TI PARLO SE TU MI ASCOLTI
progetto di empowerment relazionale-comunicativo sulla violenza sui minori
(Incontro di 4 ore)
a cura di Teatro Alkestis ed Emanuele Ortu
Sede legale e Teatro: Via Loru 31, 09125 Cagliari, Tel./Fax 070 306392 - P.I. 01395240920 Registro delle Società Tribunale di Cagliari n. 11954 del 18.10.1983 REA Cagliari n. 125456
del 21.03.1984 Albo delle Cooperative n. A137838 del 25.03.2005 e-mail: [email protected] - pec. [email protected] - www.teatroalkestis.it
TI PARLO SE TU MI ASCOLTI
Destinatari primari: alunne/i del secondo ciclo della scuola primaria
Destinatari secondari: insegnanti delle classi coinvolte
PREMESSA
Bambine e bambini sono sempre più a contatto dal punto di vista mediatico con casi e situazioni di
violenza, sia sui loro stessi coetanei che sugli adulti. Questo porta alla necessità di affrontare il
problema per costruire con loro una lingua che gli permetta di decodificare le informazioni con le
quali si confrontano. Attualmente, in Italia, il numero di bambine e bambini vittime di violenza (sia
fisica che psicologica) è estremamente elevato. La nostra proposta, basata su differenti studi a
livello nazionale ed internazionale, è di affrontare il fenomeno della violenza sui minori come la
risultante di difficoltà di tipo comunicativo: “io (violento) vorrei condividere e comunicare le mie
necessità, ma l'unica lingua che conosco è quella violenta”. L’idea alla base del progetto è che
bambine e bambini possano arrivare a ri-conoscere quelli che sono i pattern della violenza senza
parlare di violenza in prima persona. Approcciare in maniera troppo diretta un tema così delicato,
come quello della violenza sui minori, rischia di avere un effetto di negazione o di protezione
aprioristica dell'adulto. E’ per questo che scegliamo di trattare il tema non parlandone direttamente,
ma arrivandoci tramite un lavoro di presa di coscienza degli stili, degli strumenti e degli effetti della
comunicazione, della differenza tra intenzione e risultato in un atto comunicativo e di separazione
tra atto comunicativo e persona. Tale approccio permette a chiunque di vedere da un lato il
problema come staccato dalla singola persona, e dall'altro come un problema sia per la vittima che
per il carnefice. Per la vittima risulta facilmente comprensibile. Per il carnefice si tratta
dell'incapacità di comunicare realmente quello che vorrebbe. Questo procedimento ottiene due
risultati fondamentali. Il primo è legato al passaggio da colpa a responsabilità: se il carnefice è
responsabile di qualcosa può intervenire, se è colpevole no. Il secondo, conseguente, consiste nel
fatto che se il problema è “fuori dalla persona” vuol dire che io bambino, se ne parlo con altri adulti,
non sto demonizzando il carnefice, bensì lo sto aiutando. Elaborando questi metodi con i bambini e
le bambine è possibile individuare, senza sensi di colpa, i comportamenti violenti sia dei coetanei
che degli adulti, creando la consapevolezza della loro tutela e della condivisione di situazioni che
loro vivono e sentono come violente.
LA SITUAZIONE DELLA VIOLENZA SUI MINORI IN ITALIA
In Italia uno dei maggiori problemi relativi ai fenomeni di violenza e abuso sui minori è che
l’enorme quantità di atti perpetuati nei confronti di bambini e ragazzi non vengono denunciati. Un
sommerso che gli operatori del settore mettono costantemente in evidenza. Basti pensare che in
stati come Francia, Inghilterra, Stati Uniti1 il numero ufficiale di minori vittime di abusi è nettamente
superiore. Questo potrebbe portare erroneamente a pensare che in Italia sia inferiore il numero di
abusi e violenze, ma la situazione è ben diversa. Infatti gli operatori specializzati 2, il Telefono
Azzurro e l’Unicef, mettono in evidenza l’enorme difficoltà presente nel far si che i minori che
subiscono violenza, o gli adulti di riferimento, sporgano denuncia. Le motivazioni sono molteplici:
Sede legale e Teatro: Via Loru 31, 09125 Cagliari, Tel./Fax 070 306392 - P.I. 01395240920 Registro delle Società Tribunale di Cagliari n. 11954 del 18.10.1983 REA Cagliari
