Notifica
ai sensi del D.Lgs.334/99, art.6
Stabilimento di Quarto Inferiore (BO)
4
Giugno 2008
Notifica
NIER Ingegneria S.p.A
3
Febbraio 2006
Notifica
NIER Ingegneria S.p.A.
2
Dicembre 2004
Notifica
NIER Ingegneria S.p.A.
1
Ottobre 2001
Notifica
NIER Ingegneria S.r.l.
0
Ottobre 2000
Notifica
NIER Ingegneria S.r.l.
Rev.
Data
Descrizione
Redazione
G. Cucco
Gestore del Deposito
G. Cucco
Gestore del Deposito
G. Cucco
Gestore del Deposito
S. Frascari
Gestore del Deposito
S. Frascari
Gestore del Deposito
Approvazione
Documento di Notifica (ai sensi di D.Lgs.334/99 art.6)
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Indice
INDICE ........................................................................................................................................................................ 2
PREMESSA................................................................................................................................................................. 3
A.
NOME O RAGIONE SOCIALE DEL GESTORE E L’INDIRIZZO COMPLETO DELLO STABILIMENTO. .......................... 4
B.
SEDE O IL DOMICILIO DEL GESTORE, CON L’INDIRIZZO COMPLETO................................................................... 4
C.
IL NOME O LA FUNZIONE DELLA PERSONA RESPONSABILE DELLO STABILIMENTO SE DIVERSA DA QUELLA DI
CUI AL PUNTO A. ....................................................................................................................................................... 4
D.
NOTIZIE CHE CONSENTONO D’INDIVIDUARE LE SOSTANZE PERICOLOSE O LA CATEGORIA DI SOSTANZE
PERICOLOSE, LA LORO QUANTITÀ E LA LORO FORMA FISICA...................................................................................... 5
E.
ATTIVITÀ, IN CORSO O PREVISTA, DELL’IMPIANTO O DEL DEPOSITO ................................................................ 5
F.
AMBIENTE IMMEDIATAMENTE CIRCOSTANTE LO STABILIMENTO E, IN PARTICOLARE, GLI ELEMENTI CHE
POTREBBERO CAUSARE UN INCIDENTE RILEVANTE O AGGRAVARNE LE CONSEGUENZE. ............................................ 6
Nier Ingegneria S.r.l. per Brenntag SpA – Stabilimento di Quarto Inferiore (BO)
Documento di Notifica (ai sensi di D.Lgs.334/99 art.6)
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Premessa
Il presente documento costituisce la Revisione 4 della “Notifica” inviata ai sensi del D.lgs
238/2005 Art. 23, in quanto lo Stabilimento Brenntag S.p.A di Quarto Inferiore (BO) rientra nel
campo d’applicazione di Art.2, comma 1.
Nier Ingegneria S.r.l. per Brenntag SpA – Stabilimento di Quarto Inferiore (BO)
Documento di Notifica (ai sensi di D.Lgs.334/99 art.6)
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A. Nome o ragione sociale del gestore e l’indirizzo completo dello Stabilimento.
Gestore:
Dott. Giovanni Cucco
Ubicazione dello Stabilimento:
Via Caduti per la Libertà, 6
Quarto Inferiore (BO)
B. Sede o il domicilio del gestore, con l’indirizzo completo.
Sede legale:
BRENNTAG S.p.A
Via Anna Kuliscioff, 22
20152 Milano
C. Il nome o la funzione della persona responsabile dello Stabilimento se diversa da quella di
cui al punto A.
Il Responsabile Tecnico è il Dott. Stefano Tamagnone.
Nier Ingegneria S.r.l. per Brenntag SpA – Stabilimento di Quarto Inferiore (BO)
Documento di Notifica (ai sensi di D.Lgs.334/99 art.6)
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D. Notizie che consentono d’individuare le sostanze pericolose o la categoria di sostanze
pericolose, la loro quantità e la loro forma fisica.
Si riporta di seguito una tabella riepilogativa inerente le sostanze pericolose, ai sensi del D.Lgs.
334/99 e s.m.i., presenti nello Stabilimento, corredate delle rispettive frasi di rischio, quantità
massime presenti e stato d’aggregazione.
Sostanza
Acido Fluoridrico 38-40% (T+)
Frasi di
Quantità
Stato di
rischio
massima (t)
aggregazione
R26/27/28
1
Liquido
R35
Sostanze Tossiche (T)
R23/24/25
5
Liquidi
Sostanze Comburenti (O)
R8
150
Liquidi/Solidi
R50-53
180
Liquidi/Solidi
R51/53
20
Liquidi
Sostanze pericolose per l’ambiente (N)
E. Attività, in corso o prevista, dell’impianto o del deposito
ATTIVITÀ
L’attività svolta da BRENNTAG S.p.A. è di tipo commerciale: vengono acquistati e venduti i
prodotti tali e quali.
Sono possibili attività di miscelazione di prodotti compatibili, ma non reazioni chimiche
o di processo.
Lo stabilimento riceve e spedisce prodotti a mezzo di:
• Automezzi per cassonati
• ATB/Cisternette
• Autocisterne
• Automezzi per Fusti ed Imballi
Il deposito è articolato nelle seguenti tipologie e stoccaggi
• Stoccaggi comburenti (O)
Nier Ingegneria S.r.l. per Brenntag SpA – Stabilimento di Quarto Inferiore (BO)
Documento di Notifica (ai sensi di D.Lgs.334/99 art.6)
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• Stoccaggi sostanze pericolose non rientranti in D.lgs 334/99 (Xi, Xn, C)
• Stoccaggi liquidi non infiammabili (comprendenti T, T+ ed N)
• Stoccaggi liquidi acidi e basi (comprendenti T , N, C)
• Stoccaggi di sostanze solide classificate N
Le attività svolte all’interno dello stabilimento consistono in :
• Approvvigionamento (Gestione di entrata prodotti)
• Infustamento (Stoccaggi liquidi)
• Diluizione
• Confezionamento
• Movimentazione interna
• Gestione uscita prodotti
PRINCIPALI DEPOSITI
• Stoccaggi in imballi confezionati insacchi, fusti o imballi vari in capannoni o
magazzini dotati di ampia ventilazione naturale
• Stoccaggi liquidi non infiammabili in serbatoi verticali/orizzontali in bacini di
contenimento.
F. Ambiente immediatamente circostante lo Stabilimento e, in particolare, gli elementi che
potrebbero causare un incidente rilevante o aggravarne le conseguenze.
Lo Stabilimento confina come segue:
9 a Nord campagna;
9 a Sud strada di accesso e zona artigianale di Quarto Inferiore;
9 ad Est campagna e scolo Zanetta ed in fase di costruzione nuove abitazioni;
9 ad Ovest Zona artigianale.
I principali recettori sensibili nel raggio di 1 km sono:
9 insediamento civile a circa 500 m;
9 centro abitato di Quarto Inferiore con scuola elementare e chiesa parrocchiale a circa 1 km.
Non esistono attività, nel raggio di 1 km, che potrebbero causare un incidente rilevante o
aggravarne le conseguenze.
Nier Ingegneria S.r.l. per Brenntag SpA – Stabilimento di Quarto Inferiore (BO)
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 1
BRENNTAG S.p.A.
Nome della Società:
(ragione sociale)
Stabilimento/deposito di:
Quarto Inferiore
BO
(comune)
(provincia)
Via Caduti per la Libertà, 6
(indirizzo)
Portavoce della Società:
X
Giovanni
Cucco
(nome)
(cognome)
051.6035511
051.767488
(telefono)
(fax)
La Società ha presentato la notifica prescritta dall’art.6 del D.Lgs.334/99
La Società ha presentato il Rapporto di Sicurezza prescritto dall’art.8 del D.Lgs.334/99
Responsabile della Società:
Giovanni
Cucco
(nome)
(cognome)
GESTORE
(qualifica)
Sezione 1
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 2
Indicazioni e recapiti di Amministrazioni, Enti, Istituti, Uffici od altri pubblici, a livello nazionale
e locale a cui si è comunicata l’assoggettabilità alla presente normativa, o a cui è possibile
richiedere informazioni in merito.
Ministero Ambiente
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 Roma
Regione Emilia Romagna
Via Aldo Moro, 52
40100 Bologna
Provincia di Bologna
Via Zamboni 13
40126 Bologna
Comune di Granarolo dell’Emilia
via San Donato, 199
40057 Granarolo dell’Emilia (BO)
Prefettura di Bologna
Via IV Novembre, 24
Bologna
Comitato Tecnico Regionale
Presso Ispettorato Regionale VVF Emilia Romagna
V. Aposazza, 1/3
40128 – Bologna
Comando Provinciale Vigili del
Fuoco di Bologna
V. Aposazza, 1/3
ARPA Emilia Romagna
Via Malvasia 6/a
Direzione Generale
40131 Bologna
ARPA Emilia Romagna
Via Triachini, 17
Sez. provinciale di Bologna
40138 Bologna
40128 – Bologna
Riportare le autorizzazioni e le certificazioni adottate in campo ambientale dallo stabilimento.
•
•
Autorizzazione allo scarico delle acque
Autorizzazione alle emissioni in atmosfera
Sezione 2
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 3
Descrizione della/delle attività svolta/svolte nello stabilimento/deposito
• Specificare l’eventuale suddivisione in impianti/depositi
Il deposito copre una superficie di circa 22000 mq. a forma rettangolare.
