nel Lazio è assai inferiore a quella che si ha nelle Regioni del Centro-Nord, dove i programmi di screening sono attivi da più tempo e sono quindi entrati nella mentalità non solo degli utenti, ma anche degli operatori sanitari. In contingenza di spending rewiew è utile sapere che il progetto “Analisi dei costi nei programmi di screening organizzato e in setting opportunistici nell’ambito della prevenzione per il tumore della mammella” i cui risultati sono stati pubblicati nel novembre 2011, ha evidenziato che nel confronto fra l’attività organizzata di screening e l’accesso spontaneo il costo per donna esaminata è nettamente maggiore, mediamente del 65%, nell’accesso spontaneo rispetto ai programmi organizzati, con una spesa di € 55,50 nei programmi organizzati contro € 91,70 nelle attività ad accesso spontaneo, per cui una maggiore adesione ai programmi di screening determinerebbe una diminuzione nella spesa sanitaria, non solo per la ASL e per la Regione, ma anche, e soprattutto, per le persone, che possono usufruire di tutto il percorso di screening in esenzione dalla partecipazione alla spesa, con certificate garanzie di qualità ed in tempi molto più brevi di quelli che sarebbero necessari se dovessero da soli prenotare gli accertamenti diagnostici di secondo livello. Per i programmi di screening sono stati anche stimati i costi per anno di vita guadagnato, che sono molto bassi, tanto che, per cercare di guadagnare una persona allo screening, si possono dedicare fino a 40€ nel caso del Pap test, 130€ nel caso della mammografia e 80€ per singolo episodio nel caso della ricerca del sangue occulto fecale. Una problematica di una certa importanza nell’ambito dei programmi di screening a livello della nostra ASL, ma anche a livello Regionale, è legata all’elevato numero di persone che ignorano l’invito e si presentano ad effettuare pap test, mammografia e ricerca del sangue occulto fecale nei nostri Presidi o presso altre strutture sanitarie in autoriferimento. Questo dato ci rassicura sulla copertura della nostra popolazione, ma contemporaneamente evidenzia che se riuscissimo a ricondurre tutte queste persone all’interno dei programmi di screening potremmo avere un risparmio di spesa ed una maggiore garanzia di qualità perché è dimostrato che il percorso di screening, che segue le Linee Guida Nazionali ed Europee, ha costi 193 inferiori, elimina l’effettuazione di molti esami inappropriati, dei quali alcuni sono ad alto costo e spesso evitabili, e viene costantemente controllato nella qualità del suo percorso diagnosticoterapeutico. Probabilmente nella nostra popolazione non c’è ancora la cultura della prevenzione organizzata per cui i cittadini continuano ad affidarsi alla prevenzione individuale, talora per ignoranza, talora per sfiducia nella struttura pubblica. Invece nell’ambito delle persone che hanno risposto all’invito la nostra customer satisfaction survey evidenzia un giudizio molto positivo degli utenti, sia sull’iniziativa sia sul personale addetto. Normativa Di Riferimento o Previsti per la prima volta nel Piano sanitario nazionale 2004/2006 o Linee guida in applicazione di quanto previsto nel Piano sanitario nazionale per il triennio 19941996, relativo all'azione programmata: Prevenzione e cura delle malattie oncologiche concernente: l'organizzazione della prevenzione e della assistenza in oncologia. pubblicate sulla G.U. del 20 febbraio 1996 (n. 42) o Linee-guida elaborate dalla Commissione oncologica nazionale, in applicazione di quanto previsto dal Piano sanitario nazionale per il triennio 1994-1996, relativo all'azione programmata: Prevenzione e cura delle malattie oncologiche, concernenti l'organizzazione della prevenzione e dell'assistenza in oncologia pubblicate sul Suppl. Ordinario n. 88 alla G.U. del 1° giugno 1996 o A livello regione Lazio : DGR 4236 del 8.07.1997 e Circolare Regione Lazio n° 50 del 23.09.1997 applicativa o 23/07/1998 DPR di approvazione del Piano Sanitario Nazionale 1998/2000 che estende a tutto il territorio nazionale gli screening o 23/12/2000 Legge Finanziaria 2001 (art. 85) su esenzione ticket per: mammografia (ogni due anni per le donne tra 45 e 69 anni); esame citologico cervico-vaginale (ogni tre anni, per le donne tra 25 e 65 anni); colonscopia (ogni cinque anni, per la popolazione superiore a 45 anni. o DPCM 29/11/2001 (GU n. 33 dell’8/02/2002) “Definizione dei livelli essenziali di assistenza” che inserisce gli screening per il tumore al seno, alla cervice uterina ed al colon retto tra i Livelli Essenziali di Assistenza o D.G.R. 1736 del 21.12.2002 Manuale dei Criteri di Buona Pratica dello Screening Mammografico. o 02/12/2003 Raccomandazione n.2003/878/CE del Consiglio dell’Unione Europea agli Stati membri per l’attuazione dei programmi di screening per i tre tumori o D.G.R. 244 del 02.04.2004 Manuale dei Criteri di Buona Pratica dello Screening Citologico. 