mensile della cia del trentino CONTIENE I.p. Confederazione italiana agricoltori A proposito di cooperazione I giovani Il nuovo volto di Cavit e le belle ambizioni! ? I N N ’A T N A R A DI QU COLO? I R HAI MENO G A E Anno XXXIV - Numero 12/2015 R TO T E S L E N I LAVOR … ASSOCIATI AD AGIA TRENTINO!! Direttore Massimo Tomasi Direzione e Redazione Michele Zacchi Trento - Via Maccani, 199 Tel. 0461 1730452 - Fax 0461 422259 e-mail: [email protected] In Redazione: Francesca Eccher, Stefano Gasperi, Nicola Guella, Francesca Tonetti, Nadia Paronetto, Martina Tarasco, Simone Sandri Iscrizione n. 150 del Tribunale di Trento 30 ottobre 1970 A cura di AGRIVERDE CIA SRL - Trento - Via Maccani 199 Realizzazione grafica e stampa: Studio Bi Quattro - Trento Concessionaria esclusiva per la pubblicità AGRIVERDE CIA SRL Via Maccani, 199 38121 Trento 0461/1730452 [email protected] SOMMARIO 4 5 7 8 9 10 12 13 14 17 19 20 22 23 24 27 28 29 30 Nonostante tutto l’agricoltura continua a crederci “La cooperazione non è materia per nostalgici” Al lavoro su “cibo per la vita” Convivere si puòConcast, dopo le quote latte c’è solo la nostra eccellenza La sapienza dei contadini Non dobbiamo rincorrere le mode Corsi inverno 2015 I buoni numeri della cooperazione Quanto vale la cooperazione agricola italiana? Imposta provinciale di soggiorno Notizie dal Caa 2016 Notizie dal Caf La Confederazione News Italiana Agricoltori Truffe del Trentino, i suoi collaboratori Associazioni Giovani Imprenditori Agricoli e dipendenti Agricoltura sociale augurano ai propri Agrialp 2015 soci e ai propri lettori un sereno Natale e un Notizie dalla Fondazione Edmund Mach felice anno nuovo! Vendo&Compro Buon Natale e felice ! Le nostre sedi VAL D’ADIGE TRENTO - UFFICIO PROVINCIALE Via Maccani 199 Tel. 0461.420969 - 0461.421230 0461.1730440 Fax 0461.422259 Da lunedì a giovedì dalle 8.00 alle 12.45 e dalle 14.00 alle 17.30, il venerdì dalle 8.00 alle 13.00 E-mail: [email protected] ALDENO Mercoledì dalle 8.15 alle 10.00 c/o Studio Maistri - via Giacometti 9/2 Tel. 0461.842636 MEZZOLOMBARDO Via Degasperi 41/b c/o Studio Degasperi Martinelli giovedì dalle 8.30 alle 10.30 Tel. 0461.211451 Tel. 0463.422140 - Fax 0463.423205 Da lunedì a giovedì dalle 8.00 alle 12.15 e dalle 14.00 alle 18.00, il venerdì dalle 8.00 alle 12.15 E-mail: [email protected] VALSUGANA PERGINE VALSUGANA martedì 8.00-12.00 giovedì 8.00-12.00 Loc. Fratte n. 18/11 (Centro commerciale Ponte Regio) c/o Servizi Imprese (1° piano) tel. 331/1528886 e-mail [email protected] VERLA DI GIOVO Venerdì dalle 8.30 alle10.00 c/o Cassa Rurale di Giovo BORGO VALSUGANA Lunedì dalle 8.00 alle 12.45 e il pomeriggio su appuntamento Mercoledì dalle 8.00 alle 12.45 e il pomeriggio dalle 14.00 alle 17.30 Venerdì dalle 8.00 alle 13.00 via Gozzer, 6 Tel. 0461.757417 e-mail [email protected] VAL DI NON CLES - UFFICIO DI ZONA Via Dallafior 40 SANT’ORSOLA TERME Il 1° e il 3° martedì del mese dalle 8.00 alle 10.00 presso il Municipio FIEROZZO Il 1° e il 3° martedì del mese dalle 10:30 alle 12:30 presso il Municipio VALLAGARINA ROVERETO - NUOVO UFFICIO DI ZONA Da lunedì a giovedì dalle 8:00 alle 12:45 e dalle 14:00 alle 16:30 venerdì dalle 8:00 alle 13:00 piazza Achille Leoni 22/B (Follone) c/o Confesercenti (3° piano) Tel. 0464/424931 Fax 0464/400457 E-mail: [email protected] ALTO GARDA E GIUDICARIE ARCO martedì dalle 14.30 alle 16.00, via Galas, 13 TIONE lunedì e giovedì dalle 8:00 alle 12:45 e dalle 14:00 alle 17:00 (pomeriggio solo su appuntamento), mercoledì dalle 8:00 alle 12:45 via Roma, 53 Tel. 0465.765003 E-mail: [email protected] Tieniti aggiornato sugli adempimenti e le scadenze consultando il nostro sito internet www.cia.tn.it CIA Paolo Calovi c redo che ce lo possiamo dire senza giri di parole: il 2015 che sta per chiudersi ha messo in evidenza che la vita per le aziende agricole, di tutte le dimensioni, dalle piccolissime a quelle industriali, non è affatto tranquilla. Si cominciano, dunque, a sentire gli effetti di una concorrenza internazionale che “minaccia” anche le nostre produzioni e che è destinata ad essere sempre più presente nel nostro futuro. Ma è meglio iniziare queste considerazioni con una constatazione. Il Piano di Sviluppo Rurale ha portato in dote più risorse di quelle che ci aveva consegnato nel passato, ma dobbiamo prendere atto che è l’unica fonte di finanziamento dell’agricoltura trentina. Lo sappiamo bene perché il concetto viene ribadito in ogni occasione: non ci sono più le disponibilità finanziarie del passato. L’Europa, inoltre, ha imposto dei vincoli molto rigidi per l’uso di questi contributi. Solo aziende con determinate caratteristiche possono accedere ai fondi europei e le piccolissime aziende, vitali per il nostro sistema agricolo, sono praticamente tagliate fuori da ogni forma di sostegno I rendimenti della produzione agricola non sono in linea con le aspettative. E la situazione generale è resa difficile perché anche nel mondo della cooperazione (e Nonostante tutto l’agricoltura continua a crederci sappiamo bene che senza questa organizzazione non ci sarebbe l’agroindustria in Trentino) accanto a segnali innovativi importanti, permangono culture imprenditoriali più legate a difendere il campanile che lo sviluppo. Nonostante i segnali non siano esaltanti, gli agricoltori continuano ad investire qui, nel nostro territorio, credono ancora nel futuro del loro mestiere e vogliono arrivare a produzione di qualità sempre più alta. Nelle pagine di questo giornale il presidente di Euricse, Carlo Borzaga, ci dimostra quanto sia importante l’agroindustria per la cooperazione e per tutto il paese; peccato che a questa constatazione non sempre seguano fatti coerenti. La burocrazia diventa ogni giorno più pesante, rende il nostro operato difficile e qualcuno comincia seriamente a pensare di “mollare”, seppellito com’è da carte e da mille divieti di ogni tipo. Invece abbiamo bisogno di regole certe, di semplice interpretazione (senza dover consultare ogni volta un avvocato) e di sostegno. Siamo un settore vitale per la nostra provincia, il nostro lavoro regge indirettamente il comparto turistico (ve lo immaginate un 4 Trentino “abbandonato” dai suoi agricoltori? Provate immaginare campi e prati senza la cura dell’uomo e la risposta sarà molto facile) e contribuiamo a costruire quell’immagine positiva che tutti conosciamo. Crediamo, quindi, che il nostro comparto meriti un’attenzione ben superiore a quella che ci viene data perchè qui non mancano né la voglia di fare e neanche di rischiare. Noi, come Cia del Trentino, lo abbiamo dimostrato in maniera evidente proprio con la convezione che abbiamo sottoscritto con la Cassa Rurale di Trento e che è stata definita un buon esempio di collaborazione. Quindi, gli agricoltori ci credono, i sistema del credito ci crede, ora serve che anche l’ente pubblico lo faccia. Non ci riferiamo solo all’Assessorato all’agricoltura che sta cercando di fare la sua parte, ma anche alle altre istituzioni pubbliche: sanità, lavoro, fiscalità. Tutti possono, o forse è meglio dire devono, fare la loro parte. Questo è il momento di mostrare coraggio e lungimiranza, perché con il modesto incedere non si va molto lontano. E per finire gli auguri di Buon Natale e di Buon Anno a tutti voi Cooperazione “La cooperazione non è materia per nostalgici” Il presidente della Cooperazione, Giorgio Fracalossi, ci parla di ideali, agricoltura e Casse rurali Giorgio Fracalossi, presidente della Cooperazione di Michele Zacchi speculativa sono cresciute ovunque le disuguaglianze economiche e sociali. In Trentino, dove la cooperazione rappresenta una realtà importante, le disuguaglianze si sono manifestate in forma meno invasiva. Penso alla distribuzione della ricchezza, ad esempio: mentre a livello nazionale il 10% degli italiani possie- q uando ha parlato per la prima volta da presidente della Federazione, ha dedicato ampio spazio al valore economico e sociale della cooperazione. E allora: come può distinguersi il settore cooperativo all’interno di un modello capitalistico che ovunque è in difficoltà ma ancora molto aggressivo? Come può declinare il valore sociale, a partire dal Trentino? “Per rimanere cooperazione dobbiamo continuare a fare la cooperazione. I nostri valori delle origini non sono materia per nostalgici, sono attuali e devono continuare ad indirizzare la nostra azione e le nostre scelte. Siamo nel mercato, siamo parte integrante del sistema economico che si è affermato nella nostra parte di mondo, ma siamo e vogliamo essere diversi. Le nostre imprese devono avere attenzione per il bilancio, i conti devono quadrare, ma il nostro obiettivo era e rimane quello di fornire buoni servizi e buon lavoro, a beneficio di tutta la comunità. Ci distinguiamo dalle aziende profit che perseguono l’obiettivo di massimizzare i dividendi. Voglio insistere su questo: lo scopo del nostro modo di fare azienda non è trasformare le persone in consumatori e i consumatori in profitti. È quello di metterci al servizio della realtà che ci circonda, dei nostri territori in una logica di sviluppo inclusivo e non esclusivo. In questi anni di crisi e di finanza 5 Cooperazione de il 47% della ricchezza, da noi il 10% dei trentini detiene il 31% della ricchezza. Lo stesso ragionamento vale per la disoccupazione giovanile: su base nazionale è senza un lavoro il 42% dei giovani, in Trentino ci fermiamo al 27%. Dove la cooperazione è radicata la crisi si è rivelata meno aggressiva. Le cooperative che sono rimaste legate ad un altro concetto e ad un’altra pratica di economia, non separata dall’etica, hanno rappresentato un forte ammortizzatore della crisi.” Un tema forte è quello della sostenibilità dello sviluppo. Tanto più vero proprio nel comparto agroalimentare, così importante per la nostra provincia. Quali scelte dovrà fare la cooperazione per camminare lungo la strada della sostenibilità e della salubrità del prodotto? “Il tema della sostenibilità è diventato sempre più importante presso l’opinione pubblica e anche nell’agenda della politica. Ma per noi non è nuovo. La valorizzazione dell’ambiente montano, la tutela delle attività economiche in luoghi svantaggiati e in definitiva la conservazione della “vita” in montagna sono stati i presupposti per la nascita e lo sviluppo del sistema cooperativo. In Trentino siamo stati tra i primi ad applicare i disciplinari di lotta integrata, che ha garantito qualità e salubrità ai nostri prodotti, così come siamo stati all’avanguardia nel metodo della confusione sessuale o nella scelta radicale di rinunciare a materie prime OGM nel settore zootecnico. La domanda è: tutto questo è sufficiente? Probabilmente no, perché il diritto dei consumatori a mangiare prodotti salubri e degli agricoltori a lavorare in ambienti sani è sacro ed ha bisogno di continui interventi di garanzia. Però rifiuto l’idea che il mondo agricolo venga distinto tra pro e contro il biologico, intendendo i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Capisco anche che questo è un campo minato, tuttavia ritengo che ci sia bisogno di una alleanza più ampia e meno superficiale tra agricoltori e consumatori. Se l’interesse è comune, vanno valutate con attenzione, responsabilità e sensibilità tutte le opzioni possibili per arrivare al risultato. Biologico compreso, ma non solo. Credo che il processo di miglioramento della sostenibilità e l’incremento dell’ecocompatibilità siano il futuro. Si tratta, forse di accelerare il passo. Moltissimo