mensile della cia del trentino
CONTIENE I.p.
Confederazione italiana agricoltori
A proposito di cooperazione
I giovani
Il nuovo volto di Cavit
e le belle ambizioni!
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Anno XXXIV - Numero 12/2015
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LAVOR
… ASSOCIATI AD AGIA TRENTINO!!
Direttore
Massimo Tomasi
Direzione e Redazione
Michele Zacchi
Trento - Via Maccani, 199
Tel. 0461 1730452 - Fax 0461 422259
e-mail: [email protected]
In Redazione:
Francesca Eccher, Stefano Gasperi,
Nicola Guella, Francesca Tonetti,
Nadia Paronetto, Martina Tarasco,
Simone Sandri
Iscrizione n. 150 del Tribunale di Trento
30 ottobre 1970
A cura di
AGRIVERDE CIA SRL - Trento - Via Maccani 199
Realizzazione grafica e stampa:
Studio Bi Quattro - Trento
Concessionaria esclusiva per la pubblicità
AGRIVERDE CIA SRL
Via Maccani, 199
38121 Trento
0461/1730452
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SOMMARIO
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Nonostante tutto l’agricoltura continua a crederci
“La cooperazione non è materia per nostalgici”
Al lavoro su “cibo per la vita”
Convivere si puòConcast, dopo le quote latte c’è solo la nostra eccellenza
La sapienza dei contadini
Non dobbiamo rincorrere le mode
Corsi inverno 2015
I buoni numeri della cooperazione
Quanto vale la cooperazione agricola italiana?
Imposta provinciale di soggiorno
Notizie dal Caa
2016
Notizie dal Caf
La Confederazione
News
Italiana Agricoltori
Truffe
del Trentino,
i suoi collaboratori
Associazioni Giovani Imprenditori Agricoli
e dipendenti
Agricoltura sociale
augurano ai propri
Agrialp 2015
soci e ai propri lettori
un sereno Natale e un
Notizie dalla Fondazione Edmund Mach
felice anno nuovo!
Vendo&Compro
Buon Natale
e felice
!
Le nostre sedi
VAL D’ADIGE
TRENTO - UFFICIO PROVINCIALE
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e il pomeriggio dalle 14.00 alle 17.30
Venerdì dalle 8.00 alle 13.00
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su appuntamento), mercoledì dalle 8:00
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CIA
Paolo Calovi
c
redo che ce lo possiamo dire senza giri
di parole: il 2015 che
sta per chiudersi ha
messo in evidenza che la vita
per le aziende agricole, di tutte
le dimensioni, dalle piccolissime
a quelle industriali, non è affatto
tranquilla.
Si cominciano, dunque, a sentire
gli effetti di una concorrenza internazionale che “minaccia” anche le nostre produzioni e che è
destinata ad essere sempre più
presente nel nostro futuro.
Ma è meglio iniziare queste considerazioni con una constatazione. Il Piano di Sviluppo Rurale ha
portato in dote più risorse di quelle che ci aveva consegnato nel
passato, ma dobbiamo prendere
atto che è l’unica fonte di finanziamento dell’agricoltura trentina. Lo
sappiamo bene perché il concetto viene ribadito in ogni occasione: non ci sono più le disponibilità
finanziarie del passato.
L’Europa, inoltre, ha imposto dei
vincoli molto rigidi per l’uso di
questi contributi. Solo aziende
con determinate caratteristiche
possono accedere ai fondi europei e le piccolissime aziende, vitali per il nostro sistema agricolo,
sono praticamente tagliate fuori
da ogni forma di sostegno
I rendimenti della produzione
agricola non sono in linea con le
aspettative. E la situazione generale è resa difficile perché anche
nel mondo della cooperazione (e
Nonostante
tutto
l’agricoltura
continua
a crederci
sappiamo bene che senza questa
organizzazione non ci sarebbe
l’agroindustria in Trentino) accanto a segnali innovativi importanti,
permangono culture imprenditoriali più legate a difendere il campanile che lo sviluppo.
Nonostante i segnali non siano
esaltanti, gli agricoltori continuano ad investire qui, nel nostro
territorio, credono ancora nel futuro del loro mestiere e vogliono
arrivare a produzione di qualità
sempre più alta.
Nelle pagine di questo giornale il presidente di Euricse, Carlo
Borzaga, ci dimostra quanto sia
importante l’agroindustria per la
cooperazione e per tutto il paese; peccato che a questa constatazione non sempre seguano
fatti coerenti.
La burocrazia diventa ogni giorno più pesante, rende il nostro
operato difficile e qualcuno comincia seriamente a pensare di
“mollare”, seppellito com’è da
carte e da mille divieti di ogni tipo. Invece abbiamo bisogno di
regole certe, di semplice interpretazione (senza dover consultare ogni volta un avvocato) e di
sostegno.
Siamo un settore vitale per la
nostra provincia, il nostro lavoro
regge indirettamente il comparto turistico (ve lo immaginate un
4
Trentino “abbandonato” dai suoi
agricoltori? Provate immaginare campi e prati senza la cura
dell’uomo e la risposta sarà molto facile) e contribuiamo a costruire quell’immagine positiva
che tutti conosciamo.
Crediamo, quindi, che il nostro
comparto meriti un’attenzione
ben superiore a quella che ci
viene data perchè qui non mancano né la voglia di fare e neanche di rischiare.
Noi, come Cia del Trentino, lo abbiamo dimostrato in maniera evidente proprio con la convezione
che abbiamo sottoscritto con la
Cassa Rurale di Trento e che è
stata definita un buon esempio di
collaborazione.
Quindi, gli agricoltori ci credono,
i sistema del credito ci crede, ora
serve che anche l’ente pubblico
lo faccia. Non ci riferiamo solo all’Assessorato all’agricoltura
che sta cercando di fare la sua
parte, ma anche alle altre istituzioni pubbliche: sanità, lavoro,
fiscalità. Tutti possono, o forse
è meglio dire devono, fare la loro parte. Questo è il momento di
mostrare coraggio e lungimiranza, perché con il modesto incedere non si va molto lontano.
E per finire gli auguri di Buon Natale e di Buon Anno a tutti voi
Cooperazione
“La cooperazione
non è materia
per nostalgici”
Il presidente della Cooperazione, Giorgio Fracalossi,
ci parla di ideali, agricoltura e Casse rurali
Giorgio Fracalossi,
presidente della Cooperazione
di Michele Zacchi
speculativa sono cresciute ovunque le disuguaglianze economiche e sociali. In Trentino, dove la
cooperazione rappresenta una
realtà importante, le disuguaglianze si sono manifestate in
forma meno invasiva. Penso alla
distribuzione della ricchezza, ad
esempio: mentre a livello nazionale il 10% degli italiani possie-
q
uando ha parlato
per la prima volta da presidente
della
Federazione, ha dedicato ampio spazio al valore economico e
sociale della cooperazione.
E allora: come può distinguersi
il settore cooperativo all’interno di un modello capitalistico che ovunque è in difficoltà
ma ancora molto aggressivo?
Come può declinare il valore
sociale, a partire dal Trentino?
“Per rimanere cooperazione
dobbiamo continuare a fare la
cooperazione. I nostri valori delle origini non sono materia per
nostalgici, sono attuali e devono
continuare ad indirizzare la nostra azione e le nostre scelte.
Siamo nel mercato, siamo parte
integrante del sistema economico che si è affermato nella nostra
parte di mondo, ma siamo e vogliamo essere diversi. Le nostre
imprese devono avere attenzione per il bilancio, i conti devono
quadrare, ma il nostro obiettivo
era e rimane quello di fornire
buoni servizi e buon lavoro, a beneficio di tutta la comunità.
Ci distinguiamo dalle aziende
profit che perseguono l’obiettivo
di massimizzare i dividendi. Voglio insistere su questo: lo scopo
del nostro modo di fare azienda
non è trasformare le persone in
consumatori e i consumatori in
profitti. È quello di metterci al
servizio della realtà che ci circonda, dei nostri territori in una
logica di sviluppo inclusivo e non
esclusivo.
In questi anni di crisi e di finanza
5
Cooperazione
de il 47% della ricchezza, da noi
il 10% dei trentini detiene il 31%
della ricchezza. Lo stesso ragionamento vale per la disoccupazione giovanile: su base nazionale è senza un lavoro il 42% dei
giovani, in Trentino ci fermiamo al
27%. Dove la cooperazione è radicata la crisi si è rivelata meno
aggressiva.
Le cooperative che sono rimaste legate ad un altro concetto
e ad un’altra pratica di economia, non separata dall’etica,
hanno rappresentato un forte ammortizzatore della crisi.”
Un tema forte è quello della sostenibilità dello sviluppo. Tanto
più vero proprio nel comparto
agroalimentare, così importante per la nostra provincia. Quali
scelte dovrà fare la cooperazione per camminare lungo la
strada della sostenibilità e della
salubrità del prodotto?
“Il tema della sostenibilità è diventato sempre più importante presso
l’opinione pubblica e anche nell’agenda della politica.
Ma per noi non è nuovo. La valorizzazione dell’ambiente montano,
la tutela delle attività economiche
in luoghi svantaggiati e in definitiva la conservazione della “vita” in
montagna sono stati i presupposti
per la nascita e lo sviluppo del sistema cooperativo.
In Trentino siamo stati tra i primi ad
applicare i disciplinari di lotta integrata, che ha garantito qualità e
salubrità ai nostri prodotti, così come siamo stati all’avanguardia nel
metodo della confusione sessuale
o nella scelta radicale di rinunciare
a materie prime OGM nel settore
zootecnico.
La domanda è: tutto questo è
sufficiente? Probabilmente no,
perché il diritto dei consumatori a
mangiare prodotti salubri e degli
agricoltori a lavorare in ambienti
sani è sacro ed ha bisogno di continui interventi di garanzia.
Però rifiuto l’idea che il mondo agricolo venga distinto tra pro e contro
il biologico, intendendo i buoni da
una parte e i cattivi dall’altra.
Capisco anche che questo è un
campo minato, tuttavia ritengo
che ci sia bisogno di una alleanza
più ampia e meno superficiale tra
agricoltori e consumatori. Se l’interesse è comune, vanno valutate
con attenzione, responsabilità e
sensibilità tutte le opzioni possibili
per arrivare al risultato. Biologico
compreso, ma non solo.
Credo che il processo di miglioramento della sostenibilità e l’incremento dell’ecocompatibilità siano
il futuro. Si tratta, forse di accelerare il passo.
Moltissimo è stato fatto sul fronte
della tracciabilità, dei controlli di
filiera, della trasparenza dei dati,
della comunicazione. Molto c’è
ancora da fare, perché non ci sono traguardi ma tappe. Ma non
siamo certamente all’anno zero.”
è partita da Trento, e lei ne è
uno degli attori, una importante riorganizzazione del mondo
della casse rurali (banche di
credito cooperativo). Quale originale contributo possono dare
allo sviluppo della provincia?
“Le Casse Rurali trentine sono interessate da una vasto processo
di riforma partito a livello europeo
dalle istituzioni di vigilanza ed approdato anche sui tavoli istituzionali nazionali. Tanto che a breve
è atteso un decreto governativo
che ha visto in questi mesi un
contributo costruttivo da parte del
sistema cooperativo.
