ENGINEERING & SERVICES _____________________________ Via Alberica n° 86 54100 Massa (MS) Telefono e Fax 0585 40381 www.serinditalia.com e-mail: [email protected] e-mail certificata: [email protected] VERIFICA DI ASSOGGETTABILITÀ A V.I.A. PROGETTO PRELIMINARE DELL’OPERA e STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE ai sensi del D.Lgs 152/06 e s.m.i. e della L.R. 12 febbraio 2010 n°10 e s.m.i. Relativa all'insediamento sito in Viale Domenico Zaccagna n° 6 -54031 - Avenza Carrara (MS) della Ditta: M.B. FER S.r.l. I Tecnici incaricati: Dott. Geol. Emanuele SIRGIOVANNI Per. Ind. Carlo A. TURATO Ordine Geologi Toscana n° 654 Collegio dei Periti Industriali, dei Periti Industriali Laureati Massa Carrara n° 35 Legale Rappresentante M.B. FER S.r.l. – Andrea Barotti Data: 16 Aprile 2013 SER.IND S.c. a r.l. - SICUREZZA – AMBIENTE – PROGETTAZIONE - QUALITÀ Registro Società Tribunale Massa-Carrara n. 7610/90 – C.C.I.A.A. di Massa-Carrara n. REA 89979 Albo Società Cooperativa n° A121717 - Codice Fiscale e Partita IVA n. 00552910457 M.B. FER S.r.l. INDICE PREMESSA ....................................................................................................................................................2 1. PARTE PRIMA: PROGETTO PRELIMINARE DELL’OPERA ..................................................................................4 1.1. Descrizione del sito ............................................................................................................................5 1.2. Area “A”............................................................................................................................................5 1.3. Area “B”............................................................................................................................................6 1.4. Area “C”............................................................................................................................................6 1.5. Area “D” ...........................................................................................................................................6 1.6. Attività svolta e organizzazione del lavoro .............................................................................................7 1.6.1. Descrizione ciclo lavorativo .......................................................................................................7 1.6.2. Diagramma a blocchi ...............................................................................................................9 1.7. Elenco dei codici C.E.R. di cui si richiede l’autorizzazione ....................................................................... 10 1.8. Descrizione delle tipologie dei rifiuti in ingresso.................................................................................... 12 1.9. Sistemi di stoccaggio ........................................................................................................................ 18 1.10. Trattamento acque ......................................................................................................................... 19 1.11. Emissioni di rumori ......................................................................................................................... 20 1.12. Rischio di incendio .......................................................................................................................... 20 2. PARTE SECONDA: STUDIO AMBIENTALE PRELIMINARE ............................................................................... 21 2.1. STUDIO AMBIENTALE PRELIMINARE ................................................................................................... 21 2.1.1. Quadro delle autorizzazioni, dei vincoli e della pianificazione di settore ................................................. 21 2.2. DESCRIZIONE DELL’AMBIENTE .......................................................................................................... 22 2.2.1. Ambito territoriale di riferimento ............................................................................................. 22 2.2.2. Descrizione delle componenti ambientali................................................................................... 22 2.3. ANALISI DEGLI IMPATTI ................................................................................................................... 31 2.3.1. Individuazione dei potenziali impatti significativi ........................................................................ 31 2.3.2. Stima e valutazione degli effetti dei potenziali impatti significativi................................................ 32 2.4. ANALISI DELLE ALTERNATIVE ............................................................................................................ 37 2.4.1. Alternative strategiche ........................................................................................................... 37 2.4.2. Alternative di localizzazione .................................................................................................... 37 2.4.3. Alternative di processo o strutturali.......................................................................................... 37 2.4.4. Alternativa zero..................................................................................................................... 38 2.5. MISURE DI MITIGAZIONE.................................................................................................................. 38 2.6. MONITORAGGIO .............................................................................................................................. 39 3. CONCLUSIONI......................................................................................................................................... 40 ALLEGATI.................................................................................................................................................... 41 ¾ Allegato 1: Documentazione cartografica - Ubicazione in scala 1:25.000 (Stralcio dalla cartografia I.G.M.) - Stralcio aerofotogrammetrico in scala 1:2000 con indicata l'area in oggetto - Immagine digitale con indicata l’area in oggetto - Estratto di mappa in scala 1:2000 - Stralcio PRG Comune di Carrara con indicata l’area in oggetto ¾ Allegato 2: Documentazione attestante la disponibilità dell’area (copia Atto del Tribunale Civile e Penale di Massa e Lettere di accordo tra le parti, copia contratto di Leasing) ¾ Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree ¾ Allegato 4: Documentazione relativa all’autorizzazione allo scarico delle acque ¾ Allegato 5: Valutazione Previsionale di Impatto Acustico ¾ Allegato 6: Carta Geologica ¾ Allegato 7: Carte isofreatiche SER.IND S.c.a r.l. 1 M.B. FER S.r.l. PREMESSA La Società M.B.FER S.r.l., attualmente sita in Massa Via Vaccareccia, esercita l’attività di gestione di un impianto di recupero inclusa la cernita, la selezione, la riduzione volumetrica e lo stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi quali metalli in genere da conferire successivamente a Ditte specializzate (es. impianti metallurgici, acciaierie, fonderie, etc.), con autorizzazione DD n° 8630/2003 prorogata fino al 31/12/2013 con DD 266 del 31/01/2013. Visto l’obbligo di delocalizzare l’attività si è proceduto con l’identificazione di un nuovo insediamento che avesse le caratteristiche ambientali e funzionali per poter continuare ad esercitare la stessa attività. Tale sito in un primo momento è stato individuato in un lotto sito nel Comune di Carrara in Viale Galileo Galilei loc. Battilana, per il quale è stata presentata Istanza di Verifica di Assoggettabilità a VIA, poi ritirata in data 29 Marzo 2013 con apposita domanda ai sensi dell’art. 49, c. 6 della L.R.T. n° 10 del 12/02/2010 e s.m.i.. La motivazione del ritiro è legata al fatto che la Società M.B. FER Srl si è trovata nella condizione di dover rilevare la totalità della partecipazione della Società “Apuana Ambiente Srl”, società che da anni svolge attività di raccolta e stoccaggio temporaneo rifiuti con idonea autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Massa Carrara, in un sito ubicato nel Comune di Carrara (MS), fraz. Avenza, Viale D. Zaccagna n° 6, all'interno dell'area della ex ITALIANA COKE, in zona industriale/artigianale. Dovendo garantire la propria continuità aziendale, la società M.B. FER ha preferito quindi insediarsi in un sito già funzionale, che non necessita di interventi edilizi di adeguamento. Il presente Studio di assoggettabilità a V.I.A. è stato redatto in osservanza del Decreto Legislativo 152/06 e s.m.i. e della Legge Regionale 12 febbraio 2010 n°10 e s.m.i. al fine di sottoporre, ai sensi dell’art. 48 del L.R. citata, a Verifica di assoggettabilità il progetto preliminare di realizzazione dell’impianto di gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi. Infatti, per l’attività che si intende richiedere l’autorizzazione all’esercizio, l’allegato B2 della L.R. n° 10/2010 e s.m.i. prevede un procedimento di Verifica di assoggettabilità e nello specifico: All. B2 - Progetti di infrastrutture, lettera bi): impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi, mediante operazioni di cui all’Allegato B, lettere D2, D8 e da D13 a D15, ed all’Allegato C, lettere da R2 a R9, della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. All. B2 - Progetti di infrastrutture, lettera bl): impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non pericolosi, con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno, mediante operazioni di cui all’Allegato C, lettere da R1 a R9, della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n°152. Il presente studio contiene: o Parte prima: Progetto preliminare dell’opera con informazioni relative alle sue caratteristiche ed alla sua localizzazione o Parte seconda: Studio preliminare ambientale Per questo motivo saranno presi in esame gli eventuali impatti che un impianto di questo tipo può produrre sull’Ambiente circostante, intendendo come Ambiente l’insieme delle componenti naturali ed antropiche del territorio ove è previsto l’insediamento, comprese le caratteristiche socioeconomiche e culturali. SER.IND S.c.a r.l. 2 M.B. FER S.r.l. Così come disposto dall’art. 48 della L.R. 12 febbraio 2010 n°10, si presenta, ai fini dell’iter procedurale di verifica, un progetto preliminare dell’impianto e lo studio preliminare ambientale. Per questo motivo gli aspetti operativi di dettaglio sulla gestione dell’impianto saranno descritti con maggior dettaglio nel progetto definitivo (nel caso di assoggettabilità a VIA) e la successiva richiesta di autorizzazione all’esercizio ai sensi dell’articolo 208 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i., in quanto nuovo insediamento. Al fine dell’analisi degli impatti si fa riferimento anche al contenuto della Delibera del Consiglio Regionale della Toscana 7 aprile 1998 