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L’AGRITURISMO INSEGNA
UNITA’ DIDATTICHE
PER LA SCUOLA MEDIA
PREFAZIONE
E’ parte del patrimonio umano e professionale di ogni insegnante quello di entrare in sintonia con i ragazzi per
accompagnarli lungo un percorso che stimoli il loro interesse e la loro curiosità. Ed è ancora sulle capacità
proprie di ogni docente che si deve fare affidamento per introdurre, nel novero delle attività didattiche più
tradizionali, argomenti, come quelli sull’agricoltura, che appartengono a mondi, per la scuola ancora in larga
parte nuovi.
E’ con questi convincimenti che affidiamo a queste undici unità didattiche il compito di fornire, insieme alle
pubblicazioni “La vita nella fattoria”, “Gli animali della fattoria” e “Le piante della fattoria”, all’ipertesto
multimediale che le collega e ad “Agrigioco”, una prima traccia per lavorare in classe, oltre che sui temi
dell’azienda agricola anche su quelli dell’alimentazione, dell’ambiente e dell’agriturismo.
Ogni percorso didattico proposto muove lungo una precisa successione di momenti educativi. Lo scopo è quello
di fornire una griglia di riferimenti operativi alla quale ogni insegnante potrà liberamente attingere, facendosi
guidare esclusivamente dalla propria sensibilità e dalla propria esperienza.
Tale modulazione ha informato di sé anche la struttura editoriale di questo lavoro che si apre con una
prima unità didattica pilota. A questa fanno in gran parte riferimento tutte quelle a seguire, attraverso
specifici richiami, che rimandano a quelle parti del testo pilota evidenziate mediante “cornice”.
SOMMARIO
NEL REGNO DELLE PIANTE
pagina 2
Erbe, alberi ed arbusti delle nostre campagne
COSE NUOVE DAL MONDO DELL’AGRICOLTURA!
pagina 8
Breve viaggio dall’agricoltura industriale all’agricoltura biologica
PREZIOSI ANIMALI DI FATTORIA
pagina 11
Dalla caccia all’allevamento, una lunga storia che lega da molto tempo uomini ed animali
FAVOLE DI UOMINI ED ANIMALI
pagina 14
Gli animali: specchio dei nostri vizi e delle nostre virtù
VECCHI MURI D’ANTICHE FATTORIE
pagina 16
L’edilizia rurale della tradizione
STORIE DI TEMPI PASSATI
pagina 19
Vita e lavoro prima della grande rivoluzione verde
POCO MA BUONO
pagina 21
Per una corretta ed equilibrata alimentazione
LA MAPPA DEI SAPORI
pagina 24
Imparare a conoscere i prodotti tipici della terra padovana
DIALOGO TRA LA CAMPAGNA E LA CITTÀ
pagina 26
Tutela e conservazione degli spazi naturali nel territorio rurale
NEL VENTO SOPRA UN MARE DI GRANO
pagina 28
Una meravigliosa vacanza in fattoria
SOGNI AL CANTO DEL GALLO
Immagini da una vacanza alternativa
Nel regno delle piante
pagina 31
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Erbe, alberi ed arbusti delle nostre campagne
Ambiti disciplinari:
Area linguistica
Area matematica
Area scientifica
Area geografica
Area storica
Obiettivi didattici:
- conoscere e denominare correttamente i nomi delle piante (lessico);
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- riconoscere le piante e comprenderne il ciclo vitale;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA
Non c’é insegnante che non sappia quanto sia didatticamente importante far precedere le attività, condotte
fuori dalla classe, da una preliminare ed attenta preparazione.
Troppe sono, infatti, le occasioni perchè, una volta usciti dalla scuola, non si venga distratti da mille pretesti. E’
questa la ragione per la quale, molto spesso, è maggiore il tempo impiegato nella preparazione di quello
effettivamente interessato dall’uscita. Perchè tale lavoro preliminare non assuma quegli aspetti noiosi, che
vengono spesso percepiti dagli alunni come una sorta di pegno da pagare a fronte delle stimolanti emozioni di
una gita d’istruzione, sarà necessario trovare, come tutti gli insegnanti del resto sanno, adeguati strumenti in
grado di far presa sulla classe, al fine di raccogliere tutto l’interesse possibile. In questa prospettiva può essere
utile diversificare, con attenzione, tra i ragazzi i compiti da assegnare alla classe. Un tale accorgimento stimolerà
un costruttivo clima di confronto, quasi di competizione, molto utile in vista dell’obiettivo finale. La lettura di un
brano di prosa, di un articolo tratto da un quotidiano o da un settimanale, oppure una riflessione di carattere
storico-geografico, saranno in grado di introdurre con efficacia temi non facili, come quelli sull’agricoltura,
molto meglio di una fredda introduzione al tema di tipo tradizionale.
Come coinvolgere la classe
“Si stà come d’autunno sugli alberi le foglie”, recitava la brevissima poesia di Ungaretti che descriveva, con
questa manciata di parole, la precarietà della vita di trincea durante la Grande Guerra.
I soldati si sentivano al fronte come le foglie ingiallite sui rami che, da un momento all’altro, attendono il fatale
momento in cui cadranno per sempre.
Deve aver guardato e meditato a lungo, il poeta, su queste foglie, su questi alberi e su questi boschi immersi
nella meravigliosa natura che accarezzava, con i suoi colori settembrini, anche quella stagione del mondo.
Quante volte sarà capitato anche a voi, di calpestare quel tappeto di foglie dai mille colori e venir presi,
anche per un solo momento, dalla curiosità di rivolgere lo sguardo in alto, alla ricerca di quale fosse
mai l’albero che le aveva abbandonate alla culla del vento; quale fosse il suo nome, quali le sue origini,
quali le sue dimensioni, quale la sua vita trascorsa e quanta ancora quella da trascorrere. Pensate che ci
sono luoghi, sui nostri monti, dove vivono ancor oggi larici che hanno superato i duemilacinquecento
anni. Pensate a quante cose potrebbero raccontarci piante che erano già vecchie quando, nelle valli più
in basso, marciavano le gloriose legioni romane e, alcuni secoli più tardi, gli eserciti dei barbari che
invadevano le nostre pianure.
Quale mondo così vicino a noi e, insieme, così lontano e misterioso, quello delle piante. Nascono, vivono e
muoiono come noi, accanto a noi, insieme a noi, ma procedono lente lungo gli anni di una vita che ci risulta
difficile da comprendere.
Come da lungo tempo tutti quanti sanno, per conoscersi a fondo, bisogna prima diventare amici. E noi
attraversiamo un’epoca nella quale le piante hanno un urgente bisogno di amici, di gente che le capisca e che
comprenda come questo bisogno sia reciproco. Forse, è proprio giunto il momento di andarle a conoscere da
vicino, queste piante, di andare a capire quanto ci siano utili, di prenderle una buona volta per mano e portarle
finalmente nel giro delle nostre frequentazioni quotidiane.
Quella di andare incontro alle piante è una cosa urgente, da fare fin che si è giovani, fin che si ha un po’ di tempo
per studiare, prima che gli impegni “seri” della vita ci trascinino inesorabilmente altrove.
Se decideremo di imbarcarci in quest’avventura, prepareremo la nostra spedizione qui in classe. Ricercheremo il
luogo dove andare e le persone più preparate sull’argomento, in grado di farcele conoscere queste piante una ad
una e di rispondere con competenza a tutte le nostre curiosità.
Non si tratterà di affrontare un argomento semplicissimo perchè, nel regno delle “piante superiori”, non ci sono
solamente gli alberi come ad esempio, il melo, il pero e la quercia, ma anche gli arbusti come il nocciolo, il
biancospino, la rosa selvatica e le erbe come il frumento, l’orzo, l’erba medica, ecc.
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Quello delle piante è infatti, un universo immenso. Una prima semplificazione potrebbe essere quella di
circoscrivere il nostro studio alle sole piante autoctone, cioè a dire, a quelle piante che sono presenti in una
determinata area geografica, la nostra, da epoche remote.
Un’altra limitazione del lavoro potrebbe essere quella di fermare l’attenzione sulle sole piante del frutteto,
dell’orto e del campo.
Le possibilità che ha davanti a sé l’insegnante per circoscriverne lo studio sono innumerevoli. Una volta operata
la scelta, si dovrà procedere cercando di dare una risposta ad una serie di quesiti quali:
* per gli alberi:
- che origine geografica hanno;
- quando sono stati importati;
- che altezza possono raggiungere;
- quanto possono vivere;
- quale utilità se ne ricava;
- se sono piante solitamente isolate o se si trovano in filari;
- ecc.;
* per gli arbusti:
- che origine geografica hanno;
- quando sono stati importati;
- quale utilità se ne ricava;
- ecc.;
* per le erbe:
- che origine hanno;
- che cosa se ne ricava;
- che produttività raggiungono per ettaro quando impiegate nelle coltivazioni in campo;
- ecc.;
Per raccogliere tutte queste, ed altre informazioni ancora, sarà necessario disporre di un esperto, e magari, di un
luogo dove poterle andare a conoscere direttamente.
Un’opportunità ci viene offerta dalle fattorie didattiche. Tra le tante, dovremo reperirne una in grado di
corrispondere al nostro programma di lavoro.
Divisione in gruppi di lavoro ed assegnazione dei compiti
A questo punto, l’insegnante avrà buoni argomenti per proporre ai ragazzi di organizzare il lavoro per gruppi.
Potremmo dividere la classe in tre gruppi di lavoro a cui affidare rispettivamente lo studio:
- degli alberi;
- degli arbusti;
- delle erbe.
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza
Una volta riscontrato l’interesse degli alunni per gli argomenti trattati, l’insegnante, attraverso una rapida
indagine sul sito “Le Fattorie didattiche” della Provincia di Padova, individuerà l’azienda che risponderà meglio
al programma di lavoro tracciato. Dovrà essere una struttura con requisiti e servizi all’utenza idonei a garantire il
buon esito dell’esperienza, così come progettata.
Azioni di coordinamento con l’azienda
Una volta individuata la fattoria più adatta, l’insegnante contatterà telefonicamente il responsabile aziendale
preposto alle attività didattiche, per verificare in via preliminare:
- la corrispondenza tra il programma di lavoro che intende portare a termine e, nei dettagli, l’offerta didattica
proposta dalla fattoria;
- il periodo dell’anno che, anche in relazione agli argomenti trattati, verrà ritenuto il più idoneo per la visita;
- la disponibilità di un operatore aziendale didatticamente preparato sui temi specifici che s’intendono trattare;
- la disponibilità di materiale didattico, predisposto dall’azienda, attinente agli argomenti che hanno motivato la
visita in fattoria;
- la disponibilità di una mappa aziendale corredata di tutte le informazioni necessarie per la localizzazione dei
vari servizi: parcheggio, spazi attrezzati, servizi igienici, stazioni didattiche, ecc.;
- la disponibilità ad attrezzare locali con proiettori, tabelloni illustrativi, ecc.;
- la disponibilità di appositi spazi al coperto dove poter condurre esperienze,
per quanto possibile, analoghe a quelle programmate in fattoria, in caso dimaltempo;
- l’entità del contributo per ogni alunno ed eventualmente quello per ogni accompagnatore scolastico, nelle
diverse ipotesi:
- visita di mezza giornata;
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- visita di una giornata, con colazione o merenda al sacco;
- visita di una giornata con spuntino servito dalla fattoria;
- l’entità di contributo per le eventuali attività di laboratorio.
In quest’occasione, l’insegnante segnalerà al responsabile dell’azienda, l’eventuale presenza di ragazzi portatori
di handicap, o di soggetti con allergie (Graminacee, ecc.), o con eventuali intolleranze a particolari alimenti.
Sopralluogo in azienda
Una volta informato su tutti gli aspetti sopra elencati, l’insegnante concorderà con il responsabile un sopralluogo
in azienda.
Una preliminare presa di contatto con il personale della fattoria e con i luoghi oggetto della visita, gli consentirà
di anticipare la soluzione di eventuali problemi relativi alla preparazione degli alunni, tutto questo sarà fatto
nell’intento di far meglio corrispondere la visita con la preliminare preparazione in classe. Gli consentirà inoltre
di definire nel dettaglio i particolari della visita come: il numero delle stazioni, i tempi ad esse assegnati, le pause
per la ricreazione ed il ristoro, le soluzioni logistiche in caso di maltempo. Sarà inoltre questa, l’occasione per
prendere visione dei materiali didattici prodotti e distribuiti dall’azienda sugli argomenti da trattare.
Simulazione della visita
Raccolte tutte le informazioni necessarie, e disponendo anche della mappa aziendale, l’insegnante sarà nelle
condizioni di definire con precisione il programma dell’uscita e, qualora lo ritenga opportuno, di simularne lo
svolgimento in classe. La dettagliata programmazione consentirà di mettere più agevolmente a fuoco gli obiettivi
didattici, evitando, per quanto possibile, le sterili ed improduttive divagazioni. Il materiale didattico, fornito
preventivamente dal responsabile della fattoria, costituirà, a questo fine, un valido contributo. Attraverso la
simulazione, l’insegnante sarà in grado di orientare preventivamente gli alunni, non solo sul percorso in fattoria
ma anche sulla trattazione ordinata degli argomenti e dei quesiti che, in quel privilegiato laboratorio all’aperto,
dovranno trovare un’adeguata risposta.
Sarà inoltre questo il momento più adatto per fare il punto con gli alunni su alcuni importanti aspetti quali:
- definire l’abbigliamento consigliato dall’operatore didattico per la visita;
- ricordarsi di portare la colazione o la merenda al sacco;
- ecc..