Senza voler entrare nei dettagli
di una riforma che comunque è
ancora “in pectore”, occorre dire
che il Trentino ha fornito al sistema nazionale, e quindi al Governo
chiamato a normare la materia, un
contributo originale per garantire
protagonismo e centralità alle singole Rurali e Bcc. Come è noto, la
riforma prevederà uno o più gruppi
bancari (questa seconda ipotesi è
la più accreditata) in grado di costruire una governance più coesa e
di richiamare capitali esterni in mo-
6
do da garantire un adeguato livello
di patrimonializzazione e “protezione” al sistema.
Ma le singole Rurali e Bcc che vi
aderiranno manterranno sempre
una quota di maggioranza nel
Gruppo, a cui saranno legate da
un contratto di “coesione” e non
di “dominio” come previsto in una
prima versione. Inoltre, più saranno
virtuose più godranno di maggiori
“libertà” all’interno del Gruppo.
Sono opzioni importanti che abbiamo voluto inserire nel progetto
e che sono state accolte nel progetto nazionale.
Cosa significa questo per il Trentino? Le nostre Casse, che anche
durante la grande crisi hanno
garantito l’erogazione di credito a famiglie e imprese pur in un
contesto di prudenza e maggiore selettività, potranno godere di
un “ombrello” più grande ed una
protezione dai rischi più significativa rispetto all’attuale.
Riteniamo che potranno continuare a garantire l’erogazione di
credito e stare vicine alle proprie
comunità con una “marcia in più”
per i propri soci e clienti.”
Assistenza legale
Ricordiamo ai gentili lettori che la
Confederazione Italiana Agricoltori
mette gratuitamente a disposizione
dei propri associati (in regola con il
pagamento delle tessera associativa)
un consulente legale secondo i seguenti orari e previo appuntamento:
TRENTO - Via Maccani, 199
tutti i giovedì dalle 16.30 alle 18.00
Avv. Andrea Callegari
CLES - Via Dallafior, 40
il primo lunedì del mese dalle 14.00
alle 15.30 - Avv. Piergiorgio Sandri
il secondo giovedì del mese dalle 14.00
alle 15.30 - Avv. Lorenzo Widmann
FEM
AL LAVORO SU
“CIBO PER LA VITA”
Andrea Segrè, Presidente della
Fondazione E. Mach, ci sintetizza
le opportunità offerte da Human Technopole
c
he cosa è il progetto
Human Technopole?
Il progetto Human Technopole
occuperà
una parte degli spazi dell’Expo e
sarà un centro di eccellenza mondiale per il miglioramento della vita,
un polo internazionale di ricerca e
tecnologia applicata, dedicato all’alimentazione e a tutte le competenze che contribuiscono al benessere
umano. Con “Italy 2040 Vision” si
ambisce ad attrarre le migliori intelligenze del mondo in cinque aree di
lavoro: tecnologie per il welfare, medicina di precisione, nanotecnologie
verdi e gestione dei rifiuti, valorizzazione del patrimonio culturale italiano e tecnologie multidisciplinari per
l’alimentazione.
Proprio in quest’ultimo ambito, la
Fondazione Mach, sulla scorta
dell’esperienza maturata in un secolo e mezzo di storia, avrà un ruolo di
primo piano nello sviluppo di un’agricoltura sostenibile e di alimenti più
sicuri e sani. Assieme all’ente di San
Michele all’Adige, a Rho lavoreranno
l’Istituto italiano di tecnologia di Genova (IIT), che sarà anche il coordinatore del progetto, e l’Institute for
international interchange di Torino
Andrea Segrè,
presidente della Fondazione Mach
(ISI), per un totale di un migliaio tra
scienziati, ricercatori e tecnici provenienti da tutto il mondo, oltre a 600
dottorati post laurea.
Quale è il ruolo di Fem in questo
progetto?
FEM ha contribuito alla stesura del
progetto di “Human Technopole,
Italy 2040”, in particolare sulla componente food for life, il cibo per la vita. Secondo le indicazioni contenute
nel progetto presentato al Governo,
la Fondazione Mach costituirà, assieme all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (IIT), il Centro sul Cibo
e la Nutrizione.
Siamo stati coinvolti in questo progetto per merito della nostra elevata
reputazione internazionale. Fra gli altri “titoli” la Fondazione Mach, infatti,
è prima nell’area Chimica e nell’area
Agricoltura nella classifica dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema Università e Ricerca).
Abbiamo 44 abilitazioni alla docenza
universitaria da parte del MIUR, ogni
anno produciamo più di 200 pubblicazioni e, nel giro di cinque anni, abbiamo sequenziato sei genomi, tra
i quali quello della vite, della mela e
della Drosophila suzukii.
7
Quali sviluppi permette a FEM?
Gli aspetti operativi di Human Technopole saranno approfonditi nel progetto esecutivo, in corso di elaborazione. Lo spirito di questo Centro
congiunto tra IIT e FEM, sfruttando
gli approcci biologici e biotecnologici più all’avanguardia, è quello di affrontare i temi della produzione agricola sostenibile e di alimenti più sani
e sicuri in una società in evoluzione.
L’obiettivo è quello di svelare la ricchezza della biodiversità e di lavorare
per lo sviluppo di nuove varietà vegetali, necessarie per affrontare le sfide
del nuovo Millennio, compresa l’occupazione di nuovi territori terrestri.
Visto che lo sviluppo di nuovi sistemi
agricoli sostenibili avrà bisogno di
maggiori input tecnologici, all’interno
del Centro le innovazioni biotecnologiche verranno fatte interagire con
le più avanzate tecnologie di monitoraggio ambientale e di raccolta
dati, con la robotica e l’analisi di big
data. Questi approcci multifunzionali
permetteranno la piena integrazione
dell’agro-biotecnologia di precisione
con la diminuzione degli input chimici, assicurando una produzione di cibo che sia effettivamente sostenibile.
Un’alimentazione più sicura e più
“smart”, inoltre, richiede lo sviluppo
di tecnologie diagnostiche più affidabili per la tracciabilità, per la valutazione nutrizionale e organolettica,
oltre all’adozione di nuovi materiali e
nano-tecnologie per innovare la conservazione e il packaging.
Ci guardano
“E così come nella vita privata si fa distinzione fra ciò che un uomo pensa e dice di sé e ciò che egli è
e fa in realtà, tanto più nelle lotte della storia si deve fare distinzione tra le pretese delle organizzazioni
e il loro organismo reale, tra ciò che immaginano di essere e ciò che in realtà sono.”
Siamo partiti da questa interessante riflessione di un filosofo dell’800 per coinvolgere nelle
discussione sul mondo agricolo quelli che lo guardano dall’esterno (anche in modo professionale)
e che quindi sono meno coinvolti da una quotidianità che spesso fa vedere gli alberi
ma rischia di impedire la visione della foresta
Convivere si può
Agricoltura e mondo urbano: il punto di vista del
presidente delle Autonomie Locali, Paride Gianmoena
l
a relazione fra il mondo
contadini e quello urbano non è mai semplice
e le forme di convivenza
sono ancora oggetto di definizione,
sapendo bene che vanno costruite su regole certe e con uno spirito
positivo, che punta a cercare e trovare una mediazione fra le diverse
esigenze. Abbiamo quindi posto
alcune domande a Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle
Autonomie Locali del Trentino
Che idea si sono fatti gli enti locali dell’agricoltura trentina?
“Più che di “idea”, parlerei di rilevanza delle attività agricole rispetto allo
sviluppo delle nostre comunità locali
e dunque dei nostri comuni, sviluppo
che si esprime nella produzione di
prodotti tipici e nell’attrattività turistica del territorio, nella coltivazione dei
pascoli e nella tutela del paesaggio,
nell’incentivo allo sviluppo imprenditoriale dei giovani e nella tutela della
salute e dell’ambiente. L’agricoltura
permea la vita dei comuni, perlomeno quelli trentini, che per conformazione territoriale sono dislocati
in aree di territorio aperto, spesso
scarsamente urbanizzato, e sono
proprietari di km di pascoli e boschi.”
Quali sono gli elementi che voi
potete mettere in campo a supporto di un settore che crea
un‘importante ricchezza per il
Trentino?
“Il settore agricolo ha molteplici ripercussioni a livello comunale: è
elemento cardine dello sviluppo
economico della comunità, direttamente perché occasione di impiego,
di produzione locale di prodotti tipici
( vino, olio, latticini, carni) che si contraddistinguono per pregio e qualità,
e indirettamente quale volano turistico. Innegabile l’importanza di alcune
produzioni, penso all’olio del Garda,
alla farina di Storo, ai formaggi tipici ,
dal puzzone di Moena al grana trentino, ai vini nostrani, alle mele che
sono diventati sinonimo delle località
che li producono e meta ambita dal
turismo. Per il mondo dei comuni,
però, agricoltura non significa solo
coltivazione (intensiva e non) che, si
sa, in Trentino si può ritrovare principalmente nel settore frutticolo - mele
e piccoli frutti - ma anche nella viticoltura, vuol dire anche zootecnia
che oltre all’allevamento in stalla,
vanta un diffuso pascolo in alpeggio
di montagna. È tradizionale la transumanza che caratterizza ogni anno
la vita di alcuni nostri comuni. Ed
incardinata sui comuni anche la gestione delle malghe e del patrimonio
pascolivo: tema caro, ad esempio, è
quello della assegnazione dei contributi per lo sfalcio delle aree incolte
previsto per il recupero dei versanti
con notevoli ripercussioni sul paesaggio. Attraverso gli strumenti di
pianificazione i Comuni per esempio
8
Paride Gianmoena,
presidente Autonomie Locali
incentivano la realizzazione di nuove
o la ristrutturazione di strutture strumentali al settore.”
Come tenere in equilibrio le esigenze dei cittadini e la necessità
di poter operare degli operatori
agricoli? È possibile ipotizzare
momenti di confronto con le amministrazioni?
“Certamente l’agorà pubblica è il
luogo indicato per ascoltare e confrontarsi con i nostri cittadini, per
condividere le politiche di sviluppo
e di tutela maggiormente sentiti. Partendo da questo certezza i Comuni
stanno costruendo nuovi strumenti
partecipativi disciplinati direttamente
negli statuti dell’ente territoriale consapevoli che il confronto aiuta a costruire i modelli migliori. Il ruolo del
sindaco è spesso quello di trovare un
equilibrio tra diverse esigenze, quelle
della coltivazione e della salute pubblica, ad esempio. Abbiamo trattato
recentemente in Consiglio delle autonomie locali la delicata questione
dell’uso dei fitosanitari in agricoltura
e in quella sede è emerso come, le
due diverse esigenze siano comunque conciliabili nel momento in cui si
intraprende la strada dell’analisi seria
ed equilibrata delle questioni.”
Ci guardano
La sapienza
dei contadini
di Nereo Pederzolli
l
a terra è bassa. Anche
per quanti hanno deciso
di scrivere di agroalimentare. Spesso dimentichiamo come sia difficile fare (bene) il
contadino. Ecco allora che informare
sull’andamento del mondo rurale, tra
del Dolomiti, diventa momento di condivisione oltre che di riflessione. Recuperare insegnamenti sopiti, custoditi
nella nostra personale memoria, per
consegnare ad altri - radio o telespettatori - una sequenza sensoriale che
valorizzi la fatica di quanti coltivano la
terra e nel contempo stimolare la curiosità.
Senza confondere ruoli e situazioni.
Troppo volte il comparto agroalimentare locale è stato abbinato alla
spettacolarità, alle cosiddette eccellenze. Senza distinzione tra i “saper
fare e il modo di far sapere”. Perchè
un conto è presentare (ad esempio)
un formaggio di montagna limitandosi
alla sua identità esteriore; altra cosa
è far capire quanto ruota attorno alla
zootecnia alpina, all’abbandono dei
pascoli, allo spopolamento dei paesi
in quota. Troppe volte si mira ad una
presentazione coreografica, funzionale all’aspetto esteriore, più spettacolo
e meno ...sostanza. Estetica a scapito
dell’etica.
