Consulenza :
IL PROGETTISTA
Dott. Ing. Giovanni Tassani
ELTEC s.a.s.
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO DI
ROMAGNA ACQUE - SOCIETA' DELLE FONTI
Dott. Ing. Paolo Baldoni
2.02
Revisioni
-
0
1
2
3
4
Descrizione
Data
Emissione
Settembre 2012
INDICE
CAPO I – DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
3
PREMESSA
3
Art. 1 – OGGETTO DELL’APPALTO
3
Art. 2 – INDIVIDUAZIONE DELLE OPERE
3
Art. 3 – CANTIERI E OPERE PROVVISIONALI
4
Art. 4 – MANO D’OPERA
5
Art. 5 – MEZZI D’OPERA
5
Art. 6 – DISCARICHE
5
CAPO II - MISURAZIONI E VALUTAZIONI
6
Art. 7 – NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI
6
Art. 8 - DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE AI PREZZI DEI LAVORI A MISURA E DELLE
SOMMINISTRAZIONI PER OPERE IN ECONOMIA - INVARIABILITA’ DEI PREZZI
11
CAPO III - QUALITA’ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI
13
Art. 9 - MATERIALI IN GENERE
13
Art. 10 - ACQUA, CEMENTI E CONGLOMERATI CEMENTIZI
13
Art. 11 - MATERIALI INERTI PER CONGLOMERATI CEMENTIZI E PER MALTE
13
Art. 12 - CONGLOMERATI CEMENTIZI
15
Art. 13 - ARMATURE PER CALCESTRUZZO
21
Art. 14 - ELEMENTI DI LATERIZIO E CALCESTRUZZO
30
Art. 15 - CARPENTERIA METALLICA
30
Art. 16 - PRODOTTI PER PAVIMENTAZIONE
37
Art. 17 - PRODOTTI PER IMPERMEABILIZZAZIONI E PER COPERTURE PIANE
37
Art. 18 – PRODOTTI DIVERSI (SIGILLANTI, ADESIVI, GEOTESSILI
41
Art. 19 – VERNICI
42
Art. 20 - INFISSI
43
Art. 21 - MATERIALI PER RIPRISTINI STRADALI
43
Art. 22 – TUBAZIONI E PEZZI SPECIALI IN ACCIAIO
47
Art. 23 - TUBAZIONI E RACCORDI IN GHISA SFEROIDALE PER ACQUEDOTTO
58
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
-1-
CAPO III - MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLE CATEGORIE DI LAVORO
63
Art. 24 - SCAVI IN GENERE
63
Art. 25 - SCAVI A SEZIONE AMPIA
63
Art. 26 - SCAVI DI FONDAZIONE OD IN TRINCEA
63
Art. 27 - PARATIE O CASSERI
64
Art. 28 - SCAVI IN ACQUA E PROSCIUGAMENTO
65
Art. 29 – TRANSITO STRADALE – ATTRAVERSAMENTO E INCROCI SOTTOSUOLO
65
Art. 30 – DRENAGGI
66
Art. 31 - RILEVATI E RINTERRI
67
Art. 32 - DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
67
Art. 33 – FONDAZIONE IN MISTO CEMENTATO CONFEZIONATO IN CENTRALE
68
Art. 34 – ACCIAIO PER CALCESTRUZZI ARMATI
72
Art. 35 – CALCESTRUZZI E CEMENTO ARMATO
73
Art. 36 - STRUTTURE IN ACCIAIO
87
Art. 37 - OPERE DI IMPERMEABILIZZAZIONE
88
Art. 38 – TUBAZIONI IN GENERE
89
Art. 39 – POSA DELLE CONDOTTE IN GENERE
90
Art. 40 – POSA DELLE TUBAZIONI E PEZZI SPECIALI IN ACCIAIO
94
Art. 41 - PROVA IDRAULICA CONDOTTE IN ACCIAIO
107
Art. 42 - POSA DELLE TUBAZIONI E DEI RACCORDI IN GHISA
108
Art. 43 - GIUNZIONI PER RACCORDI IN GHISA
110
Art. 44 - PROVA IDRAULICA CONDOTTA IN GHISA
112
Art. 45 - LAVAGGI E DISINFEZIONI
113
Art. 46 - MANUTENZIONE ORDINARIA AI MANUFATTI ED ALLE APPARECCHIATURE
113
Art. 47 - VERNICIATURE DI CONDOTTE E DI APPARECCHIATURE
114
Art. 48 - TRATTAMENTO DI IMPREGNAZIONE BITUMINOSA SUPERFICIALE DI SEDI STRADALI E/O
PIAZZALI
114
Art. 49 – RINTERRO DELLE CONDOTTE
115
Art. 50 – POZZETTI E CHIUSINI
115
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
-2-
CAPO I – DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
PREMESSA
L’appalto è regolato dal nuovo Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in
attuazione alle direttive 2007/17/CE e 2004/18/CE approvato con Decreto Legislativo 12 aprile
2006, n. 163 e del nuovo regolamento attuativo di cui al D.P.R. 207/2010; ove previsto
continuano peraltro ad applicarsi le disposizioni contenute negli articoli non abrogati del D.M.
145/00.
Art. 1 – OGGETTO DELL’APPALTO
L’appalto ha per oggetto l’esecuzione dei lavori di manutenzione delle proprietà immobiliari,
delle reti di distribuzione e degli impianti tecnologici di Romagna Acque- Società delle Fonti
S.p.A., così come descritti nell’elenco descrittivo delle voci e come quantificati nella lista delle
categorie di lavori e forniture.
Art. 2 – INDIVIDUAZIONE DELLE OPERE
Le opere soggette a manutenzione sono individuate negli elaborati grafici di cui al seguente
elenco:
DOC.
TITOLO ELABORATO
SCALA
1:
FORMATO
EXT
FILE
“Lavori di manutenzione delle proprietà immobiliari, delle
reti di distribuzione e degli impianti tecnologici di Romagna
Acque Società delle Fonti S.p.A. negli anni 2012 e 2013”
ELABORATI GRAFICI
4
INQUADRAMENTO GENERALE SU CARTA TECNICA REGIONALE
CONDOTTE - CABINE - SERBATOI - POZZETTI DI LINEA
4.01 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - ALFONSINE
25.000
A1
DWG
4.02 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - LUGO
25.000
A1
DWG
4.03 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MEZZANO
25.000
A1
DWG
4.04 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - COTIGNOLA
25.000
A1
DWG
4.05 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - RUSSI
25.000
A1
DWG
4.06 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CLASSE
25.000
A1
DWG
4.07 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FAENZA
25.000
A1
DWG
4.08 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FORLI'
25.000
A1
DWG
4.09 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CERVIA
25.000
A1
DWG
4.10 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - PREDAPPIO
25.000
A1
DWG
4.11 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FORLIMPOPOLI
25.000
A1
DWG
4.12 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CESENA
25.000
A1
DWG
4.13 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - BELLARIA IGEA MARINA
25.000
A1
DWG
4.14 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - ROCCA SAN CASCIANO
25.000
A1
DWG
4.15 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CUSERCOLI
25.000
A1
DWG
4.16 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - BORELLO
25.000
A1
DWG
4.17 COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SANTARCANGELO DI
25.000
A1
DWG
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
-3-
4.18
4.19
4.20
4.21
4.22
4.23
4.24
4.25
ROMAGNA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - RIMINI
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SANTA SOFIA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MERCATO SARACENO
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - VERUCCHIO
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MORCIANO DI ROMAGNA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CATTOLICA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MONTEFIORE CONCA
PLANIMETRIA IMPIANTI DI CAPACCIO - GALLERIE DI GRONDA E
DERIVAZIONE - OPERE DI PRESA
5
INQUADRAMENTO GENERALE SU CARTA TECNICA REGIONALE
FONTI LOCALI
5.01
5.02
5.03
5.04
5.05
5.06
5.07
5.08
5.09
5.10
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FAENZA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FORLI'
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MODIGLIANA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - FORLIMPOPOLI
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CESENA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - BELLARIA IGEA MARINA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - TREDOZIO
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - ROCCA SAN CASCIANO
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - RONCOFREDDO
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SANTARCANGELO DI
ROMAGNA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - RIMINI
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - PREMILCUORE
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SANTA SOFIA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MERCATO SARACENO
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SOGLIANO AL RUBICONE
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - VERUCCHIO
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - MONTESCUDO
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - CATTOLICA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - BAGNO DI ROMAGNA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - SARSINA
COROGRAFIA GENERALE DEGLI IMPIANTI - VERGHERETO
5.11
5.12
5.13
5.14
5.15
5.16
5.17
5.18
5.19
5.20
5.21
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25000 2000
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
A1L
DWG
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
25.000
A1
A1
A1
A1L
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
A1
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
DWG
Art. 3 – CANTIERI E OPERE PROVVISIONALI
Per gli accessi ai cantieri e per gli impianti di cantiere l’Appaltatore deve adottare le soluzioni
logistiche a suo giudizio più appropriate le quali, oltre a sollevare il Committente da richieste di
autorizzazioni e di risarcimenti economici di qualsiasi tipo, risultino congruenti con le
caratteristiche dell’intervento, con il programma dei lavori, e tali da non provocare disturbi alla
stabilità dei siti.
La realizzazione, manutenzione, rimozione dei cantieri e di tutte le opere provvisionali quali ad
esempio: protezioni, ponteggi, slarghi, adattamenti, piste inghiaiate, puntellature e opere di
sostegno, sono a carico dell’Appaltatore e si intendono valutate e compensate con le voci
dell’Elenco Prezzi.
Resta inteso che qualsiasi opera provvisionale che modifichi anche solo in parte le situazioni
esistenti in loco all’inizio dei lavori deve essere preventivamente autorizzata dalla Direzione
Lavori e/o Committente.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
-4-
Art. 4 – MANO D’OPERA
Gli operai dovranno essere qualificati per i lavori da eseguire e muniti degli attrezzi necessari,
dovranno inoltre risultare perfettamente in regola con le norme vigenti riguardanti le
Assicurazioni Sociali, Malattia, Infortuni, ecc.
Art. 5 – MEZZI D’OPERA
L’Appaltatore, per svolgere nei tempi previsti ed a perfetta regola d’arte quanto è oggetto
dell’Appalto, deve operare sia con mezzi di adeguata capacità e potenza, sia con la flessibilità e
la disponibilità richieste dalla tipologia dei lavori.
Tutte le macchine fornite dovranno essere munite di certificato di omologazione così come
previsto dalla “nuova Direttiva Macchine” 2006/42/CE, recepita con il D.Lgs n.17 del 27 gennaio
2010.
Ogni macchina dovrà essere dotata di libretto di istruzioni, scritto in italiano, nel quale dovranno
essere indicati i modi d’uso della macchina stessa.
Art. 6 – DISCARICHE
I materiali di risulta provenienti dagli scavi, dalle trivellazioni, dalle demolizioni, ecc. devono
essere provvisoriamente sistemati e accatastati a cura e spese dell’Appaltatore, con rispetto dei
tempi previsti dal D.Lgs 152/2006; in cantiere devono essere presenti appositi raccoglitori per
legno, metalli, cartone e plastica, nonché apposite vasche in cui prevedere il lavaggio delle
autobetoniere; i rifiuti pericolosi (ad esempio oli e batterie), devono essere stoccati in appositi
contenitori etichettati.
Il terreno di scavo dovrà essere interamente conferito e smaltito in discariche autorizzate.
Tutto il rimanente volume di materiali di risulta prodotti dal cantiere deve essere portato e
smaltito in discarica a cure e spese dell’Appaltatore. Copia dei registri di carico/scarico, se
necessari, dovranno essere custodite in cantiere a disposizione della Stazione Appaltante.
E’ tassativamente vietato l’utilizzo tal quale delle macerie derivate da costruzioni e demolizioni.
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Capitolato Speciale d’Appalto
-5-
CAPO II - MISURAZIONI E VALUTAZIONI
Art. 7 – NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI
Norme generali
L’Appaltatore ha l’onere contrattuale di predisporre in dettaglio tutti i disegni di consistenza delle
opere realizzate e delle lavorazioni eseguite con l’indicazione, mediante quote, prospetti e
quant’altro necessario, delle quantità parziali e totali di ogni singola categoria di lavoro attinente
l’opera o la lavorazione interessata.
Detti disegni contabili, da predisporre su supporto magnetico e/o cartaceo, saranno
obbligatoriamente consegnati tempestivamente alla Direzione Lavori per il necessario controllo
e verifica sulla base delle misurazioni effettuate in contraddittorio con l’Appaltatore, durante
l’esecuzione dei lavori.
Tale documentazione risulterà indispensabile per la predisposizione degli stati di avanzamento
lavori e per l’emissione delle relative rate di acconto, secondo quanto stabilito in merito per i
pagamenti.
Tutto ciò premesso e stabilito si precisa che i lavori saranno liquidati secondo le misure
geometriche o a numero o a peso in relazione a quanto previsto nel relativo elenco dei prezzi
unitari.
Le norme di misurazione contenute nel presente capo assumono carattere generale in
relazione all’esecuzione delle varie categorie di lavoro e pertanto in caso di difformità tra esse e
quanto specificatamente indicato nelle singole voci di elenco prezzi unitari, queste ultime sono
da intendersi preminenti rispetto alle prime.
Le norme di misurazione per la contabilizzazione saranno le seguenti:
Scavi in genere
Oltre che per gli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, con i prezzi di elenco per gli
scavi in genere l’Appaltatore si deve ritenere compensato per tutti gli oneri che esso dovrà
incontrare:
per taglio di piante, estirpazione di ceppaie, radici, ecc.;
per il taglio e lo scavo con qualsiasi mezzo delle materie sia asciutte che bagnate, di
qualsiasi consistenza ed anche in presenza d’acqua;
per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico a rinterro od a rifiuto entro i limiti
previsti in elenco prezzi, sistemazione delle materie di rifiuto, deposito provvisorio e
successiva ripresa;
per la regolazione delle scarpate o pareti, per lo spianamento del fondo, per la formazione di
gradoni, attorno e sopra le condotte di acqua od altre condotte in genere, e sopra le
fognature o drenaggi secondo le sagome definite dalla Direzione Lavori;
per puntellature, sbadacchiature ed armature di qualsiasi importanza e genere secondo
tutte le prescrizioni contenute nel presente capitolato, compresi le composizioni,
scomposizioni, estrazioni ed allontanamento, nonché sfridi, deterioramenti, perdite parziali o
totali del legname o dei ferri;
per impalcature ponti e costruzioni provvisorie, occorrenti sia per il trasporto delle materie di
scavo e sia per la formazione di rilevati, per passaggi, attraversamenti, ecc.;
per ogni altra spesa necessaria per l’esecuzione completa degli scavi.
La misurazione degli scavi verrà effettuata con il metodo delle sezioni ragguagliate in base ai
rilevamenti eseguiti in contraddittorio con l’Appaltatore, prima e dopo i relativi lavori.
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Capitolato Speciale d’Appalto
-6-
Scavi in acqua
Saranno quantificati a metro cubo con le norme e modalità prescritte nel presente articolo e per
zone successive a partire dal piano di livello a quota 0,20 m. sotto il livello normale delle acque
stabilitesi nei cavi procedendo verso il basso. Pertanto la quantificazione dello scavo eseguito
nei limiti di ciascuna zona risulterà dal volume ricadente nella zona stessa.
Nel caso che la Stazione Appaltante si avvalga della facoltà di eseguire gli esaurimenti e
prosciugamenti dei cavi, ovvero di quella di disporre l'impiego di attrezzature speciali tipo wellpoint, lo scavo entro i cavi così prosciugati verrà quantificato come scavo all'asciutto.
Blindaggio degli scavi
La consistenza del blindaggio, comprensiva di ogni onere, è quantificata con la superficie di
parete di scavo effettivamente contrastata e sorretta.
Rilevati e rinterri
Il volume dei rilevati sarà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate, in base a
rilevamenti eseguiti come per gli scavi di sbancamento.
I rinterri di scavi a sezione ristretta saranno valutati a metro cubo per il loro volume effettivo
misurato in opera. Nei prezzi di elenco sono previsti tutti gli oneri per il trasporto dei terreni da
qualsiasi distanza e per gli eventuali indennizzi a cave di prestito.
Riempimento con misto granulare
Il riempimento con misto granulare a ridosso delle murature per drenaggi, vespai, ecc., sarà
valutato a metro cubo per il suo volume effettivo misurato in opera.
Murature in genere
Tutte le murature in genere, salvo le eccezioni di seguito specificate, saranno misurate
geometricamente, a volume o a superficie, secondo la categoria, in base a misure prese sul
vivo dei muri, esclusi cioè gli intonaci. Sarà fatta deduzione di tutti i vuoti di luce superiore a
1,00 m² e dei vuoti di canne fumarie, canalizzazioni, ecc., che abbiano sezione superiore a 0,25
m², rimanendo per questi ultimi, all’Appaltatore, l’onere della loro eventuale chiusura con
materiale in cotto. Così pure sarà sempre fatta deduzione del volume corrispondente alla parte
incastrata di pilastri, piattabande, ecc., di strutture diverse, nonché di pietre naturali od artificiali,
da pagarsi con altri prezzi di tariffa. Nei prezzi unitari delle murature di qualsiasi genere, qualora
non debbano essere eseguite con paramento di faccia vista, si intende compreso il rinzaffo
delle facce visibili dei muri. Tale rinzaffo sarà sempre eseguito, ed è compreso nel prezzo
unitario, anche a tergo dei muri che debbono essere poi caricati a terrapieni. Per questi ultimi
muri è pure sempre compresa la eventuale formazione di feritoie regolari e regolarmente
disposte per lo scolo delle acque ed in generale quella delle immorsature e la costruzione di
tutti gli incastri per la posa in opera della pietra da taglio od artificiale.
Nei prezzi della muratura di qualsiasi specie si intende compreso ogni onere per formazione di
spalle, sguinci, canne, spigoli, strombature, incassature per imposte di archi, volte e
piattabande.
Qualunque sia la curvatura data alla pianta ed alle sezioni dei muri, anche se si debbano
costruire sotto raggio, le relative murature non potranno essere comprese nella categoria delle
volte e saranno valutate con i prezzi delle murature rotte senza alcun compenso in più. Le
ossature di cornici, cornicioni, lesene, pilastri ecc., di aggetto superiore a 5 cm sul filo esterno
del muro, saranno valutate per il loro volume effettivo in aggetto con l’applicazione dei prezzi di
tariffa stabiliti per le murature.
Per le ossature di aggetto inferiore a 5 cm non verrà applicato alcun sovrapprezzo.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Quando la muratura in aggetto è diversa da quella del muro sul quale insiste, la parte incastrata
sarà considerata come della stessa specie del muro stesso. Le murature di mattoni ad una testa
od in foglio si misureranno a vuoto per pieno, al rustico, deducendo soltanto le aperture di
superficie uguale o superiore a 1 m², intendendo nel prezzo compensata la formazione di
sordini, spalle, piattabande, ecc., nonché eventuali intelaiature in legno che la Direzione dei
Lavori ritenesse opportuno di ordinare allo scopo di fissare i serramenti al telaio, anziché alla
parete.
Calcestruzzi
I calcestruzzi per fondazioni, murature, volte, ecc., e le strutture costituite da getto in opera,
saranno in genere pagati a metro cubo e misurati in opera in base alle dimensioni prescritte,
esclusa quindi ogni eccedenza, ancorché‚ inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi aperti
e dal modo di esecuzione dei lavori.
Nei relativi prezzi, oltre agli oneri delle murature in genere, si intendono compensati tutti gli
oneri specificati nelle norme sui materiali e sui modi di esecuzione.
Conglomerato cementizio armato.
Il conglomerato per opere in cemento armato di qualsiasi natura e spessore sarà valutato per il
suo volume effettivo, senza detrazione del volume del ferro che verrà pagato a parte.
I casseri, le casseforme e le relative armature di sostegno, se non comprese nei prezzi di
elenco del conglomerato cementizio, saranno computati separatamente con i relativi prezzi di
elenco.
Pertanto, per il compenso di tali opere, bisognerà attenersi a quanto previsto nell’Elenco dei
Prezzi Unitari.
Nei prezzi del conglomerato sono inoltre compresi tutti gli oneri derivanti dalla formazione di
palchi provvisori di servizio, dall’innalzamento dei materiali, qualunque sia l’altezza alla quale
l’opera di cemento armato dovrà essere eseguita, nonché‚ per il getto e la vibratura.
Il ferro tondo per armature di opere di cemento armato di qualsiasi tipo nonché‚ la rete
elettrosaldata sarà valutato secondo il peso effettivo; nel prezzo oltre alla lavorazione e lo sfrido
è compreso l’onere della legatura dei singoli elementi e la posa in opera dell’armatura stessa.
Vespai, Rilevati e Rinterri
Nei prezzi dei vespai è compreso ogni onere per la fornitura di materiali e posa in opera come
prescritto nelle norme sui modi di esecuzione. La valutazione sarà effettuata al metro cubo di
materiali in opera e costipato con idonei mezzi.
Pavimenti
I pavimenti, di qualunque genere, saranno valutati per la superficie vista tra le pareti
dell’ambiente.
I prezzi di elenco comprendono l’onere per la fornitura dei materiali e per ogni lavorazione
intesa a dare i pavimenti stessi completi e rifiniti come prescritto nelle norme sui materiali e sui
modi di esecuzione, compreso il sottofondo e le stuccature.
Intonaci
I prezzi degli intonaci saranno applicati alla superficie intonacata senza tener conto delle
superfici laterali di risalti, lesene e simili. Tuttavia saranno valutate anche tali superfici laterali
quando la loro larghezza superi 5 cm. Varranno sia per superfici piane, che curve. L’esecuzione
di gusci di raccordo, se richiesti negli angoli fra pareti e soffitto e fra pareti e pareti, con raggio
non superiore a 15 cm, è pure compresa nel prezzo, avuto riguardo che gli intonaci verranno
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Capitolato Speciale d’Appalto
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misurati anche in questo caso come se esistessero gli spigoli vivi.
Nel prezzo degli intonaci è compreso l’onere della ripresa, dopo la chiusura, di tracce di
qualunque genere, della muratura di eventuali ganci al soffitto e delle riprese contropavimenti,
zoccolature e serramenti.
I prezzi dell’elenco valgono anche per intonaci su murature di mattoni forati dello spessore di
una testa, essendo essi comprensivi dell’onere dell’intasamento dei fori dei laterizi.
Gli intonaci interni sui muri di spessore maggiore di 15 cm saranno computati a vuoto per pieno,
a compenso dell’intonaco nelle riquadrature dei vani, che non saranno perciò sviluppate.
Tuttavia saranno detratti i vani di superficie maggiore di 4 m², valutando a parte la riquadratura
di detti vani.
Gli intonaci interni su tramezzi in foglio o ad una testa saranno computati per la loro superficie
effettiva; dovranno essere pertanto detratti tutti i vuoti di qualunque dimensione essi siano, ed
aggiunte le loro riquadrature.
Nessuno speciale compenso sarà dovuto per gli intonaci eseguiti a piccoli tratti anche in
corrispondenza di spalle e mazzette di vani di porte e finestre.
Tinteggiature, coloriture e verniciature
Le tinteggiature interne ed esterne per pareti e soffitti saranno in generale misurate con le
stesse norme sancite per gli intonaci.
Per la coloritura o verniciatura degli infissi e simili si osserveranno le norme seguenti:
per le porte, bussole e simili, si computerà due volte la luce netta dell’infisso, oltre alla
mostra o allo sguincio, se ci sono, non detraendo la eventuale superficie del vetro.
È compresa con ciò anche la verniciatura del telaio per muri grossi o del cassettoncino tipo
romano per tramezzi e dell’imbotto tipo lombardo, pure per tramezzi. La misurazione della
mostra e dello sguincio sarà eseguita in proiezione su piano verticale parallelo a quello medio
della bussola (chiusa) senza tener conto di sagome, risalti o risvolti;
per le opere in ferro semplici e senza ornati, quali finestre grandi a vetrate e lucernari,
serrande avvolgibili a maglia, saranno computati i tre quarti della loro superficie
complessiva, misurata sempre in proiezione, ritenendo così compensata la coloritura dei
sostegni, grappe e simili accessori, dei quali non si terrà conto alcuno nella misurazione;
per le opere in ferro di tipo normale a disegno, quali ringhiere, cancelli anche riducibili,
inferriate e simili, sarà computata due volte l’intera loro superficie, misurata con le norme e
con le conclusioni di cui al punto precedente;
per le serrande in lamiera ondulata o ad elementi di lamiera, sarà computata due volte e
mezza la luce netta del vano, in altezza, tra la soglia e la battitura della serranda,
intendendo con ciò compensato anche la coloritura della superficie non in vista.
Tutte le coloriture o verniciature s’intendono eseguite su ambo le facce e con i rispettivi prezzi di
elenco si intende altresì compensata la coloritura, o verniciatura di nottole, braccioletti e simili
accessori.
Infissi in metallo o polimeri
Gli infissi, come finestre, vetrate di ingresso, porte, pareti a facciate continue, saranno valutati a
metro quadrato di superficie misurata all’esterno delle mostre e coprifili e compensati con le
rispettive voci d’elenco. Nei prezzi sono compresi i controtelai da murare, tutte le ferramenta e
tutti gli oneri derivanti dall’osservanza delle norme e prescrizioni contenute nelle norme sui
materiali e sui modi di esecuzione.
Lavori di metallo
Tutti i lavori di metallo saranno in generale valutati a peso ed i relativi prezzi verranno applicati
al peso effettivo dei metalli stessi a lavorazione completamente ultimata e determinato prima
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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della loro posa in opera, con pesatura diretta fatta in contraddittorio ed a spese dell’Appaltatore,
escluse ben inteso dal peso le verniciature e zincature se non espressamente richieste
dall’elenco prezzi.
Nei prezzi dei lavori in metallo è compreso ogni e qualunque compenso per forniture
accessorie, per lavorazioni, montatura e posizione in opera.
Tubi pluviali
I tubi pluviali saranno misurati al metro lineare in opera, senza tener conto delle parti
sovrapposte, intendendosi compresa nei rispettivi prezzi di elenco la fornitura a posa in opera di
pezzi speciali quali curve braghe bochettoni staffe e cravatte di rame.
Canali di gronda, grembialine e converse
Canali, grembialine e converse in rame saranno valutati a metri lineari di lunghezza con uno
sviluppo in larghezza di 33 cm., determinato con le stesse modalità utilizzate per i tubi pluviali e
con tutti gli oneri di cui sopra.
Tubazioni e pezzi speciali in acciaio o acciaio inox
Le tubazioni saranno in generale valutati a peso ed i relativi prezzi verranno applicati al peso
effettivo dei metalli stessi a lavorazione completamente ultimata e determinato prima della loro
posa in opera, con pesatura diretta fatta in contraddittorio ed a spese dell’Appaltatore.
Rivestimenti delle condotte
Rivestimenti in materiali bituminosi o in polietilene saranno misurati al metro quadro di materiale
effettivamente posato senza tener conto delle parti sovrapposte, intendendosi compresa nei
rispettivi prezzi tutti gli accessori od oneri necessari per la messa in opera.
Tubazioni in polietilene
Le tubazioni in pressione di polietilene poste in vista o interrate saranno valutate al metro
lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando l’effettivo sviluppo lineare in opera,
comprendendo linearmente anche i vari pezzi speciali, la fornitura delle staffe di sostegno e il
relativo fissaggio con tasselli ad espansione.
Tubazioni in P.V.C.
Le tubazioni di plastica, le condutture di esalazione, ventilazione e scarico saranno valutate al
metro lineare; la quantificazione verrà effettuata misurando l’effettivo sviluppo lineare in opera
(senza tener conto delle parti sovrapposte) comprendendo linearmente anche i pezzi speciali,
gli sfridi, i materiali di tenuta, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo fissaggio con
tasselli ad espansione.
Posa di cavidotto per cavo a fibra ottica
Nella voce d’elenco sono inclusi l’installazione di cantiere, il trasferimento in loco del personale
e dei macchinari necessari, la formazione e ripristino delle nicchie di partenza, intermedie ed
arrivo, la segnaletica e la guardiania del cantiere, la fornitura di forza motrice, acqua, sabbiella,
misto granulare stabilizzato, ghiaia o terreno vegetale necessari per eseguire i lavori, le piste di
accesso al cantiere e i ripristini dei terreni al termine delle lavorazioni.
Sono inoltre incluse le operazioni di smontaggio del cantiere.
Sono escluse le lavorazioni necessarie per il ripristino dei piani di campagna precedentemente
pavimentati: asfalti, pavimenti in c.a., betonella ecc.
La perforazione e posa teleguidata della condotta include l'alesatura, l'individuazione di tutti i
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Capitolato Speciale d’Appalto
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sottoservizi, la fornitura dei profili di quanto posato su supporto informatico e cartaceo, la
responsabilità sui danni arrecati a eventuali sottoservizi e l’eventuale saldatura del tubo in
polietilene da posare; compreso la posa del cordino di trazione fibra ottica.
Resta esclusa la fornitura del tubo in polietilene.
Mano d’opera.
Gli operai per i lavori in economia dovranno essere idonei al lavoro per il quale sono richiesti e
dovranno essere provvisti dei necessari attrezzi. L’Appaltatore è obbligato, senza compenso
alcuno, a sostituire tutti quegli operai che non riescano di gradimento alla direzione dei lavori.
Circa le prestazioni di mano d’opera saranno osservate le disposizioni e convenzioni stabilite
dalle leggi e dai contratti collettivi di lavoro, stipulati e convalidati a norma delle leggi sulla
disciplina giuridica dei rapporti collettivi.
Nell’esecuzione dei lavori che formano oggetto del presente appalto, l’Impresa si obbliga ad
applicare integralmente tutte le norme contenute nel contratto collettivo nazionale di lavoro per
gli operai dipendenti dalle aziende industriali edili ed affini e negli accordi locali integrativi dello
stesso, in vigore per il tempo e nella località in cui si svolgono i lavori anzidetti.
L’Impresa è responsabile in rapporto alla Stazione appaltante dell’osservanza delle norme
anzidette da parte degli eventuali subappaltatori nei confronti dei rispettivi loro dipendenti.
In caso di inottemperanza agli obblighi precisati nel presente articolo, accertata dalla Stazione
appaltante o ad essa segnalata dall’Ispettorato del Lavoro, la Stazione appaltante medesima
comunicherà all’Impresa e, se nel caso, anche all’Ispettorato suddetto, l’inadempienza
accertata e procederà ad una detrazione del 20% sui pagamenti in acconto, se i lavori sono in
corso di esecuzione, ovvero alla sospensione del pagamento del saldo, se i lavori sono stati
ultimati, destinando le somme così accantonate a garanzia dell’adempimento degli obblighi di
cui sopra.
Il pagamento all’Impresa delle somme accantonate non sarà effettuato sino a quando
dall’Ispettorato del Lavoro non sia stato accertato che gli obblighi predetti sono stati
integralmente adempiuti. Per le detrazioni e sospensione dei pagamenti di cui sopra, l’Impresa
non può opporre eccezioni alla Stazione appaltante, nè a titolo al risarcimento di danni.
Noleggi.
Le macchine e gli attrezzi dati a noleggio debbono essere in perfetto stato di servibilità e
provvisti di tutti gli accessori necessari per il loro regolare funzionamento. Sono a carico
esclusivo dell’Appaltatore la manutenzione degli attrezzi e delle macchine.
Il prezzo comprende gli oneri relativi alla mano d’opera, al combustibile, ai lubrificanti, ai
materiali di consumo, all’energia elettrica ed a tutto quanto occorre per il funzionamento delle
macchine.
Nel prezzo del noleggio sono compresi e compensati gli oneri e tutte le spese per il trasporto a
piè d’opera, montaggio, smontaggio ed allontanamento dei detti meccanismi.
Per il noleggio di macchine e mezzi, il prezzo verrà corrisposto soltanto per le ore di effettivo
lavoro richiesto dal Committente rimanendo escluso ogni compenso per qualsiasi altra causa.
Art. 8 - DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE AI PREZZI DEI LAVORI A MISURA E DELLE
SOMMINISTRAZIONI PER OPERE IN ECONOMIA - INVARIABILITA’ DEI PREZZI
I prezzi unitari offerti dall’Appaltatore, in base ai quali saranno pagati i lavori appaltati, sono
indicati nel seguente elenco e compensano:
per i materiali: ogni spesa (per fornitura, trasporto, dazi, cali, perdite, sprechi, ecc.), nessuna
eccettuata, che venga sostenuta per darli pronti all’impiego, a piede di qualunque opera;
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Capitolato Speciale d’Appalto
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per la manodopera e mezzi d’opera: ogni spesa per fornire i medesimi di attrezzi e utensili
del mestiere, nonché‚ per premi di assicurazioni sociali, per illuminazione dei cantieri in caso
di lavoro notturno;
per i noli: ogni spesa per dare a piè d’opera i macchinari e mezzi pronti al loro uso;
per i lavori a misura: tutte le spese per forniture, lavorazioni, mezzi d’opera, assicurazioni
d’ogni specie, indennità di cave, di passaggi o di deposito, di cantiere, di occupazione
temporanea e d’altra specie, mezzi d’opera provvisionali, carichi, trasporti e scarichi in
ascesa o discesa, ecc., e quanto occorre per dare il lavoro compiuto a perfetta regola d’arte,
intendendosi nei prezzi stessi compreso ogni compenso per gli oneri tutti che l’Appaltatore
dovrà sostenere a tale scopo, anche se non esplicitamente detti o richiamati nei vari articoli
e nell’elenco dei prezzi del presente Capitolato.
I prezzi, per lavori a misura, si intendono accettati dall’Appaltatore in base ai calcoli di sua
convenienza, a tutto suo rischio. Essi sono fissi ed invariabili.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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CAPO III - QUALITA’ DEI MATERIALI E DEI COMPONENTI
Art. 9 - MATERIALI IN GENERE
Quale regola generale si intende che i materiali, i prodotti ed i componenti occorrenti, realizzati
con materiali e tecnologie tradizionali e/o artigianali, per la costruzione delle opere, proverranno
da quelle località che l’Appaltatore riterrà di sua convenienza, purché, ad insindacabile giudizio
della direzione dei lavori, rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate.
Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo capitolato può risultare da un attestato di
conformità rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione.
Art. 10 - ACQUA, CEMENTI E CONGLOMERATI CEMENTIZI
Acqua.
L’acqua per l’impasto con leganti idraulici dovrà essere limpida, priva di grassi o sostanze
organiche e priva di sali (particolarmente di solfati e cloruri) in percentuali dannose e non
essere aggressiva per il conglomerato risultante.
Cementi e agglomerati cementizi.
I cementi da impiegare in qualsiasi lavoro devono rispondere ai limiti di accettazione contenuti
nella legge 26 maggio 1965, n. 595 e nel DM 3 giugno 1968 (“Nuove norme sui requisiti di
accettazione e modalità di prova dei cementi”) e successive modifiche e integrazioni (DM 20
novembre 1984 e DM 13 settembre 1993). Tutti i cementi devono essere, altresì, conformi al
DM n. 314 emanato dal Ministero dell’industria in data 12 luglio 1999 (che ha sostituito il DM n.
126 del 9 marzo 1988 con l’allegato “Regolamento del servizio di controllo e certificazione di
qualità dei cementi” dell’ICITE - CNR) ed in vigore dal 12 marzo 2000, che stabilisce le nuove
regole per l’attestazione di conformità per i cementi immessi sul mercato nazionale e per i
cementi destinati ad essere impiegati nelle opere in conglomerato normale, armato e
precompresso. I requisiti da soddisfare devono essere quelli previsti dalla norma UNI EN 1972007 “Cemento. Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni”.
Gli agglomerati cementizi, oltre a soddisfare i requisiti di cui alla legge 595/1965, devono
rispondere alle prescrizioni di cui al summenzionato DM del 31 agosto 1972 e s.m. ed i.
I cementi e gli agglomeranti cementizi devono essere forniti o in sacchi sigillati o in imballaggi
speciali a chiusura automatica a valvola, che non possono essere aperti senza lacerazione, o
alla rinfusa. Per ciascuna delle tre alternative valgono le prescrizioni di cui all’art. 3 della legge
595/1965.
I cementi e gli agglomerati cementizi devono essere in ogni caso conservati in magazzini
coperti, ben ventilati e riparati dall’umidità e da altri agenti capaci di degradarli prima
dell’impiego.
Art. 11 - MATERIALI INERTI PER CONGLOMERATI CEMENTIZI E PER MALTE
Sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla
lavorazione di materiali naturali, artificiali, ovvero provenienti da processi di riciclo conformi alla
norma europea armonizzata UNI EN 12620 e, per gli aggregati leggeri, alla norma europea
armonizzata UNI EN 13055-1. Il sistema di attestazione della conformità di tali aggregati, ai
sensi del DPR 246/93 è indicato nella Tab. 11.2.II. contenuta nell’art. 11.2.9.2 del DM 14
gennaio 2008 recante “Norme tecniche per le costruzioni” emesso ai sensi delle leggi 5
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 13 -
novembre 1971, n. 1086, e 2 febbraio 1974, n. 64, così come riunite nel Testo Unico per
l’Edilizia di cui al DPR 6 giugno 2001, n. 380, e dell’art. 5 del DL 28 maggio 2004, n. 136,
convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 27 luglio 2004, n. 186 e ss. mm. ii.
(d’ora in poi DM 14 gennaio 2008).
È consentito l’uso di aggregati grossi provenienti da riciclo, secondo i limiti di cui alla Tab.
11.2.III contenuta sempre nel summenzionato art. 11.2.9.2., a condizione che la miscela di
calcestruzzo confezionata con aggregati riciclati, venga preliminarmente qualificata e
documentata attraverso idonee prove di laboratorio.
Per tali aggregati, le prove di controllo di produzione in fabbrica di cui ai prospetti H1, H2 ed H3
dell’annesso ZA della norma europea armonizzata UNI EN 12620, per le parti rilevanti, devono
essere effettuate ogni 100 tonnellate di aggregato prodotto e, comunque, negli impianti di
riciclo, per ogni giorno di produzione.
Nelle prescrizioni di progetto si potrà fare utile riferimento alle norme UNI 8520-1:2005 e UNI
8520-2:2005 al fine di individuare i requisiti chimico-fisici, aggiuntivi rispetto a quelli fissati per gli
aggregati naturali, che gli aggregati riciclati devono rispettare, in funzione della destinazione
finale del calcestruzzo e delle sue proprietà prestazionali (meccaniche, di durabilità e
pericolosità ambientale, ecc.), nonché quantità percentuali massime di impiego per gli aggregati
di riciclo, o classi di resistenza del calcestruzzo, ridotte rispetto a quanto previsto nella tabella
sopra esposta.
Per quanto riguarda gli eventuali controlli di accettazione da effettuarsi a cura del Direttore dei
Lavori, questi sono finalizzati almeno alla determinazione delle caratteristiche tecniche riportate
nella Tab. 11.2.IV del mezionato art. 11.2.9.2. I metodi di prova da utilizzarsi sono quelli indicati
nelle Norme Europee Armonizzate citate, in relazione a ciascuna caratteristica.
Le sabbie, naturali o artificiali, da impiegare nelle malte e nei calcestruzzi devono:
– essere ben assortite in grossezza;
– essere costituite da grani resistenti, non provenienti da roccia decomposta o gessosa;
– avere un contenuto di solfati e di cloruri molto basso (soprattutto per malte a base di
cemento);
– essere tali da non reagire chimicamente con la calce e con gli alcali del cemento, per evitare
rigonfiamenti e quindi fessurazioni, macchie superficiali;
– essere scricchiolanti alla mano;
– non lasciare traccia di sporco;
– essere lavate con acqua dolce anche più volte, se necessario, per eliminare materie nocive e
sostanze eterogenee;
– avere una perdita in peso non superiore al 2% se sottoposte alla prova di decantazione in
acqua.
La ghiaia da impiegare nelle malte e nei conglomerati cementizi deve essere:
– costituita da elementi puliti di materiale calcareo o siliceo;
– ben assortita;
– priva di parti friabili;
– lavata con acqua dolce, se necessario per eliminare materie nocive.
Il pietrisco, utilizzato in alternativa alla ghiaia, deve essere ottenuto dalla frantumazione di
roccia compatta , durissima silicea o calcarea, ad alta resistenza meccanica.
Le dimensioni dei granuli delle ghiaie e del pietrisco per conglomerati cementizi sono prescritte
dalla direzione lavori in base alla destinazione d’uso e alle modalità di applicazione. In ogni
caso le dimensioni massime devono essere commisurate alle caratteristiche geometriche della
carpenteria del getto ed all’ingombro delle armature.
Nel dettaglio gli elementi costituenti ghiaie e pietrischi devono essere di dimensioni tali da:
– passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 5 cm se utilizzati per
lavori di fondazione/elevazione, muri di sostegno, rivestimenti di scarpata, ecc…
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Capitolato Speciale d’Appalto
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– passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 4 cm se utilizzati per volti
di getto;
– passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 3 cm se utilizzati per
cappe di volti, lavori in cemento armato, lavori a parete sottile.
In ogni caso, salvo alcune eccezioni, gli elementi costituenti ghiaie e pietrischi devono essere
tali da non passare attraverso un setaccio con maglie circolari del diametro di 1 cm.
Sabbia, ghiaia e pietrisco sono in genere forniti allo stato sciolto e sono misurati o a metro cubo
di materiale assestato sugli automezzi per forniture o a secchie, di capacità convenzionale pari
ad 1/100 di m³, nel caso in cui occorrono solo minimi quantitativi.
Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro, devono essere a
grana compatta e monde da cappellaccio, esenti da piani di sfaldamento, da screpolature, peli,
venature, interclusioni di sostanze estranee; devono avere dimensioni adatte al particolare loro
impiego, offrire una resistenza proporzionata alla entità della sollecitazione cui devono essere
soggette, ed avere una efficace adesività alle malte. Sono escluse, salvo specifiche
prescrizioni, le pietre gessose ed in generale tutte quelle che potrebbero subire alterazioni per
l’azione degli agenti atmosferici o dell’acqua corrente.
Gli additivi per impasti cementizi devono essere conformi alla norma UNI 10765 – 1999 (Additivi
per impasti cementizi – Additivi multifunzionali per calcestruzzo – Definizioni, requisiti e criteri di
conformità). Per le modalità di controllo ed accettazione il Direttore dei Lavori potrà far eseguire
prove od accettare l’attestazione di conformità alle norme secondo i criteri di cui all’art. 3 del
presente Capitolato Speciale.
Art. 12 - CONGLOMERATI CEMENTIZI
CARATTERISTICHE DEI COSTITUENTI DEL CALCESTRUZZO
CEMENTO
Il cemento deve essere scelto, fra quelli considerati idonei, tenendo in considerazione:
l’esecuzione dell’opera
l’uso finale del calcestruzzo
le condizioni di maturazione
le dimensioni della struttura
le condizioni ambientali alle quali la struttura sarà esposta
la potenziale reattività degli aggregati agli alcali provenienti dai componenti
Potranno essere impiegati unicamente i cementi previsti nella Legge 26.5.65 n° 595 che
soddisfino i requisiti di accettazione elencati nella norma UNI ENV 197/1, con esclusione del
cemento alluminoso e dei cementi per sbarramenti di ritenuta.
I cementi utilizzati dovranno essere controllati e certificati come previsto per legge.
In caso di ambienti chimicamente aggressivi si dovrà far riferimento a quanto previsto nelle
norme UNI 9606, UNI 9156 e UNI 10517 e al successivo Art.51.
Modalità di fornitura
I sacchi per la fornitura dei cementi debbono essere sigillati ed in perfetto stato di
conservazione. Se l'imballaggio fosse comunque manomesso o il prodotto avariato, il cemento
potrà essere rifiutato dalla Direzione dei Lavori e dovrà essere sostituito con altro idoneo. Se i
leganti sono forniti sfusi, la provenienza e la qualità degli stessi dovranno essere dichiarate con
documenti di accompagnamento della merce. La qualità del cemento potrà essere accertata
mediante prelievo di campioni e la loro analisi presso Laboratori Ufficiali. L’Appaltatore dovrà
disporre in cantiere di silos per lo stoccaggio del cemento che ne consentano la conservazione
in idonee condizioni termoigrometriche.
Controllo della documentazione
In cantiere o presso l'impianto di preconfezionamento del calcestruzzo è ammessa
esclusivamente la fornitura di cementi di cui sopra.
Tutte le forniture di cemento devono essere accompagnate dall'attestato di conformità CE.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Le forniture effettuate da un intermediario, ad esempio un importatore, dovranno essere
accompagnate dall'Attestato di Conformità CE rilasciato dal produttore di cemento e completato
con i riferimenti ai DDT dei lotti consegnati dallo stesso intermediario.
Il Direttore dei Lavori verificherà periodicamente quanto sopra indicato, in particolare la
corrispondenza del cemento consegnato, come rilevabile dalla documentazione anzidetta, con
quello previsto nel Capitolato Speciale di Appalto e nella documentazione o elaborati tecnici
specifici.
Controllo di accettazione
Il Direttore dei Lavori potrà richiedere controlli di accettazione sul cemento in arrivo in cantiere
nel caso che il calcestruzzo sia prodotto da impianto di preconfezionamento installato nel
cantiere stesso.
Il prelievo del cemento dovrà avvenire al momento della consegna in conformità alla norma
UNI EN 196-7.
L'Appaltatore dovrà assicurarsi, prima del campionamento, che il sacco da cui si effettua il
prelievo sia in perfetto stato di conservazione o, alternativamente, che l'autobotte sia ancora
munita di sigilli; è obbligatorio che il campionamento sia effettuato in contraddittorio con un
rappresentante del produttore di cemento.
