In collaborazione con
Web Communication
e
Servizio Sociale.
Come comunicare il Servizio Sociale
attraverso la Web Communication.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
INTRODUZIONE ALLA WEB
COMMUNICATION (1)
• Cos’ è la Web Communication?
• Cos’ è Internet?
• Quali sono gli strumenti e i mezzi di comunicazione
che la web communication ci mette a disposizione e
come si usano?
• Come si utilizza la web communication?
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
INTRODUZIONE ALLA WEB
COMMUNICATION (2)
• Quali sono le caratteristiche, i vantaggi e le
opportunità della web communication?
• Come comunicare il servizio sociale attraverso la web
communication?
• Come realizzare un sito web e governarlo per offrire
un servizio di consulenza sociale?
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LA WEB COMMUNICATION E INTERNET
(1)
La Web Communication è la
comunicazione attraverso Internet, cioè
l’insieme di tutti i modi in cui le persone
comunicano tra loro, attraverso Internet.
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LA WEB COMMUNICATION E INTERNET (2)
• Internet è un luogo, una comunità, una rete,
la madre di tutte le reti.
• Internet è un sistema di comunicazione che
permette lo scambio di informazioni e genera
interazione tra gli uomini, attraverso modalità
e strumenti particolari.
• Internet è una rete di computer collegati fra
loro, dove, spesso, davanti ad ogni computer
c’è un uomo.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
GLI STRUMENTI PRINCIPALI DELLA WEB
COMMUNICATION (1)
La Web Communication si sviluppa e si realizza
mediante i principali e seguenti strumenti:
• E-Mail
• Mailing List
• Newsletter
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GLI STRUMENTI PRINCIPALI DELLA WEB
COMMUNICATION (2)
• Forum
• Chat
• Blog
• Sito web
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
IL WEB
Il web è un enorme spazio di informazioni formato da
documenti multimediali collegati tra loro.
Il WWW (World Wide Web) o Web è basato su due
concetti fondamentali:
• l’ipertesto
• la multimedialità
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IPERTESTO E MULTIMEDIALITA’ (1)
L‘ipertesto è un insieme di informazioni e un insieme di
collegamenti ipertestuali.
Trattasi dei cosiddetti “link” che permettono di passare
da un’informazione ad un’altra.
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IPERTESTO E MULTIMEDIALITA’ (2)
La multimedialità è data dall’insieme di
immagini, animazioni, suoni e video che
accompagnano le pagine web.
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COME SI GIUNGE ALLA PAGINA WEB
Si arriva ad una pagina web:
• digitandone l’indirizzo o url
http://www.google.it
• attraverso un link (da sito, da mail, da motore di
ricerca)
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LA NASCITA DELLA WEB COMMUNICATION E LE
CRITICHE
La comunicazione personale mezzo computer nasce
verso la metà degli anni Settanta.
Due le critiche principali rivolte alla Web
Communication:
• la sua presunta impersonalità
• l’idea che il rapporto mediato dal computer sia poco
gratificante.
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LA RISPOSTA ALLE CRITICHE (1)
Lo psicologo Short, studiando l’impatto dei diversi
media sulla “Social presence” (la sensazione di calore e
personalità di una comunicazione), dimostra che
internet è in grado di sviluppare un livello di Social
Presence pari a quello della comunicazione “face to
face” con tutta una serie di simboli: le “emoticone” che
hanno la funzione di esprimere sentimenti.
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LA RISPOSTA ALLE CRITICHE (2)
Altri studiosi, quali Markus, Morris, Hogan
sostengono che le variabili da considerare per
giudicare la ricchezza di un tipo di comunicazione
non sono più solo:
• la prossimità
• la certezza di riferimento del face to tace
ma……
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LA RISPOSTA ALLE CRITICHE (3)
• la pluralità delle fonti e degli accessi alla
comunicazione.
Il vantaggio di un utente a partecipare ad una rete di
comunicazione di qualsiasi tipo cresce
proporzionalmente al crescere del numero dei
partecipanti.
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LA RISPOSTA ALLE CRITICHE (4)
Il potenziale di internet, in tal senso, è superiore a
quello di qualsiasi altro mezzo di comunicazione.