Manca il rispetto, verso i produttori e
spesso anche per i consumatori. Con
il cibo ostentato e assurto a simbolo
di ogni pratica agricola. Stiamo assistendo ad una sorta di ‘pornografia gastronomica’, il food che invade
schermi televisivi e appuntamenti
disparati, come se tutti fossero alle
prese con fame atavica e bramosie
gustative. Stravolgendo il rapporto
con il cibo e dunque pure con quanti
producono i nostri alimenti. La recente demonizzazione delle carni rosse
dimostra la fragilità di questi rapporti.
Per una riflessione di fondo su quello
che mangiamo. La sfida futura sarà
proprio quella della diversificazione
nei confronti del cibo. Su come possiamo rapportarci con l’alimentazione
stessa. Un problema eminentemente
culturale, che parte da ciascuno di noi
e da quello che mangiamo in casa, da
come siamo influenzati nella scelta e
nella percezione dei modi e tempi della produzione agroalimentare. Prodotti
nostrani che vengono stravolti nella
loro semplice identità per mere performances scenografiche, il pantagruelico ad (ab)uso mediatico. Dimenticando l’educazione sensoriale, il recupero
dei saperi in sintonia con i sapori. Ovvero: educare, per non soccombere a
Masterchef...
L’agricoltura deve diventare un valore
della quotidianità, deve entrare nello
stile di vita stesso. Dal punto di vista
alimentare, ma anche e specialmente
da quello ambientale, salvaguardando pratiche di ecosostenibilità .
Educare al cibo per insegnare a riconoscere la qualità e dunque investire
sul gusto per rispettare l’habitat.
Il Trentino, però, non ha ancora attuato
intuizioni e suggerimenti suggeriti da
diversi operatori dell’agroalimentare
e di quanti concepiscono la piacevolezza come bene collettivo, da porre al
servizio del pubblico, del consumatore anche meno attento.
Per paradosso possiamo affermare
che, di fatto, la crisi sta generando un
processo creativo, una rete d’ opportunità che, al di là della drammaticità di specifiche situazioni, favorisce il
ritorno a valori profondi, a pratiche di
produzione e di consumo diverse, alla
ricerca di nuove ritualità che accrescano un clima di lealtà e di rispetto nel
rapporto con le persone.
La ricerca di comportamenti virtuosi,
più critici, ma non di rinuncia, porta alla
9
Nereo Pederzolli,
é nato e risiede a Stravino, sulle colline
vitate della Valle dei Laghi, tra il Garda
e le Dolomiti di Brenta. Fotografo,
filmaker, (Vincitore Festival Oenovideo
2012 con Archèvitis) giornalista radio
televisivo, inviato speciale della Rai,
da oltre trent’anni appassionato
enogastronomo, impegnato nella difesa
delle genuine tradizioni agroalimentari,
non solo del Trentino. Tra i soci
fondatori di Slow Food, ha pubblicato
numerose guide gastronomiche,
edizioni di critica enologica (Gambero
Rosso) ricettari di cucina popolare, sul
piacere e la cultura del cibo.
ri-scoperta di pratiche basate sulla capacità di utilizzare conoscenze e buon
senso nel rapporto con le materie prime, con l’ambiente, con la natura. C’è
una forte domanda di riscoperta del
saper fare, o, meglio ancora, del sapere, della cultura, della manualità, per
fare meglio, per generare responsabilizzazione. Possibilmente, imparando
contemporaneamente a progettare, e,
perché no, ad eseguire, a realizzare le
proprie idee.
È questa una fase di forte implicazione strategica, capace di modificare i
vecchi paradigmi, in cui il nuovo consumatore
diviene dinamicamente
consum-attore, trasformandosi nel
tempo in co-protagonista della filiera,
per giungere ad essere co-produttore
e/o consum-autore.
Incentivare la cultura del concetto di
‘territorio’ - termine abusato - e pure di
‘eccellenzè... Il territorio deve essere inteso come geografia emozionale, narrazione di un’immagine, di una visione
che ai prodotti della terra conferiscono
una sorta di ‘anima’ e spiccata personalità . Sfruttando l’evoluzione della
scienza agronomica - la Fondazione
Mach - senza mai dimenticare la sapienza dei contadini.
Cooperazione
Non dobbiamo
rincorrere
le mode
Alcune domande al neopresidente di Cavit, Bruno Lutterotti
l
a presidenza Cavit è un
punto di osservazione
rivilegiato per valutare la
situazione del comparto agroindustriale Trentino. A suo
avviso come si caratterizza?
“Ad oggi possiamo dire che i principali poli produttivi vitivinicoli trentini
sono ben strutturati dal punto di vista
tecnologico e finanziario, ciò è dovuto
all’ottimo lavoro svolto nell’ultimo ventennio da dirigenti e amministratori.
Oggi le aziende agroindustriali trentine giocano una partita commerciale
strategicamente fondamentale sui
mercati internazionali e garantiscono
redditoalleaziendeagricoleassociate.”
Negli ultimi mesi c’è stata una forte
accelerazionedeldibattitosultema
della agricoltura biologica e dei
prodotti biologici. Come va inquadrato, a suo avviso, questo
problema?
“Il biologico più che un problema è
una opportunità, a condizione che
lo si approcci con razionalità e professionalità. È un segmento di mercato
complementare al convenzionale ed
è un’interessante business per chi
lo sa gestire. Non è un segreto che i
dati di rilevamento dei mercati indichino un costante trend di crescita del
segmento bio. Fondamentale a mio
avviso per il sistema produttivo Trentino non porre in competizione i due
modelli di coltivazione in quanto non
tutto il territorio si presta alla produzione bio. Nello specifico in viticoltura, è
interessante notare che dalle tecniche
di coltivazione bio possiamo trarre
preziose nozioni agronomiche utili
anche nella viticoltura convenzionale
a tutto vantaggio dell’impatto ambientale. Fondamentale è continuare a implementare lo studio e la sperimenta-
zione per affinare la tecnica e rendere
disponibili nuove soluzioni alle criticità
che la coltivazione della vite normalmente ha. Penso che Fondazione
Mach possa giocare una partita di tutto rilievo in questa branca di ricerca.”
La cooperazione è determinante
per l’agroindustria trentina: quale
ruolo deve avere in futuro? Quali
novità può stimolare?
“La cooperazione è l’agroindustria
nel Trentino, del resto i numeri parlano chiaro in quanto il 90% della
produzione passa da questa filiera.
Questo fattore può essere un vantaggio ma anche un limite. Il modello cooperativo ha svolto per
tantissimo tempo un prezioso
compito mantenendo vivo un tessuto produttivo capillare sul territorio formato da migliaia di piccole
aziende agricole garantendo un
dignitoso reddito agli agricoltori,
tuttavia penso che alla luce di uno
scenario macroeconoomico e sociale profondamente mutato nell’ultimo decennio, si profila l’ineluttabile
necessità di una costante evoluzione
del sistema produttivo e dell’offerta
dei prodotti che devono incontrare il
gusto dei consumatori, pena la perdita della capacità di competere sui
mercati. Per le aziende vitivinicole
Trentine questa sfida è, se vogliamo, ancora più ardua perché non
possiamo rincorrere mode che svilirebbero i nostri prodotti allo stato di
commodities, ma invece dobbiamo
fare un grande sforzo di innovazione
di prodotto pur rappresentando le nostre peculiarità territoriali. Sembra un
paradosso ma sono convinto che sia
la chiave di volta per vincere la sfida
della globalizzazione non solo dei
mercati ma soprattutto dei prodotti.”
10
Bruno Lutterotti,
neopresidente di Cavit
Territorio e turismo sono figli delle scelte dell’agricoltura: come si
costruisce un equilibrio virtuoso?
“L’agricoltura modella il territorio, il
turismo lo vive da dentro. Questo
concetto rende chiaro il legame fra
i due comparti economici. In Trentino, dove il territorio è relativamente
scarso e dove l’attività agricola si
svolge nelle vallate che sono contemporaneamente densamente urbanizzate e frequentate da notevoli
flussi turistici, l’equilibrio fra le varie
legittime esigenze operative a volte risulta estremamente instabile. Io
penso che la soluzione di queste criticità debba passare da uno sforzo
di buona volontà da parte di tutte le
componenti sociali coinvolte ovvero
istituzioni, produttori e cittadinanza. Per parte nostra è fondamentale mettere in atto tutto quanto la
scienza e la tecnologia offrono per
migliorare gli standard di salubrità
dei prodotti e dell’ambiente. Già oggi
i vari comparti agricoli produttivi
sono ad un ottimo livello, si tratta
di proseguire nel costante miglioramento. Questo percorso virtuoso
porta come conseguenza un giusto equilibrio territoriale che potenzialmente genera le condizioni per
sviluppare sempre più una cultura
dell’ospitalità soprattutto rurale creando interessanti opportunità di reddito per le aziende agricole. Questo
equilibrio necessità di continua innovazione e formazione degli imprenditori. Idealmente dovremmo poter
veicolare oltre i confini provinciali un’immagine del territorio Trentino
positiva che si basa su ottimi prodotti, gustosi, ottenuti con buone
pratiche di coltivazione, rispettose
dell’ambiente e delle persone che lo
vivono per nascita o per turismo.”
Formazione
Corsi INVERNO 2015/2016
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12
Cooperazione
I buoni numeri della
cooperazione
Il comparto è in crescita e durante la crisi
ha continuato a creare posti di lavoro.
Una chiacchierata con Carlo Borzaga,
presidente di Euricse
di Michele Zacchi
Carlo Borzaga è il presidente di Euricse, il centro studi sull’economia cooperativa e in questi mesi gira l’Italia per presentare il suo rapporto che copre un arco
di tempo che va dal 2008 al 2013 e che fornisce interessanti sorprese per quel
che riguarda il settore cooperativo.
Oltre ad una breve intervista pubblichiamo in queste pagine una riflessione di
Eddi Fontanari riguardanti il comparto agricolo.
Perché possiamo parlare di salto di qualità del settore cooperativo.
“Prima di tutto per la dimensione del fenomeno, che sta diventando davvero rilevante: vengono stimati 135 miliardi di Euro di fatturato complessivo,
1200.000 addetti più i produttori non dipendenti che sono tutelati dalla forma
cooperativa, e il fatto che durante la crisi la cooperazione ha manifestato una
dinamicità anticiclica superiore a quella delle imprese private.
E possiamo ricordare altri numeri.
Dal punto di vista della produzione, c’è un incremento del 25%, nettamente superiore a quello delle spa (+ 0,70), vediamo un andamento più dinamico nelle
altre voci di bilancio, ma soprattutto, dagli elementi in nostro possesso, emerge
il fatto che i dati occupazionali sono ancora più significativi. L’Italia ha perso un
milione di posti di lavoro complessivi (500.000 posti di lavoro dipendente del
settore privato), le coop hanno aumentato gli addetti di 100.000 persone.
Di questi 50.000 vengono dal sociale.
