Workshop "La Rete Ecologica della Regione Lombardia" Presentazione del documento "Rete ecologica regionale e programmazione territoriale degli enti locali" Sergio Malcevschi, Università degli studi di Pavia [email protected] Milano 24 Febbraio 2009 Sala Riunioni della Regione Lombardia, Via Pola 12 http://www.infopoint.it/burlnew/home/home.aspx http://www.ambiente.regione.lombar dia.it/webqa/homepage.php 1. La Rete Ecologica Regionale (RER) > Tematiche > Rete Ecologica Regionale > Rete Ecologica Regionale e prog territoriale enti locali.pdf 2. La Rete Ecologica Regionale primaria 3. Reti ecologiche e sistema complessivo di riferimento Contenuti generali della RER 4. Le reti ecologiche provinciali (REP) 5. Le Reti ecologiche comunali (REC) Indicazioni per Province e Comuni 6. Reti ecologiche e governo del settore agro-forestale Il rapporto con le politiche settoriali 7. Reti ecologiche e governo della fauna 8. Reti ecologiche e governo delle acque 9. Reti ecologiche ad altri settori di governo 10. Criteri specifici ecologiche per la realizzazione delle reti 11. Rete Ecologica Regionale e strumenti di valutazione ambientale Indicazioni tecniche L’IMPOSTAZIONE GENERALE AMBIENTE PAESAGGIO Rete Natura 2000 ECOSISTEMA Ambiti paesaggistici Rete ecologica polivalente Sistema degli elementi identitari Sistema delle Aree Protette ECONOMIA Sistema dei percorsi di fruizione Sistema rurale SOCIETA' Sistema insediativo Sistema infrastrutturale TERRITORIO (Punto 1.4) la RER si pone la triplice finalità di: tutela; ovvero salvaguardia delle rilevanze esistenti, per quanto riguarda biodiversità e funzionalità ecosistemiche, ancora presenti sul territorio lombardo; valorizzazione; ovvero consolidamento delle rilevanze esistenti, aumentandone la capacità di servizio ecosistemico al territorio e la fruibilità da parte delle popolazioni umane senza che sia intaccato il livello della risorsa; ricostruzione; ovvero incremento attivo del patrimonio di naturalità e di biodiversità esistente, attraverso nuovi interventi di rinaturazione polivalente in grado di aumentarne le capacità di servizio per uno sviluppo sostenibile; potranno essere rafforzati i punti di debolezza dell’ecosistema attuale in modo da offrire maggiori prospettive per un suo riequilibrio. I MODELLI DI RETE ECOLOGICA (punto 1.3) A B 4c 2b 1b 3 4b 4a 1a 2a Elementi della rete Rete per la biodiversita’ 5b 6b C 5a Rete per la fruizione antropica D 6a Rete polivalente RER lombarda La RER si propone come rete ecologica polivalente, unendo quindi funzioni di tutela della biodiversità con l’obiettivo di rendere servizi ecosistemici al territorio. I SERVIZI ECOSISTEMICI (punto 1.3) Servizi ecosistemici di interesse per la realtà lombarda sono i seguenti: * stock di carbonio, e ruolo della riduzione dei gas-serra; * biomasse come fonte di energia rinnovabile, all’interno di una ripartizione equilibrata dei prodotti degli agroecosistemi (alimentari, energia, valori ecopaesistici); * ecosistemi filtro (autodepurazione, fitodepurazione) lungo i flussi di acque inquinate; * concorrenza alla difesa del suolo attraverso su versanti potenzialmente soggetti a rischi idrogeologici; * contributo al paesaggio con nuclei ed elementi vegetali concorrenti ad assetti formali percepibili come positivi sul piano culturale o genericamente estetico; * miglioramento dei flussi di aria inquinata in ambito urbano o periurbano, quali quelli derivanti da strade trafficate o da sorgenti produttive, in modo da svolgere funzione di filtro sul particolato trasportato; * opportunità specifiche di recupero di ambienti a vario titolo degradati (attività estrattive, cantieri, smaltimento rifiuti, bonifica di suoli contaminati, controllo di specie aliene e comunque indesiderate ecc.); * tamponamento del microclima negli insediamenti abitati. I riferimenti NUOVA STRATEGIA DELL'UE IN MATERIA DI SVILUPPO SOSTENIBILE - Consiglio d’Europa, Doc.10917/06 SFIDE PRINCIPALI OBIETTIVI GENERALI e Limitare i cambiamenti climatici, i loro costi e