Gli elementi da considerarsi prodotti dalla web
communication sono:
• la ricchezza comunicativa
• l’interattività di rete.
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A COSA SERVONO I MOTORI DI RICERCA
Il Web è uno spazio informativo non strutturato, dove
è presente un’immensa quantità di informazioni e dove
non sempre è agevole trovare ciò che si cerca.
I motori di ricerca ci aiutano a tal fine, permettendoci di
trovare l’oggetto richiesto inserendo la parola o le
parole che lo richiamano.
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CARATTERISTICHE DELL’UTENTE DI INTERNET (1)
L’utente di Internet sfrutta il concetto di
“Medium on demand”.
L’utente di Internet richiede le informazioni con un atto
di volontà, la T.V. invece, per esempio, sfrutta il concetto
di Broadcast…qui lo spettatore è passivo di fronte
all’offerta.
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CARATTERISTICHE DELL’UTENTE DI INTERNET
(2)
La T.V. è fatta per essere guardata.
Il quotidiano per essere letto.
Sul web si fa: si cerca, si trova, si clicca, si
torna indietro, si legge, si stampa, si scrive, si
partecipa …
… tutte azioni che sollecitano interesse e
curiosità.
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COMUNICAZIONE SINCRONA E ASINCRONA (1)
La Web Communication può verificarsi
in tempo reale o sincrona.
Due o più persone stanno comunicando in
tempo reale per esempio attraverso una Chat.
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COMUNICAZIONE SINCRONA E ASINCRONA (2)
La Web Communication può verificarsi in tempo non
reale o asincrona.
Chi genera la pagina web o scrive l’ e-mail e chi consulta
il sito o legge il messaggio operano in tempi diversi
per esempio attraverso un forum.
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ESEMPIO DI UN MEZZO DI WEB COMUNICAZION
L’ E-MAIL
La forma più conosciuta della Web Communication è
l’ E-Mail.
L’ E-Mail è il mezzo di comunicazione più diffuso via
Internet.
All’ E-Mail si possono allegare documenti e il tutto
raggiunge il destinatario o il gruppo di destinatari in
pochi istanti e in quasi tutto il mondo.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA WEB COMMUNICATION COME SPAZIO DI
INTERAZIONI (1)
Il Web cattura l’attenzione di milioni di cybernauti
perché si presta, contrariamente a quanto si possa
immaginare, ad un tipo di comunicazione che i mass
media tradizionali non consentono.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA WEB COMMUNICATION COME
SPAZIO DI INTERAZIONI (2)
Il Web segna il passaggio culturale e
concreto dal modello lineare di Shannon
alla comunicazione del modello
“topologico”.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA WEB COMMUNICATION COME SPAZIO DI
INTERAZIONI (3)
Modello di Shannon
Emittente – Messaggio – Canale – Ricevente.
Modello topologico
Ambiente come luogo di interazioni complesse.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA WEB COMMUNICATION COME SPAZIO DI
INTERAZIONI (4)
Dallo spazio reale al … cyberspazio.
Alla pragmatica della comunicazione si aggiunge il suo
habitat.
L’habitat è virtuale, simbolico.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA WEB COMMUNICATION COME SPAZIO DI
INTERAZIONI (5)
Secondo il modello di Shannon:
Un emittente dice qualcosa a qualcuno,
raggiungendolo, attraverso un canale.
Se questi risponde attiva un processo di feed back e la
comunicazione diviene circolare.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA WEB COMMUNICATION COME SPAZIO DI
INTERAZIONI (6)
Il Web consente invece una evoluzione di questo tipo
di comunicazione
che chiamiamo modello topologico
dove il messaggio viene combinato con gli stati
d’animo, i sentimenti, i pregiudizi e le conoscenze che
si avevano fino a quel momento.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA WEB COMMUNICATION COME SPAZIO DI
INTERAZIONI (7)
La comunicazione, secondo il modello topologico
implica l’azione.
Il messaggio sul web non solo viene letto e compreso,
ma induce a fare qualcosa …
… cliccare, comprare, andare da qualche parte.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA WEB COMMUNICATION COME SPAZIO DI
INTERAZIONI (8)
La comunicazione tradizionale è sempre stata misurata
dal tempo, come unità di misura …
Quanto tempo è durata la telefonata?
