Associazione Culturale “Il Centro Storico” periodico bimestrale gratuito - Anno I n. 1
Bando di concorso
Lo spazio della memoria
San Felice Circeo
San Felice Circeo, agosto 2003
editoriale
Un giornale al servizio
dei cittadini
Una buona notizia. Da oggi San
Felice Circeo ha un nuovo giornale
un fatto positivo, se è vero, come
riteniamo, che la pluralità dell’informazione è il sale della democrazia. con “Centro storico” ci poniamo l’obiettivo, a livello locale, di
offrire una nuova voce a chi ha
qualcosa da dire, di porgere spunti
di riflessione sui temi più disparati
che riguardano .................(pag. 12)
Sommario
Editoriale .................1-12
Anna Magnani...........1-2
La gestione dei
rifiuti urbani...............1-4
Il Centro Storico.........1-3
Raddoppio
del porto ....................1-6
Le guardiane del
promontorio...............4-5
Squarci di vita
paesana.........................5
Lo racconto al
giornale.........................5
La Biscotta ....................6
Perché l’Associazione
Culturale? .....................7
I giovedì letterari...........7
Delibere A. C. S. Felice
Circeo............................7
La mostra
permanente ...............8-9
Caro Sindaco ci sei?
................................9-10
Chi ci ha rubato il mare?
11
Oroscopo.....................11
Numeri utili.................11
Bando di concorso ......12
Ambiente - RIFIUTI
La gestione dei rifiuti
urbani: recenti indirizzi,
vecchie abitudini a
San Felice Circeo.
A San Felice Circeo la qualità del servizio di raccolta rifiuti è scadente ed
esistono situazioni di sofferenza nel
periodo estivo che sfiorano l’emergenza. La raccolta differenziata è
pressoché inesistente e le attrezzature sono scarse.
Gli impianti attuali sono al limite e
sono frequenti gli episodi di illegalità
legati a conferimenti
impropri e a
discariche
abusive.
A fronte di
tale quadro
di riferimento, generale
e locale, i cittadini e molti operatori
commerciali stanno acquisendo maggiore ..........................................(pag. 4)
Un mare di ricordi
(p. 12)
Anna Magnani, un mito
indimenticabile
Per la serie “vuoti di memoria”
I grandi personaggi legati a San Felice Circeo
L’associazione Culturale “Il Centro
Storico” in occasione dei trenta anni
della morte di Anna Magnani vuole
ricordare la grande artista attraverso
un semplice e simpatico episodio della
sua vita a San Felice Circeo con il Figlio
Luca, che cortesemente ce lo ha raccontato.
Peccato che l’Amministrazione comunale, che avrebbe potuto, e forse
dovuto, come molti si aspettavano,
organizzare per Anna Magnani un
ricordo degno della grande attrice che
ha legato il suo nome a quello di San
Felice Circeo. Per esempio, sarebbe
stato facile organizzare per l’estate
2003 una selezionata rassegna cinematografica, una mostra fotografica,
un premio per giovani registi, ecc.
Evidentemente Anna Magnani e la
cultura che rappresenta non
fa parte dei cromosomi di
questa amministrazione:
anche il 25° anniversario
della sua scomparsa è stato
completamente ignorato.
Anna Magnani è cittadina
onoraria di
San Felice
Circeo dal 1956, con la motivazione di appartenenza
“alla esigua ma illustre
schiera dei pionieri del
Circeo”. Altri tempi, altre
sensibilità..................(pag.2)
Dieci milioni di euro
per il Centro storico
Sindaco, perché non
li chiediamo?
Raddoppio del porto
Fino a 10 milioni di Euro di finanziamenti pubblici per la ristrutturazione del Centro storico. E’ la cifra
che il Comune di San Felice Circeo
potrebbe ottenere in relazione alle
risorse disponibili, se presenta un
programma di riqualificazione del
Centro Storico che venga valutato
positivamente dalle autorità competenti.
San Felice Circeo, come tutte le
amministrazioni comunali, può
accedere al Fondo europeo per le
progettazioni che mette a disposizione le risorse necessarie per
affrontare la redazione di strumenti urbanistici. Ma, allo stesso tempo,
è bene ricordare che proprio in
questo periodo sta per diventare
operativo il bando relativo ai
“Contratti di Quartiere II” emanato
dal ........................................(pag. 3)
Continua il braccio di ferro
Il progetto di “raddoppio” del
porto di San Felice Circeo è per il
momento bloccato. Ma, dopo quattro anni di polemiche, di denunce e
di sentenze giudiziarie, continua il
braccio di ferro tra chi vede la realizzazione dell’opera come un’occasione impedibile per dare sviluppo
e lavoro alla popolazioni locali e chi
invece la considera inutile e dannosa per l’ambiente.
Ma vediamo le tappe principali. A
presentare il progetto preliminare
era stata, nel maggio del 1999, la
società Penta di Frosinone, che
aveva inviato la richiesta al
Ministero dei Trasporti e alla
Capitaneria di Porto di Gaeta per
l’ampliamento del porto in un’area
demaniale marittima di circa
56.650 mq, con un incremento di
oltre 200 posti barca, rispetto ai
250
già
esistenti.
L’Amministrazione comunale aveva
espresso ...............................(pag. 6)
bimestale gratuito d’informazione
(da pag. 1) di Luca Magnani
Uno dei tanti ricordi che ho del
Circeo insieme a mia madre risale ai
primi anni in cui fu costruita la
nostra casa, intorno al 1950/51.
Allora il Circeo, nonostante fosse
vicino a Roma era molto isolato e
con un grande fascino. C’era una
natura arida e selvaggia (nascevano
solo piante, spontanee), un sole violentissimo, il canto delle cicale continuo e assordante almeno fin quando non ci si abituava, un’aria piena
di odori acri e forti.
Nella zona di Quarto Caldo dove è
stata costruita la casa non c’era proprio nulla, non c’era acqua, non
c’era luce; la strada per arrivarci era
una specie di mulattiera da percorrere con grande attenzione,
rischiando in qualsiasi momento di
rompere la coppa dell’olio della
macchina. Era faticoso viverci, perché per procurarsi qualsiasi cosa, dall’acqua alla spesa alimentare, con
non pochi problemi si doveva raggiungere il Paese. Per fortuna c’era
Luigi, il figlio di compare Costantino,
il guardiano della villa accanto, che
aveva una Jeep lasciata dagli americani alla fine della guerra, la quale
divenne il mezzo di collegamento
tra noi e il Paese, Paese che, dopo il
lungo soggiorno che vi facevo da
bambino, alla fine mi sembrava una
grande città.
Bisognava molto amarlo il Circeo per
costruirci casa, mia madre l’ha
costruita.
Proprio a quegli anni risale ciò che
sto per raccontare.
Era il 29 luglio, mi ricordo la data
perché ricorreva la festa di S. Felice
martire molto sentita all’epoca dai
Sanfeliciani; era una festa tutta loro
e non per i villeggianti anche perché
non ce n’erano.
Si svolgeva in piazza e il momento
dal film Bellissima
più importante della festa era l’albero della cuccagna, un palo altissimo,
più alto delle case circostanti, completamente ricoperto di sapone, su
cui ci si doveva arrampicare per raggiungere e conquistare i premi
appesi in cima.
All’epoca avevamo un guardiano,
Francesco Coccia, di circa sessanta
anni. Aveva iniziato a lavorare da
noi prima che la casa fosse finita,
tanto che per un certo periodo
aveva dormito sotto le stelle.
Quel 29 luglio partimmo tutti per la
festa: mia madre, una mia zia, io,
Francesco e non ricordo chi ancora,
ma eravamo diverse persone.
Francesco, che per le grandi occasioni si tirava a lucido come un damerino, si sentiva particolarmente felice
ed orgoglioso per il fatto di uscire
con “la mia signora” (così chiamava
mia madre quando ne parlava con
altre persone).
Aveva con sé un sacchetto, che non
si addiceva molto all’abito elegante
che indossava, ma nessuno ci fece
caso più di tanto.
