Corriere
degli Italiani
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ANNO L I - N. 20 - 29 maggio 2013
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COMMISSIONE UE
L’Europa
promuove
l’Italia, ma...
Verrà proposta la chiusura della
procedura per deficit eccessivo
dell'Italia, e sembra ormai certo che
la pratica verrà archiviata visto
l’orientamento positivo della
Commissione. Il commissario
europeo Affari economici, Olli
Rehn, sottoporrà la decisione al
resto della Commissione per
mettere fine alla vertenza aperta
contro l'Italia nel 2009 al tempo del
governo Berlusconi. Una tappa
importante che premia il
risanamento del governo Monti e la
credibilità con la quale l'esecutivo di
Letta si è presentato in Europa:
secondo la Commissione l'Italia ha
terminato il 2012 con un deficit al
3% e nel 2013 dovrebbe restare al
2,9%, dunque in regola con i
parametri di Maastricht. Obiettivo
che a politiche invariate centrerà
anche nei prossimi due anni,
condizione per chiudere la
procedura. La decisione darà nuovi
margini di manovra al governo.
La Commissione Ue promuove l'Italia, ma la "to-do list", la lista delle
cose da fare, resta ancora lunga.
Nella bozza di raccomandazioni
che accompagnerà il nostro Paese
fuori dalla procedura di infrazione
per deficit eccessivo, Bruxelles indica sei strade da seguire in futuro.
- Consolidamento dei conti pubblici: al primo posto c'è la raccomandazione relativa al proseguimento dell'azione di
"consolidamento" del bilancio, più
volte richiesto dall'Europa ai diversi
Paesi dell'unione europea.
- Amministrazione pubblica: il documento messo a punto dai servizi
del commissario Ue per gli affari
economici e monetari Olli Rehn evidenzia la necessità di rendere molto
più efficiente la macchina dell'amministrazione pubblica per alleggerire il sistema produttivo di una zavorra che troppo spesso ne
condiziona l'attività e lo sviluppo.
- Banche: la terza raccomandazione
riguarda il sistema bancario italiano. La Commissione chiede all'Italia di intervenire in maniera attiva per renderlo più efficace e
produttivo.
- Lavoro: nonostante la riforma Fornero, Bruxelles insiste poi su una
maggiore flessibilità del mercato
del lavoro mettendo l'accento sull'opportunità di una contrattazione
maggiormente incentrata sul livello
aziendale che non su quello nazionale. Parallelamente, secondo la
Commissione, le politiche per la formazione dei lavoratori dovrebbero
essere più attente e vicine alle reali
esigenze del mercato del lavoro.
- Fisco e concorrenza: la riduzione
della pressione fiscale sul lavoro e
sulle imprese, nonché una maggiore
apertura alla concorrenza del mercato dei servizi sono le altre due
'raccomandazionì che completano
il pacchetto messo a punto dalla
Commissione. Prima di approdare
all'esame della Commissione, mercoledì 29 maggio, il documento di
lavoro contenente le raccomandazioni sarà oggetto di un approfondimento tecnico da parte degli
sherpa dei 27 commissari.
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INDUSTRIA Presentato a Ginevra in prima mondiale in occasione del Salone dell’aviazione
Il nuovo jet della Pilatus
GINEVRA - È stato presentato la settimana
scorsa a Ginevra, in prima mondiale, in
occasione del salone annuale dell'aviazione
d'affari (EBACE) il nuovo aereo della Pilatus,
il PC-24. Il velivolo potrà atterrare su distanze più corte e su tutti i tipi di pista e
offrirà più spazio ai piloti nella cabina,
nonché una porta anteriore per un carico
più facile. "Si tratta di un altro grande momento nella storia della nostra azienda
con sede a Stans dal 1939, ha dichiarato il
presidente del consiglio di amministrazione
di Pilatus, Oscar Schwenk, davanti a una
folla di invitati confluiti al Palexpo. "Il PC24 riunisce per la prima volta valori tradizionali di adattabilità, di efficienza e di
precisione svizzera in un aviogetto d'affari",
ha aggiunto. Il nuovo aereo raggiungerà
una velocità massima di 787 km/h e una
distanza di 3610 km con quattro passeggeri.
La produzione comincerà ad inizio 2014 e
sarà commercializzato nel 2017. Il PC-24,
soprannominato il primo "Jet Super Versatile", sarà venduto per circa 9 milioni di
franchi. Potrà essere trasformato in un piccolo aereo cargo o medico.