Quanto tempo ci vuole per fare quel percorso?
Quanto tempo dura quella connessione?
Tutto si misura a tempo.
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LA WEB COMMUNICATION COME SPAZIO DI
INTERAZIONI (9)
Sul Web interviene un altro fattore:
lo Spazio.
La dimensione spazio nasce dalla prima caratteristica
del Web: l’Ipertesto.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
IL FATTORE “SPAZIO” (1)
Da una pagina web si accede ad un’altra.
“Leggere” diventa “Navigare”.
Lo spazio web viene “esplorato”.
I termini più ricorrenti
dunque sono:
navigare, visitare, esplorare,
rete, portale …
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
IL FATTORE “SPAZIO” (2)
Il puntatore del mouse è un forte elemento di
identificazione che pone noi stessi dentro il Monitor.
Ci troviamo di fronte ad una situazione di sdoppiamento
percettivo.
Mi identifico con il puntatore che diventa l’estensione
del mio braccio e del mio sguardo.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
I VANTAGGI DELLA WEB COMMUNICATION
• Ambiente di lavoro più integrato e più
collaborativo
• Abbattimento dei limiti geografici
• Facoltà di essere raggiunti da milioni di persone in
tutto il mondo
• Comunicazione diretta ed istantanea
•Facoltà di instaurare più facilmente nuove
partnership e aumentare la propria visibilità
• Maggiore interattività
• Accesso rapido a moltissime informazioni
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
GLI STRUMENTI DELLA WEB COMMUNICATION
• E-MAIL
• MAILING LIST
• NEWSLETTER
• FORUM
• CHAT
• BLOG
• SITO WEB
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E-MAIL
• Operazioni preliminari per attivare un account di
posta elettronica.
• Gestione della stazione di posta elettronica.
Collegamento a WWW.LIBERO.IT
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ATTIVAZIONE ACCOUNT E GESTIONE POSTA
ELETTRONICA
• Registrazione account
• Attivazione account
• Gestione e-mail (ricevere e trasmettere posta, allegare
documenti)
•Sintassi indirizzi destinatari e funzione Ccn
• Gestione cartelle di posta (crearle, modificarle,
cancellarle)
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MAILING LIST (1)
Mailing List significa “lista per corrispondenza” o “lista
di distribuzione”.
Trattasi di un sistema organizzato per la partecipazione
di più persone in una discussione asincrona tramite
e-mail.
La Mailing List può essere costruita in 2 modi diversi:
• manualmente
• attraverso servizi di configurazione specifici.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
MAILING LIST (2)
Costruire la Mailing List manualmente
dal client di posta.
Collegamento a www.libero.it
Inserire gli indirizzi con la corretta sintassi.
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MAILING LIST (3)
La Sintassi per inserire gli indirizzi di posta
[email protected]; [email protected]; [email protected]
oppure
<[email protected]>, <[email protected]>, <[email protected]>
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
MAILING LIST (4)
La e-mail viene trasmessa a tutti i destinatari della
Mailing List, i quali possono rispondere con la funzione
“rispondi a tutti” destinando la propria risposta a tutti
oppure
possono rispondere a tutti o scrivere una nuova mail,
inserendo nuovamente tutti i destinatari,
manualmente.
Collegamento a www.libero.it
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
MAILING LIST (5)
L’iscrizione alla Mailing List può essere “libera”
(mailing list pubblica e aperta a tutti e a cui ci si può
iscrivere) oppure “concordata” dall’amministratore
della Mailing List e il destinatario.
La Mailing List può essere privata o pubblica.
La Mailing List privata ha, in genere, gli indirizzi di posta
dei destinatari visibili.
La Mailing List pubblica ha, in genere, gli indirizzi di
posta dei destinatari nascosti.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
MAILING LIST (6)
Si può costruire la Mailing List con un servizio di
mailing list specifico.
In questo caso, non si inseriscono tutti gli indirizzi di
posta elettronica degli iscritti alla mailing list, ma si
utilizza un unico indirizzo di posta.