Andammo alla festa con la macchina
di mia madre: una Buick decappottabile elettricamente, color bordeaux,
cambio automatico, volante e pomelli vari in bachelite bianca, sedili di
pelle (più che sedili erano divani),
gomme con la fascia bianca, targata
N.Y.. In quella circostanza la Buick
divenne la seconda attrazione della
festa dopo l’albero della cuccagna.
Tra i vari premi che pendevano dall’albero della cuccagna, tutti premi
commestibili, come salami e formaggi, si notava una mortadella grande
quanto un bambino, donata da mia
madre.
Al momento della conta per stabilire
l’ordine dei candidati alla scalata
dell’albero,
vediamo
apparire
Francesco, che era sparito da un po’
di tempo, con indosso una vecchia
tuta da meccanico, il famoso sac-
2
c h e t t o
sospetto, le
numerose
t a s c h e
rigonfie di
non si sa
che cosa.
Noi riman e m m o
tutti di stucco;
mia
m a d r e
cominciò a
dire “il mio
vecchio è
matto,
il
mio vecchio
Anna Magnani, Alberto Sordi, Totò
è matto”.
La piazza iniziò a rumoreggiare un
po’ per incredulità e un po’ per
affetto, perché Francesco era molto
amato in paese. Gli altri concorrenti
erano tutti ragazzotti assai più giovani di lui.
A Francesco toccò salire per terzo o
quarto, gli altri prima di lui non
erano riusciti che a salire pochi
metri.
All’inizio della scalata di Francesco
tutta la piazza cominciò a strillare,
noi dal nostro palco, la Buich, facevamo un tifo da stadio, ma nello
stesso tempo non ci facevamo illusioni sull’esito finale: sarebbe scivolato come tutti gli altri concorrenti!
E invece il nostro Vecchio tirò fuori il
suo asso nella manica, le tasche della
tuta.
Cosa c’era nelle tasche? Tutte le
tasche, ed erano parecchie, erano
stracolme di cenere: ogni mezzo
metro di salita Francesco si fermava
e si cospargeva le braccia, il petto e
gli stinchi con grandi quantità di
cenere.
Arrivò così in cima mentre la piazza
strepitava entusiasta per la prodezza
dell’amato concittadino, che come
unico premio prese la mortadella
della “mia signora”.
Per noi fu quasi una sciagura, questa
mortadella non finiva mai e nelle
stesso tempo non ce ne potevamo
disfare, perché Francesco era molto
orgoglioso del suo trofeo.
Quando poi negli anni successivi
durante le sere d’inverno mi mettevo
con Francesco a ricordare i tanti episodi della sua lunga vita a casa
nostra, tornavamo spesso a parlare di
quell’albero della cuccagna, rilevando soprattutto il fatto che Francesco
con i suoi sessant’anni aveva battuto
persone molto più giovani.
Questa considerazione veniva sottolineata da Francesco che si rivolgeva
a me con un’espressione tipica sanfeliciana dai vari significati: nesié?!
3
(da pag. 1) Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti .
Richiamandosi alla precedente esperienza dei Contratti di Quartiere del
1998, anche in questo caso l’attenzione del Ministero è rivolta agli
ambiti urbani caratterizzati da un
“diffuso degrado delle costruzioni e
dell’ambiente urbano e da carenze
di servizi in un contesto di scarsa
coesione sociale e di marcato disagio
abitativo”; a tal fine promuove la
predisposizione e presentazione, da
parte delle amministrazioni comunali, di programmi di riqualificazione
urbana caratterizzati da una sostanziale componente innovativa e sperimentale.
Ma che tipo di recupero è auspicabile per il Centro storico di San Felice
Circeo?
La domanda è necessaria. A San
Felice Circeo il degrado del tessuto
urbano ed edilizio del Centro Storico
non è altro che la punta di un iceberg costituito dalla mancanza, da
decenni, di qualsiasi forma efficace
di gestione e di controllo urbanistico.
Si potrebbe facilmente imputare
tutto ciò alla inadeguatezza degli
strumenti urbanistici.
Ma quando è totalmente assente la
consapevolezza civile delle comunità
locali, in primo luogo, e di conseguenza la volontà politica di tutelare
il proprio territorio, anche il migliore
degli strumenti urbanistici è destinato a fallire i propri obiettivi.
Ecco perché non si può oggi parlare
di un problema Centro Storico di San
Felice Circeo se non inserito in un più
ampio ed integrato discorso sull’intero territorio comunale e sulle
potenzialità residue per attivare un
processo di riqualificazione urbanistica ed ambientale e quindi anche
economica e sociale che faccia
da volano a un vero rilancio di
questa mitologica località.
A queste condizioni, si possono senz’altro fare alcune considerazioni sul tema del recupero del Centro Storico.
Un processo di recupero e
riqualificazione urbanistica
del Centro Storico di San Felice
Circeo può essere messo in
atto a partire dal riconoscimento del ruolo attuale di
questo nell’ambito del territorio comunale e delle risorse in
esso ancora custodite.
Su queste basi, facilmente
riconoscibili anche solo attraverso una visita “turistica”, si
potrebbe avviare la redazione di un piano urbanistico
attuativo che dovrà essere
impostato sulle seguenti fasi
San Felice Circeo, Agosto 2003
di lavoro:
1. fase preliminare di definizione
degli obiettivi programmatici, con
conseguente precisazione del programma particolareggiato delle
analisi da svolgere;
2. fase di ricerca (svolgimento delle
analisi finalizzate sopra descritte e
di altre che saranno ritenute opportune e necessarie);
ta ed immediata attuazione (opere
pubbliche e assimilabili);
- un secondo livello vincolistico e prescrizionale, consistente nel complesso delle normative che regoleranno
l’attività edilizia ed urbanistica all’interno del perimetro dell’area di
piano;
- un terzo livello di suggerimenti e
consigli composto da quelle indica-
3. fase di sintesi ed interpretazione
delle analisi;
4. fase di definizione del preliminare
di progetto di piano particolareggiato, con individuazione delle risorse
necessarie per l’attuazione;
5. fase di definizione del Piano per il
Centro Storico, con le relative norme
tecniche d’attuazione e programma
pluriennale di attuazione degli interventi programmati.
Il progetto di piano sarà costituito
pertanto di tre diversi livelli di precisazione:
- un primo livello di immediata efficacia, relativo agli interventi di diret-
zioni che, pur non avendo carattere
di efficacia (diretta o indiretta),
dovranno costituire un indirizzo per
la gestione del piano e per le modificazioni future.
A questo punto si potrebbe obiettare che, anche volendo affrontare
operativamente tale impresa, nella
consapevolezza che la riqualificazione del Centro Storico di San Felice
produrrebbe immediati benefici sull’economia del Circeo, basata essenzialmente sul turismo e sulle attività
dell’indotto, sono tuttavia assolutamente scarse se non inesistenti le
risorse disponibili per un tale capitolo di spesa. Come abbiamo
accennato sopra, ciò non è
sempre vero. Si tratta purtroppo di un luogo comune che
spesso i politici e gli amministratori usano per giustificare
inerzie gestionali di vario
genere.
Il ricorso ai finanziamenti pubblici e privati, che esistono e
sono disponibili, potrebbe
essere una possibilità estremamente interessante per avviare
quel processo di recupero del
Centro Storico di San Felice
Circeo che in molti stanno da
tempo e a ragion veduta sollecitando.
Mario Cerasoli,
architetto e urbanista,
Docente a contratto in urbanistica presso la terza
Univerità degli studi di Roma
bimestale gratuito d’informazione
(da pag. 1)
consapevolezza rispetto alle
tematiche
ambientali;
ritengono utile
anche a livello
comunale, partecipare al difficile percorso di qualificazione attraverso impegni riferibili
già in prima fase alla limitazione della
produzione di rifiuti e alla raccolta
differenziata, ma credono altresì
importante ricevere informazioni
chiare ed aggiornate riguardo a
caratteri, modalità, prestazioni e costi
del servizio che comprende anche lo
spazzamento.