Piano operativo
L’insegnante ricorderà agli alunni quanto emerso nel corso della conversazione e li inviterà a far mente locale su
alcuni aspetti quali:
- Vi ricordate a quale gruppo di lavoro appartenete e quali sono i compiti da svolgere?
- Cosa pensate sia utile chiedere all’accompagnatore?
- Vi ricordate le domande da porre all’accompagnatore, già discusse in classe?
- Le annoterete per non dimenticarle?
- Che cosa potrebbe essere utile documentare e in che modo?
- Quali saranno gli strumenti che userete per documentare la visita? (Un taccuino di viaggio, una macchina
fotografica, il blocco da disegno e per gli eventuali reperti: vasetti di vetro, sacchetti di plastica,
etichette, ecc.?)
- Vi siete premuniti di recipienti per i reperti quali foglie, pezzetti di corteccia,
gemme, fiori od infiorescenze?
Nell’eventuale prospettiva di realizzare un erbario, tali materiali non dovranno essere raccolti dopo un
acquazzone o dopo un periodo di siccità.
Inoltre, una volta prelevati durante la visita, dovranno essere protetti in una scatola in grado sia di mantenere la
loro integrità, sia di non farli seccare prima del tempo. Il problema potrà essere risolto mediante l’impiego di un
contenitore di polistirolo analogo a quelli usati per la conservazione dei gelati.
Programma alternativo in caso di maltempo
L’insegnante concorderà, con gli operatori della fattoria, tutte le misure necessarie affinché il programma di
lavoro possa venir realizzato anche in caso di maltempo. Per questa ragione, l’operatore aziendale si impegnerà
con l’insegnante a:
- attrezzare uno spazio coperto per lo svolgimento della lezione;
- sistemare alle pareti i cartelloni e le teche per surrogare la verifica sul campo;
- predisporre gli strumenti per la proiezione degli eventuali audiovisivi;
- preparare gli spazi al coperto per l’eventuale consumo della colazione o della merenda al sacco.
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IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria
Il breve trasferimento in pullman dalla scuola alla fattoria costituirà un’interessante opportunità per iniziare la
classe alla conoscenza del territorio rurale. Sulle nostre terre, da tempo immemorabile legate all’agricoltura, si è
sedimentato, in millenni di storia, un importante patrimonio storico ed artistico che permea di sé questa grande
pianura, punteggiata di fattorie, di chiese, di castelli e di ville che emergono, dalla distesa dei campi, come
monumenti che abbiano preferito alla città, la verde solitudine della campagna. E’ questo un luogo, dove
paesaggi fluviali, sistemi collinari ed ampie aree lagunari, aggiungono al prezioso patrimonio storico, un ricco
complesso di risorse naturali che non è possibile ignorare.
Il sito internet della Provincia specificatamente predisposto a supporto delle attività didattiche in fattoria,
consentirà all’insegnante di introdurre gli alunni ad una prima conoscenza del territorio attraversato durante il
viaggio. Il sito contiene una prima selezione di risorse storiche e naturali appositamente scelte per gli alunni
della scuola dell’obbligo. Vi sono compresi, oltre a tutte le fattorie didattiche accreditate dalla Provincia:
- monumenti storici;
- siti naturalistici;
- strutture produttive e di trasformazione dei prodotti agricoli (caseifici, cantine sociali, raccolta, selezione e
confezionamento degli ortaggi, ecc.);
- strutture adibite alla tutela e gestione del territorio rurale e delle sue acque (consorzi di bonifica).
Potrà dimostrarsi di grande utilità, per i ragazzi, il fatto di poter seguire il tragitto, dalla scuola alla fattoria, con
l’ausilio di uno stralcio della carta stradale che l’insegnante si sarà premurato di distribuire loro in fotocopia.
Attraverso questo esercizio, i ragazzi prenderanno dimestichezza con la lettura della carte topografiche. Se poi,
nel corso dell’uscita, si potrà disporre di una piccola bussola, verranno a maturare le condizioni per sviluppare
nei giovani un migliore senso d’orientamento. Va ancora aggiunto, come l’uso di una mappa agevoli la capacità
di memorizzare i siti e le informazioni ad essi legate. Un utile accorgimento potrebbe essere quello di segnalare
sulla mappa, attraverso una serie progressiva di numeri, le località ed i monumenti dislocati lungo il percorso.
Per esempio: n. 1, la nostra scuola; n. 2, il ponte sul fiume Brenta; n. 3, la piccola chiesa del XIII secolo dedicata
all’Assunta; ecc..
Verifica preliminare in fattoria
Arrivati in fattoria, l’insegnante si premurerà di eseguire una serie di verifiche:
- controllerà rapidamente l’abbigliamento degli alunni;
- agevolerà la composizione dei gruppi di lavoro;
- presenterà l’operatore aziendale alla scolaresca. Un cordiale clima di famigliarità, oltre ad agevolare un
benefico rapporto umano, conseguirà una maggiore partecipazione alle attività svolte in fattoria.
Svolgimento della visita
Guidati dall’operatore aziendale e seguiti dall’insegnante, i ragazzi muoveranno lungo il percorso stabilito,
secondo un ordine ed una scansione dei tempi quanto più possibile programmata. Una visita affrettata alle ultime
stazioni in programma, per recuperare il tempo eventualmente perduto nel corso delle prime, indebolirebbe
l’efficacia del piano e renderebbe più problematico il raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati. Qualora
si manifestasse un’eventuale mancanza di tempo, rispetto a quello necessario per esaurire i diversi aspetti
dell’argomento allo studio, meglio sarà ipotizzare un’eventuale nuova visita di approfondimento, piuttosto che
non completare l’esperienza così come nelle previsioni.
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
I ragazzi saranno arrivati in fattoria avendo chiare alcune nozioni di base quali, ad esempio, quelle riguardanti:
- le radici, che hanno il compito d’esplorare il terreno per assorbirne l’acqua e le sostanze inorganiche in essa
disciolte;
- il fusto, che ha il compito di sostenere la pianta e portarla a raccogliere la luce;
- l’apparato fogliare, che funziona da polmone e consente il fenomeno della fotosintesi;
- i fiori e i frutti che consentono alla pianta di riprodursi;
- la distinzione fra alberi, arbusti ed erbe in ragione del fatto che:
- gli alberi hanno un fusto legnoso ramificato nella parte superiore;
- gli arbusti hanno un fusto legnoso ramificato fin dalla base;
- l’erba ha un fusto verde che in nessun caso è legnoso.
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Perchè l’esperienza possa conseguire esiti positivi, i ragazzi dovranno essere messi nelle condizioni di
comprendere ed approfondire sul campo, oltre alle questioni già elencate in precedenza, anche quelle che
emergeranno nel corso della visita, come ad esempio:
- quali siano le piante di interesse agrario, forestale, ornamentale, ecologico;
- per le piante agrarie quali siano le diverse fasi di coltivazione;
- come si manifestino le malattie più comuni;
- quali sono i sistemi per combatterle;
Questa potrà essere l’occasione per imparare a distinguere le piante per il genere e la specie.
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita
Riuniti, a conclusione della visita, in uno spazio acconcio, ragazzi ed insegnante faranno un breve consuntivo
della giornata:
- Che cosa abbiamo scoperto che prima non sapevamo?
- Che cosa ci ha interessato di più?
- Che cosa ci ha maggiormente stupito?
- Quali sono le cose che non abbiamo afferrato compiutamente?
Viaggio di ritorno a scuola
Il viaggio di ritorno a scuola costituirà, come quello di andata, un’occasione per proseguire nella conoscenza del
territorio rurale. Nel caso in cui, il percorso dovesse ricalcare quello dell’andata, sarà l’occasione per
approfondire quanto già appreso in precedenza, nel caso contrario, l’opportunità per ampliare quanto già
acquisito.
IN CLASSE DOPO LA VISITA
Ritornati in classe, prima d’iniziare il lavoro sistematico di rielaborazione suquanto appreso, potrebbe essere
utile aprire una conversazione di carattere informale allo scopo di raccogliere, a caldo, le prime impressioni
rivelatrici dello stato d’animo con il quale è stata vissuta l’esperienza.
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti
L’inventario dei materiali e delle informazioni raccolte, eseguito separatamente da ogni gruppo di lavoro, potrà
procedere con lo stesso ordine seguito in fattoria per la visita alle stazioni. Il tutto verrà accompagnato ad una
mappa che porterà, in sequenza ordinata, le tappe della visita stessa. Sarà proprio questo lo strumento che aiuterà
i ragazzi a ricordare meglio quanto osservato e ad ordinare con logica tutto il materiale raccolto. Ogni gruppo
procederà nell’illustrazione delle informazioni e dei materiali raccolti, dei luoghi e delle modalità di reperimento,
delle ragioni che hanno guidato la scelta e delle osservazioni scaturite durante queste operazioni, facendo capo
anche ai supporti didattici, relativi al tema della visita, forniti dalla fattoria.
Più in particolare, ogni gruppo esporrà quanto emerso da:
- osservazioni dirette;
- informazioni raccolte dall’operatore aziendale;
- immagini (foto o disegni);
- ecc..
Catalogazione dei materiali
La catalogazione dei materiali, suddivisi per argomento, costituirà un utile esercizio di sistematizzazione della
documentazione raccolta ed una preziosa base di lavoro per la stesura della relazione d’accompagnamento alle
conclusioni finali.
Per i reperti vegetali, raccolti su indicazione e con l’aiuto dell’operatore aziendale, sarà utile, oltre che
interessante ed istruttivo, che ogni gruppo realizzi un erbario procedendo come segue:
a) materiali necessari:
due tavolette un po’ più grandi di un normale foglio di carta da stampante, alcuni fogli di un quotidiano,
alcuni libri pesanti che funzioneranno come pressa, dei fogli da disegno, un rotolino di nastro adesivo, un
pennarello, un certo numero di buste di plastica trasparente (quelle usate per i raccoglitori di pratiche negli
uffici), ed infine, un raccoglitore ad anelli;
b) preparazione:
1) si prende la prima tavoletta di legno;
2) vi si appoggia sopra un foglio di carta di un quotidiano ripiegato;
3) vi si sistema quindi, il materiale vegetale da catalogare;
4) si ricopre il tutto con un altro foglio di un quotidiano ripiegato;
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5) si procede in maniera analoga con un altro vegetale;
6) si ripete l’operazione non più di cinque o sei volte;
7) si adagia sulla stratificazione di vegetali e di fogli la seconda tavoletta;
8) si sistema il tutto in un luogo asciutto;
9) si sormonta la stratificazione con tre, quattro libri pesanti;
10) si lascia ad asciugare il tutto per una decina di giorni;
c) catalogazione:
11) si recuperano i vegetali essiccati uno alla volta;
12) si sistema ciascuno sopra mezzo foglio di carta da disegno;
13) lo si fissa con il nastro adesivo trasparente;
14) vi si scrive accanto il genere e la specie (es: Populus alba - pioppo bianco), il luogo ed il periodo in cui è
avvenuta la raccolta;
15) si inserisce il foglio così completato nella tasca trasparente;
16) s’infila la tasca completata negli anelli del raccoglitore.
Elaborazioni di gruppo e conclusioni
L’insegnante inviterà gli alunni a rielaborare l’esperienza condotta in fattoria sottoponendo loro una serie di
quesiti:
- Terminata la catalogazione non potrebbe essere utile, oltre che interessante, anche attraverso i taccuini di
viaggio e l’aiuto dei compagni, che ogni gruppo stendesse una relazione descrivendo, fase per fase, la visita in
fattoria?
- Non sarebbe altrettanto interessante che ogni gruppo sintetizzasse in uno o più cartelloni, le notizie, le
osservazioni e le immagini sul proprio lavoro?
- Non vi piacerebbe che i vostri genitori ed i vostri compagni di scuola venissero a vedere la mostra di tutto
quanto siete riusciti ad elaborare nel corso di quest’esperienza in fattoria?
- Ecc.
Seguirà l’allestimento della mostra che potrà prevedere anche incontri con altre classi dello stesso livello, nel
corso dei quali, i ragazzi illustreranno e documenteranno la loro esperienza.
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o di approfondimento
A questo punto, l’insegnante potrà proporre alla classe un’eventuale nuova esperienza in fattoria per
approfondire quanto appreso nel corso del primo lavoro, oppure per intraprendere un’altra ricerca.
Nell’ipotesi in cui la classe dimostrasse interesse per tali proposte, si procederà, in primo luogo, al
coinvolgimento delle famiglie, in secondo a stendere un nuovo piano di lavoro facendo tesoro
dell’esperienza appena terminata.
Cose nuove dal mondo dell’agricoltura!
Breve viaggio dall’agricoltura industriale all’agricoltura biologica
Ambiti disciplinari:
Area linguistica
Area matematica
Area scientifica
Area geografica
Area storica
Obiettivi didattici:
- conoscere e denominare correttamente i nomi delle piante, degli oggetti e dei sistemi di coltivazione (lessico);
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- riconoscere le piante e comprenderne il ciclo vitale;
- osservare e conoscere alcune modificazioni di elementi naturali al fine dell’alimentazione umana;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Come coinvolgere la classe
Vedi pag. 2
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Come tutti sicuramente saprete, nelle tombe egizie, accanto alle mummie, avvolte in bende profumate e coperte
di gioielli, si sono trovate molte altre cose: immagini di terracotta che rappresentavano ancelle, servitori, scribi e
guerrieri, numerose suppellettili di eccellente fattura, preziosi arredi, eleganti monili, ed ancora, recipienti che
contenevano cibi. Possiamo facilmente immaginare, visto tutto lo sfarzo di quei luoghi, che anche per questa
particolare parte del corredo funebre, non si lesinasse sulle spese.