n°88 dove sono individuati i criteri per la localizzazione degli impianti di gestione rifiuti, con particolare riferimento ai fattori escludenti, penalizzanti e preferenziali. È utile in questa premessa, ricordare la definizione di impatto ambientale così come è riportata all’art. 41 comma 1 lettera d) della L.R. n° 10/2010: l’alterazione dell’ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i fattori antropici, naturalistici, chimico-fisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli ed economici, derivante dall’attuazione sul territorio di piani o programmi; tale alterazione può essere qualitativa o quantitativa, diretta o indiretta, a breve o a lungo termine, permanente o temporanea, singola o cumulativa, positiva o negativa. SER.IND S.c.a r.l. 3 M.B. FER S.r.l. 1. PARTE PRIMA: PROGETTO PRELIMINARE DELL’OPERA Il sito, identificato al Foglio 99, Mappale 312 (ex 264) del Comune di Carrara, è di proprietà della Società “Apuana Ambiente”. L’insediamento fa parte del compendio industriale/artigianale all'interno dell'area della ex ITALIANA COKE, è servito dalla rete viaria di scorrimento urbano ed è facilmente accessibile. Attualmente l’ M.B. FER detiene il 24% delle quote sociali della “Apuana Ambiente”, ed a seguito di cessione partecipazioni con atto del Tribunale Civile e Penale di Massa ed accordo tra le parti, in data 24 Aprile 2013 acquisirà un ulteriore 52% del capitale (per un totale del 76%) e l’amministrazione della stessa passerà nella persona del Legale Rappresentante Sig. Barotti Andrea. Vedi i seguenti Allegati: • Allegato 1: Documentazione cartografica - Ubicazione in scala 1:25.000 (Stralcio dalla cartografia I.G.M.) - Stralcio aerofotogrammetrico in scala 1:2000 con indicata l'area in oggetto - Immagine digitale con indicata l’area in oggetto - Estratto di mappa in scala 1:2000 - Stralcio PRG Comune di Carrara con indicata l’area in oggetto • Allegato 2: Documentazione attestante la disponibilità dell’area (copia Atto del Tribunale Civile e Penale di Massa e Lettere di accordo tra le parti, copia contratto di Leasing) • Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree SER.IND S.c.a r.l. 4 M.B. FER S.r.l. 1.1. DESCRIZIONE DEL SITO L’intera area è di 3500 m2 circa. La recinzione è formata da un cordolo in cemento armato alto 50 cm sovrastato da una struttura metallica di tipo grigliato. L'impianto ha due accessi carrabili posti sul lato della strada, uno all’inizio della proprietà e l’altro alla fine, rispettivamente larghi 11 e 10 mt. La pavimentazione dell’area esterna è in cemento eccetto sul retro dell’edificio che risulta in elementi autobloccanti. Le dimensioni dell’area esterna consentono un notevole spazio di manovra e permettono ai mezzi di transitare attorno alla struttura. Il fabbricato è posto al centro della proprietà ed ha una larghezza di 50 mt., una profondità di 20 mt. e un’altezza di 12 mt.. È costituito da ossatura portante in C.A. e C.A.P., tamponato per circa la metà della superficie coperta e solamente coperto per la restante metà. Più precisamente risulta tamponata una superficie avente dimensione di ml. 26,70x20 mentre è solamente coperta una superficie di ml. 23,30x20. All'interno del fabbricato sono ricavati quattro piani di cui tre destinati ad ufficio ed uno ad archivio con una superficie di mq. 137,20 a piano. I tamponamenti esterni sono costituiti da pannelli di Cls da cm. 20 in unico getto di calcestruzzo alleggerito da polistirolo espanso con superficie esterna in ghiaietto. Sulla sommità dei pannelli è posta in opera una scossalina di lamiera zincata e preverniciata spessore 8/10. La parete di separazione fra la zona lavorazione e l'area direzionale è realizzata con muratura in Poroton da cm. 30. Le tramezzature interne sono in muratura di mattoni a spessore diverso secondo geometria ed altezza; tutte le pareti in laterizio sono intonacate sulle due facce e verniciate con idropittura. La struttura portante di copertura è costituita da tegoli in CLSV a doppia pendenza (5%). I tegoli portano la piccola orditura in travi ad omega a cui è fissato il manto costituito da pannelli di lamiera schiumata preverniciata aventi spessori di cm. 4. La pavimentazione del capannone è realizzata in gettata di cemento liscio, impermeabile e resistente all’attacco chimico dei rifiuti. Porte e portoni sono realizzati in alluminio e specchiature in lamiera schiumata; le porte di comunicazione fra il locale lavorazione e l'area direzionale sono realizzate ad unico battente e hanno caratteristiche REI 120. Le finestre sono in alluminio con specchiature in vetro. Il sito è diviso in 4 aree, di seguito denominate Area “A”, “B”, “C” e “D” e descritte in dettaglio ai paragrafi successivi. 1.2. AREA “A” Si tratta di una superficie coperta da una tettoia, realizzata in cemento armato; la pavimentazione ha la caratteristica di avere tutto il perimetro allo stesso livello (più alto di circa 5 cm rispetto al piazzale) e scende progressivamente verso il centro, dove si trova un grigliato in grado di raccogliere eventuali liquidi accidentalmente versati sulla pavimentazione, e convogliarli in due cisterne prefabbricate interrate realizzate in cls trattato con prodotti speciali in grado di resistere all’attacco chimico, di capienza complessiva pari a 29 m3. Questa area sarà suddivisa nei seguenti settori: • Settore A1 per lo stoccaggio dei rifiuti in cassoni; • Settore A2 per il conferimento, cernita e selezione dei rifiuti non pericolosi costituiti da rottami ferrosi • Settore A3 per le operazioni di riduzione volumetrica tramite cesoiatura dei rifiuti SER.IND S.c.a r.l. 5 M.B. FER S.r.l. • Settore A4 per per il conferimento, cernita e selezione dei rifiuti non pericolosi costituiti da altre tipologie di rifiuti • Settore A5 per il conferimento, cernita e selezione dei rifiuti non pericolosi costituiti da rottami metallici non ferrosi • Settore A6 per lo stoccaggio dei rifiuti in cassoni. I settori di conferimento e cernita saranno dotati di una piattaforma in lamiera d’acciaio necessaria per evitare il danneggiamento della pavimentazione e delimitati da new jersey. Vedi Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree 1.3. AREA “B” Si tratta dell’area all’interno del capannone, realizzata in cemento armato con la caratteristica di avere in corrispondenza di ogni uscita, sia carrabile che pedonale, un grigliato che attraversa tutta l’apertura, impedendo l’uscita di liquidi accidentalmente versati. Tutti i grigliati, tramite tubazioni, arrivano ad un bacino di contenimento realizzato in cemento armato posto all’interno dell’area, con una capacità di 11,30 m3 circa. Sia le condotte in cemento armato poste sotto i grigliati, che il bacino di contenimento sono stati trattati con prodotti speciali in grado di resistere all’attacco di acidi o altre sostanze corrosive. Questa area è adibita alle movimentazioni di carico e scarico e allo stoccaggio di rifiuti pericolosi e non. Vedi Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree 1.4. AREA “C” Si tratta dell’area destinata agli uffici. Gli uffici sono posti su quattro piani. Al piano terra si svolgerà tutta l’attività tecnica ed amministrativa, gli altri tre piani saranno dedicati agli uffici dirigenziali, commerciali, sala riunione e archivio. 1.5. AREA “D” Piattaforma cementata all’aperto adibita ad area per le manovre dei mezzi e allo stoccaggio dei rifiuti non pericolosi, rottami di ferro e di alluminio (rif. Regolamento (UE) n° 333/2001) e delle MPS (altri metalli), posti in cumuli separati da new-jersey e in contenitori come scarrabili e container chiusi a tenuta. Vedi Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree SER.IND S.c.a r.l. 6 M.B. FER S.r.l. 1.6. ATTIVITÀ SVOLTA E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO L’ MB FER si occuperà del recupero inclusa la cernita, la selezione, l’eventuale riduzione volumetrica (trattamento meccanico) e lo stoccaggio di rifiuti metallici non pericolosi ai sensi del D.Lgs 152/2006 da conferire successivamente a Ditte specializzate (es. impianti metallurgici, acciaierie, fonderie, etc.). La ditta intende gestire anche rifiuti non pericolosi (es. plastica, legno, imballaggi misti, etc.) da sottoporre a cernita e riduzione volumetrica e rifiuti pericolosi (es. batterie al piombo, amianto, etc.) che saranno solo stoccati in attesa di essere avviati ad altri centri per il recupero e/o smaltimento. Lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi avverrà esclusivamente all’interno del capannone e sotto tettoia. Le operazioni che si intendono effettuare in riferimento al D.lgs. 152/06, parte Quarta, Allegati B e C e s.m.i. sono: o R4 – Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici o R12 – Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11 o R13 – Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12 o D13 – Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D12 o D14 – Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D13 o D15 – Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14 (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti) 1.6.1. Descrizione ciclo lavorativo I rifiuti arrivano nel centro sia con mezzi della Società che da terzi autorizzati al trasporto dei rifiuti. A prescindere dalla tipologia del rifiuto in ingresso le fasi di lavoro sono le seguenti: presa in carico dei formulari di identificazione dei rifiuti o dispositivo USB/Scheda di movimentazione (SISTRI) all’ufficio di accettazione, il quale ne verifica la corretta compilazione (es. provenienza, codice C.E.R. e corrispondenza con il rifiuto trasportato, targa del mezzo, nome dell’autista, numero di autorizzazione, etc.). Ogni trasporto può contenere più rifiuti di più produttori. Dopo l'accertamento della documentazione si passa, per i rifiuti metallici, al controllo con il radiometro (Area D) e quindi alla fase di pesatura che, a seconda della tipologia del rifiuto, può avvenire con la bilancia posta nell’Area B in grado di pesare contenitori molto grandi o con la pesa installata sul retro dell’edificio. Di seguito iniziano le operazioni di scarico nell’area assegnata, in base alla tipologia del rifiuto: • rifiuti metallici nel Settore A2 (ferrosi) e Settore A5 (non ferrosi), scaricati tramite ribalta del cassone e/o con l’ausilio della gru dietro cabina dello stesso e/o con escavatore dotato di benna a ragno, per essere sottoposti alle fasi di cernita sia manualmente che con l’ausilio di “ragno”, in modo da avere carichi omogenei, ed eventuale riduzione volumetrica con l’ausilio di gruppo ossitaglio o presso-cesoia (Settore A3); lo stoccaggio dei rottami selezionati avviene nei settori A1 e A6 e nell’Area D, sia in cumuli che all’interno di idonei cassoni metallici di diverse dimensioni; i rottami selezionati di maggior valore commerciale (es. rame, bronzo, ottone, etc.) vengono stoccati nell’Area B all’interno di cassoni metallici; raggiunta una quantità utile si provvede al carico del materiale su