Manuale d’uso
SUITE
Strumenti di diagnostica
Data
2 maggio 2006
Numero Pagine
70
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Indice:
1.
GENERALITÀ.................................................................................. 3
1.1
PREREQUISITI HARDWARE E SOFTWARE .................................................... 3
1.1.1
Versione PC Windows................................................................ 3
2.
INSTALLAZIONE SUITE MH TEAM .................................................. 4
3.
TESTER SISTEMI SCS .................................................................... 6
3.1
INTRODUZIONE ................................................................................ 6
3.2 RICERCA GUASTI IN IMPIANTI SCS AUTOMAZIONE ........................................7
3.3 RICERCA GUASTI IN IMPIANTI SCS ANTIFURTO .......................................... 10
3.4 RICERCA GUASTI IN IMPIANTI SCS TERMOREGOLAZIONE. .............................. 14
3.4.1 Analisi e soluzione di eventuali problemi..................................... 15
3.5 RICERCA GUASTI IN IMPIANTI SCS DIFFUSIONE SONORA .............................. 19
3.5.1 Analisi e soluzione di eventuali problemi..................................... 19
3.6 RICERCA GUASTI IN IMPIANTI SCS INTEGRATI ........................................... 24
3.6.1 Integrazione con interfaccia F422.............................................. 24
3.6.2 Integrazione con interfaccia F422.............................................. 24
4 TILOG ............................................................................................ 25
4.1 INTRODUZIONE ............................................................................... 26
4.2 UTILIZZO DEL SOFTWARE TILOG SU IMPIANTI SCS( AUTOMAZIONE, ANTIFURTO,
TERMOREGOLAZIONE E DIFFUSIONE SONORA) ................................................... 28
4.3 UTILIZZO DEL SOFTWARE TILOG SU IMPIANTI DIGITALI 2 FILI .......................... 34
4.3.1 CHIAMATA DA POSTO ESTERNO................................................ 35
4.3.2 CHIAMATA DA POSTO ESTERNO + CONVERSAZIONE ................... 36
4.3.3 COMANDO SERRATURA E LUCI SCALE ....................................... 37
4.3.4 AUTOACCENSIONE - VIDEOCONTROLLO DOMESTICO .................. 38
4.3.5 RESET POSTO ESTERNO .......................................................... 40
4.4 UTILIZZO DEL SOFTWARE TILOG SU IMPIANTI DIGITALI 6/8 FILI ....................... 44
4.4.1 CHIAMATA DA POSTO ESTERNO................................................ 42
4.4.2 CHIAMATA DA POSTO ESTERNO + CONVERSAZIONE ................... 43
4.4.3 COMANDO SERRATURA E LUCI SCALE ....................................... 48
4.4.4 AUTOACCENSIONE - VIDEOCONTROLLO DOMESTICO .................. 45
4.4.5 RESET POSTO ESTERNO .......................................................... 47
4.4.6 CENTRALINO DI PORTINERIA ................................................... 47
5 WIZARD TIPBX ............................................................................. 48
5.1 INTRODUZIONE ............................................................................... 48
5.2 PROCEDURA PER IL COLLAUDO DEI CENTRALINI TELEFONICI PABX..................... 48
5.3 UTILIZZO DEL SOFTWARE WTIPBX ......................................................... 49
5.4
CREAZIONE DELLA CONFIGURAZIONE BASE ............................................. 52
5.5
PERSONALIZZAZIONE CONFIGURAZIONE BASE .......................................... 56
5.6
INSERIMENTO DATI CLIENTE NELLA CONFIGURAZIONE PERSONALIZZATA............. 60
5.7
COLLAUDO DEL CENTRALINO TELEFONICO PABX ....................................... 63
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1.Generalità
Il presente documento ha come scopo il supporto all’utente nell’uso degli
strumenti di diagnostica per i sistemi digitali BTicino.
In dettaglio sono disponibili i seguenti strumenti.
Piattaforma PC Windows:
•
•
•
•
Tester Antifurto
tester per impianti antifurto SCS
Tester SCS
tester per impianti SCS Automazione, Termoregolazione e Diffusione
Sonora
Tilog
monitor per impianti videocitofonici SCS, SCS Automazione,
Termoregolazione, Diffusione Sonora e Antifurto
Wizard Tipbx
messa in servizio e configurazione di centralini PABX
1.1 Prerequisiti Hardware e Software
1.1.1 Versione PC Windows
Personal Computer con processore Pentium >800 MHz 128 MB di memoria
RAM Scheda grafica SVGA con risoluzione 800x600 Windows 95 rel. B o
superiore.con Internet Explore 5.5 o superiore
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2.Installazione Suite MH Team
Per installare il programma Suite procedere come di seguito descritto:
1) Inserire il Cd-Rom oppure il primo floppy disk (nel caso si abbia il set in
tale formato) nel relativo drive (ad esempio D: oppure A:)
2) Eseguire il file setup.exe contenuto nella directory d’installazione
dell’applicativo
A questo punto il programma d’installazione mostrerà la seguente maschera
Alla pressione dell’apposito pulsante l’installazione continuerà con la seguente
finestra nella quale occorre definire il nome della directory dove installare il
programma:
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La procedura d’installazione propone la directory “C:\Programmi\Suite 3.0”,
l’utente può però selezionare il direttorio che preferisce mediante l’apposito
pulsante
Al termine della procedura di installazione verrà visualizzata la seguente
maschera
Nella barra degli strumenti saranno presenti i relativi collegamenti a tutti gli
applicativi
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3.1 Introduzione
Lo scopo del presente documento è di facilitare la ricerca guasti nell’ambito di
impianti SCS introducendo l’utilizzo degli appositi software di diagnostica.
Vengono analizzati le singole tipologie di impianto per poi procedere
all’integrazione tra essi.
Proprio per questa prestazione, nel campo della ricerca guasti è opportuno, se
si è in presenza di più sistemi interconnessi, per prima cosa sezionare gli
impianti e analizzarli singolarmente.
Una volta verificata l’efficienza dei singoli impianti si può procedere alla
verifica delle funzioni di integrazione.
In particolare di seguito si vedranno il metodo di ricerca guasti negli impianti
•
•
•
•
•
Impianti SCS Luci
Impianto SCS Antintrusione
Impianto SCS Termoregolazione
Impianto SCS Diffusione Sonora
Integrazioni impianti
3.2 Ricerca Guasti in impianti SCS automazione
Tramite software verrà effettuata una verifica automatica della configurazione
e conseguente simulazione dell’impianto tramite Tester SCS Comandi.
Per ulteriori informazioni su questi strumenti fare riferimento alla relativa
documentazione.
Le tipologie di guasti che generalmente si possono riscontrare su tale impianto
sono riassunti nella seguente tabella:
Ricerca guasti tramite software (Tester SCS Comandi)
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Sintomo
Causa
Alla pressione di un opportuno L’attuatore non risponde al
comando l’attuatore non
comando inviato.
commuta
Soluzione
a)Se non si conoscono i valori
di A e PL dei dispositivi
utilizzare la funzione
configurazione per
apprendere l’indirizzo dei
dispositivi e provare ad
azionarli .
b)Testare il comando e
l’attuatore mediante la
modalità simulazione.
c)Utilizzare la funzione
monitoraggio e verificare che
ad ogni richiesta stato
attuatore
corrisponda la relativa
risposta.
Alla pressione del comando
l’attuazione viene eseguita,
ma lo stato del comando non
viene aggiornato (led)
Il led di segnalazione a bordo
dei dispositivi continua a
lampeggiare
a)Verificare che il comando
Non è un comando punto punto non sia di tipo Ambiente,
Gruppo o Generale tramite la
funzione configurazione
Configurazione errata
a)Controllare la
configurazione in modalità
manuale dei comandi e degli
attuatori interessati (fare
attenzione alla configurazione
delle sedi A, PL, M)
N.B. La procedura di ricerca guasti tramite software deve essere accompagnata
da quella manuale con l’ausilio di altri strumenti (p. es. multimetro).