le ripercussioni negative per la società e l'ambiente Garantire che i nostri sistemi di trasporto corrispondano ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, minimizzandone contemporaneamente le ripercussioni negative sull'economia, la società e l'ambiente Produzione Promuovere modelli di consumo e di produzione sostenibili Cambiamenti climatici energia pulita Trasporti sostenibili Consumo e sostenibili Conservazione e gestione delle Migliorare la gestione ed evitare il sovrasfruttamento delle risorse naturali riconoscendo il valore dei servizi ecosistemici risorse naturali Promuovere la salute pubblica a pari condizioni per tutti e Salute pubblica migliorare la protezione contro le minacce sanitarie Inclusione sociale, demografia e Creare una società socialmente inclusiva tenendo conto della solidarietà tra le generazioni e nell'ambito delle stesse nonché migrazione garantire e migliorare la qualità della vita dei cittadini quale presupposto per un benessere duraturo delle persone Povertà mondiale e sfide dello Promuovere attivamente lo sviluppo sostenibile a livello mondiale e assicurare che le politiche interne ed esterne sviluppo dell'Unione siano coerenti con lo sviluppo sostenibile a livello globale e i suoi impegni internazionali LE ARTICOLAZIONI SPAZIALI (punto 2.) E’ previsto che la RER lombarda si articoli nei seguenti livelli spaziali: 1) un livello regionale primario comprendente: uno Schema Direttore regionale, in scala 1:250.000, inserito dal P.T.R. tra le infrastrutture prioritarie della Regione Lombardia,; una carta degli elementi rilevanti regionali in scala 1:25.000, come strumento di riferimento immediatamente utilizzabile perla pianificazione provinciale e locale; precisazioni ed adeguamenti che emergeranno successivamente in sede di P.T.R.A (Piani Territoriali Regionali d’Area) o di altri strumenti programmatici regionali; 2) un livello provinciale, comprendente le Reti Ecologiche Provinciali (REP), che si pongono come indirizzo e coordinamento delle reti ecologiche di livello locale ; 3) un livello locale comprendente: le Reti Ecologiche Comunali (REC), o definite in sede di Piani di Governo del Territorio/Piani Regolatori Generali; le reti ecologiche definite da Parchi; le reti ecologiche prodotte dal coordinamento di soggetti amministrativi vari mediante accordi di programma (es. Contratti di fiume ecc.); le reti ecologiche promosse a vario titolo e da vari soggetti con obiettivi funzionali particolari (es. reti specie-specifiche su aree definite). LO SCHEMA DIRETTORE DELLA RER (punto 2.2) IL LIVELLO REGIONALE – La carta della rete primaria (punto 2.3) ELEMENTI Elementi di primo livello Rete Natura 2000 (SIC e Scala Definizione e ruolo previsto rispetto alla pianificazione territoriale 1:10.000 Elementi areali della Rete europea Natura 2000, interconnessi funzionalmente attraverso la RER. Concorre allo Schema Direttore RER Infrastruttura prioritaria regionale. Trattata attraverso politiche specifiche con necessità di prevederne la coerenza globale. Zone di preservazione e salvaguardia ambientale e trattate attraverso politiche specifiche regionali e nazionali. ZPS) Aree protette (Parchi naturali, 1:10.000 ecc..) 1:25.000 Perimetrate in forma preliminare dallo Schema Direttore (SD-RER) e precedentemente individuate ed approvate con D.d.g. 3 aprile 2007 – n. 3376. Costituiscono ambiti su cui prevedere: condizionamenti alle trasformazioni attraverso norme paesistiche o specifiche; consolidamento-ricostruzione degli elementi di naturalità. < 1:25.000 Individuati in forma preliminare dallo SD-RER. Parzialmente desunti dalla Reti ecologiche provinciali esistenti. Costituiscono ambiti su cui prevedere: condizionamenti alle trasformazioni attraverso norme paesistiche o specifiche; consolidamento-ricostruzione degli elementi di naturalità. N.B. Per i corridoi primari sono state distinte le seguenti situazioni differenti: Corridoi fluviali* Corridoi fluviali ad elevata antropizzazione* Corridoi terrestri Corridoi