Le attività svolte all’interno dello stabilimento consistono in :
• Approvvigionamento (Gestione di entrata prodotti)
• Infustamento (Stoccaggi liquidi)
• Diluizione
• Confezionamento
• Movimentazione interna
• Gestione uscita prodotti
• Solubilizzazione
Lo stabilimento riceve e spedisce prodotti a mezzo di:
• Automezzi per cassonati
• ATB/Cisternette
• Autocisterne
• Automezzi per Fusti ed Imballi
Il deposito è articolato nelle seguenti tipologie e stoccaggi:
• Stoccaggi comburenti (O)
• Stoccaggi sostanze pericolose non rientranti in 334/99 (Xi, Xn, C)
• Stoccaggi liquidi non infiammabili (comprendenti T, T+ ed N)
• Stoccaggi liquidi acidi e basi (comprendenti T , N, C)
• Stoccaggi di sostanze solide classificate (N)
•
Descrizione del territorio circostante (ricettori sensibili – quali: scuole, ospedali, uffici pubblici, luoghi di
ritrovo, ecc. – altri impianti industriali presenti, ecc.), nel raggio di 5 km.
Lo Stabilimento confina:
9 a Nord: campagna;
9 a Sud: strada di accesso e zona artigianale di Quarto Inferiore;
9 ad Est: campagna e scolo Zanetta ed in fase di costruzione nuove abitazioni;
9 ad Ovest: Zona artigianale.
I principali ricettori sensibili nel raggio di 1 km sono:
9 nuovo insediamento civile a circa 500 m;
9 centro abitato di Quarto Inferiore con scuola elementare e chiesa parrocchiale a circa 1 km.
•
Riportare una cartografia, in formato A3 secondo una adeguata scala, che metta in rilievo i confini dello
stabilimento e delle principali aree produttive, logistiche e amministrative
Si rimanda alla cartografia allegata.
Sezione 3
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 4
Sostanze e preparati soggetti al D.Lgs.334/99
Numero CAS o altro
indice identificativo
della sostanza/
preparato
7664-39-3
Nome comune o
generico
Acido Fluoridrico al
40%
Classificazione di
pericolo
Principali caratteristiche di
pericolosità
R26/27/28 Molto tossico
per inalazione, a contatto
(T+) R26/27/28
con la pelle e per
R35
ingestione
Max quantità
presente (t)
1
R35 Provoca gravi ustioni
Sostanze tossiche
(T) R23/24/25
/
Sostanze Comburenti
(O) R8
R8 Può provocare
l'accensione di materie
combustibili
150
(N) R50
R50 Altamente tossico per
gli organismi acquatici
180
(N) R51/53
R 51/53 Tossico per gli
organismi acquatici, può
provocare a lungo termine
effetti negativi per
l'ambiente acquatico
20
/
Sezione 4
R 23/24/25 Tossico per
inalazione, a contatto con
la pelle e per ingestione
/
Sostanze pericolose per
l’ambiente
5
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 5
Natura dei rischi di incidenti rilevanti
Informazioni generali
Incidente1
Rilascio di sostanza pericolosa
Esplosione
1
Incendio, esplosione, rilascio di sostanze pericolose.
Sezione 5
Sostanza coinvolta
Acido Fluoridrico
Dicloroisocianurato di sodio
Nitrato di ammonio
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 6
Tipo di effetto per la popolazione e per l'ambiente 2
Gli effetti di danno legati al rilascio di una nube di gas tossici sono dovuti alla concentrazione ed al tempo di
esposizione a cui si è sottoposti. Gli effetti di danno legati all’esplosione di sostanze esplosive sono, invece,
connessi all’onda di sovrapressione che si genera e si propaga nello spazio circostante.
Misure di prevenzione e sicurezza adottate 3
Misure di prevenzione e sicurezza adottate
Le misure di prevenzione e di sicurezza adottate nell’impianto/deposito sono le seguenti:
All’interno dello stabilimento sono state assunte tutte le precauzioni impiantistiche ed operative ritenute
sufficienti per evitare eventi incidentali o quantomeno per minimizzarne la probabilità di accadimento e
l’entità di eventuali conseguenze. L'attività svolta da BRENNTAG è di tipo commerciale: vengono acquistati e
venduti i prodotti tali e quali. Alcuni prodotti possono subire diluizioni o miscelazioni a freddo, principalmente
per correggerne il titolo. Mediante la distribuzione di manuali, procedure apposite, i lavoratori sono informati
sui rischi per la salute e la sicurezza presenti in azienda, come anche sulle misure di prevenzione e
protezione adottate. Le procedure sono classificate a seconda del campo di applicazione:
¾
procedure operative - indicano le norme comportamentali e di sicurezza da seguire nello
stabilimento
¾ procedure di emergenza - riportano le modalità di intervento in caso di emergenza.
Le procedure sono distribuite al personale addetto e/o ai terzi a seconda delle relative responsabilità e/o
mansioni come previsto dal mansionario aziendale. Tutte le operazioni di manutenzione e controllo delle
apparecchiature sono effettuate con la massima cura; in particolare:
¾
sono effettuati controlli sistematici in campo da parte del personale di esercizio;
¾
gli interventi di eventuale modifica degli impianti sono controllati ed approvati dalla Direzione di
stabilimento;
¾
esiste un sistema di manutenzione programmata per gli impianti di produzione e di servizio con
particolare riguardo ai sistemi di sicurezza;
¾
tutti gli interventi di manutenzione sono regolati da apposite procedure scritte (Permesso di lavoro,
Richiesta di manutenzione) per permettere di svolgere l’attività in sicurezza;
La progettazione degli impianti è stata effettuata nel pieno rispetto delle leggi, norme e regolamenti vigenti.
Inoltre la sorveglianza degli impianti e delle linee produttive è continua e sempre assicurata dal personale di
sorveglianza. Tutto ciò minimizza la probabilità di accadimento di un incidente rilevante. In ogni caso, per
tutte le evenienze di emergenza, è stato approntato e illustrato a tutto il personale il piano di emergenza
interno. Per mantenere alto il livello di conoscenza del Piano, vengono effettuate simulazioni addestrative a
cui partecipa tutto il personale. L'addestramento è mirato soprattutto a rendere edotti gli addetti sui rischi e
le metodologie operative di sicurezza in modo che in caso di incidente siano in condizioni di applicarle
correttamente e tempestivamente.
Lo stabilimento è protetto dalla recinzione e di notte è adeguatamente illuminato, è presidiato nelle ore
lavorative da personale della società che controlla l’accesso delle persone non autorizzate; ciò consente di
evitare l’insorgere di incidenti a causa di atti vandalici.
2
3
Es. intossicazione; malessere irraggiamento: onde d'urto (rottura vetri), ecc.
Es. sistemi di allarme automatico e di arresto di sicurezza; serbatoi di contenimento; barriere antincendio; ecc.
Sezione 6
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 7
Il PEE e' stato redatto dall'Autorità competente?
si w no d
NOTA: Le informazioni debbono fare esplicito riferimento ai Piani di emergenza interni di cui all'articolo 11 e ai Piani di emergenza
esterni di cui all'articolo 20 del presente decreto. Qualora i Piani di emergenza esterni non siano stati predisposti, il gestore dovra'
riportare le informazioni desunte dal Rapporto di sicurezza, ovvero dalla pianificazione di emergenza di cui all'allegato III, lettera c),
punto v).
Mezzi di segnalazioni di incidenti 4
E' installato presso lo stabilimento un sistema di telefonia distribuita ed autonoma che permette l'uso di
telefoni interni portatili che consentono le comunicazioni sia con l'interno che con l'esterno.
Allo scopo di rendere rapide le comunicazioni interne allo stabilimento in occasione di eventuali emergenze,
è previsto l'utilizzo di un altoparlante.
La segnalazione di un incidente può essere comunicata al personale anche tramite i seguenti mezzi di
comunicazione:
_- Telefoni portatili e/o cellulari (in dotazione a reperibili).
Il Responsabile dell’Emergenza aziendale, ove si verificasse una emergenza:
•
non gestibile con mezzi interni (richiesta di soccorso)
oppure
•
che potrebbe provocare effetti all'esterno dello stabilimento (richiesta di attivazione del Piano di
Emergenza Esterno)
ha l’incarico di avvisare le autorità competenti. Ricevuta la segnalazione, la responsabilità di informare la
popolazione e tutti i soggetti interessati e di attivare il Piano di Emergenza Esterno spetta ai soggetti
istituzionalmente preposti (Prefettura, etc.) ai quali l’Azienda offre la massima collaborazione.
Comportamento da seguire 5
INTERNAMENTE ALLO STABILIMENTO
Il comportamento che il personale deve seguire all’interno dello stabilimento è chiaramente specificato nel
Piano di Emergenza Interno. In questo piano sono attribuiti i compiti e le responsabilità per affrontare
l’emergenza e sono previste le situazioni in cui è prudente evacuare uno o più reparti e le procedure da
seguire.
ESTERNAMENTE ALLO STABILIMENTO
La responsabilità di suggerire alla popolazione uno specifico comportamento è affidata dalla Legge alle
Autorità preposte, alle quali BRENNTAG S.p.A. assicura la più completa, trasparente e tempestiva
collaborazione. Data la natura dei possibili rischi, è comunque presumibile che la popolazione possa essere
chiamata per prudenza ad alcune semplici precauzioni, quali:
♦
Rimanere in casa con le finestre chiuse
♦
Evitare di affollare le strade con automezzi, per consentire l’agevole accesso ai mezzi di soccorso
♦
Evitare comunicazioni telefoniche non urgenti
♦
Porsi in ascolto di una determinata stazione radio
Mezzi di comunicazione previsti 6
I mezzi di comunicazione previsti all’interno dello stabilimento sono stati sopra elencati e sono i seguenti:
1) altoparlante
2) telefono
3) telefoni portatili
4
Es. sirene, altoparlanti, campane, ecc.
Specificare i diversi comportamenti; in generale è opportuno: non lasciare l'abitazione, fermare la
ventilazione,chiudere le finestre, seguire le indicazioni date dalle autorità competenti
6
Specificare quali: es. radio locale, Tv locale, altoparlante, ecc.
