ENGINEERING & SERVICES
_____________________________
Via Alberica n° 86
54100 Massa (MS)
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VERIFICA DI
ASSOGGETTABILITÀ A V.I.A.
PROGETTO PRELIMINARE DELL’OPERA
e
STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE
ai sensi del D.Lgs 152/06 e s.m.i.
e della L.R. 12 febbraio 2010 n°10 e s.m.i.
Relativa all'insediamento sito in
Viale Domenico Zaccagna n° 6 -54031 - Avenza Carrara (MS)
della Ditta:
M.B. FER S.r.l.
I Tecnici incaricati:
Dott. Geol. Emanuele SIRGIOVANNI
Per. Ind. Carlo A. TURATO
Ordine Geologi Toscana n° 654
Collegio dei Periti Industriali, dei Periti Industriali Laureati
Massa Carrara n° 35
Legale Rappresentante
M.B. FER S.r.l. – Andrea Barotti
Data: 16 Aprile 2013
SER.IND S.c. a r.l. - SICUREZZA – AMBIENTE – PROGETTAZIONE - QUALITÀ
Registro Società Tribunale Massa-Carrara n. 7610/90 – C.C.I.A.A. di Massa-Carrara n. REA 89979
Albo Società Cooperativa n° A121717 - Codice Fiscale e Partita IVA n. 00552910457
M.B. FER S.r.l.
INDICE
PREMESSA ....................................................................................................................................................2
1. PARTE PRIMA: PROGETTO PRELIMINARE DELL’OPERA ..................................................................................4
1.1. Descrizione del sito ............................................................................................................................5
1.2. Area “A”............................................................................................................................................5
1.3. Area “B”............................................................................................................................................6
1.4. Area “C”............................................................................................................................................6
1.5. Area “D” ...........................................................................................................................................6
1.6. Attività svolta e organizzazione del lavoro .............................................................................................7
1.6.1. Descrizione ciclo lavorativo .......................................................................................................7
1.6.2. Diagramma a blocchi ...............................................................................................................9
1.7. Elenco dei codici C.E.R. di cui si richiede l’autorizzazione ....................................................................... 10
1.8. Descrizione delle tipologie dei rifiuti in ingresso.................................................................................... 12
1.9. Sistemi di stoccaggio ........................................................................................................................ 18
1.10. Trattamento acque ......................................................................................................................... 19
1.11. Emissioni di rumori ......................................................................................................................... 20
1.12. Rischio di incendio .......................................................................................................................... 20
2. PARTE SECONDA: STUDIO AMBIENTALE PRELIMINARE ............................................................................... 21
2.1. STUDIO AMBIENTALE PRELIMINARE ................................................................................................... 21
2.1.1. Quadro delle autorizzazioni, dei vincoli e della pianificazione di settore ................................................. 21
2.2. DESCRIZIONE DELL’AMBIENTE .......................................................................................................... 22
2.2.1. Ambito territoriale di riferimento ............................................................................................. 22
2.2.2. Descrizione delle componenti ambientali................................................................................... 22
2.3. ANALISI DEGLI IMPATTI ................................................................................................................... 31
2.3.1. Individuazione dei potenziali impatti significativi ........................................................................ 31
2.3.2. Stima e valutazione degli effetti dei potenziali impatti significativi................................................ 32
2.4. ANALISI DELLE ALTERNATIVE ............................................................................................................ 37
2.4.1. Alternative strategiche ........................................................................................................... 37
2.4.2. Alternative di localizzazione .................................................................................................... 37
2.4.3. Alternative di processo o strutturali.......................................................................................... 37
2.4.4. Alternativa zero..................................................................................................................... 38
2.5. MISURE DI MITIGAZIONE.................................................................................................................. 38
2.6. MONITORAGGIO .............................................................................................................................. 39
3. CONCLUSIONI......................................................................................................................................... 40
ALLEGATI.................................................................................................................................................... 41
¾ Allegato 1: Documentazione cartografica
- Ubicazione in scala 1:25.000 (Stralcio dalla cartografia I.G.M.)
- Stralcio aerofotogrammetrico in scala 1:2000 con indicata l'area in oggetto
- Immagine digitale con indicata l’area in oggetto
- Estratto di mappa in scala 1:2000
- Stralcio PRG Comune di Carrara con indicata l’area in oggetto
¾ Allegato 2: Documentazione attestante la disponibilità dell’area (copia Atto del Tribunale Civile
e Penale di Massa e Lettere di accordo tra le parti, copia contratto di Leasing)
¾ Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree
¾ Allegato 4: Documentazione relativa all’autorizzazione allo scarico delle acque
¾ Allegato 5: Valutazione Previsionale di Impatto Acustico
¾ Allegato 6: Carta Geologica
¾ Allegato 7: Carte isofreatiche
SER.IND S.c.a r.l.
1
M.B. FER S.r.l.
PREMESSA
La Società M.B.FER S.r.l., attualmente sita in Massa Via Vaccareccia, esercita l’attività di gestione di
un impianto di recupero inclusa la cernita, la selezione, la riduzione volumetrica e lo stoccaggio di
rifiuti speciali non pericolosi quali metalli in genere da conferire successivamente a Ditte specializzate
(es. impianti metallurgici, acciaierie, fonderie, etc.), con autorizzazione DD n° 8630/2003 prorogata
fino al 31/12/2013 con DD 266 del 31/01/2013.
Visto l’obbligo di delocalizzare l’attività si è proceduto con l’identificazione di un nuovo insediamento che
avesse le caratteristiche ambientali e funzionali per poter continuare ad esercitare la stessa attività.
Tale sito in un primo momento è stato individuato in un lotto sito nel Comune di Carrara in Viale Galileo
Galilei loc. Battilana, per il quale è stata presentata Istanza di Verifica di Assoggettabilità a VIA, poi
ritirata in data 29 Marzo 2013 con apposita domanda ai sensi dell’art. 49, c. 6 della L.R.T. n° 10 del
12/02/2010 e s.m.i..
La motivazione del ritiro è legata al fatto che la Società M.B. FER Srl si è trovata nella condizione di dover
rilevare la totalità della partecipazione della Società “Apuana Ambiente Srl”, società che da anni svolge
attività di raccolta e stoccaggio temporaneo rifiuti con idonea autorizzazione rilasciata dalla Provincia di
Massa Carrara, in un sito ubicato nel Comune di Carrara (MS), fraz. Avenza, Viale D. Zaccagna n° 6,
all'interno dell'area della ex ITALIANA COKE, in zona industriale/artigianale.
Dovendo garantire la propria continuità aziendale, la società M.B. FER ha preferito quindi insediarsi in un
sito già funzionale, che non necessita di interventi edilizi di adeguamento.
Il presente Studio di assoggettabilità a V.I.A. è stato redatto in osservanza del Decreto Legislativo
152/06 e s.m.i. e della Legge Regionale 12 febbraio 2010 n°10 e s.m.i. al fine di sottoporre, ai sensi
dell’art. 48 del L.R. citata, a Verifica di assoggettabilità il progetto preliminare di realizzazione
dell’impianto di gestione dei rifiuti pericolosi e non pericolosi. Infatti, per l’attività che si intende
richiedere l’autorizzazione all’esercizio, l’allegato B2 della L.R. n° 10/2010 e s.m.i. prevede un
procedimento di Verifica di assoggettabilità e nello specifico:
All. B2 - Progetti di infrastrutture, lettera bi): impianti di smaltimento e recupero di rifiuti pericolosi,
mediante operazioni di cui all’Allegato B, lettere D2, D8 e da D13 a D15, ed all’Allegato C, lettere da
R2 a R9, della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
All. B2 - Progetti di infrastrutture, lettera bl): impianti di smaltimento e recupero di rifiuti non
pericolosi, con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno, mediante operazioni di cui all’Allegato C,
lettere da R1 a R9, della parte quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n°152.
Il presente studio contiene:
o Parte prima: Progetto preliminare dell’opera con informazioni relative alle sue caratteristiche ed
alla sua localizzazione
o Parte seconda: Studio preliminare ambientale
Per questo motivo saranno presi in esame gli eventuali impatti che un impianto di questo tipo può produrre
sull’Ambiente circostante, intendendo come Ambiente l’insieme delle componenti naturali ed antropiche del
territorio ove è previsto l’insediamento, comprese le caratteristiche socioeconomiche e culturali.
SER.IND S.c.a r.l.
2
M.B. FER S.r.l.
Così come disposto dall’art. 48 della L.R. 12 febbraio 2010 n°10, si presenta, ai fini dell’iter procedurale
di verifica, un progetto preliminare dell’impianto e lo studio preliminare ambientale. Per questo motivo
gli aspetti operativi di dettaglio sulla gestione dell’impianto saranno descritti con maggior dettaglio nel
progetto definitivo (nel caso di assoggettabilità a VIA) e la successiva richiesta di autorizzazione
all’esercizio ai sensi dell’articolo 208 del D. Lgs. 152/06 e s.m.i., in quanto nuovo insediamento.
Al fine dell’analisi degli impatti si fa riferimento anche al contenuto della Delibera del Consiglio
Regionale della Toscana 7 aprile 1998 n°88 dove sono individuati i criteri per la localizzazione degli
impianti di gestione rifiuti, con particolare riferimento ai fattori escludenti, penalizzanti e preferenziali.
È utile in questa premessa, ricordare la definizione di impatto ambientale così come è riportata all’art. 41
comma 1 lettera d) della L.R. n° 10/2010: l’alterazione dell’ambiente, inteso come sistema di relazioni fra i
fattori antropici, naturalistici, chimico-fisici, climatici, paesaggistici, architettonici, culturali, agricoli ed
economici, derivante dall’attuazione sul territorio di piani o programmi; tale alterazione può essere
qualitativa o quantitativa, diretta o indiretta, a breve o a lungo termine, permanente o temporanea,
singola o cumulativa, positiva o negativa.
SER.IND S.c.a r.l.
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M.B. FER S.r.l.
1. PARTE PRIMA: PROGETTO PRELIMINARE DELL’OPERA
Il sito, identificato al Foglio 99, Mappale 312 (ex 264) del Comune di Carrara, è di proprietà della
Società “Apuana Ambiente”.
L’insediamento fa parte del compendio industriale/artigianale all'interno dell'area della ex ITALIANA
COKE, è servito dalla rete viaria di scorrimento urbano ed è facilmente accessibile.
Attualmente l’ M.B. FER detiene il 24% delle quote sociali della “Apuana Ambiente”, ed a seguito di
cessione partecipazioni con atto del Tribunale Civile e Penale di Massa ed accordo tra le parti, in data
24 Aprile 2013 acquisirà un ulteriore 52% del capitale (per un totale del 76%) e l’amministrazione
della stessa passerà nella persona del Legale Rappresentante Sig. Barotti Andrea.
Vedi i seguenti Allegati:
•
Allegato 1: Documentazione cartografica
- Ubicazione in scala 1:25.000 (Stralcio dalla cartografia I.G.M.)
- Stralcio aerofotogrammetrico in scala 1:2000 con indicata l'area in oggetto
- Immagine digitale con indicata l’area in oggetto
- Estratto di mappa in scala 1:2000
- Stralcio PRG Comune di Carrara con indicata l’area in oggetto
•
Allegato 2: Documentazione attestante la disponibilità dell’area (copia Atto del Tribunale Civile e Penale
di Massa e Lettere di accordo tra le parti, copia contratto di Leasing)
•
Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree
SER.IND S.c.a r.l.
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M.B. FER S.r.l.