Per l’utilizzo del Tester SCS è possibile collegare l’impianto in test al pc
attraverso l’interfaccia SCS/USB art. L4686/USB o l’interfaccia
SCS/seriale art. L4686.
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Dal menu File, selezionare la porta “USB 1” per utilizzare l’interfaccia art.
L4686/USB o la porta seriale (Com ..) per utilizzare l’interfaccia art. L4686.
Lingua
Lingua
Porta Seriale
Porta Seriale
Esci
Esci
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Com 1
Com 1
Com 2
Com 2
Com 3
Com 3
Com 4
Com 4
Com 5
Com 5
Com 6
Com 6
Com 7
Com 7
Com 8
Com 8
Com 9
Com 9
Com 10
Com 10
Com 11
Com 11
Com 12
Com 12
Com 13
Com 13
Com 14
Com 14
Com 15
Com 15
Com 16
Com 16
vUSB 1
vUSB 1
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Monitoraggio : con questa funzione è possibile visualizzare o esportare su un
file, tutti gli eventi che accadono sull’impianto, in questo modo è possibile
analizzare i singoli eventi per capire gli eventuali malfunzionamenti accaduti.
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Configurazione: con questa funzione è possibile verificare la presenza della
maggior parte degli oggetti connessi al bus SCS, in questo modo è possibile
verificare la corretta configurazione degli oggetti.
Simulazione: con questa funzione è possibile creare degli oggetti virtuali (che
non necessariamente sono presenti fisicamente) per verificare l’efficacia di una
eventuale nuova funzione.
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3.3 Ricerca Guasti in Impianti SCS antifurto
Verrà effettuata una verifica automatica della configurazione e conseguente
simulazione dell’impianto tramite Tester SCS antifurto.
Per ulteriori informazioni su questo strumento fare riferimento alla relativa
documentazione.
Le tipologie di guasti che generalmente si possono riscontrare su tale impianto
sono riassunti nella seguente tabella:
Sintomo
Causa
Soluzione
a)Attivare
il
monitoraggio impianto e
Alla
pressione
del Dispositivi impianto in verificare
la
telecomando
non
è allarme 24h o intrusione
registrazione degli eventi
possibile
inserire
b)Testare
l’oggetto
l’impianto
singolo
in
modalità
interrogazione
facendo
attenzione all’efficienza
del tamper
Ad
impianto
inserito
viene
generato
un Falsi allarmi
allarme intrusione o 24h
senza
alcun
motivo
apparente
a)Inserire il software in
monitoraggio per cercare
di poter individuare il
dispositivo
che
ha
generato l’allarme.
Il led di segnalazione Configurazione errata
delle
zone
non
si
accendono
a)Attivare la funzione
configurazione per poter
controllare gli indirizzi
dei dispositivi.
Per l’utilizzo del Tester Antintrusione è possibile collegare l’impianto in
test al pc attraverso l’interfaccia SCS/USB art. L4686/USB o
l’interfaccia SCS/seriale art. L4686.
Dal menu File, selezionare la porta “USB 1” per utilizzare l’interfaccia art.
L4686/USB o la porta seriale (Com ..) per utilizzare l’interfaccia art. L4686.
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Lingua
Lingua
Porta Seriale
Porta Seriale
Esci
Esci
Com 1
Com 1
Com 2
Com 2
Com 3
Com 3
Com 4
Com 4
Com 5
Com 5
Com 6
Com 6
Com 7
Com 7
Com 8
Com 8
Com 9
Com 9
Com 10
Com 10
Com 11
Com 11
Com 12
Com 12
Com 13
Com 13
Com 14
Com 14
Com 15
Com 15
Com 16
Com 16
vUSB 1
vUSB 1
Monitoraggio: con questa funzione è possibile visualizzare o esportare su un
file, tutti gli eventi che accadono sull’impianto, in questo modo è possibile
analizzare i singoli eventi per capire gli eventuali malfunzionamenti accaduti.
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Configurazione: con questa funzione è possibile acquisire la costituzione
dell’impianto in modo di poter verificare la corretta configurazione degli oggetti
Interrogazione: Con questa funzione è possibile interrogare il singolo oggetto
per conoscerne i dati caratteristici
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NB: con entrambi i software, durante la fase di monitoraggio, è possibile
riscontrare i seguenti errori dovuti a disturbi presenti sul bus:
Descrizione
ERRORE
ERRORE
ERRORE
ERRORE
ERRORE
ERRORE
ERRORE
ERRORE
ERRORE
Diagnosi
Stop bit errato
Errori/disturbi
checksum errata
durante la
trasmissione
ETX non identificato
byte non completo
della frame
visualizzata.
interbyte troppo lungo
lunghezza frame non valida
buffer over run
non identificato
retry frame
RX Ko da disp. xy
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3.4 Ricerca Guasti in impianti SCS Termoregolazione.
Le tipologie di guasti che generalmente si possono riscontrare su tale impianto, sono
elencati nei seguenti paragrafi e saranno analizzati con l’utilizzo della centrale 3550 e
con l’apposito software.
La centrale di termoregolazione è dotata di un software di gestione che è in grado di
effettuare un test di sistema; se sull’impianto si verificano dei problemi, sul display
viene visualizzato il simbolo _!_ a tutto schermo o nell'angolo in basso a destra.
NB Fare sempre riferimento al manuale installatore della centrale.
Qualora compaiano delle segnalazioni di mal funzionamento, premendo un qualsiasi
tasto si accede direttamente alla parte di Diagnostica oppure è possibile accedervi
dal menu Impostazioni ◊ Diagnostica.
Se la centrale non segnala problemi, verificare comunque che le sonde stiano
comunicando correttamente: nel menu Impostazioni ◊ Diagnostica selezionare le
zone da verificare ed eseguire un Aggiorna o Visualizza
3.4.1
Analisi e soluzione di eventuali problemi
Errore su sonda
Se la centrale segnala un 'Errore su sonda' verificare che la sonda sia correttamente
collegata e configurata (led verde acceso fisso o lampeggiante lentamente, numero di
zona corrispondente a quanto previsto sulla centrale):se il collegamento o la
configurazione non sono corretti, sistemare il problema ed effettuare un nuovo
Aggiorna altrimenti provare a resettare la sonda (togliendo il bus) ed effettuare un
Aggiorna sulla centrale; se il problema persiste, sostituire la sonda.
Verificare che la centrale non abbia problemi di TX/RX su bus, ad esempio inviando
una richiesta stato centrale o utilizzando il software effettuando l’interrogazione
oggetto termoregolazione
Al termine dell’interrogazione verificare che ci sia una risposta indicante i valori letti,
impostati e la configurazione. In caso di malfunzionamento, provare con un RESET e
se il problema persiste provare a sostituire la centrale.
Sonda starata
Se la sonda funziona, ma non regola correttamente la temperatura, verificare che la
misurazione sia corretta: dal menu Stato zone controllare qual è la temperatura
misurata; se questa temperatura è distante dal valore reale (misurabile con un
termometro), effettuare la taratura (Manutenzione ◊ Taratura sonde).
Attuatore KO
Se la centrale segnala ‘Attuatore KO’ è necessario procedere come per l’anomalia
‘Errore su sonda’ controllando collegamento, configurazione e interrogando il
dispositivo tramite software.
Il test sul funzionamento dell’attuatore può essere effettuato come sotto indicato
- impostare un livello di temperatura molto alto (se in funzione inverno) o molto
basso (se in funzione estate) per verificare che gli attuatori della zona
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interessata si accendano; il led giallo sulla sonda corrispondente deve essere
acceso fisso;
- impostare un livello di temperatura molto basso (se in funzione inverno) o
molto alto (se in funzione estate) per verificare che gli attuatori della zona
interessata si spengano; il led giallo sulla sonda corrispondente deve essere
spento.