5
Sezione 7
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
4) telefoni cellulari
La comunicazione alla cittadinanza è responsabilità delle Autorità, alle quali BRENNTAG S.p.A. assicura la
più completa, trasparente e tempestiva collaborazione, e che potrà utilizzare i mezzi di informazione che
riterrà opportuni:
- affissioni, manifesti
- diffusione tramite radio giornali
- diffusione tramite auto munite di altoparlanti
Presidi di pronto soccorso 7
E' predisposta, presso l'ufficio accettazione clienti, una cassetta di pronto soccorso.
E' previsto inoltre uno spazio nel fabbricato A dotato di una seconda cassetta di pronto soccorso ed un
lettino di ricovero di emergenza.
7
Es. interventi VV.FF., Protezione civile e forze dell'ordine; allerta di autoambulanze ed ospedali; blocco e
incanalamento del traffico, ecc.
Sezione 7
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Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 8
Sostanza:
ACIDO FLUORIDRICO
Codice aziendale:
Utilizzazione:
X
Materia prima
Solvente
Intermedio
Catalizzatore
Prodotto finito
Altro
Identificazione
Nome chimico:
Acido Fluoridrico
Nomi commerciali:
HF, Acido fluoridrico
Nomenclatura Chemical Abstracts:
Fluoruro di Idrogeno
Numero di registro CAS:
7664-39-3
Formula bruta:
HF
Peso molecolare:
20.01
Formula di struttura:
HF
Caratteristiche chimico-fisiche
Stato fisico:
liquido
Colore:
incolore
Odore:
pungente
Solubilità in acqua:
completa
Solubilità nei principali solventi organici:
solubile in alcoli
Densità:
1.15 g/ml
Peso specifico dei vapori, relativo all’aria:
3.35 mg/cm3 a 25°C
Punto di fusione:
-44°C
Punto di ebollizione:
112°C
Punto di infiammabilità:
n.a.
Limite inf. e sup. di infiammabilità in aria (% in vol.):
n.a.
Temperatura di autoaccensione:
n.a.
Tensione di vapore:
5.3 mm Hg a 15°C
Reazioni pericolose:
Esercita una forte azione corrosiva sul vetro e su
numerosi metalli.
E’ estremamente reattivo con le sostanze organiche.
Classificazione ed etichettatura
X
Di legge
Provvisoria
Simbolo di
pericolo:
T+
Identificazione di pericolo:
Sezione 8
C
Molto tossico (T+); Corrosivo (C)
Non richiesta
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
R 26/27/28 Molto tossico per inalazione, a contatto con la
pelle e per ingestione
Frasi di rischio:
R35 Provoca gravi ustioni
S 1/2 Conservare sotto chiave e fuori dalla portata dei
bambini
S 7/9 Tenere il recipiente ben chiuso e in luogo ben ventilato
S26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente
e abbondantemente con acqua e consultare il medico
Consigli di prudenza:
S 36/37 Usare indumenti protettivi e guanti adatti
S 45 In caso di incidente o di malessere consultare
immediatamente il medico (se possibile, mostrargli
l’etichetta)
Informazioni tossicologiche
Vie di penetrazione:
X
Ingestione
X
Inalazione
X
Contatto
Tossicità acuta:
•
DL50 via orale (4 ore):
•
CL50 per inalazione (4 ore):
•
DL50 via cutanea (4 ore):
•
CL50 su uomo (30 min.):
•
IDLH:
30 ppm
Tossicità cronica:
Potere corrosivo:
cute
occhio
X
X
vie respiratorie
Potere irritante:
Potere sensibilizzante:
Cancerogenesi:
nessun effetto noto
Mutagenesi:
nessun effetto noto
Teratogenesi:
-
Informazioni ecotossicologiche
Aria
Acqua
Suolo
Biodegradabilità:
-
-
-
Dispersione:
-
-
-
Persistenza:
-
-
-
Bioaccumulo/bioconcentrazione:
-
-
-
Sezione 8
Pag. 10/14
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
Sostanza:
D.Lgs.334/99 Allegato V
SODIO DICLOROISOCIANURATO 63%
Codice aziendale:
Utilizzazione:
Materia prima
Solvente
Intermedio
Catalizzatore
Prodotto finito
X Altro
Identificazione
SODIO DICLORO-S-TRIAZINATRIONE
SODIO DICLORO ISOCIANURATO
TROCLOSENE SODICO
2893-78-9
(CON)3Cl2Na
219
-
Nome chimico:
Nomi commerciali:
Nomenclatura Chemical Abstracts:
Numero di registro CAS:
Formula bruta:
Peso molecolare:
Formula di struttura:
Caratteristiche chimico-fisiche
Solubilità nei principali solventi organici:
granulare, cristalli o pastiglie
bianco
caratteristico di cloro
n.a
n.a
Densità:
0,9 kg/dm3
Peso specifico dei vapori, relativo all’aria:
n.a
Punto di fusione:
Punto di infiammabilità:
240-50°C (si decompone)
n.a
n.a
Limite inf. e sup. di infiammabilità in aria (% in vol.):
n.a
Temperatura di autoaccensione:
n.d
Tensione di vapore:
n.a
Reazioni pericolose:
Cloro a contatto con acidi. Tricloruro d’azoto a contatto
con acqua.
Stato fisico:
Colore:
Odore:
Solubilità in acqua:
Punto di ebollizione:
Classificazione ed etichettatura
X
Di legge
Provvisoria
Non richiesta
Simbolo di
pericolo:
O
Identificazione di pericolo:
Sezione 8
Xn
N
Comburente (O) – Nocivo (Xn) – Pericoloso per
l’ambiente (N)
Pag. 11/14
Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
R8 Può provocare l'accensione di materie combustibili
R22 Nocivo per ingestione
R31 A contatto con acidi libera gas tossico
R 36/37 Irritante per gli occhi e le vie respiratorie
R 50/53 Altamente tossico per gli organismi
acquatici, può provocare a lungo termine effetti
negativi per l'ambiente acquatico
Frasi di rischio:
S2 Conservare fuori della portata dei bambini
S8 Conservare al riparo dall'umidità
S26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente
e abbondantemente con acqua e consultare il medico
S41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi
S60 Questo materiale e il suo contenitore devono essere
smaltiti come rifiuti pericolosi
S61 Non disperdere nell'ambiente. Riferirsi alle istruzioni
speciali schede informative in materia di sicurezza
Consigli di prudenza:
Informazioni tossicologiche
Vie di penetrazione:
x Ingestione
x Inalazione
x Contatto
Tossicità acuta:
•
DL50 via orale (ratto):
•
DL50 via orale (coniglio):
700 mg/kg – Lievemente tossico
6000 mg/kg – Praticamente non tossico
•
CL50 per inalazione (4 ore):
-
•
DL50 via cutanea (4 ore):
-
•
CL50 su uomo (30 min.):
-
•
IDLH:
-
Tossicità cronica:
cute
occhio
X
X
vie respiratorie
Potere corrosivo:
Potere irritante:
Potere sensibilizzante:
Cancerogenesi:
-
Mutagenesi:
Non mutageno nel test letale dei topi
Teratogenesi:
Non teratogeno per ratti e topi femmine e conigli trattate con salmioni al 15%.
Informazioni ecotossicologiche
Biodegradabilità:
Aria
Acqua
Suolo
no
no
no
Dispersione:
-
-
-
Persistenza:
no
no
-
Bioaccumulo/bioconcentrazione:
no
no
-
Sezione 8
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Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
D.Lgs.334/99 Allegato V
Sezione 9
Informazioni per le Autorità Competenti sugli scenari incidentali con impatto all'esterno dello stabilimento (fare riferimento alle zone individuate nel Piano di
emergenza esterno. Quando il PEE non e' stato predisposto o non e' previsto dalla normativa vigente, il gestore fa riferimento al RdS o all'analisi dei rischi).
Indicare le coordinate del baricentro dello stabilimento in formato UTM:
Evento iniziale
Condizioni
In fase liquida
Incendio
Localizzato in aria
Est = 692117,7
Nord = 4934039,9
Modello sorgente
Fuso: 32
I zona
(m)
II zona
(m)
III zona
(m)
5
15
29
100
250
-
Incendio da recipiente (tank fire)
Incendio da pozza (pool fire)
Getto di fuoco (jet fire)
In fase gas/vapore ad lata
velocità
Incendio di nube (flash fire)
In fase gas/vapore
Sfera di fuoco (fireball)
Reazione sfuggente (run away reaction)
Confinata
Miscela gas/vapori infiammabili
X Esplosione
Polveri infiammabili
X Miscela gas/vapori infiammabili (UVCE)
Non confinata
Transizione rapida di fase
Esplosione fisica
Dispersioni liquido/liquido (fluidi solubili)
In acqua
X Rilascio
In fase liquida
Evaporazione da liquido (fluidi insolubili)
Dispersione da liquido (fluidi insolubili)
Sul suolo
In fase gas/vapore
Emulsioni liquido/liquido (fluidi insolubili)
Ad alta o bassa velocità
Dispersione
Evaporazione da pozza
Dispersione per turbolenza (densità della nube inf. a quella dell’aria)
X Dispersione per gravità (densità della nube sup. a quella dell’aria)
NB: le distanze sono da riferirsi al punto di rilascio.
Sezione 9
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Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
In riferimento alla “Richiesta di ulteriori integrazioni” inviata dal CVR in data 30 dicembre 2008, Prot.
2008/D6/1528, viene riformulato lo scenario incidentale determinato dalla dispersione di cloro in seguito ad
incendio di un bancale di sodio dicloroisocianurato mediante il concetto di “dose” relativamente al tempo di
effettiva esposizione.