194 Screening Citologico Negli ultimi vent'anni, grazie soprattutto al Pap test, la mortalità per tumore della cervice uterina è diminuita di oltre il 50%, infatti questo carcinoma è un tumore completamente prevenibile perché il pap test permette di evidenziare ed eliminare le lesioni che lo precedono, anche di 10 anni, tuttavia ancora oggi in Italia si registrano ogni anno circa 3.500 nuovi casi e circa 1.100 decessi per questa causa. Nel Lazio ogni anno si ammalano circa 280 donne e si stimano circa 100 decessi. Il test di primo livello dello screening citologico è il Pap test, effettuato a cadenza triennale a tutte le donne residenti di età compresa tra i 25 ed i 64 anni. Nella nostra Azienda, dal 2009, questo test viene effettuato in fase liquida, su strato sottile (Thin Prep Pap); questa metodica, mantenendo inalterate le modalità del prelievo, permette di ridurre i prelievi inadeguati e quindi la necessità di ripetere l’esame per problemi tecnici o per la presenza di sangue e/o flogosi, inoltre la metodica permette di sottoporre a test HPV i referti citologici borderline, quali l’ASC-US (Atypical Squamous Cells of Undeterminated Significance) senza dover richiamare la donna ad effettuare un nuovo prelievo. E’ stato Infatti dimostrato che l’infezione da alcuni ceppi di papilloma virus umano (HPV), così detti “ad alto rischio”, gioca in maniera inequivocabile un ruolo cruciale nella carcinogenesi cervicale, per cui la negatività al test HPV esclude la possibilità di una lesione grave e/o evolutiva. Per questo motivo, in un prossimo futuro, per la prevenzione del cervicocarcinoma il pap test sarà sostituito dall’HPV test, che ha una predittività di ben 5 anni, cioè per avere la stessa protezione data attualmente dal pap test effettuato ogni 3 anni ci si potrà sottoporre solo ad HPV test ogni 5 anni. Nel nostro programma di screening nel 2012 sono state invitate 34.932 donne su una popolazione target annua di 54.696, pari ad una copertura di popolazione del 63,9%, tuttavia poiché l’anagrafica a nostra disposizione non può essere aggiornata in tempo reale e considerato che alcune donne non sono elegibili per precedenti isterectomie o hanno effettuato di recente il test in autoriferimento, le donne invitate realmente, sul cui numero conteggiare l’adesione, sono in effetti 33191. Hanno risposto all’invito 8.560 donne, mentre 1457 si sono presentate spontaneamente, per un totale di 10017 donne sottoposte a screening e quindi di un’adesione del 30,2 %. Un totale di 406 donne sono state invitate ad effettuare approfondimenti diagnostici di secondo livello, con Recall Rate pari al 4,1%, di queste il 95,6% ha accettato l’invito a rivolgersi ai due Centri di Riferimento Aziendali, quindi con un’altissima adesione al secondo livello. In questi Centri di Riferimento Aziendali nel 2012 sono state effettuate 1.602 colposcopie di cui 388 nuovi casi e 1.214 di follow up poiché negli anni tutte le donne con referto positivo vengono inserite in un percorso e seguite nel tempo con regolari esami citologici e colposcopici. Nel 2012 i pap test sottoposti a triage con HPV test sono stati 165, di questi 76 sono risultati negativi, per cui si è potuto ridurre il numero di invii in colposcopia e quindi il disagio che si determina per la donna nel sottoporsi a ripetute visite ginecologiche. Sono stati infine identificati 49 casi positivi (CIN 2+)12, pari ad una detection rate diagnostica del 4,9‰, di queste donne solo 3 sono state sottoposte ad isterectomia totale (due casi di CIN 3 12, un caso di di carcinoma invasivo), una è stata sottoposta a cicli di chemioterapia neoadiuvante per adenocarcinoma invasivo, mentre le altre sono state sottoposte solo ad una conizzazione (parziale asportazione del solo collo dell’utero), con conservazione dell’utero e della capacità riproduttiva grazie alla precocità della diagnosi di screening. 12 CIN = neoplasia intraepiteliale cervicale di grado progressivamente più grave da 1 a 3 195 Tabella 1 – Screening citologico, anno 2012. POPOLAZIONE TAGET ANNUA 54.696 DONNE INVITATE GREZZE TOTALE INVITI INESITATI (inviti ritornati + trasferite) 34.932 ESCLUSE DOPO L'INVITO ESCLUSE PER ESAME EFFETTUATO DI RECENTE TOTALE ESCLUSE DOPO L'INVITO* 600 187 954 1.741 DONNA INVITATE 33.191 COPERTURA 63,9% DONNE RISPONDENTI TOTALI DI CUI: 10.017 INVITATE 8.560 SPONTANEE 1.457 ADESIONE CORRETTA DONNE INVIATE AL II LIVELLO 30,2% 406 RECALL RATE 4,1% COLPOSCOPIE EFFETTUATE DI CUI : 1.602 NUOVI CASI 388 FOLLOW UP 1.214 ADESIONE AL SECONDO LIVELLO CASI MALIGNI IDENTIFICATI DETECTION RATE DIAGNOSTICA 95,6 % 49 4,9‰ * inviti inesitati + escluse dopo l'invito + escluse per esame effettuato di recente 196 Screening Mammografico Nel mondo occidentale il carcinoma della mammella è il tumore più frequente nelle donne, sia per incidenza che per mortalità, in Italia, secondo i dati rilevati dai Registri Tumori, ogni anno si contano circa 38.000 nuovi casi di tumore della mammella con circa 11.000 decessi. Nel Lazio ogni anno si ammalano circa 4.300 donne e si stimano circa 700 decessi, con sopravvivenza relativa dell’85% a 5 anni. Nel programma di screening mammografico il test di primo livello