Spedendo la mail a questo unico indirizzo di posta,
ricevono la mail tutti i destinatari iscritti alla
Mailing List.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
MAILING LIST (7)
La Mailing List costruita con un servizio di mailing list
specifico consente di:
• iscriversi in maniera automatica alla Mailing List
• dare o non dare l’opportunità agli iscritti di rispondere
a tutti
• dare o non dare l’opportunità di assegnare un
moderatore.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
MAILING LIST (8)
Una e-mail inviata tramite lista di distribuzione privata
può avere gli indirizzi dei destinatari visibili.
Una e-mail inviata tramite lista di distribuzione pubblica
è meglio che non abbia gli indirizzi dei destinatari visibili
(funzione Ccn).
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
A COSA SERVE UNA MAILING LIST (1)
Una Mailing List serve, fondamentalmente, per 3
motivi:
1) inviare una Newsletter
2) avviare e alimentare discussioni partecipate
3) ottenere feed back di orientamento e immediato
Per chi possiede un sito web, gestire una propria
Mailing List significa anche dare una buona
immagine della propria attività all’esterno.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
A COSA SERVE UNA MAILING LIST (2)
Ottenere un feed back orientato e immediato significa
capire se l’iniziativa promossa, il prodotto pubblicizzato,
la partecipazione richiesta hanno avuto o non hanno
avuto riscontro.
Tramite la Mailing List, noi catturiamo i “potenziali”
clienti o utenti e contestualmente sappiamo a chi di essi
la nostra iniziativa non interessa.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
A COSA SERVE UNA MAILING LIST (3)
La Mailing List
risulta pertanto essere uno strumento estremamente
pratico per inviare lo stesso messaggio ad una serie di
utenti.
La Mailing List è il braccio informativo delle attività
della comunità di un sito ed è quindi lo strumento che
ci permette di ricevere tutte le informazioni riguardanti
gli interessi della comunità.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA NEWSLETTER (1)
La newsletter, viene inviata ad un
gruppo di utenti, tramite, Mailing List.
Trattasi di un documento che contiene
informazioni, notizie, iniziative,
comunicazioni riguardanti l’oggetto di
interesse delle attività che ruotano
intorno a chi invia la newsletter
(direttore di un sito web, gestore di un
blog) e a chi la riceve (utenti, clienti
potenziali, ecc.).
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA NEWSLETTER (2)
La newsletter può anche essere definita come un
notiziario scritto o per immagini diffuso
periodicamente per posta elettronica.
L’oggetto della newsletter può spaziare
dall’informazione all’intrattenimento.
La frequenza di invio è varia.
Non sempre chi la riceve ce l’ha richiesta, quindi …
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA NEWSLETTER (3)
• Non deve essere invadente
• Non deve essere troppo lunga
• Deve suscitare curiosità ed interesse
•Non deve essere banale
• Deve offrire l’opportunità a chi la riceve di chiedere di
non riceverla più
• Non deve essere inviata con una frequenza troppo
ravvicinata
• Deve essere semplice, concreta, comprensibile
•Deve essere spedita il giorno e all’orario più
convenienti
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LA NEWSLETTER (4)
Esempio di newsletter
S.O.S. Servizi Sociali On Line
Collegamento alla newsletter sul client di posta Libero,
account [email protected]
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IL FORUM (1)
Si tratta di una bacheca elettronica che
fornisce a chi si collega la possibilità di inviare
un messaggio su un argomento discusso e di
leggere quanto hanno scritto gli altri
partecipanti fino a quel momento.
Il Forum è un luogo dove si incontrano gli
utenti per discutere di argomenti legati a
tematiche oggetto di interesse del sito web
ove il Forum è collocato.
La discussione avviene in modo asincrono.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
IL FORUM (2)
Il successo del sito web ove il Forum è collocato
dipende dall’efficacia del passaparola tra gli utenti che
lo frequentano e dalla qualità delle operazioni di
marketing del responsabile del sito.