terresti ad elevata antropizzazione *Da non confondere con i corridoi fluviali previsti dall’AQST ai sensi della l.r. 2/03 e l.r. 26/03 Gangli primari 1:25.000 Varchi 1:25.000 Individuati in forma preliminare dallo SD-RER. Parzialmente desunti dalla Reti ecologiche provinciali esistenti. Da considerare nodi prioritari per il sistema di connettività ecologica regionale. Costituiscono ambiti su cui prevedere, eventualmente attraverso piani di area: azioni preferenziali di consolidamento-ricostruzione degli elementi di naturalità; limitazioni o indicazioni prestazionali per azioni in grado di costituire sorgente di criticità. Costituiscono ambiti su cui prevedere: azioni preferenziali di consolidamento-ricostruzione dei suoli non trasfornati; limitazioni o indicazioni prestazionali per azioni in grado di costituire sorgente di criticità. Sono distinte le seguenti tipologie: Varchi da de frammentare Varchi da mantenere Varchi da mantenere e de frammentare Aree prioritarie per la biodiversità in pianura e Oltrepò’ (AP) Corridoi primari Buffer di 500m a lato di linee primarie di connettività Elementi livello di secondo 1:25.000 Costituiscono ambiti complementari di permeabilità ecologica in ambito planiziale in appoggio alle Aree prioritarie per la biodiversità, forniti come orientamento per le pianificazioni di livello sub-regionale. IL LIVELLO REGIONALE – Il rapporto con la rete verde paesistica (punto 3.1) IL LIVELLO REGIONALE – I condizionamenti e le opportunita’ (punto 2.5) Piano Territoriale Regionale d’Area Navigli Lombardi VAS – Conferenza di valutazione preliminare. Milano 3 ottobre 2008 Aree prioritarie per la biodiversità Fonte: Documento prodotto da DG Ambiente 2007 Piano Territoriale Regionale d’Area Navigli Lombardi VAS – Conferenza di valutazione preliminare. Milano 3 ottobre 2008 Sistema dei Navigli e unita’ di paesaggio e PAESAGGI a) delle valli diluviali e dell’alta Pianura asciutta b) della pianura cerealicola a a b b c c) delle colture foraggere b d d) delle fasce fluviali e) delle valli fluviali e scavate Fonte: PTPR c d d Piano Territoriale Regionale d’Area Navigli Lombardi VAS – Conferenza di valutazione preliminare. Milano 3 ottobre 2008 Ambiti di particolare interesse paesaggistico (PTPR) Fonte: PTPR. Basi informative VAS PTRA NAVIGLI – Conferenza di Valutazione 3 ottobre 2008 Sistema dei Navigli e Aree protette regionali Parco Nord Milano Parco dell’Adda nord Parco lombardo della Valle del Ticino Parco dell’Adda sud Parco Agricolo sud Milano Piano Territoriale Regionale d’Area Navigli Lombardi VAS – Conferenza di valutazione preliminare. Milano 3 ottobre 2008 Scenario di medio periodo per la rete ecologica regionale Fonte: Stato di avanzamento del lavori presentato agli stakeholders derivato dallo schema direttore del PTR. DG Ambiente ELABORATI DELLA REP (Rete Ecologica Provinciale) VOCI DI LEGENDA CONSIGLIATE Unità ambientali rilevanti Unità naturali terrestri Boschi Praterie e cespuglieti Rocce e calanchi Siepi e filari Verde urbano e sportivo Alberi monumentali Unità ambientali acquatiche Fiumi e canali rilevanti Corsi d'acqua minori Laghi Fontaniili Zone umide Ecomosaici Segnalazioni di importanza per la biodiversità Aree prioritarie per la biodiversità (R*) Ambiti di specificità biogeografica Segnalazioni naturalistiche di varia provenienza esterne alle aree tutelate Elementi della Rete Natura 2000 (R*) SIC ZPS Aree tutelate Parchi nazionali (R*) Riserve naturali integrali o orientate (R*) Parchi regionali (R*) Parchi locali di interesse sovracomunale (PLIS) (R*) Oasi di protezione faunistica Altre aree di conservazione/riequilibrio previste da norme o azioni Parchi locali Aree destinate a verde dagli strumenti urbanistici locali Altre aree tutelate a diverso titolo Ambiti strutturali della rete Matrici naturali interconnesse Ecomosaici di appoggio per la struttura fondamentale della rete ecologica Altri ecomosaici di completamento Schema Direttore 1:100.000 Carta della REP 1:25.000 P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR L.SIR P.SIR S.SIR P.SIR L.SIR P.SIR P.SIR P.SIR P L-P(SIR) L.SIR P.SIR S.SIR P.SIR P Ar P Ar P S S/P P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR (P) S/P P.SIR P.SIR P.SIR P.SIR (P) S/P (P) (P) (P) P P (P) Fasce di transizione tra ecomosaici Nodi della rete Capisaldi entro matrici di naturalità diffusa (core areas) (R*) S/P Gangli primari di livello regionale in ambiti antropizzati (R*) Ar Gangli primari di livello provinciale in ambiti antropizzati P IL LIVELLO PROVINCIALE (punto 4.) (R*) : Elementi obbligatori di specificazione della RER SIR S L P Ar Ap (..) Informazione derivata dal Sistema Informativo Regionale P Informazione GIS di tipo puntuale/simbolico P Informazione GIS di tipo lineare P Informazione GIS di tipo poligonale P Informazione assunta dalla rete regionale P Informazione assunta dalla/e rete/i provinciale/i Ar P Informazioni utili ma non prioritarie IL LIVELLO COMUNALE (punto 5.) IL LIVELLO COMUNALE (punto 5.) IL RAPPORTO CON LE POLITICHE DI SETTORE INDICAZIONI TECNICHE (punto 10.1.) UNITA’ AMBIENTALI E RUOLI POSIZIONALI Unità ambientali esistenti Ruoli posizionali Area protetta con unita’ naturali interne Corridoio primario terrestre della RER Sistema di unita’ naturali lineari Area naturale terrestre esistente non protetta Area di interesse prioritario per la biodiversita’ Nuove unita’ naturali Corridoio primario fluviale della RER Sistema di acqua corrente Elemento naturale lineare isolato Corridoio secondario di interesse locale (punto 10.1.) ASSETTO TERRITORIALE E FUNZIONALITA’ ECOSISTEMICA Unita’ naturali extraurbane inserite in un’area tutelata Coltivazioni entro aree tutelate Area tutelata Coltivazioni entro elementi rilevanti della RER Unita’ naturali di connessione Infrastrutture Unita’ naturali extraurbane inserite nella RER Unita’ naturali periurbane o urbane Coltivazioni in ambito periurbano o urbano Coltivazioni di altra collocazione Unita’ naturali extraurbane isolate Aree residenziali o a servizi Aree produttive (punto 10.1.) CRITICITA’ DI TRASFORMAZIONE E OPPORTUNITA’ DI RIEQUILIBRIO Rinaturazioni entro aree tutelate Aree connettive rilevanti Unita’ naturali in aree tutelate o1 Varchi a rischio della RER primaria Altre parcelle notevoli in aree tutelate k1 k2 Rinaturazioni polivalenti periurbane k7 o4 o2a k4 k8 Rinaturazioni polivalenti urbane o5 o2 Rinaturazioni entro elementi primari della RER k3 Aree in elementi primari della RER Aree sensibili allo sprawl lineare Varchi a rischio locali k6 o3a Rinaturazioni in corridoi ecologici locali o3 k5 Altre unita’ naturali utilizzabili per le reti locali (punto 10.2.) TIPOLOGIE STRUTTURALI PER CORRIDOI ECOLOGICI C1 C2 C3 Luglio 2008 C4 (punto 10.2.) ASSETTI DEGLI AGROSISTEMI PRODUZIONI AGROINDUSTRIALI ORDINARIE A COLTIVAZIONI BIOLOGICHE B PRESSIONI GENERATE (nitrati, biocidi, prelievi idrici, consumo di humus ecc.) Agricoltura industrializzata tradizionale Agricoltura biologica tradizionale ESTERNALITA’ NEGATIVE o1 o1 FASCE PARA-NATURALI DI PROTEZIONE (o1: protezione interna; o2: protezione dei ricettori esterni) D C o2 Agricoltura industrializzata con fasce polivalenti di protezione PRESSIONI SUBITE (inquinanti da traffico, scarsita’ idriche, carico microbico nelle acque irrigue ecc.) o2 Agricoltura biologica con fasce polivalenti di protezione ASSETTI DEL SISTEMA RURALE CRITERI DI VALUTAZIONE Consumi energetici Idroesigenza Uso di sostanze a rischio Vulnerabilita' agli impatti esterni Produzione diretta di impatti Tutela della biodiversita' Protezione del suolo Ruolo paesaggistico Ruolo nelle reti ecologiche Produzione economica diretta Qualita' intrinseca dei prodotti Giustificazione per fondi integrativi Ruolo complessivo per il territorio A B C D (punto 10.3.) CORSI D’ACQUA E PERTINENZE. Modello tradizionale Prelievi a fini irrigui di acque sotterranee p1 k3 Scarichi diffusi con fertilizzanti e biocidi p2 k2 Prelievi a fini irrigui di acque superficiali Aree agricole p2 Insediamenti k1 Aree naturali residuali Scarichi