è stato fatto sul fronte della tracciabilità, dei controlli di filiera, della trasparenza dei dati, della comunicazione. Molto c’è ancora da fare, perché non ci sono traguardi ma tappe. Ma non siamo certamente all’anno zero.” è partita da Trento, e lei ne è uno degli attori, una importante riorganizzazione del mondo della casse rurali (banche di credito cooperativo). Quale originale contributo possono dare allo sviluppo della provincia? “Le Casse Rurali trentine sono interessate da una vasto processo di riforma partito a livello europeo dalle istituzioni di vigilanza ed approdato anche sui tavoli istituzionali nazionali. Tanto che a breve è atteso un decreto governativo che ha visto in questi mesi un contributo costruttivo da parte del sistema cooperativo. Senza voler entrare nei dettagli di una riforma che comunque è ancora “in pectore”, occorre dire che il Trentino ha fornito al sistema nazionale, e quindi al Governo chiamato a normare la materia, un contributo originale per garantire protagonismo e centralità alle singole Rurali e Bcc. Come è noto, la riforma prevederà uno o più gruppi bancari (questa seconda ipotesi è la più accreditata) in grado di costruire una governance più coesa e di richiamare capitali esterni in mo- 6 do da garantire un adeguato livello di patrimonializzazione e “protezione” al sistema. Ma le singole Rurali e Bcc che vi aderiranno manterranno sempre una quota di maggioranza nel Gruppo, a cui saranno legate da un contratto di “coesione” e non di “dominio” come previsto in una prima versione. Inoltre, più saranno virtuose più godranno di maggiori “libertà” all’interno del Gruppo. Sono opzioni importanti che abbiamo voluto inserire nel progetto e che sono state accolte nel progetto nazionale. Cosa significa questo per il Trentino? Le nostre Casse, che anche durante la grande crisi hanno garantito l’erogazione di credito a famiglie e imprese pur in un contesto di prudenza e maggiore selettività, potranno godere di un “ombrello” più grande ed una protezione dai rischi più significativa rispetto all’attuale. Riteniamo che potranno continuare a garantire l’erogazione di credito e stare vicine alle proprie comunità con una “marcia in più” per i propri soci e clienti.” Assistenza legale Ricordiamo ai gentili lettori che la Confederazione Italiana Agricoltori mette gratuitamente a disposizione dei propri associati (in regola con il pagamento delle tessera associativa) un consulente legale secondo i seguenti orari e previo appuntamento: TRENTO - Via Maccani, 199 tutti i giovedì dalle 16.30 alle 18.00 Avv. Andrea Callegari CLES - Via Dallafior, 40 il primo lunedì del mese dalle 14.00 alle 15.30 - Avv. Piergiorgio Sandri il secondo giovedì del mese dalle 14.00 alle 15.30 - Avv. Lorenzo Widmann FEM AL LAVORO SU “CIBO PER LA VITA” Andrea Segrè, Presidente della Fondazione E. Mach, ci sintetizza le opportunità offerte da Human Technopole c he cosa è il progetto Human Technopole? Il progetto Human Technopole occuperà una parte degli spazi dell’Expo e sarà un centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita, un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata, dedicato all’alimentazione e a tutte le competenze che contribuiscono al benessere umano. Con “Italy 2040 Vision” si ambisce ad attrarre le migliori intelligenze del mondo in cinque aree di lavoro: tecnologie per il welfare, medicina di precisione, nanotecnologie verdi e gestione dei rifiuti, valorizzazione del patrimonio culturale italiano e tecnologie multidisciplinari per l’alimentazione. Proprio in quest’ultimo ambito, la Fondazione Mach, sulla scorta dell’esperienza maturata in un secolo e mezzo di storia, avrà un ruolo di primo piano nello sviluppo di un’agricoltura sostenibile e di alimenti più sicuri e sani. Assieme all’ente di San Michele all’Adige, a Rho lavoreranno l’Istituto italiano di tecnologia di Genova (IIT), che sarà anche il coordinatore del progetto, e l’Institute for international interchange di Torino Andrea Segrè, presidente della Fondazione Mach (ISI), per un totale di un migliaio tra scienziati, ricercatori e tecnici provenienti da tutto il mondo, oltre a 600 dottorati post laurea. Quale è il ruolo di Fem in questo progetto? FEM ha contribuito alla stesura del progetto di “Human Technopole, Italy 2040”, in particolare sulla componente food for life, il cibo per la vita. Secondo le indicazioni contenute nel progetto presentato al Governo, la Fondazione Mach costituirà, assieme all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), il Centro sul Cibo e la Nutrizione. Siamo stati coinvolti in questo progetto per merito della nostra elevata reputazione internazionale. Fra gli altri “titoli” la Fondazione Mach, infatti, è prima nell’area Chimica e nell’area Agricoltura nella classifica dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema Università e Ricerca). Abbiamo 44 abilitazioni alla docenza universitaria da parte del MIUR, ogni anno produciamo più di 200 pubblicazioni e, nel giro di cinque anni, abbiamo sequenziato sei genomi, tra i quali quello della vite, della mela e della Drosophila suzukii. 7 Quali sviluppi permette a FEM? Gli aspetti operativi di Human Technopole saranno approfonditi nel progetto esecutivo, in corso di elaborazione. Lo spirito di questo Centro congiunto tra IIT e FEM, sfruttando gli approcci biologici e biotecnologici più all’avanguardia, è quello di affrontare i temi della produzione agricola sostenibile e di alimenti più sani e sicuri in una società in evoluzione. L’obiettivo è quello di svelare la ricchezza della biodiversità e di lavorare per lo sviluppo di nuove varietà vegetali, necessarie per affrontare le sfide del nuovo Millennio, compresa l’occupazione di nuovi territori terrestri. Visto che lo sviluppo di nuovi sistemi agricoli sostenibili avrà bisogno di maggiori input tecnologici, all’interno del Centro le innovazioni biotecnologiche verranno fatte interagire con le più avanzate tecnologie di monitoraggio ambientale e di raccolta dati, con la robotica e l’analisi di big data. Questi approcci multifunzionali permetteranno la piena integrazione dell’agro-biotecnologia di precisione con la diminuzione degli input chimici, assicurando una produzione di cibo che sia effettivamente sostenibile. Un’alimentazione più sicura e più “smart”, inoltre, richiede lo sviluppo di tecnologie diagnostiche più affidabili per la tracciabilità, per la valutazione nutrizionale e organolettica, oltre all’adozione di nuovi materiali e nano-tecnologie per innovare la conservazione e il packaging. Ci guardano “E così come nella vita privata si fa distinzione fra ciò che un uomo pensa e dice di sé e ciò che egli è e fa in realtà, tanto più nelle lotte della storia si deve fare distinzione tra le pretese delle organizzazioni e il loro organismo reale, tra ciò che immaginano di essere e ciò che in realtà sono.” Siamo partiti da questa interessante riflessione di un filosofo dell’800 per coinvolgere nelle discussione sul mondo agricolo quelli che lo guardano dall’esterno (anche in modo professionale) e che quindi sono meno coinvolti da una quotidianità che spesso fa vedere gli alberi ma rischia di impedire la visione della foresta Convivere si può Agricoltura e mondo urbano: il punto di vista del presidente delle Autonomie Locali, Paride Gianmoena l a relazione fra il mondo contadini e quello urbano non è mai semplice e le forme di convivenza sono ancora oggetto di definizione, sapendo bene che vanno costruite su regole certe e con uno spirito positivo, che punta a cercare e trovare una mediazione fra le diverse esigenze. Abbiamo quindi posto alcune domande a Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle Autonomie Locali del Trentino Che idea si sono fatti gli enti locali dell’agricoltura trentina? “Più che di “idea”, parlerei di rilevanza delle attività agricole rispetto allo sviluppo delle nostre comunità locali e dunque dei nostri comuni, sviluppo che si esprime nella produzione di prodotti tipici e nell’attrattività turistica del territorio, nella coltivazione dei pascoli e nella tutela del paesaggio, nell’incentivo allo sviluppo imprenditoriale dei giovani e nella tutela della salute e dell’ambiente. L’agricoltura permea la vita dei comuni, perlomeno quelli trentini, che per conformazione territoriale sono dislocati in aree di territorio aperto, spesso scarsamente urbanizzato, e sono proprietari di km di pascoli e boschi.” Quali sono gli elementi che voi potete mettere in campo a supporto di un settore che crea un‘importante ricchezza per il Trentino? “Il settore agricolo ha molteplici ripercussioni a livello comunale: è elemento cardine dello sviluppo economico della comunità, direttamente perché occasione di impiego, di produzione locale di prodotti tipici ( vino, olio, latticini, carni) che si contraddistinguono per pregio e qualità, e indirettamente quale volano turistico. Innegabile l’importanza di alcune produzioni, penso all’olio del Garda, alla farina di Storo, ai formaggi tipici , dal puzzone di Moena al grana trentino, ai vini nostrani, alle mele che sono diventati sinonimo delle località che li producono e meta ambita dal turismo. Per il mondo dei comuni, però, agricoltura non significa solo coltivazione (intensiva e non) che, si sa, in Trentino si può ritrovare principalmente nel settore frutticolo - mele e piccoli frutti - ma anche nella viticoltura, vuol dire anche zootecnia che oltre all’allevamento in stalla, vanta un diffuso pascolo in alpeggio di montagna. È tradizionale la transumanza che caratterizza ogni anno la vita di alcuni nostri comuni. Ed incardinata sui comuni anche la gestione delle malghe e del patrimonio pascolivo: tema caro, ad esempio, è quello della assegnazione dei contributi per lo sfalcio delle aree incolte previsto per il recupero dei versanti con notevoli ripercussioni sul paesaggio. Attraverso gli strumenti di pianificazione i Comuni per esempio 8 Paride Gianmoena, presidente Autonomie Locali incentivano la realizzazione di nuove o la ristrutturazione di strutture strumentali al settore.” Come tenere in equilibrio le esigenze dei cittadini e la necessità di poter operare degli operatori agricoli? È possibile ipotizzare momenti di confronto con le amministrazioni? “Certamente l’agorà pubblica è il luogo indicato per ascoltare e confrontarsi con i nostri cittadini, per condividere le politiche di sviluppo e di tutela maggiormente sentiti. Partendo da questo certezza i Comuni stanno costruendo nuovi strumenti partecipativi disciplinati direttamente negli statuti dell’ente territoriale consapevoli che il confronto aiuta a costruire i modelli migliori. Il ruolo del sindaco è spesso quello di trovare un equilibrio tra diverse esigenze, quelle della coltivazione e della salute pubblica, ad esempio. Abbiamo trattato recentemente in Consiglio delle autonomie locali la delicata questione dell’uso dei fitosanitari in agricoltura e in quella sede è emerso come, le due diverse esigenze siano comunque conciliabili nel momento in cui si intraprende la strada dell’analisi seria ed equilibrata delle questioni.” Ci guardano La sapienza dei contadini di Nereo Pederzolli l a terra è bassa. Anche per quanti hanno deciso di scrivere di agroalimentare. Spesso dimentichiamo come sia difficile fare (bene) il contadino. Ecco allora che informare sull’andamento del mondo rurale, tra del Dolomiti, diventa momento di condivisione oltre che di riflessione. Recuperare insegnamenti sopiti, custoditi nella