Consulenza : IL PROGETTISTA Dott. Ing. Giovanni Tassani ELTEC s.a.s. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO DI ROMAGNA ACQUE - SOCIETA' DELLE FONTI Dott. Ing. Paolo Baldoni 2.02 Revisioni - 0 1 2 3 4 Descrizione Data Emissione Settembre 2012 INDICE CAPO I – DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE 3 PREMESSA 3 Art. 1 – OGGETTO DELL’APPALTO 3 Art. 2 – INDIVIDUAZIONE DELLE OPERE 3 Art. 3 – CANTIERI E OPERE PROVVISIONALI 4 Art. 4 – MANO D’OPERA 5 Art. 5 – MEZZI D’OPERA 5 Art. 6 – DISCARICHE 5 CAPO II - MISURAZIONI E VALUTAZIONI 6 Art. 7 – NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI 6 Art. 8 - DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE AI PREZZI DEI LAVORI A MISURA E DELLE SOMMINISTRAZIONI PER OPERE IN ECONOMIA - INVARIABILITA’ DEI PREZZI 11 CAPO III - QUALITA’ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI 13 Art. 9 - MATERIALI IN GENERE 13 Art. 10 - ACQUA, CEMENTI E CONGLOMERATI CEMENTIZI 13 Art. 11 - MATERIALI INERTI PER CONGLOMERATI CEMENTIZI E PER MALTE 13 Art. 12 - CONGLOMERATI CEMENTIZI 15 Art. 13 - ARMATURE PER CALCESTRUZZO 21 Art. 14 - ELEMENTI DI LATERIZIO E CALCESTRUZZO 30 Art. 15 - CARPENTERIA METALLICA 30 Art. 16 - PRODOTTI PER PAVIMENTAZIONE 37 Art. 17 - PRODOTTI PER IMPERMEABILIZZAZIONI E PER COPERTURE PIANE 37 Art. 18 – PRODOTTI DIVERSI (SIGILLANTI, ADESIVI, GEOTESSILI 41 Art. 19 – VERNICI 42 Art. 20 - INFISSI 43 Art. 21 - MATERIALI PER RIPRISTINI STRADALI 43 Art. 22 – TUBAZIONI E PEZZI SPECIALI IN ACCIAIO 47 Art. 23 - TUBAZIONI E RACCORDI IN GHISA SFEROIDALE PER ACQUEDOTTO 58 _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -1- CAPO III - MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLE CATEGORIE DI LAVORO 63 Art. 24 - SCAVI IN GENERE 63 Art. 25 - SCAVI A SEZIONE AMPIA 63 Art. 26 - SCAVI DI FONDAZIONE OD IN TRINCEA 63 Art. 27 - PARATIE O CASSERI 64 Art. 28 - SCAVI IN ACQUA E PROSCIUGAMENTO 65 Art. 29 – TRANSITO STRADALE – ATTRAVERSAMENTO E INCROCI SOTTOSUOLO 65 Art. 30 – DRENAGGI 66 Art. 31 - RILEVATI E RINTERRI 67 Art. 32 - DEMOLIZIONI E RIMOZIONI 67 Art. 33 – FONDAZIONE IN MISTO CEMENTATO CONFEZIONATO IN CENTRALE 68 Art. 34 – ACCIAIO PER CALCESTRUZZI ARMATI 72 Art. 35 – CALCESTRUZZI E CEMENTO ARMATO 73 Art. 36 - STRUTTURE IN ACCIAIO 87 Art. 37 - OPERE DI IMPERMEABILIZZAZIONE 88 Art. 38 – TUBAZIONI IN GENERE 89 Art. 39 – POSA DELLE CONDOTTE IN GENERE 90 Art. 40 – POSA DELLE TUBAZIONI E PEZZI SPECIALI IN ACCIAIO 94 Art. 41 - PROVA IDRAULICA CONDOTTE IN ACCIAIO 107 Art. 42 - POSA DELLE TUBAZIONI E DEI RACCORDI IN GHISA 108 Art. 43 - GIUNZIONI PER RACCORDI IN GHISA 110 Art. 44 - PROVA IDRAULICA CONDOTTA IN GHISA 112 Art. 45 - LAVAGGI E DISINFEZIONI 113 Art. 46 - MANUTENZIONE ORDINARIA AI MANUFATTI ED ALLE APPARECCHIATURE 113 Art. 47 - VERNICIATURE DI CONDOTTE E DI APPARECCHIATURE 114 Art. 48 - TRATTAMENTO DI IMPREGNAZIONE BITUMINOSA SUPERFICIALE DI SEDI STRADALI E/O PIAZZALI 114 Art. 49 – RINTERRO DELLE CONDOTTE 115 Art. 50 – POZZETTI E CHIUSINI 115 _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -2- CAPO I – DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE PREMESSA L’appalto è regolato dal nuovo Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione alle direttive 2007/17/CE e 2004/18/CE approvato con Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e del nuovo regolamento attuativo di cui al D.P.R. 207/2010; ove previsto continuano peraltro ad applicarsi le disposizioni contenute negli articoli non abrogati del D.M. 145/00. Art. 1 – OGGETTO DELL’APPALTO L’appalto ha per oggetto l’esecuzione dei lavori di manutenzione delle proprietà immobiliari, delle reti di distribuzione e degli impianti tecnologici di Romagna Acque- Società delle Fonti S.p.A., così come descritti nell’elenco descrittivo delle voci e come quantificati nella lista delle categorie di lavori e forniture. Art. 2 – INDIVIDUAZIONE DELLE OPERE Le opere soggette a manutenzione sono individuate negli elaborati grafici di cui al seguente elenco: DOC. TITOLO ELABORATO SCALA 1: FORMATO EXT FILE “Lavori di manutenzione delle proprietà immobiliari, delle reti di distribuzione e degli impianti tecnologici di Romagna Acque Società delle Fonti S.p.A. negli anni 2012 e 2013” ELABORATI GRAFICI 4 INQUADRAMENTO GENERALE SU CARTA TECNICA REGIONALE CONDOTTE - CABINE - SERBATOI - POZZETTI DI LINEA 4.01 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - ALFONSINE 25.000 A1 DWG 4.02 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - LUGO 25.000 A1 DWG 4.03 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MEZZANO 25.000 A1 DWG 4.04 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - COTIGNOLA 25.000 A1 DWG 4.05 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - RUSSI 25.000 A1 DWG 4.06 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CLASSE 25.000 A1 DWG 4.07 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FAENZA 25.000 A1 DWG 4.08 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FORLI' 25.000 A1 DWG 4.09 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CERVIA 25.000 A1 DWG 4.10 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - PREDAPPIO 25.000 A1 DWG 4.11 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FORLIMPOPOLI 25.000 A1 DWG 4.12 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CESENA 25.000 A1 DWG 4.13 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - BELLARIA IGEA MARINA 25.000 A1 DWG 4.14 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - ROCCA SAN CASCIANO 25.000 A1 DWG 4.15 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CUSERCOLI 25.000 A1 DWG 4.16 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - BORELLO 25.000 A1 DWG 4.17 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SANTARCANGELO DI 25.000 A1 DWG _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -3- 4.18 4.19 4.20 4.21 4.22 4.23 4.24 4.25 ROMAGNA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - RIMINI COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SANTA SOFIA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MERCATO SARACENO COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - VERUCCHIO COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MORCIANO DI ROMAGNA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CATTOLICA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MONTEFIORE CONCA PLANIMETRIA IMPIANTI DI CAPACCIO - GALLERIE DI GRONDA E DERIVAZIONE - OPERE DI PRESA 5 INQUADRAMENTO GENERALE SU CARTA TECNICA REGIONALE FONTI LOCALI 5.01 5.02 5.03 5.04 5.05 5.06 5.07 5.08 5.09 5.10 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FAENZA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FORLI' COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MODIGLIANA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FORLIMPOPOLI COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CESENA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - BELLARIA IGEA MARINA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - TREDOZIO COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - ROCCA SAN CASCIANO COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - RONCOFREDDO COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SANTARCANGELO DI ROMAGNA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - RIMINI COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - PREMILCUORE COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SANTA SOFIA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MERCATO SARACENO COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SOGLIANO AL RUBICONE COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - VERUCCHIO COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MONTESCUDO COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CATTOLICA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - BAGNO DI ROMAGNA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SARSINA COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - VERGHERETO 5.11 5.12 5.13 5.14 5.15 5.16 5.17 5.18 5.19 5.20 5.21 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25000 2000 A1 A1 A1 A1 A1 A1 A1 DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG A1L DWG 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 A1 A1 A1 A1 A1 A1 A1 A1 A1 DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 25.000 A1 A1 A1 A1L A1 A1 A1 A1 A1 A1 A1 A1 DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG DWG Art. 3 – CANTIERI E OPERE PROVVISIONALI Per gli accessi ai cantieri e per gli impianti di cantiere l’Appaltatore deve adottare le soluzioni logistiche a suo giudizio più appropriate le quali, oltre a sollevare il Committente da richieste di autorizzazioni e di risarcimenti economici di qualsiasi tipo, risultino congruenti con le caratteristiche dell’intervento, con il programma dei lavori, e tali da non provocare disturbi alla stabilità dei siti. La realizzazione, manutenzione, rimozione dei cantieri e di tutte le opere provvisionali quali ad esempio: protezioni, ponteggi, slarghi, adattamenti, piste inghiaiate, puntellature e opere di sostegno, sono a carico dell’Appaltatore e si intendono valutate e compensate con le voci dell’Elenco Prezzi. Resta inteso che qualsiasi opera provvisionale che modifichi anche solo in parte le situazioni esistenti in loco all’inizio dei lavori deve essere preventivamente autorizzata dalla Direzione Lavori e/o Committente. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -4- Art. 4 – MANO D’OPERA Gli operai dovranno essere qualificati per i lavori da eseguire e muniti degli attrezzi necessari, dovranno inoltre risultare perfettamente in regola con le norme vigenti riguardanti le Assicurazioni Sociali, Malattia, Infortuni, ecc. Art. 5 – MEZZI D’OPERA L’Appaltatore, per svolgere nei tempi previsti ed a perfetta regola d’arte quanto è oggetto dell’Appalto, deve operare sia con mezzi di adeguata capacità e potenza, sia con la flessibilità e la disponibilità richieste dalla tipologia dei lavori. Tutte le macchine fornite dovranno essere munite di certificato di omologazione così come previsto dalla “nuova Direttiva Macchine” 2006/42/CE, recepita con il D.Lgs n.17 del 27 gennaio 2010. Ogni macchina dovrà essere dotata di libretto di istruzioni, scritto in italiano, nel quale dovranno essere indicati i modi d’uso della macchina stessa. Art. 6 – DISCARICHE I materiali di risulta provenienti dagli scavi, dalle trivellazioni, dalle demolizioni, ecc. devono essere provvisoriamente sistemati e accatastati a cura e spese dell’Appaltatore, con rispetto dei tempi previsti dal D.Lgs 152/2006; in cantiere devono essere presenti appositi raccoglitori per legno, metalli, cartone e plastica, nonché apposite vasche in cui prevedere il lavaggio delle autobetoniere; i rifiuti pericolosi (ad esempio oli e batterie), devono essere stoccati in appositi contenitori etichettati. Il terreno di scavo dovrà essere interamente conferito e smaltito in discariche autorizzate. Tutto il rimanente volume di materiali di risulta prodotti dal cantiere deve essere portato e smaltito in discarica a cure e spese dell’Appaltatore. Copia dei registri di carico/scarico, se necessari, dovranno essere custodite in cantiere a disposizione della Stazione Appaltante. E’ tassativamente vietato l’utilizzo tal quale delle macerie derivate da costruzioni e demolizioni. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -5- CAPO II - MISURAZIONI E VALUTAZIONI Art. 7 – NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI Norme generali L’Appaltatore ha l’onere contrattuale di predisporre in dettaglio tutti i disegni di consistenza delle opere realizzate e delle lavorazioni eseguite con l’indicazione, mediante quote, prospetti e quant’altro necessario, delle quantità parziali e totali di ogni singola categoria di lavoro attinente l’opera o la lavorazione interessata. Detti disegni contabili, da predisporre su supporto magnetico e/o cartaceo, saranno obbligatoriamente consegnati tempestivamente alla Direzione Lavori per il necessario controllo e verifica sulla base delle misurazioni effettuate in contraddittorio con l’Appaltatore, durante l’esecuzione dei lavori. Tale documentazione risulterà indispensabile per la predisposizione degli stati di avanzamento lavori e per l’emissione delle relative rate di acconto, secondo quanto stabilito in merito per i pagamenti. Tutto ciò premesso e stabilito si precisa che i lavori saranno liquidati secondo le misure geometriche o a numero o a peso in relazione a quanto previsto nel relativo elenco dei prezzi unitari. Le norme di misurazione contenute nel presente capo assumono carattere generale in relazione all’esecuzione delle varie categorie di lavoro e pertanto in caso di difformità tra esse e quanto specificatamente indicato nelle singole voci di elenco prezzi unitari, queste ultime sono da intendersi preminenti rispetto alle prime. Le norme di misurazione per la contabilizzazione saranno le seguenti: Scavi in genere Oltre che per gli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, con i prezzi di elenco per gli scavi in genere l’Appaltatore si deve ritenere compensato per tutti gli oneri che esso dovrà incontrare: per taglio di piante, estirpazione di ceppaie, radici, ecc.; per il taglio e lo scavo con qualsiasi mezzo delle materie sia asciutte che bagnate, di qualsiasi consistenza ed anche in presenza d’acqua; per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico a rinterro od a rifiuto entro i limiti previsti in elenco prezzi, sistemazione delle materie di rifiuto, deposito provvisorio e successiva ripresa; per la regolazione delle scarpate o pareti, per lo spianamento del fondo, per la formazione di gradoni, attorno e sopra le condotte di acqua od altre condotte in genere, e sopra le fognature o drenaggi secondo le sagome definite dalla Direzione Lavori; per puntellature, sbadacchiature ed armature di qualsiasi importanza e genere secondo tutte le prescrizioni contenute nel presente capitolato, compresi le composizioni, scomposizioni, estrazioni ed allontanamento, nonché sfridi, deterioramenti, perdite parziali o totali del legname o dei ferri; per impalcature ponti e costruzioni provvisorie, occorrenti sia per il trasporto delle materie di scavo e sia per la formazione di rilevati, per passaggi, attraversamenti, ecc.; per ogni altra spesa necessaria per l’esecuzione completa degli scavi. La misurazione degli scavi verrà effettuata con il metodo delle sezioni ragguagliate in base ai rilevamenti eseguiti in contraddittorio con l’Appaltatore, prima e dopo i relativi lavori. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -6- Scavi in acqua Saranno quantificati a metro cubo con le norme e modalità prescritte nel presente articolo e per zone successive a partire dal piano di livello a quota 0,20 m. sotto il livello normale delle acque stabilitesi nei cavi procedendo verso il basso. Pertanto la quantificazione dello scavo eseguito nei limiti di ciascuna zona risulterà dal volume ricadente nella zona stessa. Nel caso che la Stazione Appaltante si avvalga della facoltà di eseguire gli esaurimenti e prosciugamenti dei cavi, ovvero di quella di disporre l'impiego di attrezzature speciali tipo wellpoint, lo scavo entro i cavi così prosciugati verrà quantificato come scavo all'asciutto. Blindaggio degli scavi La consistenza del blindaggio, comprensiva di ogni onere, è quantificata con la superficie di parete di scavo effettivamente contrastata e sorretta. Rilevati e rinterri Il volume dei rilevati sarà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate, in base a rilevamenti eseguiti come per gli scavi di sbancamento. I rinterri di scavi a sezione ristretta saranno valutati a metro cubo per il loro volume effettivo misurato in opera. Nei prezzi di elenco sono previsti tutti gli oneri per il trasporto dei terreni da qualsiasi distanza e per gli eventuali indennizzi a cave di prestito. Riempimento con misto granulare Il riempimento con misto granulare a ridosso delle murature per drenaggi, vespai, ecc., sarà valutato a metro cubo per il suo volume effettivo misurato in opera. Murature in genere Tutte le murature in genere, salvo le eccezioni di seguito specificate, saranno misurate geometricamente, a volume o a superficie, secondo la categoria, in base a misure prese sul vivo dei muri, esclusi cioè gli intonaci. Sarà fatta deduzione di tutti i vuoti di luce superiore a 1,00 m² e dei vuoti di canne fumarie, canalizzazioni, ecc., che abbiano sezione superiore a 0,25 m², rimanendo per questi ultimi, all’Appaltatore, l’onere della loro eventuale chiusura con materiale in cotto. Così pure sarà sempre fatta deduzione del volume corrispondente alla parte incastrata di pilastri, piattabande, ecc., di strutture diverse, nonché di pietre naturali od artificiali, da pagarsi con altri prezzi di tariffa. Nei prezzi unitari delle murature di qualsiasi genere, qualora non debbano essere eseguite con paramento di faccia vista, si intende compreso il rinzaffo delle facce visibili dei muri. Tale rinzaffo sarà sempre eseguito, ed è compreso nel prezzo unitario, anche a tergo dei muri che debbono essere poi caricati a terrapieni. Per questi ultimi muri è pure sempre compresa la eventuale formazione di feritoie regolari e regolarmente disposte per lo scolo delle acque ed in generale quella delle immorsature e la costruzione di tutti gli incastri per la posa in opera della pietra da taglio od artificiale. Nei prezzi della muratura di qualsiasi specie si intende compreso ogni onere per formazione di spalle, sguinci, canne, spigoli, strombature, incassature per imposte di archi, volte e piattabande. Qualunque sia la curvatura data alla pianta ed alle sezioni dei muri, anche se si debbano costruire sotto raggio, le relative murature non potranno essere comprese nella categoria delle volte e saranno valutate con i prezzi delle murature rotte senza alcun compenso in più. Le ossature di cornici, cornicioni, lesene, pilastri ecc., di aggetto superiore a 5 cm sul filo esterno del muro, saranno valutate per il loro volume effettivo in aggetto con l’applicazione dei prezzi di tariffa stabiliti per le murature. Per le ossature di aggetto inferiore a 5 cm non verrà applicato alcun sovrapprezzo. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -7- Quando la muratura in aggetto è diversa da quella del muro sul quale insiste, la parte incastrata sarà considerata come della stessa specie del muro stesso. Le murature di mattoni ad una testa od in foglio si misureranno a vuoto per pieno, al rustico, deducendo soltanto le aperture di superficie uguale o superiore a 1 m², intendendo nel prezzo compensata la formazione di sordini, spalle, piattabande, ecc., nonché eventuali intelaiature in legno che la Direzione dei Lavori ritenesse opportuno di ordinare allo scopo di fissare i serramenti al telaio, anziché alla parete. Calcestruzzi I calcestruzzi per fondazioni, murature, volte, ecc., e le strutture costituite da getto in opera, saranno in genere pagati a metro cubo e misurati in opera in base alle dimensioni prescritte, esclusa quindi ogni eccedenza, ancorché‚ inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi aperti e dal modo di esecuzione dei lavori. Nei relativi prezzi, oltre agli oneri delle murature in genere, si intendono compensati tutti gli oneri specificati nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione. Conglomerato cementizio armato. Il conglomerato per opere in cemento armato di qualsiasi natura e spessore sarà valutato per il suo volume effettivo, senza detrazione del volume del ferro che verrà pagato a parte. I casseri, le casseforme e le relative armature di sostegno, se non comprese nei prezzi di elenco del conglomerato cementizio, saranno computati separatamente con i relativi prezzi di elenco. Pertanto, per il compenso di tali opere, bisognerà attenersi a quanto previsto nell’Elenco dei Prezzi Unitari. Nei prezzi del conglomerato sono inoltre compresi tutti gli oneri derivanti dalla formazione di palchi provvisori di servizio, dall’innalzamento dei materiali, qualunque sia l’altezza alla quale l’opera di cemento armato dovrà essere eseguita, nonché‚ per il getto e la vibratura. Il ferro tondo per armature di opere di cemento armato di qualsiasi tipo nonché‚ la rete elettrosaldata sarà valutato secondo il peso effettivo; nel prezzo oltre alla lavorazione e lo sfrido è compreso l’onere della legatura dei singoli elementi e la posa in opera dell’armatura stessa. Vespai, Rilevati e Rinterri Nei prezzi dei vespai è compreso ogni onere per la fornitura di materiali e posa in opera come prescritto nelle norme sui modi di esecuzione. La valutazione sarà effettuata al metro cubo di materiali in opera e costipato con idonei mezzi. Pavimenti I pavimenti, di qualunque genere, saranno valutati per la superficie vista tra le pareti dell’ambiente. I prezzi di elenco comprendono l’onere per la fornitura dei materiali e per ogni lavorazione intesa a dare i pavimenti stessi completi e rifiniti come prescritto nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione, compreso il sottofondo e le stuccature. Intonaci I prezzi degli intonaci saranno applicati alla superficie intonacata senza tener conto delle superfici laterali di risalti, lesene e simili. Tuttavia saranno valutate anche tali superfici laterali quando la loro larghezza superi 5 cm. Varranno sia per superfici piane, che curve. L’esecuzione di gusci di raccordo, se richiesti negli angoli fra pareti e soffitto e fra pareti e pareti, con raggio non superiore a 15 cm, è pure compresa nel prezzo, avuto riguardo che gli intonaci verranno _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -8- misurati anche in questo caso come se esistessero gli spigoli vivi. Nel prezzo degli intonaci è compreso l’onere della ripresa, dopo la chiusura, di tracce di qualunque genere, della muratura di eventuali ganci al soffitto e delle riprese contropavimenti, zoccolature e serramenti. I prezzi dell’elenco valgono anche per intonaci su murature di mattoni forati dello spessore di una testa, essendo essi comprensivi dell’onere dell’intasamento dei fori dei laterizi. Gli intonaci interni sui muri di spessore maggiore di 15 cm saranno computati a vuoto per pieno, a compenso dell’intonaco nelle riquadrature dei vani, che non saranno perciò sviluppate. Tuttavia saranno detratti i vani di superficie maggiore di 4 m², valutando a parte la riquadratura di detti vani. Gli intonaci interni su tramezzi in foglio o ad una testa saranno computati per la loro superficie effettiva; dovranno essere pertanto detratti tutti i vuoti di qualunque dimensione essi siano, ed aggiunte le loro riquadrature. Nessuno speciale compenso sarà dovuto per gli intonaci eseguiti a piccoli tratti anche in corrispondenza di spalle e mazzette di vani di porte e finestre. Tinteggiature, coloriture e verniciature Le tinteggiature interne ed esterne per pareti e soffitti saranno in generale misurate con le stesse norme sancite per gli intonaci. Per la coloritura o verniciatura degli infissi e simili si osserveranno le norme seguenti: per le porte, bussole e simili, si computerà due volte la luce netta dell’infisso, oltre alla mostra o allo sguincio, se ci sono, non detraendo la eventuale superficie del vetro. È compresa con ciò anche la verniciatura del telaio per muri grossi o del cassettoncino tipo romano per tramezzi e dell’imbotto tipo lombardo, pure per tramezzi. La misurazione della mostra e dello sguincio sarà eseguita in proiezione su piano verticale parallelo a quello medio della bussola (chiusa) senza tener conto di sagome, risalti o risvolti; per le opere in ferro semplici e senza ornati, quali finestre grandi a vetrate e lucernari, serrande avvolgibili a maglia, saranno computati i tre quarti della loro superficie complessiva, misurata sempre in proiezione, ritenendo così compensata la coloritura dei sostegni, grappe e simili accessori, dei quali non si terrà conto alcuno nella misurazione; per le opere in ferro di tipo normale a disegno, quali ringhiere, cancelli anche riducibili, inferriate e simili, sarà computata due volte l’intera loro superficie, misurata con le norme e con le conclusioni di cui al punto precedente; per le serrande in lamiera ondulata o ad elementi di lamiera, sarà computata due volte e mezza la luce netta del vano, in altezza, tra la soglia e la battitura della serranda, intendendo con ciò compensato anche la coloritura della superficie non in vista. Tutte le coloriture o verniciature s’intendono eseguite su ambo le facce e con i rispettivi prezzi di elenco si intende altresì compensata la coloritura, o verniciatura di nottole, braccioletti e simili accessori. Infissi in metallo o polimeri Gli infissi, come finestre, vetrate di ingresso, porte, pareti a facciate continue, saranno valutati a metro quadrato di superficie misurata all’esterno delle mostre e coprifili e compensati con le rispettive voci d’elenco. Nei prezzi sono compresi i controtelai da murare, tutte le ferramenta e tutti gli oneri derivanti dall’osservanza delle norme e prescrizioni contenute nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione. Lavori di metallo Tutti i lavori di metallo saranno in generale valutati a peso ed i relativi prezzi verranno applicati al peso effettivo dei metalli stessi a lavorazione completamente ultimata e determinato prima _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto -9- della loro posa in opera, con pesatura diretta fatta in contraddittorio ed a spese dell’Appaltatore, escluse ben inteso dal peso le verniciature e zincature se non espressamente richieste dall’elenco prezzi. Nei prezzi dei lavori in metallo è compreso ogni e qualunque compenso per forniture accessorie, per lavorazioni, montatura e posizione in opera. Tubi pluviali I tubi pluviali saranno misurati al metro lineare in opera, senza tener conto delle parti sovrapposte, intendendosi compresa nei rispettivi prezzi di elenco la fornitura a posa in opera di pezzi speciali quali curve braghe bochettoni staffe e cravatte di rame. Canali di gronda, grembialine e converse Canali, grembialine e converse in rame saranno valutati a metri lineari di lunghezza con uno sviluppo in larghezza di 33 cm., determinato con le stesse modalità utilizzate per i tubi pluviali e con tutti gli oneri di cui sopra. Tubazioni e pezzi speciali in acciaio o acciaio inox Le tubazioni saranno in generale valutati a peso ed i relativi prezzi verranno applicati al peso effettivo dei metalli stessi a lavorazione completamente ultimata e determinato prima della loro posa in opera, con pesatura diretta fatta in contraddittorio ed a spese dell’Appaltatore. Rivestimenti delle condotte Rivestimenti in materiali bituminosi o in polietilene saranno misurati al metro quadro di materiale effettivamente posato senza tener conto delle parti sovrapposte, intendendosi compresa nei rispettivi prezzi tutti gli accessori od oneri necessari per la messa in opera. Tubazioni in polietilene Le tubazioni in pressione di polietilene poste in vista o interrate saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando l’effettivo sviluppo lineare in opera, comprendendo linearmente anche i vari pezzi speciali, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo fissaggio con tasselli ad espansione. Tubazioni in P.V.C. Le tubazioni di plastica, le condutture di esalazione, ventilazione e scarico saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando l’effettivo sviluppo lineare in opera (senza tener conto delle parti sovrapposte) comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, gli sfridi, i materiali di tenuta, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo fissaggio con tasselli ad espansione. Posa di cavidotto per cavo a fibra ottica Nella voce d’elenco sono inclusi l’installazione di cantiere, il trasferimento in loco del personale e dei macchinari necessari, la formazione e ripristino delle nicchie di partenza, intermedie ed arrivo, la segnaletica e la guardiania del cantiere, la fornitura di forza motrice, acqua, sabbiella, misto granulare stabilizzato, ghiaia o terreno vegetale necessari per eseguire i lavori, le piste di accesso al cantiere e i ripristini dei terreni al termine delle lavorazioni. Sono inoltre incluse le operazioni di smontaggio del cantiere. Sono escluse le lavorazioni necessarie per il ripristino dei piani di campagna precedentemente pavimentati: asfalti, pavimenti in c.a., betonella ecc. La perforazione e posa teleguidata della condotta include l'alesatura, l'individuazione di tutti i _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 10 - sottoservizi, la fornitura dei profili di quanto posato su supporto informatico e cartaceo, la responsabilità sui danni arrecati a eventuali sottoservizi e l’eventuale saldatura del tubo in polietilene da posare; compreso la posa del cordino di trazione fibra ottica. Resta esclusa la fornitura del tubo in polietilene. Mano d’opera. Gli operai per i lavori in economia dovranno essere idonei al lavoro per il quale sono richiesti e dovranno essere provvisti dei necessari attrezzi. L’Appaltatore è obbligato, senza compenso alcuno, a sostituire tutti quegli operai che non riescano di gradimento alla direzione dei lavori. Circa le prestazioni di mano d’opera saranno osservate le disposizioni e convenzioni stabilite dalle leggi e dai contratti collettivi di lavoro, stipulati e convalidati a norma delle leggi sulla disciplina giuridica dei rapporti collettivi. Nell’esecuzione dei lavori che formano oggetto del presente appalto, l’Impresa si obbliga ad applicare integralmente tutte le norme contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro per gli operai dipendenti dalle aziende industriali edili ed affini e negli accordi locali integrativi dello stesso, in vigore per il tempo e nella località in cui si svolgono i lavori anzidetti. L’Impresa è responsabile in rapporto alla Stazione appaltante dell’osservanza delle norme anzidette da parte degli eventuali subappaltatori nei confronti dei rispettivi loro dipendenti. In caso di inottemperanza agli obblighi precisati nel presente articolo, accertata dalla Stazione appaltante o ad essa segnalata dall’Ispettorato del Lavoro, la Stazione appaltante medesima comunicherà all’Impresa e, se nel caso, anche all’Ispettorato suddetto, l’inadempienza accertata e procederà ad una detrazione del 20% sui pagamenti in acconto, se i lavori sono in corso di esecuzione, ovvero alla sospensione del pagamento del saldo, se i lavori sono stati ultimati, destinando le somme così accantonate a garanzia dell’adempimento degli obblighi di cui sopra. Il pagamento all’Impresa delle somme accantonate non sarà effettuato sino a quando dall’Ispettorato del Lavoro non sia stato accertato che gli obblighi predetti sono stati integralmente adempiuti. Per le detrazioni e sospensione dei pagamenti di cui sopra, l’Impresa non può opporre eccezioni alla Stazione appaltante, nè a titolo al risarcimento di danni. Noleggi. Le macchine e gli attrezzi dati a noleggio debbono essere in perfetto stato di servibilità e provvisti di tutti gli accessori necessari per il loro regolare funzionamento. Sono a carico esclusivo dell’Appaltatore la manutenzione degli attrezzi e delle macchine. Il prezzo comprende gli oneri relativi alla mano d’opera, al combustibile, ai lubrificanti, ai materiali di consumo, all’energia elettrica ed a tutto quanto occorre per il funzionamento delle macchine. Nel prezzo del noleggio sono compresi e compensati gli oneri e tutte le spese per il trasporto a piè d’opera, montaggio, smontaggio ed allontanamento dei detti meccanismi. Per il noleggio di macchine e mezzi, il prezzo verrà corrisposto soltanto per le ore di effettivo lavoro richiesto dal Committente rimanendo escluso ogni compenso per qualsiasi altra causa. Art. 8 - DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE AI PREZZI DEI LAVORI A MISURA E DELLE SOMMINISTRAZIONI PER OPERE IN ECONOMIA - INVARIABILITA’ DEI PREZZI I prezzi unitari offerti dall’Appaltatore, in base ai quali saranno pagati i lavori appaltati, sono indicati nel seguente elenco e compensano: per i materiali: ogni spesa (per fornitura, trasporto, dazi, cali, perdite, sprechi, ecc.), nessuna eccettuata, che venga sostenuta per darli pronti all’impiego, a piede di qualunque opera; _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 11 - per la manodopera e mezzi d’opera: ogni spesa per fornire i medesimi di attrezzi e utensili del mestiere, nonché‚ per premi di assicurazioni sociali, per illuminazione dei cantieri in caso di lavoro notturno; per i noli: ogni spesa per dare a piè d’opera i macchinari e mezzi pronti al loro uso; per i lavori a misura: tutte le spese per forniture, lavorazioni, mezzi d’opera, assicurazioni d’ogni specie, indennità di cave, di passaggi o di deposito, di cantiere, di occupazione temporanea e d’altra specie, mezzi d’opera provvisionali, carichi, trasporti e scarichi in ascesa o discesa, ecc., e quanto occorre per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d’arte, intendendosi nei prezzi stessi compreso ogni compenso per gli oneri tutti che l’Appaltatore dovrà sostenere a tale scopo, anche se non esplicitamente detti o richiamati nei vari articoli e nell’elenco dei prezzi del presente Capitolato. I prezzi, per lavori a misura, si intendono accettati dall’Appaltatore in base ai calcoli di sua convenienza, a tutto suo rischio. Essi sono fissi ed invariabili. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 12 - CAPO III - QUALITA’ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI Art. 9 - MATERIALI IN GENERE Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati con materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno da quelle località che l’Appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio della direzione dei lavori, rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate. Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo capitolato può risultare da un attestato di conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione. Art. 10 - ACQUA, CEMENTI E CONGLOMERATI CEMENTIZI Acqua. L’acqua per l’impasto con leganti idraulici dovrà essere limpida, priva di grassi o sostanze organiche e priva di sali (particolarmente di solfati e cloruri) in percentuali dannose e non essere aggressiva per il conglomerato risultante. Cementi e agglomerati cementizi. I cementi da impiegare in qualsiasi lavoro devono rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella legge 26 maggio 1965, n. 595 e nel DM 3 giugno 1968 (“Nuove norme sui requisiti di accettazione e modalità di prova dei cementi”) e successive modifiche e integrazioni (DM 20 novembre 1984 e DM 13 settembre 1993). Tutti i cementi devono essere, altresì, conformi al DM n. 314 emanato dal Ministero dell’industria in data 12 luglio 1999 (che ha sostituito il DM n. 126 del 9 marzo 1988 con l’allegato “Regolamento del servizio di controllo e certificazione di qualità dei cementi” dell’ICITE - CNR) ed in vigore dal 12 marzo 2000, che stabilisce le nuove regole per l’attestazione di conformità per i cementi immessi sul mercato nazionale e per i cementi destinati ad essere impiegati nelle opere in conglomerato normale, armato e precompresso. I requisiti da soddisfare devono essere quelli previsti dalla norma UNI EN 1972007 “Cemento. Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni”. Gli agglomerati cementizi, oltre a soddisfare i requisiti di cui alla legge 595/1965, devono rispondere alle prescrizioni di cui al summenzionato DM del 31 agosto 1972 e s.m. ed i. I cementi e gli agglomeranti cementizi devono essere forniti o in sacchi sigillati o in imballaggi speciali a chiusura automatica a valvola, che non possono essere aperti senza lacerazione, o alla rinfusa. Per ciascuna delle tre alternative valgono le prescrizioni di cui all’art. 3 della legge 595/1965. I cementi e gli agglomerati cementizi devono essere in ogni caso conservati in magazzini coperti, ben ventilati e riparati dall’umidità e da altri agenti capaci di degradarli prima dell’impiego. Art. 11 - MATERIALI INERTI PER CONGLOMERATI CEMENTIZI E PER MALTE Sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla lavorazione di materiali naturali, artificiali, ovvero provenienti da processi di riciclo conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 12620 e, per gli aggregati leggeri, alla norma europea armonizzata UNI EN 13055-1. Il sistema di attestazione della conformità di tali aggregati, ai sensi del DPR 246/93 è indicato nella Tab. 11.2.II. contenuta nell’art. 11.2.9.2 del DM 14 gennaio 2008 recante “Norme tecniche per le costruzioni” emesso ai sensi delle leggi 5 _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 13 - novembre 1971, n. 1086, e 2 febbraio 1974, n. 64, così come riunite nel Testo Unico per l’Edilizia di cui al DPR 6 giugno 2001, n. 380, e dell’art. 5 del DL 28 maggio 2004, n. 136, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 27 luglio 2004, n. 186 e ss. mm. ii. (d’ora in poi DM 14 gennaio 2008). È consentito l’uso di aggregati grossi provenienti da riciclo, secondo i limiti di cui alla Tab. 11.2.III contenuta sempre nel summenzionato art. 11.2.9.2., a condizione che la miscela di calcestruzzo confezionata con aggregati riciclati, venga preliminarmente qualificata e documentata attraverso idonee prove di laboratorio. Per tali aggregati, le prove di controllo di produzione in fabbrica di cui ai prospetti H1, H2 ed H3 dell’annesso ZA della norma europea armonizzata UNI EN 12620, per le parti rilevanti, devono essere effettuate ogni 100 tonnellate di aggregato prodotto e, comunque, negli impianti di riciclo, per ogni giorno di produzione. Nelle prescrizioni di progetto si potrà fare utile riferimento alle norme UNI 8520-1:2005 e UNI 8520-2:2005 al fine di individuare i requisiti chimico-fisici, aggiuntivi rispetto a quelli fissati per gli aggregati naturali, che gli aggregati riciclati devono rispettare, in funzione della destinazione finale del calcestruzzo e delle sue proprietà prestazionali (meccaniche, di durabilità e pericolosità ambientale, ecc.), nonché quantità percentuali massime di impiego per gli aggregati di riciclo, o classi di resistenza del calcestruzzo, ridotte rispetto a quanto previsto nella tabella sopra esposta. Per quanto riguarda gli eventuali controlli di accettazione da effettuarsi a cura del Direttore dei Lavori, questi sono finalizzati almeno alla determinazione delle caratteristiche tecniche riportate nella Tab. 11.2.IV del mezionato art. 11.2.9.2. I metodi di prova da utilizzarsi sono quelli indicati nelle Norme Europee Armonizzate citate, in relazione a ciascuna caratteristica. Le sabbie, naturali o artificiali, da impiegare nelle malte e nei calcestruzzi devono: – essere ben assortite in grossezza; – essere costituite da grani resistenti, non provenienti da roccia decomposta o gessosa; – avere un contenuto di solfati e di cloruri molto basso (soprattutto per malte a base di cemento); – essere tali da non reagire chimicamente con la calce e con gli alcali del cemento, per evitare rigonfiamenti e quindi fessurazioni, macchie superficiali; – essere scricchiolanti alla mano; – non lasciare traccia di sporco; – essere lavate con acqua dolce anche più volte, se necessario, per eliminare materie nocive e sostanze eterogenee; – avere una perdita in peso non superiore al 2% se sottoposte alla prova di decantazione in acqua. La ghiaia da impiegare nelle malte e nei conglomerati cementizi deve essere: – costituita da elementi puliti di materiale calcareo o siliceo; – ben assortita; – priva di parti friabili; – lavata con acqua dolce, se necessario per eliminare materie nocive. Il pietrisco, utilizzato in alternativa alla ghiaia, deve essere ottenuto dalla frantumazione di roccia compatta , durissima silicea o calcarea, ad alta resistenza meccanica. Le dimensioni dei granuli delle ghiaie e del pietrisco per conglomerati cementizi sono prescritte dalla direzione lavori in base alla destinazione d’uso e alle modalità di applicazione. In ogni caso le dimensioni massime devono essere commisurate alle caratteristiche geometriche della carpenteria del getto ed all’ingombro delle armature. Nel dettaglio gli elementi costituenti ghiaie e pietrischi devono essere di dimensioni tali da: – passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 5 cm se utilizzati per lavori di fondazione/elevazione, muri di sostegno, rivestimenti di scarpata, ecc… _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 14 - – passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 4 cm se utilizzati per volti di getto; – passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 3 cm se utilizzati per cappe di volti, lavori in cemento armato, lavori a parete sottile. In ogni caso, salvo alcune eccezioni, gli elementi costituenti ghiaie e pietrischi devono essere tali da non passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 1 cm. Sabbia, ghiaia e pietrisco sono in genere forniti allo stato sciolto e sono misurati o a metro cubo di materiale assestato sugli automezzi per forniture o a secchie, di capacità convenzionale pari ad 1/100 di m³, nel caso in cui occorrono solo minimi quantitativi. Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro, devono essere a grana compatta e monde da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, da screpolature, peli, venature, interclusioni di sostanze estranee; devono avere dimensioni adatte al particolare loro impiego, offrire una resistenza proporzionata alla entità della sollecitazione cui devono essere soggette, ed avere una efficace adesività alle malte. Sono escluse, salvo specifiche prescrizioni, le pietre gessose ed in generale tutte quelle che potrebbero subire alterazioni per l’azione degli agenti atmosferici o dell’acqua corrente. Gli additivi per impasti cementizi devono essere conformi alla norma UNI 10765 – 1999 (Additivi per impasti cementizi – Additivi multifunzionali per calcestruzzo – Definizioni, requisiti e criteri di conformità). Per le modalità di controllo ed accettazione il Direttore dei Lavori potrà far eseguire prove od accettare l’attestazione di conformità alle norme secondo i criteri di cui all’art. 3 del presente Capitolato Speciale. Art. 12 - CONGLOMERATI CEMENTIZI CARATTERISTICHE DEI COSTITUENTI DEL CALCESTRUZZO CEMENTO Il cemento deve essere scelto, fra quelli considerati idonei, tenendo in considerazione: l’esecuzione dell’opera l’uso finale del calcestruzzo le condizioni di maturazione le dimensioni della struttura le condizioni ambientali alle quali la struttura sarà esposta la potenziale reattività degli aggregati agli alcali provenienti dai componenti Potranno essere impiegati unicamente i cementi previsti nella Legge 26.5.65 n° 595 che soddisfino i requisiti di accettazione elencati nella norma UNI ENV 197/1, con esclusione del cemento alluminoso e dei cementi per sbarramenti di ritenuta. I cementi utilizzati dovranno essere controllati e certificati come previsto per legge. In caso di ambienti chimicamente aggressivi si dovrà far riferimento a quanto previsto nelle norme UNI 9606, UNI 9156 e UNI 10517 e al successivo Art.51. Modalità di fornitura I sacchi per la fornitura dei cementi debbono essere sigillati ed in perfetto stato di conservazione. Se l'imballaggio fosse comunque manomesso o il prodotto avariato, il cemento potrà essere rifiutato dalla Direzione dei Lavori e dovrà essere sostituito con altro idoneo. Se i leganti sono forniti sfusi, la provenienza e la qualità degli stessi dovranno essere dichiarate con documenti di accompagnamento della merce. La qualità del cemento potrà essere accertata mediante prelievo di campioni e la loro analisi presso Laboratori Ufficiali. L’Appaltatore dovrà disporre in cantiere di silos per lo stoccaggio del cemento che ne consentano la conservazione in idonee condizioni termoigrometriche. Controllo della documentazione In cantiere o presso l'impianto di preconfezionamento del calcestruzzo è ammessa esclusivamente la fornitura di cementi di cui sopra. Tutte le forniture di cemento devono essere accompagnate dall'attestato di conformità CE. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 15 - Le forniture effettuate da un intermediario, ad esempio un importatore, dovranno essere accompagnate dall'Attestato di Conformità CE rilasciato dal produttore di cemento e completato con i riferimenti ai DDT dei lotti consegnati dallo stesso intermediario. Il Direttore dei Lavori verificherà periodicamente quanto sopra indicato, in particolare la corrispondenza del cemento consegnato, come rilevabile dalla documentazione anzidetta, con quello previsto nel Capitolato Speciale di Appalto e nella documentazione o elaborati tecnici specifici. Controllo di accettazione Il Direttore dei Lavori potrà richiedere controlli di accettazione sul cemento in arrivo in cantiere nel caso che il calcestruzzo sia prodotto da impianto di preconfezionamento installato nel cantiere stesso. Il prelievo del cemento dovrà avvenire al momento della consegna in conformità alla norma UNI EN 196-7. L'Appaltatore dovrà assicurarsi, prima del campionamento, che il sacco da cui si effettua il prelievo sia in perfetto stato di conservazione o, alternativamente, che l'autobotte sia ancora munita di sigilli; è obbligatorio che il campionamento sia effettuato in contraddittorio con un rappresentante del produttore di cemento. Il controllo di accettazione di norma potrà avvenire indicativamente ogni 5.000 ton di cemento consegnato. Il campione di cemento prelevato sarà suddiviso in almeno tre parti di cui una verrà inviata ad un Laboratorio Ufficiale di cui all'art 59 del DPR n° 380/2001 scelto dalla Direzione Lavori, un'altra è a disposizione dell'impresa e la terza rimarrà custodita, in un contenitore sigillato, per eventuali controprove. ACQUA D’IMPASTO L'acqua d’impasto, di provenienza nota, dovrà avere caratteristiche costanti nel tempo, conformi a quelle della norma UNI EN 1008. AGGREGATI Gli aggregati utilizzabili, ai fini del confezionamento del calcestruzzo, debbono possedere marcatura CE secondo il D.P.R. 246/93 e successivi decreti attuativi. Dovranno avere caratteristiche conformi a quelle previste nel UNI EN 12620 per gli aggregati normali e pesanti, ed al prEN 13055-1 per quelli leggeri e alle UNI 8520-2 con i relativi riferimenti alla destinazione d’uso del calcestruzzo La massa volumica media del granulo in condizioni s.s.a. (saturo a superficie asciutta) deve essere pari o superiore a 2300 kg/m3. ADDITIVI Gli additivi per la produzione del calcestruzzo devono possedere la marcatura CE ed essere conformi, in relazione alla particolare categoria di prodotto cui essi appartengono, ai requisiti imposti dai rispettivi prospetti della norma UNI EN 934 (parti 2, 3, 4, 5). AGGIUNTE Sono considerate idonee le aggiunte di tipo I (aggiunte inerti) costituite da filler conformi alla EN12620 e da pigmenti conformi alla EN 12878. È ammesso l'utilizzo di aggiunte definite nella norma UNI EN 206-1 di tipo II (aggiunte pozzolaniche o ad attività idraulica latente) costituite da ceneri volanti e fumi di silice, purché non vengano modificate negativamente le caratteristiche prestazionali del calcestruzzo. Ceneri volanti Le ceneri volanti dovranno soddisfare i requisiti della norma UNI EN 450. Per ogni invio dovrà essere specificato il fornitore ed essere disponibile copia dei certificati delle prove eseguite. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 16 - Fumi di silice I fumi di silice ai fini dell’utilizzazione nel calcestruzzo come aggiunte di tipo II, devono essere conformi alla UNI EN 13263 parte 1 e 2, costituiti da silice attiva amorfa presente in quantità maggiore o uguale all’85% del peso totale e provviste di marcatura CE in ottemperanza alle disposizioni legislative in materia di norma armonizzata. I fumi dovranno essere costituiti da particelle sferiche isolate con diametro compreso tra 0.01 e 0.5 micron, oppure da agglomerati o granuli secondari di diametro da 1 a 10 micron, avere aspetto di polvere asciutta o di sospensione acquosa. Per ogni invio dovrà essere specificato il fornitore ed essere disponibile copia dei certificati delle prove eseguite.Poiché i fumi di silice possiedono un elevato potere di ritenzione d'acqua, il loro impiego dovrà essere sempre associato a quello di additivi superfluidificanti. Nel caso di utilizzo dell’autobetoniera come mescolatore i fumi in polvere dovranno essere immessi contemporaneamente ad almeno il 50% dell’acqua totale, per formare una sospensione acquosa. CLASSIFICAZIONE DEL CALCESTRUZZO CLASSI DI RESISTENZA Si fa riferimento alle Norme Tecniche per le Costruzioni del 14/09/2005. La resistenza a compressione del calcestruzzo è espressa in termini di resistenza caratteristica, definita come quel valore di resistenza al di sotto del quale si può attendere di trovare il 5% della popolazione di tutte le misure di resistenza. La resistenza caratteristica cubica Rck viene dedotta sulla base dei valori ottenuti da prove a compressione a 28 giorni effettuate su cubi di 150 mm di lato, per aggregati con diametro massimo fino a 32 mm, o di 200 m di lato per aggregati con diametro massimo maggiore. La resistenza caratteristica cilindrica fck viene dedotta sulla base dei valori ottenuti da prove a compressione a 28 giorni effettuate su cilindri di 150 mm di diametro e 300 mm di altezza. Per indicare la classe di resistenza si utilizza la simbologia Cxx/yy ove xx individua il valore della resistenza caratteristica cilindrica fck e yy il valore della resistenza caratteristica cubica Rck, entrambi espressi in N/mm2 (1 N/mm2 = 10 Kg/cm2). Tabella 5.4.1 - Classi di resistenza del calcestruzzo (Secondo UNI EN 206-1) Classe di resistenza a compressione Resistenza caratteristica cilindrica minima fck,cil (N/mm2) Resistenza caratteristica cubica minima fck,cube (N/mm2) C8/10 C12/15 C16/20 C20/25 C25/30 C30/37 C35/45 C40/50 C45/55 C50/60 C55/67 C60/75 C79/85 C80/95 C90/105 C100/115 8 12 16 20 25 30 35 40 45 50 55 60 70 80 90 100 10 15 20 25 30 37 45 50 55 60 67 75 85 95 105 115 _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 17 - CLASSI DI ESPOSIZIONE AMBIENTALE Ai fini di una corretta prescrizione del calcestruzzo, occorre classificare l’ambiente nel quale ciascun elemento strutturale risulterà inserito. Per “ambiente”, in questo contesto, si intende l’insieme delle azioni chimico-fisiche alle quali si presume potrà essere esposto il calcestruzzo durante il periodo di vita delle opere e che causa effetti che non possono essere classificati come dovuti a carichi o ad azioni indirette quali deformazioni impresse, cedimenti e variazioni termiche. A seconda di tali azioni, sono individuate le classi e sottoclassi di esposizione ambientale del calcestruzzo elencate nella tabella che segue. Tabella 5.4.2 - Classi di esposizione ambientale del calcestruzzo Secondo UNI 11104 (Prospetto 1) Denominazione Descrizione dell’Ambiente Esempi informativi di Classe situazioni a cui possono applicarsi le classi d’esposizione 1 – Assenza di rischio di corrosione o attacco X0 Per calcestruzzo privo di armatura o inserti metallici:tutte le esposizioni eccetto dove c’è gelo/disgelo, o attacco chimico.Calcestruzzi con armatura o inserti metallici: in ambiente molto asciutto. Interno di edifici con umidità relativa molto bassa. Cacestruzzo non armato all’interno di edifici. Calcestruzzo non armato immerso in suolo non aggressivo o in acqua non aggressiva. Calcestruzzo non armato soggetti a ciclo di bagnato asciutto ma non soggetto ad abrasione, gelo o attacco chimico. 2 - Corrosione indotta da carbonatazione Le condizioni d umidità si riferiscono a quelle presenti nel copriferro o nel ricoprimento di inserti metallici, ma in molti casi si può considerare che tali condizioni riflettano quelle dell’ambiente circostanze. In questi casi la classificazione dell’ambiente circostante può essere adeguata. Questo può non esser il caso se c’è una barriera tra il calcestruzzo e il suo ambiente. Interni di edifici con umidità relativa bassa. Calcestruzzo armato ordinario o Asciutto o permanentemente XC1 precompresso con le superfici bagnato all’interno di strutture con eccezione delle parti esposte a condensa, o immerse in acqua. Parti di strutture di contenimento liquidi, fondazioni. Calcestruzzo armato ordinario XC2 Bagnato, raramente asciutto o precompresso prevalentemente immerso in acqua o terreno non aggressivo. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 18 - Calcestruzzo armato ordinario o precompresso in esterni con XC3 Umidità moderata superfici esterne riparate dalla pioggia, o in interni con umidità da moderata ad alta. Calcestruzzo armato ordinario o precompresso in esterni con superfici soggette ad Ciclicamente asciutto e alternanze di asciutto ed XC4 bagnato umido.Calcestruzzi a vista in ambienti urbani.Superfici a contatto con l’acqua non compresa classe XC2. 3 - Corrosione indotta dai cloruri, esclusi quelli provenienti dall’acqua di mare Calcestruzzo armato ordinario o precompresso in superfici o XD1 Umidità moderata parti di ponti e viadotti esposti a spruzzi d’acqua contenente cloruri. Calcestruzzo armato ordinario o precompresso in elementi XD2 strutturali totalmente immersi in Bagnato, raramente asciutto acqua anche industriale contenente cloruri (Piscine). Calcestruzzo armato ordinario o precompresso, di elementi strutturali direttamente soggetti agli agenti disgelanti o agli spruzzi contenenti agenti disgelanti. Ciclicamente asciutto e XD3 Calcestruzzo armato ordinario bagnato. o precompresso, elementi con una superficie immersa in acqua contenente cloruri e l’altra esposta all’aria. Parti di ponti, pavimentazioni e parcheggi per auto. 4 - Corrosione indotta dai cloruri dell’acqua di mare Esposto alla salsedine marina Calcestruzzo armato ordinario ma non direttamente in o precompresso con elementi XS1 contatto diretto con l’ acqua di strutturali sulle coste o in mare prossimità. Permanentemente sommerso XS2 Zone esposte agli oppure alla marea XS3 Calcestruzzo armato ordinario o precompresso di strutture marine completamente immerse in aqua. spruzzi Calcestruzzo armato ordinario o precompresso con elementi strutturali esposti alla battigia o alle zone soggette agli spruzzi ed onde del mare. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 19 - 5 - Attacco dei cicli gelo/disgelo con o senza Sali disgelanti Il grado di saturazione della seconda colonna riflette la relativa frequenza con cui si verifica il gelo in condizioni di saturazione: Moderato: occasionalmente gelato in condizioni di saturazione Elevato: alta frequenza di gelo in condizioni di saturazione Moderata saturazione d’acqua, Superfici verticali di senza impiego di agente calcestruzzo esposte alla XF1 antigelo pioggia e al gelo Moderata saturazione d’acqua, Superfici verticali di con uso di agente antigelo calcestruzzo di strutture XF2 stradali esposte al gelo e nebbia di agenti antigelo Elevata saturazione d’acqua, Superfici orizzontali di XF3 senza agente antigelo calcestruzzo esposte alla pioggia e al gelo Elevata saturazione d’acqua, Strade e impalcati da ponte con agente antigelo oppure esposte agli agenti antigelo. acqua di mare Superfici di calcestruzzo XF4 esposte direttamente a nebbia contenente agenti antigelo e al gelo 6 - Attacco chimico Qualora il calcestruzzo sia esposto all’attacco chimico che si verifica nel terreno naturale e nell’acqua del terreno avente caratteristiche definite dal prospetto 2, l’esposizione verrà classificata come è indicato di seguito.La classificazione dell’acqua di mare dipende dalla località geografica;percio’ si dovrà applicare la classificazione valida nel luogo di impiego del calcestruzzo. Nota Può essere necessario uno studio speciale per stabilire le condizioni di esposizione da applicare quando si è: o al di fuori dei limiti del Prospetto 2 o in presenza di altri aggressivi chimici o in presenza di terreni o acque inquinati da sostanze chimiche o in presenza della combinazione di elevata velocità dell’acqua e delle sostanze chimiche del Prospetto 2 XA1 XA2 XA3 Ambiente chimico debolmente aggressivo secondo il Prospetto 2 Ambiente chimico moderatamente aggressivo secondo il Prospetto 2 Ambiente chimico fortemente aggressivo secondo il Prospetto 2 In funzione della Classe d’esposizione calcolata, è stato determinato il massimo rapporto a/c e la Rck minima, secondo la seguente tabella. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 20 - Tabella 5.4.3 – Caratteristiche del calcestruzzo (Secondo UNI 11104) Classe di esposizione Massimo Rapporto Rck minima (N/mm2) ambientale a/c XF4 0.45 35 XS2 XS3 XA3 0.45 45 XD3 0.45 45 XF2 XF3 0.50 30 XC4 XS1 XA2 0.50 40 XD2 XF1 0.50 40 XC3 XA1 0.55 35 XD1 0.55 35 XC1,XC2 0.60 30 Le resistenze caratteristiche Rck di tabella 5.4.3 sono da considerarsi quelle minime in relazione agli usi indicati nella tabella 5.4.2. Le miscele non dovranno presentare un contenuto di cemento minore di 280 kg/mc.La definizione di una soglia minima per il dosaggio di cemento risponde all’esigenza di garantire in ogni caso una sufficiente quantità di pasta di cemento, condizione essenziale per ottenere un calcestruzzo indurito a struttura chiusa e poco permeabile.Nelle normali condizioni operative il rispetto dei valori di Rck e a/c di tabella 5.4.3 possono comportare dosaggi di cemento anche sensibilmente più elevati del valore minimo indicato. Art. 13 - ARMATURE PER CALCESTRUZZO E’ ammesso esclusivamente l’utilizzo di acciai saldabili qualificati secondo le procedure di cui al paragrafo 11.3.1.2 del D.M. 14-01-2008 e controllati con le modalità riportate nel paragrafo 11.3.2.11 del D.M. 14-01-2008. L’acciaio da cemento armato ordinario comprende: - barre d’acciaio tipo B450C (6 mm ≤ Ø ≤ 50 mm), rotoli tipo B450C (6 mm ≤ Ø ≤ 16 mm); - prodotti raddrizzati ottenuti da rotoli con: diametri ≤ 16mm per il tipo B450C - reti elettrosaldate (6 mm ≤ Ø ≤ 12 mm) tipo B450C; - tralicci elettrosaldati (6 mm ≤ Ø ≤ 12 mm) tipo B450C; L’acciaio tipo B450C è caratterizzato dai seguenti valori nominali delle tensioni caratteristiche di snervamento e rottura: devono inoltre essere rispettati i limiti indicati nella seguente tabella: _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 21 - Per l’accertamento delle proprietà meccaniche di cui alle precedenti tabelle vale quanto indicato nel paragrafo 11.3.2.3 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008 e nella norma UNI EN ISO 15630-1:2004. L’acciaio per cemento armato è generalmente prodotto in stabilimento sotto forma di barre o rotoli, reti o tralicci, per utilizzo diretto o come elementi di base per successive trasformazioni. Prima della fornitura in cantiere gli elementi di cui sopra possono essere saldati, presagomati (staffe, ferri piegati, ecc.) o preassemblati (gabbie di armatura, ecc.) a formare elementi composti direttamente utilizzabili in opera. La sagomatura e/o l’assemblaggio possono avvenire: - in cantiere, sotto la vigilanza della Direzione Lavori; - in centri di trasformazione, solo se provvisti dei requisiti di cui al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Tutti gli acciai per cemento armato devono essere ad aderenza migliorata, aventi cioè una superficie dotata di nervature o indentature trasversali, uniformemente distribuite sull’intera lunghezza, atte ad aumentarne l’aderenza al conglomerato cementizio. Per quanto riguarda la marchiatura dei prodotti vale quanto indicato al § 11.3.1.4 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Per la documentazione di accompagnamento delle forniture vale quanto indicato al § 11.3.1.5 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Le barre sono caratterizzate dal diametro Ø della barra tonda liscia equipesante, calcolato nell’ipotesi che la densità dell’acciaio sia pari a 7,85 kg/dm3. Gli acciai B450C, di cui al § 11.3.2.1, possono essere impiegati in barre di diametro Ø compreso tra 6 e 40 mm. L’uso di acciai forniti in rotoli è ammesso, senza limitazioni, per diametri fino a ≤ Ø ≤ 16 mm per B450C. RETI E TRALICCI ELETTROSALDATI Gli acciai delle reti e tralicci elettrosaldati devono essere saldabili. L’interasse delle barre non deve superare 330 mm. I tralicci sono dei componenti reticolari composti con barre ed assemblati mediante saldature. Per le reti ed i tralicci costituiti con acciaio di cui al § 11.3.2.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, gli elementi base devono avere diametro Ø che rispetta la limitazione: 6 mm ≤ Ø ≤ 16 mm. Il rapporto tra i diametri delle barre componenti reti e tralicci deve essere: Ø min / Ø Max ≥ 0,6 _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 22 - I nodi delle reti devono resistere ad una forza di distacco determinata in accordo con la norma UNI EN ISO 15630-2:2004 pari al 25% della forza di snervamento della barra, da computarsi per quella di diametro maggiore sulla tensione di snervamento pari a 450 N/mm2. Tale resistenza al distacco della saldatura del nodo, va controllata e certificata dal produttore di reti e di tralicci secondo le procedure di qualificazione di seguito riportate. In ogni elemento di rete o traliccio le singole armature componenti devono avere le stesse caratteristiche. Nel caso dei tralicci è ammesso l’uso di staffe aventi superficie liscia perché realizzate con acciaio B450A oppure B450C saldabili. La produzione di reti e tralicci elettrosaldati può essere effettuata a partire da materiale di base prodotto nello stesso stabilimento di produzione del prodotto finito o da materiale di base proveniente da altro stabilimento. Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti in altro stabilimento, questi ultimi possono essere costituiti: a) da acciai provvisti di specifica qualificazione; b) da elementi semilavorati quando il produttore, nel proprio processo di lavorazione, conferisca al semilavorato le caratteristiche meccaniche finali richieste dalla norma. In ogni caso il produttore dovrà procedere alla qualificazione del prodotto finito, rete o traliccio, secondo le procedure di cui al punto 11.3.2.11 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Ogni pannello o traliccio deve essere inoltre dotato di apposita marchiatura che identifichi il produttore della rete o del traliccio stesso. La marchiatura di identificazione può essere anche costituita da sigilli o etichettature metalliche indelebili con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto, ovvero da marchiatura supplementare indelebile. In ogni caso la marchiatura deve essere identificabile in modo permanente anche dopo annegamento nel calcestruzzo. Laddove non fosse possibile tecnicamente applicare su ogni pannello o traliccio la marchiatura secondo le modalità sopra indicate, dovrà essere comunque apposta su ogni pacco di reti o tralicci un’apposita etichettatura con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto e del produttore; in questo caso il Direttore dei Lavori, al momento dell’accettazione della fornitura in cantiere deve verificare la presenza della predetta etichettatura. Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti nello stesso stabilimento, ovvero in stabilimenti del medesimo produttore, la marchiatura del prodotto finito può coincidere con la marchiatura dell’elemento base, alla quale può essere aggiunto un segno di riconoscimento di ogni singolo stabilimento. CENTRI DI TRASFORMAZIONE Si definisce Centro di trasformazione, nell’ambito degli acciai per cemento armato, un impianto esterno al produttore e/o al cantiere, fisso o mobile, che riceve dal produttore di acciaio elementi base (barre o rotoli, reti, ecc.) e confeziona elementi strutturali direttamente impiegabili in opere in cemento armato quali, ad esempio, elementi saldati e/o presagomati (staffe, ferri piegati, ecc.) o preassemblati (gabbie di armatura), pronti per la messa in opera. Il Centro di trasformazione deve possedere tutti i requisiti previsti al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. SALDABILITA’ L’analisi chimica effettuata su colata e l’eventuale analisi chimica di controllo effettuata sul prodotto finito deve soddisfare le limitazioni riportate nella Tab. 11.3.II dove il calcolo del carbonio equivalente Ceq è effettuato con la seguente formula: _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 23 - È possibile eccedere il valore massimo di C dello 0,03% in massa, a patto che il valore del Ceq. venga ridotto dello 0,02% in massa. Contenuti di azoto più elevati sono consentiti in presenza di una sufficiente quantità di elementi che fissano l’azoto stesso. TOLLERANZE DIMENSIONALI La deviazione ammissibile per la massa nominale deve essere come riportato nella Tab. 11.3.III seguente. PROCEDURE DI CONTROLLO PER ACCIAI DA CEMENTO ARMATO ORDINARIO – BARRE E ROTOLI Le prove di qualificazione e di verifica periodica, di cui ai successivi punti, devono essere ripetute per ogni prodotto avente caratteristiche differenti o realizzato con processi produttivi differenti, anche se provenienti dallo stesso stabilimento. I rotoli devono essere soggetti a qualificazione separata dalla produzione in barre e dotati di marchiatura differenziata. Controlli sistematici in stabilimento Prove di qualificazione Il laboratorio incaricato deve effettuare, senza preavviso, presso lo stabilimento di produzione, il prelievo di una serie di 75 saggi, ricavati da tre diverse colate o lotti di produzione, venticinque per ogni colata o lotto di produzione, scelti su tre diversi diametri opportunamente differenziati, nell’ambito della gamma prodotta. Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti che portano il marchio depositato in Italia, indipendentemente dall’etichettatura o dalla destinazione specifica. Sui campioni vengono determinati, a cura del laboratorio incaricato, i valori delle tensioni di snervamento e rottura fy e ft l’allungamento Agt ed effettuate le prove di piegamento. Procedura di valutazione Valutazione dei risultati Le grandezze caratteristiche fy, ft, Agt ed il valore inferiore di ft/fy devono soddisfare la seguente relazione: La grandezza caratteristica (fy/fynom)k ed il valore superiore di ft/fy devono soddisfare la seguente relazione: dove: Cv = valore prescritto per le singole grandezze nelle tabelle di cui ai §§ 11.3.2.1 e 11.3.2.2 x = valore medio s = deviazione standard della popolazione k = è il coefficiente riportato in Tab. 11.3.IV per ft , fy ed (fy/fynom) e in Tab. 11.3.V per Agt e _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 24 - ft/fy e stabilito in base al numero dei saggi. In ogni caso il coefficiente k assume, in funzione di n, i valori riportati nelle Tab. 11.3.IV e 11.3.V. Su almeno un saggio per colata o lotto di produzione è calcolato il valore dell’area relativa di nervatura o di dentellatura di cui al § 11.3.2.10.5 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-012008. Qualora uno dei campioni sottoposti a prova di qualificazione non soddisfi i requisiti di resistenza o duttilità di cui al § 11.3.2 delle suddette norme tecniche, il prelievo relativo al diametro di cui trattasi va ripetuto ed il nuovo prelievo sostituisce a tutti gli effetti quello precedente. Un ulteriore risultato negativo comporta la ripetizione della prova di qualificazione. Prove periodiche di verifica della qualità Ai fini della verifica della qualità il laboratorio incaricato deve effettuare controlli saltuari, ad intervalli non superiori a tre mesi, prelevando tre serie di 5 campioni, costituite ognuna da cinque barre di uno stesso diametro, scelte con le medesime modalità contemplate nelle prove a carattere statistico di cui al punto 11.3.2.10.1.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-012008, e provenienti da una stessa colata. Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti che portano il marchio depositato in Italia, indipendentemente dall’etichettatura o dalla destinazione specifica. Su tali serie il laboratorio effettua le prove di resistenza e di duttilità. I corrispondenti risultati delle prove di snervamento e rottura vengono introdotti nelle precedenti espressioni, le quali vengono sempre riferite a cinque serie di cinque saggi, facenti parte dello stesso gruppo di diametri, da aggiornarsi ad ogni prelievo, aggiungendo la nuova serie ed eliminando la prima in ordine di tempo. I nuovi valori delle medie e degli scarti quadratici così ottenuti vengono quindi utilizzati per la determinazione delle nuove tensioni, caratteristiche, sostitutive delle precedenti (ponendo n= 25). Ove i valori caratteristici riscontrati risultino inferiori ai minimi di cui ai §§ 11.3.2.1 e 11.3.2.2, delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, il laboratorio incaricato ne dà comunicazione al Servizio Tecnico Centrale e ripete le prove di qualificazione solo dopo che il produttore ha ovviato alle cause che hanno dato luogo al risultato insoddisfacente. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 25 - Qualora uno dei campioni sottoposti a prova di verifica della qualità non soddisfi i requisiti di duttilità di cui ai citati §§ 11.3.2.1 e 11.3.2.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, il prelievo relativo al diametro di cui trattasi va ripetuto. II nuovo prelievo sostituisce quello precedente a tutti gli effetti. Un ulteriore risultato negativo comporta la ripetizione della qualificazione. Le tolleranze dimensionali di cui al § 11.3.2.8 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008 vanno riferite alla media delle misure effettuate su tutti i saggi di ciascuna colata o lotto di produzione. Su almeno un saggio per colata o lotto di produzione è calcolato il valore dell’area relativa di nervatura o di dentellatura. Controlli su singole colate o lotti di produzione I produttori già qualificati possono richiedere, di loro iniziativa, di sottoporsi a controlli su singole colate o lotti di produzione, eseguiti a cura di un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001. Le colate o lotti di produzione sottoposti a controllo devono essere cronologicamente ordinati nel quadro della produzione globale. I controlli consistono nel prelievo, per ogni colata e lotto di produzione e per ciascun gruppo di diametri da essi ricavato, di un numero n di saggi, non inferiore a dieci, sui quali si effettuano le prove previste al § 11.3.2.11.1.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Le tensioni caratteristiche di snervamento e rottura vengono calcolate a mezzo delle espressioni di cui al § 11.3.2.11.1.3 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, nelle quali n è il numero dei saggi prelevati dalla colata. Controlli nei centri di trasformazione. I controlli sono obbligatori e devono essere effettuati: a) in caso di utilizzo di barre, su ciascuna fornitura, o comunque ogni 90 t; b) in caso di utilizzo di rotoli, ogni dieci rotoli impiegati. Qualora non si raggiungano le quantità sopra riportate, in ogni caso deve essere effettuato almeno un controllo per ogni giorno di lavorazione. Ciascun controllo è costituito da 3 spezzoni di uno stesso diametro per ciascuna fornitura, sempre che il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso stabilimento. In caso contrario i controlli devono essere estesi alle eventuali forniture provenienti da altri stabilimenti. I controlli devono consistere in prove di trazione e piegamento e devono essere eseguiti dopo il raddrizzamento. In caso di utilizzo di rotoli deve altresì essere effettuata, con frequenza almeno mensile, la verifica dell’area relativa di nervatura o di dentellatura, secondo il metodo geometrico di cui alla seconda parte del punto 11.3.2.10.5 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Tutte le prove suddette devono essere eseguite dopo le lavorazioni e le piegature atte a dare ad esse le forme volute per il particolare tipo di impiego previsto. Le prove di cui sopra devono essere eseguite e certificate dai laboratori di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001. Il Direttore tecnico di stabilimento curerà la registrazione di tutti i risultati delle prove di controllo interno su apposito registro, di cui dovrà essere consentita la visione a quanti ne abbiano titolo. Controlli di accettazione in cantiere. I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori, devono essere effettuati entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale e devono essere campionati, nell’ambito di ciascun lotto di spedizione, con le medesime modalità contemplate nelle prove a carattere statistico di cui al punto 11.3.2.10.1.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, in ragione di 3 spezzoni, marchiati, di uno stesso diametro, scelto entro ciascun lotto, sempre che il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso stabilimento. In caso contrario i controlli devono essere estesi ai lotti provenienti da altri stabilimenti. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 26 - I valori di resistenza ed allungamento di ciascun campione, accertati in accordo con il punto 11.3.2.3 delle norme tecniche di cui al D.M: 14-01-2008, da eseguirsi comunque prima della messa in opera del prodotto riferiti ad uno stesso diametro, devono essere compresi fra i valori massimi e minimi riportati nella tabella seguente: Questi limiti tengono conto della dispersione dei dati e delle variazioni che possono intervenire tra diverse apparecchiature e modalità di prova. Nel caso di campionamento e prova in cantiere, che deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data di consegna del materiale in cantiere, qualora la determinazione del valore di una quantità fissata non sia conforme al valore di accettazione, il valore dovrà essere verificato prelevando e provando tre provini da prodotti diversi nel lotto consegnato. Se un risultato è minore del valore, sia il provino che il metodo di prova devono essere esaminati attentamente. Se nel provino è presente un difetto o si ha ragione di credere che si sia verificato un errore durante la prova, il risultato della prova stessa deve essere ignorato. In questo caso occorrerà prelevare un ulteriore (singolo) provino. Se i tre risultati validi della prova sono maggiori o uguali del prescritto valore di accettazione, il lotto consegnato deve essere considerato conforme. Se i criteri sopra riportati non sono soddisfatti, 10 ulteriori provini devono essere prelevati da prodotti diversi del lotto in presenza del produttore o suo rappresentante che potrà anche assistere all’esecuzione delle prove presso un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001. Il lotto deve essere considerato conforme se la media dei risultati sui 10 ulteriori provini è maggiore del valore caratteristico e i singoli valori sono compresi tra il valore minimo e il valore massimo secondo quanto sopra riportato. In caso contrario il lotto deve essere respinto e il risultato segnalato al Servizio Tecnico Centrale. Il prelievo dei campioni va effettuato a cura del Direttore dei Lavori o di tecnico di sua fiducia che deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati. Qualora la fornitura, di elementi sagomati o assemblati, provenga da un Centro di trasformazione, il Direttore dei Lavori, dopo essersi accertato preliminarmente che il suddetto Centro di trasformazione sia in possesso di tutti i requisiti previsti al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, può recarsi presso il medesimo Centro di trasformazione ed effettuare in stabilimento tutti i controlli di cui sopra. In tal caso il prelievo dei campioni viene effettuato dal Direttore tecnico del centro di trasformazione secondo le disposizioni del Direttore dei Lavori; quest’ultimo deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati, nonché sottoscrivere la relativa richiesta di prove. La domanda di prove al Laboratorio autorizzato deve essere sottoscritta dal Direttore dei Lavori e deve contenere indicazioni sulle strutture interessate da ciascun prelievo. In caso di mancata sottoscrizione della richiesta di prove da parte del Direttore dei Lavori, le certificazioni emesse dal laboratorio non possono assumere valenza ai sensi del presente decreto e di ciò ne deve essere fatta esplicita menzione sul certificato stesso. I certificati emessi dai laboratori devono obbligatoriamente contenere almeno: - l’identificazione del laboratorio che rilascia il certificato; _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 27 - - una identificazione univoca del certificato (numero di serie e data di emissione) e di ciascuna sua pagina, oltre al numero totale di pagine; - l’identificazione del committente dei lavori in esecuzione e del cantiere di riferimento; - il nominativo del Direttore dei Lavori che richiede la prova; - la descrizione e l’identificazione dei campioni da provare; - la data di ricevimento dei campioni e la data di esecuzione delle prove; - l’identificazione delle specifiche di prova o la descrizione del metodo o procedura adottata, con l’indicazione delle norme di riferimento per l’esecuzione della stessa; - le dimensioni effettivamente misurate dei campioni; - i valori delle grandezze misurate e l’esito delle prove di piegamento. I certificati devono riportare, inoltre, l’indicazione del marchio identificativo rilevato a cura del laboratorio incaricato dei controlli, sui campioni da sottoporre a prove. Ove i campioni fossero sprovvisti di tale marchio, oppure il marchio non dovesse rientrare fra quelli depositati presso il Servizio Tecnico Centrale, le certificazioni emesse dal laboratorio non possono assumere valenza ai sensi delle presenti norme e di ciò ne deve essere fatta esplicita menzione sul certificato stesso. Prove di aderenza Ai fini della qualificazione, le barre devono superare con esito positivo prove di aderenza conformemente al metodo Beam – test da eseguirsi presso uno dei laboratori di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001, con le modalità specificate nella norma UNI EN 10080:2005. Le tensioni di aderenza ricavate devono soddisfare le seguenti relazioni: essendo: ∅ il diametro della barra in mm; τm il valor medio della tensione di aderenza in MPa calcolata in corrispondenza di uno scorrimento pari a 0,01 , 0,1 ed 1 mm; τr la tensione di aderenza massima al collasso. Le prove devono essere estese ad almeno tre diametri, come segue: - uno nell’intervallo 5 ≤ ∅ ≤ 10 mm; - uno nell’intervallo 12 ≤ ∅ ≤ 18 mm; - uno pari al diametro massimo. Per le verifiche periodiche della qualità e per le verifiche delle singole partite, non è richiesta la ripetizione delle prove di aderenza quando se ne possa determinare la rispondenza nei riguardi delle caratteristiche e delle misure geometriche, con riferimento alla serie di barre che hanno superato le prove stesse con esito positivo. Con riferimento sia all’acciaio nervato che all’acciaio dentellato, per accertare la rispondenza delle singole partite nei riguardi delle proprietà di aderenza, si valuteranno per un numero significativo di barre, conformemente alle procedure riportate nella norma UNI EN ISO 156301:2004, - il valore dell’area relativa di nervatura fr, per l’acciaio nervato; - il valore dell’area relativa di dentellatura fp, per l’acciaio dentellato. Il valore minimo di tali parametri, valutati come indicato, deve risultare compreso entro i limiti di seguito riportati: - per 5 ≤ ∅ ≤ 6 mm fr ovvero fp ³ 0,035; - per 6 ≤ ∅ ≤ 12 mm fr ovvero fp ³ 0,040; - per ∅ > 12 mm fr ovvero fp ³ 0,056. Nel certificato di prova, oltre agli esiti delle verifiche di cui sopra, devono essere descritte le caratteristiche geometriche della sezione e delle nervature ovvero dentellature. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 28 - PROCEDURE DI CONTROLLO PER ACCIAI DA CEMENTO ARMATO ORDINARIO – RETI E TRALICCI ELETTROSALDATI Controlli sistematici in stabilimento Prove di qualificazione Il laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001 effettua, presso lo stabilimento di produzione, in almeno quattro sopralluoghi senza preavviso il prelievo di una serie di 80 saggi, ricavati da 40 diversi pannelli, 2 per ogni elemento. Ogni saggio deve consentire due prove: - prova di trazione su uno spezzone di filo comprendente almeno un nodo saldato, per la determinazione della tensione di rottura, della tensione di snervamento e dell’allungamento; - prova di resistenza al distacco offerta dalla saldatura del nodo, determinata forzando con idoneo dispositivo il filo trasversale nella direzione di quello maggiore posto in trazione. Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti che portano il marchio depositato in Italia, indipendentemente dall’etichettatura o dalla destinazione specifica. Per la determinazione delle tensioni caratteristiche di snervamento e rottura, determinate in accordo con il § 11.3.2.3 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, valgono le medesime formule di cui al § 11.3.2.11.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, dove n, numero dei saggi considerati, va assunto nel presente caso pari a 80, ed il coefficiente k assume, in funzione di n, i valori riportati nelle tabelle di cui al § 11.3.2.11.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Qualora uno dei campioni sottoposti a prove di qualificazione non soddisfi i requisiti previsti nelle norme tecniche relativamente ai valori di allungamento o resistenza al distacco, il prelievo relativo all’elemento di cui trattasi va ripetuto su un altro elemento della stessa partita. Il nuovo prelievo sostituisce quello precedente a tutti gli effetti. Un ulteriore risultato negativo comporta la ripetizione delle prove di qualificazione. Prove di verifica della qualità Il laboratorio incaricato deve effettuare controlli saltuari ad intervalli non superiori a tre mesi, su serie di 20 saggi, ricavati da 10 diversi elementi, 2 per ogni elemento. Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti che portano il marchio depositato in Italia, indipendentemente dall’etichettatura o dalla destinazione specifica. Sulla serie il laboratorio effettua la prova di trazione e di distacco. I corrispondenti risultati vengono aggiunti a quelli dei precedenti prelievi dopo aver eliminato la prima serie in ordine di tempo. Si determinano così le nuove tensioni caratteristiche sostitutive delle precedenti sempre ponendo n = 20. Ove i valori caratteristici riscontrati risultino inferiori ai minimi di cui ai §§ 11.3.2.1 e 11.3.2.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, il laboratorio incaricato sospende le verifiche della qualità dandone comunicazione al Servizio Tecnico Centrale e ripete la qualificazione solo dopo che il produttore ha ovviato alle cause che hanno dato luogo al risultato insoddisfacente. Qualora uno dei campioni sottoposti a prove di verifica non soddisfi i valori previsti al § 11.3.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, il prelievo relativo all’elemento di cui trattasi va ripetuto su un altro elemento della stessa partita. Il nuovo prelievo sostituisce quello precedente a tutti gli effetti. In caso di ulteriore risultato negativo, il laboratorio incaricato sospende le verifiche della qualità dandone comunicazione al Servizio Tecnico Centrale e ripete la qualificazione dopo che il produttore ha ovviato alle cause che hanno dato luogo al risultato insoddisfacente. Controlli su singoli lotti di produzione. Negli stabilimenti soggetti ai controlli sistematici, i produttori qualificati possono sottoporre a controlli singoli lotti di produzione a cura del laboratorio incaricato. I controlli consistono nel prelievo per ogni lotto di un numero n di saggi, non inferiore a venti e ricavati da almeno dieci diversi elementi, sui quali si effettuano le prove previste al § 11.3.2.11.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 29 - Le tensioni caratteristiche di snervamento e rottura vengono calcolate a mezzo delle formule di cui al § 11.3.2.11.1 delle norme tecniche di cui al D:M. 14-01-2008, nelle quali n è il numero dei saggi prelevati. Controlli di accettazione in cantiere. I controlli sono obbligatori e devono essere effettuati su tre saggi ricavati da tre diversi pannelli, nell’ambito di ciascun lotto di spedizione. Qualora uno dei campioni sottoposti a prove di accettazione non soddisfi i requisiti previsti nelle norme tecniche relativamente ai valori di snervamento, resistenza a trazione del filo, allungamento, rottura e resistenza al distacco, il prelievo relativo all’elemento di cui trattasi va ripetuto su un altro elemento della stessa partita. Il nuovo prelievo sostituisce quello precedente a tutti gli effetti. Un ulteriore risultato negativo comporta il prelievo di nuovi saggi secondo la procedura di cui al § 11.3.2.11.4 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Art. 14 - ELEMENTI DI LATERIZIO E CALCESTRUZZO Gli elementi resistenti artificiali da impiegare nelle murature (elementi in laterizio ed in calcestruzzo) possono essere costituiti di laterizio normale, laterizio alleggerito in pasta, calcestruzzo normale, calcestruzzo alleggerito. Se impiegati nella costruzione di murature portanti, devono essere conformi alle norme europee armonizzate della serie UNI EN 771-2005 e alle prescrizioni contenute nel DM 14 gennaio 2008 e nella Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009 “Istruzioni per l’applicazione delle Norme tecniche per le costruzioni”. In particolare - ai sensi dell’art. 11.1, punto A, del DM 14 gennaio 2008 devono recare la Marcatura CE, secondo il sistema di attestazione della conformità indicato nella tabella 11.10.1 dell’art. 11.10.1 dello stesso decreto. Nel caso di murature non portanti le suddette prescrizioni possono costituire utile riferimento. Le eventuali prove su detti elementi saranno condotte seconde le prescrizioni di cui alla norma UNI 772 “Metodi di prova per elementi di muratura”. Ai sensi dell’art. 11.10.1.1 del DM 14 gennaio 2008, oltre a quanto previsto al punto A del summenzionato art. 11.1 del DM 14 gennaio 2008, il Direttore dei Lavori è tenuto a far eseguire ulteriori prove di accettazione sugli elementi per muratura portante pervenuti in cantiere e sui collegamenti, secondo le metodologie di prova indicate nelle citate nome armonizzate. Le prove di accettazione su materiali di cui al presente paragrafo sono obbligatorie e devono essere eseguite e certificate presso un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR 380/2001. Art. 15 - CARPENTERIA METALLICA Sono stati assunti i seguenti valori nominali delle proprietà del materiale: - modulo elastico E = 210.000 N/mm2 - modulo di elasticità trasversale G = E/2(1+ν) N/mm2 - coefficiente di Poisson ν = 0,3 - coefficiente di espansione termica lineare α = 12 x 10-6 per °C (per temperature fino a 100 °C) - densità ρ = 7850 kg/m I materiali da utilizzare, salvo diversa indicazione sugli elaborati progettuali, saranno i seguenti. Prodotti piani e lunghi Acciai di uso generale laminati a caldo, in profilati, barre, larghi piatti e lamiere: secondo UNI EN 10025. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 30 - Profilati cavi Acciai di uso generale in forma di profilati cavi: devono appartenere a uno dei tipi aventi le caratteristiche meccaniche riportate nelle specifiche norme europee elencate nella successiva tabella nelle classi di duttilità JR, J0, J2 e K2; Tabella 5.6.1 - Caratteristiche tecniche per i profilati cavi ACCIAIO NORMA EUROPEA TABELLE DI RIFERIMENTO Profilati cavi finiti a EN 10210-1 Non legati: A1 , A.2 , A.3 caldo A grano fine: B1 , B.2 B.3 Profilati cavi saldati EN 10219-1 A1 , A2 , A3 formati a freddo Materiale di partenza allo stato: Normalizzato: B1 , B3 , B4 Termomeccanico: B2 , B3, B5 Le prove ed i metodi di misura sono quelli previsti dalle norme suddette. Acciai laminati Gli acciai laminati di uso generale per la realizzazione di strutture metalliche e per le strutture composte comprendono: Prodotti lunghi - laminati mercantili (angolari, L, T, piatti e altri prodotti di forma); - travi ad ali parallele del tipo HE e IPE, travi IPN; - laminati ad U Prodotti piani - lamiere e piatti - nastri Profilati cavi - tubi prodotti a caldo Prodotti derivati - travi saldate (ricavate da lamiere o da nastri a caldo); - profilati a freddo (ricavati da nastri a caldo); - tubi saldati (cilindrici o di forma ricavati da nastri a caldo); - lamiere grecate (ricavate da nastri a caldo) Controlli sui prodotti laminati I controlli sui laminati verranno eseguiti secondo le prescrizioni di cui al § 11.3.4.10 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Fornitura dei prodotti laminati Per la documentazione di accompagnamento delle forniture vale quanto indicato al § 11.3.1.5 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Acciaio per getti Per l’esecuzione di parti in getti si devono impiegare acciai conformi alla norma UNI EN 10293:2006. Quando tali acciai debbano essere saldati, valgono le stesse limitazioni di composizione chimica previste per gli acciai laminati di resistenza similare. Acciaio per strutture saldate Composizione chimica degli acciai _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 31 - Gli acciai per strutture saldate, oltre a soddisfare le condizioni indicate al § 11.3.4.1, devono avere composizione chimica conforme a quanto riportato nelle norme europee armonizzate applicabili, di cui al punto 11.3.4.