autocarri per il trasporto a destinazione (es. impianti metallurgici, SER.IND S.c.a r.l. 7 M.B. FER S.r.l. acciaierie, fonderie, etc.). Prima che il carico esca dall’insediamento si procede nuovamente al controllo con il radiometro. Le fasi lavorative ed i criteri di gestione saranno eseguiti, per il ferro e l’alluminio, tenendo anche conto del Regolamento (UE) n° 333/2001. • altre tipologie di rifiuti nel Settore A4 (es. cod. CER 150106, 170203, 170904, 200307, etc.), scaricati tramite ribalta del cassone e/o con l’ausilio della gru dietro cabina dello stesso e/o con escavatore dotato di benna a ragno, per essere sottoposti alle fasi di cernita sia manualmente che con l’ausilio di “ragno”, in modo da avere carichi omogenei, collocando il rifiuto all’interno di contenitori (casse pallet) ad essi dedicati (es. solo plastica cod. CER 191204, solo legno cod. CER 191207, solo ferro e acciaio cod. CER 191202, etc.) posti nel settore A4; quest’ultimi, una volta riempiti, mediante carrello elevatore a forcole vengono allontanati e scaricati negli idonei container posizionati nel piazzale (Area D). La parte di rifiuto non selezionabile viene stoccata nel container posto nel piazzale (Area D) con il codice CER 191212. • rifiuti pericolosi nell’Area B, scaricati con l’ausilio del carrello elevatore elettrico; le batterie al piombo (cod. CER 160601 e cod. CER 200133) sono stoccate all’interno di cassonetti a tenuta posizionati sopra il bacino di contenimento realizzato in cemento armato posto all’interno dell’area; l’amianto in matrice friabile (cod. CER 170601) viene stoccato in big-bag posizionati su pancali, il cemento-amianto (cod. CER 170605) sia in big bag su pancali o direttamente su pancali, debitamente confezionato (operazione eseguita da altra ditta prima dell’arrivo all’impianto); raggiunta una quantità utile, con l’ausilio di carrello elevatore, si provvede al carico dei rifiuti su appositi autocarri e all’avvio ad altri centri di recupero e/o smaltimento. Nell’ufficio/accettazione si svolge tutta l’attività tecnica ed amministrativa, che va dall’accettazione alla gestione informatizzata dei rifiuti, alla fatturazione, gestione della pesa in ingresso ed uscita, etc.. Durante tutte le operazioni effettuate all’interno dell’impianto gli addetti saranno dotati di appositi DPI (es. guanti per uso generale per lavori pesanti, in tela rinforzata, resistenti a tagli, abrasioni, strappi e perforazioni conformi alle norme EN 420, calzature antinfortunistiche con puntale rinforzato conformi alle norme EN 344 e EN 345, occhiali di protezione con ripari laterali conformi alle norme EN 166, etc.). Vedi l’Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree SER.IND S.c.a r.l. 8 M.B. FER S.r.l. 1.6.2. Diagramma a blocchi Ingresso rifiuti Rifiuti metallici non pericolosi Rifiuti non pericolosi diversi da quelli metallici Rifiuti pericolosi Verifica documenti di trasporto, pesa dei rifiuti in ingresso, controllo del carico con radiometro Verifica documenti di trasporto, pesa dei rifiuti in ingresso Verifica documenti di trasporto, pesa dei rifiuti in ingresso Scarico dei rifiuti selezione, cernita (Settore A4) Scarico dei rifiuti e stoccaggio (Area B) Stoccaggio rifiuti derivanti dalle operazioni di cernita e selezione, divisi per tipologia (Area D) Uscita rifiuti: invio a Ditte specializzate per il recupero (batterie) o lo smaltimento (amianto) Scarico dei rifiuti nel settore A2 (ferrosi) o nel settore A5 (non ferrosi), selezione, cernita, eventuale riduzione volumetrica (Settore A3) Stoccaggio rottami derivanti dalle operazioni di cernita, selezione e riduzione volumetrica, divisi per tipologia (Sett. A1, A6, Area B e D) Uscita rifiuti: invio a Ditte specializzate per il recupero o lo smaltimento Uscita rottami: invio a Ditte specializzate (es. impianti metallurgici, acciaierie, fonderie, etc.) SER.IND S.c.a r.l. 9 M.B. FER S.r.l. 1.7. ELENCO DEI CODICI C.E.R. DI CUI SI RICHIEDE L’AUTORIZZAZIONE Si riporta di seguito l’elenco dei codici C.E.R. pericolosi e non pericolosi di cui si richiede l’autorizzazione per il recupero e lo stoccaggio: Cod. C.E.R. Descrizione rifiuto 02 01 10 rifiuti metallici 07 02 13 rifiuti plastici 11 05 99 rifiuti non specificati altrimenti (rottami ferrosi zincati) 12 01 01 limatura e trucioli di materiali ferrosi 12 01 02 polveri e particolato di materiali ferrosi 12 01 03 limatura e trucioli di materiali non ferrosi 12 01 04 polveri e particolato di materiali non ferrosi 12 01 99 rifiuti non specificati altrimenti (rottami di ferro provenienti da officine meccaniche quali ad esempio lamierini, cadute di officina, ritagli, pantografo, etc.) 15 01 02 imballaggi in plastica 15 01 03 imballaggi in legno 15 01 04 imballaggi metallici 15 01 06 imballaggi in materiali misti 15 01 10 * imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze 16 01 16 Serbatoi per gas liquido 16 01 17 metalli ferrosi 16 01 18 metalli non ferrosi 16 01 19 plastica 16 01 20 vetro 16 01 22 componenti non specificati altrimenti 16 02 14 (1) apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13 16 02 16 (1) componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15 16 06 01 * 16 08 01 16 08 03 batterie al piombo catalizzatori esauriti contenenti oro, argento, renio, rodio, palladio, iridio o platino (tranne 16 08 07) catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione o composti di metalli di transizione, non specificati altrimenti 17 02 01 legno 17 02 03 plastica 17 04 01 rame, bronzo, ottone 17 04 02 alluminio 17 04 03 piombo 17 04 04 zinco 17 04 05 ferro e acciaio 17 04 06 stagno 17 04 07 metalli misti 17 04 11 cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10 Continua SER.IND S.c.a r.l. 10 M.B. FER S.r.l. Cod. C.E.R. 17 06 01 * 17 06 05 * materiali isolanti contenenti amianto materiali da costruzione contenenti amianto 17 09 04 rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03 19 01 02 materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti 19 01 18 rifiuti della pirolisi, diversi da quelli di cui alla voce 19 01 17 19 10 01 rifiuti di ferro e acciaio 19 10 02 rifiuti di metalli non ferrosi 19 12 02 metalli ferrosi 19 12 03 metalli non ferrosi 19 12 05 vetro 19 12 04 plastica e gomma 19 12 07 20 01 33 * (1) Descrizione rifiuto legno diverso da quello di cui alla voce 19 12 06 batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03 nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie 20 01 38 legno diverso da quello di cui alla voce 20 01 37 20 01 39 plastica 20 01 40 metallo 20 03 07 rifiuti ingombranti Per quanto attiene questi codici CERi si precisa che vengono esclusivamente stoccati in attesa di essere avviati ad altri centri di raccolta autorizzati senza subire nessun tipo di trattamento, trattasi comunque di rifiuti non rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs 151/05 – RAEE. SER.IND S.c.a r.l. 11 M.B. FER S.r.l. 1.8. DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE DEI RIFIUTI IN INGRESSO Nelle pagine che seguono vengono riportati i rifiuti raggruppati per tipologia specificando: o Stato fisico o Codice dell’operazione da effettuare (R4, R12, R13, D13, D14, D15) o Area di conferimento o Area di stoccaggio o Modalità di stoccaggio: CU = Cumulo - CA = Cassonetto - CT = Cassonetto a tenuta SC = Cassone scarrabile - PA = Pancali - BB = Big-Bag o Quantità massima in stoccaggio temporaneo o Quantità massima trattata in un anno Stoccaggio temporaneo La Capacità massima totale in stoccaggio temporaneo dei rifiui NON pericolosi è di 2.780 tonnellate. La Capacità massima totale in stoccaggio temporaneo dei rifiui pericolosi è di 190 tonnellate. Quantità annua trattata La Capacità massima totale trattata in un anno dei rifiui NON pericolosi è di 49.000 tonnellate. La Capacità massima totale trattata in un anno dei rifiui pericolosi è di 6.000 tonnellate. Il calcolo della garanzia finanziaria sarà calcolato al momento della richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art. 208 del D.Lgs 152/06 e s.m.i., secondo le modalità previste dalla DGRT n° 743 del 06/08/2012 (art. 19, comma 2 Bis della L.R. 25/1998 e s.m.i.).. SER.IND S.c.a r.l. 12 M.B. FER S.r.l. Rifiuti di ferro e acciaio Codice C.E.R. Descrizione rifiuto 11 05 99 rifiuti non specificati altrimenti (Rottami ferrosi zincati) 12 01 01 limatura e trucioli di materiali ferrosi 12 01 02 12 01 99 polveri e particolato di materiali ferrosi rifiuti non specificati altrimenti (Rottami di ferro provenienti da officine meccaniche quali ad esempio lamierini, cadute di officina, ritagli, pantografo, etc.) 15 01 04 imballaggi metallici 16 01 17 metalli ferrosi 16 01 22 componenti non specificati altrimenti 17 04 05 ferro e acciaio 19 01 02 19 01 18 materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti rifiuti dalla pirolisi diversi da quelli di cui alla voce 19 01 17 19 10 01 rifiuti di ferro e acciaio 19 12 02 metalli ferrosi 20 01 40 metallo SER.IND S.c.a r.l. Stato fisico Solido non polverulento Solido non polverulento Solido polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Codice Operaz. Area di Area di conferimento stoccaggio (2) Modalità di stoccaggio R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A2 A6-D SC-CA R4/R12/R13 A2 A6 SC-CA R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A2 D SC-CA R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A2 D SC-CA R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A2 D CU-SC-CA Max stoccaggio temporaneo ton. Max tratt./anno ton. 1.500 35.000 13 M.B. FER S.r.l. Rifiuti metallici non ferrosi Codice C.E.R. 02 01 10 12 01 03 12 01 04 Descrizione rifiuto rifiuti metallici limatura e trucioli di materiali non ferrosi polveri e particolato di materiali non ferrosi 15 01 04 imballaggi metallici 16 01 18 metalli non ferrosi 16 01 22 componenti non specificati altrimenti 17 04 01 rame, bronzo, ottone 17 04 02 alluminio 17 04 03 piombo 17 04 04 zinco 17 04 06 stagno 17 04 07 metalli misti 17 04 11 cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10 19 10 02 rifiuti di metalli non ferrosi 19 12 03 metalli non ferrosi 20 01 40 metallo SER.IND S.c.a r.l. Stato fisico Solido non polverulento Solido non polverulento Solido polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Codice Operaz. Area di Area di conferimento stoccaggio (2) Modalità di stoccaggio R4/R12/R13 A5 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A5 B-D CA-SC R4/R12/R13 A5 B-D CA-SC R4/R12/R13 A5 D SC-CA R4/R12/R13 A5 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A5 D SC-CA R4/R12/R13 A5 B CU-CA-SC R4/R12/R13 A5 A1-D CU-CA-SC R4/R12/R13 A5 B CA-SC R4/R12/R13 A5 B CA-SC R4/R12/R13 A5 B CA-SC R4/R12/R13 A5 D CU-SC R4/R12/R13 D D SC-CA R4/R12/R13 A5 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A5 D CU-SC-CA R4/R12/R13 A5 D CU-SC-CA Max stoccaggio temp. ton. Max tratt./anno ton. 1.000 8.000 14 M.B. FER S.r.l. Rifiuti plastici Codice C.E.R. Descrizione rifiuto 07 02 13 rifiuti plastici 15 