Il controllo di accettazione di norma potrà avvenire indicativamente ogni 5.000 ton di cemento
consegnato.
Il campione di cemento prelevato sarà suddiviso in almeno tre parti di cui una verrà inviata ad
un Laboratorio Ufficiale di cui all'art 59 del DPR n° 380/2001 scelto dalla Direzione Lavori,
un'altra è a disposizione dell'impresa e la terza rimarrà custodita, in un contenitore sigillato, per
eventuali controprove.
ACQUA D’IMPASTO
L'acqua d’impasto, di provenienza nota, dovrà avere caratteristiche costanti nel tempo, conformi
a quelle della norma UNI EN 1008.
AGGREGATI
Gli aggregati utilizzabili, ai fini del confezionamento del calcestruzzo, debbono possedere
marcatura CE secondo il D.P.R. 246/93 e successivi decreti attuativi.
Dovranno avere caratteristiche conformi a quelle previste nel UNI EN 12620 per gli aggregati
normali e pesanti, ed al prEN 13055-1 per quelli leggeri e alle UNI 8520-2 con i relativi
riferimenti alla destinazione d’uso del calcestruzzo
La massa volumica media del granulo in condizioni s.s.a. (saturo a superficie asciutta) deve
essere pari o superiore a 2300 kg/m3.
ADDITIVI
Gli additivi per la produzione del calcestruzzo devono possedere la marcatura CE ed essere
conformi, in relazione alla particolare categoria di prodotto cui essi appartengono, ai requisiti
imposti dai rispettivi prospetti della norma UNI EN 934 (parti 2, 3, 4, 5).
AGGIUNTE
Sono considerate idonee le aggiunte di tipo I (aggiunte inerti) costituite da filler conformi alla
EN12620 e da pigmenti conformi alla EN 12878.
È ammesso l'utilizzo di aggiunte definite nella norma UNI EN 206-1 di tipo II (aggiunte
pozzolaniche o ad attività idraulica latente) costituite da ceneri volanti e fumi di silice, purché
non vengano modificate negativamente le caratteristiche prestazionali del calcestruzzo.
Ceneri volanti
Le ceneri volanti dovranno soddisfare i requisiti della norma UNI EN 450. Per ogni invio dovrà
essere specificato il fornitore ed essere disponibile copia dei certificati delle prove eseguite.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Fumi di silice
I fumi di silice ai fini dell’utilizzazione nel calcestruzzo come aggiunte di tipo II, devono essere
conformi alla UNI EN 13263 parte 1 e 2, costituiti da silice attiva amorfa presente in quantità
maggiore o uguale all’85% del peso totale e provviste di marcatura CE in ottemperanza alle
disposizioni legislative in materia di norma armonizzata.
I fumi dovranno essere costituiti da particelle sferiche isolate con diametro compreso tra 0.01 e
0.5 micron, oppure da agglomerati o granuli secondari di diametro da 1 a 10 micron, avere
aspetto di polvere asciutta o di sospensione acquosa. Per ogni invio dovrà essere specificato il
fornitore ed essere disponibile copia dei certificati delle prove eseguite.Poiché i fumi di silice
possiedono un elevato potere di ritenzione d'acqua, il loro impiego dovrà essere sempre
associato a quello di additivi superfluidificanti. Nel caso di utilizzo dell’autobetoniera come
mescolatore i fumi in polvere dovranno essere immessi contemporaneamente ad almeno il 50%
dell’acqua totale, per formare una sospensione acquosa.
CLASSIFICAZIONE DEL CALCESTRUZZO
CLASSI DI RESISTENZA
Si fa riferimento alle Norme Tecniche per le Costruzioni del 14/09/2005.
La resistenza a compressione del calcestruzzo è espressa in termini di resistenza caratteristica,
definita come quel valore di resistenza al di sotto del quale si può attendere di trovare il 5%
della popolazione di tutte le misure di resistenza.
La resistenza caratteristica cubica Rck viene dedotta sulla base dei valori ottenuti da prove a
compressione a 28 giorni effettuate su cubi di 150 mm di lato, per aggregati con diametro
massimo fino a 32 mm, o di 200 m di lato per aggregati con diametro massimo maggiore.
La resistenza caratteristica cilindrica fck viene dedotta sulla base dei valori ottenuti da prove a
compressione a 28 giorni effettuate su cilindri di 150 mm di diametro e 300 mm di altezza.
Per indicare la classe di resistenza si utilizza la simbologia Cxx/yy ove xx individua il valore
della resistenza caratteristica cilindrica fck e yy il valore della resistenza caratteristica cubica
Rck, entrambi espressi in N/mm2 (1 N/mm2 = 10 Kg/cm2).
Tabella 5.4.1 - Classi di resistenza del calcestruzzo
(Secondo UNI EN 206-1)
Classe
di resistenza
a compressione
Resistenza
caratteristica
cilindrica minima
fck,cil
(N/mm2)
Resistenza
caratteristica cubica
minima
fck,cube
(N/mm2)
C8/10
C12/15
C16/20
C20/25
C25/30
C30/37
C35/45
C40/50
C45/55
C50/60
C55/67
C60/75
C79/85
C80/95
C90/105
C100/115
8
12
16
20
25
30
35
40
45
50
55
60
70
80
90
100
10
15
20
25
30
37
45
50
55
60
67
75
85
95
105
115
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Capitolato Speciale d’Appalto
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CLASSI DI ESPOSIZIONE AMBIENTALE
Ai fini di una corretta prescrizione del calcestruzzo, occorre classificare l’ambiente nel quale
ciascun elemento strutturale risulterà inserito.
Per “ambiente”, in questo contesto, si intende l’insieme delle azioni chimico-fisiche alle quali si
presume potrà essere esposto il calcestruzzo durante il periodo di vita delle opere e che causa
effetti che non possono essere classificati come dovuti a carichi o ad azioni indirette quali
deformazioni impresse, cedimenti e variazioni termiche. A seconda di tali azioni, sono
individuate le classi e sottoclassi di esposizione ambientale del calcestruzzo elencate nella
tabella che segue.
Tabella 5.4.2 - Classi di esposizione ambientale del calcestruzzo
Secondo UNI 11104 (Prospetto 1)
Denominazione
Descrizione dell’Ambiente
Esempi
informativi
di
Classe
situazioni a cui possono
applicarsi
le
classi
d’esposizione
1 – Assenza di rischio di corrosione o attacco
X0
Per calcestruzzo privo di
armatura
o
inserti
metallici:tutte le esposizioni
eccetto dove c’è gelo/disgelo,
o attacco chimico.Calcestruzzi
con
armatura
o
inserti
metallici: in ambiente molto
asciutto.
Interno di edifici con umidità
relativa molto bassa.
Cacestruzzo
non
armato
all’interno di edifici.
Calcestruzzo
non
armato
immerso
in
suolo
non
aggressivo o in acqua non
aggressiva.
Calcestruzzo
non
armato
soggetti a ciclo di bagnato
asciutto ma non soggetto ad
abrasione, gelo o attacco
chimico.
2 - Corrosione indotta da carbonatazione
Le condizioni d umidità si riferiscono a quelle presenti nel copriferro o nel
ricoprimento di inserti metallici, ma in molti casi si può considerare che tali
condizioni riflettano quelle dell’ambiente circostanze. In questi casi la
classificazione dell’ambiente circostante può essere adeguata. Questo può non
esser il caso se c’è una barriera tra il calcestruzzo e il suo ambiente.
Interni di edifici con umidità
relativa bassa. Calcestruzzo
armato
ordinario
o
Asciutto o permanentemente
XC1
precompresso con le superfici
bagnato
all’interno di strutture con
eccezione delle parti esposte a
condensa, o immerse in acqua.
Parti
di
strutture
di
contenimento
liquidi,
fondazioni.
Calcestruzzo armato ordinario
XC2
Bagnato, raramente asciutto
o
precompresso
prevalentemente immerso in
acqua
o
terreno
non
aggressivo.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 18 -
Calcestruzzo armato ordinario
o precompresso in esterni con
XC3
Umidità moderata
superfici esterne riparate dalla
pioggia, o in interni con umidità
da moderata ad alta.
Calcestruzzo armato ordinario
o precompresso in esterni con
superfici
soggette
ad
Ciclicamente
asciutto
e alternanze di asciutto ed
XC4
bagnato
umido.Calcestruzzi a vista in
ambienti urbani.Superfici a
contatto con l’acqua non
compresa classe XC2.
3 - Corrosione indotta dai cloruri, esclusi quelli provenienti dall’acqua di
mare
Calcestruzzo armato ordinario
o precompresso in superfici o
XD1
Umidità moderata
parti di ponti e viadotti esposti
a spruzzi d’acqua contenente
cloruri.
Calcestruzzo armato ordinario
o precompresso in elementi
XD2
strutturali totalmente immersi in
Bagnato, raramente asciutto
acqua
anche
industriale
contenente cloruri (Piscine).
Calcestruzzo armato ordinario
o precompresso, di elementi
strutturali direttamente soggetti
agli agenti disgelanti o agli
spruzzi
contenenti
agenti
disgelanti.
Ciclicamente
asciutto
e
XD3
Calcestruzzo armato ordinario
bagnato.
o precompresso, elementi con
una superficie immersa in
acqua contenente cloruri e
l’altra esposta all’aria.
Parti di ponti, pavimentazioni e
parcheggi per auto.
4 - Corrosione indotta dai cloruri dell’acqua di mare
Esposto alla salsedine marina Calcestruzzo armato ordinario
ma non direttamente in o precompresso con elementi
XS1
contatto diretto con l’ acqua di strutturali sulle coste o in
mare
prossimità.
Permanentemente sommerso
XS2
Zone esposte agli
oppure alla marea
XS3
Calcestruzzo armato ordinario
o precompresso di strutture
marine
completamente
immerse in aqua.
spruzzi Calcestruzzo armato ordinario
o precompresso con elementi
strutturali esposti alla battigia o
alle zone soggette agli spruzzi
ed onde del mare.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 19 -
5 - Attacco dei cicli gelo/disgelo con o senza Sali disgelanti
Il grado di saturazione della seconda colonna riflette la relativa frequenza con cui
si verifica il gelo in condizioni di saturazione:
Moderato: occasionalmente gelato in condizioni di saturazione
Elevato: alta frequenza di gelo in condizioni di saturazione
Moderata saturazione d’acqua, Superfici
verticali
di
senza impiego di agente calcestruzzo
esposte
alla
XF1
antigelo
pioggia e al gelo
Moderata saturazione d’acqua, Superfici
verticali
di
con uso di agente antigelo
calcestruzzo
di
strutture
XF2
stradali esposte al gelo e
nebbia di agenti antigelo
Elevata saturazione d’acqua, Superfici
orizzontali
di
XF3
senza agente antigelo
calcestruzzo
esposte
alla
pioggia e al gelo
Elevata saturazione d’acqua, Strade e impalcati da ponte
con agente antigelo oppure esposte agli agenti antigelo.
acqua di mare
Superfici
di
calcestruzzo
XF4
esposte direttamente a nebbia
contenente agenti antigelo e al
gelo
6 - Attacco chimico
Qualora il calcestruzzo sia esposto all’attacco chimico che si verifica nel terreno
naturale e nell’acqua del terreno avente caratteristiche definite dal prospetto 2,
l’esposizione verrà classificata come è indicato di seguito.La classificazione
dell’acqua di mare dipende dalla località geografica;percio’ si dovrà applicare la
classificazione valida nel luogo di impiego del calcestruzzo.
Nota
Può essere necessario uno studio speciale per stabilire le condizioni di
esposizione da applicare quando si è:
o al di fuori dei limiti del Prospetto 2
o in presenza di altri aggressivi chimici
o in presenza di terreni o acque inquinati da sostanze chimiche
o in presenza della combinazione di elevata velocità dell’acqua e delle sostanze
chimiche del Prospetto 2
XA1
XA2
XA3
Ambiente chimico debolmente
aggressivo
secondo
il
Prospetto 2
Ambiente
chimico
moderatamente
aggressivo
secondo il Prospetto 2
Ambiente chimico fortemente
aggressivo
secondo
il
Prospetto 2
In funzione della Classe d’esposizione calcolata, è stato determinato il massimo rapporto a/c e
la Rck minima, secondo la seguente tabella.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 20 -
Tabella 5.4.3 – Caratteristiche del calcestruzzo
(Secondo UNI 11104)
Classe
di
esposizione Massimo Rapporto
Rck minima (N/mm2)
ambientale
a/c
XF4
0.45
35
XS2 XS3 XA3
0.45
45
XD3
0.45
45
XF2 XF3
0.50
30
XC4 XS1 XA2
0.50
40
XD2 XF1
0.50
40
XC3 XA1
0.55
35
XD1
0.55
35
XC1,XC2
0.60
30
Le resistenze caratteristiche Rck di tabella 5.4.3 sono da considerarsi quelle minime in
relazione agli usi indicati nella tabella 5.4.2. Le miscele non dovranno presentare un contenuto
di cemento minore di 280 kg/mc.La definizione di una soglia minima per il dosaggio di cemento
risponde all’esigenza di garantire in ogni caso una sufficiente quantità di pasta di cemento,
condizione essenziale per ottenere un calcestruzzo indurito a struttura chiusa e poco
permeabile.Nelle normali condizioni operative il rispetto dei valori di Rck e a/c di tabella 5.4.3
possono comportare dosaggi di cemento anche sensibilmente più elevati del valore minimo
indicato.
Art. 13 - ARMATURE PER CALCESTRUZZO
E’ ammesso esclusivamente l’utilizzo di acciai saldabili qualificati secondo le procedure di cui al
paragrafo 11.3.1.2 del D.M. 14-01-2008 e controllati con le modalità riportate nel paragrafo
11.3.2.11 del D.M. 14-01-2008.
L’acciaio da cemento armato ordinario comprende:
- barre d’acciaio tipo B450C (6 mm ≤ Ø ≤ 50 mm), rotoli tipo B450C (6 mm ≤ Ø ≤ 16 mm);
- prodotti raddrizzati ottenuti da rotoli con: diametri ≤ 16mm per il tipo B450C
- reti elettrosaldate (6 mm ≤ Ø ≤ 12 mm) tipo B450C;
- tralicci elettrosaldati (6 mm ≤ Ø ≤ 12 mm) tipo B450C;
L’acciaio tipo B450C è caratterizzato dai seguenti valori nominali delle tensioni caratteristiche di
snervamento e rottura:
devono inoltre essere rispettati i limiti indicati nella seguente tabella:
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 21 -
Per l’accertamento delle proprietà meccaniche di cui alle precedenti tabelle vale quanto indicato
nel paragrafo 11.3.2.3 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008 e nella norma UNI EN
ISO 15630-1:2004.
L’acciaio per cemento armato è generalmente prodotto in stabilimento sotto forma di barre o
rotoli, reti o tralicci, per utilizzo diretto o come elementi di base per successive trasformazioni.
Prima della fornitura in cantiere gli elementi di cui sopra possono essere saldati, presagomati
(staffe, ferri piegati, ecc.) o preassemblati (gabbie di armatura, ecc.) a formare elementi
composti direttamente utilizzabili in opera.
La sagomatura e/o l’assemblaggio possono avvenire:
- in cantiere, sotto la vigilanza della Direzione Lavori;
- in centri di trasformazione, solo se provvisti dei requisiti di cui al § 11.3.1.7 delle norme
tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Tutti gli acciai per cemento armato devono essere ad aderenza migliorata, aventi cioè una
superficie dotata di nervature o indentature trasversali, uniformemente distribuite sull’intera
lunghezza, atte ad aumentarne l’aderenza al conglomerato cementizio.
Per quanto riguarda la marchiatura dei prodotti vale quanto indicato al § 11.3.1.4 delle norme
tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Per la documentazione di accompagnamento delle forniture vale quanto indicato al § 11.3.1.5
delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Le barre sono caratterizzate dal diametro Ø della barra tonda liscia equipesante, calcolato
nell’ipotesi che la densità dell’acciaio sia pari a 7,85 kg/dm3.
Gli acciai B450C, di cui al § 11.3.2.1, possono essere impiegati in barre di diametro Ø
compreso tra 6 e 40 mm.
L’uso di acciai forniti in rotoli è ammesso, senza limitazioni, per diametri fino a ≤ Ø ≤ 16 mm per
B450C.
RETI E TRALICCI ELETTROSALDATI
Gli acciai delle reti e tralicci elettrosaldati devono essere saldabili.
L’interasse delle barre non deve superare 330 mm.
I tralicci sono dei componenti reticolari composti con barre ed assemblati mediante saldature.
Per le reti ed i tralicci costituiti con acciaio di cui al § 11.3.2.1 delle norme tecniche di cui al D.M.
14-01-2008, gli elementi base devono avere diametro Ø che rispetta la limitazione: 6 mm ≤ Ø ≤
16 mm.
Il rapporto tra i diametri delle barre componenti reti e tralicci deve essere:
Ø min / Ø Max ≥ 0,6
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 22 -
I nodi delle reti devono resistere ad una forza di distacco determinata in accordo con la norma
UNI EN ISO 15630-2:2004 pari al 25% della forza di snervamento della barra, da computarsi
per quella di diametro maggiore sulla tensione di snervamento pari a 450 N/mm2. Tale
resistenza al distacco della saldatura del nodo, va controllata e certificata dal produttore di reti e
di tralicci secondo le procedure di qualificazione di seguito riportate.
In ogni elemento di rete o traliccio le singole armature componenti devono avere le stesse
caratteristiche. Nel caso dei tralicci è ammesso l’uso di staffe aventi superficie liscia perché
realizzate con acciaio B450A oppure B450C saldabili.
La produzione di reti e tralicci elettrosaldati può essere effettuata a partire da materiale di base
prodotto nello stesso stabilimento di produzione del prodotto finito o da materiale di base
proveniente da altro stabilimento.
Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti in altro stabilimento, questi ultimi
possono essere costituiti:
a) da acciai provvisti di specifica qualificazione;
b) da elementi semilavorati quando il produttore, nel proprio processo di lavorazione, conferisca
al semilavorato le caratteristiche meccaniche finali richieste dalla norma.
In ogni caso il produttore dovrà procedere alla qualificazione del prodotto finito, rete o traliccio,
secondo le procedure di cui al punto 11.3.2.11 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Ogni pannello o traliccio deve essere inoltre dotato di apposita marchiatura che identifichi il
produttore della rete o del traliccio stesso.
La marchiatura di identificazione può essere anche costituita da sigilli o etichettature metalliche
indelebili con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto, ovvero da
marchiatura supplementare indelebile. In ogni caso la marchiatura deve essere identificabile in
modo permanente anche dopo annegamento nel calcestruzzo.
Laddove non fosse possibile tecnicamente applicare su ogni pannello o traliccio la marchiatura
secondo le modalità sopra indicate, dovrà essere comunque apposta su ogni pacco di reti o
tralicci un’apposita etichettatura con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione
del prodotto e del produttore; in questo caso il Direttore dei Lavori, al momento dell’accettazione
della fornitura in cantiere deve verificare la presenza della predetta etichettatura.
Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti nello stesso stabilimento, ovvero in
stabilimenti del medesimo produttore, la marchiatura del prodotto finito può coincidere con la
marchiatura dell’elemento base, alla quale può essere aggiunto un segno di riconoscimento di
ogni singolo stabilimento.
CENTRI DI TRASFORMAZIONE
Si definisce Centro di trasformazione, nell’ambito degli acciai per cemento armato, un impianto
esterno al produttore e/o al cantiere, fisso o mobile, che riceve dal produttore di acciaio
elementi base (barre o rotoli, reti, ecc.) e confeziona elementi strutturali direttamente impiegabili
in opere in cemento armato quali, ad esempio, elementi saldati e/o presagomati (staffe, ferri
piegati, ecc.) o preassemblati (gabbie di armatura), pronti per la messa in opera.
Il Centro di trasformazione deve possedere tutti i requisiti previsti al § 11.3.1.7 delle norme
tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
SALDABILITA’
L’analisi chimica effettuata su colata e l’eventuale analisi chimica di controllo effettuata sul
prodotto finito deve soddisfare le limitazioni riportate nella Tab. 11.3.II dove il calcolo del
carbonio equivalente Ceq è effettuato con la seguente formula:
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 23 -
È possibile eccedere il valore massimo di C dello 0,03% in massa, a patto che il valore del Ceq.
venga ridotto dello 0,02% in massa.
Contenuti di azoto più elevati sono consentiti in presenza di una sufficiente quantità di elementi
che fissano l’azoto stesso.
TOLLERANZE DIMENSIONALI
La deviazione ammissibile per la massa nominale deve essere come riportato nella Tab. 11.3.III
seguente.
PROCEDURE DI CONTROLLO PER ACCIAI DA CEMENTO ARMATO ORDINARIO –
BARRE E ROTOLI
Le prove di qualificazione e di verifica periodica, di cui ai successivi punti, devono essere
ripetute per ogni prodotto avente caratteristiche differenti o realizzato con processi produttivi
differenti, anche se provenienti dallo stesso stabilimento.
I rotoli devono essere soggetti a qualificazione separata dalla produzione in barre e dotati di
marchiatura differenziata.
Controlli sistematici in stabilimento
Prove di qualificazione
Il laboratorio incaricato deve effettuare, senza preavviso, presso lo stabilimento di produzione, il
prelievo di una serie di 75 saggi, ricavati da tre diverse colate o lotti di produzione, venticinque
per ogni colata o lotto di produzione, scelti su tre diversi diametri opportunamente differenziati,
nell’ambito della gamma prodotta. Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti che
portano il marchio depositato in Italia, indipendentemente dall’etichettatura o dalla destinazione
specifica.
Sui campioni vengono determinati, a cura del laboratorio incaricato, i valori delle tensioni di
snervamento e rottura fy e ft l’allungamento Agt ed effettuate le prove di piegamento.
Procedura di valutazione
Valutazione dei risultati
Le grandezze caratteristiche fy, ft, Agt ed il valore inferiore di ft/fy devono soddisfare la
seguente
relazione:
La grandezza caratteristica (fy/fynom)k ed il valore superiore di ft/fy devono soddisfare la
seguente relazione:
dove:
Cv = valore prescritto per le singole grandezze nelle tabelle di cui ai §§ 11.3.2.1 e 11.3.2.2
x = valore medio
s = deviazione standard della popolazione
k = è il coefficiente riportato in Tab. 11.3.IV per ft , fy ed (fy/fynom) e in Tab. 11.3.V per Agt e
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 24 -
ft/fy e stabilito in base al numero dei saggi.
In ogni caso il coefficiente k assume, in funzione di n, i valori riportati nelle Tab. 11.3.IV e
11.3.V.
Su almeno un saggio per colata o lotto di produzione è calcolato il valore dell’area relativa di
nervatura o di dentellatura di cui al § 11.3.2.10.5 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-012008.
Qualora uno dei campioni sottoposti a prova di qualificazione non soddisfi i requisiti di
resistenza o duttilità di cui al § 11.3.2 delle suddette norme tecniche, il prelievo relativo al
diametro di cui trattasi va ripetuto ed il nuovo prelievo sostituisce a tutti gli effetti quello
precedente. Un ulteriore risultato negativo comporta la ripetizione della prova di qualificazione.
Prove periodiche di verifica della qualità
Ai fini della verifica della qualità il laboratorio incaricato deve effettuare controlli saltuari, ad
intervalli non superiori a tre mesi, prelevando tre serie di 5 campioni, costituite ognuna da
cinque barre di uno stesso diametro, scelte con le medesime modalità contemplate nelle prove
a carattere statistico di cui al punto 11.3.2.10.1.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-012008, e provenienti da una stessa colata.
Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti che portano il marchio depositato in Italia,
indipendentemente dall’etichettatura o dalla destinazione specifica. Su tali serie il laboratorio
effettua le prove di resistenza e di duttilità. I corrispondenti risultati delle prove di snervamento e
rottura vengono introdotti nelle precedenti espressioni, le quali vengono sempre riferite a cinque
serie di cinque saggi, facenti parte dello stesso gruppo di diametri, da aggiornarsi ad ogni
prelievo, aggiungendo la nuova serie ed eliminando la prima in ordine di tempo. I nuovi valori
delle medie e degli scarti quadratici così ottenuti vengono quindi utilizzati per la determinazione
delle nuove tensioni, caratteristiche, sostitutive delle precedenti (ponendo n= 25).
Ove i valori caratteristici riscontrati risultino inferiori ai minimi di cui ai §§ 11.3.2.1 e 11.3.2.2,
delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, il laboratorio incaricato ne dà comunicazione al
Servizio Tecnico Centrale e ripete le prove di qualificazione solo dopo che il produttore ha
ovviato alle cause che hanno dato luogo al risultato insoddisfacente.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 25 -
Qualora uno dei campioni sottoposti a prova di verifica della qualità non soddisfi i requisiti di
duttilità di cui ai citati §§ 11.3.2.1 e 11.3.2.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, il
prelievo relativo al diametro di cui trattasi va ripetuto. II nuovo prelievo sostituisce quello
precedente a tutti gli effetti. Un ulteriore risultato negativo comporta la ripetizione della
qualificazione.
Le tolleranze dimensionali di cui al § 11.3.2.8 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008
vanno riferite alla media delle misure effettuate su tutti i saggi di ciascuna colata o lotto di
produzione.
Su almeno un saggio per colata o lotto di produzione è calcolato il valore dell’area relativa di
nervatura o di dentellatura.
Controlli su singole colate o lotti di produzione
I produttori già qualificati possono richiedere, di loro iniziativa, di sottoporsi a controlli su singole
colate o lotti di produzione, eseguiti a cura di un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n.
380/2001.
Le colate o lotti di produzione sottoposti a controllo devono essere cronologicamente ordinati
nel quadro della produzione globale. I controlli consistono nel prelievo, per ogni colata e lotto di
produzione e per ciascun gruppo di diametri da essi ricavato, di un numero n di saggi, non
inferiore a dieci, sui quali si effettuano le prove previste al § 11.3.2.11.1.2 delle norme tecniche
di cui al D.M. 14-01-2008. Le tensioni caratteristiche di snervamento e rottura vengono
calcolate a mezzo delle espressioni di cui al § 11.3.2.11.1.3 delle norme tecniche di cui al D.M.
14-01-2008, nelle quali n è il numero dei saggi prelevati dalla colata.
Controlli nei centri di trasformazione.
I controlli sono obbligatori e devono essere effettuati:
a) in caso di utilizzo di barre, su ciascuna fornitura, o comunque ogni 90 t;
b) in caso di utilizzo di rotoli, ogni dieci rotoli impiegati.
Qualora non si raggiungano le quantità sopra riportate, in ogni caso deve essere effettuato
almeno un controllo per ogni giorno di lavorazione.
Ciascun controllo è costituito da 3 spezzoni di uno stesso diametro per ciascuna fornitura,
sempre che il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del
materiale da uno stesso stabilimento. In caso contrario i controlli devono essere estesi alle
eventuali forniture provenienti da altri stabilimenti.
I controlli devono consistere in prove di trazione e piegamento e devono essere eseguiti dopo il
raddrizzamento.
In caso di utilizzo di rotoli deve altresì essere effettuata, con frequenza almeno mensile, la
verifica dell’area relativa di nervatura o di dentellatura, secondo il metodo geometrico di cui alla
seconda parte del punto 11.3.2.10.5 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Tutte le prove suddette devono essere eseguite dopo le lavorazioni e le piegature atte a dare
ad esse le forme volute per il particolare tipo di impiego previsto.
Le prove di cui sopra devono essere eseguite e certificate dai laboratori di cui all’art. 59 del
DPR n. 380/2001.
Il Direttore tecnico di stabilimento curerà la registrazione di tutti i risultati delle prove di controllo
interno su apposito registro, di cui dovrà essere consentita la visione a quanti ne abbiano titolo.
Controlli di accettazione in cantiere.
I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori, devono essere effettuati entro 30 giorni
dalla data di consegna del materiale e devono essere campionati, nell’ambito di ciascun lotto di
spedizione, con le medesime modalità contemplate nelle prove a carattere statistico di cui al
punto 11.3.2.10.1.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, in ragione di 3 spezzoni,
marchiati, di uno stesso diametro, scelto entro ciascun lotto, sempre che il marchio e la
documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del materiale da uno stesso
stabilimento. In caso contrario i controlli devono essere estesi ai lotti provenienti da altri
stabilimenti.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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I valori di resistenza ed allungamento di ciascun campione, accertati in accordo con il punto
11.3.2.3 delle norme tecniche di cui al D.M: 14-01-2008, da eseguirsi comunque prima della
messa in opera del prodotto riferiti ad uno stesso diametro, devono essere compresi fra i valori
massimi e minimi riportati nella tabella seguente:
Questi limiti tengono conto della dispersione dei dati e delle variazioni che possono intervenire
tra diverse apparecchiature e modalità di prova.
Nel caso di campionamento e prova in cantiere, che deve essere effettuata entro 30 giorni dalla
data di consegna del materiale in cantiere, qualora la determinazione del valore di una quantità
fissata non sia conforme al valore di accettazione, il valore dovrà essere verificato prelevando e
provando tre provini da prodotti diversi nel lotto consegnato.
Se un risultato è minore del valore, sia il provino che il metodo di prova devono essere
esaminati attentamente. Se nel provino è presente un difetto o si ha ragione di credere che si
sia verificato un errore durante la prova, il risultato della prova stessa deve essere ignorato. In
questo caso occorrerà prelevare un ulteriore (singolo) provino.
Se i tre risultati validi della prova sono maggiori o uguali del prescritto valore di accettazione, il
lotto consegnato deve essere considerato conforme.
Se i criteri sopra riportati non sono soddisfatti, 10 ulteriori provini devono essere prelevati da
prodotti diversi del lotto in presenza del produttore o suo rappresentante che potrà anche
assistere all’esecuzione delle prove presso un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001.
Il lotto deve essere considerato conforme se la media dei risultati sui 10 ulteriori provini è
maggiore del valore caratteristico e i singoli valori sono compresi tra il valore minimo e il valore
massimo secondo quanto sopra riportato.
In caso contrario il lotto deve essere respinto e il risultato segnalato al Servizio Tecnico
Centrale.
Il prelievo dei campioni va effettuato a cura del Direttore dei Lavori o di tecnico di sua fiducia
che deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le
prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati.
Qualora la fornitura, di elementi sagomati o assemblati, provenga da un Centro di
trasformazione, il Direttore dei Lavori, dopo essersi accertato preliminarmente che il suddetto
Centro di trasformazione sia in possesso di tutti i requisiti previsti al § 11.3.1.7 delle norme
tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, può recarsi presso il medesimo Centro di trasformazione ed
effettuare in stabilimento tutti i controlli di cui sopra. In tal caso il prelievo dei campioni viene
effettuato dal Direttore tecnico del centro di trasformazione secondo le disposizioni del Direttore
dei Lavori; quest’ultimo deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i
campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati,
nonché sottoscrivere la relativa richiesta di prove.
La domanda di prove al Laboratorio autorizzato deve essere sottoscritta dal Direttore dei Lavori
e deve contenere indicazioni sulle strutture interessate da ciascun prelievo.
In caso di mancata sottoscrizione della richiesta di prove da parte del Direttore dei Lavori, le
certificazioni emesse dal laboratorio non possono assumere valenza ai sensi del presente
decreto e di ciò ne deve essere fatta esplicita menzione sul certificato stesso.
I certificati emessi dai laboratori devono obbligatoriamente contenere almeno:
- l’identificazione del laboratorio che rilascia il certificato;
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Capitolato Speciale d’Appalto
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- una identificazione univoca del certificato (numero di serie e data di emissione) e di ciascuna
sua pagina, oltre al numero totale di pagine;
- l’identificazione del committente dei lavori in esecuzione e del cantiere di riferimento;
- il nominativo del Direttore dei Lavori che richiede la prova;
- la descrizione e l’identificazione dei campioni da provare;
- la data di ricevimento dei campioni e la data di esecuzione delle prove;
- l’identificazione delle specifiche di prova o la descrizione del metodo o procedura adottata, con
l’indicazione delle norme di riferimento per l’esecuzione della stessa;
- le dimensioni effettivamente misurate dei campioni;
- i valori delle grandezze misurate e l’esito delle prove di piegamento.
I certificati devono riportare, inoltre, l’indicazione del marchio identificativo rilevato a cura del
laboratorio incaricato dei controlli, sui campioni da sottoporre a prove. Ove i campioni fossero
sprovvisti di tale marchio, oppure il marchio non dovesse rientrare fra quelli depositati presso il
Servizio Tecnico Centrale, le certificazioni emesse dal laboratorio non possono assumere
valenza ai sensi delle presenti norme e di ciò ne deve essere fatta esplicita menzione sul
certificato stesso.
Prove di aderenza
Ai fini della qualificazione, le barre devono superare con esito positivo prove di aderenza
conformemente al metodo Beam – test da eseguirsi presso uno dei laboratori di cui all’art. 59
del DPR n. 380/2001, con le modalità specificate nella norma UNI EN 10080:2005.
Le tensioni di aderenza ricavate devono soddisfare le seguenti relazioni:
essendo:
∅ il diametro della barra in mm;
τm il valor medio della tensione di aderenza in MPa calcolata in corrispondenza di uno
scorrimento pari a 0,01 , 0,1 ed 1 mm;
τr la tensione di aderenza massima al collasso.
Le prove devono essere estese ad almeno tre diametri, come segue:
- uno nell’intervallo 5 ≤ ∅ ≤ 10 mm;
- uno nell’intervallo 12 ≤ ∅ ≤ 18 mm;
- uno pari al diametro massimo.
Per le verifiche periodiche della qualità e per le verifiche delle singole partite, non è richiesta la
ripetizione delle prove di aderenza quando se ne possa determinare la rispondenza nei riguardi
delle caratteristiche e delle misure geometriche, con riferimento alla serie di barre che hanno
superato le prove stesse con esito positivo.
Con riferimento sia all’acciaio nervato che all’acciaio dentellato, per accertare la rispondenza
delle singole partite nei riguardi delle proprietà di aderenza, si valuteranno per un numero
significativo di barre, conformemente alle procedure riportate nella norma UNI EN ISO 156301:2004,
- il valore dell’area relativa di nervatura fr, per l’acciaio nervato;
- il valore dell’area relativa di dentellatura fp, per l’acciaio dentellato.
Il valore minimo di tali parametri, valutati come indicato, deve risultare compreso entro i limiti di
seguito riportati:
- per 5 ≤ ∅ ≤ 6 mm fr ovvero fp ³ 0,035;
- per 6 ≤ ∅ ≤ 12 mm fr ovvero fp ³ 0,040;
- per ∅ > 12 mm fr ovvero fp ³ 0,056.
Nel certificato di prova, oltre agli esiti delle verifiche di cui sopra, devono essere descritte le
caratteristiche geometriche della sezione e delle nervature ovvero dentellature.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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PROCEDURE DI CONTROLLO PER ACCIAI DA CEMENTO ARMATO ORDINARIO – RETI E
TRALICCI ELETTROSALDATI
Controlli sistematici in stabilimento
Prove di qualificazione
Il laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001 effettua, presso lo stabilimento di produzione,
in almeno quattro sopralluoghi senza preavviso il prelievo di una serie di 80 saggi, ricavati da 40
diversi pannelli, 2 per ogni elemento.
Ogni saggio deve consentire due prove:
- prova di trazione su uno spezzone di filo comprendente almeno un nodo saldato, per la
determinazione della tensione di rottura, della tensione di snervamento e dell’allungamento;
- prova di resistenza al distacco offerta dalla saldatura del nodo, determinata forzando con
idoneo dispositivo il filo trasversale nella direzione di quello maggiore posto in trazione.
Il prelievo deve essere effettuato su tutti i prodotti che portano il marchio depositato in Italia,
indipendentemente dall’etichettatura o dalla destinazione specifica.
Per la determinazione delle tensioni caratteristiche di snervamento e rottura, determinate in
accordo con il § 11.3.2.3 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, valgono le medesime
formule di cui al § 11.3.2.11.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, dove n, numero
dei saggi considerati, va assunto nel presente caso pari a 80, ed il coefficiente k assume, in
funzione di n, i valori riportati nelle tabelle di cui al § 11.3.2.11.1 delle norme tecniche di cui al
D.M. 14-01-2008.
Qualora uno dei campioni sottoposti a prove di qualificazione non soddisfi i requisiti previsti
nelle norme tecniche relativamente ai valori di allungamento o resistenza al distacco, il prelievo
relativo all’elemento di cui trattasi va ripetuto su un altro elemento della stessa partita. Il nuovo
prelievo sostituisce quello precedente a tutti gli effetti. Un ulteriore risultato negativo comporta la
ripetizione delle prove di qualificazione.
Prove di verifica della qualità
Il laboratorio incaricato deve effettuare controlli saltuari ad intervalli non superiori a tre mesi, su
serie di 20 saggi, ricavati da 10 diversi elementi, 2 per ogni elemento. Il prelievo deve essere
effettuato su tutti i prodotti che portano il marchio depositato in Italia, indipendentemente
dall’etichettatura o dalla destinazione specifica.
Sulla serie il laboratorio effettua la prova di trazione e di distacco. I corrispondenti risultati
vengono aggiunti a quelli dei precedenti prelievi dopo aver eliminato la prima serie in ordine di
tempo.
Si determinano così le nuove tensioni caratteristiche sostitutive delle precedenti sempre
ponendo n = 20.
Ove i valori caratteristici riscontrati risultino inferiori ai minimi di cui ai §§ 11.3.2.1 e 11.3.2.2
delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, il laboratorio incaricato sospende le verifiche
della qualità dandone comunicazione al Servizio Tecnico Centrale e ripete la qualificazione solo
dopo che il produttore ha ovviato alle cause che hanno dato luogo al risultato insoddisfacente.
Qualora uno dei campioni sottoposti a prove di verifica non soddisfi i valori previsti al § 11.3.2
delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, il prelievo relativo all’elemento di cui trattasi va
ripetuto su un altro elemento della stessa partita. Il nuovo prelievo sostituisce quello precedente
a tutti gli effetti. In caso di ulteriore risultato negativo, il laboratorio incaricato sospende le
verifiche della qualità dandone comunicazione al Servizio Tecnico Centrale e ripete la
qualificazione dopo che il produttore ha ovviato alle cause che hanno dato luogo al risultato
insoddisfacente.
Controlli su singoli lotti di produzione.
Negli stabilimenti soggetti ai controlli sistematici, i produttori qualificati possono sottoporre a
controlli singoli lotti di produzione a cura del laboratorio incaricato.
I controlli consistono nel prelievo per ogni lotto di un numero n di saggi, non inferiore a venti e
ricavati da almeno dieci diversi elementi, sui quali si effettuano le prove previste al § 11.3.2.11.1
delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Le tensioni caratteristiche di snervamento e rottura vengono calcolate a mezzo delle formule di
cui al § 11.3.2.11.1 delle norme tecniche di cui al D:M. 14-01-2008, nelle quali n è il numero dei
saggi prelevati.
Controlli di accettazione in cantiere.
I controlli sono obbligatori e devono essere effettuati su tre saggi ricavati da tre diversi pannelli,
nell’ambito di ciascun lotto di spedizione.
Qualora uno dei campioni sottoposti a prove di accettazione non soddisfi i requisiti previsti nelle
norme tecniche relativamente ai valori di snervamento, resistenza a trazione del filo,
allungamento, rottura e resistenza al distacco, il prelievo relativo all’elemento di cui trattasi va
ripetuto su un altro elemento della stessa partita. Il nuovo prelievo sostituisce quello precedente
a tutti gli effetti. Un ulteriore risultato negativo comporta il prelievo di nuovi saggi secondo la
procedura di cui al § 11.3.2.11.4 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Art. 14 - ELEMENTI DI LATERIZIO E CALCESTRUZZO
Gli elementi resistenti artificiali da impiegare nelle murature (elementi in laterizio ed in
calcestruzzo) possono essere costituiti di laterizio normale, laterizio alleggerito in pasta,
calcestruzzo normale, calcestruzzo alleggerito.
Se impiegati nella costruzione di murature portanti, devono essere conformi alle norme europee
armonizzate della serie UNI EN 771-2005 e alle prescrizioni contenute nel DM 14 gennaio 2008
e nella Circolare n. 617 del 2 febbraio 2009 “Istruzioni per l’applicazione delle Norme tecniche
per le costruzioni”. In particolare - ai sensi dell’art. 11.1, punto A, del DM 14 gennaio 2008 devono recare la Marcatura CE, secondo il sistema di attestazione della conformità indicato
nella tabella 11.10.1 dell’art. 11.10.1 dello stesso decreto.
Nel caso di murature non portanti le suddette prescrizioni possono costituire utile riferimento.
Le eventuali prove su detti elementi saranno condotte seconde le prescrizioni di cui alla norma
UNI 772 “Metodi di prova per elementi di muratura”.
Ai sensi dell’art. 11.10.1.1 del DM 14 gennaio 2008, oltre a quanto previsto al punto A del
summenzionato art. 11.1 del DM 14 gennaio 2008, il Direttore dei Lavori è tenuto a far eseguire
ulteriori prove di accettazione sugli elementi per muratura portante pervenuti in cantiere e sui
collegamenti, secondo le metodologie di prova indicate nelle citate nome armonizzate.
Le prove di accettazione su materiali di cui al presente paragrafo sono obbligatorie e devono
essere eseguite e certificate presso un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR 380/2001.
Art. 15 - CARPENTERIA METALLICA
Sono stati assunti i seguenti valori nominali delle proprietà del materiale:
- modulo elastico
E = 210.000 N/mm2
- modulo di elasticità trasversale
G = E/2(1+ν) N/mm2
- coefficiente di Poisson
ν = 0,3
- coefficiente di espansione termica lineare
α = 12 x 10-6 per °C
(per temperature fino a 100 °C)
- densità
ρ = 7850 kg/m
I materiali da utilizzare, salvo diversa indicazione sugli elaborati progettuali, saranno i seguenti.
Prodotti piani e lunghi
Acciai di uso generale laminati a caldo, in profilati, barre, larghi piatti e lamiere: secondo UNI EN
10025.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Profilati cavi
Acciai di uso generale in forma di profilati cavi: devono appartenere a uno dei tipi aventi le
caratteristiche meccaniche riportate nelle specifiche norme europee elencate nella successiva
tabella nelle classi di duttilità JR, J0, J2 e K2;
Tabella 5.6.1 - Caratteristiche tecniche per i profilati cavi
ACCIAIO
NORMA EUROPEA
TABELLE DI
RIFERIMENTO
Profilati cavi finiti a
EN 10210-1
Non legati: A1 , A.2 , A.3
caldo
A grano fine: B1 , B.2 B.3
Profilati cavi saldati
EN 10219-1
A1 , A2 , A3
formati a freddo
Materiale di partenza allo
stato: Normalizzato:
B1 , B3 , B4
Termomeccanico: B2 ,
B3, B5
Le prove ed i metodi di misura sono quelli previsti dalle norme suddette.
Acciai laminati
Gli acciai laminati di uso generale per la realizzazione di strutture metalliche e per le strutture
composte comprendono:
Prodotti lunghi
- laminati mercantili (angolari, L, T, piatti e altri prodotti di forma);
- travi ad ali parallele del tipo HE e IPE, travi IPN;
- laminati ad U
Prodotti piani
- lamiere e piatti
- nastri
Profilati cavi
- tubi prodotti a caldo
Prodotti derivati
- travi saldate (ricavate da lamiere o da nastri a caldo);
- profilati a freddo (ricavati da nastri a caldo);
- tubi saldati (cilindrici o di forma ricavati da nastri a caldo);
- lamiere grecate (ricavate da nastri a caldo)
Controlli sui prodotti laminati
I controlli sui laminati verranno eseguiti secondo le prescrizioni di cui al § 11.3.4.10 delle norme
tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Fornitura dei prodotti laminati
Per la documentazione di accompagnamento delle forniture vale quanto indicato al § 11.3.1.5
delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Acciaio per getti
Per l’esecuzione di parti in getti si devono impiegare acciai conformi alla norma UNI EN
10293:2006.
Quando tali acciai debbano essere saldati, valgono le stesse limitazioni di composizione
chimica previste per gli acciai laminati di resistenza similare.
Acciaio per strutture saldate
Composizione chimica degli acciai
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Gli acciai per strutture saldate, oltre a soddisfare le condizioni indicate al § 11.3.4.1, devono
avere composizione chimica conforme a quanto riportato nelle norme europee armonizzate
applicabili, di cui al punto 11.3.4.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Processo di saldatura
La saldatura degli acciai dovrà avvenire con uno dei procedimenti all’arco elettrico codificati
secondo la norma UNI EN ISO 4063:2001. È ammesso l’uso di procedimenti diversi purché
sostenuti da adeguata documentazione teorica e sperimentale.
I saldatori nei procedimenti semiautomatici e manuali dovranno essere qualificati secondo la
norma UNI EN 287-1:2004 da parte di un Ente terzo. A deroga di quanto richiesto nella norma
UNI EN 287 1:2004, i saldatori che eseguono giunti a T con cordoni d’angolo dovranno essere
specificamente qualificati e non potranno essere qualificati soltanto mediante l’esecuzione di
giunti testa-testa.
Gli operatori dei procedimenti automatici o robotizzati dovranno essere certificati secondo la
norma UNI EN 1418:1999. Tutti i procedimenti di saldatura dovranno essere qualificati secondo
la norma UNI EN ISO 15614-1:2005.
Le durezze eseguite sulle macrografie non dovranno essere superiori a 350 HV30.