La valutazione viene effettuata considerando i seguenti dati input:
•
•
•
•
•
•
tempo di rilascio: 60 secondi (operazioni presidiate in continuo – rif. DM 20/10/98);
temperatura dei fumi: 400°C;
caratteristiche geometriche della sorgente: dimensioni del pallets (1.2 x 0.8 m);
portata media del rilascio di cloro: 2 kg/min = 0.033 kg/s;
concentrazioni di riferimento per il cloro:
LC50 = 1035 mg/m3 [EFFECTS GIS 7.5 – rif. Green BooK – TNO]
IDLH = 10 ppm = 29.484 mg/m3 [NIOSH]
LOC = 1/10 IDLH = 2.95 mg/m3;
rilascio semi-continuo.
Lo scenario in esame viene simulato come uno scenario di emissione da pozza evaporante con portata di
emissione pari alla portata di cloro che si sviluppa durante l’incendio ed attraverso il modello di dispersione
in atmosfera di gas pesante. Il cloro, infatti, a 400°C risulta avere una densità relativa pari a 1,267.
Concentrazione di riferimento
LC50 = 1035mg/m3
IDLH = 10 ppm = 29,484 mg/m3
LOC = 2,95 mg/m3
Dose equivalente
1.1126 E-5 s*(kg/m3)^n
5.8642 E9 min(mg/m3)^n
6.2609 E-10 s*(kg/m3)^n
3.2998 E5 min(mg/m3)^n
1.115 E-12 s*(kg/m3)^n
587.67 min(mg/m3)^n
Le valutazioni relative alla dispersione dei fumi sono state effettuate considerando, come richiesto dal CVR,
le condizioni meteo F/2, D/5 e D/2.5 e D/1.
Si sottolinea, come già specificato nel documento di risposta alla richiesta di integrazione da parte del CVR
Prot. N°PGBO/2008/0008613 del 11/06/2008, inviata ad Ottobre 2008, che le condizioni meteo relative
all’accorpamento F/2 sono tipicamente notturne e, quindi, non rappresentative per lo scenario incidentale di
incendio di bancale di sodio dicloroisocianurato, che, per la dinamica di accadimento (urto durante la
movimentazione), può verificarsi unicamente durante la normale attività giornaliera di deposito.
In particolare considerando che:
9
la velocità media dal vento effettivamente rilevata nella zona del deposito Brenntag di Quarto Inferiore
risulta essere pari a 2,24 m/s, secondo i dati forniti da DEXTER (ARPA Emilia Romagna);
9
dall’analisi di dati delle statistiche meteorologiche ISTAT relative al biennio 2000-2002 e diffuse nel
2006, la classe F si verifica circa 110 giorni all’anno, e che, quindi, la probabilità che l’evento si verifichi
nelle condizioni di stabilità F risulta essere pari al 30%.;
9
dall’osservazione di misurazioni orarie effettuate in un anno presso la stazione meteorologica di Sala
Bolognese, la probabilità che la classe di stabilità F si verifichi nelle ore notturne (20-8) è dell’80%,
mentre è il 20% nelle ore diurne;
si ottiene un valore della probabilità che l’incendio di un bancale di sodio dicloroisocianurato avvenga
durante il giorno con classe di stabilità F è pari a: 0,3 * 0,2= 0,06 = 6%.
Da cui ne deriva una frequenza di accadimento dell’evento incidentale in esame, con classe meteo F/2
pari a 6*E-8 ev/anno.
.
.
NIER Ingegneria per BRENNTAG s.p.a.
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Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
Accorpamento meteo F/2
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : F (Very Stable)
Wind speed at 10 m height................................... : 2 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 2 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
Treshold fraction of mortality F............................ : 50 %
Treshold toxic dose D....................................... : 1.1126E-05 s*(kg/m3)^n
Predefined wind direction................................... : User defined
Wind comes from (West = 180 degrees)........................ : 180 deg
Perform Toxic load vs. distance graphs...................... : Yes
Resolution of the time consuming graphs..................... : Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................ : 2.6904E09 min*(mg/m3)^n
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd)....................... : 31.082 %
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used..................... : 0.04733 1/m
The dose provided by the user is higher than the maximum possible. No corresponding down-wind
distance could be found
Come si evince dal tabulato di calcolo e dal relativo grafico, nel seguito riportato, la dose equivalente alla
concentrazione pari al LC50 non viene raggiunta nel caso di accorpamento meteo F2
.
3,000,000,000
2,800,000,000
2,600,000,000
2,400,000,000
Dose [min*(mg/m3)^n]
2,200,000,000
2,000,000,000
1,800,000,000
1,600,000,000
1,400,000,000
1,200,000,000
1,000,000,000
800,000,000
600,000,000
400,000,000
200,000,000
0
0
NIER Ingegneria per BRENNTAG s.p.a.
2
4
6
Dow n-w ind distance from the source [m]
8
10
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Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : F (Very Stable)
Wind speed at 10 m height................................... : 2 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 176 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
Treshold fraction of mortality F............................ : 1 %
Treshold toxic dose D....................................... : 6.2609E-10 s*(kg/m3)^n
Predefined wind direction................................... : User defined
Wind comes from (West = 180 degrees)........................ : 180 deg
Perform Toxic load vs. distance graphs...................... : Yes
Resolution of the time consuming graphs..................... : Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
:
:
:
:
:
:
3.2197E05 min*(mg/m3)^n
0 %
175.02 m
176.34 m
27.049 m
0.04733 1/m
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : F (Very Stable)
Wind speed at 10 m height................................... : 2 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 725 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
NIER Ingegneria per BRENNTAG s.p.a.
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Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
Treshold fraction of mortality F............................
Treshold toxic dose D.......................................
Predefined wind direction...................................
Wind comes from (West = 180 degrees)........................
Perform Toxic load vs. distance graphs......................
Resolution of the time consuming graphs.....................
:
:
:
:
:
:
1 %
1.115E-12 s*(kg/m3)^n
User defined
180 deg
Yes
Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
:
:
:
:
:
581.77
0 %
723.72
725.44
49.333
min*(mg/m3)^n
m
m
m
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used..................... : 0.04733 1/m
Accorpamento meteo D/5
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : D (Neutral)
Wind speed at 10 m height................................... : 5 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 10 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
Treshold fraction of mortality F............................ : 50 %
Treshold toxic dose D....................................... : 1.1126E-05 s*(kg/m3)^n
Predefined wind direction................................... : User defined
Wind comes from (West = 180 degrees)........................ : 180 deg
Perform Toxic load vs. distance graphs...................... : Yes
Resolution of the time consuming graphs..................... : Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
:
:
:
:
:
:
8.4751E08 min*(mg/m3)^n
14.207 %
4.0253 m
3.6039 m
0.74244 m
0 1/m
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
NIER Ingegneria per BRENNTAG s.p.a.
Pagina 4 di 9
Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
Fixed pool surface..........................................
Temperature after release...................................
X-coordinate of release..................................
Y-coordinate of release..................................
Ambient temperature.........................................
Meteorological data.........................................
Pasquill stability class....................................
Wind speed at 10 m height...................................
Ambient relative humidity...................................
Roughness length description................................
Concentration averaging time................................
Distance from release (Xd)................................
Distance perpendicular to wind direction (Yd).............
Height (Zd)...............................................
Start of exposure (after moment of release).................
Exposure duration...........................................
Contour plot accuracy.......................................
Calculate toxic contour by..................................
Treshold fraction of mortality F............................
Treshold toxic dose D.......................................
Predefined wind direction...................................
Wind comes from (West = 180 degrees)........................
Perform Toxic load vs. distance graphs......................
Resolution of the time consuming graphs.....................
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
0.96 m2
400 °C
0 m
0 m
25 °C
Pasquill
D (Neutral)
5 m/s
70 %
Cultivated land
20 s
75 m
0 m
1.5 m
0 s
1800 s
1 %
Dose
1 %
6.2609E-10 s*(kg/m3)^n
User defined
180 deg
Yes
Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
:
:
:
:
:
:
3.1594E05 min*(mg/m3)^n
0 %
74.279 m
74.416 m
6.7628 m
0 1/m
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : D (Neutral)
Wind speed at 10 m height................................... : 5 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 324 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
Treshold fraction of mortality F............................ : 1 %
Treshold toxic dose D....................................... : 1.115E-12 s*(kg/m3)^n
Predefined wind direction................................... : User defined
Wind comes from (West = 180 degrees)........................ : 180 deg
Perform Toxic load vs. distance graphs...................... : Yes
Resolution of the time consuming graphs..................... : Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................ : 568.73 min*(mg/m3)^n
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd)....................... : 0 %
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F......... : 322.59 m
NIER Ingegneria per BRENNTAG s.p.a.
Pagina 5 di 9
Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
Length of toxic contour..................................... : 322.65 m
Width of toxic contour...................................... : 26.86 m
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used..................... : 0 1/m
Accorpamento meteo D/2.5
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : D (Neutral)
Wind speed at 10 m height................................... : 2.5 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 10 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
Treshold fraction of mortality F............................ : 50 %
Treshold toxic dose D....................................... : 1.1126E-05 s*(kg/m3)^n
Predefined wind direction................................... : User defined
Wind comes from (West = 180 degrees)........................ : 180 deg
Perform Toxic load vs. distance graphs...................... : Yes
Resolution of the time consuming graphs..................... : Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
:
:
:
:
:
:
1.0875E09 min*(mg/m3)^n
17.197 %
4.301 m
4.0157 m
1.6259 m
0 1/m
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : D (Neutral)
Wind speed at 10 m height................................... : 2.5 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 112 m
NIER Ingegneria per BRENNTAG s.p.a.
Pagina 6 di 9
Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
Distance perpendicular to wind direction (Yd).............