Nota: tra il momento in cui si effettua l'impostazione in centrale e l'accensione o
spegnimento degli attuatori possono passare alcuni secondi (in genere una decina).
Tabella riassuntiva RISOLUZIONE PROBLEMI:
PROBLEMA
Segnalazione di batteria guasta
Una zona non regola correttamente
Una zona segnala 'Errore su sonda'
Una zona segnala 'Attuatore KO'
Una zona segnala 'Sonda slave KO'
Una zona segnala 'T fuori limiti'
Una zona segnala 'R/W EEPROM KO'
Una zona segnala 'Pompa KO'
RISOLUZIONE
Verificare il corretto collegamento della batteria.
Se il problema persiste, sostituire la batteria.
Verificare se sono stati segnalati problemi
(Impostazioni◊Diagnostica◊Aggiorna)
La sonda non risponde; verificare che sia
correttamente collegata (led verde acceso fisso o
lampeggiante lentamente) e configurata (corretto
numero di zona e modalità).
Un attuatore non risponde:
- verificare che gli attuatori siano correttamente
collegati e configurati (provare gli attuatori con il
tasto locale);
- nel caso di configurazione standard (sonde con
MOD=CEN), verificare di aver eseguito la
corretta configurazione in centrale
(Manutenzione◊Configura_zone◊Configura)
Una sonda slave non risponde:
- verificare che sia correttamente collegata (led
verde acceso fisso o lampeggiante lentamente) e
configurata (corretto numero di zona, modalità
SLA);
- verificare la corretta configurazione degli slave
da gestire sulla sonda Master.
La sonda sta misurando una temperatura troppo
bassa o troppo alta:
- verificare che sia installata correttamente (ad
es. non troppo vicino a fonti di calore);
- effettuare
la
taratura
della
sonda
(Manutenzione◊Taratura sonde) misurando con
un termometro la temperatura ambiente;
- se il problema persiste, sostituire la sonda
Si è verificato un problema interno sulla sonda;
sostituire la sonda.
L'attuatore configurato per il controllo della pompa
di circolazione (Zona=00) non risponde:
- verificare che l'attuatore sia correttamente
collegato e configurato (provare l'attuatore con il
tasto locale);
- verificare la corretta configurazione della
gestione pompa sulla sonda.
Tutti questi controlli sono effettuabili con la sola centrale grazie all’autodiagnosi .
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Per agevolare ulteriori controlli dei singoli dispositivi e dell’impianto è necessario
avvalersi del software di diagnostica Tester SCS per poter effettuare un
monitoraggio dell’impianto, una interrogazione oggetto termoregolazione ed
una lettura completa della configurazione di tutti i dipositivi.
Monitoraggio
In questa fase è possibile controllare e verificare ogni singola operazione che viene
effettuata sull’impianto( impostazioni di temperatura, stato attuatori ecc.) ed
esportarla.
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Esempio di monitoraggio
Data e ora
Evento
01/09/2004 Temp ambiente misurata
8.46 zona 44 numero 0 a 25,5°C
Interpretazione
La centrale lavora in modalità estate e
deve mantenere la temperatura di 20°C in
zona 1
Nella zona 1 è stata riscontrata una
temperatura di 26,2°C
La centrale lavora in modalità estate e
deve mantenere la temperatura di 20°C in
zona 2
Nella zona 2 è stata riscontrata una
temperatura di 26,4°C
La centrale lavora in modalità estate e
deve mantenere la temperatura di 20°C in
zona 44
Nella zona 44 è stata riscontrata una
temperatura di 26,2°C
01/09/2004 Attuatore zona 44 numero 1
8.46 stato ON VELOCITA' 3
Il fan Coil della zona 44 sta funzionando a
velocità 3
01/09/2004 Attuatore zona 1 numero 1
8.46 stato ON
Attuatore zona 1 ON (valvola ON OFF)
01/09/2004 Attuatore zona 2 numero 1
8.46 stato ON VELOCITA' 3
Il fan Coil della zona 2 sta funzionando a
velocità 3
01/09/2004 Temp ambiente misurata
8.51 zona 44 numero 1 a 24,8°C
Nella zona 44 è stata riscontrata una
temperatura di 24,8°C
01/09/2004 Impostazione temp modo
8.46 estate zona 1 a 20°C
01/09/2004 Temp ambiente misurata
8.46 zona 1 numero 0 a 26,2°C
01/09/2004 Impostazione temp modo
8.46 estate zona 2 a 20°C
01/09/2004 Temp ambiente misurata
8.46 zona 2 numero 0 a 26,4°C
01/09/2004 Impostazione temp modo
8.46 estate zona 44 a 20°C
Configurazione
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Questa funzione consente di conoscere la configurazione dei dispositivi dell’impianto.
Esempio
Codice
3550
L/N/NT4692
L/N/NT4692
L/N/NT4692
F430/4
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Descrizione
Centrale
Sonda
Sonda
Sonda
Attuatore 2M DIN 4
Configurazione
Z=1
Z=2
Z=44
Z=44
N=0 P=4 MOD=CEN SLA=0 DEL=0
N=0 P=4 MOD=CEN SLA=0 DEL=0
N=0 P=4 MOD=CEN SLA=1 DEL=0
N=1
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F430/2
F430/2
F430/4
F430/2
canali
Attuatore 2M
canali
Attuatore 2M
canali
Attuatore 2M
canali
Attuatore 2M
canali
DIN 2
Z=1
N=1
Z=0
N=1
Z=2
N=1
Z=0
N=2
DIN 2
DIN 4
DIN 2
Interrogazione oggetto termoregolazione
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3.5 Ricerca Guasti in impianti SCS Diffusione Sonora
Le tipologie di guasti che generalmente si possono riscontrare su tale impianto, sono
elencati e verranno analizzati nei paragrafi sotto descritti .
La diffusione sonora non ha un dispositivo (come per antifurto e Termoregolazione)
che è in grado di effettuare un test di sistema, e quindi è necessario analizzare i
singoli casi ed effettuare dei controlli con l’ausilio del software di diagnostica tester
SCS oltre all’utilizzo dei soliti strumenti di misura (multimetro ecc.) e a controlli visivi.
Nei paragrafi successivi analizzeremo alcuni casi che si possono verificare sugli
impianti analizzando la soluzione di alcuni inconvenienti manualmente e con l’aiuto
del software Tester SCS.
3.5.1
Analisi e soluzione di eventuali problemi
Tabella riassuntiva RISOLUZIONE PROBLEMI:
Inconveniente
Causa
Soluzione
Ad amplificatore acceso si
sente un fruscio sul canale
DX
Configurazione errata
sorgenti o amplificatori
Verificare configurazione
Ad amplificatore acceso si
sente il segnale audio solo
sul canale DX
Manca terminatore di linea
art. 3499
Terminare linea
correttamente
Assorbimento impianto fuori
specifica
Verifica assorbimento
Intervenuta protezione
termica
Verifica impedenza diffusori
(Z≥8Ω)
L’amplificatore passa da ON
a Stand-by
L’amplificatore passa da ON
a Stand-by
Non si sente alcun suono
sulle casse
Sorgenti esterne (controllo
stereo e ingresso RCA non
regolate correttamente)
Il sintonizzatore non si
accende
Errata configurazione
Il sintonizzatore si accende
ma non si sente niente
Nodo non collegato
correttamente
Durante la ripetizione del
comando IR il led TX-IR non
si accende
Nessun telecomando IR è
stato memorizzato
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Controllare la regolazione
del potenziometro di
adattamento livello o alzare
il livello del segnale fornito
dalla sorgente esterna.
