Anno XIV Luglio 2008 n° 110 Il valore dell’amicizia www.rotary2090.info SOMMARIO Periodico mensile fondato da Ennio Vincenti - Autorizz. Tribunale di Teramo n. 364 del 27/10/1994 - Stampa Grafiche Millefiorini S.N.C. Zona Industriale, 06046 Norcia Editore Rotary International Distretto 2090 rappresentante pro tempore, il Governatore 2008 - 2009 Giorgio Splendiani - Via Cimino, 3 - 67100 L’Aquila - Direttore responsabile Mauro Bignami - Redazione: Via Cimino, 3 - 67100 L’Aquila Pubblicazione non in vendita ma distribuita ai soci dei Rotary Club del Distretto 2090 Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 - comma 1 commerciale Business Ascoli Piceno. La riproduzione degli articoli, anche parziale, è permessa citando la fonte. Gli articoli pubblicati rispecchiano soltanto il pensiero degli autori e non comportano responsabilità della direzione. COMITATO DI REDAZIONE DEL GIORNALE DISTRETTUALE Presidente onorario Ennio Vincenti Presidente Giorgio Splendiani Direttore Responsabile Mauro Bignami Componenti Ferruccio Squarcia, Mario Struzzi, Angelo Buonumori, Luigi Marra, Bruno Massucci, Demetrio Moretti, Urbano Urbinati, Lucio Valentini, Berardo Zocaro Redazione operativa: Casella Postale 233 Ancona Centro 60123 Ancona e-mail: [email protected] Concessionaria pubblicità BRANDUP C.so Garibaldi, 88 - 06049 - Spoleto (PG) www.brandup.it Advertising consultant A. M. 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Mannucci (Gilberto Polverari) 25 Premio Dante Paolinelli (Adelio Pistelli) Osimo: viaggio nelle Marche cartografiche Sulle ali di San Giorgio 26 GSE in visita a Macerata L’opinione Da Norcia a Norcia (Urbano Urbinati) I mesi rotariani Sul metodo per un contributo rotariano alla pace (Giuseppe Centanni) Ad Ancona ora c’è Largo Paul Harris Da un incontro casuale nasce una grande amicizia rotariana (Vasil Aleksi) 28 Fellowship 28 Giramondo 30 Biblioteca Golf sul podio Fermo vola a New York I giovani disegnano il Rotary (MaBig) Dissonanze Il Paese dei miracolati (Mauro Bignami) PER CHI DESIDERA COLLABORARE La nuova veste della rivista e il desiderio di renderla sempre più bella e fruibile, ci suggeriscono di indicare alcune norme redazionali: • I contributi editoriali alla rivista, sempre graditi, dovranno essere scritti in testo word e inviati via email al seguente indirizzo: [email protected] • Per poter dare spazio al maggior numero di interventi, salvo autorizzazione della redazione, i contributi relativi all'attività dei Club, non dovranno superare la mezza cartella, pari a 750 battute, spazi compresi. • Gli altri interventi vanno misurati a cartelle, ossia a fogli di testo word da 1.500 battute, spazi compresi (titoli esclusi). La lunghezza dell'articolo va sempre concordata con la redazione la quale, per esigenze di spazio, una volta ricevuto il pezzo, può chiedere di ridurlo o sintetizzarlo. La redazione è autorizzata a correggere il contributo inviato e, per esigenze di tempo o spazio, può altresì non pubblicare i pezzi ricevuti, anche se concordati nella lunghezza e nei tempi. • Le eventuali foto accompagnatorie saranno pubblicate a insindacabile giudizio della redazione. Consigliamo di evitare fotografie in cui appaiono piatti, bottiglie e bicchieri o persone a tavola. Una fotonotizia (foto con due/tre righe di testo) è egualmente gradita e, spesso, fa più effetto di un articoletto. • Le fotografie devono rispettare standard di pubblicabilità minimi, corrispondenti a una dimensione non inferiore a cm 15 (la base) e una definizione di 300 Dpi/pollice. I file vanno inviati in formato Jpg e, se non espressamente concordato, non devono oltrepassare le dimensioni indicate. Nel caso di immagini particolarmente pesanti, si prega di contattare Angelo Buonumori per ottenere le disposizioni di invio tramite FTP. Giorgio Splendiani IL VALORE DELL'AMICIZIA C ari Amici Rotariani, è la prima lettera che vi scrivo e provo una certa emozione. Per giorni mi sono chiesto quale doveva essere il primo argomento da trattare: la risposta me l'avete data voi al Congresso di Norcia attraverso la 'Voce dei Club'. Ho ascoltato con molto interesse interventi spontanei, giusti ed equilibrati; ritengo doveroso da parte mia, come primo compito, di rispondere ad essi. Voglio premettere che secondo lo Statuto del Rotary International la funzione del Governatore è di “promuovere lo Scopo del Rotary guidando e consigliando i Club del Distretto” e che “il Rotary International è l'Associazione dei Rotary Club organizzati e funzionanti conformemente allo Statuto e al Regolamento del Rotary International”. Il mio compito sarà quindi quello di indirizzare e accompagnare i Club e non di trasmettere ordini. Tuttavia, dovrò fare rispettare le Regole del Rotary; senza questo rispetto non si è Rotariani, anche se si è iscritti a un Club. Il primo problema che è emerso dal Congresso è stato quello della necessità di lavorare in collaborazione fra più Club. Credo che la migliore risposta sia quella venuta dall'esempio del 'Distretto culturale', che comprende Club delle Marche e dell'Umbria con un fine di Servizio comune. Le associazioni dei Club su base regionale o interregionale devono tuttavia essere strumenti per iniziative comuni e non organi burocratici con statuti, regolamenti e cariche che possono creare problemi, competizioni o contrasti. Scopo fondamentale del Rotary è di “promuovere e sviluppare relazioni amichevoli fra i propri Soci per renderli meglio atti a servire l'interesse generale”. Quindi, non devono esistere barriere tra soci, Club, città o regioni. Paul Harris sognò di creare una comunità di AMICI: il motto di quest'anno - RENDI REALI I SOGNI - si deve realizzare anche in una sincera e completa amicizia tra tutti i soci e tutti i Club. Giugno è stato il mese dell'Amicizia rotariana e numerosi sono i programmi del Rotary che la promuovono: le Borse di Studio Internazionali, lo Scambio di Giovani, i Circoli Professionali Rotariani. Grazie a queste iniziative è possibile che Rotariani di diverse aree del mondo si conoscano e condividano esperienze, interessi comuni, hobby, idee e sviluppino programmi di Servizio. L'ospitalità in casa è la più efficace forma per coltivare un'amicizia. Inoltre, è importante poter comunicare con gli altri, perché la comunicazione è alla base di qualunque forma di amicizia. L'evoluzione dei tempi ha fatto sì che attraverso l'informatica siano possibili contatti umani con una rapidità sino a ieri impensabile. Progetti comuni e di grande impatto sociale possono essere realizzati tra rotariani che, pur vivendo in continenti diversi, si propongono gli stessi ideali. E' importante, quindi, che un rotariano attivo sia in grado di comunicare anche in maniera telematica. Nella visione di una globalizzazione del Servizio, non và dimenticato il coinvolgimento dei giovani e dei coniugi. I Club padrini dei Rotaract devono concentrare sui giovani le loro cure e attenzioni e seguire la loro formazione perché possano divenire le nuove forze del Rotary. L'accettazione degli ex rotaractiani e degli Alumni deve essere una delle vie preferenziali per l'incremento dell'effettivo. Infine, un saluto particolare ai coniugi dei rotariani. Il Rotary conta molto su di loro; come Massimo ha detto nella relazione finale del Congresso, “il coniuge del Rotariano deve avere un ruolo attivo e propositivo”; in tutte le manifestazioni rotariane sarà dato ampio spazio ai coniugi. Chi fa parte della famiglia del Rotary non può non partecipare alla vita del Club, pur nella completa libertà e autonomia di dedi- LUGLIO KORRIK LETTERA DEL GOVERNATORE - LETRA E GUVERNATORIT carsi ad attività di servizio in associazioni meritevoli quali l'Inner-Wheel. Concludo questa mia prima lettera rilevando che proprio dalle 'Voci dei Club' è emerso che con la vera Amicizia si possono superare tutti i problemi. Pertanto, vi invito a porvi come scopo del nuovo anno di dimenticare discordie, incomprensioni e dissapori e di sedervi, al prossimo incontro, vicino alla persona con cui avete avuto maggiori contrasti. 