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Processo di saldatura La saldatura degli acciai dovrà avvenire con uno dei procedimenti all’arco elettrico codificati secondo la norma UNI EN ISO 4063:2001. È ammesso l’uso di procedimenti diversi purché sostenuti da adeguata documentazione teorica e sperimentale. I saldatori nei procedimenti semiautomatici e manuali dovranno essere qualificati secondo la norma UNI EN 287-1:2004 da parte di un Ente terzo. A deroga di quanto richiesto nella norma UNI EN 287 1:2004, i saldatori che eseguono giunti a T con cordoni d’angolo dovranno essere specificamente qualificati e non potranno essere qualificati soltanto mediante l’esecuzione di giunti testa-testa. Gli operatori dei procedimenti automatici o robotizzati dovranno essere certificati secondo la norma UNI EN 1418:1999. Tutti i procedimenti di saldatura dovranno essere qualificati secondo la norma UNI EN ISO 15614-1:2005. Le durezze eseguite sulle macrografie non dovranno essere superiori a 350 HV30. Per la saldatura ad arco di prigionieri di materiali metallici (saldatura ad innesco mediante sollevamento e saldatura a scarica di condensatori ad innesco sulla punta) si applica la norma UNI EN ISO 14555:2001; valgono perciò i requisiti di qualità di cui al prospetto A1 della appendice A della stessa norma. Le prove di qualifica dei saldatori, degli operatori e dei procedimenti dovranno essere eseguite da un Ente terzo; in assenza di prescrizioni in proposito l’Ente sarà scelto dal costruttore secondo criteri di competenza e di indipendenza. Sono richieste caratteristiche di duttilità, snervamento, resistenza e tenacità in zona fusa e in zona termica alterata non inferiori a quelle del materiale base. Nell’esecuzione delle saldature dovranno inoltre essere rispettate le norme UNI EN 1011:2005 parti 1 e 2 per gli acciai ferritici e della parte 3 per gli acciai inossidabili. Per la preparazione dei lembi si applicherà, salvo casi particolari, la norma UNI EN ISO 9692-1:2005. Le saldature saranno sottoposte a controlli non distruttivi finali per accertare la corrispondenza ai livelli di qualità stabiliti dal progettista sulla base delle norme applicate per la progettazione.. In assenza di tali dati per strutture non soggette a fatica si adotterà il livello C della norma UNI EN ISO 5817:2008 e il livello B per strutture soggette a fatica. L’entità ed il tipo di tali controlli, distruttivi e non distruttivi, in aggiunta a quello visivo al 100%, saranno definiti dal Collaudatore e dal Direttore dei Lavori; per i cordoni ad angolo o giunti a parziale penetrazione si useranno metodi di superficie (ad es. liquidi penetranti o polveri magnetiche), mentre per i giunti a piena penetrazione, oltre a quanto sopra previsto, si useranno metodi volumetrici e cioè raggi X o gamma o ultrasuoni per i giunti testa a testa e solo ultrasuoni per i giunti a T a piena penetrazione. Per le modalità di esecuzione dei controlli ed i livelli di accettabilità si potrà fare utile riferimento alle prescrizioni della norma UNI EN 12062:2004. Tutti gli operatori che eseguiranno i controlli dovranno essere qualificati secondo la norma UNI EN 473:2001 almeno di secondo livello. Oltre alle prescrizioni applicabili di cui al precedente § 11.3.1.7, il costruttore deve corrispondere ai seguenti requisiti. In relazione alla tipologia dei manufatti realizzati mediante giunzioni saldate, il costruttore deve essere certificato secondo la norma UNI EN ISO 3834:2006 parti 2 e 4; il livello di conoscenza tecnica del personale di coordinamento delle operazioni di saldatura deve corrispondere ai requisiti della normativa di comprovata validità. I requisiti sono riassunti nel Tab. 11.3.XI di seguito riportata. La certificazione dell’azienda e del personale dovrà essere operata da un Ente terzo, scelto, in assenza di prescrizioni, dal costruttore secondo criteri di indipendenza e di competenza. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 32 - Bulloni e Chiodi I bulloni, conformi per le caratteristiche dimensionali alle UNI EN ISO 4016 ed alle UNI 5592 devono appartenere alle sotto indicate classi delle UNI EN 20898, associate nel modo indicato nella Tabella che segue. Vite Dado 4.6 4 Normali 5.6 5 6.8 6 Ad alta resistenza 8.8 10.9 8 10 I bulloni per giunzioni ad attrito devono essere conformi alle prescrizioni della Tabella 10.3 e devono essere associati come indicato nella tabella che segue. Viti, dadi, rosette e/o piastrine devono provenire da un unico produttore. Elemento Viti Dadi Rosette Piastrine Materiale 8.8-10.9 secondo UNI EN 898-1 8-10 secondo UNI EN 20898-2 Acciaio C50 UNI EN 10083-2 temperato e rinvenuto HRC 32÷40 Acciaio C50 UNI EN 10083-2 temperato e rinvenuto HRC 32÷40 Riferimento UNI5712 UNI5713 UNI5714 UNI5715 UNI5716 Per i chiodi da ribadire a caldo si devono impiegare gli acciai previsti dalla UNI EN 10263-1 a 5. Grigliati e lamiere striate o bugnate Secondo UNI EN 10025 Lamiere grecate zincate Secondo UNI EN 10025; Acciai inossidabili Gli elementi in acciaio inossidabile dovranno essere del tipo AISI 316 salvo diverse specifiche progettuali. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 33 - CONTROLLI IN STABILIMENTO Suddivisione dei prodotti Sono prodotti qualificabili sia quelli raggruppabili per colata che quelli per lotti di produzione. Ai fini delle prove di qualificazione e di controllo (vedere § 11.3.4.10.1.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008), i prodotti nell’ambito di ciascuna gamma merceologica di cui al § 11.3.4.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, sono raggruppabili per gamme di spessori così come definito nelle norme europee armonizzate UNI EN 10025, UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1. Agli stessi fini, sono raggruppabili anche i diversi gradi di acciai (JR, J0, J2, K2), sempre che siano garantite per tutti le caratteristiche del grado superiore del raggruppamento. Un lotto di produzione è costituito da un quantitativo compreso fra 30 e 120 t, o frazione residua, per ogni profilo, qualità e gamma di spessore, senza alcun riferimento alle colate che sono state utilizzate per la loro produzione. Per quanto riguarda i profilati cavi, il lotto di produzione corrisponde all’unità di collaudo come definita dalle norme europee armonizzate UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 in base al numero dei pezzi. Prove di qualificazione Ai fini della qualificazione, con riferimento ai prodotti di cui al punto B del § 11.1 delle norme tecnioche di cui al D.M. 14-01-2008, fatto salvo quanto prescritto ed obbligatoriamente applicabile per i prodotti di cui a norme armonizzate in regime di cogenza, il produttore deve predisporre una idonea documentazione sulle caratteristiche chimiche, ove pertinenti, e meccaniche riscontrate per quelle qualità e per quei prodotti che intende qualificare. La documentazione deve essere riferita ad una produzione consecutiva relativa ad un periodo di tempo di al meno sei mesi e ad un quantitativo di prodotti tale da fornire un quadro statisticamente significativo della produzione stessa e comunque o 2.000 t oppure ad un numero di colate o di lotti 25. Tale documentazione di prova deve basarsi sui dati sperimentali rilevati dal produttore, integrati dai risultati delle prove di qualificazione effettuate a cura di un laboratorio di cui all’art. 59, comma 1, del DPR n. 380/2001, incaricato dal produttore stesso. Le prove di qualificazione devono riferirsi a ciascun tipo di prodotto, inteso individuato da gamma merceologica, classe di spessore e qualità di acciaio, ed essere relative al rilievo dei valori caratteristici; per ciascun tipo verranno eseguite almeno 30 prove su saggi appositamente prelevati. La documentazione del complesso delle prove meccaniche deve essere elaborata in forma statistica calcolando, per lo snervamento e la resistenza a rottura, il valore medio, lo scarto quadratico medio e il relativo valore caratteristico delle corrispondenti distribuzioni di frequenza. Controllo continuo della qualità della produzione Con riferimento ai prodotti di cui al punto B del § 11.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-012008, il servizio di controllo interno della qualità dello stabilimento produttore deve predisporre un’accurata procedura atta a mantenere sotto controllo con continuità tutto il ciclo produttivo. Per ogni colata, o per ogni lotto di produzione, contraddistinti dal proprio numero di riferimento, viene prelevato dal prodotto finito un saggio per colata e comunque un saggio ogni 80 t oppure un saggio per lotto e comunque un saggio ogni 40 t o frazione; per quanto riguarda i profilati cavi, il lotto di produzione è definito dalle relative norme UNI di prodotto, in base al numero dei pezzi. Dai saggi di cui sopra verranno ricavati i provini per la determinazione delle caratteristiche chimiche e meccaniche previste dalle norme europee armonizzate UNI EN 10025, UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 rilevando il quantitativo in tonnellate di prodotto finito cui la prova si riferisce. Per quanto concerne fy e ft i dati singoli raccolti, suddivisi per qualità e prodotti (secondo le gamme dimensionali) vengono riportati su idonei diagrammi per consentire di valutare _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 34 - statisticamente nel tempo i risultati della produzione rispetto alle prescrizioni delle presenti norme tecniche. I restanti dati relativi alle caratteristiche chimiche, di resilienza e di allungamento vengono raccolti in tabelle e conservati, dopo averne verificato la rispondenza alle norme UNI EN 10025, UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 per quanto concerne le caratteristiche chimiche e, per quanto concerne resilienza e allungamento, alle prescrizioni di cui alle tabelle delle corrispondenti norme europee della serie UNI EN 10025 ovvero delle tabelle di cui alle norme europee UNI EN 10210 ed UNI EN 10219 per i profilati cavi. È cura e responsabilità del produttore individuare, a livello di colata o di lotto di produzione, gli eventuali risultati anomali che portano fuori limiti la produzione e di provvedere ad ovviarne le cause. I diagrammi sopra indicati devono riportare gli eventuali dati anomali. I prodotti non conformi devono essere deviati ad altri impieghi, previa punzonatura di annullamento, e tenendone esplicita nota nei registri. La documentazione raccolta presso il controllo interno di qualità dello stabilimento produttore deve essere conservata a cura del produttore. Verifica periodica della qualità Con riferimento ai prodotti di cui al punto B del § 11.1, il laboratorio incaricato effettua periodicamente a sua discrezione e senza preavviso, almeno ogni sei mesi, una visita presso lo stabilimento produttore nel corso della quale su tre tipi di prodotto, scelti di volta in volta tra qualità di acciaio, gamma merceologica e classe di spessore, effettuerà per ciascun tipo non meno di 30 prove a trazione su provette ricavate sia da saggi prelevati direttamente dai prodotti sia da saggi appositamente accantonati dal produttore in numero di almeno 2 per colata o lotto di produzione, relativa alla produzione intercorsa dalla visita precedente. Inoltre il laboratorio incaricato effettua le altre prove previste (resilienza e analisi chimiche) sperimentando su provini ricavati da 3 campioni per ciascun tipo sopraddetto. Infine si controlla che siano rispettati i valori minimi prescritti per la resilienza e quelli massimi per le analisi chimiche. Nel caso che i risultati delle prove siano tali per cui viene accertato che i limiti prescritti non siano rispettati, vengono prelevati altri saggi (nello stesso numero) e ripetute le prove. Ove i risultati delle prove, dopo ripetizione, fossero ancora insoddisfacenti, il laboratorio incaricato sospende le verifiche della qualità dandone comunicazione al Servizio Tecnico Centrale e ripete la qualificazione dopo che il produttore ha ovviato alle cause che hanno dato luogo al risultato insoddisfacente. Per quanto concerne le prove di verifica periodica della qualità per gli acciai di cui al § 11.3.4.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, con caratteristiche comprese tra i tipi S235 ed S355, si utilizza un coefficiente di variazione pari all’8%. Per gli acciai con snervamento o rottura superiore al tipo S355 si utilizza un coefficiente di variazione pari al 6%. Per tali acciai la qualificazione è ammessa anche nel caso di produzione non continua nell’ultimo semestre ed anche nei casi in cui i quantitativi minimi previsti non siano rispettati, permanendo tutte le altre regole relative alla qualificazione. Controlli su singole colate Negli stabilimenti soggetti a controlli sistematici di cui al § 11.3.4.10.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, i produttori possono richiedere di loro iniziativa di sottoporsi a controlli, eseguiti a cura di un Laboratorio di cui all’art. 59, comma 1, del DPR n. 380/2001, su singole colate di quei prodotti che, per ragioni produttive, non possono ancora rispettare le condizioni quantitative minime (vedere § 11.3.4.10.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008) per qualificarsi. Le prove da effettuare sono quelle relative alle norme europee armonizzate UNI EN 10025, UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 ed i valori da rispettare sono quelli di cui alle tabelle delle _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 35 - corrispondenti norme europee della serie UNI EN 10025 ovvero delle tabelle di cui alle norme europee UNI EN 10210 ed UNI EN 10219 per i profilati cavi. CONTROLLI NEI CENTRI DI TRASFORMAZIONE Centri di prelavorazione di componenti strutturali Si definiscono centri di prelavorazione o di servizio quegli impianti che ricevono dai produttori di acciaio elementi base (prodotti lunghi e/o piani) e realizzano elementi singoli prelavorati che vengono successivamente utilizzati dalle officine di produzione che realizzano strutture complesse nell’ambito delle costruzioni. I centri di prelavorazione, oggetto delle presenti norme, devono rispettare le prescrizioni applicabili di cui al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008 . Officine per la produzione di carpenterie metalliche I controlli sono obbligatori e devono essere effettuati a cura del Direttore Tecnico dell’officina. Con riferimento ai prodotti di cui al punto B del § 11.1, i controlli vengono eseguiti secondo le modalità di seguito indicate. Devono essere effettuate per ogni fornitura minimo 3 prove, di cui almeno una sullo spessore massimo ed una sullo spessore minimo. I dati sperimentali ottenuti devono soddisfare le prescrizioni di cui alle tabelle delle corrispondenti norme europee armonizzate della serie UNI EN 10025 ovvero delle tabelle di cui al § 11.3.4.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008 per i profilati cavi per quanto concerne l’allungamento e la resilienza, nonché delle norme europee armonizzate della serie UNI EN 10025, UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 per le caratteristiche chimiche. Ogni singolo valore della tensione di snervamento e di rottura non deve risultare inferiore ai limiti tabellari. Deve inoltre essere controllato che le tolleranze di fabbricazione rispettino i limiti indicati nelle norme europee applicabili sopra richiamate e che quelle di montaggio siano entro i limiti indicati dal progettista. In mancanza deve essere verificata la sicurezza con riferimento alla nuova geometria. Il prelievo dei campioni va effettuato a cura del Direttore Tecnico dell’officina che deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati. Per le caratteristiche dei certificati emessi dal laboratorio, si fa riferimento a quanto riportato al § 11.3.2.10.4 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, fatta eccezione per il marchio di qualificazione, non sempre presente sugli acciai da carpenteria, per il quale si potrà fare riferimento ad eventuali cartellini identificativi ovvero ai dati dichiarati dal produttore. Il Direttore Tecnico dell’officina curerà la registrazione di tutti i risultati delle prove di controllo interno su apposito registro, di cui dovrà essere consentita la visione a quanti ne abbiano titolo. Tutte le forniture provenienti da un’officina devono essere accompagnate dalla documentazione di cui al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Per quanto riguarda le specifiche dei controlli, le procedure di qualificazione e i documenti di accompagnamento dei manufatti in acciaio prefabbricati in serie si rimanda agli equivalenti paragrafi del § 11.8 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, ove applicabili. Officine per la produzione di bulloni e chiodi I produttori di bulloni e chiodi per carpenteria metallica devono dotarsi di un sistema di .gestione della qualità del processo produttivo per assicurare che il prodotto abbia i requisiti previsti dalle presenti norme e che tali requisiti siano costantemente mantenuti fino alla posa in opera. Il sistema di gestione della qualità del prodotto che sovrintende al processo di fabbricazione deve essere predisposto in coerenza con la norma UNI EN ISO 9001:2000 e certificato da parte di un organismo terzo indipendente, di adeguata competenza ed organizzazione, che opera in coerenza con le norme UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006. I documenti che accompagnano ogni fornitura in cantiere di bulloni o chiodi da carpenteria devono indicare gli estremi della certificazione del sistema di gestione della qualità. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 36 - I produttori di bulloni e chiodi per carpenteria metallica sono tenuti a dichiarare al Servizio Tecnico Centrale la loro attività, con specifico riferimento al processo produttivo ed al controllo di produzione in fabbrica, fornendo copia della certificazione del sistema di gestione della qualità. La dichiarazione sopra citata deve essere confermata annualmente al Servizio Tecnico Centrale, con allegata una dichiarazione attestante che nulla è variato, nel prodotto e nel processo produttivo, rispetto alla precedente dichiarazione , ovvero nella quale siano descritte le avvenute variazioni. Il Servizio Tecnico Centrale attesta l’avvenuta presentazione della dichiarazione. Ogni fornitura in cantiere o nell’officina di formazione delle carpenterie metalliche, di bulloni o chiodi deve essere accompagnata da copia della dichiarazione sopra citata e della relativa attestazione da parte del Servizio Tecnico Centrale. Il Direttore dei Lavori è tenuto a verificare quanto sopra indicato ed a rifiutare le eventuali forniture non conformi. CONTROLLI DI ACCETTAZIONE IN CANTIERE I controlli in cantiere, demandati al Direttore dei Lavori, sono obbligatori e devono essere eseguiti secondo le medesime indicazioni di cui al § 11.3.3.5.3 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, effettuando un prelievo di almeno 3 saggi per ogni lotto di spedizione, di massimo 30 t. Qualora la fornitura, di elementi lavorati, provenga da un Centro di trasformazione, il Direttore dei Lavori, dopo essersi accertato preliminarmente che il suddetto Centro di trasformazione sia in possesso di tutti i requisiti previsti al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-012008, può recarsi presso il medesimo Centro di trasformazione ed effettuare in stabilimento tutti i controlli di cui sopra. In tal caso il prelievo dei campioni viene effettuato dal Direttore Tecnico del Centro di trasformazione secondo le disposizioni del Direttore dei Lavori; quest’ultimo deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati, nonché sottoscrivere la relativa richiesta di prove. Per le modalità di prelievo dei campioni, di esecuzione delle prove e di compilazione dei certificati valgono le medesime disposizioni di cui al § 11.3.3.5.3 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008. Art. 16 - PRODOTTI PER PAVIMENTAZIONE Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo strato di rivestimento dell’intero sistema di pavimentazione. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni normative vigenti. Devono essere esenti da difetti visibili e di forma quali: protuberanze, bave, incavi che superino le tolleranze dimensionali ammesse. Art. 17 - PRODOTTI PER IMPERMEABILIZZAZIONI E PER COPERTURE PIANE Per prodotti per impermeabilizzazioni e coperture piane si intendono quelli che si presentano sotto forma di: • membrane in fogli e/o rotoli da applicare a freddo od a caldo, in fogli singoli o pluristrato; _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 37 - • prodotti forniti in contenitori (solitamente liquidi e/o in pasta) da applicare a freddo od a caldo su eventuali armature (che restano inglobate nello strato finale) fino a formare in sito una membrana continua. Le membrane si designano descrittivamente in base: – al materiale componente (esempio: bitume ossidato fillerizzato, bitume polimero elastomero, bitume polimero plastomero, etilene propilene diene, etilene vinil acetato, ecc.); – al materiale di armatura inserito nella membrana (esempio: armatura vetro velo, armatura poliammide tessuto, armatura polipropilene film, armatura alluminio foglio sottile, ecc.); – al materiale di finitura della faccia superiore (esempio: poliestere film da non asportare, polietilene film da non asportare, graniglie, ecc.); – al materiale di finitura della faccia inferiore (esempio: poliestere non tessuto, sughero, alluminio foglio sottile, ecc.). I prodotti forniti in contenitori si designano descrittivamente come segue: – mastici di rocce asfaltiche e di asfalto sintetico; – asfalti colati; – malte asfaltiche; – prodotti termoplastici; – soluzioni in solvente di bitume; – emulsioni acquose di bitume; – prodotti a base di polimeri organici. I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura, le modalità di posa sono trattate negli articoli relativi alla posa in opera. Il Direttore dei Lavori ai fini della loro accettazione può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. Le membrane per coperture di edifici in relazione allo strato funzionale che vanno a costituire (esempio strato di tenuta all’acqua, strato di tenuta all’aria, strato di schermo e/o barriera al vapore, strato di protezione degli strati sottostanti, ecc.) devono rispondere alle descrizioni di elenco prezzi e, in loro completamento, alle prescrizioni di seguito dettagliate. a) Le membrane destinate a formare strati di schermo e/o barriera al vapore devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9380 per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); – i difetti, l’ortometria e la massa areica; – la resistenza a trazione; – la flessibilità a freddo; – il comportamento all’acqua; – la permeabilità al vapore d’acqua; – l’invecchiamento termico in acqua; – le giunzioni. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei Lavori. Le membrane rispondenti alle varie prescrizioni della norma UNI 8629 in riferimento alle caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego. b) Le membrane destinate a formare strati di continuità, di diffusione o di egualizzazione della pressione di vapore, di irrigidimento o ripartizione dei carichi, di regolarizzazione, di separazione e/o scorrimento o drenante devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9168 per quanto concerne: _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 38 - – – – – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore); difetti, ortometria e massa areica; comportamento all’acqua; invecchiamento termico in acqua. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei Lavori. Le membrane rispondenti alle norme UNI 9380 e UNI 8629 per le caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego. c) Le membrane destinate a formare strati di tenuta all’aria devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 9168 per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore); – difetti, ortometria e massa areica; – resistenza a trazione ed alla lacerazione; – comportamento all’acqua; – le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed alla permeabilità all’aria. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei Lavori. Le membrane rispondenti alle norme UNI 9380 e UNI 8629 per le caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego. d) Le membrane destinate a formare strati di tenuta all’acqua devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 8629 (varie parti) per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); – difetti, ortometria e massa areica; – resistenza a trazione e alla lacerazione; – punzonamento statico e dinamico; – flessibilità a freddo; – stabilità dimensionale in seguito ad azione termica; – stabilità di forma a caldo; – impermeabilità all’acqua e comportamento all’acqua; – permeabilità al vapore d’acqua; – resistenza all’azione perforante delle radici; – invecchiamento termico in aria ed acqua; – resistenza all’ozono (solo per polimeriche e plastomeriche); – resistenza ad azioni combinate (solo per polimeriche e plastomeriche); – le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed avere impermeabilità all’aria. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei Lavori. e) Le membrane destinate a formare strati di protezione devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma UNI 8629 (varie parti) per quanto concerne: – le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore); – difetti, ortometria e massa areica; – resistenza a trazione e alle lacerazioni; – punzonamento statico e dinamico; – flessibilità a freddo; – stabilità dimensionali a seguito di azione termica; – stabilità di forma a caldo (esclusi prodotti a base di PVC, EPDM, IIR); _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 39 - – – – – – comportamento all’acqua; resistenza all’azione perforante delle radici; invecchiamento termico in aria; le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione; l’autoprotezione minerale deve resistere all’azione di distacco. I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla Direzione dei Lavori. Le membrane a base di elastomeri e di plastomeri, elencate nel seguente punto a), sono utilizzate per l’impermeabilizzazione nei casi di cui al punto b) e devono rispondere alle prescrizioni elencate al successivo punto c). Detti prodotti vengono considerati al momento della loro fornitura. Per le modalità di posa si rimanda gli articoli relativi alla posa in opera. a) Tipi di membrane: – membrane in materiale elastomerico1 senza armatura; – membrane in materiale elastomerico dotate di armatura; – membrane in materiale plastomerico2 flessibile senza armatura; – membrane in materiale plastomerico flessibile dotate di armatura; – membrane in materiale plastomerico rigido (per esempio polietilene ad alta o bassa densità, reticolato o non, polipropilene); – membrane polimeriche a reticolazione posticipata (per esempio polietilene clorosolfanato) dotate di armatura; – membrane polimeriche accoppiate3; b) Classi di utilizzo4: Classe A - membrane adatte per condizioni eminentemente statiche del contenuto (per esempio, bacini, dighe, sbarramenti, ecc.) Classe B - membrane adatte per condizioni dinamiche del contenuto (per esempio, canali, acquedotti, ecc.) Classe C - membrane adatte per condizioni di sollecitazioni meccaniche particolarmente gravose, concentrate o no (per esempio, fondazioni, impalcati di ponti, gallerie, ecc. Classe D - membrane adatte anche in condizioni di intensa esposizione agli agenti atmosferici e/o alla luce Classe E - membrane adatte per impieghi in presenza di materiali inquinanti e/o aggressivi (per esempio, discariche, vasche di raccolta e/o decantazione, ecc.) Classe F - membrane adatte per il contatto con acqua potabile o sostanze di uso alimentare (per esempio, acquedotti, serbatoi, contenitori per alimenti, ecc.). 1 Per materiale elastometrico si intende un materiale che sia fondamentalmente elastico anche a temperature superiori o inferiori a quelle di normale impiego e/o che abbia subito un processo di reticolazione (per esempio gomma vulcanizzata). 2 Per materiale plastomerico si intende un materiale che sia relativamente elastico solo entro un intervallo di temperatura corrispondente generalmente a quello di impiego ma che non abbia subito alcun processo di reticolazione (come per esempio cloruro di polivinile plastificato o altri materiali termoplastici flessibili o gomme non vulcanizzate). 3 Trattasi di membrane polimeriche accoppiate o incollate sulla faccia interna ad altri elementi aventi funzioni di protezione o altra funzione particolare, comunque non di tenuta. In questi casi, quando la parte accoppiata all'elemento polimerico impermeabilizzante ha importanza fondamentale per il comportamento in opera della membrana, le prove devono essere eseguite sulla membrana come fornita dal produttore. 4 Nell'utilizzo delle membrane polimeriche per impermeabilizzazione, possono essere necessarie anche caratteristiche comuni a più classi. In questi casi devono essere presi in considerazione tutti quei fattori che nell'esperienza progettuale e/o applicativa risultano di importanza preminente o che per legge devono essere considerati tali. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 40 - Art. 18 – PRODOTTI DIVERSI (SIGILLANTI, ADESIVI, GEOTESSILI Tutti i prodotti di seguito descritti vengono considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito indicate. Per il campionamento dei prodotti ed i metodi di prova si fa riferimento ai metodi UNI esistenti. Per sigillanti si intendono i prodotti utilizzati per riempire in forma continua e durevole, i giunti tra elementi edilizi (in particolare nei serramenti, nelle pareti esterne, nelle partizioni interne, ecc.) con funzione di tenuta all'aria, all'acqua, ecc. Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono rispondenti alle seguenti caratteristiche: - compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati; - diagramma forza/deformazione (allungamento) compatibile con le deformazioni elastiche del supporto al quale sono destinati; - durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego, cioè con decadimento delle caratteristiche meccaniche ed elastiche che non pregiudichino la loro funzionalità; - durabilità alle azioni chimico-fisiche diagenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde al progetto od alle norme UNI ISO 11600 (in sostituzione della UNI 9610) e UNI 9611 e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dal Direttore dei lavori. Per adesivi si intendono i prodotti utilizzati per ancorare un prodotto ad uno attiguo, in forma permanente, resistendo alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc. dovute all'ambiente ed alla destinazione d'uso. Sono inclusi nel presente articolo gli adesivi usati in opere di rivestimenti di pavimenti e pareti o per altri usi e per diversi supporti (murario, terroso, legnoso, ecc.). Sono esclusi gli adesivi usati durante la produzione di prodotti o componenti. Oltre a quanto specificato nel progetto o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono i prodotti forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche: - compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati; - durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego, cioè con un decadimento delle caratteristiche meccaniche che non pregiudichino la loro funzionalità; - durabilità alle azioni chimico-fisiche dovute ad agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente di destinazione; - caratteristiche meccaniche adeguate alle sollecitazioni previste durante l'uso. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde ad una norma UNI e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dal Direttore dei lavori. Per geotessili si intendono i prodotti utilizzati per costituire strati di separazione, contenimento, filtranti e di drenaggio in opere di terra (rilevati, scarpate, strade, giardini, ecc.) ed in coperture. Si distinguono in: - tessuti: stoffe realizzate intrecciando due serie di fili (realizzando ordito e trama); - nontessuti: feltri costituiti da fibre o filamenti distribuiti in maniera casuale, legati tra loro con trattamento meccanico (agugliatura), chimico (impregnazione) oppure termico (fusione).Si hanno nontessuti ottenuti da fiocco o da filamento continuo. I teli di tessuto dovranno avere le seguenti caratteristiche generali: - inerzia chimica totale ; - insensibilità all'acqua fluviale marina salmastra e di bonifica; - inattaccabilità da microrganismi, batteri, roditori; - imputrescibilità. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 41 - A seconda del campo d'impiego si adotteranno tipi diversi con le seguenti caratteristiche: peso (gr/mq) spessore (mm)(*) carico di rottura (kg/5cm) allungamento a rottura (%) tipo A 100 1,1 25 60 tipo B 200 1,6 40 60 tipo C 300 2,2 70 65 tipo D 400 3,0 100 65 (*) sotto carico a 20g/cmq Variazioni consentite max.10% Per i nontessuti dovrà essere precisato: -se sono costituiti da filamento continuo o da fiocco; -se il trattamento legante è meccanico, chimico o termico; -il peso unitario. Quando non è specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche secondo i modelli di controllo riportati nelle norme: UNI 8279/1/3/4/12/13/17 e UNI 8986. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde ad una norma UNI e/o è in possesso di attestato di conformità; in loro mancanza valgono i valori dichiarati dal produttore ed accettati dal Direttore dei lavori. Dovrà inoltre essere sempre specificata la natura del polimero costituente (poliestere, polipropilene, poliammide, ecc.). Art. 19 – VERNICI I materiali impiegati nelle opere da pittore dovranno essere sempre della migliore qualità. a) Olio di lino cotto. L'olio di lino cotto sarà ben depurato, di colore assai chiaro e perfettamente limpido, di odore forte ed amarissimo al gusto, scevro di adulterazioni con olio minerale, olio di pesce, etc. Non dovrà lasciare alcun deposito né essere rancido, e disteso sopra una lastra di vetro o di metallo dovrà essiccare completamente nell'intervallo di 24 ore. Avrà acidità nella misura del 7%, impurità non superiore all'1% ed alla temperatura di 15 °C presenterà una densità compresa fra 0,91 e 0,93. b) Acquaragia (essenza di trementina). Dovrà essere limpida, incolore, di odore gradevole e volatilissima. La sua densità a 15 °C sarà di 0,87. c) Biacca. La biacca o cerussa (carbonato basico di piombo) deve essere pura, senza miscele di sorta e priva di qualsiasi traccia di solfato di bario. d) Bianco di zinco. Il bianco di zinco dovrà essere in polvere finissima, bianca, costitui-ta da ossido di zinco e non dovrà contenere più del 4% di sali di piombo allo stato di solfato, né più dell'1% di altre impurità; l'umidità non deve superare il 3%. e) Minio. Sia il piombo (sesquiossido di piombo) che l'alluminio (ossido di alluminio) dovrà essere costituito da polvere finissima e non contenere colori derivati dall'anilina, né oltre il 10% di sostanze estranee (solfato di bario, etc.). f) Latte di calce. Il latte di calce sarà preparato con calce grassa, perfettamente bianca, spenta per immersione. Vi si potrà aggiungere la quantità di nerofumo strettamente necessaria per evitare la tinta giallastra. g) Colori all'acqua, a colla o ad olio. Le terre coloranti destinate alle tinte all'acqua, a colla o ad olio, saranno finemente macinate e _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 42 - prive di sostanze eterogenee e dovranno essere perfettamente incorporate nell'acqua, nelle colle e negli oli, ma non per infusione. Potranno essere richieste in qualunque tonalità esistente. h) Vernici. Le vernici che s’impiegheranno per gli interni saranno a base di essenza di trementina e gomme pure e di qualità scelta; disciolte nell'olio di lino dovranno presentare una superficie brillante. È escluso l'impiego di gomme prodotte da distillazione. Le vernici speciali eventualmente prescritte dalla Direzione Lavori dovranno essere fornite nei loro recipienti originali chiusi. i) Encaustici. Gli encaustici potranno essere all'acqua o all'essenza, secondo le disposizioni della Direzione Lavori. La cera gialla dovrà risultare perfettamente disciolta, a seconda dell'encaustica adottato, o nell'acqua calda alla quale sarà aggiunto sale di tartaro, o nell'essenza di trementina. Art. 20 - INFISSI Si intendono per infissi gli elementi aventi la funzione principale di regolare il passaggio di persone, animali, oggetti, e sostanze liquide o gassose nonché dell’energia tra spazi interni ed esterni dell’organismo edilizio o tra ambienti diversi dello spazio interno. Essi si dividono tra elementi fissi (cioè luci fisse non apribili) e serramenti (cioè con parti apribili); gli infissi si dividono, inoltre, in relazione alla loro funzione, in porte, finestre e schermi. Per la terminologia specifica dei singoli elementi e delle loro parti funzionali in caso di dubbio si fa riferimento alla norma UNI 8369 (varie parti). Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura, oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate. Gli elementi fissi e mobili devono essere realizzate nella forma, con i materiali e nelle dimensioni indicate nel disegno di progetto. In mancanza di prescrizioni (od in presenza di prescrizioni limitate) si intende che comunque devono nel loro insieme (telai, lastre di vetro, eventuali accessori, ecc.) resistere alle sollecitazioni meccaniche dovute all’azione del vento od agli urti, garantire la tenuta all’aria, all’acqua e la resistenza al vento. Quanto richiesto dovrà garantire anche le prestazioni di isolamento termico, isolamento acustico, comportamento al fuoco e resistenza a sollecitazioni gravose dovute ad attività sportive, atti vandalici, vapori acidi ecc. Le prestazioni predette dovranno essere garantite con limitato decadimento nel tempo. Art. 21 - MATERIALI PER RIPRISTINI STRADALI I materiali da impiegare nei ripristini stradali dovranno corrispondere alle qualità, prescrizioni e prove appresso indicate. Misto granulometricamente stabilizzato La fondazione è costituita da miscele di terre stabilizzate granulometricamente, ricavate da depositi alluvionali e da roccia che abbiano un coefficiente di frantumazione inferiore a 160. La composizione granulometrica dell’insieme, prima e dopo la costipazione sarà individuata dal prospetto che segue, che si riferisce all’impiego di grani con dimensioni massime di mm. 71 se impiegato nello strato di base (tipo A), mm. 30 se impiegato in strato di usura non protetto (tipo B). _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 43 - - LIVELLO O STACCIO U.N.I.: Percentuale in peso di passante TIPO “A” - CRIVELLO U.N.I. 2334 TIPO “B” 71 100 ---- “ 30 70-100 100 “ 15 ---- 70-100 “ 10 30-70 50-85 “ 5 23-55 35-65 2 15-40 25-50 “ 0,4 8-25 15-30 “ 0,075 2-15 5-15 - STACCIO U.N.I. 2332 Limite liquido ed indice di plasticità della frazione di passante allo staccio 0,4 U.N.I. 2332 dovranno essere inferiori a 25 il primo; uguale a 0 il secondo. Indice, C.B.R. del materiale a post saturazione superiore a 50. Il coefficiente di frantumazione dovrà essere minore di 160. La fondazione potrà essere formata da materiale idoneo pronto all’impiego oppure da correggersi con adeguata attrezzatura in impianto fisso di miscelazione o in sito. Misto cementato Il misto cementato sarà costituito da una miscela di aggregati lapidei (misto granulare) trattata con un legante idraulico (cemento). La miscela dovrà presentare, dopo un adeguato tempo di stagionatura, una resistenza meccanica durevole anche in presenza di acqua e gelo. La miscela di aggregati (misto granulare) da adottarsi per la realizzazione del misto cementato deve avere una composizione granulometrica contenuta nel fuso riportato nella seguente tabella. UNI EN 903/1 mm Fuso Passanti (%) Setaccio 40 100 Setaccio 31,5 90 – 100 Setaccio 16 60 – 80 Setaccio 8 40 – 55 Setaccio 4 26 – 40 Setaccio 2 17 – 30 Setaccio 1 12 – 22 Setaccio 0,5 6 – 15 Setaccio 0,25 4 – 10 Setaccio 0,125 2–6 Setaccio 0,063 2–5 _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 44 - Il contenuto di cemento, delle eventuali ceneri volanti, ed il contenuto dell’acqua della miscela, saranno espressi come percentuale in peso rispetto al totale della miscela di aggregati. Tali percentuali saranno stabilite in base ad uno studio effettuato con le modalità e le prove previste dal B.U. CNR n. 2). In alternativa la resistenza del materiale potrà essere valutata con i metodi descritti dalla norma UNI EN 14277-1. Le miscele adottate dovranno possedere i requisiti riportati nella tabella che segue. Parametro Normativa Valore Resistenza a compressione a 7 gg CNR 29 2,5≤Rc≥4,5 N/mm2 Resistenza a trazione indiretta a 7 gg (Prova Brasiliana) CNR 97 Rt≥0,25 N/mm2 I controlli della qualità dei misti cementati verranno effettuati mediante prove eseguite da laboratorio indicato dal Committente sia sulla miscela prelevata allo stato fresco (percentuale di cemento e distribuzione degli aggregati) al momento della stesa, sia sulle carote prelevate dalla pavimentazione con prove in sito (densità, spessore e portanza). Manti semiaperti Per le strade a traffico non molto intenso nelle quali si vuol mantenere una sufficiente scabrezza si potrà ricorrere a manti formati con pietrischetti o granigli e sabbia, ed in alcuni casi anche con additivo, legati con bitumi solidi o liquidi, secondo le formule di composizione in seguito indicate. Per ottenere i conglomerati bituminosi in oggetto si dovranno impiegare come aggregato grosso per manti d'usura materiali ottenuti da frantumazione di rocce aventi elevata durezza con resistenza minima alla compressione di 1250 kg /cm2. Per strati non d'usura si potranno usare anche materiali meno pregiati. Saranno ammessi aggregati provenienti dalla frantumazione dei ciottoli e delle ghiaie, essi dovranno corrispondere alle granulometrie indicate in tabella. Per assicurare la regolarità della granulometria la Direzione dei Lavori potrà richiedere che l'aggregato grosso venga fornito in due distinti assortimenti atti a dare, per miscela, granulometrie comprese nei limiti stabiliti. I conglomerati dovranno risultare a seconda dello spessore finale del manto (a costipamento ultimato) costituiti come é indicato nelle tabelle che seguono. CONGLOMERATI DEL TIPO I (per risagomature, strati di fondazione, collegamento per manti di usura in strade a traffico limitato) Aggregato grosso: Passante al crivello trattenuto al setaccio 10 Passante al crivello trattenuto al setaccio 10 Aggregato fine: Passante al setaccio 10 25 20 A per spessori inferiori a 35 mm. % in peso B per spessori superiori a 35 mm. % in peso - 66-81 66-81 - 15-25 15-25 e e _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 45 - CONGLOMERATI DEL TIPO II (per manti di usura su strade comuni) Aggregato grosso: Passante al crivello 15 trattenuto al setaccio Passante al crivello 10 trattenuto al setaccio 10 Aggregato fine: Passante al setaccio 10 trattenuto dal 200 Additivo: Passante dal setaccio 200 Bitume A per spessori inferiori a 20 mm. % in peso B per spessori superiori a 20 mm. % in peso - 59-80 60-80 - 15-30 15-30 3-5 4,5-6,0 3-5 4,5-6,0 e e e Manti chiusi Per strade a traffico molto intenso, nelle quali si vuole costituire un manto resistente e di scarsa usura e ove si disponga di aggregati di particolare qualità potrà ricorrersi a calcestruzzi bituminosi formati con elevate percentuali di aggregato grosso, sabbia, additivo, bitume. Gli aggregati grossi dovranno essere duri, tenaci, non fragili, provenienti da rocce preferibilmente endogene, ed a fine tessitura: debbono essere non gelivi o facilmente alterabili, né frantumabili facilmente sotto il rullo o per effetto del traffico: debbono sopportare bene il riscaldamento occorrente per l'impasto; la loro dimensione massima non deve superare i 2/3 dello spessore del manto finito. Di norma l'aggregato grosso sarà costituito da pietrischetto o graniglia ottenuti per frantumazione da rocce aventi resistenza minima alla compressione di 1250 kg /cm2 nella direzione del piano di cava ed in quella normale, coefficiente di Deval non inferiore a 12, assai puliti e tali da non perdere per decantazione in acqua più dell'uno per cento in peso. I singoli pezzi saranno per quanto possibile poliedrici. La pezzatura dell'aggregato grosso sarà da 3 a 15 millimetri con granulometria da 10 a 15 millimetri dal 15 al 20% - da 5 a 10 millimetri dal 20 al 35% - da 3 a 5 millimetri dal 10 al 25% . L'aggregato fino sarà costituito da sabbia granulare preferibilmente proveniente dalla frantumazione del materiale precedente, sarà esente da polvere d'argilla e da qualsiasi sostanza estranea e sarà interamente passante per lo staccio di due millimetri (n. 10 della serie A.S.T.M.): la sua perdita di peso per decantazione non dovrà superare il 2% . La granulometria dell'aggregato fine sarà di peso: dal 10 al 40% fra mm 2 e mm 0,42 (setacci n. 10 e n. 40 sabbia grossa) dal 30 al 55% fra mm 0,42 e mm 0,297 (setacci n. 40 e n. 80 sabbia media) dal 16 al 45% fra mm 0,297 e mm 0,074 (setacci n. 80 e n. 200 sabbia fine). L'additivo minerale (filler) da usare potrà essere costituito da polvere di asfalto passante per intero al setaccio n. 80 (mm 0,297) e per il 90% dal setaccio n. 200 (mm 0,074) ed in ogni caso da polveri di materiali non idrofili. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 46 - I vuoti risultanti nell'aggregato totale adottato per l'impasto dopo l'aggiunta dell'additivo non dovranno eccedere il 20-22% del volume totale. Il bitume da usarsi dovrà presentare, all'atto dell'impasto (prelevato cioè dall'immissione nel mescolatore) penetrazione da 80 a 100 ed anche fino a 120, onde evitare una eccessiva rigidità non compatibile con lo scarso spessore del manto. L'impasto dovrà corrispondere ad una composizione ottenuta entro i seguenti limiti: a) aggregato grosso delle granulometrie assortite indicate, dal 40 al 60%; b) aggregato fine delle granulometrie assortite indicate, dal 25 al 40%; c) additivo, dal 4 al 10%; d) bitume, dal 5 all'8%. Sulla formula della composizione degli impasti saranno consentite variazioni non superiori allo 0.5% in più o in meno per bitume - all'1,5% in più od in meno per gli additivi - al 5% delle singole frazioni degli aggregati in più o in meno, purché si rimanga nei limiti della formula dell'impasto sopra indicato. Manti di usura Gli aggregati da impiegarsi per manti di usura non dovranno essere idrofili. Come aggregato fine si dovranno impiegare sabbie aventi i requisiti idonei. Si potranno usare tanto sabbie naturali che sabbie provenienti dalla frantumazione delle rocce. In quest'ultimo caso si potranno ammettere anche materiali aventi più del 5% di passante al setaccio 200. L'additivo dovrà corrispondere ai requisiti di cui alle norme del C.N.R. per l'accettazione dei pietrischi, pietrischetti, sabbie, additivi per le costruzioni stradali (fasc. n. 4 ultime edizioni). Art. 22 – TUBAZIONI E PEZZI SPECIALI IN ACCIAIO I tubi commerciali dovranno essere in acciaio non legato, conformi alle norme UNI EN 10224, relative ai tubi per condotte d'acqua. A seconda del processo di fabbricazione, potranno essere senza saldatura oppure saldati con saldatura longitudinale od elicoidale. Piccoli scostamenti, che non infirmino la sostanziale equivalenza tra il materiale disponibile e quello descritto dalle norme suddette, potranno essere tollerati ad esclusivo giudizio della Direzione dei Lavori. Per le tubazioni con giunto a saldare di testa, oltre ai normali controlli e prove previsti dai punti 8 e 9 della norma UNI EN 10224, viene espressamente richiesto un ulteriore controllo supplementare sulla saldatura elicoidale o longitudinale in corrispondenza delle estremità di ogni tubo, per una lunghezza di almeno 40 cm, da eseguirsi con il metodo radiografico, in conformità con il punto 10.4.3.2. della citata norma; tale controllo dovrà essere concordato con il Fornitore al momento dell’ordinazione. Materiali I tubi metallici saranno del tipo L355 aventi le seguenti caratteristiche meccaniche e chimiche: 1) Caratteristiche meccaniche dell'Acciaio L355 Rs min (MPa) R min (MPa) A min (%) l (*) t (*) T ≤ 16 T ≥ 16 510 355 345 21 19 (*) l = allungamento longitudinale, t = allungamento tangenziale. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 47 - 2) Caratteristiche chimiche (analisi di colata) dell'acciaio L355 C % max Si % max Mn % max P % max 0,22 0,55 1,60 0,030 S % max 0,025 Per gli acciaio L355 sono permesse aggiunte di niobio, titanio e vanadio a discrezione dei produttori, in questo caso la documentazione allegata dovrà precisare la quantità di tali elementi. Dimensioni e tolleranze I tubi saranno del diametro riportato nel progetto, in lunghezza da 6 a 16 m, se non diversamente espressamente previsto negli elaborati di progetto; i tubi zincati saranno forniti in lunghezze da 5,5 a 6,6 m. Gli spessori nominali dei tubi saranno quelli indicati negli elaborati di progetto; di norma saranno preferibilmente impiegate tubazioni indicate nel prospetto 4 della norma UNI EN 10224. I tubi del diametro nominale superiore a 100 saranno forniti con estremità smussate (bisellate), mediante lavorazione di macchina per saldatura, di assiemamento in opera, testa a testa oppure in casi particolari e comunque per una lunghezza non superiore al 5% del totale, previa autorizzazione della D.L., saranno accettati tubi predisposti con giunti a bicchiere cilindrico o sferico. I valori delle tolleranze dimensionali ammesse sono i seguenti: DIAMETRO ESTERNO Tubo senza saldatura La tolleranza sul diametro esterno non deve essere maggiore del ±1% del diametro con un minimo di ±0,5 mm. Tubi saldati elettricamente e testa a testa La tolleranza sul diametro esterno non deve essere maggiore dei valori indicati nel prospetto 6. Tubi saldati ad arco sommerso La tolleranza sul diametro esterno non deve essere maggiore del ±0,75% del diametro con un massimo di ±6 mm per diametri fino a 2032 mm compresi. Per tubi di diametro maggiore di 2032 mm, la tolleranza deve essere concordata tra il committente e il fabbricante. SPESSORE DI PARETE Tubi senza saldatura La tolleranza sullo spessore non deve essere maggiore dei valori indicati nel prospetto 7. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 48 - Tubi saldati elettricamente e testa a testa Le tolleranze sullo spessore, escludendo la zona di saldatura, non devono essere maggiori di ±10% o ±0,3 mm, qualunque sia il maggiore. Lo spessore minimo nella zona di saldatura non deve essere minore di quello ammesso per il corpo del tubo. Il cordone di saldatura esterno del tubo saldato elettricamente deve essere rimosso mediante rifilatura e quello del tubo saldato testa a testa deve essere laminato a filo. L’altezza del cordone interno di saldatura non deve essere maggiore di (0,5 + 0,05T) mm. Tubi saldati ad arco sommerso La tolleranza sullo spessore, escludendo il cordone di saldatura, non deve essere maggiore di ±7,5% dello spessore. L’altezza del cordone interno ed esterno di saldatura non deve essere maggiore dei valori indicati nel prospetto 8. Controlli e prove TUBI I controlli e le prove devono essere eseguite come indicato nel prospetto riassuntivo 13 per controlli e prove non specifici e nel prospetto 14 per controlli e prove specifici. RACCORDI I raccordi e i componenti di raccordi ottenuti da tubi o formati in tubi prima del completamento del raccordo, devono essere sottoposti a prova nella forma tubolare in conformità al paragrafo precedente e al prospetto 15, dove applicabile. I raccordi o componenti di raccordi non sottoposti a prova come tubo o quando la formatura è stata effettuata, devono essere sottoposti a prova in conformità al paragrafo precedente e al prospetto 15, dove applicabile. Le curve a raggio uniforme, precedentemente sottoposte a prova come tubo, dopo la formatura devono soltanto essere sottoposte alla prova di trazione. Tutte le saldature, che non sono state sottoposte a prova come parte del tubo, prima dell’applicazione di un qualsiasi materiale di rivestimento esterno o interno devono essere sottoposte a prova in conformità al paragrafo prova non distruttiva. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 49 - Frequenza delle prove Per controlli e prove non specifici, queste prove devono essere eseguite dal fabbricante in conformità alle proprie procedure (vedere EN 10021). Per controlli e prove specifici, queste prove devono essere eseguite sui prodotti da fornire o sulle unità di collaudo di cui fa parte il prodotto da fornire (vedere EN 10021). Unità di collaudo Quando si eseguono controlli e prove specifici, l’unità di collaudo deve essere costituita dal numero di tubi e raccordi specificati nel prospetto 15 che siano dello stesso tipo, diametro specificato, spessore specificato, grado dell’acciaio e fabbricato utilizzando le stesse condizioni di lavorazione, per esempio stesso processo di saldatura, stesso trattamento termico. Inoltre, _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 50 - per i prodotti saldati per fusione, l’unità di collaudo deve essere costituita da prodotti che sono stati saldati utilizzando lo stesso tipo di flusso e filo da apporto. Numero di prodotti campione Un tubo o raccordo campione deve essere selezionato per le prove meccaniche (uno per unità di collaudo) e, dove appropriato, per l’analisi di prodotto (una per grado di acciaio). Posizione, orientamento e preparazione dei campioni e dei provini Generalità I campioni e i provini devono essere prelevati a livello delle estremità dei tubi o dei raccordi nello stato di fornitura finale in conformità alla figura 11 e alla EN ISO 377. Analisi di prodotto I campioni per l’analisi di prodotto devono essere prelevati dai provini o campioni per le prove meccaniche o dall’intero spessore del tubo nella stessa posizione adottata per i campioni per le prove meccaniche in conformità alla EN ISO 14284. Prova di trazione Il provino per la prova di trazione deve essere costituito da un’intera sezione di tubo o da un provino prelevato dal tubo o raccordo campione in conformità alla EN 10002-1. Il provino può essere prelevato in senso longitudinale o trasversale a discrezione del fabbricante. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 51 - Metodi di prova Analisi chimica Gli elementi da determinare devono essere quelli indicati nel prospetto 1. La scelta di un metodo analitico chimico o fisico, adatto per l’analisi, deve essere a discrezione del fabbricante. In caso di contestazione il metodo utilizzato deve essere concordato tenendo conto del CR 10261. Prove meccaniche Le prove meccaniche devono essere eseguite ad una temperatura compresa tra 10 °C e 35 °C. Prova di trazione La prova di trazione deve essere eseguita in conformità alla EN 10002-1 determinando quanto segue: - resistenza a trazione (Rm); - carico unitario di snervamento superiore (ReH). Se non è presente un fenomeno di snervamento, si deve determinare il carico unitario di scostamento dalla proporzionalità dello 0,2% (Rp0,2) o l’allungamento totale dello 0,5% (Rt0,5). In casi di contestazione si deve applicare il carico unitario di scostamento dalla proporzionalità dello 0,2% (Rp0,2); - l’allungamento percentuale dopo rottura con riferimento alla lunghezza iniziale Lo di 5,65 . Se si utilizza un provino non proporzionale, il valore dell’allungamento percentuale deve essere trasformato in un valore della lunghezza iniziale tra i riferimenti Lo = 5,65 applicando i prospetti di conversione riportati nella EN ISO 2566-1. So è l’area della sezione trasversale iniziale della lunghezza tra i riferimenti. Prova di schiacciamento La prova di schiacciamento deve essere eseguita in conformità alla EN 10233. La saldatura di tubi saldati deve essere posizionata a 90° rispetto alla direzione di schiacciamento e il provino deve essere spianato .nché la distanza tra le facce non è maggiore del 67% del diametro esterno iniziale. Prova di allargamento La prova di allargamento deve essere eseguita in conformità alla EN 10234. Un’estremità del provino deve essere allargata utilizzando un cono che abbia un angolo ( β ) di 60° finché l’aumento del diametro esterno non è min ore del valore appropriato indicato nel prospetto 3. Prova di piegamento della saldatura Le prove di piegamento della saldatura devono essere conformi alla EN 910. Le provette devono essere piegate per un angolo di 180° attorno ad un mandrino di diametro specificato nel prospetto 3. Prova di tenuta I tubi devono superare la prova di tenuta. La prova deve essere la prova idrostatica in conformità al paragrafo seguente. Prova idrostatica Il tubo deve resistere alla prova senza perdite o deformazioni visibili. La prova idrostatica deve essere eseguita ad una pressione di prova di 70 bar oppure P, calcolata dalla seguente equazione, qualunque sia la minore, a meno che non sia stata specificata l’opzione seguente da parte del committente. P=20 · S · T/D dove: P è la pressione di prova in bar; D è il diametro esterno specificato (mm); T è lo spessore di parete specificato (mm); S è la sollecitazione in MPa corrispondente al 70% del carico unitario minimo di snervamento per il grado di acciaio utilizzato. Nota: la presente prova idrostatica di tenuta non è una prova di resistenza. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 52 - Opzione La prova idrostatica di tenuta deve essere eseguita a 1,5 × PFA (pressione d’esercizio ammissibile) purché questo valore non sia maggiore di P come calcolato nell’equazione precedente. La Direzione Lavori potrà richiedere la prova idraulica in officina sul 5% della fornitura. Prova non distruttiva del cordone di saldatura dei tubi saldati La prova non distruttiva del cordone di saldatura dei tubi saldati deve essere eseguita in conformità a quanto prescritto per i tubi saldati elettricamente o saldati testa a testa e per i tubi saldati ad arco sommerso. a) Tubi saldati elettricamente e saldati testa a testa. La prova deve essere eseguita in conformità alle EN 10246-3, EN 10246-5, EN 10246-7 o alla EN 10246-8 al livello di accettazione 4. Il metodo di prova è a discrezione del fabbricante. b) Tubi saldati ad arco sommerso. La prova non distruttiva deve essere eseguita in conformità a quanto prescritto per il controllo mediante ultrasuoni del cordone di saldatura e per il controllo mediante ultrasuoni delle saldature di estremità dei nastri. Controllo mediante ultrasuoni del cordone di saldatura Il controllo mediante ultrasuoni deve essere eseguito in conformità alla EN 10246-9, al livello di accettazione U4, lungo l’intera lunghezza del tubo. Quando il cordone di saldatura non può essere sottoposto a controllo automaticamente, è necessario eseguire il controllo manualmente. Inoltre il controllo mediante ultrasuoni in conformità alla EN 10246-17, livello di accettazione U4 o un controllo radiografico in conformità alla EN 10246-10, qualità dell’immagine R2, devono essere eseguite sulla saldatura ad ogni estremità del tubo a una distanza di 200 mm. Il metodo di controllo è a discrezione del fabbricante. Controllo mediante ultrasuoni delle saldature di estremità dei nastri Le saldature di estremità dei nastri dei tubi saldati elicoidalmente devono essere sottoposte a controllo mediante ultrasuoni utilizzando il metodo manuale in conformità alla EN 10246-9, livello di accettazione U4 o mediante il metodo radiografico in conformità alla EN 10246-10, qualità dell’immagine R2. Il metodo di controllo è a discrezione del fabbricante. Prova non distruttiva delle saldature dei raccordi Il cordone di saldatura dei raccordi o dei componenti di raccordi, che non sono stati sottoposti a prova precedentemente, devono essere sottoposti a prova in conformità a quanto indicato per i tubi saldati ad arco sommerso. Tutte le saldature che non siano il cordone di saldatura devono essere sottoposte a prova in conformità ad uno dei seguenti metodi: a) controllo mediante liquidi penetranti in conformità alla EN 571-1; b) controllo mediante particelle magnetiche in conformità alla EN 1290; c) controllo mediante ultrasuoni in conformità alla EN 1714; d) controllo radiografico in conformità alla EN 1435. Il metodo di prova non distruttiva è a discrezione del fabbricante, a meno che dal committente sia specificato un metodo specifico tra quelli indicati in precedenza. Il livello di accettazione deve essere concordato tra il committente e il fabbricante. Rivestimenti esterni La protezione esterna da adottarsi per le tubazioni metalliche è indicata negli elaborati di progetto in funzione della destinazione e dei requisiti richiesti alla condotta; in particolare saranno impiegate le seguenti tipologie: 1. Rivestimento in polietilene estruso; 2. Zincatura a caldo per immersione. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 53 - Rivestimento in polietilene estruso Potrà essere del tipo "a calza" per diametri nominali sino a DN 600, ovvero del tipo "a banda laterale" per diametri nominali superiori a DN 400. È realizzato in conformità alle norme UNI 9099, secondo il seguente ciclo: - preriscaldo della superficie allo scopo di far evaporare tutta l'umidità eventualmente immagazzinata; - sabbiatura al grado 2,5 S.A.; - applicazione di primer di attacco; - riscaldamento della superficie a 200°C; - applicazione di adesivo per coestrusione (calza) o per avvolgimento del tubo (banda laterale); - applicazione di polietilene per coestrusione (calza) o per avvolgimento del tubo (banda laterale); - finitura delle testate per facilitare le operazioni di ripristino in cantiere o per impedire infiltrazioni sotto al rivestimento durante il successivo accatastamento dei tubi. Caratteristiche del materiale per rivestimento Colore Carbon black Carico di snervamento (DIN 53455) Carico di rottura (DIN 53455) Melt Flow Iudex (190°C - 2160 g) Caratteristiche del rivestimento Temperatura di movimentazione Temperatura di esercizio Aderenza all’acciaio resistenza specifica Resistenza agli urti Resistenza dielettrica Spessore del rivestimento Diametro nominale 65 ÷ 100 125 ÷ 250 300 ÷ 500 550 ÷ 800 900 ÷ 1500 nero 2,5 ± 0,5% 10 N/mmq 500% 0,2 ÷0,35 g/10’ - 20 ÷ + 70°C - 30 ÷ + 60°C 7 N/mm 108 Ω/mq 5 N/mm 25.000 V Spessore medio totale (mm) 1,8 2,0 2,2 2,5 3,0 In corrispondenza del giunto saldato si dovrà garantire la continuità del rivestimento mediante opportune guaine di materiale plastico termorestringente. Zincatura a caldo per immersione La zincatura deve corrispondere alla Cat. "A" delle norme UNI qualunque sia lo spessore del materiale ferroso, con la sola eccezione della qualità dello zinco da impiegare che deve avere purezza non minore di quella dello zinco ZN A 99.5 UNI EN 1179. La Direzione Lavori si riserva la facoltà di effettuare le prove previste dalle norme sopraddette, con oneri a carico dell'Appaltatore. Prove sui rivestimenti I rivestimenti finiti dovranno essere sottoposti alle seguenti prove: - controllo della costituzione del rivestimento: consistente nella verifica della costituzione secondo quanto descritto; _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 54 - - prova della continuità: verrà eseguita con strumento del tipo "rivelatore a scintilla" (detector) capace di fornire una tensione elettrica alternata sufficiente a mettere in evidenza eventuali discontinuità del rivestimento. La prova verrà considerata positiva per tensione compresa tra 10.000 e 15.000 V; - controllo dello spessore del rivestimento: dovrà essere eseguito sul 3% dei tubi rivestiti; sullo spessore medio totale verrà ammessa una tolleranza pari a -10%. Si potranno usare indifferentemente metodi non distruttivi o metodi che arrecano danni assai limitati al rivestimento in esame e che non richiedono la sua asportazione dalla superficie metallica. Le misure di tipo non distruttivo saranno eseguite con uno spessimetro di tipo magnetico o elettromagnetico, avente scala adeguata allo spessore da misurare e un errore di misura non superiore al + 10%. Le misure con danni limitati saranno effettuate con apparecchi costituiti essenzialmente da un giogo cavo entro il quale scorre una barretta appuntita, comandata da un apposito pulsante. Rivestimento bituminoso esterno tipo “Pesante” Costituzione - fondo pellicola di bitume; - protettivo strato di adeguato spessore di miscela bituminosa; - prima armatura strato di tessuto di fibra di vetro impregnato con detta miscela bituminosa; - seconda armatura strato di tessuto di fibra di vetro impregnato con detta miscela bituminosa; - finitura pellicola di idrato di calcio. Caratteristiche Bitume e miscela bituminosa Caratteristiche Determinazioni Punto di rammollimento P.A. Penetrazione a 25°C Punta di rottura Fraass Bitume della pellicola di fondo 80 ÷ 100 °C < 30 dmm < -8°C Miscela bituminosa dello strato protettivo 110 – 130 ° C < 20 dmm < -6°C Armatura Telo di fibra di vetro Tessuto di fibra di vetro : : peso medio ÷ 50 g/m2 peso medio ÷ 180 g/m2 Spessore del rivestimento Diametro Nominale mm. Spessore medio totale mm 40 ÷ 65 80 ÷ 100 125 ÷ 150 175 ÷ 300 4 4,5 5 5,5 _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 55 - Prove sui rivestimenti bituminosi I rivestimenti finiti dovranno essere sottoposti, su richiesta della D.L., alle seguenti prove: - controllo della costituzione del rivestimento: consistente nella verifica della costituzione secondo quanto descritto; - prova della continuità: verrà eseguita con strumento del tipo “rivelatore a scintilla” (detector) capace di fornire una tensione elettrica alternata sufficiente a mettere in evidenza eventuali discontinuità del rivestimento. La prova verrà considerata positiva per tensione compresa tra 10.000 e 15.000 V; - controllo dello spessore del rivestimento: sullo spessore medio totale verrà ammessa una tolleranza pari a -10%. In alternativa, in casi di terreni particolarmente aggressivi, verranno utilizzati tubi preisolati (tubo a involucro in PE con isolamento a schiuma in PU, con resistenza minima alla perforazione di 20.000 V.). Ai collegamenti di saldatura dovrà essere assicurata la stessa resistenza alla perforazione prevista per la tubazione con isolamento locale. Rivestimenti interni La protezione interna da adottarsi per le tubazioni metalliche è indicata negli elaborati di progetto in funzione della destinazione e dei requisiti richiesti alla condotta; in particolare saranno impiegate le seguenti tipologie allegati : 1. Rivestimento con resine epossidiche; 2. Zincatura o a caldo per immersione; 3. Rivestimento con malta cementizia centrifugata. Il rivestimento interno dovrà essere comunque conforme a quanto previsto dal D.M. 06/04/2004 m°174 “Regolamento concernente i materia li e gli oggetti che possono essere utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle acque destinate al consumo umano” ed ai relativi allegati. Rivestimento con resine epossidiche Si prevede un rivestimento con resine epossidiche senza solventi applicato a spruzzo su superficie preventivamente sabbiata e preriscaldata, sino a raggiungere uno spessore minimo di 250 microns. Il materiale da impiegarsi per il trattamento delle condotte dovrà avere le seguenti caratteristiche: Colore: Densità: Residuo secco: Pot life a 25°C: giallo crema 1,33÷1,52 kg/dmc 100% 120 minuti In corrispondenza del giunto saldato si dovrà provvedere al ripristino in opera del rivestimento interno mediante applicazione a spruzzo o a pennello del medesimo materiale, su superficie preventivamente pulita e spazzolata. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 56 - Zincatura a caldo per immersione La zincatura deve corrispondere alla Cat. "A" delle norme UNI qualunque sia lo spessore del materiale ferroso, con la sola eccezione della qualità dello zinco da impiegare che deve avere purezza non minore di quella dello zinco ZN A 99.5 UNI EN 1179. La Direzione Lavori si riserva la facoltà di effettuare le prove previste dalle norme sopraddette, con oneri a carico dell'Appaltatore. Rivestimento con malta cementizia centrifugata Si prevede un rivestimento con malta cementizia centrifugata, priva di additivi, per uno spessore nominale di 7 mm, secondo le norme DIN 2614/90. Il rivestimento interno in malta cementizia centrifugata viene applicato direttamente in linea nello stabilimento di produzione, in conformità alle specifiche DVGW/W344 ovvero alla norma DIN 2614/87 che trovano parziale riferimento, nella normativa italiana, nelle norme UNI/ISO 4179/83 e 6600/82. La malta cementizia viene preparata senza utilizzare alcun additivo ed è dunque costituita unicamente da acqua potabile, sabbia fine quarzosa e cemento Portland. La sabbia è caratterizzata da una curva granulometrica tale da assicurare, in correlazione con il procedimento di centrifugazione utilizzato, che esclude nella maniera più ampia inclusioni, una rugosità pressocchè omogenea lungo l’intera vita utile della condotta; in presenza di acque chimicamente attive si dovranno utilizzare malte ad elevata resistenza ai solfati, tali da escludere qualsiasi rigonfiamento. Prove sui rivestimenti I rivestimenti finiti dovranno essere sottoposti alle seguenti prove: - controllo della costituzione del rivestimento: consistente nella verifica della costituzione secondo quanto sopra descritto, nonché della compattezza e della buona fornitura; - prova della continuità: verrà eseguita con strumento del tipo "rivelatore a scintilla" (detector) capace di fornire una tensione elettrica alternata sufficiente a mettere in evidenza eventuali discontinuità del rivestimento. La prova verrà considerata positiva per tensione compresa fra 10.000 e 15.000 volt; - controllo dello spessore del rivestimento: dovrà essere eseguito sul 3% dei tubi rivestiti; sullo spessore medio totale verrà annessa una tolleranza pari a -10%. Pezzi speciali Per la realizzazione di curve, derivazioni e raccordi in genere sino al DN500, saranno impiegati pezzi speciali prestampati in acciaio aventi le stesse caratteristiche ed i medesimi rivestimenti previsti per le tubazioni di linea. Per diametri superiori l'Appaltatore dovrà provvedere alla costruzione di curve a spicchi e pezzi speciali, sulla base degli elaborati di progetto esecutivo ed a seguito delle istruzioni impartite dalla Direzione dei Lavori; dette curve e pezzi speciali saranno costruiti in soluzione saldata. I pezzi speciali dovranno, di norma, essere ricavati da tubi aventi le stesse caratteristiche di diritti e, quando possibile, sottoposti a prove secondo modalità da concordare con la Direzione dei Lavori. Le estremità dei pezzi speciali dovranno essere identiche a quelle dei tubi diritti della condotta oppure, ove necessario, di un altro tipo da concordare con la Direzione Lavori. Le tipologie di giunzione a flangia dovranno essere sottoposte alla preventiva accettazione della Direzione Lavori; in ogni caso si dovranno adottare flangie piane, ovvero del tipo "Flangie libere con anello di appoggio da saldature a sovrapposizione" forate secondo la norma UNI EN 10921 e per le rispettive PN. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 57 - Art. 23 - TUBAZIONI E RACCORDI IN GHISA SFEROIDALE PER ACQUEDOTTO TUBAZIONI IN GHISA SFEROIDALE Materiale La ghisa destinata alla produzione di tubi per condotte deve essere elaborata, a scelta del produttore, al cubilotto, al mescolatore o con l'impiego di altri impianti metallurgici idonei allo scopo partendo, secondo il caso, dalla ghisa grezza solida o liquida, da diversi tipi di rottame di boccame di ghisa o di acciaio con l'eventuale aggiunta di ferroleghe o altri prodotti necessari al procedimento di elaborazione per ottenere tubi e raccordi in ghisa sferoidale aventi caratteristiche conformi alle prescrizioni della presente norma. Fabbricazione I tubi verranno fabbricati con il seguente procedimento: - colaggio della ghisa entro conchiglia metallica (rivestita o meno) sottoposta a rotazione. Il versamento della ghisa liquida all'interno della conchiglia avverrà attraverso un apposito canale. Canale e conchiglia metallica saranno dotati di moto relativo di traslazione, ciò allo scopo di fare defluire la vena di metallo con regolarità ed uniformità seguendo una traiettoria a spirale. Trattamento termico Formati i tubi ed estratti dalle conchiglie, essi saranno sotto posti, in apposito forno munito di regolatore di temperatura, ai trattamenti termici di ricottura e ferritizzazione. Questi trattamenti conferiranno alla ghisa le caratteristiche meccaniche richieste dalla normalizzazione internazionale secondo UNI EN 545 ed UNI EN 969. Controlli di qualità All'uscita dal "forno di riscaldo" o di "ricottura", i tubi sa ranno sottoposti ad opportuni controlli quali: massa, rettilineità, ecc. previsti dalle norme, nonchè saranno prelevati i provini anulari da sottoporre alle prove di resistenza meccanica, secondo le modalità previste dalle norme UNI EN 545 ed UNI EN 969. Caratteristiche meccaniche La ghisa sferoidale utilizzata avrà le seguenti caratteristiche di resistenza meccanica: - carico unitario di rottura a trazione daN/mm 42 - allungamento minimo a rottura 10% - durezza Brinnell ≤ 230 HB Spessori Lo spessore dei tubi di produzione normale resta definito in funzione lineare del loro diametro nominale dalla seguente formula base: s = K (0,5 + 0,001 DN) nella quale: - s spessore normale della parete (in mm) - DN diametro nominale (in mm) - K è un coefficiente scelto nella serie dei numeri interi ed al quale, per i tubi, si assegna il valore 9 Per i tubi di piccolo diametro e fino al DN 200 incluso lo spessore normale è dato dalla formula: s = 5,8 + 0,003 DN (con minimo 6) _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 58 - Se le condizioni di servizio rendessero necessaria l'adozione di spessori diversi da quelli normali definiti come sopra specificato, l'aumento o la diminuzione di spessore saranno ottenuti modificando il diametro interno effettivo. Il diametro esterno dei tubi, fissato in funzione del diametro nominale, ed indipendente dallo spessore dei tubi stessi, resterà immutato. Lunghezze Le lunghezze utili dei tubi di produzione normale saranno le seguenti: - per i diametri nominali fino a 600 mm incluso: 6 metri; - per i diametri nominali oltre 600 mm : 7 e/o 8 metri; Tipi di giunti I tubi avranno, di norma, una estremità a bicchiere per giunzione a mezzo di anello di gomma. I giunti a bicchiere per giunzioni in gomma, detti anche giunti elastici, debbono consentire deviazioni angolari e spostamenti longitudinali del tubo senza che venga meno la perfetta tenuta. I giunti a bicchiere per giunzioni in gomma possono essere del tipo automatico (per i tubi in linea) e del tipo meccanico (per i raccordi). Nel tipo automatico la tenuta è assicurata sia dalla reazione elastica dell'anello di guarnizione in gomma, suscitata dalla deformazione dell'anello stesso all'atto del montaggio, sia dall'aderenza della gomma contro le pareti contigue generata automaticamente dalla pressione stessa dell'acqua. Nel tipo meccanico la tenuta è assicurata dal bloccaggio della gomma contro un'apposita sede ricavata nel bicchiere del tubo. Il bloccaggio viene realizzato all'atto del montaggio mediante la compressione esercitata da una controflangia opportunamente sagomata e serrata meccanicamente sul bicchiere, mediante appositi bulloni. Le dimensioni e le caratteristiche particolari dei vari tipi di giunti dovranno essere demandate all'approvazione della Direzione Lavori. RACCORDI IN GHISA SFEROIDALE Materiale La ghisa destinata alla produzione di raccordi deve essere elaborata, a scelta del produttore, al cubilotto, al mescolatore o con l'impiego di altri impianti metallurgici idonei allo scopo partendo, secondo il caso, dalla ghisa grezza solida o liquida, da diversi tipi di rottame di boccame o di acciaio con l'eventuale aggiunta di ferroleghe o altri prodotti necessari al procedimento di elaborazione per ottenere alla colata raccordi di ghisa sferoidale aventi caratteristiche in conformità alle prescrizioni della presente norma. Fabbricazione I raccordi saranno fabbricati con il procedimento di colaggio del metallo entro forme in "sabbia". Trattamento termico I raccordi in ghisa sferoidale potranno essere sottoposti, a giudizio della ditta produttrice e d'accordo con la committente, ad un trattamento termico di ricottura come previsto per i tubi. Dimensionamento I raccordi dovranno essere, di norma, dimensionati secondo le norme UNI EN 545 ed UNI EN 969, secondo i disegni dei cataloghi dei produttori. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 59 - E' consentito proporzionare lo spessore di parete dei raccordi alle forze applicate in ogni punto, specialmente alle tensioni meccaniche generate dalla pressione. Pertanto nelle curve lo spessore di parete può essere maggiore nelle zone interne che in quelle esterne. L'aumento o la riduzione dello spessore dei raccordi può essere realizzato mediante la modifica del diametro interno o di quello esterno. Tipi di giunti I giunti dei raccordi saranno a bicchiere del tipo meccanico a bulloni e/o a flangia piana. Giunto a flangia Tale tipo di giunto consiste nell'unione, mediante bulloni, delle flangie poste alle estremità di due elementi da accoppiare. La tenuta è assicurata dalla forte aderenza della rondella di guarnizione (di piombo o di gomma) contro le pareti contigue, generata dal serraggio dei bulloni. Per facilitare la perfetta tenuta del giunto le superfici di combaciamento delle flangie debbono avere un risalto sporgente, ricavato per tornitura, e su cui si praticano alcune rigature concentriche. Le flangie possono essere ricavate per fusione o unitamente al tubo o separatamente da esso e successivamente avvitate sul tubo stesso. Le caratteristiche di foratura delle flangie (diametro e numero dei fori, diametro del centro-fori, posizione dei fori) saranno conformi alle norme UNI, salvo diversa specificazione all'ordine. Gli spessori normali delle flangie restano definiti, in funzione lineare del diametro nominale, dalle seguenti formule: PN 10 b 10 + 0,035 DN (DN 60-300 con minimo di mm 16) PN 16 b 10 + 0,035 DN (DN 60-1000 con minimo di mm 16) PN 25 b 10 + 0,045 DN (DN 60-1000 con minimo di m 16) 10 + 0,025 DN (DN 350-1000 con minimo di mm 20,5) dove "b" rappresenta lo spessore in mm. Il risalto sporgente (o gradino di tenuta) viene ricavato al di fuori degli spessori normali sopra definiti. Caratteristiche meccaniche La ghisa sferoidale utilizzata avrà le seguenti caratteristiche di resistenza meccanica: - carico unitario di rottura a trazione daN/mm 40 - allungamento minimo a rottura 5% - durezza Brinnell ≤ 250 HB RIVESTIMENTI Rivestimento esterno Tutti i tubi ed i raccordi, di norma, saranno protetti all'esterno con un rivestimento a base di vernice bituminosa. La vernice utilizzata avrà le seguenti caratteristiche: - vernice bituminosa composta da bitumi ossidati sciolti in adatti solventi. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 60 - L'applicazione avverrà a spruzzo per i tubi e mediante immersione per i raccordi. Spessore medio del rivestimento bituminoso: 40 microns. Nella gamma di DN 80-300 la verniciatura dei tubi sarà preceduta dall'applicazione di uno strato di zinco purissimo mediante spruzzatura con apposita pistola elettrica. Rivestimento interno Tutti i raccordi verranno rivestiti internamente mediante immersione con le stesse vernici bituminose impiegate per i rivesti menti esterni e descritte al paragrafo precedente. I tubi saranno di norma rivestiti internamente con malta cementizia applicata per centrifugazione avente approssimativamente la seguente composizione: 40% di cemento d'altoforno 60% di sabbia silicea di granulometria opportunamente studiata La malta cementizia sarà portata all'interno del tubo per mezzo di apposito dosatore. Con la successiva centrifugazione si otterrà la separazione del l'eccesso di acqua dalla malta e la uniforme distribuzione di quest'ultima sulla parete. Dopo la centrifugazione i tubi passeranno alla stagionatura del rivestimento interno; l'indurimento della malta si effettuerà in un deposito chiuso in atmosfera controllata, al fine di minimizzare il rischio di fessurazioni e disgregazioni. Sia il rivestimento interno cementizio dei tubi che quello bituminoso dei raccordi, dovranno garantire bassissimi valori di cessione ionica, e non dovranno conferire nè odori nè sapori particolari all'acqua convogliata dopo gli opportuni lavaggi. Le tolleranze ammesse sugli spessori dei rivestimenti saranno quelle ammesse preventivamente dalla Direzione Lavori. GUARNIZIONI IN GOMMA Caratteristiche Le guarnizioni di gomma da impiegarsi nei vari tipi di giunti indicati nel paragrafo relativo, dovranno essere ad anello con sezione trasversale della forma particolare adottata dalla ditta produttrice dei tubi. La forma, le dimensioni e le caratteristiche meccaniche e qualitative delle guarnizioni di gomma con le relative tolleranze, saranno fissate dal fabbricante dei tubi. Ogni guarnizione deve riportare: - marchio del fabbricante - diametro nominale - tipo di giunto automatico o meccanico - tipo di impiego "Acqua" - settimana ed anno di fabbricazione. Gli anelli saranno fabbricati per stampaggio e convenientemente vulcanizzati. Non saranno ammesse saldature fatta eccezione per gli anelli grande diametro (maggiori DN 600), a condizione però che rimangano inalterate le caratteristiche qualitative e venga assicurata comunque la tenuta del giunto. Composizione La composizione delle gomme sarà tale da garantire l'idoneità delle guarnizioni all'uso cui sono destinate (condotte "acqua") In particolare le gomme dovranno possedere caratteristiche di elasticità e resistenza che non decadano sensibilmente nel tempo e non dovranno presentare, a seguito del contatto con i fluidi convogliati nelle condotte, alterazioni sensibili nella loro struttura tali da determinare, anche a lunga scadenza (vita delle condotte), una riduzione nella sicurezza di tenuta del giunto. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 61 - Le guarnizioni dovranno essere compatte, omogenee nei vari strati, esenti da porosità, bolle o altre imperfezioni. Le mescole inoltre non dovranno contenere elementi metallici (quali ad es. antimonio, mercurio, manganese, piombo, rame) ed altre sostanze che possano modificare i caratteri chimici ed organolettici dell'acqua. Immagazzinamento Le guarnizioni devono essere immagazzinate in locali freschi ed al riparo dei raggi solari diretti; in ogni caso devono essere riparate dalle radiazioni ultraviolette, da ozono. Se ne racco manda inoltre la conservazione nelle condizioni originali di forma, evitando cioè la piegatura ed ogni altro tipo di deformazione. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 62 - Capo III - MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLE CATEGORIE DI LAVORO Art. 24 - SCAVI IN GENERE Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro a mano o con mezzi meccanici dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto, la relazione geologica e geotecnica, di cui al D.M. 11-3-1988, e le particolari prescrizioni che saranno date all'atto esecutivo dal Direttore dei Lavori. Nell’esecuzione degli scavi l’Appaltatore dovrà procedere in modo da impedire scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltrechè totalmente responsabile di eventuali danni alle persone ed alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franate. L’Appaltatore dovrà, inoltre, provvedere a sue spese affinchè le acque scorrenti alla superficie del terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi. Le materie provenienti dagli scavi, ove non siano utilizzabili o non ritenute adatte (a giudizio insindacabile della direzione dei lavori) ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate fuori della sede del cantiere, alle pubbliche discariche ovvero su aree che l’Appaltatore dovrà provvedere a rendere disponibili a sua cura e spese. La direzione dei lavori potrà fare asportare, a spese dell’Appaltatore, le materie depositate in contravvenzione alle precedenti disposizioni. Art. 25 - SCAVI A SEZIONE AMPIA Per scavi a sezione ampia s'intendono quelli sino alla profondità di un metro eseguito con mezzi meccanici in materie di qualsiasi natura e consistenza, asciutte o bagnate, per la realizzazione di platee, pozzetti e posa condotte. In detti scavi sono comprese la demolizione di massicciate stradali esistenti, di muri a secco o in malta di scarsa consistenza; sono escluse le aree in cui è segnalata la presenza di sottoservizi quali cavidotti e condotte. Art. 26 - SCAVI DI FONDAZIONE OD IN TRINCEA Per scavi di fondazione od in trincea si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta necessari per dar luogo ai muri, pilastri di fondazione platee o posa di condotte di qualsiasi dimensione. In ogni caso saranno considerati come gli scavi di fondazione quelli per dar luogo alle fogne, condutture, fossi e cunette. Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione, dovranno essere spinti fino alla profondità che dalla direzione dei lavori verrà ordinata all’atto della loro esecuzione. Le profondità, che si trovano indicate nei disegni, sono perciò di stima preliminare e l’Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più conveniente, senza che ciò possa dare all’Appaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o domande di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali stabiliti. E’ vietato all’Appaltatore, sotto pena di demolire il già fatto, di por mano alle pose prima che la direzione dei lavori abbia verificato ed accettato le quote degli scavi. Gli scavi dovranno, quando occorra, essere solidamente puntellati e sbadacchiati con robuste _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 63 - armature, in modo da proteggere contro ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento di materie durante l’esecuzione tanto degli scavi che delle pose. L’Appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private che potessero accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbadacchiature, alle quali egli deve provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo gli venissero impartite dalla direzione dei lavori. Col procedere delle pose l’Appaltatore dovrà recuperare i legnami o le carpenterie costituenti le armature, sempreché non si tratti di armature formanti parte integrante dell’opera, da restare quindi in posto in proprietà dell’Amministrazione; i legnami o le carpenterie, che a giudizio della direzione dei lavori, non potessero essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi. Art. 27 - PARATIE O CASSERI Il blindaggio degli scavi dovrà essere eseguito mediante l'uso di pannelli metallici autoaffondanti ad elementi infissi tipo ‘Krings’ o similari, opportunamente sbadacchiati, armati e controventati per quanto occorra, e si intende comprensivo degli oneri di infissione, estrazione, nolo, smontaggio e quant'altro necessario ai fini della perfetta regola d'arte. Tali particolari accorgimenti dovranno essere adottati per gli scavi delle trincee, ove previsto dal progetto; dovrà procedersi come segue: l'affondamento dello scavo dovrà essere sempre accompagnato o preceduto dalla contemporanea infissione di robusti pannelli di acciaio opportunamente contrastati da vitoni a doppio effetto. La scelta della pannellatura, comunque, deve essere concordata, ai fini della robustezza, con la Direzione dei lavori, la quale si riserva il diritto di rifiutarla se giudicata inidonea. Per l'escavazione nei tratti liberi e privi di ostacoli nel sottosuolo non vi sono particolari accorgimenti da adottare, salvo quello del contemporaneo affondamento dei pannelli e dello scavo: altro discorso è da farsi per l'escavazione dei tratti occupati da "servizi" gas, telefono, acqua, energia elettrica, ecc...). Ogni ostacolo dovrà essere preventivamente individuato con precisione mediante opportuni scavi, e ciò allo scopo di programmare l'impiego di pannelli di minor lunghezza per avvicinare il più possibile lo scavo all'ostacolo. L'affondamento dello scavo dalle due parti dell'ostacolo procederà di pari passo fino a scoprire l'oggetto da attraversare (che dovrà essere diligentemente sospeso a travi e protetto contro gli urti accidentali), e al di sotto dello stesso fino alla quota di progetto. Per evitare il franamento delle parti dello scavo non protette dai pannelli di acciaio, si provvederà al loro blindaggio con tavole di opportuno spessore, (eventualmente contrastate con vitoni, se il tratto scoperto fosse lungo) e disposte orizzontalmente, con le estremità infilate a tergo dei pannelli stessi. Lo scavo nei tratti scoperti dovrà essere effettuato con molta cura onde evitare danneggiamenti dell'oggetto attraversato, provvedendo anche a far disattivare il servizio se le operazioni nelle sue vicinanze costituissero un pericolo per il personale. Se le attrezzature di cui disporrà l'Impresa saranno di tipo differente da quella descritta potranno essere parimenti diversi sia i modi di affondamento sia le modalità per l'attraversamento dei servizi, tuttavia il risultato non dovrà differire nei due casi. Non dovrà comunque avvenire che i servizi esistenti nel sottosuolo abbiano a soffrire a causa dello scavo in trincea di qualunque natura, e si dovranno evitare movimenti nel terreno circostante (e quindi lesioni alla superficie del piano di campagna). Quando il Direttore dei Lavori lo giudichi necessario, ovvero per sorprese geologiche le _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 64 - armature previste possono essere variate, utilizzando sempre le attrezzature più opportune in funzione delle altezze, delle caratteristiche delle terre scavate, dei carichi e della presenza o meno di acqua di falda. Questo dovrà risultare dal giornale dei lavori e dovrà essere ordinato per iscritto. Art. 28 - SCAVI IN ACQUA E PROSCIUGAMENTO Se dagli scavi in genere e da quelli di fondazione, l’Appaltatore, in caso di filtrazioni o acque sorgive, non potesse far defluire l’acqua naturalmente, è in facoltà della direzione dei lavori di ordinare, secondo i casi e quando lo riterrà opportuno, la esecuzione degli scavi subacquei, oppure il prosciugamento. Sono considerati come scavi subacquei soltanto quelli eseguiti in acqua di profondità maggiore di 20 cm sotto il livello costante a cui si stabiliscono le acque sorgive nei cavi, sia naturalmente, sia dopo un parziale prosciugamento ottenuto con macchine o con l’apertura di canali di drenaggio. Il volume di scavo eseguito in acqua, sino ad una profondità non maggiore di 20 cm dal suo livello costante, non verrà considerato come scavo in presenza d’acqua. Quando la direzione dei lavori ordinasse il mantenimento degli scavi in asciutto, sia durante l’escavazione, sia durante le pose che la formazione di fondazioni, gli esaurimenti relativi verranno eseguiti a carico dell’impresa fornendo le macchine e gli operai necessari. Per i prosciugamenti praticati durante la esecuzione delle opere murarie e durante la posa di condotte, l’Appaltatore dovrà adottare tutti gli accorgimenti atti ad evitare il dilavamento delle malte e il trascinamento dei letti di posa. Le operazioni di prosciugamento dovranno essere eseguite con attrezzature tali, per numero ed efficienza, da non ritardare i programmi di posa della condotta ovvero di realizzazione delle opere. La scelta del tipo di impianto, delle caratteristiche dell’impianto stesso sono demandate all'Appaltatore, intendendosi l'autorizzazione della Direzione Lavori relativa alla sola ubicazione del tratto da prosciugare. L'acqua deve essere convogliata e scaricata lontano dalla zona di lavoro, in fossi o corsi d'acqua esistenti; previo ottenimento, da parte dell’Appaltatore, delle autorizzazioni, se dovute, degli Enti competenti. Art. 29 – TRANSITO STRADALE – ATTRAVERSAMENTO E INCROCI SOTTOSUOLO Durante l’esecuzione dei lavori comunque interessanti le strade – quale che sia la categoria e l’entità del traffico – e per tutta la loro durata dovranno essere adottate tutte le disposizioni necessarie per garantire la libertà e la sicurezza del transito dei pedoni, degli animali e dei veicoli. L’Appaltatore è l’unico responsabile di ogni e qualsiasi danno che possa venire dai lavori a cose e persone, pertanto per il fatto che assume l’appalto solleva l’appaltante ed il personale preposto alla Direzione Lavori di ogni gravame noia e molestia. Appositi passaggi – della larghezza di almeno m. 0,60 e protetti lateralmente con adatta ringhiera – dovranno essere costruiti per dare comodo accesso pedonale ai fabbricati situati lateralmente alle trincee. Per i passi carrai l’Appaltatore dovrà provvedere a mantenere l’accesso mediante passaggi, di adeguata resistenza al carico e della larghezza di almeno m. 3. Sono egualmente a carico dell’Appaltatore le segnalazioni luminose della zona interessata dai lavori e comunque di tutti gli ostacoli al libero traffico. Dette segnalazioni saranno ogni giorno tenute in funzione per tutta la _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 65 - durata della pubblica illuminazione e debbono essere sempre sorvegliate per evitare che abbiano per qualsiasi causa a rimanere spente. Ogni danno e responsabilità dipendente da mancanza di segnalazioni luminose funzionanti è a carico dell’Appaltatore. Quando sia necessario, impedire il traffico nella zona interessata dai lavori, dovrà prevedersi, a cura e spese dell’Appaltatore, a porre gli sbarramenti a cavalletto e la segnaletica necessaria a conveniente distanza ed in punti tali che il pubblico sia in tempo avvertito dell’impedimento. L’Appaltatore dovrà concordare con il Comando della Vigilanza Urbana e gli Uffici Provinciali e Comunali il programma delle interruzioni parziali o totali del traffico, ottenendo direttamente, a propria cura, spese e responsabilità tutte le autorizzazioni, permessi necessari, tempestivamente nei riguardi del programma generale dei lavori, tenuto conto delle esigenze turistiche e delle manifestazioni pubbliche programmate nel periodo di esecuzione dei lavori. Tutte le volte che nell’esecuzione dei lavori si incontrassero tubazioni o collettori di fogna, tubazioni di gas o d’acqua, cavi elettrici, telegrafici e telefonici od altri ostacoli imprevedibili per cui si rendesse indispensabile qualche variante al tracciamento ed alle livellette di posa, l’Appaltatore ha l’obbligo di darne avviso al Direttore dei Lavori che darà le disposizioni del caso. Resta pertanto tassativamente stabilito che non sarà tenuto alcun conto degli scavi eccedenti quelli ordinati, né derivanti dalle maggiori profondità a cui l’Appaltatore si sia spinto senza ordine della Direzione dei Lavori. Particolare cura dovrà porre l’Appaltatore affinché non siano danneggiate dette opere sottosuolo e pertanto egli dovrà, a sua cura e spese, a mezzo di sostegni, puntelli, sbadacchiature e sospensioni, fare quanto occorre perché le opere stesse restino nella loro primitiva posizione. Dovrà quindi avvertire immediatamente l’Amministrazione competente e la Direzione dei Lavori. Resta comunque stabilito che l’Appaltatore è responsabile di ogni e qualsiasi danno che possa venire dai lavori a dette opere sottosuolo e che è obbligato a ripararlo al più presto sollevando La Stazione Appaltante da ogni gravame, noia e molestia. Art. 30 – DRENAGGI Dove è necessario garantire la stabilità del corpo stradale e delle sue pertinenze dall’azione delle acque di risalita, filtranti da monte o semplicemente percolate per capillarità, in corrispondenza di depressioni o ristagni si deve provvedere all’eliminazione di tali acque mediante opportuni drenaggi. Detti drenaggi, a seconda della loro funzione dovranno essere eseguiti con le seguenti caratteristiche e modalità. Si dovrà procedere innanzitutto alla esecuzione degli scavi a sezione obbligata adottando ogni cautela per evitare franamenti di sponda. Detti scavi dovranno essere spinti almeno fino alla superficie di scorrimento della falda dell’acqua di ristagno e la superficie di scorrimento in atto e comunque fino alla profondità voluta dalla Direzione Lavori. Gli scavi dovranno essere sempre assicurati da sbadacchiature, puntellature e quanto altro occorra per evitare repentini franamenti di sponda, sia per il buon esito delle successive operazioni che per la salvaguardia degli operai. Ultimato lo scavo avutone il benestare dalla Direzione dei Lavori si procederà alla esecuzione del sottofondo e dell’eventuale rinfianco e ricoprimento con pietrisco. Il drenaggio dovrà essere completato mediante impiego di geotessile a confinamento del pietrisco. Con le stesse modalità costruttive ed usando gli stessi materiali verranno poi realizzati drenaggi _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 66 - trasversali all’asse della condotta, opportunamente distanziati per scaricare le acque drenate. Art. 31 - RILEVATI E RINTERRI Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro, ovvero per riempire i vuoti tra le pareti degli scavi e le murature o le condotte e fino alle quote prescritte dalla direzione dei lavori, si impiegheranno in generale, e, salvo quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutte le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti per quel cantiere, in quanto disponibili ed adatte, a giudizio della direzione dei lavori, per la formazione dei rilevati e dei rinterri. Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si preleveranno le materie occorrenti ovunque l’Appaltatore crederà di sua convenienza, purché i materiali siano riconosciuti idonei dalla direzione dei lavori. Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature ed alle condotte, si dovranno sempre impiegare materie sciolte, restando vietato in modo assoluto l’impiego di quelle argillose e, in generale, di tutte quelle che con l’assorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano generando spinte. Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza perché la loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza, disponendo contemporaneamente le materie bene sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione, in modo da caricare uniformemente le condotte e murature su tutti i lati ad evitare le sfiancature che potrebbero derivare da un carico male distribuito. Eseguiti i rinfianchi delle condotte o dei cavidotti si procederà al ricoprimento con lo stesso tipo di materiale per uno spessore di 50 centimetri; sarà cura dell’Appaltatore posare specifica bandella segnaletica che sarà in materiale imputrescibile del colore e con le scritte adeguate al riconoscimento del sottoservizio ivi presente. Le materie trasportate in rilevato o rinterro con autocarri o carretti non potranno essere scaricate direttamente contro le condotte e le murature, ma dovranno depositarsi in vicinanza dell’opera per essere riprese poi al momento della formazione dei suddetti rinterri o rinfianchi. Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata od imperfetta osservanza delle prescrizioni del presente articolo, saranno a completo carico dell’Appaltatore. E’ obbligo dell’Appaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati durante la loro costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste dall’assestamento delle terre, affinché all’epoca del collaudo i rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate. L’Appaltatore dovrà consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate, con i cigli bene allineati e profilati e compiendo a sue spese, durante l’esecuzione dei lavori e fino al collaudo, gli occorrenti ricarichi o tagli, la ripresa e la sistemazione delle scarpate e l’espurgo dei fossi. La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà previamente scoticata, ove occorra, e se inclinata sarà tagliata a gradoni con leggera pendenza verso il monte. Art. 32 - DEMOLIZIONI E RIMOZIONI Le demolizioni di murature, calcestruzzi, ecc., sia parziali che complete, devono essere eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni, in modo da non danneggiare le residue strutture, da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi o disturbo. Rimane pertanto vietato di gettare dall’alto i materiali in genere, che invece devono essere trasportati o guidati in basso, e di sollevare polvere, per cui tanto le murature quanto i materiali di risulta dovranno essere opportunamente bagnati. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 67 - Nelle demolizioni e rimozioni l’Appaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie puntellature per sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i materiali risultanti, i quali devono ancora potersi impiegare nei limiti concordati con la direzione dei lavori, sotto pena di rivalsa di danni a favore della stazione appaltante. Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i limiti fissati, saranno pure a cura e spese dell’Appaltatore, senza alcun compenso, ricostruite e rimesse in ripristino le parti indebitamente demolite. Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della direzione dei lavori, devono essere opportunamente puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei luoghi di deposito che verranno indicati dalla direzione stessa, usando cautele per non danneggiarli sia nella pulizia, sia nel trasporto, sia nei loro assestamenti e per evitarne la dispersione. Detti materiali restano tutti di proprietà della stazione appaltante, la quale potrà ordinare all’Appaltatore di impiegarli in tutto od in parte nei lavori appaltati. I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono sempre dall’Appaltatore essere trasportati, a suo onere, fuori del cantiere nei punti indicati od alle pubbliche discariche. Art. 33 – FONDAZIONE IN MISTO CEMENTATO CONFEZIONATO IN CENTRALE 1. - DESCRIZIONE Gli strati in misto cementato per fondazione o per base sono costituiti da un misto granulare di ghiaia (o pietrisco) e sabbia impastato con cemento e acqua in impianto centralizzato a produzione continua con dosatori a peso o a volume. Gli strati in oggetto avranno lo spessore che sarà prescritto dalla Direzione dei Lavori. Comunque di dovranno stendere strati il cui spessore finito non risulti superiore a 20 cm o inferiore a 10 cm. 2. - CARATTERISTICHE DEI MATERIALI DA IMPIEGARE 2.1. - Inerti Saranno impiegate ghiaie e sabbie di cava e/o di fiume con percentuali di frantumato complessiva compresa tra il 30 ed il 60% in peso sul totale degli inerti (la D.L. potrà permettere l'impiego di quantità di materiale frantumato superiore al limite stabilito, in questo caso la miscela finale dovrà essere tale da presentare le stesse resistenze a compressione e a trazione a 7 giorni prescritte nel seguito; questo risultato potrà ottenersi aumentando la percentuale delle sabbie presenti nella miscela e/o la quantità di passante allo 0,075 mm.). Per le granulometrie possibili, detti materiali potranno essere integrati con ceneri volanti. Gli inerti avranno i seguenti requisiti: - Aggregato i dimensioni non superiori a 40 mm., né di forma appiattita, allungata o lenticolare; - Granulometria compresa nel seguente fuso ed avente andamento continuo ed uniforme (CNR B.U. n. 23 del 14.12.1971); Serie crivelli e setacci UNI Passante totale in peso % crivello 40 100 30 80-100 25 72-90 15 53-70 10 40-55 5 28-40 setaccio 2 18-30 0,4 8-18 0,18 6-14 0,075 5-10 _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 68 - - Perdita in peso alla prova Los Angeles (CNR B.U. n. 34 del 28.3.73) non superiore a 30% in peso; - Equivalente in sabbia (CNR B.U. n. 27 del 30.03.1972) compreso fra 30 e 60; - Indice di plasticità ( CNR UNI 10014) uguale a zero (materiale non plastico). L’Impresa, dopo avere eseguito prove in laboratorio, dovrà proporre alla Direzione dei Lavori la composizione da adottare e successivamente l’osservanza della granulometria dovrà essere assicurata con esami giornalieri. Verrà ammessa una tolleranza di ± 5% fino al passante al crivello 5 e di ± 2% per il passante al setaccio 2 e inferiori. 2.2. - Legante Verrà impiegato cemento normale (Portland, pozzolanico, d'alto forno) di classe 325. A titolo indicativo la percentuale di cemento sarà compresa tra il 2,5% e il 3,5% in peso sul peso degli inerti asciutti. E' possibile sostituire parzialmente questa percentuale con cenere di carbone del tipo leggero di recente produzione. Orientativamente le ceneri leggere possono sostituire fino al 40% del peso indicato di cemento. La quantità in peso di ceneri da aggiungere per ottenere pari caratteristiche meccaniche, scaturirà da apposite prove di laboratorio. Indicativamente ogni % di cemento può essere sostituito da 4-5% di ceneri. 2.3. - Acqua Dovrà essere esente da impurità dannose, oli, acidi, alcali, materia organica e qualsiasi altra sostanza nociva. La quantità di acqua nella miscela sarà quella corrispondente all'umidità ottima di costipamento con variazione compresa entro ± 2% del peso della miscela per consentire il raggiungimento delle resistenze appresso indicate. 3. - STUDIO DELLA MISCELA IN LABORATORIO L'impresa dovrà proporre alla D.L. la composizione granulometrica della miscela. La percentuale di cemento e delle eventuali ceneri volanti, come la percentuale di acqua, saranno stabilite in relazione alle prove di resistenza eseguite sui provini cilindrici confezionati entro stampi C.B.R. (CNR UNI 10009) impiegati senza disco spaziatore (altezza 17,78 cm., diametro 15,24 cm., volume 3242 cm³). Per il confezionamento dei provini, gli stampi verranno muniti di collare di prolunga allo scopo di consentire il regolare costipamento dell'ultimo strato con la consueta eccedenza di circa 1 cm. rispetto all'altezza dello stampo vero e proprio. Tale eccedenza dovrà essere eliminata, previa rimozione del collare suddetto e rasatura dello stampo, affinché l'altezza del provino risulti definitivamente di cm. 17,78. La miscela di studio verrà preparata partendo da tutte le classi previste per gli inerti mescolando tra loro, con il cemento, l'eventuale cenere e l'acqua nei quantitativi necessari ad ogni singolo provino. Comunque prima di immettere la miscela negli stampi si opererà una vagliatura sul crivello UNI 25 mm. allontanando gli elementi trattenuti (di dimensione superiore a quella citata) con la sola pasta di cemento ad essi aderente. I campioni da confezionare in laboratorio dovranno essere protetti in sacchi di plastica per evitare l'evaporazione dell'acqua. Saranno confezionati almeno tre campioni ogni 250 m. di lavorazione. La miscela verrà costipata su 5 strati con il pestello e l'altezza di caduta in cui alla norma A.A.S.H.T.O. modificato e 85 colpi per strato, in modo da ottenere una energia di costipamento pari a quella della prova citata (diametro pestelli 51 ± 0,5 mm., pestello 4,535 ± 0,005 kg., all'altezza di caduta 45,7 cm.). I provini dovranno essere estratti dallo stampo dopo 24 ore e portati successivamente a stagionatura per altri 6 giorni in ambiente umido (umidità relativa non inferiore al 90% e temperatura di circa 20°C.); in caso di confezione in cantiere la stagionatura si farà in sabbia mantenuta umida. Operando ripetutamente nel modo suddetto, con l'impiego di percentuali in peso d'acqua diverse (sempre riferite alla miscela intera, compreso quanto eliminato per vagliatura sul crivello da 25 mm.) potranno essere determinati i valori necessari al tracciamento dei diagrammi di studio. Lo stesso dicasi per le variazioni della percentuale di legante. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 69 - I provini dovranno avere resistenze a compressione a 7 giorni non minori di 25 kg/cm², e non superiori a 45kg/cm², ed a trazione secondo la prova "brasiliana" non inferiori a 2,5 kg/cm². Per particolari casi è facoltà della D.L. accettare valori di resistenza a compressione fino a 75 kg/cm² (questi valori per la compressione e la trazione devono essere ottenuti dalla media di 3 provini, se ciascuno dei singoli valori non si scosta dalla media stessa di ± 15%, altrimenti dalla media dei due restanti dopo aver scartato il valore anomalo). Da questi dati di laboratorio dovranno essere scelti la curva, la densità e le resistenze di progetto da usare come riferimento nelle prove di controllo. 4. - FORMAZIONE E CONFEZIONE DELLE MISCELE Le miscele saranno confezionate in impianti fissi automatizzati, di idonee caratteristiche, mantenuti sempre perfettamente funzionanti in ogni loro parte. Gli impianti dovranno comunque garantire uniformità di produzione ed essere in grado di realizzare miscele del tutto rispondenti a quelle di progetto. La zona destinata all'ammannimento degli inerti sarà preventivamente e convenientemente sistemata per annullare la presenza di sostare argillose e ristagni di acqua che possono compromettere la pulizia degli aggregati. Inoltre i cumuli delle diverse classi dovranno essere nettamente separati tra loro e l'operazione di rifornimento nei predosatori eseguita con la massima cura. Si farà uso di almeno 4 classi di aggregati con predosatori in numero corrispondente alle classi impiegate. 5. - POSA IN OPERA La miscela verrà stesa sul piano finito dello strato precedente dopo che sia stata accettata dalla D.L. la rispondenza di quest'ultimo ai requisiti di quota, sagoma e compattezza prescritti. La stesa verrà eseguita impiegando finitrici vibranti. Le operazioni di addensamento dello strato dovranno essere realizzate in ordine con le seguenti attrezzature: - Rullo a due ruote vibranti da 10.000 kg. per ruota o rullo con una sola ruota vibrante di peso non inferiore a 18.000 kg. - Rullo gommato con pressione di gonfiaggio superiore a 5 atm e carico di almeno 18.000 kg. Potranno essere impiegati in alternativa rulli misti, vibranti-gommati comunque tutti approvati dalla D.L., delle stesse caratteristiche sopra riportate. La stesa della miscela non dovrà di norma essere eseguita con temperatura ambiente inferiori a 0°C. e superiori a 25°C e mai sotto la pioggia. tut tavia, a discrezione della D.L., potrà essere consentita la stesa a temperature diverse. In questo caso però sarà necessario proteggere da evaporazione la miscela durante il trasporto dall'impianto di miscelazione al luogo d'impiego (ad esempio con teloni); sarà inoltre necessario provvedere ad una abbondante bagnatura del piano di posa del misto cementato. Infine, le operazioni di costipamento e di stesa dello strato di protezione con emulsione bituminosa dovranno essere eseguite immediatamente dopo la stesa della miscela. Le condizioni ideali di lavoro si hanno con temperature comprese tra 15°C e 18°C ed umidità relativa del 50% circa; temperature superiori saranno ancora accettabili con umidità relativa anch'essa crescente; comunque è opportuno, anche per temperature inferiori alla media, che l'umidità relativa all'ambiente non scenda al di sotto del 15%, in quanto ciò potrebbe provocare ugualmente una eccessiva evaporazione della miscela. Il tempo intercorrente tra la stesa di due strisce affiancate non dovrà superare di norma le 2 ore per garantire la continuità della struttura . Particolari accorgimenti dovranno adottarsi nella formazione dei giunti longitudinali che andranno protetti con fogli di polietilene o materiale similare. Il giunto di ripresa sarà ottenuto terminando la stesa dello strato a ridosso di una tavola e togliendo la tavola al momento della ripresa della stessa, provvedere a tagliare l'ultima parte dello strato precedente, in modo che si ottenga una parete perfettamente verticale. Non saranno eseguiti altri giunti all'infuori di quelli di ripresa. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 70 - Il transito di cantiere potrà essere ammesso sullo strato a partire dal terzo giorno dopo quello in cui è stata effettuata la stesa, e limitatamente ai mezzi gommati. Strati eventualmente compromessi dalle condizioni meteorologiche o da altre cause dovranno essere rimossi e sostituiti a totale cura e spese dell'Impresa. 6. - PROTEZIONE SUPERFICIALE Subito dopo il completamento delle opere di costipamento e di costipamento e di rifinitura dovrà essere eseguita la spruzzatura di un velo protettivo di emulsione acida al 55% in ragione di 1-2 kg/m², in relazione al tempo ed alla intensità del traffico di cantiere cui potrà venire sottoposto e successivo spargimento di sabbia. 7. - NORME DI CONTROLLO DELLE LAVORAZIONI Con esami giornalieri dovrà essere verificata la rispondenza delle caratteristiche granulometriche delle miscele. Verrà ammessa una tolleranza di ±5 punti % fino al passante al crivello n. 5 e di ±2 punti % per il passante al setaccio 2 ed inferiore, purché non vengano superati i limiti del fuso. A compattazione ultimata la densità in sito dovrà essere non inferiore al 100% nelle prove A.A.S.H.T.O. modificato di cui al punto 2.1.3. nel 98% delle misure effettuate. Il valore del modulo di deformazione Md al primo ciclo di carico e nell'intervallo compreso tra 1,5 e 2,5 daN/cm², rilevato in un tempo compreso fra 3 e 12 ore dalla compattazione non dovrà mai essere inferiore a 2000 daN/cm². Il controllo di detta densità dovrà essere eseguito con cadenza giornaliera (almeno una prova per giornata lavorativa) prelevando il materiale durante la stesa ovvero prima dell’indurimento; la densità in sito si effettuerà mediante i normali procedimenti a volumometro, con l’accorgimento di eliminare dal calcolo, dia del peso che del volume, gli elementi di dimensione superiore a 25 mm. Ciò potrà essere ottenuto attraverso l’applicazione di opportune formule di trasformazione, oppure attraverso una misura diretta consistente nella separazione mediante vagliatura degli elementi di pezzatura maggiore di 25 mm e nella loro sistemazione del cavo di prelievo prima di effettuare la misurazione del volume del cavo stesso. Il controllo della densità potrà anche essere effettuato sullo strato finito (almeno con 15 ÷ 20 giorni di stagionatura), su provini estratti da quest’ultimo tramite carotatrice; la densità secca ricavata come rapporto tra il peso della carota essiccata in stufa a 105 ÷ 110°C fino al peso al peso costante ed il suo volu me ricavato per mezzo di pesata idrostatica previa paraffinatura del provino, in questo caso la densità dovrà risultare non inferiore al 100% della densità del progetto. Nel corso delle prove di densità verrà anche determinata l’umidità dellamiscela, che, per i prelievi effettuati alla stesa, non dovrà eccedere le tolleranze indicate al punto 2 del presente articolo. La resistenza a compressione ed a trazione verrà controllata su provini confezionati e stagionati in maniera del tutto simile a quelli di studio preparati in laboratorio, prelevando la miscela durante la stesa e prima del costipamento definitivo, nella quantità necessaria per il confezionamento dei sei provini (tre per le rotture a compressione e tre per quelle a trazione) previa la vagliatura al crivello da 25 mm. Questo prelievo dovrà essere effettuato almeno ogni 1500 mc di materiale costipato. La resistenza a 7 giorni di ciascun provino, preparato con la miscela stesa, non dovrà discostarsi da quella di riferimento preventivamente determinato in laboratorio di oltre ± 20%; comunque non dovrà mai essere inferiore a 2,5 N/mmq per la compressione e 0,25 N/mmq per la trazione. La superficie finita della fondazione non dovrà scostarsi dalla sagoma di progetto di oltre 1 cm. verificato a mezzo di un regolo di 4 m. di lunghezza e disposto secondo due direzioni ortogonali. Lo spessore stabilito potrà avere tolleranze in difetto non superiori al 5% nel 98% dei rilevamenti; in caso contrario le zone con spessore in difetto saranno deprezzate del 30%. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 71 - Art. 34 – ACCIAIO PER CALCESTRUZZI ARMATI Gli acciai per armature di calcestruzzi dovranno rispettare le disposizioni previste dal DM 14/01/2008 “Norme tecniche per le Costruzioni”. Giunzioni delle barre Le giunzioni delle barre in zona tesa, quando non siano evitabili, si devono realizzare possibilmente nelle regioni di minor sollecitazione, in ogni caso devono essere opportunamente sfalsate. Le giunzioni di cui sopra possono effettuarsi mediante: - saldature eseguite in conformità delle norme vigenti sulle saldature; - manicotto filettato; - sovrapposizione calcolata in modo da assicurare l'ancoraggio di ciascuna barra. Copriferro e interferro L'armatura resistente deve essere adeguatamente protetta dall'ambiente esterno dal conglomerato anche in funzione della porosità del calcestruzzo, dell'aggressività dell'ambiente e della sensibilità dell'armatura alla corrosione. Ancoraggio delle barre e loro giunzioni Le armature longitudinali non possono essere interrotte ovvero sovrapposte all'interno dì un nodo strutturale (incrocio travi-pilastri), bensì nelle zone di minore sollecitazione lungo l'asse della trave. Quando invece si deve realizzare la continuità con altra barra in zona tesa, la continuità deve essere realizzata con sovrapposizioni o altri dispositivi possibilmente posizionati nelle regioni di minor sollecitazione. In ogni caso le sovrapposizioni o i dispositivi utilizzati devono essere opportunamente sfalsati. Staffe Le staffe devono essere chiuse e conformate in modo da contrastare efficacemente, lavorando a trazione, gli spostamenti delle barre longitudinali verso l'esterno. Lavorazioni in cantiere – Raggi minimi di curvatura Il diametro minimo di piegatura deve essere tale da evitare fessure nella barra dovute alla piegatura e rottura del calcestruzzo nell’interno della piegatura. Diametro barra Diametro minimo del mandrino per piegature, uncini e ganci φ ≤ 16 mm 4φ φ > 16 mm 7φ Diametri ammissibili dei mandrini per barre piegate Per definire i valori minimi da adottare ci si riferisce alle prescrizioni contenute nell’Eurocodice 2 paragrafo 8.3 “Diametri ammissibili dei mandrini per barre piegate”, secondo quanto indicato nella tabella di cui sopra. Deposito e conservazione in cantiere Alla consegna in cantiere, l’Appaltatore avrà cura di depositare l’acciaio in luoghi protetti dagli agenti atmosferici. In particolare, per quei cantieri posti ad una distanza inferiore a 2 Km dal mare, le barre di armatura dovranno essere protette con appositi teli dall’azione dell’aerosol marino. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 72 - Art. 35 – CALCESTRUZZI E CEMENTO ARMATO CARATTERISTICHE DELLE MISCELE REQUISITI GENERALI La composizione del calcestruzzo (cemento, aggregati, acqua, additivi ed eventuali aggiunte) dovrà soddisfare le specifiche prestazionali, descritte nel precedente Art.12 del presente capitolato, in merito a classe di resistenza, dimensione nominale massima dell’aggregato, classe di consistenza e classe di esposizione, con assenza di fenomeni di segregazione. I calcestruzzi dovranno soddisfare le caratteristiche minime di resistenza e durabilità indicate nel progetto. Nella scelta del tipo e della classe di cemento si dovrà tenere conto delle condizioni ambientali di esposizione delle opere, della velocità di sviluppo della resistenza, del calore di idratazione e della velocità alla quale esso si libera. Il contenuto minimo di cemento, ove definito, dovrà tenere conto delle condizioni ambientali di esposizione e delle prestazioni richieste. Granulometria degli aggregati Per il confezionamento del calcestruzzo dovranno essere impiegati aggregati appartenenti a non meno di due classi granulometriche diverse. Per la realizzazione di calcestruzzi con classi di resistenza maggiori di C12/15 gli aggregati dovranno appartenere preferibilmente ad almeno tre classi granulometriche diverse. Nella composizione della curva granulometrica nessuna frazione potrà essere dosata in percentuale maggiore del 55%, salvo preventiva autorizzazione del Direttore dei Lavori. Le classi granulometriche dovranno essere mescolate tra loro in percentuali tali da formare miscele rispondenti ai criteri di curve granulometriche di riferimento teoriche o sperimentali, scelte in modo che l'impasto fresco e indurito abbia i prescritti requisiti di resistenza, consistenza, omogeneità, aria inglobata, permeabilità, ritiro e acqua essudata. Si dovrà adottare una curva granulometrica che, in relazione al dosaggio di cemento, garantisca la massima compattezza e la migliore lavorabilità del calcestruzzo. Dimensione massima nominale dell’aggregato La massima dimensione nominale dell'aggregato dovrà essere scelto in funzione dei valori di copriferro e interferro, delle dimensioni minime dei getti, delle modalità di getto e del tipo di mezzi d'opera utilizzati per la compattazione dei getti; la dimensione massima nominale dell’aggregato non dovrà essere maggiore: - di un quarto della dimensione minima dell’elemento strutturale; - della distanza tra le singole barre di armatura o tra gruppi di barre (interferro) diminuita di 5 mm; - di 1,3 volte lo spessore del copriferro. Rapporto acqua/cemento La quantità d’acqua totale da impiegare per il confezionamento dell'impasto dovrà essere calcolata tenendo conto dell'acqua libera contenuta negli aggregati. Si dovrà fare riferimento alla norma UNI EN 1097/6 per la condizione "satura a superficie asciutta", nella quale l'aggregato non assorbe né cede acqua all'impasto. Il rapporto acqua/cemento di ciascuna miscela dovrà essere controllato, anche in cantiere, con le modalità previste nella norma UNI 6393 almeno una volta ogni tre mesi o ogni 2.000 mc di produzione: il rapporto a/c non dovrà discostarsi più di +0.02 dal valore verificato in fase di qualificazione della relativa miscela. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 73 - Lavorabilità La lavorabilità, indice delle proprietà e del comportamento del calcestruzzo nell’intervallo di tempo tra la produzione e la compattazione dell’impasto nella cassaforma, viene comunemente valutata attraverso la misura della consistenza. La consistenza, come la lavorabilità, è il risultato di più proprietà reologiche: di conseguenza può essere valutata sulla base del comportamento dell’impasto fresco con determinate modalità di prova. Per la classificazione della consistenza del calcestruzzo si fa riferimento ai seguenti metodi: • UNI EN 12350/1: prova sul calcestruzzo fresco- Campionamento • UNI EN 12350/2: prova di abbassamento al cono • UNI EN 12350/5: prova di spandimento alla tavola a scosse I valori di riferimento per ciascun metodo di prova sono indicati nelle tabelle 6.28.1 e 6.28.2. Tabella 6.28.1 Classi di abbassamento al cono (slump) Classe Abbassamento al cono di consistenza mm S1 da 10 a 40 S2 da 50 a 90 S3 da 100 a 150 S4 da 160 a 210 S5 ≥ 220 Tabella 6.28.2 - Classi di spandimento Classe Diametro Spandimento mm F1 ≤ 340 F2 da 350 a 410 F3 da 420 a 480 F4 da 490 a 550 F5 da 560 a 620 F6 ≥ 630 Nella misura dell’abbassamento al cono possono verificarsi diverse condizioni di cedimento. La prova è valida solo se dà luogo ad un abbassamento vero, il cui calcestruzzo rimane sostanzialmente intatto e simmetrico. Se il provino cede per taglio, deve essere preso un altro campione e ripetere la prova. Se due prove consecutive mostrano cedimento per taglio di una porzione di calcestruzzo rispetto alla massa del campione di prova, il calcestruzzo manca della plasticità e coesione necessarie affinchè possa essere ritenuta idonea la prova di cedimento al cono. L’Appaltatore dovrà garantire in ogni situazione la classe di consistenza prescritta per le diverse miscele tenendo conto che sono assolutamente proibite le aggiunte di acqua in betoniera al momento del getto dopo l’inizio dello scarico del calcestruzzo dall’autobetoniera. La classe di consistenza prescritta verrà garantita per un intervallo di tempo di 20-30 minuti dall’arrivo della betoniera in cantiere. Il calcestruzzo con la lavorabilità inferiore a quella prescritta potrà essere respinta dalla Direzione Lavori; gli oneri della nuova fornitura sono comunque a carico dell’Appaltatore. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 74 - Il tempo massimo consentito dalla produzione dell’impasto in impianto al momento del getto non dovrà superare i 90 minuti e dovrà essere riportato nel documento di trasporto l’orario effettivo di fine carico della betoniera in impianto. Acqua essudata Il calcestruzzo non dovrà presentarsi segregato; ove vengano fissati un limite di accettazione e una frequenza di prova, la quantità di acqua essudata verrà misurata secondo la norma UNI 7122 [22]. DURABILITÀ E RESISTENZA DEI CALCESTRUZZI AGLI AGENTI ESTERNI Copriferro minimo e copriferro nominale Ai fini di preservare le armature dai fenomeni di aggressione ambientale, dovrà essere previsto un idoneo copriferro; il suo valore, misurato tra la parete interna del cassero e la generatrice dell’armatura metallica più vicina, individua il cosiddetto “copriferro nominale”. Il copriferro nominale cnom è somma di due contributi, il copriferro minimo cmin e la tolleranza di posizionamento h. Vale pertanto: cnom = cmin + h I valori di copriferro minimo in funzione delle classi di esposizione del calcestruzzo di Tabella 5.4.2 (Art.5) sono indicati in Tabella 6.28.3. La tolleranza di posizionamento delle armature h, nel caso di strutture gettate in opera, dovrà essere assunta pari ad almeno 5 mm. Il copriferro nominale deve essere specificato in tutte le tavole di progetto e nei documenti di calcolo. Tabella 6.28.3 - Copriferro minimo e classi di esposizione Ambiente Classe di esposizione cmin (mm) Molto secco/ secco X0 15 Umido senza gelo XC1 XC2 20 Debolmente aggressivo XC3 XA1 XD1 Umido con gelo XF1 Marino senza gelo XS1 XD2 30 Moderatamente aggressivo XA2 XC4 Umido con gelo e Sali XF3 disgelanti XF2 Marino con gelo Fortemente aggressivo XS2 XS3XA3 XD3 XF4 40 Calcestruzzi resistenti ai cicli gelo-disgelo Per migliorare la resistenza dei calcestruzzi ai cicli gelo-disgelo l’impiego di additivi aeranti potrà essere autorizzato solamente se: • gli additivi sono conformi alla norma UNI EN 934/2; • l’immissione dell’aerante avviene contemporaneamente al caricamento di almeno il 50% dell’acqua aggiunta. Si dovrà evitare ogni disomogenea distribuzione delle microbolle d’aria nell’impasto, che possa comportare nella struttura volumi di calcestruzzo aventi caratteristiche variabili con conseguenti negative ripercussioni sulla resistenza e sulla durabilità dell’opera. La quantità percentuale d’aria inglobata, determinata sul calcestruzzo fresco prelevato dal getto dopo la vibrazione secondo UNI 6395, dovrà essere conforme alle indicazioni della tabella 6.28.4. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 75 - Tabella 6.28.4 – Aria totale inglobata Attacco da cicli gelo/disgelo XF1 XF2 XF3 XF4 Massimo rapporto a/c 0,50 0,50 0,45 Minima classe di resistenza 32/40 25/30 28/35 Minimo contenuto di cemento 320 340 360 (kg/mc) Contenuto minimo in aria (%) 3,0 Aggregati conformi alla UNI EN Altri requisiti 12620 di adeguata resistenza al gelo/disgelo Qualora prescritto dal Progettista, i calcestruzzi esposti a cicli gelo-disgelo dovranno essere sottoposti alla prova di determinazione della resistenza a degradazione secondo norma UNI 7087: la riduzione del modulo elastico non dovrà risultare superiore al 30% del valore iniziale del campione di riferimento. Se l’importanza dell’opera o le condizioni di esposizione lo giustificano, il Progettista potrà richiedere prove di resistenza alla penetrazione dell’acqua sotto pressione, da eseguirsi in laboratorio con le modalità della norma UNI EN 12390/8 [25] su provini stagionati nelle stesse condizioni della struttura o su carote estratte dalla struttura al termine della stagionatura: la profondità media del profilo di penetrazione dell’acqua dovrà essere minore di 20 mm, ciascun valore dovrà essere minore di 50 mm. Reazioni alcali-aggregato Il Progettista, in base all’esperienza locale o all’identificazione delle caratteristiche mineralogiche degli aggregati secondo quanto previsto nella norma UNI 8520 , dovrà valutare la possibilità che si manifesti con effetti dannosi nel calcestruzzo la reazione chimica tra gli alcali (ioni sodio Na- e potassio K+ presenti in tutti i costituenti delle miscele di calcestruzzo: cemento, aggregati, acqua, additivi e aggiunte) ed eventuali aggregati reattivi, e dovrà determinare il tipo di prevenzione da adottare per impedire il fenomeno. Nel caso in cui si preveda che l’opera da realizzare possa risultare satura d’acqua, costantemente o frequentemente, le misure preventive adottabili sono: - scelta di componenti della miscela a basso contenuto di alcali; - sostituzione di una frazione o dell’intero aggregato reattivo con aggregato inerte; - impermeabilizzazione della struttura; - utilizzo di idonei quantitativi di aggiunte di tipo II o di idonei additivi a base di sali di litio. Calcestruzzi esposti ad attacco chimico. Sulla base della concentrazione di agenti aggressivi presenti, il Progettista dovrà individuare la classe di esposizione ambientale tra le classi XA1, XA2 e XA3. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 76 - Tabella 6.28.5 – Valori limite per le classi d’esposizione all’attacco chimico nel suolo naturale e nell’acqua del terreno (Secondo UNI EN 206-1- Prospetto 2) XA1 Acqua nel terreno 6,5 - 5,5 pH -- XA2 XA3 5,5 - 4,5 4,5 - 4,0 600 - 3000 3000 - 6000 ioni solfato SO4 mg/l CO2 aggressiva mg/l 200 -600 15 - 40 40 – 100 ioni ammonio NH4 + mg/l ioni magnesio Mg ++ mg/l 15 - 30 30 -60 300 - 1000 1000 - 3000 Terreno 2000 - 3000 3000 - 12000 ioni solfato SO4-- mg/kg totale Acidità ml/kg > 200 Baumann Gully > 100 Fino a saturazione 60 - 100 > 3000 Fino a saturazione 12000 24000 Non incontrato in pratica Come riportato nel Prospetto 2 della UNI EN 206-1, la condizione più gravosa per ognuna delle condizioni chimiche determina la classe d’esposizione. Se due o più caratteristiche di aggressività appartengono alla stessa classe, l’esposizione sarà classificata nella classe più elevata successiva, salvo il caso che uno studio specifico provi che ciò non è necessario. Nei calcestruzzi esposti ad attacco chimico la profondità media del profilo di penetrazione dell’acqua sotto pressione, determinata con le modalità previste nella norma ISO 7031 su carote prelevate dalla struttura, dovrà essere minore di 20 mm, ciascun valore dovrà essere minore di 50 mm. Attacco chimico da parte dei solfati I cementi dovranno avere la composizione specificata nella norma UNI 9156, nel caso di calcestruzzi in classe XA2 e/o XA3. PRODUZIONE, TRASPORTO, POSA E STAGIONATURA GENERALITÀ Le prescrizioni dei successivi punti PRODUZIONE e TRASPORTO E CONSEGNA non sono da ottemperare nel caso di impianto classificabile come “certificato”. PRODUZIONE Impianto I calcestruzzi dovranno essere confezionati in impianto avente caratteristiche tali da soddisfare le prescrizioni di cui ai successivi punti: Cemento, Aggregati, Additivi e aggiunte, Qualifica delle ricette. La capacità dell’impianto dovrà essere commisurata alle produzioni previste dal programma dei lavori. L’impianto dovrà essere dotato di strumenti e attrezzature idonee a garantire il costante controllo dei dosaggi delle materie prime costituenti il calcestruzzo. Cemento Non é permesso mescolare fra loro cementi di diversa classe, tipo e provenienza; per ciascuna struttura dovrà essere impiegato cemento di un unico tipo e classe e provenienza. Il cemento: _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 77 - - se sfuso, dovrà essere conservato in silos che garantiscano la perfetta tenuta nei confronti dell'umidità atmosferica; ciascun silos dovrà contenere un cemento di un unico tipo e unica classe e provenienza e sarà chiaramente identificato da appositi contrassegni; - se in sacchi, dovrà essere sistemato su pedane poste su un pavimento asciutto in ambiente chiuso; i sacchi di cemento di diverso tipo e/o classe verranno conservati separatamente e chiaramente identificati. Aggregati Gli aggregati dovranno essere disponibili in quantità sufficiente a completare qualsiasi struttura che debba essere gettata senza interruzioni. Il luogo di deposito dovrà essere di capacità adeguata e consentire lo stoccaggio senza commistione delle diverse pezzature. Gli aggregati verranno prelevati in modo da garantire la rotazione dei volumi stoccati. Additivi e aggiunte Non é permesso mescolare fra loro additivi di diverso tipo e provenienza; gli additivi dovranno essere depositati in contenitori a tenuta e chiaramente identificati. Le ceneri volanti dovranno essere conservate in silos che garantiscano la perfetta tenuta nei confronti dell'umidità atmosferica; ciascun silos dovrà essere identificato da appositi contrassegni. Qualifica delle ricette Tutte le miscele di calcestruzzo impiegate nell’opera dovranno essere qualificate con le procedure di cui al successivo paragrafo “Casseforme e finitura del calcestruzzo”. La qualifica non potrà prescindere dalla valutazione delle metodologie di autocontrollo adottate in fase di produzione. Pesatura e mescolamento Il cemento, l'acqua e gli additivi dovranno essere dosati con dispositivi separati con precisione pari a 3% della quantità richiesta ( 5% per le aggiunte). Il cemento dovrà essere pesato con una bilancia indipendente. Il cemento e le aggiunte in polvere dovranno essere dosati a peso; l’acqua, gli additivi e le aggiunte liquide potranno essere dosati a peso o a volume. Gli aggregati saranno dosati per pesate singole o cumulative, con precisione pari a 3% sulla quantità totale. Le tramogge contenenti le sabbie dovranno essere dotate di strumenti idonei a misurarne l'umidità all'inizio di ciascuna pesata, in modo da regolare automaticamente il dosaggio dell'acqua aggiunta. Nel luogo di produzione e in cantiere dovranno essere installati termometri atti a misurare la minima e massima temperatura giornaliera dell’aria. L'impianto dovrà essere periodicamente tarato per controllare l’accuratezza di ogni misura in tutto il campo di valori consentito da ogni strumento. Per la taratura delle apparecchiature di registrazione dell’umidità in automatico, il tenore di umidità media delle sabbie dovrà essere controllato almeno 1 volta alla settimana. Dovrà essere predisposto un programma di controlli eseguito da personale qualificato: le bilance dovranno essere revisionate periodicamente e tarate almeno una volta all'anno. L'impianto dovrà essere costruito in modo tale che i costituenti di un nuovo impasto non possano essere pesati finché non sia stata ultimata la pesata e lo scarico dei costituenti dell'impasto precedente. L'operatore dell'impianto dovrà disporre di tabelle di carico riportanti le pesate cumulative dei singoli costituenti per tutte le miscele qualificate, e per le diverse quantità miscelate in funzione dell’umidità media delle sabbie. Gli impasti dovranno corrispondere, in quantità e qualità, a quanto riportato sulle tabelle di carico. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 78 - Le betoniere dovranno essere esaminate trimestralmente per verificare l’eventuale diminuzione dell'efficacia della mescolazione dovuta sia ad accumulo di calcestruzzo indurito o di legante che all’usura delle lame. TRASPORTO E CONSEGNA Il trasporto del calcestruzzo dal luogo del confezionamento a quello d’impiego dovrà avvenire utilizzando mezzi e attrezzature idonee a evitare la segregazione dei costituenti l'impasto o il deterioramento dell'impasto stesso. Ogni carico di calcestruzzo dovrà essere accompagnato da un documento di trasporto sul quale saranno indicati: - la data e le ore di partenza dall'impianto, di arrivo in cantiere e di inizio/fine scarico; - la classe di esposizione ambientale; - la classe di resistenza caratteristica; - un codice che identifichi la ricetta utilizzata per il confezionamento; - il tipo, la classe e, ove specificato nell’ordine di fornitura, il contenuto di cemento; - il rapporto a/c teorico; - la dimensione massima dell’aggregato; - la classe di consistenza; - i metri cubi nominali trasportati. A richiesta il personale dell'Appaltatore dovrà esibire detti documenti agli incaricati del Direttore dei Lavori. L’Appaltatore dovrà tenere idonea documentazione in base alla quale sia possibile individuare la struttura cui ciascun carico è stato destinato. La consistenza dell’impasto dovrà essere controllata contestualmente a ogni prelievo di materiale per le prove di resistenza, di massa volumica e del rapporto a/c. Tutte le prove dovranno essere eseguite sullo stesso materiale di prelievo, in contraddittorio tra le parti interessate alla fornitura Nel caso di calcestruzzo pompato, la consistenza dovrà essere misurata prima dell'immissione del materiale nel getto. POSA IN OPERA Operazioni di getto L'Appaltatore é tenuto a comunicare con dovuto anticipo al Direttore dei Lavori il programma dei getti indicando: - il luogo di getto; - la struttura interessata dal getto; - la classe di resistenza e la classe di consistenza del calcestruzzo; I getti potranno avere inizio solo dopo che il Direttore dei Lavori avrà verificato: - preparazione e rettifica dei piani di posa; - pulizia delle casseforme; - posizione e corrispondenza al progetto delle armature e dei copriferri; - posizione delle eventuali guaine dei cavi di precompressione; - posizione degli inserti (giunti, water stop, ecc.). Nel caso di getti contro terra si dovrà controllare con particolare cura che siano stati eseguiti, in conformità alle disposizioni di progetto: - a pulizia del sottofondo; - la posizione di eventuali drenaggi; - la stesa di materiale isolante o di collegamento. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 79 - La geometria delle casseforme dovrà risultare conforme ai particolari costruttivi di progetto e alle eventuali prescrizioni aggiuntive. In nessun caso si dovranno verificare cedimenti dei piani di appoggio e delle pareti di contenimento; in tale ultimo caso l’Appaltatore dovrà provvedere al loro immediato ripristino. Prima del getto tutte le superfici di contenimento del calcestruzzo dovranno essere pulite e trattate con prodotti disarmanti preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori; se porose, dovranno essere mantenute umide per almeno due ore prima dell'inizio dei getti. I ristagni d'acqua dovranno essere allontanati dal fondo. I tempi di getto dovranno essere adeguati alla resistenza delle casseforme impiegate. È esclusa la possibilità di qualunque aggiunta d’acqua al calcestruzzo al momento del getto. Lo scarico del calcestruzzo dal mezzo di trasporto nelle casseforme dovrà avvenire con tutti gli accorgimenti atti a evitarne la segregazione. È ammesso l'uso di scivoli soltanto se risulterà garantita l'omogeneità dell'impasto in opera. L’impiego di benne a scarico di fondo e di nastri trasportatori dovrà essere autorizzato dal Direttore dei Lavori in funzione della distanza di scarico. L'altezza di caduta libera del calcestruzzo fresco, misurata dall’uscita dello scivolo o della bocca del tubo convogliatore, non dovrà essere mai maggiore di 100 cm. Il calcestruzzo dovrà cadere verticalmente ed essere steso in strati orizzontali di spessore, misurato dopo la vibrazione, comunque non maggiore di 50 cm. È vietato scaricare il conglomerato in un unico cumulo e distenderlo con l'impiego del vibratore. A meno che non sia altrimenti stabilito, il calcestruzzo dovrà essere compattato con un numero di vibratori a immersione o a parete determinato, prima di ciascuna operazione di getto, in relazione alla classe di consistenza del calcestruzzo, alle caratteristiche dei vibratori e alla dimensione del getto stesso. Per omogeneizzare la massa durante il costipamento di uno strato i vibratori a immersione dovranno penetrare per almeno 5 cm nello strato inferiore. Il calcestruzzo dovrà essere compattato fino ad incipiente rifluimento della malta, in modo che le superfici esterne si presentino lisce e compatte, omogenee, perfettamente regolari, senza vespai o nidi di ghiaia ed esenti da macchie o chiazze. Le attrezzature non funzionanti dovranno essere immediatamente sostituite in modo che le operazioni di costipamento non vengano rallentate o risultino insufficienti. Per getti in pendenza dovranno essere predisposti cordolini di arresto che evitino la formazione di lingue di calcestruzzo troppo sottili per essere vibrate efficacemente. Nel caso di getti da eseguire in presenza d'acqua l'Appaltatore dovrà: - adottare gli accorgimenti necessari per impedire che l'acqua dilavi il calcestruzzo e ne pregiudichi la regolare presa e maturazione; - provvedere con i mezzi più adeguati all'aggottamento o alla deviazione dell’acqua o, in alternativa, adottare per l'esecuzione dei getti miscele con caratteristiche antidilavamento preventivamente autorizzate dal Direttore dei Lavori. Riprese di getto Di norma i getti dovranno essere eseguiti senza soluzione di continuità, in modo da evitare ogni ripresa. Dovranno essere definiti i tempi massimi di ricopertura dei vari strati successivi, così da consentire l’adeguata rifluidificazione e omogeneizzazione della massa di calcestruzzo per mezzo di vibrazione. Nel caso ciò non fosse possibile, a insindacabile giudizio del Direttore dei Lavori, prima di poter effettuare la ripresa la superficie del calcestruzzo indurito dovrà essere accuratamente pulita, lavata, spazzolata e scalfita fino a diventare sufficientemente rugosa, così da garantire una perfetta aderenza con il getto successivo; ciò potrà essere ottenuto anche mediante l’impiego di additivi ritardanti o di ritardanti superficiali o di speciali adesivi per riprese di getto. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 80 - Tra le successive riprese di getto non si dovranno avere distacchi, discontinuità o differenze di aspetto e colore; in caso contrario l’Appaltatore dovrà provvedere ad applicare adeguati trattamenti superficiali traspiranti al vapore d’acqua. Nelle strutture impermeabili dovrà essere garantita la tenuta all’acqua dei giunti di costruzione con accorgimenti, da indicare nel progetto, autorizzati dal Direttore dei Lavori. Qualora sia richiesta la posa di giunti “water-stop” per la tenuta idraulica, questi saranno opportunamente fissati e disposti in maniera tale da non interagire con le armature. I distanziatori utilizzati per garantire i copriferri ed eventualmente le reciproche distanze tra le barre di armatura, dovranno essere in plastica o a base di malta cementizia di forma e geometria tali da minimizzare la superficie di contatto con il cassero. Getti in clima freddo Il clima si definisce freddo quando la temperatura dell’aria è minore di +5°C: in tal caso valgono le disposizione e prescrizioni della Norma UNI 8981. La posa in opera del calcestruzzo dovrà essere sospesa nel caso che la temperatura dell’impasto scenda al di sotto di + 5C. Prima del getto ci si dovrà assicurare che tutte le superfici a contatto del calcestruzzo siano a temperatura di alcuni gradi sopra lo zero. La neve e il ghiaccio, se presenti, dovranno essere rimossi, dai casseri, dalle armature e dal sottofondo: per evitare il congelamento tale operazione dovrebbe essere eseguita immediatamente prima del getto. I getti all’esterno dovranno essere sospesi se la temperatura dell’aria è minore di –5°C. Tale limitazione non si applica nel caso di getti in ambiente protetto o nel caso vengano predisposti opportuni accorgimenti, approvati dal Direttore dei Lavori. Getti in clima caldo Durante le operazioni di getto la temperatura dell'impasto non dovrà superare i 35°C; tale limite potrà essere convenientemente abbassato per getti massivi. Al fine di abbassare la temperatura del calcestruzzo potrà essere usato ghiaccio, in sostituzione di parte dell'acqua di impasto, o gas refrigerante di cui sia garantita la neutralità nei riguardi delle caratteristiche del calcestruzzo e dell’ambiente. Per ritardare la presa del cemento e facilitare la posa e la finitura del calcestruzzo potranno essere impiegati additivi ritardanti, o fluidificanti ritardanti di presa, conformi alle norme UNI EN 934 preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori. STAGIONATURA PROTETTA È l’insieme di precauzioni che, durante il processo di indurimento, permette di trasformare l’impasto fresco in un materiale resistente e durevole. I metodi di stagionatura e la loro durata dovranno essere tali da garantire: - la prescritta resistenza e durabilità del calcestruzzo indurito; - la limitazione della formazione di fessure o cavillature in conseguenza del ritiro per rapida essiccazione delle superfici di getto o per sviluppo di elevati gradienti termici all'interno della struttura. Nella tabella che segue sono riportati le durate minime di stagionatura, in giorni, per strutture esposte nelle classi di esposizione X0, XC e XA1. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 81 - Tabella 6.28.6 - Durata minima della stagionatura protetta (giorni) Velocità di sviluppo Rapido Medio della resistenza del calcestruzzo Temperatura del calcestruzzo (°C) Lento 5 10 15 5 10 15 5 10 15 Condizioni ambientali durante la stagionatura I) Non esposto ad insolazione diretta ; 2 2 1 3 3 2 3 3 2 II) Insolazione diretta media o vento di media velocità o UR ≥ 4 3 50% 2 6 4 3 8 5 4 2 8 6 5 10 8 5 Umidità relativa UR dell’aria circostante ≥ 80% III) Insolazione intensa o vento di forte velocità o UR <50% 4 3 La velocità di sviluppo della resistenza del calcestruzzo è indicata in tabella che segue. Tabella 6.28.7 - Velocità di sviluppo della resistenza del calcestruzzo Velocità di sviluppo della resistenza Rapida Rapporto a/c ≤ 0.45 Classe di resistenza del cemento 42.5 R Media ≤ 0.50 42.5 N/R - 32.5 R Lenta ≤ 0,55 42,5 N - 32,5 N/R Molto Lenta ------------- 32,5 N/R Le durate di stagionatura della tabella precedente dovranno essere adeguatamente aumentate per condizioni ambientali più gravose di quelle corrispondenti alle classi X0, XC e XA1. Le indicazioni sopra riportate relative alle condizioni di stagionatura per conseguire una adeguata impermeabilità dello strato superficiale non prendono in considerazione gli aspetti della sicurezza strutturale in relazione ai quali potrà essere stabilito un tempo minimo di stagionatura per raggiungere la resistenza voluta alla rimozione dei casseri. Nel caso siano previste, nelle 24 ore successive al getto durante la fase di stagionatura, temperature dell’aria con valori minori di 5°C o ma ggiori di 35°C, l’Appaltatore dovrà utilizzare esclusivamente casseri in legno o coibentati sull’intera superficie del getto ed eventualmente teli isolanti. Tutte le superfici dovranno essere mantenute umide per almeno 48 ore dopo lo scassero mediante utilizzo di prodotti filmogeni applicati a spruzzo conformi alle norme UNI ovvero continua bagnatura con serie di spruzzatori d'acqua o con altri idonei sistemi. Qualora il prodotto filmogeno venga applicato su una superficie di ripresa, prima di eseguire il successivo getto si dovrà procedere a ravvivare la superficie. Nel caso di superfici con finiture a faccia vista dovrà essere evitato qualunque ristagno d’acqua sulla superficie a vista durante la stagionatura. Durante il periodo di stagionatura protetta si dovrà evitare che i getti subiscano urti, vibrazioni e sollecitazioni di ogni genere. I metodi di stagionatura proposti dal Progettista dovranno essere preventivamente sottoposti all'esame del Direttore dei Lavori. Il metodo di stagionatura prescelto dovrà assicurare che le variazioni termiche differenziali nella sezione trasversale delle strutture non provochino fessure o cavillature tali da compromettere le caratteristiche del calcestruzzo indurito. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 82 - Se prescritto dal Progettista, tali variazioni termiche potranno essere verificate direttamente nella struttura mediante serie di termocoppie predisposte all’interno del cassero. Anche se non è possibile stabilire esatti limiti per le differenze di temperatura accettabili nelle sezioni trasversali in fase di indurimento, poiché esse dipendono dalla composizione dell’impasto, dalle caratteristiche di sviluppo della resistenza, dalla forma geometrica dell’elemento strutturale e dalla velocità con la quale il manufatto, dopo la rimozione dei casseri, raggiunge l’equilibrio termico con l’ambiente, per limitare le tensioni di origine termica dovranno essere rispettati i limiti seguenti: - una differenza massima di 20°C sulla sezione dura nte il raffreddamento dopo la rimozione dei casseri; - una differenza massima di 15°C attraverso i giunt i di costruzione e per strutture con sezioni di dimensioni molto variabili. Accelerazione dei tempi di stagionatura La maturazione accelerata con trattamento termico dei calcestruzzi gettati in opera è normalmente esclusa; essa sarà permessa solo qualora siano state condotte indagini sperimentali sul tipo di trattamento termico che si intende adottare. Dovranno comunque essere rispettate le seguenti prescrizioni: a) la durata di prestagionatura, alla temperatura massima di 30 °C, non dovrà essere minore di tre ore (in genere dalle 4 alle 5 ore); b) i gradienti termici non dovranno superare il valore di 20°C/ora durante il riscaldamento e 10 °C/ora durante il raffreddamento; essi dovranno essere ulteriormente ridotti qualora non sia verificata la condizione di cui al successivo punto d); c) la temperatura all'interno del calcestruzzo non dovrà superare in media i 60 °C, con valore puntuale massimo non superiore a 65°C; d) la differenza di temperatura tra quella massima all'interno del calcestruzzo e quella alla superficie non dovrà superare 20 °C; e) durante tutta la procedura di maturazione forzata e durante il raffreddamento il calcestruzzo sarà protetto contro le perdite di umidità. In ogni caso i provini per la valutazione della resistenza raggiunta al momento del taglio di trefoli o fili aderenti, dovranno essere maturati nelle stesse condizioni termoigrometriche della struttura, secondo quanto previsto dalla Norma UNI 6127. Ripristini e stuccature Nessun ripristino o stuccatura potrà essere eseguito dopo il disarmo del calcestruzzo senza il preventivo controllo del Direttore dei Lavori, che dovrà autorizzare i materiali, proposti dal Progettista, da utilizzare per l’intervento. CASSEFORME E FINITURA DEL CALCESTRUZZO GENERALITÀ La superficie esterna dei getti in calcestruzzo dovrà essere esente da nidi di ghiaia, bolle d'aria, concentrazione di malta fine, macchie che ne pregiudichino l'uniformità e la compattezza sia ai fini della durabilità che dell'aspetto estetico dell’opera. Per la ripresa dei getti dovranno essere adottati gli accorgimenti indicati al successivo punto “Giunti e riprese di getto”. CASSEFORME Progetto e costruzione Le casseforme dovranno essere atte a consentire la realizzazione delle opere in conformità alle disposizioni contenute nel progetto esecutivo, dovranno essere rigide e a perfetta tenuta, per evitare la fuoriuscita di boiacca cementizia. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 83 - Nel caso di casseratura a perdere inglobata nell'opera si dovrà verificare la sua funzionalità, se è elemento portante, e che non sia dannosa per l’estetica o la durabilità, se è elemento accessorio. Pulizia, trattamento, disarmanti I casseri dovranno essere puliti e privi di elementi che possano comunque pregiudicare l'aspetto della superficie del calcestruzzo indurito. Si dovrà far uso di prodotti disarmanti conformi alla norma UNI 8866 [16], disposti in strati omogenei continui che non dovranno assolutamente macchiare la superficie a vista del calcestruzzo. Su tutte le casseforme di una stessa opera dovrà essere usato lo stesso prodotto. È vietato usare come disarmanti lubrificanti di varia natura o oli esausti. Se sono impiegate casseforme impermeabili, per ridurre il numero delle bolle d'aria sulla superficie del getto e qualora espressamente previsto nel progetto, si dovrà fare uso di disarmante con agente tensioattivo o sotto forma di emulsioni pastose in quantità controllata; la vibrazione sarà contemporanea al getto. Qualora sia prevista la realizzazione di calcestruzzi colorati o con cemento bianco, l'impiego di disarmanti dovrà essere subordinato a prove preliminari atte a dimostrare che il prodotto non alteri il colore del calcestruzzo. Giunti e riprese di getto I giunti tra gli elementi di cassaforma dovranno essere realizzati con ogni cura al fine di evitare fuoriuscite di boiacca e creare irregolarità o sbavature. Se prescritto nel progetto tali giunti dovranno essere evidenziati. Le riprese del getto sulla faccia a vista dovranno essere realizzate secondo linee rette; qualora previsto nel progetto, dovranno essere marcate con gole o risalti di profondità o spessore di 2-3 cm. Sistemi di fissaggio e distanziatori delle armature I dispositivi che mantengono in posizione i casseri, quando attraversano il calcestruzzo, non dovranno risultare dannosi a quest'ultimo. Gli elementi dei casseri saranno fissati nella posizione prevista unicamente mediante fili metallici liberi di scorrere entro tubi di pvc stabilizzato o simili, che dovranno rimanere incorporati nel getto di calcestruzzo e siglati in entrambe le estremità con tappi a tenuta. Il Direttore dei Lavori potrà autorizzare l'adozione di altri sistemi di fissaggio dei casseri, se proposti dal Progettista, prescrivendo le cautele da adottare a totale carico dell’Appaltatore. È vietato l’utilizzo di fili o fascette d’acciaio inglobati nel getto. È vietato l'impiego di distanziatori di legno o metallici, sono ammessi distanziatori non deformabili in plastica, ma ovunque possibile dovranno essere usati quelli in malta o pasta cementizia. La superficie del distanziatore a contatto con la cassaforma dovrà essere la più piccola possibile e tale da garantire il copriferro previsto nel progetto. Predisposizione di fori, tracce, cavità. L'Appaltatore avrà l'onere di predisporre durante l’esecuzione dei lavori tutti i fori, tracce, cavità e incassature previsti negli elaborati costruttivi per permettere la successiva posa in opera di apparecchi accessori quali: giunti, appoggi, smorzatori sismici, pluviali, passi d'uomo, passerelle d'ispezione, sedi di tubi e cavi, opere interruttive, sicurvia, parapetti, mensole, segnalazioni, parti d'impianti, ecc. Disarmo Si potrà procedere alla rimozione delle casseforme quando saranno state raggiunte le resistenze indicate dal Progettista e comunque non prima dei tempi indicati nei decreti attuativi della Legge n°1086. Eventuali irregolarità o sbavature di calcestruzzo o pasta cementizia, dovute anche a modeste perdite dai giunti dei casseri, qualora ritenute non tollerabili dal Direttore dei Lavori, dovranno _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 84 - essere asportate mediante bocciardatura; i punti difettosi dovranno essere ripristinati, immediatamente dopo il controllo del Direttore dei Lavori. Eventuali elementi metallici, quali chiodi o reggette, che dovessero sporgere dai getti, dovranno essere tagliati almeno 10 mm sotto la superficie finita e gli incavi risultanti dovranno essere accuratamente sigillati con malta fine di cemento ad alta adesione. Dopo la scasseratura dovranno essere adottati i provvedimenti di cui al punto “Posa in opera” del presente articolo al fine di evitare il rapido essiccamento delle superfici ed il loro brusco raffreddamento. Controllo del colore Affinché il colore superficiale del calcestruzzo, determinato dalla sottile pellicola di malta che si forma nel getto a contatto con la cassaforma, risulti il più possibile uniforme: - il cemento utilizzato in ciascuna opera dovrà provenire dallo stesso cementificio ed essere sempre dello stesso tipo e classe; - la sabbia dovrà provenire dalla stessa cava e avere granulometria e composizione costante. Il contenuto d’acqua e la classe di consistenza delle miscele di calcestruzzo dovranno rientrare strettamente nei limiti fissati dal Progettista. Le opere o i costituenti delle opere a facciavista che dovranno avere lo stesso aspetto esteriore dovranno ricevere lo stesso trattamento di stagionatura; in particolare si dovrà curare che l'essiccamento della massa del calcestruzzo sia lento e uniforme. Si dovranno evitare condizioni per eventuali formazioni di efflorescenze sul calcestruzzo, nel qual caso sarà onere dell'Appaltatore eliminarle tempestivamente mediante spazzolatura, senza impiego di acidi. Le superfici finite e curate come indicato ai punti precedenti dovranno essere adeguatamente protette se le condizioni ambientali e di lavoro saranno tali da poter causare danno in qualsiasi modo alle superfici stesse. Si dovrà evitare che vengano prodotte sulla superficie finita scalfitture, macchie o altro che ne pregiudichino la durabilità o l'estetica. Si dovranno evitare macchie di ruggine dovute alla presenza temporanea dei ferri di ripresa; prendendo i dovuti provvedimenti per evitare che l'acqua piovana scorra sui ferri e successivamente sulle superfici finite del getto. Qualsiasi danno o difetto della superficie finita del calcestruzzo dovrà essere eliminato a cura dell'Appaltatore, con i provvedimenti preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori. TOLLERANZE ESECUTIVE Nelle opere finite gli scostamenti ammissibili (tolleranze) rispetto alle dimensioni e/o quote dei progetti sono riportate di seguito per i vari elementi strutturali: a) Fondazioni: plinti, platee, solettoni ecc: - posizionamento rispetto alle coordinate di progetto: S = ± 3.0cm - dimensioni in pianta : S = - 3.0 cm o + 5.0 cm - dimensioni in altezza (superiore) S = - 0.5 cm o + 3.0 cm - quota altimetrica estradosso S = - 0.5 cm o + 2.0 cm b) Strutture in elevazione: pile, spalle, muri ecc.: - posizionamento rispetto alle coordinate agli allineamenti di progetto: S = ± 2.0 cm dimensione in pianta (anche per pila piena): S = - 0.5 cm o + 2.0 cm - spessore muri, pareti, pile cave o spalle: S = - 0.5 cm o + 2.0 cm quota altimetrica sommità: S = ± 1.5 cm - verticalità per H ≤600 cm S = ± 2.0 cm - verticalità per H > 600 cm S = ± H/12 c) Solette e solettoni per impalcati, solai in genere: - spessore: S = -0.5 cm o + 1.0 cm - quota altimetrica estradosso: S = ± 1.0 cm _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 85 - d) Vani, cassette, inserterie: - posizionamento e dimensione vani e cassette: S = ± 1.5 cm - posizionamenti inserti (piastre boccole): S = ± 1.0 cm In ogni caso gli scostamenti dimensionali negativi non devono ridurre i copriferri minimi prescritti dal progetto. CONTROLLI IN CORSO D’OPERA La Direzione Lavori eseguirà controlli sistematici in corso d’opera per verificare la conformità tra le caratteristiche del conglomerato messo in opera e quello stabilito dal progetto e garantito in sede di valutazione preliminare. Tali controlli di accettazione, alla presenza della Direzione Lavori, si eseguiranno conducendo tutte le operazioni in conformità con le prescrizioni indicate nel DM 14/09/2005 “Norme tecniche per le Costruzioni” (Punto 11.1) e nella norma UNI-EN 206-1. In particolare i campioni di calcestruzzo devono essere preparati con casseforme rispondenti alla norma UNI EN 12390-1, confezionati secondo le indicazioni riportate nella norma UNI EN 12390-2 e provati presso un laboratorio Ufficiale secondo la UNI EN 12390-3. Le casseforme devono essere realizzate con materiali rigidi al fine di prevenire deformazioni durante le operazioni di preparazione dei provini, devono essere a tenuta stagna e non assorbenti. La geometria delle casseforme deve essere cubica di lato pari a 150 mm o cilindrica con diametro d pari a 150 mm ed altezza h 300 mm. Il prelievo del calcestruzzo deve essere effettuato a “bocca di betoniera” non prima di aver scaricato 0.3 mc di calcestruzzo e preferibilmente a metà dello scarico della betoniera. Il conglomerato sarà versato tramite canaletta all’interno di una carriola in quantità pari a circa 2 volte superiore a quello necessario al confezionamento dei provini. Il materiale versato verrà omogeneizzato con l’impiego di una sassola. È obbligatorio inumidire tutti gli attrezzi necessari al campionamento prima di utilizzarli, in modo tale da non modificare il contenuto di acqua del campione di materiale prelevato. Prima del riempimento con il conglomerato, le casseforme andranno pulite e trattate con un liquido disarmante. Per la compattazione del calcestruzzo entro le casseforme è previsto l’uso di uno dei seguenti mezzi: • pestello di compattazione metallico a sezione circolare e con le estremità arrotondate, con diametro di circa 16 mm e lunghezza di circa 600 mm; • barra diritta metallica a sezione quadrata, con lato di circa 25 mm e lunghezza di circa 380 mm; • vibratore interno con frequenza minima di 120 Hz e diametro non superiore ad ¼ della più piccola dimensione del provino; • tavola vibrante con frequenza minima pari a 40 Hz; Il riempimento della cassaforma deve avvenire per strati successivi di 75 mm, ciascuno dei quali accuratamente compattati senza produrre segregazioni o comparsa di acqua sulla superficie. Nel caso di compattazione manuale, ciascuno strato verrà assestato fino alla massima costipazione, avendo cura di martellare anche le superficie esterne del cassero. Nel caso si impieghi il vibratore interno, l’ago non dovrà toccare lungo le pareti verticali e sul fondo della casseratura. La superficie orizzontale del provino verrà spianata con un movimento a sega, procedendo dal centro verso i bordi esterni. Su tale superficie verrà applicata (annegandola nel calcestruzzo) un’etichetta di plastica/cartoncino rigido sulla quale verrà riportata l’identificazione del campione con inchiostro indelebile; l’etichetta sarà siglata dalla Direzione Lavori al momento del confezionamento dei provini. L’esecuzione del prelievo deve essere accompagnata dalla stesura di un verbale di prelievo che riporti le seguenti indicazioni: 1. Identificazione del campione: tipo di calcestruzzo; numero di provini effettuati; codice del prelievo; _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 86 - metodo di compattazione adottato; numero del documento di trasporto; ubicazione del getto per il puntuale riferimento del calcestruzzo messo in opera (es. muro di sostegno, solaio di copertura…); 2. Identificazione del cantiere e dell’Appaltatore; 3. Data e ora di confezionamento dei provini; 4. La firma della Direzione Lavori. Al termine del prelievo, i provini verranno posizionati sopra una superficie orizzontale piana in una posizione non soggetta ad urti e vibrazioni. Il calcestruzzo campionato deve essere lasciato all’interno delle casseforme per almeno 16 h (in ogni caso non oltre i 3 giorni). In questo caso sarà opportuno coprire i provini con sistemi isolanti o materiali umidi (es. sacchi di juta, tessuto non tessuto…). Trascorso questo tempo i provini dovranno essere consegnati presso il Laboratorio incaricato, una volta rimossi dalle casseforme, devono essere conservati in acqua alla temperatura costante di 20±2°C oppure in ambiente termostatato posto alla temperatura di 20±2°C ed umidità relativa superiore al 95%. Nel caso in cui i provini vengano conservati immersi nell’acqua, il contenitore deve avere dei ripiani realizzati con griglie (è consentito l’impiego di reti elettrosaldate) in modo che tutte le superfici siano a contatto con l’acqua. L’Appaltatore sarà responsabile delle operazioni di corretta conservazione dei provini campionati e della loro custodia in cantiere prima dell’invio al Laboratorio incaricato. Sarà inoltre responsabile del trasporto e della consegna dei provini di calcestruzzo al Laboratorio Ufficiale unitamente ad una lettera ufficiale di richiesta prove firmata dalla Direzione Lavori. I certificati emessi dal Laboratorio dovranno contenere tutte le informazioni richieste dal DM 14/09/2005 “Norme tecniche per le Costruzioni”. Carotaggi Qualora un controllo di accettazione dovesse risultare non soddisfatto e ogniqualvolta la Direzione Lavori lo ritenesse opportuno la stessa può predisporre un controllo della resistenza del calcestruzzo in opera da valutarsi su carote estratte dalla struttura da indagare. Le carote verranno estratte in modo da rispettare il vincolo sulla geometria di (h/D) = 1 o = 2 e non in un intervallo intermedio. Dovranno essere rispettati i seguenti vincoli per il prelievo delle carote: • non in prossimità degli spigoli; • zone a bassa densità d’armatura (prima di eseguire i carotaggi sarà opportuno stabilire l’esatta disposizione delle armature mediante apposite metodologie d’indagine non distruttive); • evitare le parti sommitali dei getti; • evitare i nodi strutturali; • attendere un periodo di tempo, variabile in funzione delle temperature ambientali, tale da poter conseguire per il calcestruzzo in opera un grado di maturazione paragonabile a quello di un calcestruzzo maturato per 28 giorni alla temperatura di 20 °C. Ad ogni modo la Direzione dei lavori si riserva la facoltà di prelevare campioni di prodotto da sottoporre a prova presso laboratori di sua scelta ogni volta che lo ritenga opportuno, per verificarne la rispondenza alle norme di accettazione ed ai requisiti di progetto. Art. 36 - STRUTTURE IN ACCIAIO Le strutture di acciaio dovranno essere progettate e costruite tenendo conto di quanto disposto dalla legge NTC 2008 - Norme tecniche per le costruzioni - D.M. 14 Gennaio 2008 emesse ai sensi delle leggi 05.11.1971, n. 1086, e 02.02.1974, n. 64, così come riunite nel Testo Unico per l’Edilizia di cui al D.P.R. 06.06.2001, n. 380, e dell’art. 5 del decreto legge 28.05.2004, n. 136, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 27.07.2004, n. 186 e ss. mm. ii.. L’impresa sarà tenuta a presentare in tempo utile, all’esame ed all’approvazione della direzione _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 87 - dei lavori: Collaudo tecnologico dei materiali attestato di controllo. Dichiarazione che il prodotto è “qualificato” secondo le norme vigenti. La direzione dei lavori si riserva la facoltà di prelevare campioni di prodotto qualificato da sottoporre a prova presso laboratori di sua scelta ogni volta che lo ritenga opportuno, per verificarne la rispondenza alle norme di accettazione ed ai requisiti di progetto. Per i prodotti non qualificati la direzione dei lavori deve effettuare presso laboratori ufficiali tutte le prove meccaniche e chimiche in numero atto a fornire idonea conoscenza delle proprietà di ogni lotto di fornitura. Tutti gli oneri relativi alle prove sono a carico dell’Impresa. Controlli in corso di lavorazione. L’Impresa dovrà essere in grado di individuare e documentare in ogni momento la provenienza dei materiali impiegati nelle lavorazioni e di risalire ai corrispondenti certificati di qualificazione, dei quali dovrà esibire la copia a richiesta della direzione dei lavori. Alla direzione dei lavori è riservata comunque la facoltà di eseguire in ogni momento della lavorazione tutti i controlli che riterrà opportuni per accertare che i materiali impiegati siano quelli certificati, che le strutture siano conformi ai disegni di progetto e che le stesse siano eseguite a perfetta regola d’arte. Ogni volta che le strutture metalliche lavorate si rendono pronte per il collaudo l’impresa informerà la direzione dei lavori, la quale darà risposta entro 8 giorni fissando la data del collaudo e della pesatura presso una adeguata struttura pubblica. Verrà redatto specifico verbale e successivamente autorizzata la spedizione delle strutture stesse in cantiere. Montaggio Il montaggio in opera di tutte le strutture costituenti ciascun manufatto sarà effettuato in conformità a quanto è previsto nella relazione di calcolo. Durante il carico, il trasporto, lo scarico, il deposito ed il montaggio, si dovrà porre la massima cura per evitare che le strutture vengano sovrasollecitate o deformate. Le parti a contatto con funi, catene od altri organi di sollevamento saranno opportunamente protette. Il montaggio sarà eseguito in modo che la struttura raggiunga la configurazione geometrica di progetto. La stabilità delle strutture dovrà essere assicurata durante tutte le fasi costruttive e la rimozione dei collegamenti provvisori e di altri dispositivi ausiliari dovrà essere fatta solo quando essi risulteranno staticamente superflui. Art. 37 - OPERE DI IMPERMEABILIZZAZIONE Si intendono per opere di impermeabilizzazione quelle che servono a limitare (o ridurre entro valori prefissati) il passaggio di acqua (sotto forma liquida o gassosa) attraverso una parte dell’edificio (pareti, fondazioni, pavimenti controterra, ecc.) o comunque lo scambio igrometrico tra ambienti. Impermeabilizzazioni costituite da strati continui, quali membrane in foglio o rotolo valgono le prescrizioni seguenti: Si sceglieranno i prodotti che per resistenza meccanica a trazione, agli urti ed alla lacerazione meglio si prestano a sopportare l’azione del materiale di reinterro (che comunque dovrà essere ricollocato con le dovute cautele) le resistenze predette potranno essere raggiunte mediante strati complementari e/o di protezione ed essere completate da soluzioni adeguate per ridurre entro limiti accettabili, le azioni di insetti, muffe, radici e sostanze chimiche presenti nel terreno e negli ambienti prospicienti. Durante la realizzazione si curerà che i risvolti, punti di passaggio di tubazioni, ecc. siano accuratamente eseguiti onde evitare sollecitazioni localizzate o _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 88 - provocare distacchi e punti di infiltrazione. La preparazione del fondo, l’eventuale preparazione del prodotto, le modalità di applicazione, ivi comprese le condizioni ambientali (temperatura ed umidità), e quelle di sicurezza saranno quelle indicate dal Produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori. Art. 38 – TUBAZIONI IN GENERE Per le tubazioni oltre alle disposizioni generali dei "Materiali in Genere", dell’articolo "Materiali da Costruzione", si applicano le vigenti norme tecniche. Ordinazione L'Appaltatore dovrà ordinare le tubazioni in tempo utile, tale da consentirne il regolare approvvigionamento, lo svolgimento dei lavori secondo il cronoprogramma sottoscritto e la loro ultimazione nei tempi contrattuali. L'Appaltatore invierà al Direttore dei Lavori, che ne darà subito comunicazione all'Amministrazione, copia dell'ordinazione e della relativa conferma da parte della Ditta fornitrice, all'atto rispettivamente della trasmissione e del ricevimento. L'ordinazione dovrà contenere la clausola seguente o equipollente. "La Ditta fornitrice si obbliga a consentire, sia durante che al termine della lavorazione, libero accesso nella sua fabbrica alle persone all'uopo delegate dall'Amministrazione appaltatrice dei lavori e ad eseguire i controlli e le verifiche che esse richiedessero, a cura e spese dell'Appaltatore, sulla corrispondenza della fornitura alle prescrizioni del contratto di appalto relativo ai lavori sopra indicati. Si obbliga inoltre ad assistere, a richiesta ed a spese dell'Appaltatore, alle prove idrauliche interne delle tubazioni poste in opera". L'unica fornitura o ciascuna delle singole parti in cui l'intera fornitura viene eseguita, sarà in ogni caso accompagnata dal relativo certificato di collaudo compilato dalla Ditta fornitrice, attestante la conformità della fornitura alle norme vigenti e contenente la certificazione dell'avvenuto collaudo e l'indicazione dei valori ottenuti nelle singole prove. I risultati delle prove di riferimento e di collaudo dei tubi, dei giunti e dei pezzi speciali effettuate in stabilimento a controllo della produzione, alle quali potranno presenziare sia l'Appaltatore e sia il Direttore dei Lavori od altro rappresentante dell'Amministrazione e le quali comunque si svolgeranno sotto la piena ed esclusiva responsabilità della Ditta fornitrice, saranno valutati con riferimento al valore della pressione nominale di fornitura PN. L'Appaltatore richiederà alla ditta fornitrice più copie dei risultati delle prove, di cui un esemplare verrà consegnato al Direttore dei Lavori, contenente le istruzioni sulle modalità di posa in opera della tubazione. Accettazione delle tubazioni – Marcatura L'accettazione delle tubazioni è regolata dalle prescrizioni di questo capitolato nel rispetto di quanto indicato dal D.M. 12 dicembre 1985, nonché delle istruzioni emanate con la Circ. Min. LL.PP. 20 marzo 1986, n. 27291. Nei riguardi delle pressioni e dei carichi applicati staticamente devono essere garantiti i requisiti limiti indicati nelle due tabelle allegate al D.M. 12 dicembre 1985. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 89 - Tutti i tubi, i giunti ed i pezzi speciali dovranno giungere in cantiere dotati di marcature indicanti la ditta costruttrice, il diametro nominale, la pressione nominale (o la classe d'impiego) e possibilmente l'anno di fabbricazione; le singole parti della fornitura dovranno avere una documentazione dei risultati delle prove eseguite in stabilimento caratterizzanti i materiali ed i tubi forniti. L'Amministrazione ha la facoltà di effettuare sulle tubazioni fornite in cantiere - oltre che presso la fabbrica - controlli e verifiche ogni qualvolta lo riterrà necessario, secondo le prescrizioni di questo capitolato e le disposizioni del Direttore dei Lavori. Apparecchiature idrauliche Le apparecchiature idrauliche dovranno corrispondere alle caratteristiche e requisiti di accettazione delle vigenti norme UNI. Su richiesta del Direttore dei Lavori l'Appaltatore dovrà esibire, entro un mese dalla data della consegna (o della prima consegna parziale) dei lavori e comunicando il nominativo della ditta costruttrice, i loro prototipi che il Direttore dei Lavori, se li ritenga idonei, potrà fare sottoporre a prove di fatica nello stabilimento di produzione od in un laboratorio di sua scelta; ogni onere e spesa per quanto sopra resta a carico dell'Appaltatore. L'accettazione delle apparecchiature da parte del Direttore dei Lavori non esonera l'Appaltatore dall'obbligo di consegnare le apparecchiature stesse in opera perfettamente funzionanti. Art. 39 – POSA DELLE CONDOTTE IN GENERE Nella costruzione delle condotte costituenti l'opera oggetto del presente appalto, saranno osservate le vigenti Norme tecniche: - la normativa del Ministero dei lavori pubblici; le disposizioni in materia di sicurezza nei cantieri temporanei e mobili; le norme dettate dal “Nuovo codice della strada”; le prescrizioni di legge e regolamentari in materia di tutela delle acque e dell'ambiente dall'inquinamento; - le speciali prescrizioni in vigore per le costruzioni in zone classificate sismiche, allorché le tubazioni siano impiegate su tracciati che ricadano in dette zone; - altre eventuali particolari prescrizioni, purché non siano in contrasto con il D.M. 12 dicembre 1985, in vigore per specifiche finalità di determinati settori come quelle disposte dalle Ferrovie dello Stato per l'esecuzione di tubazioni in parallelo con impianti ferroviari ovvero di attraversamento degli stessi. Le prescrizioni di cui ai punti Movimentazione delle Tubazioni e Posa delle Tubazioni si applicano a tutte le tubazioni in generale; si applicano anche ad ogni tipo delle tubazioni di cui agli articoli seguenti di questo capitolo, tranne per quanto sia incompatibile con le specifiche norme per esse indicate. Movimentazione delle tubazioni 1) Carico, trasporto e scarico Il carico, il trasporto con qualsiasi mezzo (ferrovia, nave, automezzo), lo scarico e tutte le manovre in genere, dovranno essere eseguiti con la maggiore cura possibile adoperando mezzi idonei a seconda del tipo e del diametro dei tubi ed adottando tutti gli accorgimenti necessari al fine di evitare rotture, incrinature, lesioni o danneggiamenti in genere ai materiali costituenti le tubazioni stesse ed al loro eventuale rivestimento. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 90 - Pertanto si dovranno evitare urti, inflessioni e sporgenze eccessive, strisciamenti, contatti con corpi che possano comunque provocare deterioramento o deformazione dei tubi. Nel cantiere dovrà predisporsi quanto occorra (mezzi idonei e piani di appoggio) per ricevere i tubi, i pezzi speciali e gli accessori da installare. 2) Accatastamento e deposito L'accatastamento dovrà essere effettuato disponendo i tubi a cataste in piazzole opportunamente dislocate lungo il tracciato su un'area piana e stabile protetta al fine di evitare pericoli di incendio, riparate dai raggi solari nel caso di tubi soggetti a deformazioni o deterioramenti determinati da sensibili variazioni termiche. La base delle cataste dovrà poggiare su tavole opportunamente distanziate o su predisposto letto di appoggio. L'altezza sarà contenuta entro i limiti adeguati ai materiali ed ai diametri, per evitare deformazioni nelle tubazioni di base e per consentire un agevole prelievo. I tubi accatastati dovranno essere bloccati con cunei onde evitare improvvisi rotolamenti; provvedimenti di protezione dovranno, in ogni caso, essere adottati per evitare che le testate dei tubi possano subire danneggiamenti di sorta. Per tubi deformabili le estremità saranno rinforzate con crociere provvisionali. I giunti, le guarnizioni, le bullonerie ed i materiali in genere, se deteriorabili, dovranno essere depositati, fino al momento del loro impiego, in spazi chiusi entro contenitori protetti dai raggi solari o da sorgenti di calore, dal contatto con oli o grassi e non sottoposti a carichi. Le guarnizioni in gomma (come quelle fornite a corredo dei tubi di ghisa sferoidale) devono essere immagazzinate in locali freschi ed in ogni caso riparate dalle radiazioni ultraviolette, da ozono. Saranno conservate nelle condizioni originali di forma, evitando cioè la piegatura ed ogni altro tipo di deformazione. Non potranno essere impiegate guarnizioni che abbiano subito, prima della posa, un magazzinaggio superiore a 36 mesi. Posa della tubazione 1) Sfilamento dei tubi Col termine "sfilamento" si definiscono le operazioni di trasporto dei tubi in cantiere, dalla catasta a piè d'opera lungo il tracciato, ed il loro deposito ai margini della trincea di scavo. In genere converrà effettuare lo sfilamento prima dell'apertura dello scavo sia per consentire un migliore accesso dei mezzi di trasporto e movimentazione sia per una più conveniente organizzazione della posa. I tubi prelevati dalle cataste predisposte verranno sfilati lungo l'asse previsto per la condotta, allineati con le testate vicine l'una all'altra, sempre adottando tutte le precauzioni necessarie (con criteri analoghi a quelli indicati per lo scarico ed il trasporto) per evitare danni ai tubi ed al loro rivestimento. I tubi saranno depositati lungo il tracciato sul ciglio dello scavo, dalla parte opposta a quella in cui si trova o si prevede di mettere la terra scavata, ponendo i bicchieri nella direzione prevista per il montaggio e curando che i tubi stessi siano in equilibrio stabile per tutto il periodo di permanenza costruttiva. 2) Posa in opera dei tubi Prima della posa in opera i tubi, i giunti ed i pezzi speciali dovranno essere accuratamente controllati, con particolare riguardo alle estremità ed all'eventuale rivestimento, per accertare che nel trasporto o nelle operazioni di carico e scarico non siano stati danneggiati; quelli che dovessero risultare danneggiati in modo tale da compromettere la qualità o la funzionalità dell'opera dovranno essere scartati e sostituiti. Nel caso in cui il danneggiamento abbia interessato l'eventuale rivestimento si dovrà procedere al suo ripristino. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 91 - Per il sollevamento e la posa dei tubi in scavo, in rilevato o su appoggi, si dovranno adottare gli stessi criteri usati per le operazioni precedenti (di trasporto, ecc.) con l'impiego di mezzi adatti a seconda del tipo e del diametro, onde evitare il deterioramento dei tubi ed in particolare delle testate e degli eventuali rivestimenti protettivi. Nell'operazione di posa dovrà evitarsi che nell'interno delle condotte penetrino detriti o corpi estranei di qualunque natura e che venga comunque danneggiata la loro superficie interna; le estremità di ogni tratto di condotta in corso d'impianto devono essere comunque chiuse con tappo di legno, restando vietato effettuare tali chiusure in modo diverso. La posa in opera dovrà essere effettuata da personale specializzato. I tubi con giunto a bicchiere saranno di norma collocati procedendo dal basso verso l'alto e con bicchieri rivolti verso l'alto per facilitare l'esecuzione delle giunzioni. Per tali tubi, le due estremità verranno pulite con una spazzola di acciaio ed un pennello, eliminando eventuali grumi di vernice ed ogni traccia di terra o altro materiale estraneo. La posa in opera dei tubi sarà effettuata sul fondo del cavo spianato e livellato, eliminando ogni asperità che possa danneggiare tubi e rivestimenti. Il letto di posa costituirà un supporto continuo della tubazione, e consisterà in uno strato, disteso sul fondo dello scavo, di spessore non inferiore a quanto indicato negli elaborati di progetto, misurato sotto la generatrice del tubo che vi verrà posato. Se i tubi vanno appoggiati su un terreno roccioso e non è possibile togliere tutte le asperità, lo spessore del letto di posa dovrà essere convenientemente aumentato secondo le disposizioni impartite dal Direttore dei Lavori. Ove il Direttore dei Lavori reputi opportuno costituire il letto di posa o impiegare per il primo rinterro materiali sciolti o vagliati provenienti dallo scavo, dovrà accertarsi la possibile insorgenza di fenomeni corrosivi adottando appropriate contromisure. In nessun caso si dovrà regolarizzare la posizione dei tubi nella trincea utilizzando pietre o mattoni od altri appoggi discontinui. Il piano di posa - che verrà livellato con appositi traguardi in funzione delle "livellette" di scavo (apponendo e quotando dei picchetti sia nei punti del fondo della fossa che corrispondono alle verticali dei cambiamenti di pendenza e di direzione della condotta, sia in punti intermedi, in modo che la distanza tra picchetto e picchetto non superi 15 metri) dovrà garantire una assoluta continuità di appoggio e, nei tratti in cui si temano assestamenti, si dovranno adottare particolari provvedimenti quali: impiego di giunti adeguati, trattamenti speciali del fondo della trincea o, se occorre, appoggi discontinui stabili, quali selle o mensole. In quest'ultimo caso la discontinuità di contatto tra tubo e selle sarà eliminata mediante l'interposizione di materiale idoneo avente di norma le stesse caratteristiche del letto di posa. Nel caso specifico di tubazioni metalliche dovranno essere inserite, ai fini della protezione catodica, in corrispondenza dei punti d'appoggio, membrane isolanti. La tubazione di ghisa sferoidale sarà protetta esternamente con manicotto in polietilene, applicato in fase di posa della condotta. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 92 - Per i tubi costituiti da materiali plastici dovrà prestarsi particolare cura ed attenzione quando le manovre di cui al paragrafo "Movimentazione delle Tubazioni" dovessero effettuarsi a temperature inferiori a 0°C, per evitare danneggiam enti. I tubi che nell'operazione di posa avessero subito danneggiamenti dovranno essere definitivamente scartati e sostituiti. Ogni tratto di condotta posata non deve presentare contropendenze in corrispondenza di punti ove non siano previsti organi di scarico e di sfiato. La posizione esatta in cui devono essere posti i raccordi o pezzi speciali e le apparecchiature idrauliche deve essere riconosciuta o approvata dal Direttore dei Lavori. Quindi resta determinata la lunghezza dei diversi tratti di tubazione continua, la quale deve essere formata col massimo numero possibile di tubi interi, così da ridurre al minimo il numero delle giunture. E' vietato l'impiego di spezzoni di tubo non strettamente necessari. Durante l'esecuzione dei lavori di posa debbono essere adottati tutti gli accorgimenti necessari per evitare danni agli elementi di condotta già posati. Si impedirà quindi con le necessarie cautele durante i lavori e con adeguata sorveglianza nei periodi di sospensione, la caduta di pietre, massi, ecc. che possano danneggiare le tubazioni e gli apparecchi. Con opportune arginature e deviazioni si impedirà che le trincee siano invase dalle acque piovane e si eviterà parimenti, con rinterri parziali eseguiti a tempo debito senza comunque interessare i giunti, che, verificandosi nonostante ogni precauzione la inondazione dei cavi, le condotte che siano vuote e chiuse agli estremi possano essere sollevate dalle acque. Ogni danno di qualsiasi entità che si verificasse in tali casi per mancanza di adozione delle necessarie cautele è a carico dell'Appaltatore. 3) Posa in opera dei pezzi speciali e delle apparecchiature idrauliche. I pezzi speciali e le apparecchiature idrauliche saranno collocati seguendo tutte le prescrizioni prima indicate per i tubi. I pezzi speciali saranno in perfetta coassialità con i tubi. Gli organi di manovra (saracinesche di arresto e di scarico, sfiati, ecc.) e i giunti isolanti – verranno convenientemente prima preparati fuori opera e poi montati nelle tubazioni. Fra gli organi di manovra ed eventuali muretti di appoggio verranno interposte lastre di materiale isolante. Le saracinesche di arresto avranno in genere lo stesso diametro della tubazione nella quale debbono essere inserite e saranno collocate nei punti indicati nei disegni di progetto o dal Direttore dei Lavori. Le saracinesche di scarico saranno collocate comunque - sulle diramazioni di pezzi a T o di pezzi a croce - nei punti più depressi della condotta tra due tronchi (discesa - salita), ovvero alla estremità inferiore di un tronco isolato. Gli sfiati automatici saranno collocati comunque - sulle diramazioni di pezzi a T, preceduti da una saracinesca e muniti di apposito rubinetto di spurgo - nei punti culminanti della condotta tra due tronchi (salita - discesa) o alla estremità superiore di un tronco isolato ovvero alla sommità dei sifoni. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 93 - 4) Giunzioni dei pezzi speciali flangiati e delle apparecchiature idrauliche con la tubazione. Il collegamento dei pezzi speciali flangiati o delle apparecchiature idrauliche con la tubazione è normalmente eseguito con giunto a flangia piena consistente nella unione, mediante bulloni, di due flange poste alle estremità dei tubi o pezzi speciali o apparecchiature da collegare, tra le quali è stata interposta una guarnizione. Le guarnizioni avranno la forma di un anello piatto il cui diametro interno sarà uguale a quello dei tubi da congiungere e quello esterno uguale a quello esterno del "collarino" della flangia. E' vietato l'impiego di due o più rondelle nello stesso giunto. Quando, per particolari condizioni di posa della condotta, sia indispensabile l'impiego di ringrossi tra le flange, questi debbono essere di ghisa o di ferro e posti in opera con guarnizioni su entrambe le facce. E' vietato ingrassare le guarnizioni. I dadi dei bulloni saranno stretti gradualmente e successivamente per coppie di bulloni posti alle estremità di uno stesso diametro evitando di produrre anormali sollecitazioni della flangia, che potrebbero provocarne la rottura. 5) Giunzioni dei tubi Verificati pendenza ed allineamento si procederà alla giunzione dei tubi, che dovrà essere effettuata da personale specializzato. Le estremità dei tubi e dei pezzi speciali da giuntare e le eventuali guarnizioni dovranno essere perfettamente pulite. La giunzione dovrà garantire la continuità idraulica e il comportamento statico previsto in progetto e dovrà essere realizzata in maniera conforme alle norme di esecuzione dipendenti dal tipo di tubo e giunto impiegati nonché dalla pressione di esercizio. A garanzia della perfetta realizzazione dei giunti dovranno, di norma, essere predisposti dei controlli sistematici con modalità esecutive specificatamente riferite al tipo di giunto ed al tubo impiegato. Art. 40 – POSA DELLE TUBAZIONI E PEZZI SPECIALI IN ACCIAIO Trasporto dei tubi Allo scopo di mantenere efficiente la protezione del rivestimento esterno sarà opportuno, durante le operazioni di trasporto e maneggio tubi, tener presenti le seguenti raccomandazioni: durante le operazioni di carico e scarico, i tubi, singoli o in fascio, non dovranno essere sostenuti con funi o con catene, ma con larghe bande di tela gommata od imbottita; se i tubi hanno un diametro maggiore di 100 mm sarà opportuno manovrarli singolarmente agganciandoli alle sue estremità mediante braghe i cui ganci devono essere adeguatamente protetti; qualora i tubi vengano sollevati in fascio si dovrà prestare attenzione a che la loro protezione non subisca danni. I tubi dovranno essere accatastati in modo che le estremità non penetrino nel rivestimento dei tubi sovrastanti e sottostanti. Si dovrà limitare l'altezza delle cataste per evitare lo schiacciamento del rivestimento dei tubi posti negli strati inferiori, tenendo presente le condizioni ambientali (in particolare modo la temperatura). Durante il trasporto in ferrovia, nave o automezzo, i tubi dovranno essere sistemati in modo da impedire le oscillazioni e gli sfregamenti; i montanti contro i quali poggiano i tubi esterni _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 94 - dovranno essere convenientemente imbottiti o fasciati con materiali morbidi (paglia, stracci, ecc.). I tubi non dovranno essere lasciati cadere a terra, rotolati o strisciati, ma sollevati e trasportati sul luogo di impiego con cura onde evitare danni al rivestimento. La zona di accatastamento dovrà essere una superficie di appoggio piana e priva di ghiaia, pietre od altri oggetti acuminati che possono penetrare nel rivestimento; dovrà inoltre essere sgomberata dalla gramigna che ha il potere di intaccare i rivestimenti a base di bitume. Posa della condotta Sfilamento I tubi dovranno essere prelevati dalle cataste e disposti allineati, con le estremità avvicinate, lungo l'asse previsto per la condotta. Lo sfilamento dovrà essere eseguito con tutte le precauzioni necessarie per evitare danni ai tubi ed al loro rivestimento; in particolare le estremità dei tubi sfilati devono sempre essere adagiate su traversine o su sacchetti riempiti di terra o di paglia, che assicurino il distanziamento dell'intera lunghezza dei tubi dal piano campagna così da evitare l'inquinamento delle superfici metalliche grezze da parte di terra e fango. Scavi Fermo restando quanto già detto, le dimensioni della trincea atta ad accogliere la tubazione varieranno a seconda della natura del terreno prevedendo l'impiego di mezzi meccanici diversi e di mano d'opera, per lo scavo a mano, nei punti in cui lo scavo a macchina non è possibile. Gli scavi dovranno essere eseguiti in modo che le singole livellette non presentino punto di flesso: di conseguenza il fondo del cavo verrà sempre, prima della posa dei tubi, regolarizzato con uno strato di sabbia, in modo da garantire un appoggio continuo della condotta. Le pareti degli scavi avranno quella pendenza richiesta dalla natura particolare del terreno e non dovranno comunque presentare massi pericolanti o sporgenti per evitare danni al materiale tubolare e al suo rivestimento protettivo. Saldatura della condotta Generalità Prima di essere assiemati, i tubi dovranno essere accuratamente esaminati, con particolare riguardo alle estremità ed al rivestimento, per accertare che nel trasporto o nelle operazioni di carico o scarico non siano stati danneggiati. L'eventuale esistenza di difetti deve essere segnalata alla Direzione Lavori, la quale decide sulla messa in opera o sul rifiuto del tubo difettoso, dopo aver esaminato ogni caso. Difetti di limitate dimensioni quali ovalizzazioni o schiacciamenti, possono essere corretti con idonee attrezzature solo con l'autorizzazione della Direzione Lavori. I tubi dovranno essere puliti all'interno per eliminare ogni materiale che vi si fosse eventualmente introdotto. Quindi, si avvicineranno le testate dei tubi e poi si procederà alla loro giunzione mediante saldatura, onde formare dei lunghi tronchi da deporre a lato dello scavo, ed in qualche caso sopra lo scavo stesso, pronti per essere posati quando il letto di posa sarà disponibile. Nel caso di pendenze elevate e di giunti a bicchiere, i tubi dovranno essere collocati con i bicchieri rivolti verso l'alto facilitando così l'esecuzione delle giunzioni. Le presenti prescrizioni dovranno ritenersi indispensabili per una corretta esecuzione in cantiere delle giunzioni circonferenziali e limitatamente a spessori fino a 20 mm. Qualità delle saldature La qualità di esecuzione dei giunti saldati per tubazioni convoglianti acqua, per tutte le condizioni di posa, dovrà assicurare, oltre alla tenuta idraulica, l'efficienza nelle normali condizioni di collaudo e di esercizio. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 95 - Verrà richiesto, a seconda del materiale base: - materiale d'apporto con caratteristiche meccaniche adeguate a quelle del materiale base; - procedimento di saldatura appropriato; - preparazioni, esecuzioni e controlli della saldatura adeguati al procedimento adottato ed all'importanza della condotta; - saldatori qualificati per il procedimento adottato. Procedimenti La realizzazione dei giunti saldati in cantiere sarà ottenuta normalmente con procedimento di saldatura manuale all'arco elettrico con elettrodi cellulosici rivestiti. Nel caso di tubazioni di piccolo spessore (= 4 mm) e di piccolo diametro (= 80 mm) può essere adottato il procedimento al cannello ossiacetilenico; possono essere adottati anche altri procedimenti di saldatura purché concordati con la Direzione Lavori. In ogni caso il procedimento di saldatura che l’Appaltatore intende adottare per la giunzione delle tubazioni sia di testa che a bicchiere, deve essere sottoposto alla preventiva approvazione della Direzione Lavori. Approvazione del procedimento di saldatura Per l'approvazione del procedimento di saldatura nel caso di tubi saldati in testa, verrà richiesta una prova preliminare. La prova sarà eseguita saldando di testa nel senso della lunghezza due lamiere dell'acciaio in esame, aventi dimensioni tali da consentire il prelievo di tutti i provini necessari (circa 0.20 m di larghezza per 1 m di lunghezza), oppure, a discrezione della Direzione Lavori, la prova potrà essere eseguita su tubi o spezzoni di tubi aventi le stesse caratteristiche (materiale e diametro) di quelle previste in contratto. La saldatura deve essere fatta nelle stesse condizioni previste durante la costruzione, in particolare modo per quanto concerne: - lo spessore dei pezzi, che dovrà essere il maggiore tra quelli previsti; - la presenza o meno del sostegno al rovescio; - il tipo di rivestimento dell'elettrodo, il tipo di flusso di protezione dell'arco, la qualità del metallo d'apporto; - il diametro dell'elettrodo, che dovrà essere uguale a quello che verrà utilizzato con lo spessore in esame; - il numero delle passate e la velocità d'avanzamento massima; - il tipo delle macchine saldatrici ed i loro parametri di regolazione (per il caso di saldatura automatica o semiautomatica); - la posizione di lavoro; - la temperatura dell'eventuale trattamento di preriscaldo; - l'eventuale trattamento termico dopo saldatura. Accettabilità dei difetti Secondo UNI EN 5817: 2008 – Livello di accettabiità B Controllo del saggio saldato Esame esterno per semplice osservazione diretta (nel caso di saldature particolarmente delicate esso può essere integrato mediante controllo magnetoscopico). La superficie del cordone deve essere regolare, senza incisioni marginali, con sovraspessore ben raccordato sui lati e non eccedente un decimo della larghezza più 1 mm; saranno scartati i saggi che presentano mancanze di spessore, tracce delle accensioni d'arco, mancanza di penetrazione, fusioni in complete (incollature). Esame radiografico o mediante ultrasuoni Saranno scartati i saggi per i quali risulteranno mancanze di penetrazione, incollature, incrinature (cricche); saranno tollerate le inclusioni di scoria e le soffiature, purché la loro estensione e importanza non ecceda i limiti precisati. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 96 - Analisi chimica del metallo fuso I valori percentuali di carbonio, manganese, silicio e degli altri eventuali elementi di lega, dovranno dare un valore di carbonio equivalente non superiore a quello del metallo base. I tenori in fosforo e zolfo dovranno essere inferiori a quelli del metallo di base. Si precisa che il massimo tenore di carbonio equivalente è da valutarsi con la formula: C = C + Mn/6 + Si/14 + (Cr+Mo+V)/5 + (altri elementi di lega)/14, ove tutti gli elementi si intendono espressi in valore percentuale. Esame micrografico Viene eseguito su un provino ricavato trasversalmente alla saldatura; da esso dovrà risultare una completa penetrazione ed una corretta compenetrazione tra le diverse passate, nonché l'assenza dei difetti inaccettabili già elencati in precedenza. In ogni caso non dovranno risultare strutture fragili per eccessivo ingrossamento del grano nella zona termica alterata. Rilievi di durezza Vickers (HV 10) Possono essere eseguiti sullo stesso provino utilizzato per l'esame micrografico, oppure su apposito provino ricavato trasversalmente alla saldatura, indagando il materiale di base, la zona di transizione ed il metallo d'apporto, questi due ultimi in corrispondenza dell'ultima passata: in nessun punto il valore di durezza riscontrato dovrà essere superiore a 30 Vickers, nè essere di 75 unità Vickers superiore al valore di durezza del metallo base inalterato, rilevato sulla lamiera del provino stesso. Prova di trazione in traverso con provetta a facce parallele La provetta è ricavata trasversalmente alla saldatura e deve conservare entrambe le superfici di laminazione per spessori di lamiera fino a 30 mm; per spessori maggiori, se la macchina di prova è di potenza insufficiente per effettuare una prova a pieno spessore, si devono prelevare più provette, ciascuna di spessore almeno uguale a 30 mm, in modo da comprendere tutto lo spessore della lamiera. Il sovraspessore di saldatura deve essere rasato sia al dritto che al rovescio. La parte calibrata della provetta deve avere una larghezza di almeno 25 mm e una lunghezza uguale alla più grande larghezza del cordone di saldatura più almeno 6 mm da una parte e dall'altra. Le teste della provetta hanno una larghezza uguale a quella della parte calibrata più 6 mm da una parte e dall'altra e si raccordano ad essa con archi circolari di 50 mm di raggio. Il carico di rottura dovrà essere almeno uguale al valore minimo richiesto per il materiale di base. Prove di trazione per il lungo con provetta cilindrica Questa è prelevata nel metallo fuso, nel senso della saldatura, le modalità di prelevamento e di prova sono quelle precisate nelle norme UNI. Il carico di rottura dovrà essere almeno uguale al valore minimo richiesto per il materiale di base, ma non può superare 1,3 volte quest'ultimo valore. Prove di piegamento al diritto ed al rovescio Due provette vengono ricavate dal saggio trasversalmente alla saldatura, il cui sovraspessore deve essere rasato su entrambe le facce. Le provette hanno sezione rettangolare e devono conservare entrambe le superfici di laminazione per spessori di lamiera fino a 30 mm; per spessori maggiori le provette possono essere ridotte a 30 mm, conservando però intatta la superficie di laminazione che costituirà l'estradosso della provetta piegata. Esse devono avere larghezza non inferiore a 1,5 volte lo spessore e comunque non inferiore a 30 mm. Gli spigoli devono venire arrotondati con raggio di circa 3 mm. Il piegamento é fatto premendo con un punzone la provetta su due appoggi a spalle arrotondate con raggio di circa 20° mm, la _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 97 - cui distanza interna é pari a 6 volte lo spessore della provetta più 3 mm; l'angolo di piegamento deve essere di 180°. Il punzone ha diametro uguale a 4 volte lo spessore della provetta ed è posto sull'asse della saldatura. Il risultato delle prove é favorevole se, per entrambe le provette, sulla superficie tesa non appaiono screpolature o incrinature. Prova di piegamento laterale Viene eseguita soltanto per le saldature aventi spessore superiore a 20 mm. Per spessori fino a 60 mm, la provetta ha sezione rettangolare delimitata da due piani perpendicolari alle superfici della lamiera e trasversali alla saldatura, distanti tra loro 10 mm, e dalle due superfici della lamiera, che ne delimitano l'altezza; per spessori maggiori, se la macchina di prova è di potenza insufficiente per effettuare una prova a pieno spessore, si ricavano due provette di altezza pari a metà spessore. Le facce che risultano sollecitate durante la prova sono quelle corrispondenti ai piani perpendicolari alle superfici della lamiera. Le modalità della prova sono identiche a quelle precisate al punto precedente. Prove di resistenza Per lamiere con spessore fino a 30 mm si ricavano 6 provette in senso trasversale alla saldatura, con intaglio a V perpendicolare alla superficie di laminazione: 3 provette hanno l'intaglio sulla mezzeria della saldatura e vengono prelevate subito sotto la superficie di laminazione; le altre 3 hanno l'intaglio in corrispondenza della zona di transizione e devono essere prelevate in modo da interessare l'intero spessore della lamiera. Per lamiere aventi spessore maggiore di 30 mm, in aggiunta alle 6 provette sopraprecisate, si ricaveranno altre 3 provette, con intaglio al centro della saldatura, prelevate a un quarto dello spessore della lamiera. Le prove di resilienza verranno eseguite a -20°C se condo le modalità precisate nella tabella UNI 4714. La media dei valori di resilienza ricavati per le 3 provette, in ciascuna delle posizioni sopra indicate, dovrà essere almeno uguale al 90% del valore richiesto per il materiale di base, e in ogni caso nessun valore potrà essere inferiore a 3,5 kgm/cmq. Prova di sensibilità alla fessurazione. Può essere richiesta per acciai con limite elastico superiore a 45 kg/mmq e per i materiali per i quali i rilievi di durezza hanno denunciato valori superiori a quelli ammessi. Si adotterà la prova C.T.S. (Controlled Thermal Severity): lo spessore massimo delle lamiere da unire, il procedimento di saldatura, il tipo ed il diametro dell'elettrodo, l'energia calorifera messa in gioco (intensità di corrente, velocità di esecuzione), i trattamenti termici di preriscaldamento e di postriscaldo dovranno corrispondere a quelli di lavoro previsti. L'esame delle sezioni di saldatura per la ricerca di eventuali cricche verrà condotto con un microscopio ad almeno 400 ingrandimenti. Si dovrà verificare l'assoluta mancanza di cricche sotto cordone e nel deposito di saldatura. Attrezzature Le saldatrici, le motosaldatrici, le linee elettriche di collegamento e gli accessori relativi dovranno essere mantenuti durante tutta la durata del lavoro in condizioni tali da assicurare corretta esecuzione e continuità del lavoro nonchè sicurezza del personale. Gli impianti per la saldatura automatica o semiautomatica devono essere provvisti di strumenti per la misura della corrente e della tensione d'arco durante l'esecuzione del giunto. Le attrezzature per l'allineamento e l'accoppiamento dei tubi devono essere tali da evitare danneggiamenti alle estremità delle tubazioni. Tutte le attrezzature devono essere conformi alle prescrizioni vigenti per la "Sicurezza sul lavoro" e devono essere impiegate nel rispetto delle stesse. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 98 - Corrente Premesso che in linea di massima è da preferirsi l'impiego di corrente continua, viene riportato qui di seguito per ciascun tipo di elettrodo previsto, il tipo di corrente che generalmente è possibile impiegare e la relativa polarità alla pinza, in relazione anche al procedimento di saldatura corrispondente. Polarità Elettrodi Procedimento Corrente alla pinza A : Acidi ascendente CC CA B : Basici ascendente CC + CA(°) C : Cellulosici Ca = ascendente CC + CA(°) Cd = discendente CC + CA(°) (°) Questi elettrodi potranno venire impiegati usa ndo corrente alternata soltanto se esplicitamente dichiarati dal fabbricante: "da impiegarsi anche corrente alternata". Elettrodi Gli elettrodi rivestiti per saldatura manuale ad arco dovranno essere omologati secondo le tabelle UNI 5132/74 e corrispondere al tipo di quelli indicati nella Tabella A. Qualifica dei fili È necessario che i fili per la saldatura ossiacetilenica, elettrica o di altro tipo, siano scelti in relazione al materiale base ed al procedimento di saldatura previsto; il fornitore dovrà comunicare analisi e caratteristiche meccaniche. TABELLA "A" Tipo Acciaio: Fe 510 (L355) Tipo elettrodi: Cellulosici 1+ passata: Elettrodi: UNI F44T3C10R07 (AWS E6010) o equivalenti ∅ 4 2+ passata: Elettrodi: UNI E52T3C10R08 (AWS E7010AI) o equivalenti ∅ 4 Altre passate: Elettrodi: UNI E52T3C10R08 (AWS E7010AI) o equivalenti ∅ 5 Tipo Acciaio: Fe 360 (L235) 1 passata: Elettrodi: UNI E44T3C10R07 (AWS E6010) o equivalenti ∅ 3,25 e 4mm. 2 passata: Elettrodi: Altre passate: Elettrodi: UNI E52T3C10R08 (AWS E70010AI) o equivalenti ∅ 3,25 e 4mm. UNI E52T3C10R08 (AWS E7010AI) o equivalenti ∅ 4 o 5 mm. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 99 - CARPENTERIA Elettrodi basici: Elettrodi: UNI E52L4B20 (AWS E7015 : 18) o equivalenti vari calibri Tolleranze nella preparazione dei lembi e del giunto Secondo UNI EN 9692-1: 2005 Allineamento - Uso dell'accoppiatore Nei tubi saldati longitudinalmente é facoltà della D.L. di pretendere, senza oneri aggiuntivi, che le saldature longitudinali devono essere poste nella parte superiore in un arco di + 45° dalla verticale. Due tubi contigui devono avere le saldature longitudinali distanziate fra di loro di almeno 20 cm. Fanno eccezione le curve nelle quali l'eventuale saldatura longitudinale deve capitare sull'asse neutro. Due tubi contigui dovranno avere le estremità delle saldature elicoidali sfalsate di almeno 20 mm. Gli accoppiamenti dei tubi devono normalmente essere fatti sopraterra a lato dello scavo o sulla piastra e con tubi sostenuti almeno a 50 cm dal piano di campagna. Gli accoppiamenti eseguiti nello scavo devono essere ridotti al minimo possibile. Il posizionamento delle estremità affacciate dei tubi deve essere tale da rendere minimo lo slivellamento delle superfici. Il distanziamento alla radice della saldatura fra le spalle del cianfrino deve essere accuratamente controllato e deve essere conforme al procedimento di saldatura. Ogni tubo deve essere allineato in modo da formare una linea il più possibile senza punti singolari di soluzione di continuità (es. angoli, spigoli, slivellamenti). L'accoppiamento dei tubi in linea viene normalmente fatto con accoppiatore interno ad espansione pneumatica, agendo dall’esterno. L'accoppiatore esterno é ammesso solo nei casi di constatata impossibilità dell'uso dell'accoppiatore interno, verificata dalla Direzione Lavori. L'uso degli accoppiatori deve essere fatto seguendo rigidamente le specifiche del procedimento. L'accoppiatore non deve essere rimosso ed il tubo non deve subire movimenti, scosse od urti prima del completamento della 1 passata. Nel caso di saldatura degli attraversamenti, l'accoppiamento può essere fatto con l'uso di accoppiatoi esterni. Quando viene usato l'accoppiatore esterno devono essere realizzati in prima passata quattro segmenti di saldatura, equidistanti tra loro e di lunghezza tale da coprire almeno il 60% della circonferenza: i segmenti che vengono lasciati nel cordone della saldatura, devono avere le stesse caratteristiche della saldatura completa. Si deve provvedere alla pulizia di scaglie, ecc. ed alla preparazione con mola delle estremità dei segmenti al fine di assicurare la continuità del cordone della saldatura. Con l'accoppiatore esterno viene raccomandata l'esecuzione della prima passata con tecnica ascendente. Operazioni della saldatura Prima della saldatura le estremità da congiungere dovranno risultare completamente esenti da scorie, vernici, grasso, ruggine, terra, ecc.. Le impurità eventualmente presenti dovranno essere accuratamente rimosse con spazzole metalliche, smerigliatrici o altri mezzi idonei. La zona pulita deve estendersi per una fascia circonferenziale larga almeno 20 mm sulla superficie interna ed almeno 50 mm su quella esterna dei tubi, misurata dall'angolo dello smusso. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 100 - Sulle superfici pulite e sullo smusso, non devono esistere sbavature, tacche, irregolarità di superficie, eccessi di ossido, ammaccature. Il numero delle passate ed il diametro degli elettrodi impiegati saranno scelti in funzione della preparazione dei lembi, dello spessore, ecc.. Nei giunti testa a testa é consigliabile l'impiego in prima passata del diametro 3,25 4 salvo tubi con spessore inferiore a 4 mm per i quali é opportuno l'impiego del diametro 2,5. La prima passata dovrà assicurare una sufficiente ed uniforme penetrazione. Eventuali riprese all'interno, diametro della condotta permettendo, potranno essere fatte, dopo molatura, con un elettrodo del diametro 3,25 4. Durante la saldatura della prima passata il tubo dovrà essere tenuto fermo e libero da vincoli, in modo che la saldatura non risenta di sollecitazioni esterne. Per diametri maggiori di 400 mm é preferibile che la prima passata sia eseguita contemporaneamente da due operatori. Ugualmente si dica delle passate successive. Si dovrà aver cura di eseguire almeno la seconda passata immediatamente dopo la prima. Dopo ogni passata e prima della successiva dovrà essere eliminata ogni traccia di ossido o scoria a mezzo di appositi utensili (martellina, spazzola metallica, smerigliatrice, ecc.).Crateri di estremità, irregolarità di ripresa, ecc., dovranno essere asportati mediante molatura. A saldatura ultimata la superficie esterna del cordone dovrà risultare a profilo convesso ben raccordato, con la superficie esterna del tubo, e con sporgenza di circa 2 mm estendendosi oltre gli spigoli dei lembi. Tutte le saldature dovranno essere eseguite da operai qualificati. Il lavoro di ciascun saldatore dovrà essere identificato. Condizioni atmosferiche Le saldature dovranno essere effettuate con temperatura ambiente uguale o superiore a 0°C; per temperature più basse dovrà essere concordato un opportuno trattamento di preriscaldo; é consigliabile inoltre evitare di effettuare saldature quando le condizioni atmosferiche per pioggia, forte umidità, vento, siano giudicate pregiudizievoli per la buona esecuzione delle saldature stesse. La Direzione Lavori deciderà in merito. Non é comunque ammesso eseguire saldature su lembi o bagnati o anche umidi; in tal caso si dovrà procedere ad asciugarli mediante preriscaldo a 30°C 40°C in modo da eliminare completamente la piccola traccia di umidità. Preriscaldo Il preriscaldo, da eseguirsi sull'intero sviluppo del giunto, si renderà necessario: - quando il diametro nominale della tubazione é uguale o superiore a 1016,0 mm (40 in) per tutti gli spessori di parete; - quando il diametro nominale della tubazione é uguale o superiore a 812,8 mm (32 in) ma inferiore a 1016,0 mm (40 in) con spessori nominali di pareti uguali o maggiori di 19,05 mm; - quando il diametro nominale della tubazione é eguale o superiore a 457,2 mm (18 in), ma inferiore a 812,8 mm (32 in), con spessori nominali di parete eguali o maggiori di 25,40 mm. Inoltre un preriscaldo sistematico deve essere eseguito: - alla temperatura di 100°C quando la temperatura a mbiente é inferiore a 0°C; - alla temperatura "a mano calda" quando la temperatura ambiente é compresa tra 0°C e + 5°C od in caso di forte umidità o pioggia. Si dovrà preriscaldare una lunghezza di tubazione di 120 150 mm per parte. La zona indicata dovrà essere mantenuta, durante tutta la saldatura, ad una temperatura non inferiore a 50°C (100°C per l'acciaio Fe 52). Il controllo della temperatura dovrà essere effettuato con "termocolori" o matite termiche a punto di fusione e a viraggio di colore. Terminata la saldatura, la stessa verrà, ove necessario, protetta con coibenti contro rapidi raffreddamenti. La saldatura dovrà essere portata a termine senza rilevanti interruzioni. Il preriscaldo sarà effettuato a mezzo di tori dotati di appositi ugelli ed alimentati con gas propano. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 101 - I tori saranno collocati uno per lato del cianfrino e mantenuti in funzione per tutto il tempo necessario al completamento del giunto. Qualifica del procedimento di saldatura Secondo UNI EN ISO 15614-1: 2008; Qualifica dei saldatori Dovranno essere impiegati saldatori qualificati secondo le specifiche seguenti, per i procedimenti e gli elettrodi per i quali hanno conseguito la qualifica. operatori CND Secondo UNI EN 473: 2008-11; almeno di II° livello saldatori Secondo UNI EN 287-1: 2007 Ispezione, controllo e prove delle saldature La Stazione Appaltante avrà il diritto di ispezionare tutte le saldature sia alla fine dell'operazione che durante l'operazione stessa. L'ispezione sarà eseguita da un esperto incaricato dal Stazione Appaltante estesa anche saltuariamente: - al taglio e preparazione dei lembi; - alla presentazione degli smussi; - alla pulizia dei lembi dello smusso; - al controllo visivo delle saldature di prima passata e relativa penetrazione; - al controllo di buona esecuzione delle passate successive. Per l'accettabilità del lavoro non si dovranno riscontrare difetti di esecuzione eccedenti i limiti previsti dalle norme UNI EN ISO 5817:2008 livello B + UNI EN ISO 17635:2010. Tutte le saldature longitudinali e circonferenziali saranno controllate, dopo il loro eventuale trattamento termico, mediante ultrasuoni. Quando occorra, si potrà ricorrere anche ad esami magnetoscopici o con liquidi penetranti. Controllo ultrasonoro Il controllo ultrasonoro verrà eseguito ogni qualvolta che, a seguito della lettura radiografica, sorgano dubbi, da parte dell'incaricato dalla D.L. ai controlli, circa la possibile presenza di incrinature (cricche). Il controllo ultrasonoro registrato con metodo C-B scan potrà essere impiegato in alternativa a quello radiografico, purchè sia eseguito sul 100% della lunghezza delle saldature circonferenziali eseguite in officina e in opera. Le prescrizioni e le modalità operative relative al controllo ultrasonoro saranno le seguenti: - Si dovranno usare apparecchi del tipo impulso-eco con regolazione di amplificazione, frequenza 2-6 MHz. Le sonde usate avranno un angolo di rifrazione nell'acciaio di 60°/70° ed una frequenza nominale di 4MHz. In caso di indicazioni dubbie, potranno essere impiegate sonde con differenti angolazioni, al fine di pervenire ad una valutazione più attendibile. - Come mezzo di accoppiamento potranno essere usati olio, pasta Couplant, colla metilcellulosica o mezzi di accoppia mento analoghi. - All'inizio dell'impiego di ogni sonda angolata, si procederà al controllo del suo punto 0 e del suo angolo di rifrazione utilizzando il blocco dell'I.I.W. tipo VI operando come indicato nella figura seguente: Per il controllo del punto 0 si posizionerà la sonda nel punto A e si farà scorrere sulla superficie del blocco fino a che l'eco di risposta non avrà raggiunto la massima altezza. Il punto della sonda che si trova immediatamente sopra il punto focale del blocco sarà marcato e rappresenterà il punto di uscita del fascio ultrasonoro. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 102 - Una volta determinato il punto 0, si procederà alla determinazione dell'angolo di rifrazione reale posizionando la sonda nel punto B con il fascio diretto verso il foro 2". Si muoverà quindi la sonda lungo la superficie del pezzo campione fino a quando si avrà la massima risposta. In questa posizione il punto 0 della sonda indicherà l'angolo di rifrazione, che si leggerà sulla scala graduata del blocco. - Prima di ogni serie di esami si procederà alla taratura completa del sistema di esame. La taratura in distanza dell'asse orizzontale sarà fatta sul blocco di riferimento I.I.W-V2 e sarà pari a 100mm. La curva DAC sarà costruita utilizzando le risposte del foro del blocco di taratura ricavato dal tubo in esame. Il trasduttore verrà posizionato in modo da ottenere la risposta max dal foro quando il percorso degli ultrasuoni nel metallo è pari a 1/4 di moto. L'amplificazione sarà regolata in modo che la risposta di riferimento raggiunga l'80% dello schermo, e il vertice dell'eco verrà marcato con pennarello sullo schermo stesso. Senza più variare l'amplificazione si posizionerà il trasduttore in modo da ricevere la max risposta in corrispondenza di 3/4 e di 5/4 del modo e si marcheranno le relative ampiezze sullo schermo. I punti così ricavati saranno uniti da una curva di raccordo che costituirà il riferimento di esame. - La verifica della taratura dovrà essere effettuata ogniqualvolta si verifichino le seguenti circostanze: a) inizio di una serie di esami; b) ogni 4 ore durante gli esami; c) alla fine di una serie di esami; d) quando l'esaminatore ha dei dubbi sulla validità della taratura; e) ad ogni sostituzione di un qualsiasi componente del sistema di controllo. - La superficie di contatto dovrà essere esente da qualsiasi condizione che possa interferire con il libero movimento del trasduttore o impedire la corretta trasmissione degli ultrasuoni (scaglie, ruggine, spruzzi di saldatura, …) da entrambi i lati della saldatura per una distanza min da essa di 7 volte lo spessore del tubo. - L'esame sarà condotto aumentando di 6 dB l'amplificazione della risposta di riferimento primaria. La valutazione delle discontinuità verrà effettuata riportando l'amplificazione al livello di riferimento. - La scansione verrà effettuata da ambo i lati della saldatura ad una velocità max di 150 mm/sec, e con una sovrapposizione di almeno il 10% della dimensione dell'elemento piezoelettrico. La sonda verrà manipolata in maniera tale da investigare interamente la sezione di saldatura e consentire la rilevazione sia di eventuali difetti longitudinali alla saldatura, sia di eventuali difetti trasversali. - Essendo il controllo finalizzato alla ricerca di fessurazioni, non sarà accettata alcuna discontinuità di qualsiasi lunghezza e che produce echi di qualsiasi ampiezza, quando la stessa venga ritenuta cricca. Il personale addetto al controllo dovrà essere qualificato secondo norma SNT-TC-1A,II Livello. NORME DI RIFERIMENTO PER I CONTROLLI CON ULTRASUONI UNI EN 583-1:2004 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Parte 1: Principi generali UNI EN 583-2:2004 - Prove non distruttive - Esami ad ultrasuoni - Parte 2: Regolazione della sensibilità e dell'intervallo di misurazione della base dei tempi UNI EN 583-3:1998 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Tecnica per trasmissione UNI EN 583-4:2004 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Parte 4: Esame delle discontinuità perpendicolari alla superficie UNI EN 583-5:2004 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Parte 5: Caratterizzazione e dimensionamento delle discontinuità _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 103 - UNI EN 12223:2001 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Specifica per blocco di taratura N° 1 UNI EN 27963:1994 - Saldature in acciaio. Blocco di riferimento N° 2 per il controllo mediante ultrasuoni delle saldature UNI EN 473:2001 - Prove non distruttive - Qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive - Principi generali Controllo delle saldature di spalla in corridpondenza dei giunti a bicchiere In corrispondenza dei giunti a bicchiere sarà eseguito il controllo mediante liquidi penetranti per uno sviluppo pari al 20% della lunghezza delle saldature circonferenziali eseguite in officina e in opera. Riparazione delle saldature I difetti giudicati inaccettabili a seguito dei controlli non distruttivi saranno riparati secondo modalità che dovranno essere preventivamente approvate dal collaudatore della condotta. Le parti difettose delle saldature saranno rimosse esclusivamente mediante lavorazione meccanica a freddo dove lo spessore del materiale da asportare sia al massimo di 10 mm; per spessori maggiori potranno essere usati altri metodi (torcia Arcair, cannello piallatore), ma la superficie finale dovrà essere in ogni caso rifinita mediante lavorazione meccanica a freddo fino a raggiungere il materiale sano. Lo stato di questo verrà controllato con esami magnetoscopici e con liquidi penetranti che dovranno accertare la completa asportazione di ogni difetto. La saldatura di riparazione sarà eseguita con le modalità previste per la saldatura iniziale, in particolar modo per quanto concerne i trattamenti termici di preriscaldo e di postriscaldo. Le zone riparate dovranno essere accuratamente controllate con metodi non distruttivi (esami magnetoscopici, liquidi penetranti, ultrasuoni) e poi radiografate per tutta la loro estensione. Revisione e riparazione dei rivestimenti Prima di calare le colonne o i singoli tubi nello scavo sarà indispensabile procedere ad una accurata revisione del rivestimento a vista, da integrare eventualmente con l'uso di un detector tarato a 10.000 V, per individuare le zone di lesione e ripararle. Le modalità di riparazione saranno in funzione del tipo di rivestimento esterno adottato e dell’entità del danneggiamento. Il ripristino del rivestimento esterno sarà eseguito mediante applicazione di manicotti termorestringenti di polietilene con il seguente procedimento: - inserire il manicotto in uno dei 2 tubi prima di eseguire la saldatura, posizionandolo a 500 mm ca da questa; - pulire con spazzola e stracci la superficie metallica in modo tale da liberarla da scaglie di ruggine, terra, sostanze oleose e residui di saldatura; - preriscaldare con torcia a propano la superficie metallica da rivestire sino a raggiungere la temperatura di circa 60°C ed inoltre il rivestiment o esistente nel tratto di sovrapposizione del manicotto fino a circa 40°C; - rimuovere il foglio di carta protettiva del mastice e centrare il manicotto sulla saldatura realizzando una sovrapposizione sul rivestimento esistente di almeno 100 mm; - riscaldare il manicotto con fiamma gialla di intensità tale da poterla dirigere dal centro verso i lati sino ad ottenere la fuoriuscita del mastice da entrambe le estremità del manicotto. In alternativa, previa accettazione della Direzione Lavori, il ripristino del rivestimento esterno potrà essere realizzato con nastri a freddo, mediante applicazione di una prima benda in compound bituminoso autoadesiva dello spessore di 1,5 mm con sovrapposizione del 30% ed applicazione di una seconda benda in compound bituminoso con film protettivo in polietilene dello spessore di 0,13 mm, per uno spessore complessivo di 1,75 mm, con sovrapposizione del 30%. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 104 - Posa della condotta nella trincea Per effettuare la posa, la condotta dovrà essere sollevata in punti ravvicinati in modo da evitare sollecitazioni pericolose nel materiale. Il lavoro dovrà essere effettuato con idonei mezzi e con la massima precauzione onde evitare guasti al rivestimento. In particolare è vietato usare, per il sollevamento dei tubi, catene, corde e quant'altro possa danneggiare il rivestimento. Ogni tratto di condotta dovrà essere disposto e rettificato in modo che l'asse del tubo unisca in uniforme pendenza i diversi punti all'uopo fissati con appositi picchetti, in modo da corrispondere esattamente (salvo le varianti che potranno essere disposte dalla Direzione dei Lavori) all'andamento planialtimetrico stabilito negli elaborati di progetto. Per la rettifica dell'asse delle tubazioni è proibito l'impiego di pezzi di pietra sotto i tubi e dovranno invece impiegarsi adeguate rincalzature di terreno idoneo o di sabbia. Non saranno tollerate contropendenze in corrispondenza di punti in cui non siano previsti sfiati o scarichi. Nel caso che questo si verificasse, l'Appaltatore dovrà a tutte sue spese rimuovere la condotta già posata e ricostruirla nel modo regolare. Ove occorra, a giudizio insindacabile della Direzione dei Lavori, consolidare il piano di posa dei tubi, sia che essi poggino direttamente nel fondo degli scavi, sia che vengano sostenuti da cuscinetti, tale consolidamento sarà effettuato mediante platee di calcestruzzo da costruirsi secondo le indicazioni che verranno impartite dalla Direzione stessa all'atto della esecuzione. In punti particolari dove la Direzione dei Lavori ne ravvisi l'opportunità, dovranno essere costruiti blocchi di ancoraggio in calcestruzzo armato e non, il dimensionamento e le modalità di realizzazione degli stessi dovranno essere fissati dalla Direzione dei Lavori. Durante le interruzioni del lavoro la testata della tubazione dovrà essere chiusa con idonee protezioni metalliche o in legno. Posa in opera dei pezzi speciali Nella messa in opera dei pezzi speciali deve essere assicurata la perfetta coassialità di questi con l'asse della condotta; dovrà essere usata ogni cura per evitare, durante i lavori e la messa in opera, danni alle parti delicate. Le curve ricavate da pezzi speciali prestampati in acciaio dovranno essere tagliate a misura con la mola a disco, al fine di ottenere la prevista deviazione angolare, ed il lembo rifilato dovrà essere lavorato per ricavare l’idonea cianfrinatura; in presenza di rivestimento interno cementizio, questo dovrà essere molato per circa 3 mm, in modo da realizzare la corretta predisposizione per la giunzione del tubo con saldatura di testa. aventi le stesse caratteristiche ed i medesimi rivestimenti previsti per le tubazioni di linea. Precauzioni in corrispondenza di manufatti murari Le opere dovranno essere eseguite conformemente ai disegni di progetto esecutivo ed alle modalità indicate dalla Direzione dei Lavori. Per una efficace realizzazione della protezione passiva della tubazione si dovranno mantenere le camerette ed i pozzetti contenenti organi di manovra (saracinesche, scarichi, sfiati, ecc.) asciutti e drenati dalle acque di infiltrazione: se ciò non sarà possibile si dovranno rivestire i suddetti organi. Il rivestimento del corpo dell'organo di manovra sarà eseguito prima dell'installazione dello stesso e successivamente sarà eseguito quello della flange in opera. Inoltre dovranno essere interposte lastre di materiali isolanti fra gli organi di manovra ed eventuali muretti di appoggio. Negli attraversamenti di pareti, blocchi di ancoraggio, di murature particolari, briglie di calcestruzzo, ecc., si dovrà conservare il rivestimento protettivo e tenere una distanza di almeno 15 cm tra gli eventuali ferri di armatura e le tubazioni di acciaio; si prescrive anzi di aumentare l'isolamento della tubazione, per tutta la lunghezza dell'ancoraggio o dell'attraversamento della muratura sovrapponendo al rivestimento esistente una doppia fasciatura con nastri autoadesivi di cloruro di polivinile. Qualora, per ragioni meccaniche, alla tubazione dovessero essere applicate corniere di ancoraggio, le stesse dovranno essere rivestite, previa sabbiatura, con miscele di resine epossidiche e polvere di quarzo contenente una quantità di resine epossidica _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 105 - non inferiore al 60%. L'eventuale indurente da mescolare alla resina dovrà essere per quantità e tipo tale da ottenere una completa polimerizzazione in un tempo inferiore a 24 ore nelle condizioni ambientali in cui viene effettuato il ricoprimento. Il rivestimento dovrà avere uno spessore non inferiore a 1 mm e dovrà, comunque, essere capace di sopportare, senza perdere le sue capacità isolanti, le sollecitazioni meccaniche alle quali sarà sottoposto in opera. Prova idraulica L’Appaltatore dovrà presentare un programma di esecuzione delle prove idrauliche delle tubazioni e dovrà indicare quali opere provvisionali intende adottare per garantire l’eseguibilità in sicurezza delle prove idrauliche. Quanto richiesto dovrà essere sottoposto alla approvazione della Direzione Lavori. L'Appaltatore dovrà provvedere a sue cure e spese a tutto quanto è necessario all'esecuzione delle prove: l'acqua di riempimento delle tubazioni, le pompe, i rubinetti, i raccordi, le guarnizioni ed i manometri registratori (accompagnati da certificato di taratura rilasciato da un Laboratorio ufficiale); l’acqua per l’effettuazione delle prove idrauliche potrà essere messa a disposizione dalla stazione appaltante, dietro rimborso dei quantitativi consumati con le modalità previste dallo schema di contratto allegato al presente progetto esecutivo, all’articolo relativo agli oneri a carico dell’Appaltatore.. Per l'esecuzione delle prove, le chiusure di valle e di monte saranno realizzate mediante apposito fondo posto in corrispondenza del limite di ogni singola tratta. Per le tubazioni in pressione, la prova verrà effettuata riempiendo gradualmente di acqua la tratta da provare e raggiungendo la pressione stabilita mediante pompa idraulica applicata all'estremo più depresso della tratta stessa in ragione di non più di un'atmosfera al minuto primo. Dopo il riempimento dovranno essere lasciati aperti, per un certo periodo, gli sfiati per favorire l'uscita di ogni residuo di aria. La pressione di prova è indicata nella tavola di profilo longitudinale riassuntivo allegato al progetto esecutivo; ove non direttamante specificata, la pressione di prova nel punto più depresso della condotta, in accordo a quanto previsto nelle prescrizioni del D.M. 12.12.1985, sarà assunta pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio. Anche nel caso si utilizzino valvole come dispositivi di chiusura in fase di collaudo idraulico, la pressione di prova sarà comunque pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio. Le valvole con PN inferiore alla pressione di collaudo dovranno essere lascate in posizione completamente aperta. Per le tubazioni il cui funzionamento è previsto a pelo libero, la prova verrà effettuata riempiendo gradualmente di acqua la tratta da provare e raggiungendo una pressione pari al massimo livello statico cui la tubazione potrà essere sottoposta in fase di esercizio. La prova di pressione idraulica si considera superata quando sarà riscontrata la perfetta tenuta della condotta in un intervallo temporale di 24 ore. Ad ogni prova delle tratte di tubazione dovrà essere redatto un regolare verbale di constatazione con allegato il diagramma registratore. Qualora sia richiesto dalla Direzione dei Lavori la prova verrà effettuata a giunti scoperti con tubazione parzialmente rinterrata. In questo caso all'inizio della prova dovranno essere ben aperte e sgombre tutte le nicchie ed i singoli giunti debbono risultare puliti ed asciutti, tali da permettere il controllo visivo dei medesimi da parte della Direzione dei Lavori. Qualora la prova non dia risultato favorevole, si dovrà provvedere, a cura e spese dell'Appaltatore, alla ricerca delle perdite e dei trafilamenti con metodologie e sistemi da sottoporre alla preventiva approvazione della Direzione Lavori, ed alle necessarie sostituzioni o riparazioni; completate le necessarie sostituzioni e riparazioni la prova idraulica dovrà essere ripetuta con le medesime modalità. Ripristini Al termine della prova, qualora sia stata effettuata a giunti scoperti, dovranno essere effettuati i rivestimenti delle zone di giunzione ed il rinterro del tubo in corrispondenza delle nicchie, seguendo gli stessi criteri previsti per la tubazione. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 106 - Il rifacimento dei manufatti, demoliti per esigenze di lavoro, dovrà eseguirsi a perfetta regola d'arte, nel rispetto delle dimensioni preesistenti e secondo le prescrizioni dei proprietari od Enti interessati. Altre prescrizioni nella posa dei tubi. In presenza di altre strutture metalliche interrate si dovrà tenere la condotta alla massima distanza possibile da esse. In particolare: - nei parallelismi, se si dovesse ridurre la distanza a meno di 30 cm, dovrà essere eseguito un rivestimento supplementare e, nell'eventualità che possano verificarsi contatti tra le strutture, dovranno essere inseriti tasselli di materiale dielettrico (ad esempio tela bachelizzata, PVC, ecc.) dello spessore di almeno 1cm; - negli incroci, se si dovesse ridurre la distanza a meno di 30 cm, dovrà essere eseguito un rivestimento supplementare avente un'estensione di idonea estensione a monte e a valle; inoltre, se esistesse il pericolo di contatti (ad esempio per assestamento del terreno), si dovrà interporre una lastra di materiale dielettrico (ad es. tela bachelizzata, PVC, ecc.) con spessore uguale a 1cm, la larghezza uguale a 2-3 volte il diametro del tubo minore e lunghezza a seconda della disposizione delle condotte. Nel caso di tubi guaina, si dovranno isolare elettricamente le condotte dai tubi stessi inserendo zeppe e tasselli di materiale elettricamente isolante, meccanicamente resistente ed imputrescibile rispettivamente alle estremità del tubo guaina e nell'intercapedine fra condotta e tubo-guaina. Sarà opportuno impiegare tubi-guaina dotati di adeguato rivestimento esterno. Sui sostegni e appoggi delle condotte aeree si dovrà interporre fra le condotte e le sellette di appoggio lastre e guaine di materiale dielettrico (ad es. gomma telata, PVC, ecc.) sia nei punti in cui la condotta è semplicemente appoggiata che in quelli in cui la condotta è ancorata ai sostegni. I giunti isolanti, nei quantitativi, dimensioni, tipo e posizione che verranno stabiliti dalla Direzione dei Lavori dovranno essere installati in manufatti edilizi od in camerette accessibili e drenate dalle acque di infiltrazione; se non sarà possibile mantenere le camerette sicuramente e costantemente asciutte e nel caso di giunti interrati, i giunti stessi dovranno essere opportunamente rivestiti per isolarli dall'ambiente esterno. In qualsiasi momento la Direzione Lavori potrà ordinare, senza che l'Appaltatore abbia diritto a compensi aggiuntivi di qualsiasi genere, l'adozione di particolari accorgimenti necessari per l'esecuzione dei lavori a perfetta regola d'arte come pure l'uso di particolari apparecchiature, come accoppiatori speciali, macchine per tagli e formazione degli smussi, ecc. Art. 41 - PROVA IDRAULICA CONDOTTE IN ACCIAIO La lunghezza delle tratte di prova sarà scelta dall'Appaltatore, secondo quanto converrà all'atto esecutivo, sotto approvazione della Direzione dei Lavori; l’Appaltatore dovrà comunque presentare un dettagliato programma di esecuzione delle prove idrauliche che indichi la suddivisione in tratte da collaudare progressivamente; dovrà altresì indicare quali opere provvisionale intende adottare per garantire l’eseguibilità in sicurezza delle prove idrauliche. Quanto richiesto dovrà essere sottoposto alla approvazione della Direzione Lavori. I tubi potranno essere provati, in ogni tratta, mediante un'unica prova della durata di 24 ore da eseguirsi a cavo completamente chiuso. L'Appaltatore dovrà provvedere a sue cure e spese a tutto quanto è necessario all'esecuzione delle prove, cioè l'acqua di riempimento delle tubazioni, le pompe, i rubinetti, i raccordi, le guarnizioni ed i manometri registratori. Questi ultimi dovranno essere accompagnati da un certificato di taratura rilasciato da un Laboratorio ufficiale. Per l'esecuzione delle prove, le chiusure di valle e di monte saranno realizzate mediante apposito fondo posto in corrispondenza del limite di ogni singola tratta. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 107 - La prova verrà effettuata riempiendo gradualmente di acqua la tratta da provare e raggiungendo la pressione stabilita mediante pompa idraulica applicata all'estremo più depresso della tratta stessa in ragione di non più di un'atmosfera al minuto primo. Dopo il riempimento dovranno essere lasciati aperti, per un certo periodo, gli sfiati per favorire l'uscita di ogni residuo di aria. I singoli tratti dovranno essere sottoposti ad una pressione di prova, in accordo a quanto previsto nelle prescrizioni del D.M. 12.12.1985, pari a 1,5 volte la pressione di esercizio e comunque, non inferiore a 15 atm. Anche nel caso si utilizzino valvole come dispositivi di chiusura in fase di collaudo idraulico, la pressione di prova sarà comunque pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio. Ad ogni prova delle tratte di tubazione dovrà essere redatto un regolare verbale di constatazione con allegato il diagramma registratore. Qualora sia richiesto dalla Direzione dei Lavori la prova verrà effettuata a giunti scoperti con tubazione parzialmente rinterrata. In questo caso all'inizio della prova dovranno essere ben aperte e sgombre tutte le nicchie ed i singoli giunti debbono risultare puliti ed asciutti, tali da permettere il controllo visivo dei medesimi da parte della Direzione dei Lavori. Qualora le prove non diano risultato favorevole, perdite o trafilamenti, si dovrà provvedere, a cura dell'Appaltatore, alle necessarie sostituzioni o riparazioni e le prove dovranno essere ripetute con le stesse modalità, sino alla perfetta tenuta. Art. 42 - POSA DELLE TUBAZIONI E DEI RACCORDI IN GHISA Norme generali I - La posa in opera e la giunzione dei tubi debbono essere effettuate dal personale specializzato. II - La Direzione dei Lavori potrà, a suo insindacabile giudizio, far sospendere la posa delle tubazioni qualora il personale incaricato di tale lavoro non dia all'atto pratico le necessarie garanzie per la perfetta riuscita dell'opera. La posizione esatta in cui debbono essere posti i raccordi o gli apparecchi, deve essere riconosciuta o approvata dal Di rettore dei Lavori. Conseguentemente resta determinata la lunghezza dei diversi tratti di tubazione continua. Questa deve essere formata col massimo numero possibile di tubi interi, così da ridurre al minimo il numero delle giunture. Resta quindi vietato l'impiego di spezzoni di tubo ove non sia strettamente riconosciuto necessario dal Direttore dei Lavori. Qualora venisse riscontrato l'impiego non giustificato di spezzoni di tubo, l'appaltatore dovrà, a sue spese, rifare il lavoro correttamente, ed a suo carico saranno tutte le maggiori spese, per tale fatto, sostenute dalla Stazione appaltante. Pulizia dei tubi ed accessori Prima di essere posto in opera ciascun tubo, raccordo ed apparecchio deve essere, a piè d'opera, accuratamente pulito dalle tracce di ruggine o di qualunque altro elemento estraneo. Nell'operazione di posa deve evitarsi che nell'interno della condotta vada no detriti o corpi estranei di qualunque natura e che venga comunque danneggiata la superficie interna del tubo. Gli estremi della condotta posata devono essere chiusi accuratamente, durante le interruzioni del lavoro, con tappi di legno. Discesa dei tubi, raccordi ed apparecchi _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 108 - I tubi, raccordi ed apparecchi devono essere calati con cura nelle trincee e nei cunicoli dove debbono essere posati, evitando urti, cadute, ecc. I singoli elementi saranno calati il più possibile vicino al posto che dovranno avere in opera evitando sposta menti notevoli entro il cavo. Preparazione del piano di posa La posa dei tubi dovrà essere fatta di norma secondo le disposizioni che tratto per tratto impartirà la Direzione Lavori. Il fondo del cavo, non dovrà presentare rilievi o infossature maggiori di tre centimetri e verrà, prima della posa dei tubi, regolarizzato con uno strato di sabbia, in modo da garantire un appoggio continuo della condotta. E' vietato l'impiego di pezzi di pietra o di mattone sotto i tubi per stabilire gli allineamenti. Precauzioni durante i lavori Durante l'esecuzione dei lavori di posa debbono essere adottati tutti gli accorgimenti necessari per evitare danni agli elementi di condotta già posati. Si impedirà quindi con le necessarie cautele durante i lavori e con adeguate sorveglianze nei periodi di sospensione, la caduta di pietre, massi, ecc., che possano danneggiare le tubazioni e gli apparecchi. Con opportune arginature e deviazioni si impedirà che le trincee siano invase dalle acque piovane e si eviterà parimenti, con rinterri parziali eseguiti a tempo debito, senza comunque interessa re i giunti, che verificandosi, nonostante ogni precauzione, la inondazione dei cavi, le condotte che siano vuote e chiuse agli estremi possano essere sollevate dalle acque. Ogni danno di qualsiasi entità che si verificasse in tali casi per mancanza di adozione delle necessarie cautele è a carico del l'appaltatore. Le estremità di ciascun tratto di condotta in corso di impianto debbono essere comunque chiuse con tappo in legno. E' vietato praticare tali chiusure in modo diverso. Posa in opera dei tubi Dopo che i tubi saranno stati trasportati a piè d'opera lungo il tratto di condotta da eseguire (operazione di sfilamento), l'impresa farà porre e quotare, con canne metriche e livello a cannocchiale, dei picchetti sia nei punti del fondo della fossa che corrispondono alle verticali dei cambiamenti di pendenza e di direzione della condotta, sia in punti intermedi, in modo che la di stanza tra picchetto e picchetto non superi 15 metri. Con riferimento a detti picchetti verrà ritoccato e perfettamente livellato il fondo della fossa predisponendo il letto di posa. I tubi verranno calati nella fossa con mezzi adeguati a preservarne l'integrità e verranno disposti nella giusta posizione per la esecuzione delle giunzioni. Prima di essere calati nei cavi tutti i tubi dovranno essere puliti accuratamente nell'interno dalle materie che eventualmente vi fossero depositate. La posa in opera dei tubi a bicchiere con giunto elastico automatico si eseguirà nel modo seguente: - pulire l'interno del bicchiere e l'anello di tenuta in gomma e cospargere di pasta lubrificante la parte interna del bicchiere destinata a sede della guarnizione; - introdurre la guarnizione nel suo alloggiamento all'interno del bicchiere; - cospargere di pasta lubrificante la superficie interna della guarnizione ed il tratto terminale di canna che verrà imboccato - tracciare sulla canna del tubo un segno ad una distanza dall'estremità pari alla profondità di imbocco del bicchiere, diminuita di 10 mm; _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 109 - - assicurato il centraggio del tubo da imboccare con il bicchiere corrispondente, introdurre la canna nel bicchiere sino a che il segno tracciato non si trovi sul piano della superficie frontale del bicchiere. Questa posizione non dovrà essere oltrepassata per consentire le deviazioni angolari permesse dal giunto. Salvo quanto riguarda in particolare la formazione delle giunzioni, ogni tratto di condotta deve essere disposto e rettificato in modo che l'asse del tubo unisca con uniforme pendenza diversi punti che verranno fissati con appositi picchetti, in modo da corrispondere esattamente all'andamento planimetrico e altimetrico stabilito nei profili e nelle planimetrie approvati dalla Direzione dei Lavori con le varianti che potranno essere disposte dalla Direzione stessa. In particolare non saranno tollerate contropendenze in corrispondenza dei punti in cui sono stati previsti sfiati o scarichi. Nel caso che comunque queste si verificassero, l'appaltatore dovrà sottostare a tutti quei maggiori oneri che, a giudizio insindacabile della Direzione dei Lavori, saranno ritenuti necessari per rettificare la tubazione, compreso quello di rimuovere la tubatura già posata e ricostruirla nel modo prescritto. Nessun tratto di tubazione deve essere posato in orizzontale. I bicchieri dovranno essere possibilmente rivolti verso la direzione in cui procede il montaggio, salvo prescrizioni diverse da par te della Direzione Lavori. Gli assi dei tubi consecutivi appartenenti a tratti di condotta rettilinea debbono essere rigorosamente disposti su una retta. Sono ammesse deviazioni sino ad un massimo di 2° secondo le modalità stabilite dalla Direzione dei Lavori, allo scopo di consenti re la formazione di curve a grande raggio. I tubi debbono essere disposti in modo che la loro generatrice inferiore poggi su tutta la sua lunghezza. Posa in opera dei raccordi L'impiego dei raccordi deve corrispondere a quello indicato in progetto esecutivo o dalla Direzione dei Lavori. Nella messa in opera dei raccordi deve essere assicurata la per fetta coassialità di questi con l'asse della condotta. In particolare, poi, dovranno osservarsi le norme seguenti: - I pezzi a TI ed a croce: dovranno collocarsi in opera in perfetto squadro rispetto all'asse della conduttura, con la diramazione orizzontale o verticale, a seconda che prescriverà la Direzione dei Lavori; - Riduzioni: per passare da un diametro ad un altro si impiegheranno riduzioni tronco coniche o "flange di riduzione". Art. 43 - GIUNZIONI PER RACCORDI IN GHISA Giunto elastico meccanico a bulloni meccanici La posa in opera dei raccordi con giunto meccanico si eseguirà nel modo seguente: - Pulire il bicchiere e l'estremità liscia con una spazzola d'acciaio e un pennello, eliminando eventuali grumi di vernice ed ogni traccia di terra o di altro materiale estraneo. Se la posa dovrà avvenire ad una certa distanza di tempo, si tapperà provvisoriamente il bicchiere con apposite tavole di legno, evitando di introdurre stracci, carta o altri materiali estranei; _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 110 - - Servendosi di un apposito calibro, tracciare sull'estradosso del tubo una linea di fede. La distanza della linea di fede dal l'estremità liscia del tubo dovrà essere inferiore di 5 - 10 mm alla profondità del bicchiere; - Inserire la controflangia sull'estremità liscia, rivolgendo al tubo la parte convessa della controflangia; - Scavare al disotto del giunto una "nicchia" sufficientemente ampia da consentire l'esecuzione del giunto nella parte inferiore del tubo; - Imboccare l'estremità liscia del tubo controllandone il centramento mediante un righello metallico calibrato da introdurre nello spazio anulare esistente fra l'interno del bicchiere e l'esterno della canna; - Verificare che la linea di fede tracciata sulla canna coincida con il piano frontale del bicchiere. Poiché, a giunzione effettuata, il segno di riferimento verrà a trovarsi coperto dalla controflangia, occorre avere cura che nel corso delle successi ve operazioni il tubo non subisca spostamenti longitudinali; - Fare scorrere la guarnizione sulla canna, sistemandola nel suo apposito alloggiamento all'interno del bicchiere. Se l'estremità liscia del tubo è ben centrata ed i due tubi sono coassiali, questa operazione è molto facile da realizzare. Curare che la superficie frontale della guarnizione risulti ben assestata su tutta la circonferenza, senza rigonfi e fuori-uscite rispetto all'intradosso del bicchiere; - Fare scorrere la controflangia sulla canna fino a farla aderire alla guarnizione su tutta la circonferenza; - Sistemare i bulloni avvitando i dadi, a mano, sino a portarli a contatto della controflangia. - Verificare il corretto posiziona mento di questa imprimendo due o tre piccoli spostamenti rotatori nei due sensi (orario e antiorario); - serrare progressivamente i dadi per passate successive e su punti diametralmente opposti. Potrà eventualmente, a discrezione della Direzione Lavori, essere effettuato il controllo delle coppie di serraggio con una chiave dinamometrica. I valori indicativi dovranno essere: bulloni con d = 22 mm circa 12 Kgm bulloni con d = 27 mm circa 30 Kgm Giunto a flangia piana Questo giunto è adoperato normalmente per il collegamento di raccordi ed apparecchi. Il giunto consiste nella unione mediante bulloni di due flange poste alle estremità dei tubi o raccordi o apparecchi da collegare tra le quali sia stata interposta una guarnizione ricavata da piombo in lastra di spessore non minore di mm 5 o guarnizione in gomma telata. Le guarnizioni avranno la forma di un anello piatto il cui diametro interno sarà uguale a quello dei tubi da congiungere e quello esterno uguale a quello esterno del "collarino" della flangia. E' assolutamente vietato l'impiego di due o più rondelle nello stesso giunto. Quando, per particolari condizioni di posa della con dotta, sia indispensabile l'impiego di ringrossi tra le flange, questi debbono essere di ghisa o di ferro e posti in opera con guarnizioni su entrambe le facce. E' vietato in modo assoluto ingrassare le guarnizioni. I dadi dei bulloni saranno stretti gradualmente e successivamente per coppie di bulloni posti alle estremità di uno stesso diametro evitando di produrre con anormali sollecitazioni della flangia la rottura di questa. Stretti i bulloni, la rondella in piombo sarà ribattuta energica mente tutto intorno con adatto calcatoio e col martello per ottenere una tenuta perfetta. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 111 - Art. 44 - PROVA IDRAULICA CONDOTTA IN GHISA La lunghezza delle tratte di prova sarà scelta dall'Appaltatore, secondo quanto converrà all'atto esecutivo, sotto approvazione della Direzione dei Lavori; l’Appaltatore dovrà comunque presentare un dettagliato programma di esecuzione delle prove idrauliche che indichi la suddivisione in tratte da collaudare progressivamente; dovrà altresì indicare quali opere provvisionale intende adottare per garantire l’eseguibilità in sicurezza delle prove idrauliche. Quanto richiesto dovrà essere sottoposto alla approvazione della Direzione Lavori. L'Appaltatore dovrà provvedere a sue cure e spese a tutto quanto è necessario all'esecuzione delle prove, cioè l'acqua di riempimento delle tubazioni, le pompe, i rubinetti, i raccordi, le guarnizioni ed i manometri registratori. Questi dovranno essere accompagnati da un certificato di taratura rilasciato da un Laboratorio ufficiale. Per l'esecuzione delle prove, le chiusure di valle e di monte saranno realizzate mediante apposito fondo posto in corrispondenza del limite di ogni singola tratta. La prova verrà effettuata riempiendo gradualmente di acqua la tratta da provare e raggiungendo la pressione stabilita mediante pompa idraulica applicata all'estremo più depresso della tratta stessa in ragione di non più di un'atmosfera al minuto primo. Dopo il riempimento dovranno essere lasciati aperti, per un certo periodo, gli sfiati per favorire l'uscita di ogni residuo di aria. I collaudi verranno effettuati secondo le modalità previste dalla norma UNI ISO 10802 “Tubazioni di ghisa a grafite sferoidale – Prove idrostatiche dopo posa” ove non in contrasto con i punti di seguito elencati: - Pressione di collaudo La pressione di prova nel punto più basso della tratta da provare dovrà essere sempre pari a 1,5 volte la pressione di esercizio della condotta in espressa deroga a quanto previsto all’art. 5.1.1.3 della norma UNI 10802. - Durata del collaudo I tubi potranno essere provati, in ogni tratta, mediante un'unica prova della durata di 24 ore. - Criteri di accettazione La perdita d’acqua durante la prova di collaudo non dovrà essere superiore allo 0,0005 litri/ora/km di tubazione/millimetro di diametro nominale/bar di pressione statica (pressione media sulla tratta da provare). Anche nel caso si utilizzino valvole come dispositivi di chiusura in fase di collaudo idraulico, la pressione di prova sarà comunque pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio. Ad ogni prova delle tratte di tubazione dovrà essere redatto un regolare verbale di constatazione con allegato il diagramma registratore. Qualora sia richiesto dalla Direzione dei Lavori la prova verrà effettuata a giunti scoperti con tubazione parzialmente rinterrata. In questo caso all'inizio della prova dovranno essere ben aperte e sgombre tutte le nicchie ed i singoli giunti debbono risultare puliti ed asciutti, tali da permettere il controllo visivo dei medesimi da parte della Direzione dei Lavori. Qualora le prove non diano risultato favorevole, si dovrà provvedere, a cura dell'Appaltatore, alle necessarie sostituzioni o riparazioni e le prove dovranno essere ripetute con le stesse modalità. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 112 - Art. 45 - LAVAGGI E DISINFEZIONI Prima della messa in servizio le condotte dovranno essere lavate a cura e spese dell’appaltatore. Per l’effettuazione dei riempimenti e dei lavaggi dovrà essere utilizzata acqua potabile. L’acqua per l’effettuazione dei lavaggi potrà venire messa a disposizione dalla stazione appaltante dietro rimborso dei quantitativi consumati che verranno contabilizzati e quindi fatturati al costo di 0,40 Euro/mc. In tale caso è onere dell’impresa il collegamento alle tubazioni esistenti dell’Acquedotto della Romagna per consentire la derivazione dell’acqua da utilizzare per i lavaggi; tale collegamento dovrà essere comunque realizzato con modalità tali da non provocare interruzioni anche parziali dell’erogazione sulle condotte esistenti né alcun altro disservizio all’erogazione. Le modalità di effettuazione del collegamento dovranno comunque essere preventivamente approvate dalla Direzione Lavori. I lavaggi dovranno essere ripetuti per assicurare almeno due ricambi completi di acqua in condotta e comunque fino a che, con velocità di flusso in condotta pari a quelle di ordinario esercizio, la torbidità dell’acqua si mantenga sotto i limiti di legge stabiliti per l’acqua potabile. E’ onere dell’impresa verificare l’efficienza dei recapiti degli scarichi e la capacità di accogliere l’acqua derivante dai lavaggi. Durante tutto il periodo di effettuazione dei lavaggi dovrà comunque essere assicurata la costante sorveglianza dei recapiti degli scarichi per evitare che si possano verificare allagamenti o danneggiamenti alle proprietà pubbliche o private. La disinfezione delle condotte sarà eseguita a cura della stazione appaltante. Art. 46 - MANUTENZIONE ORDINARIA AI MANUFATTI ED ALLE APPARECCHIATURE Tale articolo descrive le operazioni necessarie per le periodiche manutenzioni alle apparecchiature di Sfiato, Scarico e Intercettazione di carattere murario, meccanico ed ambientale. Le operazioni di manutenzione consistono in particolare: adeguata ventilazione, con idonei aspiratori, ventole o compressori, degli ambienti in cui verranno eseguite le lavorazioni di seguito descritte con tutte le precauzioni in materia di prevenzione infortuni; pulizia esterna del manufatto da erbacce ed eventuali depositi accatastati a ridosso o sopra le coppelle di copertura e relativo trasporto in discarica; pulizia ed ingrassaggio, con grasso a base di graffte, del lucchetto a chiusura della botola in ghisa a passo d’uomo; eventuale aggottamento dell’acqua presente all’interno del pozzetto, pulizia del fondo, delle pareti, del soffitto e di tutte le apparecchiature e carpenterie metalliche presenti (scalette, pianerottoli, ecc.) con eventuale serraggio o sostituzione dei ganci ferma grigliati e dei tappi ad espansione eventualmente ammalorati; stuccatura delle crepe e delle cavillature presenti nella muratura in c.c.a. con prodotti cementizi espansivi, idrorepellenti e ad alta adesione sia all’acciaio delle condotte che al calcestruzzo. sostituzione e/o integrazione del grasso minerale per riduttori degli ingranaggi delle valvole a farfalla presenti negli scarichi. Il coperchio di protezione della scatola degli ingranaggi dovrà essere richiuso previa ricostruzione della guarnizione di tenuta all’acqua. esecuzione nelle apparecchiature di sfiato della verifica di funzionalità e dello spurgo di seguito descritte: _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 113 - - - verifica presenza acqua aprendo la valvola di spurgo posta sul corpo dello sfiato. In presenza d’aria occorre procedere all’evacuazione totale della stessa in quanto la presenza di grosse quantità d’aria è sintomo di malfunzionamento dello sfiato ed in particolare della sfera piccola). intercettazione dello sfiato e verifica della tenuta della valvola di intercettazione; apertura dello spurgo dello sfiato facendo defluire totalmente l’acqua dall’interno dello stesso. Apertura parziale e chiusura ripetuta della valvola di intercettazione per consentire l’eliminazione dell’ossido formatosi all’interno dell’apparecchiatura e nel duomo d’attacco della condotta. Ripetizione delle manovre descritte più volte anche nel caso di fuoriuscita d’acqua in pressione dallo spurgo. L’accesso ai pozzetti, siti nella maggioranza dei casi in aree private, dovrà avvenire con il massimo rispetto delle proprietà; l’appaltatore risponderà direttamente per i danni causati a terzi e alle proprietà sollevando il Committente da qualsiasi richiesta in proposito. Art. 47 - VERNICIATURE DI CONDOTTE E DI APPARECCHIATURE Le manutenzioni alle verniciature delle condotte e delle apparecchiature di scarico, sfiato, intercettazione e filtraggio site all’interno di camere di manovra, serbatoi, cabine e pozzetti dovranno essere effettuate con le seguenti modalità: adeguata ventilazione, con idonei aspiratori, ventole o compressori, degli ambienti in cui verranno eseguite le lavorazioni di seguito descritte e tutte le precauzioni in materia delle prevenzioni infortuni; asciugatura delle superfici e successiva raschiatura o spazzolatura sino a completa eliminazione delle vecchie vernici e delle tracce di ossido; protezione con appropriati materiali, carta gommata ecc. di tutte le bullonerie, componenti elettriche, pavimentazioni o parti da non riverniciare; applicazione di una mano di primer poliuretanico bicomponente; applicazione di due mani di smalto poliuretanico bicomponente di colore a scelta della D.L. su tabella R.A.L. il tutto steso a pennello; gli ambienti dovranno essere riconsegnati previa pulizia da tutti i residui delle lavorazioni. Il trattamento ivi descritto dovrà essere garantito dall’Appaltatore per 4 anni da problemi di comparsa di ruggine a pena di riesecuzione della lavorazione a spese dell’Appaltatore stesso. Art. 48 - TRATTAMENTO DI IMPREGNAZIONE BITUMINOSA SUPERFICIALE DI SEDI STRADALI E/O PIAZZALI Il trattamento di impregnazione bituminosa dovrà avvenire secondo le indicazioni fornite dalla Direzione Lavori di seguito elencate: diserbamento e regolarizzazione sede stradale; esecuzione di ricarica con misto granulare stabilizzato per uno spessore minimo di 10 cm. adeguatamente rullato; spruzzata di emulsione ad impregnazione al 50% di bitume in ragione di kg.5 per metro quadrato; ricarica di graniglia di pezzatura 8/12 o 10//15 mm. in ragione di 25 litri a metro quadro e rullata con rullo a tandem di 6-8 ton.; successiva spruzzatura di emulsione acida al 65% di bitume ad una temperatura di 50-60°C in ragione di 2,5 litri al metro quadro; _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 114 - ulteriore spargimento di graniglia di pezzatura 4/8 mm. in ragione di 15/20 litri al mq.; ulteriore rullatura con rullo da 6-8 ton. onde ottenere una buona penetrazione della graniglia negli interstizi superficiali; spazzatura graniglia in eccesso a richiesta della Direzione Lavori. Art. 49 – RINTERRO DELLE CONDOTTE Rinfianco e rinterro parziale Al termine delle operazioni di giunzione relative a ciascun tratto di condotta ed eseguiti gli ancoraggi, si procederà di norma al rinfianco ed al rinterro parziale dei tubi - per circa 2/3 della lunghezza di ogni tubo, con un cumulo di terra (cavallotto) - sino a raggiungere un opportuno spessore sulla generatrice superiore, lasciando completamente scoperti i giunti. Modalità particolari dovranno essere seguite nel caso di pericolo di galleggiamento dei tubi o in tutti quei casi in cui lo richieda la stabilità dei cavi. Il rinterro verrà effettuato con il materiale previsto in progetto. Il materiale dovrà essere disposto nella trincea in modo uniforme, in strati di spessore 20-30 cm, abbondantemente innaffiato e accuratamente costipato sotto e lateralmente al tubo, per ottenere un buon appoggio esente da vuoti e per impedire i cedimenti e gli spostamenti laterali. Per i tubi di grande diametro di tipo flessibile, dovrà essere effettuato in forma sistematica il controllo dello stato di compattazione raggiunto dal materiale di rinterro, secondo le prescrizioni del Direttore dei Lavori. Ove previsto il sottofondo, il rinfianco dovrà essere eseguito in conglomerato cementizio magro, secondo i tipi di progetto. Saranno in ogni caso osservate le normative UNI nonché le indicazioni del costruttore del tubo. Rinterro definitivo Eseguita la prova idraulica si completerà il rinterro con le modalità ed i materiali stabiliti nel precedente punto. A rinterro ultimato, nei tronchi fuori strada verranno effettuati gli opportuni ricarichi atti a consentire il ripristino del livello del piano di campagna - quale dovrà risultare all'atto del collaudo - dopo il naturale assestamento del rinterro. Nei tronchi sotto strada si avrà cura di costipare il rinterro, procedendo alle necessarie innaffiature fino al livello del piano di posa della massicciata stradale, raggiungendo un grado di compattazione e di assestamento del rinterro tale per cui, una volta che sia stato effettuato il ripristino della struttura stradale, il piano di calpestio di questa non subisca col tempo e per effetto del traffico anche "pesante" alcuna modifica rispetto all'assetto altimetrico preesistente alle operazioni di posa. Nel caso in cui dovessero verificarsi cedimenti, l'Appaltatore, a sua cura e spese, dovrà procedere alle opportune ed ulteriori opere di compattazione ed al ripristino della struttura stradale (massicciata, binder, strato di usura), fino all'ottenimento della condizione di stabilità. Art. 50 – POZZETTI E CHIUSINI POZZETTI DI ISPEZIONE Collegamento ai pozzetti di ispezione Il collegamento tubazioni-pozzetti di ispezione in calcestruzzo dovrà essere realizzato mediante “manicotto” murario allo scopo di creare un collegamento flessibile e stagno tra il tubo e il pozzetto di ispezione. I “manicotti” dovranno avere caratteristiche conformi all’installazione prevista o su pozzetti prefabbricati o su pozzetti gettati in opera. Pozzetti prefabbricati _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 115 - Qualunque sia la tecnica impiegata, la posa o la formazione del “manicotto” è integrata al processo di fabbricazione del pozzetto. Nel caso di posa in opera del manicotto questa è assicurata da una dima di contenimento. Lo spessore del manicotto non dovrà essere inferiore a 140 mm per i manicotto di DN da 150 a 600. Per i DN maggiori di 600, si potranno lasciare affiorare dalle pareti del pozzetto i lati esterni dei manicotti. Pozzetti gettati in opera Nel caso di pozzetti gettati in opera durante la posa, i manicotti murari saranno pre–posizionati sui tubi. Questa tecnica permette di evitare i rischi legati agli sforzi di giunzione o al disallineamento tra collettore e pozzetto. Per i piccoli diametri (DN da 150 a 600) prevedere uno spessore maggiorato della parete di calcestruzzo da 2 a 3 cm per parete dal lato esterno dei manicotti. Utilizzare del polistirene per i ritocchi necessari. Pozzetti di ispezione prefabbricati I pozzetti d’ispezione saranno in calcestruzzo vibrato di cemento ad alta resistenza ai solfati, con spessore minimo di fondo e pareti cm. 23-15, con camera di diametro interno adeguato alle tubazioni collegate. Per tubazioni di mm. 800 il diametro interno del pozzetto sale a 1200 mm. I pozzetti dovranno essere realizzati a più elementi, la base, con i fori d’innesto e la sagomatura del fondo adatta alla regolarizzazione dei flussi confluenti con riduzione al minimo delle turbolenze, ed il monolito raggiungi quota ed il cono di riduzione del diametro fino a cm. 60 circa, corrispondente a quello del chiusino. Per altezze superiori a ml. 2,95 fra la base e l’elemento troncoconico è interposto un terzo elemento cilindrico di altezza funzionale alla profondità di posa della tubazione fognante. Il giunto tra base e monolito dovrà essere sagomato nel maschio e nella femmina in modo da garantire le tolleranze ottimali per la compressione della gomma della guarnizione. Il giunto dovrà presentare l’elemento femmina nella base per la facilità e sicurezza del montaggio, dovrà avere l’anello di tenuta incorporato nel giunto durante il getto in gomma conforme alle norme UNI 4920, DIN 4060, EN 681.1. Le tolleranze dimensionali, controllate e registrate in stabilimento di produzione non dovranno superare quelle stabilite nella normativa di europea di riferimento N510E DRAFT. La produzione dei pozzetti dovrà essere controllata nelle varie fasi in analogia a quanto previsto nelle tabelle dalla I^ alla V^ della Guida applicativa I.C.M.Q. per la certificazione del sistema di qualità per le tubazioni prefabbricate in calcestruzzo. I pozzetti, le loro giunzioni e gli innesti dovranno essere tali da garantire il rispetto delle prescrizioni contenute nell'allegato 4 dei "criteri, metodologie, e norme tecniche generali", di cui all'art. 2, lettere b), d), e), della Legge 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dell'inquinamento. I pozzetti saranno provvisti di rivestimento protettivo per liquidi con pH variabile tra 4 e 12, ottenuto mediante l’applicazione di resine epossidiche bicomponenti, derivante dalla premiscelazione del prodotto verniciante tipo EPO COS A.S. SEM. ROSSO MATT. (20% P EZ 1784) e del catalizzatore; non è escluso l’utilizzo di diluenti, per epossidici rapidi. Lo spessore minimo del rivestimento sarà di 600 microns. L’applicazione dovrà avvenire nel cantiere di produzione del manufatto da rivestire, in ambiente termicamente controllato, tale da garantire la maturazione a temperature superiori ai 14°C. Il cic lo applicativo secondo le apparecchiature utilizzate potrà avvenire, previa preparazione del sottofondo con applicazione di primer in soluzione acquosa di resine epossidiche, in unica o più soluzioni fino a raggiungere lo spessore minimo totale previsto. CHIUSINI PER POZZETTI DI ISPEZIONE Di norma, per la copertura dei pozzetti di ispezione alle tubazioni, verranno adottati chiusini in sola ghisa sferoidale, rispondenti alla norma UNI EN 124. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 116 - I telai dei chiusini saranno di forma quadrata, circolare o rettangolare, delle dimensioni di progetto; i coperchi saranno in forma rotonda o quadrata o rettangolare a seconda dei vari tipi di manufatti, tuttavia con superficie tale da consentire al foro di accesso una sezione minima corrispondente a quella di un cerchio del diametro di 600 mm. Le superfici di appoggio tra telaio e coperchio debbono essere lisce e sagomate in modo da consentire una perfetta aderenza ed evitare che si verifichino traballamenti. La Direzione dei Lavori si riserva tuttavia di prescrivere l'adozione di speciali anelli in gomma da applicarsi ai chiusini. La sede del telaio e l'altezza del coperchio dovranno essere calibrate in modo che i due elementi vengano a trovarsi sullo stesso piano e non resti tra loro gioco alcuno. Salvo diversa prescrizione della Direzione dei Lavori, dovranno essere adottati coperchi con fori di aerazione aventi una sezione totale almeno pari a quella di un tubo di 150 mm. di diametro. Ogni chiusino dovrà portare, ricavata nella fusione, e secondo le prescrizioni particolari della Direzione dei Lavori, l'indicazione della Stazione Appaltante. Normalmente, salvo casi particolari, a giudizio della Direzione dei Lavori, i chiusini dovranno essere della tipologia sotto indicata ai sensi della norma UNI EN 124 - su strade statali e provinciali in genere strade pubbliche con intenso traffico di scorrimento D400 - su strade comunali senza traffico di scorrimento ed in generale strade pubbliche con traffico leggero D400 - su strade private trafficate D400 - su banchine di strade pubbliche e strade private solo leggermente trafficate D400 - giardini e cortili con traffico pedonale C250 Per carico di prova s'intende quel carico applicato come indicato al successivo paragrafo, in corrispondenza del quale si verifica la prima fessurazione. Numero degli elementi da sottoporre a prova. Per la loro ammissibilità - ai fini dell'accertamento di rispondenza della fornitura - i certificati dovranno riferirsi a prove fino a rottura eseguite su almeno tre elementi per ogni tipo e dimensione di chiusino che debba essere installato. Alle prove dirette dovrà essere sottoposto un elemento ogni 100 oggetto di fornitura: a tal fine le forniture verranno arrotondate, in più o in meno, a seconda dei casi, al più prossimo centinaio. Tuttavia anche per le forniture inferiori ai cento, ma di almeno venti elementi, si provvederà, sempre a spese dell'Appaltatore, all'esecuzione di una prova. Le spese saranno a carico della Stazione Appaltante solo se venga richiesta - e dia esito positivo - una prova su fornitura inferiore ai venti elementi. Esecuzione della prova Il telaio del chiusino verrà posato sul supporto della macchina di prova con l'interposizione di un sottile strato di gesso, si da garantirne, la perfetta orizzontalità. La forza di pressione verrà esercitata perpendicolarmente al centro del coperchio per mezzo di un piatto del diametro di 200 mm. il cui bordo inferiore risulti arrotondato con raggio di 10 mm. Il piatto dovrà essere posato sul coperchio con l'interposizione di un sottile strato di gesso, di feltro o di cartone per garantirne il perfetto, completo appoggio. La pressione dovrà essere aumentata lentamente e continuamente con incrementi che consentono il raggiungimento del carico di prova in 4 minuti primi, ma verrà arrestata nel caso non si siano verificate fessurazioni, al 90% di tale valore. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 117 - Qualora invece anche uno solo degli elementi sottoposti a prova si fessurasse, si procederà senz'altro a sottoporre alla prova completa, fino a rottura - altri due elementi indipendentemente dalla consistenza della fornitura - e il carico di rottura risulterà della media di tre valori. Modalità di posa Prima della posa in opera la superficie di appoggio del chiusino dovrà essere convenientemente pulita, bagnata e preparata con adesivo epossidico per riprese di getto, verrà quindi steso un letto di malta a ritiro controllato, dosata a 5 ql. di cemento tipo 425 per m3 d'impasto, sopra il quale sarà infine appoggiato il telaio. Il telaio sarà ancorato alla struttura muraria mediante tirafondi espansivi. La superficie superiore del chiusino dovrà trovarsi, a prova avvenuta, al perfetto piano della pavimentazione stradale. Lo spessore della malta che si rendesse a tal fine necessario non dovrà tuttavia eccedere i 3 cm.; qualora occorressero spessori maggiori, dovrà provvedersi in alternativa, a giudizio della Direzione dei Lavori, o all'esecuzione di un sottile getto di conglomerato cementizio a 4 ql. di cemento tipo 425 per m3 d'impasto, confezionato con inerti di idonea granulometria ed opportunamente armato, ovvero all'impiego di anelli di appoggio in conglomerato cementizio armato prefabbricato. Non potranno in alcun caso essere inseriti sotto il telaio, a secco o immersi nel tetto di malta, pietrame, frammenti, schegge o cocci. Qualora, in seguito ad assestamenti sotto carico, dovesse essere aggiustata la posizione del telaio, questo dovrà essere rimosso e i resti di malta indurita saranno asportati. Si procederà quindi alla stesura del nuovo strato di malta, come in precedenza indicato, adottando, se del caso, anelli d'appoggio. I chiusini potranno essere sottoposti a traffico non, prima che siano trascorse 24 ore dalla loro posa. A giudizio della Direzione dei Lavori per garantire la corretta collocazione altimetrica dei chiusini, dovranno essere impiegate armature di sostegno, da collocarsi all'interno delle camerette e da recuperarsi a presa avvenuta. _________________________________________________________________________________________ Capitolato Speciale d’Appalto - 118 -