è la mammografia bilaterale in due proiezioni, ripetuta a cadenza biennale alle donne di età compresa tra i 50 ed i 69 anni; il test viene effettuato sia in sedi fisse che utilizzando un mezzo mobile, un camper perfettamente attrezzato che può raggiungere zone della ASL nelle quali non è presente un servizio di radiologia. Secondo l’International Agency for Cancer Research (IARC) partecipare al programma di screening mammografico organizzato riduce del 35% la probabilità di morire per tumore della mammella, determina una notevole riduzione degli interventi di mastectomia ed un miglioramento dell'appropriatezza del trattamento dei carcinomi in situ e di quelli invasivi di piccole dimensioni. Ciò accade perché l’anticipazione diagnostica permette di evidenziare neoplasie più piccole, per lo più non ancora palpabili, asportabili con interventi meno demolitivi, che permettono quindi una migliore qualità della vita delle donne operate. Nel nostro programma di screening nel 2012 sono state invitate 58.065 donne su una popolazione target di 36826, pari ad una copertura di popolazione dell’ 157,7 %, tuttavia poiché l’anagrafica a nostra disposizione non può essere aggiornata in tempo reale e considerato che alcune donne non sono elegibili per precedenti mastectomie o hanno effettuato di recente una mammografia in autoriferimento, le donne invitate realmente, sul cui numero conteggiare l’adesione sono in effetti 52263. La copertura di popolazione superiore al 100% deriva da una sospensione del programma che si è verificata nel secondo semestre del 2011, ma dalla ripresa del programma, nel 2012, si stanno già recuperando tutti gli inviti non effettuati, assicurando comunque alle donne un LEA al quale hanno diritto e che non era stato loro offerto. Hanno risposto all’invito 19.860 donne, mentre 212 si sono presentate spontaneamente, per un totale di 20.072 donne sottoposte a screening e quindi di un’adesione del 38,4 %. Un totale di 18.587 mammografie sono risultate normali mentre 1273 donne sono state invitate ad effettuare approfondimenti diagnostici di secondo livello, con Recall Rate pari al 6,3%. Di queste solo 24 hanno preferito rivolgersi altrove per gli approfondimenti diagnostici, con un’adesione al secondo livello del 98,1%; anche per questo programma, come per lo screening citologico, abbiamo avuto un’alta adesione al secondo livello a dimostrazione della fiducia che la popolazione conferisce ai programmi di screening quando ne ha esperienza diretta. Le 1.249 donne che si sono sottoposte agli esami di II livello hanno ricevuto sempre più di una prestazione non invasiva tra visita senologica, ecografia, ingrandimento e altra proiezione radiologica, inoltre sono stati effettuati 189 esami invasivi (agoaspirato, microbiopsia). Sono stati infine identificati 117 casi positivi, pari ad una detection rate diagnostica del 5,8‰. 197 Tabella 2 – Screening mammografico, anno 2012. POPOLAZIONE TAGET ANNUA 36.826 DONNE INVITATE GREZZE TOTALE INVITI INESITATI (inviti ritornati + trasferite) 58.065 1.373 ESCLUSE DOPO L'INVITO ESCLUSE PER ESAME EFFETTUATO DI RECENTE 1.317 TOTALE ESCLUSE DOPO L'INVITO* 6.014 DONNE INVITATE COPERTURA 3.324 52.051 157,7% DONNE RISPONDENTI TOTALI DI CUI: 20.072 INVITATE 19.860 SPONTANEE ADESIONE 212 38,4% DONNE INVIATE AL II LIVELLO 1.288 RECALL RATE 6,4 % DONNE ADERENTI AL II LIVELLO 1.265 ADESIONE AL SECONDO LIVELLO CASI MALIGNI IDENTIFICATI DETECTION RATE DIAGNOSTICA 98,2% 117 5,8 ‰ * inviti inesitati + escluse dopo l'invito + escluse per esame effettuato di recente 198 Screening del tumore del colon retto Nei paesi industrializzati il carcinoma del colon retto è uno dei tumori più frequenti per incidenza e mortalità, in Italia se ne verificano ogni anno circa 38.000 nuovi casi, con un tasso di incidenza di 30,3 casi ogni 100 mila donne e 52 casi ogni 100 mila uomini. Perciò la mortalità per tumori del colon-retto rappresenta il 12,2% del totale dei decessi per neoplasia e si trova al secondo posto sia per i maschi (dopo i tumori del polmone) che per le femmine (dopo i tumori della mammella). Nel Lazio troviamo valori stimati di circa 29 morti ogni 100.000 uomini e di circa 19 morti ogni 100.000 donne, mentre la sopravvivenza a 5 anni si colloca attualmente tra il 58 e il 60% per ambedue i sessi. Lo screening del carcinoma del colon retto ha l’obiettivo di identificare precocemente le forme tumorali invasive, ma anche di individuare e rimuovere eventuali precursori. Il test di primo livello è la ricerca del sangue occulto nelle feci, offerto alla popolazione di entrambi i sessi nella fascia d’età 50-74 anni. Nella nostra Azienda lo screening del cancro del colon-retto è stato nuovamente avviato nel dicembre 2007 sul territorio del Comune di Fiumicino ed alla fine del 2009 è stato esteso anche ad una parte del Municipio XIII, ma dal dicembre 2010 il programma è momentaneamente sospeso, tuttavia le persone che hanno aderito al programma negli scorsi anni e sono seguite in follow up vengono regolarmente richiamate per i loro