Il successo del Forum è dovuto anche e soprattutto alla
sua semplicità disarmante e alla possibilità di trovare
rapidamente le risposte ai propri quesiti.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
IL FORUM (3)
Vi sono 2 tipi di Forum:
• dove gli utenti si scambiano informazioni o
alimentano discussioni tra loro;
• dove gli utenti si rivolgono ad uno Staff di
professionisti che fornisce loro risposte ed indicazioni
sulla base dei quesiti posti.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
IL FORUM (4)
Esempi di Forum:
http://freeforumzone.leonardo.it/cartella.aspx?c=480
21&f=48021&idc=229415
http://tools.mrwebmaster.it/work/forum.php?forum_
id=14393&pg=1
La maggior parte dei Forum richiede la registrazione
dell’utente, ma ve ne sono alcuni che non la richiedono.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
CHAT (1)
La Chat è uno strumento estremamente
flessibile.
Consente di effettuare discussioni in
tempo reale con gli utenti in quel
momento connessi.
Oggi, la maggior parte dei siti web offre al
proprio interno una Chat.
Molte Chat consentono di accedervi senza
doversi registrare, inserendo un
Nickname.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
CHAT (2)
Come il Forum, anche la Chat si presta ad una triplice
finalità:
• gli utenti connessi interagiscono e discutono tra loro
• gli utenti interagiscono e discutono tra loro, ma con la
moderazione di un conduttore
• la Chat consente all’utente di rivolgersi sia a tutti
(modalità pubblica) sia ad un altro utente (modalità
privata).
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
CHAT (3)
Esempio di Chat:
http://server80.chatexpert.it/clienthtml2/default_120
.asp?ID=65765&stanza=&file=&colori=&emo=&pvt=&
blocca=&nick=&template=&gruppo=SOS+Servizi+Socia
li+On+Line
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB (1)
Il linguaggio più diffuso con cui i siti web sono costruiti è
l’HTML (Hyper Text Markup Language).
L’HTML viene interpretato da particolari software
chiamati web browser: tra i più noti si annoverano
Firefox e Internet Explorer.
Le pagine di un sito web sono accessibili tramite una
radice comune detta “nome di dominio” e il nome di
ogni pagina web è detto “URL”.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB (2)
Realizzare un sito internet non significa solo inserire
testi e immagini, ma innanzitutto occorre un lavoro
accurato di analisi degli obiettivi, dei bisogni della
collettività e dell’esistente sull’argomento che si vuole
sviluppare attraverso il proprio sito web.
La creazione di un sito web deve prefigurare la
costruzione di un’architettura che tenga conto dello
sviluppo dei seguenti elementi:
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB (3)
• Visibilità
• Usabilità
• Posizionamento all’interno dei motori di ricerca
• Verificabilità e monitoraggio dell’attività
• Prestazionalità
• Funzionalità
• Affidabilità
• Innovatività
• Produttività
• Comunicabilità
• Competitività
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB (4)
Ricordiamoci che:
Il web è un luogo di condivisione ed è un medium on
domand, in cui l’utente richiede le informazioni con un
atto di volontà e non è un broadcast, come la
televisione che lascia lo spettatore passivo di fronte
all’offerta dei contenuti.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB (5)
Quando un visitatore apre una home page, la
possibilità che abbia intenzione di passare molto tempo
a scoprirne il sistema di navigazione o a decifrarne le
icone, è praticamente nulla.
I visitatori non sono spettatori, vogliono essere attivi,
vogliono fare qualcosa.
L’usabilità è una delle armi a nostra disposizione per
trattenere l’audience e per consentire ai visitatori di
lavorare con il nostro sito.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB: L’USABILITA’ (1)
L’usabilità è quella proprietà di un sito web che lo rende
“facile” da navigare e usare.
La parola “usabilità” deriva dalla progettazione dei
software.
Dalla metà degli anni ‘80 iniziò a svilupparsi quella che è
una vera e propria scienza, che coniuga la psicologia e
l’intelligenza artificiale dell’informatica.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB: L’USABILITA’ (2)
I principali attributi dell’usabilità sono:
• Utilità
• Facilità di apprendimento
• Efficienza
• Facilità di ricordo
• Quantità di errori
• Soddisfazione
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB: L’USABILITA’ (3)
UTILITA’ (Il senso del sito web)
• Serve a qualcosa?
• A chi serve?
FACILITA’ DI APPRENDIMENTO
• Come si comportano gli utenti davanti a un sito che
non hanno mai visto? Indugiano? Vorrebbero fare
qualcosa ma non sanno come?
