Associazione Culturale “Il Centro Storico” periodico bimestrale gratuito - Anno I n. 1 Bando di concorso Lo spazio della memoria San Felice Circeo San Felice Circeo, agosto 2003 editoriale Un giornale al servizio dei cittadini Una buona notizia. Da oggi San Felice Circeo ha un nuovo giornale un fatto positivo, se è vero, come riteniamo, che la pluralità dell’informazione è il sale della democrazia. con “Centro storico” ci poniamo l’obiettivo, a livello locale, di offrire una nuova voce a chi ha qualcosa da dire, di porgere spunti di riflessione sui temi più disparati che riguardano .................(pag. 12) Sommario Editoriale .................1-12 Anna Magnani...........1-2 La gestione dei rifiuti urbani...............1-4 Il Centro Storico.........1-3 Raddoppio del porto ....................1-6 Le guardiane del promontorio...............4-5 Squarci di vita paesana.........................5 Lo racconto al giornale.........................5 La Biscotta ....................6 Perché l’Associazione Culturale? .....................7 I giovedì letterari...........7 Delibere A. C. S. Felice Circeo............................7 La mostra permanente ...............8-9 Caro Sindaco ci sei? ................................9-10 Chi ci ha rubato il mare? 11 Oroscopo.....................11 Numeri utili.................11 Bando di concorso ......12 Ambiente - RIFIUTI La gestione dei rifiuti urbani: recenti indirizzi, vecchie abitudini a San Felice Circeo. A San Felice Circeo la qualità del servizio di raccolta rifiuti è scadente ed esistono situazioni di sofferenza nel periodo estivo che sfiorano l’emergenza. La raccolta differenziata è pressoché inesistente e le attrezzature sono scarse. Gli impianti attuali sono al limite e sono frequenti gli episodi di illegalità legati a conferimenti impropri e a discariche abusive. A fronte di tale quadro di riferimento, generale e locale, i cittadini e molti operatori commerciali stanno acquisendo maggiore ..........................................(pag. 4) Un mare di ricordi (p. 12) Anna Magnani, un mito indimenticabile Per la serie “vuoti di memoria” I grandi personaggi legati a San Felice Circeo L’associazione Culturale “Il Centro Storico” in occasione dei trenta anni della morte di Anna Magnani vuole ricordare la grande artista attraverso un semplice e simpatico episodio della sua vita a San Felice Circeo con il Figlio Luca, che cortesemente ce lo ha raccontato. Peccato che l’Amministrazione comunale, che avrebbe potuto, e forse dovuto, come molti si aspettavano, organizzare per Anna Magnani un ricordo degno della grande attrice che ha legato il suo nome a quello di San Felice Circeo. Per esempio, sarebbe stato facile organizzare per l’estate 2003 una selezionata rassegna cinematografica, una mostra fotografica, un premio per giovani registi, ecc. Evidentemente Anna Magnani e la cultura che rappresenta non fa parte dei cromosomi di questa amministrazione: anche il 25° anniversario della sua scomparsa è stato completamente ignorato. Anna Magnani è cittadina onoraria di San Felice Circeo dal 1956, con la motivazione di appartenenza “alla esigua ma illustre schiera dei pionieri del Circeo”. Altri tempi, altre sensibilità..................(pag.2) Dieci milioni di euro per il Centro storico Sindaco, perché non li chiediamo? Raddoppio del porto Fino a 10 milioni di Euro di finanziamenti pubblici per la ristrutturazione del Centro storico. E’ la cifra che il Comune di San Felice Circeo potrebbe ottenere in relazione alle risorse disponibili, se presenta un programma di riqualificazione del Centro Storico che venga valutato positivamente dalle autorità competenti. San Felice Circeo, come tutte le amministrazioni comunali, può accedere al Fondo europeo per le progettazioni che mette a disposizione le risorse necessarie per affrontare la redazione di strumenti urbanistici. Ma, allo stesso tempo, è bene ricordare che proprio in questo periodo sta per diventare operativo il bando relativo ai “Contratti di Quartiere II” emanato dal ........................................(pag. 3) Continua il braccio di ferro Il progetto di “raddoppio” del porto di San Felice Circeo è per il momento bloccato. Ma, dopo quattro anni di polemiche, di denunce e di sentenze giudiziarie, continua il braccio di ferro tra chi vede la realizzazione dell’opera come un’occasione impedibile per dare sviluppo e lavoro alla popolazioni locali e chi invece la considera inutile e dannosa per l’ambiente. Ma vediamo le tappe principali. A presentare il progetto preliminare era stata, nel maggio del 1999, la società Penta di Frosinone, che aveva inviato la richiesta al Ministero dei Trasporti e alla Capitaneria di Porto di Gaeta per l’ampliamento del porto in un’area demaniale marittima di circa 56.650 mq, con un incremento di oltre 200 posti barca, rispetto ai 250 già esistenti. L’Amministrazione comunale aveva espresso ...............................(pag. 6) bimestale gratuito d’informazione (da pag. 1) di Luca Magnani Uno dei tanti ricordi che ho del Circeo insieme a mia madre risale ai primi anni in cui fu costruita la nostra casa, intorno al 1950/51. Allora il Circeo, nonostante fosse vicino a Roma era molto isolato e con un grande fascino. C’era una natura arida e selvaggia (nascevano solo piante, spontanee), un sole violentissimo, il canto delle cicale continuo e assordante almeno fin quando non ci si abituava, un’aria piena di odori acri e forti. Nella zona di Quarto Caldo dove è stata costruita la casa non c’era proprio nulla, non c’era acqua, non c’era luce; la strada per arrivarci era una specie di mulattiera da percorrere con grande attenzione, rischiando in qualsiasi momento di rompere la coppa dell’olio della macchina. Era faticoso viverci, perché per procurarsi qualsiasi cosa, dall’acqua alla spesa alimentare, con non pochi problemi si doveva raggiungere il Paese. Per fortuna c’era Luigi, il figlio di compare Costantino, il guardiano della villa accanto, che aveva una Jeep lasciata dagli americani alla fine della guerra, la quale divenne il mezzo di collegamento tra noi e il Paese, Paese che, dopo il lungo soggiorno che vi facevo da bambino, alla fine mi sembrava una grande città. Bisognava molto amarlo il Circeo per costruirci casa, mia madre l’ha costruita. Proprio a quegli anni risale ciò che sto per raccontare. Era il 29 luglio, mi ricordo la data perché ricorreva la festa di S. Felice martire molto sentita all’epoca dai Sanfeliciani; era una festa tutta loro e non per i villeggianti anche perché non ce n’erano. Si svolgeva in piazza e il momento dal film Bellissima più importante della festa era l’albero della cuccagna, un palo altissimo, più alto delle case circostanti, completamente ricoperto di sapone, su cui ci si doveva arrampicare per raggiungere e conquistare i premi appesi in cima. All’epoca avevamo un guardiano, Francesco Coccia, di circa sessanta anni. Aveva iniziato a lavorare da noi prima che la casa fosse finita, tanto che per un certo periodo aveva dormito sotto le stelle. Quel 29 luglio partimmo tutti per la festa: mia madre, una mia zia, io, Francesco e non ricordo chi ancora, ma eravamo diverse persone. Francesco, che per le grandi occasioni si tirava a lucido come un damerino, si sentiva particolarmente felice ed orgoglioso per il fatto di uscire con “la