controlli. In particolare nel 2012 sono state eseguite 64 colonscopie di follow up. Il programma di screening è stato avviato il 7 maggio 2013. Per approfondire l’argomento: http://www.aslromad.it/Servizi.aspx?Organizzazione=0&Tipologia=56 199 15. La prevenzione degli eventi avversi e la gestione dei sinistri Da alcuni anni nella azienda si è dato avvìo alla organizzazione della U.O. del Rischio Clinico e si sono realizzate diverse azioni finalizzate al contenimento dell’occorrenza di eventi avversi durante le attività sanitarie. Le principali attività hanno riguardato, oltre alla individuazione di un gruppo di operatori (medici, cpsi, terapisti) inseriti nella U.O.: la loro formazione ed addestramento anche attraverso la partecipazione a corsi al di fuori della ASL e della Regione Lazio, la attivazione della procedura regionale di registrazione di tutti gli eventi e sinistri occorsi (software Rating ASL), la individuazione del Risk Manager aziendale, l’aggiornamento ed inserimento nella banca dati regionale di tutti i sinistri ed eventi noti dal 2002 al 2013, la partecipazione del Risk Manager aziendale al gruppo di coordinamento regionale dei RM di tutte le aziende regionali, la realizzazione negli anni 2011 e 2012 presso la ASL Roma D di diversi moduli informativi e formativi rivolti al personale che hanno visto la partecipazione di oltre 400 operatori, la adozione con delibera del Piano Operativo del Rischio Clinico mirato a definire modalità di azione e verifica, la introduzione di specifici obiettivi di budget a tutte le UU.OO. sanitarie relativi alla prevenzione e monitoraggio di eventi anche in collaborazione con la U.O., la introduzione del sistema di reporting degli eventi e dei quasi eventi con scheda a disposizione sul sito intranet aziendale, la istituzione di una pagina web dedicata al Rischio clinico, realizzazione di audit gestionali, organizzativi e clinici sui casi venuti alla attenzione del sistema di reporting con elaborazione di proposte di miglioramento condivise con le equipe coinvolte e la direzione sanitaria del P.O.Grassi. A partire dal maggio 2012 la ASL Roma D ha avviato un percorso di internalizzazione della gestione dei sinistri derivati da attività sanitaria. Il processo ha avuto lo scopo di ridurre il costo per la copertura assicurativa e di favorire attraverso i percorsi già avviati in precedenza la riduzione degli eventi e dei sinistri. A partire dal maggio 2012, su indicazione della direzione strategica aziendale, si è costituito un gruppo multi professionale (medici, legale, operatori sanitari, amministrativi) per definire le procedure operative, successivamente adottate con delibera aziendale, ed il percorso di formazione, sperimentazione e condivisione anche attraverso la definizione di una banca dati interna condivisa tra tre uffici aziendali (U.O. Risk Management, Affari Generali e contenzioso, Legale) dove è possibile monitorare i singoli casi ed avere i dati aggregati di attività. La formazione è stata effettuata in collaborazione con la società Gutemberg e la A.O.U. Careggi di Firenze che da almeno quattro anni ha sviluppato analogo percorso. Nel mese di ottobre 2012 si è provveduto al rinnovo della assicurazione sinistri con un abbattimento del costo di circa il 50% assumendo la Azienda in proprio i sinistri con danni al di sotto di una franchigia prevista dal contratto. La procedura adottata prevede che la Azienda, una volta venuta a conoscenza di un evento si attiva per valutare se esiste responsabilità aziendale, in caso positivo valuta il danno ed avvia un percorso di rapporto con la parte lesa al fine di definire in sede extragiudiziale un rimborso consensuale tra le parti. Tale percorso dà risultati positivi sia alla parte lesa perché si può arrivare al rimborso economico in tempi molto più rapidi rispetto alle procedure giudiziarie sia alla azienda 200 perché si possono chiudere contenziosi che impegnerebbero per anni gli uffici legali ed amministrativi. Contemporaneamente queste segnalazioni sono lo start-up di iniziative di approfondimento secondo i metodi del Rischio Clinico (Audit, Root Cause Analysis, etc…) che mirano alla prevenzione del ripetersi di eventi simili in futuro. A partire dal mese di ottobre 2013 anche a fronte degli ottimi risultati conseguiti si è deciso di passare alla completa internalizzazione della gestione sinistri e quindi non si ha più copertura assicurativa esterna. Si auspica comunque che la Regione Lazio, come da tempo sta riflettendo sul tema, proceda ad una copertura regionale per i cosiddetti eventi “catastrofali” come già realizzato in altre Regioni che hanno fatto analogo percorso.Nella tabella sono riportati in sintesi i sinistri ed eventi segnalati nel corso degli ultimi 12 mesi. Tabella riepilogativa 01/10/2012 - 10/09/2013 NR SINISTRI EVENTI IN VIA DI DEFINIZIONE* REIEZIONE NON RISK** INCIDENT REPORTING*** NEAR MISS RCA/AUDIT 52 14 23 13 2 2 2 9 * visitati/in attesa di visita per i quali deve essere definito se si tratta solo di sinistro o anche di evento ** furto / randagismo *** segnalazione dalle uoc senza denuncia attuale 201 16. L'esperienza dei cittadini: le segnalazioni del 2012 L’attività di tutela e l’analisi delle segnalazioni svolta dall’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) ha lo scopo di rilevare il grado di bisogni, delle aspettative e delle soddisfazioni riferibili a questioni che attengono le necessità e i servizi prevalentemente territoriali, per lo più per persone di particolare fragilità e necessità. L’Urp costituisce uno strumento di tutela delle persone che accedono ai servizi e alle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie; opera perché siano resi effettivi e fruibili i diritti degli utenti e verifica che l’accesso alle prestazioni avvenga nel rispetto dei diritti degli utenti. Concretamente l’Urp esercita la sua attività di tutela: raccogliendo richieste, segnalazioni e reclami avanzati dal cittadino che ritenga leso un suo diritto e abbia riscontrato problematiche riferibili ai servizi Aziendali o di strutture accreditate; accogliendo le proposte di miglioramento organizzativo e funzionale, presentandole alle Direzioni competenti per l’adozione degli eventuali provvedimenti; offrendo un dialogo tra l’Azienda e i propri utenti; la comunicazione e l’informazione sono da considerare risorse fondamentali per il buon funzionamento delle relazioni. L’Azienda attraverso l’Urp comunica e ascolta i suoi diversi interlocutori, in particolare gli utenti e le associazione di tutela e volontariato. La gestione delle segnalazioni è un’azione importante e fondamentale per le organizzazioni in quanto consente di migliorare il servizio alla luce delle considerazioni provenienti dall’utente, predisponendo rimedi e azioni correttive o preventive; permette di migliorare la soddisfazione e il consenso attorno ai servizi erogati, diventando così uno strumento per migliorare e monitorare la qualità degli stessi. Nel corso del 2012 l’Urp ha raccolto 502 segnalazioni, di cui il 47% sono reclami, il 18% rilievi ed il 29% elogi. La Tabella e la Figura 1 mostrano la distribuzione delle segnalazioni pervenute nel corso del 2012 suddivise per tipologia. Tabella 1- Le segnalazioni nel 2012 Tipo di segnalazione Figura 1- La distribuzione delle segnalazioni nel 2012 2012 Elogio Impropria Proposta Reclamo Rilievo 147 19 10 234 92 Totale 502 4% 2% 18% 29% 47% Elogio Reclamo Rilievo Impropria Proposta 202 La Tabella 2 mostra l’andamento delle segnalazioni dal 2010 al 2011 e dal 2011 al 2012. Nell’ultimo anno vi è stato un incremento del 27,9% dei reclami pervenuti rispetto al precedente anno, mentre gli elogi e i rilievi hanno fatto registrare rispettivamente un decremento del 19,7% e del 14%. Tabella 2 - Le segnalazioni dei cittadini dal 2010 al 2012 Variazioni 2010 2011 2012 2010-11 2011-12 Elogio Impropria Proposta Reclamo Rilievo 158 16 8 260 109 183 13 8 183 107 147 19 10 234 92 15,8% -18,7% 0,0% -29,6% -1,8% 19,7% 46,2% 25,0% 27,9% -14,0% Totale 551 494 502 -10,3% 1,6% Tipo di segnalazione La Figura 2 mostra il trend delle segnalazioni, divise per tipologia, a partire dal 2007; i reclami hanno fatto registrare una diminuzione continua negli ultimi 5 anni, mentre nel 2012 questo trend si è arrestato e si è registrato un lieve incremento. Per quanto riguarda gli elogi, al contrario dei reclami, sono diminuiti nell’ultimo anno. Tabella 3 - Le segnalazioni dal 2007 al 2012 per tipologia Tipo di segnalazione Elogio Impropria Proposta Reclamo Rilievo Totale 2007 2008 2009 2010 2011 2012 175 39 46 868 176 169 29 26 864 113 174 19 19 445 107 158 16 8 260 109 183 13 8 183 107 147 19 10 234 92 1305 1201 764 551 494 502 203 Figura 2 – Il trend delle segnalazioni dal 2007 al 2012 Elogio Impropria Proposta Reclamo Rilievo 1000 900 800 700 600 500 400 300 200 100 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Le richieste telematiche Le richieste di informazioni, anche quelle telematiche sono gestite da due uffici separati, quello aziendale, che si occupa di tutto ciò che riguarda il territorio, e l’urp sito all’interno dell’Ospedale G.B. Grassi che gestisce tutte le informazioni e le richieste che riguardano gli ospedali (sia il Grassi che il CPO – Centro paraplegici di Ostia). Numerose sono le richieste di informazioni e le segnalazioni che giungono all’Ufficio relazioni con il pubblico per via telematica all’indirizzo email, sul territorio a [email protected]: richieste di informazioni 385 reclami 65 elogi 15 invii per competenza 190 pec 25 Direttamente all’indirizzo dell’Urp dell’Ospedale G.B. Grassi, [email protected]: richieste di informazioni 158 reclami 22 rilievi 3 elogi 33 impropri 4 proposte 1 Chi reclama Le segnalazioni possono essere presentate da diversi soggetti, dai diretti interessati o da un loro familiare, come è avvenuto nella maggior parte dei casi (96%), come mostra la Figura 3, e in qualche occasione sono state inviate da altri enti, in particolare dall’Urp Sanità della Regione Lazio. 