3 e dashur miqe Rotarian, eshte letra e pare qe ju shkruaj dhe provoj nje emocion te vecante. Ka dite qe pyes veteveten cili do te ishte argomenti i pare per te trajtuar: pergjigjen ma keni dhene ju ne Kongresin e Norcias nepermjet "Zerit te Klubeve". Degjova me shume interes nderhyrjet spontanee, te drejta dhe te ekuilibruara; mendoj qe detyra ime e pare eshte t'ju jap nje pergjigje atyre. Deshiroj te parathem qe sipas Statutit te Rotarit Internacional funksioni i Governatorit eshte "te nxit Qellimin e Rotarit duke udhehequr dhe keshilluar Klubet e Distrikteve" dhe qe Rotary Internacional eshte Shoqata e Klubeve te Rotarit qe fuksionojne ne respektin e Statutit dhe te Rregullores se Rotarit Internacional. Detyra ime do te jete ajo te drejtoj dhe shoqeroj Klubet dhe jo t'ju jape urdhera. Megjithate , jam i detyruar te bej qe te respektohen rregullat e Rotarit, pa kete respekt nuk do jemi Rotariane, edhe pse jemi anetare te shkruar ne nje Klube. Problemi i pare qe doli nga Kongresi ishte ai i nevojes te punohet ne bashkepunim midis Klubeve. Besoj qe pergjigjeja me e mire eshte ajo e dhene nga shembulli i "Distriktit Kulturor" qe permban Klubet e Markeve dhe Umbrias me nje qellim Sherbimi te perbashket. Shoqatat e Klubeve me baze krahinore o mbikrahinore duhet te jene strumente per iniciativa te perbashketa dhe jo organizma burokratike me statute, rregullore dhe pozita T qe mund te krejojne probleme, ndeshje dhe kontraste. Qellimi themelor i Rotarit eshte "te nxit dhe zhvilloj marredhenie miqesore nepermjet antarve per tgi bere me te gateshem per te sherbyer interesin e pergjithshem". Prandaj nuk duhet te ekzistojne barriera mes anetarve, Klubeve, qyteteve o krahinave. Paul Harris enderroj te krijonte nje komunitet miqesh: me thirrjen e vitit "BEJ REALITET ENDERRAT- duhet te realizohet edhe nepermjet nje miqesie te sinqerte dhe komplete midis te gjithe anetarve dhe Klubeve. Qershori ka qene muaji i miqesise Rotariane dhe te shumte jane programet e Rotarit qe po e nxitin: Bursat per studime Internacionale, Shkembimet mes te rinjeve, Shoqatat profesionale Rotariane. Faleminderit ketyre iniciativave do te jete e mundur qe Rotarianet nga zona te ndryshme boterore te njihen dhe te bashkendajne ekperienca, interesa te perbashket, hobby, ide dhe te zhvillojne programe Sherbimore. Mikepritja ne shtepi eshte forma me e vlefshme per te koltivuar nje miqesi. Gjithashtu eshte e rendesisheme te jete e mundur te komunikohet me te tjeret, sepse komunikimi eshte baza e c'do forme miqesie. Zhvillimi i kohes ka bere asshtu qe nepermjet informatikes te mundesohen kontaktet njerezore me nje shpejtesi qe deri dje ishte e pamendueshme. Projkte te perbashket dhe me nje impakt social te madh mund te realizohen midis rotarianeve qe edhe pse jetojne ne kontinente te ndryshem kane te njejtat ideale. Eshte e rendesishme qe nje rotarian aktiv te jete ne grade te komunikoje ne menyre telematike. Ne vizionin e nje globalizimi te Sherbimeve nuk duhet te harrohet aktivizimi i te rinjeve dhe i bashkeshorteve. Klubet atesor Rotaract duhet te perqendrojne mbi te rinjte vemendjen dhe kujdesin dhe te ndjekin formimin e tyre me qellim qe te behen forca e re e Rotarit. Pranimi i ex rotaractianeve dhe i Alumni duhet te jete nje nga rruget e preferuara per te rritur efektivat. Ne fund, nje pershendetje te vecante bashkeshorteve te rotarianeve. Rotari ka shume besim te to; ashtu sic Massimo ka thene ne relacionin final te Kongresit "bashkeshorti i rotarianit duhet te kete nje role aktiv dhe propozitiv", ne te gjithe manifestimet rotariane do t'ju jepet nje hapesire e gjere bashkeshorteve. Kush bene pjese ne familjen e rotarit nuk mund te mos marrepjese ne jeten e Klubit, edhe pse me lirine e plote te ti dedikohet aktiviteteve ne shoqata qe meritojne sic eshte Inner-Wheel. Mbyll kete letren time te pare duke vene ne dukje qe pikerisht nga "Zerat e Klubeve" ka dale qe me Miqesine e vertete mund te kapercehen te gjithe problemet. Prandaj ju ftoj te vini si qellim te vitit te ri harrimin e mosmarreveshjeve, moskuptimeve dhe te uleni ne takimin e ardheshem, afer personit me te cilin keni pasur me teper kontraste. PROSSIMAMENTE FORUM E MANIFESTAZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI 2008/2009 28 Agosto L’Aquila Forum Perdonanza 12-13-14 Settembre Sirolo (AN) Golf: VII Coppa del Governatore del Distretto 2090 Challenge “Umberto Pallotta della Torre del Parco” 38° Campionato Italiano AIRG 20 Settembre Marche Forum Effettivo 5 Ottobre Campobasso Forum Anziani 14 Ottobre Osimo (AN) IV Premio Sardus. F. Tronti 19 Ottobre Ascoli Piceno Forum Infrastrutture e mobilità 16 Novembre Fano (PU) Seminario Rotary Foundation 19 Aprile 2009 Termoli XXXII Premio D’Andrea 13-14 Giugno 2009 L’Aquila Congresso distrettuale 21 Giugno 2009 L’Aquila Torneo di Golf per rotariani VISITE DEL GOVERNATORE AI CLUB Luglio 2008 1 3 4 7 8 9 10 11 14 17 18 21 24 Ancona Ancona - Conero Falconara Marittima e Loreto Macerata Tolentino Macerata Matteo Ricci Camerino Civitanova Marche Pesaro Rossini Urbino Osimo Senigallia Fermo Settembre 2008 7 6 17 18 19 20 24 25 29 30 Agnone Isernia Larino Campobasso Porto San Giorgio Alto Fermano Sibillini San Benedetto del Tronto e San Benedetto del Tronto Nord Teramo, Teramo Est e Teramo Nord Centenario Tirana Durazzo 14 15 16 17 18 20 21 22 23 27 28 31 Chieti e Chieti Ovest Pescara Loreto Sulmona Montegranaro Fabriano Jesi Avezzano L'aquila e L'aquila Gran Sasso Novafeltria Cagli-terra Catria-nerone Termoli Novembre 2008 7 8 11 12 13 14 15 17 18 20 21 22 29 30 Atessa Media Val Di Sangro Ortona Pesaro Trasimeno Foligno Todi Fano Spoleto Ascoli Piceno Perugia Est Vasto Lanciano Amelia Narni Terni Ottobre 2008 Dicembre 2008 1 7 9 10 13 13 16 18 20 21 Korça Altavallesina Grottefrasassi Gualdo Tadino Gubbio Pescara Nord e Pescara Ovest G. D'annunzio Assisi Perugia Norcia Orvieto Città Di Castello 5 Mauro Bignami SAN BENEDETTO: UN MANAGER DI 1.500 ANNI OR SONO Concluso a Norcia il XXIV Congresso distrettuale Norcia, dal 6 all'8 giugno, per il XXIV Congresso distrettuale, il tempo (atmosferico) non è stato dei migliori, ma quello misurabile dalle lancette di un qualsiasi orologio è stato invece fruttuoso, stimolante e, perché no, corroborante. Chi c'era può confermarlo; chi non c'era ha irrimediabilmente perso un'occasione, perché «l'essenza delle testimonianze» che scriverò su queste pagine, non è che «il simulacro della verità», come ha detto, nel pomeriggio, quel relatore che ha parlato di Etica della comunicazione. In effetti su Etica del lavoro: dalle radici culturali alla proiezione del futuro, era imperniato il Congresso, prosieguo ideale e logico del Congresso 2007, che aveva avuto come tema la responsabilità sociale d'impresa. La scelta della città di Norcia ha risposto al preciso intento di concludere nella patria di San Benedetto il percorso tematico dell'anno di governatorato di Massimo Massi Benedetti che, attraverso le tappe dei tanti forum organizzati in questi mesi, si è snodato intorno ai concetti di lavoro e di etica nelle più varie e profonde articolazioni. Così, gli interventi congressuali, aperti dai PDG Giorgio Rossi e Mario Bellucci e dal rappresen- A 6 tante del presidente internazionale Aydin Izmirli, hanno arricchito e al tempo stesso messo un punto fermo sulla tematica dell'anno rotariano appena concluso con una significativa proiezione verso scenari futuri. Rilevante il numero degli interventi in programma, aperti dal PDG Antonio Pieretti, che ha sviluppato il tema Il lavoro come valore. Partendo dalla figura di San Benedetto e dalla sua Regola, Pieretti ha analizzato il significato più profondo del verbo ora, che non è solo un invito alla preghiera e al raccoglimento, ma alla riflessione, meditazione, approfondimento attraverso la lettura e la conoscenza; mentre labora è un termine dalla duplice valenza perché, travalicando la prima accezione dello sporcarsi le mani con la dura fatica materiale, può assumere il significato di continuazione dell'opera