mia signora” (così chiamava mia madre quando ne parlava con altre persone). Aveva con sé un sacchetto, che non si addiceva molto all’abito elegante che indossava, ma nessuno ci fece caso più di tanto. Andammo alla festa con la macchina di mia madre: una Buick decappottabile elettricamente, color bordeaux, cambio automatico, volante e pomelli vari in bachelite bianca, sedili di pelle (più che sedili erano divani), gomme con la fascia bianca, targata N.Y.. In quella circostanza la Buick divenne la seconda attrazione della festa dopo l’albero della cuccagna. Tra i vari premi che pendevano dall’albero della cuccagna, tutti premi commestibili, come salami e formaggi, si notava una mortadella grande quanto un bambino, donata da mia madre. Al momento della conta per stabilire l’ordine dei candidati alla scalata dell’albero, vediamo apparire Francesco, che era sparito da un po’ di tempo, con indosso una vecchia tuta da meccanico, il famoso sac- 2 c h e t t o sospetto, le numerose t a s c h e rigonfie di non si sa che cosa. Noi riman e m m o tutti di stucco; mia m a d r e cominciò a dire “il mio vecchio è matto, il mio vecchio Anna Magnani, Alberto Sordi, Totò è matto”. La piazza iniziò a rumoreggiare un po’ per incredulità e un po’ per affetto, perché Francesco era molto amato in paese. Gli altri concorrenti erano tutti ragazzotti assai più giovani di lui. A Francesco toccò salire per terzo o quarto, gli altri prima di lui non erano riusciti che a salire pochi metri. All’inizio della scalata di Francesco tutta la piazza cominciò a strillare, noi dal nostro palco, la Buich, facevamo un tifo da stadio, ma nello stesso tempo non ci facevamo illusioni sull’esito finale: sarebbe scivolato come tutti gli altri concorrenti! E invece il nostro Vecchio tirò fuori il suo asso nella manica, le tasche della tuta. Cosa c’era nelle tasche? Tutte le tasche, ed erano parecchie, erano stracolme di cenere: ogni mezzo metro di salita Francesco si fermava e si cospargeva le braccia, il petto e gli stinchi con grandi quantità di cenere. Arrivò così in cima mentre la piazza strepitava entusiasta per la prodezza dell’amato concittadino, che come unico premio prese la mortadella della “mia signora”. Per noi fu quasi una sciagura, questa mortadella non finiva mai e nelle stesso tempo non ce ne potevamo disfare, perché Francesco era molto orgoglioso del suo trofeo. Quando poi negli anni successivi durante le sere d’inverno mi mettevo con Francesco a ricordare i tanti episodi della sua lunga vita a casa nostra, tornavamo spesso a parlare di quell’albero della cuccagna, rilevando soprattutto il fatto che Francesco con i suoi sessant’anni aveva battuto persone molto più giovani. Questa considerazione veniva sottolineata da Francesco che si rivolgeva a me con un’espressione tipica sanfeliciana dai vari significati: nesié?! 3 (da pag. 1) Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti . Richiamandosi alla precedente esperienza dei Contratti di Quartiere del 1998, anche in questo caso l’attenzione del Ministero è rivolta agli ambiti urbani caratterizzati da un “diffuso degrado delle costruzioni e dell’ambiente urbano e da carenze di servizi in un contesto di scarsa coesione sociale e di marcato disagio abitativo”; a tal fine promuove la predisposizione e presentazione, da parte delle amministrazioni comunali, di programmi di riqualificazione urbana caratterizzati da una sostanziale componente innovativa e sperimentale. Ma che tipo di recupero è auspicabile per il Centro storico di San Felice Circeo? La domanda è necessaria. A San Felice Circeo il degrado del tessuto urbano ed edilizio del Centro Storico non è altro che la punta di un iceberg costituito dalla mancanza, da decenni, di qualsiasi forma efficace di gestione e di controllo urbanistico. Si potrebbe facilmente imputare tutto ciò alla inadeguatezza degli strumenti urbanistici. Ma quando è totalmente assente la consapevolezza civile delle comunità locali, in primo luogo, e di conseguenza la volontà politica di tutelare il proprio territorio, anche il migliore degli strumenti urbanistici è destinato a fallire i propri obiettivi. Ecco perché non si può oggi parlare di un problema Centro Storico di San Felice Circeo se non inserito in un più ampio ed integrato discorso sull’intero territorio comunale e sulle potenzialità residue per attivare un processo di riqualificazione urbanistica ed ambientale e quindi anche economica e sociale che faccia da volano a un vero rilancio di questa mitologica località. A queste condizioni, si possono senz’altro fare alcune considerazioni sul tema del recupero del Centro Storico. Un processo di recupero e riqualificazione urbanistica del Centro Storico di San Felice Circeo può essere messo in atto a partire dal riconoscimento del ruolo attuale di questo nell’ambito del territorio comunale e delle risorse in esso ancora custodite. Su queste basi, facilmente riconoscibili anche solo attraverso una visita “turistica”, si potrebbe avviare la redazione di un piano urbanistico attuativo che dovrà essere impostato sulle seguenti fasi San Felice Circeo, Agosto 2003 di lavoro: 1. fase preliminare di definizione degli obiettivi programmatici, con conseguente precisazione del programma particolareggiato delle analisi da svolgere; 2. fase di ricerca (svolgimento delle analisi finalizzate sopra descritte e di altre che saranno ritenute opportune e necessarie); ta ed immediata attuazione (opere pubbliche e assimilabili); - un secondo livello vincolistico e prescrizionale, consistente nel complesso delle normative che regoleranno l’attività edilizia ed urbanistica all’interno del perimetro dell’area di piano; - un terzo livello di suggerimenti e consigli composto da quelle indica- 3. fase di sintesi ed interpretazione delle analisi; 4. fase di definizione del preliminare di progetto di piano particolareggiato, con individuazione delle risorse necessarie per l’attuazione; 5. fase di definizione del Piano per il Centro Storico, con le relative norme tecniche d’attuazione e programma pluriennale di attuazione degli interventi programmati. Il progetto di piano sarà costituito pertanto di tre diversi livelli di precisazione: - un primo livello di immediata efficacia, relativo agli interventi di diret- zioni che, pur non avendo carattere di efficacia (diretta o indiretta), dovranno costituire un indirizzo per la gestione del piano e per le modificazioni future. A questo punto si potrebbe obiettare che, anche volendo affrontare operativamente tale impresa, nella consapevolezza che la riqualificazione del Centro Storico di San Felice produrrebbe immediati benefici sull’economia del Circeo, basata essenzialmente sul turismo e sulle attività dell’indotto, sono tuttavia assolutamente scarse se non inesistenti le risorse disponibili per un tale capitolo di spesa. Come abbiamo accennato sopra, ciò non è sempre vero. Si tratta purtroppo di un luogo comune che spesso i politici e gli amministratori usano per giustificare inerzie gestionali di vario genere. Il ricorso ai finanziamenti pubblici e privati, che esistono e sono disponibili, potrebbe essere una possibilità estremamente interessante per avviare quel processo di recupero del Centro Storico di San Felice Circeo che in molti stanno da tempo e a ragion veduta sollecitando. Mario Cerasoli, architetto