Per la saldatura ad arco di prigionieri di materiali metallici (saldatura ad innesco mediante
sollevamento e saldatura a scarica di condensatori ad innesco sulla punta) si applica la norma
UNI EN ISO 14555:2001; valgono perciò i requisiti di qualità di cui al prospetto A1 della
appendice A della stessa norma.
Le prove di qualifica dei saldatori, degli operatori e dei procedimenti dovranno essere eseguite
da un Ente terzo; in assenza di prescrizioni in proposito l’Ente sarà scelto dal costruttore
secondo criteri di competenza e di indipendenza.
Sono richieste caratteristiche di duttilità, snervamento, resistenza e tenacità in zona fusa e in
zona termica alterata non inferiori a quelle del materiale base.
Nell’esecuzione delle saldature dovranno inoltre essere rispettate le norme UNI EN 1011:2005
parti 1 e 2 per gli acciai ferritici e della parte 3 per gli acciai inossidabili. Per la preparazione dei
lembi si applicherà, salvo casi particolari, la norma UNI EN ISO 9692-1:2005.
Le saldature saranno sottoposte a controlli non distruttivi finali per accertare la corrispondenza
ai livelli di qualità stabiliti dal progettista sulla base delle norme applicate per la progettazione..
In assenza di tali dati per strutture non soggette a fatica si adotterà il livello C della norma UNI
EN ISO 5817:2008 e il livello B per strutture soggette a fatica.
L’entità ed il tipo di tali controlli, distruttivi e non distruttivi, in aggiunta a quello visivo al 100%,
saranno definiti dal Collaudatore e dal Direttore dei Lavori; per i cordoni ad angolo o giunti a
parziale penetrazione si useranno metodi di superficie (ad es. liquidi penetranti o polveri
magnetiche), mentre per i giunti a piena penetrazione, oltre a quanto sopra previsto, si
useranno metodi volumetrici e cioè raggi X o gamma o ultrasuoni per i giunti testa a testa e solo
ultrasuoni per i giunti a T a piena penetrazione.
Per le modalità di esecuzione dei controlli ed i livelli di accettabilità si potrà fare utile riferimento
alle prescrizioni della norma UNI EN 12062:2004.
Tutti gli operatori che eseguiranno i controlli dovranno essere qualificati secondo la norma UNI
EN 473:2001 almeno di secondo livello.
Oltre alle prescrizioni applicabili di cui al precedente § 11.3.1.7, il costruttore deve corrispondere
ai seguenti requisiti.
In relazione alla tipologia dei manufatti realizzati mediante giunzioni saldate, il costruttore deve
essere certificato secondo la norma UNI EN ISO 3834:2006 parti 2 e 4; il livello di conoscenza
tecnica del personale di coordinamento delle operazioni di saldatura deve corrispondere ai
requisiti della normativa di comprovata validità. I requisiti sono riassunti nel Tab. 11.3.XI di
seguito riportata.
La certificazione dell’azienda e del personale dovrà essere operata da un Ente terzo, scelto, in
assenza di prescrizioni, dal costruttore secondo criteri di indipendenza e di competenza.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Bulloni e Chiodi
I bulloni, conformi per le caratteristiche dimensionali alle UNI EN ISO 4016 ed alle UNI 5592
devono appartenere alle sotto indicate classi delle UNI EN 20898, associate nel modo indicato
nella Tabella che segue.
Vite
Dado
4.6
4
Normali
5.6
5
6.8
6
Ad alta resistenza
8.8
10.9
8
10
I bulloni per giunzioni ad attrito devono essere conformi alle prescrizioni della Tabella 10.3 e
devono essere associati come indicato nella tabella che segue. Viti, dadi, rosette e/o piastrine
devono provenire da un unico produttore.
Elemento
Viti
Dadi
Rosette
Piastrine
Materiale
8.8-10.9 secondo UNI EN 898-1
8-10 secondo UNI EN 20898-2
Acciaio C50 UNI EN 10083-2 temperato e
rinvenuto HRC 32÷40
Acciaio C50 UNI EN 10083-2 temperato e
rinvenuto HRC 32÷40
Riferimento
UNI5712
UNI5713
UNI5714
UNI5715
UNI5716
Per i chiodi da ribadire a caldo si devono impiegare gli acciai previsti dalla UNI EN 10263-1 a 5.
Grigliati e lamiere striate o bugnate
Secondo UNI EN 10025
Lamiere grecate zincate
Secondo UNI EN 10025;
Acciai inossidabili
Gli elementi in acciaio inossidabile dovranno essere del tipo AISI 316 salvo diverse specifiche
progettuali.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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CONTROLLI IN STABILIMENTO
Suddivisione dei prodotti
Sono prodotti qualificabili sia quelli raggruppabili per colata che quelli per lotti di produzione.
Ai fini delle prove di qualificazione e di controllo (vedere § 11.3.4.10.1.2 delle norme tecniche di
cui al D.M. 14-01-2008), i prodotti nell’ambito di ciascuna gamma merceologica di cui al §
11.3.4.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, sono raggruppabili per gamme di
spessori così come definito nelle norme europee armonizzate UNI EN 10025, UNI EN 10210-1
e UNI EN 10219-1.
Agli stessi fini, sono raggruppabili anche i diversi gradi di acciai (JR, J0, J2, K2), sempre che
siano garantite per tutti le caratteristiche del grado superiore del raggruppamento.
Un lotto di produzione è costituito da un quantitativo compreso fra 30 e 120 t, o frazione
residua, per ogni profilo, qualità e gamma di spessore, senza alcun riferimento alle colate che
sono state utilizzate per la loro produzione. Per quanto riguarda i profilati cavi, il lotto di
produzione corrisponde all’unità di collaudo come definita dalle norme europee armonizzate
UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 in base al numero dei pezzi.
Prove di qualificazione
Ai fini della qualificazione, con riferimento ai prodotti di cui al punto B del § 11.1 delle norme
tecnioche di cui al D.M. 14-01-2008, fatto salvo quanto prescritto ed obbligatoriamente
applicabile per i prodotti di cui a norme armonizzate in regime di cogenza, il produttore deve
predisporre una idonea documentazione sulle caratteristiche chimiche, ove pertinenti, e
meccaniche riscontrate per quelle qualità e per quei prodotti che intende qualificare.
La documentazione deve essere riferita ad una produzione consecutiva relativa ad un periodo
di tempo di al meno sei mesi e ad un quantitativo di prodotti tale da fornire un quadro
statisticamente significativo della produzione stessa e comunque o
2.000 t oppure ad un
numero di colate o di lotti 25.
Tale documentazione di prova deve basarsi sui dati sperimentali rilevati dal produttore, integrati
dai risultati delle prove di qualificazione effettuate a cura di un laboratorio di cui all’art. 59,
comma 1, del DPR n. 380/2001, incaricato dal produttore stesso.
Le prove di qualificazione devono riferirsi a ciascun tipo di prodotto, inteso individuato da
gamma merceologica, classe di spessore e qualità di acciaio, ed essere relative al rilievo dei
valori caratteristici; per ciascun tipo verranno eseguite almeno 30 prove su saggi appositamente
prelevati.
La documentazione del complesso delle prove meccaniche deve essere elaborata in forma
statistica calcolando, per lo snervamento e la resistenza a rottura, il valore medio, lo scarto
quadratico medio e il relativo valore caratteristico delle corrispondenti distribuzioni di frequenza.
Controllo continuo della qualità della produzione
Con riferimento ai prodotti di cui al punto B del § 11.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-012008, il servizio di controllo interno della qualità dello stabilimento produttore deve predisporre
un’accurata procedura atta a mantenere sotto controllo con continuità tutto il ciclo produttivo.
Per ogni colata, o per ogni lotto di produzione, contraddistinti dal proprio numero di riferimento,
viene prelevato dal prodotto finito un saggio per colata e comunque un saggio ogni 80 t oppure
un saggio per lotto e comunque un saggio ogni 40 t o frazione; per quanto riguarda i profilati
cavi, il lotto di produzione è definito dalle relative norme UNI di prodotto, in base al numero dei
pezzi.
Dai saggi di cui sopra verranno ricavati i provini per la determinazione delle caratteristiche
chimiche e meccaniche previste dalle norme europee armonizzate UNI EN 10025, UNI EN
10210-1 e UNI EN 10219-1 rilevando il quantitativo in tonnellate di prodotto finito cui la prova si
riferisce.
Per quanto concerne fy e ft i dati singoli raccolti, suddivisi per qualità e prodotti (secondo le
gamme dimensionali) vengono riportati su idonei diagrammi per consentire di valutare
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Capitolato Speciale d’Appalto
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statisticamente nel tempo i risultati della produzione rispetto alle prescrizioni delle presenti
norme tecniche.
I restanti dati relativi alle caratteristiche chimiche, di resilienza e di allungamento vengono
raccolti in tabelle e conservati, dopo averne verificato la rispondenza alle norme UNI EN 10025,
UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 per quanto concerne le caratteristiche chimiche e, per
quanto concerne resilienza e allungamento, alle prescrizioni di cui alle tabelle delle
corrispondenti norme europee
della serie UNI EN 10025 ovvero delle tabelle di cui alle norme europee UNI EN 10210 ed UNI
EN 10219 per i profilati cavi.
È cura e responsabilità del produttore individuare, a livello di colata o di lotto di produzione, gli
eventuali risultati anomali che portano fuori limiti la produzione e di provvedere ad ovviarne le
cause. I diagrammi sopra indicati devono riportare gli eventuali dati anomali.
I prodotti non conformi devono essere deviati ad altri impieghi, previa punzonatura di
annullamento, e tenendone esplicita nota nei registri.
La documentazione raccolta presso il controllo interno di qualità dello stabilimento produttore
deve essere conservata a cura del produttore.
Verifica periodica della qualità
Con riferimento ai prodotti di cui al punto B del § 11.1, il laboratorio incaricato effettua
periodicamente a sua discrezione e senza preavviso, almeno ogni sei mesi, una visita presso lo
stabilimento produttore nel corso della quale su tre tipi di prodotto, scelti di volta in volta tra
qualità di acciaio, gamma merceologica e classe di spessore, effettuerà per ciascun tipo non
meno di 30 prove a trazione su provette ricavate sia da saggi prelevati direttamente dai prodotti
sia da saggi appositamente accantonati dal produttore in numero di almeno 2 per colata o lotto
di produzione, relativa alla produzione intercorsa dalla visita precedente.
Inoltre il laboratorio incaricato effettua le altre prove previste (resilienza e analisi chimiche)
sperimentando su provini ricavati da 3 campioni per ciascun tipo sopraddetto.
Infine si controlla che siano rispettati i valori minimi prescritti per la resilienza e quelli massimi
per le analisi chimiche.
Nel caso che i risultati delle prove siano tali per cui viene accertato che i limiti prescritti non
siano rispettati, vengono prelevati altri saggi (nello stesso numero) e ripetute le prove.
Ove i risultati delle prove, dopo ripetizione, fossero ancora insoddisfacenti, il laboratorio
incaricato sospende le verifiche della qualità dandone comunicazione al Servizio Tecnico
Centrale e ripete la qualificazione dopo che il produttore ha ovviato alle cause che hanno dato
luogo al risultato insoddisfacente.
Per quanto concerne le prove di verifica periodica della qualità per gli acciai di cui al § 11.3.4.1
delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, con caratteristiche comprese tra i tipi S235 ed
S355, si utilizza un coefficiente di variazione pari all’8%.
Per gli acciai con snervamento o rottura superiore al tipo S355 si utilizza un coefficiente di
variazione pari al 6%.
Per tali acciai la qualificazione è ammessa anche nel caso di produzione non continua
nell’ultimo semestre ed anche nei casi in cui i quantitativi minimi previsti non siano rispettati,
permanendo tutte le altre regole relative alla qualificazione.
Controlli su singole colate
Negli stabilimenti soggetti a controlli sistematici di cui al § 11.3.4.10.1 delle norme tecniche di
cui al D.M. 14-01-2008, i produttori possono richiedere di loro iniziativa di sottoporsi a controlli,
eseguiti a cura di un Laboratorio di cui all’art. 59, comma 1, del DPR n. 380/2001, su singole
colate di quei prodotti che, per ragioni produttive, non possono ancora rispettare le condizioni
quantitative minime (vedere § 11.3.4.10.2 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008) per
qualificarsi.
Le prove da effettuare sono quelle relative alle norme europee armonizzate UNI EN 10025, UNI
EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 ed i valori da rispettare sono quelli di cui alle tabelle delle
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Capitolato Speciale d’Appalto
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corrispondenti norme europee della serie UNI EN 10025 ovvero delle tabelle di cui alle norme
europee UNI EN 10210 ed UNI EN 10219 per i profilati cavi.
CONTROLLI NEI CENTRI DI TRASFORMAZIONE
Centri di prelavorazione di componenti strutturali
Si definiscono centri di prelavorazione o di servizio quegli impianti che ricevono dai produttori di
acciaio elementi base (prodotti lunghi e/o piani) e realizzano elementi singoli prelavorati che
vengono successivamente utilizzati dalle officine di produzione che realizzano strutture
complesse nell’ambito delle costruzioni.
I centri di prelavorazione, oggetto delle presenti norme, devono rispettare le prescrizioni
applicabili di cui al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008
.
Officine per la produzione di carpenterie metalliche
I controlli sono obbligatori e devono essere effettuati a cura del Direttore Tecnico dell’officina.
Con riferimento ai prodotti di cui al punto B del § 11.1, i controlli vengono eseguiti secondo le
modalità di seguito indicate.
Devono essere effettuate per ogni fornitura minimo 3 prove, di cui almeno una sullo spessore
massimo ed una sullo spessore minimo.
I dati sperimentali ottenuti devono soddisfare le prescrizioni di cui alle tabelle delle
corrispondenti norme europee armonizzate della serie UNI EN 10025 ovvero delle tabelle di cui
al § 11.3.4.1 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008 per i profilati cavi per quanto
concerne l’allungamento e la resilienza, nonché delle norme europee armonizzate della serie
UNI EN 10025, UNI EN 10210-1 e UNI EN 10219-1 per le caratteristiche chimiche.
Ogni singolo valore della tensione di snervamento e di rottura non deve risultare inferiore ai
limiti tabellari.
Deve inoltre essere controllato che le tolleranze di fabbricazione rispettino i limiti indicati nelle
norme europee applicabili sopra richiamate e che quelle di montaggio siano entro i limiti indicati
dal progettista. In mancanza deve essere verificata la sicurezza con riferimento alla nuova
geometria.
Il prelievo dei campioni va effettuato a cura del Direttore Tecnico dell’officina che deve
assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove al
laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati.
Per le caratteristiche dei certificati emessi dal laboratorio, si fa riferimento a quanto riportato al §
11.3.2.10.4 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, fatta eccezione per il marchio di
qualificazione, non sempre presente sugli acciai da carpenteria, per il quale si potrà fare
riferimento ad eventuali cartellini identificativi ovvero ai dati dichiarati dal produttore.
Il Direttore Tecnico dell’officina curerà la registrazione di tutti i risultati delle prove di controllo
interno su apposito registro, di cui dovrà essere consentita la visione a quanti ne abbiano titolo.
Tutte le forniture provenienti da un’officina devono essere accompagnate dalla documentazione
di cui al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008.
Per quanto riguarda le specifiche dei controlli, le procedure di qualificazione e i documenti di
accompagnamento dei manufatti in acciaio prefabbricati in serie si rimanda agli equivalenti
paragrafi del § 11.8 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-01-2008, ove applicabili.
Officine per la produzione di bulloni e chiodi
I produttori di bulloni e chiodi per carpenteria metallica devono dotarsi di un sistema di .gestione
della qualità del processo produttivo per assicurare che il prodotto abbia i requisiti previsti dalle
presenti norme e che tali requisiti siano costantemente mantenuti fino alla posa in opera.
Il sistema di gestione della qualità del prodotto che sovrintende al processo di fabbricazione
deve essere predisposto in coerenza con la norma UNI EN ISO 9001:2000 e certificato da parte
di un organismo terzo indipendente, di adeguata competenza ed organizzazione, che opera in
coerenza con le norme UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006.
I documenti che accompagnano ogni fornitura in cantiere di bulloni o chiodi da carpenteria
devono indicare gli estremi della certificazione del sistema di gestione della qualità.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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I produttori di bulloni e chiodi per carpenteria metallica sono tenuti a dichiarare al Servizio
Tecnico Centrale la loro attività, con specifico riferimento al processo produttivo ed al controllo
di produzione in fabbrica, fornendo copia della certificazione del sistema di gestione della
qualità.
La dichiarazione sopra citata deve essere confermata annualmente al Servizio Tecnico
Centrale, con allegata una dichiarazione attestante che nulla è variato, nel prodotto e nel
processo produttivo, rispetto alla precedente dichiarazione , ovvero nella quale siano descritte
le avvenute variazioni.
Il Servizio Tecnico Centrale attesta l’avvenuta presentazione della dichiarazione.
Ogni fornitura in cantiere o nell’officina di formazione delle carpenterie metalliche, di bulloni o
chiodi deve essere accompagnata da copia della dichiarazione sopra citata e della relativa
attestazione da parte del Servizio Tecnico Centrale.
Il Direttore dei Lavori è tenuto a verificare quanto sopra indicato ed a rifiutare le eventuali
forniture non conformi.
CONTROLLI DI ACCETTAZIONE IN CANTIERE
I controlli in cantiere, demandati al Direttore dei Lavori, sono obbligatori e devono essere
eseguiti secondo le medesime indicazioni di cui al § 11.3.3.5.3 delle norme tecniche di cui al
D.M. 14-01-2008, effettuando un prelievo di almeno 3 saggi per ogni lotto di spedizione, di
massimo 30 t.
Qualora la fornitura, di elementi lavorati, provenga da un Centro di trasformazione, il Direttore
dei Lavori, dopo essersi accertato preliminarmente che il suddetto Centro di trasformazione sia
in possesso di tutti i requisiti previsti al § 11.3.1.7 delle norme tecniche di cui al D.M. 14-012008, può recarsi presso il medesimo Centro di trasformazione ed effettuare in stabilimento tutti
i controlli di cui sopra. In tal caso il prelievo dei campioni viene effettuato dal Direttore Tecnico
del Centro di trasformazione secondo le disposizioni del Direttore dei Lavori; quest’ultimo deve
assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove al
laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati, nonché sottoscrivere la relativa
richiesta di prove.
Per le modalità di prelievo dei campioni, di esecuzione delle prove e di compilazione dei
certificati valgono le medesime disposizioni di cui al § 11.3.3.5.3 delle norme tecniche di cui al
D.M. 14-01-2008.
Art. 16 - PRODOTTI PER PAVIMENTAZIONE
Si definiscono prodotti per pavimentazione quelli utilizzati per realizzare lo strato di rivestimento
dell’intero sistema di pavimentazione.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della fornitura; il Direttore dei lavori, ai fini
della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura
oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle prescrizioni normative vigenti.
Devono essere esenti da difetti visibili e di forma quali: protuberanze, bave, incavi che superino
le tolleranze dimensionali ammesse.
Art. 17 - PRODOTTI PER IMPERMEABILIZZAZIONI E PER COPERTURE PIANE
Per prodotti per impermeabilizzazioni e coperture piane si intendono quelli che si presentano
sotto forma di:
• membrane in fogli e/o rotoli da applicare a freddo od a caldo, in fogli singoli o pluristrato;
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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• prodotti forniti in contenitori (solitamente liquidi e/o in pasta) da applicare a freddo od a caldo
su eventuali armature (che restano inglobate nello strato finale) fino a formare in sito una
membrana continua.
Le membrane si designano descrittivamente in base:
– al materiale componente (esempio: bitume ossidato fillerizzato, bitume polimero elastomero,
bitume polimero plastomero, etilene propilene diene, etilene vinil acetato, ecc.);
– al materiale di armatura inserito nella membrana (esempio: armatura vetro velo, armatura
poliammide tessuto, armatura polipropilene film, armatura alluminio foglio sottile, ecc.);
– al materiale di finitura della faccia superiore (esempio: poliestere film da non asportare,
polietilene film da non asportare, graniglie, ecc.);
– al materiale di finitura della faccia inferiore (esempio: poliestere non tessuto, sughero,
alluminio foglio sottile, ecc.).
I prodotti forniti in contenitori si designano descrittivamente come segue:
– mastici di rocce asfaltiche e di asfalto sintetico;
– asfalti colati;
– malte asfaltiche;
– prodotti termoplastici;
– soluzioni in solvente di bitume;
– emulsioni acquose di bitume;
– prodotti a base di polimeri organici.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura, le modalità di posa
sono trattate negli articoli relativi alla posa in opera.
Il Direttore dei Lavori ai fini della loro accettazione può procedere a controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle
prescrizioni di seguito indicate.
Le membrane per coperture di edifici in relazione allo strato funzionale che vanno a costituire
(esempio strato di tenuta all’acqua, strato di tenuta all’aria, strato di schermo e/o barriera al
vapore, strato di protezione degli strati sottostanti, ecc.) devono rispondere alle descrizioni di
elenco prezzi e, in loro completamento, alle prescrizioni di seguito dettagliate.
a) Le membrane destinate a formare strati di schermo e/o barriera al vapore devono soddisfare
i requisiti previsti dalla norma UNI 9380 per quanto concerne:
– le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
– i difetti, l’ortometria e la massa areica;
– la resistenza a trazione;
– la flessibilità a freddo;
– il comportamento all’acqua;
– la permeabilità al vapore d’acqua;
– l’invecchiamento termico in acqua;
– le giunzioni.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla
Direzione dei Lavori.
Le membrane rispondenti alle varie prescrizioni della norma UNI 8629 in riferimento alle
caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego.
b) Le membrane destinate a formare strati di continuità, di diffusione o di egualizzazione della
pressione di vapore, di irrigidimento o ripartizione dei carichi, di regolarizzazione, di
separazione e/o scorrimento o drenante devono soddisfare i requisiti previsti dalla norma
UNI 9168 per quanto concerne:
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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–
–
–
–
le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore);
difetti, ortometria e massa areica;
comportamento all’acqua;
invecchiamento termico in acqua.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla
Direzione dei Lavori. Le membrane rispondenti alle norme UNI 9380 e UNI 8629 per le
caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego.
c) Le membrane destinate a formare strati di tenuta all’aria devono soddisfare i requisiti previsti
dalla norma UNI 9168 per quanto concerne:
– le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza e spessore);
– difetti, ortometria e massa areica;
– resistenza a trazione ed alla lacerazione;
– comportamento all’acqua;
– le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed alla permeabilità all’aria.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla
Direzione dei Lavori. Le membrane rispondenti alle norme UNI 9380 e UNI 8629 per le
caratteristiche precitate sono valide anche per questo impiego.
d) Le membrane destinate a formare strati di tenuta all’acqua devono soddisfare i requisiti
previsti dalla norma UNI 8629 (varie parti) per quanto concerne:
– le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
– difetti, ortometria e massa areica;
– resistenza a trazione e alla lacerazione;
– punzonamento statico e dinamico;
– flessibilità a freddo;
– stabilità dimensionale in seguito ad azione termica;
– stabilità di forma a caldo;
– impermeabilità all’acqua e comportamento all’acqua;
– permeabilità al vapore d’acqua;
– resistenza all’azione perforante delle radici;
– invecchiamento termico in aria ed acqua;
– resistenza all’ozono (solo per polimeriche e plastomeriche);
– resistenza ad azioni combinate (solo per polimeriche e plastomeriche);
– le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione ed avere impermeabilità all’aria.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla
Direzione dei Lavori.
e) Le membrane destinate a formare strati di protezione devono soddisfare i requisiti previsti
dalla norma UNI 8629 (varie parti) per quanto concerne:
– le tolleranze dimensionali (lunghezza, larghezza, spessore);
– difetti, ortometria e massa areica;
– resistenza a trazione e alle lacerazioni;
– punzonamento statico e dinamico;
– flessibilità a freddo;
– stabilità dimensionali a seguito di azione termica;
– stabilità di forma a caldo (esclusi prodotti a base di PVC, EPDM, IIR);
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Capitolato Speciale d’Appalto
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–
–
–
–
–
comportamento all’acqua;
resistenza all’azione perforante delle radici;
invecchiamento termico in aria;
le giunzioni devono resistere adeguatamente alla trazione;
l’autoprotezione minerale deve resistere all’azione di distacco.
I prodotti non normati devono rispondere ai valori dichiarati dal fabbricante ed accettati dalla
Direzione dei Lavori.
Le membrane a base di elastomeri e di plastomeri, elencate nel seguente punto a), sono
utilizzate per l’impermeabilizzazione nei casi di cui al punto b) e devono rispondere alle
prescrizioni elencate al successivo punto c).
Detti prodotti vengono considerati al momento della loro fornitura. Per le modalità di posa si
rimanda gli articoli relativi alla posa in opera.
a) Tipi di membrane:
– membrane in materiale elastomerico1 senza armatura;
– membrane in materiale elastomerico dotate di armatura;
– membrane in materiale plastomerico2 flessibile senza armatura;
– membrane in materiale plastomerico flessibile dotate di armatura;
–
membrane in materiale plastomerico rigido (per esempio polietilene ad alta o bassa
densità, reticolato o non, polipropilene);
–
membrane polimeriche a reticolazione posticipata (per esempio polietilene
clorosolfanato) dotate di armatura;
– membrane polimeriche accoppiate3;
b) Classi di utilizzo4:
Classe A - membrane adatte per condizioni eminentemente statiche del contenuto (per
esempio, bacini, dighe, sbarramenti, ecc.)
Classe B - membrane adatte per condizioni dinamiche del contenuto (per esempio, canali,
acquedotti, ecc.)
Classe C - membrane adatte per condizioni di sollecitazioni meccaniche particolarmente gravose,
concentrate o no (per esempio, fondazioni, impalcati di ponti, gallerie, ecc.
Classe D - membrane adatte anche in condizioni di intensa esposizione agli agenti atmosferici e/o alla
luce
Classe E - membrane adatte per impieghi in presenza di materiali inquinanti e/o aggressivi (per
esempio, discariche, vasche di raccolta e/o decantazione, ecc.)
Classe F - membrane adatte per il contatto con acqua potabile o sostanze di uso alimentare (per
esempio, acquedotti, serbatoi, contenitori per alimenti, ecc.).
1
Per materiale elastometrico si intende un materiale che sia fondamentalmente elastico anche a temperature superiori o inferiori a
quelle di normale impiego e/o che abbia subito un processo di reticolazione (per esempio gomma vulcanizzata).
2
Per materiale plastomerico si intende un materiale che sia relativamente elastico solo entro un intervallo di temperatura
corrispondente generalmente a quello di impiego ma che non abbia subito alcun processo di reticolazione (come per esempio
cloruro di polivinile plastificato o altri materiali termoplastici flessibili o gomme non vulcanizzate).
3
Trattasi di membrane polimeriche accoppiate o incollate sulla faccia interna ad altri elementi aventi funzioni di protezione o altra
funzione particolare, comunque non di tenuta. In questi casi, quando la parte accoppiata all'elemento polimerico impermeabilizzante
ha importanza fondamentale per il comportamento in opera della membrana, le prove devono essere eseguite sulla membrana
come fornita dal produttore.
4
Nell'utilizzo delle membrane polimeriche per impermeabilizzazione, possono essere necessarie anche caratteristiche comuni a
più classi. In questi casi devono essere presi in considerazione tutti quei fattori che nell'esperienza progettuale e/o applicativa
risultano di importanza preminente o che per legge devono essere considerati tali.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 40 -
Art. 18 – PRODOTTI DIVERSI (SIGILLANTI, ADESIVI, GEOTESSILI
Tutti i prodotti di seguito descritti vengono considerati al momento della fornitura. Il Direttore dei
lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere a controlli (anche parziali) su campioni della
fornitura oppure richiedere un attestato di conformità della stessa alle prescrizioni di seguito
indicate.
Per il campionamento dei prodotti ed i metodi di prova si fa riferimento ai metodi UNI esistenti.
Per sigillanti si intendono i prodotti utilizzati per riempire in forma continua e durevole, i giunti tra
elementi edilizi (in particolare nei serramenti, nelle pareti esterne, nelle partizioni interne, ecc.)
con funzione di tenuta all'aria, all'acqua, ecc.
Oltre a quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si
intendono rispondenti alle seguenti caratteristiche:
- compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati;
- diagramma forza/deformazione (allungamento) compatibile con le deformazioni elastiche del
supporto al quale sono destinati;
- durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego, cioè con decadimento
delle caratteristiche meccaniche ed elastiche che non pregiudichino la loro funzionalità;
- durabilità alle azioni chimico-fisiche diagenti aggressivi presenti nell'atmosfera o nell'ambiente
di destinazione.
Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde
al progetto od alle norme UNI ISO 11600 (in sostituzione della UNI 9610) e UNI 9611 e/o è in
possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento ai valori dichiarati dal
produttore ed accettati dal Direttore dei lavori.
Per adesivi si intendono i prodotti utilizzati per ancorare un prodotto ad uno attiguo, in forma
permanente, resistendo alle sollecitazioni meccaniche, chimiche, ecc. dovute all'ambiente ed
alla destinazione d'uso. Sono inclusi nel presente articolo gli adesivi usati in opere di
rivestimenti di pavimenti e pareti o per altri usi e per diversi supporti (murario, terroso, legnoso,
ecc.). Sono esclusi gli adesivi usati durante la produzione di prodotti o componenti. Oltre a
quanto specificato nel progetto o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si intendono i
prodotti forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche:
- compatibilità chimica con il supporto al quale sono destinati;
- durabilità ai cicli termoigrometrici prevedibili nelle condizioni di impiego, cioè con un
decadimento delle caratteristiche meccaniche che non pregiudichino la loro funzionalità;
- durabilità alle azioni chimico-fisiche dovute ad agenti aggressivi presenti nell'atmosfera o
nell'ambiente di destinazione;
- caratteristiche meccaniche adeguate alle sollecitazioni previste durante l'uso.
Il soddisfacimento delle prescrizioni predette si intende comprovato quando il prodotto risponde
ad una norma UNI e/o è in possesso di attestati di conformità; in loro mancanza si fa riferimento
ai valori dichiarati dal produttore ed accettati dal Direttore dei lavori.
Per geotessili si intendono i prodotti utilizzati per costituire strati di separazione, contenimento,
filtranti e di drenaggio in opere di terra (rilevati, scarpate, strade, giardini, ecc.) ed in coperture.
Si distinguono in:
- tessuti: stoffe realizzate intrecciando due serie di fili (realizzando ordito e trama);
- nontessuti: feltri costituiti da fibre o filamenti distribuiti in maniera casuale, legati tra loro con
trattamento meccanico (agugliatura), chimico (impregnazione) oppure termico (fusione).Si
hanno nontessuti ottenuti da fiocco o da filamento continuo.
I teli di tessuto dovranno avere le seguenti caratteristiche generali:
- inerzia chimica totale ;
- insensibilità all'acqua fluviale marina salmastra e di bonifica;
- inattaccabilità da microrganismi, batteri, roditori;
- imputrescibilità.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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A seconda del campo d'impiego si adotteranno tipi diversi con le seguenti caratteristiche:
peso (gr/mq)
spessore (mm)(*)
carico di rottura (kg/5cm)
allungamento a rottura
(%)
tipo A
100
1,1
25
60
tipo B
200
1,6
40
60
tipo C
300
2,2
70
65
tipo D
400
3,0
100
65
(*) sotto carico a 20g/cmq
Variazioni consentite max.10%
Per i nontessuti dovrà essere precisato:
-se sono costituiti da filamento continuo o da fiocco;
-se il trattamento legante è meccanico, chimico o termico;
-il peso unitario.
Quando non è specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si
intendono forniti rispondenti alle seguenti caratteristiche secondo i modelli di controllo riportati
nelle norme: UNI 8279/1/3/4/12/13/17 e UNI 8986. Il soddisfacimento delle prescrizioni predette
si intende comprovato quando il prodotto risponde ad una norma UNI e/o è in possesso di
attestato di conformità; in loro mancanza valgono i valori dichiarati dal produttore ed accettati
dal Direttore dei lavori. Dovrà inoltre essere sempre specificata la natura del polimero
costituente (poliestere, polipropilene, poliammide, ecc.).
Art. 19 – VERNICI
I materiali impiegati nelle opere da pittore dovranno essere sempre della migliore qualità.
a) Olio di lino cotto.
L'olio di lino cotto sarà ben depurato, di colore assai chiaro e perfettamente limpido, di odore
forte ed amarissimo al gusto, scevro di adulterazioni con olio minerale, olio di pesce, etc. Non
dovrà lasciare alcun deposito né essere rancido, e disteso sopra una lastra di vetro o di metallo
dovrà essiccare completamente nell'intervallo di 24 ore. Avrà acidità nella misura del 7%,
impurità non superiore all'1% ed alla temperatura di 15 °C presenterà una densità compresa fra
0,91 e 0,93.
b) Acquaragia (essenza di trementina).
Dovrà essere limpida, incolore, di odore gradevole e volatilissima. La sua densità a 15 °C sarà
di 0,87.
c) Biacca.
La biacca o cerussa (carbonato basico di piombo) deve essere pura, senza miscele di sorta e
priva di qualsiasi traccia di solfato di bario.
d) Bianco di zinco. Il bianco di zinco dovrà essere in polvere finissima, bianca, costitui-ta da
ossido di zinco e non dovrà contenere più del 4% di sali di piombo allo stato di solfato, né più
dell'1% di altre impurità; l'umidità non deve superare il 3%.
e) Minio.
Sia il piombo (sesquiossido di piombo) che l'alluminio (ossido di alluminio) dovrà essere
costituito da polvere finissima e non contenere colori derivati dall'anilina, né oltre il 10% di
sostanze estranee (solfato di bario, etc.).
f) Latte di calce.
Il latte di calce sarà preparato con calce grassa, perfettamente bianca, spenta per immersione.
Vi si potrà aggiungere la quantità di nerofumo strettamente necessaria per evitare la tinta
giallastra.
g) Colori all'acqua, a colla o ad olio.
Le terre coloranti destinate alle tinte all'acqua, a colla o ad olio, saranno finemente macinate e
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 42 -
prive di sostanze eterogenee e dovranno essere perfettamente incorporate nell'acqua, nelle
colle e negli oli, ma non per infusione. Potranno essere richieste in qualunque tonalità esistente.
h) Vernici.
Le vernici che s’impiegheranno per gli interni saranno a base di essenza di trementina e
gomme pure e di qualità scelta; disciolte nell'olio di lino dovranno presentare una superficie
brillante. È escluso l'impiego di gomme prodotte da distillazione. Le vernici speciali
eventualmente prescritte dalla Direzione Lavori dovranno essere fornite nei loro recipienti
originali chiusi.
i) Encaustici.
Gli encaustici potranno essere all'acqua o all'essenza, secondo le disposizioni della Direzione
Lavori. La cera gialla dovrà risultare perfettamente disciolta, a seconda dell'encaustica adottato,
o nell'acqua calda alla quale sarà aggiunto sale di tartaro, o nell'essenza di trementina.
Art. 20 - INFISSI
Si intendono per infissi gli elementi aventi la funzione principale di regolare il passaggio di
persone, animali, oggetti, e sostanze liquide o gassose nonché dell’energia tra spazi interni ed
esterni dell’organismo edilizio o tra ambienti diversi dello spazio interno.
Essi si dividono tra elementi fissi (cioè luci fisse non apribili) e serramenti (cioè con parti
apribili); gli infissi si dividono, inoltre, in relazione alla loro funzione, in porte, finestre e schermi.
Per la terminologia specifica dei singoli elementi e delle loro parti funzionali in caso di dubbio si
fa riferimento alla norma UNI 8369 (varie parti).
Il Direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, può procedere ai controlli (anche parziali)
su campioni della fornitura, oppure richiedere un attestato di conformità della fornitura alle
prescrizioni di seguito indicate.
Gli elementi fissi e mobili devono essere realizzate nella forma, con i materiali e nelle
dimensioni indicate nel disegno di progetto. In mancanza di prescrizioni (od in presenza di
prescrizioni limitate) si intende che comunque devono nel loro insieme (telai, lastre di vetro,
eventuali accessori, ecc.) resistere alle sollecitazioni meccaniche dovute all’azione del vento od
agli urti, garantire la tenuta all’aria, all’acqua e la resistenza al vento.
Quanto richiesto dovrà garantire anche le prestazioni di isolamento termico, isolamento
acustico, comportamento al fuoco e resistenza a sollecitazioni gravose dovute ad attività
sportive, atti vandalici, vapori acidi ecc.
Le prestazioni predette dovranno essere garantite con limitato decadimento nel tempo.
Art. 21 - MATERIALI PER RIPRISTINI STRADALI
I materiali da impiegare nei ripristini stradali dovranno corrispondere alle qualità, prescrizioni e
prove appresso indicate.
Misto granulometricamente stabilizzato
La fondazione è costituita da miscele di terre stabilizzate granulometricamente, ricavate da
depositi alluvionali e da roccia che abbiano un coefficiente di frantumazione inferiore a 160. La
composizione granulometrica dell’insieme, prima e dopo la costipazione sarà individuata dal
prospetto che segue, che si riferisce all’impiego di grani con dimensioni massime di mm. 71 se
impiegato nello strato di base (tipo A), mm. 30 se impiegato in strato di usura non protetto (tipo
B).
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Capitolato Speciale d’Appalto
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- LIVELLO O STACCIO U.N.I.:
Percentuale in peso di passante
TIPO “A”
- CRIVELLO U.N.I. 2334
TIPO “B”
71
100
----
“
30
70-100
100
“
15
----
70-100
“
10
30-70
50-85
“
5
23-55
35-65
2
15-40
25-50
“
0,4
8-25
15-30
“
0,075
2-15
5-15
- STACCIO U.N.I. 2332
Limite liquido ed indice di plasticità della frazione di passante allo staccio 0,4 U.N.I. 2332
dovranno essere inferiori a 25 il primo; uguale a 0 il secondo. Indice, C.B.R. del materiale a post
saturazione superiore a 50. Il coefficiente di frantumazione dovrà essere minore di 160.
La fondazione potrà essere formata da materiale idoneo pronto all’impiego oppure da
correggersi con adeguata attrezzatura in impianto fisso di miscelazione o in sito.
Misto cementato
Il misto cementato sarà costituito da una miscela di aggregati lapidei (misto granulare) trattata
con un legante idraulico (cemento). La miscela dovrà presentare, dopo un adeguato tempo di
stagionatura, una resistenza meccanica durevole anche in presenza di acqua e gelo.
La miscela di aggregati (misto granulare) da adottarsi per la realizzazione del misto cementato
deve avere una composizione granulometrica contenuta nel fuso riportato nella seguente
tabella.
UNI EN 903/1
mm
Fuso Passanti (%)
Setaccio
40
100
Setaccio
31,5
90 – 100
Setaccio
16
60 – 80
Setaccio
8
40 – 55
Setaccio
4
26 – 40
Setaccio
2
17 – 30
Setaccio
1
12 – 22
Setaccio
0,5
6 – 15
Setaccio
0,25
4 – 10
Setaccio
0,125
2–6
Setaccio
0,063
2–5
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 44 -
Il contenuto di cemento, delle eventuali ceneri volanti, ed il contenuto dell’acqua della miscela,
saranno espressi come percentuale in peso rispetto al totale della miscela di aggregati. Tali
percentuali saranno stabilite in base ad uno studio effettuato con le modalità e le prove previste
dal B.U. CNR n. 2). In alternativa la resistenza del materiale potrà essere valutata con i metodi
descritti dalla norma UNI EN 14277-1. Le miscele adottate dovranno possedere i requisiti
riportati nella tabella che segue.
Parametro
Normativa
Valore
Resistenza a compressione a 7 gg
CNR 29
2,5≤Rc≥4,5 N/mm2
Resistenza a trazione indiretta a 7 gg (Prova
Brasiliana)
CNR 97
Rt≥0,25 N/mm2
I controlli della qualità dei misti cementati verranno effettuati mediante prove eseguite da
laboratorio indicato dal Committente sia sulla miscela prelevata allo stato fresco (percentuale di
cemento e distribuzione degli aggregati) al momento della stesa, sia sulle carote prelevate dalla
pavimentazione con prove in sito (densità, spessore e portanza).
Manti semiaperti
Per le strade a traffico non molto intenso nelle quali si vuol mantenere una sufficiente scabrezza
si potrà ricorrere a manti formati con pietrischetti o granigli e sabbia, ed in alcuni casi anche con
additivo, legati con bitumi solidi o liquidi, secondo le formule di composizione in seguito indicate.
Per ottenere i conglomerati bituminosi in oggetto si dovranno impiegare come aggregato grosso
per manti d'usura materiali ottenuti da frantumazione di rocce aventi elevata durezza con
resistenza minima alla compressione di 1250 kg /cm2.
Per strati non d'usura si potranno usare anche materiali meno pregiati. Saranno ammessi
aggregati provenienti dalla frantumazione dei ciottoli e delle ghiaie, essi dovranno corrispondere
alle granulometrie indicate in tabella.
Per assicurare la regolarità della granulometria la Direzione dei Lavori potrà richiedere che
l'aggregato grosso venga fornito in due distinti assortimenti atti a dare, per miscela,
granulometrie comprese nei limiti stabiliti.
I conglomerati dovranno risultare a seconda dello spessore finale del manto (a costipamento
ultimato) costituiti come é indicato nelle tabelle che seguono.
CONGLOMERATI DEL TIPO I (per risagomature, strati di fondazione,
collegamento per manti di usura in strade a traffico limitato)
Aggregato grosso:
Passante al crivello
trattenuto al setaccio 10
Passante al crivello
trattenuto al setaccio 10
Aggregato fine:
Passante al setaccio 10
25
20
A
per spessori inferiori
a 35 mm.
% in peso
B
per spessori
superiori a 35 mm.
% in peso
-
66-81
66-81
-
15-25
15-25
e
e
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 45 -
CONGLOMERATI DEL TIPO II (per manti di usura su strade comuni)
Aggregato grosso:
Passante al crivello 15
trattenuto al setaccio
Passante al crivello 10
trattenuto al setaccio 10
Aggregato fine:
Passante al setaccio 10
trattenuto dal 200
Additivo:
Passante dal setaccio 200
Bitume
A
per spessori inferiori
a 20 mm.
% in peso
B
per spessori
superiori a 20 mm.
% in peso
-
59-80
60-80
-
15-30
15-30
3-5
4,5-6,0
3-5
4,5-6,0
e
e
e
Manti chiusi
Per strade a traffico molto intenso, nelle quali si vuole costituire un manto resistente e di scarsa
usura e ove si disponga di aggregati di particolare qualità potrà ricorrersi a calcestruzzi
bituminosi formati con elevate percentuali di aggregato grosso, sabbia, additivo, bitume.
Gli aggregati grossi dovranno essere duri, tenaci, non fragili, provenienti da rocce
preferibilmente endogene, ed a fine tessitura: debbono essere non gelivi o facilmente alterabili,
né frantumabili facilmente sotto il rullo o per effetto del traffico: debbono sopportare bene il
riscaldamento occorrente per l'impasto; la loro dimensione massima non deve superare i 2/3
dello spessore del manto finito.
Di norma l'aggregato grosso sarà costituito da pietrischetto o graniglia ottenuti per
frantumazione da rocce aventi resistenza minima alla compressione di 1250 kg /cm2 nella
direzione del piano di cava ed in quella normale, coefficiente di Deval non inferiore a 12, assai
puliti e tali da non perdere per decantazione in acqua più dell'uno per cento in peso. I singoli
pezzi saranno per quanto possibile poliedrici.
La pezzatura dell'aggregato grosso sarà da 3 a 15 millimetri con granulometria da 10 a 15
millimetri dal 15 al 20% - da 5 a 10 millimetri dal 20 al 35% - da 3 a 5 millimetri dal 10 al 25% .
L'aggregato fino sarà costituito da sabbia granulare preferibilmente proveniente dalla
frantumazione del materiale precedente, sarà esente da polvere d'argilla e da qualsiasi
sostanza estranea e sarà interamente passante per lo staccio di due millimetri (n. 10 della serie
A.S.T.M.): la sua perdita di peso per decantazione non dovrà superare il 2% .
La granulometria dell'aggregato fine sarà di peso:
dal 10 al 40% fra mm 2 e mm 0,42 (setacci n. 10 e n. 40 sabbia grossa)
dal 30 al 55% fra mm 0,42 e mm 0,297 (setacci n. 40 e n. 80 sabbia media)
dal 16 al 45% fra mm 0,297 e mm 0,074 (setacci n. 80 e n. 200 sabbia fine).
L'additivo minerale (filler) da usare potrà essere costituito da polvere di asfalto passante per
intero al setaccio n. 80 (mm 0,297) e per il 90% dal setaccio n. 200 (mm 0,074) ed in ogni caso
da polveri di materiali non idrofili.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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I vuoti risultanti nell'aggregato totale adottato per l'impasto dopo l'aggiunta dell'additivo non
dovranno eccedere il 20-22% del volume totale.
Il bitume da usarsi dovrà presentare, all'atto dell'impasto (prelevato cioè dall'immissione nel
mescolatore) penetrazione da 80 a 100 ed anche fino a 120, onde evitare una eccessiva rigidità
non compatibile con lo scarso spessore del manto.
L'impasto dovrà corrispondere ad una composizione ottenuta entro i seguenti limiti:
a) aggregato grosso delle granulometrie assortite indicate, dal 40 al 60%;
b) aggregato fine delle granulometrie assortite indicate, dal 25 al 40%;
c) additivo, dal 4 al 10%;
d) bitume, dal 5 all'8%.