Height (Zd)...............................................
Start of exposure (after moment of release).................
Exposure duration...........................................
Contour plot accuracy.......................................
Calculate toxic contour by..................................
Treshold fraction of mortality F............................
Treshold toxic dose D.......................................
Predefined wind direction...................................
Wind comes from (West = 180 degrees)........................
Perform Toxic load vs. distance graphs......................
Resolution of the time consuming graphs.....................
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
0 m
1.5 m
0 s
1800 s
1 %
Dose
1 %
6.2609E-10 s*(kg/m3)^n
User defined
180 deg
Yes
Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
:
:
:
:
:
:
3.1694E05 min*(mg/m3)^n
0 %
111.31 m
111.7 m
14.349 m
0 1/m
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : D (Neutral)
Wind speed at 10 m height................................... : 2.5 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 360 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
Treshold fraction of mortality F............................ : 1 %
Treshold toxic dose D....................................... : 1.115E-12 s*(kg/m3)^n
Predefined wind direction................................... : User defined
Wind comes from (West = 180 degrees)........................ : 180 deg
Perform Toxic load vs. distance graphs...................... : Yes
Resolution of the time consuming graphs..................... : Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
:
:
:
:
:
:
552.01
0 %
356.47
356.58
30.556
0 1/m
min*(mg/m3)^n
m
m
m
Accorpamento meteo D/1
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
NIER Ingegneria per BRENNTAG s.p.a.
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Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
Case description............................................
Chemical name...............................................
Type of release.............................................
Mass flow rate of the source................................
Duration of the release.....................................
Fixed pool surface..........................................
Temperature after release...................................
X-coordinate of release..................................
Y-coordinate of release..................................
Ambient temperature.........................................
Meteorological data.........................................
Pasquill stability class....................................
Wind speed at 10 m height...................................
Ambient relative humidity...................................
Roughness length description................................
Concentration averaging time................................
Distance from release (Xd)................................
Distance perpendicular to wind direction (Yd).............
Height (Zd)...............................................
Start of exposure (after moment of release).................
Exposure duration...........................................
Contour plot accuracy.......................................
Calculate toxic contour by..................................
Treshold fraction of mortality F............................
Treshold toxic dose D.......................................
Predefined wind direction...................................
Wind comes from (West = 180 degrees)........................
Perform Toxic load vs. distance graphs......................
Resolution of the time consuming graphs.....................
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
:
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Session 1
Chlorine
Evaporating pool release
0.033 kg/s
60 s
0.96 m2
400 °C
0 m
0 m
25 °C
Pasquill
D (Neutral)
1 m/s
70 %
Cultivated land
20 s
10 m
0 m
1.5 m
0 s
1800 s
1 %
Dose
50 %
1.1126E-05 s*(kg/m3)^n
User defined
180 deg
Yes
Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
:
:
:
:
:
:
1.0772E09 min*(mg/m3)^n
17.076 %
4.535 m
3.9222 m
4.9667 m
0 1/m
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : D (Neutral)
Wind speed at 10 m height................................... : 1 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 110 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
Treshold fraction of mortality F............................ : 1 %
Treshold toxic dose D....................................... : 6.2609E-10 s*(kg/m3)^n
Predefined wind direction................................... : User defined
Wind comes from (West = 180 degrees)........................ : 180 deg
Perform Toxic load vs. distance graphs...................... : Yes
Resolution of the time consuming graphs..................... : Low
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Risposte alla richiesta di ulteriori integrazioni del CVR - Prot./2008/D6/4528 del 30/12/08
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
:
:
:
:
:
:
2.8184E05 min*(mg/m3)^n
0 %
106.4 m
108.37 m
26.5 m
0 1/m
INPUT
Model....................................................... : Dense gas release; toxic (201)
Version..................................................... : 5.12
Reference................................................... : Yellow Book 3rd edition 1997 chapter
4; Ermak, D.L. User manual for SLAB
Lawrence Livermore National
Laboratory, June 1990
Case description............................................ : Session 1
Chemical name............................................... : Chlorine
Type of release............................................. : Evaporating pool release
Mass flow rate of the source................................ : 0.033 kg/s
Duration of the release..................................... : 60 s
Fixed pool surface.......................................... : 0.96 m2
Temperature after release................................... : 400 °C
X-coordinate of release.................................. : 0 m
Y-coordinate of release.................................. : 0 m
Ambient temperature......................................... : 25 °C
Meteorological data......................................... : Pasquill
Pasquill stability class.................................... : D (Neutral)
Wind speed at 10 m height................................... : 1 m/s
Ambient relative humidity................................... : 70 %
Roughness length description................................ : Cultivated land
Concentration averaging time................................ : 20 s
Distance from release (Xd)................................ : 400 m
Distance perpendicular to wind direction (Yd)............. : 0 m
Height (Zd)............................................... : 1.5 m
Start of exposure (after moment of release)................. : 0 s
Exposure duration........................................... : 1800 s
Contour plot accuracy....................................... : 1 %
Calculate toxic contour by.................................. : Dose
Treshold fraction of mortality F............................ : 1 %
Treshold toxic dose D....................................... : 1.115E-12 s*(kg/m3)^n
Predefined wind direction................................... : User defined
Wind comes from (West = 180 degrees)........................ : 180 deg
Perform Toxic load vs. distance graphs...................... : Yes
Resolution of the time consuming graphs..................... : Low
RESULTS
Dose at (Xd, Yd, Zd)........................................
Fraction of mortality at (Xd, Yd, Zd).......................
Distance to toxic dose D or fraction of mortality F.........
Length of toxic contour.....................................
Width of toxic contour......................................
Inverse Monin-Obukhov length (1/L) used.....................
Evento
Incendio di un bancale di
dicloroisocianurato di sodio
Scenario
dispersione
tossico
:
:
:
:
:
:
505.32
0 %
389.47
391.33
46.556
0 1/m
min*(mg/m3)^n
m
m
m
Classe
Meteo
Elev. Let.
Iniz. Let.
Les. Irr.
Les. Rev.
Dose
equivalente
al LOC
F/2
n.r.
-
175
-
723.7
D/1
4.5
-
106.4
-
389.5
D/2.5
4.3
-
111.3
-
356.5
D/5
3
-
74.3
-
322.6
n.r. = soglia non raggiunta
In allegato si riporta la mappa dei contours di danno per il top event analizzato.
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Riunione del 19 febbraio 2009 - VERBALE N.° 17 –
La riunione si svolge presso la sede della Regione Emilia-Romagna, Direzione Generale Ambiente,
via dei Mille, 21 – Bologna.
Sono presenti:
Ing. Vito Belladonna – Presidente del CVR
Ing. Raffaello Cerritelli – Direttore Vice-Dirigente presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco
di Bologna
Ing. Maurizio Lombardi – Esperto di Arpa
Dott.ssa Cosetta Mazzini – Esperto di Arpa
Ing. Alessia Lambertini – Collaboratrice di Arpa
Ing. Giovanni Andrea Zuccarello – Direttore dell’ISPESL
Ing. Barbara Nerozzi – Funzionario presso la Direzione Generale Programmazione Territoriale,
Regione Emilia-Romagna
Dott.ssa Maria D’Amore – Funzionario presso il Servizio Risanamento Inquinamento Atmosferico,
Acustico, ed Elettromagnetico, Regione Emilia-Romagna
Dott.ssa Federica Torri – Settore Ambiente, Servizio Tutela Ambientale, Amministrazione Provinciale
di Bologna
Arch. Aldo Ansaloni - Responsabile Area Pianificazione e Gestione del Territorio, Comune di
Granarolo dell’Emilia (BO)
Ing. Andrea Buscaglia – Rappresentante del Dipartimento di Sanità Pubblica Azienda USL di Bologna
il cui Direttore è il Dr. Fausto Francia
Dott.ssa Elena Ori – Responsabile Distretto di Sassuolo-Maranello, Sezione provinciale Arpa di
Modena
Dott.ssa Chiara Bezzi – Funzionario presso Protezione Civile – Rischi Industriale, Amministrazione
Provinciale di Modena, in sostituzione della Dott.ssa Rita Nicolini – Dirigente Servizio Pianificazione
Ambientale e Politiche Faunistiche, Amministrazione Provinciale di Modena
Dott. Celsino Govoni quale rappresentante del Dipartimento di Sanità Pubblica Azienda USL di
Modena, il cui Direttore è la Dr.ssa Adriana Giannini.
Arch. Giancarlo Accoto, in sostituzione dell’Ing. Carlo Dall’Oppio – Comandante Provinciale dei
Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena
Sede legale: Via Po, 5 - 40139 Bologna - Tel 051 6223811 Fax 051 543255 - P.IVA e C.F. 04290860370 e-mail:
[email protected]
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tel. 051 6223811
fax 051 543255
P.IVA e C.F. 04290860370
E-mail: [email protected]
Dott. Cristian Silvestroni – Funzionario del Servizio Ambiente e Sicurezza del Territorio, in
rappresentanza dell’Arch. Roberto Cimatti – Responsabile Servizio Ambiente e Sicurezza Territorio,
Amministrazione Provinciale di Forlì-Cesena
Dott.ssa Patrizia Spazzoli, Responsabile Distretto di Forlì , Sezione Provinciale ARPA di Forlì-Cesena
Arch. Fausto Saragoni – Comune di Modigliana (FC)
Dott. Paolo Pagliai, in sostituzione dell’Ing. Paolo Ghini – U.O. Prevenzione e Sicurezza Ambiente di
Lavoro, Dipartimento di Sanità Pubblica Azienda USL di Forlì.