creatrice di Dio, di elaborazione, arricchimento ed espansione della terra. «Non c'è futuro senza innovazione e senza creatività, ha affermato Pieretti, e non c'è creatività senza idee.» Non essere schiavi della tecnologia, ma saperla dominare e metterla al nostro servizio, non essere subordinati alle leggi dell'economia e del consumismo ma fare entrare i valori nella realtà quotidiana e preservare la dignità del soggetto umano: questo si deve comprendere e perseguire, in quanto il lavoro, diritto-dovere sociale, è una forma di testimonianza, di rispetto e amicizia per gli altri. Dal canto suo, Dom Natale Brescianini ha evidenziato la Modernità di una Regola antica, quella benedettina, che nel rapporto fra la comunità e il singolo privilegia la persona; «in essa, ha aggiunto, la comunità, il gruppo, l'organizzazione, l'abate devono creare le condizioni affinché il singolo possa esprimere il meglio di sé» e, riferendosi all'oggi, si è chiesto: «i nostri luoghi di lavoro, le procedure, gli indici di qualità servono a far crescere le persone, o la massimizzazione del profitto va a minimizzare altre cose?» Nella ricerca dell'armonia con se stessi e con ciò che ci sta intorno, anche il lavoro acquista una valenza positiva e rifarsi alla regola benedettina comporta l'assunzione di una prospettiva particolare da cui guardare le cose, il mondo. Massimo Folador, dibattendo su L'impatto della tradizione culturale sui processi produttivi, ha ribadito che nella società odierna è fondamentale per l'uomo riacquistare la propria identità, quel concetto di centralità presente nel mondo benedettino e spesso perso in azienda, dove dovrebbe prevalere una relazione di unità, di comunità coesa piuttosto che di autorità. Da 1.500 anni i monasteri benedettini sono un esempio illuminante di che cosa significhi vivere e lavorare in un contesto dove tutti abbiano chiari finalità e obiettivi, ruoli e mansioni e sappiano fare della comunità il proprio punto di forza. Un'organizzazione perfetta che ha attraversato i secoli e che può dire molte cose al mondo manageriale, grazie alla corretta gestione di valori condivisi, a una leadership diffusa e alla capacità di far lavorare insieme persone motivate e consapevoli delle proprie responsabilità. La Regola di San Benedetto è stata per secoli il faro di questi monasteri e ha saputo irradiare buon senso unito a un'estrema concretezza. Oggi rappresenta un richiamo forte alle radici comuni del vivere organizzato, alle sue regole di appartenenza e può contribuire a ridare slancio alla vita aziendale e al governo delle imprese. Il PDG Mario Giannola (Il lavoro come strumento di solidarietà), ha esordito definendo il lavoro una straordinaria espressione dell'attività dell'uomo, che unisce e assicura lo sviluppo della persona, della famiglia, della comunità e ha ricordato che i benedettini hanno rivoluzionato la concezione del lavoro nell'antichità, non più concepito come maledizione perché attività da schiavi, ma attività che realizza l'uomo in quanto fuga dall'ozio e strumento d'ascesi. «Ma il lavoro inteso come pura e semplice attività con la quale l'uomo cerca di soddisfare i propri bisogni elementari e produrre mezzi di sussistenza, se non coadiuvato da un diverso livello di vita, finisce per tradursi in una sorta di modello sociale, concentrato unicamente nel rincorrere la soddisfazione dei propri bisogni vitali», ha continuato Giannola, osservando poi che nasce allora spontaneo il cosiddetto humus comunitario. Un esempio virtuoso di come l'uomo sia in grado di esprimere tanta energia positiva è dato dall'azione rotariana, che si manifesta soprattutto nei momenti più gravi sotto forma di responsabile condivisione, di solidarietà, di partecipazione spontanea. E' in corso una sfida impegnativa per combattere nel mondo la fame, l'analfabetismo, la povertà, le malattie, l'emergenza idrica, le tante nuove e vecchie povertà che impediscono la realizzazione di una convivenza pacifica tra i popoli, unico vero, autentico traguardo del cammino rotariano. Ma proprio nei momenti più dramamtici l'uomo è in grado di esprimere tanta energia di bene, impegnandola in una responsabile condivisione, in uno slancio generoso di partecipazione e di azione e dunque di solidarietà, che è alla base del Rotary e della sua filosofia. Solidarietà che è capacità di sospendere l'attenzione verso i propri interessi, «liberando uno spazio affettivo nel quale occuparci delle necessità degli altri, valore indispensabile mediante il quale la società saprà trasformarsi in comunità, diventerà fonte di identità, coesione, affinità.» «Tornano prepotenti a intravedersi le finalità della nostra Associazione, ha concluso Giannola, la mission del Rotary, la convivenza pacifica fra tutti i popoli, che si persegue attraverso l'impegno condiviso, tanto più manifesto, quanto più è impellente l'emergenza. Il Rotary deve essere in grado di fornire un modello per la società moderna, un modello che sia di contrasto con le degenerazioni dalla stessa prodotta. Il Rotary deve saper convincere una società per affermare dei valori ai quali la società medesima, se non sorda, si mostra comunque indifferente. Questo confronto critico sarà tanto più prezioso, quanto più sarà capace di esprimere una sintesi valida per il futuro e quindi costituire una possibilità di speranza per le nuove generazioni.» La prima sessione, coordinata dal PDG Luciano Pierini, è stata chiusa dall'intervento di Shpetim Leka che, nella sua relazione ha fatto riferimento al Valore della solidarietà in un Paese emergente, com'è appunto l'Albania. «Per noi Rotariani - ha affermato -, l'umanità è la nostra preoccupazione maggiore. Il Rotary, con i suoi ideali, ha portato in Albania la Ruota della speranza e la sensazione di una grande forza interiore.» Ricordando le attività concrete attuate per aiutare un popolo in grandi difficoltà economiche e sociali, da Vita per l'Albania ad Adottiamo uno studente, da Un cuore per l'Albania al progetto per l'acquedoto di Durazzo e a quello per Gerdec, Leka ha concluso sottolineando la forza del fare: «Per servire bisogna agire!» La seconda sessione, coordinata dal PDG Vincenzo Montalbano Caracci, è iniziata con l'intervento di Piero Chiorri, che ha illustrato il progetto I Signori dell'anello come esempio concreto del rapporto fra radici culturali e sviluppo economico: una proposta innovativa per lavorare in sinergia e mettere in rete i servizi culturali delle zone al confine delle due regioni, «con l'intento di dar vita a un distretto culturale con obiettivi ambiziosi tra cui - ha spiegato Chiorri - quello di rendere sempre più efficiente ed efficace il processo di produzione di cultura e quello di aumentare la capacità di sostenibilità economica del settore.» Il PDG Riccardo Marrollo, nel trattare il tema Il lavoro come strumento di tutela o distruzione dell'ambiente, ha focalizzato il problema della necessità di garantire uno sviluppo sostenibile che, «salvaguardando le aspettative di benessere economico, tuteli al contempo l'ambiente e il territorio. Spesso - ha continuato -, nel vertiginoso processo di sviluppo che ha interessato alcune economie, il lavoro è stato svincolato da un'etica dell'ambiente, anche se si è compreso che uno sviluppo senza rigore non è più sostenibile.» Ecco dunque che i sistemi economici più avveduti e lungimiranti hanno fatto proprie le istanze legate al rispetto ambientale, introducendo tutte le innovazioni tecniche e gestionali utili a contribuire a migliorare il rapporto con il territorio. Possibili soluzioni sono da ricercare «nella certificazione di eco-idoneità delle aree industriali, in una governance del territorio, in una gestione efficace delle politiche ambientali, in un sistema formativo più educativo, ma non solo.» Catia Bastioli, insignita del prestigioso premio internazionale Inventore europeo dell'anno 2007, intervenendo su Proposte per uno sviluppo sostenibile, ha dichiarato che «il ruolo della scienza è molto importante, ma non della scienza in mano a poche grandi multinazionali, bensì a ricercatori che, oltre alla responsabilità dello sviluppo tecnico, abbiano anche la volontà strategica di modificare il mondo in cui viviamo.» Ancora una volta, Gaspare De Fiore ha fortemente coinvolto ed entusiasmato i presenti illustrando anche graficamente alcune opere di architettura per dimostrare la vera essenza dell'homo faber: «piccole creature che possono diventare immensamente grandi se sanno vivere secondo la propria passione.» 