Verificare la presenza del
configurazione della sede
S1
Verificare collegamento
morsetti IN e OUT sul nodo
Effettuare la
memorizzazione
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Per agevolare ulteriori controlli dei singoli dispositivi e dell’impianto è necessario
avvalersi del software di diagnostica Tester SCS per poter effettuare:
- monitoraggio dell’impianto
lettura completa della configurazione di tutti i dipositivi
- interrogazione oggetto diffusione sonora
Monitoraggio
In questa fase è possibile controllare e verificare ogni singola operazione che viene
effettuata sull’impianto( regolazione volume, selezione fonti sonore e stazioni ecc.) ed
esportarla.
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Esempio di monitoraggio
Data e ora
Evento
Interpretazione
07/09/2004 11.43
Inizio monitoraggio
07/09/2004 11.43
Aumenta Volume di 1
Amplificatore 1 Ambiente 1
Regolazione in aumento del
volume volume
dall'amplificatore 1
07/09/2004 11.43
Stato Volume 14
Amplificatore 1 Ambiente 1
Aggiornamento stato del
volume
07/09/2004 11.43
Richiesta ciclamento da
Ambiente 1
richiesta di cambio
sorgente sonora
dall'amplificatore
dell'ambiente 1
07/09/2004 11.43
Richiesta Accensione a
Sorgente 2 su Ambiente 1
Richiesta sulla sorgente n°
2
07/09/2004 11.43
Richiesta Accensione a
Sorgente 1 su Ambiente 1
Richiesta sulla sorgente n°
1
07/09/2004 11.43
Stato Acceso Sorgente 1
Ambiente 1
Aggiornamento stato
sorgente sonora
07/09/2004 11.43
Richiesta cambio
Stazione/Brano successivo
da Ambiente 1
07/09/2004 11.43
Comunicazione Frequenza
sintonia da Sorgente 1
07/09/2004 11.43
Stato Stazione/Brano 1 su
Sorgente 1
Aggiornamento stato
stazione sintonizzata
07/09/2004 11.44
Spegnimento Amplificatore
1 Ambiente 1
OFF amplificatore n° 1
dell'ambiente 1
07/09/2004 11.44
Stato Spento Amplificatore
1 Ambiente 1
Aggiornamento stato
amplificatore n° 1
dell'ambiente 1
07/09/2004 11.44
Accensione Amplificatore 1
Ambiente 1
ON amplificatore n° 1
dell'ambiente 1
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richiesta di cambio stazione
del sintonizzatore
dall'amplificatore
dell'ambiente 1
Sintonizzatore comunica
frequenza su cui è
sintonizzata
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Configurazione
Questa funzione consente di conoscere ed esportare la configurazione dei dispositivi
dell’impianto di diffusione sonora.
Esempio
Articolo
Descrizione
L/N/NT4562 Amplificatore da incasso
F500
Sintonizzatore Radio DIN
Ingresso sorgente da
L/N/NT4560 incasso
L4561
Sorgente DIN con IR
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Configurazione
A=1 PF=02 M1=0 M2=0 M3=0
A= PF=01 S2=0 M1=0
A=
A=
PF=02 M1=0 M2=0
PF=03 M1=0 M2=0
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Interrogazione oggetto diffusione sonora
Nell’esempio sopra indicato è stato interrogato un amplificatore ed è stata visualizzata
la configurazione in ambiente e punto fonico del dispositivo interrogato ed anche le
modalità speciali (M1-M2-M3).
E’ possibile verificare lo stato del dispositivo interessato e, visto che si tratta di un
amplificatore viene visualizzato anche il livello del volume con le relative icone di
regolazione.
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3.6 Ricerca Guasti in impianti SCS integrati
3.6.1 Integrazione con interfaccia F422
Con l’interfaccia F422 (interfaccia SCS SCS) è possibile trovare più impianti
SCS connessi tra loro:
- SCS automazione,
- SCS antifurto
- SCS digitale Terraneo
Qualunque sia la modalità di utilizzo dell’interfaccia F422 occorre tenere
presente che i sistemi ad essa collegati costituiscono a tutti gli effetti impianti
separati e, come tali, devono sottostare a tutte le regole di dimensionamento
ed installazione previste; anche la ricerca guasti deve essere quindi effettuata
sul singolo impianto come indicato nei precedenti paragrafi.
Se le procedure descritte per i singoli impianti non daranno esito positivo, il
problema è da ricercarsi sull’interfaccia SCS SCS (configurazione errata o limiti
di funzionamento non rispettati).
A tal proposito è necessario far riferimento al foglio istruzioni dell’articolo F422.
3.6.2 Integrazione Web Server
Si parte dal presupposto che nel Web Server sia presente una configurazione
adatta per l’impianto in cui il Web Server viene inserito.
Come configurazione minima si deve avere configurato (utilizzare Tiweb):
• Un comando che aziona un attuatore dell’impianto SCS automazione
nella pagina del sistema Illuminazione e automatismi
• Configurato l’allarme intrusione nella pagina del sistema Allarmi
Dal P.C. una volta entrati nel sito, occorre selezionare la pagina Illuminazione
sulla quale si trovano i comandi sopra menzionati.
Agendo sui comandi verificare l’attivazione dei relativi attuatori e la scritta
comando eseguito.
Nel caso in cui l’attuazione non avvenga il problema sarà sicuramente nel Web
Server e in particolare nella connessione con l’impianto SCS.
Generare sull’impianto antifurto un allarme intrusione, e verificare che nella
pagina Allarmi del sito Web del Web Server deve essere presente la relativa
segnalazione di allarme in corso.
In caso contrario il problema sarà sicuramente nel Web Server e in particolare
nella connessione con l’impianto SCS antifurto.
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4
TiLog
Il presente software ha lo scopo di supportare i Centri Assistenza Tecnica per
la ricerca guasti nell’ambito di impianti SCS :
- SCS automazione
- SCS termoregolazione
- SCS diffusione sonora
- SCS antifurto
- SCS videocitofonia 6-8 fili
- SCS videocitofonia 2 fili
Questo software consente di visualizzare le informazioni d'interscambio tra i
vari dispositivi dei sistemi SCS.
Per l’utilizzo di TiLog è obbligatorio collegare l’impianto in test al pc
attraverso l’interfaccia SCS/USB art. L4686/USB.
Il monitoraggio del sistema permette la visualizzare di tutti gli eventi che
accadono sull’impianto, in questo modo è possibile analizzare i singoli eventi
per capire gli eventuali malfunzionamenti accaduti.
Il software consente inoltre l'esportazione di un file contenente lo storico di
tutte le registrazioni effettuate sull'impianto durante l'operazione di
monitoraggio.
In fase di creazione del file d’esportazione del monitoraggio è obbligatorio
inserire i riferimenti del codice impianto e riferimento cliente. In un secondo
tempo sarà possibile caricare con Tilog il file esportato precedentemente per
effettuare un'analisi approfondita del comportamento dell'impianto
In caso di richiesta di intervento al Help Desk My Home Team, sarà
necessario inviare l’esportazione del monitoraggio
effettuato
sull’impianto in modo da fornire al personale BT le informazioni
indispensabili per la completa analisi e risoluzione dei problemi
riscontrati.