Ma per quanto i faraoni fossero ricchi e potenti, tanto da potersi permettere tutto ciò che allora era disponibile,
non è stata trovata, tra gli alimenti che li avrebbero accompagnati nell’aldilà, traccia alcuna di prodotti come, ad
esempio, il pomodoro, le patate ed il mais. Sono cibi che, al giorno d’oggi, si trovano comunemente sulle tavole
di tutte le famiglie, che pure non vivono al livello dei faraoni.
- Come mai, questi grandi sovrani non si potevano permettere cose semplici come queste?
- E come mai, queste stesse rinunce hanno riguardato anche uomini illustri e famosi come il grande Giulio
Cesare, il celeberrimo Carlo Magno ed anche il potente imperatore Federico Barbarossa?
- Forse perchè non erano cibi loro graditi o per qualche altra ragione?
- Chi di voi, mi sa rispondere?
La ragione è molto semplice e sta nel fatto che questi prodotti, fino alla scoperta dell’America, da noi erano
sconosciuti.
- Che cosa possiamo allora concludere? Che anche l’agricoltura, come l’economia, le scienze e la tecnologia, è
segnata da scoperte, da conquiste e da eventi grandi e piccoli di tutti i generi; in poche parole che ha una sua
storia.
Per l’agricoltura, in particolare, si tratta di una lunga storia.
E’ una delle attività dell’uomo, tra le più antiche. Una pratica che ha avuto inizio quasi diecimila anni fa sugli
altipiani della Mesopotamia, tra i fiumi Tigri ed Eufrate (l’attuale Iraq) e che sicuramente continuerà tra sviluppi
economici e depressioni, innovazioni tecniche e possibili squilibri ambientali, errori umani e correzioni di rotta
per chissà quanto tempo ancora.
- Ma perchè l’agricoltura dovrebbe riscuotere il nostro interesse? Per il semplice fatto che è un’attività che ci
riguarda molto più da vicino di quanto possiamo pensare. Sono i prodotti dell’agricoltura che ci permettono di
consumare il pranzo e la cena, la colazione del mattino e la merenda del pomeriggio.
Ed è ancora l’agricoltura che ci consente di realizzare utensili ed abiti, sintetizzare farmaci e produrre energia, ed
è ancora il mondo dell’agricoltura che gestisce una grandissima parte del territorio della nostra provincia, della
nostra regione, dell’Italia intera e del mondo.
E’ quindi all’agricoltura che viene affidata la custodia di una larga parte delle terre emerse abitate, in altre
parole, dell’ambiente stesso in cui viviamo.
- Vi sembrano ragioni sufficienti perché vi si possa dedicarle un po’ del nostro tempo prezioso?
- E in caso affermativo, da dove cominciare?
Gli argomenti sono tanti. Uno più interessante dell’altro. Tra quelli che al giorno d’oggi vanno per la maggiore,
ricopre un posto di tutto rispetto quello dell’agricoltura biologica.
Il fatto è che, per affrontare un argomento così delicato senza cadere in grossolane semplificazioni, per capire le
ragioni di questa forma di agricoltura e metterla a confronto con le altre, è necessario fare qualche piccolo passo
indietro e percorrere le ultime tappe di questo lungo cammino.
Ma di quali tappe si tratta? Proviamo ad elencarle:
1^ - l’agricoltura industriale moderna;
2^ - l’uso dei fitofarmaci;
3^ - la lotta biologica;
4^ - la lotta guidata;
5^ - la lotta integrata;
6^ - la produzione integrata;
7^ - l’agricoltura biologica.
Sono argomenti che ormai corrono anche sulla bocca della gente comune ed è forse anche per questa ragione che
rischiano di essere mal interpretati ed argomentati a sproposito.
Venirne a capo una volta per tutte, potrebbe darvi la soddisfazione prima di tutto di capirli, secondariamente di
saperli spiegare con chiarezza ogni volta che se ne presenterà l’occasione.
Per far questo avremo bisogno dell’aiuto di persone serie e competenti. Esperti in grado di fornirci, non solo le
necessarie spiegazioni, ma anche di metterci nelle condizioni di poter compiere le necessarie verifiche sul
campo.
Una soluzione potrebbe essere quella di una visita d’istruzione in fattoria.
Dovrà essere un’azienda attrezzata, non solo per farci conoscere direttamente alcuni tra i sistemi di produzione
sopra elencati, ma che abbia, tra i percorsi didattici offerti alle scuole, anche quello sull’agricoltura biologica.
Sarà infatti questo il sistema di produzione agricolo al quale dedicheremo la nostra maggiore attenzione, quello
per il quale si giustifica, in buona parte, questa ricerca.
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Divisione in gruppi di lavoro ed assegnazione dei compiti
Essendo gli argomenti numerosi e complessi, il loro studio, accompagnato dai necessari approfondimenti, potrà
essere equamente ripartito tra sette gruppi di lavoro. A ciascun gruppo sarà assegnato uno dei setti argomenti
sopra elencati.
Le questioni, da chiarire con l’esperto, non saranno né poche né di poco conto: proviamo ad esaminarle insieme:
- L’agricoltura industriale moderna, l’uso dei fitofarmaci, la lotta biologica, la lotta guidata, la lotta integrata, la
produzione integrata e l’agricoltura biologica, quale impatto hanno avuto e stanno ancora avendo sull’economia
e sulla struttura sociale delle nostra campagne?
- Quali sono stati gli effetti prodotti da questi diversi sistemi di produzione sul mondo dell’agricoltura?
Inoltre, visto che in poco più di cinquant’anni si è verificato un grande numero di mutamenti, indotti sia dalla
rivoluzione industriale che dalla globalizzazione dei mercati, ci impegneremo a capirne almeno gli aspetti più
significativi, come ad esempio:
* per l’agricoltura industriale moderna:
- Qual’é stata la ragione dell’uso dei fitofarmaci?
- Quali sono stati gli effetti positivi e negativi della meccanizzazione?
- E della selezione delle specie?
- Ecc.;
* per l’uso dei fitofarmaci (o pesticidi):
- Quali sono stati gli effetti positivi e negativi della comparsa di individui resistenti?
- E quelli dovuti alla soppressione degli organismi utili?
- E quelli indotti dall’inquinamento diffuso nell’ambiente?
- Ecc.;
* per la lotta biologica:
- Quali sono gli aspetti che non devono essere confusi nel confronto tra lotta biologica ed agricoltura biologica?
(L’immissione di maschi sterili, la perturbazione delle segnalazioni odorose, la resistenza genetica delle
piante, ecc.);
*per la lotta guidata:
- Come viene praticata la valutazione dei valori minimi della densità della specie dannose?
- Come avviene l’impiego di prodotti selettivi?
- Come si pratica la salvaguardia dei nemici naturali?
- Ecc.;
* per la lotta integrata:
- Come viene praticata la riduzione dei fitofarmaci chimici?
- Come avviene l’integrazione fra i diversi metodi di lotta?
- Ecc.;
* per la produzione integrata:
- Come si pratica?
- Quali sono i vantaggi per il consumatore?
- Quali quelli per l’ambiente?
- Ecc.;
* per l’agricoltura biologica:
- Come si pratica?
- Quali sono i vantaggi per il consumatore?
- Quali per l’ambiente?
- Come si pratica la certificazione dei prodotti?
- Come avviene l’etichettatura?
- Ecc.
Una volta portata a termine l’esperienza, ogni gruppo avrà il compito di illustrare, quanto recepito ed elaborato,
alla classe intera.
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
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IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
Dopo aver ottenuto una risposta chiarificatrice dall’operatore aziendale sui quesiti emersi dal confronto, i gruppi
andranno a verificare sul campo le produzioni (biologica od altro) praticate in azienda. Come abbiamo già avuto
modo di dire, la nostra attenzione si focalizzerà sulla produzione integrata e sull’agricoltura biologica. Le
spiegazioni, che sarà interessante ottenere a questo proposito, potranno riguardare:
- i trattamenti contro i parassiti e le malattie delle piante;
- la pratica di consociare le culture;
- la rotazione delle colture;
- la concimazione;
- l’uso di compost e concimi naturali;
- i vantaggi e gli svantaggi della lavorazione profonda o meno dei terreni.
Va da sé che per documentarsi, ogni gruppo dovrà essere in possesso di un’adeguata strumentazione in grado di
raccogliere immagini, spiegazioni e reperti. Sarà utile raccogliere informazioni su:
- i vari sistemi di coltivazione ed i prodotti ottenuti;
- i prodotti di sintesi per i trattamenti antiparassitari e per la lotta contro le malattie;
- i concimi naturali ed i compost;
- i nemici naturali dei parassiti;
- l’utilità della presenza in azienda di siepi o di spazi naturali;
- ecc.
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Vedi pag. 6
Ed inoltre:
- Eravate al corrente di tutte queste forme di coltivazione?
- Vi siete mai interrogati sulle forme di coltivazione dei prodotti che consumate abitualmente durante la
giornata?
- Ecc.
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Elaborazioni di gruppo e conclusioni ...........................……………..............…......
Vedi pag. 7
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Vedi pag. 7
Preziosi animali di fattoria
Dalla caccia all’allevamento, una lunga storia che lega da molto tempo uomini ed animali
Ambiti disciplinari:
Area linguistica
Area matematica
Area scientifica
Area geografica
Area storica
Obiettivi didattici:
- conoscere i nomi degli animali e denominarli correttamente (lessico);
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- riconoscere gli animali della fattoria e le forme di allevamento;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale;
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- comprendere l’importanza per il progresso ed il benessere nella vita dell’uomo dell’addomesticamento e del
conseguente allevamento degli animali.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Vedi pag. 2
Come coinvolgere la classe
L’insegnante avvia la lezione ponendo ai ragazzi una semplicissima domanda:
- Vi siete mai chiesti con quanti prodotti, ricavati dagli animali, entrate in contatto quotidianamente?
per poi, continuare:
- Vogliamo verificare quali di questi prodotti, sono in vostra compagnia, questa mattina?
E’ probabile che dopo qualche incertezza i più rapidi, comincino ad elencarli:
- le scarpe di pelle con la suola in cuoio;
- la maglia di lana;
- il prosciutto nel panino;
- il burro nella fetta di torta.
- Ed ora, siete in grado di ricordare quanti prodotti, legati direttamente o indirettamente agli animali circolano
per casa vostra?
* Per gli alimentari:
- il latte;
- la carne;
- il formaggio;
- il tonno;
- le acciughe;
- il pollo;
- gli insaccati;
- ecc.;
* per l’abbigliamento:
- il giubbino in pelle;
- i calzettoni ed i maglioni di lana;
- il piumino d’oca;
- ecc.
Una terza domanda, finalizzata a far prendere coscienza sulla frequenza con la quale vengono impiegati i
prodotti derivanti dagli animali, sarà:
* Quante volte al giorno siete a diretto contatto o consumate prodotti derivati dagli animali?
- Al mattino: latte, burro, miele, ecc;
- alla merenda dell’intervallo a scuola: il prosciutto, il salame, ecc.;
- a pranzo: carne di manzo o di vitello o di maiale, ecc.;
- alla merenda del pomeriggio: burro, miele, ecc.;
- a cena: uova, formaggio, ecc.
L’ovvia conclusione è che la nostra dipendenza dai prodotti animali è tale che, nelle condizioni attuali, una loro
eventuale indisponibilità comporterebbe per noi difficoltà pressoché insormontabili. Per rispondere a queste
vitali necessità, sentite fin dalle sue origini (bisogno di carne per l’alimentazione e di pelli per proteggersi dal
freddo), l’uomo si è affidato per lungo tempo alla caccia. Era un’attività che comportava però notevoli rischi ed
un enorme dispendio di energie. Per i piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori, tutto ciò era
motivo di grande precarietà. La scarsità di risorse disponibili limitava enormemente l’espansione numerica dei
gruppi umani che vivevano isolati gli uni dagli altri, in territori inospitali e sconfinati. E’ solo con la pastorizia e
l’agricoltura che vennero a maturare le condizioni per la produzione di una quantità di beni, assai superiore alle
necessità di autosostentamento dei soli pastori ed agricoltori, che le avevano prodotte. Sarà proprio questa la
condizione che non solo consentirà lo sviluppo numerico delle comunità, ma anche la nascita di figure sociali
nuove. Con le risorse alimentari prodotte si poteva finalmente mantenere un certo numero di uomini che, liberati
dalla necessità di impegnare tutto il loro tempo per procurarsi il cibo, potevano dedicarsi alle attività artigianali,
a quelle commerciali, all’amministrazione civile e militare e, più avanti, allo studio dei fenomeni naturali, alla
scrittura e all’arte. In questo modo, nacquero le grandi civiltà antiche come la mesopotamica, l’egizia, la greca,
l’etrusca e la romana, sulle cui basi e dopo un lunghissimo viaggio, è sorta la nostra, quella del mondo nel quale
oggi viviamo.
Considerata dunque la grande importanza dell’allevamento, anche nell’attuale fase storica, l’insegnante proporrà
alla classe di condurre una seria indagine su questo specifico argomento. Ma come procedere? Programmando,
per esempio, tra le diverse attività, anche una visita di studio in fattoria.
Divisione in gruppi di lavoro ed assegnazione dei compiti
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La grande ricchezza di argomenti da trattare potrebbe consigliare l’organizzazione di gruppi di lavoro. Questo
consentirà alla classe di prendere in considerazione un numero di questioni sicuramente più ampio rispetto a
quello che si renderebbe possibile attraverso un percorso individuale.