204 Tabella 4 – Chi ha presentato le segnalazioni nel 2012 SEGNALAZIONI Totale Elogio Impropria Proposta Reclamo Rilievo 1 3 88 92 Associazione Ente Interessato/familiare nc 6 14 481 1 1 3 143 1 1 18 9 2 8 223 Totale 502 147 19 10 233 Figura 3 – Chi presenta le segnalazioni 1% 0% 3% 96% Associazione Ente Interessato/familiare Società Studio legale nc Come i cittadini contattano l’URP I cittadini hanno diverse possibilità per contattare gli uffici dell’URP e presentare una segnalazione: di persona, telefonicamente, via email, fax, posta o sulla stampa. I mezzi telematici sono sempre più utilizzati (oltre all’invio delle segnalazioni si ricordano anche le centinaia di richieste di informazioni che giungono via e-mail); il maggior utilizzo degli strumenti telematici è da imputare all’impatto del nuovo sito aziendale (www.aslromad.it), ormai utilizzato dai cittadini e dagli operatori che permette di avere le informazioni sui servizi aziendali in tempo reale. Direttamente dal sito, inoltre, è possibile scaricare il modulo delle segnalazioni ed una volta compilato può essere inviato per e-mail all’indirizzo [email protected], [email protected] o [email protected]. Nel corso del 2012 quasi metà delle segnalazioni sono pervenute via email (47%), a seguire le segnalazioni presentate di persona (30%) direttamente presso un Urp, aziendale o ospedaliero, mentre un restante 9% via fax e l’8% per lettera. 205 Figura 4 – Come i cittadini contattano l’Urp (totale segnalazioni) 1% 5% 8% 30% 9% 47% di persona e-mail fax lettera stampa telefonico Tabella 5 – Come i cittadini contattano l’’Urp Tipo di contatto Elogi di persona e-mail fax lettera stampa telefonico Totale Totale segnalazioni Reclami 52 56 9 23 6 1 69 119 26 10 10 151 236 45 41 6 23 147 234 502 Il Tabella 6 mostra un confronto sulle modalità di contatto dei nostri uffici da parte dei cittadini. Tabella 6 – Come i cittadini contattano l’URP: un confronto (dati assoluti) di persona lettera telefono stampa fax cassetta 2012 151 41 23 6 45 0 2011 171 78 15 6 62 0 2010 185 80 11 0 89 3 2009 178 148 31 2 168 15 2008 298 244 352 11 91 4 2007 468 234 370 16 78 19 206 Tabella 7 – Come i cittadini contattano l’URP: un confronto (percentuale) di persona 2012 2011 2010 2009 2008 2007 lettera 56,8 51,5 50,3 32,8 29,8 39,5 15,4 23,5 21,7 27,3 24,4 19,7 telefono stampa 8,6 4,5 3,0 5,7 35,2 31,2 fax 2,3 1,8 0,0 0,4 1,1 1,4 cassetta 16,9 18,7 24,2 31,0 9,1 6,6 0,0 0,0 0,8 2,8 0,4 1,6 Le segnalazioni e le prestazioni Ogni segnalazione che viene presentata da un cittadino o chi per lui viene registrata in un database dell’Urp e legata alla prestazione di cui la persona usufruiva nel momento in cui è avvenuto il disservizio o la nota di encomio. Le visite ambulatoriali e gli esami strumentali suscitano sempre il maggior numero di reclami, seguiti dall’assistenza protesica. Gli elogi sono legati ai ricoveri ospedalieri, gli interventi di pronto soccorso e le visite ambulatoriali. Tabella 8 – Le prestazioni legate a reclami ed elogi nel 2012 Tipo di segnalazione Tipo di prestazione Visita ambulatoriale Esame strumentale Ausili/farmaci Scelta medico/pediatra Dato non disponibile Pronto intervento / ps Certificazione Ricovero Esame laboratorio Procedura amministrativa Visita domiciliare Prenotazione Esenzione Invalidita' l. 104 l. 210 Esposto Protesi Rimborso Terapia ambulatoriale Terapia domiciliare Intervento esterno Totale Elogio Reclamo 15 3 5 3 11 17 6 65 1 6 4 2 1 58 29 24 19 14 14 12 11 10 7 7 7 5 4 3 2 2 2 2 2 147 234 1 3 4 Cosa provoca le maggiori proteste La Tabella 9 mostra i motivi di reclamo del 2012, cioè illustra i motivi per i quali gli utenti hanno segnalato disagi e disservizi. Il principale disagio è legato ad aspetti burocratici e amministrativi (42%) e poi a quelli tecnico professionali (20%), seguiti dagli aspetti relazionali (11%) che costituiscono un elemento importante nelle visite ambulatoriali o esami strumentali; è fondamentale la comunicazione e la relazione che si instaura fra medico e paziente. 207 Tabella 9 – I motivi di reclamo nel 2012 Motivo del reclamo N Aspetti organizzativi burocratici o amministrativi Aspetti tecnici professionali Umanizzazione e aspetti relazionali Altro Tempi Aspetti economici Aspetti alberghieri e comfort Aspetti strutturali Informazione 97 46 26 19 15 12 7 7 5 Totale 234 La Figura 5 mostra i reclami suddivisi per motivo dal 2007 al 2012. Il picco di reclami per motivi burocratici si è registrato nel 2008 e nel 2011 sono stati 81; i dati sono molto differenti anche per il numero di reclami pervenuti nei diversi anni che, come abbiamo avuto modo di osservare sopra, il trend in forte diminuzione dei reclami presentati dagli utenti. Figura 5 - I motivi di reclamo dal 2012 al 2007 2012 2011 2010 2009 2008 2007 450 400 350 300 250 200 150 100 altro aspetti alberghieri e comfort informazione aspetti economici umanizzazione e aspetti relazionali aspetti strutturali aspetti tecnici professionali tempi 0 aspetti organizzativi, burocratici, amministrativi 50 La Tabella 10 entra nello specifico delle motivazioni di reclamo evidenziando anche le sotto specifiche, mentre la Tabella 11 mostra i motivi di reclamo e le specifiche confrontando i dati del 2012 e del 2011. 