Sulla formula della composizione degli impasti saranno consentite variazioni non superiori allo
0.5% in più o in meno per bitume - all'1,5% in più od in meno per gli additivi - al 5% delle singole
frazioni degli aggregati in più o in meno, purché si rimanga nei limiti della formula dell'impasto
sopra indicato.
Manti di usura
Gli aggregati da impiegarsi per manti di usura non dovranno essere idrofili. Come aggregato
fine si dovranno impiegare sabbie aventi i requisiti idonei. Si potranno usare tanto sabbie
naturali che sabbie provenienti dalla frantumazione delle rocce. In quest'ultimo caso si potranno
ammettere anche materiali aventi più del 5% di passante al setaccio 200.
L'additivo dovrà corrispondere ai requisiti di cui alle norme del C.N.R. per l'accettazione dei
pietrischi, pietrischetti, sabbie, additivi per le costruzioni stradali (fasc. n. 4 ultime edizioni).
Art. 22 – TUBAZIONI E PEZZI SPECIALI IN ACCIAIO
I tubi commerciali dovranno essere in acciaio non legato, conformi alle norme UNI EN 10224,
relative ai tubi per condotte d'acqua. A seconda del processo di fabbricazione, potranno essere
senza saldatura oppure saldati con saldatura longitudinale od elicoidale.
Piccoli scostamenti, che non infirmino la sostanziale equivalenza tra il materiale disponibile e
quello descritto dalle norme suddette, potranno essere tollerati ad esclusivo giudizio della
Direzione dei Lavori.
Per le tubazioni con giunto a saldare di testa, oltre ai normali controlli e prove previsti dai punti 8 e
9 della norma UNI EN 10224, viene espressamente richiesto un ulteriore controllo supplementare
sulla saldatura elicoidale o longitudinale in corrispondenza delle estremità di ogni tubo, per una
lunghezza di almeno 40 cm, da eseguirsi con il metodo radiografico, in conformità con il punto
10.4.3.2. della citata norma; tale controllo dovrà essere concordato con il Fornitore al momento
dell’ordinazione.
Materiali
I tubi metallici saranno del tipo L355 aventi le seguenti caratteristiche meccaniche e chimiche:
1) Caratteristiche meccaniche dell'Acciaio L355
Rs min (MPa)
R min (MPa)
A min (%)
l (*)
t (*)
T ≤ 16
T ≥ 16
510
355
345
21
19
(*) l = allungamento longitudinale, t = allungamento tangenziale.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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2) Caratteristiche chimiche (analisi di colata) dell'acciaio L355
C % max
Si % max
Mn % max
P % max
0,22
0,55
1,60
0,030
S % max
0,025
Per gli acciaio L355 sono permesse aggiunte di niobio, titanio e vanadio a discrezione dei
produttori, in questo caso la documentazione allegata dovrà precisare la quantità di tali elementi.
Dimensioni e tolleranze
I tubi saranno del diametro riportato nel progetto, in lunghezza da 6 a 16 m, se non diversamente
espressamente previsto negli elaborati di progetto; i tubi zincati saranno forniti in lunghezze da 5,5
a 6,6 m.
Gli spessori nominali dei tubi saranno quelli indicati negli elaborati di progetto; di norma saranno
preferibilmente impiegate tubazioni indicate nel prospetto 4 della norma UNI EN 10224.
I tubi del diametro nominale superiore a 100 saranno forniti con estremità smussate (bisellate),
mediante lavorazione di macchina per saldatura, di assiemamento in opera, testa a testa oppure in
casi particolari e comunque per una lunghezza non superiore al 5% del totale, previa
autorizzazione della D.L., saranno accettati tubi predisposti con giunti a bicchiere cilindrico o
sferico.
I valori delle tolleranze dimensionali ammesse sono i seguenti:
DIAMETRO ESTERNO
Tubo senza saldatura
La tolleranza sul diametro esterno non deve essere maggiore del ±1% del diametro con un
minimo di ±0,5 mm.
Tubi saldati elettricamente e testa a testa
La tolleranza sul diametro esterno non deve essere maggiore dei valori indicati nel
prospetto 6.
Tubi saldati ad arco sommerso
La tolleranza sul diametro esterno non deve essere maggiore del ±0,75% del diametro con un
massimo di ±6 mm per diametri fino a 2032 mm compresi. Per tubi di diametro maggiore di
2032 mm, la tolleranza deve essere concordata tra il committente e il fabbricante.
SPESSORE DI PARETE
Tubi senza saldatura
La tolleranza sullo spessore non deve essere maggiore dei valori indicati nel prospetto 7.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Tubi saldati elettricamente e testa a testa
Le tolleranze sullo spessore, escludendo la zona di saldatura, non devono essere maggiori di
±10% o ±0,3 mm, qualunque sia il maggiore. Lo spessore minimo nella zona di saldatura non
deve essere minore di quello ammesso per il corpo del tubo. Il cordone di saldatura esterno del
tubo saldato elettricamente deve essere rimosso mediante rifilatura e quello del tubo saldato
testa a testa deve essere laminato a filo. L’altezza del cordone interno di saldatura non deve
essere maggiore di (0,5 + 0,05T) mm.
Tubi saldati ad arco sommerso
La tolleranza sullo spessore, escludendo il cordone di saldatura, non deve essere maggiore di
±7,5% dello spessore. L’altezza del cordone interno ed esterno di saldatura non deve essere
maggiore dei valori indicati nel prospetto 8.
Controlli e prove
TUBI
I controlli e le prove devono essere eseguite come indicato nel prospetto riassuntivo 13 per
controlli e prove non specifici e nel prospetto 14 per controlli e prove specifici.
RACCORDI
I raccordi e i componenti di raccordi ottenuti da tubi o formati in tubi prima del completamento
del raccordo, devono essere sottoposti a prova nella forma tubolare in conformità al paragrafo
precedente e al prospetto 15, dove applicabile. I raccordi o componenti di raccordi non
sottoposti a prova come tubo o quando la formatura è stata effettuata, devono essere sottoposti
a prova in conformità al paragrafo precedente e al prospetto 15, dove applicabile.
Le curve a raggio uniforme, precedentemente sottoposte a prova come tubo, dopo la formatura
devono soltanto essere sottoposte alla prova di trazione.
Tutte le saldature, che non sono state sottoposte a prova come parte del tubo, prima
dell’applicazione di un qualsiasi materiale di rivestimento esterno o interno devono essere
sottoposte a prova in conformità al paragrafo prova non distruttiva.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Frequenza delle prove
Per controlli e prove non specifici, queste prove devono essere eseguite dal fabbricante in
conformità alle proprie procedure (vedere EN 10021). Per controlli e prove specifici, queste
prove devono essere eseguite sui prodotti da fornire o sulle unità di collaudo di cui fa parte il
prodotto da fornire (vedere EN 10021).
Unità di collaudo
Quando si eseguono controlli e prove specifici, l’unità di collaudo deve essere costituita dal
numero di tubi e raccordi specificati nel prospetto 15 che siano dello stesso tipo, diametro
specificato, spessore specificato, grado dell’acciaio e fabbricato utilizzando le stesse condizioni
di lavorazione, per esempio stesso processo di saldatura, stesso trattamento termico. Inoltre,
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Capitolato Speciale d’Appalto
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per i prodotti saldati per fusione, l’unità di collaudo deve essere costituita da prodotti che sono
stati saldati utilizzando lo stesso tipo di flusso e filo da apporto.
Numero di prodotti campione
Un tubo o raccordo campione deve essere selezionato per le prove meccaniche (uno per unità
di collaudo) e, dove appropriato, per l’analisi di prodotto (una per grado di acciaio).
Posizione, orientamento e preparazione dei campioni e dei provini
Generalità
I campioni e i provini devono essere prelevati a livello delle estremità dei tubi o dei raccordi
nello stato di fornitura finale in conformità alla figura 11 e alla EN ISO 377.
Analisi di prodotto
I campioni per l’analisi di prodotto devono essere prelevati dai provini o campioni per le prove
meccaniche o dall’intero spessore del tubo nella stessa posizione adottata per i campioni per le
prove meccaniche in conformità alla EN ISO 14284.
Prova di trazione
Il provino per la prova di trazione deve essere costituito da un’intera sezione di tubo o da un
provino prelevato dal tubo o raccordo campione in conformità alla EN 10002-1. Il provino può
essere prelevato in senso longitudinale o trasversale a discrezione del fabbricante.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Metodi di prova
Analisi chimica
Gli elementi da determinare devono essere quelli indicati nel prospetto 1. La scelta di un
metodo analitico chimico o fisico, adatto per l’analisi, deve essere a discrezione del fabbricante.
In caso di contestazione il metodo utilizzato deve essere concordato tenendo conto del CR
10261.
Prove meccaniche
Le prove meccaniche devono essere eseguite ad una temperatura compresa tra 10 °C e 35 °C.
Prova di trazione
La prova di trazione deve essere eseguita in conformità alla EN 10002-1 determinando quanto
segue:
- resistenza a trazione (Rm);
- carico unitario di snervamento superiore (ReH).
Se non è presente un fenomeno di snervamento, si deve determinare il carico unitario di
scostamento dalla proporzionalità dello 0,2% (Rp0,2) o l’allungamento totale dello 0,5% (Rt0,5).
In casi di contestazione si deve applicare il carico unitario di scostamento dalla proporzionalità
dello 0,2% (Rp0,2);
- l’allungamento percentuale dopo rottura con riferimento alla lunghezza iniziale Lo di 5,65 .
Se si utilizza un provino non proporzionale, il valore dell’allungamento percentuale deve essere
trasformato in un valore della lunghezza iniziale tra i riferimenti Lo = 5,65 applicando i prospetti
di conversione riportati nella EN ISO 2566-1.
So è l’area della sezione trasversale iniziale della lunghezza tra i riferimenti.
Prova di schiacciamento
La prova di schiacciamento deve essere eseguita in conformità alla EN 10233.
La saldatura di tubi saldati deve essere posizionata a 90° rispetto alla direzione di
schiacciamento e il provino deve essere spianato .nché la distanza tra le facce non è maggiore
del 67% del diametro esterno iniziale.
Prova di allargamento
La prova di allargamento deve essere eseguita in conformità alla EN 10234.
Un’estremità del provino deve essere allargata utilizzando un cono che abbia un angolo ( β ) di
60° finché l’aumento del diametro esterno non è min ore del valore appropriato indicato nel
prospetto 3.
Prova di piegamento della saldatura
Le prove di piegamento della saldatura devono essere conformi alla EN 910.
Le provette devono essere piegate per un angolo di 180° attorno ad un mandrino di diametro
specificato nel prospetto 3.
Prova di tenuta
I tubi devono superare la prova di tenuta. La prova deve essere la prova idrostatica in
conformità al paragrafo seguente.
Prova idrostatica
Il tubo deve resistere alla prova senza perdite o deformazioni visibili. La prova idrostatica deve
essere eseguita ad una pressione di prova di 70 bar oppure P, calcolata dalla seguente
equazione, qualunque sia la minore, a meno che non sia stata specificata l’opzione seguente
da parte del committente.
P=20 · S · T/D
dove:
P è la pressione di prova in bar;
D è il diametro esterno specificato (mm);
T è lo spessore di parete specificato (mm);
S è la sollecitazione in MPa corrispondente al 70% del carico unitario minimo di snervamento
per il grado di acciaio utilizzato.
Nota: la presente prova idrostatica di tenuta non è una prova di resistenza.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Opzione
La prova idrostatica di tenuta deve essere eseguita a 1,5 × PFA (pressione d’esercizio
ammissibile) purché questo valore non sia maggiore di P come calcolato nell’equazione
precedente.
La Direzione Lavori potrà richiedere la prova idraulica in officina sul 5% della fornitura.
Prova non distruttiva del cordone di saldatura dei tubi saldati
La prova non distruttiva del cordone di saldatura dei tubi saldati deve essere eseguita in
conformità a quanto prescritto per i tubi saldati elettricamente o saldati testa a testa e per i tubi
saldati ad arco sommerso.
a) Tubi saldati elettricamente e saldati testa a testa.
La prova deve essere eseguita in conformità alle EN 10246-3, EN 10246-5, EN 10246-7 o alla
EN 10246-8 al livello di accettazione 4. Il metodo di prova è a discrezione del fabbricante.
b) Tubi saldati ad arco sommerso.
La prova non distruttiva deve essere eseguita in conformità a quanto prescritto per il controllo
mediante ultrasuoni del cordone di saldatura e per il controllo mediante ultrasuoni delle
saldature di estremità dei nastri.
Controllo mediante ultrasuoni del cordone di saldatura
Il controllo mediante ultrasuoni deve essere eseguito in conformità alla EN 10246-9, al livello di
accettazione U4, lungo l’intera lunghezza del tubo. Quando il cordone di saldatura non può
essere sottoposto a controllo automaticamente, è necessario eseguire il controllo manualmente.
Inoltre il controllo mediante ultrasuoni in conformità alla EN 10246-17, livello di accettazione U4
o un controllo radiografico in conformità alla EN 10246-10, qualità dell’immagine R2, devono
essere eseguite sulla saldatura ad ogni estremità del tubo a una distanza di 200 mm. Il metodo
di controllo è a discrezione del fabbricante.
Controllo mediante ultrasuoni delle saldature di estremità dei nastri
Le saldature di estremità dei nastri dei tubi saldati elicoidalmente devono essere sottoposte a
controllo mediante ultrasuoni utilizzando il metodo manuale in conformità alla EN 10246-9,
livello di accettazione U4 o mediante il metodo radiografico in conformità alla EN 10246-10,
qualità dell’immagine R2. Il metodo di controllo è a discrezione del fabbricante.
Prova non distruttiva delle saldature dei raccordi
Il cordone di saldatura dei raccordi o dei componenti di raccordi, che non sono stati sottoposti a
prova precedentemente, devono essere sottoposti a prova in conformità a quanto indicato per i
tubi saldati ad arco sommerso. Tutte le saldature che non siano il cordone di saldatura devono
essere sottoposte a prova in conformità ad uno dei seguenti metodi:
a) controllo mediante liquidi penetranti in conformità alla EN 571-1;
b) controllo mediante particelle magnetiche in conformità alla EN 1290;
c) controllo mediante ultrasuoni in conformità alla EN 1714;
d) controllo radiografico in conformità alla EN 1435.
Il metodo di prova non distruttiva è a discrezione del fabbricante, a meno che dal committente
sia specificato un metodo specifico tra quelli indicati in precedenza. Il livello di accettazione
deve essere concordato tra il committente e il fabbricante.
Rivestimenti esterni
La protezione esterna da adottarsi per le tubazioni metalliche è indicata negli elaborati di progetto
in funzione della destinazione e dei requisiti richiesti alla condotta; in particolare saranno impiegate
le seguenti tipologie:
1. Rivestimento in polietilene estruso;
2. Zincatura a caldo per immersione.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Rivestimento in polietilene estruso
Potrà essere del tipo "a calza" per diametri nominali sino a DN 600, ovvero del tipo "a banda
laterale" per diametri nominali superiori a DN 400.
È realizzato in conformità alle norme UNI 9099, secondo il seguente ciclo:
- preriscaldo della superficie allo scopo di far evaporare tutta l'umidità eventualmente
immagazzinata;
- sabbiatura al grado 2,5 S.A.;
- applicazione di primer di attacco;
- riscaldamento della superficie a 200°C;
- applicazione di adesivo per coestrusione (calza) o per avvolgimento del tubo (banda laterale);
- applicazione di polietilene per coestrusione (calza) o per avvolgimento del tubo (banda laterale);
- finitura delle testate per facilitare le operazioni di ripristino in cantiere o per impedire infiltrazioni
sotto al rivestimento durante il successivo accatastamento dei tubi.
Caratteristiche del materiale per rivestimento
Colore
Carbon black
Carico di snervamento (DIN 53455)
Carico di rottura (DIN 53455)
Melt Flow Iudex (190°C - 2160 g)
Caratteristiche del rivestimento
Temperatura di movimentazione
Temperatura di esercizio
Aderenza all’acciaio
resistenza specifica
Resistenza agli urti
Resistenza dielettrica
Spessore del rivestimento
Diametro nominale
65 ÷ 100
125 ÷ 250
300 ÷ 500
550 ÷ 800
900 ÷ 1500
nero
2,5 ± 0,5%
10 N/mmq
500%
0,2 ÷0,35 g/10’
- 20 ÷ + 70°C
- 30 ÷ + 60°C
7 N/mm
108 Ω/mq
5 N/mm
25.000 V
Spessore medio totale (mm)
1,8
2,0
2,2
2,5
3,0
In corrispondenza del giunto saldato si dovrà garantire la continuità del rivestimento mediante
opportune guaine di materiale plastico termorestringente.
Zincatura a caldo per immersione
La zincatura deve corrispondere alla Cat. "A" delle norme UNI qualunque sia lo spessore del
materiale ferroso, con la sola eccezione della qualità dello zinco da impiegare che deve avere
purezza non minore di quella dello zinco ZN A 99.5 UNI EN 1179.
La Direzione Lavori si riserva la facoltà di effettuare le prove previste dalle norme sopraddette,
con oneri a carico dell'Appaltatore.
Prove sui rivestimenti
I rivestimenti finiti dovranno essere sottoposti alle seguenti prove:
- controllo della costituzione del rivestimento: consistente nella verifica della costituzione
secondo quanto descritto;
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Capitolato Speciale d’Appalto
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- prova della continuità: verrà eseguita con strumento del tipo "rivelatore a scintilla" (detector)
capace di fornire una tensione elettrica alternata sufficiente a mettere in evidenza eventuali
discontinuità del rivestimento. La prova verrà considerata positiva per tensione compresa tra
10.000 e 15.000 V;
- controllo dello spessore del rivestimento: dovrà essere eseguito sul 3% dei tubi rivestiti; sullo
spessore medio totale verrà ammessa una tolleranza pari a -10%.
Si potranno usare indifferentemente metodi non distruttivi o metodi che arrecano danni assai
limitati al rivestimento in esame e che non richiedono la sua asportazione dalla superficie
metallica.
Le misure di tipo non distruttivo saranno eseguite con uno spessimetro di tipo magnetico o
elettromagnetico, avente scala adeguata allo spessore da misurare e un errore di misura non
superiore al + 10%.
Le misure con danni limitati saranno effettuate con apparecchi costituiti essenzialmente da un
giogo cavo entro il quale scorre una barretta appuntita, comandata da un apposito pulsante.
Rivestimento bituminoso esterno tipo “Pesante”
Costituzione
- fondo
pellicola di bitume;
- protettivo
strato di adeguato spessore di miscela bituminosa;
- prima armatura
strato di tessuto di fibra di vetro impregnato con detta miscela bituminosa;
- seconda armatura
strato di tessuto di fibra di vetro impregnato con detta miscela
bituminosa;
- finitura
pellicola di idrato di calcio.
Caratteristiche
Bitume e miscela bituminosa
Caratteristiche
Determinazioni
Punto di rammollimento P.A.
Penetrazione a 25°C
Punta di rottura Fraass
Bitume della pellicola di
fondo
80 ÷ 100 °C
< 30 dmm
< -8°C
Miscela bituminosa dello
strato protettivo
110 – 130 ° C
< 20 dmm
< -6°C
Armatura
Telo di fibra di vetro
Tessuto di fibra di vetro
:
:
peso medio ÷ 50 g/m2
peso medio ÷ 180 g/m2
Spessore del rivestimento
Diametro
Nominale
mm.
Spessore medio
totale
mm
40 ÷ 65
80 ÷ 100
125 ÷ 150
175 ÷ 300
4
4,5
5
5,5
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Prove sui rivestimenti bituminosi
I rivestimenti finiti dovranno essere sottoposti, su richiesta della D.L., alle seguenti prove:
- controllo della costituzione del rivestimento: consistente nella verifica della costituzione
secondo quanto descritto;
- prova della continuità: verrà eseguita con strumento del tipo “rivelatore a scintilla” (detector)
capace di fornire una tensione elettrica alternata sufficiente a mettere in evidenza eventuali
discontinuità del rivestimento. La prova verrà considerata positiva per tensione compresa tra
10.000 e 15.000 V;
- controllo dello spessore del rivestimento: sullo spessore medio totale verrà ammessa una
tolleranza pari a -10%.
In alternativa, in casi di terreni particolarmente aggressivi, verranno utilizzati tubi preisolati (tubo
a involucro in PE con isolamento a schiuma in PU, con resistenza minima alla perforazione di
20.000 V.). Ai collegamenti di saldatura dovrà essere assicurata la stessa resistenza alla
perforazione prevista per la tubazione con isolamento locale.
Rivestimenti interni
La protezione interna da adottarsi per le tubazioni metalliche è indicata negli elaborati di progetto in
funzione della destinazione e dei requisiti richiesti alla condotta; in particolare saranno impiegate le
seguenti tipologie allegati :
1. Rivestimento con resine epossidiche;
2. Zincatura o a caldo per immersione;
3. Rivestimento con malta cementizia centrifugata.
Il rivestimento interno dovrà essere comunque conforme a quanto previsto dal D.M.
06/04/2004 m°174 “Regolamento concernente i materia li e gli oggetti che possono essere
utilizzati negli impianti fissi di captazione, trattamento, adduzione e distribuzione delle
acque destinate al consumo umano” ed ai relativi allegati.
Rivestimento con resine epossidiche
Si prevede un rivestimento con resine epossidiche senza solventi applicato a spruzzo su
superficie preventivamente sabbiata e preriscaldata, sino a raggiungere uno spessore minimo
di 250 microns.
Il materiale da impiegarsi per il trattamento delle condotte dovrà avere le seguenti
caratteristiche:
Colore:
Densità:
Residuo secco:
Pot life a 25°C:
giallo crema
1,33÷1,52 kg/dmc
100%
120 minuti
In corrispondenza del giunto saldato si dovrà provvedere al ripristino in opera del rivestimento
interno mediante applicazione a spruzzo o a pennello del medesimo materiale, su superficie
preventivamente pulita e spazzolata.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Zincatura a caldo per immersione
La zincatura deve corrispondere alla Cat. "A" delle norme UNI qualunque sia lo spessore del
materiale ferroso, con la sola eccezione della qualità dello zinco da impiegare che deve avere
purezza non minore di quella dello zinco ZN A 99.5 UNI EN 1179.
La Direzione Lavori si riserva la facoltà di effettuare le prove previste dalle norme sopraddette,
con oneri a carico dell'Appaltatore.
Rivestimento con malta cementizia centrifugata
Si prevede un rivestimento con malta cementizia centrifugata, priva di additivi, per uno spessore
nominale di 7 mm, secondo le norme DIN 2614/90.
Il rivestimento interno in malta cementizia centrifugata viene applicato direttamente in linea nello
stabilimento di produzione, in conformità alle specifiche DVGW/W344 ovvero alla norma DIN
2614/87 che trovano parziale riferimento, nella normativa italiana, nelle norme UNI/ISO 4179/83
e 6600/82.
La malta cementizia viene preparata senza utilizzare alcun additivo ed è dunque costituita
unicamente da acqua potabile, sabbia fine quarzosa e cemento Portland.
La sabbia è caratterizzata da una curva granulometrica tale da assicurare, in correlazione con il
procedimento di centrifugazione utilizzato, che esclude nella maniera più ampia inclusioni, una
rugosità pressocchè omogenea lungo l’intera vita utile della condotta; in presenza di acque
chimicamente attive si dovranno utilizzare malte ad elevata resistenza ai solfati, tali da
escludere qualsiasi rigonfiamento.
Prove sui rivestimenti
I rivestimenti finiti dovranno essere sottoposti alle seguenti prove:
- controllo della costituzione del rivestimento: consistente nella verifica della costituzione
secondo quanto sopra descritto, nonché della compattezza e della buona fornitura;
- prova della continuità: verrà eseguita con strumento del tipo "rivelatore a scintilla" (detector)
capace di fornire una tensione elettrica alternata sufficiente a mettere in evidenza eventuali
discontinuità del rivestimento. La prova verrà considerata positiva per tensione compresa fra
10.000 e 15.000 volt;
- controllo dello spessore del rivestimento: dovrà essere eseguito sul 3% dei tubi rivestiti; sullo
spessore medio totale verrà annessa una tolleranza pari a -10%.
Pezzi speciali
Per la realizzazione di curve, derivazioni e raccordi in genere sino al DN500, saranno impiegati
pezzi speciali prestampati in acciaio aventi le stesse caratteristiche ed i medesimi rivestimenti
previsti per le tubazioni di linea.
Per diametri superiori l'Appaltatore dovrà provvedere alla costruzione di curve a spicchi e pezzi
speciali, sulla base degli elaborati di progetto esecutivo ed a seguito delle istruzioni impartite
dalla Direzione dei Lavori; dette curve e pezzi speciali saranno costruiti in soluzione saldata.
I pezzi speciali dovranno, di norma, essere ricavati da tubi aventi le stesse caratteristiche di
diritti e, quando possibile, sottoposti a prove secondo modalità da concordare con la Direzione
dei Lavori.
Le estremità dei pezzi speciali dovranno essere identiche a quelle dei tubi diritti della condotta
oppure, ove necessario, di un altro tipo da concordare con la Direzione Lavori.
Le tipologie di giunzione a flangia dovranno essere sottoposte alla preventiva accettazione della
Direzione Lavori; in ogni caso si dovranno adottare flangie piane, ovvero del tipo "Flangie libere
con anello di appoggio da saldature a sovrapposizione" forate secondo la norma UNI EN 10921 e per le rispettive PN.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Art. 23 - TUBAZIONI E RACCORDI IN GHISA SFEROIDALE PER ACQUEDOTTO
TUBAZIONI IN GHISA SFEROIDALE
Materiale
La ghisa destinata alla produzione di tubi per condotte deve essere elaborata, a scelta del
produttore, al cubilotto, al mescolatore o con l'impiego di altri impianti metallurgici idonei allo
scopo partendo, secondo il caso, dalla ghisa grezza solida o liquida, da diversi tipi di rottame di
boccame di ghisa o di acciaio con l'eventuale aggiunta di ferroleghe o altri prodotti necessari al
procedimento di elaborazione per ottenere tubi e raccordi in ghisa sferoidale aventi
caratteristiche conformi alle prescrizioni della presente norma.
Fabbricazione
I tubi verranno fabbricati con il seguente procedimento:
- colaggio della ghisa entro conchiglia metallica (rivestita o meno) sottoposta a rotazione.
Il versamento della ghisa liquida all'interno della conchiglia avverrà attraverso un apposito
canale. Canale e conchiglia metallica saranno dotati di moto relativo di traslazione, ciò allo
scopo di fare defluire la vena di metallo con regolarità ed uniformità seguendo una traiettoria a
spirale.
Trattamento termico
Formati i tubi ed estratti dalle conchiglie, essi saranno sotto posti, in apposito forno munito di
regolatore di temperatura, ai trattamenti termici di ricottura e ferritizzazione.
Questi trattamenti conferiranno alla ghisa le caratteristiche meccaniche richieste dalla
normalizzazione internazionale secondo UNI EN 545 ed UNI EN 969.
Controlli di qualità
All'uscita dal "forno di riscaldo" o di "ricottura", i tubi sa ranno sottoposti ad opportuni controlli
quali: massa, rettilineità, ecc. previsti dalle norme, nonchè saranno prelevati i provini anulari da
sottoporre alle prove di resistenza meccanica, secondo le modalità previste dalle norme UNI EN
545 ed UNI EN 969.
Caratteristiche meccaniche
La ghisa sferoidale utilizzata avrà le seguenti caratteristiche di resistenza meccanica:
- carico unitario di rottura a trazione
daN/mm 42
- allungamento minimo a rottura
10%
- durezza Brinnell
≤ 230 HB
Spessori
Lo spessore dei tubi di produzione normale resta definito in funzione lineare del loro diametro
nominale dalla seguente formula base:
s = K (0,5 + 0,001 DN)
nella quale:
- s spessore normale della parete (in mm)
- DN diametro nominale (in mm)
- K è un coefficiente scelto nella serie dei numeri interi ed al quale, per i tubi, si assegna il
valore 9
Per i tubi di piccolo diametro e fino al DN 200 incluso lo spessore normale è dato dalla formula:
s = 5,8 + 0,003 DN (con minimo 6)
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Se le condizioni di servizio rendessero necessaria l'adozione di spessori diversi da quelli
normali definiti come sopra specificato, l'aumento o la diminuzione di spessore saranno ottenuti
modificando il diametro interno effettivo.
Il diametro esterno dei tubi, fissato in funzione del diametro nominale, ed indipendente dallo
spessore dei tubi stessi, resterà immutato.
Lunghezze
Le lunghezze utili dei tubi di produzione normale saranno le seguenti:
- per i diametri nominali fino a 600 mm incluso: 6 metri;
- per i diametri nominali oltre 600 mm : 7 e/o 8 metri;
Tipi di giunti
I tubi avranno, di norma, una estremità a bicchiere per giunzione a mezzo di anello di gomma.
I giunti a bicchiere per giunzioni in gomma, detti anche giunti elastici, debbono consentire
deviazioni angolari e spostamenti longitudinali del tubo senza che venga meno la perfetta
tenuta.
I giunti a bicchiere per giunzioni in gomma possono essere del tipo automatico (per i tubi in
linea) e del tipo meccanico (per i raccordi).
Nel tipo automatico la tenuta è assicurata sia dalla reazione elastica dell'anello di guarnizione in
gomma, suscitata dalla deformazione dell'anello stesso all'atto del montaggio, sia dall'aderenza
della gomma contro le pareti contigue generata automaticamente dalla pressione stessa
dell'acqua.
Nel tipo meccanico la tenuta è assicurata dal bloccaggio della gomma contro un'apposita sede
ricavata nel bicchiere del tubo.
Il bloccaggio viene realizzato all'atto del montaggio mediante la compressione esercitata da una
controflangia opportunamente sagomata e serrata meccanicamente sul bicchiere, mediante
appositi bulloni.
Le dimensioni e le caratteristiche particolari dei vari tipi di giunti dovranno essere demandate
all'approvazione della Direzione Lavori.
RACCORDI IN GHISA SFEROIDALE
Materiale
La ghisa destinata alla produzione di raccordi deve essere elaborata, a scelta del produttore, al
cubilotto, al mescolatore o con l'impiego di altri impianti metallurgici idonei allo scopo partendo,
secondo il caso, dalla ghisa grezza solida o liquida, da diversi tipi di rottame di boccame o di
acciaio con l'eventuale aggiunta di ferroleghe o altri prodotti necessari al procedimento di
elaborazione per ottenere alla colata raccordi di ghisa sferoidale aventi caratteristiche in
conformità alle prescrizioni della presente norma.
Fabbricazione
I raccordi saranno fabbricati con il procedimento di colaggio del metallo entro forme in "sabbia".
Trattamento termico
I raccordi in ghisa sferoidale potranno essere sottoposti, a giudizio della ditta produttrice e
d'accordo con la committente, ad un trattamento termico di ricottura come previsto per i tubi.
Dimensionamento
I raccordi dovranno essere, di norma, dimensionati secondo le norme UNI EN 545 ed UNI EN
969, secondo i disegni dei cataloghi dei produttori.
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E' consentito proporzionare lo spessore di parete dei raccordi alle forze applicate in ogni punto,
specialmente alle tensioni meccaniche generate dalla pressione. Pertanto nelle curve lo
spessore di parete può essere maggiore nelle zone interne che in quelle esterne. L'aumento o
la riduzione dello spessore dei raccordi può essere realizzato mediante la modifica del diametro
interno o di quello esterno.
Tipi di giunti
I giunti dei raccordi saranno a bicchiere del tipo meccanico a bulloni e/o a flangia piana.
Giunto a flangia
Tale tipo di giunto consiste nell'unione, mediante bulloni, delle flangie poste alle estremità di
due elementi da accoppiare. La tenuta è assicurata dalla forte aderenza della rondella di
guarnizione (di piombo o di gomma) contro le pareti contigue, generata dal serraggio dei
bulloni. Per facilitare la perfetta tenuta del giunto le superfici di combaciamento delle flangie
debbono avere un risalto sporgente, ricavato per tornitura, e su cui si praticano alcune rigature
concentriche.
Le flangie possono essere ricavate per fusione o unitamente al tubo o separatamente da esso e
successivamente avvitate sul tubo stesso.
Le caratteristiche di foratura delle flangie (diametro e numero dei fori, diametro del centro-fori,
posizione dei fori) saranno conformi alle norme UNI, salvo diversa specificazione all'ordine.
Gli spessori normali delle flangie restano definiti, in funzione
lineare del diametro nominale, dalle seguenti formule:
PN 10
b
10 + 0,035 DN
(DN 60-300 con
minimo di mm 16)
PN 16
b
10 + 0,035 DN
(DN 60-1000 con
minimo di mm 16)
PN 25
b
10 + 0,045 DN
(DN 60-1000
con minimo di m 16)
10 + 0,025 DN
(DN 350-1000 con
minimo di mm 20,5)
dove "b" rappresenta lo spessore in mm.
Il risalto sporgente (o gradino di tenuta) viene ricavato al di fuori degli spessori normali sopra
definiti.
Caratteristiche meccaniche
La ghisa sferoidale utilizzata avrà le seguenti caratteristiche di resistenza meccanica:
- carico unitario di rottura a trazione
daN/mm 40
- allungamento minimo a rottura
5%
- durezza Brinnell
≤ 250 HB
RIVESTIMENTI
Rivestimento esterno
Tutti i tubi ed i raccordi, di norma, saranno protetti all'esterno con un rivestimento a base di
vernice bituminosa.
La vernice utilizzata avrà le seguenti caratteristiche:
- vernice bituminosa composta da bitumi ossidati sciolti in adatti solventi.
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L'applicazione avverrà a spruzzo per i tubi e mediante immersione per i raccordi.
Spessore medio del rivestimento bituminoso: 40 microns.
Nella gamma di DN 80-300 la verniciatura dei tubi sarà preceduta dall'applicazione di uno strato
di zinco purissimo mediante spruzzatura con apposita pistola elettrica.
Rivestimento interno
Tutti i raccordi verranno rivestiti internamente mediante immersione con le stesse vernici
bituminose impiegate per i rivesti menti esterni e descritte al paragrafo precedente.
I tubi saranno di norma rivestiti internamente con malta cementizia applicata per centrifugazione
avente approssimativamente la seguente composizione:
40% di cemento d'altoforno
60% di sabbia silicea di granulometria opportunamente studiata
La malta cementizia sarà portata all'interno del tubo per mezzo di apposito dosatore.
Con la successiva centrifugazione si otterrà la separazione del l'eccesso di acqua dalla malta e
la uniforme distribuzione di quest'ultima sulla parete.
Dopo la centrifugazione i tubi passeranno alla stagionatura del rivestimento interno;
l'indurimento della malta si effettuerà in un deposito chiuso in atmosfera controllata, al fine di
minimizzare il rischio di fessurazioni e disgregazioni.
Sia il rivestimento interno cementizio dei tubi che quello bituminoso dei raccordi, dovranno
garantire bassissimi valori di cessione ionica, e non dovranno conferire nè odori nè sapori
particolari all'acqua convogliata dopo gli opportuni lavaggi.
Le tolleranze ammesse sugli spessori dei rivestimenti saranno quelle ammesse
preventivamente dalla Direzione Lavori.
GUARNIZIONI IN GOMMA
Caratteristiche
Le guarnizioni di gomma da impiegarsi nei vari tipi di giunti indicati nel paragrafo relativo,
dovranno essere ad anello con sezione trasversale della forma particolare adottata dalla ditta
produttrice dei tubi.
La forma, le dimensioni e le caratteristiche meccaniche e qualitative delle guarnizioni di gomma
con le relative tolleranze, saranno fissate dal fabbricante dei tubi.
Ogni guarnizione deve riportare:
- marchio del fabbricante
- diametro nominale
- tipo di giunto automatico o meccanico
- tipo di impiego "Acqua"
- settimana ed anno di fabbricazione.
Gli anelli saranno fabbricati per stampaggio e convenientemente vulcanizzati. Non saranno
ammesse saldature fatta eccezione per gli anelli grande diametro (maggiori DN 600), a
condizione però che rimangano inalterate le caratteristiche qualitative e venga assicurata
comunque la tenuta del giunto.
Composizione
La composizione delle gomme sarà tale da garantire l'idoneità delle guarnizioni all'uso cui sono
destinate (condotte "acqua")
In particolare le gomme dovranno possedere caratteristiche di elasticità e resistenza che non
decadano sensibilmente nel tempo e non dovranno presentare, a seguito del contatto con i
fluidi convogliati nelle condotte, alterazioni sensibili nella loro struttura tali da determinare,
anche a lunga scadenza (vita delle condotte), una riduzione nella sicurezza di tenuta del giunto.
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Le guarnizioni dovranno essere compatte, omogenee nei vari strati, esenti da porosità, bolle o
altre imperfezioni.
Le mescole inoltre non dovranno contenere elementi metallici (quali ad es. antimonio, mercurio,
manganese, piombo, rame) ed altre sostanze che possano modificare i caratteri chimici ed
organolettici dell'acqua.
Immagazzinamento
Le guarnizioni devono essere immagazzinate in locali freschi ed al riparo dei raggi solari diretti;
in ogni caso devono essere riparate dalle radiazioni ultraviolette, da ozono. Se ne racco manda
inoltre la conservazione nelle condizioni originali di forma, evitando cioè la piegatura ed ogni
altro tipo di deformazione.
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Capo III - MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLE CATEGORIE DI LAVORO
Art. 24 - SCAVI IN GENERE
Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro a mano o con mezzi meccanici dovranno essere eseguiti
secondo i disegni di progetto, la relazione geologica e geotecnica, di cui al D.M. 11-3-1988, e le
particolari prescrizioni che saranno date all'atto esecutivo dal Direttore dei Lavori.
Nell’esecuzione degli scavi l’Appaltatore dovrà procedere in modo da impedire scoscendimenti
e franamenti, restando esso, oltrechè totalmente responsabile di eventuali danni alle persone
ed alle opere, altresì obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie
franate.
L’Appaltatore dovrà, inoltre, provvedere a sue spese affinchè le acque scorrenti alla superficie
del terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi nei cavi.
Le materie provenienti dagli scavi, ove non siano utilizzabili o non ritenute adatte (a giudizio
insindacabile della direzione dei lavori) ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate fuori
della sede del cantiere, alle pubbliche discariche ovvero su aree che l’Appaltatore dovrà
provvedere a rendere disponibili a sua cura e spese.
La direzione dei lavori potrà fare asportare, a spese dell’Appaltatore, le materie depositate in
contravvenzione alle precedenti disposizioni.
Art. 25 - SCAVI A SEZIONE AMPIA
Per scavi a sezione ampia s'intendono quelli sino alla profondità di un metro eseguito con mezzi
meccanici in materie di qualsiasi natura e consistenza, asciutte o bagnate, per la realizzazione
di platee, pozzetti e posa condotte. In detti scavi sono comprese la demolizione di massicciate
stradali esistenti, di muri a secco o in malta di scarsa consistenza; sono escluse le aree in cui è
segnalata la presenza di sottoservizi quali cavidotti e condotte.
Art. 26 - SCAVI DI FONDAZIONE OD IN TRINCEA
Per scavi di fondazione od in trincea si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta
necessari per dar luogo ai muri, pilastri di fondazione platee o posa di condotte di qualsiasi
dimensione.
In ogni caso saranno considerati come gli scavi di fondazione quelli per dar luogo alle fogne,
condutture, fossi e cunette.
Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione, dovranno essere spinti
fino alla profondità che dalla direzione dei lavori verrà ordinata all’atto della loro esecuzione.
Le profondità, che si trovano indicate nei disegni, sono perciò di stima preliminare e
l’Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più
conveniente, senza che ciò possa dare all’Appaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o
domande di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi
prezzi contrattuali stabiliti. E’ vietato all’Appaltatore, sotto pena di demolire il già fatto, di por
mano alle pose prima che la direzione dei lavori abbia verificato ed accettato le quote degli
scavi.
Gli scavi dovranno, quando occorra, essere solidamente puntellati e sbadacchiati con robuste
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armature, in modo da proteggere contro ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento
di materie durante l’esecuzione tanto degli scavi che delle pose.
L’Appaltatore è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private
che potessero accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbadacchiature,
alle quali egli deve provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni
riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che
al riguardo gli venissero impartite dalla direzione dei lavori.
Col procedere delle pose l’Appaltatore dovrà recuperare i legnami o le carpenterie costituenti le
armature, sempreché non si tratti di armature formanti parte integrante dell’opera, da restare
quindi in posto in proprietà dell’Amministrazione; i legnami o le carpenterie, che a giudizio della
direzione dei lavori, non potessero essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno
essere abbandonati negli scavi.
Art. 27 - PARATIE O CASSERI
Il blindaggio degli scavi dovrà essere eseguito mediante l'uso di pannelli metallici autoaffondanti
ad elementi infissi tipo ‘Krings’ o similari, opportunamente sbadacchiati, armati e controventati
per quanto occorra, e si intende comprensivo degli oneri di infissione, estrazione, nolo,
smontaggio e quant'altro necessario ai fini della perfetta regola d'arte.
Tali particolari accorgimenti dovranno essere adottati per gli scavi delle trincee, ove previsto dal
progetto; dovrà procedersi come segue: l'affondamento dello scavo dovrà essere sempre
accompagnato o preceduto dalla contemporanea infissione di robusti pannelli di acciaio
opportunamente contrastati da vitoni a doppio effetto.
La scelta della pannellatura, comunque, deve essere concordata, ai fini della robustezza, con la
Direzione dei lavori, la quale si riserva il diritto di rifiutarla se giudicata inidonea.
Per l'escavazione nei tratti liberi e privi di ostacoli nel sottosuolo non vi sono particolari
accorgimenti da adottare, salvo quello del contemporaneo affondamento dei pannelli e dello
scavo: altro discorso è da farsi per l'escavazione dei tratti occupati da "servizi" gas, telefono,
acqua, energia elettrica, ecc...).
Ogni ostacolo dovrà essere preventivamente individuato con precisione mediante opportuni
scavi, e ciò allo scopo di programmare l'impiego di pannelli di minor lunghezza per avvicinare il
più possibile lo scavo all'ostacolo.
L'affondamento dello scavo dalle due parti dell'ostacolo procederà di pari passo fino a scoprire
l'oggetto da attraversare (che dovrà essere diligentemente sospeso a travi e protetto contro gli
urti accidentali), e al di sotto dello stesso fino alla quota di progetto. Per evitare il franamento
delle parti dello scavo non protette dai pannelli di acciaio, si provvederà al loro blindaggio con
tavole di opportuno spessore, (eventualmente contrastate con vitoni, se il tratto scoperto fosse
lungo) e disposte orizzontalmente, con le estremità infilate a tergo dei pannelli stessi. Lo scavo
nei tratti scoperti dovrà essere effettuato con molta cura onde evitare danneggiamenti
dell'oggetto attraversato, provvedendo anche a far disattivare il servizio se le operazioni nelle
sue vicinanze costituissero un pericolo per il personale.
Se le attrezzature di cui disporrà l'Impresa saranno di tipo differente da quella descritta
potranno essere parimenti diversi sia i modi di affondamento sia le modalità per
l'attraversamento dei servizi, tuttavia il risultato non dovrà differire nei due casi.
Non dovrà comunque avvenire che i servizi esistenti nel sottosuolo abbiano a soffrire a causa
dello scavo in trincea di qualunque natura, e si dovranno evitare movimenti nel terreno
circostante (e quindi lesioni alla superficie del piano di campagna).
Quando il Direttore dei Lavori lo giudichi necessario, ovvero per sorprese geologiche le
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armature previste possono essere variate, utilizzando sempre le attrezzature più opportune in
funzione delle altezze, delle caratteristiche delle terre scavate, dei carichi e della presenza o
meno di acqua di falda.
Questo dovrà risultare dal giornale dei lavori e dovrà essere ordinato per iscritto.
Art. 28 - SCAVI IN ACQUA E PROSCIUGAMENTO
Se dagli scavi in genere e da quelli di fondazione, l’Appaltatore, in caso di filtrazioni o acque
sorgive, non potesse far defluire l’acqua naturalmente, è in facoltà della direzione dei lavori di
ordinare, secondo i casi e quando lo riterrà opportuno, la esecuzione degli scavi subacquei,
oppure il prosciugamento.
Sono considerati come scavi subacquei soltanto quelli eseguiti in acqua di profondità maggiore
di 20 cm sotto il livello costante a cui si stabiliscono le acque sorgive nei cavi, sia naturalmente,
sia dopo un parziale prosciugamento ottenuto con macchine o con l’apertura di canali di
drenaggio.
Il volume di scavo eseguito in acqua, sino ad una profondità non maggiore di 20 cm dal suo
livello costante, non verrà considerato come scavo in presenza d’acqua. Quando la direzione
dei lavori ordinasse il mantenimento degli scavi in asciutto, sia durante l’escavazione, sia
durante le pose che la formazione di fondazioni, gli esaurimenti relativi verranno eseguiti a
carico dell’impresa fornendo le macchine e gli operai necessari.
Per i prosciugamenti praticati durante la esecuzione delle opere murarie e durante la posa di
condotte, l’Appaltatore dovrà adottare tutti gli accorgimenti atti ad evitare il dilavamento delle
malte e il trascinamento dei letti di posa.
Le operazioni di prosciugamento dovranno essere eseguite con attrezzature tali, per numero ed
efficienza, da non ritardare i programmi di posa della condotta ovvero di realizzazione delle
opere.