Un altro elemento di grande importanza è quelle delle imposte (e così replichiamo a chi continua a sostenere che le coop pagano meno tasse). Se abbandoniamo il concetto di tassa così com’è e passiamo al concetto di pressione
fiscale, cioè quello che definisce il flusso di denaro che va dalle imprese alla
pubblica amministrazione (Ires, Irap, oneri sociali, tasse sul lavoro) in questo
caso la pressione fiscale sulle cooperative è sempre stata, dal 2008 al 2013,
superiore a quello delle spa di quasi un punto sul valore della produzione, e
nel tempo è leggermente aumentata. Questo ha fatto sì che le coop (cresciute
più delle spa grazie ai nuovi assunti, con conseguente aumento del costo del
lavoro), nel corso degli anni della crisi abbiano pagato 5 miliardi e mezzo di Euro in più di quel che avrebbero pagato se la situazione del 2008 fosse rimasta
invariata. Le spa, con lo stesso tipo di calcolo, hanno pagato 15 miliardi di Euro
in meno (il valore di una manovra finanziaria di un governo).”
Quali i settori di possibile espansione, agricolo, commercio, banche,
servizi.
“Intanto diciamo che l’agricolo è un settore che sta andando meglio di altri
ed è tornato ad essere abbastanza dinamico, sia in termini di produzione che
occupazionale.
13
Cooperazione
Senza dimenticare che per l’agricoltura (specialmente in Trentino) non
ci sarebbe stato un futuro senza la cooperazione.
Il commercio andrà bene, in particolare il Conad, è prevedibile una profonda
ristrutturazione della cooperazione di consumo, ma forse l’uscita dall’Italia di
alcune grandi multinazionali straniere apre margini di crescita. La situazione
dell’edilizia è purtroppo nota e le banche sono in evoluzione.
Poi abbiamo il comparto dei servizi, dove prima di tutto bisogna fare un
lavoro di chiarimento interno, sia sul versante della tutela dei lavoratori
che nella gestione stessa.
Il campo del sociale non va più inteso come quello classicamente socio assistenziale, dove ci sono difficoltà a crescere; la spesa pubblica non diminuirà,
ma crescerà di assai poco. Io da tempo sostengo che si è chiuso un ciclo
indipendentemente dalla crisi, perché il settore si era orientato su servizi non
espandibili all’infinito (i portatori di handicap non crescono, per fortuna).
Si apre, a mio avviso, il grande fronte della cooperazione di servizi alla comunità, soprattutto servizi non più sociali in senso stretto, servizi che conservano
una componente sociale ma che vanno oltre (un esempio è il settore sportivo).
I fondi strutturali regionali non sembrano guardare con attenzione questo nuovo ambito, anche se ci par di capire che le azioni di lobby cercano di indirizzare
queste risorse verso soggetti non cooperativi.”
Quanto vale la
cooperazione
agricola italiana?
di Eddi Fontanari1 e Carlo Borzaga2
Introduzione
1. Euricse; University of Missouri.
2. Università degli Studi di Trento,
Euricse.
Negli ultimi anni l’agricoltura è ritornata al centro dell’interesse dei cittadini, dei
dibattici pubblici e delle agende politiche, a seguito innanzitutto di una accresciuta consapevolezza della rilevanza che il settore occupa nella vita delle persone, sia nel garantire a tutti la stessa possibilità di vivere – e sono ancora molti
i milioni di persone che non hanno accesso al cibo – che nel favorire una vita
sana. In Italia, in particolare, l’interesse per il settore è venuto crescendo anche
a seguito della constatazione della sua funzione anticiclica, dovuta soprattutto
alla capacità dei prodotti agricoli italiani di conquistare l’apprezzamento dei
mercati esteri e di rappresentare un parte importante del made in Italy. Nel
dibattitto sembra però mancare ancora una seria analisi di almeno due aspetti
che riguardano in specifico il settore e da cui dipendono la sua tenuta e il suo
ulteriore sviluppo: la sua capacità di attivare lo sviluppo di produzioni a monte
e a valle della filiera produttiva, e il ruolo della cooperazione tra produttori.
In generale il dibattito e ancor più i dati utilizzati per quantificare le dimensione
del settore tendono a prendere in considerazione la sola produzione realizzata
nei campi, trascurando il fatto che la produzione agricola in senso stretto mette in
moto una serie di attività che statisticamente sono classificate come appartenenti
ad altri settori, ma che nei fatti non esisterebbero senza la produzione agricola.
Ciò determina una strutturale sottostima della rilevanza economica del settore. Per
14
Cooperazione
comprendere a pieno il ruolo del comparto agricolo soprattutto nei sistemi economici avanzati, e in particolare nel sistema Italia, è invece necessario tenere conto
della complessità che caratterizza il settore. L’agricoltura va cioè intesa più che
come un settore a sé stante, come un sistema produttivo complesso che mette in
relazione (intersettoriale) imprese a monte e a valle dell’attività agricola.
Questo cambiamento di prospettiva ha il vantaggio di consentire di tener conto
non solo del valore creato direttamente dal settore primario, ma anche della parte
dispersa in altri settori, sia a valle, come per esempio nell’industria alimentare e
nel commercio, che a monte, visto che il processo produttivo agroalimentare abbisogna di beni e servizi intermedi, la cui produzione attiva ulteriore valore. Questo
valore sommato a quello direttamente prodotto nei campi contribuisce poi alla formazione di redditi distribuiti ai fattori produttivi (per es. contadini, dipendenti) spesi
(in parte) in consumi finali, che a loro volta mobilitano altra produzione ancora. Il
valore creato dall’agricoltura, e di conseguenza la rilevanza economica del settore,
sono dati quindi dalla somma di questi tre stadi di attivazione.
La capacità di attivazione del settore non è però scontata: essa dipende dalla
capacità di creare unità di produzione a monte e soprattutto a valle dell’attività
agricola in senso stretto che trasformino e commercializzino i prodotti. È proprio
in queste funzioni che non sempre i mercati funzionano in modo soddisfacente e
devono essere sostituiti da forme organizzative e imprenditoriali che ne superino
i limiti. Tra queste risultano di particolare rilevanza le forme di aggregazione tra
produttori, sia nella fase di acquisto degli input che in quella di trasformazione e
commercializzazione dei prodotti.
Nel dibattito recente, l’insistenza sulla necessità di favorire un’agricoltura sempre
più di qualità, attenta alle tradizioni locali e alle persone che ne fanno la propria
fonte di reddito non sembra accompagnata da una seria analisi di come sia possibile garantire e migliorare tutte queste condizioni. Insufficiente è in particolare
la riflessione su come riuscire a remunerare l’attività agricola in modo da renderla
economicamente vantaggiosa al pari o più di alte attività in un contesto in cui i
contributi pubblici al settore sono destinati a diminuire. Ma proprio di questa riflessione ci sarebbe maggiore necessità in un paese come l’Italia, caratterizzato
da una elevata frammentazione delle proprietà agricole, dalla larga prevalenza di
aziende familiari di dimensioni ridotte e da produzioni di alta qualità, soprattutto
ortofrutticole. Tutte situazioni dove, da una parte, per limitare il potere della grande distribuzione e dei grandi buyer è necessario concentrare l’offerta e, dall’altra,
per garantire produzioni di alta qualità è necessario continuare a contare sulla
flessibilità delle aziende familiari. Il tutto in un contesto dove le economie di scala
rivestono un ruolo crescente, sia nella commercializzazione che nella produzione, e dove acquista sempre più rilevanza la ricerca scientifica e la veloce diffusione e applicazione dei suoi risultati tra i produttori.
Nonostante l’esperienza dimostri che uno dei modi più utilizzati per riuscire a
rispondere contemporaneamente a tutte queste istanze è l’associazione in forma cooperativa tra produttori, nel dibattito il ruolo delle cooperative in agricoltura sembra invece sottovalutato. Anche nei documenti elaborati in occasione
dell’Expo, e in particolare in quelli più attenti al ruolo dei piccoli produttori a forte
vocazione territoriale, la cooperazione o è ignorata o viene citata solo marginalmente. Sembra in sostanza che ci si dimentichi che in molte situazioni, in Italia e
nel mondo, è grazie all’aggregazione tra produttori agricoli che è oggi possibile
proporre prodotti di elevata qualità (soprattutto produzioni tipiche), tutelando –
anche se non sempre in modo sufficiente – il reddito dei produttori e sfruttando
le economie di scala esterne all’azienda agricola per le attività di lavorazione,
conservazione e commercializzazione. E sempre l’aggregazione tra produttori è
stata spesso all’origine dell’introduzione di sistemi di gestione e controllo (certificazione) della qualità lungo la filiera, e ha creato i giusti incentivi all’impegno nella
produzione, gestione e diffusione della conoscenza e dell’innovazione.
Un modo per affrontare questi limiti e valutare in modo più esaustivo sia il ruolo
del settore agricolo nell’economia italiana che quello della cooperazione sulle
15
Cooperazione
sue performance è quello di stimare l’impatto complessivo sul prodotto lordo (o
valore aggiunto) nazionale di quella parte di settore agricolo organizzata in forma cooperativa. In questo primo tentativo – quasi sperimentale e assolutamente
non esaustivo – si utilizzano due fonti di dati: una di natura secondaria (Osservatorio Cooperazione agricola, 2015) per la produzione agricola lorda vendibile in
senso stretto, data dal valore dei conferimenti effettuati dagli agricoltori soci alla
cooperativa d’appartenenza; e una di natura primaria per quanto concerne l’attività delle cooperative agricole e delle imprese controllate, i cui dati sono stati scaricati dal dataset Aida – Bureau van Dijk. La metodologia utilizzata fa riferimento
alla tecnica input/output sviluppata in precedenti lavori d’impatto della cooperazione in Trentino e in Italia (Fontanari, Borzaga, 2010, 2013). Lo studio considera
non solo le imprese cooperative, ma anche una parte delle loro controllate3, cioè
delle società non cooperative di cui una singola cooperativa detiene una partecipazione al capitale sociale pari ad almeno il 50%4. I dati sono riferiti all’anno 2012.
Risultati
Si è innanzitutto ricostruito il valore aggiunto complessivo - quindi comprensivo
anche della attività di trasformazione e di commercializzazione gestite direttamente dai produttori attraverso proprie cooperative o società controllate - generato direttamente dalle aziende agricole italiane associate in forma cooperativa.
Già questo primo calcolo dà un’idea del sottodimensionamento operato ai danni
del settore quando si considera solo il valore della produzione generato dalle
aziende agricole.
Figura 1 – Composizione del valore aggiunto generato dalla cooperazione agricola per
tipologia di attore economico (in milioni di euro). Anno 2012
Fonte: elaborazioni su dati Aida e Osservatorio Cooperazione agricola.
3. Non sono state considerate le
controllate operanti nell’attività di
conduzione di aziende agricole.
4. Non è stato per il momento possibile individuare le controllate da
più cooperative tutte con quote
inferiori al 50%.
Adottando la logica seguita dalle statistiche ufficiali, il contributo dell’agricoltura
cooperativa alla formazione del valore aggiunto nazionale nel suo complesso
sarebbe stato nel 2012 pari a 9.379 milioni di euro. In realtà, con gli aggiustamenti proposti, ovvero innanzitutto sommando al valore creato dalle cooperative
agricole anche quello delle loro controllate, il contributo diretto cresce a 12.557
milioni di euro (fig. 1).
Partendo da questo valore si è quindi proceduto a calcolare - attraverso la matrice intersettoriale dell’economia italiana – anche il contributo indiretto e indotto,
cioè il valore delle produzioni non agricole attivate dalla produzione agricola primaria e dalle attività di trasformazione e commercializzazione gestite in forma
cooperative che l’attività agricola induce nell’attività degli altri settori (ovviamente
senza includere tra questa le imprese cooperative). Il valore aggiunto complessivo (diretto, indiretto e indotto) del settore così calcolato soci raggiunge i 29.199
milioni di euro (tab. 1), oltre tre volte quello prodotto dal lavoro nei campi.