Per questa ragione l’insegnante, in accordo con i ragazzi, potrà procedere ad una suddivisione dei compiti: ogni
unità di studio e di lavoro svilupperà l’indagine conoscitiva su due distinti gruppi di animali:
- gli animali della stalla (bovini da carne, bovini da latte, equini, ecc.);
- gli animali di bassa corte (conigli, polli, tacchini, faraone, oche, anatre, ecc.).
L’insegnante inviterà quindi i ragazzi di ciascun gruppo a predisporre un proprio elenco di domande del genere:
- Che cosa si ricava da ogni animale allevato in fattoria?
- Qual’é il costo unitario di produzione?
- Qual’é il prezzo unitario alla vendita?
- Quali sono le ragioni per cui l’agricoltore decide d’impegnarsi in un allevamento piuttosto che in un altro?
- Quali sono gli allevamenti tipici del nostro paese?
- Quali quelli della nostra regione e della nostra provincia?
- Esistono allevamenti condotti con sistemi biologici?
- Che cosa significa allevare con procedimenti biologici?
- Quali sono i vantaggi per il consumatore?
- Cosa significa allevare allo stato brado?
- Quali benefici ne ricava l’animale?
- Esistono in Italia allevamenti allo stato brado?
- Ci sono prodotti animali che si possono fregiare del marchio di qualità?
- Quali di questi prodotti, è patrimonio della nostra provincia?
- Ecc.
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
Sarà giunto finalmente il momento di far tesoro dell’operatore aziendale che dovrà assolvere a due compiti: il
primo sarà quello di rispondere alle domande dei ragazzi e di soddisfare le loro numerose naturali curiosità, il
secondo quello di sollevare i numerosi problemi legati agli animali ed al loro allevamento, portando alla luce
questioni che ben difficilmente potrebbero spontaneamente sorgere dai ragazzi, anche in ragione della natura
degli argomenti trattati. L’insegnante inviterà inoltre i ragazzi a:
* documentare le numerose informazioni raccolte sul taccuino di viaggio;
* raccogliere immagini attraverso la fotografia ed il disegno;
* raccogliere reperti negli appositi contenitori muniti di etichetta, in particolare:
- mangimi;
- lettiere;
- integratori;
- ecc.
* registrare le osservazioni dell’operatore aziendale, dell’insegnante e dei compagni su nastro, ponendo inoltre
quesiti in ordine:
- al numero, alla qualità e alle caratteristiche delle razze allevate;
- ai tempi del ciclo produttivo;
- alla capacità produttiva in quantità e peso;
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- ai prodotti e alle quantità impiegati nell’alimentazione;
- ai prodotti ottenuti;
- alla quantità di prodotto ottenuta, una volta eliminati gli scarti;
- alle varie utilizzazioni di ogni parte del prodotto;
- all’illustrazione delle fasi dalla produzione alla vendita al dettaglio;
- all’illustrazione delle attività di trasformazione in azienda e fuori;
- al consumo di prodotti per le singole alimentazioni nel quadro della giornata e dell’intero ciclo produttivo;
- ai problemi che insorgono più di frequente nell’allevamento;
- alle forme di tutela sanitaria di ogni allevamento;
- all’eventuale soddisfacimento di tutta la domanda interna, ed in caso contrario, alla natura ed alla quantità
delle importazioni;
- ecc..
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Vedi pag. 6
Ed inoltre:
- Prima di oggi, ritenevate quella dell’allevamento, un’attività più semplice o più complessa di quella osservata
in fattoria?
- Ecc.
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Elaborazioni di gruppo e conclusioni ...........................……………..............…......
Vedi pag. 7
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento
Una volta concluso il lavoro in ogni sua parte, l’insegnante potrebbe prendere in considerazione l’opportunità di
proporre una visita di approfondimento che dovrà essere veicolata alla classe stimolando l’insorgere di nuove
curiosità come:
- Quali sono i luoghi di provenienza geografica degli animali che abbiamo conosciuto?
- In quale periodo, lontano o vicino, sono stati addomesticati dall’uomo?
- Quali sono i caratteri originari degli animali modificati dall’uomo?
- Quali sono i processi attraverso i quali, si perviene alla definizione dei caratteri di una raza?
- Con quale obiettivo, si procede alla selezione dei caratteri degli animali?
- Ecc..
Favole di uomini ed animali
Gli animali: specchio dei nostri vizi e delle nostre virtù
Ambiti disciplinari:
Area linguistico-letteraria
Area matematica
Area scientifica
Area geografica
Area storica
Area artistica
Obiettivi didattici:
- conoscere i nomi degli animali e denominarli correttamente(lessico);
- conoscere ed apprezzare le immagini letterarie;
- osservare i caratteri più intimi degli animali e riflettere sui pregiudizi ed i luoghi comuni diffusi nella nostra
cultura;
- riflettere sulla favola come veicolo di messaggi educativi;
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- riconoscere gli animali della fattoria e le forme di allevamento;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale;
- riconoscere gli animali nelle arti figurative come metafore dell’uomo.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Vedi pag. 2
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Come coinvolgere la classe
L’insegnante propone alla classe la lettura di quattro o cinque brevi favole sugli animali, meglio se di fattoria,
scelte tra le raccolte dei classici: la rana e il bue, il lupo e l’agnello, il corvo con le penne del pavone, ecc..
Terminata la lettura rivolgerà ai ragazzi una serie di domande:
- Conoscete queste favole?
- Sapete chi le ha scritte?
- Riuscite ad immaginare quale fosse lo scopo degli autori?
- Avete avuto l’occasione di conoscere gli animali che vi sono menzionati?
- Concordate con il profilo “morale” che l’autore fa dell’animale?
- Concordate con il paragone che se ne ricava con gli uomini?
- Conoscete persone con caratteri simili a quelli descritti?
- Conoscete altre favole con la struttura di quelle ascoltate?
- Conoscete altri brani di prosa o di poesia nei quali compaiono gli animali?
- Chi di voi ricorda una favola che abbia tra i protagonisti un animale della fattoria (es.: la favola del lupo e
dei tre porcellini, oppure Pinocchio e Lucignolo trasformati in asini, ecc.)?
- Chi di voi ricorda un brano di prosa o di poesia che richiami un animale della fattoria? (es.: La cavallina
storna di Giovanni Pascoli)?
- Qualcuno di voi sa proporre alla classe un racconto buffo o una barzelletta che menzioni un animale della
fattoria?
- Chi di voi si sente in grado di descrivere in breve vicende vissute da animali, che descrivano alcuni aspetti della
vita degli uomini?
- Chi di voi ricorda qualcuno di quei detti popolari in cui compare un animale della fattoria, per esempio: “Bella
ma oca”?
- Chi di voi concorda con queste immagini così diffuse in molti detti popolari?
- Per quale ragione, secondo voi, gli uomini usano paragonarsi nella letteratura, come nella vita di ogni giorno,
agli animali?
- Non sarebbe utile oltre che curioso che, interrogando i vostri insegnanti, i vostri genitori, sfogliando i vostri
libri o rivedendo le vostre cassette facessimo un piccolo inventario ed una classificazione sulla presenza diffusa
degli animali della fattoria?
Sarà proprio per dare un’esauriente risposta a tali domande, che a questo punto verrà proposta alla classe una
visita in fattoria per:
- andare a verificare o a conoscere gli animali allevati dall’agricoltore;
- osservare i loro comportamenti nella vita di gruppo;
- indagare sul loro carattere individuale nei rapporti con i loro simili;
- ecc..
Divisione in gruppi di lavoro ed assegnazione dei compiti
La vastità e la complessità dell’argomento potrebbe consigliare la suddivisione della ricerca in parti da assegnare
a distinti gruppi di lavoro.
Si tratterà, prima di tutto, di fare appello alla memoria dei ragazzi per reperire brani che riguardino il tema della
ricerca. L’indagine potrà continuare anche a casa ed in classe utilizzando tutti i materiali disponibili. In ogni caso
il lavoro verrà suddiviso, come già anticipato, in tre sezioni:
- gli animali nella prosa;
- gli animali nella poesia;
- gli animali nella satira.
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
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Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
I ragazzi, facendo capo a quanto emerso in classe nel corso della conversazione e delle successive ricerche sui
testi, muoveranno in fattoria lungo il percorso stabilito, per osservare con i propri occhi quegli animali così
ben tratteggiati dagli autori.
Cari ragazzi, dopo averne letta la descrizione in classe, finalmente possiamo osservare i loro comportamenti nei
luoghi dove vivono.
E’ arrivato così il momento per:
- procedere ad un’attenta osservazione degli animali alla luce di quei profili letterari o satirici già rilevati;
- verificare il punto di vista del nostro operatore aziendale, nella sua veste di testimone privilegiato: sulle
immagini più ricorrenti come, ad esempio, la stupidità e l’acume, la pazienza e la pigrizia, la generosità e
l’orgoglio, ecc., che s’accompagnano solitamente al carattere attribuito agli animali;
- documentare le numerose informazioni raccolte sul taccuino di viaggio;
- raccogliere immagini attraverso la fotografia ed il disegno;
- registrare su nastro le mie osservazioni, quelle dell’operatore aziendale e quelle dei compagni;
- ecc.
Per cogliere gli aspetti più sottili e segreti di questi animali ci faremo aiutare dall’osservazione attenta di
comportamenti quali:
- gli spostamenti nello spazio;
- il modo in cui si arrestano;
- i modi con i quali si pongono alla ricerca di qualcosa o si guardano intorno;
- il comportamento con i propri simili nei momenti di rivalità e competizione, di protezione e di convivenza
pacifica;
- il comportamento con le altre specie nei momenti di rivalità e competizione, di protezione e di
convivenza pacifica.
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Vedi pag. 6
Ed inoltre:
- Quali sono le concordanze che avete potuto rilevare tra la realtà e l’immagine letteraria, durante questa
esperienza?
- Quali le discordanze?
- Quali immagini originali vi hanno invece suggerito questi animali?
- Conoscete persone in qualche modo paragonabili nel carattere agli animali conosciuti?
- Avete mai fatto considerazioni intorno all’immagine del forte legame che lega un animale al suo padrone?
- Ora che avete conosciuto gli animali da vicino ed avete osservato i loro comportamenti, sapreste comporre a
vostra volta, anche sulla traccia di quelle conosciute, una favola, un brano di prosa o una poesia originali?
- Ecc..
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Elaborazioni di gruppo e conclusioni
La sottile complessità degli argomenti trattati, comporterà per l’insegnante, un grande impegno in questa fase
finale.
Il lavoro che stiamo portando a termine ha tutte le caratteristiche per essere considerato curioso, stimolante e
complesso. Tratteggiare il profilo morale e materiale degli uomini non è un gioco da ragazzini. Lo stratagemma
letterario di leggere ed interpretare i comportamenti degli uomini, mediato attraverso quello degli animali, è stato
probabilmente un mezzo efficace per rendere più incisivo ed accettabile il tagliente giudizio sulle miserie umane.
Sarà, senza dubbio, un gioco molto raffinato anche per noi. “Giudica i cattivi costumi
ridendo”, recitava un antico adagio di epoca classica. Sarà dunque, questo lo spirito con il quale ci accingeremo
a portare a termine il nostro lavoro.
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Vedi pag. 7
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Vecchi muri d’antiche fattorie
L’edilizia rurale della tradizione
Ambiti disciplinari:
Area linguistica
Area matematica
Area geografica
Area storica
Obiettivi didattici:
- conoscere e denominare correttamente gli edifici rurali (lessico);
- conoscere e denominare correttamente le funzioni degli edifici rurali;
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere la storia recente delle nostre campagne;
- conoscere le componenti socio-economiche del recente passato delle nostre campagne;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Vedi pag. 2
Come coinvolgere la classe
Sono lunghe file di uomini e di donne quelle che si snodano davanti agli ingressi delle più famose zone
archeologiche e dei prestigiosi complessi monumentali del nostro Paese. Sono persone che per entrare spesso
accettano di attendere il loro turno anche per ore ed ore, di frequente sotto gli impietosi raggi del sole estivo o le
fastidiose pioggerelline dell’autunno inoltrato. Vanno alla ricerca di conoscere, di capire, di afferrare in quei
contesti ricchi di genio, di storia e di cultura, quegli elementi concreti ed insieme impalpabili, che sono in grado
di produrre un genere di emozioni che il vivere quotidiano non è capace di offrire.
Vi sono altri luoghi, molto meno famosi, anche se altrettanto carichi di storia edi cultura, dove lo scorrere degli
anni, dei decenni e, in molti casi dei secoli, ha sedimentato, una dopo l’altra, innumerevoli stratificazioni di vita.
Ciascuna porta con sé un tale patrimonio di testimonianze e di documenti da risvegliare
anche la più fragile delle attenzioni.
Vi sto parlando delle vecchie fattorie di campagna.
Sono quei piccoli agglomerati di vetusti edifici che sono riusciti a superare, quasi indenni, l’esuberante impatto
dell’edilizia moderna, ormai ferocemente radicata anche nelle nostre campagne.
Questi nuovi modelli abitativi devono assolvere, agli occhi delle famiglie rurali, un compito molto importante,
quasi vitale: quello di cancellare il ricordo di anni ed anni di miseria e di sofferenze.
Tutto questo non ha però evitato che, in molti casi, ci si sia comportati come quella madre, perlomeno distratta,
che getta con l’acqua sporca anche il bambino.
Sono pietre, travi e mattoni, quelli dei nostri vecchi edifici di campagna, che vivono di una vita precaria.
Oltre a dover affrontare ogni giorno i naturali eventi portati dal sole, dal vento e dalla pioggia sono sottoposti,
come abbiamo già rilevato, anche ai capricci della storia.