7 MaBig RIAFFERMARE LA VALIDITÀ DEI VALORI Una sintesi dell'intervento conclusivo del Governatore Massimo Massi Benedetti. l Governatore Massimo Massi Benedetti nel suo intervento conclusivo del XXIV Congresso distrettuale ha esordito affermando di aver sempre tenuto presente, nel corso del suo anno, la necessità di una riflessione sulla questione se il Rotary sia al passo con i tempi, se lo spirito delle origini sia ancora prevalente fra i rotariani e se la società attuale abbia ancora bisogno del Rotary. Ciò a prescindere dal problema dell'effettivo, che è un falso problema, in quanto si può risolvere concentrandosi sulla motivazione e sul reclutamento di veri rotariani, concentrando le proprie energie a far crescere le forze positive. Nessun nuovo club, dunque, ma lo sviluppo ragionato ed equilibrato degli esistenti, specie di quelli albanesi, dove il Rotary ha giocato un ruolo importante nell'accom-pagnare il Paese fuori dall'emergenza non solo con i contributi economici, ma con il calore della solidarietà e con il sostegno all'orgoglio del popolo albanese. Il Governatore ha poi chiarito il significato dell'espressione stile rotariano, intendendo con esso il rispetto di regole scritte e non scritte, che siano parte del nostro comportamento naturale per consentire i migliori rapporti all'interno e all'esterno del club e per favorire la realizzazione dei progetti. Ha poi ribadito il rispetto della puntualità e dell'oratore, inoltre il valore dei simboli, la cui importanza non deve essere trascurata e il cui significato non deve essere dimenticato. E in primo luogo il significato simbolico e rituale delle conviviali, le cui origini sono legate alle origini della I 8 vita sociale dell'uomo, e dello scambio dei guidoncini. «In un clima di solidarietà e di amicizia stonano dunque le competizioni se non addirittura le situazioni di aperto conflitto fra alcuni club e su questo aspetto sarebbe necessaria un'attenta riflessione per capire dove sia andata a finire quell'amicizia di cui così spesso parliamo e che viene data per scontata», ha sottolineato. In effetti, nel Rotary «è presente il rischio di una conflittualità serpeggiante spesso dovuta ad una scarsa adesione ai valori rotariani e dall'ignoranza delle regole», ha aggiunto. Venendo ai rapporti con altre istituzioni vicine al Rotary, il Governatore ha parlato di «collaborazione con l'Inner Wheel, nel rispetto delle proprie autonomie e competenze per un comune scopo umanitario e sociale». Diverso naturalmente è il rapporto con il Rotaract: «dev'essere fatto un grande sforzo per garantire quella osmosi di valori e di esperienze che rappresentano il reale valore aggiunto di questa organizzazione giovanile, mentre l'Interact non deve essere considerato un Rotary in miniatura. All'associazione Alumni il riconoscimento della sua importanza e l'augurio di un crescente sviluppo e alle fellowship rotariane l'auspicio che altre ancora possano essere costituite perché rappresentano un terreno fertilissimo per lo sviluppo dell'amicizia.» Massi Benedetti ha evidenziato inoltre come, nel corso del suo anno, insieme ai Governatori che seguiranno, si è iniziato a dare forma operativa al concetto della continuità, che ormai è un fatto acquisito nella vita del Rotary. Ma «non bastano solo le dichiarazioni di principio, servono anche gli strumenti operativi e in questo senso si è proceduto a una profonda revisione degli aspetti organizzativi delle attività di supporto distrettuale quali la Segreteria e la Tesoreria, che mantengono la continuità delle funzioni indipendentemente dal succedersi dei governatori perché di natura virtuale.» Questo ha dato origine a delle considerazioni su quale debba essere la funzione degli organi distrettuali e su come debbano essere utilizzate le risorse distrettuali a vantaggio dei club. Si potrà costruire un archivio distrettuale, mentre fondamentale appare la comunicazione via internet con un progressivo minore uso del cartaceo, anche se non bisogna restringere il campo ai soli aspetti tecnologici e organizzativi. Per quanto riguarda la comunicazione distrettuale, il Governatore ha sottolineato che la rivista 2090MAG «è una realtà viva che evolve con l'evoluzione delle richieste dei suoi lettori con l'obiettivo che un sempre maggiore numero di persone la leggano e collaborino. Ma l'obiettivo più importante è quello di far sì che il giornale diventi uno strumento di lavoro dei rotariani, attraverso cui conoscere e far conoscere in tempo utile le attività svolte e da svolgere con spunti di interesse alla luce dei valori del Rotary.» Il Governatore ha poi ricordato il successo dell'iniziativa Rotary al cinema, il moltiplicarsi dei Matching Grant grazie al progressivo incremento della capacità operativa dei singoli club e la realizzazione del complesso progetto di intervento sui bambini affetti da diabete in Camerun, con il coinvolgimento di numerosi partner anche in campo internazionale. Fra i programmi della Rotary Foundation come non ricordare il programma GSE che anche quest'anno si è concluso positivamente grazie al calore, all'ospitalità e alla generosità dei rotariani. Proseguendo nel suo intervento, Massi Benedetti ha sottolineato come il tema del Rotary sia stato affrontato in una società «in cui si avverte una crisi profonda in tutti i campi e di cui si stenta a capire quali possano essere i rimedi. Ho percepito da parte dei rotariani la determinazione a volere riaffermare la validità dei valori che ci uniscono e di volere con orgoglio essere protagonisti, come rotariani e come membri della cosiddetta società civile, di un cambiamento di tendenza volto ad arrestare un declino che sembra venire accettato come un'ineludibile fatalità.» Per avere la consapevolezza della propria potenzialità «a volte sono necessarie delle manifestazioni semplici, ma concrete e simbolicamente rilevanti per dimostrare che se si vuole si può. E' questo il vero significato della sfida delle cosiddette stravaganze che vi ho lanciato e che il corpo dei rotariani, soprattutto di quelli silenti, ha accolto con grande favore determinandone il successo.» Anche perché le stravaganze non erano tali, ma rappresentavano il «profondo desiderio che i rotariani del distretto avevano di concretezza e di adeguamento ai tempi per essere incisivi su una società che ha bisogno del nostro intervento per uscire dalla spirale del consumismo che ci attanaglia e del relativismo che mina alle radici la nostra civiltà. Per riaffermare il ruolo dell'individuo, della sua creatività individuale, del suo orgoglio di leadership, dell'orgoglio nel riaffermare e pretendere la selettività sulla base dei valori che ci uniscono e per riaffermare il valore dell'etica e della responsabilità individuali in una società in cui è divenuto argomento di contrattazione sindacale la possibilità per un medico di fare certificazioni false.», ha spiegato Massi Benedetti. Avviandosi alla conclusione, il Governatore ha detto che «per rafforzare il desiderio di servire la società in un momento di grande bisogno, è necessario fare riferimento alle radici storiche, culturali e ai valori del Rotary con la percezione sempre più chiara che questi ideali, anche se hanno trovato una formalizzazione pragmatica e operativa oltre oceano, appartengono ormai a tutti i rotariani.» XXIV Congresso Distrettuale R.I. 2090 MOZIONE FINALE A seguito delle suggestive e stimolanti allocuzioni di Aydin Izmirli, rappresentante del Presidente del Rotary International, dell'approfondimento che ne è seguito