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4.1 Introduzione
Dopo aver lanciato l’applicazione del programma TiLog compare la seguente
schermata:
Descrizione toolbar
GENERALI
Carica*:
apre file (.log) di monitoraggio precedentemente esportato
Esporta:
crea un file .log con lo storico del monitoraggio salvandolo nella
cartella specificata
Configura: imposta la porta seriale su cui è collegata l’interfaccia, il tipo
d’impianto SCS su cui
si vuole effettuare il monitoraggio e la
ragione sociale del CAT
Italiano:
imposta la lingua del software
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Info:
visualizza la versione del Tilog
Esci:
è possibile uscire dal programma
MONITORAGGIO
Connetti: inizia la fase di monitoraggio del sistema
Canc. Mem.:
cancella tutti gli eventi dal file di registrazione monitoraggio,
contemporaneamente
cancella dallo schermo tutti gli eventi in quel momento visualizzati
Svuota:
cancella dallo schermo tutti gli eventi in quel momento visualizzati;
rimangono però
memorizzati nel file di monitoraggio
GESTIONE MEMORIA
Start:
inizia la memorizzazione degli eventi nel modulo memoria
Stop:
termina la memorizzazione degli eventi nel modulo memoria
Download**: scarica tutti gli eventi contenuti nel modulo memoria, senza
però cancellare la
memoria
Erase:
cancella tutti gli eventi contenuti nel modulo memoria
Durante la fase di monitoraggio non sono disponibili le icone generali.
Terminato il monitoraggio, per effettuare l’esportazione, è necessario
sconnettere l’interfaccia premendo sull’apposita icona “connetti”.
*gli eventi appartenenti ad un file caricato sono contraddistinti dalla scritta
“(file)” antecedente la descrizione dell’evento
** gli eventi appartenenti ad un download del modulo memoria sono
contraddistinti dalla scritta “MEM” antecedente la descrizione dell’evento
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4.2 Utilizzo del software TiLog su impianti SCS(
automazione, antifurto, termoregolazione e diffusione
sonora)
E' possibile collegare l'interfaccia USB in qualsiasi punto dell'impianto e il
software monitorizza gli eventi che avvengono su tutto l'impianto.
Il tilog con l’interfaccia USB con memoria consente un monitoraggio continuo
dell’impianto ed è in grado di registrare circa 2000 eventi (oltre questo
numero, gli eventi si sovrascrivono).
Per effettuare un monitoraggio è necessario procedere come di seguito:
-lanciare il programma TiLog
-collegare sul bus l'interfaccia USB
-selezionare l’icona
e compare la seguente videata:
Impostare la porta USB a cui è connessa l’interfaccia, selezionare quale
sistema si vuole controllare in fase di registrazione (interfaccia lasciata in
modalità registrazione) e selezionare quale sistema si vuole monitorare “in
diretta” con PC collegato.
Dopo aver confermato con OK le scelte effettuate, premere sull’icona
compare la seguente videata con le icone per la registrazione attive:
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e
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Premere sull’icona
per avviare la registrazione e ripremere l’icona
per scollegare l’interfaccia da PC e lasciarla in registrazione sull’impianto.
Dopo aver effettuato una registrazione a lungo periodo, ricollegare l’interfaccia
al PC e ripremere l’icona
memorizzate:
ed eseguire il download delle frame
Tutte le frame memorizzate saranno precedute dalla dicitura MEM.
Interrompere la registrazione agendo sull’icona
e disconnettersi tramite
l’icona
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Procedere con il salvataggio dei dati con l’icona
e inserire il codice
impianto (utilizzando la sede “Numero Intervento”) e il riferimento del cliente:
NB Salvare il file con estensione .log ed inviarlo al Help Desk My Home
per analisi.
Queste operazioni sono valide per tutti i sistemi SCS
Esempi:
SCS Automazione
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Termoregolazione
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.Diffusione sonora
In impianti SCS ,ad esclusione dell’antifurto, il software Tilog è in grado di
registrare tutti gli eventi che avvengono sul bus (come per il tester SCS) .
Antifurto
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Negli impianti antifurto, il numero di frame che transitano sul bus sono molti di
più rispetto agli altri sistemi, perché la centrale, ogni 4 secondi effettua
controlli su tutti i dispositivi presenti sul bus. Queste frame denominate
Tamptest non vengono visualizzate, ma occupano spazio sull’interfaccia con
memoria .
Per questo motivo è necessario, staccare l’interfaccia il prima possibile
dall’impianto in seguito ad un allarme per evitare che l’evento venga
sovrascritto.
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4.3 Utilizzo del software TiLog su impianti digitali 2 fili
UTILIZZO DI TILOG
E' possibile collegare l'interfaccia USB in qualsiasi punto dell'impianto, sia sulla
dorsale principale che su un qualsiasi montante.
Il software monitorizza gli eventi che avvengono su tutto l'impianto.
ATTENZIONE:
in
caso
d'intervento
su
impianto
bloccato
è
necessario:
collegare sul bus l'interfaccia USB
lanciare il programma TiLog
monitorare il sistema verificando l'eventuale generazione di frame in assenza
di eventi; eventualmente verificare analizzando dettagliatamente il
funzionamento del/i dispositivi che stanno emettendo frame ingiustificate.
Se l'impianto risulta bloccato ma non vengono registrate frame, eseguire la
procedura di verifica standard dell'impianto riportata di seguito registrando
eventuali messaggi anomali.
TUTTE LE OPERAZIONI VANNO EFFETTUATE SENZA RESETTARE IL SISTEMA
poiché altrimenti l'impianto potrebbe uscire dallo stato di blocco impedendo di
comprendere la natura del problema !!!
Di seguito si vedranno l'esatta sequenza dei comandi d'interscambio tra
componenti del sistema a seguito di eventi caratterizzanti un impianto
citofonico/videocitofonico
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4.3.1 CHIAMATA DA POSTO ESTERNO
chiamata da Posto Esterno con pulsanti o modulo alfanumerico
Pressione del pulsante di chiamata 1 del posto esterno P=0:
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.02
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
chiamata da Posto Esterno con modulo numerico
Chiamata da modulo numerico a interno 1 del posto esterno P=1:
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.00
09.00.02
09.00.04
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 1
Chiamata a Interno 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 1
Chiamata a Interno 1
7 VOLTE
ogni 4
secondi
chiamata da Posto Esterno - fine chiamata senza che il Posto Interno risponda
Chiamata dal posto esterno P=0 all'interno 1
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.00
09.00.01
09.00.28
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Interno 1
chiamata da Posto Esterno con impianto occupato
Pressione dal posto esterno P=0 di qualsiasi chiamata (1….50) con PE 1 in
conversazione
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
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Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
OCCUPATO: Comunicazione in corso su Posto
Esterno 1
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Effettuando una chiamata da Posto Esterno numerico con impianto occupato le
Frame sono uguali
4.3.2 CHIAMATA DA POSTO ESTERNO + CONVERSAZIONE
chiamata da Posto Esterno - conversazione con Posto Interno
Chiamata dal posto esterno P=0 all'interno 1
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.00
09.00.01
09.00.09
09.00.09
09.00.45
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Conversazione Interno 1
Conversazione Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Interno 1