16
Continua sul prossimo numero
Turismo
Imposta provinciale
di soggiorno
A
decorrere dal 1° novembre 2015 anche
nella Provincia Autonoma di Trento è dovuta
l’imposta provinciale di soggiorno.
Tale tributo è a carico di coloro che
alloggiano, fino ad un massimo di 10
pernottamenti consecutivi, presso:
-strutture ricettive extralberghiere
previste dall’art. 30 Legge provinciale (sulla ricettività turistica) n. 7
del 15 maggio 2002: esercizi di
affittacamere, esercizi rurali, bed &
breakfast, case e appartamenti per
vacanze, case per ferie;
- strutture ricettive all’aperto previste
dagli art. 3 e 23 della legge provinciale (sui campeggi) n. 19 del 4 ottobre 2012: campeggio; campeggio-villaggio; campeggi parco per
vacanze;
-
esercizi di agriturismo previsti
dall’art. 2 della legge provinciale n.
10 del 19 dicembre 2001.
La tassa dovrà essere versata dall’ospite al gestore della struttura entro
l’ultimo giorno di permanenza presso
la stessa.
Sono esentati dal pagamento:
- i minori fino al compimento del 14°
anno di età;
- coloro che effettuano terapie presso ospedali (pubblici e privati accreditati) della provincia di Trento;
- un accompagnatore per ogni paziente ricoverato presso le strutture
ospedaliere di cui sopra;
- operatori della protezione civile, vigili del fuoco e personale appartenente alle forze di polizia e alle forze
armate che pernottano per esigenze di servizio;
-i richiedenti protezione internazionale, i minori stranieri non accompagnati e le vittime di tratta temporaneamente ospitati nelle strutture
ricettive;
- chi alloggia a seguito di provvedi-
di Angela Grotto e Gianluca Turrina, CIA del Trentino
menti adottati da autorità pubbliche
per fronteggiare situazioni di emergenza.
Tali situazioni di esenzione, ad eccezione della prima, devono essere
autocertificate compilando un apposito modulo disponibile sul sito web
di Trentino Riscossioni S.p.A. (http://
www.trentinoriscossionispa.it).
I gestori delle varie strutture ricettive
dovranno quindi assolvere ai seguenti adempimenti:
- fornire ai propri ospiti tutte le informazioni necessarie anche tramite
pubblicazione delle stesse sul proprio sito internet o tramite loro esposizione in luogo visibile;
- richiedere il pagamento dell’imposta e rilasciare quietanza al cliente:
nei documenti fiscali (ricevuta o fattura) e nel registro dei corrispettivi
dovrà quindi essere inserita la voce
Imposta di soggiorno comunale
escluso Iva art. 15;
-comunicare i pernottamenti per
via telematica utilizzando il portale
PagoSemplice (https://www.pagosemplice.trentinoriscossionispa.it)
messo a disposizione da Trentino
Riscossioni S.p.A., che ha provveduto o provvederà a inviare ai
singoli gestori i dati utili alla registrazione. La comunicazione deve essere presentata (anche in assenza
di pernottamenti):
- entro il 16 maggio per i soggiorni
in cui l’ultimo giorno di permanenza rientra nel periodo 1 gennaio – 30 aprile (I° quadrimestre),
- entro il 16 settembre per i soggiorni in cui l’ultimo giorno di
permanenza rientra nel periodo
1 maggio– 31 agosto (II° quadrimestre),
- entro il 16 gennaio per i soggiorni
in cui l’ultimo giorno di permanenza rientra nel periodo 1 settembre
– 31 dicembre (III° quadrimestre);
17
- riversare l’imposta riscossa entro
il 16 del mese successivo a quello
di comunicazione dei pernottamenti (16 giugno; 16 ottobre e 16
febbraio).
Le tariffe determinate per giornata di
pernottamento da alcune APT e Comunità di Valle sono le seguenti:
- Altopiano di Pinè e Val di Cembra:
1,50 euro per strutture ricettive extralberghiere e agriturismi; 1 euro
per campeggi;
- Valle di Non: 1,50 euro per strutture
ricettive extralberghiere e agriturismi, 1 euro per campeggi;
- Rotaliana Koenigsberg: 1,50 euro
per strutture ricettive extralberghiere e agriturismi, 1 euro per
campeggi;
- Valle di Fiemme: 2,00 euro per tutte le strutture;
- Giudicarie esteriori (Terme di Comano): 1,50 euro per tutte le strutture;
- Trento, Monte Bondone e Valle dei
Laghi: 1,50 euro per tutte le strutture.
Nei restanti casi, in assenza di specifiche indicazioni da parte dell’esattore,
si consiglia in via prudenziale di utilizzare la tariffa base da regolamento
(0,70 euro per tutte le strutture).
caa cia
notizie dal caa
a cura di Stefano Gasperi (Responsabile CAA-CIA)
DOMANDE CONTRIBUTO SULLE SPESE DI CERTIFICAZIONE
BIOLOGICO
Agli operatori iscritti nell’elenco provinciale degli operatori biologici
possono essere concessi contributi
fino alla misura massima del 90 per
cento delle spese sostenute per il
controllo e per la certificazione del
processo produttivo biologico.
Il termine ultimo per la presentazione della “domanda di contributo
per il controllo e la certificazione del
processo produttivo biologico” per
l’anno 2016 è fissato per il giorno 15
gennaio 2016.
I modelli da utilizzare sono i seguenti:
per le aziende agricole:
- modulo domanda
- modulo A
per i trasformatori:
- modulo domanda
- modulo B
- modello de minimis - reg 1407
i moduli sono reperibili su:
ht tp:// w w w.modulistica.provincia.tn.it /modulnew.nsf/Modulo.
xsp?openDocument&documentId=4423895466B4F540C1257AC5004AC6DE
CAOS AIUTI GIOVANI
AGRICOLTORI
www.cia.tn.it
Ancora non sappiamo se il bando
per l’accesso degli aiuti all’ insediamento di giovani agricoltori sarà
emanato entro il 2015. Ricordiamo
che l’assessore Dallapiccola l’aveva promesso per settembre, poi
spostato a ottobre, novembre ora
dicembre forse gennaio.
Ma oltre a questo ancora non sappiamo alcuni termini essenziali per
poter fornire elementi di consulenza ai nostri associati che quotidianamente ci interpellano.
In particolare non sappiamo cosa
consigliare circa l’assolvimento
del requisito dell’avere, all’atto della presentazione della domanda,
una azienda (in via di costituzione) con dimensione economica di
almeno €. 10.000 (output). Cioè:
all’atto della presentazione della domanda il candidato all’aiuto
all’insediamento deve essere titolare di un fascicolo aziendale con
attività (coltivazioni, allevamenti
ecc.) che nell’anno 2015 (?) permettano un reddito lordo standard
compreso fra i 10.000 e i 150.000
euro calcolati su base tabellare.
Però la tabella ancora non c’è –
però manca una regola per affrontare le numerose variabili concrete
– però, se così fosse, si penalizza moltissimo la nascita di nuove
imprese e si favorisce moltissimo
la successione aziendale (e non
sembra questo l’intento dichiarato). Insomma si poteva ben sperare in qualcosa di migliore.
I DIRITTI IMPIANTO VIGNETO
DAL 2016 SARANNO AUTORIZZAZIONI
La Provincia di Trento ha esaurito la
disponibilità di diritti di impianto vigneto presenti nella riserva provinciale da vendere ai richiedenti per
la realizzazione di impianti 2016.
Dall’anno prossimo tali “diritti” ver-
ranno trasformati in “autorizzazioni” e non potranno, pertanto, più
essere compravenduti.
Scattano, infatti, le nuove norme
comunitarie e, di conseguenza,
gli attuali diritti di reimpianto cesseranno la propria validità al 31
dicembre 2015 e, sempre a quella
data, cesserà la possibilità di trasferirli. Il produttore che possiede
diritti di reimpianto validi, per utilizzarli, dovrà convertirli, dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2020,
in “autorizzazioni” all’impianto. Le
autorizzazioni sono cedibili solo
per successione ereditaria e avranno la stessa durata del diritto che le
generate, cioè, otto anni.
Per le nuove autorizzazioni vi sarà
la possibilità di accedere a bandi
(provinciale? Nazionale?) e le nuove autorizzazioni saranno gratuite.
Le superfici viticole, però, potranno aumentare al massimo dell’1%
sulla base della superficie vitata
nazionale dichiarata nello schedario viticolo al 31 luglio dell’anno
precedente.
DICHIARAZIONI VENDEMMIA
E PRODUZIONE VINO ENTRO
IL 15 DICEMBRE
Ricordiamo che il termine per la
presentazione delle dichiarazioni
relative alla campagna 2015/2016
è martedì 15 dicembre 2015, un
mese in anticipo rispetto alla campagna precedente. Raccomandiamo pertanto gli interessati di contattare i nostri uffici per fissare un
appuntamento.
L’AGRICOLTURA TRENTINA E NAZIONALE A PORTATA DI CLIC
per essere sempre aggiornato sugli adempimenti e sui nostri servizi consulta il
sito www.cia.tn.it!
19
caf cia
Notizie dal Caf
LEGGE DI STABILITà 2016
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge recante
disposizioni per la formazione
del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato. Sul testo della legge
di Stabilità 2016, è partita la discussione e l’iter di approvazione.
Tenendo ben presente che il testo
definitivo non sarà ultimato prima
di Natale, e nel frattempo alcune
delle disposizioni contenute nel
disegno di legge potrebbero subire delle modifiche vediamo alcune delle misure introdotte.
Per prime quelle relative all’agricoltura, dove sono previste misure per oltre 800 milioni di euro.
Esenzione Irap attività agricole. Il nuovo testo prevede che
vengano esonerati da imposizione Irap
i soggetti che esercitano una attività agricola ex art 32 del TUIR,
e le cooperative agricole di cui
all’articolo 10 del Dpr 601/73: si
tratta delle cooperative che effettuano la manipolazione, trasformazione, conservazione valorizzazione e commercializzazione
dei prodotti conferiti dai soci.
L’esenzione scatta a condizione
che le predette attività abbiano
come oggetto prodotti conferiti
prevalentemente dai soci. Permane la tassazione con aliquota
ordinaria per le attività di agriturismo e di allevamento e per
le attività connesse rientranti
nell’art.56-bis, TUIR.
Imu terreni agricoli.
A partire dal 2016 i terreni agricoli posseduti e condotti da CD
e IAP, iscritti alla previdenza agricola, sono esenti da IMU, e da
Tasi, indipendentemente da dove
sono ubicati (aree montane o no).
In Trentino viene applicata l’IMIS
che prevede già nel 2015 questa
esenzione. Resta da vedere quali
effetti le modifiche all’IMU avranno sull’IMIS trentina, in particolar
modo sulle aree fabbricabili possedute e condotte da CD e IAP,
e sui fabbricati rurali strumentali.
Produzione di energia da fonti
rinnovabili.
La legge. n. 266/2005 prevedeva
che la produzione e cessione di
energia effettuate da imprenditori
agricoli nel rispetto dei requisiti di
“prevalenza” erano produttive di
reddito agrario.