Il momento del passaggio del rifiuto
da cosa privata a cosa pubblica si
esplicita proprio nel momento del
conferimento da parte del singolo
utente: un atto di consapevolezza e
responsabilità ambientale che occorre qualificare adeguandolo ai nuovi
profili organizzativi tracciati dalla
stessa Regione Lazio, ivi compresa la
raccolta differenziata della frazione
organica.
Purtroppo qualsiasi tentativo di confronto da parte dell’Associazione “Il
Centro
Storico”
con
l’Amministrazione comunale di S.
Felice Circeo ci è stato negato: evidentemente si ritiene che i rifiuti
siano affari da gestire sottotraccia (e
male), senza che i cittadini ne prendano conto e assumano alcuna iniziativa, se non quella di pagare un
servizio peraltro di basso profilo.
Prendiamo atto del mancato allineamento delle competenze in materia
di rifiuti tra Amministrazione comunale, provinciale e regionale, senza
per il momento tirare in ballo fredde
percentuali, quantità, qualità, costi e
procedure, ma ci proponiamo di
approfondire pubblicamente l’argomento dopo l’estate, quando saranno disponibili a conforto delle nostre
affermazioni, i dati dell’Apat e
dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti
aggiornati al 2002.
Come riflessione da spiaggia potremmo intanto domandarci quali sorprese verrebbero fuori da una seria analisi prestazionale, impavidamente
invocata da due anni in ogni convegno dai nuovi maitre a penser del
Ministero ambiente, i quali, probabilmente, frequentano più le coste
toscane di quelle del Circeo, ma si
fidano ciecamente delle tranquillizzanti assicurazioni degli amministratori locali: tutto sotto controllo!
Da qualche anno la gestione dei rifiuti è diventata una delle grandi questioni sulle quali la pubblica amministrazione misura le proprie capacità
organizzative.
La materia, che per alcuni secoli è
stata ritenuta di carattere essenzialmente igienico e quindi gestita tramite regolamenti di polizia sanitaria, di
cui restano testimonianze anche in
iscrizioni marmoree in alcuni vicoli
urbani, ha subito negli ultimi decenni
un’interessante evoluzione fino a
diventare uno degli elementi di complessità tecnico-organizzativa su cui i
cittadini possono realmente misurare
il buon governo del territorio.
In tempi recenti, in particolare a partire dagli anni Ottanta, si sono poste
attenzioni di carattere tecnico normativo per gli impianti di smaltimento e successivamente, dal 1997, con il
D.Lgs n° 22, conosciuto come
Decreto Ronchi, si è finalmente individuato nell’intero processo di conferimento, raccolta, trasporto recupero e smaltimento il concetto di
gestione dei rifiuti, che in Italia si sta
lentamente attuando attraverso
Piani regionali che individuano i
nuovi assetti sul territorio e le linee
su cui sviluppare i servizi in ambiti
territoriali adeguati.
La situazione nazionale vede un processo di attuazione di tali indirizzi che
in generale possiamo definire più
avanzato al nord, sufficientemente
maturo al centro e con evidenti difficoltà al sud.; in questo quadro generale ci sono situazioni locali a macchia
di leopardo che penalizzano o pre-
4
miano amministrazioni locali che,
consapevoli della centralità del tema,
hanno provveduto compiutamente
alle proprie competenze o comunque
sono pienamente coinvolte nel processo di qualificazione.
Per i non addetti ai lavori, il più conosciuto degli indicatori di buona
gestione dei rifiuti urbani è certamente la percentuale di raccolta differenziata, che la normativa italiana,
passando livelli intermedi del 15% e
25% ha individuato nel 35% al 2003.
Questo parametro andrebbe tuttavia
relazionato all’intero quadro di riferimento, dalla produzione originaria di
rifiuti ai vari trattamenti che il rifiuto
deve subire prima dello smaltimento
finale.
La Regione Lazio ha approvato il
Piano regionale di gestione nel luglio
2002. Il piano prevede una rapida
riorganizzazione del sistema gestionale regionale attraverso un totale
potenziamento ed una qualificazione
della raccolta differenziata al 35% (in
provincia di Latina è oggi a poco più
del 3%), un trattamento di selezione
del rifiuto indifferenziato e un trattamento termico della frazione secca
residua.
di Massimo Bagatti
Consulente ambientale, comitato scientifico
nazionale Legambiente e membro
Associazione “Il Centro Storico”
Le guardiane del promontorio
Torri e pirati, breve storia delle “sentinelle” del Circeo
Anche il più
distratto tra
i visitatori
che viene al
Circeo, non
può
non
notare
le
diverse torri
Torre Cervia
che “perimetrano” la costa del territorio
comunale. Infatti, nonostante non
siano valorizzate, anzi, per niente
considerate da chi ha la responsabilità del territorio, le torri autorevolmente si mostrano a tutti, maestose
e cariche di storia.
Come guardiane, sono lì a testimoniare un passato dove la difesa del
territorio era un valore. Quattro
sono sul promontorio e sono a pianta rotonda (Torre Paola, Torre
Moresca –solo un rudere -, Torre
Cervia e Torre Fico) con un diametro
che varia dai 7,50 ai 9 metri e un’altezza dai 12 ai 15 metri, mentre le
due, adiacenti la spiaggia, sono una
(Torre Vittoria) a pianta quadrata di
9 metri per lato, e l’altra (Torre
Olevola) a pianta rettangolare di 9 x
7 metri.
Interessante è la motivazione che
diede origine alla costruzione delle
torri, essa è riportata nel libro di
Tommaso Lanzuisi “Il Circeo nella
leggenda e nella storia”, Roma,
1992: “Le prime torri sorsero proprio
sul promontorio, il Papa Pio IV (15591565) ordinò ai signori di Sermoneta
e di San Felice, Nicolò e Bonifacio
Castani, di fabbricarvi quattro torri
intorno alla scogliera. Esiste nell’archivio Caetani il Breve originale in
pergamena di Pio IV : «Super
costructione turrium ad Montem
Circejum», dato in Roma l’8 gennaio
1562 . «Non senza grave angoscia
d’animo,
considerando quanto
numerose e
quanto frequenti calamità, iattura
e danno i
pirati turchi
Torre Olevola
e africani
5
abbiano
apportato
non solo ai
naviganti e
ai mercanti, che trasportano
generi alimentari ed
altre merci
necessarie all’Alma Urbe, ma anche
agli altri cristiani che navigano da
ogni parte il nostro mare, i quali, catturati ogni giorno e depredati delle
loro merci, o vengono uccisi e gettati in mare o vengono condotti, infelici, come schiavi nelle lontane prigioni della Barbaria e della Turchia
… per la sicurezza delle navi che da
Napoli e dalla Sicilia veleggiano
verso Roma e così pure per quelle
che da Roma vanno verso Napoli e la
Sicilia, vi ordiniamo di costruire a
vostre spese una torre di difesa presso il Lago di Paola, un’altra sulla rupe
del Fico, un’altra alla Cala Cervia e
una quarta alla Cala Moresca o
Cancolino, tutte idonee ad accogliere guarnigioni di soldati»
“Si cominciò a costruire – scrive sempre il Lanzuisi – alle due estremità
opposte del Promontorio, in due
punti strategici: Torre Paola su uno
sperone dominante la cala e la foce
del canale emissario del Lago; Torre
Fico, alta sul ciglio della rupe, in
modo da poter spazzare con le sue
artiglierie l’ansa, nella quale oggi è
sorto il porto turistico, e il tratto
della scogliera fino al Faro. I lavori
erano a buon punto allorché gli operai furono bersagliati e messi in fuga
Torre Paola
San Felice Circeo, Agosto 2003
dai pirati saraceni arrampicati tra le
rocce, i quali ovviamente distrussero
quanto era stato costruito. Fu necessario cominciare da capo e proteggere i lavoranti, d’allora in poi, con
una scorta
Torre Vittoria
armata e
dietro un
riparo di
tavole. Ma
l’episodio
rivelò l’unico punto
vulnerabile di queste torri e portò a una importante
innovazione nella loro struttura: la
piazza d’armi fu munita di uno
scudo dalla parte del monte in modo
che i soldati potessero accedervi e
operarvi al coperto. La due torri
erano già ultimate nella prima metà
del 1563”
Oggi le torri sono ancora lì a testimoniare, per noi contemporanei,
che il territorio va difeso dai nuovi
pirati che, con altri mezzi e comportamenti, minacciano e devastano,
nella follia del consumo turistico
mordi e fuggi, tutto quello che calpestano.