Sono assenti giustificati:
Ing. Tolomeo Litterio – Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Bologna
Dott.ssa Rita Nicolini – Dirigente Servizio Pianificazione Ambientale e Politiche Faunistiche,
Amministrazione Provinciale di Modena
Ing. Valter Tuzi – Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Modena
Ing. Carlo Dall’Oppio – Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Forlì-Cesena
Arch. Roberto Cimatti – Responsabile Servizio Ambiente e Sicurezza Territorio, Amministrazione
Provinciale di Forlì-Cesena
Ing. Paolo Ghini – U.O. Prevenzione e Sicurezza Ambiente di Lavoro, Dipartimento di Sanità
Pubblica Azienda USL di Forlì.
O.DG.
Stabilimento Brenntag S.p.a. – Deposito di prodotti chimici - ubicato in Località Quarto
inferiore di Granarolo dell’Emilia (BO). Valutazione della scheda tecnica di cui all’art. 6 L.R. n.
26/03 e s.m.i.. Conclusioni d’istruttoria.
Stabilimento Eni Divisione E & P – Stabilimento Olio Cavone – Deposito di olii minerali ubicato in Località San Antonio in Mercadello- Novi (MO). Valutazione della scheda tecnica di
cui all’art. 6 LR n. 26/03 e s.m.i. Conclusioni d’istruttoria.
Stabilimento Cler Sud S.p.A. – Produzione di resine e poliuretani – ubicato in Modigliana –
Forlì (FC). Valutazione della scheda tecnica di cui all’art. 6 LR n. 26/03 e s.m.i. Conclusioni
d’istruttoria.
Varie ed eventuali.
La riunione ha inizio alle ore 9,30 circa.
Dopo il saluto del Presidente, seguito da una breve introduzione sugli argomenti all’ordine del giorno,
si passa ad esaminare il 1° argomento.
L’Ing. Lombardi, dopo aver riassunto brevemente l’attività svolta in azienda (stoccaggio di sostanze
chimiche, diluizione e solubilizzazione, confezionamento e spedizione ai clienti) ed aver spiegato al
2
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CVR che l’azienda ha rivalutato gli scenari incidentali, come da richiesta di integrazioni formulata a
suo tempo dal gruppo di lavoro, afferma che si è giunti alla conclusione dell’istruttoria.
Nello specifico, era stata richiesta all’azienda la riformulazione dello scenario incidentale, determinato
dalla dispersione di cloro a seguito di un incendio di un bancale di dicloroisocianurato sodico,
mediante l’utilizzo del concetto di “dose”, poiché lo scenario, inizialmente studiato per un tempo di
riferimento pari a 30 minuti ha in realtà una durata inferiore. Pertanto per la dispersione di acido
cloridrico non si considera la concentrazione pari al valore dell’IDLH, riferita ad un tempo di
esposizione di 30 minuti, ma si provvede ad effettuare il calcolo dell’IDLH equivalente per un tempo
di esposizione pari a 10 minuti, secondo il concetto di “dose tossica”.
L’Ing. Lombardi spiega che, mediante l’utilizzo del concetto di “dose”, si sono sensibilmente ridotte le
distanze delle aree di danno che vengono riportate nella tabella sottoindicata:
Incendio di
bancale di
dicloro
isocianurato di
sodio al 63%
Dispersione
di fumi
tossici di
cloro in
atmosfera
6x10-8
occ/anno
Elevata letalità LC50 = 1035 mg/m3
Dose equivalente 5,9 E9 [min(mg/m3)^n]
Non raggiunta
3
Lesioni irreversibili IDLH = 29,5 mg/m
Dose equivalente 3,3 E5 [min(mg/m3)^n]
175 m
3
Lesioni reversibili LOC = 2,95 mg/m
Dose equivalente 587,7 min(mg/m3)^n]
724 m
Lombardi infine afferma, che è necessario fissare la data per il sopralluogo di chiusura istruttoria da
effettuarsi da parte di una commissione ristretta del CVR congiuntamente ai Vigili del Fuoco e a tal
proposito viene fissata la data del 9 marzo p.v., che dovrà essere confermata.
Dopo il sopralluogo verranno formalizzate le prescrizioni all’azienda.
Il CVR approva.
Vengono fatti entrare, a questo punto, i rappresentanti dello stabilimento a cui l’Ing. Lombardi
comunica che, alla luce delle integrazioni fornite, la valutazione della scheda tecnica può considerarsi
conclusa. Rimane da chiarire un dubbio, sollevato dal rappresentante dell’Ausl di Bologna Ing. Andrea
Buscaglia, sull’eventuale coinvolgimento di più bancali in occasione dell’evento incidentale. I
rappresentanti dello stabilimento rispondono che, determinante non è tanto il numero di bancali
coinvolti nell’incendio, quanto il tempo d’intervento da parte degli operatori. Siccome le operazioni di
scarico sono costantemente presidiate il tempo per spegnere l’eventuale incendio è stato
conservativamente calcolato non superiore a 10 minuti.
Infine viene comunicata ai rappresentanti aziendali la data del 09.03.2009, fissata dal CVR per il
sopralluogo di chiusura istruttoria presso lo stabilimento.
Si passa, quindi, ad esaminare il 2° argomento all’O.D.G.
3
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Stabilimento Eni Divisione E & P – Stabilimento Olio Cavone – Deposito di olii minerali ubicato in Località San Antonio in Mercadello- Novi (MO). Valutazione della scheda tecnica di
cui all’art. 6 LR n. 26/03 e s.m.i. Conclusioni d’istruttoria.
L’Ing. Alessia Lambertini, componente assieme alla Dott.ssa Ori del gruppo di lavoro che ha
esaminato la scheda tecnica, descrive l’attività e la struttura dell’azienda, in cui si effettua il
trattamento di idrocarburi liquidi e gassosi provenienti da alcuni pozzi petroliferi ubicati nelle
vicinanze dello stabilimento. Il petrolio grezzo in arrivo dai pozzi dopo alcuni trattamenti di
separazione e stabilizzazione viene stoccato in un serbatoio a tetto galleggiante e il petrolio trattato
viene inviato tramite autobotti in raffineria a Porto Marghera.
Nella richiesta d’integrazioni susseguente al verbale del CVR n.12 del 03.07.2009 era stato richiesto
all’azienda di chiarire la classificazione del petrolio, dato che erano stati rilevati dati discordanti nelle
schede di sicurezza. L’azienda ha chiarito che per scelta aziendale si è deciso di classificare tutti i tipi
di petrolio detenuti come facilmente infiammabili, attribuendo la frase di rischio R11; mentre per
quanto riguarda la pericolosità per l’ambiente si è attribuita la frase di rischio R52/53.
L’Ing.Lambertini riferisce che nel corso del sopralluogo effettuato presso l’azienda da parte del
gruppo di lavoro, è emersa una ridotta capacità produttiva degli impianti, dovuta al progressivo
esaurimento dei pozzi . A questo proposito l’Ing. Lombardi sottolinea che, secondo le disposizioni di
legge, l’assoggettabilità di un’azienda al D.Lgs.334/99 e s.m.i. viene determinata sulla base dei
quantitativi potenzialmente presenti in stabilimento in qualsiasi momento, anche se vengono stoccati
quantitativi inferiori.
Per quanto riguarda gli scenari incidentali, l’Ing.Lambertini, illustra le aree di danno relative ai
principali top events individuati con conseguenze all’esterno dello stabilimento:
- incendio di pozza causa rilascio di petrolio grezzo in area manifold arrivo da pozzi
- incendio relativo al serbatoio a tetto galleggiante
- incendio di pozza per rilascio di petrolio già trattato per rottura del braccio di carico nella pensilina di
travaso autobotte
L’Ing.Lambertini passa ad illustrare le planimetrie con gli elementi necessari ai fini della
determinazione della compatibilità territoriale e della pianificazione di emergenza esterna. Sulla base
degli elementi a disposizione non si evidenziano problemi di compatibilità territoriale.
L’Ing.Lombardi preannuncia al CVR che il sopralluogo di fine istruttoria, da parte di una commissione
ristretta del CVR, verrà effettuato indicativamente verso metà marzo.
Il CVR approva.
Vengono fatti entrare, a questo punto, i rappresentanti dell’azienda a cui l’Ing. Lambertini, dopo aver
rappresentato le conclusioni d’istruttoria, annuncia che verrà effettuato, da parte di una commissione
4
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ristretta del CVR, un sopralluogo di chiusura istruttoria presso lo stabilimento, la cui data,non appena
concordata, verrà in tempi brevi loro comunicata. Infine viene preannunciato che a conclusione del
procedimento di valutazione della scheda tecnica potrà essere effettuata la verifica ispettiva sul
Sistema di Gestione della Sicurezza, in base alla pianificazione stabilita dalla Provincia.
Si passa, quindi, ad esaminare il 3° argomento all’O.D.G.
Stabilimento Cler Sud S.p.a. – Produzione di resine e poliuretani – ubicato in Modigliana –
Forlì (FC). Valutazione della scheda tecnica di cui all’art. 6 LR n. 26/03 e s.m.i. Conclusioni
d’istruttoria.
Relaziona la Dott.ssa Cosetta Mazzini di Arpa, che fa parte assieme alla Dott.ssa Patrizia Spazzoli del
gruppo di lavoro che ha esaminato la scheda tecnica dello stabilimento che produce manufatti in
poliuretano.
Dopo aver riassunto il contenuto della relazione conclusiva la Dott.ssa Mazzini afferma che le aree di
danno, determinate dagli scenari incidentali indagati dall’azienda, restano tutte confinate all’interno
dello stabilimento ad eccezione della zona corrispondente alla soglia delle lesioni reversibili (LOC)
determinata dalla dispersione di TDI (Toluendiisocianato) da pozza formatasi
in seguito a
fessurazione del serbatoio di stoccaggio. Essendo questa l’unica area di danno che fuoriesce dai
confini dello stabilimento, lo stabilimento stesso è compatibile con il territorio circostante e di essa si
dovrà tenerne conto elaborando il Piano di Emergenza Esterno.