chiamata da Posto Esterno, conversazione con Posto Interno e comando
serratura
Chiamata dal posto esterno P=0 all'interno 1
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.00
09.00.01
09.00.09
09.00.09
09.00.40
01/10/02 09.00.40
01/10/02 09.00.40
01/10/02 09.00.40
01/10/02 09.00.45
Pagina 38 di 71
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Conversazione Interno 1
Conversazione Posto Esterno 0
Pressione
pulsante
serratura
in
conversazione da Interno 1
Pressione pulsante serratura
a Posto
Esterno 0
Rilascio pulsante serratura in conversazione
da Interno 1
Rilascio pulsante serratura a Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Interno 1
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4.3.3 COMANDO SERRATURA E LUCI SCALE
comando serratura a riposo (cornetta agganciata)
Azionamento tasto serratura da Interno 1
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Frame
Pressione pulsante serratura a
Esterno 0
Rilascio pulsante serratura a
Esterno 0
Posto
Posto
comando luci scale da Posto Interno
Azionamento tasto luci scale da Interno 1
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Frame
Pressione pulsante luci scale da Interno 1
Rilascio pulsante luci scale da Interno 1
comando luci scale da Posto Esterno
Azionamento tasto luci scale da Posto Esterno 0
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
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Frame
Pressione pulsante luci scale da Posto
Esterno 0
Rilascio pulsante luci scale da Posto
Esterno 0
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4.3.4 AUTOACCENSIONE - VIDEOCONTROLLO DOMESTICO
autoaccensione da Posto Interno del Posto Esterno
Azionamento tasto autoaccensione da
P=0)
senza alzare la cornetta
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.01
01/10/02 09.00.01
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.31
alzando la cornetta
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.01
01/10/02 09.00.01
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.02
09.00.05
09.00.05
09.00.48
Interno 1 (derivatore di piano N=1,
Frame
Pressione pulsante autoaccensione Posto
Esterno 0
Indicazione mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione Posto
Esterno 0
Indicazione mittente: Interno 1
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Interno 1
Frame
Pressione
pulsante
autoaccensione
Posto
Esterno 0
Indicazione mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione Posto Esterno
0
Indicazione mittente: Interno 1
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Conversazione Interno 1
Conversazione Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Interno 1
ciclata da Posto Interno di più Posti Esterni
Azionamento tasto autoaccensione da Interno 1 per ciclata dei Posti Esterni
0,1 -> ancora 0
senza alzare la cornetta
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Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.20
01/10/02 09.00.20
01/10/02 09.00.20
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.20
09.00.20
09.00.21
09.00.45
01/10/02 09.00.45
01/10/02 09.00.45
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.45
09.00.45
09.00.46
09.01.16
Frame
Pressione
pulsante
autoaccensione
Posto
Esterno 0
Indicazione mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione Posto Esterno
0
Indicazione mittente: Interno 1
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Pressione pulsante autoaccensione per
ciclata P=0
Indirizzo mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione per
ciclata P=0
Indirizzo mittente: Interno 1
Ciclata su Posto Esterno 1
Conversazione Posto Esterno 1
Pressione pulsante autoaccensione per
ciclata P=0
Indirizzo mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione per
ciclata P=0
Indirizzo mittente: Interno 1
Ciclata su Posto Esterno 2
Conversazione Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Posto Esterno 0
autoaccensione di un Posto Esterno o comando attuatore da PI tramite tasti
Art.346812
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1° tasto del blocco 4 tasti Art.346812 (MOD=0 per autoaccensione PE 1)
Data
01/10/02 09.00.00
Frame
Pressione
pulsante
autoaccensione
Posto
Esterno 1
01/10/02 09.00.00
Indicazione mittente: Interno 1
01/10/02 09.00.00
Rilascio pulsante autoaccensione Posto Esterno
1
01/10/02 09.00.00
Indicazione mittente: Interno 1
01/10/02 09.00.00
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
01/10/02 09.00.00
Chiamata a Interno 1
01/10/02 09.00.00
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
01/10/02 09.00.00
Termina conversazione da Interno 1
2° tasto del blocco 4 tasti Art.346812 (MOD=0 per comando attuatore MOP=9
, P/N=2)
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Frame
Pressione
pulsante
autoaccensione
Posto
Esterno 2
Indicazione mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione Posto Esterno
2
Indicazione mittente: Interno 1
2° tasto blocco 4 tasti Art.346812 (MOD=5 per comando attuatori serratura
MOD=5, P/N=2)
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Frame
Pressione pulsante serratura a
Esterno 2
Rilascio pulsante serratura a
Esterno 2
Posto
Posto
2° tasto del blocco 4 tasti Art.346812 (MOD=1 per intercom citofono 2)
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Pagina 42 di 71
Frame
Chiamata a Interno 3
Conversazione Interno 3
Termina conversazione da Interno 1
oppure
Termina conversazione da Interno 3
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4.3.5 RESET POSTO ESTERNO
Reset del Posto Esterno 0
Data
01/10/02 09.00.00
Pagina 43 di 71
Frame
Reset del Posto Esterno 0
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4.4 Utilizzo del software TiLog su impianti digitali 6/8 fili
AVVERTENZE PER L'UTILIZZO DI TILOG
Impianto monomontante, montanti non isolati o isolati con derivatore
Art.346980
E' possibile collegare l'interfaccia USB in qualsiasi punto dell'impianto, sia sulla
dorsale principale che su un qualsiasi montante.
Il software monitorizza gli eventi che avvengono su tutto l'impianto.
Impianto con montanti isolati con derivatore Art.346180
Siccome il derivatore di montante isolato Art.346180 consente il completo
isolamento dei singoli montanti, come se fossero impianti completamente
indipendenti, l'interfaccia USB è da collegare sulla tratta che si desidera
verificare (dorsale principale o singolo montante).
Interfaccia USB su dorsale principale, il software monitorizza gli eventi che
avvengono tra i dispositivi collegati sulla tratta principale e i posti interni di
tutti i montanti. Non visualizza operazioni effettuate su Posti Esterni Secondari
e/o Attuatori collegati sul singolo montante.
Interfaccia USB su singolo montante, il software monitorizza gli eventi che
avvengono tra i posti interni della montante e tutti i dispositivi collegati sulla
tratta principale e sul montante. Non visualizza operazioni effettuate da
dispositivi collegati sulla tratta principale che coinvolgono posti interni di
montanti diversi.
ATTENZIONE: in caso d'intervento su impianto bloccato è
necessario:
collegare sul bus l'interfaccia USB
lanciare il programma TiLog
monitorare il sistema verificando l'eventuale generazione di frame in assenza
di eventi; eventualmente verificare analizzando dettagliatamente il
funzionamento del/i dispositivi che stanno emettendo frame ingiustificate.
Se l'impianto risulta bloccato ma non vengono registrate frame, eseguire la
procedura di verifica standard dell'impianto riportata di seguito registrando
eventuali messaggi anomali.
TUTTE LE OPERAZIONI VANNO EFFETTUATE SENZA RESETTARE IL SISTEMA
poiché altrimenti l'impianto potrebbe uscire dallo stato di blocco impedendo di
comprendere la natura del problema !!!