Noi li dobbiamo difendere perchè portano con sé un tale carico di umanità e di cultura, che una volta perduto, ci
renderebbe tutti sicuramente più poveri.
Ma, come si usa dire, “Così va il mondo”.
E dunque, viste le tendenze in atto, andiamole a visitare queste fattorie, ma facciamolo presto perchè la vostra
potrebbe essere una delle ultime generazioni in grado di poter apprezzare queste vecchie costruzioni dal vero.
Come vi ho già detto, queste fattorie sono dei veri e propri complessi edilizi.
Si articolano in diversi corpi di fabbrica che ritroviamo solitamente raccolti in un angolo del podere, in
prossimità della strada. Comprendono, nella generalità dei casi, l’abitazione rurale e gli annessi rustici, che sono
il più delle volte costituiti da:
- una cantina;
- una stalla;
- un fienile;
- un portico;
e da altre costruzioni minori come la porcilaia, il pollaio e, in qualche caso, i barchi.
A completare il corredo edificatorio della fattoria concorrono:
- l’aia;
- il pozzo;
- la pompa dell’acqua.
Divisione in gruppi di lavoro ed assegnazione dei compiti
17
Come vedete, una volta aperta una finestra su questo piccolo mondo antico, ci si para dinnanzi uno scenario
che per la sua complessità va preso in esame con grande attenzione.
Anche per questa ragione, lavoreremo per gruppi. A ciascuno verrà assegnato il compito di documentarsi e
studiare solo una porzione della fattoria.
Una possibile suddivisione potrebbe riguardare separatamente lo studio di:
- abitazione e cantina;
- stalla, fienile, barchi e porcilaia;
- portico, aia, pozzo, pompa dell’acqua e strutture minori (il pollaio, la legnaia, ecc).
Per ciascuna di queste sezioni potrebbe essere proposta anche un’ulteriore suddivisione, da assegnare ad
altrettanti sottogruppi.
Così, ad esempio:
* l’abitazione potrebbe essere distinta in spazi riservati alle attività del giorno e quelli riservati alla notte;
* la stalla in aree assegnate:
- allo stazionamento degli animali;
- alla mungitura;
- ai recinti per i vitelli;
- ecc.;
* il portico potrebbe invece essere studiato per:
- i materiali da costruzione;
- le forme architettoniche ad arco o ad architrave;
- le possibili destinazioni d’uso;
- ecc.;
* l’approvvigionamento dell’acqua per:
- la tecnica di costruzione del pozzo;
- il suo funzionamento e la sua manutenzione;
- l’introduzione in azienda della pompa a mano;
- ecc..
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
L’insegnante inviterà la classe:
- a raccogliere immagini attraverso la fotografia ed il disegno;
- registrare su nastro le informazioni e le osservazioni emerse nel corso del confronto fra i ragazzi, l’operatore
aziendale e l’insegnante.
Al fine di contestualizzare storicamente le diverse strutture edilizie, si renderà opportuno illustrare, per grandi
linee, le condizioni socio-economiche che connotavano il mondo rurale nel periodo che va dall’inizio del XX
secolo all’arrivo dell’agricoltura industriale moderna.
Sarà importante riflettere anche sull’influenza dei nuovi indirizzi socio-economici e culturali, avvenuti nell’arco
di tempo che va dell’avvento dell’agricoltura industriale moderna ai giorni nostri (Politiche dell’Unione Europea
per il settore primario e globalizzazione dei mercati) e sulla struttura delle costruzioni rurali (capannoni, silos,
uso dei prefabbricati, ecc.).
Sarà inoltre utile elaborare alcune considerazioni intorno:
* ai riflessi che nuovi modelli abitativi e produttivi hanno avuto sulla edilizia abitativa rurale, come ad esempio:
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- l’abbandono, nella realizzazione delle nuove costruzioni, di materiali comeil legno, la pietra, e spesso il
mattone pieno, per sostituirli con il cemento armato ed i mattoni forati;
- l’acquisizione di un modello abitativo che caratterizza le cinture urbane, come quello delle villette
monofamiliari;
- ecc.;
* ai riflessi sulla nuova cultura introdotta nelle campagne dal fenomeno dell’abbandono, anche parziale
dell’agricoltura che, interessando prevalentemente le aziende di piccole dimensioni, si è aggiunto al fenomeno
del doppio lavoro. Questo modello si traduce nel fatto che molto spesso l’agricoltore-operaio presta la sua
opera in fabbrica per cinque giorni alla settimana e lavora la terra durante il week-end.
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Vedi pag. 6
Ed inoltre:
- Vi è sembrata un’esperienza utile?
- Quali ritenete possano essere gli aspetti positivi e quelli negativi di un modello di vita come quello appena
conosciuto?
- Pensate che abbia ancora un senso conservare questi vecchi edifici?
- Costituiscono, a vostro parere, come le ville ed i castelli, un importante documento storico e culturale?
- A fronte di un progressivo generale abbandono delle campagne da parte degli agricoltori (fenomeno ancora in
evoluzione), chi, secondo voi, dovrà prendersi cura di queste cose?
- Lo pensate possibile un contro esodo di gente che abbandona la città per approdare ad un modello di vita
diverso: quello della campagna?
- Ritenete che la telematica sarà in grado di incentivare un ritorno alla campagna?
- Quali sono, a vostro parere, le ragioni che potrebbero indurre a queste nuove scelte?
- Ecc..
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali
Nel caso specifico di quest’esperienza le immagini fotografiche, i disegni schizzati sul taccuino e accompagnati
da appunti e le informazioni raccolte nel corso della visita, costituiranno certamente l’ossatura di questa
catalogazione.
Una traccia con i caratteri di una sufficiente organicità, potrebbe essere quella desunta dal precedente paragrafo:
“Divisione per gruppi ed assegnazione dei compiti”.
Elaborazioni di gruppo e conclusioni .......................………………............................ Vedi pag. 7
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Vedi pag. 7
Storie di tempi passati
Vita e lavoro prima della grande rivoluzione verde
Ambiti disciplinari:
Area linguistica
Area matematica
Area geografica
Area storica
Obiettivi didattici:
- conoscere i nomi degli oggetti del mondo contadino e denominarli correttamente (lessico);
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere la storia recente delle nostre campagne;
- conoscere le componenti socio-economiche del recente passato delle nostre campagne;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Come coinvolgere la classe
Vedi pag. 2
19
Quanti saranno mai i mercatini di cianfrusaglie o, più generosamente, di antiquariato minore che si rincorrono
da una piazza all’altra della città come dei centri minori nel corso di tutto l’anno solare? Impossibile contarli.
Sono luoghi dove si va per soddisfare il piacere di curiosare oppure di andare alla ricerca di piccoli brandelli di
una vita produttiva o domestica ormai perduta per sempre. Vecchie credenze, qualche candelabro d’ottone
incrostato di sporcizia e di storia, un calamaio uscito dall’ufficio di un notaio d’altri tempi, un vecchio piccolo
aratro di ferro ancora quasi sporco di sudore e di terra e una bambola di pezza che ha rallegrato una bambina
povera di scarpe ma ricca di fantasia.
Un mosaico di cronache, di vite vissute che ci salutano dal rumoroso silenzio dei banchetti degli espositori,
anch’essi minori così come il mondo che li circonda. Forse lo smalto e la vitalità di queste manifestazioni minori
rispetto alle più paludate Mostre dell’Antiquariato, sta proprio in quella patina di polvere e di sporco antico che
avvolge queste semplici cose.
Si propone a noi, questo sporco antico, come una benda pietosa messa lì sopra a proteggere vecchie impronte di
mani, depositate da decenni su questi oggetti. Sono cose giunte fino a noi senza essere state ancora profanate dai
detergenti che le priverebbero di quell’alone di vita vera e segreta che ancora si portano addosso.
Vi sono altri luoghi dov’è possibile trovare altri importanti documenti di storia minore. Non sono i pur
importanti musei etnografici. Sono le fattorie di campagna, luoghi che “camminano” insieme alle gambe degli
uomini e delle donne che vi abitano e vi lavorano. Sono spazi molto diversi da quelli che ospitano le mostre
ufficiali della cultura rurale, dove tutto dev’essere artificialmente ricreato. Sono spazi vivi che pulsano ancora di
sanguigna quotidianità, spazi occupati da uomini che sono ancora in grado di ricordare e raccontare quello che le
collezioni museali narrano solo attraverso il filtro dell’interposta persona.
Qui possiamo trovare quelle raccolte di oggetti, della passata cultura contadina, che mani amorevoli, guidate da
uno spirito attento, hanno raccolto negli angoli spesso dimenticati della fattoria e sistemati con cura su scaffali e
pareti liberati da altre funzioni ed ora riservati alla memoria.
Potreste essere una delle ultime generazioni in grado di apprezzarli dal vero queste piccole ma importanti
collezioni, prima di una loro definitiva scomparsa. Potrebbe essere anche questa una valida ragione per cercare,
tra le tante, una fattoria in grado di offrirci questa opportunità.
In queste aziende dove vive qualcuno ancora innamorato della sua storia, si sono spesso conservate, insieme ad
antichi ricordi, anche le vecchie macchine per il lavoro nei campi ed una quantità di attrezzi attraverso i quali è
possibile apprendere come avvenivano, per un verso la raccolta e la lavorazione dei prodotti, per l’altro la vita
domestica di ogni giorno. Sono documenti che uniti al racconto di vecchi agricoltori, dalla lunga memoria, ci
consentono di ricostruire fedelmente molte immagini di una vita passata.
- Ma cosa possiamo andare a vedere concretamente in queste raccolte dei piccoli musei aziendali?
Proviamo a fare un elenco partendo dall’abitazione:
- gli arredi:
- della cucina (tavoli, sedie, madie per la conservazione degli alimenti, sgabelli, lumi a petrolio, ecc.);
- delle stanze da letto (letti, bauli per la biancheria, qualche volta armadi, ecc.);
- gli strumenti della vita domestica:
- in cucina (mestoli, paioli, tegami, tagliapane, macinini, setacci, zangole, pestasale, ecc.);
- nella camera da letto (scaldaletto, lavamani, cassettoni, ecc.);
- per la tessitura (gramole, arcolai, ecc.);
- gli strumenti per il lavoro nei campi:
- le macchine (aratri da traino animale, carri, carretti, i primi trattori, le vecchie trebbiatrici, ecc.);
- gli attrezzi (falci, falcetti, rastrelli, vanghe, zappe, mazze rompi zolle, ecc.);
- gli strumenti e le macchine per la raccolta e la lavorazione delle uve:
- roncole, forbici, pinze per innesto, pompe per il verderame, mastelli, ramaioli, torchi, botti, fiaschi impagliati,
- ecc..
Divisione in gruppi di lavoro ed assegnazione dei compiti
Come si potrà facilmente capire, lo scenario che si è aperto davanti a noi è talmente ricco e complesso, che una
suddivisione della classe in gruppi di lavoro è obbligata.
A ciascuno verrà assegnato un preciso argomento.
Una prima possibile distinzione sarà quella che separa gli arredi e gli strumenti della vita domestica dalle
macchine e gli attrezzi per i lavori della terra, della stalla e della cantina.
Una possibile, ulteriore suddivisione, potrebbe essere fatta prendendo come riferimento quanto elencato nel
paragrafo precedente, così ad esempio per la vita domestica si possono distinguere:
- gli arredi dell’abitazione rurale che potranno anche comprendere il focolare e la cappa;
- gli strumenti della vita domestica e del lavoro prettamente femminile.
Per i lavori agricoli in genere:
- le macchine: carri, aratri, ecc;
- gli attrezzi: falci fienaie, rastrelli, ecc.
20
In ogni caso, al termine dell’esperienza, il materiale sarà relazionato alla classe e poi riunito in un unico
lavoro finale.
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
L’insegnante inviterà gli alunni a:
- raccogliere immagini attraverso la fotografia ed il disegno;
- registrare le informazioni e le osservazioni emerse nel corso del confronto tra i ragazzi, l’operatore aziendale e
l’insegnante;
- ecc.
Alcuni aspetti da non trascurare per contestualizzare quanto osservato riguarderanno:
- le condizioni socio-economiche dell’agricoltura da prima della Grande Guerra all’arrivo dell’agricoltura
industriale moderna;
- la cultura contadina alla luce di tali condizioni;
- alcuni cenni sugli indirizzi socio-economici e culturali determinatisi nel periodo che va dall’avvento
dell’agricoltura industriale moderna ai giorni nostri (Unione Europea e globalizzazione dei mercati).
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Vedi pag. 6
Ed inoltre:
- Quali ritenete possano essere gli aspetti positivi e negativi di un modello di vita come quello appena
conosciuto?
- Pensate sia utile conservare documenti di vita come quelli che ci arrivano dalle vecchie fattorie?
- Ecc..
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Elaborazioni di gruppo e conclusioni .......................………………............................ Vedi pag. 7
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Poco ma buono
Per una corretta ed equilibrata alimentazione
Ambiti disciplinari:
Area scientifica
Area matematica
Area geografica
Vedi pag. 7
21
Obiettivi didattici:
- educare ad una corretta ed equilibrata alimentazione;
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Vedi pag. 2
Come coinvolgere la classe
Cari ragazzi, oggi vi racconterò di quella volpe che mossa da una fame tale da far letteralmente torcere lo
stomaco trovò, in una delle sue lunghe e avventurose esplorazioni notturne, un meraviglioso pollaio mal
custodito. Era stato sistemato ad una rassicurante distanza dalla casa del contadino che, per fargli la guardia vi
teneva a catena un cane, ma ormai così vecchio e sordo da non svegliarsi più nemmeno al primo canto del gallo.