e urbanista, Docente a contratto in urbanistica presso la terza Univerità degli studi di Roma bimestale gratuito d’informazione (da pag. 1) consapevolezza rispetto alle tematiche ambientali; ritengono utile anche a livello comunale, partecipare al difficile percorso di qualificazione attraverso impegni riferibili già in prima fase alla limitazione della produzione di rifiuti e alla raccolta differenziata, ma credono altresì importante ricevere informazioni chiare ed aggiornate riguardo a caratteri, modalità, prestazioni e costi del servizio che comprende anche lo spazzamento. Il momento del passaggio del rifiuto da cosa privata a cosa pubblica si esplicita proprio nel momento del conferimento da parte del singolo utente: un atto di consapevolezza e responsabilità ambientale che occorre qualificare adeguandolo ai nuovi profili organizzativi tracciati dalla stessa Regione Lazio, ivi compresa la raccolta differenziata della frazione organica. Purtroppo qualsiasi tentativo di confronto da parte dell’Associazione “Il Centro Storico” con l’Amministrazione comunale di S. Felice Circeo ci è stato negato: evidentemente si ritiene che i rifiuti siano affari da gestire sottotraccia (e male), senza che i cittadini ne prendano conto e assumano alcuna iniziativa, se non quella di pagare un servizio peraltro di basso profilo. Prendiamo atto del mancato allineamento delle competenze in materia di rifiuti tra Amministrazione comunale, provinciale e regionale, senza per il momento tirare in ballo fredde percentuali, quantità, qualità, costi e procedure, ma ci proponiamo di approfondire pubblicamente l’argomento dopo l’estate, quando saranno disponibili a conforto delle nostre affermazioni, i dati dell’Apat e dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti aggiornati al 2002. Come riflessione da spiaggia potremmo intanto domandarci quali sorprese verrebbero fuori da una seria analisi prestazionale, impavidamente invocata da due anni in ogni convegno dai nuovi maitre a penser del Ministero ambiente, i quali, probabilmente, frequentano più le coste toscane di quelle del Circeo, ma si fidano ciecamente delle tranquillizzanti assicurazioni degli amministratori locali: tutto sotto controllo! Da qualche anno la gestione dei rifiuti è diventata una delle grandi questioni sulle quali la pubblica amministrazione misura le proprie capacità organizzative. La materia, che per alcuni secoli è stata ritenuta di carattere essenzialmente igienico e quindi gestita tramite regolamenti di polizia sanitaria, di cui restano testimonianze anche in iscrizioni marmoree in alcuni vicoli urbani, ha subito negli ultimi decenni un’interessante evoluzione fino a diventare uno degli elementi di complessità tecnico-organizzativa su cui i cittadini possono realmente misurare il buon governo del territorio. In tempi recenti, in particolare a partire dagli anni Ottanta, si sono poste attenzioni di carattere tecnico normativo per gli impianti di smaltimento e successivamente, dal 1997, con il D.Lgs n° 22, conosciuto come Decreto Ronchi, si è finalmente individuato nell’intero processo di conferimento, raccolta, trasporto recupero e smaltimento il concetto di gestione dei rifiuti, che in Italia si sta lentamente attuando attraverso Piani regionali che individuano i nuovi assetti sul territorio e le linee su cui sviluppare i servizi in ambiti territoriali adeguati. La situazione nazionale vede un processo di attuazione di tali indirizzi che in generale possiamo definire più avanzato al nord, sufficientemente maturo al centro e con evidenti difficoltà al sud.; in questo quadro generale ci sono situazioni locali a macchia di leopardo che penalizzano o pre- 4 miano amministrazioni locali che, consapevoli della centralità del tema, hanno provveduto compiutamente alle proprie competenze o comunque sono pienamente coinvolte nel processo di qualificazione. Per i non addetti ai lavori, il più conosciuto degli indicatori di buona gestione dei rifiuti urbani è certamente la percentuale di raccolta differenziata, che la normativa italiana, passando livelli intermedi del 15% e 25% ha individuato nel 35% al 2003. Questo parametro andrebbe tuttavia relazionato all’intero quadro di riferimento, dalla produzione originaria di rifiuti ai vari trattamenti che il rifiuto deve subire prima dello smaltimento finale. La Regione Lazio ha approvato il Piano regionale di gestione nel luglio 2002. Il piano prevede una rapida riorganizzazione del sistema gestionale regionale attraverso un totale potenziamento ed una qualificazione della raccolta differenziata al 35% (in provincia di Latina è oggi a poco più del 3%), un trattamento di selezione del rifiuto indifferenziato e un trattamento termico della frazione secca residua. di Massimo Bagatti Consulente ambientale, comitato scientifico nazionale Legambiente e membro Associazione “Il Centro Storico” Le guardiane del promontorio Torri e pirati, breve storia delle “sentinelle” del Circeo Anche il più distratto tra i visitatori che viene al Circeo, non può non notare le diverse torri Torre Cervia che “perimetrano” la costa del territorio comunale. Infatti, nonostante non siano valorizzate, anzi, per niente considerate da chi ha la responsabilità del territorio, le torri autorevolmente si mostrano a tutti, maestose e cariche di storia. Come guardiane, sono lì a testimoniare un passato dove la difesa del territorio era un valore. Quattro sono sul promontorio e sono a pianta rotonda (Torre Paola, Torre Moresca –solo un rudere -, Torre Cervia e Torre Fico) con un diametro che varia dai 7,50 ai 9 metri e un’altezza dai 12 ai 15 metri, mentre le due, adiacenti la spiaggia, sono una (Torre Vittoria) a pianta quadrata di 9 metri per lato, e l’altra (Torre Olevola) a pianta rettangolare di 9 x 7 metri. Interessante è la motivazione che diede origine alla costruzione delle torri, essa è riportata nel libro di Tommaso Lanzuisi “Il Circeo nella leggenda e nella storia”, Roma, 1992: “Le prime torri sorsero proprio sul promontorio, il Papa Pio IV (15591565) ordinò ai signori di Sermoneta e di San Felice, Nicolò e Bonifacio Castani, di fabbricarvi quattro torri intorno alla scogliera. Esiste nell’archivio Caetani il Breve originale in pergamena di Pio IV : «Super costructione turrium ad Montem Circejum», dato in Roma l’8 gennaio 1562 . «Non senza grave angoscia d’animo, considerando quanto numerose e quanto frequenti calamità, iattura e danno i pirati turchi Torre Olevola e africani 5 abbiano apportato non solo ai naviganti e ai mercanti, che trasportano generi alimentari ed altre merci necessarie all’Alma Urbe, ma anche agli altri cristiani che navigano da ogni parte il nostro mare, i quali, catturati ogni giorno e depredati delle loro merci, o vengono uccisi e gettati in mare o vengono condotti, infelici, come schiavi nelle lontane prigioni della Barbaria e della Turchia … per la sicurezza delle navi che da Napoli e dalla Sicilia veleggiano verso Roma e così pure per quelle che da Roma vanno verso Napoli e la Sicilia, vi ordiniamo di costruire a vostre spese una torre di difesa presso il Lago di Paola, un’altra sulla rupe del Fico, un’altra alla Cala Cervia e una quarta alla Cala Moresca o Cancolino, tutte idonee ad accogliere guarnigioni di soldati» “Si cominciò a costruire – scrive sempre il Lanzuisi – alle due estremità opposte del Promontorio, in due punti strategici: Torre Paola su uno sperone dominante la cala e la foce del canale emissario del Lago; Torre Fico, alta sul ciglio della rupe, in modo da poter spazzare con le sue artiglierie l’ansa, nella quale oggi è sorto il porto turistico, e il tratto della scogliera fino al Faro. I lavori erano a buon punto allorché gli operai furono bersagliati e messi in fuga Torre Paola San Felice Circeo, Agosto 2003 dai pirati saraceni arrampicati tra le rocce, i quali ovviamente distrussero quanto era stato costruito. Fu necessario cominciare da capo e proteggere i lavoranti, d’allora in poi, con una scorta Torre Vittoria armata e dietro un riparo di tavole. Ma l’episodio rivelò l’unico punto vulnerabile di queste torri e portò a una importante innovazione nella loro struttura: la piazza d’armi fu munita di uno scudo dalla parte del monte in modo che i soldati potessero accedervi e operarvi al coperto. La due torri erano già ultimate nella prima metà del 1563” Oggi le torri sono ancora lì a testimoniare, per noi contemporanei, che il territorio va difeso dai nuovi pirati che, con altri mezzi e comportamenti, minacciano e devastano, nella follia del consumo turistico mordi e fuggi, tutto quello che calpestano. Quindi, nell’attesa che in futuro le torri possano essere visitate all’interno, ammiriamole nella loro bellezza e imponenza riflettendo anche sul messaggio implicito che comunicano: il territorio, in questo caso San Felice Circeo, va rispettato e tutelato impedendo che i nuovi pirati possano prevalere devastandolo e distruggendolo! FaLuLa Lo racconto al giornale… I “sognatori” di via Terracina Tutti conoscono via Terracina, perché, bene o male, sono costretti a transitarla, trattandosi di una strada di collegamento tra S. Felice e Terracina, ma non tutti sono consapevoli della pericolosità, soprattutto estiva, di questa lunga strada che va dal "canale coperto" sino al ristorante Fiordaliso e poi continua fino alla via Pontina con il nome di via S. Felice. Coloro che stabilmente risiedono sono degli inevitabili sognatori: sognano marciapiedi sui quali passeggiare con i propri figli; sognano una pista ciclabile; sognano una strada percorribile anche quando piove, senza pozzanghere; probabilmente anche chi ci ha perso la vita, su questa strada, sognava la stessa cosa. Sì, perché questa strada, ha ucciso molte donne e uomini, senza che nessuno mai intervenisse per porvi rimedio. Invitiamo tutti a controllare, soprattutto d'estate, la transitabilità di via Terracina, con i turisti "mordi e fuggi" che parcheggiano pericolosamente su ambo i lati, pur di evitare il pagamento del pedaggio sul lungomare. Gli abitanti di via Terracina continuano a sognare Mezzomonte, trasformato a vero salotto di questo paese. Ma forse via Terracina è considerata periferia. E allora avreste ragione, gli abitanti di via Terracina rimarranno sempre degli innegabili sognatori. Michele Stasi Squarci di vita paesana Come eravamo/Al telefono pubblico del Dopolavoro Quando il telefono privato era privilegio di pochi, i più dovevano servirsi di quello pubblico. Allora la cabina telefonica era situata nel Bar Dopolavoro in P.zza V. Veneto. Non ho mai saputo spiegarmi perché la maggior parte degli utenti lasciava sempre la porta aperta e parlava nell’apparecchio con voce alta, quando addirittura non strillava, cosicché quelli che giocavano a carte o consumavano al bancone , dovevano necessariamente ascoltare le loro conversazioni. Fu convocata Giacomina, per un appuntamento telefonico all’ora X. Entrò in cabina, lasciando ovviamente la porta spalancata e con voce stridula incominciò: “Pronte! Si, pronte! So i! Comme! Nesié! Ma lèvete vèh! Nooh, nen pò esse assusì! Nfa gnènte pe mò! E perché? Benemiecare! Sarà pe n’ata vòta!”. Il monologo continuò per una decina di minuti, allorquando Giacomina strillò: “Ma tu chi sì?”. Ci fu una risata generale. Entra in cabina Ndonde C. “Prondo! Si, si prondo! Io vorrebbe una informaziona. No! Nen è pe me, ma per il parroco di San Felice. Si! Sull’orario delle corriere. Eh! Si! Ma a che ora parta lutema corriera da Castre Petroglie?” (… parte l’ultima corriera da Castro Pretorio?). Ncéck (Francesco) aveva un appuntamento con il figlio soldato. “Pronte! Pronte! Ah Giusé! Comme staie ? Pure nuie a quà tutte quante bene ! Ah si! Po’ ce lo diche a zita. Si! Simme piantate pure le petata merecane. Si si! E’ nata isterza, è na bella vetelluccia; rassomiglia tutta alla mamma Biancuccia”. da Okeamus di Andrea De Sisti bimestale gratuito d’informazione La Viscotta Ricette di San Felice Circeo La “viscotta” è il dolce della tradizione pasquale di S. Felice Circeo. Una tradizione antichissima, che affonda le sue radici nei culti della fertilità. ju cellette e la pupa sono le due forme che le (da pag. 1) da subito parere negativo, seguita dalla Capitaneria di Porto e, nell’estate del 2000, dalla Regione Lazio. Quest’ultima, attraverso il Dipartimento Urbanistica e Casa, invitava la Penta ad una rivalutazione generale del progetto vista la non conformità al Piano di Coordinamento dei Porti della Regione Lazio. E il Dipartimento Opere pubbliche e servizi sul territorio suggeriva la necessità di effettuare uno Studio di inserimento paesaggistico (Sip) e la Valutazione di impatto ambientale (Via). La svolta avviene nella Conferenza dei servizi del 21 giugno 2001. Gli enti inizialmente critici verso il progetto fanno marcia indietro; prima l’Amministrazione di San Felice, poi i dipartimenti della Regione esprimono parere positivo; ad essi si aggiunge anche il sì dell’Assessorato regionale per l’ambiente – Area Via. Nel frattempo però la vicenda ha aspramente diviso le forze politiche e la popolazione locale. Nel settembre del 2001 la società Vigedal e l’hotel Maga Circe, struttura alberghiera situata nei pressi del porto, presentano ricorso al Tar contro l’ampliamento: tra le motivazioni del ricorso, il mancato procedimento di Via, l’impatto dell’opera su un’area che è Sito di importanza comunitaria (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps), l’assenza alle Associazione Culturale “Il Centro Storico” di San Felice Circeo (LT) Corso Vittorio Emanuele, 23 Tel. 333 1904459 - Fax 06 51985217 e-mail: [email protected] www.sanfelicecirceo.info nonne davano all’impasto prima di infornarlo e di consegnare il dolce, rispettivamente, al bambino alla bambina di casa. Il primo a foggia di simbolo fallico, con due uova alla base; la seconda con la forma stilizzata di una donna, quasi un feticcio con rudimentali braccia e gambe e un uovo messo trasversalmente sulla pancia. Conferenza dei servizi dell’Ente Parco. Nel gennaio del 2002 Verdi e Rifondazione comunista del Lazio presentano un esposto alla Procura di Latina, che apre un fascicolo sulle eventuali ripercussioni che il portobis avrebbe sull’ambiente marino. Anche le associazioni ambientaliste scendono in campo: il Wwf lancia l’allarme per l’integrità delle coste, in uno dei tratti più esposti all’erosione del Lazio. Legambiente interviene con un blitz di Goletta verde nel luglio 2002. A ottobre la presentazione a Roma di un “Libro bianco”curato da Rifondazione comunista, un minuzioso dossier che ripercorre tutte le fasi del progetto. A chiudere, temporaneamente, la vicenda ci