n. 125456 del 21.03.1984 Albo delle Cooperative n. A137838 del 25.03.2005
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TI PARLO SE TU MI ASCOLTI
1. La maggior parte delle violenze denunciate, circa il 68%, è avvenuta in famiglia3.
2. La differenza tra la percezione sociale e la definizione normativa riguardo a ciò che è
considerato violenza è ancora considerevole.
3. Manca un'adeguata conoscenza dei doveri che gli adulti hanno nei confronti di simili
situazioni e dei canali da seguire in caso si voglia denunciare una violenza.
4. I minori non hanno la percezione di quali siano i loro diritti e delle modalità da seguire
affinché gli stessi vengano tutelati.
Il problema di partenza che ci siamo posti è stato duplice: Come raggiungere l’ingente sommerso
di bambini che subiscono azioni violente? Come rafforzare i bambini e gli adulti a riconoscere e
reagire a questi fenomeni?
Per fare ciò il progetto “Ti parlo se tu mi a ascolti” ha elaborato un intervento che attivi i
principali attori sociali coinvolti e contemporaneamente permetta una eventuale mappatura delle
situazioni a rischio.
FINALITA'
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Portare l'attenzione, con una modalità non mediatica, sul problema della violenza sui
minori.
Informare gli adulti sulle risorse presenti sul territorio di supporto legale, psicologico e
logistico.
Aprire un confronto con insegnanti e genitori sulla concezione di infanzia e violenza sui
minori.
Informare i minori, attraverso un medium narrativo, dei loro diritti e delle risorse presenti nel
territorio.
Rafforzare la rete Scuola, Servizi Sociali, Tribunale dei Minori, genitori, minori e
Associazioni presenti sul territorio.
PERSONALE
Per tutti i momenti del progetto il personale coinvolto sarà il seguente:
N.1 educatore esperto sulla tematica della violenza e dell'abuso sui minori, nella conduzione di
gruppi e nella realizzazione di percorsi laboratoriali a medium narrativo e artistico-espressivo.
N. 1 attrice esperta nella conduzione dei gruppi.
ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO
La durata complessiva dell'incontro è di 4 ore e sarà realizzata nell'arco di una mattina o di un
pomeriggio, sia a scuola che presso il nostro teatro. L'incontro è suddiviso in quattro momenti:
1 Laboratorio di accoglienza e presentazione della tematica
2 Spettacolo teatrale
3 Laboratorio di restituzione e discussione
4 Merenda
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1 MOMENTO - Laboratorio di accoglienza e presentazione della tematica
La finalità di questo laboratorio è di predisporre i partecipanti alla visione dello spettacolo,
preparandoli al linguaggio teatrale e alla tematica trattata, così da fornire loro gli strumenti utili alla
decodifica della rappresentazione stessa e contemporaneamente creare una relazione di fiducia
con gli operatori-attori.
Durata: 1 ora
Destinatari: le classi partecipanti
Strumenti: narrazione, circle time, giochi di ruolo
2 MOMENTO - Spettacolo teatrale
Focus del progetto: i bambini e le bambine, accompagnati dagli insegnanti, assisteranno ad uno
spettacolo che esporrà, con un approccio narrativo, il tema della violenza sui minori. La storia
messa in scena tratterà una vicenda del quotidiano, di amicizia, in cui è presente una cornice di
violenza. Il linguaggio teatrale fortemente e volutamente evocativo permetterà alle bambine e ai
bambini di "prendere" quanto sono pronti a ricevere.