208 Tabella 10 – I motivi di reclamo e le specifiche nel 2012 Motivo reclamo Specifica Altro Totale Altro Reclamo 19 19 Vitto Condizioni ambientali Pulizia ed igiene 1 2 4 7 Economici- altro Contestazioni al ticket Richiesta rimborsi Richiesta risarcimenti Totale 1 8 2 1 12 Percorsi di accesso e di cura Funzionalità organizzativa Aspetti organizzativi burocratici o Disponibilità servizi/prestazioni amministrativi Raccordo tra U.O. e con aziende/servizi esterni Correttezza nell'erogazione delle prestazioni Totale 23 39 33 1 1 97 Aspetti alberghieri e comfort Totale Aspetti economici Aspetti strutturali Accessibilità esterna Attrezzature, strumentazione e materiale sanitario Strutturali, altro Totale Aspetti tecnici professionali Professionali- altro Opportunità adeguatezza della prestazione Correttezza nell'erogazione delle prestazioni Attenzione ai bisogni di assistenza Totale Informazione Informazione- altro Adeguatezza del materiale di informazione Informazione sul percorso di cura Totale Tempi Totale Totale reclami 3 12 18 13 46 1 1 3 5 Tempi- altro Orario di apertura dei servizi Coda agli sportelli/uffici Tempi d'attesa tra prenotazione e prestazione Tempi d'attesa per ricevere documenti, presidi, ausili 1 1 7 1 5 15 Burocratici- altro Umanizzazione- altro Cortesia e gentilezza Conflittualità interpersonale Rispetto della dignità della persona Rispetto della riservatezza Maltrattamenti 1 1 14 5 3 1 1 26 Totale Umanizzazione e aspetti relazionali 3 3 1 7 234 209 Tabella 11 - I motivi di reclamo e le specifiche nel 2012 e nel 2011 Motivo reclamo Specifica Altro Totale Altro Aspetti alberghieri e comfort Vitto Comfort degli ambienti di cura Condizioni ambientali Pulizia ed igiene Totale Variazione 2011-12 2011 19 19 16 16 1 2 4 7 1 1 3 Totale 12 4 Altro Percorsi di accesso e di cura Aspetti organizzativi burocratici o Funzionalità organizzativa amministrativi Disponibilità servizi/prestazioni Raccordo tra U.O. e con aziende/servizi esterni Correttezza nell'erogazione delle prestazioni Totale 23 39 33 1 1 97 Aspetti strutturali Accessibilità esterna Accessibilita' interna Attrezzature, strumentazione e materiale sanitario Strutturali, altro Totale Aspetti tecnici professionali Professionali- altro Opportunità adeguatezza della prestazione Correttezza nell'erogazione delle prestazioni Attenzione ai bisogni di assistenza Totale Informazione Informazione- altro Adeguatezza della segnaletica interna/esterna Adeguatezza delle modalita' d'informazione Adeguatezza del materiale di informazione Riconoscibilita’ operatori Correttezza e chiarezza per l'accesso alle prestazioni Informazione sul percorso di cura Totale Tempi Coda per il pagamento Tempi- altro Orario di apertura dei servizi Coda agli sportelli/uffici Tempi d'attesa tra prenotazione e prestazione Tempi d'attesa per ricevere documenti, presidi, ausili Tempi di attesa x la risposta alle segnalazioni Totale Umanizzazione e aspetti relazionali Totale Totale reclami Altro Cortesia e gentilezza Conflittualità interpersonale Rispetto della dignità della persona Rispetto della riservatezza Maltrattamenti 166,6% 1 1 8 2 1 Aspetti economici Economici- altro Contestazioni al ticket Richiesta rimborsi Richiesta risarcimenti Funzionalita’ organizzativa* Adeguatezza delle modalita’ di informazione* 2012 -80,0% -55,5% 1 30 28 22 81 33,6% 3 2 3 3 1 7 5 -16,6% 3 12 18 13 46 1 13 15 7 36 -35,7% 1 1 1 3 5 5 6 1 1 7 1 5 6 15 9 -64,0% 2 14 5 3 1 1 26 1 11 4 6 1 2 25 25,0% 234 183 -29,6% -45,4% 3 210 La distribuzione dei reclami La Tabella 12 mostra la distribuzione delle segnalazioni in Azienda, sia per le strutture e i poliambulatori territoriali, che per le strutture ospedaliere, in particolare si fa riferimento ai reparti di cura dell’Ospedale G. B. Grassi. Nei Distretti Sanitari vengono raccolte le segnalazioni dei diversi poliambulatori afferenti territorialmente al distretto, sia per le visite ambulatoriali, che per procedure amministrative; le segnalazioni per i medici di medicina generale o pediatri di libera scelta; tutte le segnalazioni inerenti accessi e operazioni agli sportelli Cup. Molti reclami pervenuti nel 2012 per il Distretto Sanitario del Municipio XVI sono dovuti alla spostamento del principale poliambulatorio da via Pascarella a via Ramazzini. 