1.1. DESCRIZIONE DEL SITO
L’intera area è di 3500 m2 circa. La recinzione è formata da un cordolo in cemento armato alto 50 cm
sovrastato da una struttura metallica di tipo grigliato. L'impianto ha due accessi carrabili posti sul lato
della strada, uno all’inizio della proprietà e l’altro alla fine, rispettivamente larghi 11 e 10 mt. La
pavimentazione dell’area esterna è in cemento eccetto sul retro dell’edificio che risulta in elementi
autobloccanti. Le dimensioni dell’area esterna consentono un notevole spazio di manovra e
permettono ai mezzi di transitare attorno alla struttura.
Il fabbricato è posto al centro della proprietà ed ha una larghezza di 50 mt., una profondità di 20 mt.
e un’altezza di 12 mt.. È costituito da ossatura portante in C.A. e C.A.P., tamponato per circa la metà
della superficie coperta e solamente coperto per la restante metà. Più precisamente risulta tamponata
una superficie avente dimensione di ml. 26,70x20 mentre è solamente coperta una superficie di ml.
23,30x20. All'interno del fabbricato sono ricavati quattro piani di cui tre destinati ad ufficio ed uno ad
archivio con una superficie di mq. 137,20 a piano. I tamponamenti esterni sono costituiti da pannelli
di Cls da cm. 20 in unico getto di calcestruzzo alleggerito da polistirolo espanso con superficie esterna
in ghiaietto. Sulla sommità dei pannelli è posta in opera una scossalina di lamiera zincata e
preverniciata spessore 8/10. La parete di separazione fra la zona lavorazione e l'area direzionale è
realizzata con muratura in Poroton da cm. 30. Le tramezzature interne sono in muratura di mattoni a
spessore diverso secondo geometria ed altezza; tutte le pareti in laterizio sono intonacate sulle due
facce e verniciate con idropittura. La struttura portante di copertura è costituita da tegoli in CLSV a
doppia pendenza (5%). I tegoli portano la piccola orditura in travi ad omega a cui è fissato il manto
costituito da pannelli di lamiera schiumata preverniciata aventi spessori di cm. 4. La pavimentazione
del capannone è realizzata in gettata di cemento liscio, impermeabile e resistente all’attacco chimico
dei rifiuti. Porte e portoni sono realizzati in alluminio e specchiature in lamiera schiumata; le porte di
comunicazione fra il locale lavorazione e l'area direzionale sono realizzate ad unico battente e hanno
caratteristiche REI 120. Le finestre sono in alluminio con specchiature in vetro.
Il sito è diviso in 4 aree, di seguito denominate Area “A”, “B”, “C” e “D” e descritte in dettaglio ai
paragrafi successivi.
1.2. AREA “A”
Si tratta di una superficie coperta da una tettoia, realizzata in cemento armato; la pavimentazione ha
la caratteristica di avere tutto il perimetro allo stesso livello (più alto di circa 5 cm rispetto al piazzale)
e scende progressivamente verso il centro, dove si trova un grigliato in grado di raccogliere eventuali
liquidi accidentalmente versati sulla pavimentazione, e convogliarli in due cisterne prefabbricate
interrate realizzate in cls trattato con prodotti speciali in grado di resistere all’attacco chimico, di
capienza complessiva pari a 29 m3.
Questa area sarà suddivisa nei seguenti settori:
•
Settore A1 per lo stoccaggio dei rifiuti in cassoni;
•
Settore A2 per il conferimento, cernita e selezione dei rifiuti non pericolosi costituiti da rottami
ferrosi
•
Settore A3 per le operazioni di riduzione volumetrica tramite cesoiatura dei rifiuti
SER.IND S.c.a r.l.
5
M.B. FER S.r.l.
•
Settore A4 per per il conferimento, cernita e selezione dei rifiuti non pericolosi costituiti da altre
tipologie di rifiuti
•
Settore A5 per il conferimento, cernita e selezione dei rifiuti non pericolosi costituiti da rottami
metallici non ferrosi
•
Settore A6 per lo stoccaggio dei rifiuti in cassoni.
I settori di conferimento e cernita saranno dotati di una piattaforma in lamiera d’acciaio necessaria
per evitare il danneggiamento della pavimentazione e delimitati da new jersey.
Vedi Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree
1.3. AREA “B”
Si tratta dell’area all’interno del capannone, realizzata in cemento armato con la caratteristica di
avere in corrispondenza di ogni uscita, sia carrabile che pedonale, un grigliato che attraversa tutta
l’apertura, impedendo l’uscita di liquidi accidentalmente versati. Tutti i grigliati, tramite tubazioni,
arrivano ad un bacino di contenimento realizzato in cemento armato posto all’interno dell’area, con
una capacità di 11,30 m3 circa. Sia le condotte in cemento armato poste sotto i grigliati, che il bacino
di contenimento sono stati trattati con prodotti speciali in grado di resistere all’attacco di acidi o altre
sostanze corrosive.
Questa area è adibita alle movimentazioni di carico e scarico e allo stoccaggio di rifiuti pericolosi e non.
Vedi Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree
1.4. AREA “C”
Si tratta dell’area destinata agli uffici. Gli uffici sono posti su quattro piani. Al piano terra si svolgerà
tutta l’attività tecnica ed amministrativa, gli altri tre piani saranno dedicati agli uffici dirigenziali,
commerciali, sala riunione e archivio.
1.5. AREA “D”
Piattaforma cementata all’aperto adibita ad area per le manovre dei mezzi e allo stoccaggio dei rifiuti
non pericolosi, rottami di ferro e di alluminio (rif. Regolamento (UE) n° 333/2001) e delle MPS (altri
metalli), posti in cumuli separati da new-jersey e in contenitori come scarrabili e container chiusi a
tenuta.
Vedi Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree
SER.IND S.c.a r.l.
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M.B. FER S.r.l.
1.6. ATTIVITÀ SVOLTA E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
L’ MB FER si occuperà del recupero inclusa la cernita, la selezione, l’eventuale riduzione volumetrica
(trattamento meccanico) e lo stoccaggio di rifiuti metallici non pericolosi ai sensi del D.Lgs 152/2006
da conferire successivamente a Ditte specializzate (es. impianti metallurgici, acciaierie, fonderie,
etc.).
La ditta intende gestire anche rifiuti non pericolosi (es. plastica, legno, imballaggi misti, etc.) da
sottoporre a cernita e riduzione volumetrica e rifiuti pericolosi (es. batterie al piombo, amianto, etc.)
che saranno solo stoccati in attesa di essere avviati ad altri centri per il recupero e/o smaltimento. Lo
stoccaggio dei rifiuti pericolosi avverrà esclusivamente all’interno del capannone e sotto tettoia.
Le operazioni che si intendono effettuare in riferimento al D.lgs. 152/06, parte Quarta, Allegati B e C
e s.m.i. sono:
o R4 – Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici
o R12 – Scambio di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate da R1 a R11
o R13 – Messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle operazioni indicate nei punti da R1 a R12
o D13 – Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D12
o D14 – Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D13
o D15 – Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti da D1 a D14 (escluso il
deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti)
1.6.1. Descrizione ciclo lavorativo
I rifiuti arrivano nel centro sia con mezzi della Società che da terzi autorizzati al trasporto dei rifiuti.
A prescindere dalla tipologia del rifiuto in ingresso le fasi di lavoro sono le seguenti:
presa in carico dei formulari di identificazione dei rifiuti o dispositivo USB/Scheda di movimentazione
(SISTRI) all’ufficio di accettazione, il quale ne verifica la corretta compilazione (es. provenienza,
codice C.E.R. e corrispondenza con il rifiuto trasportato, targa del mezzo, nome dell’autista, numero
di autorizzazione, etc.). Ogni trasporto può contenere più rifiuti di più produttori.
Dopo l'accertamento della documentazione si passa, per i rifiuti metallici, al controllo con il
radiometro (Area D) e quindi alla fase di pesatura che, a seconda della tipologia del rifiuto, può
avvenire con la bilancia posta nell’Area B in grado di pesare contenitori molto grandi o con la pesa
installata sul retro dell’edificio.
Di seguito iniziano le operazioni di scarico nell’area assegnata, in base alla tipologia del rifiuto:
•
rifiuti metallici nel Settore A2 (ferrosi) e Settore A5 (non ferrosi), scaricati tramite ribalta del
cassone e/o con l’ausilio della gru dietro cabina dello stesso e/o con escavatore dotato di benna a
ragno, per essere sottoposti alle fasi di cernita sia manualmente che con l’ausilio di “ragno”, in
modo da avere carichi omogenei, ed eventuale riduzione volumetrica con l’ausilio di gruppo
ossitaglio o presso-cesoia (Settore A3); lo stoccaggio dei rottami selezionati avviene nei settori A1
e A6 e nell’Area D, sia in cumuli che all’interno di idonei cassoni metallici di diverse dimensioni; i
rottami selezionati di maggior valore commerciale (es. rame, bronzo, ottone, etc.) vengono
stoccati nell’Area B all’interno di cassoni metallici; raggiunta una quantità utile si provvede al
carico del materiale su autocarri per il trasporto a destinazione (es. impianti metallurgici,
SER.IND S.c.a r.l.
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M.B. FER S.r.l.
acciaierie, fonderie, etc.). Prima che il carico esca dall’insediamento si procede nuovamente al
controllo con il radiometro.
Le fasi lavorative ed i criteri di gestione saranno eseguiti, per il ferro e l’alluminio, tenendo
anche conto del Regolamento (UE) n° 333/2001.
•
altre tipologie di rifiuti nel Settore A4 (es. cod. CER 150106, 170203, 170904, 200307, etc.),
scaricati tramite ribalta del cassone e/o con l’ausilio della gru dietro cabina dello stesso e/o con
escavatore dotato di benna a ragno, per essere sottoposti alle fasi di cernita sia manualmente che
con l’ausilio di “ragno”, in modo da avere carichi omogenei, collocando il rifiuto all’interno di
contenitori (casse pallet) ad essi dedicati (es. solo plastica cod. CER 191204, solo legno cod. CER
191207, solo ferro e acciaio cod. CER 191202, etc.) posti nel settore A4; quest’ultimi, una volta
riempiti, mediante carrello elevatore a forcole vengono allontanati e scaricati negli idonei container
posizionati nel piazzale (Area D). La parte di rifiuto non selezionabile viene stoccata nel container
posto nel piazzale (Area D) con il codice CER 191212.
•
rifiuti pericolosi nell’Area B, scaricati con l’ausilio del carrello elevatore elettrico; le batterie al
piombo (cod. CER 160601 e cod. CER 200133) sono stoccate all’interno di cassonetti a tenuta
posizionati sopra il bacino di contenimento realizzato in cemento armato posto all’interno dell’area;
l’amianto in matrice friabile (cod. CER 170601) viene stoccato in big-bag posizionati su pancali, il
cemento-amianto (cod. CER 170605) sia in big bag su pancali o direttamente su pancali,
debitamente confezionato (operazione eseguita da altra ditta prima dell’arrivo all’impianto);
raggiunta una quantità utile, con l’ausilio di carrello elevatore, si provvede al carico dei rifiuti su
appositi autocarri e all’avvio ad altri centri di recupero e/o smaltimento.
Nell’ufficio/accettazione si svolge tutta l’attività tecnica ed amministrativa, che va dall’accettazione
alla gestione informatizzata dei rifiuti, alla fatturazione, gestione della pesa in ingresso ed uscita, etc..