Per gli anni 2014 e 2015 fu introdotta una norma transitoria per
cui si considerano attività agricole “connesse” (quindi produttive
di reddito agrario), la produzione
e cessione di energia elettrica e
calorica da fonti rinnovabili relativamente:
• ai primi 2.400.000 kWh annui,
se l’energia è da fonte agroforestale,
• ai primi 260.000 kWh annui, se
l’energia è da fonte fotovoltaica.
L’eventuale energia elettrica eccedente i predetti limiti concorre,
alla determinazione del reddito
secondo la percentuale di redditività del 25%.
La legge di Stabilità 2016 stabilizza la norma transitoria.
Rivalutazioni terreni e partecipazioni.
Vengono riaperti alla data dell’1
gennaio 2016 i termini per la rideterminazione del costo di acquisto di terreni edificabili e agricoli
nonché delle partecipazioni non
quotate in mercati regolamentati, non in regime di impresa, da
parte di persone fisiche, società
semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali. Entro il 30/6/2016 è necessario provvedere:
- alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima;
- al versamento dell’imposta so20
stitutiva calcolata applicando al
valore del terreno/partecipazione
risultante dalla perizia, le aliquote: del 4% per le partecipazioni
non qualificate e del 8% per le
partecipazioni qualificate e per i
terreni.
Imposta di registro sul trasferimento
L’imposta di registro sul trasferimento di terreni agricoli e relative
pertinenze a favore di soggetti diversi da CD o IAP viene alzata dal
12% al 15%.
Limite dei contanti.
Viene innalzato a 3.000 euro il limite dei pagamenti in contati, dagli attuali 1.000 euro.
Eliminazione aumenti per Iva e
Accise. Vengono bloccati gli aumenti di Iva e Accise previsti per
il 2016.
Ma gli aumenti slittano al 2017,
quando è previsto un aumento
dell’Iva dal 22% al 24%.
Canone Rai. Il Canone Rai sarà
inserito nella bolletta della luce e
in modo che tutti siano costretti
a pagarlo, in tal modo è previsto che il canone scenda da 113
a 100 euro. Lo Stato presume il
possesso di un televisore per tutti
i contribuenti che hanno stipulato un contratto per la fornitura di
energia elettrica; chi possiede
più abitazioni paga il canone una
sola volta.
Tasi. Il provvedimento prevede
l’abolizione della Tasi per le abitazioni adibite ad abitazione principale e le relative pertinenze. In
Trentino la Tasi è accorpata all’Imis.
Detrazioni per Ristrutturazioni,
Bonus Mobili e Risparmio energetico. Tra le misure confermate,
caf cia
c’è anche la proroga per un altro
anno dei Bonus Ristrutturazioni,
Bonus Mobili e Bonus Risparmio energetico con le medesime modalità e aliquote del 2015.
Dunque anche per il 2016 per le
ristrutturazioni edilizie e l’acquisto di grandi elettrodomestici e/o
mobili legati all’intervento, si applicherà la detrazione IRPEF del
50%, mentre per gli interventi di
riqualificazione energetica si applicherà la detrazione fiscale del
65%.
Bonus Mobili per coppie fino a
35 anni.
È introdotta una nuova detrazione
per “bonus mobili” riservata alle
giovani coppie (coniugi ovvero
conviventi more uxorio) che:
• costituiscono nucleo familiare
da almeno 3 anni;
• almeno uno dei due non abbia
superato i 35 anni di età;
• siano acquirenti di un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale.
La detrazione spetta nella misura
del 50%, su una spesa massima
di 8.000 euro, per l’acquisto di
mobili destinati all’arredo dell’abitazione principale acquistata.
Detta spesa deve essere sostenuta dall’1/12016 al 31/12/2016
e la detrazione va ripartita in 10
quote annuali. Tale detrazione
non è cumulabile né con la detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio né con il
“bonus mobili” relativo agli immobili oggetto di detti interventi.
Spese funebri.
Il limite di detraibilità Irpef delle
spese funebri viene alzato a 1.550
euro per ciascun evento verificatosi nell’anno. Inoltre, la spesa
può essere detratta da chiunque
sostenga la spesa, non essendo
più necessario che tra il deceduto
ed il soggetto che detrae la fattura intercorra un rapporto di parentela.
bilità per le lavoratrici che sono
a pochi anni dalla pensione, di
anticipare il ritiro in cambio di un
ricalcolo dell’assegno meno favorevole. Potrà essere esercitata
dalle lavoratrici dipendenti o autonome che raggiungono i 57 o 58
e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015, oppure che compiono i
57 o 58 anni entro il 30 settembre
2015. I 35 anni di contributi vanno
raggiunti entro il 31 dicembre.
Pensioni: part-time.
È stata inserita anche se in forma
sperimentale per il triennio 20162018, la previsione del part-time
al 40-60% a quei lavoratori dipendenti del settore privato (sono
esclusi quelli del pubblico impiego), a cui restano non più di tre
anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia.
Nuovo Regime dei Minimi.
Viene modificata la riforma iniziata con la manovra dell’anno
scorso. Il nuovo Regime dei Minimi con aliquota al 15% prenderà definitivamente il posto del
vecchio sistema con aliquota al
5% (che termina a fine 2015), ma
cambiano tutti i massimali per le
varie categorie di partite IVA. Resta il meccanismo di fondo, per
cui accedono al Regime dei Minimi coloro che fatturano meno di
una determinata soglia, senza più
vincoli di tempo. Si può applicare
l’aliquota forfettaria fino a quando
si mantengono i requisiti di reddito. Per il calcolo dell’imponibile,
si applicano ai ricavi coefficienti
diversi per ogni categoria. Sono
previste condizioni più favorevoli
per le nuove partite Iva con aliquota al 5% per i primi tre anni.
SCONTI ABBONAMENTI 2016
La CIA del Trentino, grazie ad un accordo con le "Edizioni L’Informatore Agrario",
RISERVA AI PROPRI SOCI
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“La Direzione e i dipendenti CIA
sono vicini al collega Manuel
per la perdita del papà Edoardo”
Pensioni: opzione donna.
Anche nel 2016 ci sarà la possi21
COMMISSIONE AGRICOLTURA
PANIZZA (PATT): COMMISSIONE AGRICOLTURA,
ACCOLTO ODG PER ESONERARE DALLA VISITA MEDICA I
LAVORATORI STAGIONALI
AUTORIZZAZIONI FITOSANITARIE
News
INFORMAZIONI UTILI CIRCA LE AUTORIZZAZIONI FITOSANITARIE
La commissione approva anche osservazioni alla legge di stabilità per piccole imprese
agricole e di montagna “La Commissione Agricoltura ha approvato un mio ordine del
giorno alla Legge di Stabilità che impegna formalmente il Governo a valutare la possibilità
di esonerare i lavoratori agricoli stagionali, impegnati nelle lavorazioni generiche e non
richiedenti specifici requisiti professionali, in particolare per la vendemmia e la raccolta
della frutta, dall’obbligo della visita medica preventiva. La Commissione ha anche approvato le nostre sollecitazioni con cui chiediamo al Governo di rivedere punti per noi molto importanti, quali la riduzione del
carico burocratico per le piccole imprese agricole, il ripristino del regime agevolato IVA per le aziende con fatturato inferiore
ai settemila euro, l’estensione del nuovo regime IRAP all’agriturismo e all’allevamento, la revisione dell’imposta di registro in
particolare per le aziende part-time di montagna. Lo dice in una nota il senatore e segretario politico del PATT, Franco Panizza
a margine della seduta relativa alla Legge di Stabilità.
“Come ho ribadito in altre occasioni - dice Panizza - l’impianto della Stabilità è positivo. Vi sono però ancora dei margini
importanti di miglioramento come strumento per la ripresa economica, ma anche per la valorizzazione della montagna e
dell’agricoltura. Le osservazioni che abbiamo prodotto in Commissione vanno nella giusta direzione.
Per quel che riguarda il mio ordine del giorno - spiega Panizza - è notizia di questi giorni che il Governo sta pensando a un
provvedimento di riordino sulla sorveglianza sanitaria in ambito agricolo all’interno del quale, da quanto si apprende, vi è
una misura per rendere obbligatorie le visite mediche anche per chi svolge poche giornate di lavoro. È del tutto evidente che
una tale misura metterebbe in seria difficoltà le piccole e piccolissime aziende che ricorrono al contributo occasionale di parenti e amici, per non parlare di quelle che hanno bisogno di lavoratori stagionali esclusivamente per il periodo del raccolto.
Figure che, è bene ricordarlo, non utilizzano mezzi e attrezzi meccanici, non usano sostanze chimiche, ma sono impegnate
in compiti elementari che non presentano alcun rischio.
Immaginate - continua ancora Panizza - cosa succederebbe se ad inizio raccolta i seimila lavoratori stagionali del Trentino
dovessero riversarsi nelle strutture sanitarie preposte al controllo: il sistema collasserebbe.
Con l’ordine del giorno approvato si è impegnato il Governo a un doveroso supplemento di riflessione e abbiamo chiesto che
ad essere esonerati dai controlli siano i lavoratori impiegati in operazioni prive di rischio che non svolgono più di 50 giornate
lavorative annue e sempre presso la stessa azienda”, conclude il senatore trentino.
A CHI RIVOLGERSI
L’Ufficio Fitosanitario della Provincia Autonoma di Trento ha, tra i propri compiti istituzionali, la gestione delle autorizzazioni a carattere fitosanitario. Per informazioni di base consultare il portale della Provincia TRENTINO AGRICOLTURA,
nelle pagine dedicate alla tematica.
http://www.trentinoagricoltura.it/Trentino-Agricoltura/Aree-tematiche/Autorizzazioni-Fitosanitarie
Sul rilascio/rinnovo dell’abilitazione: http://www.trentinoagricoltura.it/Trentino-Agricoltura/Aree-tematiche/Autorizzazioni-Fitosanitarie/Patentino
Contatti: UFFICIO FITOSANITARIO PROVINCIALE - Tel.: 0461/495783 - 0461/495660 - Numero verde 800 903606
Per i corsi di rilascio e rinnovo del certificato di abilitazione all’acquisto e utilizzo dei prodotti fitosanitari fare riferimento al
sito del Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione Mach
!!! Attenzione: Corsi rilascio patentini, per il 2015 i posti sono esauriti. Nuovi corsi previsti per gennaio 2016 !!!
Per conoscere il dettaglio dei corsi programmati per novembre e dicembre 2015: http://www.fmach.it/CTT/Servizi/CORSI-PATENTINI
Contatti: tel.: 0461/615461 – 0461/615453 - mail: [email protected] - web: http://www.fmach.it/CTT/Servizi/CORSI-PATENTINI
22
Truffe
Attenzione alle false email
Attenzione alle false email
IN GUARDIA DA POSSIBILI TRUFFE
ATTENZIONE ALLE RICHIESTE DI ISCRIZIONE E AL RECAPITO
DI PIEGHI DI LIBRI
www.cia.tn.it
Truffe?
L’AGRICOLTURA TRENTINA E NAZIONALE A PORTATA DI CLIC
Attenzione alle false email, con mittente [email protected], equitalia@
sanzioni.it, [email protected], [email protected], [email protected], [email protected], equitalia@
avvia.it, [email protected], [email protected], [email protected], [email protected],
[email protected], [email protected], [email protected], [email protected], [email protected],
[email protected], [email protected], [email protected], [email protected],
[email protected], [email protected], [email protected], o simili, in cui si fa riferimento a cartelle o altri documenti di Equitalia e che invitano a scaricare file o a utilizzare link esterni. Equitalia è
assolutamente estranea a questi messaggi potenzialmente pericolosi, invita i destinatari a non tenere conto della
email ricevuta e ad eliminarla senza scaricare alcun allegato, potenzialmente dannoso per il proprio computer.