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB: L’USABILITA’ (4)
EFFICIENZA
• I visitatori possono interrogare il sistema e ricevere
delle risposte sensate e veloci o devono tentare e
ritentare per ottenere ciò che hanno in mente? Il
caricamento del sito è rapido?
FACILITA’ DI RICORDO
• Gli utenti ricordano immediatamente come usare il
sito la seconda o terza volta che vi ritornano?
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
SITO WEB: L’USABILITA’ (5)
PREVENZIONE DEGLI ERRORI
• Il sito contiene errori di vario genere? Tanti? Di che
entità e tipologia? Sono frequenti questi errori o
sporadici?
SODDISFAZIONE
• Il sistema è divertente e soddisfacente da usare o crea
ansia e frustrazione?
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
L’USABILITA’ DEL SITO WEB: LA USER EXPERIENCE (1)
La “user experience” è il presupposto dell’usabilità.
L’usabilità pone al centro delle sue riflessioni l’utente e
il suo rapporto con il Web.
Il punto di vista dell’utente è la prima cosa di cui
tenere conto nella progettazione di un sito web.
Nel costruire schemi di navigazione occorre sempre
chiedersi: “Come si comporteranno i visitatori, che
vantaggi ne trarranno?”
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
L’USABILITA’ DEL SITO WEB: LA USER EXPERIENCE (2)
La user experience è l’esperienza di navigazione dal lato
dell’utente e si struttura in tre dimensioni:
• Comportamenti (che cosa fa l’utente?)
• Risultati (che cosa ottiene l’utente?)
• Sensazioni (come si sente l’utente?)
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
L’USABILITA’ DEL SITO WEB: LA USER EXPERIENCE (3)
Che cosa succede in siti non usabili?
• L’informazione non si trova (il problema non risiede
nello scarso interesse del sito, ma nel fatto che i
visitatori non riescono bene a capire dove trovare le
informazioni)
• Si verificano consistenti perdite di traffico
• I visitatori si trattengono pochi secondi nella home
page poi abbandonano il sito e non vi tornano più.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
L’ ACCESSIBILITA’ DEL SITO WEB
Un sito deve essere accessibile e visibile da tutti.
Ciò significa: “Non lasciare fuori nessuno”.
Per realizzare ciò occorre tener conto della variegata
tipologia ed esistenza di diverse risoluzioni video,
differenti browser, ecc.
Bisogna utilizzare un sistema di progettazione che
consenta a tutti di poter accedere al sito.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
PROGETTARE PER CRESCERE: UN SITO NON E’ MAI
FINITO
La gestione di un sito richiede un processo di
progettazione continua per:
• archiviare l’accumulo di informazioni che si sviluppano
nel corso del tempo;
• adeguarsi alle esigenze e ai bisogni dei visitatori che
sono in continua evoluzione;
• apportare le migliorie che si rendono necessarie con il
tempo.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
NOVE DOMANDE DA PORSI QUANDO SI PROGETTA UN
SITO WEB (1)
• Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere?
• Qual è il profilo socio professionale del pubblico?
• Quali tipi di contenuti e servizi potrebbero interessare
il target?
• Di quali tecnologie, finanziamenti, competenze c’è
bisogno per fornire questi servizi?
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
NOVE DOMANDE DA PORSI QUANDO SI PROGETTA UN
SITO WEB (2)
• Chi sono i concorrenti, come sono organizzati i loro
siti?
• Che tipo di interazioni ci sono e ci potrebbero essere
con il target del sito, quali bisogni potrebbero
insorgere?
• Quali sono gli obiettivi a breve, medio e lungo termine
del sito?
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
NOVE DOMANDE DA PORSI QUANDO SI PROGETTA UN
SITO WEB (3)
• Quale potrebbe essere l’andamento del sito tra un
anno?
• Con quali criteri misurare il successo e il gradimento?
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
GLI OBIETTIVI DELLA NAVIGAZIONE (1)
Bisogna guidare i visitatori dove le cose avvengono.