nostra personale memoria, per consegnare ad altri - radio o telespettatori - una sequenza sensoriale che valorizzi la fatica di quanti coltivano la terra e nel contempo stimolare la curiosità. Senza confondere ruoli e situazioni. Troppo volte il comparto agroalimentare locale è stato abbinato alla spettacolarità, alle cosiddette eccellenze. Senza distinzione tra i “saper fare e il modo di far sapere”. Perchè un conto è presentare (ad esempio) un formaggio di montagna limitandosi alla sua identità esteriore; altra cosa è far capire quanto ruota attorno alla zootecnia alpina, all’abbandono dei pascoli, allo spopolamento dei paesi in quota. Troppe volte si mira ad una presentazione coreografica, funzionale all’aspetto esteriore, più spettacolo e meno ...sostanza. Estetica a scapito dell’etica. Manca il rispetto, verso i produttori e spesso anche per i consumatori. Con il cibo ostentato e assurto a simbolo di ogni pratica agricola. Stiamo assistendo ad una sorta di ‘pornografia gastronomica’, il food che invade schermi televisivi e appuntamenti disparati, come se tutti fossero alle prese con fame atavica e bramosie gustative. Stravolgendo il rapporto con il cibo e dunque pure con quanti producono i nostri alimenti. La recente demonizzazione delle carni rosse dimostra la fragilità di questi rapporti. Per una riflessione di fondo su quello che mangiamo. La sfida futura sarà proprio quella della diversificazione nei confronti del cibo. Su come possiamo rapportarci con l’alimentazione stessa. Un problema eminentemente culturale, che parte da ciascuno di noi e da quello che mangiamo in casa, da come siamo influenzati nella scelta e nella percezione dei modi e tempi della produzione agroalimentare. Prodotti nostrani che vengono stravolti nella loro semplice identità per mere performances scenografiche, il pantagruelico ad (ab)uso mediatico. Dimenticando l’educazione sensoriale, il recupero dei saperi in sintonia con i sapori. Ovvero: educare, per non soccombere a Masterchef... L’agricoltura deve diventare un valore della quotidianità, deve entrare nello stile di vita stesso. Dal punto di vista alimentare, ma anche e specialmente da quello ambientale, salvaguardando pratiche di ecosostenibilità . Educare al cibo per insegnare a riconoscere la qualità e dunque investire sul gusto per rispettare l’habitat. Il Trentino, però, non ha ancora attuato intuizioni e suggerimenti suggeriti da diversi operatori dell’agroalimentare e di quanti concepiscono la piacevolezza come bene collettivo, da porre al servizio del pubblico, del consumatore anche meno attento. Per paradosso possiamo affermare che, di fatto, la crisi sta generando un processo creativo, una rete d’ opportunità che, al di là della drammaticità di specifiche situazioni, favorisce il ritorno a valori profondi, a pratiche di produzione e di consumo diverse, alla ricerca di nuove ritualità che accrescano un clima di lealtà e di rispetto nel rapporto con le persone. La ricerca di comportamenti virtuosi, più critici, ma non di rinuncia, porta alla 9 Nereo Pederzolli, é nato e risiede a Stravino, sulle colline vitate della Valle dei Laghi, tra il Garda e le Dolomiti di Brenta. Fotografo, filmaker, (Vincitore Festival Oenovideo 2012 con Archèvitis) giornalista radio televisivo, inviato speciale della Rai, da oltre trent’anni appassionato enogastronomo, impegnato nella difesa delle genuine tradizioni agroalimentari, non solo del Trentino. Tra i soci fondatori di Slow Food, ha pubblicato numerose guide gastronomiche, edizioni di critica enologica (Gambero Rosso) ricettari di cucina popolare, sul piacere e la cultura del cibo. ri-scoperta di pratiche basate sulla capacità di utilizzare conoscenze e buon senso nel rapporto con le materie prime, con l’ambiente, con la natura. C’è una forte domanda di riscoperta del saper fare, o, meglio ancora, del sapere, della cultura, della manualità, per fare meglio, per generare responsabilizzazione. Possibilmente, imparando contemporaneamente a progettare, e, perché no, ad eseguire, a realizzare le proprie idee. È questa una fase di forte implicazione strategica, capace di modificare i vecchi paradigmi, in cui il nuovo consumatore diviene dinamicamente consum-attore, trasformandosi nel tempo in co-protagonista della filiera, per giungere ad essere co-produttore e/o consum-autore. Incentivare la cultura del concetto di ‘territorio’ - termine abusato - e pure di ‘eccellenzè... Il territorio deve essere inteso come geografia emozionale, narrazione di un’immagine, di una visione che ai prodotti della terra conferiscono una sorta di ‘anima’ e spiccata personalità . Sfruttando l’evoluzione della scienza agronomica - la Fondazione Mach - senza mai dimenticare la sapienza dei contadini. Cooperazione Non dobbiamo rincorrere le mode Alcune domande al neopresidente di Cavit, Bruno Lutterotti l a presidenza Cavit è un punto di osservazione rivilegiato per valutare la situazione del comparto agroindustriale Trentino. A suo avviso come si caratterizza? “Ad oggi possiamo dire che i principali poli produttivi vitivinicoli trentini sono ben strutturati dal punto di vista tecnologico e finanziario, ciò è dovuto all’ottimo lavoro svolto nell’ultimo ventennio da dirigenti e amministratori. Oggi le aziende agroindustriali trentine giocano una partita commerciale strategicamente fondamentale sui mercati internazionali e garantiscono redditoalleaziendeagricoleassociate.” Negli ultimi mesi c’è stata una forte accelerazionedeldibattitosultema della agricoltura biologica e dei prodotti biologici. Come va inquadrato, a suo avviso, questo problema? “Il biologico più che un problema è una opportunità, a condizione che lo si approcci con razionalità e professionalità. È un segmento di mercato complementare al convenzionale ed è un’interessante business per chi lo sa gestire. Non è un segreto che i dati di rilevamento dei mercati indichino un costante trend di crescita del segmento bio. Fondamentale a mio avviso per il sistema produttivo Trentino non porre in competizione i due modelli di coltivazione in quanto non tutto il territorio si presta alla produzione bio. Nello specifico in viticoltura, è interessante notare che dalle tecniche di coltivazione bio possiamo trarre preziose nozioni agronomiche utili anche nella viticoltura convenzionale a tutto vantaggio dell’impatto ambientale. Fondamentale è continuare a implementare lo studio e la sperimenta- zione per affinare la tecnica e rendere disponibili nuove soluzioni alle criticità che la coltivazione della vite normalmente ha. Penso che Fondazione Mach possa giocare una partita di tutto rilievo in questa branca di ricerca.” La cooperazione è determinante per l’agroindustria trentina: quale ruolo deve avere in futuro? Quali novità può stimolare? “La cooperazione è l’agroindustria nel Trentino, del resto i numeri parlano chiaro in quanto il 90% della produzione passa da questa filiera. Questo fattore può essere un vantaggio ma anche un limite. Il modello cooperativo ha svolto per tantissimo tempo un prezioso compito mantenendo vivo un tessuto produttivo capillare sul territorio formato da migliaia di piccole aziende agricole garantendo un dignitoso reddito agli agricoltori, tuttavia penso che alla luce di uno scenario macroeconoomico e sociale profondamente mutato nell’ultimo decennio, si profila l’ineluttabile necessità di una costante evoluzione del sistema produttivo e dell’offerta dei prodotti che devono incontrare il gusto dei consumatori, pena la perdita della capacità di competere sui mercati. Per le aziende vitivinicole Trentine questa sfida è, se vogliamo, ancora più ardua perché non possiamo rincorrere mode che svilirebbero i nostri prodotti allo stato di commodities, ma invece dobbiamo fare un grande sforzo di innovazione di prodotto pur rappresentando le nostre peculiarità territoriali. Sembra un paradosso ma sono convinto che sia la chiave di volta per vincere la sfida della globalizzazione non solo dei mercati ma soprattutto dei prodotti.” 10 Bruno Lutterotti, neopresidente di Cavit Territorio e turismo sono figli delle scelte dell’agricoltura: come si costruisce un equilibrio virtuoso? “L’agricoltura modella il territorio, il turismo lo vive da dentro. Questo concetto rende chiaro il legame fra i due comparti economici. In Trentino, dove il territorio è relativamente scarso e dove l’attività agricola si svolge nelle vallate che sono contemporaneamente densamente urbanizzate e frequentate da notevoli flussi turistici, l’equilibrio fra le varie legittime esigenze operative a volte risulta estremamente instabile. Io penso che la soluzione di queste criticità debba passare da uno sforzo di buona volontà da parte di tutte le componenti sociali coinvolte ovvero istituzioni, produttori e cittadinanza. Per parte nostra è fondamentale mettere in atto tutto quanto la scienza e la tecnologia offrono per migliorare gli standard di salubrità dei prodotti e dell’ambiente. Già oggi i vari comparti agricoli produttivi sono ad un ottimo livello, si tratta di proseguire nel costante miglioramento. Questo percorso virtuoso porta come conseguenza un giusto equilibrio territoriale che potenzialmente genera le condizioni per sviluppare sempre più una cultura dell’ospitalità soprattutto rurale creando interessanti opportunità di reddito per le aziende agricole. Questo equilibrio necessità di continua innovazione e formazione degli imprenditori. Idealmente dovremmo poter veicolare oltre i confini provinciali un’immagine del territorio Trentino positiva che si basa su ottimi prodotti, gustosi, ottenuti con buone pratiche di coltivazione, rispettose dell’ambiente e delle persone che lo vivono per nascita o per turismo.” Formazione Corsi INVERNO 2015/2016 SUL SITO DI CIA WWW.CIA.TN.IT SONO DISPONIBILI IL MODULO DI ISCRIZIONE E IL CATALOGO COMPLETO CON I DETTAGLI E IL CALENDARIO DI OGNI CORSO SUL SITO DI CIA WWW.CIA.TN.IT SONO DISPONIBILI IL MODULO DI ISCRIZIONE E IL CATALOGO COMPLETO PER INFORMAZIONI: CON I DETTAGLI E IL CALENDARIO DI OGNI AGRIVERDE� �CIA srl | via E. Maccani 199, 38121CORSO Trento AGRIVERDE tel. 0461/1730452 | fax. 0461/522269 [email protected] | www.cia.tn.it PER INFORMAZIONI: AGRIVERDE� AGRIVERDE�CIA srl | via E. Maccani 199, 38121 Trento tel. 0461/1730452 | fax. 0461/522269 [email protected] | www.cia.tn.it PER INFORMAZIONI: AGRIVERDE� AGRIVERDE�CIA srl | via E. Maccani 199, 38121 Trento tel. 0461/1730452 | fax. 0461/522269 [email protected] | www.cia.tn.it SUL SITO DI CIA WWW.CIA.TN.IT SONO DISPONIBILI IL MODULO DI ISCRIZIONE E IL CATALOGO COMPLETO CON I DETTAGLI E IL CALENDARIO DI OGNI CORSO PER INFORMAZIONI: AGRIVERDE� AGRIVERDE�CIA srl | via E. Maccani 199, 38121 Trento tel. 0461/1730452 | fax. 0461/522269 [email protected] | www.cia.tn.it SUL SITO DI CIA WWW.CIA.TN.IT SONO DISPONIBILI IL MODULO DI ISCRIZIONE E IL CATALOGO COMPLETO CON I DETTAGLI E IL CALENDARIO DI OGNI CORSO 12 Cooperazione I buoni numeri della cooperazione Il comparto è in crescita e durante la crisi ha continuato a creare posti di lavoro. Una chiacchierata con Carlo Borzaga, presidente di Euricse di Michele Zacchi Carlo Borzaga è il presidente di Euricse, il centro studi sull’economia cooperativa e in questi mesi gira l’Italia per presentare il suo rapporto che copre un arco di tempo che va dal 2008 al 2013 e che fornisce interessanti sorprese per quel che riguarda il settore cooperativo. Oltre ad una breve intervista pubblichiamo in queste pagine una riflessione di Eddi Fontanari