01 02 imballaggi in plastica 16 01 19 plastica 17 02 03 plastica 19 12 04 plastica e gomma 20 01 39 plastica Stato fisico Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Codice Operaz. Area di conferimento Area di stoccaggio Modalità di stoccaggio R12/R13 A4 D CA-SC R12/R13 A4 D CA-SC R12/R13 A4 D CA-SC R12/R13 A4 D CA-SC R12/R13 A4 D CA-SC R12/R13 A4 D CA-SC Codice Operaz. Area di conferimento Area di stoccaggio Modalità di stoccaggio R12/R13 A4 D CA-SC R12/R13 A4 D CA-SC R12/R13 A4 D CA-SC R12/R13 A4 D CA-SC Max stoccaggio temp. ton. Max tratt./anno ton. 50 1.000 Max stoccaggio temp. ton. Max tratt./anno ton. 50 1.000 Rifiuti del legno Codice C.E.R. Descrizione rifiuto 15 01 03 imballaggi in legno 17 02 01 legno 19 12 07 20 01 38 SER.IND S.c.a r.l. legno diverso da quello di cui alla voce 19 12 06 legno, diverso da quello di cui alla voce 20 01 37 Stato fisico Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento Solido non polverulento 15 M.B. FER S.r.l. Rifiuti del vetro Codice C.E.R. Descrizione rifiuto 16 01 20 vetro 19 12 05 vetro Stato fisico Solido non polverulento Solido non polverulento Codice Operaz. Area di conferimento Area di stoccaggio Modalità di stoccaggio R12/R13 A4 A6 CA-SC R12/R13 A4 A6 CA-SC Max stoccaggio temp. ton. Max tratt./anno ton. 30 500 Max stoccaggio temp. ton. Max tratt./anno ton. 50 1.500 20 500 50 1.000 30 500 Altri rifiuti non pericolosi Codice C.E.R. Descrizione rifiuto Stato fisico Codice Operaz. Area di conferimento Area di stoccaggio Modalità di stoccaggio 15 01 06 imballaggi in materiali misti Solido non polverulento R12/R13 D13/D14/D15 A4 D CA-SC 17 09 04 rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03 Solido non polverulento R12/R13 D13/D14/D15 A4 D CA-SC 20 03 07 rifiuti ingombranti Solido non polverulento R12/R13 D13/D14/D15 A4 D CA-SC 16 01 16 serbatoi per gas liquido Solido non polverulento R13 A6 CA-SC Solido non polverulento R13 D CA-SC Solido non polverulento R13 D CA-SC Solido non polverulento R13 A6 CA-SC Solido non polverulento R13 16 02 14 16 02 16 16 08 01 16 08 03 SER.IND S.c.a r.l. apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13 componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15 catalizzatori esauriti contenenti oro, argento, renio, rodio, palladio, iridio o platino (tranne 16 08 07) catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione o composti di metalli di transizione, non specificati altrimenti A6 CA-SC 16 M.B. FER S.r.l. Rifiuti pericolosi Codice C.E.R. Descrizione rifiuto Stato fisico Codice Operaz. Area di conferimento Area di stoccaggio Modalità di stoccaggio Max stoccaggio temporaneo ton. Max tratt./anno ton. 30 1.000 60 1.500 100 3.500 15 01 10 * imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze Solido non polverulento R13/D15 A1 A1 CA-SC 16 06 01 * batterie al piombo Solido non polverulento R13 B B CT 20 01 33 * batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03 nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie Solido non polverulento R13 B B CT materiali isolanti contenenti amianto materiali da costruzione contenenti amianto Solido non polverulento Solido non polverulento D15 B B BB D15 B B PA-BB 17 06 01 * 17 06 05 * (2) L’area di stoccaggio indicata nelle tabelle “Rifiuti di ferro e acciaio” e “Rifiuti metallici non ferrosi” è riferita anche a materiali provenienti dalle attività di recupero e riciclo (rottami di ferro e alluminio di cui al Regolamento (UE) n° 333/2001 e MPS per gli altri metalli) SER.IND S.c.a r.l. 17 17 M.B. FER S.r.l. 1.9. SISTEMI DI STOCCAGGIO I rifiuti saranno stoccati, oltre che in cumuli divisi da new jersey, anche all’interno di cassoni scarrabili di diverse dimensioni, sia con coperchio idraulico che aperti, all’interno di cassoni metallici, di cassonetti a tenuta e su scaffalature, in funzione della tipologia. Cassone scarrabile con coperchio idraulico Cassone scarrabile Cassone metallico Cassone metallico Scaffalature metallica di tipo industriale SER.IND S.c.a r.l. Cassonetti a tenuta 18 M.B. FER S.r.l. 1.10. TRATTAMENTO ACQUE Considerato che il ciclo lavorativo della MB FER non produce reflui industriali, le uniche acque in uscita dall’insediamento, oltre a quelle domestiche provenienti dai servizi igienici (acque bianche, acque nere da avviare direttamente alla rete fognaria), sono le acque di prima pioggia (AMPP) e le successive acque meteoriche di dilavamento (AMD). La società ha intezione di volturare il contratto con l’Ente gestore acque (GAIA S.p.A.) sottoscritto dalla precedente gestione per l’approvvigionamento idrico, la depurazione e lo scarico delle acque domestiche in pubblica fognatura. I reflui domestici sono provenienti dai servizi igienici e sono avviati all’impianto di fognatura acque nere. È presente una tubazione in PVC tipo 303/1. Le tubazioni affluiscono nel collettore posto sulla strada di lottizzazione e scaricano nel pozzetto posto all'esterno del complesso industriale/artigianale "Ex ITALIANA COKE". Le acque meteoriche provenienti dalla copertura del fabbricato passano dai pluviali direttamente alle tubazioni in PVC poste sotto la pavimentazione per poi essere convogliate alla rete di fognatura bianca posta sulla strada di lottizzazione. Le acque di prima pioggia e meteoriche di dilavamento piazzale saranno captate e convogliate mediante opportune pendenze ad un impianto di trattamento dotato di scolmatore acque di prima pioggia, bacino accumulo e bacino di separazione degli oli e delle benzine, prima di essere avviate alla pubblica fognatura. Il sito risulta già autorizzato in quanto la ditta che gestiva precedentemente l’impianto (APUANA AMBIENTE S.r.l.) ha ottenuto l’autorizzazione allo scarico delle AMPP (provenienti dal piazzale) in pubblica fognatura nera previo trattamento con idoneo impianto di depurazione (Atto n° 15 del 02/05/2011 rilasciato da A.A.T.O. n° 1 Toscana Nord di cui alleghiamo copia). Vedi il seguente allegato: Allegato 4: Documentazione relativa all’autorizzazione allo scarico delle acque SER.IND S.c.a r.l. 19 M.B. FER S.r.l. 1.11. EMISSIONI DI RUMORI Le azioni connesse al ciclo lavorativo dell’azienda in esame comportano, senza dubbio, la formazione di un potenziale impatto acustico derivante da sorgenti di rumore individuabili nei mezzi utilizzati per la movimentazione dei rifiuti e delle MPS (autocarri, escavatore dotato di benna a ragno, etc.). Si tratta di mezzi meccanici che pur essendo sottoposti a regolare e scrupolosa manutenzione sono intrinsecamente caratterizzati da emissione di rumore durante il movimento. Ai sensi del Piano di Zonizzazione Acustica approvato dal Comune di Carrara l’area in cui intende insediarsi l’ MB FER risulta inserita in Classe VI (Aree esclusivamente industriali). In questo studio, poiché l’impianto non è ancora operativo, possiamo effettuare una Valutazione Previsionale di Impatto Acustico; sulla base delle fasi lavorative e tenendo conto delle attività limitrofe si può prevedere che l’attività della MB FER non modificherà in maniera rilevante il clima acustico attualmente presente nell’area in esame. La suddetta valutazione previsionale viene riportata in Allegato 5. 1.12. RISCHIO DI INCENDIO La ditta che gestiva precedentemente l’impianto (APUANA AMBIENTE S.r.l.) è in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Massa Carrara relativamente alle attività individuate 16, 17, 20, 46, 55 del D.M. 16/02/1982, con scadenza 13/01/2014. Quindi l’impianto risulta dotato di attrezzature antincendio fisse e mobili in numero adeguato e di idonee caratteristiche di resistenza al fuoco. In ogni caso, per compensare il rischio di incendio, sono previste le seguenti misure di prevenzione ed intervento: • Il rifornimento carburante sui mezzi d’opera sarà effettuato mediante travaso da idoneo contenitore (tanica omologata); l’acquisto del carburante sarà effettuato al momento della necessità di effettuare il rifornimento evitando la messa a riserva dello stesso; il personale sarà idoneamente formato sulle corrette procedure da adottare: il rifornimento carburante deve essere eseguito all’aperto, a motore fermo e mantenendo nelle vicinanze un estintore a polvere, non fare il pieno se il motore è ancora caldo, se si è sparso del carburante provvedere immediatamente alla sua rimozione, dopo il rifornimento chiudere il tappo serbatoio ermeticamente per ridurre il rischio che possa allentarsi per le vibrazioni del motore e far fuoriuscire del carburante; non avviare il motore se fuoriesce del carburante. • L'accesso ai mezzi antincendio sarà mantenuto sgombro. • Saranno eseguiti regolari controlli mediante ditta autorizzata sugli impianti di estinzione fissi e mobili. • Il personale sarà addestrato all’uso dei mezzi antincendio e saranno informati su come attuare le misure di prevenzione incendi e conseguentemente sui comportamenti da tenere in caso d’incendio. • Sarà immediatamente eliminato ogni sversamento accidentale di liquidi infiammabili o combustibili. • Le vie di esodo saranno sempre fruibili. SER.IND S.c.a r.l. 20 M.B. FER S.r.l. 2. PARTE SECONDA: STUDIO AMBIENTALE PRELIMINARE 2.1. STUDIO AMBIENTALE PRELIMINARE Il sito in argomento si trova all’interno dell’area “ex ITALIANA COKE” sita lungo Viale Zaccagna, Comune di Carrara. Si tratta di un’area dove insiste da diversi anni un impianto di raccolta e stoccaggio temporaneo rifiuti, gestito dalla Società “APUANA AMBIENTE S.r.l.”