Un sito di successo organizza l’informazione in un
formato facile da usare:
• Punto di Azione
• Punto di Ingresso
• Punto di Uscita
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
GLI OBIETTIVI DELLA NAVIGAZIONE (2)
IL PUNTO D’AZIONE
Il punto d’azione è il luogo in cui vogliamo guidare i
nostri visitatori.
Luogo dove essi possano agire, interagire, scaricare, ecc.
Per ottenere l’informazione desiderata, per
confrontarsi, per lasciare una propria riflessione, per
scaricare un documento, ecc.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
GLI OBIETTIVI DELLA NAVIGAZIONE (3)
PUNTO D’INGRESSO E DI USCITA
Il punto di ingresso rappresenta il luogo dal quale il
visitatore può trasferirsi nel luogo d’azione.
Home page, link, ecc.
Il punto di uscita rappresenta il luogo dal quale il
visitatore, soddisfatto o meno, lascia il punto d’azione.
Faenza, 30 ottobre 2010 – Dott. Antonio Bellicoso
LE 6 CHIAVI PER AVERE UN SITO DI SUCCESSO
• Fornire contenuti rilevanti e di alta qualità
• Rendere il sito facile da usare
• Promuoverlo efficacemente
• Rendere l’esperienza al sito unica nel suo genere
• Avere credibilità
• Evocare emozioni
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PECULIARITA’ DI UN SITO WEB PER SVILUPPARE LA
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO SOCIALE (1)
Il sito web, costituisce un luogo idoneo per sviluppare e
produrre integrazione delle risorse, delle competenze
e dei progetti, al fine anche di far circolare la
documentazione e favorire il confronto.
Il sito web favorisce l’utilizzo partecipato e
socializzante delle nuove tecniche di comunicazione
favorite dalla Web Communication.
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PECULIARITA’ DI UN SITO WEB PER SVILUPPARE LA
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO SOCIALE (2)
La tendenza e la percezione di lavorare insieme su
internet è quella di creare insieme e non di subire
passivamente l’innovatività tecnologica.
Ciò cambia il modo di operare, di partecipare e di
ascoltare sia da parte degli addetti ai lavori che dei
beneficiari della web communication applicata al
servizio sociale
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PECULIARITA’ DI UN SITO WEB PER SVILUPPARE LA
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO SOCIALE (3)
Un sito web si presta a sviluppare ciò che nella pratica
della professione del Servizio Sociale, rappresenta un
caposaldo storico:
“Il lavoro di rete”.
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PECULIARITA’ DI UN SITO WEB PER SVILUPPARE LA
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO SOCIALE (4)
Il sito web favorisce il lavoro di rete grazie alla sua
notevole flessibilità comunicativa e alla possibilità di
favorire l’ingresso del visitatore in un nuovo spazio.
Il sito web rappresenta un luogo, uno spazio sociale e
cognitivo dove si interagisce, si scopre, si creano
relazioni, aggregazioni, comunità.
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ESEMPI DI APPLICAZIONE PRATICA DI ATTIVITA’ DI
SERVIZIO SOCIALE ATTRAVERSO
UN SITO WEB (1)
• Erogazione di un servizio di consulenza on line;
• Erogazione di interventi di orientamento, supporto e
sostegno;
• Attività di informazione, documentazione e
diffusione del sapere “sociale”;
• Archivi scaricabili per aree tematiche;
• Diffusione e promozione di eventi;
• Attività di confronto e approfondimento su temi
specifici;
• Gruppi di lavoro per la realizzazione di progetti;
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ESEMPI DI APPLICAZIONE PRATICA DI ATTIVITA’ DI
SERVIZIO SOCIALE ATTRAVERSO
UN SITO WEB (2)
• Attività di formazione;
• Attività di promozione e sviluppo dell’immagine, dei
valori e della peculiarità di talune professioni sociali;
• Attività di rete, scambio link, partnership con altre
realtà “concorrenti”;
• Produzione e distribuzione di newsletter informative e
magazine on line;
Tutto questo con gli strumenti che la Web
Communication ci mette a disposizione (E-mail, Chat,
Forum, Mailing List, Blog, ecc.).