riguardanti il comparto agricolo. Perché possiamo parlare di salto di qualità del settore cooperativo. “Prima di tutto per la dimensione del fenomeno, che sta diventando davvero rilevante: vengono stimati 135 miliardi di Euro di fatturato complessivo, 1200.000 addetti più i produttori non dipendenti che sono tutelati dalla forma cooperativa, e il fatto che durante la crisi la cooperazione ha manifestato una dinamicità anticiclica superiore a quella delle imprese private. E possiamo ricordare altri numeri. Dal punto di vista della produzione, c’è un incremento del 25%, nettamente superiore a quello delle spa (+ 0,70), vediamo un andamento più dinamico nelle altre voci di bilancio, ma soprattutto, dagli elementi in nostro possesso, emerge il fatto che i dati occupazionali sono ancora più significativi. L’Italia ha perso un milione di posti di lavoro complessivi (500.000 posti di lavoro dipendente del settore privato), le coop hanno aumentato gli addetti di 100.000 persone. Di questi 50.000 vengono dal sociale. Un altro elemento di grande importanza è quelle delle imposte (e così replichiamo a chi continua a sostenere che le coop pagano meno tasse). Se abbandoniamo il concetto di tassa così com’è e passiamo al concetto di pressione fiscale, cioè quello che definisce il flusso di denaro che va dalle imprese alla pubblica amministrazione (Ires, Irap, oneri sociali, tasse sul lavoro) in questo caso la pressione fiscale sulle cooperative è sempre stata, dal 2008 al 2013, superiore a quello delle spa di quasi un punto sul valore della produzione, e nel tempo è leggermente aumentata. Questo ha fatto sì che le coop (cresciute più delle spa grazie ai nuovi assunti, con conseguente aumento del costo del lavoro), nel corso degli anni della crisi abbiano pagato 5 miliardi e mezzo di Euro in più di quel che avrebbero pagato se la situazione del 2008 fosse rimasta invariata. Le spa, con lo stesso tipo di calcolo, hanno pagato 15 miliardi di Euro in meno (il valore di una manovra finanziaria di un governo).” Quali i settori di possibile espansione, agricolo, commercio, banche, servizi. “Intanto diciamo che l’agricolo è un settore che sta andando meglio di altri ed è tornato ad essere abbastanza dinamico, sia in termini di produzione che occupazionale. 13 Cooperazione Senza dimenticare che per l’agricoltura (specialmente in Trentino) non ci sarebbe stato un futuro senza la cooperazione. Il commercio andrà bene, in particolare il Conad, è prevedibile una profonda ristrutturazione della cooperazione di consumo, ma forse l’uscita dall’Italia di alcune grandi multinazionali straniere apre margini di crescita. La situazione dell’edilizia è purtroppo nota e le banche sono in evoluzione. Poi abbiamo il comparto dei servizi, dove prima di tutto bisogna fare un lavoro di chiarimento interno, sia sul versante della tutela dei lavoratori che nella gestione stessa. Il campo del sociale non va più inteso come quello classicamente socio assistenziale, dove ci sono difficoltà a crescere; la spesa pubblica non diminuirà, ma crescerà di assai poco. Io da tempo sostengo che si è chiuso un ciclo indipendentemente dalla crisi, perché il settore si era orientato su servizi non espandibili all’infinito (i portatori di handicap non crescono, per fortuna). Si apre, a mio avviso, il grande fronte della cooperazione di servizi alla comunità, soprattutto servizi non più sociali in senso stretto, servizi che conservano una componente sociale ma che vanno oltre (un esempio è il settore sportivo). I fondi strutturali regionali non sembrano guardare con attenzione questo nuovo ambito, anche se ci par di capire che le azioni di lobby cercano di indirizzare queste risorse verso soggetti non cooperativi.” Quanto vale la cooperazione agricola italiana? di Eddi Fontanari1 e Carlo Borzaga2 Introduzione 1. Euricse; University of Missouri. 2. Università degli Studi di Trento, Euricse. Negli ultimi anni l’agricoltura è ritornata al centro dell’interesse dei cittadini, dei dibattici pubblici e delle agende politiche, a seguito innanzitutto di una accresciuta consapevolezza della rilevanza che il settore occupa nella vita delle persone, sia nel garantire a tutti la stessa possibilità di vivere – e sono ancora molti i milioni di persone che non hanno accesso al cibo – che nel favorire una vita sana. In Italia, in particolare, l’interesse per il settore è venuto crescendo anche a seguito della constatazione della sua funzione anticiclica, dovuta soprattutto alla capacità dei prodotti agricoli italiani di conquistare l’apprezzamento dei mercati esteri e di rappresentare un parte importante del made in Italy. Nel dibattitto sembra però mancare ancora una seria analisi di almeno due aspetti che riguardano in specifico il settore e da cui dipendono la sua tenuta e il suo ulteriore sviluppo: la sua capacità di attivare lo sviluppo di produzioni a monte e a valle della filiera produttiva, e il ruolo della cooperazione tra produttori. In generale il dibattito e ancor più i dati utilizzati per quantificare le dimensione del settore tendono a prendere in considerazione la sola produzione realizzata nei campi, trascurando il fatto che la produzione agricola in senso stretto mette in moto una serie di attività che statisticamente sono classificate come appartenenti ad altri settori, ma che nei fatti non esisterebbero senza la produzione agricola. Ciò determina una strutturale sottostima della rilevanza economica del settore. Per 14 Cooperazione comprendere a pieno il ruolo del comparto agricolo soprattutto nei sistemi economici avanzati, e in particolare nel sistema Italia, è invece necessario tenere conto della complessità che caratterizza il settore. L’agricoltura va cioè intesa più che come un settore a sé stante, come un sistema produttivo complesso che mette in relazione (intersettoriale) imprese a monte e a valle dell’attività agricola. Questo cambiamento di prospettiva ha il vantaggio di consentire di tener conto non solo del valore creato direttamente dal settore primario, ma anche della parte dispersa in altri settori, sia a valle, come per esempio nell’industria alimentare e nel commercio, che a monte, visto che il processo produttivo agroalimentare abbisogna di beni e servizi intermedi, la cui produzione attiva ulteriore valore. Questo valore sommato a quello direttamente prodotto nei campi contribuisce poi alla formazione di redditi distribuiti ai fattori produttivi (per es. contadini, dipendenti) spesi (in parte) in consumi finali, che a loro volta mobilitano altra produzione ancora. Il valore creato dall’agricoltura, e di conseguenza la rilevanza economica del settore, sono dati quindi dalla somma di questi tre stadi di attivazione. La capacità di attivazione del settore non è però scontata: essa dipende dalla capacità di creare unità di produzione a monte e soprattutto a valle dell’attività agricola in senso stretto che trasformino e commercializzino i prodotti. È proprio in queste funzioni che non sempre i mercati funzionano in modo soddisfacente e devono essere sostituiti da forme organizzative e imprenditoriali che ne superino i limiti. Tra queste risultano di particolare rilevanza le forme di aggregazione tra produttori, sia nella fase di acquisto degli input che in quella di trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Nel dibattito recente, l’insistenza sulla necessità di favorire un’agricoltura sempre più di qualità, attenta alle tradizioni locali e alle persone che ne fanno la propria fonte di reddito non sembra accompagnata da una seria analisi di come sia possibile garantire e migliorare tutte queste condizioni. Insufficiente è in particolare la riflessione su come riuscire a remunerare l’attività agricola in modo da renderla economicamente vantaggiosa al pari o più di alte attività in un contesto in cui i contributi pubblici al settore sono destinati a diminuire. Ma proprio di questa riflessione ci sarebbe maggiore necessità in un paese come l’Italia, caratterizzato da una elevata frammentazione delle proprietà agricole, dalla larga prevalenza di aziende familiari di dimensioni ridotte e da produzioni di alta qualità, soprattutto ortofrutticole. Tutte situazioni dove, da una parte, per limitare il potere della grande distribuzione e dei grandi buyer è necessario concentrare l’offerta e, dall’altra, per garantire produzioni di alta qualità è necessario continuare a contare sulla flessibilità delle aziende familiari. Il tutto in un contesto dove le economie di scala rivestono un ruolo crescente, sia nella commercializzazione che nella produzione, e dove acquista sempre più rilevanza la ricerca scientifica e la veloce diffusione e applicazione dei suoi risultati tra i produttori. Nonostante l’esperienza dimostri che uno dei modi più utilizzati per riuscire a rispondere contemporaneamente a tutte queste istanze è l’associazione in forma cooperativa tra produttori, nel dibattito il ruolo delle cooperative in agricoltura sembra invece sottovalutato. Anche nei documenti elaborati in occasione dell’Expo, e in particolare in quelli più attenti al ruolo dei piccoli produttori a forte vocazione territoriale, la cooperazione o è ignorata o viene citata solo marginalmente. Sembra in sostanza che ci si dimentichi che in molte situazioni, in Italia e nel mondo, è grazie all’aggregazione tra produttori agricoli che è oggi possibile proporre prodotti di elevata qualità (soprattutto produzioni tipiche), tutelando – anche se non sempre in modo sufficiente – il reddito dei produttori e sfruttando le economie di scala esterne all’azienda agricola per le attività di lavorazione, conservazione e commercializzazione. E sempre l’aggregazione tra produttori è stata spesso all’origine dell’introduzione di sistemi di gestione e controllo (certificazione) della qualità lungo la filiera, e ha creato i giusti incentivi all’impegno nella produzione, gestione e diffusione della conoscenza e dell’innovazione. Un modo per affrontare questi limiti e valutare in modo più esaustivo sia il ruolo del settore agricolo nell’economia italiana che quello della cooperazione sulle 15 Cooperazione sue performance è quello di stimare l’impatto complessivo sul prodotto lordo (o valore aggiunto) nazionale di quella parte di settore agricolo organizzata in forma cooperativa. In questo primo tentativo – quasi sperimentale e assolutamente non esaustivo – si utilizzano due fonti di dati: una di natura secondaria (Osservatorio Cooperazione agricola, 2015) per la produzione agricola lorda vendibile in senso stretto, data dal valore dei conferimenti effettuati dagli agricoltori soci alla cooperativa d’appartenenza; e una di natura primaria per quanto concerne l’attività delle cooperative agricole e delle imprese controllate, i cui dati sono stati scaricati dal dataset Aida – Bureau van Dijk. La metodologia utilizzata fa riferimento alla tecnica input/output sviluppata in precedenti lavori d’impatto della cooperazione in Trentino e in Italia (Fontanari, Borzaga, 2010, 2013). Lo studio considera non solo le imprese cooperative, ma anche una parte delle loro controllate3, cioè delle società non cooperative di cui una singola cooperativa detiene una partecipazione al capitale sociale pari ad almeno il 50%4. I dati sono riferiti all’anno 2012. Risultati Si è innanzitutto ricostruito il valore aggiunto complessivo - quindi comprensivo anche della attività di trasformazione e di commercializzazione gestite direttamente dai produttori attraverso proprie cooperative o società controllate - generato direttamente dalle aziende agricole italiane associate in forma cooperativa. Già questo primo calcolo dà un’idea del sottodimensionamento operato ai danni del settore quando si considera solo il valore della produzione generato dalle aziende agricole. Figura 1 – Composizione del valore aggiunto generato dalla cooperazione agricola per tipologia di attore economico (in milioni di euro). Anno 2012 Fonte: elaborazioni su dati Aida e Osservatorio Cooperazione agricola. 