solo parzialmente depurati Corso d’acqua contaminato (punto 10.3.) CORSI D’ACQUA E PERTINENZE. Modello multifunzionale Nuove fasce riparie EP6 Fasce buffer arboreo-arbustive EP4 R Riuso delle acque depurate /Risparmio delle acque prelevate Riqualificazione del corso d’acqua e delle sponde (R) EP3 p3 EP5 Ecosistemi filtro di finissaggio Ecosistemi volano di laminazione e pre-depurazione Aumento polivalente della capacita’ di laminazione delle piene Aumento derivato della capacita’ di autodepurazione del corso d’acqua EP1 EP2 Potenziamento delle fasce riparie esistenti Giugno 2008 (punto 10.4.) VIABILITA’ E FASCE LATERALI Ricostruzioni ambientali specifiche L3b R L3a Sottopassi faunistici Opere specifiche di de-frammentazione nei punti di conflitto Corridoio ecologico primario Corridoio ecologico secondario Compensazioni con azioni di rinaturazione D4 D1 L2 L1 Qualificazione ecologica delle fasce laterali Manutenzione polivalente delle fasce laterali esistenti Sfruttamento delle manutenzioni straordinarie D5 L4b Strade extraurbane diffuse Svincolo Progettazione polivalente dei cavalcavia D3 D2 L4a Progettazione polivalente dei ponti Autostrada Qualificazione delle aree intercluse STUDIO INTERDISCIPLINARE SUI RAPPORTI TRA PROTEZIONE DELLA NATURA E INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO Regione Lombardia – Qualita’ dell’ambiente (2005) Parco del Ticino – Parco del Serio – Parco Adda Nord Parte Prima: Proposte di integrazione e modifiche ai programmi ed alle normative di settore Parte Seconda: Criteri ed indirizzi tecnico-progettuali per il miglioramento dei rapporti tra infrastutture stradali e ambiente naturale ALLEGATO 12 : Bilanciamento dei danni residuali alle unità ambientali AD x VNDm x FRT x FC x D ABNmin = --------------------------------------------VNN – VNI Dove: ABNmin : dimensione minima della superficie da destinare alle misure di bilanciamento dei danni AD : superficie dell'unita’ ambientale danneggiata VND : valore unitario naturale dell'unita' ambientale danneggiata FRT : fattore di ripristinabilità temporale FC : fattore di completezza D: intensità (percentuale) di danno VNN : valore naturale della nuova categoria ambientale da realizzare VNI : valore naturale iniziale dell'area usata per il recupero (punto 10.5.) STABILIMENTO TRADIZIONALE Flussi di persone STABILIMENTO ECOSOSTENIBILE Flussi di mezzi e merci Verde ornamentale Servizi Energia Strade e piazzali Stabilimenti produttivi Muri e tetti ecoefficienti Acque usate Impianti tecnologici Acque meteoriche STABILIMENTO TRADIZIONALE Verde polivalente (a parita’ di produzione e di flussi di mezzi e merci) STABILIMENTO ECOSOSTENIBILE Maggiori consumi energetici Minori consumi energetici Maggiori usi e scarichi idrici Minori scarichi idrici Maggior uso di materiali di costruzione Minor uso di materiali di costruzione Microclima meno tamponato Microclima piu’ tamponato Minor biodiversità Maggior biodiversità GLI STRUMENTI TECNICO-AMMINISTRATIVI DI VALUTAZIONE Direttiva 2000/60/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque. Norme italiane in materia di acque, difesa del suolo, biodiversita’, governo del territorio DAN VIC Direttiva CEE 92/43 del Consiglio, 21 maggio 1992 Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. Direttiva 2004/35/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, 21 aprile 2004 sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e e riparazione del danno ambientale VAS Direttiva CE n.42/2001 del Consiglio, 27 giugno 2001. Concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente Direttiva CE n.11/1997 del Consiglio, 3 marzo 1997, che modifica la Direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. VIA (punto 11.1.) RETI ECOLOGICHE E VALUTAZIONE AMBIENTALE DEI PIANI Aree Protette QUADRO CONOSCITIVO Biodiversita’ ed habitat SIC&ZPS Unita’ di paesaggio Unita’ ecosistemiche ed ecomosaici Sensibilita’ naturalistiche ed ecosistemiche DOCUMENTO STRATEGICO DI PIANO VAS (fasi intermedie) VIC (fasi intermedie) PIANO