“Quale straordinaria occasione” pensò la volpe tra sé e sé, mentre con il fare circospetto, proprio di tutti i
mariuoli che amano fare il “turno di notte”, si accingeva ad un’attenta e prudente ricognizione dell’alta
recinzione. Fu così che arrivò in un punto dove nella rete metallica, anche in ragione del passare degli anni, si
era prodotta una piccola smagliatura, che apparve all’animale come un provvidenziale piccolo foro. Pur
comportandole lo strappo di qualche bel ciuffo di peli ed alcune acrobatiche dolorose contorsioni, quel
passaggio le avrebbe comunque dato l’opportunità di entrare. Era il più bel ristorante, a base di carne di pollo,
che le si fosse presentato dinnanzi dopo mesi e mesi di frugali e disgustosi spuntini a base di piccole carogne e
dopo notti e notti di odiose peregrinazioni. Infilatasi finalmente dentro, con quella disperata abilità che è in grado
di mettere in campo solo chi si accinge a sfruttare, costi quel che costi, la sua ultima occasione, la volpe, con lo
stomaco ormai ridotto come un vecchio calzino, si abbandonò ad una pantagruelica abbuffata. Non doveva
solamente porre rimedio ad una fame ormai senza limiti, ma si doveva anche riscattare da tutte quelle offese che
devono subire i poveri diavoli quando sono perseguitati dalle privazioni.
Tra nuvole di penne che, volando spaventate nell’aria, coprivano gli ultimi chiarori della luna ormai al tramonto,
il banchetto stava beatamente per finire. Quand’ecco un rumore secco, improvviso e crudele. Era la porta di casa
che sbatteva ed annunciava la quotidiana ruvida uscita del contadino. “E’ il momento di darsela a gambe”, pensò
con calma allarmante la volpe passandosi la lingua tra le labbra. E come un commensale che ormai sazio si
solleva barcollando dal tavolo per trasportare altrove, sopra gambe incerte, un corpo ormai non più in grado di
reagire, così la volpe traghettò a fatica verso l’uscita, sulle quattro zampette malferme, la pancia, la coda, il muso
e quei fedeli orecchi aguzzi che ancora una volta sembravano averle salvato la vita. Arrivò così fino alla piccola
smagliatura.
Ma questa volta non ci fu contorsione in grado di aiutarla. Per quanti sforzi facesse, provando prima con la testa
poi con la coda, tutto passava oltre la rete tranne quell’orribile pancia. Non starò qui a dirvi come andò a
concludersi la vicenda quando il contadino, avvolto nella nera palandrana di un’ira buia come le nubi di un
temporale estivo, entrò esterrefatto nel pollaio ormai ridotto ad un ossario, trovandovi imprigionata la
malcapitata.
Lasciamo la volpe al suo disastroso destino e chiudiamo la vicenda con una riflessione. Mangiare è una cosa
buona, ma farlo a crepapelle è una cosa che non ti porta mai bene! Con questa conclusione entriamo nel vivo
dell’argomento: una volta accertato che la nostra alimentazione e la nostra salute sono inscindibilmente legate, se
qualcuno ci chiedesse: “Ma voi vi alimentate in modo corretto ed equilibrato?”, saremmo in grado di rispondere?
Quasi sicuramente no. Dovremmo sapere prima di tutto in che cosa consiste una dieta corretta ed
equilibrata. Questo sarà proprio l’argomento della nostra indagine.
E’ un lavoro che non saremo in grado di portare a termine con le nostre sole risorse. Avremo bisogno di un
esperto che cercheremo nel luogo dove hanno origine gran parte dei nostri alimenti: un’azienda agricola. Più in
particolare, dovrà essere una fattoria didattica che proponga, fra i diversi itinerari culturali offerti alle scuole,
proprio quello che ci sta a cuore. Per questa ragione dapprima sarà bene ragionare su questi temi, in un secondo
momento sui quesiti da porre al nostro informatore, quali ad esempio:
- Cosa significa alimentazione corretta ed equilibrata?
- Perchè si fa spesso riferimento ad una piramide alimentare?
- Cosa si vuol dire quando si afferma che un’alimentazione equilibrata deve essere anche un’alimentazione
varia?
- Perchè si dice che è bene mangiare la frutta e la verdura?
- Perchè si dice di non esagerare con gli alimenti grassi?
- Qual’è la ragione che consiglia di consumare frutta e verdura di stagione?
- Perchè si tessono le lodi della dieta mediterranea?
- Quali sono i vantaggi di consumare prodotti ottenuti adottando i sistemi
dell’agricoltura biologica?
- Dove trovare i prodotti ottenuti attraverso questo sistema?
- Come fanno i consumatori a garantirsi sulla qualità dei prodotti?
22
- Ecc..
Divisione in gruppi di lavoro ed assegnazione dei compiti
Come vedete gli argomenti che ci troviamo dinnanzi non sono né semplici né pochi. Potrebbe rivelarsi utile
suddividerli per categorie omogenee da assegnare separatamente all’attenzione di altrettanti gruppi di lavoro.
Per far questo potremo operare una divisione degli alimenti facendo riferimento proprio alla piramide
alimentare, un esempio grafico che sintetizza la corretta proporzione tra gli elementi nutritivi. Dal vertice alla
base della figura solida troviamo nell’ordine:
- dolci e grassi;
- proteine animali e vegetali (carne, pesce, formaggi, legumi);
- frutta e verdura;
- carboidrati (pane, pasta, patate, ecc.)
Da qui potremo prendere le mosse per la nostra ricerca.
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Perchè la visita in fattoria possa dare i migliori risultati sul piano didattico è necessario che venga programmata
anche nei minimi dettagli.
A questo fine, una volta arrivati sul posto, i ragazzi verranno fatti sostare in uno spazio attrezzato della fattoria
dove, con l’ausilio di cartelloni ed audiovisivi, si approfondirà la parte teorica delle tematiche affrontate.
Seguirà la parte più squisitamente pratica che potrà svolgersi in una sala attigua alla cucina aziendale. Qui
potrebbero essere presentati ai ragazzi, a titolo di esempio, una serie di menu strutturati sulla base degli indirizzi
di una corretta ed equilibrata alimentazione. Va da sé che ad una tale esperienza dovranno essere accompagnate
adeguate spiegazioni che daranno l’occasione per aprire una conversazione nel corso della quale i ragazzi
manifesteranno il loro punto di vista.
Sarà inoltre utile programmare anche una visita alle strutture produttive dell’azienda viste sempre nella
prospettiva delle tematiche trattate. Un adeguato spazio potrà essere riservato inoltre alla trattazione degli
eventuali oggettivi benefici che derivano alla salute dal consumo di prodotti ottenuti con il sistema biologico.
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
Nel corso dell’esperienza in fattoria, i ragazzi, oltre a raccogliere appunti su tutte le informazioni che
riceveranno dall’esperto, verranno sollecitati a:
- raccogliere immagini attraverso la fotografia ed il disegno;
- registrare le osservazioni, emerse nel corso del confronto tra i ragazzi, l’accompagnatore e l’insegnante, su
nastro.
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Vedi pag. 6
Ed inoltre:
- Quali possono essere in sintesi i risultati di un confronto tra quanto appreso sulla corretta alimentazione e le
vostre attuali abitudini alimentari?
- Vi sembra un ostacolo insuperabile quello di orientare i vostri consumi giornalieri su un modello ispirato alla
corretta ed equilibrata alimentazione?
- Ecc..
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
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Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Elaborazioni di gruppo e conclusioni .......................………………............................ Vedi pag. 7
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Vedi pag. 7
La mappa dei sapori
Imparare a conoscere i prodotti tipici della terra padovana
Ambiti disciplinari:
Area scientifica
Area matematica
Area geografica
Obiettivi didattici:
- conoscere le specificità del territorio e le tipicità di produzione;
- come riconoscere i prodotti e i loro marchi originali;
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Vedi pag. 2
Come coinvolgere la classe
Quante volte vi sarà capitato di osservare persone a spasso per la città con il naso rivolto in alto alla ricerca di
qualcosa che sembrava essere uscito da un piccolo libercolo costantemente aperto tra le mani. E’ una strana cosa
che ha la capacità di condurli, magicamente e senza posa, da una piazza all’altra, da un monumento all’altro,
attraverso un labirinto di suggerimenti così precisi e così esaurienti da spiazzare anche i più preparati tra i
residenti.
La ragione è, cari ragazzi, che per conoscere una città, un territorio, o una regione, è necessario disporre di
almeno una di queste due cose: un accompagnatore molto preparato e colto che conosca i luoghi come le sue
tasche, oppure una guida debitamente corredata di mappe.
La stessa cosa accade quando il povero turista ignaro va alla ricerca di un ristorantino od una trattoria dove
approdare per il pranzo o la cena. Il poverino, infatti, potrebbe essere preso anche dal desiderio di continuare la
sua visita culturale esplorando il mondo dei cibi e delle bevande tipiche dei luoghi che va visitando. Ma come
fare? Lasciata da una parte l’ipotesi del colto accompagnatore, lusso che pochi possono permettersi, non gli
rimane, anche questa volta, che affidarsi ad un’attendibile guida gastronomica.
Ma ora ammettiamo il caso che qualche vostro conoscente, venuto da fuori, capiti improvvisamente in città
sapendo che dopo avervi cordialmente salutato riceverà da voi informazioni precise ed attendibili sulle specialità
culinarie del luogo e sui prodotti tipici della terra che è venuto a conoscere.
Sono quasi certo che la cosa vi metterebbe in un serio imbarazzo. Sapete perché? Ma perchè una richiesta del
genere, vi troverebbe quasi sicuramente impreparati e di conseguenza, smarriti e privi di qualsiasi risorsa.
Disponiamo di un modo efficace per rimediare a tali lacune: anticipare a noi stessi le domande che altri
potrebbero porci: quali saranno mai le cose buone della nostra terra? E, una volta acquisita la loro conoscenza,
dove andarle a trovare?
Sono cose alle quali potremmo rispondere. Sarebbe sufficiente organizzare, tutti insieme, una ricerca su questi
interessanti e appetitosi argomenti. Riguardano, tra l’altro, cose con le quali entriamo in contatto quasi
quotidianamente. Vini, prosciutti, formaggi, olio, frutta, radicchi, asparagi, polli, conigli, faraone, tacchini, ecc.,
ecc., costituiscono la famiglia dei prodotti tipici che sono alla base di molti prelibati piatti delle nostra terra.
La ricerca potrebbe prendere le mosse da un’indagine preliminare finalizzata a raccogliere informazioni sulle
zone di provenienza dei prodotti studiati. Sotto questo profilo nella nostra provincia possono essere individuate
cinque aree omogenee:
- l’area dei prati stabili e del Brenta (Alta Padovana Occidentale);
- l’area delle risorgive e del graticolato romano (Alta Padovana Orientale);
- l’area dei Colli Euganei (Parco Regionale);
- l’area dell’Adige (Bassa Padovana Occidentale);
- l’area degli orti e della laguna (Bassa Padovana Orientale).
Ciascuna di esse ha un proprio profilo geografico e paesaggistico, nella generalità dei casi, legato a particolari
produzioni, tutte di grande qualità. La qualità: una parola magica, spesso usata a proposito e altre volte
contrabbandata.
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Per questa ragione è necessario che qualcuno sia in grado di riconoscerla, questa qualità e, subito dopo, di
garantirla. La strada c’è, è quella che riguarda i sistemi di riconoscimento dei prodotti certificati dai marchi
originali. Stiamo parlando dei prodotti di qualità che sono regolati da una complessa normativa la quale si fonda
generalmente sulla stretta relazione che intercorre tra prodotto e territorio.
Sono i prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) ed in fine dei
Prodotti Tradizionali di cui possono fregiarsi quei prodotti la cui lavorazione, conservazione e stagionatura
risultano consolidate nel tempo e di fatto quindi, sono delle specialità tipiche locali.
Un discorso a sé è quello che riguarda i vini, la cui tutela è regolata da una legge che ha già quarant’anni perchè
del 1963. Legge con la quale venne istituita la DOC, una sigla ormai sulla bocca di tutti che abbrevia il concetto
di Denominazione di Origine Controllata. Possono fregiarsene solamente i vini le cui peculiarità derivano sia
dalle caratteristiche ambientali della zona che dalle uve. Altri vini possono invece acquisire la IGT, sigla che sta
a significare Indicazione Geografica Tipica. Sono vini che oltre a dover rispettare appositi
disciplinari di produzione vengono identificati da un nome geografico tipico. Come vi sarà facile capire è un
mondo estremamente affascinante ma complesso. Lo analizzeremo per parti e, per non perdere del tempo
prezioso, ci suddivideremo il lavoro in maniera tale da arrivare ad una conoscenza per noi accettabile senza
spreco di energie inutili.
Divisione per gruppi ed assegnazione dei compiti
Potremmo dividere i prodotti tipici della nostra provincia in categorie, affidandone lo studio ad altrettanti gruppi
di lavoro.
Le produzioni tipiche interessate potrebbero essere le seguenti:
- i vini;
- i formaggi;
- il prosciutto e gli animali di bassa corte;
- il radicchio e la frutta;
- altri prodotti: l’olio, il miele, la giuggiola, la ciliegia e la castagna.
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Vedi pag. 3
Considerati gli argomenti sui quali ci troviamo ad indagare, potrebbe rivelarsi utile condurre l’esperienza non
solo presso una fattoria didattica ma anche presso una struttura esterna ad essa quale una cantina sociale, o un
caseificio, ecc..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
I prodotti presi in esame riguardano produzioni tipiche distribuite in aree molto diverse del territorio provinciale.