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Di seguito si vedranno l'esatta sequenza dei comandi d'interscambio tra componenti del sistema a
seguito di eventi caratterizzanti un impianto citofonico/videocitofonico CHIAMATA DA POSTO
ESTERNO
chiamata da Posto Esterno con pulsanti /modulo alfanumerico
Pressione del pulsante di chiamata 1 del posto esterno P=0:
Data
Frame
01/10/02 09.00.00
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
01/10/02 09.00.00
Chiamata a Interno 1
01/10/02 09.00.00
Risposta del Derivatore 1
01/10/02 09.00.02
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Pressione del pulsante di chiamata 2 del posto esterno P=0
Indirizzo presente su più derivatori di piano (es. 2 con derivatori di piano N=1;
N=2)
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.00
09.00.01
09.00.01
09.00.02
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 2
Risposta del Derivatore 1
Risposta del Derivatore 2
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
chiamata da Posto Esterno con modulo numerico
Chiamata
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
da modulo numerico a interno 1 del posto esterno P=1:
Frame
09.00.00
Pressione pulsante su Posto Esterno 1
09.00.00
Chiamata a Interno 1
09.00.00
Risposta del Derivatore 1
09.00.02
Rilascio pulsante su Posto Esterno 1
7 VOLTE
ogni 4
secondi
chiamata da Posto Esterno - fine chiamata senza che il Posto Interno risponda
Chiamata
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
dal posto esterno P=0 all'interno 1
Frame
09.00.00
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
09.00.00
Chiamata a Interno 1
09.00.01
Risposta del Derivatore 1
09.00.01
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
09.00.31
Termina conversazione da Posto Esterno 0
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chiamata da Posto Esterno con impianto occupato
Pressione dal posto esterno P=0 di qualsiasi chiamata (1…50) con PE 1 in
conversazione
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
OCCUPATO: Comunicazione in corso su Posto
Esterno 1
Effettuando una chiamata da Posto Esterno numerico con impianto occupato le
Frame sono uguali
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4.4.1 CHIAMATA DA POSTO ESTERNO + CONVERSAZIONE
chiamata da Posto Esterno - conversazione con Posto Interno
Chiamata dal posto esterno P=0 all'interno 1
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.00
09.00.01
09.00.01
09.00.09
09.00.09
09.00.45
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Risposta del Derivatore 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Conversazione Interno 1
Conversazione Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Interno 1
chiamata da Posto Esterno - conversazione con Posto Interno e comando
serratura
Chiamata dal posto esterno P=0 all'interno 1
Data
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.00
09.00.01
09.00.01
09.00.09
09.00.09
09.00.40
01/10/02 09.00.40
01/10/02 09.00.40
01/10/02 09.00.40
01/10/02 09.00.45
Pagina 47 di 71
Frame
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Risposta del Derivatore 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Conversazione Interno 1
Conversazione Posto Esterno 0
Pressione
pulsante
serratura
in
conversazione da Interno 1
Pressione pulsante serratura
a Posto
Esterno 0
Rilascio pulsante serratura in conversazione
da Interno 1
Rilascio pulsante serratura a Posto Esterno 0
Termina conversazione da Interno 1
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4.4.2 COMANDO SERRATURA E LUCI SCALE
comando serratura a riposo (cornetta agganciata)
Azionamento tasto serratura da Interno 1
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Frame
Pressione pulsante serratura a
Esterno 0
Rilascio pulsante serratura a
Esterno 0
Posto
Posto
comando luci scale da Posto Interno
Azionamento tasto luci scale da Interno 1
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Frame
Pressione pulsante luci scale da Interno 1
Rilascio pulsante luci scale da Interno 1
comando luci scale da Posto Esterno
Azionamento tasto luci scale da Posto Esterno 0
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
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Frame
Pressione pulsante luci scale da Posto
Esterno 0
Rilascio pulsante luci scale da Posto
Esterno 0
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4.4.3 AUTOACCENSIONE - VIDEOCONTROLLO DOMESTICO
autoaccensione da Posto Interno del Posto Esterno
Azionamento tasto autoaccensione da
P=0)
Interno 1 (derivatore di piano N=1,
senza alzare la cornetta
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.01
01/10/02 09.00.01
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.31
alzando la cornetta
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.01
01/10/02 09.00.01
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.02
09.00.05
09.00.05
09.00.43
Pagina 49 di 71
Frame
Pressione pulsante autoaccensione Posto
Esterno 0
Indicazione mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione Posto
Esterno 0
Indicazione mittente: Interno 1
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Risposta del Derivatore 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Posto Esterno 0
Frame
Pressione
pulsante
autoaccensione
Posto
Esterno 0
Indicazione mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione Posto Esterno
0
Indicazione mittente: Interno 1
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Risposta del Derivatore 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Conversazione Interno 1
Conversazione Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Interno 1
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ciclata da Posto Interno di più Posti Esterni
Azionamento tasto autoaccensione da Interno 1 per ciclata dei Posti Esterni
0,1 -> ancora 0
senza alzare la cornetta
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.00
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.01
09.00.20
01/10/02 09.00.20
01/10/02 09.00.20
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.21
09.00.20
09.00.45
09.00.45
01/10/02 09.00.45
01/10/02 09.00.45
01/10/02
01/10/02
01/10/02
01/10/02
09.00.46
09.00.45
09.00.46
09.01.16
Frame
Pressione
pulsante
autoaccensione
Posto
Esterno 0
Indicazione mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione Posto Esterno
0
Indicazione mittente: Interno 1
Pressione pulsante su Posto Esterno 0
Chiamata a Interno 1
Risposta del Derivatore 1
Rilascio pulsante su Posto Esterno 0
Pressione pulsante autoaccensione per
ciclata P=0
Indirizzo mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione per
ciclata P=0
Ciclata su Posto Esterno 1
Indirizzo mittente: Interno 1
Conversazione Posto Esterno 1
Pressione pulsante autoaccensione per
ciclata P=0
Indirizzo mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione per
ciclata P=0
Ciclata su Posto Esterno 2
Indirizzo mittente: Interno 1
Conversazione Posto Esterno 0
Termina Conversazione da Interno 1
autoaccensione di un Posto Esterno o comando attuatore da PI tramite tasti
Art.391470
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Azionamento 2° tasto del blocco 4 tasti Art.391470 per comando attuatore
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.00
Pagina 51 di 71
Frame
Pressione
pulsante
autoaccensione
Posto
Esterno 2
Indicazione mittente: Interno 1
Rilascio pulsante autoaccensione Posto Esterno
2
Indicazione mittente: Interno 1
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4.4.4 RESET POSTO ESTERNO
Reset Posto Esterno
Reset del Posto Esterno 0
Data
01/10/02 09.00.00
Frame
Reset del Posto Esterno 0
4.4.5 CENTRALINO DI PORTINERIA
Commutazione impianto GIORNO/NOTTE tramite Centralino di Portineria
Commurazione giorno del Centralino di Portineria
Data
01/10/02 09.00.00
Frame
Impianto in GIORNO
Commurazione notte del Centralino di Portineria
Data
01/10/02 09.00.00
Frame
Impianto in NOTTE
Reset del Posto Esterno 1 con Centralino di Portineria in modalità giorno
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.05
01/10/02 09.00.05
Frame
Impianto in GIORNO
Reset del Posto Esterno 1
Impianto in GIORNO
Reset del Posto Esterno 1 con Centralino di Portineria in modalità notte
Data
01/10/02 09.00.00
01/10/02 09.00.05
01/10/02 09.00.05
Pagina 52 di 71
Frame
Impianto in NOTTE
Reset del Posto Esterno 1
Impianto in NOTTE
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5 Wizard TiPbx (versione PC)
5.1 Introduzione
Lo scopo del software WTiPbx è di facilitare la ricerca guasti sui centralini
telefonici PABX introducendo l’utilizzo di una configurazione base.
Il software, realizzato in modalità wizard, consente la creazione di una
configurazione del centralino PABX di base contenente le sole configurazioni
d'impianto, ovvero quelle impostazioni che sono strettamente legate allo
schema installativo.
La configurazione base creata con WTiPbx verrà utilizzata per verificare il
corretto funzionamento del centralino telefonico PABX.
Al termine della verifica di corretto funzionamento del centralino telefonico
PABX è possibile riscaricare la configurazione originale presente nel PABX
prima dell'intervento tecnico oppure procedere alla personalizzazione della
configurazione wizard base, in due step successivi sempre più dettagliate, e
successivamente scaricarla nel centralino telefonico.
5.2 Procedura per il collaudo dei centralini telefonici PABX
La procedura da utilizzare per l'utilizzo del software è il seguente:
• Upload della configurazione originale del PABX
La configurazione originale viene memorizzata automaticamente dal
programma WTiPbx e
conservata in memoria
• Download
PABX
dell'ultima
versione
Firmware
del
• Download della configurazione base creata con
WTiPbx
• Test-Collaudo del PABX (vedi paragrafo 6.7)
• Personalizzazione della configurazione base
Introduzione delle impostazioni
eventuale inserimento dei
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funzionali
richieste
dal
cliente
ed
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dati personali del cliente finale.