La Dott.ssa Cosetta Mazzini continua la sua trattazione spiegando che il perimetro dello stabilimento
non è recintato per tutta la sua lunghezza e a questo proposito afferma che l’azienda predisporrà
un’adeguata recinzione di cui ha presentato le caratteristiche tecniche.
Interviene a questo punto il rappresentante dell’AUSL di Forlì il Dott. Paolo Pagliai affermando che,
dalla lettura della scheda tecnica, risulta che lo svuotamento dei fusti di TDI utilizzati nell’impianto
pilota viene compiuto manualmente e che questa manovra potrebbe risultare pericolosa per gli
operatori che la effettuano. La Dott.ssa Mazzini risponde che questi, ed altri aspetti operativi,
andranno verificati in sede di sopralluogo di fine istruttoria.
La Dott.ssa Mazzini conclude la sua trattazione affermando che, per quanto riguarda le prescrizioni da
formulare all’azienda, si rinvia ad un momento successivo alla fase di sopralluogo di chiusura
istruttoria, mentre per quelle di carattere procedurale, si rimanda al momento della verifica ispettiva.
Il sopralluogo viene fissato per il giorno 19/03/2009.
Il CVR approva.
5
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Vengono fatti entrare i rappresentanti aziendali a cui la Dott.ssa Mazzini, dopo aver riassunto le
risultanze della conclusione d’istruttoria, afferma che è stato fissato per il giorno 19.03.09 il
sopralluogo presso lo stabilimento.
In tale sede di sopralluogo verrà inoltre, approfondita la fase di movimentazione dei fusti e verrà
valutata la necessità di impartire prescrizioni infortunistiche.
La Dott.ssa Mazzini comunica, infine, ai rappresentanti dello stabilimento che, poichè la zona
corrispondente alla soglia delle lesioni reversibili (LOC) fuoriesce dai confini dello stabilimento, sarà
predisposto dalla Provincia un Piano di Emergenza Esterno.
Alle ore 12,30 la riunione si conclude.
Ing. Vito Belladonna ______________________________
Ing. Raffaello Cerritelli ____________________________
Ing. Barbara Nerozzi ______________________________
Ing. Maurizio Lombardi ____________________________
Dott.ssa Cosetta Mazzini ____________________________
Ing. Alessia Lambertini ____________________________
Ing. Giovanni Andrea Zuccarello __________________
Ing. Barbara Nerozzi ______________________________
Dott.ssa Federica Torri _____________________________
Arch. Aldo Ansaloni ______________________________
Ing. Andrea Buscaglia ____________________________
Dott.ssa Elena Ori _______________________________
Dott.ssa Chiara Bezzi _____________________________
Dott. Celsino Govoni _____________________________
Arch. Giancarlo Accoto ___________________________
Dott. Cristian Silvestroni _________________________
Dott.ssa Patrizia Spazzoli _________________________
Arch. Fausto Saragoni ___________________________
Ing. ::::::::::::::__________________________________
Dott. Paolo Pagliai _____________________________
La verbalizzante Dott.ssa Cinzia Vella ___________________
Bologna, li 19 febbraio 2009.
6
CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
BRENNTAG S.p.A
Deposito e Distribuzione di prodotti
chimici industriali
Valutazione Scheda Tecnica
- Relazione Conclusiva -
Marzo 2009
Premessa
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
1
CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
La Ditta Brenntag SpA è un’azienda a carattere prettamente commerciale la cui attività consiste
prevalentemente nello stoccaggio di sostanze chimiche, nella loro diluizione e solubilizzazione, nel
confezionamento e infine nella spedizione ai clienti.
A. Informazioni generali sul gestore e sullo stabilimento
Nome del Gestore: Cucco Giovanni
Ragione sociale: Brenntag S.p.A
Indirizzo del Gestore: via Kuliscioff, 22 Milano
Indirizzo dello stabilimento: via Caduti per la Libertà n.6 Quarto Inferiore - Granarolo (BO)
Coordinate geografiche dello stabilimento:
Latitudine
44° 30’ 03’’ N
Longitudine 11° 25’ 02’’ E
Contesto territoriale
Lo stabilimento confina:
•
a Nord con zona agricola,
•
a Sud con zona artigianale di Quarto inferiore
•
a Est con zona agricola: in tale zona sono in fase di costruzione nuove abitazioni
•
a Ovest con una zona artigianale
Elementi di vulnerabilità territoriale
Attorno allo stabilimento sono presenti prevalentemente aziende ed aree agricole. Il paese di
Quarto inferiore dista circa 700 metri.
Elementi di vulnerabilità ambientale
Ad Est lo stabilimento confina con un canale denominato scolo Zanetta
Viabilità
Allo stabilimento si accede da via Caduti per la Libertà.
La caserma dei VV.F. più vicina è quella di Bologna e dista circa 6 km.
B. Informazioni sull’attività e sulle sostanze pericolose
B.1 Descrizione sintetica dell’attività svolta nel sito
Le attività svolte all’interno dello stabilimento consistono nello stoccaggio, diluizione,
solubilizzazione, confezionamento e movimentazione di sostanze pericolose classificate
comburenti, tossiche, molto tossiche e pericolose per l’ambiente in quantità tali da far risultare
l’azienda soggetta agli obblighi dell’ art.6 del D.Lgs 334/99 e s.m.i
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
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CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
Lo stabilimento riceve e spedisce prodotti a mezzo di automezzi per cassonati, ATB/Cisternette,
autocisterne e automezzi per fusti ed imballi.
B.1 Descrizione delle sostanze pericolose
Tra le sostanze più pericolose presenti nello stabilimento si segnalano le seguenti:
Sostanza
Acido fluoridrico 40% HF
Frase di rischio
Classificazione
R26/27/28
T+ (Molto tossica)
Ammonio bifluoruro
R 25
Sodio fluosilicato
R 23
T (Tossiche)
Acidi peracetico 5%
Potassio nitrato
Sodio nitrato
Dicloro isocianurato 60/63%
Tricloro isocianurato
Calcio ipoclorito 65/70%
Sodio solfuro scaglie
Calcio ipoclorito 65/70%
Ammoniaca 28/32%
Dicloro isocianurato 60/63%
Tricloro isocianurato
Rame solfato
Zinco cloruro anidro
R8
O (Comburenti)
R 50
N (Pericolose per
l’ambiente)
R 50/53
Le quantità massime delle tipologie delle sostanze pericolose presenti in stabilimento sono
indicate nella seguente tabella:
Tipologia di sostanza
Frase di rischio
sostanza
Classificazione
Quantità (t)
Molto tossiche
R26/27/28
T+
1
Tossiche
R23/24/25
T
5
Comburenti
R8
O
150
Pericolosi per l’ambiente
R50, R50/53
N
150
L’azienda dichiara che non sono presenti nello stabilimento sostanze classificate infiammabili e
facilmente infiammabili in quanto detenute in altro stabilimento Brenntag sito nel Comune di
Bentivoglio. Unica sostanza classificata facilmente infiammabile è il GPL utilizzato
come gas
riscaldante il cui bombolone è posto in luogo sicuro lontano da qualsiasi fonte di pericolo.
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
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CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
Assoggettabilità all’ art.6 del D.Lgs 334/99
Sostanze
Classificazione
Q totale (t)
Comburenti
O
150
Limiti art.6
20
Limiti art.8
200
Lo stabilimento è soggetto agli obblighi dell’art.6 del D.Lgs. 334/99 3 s.m.i. per il superamento
della soglia delle sostanze comburenti
Iter Istruttorio
In riferimento all’assoggettabilità sopra specificata l’azienda ha presentato all’autorità competente:
•
La Notifica e la scheda di informazione ai sensi dell’art 6 del D.Lgs 334/99
•
La scheda tecnica ai sensi dell’art.6 della L.R. n.26/2003
•
Le integrazioni alla scheda tecnica richieste dall’autorità competente ai sensi dell’art.3 della
Direttiva Regionale n.938/2004
•
Le conclusioni dell’istruttoria di valutazione della scheda tecnica sono state discusse in
sede di CVR nel corso della seduta n. 17 del 19/02/2009 ed il sopralluogo di fine istruttoria
si è tenuto in data 09/03/2009.
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
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CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
C.
Informazioni per l’identificazione dei pericoli e la valutazione della relativa
probabilità e gravità, come richiesto dal DM 9/5/01 “requisiti minimi di
sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone
interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante
All’interno del Deposito non vengono detenute sostanze infiammabili pertanto i rischi presenti nel
Deposito sono legati alle caratteristiche di combustibilità, tossicità e pericolosità per l’ambiente
delle sostanze presenti.
Scenari incidentali e stima delle conseguenze
Gli scenari incidentali individuati sono due :
1.
Rilascio di acido fluoridrico (HF) per rottura fusto in fase di movimentazione
L’evento si riferisce alla rottura di un fusto (o apertura bocchello) di HF al 40% in seguito ad urto o
caduta accidentale durante le operazioni di movimentazione nella zona di carico e scarico.
Si assume che tale evento comporti lo sversamento dell’intero contenuto di un fusto da 40 l di HF
al 40% equivalente a circa 41 kg.
In seguito allo sversamento si forma una pozza che evaporando disperde acido fluoridrico in
atmosfera.
Per il calcolo delle conseguenze, conservativamente, si è considerata una condizione atmosferica
molto stabile (classe F della scala di Pasquill) e velocità del vento pari a 2 m/s.
Top event n. 1
Rilascio di HF
40% per rottura
fusto in fase di
movimentazione
2.