nell'ampio e articolato dibattito che ha caratterizzato i giorni 7 e 8 giugno, nonché delle ricche riflessioni proposte dal Governatore del Distretto, Massimo Massi Benedetti, i partecipanti al XXIV Congresso del Distretto 2090 del Rotary Interna- tional hanno approvato la seguente mozione: La recente Conferenza Mondiale della FAO ha ribadito l'improcrastinabilità dell'urgenza di affrontare, con interventi concreti e opportunamente mirati, il problema della fame nel mondo. I Rotariani, riuniti nella città natale di S. Benedetto, si assumono l'impegno a pro- muovere, a livello distrettuale, oltre che a livello di club, le iniziative appropriate per far fronte a questa calamità che falcidia quotidianamente vite umane. Sono infatti convinti che, solo con azioni e gesti effettivi, è possibile testimoniare il significato dei Valori Rotariani. Norcia, 8 Giugno 2008 9 Giuseppe Lepore - Past President RC Perugia Est 2007/2008 UN COMMENTO E UNA PROPOSTA o molto apprezzato lo stile secco del PDG Massimo Massi Benedetti e lo sforzo fatto per cercare di rendere il comportamento dei rotariani meno retorico, meno autocelebrativo e l'accento posto sui valori che dovrebbero guidare e guidano l'agire dei rotariani ma che, spesso, sono annacquati da una serie di riti che noi abbiamo costruito e certo non giovano né ai rotariani né all'immagine data all'esterno. Mi piace l'uso introdotto dei tempi rispettati nelle riunioni distrettuali: le inutili lungaggini rendono insopportabili le riunioni e, del resto, quando si ha qualcosa da dire, non è necessario parlare a lungo; mi piace l'utilizzo a scopi benefici della somma destinata al regalo al governatore, perché la sua visita è un dovere, come è dovere dei club accoglierlo con rispetto, con la consapevolezza che tutti insieme dobbiamo in qualche maniera servire; mi piace pensare che il nostro denaro serva massimamente per compiere azioni di servizio concrete e a far conoscere gli ideali del Rotary. Mi rendo anche conto che la vita del Club spesso non coincide con le regole dettateci dall'essere rotariani e forse ci facciamo condizionare dalla facilità, per non dire comodità nello scegliere le soluzioni meno fastidiose per affrontare situazioni scomode, né riusciamo sempre ad assumere la necessaria H rigidezza. Questo dipende dall'umana debolezza e dal dovere assumere comportamenti a volte non più al passo con i tempi. Per quanto mi riguarda ho cercato di fare delle attività che avessero l'obiettivo di portare un reale servizio alla società che ci circonda, coinvolgendo il più possibile i giovani rotariani, perché questi interpretano meglio il mondo che ci circonda, anche trascurando qualche formalità. Penso che noi dobbiamo fare uno sforzo per adeguare il nostro comportamento ai tempi che mutano rapidamente e che coinvolgono gli usi e i costumi più consolidati anche per le istituzioni più prestigiose, conservando rigidamente intatto lo spirito dell'amicizia, la rotazione a ogni livello, il servire al di sopra di ogni interesse personale. Penso che, pur nel rispetto della doverosa indipendenza dei Club, sia necessario un rapporto più stretto tra singolo Club e Distretto, con il duplice scopo di far conoscere meglio la vita dei Club e di permettere ai dirigenti distrettuali di arrivare meglio ai Club e ai singoli soci, senza mediazioni e non solo attraverso internet, che pure è uno strumento utilissimo, da utilizzare di più. Purtroppo, in ogni riunione distrettuale i partecipanti si sentono soggetti passivi, incapaci di interagire con i dirigenti del Distretto e credo che questo debba essere il prossimo passo per avvicinare il Rotary ai tempi che cambiano. Al Congresso di Norcia è stata data finalmente voce a tutti coloro che erano presenti in sala e si è permesso di ascoltare proposte e lamentele. L'unico rammarico è la brevità di questo spazio: non i due minuti concessi a ciascuno, ma il tempo complessivo e la mancanza di una direzione al dibattito. Si poteva stimolare una discussione più ampia su diversi argomenti poiché, nell'occasione, i protagonisti sono coloro che siedono in platea e devono approvare non solo i bilanci ma l'attività complessiva e fornire indicazioni, se ne sono capaci, sull'attività futura. Io ritengo che ogni riunione distrettuale debba prevedere uno spazio per degli interventi alla fine di ogni sessione, per stimolare, attraverso le risposte dei dirigenti, qualche forma di dibattito in modo far arrivare la voce di tutti e togliere la fastidiosa e dannosa sensazioni di passività o, peggio, di servire solo a far numero per la gloria di chi è sul palco. Queste modeste osservazioni vogliono costituire semplicemente la descrizione di uno stato d'animo stimolato da azioni virtuose di cui sono stato testimone e, se possibile, una proposta per migliorare le nostre riunioni e il nostro agire. Annamaria Di Gioia ISTRUZIONE ANCHE PER LE CONSORTI l SIPE (Seminario d'istruzione dei presidenti eletti), è organizzato dal governatore incoming subito dopo la formazione che lui stesso e la sua consorte hanno ricevuto a San Diego, sede della scuola dei Governatori. Al Sipe di quest'anno, svoltosi a Gualdo Tadino, è stato previsto anche uno spazio per la formazione dei coniugi dei presidenti di Club, cui si sono rivolte, dopo un breve indirizzo di saluto, Nicoletta Massi Benedetti e Sofia Splendiani, che hanno ricordato alcuni dei momenti più significativi ed esaltanti dell'esperienza da loro stesse vissuta. E' intervenuta subito dopo, invitata da Giorgio Splendiani e da Sofia, la moglie del past governor Sergio Di Gioia del Distretto 2120, Annamaria, cui è stato affidato il compito di parlare di Rotary e del ruolo che i coniugi svolgeranno al fianco del presidente di un Club. Trascriviamo di seguito i punti salienti del suo ampio e dettagliato intervento, centrati specificamente sul ruolo del coniuge. I Cercherò di trasmettervi la mia esperienza e il mio entusiasmo, come moglie di un presidente di Club e come moglie di un past governor. La nuova strategia del Rotary International è quella di assegnare alla famiglia un ruolo sempre più incisivo nella vita rotariana, tanto più necessario nei tempi che stiamo vivendo nei quali i valori etici e di aggregazione della famiglia stessa si vanno dissolvendo con estrema rapidità. La portata di questa scelta può facilmente essere osservata in tutte le manifestazioni rotariane nelle quali è l'intera famiglia a essere presente di fianco al congiunto rotariano. E' il motivo per cui a San Diego, durante il SIGE, i coniugi dei governatori incoming seguono un corso di lezioni preparatorie per affiancare e collaborare con il marito governatore. Lo stesso compito viene richiesto anche alla sposa del presidente di Club chiamata, anno dopo anno, a recitare sempre di più un ruolo di fondamentale importanza nell'economia della vita del Club. La sua figura è essenziale per collaborare alla buona riuscita dell'impegno che il pro- prio coniuge ha assunto nell'anno della sua presidenza così come lo sarà quello di attenta e discreta osservatrice delle vicende del club. Il congiunto di un presidente per definizione c'è ma si deve notare poco. • Non deve imporsi ma rendersi disponibile; • Deve avere una buona capacità di ascolto; • Deve servire da esempio; • Deve saper accettare certi obblighi, per esempio l'accoglienza. Questo ruolo può essere svolto a vantaggio: del presidente, dei soci del Club (soprattutto i nuovi) e nell'ambito del Club. Due le condizioni essenziali: condividere l'ideale rotariano del congiunto e conoscere il Rotary, dunque informarsi e documentarsi! Il coniuge del presidente solleciterà la partecipazione delle signore agli incontri di Club anche per favorire la partecipazione degli stessi soci. Cercherà, in una parola, di far rivivere agli amici e alle amiche del Club quell'atmosfera di operativa amicizia che Paul Harris realizzava nel primo Rotary Club di Chicago, dove costruì con successo la stessa atmosfera che regnava nella piccola città dove era vissuto da ragazzo. Utilizzando