Questo fatto potrebbe consigliare l’insegnante a circoscrivere lo studio ai soli prodotti della zona interessata
dalla visita come ad esempio: visita ad una fattoria dell’Alta Padovana: indagine generale sui prodotti condotta
a tutto campo ed approfondimenti condotti sulle produzioni lattiero casearie, specifiche dell’area in questione.
In ogni caso il procedimento che i ragazzi dovranno seguire continuerà a riguardare:
- la raccolta di immagini attraverso la fotografia ed il disegno;
- la registrazione delle informazioni e delle osservazioni emerse nel corso dell’esperienza dai compagni,
dall’accompagnatore, dagli esperti della struttura produttiva eventualmente visitata e dall’insegnante stesso;
- la raccolta di reperti durante la visita;
- le impressioni a fronte dell’eventuale assaggio dei prodotti.
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Vedi pag. 6
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Ed inoltre:
- Che idea vi siete fatti su quella che potremmo definire la certificazione dei prodotti?
- Quale di questi prodotti consumate abitualmente a casa vostra?
- Vi siete mai preoccupati di riconoscerli verificandone il marchio?
- Ritenete che la riconoscibilità di un prodotto costituisca per il consumatore una garanzia?
- Ecc..
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Elaborazioni di gruppo e conclusioni .......................………………............................ Vedi pag. 7
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Vedi pag. 7
Dialogo tra la campagna e la città
Tutela e conservazione degli spazi naturali nel territorio rurale
Ambiti disciplinari:
Area scientifica
Area matematica
Area geografica
Area storica
Obiettivi didattici:
- conoscere i nomi delle piante e denominarle correttamente (lessico);
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere la storia recente delle nostre campagne;
- conoscere le componenti socio-economiche del recente passato delle nostre campagne;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Vedi pag. 2
Come coinvolgere la classe
Sono trascorsi da allora quasi 2.500 anni. Era infatti il 494 a.C. quando nella giovane repubblica romana (i
Tarquini erano stati cacciati da soli 15 anni), nacque un gravissimo conflitto tra i patrizi che detenevano
ricchezze e potere ed i plebei che ne erano completamente privi. Questi ultimi, dopo numerose controversie
senza esito, e non sopportando più le condizioni subite, uscirono dalle mura e si ritirarono su un’altura, a cinque
chilometri dalla città, in prossimità del fiume Aniene dove, dopo aver organizzato un proprio esercito,
decisero di stabilirsi. Roma rimase pressoché spopolata, priva di difensori e, quindi, facile preda dei numerosi
nemici che insidiavano la giovane repubblica. Fu a questo punto che i patrizi, colta la gravità della situazione, ed
essendo incapaci di far accettare ai plebei nuove promesse che non sarebbero state più credute, mandarono un
ambasciatore che rispondeva ad uno dei nomi più ricordati della storia: Menenio Agrippa.
L’uomo, indubitabilmente scaltro ed intelligente, non si dilungò in complicati discorsi politici ma esordì con un
apologo che poteva suonare più o meno in questo modo: “Un giorno le membra decisero che erano stanche di
lavorare per portare alla bocca quello di cui avrebbe goduto solo lo stomaco. Stabilirono così di interrompere il
loro prezioso servizio. Ma, lo stomaco, privo delle sue risorse quotidiane, non era più in grado di mandare
energie alle membra, che cominciarono a subire le stesse privazioni che avevano voluto
infliggere. Così avviene per noi romani. Patrizi e plebei, senza distinzione, fanno parte di un unico corpo sociale
che smembrato smetterebbe di esistere”.
Il discorso fu talmente eloquente da convincere i dissidenti ad arrivare ad un accordo. I plebei, ricevute questa
volta adeguate garanzie, che prevedevano tra l’altro l’importantissima istituzione dei Tribuni delle Plebe,
ritornarono a Roma ricomponendo almeno per quella volta la pace civile.
E’ una storia sicuramente troppo forte per rappresentare la divaricazione tra la città e la campagna, in buona
parte già superata da tempo, ma ci insegna una cosa importante, quella che i vantaggi di una vita civile poggiano
su una reciproca fattiva collaborazione.
Volendo semplificare al massimo la questione si può affermare che città e campagna sono inquilini di uno stesso
grande condominio, il territorio, che essendo, dal punto di vista ambientale, indivisibile, necessita di una
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sostanziale condivisione. In questa prospettiva, la città dovrà limitare per quanto possibile lo smodato appetito
di superfici da asfaltare e cementificare, la campagna, invece, diminuire le pratiche agricole che riducono le
potenzialità biologiche naturali: siepi e spazi naturali.
Ma di fronte a problemi così complessi, un gruppo di ragazzi come voi che può fare?
Prendere, in primo luogo, coscienza che l’attività dell’uomo sta da tempo restringendo progressivamente gli
spazi naturali in favore di:
- espansioni urbane;
- moltiplicazione di strade, autostrade, aeroporti e ferrovie;
- estensione delle aree coltivate (gli agro-sistemi);
- progressiva riduzione degli ecosistemi naturali (boschi, praterie, zone umide).
Secondariamente, essere coscienti che tutte queste scelte non sono inevitabili, ma la conseguenza di nostre
decisioni.
Per dare una soluzione a questi enormi problemi, la città e la campagna dovranno trovare una strada comune.
Ma noi, qui in classe, in questo momento, non siamo in grado affrontare problemi di questa dimensione. Quindi,
pur consapevoli della loro esistenza, ci limiteremo a prendere in considerazione, anche in ragione del contesto
nel quale ci troviamo, il problema della tutela e della gestione degli spazi naturali in agricoltura, con una
particolare attenzione alla siepe.
Ad altri, rimarrà il compito di studiare le forme per tutelare l’espansione urbana a scapito del territorio rurale, un
bene non rinnovabile, ad altri ancora, i problemi connessi con l’inquinamento, ecc., ecc..
Un primo gruppo di argomenti sui quali fissare la nostra attenzione potrebbero essere:
- le siepi come elementi del paesaggio agrario;
- le siepi ed il clima;
- il ruolo delle siepi nel ciclo dell’acqua:
- l’evapo-traspirazione;
- l’erosione idrica;
- la regolazione delle acque;
- l’inquinamento delle falde idriche;
- i prodotti della siepe;
- il ruolo della siepe nella tutela della fauna utile in agricoltura (vedi lotta biologica).
Un secondo gruppo di argomenti potrebbe invece riguardare lo studio degli alberi e degli arbusti delle nostre
siepi di campagna. Nella generalità dei casi sono formate da specie autoctone, cioè a dire specie
originarie dei luoghi nei quali vivono. Una serie di quesiti ai quali sarebbe interessante rispondere potrebbe
essere questa:
- Perchè preferire, per le siepi di campagna ma anche per i giardini di città, le specie autoctone?
- Quali sono le nostre specie autoctone?
- arbusti (come ad esempio il Biancospino);
- grandi alberi (come ad esempio il Bagolaro);
- piccoli alberi (come ad esempio il Carpino bianco).
- Come vanno ripristinate le siepi di campagna?
- Come vanno ripristinati i boschetti degradati?
Un programma che preveda lo studio e l’approfondimento di tutto ciò che abbiamo elencato potrebbe prevedere
anche la visita ad una fattoria didattica.
Una struttura che offra, tra tutti i suoi percorsi didattici, anche quello che in questo momento ci interessa: la
salvaguardia ed il ripristino degli spazi naturali nel territorio rurale.
Divisione per gruppi ed assegnazione dei compiti
Potrebbe rivelarsi utile suddividere un’indagine di queste dimensioni in unità di studio più circoscritte da
assegnare a più gruppi di lavoro, facendo capo alla struttura degli elenchi contenuti nelle pagine precedenti.
Al termine dell’esperienza il materiale sarà relazionato alla classe e quindi riunito in un unico lavoro finale.
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
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IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
Potrebbe dimostrarsi utile, oltre che molto interessante, approfondire la conoscenza delle piante attraverso la
realizzazione di un erbario.
Si dovrà avere l’accortezza in questo caso di prelevare, su indicazione dell’accompagnatore, foglie, rametti, fiori
e frutti non bagnati dalla rugiada o da un recente acquazzone. Rischierebbero un rapido deperimento chiaramente
negativo ai fini della progettata conservazione.
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Per la realizzazione dell’erbario, con i reperti vegetali precedentemente raccolti, si veda pagina 6.
Elaborazioni di gruppo e conclusioni .......................………………............................ Vedi pag. 7
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Vedi pag. 7
Nel vento sopra un mare di grano
Una meravigliosa vacanza in fattoria
Ambiti disciplinari:
Area matematica
Area geografica
Area storica
Obiettivi didattici:
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere la storia recente delle nostre campagne;
- conoscere le componenti socio-economiche del recente passato delle nostre campagne;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale;
- conoscere l’agriturismo come una forma di turismo alternativo.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Vedi pag. 2
Come coinvolgere la classe
Questa mattina, entrando in classe, gli alunni hanno una lieta sorpresa: in mezzo all’aula, come fosse il padrone
di casa, troneggia il cavalletto del proiettore. Corre un detto in questi casi tra i ragazzi: “Immagini e commenti:
lezioni divertenti.” Oggi la lezione è più divertente del solito, perché le diapositive proiettano scene di vacanze.
Giovani sulla riva del mare, altri che si rincorrono lungo i sentieri che attraversano i verdi prati di montagna, altri
ancora che si esercitano nella vela sulle acque di un lago. Quanti ricordi piacevoli riportano alla mente queste
immagini che fanno correre il cuore in braccio alle sospirate vacanze estive!
Ora il soggetto in parte cambia. Non più monti né spiagge e neppure laghi. Solo ciclo turisti che muovono lenti
lungo un campo di grano, poi ragazzi in canoa in viaggio lungo i canneti, infine uomini e donne a cavallo a
spasso per le colline.
- Queste ultime diapositive, che cosa descrivono?
- Ci mostrano ancora immagini di vacanze al mare, o ai monti, o sui laghi?
Evidentemente no. Mancano alcuni ingredienti di base: lunghe file di ombrelloni, alberghetti con i gerani ai
balconi e risciò lungo viali fioriti. Eppure hanno l’aria di essere in vacanza.
- Non sarà per caso che stanno trascorrendo le ferie in una casa di campagna, un agriturismo?
AGRITURISMO! Ma che cos’è un agriturismo?
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- E’ forse un albergo immerso nel verde?
- O forse è una pensione di campagna, oltre la periferia?
Niente di tutto questo. L’agriturismo è un servizio per il tempo libero gestito da un’azienda agricola. Un luogo
nel cuore delle nostre campagne, una fattoria attrezzata che offre alla clientela una serie di servizi turistici come
la ristorazione, il pernottamento, le attività sportive, ecc., ecc..
E’ una formula che sta riscuotendo un grande interesse. Corrisponde alla richiesta di un numero sempre
crescente di famiglie, che vanno alla ricerca di nuove forme di tempo libero. Le formule previste dalle strutture
agrituristiche sono tante; alcune di queste propongono anche l’intrattenimento di giovani
come voi.
- Non sarebbe interessante andare a vedere come funzionano?
- Andare a scoprire che cosa sia una vacanza che molti considerano alternativa, proprio perchè offre cose
sostanzialmente diverse da quelle proposte dall’albergo, dalla pensione, dall’appartamentino al mare o ai
monti?
Una delle ragioni del successo è che in questi luoghi, quando siano ben attrezzati, si mangia bene, si dorme
meglio e s’imparano un sacco di cose sul mondo dell’agricoltura, sulla nostra storia passata, sulla natura e
persino sulla nostra alimentazione quotidiana. Inoltre, vi si possono praticare diverse attività sportive che vanno
dall’equitazione alla canoa, dal calcetto al tiro con l’arco, dalla pesca sportiva al tiro al piattello ed anche
imparare le ricette della nostra tradizione contadina ed apprendere i segreti per trasformare i prodotti
della campagna in confetture, marmellate, sottaceti e tante altre cose.
Come dicevamo è una struttura particolare, in grado di rispondere ai bisogni espressi da persone che
preferiscono la dolce, semplice quiete della campagna, alla sofisticata, rumorosa allegria degli alberghi, che
affollano i più rinomati centri di vacanze. Gli agrituristi vanno solitamente alla ricerca di un contatto
più profondo con gli uomini e con le cose semplici, concrete, vitali. Cose che la campagna sembra in grado di
offrire ancora e che la città, anche in ragione del suo affollamento e della sua vita convulsa, ha in larga parte
perduto.
- Perchè allora non organizziamo un’uscita didattica per andare a conoscere tutte queste cose da vicino?
Come ad esempio:
- i servizi legati all’ospitalità;
- i servizi connessi con le attività sportive;
- i servizi di ristorazione e vendita dei prodotti trasformati in azienda;
- i servizi culturali legati alla vita contadina.
Divisione per gruppi ed assegnazione dei compiti
Le quattro categorie di servizi sopra elencate potrebbero offrire il pretesto per una distribuzione dei compiti ad
altrettanti gruppi di lavoro, che potranno sviluppare tali argomenti come segue:
- l’ospitalità: gli alloggi, il campeggio, i parchi giochi per i bambini, gli spazi di soggiorno, i giochi per gli adulti,
ecc.;
- le attività sportive: i percorsi vita, il calcetto, l’equitazione, il tiro con l’arco, la canoa, ecc.;
- la gastronomia: la ristorazione, la produzione e la vendita di prodotti della fattoria, ecc.;
- le attività culturali: le mostre sulla civiltà contadina, la cucina della tradizione, le visite didattiche, ecc..