3. Non sono state considerate le controllate operanti nell’attività di conduzione di aziende agricole. 4. Non è stato per il momento possibile individuare le controllate da più cooperative tutte con quote inferiori al 50%. Adottando la logica seguita dalle statistiche ufficiali, il contributo dell’agricoltura cooperativa alla formazione del valore aggiunto nazionale nel suo complesso sarebbe stato nel 2012 pari a 9.379 milioni di euro. In realtà, con gli aggiustamenti proposti, ovvero innanzitutto sommando al valore creato dalle cooperative agricole anche quello delle loro controllate, il contributo diretto cresce a 12.557 milioni di euro (fig. 1). Partendo da questo valore si è quindi proceduto a calcolare - attraverso la matrice intersettoriale dell’economia italiana – anche il contributo indiretto e indotto, cioè il valore delle produzioni non agricole attivate dalla produzione agricola primaria e dalle attività di trasformazione e commercializzazione gestite in forma cooperative che l’attività agricola induce nell’attività degli altri settori (ovviamente senza includere tra questa le imprese cooperative). Il valore aggiunto complessivo (diretto, indiretto e indotto) del settore così calcolato soci raggiunge i 29.199 milioni di euro (tab. 1), oltre tre volte quello prodotto dal lavoro nei campi. 16 Continua sul prossimo numero Turismo Imposta provinciale di soggiorno A decorrere dal 1° novembre 2015 anche nella Provincia Autonoma di Trento è dovuta l’imposta provinciale di soggiorno. Tale tributo è a carico di coloro che alloggiano, fino ad un massimo di 10 pernottamenti consecutivi, presso: -strutture ricettive extralberghiere previste dall’art. 30 Legge provinciale (sulla ricettività turistica) n. 7 del 15 maggio 2002: esercizi di affittacamere, esercizi rurali, bed & breakfast, case e appartamenti per vacanze, case per ferie; - strutture ricettive all’aperto previste dagli art. 3 e 23 della legge provinciale (sui campeggi) n. 19 del 4 ottobre 2012: campeggio; campeggio-villaggio; campeggi parco per vacanze; - esercizi di agriturismo previsti dall’art. 2 della legge provinciale n. 10 del 19 dicembre 2001. La tassa dovrà essere versata dall’ospite al gestore della struttura entro l’ultimo giorno di permanenza presso la stessa. Sono esentati dal pagamento: - i minori fino al compimento del 14° anno di età; - coloro che effettuano terapie presso ospedali (pubblici e privati accreditati) della provincia di Trento; - un accompagnatore per ogni paziente ricoverato presso le strutture ospedaliere di cui sopra; - operatori della protezione civile, vigili del fuoco e personale appartenente alle forze di polizia e alle forze armate che pernottano per esigenze di servizio; -i richiedenti protezione internazionale, i minori stranieri non accompagnati e le vittime di tratta temporaneamente ospitati nelle strutture ricettive; - chi alloggia a seguito di provvedi- di Angela Grotto e Gianluca Turrina, CIA del Trentino menti adottati da autorità pubbliche per fronteggiare situazioni di emergenza. Tali situazioni di esenzione, ad eccezione della prima, devono essere autocertificate compilando un apposito modulo disponibile sul sito web di Trentino Riscossioni S.p.A. (http:// www.trentinoriscossionispa.it). I gestori delle varie strutture ricettive dovranno quindi assolvere ai seguenti adempimenti: - fornire ai propri ospiti tutte le informazioni necessarie anche tramite pubblicazione delle stesse sul proprio sito internet o tramite loro esposizione in luogo visibile; - richiedere il pagamento dell’imposta e rilasciare quietanza al cliente: nei documenti fiscali (ricevuta o fattura) e nel registro dei corrispettivi dovrà quindi essere inserita la voce Imposta di soggiorno comunale escluso Iva art. 15; -comunicare i pernottamenti per via telematica utilizzando il portale PagoSemplice (https://www.pagosemplice.trentinoriscossionispa.it) messo a disposizione da Trentino Riscossioni S.p.A., che ha provveduto o provvederà a inviare ai singoli gestori i dati utili alla registrazione. La comunicazione deve essere presentata (anche in assenza di pernottamenti): - entro il 16 maggio per i soggiorni in cui l’ultimo giorno di permanenza rientra nel periodo 1 gennaio – 30 aprile (I° quadrimestre), - entro il 16 settembre per i soggiorni in cui l’ultimo giorno di permanenza rientra nel periodo 1 maggio– 31 agosto (II° quadrimestre), - entro il 16 gennaio per i soggiorni in cui l’ultimo giorno di permanenza rientra nel periodo 1 settembre – 31 dicembre (III° quadrimestre); 17 - riversare l’imposta riscossa entro il 16 del mese successivo a quello di comunicazione dei pernottamenti (16 giugno; 16 ottobre e 16 febbraio). Le tariffe determinate per giornata di pernottamento da alcune APT e Comunità di Valle sono le seguenti: - Altopiano di Pinè e Val di Cembra: 1,50 euro per strutture ricettive extralberghiere e agriturismi; 1 euro per campeggi; - Valle di Non: 1,50 euro per strutture ricettive extralberghiere e agriturismi, 1 euro per campeggi; - Rotaliana Koenigsberg: 1,50 euro per strutture ricettive extralberghiere e agriturismi, 1 euro per campeggi; - Valle di Fiemme: 2,00 euro per tutte le strutture; - Giudicarie esteriori (Terme di Comano): 1,50 euro per tutte le strutture; - Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi: 1,50 euro per tutte le strutture. Nei restanti casi, in assenza di specifiche indicazioni da parte dell’esattore, si consiglia in via prudenziale di utilizzare la tariffa base da regolamento (0,70 euro per tutte le strutture). caa cia notizie dal caa a cura di Stefano Gasperi (Responsabile CAA-CIA) DOMANDE CONTRIBUTO SULLE SPESE DI CERTIFICAZIONE BIOLOGICO Agli operatori iscritti nell’elenco provinciale degli operatori biologici possono essere concessi contributi fino alla misura massima del 90 per cento delle spese sostenute per il controllo e per la certificazione del processo produttivo biologico. Il termine ultimo per la presentazione della “domanda di contributo per il controllo e la certificazione del processo produttivo biologico” per l’anno 2016 è fissato per il giorno 15 gennaio 2016. I modelli da utilizzare sono i seguenti: per le aziende agricole: - modulo domanda - modulo A per i trasformatori: - modulo domanda - modulo B - modello de minimis - reg 1407 i moduli sono reperibili su: ht tp:// w w w.modulistica.provincia.tn.it /modulnew.nsf/Modulo. xsp?openDocument&documentId=4423895466B4F540C1257AC5004AC6DE CAOS AIUTI GIOVANI AGRICOLTORI www.cia.tn.it Ancora non sappiamo se il bando per l’accesso degli aiuti all’ insediamento di giovani agricoltori sarà emanato entro il 2015. Ricordiamo che l’assessore Dallapiccola l’aveva promesso per settembre, poi spostato a ottobre, novembre ora dicembre forse gennaio. Ma oltre a questo ancora non sappiamo alcuni termini essenziali per poter fornire elementi di consulenza ai nostri associati che quotidianamente ci interpellano. In particolare non sappiamo cosa consigliare circa l’assolvimento del requisito dell’avere, all’atto della presentazione della domanda, una azienda (in via di costituzione) con dimensione economica di almeno €. 10.000 (output). Cioè: all’atto della presentazione della domanda il candidato all’aiuto all’insediamento deve essere titolare di un fascicolo aziendale con attività (coltivazioni, allevamenti ecc.) che nell’anno 2015 (?) permettano un reddito lordo standard compreso fra i 10.000 e i 150.000 euro calcolati su base tabellare. Però la tabella ancora non c’è – però manca una regola per affrontare le numerose variabili concrete – però, se così fosse, si penalizza moltissimo la nascita di nuove imprese e si favorisce moltissimo la successione aziendale (e non sembra questo l’intento dichiarato). Insomma si poteva ben sperare in qualcosa di migliore. I DIRITTI IMPIANTO VIGNETO DAL 2016 SARANNO AUTORIZZAZIONI La Provincia di Trento ha esaurito la disponibilità di diritti di impianto vigneto presenti nella riserva provinciale da vendere ai richiedenti per la realizzazione di impianti 2016. Dall’anno prossimo tali “diritti” ver- ranno trasformati in “autorizzazioni” e non potranno, pertanto, più essere compravenduti. Scattano, infatti, le nuove norme comunitarie e, di conseguenza, gli attuali diritti di reimpianto cesseranno la propria validità al 31 dicembre 2015 e, sempre a quella data, cesserà la possibilità di trasferirli. Il produttore che possiede diritti di reimpianto validi, per utilizzarli, dovrà convertirli, dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2020, in “autorizzazioni” all’impianto. Le autorizzazioni sono cedibili solo per successione ereditaria e avranno la stessa durata del diritto che le generate, cioè, otto anni. Per le nuove autorizzazioni vi sarà la possibilità di accedere a bandi (provinciale? Nazionale?) e le nuove autorizzazioni saranno gratuite. Le superfici viticole, però, potranno aumentare al massimo dell’1% sulla base della superficie vitata nazionale dichiarata nello schedario viticolo al 31 luglio dell’anno precedente. DICHIARAZIONI VENDEMMIA E PRODUZIONE VINO ENTRO IL 15 DICEMBRE Ricordiamo che il termine per la presentazione delle dichiarazioni relative alla campagna 2015/2016 è martedì 15 dicembre 2015, un mese in anticipo rispetto alla campagna precedente. Raccomandiamo pertanto gli interessati di contattare i nostri uffici per fissare un appuntamento. L’AGRICOLTURA TRENTINA E NAZIONALE A PORTATA DI CLIC per essere sempre aggiornato sugli adempimenti e sui nostri servizi consulta il sito www.cia.tn.it! 19 caf cia Notizie dal Caf LEGGE DI STABILITà 2016 Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Sul testo della legge di Stabilità 2016, è partita la discussione e l’iter di approvazione. Tenendo ben presente che il testo definitivo non sarà ultimato prima di Natale, e nel frattempo alcune delle disposizioni contenute nel disegno di legge potrebbero subire delle modifiche vediamo alcune delle misure introdotte. Per prime quelle relative all’agricoltura, dove sono previste misure per oltre 800 milioni di euro. Esenzione Irap attività agricole. Il nuovo testo prevede che vengano esonerati da imposizione Irap i soggetti che esercitano una attività agricola ex art 32 del TUIR, e le cooperative agricole di cui all’articolo 10 del Dpr 601/73: si tratta delle cooperative che effettuano la manipolazione, trasformazione, conservazione valorizzazione e commercializzazione dei prodotti conferiti dai soci. L’esenzione scatta a condizione che le predette attività abbiano come oggetto prodotti conferiti prevalentemente dai soci. Permane la tassazione con aliquota ordinaria per le attività di agriturismo e di allevamento e per le attività connesse rientranti nell’art.56-bis, TUIR. Imu terreni agricoli. A partire dal 2016 i terreni agricoli posseduti e condotti da CD e IAP, iscritti alla previdenza agricola, sono esenti da IMU, e da Tasi, indipendentemente da dove sono ubicati (aree montane o no). In Trentino viene applicata l’IMIS che