A Pier Paolo Lecci Alessandro Corsi Pietro Cappugi Stefano Bacci La terapia fotodinamica nel trattamento delle lesioni cutanee croniche Evidenze cliniche e pratica sperimentale Si ringrazia l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze (www.entecarifirenze.it ) per il supporto economico fornito e la Ditta E.P.E.M srl di Firenze (http://www.epem.net) per aver fornito lo strumento PDT-CLD. Copyright © MMXIII ARACNE editrice S.r.l. www.aracneeditrice.it [email protected] via Raffaele Garofalo, /A–B Roma () ---- I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi. Non sono assolutamente consentite le fotocopie senza il permesso scritto dell’Editore. I edizione: settembre Una preliminare presentazione dei risultati è stata mostrata al 66° Congresso della Società Italiana di Anatomia e Istologia, Pistoia, 2012, al 9th International Symposium on Photodynamic Therapy and Photodiagnosis in Clinical Practice, Bressannone 2012 e al 5th International Workshop on Wound Technology, Paris, 2013. 5 Indice Prefazione del Prof. Pietro Cappugi Pag. 7 Abstract Pag. 9 Cap. I Pag. 11 Cap. II Pag. 19 Cap. III Pag. 25 Cap. IV Pag. 29 Cap. V Pag. 35 Cap. VI Pag. 41 Cap. VII Pag. 51 Bibliografia Pag. 53 Legende e abbreviazioni Pag. 57 7 Prefazione a cura del Prof. Pietro Cappugi Nel 1903 Von Tappeiner, Direttore del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Monaco, in collaborazione con un suo studente, Oscar Raab, dimostrò l’azione terapeutica della luce unita ad un fotosensibilizzante e all’ossigeno e coniò il termine di “azione fotodinamica”. Da quel momento moltissime ricerche hanno verificato sperimentalmente la veridicità dell’efficacia su diverse strutture biologiche. In medicina l’utilizzo della terapia fotodinamica (TFD) è ormai ampiamente documentato e ben codificato per il trattamento di patologie oncologiche e non oncologiche come la degenerazione maculare della retina, del carcinoma dell’esofago e del polmone. In dermatologia l’uso varia dalla patologie oncologiche come il carcinoma basocellulare, il carcinoma squamocellulare, le cheratosi attiniche e non oncologiche, le infezioni batteriche, micetiche, virali, immunologiche o, infiammatorie, nella cura delle ferite croniche ed infine in cosmetologia per il foto ringiovanimento. La TFD si basa sull’azione citotossica di alcune specie iperattive dell’ossigeno, soprattutto ossigeno singoletto ma anche anione superossido e radicale ossidrile, generate per trasferimento di energia e/o elettroni dal sensibilizzante foto eccitato all’ossigeno. Tre importanti meccanismi sono responsabili dell’efficacia della TFD: 1) la morte diretta delle cellule tumorali o dell’infiammazione, 2) il danno dei vasi del tumore, 3) la risposta immunologica associata con la stimolazione dei leucociti e la liberazione di interleuchine ed altre citochine, fattori di crescita, componenti del complemento, proteine della fase acuta ed altri immunoregolatori. Nella guarigione delle ferite studi recenti mostrano l’efficacia della TFD sia per la sua attività antibatterica e nell’attaccare il biofilm, sia nel rimodellare la matrice extracellulare attivando le metallo proteinasi, inducendo quindi cambiamenti del collageno della matrice extracellulare fondamentale per il processo di guarigione dei tessuti. La TFD induce cam 9 Prefazione 10 biamenti cellulari che sono i fenomeni osservabili nel corso della riparazione dei tessuti. Ciò che nel nostro lavoro è emerso rappresenta un contributo di ricerca nella comprensione di cosa si verifica nelle ferite croniche trattate con TFD. Abstract A wound is considered chronic if it does not heal within 6/8 weeks. Photodynamic therapy has been proposed for these cases, througt the administration of aminolevulinc acid as photosensitizer, followed by illumination with visible light. To study the effects of this therapy we had analyze differents histological parameters. Therefore the treatment seemed to stimulate the connective tissue repair rather than inflammatory infiltrate. 11