la propria sensibilità, amabilità e senso pratico, unite alle spiccate doti di ospitalità e di intrattenimento, saprà coltivare l'amicizia con le altre signore del Club ed essere da esempio per rafforzarne l'unità. Anche se molti compiti organizzativi sono affidati al consigliere prefetto, il coniuge potrà svolgere un ruolo importantissimo, sia per mantenere le 'relazioni pubbliche' prima e dopo le riunioni di Club, sia quando è importante elaborare e mettere in atto i loro numerosi e significativi progetti di servizio, da quelli educativi a quelli umanitari: progetti che hanno un grande impatto sulla vita di molte persone, a livello della comunità locale o internazionale. Faciliterà con cordialità e disponibilità l'inserimento nel club dei rotariani e soprattutto delle rotariane di nuova cooptazione. Esprimerà cordialità con un sorriso andando incontro agli amici e agli ospiti, avrà il compito di intrattenere i relatori e le autorità, di condividere con il coniuge le idee rotariane, la linea da adottare e i suoi progetti, di informarsi e documentarsi sul Rotary, i suoi ideali e i suoi programmi, di accompagnare, se invitati, il presidente a determinate manifestazioni: è molto positivo vedere i coniugi uniti e solidali nel Rotary. 11 Dovrebbe poi essere discretamente attenta agli eventi lieti e tristi nella vita del Club (una telefonata, un fiore, una buona parola, una visita nelle circostanze particolari della vita fanno sempre bene a tutti! tendere una mano con generosità), incoraggiare i coniugi dei soci del Club a partecipare agli incontri, alle manifestazioni, alle gite e, più in generale, alla vita del Club. Le gite sociali, che potrà organizzare il presidente, sono un'ottima opportunità per rinsaldare l'amicizia fra tutti i componenti del Club. I coniugi coinvolti nella vita del Club diventano infatti un importante collante fra i soci. Ogni coniuge, per questo prossimo anno di servizio rotariano, è chiamato a ricoprire, in qualità di moglie del presidente del Club, il ruolo di ambasciatrice del R.I., nel senso di rappresentare degnamente il sodalizio, far conoscere il Rotary nella comunità in cui si vive, ciò che fa il Rotary nel mondo, ma anche a portarne testimonianza in loco, con iniziative dirette (mirate), aiutare il proprio territorio a superare le difficoltà. In ogni caso, come diceva il past presidente Bichai Rattakul, i coniugi dei rotariani sono e devono sentire di essere Rotariani; ed è per questo motivo che in questi ultimi anni si è dato molto spazio e importanza alla famiglia del Rotary.” Vito M. Carfì - RC Senigallia IL ROTARY IN DIFESA DEI RAGAZZI Proposta di legge contro l'alcolismo dei minori iniziativa 'Il Rotary in difesa dei ragazzi', che riportiamo di seguito, è stata esposta dal presidente del Club di Senigallia Vito M. Carfì al Gruppo di lavoro Assistenti e Presidenti dell'Assemblea distrettuale del 18 maggio a Vasto e ha riscosso ampi consensi. In considerazione del suo valore morale, della sua importanza sociale e, infine, della grande visibilità che darebbe alla nostra associazione, il Club di Senigallia prospetta l'iniziativa come un progetto distrettuale. A oggi, hanno aderito al progetto i Club di: Gualdo Tadino, Norcia San benedetto, Perugia Est, Pescara, Sulmona e Tolentino. L’ Termini del problema In Italia, nel 2003, vi erano 775.000 bevitori accertati tra i 15 ed i 16 anni, con stime per le età fino a 18 e sotto i 15 che portavano il totale a oltre il milione. Il nostro paese detiene il triste primato, a livello mondiale, della più giovane iniziazione all'alcol: all'età di 11 anni ben il 18,7% dei nostri ragazzi e l'8,5% delle nostre ragazze beve, fuori casa o a casa. 12 Con simili presupposti non deve meravigliare che l'alcol, in Italia, uccida dalle 30 alle 40mila persone ogni anno (cirrosi epatica, infortuni,…), con studi che legano all'alcol il 10% di tutte le morti. Per avere un termine di paragone: gli stupefacenti provocano circa 800 decessi per anno. Il riferimento non è casuale, in quanto l'alcol costituisce per i ragazzi l'ingresso principale nel mondo delle dipendenze patologiche: secondo tutti gli organi di polizia e di sanità, nazionali e internazionali, l'alcol è la droga d'elezione dei minorenni. Una classifica di pericolosità delle droghe in base al rischio clinico, alla facilità di dipendenza, all'impatto sociale, vede l'alcol al 5° posto, dopo oppioidi e cocaina e ben prima di tabacco (9° posto), cannabis (11°) ed ectasy (18°), solo per citare le più note a livello di cronaca. Tutti concordano nel ritenere che qualunque giovane finisca col drogarsi avrà cominciato con l'alcol o, che è lo stesso, qualunque giovane abbia cominciato a usare l'alcol ha enormi probabilità di finire in una dipendenza patologica. Questo succede perché l'alcol agisce su una serie di nuclei cerebrali molto profondi, il cui stimolo sottrae l'agire umano al controllo della corteccia, della parte razionale del nostro essere. Perciò, l'assunzione di alcol sin dagli 11 anni compromette l'equilibrio di sviluppo del cervello, abituando all'azione irragionevole, sfrenata e magari violenta. Un destino di degrado comportamentale, sociale e anche fisico, perché l'alcol lascia il segno: sia a livello metabolico che anatomico. L'Italia, la cui legge contro il fumo nei locali pubblici è portata a esempio e imitata in tutto il mondo, si è mossa molto bene contro la nona delle droghe, ma nulla fa per proteggere i suoi ragazzi dalla quinta e ben più pericolosa socialmente, condividendo con Bosnia e Albania il dubbio privilegio di non avere limitazioni all'età in cui si possa acquistare alcol in un qualsiasi alimentari. In Svezia si può bere al bar a 18 anni, ma ce ne vogliono 21 per comprare una birra al supermercato; in Grecia è necessario avere 18 anni. Ovunque si adottano misure ferree per ostacolare l'accesso dei ragazzi all'alcol: noi siamo solo capaci di piangere le stragi del sabato sera o le violenze del fine settimana. Art. 3 Vietato l'utilizzo del nome e del logotipo di prodotti contenenti alcol in qualsiasi forma di comunicazione (TV, radio, cinema, internet, stampa, manifesti,…) a eccezione delle riviste specializzate e delle manifestazioni di settore. Proposte operative Concretamente, il Club di Senigallia propone di organizzare: a. una conferenza nazionale da tenersi a Senigallia con politici ed esperti del settore, nel corso dell'anno rotariano; b. la raccolta delle 50.000 firme necessarie per presentare una legge d'iniziativa popolare. Spingere il Parlamento a promulgare una legge di pochi articoli che freni l'accesso dei giovanissimi all'alcol e che limiti la capacità delle organizzazioni commerciali di attrarre questi ragazzi verso i prodotti contenenti alcol: né più né meno di quanto è stato fatto da anni nel resto del mondo. Art. 1 Chiunque faccia bere un minore fino all'ebbrezza commette un delitto contro la persona. Tutto il Club di Senigallia e io per primo attendiamo il parere e l'adesione di altri Club, per poter procedere a organizzare l'intero progetto. Scrivetemi a: [email protected] Art. 2 Vietato vendere ai minori di 18 anni prodotti contenenti alcol negli esercizi commerciali di ogni tipo, dagli iper-mercati ai chioschi, agli ambulanti, alle pubbliche rivendite o circoli, anche privati. UN CAMPUS ANCOR PIÙ NUMEROSO, GIOIOSO E PIENO DI AMICIZIA Conferenza dei RC delle Marche Serata di saluto con il Governatore proprio questa la caratterizzazione del quarto Campus disabili svoltosi al Natural Village di Porto Potenza Picena dal 24 al 31 maggio, come Rotary Club delle Marche. Una partenza ed un contenuto ancor più vivace, che lo stesso manifesto con i vari aeroplanini, in uno fondo blu, simpati- È camente visualizzati, anticipavano il volo verso nuovi obiettivi e contenuti. E' il Campus che ha superato per la prima volta i 100 ospiti ed altrettanti accompagnatori quello che ci inorgoglisce, che fa dello stesso un reale ed irrinunciabile appuntamento. Le stesse considerazioni ed affermazioni, sono in particolare, le