. L’area è di 3500 m2 circa, dove è presente un capannone di ingombro pari a circa 1.000 mq e di un piazzale circostante di ampiezza pari a 2500 mq. 2.1.1. Quadro delle autorizzazioni, dei vincoli e della pianificazione di settore Il sito risulta avere le seguenti autorizzazioni: • Autorizzazione allo scarico delle AMPP (provenienti dal piazzale) in pubblica fognatura nera previo trattamento con idoneo impianto di depurazione - Atto n° 15 del 02/05/2011 rilasciato da A.A.T.O. n° 1 Toscana Nord di cui alleghiamo copia (autorizzazione ottenuta dalla ditta che gestiva precedentemente l’impianto, APUANA AMBIENTE S.r.l.); • Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Massa Carrara relativamente alle attività individuate 16, 17, 20, 46, 55 del D.M. 16/02/1982, con scadenza 13/01/2014 (ottenuto dalla ditta che gestiva precedentemente l’impianto - APUANA AMBIENTE S.r.l.). • Certificazione ISO 9001:2008 • Certificazione ISO 14001:2004 Dal punto di vista dei vincoli esistenti nell’area si ha: - BONIFICHE: l’area in parola è inserita all’interno del perimetro del Sito di Bonifica di Interesse Nazionale (SIN) di Massa e Carrara istituito con legge 426/98 e perimetrato con decreto del Ministero dell’Ambiente 21 dicembre 1999; tuttavia, tutta l’area Ex Cokeria è stata oggetto di bonifica con restituzione agli usi legittimi. - GEOMORFOLOGIA E IDRAULICA: il sito non rientra nelle aree classificate a Pericolosità Idraulica Elevata (PIE) o Molto Elevata (PIME) né in quelle a Pericolosità Geomorfologica Elevata (PGE) o Molto Elevata (PGME) individuate sia nel vigente Piano di Assetto Idrogeologico dall’Autorità di Bacino Toscana Nord né in quelle di cui alla cartografia di supporto al Piano Strutturale del Comune di Carrara. L’area non rientra nelle aree sottoposte a Vincolo Idrogeologico ai sensi del Regio Decreto 3267/1923. - AREE PROTETTE: il sito ricade al di fuori delle aree protette regionali di cui alla legge 349/1991 e alla legge regionale 49/95. Ricade inoltre al di fuori delle aree sottoposte a Vincolo Paesaggistico di cui al regio decreto 1497/1939. - PIANIFICAZIONE DI SETTORE: a livello di pianificazione di Settore (Rifiuti) ai sensi della legge regionale 25/98 e succ. mod. ed int. la Provincia di Massa Carrara si è dotata del solo Piano di gestione dei Rifiuti urbani, approvato con deliberazione del consiglio provinciale n°36 del 29 settembre 2004. Poiché il Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti, previsto dalla L.R. 25/98, non è ancora SER.IND S.c.a r.l. 21 M.B. FER S.r.l. stato approvato dalle province che costituiscono l’A.ATO Toscana Costa (Livorno, Lucca, Massa Carrara e Pisa), l’unico atto di pianificazione in materia di rifiuti speciali è il Piano Regionale (I stralcio rifiuti urbani DCR 88/98; II stralcio rifiuti speciali DCR 385/99). I criteri per la localizzazione degli impianti di rifiuti speciali sono gli stessi descritti al punto 5.1 della DCR 88/98. Per quanto esposto finora: - il sito non ricade in aree per le quali esistono fattori escludenti; - il sito non ricade in aree per le quali esistono fattori penalizzanti; - la viabilità e le infrastrutture presenti sono fattori preferenziali. 2.2. DESCRIZIONE DELL’AMBIENTE 2.2.1. Ambito territoriale di riferimento Il sito in esame insiste in un area di proprietà privata posta lungo Viale Zaccagna, sul territorio del Comune di Carrara, identificata al Foglio 99, Mappale 312 (ex 264) del Catasto del Comune di Carrara. Fa parte, come sopra riferito, di un’area storicamente industriale e che in anni relativamente recenti ha subito una riconversione da una destinazione prettamente industriale a una industriale/artigianale. L’attività di recupero rifiuti si inserirà pertanto in un contesto fortemente antropizzato, industrializzato e in corso di ulteriore industrializzazione. Il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) della Provincia di Massa Carrara non pone particolari vincoli di riferimento per la zona in esame. Si può pertanto affermare che il contesto generale in cui si inserisce l’attività in esame è quello di un’area a vocazione industriale, ampiamente consolidata. 2.2.2. Descrizione delle componenti ambientali L’area su cui insisterà l’attività in esame, risulta storicamente a destinazione industriale/artigianale, è, pertanto, caratterizzata da una trasformazione paesaggistica oramai consolidata. Tale trasformazione operata da molti anni ha comportato l’allontanamento progressivo e definitivo di insediamenti civili, che possono trovarsi in loco soltanto sotto forma di isolate abitazioni a latere dei principali insediamenti. Tale trasformazione ha interessato anche gli aspetti faunistici e vegetazionali con riduzione e annullamento di eventuali insediamenti sia posti in essere dall’uomo, quali allevamenti di bestiame o aree destinate alla coltivazione, sia di tipo spontaneo, come punti di eventuale nidificazione e macchie vegetazionali di tipo arbustivo o boschivo. SER.IND S.c.a r.l. 22 M.B. FER S.r.l. 2.2.2.1 Uso del suolo Per quanto riguarda l’uso del suolo è opportuno riferirsi alla più aggiornata cartografia disponibile, quella eseguita di supporto alla pianificazione urbanistica del Comune di Carrara, che si riporta di seguito sotto forma di stralcio. MBFer Dall’esame dello stralcio cartografico sopra riportato, risulta che il sito in argomento ricade all’interno delle “Aree edificate a prevalente funzione industriale-artigianale”. Non risulta che l’insediamento possa comportare trasformazioni sul patrimonio di tipo architettonico ed archeologico e, comunque, attualmente non sono riscontrabili o segnalate emergenze di particolare valore sotto questi punti di vista. Ad oggi, pertanto, l’ambiente risulta dominato dalla componente industriale/artigianale in fase di pieno sviluppo, con buoni potenzialità in termini di occupazionali. SER.IND S.c.a r.l. 23 M.B. FER S.r.l. 2.2.2.2 Infrastrutture L’area in argomento è servita da una buona viabilità esistente, costituita da viabilità minore interna all’area “Ex Cokeria”, che si collega al Viale Zaccagna, ad una distanza di circa 3 km dal porto commerciale di Marina di Carrara e di circa 5 km dal casello dell’autostrada A12. L’area Ex Cokeria, all’interno della quale ricade il sito d’interesse, è servita da una rete di sottoservizi necessari a garantire l’approvvigionamento elettrico ed idrico ed il recupero e lo smaltimento dei reflui fognari e delle acque bianche. 2.2.2.3 Caratteristiche socio economiche e culturali L’impianto della MBFer sarà inserito all’interno di un sito dove viene già esercitata da anni attività di raccolta e stoccaggio temporaneo rifiuti, esercitata in passato dalla Soc. Apuana Sider e successivamente da Apuana Ambiente. Queste ultime società, peraltro, effettuavano anche trattamento di diverse tipologie di rifiuti pericolosi, attività che la Soc. MBFer limiterà a solo poche tipologie. Società che hanno attività assimilabili a quella che andrà a condurre la MBFer sono, al momento, localizzate per lo più nella cosiddetta Zona Industriale Apuana. Si tratta del CERMEC che effettua attività di compostaggio e trattamento dei rifiuti urbani; di SERVIZI INDUSTRIA S.r.l., SIRMI S.r.l. e CAGES S.r.l.u. che riciclano rifiuti speciali ed inerti; di ERREERRE S.p.A. che produce una sorta di combustibile utilizzando rifiuti che il CERMEC non invia a discarica; di SYNDIAL che gestisce in AIA un impianto di trattamento acque di falda; di FERMET S.r.l. e MASSA METALLI S.r.l. che recuperano rifiuti metallici; di ECODEM 2000 S.r.l. che effettua trattamento e recupero di veicoli fuori uso e delle Riciclerie di ASMIU e AMIA che recuperano rifiuti urbani. Si può, in ogni caso, affermare che, data la vocazione artigianale/industriale dell’area all’interno della quale ricade il sito MBFer, il contesto generale è caratterizzato da attività che comportano tutta una serie di inconvenienti tipici di un area industriale, come emissioni in atmosfera, passaggio frequente di mezzi pesanti, etc. 2.2.2.4 Flora La componente vegetazionale nell’area in argomento è modestissima, costituita da una piccola aiuola posta perimetralmente al lotto. 2.2.2.5 Fauna Nell’area in argomento non esistono specie animali tipiche. Le uniche specie di grossi vertebrati sono animali infestanti quali ratti e sporadicamente gabbiani; nei fossi e nei canali, il più vicino dei quali al sito d’interesse è il Torrente Carrione, posto a circa 600 metri verso Ovest, è accertata la presenza di alcune specie di pesci ed anfibi, ma si tratta tuttavia di specie comuni che non sono sottoposte a tutela e che, di fatto, vivono già in un ambiente degradato. 2.2.2.6 Contestualizzazione del sito Allo stato attuale non sono rilevabili significativi insediamenti di tipo residenziale nei pressi dell’area in esame ed in un significativo intorno della stessa, né sono segnalati usi territoriali differenti da quello industriale, come, ad esempio, aree sensibili, residenziali, scuole o aree ricreative in genere. Sono SER.IND S.c.a r.l. 24 M.B. FER S.r.l. presenti soltanto alcuni fabbricati isolati ad uso civile abitazione, posti ai margini dell’area industriale nel suo complesso. Non sono altresì rilevabili, in tutta l’area in esame, siti o elementi importanti dal punto di vista conservativo, paesaggistico, storico, culturale, archeologico ed agricolo. Gli unici siti storico-archeologici degni di nota sono la Torre di Castruccio del secolo XIV, nel centro abitato di Avenza, a circa 0,8 Km di distanza ed il sito Ad Tabernas Frigidas, stazione di posta di epoca romana tardo imperiale individuata nella Tabula Peutingeriana, posta a 4,5 Km nel Comune di Massa presso la chiesetta di San Leonardo in sponda destra del Fiume Frigido. In particolare, si rimarca come proprio la vocazione artigianale/industriale dell’area sia, allo stato attuale, l’unico elemento storico e socioeconomico degno di nota, visto il susseguirsi nel tempo, di attività in questa porzione di territorio. 2.2.2.7 Geologia e Geomorfologia Come sopra riferito, l’area in argomento è ubicata in località Avenza (Vedi Allegato 1); il punto baricentrico del sito ha le seguenti coordinate nel sistema Gauss-Boaga: long. 1585412E e lat 4877038N. L'area in esame è posta ad una quota di circa 3 metri sul livello del mare, in una zona con pendenza lieve verso la linea di costa, da cui dista circa un 1,4 km. La particolarità morfologica che contraddistingue la zona in esame, come del resto tutta la fascia costiera apuana e versiliese, è la presenza di una serie di dune con andamento pseudo parallelo alla linea di costa; tali dune, organizzate in cordoni, sono di modesto rilievo ed entità, eccezion fatta per il cordone principale, che si attesta ad una distanza di circa 800 - 1000 metri dal mare, che ha un rilievo variabile fra 1 e 3 metri. Il tipo di morfologia sopra descritta, di origine prettamente eolica, ad oggi è quasi totalmente stata modificata dal più o meno massiccio intervento antropico che ha portato, spianando i pur modesti rilievi e colmando le lievi depressioni, ad una morfologia quasi totalmente pianeggiante. L'area in esame ricade, come riportato nell’allegata cartografia, estratto ridisegnato dalla Carta Geologica Regione Toscana elem. 249130, nella zona di caratterizzata dalla presenza dei Depositi eolici prevalentemente sabbiosi (da). (Vedi Allegato 6). SER.IND S.c.a r.l. 25 M.B. FER S.r.l. La stratigrafia dell’area all’interno della quale ricade il sito può essere descritta sulla base di dati geognostici noti, quali quelli presenti nello studio “STUDIO IDROGEOLOGICO DEL BACINO REGIONALE DELLA VERSILIA” a cura della Regione Toscana; in tale studio si può reperire la stratigrafia di tre sondaggio posti nelle immediate vicinanze del sito in argomento (vedi figura seguente), i cui esiti, in base alla situazione geologico-geomorfologica generale dell’area, possono essere ritenuti ampiamente significativi per inquadrare il sito d’interesse. sondaggi MBFer SER.IND S.c.a r.l. 26 M.B. FER S.r.l. Le stratigrafie riportate nello studio citato sono quelle di cui alle figure seguenti: SER.IND S.c.a r.l. 27 M.B. FER S.r.l. 2.2.2.8 Idrografia ed Idrogeologia Sotto il profilo della permeabilità i depositi prevalentemente sabbiosi che caratterizzano l'area in esame presentano la caratteristica permeabilità per porosità; tale tipo di permeabilità primaria è legata alla presenza di vacuoli intercomunicanti fin dalla formazione del deposito stesso. Il grado di permeabilità è connesso essenzialmente alla granulometria, alla sua variabilità ed al