Durante tutte le operazioni effettuate all’interno dell’impianto gli addetti saranno dotati di appositi DPI
(es. guanti per uso generale per lavori pesanti, in tela rinforzata, resistenti a tagli, abrasioni, strappi e
perforazioni conformi alle norme EN 420, calzature antinfortunistiche con puntale rinforzato conformi
alle norme EN 344 e EN 345, occhiali di protezione con ripari laterali conformi alle norme EN 166,
etc.).
Vedi l’Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree
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M.B. FER S.r.l.
1.6.2. Diagramma a blocchi
Ingresso rifiuti
Rifiuti metallici
non pericolosi
Rifiuti non pericolosi
diversi da
quelli metallici
Rifiuti pericolosi
Verifica
documenti
di trasporto,
pesa dei rifiuti
in ingresso,
controllo del carico
con radiometro
Verifica
documenti
di trasporto,
pesa dei rifiuti
in ingresso
Verifica
documenti
di trasporto,
pesa dei rifiuti
in ingresso
Scarico dei rifiuti
selezione, cernita
(Settore A4)
Scarico dei rifiuti
e stoccaggio
(Area B)
Stoccaggio rifiuti
derivanti dalle
operazioni di cernita
e selezione,
divisi per tipologia
(Area D)
Uscita rifiuti:
invio a Ditte specializzate
per il recupero (batterie) o
lo smaltimento (amianto)
Scarico dei rifiuti
nel settore A2
(ferrosi)
o nel settore A5
(non ferrosi),
selezione, cernita,
eventuale
riduzione volumetrica
(Settore A3)
Stoccaggio rottami
derivanti dalle
operazioni di cernita,
selezione e
riduzione volumetrica,
divisi per tipologia
(Sett. A1, A6,
Area B e D)
Uscita rifiuti:
invio a Ditte specializzate
per il recupero
o lo smaltimento
Uscita rottami:
invio a Ditte specializzate
(es. impianti metallurgici,
acciaierie, fonderie, etc.)
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M.B. FER S.r.l.
1.7. ELENCO DEI CODICI C.E.R. DI CUI SI RICHIEDE L’AUTORIZZAZIONE
Si riporta di seguito l’elenco dei codici C.E.R. pericolosi e non pericolosi di cui si richiede
l’autorizzazione per il recupero e lo stoccaggio:
Cod.
C.E.R.
Descrizione rifiuto
02 01 10
rifiuti metallici
07 02 13
rifiuti plastici
11 05 99
rifiuti non specificati altrimenti (rottami ferrosi zincati)
12 01 01
limatura e trucioli di materiali ferrosi
12 01 02
polveri e particolato di materiali ferrosi
12 01 03
limatura e trucioli di materiali non ferrosi
12 01 04
polveri e particolato di materiali non ferrosi
12 01 99
rifiuti non specificati altrimenti (rottami di ferro provenienti da officine meccaniche quali
ad esempio lamierini, cadute di officina, ritagli, pantografo, etc.)
15 01 02
imballaggi in plastica
15 01 03
imballaggi in legno
15 01 04
imballaggi metallici
15 01 06
imballaggi in materiali misti
15 01 10 *
imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze
16 01 16
Serbatoi per gas liquido
16 01 17
metalli ferrosi
16 01 18
metalli non ferrosi
16 01 19
plastica
16 01 20
vetro
16 01 22
componenti non specificati altrimenti
16 02 14
(1)
apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13
16 02 16
(1)
componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15
16 06 01 *
16 08 01
16 08 03
batterie al piombo
catalizzatori esauriti contenenti oro, argento, renio, rodio, palladio, iridio o platino
(tranne 16 08 07)
catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione o composti di metalli di transizione,
non specificati altrimenti
17 02 01
legno
17 02 03
plastica
17 04 01
rame, bronzo, ottone
17 04 02
alluminio
17 04 03
piombo
17 04 04
zinco
17 04 05
ferro e acciaio
17 04 06
stagno
17 04 07
metalli misti
17 04 11
cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 10
Continua
SER.IND S.c.a r.l.
10
M.B. FER S.r.l.
Cod.
C.E.R.
17 06 01 *
17 06 05 *
materiali isolanti contenenti amianto
materiali da costruzione contenenti amianto
17 09 04
rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17
09 01, 17 09 02 e 17 09 03
19 01 02
materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti
19 01 18
rifiuti della pirolisi, diversi da quelli di cui alla voce 19 01 17
19 10 01
rifiuti di ferro e acciaio
19 10 02
rifiuti di metalli non ferrosi
19 12 02
metalli ferrosi
19 12 03
metalli non ferrosi
19 12 05
vetro
19 12 04
plastica e gomma
19 12 07
20 01 33 *
(1)
Descrizione rifiuto
legno diverso da quello di cui alla voce 19 12 06
batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03 nonché batterie e
accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie
20 01 38
legno diverso da quello di cui alla voce 20 01 37
20 01 39
plastica
20 01 40
metallo
20 03 07
rifiuti ingombranti
Per quanto attiene questi codici CERi si precisa che vengono esclusivamente stoccati in attesa di essere avviati
ad altri centri di raccolta autorizzati senza subire nessun tipo di trattamento, trattasi comunque di rifiuti non
rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs 151/05 – RAEE.
SER.IND S.c.a r.l.
11
M.B. FER S.r.l.
1.8. DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE DEI RIFIUTI IN INGRESSO
Nelle pagine che seguono vengono riportati i rifiuti raggruppati per tipologia specificando:
o Stato fisico
o Codice dell’operazione da effettuare (R4, R12, R13, D13, D14, D15)
o Area di conferimento
o Area di stoccaggio
o Modalità di stoccaggio: CU = Cumulo - CA = Cassonetto - CT = Cassonetto a tenuta
SC = Cassone scarrabile
- PA = Pancali - BB = Big-Bag
o Quantità massima in stoccaggio temporaneo
o Quantità massima trattata in un anno
Stoccaggio temporaneo
La Capacità massima totale in stoccaggio temporaneo dei rifiui NON pericolosi è di 2.780 tonnellate.
La Capacità massima totale in stoccaggio temporaneo dei rifiui pericolosi è di 190 tonnellate.
Quantità annua trattata
La Capacità massima totale trattata in un anno dei rifiui NON pericolosi è di 49.000 tonnellate.
La Capacità massima totale trattata in un anno dei rifiui pericolosi è di 6.000 tonnellate.
Il calcolo della garanzia finanziaria sarà calcolato al momento della richiesta di autorizzazione ai sensi
dell’art. 208 del D.Lgs 152/06 e s.m.i., secondo le modalità previste dalla DGRT n° 743 del 06/08/2012
(art. 19, comma 2 Bis della L.R. 25/1998 e s.m.i.)..
SER.IND S.c.a r.l.
12
M.B. FER S.r.l.
Rifiuti di ferro e acciaio
Codice
C.E.R.
Descrizione rifiuto
11 05 99
rifiuti non specificati altrimenti
(Rottami ferrosi zincati)
12 01 01
limatura e trucioli di materiali ferrosi
12 01 02
12 01 99
polveri e particolato di materiali
ferrosi
rifiuti non specificati altrimenti
(Rottami di ferro provenienti da
officine meccaniche quali ad esempio
lamierini, cadute di officina, ritagli,
pantografo, etc.)
15 01 04
imballaggi metallici
16 01 17
metalli ferrosi
16 01 22
componenti non specificati altrimenti
17 04 05
ferro e acciaio
19 01 02
19 01 18
materiali ferrosi estratti da ceneri
pesanti
rifiuti dalla pirolisi diversi da quelli di
cui alla voce 19 01 17
19 10 01
rifiuti di ferro e acciaio
19 12 02
metalli ferrosi
20 01 40
metallo
SER.IND S.c.a r.l.
Stato fisico
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Codice
Operaz.
Area di
Area di
conferimento stoccaggio (2)
Modalità di
stoccaggio
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A2
A6-D
SC-CA
R4/R12/R13
A2
A6
SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A2
D
CU-SC-CA
Max
stoccaggio
temporaneo
ton.
Max
tratt./anno
ton.
1.500
35.000
13
M.B. FER S.r.l.
Rifiuti metallici non ferrosi
Codice
C.E.R.
02 01 10
12 01 03
12 01 04
Descrizione rifiuto
rifiuti metallici
limatura e trucioli di materiali non
ferrosi
polveri e particolato di materiali non
ferrosi
15 01 04
imballaggi metallici
16 01 18
metalli non ferrosi
16 01 22
componenti non specificati altrimenti
17 04 01
rame, bronzo, ottone
17 04 02
alluminio
17 04 03
piombo
17 04 04
zinco
17 04 06
stagno
17 04 07
metalli misti
17 04 11
cavi, diversi da quelli di cui alla voce
17 04 10
19 10 02
rifiuti di metalli non ferrosi
19 12 03
metalli non ferrosi
20 01 40
metallo
SER.IND S.c.a r.l.
Stato fisico
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Codice
Operaz.
Area di
Area di
conferimento stoccaggio (2)
Modalità di
stoccaggio
R4/R12/R13
A5
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A5
B-D
CA-SC
R4/R12/R13
A5
B-D
CA-SC
R4/R12/R13
A5
D
SC-CA
R4/R12/R13
A5
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A5
D
SC-CA
R4/R12/R13
A5
B
CU-CA-SC
R4/R12/R13
A5
A1-D
CU-CA-SC
R4/R12/R13
A5
B
CA-SC
R4/R12/R13
A5
B
CA-SC
R4/R12/R13
A5
B
CA-SC
R4/R12/R13
A5
D
CU-SC
R4/R12/R13
D
D
SC-CA
R4/R12/R13
A5
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A5
D
CU-SC-CA
R4/R12/R13
A5
D
CU-SC-CA
Max
stoccaggio
temp. ton.
Max
tratt./anno
ton.
1.000
8.000
14
M.B. FER S.r.l.
Rifiuti plastici
Codice
C.E.R.
Descrizione rifiuto
07 02 13
rifiuti plastici
15 01 02
imballaggi in plastica
16 01 19
plastica
17 02 03
plastica
19 12 04
plastica e gomma
20 01 39
plastica
Stato fisico
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Codice
Operaz.
Area di
conferimento
Area di
stoccaggio
Modalità di
stoccaggio
R12/R13
A4
D
CA-SC
R12/R13
A4
D
CA-SC
R12/R13
A4
D
CA-SC
R12/R13
A4
D
CA-SC
R12/R13
A4
D
CA-SC
R12/R13
A4
D
CA-SC
Codice
Operaz.
Area di
conferimento
Area di
stoccaggio
Modalità di
stoccaggio
R12/R13
A4
D
CA-SC
R12/R13
A4
D
CA-SC
R12/R13
A4
D
CA-SC
R12/R13
A4
D
CA-SC
Max
stoccaggio
temp. ton.
Max
tratt./anno
ton.
50
1.000
Max
stoccaggio
temp. ton.
Max
tratt./anno
ton.
50
1.000
Rifiuti del legno
Codice
C.E.R.
Descrizione rifiuto
15 01 03
imballaggi in legno
17 02 01
legno
19 12 07
20 01 38
SER.IND S.c.a r.l.
legno diverso da quello di cui alla voce
19 12 06
legno, diverso da quello di cui alla voce
20 01 37
Stato fisico
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
15
M.B. FER S.r.l.
Rifiuti del vetro
Codice
C.E.R.
Descrizione rifiuto
16 01 20
vetro
19 12 05
vetro
Stato fisico
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
Codice
Operaz.