pensa il Tar, che il 16 dicembre 2002 accoglie il ricorso presentato dalla Maga Circe, e annulla la concessione demaniale marittima alla Penta, nonché le conferenze di servizi che avevano approvato il progetto preliminare di ampliamento del porto. La sentenza è accolta con sollievo dal fronte rosso-verde che si era opposto al progetto. La società Penta invece presenta ricorso al Consiglio di Stato. Seguita dall’amministrazione comunale. Nel giugno del 2003 è l’Unione europea a “censurare”, attraverso il Commissario europeo dell’ambiente, il comportamento dell’Italia e della Regione Lazio sulla vicenda, sottolineando ancora una volta l’assenza della Via ai sensi della direttiva 85/337/Cee e della Valutazione d’incidenza del piano dei porti sulle Zone di protezione speciale. Ora, dopo le critiche dell’Europa, si attende la decisione del Consiglio di Stato. Stimpler 6 La cucina sanfeliciana “classica” consiste in una serie di piatti “poveri” che spesso, per le famiglie del luogo, rappresentavano tutto il menù di un’intera giornata. Li troviamo, prevalentemente, tra gli antipasti, i primi piatti e le verdure. Nella cucina povera di una popolazione senza pescatori – quale era quella del Circeo – gli alimenti “carni e pesce” rappresentavano una rarità. Le famiglie più fortunate allevavano un maiale nella “rolla” – tipica stalletta – nella zona del Peretto, dove le rolle sono rimaste fino agli anni sessanta. Nella cucina del pesce si è fatta sentire l’influenza della “marinara” Terracina, per via della vicinanza e dei rapporti di parentela. Dunque ora anche nelle famiglie del Circeo ci sono delle “nonne” che si ritengono depositarie della “vera” ricetta della zuppa di pesce o delle alici marinate. Le nonne, appunto, molte delle quali – insieme ad altre amiche e amici di S. felice – con la loro “memoria storica” o i loro preziosi consigli hanno reso possibile la raccolta delle ricette. Li ringrazio tutti per il loro aiuto determinante. OLIVE PISTATE olive verdi fresche,semi di finocchietto selvatico, aglio, peperoncino, sale ,olio Prendete delle olive verdi fresche dalla pianta (ottobre-novembre), ponetele su un largo tagliere e battetele ad una ad una con un sasso ben levigato o qualcosa di simile. Dopo averle “pistate” tutte, mettetele in una ciotola, possibilmente di coccio, e versatevi sopra dell’acqua bollente, fino a coprirle tutte. Lasciatele per alcune ore e ripetete questa operazione per altre tre volte. Infine lasciate le olive nell’acqua fresca per un’intera notte. Scolatele, asciugatele e conditele con sale, semi di finocchio selvatico, peperoncino, uno spicchio d’aglio tagliato a pezzi e un filo d’olio. Mescolate e aspettae due giorni prima di servire. Angela Bassani Iscrizione in corso presso il tribunale di Latina Direttore responsabile: Marco D’Auria Direttore di redazione: Alessandro Cresti Redazione: Fausto Lanzuisi, Maurizio Paolini, Mariadea Votta Questo numero è stampato in 2000 copie e distribuito gratuitamente Stampa: www.ammendolanfc.com - Roma Via di Torrenova 178/b 7 Perché l’Associazione Culturale “Il Centro Storico”? Per dare una risposta a questa domanda bisogna tornare al 1998, anno in cui alcuni cittadini del Centro storico di San Felice Circeo, assistendo al continuo degrado dello stesso Centro storico (abusivismo strisciante, trasferimento in altre sedi di servizi sociali ed essenziali quale banca e mercato, schiamazzi, carente raccolta rifiuti, ecc.) hanno ritenuto utile associarsi e porsi l’obiettivo di ridurre e/o eliminare questi inconvenienti attraverso un’azione continua di segnalazione e proposizione all’Amministrazione comunale. L’Associazione, alla quale potevano e possono aderire residenti e non del Comune di San Felice Circeo, volendo fortemente la salvaguardia, la protezione, la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale del Centro Storico desidera individuare ed analizzare le problematiche di varia natura per una corretta gestione del “vecchio borgo” medioevale e nel contempo promuovere iniziative tese a riscoprire origini, tradizioni, storia e folklore del Paese. In tal senso l’Associazione si è sempre resa disponibile ad un confronto ed un dialogo continuo con l’Amministrazione comunale, manifestando anche la volontà di partecipare ad iniziative culturali con fattivo inserimento nella loro organizzazione. Con l’iniziativa del giornale “Il Centro Storico” si vuole in particolare aprire una finestra sulla leggenda, sulla storia, sulla cronaca, sulle curiosità e quant’altro può interessare il sanfeliciano o chi vi risiede saltuariamente; si vuole altresì, attraverso la rubrica “Il Circeo sbagliato”, offrire uno strumento ai cittadini, che intendano esprimere il loro disagio. Nel ringraziarvi per leggerci, vi chiediamo di seguirci con simpatia e, nel caso di condivisione dei nostri obiettivi saremo lieti di vedervi aderire numerosi alla nostra Associazione. di Alessandro Cresti San Felice Circeo, Agosto 2003 I giovedì letterari Su iniziativa di alcuni volenterosi, appassionati di narrativa e poesia, l’inverno scorso, è stata avviata una gradevole consuetudine di incontri letterari con cadenza settimanale presso il bar “Pontevecchio” al Centro Storico. L’iniziativa, momentaneamente sospesa, riprenderà il prossimo inverno. Pubblichiamo una poesia di un bambino di 11 anni che ha aderito a questo gruppo di amici. Guerra Un bimbo sporco e seminudo gioca solo per terra, una giovane sposa pensa al suo uomo lontano, una madre prega per i suoi figli alla guerra. Un povero vecchio lavora nell’orto senza una mano e intorno a lui giacciono solo macerie. In quello che fu un allegro paese non c’è più riparo dalle intemperie. Prega un soldato, le mani al ciel protese “Guerra: questo canto di morte, o Signore, non farmi più sentire e fa nella pace di tutti i giorni ogni creatura ti possa lodare”. Alessandro Pilato (anni 13 – Scuola Media delle Orsoline di Terracina) Delibere dell’Amministrazione Comunale di San Felice Circeo N. Data Oggetto 94/G. 18/6/03 Approvazione istruttoria domande per selezione pubblica assunzione n. 4 VV.UU. tempo determinato 95/G. 18/6/03 Motivi aggiunti ricorso principale n. 1251/02 proposto da Romano, Maria, Livio e Sergio c/Comune San Felice Circeo. Conferma mandato per difesa dell’ente. 96/G. 18/6/03 Conferimento incarico per nuovo regolamento edilizio comunale. 97/G. 18/6/03 Patrocinio al gruppo Cinofilo Pontino. 98/G. 18/6/03 Patrocinio manifestazione “Sapori di mare”. 99/G. 20/6/03 Acquisizione al patrimonio comunale di minibus Iveco 50C15. Versione disabili. 100/G. 20/6/03 Aumento prestazione lavorativa dei dipendenti in servizio part-time a tempo pieno e indeterminato. 101/G. 20/6/03 Approvazione calendario manifestazioni estive anno 2003. 102/G. 20/6/03 Finanziamento rassegna “Exotique 2003”. Prelievo dal fondo di riserva. 103/G. 20/6/03 Approvazione relazione illustrativa gestione dell’esercizio finanziario 2002. 104/G 24/6/03 Area di programmazione integrata per la valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio denominata “Latina Tellus” dai Latini alle città di fondazione con adesione e approvazione della relazione tecnica. 105/G 24/6/03 Approvazione modalità per rateaizzazione versamenti oneri concessori dovuti per concessioni edilizie a sanatoria. 106/G 24/6/03 Variazione n. 1 al bilancio per l’esercizio 2003. 