La scelta del tipo di impianto, delle caratteristiche dell’impianto stesso sono demandate
all'Appaltatore, intendendosi l'autorizzazione della Direzione Lavori relativa alla sola ubicazione
del tratto da prosciugare.
L'acqua deve essere convogliata e scaricata lontano dalla zona di lavoro, in fossi o corsi
d'acqua esistenti; previo ottenimento, da parte dell’Appaltatore, delle autorizzazioni, se dovute,
degli Enti competenti.
Art. 29 – TRANSITO STRADALE – ATTRAVERSAMENTO E INCROCI SOTTOSUOLO
Durante l’esecuzione dei lavori comunque interessanti le strade – quale che sia la categoria e
l’entità del traffico – e per tutta la loro durata dovranno essere adottate tutte le disposizioni
necessarie per garantire la libertà e la sicurezza del transito dei pedoni, degli animali e dei
veicoli. L’Appaltatore è l’unico responsabile di ogni e qualsiasi danno che possa venire dai
lavori a cose e persone, pertanto per il fatto che assume l’appalto solleva l’appaltante ed il
personale preposto alla Direzione Lavori di ogni gravame noia e molestia. Appositi passaggi –
della larghezza di almeno m. 0,60 e protetti lateralmente con adatta ringhiera – dovranno
essere costruiti per dare comodo accesso pedonale ai fabbricati situati lateralmente alle trincee.
Per i passi carrai l’Appaltatore dovrà provvedere a mantenere l’accesso mediante passaggi, di
adeguata resistenza al carico e della larghezza di almeno m. 3. Sono egualmente a carico
dell’Appaltatore le segnalazioni luminose della zona interessata dai lavori e comunque di tutti gli
ostacoli al libero traffico. Dette segnalazioni saranno ogni giorno tenute in funzione per tutta la
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durata della pubblica illuminazione e debbono essere sempre sorvegliate per evitare che
abbiano per qualsiasi causa a rimanere spente. Ogni danno e responsabilità dipendente da
mancanza di segnalazioni luminose funzionanti è a carico dell’Appaltatore. Quando sia
necessario, impedire il traffico nella zona interessata dai lavori, dovrà prevedersi, a cura e
spese dell’Appaltatore, a porre gli sbarramenti a cavalletto e la segnaletica necessaria a
conveniente distanza ed in punti tali che il pubblico sia in tempo avvertito dell’impedimento.
L’Appaltatore dovrà concordare con il Comando della Vigilanza Urbana e gli Uffici Provinciali e
Comunali il programma delle interruzioni parziali o totali del traffico, ottenendo direttamente, a
propria cura, spese e responsabilità tutte le autorizzazioni, permessi necessari,
tempestivamente nei riguardi del programma generale dei lavori, tenuto conto delle esigenze
turistiche e delle manifestazioni pubbliche programmate nel periodo di esecuzione dei lavori.
Tutte le volte che nell’esecuzione dei lavori si incontrassero tubazioni o collettori di fogna,
tubazioni di gas o d’acqua, cavi elettrici, telegrafici e telefonici od altri ostacoli imprevedibili per
cui si rendesse indispensabile qualche variante al tracciamento ed alle livellette di posa,
l’Appaltatore ha l’obbligo di darne avviso al Direttore dei Lavori che darà le disposizioni del
caso. Resta pertanto tassativamente stabilito che non sarà tenuto alcun conto degli scavi
eccedenti quelli ordinati, né derivanti dalle maggiori profondità a cui l’Appaltatore si sia spinto
senza ordine della Direzione dei Lavori.
Particolare cura dovrà porre l’Appaltatore affinché non siano danneggiate dette opere
sottosuolo e pertanto egli dovrà, a sua cura e spese, a mezzo di sostegni, puntelli,
sbadacchiature e sospensioni, fare quanto occorre perché le opere stesse restino nella loro
primitiva posizione.
Dovrà quindi avvertire immediatamente l’Amministrazione competente e la Direzione dei
Lavori.
Resta comunque stabilito che l’Appaltatore è responsabile di ogni e qualsiasi danno che possa
venire dai lavori a dette opere sottosuolo e che è obbligato a ripararlo al più presto sollevando
La Stazione Appaltante da ogni gravame, noia e molestia.
Art. 30 – DRENAGGI
Dove è necessario garantire la stabilità del corpo stradale e delle sue pertinenze dall’azione
delle acque di risalita, filtranti da monte o semplicemente percolate per capillarità, in
corrispondenza di depressioni o ristagni si deve provvedere all’eliminazione di tali acque
mediante opportuni drenaggi.
Detti drenaggi, a seconda della loro funzione dovranno essere eseguiti con le seguenti
caratteristiche e modalità.
Si dovrà procedere innanzitutto alla esecuzione degli scavi a sezione obbligata adottando ogni
cautela per evitare franamenti di sponda. Detti scavi dovranno essere spinti almeno fino alla
superficie di scorrimento della falda dell’acqua di ristagno e la superficie di scorrimento in atto e
comunque fino alla profondità voluta dalla Direzione Lavori. Gli scavi dovranno essere sempre
assicurati da sbadacchiature, puntellature e quanto altro occorra per evitare repentini
franamenti di sponda, sia per il buon esito delle successive operazioni che per la salvaguardia
degli operai.
Ultimato lo scavo avutone il benestare dalla Direzione dei Lavori si procederà alla esecuzione
del sottofondo e dell’eventuale rinfianco e ricoprimento con pietrisco.
Il drenaggio dovrà essere completato mediante impiego di geotessile a confinamento del
pietrisco.
Con le stesse modalità costruttive ed usando gli stessi materiali verranno poi realizzati drenaggi
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trasversali all’asse della condotta, opportunamente distanziati per scaricare le acque drenate.
Art. 31 - RILEVATI E RINTERRI
Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro, ovvero per riempire i vuoti tra le
pareti degli scavi e le murature o le condotte e fino alle quote prescritte dalla direzione dei
lavori, si impiegheranno in generale, e, salvo quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutte
le materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti per quel cantiere, in quanto
disponibili ed adatte, a giudizio della direzione dei lavori, per la formazione dei rilevati e dei
rinterri.
Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si preleveranno le
materie occorrenti ovunque l’Appaltatore crederà di sua convenienza, purché i materiali siano
riconosciuti idonei dalla direzione dei lavori.
Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature ed alle condotte, si dovranno sempre
impiegare materie sciolte, restando vietato in modo assoluto l’impiego di quelle argillose e, in
generale, di tutte quelle che con l’assorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano
generando spinte.
Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza
perché la loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza, disponendo
contemporaneamente le materie bene sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione, in
modo da caricare uniformemente le condotte e murature su tutti i lati ad evitare le sfiancature
che potrebbero derivare da un carico male distribuito. Eseguiti i rinfianchi delle condotte o dei
cavidotti si procederà al ricoprimento con lo stesso tipo di materiale per uno spessore di 50
centimetri; sarà cura dell’Appaltatore posare specifica bandella segnaletica che sarà in
materiale imputrescibile del colore e con le scritte adeguate al riconoscimento del sottoservizio
ivi presente.
Le materie trasportate in rilevato o rinterro con autocarri o carretti non potranno essere
scaricate direttamente contro le condotte e le murature, ma dovranno depositarsi in vicinanza
dell’opera per essere riprese poi al momento della formazione dei suddetti rinterri o rinfianchi.
Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata od imperfetta
osservanza delle prescrizioni del presente articolo, saranno a completo carico dell’Appaltatore.
E’ obbligo dell’Appaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati durante la loro
costruzione, quelle maggiori dimensioni richieste dall’assestamento delle terre, affinché
all’epoca del collaudo i rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate.
L’Appaltatore dovrà consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate, con i cigli bene
allineati e profilati e compiendo a sue spese, durante l’esecuzione dei lavori e fino al collaudo,
gli occorrenti ricarichi o tagli, la ripresa e la sistemazione delle scarpate e l’espurgo dei fossi.
La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà previamente scoticata,
ove occorra, e se inclinata sarà tagliata a gradoni con leggera pendenza verso il monte.
Art. 32 - DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
Le demolizioni di murature, calcestruzzi, ecc., sia parziali che complete, devono essere
eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni, in modo da non danneggiare le residue
strutture, da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi o disturbo.
Rimane pertanto vietato di gettare dall’alto i materiali in genere, che invece devono essere
trasportati o guidati in basso, e di sollevare polvere, per cui tanto le murature quanto i materiali
di risulta dovranno essere opportunamente bagnati.
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Nelle demolizioni e rimozioni l’Appaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie
puntellature per sostenere le parti che devono restare e disporre in modo da non deteriorare i
materiali risultanti, i quali devono ancora potersi impiegare nei limiti concordati con la direzione
dei lavori, sotto pena di rivalsa di danni a favore della stazione appaltante.
Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni prescritte. Quando, anche per
mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite altre parti od oltrepassati i
limiti fissati, saranno pure a cura e spese dell’Appaltatore, senza alcun compenso, ricostruite e
rimesse in ripristino le parti indebitamente demolite.
Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della direzione dei lavori, devono essere
opportunamente puliti, custoditi, trasportati ed ordinati nei luoghi di deposito che verranno
indicati dalla direzione stessa, usando cautele per non danneggiarli sia nella pulizia, sia nel
trasporto, sia nei loro assestamenti e per evitarne la dispersione.
Detti materiali restano tutti di proprietà della stazione appaltante, la quale potrà ordinare
all’Appaltatore di impiegarli in tutto od in parte nei lavori appaltati.
I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e rimozioni devono sempre dall’Appaltatore
essere trasportati, a suo onere, fuori del cantiere nei punti indicati od alle pubbliche discariche.
Art. 33 – FONDAZIONE IN MISTO CEMENTATO CONFEZIONATO IN CENTRALE
1. - DESCRIZIONE
Gli strati in misto cementato per fondazione o per base sono costituiti da un misto granulare di
ghiaia (o pietrisco) e sabbia impastato con cemento e acqua in impianto centralizzato a
produzione continua con dosatori a peso o a volume. Gli strati in oggetto avranno lo spessore
che sarà prescritto dalla Direzione dei Lavori.
Comunque di dovranno stendere strati il cui spessore finito non risulti superiore a 20 cm o
inferiore a 10 cm.
2. - CARATTERISTICHE DEI MATERIALI DA IMPIEGARE
2.1. - Inerti
Saranno impiegate ghiaie e sabbie di cava e/o di fiume con percentuali di frantumato
complessiva compresa tra il 30 ed il 60% in peso sul totale degli inerti (la D.L. potrà permettere
l'impiego di quantità di materiale frantumato superiore al limite stabilito, in questo caso la
miscela finale dovrà essere tale da presentare le stesse resistenze a compressione e a trazione
a 7 giorni prescritte nel seguito; questo risultato potrà ottenersi aumentando la percentuale delle
sabbie presenti nella miscela e/o la quantità di passante allo 0,075 mm.).
Per le granulometrie possibili, detti materiali potranno essere integrati con ceneri volanti.
Gli inerti avranno i seguenti requisiti:
- Aggregato i dimensioni non superiori a 40 mm., né di forma appiattita, allungata o lenticolare;
- Granulometria compresa nel seguente fuso ed avente andamento continuo ed uniforme (CNR
B.U. n. 23 del 14.12.1971);
Serie crivelli e setacci UNI
Passante totale in peso %
crivello
40
100
30
80-100
25
72-90
15
53-70
10
40-55
5
28-40
setaccio
2
18-30
0,4
8-18
0,18
6-14
0,075
5-10
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 68 -
- Perdita in peso alla prova Los Angeles (CNR B.U. n. 34 del 28.3.73) non superiore a 30% in
peso;
- Equivalente in sabbia (CNR B.U. n. 27 del 30.03.1972) compreso fra 30 e 60;
- Indice di plasticità ( CNR UNI 10014) uguale a zero (materiale non plastico).
L’Impresa, dopo avere eseguito prove in laboratorio, dovrà proporre alla Direzione dei Lavori la
composizione da adottare e successivamente l’osservanza della granulometria dovrà essere
assicurata con esami giornalieri.
Verrà ammessa una tolleranza di ± 5% fino al passante al crivello 5 e di ± 2% per il passante al
setaccio 2 e inferiori.
2.2. - Legante
Verrà impiegato cemento normale (Portland, pozzolanico, d'alto forno) di classe 325.
A titolo indicativo la percentuale di cemento sarà compresa tra il 2,5% e il 3,5% in peso sul peso
degli inerti asciutti. E' possibile sostituire parzialmente questa percentuale con cenere di
carbone del tipo leggero di recente produzione. Orientativamente le ceneri leggere possono
sostituire fino al 40% del peso indicato di cemento. La quantità in peso di ceneri da aggiungere
per ottenere pari caratteristiche meccaniche, scaturirà da apposite prove di laboratorio.
Indicativamente ogni % di cemento può essere sostituito da 4-5% di ceneri.
2.3. - Acqua
Dovrà essere esente da impurità dannose, oli, acidi, alcali, materia organica e qualsiasi altra
sostanza nociva. La quantità di acqua nella miscela sarà quella corrispondente all'umidità
ottima di costipamento con variazione compresa entro ± 2% del peso della miscela per
consentire il raggiungimento delle resistenze appresso indicate.
3. - STUDIO DELLA MISCELA IN LABORATORIO
L'impresa dovrà proporre alla D.L. la composizione granulometrica della miscela.
La percentuale di cemento e delle eventuali ceneri volanti, come la percentuale di acqua,
saranno stabilite in relazione alle prove di resistenza eseguite sui provini cilindrici confezionati
entro stampi C.B.R. (CNR UNI 10009) impiegati senza disco spaziatore (altezza 17,78 cm.,
diametro 15,24 cm., volume 3242 cm³). Per il confezionamento dei provini, gli stampi verranno
muniti di collare di prolunga allo scopo di consentire il regolare costipamento dell'ultimo strato
con la consueta eccedenza di circa 1 cm. rispetto all'altezza dello stampo vero e proprio.
Tale eccedenza dovrà essere eliminata, previa rimozione del collare suddetto e rasatura dello
stampo, affinché l'altezza del provino risulti definitivamente di cm. 17,78. La miscela di studio
verrà preparata partendo da tutte le classi previste per gli inerti mescolando tra loro, con il
cemento, l'eventuale cenere e l'acqua nei quantitativi necessari ad ogni singolo provino.
Comunque prima di immettere la miscela negli stampi si opererà una vagliatura sul crivello UNI
25 mm. allontanando gli elementi trattenuti (di dimensione superiore a quella citata) con la sola
pasta di cemento ad essi aderente.
I campioni da confezionare in laboratorio dovranno essere protetti in sacchi di plastica per
evitare l'evaporazione dell'acqua. Saranno confezionati almeno tre campioni ogni 250 m. di
lavorazione.
La miscela verrà costipata su 5 strati con il pestello e l'altezza di caduta in cui alla norma
A.A.S.H.T.O. modificato e 85 colpi per strato, in modo da ottenere una energia di costipamento
pari a quella della prova citata (diametro pestelli 51 ± 0,5 mm., pestello 4,535 ± 0,005 kg.,
all'altezza di caduta 45,7 cm.).
I provini dovranno essere estratti dallo stampo dopo 24 ore e portati successivamente a
stagionatura per altri 6 giorni in ambiente umido (umidità relativa non inferiore al 90% e
temperatura di circa 20°C.); in caso di confezione in cantiere la stagionatura si farà in sabbia
mantenuta umida.
Operando ripetutamente nel modo suddetto, con l'impiego di percentuali in peso d'acqua
diverse (sempre riferite alla miscela intera, compreso quanto eliminato per vagliatura sul crivello
da 25 mm.) potranno essere determinati i valori necessari al tracciamento dei diagrammi di
studio. Lo stesso dicasi per le variazioni della percentuale di legante.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 69 -
I provini dovranno avere resistenze a compressione a 7 giorni non minori di 25 kg/cm², e non
superiori a 45kg/cm², ed a trazione secondo la prova "brasiliana" non inferiori a 2,5 kg/cm². Per
particolari casi è facoltà della D.L. accettare valori di resistenza a compressione fino a 75
kg/cm² (questi valori per la compressione e la trazione devono essere ottenuti dalla media di 3
provini, se ciascuno dei singoli valori non si scosta dalla media stessa di ± 15%, altrimenti dalla
media dei due restanti dopo aver scartato il valore anomalo).
Da questi dati di laboratorio dovranno essere scelti la curva, la densità e le resistenze di
progetto da usare come riferimento nelle prove di controllo.
4. - FORMAZIONE E CONFEZIONE DELLE MISCELE
Le miscele saranno confezionate in impianti fissi automatizzati, di idonee caratteristiche,
mantenuti sempre perfettamente funzionanti in ogni loro parte.
Gli impianti dovranno comunque garantire uniformità di produzione ed essere in grado di
realizzare miscele del tutto rispondenti a quelle di progetto.
La zona destinata all'ammannimento degli inerti sarà preventivamente e convenientemente
sistemata per annullare la presenza di sostare argillose e ristagni di acqua che possono
compromettere la pulizia degli aggregati. Inoltre i cumuli delle diverse classi dovranno essere
nettamente separati tra loro e l'operazione di rifornimento nei predosatori eseguita con la
massima cura.
Si farà uso di almeno 4 classi di aggregati con predosatori in numero corrispondente alle classi
impiegate.
5. - POSA IN OPERA
La miscela verrà stesa sul piano finito dello strato precedente dopo che sia stata accettata dalla
D.L. la rispondenza di quest'ultimo ai requisiti di quota, sagoma e compattezza prescritti. La
stesa verrà eseguita impiegando finitrici vibranti.
Le operazioni di addensamento dello strato dovranno essere realizzate in ordine con le
seguenti attrezzature:
- Rullo a due ruote vibranti da 10.000 kg. per ruota o rullo con una sola ruota vibrante di peso
non inferiore a 18.000 kg.
- Rullo gommato con pressione di gonfiaggio superiore a 5 atm e carico di almeno 18.000 kg.
Potranno essere impiegati in alternativa rulli misti, vibranti-gommati comunque tutti approvati
dalla D.L., delle stesse caratteristiche sopra riportate.
La stesa della miscela non dovrà di norma essere eseguita con temperatura ambiente inferiori a
0°C. e superiori a 25°C e mai sotto la pioggia. tut tavia, a discrezione della D.L., potrà essere
consentita la stesa a temperature diverse. In questo caso però sarà necessario proteggere da
evaporazione la miscela durante il trasporto dall'impianto di miscelazione al luogo d'impiego (ad
esempio con teloni); sarà inoltre necessario provvedere ad una abbondante bagnatura del
piano di posa del misto cementato.
Infine, le operazioni di costipamento e di stesa dello strato di protezione con emulsione
bituminosa dovranno essere eseguite immediatamente dopo la stesa della miscela.
Le condizioni ideali di lavoro si hanno con temperature comprese tra 15°C e 18°C ed umidità
relativa del 50% circa; temperature superiori saranno ancora accettabili con umidità relativa
anch'essa crescente; comunque è opportuno, anche per temperature inferiori alla media, che
l'umidità relativa all'ambiente non scenda al di sotto del 15%, in quanto ciò potrebbe provocare
ugualmente una eccessiva evaporazione della miscela.
Il tempo intercorrente tra la stesa di due strisce affiancate non dovrà superare di norma le 2 ore
per garantire la continuità della struttura .
Particolari accorgimenti dovranno adottarsi nella formazione dei giunti longitudinali che
andranno protetti con fogli di polietilene o materiale similare. Il giunto di ripresa sarà ottenuto
terminando la stesa dello strato a ridosso di una tavola e togliendo la tavola al momento della
ripresa della stessa, provvedere a tagliare l'ultima parte dello strato precedente, in modo che si
ottenga una parete perfettamente verticale. Non saranno eseguiti altri giunti all'infuori di quelli di
ripresa.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 70 -
Il transito di cantiere potrà essere ammesso sullo strato a partire dal terzo giorno dopo quello in
cui è stata effettuata la stesa, e limitatamente ai mezzi gommati.
Strati eventualmente compromessi dalle condizioni meteorologiche o da altre cause dovranno
essere rimossi e sostituiti a totale cura e spese dell'Impresa.
6. - PROTEZIONE SUPERFICIALE
Subito dopo il completamento delle opere di costipamento e di costipamento e di rifinitura dovrà
essere eseguita la spruzzatura di un velo protettivo di emulsione acida al 55% in ragione di 1-2
kg/m², in relazione al tempo ed alla intensità del traffico di cantiere cui potrà venire sottoposto e
successivo spargimento di sabbia.
7. - NORME DI CONTROLLO DELLE LAVORAZIONI
Con esami giornalieri dovrà essere verificata la rispondenza delle caratteristiche
granulometriche delle miscele. Verrà ammessa una tolleranza di ±5 punti % fino al passante al
crivello n. 5 e di ±2 punti % per il passante al setaccio 2 ed inferiore, purché non vengano
superati i limiti del fuso.
A compattazione ultimata la densità in sito dovrà essere non inferiore al 100% nelle prove
A.A.S.H.T.O. modificato di cui al punto 2.1.3. nel 98% delle misure effettuate. Il valore del
modulo di deformazione Md al primo ciclo di carico e nell'intervallo compreso tra 1,5 e 2,5
daN/cm², rilevato in un tempo compreso fra 3 e 12 ore dalla compattazione non dovrà mai
essere inferiore a 2000 daN/cm².
Il controllo di detta densità dovrà essere eseguito con cadenza giornaliera (almeno una prova
per giornata lavorativa) prelevando il materiale durante la stesa ovvero prima dell’indurimento;
la densità in sito si effettuerà mediante i normali procedimenti a volumometro, con
l’accorgimento di eliminare dal calcolo, dia del peso che del volume, gli elementi di dimensione
superiore a 25 mm.
Ciò potrà essere ottenuto attraverso l’applicazione di opportune formule di trasformazione,
oppure attraverso una misura diretta consistente nella separazione mediante vagliatura degli
elementi di pezzatura maggiore di 25 mm e nella loro sistemazione del cavo di prelievo prima di
effettuare la misurazione del volume del cavo stesso. Il controllo della densità potrà anche
essere effettuato sullo strato finito (almeno con 15 ÷ 20 giorni di stagionatura), su provini estratti
da quest’ultimo tramite carotatrice; la densità secca ricavata come rapporto tra il peso della
carota essiccata in stufa a 105 ÷ 110°C fino al peso al peso costante ed il suo volu me ricavato
per mezzo di pesata idrostatica previa paraffinatura del provino, in questo caso la densità dovrà
risultare non inferiore al 100% della densità del progetto.
Nel corso delle prove di densità verrà anche determinata l’umidità dellamiscela, che, per i
prelievi effettuati alla stesa, non dovrà eccedere le tolleranze indicate al punto 2 del presente
articolo.
La resistenza a compressione ed a trazione verrà controllata su provini confezionati e stagionati
in maniera del tutto simile a quelli di studio preparati in laboratorio, prelevando la miscela
durante la stesa e prima del costipamento definitivo, nella quantità necessaria per il
confezionamento dei sei provini (tre per le rotture a compressione e tre per quelle a trazione)
previa la vagliatura al crivello da 25 mm. Questo prelievo dovrà essere effettuato almeno ogni
1500 mc di materiale costipato.
La resistenza a 7 giorni di ciascun provino, preparato con la miscela stesa, non dovrà
discostarsi da quella di riferimento preventivamente determinato in laboratorio di oltre ± 20%;
comunque non dovrà mai essere inferiore a 2,5 N/mmq per la compressione e 0,25 N/mmq per
la trazione.
La superficie finita della fondazione non dovrà scostarsi dalla sagoma di progetto di oltre 1 cm.
verificato a mezzo di un regolo di 4 m. di lunghezza e disposto secondo due direzioni
ortogonali.
Lo spessore stabilito potrà avere tolleranze in difetto non superiori al 5% nel 98% dei
rilevamenti; in caso contrario le zone con spessore in difetto saranno deprezzate del 30%.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 71 -
Art. 34 – ACCIAIO PER CALCESTRUZZI ARMATI
Gli acciai per armature di calcestruzzi dovranno rispettare le disposizioni previste dal DM
14/01/2008 “Norme tecniche per le Costruzioni”.
Giunzioni delle barre
Le giunzioni delle barre in zona tesa, quando non siano evitabili, si devono realizzare
possibilmente nelle regioni di minor sollecitazione, in ogni caso devono essere opportunamente
sfalsate.
Le giunzioni di cui sopra possono effettuarsi mediante:
- saldature eseguite in conformità delle norme vigenti sulle saldature;
- manicotto filettato;
- sovrapposizione calcolata in modo da assicurare l'ancoraggio di ciascuna barra.
Copriferro e interferro
L'armatura resistente deve essere adeguatamente protetta dall'ambiente esterno dal
conglomerato anche in funzione della porosità del calcestruzzo, dell'aggressività dell'ambiente e
della sensibilità dell'armatura alla corrosione.
Ancoraggio delle barre e loro giunzioni
Le armature longitudinali non possono essere interrotte ovvero sovrapposte all'interno dì un
nodo strutturale (incrocio travi-pilastri), bensì nelle zone di minore sollecitazione lungo l'asse
della trave.
Quando invece si deve realizzare la continuità con altra barra in zona tesa, la continuità deve
essere realizzata con sovrapposizioni o altri dispositivi possibilmente posizionati nelle regioni di
minor sollecitazione. In ogni caso le sovrapposizioni o i dispositivi utilizzati devono essere
opportunamente sfalsati.
Staffe
Le staffe devono essere chiuse e conformate in modo da contrastare efficacemente, lavorando
a trazione, gli spostamenti delle barre longitudinali verso l'esterno.
Lavorazioni in cantiere – Raggi minimi di curvatura
Il diametro minimo di piegatura deve essere tale da evitare fessure nella barra dovute alla
piegatura e rottura del calcestruzzo nell’interno della piegatura.
Diametro barra
Diametro minimo del mandrino
per piegature, uncini e ganci
φ ≤ 16 mm
4φ
φ > 16 mm
7φ
Diametri ammissibili dei mandrini per barre piegate
Per definire i valori minimi da adottare ci si riferisce alle prescrizioni contenute nell’Eurocodice 2
paragrafo 8.3 “Diametri ammissibili dei mandrini per barre piegate”, secondo quanto indicato
nella tabella di cui sopra.
Deposito e conservazione in cantiere
Alla consegna in cantiere, l’Appaltatore avrà cura di depositare l’acciaio in luoghi protetti dagli
agenti atmosferici. In particolare, per quei cantieri posti ad una distanza inferiore a 2 Km dal
mare, le barre di armatura dovranno essere protette con appositi teli dall’azione dell’aerosol
marino.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 72 -
Art. 35 – CALCESTRUZZI E CEMENTO ARMATO
CARATTERISTICHE DELLE MISCELE
REQUISITI GENERALI
La composizione del calcestruzzo (cemento, aggregati, acqua, additivi ed eventuali aggiunte)
dovrà soddisfare le specifiche prestazionali, descritte nel precedente Art.12 del presente
capitolato, in merito a classe di resistenza, dimensione nominale massima dell’aggregato,
classe di consistenza e classe di esposizione, con assenza di fenomeni di segregazione.
I calcestruzzi dovranno soddisfare le caratteristiche minime di resistenza e durabilità indicate
nel progetto.
Nella scelta del tipo e della classe di cemento si dovrà tenere conto delle condizioni ambientali
di esposizione delle opere, della velocità di sviluppo della resistenza, del calore di idratazione e
della velocità alla quale esso si libera.
Il contenuto minimo di cemento, ove definito, dovrà tenere conto delle condizioni ambientali di
esposizione e delle prestazioni richieste.
Granulometria degli aggregati
Per il confezionamento del calcestruzzo dovranno essere impiegati aggregati appartenenti a
non meno di due classi granulometriche diverse.
Per la realizzazione di calcestruzzi con classi di resistenza maggiori di C12/15 gli aggregati
dovranno appartenere preferibilmente ad almeno tre classi granulometriche diverse. Nella
composizione della curva granulometrica nessuna frazione potrà essere dosata in percentuale
maggiore del 55%, salvo preventiva autorizzazione del Direttore dei Lavori.
Le classi granulometriche dovranno essere mescolate tra loro in percentuali tali da formare
miscele rispondenti ai criteri di curve granulometriche di riferimento teoriche o sperimentali,
scelte in modo che l'impasto fresco e indurito abbia i prescritti requisiti di resistenza,
consistenza, omogeneità, aria inglobata, permeabilità, ritiro e acqua essudata. Si dovrà adottare
una curva granulometrica che, in relazione al dosaggio di cemento, garantisca la massima
compattezza e la migliore lavorabilità del calcestruzzo.
Dimensione massima nominale dell’aggregato
La massima dimensione nominale dell'aggregato dovrà essere scelto in funzione dei valori di
copriferro e interferro, delle dimensioni minime dei getti, delle modalità di getto e del tipo di
mezzi d'opera utilizzati per la compattazione dei getti; la dimensione massima nominale
dell’aggregato non dovrà essere maggiore:
- di un quarto della dimensione minima dell’elemento strutturale;
- della distanza tra le singole barre di armatura o tra gruppi di barre (interferro) diminuita di 5
mm;
- di 1,3 volte lo spessore del copriferro.
Rapporto acqua/cemento
La quantità d’acqua totale da impiegare per il confezionamento dell'impasto dovrà essere
calcolata tenendo conto dell'acqua libera contenuta negli aggregati. Si dovrà fare riferimento
alla norma UNI EN 1097/6 per la condizione "satura a superficie asciutta", nella quale
l'aggregato non assorbe né cede acqua all'impasto.
Il rapporto acqua/cemento di ciascuna miscela dovrà essere controllato, anche in cantiere, con
le modalità previste nella norma UNI 6393 almeno una volta ogni tre mesi o ogni 2.000 mc di
produzione: il rapporto a/c non dovrà discostarsi più di +0.02 dal valore verificato in fase di
qualificazione della relativa miscela.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 73 -
Lavorabilità
La lavorabilità, indice delle proprietà e del comportamento del calcestruzzo nell’intervallo di
tempo tra la produzione e la compattazione dell’impasto nella cassaforma, viene comunemente
valutata attraverso la misura della consistenza.
La consistenza, come la lavorabilità, è il risultato di più proprietà reologiche: di conseguenza
può essere valutata sulla base del comportamento dell’impasto fresco con determinate modalità
di prova.
Per la classificazione della consistenza del calcestruzzo si fa riferimento ai seguenti metodi:
• UNI EN 12350/1: prova sul calcestruzzo fresco- Campionamento
• UNI EN 12350/2: prova di abbassamento al cono
• UNI EN 12350/5: prova di spandimento alla tavola a scosse
I valori di riferimento per ciascun metodo di prova sono indicati nelle tabelle 6.28.1 e 6.28.2.
Tabella 6.28.1 Classi di abbassamento al cono (slump)
Classe
Abbassamento al cono
di consistenza
mm
S1
da 10 a 40
S2
da 50 a 90
S3
da 100 a 150
S4
da 160 a 210
S5
≥ 220
Tabella 6.28.2 - Classi di spandimento
Classe
Diametro Spandimento
mm
F1
≤ 340
F2
da 350 a 410
F3
da 420 a 480
F4
da 490 a 550
F5
da 560 a 620
F6
≥ 630
Nella misura dell’abbassamento al cono possono verificarsi diverse condizioni di cedimento.
La prova è valida solo se dà luogo ad un abbassamento vero, il cui calcestruzzo rimane
sostanzialmente intatto e simmetrico. Se il provino cede per taglio, deve essere preso un altro
campione e ripetere la prova.
Se due prove consecutive mostrano cedimento per taglio di una porzione di calcestruzzo
rispetto alla massa del campione di prova, il calcestruzzo manca della plasticità e coesione
necessarie affinchè possa essere ritenuta idonea la prova di cedimento al cono.
L’Appaltatore dovrà garantire in ogni situazione la classe di consistenza prescritta per le diverse
miscele tenendo conto che sono assolutamente proibite le aggiunte di acqua in betoniera al
momento del getto dopo l’inizio dello scarico del calcestruzzo dall’autobetoniera. La classe di
consistenza prescritta verrà garantita per un intervallo di tempo di 20-30 minuti dall’arrivo della
betoniera in cantiere. Il calcestruzzo con la lavorabilità inferiore a quella prescritta potrà essere
respinta dalla Direzione Lavori; gli oneri della nuova fornitura sono comunque a carico
dell’Appaltatore.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Il tempo massimo consentito dalla produzione dell’impasto in impianto al momento del getto
non dovrà superare i 90 minuti e dovrà essere riportato nel documento di trasporto l’orario
effettivo di fine carico della betoniera in impianto.
Acqua essudata
Il calcestruzzo non dovrà presentarsi segregato; ove vengano fissati un limite di accettazione e
una frequenza di prova, la quantità di acqua essudata verrà misurata secondo la norma UNI
7122 [22].
DURABILITÀ E RESISTENZA DEI CALCESTRUZZI AGLI AGENTI ESTERNI
Copriferro minimo e copriferro nominale
Ai fini di preservare le armature dai fenomeni di aggressione ambientale, dovrà essere previsto
un idoneo copriferro; il suo valore, misurato tra la parete interna del cassero e la generatrice
dell’armatura metallica più vicina, individua il cosiddetto “copriferro nominale”.
Il copriferro nominale cnom è somma di due contributi, il copriferro minimo cmin e la tolleranza
di posizionamento h. Vale pertanto: cnom = cmin + h
I valori di copriferro minimo in funzione delle classi di esposizione del calcestruzzo di Tabella
5.4.2 (Art.5) sono indicati in Tabella 6.28.3. La tolleranza di posizionamento delle armature h,
nel caso di strutture gettate in opera, dovrà essere assunta pari ad almeno 5 mm.
Il copriferro nominale deve essere specificato in tutte le tavole di progetto e nei documenti di
calcolo.
Tabella 6.28.3 - Copriferro minimo e classi di esposizione
Ambiente
Classe di esposizione cmin (mm)
Molto secco/ secco
X0
15
Umido senza gelo
XC1 XC2
20
Debolmente aggressivo
XC3 XA1 XD1
Umido con gelo
XF1
Marino senza gelo
XS1 XD2
30
Moderatamente aggressivo
XA2 XC4
Umido con gelo e Sali
XF3
disgelanti
XF2
Marino con gelo
Fortemente aggressivo
XS2 XS3XA3 XD3 XF4
40
Calcestruzzi resistenti ai cicli gelo-disgelo
Per migliorare la resistenza dei calcestruzzi ai cicli gelo-disgelo l’impiego di additivi aeranti
potrà essere autorizzato solamente se:
• gli additivi sono conformi alla norma UNI EN 934/2;
• l’immissione dell’aerante avviene contemporaneamente al caricamento di almeno il 50%
dell’acqua aggiunta.
Si dovrà evitare ogni disomogenea distribuzione delle microbolle d’aria nell’impasto, che possa
comportare nella struttura volumi di calcestruzzo aventi caratteristiche variabili con
conseguenti negative ripercussioni sulla resistenza e sulla durabilità dell’opera.
La quantità percentuale d’aria inglobata, determinata sul calcestruzzo fresco prelevato dal
getto dopo la vibrazione secondo UNI 6395, dovrà essere conforme alle indicazioni della
tabella 6.28.4.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Tabella 6.28.4 – Aria totale inglobata
Attacco da cicli gelo/disgelo
XF1
XF2
XF3
XF4
Massimo rapporto a/c
0,50
0,50
0,45
Minima classe di resistenza
32/40
25/30
28/35
Minimo contenuto di cemento
320
340
360
(kg/mc)
Contenuto minimo in aria (%)
3,0
Aggregati conformi alla UNI EN
Altri requisiti
12620 di adeguata resistenza al
gelo/disgelo
Qualora prescritto dal Progettista, i calcestruzzi esposti a cicli gelo-disgelo dovranno essere
sottoposti alla prova di determinazione della resistenza a degradazione secondo norma UNI
7087: la riduzione del modulo elastico non dovrà risultare superiore al 30% del valore iniziale
del campione di riferimento.
Se l’importanza dell’opera o le condizioni di esposizione lo giustificano, il Progettista potrà
richiedere prove di resistenza alla penetrazione dell’acqua sotto pressione, da eseguirsi in
laboratorio con le modalità della norma UNI EN 12390/8 [25] su provini stagionati nelle stesse
condizioni della struttura o su carote estratte dalla struttura al termine della stagionatura: la
profondità media del profilo di penetrazione dell’acqua dovrà essere minore di 20 mm, ciascun
valore dovrà essere minore di 50 mm.
Reazioni alcali-aggregato
Il Progettista, in base all’esperienza locale o all’identificazione delle caratteristiche
mineralogiche degli aggregati secondo quanto previsto nella norma UNI 8520 , dovrà valutare
la possibilità che si manifesti con effetti dannosi nel calcestruzzo la reazione chimica tra gli
alcali (ioni sodio Na- e potassio K+ presenti in tutti i costituenti delle miscele di calcestruzzo:
cemento, aggregati, acqua, additivi e aggiunte) ed eventuali aggregati reattivi, e dovrà
determinare il tipo di prevenzione da adottare per impedire il fenomeno.
Nel caso in cui si preveda che l’opera da realizzare possa risultare satura d’acqua,
costantemente o frequentemente, le misure preventive adottabili sono:
- scelta di componenti della miscela a basso contenuto di alcali;
- sostituzione di una frazione o dell’intero aggregato reattivo con aggregato inerte;
- impermeabilizzazione della struttura;
- utilizzo di idonei quantitativi di aggiunte di tipo II o di idonei additivi a base di sali di litio.
Calcestruzzi esposti ad attacco chimico.
Sulla base della concentrazione di agenti aggressivi presenti, il Progettista dovrà individuare la
classe di esposizione ambientale tra le classi XA1, XA2 e XA3.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Tabella 6.28.5 – Valori limite per le classi d’esposizione all’attacco chimico nel suolo
naturale e nell’acqua del terreno (Secondo UNI EN 206-1- Prospetto 2)
XA1
Acqua nel terreno
6,5 - 5,5
pH
--
XA2
XA3
5,5 - 4,5
4,5 - 4,0
600 - 3000
3000 - 6000
ioni solfato SO4 mg/l
CO2 aggressiva
mg/l
200 -600
15 - 40
40 – 100
ioni ammonio NH4 + mg/l
ioni magnesio Mg ++
mg/l
15 - 30
30 -60
300 - 1000
1000 - 3000
Terreno
2000 - 3000
3000 - 12000
ioni solfato SO4-- mg/kg totale
Acidità
ml/kg
> 200
Baumann
Gully
> 100
Fino a
saturazione
60 - 100
> 3000
Fino a
saturazione
12000 24000
Non incontrato in pratica
Come riportato nel Prospetto 2 della UNI EN 206-1, la condizione più gravosa per ognuna delle
condizioni chimiche determina la classe d’esposizione. Se due o più caratteristiche di
aggressività appartengono alla stessa classe, l’esposizione sarà classificata nella classe più
elevata successiva, salvo il caso che uno studio specifico provi che ciò non è necessario.
Nei calcestruzzi esposti ad attacco chimico la profondità media del profilo di penetrazione
dell’acqua sotto pressione, determinata con le modalità previste nella norma ISO 7031 su
carote prelevate dalla struttura, dovrà essere minore di 20 mm, ciascun valore dovrà essere
minore di 50 mm.
Attacco chimico da parte dei solfati
I cementi dovranno avere la composizione specificata nella norma UNI 9156, nel caso di
calcestruzzi in classe XA2 e/o XA3.
PRODUZIONE, TRASPORTO, POSA E STAGIONATURA
GENERALITÀ
Le prescrizioni dei successivi punti PRODUZIONE e TRASPORTO E CONSEGNA non sono da
ottemperare nel caso di impianto classificabile come “certificato”.
PRODUZIONE
Impianto
I calcestruzzi dovranno essere confezionati in impianto avente caratteristiche tali da soddisfare
le prescrizioni di cui ai successivi punti: Cemento, Aggregati, Additivi e aggiunte, Qualifica delle
ricette.
La capacità dell’impianto dovrà essere commisurata alle produzioni previste dal programma dei
lavori. L’impianto dovrà essere dotato di strumenti e attrezzature idonee a garantire il costante
controllo dei dosaggi delle materie prime costituenti il calcestruzzo.
Cemento
Non é permesso mescolare fra loro cementi di diversa classe, tipo e provenienza; per ciascuna
struttura dovrà essere impiegato cemento di un unico tipo e classe e provenienza.
Il cemento:
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Capitolato Speciale d’Appalto
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- se sfuso, dovrà essere conservato in silos che garantiscano la perfetta tenuta nei confronti
dell'umidità atmosferica; ciascun silos dovrà contenere un cemento di un unico tipo e unica
classe e provenienza e sarà chiaramente identificato da appositi contrassegni;
- se in sacchi, dovrà essere sistemato su pedane poste su un pavimento asciutto in ambiente
chiuso; i sacchi di cemento di diverso tipo e/o classe verranno conservati separatamente e
chiaramente identificati.
Aggregati
Gli aggregati dovranno essere disponibili in quantità sufficiente a completare qualsiasi struttura
che debba essere gettata senza interruzioni.
Il luogo di deposito dovrà essere di capacità adeguata e consentire lo stoccaggio senza
commistione delle diverse pezzature.
Gli aggregati verranno prelevati in modo da garantire la rotazione dei volumi stoccati.
Additivi e aggiunte
Non é permesso mescolare fra loro additivi di diverso tipo e provenienza; gli additivi dovranno
essere depositati in contenitori a tenuta e chiaramente identificati.
Le ceneri volanti dovranno essere conservate in silos che garantiscano la perfetta tenuta nei
confronti dell'umidità atmosferica; ciascun silos dovrà essere identificato da appositi
contrassegni.
Qualifica delle ricette
Tutte le miscele di calcestruzzo impiegate nell’opera dovranno essere qualificate con le
procedure di cui al successivo paragrafo “Casseforme e finitura del calcestruzzo”. La qualifica
non potrà prescindere dalla valutazione delle metodologie di autocontrollo adottate in fase di
produzione.
Pesatura e mescolamento
Il cemento, l'acqua e gli additivi dovranno essere dosati con dispositivi separati con precisione
pari a 3% della quantità richiesta ( 5% per le aggiunte).
Il cemento dovrà essere pesato con una bilancia indipendente. Il cemento e le aggiunte in
polvere dovranno essere dosati a peso; l’acqua, gli additivi e le aggiunte liquide potranno
essere dosati a peso o a volume.
Gli aggregati saranno dosati per pesate singole o cumulative, con precisione pari a 3% sulla
quantità totale.
Le tramogge contenenti le sabbie dovranno essere dotate di strumenti idonei a misurarne
l'umidità all'inizio di ciascuna pesata, in modo da regolare automaticamente il dosaggio
dell'acqua aggiunta. Nel luogo di produzione e in cantiere dovranno essere installati termometri
atti a misurare la minima e massima temperatura giornaliera dell’aria.
L'impianto dovrà essere periodicamente tarato per controllare l’accuratezza di ogni misura in
tutto il campo di valori consentito da ogni strumento. Per la taratura delle apparecchiature di
registrazione dell’umidità in automatico, il tenore di umidità media delle sabbie dovrà essere
controllato almeno 1 volta alla settimana.
Dovrà essere predisposto un programma di controlli eseguito da personale qualificato: le
bilance dovranno essere revisionate periodicamente e tarate almeno una volta all'anno.
L'impianto dovrà essere costruito in modo tale che i costituenti di un nuovo impasto non
possano essere pesati finché non sia stata ultimata la pesata e lo scarico dei costituenti
dell'impasto precedente.
L'operatore dell'impianto dovrà disporre di tabelle di carico riportanti le pesate cumulative dei
singoli costituenti per tutte le miscele qualificate, e per le diverse quantità miscelate in funzione
dell’umidità media delle sabbie. Gli impasti dovranno corrispondere, in quantità e qualità, a
quanto riportato sulle tabelle di carico.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Le betoniere dovranno essere esaminate trimestralmente per verificare l’eventuale diminuzione
dell'efficacia della mescolazione dovuta sia ad accumulo di calcestruzzo indurito o di legante
che all’usura delle lame.
TRASPORTO E CONSEGNA
Il trasporto del calcestruzzo dal luogo del confezionamento a quello d’impiego dovrà avvenire
utilizzando mezzi e attrezzature idonee a evitare la segregazione dei costituenti l'impasto o il
deterioramento dell'impasto stesso.
Ogni carico di calcestruzzo dovrà essere accompagnato da un documento di trasporto sul quale
saranno indicati:
- la data e le ore di partenza dall'impianto, di arrivo in cantiere e di inizio/fine scarico;
- la classe di esposizione ambientale;
- la classe di resistenza caratteristica;
- un codice che identifichi la ricetta utilizzata per il confezionamento;
- il tipo, la classe e, ove specificato nell’ordine di fornitura, il contenuto di cemento;
- il rapporto a/c teorico;
- la dimensione massima dell’aggregato;
- la classe di consistenza;
- i metri cubi nominali trasportati.
A richiesta il personale dell'Appaltatore dovrà esibire detti documenti agli incaricati del Direttore
dei Lavori.
L’Appaltatore dovrà tenere idonea documentazione in base alla quale sia possibile individuare
la struttura cui ciascun carico è stato destinato.
La consistenza dell’impasto dovrà essere controllata contestualmente a ogni prelievo di
materiale per le prove di resistenza, di massa volumica e del rapporto a/c. Tutte le prove
dovranno essere eseguite sullo stesso materiale di prelievo, in contraddittorio tra le parti
interessate alla fornitura
Nel caso di calcestruzzo pompato, la consistenza dovrà essere misurata prima dell'immissione
del materiale nel getto.