Area di
conferimento
Area di
stoccaggio
Modalità di
stoccaggio
R12/R13
A4
A6
CA-SC
R12/R13
A4
A6
CA-SC
Max
stoccaggio
temp. ton.
Max
tratt./anno
ton.
30
500
Max
stoccaggio
temp. ton.
Max
tratt./anno
ton.
50
1.500
20
500
50
1.000
30
500
Altri rifiuti non pericolosi
Codice
C.E.R.
Descrizione rifiuto
Stato fisico
Codice
Operaz.
Area di
conferimento
Area di
stoccaggio
Modalità di
stoccaggio
15 01 06
imballaggi in materiali misti
Solido non
polverulento
R12/R13
D13/D14/D15
A4
D
CA-SC
17 09 04
rifiuti misti dell'attività di costruzione e
demolizione, diversi da quelli di cui alle
voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03
Solido non
polverulento
R12/R13
D13/D14/D15
A4
D
CA-SC
20 03 07
rifiuti ingombranti
Solido non
polverulento
R12/R13
D13/D14/D15
A4
D
CA-SC
16 01 16
serbatoi per gas liquido
Solido non
polverulento
R13
A6
CA-SC
Solido non
polverulento
R13
D
CA-SC
Solido non
polverulento
R13
D
CA-SC
Solido non
polverulento
R13
A6
CA-SC
Solido non
polverulento
R13
16 02 14
16 02 16
16 08 01
16 08 03
SER.IND S.c.a r.l.
apparecchiature fuori uso, diverse da
quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02
13
componenti rimossi da apparecchiature
fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce
16 02 15
catalizzatori esauriti contenenti oro,
argento, renio, rodio, palladio, iridio o
platino (tranne 16 08 07)
catalizzatori esauriti contenenti metalli di
transizione o composti di metalli di
transizione, non specificati altrimenti
A6
CA-SC
16
M.B. FER S.r.l.
Rifiuti pericolosi
Codice
C.E.R.
Descrizione rifiuto
Stato fisico
Codice
Operaz.
Area di
conferimento
Area di
stoccaggio
Modalità di
stoccaggio
Max
stoccaggio
temporaneo
ton.
Max
tratt./anno
ton.
30
1.000
60
1.500
100
3.500
15 01 10 *
imballaggi contenenti residui di
sostanze pericolose o contaminati
da tali sostanze
Solido non
polverulento
R13/D15
A1
A1
CA-SC
16 06 01 *
batterie al piombo
Solido non
polverulento
R13
B
B
CT
20 01 33 *
batterie e accumulatori di cui alle
voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03
nonché batterie e accumulatori non
suddivisi contenenti tali batterie
Solido non
polverulento
R13
B
B
CT
materiali isolanti contenenti
amianto
materiali da costruzione contenenti
amianto
Solido non
polverulento
Solido non
polverulento
D15
B
B
BB
D15
B
B
PA-BB
17 06 01 *
17 06 05 *
(2)
L’area di stoccaggio indicata nelle tabelle “Rifiuti di ferro e acciaio” e “Rifiuti metallici non ferrosi” è riferita anche a materiali provenienti dalle attività di
recupero e riciclo (rottami di ferro e alluminio di cui al Regolamento (UE) n° 333/2001 e MPS per gli altri metalli)
SER.IND S.c.a r.l.
17
17
M.B. FER S.r.l.
1.9. SISTEMI DI STOCCAGGIO
I rifiuti saranno stoccati, oltre che in cumuli divisi da new jersey, anche all’interno di cassoni scarrabili
di diverse dimensioni, sia con coperchio idraulico che aperti, all’interno di cassoni metallici, di
cassonetti a tenuta e su scaffalature, in funzione della tipologia.
Cassone scarrabile con coperchio idraulico
Cassone scarrabile
Cassone metallico
Cassone metallico
Scaffalature metallica di tipo industriale
SER.IND S.c.a r.l.
Cassonetti a tenuta
18
M.B. FER S.r.l.
1.10. TRATTAMENTO ACQUE
Considerato che il ciclo lavorativo della MB FER non produce reflui industriali, le uniche acque in uscita
dall’insediamento, oltre a quelle domestiche provenienti dai servizi igienici (acque bianche, acque
nere da avviare direttamente alla rete fognaria), sono le acque di prima pioggia (AMPP) e le
successive acque meteoriche di dilavamento (AMD).
La società ha intezione di volturare il contratto con l’Ente gestore acque (GAIA S.p.A.) sottoscritto
dalla precedente gestione per l’approvvigionamento idrico, la depurazione e lo scarico delle acque
domestiche in pubblica fognatura.
I reflui domestici sono provenienti dai servizi igienici e sono avviati all’impianto di fognatura acque
nere. È presente una tubazione in PVC tipo 303/1. Le tubazioni affluiscono nel collettore posto sulla
strada di lottizzazione e scaricano nel pozzetto posto all'esterno del complesso industriale/artigianale
"Ex ITALIANA COKE".
Le acque meteoriche provenienti dalla copertura del fabbricato passano dai pluviali direttamente alle
tubazioni in PVC poste sotto la pavimentazione per poi essere convogliate alla rete di fognatura
bianca posta sulla strada di lottizzazione.
Le acque di prima pioggia e meteoriche di dilavamento piazzale saranno captate e convogliate
mediante opportune pendenze ad un impianto di trattamento dotato di scolmatore acque di prima
pioggia, bacino accumulo e bacino di separazione degli oli e delle benzine, prima di essere avviate alla
pubblica fognatura.
Il sito risulta già autorizzato in quanto la ditta che gestiva precedentemente l’impianto (APUANA
AMBIENTE S.r.l.) ha ottenuto l’autorizzazione allo scarico delle AMPP (provenienti dal piazzale) in
pubblica fognatura nera previo trattamento con idoneo impianto di depurazione (Atto n° 15 del
02/05/2011 rilasciato da A.A.T.O. n° 1 Toscana Nord di cui alleghiamo copia).
Vedi il seguente allegato:
Allegato 4: Documentazione relativa all’autorizzazione allo scarico delle acque
SER.IND S.c.a r.l.
19
M.B. FER S.r.l.
1.11. EMISSIONI DI RUMORI
Le azioni connesse al ciclo lavorativo dell’azienda in esame comportano, senza dubbio, la formazione
di un potenziale impatto acustico derivante da sorgenti di rumore individuabili nei mezzi utilizzati per
la movimentazione dei rifiuti e delle MPS (autocarri, escavatore dotato di benna a ragno, etc.).
Si tratta di mezzi meccanici che pur essendo sottoposti a regolare e scrupolosa manutenzione sono
intrinsecamente caratterizzati da emissione di rumore durante il movimento.
Ai sensi del Piano di Zonizzazione Acustica approvato dal Comune di Carrara l’area in cui intende
insediarsi l’ MB FER risulta inserita in Classe VI (Aree esclusivamente industriali). In questo studio,
poiché l’impianto non è ancora operativo, possiamo effettuare una Valutazione Previsionale di Impatto
Acustico; sulla base delle fasi lavorative e tenendo conto delle attività limitrofe si può prevedere che
l’attività della MB FER non modificherà in maniera rilevante il clima acustico attualmente presente
nell’area in esame. La suddetta valutazione previsionale viene riportata in Allegato 5.
1.12. RISCHIO DI INCENDIO
La ditta che gestiva precedentemente l’impianto (APUANA AMBIENTE S.r.l.) è in possesso del Certificato
di Prevenzione Incendi rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Massa Carrara
relativamente alle attività individuate 16, 17, 20, 46, 55 del D.M. 16/02/1982, con scadenza
13/01/2014.
Quindi l’impianto risulta dotato di attrezzature antincendio fisse e mobili in numero adeguato e di
idonee caratteristiche di resistenza al fuoco.
In ogni caso, per compensare il rischio di incendio, sono previste le seguenti misure di prevenzione ed
intervento:
•
Il rifornimento carburante sui mezzi d’opera sarà effettuato mediante travaso da idoneo
contenitore (tanica omologata); l’acquisto del carburante sarà effettuato al momento della
necessità di effettuare il rifornimento evitando la messa a riserva dello stesso; il personale sarà
idoneamente formato sulle corrette procedure da adottare: il rifornimento carburante deve essere
eseguito all’aperto, a motore fermo e mantenendo nelle vicinanze un estintore a polvere, non fare
il pieno se il motore è ancora caldo, se si è sparso del carburante provvedere immediatamente
alla sua rimozione, dopo il rifornimento chiudere il tappo serbatoio ermeticamente per ridurre il
rischio che possa allentarsi per le vibrazioni del motore e far fuoriuscire del carburante; non
avviare il motore se fuoriesce del carburante.
•
L'accesso ai mezzi antincendio sarà mantenuto sgombro.
•
Saranno eseguiti regolari controlli mediante ditta autorizzata sugli impianti di estinzione fissi e
mobili.
•
Il personale sarà addestrato all’uso dei mezzi antincendio e saranno informati su come attuare le
misure di prevenzione incendi e conseguentemente sui comportamenti da tenere in caso
d’incendio.
•
Sarà
immediatamente
eliminato
ogni
sversamento
accidentale
di
liquidi
infiammabili
o
combustibili.
•
Le vie di esodo saranno sempre fruibili.
SER.IND S.c.a r.l.
20
M.B. FER S.r.l.
2. PARTE SECONDA: STUDIO AMBIENTALE PRELIMINARE
2.1. STUDIO AMBIENTALE PRELIMINARE
Il sito in argomento si trova all’interno dell’area “ex ITALIANA COKE” sita lungo Viale Zaccagna,
Comune di Carrara. Si tratta di un’area dove insiste da diversi anni un impianto di raccolta e
stoccaggio temporaneo rifiuti, gestito dalla Società “APUANA AMBIENTE S.r.l.”.
L’area è di 3500 m2 circa, dove è presente un capannone di ingombro pari a circa 1.000 mq e di un
piazzale circostante di ampiezza pari a 2500 mq.
2.1.1. Quadro delle autorizzazioni, dei vincoli e della pianificazione di settore
Il sito risulta avere le seguenti autorizzazioni:
•
Autorizzazione allo scarico delle AMPP (provenienti dal piazzale) in pubblica fognatura nera previo
trattamento con idoneo impianto di depurazione - Atto n° 15 del 02/05/2011 rilasciato da A.A.T.O. n°
1 Toscana Nord di cui alleghiamo copia (autorizzazione ottenuta dalla ditta che gestiva
precedentemente l’impianto, APUANA AMBIENTE S.r.l.);
•
Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Massa
Carrara relativamente alle attività individuate 16, 17, 20, 46, 55 del D.M. 16/02/1982, con scadenza
13/01/2014 (ottenuto dalla ditta che gestiva precedentemente l’impianto - APUANA AMBIENTE S.r.l.).
•
Certificazione ISO 9001:2008
•
Certificazione ISO 14001:2004
Dal punto di vista dei vincoli esistenti nell’area si ha:
- BONIFICHE: l’area in parola è inserita all’interno del perimetro del Sito di Bonifica di Interesse
Nazionale (SIN) di Massa e Carrara istituito con legge 426/98 e perimetrato con decreto del Ministero
dell’Ambiente 21 dicembre 1999; tuttavia, tutta l’area Ex Cokeria è stata oggetto di bonifica con
restituzione agli usi legittimi.