L’ente camerale mette in guardia da possibili truffe ai danni degli imprenditori
Come avviene ormai periodicamente, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Trento
informa che anche in questi ultimi giorni sono stati recapitati a numerose imprese trentine, iscritte nel Registro delle imprese,
pieghi di libri e bollettini di pagamento, accompagnati da richieste di versamenti in denaro anche ingenti e con richiami che inducono a collegarli all’Ente camerale. In particolare, si segnalano una recente attività di contatti telefonici e mailing alle imprese
da parte di una società privata che invita a versare un importo di quasi 300 euro per l’iscrizione a un pacchetto di servizi non
meglio specificato e il recapito diretto, con pagamento in contrassegno, di materiale inerente normative riguardanti la sicurezza
sul lavoro, ambito per il quale l’Ente camerale non ha alcuna competenza.
La Camera di Commercio precisa e ribadisce di essere totalmente estranea a queste e a simili iniziative commerciali e informa
che si riferiscono a iscrizioni e ad acquisti non soggetti ad alcun obbligo di legge.
Si raccomanda pertanto di prestare la massima attenzione prima di effettuare qualsiasi pagamento e di accertarsi dei contenuti
effettivi delle proposte. Si segnala inoltre che la normativa vigente, in base all’art. 52 del Decreto legislativo n. 206 del 06-092005, garantisce il diritto di recesso entro 14 giorni dalla sottoscrizione dell’adesione per i contratti a distanza.
Si ricorda peraltro che il versamento del diritto annuo, dovuto al Registro delle imprese, non deve essere effettuato con bollettino
postale ma tramite F24 e che ogni scadenza viene preceduta da una comunicazione ufficiale recapitata via pec o posta ordinaria.
In caso di dubbio o per avere ulteriori delucidazioni, è possibile rivolgersi alle proprie associazioni di categoria, agli studi professionali o direttamente all’Ente camerale.
per essere sempre aggiornato sugli adempimenti e sui nostri servizi consulta il
sito www.cia.tn.it!
23
Agia
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LAVORI NEL SETTORE AGRICOLO?
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AGIA Trentino in breve
AGIA
Trentino
in breve
AGIA
Trentino
nasce
nel 2013 e ad oggi conta circa 30 associati. Si tratta di un gruppo con un’età media di 25
AGIA
Trentino
nasce
nel tutti
2013i esettori
ad oggidell’attività
conta circa 30
associati.
Si tratta
di un gruppo
con un'età media
di 25
anni, che rappresenta
agricola
(dalla
viticoltura
all’allevamento)
e tutti
i diversi approcci
anni, che rappresenta tutti i settori dell'attività agricola (dalla viticoltura all'allevamento) e tutti i diversi apa questo lavoro (si va dall’agricoltore biologico a chi ha aperto una fattoria sociale). Sono giovani imprenditori
procci a questo lavoro (si va dall'agricoltore biologico a chi ha aperto una fattoria sociale). Sono giovani ime imprenditrici
che intendono
portareportare
nel loro
quotidiano
entusiasmo,
professionalità.
prenditori e imprenditrici
che intendono
nelagire
loro agire
quotidiano
entusiasmo,innovazione
innovazione e eprofes“Cisionalità.
contraddistingue la voglia di confrontarci, di condividere esperienze professionali, di crescere come ope"Ci contraddistingue
la voglia di confrontarci,
di condividerealesperienze
di crescere
come operaratori
agricoli ed imprenditori.
Vogliamo contribuire
ricambioprofessionali,
generazionale
del settore
agricolo locale, alla
toriistituzionale
agricoli ed imprenditori.
Vogliamo
contribuire
al ricambio
generazionale del settore agricolo locale, alla
vita
con risposte
concrete
ai bisogni
dei giovani.”
vita istituzionale con risposte concrete ai bisogni dei giovani."
[dal
documento programmatico AGIA Trentino, Trento - 15 aprile 2015]
[dal documento programmatico AGIA Trentino, Trento - 15 aprile 2015]
“I giovani per il domani” di Andrea recchia
Presidente Agia Trentino
Imprenditori l’agricoltura ha bisogno di voi!!!!
Sono Andrea Recchia presidente di Agia Trento e come portavoce dell’associazione da me presieduta sono ad invitarvi ad aderire al nostro progetto comune di crescita volto a migliorare l’impreditoria
giovanile trentina. Da ormai quasi due anni siamo presenti in Provincia e, come l’adesione alla nostra
associazione sindacale di settore ci chiede, abbiamo raccolto e portato all’attenzione del mondo esterno le problematiche lavorative e di relazione più difficoltose da noi incontrate durante il nostro lavoro
quotidiano. Abbiamo cercato inoltre di accrescere la nostra presenza sul territorio nonché la nostra
collaborazione con tutte le organizzazioni giovanili provinciali. Ora chiediamo a tutti voi un ulteriore impegno, iscrivetevi ad Agia trentino ed aiutateteci a portare lontano la voce dell’agricoltura di montagna
trentina da noi tanto amata!!!
Di seguito sono ad illustrarvi delle brevi presentazioni di alcuni giovani che come me si sono già associati a Agia trentino, e fanno parte della Giunta provinciale.
Marco Pezzi
36 anni, az. agr. Pezzi Marco, indirizzo frutticolo (mele). I giovani sono il punto di forza di una società che vuole progredire in un mondo che ormai ci mette di fronte a delle sfide quotidiane in ambito lavorativo
e non. Per questo ci serve sempre più un appoggio che ci dia una mano nel trovare le via giusta per poter
sviluppare le nostre idee e fare i nostri investimenti. Agia è un’associazione giovane e per i giovani che vogliono
essere ascoltati e supportati nella loro passione di agricoltore offrendo particolari agevolazioni nelle consulenze
aziendali, nei rapporti con la pubblica amministrazione, nei rapporti con le banche, ecc.. Sappiamo tutti che
l’unione fa la forza e per raggiungere certi obiettivi Agia sarà sempre al tuo fianco!
Giunta Agia
Stefano Caset
29 anni, az. agr. Caset Stefano, indirizzo frutticolo. Sono stato chiamato a far parte di Agia e mi
sono detto, perché no???? È importante ritrovarsi tra noi giovani derivanti da “mondi e colture diverse”
in questi tempi molto difficili in tutto. Purtroppo anche nel mondo agricolo le leggi, la burocrazia e la
scarsa disponibilità finanziarie ci rendono tutto più difficile. Si vedono molti terreni pubblici incolti e solo
con la forza di tutti noi cercheremo di renderli fruttabili. Solo con un’associazione di giovani agricoltori
si possono avere dei dialoghi con il pubblico e cercare di avvicinarsi alle persone e far capire quanto
sia duro il nostro lavoro.
Giunta Agia
24
Agia
Mirco Sandri
Società semplice Sandri Oscar e figli Villa Agendo. Allevamento vacche da latte, durante
il periodo estivo agriturismo in alpeggio con trasformazione del latte. Mi sono iscritto ad Agia
per conoscere nuove persone, capire come la pensano loro e farmi nuove idee; credo inoltre sia un ottimo
aiuto in futuro in quanto Agia ci offrirà degli ottimi mezzi per migliorare la nostra competitività e le nostre
competenze.
Giunta Agia
Sara Grassi Monti
23 anni, “La Fonte Azienda Agricola e Fattoria Didattica”, Azienda Biologica con produzione e trasformazione di frutta, ortaggi, erbe aromatiche ed officinali, prodotti lattiero-caseari ovi-caprini, trazione animale, attività didattica, vendita diretta. Proporrei a tutti i giovani impegnati in agricoltura, o volenterosi di iniziare un’attività agricola, di associarsi ad Agia, per poter
far gruppo con altri che condividono le stesse passioni ed interessi, in modo da avere occasioni di scambio e di collaborazione, siamo un gruppo di giovani entusiasti e pieni di energia e progetti.
Nel futuro AGIA con l’aiuto di tutti sarà un valido supporto, sia dal punto di vista pratico e formativo che morale,
per chi svolge questo lavoro, non facile ma pieno di aspetti positivi.
Vice presidente Agia
Simone Bronzini
27 anni titolare dell’azienda agricola “La Torba” sita in Fiavé. Azienda zootecnica di vacche
da latte per la produzione di latte alimentare e lavorazione della campagna aziendale a
mais ceroso e prati stabili. Credo che Agia sia un’importante risorsa che tutti i giovani associati devono
sfruttare in quanto è un mezzo per raggruppare diverse realtà agricole, aver un confronto e dibattito con altri
contadini porta alla luce svariate problematiche comuni che possono quindi esser affrontate assieme con
più forza. Conoscere persone nuove, ognuna con il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze è una
notevole ricchezza da cui si possono trarre molti spunti costruttivi.
Giunta Agia
Silvano Dominici
36 anni, az. agr. Dominici Silvano e Agritur Nonsolomele, indirizzo frutticolo. Mi chiamo Silvano Dominici,
provengo da una famiglia di frutticoltori di Romallo in Val di Non. In questi ultimi anni l’azienda ha visto una crescita complessiva nella quale il rinnovo varietale ha rappresentato un ruolo determinante nella sfida continua di
garantire reddito alla nostra impresa. L’avvio dell’attività agrituristica che ha visto nascere l’Agritur Nonsolomele
ha rappresentato un ulteriore grande passo. È il frutto dalla crescente consapevolezza che agricoltura e turismo
devono integrarsi in un connubio nel quale il settore agricolo trova finalmente oltre al ruolo consolidato di salvaguardia del territorio e delle tradizioni anche quello di motore economico divenendo finalmente elemento di
attrattività per il nostro Trentino. I giovani frutticoltori hanno capito che il solo modo per dire la loro e far crescere
la competitività del Territorio è quello di lavorare in rete e condividere percorsi comuni: Anche a questo serve
Agia e proprio per questo ho deciso di farne parte.
Giunta Agia
GIANLUCA GRAZIADEI
23 anni, az. agricola Graziadei Carlo di Graziadei Gianluca, indirizzo zootecnico. Far parte di Agia
significa intraprendere un percorso di formazione e rappresentazione di una categoria, allevatori e agricoltori, che hanno la consapevolezza di rappresentare il futuro con occhio vigile sul territorio e sull’innovazione. Alla base vi è il confronto tra l’esperienza maturata con i propri soci e il desiderio di migliorarsi e
migliorare, dimostrando che tale attività possa essere valido contributo alle istituzioni competenti.
Giunta Agia
RICCARDO FIAMOZZI
23 anni, Aneghe Taneghe s.s.a az zootecnica/fruttiviticola multifunzionale, produzione e vendita diretta
di carne fresca, fattoria didattica. Sono convinto che il ricambio generazionale all’interno delle nostre az.
agricole trentine sia la linfa vitale che le può far sopravvivere anche in questo momento di crisi generale italiano, per questo CIA ha fondato Agia, per dare la possibilità ai giovani che fanno o faranno il tuo stesso lavoro
di avere un’associazione in cui poter portare le proprie esperienze, metterle a disposizione e confrontarsi con
altre realtà magari simili per dare un valido aiuto all’agricoltura del domani. Dobbiamo cercare assieme di portare la nostra voce all’interno delle istituzioni locali per far sì che l’agricoltura sia riconosciuta e valorizzata così
che le nostre produzioni ci diano un reddito sufficiente. Questa associazione deve crescere ed ha bisogno
anche del tuo contributo!!! Fai parte di Agia anche tu!