Quindi, nell’attesa che in futuro le
torri possano essere visitate all’interno, ammiriamole nella loro bellezza
e imponenza riflettendo anche sul
messaggio implicito che comunicano: il territorio, in questo caso San
Felice Circeo, va rispettato e tutelato
impedendo che i nuovi pirati possano prevalere devastandolo e distruggendolo!
FaLuLa
Lo racconto al
giornale…
I “sognatori” di via Terracina
Tutti conoscono via Terracina, perché,
bene o male, sono costretti a transitarla, trattandosi di una strada di collegamento tra S. Felice e Terracina,
ma non tutti sono consapevoli della
pericolosità, soprattutto estiva, di
questa lunga strada che va dal "canale coperto" sino al ristorante
Fiordaliso e poi continua fino alla via
Pontina con il nome di via S. Felice.
Coloro che stabilmente risiedono sono
degli inevitabili sognatori: sognano
marciapiedi sui quali passeggiare con i
propri figli; sognano una pista ciclabile;
sognano una strada percorribile anche
quando piove, senza pozzanghere;
probabilmente anche chi ci ha perso la
vita, su questa strada, sognava la stessa
cosa. Sì, perché questa strada, ha ucciso
molte donne e uomini, senza che nessuno mai intervenisse per porvi rimedio.
Invitiamo tutti a controllare, soprattutto d'estate, la transitabilità di via
Terracina, con i turisti "mordi e
fuggi" che parcheggiano pericolosamente su ambo i lati, pur di evitare il pagamento del pedaggio sul
lungomare.
Gli abitanti di via Terracina continuano a sognare Mezzomonte, trasformato a vero salotto di questo paese.
Ma forse via Terracina è considerata
periferia. E allora avreste ragione, gli
abitanti di via Terracina rimarranno
sempre degli innegabili sognatori.
Michele Stasi
Squarci di vita paesana
Come eravamo/Al telefono pubblico del Dopolavoro
Quando il telefono privato era
privilegio di pochi, i più dovevano
servirsi di quello pubblico. Allora
la cabina telefonica era situata
nel Bar Dopolavoro in P.zza V.
Veneto. Non ho mai saputo spiegarmi perché la maggior parte
degli utenti lasciava sempre la
porta aperta e parlava nell’apparecchio con voce alta, quando
addirittura non strillava, cosicché
quelli che giocavano a carte o
consumavano al bancone , dovevano necessariamente ascoltare le
loro conversazioni.
Fu convocata Giacomina, per un
appuntamento telefonico all’ora
X.
Entrò in cabina, lasciando ovviamente la porta spalancata e con
voce stridula incominciò: “Pronte!
Si, pronte! So i! Comme! Nesié!
Ma lèvete vèh! Nooh, nen pò esse
assusì! Nfa gnènte pe mò! E perché? Benemiecare! Sarà pe n’ata
vòta!”.
Il monologo continuò per una
decina di minuti, allorquando
Giacomina strillò: “Ma tu chi sì?”.
Ci fu una risata generale.
Entra in cabina Ndonde C.
“Prondo! Si, si prondo! Io vorrebbe una informaziona. No!
Nen è pe me, ma per il parroco
di San Felice. Si! Sull’orario delle
corriere. Eh! Si! Ma a che ora
parta lutema corriera da Castre
Petroglie?” (… parte l’ultima
corriera da Castro Pretorio?).
Ncéck (Francesco) aveva un appuntamento con il figlio soldato.
“Pronte! Pronte! Ah Giusé!
Comme staie ? Pure nuie a quà
tutte quante bene ! Ah si! Po’ ce lo
diche a zita. Si! Simme piantate
pure le petata merecane. Si si! E’
nata isterza, è na bella vetelluccia;
rassomiglia tutta alla mamma
Biancuccia”.
da Okeamus di Andrea De Sisti
bimestale gratuito d’informazione
La Viscotta
Ricette di San Felice Circeo
La “viscotta” è il dolce della tradizione
pasquale di S. Felice Circeo. Una tradizione antichissima, che affonda le sue
radici nei culti della fertilità. ju cellette
e la pupa sono le due forme che le
(da pag. 1) da subito parere negativo, seguita dalla Capitaneria di
Porto e, nell’estate del 2000, dalla
Regione Lazio. Quest’ultima, attraverso il Dipartimento Urbanistica e
Casa, invitava la Penta ad una rivalutazione generale del progetto
vista la non conformità al Piano di
Coordinamento dei Porti della
Regione Lazio. E il Dipartimento
Opere pubbliche e servizi sul territorio suggeriva la necessità di effettuare uno Studio di inserimento
paesaggistico (Sip) e la Valutazione
di impatto ambientale (Via).
La svolta avviene nella Conferenza
dei servizi del 21 giugno 2001. Gli
enti inizialmente critici verso il progetto fanno marcia indietro; prima
l’Amministrazione di San Felice, poi
i dipartimenti della Regione esprimono parere positivo; ad essi si
aggiunge anche il sì dell’Assessorato
regionale per l’ambiente – Area Via.
Nel frattempo però la vicenda ha
aspramente diviso le forze politiche
e la popolazione locale. Nel settembre del 2001 la società Vigedal e
l’hotel Maga Circe, struttura alberghiera situata nei pressi del porto,
presentano ricorso al Tar contro
l’ampliamento: tra le motivazioni
del ricorso, il mancato procedimento di Via, l’impatto dell’opera su
un’area che è Sito di importanza
comunitaria (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps), l’assenza alle
Associazione Culturale
“Il Centro Storico”
di San Felice Circeo (LT)
Corso Vittorio Emanuele, 23
Tel. 333 1904459 - Fax 06 51985217
e-mail: [email protected]
www.sanfelicecirceo.info
nonne davano all’impasto prima di
infornarlo e di consegnare il dolce,
rispettivamente, al bambino alla bambina di casa. Il primo a foggia di simbolo fallico, con due uova alla base; la
seconda con la forma stilizzata di una
donna, quasi un feticcio con rudimentali braccia e gambe e un uovo messo
trasversalmente sulla pancia.
Conferenza dei servizi dell’Ente
Parco. Nel gennaio del 2002 Verdi e
Rifondazione comunista del Lazio
presentano un esposto alla Procura
di Latina, che apre un fascicolo sulle
eventuali ripercussioni che il portobis avrebbe sull’ambiente marino.
Anche le associazioni ambientaliste
scendono in campo: il Wwf lancia
l’allarme per l’integrità delle coste,
in uno dei tratti più esposti all’erosione del Lazio. Legambiente interviene con un blitz di Goletta verde
nel luglio 2002.
A ottobre la presentazione a Roma
di un “Libro bianco”curato da
Rifondazione comunista,
un minuzioso dossier che
ripercorre tutte le fasi del
progetto. A chiudere,
temporaneamente,
la
vicenda ci pensa il Tar, che
il 16 dicembre 2002 accoglie il ricorso presentato
dalla Maga Circe, e
annulla la concessione
demaniale marittima alla
Penta, nonché le conferenze di servizi che avevano approvato il progetto
preliminare di ampliamento del porto.
La sentenza è accolta con sollievo
dal fronte rosso-verde che si era
opposto al progetto. La società
Penta invece presenta ricorso al
Consiglio di Stato. Seguita dall’amministrazione comunale. Nel giugno del 2003 è l’Unione europea a
“censurare”,
attraverso
il
Commissario europeo dell’ambiente, il comportamento dell’Italia e
della Regione Lazio sulla vicenda,
sottolineando ancora una volta l’assenza della Via ai sensi della direttiva 85/337/Cee e della Valutazione
d’incidenza del piano dei porti sulle
Zone di protezione speciale. Ora,
dopo le critiche dell’Europa, si
attende la decisione del Consiglio
di Stato.