- GEOMORFOLOGIA E IDRAULICA: il sito non rientra nelle aree classificate a Pericolosità Idraulica
Elevata (PIE) o Molto Elevata (PIME) né in quelle a Pericolosità Geomorfologica Elevata (PGE) o Molto
Elevata (PGME) individuate sia nel vigente Piano di Assetto Idrogeologico dall’Autorità di Bacino
Toscana Nord né in quelle di cui alla cartografia di supporto al Piano Strutturale del Comune di
Carrara. L’area non rientra nelle aree sottoposte a Vincolo Idrogeologico ai sensi del Regio Decreto
3267/1923.
- AREE PROTETTE: il sito ricade al di fuori delle aree protette regionali di cui alla legge 349/1991 e alla
legge regionale 49/95. Ricade inoltre al di fuori delle aree sottoposte a Vincolo Paesaggistico di cui al
regio decreto 1497/1939.
- PIANIFICAZIONE DI SETTORE: a livello di pianificazione di Settore (Rifiuti) ai sensi della legge
regionale 25/98 e succ. mod. ed int. la Provincia di Massa Carrara si è dotata del solo Piano di
gestione dei Rifiuti urbani, approvato con deliberazione del consiglio provinciale n°36 del 29 settembre
2004. Poiché il Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti, previsto dalla L.R. 25/98, non è ancora
SER.IND S.c.a r.l.
21
M.B. FER S.r.l.
stato approvato dalle province che costituiscono l’A.ATO Toscana Costa (Livorno, Lucca, Massa Carrara
e Pisa), l’unico atto di pianificazione in materia di rifiuti speciali è il Piano Regionale (I stralcio rifiuti
urbani DCR 88/98; II stralcio rifiuti speciali DCR 385/99).
I criteri per la localizzazione degli impianti di rifiuti speciali sono gli stessi descritti al punto 5.1 della
DCR 88/98. Per quanto esposto finora:
- il sito non ricade in aree per le quali esistono fattori escludenti;
- il sito non ricade in aree per le quali esistono fattori penalizzanti;
- la viabilità e le infrastrutture presenti sono fattori preferenziali.
2.2. DESCRIZIONE DELL’AMBIENTE
2.2.1. Ambito territoriale di riferimento
Il sito in esame insiste in un area di proprietà privata posta lungo Viale Zaccagna, sul territorio del
Comune di Carrara, identificata al Foglio 99, Mappale 312 (ex 264) del Catasto del Comune di Carrara.
Fa parte, come sopra riferito, di un’area storicamente industriale e che in anni relativamente recenti
ha subito una riconversione da una destinazione prettamente industriale a una industriale/artigianale.
L’attività di recupero rifiuti si inserirà pertanto in un contesto fortemente antropizzato, industrializzato
e in corso di ulteriore industrializzazione. Il Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) della Provincia di
Massa Carrara non pone particolari vincoli di riferimento per la zona in esame.
Si può pertanto affermare che il contesto generale in cui si inserisce l’attività in esame è quello di
un’area a vocazione industriale, ampiamente consolidata.
2.2.2. Descrizione delle componenti ambientali
L’area su cui insisterà l’attività in esame, risulta storicamente a destinazione industriale/artigianale, è,
pertanto, caratterizzata da una trasformazione paesaggistica oramai consolidata. Tale trasformazione
operata da molti anni ha comportato l’allontanamento progressivo e definitivo di insediamenti civili,
che possono trovarsi in loco soltanto sotto forma di isolate abitazioni a latere dei principali
insediamenti. Tale trasformazione ha interessato anche gli aspetti faunistici e vegetazionali con
riduzione e annullamento di eventuali insediamenti sia posti in essere dall’uomo, quali allevamenti di
bestiame o aree destinate alla coltivazione, sia di tipo spontaneo, come punti di eventuale
nidificazione e macchie vegetazionali di tipo arbustivo o boschivo.
SER.IND S.c.a r.l.
22
M.B. FER S.r.l.
2.2.2.1 Uso del suolo
Per quanto riguarda l’uso del suolo è opportuno riferirsi alla più aggiornata cartografia disponibile,
quella eseguita di supporto alla pianificazione urbanistica del Comune di Carrara, che si riporta di
seguito sotto forma di stralcio.
MBFer
Dall’esame dello stralcio cartografico sopra riportato, risulta che il sito in argomento ricade all’interno
delle “Aree edificate a prevalente funzione industriale-artigianale”.
Non risulta che l’insediamento possa comportare trasformazioni sul patrimonio di tipo architettonico ed
archeologico e, comunque, attualmente non sono riscontrabili o segnalate emergenze di particolare
valore sotto questi punti di vista.
Ad oggi, pertanto, l’ambiente risulta dominato dalla componente industriale/artigianale in fase di pieno
sviluppo, con buoni potenzialità in termini di occupazionali.
SER.IND S.c.a r.l.
23
M.B. FER S.r.l.
2.2.2.2 Infrastrutture
L’area in argomento è servita da una buona viabilità esistente, costituita da viabilità minore interna
all’area “Ex Cokeria”, che si collega al Viale Zaccagna, ad una distanza di circa 3 km dal porto
commerciale di Marina di Carrara e di circa 5 km dal casello dell’autostrada A12.
L’area Ex Cokeria, all’interno della quale ricade il sito d’interesse, è servita da una rete di sottoservizi
necessari a garantire l’approvvigionamento elettrico ed idrico ed il recupero e lo smaltimento dei reflui
fognari e delle acque bianche.
2.2.2.3 Caratteristiche socio economiche e culturali
L’impianto della MBFer sarà inserito all’interno di un sito dove viene già esercitata da anni attività di
raccolta e stoccaggio temporaneo rifiuti, esercitata in passato dalla Soc. Apuana Sider e successivamente
da Apuana Ambiente. Queste ultime società, peraltro, effettuavano anche trattamento di diverse tipologie
di rifiuti pericolosi, attività che la Soc. MBFer limiterà a solo poche tipologie.
Società che hanno attività assimilabili a quella che andrà a condurre la MBFer sono, al momento,
localizzate per lo più nella cosiddetta Zona Industriale Apuana. Si tratta del CERMEC che effettua attività di
compostaggio e trattamento dei rifiuti urbani; di SERVIZI INDUSTRIA S.r.l., SIRMI S.r.l. e CAGES S.r.l.u.
che riciclano rifiuti speciali ed inerti; di ERREERRE S.p.A. che produce una sorta di combustibile utilizzando
rifiuti che il CERMEC non invia a discarica; di SYNDIAL che gestisce in AIA un impianto di trattamento
acque di falda; di FERMET S.r.l. e MASSA METALLI S.r.l. che recuperano rifiuti metallici; di ECODEM 2000
S.r.l. che effettua trattamento e recupero di veicoli fuori uso e delle Riciclerie di ASMIU e AMIA che
recuperano rifiuti urbani.
Si può, in ogni caso, affermare che, data la vocazione artigianale/industriale dell’area all’interno della
quale ricade il sito MBFer, il contesto generale è caratterizzato da attività che comportano tutta una
serie di inconvenienti tipici di un area industriale, come emissioni in atmosfera, passaggio frequente di
mezzi pesanti, etc.
2.2.2.4 Flora
La componente vegetazionale nell’area in argomento è modestissima, costituita da una piccola aiuola posta
perimetralmente al lotto.
2.2.2.5 Fauna
Nell’area in argomento non esistono specie animali tipiche. Le uniche specie di grossi vertebrati sono
animali infestanti quali ratti e sporadicamente gabbiani; nei fossi e nei canali, il più vicino dei quali al
sito d’interesse è il Torrente Carrione, posto a circa 600 metri verso Ovest, è accertata la presenza di
alcune specie di pesci ed anfibi, ma si tratta tuttavia di specie comuni che non sono sottoposte a tutela
e che, di fatto, vivono già in un ambiente degradato.
2.2.2.6 Contestualizzazione del sito
Allo stato attuale non sono rilevabili significativi insediamenti di tipo residenziale nei pressi dell’area in
esame ed in un significativo intorno della stessa, né sono segnalati usi territoriali differenti da quello
industriale, come, ad esempio, aree sensibili, residenziali, scuole o aree ricreative in genere. Sono
SER.IND S.c.a r.l.
24
M.B. FER S.r.l.
presenti soltanto alcuni fabbricati isolati ad uso civile abitazione, posti ai margini dell’area industriale
nel suo complesso.
Non sono altresì rilevabili, in tutta l’area in esame, siti o elementi importanti dal punto di vista
conservativo, paesaggistico, storico, culturale, archeologico ed agricolo. Gli unici siti storico-archeologici
degni di nota sono la Torre di Castruccio del secolo XIV, nel centro abitato di Avenza, a circa 0,8 Km di
distanza ed il sito Ad Tabernas Frigidas, stazione di posta di epoca romana tardo imperiale individuata nella
Tabula Peutingeriana, posta a 4,5 Km nel Comune di Massa presso la chiesetta di San Leonardo in sponda
destra del Fiume Frigido.
In particolare, si rimarca come proprio la vocazione artigianale/industriale dell’area sia, allo stato
attuale, l’unico elemento storico e socioeconomico degno di nota, visto il susseguirsi nel tempo, di
attività in questa porzione di territorio.
2.2.2.7 Geologia e Geomorfologia
Come sopra riferito, l’area in argomento è ubicata in località Avenza (Vedi Allegato 1); il punto
baricentrico del sito ha le seguenti coordinate nel sistema Gauss-Boaga: long. 1585412E e lat
4877038N.
L'area in esame è posta ad una quota di circa 3 metri sul livello del mare, in una zona con pendenza
lieve verso la linea di costa, da cui dista circa un 1,4 km.
La particolarità morfologica che contraddistingue la zona in esame, come del resto tutta la fascia costiera
apuana e versiliese, è la presenza di una serie di dune con andamento pseudo parallelo alla linea di costa;
tali dune, organizzate in cordoni, sono di modesto rilievo ed entità, eccezion fatta per il cordone principale,
che si attesta ad una distanza di circa 800 - 1000 metri dal mare, che ha un rilievo variabile fra 1 e 3
metri. Il tipo di morfologia sopra descritta, di origine prettamente eolica, ad oggi è quasi totalmente stata
modificata dal più o meno massiccio intervento antropico che ha portato, spianando i pur modesti rilievi e
colmando le lievi depressioni, ad una morfologia quasi totalmente pianeggiante.
L'area in esame ricade, come riportato nell’allegata cartografia, estratto ridisegnato dalla Carta Geologica
Regione Toscana elem. 249130, nella zona di caratterizzata dalla presenza dei Depositi eolici
prevalentemente sabbiosi (da).
(Vedi Allegato 6).
SER.IND S.c.a r.l.
25
M.B. FER S.r.l.
La stratigrafia dell’area all’interno della quale ricade il sito può essere descritta sulla base di dati
geognostici noti, quali quelli presenti nello studio “STUDIO IDROGEOLOGICO DEL BACINO REGIONALE
DELLA VERSILIA” a cura della Regione Toscana; in tale studio si può reperire la stratigrafia di tre
sondaggio posti nelle immediate vicinanze del sito in argomento (vedi figura seguente), i cui esiti, in
base alla situazione geologico-geomorfologica generale dell’area, possono essere ritenuti ampiamente
significativi per inquadrare il sito d’interesse.
sondaggi
MBFer
SER.IND S.c.a r.l.
26
M.B. FER S.r.l.
Le stratigrafie riportate nello studio citato sono quelle di cui alle figure seguenti:
SER.IND S.c.a r.l.
27
M.B. FER S.r.l.