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (1)
1. Acquisto del dominio
2. Disegno della struttura
3. Realizzazione e pubblicazione sul web
4. Promozione e Marketing
5. Gestione
6. Monitoraggio
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (2)
1) Acquisto del dominio
Il dominio del sito lo si può acquistare presso un sito
web specializzato, quale ad esempio il seguente:
www.aruba.it
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (3)
2) Disegno della struttura
Disegnare la struttura di un sito, significa tracciarne su
un foglio di carta le coordinate, lo scheletro, gli
interni, gli spazi, la home page e le pagine web
correlate
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (4)
3) Realizzazione e pubblicazione sul web
Significa tradurre in linguaggio html il disegno della
struttura eseguito al punto 2 con il software
dedicato (Frontpage) e allocare risorse e strumenti
desiderati (forum, chat, guestbook, contatori, ecc.).
Realizzato il sito, questi sarà pubblicato sul web,
attraverso software dedicato (FTP).
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (5)
4) Promozione e Marketing
Come far conoscere agli altri che esiste il nostro sito
web appena creato e pubblicato?
Con operazioni specifiche di promozione e di marketing
interne ed esterne al sito (proposte di scambio link e
avvio partnership, indicizzazione e posizionamento
sui motori di ricerca, ecc.).
Promuovere un sito significa acquisire visibilità e
attirare visitatori.
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (5)
4) Promozione e Marketing
Esempio di alcune attività di promozione:
• Pubblicizzare gli aggiornamenti con una newsletter;
• Fornire anteprime di ciò che comparirà sul sito in
home page;
• Enfatizzare leader o celebrità correlate;
• Considerare un’area permanente in cui far confluire le
novità del sito.
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (6)
5) Gestione
Gestire un sito web significa farlo funzionare, renderlo
“usabile”, mantenerlo, aggiornarlo, modificarlo,
renderlo sempre più funzionale, interessante e
appetibile.
Gestire un sito web significa anche, incrementare,
gestire e mantenere i contatti con i visitatori, i
partner, gli stakeholder, gli shareholder, i potenziali
futuri clienti.
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (7)
6) Monitoraggio
Il monitoraggio è la fase nella quale si osserva il
comportamento degli usufruitori del sito attraverso
strumenti e analisi specifiche:
•
• Contatori degli accessi
Feed back dei visitatori mezzo attività di e-mail e/o
newsletter e/o mailing list, ecc.
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (8)
6) Monitoraggio
Il contatore degli accessi misura svariati elementi del
comportamento dei nostri visitatori, tra i quali:
•
Quali pagine del sito va a visitare e per quante volte
al giorno vi accede?
• Quanti utenti nuovi al mese accedono al nostro
sito?
• Quanti sono e che abitudini hanno gli utenti “fissi”?
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (9)
6) Monitoraggio
•
Quanti utenti accedono al nostro sito durante il
giorno?
• Quanti di essi vi accedono più volte?
• Quanti sono gli accessi “unici” al giorno?
• Quanti sono gli accessi globali al giorno?
• Quante pagine web del sito vengono visitate
durante il giorno e quanto tempo vi si sosta su
ciascuna?
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (10)
6) Monitoraggio
• Quali sono le parole chiave più ricorrenti attraverso le
quali il visitatore giunge al nostro sito?
• Da quali siti web i visitatori giungono al nostro sito?
• Da quali località registriamo gli accessi?
• Con quali tipi di risoluzione grafica e browser ci
giungono gli accessi al nostro sito?
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LE FASI E LE AZIONI PER AVVIARE E GESTIRE UN SITO
WEB (11)
6) Monitoraggio
Potendo disporre di tutti questi dati e monitorandoli
giorno dopo giorno, siamo in grado di:
• capire quanto appetibile e interessante possa essere il
nostro sito nel corso del tempo;
• studiarne il comportamento dei flussi nel corso del
tempo;
• modificare, incrementare, aggiustare, creare,
aggiungere le parti oggetto dell’analisi compiuta.
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CREIAMO IL NOSTRO SITO WEB
• Apriamo Front Page.
• Clicchiamo sul menu’ in alto “FILE” e poi “NUOVO”.
• A destra clicchiamo su “Sito web a pagina singola”.
• Specifichiamo il percorso e assegnamo il nome del
sito.
• Il nostro sito è stato creato.
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BELLICOSO: Web communication e Servizio Sociale