prevede già nel 2015 questa esenzione. Resta da vedere quali effetti le modifiche all’IMU avranno sull’IMIS trentina, in particolar modo sulle aree fabbricabili possedute e condotte da CD e IAP, e sui fabbricati rurali strumentali. Produzione di energia da fonti rinnovabili. La legge. n. 266/2005 prevedeva che la produzione e cessione di energia effettuate da imprenditori agricoli nel rispetto dei requisiti di “prevalenza” erano produttive di reddito agrario. Per gli anni 2014 e 2015 fu introdotta una norma transitoria per cui si considerano attività agricole “connesse” (quindi produttive di reddito agrario), la produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili relativamente: • ai primi 2.400.000 kWh annui, se l’energia è da fonte agroforestale, • ai primi 260.000 kWh annui, se l’energia è da fonte fotovoltaica. L’eventuale energia elettrica eccedente i predetti limiti concorre, alla determinazione del reddito secondo la percentuale di redditività del 25%. La legge di Stabilità 2016 stabilizza la norma transitoria. Rivalutazioni terreni e partecipazioni. Vengono riaperti alla data dell’1 gennaio 2016 i termini per la rideterminazione del costo di acquisto di terreni edificabili e agricoli nonché delle partecipazioni non quotate in mercati regolamentati, non in regime di impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali. Entro il 30/6/2016 è necessario provvedere: - alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima; - al versamento dell’imposta so20 stitutiva calcolata applicando al valore del terreno/partecipazione risultante dalla perizia, le aliquote: del 4% per le partecipazioni non qualificate e del 8% per le partecipazioni qualificate e per i terreni. Imposta di registro sul trasferimento L’imposta di registro sul trasferimento di terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi da CD o IAP viene alzata dal 12% al 15%. Limite dei contanti. Viene innalzato a 3.000 euro il limite dei pagamenti in contati, dagli attuali 1.000 euro. Eliminazione aumenti per Iva e Accise. Vengono bloccati gli aumenti di Iva e Accise previsti per il 2016. Ma gli aumenti slittano al 2017, quando è previsto un aumento dell’Iva dal 22% al 24%. Canone Rai. Il Canone Rai sarà inserito nella bolletta della luce e in modo che tutti siano costretti a pagarlo, in tal modo è previsto che il canone scenda da 113 a 100 euro. Lo Stato presume il possesso di un televisore per tutti i contribuenti che hanno stipulato un contratto per la fornitura di energia elettrica; chi possiede più abitazioni paga il canone una sola volta. Tasi. Il provvedimento prevede l’abolizione della Tasi per le abitazioni adibite ad abitazione principale e le relative pertinenze. In Trentino la Tasi è accorpata all’Imis. Detrazioni per Ristrutturazioni, Bonus Mobili e Risparmio energetico. Tra le misure confermate, caf cia c’è anche la proroga per un altro anno dei Bonus Ristrutturazioni, Bonus Mobili e Bonus Risparmio energetico con le medesime modalità e aliquote del 2015. Dunque anche per il 2016 per le ristrutturazioni edilizie e l’acquisto di grandi elettrodomestici e/o mobili legati all’intervento, si applicherà la detrazione IRPEF del 50%, mentre per gli interventi di riqualificazione energetica si applicherà la detrazione fiscale del 65%. Bonus Mobili per coppie fino a 35 anni. È introdotta una nuova detrazione per “bonus mobili” riservata alle giovani coppie (coniugi ovvero conviventi more uxorio) che: • costituiscono nucleo familiare da almeno 3 anni; • almeno uno dei due non abbia superato i 35 anni di età; • siano acquirenti di un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale. La detrazione spetta nella misura del 50%, su una spesa massima di 8.000 euro, per l’acquisto di mobili destinati all’arredo dell’abitazione principale acquistata. Detta spesa deve essere sostenuta dall’1/12016 al 31/12/2016 e la detrazione va ripartita in 10 quote annuali. Tale detrazione non è cumulabile né con la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio né con il “bonus mobili” relativo agli immobili oggetto di detti interventi. Spese funebri. Il limite di detraibilità Irpef delle spese funebri viene alzato a 1.550 euro per ciascun evento verificatosi nell’anno. Inoltre, la spesa può essere detratta da chiunque sostenga la spesa, non essendo più necessario che tra il deceduto ed il soggetto che detrae la fattura intercorra un rapporto di parentela. bilità per le lavoratrici che sono a pochi anni dalla pensione, di anticipare il ritiro in cambio di un ricalcolo dell’assegno meno favorevole. Potrà essere esercitata dalle lavoratrici dipendenti o autonome che raggiungono i 57 o 58 e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015, oppure che compiono i 57 o 58 anni entro il 30 settembre 2015. I 35 anni di contributi vanno raggiunti entro il 31 dicembre. Pensioni: part-time. È stata inserita anche se in forma sperimentale per il triennio 20162018, la previsione del part-time al 40-60% a quei lavoratori dipendenti del settore privato (sono esclusi quelli del pubblico impiego), a cui restano non più di tre anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia. Nuovo Regime dei Minimi. Viene modificata la riforma iniziata con la manovra dell’anno scorso. Il nuovo Regime dei Minimi con aliquota al 15% prenderà definitivamente il posto del vecchio sistema con aliquota al 5% (che termina a fine 2015), ma cambiano tutti i massimali per le varie categorie di partite IVA. Resta il meccanismo di fondo, per cui accedono al Regime dei Minimi coloro che fatturano meno di una determinata soglia, senza più vincoli di tempo. Si può applicare l’aliquota forfettaria fino a quando si mantengono i requisiti di reddito. Per il calcolo dell’imponibile, si applicano ai ricavi coefficienti diversi per ogni categoria. Sono previste condizioni più favorevoli per le nuove partite Iva con aliquota al 5% per i primi tre anni. SCONTI ABBONAMENTI 2016 La CIA del Trentino, grazie ad un accordo con le "Edizioni L’Informatore Agrario", RISERVA AI PROPRI SOCI quote scontate particolari per l’abbonamento annuo alle riviste (valide per gli abb. in scadenza da novembre 2015): L’INFORMATORE AGRARIO (settimanale 47 numeri + supplementi) a e 88,00 VITA IN CAMPAGNA (mensile 11 numeri + supplementi) a e 46,00 VITA IN CAMPAGNA (mensile 11 numeri + supplementi) + VIVERE LA CASA IN CAMPAGNA (trimestrale) a e 54,00 MAD - MACCHINE AGRICOLE DOMANI (mensile 10 numeri + supplementi) a e 53,00 Per la sottoscrizione degli abbonamenti è necessario far pervenire il presente coupon alla segreteria della CIA a mano, a mezzo posta o via fax al n. 0461.422259 unitamente alla ricevuta dell’effettuato bonifico alla CIA di Trento IBAN: IT 48 O 08132 01802 0000 6035 0130 - Causale: "ABBONAMENTO A (nome rivista)” Cognome ______________________________ Nome ____________________________ Via ___________________________________________________ CAP _____________ Comune ______________________ Tel. _______________________________________ E-mail __________________________________________________________________ Nuovo abbonamento Rinnovo “La Direzione e i dipendenti CIA sono vicini al collega Manuel per la perdita del papà Edoardo” Pensioni: opzione donna. Anche nel 2016 ci sarà la possi21 COMMISSIONE AGRICOLTURA PANIZZA (PATT): COMMISSIONE AGRICOLTURA, ACCOLTO ODG PER ESONERARE DALLA VISITA MEDICA I LAVORATORI STAGIONALI AUTORIZZAZIONI FITOSANITARIE News INFORMAZIONI UTILI CIRCA LE AUTORIZZAZIONI FITOSANITARIE La commissione approva anche osservazioni alla legge di stabilità per piccole imprese agricole e di montagna “La Commissione Agricoltura ha approvato un mio ordine del giorno alla Legge di Stabilità che impegna formalmente il Governo a valutare la possibilità di esonerare i lavoratori agricoli stagionali, impegnati nelle lavorazioni generiche e non richiedenti specifici requisiti professionali, in particolare per la vendemmia e la raccolta della frutta, dall’obbligo della visita medica preventiva. La Commissione ha anche approvato le nostre sollecitazioni con cui chiediamo al Governo di rivedere punti per noi molto importanti, quali la riduzione del carico burocratico per le piccole imprese agricole, il ripristino del regime agevolato IVA per le aziende con fatturato inferiore ai settemila euro, l’estensione del nuovo regime IRAP all’agriturismo e all’allevamento, la revisione dell’imposta di registro in particolare per le aziende part-time di montagna. Lo dice in una nota il senatore e segretario politico del PATT, Franco Panizza a margine della seduta relativa alla Legge di Stabilità. “Come ho ribadito in altre occasioni - dice Panizza - l’impianto della Stabilità è positivo. Vi sono però ancora dei margini importanti di miglioramento come strumento per la ripresa economica, ma anche per la valorizzazione della montagna e dell’agricoltura. Le osservazioni che abbiamo prodotto in Commissione vanno nella giusta direzione. Per quel che riguarda il mio ordine del giorno - spiega Panizza - è notizia di questi giorni che il Governo sta pensando a un provvedimento di riordino sulla sorveglianza sanitaria in ambito agricolo all’interno del quale, da quanto si apprende, vi è una misura per rendere obbligatorie le visite mediche anche per chi svolge poche giornate di lavoro. È del tutto evidente che una tale misura metterebbe in seria difficoltà le piccole e piccolissime aziende che ricorrono al contributo occasionale di parenti e amici, per non parlare di quelle che hanno bisogno di lavoratori stagionali esclusivamente per il periodo del raccolto. Figure che, è bene ricordarlo, non utilizzano mezzi e attrezzi meccanici, non usano sostanze chimiche, ma sono impegnate in compiti elementari che non presentano alcun rischio. Immaginate - continua ancora Panizza - cosa succederebbe se ad inizio raccolta i seimila lavoratori stagionali del Trentino dovessero riversarsi nelle strutture sanitarie preposte al controllo: il sistema collasserebbe. Con l’ordine del giorno approvato si è impegnato il Governo a un doveroso supplemento di riflessione e abbiamo chiesto che ad essere esonerati dai controlli siano i lavoratori impiegati in operazioni prive di rischio che non svolgono più di 50 giornate lavorative annue e sempre presso la stessa azienda”, conclude il senatore trentino. A CHI RIVOLGERSI L’Ufficio Fitosanitario della Provincia Autonoma di Trento ha, tra i propri compiti istituzionali, la gestione delle autorizzazioni a carattere fitosanitario. Per informazioni di base consultare il portale della Provincia TRENTINO AGRICOLTURA, nelle pagine dedicate alla tematica. http://www.trentinoagricoltura.it/Trentino-Agricoltura/Aree-tematiche/Autorizzazioni-Fitosanitarie Sul rilascio/rinnovo dell’abilitazione: http://www.trentinoagricoltura.it/Trentino-Agricoltura/Aree-tematiche/Autorizzazioni-Fitosanitarie/Patentino Contatti: UFFICIO FITOSANITARIO PROVINCIALE - Tel.: 0461/495783 - 0461/495660 - Numero verde 800 903606 Per i corsi di rilascio e rinnovo del certificato di abilitazione all’acquisto e utilizzo dei prodotti fitosanitari fare riferimento al sito del Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach !!! Attenzione: Corsi rilascio patentini, per il 2015 i posti sono esauriti. Nuovi corsi previsti per gennaio 2016 !!! Per conoscere il dettaglio dei corsi programmati per novembre e dicembre 2015: http://www.fmach.it/CTT/Servizi/CORSI-PATENTINI Contatti: tel.: 0461/615461 – 0461/615453 - mail: [email protected] - web: http://www.fmach.it/CTT/Servizi/CORSI-PATENTINI 22 Truffe Attenzione alle false email Attenzione alle false email IN GUARDIA DA POSSIBILI TRUFFE ATTENZIONE ALLE RICHIESTE DI ISCRIZIONE E AL RECAPITO DI PIEGHI DI LIBRI www.cia.tn.it Truffe? L’AGRICOLTURA TRENTINA E NAZIONALE A PORTATA DI CLIC Attenzione alle false email, con mittente [email protected], equitalia@ sanzioni.it, [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], equitalia@ avvia.it, [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], o simili, in cui si fa riferimento a cartelle o altri documenti di Equitalia e che invitano a scaricare file o a utilizzare link esterni. Equitalia è assolutamente estranea a questi messaggi potenzialmente pericolosi, invita i destinatari a non tenere conto della email ricevuta e ad eliminarla senza scaricare alcun allegato, potenzialmente dannoso per il proprio computer. L’ente camerale mette in guardia da possibili truffe ai danni degli imprenditori Come avviene ormai periodicamente, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento informa che anche in questi ultimi giorni sono stati recapitati a numerose imprese trentine, iscritte nel Registro delle imprese, pieghi di libri e bollettini di pagamento, accompagnati da richieste di versamenti in denaro anche ingenti e con richiami che inducono a collegarli all’Ente camerale. In particolare, si segnalano una recente attività di contatti telefonici e mailing alle imprese da parte di una società privata che invita a versare un importo di quasi 300 euro per l’iscrizione a un pacchetto di servizi non meglio specificato e il recapito diretto, con pagamento in contrassegno, di materiale inerente normative riguardanti la sicurezza sul lavoro, ambito per il quale l’Ente camerale non ha alcuna competenza. La Camera di Commercio precisa e ribadisce di essere totalmente estranea a queste e a simili iniziative commerciali e informa che si riferiscono a iscrizioni e ad acquisti non soggetti ad alcun obbligo di legge. Si raccomanda pertanto di prestare la massima attenzione prima di effettuare qualsiasi pagamento e di accertarsi dei contenuti effettivi delle proposte. Si segnala inoltre che la normativa vigente, in base all’art. 52 del Decreto legislativo n. 206 del 06-092005, garantisce il diritto di recesso entro 14 giorni dalla sottoscrizione dell’adesione per i contratti a distanza. Si ricorda peraltro che il versamento del diritto annuo, dovuto al Registro delle imprese, non deve essere effettuato con bollettino postale ma tramite F24 e che ogni scadenza viene preceduta da una comunicazione ufficiale recapitata via pec o posta ordinaria. In caso di dubbio o per avere ulteriori delucidazioni, è possibile rivolgersi alle proprie associazioni di categoria, agli studi professionali o direttamente all’Ente camerale. per essere sempre aggiornato sugli adempimenti e sui nostri servizi consulta il sito www.cia.tn.it! 23 Agia I? ’ANN T N HAI MENO DI QUARANT’ANNI? LAVORI NEL SETTORE AGRICOLO? A R A U Q I D O N E LO? HAI M RE AGRICO ...ASSOCIATI AD AGIA TRENTINO!! SETTO L E N I R O LAV … ASSOCIATI AD AGIA TRENTINO!! AGIA Trentino in breve AGIA Trentino in breve AGIA Trentino nasce nel 2013 e ad oggi conta circa 30 associati. Si tratta di un gruppo con un’età media di 25 AGIA Trentino nasce nel tutti 2013i esettori ad oggidell’attività conta circa 30 associati. Si tratta di un gruppo con un'età media di 25 anni, che rappresenta agricola (dalla viticoltura all’allevamento) e tutti i diversi approcci anni, che rappresenta tutti i settori dell'attività agricola (dalla viticoltura all'allevamento) e tutti i diversi apa questo lavoro (si va dall’agricoltore biologico a chi ha aperto una fattoria sociale). Sono giovani imprenditori procci a questo lavoro (si va dall'agricoltore biologico a chi ha aperto una fattoria sociale). Sono giovani ime imprenditrici che intendono portareportare nel loro quotidiano entusiasmo, professionalità. prenditori e imprenditrici che intendono nelagire loro agire quotidiano entusiasmo,innovazione innovazione e eprofes“Cisionalità. contraddistingue la voglia di confrontarci, di condividere esperienze professionali, di crescere come ope"Ci contraddistingue la voglia di confrontarci, di condividerealesperienze di crescere come operaratori agricoli ed imprenditori. Vogliamo contribuire ricambioprofessionali, generazionale del settore agricolo locale, alla toriistituzionale agricoli ed imprenditori. Vogliamo contribuire al ricambio generazionale del settore agricolo locale, alla vita con risposte concrete ai bisogni dei giovani.” vita istituzionale con risposte concrete ai bisogni dei giovani." [dal documento programmatico AGIA Trentino, Trento - 15 aprile 2015] [dal documento programmatico AGIA Trentino, Trento - 15 aprile 2015] “I giovani per il domani” di Andrea recchia Presidente Agia Trentino Imprenditori l’agricoltura ha bisogno di voi!!!! Sono Andrea Recchia presidente di Agia Trento e come portavoce dell’associazione da me presieduta sono ad invitarvi ad aderire al nostro progetto comune di crescita volto a migliorare l’impreditoria giovanile trentina. Da ormai quasi due anni siamo presenti in Provincia e, come l’adesione alla nostra associazione sindacale di settore ci chiede, abbiamo raccolto e portato all’attenzione del mondo esterno le problematiche lavorative e di relazione più difficoltose da noi incontrate durante il nostro lavoro quotidiano. Abbiamo cercato inoltre di accrescere la nostra presenza sul territorio nonché la nostra collaborazione con tutte le organizzazioni giovanili provinciali. Ora chiediamo a tutti voi un ulteriore impegno, iscrivetevi ad Agia trentino ed aiutateteci a portare lontano la voce dell’agricoltura di montagna trentina da noi tanto amata!!! Di seguito sono ad illustrarvi delle brevi presentazioni di alcuni giovani che come me si sono già associati a Agia trentino, e fanno parte della Giunta provinciale. Marco Pezzi 36 anni, az. agr. Pezzi Marco, indirizzo frutticolo (mele). I giovani sono il punto di forza di una società che vuole progredire in un mondo che ormai ci mette di fronte a delle sfide quotidiane in ambito lavorativo e non. Per questo ci serve sempre più un appoggio che ci dia una mano nel trovare le via giusta per poter sviluppare le nostre idee e fare i nostri investimenti. Agia è un’associazione giovane e per i giovani che vogliono essere ascoltati e supportati nella loro passione di agricoltore offrendo particolari agevolazioni nelle consulenze aziendali, nei rapporti con la pubblica amministrazione, nei rapporti con le banche, ecc.. Sappiamo tutti che l’unione fa la forza e per raggiungere certi obiettivi Agia sarà sempre al tuo fianco! Giunta Agia Stefano Caset 29 anni, az. agr. Caset Stefano, indirizzo frutticolo. Sono stato chiamato a far parte di Agia e mi sono detto, perché no???? È importante ritrovarsi tra noi giovani derivanti da “mondi e colture diverse” in questi tempi molto difficili in tutto. Purtroppo anche nel mondo agricolo le leggi, la burocrazia e la scarsa disponibilità finanziarie ci rendono tutto più difficile. Si vedono molti terreni pubblici incolti e solo con la forza di tutti noi cercheremo di renderli fruttabili. Solo con un’associazione di giovani agricoltori si possono avere dei dialoghi con il pubblico e cercare di avvicinarsi alle persone e far capire quanto sia duro il nostro lavoro. Giunta Agia 24 Agia Mirco Sandri Società semplice Sandri Oscar e figli Villa Agendo. Allevamento vacche da latte, durante il periodo estivo agriturismo in alpeggio con trasformazione del latte. Mi sono iscritto ad Agia per conoscere nuove persone, capire come la pensano loro e farmi nuove idee; credo inoltre sia un ottimo aiuto in futuro in quanto Agia ci offrirà degli ottimi mezzi per migliorare la nostra competitività e le nostre competenze. Giunta Agia Sara Grassi Monti 23 anni, “La Fonte Azienda Agricola e Fattoria Didattica”, Azienda Biologica con produzione e trasformazione di frutta, ortaggi, erbe aromatiche ed officinali, prodotti lattiero-caseari ovi-caprini, trazione animale, attività didattica, vendita diretta. Proporrei a tutti i giovani impegnati in agricoltura, o volenterosi di iniziare un’attività agricola, di associarsi ad Agia, per poter far gruppo con altri che condividono le stesse passioni ed interessi, in modo da avere occasioni di scambio e di collaborazione, siamo un gruppo di giovani entusiasti e pieni di energia e progetti. Nel futuro AGIA con l’aiuto di tutti sarà un valido supporto, sia dal punto di vista pratico e formativo che morale, per chi svolge questo lavoro, non facile ma pieno di aspetti positivi. Vice presidente Agia Simone Bronzini 27 anni titolare dell’azienda agricola “La Torba” sita in Fiavé. Azienda zootecnica di vacche da latte per la produzione di latte alimentare e lavorazione della campagna aziendale a mais ceroso e prati stabili. Credo che Agia sia un’importante risorsa che tutti i giovani associati devono sfruttare in quanto è un mezzo per raggruppare diverse realtà agricole, aver un confronto e dibattito con altri contadini porta alla luce svariate problematiche comuni che possono quindi esser affrontate assieme con più forza. Conoscere persone nuove, ognuna con il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze è una notevole ricchezza da cui si possono trarre molti spunti costruttivi. Giunta Agia Silvano Dominici 36 anni, az. agr. Dominici Silvano e Agritur Nonsolomele, indirizzo frutticolo. Mi chiamo Silvano Dominici, provengo da una famiglia di frutticoltori di Romallo in Val di Non. In questi ultimi anni l’azienda ha visto una crescita complessiva nella quale il rinnovo varietale ha rappresentato un ruolo determinante nella sfida continua di garantire reddito alla nostra impresa. L’avvio dell’attività agrituristica che ha visto nascere l’Agritur Nonsolomele ha rappresentato un ulteriore grande passo. È il frutto dalla crescente consapevolezza che agricoltura e turismo devono integrarsi in un connubio nel quale il settore agricolo trova finalmente oltre al ruolo consolidato di salvaguardia del territorio e delle tradizioni anche quello di motore economico divenendo finalmente elemento di attrattività per il nostro Trentino. I giovani frutticoltori hanno capito che il solo modo per dire la loro e far crescere la competitività del Territorio è quello di lavorare in rete e condividere percorsi comuni: Anche a questo serve Agia e proprio per questo ho deciso di farne parte. Giunta Agia GIANLUCA GRAZIADEI 23 anni, az. agricola Graziadei Carlo di Graziadei Gianluca, indirizzo zootecnico. Far parte di Agia significa intraprendere un percorso di formazione e rappresentazione di una categoria, allevatori e agricoltori, che hanno la consapevolezza di rappresentare il futuro con occhio vigile sul territorio e sull’innovazione. Alla base vi è il confronto tra l’esperienza maturata con i propri soci e il desiderio di migliorarsi e migliorare, dimostrando che tale attività possa essere valido contributo alle istituzioni competenti. Giunta Agia RICCARDO FIAMOZZI 23 anni, Aneghe Taneghe s.s.a az zootecnica/fruttiviticola multifunzionale, produzione e vendita diretta di carne fresca, fattoria didattica. Sono convinto che il ricambio generazionale all’interno delle nostre az. agricole trentine sia la linfa vitale che le può far sopravvivere anche in questo momento di crisi generale italiano, per questo CIA ha fondato Agia, per dare la possibilità ai giovani che fanno o faranno il tuo stesso