grado di addensamento del deposito. Nel caso in esame sulla base di valutazioni eseguite durante l'esecuzione di prove penetrometriche e di scavi in zone limitrofe, il deposito in studio risulta essere costituito da sabbie e limi con una certa variabilità granulometrica e con modesto grado di addensamento. Pertanto il valore della permeabilità può essere stimato come medio-buono. In ogni caso la natura idrogeologica sopra descritta e l'andamento pianeggiante dei luoghi favorisce, in occasione di piogge, l'infiltrazione di acque meteoriche, a discapito del deflusso superficiale; tali acque, infiltrandosi, vanno ad alimentare la falda acquifera, che si attesta ad una profondità media di circa 1,80 metri dal p.c. Vista la stratigrafia sopra riportata è evidente che tutti i terreni presenti, sia quelli più superficiali sabbiso-limosi che quelli ghiaiosi profondi, formano un unico grande acquifero. Da tale acquifero attingono i pozzi presenti in zona, la cui posizione è riportata nella figura sottostante, estratta direttamente dal data base regionale disponibile sul web. MBFer Come sopra accennato la falda acquifera si trova a profondità piuttosto modeste; a questo proposito si veda la “Carta delle isopieze” riportata in Allegato 7. Dalla consultazione di tale elaborato è possibile riscontrare come il livello della falda acquifera nei pressi del sito d’interesse oscilli tra valori di circa 0,80 metri slm nel periodo di magra, mentre si innalzi fino a circa 1,60 mt slm in periodi di “alto” della falda. SER.IND S.c.a r.l. 28 M.B. FER S.r.l. Il reticolo idrografico dell’area all’interno della quale ricade il sito d’interesse è dominato dalla presenza del Torrente Carrione, posto ad una distanza di circa 600 metri verso Ovest. Infine, sotto il profilo idraulico, l’area risulta affrancata da ogni rischio, così come risulta dalle cartografie di riferimento della competente Autorità di Bacino Toscana Nord, che si riportano di seguito sotto forma di stralcio. MBFer LEGENDA SER.IND S.c.a r.l. 29 M.B. FER S.r.l. 2.2.2.9 Fattori climatici L’area in esame, anche sotto il profilo climatico, ben si inquadra nell’ambito generale della zona costiera apuana. Il settore in esame, aperto al Tirreno e protetto dalla catena delle Apuane, ha un clima tipicamente marittimo-mediterraneo, con inverni relativamente miti ed estati calde; le precipitazioni sono prevalentemente autunnali e primaverili. L’andamento delle precipitazioni e delle temperature misurate negli ultimi dodici mesi (da marzo 2012 a febbraio 2013) alla Stazione di Avenza-Covetta (44°03'14''N I 10°02'46''E – altitudine m 18 slm), è riassunto nei grafici che seguono, al fine di visualizzare le principali caratteristiche meteorologiche e gli eventi critici verificatisi nell’area di studio. Il clima è tipicamente mediterraneo grazie all'influenza del mare. Il mese più freddo è risultato febbraio mentre quello più caldo agosto. L'area considerata è generalmente caratterizzata da valori elevati di piovosità, in relazione alla sua vicinanza al mare e alla morfologia, catene montuose disposte vicino e parallelamente alla costa. Le SER.IND S.c.a r.l. 30 M.B. FER S.r.l. precipitazioni relative al periodo considerato sommano 1652 mm con punta massima di 494.5 mm nel mese di novembre 2012, caratterizzato da due eventi alluvionali importanti. Per quanto riguarda i venti (vedi tabella seguente, riferita alla stazione di Avenza-Covetta), risulta che la direzione prevalente sia Ovest-NordOvest ed il mese maggiormente ventoso è stato quello di gennaio 2012. DOM YR MO AVG. HI DATE DIR -------------------------------12 1 2.5 64.4 6 NW 12 2 2.4 38.6 1 N 12 3 2.3 32.2 6 NW 12 4 3.8 49.9 24 WSW 12 5 3.1 48.3 16 WSW 12 6 3.6 37.0 4 S 12 7 3.8 37.0 22 S 12 8 3.6 38.6 31 S 12 9 3.4 43.5 12 WNW 12 10 2.4 51.5 27 WNW 12 11 3.2 48.3 28 ESE 12 12 3.0 41.8 2 WNW -------------------------------3.1 64.4 JAN WNW 2.3. ANALISI DEGLI IMPATTI L’analisi degli impatti ambientali finalizzata all’identificazione dei potenziali impatti critici (ovvero di maggiore rilevanza sulle risorse di qualità più elevata) realizzata per l’insediamento industriale in esame, è stata condotta esclusivamente a riguardo delle fasi operative e manutentive dello stesso in quanto, al momento attuale, non sono previsti interventi edilizi, in quanto è già presente, nel lotto, un capannone perfettamente funzionale all’attività che si andrà ad insediare. Nel seguito si illustreranno i possibili effetti e le possibili azioni negative o positive dei potenziali impatti sull’ambiente, inteso sia dal punto di vista geologico, idrogeologico e geomorfologico sia naturalistico (fauna e flora), che culturale (popolazione, patrimonio architettonico e archeologico), che paesaggistico e socio-economico (assetto igienico-sanitario, assetto territoriale ed economico). 2.3.1. Individuazione dei potenziali impatti significativi Sono stati individuati una serie di potenziali impatti significativi, suddivisi in aspetti ambientali diretti, ovvero aspetti dove l’azienda ha il potere totale di gestione e di controllo, e aspetti ambientali indiretti, ovvero dove l’azienda può non avere un controllo totale, ma parziale o esercita solo influenza. Gli aspetti ambientali diretti possono essere essenzialmente ricondotti a: o Uso di risorse naturali; o Uso di fonti energetiche; o Emissioni in atmosfera (rumore, polveri, gas di scarico, luce e calore, radiazioni); o Emissioni nell’ambiente idrico (sversamenti, dilavamenti e perdite accidentali); o Emissioni dirette al suolo (vibrazioni); SER.IND S.c.a r.l. 31 M.B. FER S.r.l. o Produzione di rifiuti; o Impatto sul sistema economico-sociale e storico-culturale. I primi due aspetti riguardano esclusivamente un eventuale impatto che l’azienda in esame può esercitare sull’uso di risorse ambientali anche di tipo non rinnovabile e, pertanto, connesse con un depauperamento dell’ambiente o con modificazioni morfologiche e geologiche rilevanti. Successivamente sono stati individuati una serie di potenziali impatti che consistono proprio nella produzione e nella propagazione diretta nell’ambiente circostante di una serie di emissioni che possono essere determinanti nella modificazione della qualità ambientale pre-esistente o attuale. Tali emissioni riguardano, principalmente, l’ambiente atmosferico con possibile rilascio di rumore, di polveri, di gas nonché di luce, calore, radiazioni e l’ambiente suolo e sottosuolo, comprendente sia l’assetto geologico-stratigrafico per la possibile emissione di vibrazioni, sia a livello della falda freatica, con potenziale rilascio di inquinanti provenienti dall’azienda in maniera diretta o indiretta e in maniera accidentale (es. sversamenti). Connesse a un insediamento industriale si hanno, poi, una produzione di rifiuti di natura solida urbana e sanitaria, che possono essere rappresentati da rifiuti urbani e speciali, reflui fognari, rifiuti ingombranti, nonché una possibile serie di impatti sull’assetto socio-economico dell’area e sull’eventuale patrimonio artistico-storico e culturale esistente. Gli aspetti indiretti riguardano essenzialmente gli impatti determinati dalle attività connesse alla gestione dell’azienda e più precisamente alla necessità di avere un trasporto dei rifiuti in entrata ed uscita. Possiamo pertanto riassumere i seguenti potenziali aspetti indiretti come derivanti da: o Trasportatori (emissione di rumore, gas di scarico, polveri, traffico veicolare); o Fornitori (materiali di consumo). In questo caso l’azienda riveste un ruolo indiretto nella produzione di potenziali aspetti o sorgenti di impatto ambientale, in quanto delega a ditte esterne l’esecuzione di una serie di operazioni ausiliari alla attività primaria, le quali possono essere fonte di impatto come, per esempio, per un aggravio del traffico veicolare, per l’emissione di polveri e gas, per la produzione di rifiuti etc. 2.3.2. Stima e valutazione degli effetti dei potenziali impatti significativi 2.3.2.1 Uso di risorse naturali La risorsa naturale utilizzata dall’azienda è esclusivamente di natura idrica, il cui approvvigionamento è garantito dall’allaccio all’acquedotto comunale. Le acque saranno utilizzate per le pulizie degli uffici e per i servizi igienici e docce, il ciclo lavorativo non prevede l’utilizzo di acqua. Le acque di scorrimento superficiale che interessano il piazzale e le superfici dell’area in esame saranno raccolte da pozzetti e griglie e da qui convogliate verso il sistema di trattamento prima di essere avviate alla pubblica fognatura. In questo caso si evidenzia come l’azienda non impieghi assolutamente acqua proveniente dalla falda sotterranea per emungimento e che, pertanto, possano essere esclusi del tutto gli aspetti negativi correlati ad una possibile derivazione, quali depauperamento della risorsa idrica con depressione della superficie piezometrica. Di più si aggiunge che l’assenza di emungimenti non causa effetti di richiamo di acque eventualmente contaminate da siti vicini. SER.IND S.c.a r.l. 32 M.B. FER S.r.l. 2.3.2.2 Uso di fonti energetiche L’azienda utilizzerà prevalentemente, come fonti energetiche, l’energia elettrica e il gasolio da autotrazione per i mezzi d’opera. L’energia elettrica sarà fornita da ENEL, mediante allaccio alla rete pubblica con impianto elettrico dichiarato conforme; essa sarà utilizzata per il funzionamento di tutte le attrezzature elettriche presenti e per l’illuminazione artificiale. Da quanto esposto si evince come l’azienda in esame impieghi per lo svolgimento delle proprie attività lavorative fonti energetiche che possono essere considerate a basso impatto per l’ambiente, in quanto limitano l’emissione di gas inquinanti in atmosfera. L’impiego del gasolio da autotrazione risulta una scelta obbligata, vista la tipologia dei mezzi necessari al trasporto dei rifiuti in entrata ed uscita dall’impianto e dei mezzi d’opera che potranno essere impiegati. 