espressioni raccolte dagli ospiti, dalle mamme che volevano fermare il tempo, per non dar mai fine a questi momenti continui di gioia, di amore e di attenzione sincera e spontanea. Una settimana entusiasmante e piena di amicizia, rafforzata quest'anno, da una magnifica novità: la sigla del campus “L'Amico..E'”, esplosa nel saluto finale del venerdì sera alla presenza del Governatore, in un'atmosfera a luci spente ma “piena di luci”, grazie alle torce che si innalzavano al cielo, che si muovevano libere, al canto dell'intera canzone, in un unico coro e in un unico sentimento...l'amicizia. Un grande grazie e un augurio di averli ancora insieme così coinvolgenti, attenti e sempre disponibili, va fatto a tutti i rotariani, mogli di rotariani e non, ai medici, ai responsabili della Croce Rossa Italiana sia a livello femminile che militare, che per la prima volta ha voluto essere di supporto con uno schieramento importante di uomini. Un grazie ancora a quanti a livello personale e d'azienda hanno contribuito e permesso di realizzare il tutto. La settimana ha visto gli ospiti sempre attratti da nuovi giochi, momenti di concentrazione nello svolgere lavori a livello creativo, nel lavoro di gruppo sotto l'attenta e stimolante opera di chi li assisteva. Che dire delle simpatiche e sorridenti serate, che hanno visti 13 coinvolti anche i pochi rotariani dei singoli club, che hanno riportato con sé, il ricordo e l'aria e l'atmosfera di quei momenti. Certo una maggiore partecipazione per un service di questo livello è auspicabile, più che mai, visti i principi che ci regolano e ci spingono ad esserlo. Ancora un grazie al responsabile del Campus Claudio Petrelli, che in modo attento e ...sempre vigile, ha condotto il tutto ad un nuovo traguardo. Che dire di Gesualdo Angelico, in qualità di Presidente della Conferenza dei Rotary Club Marche, che fin dai primi momenti utili alla realizzazione del campus ci ha tenuti uniti ed impegnati con il suo stile soft ma con tanta grinta, che abbiamo visto poi “scatenarsi” nei vari balli con gli ospiti. Un saluto come Segretario della Conferenza dei Rotary Club Marche ed un messaggio che però vorrei lasciare: “non si può essere rotariani se non si vive questo tipo di esperienze”, non perché sono insite nell'appartenere, ma sono fondamentali nell'esserlo e sono di grande aiuto anche nel nostro cammino di vita. Fefè ed il medico all'opera Visione d'insieme di ospiti Pina Cognigni (Presidente Inner Wheel di Civitanova Marche) a supporto di un ospite Petrelli ed una parte delle signore che hanno animato il Campus insieme sulla scalinata del palco, con Aldo Pizzi Claudio Petrelli - RC Fano UNA VOCE DAL CAMPUS Quella che con piacere presentiamo è una cronaca spontanea e partecipe di un rotariano coinvolto e convinto, arrivata a Campus appena chiuso. iniziativa del Campus Rotary Marche (24-31 maggio) è consistita nell'ospitare un centinaio di disabili accompagnati da altrettanti loro assistenti (in gran parte genitori) nei villini del Natural villane di Porto Potenza Picena, per far loro vivere una settimana di spensierata vacanza. Dopo mesi di attenta preparazione, di scrupoloso esame delle candidature e di approntamento di strutture in aggiunta a quelle presenti in loco, da parte del Comitato organizzatore presieduto da Gesualdo Angelico (del RC di Loreto), nel pomeriggio di sabato 24 maggio gli ospiti sono stati accolti e sistemati nei villini loro destinati. E' seguita la distribuzione a ciascuno di loro del cappellino e maglietta con il logo del Campus assieme ai buoni per colazione, pranzo e cena. Non è possibile fare la cronaca puntuale di quanto avvenuto nei giorni successivi durante i quali i soci di vari Rotary Club L’ Bimba e due militari CRI 14 marchigiani (in verità non moltissimi!!) hanno allietato i pomeriggi e le serate degli ospiti per tutta la settimana; basti dire che ogni giorno si sono alternati maghi, clown, cantanti e musicisti rendendo sempre partecipi gli ospiti e facendoli sentire protagonisti e orgogliosi di ogni esibizione. E' questo il segreto del Campus: far vivere i disabili in maniera normale con persone che condividono con loro tutta la giornata facendo in modo che la loro condizione difficile non li faccia sentire diversi… almeno per una settimana! Quest'anno finalmente il tempo ci ha assistito e tutti hanno potuto godere di splendide giornate di sole che hanno reso più facile lo svolgimento delle attività: la mattinata al mare, il riposo nel primo pome- riggio, la merenda e l'intrattenimento prima e dopo cena. Oltre all'assistenza continua a turno dei medici rotariani, va ricordata anche l'assistenza continua della Croce Rossa sia militare che femminile; assistenza che, per fortuna, si è limitata ad attività di sorveglianza e di supporto logistico. La serata di chiusura, venerdì 30, ha visto la partecipazione del governatore Massimo Massi Benedetti che, indossata la maglietta gialla come tutti, ha voluto salutare ospiti, organizzatori e soci rotariani presenti con sentiti ringraziamenti. Sabato mattina infine, dopo l'ultima colazione, la riconsegna delle chiavi e i saluti con commoventi ringraziamenti da parte di tutti i partecipanti verso gli organizzatori rotariani, il Comitato Campus e le insosti- tuibili e preziosissime Signore: Donatella Lenzi, Pina Cognigni, Carla Borzacchini, Marilena Vannini e Lisa Mendicini. Mi rendo conto che questo commento alla settimana del Campus Rotary Marche è troppo sintetico, ma quest'esperienza non è fatta per essere raccontata: bisogna viverla e così praticare il servizio rotariano! L’esibizione RC Macerata GSE IN VISITA A MACERATA L’articolo del Corriere Adriatico che riporta la notizia della visita 15 Urbano Urbinati L’OPINIONE DA NORCIA... A NORCIA orse perché approdato per la prima volta a Norcia solo in occasione del Congresso, ho trovato particolarmente interessante, inserito nel set consegnato ai partecipanti, un opuscolo che ci indica nove itinerari alla scoperta di importanti località dell'Italia centrale, di cui la città benedettina risulta essere, appunto, il centro. Si dimentica spesso che le occasioni d'incontro rotariane possono rappresentare anche esperienze conoscitive di prim'ordine in un ambito turistico non banale. La scelta di Norcia come sede di congresso è potuta sembrare azzardata: arrampicarsi ai piedi dei Sibillini in un piccolo centro, quando città capoluogo offrono le loro comode strutture… Si è rivelata invece, a conti fatti, non solo indovinata dal punto di vista prettamente turistico (e di un turismo di qualità), ma oltremodo stimolante in ordine alla delicata problematica dibattuta durante l'anno rotariano. Perché delicata? L'etica nel lavoro non è forse un tema cardine nella filosofia rotariana che ha per base, appunto, la buona reputazione dei soci nell'esercizio della professione? E' così, indubbiamente, e i sacri testi ce lo ricordano. Ma parlare di etica non è facile, può risultare noioso, addirittura insopportabile se si traligna in retorica, inopportuno o sospetto se si insiste oltremisura. Non è piacevole sentirsi dire “sei un moralista”, anche quando l'espressione viene proferita a fior di labbra, con un sorriso. Rivela sempre un fondo d'insofferenza e di antipatia. Ebbene quest'anno si è parlato sempre di etica, in ognuno dei numerosi forum e al Congresso. Il tema è stato esaminato sotto ogni profilo e in rapporto a ogni professione. F 16 Si è esagerato? Forse non sarà necessario rimandare ai posteri una sentenza nient'affatto ardua, perché il polso dell'andazzo sociale corrente, scandagliato peraltro da… un medico di vaglia, imponeva a mio avviso l'esame esaustivo di un tema non più procrastinabile, dato l'evidente degrado riscontrabile nel settore. Gli amici rotariani, se lo vorranno, potranno visionare i testi dei vari interventi sul sito internet del Distretto e in seguito leggerli in tutta calma su apposita pubblicazione e potranno quindi maturare le loro valutazioni. Dirò di più: il lavoro di riflessione avviato e svolto durante