107/G 24/6/03 Legge Regionale 29/92. Diritto allo studio. Piano di interventi 2003-2004. Richiesta contributi. bimestale gratuito d’informazione 8 LA MOSTRA PERMANENTE Un modello didattico di “nuova generazione” Le glaciazioni, l’evoluzione dell’Uomo, i fossili, la storia dell’Uomo di Neandhertal, la grotta Guattari a San Felice Circeo. La Mostra permanente Homo Sapiens e Habitat di S. Felice Circeo è divenuta ormai per il mondo della Scuola uno strumento didattico irrinunciabile e un punto di riferimento per la conoscenza e l’approfondimento dei grandi temi della Preistoria, della Paleontologia Umana e della Geologia del Quaternario. La Rassegna fu istituita nel 1978 per volontà del prof. Marcello Zei e di altri studiosi del Centro Studi per l’Ecologia del Quaternario col patrocinio dell’Ente provinciale per il Turismo di Latina e del Comune di S. Felice Circeo usufruendo della collaborazione del Parco Nazionale del Circeo e di specialisti delle Università di Firenze e Roma. Lo scopo della Mostra, fra le prime in Italia di questo genere, era quello di far conoscere alla Comunità locale e turistica nel rigore scientifico, ma in chiave divulgativa e didattica, l’importante patrimonio archeologico preistorico del Circeo e del territorio pontino. La Mostra, arricchita ogni anno di nuovi suggestivi reperti comprende 47 espositori o moduli didattici collocati nella Torre dei Templari, nel centro storico di S. Felice Circeo. Nelle cinque sale dell’esposizione sono illustrati gli eventi naturali, biologici e culturali più significativi dell’Era Quaternaria con particolare riguardo al promontorio del Circeo e alla regione pontina con le sue straordinarie testimonianze geomorfologiche, paleoecologiche e preistoriche. Nella prima Sala sono documentati i fenomeni geomorfologici verificatesi nel Quaternario in conseguenza delle variazioni climatiche (periodi Glaciali e Interglaciali), figurano testimonianze fossili (conchiglie, campioni di sedimenti, ecc.) provenienti dal Circeo, repliche di rari reperti e rappresentazioni iconografiche. Seguono collezioni di manufatti litici provenienti anche da lontane regioni del Pianeta ordinate secondo criteri cronostratigrafici (dal Paleolitico inferiore all’Età dei Metalli) e geografici. La parete di fondo della prima sala è occupata da un magnifico quadro, un olio su tela di grandi dimensioni, che illustra allegoricamente l’evoluzione dell’Uomo a partire dai più antichi Primati. I 70 milioni di anni che ci separano dal Purgatorius e successivamente dagli Ominoidi e dagli Ominidi fossili, attraverso i processi evolutivi e selettivi che conducono quindi all’ Homo Sapiens sono simbolicamente compresi nei sei metri della suggestiva rappresentazione. Accanto al vecchio camino della sala una elegante vetrina girevole suggerisce cronostratigraficamente l’idea dell’evoluzione dell’Uomo rappresentata da calchi di celebri crani fossili da Homo habilis/H.rudolfensis a Homo Sapiens correlati agli utensili litici prodotti dalle rispettive specie umane. La seconda Sala si sofferma sull’importante sito preistorico di grotta Guattari situato all’estremità orientale del Monte Circeo, dove venne alla luce nel febbraio del 1939 su una paleosuperficie di epoca glaciale un cranio di Homo neandertalensis in buone condizioni di conservazione risalente a circa 50.000 anni fa. Un diorama, alcuni oggetti provenienti dalla grotta e una copia del famoso reperto fossile umano configurano e ricostruiscono in sintesi l’Antro dell’Uomo, luogo del sensazionale ritrovamento. Le immagini di due quadri inoltre illustrano le ipotesi su cosa poteva essere successo al cranio: era stato davvero oggetto di una pratica di cannibalismo rituale oppure lo aveva portato una iena nella grotta ? Una statua in resina a grandezza naturale di Uomo di Neandertal ci mostra come poteva apparire un individuo appartenente alla specie umana che frequentò il monte Circeo e la regione pontina da circa 100.000 a circa 30.000 anni fa. In una piccola vetrina sono esposti gli strumenti di selce che quell’Uomo aveva costruito e utilizzato (facies pontiniana del Musteriano). Un terzo, vasto, ambiente introduce i visitatori alle tecniche per la ricostruzione paletnologica di vari soggetti (riproduzioni di abitazioni preistoriche, di culture mesolitiche, di probabili immanicature di strumenti ed armi) e mostra un campione di terreno riportato “dal vivo” per rappresentare una ricerca “en plein air” ovvero all’aperto, o di campagna. Su una parete è disegnata, a grandezza naturale, la sagoma d e l gigantesco 9 San Felice Circeo, Agosto 2003 HOMO SAPIENS E HABITAT Mammuthus primigenius con alcuni resti fossili autentici collocati nella loro posizione anatomica. Segue una nuova Sala che ospita grandi reperti fossili di faune pleistoceniche (crani di Ursus spelaeus e Bison priscus, dente di Elephas antiquus) collocate in reali strati archeologici. Questa soluzione, raramente impiegata nei musei tradizionali, potrà avere uno sviluppo maggiore accogliendo nuovi reperti e materiali paletnologici in un contesto più grande che consenta ai fruitori di “entrare” in un cantiere di scavo. Chiunque potrà prendere coscienza diretta della cronostratigrafia ed apprezzare l’importanza dello studio dei materiali “in situ”, in un ambiente cioè non depauperato e inquinato da scavi clandestini o sconvolto da altri eventi. E’ evidente la finalità di questo modulo didattico che tende a sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’esatta collocazione del materiale archeologico nel proprio orizzonte stratigrafico per una lettura razionale del giacimento. L’ultima Sala presenta una sintesi (numerose cuspidi o armature di freccia di vario tipo, numerose lame e lamelle, accettine levigate, fuseruole, ecc.) del giacimento neolitico s.l. a ossidiana de “La Casarina” sul lago di Sabaudia, corredi funerari protostorici, armi e manufatti esotici di epoca storica. Due vetrine inoltre conservano interessanti materiali etnografici fra i quali si possono ammirare: un’ascia di ferro Zulu (Sud Africa), una daga Bamileke del Camerun, due archi e una serie di frecce dal Mali, un raro uovo di struzzo neolitico dal Grand Erg orientale algerino e due braccialetti in argento di Caro Sindaco ci sei? che in una recente assemblea i Soci dell’Associazione Culturale “Il Centro Storico” di San Felice Circeo hanno eletto il nuovo Comitato Direttivo. Il Presidente ed il vice-Presidente sono rispettivamente il sottoscritto, Alessandro Cresti, e Lubiano Sarti. In relazione alla carica istituzionale da Lei ricoperta, mi sembra opportuno segnalarLe le finalità più significative previste dallo Statuto dell’Associazione, alla quale aderiscono residenti e non del Comune di San Felice Circeo: -la salvaguardia, la protezione, la valorizzazione, l'uso ottimale del patrimonio storico, artistico, culturale, architettonico, archeologico, paesaggistico del Centro Storico del Circeo; -l’individuazione e l’analisi delle problematiche di varia natura per una corretta gestione del “vecchio borgo” medievale, con il coinvolgimento della collettività, degli Enti competenti, dell'Amministrazione locale; -la promozione di iniziative tese a riscoprire le origini, le tradizioni, la storia e il folklore del Paese; -la pubblicizzazione del Paese, perché sia conosciuto e apprezzato in Teatro, Centro storico e rifiuti. Le nostre lettere senza risposta La gestione del locale dell’ex teatro comunale, l’organizzazione e raccolta dei rifiuti urbani e il recupero del Centro storico. Sono i principali temi che l’associazione Centro storico, attiva dal 1998, ha messo al centro di una serie di proposte inviate all’amministrazione di San Felice Circeo. Ve ne proponiamo alcuni stralci. Nessuna delle lettere ha finora avuto risposta. Diverso l’atteggiamento delle altre istituzioni. Le richieste di “Centro storico” hanno riscosso l’interessamento da parte del ministro per i beni e le attività culturali, del Soprintendente Regione Lazio e Provincia Latina, Presidente Giunta e Assessore Ambiente Regione Lazio, Presidente Giunta e Assessore Ambiente Provincia Latina, Ministero Ambiente e della Direzione Parco Nazionale del Circeo. 