2.3.2.3 Emissioni Le emissioni dell’azienda in esame sono riconducibili a quelle di tipo acustico (rumore), di tipo gassoso e polverulento (scarichi da combustione, polveri), mentre non sono rilevabili possibili sorgenti di luce, calore e radiazioni come sarà illustrato più avanti. Da sottolineare che l’attività della MBFer non prevede la produzione di emissioni in atmosfera riconducibili al D.Lgs 152/06, parte Quinta. A) Emissioni gassose A livello delle emissioni di tipo gassoso, le potenziali fonti di impatto sono rappresentate dai gas di scarico dei motori dei mezzi in ingresso ed uscita dall’impianto (autocarri) alimentati a gasolio. Per tali sorgenti, di tipo puntuale e mobili (mezzi di trasporto) alimentati a gasolio, la frammentazione dei punti di emissione rende difficile o limita significativamente la possibilità di intervento. A questi vanno aggiunte le emissioni dei mezzi di trasporto anche di ditte private che conferiscono in azienda i rifiuti; la quantificazione totale risulta abbastanza variabile e stimabile mediamente in circa 60-70 viaggi giornalieri che saranno effettuati da piccoli mezzi come motocarri di piccola cilindarata (Apecar e simili) in circa 2 viaggi/giorno dei mezzi della MBFer, costituiti da autocarri pesanti. Gli interventi attuati per limitare le emissioni gassose consisteranno essenzialmente in una regolare manutenzione degli automezzi (eseguita tramite ditte autorizzate), e nell’adozione di sistemi di scarico conformi alle normative. Dato il ridotto numero di mezzi operanti e la non contemporanea attività lavorativa degli stessi, data la necessaria e continua manutenzione a cui periodicamente saranno sottoposti e considerato il contesto artigianale/industriale quale quello in cui sarà inserita l’azienda in esame, si può ritenere minimo l’impatto di tale emissione. B) Emissioni di polveri La tipologia del materiale trattato (rifiuti metallici, rottami ferrosi e non ferrosi) rende, inoltre, improbabile la formazione di polverosità diffusa poichè verranno movimentati rifiuti di grande peso e dimensioni (tali da richiedere trattamenti di adeguamento e riduzione volumetrica) certamente non polverulenti. SER.IND S.c.a r.l. 33 M.B. FER S.r.l. Secondariamente può essere identificata una sorgente minore nel traffico veicolare dei mezzi pesanti e nel possibile spolvero al loro passaggio; a questo proposito si deve far notare che le strade di accesso al lotto MBFer sono completamente asfaltate, così come il piazzale in disponibilità alla ditta non presenta possibilità di creazione di polveri in quanto è pavimentato con cemento. Sulla base di quanto sopra si ritiene che sarà del tutto irrilevante il possibile spolvero generato dal transito dei mezzi. In ogni caso, qualora detta problematica, a causa di fattori ad oggi non prevedibili, dovesse diventare rilevante, sarà sufficiente adottare il semplice accorgimento della “bagnatura e pulizia del piazzale” per minimizzare qualsiasi negativo effetto. C) Emissioni di rumori Le azioni connesse al ciclo lavorativo dell’azienda in esame comportano, senza dubbio, la formazione di un potenziale impatto acustico derivante da sorgenti di rumore individuabili nei mezzi utilizzati per la movimentazione dei rifiuti e delle MPS (autocarri, escavatore dotato di benna a ragno, etc.). Si tratta di mezzi meccanici che pur essendo sottoposti a regolare e scrupolosa manutenzione sono intrinsecamente caratterizzati da emissione di rumore durante il movimento. Ai sensi del Piano di Zonizzazione Acustica approvato dal Comune di Carrara l’area dell’impianto MB FER risulta inserita in Classe VI (Aree esclusivamente industriali). In questo studio, poiché l’impianto non è ancora operativo, possiamo effettuare una Valutazione Previsionale di Impatto Acustico; sulla base delle fasi lavorative e tenendo conto delle attività limitrofe si può prevedere che l’attività della MB FER non modificherà in maniera rilevante il clima acustico attualmente presente nell’area in esame. La suddetta valutazione previsionale viene riportata in Allegato 5. D) Emissioni di luce, calore e radiazioni L’azienda in esame non svolgerà attività industriali che possano dare luogo alla produzione e al conseguente possibile rilascio in atmosfera di luce o di calore; tale evenienza riguarda condizioni accidentali per le quali si assista all’incendio dei macchinari a seguito, ad esempio, di eventi imprevedibili quali fulmini o gravi incidenti. Per far fronte a questa possibile evenienza l’azienda adotterà dispositivi antincendio regolarmente manutentati come da normativa vigente e consistenti in estintori portatili idoneamente distribuiti ed una rete idranti. A questo si aggiunge la normale manutenzione dei mezzi meccanici che limita il rischio di possibili incidenti. Si aggiunge che, in caso di possibili incidenti, la caserma dei Vigili del Fuoco è localizzata lungo via Covetta, quindi ad una distanza ed in una posizione tale da consentire un intervento rapido in caso di incendio. Non sono rilevabili, sia all’interno dell’azienda sia nel proprio ciclo produttivo o ancora nel materiale che la stessa sarà autorizzata a trattare, potenziali sorgenti di radiazioni di qualsiasi tipo che potrebbero essere emesse nell’ambiente circostante. E) Emissioni in ambiente idrico Il ciclo lavorativo dell’azienda non produce acque reflue industriali e di conseguenza non prevede alcuna reimmissione di acque nell’ambiente in quanto non viene utilizzata tale risorsa se non per gli scopi connessi alla eventuale, sporadica bagnatura del piazzale per evitare lo spolvero. Altre acque reflue sono quelle domestiche derivanti dai servizi igienici che saranno, comunque, convogliate nella fognatura pubblica. SER.IND S.c.a r.l. 34 M.B. FER S.r.l. Le uniche acque superficiali che potrebbero infiltrarsi e raggiungere la falda freatica sottostante i piazzali dell’attività in esame, sono rappresentate dalle acque meteoriche; data la impermeabilità del fondo del piazzale, di fatto, tale evenienza risulta del tutto remota. Le infrastrutture dell’azienda comprendono, inoltre, un accurato sistema di raccolta delle acque meteoriche e superficiali che convoglia le stesse verso un apposito impianto di depurazione acque di prima e seconda pioggia da dilavamento meteorico del piazzale (vedi Allegato 4) già autorizzato (vedi paragrafo 1.10), evitando la loro diretta infiltrazione nel terreno od in fognatura, ed un impianto idraulico che convoglia tutti gli scarichi igienici nelle rete fognaria comunale. Le perdite accidentali dei mezzi saranno trattate mediante l’impiego di appositi kit di materiale assorbente, che sarà sempre disponibile in loco. F) Interferenze con il regime idrologico-idraulico Come sopra accennato tutta l’area ex-Cokeria è affrancata dal rischio idraulico, per cui non si prevede che possa essere interessata da possibili fenomeni di esondazione né da fenomeni di ristagno. Sulla base di quanto sopra si possono escludere interferenze con il regime idrologico-idraulico della zona all’interno della quale ricade il sito d’interesse. G) Interferenze con i fattori climatici L’analisi dei possibili impatti derivanti dall’impianto in oggetto sui fattori climatici si può stimare attraverso una duplice valutazione relativa agli aspetti microscopici e a quelli macroscopici. Aspetti microscopici Le modificazioni climatiche su scala locale (alterazioni del microclima) sono espresse in termini di variazione delle condizioni di temperatura, umidità, nuvolosità, variazione del bilancio di evapotraspirazione del suolo etc. Data la tipologia dell’intervento, che non prevede l’attivazione di punti di emissione con caratteristiche tali da provocare particolari rilasci nell’atmosfera (nessun contributo termico o immissione di umidità), si può ragionevolmente ritenere che il progetto in argomento non comporti alterazioni microclimatiche in corrispondenza dell’area di intervento. Aspetti Macroscopici Le modificazioni climatiche su scala globale sono determinati dalle emissioni di gas climalteranti (CO2, CH4, N2O, CFC etc.) responsabili della variazione a livello planetario del clima e della mutazione degli equilibri fisici di scambio termico del pianeta. L’analisi delle possibili interazioni con i fattori climatici considerati su vasta scala evidenzia che l’impianto in sé, eseguendo lavorazioni esclusivamente a freddo e di tipo meccanico, non produce emissioni gassose relazionabili al fenomeno dell’effetto serra. Le uniche tipologie di emissioni correlabili all’effetto serra sono quelle riconducibili al gas di scarico dei mezzi in ingresso/uscita a/da impianto e delle macchine operatrici. In considerazione del loro numero limitato, si ritiene del tutto trascurabile l’impatto generato in termini di incremento dell’effetto serra. SER.IND S.c.a r.l. 35 M.B. FER S.r.l. H) Emissioni dirette al suolo Per emissioni dirette al suolo si deve intendere, in questo specifico caso, la possibile trasmissione di vibrazioni indotte dall’uso di alcuni macchinari durante il ciclo lavorativo. Le uniche vibrazioni che possono essere prodotte sono quelle indotte dal traffico veicolare ma, data l’esiguità del percorso e del numero di transiti, si ritiene che esse saranno comunque molto ridotte rispetto a quelle indotte giornalmente dal transito dei veicoli sul vicino Viale Zaccagna oppure lungo la vicina Autostrada A12. 2.3.2.4 Produzione di rifiuti La gestione dell’azienda in esame comporta una produzione di rifiuti provenienti dall’attività di ufficio, ripartiti nei vari contenitori (carta e cartone, toner e cartucce stampanti, rifiuti indifferenziati, etc.). I rifiuti provenienti dalla manutenzione dei mezzi d’opera (ragno, carrello elevatore, etc.), come, ad esempio, pneumatici, batterie esauste, etc., saranno ritirati direttamente dalle ditte di assistenza tecnica che interverranno sui macchinari. Gli autocarri della ditta saranno manutentati presso officine autorizzate. 2.3.2.5 Impatto sul sistema economico-sociale e storico-culturale Sulla base di quanto illustrato sopra, la MBFer si andrà ad inserire in un contesto ambientale fortemente modificato dall’uomo da decenni, in una zona a forte vocazione industriale e artigianale, in cui la destinazione di tipo residenziale è relgata a un ruolo del tutto minore e marginale. In particolare, gli insediamenti residenziali sono costituiti da abitazioni isolate poste ai margini dell’area industriale/artigianale. Dal punto di vista paesaggistico, pertanto, la MBFer si inserirà in un ambiente modellato, già da molti anni, caratterizzato da numerosi insediamenti di natura artigianale/industriale. Non sono note, allo stato attuale e relativamente all’insediamento in esame, emergenze di tipo ambientale, architettonico, culturale, storico, archeologico tali da rendere incompatibile la permanenza dell’attività industriale della MBFer. La MBFer non interferirà con le aziende vicine e, quindi, sulle altre attività umane esistenti, per quanto riguarda la possibile produzione di odori molesti, di onde elettromagnetiche o ionizzanti, mentre saranno adottati tutti i necessari accorgimenti atti a ridurre sensibilmente l’emissione di rumori, così come indicato nei paragrafi precedenti. L’unico fattore degno di nota per quanto concerne il possibile impatto sul sistema sociale deriva dal traffico veicolare in entrata ed uscita, necessario per il trasporto dei rifiuti. Tale traffico indotto nell’area, può essere stimato intorno ai 60-70 viaggi giornalieri di mezzi leggeri come motocarri di piccola cilindrata (Apecar e simili) e di circa 2 viaggi giornalieri di mezzi pesanti della MBFer; a questi si aggiungono i mezzi privati delle maestranze per il raggiungimento del posto di lavoro. Vista la presenza di numerosi insediamenti industriali l’aggravio di traffico veicolare determinato dall’attività della MBFer risulterà modesto ed in linea con altre attività antropiche circostanti. Si fa presente, inoltre, che la soc MBFer si andrà ad insediare in un’area dove è già attiva da tempo un’attività di raccolta e