lavoro di avere un’associazione in cui poter portare le proprie esperienze, metterle a disposizione e confrontarsi con altre realtà magari simili per dare un valido aiuto all’agricoltura del domani. Dobbiamo cercare assieme di portare la nostra voce all’interno delle istituzioni locali per far sì che l’agricoltura sia riconosciuta e valorizzata così che le nostre produzioni ci diano un reddito sufficiente. Questa associazione deve crescere ed ha bisogno anche del tuo contributo!!! Fai parte di Agia anche tu! Giunta Agia Contatti e informazioni: AGIA Trentino - via E. Maccani 199, 38121 Trento - tel: 0461/1730452 - fax: 0461/1422259 - mail: [email protected] sito: www.cia.tn.it/ASSOCIAZIONI/AGIA-del-Trentino - fb: AGIA Trentino 25 Donne in Campo AGRICOLTURA SOCIALE Nuove opportunità per le aziende agricole di Mara Baldo, Presidente Donne in Campo Trentino ria sociale negli agriturismi. E stata poi la volta del Consigliere Alessio Manica che ha illustrato il Disegno di Legge 20 ottobre 2014 n. 50 a sua prima firma, che tratta il tema nel complesso. Da questo intervento è emerso che questo disegno di legge ha molti aspetti in comune alla succitata Legge nazionale, ma anche delle differenze. Si tratta ora di attendere i decreti attuativi per poi iniziare audizioni e discussioni che permettano di arrivare, se possibile in tempi brevi, ad avere una legge provinciale che disciplini questa materia. Altri ospiti autorevoli erano presenti al seminario, l’introduzione è stata curata da Flavio Sandri Presidente Provinciale Acli Terra. TESSERAMENTO 2016 è quello che è emerso dal seminario organizzato dalle Acli Terra che si è tenuto il 30 ottobre 2015, durante il quale sono state illustrate le opportunità, le criticità ed evoluzioni di un nuovo modello di welfare che vede l’agricoltura protagonista con progetti imprenditoriali dedicati esplicitamente ai soggetti più vulnerabili, conciliando lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale. L’agricoltura sociale è la punta più avanzata della multifunzionalità collocandosi fra le attività connesse come attività esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’art, 2135 del Codice Civile, in forma singola o associata e dalle cooperative sociali. Un’opportunità che ha trovato finalmente il sostegno di una legge nazionale sull’agricoltura sociale, la nr. 141 del 18 agosto 2015, entrata in vigore il 23 settembre 2015, da valorizzare e promuovere nei Piani di Sviluppo Rurale che accompagneranno lo sviluppo delle aree rurali fino al 2020. Questa legge è un concreto strumento di riabilitazione ed inclusione, non soltanto una opportunità economica. Inserimenti lavorativi di persone svantaggiate, fattorie didattiche, agri-nido e agri-asilo; tanti modi per concepire la multifunzionalità anche in ambito sociale. Durante il seminario è stata illustrata dal Consigliere Provinciale Graziano Lozzer la Legge 21 gennaio 2015 n. 1 a sua firma che ha introdotto la possibilità della fatto- Mara Baldo, presidente Donne in Campo Trentino Trentino Sono intervenuti Lorenzo Dellai capogruppo alla Camera di Per l’Italia Centro Democratico, Michele Dallapiccola Assessore Provinciale all’agricoltura, foreste, turismo e promozione caccia e pesca ed Andrea Olivero Vice Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e forestali. Conclude i lavori Michele Zannini Presidente Nazionale Acli Terra. Partecipa a DONNE IN CAMPO TRENTINO! Avrai l’opportunità di condividere esperienze importanti proprie del settore agricolo, di partecipare ad eventi locali e nazionali di promozione dell’imprenditorialità femminile - mercati, convegni, incontri, ... - e di confrontarti con donne che mettono a disposizione il loro vissuto. Per scoprire le modalità di iscrizione all’associazione e per ricevere informazioni, contattaci allo 0461.1730452 o tramite mail [email protected] Visita la nostra pagina facebook donneincampotrentino e il nostro sito donneincampo.cia.tn.it 27 Agrialp 2015 AGRIALP 2015 Agrialp, la fiera più importante per l’agricoltura di montagna in nord Italia 39.000 persone hanno fatto visita a 423 aziende italiane ed estere per conoscere le novità del mercato e, in linea con il motto di Agrialp 2015, “Da una buona terra”, sul tradizionale palco dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi/Südtiroler Bauernbund, si sono svolti in quattro giorni numerosi eventi a corredo della manifestazione agricola dell’arco alpino. Bolzano, novembre 2015 – Agrialp 2015 si è conclusa accogliendo in quattro giorni quasi 40.000 visitatori legati al mondo dell’agricoltura, confermando così il trend delle ultime edizioni e confermandosi l’appuntamento biennale di riferimento per le regioni dell’arco alpino nel mondo dell’agricoltura e delle tecniche forestali. Armin Hilpold, Presidente di Fiera Bolzano, si dichiara soddisfatto per il bel risultato della 24a edizione di Agrialp grazie a vari fattori, in primis la positiva annata per l’agricoltura dovuta al bel tempo che ha offerto una produzione più cospicua rispetto all’anno precedente e la ricca partecipazione da parte di contadini provenienti da altre regioni d’Italia. Dalla provincia di Trento vengono circa un quinto dei visitatori e ben il 40% viene da fuori Trentino Alto Adige, in particolare emergono la regione del Veneto (6,3%) e la Lombardia (4,8%). Anche le aziende presenti, che con la loro comunicazione verso i propri clienti contribuiscono al successo della manifestazione, si dichiarano più che soddisfatte dei risultati raggiunti da quest’edizione di Agrialp. ed è la fiera più importante a cui loro partecipano. Alessandro Poli dei vignaioli di Santa Massenza si dichiara molto soddisfatto per aver avuto la possibilità di presentare i vini da viti resistenti ad Agrialp e Antonio Ferraresi conclude: “Siamo contenti perché Agrialp è un gran momento di incontro con i nostri clienti”. Agrialp online: Web: www.fierabolzano.it/agrialp YouTube: www.youtube.com/FieraBolzano Foto e video: www.fierabolzano.it/agrialp/ fotogallery.htm Tobias Seeber della Seeber Paul afferma: “Per le esigenze più elevate Agrialp offre macchinari agricoli di altissimo livello. La gente era interessata e questa fiera è la piattaforma giusta per noi, per questo siamo soddisfatti”. Anche Michael Gasser di Frutop dice: “Il mercato regionale è importantissimo per noi e Agrialp è la fiera più importante in nord Italia”. Dello stesso parere anche Roberto Leita della Pfeifer Landtechnik che, grazie al loro marchio di qualità afferma di aver venduto in fiera macchine nuove e anche molto usato. Anche Wolfgang Aumer di Rieper sottolinea che Agrialp è il punto di riferimento per incontrare i suoi clienti Foto: Fiera Bolzano Spa 28 Edmund Mach RIPARTIRE DALLE API Il fenomeno mondiale del declino delle api è preoccupante non solo dal punto di vista dell’agricoltura, ma anche da quello ambientale. L’ape mellifera, infatti, è responsabile dell’impollinazione della maggior parte delle piante spontanee della nostra flora. Per confrontarsi su quest’importante tematica, venerdì 13 novembre la Fondazione Mach ha organizzato il convegno “Ripartire dalle api”, che ha impegnato più di 150 persone tra apicoltori, studiosi ed esponenti del mondo dell’agricoltura. In aula magna i relatori hanno presentato una sintesi delle più attuali cercare all’interno delle potenzialità dell’ape la soluzione dei problemi che abbiamo sotto gli occhi”, ha esordito Paolo Fontana, dell’Unità protezione piante e biodiversità agroforestale della Fondazione Mach. “Dobbiamo porci questa domanda: le tecniche di allevamento attuali corrispondono realmente alle esigenze biologiche dell’ape? La risposta è: non sempre. Da 150 anni usiamo un determinato tipo di arnia, ma in realtà questo è solo uno dei modi di fare apicoltura”. FEM PROTAGONISTA DELLO HUMANTECHNOPOLE La Fondazione Mach farà parte del Notizie dalla Fondazione Edmund Mach DI SAN MICHELE ALL’ADIGE a cura di Laura Galassi (Ufficio Stampa Fondazione Edmund Mach) conoscenze su aspetti cruciali della biologia dell’ape mellifera, come la costruzione del favo, l’alimentazione, i microorganismi simbionti dell’apparato digerente, ma hanno proposto anche riflessioni sul significato di alcune pratiche apistiche come la selezione. Il convegno ha approfondito inoltre l’applicabilità del concetto di benessere animale in apicoltura anche attraverso la presentazione di esperienze di apicoltura naturale. “Quest’incontro vuole essere di stimolo per gli apicoltori e per il mondo scientifico. L’obiettivo è quello di Seguici su fmach.it e sui nostri social media! centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita che sorgerà a Milano negli spazi dell’Expo. L’Human Technopole - così è stato chiamato il progetto - sarà un polo internazionale di ricerca e tecnologia applicata, dedicato all’alimentazione e a tutte le competenze che contribuiscono al benessere umano. Martedì 10 novembre il progetto è stato presentato ufficialmente dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Piccolo Teatro di Milano, davanti a una platea gremita di autorità. “L’obiettivo è ospitare tante realtà che Facebook www.facebook.com/ fondazionemach Twitter www.twitter.com/ fondazione_mach 29 Youtube www.youtube.com/ fondazionemach diano la scintilla. L’Italia sarà leader mondiale nelle tecnologie per l’essere umano, con un approccio interdisciplinare”, sono state le parole di Renzi. I tre istituti coinvolti da protagonisti, ha proseguito il Presidente del Consiglio, “saranno i players che dovranno attirare i talenti internazionali. Human Technopole sarà un progetto che potremo definire ‘the best’”. Assieme all’ente di San Michele all’Adige, a Rho lavoreranno l’Istituto italiano di tecnologia di Genova (Iit) e l’Institute for international interchange di Torino (Isi), per un totale di un migliaio tra scienziati, ricercatori e tecnici provenienti da tutto il mondo, oltre a 600 dottorati post laurea. Lo ”Human Technopole” ambisce ad attrarre le migliori intelligenze del mondo in cinque aree di lavoro: tecnologie per il welfare, medicina di precisione, nanotecnologie verdi e gestione dei rifiuti, valorizzazione del patrimonio culturale italiano e tecnologie multidisciplinari per l’alimentazione. Proprio in quest’ultimo ambito, la Fondazione Mach, sulla scorta dell’esperienza maturata in un secolo e mezzo di storia, avrà un ruolo di primo piano nello sviluppo di un’agricoltura sostenibile e di alimenti più sicuri e sani. Con la partecipazione a Human Technopole la Fondazione Mach raggiunge un grandissimo traguardo. “La Fondazione è arrivata prima nell’area Chimica e nell’area Agricoltura nella classifica dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema Università e Ricerca). Abbiamo 44 abilitazioni alla docenza universitaria da parte del MIUR, ogni anno produciamo più di 200 pubblicazioni e, nel giro di cinque anni, abbiamo sequenziato sei genomi, tra i quali quello della vite, della mela e della Drosophila suzukii. Siamo pronti per cogliere la sfida del dopo-Expo”, ha commentato il presidente della Fondazione Mach, Andrea Segrè. Pinterest www.pinterest.com/ fondazionemach Linkedin www.linkedin.com/company/ fondazione-edmund-mach Google+ http://bit.ly/100AuHx Vendo Compr & o MACCHINE AGRICOLE M.06.4 Vendo pala Ilmer cm 140, alzata fino a 2 , 60 mt. Vendo per inutilizzo. Info: 338/6709078 M. 06.5 Vendo martellante cm 165-170 spostamento idraulico, martelli nuovi, vendo a 1000 euro. 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