17 febbraio 2003 Per sua conoscenza e per gli aspetti di sua competenza, desidero informarLa popolazioni Tuareg. Nell’ultimo corridoio che riconduce il visitatore alla prima Sala sono esposte le immagini delle cavità costiere di interesse preistorico del promontorio del Circeo. Michelangelo La Rosa Paletnologo, allievo e collaboratore del Prof. Marcello Zei campo nazionale ed internazionale, tramite qualsiasi mezzo di divulgazione (gemellaggi, depliants, agenzie, internet, ecc.); -la cura ed il miglioramento dei servizi, con particolare attenzione alla qualità degli stessi; -l’adesione ad iniziative promosse da altri Enti o Associazioni aventi analoghe finalità. In relazione a quanto sopra riteniamo utile aprire un confronto e un dialogo con l’Amministrazione da Lei guidata, certi di poter offrire una collaborazione disinteressata, efficiente e appassionata. 10 marzo 2003 Oggetto: Locale ex-teatro sito in Piazza Lanzuisi Faccio seguito alla mia del 17 febbraio u.s., per chiederLe di intervenire presso il Consiglio comunale di San Felice Circeo, affinché deliberi di concedere in comodato d’uso all’Associazione Culturale “Il Centro Storico” il locale “ex-teatro” sito in piazza Lanzuisi. E’ noto che sul locale in questione grava la delibera n. 23 del 29/1/2001 della Giunta comunale che decideva di dare in ..............................(pag. 10) bimestale gratuito d’informazione 19 marzo 2003 Oggetto: Interventi per il risanamento del Centro Storico di San Felice Circeo. …(omissis)...a nome dell’Associazione che rappresento vorrei poter conoscere criteri guida e progetti per il risanamento ambientale del Centro Storico di San Felice Circeo, ritenendo indispensabile, vista l’importanza degli interventi che si andranno a fare, che l’Amministrazione promuova iniziative di diffusione, di informazione e di coinvolgimento di Enti e persone interessate. In particolare, anche in base alla legge 241/90, Le chiedo copia della documentazione che ufficialmente è stata consegnata alle varie Istituzioni (Ente Parco Circeo, Ministero Ambiente, Soprintendenza Lazio, ecc.) e di essere informato degli avanzamenti del procedimento amministrativo sul risanamento giacché l’Associazione da me presieduta è “portatrice di interessi diffusi” (art. 9 - legge 241/90) ed è in grado di dare una qualificata collaborazione affinché siano ottimizzati i risultati.…(omissis)... 30 aprile 2003 Oggetto: Organizzazione dei servizi di igiene urbana e raccolta differenziata. Richiesta di incontro. Egregio Signor Sindaco, Ricorderà certamente il profondo disagio che cittadini e villeggianti di San Felice Circeo Le hanno rappresentato l’estate scorsa, come in altre precedenti estati, in merito all’organizzazione dei servizi di igiene urbana nel centro storico e su tutto il territorio comunale. Al riguardo la nostra Associazione ha raccolto una serie di informazioni e dati che vorrebbe mettere a disposizione dell’Amministrazione comunale di San Felice Circeo al fine di migliorare il servizio, di cui all’oggetto. Pertanto, facendo appello alla disponibilità da Lei espressa in varie occasioni, Le chiediamo un incontro pubblico per esaminare e cercare di risolvere e/o impostare le problematiche connesse al suddetto servizio. …(omissis)… 5 maggio 2003 Oggetto: Atto di messa in mora Con rammarico devo constatare che la richiesta inoltrata dal sottoscritto a nome dell’Associazione Culturale “Il Centro Storico” di San Felice Circeo il 19 marzo 2003 non ha avuto seguito, …(omissis)… Poiché sono trascorsi i termini previsti dall’art. 2 della legge 241/1990 e dall’art. 10 del Regolamento di attuazione della suddetta legge, stante il perdurare del silenzio di codesta Amministrazione, il sottoscritto, diffida e mette in mora la S. V., ai sensi dell’art. 328 comma 2° del c.p., affinché provveda, nei modi e termini di legge, al soddisfacimento di quanto richiesto, avvertendola che in contrario esporrà denuncia all’Autorità Giudiziaria per omissione di atti d’ufficio. La necessità che abbiamo di essere informati sugli interventi di recupero del “Centro Storico” nasce dal desiderio di dare un qualificato contributo per la tutela di un patrimonio culturale unico e fonte di enorme ricchezza per qualsiasi politica capace di lungimiranza. Siamo, infatti, convinti che i conti economici sul patrimonio culturale non si fanno sugli introiti immediati (economici e politici), ma sulla ricchezza generata dall’indotto del consumo culturale, economicamente assai più rilevante perché distribuito nel tessuto dell’intero territorio. …(omissis)… 24 giugno 2003 Oggetto: Interventi per il risanamento del Centro Storico di San Felice Circeo. Richiesta di incontro. Egregio Signor Sindaco, Ricorderà certamente la nostra del 19 marzo u.s. con la quale testualmente chiedevamo “copia della documentazione che ufficialmente è stata consegnata alle varie Istituzioni e di essere informati degli avanzamenti del procedimento amministrativo sul risanamento del Centro Storico di San Felice Circeo” esercitando un diritto previsto dalla legge 241 del 7 agosto 1990 – “Diritto di accesso ai documenti amministrativi”. L’Amministrazione da Lei guidata non ha mai dato seguito alla suddetta richiesta mettendo la nostra Associazione nella condizione di rivolgersi alla Autorità competente per vedere soddisfatto il proprio diritto. Ribadiamo ancora una volta il nostro interesse al progetto di risanamento del Centro Storico e a tal proposito La informiamo che abbiamo raccolto una serie di informazioni e dati che vorremmo mettere a disposizione dell’Amministrazione Comunale di San Felice Circeo al fine di migliorare il progetto stesso. Con soddisfazione Le comunichiamo che alla nostra iniziativa ha aderito il Dipartimento di Studi Urbani della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, tramite il Direttore Prof. Giorgio Piccinato, che è anche membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale Centri Storico – Artistici ANCSA, ed il suo collaboratore Arch. Mario Cerasoli che oltretutto ci hanno dato la loro disponibilità ad assisterci e ad affiancarci nel percorso che, con la buona volontà di tutte le parti, dovrà essere individuato per un recupero complessivo del Centro Storico. …(omissis)… 30 giugno 2003 Ill.mo Signor Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Latina Oggetto:Esposto nei confronti del Sindaco di San Felice Circeo dott. Giuseppe Schiboni per violazione artt. 10/22/24/25 