stoccaggio rifiuti anche pericolosi, per cui, con l’avvio dell’attività MBFer, data SER.IND S.c.a r.l. 36 M.B. FER S.r.l. la tipologia di rifiuti trattati, non ci potrà essere che un miglioramento in termini di impatti sulle aree circostanti. Per quanto riguarda l’impatto sull’ambiente socio-economico, l’azienda contribuirà a garantire un livello di occupazione per le maestranze impiegate, nonché garantirà un ritorno occupazionale per quelle ditte e realtà imprenditoriali coinvolte anche indirettamente dalla stessa attività tra le quali si segnalano le ditte di trasporto, quelle di manutenzione, etc. 2.4. ANALISI DELLE ALTERNATIVE 2.4.1. Alternative strategiche La MBFer svolgerà, come sopra ampiamente riferito, un’attività di recupero inclusa la cernita, la selezione, l’eventuale riduzione volumetrica (trattamento meccanico) e lo stoccaggio di rifiuti metallici non pericolosi da conferire successivamente a Ditte specializzate (es. impianti metallurgici, acciaierie, fonderie, etc.), la gestione di rifiuti non pericolosi (es. plastica, legno, imballaggi misti, etc.) da sottoporre a cernita e riduzione volumetrica e di rifiuti pericolosi (es. batterie al piombo, amianto, etc.) che saranno solo stoccati in attesa di essere avviati ad altri centri per il recupero e/o smaltimento. La necessità di eseguire tali operazioni risulta sempre più di attuale e di crescente importanza sia sotto il profilo ambientale che sociale, per cui è impossibile una valida alternativa strategica per un’attività del genere; la MBFer si propone di portare avanti tale attività in un ottica di continuo miglioramento, sia produttivo che ambientale, mediante una costante e periodica valutazione delle azioni esercitate sul territorio, inteso nel senso più ampio del termine e l’adozione di opportuni accorgimenti atti a limitare o eliminarne i possibili effetti negativi. 2.4.2. Alternative di localizzazione L’assenza di aree critiche o sensibili attorno al sito in esame (aree sensibili, insediamenti residenziali, etc.) e la prevalente destinazione d’uso industriale che caratterizza tutta l’area della Ex-Cokeria all’interno della quale ricade il sito d’interesse, la localizzazione dell’Azienda in un tessuto composto da imprese industriali e artigianali e in assenza di ulteriori potenzialità d’uso dello stesso ambiente (non sono presenti peculiarità geomorfologico-geologiche o naturalistiche di sorta tali da poter prevedere una conversione d’uso) evidenzia come la scelta del sito sia stata effettuata correttamente, per cui non si prendono in considerazione possibili alternative di delocalizzazione. 2.4.3. Alternative di processo o strutturali Il ciclo produttivo che sarà attuato dalla MBFer, così come sinteticamente descritto nei capitoli precedenti, prevede una serie di fasi che devono essere eseguite mediante l’impiego di mezzi meccanici e mediante l’intervento manuale diretto. Al momento non esistono alternative di processo che permettano di operare diversamente sulla base della tipologia di rifiuti che viene trattata in azienda. SER.IND S.c.a r.l. 37 M.B. FER S.r.l. Obiettivo dell’azienda rimane, comunque, quello di garantire un parco macchine sempre efficiente e all’avanguardia, di valutare periodicamente eventuali alternative possibili al processo o miglioramenti strutturali che permettano di coniugare la produttività con una salvaguardia degli aspetti ambientali, intesi anche come una riduzione dell’utilizzo, già oggi modesto, delle risorse naturali. 2.4.4. Alternativa zero L’alternativa zero, ovvero la non realizzazione dell’impianto, non è praticabile per i seguenti motivi: i dati forniti dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse sulla produzione annua dei rifiuti nella Provincia di Massa Carrara, così come nel resto della Toscana, indicano un continuo trend positivo. Non realizzare l’impianto significherebbe ridurre la capacità di intercettare il flusso di rifiuti all’origine e aumentare la quantità di rifiuti da avviare a corretto recupero e/o smaltimento. La presenza di un impianto efficiente in più sul territorio significa anche scoraggiare azioni e comportamenti negativi come l’abbandono indiscriminato del quale alcune strade della provincia di Massa Carrara sono un pessimo esempio. 2.5. MISURE DI MITIGAZIONE Le misure di mitigazione che l’attività in esame porrà in essere, sono di seguito riassunte in maniera schematica. Gli impatti negativi individuati nel presente studio riguardano essenzialmente le emissioni di rumore e di eventuali sversamenti accidentali di carburanti ed oli. Per quanto riguarda le prime due emissioni, l’adozione degli accorgimenti sopra indicati (es. manutenzione mezzi) e la continua ricerca di sistemi e di soluzioni tecniche atte a limitare il più possibile tali inconvenienti, porta al contenimento degli impatti negativi entro soglie tollerabili; si ribadisce l’importanza di porre in essere tutti i necessari interventi di manutenzione dei mezzi meccanici. I possibili sversamenti al suolo di oli e carburanti provenienti dalla rottura dei mezzi possono essere mitigati nel modo seguente: - il piazzale è già dotato di idonea pavimentazione impermeabile, quindi la possibilità di percolazione diretta nel terreno è alquanto ridotta. Inoltre, come riportato precedentemente, i liquidi accidentalmente sversati saranno avviati, tramite idonee pendenze del piazzale all’impianto di depurazione prima di essere avviate alla fognatura comunale. In ogni caso, l’azienda eserciterà, tramite i propri operatori, un pronto intervento consistente nel circoscrivere l’area interessata dallo sversamento accidentale con idonei Kit assorbenti (es. cuscini, barriere cilindriche, tappetini, panni, polveri assorbenti, etc.) e provvedendo all’immediata bonifica. SER.IND S.c.a r.l. 38 M.B. FER S.r.l. 2.6. MONITORAGGIO Le misure di monitoraggio espletate dall’azienda in esame riguarderanno, essenzialmente, le acque del piazzale e le emissioni sonore in ambiente lavorativo e in ambiente esterno. Il controllo periodico delle acque di piazzale sarà eseguito facendo prelevare, da apposito laboratorio, campioni di acqua ed eseguendo la ricerca e la concentrazione di analiti secondo quanto normato dal D.Lgs. 152/06 parte III e dal Regolamento regionale 46/R del 2009. Per quanto riguarda le valutazioni di clima acustico, e tenuto conto che ai sensi del Piano di Zonizzazione Acustica approvato dal Comune di Carrara l’area in oggetto risulta inserita in Classe VI (Aree esclusivamente industriali), si ritiene che gli effetti dell’attività della MBFer non saranno tali da dover effettuare un monitoraggio periodico dei livelli di emissione acustica. In ogni caso è prevista nella fase gestionale ed operativa una valutazione del rischio rumore cui sono sottoposti i lavoratori ai sensi del D.Lgs 81/08. SER.IND S.c.a r.l. 39 M.B. FER S.r.l. 3. CONCLUSIONI La presente relazione riguardante il PROGETTO PRELIMINARE DELL’OPERA e lo STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE è stato redatta secondo le indicazioni contenute nel Decreto Legislativo 152/06 e s.m.i. e nella Legge Regionale 12 febbraio 2010 n°10 e s.m.i.. Secondo quanto stabilito dalla L.R. all’art. 48, per questa procedura di Verifica di assoggettabilità è stato predisposto un progetto preliminare dell’opera ed uno Studio preliminare ambientale, per un impianto di gestione di rifiuti non pericolosi (prevalentemente metallici) e rifiuti pericolosi da realizzare in località Avenza, Viale Zaccagna, area Ex-Cokeria, Comune di Carrara. Il sito prescelto, per le sue caratteristiche urbanistiche, geografiche, geologiche, idrografiche, ambientali e socio-economiche non presenta né fattori penalizzanti né fattori escludenti per la sua realizzazione, anzi la presenza di infrastrutture viarie e l’inserimento in una zona a vocazione industriale/artigianale, costituiscono fattori preferenziali. L’area all’interno della quale si insedierà la MBFer è una zona fortemente antropizzata, priva di pregi ambientali, faunistici, botanici, paesaggistici ed archeologici. L’attività di MBFer non produrrà impatti significativi sulla matrice suolo, né sulla matrice acqua, né sulla matrice aria, questa ultima intesa nel complesso di emissioni di radiazione, sonore, odorigene e polverulente. I possibili impatti sul suolo e sulle acque, individuati nello sversamento accidentale di liquidi (es. perdita accidentale di oli e/o carburanti dai mezzi operanti nel piazzale), sono ridotti e mitigati dalle caratteristiche costruttive e dei sottoservizi dell’impianto nonché dall’adozione di interventi di contenimento immediati e dall’installazione di un impianto di trattamento delle AMPP e AMD dotato di scolmatore acque di prima pioggia, bacino di accumulo acque di prima pioggia e bacino di separazione degli oli e delle benzine. Le emissioni sonore saranno limitate dalla movimentazione dei mezzi di trasporto e d’opera, il cui mantenimento in efficienza con revisioni periodiche contribuisce al mantenimento di un livello di emissioni sonore entro i limiti previsti dalla normativa e dagli strumenti di pianificazione comunale. Per quanto descritto nei paragrafi precedenti in merito alle caratteristiche del sito, dell’impianto e degli impatti in relazione alla definizione di impatto ambientale della L.R n° 10/2010 e s.m.i., riportata in premessa, nonché per le motivazioni sopra espresse, si conclude che il progetto per la realizzazione dell’impianto di MBFer non avrà impatti ambientali significativi e, per quanto disposto dall’art. 49 della L.R n° 10/2010 e s.m.i., debba essere escluso dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. I Tecnici incaricati: Dott. Geol. Emanuele Sirgiovanni Ordine Geologi Toscana n° 654 Per. Ind. Carlo A. Turato Collegio dei Periti Industriali, dei Periti Industriali Laureati Massa Carrara n° 35 Legale Rappresentante M.B. FER S.r.l. – Andrea Barotti Data: 16 Aprile 2013 SER.IND S.c.a r.l. 40 M.B. FER S.r.l. ALLEGATI ¾ Allegato 1: Documentazione cartografica - Ubicazione in scala 1:25.000 (Stralcio dalla cartografia I.G.M.) - Stralcio aerofotogrammetrico in scala 1:2000 con indicata l'area in oggetto - Immagine digitale con indicata l’area in oggetto - Estratto di mappa in scala 1:2000 - Stralcio PRG Comune di Carrara con indicata l’area in oggetto ¾ Allegato 2: Documentazione attestante la disponibilità dell’area (copia Atto del Tribunale Civile e Penale di Massa e Lettere di accordo tra le parti, copia contratto di Leasing) ¾ Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree ¾ Allegato 4: Documentazione relativa all’autorizzazione allo scarico delle acque ¾ Allegato 5: Valutazione Previsionale di Impatto Acustico ¾ Allegato 6: Carta Geologica ¾ Allegato 7: Carte isofreatiche SER.IND S.c.a r.l. 41 M.B. FER S.r.l. Allegato 5: Valutazione Previsionale di Impatto Acustico SER.IND S.c.a r.l. M.B. FER S.r.l. Allegato 6: Carta Geologica SER.IND S.c.a r.l. M.B. FER S.r.l. Allegato 7: Carte isofreatiche SER.IND S.c.a r.l.