Stimpler
6
La cucina sanfeliciana “classica” consiste in una serie di piatti “poveri”
che spesso, per le famiglie del luogo,
rappresentavano tutto il menù di
un’intera giornata. Li troviamo, prevalentemente, tra gli antipasti, i
primi piatti e le verdure.
Nella cucina povera di una popolazione senza pescatori – quale era
quella del Circeo – gli alimenti “carni
e pesce” rappresentavano una rarità.
Le famiglie più fortunate allevavano
un maiale nella “rolla” – tipica stalletta – nella zona del Peretto, dove le
rolle sono rimaste fino agli anni sessanta.
Nella cucina del pesce si è fatta sentire l’influenza della “marinara”
Terracina, per via della vicinanza e
dei rapporti di parentela. Dunque
ora anche nelle famiglie del Circeo ci
sono delle “nonne” che si ritengono
depositarie della “vera” ricetta della
zuppa di pesce o delle alici marinate.
Le nonne, appunto, molte delle quali
– insieme ad altre amiche e amici di
S. felice – con la loro “memoria storica” o i loro preziosi consigli hanno
reso possibile la raccolta delle ricette. Li ringrazio tutti per il loro aiuto
determinante.
OLIVE PISTATE
olive verdi fresche,semi di finocchietto selvatico, aglio, peperoncino, sale
,olio
Prendete delle olive verdi fresche
dalla pianta (ottobre-novembre),
ponetele su un largo tagliere e battetele ad una
ad una con
un
sasso
ben levigato o qualcosa di simile.
Dopo
averle
“pistate”
tutte, mettetele in
una ciotola, possibilmente di coccio,
e versatevi sopra dell’acqua bollente,
fino a coprirle tutte. Lasciatele per
alcune ore e ripetete questa operazione per altre tre volte. Infine
lasciate le olive nell’acqua fresca per
un’intera notte.
Scolatele, asciugatele e conditele
con sale, semi di finocchio selvatico,
peperoncino, uno spicchio d’aglio
tagliato a pezzi e un filo d’olio.
Mescolate e aspettae due giorni
prima di servire.
Angela Bassani
Iscrizione in corso presso il tribunale di Latina
Direttore responsabile: Marco D’Auria
Direttore di redazione: Alessandro Cresti
Redazione: Fausto Lanzuisi,
Maurizio Paolini, Mariadea Votta
Questo numero è stampato in 2000 copie
e distribuito gratuitamente
Stampa: www.ammendolanfc.com - Roma
Via di Torrenova 178/b
7
Perché
l’Associazione
Culturale
“Il Centro
Storico”?
Per dare una risposta a questa
domanda bisogna tornare al
1998, anno in cui alcuni cittadini
del Centro storico di San Felice
Circeo, assistendo al continuo
degrado dello stesso Centro storico (abusivismo strisciante, trasferimento in altre sedi di servizi
sociali ed essenziali quale banca e
mercato, schiamazzi, carente raccolta rifiuti, ecc.) hanno ritenuto
utile associarsi e porsi l’obiettivo
di ridurre e/o eliminare questi
inconvenienti attraverso un’azione continua di segnalazione e
proposizione all’Amministrazione
comunale.
L’Associazione, alla quale potevano e possono aderire residenti e
non del Comune di San Felice
Circeo, volendo fortemente la salvaguardia, la protezione, la valorizzazione del patrimonio storico,
artistico, culturale del Centro
Storico desidera individuare ed
analizzare le problematiche di
varia natura per una corretta
gestione del “vecchio borgo”
medioevale e nel contempo promuovere iniziative tese a riscoprire origini, tradizioni, storia e folklore del Paese.
In tal senso l’Associazione si è
sempre resa disponibile ad un
confronto ed un dialogo continuo
con l’Amministrazione comunale,
manifestando anche la volontà di
partecipare ad iniziative culturali
con fattivo inserimento nella loro
organizzazione.
Con l’iniziativa del giornale “Il
Centro Storico” si vuole in particolare aprire una finestra sulla
leggenda, sulla storia, sulla cronaca, sulle curiosità e quant’altro
può interessare il sanfeliciano o
chi vi risiede saltuariamente; si
vuole altresì, attraverso la rubrica
“Il Circeo sbagliato”, offrire uno
strumento ai cittadini, che intendano esprimere il loro disagio.
Nel ringraziarvi per leggerci, vi
chiediamo di seguirci con simpatia e, nel caso di condivisione dei
nostri obiettivi saremo lieti di
vedervi aderire numerosi alla
nostra Associazione.
di Alessandro Cresti
San Felice Circeo, Agosto 2003
I giovedì letterari
Su iniziativa di alcuni volenterosi, appassionati
di narrativa e poesia, l’inverno scorso, è stata
avviata una gradevole consuetudine di incontri letterari con cadenza settimanale presso il
bar “Pontevecchio” al Centro Storico.
L’iniziativa, momentaneamente sospesa,
riprenderà il prossimo inverno.
Pubblichiamo una poesia di un bambino di 11
anni che ha aderito a questo gruppo di amici.
Guerra
Un bimbo sporco e seminudo gioca solo per terra,
una giovane sposa pensa al suo uomo lontano,
una madre prega per i suoi figli alla guerra.
Un povero vecchio lavora nell’orto senza una mano
e intorno a lui giacciono solo macerie.
In quello che fu un allegro paese
non c’è più riparo dalle intemperie.
Prega un soldato, le mani al ciel protese
“Guerra: questo canto di morte, o Signore, non farmi più sentire
e fa nella pace di tutti i giorni ogni creatura ti possa lodare”.
Alessandro Pilato
(anni 13 – Scuola Media delle Orsoline di Terracina)
Delibere dell’Amministrazione
Comunale di San Felice Circeo
N.
Data
Oggetto
94/G.
18/6/03
Approvazione istruttoria domande per selezione
pubblica assunzione n. 4 VV.UU. tempo determinato
95/G.
18/6/03
Motivi aggiunti ricorso principale n. 1251/02 proposto da
Romano, Maria, Livio e Sergio c/Comune San Felice Circeo.
Conferma mandato per difesa dell’ente.
96/G.
18/6/03
Conferimento incarico per nuovo
regolamento edilizio comunale.
97/G.
18/6/03
Patrocinio al gruppo Cinofilo Pontino.
98/G.
18/6/03
Patrocinio manifestazione “Sapori di mare”.
99/G.
20/6/03
Acquisizione al patrimonio comunale di minibus Iveco
50C15. Versione disabili.
100/G.
20/6/03
Aumento prestazione lavorativa dei dipendenti in servizio
part-time a tempo pieno e indeterminato.
101/G.
20/6/03
Approvazione calendario manifestazioni estive anno 2003.
102/G.
20/6/03
Finanziamento rassegna “Exotique 2003”.
Prelievo dal fondo di riserva.
103/G.
20/6/03
Approvazione relazione illustrativa gestione dell’esercizio
finanziario 2002.
104/G
24/6/03
Area di programmazione integrata per la valorizzazione
ambientale, culturale e turistica del territorio denominata
“Latina Tellus” dai Latini alle città di fondazione con
adesione e approvazione della relazione tecnica.
105/G
24/6/03
Approvazione modalità per rateaizzazione versamenti
oneri concessori dovuti per concessioni edilizie a sanatoria.
106/G
24/6/03
Variazione n. 1 al bilancio per l’esercizio 2003.
107/G
24/6/03
Legge Regionale 29/92. Diritto allo studio. Piano di
interventi 2003-2004. Richiesta contributi.
bimestale gratuito d’informazione
8
LA MOSTRA PERMANENTE
Un modello didattico di “nuova generazione”
Le glaciazioni, l’evoluzione
dell’Uomo, i fossili, la storia
dell’Uomo di Neandhertal, la
grotta Guattari a San Felice
Circeo. La Mostra permanente
Homo Sapiens e Habitat di S.