2.2.2.8 Idrografia ed Idrogeologia
Sotto il profilo della permeabilità i depositi prevalentemente sabbiosi che caratterizzano l'area in
esame presentano la caratteristica permeabilità per porosità; tale tipo di permeabilità primaria è
legata alla presenza di vacuoli intercomunicanti fin dalla formazione del deposito stesso. Il grado di
permeabilità è connesso essenzialmente alla granulometria, alla sua variabilità ed al grado di
addensamento del deposito. Nel caso in esame sulla base di valutazioni eseguite durante l'esecuzione
di prove penetrometriche e di scavi in zone limitrofe, il deposito in studio risulta essere costituito da
sabbie e limi con una certa variabilità granulometrica e con modesto grado di addensamento. Pertanto
il valore della permeabilità può essere stimato come medio-buono.
In ogni caso la natura idrogeologica sopra descritta e l'andamento pianeggiante dei luoghi favorisce, in
occasione di piogge, l'infiltrazione di acque meteoriche, a discapito del deflusso superficiale; tali
acque, infiltrandosi, vanno ad alimentare la falda acquifera, che si attesta ad una profondità media di
circa 1,80 metri dal p.c. Vista la stratigrafia sopra riportata è evidente che tutti i terreni presenti, sia
quelli più superficiali sabbiso-limosi che quelli ghiaiosi profondi, formano un unico grande acquifero.
Da tale acquifero attingono i pozzi presenti in zona, la cui posizione è riportata nella figura
sottostante, estratta direttamente dal data base regionale disponibile sul web.
MBFer Come sopra accennato la falda acquifera si trova a profondità piuttosto modeste; a questo proposito si
veda la “Carta delle isopieze” riportata in Allegato 7. Dalla consultazione di tale elaborato è possibile
riscontrare come il livello della falda acquifera nei pressi del sito d’interesse oscilli tra valori di circa 0,80
metri slm nel periodo di magra, mentre si innalzi fino a circa 1,60 mt slm in periodi di “alto” della falda.
SER.IND S.c.a r.l.
28
M.B. FER S.r.l.
Il reticolo idrografico dell’area all’interno della quale ricade il sito d’interesse è dominato dalla
presenza del Torrente Carrione, posto ad una distanza di circa 600 metri verso Ovest.
Infine, sotto il profilo idraulico, l’area risulta affrancata da ogni rischio, così come risulta dalle
cartografie di riferimento della competente Autorità di Bacino Toscana Nord, che si riportano
di
seguito sotto forma di stralcio.
MBFer LEGENDA
SER.IND S.c.a r.l.
29
M.B. FER S.r.l.
2.2.2.9 Fattori climatici
L’area in esame, anche sotto il profilo climatico, ben si inquadra nell’ambito generale della zona
costiera apuana. Il settore in esame, aperto al Tirreno e protetto dalla catena delle Apuane, ha un
clima tipicamente marittimo-mediterraneo, con inverni relativamente miti ed estati calde; le
precipitazioni sono prevalentemente autunnali e primaverili.
L’andamento delle precipitazioni e delle temperature misurate negli ultimi dodici mesi (da marzo 2012
a febbraio 2013) alla Stazione di Avenza-Covetta (44°03'14''N I 10°02'46''E – altitudine m 18 slm), è
riassunto nei grafici che seguono, al fine di visualizzare le principali caratteristiche meteorologiche e gli
eventi critici verificatisi nell’area di studio.
Il clima è tipicamente mediterraneo grazie all'influenza del mare. Il mese più freddo è risultato
febbraio mentre quello più caldo agosto.
L'area considerata è generalmente caratterizzata da valori elevati di piovosità, in relazione alla sua
vicinanza al mare e alla morfologia, catene montuose disposte vicino e parallelamente alla costa. Le
SER.IND S.c.a r.l.
30
M.B. FER S.r.l.
precipitazioni relative al periodo considerato sommano 1652 mm con punta massima di 494.5 mm nel
mese di novembre 2012, caratterizzato da due eventi alluvionali importanti.
Per quanto riguarda i venti (vedi tabella seguente, riferita alla stazione di Avenza-Covetta), risulta che
la direzione prevalente sia Ovest-NordOvest ed il mese maggiormente ventoso è stato quello di
gennaio 2012.
DOM
YR MO
AVG. HI
DATE DIR
-------------------------------12 1
2.5 64.4
6
NW
12 2
2.4 38.6
1
N
12 3
2.3 32.2
6
NW
12 4
3.8 49.9
24
WSW
12 5
3.1 48.3
16
WSW
12 6
3.6 37.0
4
S
12 7
3.8 37.0
22
S
12 8
3.6 38.6
31
S
12 9
3.4 43.5
12
WNW
12 10
2.4 51.5
27
WNW
12 11
3.2 48.3
28
ESE
12 12
3.0 41.8
2
WNW
-------------------------------3.1 64.4 JAN WNW
2.3. ANALISI DEGLI IMPATTI
L’analisi degli impatti ambientali finalizzata all’identificazione dei potenziali impatti critici (ovvero di
maggiore rilevanza sulle risorse di qualità più elevata) realizzata per l’insediamento industriale in
esame, è stata condotta esclusivamente a riguardo delle fasi operative e manutentive dello stesso in
quanto, al momento attuale, non sono previsti interventi edilizi, in quanto è già presente, nel lotto, un
capannone perfettamente funzionale all’attività che si andrà ad insediare.
Nel seguito si illustreranno i possibili effetti e le possibili azioni negative o positive dei potenziali
impatti sull’ambiente, inteso sia dal punto di vista geologico, idrogeologico e geomorfologico sia
naturalistico (fauna e flora), che culturale (popolazione, patrimonio architettonico e archeologico), che
paesaggistico e socio-economico (assetto igienico-sanitario, assetto territoriale ed economico).
2.3.1. Individuazione dei potenziali impatti significativi
Sono stati individuati una serie di potenziali impatti significativi, suddivisi in aspetti ambientali diretti,
ovvero aspetti dove l’azienda ha il potere totale di gestione e di controllo, e aspetti ambientali indiretti,
ovvero dove l’azienda può non avere un controllo totale, ma parziale o esercita solo influenza.
Gli aspetti ambientali diretti possono essere essenzialmente ricondotti a:
o Uso di risorse naturali;
o Uso di fonti energetiche;
o Emissioni in atmosfera (rumore, polveri, gas di scarico, luce e calore, radiazioni);
o Emissioni nell’ambiente idrico (sversamenti, dilavamenti e perdite accidentali);
o Emissioni dirette al suolo (vibrazioni);
SER.IND S.c.a r.l.
31
M.B. FER S.r.l.
o Produzione di rifiuti;
o Impatto sul sistema economico-sociale e storico-culturale.
I primi due aspetti riguardano esclusivamente un eventuale impatto che l’azienda in esame può
esercitare sull’uso di risorse ambientali anche di tipo non rinnovabile e, pertanto, connesse con un
depauperamento dell’ambiente o con modificazioni morfologiche e geologiche rilevanti.
Successivamente sono stati individuati una serie di potenziali impatti che consistono proprio nella
produzione e nella propagazione diretta nell’ambiente circostante di una serie di emissioni che
possono essere determinanti nella modificazione della qualità ambientale pre-esistente o attuale.
Tali emissioni riguardano, principalmente, l’ambiente atmosferico con possibile rilascio di rumore, di
polveri, di gas nonché di luce, calore, radiazioni e l’ambiente suolo e sottosuolo, comprendente sia l’assetto
geologico-stratigrafico per la possibile emissione di vibrazioni, sia a livello della falda freatica, con
potenziale rilascio di inquinanti provenienti dall’azienda in maniera diretta o indiretta e in maniera
accidentale (es. sversamenti).
Connesse a un insediamento industriale si hanno, poi, una produzione di rifiuti di natura solida urbana
e sanitaria, che possono essere rappresentati da rifiuti urbani e speciali, reflui fognari, rifiuti
ingombranti,
nonché
una
possibile
serie
di
impatti
sull’assetto
socio-economico
dell’area
e
sull’eventuale patrimonio artistico-storico e culturale esistente.
Gli aspetti indiretti riguardano essenzialmente gli impatti determinati dalle attività connesse alla gestione
dell’azienda e più precisamente alla necessità di avere un trasporto dei rifiuti in entrata ed uscita.
Possiamo pertanto riassumere i seguenti potenziali aspetti indiretti come derivanti da:
o Trasportatori (emissione di rumore, gas di scarico, polveri, traffico veicolare);
o Fornitori (materiali di consumo).
In questo caso l’azienda riveste un ruolo indiretto nella produzione di potenziali aspetti o sorgenti di
impatto ambientale, in quanto delega a ditte esterne l’esecuzione di una serie di operazioni ausiliari
alla attività primaria, le quali possono essere fonte di impatto come, per esempio, per un aggravio del
traffico veicolare, per l’emissione di polveri e gas, per la produzione di rifiuti etc.
2.3.2. Stima e valutazione degli effetti dei potenziali impatti significativi
2.3.2.1 Uso di risorse naturali
La risorsa naturale utilizzata dall’azienda è esclusivamente di natura idrica, il cui approvvigionamento è
garantito dall’allaccio all’acquedotto comunale. Le acque saranno utilizzate per le pulizie degli uffici e per i
servizi igienici e docce, il ciclo lavorativo non prevede l’utilizzo di acqua. Le acque di scorrimento
superficiale che interessano il piazzale e le superfici dell’area in esame saranno raccolte da pozzetti e griglie
e da qui convogliate verso il sistema di trattamento prima di essere avviate alla pubblica fognatura.
In questo caso si evidenzia come l’azienda non impieghi assolutamente acqua proveniente dalla falda
sotterranea per emungimento e che, pertanto, possano essere esclusi del tutto gli aspetti negativi
correlati ad una possibile derivazione, quali depauperamento della risorsa idrica con depressione della
superficie piezometrica. Di più si aggiunge che l’assenza di emungimenti non causa effetti di richiamo
di acque eventualmente contaminate da siti vicini.
SER.IND S.c.a r.l.
32
M.B. FER S.r.l.
2.3.2.2 Uso di fonti energetiche
L’azienda utilizzerà prevalentemente, come fonti energetiche, l’energia elettrica e il gasolio da
autotrazione per i mezzi d’opera. L’energia elettrica sarà fornita da ENEL, mediante allaccio alla rete
pubblica con impianto elettrico dichiarato conforme; essa sarà utilizzata per il funzionamento di tutte
le attrezzature elettriche presenti e per l’illuminazione artificiale.
Da quanto esposto si evince come l’azienda in esame impieghi per lo svolgimento delle proprie attività
lavorative fonti energetiche che possono essere considerate a basso impatto per l’ambiente, in quanto
limitano l’emissione di gas inquinanti in atmosfera.
L’impiego del gasolio da autotrazione risulta una scelta obbligata, vista la tipologia dei mezzi necessari
al trasporto dei rifiuti in entrata ed uscita dall’impianto e dei mezzi d’opera che potranno essere
impiegati.
2.3.2.3 Emissioni
Le emissioni dell’azienda in esame sono riconducibili a quelle di tipo acustico (rumore), di tipo gassoso
e polverulento (scarichi da combustione, polveri), mentre non sono rilevabili possibili sorgenti di luce,
calore e radiazioni come sarà illustrato più avanti.
Da sottolineare che l’attività della MBFer non prevede la produzione di emissioni in atmosfera
riconducibili al D.Lgs 152/06, parte Quinta.
A) Emissioni gassose
A livello delle emissioni di tipo gassoso, le potenziali fonti di impatto sono rappresentate dai gas di
scarico dei motori dei mezzi in ingresso ed uscita dall’impianto (autocarri) alimentati a gasolio.