211 Tabella 12 - Elogi e reclami sul territorio e nelle strutture ospedaliere Tipo di segnalazione Strutture aziendali Distretto Sanitario XIII Municipio Distretto Sanitario XVI Municipio Distretto Sanitario Comune di Fiumicino Assistenza Protesica XV e XVI Municipio Distretto Sanitario XV Municipio Area Dipartimentale Cure Primarie UOC Pediatria e Neonatologia Medicina Legale UOC Pronto Soccorso e Medicina d'Urgenza Dipartimento di Prevenzione UOC Direzione Amministrativa P P.OO. G.B. Grassi e CPO UOC Ostetricia e Ginecologia Dipartimento Salute Mentale UOC Medicina Generale UOC Odontostomatolgia UOC Ortopedia UOC Chirurgia Generale UOC Direzione Sanitaria P.O.G.B. Grassi UOC Acquisizione Beni e Servizi UOC CSM D2 UOC Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica Ser. T. Aziendali Area Salute Donna e Bambino Area Territoriale Assistenza Riabilitativa e Protesica Assistenza Protesica Comune di Fiumicino e XIII Municipio Dipartimento del Farmaco Direzione Sanitaria di parte pubblica P.O.I Di Liegro TSMREE UOC Accreditamento e Vigilanza Strutture Sanitarie UOC Cardiologia UOC Farmacia Ospedaliera Grassi e CPO UOC Laboratorio Analisi Chimico Cliniche e Microbiologiche UOC Oculistica UOC Oncologia UOC SPDC G.B. Grassi Direzione Sanitaria P.O.I. Di Liegro UO Servizio Assistenza Infermieristica Ufficio Legale - Risarcimenti danni SPDC Ospedale Grassi UOC Tecnico Dipartimento del Farmaco Ragioneria e Bilancio UOC Anestesia e Rianimazione UOC Direzione Sanitaria Grassi UOC Medicina Fisica e Riabilitazione UOC Nefrologia e Dialisi UOC Neurologia UOC Otorinolaringoiatria UOC Recupero e Riabilitazione Motulesi e Neurolesi UOC Servizio Immuno Transfusionale SIMT Direzione Sanitaria P.O. "C.P.O." Direzione URP Aziendale Totale Elogio Reclamo 14 6 3 1 4 3 1 5 20 1 2 6 4 14 10 2 2 1 1 3 9 2 1 3 1 1 54 46 19 15 10 8 8 6 6 5 5 5 4 4 4 4 3 3 2 2 2 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 7 1 1 2 4 2 1 1 2 4 147 234 212 I tempi di risposta ai reclami La Tabella 13 A e B mostra i tempi di risposta ai reclami nel 2012 in % e valori assoluti; entro i trenta giorni è stato possibile rispondere solo al 19% dei reclami, come è successo anche nel corso dell’anno precedente. Sono diversi i motivi che allungano i tempi di risposta al cittadino, le istruttorie ad esempio si allungano quando sono necessarie ulteriori relazioni per chiarire l’accaduto, e nel corso del 2012anche i cambiamenti ai vertici aziendali. Tabella 13 – I tempi di risposta ai reclami 2009 2010 2011 Tempi risposta % % % In corso NO SI entro 30 giorni SI oltre 30 giorni Totale complessivo 21% 4% 17% 58% 100% 22% 3% 25% 50% 100% 16% 9% 19% 56% 100% 2012 N 33 251 95 123 502 % 7% 50% 19% 25% 100% I reclami nei Distretti sanitari La Tabella 14 mostra i dati relativi alla popolazione residente nei 4 Distretti Sanitari della Asl Roma D e i relativi reclami a partire dal 2006 fino al 2012. Mentre dalla Tabella 15 si può leggere la percentuale dei reclami rispetto alla popolazione residente, anche se in realtà alcuni servizi dei Distretti sanitari (come le visite specialistiche) vengono erogate anche a cittadini non necessariamente residente sul territorio. 213 Tabella 14 – I reclami e la popolazione residente nei Distretti Sanitari Comune di Fiumicino Municipio XIII Municipio XV Municipio XVI 2006 2007 2008 anno 2009 2010 2011 2012 Popolazione N 61,145 63,623 66,510 68,668 70,985 73,109 75,315 Reclami N % 40 0.065% 66 0.104% 49 0.074% 34 0.050% 16 0.023% 5 0.007% 19 0.025% Popolazione N 200,114 209,820 216,515 221,546 226,084 228,252 231,273 Reclami N % 159 0.079% 110 0.052% 165 0.076% 96 0.043% 46 0.020% 34 0.015% 54 0.023% Popolazione N 148,473 150,233 150,876 152,258 152,700 153,025 154,016 Reclami N % 91 0.061% 43 0.029% 59 0.039% 56 0.037% 7 0.005% 8 0.005% 10 0.006% Popolazione N 140,460 141,503 142,011 142,622 142,983 142,350 143,723 Reclami N % 115 0.082% 67 0.047% 119 0.084% 54 0.038% 30 0.021% 18 0.013% 46 0.032% N 550,192 565,179 575,912 585,094 592,752 596,736 604,327 Totale Popolazione La Figura 6 mostra il trend delle segnalazioni nei Distretti Sanitari a partire dal 2006 fino al 2012. Il Distretto Sanitario del Municipio XIII è quello che riceve più reclami ogni anno, ma bisogna sottolineare che il dato è sovrastimato in quanto gli uffici aziendali dell’Urp e la direzione aziendale si trovano sul territorio del Municipio XIII e questo porta gli utenti a lamentarsi più facilmente, anche se in questi ultimi anni il boom delle segnalazioni che arrivano via email permette anche agli utenti residenti negli altri municipi a “raggiungere” più facilmente l’Urp. Tornando alla Tabella 13 possiamo vedere che rispetto alla popolazione residente è maggiore l’incidenza dei reclami nel Municipio XVI, nel Comune di Fiumicino e solo a seguire nel Distretto Sanitario del Municipio XIII ed infine del Municipio XV. Nel corso del 2012 si è registrato un incremento dei reclami in tutti i Distretti Sanitari (e in generale nell’Azienda), incremento lieve nel Municipio XV, e più evidente nel Municipio XVI (+155,5%), dovuto in particolare alla chiusura del Poliambulatorio di Via Pascarella e allo spostamento dei servizi presso la struttura di Via Ramazzini e parte degli uffici amministrativi presso l’Ospedale Forlanini. purtroppo il passaggio ha creato disagio soprattutto a quei cittadini che avevano visite e prestazioni da effettuare nei giorni di passaggi da una struttura all’altra. 214 Figura 6 – Il trend dei reclami nei Distretti Sanitari dal 2006 al 2012 Distretto Comune di Fiumicino Distretto Municipio XIII Distretto Municipio XV Distretto Municipio XVI 180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 215