Felice Circeo è divenuta ormai
per il mondo della Scuola uno
strumento didattico irrinunciabile e un punto di riferimento per
la conoscenza e l’approfondimento dei grandi temi della
Preistoria, della Paleontologia
Umana e della Geologia del
Quaternario.
La Rassegna fu istituita nel 1978
per volontà del prof. Marcello
Zei e di altri studiosi del Centro
Studi
per
l’Ecologia
del
Quaternario
col
patrocinio
dell’Ente provinciale per il
Turismo di Latina e del Comune
di S. Felice Circeo usufruendo
della collaborazione del Parco
Nazionale del Circeo e di specialisti delle Università di Firenze e
Roma. Lo scopo della Mostra,
fra le prime in Italia di questo
genere, era quello di far conoscere alla Comunità locale e turistica nel rigore scientifico, ma in
chiave divulgativa e didattica,
l’importante patrimonio archeologico preistorico del Circeo e
del territorio pontino.
La Mostra, arricchita ogni anno
di nuovi suggestivi reperti comprende 47 espositori o moduli
didattici collocati nella Torre dei
Templari, nel centro storico di S.
Felice Circeo. Nelle cinque sale
dell’esposizione sono illustrati
gli eventi naturali, biologici e
culturali più significativi dell’Era
Quaternaria con particolare
riguardo al promontorio del
Circeo e alla regione pontina
con le sue straordinarie testimonianze
geomorfologiche,
paleoecologiche e preistoriche.
Nella prima Sala sono documentati i fenomeni geomorfologici
verificatesi nel Quaternario in
conseguenza delle variazioni climatiche (periodi Glaciali e
Interglaciali), figurano testimonianze fossili (conchiglie, campioni di sedimenti, ecc.) provenienti dal Circeo, repliche di rari
reperti e rappresentazioni iconografiche. Seguono collezioni di
manufatti litici provenienti
anche da lontane regioni del
Pianeta ordinate secondo criteri
cronostratigrafici (dal Paleolitico
inferiore all’Età dei Metalli) e
geografici. La parete di fondo
della prima sala è occupata da
un magnifico quadro, un olio su
tela di grandi dimensioni, che
illustra allegoricamente l’evoluzione dell’Uomo a partire dai
più antichi Primati. I 70 milioni
di anni che ci separano dal
Purgatorius e successivamente
dagli Ominoidi e dagli Ominidi
fossili, attraverso i processi evolutivi e selettivi che conducono
quindi all’ Homo Sapiens sono
simbolicamente compresi nei sei
metri della suggestiva rappresentazione. Accanto al vecchio
camino della sala una elegante
vetrina girevole suggerisce cronostratigraficamente l’idea dell’evoluzione dell’Uomo rappresentata da calchi di celebri
crani fossili da Homo
habilis/H.rudolfensis
a Homo Sapiens
correlati agli utensili litici prodotti
dalle rispettive specie umane.
La seconda Sala si
sofferma sull’importante sito preistorico di grotta
Guattari
situato
all’estremità orientale del Monte
Circeo, dove venne
alla luce nel febbraio del 1939 su
una paleosuperficie di epoca
glaciale un cranio di Homo neandertalensis in buone condizioni
di conservazione risalente a circa
50.000 anni fa. Un diorama,
alcuni oggetti provenienti dalla
grotta e una copia del famoso
reperto fossile umano configurano e ricostruiscono in sintesi
l’Antro dell’Uomo, luogo del
sensazionale ritrovamento. Le
immagini di due quadri inoltre
illustrano le ipotesi su cosa poteva essere successo al cranio: era
stato davvero oggetto di una
pratica di cannibalismo rituale
oppure lo aveva portato una
iena nella grotta ?
Una statua
in resina a grandezza naturale di
Uomo di Neandertal ci mostra
come poteva apparire un individuo appartenente alla specie
umana che frequentò il monte
Circeo e la regione pontina da
circa 100.000 a circa 30.000 anni
fa. In una piccola vetrina sono
esposti gli strumenti di selce che
quell’Uomo aveva costruito e
utilizzato (facies pontiniana del
Musteriano).
Un terzo, vasto, ambiente introduce i visitatori alle tecniche per
la ricostruzione paletnologica di
vari soggetti (riproduzioni di
abitazioni preistoriche, di culture mesolitiche, di probabili
immanicature di strumenti ed
armi) e mostra un campione di
terreno riportato “dal vivo” per
rappresentare una ricerca “en
plein air” ovvero all’aperto, o di
campagna. Su una parete è disegnata,
a grandezza naturale, la
sagoma
d e l
gigantesco
9
San Felice Circeo, Agosto 2003
HOMO SAPIENS E HABITAT
Mammuthus primigenius con
alcuni resti fossili autentici collocati nella loro posizione anatomica.
Segue una nuova Sala che ospita
grandi reperti fossili di faune
pleistoceniche (crani di Ursus
spelaeus e Bison priscus, dente di
Elephas antiquus) collocate in
reali strati archeologici. Questa
soluzione, raramente impiegata
nei musei tradizionali, potrà
avere uno sviluppo maggiore
accogliendo nuovi reperti e
materiali paletnologici in un
contesto più grande che consenta ai fruitori di “entrare” in un
cantiere di scavo. Chiunque
potrà prendere coscienza diretta
della
cronostratigrafia
ed
apprezzare l’importanza dello
studio dei materiali “in situ”, in
un ambiente cioè non depauperato e inquinato da scavi clandestini o sconvolto da altri eventi.
E’ evidente la finalità di questo
modulo didattico che tende a
sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’esatta collocazione del materiale archeologico
nel proprio orizzonte stratigrafico per una lettura razionale del
giacimento.
L’ultima Sala presenta una sintesi (numerose cuspidi o armature
di freccia di vario tipo, numerose
lame e lamelle, accettine levigate, fuseruole, ecc.) del giacimento neolitico s.l. a ossidiana de
“La Casarina” sul lago di
Sabaudia, corredi funerari protostorici, armi e manufatti esotici di epoca storica. Due vetrine
inoltre conservano interessanti
materiali etnografici fra i quali si
possono ammirare: un’ascia di
ferro Zulu (Sud Africa), una daga
Bamileke del Camerun, due archi
e una serie di frecce dal Mali, un
raro uovo di struzzo neolitico
dal Grand Erg orientale algerino
e due braccialetti in argento di
Caro Sindaco ci sei?
che in una recente assemblea i Soci
dell’Associazione Culturale “Il
Centro Storico” di San Felice Circeo
hanno eletto il nuovo Comitato
Direttivo.
Il Presidente ed il vice-Presidente
sono rispettivamente il sottoscritto,
Alessandro Cresti, e Lubiano Sarti.
In relazione alla carica istituzionale
da Lei ricoperta, mi sembra opportuno segnalarLe le finalità più significative
previste dallo Statuto
dell’Associazione, alla quale aderiscono residenti e non del Comune di
San Felice Circeo:
-la salvaguardia, la protezione, la
valorizzazione, l'uso ottimale del
patrimonio storico, artistico, culturale, architettonico, archeologico, paesaggistico del Centro Storico del
Circeo;
-l’individuazione e l’analisi delle problematiche di varia natura per una
corretta gestione del “vecchio
borgo” medievale, con il coinvolgimento della collettività, degli Enti
competenti, dell'Amministrazione
locale;
-la promozione di iniziative tese a
riscoprire le origini, le tradizioni, la
storia e il folklore del Paese;
-la pubblicizzazione del Paese, perché sia conosciuto e apprezzato in
Teatro, Centro storico e rifiuti.
Le nostre lettere senza risposta
La gestione del locale dell’ex teatro
comunale, l’organizzazione e raccolta
dei rifiuti urbani e il recupero del
Centro storico. Sono i principali temi
che l’associazione Centro storico, attiva dal 1998, ha messo al centro di una
serie di proposte inviate all’amministrazione di San Felice Circeo. Ve ne
proponiamo alcuni stralci. Nessuna
delle lettere ha finora avuto risposta.