POSA IN OPERA
Operazioni di getto
L'Appaltatore é tenuto a comunicare con dovuto anticipo al Direttore dei Lavori il programma dei
getti indicando:
- il luogo di getto;
- la struttura interessata dal getto;
- la classe di resistenza e la classe di consistenza del calcestruzzo;
I getti potranno avere inizio solo dopo che il Direttore dei Lavori avrà verificato:
- preparazione e rettifica dei piani di posa;
- pulizia delle casseforme;
- posizione e corrispondenza al progetto delle armature e dei copriferri;
- posizione delle eventuali guaine dei cavi di precompressione;
- posizione degli inserti (giunti, water stop, ecc.).
Nel caso di getti contro terra si dovrà controllare con particolare cura che siano stati eseguiti, in
conformità alle disposizioni di progetto:
- a pulizia del sottofondo;
- la posizione di eventuali drenaggi;
- la stesa di materiale isolante o di collegamento.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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La geometria delle casseforme dovrà risultare conforme ai particolari costruttivi di progetto e
alle eventuali prescrizioni aggiuntive.
In nessun caso si dovranno verificare cedimenti dei piani di appoggio e delle pareti di
contenimento; in tale ultimo caso l’Appaltatore dovrà provvedere al loro immediato ripristino.
Prima del getto tutte le superfici di contenimento del calcestruzzo dovranno essere pulite e
trattate con prodotti disarmanti preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori; se porose,
dovranno essere mantenute umide per almeno due ore prima dell'inizio dei getti. I ristagni
d'acqua dovranno essere allontanati dal fondo.
I tempi di getto dovranno essere adeguati alla resistenza delle casseforme impiegate.
È esclusa la possibilità di qualunque aggiunta d’acqua al calcestruzzo al momento del getto.
Lo scarico del calcestruzzo dal mezzo di trasporto nelle casseforme dovrà avvenire con tutti gli
accorgimenti atti a evitarne la segregazione. È ammesso l'uso di scivoli soltanto se risulterà
garantita l'omogeneità dell'impasto in opera. L’impiego di benne a scarico di fondo e di nastri
trasportatori dovrà essere autorizzato dal Direttore dei Lavori in funzione della distanza di
scarico.
L'altezza di caduta libera del calcestruzzo fresco, misurata dall’uscita dello scivolo o della bocca
del tubo convogliatore, non dovrà essere mai maggiore di 100 cm. Il calcestruzzo dovrà cadere
verticalmente ed essere steso in strati orizzontali di spessore, misurato dopo la vibrazione,
comunque non maggiore di 50 cm. È vietato scaricare il conglomerato in un unico cumulo e
distenderlo con l'impiego del vibratore.
A meno che non sia altrimenti stabilito, il calcestruzzo dovrà essere compattato con un numero
di vibratori a immersione o a parete determinato, prima di ciascuna operazione di getto, in
relazione alla classe di consistenza del calcestruzzo, alle caratteristiche dei vibratori e alla
dimensione del getto stesso. Per omogeneizzare la massa durante il costipamento di uno strato
i vibratori a immersione dovranno penetrare per almeno 5 cm nello strato inferiore.
Il calcestruzzo dovrà essere compattato fino ad incipiente rifluimento della malta, in modo che le
superfici esterne si presentino lisce e compatte, omogenee, perfettamente regolari, senza
vespai o nidi di ghiaia ed esenti da macchie o chiazze.
Le attrezzature non funzionanti dovranno essere immediatamente sostituite in modo che le
operazioni di costipamento non vengano rallentate o risultino insufficienti.
Per getti in pendenza dovranno essere predisposti cordolini di arresto che evitino la formazione
di lingue di calcestruzzo troppo sottili per essere vibrate efficacemente.
Nel caso di getti da eseguire in presenza d'acqua l'Appaltatore dovrà:
- adottare gli accorgimenti necessari per impedire che l'acqua dilavi il calcestruzzo e ne
pregiudichi la regolare presa e maturazione;
- provvedere con i mezzi più adeguati all'aggottamento o alla deviazione dell’acqua o, in
alternativa, adottare per l'esecuzione dei getti miscele con caratteristiche antidilavamento
preventivamente autorizzate dal Direttore dei Lavori.
Riprese di getto
Di norma i getti dovranno essere eseguiti senza soluzione di continuità, in modo da evitare ogni
ripresa. Dovranno essere definiti i tempi massimi di ricopertura dei vari strati successivi, così da
consentire l’adeguata rifluidificazione e omogeneizzazione della massa di calcestruzzo per
mezzo di vibrazione.
Nel caso ciò non fosse possibile, a insindacabile giudizio del Direttore dei Lavori, prima di poter
effettuare la ripresa la superficie del calcestruzzo indurito dovrà essere accuratamente pulita,
lavata, spazzolata e scalfita fino a diventare sufficientemente rugosa, così da garantire una
perfetta aderenza con il getto successivo; ciò potrà essere ottenuto anche mediante l’impiego di
additivi ritardanti o di ritardanti superficiali o di speciali adesivi per riprese di getto.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Tra le successive riprese di getto non si dovranno avere distacchi, discontinuità o differenze di
aspetto e colore; in caso contrario l’Appaltatore dovrà provvedere ad applicare adeguati
trattamenti superficiali traspiranti al vapore d’acqua.
Nelle strutture impermeabili dovrà essere garantita la tenuta all’acqua dei giunti di costruzione
con accorgimenti, da indicare nel progetto, autorizzati dal Direttore dei Lavori.
Qualora sia richiesta la posa di giunti “water-stop” per la tenuta idraulica, questi saranno
opportunamente fissati e disposti in maniera tale da non interagire con le armature.
I distanziatori utilizzati per garantire i copriferri ed eventualmente le reciproche distanze tra le
barre di armatura, dovranno essere in plastica o a base di malta cementizia di forma e
geometria tali da minimizzare la superficie di contatto con il cassero.
Getti in clima freddo
Il clima si definisce freddo quando la temperatura dell’aria è minore di +5°C: in tal caso valgono
le disposizione e prescrizioni della Norma UNI 8981.
La posa in opera del calcestruzzo dovrà essere sospesa nel caso che la temperatura
dell’impasto scenda al di sotto di + 5C.
Prima del getto ci si dovrà assicurare che tutte le superfici a contatto del calcestruzzo siano a
temperatura di alcuni gradi sopra lo zero.
La neve e il ghiaccio, se presenti, dovranno essere rimossi, dai casseri, dalle armature e dal
sottofondo: per evitare il congelamento tale operazione dovrebbe essere eseguita
immediatamente prima del getto.
I getti all’esterno dovranno essere sospesi se la temperatura dell’aria è minore di –5°C. Tale
limitazione non si applica nel caso di getti in ambiente protetto o nel caso vengano predisposti
opportuni accorgimenti, approvati dal Direttore dei Lavori.
Getti in clima caldo
Durante le operazioni di getto la temperatura dell'impasto non dovrà superare i 35°C; tale limite
potrà essere convenientemente abbassato per getti massivi.
Al fine di abbassare la temperatura del calcestruzzo potrà essere usato ghiaccio, in sostituzione
di parte dell'acqua di impasto, o gas refrigerante di cui sia garantita la neutralità nei riguardi
delle caratteristiche del calcestruzzo e dell’ambiente.
Per ritardare la presa del cemento e facilitare la posa e la finitura del calcestruzzo potranno
essere impiegati additivi ritardanti, o fluidificanti ritardanti di presa, conformi alle norme UNI EN
934 preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori.
STAGIONATURA PROTETTA
È l’insieme di precauzioni che, durante il processo di indurimento, permette di trasformare
l’impasto fresco in un materiale resistente e durevole.
I metodi di stagionatura e la loro durata dovranno essere tali da garantire:
- la prescritta resistenza e durabilità del calcestruzzo indurito;
- la limitazione della formazione di fessure o cavillature in conseguenza del ritiro per rapida
essiccazione delle superfici di getto o per sviluppo di elevati gradienti termici all'interno della
struttura.
Nella tabella che segue sono riportati le durate minime di stagionatura, in giorni, per strutture
esposte nelle classi di esposizione X0, XC e XA1.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Tabella 6.28.6 - Durata minima della stagionatura protetta (giorni)
Velocità di sviluppo
Rapido
Medio
della resistenza del calcestruzzo
Temperatura del calcestruzzo (°C)
Lento
5 10 15 5 10 15 5 10 15
Condizioni ambientali durante la stagionatura
I) Non esposto ad insolazione diretta ;
2 2
1 3 3
2
3
3
2
II) Insolazione diretta media o vento di media velocità o UR ≥ 4 3
50%
2 6 4
3
8
5
4
2 8 6
5 10 8
5
Umidità relativa UR dell’aria circostante ≥ 80%
III) Insolazione intensa o vento di forte velocità
o UR <50%
4 3
La velocità di sviluppo della resistenza del calcestruzzo è indicata in tabella che segue.
Tabella 6.28.7 - Velocità di sviluppo della resistenza del calcestruzzo
Velocità di sviluppo della
resistenza
Rapida
Rapporto a/c
≤ 0.45
Classe di resistenza del
cemento
42.5 R
Media
≤ 0.50
42.5 N/R - 32.5 R
Lenta
≤ 0,55
42,5 N - 32,5 N/R
Molto Lenta
-------------
32,5 N/R
Le durate di stagionatura della tabella precedente dovranno essere adeguatamente aumentate
per condizioni ambientali più gravose di quelle corrispondenti alle classi X0, XC e XA1.
Le indicazioni sopra riportate relative alle condizioni di stagionatura per conseguire una
adeguata impermeabilità dello strato superficiale non prendono in considerazione gli aspetti
della sicurezza strutturale in relazione ai quali potrà essere stabilito un tempo minimo di
stagionatura per raggiungere la resistenza voluta alla rimozione dei casseri.
Nel caso siano previste, nelle 24 ore successive al getto durante la fase di stagionatura,
temperature dell’aria con valori minori di 5°C o ma ggiori di 35°C, l’Appaltatore dovrà utilizzare
esclusivamente casseri in legno o coibentati sull’intera superficie del getto ed eventualmente teli
isolanti.
Tutte le superfici dovranno essere mantenute umide per almeno 48 ore dopo lo scassero
mediante utilizzo di prodotti filmogeni applicati a spruzzo conformi alle norme UNI ovvero
continua bagnatura con serie di spruzzatori d'acqua o con altri idonei sistemi.
Qualora il prodotto filmogeno venga applicato su una superficie di ripresa, prima di eseguire il
successivo getto si dovrà procedere a ravvivare la superficie.
Nel caso di superfici con finiture a faccia vista dovrà essere evitato qualunque ristagno d’acqua
sulla superficie a vista durante la stagionatura.
Durante il periodo di stagionatura protetta si dovrà evitare che i getti subiscano urti, vibrazioni e
sollecitazioni di ogni genere.
I metodi di stagionatura proposti dal Progettista dovranno essere preventivamente sottoposti
all'esame del Direttore dei Lavori.
Il metodo di stagionatura prescelto dovrà assicurare che le variazioni termiche differenziali nella
sezione trasversale delle strutture non provochino fessure o cavillature tali da compromettere le
caratteristiche del calcestruzzo indurito.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Se prescritto dal Progettista, tali variazioni termiche potranno essere verificate direttamente
nella struttura mediante serie di termocoppie predisposte all’interno del cassero.
Anche se non è possibile stabilire esatti limiti per le differenze di temperatura accettabili nelle
sezioni trasversali in fase di indurimento, poiché esse dipendono dalla composizione
dell’impasto, dalle caratteristiche di sviluppo della resistenza, dalla forma geometrica
dell’elemento strutturale e dalla velocità con la quale il manufatto, dopo la rimozione dei casseri,
raggiunge l’equilibrio termico con l’ambiente, per limitare le tensioni di origine termica dovranno
essere rispettati i limiti seguenti:
- una differenza massima di 20°C sulla sezione dura nte il raffreddamento dopo la rimozione dei
casseri;
- una differenza massima di 15°C attraverso i giunt i di costruzione e per strutture con sezioni di
dimensioni molto variabili.
Accelerazione dei tempi di stagionatura
La maturazione accelerata con trattamento termico dei calcestruzzi gettati in opera è
normalmente esclusa; essa sarà permessa solo qualora siano state condotte indagini
sperimentali sul tipo di trattamento termico che si intende adottare.
Dovranno comunque essere rispettate le seguenti prescrizioni:
a) la durata di prestagionatura, alla temperatura massima di 30 °C, non dovrà essere minore di
tre ore (in genere dalle 4 alle 5 ore);
b) i gradienti termici non dovranno superare il valore di 20°C/ora durante il riscaldamento e
10 °C/ora durante il raffreddamento; essi dovranno essere ulteriormente ridotti qualora non sia
verificata la condizione di cui al successivo punto d);
c) la temperatura all'interno del calcestruzzo non dovrà superare in media i 60 °C, con valore
puntuale massimo non superiore a 65°C;
d) la differenza di temperatura tra quella massima all'interno del calcestruzzo e quella alla
superficie non dovrà superare 20 °C;
e) durante tutta la procedura di maturazione forzata e durante il raffreddamento il calcestruzzo
sarà protetto contro le perdite di umidità.
In ogni caso i provini per la valutazione della resistenza raggiunta al momento del taglio di trefoli
o fili aderenti, dovranno essere maturati nelle stesse condizioni termoigrometriche della
struttura, secondo quanto previsto dalla Norma UNI 6127.
Ripristini e stuccature
Nessun ripristino o stuccatura potrà essere eseguito dopo il disarmo del calcestruzzo senza il
preventivo controllo del Direttore dei Lavori, che dovrà autorizzare i materiali, proposti dal
Progettista, da utilizzare per l’intervento.
CASSEFORME E FINITURA DEL CALCESTRUZZO
GENERALITÀ
La superficie esterna dei getti in calcestruzzo dovrà essere esente da nidi di ghiaia, bolle d'aria,
concentrazione di malta fine, macchie che ne pregiudichino l'uniformità e la compattezza sia ai
fini della durabilità che dell'aspetto estetico dell’opera.
Per la ripresa dei getti dovranno essere adottati gli accorgimenti indicati al successivo punto
“Giunti e riprese di getto”.
CASSEFORME
Progetto e costruzione
Le casseforme dovranno essere atte a consentire la realizzazione delle opere in conformità alle
disposizioni contenute nel progetto esecutivo, dovranno essere rigide e a perfetta tenuta, per
evitare la fuoriuscita di boiacca cementizia.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Nel caso di casseratura a perdere inglobata nell'opera si dovrà verificare la sua funzionalità, se
è elemento portante, e che non sia dannosa per l’estetica o la durabilità, se è elemento
accessorio.
Pulizia, trattamento, disarmanti
I casseri dovranno essere puliti e privi di elementi che possano comunque pregiudicare l'aspetto
della superficie del calcestruzzo indurito.
Si dovrà far uso di prodotti disarmanti conformi alla norma UNI 8866 [16], disposti in strati
omogenei continui che non dovranno assolutamente macchiare la superficie a vista del
calcestruzzo. Su tutte le casseforme di una stessa opera dovrà essere usato lo stesso prodotto.
È vietato usare come disarmanti lubrificanti di varia natura o oli esausti.
Se sono impiegate casseforme impermeabili, per ridurre il numero delle bolle d'aria sulla
superficie del getto e qualora espressamente previsto nel progetto, si dovrà fare uso di
disarmante con agente tensioattivo o sotto forma di emulsioni pastose in quantità controllata; la
vibrazione sarà contemporanea al getto.
Qualora sia prevista la realizzazione di calcestruzzi colorati o con cemento bianco, l'impiego di
disarmanti dovrà essere subordinato a prove preliminari atte a dimostrare che il prodotto non
alteri il colore del calcestruzzo.
Giunti e riprese di getto
I giunti tra gli elementi di cassaforma dovranno essere realizzati con ogni cura al fine di evitare
fuoriuscite di boiacca e creare irregolarità o sbavature. Se prescritto nel progetto tali giunti
dovranno essere evidenziati.
Le riprese del getto sulla faccia a vista dovranno essere realizzate secondo linee rette; qualora
previsto nel progetto, dovranno essere marcate con gole o risalti di profondità o spessore di 2-3
cm.
Sistemi di fissaggio e distanziatori delle armature
I dispositivi che mantengono in posizione i casseri, quando attraversano il calcestruzzo, non
dovranno risultare dannosi a quest'ultimo.
Gli elementi dei casseri saranno fissati nella posizione prevista unicamente mediante fili
metallici liberi di scorrere entro tubi di pvc stabilizzato o simili, che dovranno rimanere
incorporati nel getto di calcestruzzo e siglati in entrambe le estremità con tappi a tenuta.
Il Direttore dei Lavori potrà autorizzare l'adozione di altri sistemi di fissaggio dei casseri, se
proposti dal Progettista, prescrivendo le cautele da adottare a totale carico dell’Appaltatore.
È vietato l’utilizzo di fili o fascette d’acciaio inglobati nel getto.
È vietato l'impiego di distanziatori di legno o metallici, sono ammessi distanziatori non
deformabili in plastica, ma ovunque possibile dovranno essere usati quelli in malta o pasta
cementizia. La superficie del distanziatore a contatto con la cassaforma dovrà essere la più
piccola possibile e tale da garantire il copriferro previsto nel progetto.
Predisposizione di fori, tracce, cavità.
L'Appaltatore avrà l'onere di predisporre durante l’esecuzione dei lavori tutti i fori, tracce, cavità
e incassature previsti negli elaborati costruttivi per permettere la successiva posa in opera di
apparecchi accessori quali: giunti, appoggi, smorzatori sismici, pluviali, passi d'uomo, passerelle
d'ispezione, sedi di tubi e cavi, opere interruttive, sicurvia, parapetti, mensole, segnalazioni,
parti d'impianti, ecc.
Disarmo
Si potrà procedere alla rimozione delle casseforme quando saranno state raggiunte le
resistenze indicate dal Progettista e comunque non prima dei tempi indicati nei decreti attuativi
della Legge n°1086.
Eventuali irregolarità o sbavature di calcestruzzo o pasta cementizia, dovute anche a modeste
perdite dai giunti dei casseri, qualora ritenute non tollerabili dal Direttore dei Lavori, dovranno
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Capitolato Speciale d’Appalto
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essere asportate mediante bocciardatura; i punti difettosi dovranno essere ripristinati,
immediatamente dopo il controllo del Direttore dei Lavori.
Eventuali elementi metallici, quali chiodi o reggette, che dovessero sporgere dai getti, dovranno
essere tagliati almeno 10 mm sotto la superficie finita e gli incavi risultanti dovranno essere
accuratamente sigillati con malta fine di cemento ad alta adesione.
Dopo la scasseratura dovranno essere adottati i provvedimenti di cui al punto “Posa in opera”
del presente articolo al fine di evitare il rapido essiccamento delle superfici ed il loro brusco
raffreddamento.
Controllo del colore
Affinché il colore superficiale del calcestruzzo, determinato dalla sottile pellicola di malta che si
forma nel getto a contatto con la cassaforma, risulti il più possibile uniforme:
- il cemento utilizzato in ciascuna opera dovrà provenire dallo stesso cementificio ed essere
sempre dello stesso tipo e classe;
- la sabbia dovrà provenire dalla stessa cava e avere granulometria e composizione costante.
Il contenuto d’acqua e la classe di consistenza delle miscele di calcestruzzo dovranno rientrare
strettamente nei limiti fissati dal Progettista.
Le opere o i costituenti delle opere a facciavista che dovranno avere lo stesso aspetto esteriore
dovranno ricevere lo stesso trattamento di stagionatura; in particolare si dovrà curare che
l'essiccamento della massa del calcestruzzo sia lento e uniforme.
Si dovranno evitare condizioni per eventuali formazioni di efflorescenze sul calcestruzzo, nel
qual caso sarà onere dell'Appaltatore eliminarle tempestivamente mediante spazzolatura, senza
impiego di acidi.
Le superfici finite e curate come indicato ai punti precedenti dovranno essere adeguatamente
protette se le condizioni ambientali e di lavoro saranno tali da poter causare danno in qualsiasi
modo alle superfici stesse.
Si dovrà evitare che vengano prodotte sulla superficie finita scalfitture, macchie o altro che ne
pregiudichino la durabilità o l'estetica.
Si dovranno evitare macchie di ruggine dovute alla presenza temporanea dei ferri di ripresa;
prendendo i dovuti provvedimenti per evitare che l'acqua piovana scorra sui ferri e
successivamente sulle superfici finite del getto.
Qualsiasi danno o difetto della superficie finita del calcestruzzo dovrà essere eliminato a cura
dell'Appaltatore, con i provvedimenti preventivamente autorizzati dal Direttore dei Lavori.
TOLLERANZE ESECUTIVE
Nelle opere finite gli scostamenti ammissibili (tolleranze) rispetto alle dimensioni e/o quote dei
progetti sono riportate di seguito per i vari elementi strutturali:
a) Fondazioni: plinti, platee, solettoni ecc:
- posizionamento rispetto alle coordinate di progetto:
S = ± 3.0cm
- dimensioni in pianta :
S = - 3.0 cm o + 5.0 cm
- dimensioni in altezza (superiore)
S = - 0.5 cm o + 3.0 cm
- quota altimetrica estradosso
S = - 0.5 cm o + 2.0 cm
b) Strutture in elevazione: pile, spalle, muri ecc.:
- posizionamento rispetto alle coordinate
agli allineamenti di progetto:
S = ± 2.0 cm
dimensione in pianta (anche per pila piena):
S = - 0.5 cm o + 2.0 cm
- spessore muri, pareti, pile cave o spalle:
S = - 0.5 cm o + 2.0 cm
quota altimetrica sommità:
S = ± 1.5 cm
- verticalità per H ≤600 cm
S = ± 2.0 cm
- verticalità per H > 600 cm
S = ± H/12
c) Solette e solettoni per impalcati, solai in genere:
- spessore:
S = -0.5 cm o + 1.0 cm
- quota altimetrica estradosso:
S = ± 1.0 cm
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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d) Vani, cassette, inserterie:
- posizionamento e dimensione vani e cassette:
S = ± 1.5 cm
- posizionamenti inserti (piastre boccole):
S = ± 1.0 cm
In ogni caso gli scostamenti dimensionali negativi non devono ridurre i copriferri minimi prescritti
dal progetto.
CONTROLLI IN CORSO D’OPERA
La Direzione Lavori eseguirà controlli sistematici in corso d’opera per verificare la conformità tra
le caratteristiche del conglomerato messo in opera e quello stabilito dal progetto e garantito in
sede di valutazione preliminare.
Tali controlli di accettazione, alla presenza della Direzione Lavori, si eseguiranno conducendo
tutte le operazioni in conformità con le prescrizioni indicate nel DM 14/09/2005 “Norme tecniche
per le Costruzioni” (Punto 11.1) e nella norma UNI-EN 206-1.
In particolare i campioni di calcestruzzo devono essere preparati con casseforme rispondenti
alla norma UNI EN 12390-1, confezionati secondo le indicazioni riportate nella norma UNI EN
12390-2 e provati presso un laboratorio Ufficiale secondo la UNI EN 12390-3. Le casseforme
devono essere realizzate con materiali rigidi al fine di prevenire deformazioni durante le
operazioni di preparazione dei provini, devono essere a tenuta stagna e non assorbenti. La
geometria delle casseforme deve essere cubica di lato pari a 150 mm o cilindrica con diametro
d pari a 150 mm ed altezza h 300 mm.
Il prelievo del calcestruzzo deve essere effettuato a “bocca di betoniera” non prima di aver
scaricato 0.3 mc di calcestruzzo e preferibilmente a metà dello scarico della betoniera. Il
conglomerato sarà versato tramite canaletta all’interno di una carriola in quantità pari a circa 2
volte superiore a quello necessario al confezionamento dei provini. Il materiale versato verrà
omogeneizzato con l’impiego di una sassola. È obbligatorio inumidire tutti gli attrezzi necessari
al campionamento prima di utilizzarli, in modo tale da non modificare il contenuto di acqua del
campione di materiale prelevato. Prima del riempimento con il conglomerato, le casseforme
andranno pulite e trattate con un liquido disarmante.
Per la compattazione del calcestruzzo entro le casseforme è previsto l’uso di uno dei seguenti
mezzi:
• pestello di compattazione metallico a sezione circolare e con le estremità arrotondate, con
diametro di circa 16 mm e lunghezza di circa 600 mm;
• barra diritta metallica a sezione quadrata, con lato di circa 25 mm e lunghezza di circa 380
mm;
• vibratore interno con frequenza minima di 120 Hz e diametro non superiore ad ¼ della più
piccola dimensione del provino;
• tavola vibrante con frequenza minima pari a 40 Hz;
Il riempimento della cassaforma deve avvenire per strati successivi di 75 mm, ciascuno dei quali
accuratamente compattati senza produrre segregazioni o comparsa di acqua sulla superficie.
Nel caso di compattazione manuale, ciascuno strato verrà assestato fino alla massima
costipazione, avendo cura di martellare anche le superficie esterne del cassero. Nel caso si
impieghi il vibratore interno, l’ago non dovrà toccare lungo le pareti verticali e sul fondo della
casseratura.
La superficie orizzontale del provino verrà spianata con un movimento a sega, procedendo dal
centro verso i bordi esterni. Su tale superficie verrà applicata (annegandola nel calcestruzzo)
un’etichetta di plastica/cartoncino rigido sulla quale verrà riportata l’identificazione del campione
con inchiostro indelebile; l’etichetta sarà siglata dalla Direzione Lavori al momento del
confezionamento dei provini.
L’esecuzione del prelievo deve essere accompagnata dalla stesura di un verbale di prelievo che
riporti le seguenti indicazioni:
1. Identificazione del campione:
tipo di calcestruzzo;
numero di provini effettuati;
codice del prelievo;
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Capitolato Speciale d’Appalto
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metodo di compattazione adottato;
numero del documento di trasporto;
ubicazione del getto per il puntuale riferimento del calcestruzzo messo in opera (es. muro
di sostegno, solaio di copertura…);
2. Identificazione del cantiere e dell’Appaltatore;
3. Data e ora di confezionamento dei provini;
4. La firma della Direzione Lavori.
Al termine del prelievo, i provini verranno posizionati sopra una superficie orizzontale piana in
una posizione non soggetta ad urti e vibrazioni.
Il calcestruzzo campionato deve essere lasciato all’interno delle casseforme per almeno 16 h (in
ogni caso non oltre i 3 giorni). In questo caso sarà opportuno coprire i provini con sistemi
isolanti o materiali umidi (es. sacchi di juta, tessuto non tessuto…). Trascorso questo tempo i
provini dovranno essere consegnati presso il Laboratorio incaricato, una volta rimossi dalle
casseforme, devono essere conservati in acqua alla temperatura costante di 20±2°C oppure in
ambiente termostatato posto alla temperatura di 20±2°C ed umidità relativa superiore al 95%.
Nel caso in cui i provini vengano conservati immersi nell’acqua, il contenitore deve avere dei
ripiani realizzati con griglie (è consentito l’impiego di reti elettrosaldate) in modo che tutte le
superfici siano a contatto con l’acqua.
L’Appaltatore sarà responsabile delle operazioni di corretta conservazione dei provini
campionati e della loro custodia in cantiere prima dell’invio al Laboratorio incaricato. Sarà inoltre
responsabile del trasporto e della consegna dei provini di calcestruzzo al Laboratorio Ufficiale
unitamente ad una lettera ufficiale di richiesta prove firmata dalla Direzione Lavori.
I certificati emessi dal Laboratorio dovranno contenere tutte le informazioni richieste dal DM
14/09/2005 “Norme tecniche per le Costruzioni”.
Carotaggi
Qualora un controllo di accettazione dovesse risultare non soddisfatto e ogniqualvolta la
Direzione Lavori lo ritenesse opportuno la stessa può predisporre un controllo della resistenza
del calcestruzzo in opera da valutarsi su carote estratte dalla struttura da indagare. Le carote
verranno estratte in modo da rispettare il vincolo sulla geometria di (h/D) = 1 o = 2 e non in un
intervallo intermedio.
Dovranno essere rispettati i seguenti vincoli per il prelievo delle carote:
• non in prossimità degli spigoli;
• zone a bassa densità d’armatura (prima di eseguire i carotaggi sarà opportuno stabilire
l’esatta disposizione delle armature mediante apposite metodologie d’indagine non distruttive);
• evitare le parti sommitali dei getti;
• evitare i nodi strutturali;
• attendere un periodo di tempo, variabile in funzione delle temperature ambientali, tale da
poter conseguire per il calcestruzzo in opera un grado di maturazione paragonabile a quello di
un calcestruzzo maturato per 28 giorni alla temperatura di 20 °C.
Ad ogni modo la Direzione dei lavori si riserva la facoltà di prelevare campioni di prodotto da
sottoporre a prova presso laboratori di sua scelta ogni volta che lo ritenga opportuno, per
verificarne la rispondenza alle norme di accettazione ed ai requisiti di progetto.
Art. 36 - STRUTTURE IN ACCIAIO
Le strutture di acciaio dovranno essere progettate e costruite tenendo conto di quanto disposto
dalla legge NTC 2008 - Norme tecniche per le costruzioni - D.M. 14 Gennaio 2008 emesse ai
sensi delle leggi 05.11.1971, n. 1086, e 02.02.1974, n. 64, così come riunite nel Testo Unico
per l’Edilizia di cui al D.P.R. 06.06.2001, n. 380, e dell’art. 5 del decreto legge 28.05.2004, n.
136, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1 della legge 27.07.2004, n. 186 e ss. mm.
ii..
L’impresa sarà tenuta a presentare in tempo utile, all’esame ed all’approvazione della direzione
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
- 87 -
dei lavori:
Collaudo tecnologico dei materiali attestato di controllo.
Dichiarazione che il prodotto è “qualificato” secondo le norme vigenti. La direzione dei lavori
si riserva la facoltà di prelevare campioni di prodotto qualificato da sottoporre a prova
presso laboratori di sua scelta ogni volta che lo ritenga opportuno, per verificarne la
rispondenza alle norme di accettazione ed ai requisiti di progetto. Per i prodotti non
qualificati la direzione dei lavori deve effettuare presso laboratori ufficiali tutte le prove
meccaniche e chimiche in numero atto a fornire idonea conoscenza delle proprietà di ogni
lotto di fornitura. Tutti gli oneri relativi alle prove sono a carico dell’Impresa.
Controlli in corso di lavorazione.
L’Impresa dovrà essere in grado di individuare e documentare in ogni momento la
provenienza dei materiali impiegati nelle lavorazioni e di risalire ai corrispondenti certificati di
qualificazione, dei quali dovrà esibire la copia a richiesta della direzione dei lavori.
Alla direzione dei lavori è riservata comunque la facoltà di eseguire in ogni momento della
lavorazione tutti i controlli che riterrà opportuni per accertare che i materiali impiegati siano
quelli certificati, che le strutture siano conformi ai disegni di progetto e che le stesse siano
eseguite a perfetta regola d’arte.
Ogni volta che le strutture metalliche lavorate si rendono pronte per il collaudo l’impresa
informerà la direzione dei lavori, la quale darà risposta entro 8 giorni fissando la data del
collaudo e della pesatura presso una adeguata struttura pubblica. Verrà redatto specifico
verbale e successivamente autorizzata la spedizione delle strutture stesse in cantiere.
Montaggio
Il montaggio in opera di tutte le strutture costituenti ciascun manufatto sarà effettuato in
conformità a quanto è previsto nella relazione di calcolo.
Durante il carico, il trasporto, lo scarico, il deposito ed il montaggio, si dovrà porre la
massima cura per evitare che le strutture vengano sovrasollecitate o deformate. Le parti a
contatto con funi, catene od altri organi di sollevamento saranno opportunamente protette.
Il montaggio sarà eseguito in modo che la struttura raggiunga la configurazione geometrica
di progetto.
La stabilità delle strutture dovrà essere assicurata durante tutte le fasi costruttive e la
rimozione dei collegamenti provvisori e di altri dispositivi ausiliari dovrà essere fatta solo
quando essi risulteranno staticamente superflui.
Art. 37 - OPERE DI IMPERMEABILIZZAZIONE
Si intendono per opere di impermeabilizzazione quelle che servono a limitare (o ridurre entro
valori prefissati) il passaggio di acqua (sotto forma liquida o gassosa) attraverso una parte
dell’edificio (pareti, fondazioni, pavimenti controterra, ecc.) o comunque lo scambio igrometrico
tra ambienti.
Impermeabilizzazioni costituite da strati continui, quali membrane in foglio o rotolo valgono le
prescrizioni seguenti:
Si sceglieranno i prodotti che per resistenza meccanica a trazione, agli urti ed alla lacerazione
meglio si prestano a sopportare l’azione del materiale di reinterro (che comunque dovrà essere
ricollocato con le dovute cautele) le resistenze predette potranno essere raggiunte mediante
strati complementari e/o di protezione ed essere completate da soluzioni adeguate per ridurre
entro limiti accettabili, le azioni di insetti, muffe, radici e sostanze chimiche presenti nel terreno
e negli ambienti prospicienti. Durante la realizzazione si curerà che i risvolti, punti di passaggio
di tubazioni, ecc. siano accuratamente eseguiti onde evitare sollecitazioni localizzate o
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Capitolato Speciale d’Appalto
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provocare distacchi e punti di infiltrazione.
La preparazione del fondo, l’eventuale preparazione del prodotto, le modalità di applicazione,
ivi comprese le condizioni ambientali (temperatura ed umidità), e quelle di sicurezza saranno
quelle indicate dal Produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei
lavori.
Art. 38 – TUBAZIONI IN GENERE
Per le tubazioni oltre alle disposizioni generali dei "Materiali in Genere", dell’articolo "Materiali
da Costruzione", si applicano le vigenti norme tecniche.
Ordinazione
L'Appaltatore dovrà ordinare le tubazioni in tempo utile, tale da consentirne il regolare
approvvigionamento, lo svolgimento dei lavori secondo il cronoprogramma sottoscritto e la loro
ultimazione nei tempi contrattuali.
L'Appaltatore invierà al Direttore dei Lavori, che ne darà subito comunicazione
all'Amministrazione, copia dell'ordinazione e della relativa conferma da parte della Ditta
fornitrice, all'atto rispettivamente della trasmissione e del ricevimento.
L'ordinazione dovrà contenere la clausola seguente o equipollente.
"La Ditta fornitrice si obbliga a consentire, sia durante che al termine della lavorazione, libero
accesso nella sua fabbrica alle persone all'uopo delegate dall'Amministrazione appaltatrice dei
lavori e ad eseguire i controlli e le verifiche che esse richiedessero, a cura e spese
dell'Appaltatore, sulla corrispondenza della fornitura alle prescrizioni del contratto di appalto
relativo ai lavori sopra indicati.
Si obbliga inoltre ad assistere, a richiesta ed a spese dell'Appaltatore, alle prove idrauliche
interne delle tubazioni poste in opera".
L'unica fornitura o ciascuna delle singole parti in cui l'intera fornitura viene eseguita, sarà in ogni
caso accompagnata dal relativo certificato di collaudo compilato dalla Ditta fornitrice, attestante
la conformità della fornitura alle norme vigenti e contenente la certificazione dell'avvenuto
collaudo e l'indicazione dei valori ottenuti nelle singole prove.
I risultati delle prove di riferimento e di collaudo dei tubi, dei giunti e dei pezzi speciali effettuate
in stabilimento a controllo della produzione, alle quali potranno presenziare sia l'Appaltatore e
sia il Direttore dei Lavori od altro rappresentante dell'Amministrazione e le quali comunque si
svolgeranno sotto la piena ed esclusiva responsabilità della Ditta fornitrice, saranno valutati con
riferimento al valore della pressione nominale di fornitura PN.
L'Appaltatore richiederà alla ditta fornitrice più copie dei risultati delle prove, di cui un esemplare
verrà consegnato al Direttore dei Lavori, contenente le istruzioni sulle modalità di posa in opera
della tubazione.
Accettazione delle tubazioni – Marcatura
L'accettazione delle tubazioni è regolata dalle prescrizioni di questo capitolato nel rispetto di
quanto indicato dal D.M. 12 dicembre 1985, nonché delle istruzioni emanate con la Circ. Min.
LL.PP. 20 marzo 1986, n. 27291. Nei riguardi delle pressioni e dei carichi applicati staticamente
devono essere garantiti i requisiti limiti indicati nelle due tabelle allegate al D.M. 12 dicembre
1985.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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Tutti i tubi, i giunti ed i pezzi speciali dovranno giungere in cantiere dotati di marcature indicanti
la ditta costruttrice, il diametro nominale, la pressione nominale (o la classe d'impiego) e
possibilmente l'anno di fabbricazione; le singole parti della fornitura dovranno avere una
documentazione dei risultati delle prove eseguite in stabilimento caratterizzanti i materiali ed i
tubi forniti.
L'Amministrazione ha la facoltà di effettuare sulle tubazioni fornite in cantiere - oltre che presso
la fabbrica - controlli e verifiche ogni qualvolta lo riterrà necessario, secondo le prescrizioni di
questo capitolato e le disposizioni del Direttore dei Lavori.
Apparecchiature idrauliche
Le apparecchiature idrauliche dovranno corrispondere alle caratteristiche e requisiti di
accettazione delle vigenti norme UNI.
Su richiesta del Direttore dei Lavori l'Appaltatore dovrà esibire, entro un mese dalla data della
consegna (o della prima consegna parziale) dei lavori e comunicando il nominativo della ditta
costruttrice, i loro prototipi che il Direttore dei Lavori, se li ritenga idonei, potrà fare sottoporre a
prove di fatica nello stabilimento di produzione od in un laboratorio di sua scelta; ogni onere e
spesa per quanto sopra resta a carico dell'Appaltatore.
L'accettazione delle apparecchiature da parte del Direttore dei Lavori non esonera l'Appaltatore
dall'obbligo di consegnare le apparecchiature stesse in opera perfettamente funzionanti.
Art. 39 – POSA DELLE CONDOTTE IN GENERE
Nella costruzione delle condotte costituenti l'opera oggetto del presente appalto, saranno
osservate le vigenti Norme tecniche:
-
la normativa del Ministero dei lavori pubblici;
le disposizioni in materia di sicurezza nei cantieri temporanei e mobili;
le norme dettate dal “Nuovo codice della strada”;
le prescrizioni di legge e regolamentari in materia di tutela delle acque e dell'ambiente
dall'inquinamento;
- le speciali prescrizioni in vigore per le costruzioni in zone classificate sismiche, allorché
le tubazioni siano impiegate su tracciati che ricadano in dette zone;
- altre eventuali particolari prescrizioni, purché non siano in contrasto con il D.M. 12
dicembre 1985, in vigore per specifiche finalità di determinati settori come quelle
disposte dalle Ferrovie dello Stato per l'esecuzione di tubazioni in parallelo con impianti
ferroviari ovvero di attraversamento degli stessi.
Le prescrizioni di cui ai punti Movimentazione delle Tubazioni e Posa delle Tubazioni si
applicano a tutte le tubazioni in generale; si applicano anche ad ogni tipo delle tubazioni di cui
agli articoli seguenti di questo capitolo, tranne per quanto sia incompatibile con le specifiche
norme per esse indicate.
Movimentazione delle tubazioni
1) Carico, trasporto e scarico
Il carico, il trasporto con qualsiasi mezzo (ferrovia, nave, automezzo), lo scarico e tutte le
manovre in genere, dovranno essere eseguiti con la maggiore cura possibile adoperando mezzi
idonei a seconda del tipo e del diametro dei tubi ed adottando tutti gli accorgimenti necessari al
fine di evitare rotture, incrinature, lesioni o danneggiamenti in genere ai materiali costituenti le
tubazioni stesse ed al loro eventuale rivestimento.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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Pertanto si dovranno evitare urti, inflessioni e sporgenze eccessive, strisciamenti, contatti con
corpi che possano comunque provocare deterioramento o deformazione dei tubi. Nel cantiere
dovrà predisporsi quanto occorra (mezzi idonei e piani di appoggio) per ricevere i tubi, i pezzi
speciali e gli accessori da installare.
2) Accatastamento e deposito
L'accatastamento dovrà essere effettuato disponendo i tubi a cataste in piazzole
opportunamente dislocate lungo il tracciato su un'area piana e stabile protetta al fine di evitare
pericoli di incendio, riparate dai raggi solari nel caso di tubi soggetti a deformazioni o
deterioramenti determinati da sensibili variazioni termiche.
La base delle cataste dovrà poggiare su tavole opportunamente distanziate o su predisposto
letto di appoggio.
L'altezza sarà contenuta entro i limiti adeguati ai materiali ed ai diametri, per evitare
deformazioni nelle tubazioni di base e per consentire un agevole prelievo.
I tubi accatastati dovranno essere bloccati con cunei onde evitare improvvisi rotolamenti;
provvedimenti di protezione dovranno, in ogni caso, essere adottati per evitare che le testate
dei tubi possano subire danneggiamenti di sorta.
Per tubi deformabili le estremità saranno rinforzate con crociere provvisionali.
I giunti, le guarnizioni, le bullonerie ed i materiali in genere, se deteriorabili, dovranno essere
depositati, fino al momento del loro impiego, in spazi chiusi entro contenitori protetti dai raggi
solari o da sorgenti di calore, dal contatto con oli o grassi e non sottoposti a carichi.
Le guarnizioni in gomma (come quelle fornite a corredo dei tubi di ghisa sferoidale) devono
essere immagazzinate in locali freschi ed in ogni caso riparate dalle radiazioni ultraviolette, da
ozono. Saranno conservate nelle condizioni originali di forma, evitando cioè la piegatura ed ogni
altro tipo di deformazione.
Non potranno essere impiegate guarnizioni che abbiano subito, prima della posa, un
magazzinaggio superiore a 36 mesi.
Posa della tubazione
1) Sfilamento dei tubi
Col termine "sfilamento" si definiscono le operazioni di trasporto dei tubi in cantiere, dalla
catasta a piè d'opera lungo il tracciato, ed il loro deposito ai margini della trincea di scavo.
In genere converrà effettuare lo sfilamento prima dell'apertura dello scavo sia per consentire un
migliore accesso dei mezzi di trasporto e movimentazione sia per una più conveniente
organizzazione della posa.
I tubi prelevati dalle cataste predisposte verranno sfilati lungo l'asse previsto per la condotta,
allineati con le testate vicine l'una all'altra, sempre adottando tutte le precauzioni necessarie
(con criteri analoghi a quelli indicati per lo scarico ed il trasporto) per evitare danni ai tubi ed al
loro rivestimento.
I tubi saranno depositati lungo il tracciato sul ciglio dello scavo, dalla parte opposta a quella in
cui si trova o si prevede di mettere la terra scavata, ponendo i bicchieri nella direzione prevista
per il montaggio e curando che i tubi stessi siano in equilibrio stabile per tutto il periodo di
permanenza costruttiva.
2) Posa in opera dei tubi
Prima della posa in opera i tubi, i giunti ed i pezzi speciali dovranno essere accuratamente
controllati, con particolare riguardo alle estremità ed all'eventuale rivestimento, per accertare
che nel trasporto o nelle operazioni di carico e scarico non siano stati danneggiati; quelli che
dovessero risultare danneggiati in modo tale da compromettere la qualità o la funzionalità
dell'opera dovranno essere scartati e sostituiti. Nel caso in cui il danneggiamento abbia
interessato l'eventuale rivestimento si dovrà procedere al suo ripristino.
_________________________________________________________________________________________
Capitolato Speciale d’Appalto
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Per il sollevamento e la posa dei tubi in scavo, in rilevato o su appoggi, si dovranno adottare gli
stessi criteri usati per le operazioni precedenti (di trasporto, ecc.) con l'impiego di mezzi adatti a
seconda del tipo e del diametro, onde evitare il deterioramento dei tubi ed in particolare delle
testate e degli eventuali rivestimenti protettivi.
Nell'operazione di posa dovrà evitarsi che nell'interno delle condotte penetrino detriti o corpi
estranei di qualunque natura e che venga comunque danneggiata la loro superficie interna; le
estremità di ogni tratto di condotta in corso d'impianto devono essere comunque chiuse con
tappo di legno, restando vietato effettuare tali chiusure in modo diverso.
La posa in opera dovrà essere effettuata da personale specializzato.
I tubi con giunto a bicchiere saranno di norma collocati procedendo dal basso verso l'alto e con
bicchieri rivolti verso l'alto per facilitare l'esecuzione delle giunzioni. Per tali tubi, le due
estremità verranno pulite con una spazzola di acciaio ed un pennello, eliminando eventuali
grumi di vernice ed ogni traccia di terra o altro materiale estraneo.
La posa in opera dei tubi sarà effettuata sul fondo del cavo spianato e livellato, eliminando ogni
asperità che possa danneggiare tubi e rivestimenti.
Il letto di posa costituirà un supporto continuo della tubazione, e consisterà in uno strato,
disteso sul fondo dello scavo, di spessore non inferiore a quanto indicato negli elaborati di
progetto, misurato sotto la generatrice del tubo che vi verrà posato.
Se i tubi vanno appoggiati su un terreno roccioso e non è possibile togliere tutte le asperità, lo
spessore del letto di posa dovrà essere convenientemente aumentato secondo le disposizioni
impartite dal Direttore dei Lavori.
Ove il Direttore dei Lavori reputi opportuno costituire il letto di posa o impiegare per il primo
rinterro materiali sciolti o vagliati provenienti dallo scavo, dovrà accertarsi la possibile
insorgenza di fenomeni corrosivi adottando appropriate contromisure.
In nessun caso si dovrà regolarizzare la posizione dei tubi nella trincea utilizzando pietre o
mattoni od altri appoggi discontinui.