Operazione da effettuare in collaborazione dell'installatore e del cliente
finale
• Download della configurazione personalizzata
WTiPbx
5.3 Utilizzo del software WTiPbx
Il programma wizard WTiPbx è suddiviso in 3 macro programmazioni:
1° step
CONFIGURAZIONE BASE
Configurazione standard del PABX con impostazione delle variabili legate
all'ambito installato del centralino telefonico
2° step
PERSONALIZZAZIONE INSTALLAZIONE
Alla configurazione base vengono aggiunte le impostazioni funzionali basate
sulle esigenze del cliente finale
3° step
PERSONALIZZAZIONE DATI UTENTE FINALE
Alla configurazione personalizzata vengono aggiunti i dati personali del cliente
finale
Nella prima maschera del wizard è possibile:
-
Nuovo Progetto: resettare i dati impostati durante la creazione della
configurazione base
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-
Caricare un progetto…: configurazione base precedentemente creato; file
con estensione .wbx
Al termine del 1° step di configurazione è possibile:
¬
Ricevi configurazione presente
configurazione originale del
centralino PABX
¬
Invia configurazione originale del centralino:
configurazione originale del centralino PABX
nel
¬ Aggiorna la versione Firmware:
Firmware del
centralino:
Download
Upload
della
Download
della
dell'ultima
versione
PABX
¬ Salvare la configurazione creata:
(.wbx)
Salvataggio della configurazione
¬ Invio della configurazione creata:
WTiPbx
Download della configurazione
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Al termine
possibile:
¬
del
2°-3°
step
di
configurazione
Invia configurazione originale del centralino:
configurazione originale del centralino PABX
¬ Aggiorna la versione Firmware:
Firmware del
Download
Download
dell'ultima
è
della
versione
PABX
¬ Salvare la configurazione creata:
(.wbx)
Salvataggio della configurazione
¬ Invio della configurazione creata:
WTiPbx
Download della configurazione
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5.4 Creazione della configurazione base
Consente l'inserimento dei dati relativi alla tipologia installativa del
centralino telefonico PABX
5.4.1 Definizione tipologia linee urbane
5.4.2 Definizione numero e tipologia delle partizioni, impostazione
fonte sonora esterna
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5.4.3 Associazione dei telefoni derivati alle partizioni (da effettuare solo se
impostate 2 partizioni)
5.4.4 Associazione linee urbane alle partizioni (da effettuare solo se
impostate 2 partizioni)
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5.4.5 Definire tipologia montante citofonico
5.4.6 Definire tipologià d'utilizzo dei relè ausiliari
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5.4.7 FINE modalità:
Come da procedura è necessario operare nella seguente
¬ ricevere la configurazione originale presente nel centralino: il
software la memorizza in automatico
¬ aggiornare la versione Firmware: obbligatorio se nel PABX non è
presente l'ultima versione
¬ inviare la configurazione base prodotta dal wizard: il software richiede
che il PABX abbia l'ultima versione del firmware
¬ COLLAUDO DEL PABX
E successivamente:

Scaricare la configurazione pre-esistente

Procedere alla personalizzazione della configurazione base
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5.5 Personalizzazione configurazione base
Consente l'inserimento, oltre che ai dati relativi alla tipologia installativa del
centralino telefonico PABX, delle impostazioni funzionali basate sulle
esigenze del cliente finale

Se prima di entrare nella configurazione personalizzata (2° step) si
effettua l’upload del PABX, Wizard Tipbx effettua un mix tra quanto
impostato nel 1° step e la configurazione presente nel PABX
Entrando successivamente nella configurazione personalizzata si
potrà visualizzare le impostazioni presenti nel PABX ed
eventualmente modificarle
 Entrando nella configurazione personalizzata (2° step) senza
effettuare l’upload del PABX si dovranno impostare le varie
abilitazioni/disabilitazioni dei servizi partendo dalla situazione di
default
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5.5.1 Definizione tipologia linee urbane
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5.5.2 Definire per ciascun telefono derivato le tipologie di chiamate
che può ricevere
5.5.3 Definire per ciascun telefono derivato la possibilità d'utilizzo in
uscita delle linee urbane
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5.5.4 Definizione l'impostazioni dei servizi di risposta automatica
sulle linee urbane
5.5.5 FINE modalità:
Come da procedura è necessario operare nella seguente
¬ Se richiesto dal cliente finale è possibile inserire i suoi dati personali
nella configurazione già personalizzata
¬ Altrimenti procedere direttamente
configurazione personalizzata
Pagina 65 di 71
con
l'invio
al
PABX
della
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5.6 Inserimento dati cliente nella configurazione
personalizzata
Consente l'inserimento dei dati personali del cliente finale nella configurazione
personalizzata creata precedentemente
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5.6.1 Inserimento numeri di emmergenza e numeri telefonici per il
servizio DOSA (se abilitato)
5.6.2
Inserimento numeri telefonici in rubrica numeri brevi
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5.6.4 FINE modalità:
Come da procedura è necessario operare nella seguente
¬ Procedere con l'invio al PABX della configurazione personalizzata
contenente i dati personali del cliente fonale
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5.7 Collaudo del centralino telefonico PABX
1
All'accensione
Verificare che entrambi i LED presenti sul centralino siano accesi in modo
continuo
2
Intercomunicante
Effettuare da ciascuno dei derivati cablati una chiamata agli altri derivati e
verificare che il derivato chiamato squilli.
Impegnare il derivato chiamato e verificare la presenza della connessione
fonica.
3
Urbana
Effettuare una chiamata urbana da un telefono esterno verso tutte le
urbane del centralino e verificare che tutti i derivati programmati e installati
squillino; impegnare da uno qualsiasi dei derivati e verificare la presenza
della connessione fonica.
4
Verifica ricezione DTMF (se è attivo il servizio di
teleattivazione)
Chiamare l’urbana 1 del centralino ed effettuare la procedura di
teleattivazione del relè zero verificando che il relè si chiuda correttamente.
5
Citofonia
Chiamare l’urbana 1 del centralino ed effettuare la procedura di
teleattivazione del relè zero
6
Posto Esterno dedicato
Effettuare una chiamata citofonica da entrambi i pulsanti del posto esterno
collegato al PBX e verificare che tutti i derivati squillino. Impegnare uno
qualsiasi dei derivati e verificare la connessione fonica.
7
Interfaccia 2 fili Art.346180
Effettuare una chiamata citofonica (nel caso di 2 chiamate citofoniche
testarle entrambe) dal posto esterno e verificare che tutti i derivati squillino.
Impegnare uno qualsiasi dei derivati e verificare la connessione fonica.
8
Distributore video
Verificare l’accensione dei monitor uno e due (nel caso sia installato
l’alimentatore supplementare). Se sono presenti altri monitor secondari
effettuare anche le seguenti prove:
9
•
Premere dal monitor 3 il pulsante autoaccensione e ciclare su tutte le
telecamere presenti verificando la loro corretta accensione.
•
Premere da tutti i monitor secondari il pulsante autoaccensione e
verificare l’accensione del monitor e della telecamera principale.
•
Sollevare le cornetta e premere R*n SER dove n è il numero della
serratura da aprire. Verificare per tutte le serrature installate.
Interfaccia di montante Art.335910
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Verificare l’accensione del monitor uno. Se sono presenti anche altri monitor
secondari premere due volte il pulsante autoaccensione e verificare
l’accensione del monitor associato al derivato in esame e della telecamera
principale.
Con il telefono a riposo premere il pulsante serratura e verificare l’apertura
della serratura del posto esterno principale
10
Relè esterni
Sollevare un derivato e attivare tutti i relè esterni installati.
11
Fax switch (se è attivo il servizio di fax-switch ed è stato
caratterizzato un derivato)
Effettuare una chiamata fax su tutte le linee urbane su cui è impostato il
servizio e verificare la corretta ricezione.
FINE DEL COLLAUDO
Andare al paragrafo 5.2 relativo alla procedura per il collaudo dei centralini
telefonici PABX
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Manuale d`uso Strumenti di diagnostica