Diverso l’atteggiamento delle altre
istituzioni. Le richieste di “Centro storico” hanno riscosso l’interessamento
da parte del ministro per i beni e le
attività culturali, del Soprintendente
Regione Lazio e Provincia Latina,
Presidente Giunta e Assessore
Ambiente Regione Lazio, Presidente
Giunta e Assessore Ambiente
Provincia Latina, Ministero Ambiente
e della Direzione Parco Nazionale del
Circeo.
17 febbraio 2003
Per sua conoscenza e per gli aspetti di
sua competenza, desidero informarLa
popolazioni Tuareg.
Nell’ultimo corridoio che riconduce il visitatore alla prima Sala
sono esposte le immagini delle
cavità costiere di interesse preistorico del promontorio del
Circeo.
Michelangelo La Rosa
Paletnologo, allievo e collaboratore del Prof. Marcello Zei
campo nazionale ed internazionale,
tramite qualsiasi mezzo di divulgazione (gemellaggi, depliants, agenzie, internet, ecc.);
-la cura ed il miglioramento dei servizi, con particolare attenzione alla
qualità degli stessi;
-l’adesione ad iniziative promosse da
altri Enti o Associazioni aventi analoghe finalità.
In relazione a quanto sopra riteniamo utile aprire un confronto e un
dialogo con l’Amministrazione da
Lei guidata, certi di poter offrire una
collaborazione disinteressata, efficiente e appassionata.
10 marzo 2003
Oggetto: Locale ex-teatro sito in
Piazza Lanzuisi
Faccio seguito alla mia del 17 febbraio u.s., per chiederLe di intervenire presso il Consiglio comunale di
San Felice Circeo, affinché deliberi di
concedere in comodato d’uso
all’Associazione Culturale “Il Centro
Storico” il locale “ex-teatro” sito in
piazza Lanzuisi.
E’ noto che sul locale in questione
grava la delibera n. 23 del 29/1/2001
della Giunta comunale che decideva
di dare in ..............................(pag. 10)
bimestale gratuito d’informazione
19 marzo 2003
Oggetto: Interventi per il risanamento
del Centro Storico di San Felice Circeo.
…(omissis)...a nome dell’Associazione
che rappresento vorrei poter conoscere criteri guida e progetti per il risanamento ambientale del Centro Storico
di San Felice Circeo, ritenendo indispensabile, vista l’importanza degli
interventi che si andranno a fare, che
l’Amministrazione promuova iniziative di diffusione, di informazione e di
coinvolgimento di Enti e persone interessate.
In particolare, anche in base alla legge
241/90, Le chiedo copia della documentazione che ufficialmente è stata
consegnata alle varie Istituzioni (Ente
Parco Circeo, Ministero Ambiente,
Soprintendenza Lazio, ecc.) e di essere
informato degli avanzamenti del procedimento amministrativo sul risanamento giacché l’Associazione da me
presieduta è “portatrice di interessi
diffusi” (art. 9 - legge 241/90) ed è in
grado di dare una qualificata collaborazione affinché siano ottimizzati i
risultati.…(omissis)...
30 aprile 2003
Oggetto: Organizzazione dei servizi di
igiene urbana e raccolta differenziata.
Richiesta di incontro.
Egregio Signor Sindaco, Ricorderà certamente il profondo disagio che cittadini e villeggianti di San Felice Circeo
Le hanno rappresentato l’estate scorsa, come in altre precedenti estati, in
merito all’organizzazione dei servizi di
igiene urbana nel centro storico e su
tutto il territorio comunale.
Al riguardo la nostra Associazione ha
raccolto una serie di informazioni e
dati che vorrebbe mettere a disposizione dell’Amministrazione comunale
di San Felice Circeo al fine di migliorare il servizio, di cui all’oggetto.
Pertanto, facendo appello alla disponibilità da Lei espressa in varie occasioni,
Le chiediamo un incontro pubblico per
esaminare e cercare di risolvere e/o
impostare le problematiche connesse
al suddetto servizio. …(omissis)…
5 maggio 2003
Oggetto: Atto di messa in mora
Con rammarico devo constatare che la
richiesta inoltrata dal sottoscritto a
nome dell’Associazione Culturale “Il
Centro Storico” di San Felice Circeo il
19 marzo 2003 non ha avuto seguito,
…(omissis)…
Poiché sono trascorsi i termini previsti
dall’art. 2 della legge 241/1990 e dall’art. 10 del Regolamento di attuazione della suddetta legge, stante il perdurare del silenzio di codesta
Amministrazione, il sottoscritto, diffida e mette in mora la S. V., ai sensi dell’art. 328 comma 2° del c.p., affinché
provveda, nei modi e termini di legge,
al soddisfacimento di quanto richiesto,
avvertendola che in contrario esporrà
denuncia all’Autorità Giudiziaria per
omissione di atti d’ufficio.
La necessità che abbiamo di essere
informati sugli interventi di recupero
del “Centro Storico” nasce dal desiderio di dare un qualificato contributo
per la tutela di un patrimonio culturale unico e fonte di enorme ricchezza
per qualsiasi politica capace di lungimiranza.
Siamo, infatti, convinti che i conti economici sul patrimonio culturale non si
fanno sugli introiti immediati (economici e politici), ma sulla ricchezza generata dall’indotto del consumo culturale, economicamente assai più rilevante
perché distribuito nel tessuto dell’intero territorio. …(omissis)…
24 giugno 2003
Oggetto: Interventi per il risanamento
del Centro Storico di San Felice Circeo.
Richiesta di incontro.
Egregio Signor Sindaco,
Ricorderà certamente la nostra del 19
marzo u.s. con la quale testualmente
chiedevamo “copia della documentazione che ufficialmente è stata consegnata alle varie Istituzioni e di essere
informati degli avanzamenti del procedimento amministrativo sul risanamento del Centro Storico di San Felice
Circeo” esercitando un diritto previsto
dalla legge 241 del 7 agosto 1990 –
“Diritto di accesso ai documenti amministrativi”.
L’Amministrazione da Lei guidata non
ha mai dato seguito alla suddetta
richiesta mettendo la nostra
Associazione nella condizione di rivolgersi alla Autorità competente per
vedere soddisfatto il proprio diritto.
Ribadiamo ancora una volta il nostro
interesse al progetto di risanamento
del Centro Storico e a tal proposito La
informiamo che abbiamo raccolto una
serie di informazioni e dati che vorremmo mettere a disposizione
dell’Amministrazione Comunale di
San Felice Circeo al fine di migliorare il
progetto stesso.
Con soddisfazione Le comunichiamo
che alla nostra iniziativa ha aderito il
Dipartimento di Studi Urbani della
Facoltà di Architettura dell’Università
degli Studi Roma Tre, tramite il
Direttore Prof. Giorgio Piccinato, che è
anche membro del Consiglio Direttivo
dell’Associazione Nazionale Centri
Storico – Artistici ANCSA, ed il suo collaboratore Arch. Mario Cerasoli che
oltretutto ci hanno dato la loro disponibilità ad assisterci e ad affiancarci nel
percorso che, con la buona volontà di
tutte le parti, dovrà essere individuato
per un recupero complessivo del
Centro Storico. …(omissis)…
30 giugno 2003
Ill.mo Signor Procuratore della
Repubblica presso il Tribunale di Latina
Oggetto:Esposto nei confronti del
Sindaco di San Felice Circeo dott.
Giuseppe Schiboni per violazione artt.
10/22/24/25 legge 241/1990.
Il
sottoscritto
Dott.
Alessandro Cresti …(omissis)…
A tutt’oggi la mia richiesta di accesso
alla documentazione amministrativa,
richiesta, non è stata soddisfatta.