Giunta Agia
Contatti e informazioni: AGIA Trentino - via E. Maccani 199, 38121 Trento - tel: 0461/1730452 - fax: 0461/1422259 - mail: [email protected]
sito: www.cia.tn.it/ASSOCIAZIONI/AGIA-del-Trentino - fb: AGIA Trentino
25
Donne in Campo
AGRICOLTURA
SOCIALE
Nuove opportunità per le aziende agricole
di Mara Baldo, Presidente Donne in Campo Trentino
ria sociale negli agriturismi.
E stata poi la volta del Consigliere
Alessio Manica che ha illustrato il
Disegno di Legge 20 ottobre 2014
n. 50 a sua prima firma, che tratta
il tema nel complesso.
Da questo intervento è emerso
che questo disegno di legge ha
molti aspetti in comune alla succitata Legge nazionale, ma anche delle differenze. Si tratta ora
di attendere i decreti attuativi per
poi iniziare audizioni e discussioni che permettano di arrivare, se
possibile in tempi brevi, ad avere
una legge provinciale che disciplini questa materia.
Altri ospiti autorevoli erano presenti al seminario, l’introduzione
è stata curata da Flavio Sandri
Presidente Provinciale Acli Terra.
TESSERAMENTO 2016
è
quello che è emerso
dal seminario organizzato dalle Acli Terra che si è tenuto il
30 ottobre 2015, durante il quale
sono state illustrate le opportunità, le criticità ed evoluzioni di un
nuovo modello di welfare che vede l’agricoltura protagonista con
progetti imprenditoriali dedicati
esplicitamente ai soggetti più vulnerabili, conciliando lo sviluppo
economico con la sostenibilità
ambientale e sociale.
L’agricoltura sociale è la punta
più avanzata della multifunzionalità collocandosi fra le attività
connesse come attività esercitate
dagli imprenditori agricoli di cui
all’art, 2135 del Codice Civile, in
forma singola o associata e dalle
cooperative sociali.
Un’opportunità che ha trovato finalmente il sostegno di una legge
nazionale sull’agricoltura sociale, la nr. 141 del 18 agosto 2015,
entrata in vigore il 23 settembre
2015, da valorizzare e promuovere nei Piani di Sviluppo Rurale
che accompagneranno lo sviluppo delle aree rurali fino al 2020.
Questa legge è un concreto strumento di riabilitazione ed inclusione, non soltanto una opportunità
economica. Inserimenti lavorativi
di persone svantaggiate, fattorie didattiche, agri-nido e agri-asilo; tanti
modi per concepire la multifunzionalità anche in ambito sociale.
Durante il seminario è stata illustrata dal Consigliere Provinciale
Graziano Lozzer la Legge 21 gennaio 2015 n. 1 a sua firma che ha
introdotto la possibilità della fatto-
Mara Baldo,
presidente Donne in Campo Trentino
Trentino
Sono intervenuti Lorenzo Dellai capogruppo alla Camera di
Per l’Italia Centro Democratico,
Michele Dallapiccola Assessore
Provinciale all’agricoltura, foreste, turismo e promozione caccia
e pesca ed Andrea Olivero Vice
Ministro delle Politiche Agricole
Alimentari e forestali. Conclude i
lavori Michele Zannini Presidente
Nazionale Acli Terra.
Partecipa a DONNE IN CAMPO TRENTINO!
Avrai l’opportunità di condividere esperienze importanti proprie del settore agricolo, di partecipare ad eventi locali e nazionali di promozione
dell’imprenditorialità femminile - mercati, convegni, incontri, ... - e di
confrontarti con donne che mettono a disposizione il loro vissuto.
Per scoprire le modalità di iscrizione all’associazione e per ricevere informazioni, contattaci allo 0461.1730452 o tramite mail [email protected]
Visita la nostra pagina facebook donneincampotrentino e il nostro sito
donneincampo.cia.tn.it
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Agrialp 2015
AGRIALP 2015
Agrialp, la fiera più importante per l’agricoltura di montagna in nord Italia
39.000 persone hanno fatto visita a 423 aziende italiane ed estere per conoscere le novità del
mercato e, in linea con il motto
di Agrialp 2015, “Da una buona terra”, sul tradizionale palco
dell’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi/Südtiroler Bauernbund, si sono svolti
in quattro giorni numerosi eventi a corredo della manifestazione agricola dell’arco alpino.
Bolzano, novembre 2015 – Agrialp
2015 si è conclusa accogliendo in
quattro giorni quasi 40.000 visitatori legati al mondo dell’agricoltura,
confermando così il trend delle ultime edizioni e confermandosi l’appuntamento biennale di riferimento
per le regioni dell’arco alpino nel
mondo dell’agricoltura e delle tecniche forestali.
Armin Hilpold, Presidente di Fiera
Bolzano, si dichiara soddisfatto per
il bel risultato della 24a edizione di
Agrialp grazie a vari fattori, in primis
la positiva annata per l’agricoltura
dovuta al bel tempo che ha offerto una produzione più cospicua
rispetto all’anno precedente e la
ricca partecipazione da parte di
contadini provenienti da altre regioni d’Italia. Dalla provincia di Trento
vengono circa un quinto dei visitatori e ben il 40% viene da fuori Trentino Alto Adige, in particolare emergono la regione del Veneto (6,3%) e
la Lombardia (4,8%).
Anche le aziende presenti, che
con la loro comunicazione verso
i propri clienti contribuiscono al
successo della manifestazione, si
dichiarano più che soddisfatte dei
risultati raggiunti da quest’edizione
di Agrialp.
ed è la fiera più importante a cui loro
partecipano. Alessandro Poli dei vignaioli di Santa Massenza si dichiara molto soddisfatto per aver avuto
la possibilità di presentare i vini da
viti resistenti ad Agrialp e Antonio
Ferraresi conclude: “Siamo contenti
perché Agrialp è un gran momento
di incontro con i nostri clienti”.
Agrialp online:
Web: www.fierabolzano.it/agrialp
YouTube: www.youtube.com/FieraBolzano
Foto e video: www.fierabolzano.it/agrialp/
fotogallery.htm
Tobias Seeber della Seeber Paul afferma: “Per le esigenze più elevate
Agrialp offre macchinari agricoli di
altissimo livello. La gente era interessata e questa fiera è la piattaforma giusta per noi, per questo siamo
soddisfatti”. Anche Michael Gasser
di Frutop dice: “Il mercato regionale
è importantissimo per noi e Agrialp
è la fiera più importante in nord Italia”. Dello stesso parere anche Roberto Leita della Pfeifer Landtechnik
che, grazie al loro marchio di qualità
afferma di aver venduto in fiera macchine nuove e anche molto usato.
Anche Wolfgang Aumer di Rieper
sottolinea che Agrialp è il punto di riferimento per incontrare i suoi clienti
Foto: Fiera Bolzano Spa
28
Edmund Mach
RIPARTIRE DALLE API
Il fenomeno mondiale del declino
delle api è preoccupante non solo
dal punto di vista dell’agricoltura,
ma anche da quello ambientale. L’ape mellifera, infatti, è responsabile
dell’impollinazione della maggior parte delle piante spontanee della nostra
flora. Per confrontarsi su quest’importante tematica, venerdì 13 novembre
la Fondazione Mach ha organizzato
il convegno “Ripartire dalle api”, che
ha impegnato più di 150 persone tra
apicoltori, studiosi ed esponenti del
mondo dell’agricoltura.
In aula magna i relatori hanno presentato una sintesi delle più attuali
cercare all’interno delle potenzialità
dell’ape la soluzione dei problemi che
abbiamo sotto gli occhi”, ha esordito
Paolo Fontana, dell’Unità protezione
piante e biodiversità agroforestale
della Fondazione Mach. “Dobbiamo
porci questa domanda: le tecniche
di allevamento attuali corrispondono
realmente alle esigenze biologiche
dell’ape? La risposta è: non sempre.
Da 150 anni usiamo un determinato
tipo di arnia, ma in realtà questo è
solo uno dei modi di fare apicoltura”.
FEM PROTAGONISTA
DELLO HUMANTECHNOPOLE
La Fondazione Mach farà parte del
Notizie
dalla Fondazione
Edmund Mach
DI SAN MICHELE ALL’ADIGE
a cura di Laura Galassi (Ufficio Stampa Fondazione Edmund Mach)
conoscenze su aspetti cruciali della
biologia dell’ape mellifera, come la
costruzione del favo, l’alimentazione, i
microorganismi simbionti dell’apparato digerente, ma hanno proposto anche riflessioni sul significato di alcune
pratiche apistiche come la selezione.
Il convegno ha approfondito inoltre
l’applicabilità del concetto di benessere animale in apicoltura anche attraverso la presentazione di esperienze di apicoltura naturale.
“Quest’incontro vuole essere di stimolo per gli apicoltori e per il mondo scientifico. L’obiettivo è quello di
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centro di eccellenza mondiale per
il miglioramento della vita che sorgerà a Milano negli spazi dell’Expo.
L’Human Technopole - così è stato
chiamato il progetto - sarà un polo
internazionale di ricerca e tecnologia
applicata, dedicato all’alimentazione
e a tutte le competenze che contribuiscono al benessere umano.
Martedì 10 novembre il progetto è
stato presentato ufficialmente dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi,
al Piccolo Teatro di Milano, davanti a
una platea gremita di autorità. “L’obiettivo è ospitare tante realtà che
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diano la scintilla. L’Italia sarà leader
mondiale nelle tecnologie per l’essere
umano, con un approccio interdisciplinare”, sono state le parole di Renzi.
I tre istituti coinvolti da protagonisti,
ha proseguito il Presidente del Consiglio, “saranno i players che dovranno
attirare i talenti internazionali. Human
Technopole sarà un progetto che
potremo definire ‘the best’”. Assieme all’ente di San Michele all’Adige,
a Rho lavoreranno l’Istituto italiano di
tecnologia di Genova (Iit) e l’Institute
for international interchange di Torino
(Isi), per un totale di un migliaio tra
scienziati, ricercatori e tecnici provenienti da tutto il mondo, oltre a 600
dottorati post laurea.
Lo ”Human Technopole” ambisce ad
attrarre le migliori intelligenze del mondo in cinque aree di lavoro: tecnologie
per il welfare, medicina di precisione,
nanotecnologie verdi e gestione dei
rifiuti, valorizzazione del patrimonio
culturale italiano e tecnologie multidisciplinari per l’alimentazione. Proprio
in quest’ultimo ambito, la Fondazione
Mach, sulla scorta dell’esperienza
maturata in un secolo e mezzo di storia, avrà un ruolo di primo piano nello
sviluppo di un’agricoltura sostenibile
e di alimenti più sicuri e sani. Con la
partecipazione a Human Technopole
la Fondazione Mach raggiunge un
grandissimo traguardo. “La Fondazione è arrivata prima nell’area Chimica e nell’area Agricoltura nella classifica dell’ANVUR (Agenzia nazionale
di valutazione del sistema Università
e Ricerca). Abbiamo 44 abilitazioni
alla docenza universitaria da parte
del MIUR, ogni anno produciamo più
di 200 pubblicazioni e, nel giro di cinque anni, abbiamo sequenziato sei
genomi, tra i quali quello della vite,
della mela e della Drosophila suzukii.
Siamo pronti per cogliere la sfida del
dopo-Expo”, ha commentato il presidente della Fondazione Mach, Andrea Segrè.
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n°12, dicembre 2015