TERRITORIALE VAS (conclusioni) VIC (conclusioni) Beni, tutele, vincoli paesaggistici Sensibilita’ paesistiche Scenario ecosistemico di medio periodo RETE ECOLOGICA (Rete Natura 2000, Servizi ecosistemici, elementi funzionali) Quadro paesaggistico condiviso (Ambiti paesistici con ruolo territoriale) RETE VERDE (aree “verdi” e percorsi con valenza paesistica) Progetto integrato delle infrastrutture ecopaesistiche Dipartimento di Ecologia del Territorio Universita’ di Pavia (DET) / Fondazione Lombardia per l’Ambiente / Regione Lombardia La Rete Ecologica della Regione Lombardia (RER) Documento di Indirizzi a Province e Comuni per le Reti Ecologiche CASI DI BUONE PRATICHE IN LOMBARDIA DG Qualità dell'Ambiente - Struttura Valorizzazione aree protette e difesa biodiversità Vers. in progress - febbraio 2008 Esempi di buone pratiche per le reti ecologiche (PREMESSA) .................................................................................... 2 SETTORE: RICOSTRUZIONI AMBIENTALI SPECIFICHE ......................................................................................... 3 SETTORE: AGRICOLTURA ............................................................................................................................................... 3 SETTORE: FORESTE......................................................................................................................................................... 4 SETTORE: GOVERNO DELLA FAUNA........................................................................................................................... 4 SETTORE: VERDE URBANO E PERIURBANO............................................................................................................. 4 SETTORE: ASSETTO IDROGEOLOGICO ...................................................................................................................... 5 SETTORE: TUTELA DELLE ACQUE E DELL’AMBIENTE ACQUATICO................................................................ 5 SETTORE: ATTIVITA’ ESTRATTIVE............................................................................................................................... 6 SETTORE: INFRASTRUTTURE STRADALI/FERROVIARIE...................................................................................... 6 SETTORE: RIFIUTI E BONIFICHE .................................................................................................................................... 7 SETTORE: STABILIMENTI (IMPIANTI INDUSTRIALI E TECNOLOGICI, CENTRI COMMERCIALI ecc.) ........ 7 SETTORE: ATTIVITA’ DEL TEMPO LIBERO ................................................................................................................ 7 SETTORE: CANTIERI .......................................................................................................................................................... 8 SETTORE: PIANIFICAZIONE DI AREA VASTA ........................................................................................................... 8 SETTORE: PIANIFICAZIONE LOCALE .......................................................................................................................... 8 SETTORE: PROCEDURE VALUTATIVE ........................................................................................................................ 9 SETTORE: ECOGESTIONE E PERCORSI DI CERTIFICAZIONE ............................................................................. 9 SETTORE: EDUCAZIONE AMBIENTALE ...................................................................................................................... 9 SETTORE:............................................................................................................................................................................ 10 NOTE:.................................................................................................................................................................................... 10 Giugno 2008