Il sottoscritto, vista la gravità e la delicatezza dei fatti esposti in narrativa,
chiede alla S.V. di disporre le necessarie
indagini per verificare se nella vicenda
di cui all’oggetto, siano ravvisabili nei
confronti del Sindaco Dott. Giuseppe
Schiboni e nei confronti dell’Ing
…………… responsabile pro-tempore
del Settore ………. del Comune di San
Felice Circeo, il reato previsto e punito
dagli articoli 328 c.p. (omissione di atti
di ufficio) e di ogni altro reato che
possa essere stato commesso dagli
stessi nell’iter dell’intera vicenda.
Gioielleria
Luigina Bartelloni
Piazza Vittorio Veneto
S. Felice Circeo - Centro Storico
tel. 0773/548292
pubblicità
(da pag. 9) gestione il suddetto locale alla Direzione del Parco Nazionale
del Circeo, decisione peraltro contestata da una successiva “petizione
popolare”.
…(omissis)..
La nostra Associazione è in grado ed
ha le competenze per organizzare
spettacoli ed intrattenimenti di vario
genere, contando fin da ora sull’appoggio e l’esperienza di gruppi e/o
soggetti specializzati e competenti.
Ci piace ricordare una prassi da tempo
consolidata: la politica del recupero
dei Centri storici si attua mediante
interventi strutturali-residenziali ma
anche attraverso l’istituzione di punti
d’incontro e servizi sociali per l’intera
popolazione nello stesso Centro storico.
Nell’interesse quindi di tutta la cittadinanza La preghiamo di portare la
nostra richiesta all’attenzione del
Consiglio comunale, al quale certamente non manca la giusta sensibilità,
per poterci dare una risposta positiva…(omissis)…
10
San Felice Circeo, Agosto 2003
Chi ci ha rubato il mare?
Dal centro storico, uno dei più bei panorami si è sempre
visto dal Belvedere. Da un po’ di tempo non è più così.
Ora dov’è il mare? Dove sono le isole Pontine?
A oscurare la veduta, un bel pino, ma un po’ troppo cresciuto.
Chi dovrebbe provvedere alla sua potatura che da anni
toglie la possibilità di godere del panorama? E’ un problema di coscienza civile da parte dei proprietari (il pino
sorge su una proprietà privata, oppure è disinteresse da
parte dell’Amministrazione comunale di S. Felice Circeo
e del Parco Nazionale del Circeo?
A noi, intanto, piacerebbe rivedere le nostre isole.
Numeri utili
• Comune
• Vigili Urbani
• Carabinieri
• Guardia Medica Notturna
tel. 0773-5221
tel. 0773-547549
tel. 0773-548003
tel. 0773-662175
tel. 0773-661038
• Farmacie
Bonomi (La Cona)
tel. 0773-546398
Di Pasquale (Centro Storico) tel. 0773-549100
Persichini (Borgo Montenero)tel. 0773-597957
• A.S.L.
tel. 0773-520885
tel. 0773-548074
• Ospedale di Terracina
tel. 0773-7081
• Pronto Soccorso di Sabaudia tel. 0773-520861
tel. 0773-520864
• Uffici Postali
Via De Gasperi
tel. 0773-546475
Piazza Dante (Centro Storico)
tel. 0773546602
Borgo Montenero
tel. 0773-597995
• Pro Loco
Piazza Lanzuisi
tel. 0773-547770
• Porta del Parco (Informazioni Parco Nazionale)
Piazza Lanzuisi
tel. 0773-549038
• Parco Nazionale del Circeo tel. 0773-511385
fax 0773-510503
• ENEL
tel. 800900800
• Comando di Porto
tel. 0773-548072
• Porto Turistico
tel. 0773-547336
Rinomata Macelleria
Coccia
Via XX Settembre, 13
S. Felice Circeo - Centro storico
tel. 0773/546454
Gioielleria Oreficeria
Maria Grazia Colambrosi
C.so V. Emanuele, 20
S. Felice Circeo - Centro storico
tel. 0773/548580
pubblicità
11
Lo spazio della memoria
San Felice Circeo Un mare di ricordi
Il progetto
L’Istituto Comprensivo Statale “Leonardo da
Vinci” di San Felice Circeo e l’Associazione
Culturale “Il Centro Storico” bandiscono un concorso al quale potranno partecipare persone dai
6 ai 35 anni, singolarmente e o in gruppo.
Oggetto principale del concorso saranno delle
interviste, in forma scritta o video, ad anziani di
San Felice Circeo, di oltre 65 anni, su episodi
della loro vita privata, avvenimenti storici e
sociali accaduti nel periodo anteriore all’anno
1960.
Maggiori dettagli verranno comunicati il 26 settembre 2003, in occasione della presentazione
del “Progetto” alla stampa.
Gli scritti premiati e una selezione di quelli presentati saranno pubblicati in un libro distribuito
gratuitamente e su alcuni quotidiani.
Il concorso si concluderà il 24 aprile 2004, con la
presentazione e premiazione dei vincitori.
(editoriale da pag. 1) la qualità
della vita al Circeo e di sottolineare ciò che riteniamo – senza presunzione - sia nell’interesse di chi
ama San Felice Circeo.
Quando lo riterremo giusto, e mai
per partito preso, pungoleremo
l’amministrazione anche con il
sostegno di chi, con passione e
competenza, vorrà imbarcarsi con
noi in questa avventura. Come
Massimo Bagatti, consulente
ambientale, che spiega su queste
pagine come va organizzata una
efficiente raccolta dei rifiuti sul
nostro territorio.
Perché quello che succede a qui,
nel bene e nel male, non riguarda
solo i sanfeliciani. Il Circeo - nonostante le lottizzazioni, i porti, le
case abusive, le ville sulle dune e la
privatizzazione degli ultimi metri
di spiaggia, che hanno tolto ormai
perfino la vista del mare – appartiene a tutti.
Abbiamo deciso di aprire questo
primo numero con un ricordo in
esclusiva di Anna Magnani scritto
per “Centro Storico” da suo figlio
Luca, che ringraziamo. Una figura
straordinaria
quella
della
Magnani, legata al Circeo e ai sanfeliciani da un grande sentimento,
e che forse il Circeo - che trova il
modo di patrocinare il gruppo
Cinofilo Pontino, la manifestazione “Sapori di mare” e di finanziare la rassegna “Exotique” 2003,
prelevando soldi addirittura dal
fondo di riserva - avrebbe potuto
commemorare con più affetto, nel
trentesimo anniversario della sua
morte.
Il nostro punto di vista è quello di
persone legate a San Felice Circeo
perché ci sono nate, o ci sono cresciute, che ci vengono in vacanza o
che ci vivono. E’ il punto di vista di
persone che lo amano, che vogliono il suo sviluppo proteggendone
Caffè Belvedere
Cocktail Caffè Gelateria
Terrazza belvedere
con serate di
musica dal vivo
Caffetteria
Specialità granite,
coppe di gelato,
grattachecche,
frullati, frappè
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e analcolici
Corso Vittorio Emanuele, 54
S. Felice Circeo - Centro storico
tel. 335/8211201 - 339/7676642
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di Antonio Alessandrelli
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S. Felice Circeo
Centro storico
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Bando di concorso
l’integrità, almeno quella rimasta.
E’ il punto di vista, per esempio,
dell’architetto e urbanista Mario
Cerasoli, docente a contratto in
Urbanistica presso la Facoltà di
architettura della Terza università
degli Studi di Roma. Cerasoli, che è
nato a San Felice, spiega le fasi di
un auspicabile piano di recupero e
riqualificazione del Centro storico.
E soprattutto smonta il mito del
“non ci sono i soldi”, indicando i
fondi ai quali attingere. Già oggi,
il nostro Comune potrebbe ottenere finanziamenti fino a 10 milioni di euro ai quali si potranno
affiancare altre risorse pubbliche,
comunitarie, private. Lo sapevate?
Noi no, lo abbiamo scoperto
facendo il giornale. Fateci gli
auguri. Aiutateci e sosteneteci.
Fare un buon giornale è innanzitutto un buon servizio per noi stessi, lettori e cittadini.
di Marco D’Auria
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Agosto 2003 - San Felice Circeo