Durata: 1 ora circa
Destinatari: sino a 3 classi contemporaneamente
3 MOMENTO - Laboratorio di restituzione e discussione
Dopo lo spettacolo sarà realizzato un laboratorio, durante il quale a partire dal finale della storia
rappresentata saranno costruite nuove possibili soluzioni e sarà dato spazio alle necessità delle
bambine e dei bambini di esprimere eventuali domande, chiarimenti e dubbi. Si creerà così un
momento protetto di condivisione in cui i minori abbiano la possibilità di confrontarsi con il
personale specializzato attraverso un linguaggio sia metaforico che razionale.
Durata: 1 ora.
Destinatari: le classi partecipanti
Strumenti: narrazione, circle time, giochi di ruolo
INFORMATIVA SULLO SPETTACOLO
La storia pur affrontando tematiche forti è mediata dallo stile fiabesco e da un linguaggio calibrato.
Lo spettacolo, scritto da Michel Marc Bouchard, narra le vicende tipo di una situazione di violenza
intrafamiliare. Padre violento, madre colludente e bambino incapace di etichettare come violente le
azioni dei genitori e per questo denunciarli. Pur risultando un'unica narrazione, lo spettacolo è
suddiviso in due parti. Nella prima parte sarà raccontata la storia, nella seconda i bambini, con
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l’aiuto di un educatore/attore, creeranno dei finali alternativi che permetteranno al protagonista di
affrontare la problematica della violenza. In questo modo si agirà attivamente sulle capacità di
reazione e attivazione dei bambini, utilizzando una modalità narrativa fortemente protetta.
Verranno così contemporaneamente accolte le emozioni, le domande e i dubbi del pubblico,
cercando di capire perché situazioni simili avvengano e come sia possibile affrontarle.
Dopo lo spettacolo sarà organizzato uno spazio libero in cui i bambini potranno muoversi tra la
scenografia e conversare con gli attori/educatori. Questo spazio vuole essere un momento in cui i
bambini che non hanno voluto esprimersi in una fase “plenaria” possano eventualmente farlo in un
rapporto più protetto avvicinandosi all'educatore o all'attrice.
Sotto obbiettivi di questa azione sono:


Offrire un momento protetto di tipo informativo in cui i bambini possano apprendere come
rispondere ad un abuso/violenza e conoscere quali siano i propri diritti.
Mappare eventuali situazioni considerate a rischio. Infatti, per le caratteristiche dello
spettacolo, è possibile che in alcuni spettatori-bambini che hanno subito violenze/abusi la
rappresentazione faccia risuonare il proprio vissuto. L’educatore, in questo caso, in accordo
coi servizi sociali, agirà secondo i protocolli condivisi.
Luogo ospitante: lo spettacolo può essere realizzato sia presso il Teatro Alkestis che nelle
località coinvolte (previa valutazione tecnico-logistica). In quest'ultimo caso si indicano le necessità
tecniche fondamentali:
Scheda tecnica spettacolo: adattabile al contesto purché supportato da un impianto elettrico di
potenza non inferiore a 220 kw.
COSTI E MODALITA' DI ADESIONE
Il progetto può essere realizzato per un gruppo massimo di 75 bambine/i e ha il costo 600 euro +
IVA 22% + eventuali spese di viaggio, vitto e alloggio (qualora il progetto sia da realizzarsi in
strutture diverse dal Teatro Alkestis)
Nell'eventualità che la quota di partecipazione sia suddivisa tra gli alunni/e (8 euro ciascuno) si
consiglia di raggiungere il numero massimo di partecipanti. In caso non riusciate a raggiungerlo
autonomamente potete contattarci e saremo noi a prendere contatto con altre scuole.
Per adesioni e informazioni:
mail: [email protected] - tel. 070306392
1
Vedere Dossier Pedofilia 2011 - Telefono Azzurro; Dati Ministero dell'Interno; Direzione Centrale della Polizia Criminale 2008
2
Psicologi, assistenti sociali, educatori, counselors che lavorano in centri di ascolto, comunità, educativa di strada, etc.
3
Vedere Dossier Pedofilia 2011- Telefono Azzurro e Progressi per l’Infanzia n°8/2009- Unicef.
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