Il piano di posa - che verrà livellato con appositi traguardi in funzione delle "livellette" di scavo
(apponendo e quotando dei picchetti sia nei punti del fondo della fossa che corrispondono alle
verticali dei cambiamenti di pendenza e di direzione della condotta, sia in punti intermedi, in
modo che la distanza tra picchetto e picchetto non superi 15 metri) dovrà garantire una assoluta
continuità di appoggio e, nei tratti in cui si temano assestamenti, si dovranno adottare particolari
provvedimenti quali: impiego di giunti adeguati, trattamenti speciali del fondo della trincea o, se
occorre, appoggi discontinui stabili, quali selle o mensole.
In quest'ultimo caso la discontinuità di contatto tra tubo e selle sarà eliminata mediante
l'interposizione di materiale idoneo avente di norma le stesse caratteristiche del letto di posa.
Nel caso specifico di tubazioni metalliche dovranno essere inserite, ai fini della protezione
catodica, in corrispondenza dei punti d'appoggio, membrane isolanti.
La tubazione di ghisa sferoidale sarà protetta esternamente con manicotto in polietilene,
applicato in fase di posa della condotta.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Per i tubi costituiti da materiali plastici dovrà prestarsi particolare cura ed attenzione quando le
manovre di cui al paragrafo "Movimentazione delle Tubazioni" dovessero effettuarsi a
temperature inferiori a 0°C, per evitare danneggiam enti.
I tubi che nell'operazione di posa avessero subito danneggiamenti dovranno essere
definitivamente scartati e sostituiti.
Ogni tratto di condotta posata non deve presentare contropendenze in corrispondenza di punti
ove non siano previsti organi di scarico e di sfiato.
La posizione esatta in cui devono essere posti i raccordi o pezzi speciali e le apparecchiature
idrauliche deve essere riconosciuta o approvata dal Direttore dei Lavori. Quindi resta
determinata la lunghezza dei diversi tratti di tubazione continua, la quale deve essere formata
col massimo numero possibile di tubi interi, così da ridurre al minimo il numero delle giunture.
E' vietato l'impiego di spezzoni di tubo non strettamente necessari.
Durante l'esecuzione dei lavori di posa debbono essere adottati tutti gli accorgimenti necessari
per evitare danni agli elementi di condotta già posati.
Si impedirà quindi con le necessarie cautele durante i lavori e con adeguata sorveglianza nei
periodi di sospensione, la caduta di pietre, massi, ecc. che possano danneggiare le tubazioni e
gli apparecchi.
Con opportune arginature e deviazioni si impedirà che le trincee siano invase dalle acque
piovane e si eviterà parimenti, con rinterri parziali eseguiti a tempo debito senza comunque
interessare i giunti, che, verificandosi nonostante ogni precauzione la inondazione dei cavi, le
condotte che siano vuote e chiuse agli estremi possano essere sollevate dalle acque.
Ogni danno di qualsiasi entità che si verificasse in tali casi per mancanza di adozione delle
necessarie cautele è a carico dell'Appaltatore.
3) Posa in opera dei pezzi speciali e delle apparecchiature idrauliche.
I pezzi speciali e le apparecchiature idrauliche saranno collocati seguendo tutte le prescrizioni
prima indicate per i tubi.
I pezzi speciali saranno in perfetta coassialità con i tubi.
Gli organi di manovra (saracinesche di arresto e di scarico, sfiati, ecc.) e i giunti isolanti –
verranno convenientemente prima preparati fuori opera e poi montati nelle tubazioni.
Fra gli organi di manovra ed eventuali muretti di appoggio verranno interposte lastre di
materiale isolante.
Le saracinesche di arresto avranno in genere lo stesso diametro della tubazione nella quale
debbono essere inserite e saranno collocate nei punti indicati nei disegni di progetto o dal
Direttore dei Lavori.
Le saracinesche di scarico saranno collocate comunque - sulle diramazioni di pezzi a T o di
pezzi a croce - nei punti più depressi della condotta tra due tronchi (discesa - salita), ovvero alla
estremità inferiore di un tronco isolato.
Gli sfiati automatici saranno collocati comunque - sulle diramazioni di pezzi a T, preceduti da
una saracinesca e muniti di apposito rubinetto di spurgo - nei punti culminanti della condotta tra
due tronchi (salita - discesa) o alla estremità superiore di un tronco isolato ovvero alla sommità
dei sifoni.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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4) Giunzioni dei pezzi speciali flangiati e delle apparecchiature idrauliche con la tubazione.
Il collegamento dei pezzi speciali flangiati o delle apparecchiature idrauliche con la tubazione è
normalmente eseguito con giunto a flangia piena consistente nella unione, mediante bulloni, di
due flange poste alle estremità dei tubi o pezzi speciali o apparecchiature da collegare, tra le
quali è stata interposta una guarnizione.
Le guarnizioni avranno la forma di un anello piatto il cui diametro interno sarà uguale a quello
dei tubi da congiungere e quello esterno uguale a quello esterno del "collarino" della flangia. E'
vietato l'impiego di due o più rondelle nello stesso giunto. Quando, per particolari condizioni di
posa della condotta, sia indispensabile l'impiego di ringrossi tra le flange, questi debbono
essere di ghisa o di ferro e posti in opera con guarnizioni su entrambe le facce. E' vietato
ingrassare le guarnizioni.
I dadi dei bulloni saranno stretti gradualmente e successivamente per coppie di bulloni posti alle
estremità di uno stesso diametro evitando di produrre anormali sollecitazioni della flangia, che
potrebbero provocarne la rottura.
5) Giunzioni dei tubi
Verificati pendenza ed allineamento si procederà alla giunzione dei tubi, che dovrà essere
effettuata da personale specializzato.
Le estremità dei tubi e dei pezzi speciali da giuntare e le eventuali guarnizioni dovranno essere
perfettamente pulite.
La giunzione dovrà garantire la continuità idraulica e il comportamento statico previsto in
progetto e dovrà essere realizzata in maniera conforme alle norme di esecuzione dipendenti dal
tipo di tubo e giunto impiegati nonché dalla pressione di esercizio.
A garanzia della perfetta realizzazione dei giunti dovranno, di norma, essere predisposti dei
controlli sistematici con modalità esecutive specificatamente riferite al tipo di giunto ed al tubo
impiegato.
Art. 40 – POSA DELLE TUBAZIONI E PEZZI SPECIALI IN ACCIAIO
Trasporto dei tubi
Allo scopo di mantenere efficiente la protezione del rivestimento esterno sarà opportuno,
durante le operazioni di trasporto e maneggio tubi, tener presenti le seguenti raccomandazioni:
durante le operazioni di carico e scarico, i tubi, singoli o in fascio, non dovranno essere
sostenuti con funi o con catene, ma con larghe bande di tela gommata od imbottita; se i tubi
hanno un diametro maggiore di 100 mm sarà opportuno manovrarli singolarmente
agganciandoli alle sue estremità mediante braghe i cui ganci devono essere adeguatamente
protetti; qualora i tubi vengano sollevati in fascio si dovrà prestare attenzione a che la loro
protezione non subisca danni.
I tubi dovranno essere accatastati in modo che le estremità non penetrino nel rivestimento dei
tubi sovrastanti e sottostanti.
Si dovrà limitare l'altezza delle cataste per evitare lo schiacciamento del rivestimento dei tubi
posti negli strati inferiori, tenendo presente le condizioni ambientali (in particolare modo la
temperatura).
Durante il trasporto in ferrovia, nave o automezzo, i tubi dovranno essere sistemati in modo da
impedire le oscillazioni e gli sfregamenti; i montanti contro i quali poggiano i tubi esterni
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Capitolato Speciale d’Appalto
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dovranno essere convenientemente imbottiti o fasciati con materiali morbidi (paglia, stracci,
ecc.).
I tubi non dovranno essere lasciati cadere a terra, rotolati o strisciati, ma sollevati e trasportati
sul luogo di impiego con cura onde evitare danni al rivestimento.
La zona di accatastamento dovrà essere una superficie di appoggio piana e priva di ghiaia,
pietre od altri oggetti acuminati che possono penetrare nel rivestimento; dovrà inoltre essere
sgomberata dalla gramigna che ha il potere di intaccare i rivestimenti a base di bitume.
Posa della condotta
Sfilamento
I tubi dovranno essere prelevati dalle cataste e disposti allineati, con le estremità avvicinate,
lungo l'asse previsto per la condotta.
Lo sfilamento dovrà essere eseguito con tutte le precauzioni necessarie per evitare danni ai tubi
ed al loro rivestimento; in particolare le estremità dei tubi sfilati devono sempre essere adagiate
su traversine o su sacchetti riempiti di terra o di paglia, che assicurino il distanziamento
dell'intera lunghezza dei tubi dal piano campagna così da evitare l'inquinamento delle superfici
metalliche grezze da parte di terra e fango.
Scavi
Fermo restando quanto già detto, le dimensioni della trincea atta ad accogliere la tubazione
varieranno a seconda della natura del terreno prevedendo l'impiego di mezzi meccanici diversi
e di mano d'opera, per lo scavo a mano, nei punti in cui lo scavo a macchina non è possibile.
Gli scavi dovranno essere eseguiti in modo che le singole livellette non presentino punto di
flesso: di conseguenza il fondo del cavo verrà sempre, prima della posa dei tubi, regolarizzato
con uno strato di sabbia, in modo da garantire un appoggio continuo della condotta.
Le pareti degli scavi avranno quella pendenza richiesta dalla natura particolare del terreno e
non dovranno comunque presentare massi pericolanti o sporgenti per evitare danni al materiale
tubolare e al suo rivestimento protettivo.
Saldatura della condotta
Generalità
Prima di essere assiemati, i tubi dovranno essere accuratamente esaminati, con particolare
riguardo alle estremità ed al rivestimento, per accertare che nel trasporto o nelle operazioni di
carico o scarico non siano stati danneggiati.
L'eventuale esistenza di difetti deve essere segnalata alla Direzione Lavori, la quale decide
sulla messa in opera o sul rifiuto del tubo difettoso, dopo aver esaminato ogni caso.
Difetti di limitate dimensioni quali ovalizzazioni o schiacciamenti, possono essere corretti con
idonee attrezzature solo con l'autorizzazione della Direzione Lavori.
I tubi dovranno essere puliti all'interno per eliminare ogni materiale che vi si fosse
eventualmente introdotto.
Quindi, si avvicineranno le testate dei tubi e poi si procederà alla loro giunzione mediante
saldatura, onde formare dei lunghi tronchi da deporre a lato dello scavo, ed in qualche caso
sopra lo scavo stesso, pronti per essere posati quando il letto di posa sarà disponibile.
Nel caso di pendenze elevate e di giunti a bicchiere, i tubi dovranno essere collocati con i
bicchieri rivolti verso l'alto facilitando così l'esecuzione delle giunzioni.
Le presenti prescrizioni dovranno ritenersi indispensabili per una corretta esecuzione in cantiere
delle giunzioni circonferenziali e limitatamente a spessori fino a 20 mm.
Qualità delle saldature
La qualità di esecuzione dei giunti saldati per tubazioni convoglianti acqua, per tutte le
condizioni di posa, dovrà assicurare, oltre alla tenuta idraulica, l'efficienza nelle normali
condizioni di collaudo e di esercizio.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Verrà richiesto, a seconda del materiale base:
- materiale d'apporto con caratteristiche meccaniche adeguate a quelle del materiale base;
- procedimento di saldatura appropriato;
- preparazioni, esecuzioni e controlli della saldatura adeguati al procedimento adottato ed
all'importanza della condotta;
- saldatori qualificati per il procedimento adottato.
Procedimenti
La realizzazione dei giunti saldati in cantiere sarà ottenuta normalmente con procedimento di
saldatura manuale all'arco elettrico con elettrodi cellulosici rivestiti. Nel caso di tubazioni di
piccolo spessore (= 4 mm) e di piccolo diametro (= 80 mm) può essere adottato il procedimento
al cannello ossiacetilenico; possono essere adottati anche altri procedimenti di saldatura purché
concordati con la Direzione Lavori.
In ogni caso il procedimento di saldatura che l’Appaltatore intende adottare per la giunzione
delle tubazioni sia di testa che a bicchiere, deve essere sottoposto alla preventiva approvazione
della Direzione Lavori.
Approvazione del procedimento di saldatura
Per l'approvazione del procedimento di saldatura nel caso di tubi saldati in testa, verrà richiesta
una prova preliminare. La prova sarà eseguita saldando di testa nel senso della lunghezza due
lamiere dell'acciaio in esame, aventi dimensioni tali da consentire il prelievo di tutti i provini
necessari (circa 0.20 m di larghezza per 1 m di lunghezza), oppure, a discrezione della
Direzione Lavori, la prova potrà essere eseguita su tubi o spezzoni di tubi aventi le stesse
caratteristiche (materiale e diametro) di quelle previste in contratto. La saldatura deve essere
fatta nelle stesse condizioni previste durante la costruzione, in particolare modo per quanto
concerne:
- lo spessore dei pezzi, che dovrà essere il maggiore tra quelli previsti;
- la presenza o meno del sostegno al rovescio;
- il tipo di rivestimento dell'elettrodo, il tipo di flusso di protezione dell'arco, la qualità del metallo
d'apporto;
- il diametro dell'elettrodo, che dovrà essere uguale a quello che verrà utilizzato con lo spessore
in esame;
- il numero delle passate e la velocità d'avanzamento massima;
- il tipo delle macchine saldatrici ed i loro parametri di regolazione (per il caso di saldatura
automatica o semiautomatica);
- la posizione di lavoro;
- la temperatura dell'eventuale trattamento di preriscaldo;
- l'eventuale trattamento termico dopo saldatura.
Accettabilità dei difetti
Secondo UNI EN 5817: 2008 – Livello di accettabiità B
Controllo del saggio saldato
Esame esterno per semplice osservazione diretta (nel caso di saldature particolarmente
delicate esso può essere integrato mediante controllo magnetoscopico). La superficie del
cordone deve essere regolare, senza incisioni marginali, con sovraspessore ben raccordato sui
lati e non eccedente un decimo della larghezza più 1 mm; saranno scartati i saggi che
presentano mancanze di spessore, tracce delle accensioni d'arco, mancanza di penetrazione,
fusioni in complete (incollature).
Esame radiografico o mediante ultrasuoni
Saranno scartati i saggi per i quali risulteranno mancanze di penetrazione, incollature,
incrinature (cricche); saranno tollerate le inclusioni di scoria e le soffiature, purché la loro
estensione e importanza non ecceda i limiti precisati.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Analisi chimica del metallo fuso
I valori percentuali di carbonio, manganese, silicio e degli altri eventuali elementi di lega,
dovranno dare un valore di carbonio equivalente non superiore a quello del metallo base. I
tenori in fosforo e zolfo dovranno essere inferiori a quelli del metallo di base.
Si precisa che il massimo tenore di carbonio equivalente è da valutarsi con la formula:
C = C + Mn/6 + Si/14 + (Cr+Mo+V)/5 + (altri elementi di lega)/14, ove tutti gli elementi si
intendono espressi in valore percentuale.
Esame micrografico
Viene eseguito su un provino ricavato trasversalmente alla saldatura; da esso dovrà risultare
una completa penetrazione ed una corretta compenetrazione tra le diverse passate, nonché
l'assenza dei difetti inaccettabili già elencati in precedenza. In ogni caso non dovranno risultare
strutture fragili per eccessivo ingrossamento del grano nella zona termica alterata.
Rilievi di durezza Vickers (HV 10)
Possono essere eseguiti sullo stesso provino utilizzato per l'esame micrografico, oppure su
apposito provino ricavato trasversalmente alla saldatura, indagando il materiale di base, la zona
di transizione ed il metallo d'apporto, questi due ultimi in corrispondenza dell'ultima passata: in
nessun punto il valore di durezza riscontrato dovrà essere superiore a 30 Vickers, nè essere di
75 unità Vickers superiore al valore di durezza del metallo base inalterato, rilevato sulla lamiera
del provino stesso.
Prova di trazione in traverso con provetta a facce parallele
La provetta è ricavata trasversalmente alla saldatura e deve conservare entrambe le superfici di
laminazione per spessori di lamiera fino a 30 mm; per spessori maggiori, se la macchina di
prova è di potenza insufficiente per effettuare una prova a pieno spessore, si devono prelevare
più provette, ciascuna di spessore almeno uguale a 30 mm, in modo da comprendere tutto lo
spessore della lamiera.
Il sovraspessore di saldatura deve essere rasato sia al dritto che al rovescio.
La parte calibrata della provetta deve avere una larghezza di almeno 25 mm e una lunghezza
uguale alla più grande larghezza del cordone di saldatura più almeno 6 mm da una parte e
dall'altra. Le teste della provetta hanno una larghezza uguale a quella della parte calibrata più 6
mm da una parte e dall'altra e si raccordano ad essa con archi circolari di 50 mm di raggio.
Il carico di rottura dovrà essere almeno uguale al valore minimo richiesto per il materiale di
base.
Prove di trazione per il lungo con provetta cilindrica
Questa è prelevata nel metallo fuso, nel senso della saldatura, le modalità di prelevamento e di
prova sono quelle precisate nelle norme UNI.
Il carico di rottura dovrà essere almeno uguale al valore minimo richiesto per il materiale di
base, ma non può superare 1,3 volte quest'ultimo valore.
Prove di piegamento al diritto ed al rovescio
Due provette vengono ricavate dal saggio trasversalmente alla saldatura, il cui sovraspessore
deve essere rasato su entrambe le facce.
Le provette hanno sezione rettangolare e devono conservare entrambe le superfici di
laminazione per spessori di lamiera fino a 30 mm; per spessori maggiori le provette possono
essere ridotte a 30 mm, conservando però intatta la superficie di laminazione che costituirà
l'estradosso della provetta piegata.
Esse devono avere larghezza non inferiore a 1,5 volte lo spessore e comunque non inferiore a
30 mm.
Gli spigoli devono venire arrotondati con raggio di circa 3 mm. Il piegamento é fatto premendo
con un punzone la provetta su due appoggi a spalle arrotondate con raggio di circa 20° mm, la
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Capitolato Speciale d’Appalto
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cui distanza interna é pari a 6 volte lo spessore della provetta più 3 mm; l'angolo di piegamento
deve essere di 180°.
Il punzone ha diametro uguale a 4 volte lo spessore della provetta ed è posto sull'asse della
saldatura.
Il risultato delle prove é favorevole se, per entrambe le provette, sulla superficie tesa non
appaiono screpolature o incrinature.
Prova di piegamento laterale
Viene eseguita soltanto per le saldature aventi spessore superiore a 20 mm.
Per spessori fino a 60 mm, la provetta ha sezione rettangolare delimitata da due piani
perpendicolari alle superfici della lamiera e trasversali alla saldatura, distanti tra loro 10 mm, e
dalle due superfici della lamiera, che ne delimitano l'altezza; per spessori maggiori, se la
macchina di prova è di potenza insufficiente per effettuare una prova a pieno spessore, si
ricavano due provette di altezza pari a metà spessore.
Le facce che risultano sollecitate durante la prova sono quelle corrispondenti ai piani
perpendicolari alle superfici della lamiera.
Le modalità della prova sono identiche a quelle precisate al punto precedente.
Prove di resistenza
Per lamiere con spessore fino a 30 mm si ricavano 6 provette in senso trasversale alla
saldatura, con intaglio a V perpendicolare alla superficie di laminazione: 3 provette hanno
l'intaglio sulla mezzeria della saldatura e vengono prelevate subito sotto la superficie di
laminazione; le altre 3 hanno l'intaglio in corrispondenza della zona di transizione e devono
essere prelevate in modo da interessare l'intero spessore della lamiera.
Per lamiere aventi spessore maggiore di 30 mm, in aggiunta alle 6 provette sopraprecisate, si
ricaveranno altre 3 provette, con intaglio al centro della saldatura, prelevate a un quarto dello
spessore della lamiera.
Le prove di resilienza verranno eseguite a -20°C se condo le modalità precisate nella tabella
UNI 4714.
La media dei valori di resilienza ricavati per le 3 provette, in ciascuna delle posizioni sopra
indicate, dovrà essere almeno uguale al 90% del valore richiesto per il materiale di base, e in
ogni caso nessun valore potrà essere inferiore a 3,5 kgm/cmq.
Prova di sensibilità alla fessurazione.
Può essere richiesta per acciai con limite elastico superiore a 45 kg/mmq e per i materiali per i
quali i rilievi di durezza hanno denunciato valori superiori a quelli ammessi. Si adotterà la prova
C.T.S. (Controlled Thermal Severity): lo spessore massimo delle lamiere da unire, il
procedimento di saldatura, il tipo ed il diametro dell'elettrodo, l'energia calorifera messa in gioco
(intensità di corrente, velocità di esecuzione), i trattamenti termici di preriscaldamento e di
postriscaldo dovranno corrispondere a quelli di lavoro previsti. L'esame delle sezioni di
saldatura per la ricerca di eventuali cricche verrà condotto con un microscopio ad almeno 400
ingrandimenti. Si dovrà verificare l'assoluta mancanza di cricche sotto cordone e nel deposito di
saldatura.
Attrezzature
Le saldatrici, le motosaldatrici, le linee elettriche di collegamento e gli accessori relativi
dovranno essere mantenuti durante tutta la durata del lavoro in condizioni tali da assicurare
corretta esecuzione e continuità del lavoro nonchè sicurezza del personale. Gli impianti per la
saldatura automatica o semiautomatica devono essere provvisti di strumenti per la misura della
corrente e della tensione d'arco durante l'esecuzione del giunto. Le attrezzature per
l'allineamento e l'accoppiamento dei tubi devono essere tali da evitare danneggiamenti alle
estremità delle tubazioni.
Tutte le attrezzature devono essere conformi alle prescrizioni vigenti per la "Sicurezza sul
lavoro" e devono essere impiegate nel rispetto delle stesse.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Corrente
Premesso che in linea di massima è da preferirsi l'impiego di corrente continua, viene riportato
qui di seguito per ciascun tipo di elettrodo previsto, il tipo di corrente che generalmente è
possibile impiegare e la relativa polarità alla pinza, in relazione anche al procedimento di
saldatura corrispondente.
Polarità
Elettrodi
Procedimento
Corrente
alla
pinza
A : Acidi
ascendente
CC
CA
B : Basici
ascendente
CC
+
CA(°)
C : Cellulosici
Ca = ascendente
CC
+
CA(°)
Cd = discendente
CC
+
CA(°)
(°) Questi elettrodi potranno venire impiegati usa ndo corrente alternata soltanto se
esplicitamente dichiarati dal fabbricante: "da impiegarsi anche corrente alternata".
Elettrodi
Gli elettrodi rivestiti per saldatura manuale ad arco dovranno essere omologati secondo le
tabelle UNI 5132/74 e corrispondere al tipo di quelli indicati nella Tabella A.
Qualifica dei fili
È necessario che i fili per la saldatura ossiacetilenica, elettrica o di altro tipo, siano scelti in
relazione al materiale base ed al procedimento di saldatura previsto; il fornitore dovrà
comunicare analisi e caratteristiche meccaniche.
TABELLA "A"
Tipo Acciaio: Fe 510 (L355)
Tipo elettrodi: Cellulosici
1+ passata:
Elettrodi:
UNI F44T3C10R07
(AWS E6010) o equivalenti ∅ 4
2+ passata:
Elettrodi: UNI E52T3C10R08
(AWS E7010AI) o equivalenti ∅ 4
Altre passate:
Elettrodi:
UNI E52T3C10R08
(AWS E7010AI) o equivalenti ∅ 5
Tipo Acciaio: Fe 360 (L235)
1 passata:
Elettrodi:
UNI E44T3C10R07
(AWS E6010) o equivalenti ∅ 3,25 e 4mm.
2 passata:
Elettrodi:
Altre passate:
Elettrodi:
UNI E52T3C10R08
(AWS E70010AI) o equivalenti ∅ 3,25 e 4mm.
UNI E52T3C10R08
(AWS E7010AI) o equivalenti ∅ 4 o 5 mm.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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CARPENTERIA
Elettrodi basici:
Elettrodi:
UNI E52L4B20
(AWS E7015 : 18) o equivalenti vari calibri
Tolleranze nella preparazione dei lembi e del giunto
Secondo UNI EN 9692-1: 2005
Allineamento - Uso dell'accoppiatore
Nei tubi saldati longitudinalmente é facoltà della D.L. di pretendere, senza oneri aggiuntivi, che
le saldature longitudinali devono essere poste nella parte superiore in un arco di + 45° dalla
verticale. Due tubi contigui devono avere le saldature longitudinali distanziate fra di loro di
almeno 20 cm. Fanno eccezione le curve nelle quali l'eventuale saldatura longitudinale deve
capitare sull'asse neutro.
Due tubi contigui dovranno avere le estremità delle saldature elicoidali sfalsate di almeno 20
mm.
Gli accoppiamenti dei tubi devono normalmente essere fatti sopraterra a lato dello scavo o sulla
piastra e con tubi sostenuti almeno a 50 cm dal piano di campagna.
Gli accoppiamenti eseguiti nello scavo devono essere ridotti al minimo possibile.
Il posizionamento delle estremità affacciate dei tubi deve essere tale da rendere minimo lo
slivellamento delle superfici. Il distanziamento alla radice della saldatura fra le spalle del
cianfrino deve essere accuratamente controllato e deve essere conforme al procedimento di
saldatura.
Ogni tubo deve essere allineato in modo da formare una linea il più possibile senza punti
singolari di soluzione di continuità (es. angoli, spigoli, slivellamenti).
L'accoppiamento dei tubi in linea viene normalmente fatto con accoppiatore interno ad
espansione pneumatica, agendo dall’esterno.
L'accoppiatore esterno é ammesso solo nei casi di constatata impossibilità dell'uso
dell'accoppiatore interno, verificata dalla Direzione Lavori.
L'uso degli accoppiatori deve essere fatto seguendo rigidamente le specifiche del
procedimento.
L'accoppiatore non deve essere rimosso ed il tubo non deve subire movimenti, scosse od urti
prima del completamento della 1 passata.
Nel caso di saldatura degli attraversamenti, l'accoppiamento può essere fatto con l'uso di
accoppiatoi esterni.
Quando viene usato l'accoppiatore esterno devono essere realizzati in prima passata quattro
segmenti di saldatura, equidistanti tra loro e di lunghezza tale da coprire almeno il 60% della
circonferenza: i segmenti che vengono lasciati nel cordone della saldatura, devono avere le
stesse caratteristiche della saldatura completa. Si deve provvedere alla pulizia di scaglie, ecc.
ed alla preparazione con mola delle estremità dei segmenti al fine di assicurare la continuità del
cordone della saldatura.
Con l'accoppiatore esterno viene raccomandata l'esecuzione della prima passata con tecnica
ascendente.
Operazioni della saldatura
Prima della saldatura le estremità da congiungere dovranno risultare completamente esenti da
scorie, vernici, grasso, ruggine, terra, ecc..
Le impurità eventualmente presenti dovranno essere accuratamente rimosse con spazzole
metalliche, smerigliatrici o altri mezzi idonei.
La zona pulita deve estendersi per una fascia circonferenziale larga almeno 20 mm sulla
superficie interna ed almeno 50 mm su quella esterna dei tubi, misurata dall'angolo dello
smusso.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Sulle superfici pulite e sullo smusso, non devono esistere sbavature, tacche, irregolarità di
superficie, eccessi di ossido, ammaccature.
Il numero delle passate ed il diametro degli elettrodi impiegati saranno scelti in funzione della
preparazione dei lembi, dello spessore, ecc..
Nei giunti testa a testa é consigliabile l'impiego in prima passata del diametro 3,25 4 salvo tubi
con spessore inferiore a 4 mm per i quali é opportuno l'impiego del diametro 2,5.
La prima passata dovrà assicurare una sufficiente ed uniforme penetrazione. Eventuali riprese
all'interno, diametro della condotta permettendo, potranno essere fatte, dopo molatura, con un
elettrodo del diametro 3,25 4.
Durante la saldatura della prima passata il tubo dovrà essere tenuto fermo e libero da vincoli, in
modo che la saldatura non risenta di sollecitazioni esterne.
Per diametri maggiori di 400 mm é preferibile che la prima passata sia eseguita
contemporaneamente da due operatori. Ugualmente si dica delle passate successive.
Si dovrà aver cura di eseguire almeno la seconda passata immediatamente dopo la prima.
Dopo ogni passata e prima della successiva dovrà essere eliminata ogni traccia di ossido o
scoria a mezzo di appositi utensili (martellina, spazzola metallica, smerigliatrice, ecc.).Crateri di
estremità, irregolarità di ripresa, ecc., dovranno essere asportati mediante molatura.
A saldatura ultimata la superficie esterna del cordone dovrà risultare a profilo convesso ben
raccordato, con la superficie esterna del tubo, e con sporgenza di circa 2 mm estendendosi
oltre gli spigoli dei lembi.
Tutte le saldature dovranno essere eseguite da operai qualificati. Il lavoro di ciascun saldatore
dovrà essere identificato.
Condizioni atmosferiche
Le saldature dovranno essere effettuate con temperatura ambiente uguale o superiore a 0°C;
per temperature più basse dovrà essere concordato un opportuno trattamento di preriscaldo; é
consigliabile inoltre evitare di effettuare saldature quando le condizioni atmosferiche per
pioggia, forte umidità, vento, siano giudicate pregiudizievoli per la buona esecuzione delle
saldature stesse. La Direzione Lavori deciderà in merito.
Non é comunque ammesso eseguire saldature su lembi o bagnati o anche umidi; in tal caso si
dovrà procedere ad asciugarli mediante preriscaldo a 30°C 40°C in modo da eliminare
completamente la piccola traccia di umidità.
Preriscaldo
Il preriscaldo, da eseguirsi sull'intero sviluppo del giunto, si renderà necessario:
- quando il diametro nominale della tubazione é uguale o superiore a 1016,0 mm (40 in) per tutti
gli spessori di parete;
- quando il diametro nominale della tubazione é uguale o superiore a 812,8 mm (32 in) ma
inferiore a 1016,0 mm (40 in) con spessori nominali di pareti uguali o maggiori di 19,05 mm;
- quando il diametro nominale della tubazione é eguale o superiore a 457,2 mm (18 in), ma
inferiore a 812,8 mm (32 in), con spessori nominali di parete eguali o maggiori di 25,40 mm.
Inoltre un preriscaldo sistematico deve essere eseguito:
- alla temperatura di 100°C quando la temperatura a mbiente é inferiore a 0°C;
- alla temperatura "a mano calda" quando la temperatura ambiente é compresa tra 0°C e + 5°C
od in caso di forte umidità o pioggia.
Si dovrà preriscaldare una lunghezza di tubazione di 120 150 mm per parte.
La zona indicata dovrà essere mantenuta, durante tutta la saldatura, ad una temperatura non
inferiore a 50°C (100°C per l'acciaio Fe 52).
Il controllo della temperatura dovrà essere effettuato con "termocolori" o matite termiche a punto
di fusione e a viraggio di colore. Terminata la saldatura, la stessa verrà, ove necessario,
protetta con coibenti contro rapidi raffreddamenti. La saldatura dovrà essere portata a termine
senza rilevanti interruzioni.
Il preriscaldo sarà effettuato a mezzo di tori dotati di appositi ugelli ed alimentati con gas
propano.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 101 -
I tori saranno collocati uno per lato del cianfrino e mantenuti in funzione per tutto il tempo
necessario al completamento del giunto.
Qualifica del procedimento di saldatura
Secondo UNI EN ISO 15614-1: 2008;
Qualifica dei saldatori
Dovranno essere impiegati saldatori qualificati secondo le specifiche seguenti, per i
procedimenti e gli elettrodi per i quali hanno conseguito la qualifica.
operatori CND
Secondo UNI EN 473: 2008-11; almeno di II° livello
saldatori
Secondo UNI EN 287-1: 2007
Ispezione, controllo e prove delle saldature
La Stazione Appaltante avrà il diritto di ispezionare tutte le saldature sia alla fine dell'operazione
che durante l'operazione stessa.
L'ispezione sarà eseguita da un esperto incaricato dal Stazione Appaltante estesa anche
saltuariamente:
- al taglio e preparazione dei lembi;
- alla presentazione degli smussi;
- alla pulizia dei lembi dello smusso;
- al controllo visivo delle saldature di prima passata e relativa penetrazione;
- al controllo di buona esecuzione delle passate successive.
Per l'accettabilità del lavoro non si dovranno riscontrare difetti di esecuzione eccedenti i limiti
previsti dalle norme UNI EN ISO 5817:2008 livello B + UNI EN ISO 17635:2010.
Tutte le saldature longitudinali e circonferenziali saranno controllate, dopo il loro eventuale
trattamento termico, mediante ultrasuoni.
Quando occorra, si potrà ricorrere anche ad esami magnetoscopici o con liquidi penetranti.
Controllo ultrasonoro
Il controllo ultrasonoro verrà eseguito ogni qualvolta che, a seguito della lettura radiografica,
sorgano dubbi, da parte dell'incaricato dalla D.L. ai controlli, circa la possibile presenza di
incrinature (cricche).
Il controllo ultrasonoro registrato con metodo C-B scan potrà essere impiegato in alternativa a
quello radiografico, purchè sia eseguito sul 100% della lunghezza delle saldature
circonferenziali eseguite in officina e in opera.
Le prescrizioni e le modalità operative relative al controllo ultrasonoro saranno le seguenti:
- Si dovranno usare apparecchi del tipo impulso-eco con regolazione di amplificazione,
frequenza 2-6 MHz.
Le sonde usate avranno un angolo di rifrazione nell'acciaio di 60°/70° ed una frequenza
nominale di 4MHz.
In caso di indicazioni dubbie, potranno essere impiegate sonde con differenti angolazioni, al fine
di pervenire ad una valutazione più attendibile.
- Come mezzo di accoppiamento potranno essere usati olio, pasta Couplant, colla
metilcellulosica o mezzi di accoppia mento analoghi.
- All'inizio dell'impiego di ogni sonda angolata, si procederà al controllo del suo punto 0 e del
suo angolo di rifrazione utilizzando il blocco dell'I.I.W. tipo VI operando come indicato nella
figura seguente:
Per il controllo del punto 0 si posizionerà la sonda nel punto A e si farà scorrere sulla superficie
del blocco fino a che l'eco di risposta non avrà raggiunto la massima altezza.
Il punto della sonda che si trova immediatamente sopra il punto focale del blocco sarà marcato
e rappresenterà il punto di uscita del fascio ultrasonoro.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 102 -
Una volta determinato il punto 0, si procederà alla determinazione dell'angolo di rifrazione reale
posizionando la sonda nel punto B con il fascio diretto verso il foro 2".
Si muoverà quindi la sonda lungo la superficie del pezzo campione fino a quando si avrà la
massima risposta.
In questa posizione il punto 0 della sonda indicherà l'angolo di rifrazione, che si leggerà sulla
scala graduata del blocco.
- Prima di ogni serie di esami si procederà alla taratura completa del sistema di esame.
La taratura in distanza dell'asse orizzontale sarà fatta sul blocco di riferimento I.I.W-V2 e sarà
pari a 100mm.
La curva DAC sarà costruita utilizzando le risposte del foro del blocco di taratura ricavato dal
tubo in esame.
Il trasduttore verrà posizionato in modo da ottenere la risposta max dal foro quando il percorso
degli ultrasuoni nel metallo è pari a 1/4 di moto.
L'amplificazione sarà regolata in modo che la risposta di riferimento raggiunga l'80% dello
schermo, e il vertice dell'eco verrà marcato con pennarello sullo schermo stesso. Senza più
variare l'amplificazione si posizionerà il trasduttore in modo da ricevere la max risposta in
corrispondenza di 3/4 e di 5/4 del modo e si marcheranno le relative ampiezze sullo schermo.
I punti così ricavati saranno uniti da una curva di raccordo che costituirà il riferimento di esame.
- La verifica della taratura dovrà essere effettuata ogniqualvolta si verifichino le seguenti
circostanze:
a) inizio di una serie di esami;
b) ogni 4 ore durante gli esami;
c) alla fine di una serie di esami;
d) quando l'esaminatore ha dei dubbi sulla validità della taratura;
e) ad ogni sostituzione di un qualsiasi componente del sistema di controllo.
- La superficie di contatto dovrà essere esente da qualsiasi condizione che possa interferire con
il libero movimento del trasduttore o impedire la corretta trasmissione degli ultrasuoni (scaglie,
ruggine, spruzzi di saldatura, …) da entrambi i lati della saldatura per una distanza min da essa
di 7 volte lo spessore del tubo.
- L'esame sarà condotto aumentando di 6 dB l'amplificazione della risposta di riferimento
primaria.
La valutazione delle discontinuità verrà effettuata riportando l'amplificazione al livello di
riferimento.
- La scansione verrà effettuata da ambo i lati della saldatura ad una velocità max di 150
mm/sec, e con una sovrapposizione di almeno il 10% della dimensione dell'elemento
piezoelettrico.
La sonda verrà manipolata in maniera tale da investigare interamente la sezione di saldatura e
consentire la rilevazione sia di eventuali difetti longitudinali alla saldatura, sia di eventuali difetti
trasversali.
- Essendo il controllo finalizzato alla ricerca di fessurazioni, non sarà accettata alcuna
discontinuità di qualsiasi lunghezza e che produce echi di qualsiasi ampiezza, quando la stessa
venga ritenuta cricca.
Il personale addetto al controllo dovrà essere qualificato secondo norma SNT-TC-1A,II Livello.
NORME DI RIFERIMENTO PER I CONTROLLI CON ULTRASUONI
UNI EN 583-1:2004 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Parte 1: Principi generali
UNI EN 583-2:2004 - Prove non distruttive - Esami ad ultrasuoni - Parte 2: Regolazione della
sensibilità e dell'intervallo di misurazione della base dei tempi
UNI EN 583-3:1998 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Tecnica per trasmissione
UNI EN 583-4:2004 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Parte 4: Esame delle
discontinuità perpendicolari alla superficie
UNI EN 583-5:2004 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Parte 5: Caratterizzazione e
dimensionamento delle discontinuità
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 103 -
UNI EN 12223:2001 - Prove non distruttive - Esame ad ultrasuoni - Specifica per blocco di
taratura N° 1
UNI EN 27963:1994 - Saldature in acciaio. Blocco di riferimento N° 2 per il controllo mediante
ultrasuoni delle saldature
UNI EN 473:2001 - Prove non distruttive - Qualificazione e certificazione del personale addetto
alle prove non distruttive - Principi generali
Controllo delle saldature di spalla in corridpondenza dei giunti a bicchiere
In corrispondenza dei giunti a bicchiere sarà eseguito il controllo mediante liquidi penetranti per
uno sviluppo pari al 20% della lunghezza delle saldature circonferenziali eseguite in officina e in
opera.
Riparazione delle saldature
I difetti giudicati inaccettabili a seguito dei controlli non distruttivi saranno riparati secondo
modalità che dovranno essere preventivamente approvate dal collaudatore della condotta.
Le parti difettose delle saldature saranno rimosse esclusivamente mediante lavorazione
meccanica a freddo dove lo spessore del materiale da asportare sia al massimo di 10 mm; per
spessori maggiori potranno essere usati altri metodi (torcia Arcair, cannello piallatore), ma la
superficie finale dovrà essere in ogni caso rifinita mediante lavorazione meccanica a freddo fino
a raggiungere il materiale sano.
Lo stato di questo verrà controllato con esami magnetoscopici e con liquidi penetranti che
dovranno accertare la completa asportazione di ogni difetto.
La saldatura di riparazione sarà eseguita con le modalità previste per la saldatura iniziale, in
particolar modo per quanto concerne i trattamenti termici di preriscaldo e di postriscaldo.
Le zone riparate dovranno essere accuratamente controllate con metodi non distruttivi (esami
magnetoscopici, liquidi penetranti, ultrasuoni) e poi radiografate per tutta la loro estensione.
Revisione e riparazione dei rivestimenti
Prima di calare le colonne o i singoli tubi nello scavo sarà indispensabile procedere ad una
accurata revisione del rivestimento a vista, da integrare eventualmente con l'uso di un detector
tarato a 10.000 V, per individuare le zone di lesione e ripararle. Le modalità di riparazione
saranno in funzione del tipo di rivestimento esterno adottato e dell’entità del danneggiamento.
Il ripristino del rivestimento esterno sarà eseguito mediante applicazione di manicotti
termorestringenti di polietilene con il seguente procedimento:
- inserire il manicotto in uno dei 2 tubi prima di eseguire la saldatura, posizionandolo a 500
mm ca da questa;
- pulire con spazzola e stracci la superficie metallica in modo tale da liberarla da scaglie di
ruggine, terra, sostanze oleose e residui di saldatura;
- preriscaldare con torcia a propano la superficie metallica da rivestire sino a raggiungere la
temperatura di circa 60°C ed inoltre il rivestiment o esistente nel tratto di sovrapposizione del
manicotto fino a circa 40°C;
- rimuovere il foglio di carta protettiva del mastice e centrare il manicotto sulla saldatura
realizzando una sovrapposizione sul rivestimento esistente di almeno 100 mm;
- riscaldare il manicotto con fiamma gialla di intensità tale da poterla dirigere dal centro verso i
lati sino ad ottenere la fuoriuscita del mastice da entrambe le estremità del manicotto.
In alternativa, previa accettazione della Direzione Lavori, il ripristino del rivestimento esterno
potrà essere realizzato con nastri a freddo, mediante applicazione di una prima benda in
compound bituminoso autoadesiva dello spessore di 1,5 mm con sovrapposizione del 30% ed
applicazione di una seconda benda in compound bituminoso con film protettivo in polietilene
dello spessore di 0,13 mm, per uno spessore complessivo di 1,75 mm, con sovrapposizione del
30%.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 104 -
Posa della condotta nella trincea
Per effettuare la posa, la condotta dovrà essere sollevata in punti ravvicinati in modo da evitare
sollecitazioni pericolose nel materiale.
Il lavoro dovrà essere effettuato con idonei mezzi e con la massima precauzione onde evitare
guasti al rivestimento. In particolare è vietato usare, per il sollevamento dei tubi, catene, corde e
quant'altro possa danneggiare il rivestimento.
Ogni tratto di condotta dovrà essere disposto e rettificato in modo che l'asse del tubo unisca in
uniforme pendenza i diversi punti all'uopo fissati con appositi picchetti, in modo da
corrispondere esattamente (salvo le varianti che potranno essere disposte dalla Direzione dei
Lavori) all'andamento planialtimetrico stabilito negli elaborati di progetto. Per la rettifica dell'asse
delle tubazioni è proibito l'impiego di pezzi di pietra sotto i tubi e dovranno invece impiegarsi
adeguate rincalzature di terreno idoneo o di sabbia.
Non saranno tollerate contropendenze in corrispondenza di punti in cui non siano previsti sfiati
o scarichi. Nel caso che questo si verificasse, l'Appaltatore dovrà a tutte sue spese rimuovere la
condotta già posata e ricostruirla nel modo regolare.
Ove occorra, a giudizio insindacabile della Direzione dei Lavori, consolidare il piano di posa dei
tubi, sia che essi poggino direttamente nel fondo degli scavi, sia che vengano sostenuti da
cuscinetti, tale consolidamento sarà effettuato mediante platee di calcestruzzo da costruirsi
secondo le indicazioni che verranno impartite dalla Direzione stessa all'atto della esecuzione.
In punti particolari dove la Direzione dei Lavori ne ravvisi l'opportunità, dovranno essere costruiti
blocchi di ancoraggio in calcestruzzo armato e non, il dimensionamento e le modalità di
realizzazione degli stessi dovranno essere fissati dalla Direzione dei Lavori.
Durante le interruzioni del lavoro la testata della tubazione dovrà essere chiusa con idonee
protezioni metalliche o in legno.
Posa in opera dei pezzi speciali
Nella messa in opera dei pezzi speciali deve essere assicurata la perfetta coassialità di questi
con l'asse della condotta; dovrà essere usata ogni cura per evitare, durante i lavori e la messa
in opera, danni alle parti delicate.
Le curve ricavate da pezzi speciali prestampati in acciaio dovranno essere tagliate a misura con
la mola a disco, al fine di ottenere la prevista deviazione angolare, ed il lembo rifilato dovrà
essere lavorato per ricavare l’idonea cianfrinatura; in presenza di rivestimento interno
cementizio, questo dovrà essere molato per circa 3 mm, in modo da realizzare la corretta
predisposizione per la giunzione del tubo con saldatura di testa.
aventi le stesse caratteristiche ed i medesimi rivestimenti previsti per le tubazioni di linea.
Precauzioni in corrispondenza di manufatti murari
Le opere dovranno essere eseguite conformemente ai disegni di progetto esecutivo ed alle
modalità indicate dalla Direzione dei Lavori.
Per una efficace realizzazione della protezione passiva della tubazione si dovranno mantenere
le camerette ed i pozzetti contenenti organi di manovra (saracinesche, scarichi, sfiati, ecc.)
asciutti e drenati dalle acque di infiltrazione: se ciò non sarà possibile si dovranno rivestire i
suddetti organi.
Il rivestimento del corpo dell'organo di manovra sarà eseguito prima dell'installazione dello
stesso e successivamente sarà eseguito quello della flange in opera. Inoltre dovranno essere
interposte lastre di materiali isolanti fra gli organi di manovra ed eventuali muretti di appoggio.