legge 241/1990. Il sottoscritto Dott. Alessandro Cresti …(omissis)… A tutt’oggi la mia richiesta di accesso alla documentazione amministrativa, richiesta, non è stata soddisfatta. Il sottoscritto, vista la gravità e la delicatezza dei fatti esposti in narrativa, chiede alla S.V. di disporre le necessarie indagini per verificare se nella vicenda di cui all’oggetto, siano ravvisabili nei confronti del Sindaco Dott. Giuseppe Schiboni e nei confronti dell’Ing …………… responsabile pro-tempore del Settore ………. del Comune di San Felice Circeo, il reato previsto e punito dagli articoli 328 c.p. (omissione di atti di ufficio) e di ogni altro reato che possa essere stato commesso dagli stessi nell’iter dell’intera vicenda. Gioielleria Luigina Bartelloni Piazza Vittorio Veneto S. Felice Circeo - Centro Storico tel. 0773/548292 pubblicità (da pag. 9) gestione il suddetto locale alla Direzione del Parco Nazionale del Circeo, decisione peraltro contestata da una successiva “petizione popolare”. …(omissis).. La nostra Associazione è in grado ed ha le competenze per organizzare spettacoli ed intrattenimenti di vario genere, contando fin da ora sull’appoggio e l’esperienza di gruppi e/o soggetti specializzati e competenti. Ci piace ricordare una prassi da tempo consolidata: la politica del recupero dei Centri storici si attua mediante interventi strutturali-residenziali ma anche attraverso l’istituzione di punti d’incontro e servizi sociali per l’intera popolazione nello stesso Centro storico. Nell’interesse quindi di tutta la cittadinanza La preghiamo di portare la nostra richiesta all’attenzione del Consiglio comunale, al quale certamente non manca la giusta sensibilità, per poterci dare una risposta positiva…(omissis)… 10 San Felice Circeo, Agosto 2003 Chi ci ha rubato il mare? Dal centro storico, uno dei più bei panorami si è sempre visto dal Belvedere. Da un po’ di tempo non è più così. Ora dov’è il mare? Dove sono le isole Pontine? A oscurare la veduta, un bel pino, ma un po’ troppo cresciuto. Chi dovrebbe provvedere alla sua potatura che da anni toglie la possibilità di godere del panorama? E’ un problema di coscienza civile da parte dei proprietari (il pino sorge su una proprietà privata, oppure è disinteresse da parte dell’Amministrazione comunale di S. Felice Circeo e del Parco Nazionale del Circeo? A noi, intanto, piacerebbe rivedere le nostre isole. Numeri utili • Comune • Vigili Urbani • Carabinieri • Guardia Medica Notturna tel. 0773-5221 tel. 0773-547549 tel. 0773-548003 tel. 0773-662175 tel. 0773-661038 • Farmacie Bonomi (La Cona) tel. 0773-546398 Di Pasquale (Centro Storico) tel. 0773-549100 Persichini (Borgo Montenero)tel. 0773-597957 • A.S.L. tel. 0773-520885 tel. 0773-548074 • Ospedale di Terracina tel. 0773-7081 • Pronto Soccorso di Sabaudia tel. 0773-520861 tel. 0773-520864 • Uffici Postali Via De Gasperi tel. 0773-546475 Piazza Dante (Centro Storico) tel. 0773546602 Borgo Montenero tel. 0773-597995 • Pro Loco Piazza Lanzuisi tel. 0773-547770 • Porta del Parco (Informazioni Parco Nazionale) Piazza Lanzuisi tel. 0773-549038 • Parco Nazionale del Circeo tel. 0773-511385 fax 0773-510503 • ENEL tel. 800900800 • Comando di Porto tel. 0773-548072 • Porto Turistico tel. 0773-547336 Rinomata Macelleria Coccia Via XX Settembre, 13 S. Felice Circeo - Centro storico tel. 0773/546454 Gioielleria Oreficeria Maria Grazia Colambrosi C.so V. Emanuele, 20 S. Felice Circeo - Centro storico tel. 0773/548580 pubblicità 11 Lo spazio della memoria San Felice Circeo Un mare di ricordi Il progetto L’Istituto Comprensivo Statale “Leonardo da Vinci” di San Felice Circeo e l’Associazione Culturale “Il Centro Storico” bandiscono un concorso al quale potranno partecipare persone dai 6 ai 35 anni, singolarmente e o in gruppo. Oggetto principale del concorso saranno delle interviste, in forma scritta o video, ad anziani di San Felice Circeo, di oltre 65 anni, su episodi della loro vita privata, avvenimenti storici e sociali accaduti nel periodo anteriore all’anno 1960. Maggiori dettagli verranno comunicati il 26 settembre 2003, in occasione della presentazione del “Progetto” alla stampa. Gli scritti premiati e una selezione di quelli presentati saranno pubblicati in un libro distribuito gratuitamente e su alcuni quotidiani. Il concorso si concluderà il 24 aprile 2004, con la presentazione e premiazione dei vincitori. (editoriale da pag. 1) la qualità della vita al Circeo e di sottolineare ciò che riteniamo – senza presunzione - sia nell’interesse di chi ama San Felice Circeo. Quando lo riterremo giusto, e mai per partito preso, pungoleremo l’amministrazione anche con il sostegno di chi, con passione e competenza, vorrà imbarcarsi con noi in questa avventura. Come Massimo Bagatti, consulente ambientale, che spiega su queste pagine come va organizzata una efficiente raccolta dei rifiuti sul nostro territorio. Perché quello che succede a qui, nel bene e nel male, non riguarda solo i sanfeliciani. Il Circeo - nonostante le lottizzazioni, i porti, le case abusive, le ville sulle dune e la privatizzazione degli ultimi metri di spiaggia, che hanno tolto ormai perfino la vista del mare – appartiene a tutti. Abbiamo deciso di aprire questo primo numero con un ricordo in esclusiva di Anna Magnani scritto per “Centro Storico” da suo figlio Luca, che ringraziamo. Una figura straordinaria quella della Magnani, legata al Circeo e ai sanfeliciani da un grande sentimento, e che forse il Circeo - che trova il modo di patrocinare il gruppo Cinofilo Pontino, la manifestazione “Sapori di mare” e di finanziare la rassegna “Exotique” 2003, prelevando soldi addirittura dal fondo di riserva - avrebbe potuto commemorare con più affetto, nel trentesimo anniversario della sua morte. Il nostro punto di vista è quello di persone legate a San Felice Circeo perché ci sono nate, o ci sono cresciute, che ci vengono in vacanza o che ci vivono. E’ il punto di vista di persone che lo amano, che vogliono il suo sviluppo proteggendone Caffè Belvedere Cocktail Caffè Gelateria Terrazza belvedere con serate di musica dal vivo Caffetteria Specialità granite, coppe di gelato, grattachecche, frullati, frappè Cocktail & long drink alcolici e analcolici Corso Vittorio Emanuele, 54 S. Felice Circeo - Centro storico tel. 335/8211201 - 339/7676642 Emporio del Corso di Antonio Alessandrelli abbigliamento uomo – donna Corso Vittorio Emanuele, 7/9 S. Felice Circeo Centro storico tel. 0773/548175 cell. 328/6956470 pubblicità Bando di concorso l’integrità, almeno quella rimasta. E’ il punto di vista, per esempio, dell’architetto e urbanista Mario Cerasoli, docente a contratto in Urbanistica presso la Facoltà di architettura della Terza università degli Studi di Roma. Cerasoli, che è nato a San Felice, spiega le fasi di un auspicabile piano di recupero e riqualificazione del Centro storico. E soprattutto smonta il mito del “non ci sono i soldi”, indicando i fondi ai quali attingere. Già oggi, il nostro Comune potrebbe ottenere finanziamenti fino a 10 milioni di euro ai quali si potranno affiancare altre risorse pubbliche, comunitarie, private. Lo sapevate? Noi no, lo abbiamo scoperto facendo il giornale. Fateci gli auguri. Aiutateci e sosteneteci. Fare un buon giornale è innanzitutto un buon servizio per noi stessi, lettori e cittadini. di Marco D’Auria