GINEVRA
Prima linea
bus al 100%
elettrica
GINEVRA - La prima linea di bus al
100% elettrica è stata inaugurata a
Ginevra da Doris Leuthard, che l'ha definita "veramente geniale". Senza emissioni di CO2 e silenziosa. Presto molte
città svizzere potrebbero dotarsi di questi
mezzi. La responsabile del Dipartimento
dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia
e della comunicazione ha tagliato il
nastro del nuovo Trolleybus alla stazione
all'aeroportodi Ginevra-Cointrin. Invitati
e giornalisti sono quindi saliti a bordo
del veicolo per raggiungere il Palexpo,
dove la Leuthard ha aperto il congresso
dell'Unione internazionale dei trasporti
pubblici. Per ricaricare la batteria, sul
tetto sul bus, sono bastati 15 secondi. "E'
un'idea elvetica che potremo utilizzare
e vendere all'estero, a dimostrazione che
se si vuole davvero una cosa la si può ottenere", ha commentato la ministra.
CICLISMO Novantaseiesima edizione del Giro a tappe che attraversa la Penisola
Vincenzo Nibali, una vittoria
meritatissima al Giro d’Italia
MILANO - Vincenzo Nibali ha vinto la 96/a
edizione del Giro d'Italia. Il messinese succede
sul trono della corsa rosa al canadese Ryder
Hesjedal. Il podio è completato dal colombiano
Rigoberto Uran Uran e dall'australiano Cadel
Evans. L'inglese Mark Cavendish ha vinto in
volata la 21/a e ultima tappa del 96° Giro
d'Italia 2013. Per il ciclista inglese si tratta del
quinto successo allo sprint nel Giro 2013.
Cinque sprint su cinque. Un en-plein in piena
regola, nel giorno del trionfo di Vincenzo
Nibali a Brescia. L'ultima tappa, come previsto,
è stata una specie di passerella, che gli organizzatori hanno allungato di nove chilometri,
per via delle concomitanti elezioni comunali.
Il gruppo ha scelto l'andatura turistica per attraversare ben cinque province e raggiungere
la Lombardia dal Veneto, quindi affrontare il
circuito finale, dove l'andatura è aumentata,
con le squadre dei velocisti pronte a preparare
lo sprint per gli uomini-jet.
SVIZZERA-CINA Johann Schneider Ammann: accordo “buono, ma non ottimo”
Accordo di libero scambio pronto per essere firmato in luglio
BERNA - Dopo l'euforia suscitata
dalla recente visita del premier cinese in Svizzera in relazione alla
prossima conclusione di un accordo di libero scambio tra Berna
e Pechino, il consigliere federale
Johann Schneider-Ammann è tornato sui media nel finesettimana
per spiegare nei dettagli alcuni
aspetti di questa intesa e rispondere alle critiche di chi lo rimprovera di anteporre gli interessi commerciali ai diritti umani. Schneider-Ammann si è detto ottimista
sull'esito dei dibattiti parlamentari
su questo accordo.
Stando al ministro dell'economia,
la Cina è pronta a migliorarsi per
quanto riguarda il rispetto dei diritti
umani. In un'intervista al domenicale
"Schweiz am Sonntag", il ministro bernese ha fatto notare che la questione è
evocata nel testo dell'accordo. "Il fatto
che si sia riusciti ad inserire questo
aspetto nel documento non è scontato",
ha sostenuto.
Un intero capitolo dell'accordo si occupa
inoltre di sviluppo sostenibile, ha affermato il consigliere federale bernese, facendo notare che Cina e Svizzera hanno
firmato anche un'intesa sugli aspetti sociali. Tutto ciò dimostra, a detta dell'ex
imprenditore, "che i Cinesi sono pronti
a migliorare la situazione del loro Paese".
Non da ultimo, Schneider-Ammann ha
citato un articolo pubblicato dalla "Neue
Zürcher Zeitung" dello stesso primo ministro cinese, dove Li Keqiang si è detto
cosciente dell'aspetto riguardante i diritti
dell'uomo e desideroso di migliorare la
situazione nel suo Paese.
Dazi non azzerati del tutto
Oltre alla questione dei diritti umani, il
ministro dell'economia ha affrontato sabato alcune questioni tecniche legate all'accordo di libero scambio. Alla radio
DRS, il consigliere federale ha fatto presente che l'intesa con Pechino non significa "ipso facto" l'azzeramento dei
dazi imposti sulle merci elvetiche esportate verso la Cina.
"Benché su oltre il 90% dei prodotti e
dei servizi i dazi siano stati azzerati o ri-
dotti - ha spiegato il Consigliere federale
- il commercio tra i due Paesi non sarà
completamente libero".
"La Svizzera non è infatti riuscita ad imporre tutti i suoi desideri", ha detto il
ministro PLR.
Per il 7% dei prodotti elvetici forniti alla
Cina sono stati infatti mantenuti dazi
in entrata. "Per alcune merci il risultato
dei negoziati non è ideale per noi", ha
ammesso Schneider-Ammann, senza tuttavia specificare di quali articoli o servizi
si tratti in particolare.
L'accordo in dirittura d'arrivo con la Cina
è comunque buono, ha dichiarato. Il ministro dell'economia ha poi voluto precisare che Berna non ha fatto concessioni
nel settore "sensibile" dell'agricoltura.
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Vincenzo Nibali, una vittoria meritatissima al Giro