Per tali sorgenti, di tipo puntuale e mobili (mezzi di trasporto) alimentati a gasolio, la frammentazione
dei punti di emissione rende difficile o limita significativamente la possibilità di intervento.
A questi vanno aggiunte le emissioni dei mezzi di trasporto anche di ditte private che conferiscono in
azienda i rifiuti; la quantificazione totale risulta abbastanza variabile e stimabile mediamente in circa
60-70 viaggi giornalieri che saranno effettuati da piccoli mezzi come motocarri di piccola cilindarata
(Apecar e simili) in circa 2 viaggi/giorno dei mezzi della MBFer, costituiti da autocarri pesanti.
Gli interventi attuati per limitare le emissioni gassose consisteranno essenzialmente in una regolare
manutenzione degli automezzi (eseguita tramite ditte autorizzate), e nell’adozione di sistemi di scarico
conformi alle normative.
Dato il ridotto numero di mezzi operanti e la non contemporanea attività lavorativa degli stessi, data
la necessaria e continua manutenzione a cui periodicamente saranno sottoposti e considerato il
contesto artigianale/industriale quale quello in cui sarà inserita l’azienda in esame, si può ritenere
minimo l’impatto di tale emissione.
B) Emissioni di polveri
La tipologia del materiale trattato (rifiuti metallici, rottami ferrosi e non ferrosi) rende, inoltre,
improbabile la formazione di polverosità diffusa poichè verranno movimentati rifiuti di grande peso e
dimensioni (tali da richiedere trattamenti di adeguamento e riduzione volumetrica) certamente non
polverulenti.
SER.IND S.c.a r.l.
33
M.B. FER S.r.l.
Secondariamente può essere identificata una sorgente minore nel traffico veicolare dei mezzi pesanti e
nel possibile spolvero al loro passaggio; a questo proposito si deve far notare che le strade di accesso
al lotto MBFer sono completamente asfaltate, così come il piazzale in disponibilità alla ditta non
presenta possibilità di creazione di polveri in quanto è pavimentato con cemento. Sulla base di quanto
sopra si ritiene che sarà del tutto irrilevante il possibile spolvero generato dal transito dei mezzi.
In ogni caso, qualora detta problematica, a causa di fattori ad oggi non prevedibili, dovesse diventare
rilevante, sarà sufficiente adottare il semplice accorgimento della “bagnatura e pulizia del piazzale” per
minimizzare qualsiasi negativo effetto.
C) Emissioni di rumori
Le azioni connesse al ciclo lavorativo dell’azienda in esame comportano, senza dubbio, la formazione
di un potenziale impatto acustico derivante da sorgenti di rumore individuabili nei mezzi utilizzati per
la movimentazione dei rifiuti e delle MPS (autocarri, escavatore dotato di benna a ragno, etc.).
Si tratta di mezzi meccanici che pur essendo sottoposti a regolare e scrupolosa manutenzione sono
intrinsecamente caratterizzati da emissione di rumore durante il movimento.
Ai sensi del Piano di Zonizzazione Acustica approvato dal Comune di Carrara l’area dell’impianto MB
FER risulta inserita in Classe VI (Aree esclusivamente industriali). In questo studio, poiché l’impianto
non è ancora operativo, possiamo effettuare una Valutazione Previsionale di Impatto Acustico; sulla
base delle fasi lavorative e tenendo conto delle attività limitrofe si può prevedere che l’attività della
MB FER non modificherà in maniera rilevante il clima acustico attualmente presente nell’area in
esame. La suddetta valutazione previsionale viene riportata in Allegato 5.
D) Emissioni di luce, calore e radiazioni
L’azienda in esame non svolgerà attività industriali che possano dare luogo alla produzione e al
conseguente possibile rilascio in atmosfera di luce o di calore; tale evenienza riguarda condizioni accidentali
per le quali si assista all’incendio dei macchinari a seguito, ad esempio, di eventi imprevedibili quali fulmini
o gravi incidenti.
Per far fronte a questa possibile evenienza l’azienda adotterà dispositivi antincendio regolarmente
manutentati come da normativa vigente e consistenti in estintori portatili idoneamente distribuiti ed una
rete idranti. A questo si aggiunge la normale manutenzione dei mezzi meccanici che limita il rischio di
possibili incidenti.
Si aggiunge che, in caso di possibili incidenti, la caserma dei Vigili del Fuoco è localizzata lungo via Covetta,
quindi ad una distanza ed in una posizione tale da consentire un intervento rapido in caso di incendio.
Non sono rilevabili, sia all’interno dell’azienda sia nel proprio ciclo produttivo o ancora nel materiale
che la stessa sarà autorizzata a trattare, potenziali sorgenti di radiazioni di qualsiasi tipo che
potrebbero essere emesse nell’ambiente circostante.
E) Emissioni in ambiente idrico
Il ciclo lavorativo dell’azienda non produce acque reflue industriali e di conseguenza non prevede alcuna
reimmissione di acque nell’ambiente in quanto non viene utilizzata tale risorsa se non per gli scopi connessi
alla eventuale, sporadica bagnatura del piazzale per evitare lo spolvero. Altre acque reflue sono quelle
domestiche derivanti dai servizi igienici che saranno, comunque, convogliate nella fognatura pubblica.
SER.IND S.c.a r.l.
34
M.B. FER S.r.l.
Le uniche acque superficiali che potrebbero infiltrarsi e raggiungere la falda freatica sottostante i piazzali
dell’attività in esame, sono rappresentate dalle acque meteoriche; data la impermeabilità del fondo del
piazzale, di fatto, tale evenienza risulta del tutto remota.
Le infrastrutture dell’azienda comprendono, inoltre, un accurato sistema di raccolta delle acque meteoriche
e superficiali che convoglia le stesse verso un apposito impianto di depurazione acque di prima e seconda
pioggia da dilavamento meteorico del piazzale (vedi Allegato 4) già autorizzato (vedi paragrafo 1.10),
evitando la loro diretta infiltrazione nel terreno od in fognatura, ed un impianto idraulico che convoglia tutti
gli scarichi igienici nelle rete fognaria comunale.
Le perdite accidentali dei mezzi saranno trattate mediante l’impiego di appositi kit di materiale assorbente,
che sarà sempre disponibile in loco.
F) Interferenze con il regime idrologico-idraulico
Come sopra accennato tutta l’area ex-Cokeria è affrancata dal rischio idraulico, per cui non si prevede che
possa essere interessata da possibili fenomeni di esondazione né da fenomeni di ristagno.
Sulla base di quanto sopra si possono escludere interferenze con il regime idrologico-idraulico della zona
all’interno della quale ricade il sito d’interesse.
G) Interferenze con i fattori climatici
L’analisi dei possibili impatti derivanti dall’impianto in oggetto sui fattori climatici si può stimare attraverso
una duplice valutazione relativa agli aspetti microscopici e a quelli macroscopici.
Aspetti microscopici
Le modificazioni climatiche su scala locale (alterazioni del microclima) sono espresse in termini di
variazione delle condizioni di temperatura, umidità, nuvolosità, variazione del bilancio di evapotraspirazione
del suolo etc.
Data la tipologia dell’intervento, che non prevede l’attivazione di punti di emissione con caratteristiche tali
da provocare particolari rilasci nell’atmosfera (nessun contributo termico o immissione di umidità), si può
ragionevolmente ritenere che il progetto in argomento non comporti alterazioni microclimatiche in
corrispondenza dell’area di intervento.
Aspetti Macroscopici
Le modificazioni climatiche su scala globale sono determinati dalle emissioni di gas climalteranti (CO2,
CH4, N2O, CFC etc.) responsabili della variazione a livello planetario del clima e della mutazione degli
equilibri fisici di scambio termico del pianeta.
L’analisi delle possibili interazioni con i fattori climatici considerati su vasta scala evidenzia che l’impianto in
sé, eseguendo lavorazioni esclusivamente a freddo e di tipo meccanico, non produce emissioni gassose
relazionabili al fenomeno dell’effetto serra.
Le uniche tipologie di emissioni correlabili all’effetto serra sono quelle riconducibili al gas di scarico dei
mezzi in ingresso/uscita a/da impianto e delle macchine operatrici. In considerazione del loro numero
limitato, si ritiene del tutto trascurabile l’impatto generato in termini di incremento dell’effetto serra.
SER.IND S.c.a r.l.
35
M.B. FER S.r.l.
H) Emissioni dirette al suolo
Per emissioni dirette al suolo si deve intendere, in questo specifico caso, la possibile trasmissione di
vibrazioni indotte dall’uso di alcuni macchinari durante il ciclo lavorativo.
Le uniche vibrazioni che possono essere prodotte sono quelle indotte dal traffico veicolare ma, data
l’esiguità del percorso e del numero di transiti, si ritiene che esse saranno comunque molto ridotte
rispetto a quelle indotte giornalmente dal transito dei veicoli sul vicino Viale Zaccagna oppure lungo la
vicina Autostrada A12.
2.3.2.4 Produzione di rifiuti
La gestione dell’azienda in esame comporta una produzione di rifiuti provenienti dall’attività di ufficio,
ripartiti nei vari contenitori (carta e cartone, toner e cartucce stampanti, rifiuti indifferenziati, etc.).
I rifiuti provenienti dalla manutenzione dei mezzi d’opera (ragno, carrello elevatore, etc.), come, ad
esempio, pneumatici, batterie esauste, etc., saranno ritirati direttamente dalle ditte di assistenza
tecnica che interverranno sui macchinari.
Gli autocarri della ditta saranno manutentati presso officine autorizzate.
2.3.2.5 Impatto sul sistema economico-sociale e storico-culturale
Sulla base di quanto illustrato sopra, la MBFer si andrà ad inserire in un contesto ambientale
fortemente modificato dall’uomo da decenni, in una zona a forte vocazione industriale e artigianale, in
cui la destinazione di tipo residenziale è relgata a un ruolo del tutto minore e marginale. In particolare,
gli
insediamenti
residenziali
sono
costituiti
da
abitazioni
isolate
poste
ai
margini
dell’area
industriale/artigianale.
Dal punto di vista paesaggistico, pertanto, la MBFer si inserirà in un ambiente modellato, già da molti
anni, caratterizzato da numerosi insediamenti di natura artigianale/industriale.
Non sono note, allo stato attuale e relativamente all’insediamento in esame, emergenze di tipo
ambientale, architettonico, culturale, storico, archeologico tali da rendere incompatibile la permanenza
dell’attività industriale della MBFer.
La MBFer non interferirà con le aziende vicine e, quindi, sulle altre attività umane esistenti, per quanto
riguarda la possibile produzione di odori molesti, di onde elettromagnetiche o ionizzanti, mentre
saranno adottati tutti i necessari accorgimenti atti a ridurre sensibilmente l’emissione di rumori, così
come indicato nei paragrafi precedenti.
L’unico fattore degno di nota per quanto concerne il possibile impatto sul sistema sociale deriva dal
traffico veicolare in entrata ed uscita, necessario per il trasporto dei rifiuti.
Tale traffico indotto nell’area, può essere stimato intorno ai 60-70 viaggi giornalieri di mezzi leggeri
come motocarri di piccola cilindrata (Apecar e simili) e di circa 2 viaggi giornalieri di mezzi pesanti
della MBFer; a questi si aggiungono i mezzi privati delle maestranze per il raggiungimento del posto di
lavoro.