Scenario
Dispersione di
vapori tossici
di acido
fluoridrico in
atmosfera
Frequenza
occ./anno
1x10-4
Distanze di
Conseguenze degli effetti e relative
danno (m)
concentrazioni (mg/m3
Non raggiunta
Elevata letalità LC50 = 802 mg/m3
Lesioni irreversibili IDLH = 25 mg/m3
143 m
Lesioni reversibili LOC = 2,5 mg/m3
320 m
Rilascio di cloro in seguito ad incendio di un bancale di dicloroisocianurato di sodio
Lo scenario è originato da incendio di automezzo (camion) a causa di urto accidentale. Il bancale,
collocato sul pianale del camion e costituito da 12 fusti da 50 kg di dicloroisocianurato sodico al
63%, si incendia a sua volta producendo cloro che si disperde in atmosfera.
Per il calcolo delle conseguenze, è stato fatto riferimento al concetto di “dose” relativamente al
tempo di effettiva esposizione e conservativamente, si è considerata una condizione atmosferica
molto stabile (classe F della scala di Pasquill) con velocità del vento pari a 2 m/s. La dose è stata
calcolata per un tempo di 10 minuti che è il tempo ritenuto conservativamente necessario alla
squadra di emergenza per spegnere l’incendio.
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
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CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
I risultati sono riportati nella tabella seguente.
Evento
Scenario
Incendio di
bancale di
dicloro
isocianurato
di sodio al
63%
Dispersion
e di fumi
tossici di
cloro in
atmosfera
3.
Frequenz
a
occ./anno
6x10-8
occ/anno
Conseguenze degli effetti, concentrazioni
di riferimento [mg/m3] e relative dosi
equivalenti [min(mg/m3)^n]
Elevata letalità LC50 = 1035 mg/m3
Dose equivalente 5,9x109 [min(mg/m3)^n]
Lesioni irreversibili IDLH = 29,5 mg/m3
Dose equivalente 3,3x105 [min(mg/m3)^n]
Lesioni reversibili LOC = 2,95 mg/m3
Dose equivalente 587,7 [min(mg/m3)^n]
Distanze di
danno (m)
Non raggiunta
175 m
724 m
Esplosione non confinata di nitrato d’ammonio in seguito ad incendio di un bancale
Lo scenario è originato da incendio di automezzo (camion) a causa di urto accidentale. Il bancale,
collocato sul pianale del camion e costituito da 24 sacchi di nitrato d’ammonio per un peso
complessivo di 1200 kg, si incendia a sua volta. Il Nitrato d’ammonio si decompone violentemente
determinando un’esplosione non confinata.
Il modello utilizzato per tradurre l’energia totale sviluppata dalla decomposizione del nitrato
d’ammonio in picco di pressione è il metodo del “TNT equivalente”.
I risultati sono riportati nella tabella seguente.
Evento
Incendio di
bancale di
nitrato di
ammonio
Scenario
Frequenza
occ./anno
Decomposizion
e con
conseguente
esplosione non
confinata
1x10-6
occ/anno
Conseguenze degli effetti e relative
sovrapressioni (bar)
Elevata letalità = 0,3 bar
Distanze di
danno (m)
5m
Inizio letalità = 0,14 bar
9m
Lesioni irreversibili = 0,07 bar
15 m
Lesioni reversibili = 0,03 bar
29 m
Le aree di danno rimangono confinate all’interno dello stabilimento.
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
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CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
Compatibilità territoriale
L’emissione di vapori di acido fluoridrico per evaporazione da pozza e di cloro derivante
dall’incendio di un bancale di isocianurato sodico individuano le maggiori conseguenze esterne
allo stabilimento.
Per la determinazione della compatibilità territoriale si è utilizzato il D.M. Lavori Pubblici 9 maggio
2001 e in particolare la tabella 3a “categorie territoriali compatibili con gli stabilimenti” presente
nell’allegato al suddetto D.M. in quanto il Comune ha già predisposto la variante al PSC ed
elaborato il documento RIR.
Secondo tale tabella lo stabilimento è compatibile con le seguenti categorie territoriali:
Probabilità di
accadimento del top
event n. 1
Probabilità di accadimento
tabella 3a allegato DM.LL.PP 9
maggio 2001
1x10-4
Elevata letalità
10-3 - 10-4
Distanze di danno
Probabilità di
accadimento del top
event n. 2
Categorie di effetti/categorie territoriali
Probabilità di accadimento
tabella 3a allegato DM.LL.PP 9
maggio 2001
6x10-8
F
DEF
Non raggiunta
143 m
Categorie di effetti/categorie territoriali
Elevata letalità
<10-6
Distanze di danno
Lesioni irreversibili
Lesioni irreversibili
DEF
BCDEF
Non raggiunta
175 m
I risultati sono riportati rispettivamente nella planimetria Allegato A1 per il rilascio di HF (top event
n.1) e nella planimetria Allegato A2 per il rilascio di Cl2 (top event n.2).
Pianificazione di Emergenza
L’art 6 bis del D.Lgs 334/99 e s.m.i dispone che l’Autorità competente debba predisporre il Piano di
Emergenza Esterna anche per gli stabilimenti soggetti all’art 6 del medesimo decreto.
Per la predisposizione della pianificazione dell’emergenza esterna si fa riferimento alle linee guida
regionali approvate con la delibera della Giunta Regionale 1144/2008, sulla base dei criteri
individuati dal D.P.C.M. 25/02/2005 “Linee Guida per la predisposizione del piano d’emergenza
esterna di cui all’art. 20 comma 4,del D.Lgs 334/99.”
Lo scenario da considerare, in quanto comprende tutti quelli studiati, è la dispersione di cloro in
atmosfera determinata dall’ncendio di un bancale di dicloro isocianuraro di sodio al 63%, le cui
zone di pianificazione sono indicate nella tabella seguente.
Distanza delle zone di pianificazione
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
7
CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
I° zona - zona di sicuro impatto
II° zona - zona di danno
Non presente
III° zona - zona di attenzione
174 m
724 m
Le zone di pianificazione I, II e III si riferiscono ai valori riportati nelle predette Linee Guida:
Zona I:
Zona di sicuro impatto (soglia elevata letalità)
Zona II:
Zona di danno (soglia lesioni irreversibili)
Zona III:
Zona di attenzione
La Zona III (zona di attenzione), definita da soglie di riferimento reperite in letteratura quali LOC,
TLV-TWA, ecc., è caratterizzata da danni generalmente non gravi anche per soggetti
particolarmente vulnerabili.
I risultati sono riportati nella planimetria Allegato B.
NOTA
Secondo il punto 2 dell’allegato al DM.LL.PP. 9 maggio 2001 – pianificazione territoriale - gli
strumenti di pianificazione territoriale recepiscono le indicazioni derivanti dai piani di emergenza
esterna pertanto la terza zona di pianificazione dell’emergenza esterna (zona di attenzione pari a
2397 m) potrà determinare dei vincoli territoriali relativamente a soggetti particolarmente vulnerabili
della popolazione.
D. Informazioni sul Sistema di Gestione della Sicurezza
Le informazioni relative al Sistema di Gestione della sicurezza risultano sufficientemente
esaustive. Tali informazioni saranno verificate in sede di Verifica Ispettiva sull’SGS attualmente in
corso.
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
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CVR – Comitato Tecnico Valutazione Rischi
A conclusione dell’analisi e della valutazione della scheda tecnica, constatato che
le informazioni fornite sono complete ed adeguate ai punti analizzati, si ritiene
necessario che il Gestore provveda a:
1. garantire l’attuazione del Sistema di Gestione della Sicurezza secondo quanto disposto dal
Decreto del Ministero dell’Ambiente 9 agosto 2000;
2. garantire quanto disposto dal Decreto del Ministero dell’Ambiente 16 marzo 1998;
3. garantire costantemente l’efficienza dei dispositivi di protezione antincendio attraverso un
opportuno programma di manutenzione;
4. garantire che l’alimentazione elettrica dei sistemi di sicurezza nonché l’illuminazione di
emergenza all’interno della zona pericolosa sia assicurata anche in mancanza di energia di
rete;
5. mantenere in perfetta efficienza tutte le misure atte a contenere eventuali dispersioni
accidentali di sostanze pericolose come indicato nella scheda tecnica presentata
all’autorità competente: pavimentazione impermeabilizzata dotata di cordolo rialzato
impermeabilizzato di altezza pari a 20 cm, pozzetti impermeabilizzati, valvola di
intercettazione a monte dell’allacciamento della rete fognaria ecc.
6. predisporre le procedure gestionali ed operative in grado di pianificare i trasporti di
emergenza per lo svuotamento del pozzetto esterno di raccolta delle acque inquinate ed il
conferimento di tali acque in idonei stoccaggi, nel caso si evidenzi l’insufficienza della
stesso a contenere la probabile quantità di liquidi inquinati in arrivo (ad es. in caso di
spegnimento di un eventuale incendio);
7. trattare le acque inquinate, sia quelle raccolte nel pozzetto esterno a tenuta sia quelle
trattenute nel piazzale dello stabilimento, come rifiuti pericolosi, attenendosi a quanto
disposto dal Decreto Legislativo n° 152 del 3 aprile 2006 (parte quarta: norme in materia di
gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati) e successive integrazioni e modificazioni;
8. essere in regola con la vigente normativa di prevenzione incendi ivi compreso il parere di
conformità ai sensi del DPR 37/98;
Tutto ciò premesso, si ribadisce che l’attività esercitata nello stabilimento deve essere comunque
in regola con la vigente normativa di sicurezza ed igiene del lavoro, di prevenzione incendi e di
tutela della salute e dell’ambiente.
Brenntag S.p.A. – Quarto Inferiore – Granarolo (BO)
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RIR - Comune di Granarolo dell`Emilia