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. ….. Vedi pag. 4
Ed in aggiunta:
- concordare, per grandi linee, con l’operatore aziendale, l’illustrazione dei servizi disponibili in azienda
mettendoli in relazione con i grandi eventi legati alle diverse stagioni dell’anno, autunno, inverno, primavera,
estate, come ad esempio le feste popolari della tradizione contadina ed i grandi appuntamenti dell’annata
agraria, come la vendemmia e la mietitura.
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
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Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
L’insegnante inviterà gli alunni a:
- documentare sul taccuino di viaggio le numerose informazioni legate all’attività turistica in fattoria;
- raccogliere immagini attraverso la fotografia ed il disegno sui diversi ambienti e sulle diverse strutture riservate
agli ospiti distinti per categoria: ospitalità, sport, intrattenimento e gastronomia, ecc.;
- registrare le informazioni, i racconti e le osservazioni dell’operatore aziendale, dell’insegnante e dei compagni,
su nastro magnetico.
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita
- Quali sono stati gli aspetti di questa vacanza che vi hanno interessato di più?
- Quale, tra i servizi offerti, ritenete il più interessante e perchè?
- Qual’é il servizio più divertente e perchè?
- Quali differenze notate tra questi servizi e quelli offerti dal turismo tradizionale (l’albergo, la pensione, i
campeggi)?
- Siete in grado di indicarne gli aspetti positivi?
- Siete in grado di indicarne gli aspetti negativi?
- Trascorrereste volentieri una settimana di vacanza in fattoria?
- Preferireste la compagnia di soli amici o della famiglia?
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Elaborazioni di gruppo e conclusioni .......................………………............................ Vedi pag. 7
Tra le possibili elaborazioni potrebbe essere prevista anche una competizione tra i gruppi. Sulla scorta
dell’esperienza fatta con “Agrigioco”, i ragazzi infatti, potrebbero prima progettare e poi realizzare, a loro volta,
una sorta di gioco dell’oca illustrato, in grado di simulare una vacanza agrituristica. Le singole caselle
potrebbero contenere oltre ai servizi di ospitalità, di intrattenimento, ecc., anche situazioni positive (una giornata
di sole) o negative (una giornata di pioggia) e molti altri imprevisti ancora, in grado di rendere più interessante la
competizione.
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Vedi pag. 7
Sogni al canto del gallo
Immagini da una vacanza alternativa
Ambiti disciplinari:
Area linguistica
Area matematica
Area geografica
Area storica
Obiettivi didattici:
- conoscere i nomi degli oggetti del mondo contadino e denominarli correttamente (lessico);
- analizzare, selezionare, associare, classificare ed ordinare;
- orientarsi nello spazio con l’ausilio di bussola, mappe e carte geografiche;
- conoscere la storia recente delle nostre campagne;
- conoscere le componenti socio-economiche del recente passato delle nostre campagne;
- conoscere le componenti storiche e naturalistiche del territorio rurale.
IN CLASSE PRIMA DELLA VISITA .............................................................…
Vedi pag. 2
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Come coinvolgere la classe
“Ci si è alzati con comodo. Il sole è già alto. I primi di noi hanno già preso il loro posto, ordinati a schiere
all’interno delle righe allineate degli ombrelloni. Noi e loro (gli ombrelloni) sembriamo in attesa di un
imminente sbarco di formazioni anfibie nemiche. Ma non passerà molto perchè questo magico luogo, immerso
fino a qualche ora prima in una quiete irreale, venga irrimediabilmente invaso da un brulicante e chiassoso
esercito di militi vocianti.
E’ il momento in cui naufraga in una deprimente miseria la gloria di quella che doveva essere una grandiosa,
ordinata battaglia campale. Comunque, anche queste prime avvisaglie, che annunciano il caos, durano solo per
qualche lungo istante. Altri esuberanti ma fragili soldati, pressoché nudi come i guerrieri delle tribù d’Oceania,
sopraggiungono avvolgendo la distesa di sabbia sulla quale vengono travolti ogni barriera ed ogni ordine
precostituito.
Ora non si vedono più persone, ma una vasta massa di folla informe che via via si addensa col passar delle ore,
per raggiungere il culmine ai rintocchi del mezzogiorno. E’ il momento in cui ogni debole tessuto umano ha
perduto la sua trama. Non rimane che un effervescente ribollire senza disegno alcuno che riporta alla mente
l’immagine di un colorato risonante e convulso suk mediterraneo”.
Per mia fortuna si tratta di un sogno. Il brutto sogno di questa notte. Una di quelle quiete notti che ricordi per
anni. Nessun rumore. Né automobile, né portoni che sbattono dietro le spalle degli esodi mattutini. Solo
il canto del gallo che ti sveglia per un brevissimo istante, prima di abbandonarti a quei sogni che nascono e
muoiono solo alle prime luci del mattino.
La mia buona sorte, ignara dei sogni, mi ha portato qui, naufrago felice in questo mare verde di campi per vivere
pochi giorni preziosi, aggrappato a questo piccolo atollo di pace.
Sono in un agriturismo. Lo gestisce una famiglia di agricoltori che possiede la meravigliosa capacità di saper già
governare il futuro, condito di elettronica e tecnologie avanzate, senza aver ancora reciso, come hanno fatto
molti di noi, i sottili ma solidi legami con la storia passata.
E’ gente cordiale, alla mano, che di fronte alle molte assurdità di questo nostro mondo è ancora capace di
sollevare gli occhi al cielo stringendosi nelle spalle, con un sorriso condito di fiduciosa speranza e stoica
rassegnazione che par che dica “non tutto è perduto”.
Quando mi alzo, loro sono già sui campi a lavorare. In cucina, sopra il grande tavolo di castagno, accanto al
camino, mi hanno preparato, come ogni mattina, una rustica sostanziosa colazione. E’ adagiata sul tavolo a far
bella mostra di sé in compagnia di quello che appare come un fagotto. E’ la ricca merenda campestre
confezionata per me dentro un grande tovagliolo a quadri bianchi e rossi. I suoi quattro capi legati insieme, in un
unico fiocco centrale, sostituiscono, in una forma a dir poco pittoresca, il più moderno zainetto da
passeggiata. Navigherà insieme a me, sul fiume, contro corrente, adagiato sul fondo della canoa per almeno un
paio d’ore. Arrivato all’approdo e liberati i nodi mi ristorerò, come un viandante antico, accanto alla colorita
tovaglia a quadri; l’unica compagnia.
Questi, alcuni degli ingredienti dell’agriturismo. Ma non solo questi perchè, a volerne fare una succinta
elencazione, potremo dire che l’agriturismo si propone alla gente come:
- un’alternativa alle tradizionali forme di turismo montano, balneare o lacustre che prevedono soggiorni in
albergo, pensione o appartamento;
- l’occasione di avere uno stretto rapporto con una famiglia, quella dell’agricoltore;
- l’opportunità di vivere una forma di ospitalità (pernottamento, soggiorno, intrattenimento) di così antica
tradizione, da apparire come un fatto nuovo ed eccezionale;
- la possibilità di:
- riprendere confidenza con gli antichi sapori ripristinando un contatto diretto con la cucina tradizionale;
- dedicarsi ad uno svariato numero di attività sportive;
- acquistare finalmente prodotti confezionati o trasformati direttamente in fattoria;
- conoscere la cultura contadina;
- visitare e conoscere il territorio rurale con le sue risorse storiche, naturali, paesaggistiche e molte altre cose
ancora.
Qui finisce il racconto di questo fortunato signore. A noi il compito di rifletterci sopra. In primo luogo potremmo
considerare che se tutto questo piace al mondo degli adulti, pensate quanto potrebbe divenire ghiotto per dei
ragazzi come voi! Voi che, con la fantasia siete in grado di costruire un’avventura solo saltando tra le pietre di
un fiumiciattolo o attraversando lungo misteriosi sentieri un silenzioso bosco; voi che rimanete ancora qualche
volta incantati di fronte alla vita degli animali; voi che siete ancora in grado di emozionarvi di fronte al
ritrovamento di un nido o alla vista di uno scoiattolo. Potrebbe valere la pena di andare a verificare tutte queste
cose di persona.
Organizzare una visita in una fattoria. Dovrà essere un’azienda un po’ particolare. Una di quelle immerse in un
territorio privilegiato, vicino ad una laguna, o a un grande fiume, oppure immersa in una zona a parco. Dovrà
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essere un luogo in grado di offrire l’occasione per escursioni, passeggiate e visite a luoghi particolari,
interessanti per la loro storia, la loro natura, il loro paesaggio.
Tutto questo perchè lo scopo di questa ricerca sarà quello di andare a conoscere insieme alla fattoria, il grande
territorio che la circonda. Ma che cos’è un territorio? E, più in particolare, che cos’è il territorio rurale della
nostra pianura?
E’ uno spazio ricco e complesso. Un luogo dove insieme ai colli, ai fiumi, ai boschetti, alle lagune ed anche alle
fattorie, sono sedimentati più di trenta secoli di storia.
Possiamo immaginarlo come un’immensa lavagna dove gli uomini, generazione dopo generazione, hanno
lasciato un’infinità di segni che ci raccontano la nostra storia.
Divisione per gruppi ed assegnazione dei compiti
Con l’obiettivo di ottenere, da quest’esperienza, il maggior profitto possibile ci divideremo per gruppi. A ciascun
gruppo verrà affidato lo studio di un particolare tipo di risorsa del territorio rurale, come ad esempio:
- il paesaggio agrario, ivi comprese le principali produzioni agricole;
- le risorse naturalistiche (fiumi, zone umide, boschetti, prati, ecc.);
- risorse storiche ed artistiche (ville, castelli, chiese, monasteri, abbazie, ecc.).
Miei cari ragazzi, va da sé che un programma di lavoro che ha come scopo lo studio del territorio, comporta
l’uso di una carta topografica.
Per questa ragione faremo in modo che ogni gruppo, al fine di soddisfare tutte le sue necessità di studio, ne possa
disporre in un numero di copie adeguato.
In questi casi, infatti, si usa procedere in questo modo:
* si scelgono gli argomenti da studiare, che per comodità sintetizzeremo in: paesaggio agrario, natura e storia.
* ciascun argomento viene suddiviso in tematismi:
- per il paesaggio agrario: i prati stabili, i seminativi, i frutteti, i vigneti, gli orti, ecc.;
- per la natura: le lagune, i fiumi, i sistemi collinari, le zone umide, le oasi naturalistiche, le aree boschive, ecc;
- per la storia: i segni della centuriazione romana, le vecchie canalizzazioni, le città murate, i castelli, le ville, i
palazzi, gli edifici religiosi, i giardini storici, ecc..
Perchè le rilevazioni sul campo risultino chiare ed ordinate, ogni carta raccoglierà un numero limitato di
tematismi. Così ad esempio:
* per la storia:
- carta n. 1: centuriazione e sistema dei canali; carta n. 2: città murate e castelli;
- carta n. 3: ville e palazzi; carta n. 4: monasteri, abbazie, chiese campestri, ecc.;
* per le risorse naturalistiche:
- carta n. 1: fiumi; carta n. 2: superfici umide come laghetti, paludi ecc.;
- carta n. 3: aree boschive, parchi, ecc..
Ricerca della fattoria didattica dove condurre l’esperienza .............……………………..
Azioni di coordinamento con l’azienda ...............................................……………..
Vedi pag. 3
Vedi pag. 3
Sopralluogo in azienda.............................................................................. …..
Vedi pag. 4
Simulazione della visita ..........................................................................…….
Vedi pag. 4
Piano operativo ...........................................................................................
Vedi pag. 4
Programma alternativo in caso di maltempo ......................................……………… Vedi pag. 5
IN FATTORIA
In viaggio dalla scuola alla fattoria .......................................................………..
Vedi pag. 5
Verifica preliminare in fattoria .....................................................………..…....
Vedi pag. 5
Svolgimento della visita .....................................................................……....... Vedi pag. 5
Osservazione diretta e raccolta della documentazione
Come avrete già notato, la cartografia sulla quale lavoreremo non è una riproposizione in copia della carta
stradale che ci è servita per il percorso dalla scuola alla fattoria.
E’ una carta molto più dettagliata sulla quale potremo annotare tutte le informazioni utili che, dopo una accurata
selezione ed integrazione, da realizzarsi in classe, verranno trasferite su una carta definitiva.
Tenete ancora conto che, su tale carta, non compariranno solamente i siti interessati dalla nostra ricerca, ma
anche la localizzazione degli scatti fotografici ed i luoghi dove siano eventualmente stati raccolti i reperti.
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Va fin d’ora ricordato come, in fase di elaborazione finale, si renderà necessario mettere in stretta relazione la
cartografia definitiva con le note illustrative di accompagnamento inserite nella relazione finale. Ne deriva che
ogni osservazione o riflessione emersa nel corso del sopralluogo ad un determinato sito, oltre a venir appuntata o
registrata su nastro, nel corso della visita, dovrà essere richiamata, mediante una sigla, sulla carta impiegata
nell’attività di campagna.
Sarà la vostra occasione per divenire un po’ cartografi e un po’ esploratori. Niente male per un giorno di scuola!
Breve consuntivo in fattoria al termine della visita .............................
Viaggio di ritorno a scuola ...................................................................……...
Vedi pag. 6
Vedi pag. 6
IN CLASSE DOPO LA VISITA....................... ....................................…...... Vedi pag. 6
Inventario ed illustrazione dei materiali raccolti ..............................……………….
Vedi pag. 6
Catalogazione dei materiali .................................................................…….... Vedi pag. 6
Elaborazioni di gruppo e conclusioni .......................………………............................ Vedi pag. 7
Eventuale piano per una seconda visita di completamento e/o approfondimento .........
Vedi pag. 7
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UNITA` DIDATTICHE PER LA SCUOLA MEDIA