Vista la presenza di numerosi insediamenti industriali l’aggravio di traffico veicolare determinato
dall’attività della MBFer risulterà modesto ed in linea con altre attività antropiche circostanti. Si fa
presente, inoltre, che la soc MBFer si andrà ad insediare in un’area dove è già attiva da tempo
un’attività di raccolta e stoccaggio rifiuti anche pericolosi, per cui, con l’avvio dell’attività MBFer, data
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la tipologia di rifiuti trattati, non ci potrà essere che un miglioramento in termini di impatti sulle aree
circostanti.
Per quanto riguarda l’impatto sull’ambiente socio-economico, l’azienda contribuirà a garantire un
livello di occupazione per le maestranze impiegate, nonché garantirà un ritorno occupazionale per
quelle ditte e realtà imprenditoriali coinvolte anche indirettamente dalla stessa attività tra le quali si
segnalano le ditte di trasporto, quelle di manutenzione, etc.
2.4. ANALISI DELLE ALTERNATIVE
2.4.1. Alternative strategiche
La MBFer svolgerà, come sopra ampiamente riferito, un’attività di recupero inclusa la cernita, la
selezione, l’eventuale riduzione volumetrica (trattamento meccanico) e lo stoccaggio di rifiuti metallici
non pericolosi da conferire successivamente a Ditte specializzate (es. impianti metallurgici, acciaierie,
fonderie, etc.), la gestione di rifiuti non pericolosi (es. plastica, legno, imballaggi misti, etc.) da
sottoporre a cernita e riduzione volumetrica e di rifiuti pericolosi (es. batterie al piombo, amianto, etc.)
che saranno solo stoccati in attesa di essere avviati ad altri centri per il recupero e/o smaltimento.
La necessità di eseguire tali operazioni risulta sempre più di attuale e di crescente importanza sia sotto
il profilo ambientale che sociale, per cui è impossibile una valida alternativa strategica per un’attività
del genere; la MBFer si propone di portare avanti tale attività in un ottica di continuo miglioramento,
sia produttivo che ambientale, mediante una costante e periodica valutazione delle azioni esercitate
sul territorio, inteso nel senso più ampio del termine e l’adozione di opportuni accorgimenti atti a
limitare o eliminarne i possibili effetti negativi.
2.4.2. Alternative di localizzazione
L’assenza di aree critiche o sensibili attorno al sito in esame (aree sensibili, insediamenti residenziali,
etc.) e la prevalente destinazione d’uso industriale che caratterizza tutta l’area della Ex-Cokeria
all’interno della quale ricade il sito d’interesse, la localizzazione dell’Azienda in un tessuto composto da
imprese industriali e artigianali e in assenza di ulteriori potenzialità d’uso dello stesso ambiente (non
sono presenti peculiarità geomorfologico-geologiche o naturalistiche di sorta tali da poter prevedere
una conversione d’uso) evidenzia come la scelta del sito sia stata effettuata correttamente, per cui
non si prendono in considerazione possibili alternative di delocalizzazione.
2.4.3. Alternative di processo o strutturali
Il ciclo produttivo che sarà attuato dalla MBFer, così come sinteticamente descritto nei capitoli
precedenti, prevede una serie di fasi che devono essere eseguite mediante l’impiego di mezzi
meccanici e mediante l’intervento manuale diretto. Al momento non esistono alternative di processo
che permettano di operare diversamente sulla base della tipologia di rifiuti che viene trattata in
azienda.
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Obiettivo dell’azienda rimane, comunque, quello di garantire un parco macchine sempre efficiente e
all’avanguardia, di valutare periodicamente eventuali alternative possibili al processo o miglioramenti
strutturali che permettano di coniugare la produttività con una salvaguardia degli aspetti ambientali,
intesi anche come una riduzione dell’utilizzo, già oggi modesto, delle risorse naturali.
2.4.4. Alternativa zero
L’alternativa zero, ovvero la non realizzazione dell’impianto, non è praticabile per i seguenti motivi:
i dati forniti dall’Agenzia Regionale Recupero Risorse sulla produzione annua dei rifiuti nella Provincia
di Massa Carrara, così come nel resto della Toscana, indicano un continuo trend positivo. Non
realizzare l’impianto significherebbe ridurre la capacità di intercettare il flusso di rifiuti all’origine e
aumentare la quantità di rifiuti da avviare a corretto recupero e/o smaltimento. La presenza di un
impianto efficiente in più sul territorio significa anche scoraggiare azioni e comportamenti negativi
come l’abbandono indiscriminato del quale alcune strade della provincia di Massa Carrara sono un
pessimo esempio.
2.5. MISURE DI MITIGAZIONE
Le misure di mitigazione che l’attività in esame porrà in essere, sono di seguito riassunte in maniera
schematica.
Gli impatti negativi individuati nel presente studio riguardano essenzialmente le emissioni di rumore e
di eventuali sversamenti accidentali di carburanti ed oli.
Per quanto riguarda le prime due emissioni, l’adozione degli accorgimenti sopra indicati (es.
manutenzione mezzi) e la continua ricerca di sistemi e di soluzioni tecniche atte a limitare il più
possibile tali inconvenienti, porta al contenimento degli impatti negativi entro soglie tollerabili; si
ribadisce l’importanza di porre in essere tutti i necessari interventi di manutenzione dei mezzi
meccanici.
I possibili sversamenti al suolo di oli e carburanti provenienti dalla rottura dei mezzi possono essere
mitigati nel modo seguente:
- il piazzale è già dotato di idonea pavimentazione impermeabile, quindi la possibilità di percolazione
diretta
nel
terreno
è
alquanto
ridotta.
Inoltre,
come
riportato
precedentemente,
i
liquidi
accidentalmente sversati saranno avviati, tramite idonee pendenze del piazzale all’impianto di
depurazione prima di essere avviate alla fognatura comunale. In ogni caso, l’azienda eserciterà,
tramite i propri operatori, un pronto intervento consistente nel circoscrivere l’area interessata dallo
sversamento accidentale con idonei Kit assorbenti (es. cuscini, barriere cilindriche, tappetini, panni,
polveri assorbenti, etc.) e provvedendo all’immediata bonifica.
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2.6. MONITORAGGIO
Le misure di monitoraggio espletate dall’azienda in esame riguarderanno, essenzialmente, le acque del
piazzale e le emissioni sonore in ambiente lavorativo e in ambiente esterno.
Il controllo periodico delle acque di piazzale sarà eseguito facendo prelevare, da apposito laboratorio,
campioni di acqua ed eseguendo la ricerca e la concentrazione di analiti secondo quanto normato dal
D.Lgs. 152/06 parte III e dal Regolamento regionale 46/R del 2009.
Per quanto riguarda le valutazioni di clima acustico, e tenuto conto che ai sensi del Piano di
Zonizzazione Acustica approvato dal Comune di Carrara l’area in oggetto risulta inserita in Classe VI
(Aree esclusivamente industriali), si ritiene che gli effetti dell’attività della MBFer non saranno tali da
dover effettuare un monitoraggio periodico dei livelli di emissione acustica.
In ogni caso è prevista nella fase gestionale ed operativa una valutazione del rischio rumore cui sono
sottoposti i lavoratori ai sensi del D.Lgs 81/08.
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3. CONCLUSIONI
La presente relazione riguardante il PROGETTO PRELIMINARE DELL’OPERA e lo STUDIO PRELIMINARE
AMBIENTALE è stato redatta secondo le indicazioni contenute nel Decreto Legislativo 152/06 e s.m.i. e nella
Legge Regionale 12 febbraio 2010 n°10 e s.m.i.. Secondo quanto stabilito dalla L.R. all’art. 48, per questa
procedura di Verifica di assoggettabilità è stato predisposto un progetto preliminare dell’opera ed uno Studio
preliminare ambientale, per un impianto di gestione di rifiuti non pericolosi (prevalentemente metallici) e
rifiuti pericolosi da realizzare in località Avenza, Viale Zaccagna, area Ex-Cokeria, Comune di Carrara.
Il sito prescelto, per le sue caratteristiche urbanistiche, geografiche, geologiche, idrografiche, ambientali e
socio-economiche non presenta né fattori penalizzanti né fattori escludenti per la sua realizzazione, anzi la
presenza di infrastrutture viarie e l’inserimento in una zona a vocazione industriale/artigianale, costituiscono
fattori preferenziali. L’area all’interno della quale si insedierà la MBFer è una zona fortemente antropizzata,
priva di pregi ambientali, faunistici, botanici, paesaggistici ed archeologici.
L’attività di MBFer non produrrà impatti significativi sulla matrice suolo, né sulla matrice acqua, né sulla matrice
aria, questa ultima intesa nel complesso di emissioni di radiazione, sonore, odorigene e polverulente.
I possibili impatti sul suolo e sulle acque, individuati nello sversamento accidentale di liquidi (es. perdita
accidentale di oli e/o carburanti dai mezzi operanti nel piazzale), sono ridotti e mitigati dalle caratteristiche
costruttive e dei sottoservizi dell’impianto nonché dall’adozione di interventi di contenimento immediati e
dall’installazione di un impianto di trattamento delle AMPP e AMD dotato di scolmatore acque di prima
pioggia, bacino di accumulo acque di prima pioggia e bacino di separazione degli oli e delle benzine.
Le emissioni sonore saranno limitate dalla movimentazione dei mezzi di trasporto e d’opera, il cui
mantenimento in efficienza con revisioni periodiche contribuisce al mantenimento di un livello di emissioni
sonore entro i limiti previsti dalla normativa e dagli strumenti di pianificazione comunale.
Per quanto descritto nei paragrafi precedenti in merito alle caratteristiche del sito, dell’impianto e degli
impatti in relazione alla definizione di impatto ambientale della L.R n° 10/2010 e s.m.i., riportata in
premessa, nonché per le motivazioni sopra espresse, si conclude che il progetto per la realizzazione
dell’impianto di MBFer non avrà impatti ambientali significativi e, per quanto disposto dall’art. 49 della L.R n°
10/2010 e s.m.i., debba essere escluso dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
I Tecnici incaricati:
Dott. Geol. Emanuele Sirgiovanni
Ordine Geologi Toscana n° 654
Per. Ind. Carlo A. Turato
Collegio dei Periti Industriali, dei Periti Industriali Laureati
Massa Carrara n° 35
Legale Rappresentante
M.B. FER S.r.l. – Andrea Barotti
Data: 16 Aprile 2013
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ALLEGATI
¾ Allegato 1: Documentazione cartografica
- Ubicazione in scala 1:25.000 (Stralcio dalla cartografia I.G.M.)
- Stralcio aerofotogrammetrico in scala 1:2000 con indicata l'area in oggetto
- Immagine digitale con indicata l’area in oggetto
- Estratto di mappa in scala 1:2000
- Stralcio PRG Comune di Carrara con indicata l’area in oggetto
¾ Allegato 2: Documentazione attestante la disponibilità dell’area (copia Atto del Tribunale Civile
e Penale di Massa e Lettere di accordo tra le parti, copia contratto di Leasing)
¾ Allegato 3: Planimetria generale di progetto con suddivisione delle aree
¾ Allegato 4: Documentazione relativa all’autorizzazione allo scarico delle acque
¾ Allegato 5: Valutazione Previsionale di Impatto Acustico
¾ Allegato 6: Carta Geologica
¾ Allegato 7: Carte isofreatiche
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Allegato 5:
Valutazione Previsionale di Impatto Acustico
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M.B. FER S.r.l.
Allegato 6:
Carta Geologica
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M.B. FER S.r.l.
Allegato 7: Carte isofreatiche
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