Negli attraversamenti di pareti, blocchi di ancoraggio, di murature particolari, briglie di
calcestruzzo, ecc., si dovrà conservare il rivestimento protettivo e tenere una distanza di almeno
15 cm tra gli eventuali ferri di armatura e le tubazioni di acciaio; si prescrive anzi di aumentare
l'isolamento della tubazione, per tutta la lunghezza dell'ancoraggio o dell'attraversamento della
muratura sovrapponendo al rivestimento esistente una doppia fasciatura con nastri autoadesivi
di cloruro di polivinile. Qualora, per ragioni meccaniche, alla tubazione dovessero essere
applicate corniere di ancoraggio, le stesse dovranno essere rivestite, previa sabbiatura, con
miscele di resine epossidiche e polvere di quarzo contenente una quantità di resine epossidica
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 105 -
non inferiore al 60%. L'eventuale indurente da mescolare alla resina dovrà essere per quantità
e tipo tale da ottenere una completa polimerizzazione in un tempo inferiore a 24 ore nelle
condizioni ambientali in cui viene effettuato il ricoprimento. Il rivestimento dovrà avere uno
spessore non inferiore a 1 mm e dovrà, comunque, essere capace di sopportare, senza perdere
le sue capacità isolanti, le sollecitazioni meccaniche alle quali sarà sottoposto in opera.
Prova idraulica
L’Appaltatore dovrà presentare un programma di esecuzione delle prove idrauliche delle
tubazioni e dovrà indicare quali opere provvisionali intende adottare per garantire l’eseguibilità
in sicurezza delle prove idrauliche. Quanto richiesto dovrà essere sottoposto alla approvazione
della Direzione Lavori.
L'Appaltatore dovrà provvedere a sue cure e spese a tutto quanto è necessario all'esecuzione
delle prove: l'acqua di riempimento delle tubazioni, le pompe, i rubinetti, i raccordi, le
guarnizioni ed i manometri registratori (accompagnati da certificato di taratura rilasciato da un
Laboratorio ufficiale); l’acqua per l’effettuazione delle prove idrauliche potrà essere messa a
disposizione dalla stazione appaltante, dietro rimborso dei quantitativi consumati con le
modalità previste dallo schema di contratto allegato al presente progetto esecutivo, all’articolo
relativo agli oneri a carico dell’Appaltatore..
Per l'esecuzione delle prove, le chiusure di valle e di monte saranno realizzate mediante
apposito fondo posto in corrispondenza del limite di ogni singola tratta.
Per le tubazioni in pressione, la prova verrà effettuata riempiendo gradualmente di acqua la
tratta da provare e raggiungendo la pressione stabilita mediante pompa idraulica applicata
all'estremo più depresso della tratta stessa in ragione di non più di un'atmosfera al minuto
primo.
Dopo il riempimento dovranno essere lasciati aperti, per un certo periodo, gli sfiati per favorire
l'uscita di ogni residuo di aria.
La pressione di prova è indicata nella tavola di profilo longitudinale riassuntivo allegato al
progetto esecutivo; ove non direttamante specificata, la pressione di prova nel punto più
depresso della condotta, in accordo a quanto previsto nelle prescrizioni del D.M. 12.12.1985,
sarà assunta pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio.
Anche nel caso si utilizzino valvole come dispositivi di chiusura in fase di collaudo idraulico, la
pressione di prova sarà comunque pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio. Le valvole con PN
inferiore alla pressione di collaudo dovranno essere lascate in posizione completamente aperta.
Per le tubazioni il cui funzionamento è previsto a pelo libero, la prova verrà effettuata
riempiendo gradualmente di acqua la tratta da provare e raggiungendo una pressione pari al
massimo livello statico cui la tubazione potrà essere sottoposta in fase di esercizio.
La prova di pressione idraulica si considera superata quando sarà riscontrata la perfetta tenuta
della condotta in un intervallo temporale di 24 ore.
Ad ogni prova delle tratte di tubazione dovrà essere redatto un regolare verbale di
constatazione con allegato il diagramma registratore.
Qualora sia richiesto dalla Direzione dei Lavori la prova verrà effettuata a giunti scoperti con
tubazione parzialmente rinterrata. In questo caso all'inizio della prova dovranno essere ben
aperte e sgombre tutte le nicchie ed i singoli giunti debbono risultare puliti ed asciutti, tali da
permettere il controllo visivo dei medesimi da parte della Direzione dei Lavori.
Qualora la prova non dia risultato favorevole, si dovrà provvedere, a cura e spese
dell'Appaltatore, alla ricerca delle perdite e dei trafilamenti con metodologie e sistemi da
sottoporre alla preventiva approvazione della Direzione Lavori, ed alle necessarie sostituzioni o
riparazioni; completate le necessarie sostituzioni e riparazioni la prova idraulica dovrà essere
ripetuta con le medesime modalità.
Ripristini
Al termine della prova, qualora sia stata effettuata a giunti scoperti, dovranno essere effettuati i
rivestimenti delle zone di giunzione ed il rinterro del tubo in corrispondenza delle nicchie,
seguendo gli stessi criteri previsti per la tubazione.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 106 -
Il rifacimento dei manufatti, demoliti per esigenze di lavoro, dovrà eseguirsi a perfetta regola
d'arte, nel rispetto delle dimensioni preesistenti e secondo le prescrizioni dei proprietari od Enti
interessati.
Altre prescrizioni nella posa dei tubi.
In presenza di altre strutture metalliche interrate si dovrà tenere la condotta alla massima
distanza possibile da esse. In particolare:
- nei parallelismi, se si dovesse ridurre la distanza a meno di 30 cm, dovrà essere eseguito un
rivestimento supplementare e, nell'eventualità che possano verificarsi contatti tra le strutture,
dovranno essere inseriti tasselli di materiale dielettrico (ad esempio tela bachelizzata, PVC,
ecc.) dello spessore di almeno 1cm;
- negli incroci, se si dovesse ridurre la distanza a meno di 30 cm, dovrà essere eseguito un
rivestimento supplementare avente un'estensione di idonea estensione a monte e a valle;
inoltre, se esistesse il pericolo di contatti (ad esempio per assestamento del terreno), si dovrà
interporre una lastra di materiale dielettrico (ad es. tela bachelizzata, PVC, ecc.) con spessore
uguale a 1cm, la larghezza uguale a 2-3 volte il diametro del tubo minore e lunghezza a
seconda della disposizione delle condotte.
Nel caso di tubi guaina, si dovranno isolare elettricamente le condotte dai tubi stessi inserendo
zeppe e tasselli di materiale elettricamente isolante, meccanicamente resistente ed
imputrescibile rispettivamente alle estremità del tubo guaina e nell'intercapedine fra condotta e
tubo-guaina. Sarà opportuno impiegare tubi-guaina dotati di adeguato rivestimento esterno.
Sui sostegni e appoggi delle condotte aeree si dovrà interporre fra le condotte e le sellette di
appoggio lastre e guaine di materiale dielettrico (ad es. gomma telata, PVC, ecc.) sia nei punti
in cui la condotta è semplicemente appoggiata che in quelli in cui la condotta è ancorata ai
sostegni.
I giunti isolanti, nei quantitativi, dimensioni, tipo e posizione che verranno stabiliti dalla Direzione
dei Lavori dovranno essere installati in manufatti edilizi od in camerette accessibili e drenate
dalle acque di infiltrazione; se non sarà possibile mantenere le camerette sicuramente e
costantemente asciutte e nel caso di giunti interrati, i giunti stessi dovranno essere
opportunamente rivestiti per isolarli dall'ambiente esterno.
In qualsiasi momento la Direzione Lavori potrà ordinare, senza che l'Appaltatore abbia diritto a
compensi aggiuntivi di qualsiasi genere, l'adozione di particolari accorgimenti necessari per
l'esecuzione dei lavori a perfetta regola d'arte come pure l'uso di particolari apparecchiature,
come accoppiatori speciali, macchine per tagli e formazione degli smussi, ecc.
Art. 41 - PROVA IDRAULICA CONDOTTE IN ACCIAIO
La lunghezza delle tratte di prova sarà scelta dall'Appaltatore, secondo quanto converrà all'atto
esecutivo, sotto approvazione della Direzione dei Lavori; l’Appaltatore dovrà comunque
presentare un dettagliato programma di esecuzione delle prove idrauliche che indichi la
suddivisione in tratte da collaudare progressivamente; dovrà altresì indicare quali opere
provvisionale intende adottare per garantire l’eseguibilità in sicurezza delle prove idrauliche.
Quanto richiesto dovrà essere sottoposto alla approvazione della Direzione Lavori.
I tubi potranno essere provati, in ogni tratta, mediante un'unica prova della durata di 24 ore da
eseguirsi a cavo completamente chiuso.
L'Appaltatore dovrà provvedere a sue cure e spese a tutto quanto è necessario all'esecuzione
delle prove, cioè l'acqua di riempimento delle tubazioni, le pompe, i rubinetti, i raccordi, le
guarnizioni ed i manometri registratori. Questi ultimi dovranno essere accompagnati da un
certificato di taratura rilasciato da un Laboratorio ufficiale.
Per l'esecuzione delle prove, le chiusure di valle e di monte saranno realizzate mediante
apposito fondo posto in corrispondenza del limite di ogni singola tratta.
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Capitolato Speciale d’Appalto
- 107 -
La prova verrà effettuata riempiendo gradualmente di acqua la tratta da provare e raggiungendo
la pressione stabilita mediante pompa idraulica applicata all'estremo più depresso della tratta
stessa in ragione di non più di un'atmosfera al minuto primo.
Dopo il riempimento dovranno essere lasciati aperti, per un certo periodo, gli sfiati per favorire
l'uscita di ogni residuo di aria.
I singoli tratti dovranno essere sottoposti ad una pressione di prova, in accordo a quanto
previsto nelle prescrizioni del D.M. 12.12.1985, pari a 1,5 volte la pressione di esercizio e
comunque, non inferiore a 15 atm.
Anche nel caso si utilizzino valvole come dispositivi di chiusura in fase di collaudo idraulico, la
pressione di prova sarà comunque pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio.
Ad ogni prova delle tratte di tubazione dovrà essere redatto un regolare verbale di
constatazione con allegato il diagramma registratore.
Qualora sia richiesto dalla Direzione dei Lavori la prova verrà effettuata a giunti scoperti con
tubazione parzialmente rinterrata. In questo caso all'inizio della prova dovranno essere ben
aperte e sgombre tutte le nicchie ed i singoli giunti debbono risultare puliti ed asciutti, tali da
permettere il controllo visivo dei medesimi da parte della Direzione dei Lavori.
Qualora le prove non diano risultato favorevole, perdite o trafilamenti, si dovrà provvedere, a
cura dell'Appaltatore, alle necessarie sostituzioni o riparazioni e le prove dovranno essere
ripetute con le stesse modalità, sino alla perfetta tenuta.
Art. 42 - POSA DELLE TUBAZIONI E DEI RACCORDI IN GHISA
Norme generali
I - La posa in opera e la giunzione dei tubi debbono essere effettuate dal personale
specializzato.
II - La Direzione dei Lavori potrà, a suo insindacabile giudizio, far sospendere la posa delle
tubazioni qualora il personale incaricato di tale lavoro non dia all'atto pratico le necessarie
garanzie per la perfetta riuscita dell'opera.
La posizione esatta in cui debbono essere posti i raccordi o gli apparecchi, deve essere
riconosciuta o approvata dal Di rettore dei Lavori. Conseguentemente resta determinata la
lunghezza dei diversi tratti di tubazione continua. Questa deve essere formata col massimo
numero possibile di tubi interi, così da ridurre al minimo il numero delle giunture. Resta quindi
vietato l'impiego di spezzoni di tubo ove non sia strettamente riconosciuto necessario dal
Direttore dei Lavori.
Qualora venisse riscontrato l'impiego non giustificato di spezzoni di tubo, l'appaltatore dovrà, a
sue spese, rifare il lavoro correttamente, ed a suo carico saranno tutte le maggiori spese, per
tale fatto, sostenute dalla Stazione appaltante.
Pulizia dei tubi ed accessori
Prima di essere posto in opera ciascun tubo, raccordo ed apparecchio deve essere, a piè
d'opera, accuratamente pulito dalle tracce di ruggine o di qualunque altro elemento estraneo.
Nell'operazione di posa deve evitarsi che nell'interno della condotta vada no detriti o corpi
estranei di qualunque natura e che venga comunque danneggiata la superficie interna del tubo.
Gli estremi della condotta posata devono essere chiusi accuratamente, durante le interruzioni
del lavoro, con tappi di legno.
Discesa dei tubi, raccordi ed apparecchi
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Capitolato Speciale d’Appalto
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I tubi, raccordi ed apparecchi devono essere calati con cura nelle trincee e nei cunicoli dove
debbono essere posati, evitando urti, cadute, ecc. I singoli elementi saranno calati il più
possibile vicino al posto che dovranno avere in opera evitando sposta menti notevoli entro il
cavo.
Preparazione del piano di posa
La posa dei tubi dovrà essere fatta di norma secondo le disposizioni che tratto per tratto
impartirà la Direzione Lavori.
Il fondo del cavo, non dovrà presentare rilievi o infossature maggiori di tre centimetri e verrà,
prima della posa dei tubi, regolarizzato con uno strato di sabbia, in modo da garantire un
appoggio continuo della condotta. E' vietato l'impiego di pezzi di pietra o di mattone sotto i tubi
per stabilire gli allineamenti.
Precauzioni durante i lavori
Durante l'esecuzione dei lavori di posa debbono essere adottati tutti gli accorgimenti necessari
per evitare danni agli elementi di condotta già posati.
Si impedirà quindi con le necessarie cautele durante i lavori e con adeguate sorveglianze nei
periodi di sospensione, la caduta di pietre, massi, ecc., che possano danneggiare le tubazioni e
gli apparecchi.
Con opportune arginature e deviazioni si impedirà che le trincee siano invase dalle acque
piovane e si eviterà parimenti, con rinterri parziali eseguiti a tempo debito, senza comunque
interessa re i giunti, che verificandosi, nonostante ogni precauzione, la inondazione dei cavi, le
condotte che siano vuote e chiuse agli estremi possano essere sollevate dalle acque.
Ogni danno di qualsiasi entità che si verificasse in tali casi per mancanza di adozione delle
necessarie cautele è a carico del l'appaltatore.
Le estremità di ciascun tratto di condotta in corso di impianto debbono essere comunque chiuse
con tappo in legno. E' vietato praticare tali chiusure in modo diverso.
Posa in opera dei tubi
Dopo che i tubi saranno stati trasportati a piè d'opera lungo il tratto di condotta da eseguire
(operazione di sfilamento), l'impresa farà porre e quotare, con canne metriche e livello a
cannocchiale, dei picchetti sia nei punti del fondo della fossa che corrispondono alle verticali dei
cambiamenti di pendenza e di direzione della condotta, sia in punti intermedi, in modo che la di
stanza tra picchetto e picchetto non superi 15 metri.
Con riferimento a detti picchetti verrà ritoccato e perfettamente livellato il fondo della fossa
predisponendo il letto di posa.
I tubi verranno calati nella fossa con mezzi adeguati a preservarne l'integrità e verranno disposti
nella giusta posizione per la esecuzione delle giunzioni.
Prima di essere calati nei cavi tutti i tubi dovranno essere puliti accuratamente nell'interno dalle
materie che eventualmente vi fossero depositate.
La posa in opera dei tubi a bicchiere con giunto elastico automatico si eseguirà nel modo
seguente:
- pulire l'interno del bicchiere e l'anello di tenuta in gomma e cospargere di pasta lubrificante la
parte interna del bicchiere destinata a sede della guarnizione;
- introdurre la guarnizione nel suo alloggiamento all'interno del bicchiere;
- cospargere di pasta lubrificante la superficie interna della guarnizione ed il tratto terminale di
canna che verrà imboccato
- tracciare sulla canna del tubo un segno ad una distanza dall'estremità pari alla profondità di
imbocco del bicchiere, diminuita di 10 mm;
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Capitolato Speciale d’Appalto
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- assicurato il centraggio del tubo da imboccare con il bicchiere corrispondente, introdurre la
canna nel bicchiere sino a che il segno tracciato non si trovi sul piano della superficie frontale
del bicchiere.
Questa posizione non dovrà essere oltrepassata per consentire le deviazioni angolari permesse
dal giunto.
Salvo quanto riguarda in particolare la formazione delle giunzioni, ogni tratto di condotta deve
essere disposto e rettificato in modo che l'asse del tubo unisca con uniforme pendenza diversi
punti che verranno fissati con appositi picchetti, in modo da corrispondere esattamente
all'andamento planimetrico e altimetrico stabilito nei profili e nelle planimetrie approvati dalla
Direzione dei Lavori con le varianti che potranno essere disposte dalla Direzione stessa.
In particolare non saranno tollerate contropendenze in corrispondenza dei punti in cui sono stati
previsti sfiati o scarichi. Nel caso che comunque queste si verificassero, l'appaltatore dovrà
sottostare a tutti quei maggiori oneri che, a giudizio insindacabile della Direzione dei Lavori,
saranno ritenuti necessari per rettificare la tubazione, compreso quello di rimuovere la tubatura
già posata e ricostruirla nel modo prescritto.
Nessun tratto di tubazione deve essere posato in orizzontale. I bicchieri dovranno essere
possibilmente rivolti verso la direzione in cui procede il montaggio, salvo prescrizioni diverse da
par te della Direzione Lavori.
Gli assi dei tubi consecutivi appartenenti a tratti di condotta rettilinea debbono essere
rigorosamente disposti su una retta. Sono ammesse deviazioni sino ad un massimo di 2°
secondo le modalità stabilite dalla Direzione dei Lavori, allo scopo di consenti re la formazione
di curve a grande raggio.
I tubi debbono essere disposti in modo che la loro generatrice inferiore poggi su tutta la sua
lunghezza.
Posa in opera dei raccordi
L'impiego dei raccordi deve corrispondere a quello indicato in progetto esecutivo o dalla
Direzione dei Lavori.
Nella messa in opera dei raccordi deve essere assicurata la per fetta coassialità di questi con
l'asse della condotta.
In particolare, poi, dovranno osservarsi le norme seguenti:
- I pezzi a TI ed a croce: dovranno collocarsi in opera in perfetto squadro rispetto all'asse della
conduttura, con la diramazione orizzontale o verticale, a seconda che prescriverà la Direzione
dei Lavori;
- Riduzioni: per passare da un diametro ad un altro si impiegheranno riduzioni tronco coniche o
"flange di riduzione".
Art. 43 - GIUNZIONI PER RACCORDI IN GHISA
Giunto elastico meccanico a bulloni meccanici
La posa in opera dei raccordi con giunto meccanico si eseguirà nel modo seguente:
- Pulire il bicchiere e l'estremità liscia con una spazzola d'acciaio e un pennello, eliminando
eventuali grumi di vernice ed ogni traccia di terra o di altro materiale estraneo. Se la posa
dovrà avvenire ad una certa distanza di tempo, si tapperà provvisoriamente il bicchiere con
apposite tavole di legno, evitando di introdurre stracci, carta o altri materiali estranei;
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Capitolato Speciale d’Appalto
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- Servendosi di un apposito calibro, tracciare sull'estradosso del tubo una linea di fede. La
distanza della linea di fede dal l'estremità liscia del tubo dovrà essere inferiore di 5 - 10 mm
alla profondità del bicchiere;
- Inserire la controflangia sull'estremità liscia, rivolgendo al tubo la parte convessa della
controflangia;
- Scavare al disotto del giunto una "nicchia" sufficientemente ampia da consentire l'esecuzione
del giunto nella parte inferiore del tubo;
- Imboccare l'estremità liscia del tubo controllandone il centramento mediante un righello
metallico calibrato da introdurre nello spazio anulare esistente fra l'interno del bicchiere e
l'esterno della canna;
- Verificare che la linea di fede tracciata sulla canna coincida con il piano frontale del bicchiere.
Poiché, a giunzione effettuata, il segno di riferimento verrà a trovarsi coperto dalla
controflangia, occorre avere cura che nel corso delle successi ve operazioni il tubo non
subisca spostamenti longitudinali;
- Fare scorrere la guarnizione sulla canna, sistemandola nel suo apposito alloggiamento
all'interno del bicchiere. Se l'estremità liscia del tubo è ben centrata ed i due tubi sono
coassiali, questa operazione è molto facile da realizzare. Curare che la superficie frontale
della guarnizione risulti ben assestata su tutta la circonferenza, senza rigonfi e fuori-uscite
rispetto all'intradosso del bicchiere;
- Fare scorrere la controflangia sulla canna fino a farla aderire alla guarnizione su tutta la
circonferenza;
- Sistemare i bulloni avvitando i dadi, a mano, sino a portarli a contatto della controflangia.
- Verificare il corretto posiziona mento di questa imprimendo due o tre piccoli spostamenti
rotatori nei due sensi (orario e antiorario);
- serrare progressivamente i dadi per passate successive e su punti diametralmente opposti.
Potrà eventualmente, a discrezione della Direzione Lavori, essere effettuato il controllo delle
coppie di serraggio con una chiave dinamometrica.
I valori indicativi dovranno essere:
bulloni con d = 22 mm circa 12 Kgm
bulloni con d = 27 mm circa 30 Kgm
Giunto a flangia piana
Questo giunto è adoperato normalmente per il collegamento di raccordi ed apparecchi. Il giunto
consiste nella unione mediante bulloni di due flange poste alle estremità dei tubi o raccordi o
apparecchi da collegare tra le quali sia stata interposta una guarnizione ricavata da piombo in
lastra di spessore non minore di mm 5 o guarnizione in gomma telata.
Le guarnizioni avranno la forma di un anello piatto il cui diametro interno sarà uguale a quello
dei tubi da congiungere e quello esterno uguale a quello esterno del "collarino" della flangia. E'
assolutamente vietato l'impiego di due o più rondelle nello stesso giunto. Quando, per particolari
condizioni di posa della con dotta, sia indispensabile l'impiego di ringrossi tra le flange, questi
debbono essere di ghisa o di ferro e posti in opera con guarnizioni su entrambe le facce. E'
vietato in modo assoluto ingrassare le guarnizioni.
I dadi dei bulloni saranno stretti gradualmente e successivamente per coppie di bulloni posti alle
estremità di uno stesso diametro evitando di produrre con anormali sollecitazioni della flangia la
rottura di questa.
Stretti i bulloni, la rondella in piombo sarà ribattuta energica mente tutto intorno con adatto
calcatoio e col martello per ottenere una tenuta perfetta.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Art. 44 - PROVA IDRAULICA CONDOTTA IN GHISA
La lunghezza delle tratte di prova sarà scelta dall'Appaltatore, secondo quanto converrà all'atto
esecutivo, sotto approvazione della Direzione dei Lavori; l’Appaltatore dovrà comunque
presentare un dettagliato programma di esecuzione delle prove idrauliche che indichi la
suddivisione in tratte da collaudare progressivamente; dovrà altresì indicare quali opere
provvisionale intende adottare per garantire l’eseguibilità in sicurezza delle prove idrauliche.
Quanto richiesto dovrà essere sottoposto alla approvazione della Direzione Lavori.
L'Appaltatore dovrà provvedere a sue cure e spese a tutto quanto è necessario all'esecuzione
delle prove, cioè l'acqua di riempimento delle tubazioni, le pompe, i rubinetti, i raccordi, le
guarnizioni ed i manometri registratori. Questi dovranno essere accompagnati da un certificato
di taratura rilasciato da un Laboratorio ufficiale.
Per l'esecuzione delle prove, le chiusure di valle e di monte saranno realizzate mediante
apposito fondo posto in corrispondenza del limite di ogni singola tratta.
La prova verrà effettuata riempiendo gradualmente di acqua la tratta da provare e raggiungendo
la pressione stabilita mediante pompa idraulica applicata all'estremo più depresso della tratta
stessa in ragione di non più di un'atmosfera al minuto primo.
Dopo il riempimento dovranno essere lasciati aperti, per un certo periodo, gli sfiati per favorire
l'uscita di ogni residuo di aria.
I collaudi verranno effettuati secondo le modalità previste dalla norma UNI ISO 10802
“Tubazioni di ghisa a grafite sferoidale – Prove idrostatiche dopo posa” ove non in contrasto con
i punti di seguito elencati:
- Pressione di collaudo
La pressione di prova nel punto più basso della tratta da provare dovrà essere sempre pari a
1,5 volte la pressione di esercizio della condotta in espressa deroga a quanto previsto all’art.
5.1.1.3 della norma UNI 10802.
- Durata del collaudo
I tubi potranno essere provati, in ogni tratta, mediante un'unica prova della durata di 24 ore.
- Criteri di accettazione
La perdita d’acqua durante la prova di collaudo non dovrà essere superiore allo 0,0005
litri/ora/km di tubazione/millimetro di diametro nominale/bar di pressione statica (pressione
media sulla tratta da provare).
Anche nel caso si utilizzino valvole come dispositivi di chiusura in fase di collaudo idraulico, la
pressione di prova sarà comunque pari ad 1,5 volte la pressione di esercizio.
Ad ogni prova delle tratte di tubazione dovrà essere redatto un regolare verbale di
constatazione con allegato il diagramma registratore.
Qualora sia richiesto dalla Direzione dei Lavori la prova verrà effettuata a giunti scoperti con
tubazione parzialmente rinterrata. In questo caso all'inizio della prova dovranno essere ben
aperte e sgombre tutte le nicchie ed i singoli giunti debbono risultare puliti ed asciutti, tali da
permettere il controllo visivo dei medesimi da parte della Direzione dei Lavori.
Qualora le prove non diano risultato favorevole, si dovrà provvedere, a cura dell'Appaltatore,
alle necessarie sostituzioni o riparazioni e le prove dovranno essere ripetute con le stesse
modalità.
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Art. 45 - LAVAGGI E DISINFEZIONI
Prima della messa in servizio le condotte dovranno essere lavate a cura e spese
dell’appaltatore. Per l’effettuazione dei riempimenti e dei lavaggi dovrà essere utilizzata acqua
potabile. L’acqua per l’effettuazione dei lavaggi potrà venire messa a disposizione dalla
stazione appaltante dietro rimborso dei quantitativi consumati che verranno contabilizzati e
quindi fatturati al costo di 0,40 Euro/mc.
In tale caso è onere dell’impresa il collegamento alle tubazioni esistenti dell’Acquedotto della
Romagna per consentire la derivazione dell’acqua da utilizzare per i lavaggi; tale collegamento
dovrà essere comunque realizzato con modalità tali da non provocare interruzioni anche parziali
dell’erogazione sulle condotte esistenti né alcun altro disservizio all’erogazione. Le modalità di
effettuazione del collegamento dovranno comunque essere preventivamente approvate dalla
Direzione Lavori.
I lavaggi dovranno essere ripetuti per assicurare almeno due ricambi completi di acqua in
condotta e comunque fino a che, con velocità di flusso in condotta pari a quelle di ordinario
esercizio, la torbidità dell’acqua si mantenga sotto i limiti di legge stabiliti per l’acqua potabile.
E’ onere dell’impresa verificare l’efficienza dei recapiti degli scarichi e la capacità di accogliere
l’acqua derivante dai lavaggi. Durante tutto il periodo di effettuazione dei lavaggi dovrà
comunque essere assicurata la costante sorveglianza dei recapiti degli scarichi per evitare che
si possano verificare allagamenti o danneggiamenti alle proprietà pubbliche o private.
La disinfezione delle condotte sarà eseguita a cura della stazione appaltante.
Art. 46 - MANUTENZIONE ORDINARIA AI MANUFATTI ED ALLE APPARECCHIATURE
Tale articolo descrive le operazioni necessarie per le periodiche manutenzioni alle
apparecchiature di Sfiato, Scarico e Intercettazione di carattere murario, meccanico ed
ambientale.
Le operazioni di manutenzione consistono in particolare:
adeguata ventilazione, con idonei aspiratori, ventole o compressori, degli ambienti in cui
verranno eseguite le lavorazioni di seguito descritte con tutte le precauzioni in materia di
prevenzione infortuni;
pulizia esterna del manufatto da erbacce ed eventuali depositi accatastati a ridosso o sopra
le coppelle di copertura e relativo trasporto in discarica;
pulizia ed ingrassaggio, con grasso a base di graffte, del lucchetto a chiusura della botola in
ghisa a passo d’uomo;
eventuale aggottamento dell’acqua presente all’interno del pozzetto, pulizia del fondo, delle
pareti, del soffitto e di tutte le apparecchiature e carpenterie metalliche presenti (scalette,
pianerottoli, ecc.) con eventuale serraggio o sostituzione dei ganci ferma grigliati e dei tappi
ad espansione eventualmente ammalorati;
stuccatura delle crepe e delle cavillature presenti nella muratura in c.c.a. con prodotti
cementizi espansivi, idrorepellenti e ad alta adesione sia all’acciaio delle condotte che al
calcestruzzo.
sostituzione e/o integrazione del grasso minerale per riduttori degli ingranaggi delle valvole
a farfalla presenti negli scarichi. Il coperchio di protezione della scatola degli ingranaggi
dovrà essere richiuso previa ricostruzione della guarnizione di tenuta all’acqua.
esecuzione nelle apparecchiature di sfiato della verifica di funzionalità e dello spurgo di
seguito descritte:
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Capitolato Speciale d’Appalto
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verifica presenza acqua aprendo la valvola di spurgo posta sul corpo dello sfiato. In
presenza d’aria occorre procedere all’evacuazione totale della stessa in quanto la
presenza di grosse quantità d’aria è sintomo di malfunzionamento dello sfiato ed in
particolare della sfera piccola).
intercettazione dello sfiato e verifica della tenuta della valvola di intercettazione; apertura
dello spurgo dello sfiato facendo defluire totalmente l’acqua dall’interno dello stesso.
Apertura parziale e chiusura ripetuta della valvola di intercettazione per consentire
l’eliminazione dell’ossido formatosi all’interno dell’apparecchiatura e nel duomo d’attacco
della condotta. Ripetizione delle manovre descritte più volte anche nel caso di fuoriuscita
d’acqua in pressione dallo spurgo.
L’accesso ai pozzetti, siti nella maggioranza dei casi in aree private, dovrà avvenire con il
massimo rispetto delle proprietà; l’appaltatore risponderà direttamente per i danni causati a terzi
e alle proprietà sollevando il Committente da qualsiasi richiesta in proposito.
Art. 47 - VERNICIATURE DI CONDOTTE E DI APPARECCHIATURE
Le manutenzioni alle verniciature delle condotte e delle apparecchiature di scarico, sfiato,
intercettazione e filtraggio site all’interno di camere di manovra, serbatoi, cabine e pozzetti
dovranno essere effettuate con le seguenti modalità:
adeguata ventilazione, con idonei aspiratori, ventole o compressori, degli ambienti in cui
verranno eseguite le lavorazioni di seguito descritte e tutte le precauzioni in materia delle
prevenzioni infortuni;
asciugatura delle superfici e successiva raschiatura o spazzolatura sino a completa
eliminazione delle vecchie vernici e delle tracce di ossido;
protezione con appropriati materiali, carta gommata ecc. di tutte le bullonerie, componenti
elettriche, pavimentazioni o parti da non riverniciare;
applicazione di una mano di primer poliuretanico bicomponente;
applicazione di due mani di smalto poliuretanico bicomponente di colore a scelta della D.L.
su tabella R.A.L. il tutto steso a pennello;
gli ambienti dovranno essere riconsegnati previa pulizia da tutti i residui delle lavorazioni.
Il trattamento ivi descritto dovrà essere garantito dall’Appaltatore per 4 anni da problemi di
comparsa di ruggine a pena di riesecuzione della lavorazione a spese dell’Appaltatore stesso.
Art. 48 - TRATTAMENTO DI IMPREGNAZIONE BITUMINOSA SUPERFICIALE DI SEDI
STRADALI E/O PIAZZALI
Il trattamento di impregnazione bituminosa dovrà avvenire secondo le indicazioni fornite dalla
Direzione Lavori di seguito elencate:
diserbamento e regolarizzazione sede stradale;
esecuzione di ricarica con misto granulare stabilizzato per uno spessore minimo di 10 cm.
adeguatamente rullato;
spruzzata di emulsione ad impregnazione al 50% di bitume in ragione di kg.5 per metro
quadrato;
ricarica di graniglia di pezzatura 8/12 o 10//15 mm. in ragione di 25 litri a metro quadro e
rullata con rullo a tandem di 6-8 ton.;
successiva spruzzatura di emulsione acida al 65% di bitume ad una temperatura di 50-60°C
in ragione di 2,5 litri al metro quadro;
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Capitolato Speciale d’Appalto
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ulteriore spargimento di graniglia di pezzatura 4/8 mm. in ragione di 15/20 litri al mq.;
ulteriore rullatura con rullo da 6-8 ton. onde ottenere una buona penetrazione della graniglia
negli interstizi superficiali;
spazzatura graniglia in eccesso a richiesta della Direzione Lavori.
Art. 49 – RINTERRO DELLE CONDOTTE
Rinfianco e rinterro parziale
Al termine delle operazioni di giunzione relative a ciascun tratto di condotta ed eseguiti gli
ancoraggi, si procederà di norma al rinfianco ed al rinterro parziale dei tubi - per circa 2/3 della
lunghezza di ogni tubo, con un cumulo di terra (cavallotto) - sino a raggiungere un opportuno
spessore sulla generatrice superiore, lasciando completamente scoperti i giunti.
Modalità particolari dovranno essere seguite nel caso di pericolo di galleggiamento dei tubi o in
tutti quei casi in cui lo richieda la stabilità dei cavi.
Il rinterro verrà effettuato con il materiale previsto in progetto.
Il materiale dovrà essere disposto nella trincea in modo uniforme, in strati di spessore 20-30
cm, abbondantemente innaffiato e accuratamente costipato sotto e lateralmente al tubo, per
ottenere un buon appoggio esente da vuoti e per impedire i cedimenti e gli spostamenti laterali.
Per i tubi di grande diametro di tipo flessibile, dovrà essere effettuato in forma sistematica il
controllo dello stato di compattazione raggiunto dal materiale di rinterro, secondo le prescrizioni
del Direttore dei Lavori.
Ove previsto il sottofondo, il rinfianco dovrà essere eseguito in conglomerato cementizio magro,
secondo i tipi di progetto.
Saranno in ogni caso osservate le normative UNI nonché le indicazioni del costruttore del tubo.
Rinterro definitivo
Eseguita la prova idraulica si completerà il rinterro con le modalità ed i materiali stabiliti nel
precedente punto.
A rinterro ultimato, nei tronchi fuori strada verranno effettuati gli opportuni ricarichi atti a
consentire il ripristino del livello del piano di campagna - quale dovrà risultare all'atto del
collaudo - dopo il naturale assestamento del rinterro.
Nei tronchi sotto strada si avrà cura di costipare il rinterro, procedendo alle necessarie
innaffiature fino al livello del piano di posa della massicciata stradale, raggiungendo un grado di
compattazione e di assestamento del rinterro tale per cui, una volta che sia stato effettuato il
ripristino della struttura stradale, il piano di calpestio di questa non subisca col tempo e per
effetto del traffico anche "pesante" alcuna modifica rispetto all'assetto altimetrico preesistente
alle operazioni di posa. Nel caso in cui dovessero verificarsi cedimenti, l'Appaltatore, a sua cura
e spese, dovrà procedere alle opportune ed ulteriori opere di compattazione ed al ripristino della
struttura stradale (massicciata, binder, strato di usura), fino all'ottenimento della condizione di
stabilità.
Art. 50 – POZZETTI E CHIUSINI
POZZETTI DI ISPEZIONE
Collegamento ai pozzetti di ispezione
Il collegamento tubazioni-pozzetti di ispezione in calcestruzzo dovrà essere realizzato mediante
“manicotto” murario allo scopo di creare un collegamento flessibile e stagno tra il tubo e il
pozzetto di ispezione. I “manicotti” dovranno avere caratteristiche conformi all’installazione
prevista o su pozzetti prefabbricati o su pozzetti gettati in opera.
Pozzetti prefabbricati
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Capitolato Speciale d’Appalto
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Qualunque sia la tecnica impiegata, la posa o la formazione del “manicotto” è integrata al
processo di fabbricazione del pozzetto. Nel caso di posa in opera del manicotto questa è
assicurata da una dima di contenimento. Lo spessore del manicotto non dovrà essere inferiore
a 140 mm per i manicotto di DN da 150 a 600. Per i DN maggiori di 600, si potranno lasciare
affiorare dalle pareti del pozzetto i lati esterni dei manicotti.
Pozzetti gettati in opera
Nel caso di pozzetti gettati in opera durante la posa, i manicotti murari saranno pre–posizionati
sui tubi. Questa tecnica permette di evitare i rischi legati agli sforzi di giunzione o al
disallineamento tra collettore e pozzetto. Per i piccoli diametri (DN da 150 a 600) prevedere uno
spessore maggiorato della parete di calcestruzzo da 2 a 3 cm per parete dal lato esterno dei
manicotti. Utilizzare del polistirene per i ritocchi necessari.
Pozzetti di ispezione prefabbricati
I pozzetti d’ispezione saranno in calcestruzzo vibrato di cemento ad alta resistenza ai solfati,
con spessore minimo di fondo e pareti cm. 23-15, con camera di diametro interno adeguato alle
tubazioni collegate. Per tubazioni di mm. 800 il diametro interno del pozzetto sale a 1200 mm.
I pozzetti dovranno essere realizzati a più elementi, la base, con i fori d’innesto e la sagomatura
del fondo adatta alla regolarizzazione dei flussi confluenti con riduzione al minimo delle
turbolenze, ed il monolito raggiungi quota ed il cono di riduzione del diametro fino a cm. 60
circa, corrispondente a quello del chiusino. Per altezze superiori a ml. 2,95 fra la base e
l’elemento troncoconico è interposto un terzo elemento cilindrico di altezza funzionale alla
profondità di posa della tubazione fognante.
Il giunto tra base e monolito dovrà essere sagomato nel maschio e nella femmina in modo da
garantire le tolleranze ottimali per la compressione della gomma della guarnizione. Il giunto
dovrà presentare l’elemento femmina nella base per la facilità e sicurezza del montaggio, dovrà
avere l’anello di tenuta incorporato nel giunto durante il getto in gomma conforme alle norme
UNI 4920, DIN 4060, EN 681.1.
Le tolleranze dimensionali, controllate e registrate in stabilimento di produzione non dovranno
superare quelle stabilite nella normativa di europea di riferimento N510E DRAFT.
La produzione dei pozzetti dovrà essere controllata nelle varie fasi in analogia a quanto previsto
nelle tabelle dalla I^ alla V^ della Guida applicativa I.C.M.Q. per la certificazione del sistema di
qualità per le tubazioni prefabbricate in calcestruzzo. I pozzetti, le loro giunzioni e gli innesti
dovranno essere tali da garantire il rispetto delle prescrizioni contenute nell'allegato 4 dei
"criteri, metodologie, e norme tecniche generali", di cui all'art. 2, lettere b), d), e), della Legge 10
maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dell'inquinamento.
I pozzetti saranno provvisti di rivestimento protettivo per liquidi con pH variabile tra 4 e 12,
ottenuto mediante l’applicazione di resine epossidiche bicomponenti, derivante dalla
premiscelazione del prodotto verniciante tipo EPO COS A.S. SEM. ROSSO MATT. (20% P EZ
1784) e del catalizzatore; non è escluso l’utilizzo di diluenti, per epossidici rapidi. Lo spessore
minimo del rivestimento sarà di 600 microns. L’applicazione dovrà avvenire nel cantiere di
produzione del manufatto da rivestire, in ambiente termicamente controllato, tale da garantire la
maturazione a temperature superiori ai 14°C. Il cic lo applicativo secondo le apparecchiature
utilizzate potrà avvenire, previa preparazione del sottofondo con applicazione di primer in
soluzione acquosa di resine epossidiche, in unica o più soluzioni fino a raggiungere lo spessore
minimo totale previsto.
CHIUSINI PER POZZETTI DI ISPEZIONE
Di norma, per la copertura dei pozzetti di ispezione alle tubazioni, verranno adottati chiusini in
sola ghisa sferoidale, rispondenti alla norma UNI EN 124.
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I telai dei chiusini saranno di forma quadrata, circolare o rettangolare, delle dimensioni di
progetto; i coperchi saranno in forma rotonda o quadrata o rettangolare a seconda dei vari tipi di
manufatti, tuttavia con superficie tale da consentire al foro di accesso una sezione minima
corrispondente a quella di un cerchio del diametro di 600 mm.
Le superfici di appoggio tra telaio e coperchio debbono essere lisce e sagomate in modo da
consentire una perfetta aderenza ed evitare che si verifichino traballamenti.
La Direzione dei Lavori si riserva tuttavia di prescrivere l'adozione di speciali anelli in gomma da
applicarsi ai chiusini.
La sede del telaio e l'altezza del coperchio dovranno essere calibrate in modo che i due
elementi vengano a trovarsi sullo stesso piano e non resti tra loro gioco alcuno.
Salvo diversa prescrizione della Direzione dei Lavori, dovranno essere adottati coperchi con fori
di aerazione aventi una sezione totale almeno pari a quella di un tubo di 150 mm. di diametro.
Ogni chiusino dovrà portare, ricavata nella fusione, e secondo le prescrizioni particolari della
Direzione dei Lavori, l'indicazione della Stazione Appaltante.
Normalmente, salvo casi particolari, a giudizio della Direzione dei Lavori, i chiusini dovranno
essere della tipologia sotto indicata ai sensi della norma UNI EN 124
- su strade statali e provinciali in genere strade pubbliche con intenso
traffico di scorrimento
D400
- su strade comunali senza traffico di scorrimento ed in generale
strade pubbliche con traffico leggero
D400
- su strade private trafficate
D400
- su banchine di strade pubbliche e strade private solo leggermente
trafficate
D400
- giardini e cortili con traffico pedonale
C250
Per carico di prova s'intende quel carico applicato come indicato al successivo paragrafo, in
corrispondenza del quale si verifica la prima fessurazione.
Numero degli elementi da sottoporre a prova.
Per la loro ammissibilità - ai fini dell'accertamento di rispondenza della fornitura - i certificati
dovranno riferirsi a prove fino a rottura eseguite su almeno tre elementi per ogni tipo e
dimensione di chiusino che debba essere installato.
Alle prove dirette dovrà essere sottoposto un elemento ogni 100 oggetto di fornitura: a tal fine le
forniture verranno arrotondate, in più o in meno, a seconda dei casi, al più prossimo centinaio.
Tuttavia anche per le forniture inferiori ai cento, ma di almeno venti elementi, si provvederà,
sempre a spese dell'Appaltatore, all'esecuzione di una prova.
Le spese saranno a carico della Stazione Appaltante solo se venga richiesta - e dia esito
positivo - una prova su fornitura inferiore ai venti elementi.
Esecuzione della prova
Il telaio del chiusino verrà posato sul supporto della macchina di prova con l'interposizione di un
sottile strato di gesso, si da garantirne, la perfetta orizzontalità.
La forza di pressione verrà esercitata perpendicolarmente al centro del coperchio per mezzo di
un piatto del diametro di 200 mm. il cui bordo inferiore risulti arrotondato con raggio di 10 mm.
Il piatto dovrà essere posato sul coperchio con l'interposizione di un sottile strato di gesso, di
feltro o di cartone per garantirne il perfetto, completo appoggio.
La pressione dovrà essere aumentata lentamente e continuamente con incrementi che
consentono il raggiungimento del carico di prova in 4 minuti primi, ma verrà arrestata nel caso
non si siano verificate fessurazioni, al 90% di tale valore.
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Qualora invece anche uno solo degli elementi sottoposti a prova si fessurasse, si procederà
senz'altro a sottoporre alla prova completa, fino a rottura - altri due elementi indipendentemente
dalla consistenza della fornitura - e il carico di rottura risulterà della media di tre valori.
Modalità di posa
Prima della posa in opera la superficie di appoggio del chiusino dovrà essere convenientemente
pulita, bagnata e preparata con adesivo epossidico per riprese di getto, verrà quindi steso un
letto di malta a ritiro controllato, dosata a 5 ql. di cemento tipo 425 per m3 d'impasto, sopra il
quale sarà infine appoggiato il telaio.
Il telaio sarà ancorato alla struttura muraria mediante tirafondi espansivi.
La superficie superiore del chiusino dovrà trovarsi, a prova avvenuta, al perfetto piano della
pavimentazione stradale. Lo spessore della malta che si rendesse a tal fine necessario non
dovrà tuttavia eccedere i 3 cm.; qualora occorressero spessori maggiori, dovrà provvedersi in
alternativa, a giudizio della Direzione dei Lavori, o all'esecuzione di un sottile getto di
conglomerato cementizio a 4 ql. di cemento tipo 425 per m3 d'impasto, confezionato con inerti di
idonea granulometria ed opportunamente armato, ovvero all'impiego di anelli di appoggio in
conglomerato cementizio armato prefabbricato.
Non potranno in alcun caso essere inseriti sotto il telaio, a secco o immersi nel tetto di malta,
pietrame, frammenti, schegge o cocci.
Qualora, in seguito ad assestamenti sotto carico, dovesse essere aggiustata la posizione del
telaio, questo dovrà essere rimosso e i resti di malta indurita saranno asportati.
Si procederà quindi alla stesura del nuovo strato di malta, come in precedenza indicato,
adottando, se del caso, anelli d'appoggio.
I chiusini potranno essere sottoposti a traffico non, prima che siano trascorse 24 ore dalla loro
posa.
A giudizio della Direzione dei Lavori per garantire la corretta collocazione altimetrica dei
chiusini, dovranno essere impiegate armature di sostegno, da collocarsi all'interno delle
camerette e da recuperarsi a presa avvenuta.
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2.02 Capitolato speciale d`appalto - Pesaresi