l'anno e riassunto in congresso non dovrebbe rappresentare solo una parentesi nella vita del nostro Distretto, bene o male accolta secondo personali valutazioni, ma dovrebbe anche per il futuro restare presente nei nostri pensieri e ragionamenti, come tema ricorrente e quasi necessitante di una visione rotariana della società. Affermo questo senza il minimo dubbio e senza tema di cadere nella trappola di un'esagerazione retorica. Se si è rotariani si è amici del lavoro ben fatto, del lavoro onesto, pulito. E' questo l'ideale che ci colloca non al di sopra di ogni interesse personale, ma alla base dell'interesse di tutti e quindi anche, legittimamente, del nostro. La gente ci guarda ed è sensibile all'esempio di ciò che è ben fatto. Nel dilagare in società di andazzi che proprio nell'ambito del lavoro deplorevolmente favoriscono atteggiamenti lassisti (casi patenti di inaffidabilità, esasperanti perdite di tempo, approssimazioni scandalose), un ritorno alla serietà, alla puntualità, al rispetto degli impegni presi non potrà che essere salutato con favore. E certamente sarà apprezzato l'impegno del Rotary in tale direzione. Per questo sono importanti anche i simboli, quelli che l'amico Massimo Massi Benedetti ha inteso rivalutare: la puntualità (che è poi rispetto degli altri), la sobrietà dei nostri incontri conviviali, l'utilizzazione razionale di ogni regalia più o meno spontanea o tradizionale da parte dei club. Torno al punto di partenza: l'interesse per i nove itinerari consigliati. Ce n'è uno che si intitola appunto da Norcia a Norcia. Per me non è solo un'indicazione turistica, o magari enogastronomica, del resto validissima. E' anche un simbolo: a Norcia, patria di Benedetto e luogo dello spirito, siamo approdati per una riflessione approfondita sulla natura e l'essenza del lavoro. A Norcia dovremo tornare spesso, anche solo idealmente, per non smarrire il senso e il valore di ogni nostro impegno. I MESI ROTARIANI LUGLIO (inizio dell'anno rotariano) Mese in cui il Governatore inizia le visite ai Club. AGOSTO Mese dell'espansione interna ed esterna (Membership and Extension month) Dedicato a esaminare le possibilità di espansione del club e di costituzione di nuovi club. SETTEMBRE Mese delle nuove generazioni (New Generation month) Il club si dedica ai programmi sponsorizzati dal Rotary International per aiutare i bambini e i giovani definendo anche il programma di scambio di giovani con altri club. OTTOBRE Mese dell'azione professionale (Vocational Service month) I club sottolineano l'importanza della vita professionale di ciascun rotariano e sviluppano programmi specifici per mettere in risalto l'aspetto professionale del Rotary. NOVEMBRE Mese della Rotary Foundation (Rotary Foundation month) I club promuovono l'attenzione sui programmi della Fondazione e spesso incoraggiano la raccolta di fondi supplementari, specie se legati a specifici progetti. DICEMBRE Mese della famiglia (Family month) I club sono incoraggiati a elaborare progetti di servizio in favore delle famiglie - presenti nelle loro comunità - che hanno bisogno di assistenza e di aiuto. Il primo giorno di dicembre è anche il giorno mondiale dell'AIDS. GENNAIO Mese della sensibilizzazione al Rotary (Rotary Awareness month) E' il mese durante il quale si dovrebbe approfondire la conoscenza del Rotary. FEBBRAIO Mese dell'intesa mondiale (World Understanding month) Il 23 febbraio è l'anniversario della fondazione del Rotary; i club sono sollecitati a presentare programmi che incoraggino l'intesa e la buona volontà internazionale e a iniziare azioni di interesse pubblico mondiale in altre regioni del mondo. MARZO Mese dell'alfabetizzazione (Literacy month) I club si occupano dei progetti in questa direzione e anche di far conoscere i programmi del Rotary in favore di questo impegno. APRILE Mese della rivista rotariana (Magazine month) I club favoriscono la lettura e l'uso della rivista ufficiale del Rotary (The Rotarian) e di altre pubblicazioni regionali. MAGGIO Tema libero GIUGNO (termine dell'anno rotariano) Mese dell'amicizia - Mese delle fellowship ricreative e professionali del Rotary (Rotary Recreational and vocational fellowships month). 17 Giuseppe Centanni - RC Civitanova Marche DIBATTITI SUL METODO PER UN CONTRIBUTO ROTARIANO ALLA PACE on voglio entrare nel merito di quale pace costruire o quale guerra abolire, più semplicemente vorrei capire come Il Rotary International imposta la sua “politica” nei confronti di un problema di così straordinaria importanza. Infatti, se si parla di un “contributo” alla pace (Tema di un recente Forum internazionale) evidentemente si è focalizzato e programmato il tipo di approccio che la nostra associazione deve scegliere : si è pensato, in sostanza, al metodo. E' facile intuire, infatti, che, diversa è la decisione di pagare i danni fra due litiganti, diverso è il provare a stabilire perché due litiganti vengono alle mani , a meno che non si provveda di ricomporre soltanto tavoli e sedie in frantumi, senza altri impegni, con la speranza, minima e provvidenziale, che poi, i contendenti si mettano a discutere su quel tavolo che noi abbiamo aggiustato, parlando la stessa lingua. Ci sono molte Organizzazioni non Governative (ONG) il cui unico programma è proprio quello di curare le ferite della guerra o prevenirla con campagne abolizioniste (verso mine antiuomo per esempio) e per questo hanno anche vinto il Nobel per la Pace: in più di una occasione è toccato alla Croce Rossa e la motivazione è stata “...in riconoscimento dell'aiuto umanitario...”, nel 1977 ad Amnesty International “...per la campagna contro la tortura..”, nel 1999 a Medici Senza Frontiere “..in riconoscimento dell'aiuto umanitario..”, nel 2005 all'Agenzia per l'Energia Atomica “... per i loro sforzi ad impedire che l'energia nucleare venga usata per scopi militari...”. Voglio dire che non è poco quello che una organizzazione può realizzare se poi gli viene riconosciuto un Nobel, basta scegliere con chiarezza obiettivi e spazi di azione: lo stesso Gino Strada che spesso con le sue dichiarazioni impregna di significati e risvolti politici l' operato di Emergency, ingenera confusione e prese di posizioni contrastanti. Alla Chiesa va riconosciuto il merito , ci si senta o no Cattolici , che da sempre ha N 18 avuto le idee chiare su alcuni temi : vedi il consumismo, il relativismo, la ridistribuzione delle ricchezze e per questo ha sempre tuonato contro l'arroganza dei potenti. Lo stesso Islam (A parte il terrorismo ma faremmo un grosso errore se identificassimo tutto l'Islam con esso) ha mantenuto e mantiene posizioni più o meno condivisibili da noi Occidentali ma che pur rappresentano valori derivanti da una cultura ed una religione certamente da accogliere in un mondo aperto ed in una società cosmopolita, con il dovuto confronto democratico. Noi rotariani siamo circa un milione e mezzo di persone e dovremmo far sentire di più il nostro peso qualora decidessimo di impostare un approccio metodologico alla questione avendo però la consapevolezza che una cosa sono gli “aiuti umanitari” e l'altra è la formulazione di un proprio giudizio storico e filosofico sulle vicende umane. Pensare agli aiuti umanitari, senza tante frammistioni, vuol dire equipararsi alle numerose ONG che operano da anni in tutto il mondo, mettersi alla loro altezza, far funzionare un gruppo efficiente di volontari la cui operatività non sia solo sulla carta, avere grandi disponibilità economiche: a questo punto, però, mi chiedo se non valga la pena, più semplicemente e come in parte stiamo già facendo, appoggiare ufficialmente una di quelle organizzazioni nel cui operato potremmo riconoscerci e che hanno già una logistica territoriale ben radicata. L'altra strada e cioè la ricerca e la costruzione di una “verità” storica ed esistenziale che ha permeato l'intera umanità fino ad oggi (Consapevole dei limiti di questo concetto), passa attraverso l'attivazione di un iter dialogico , di confronti nei vari club, nella realizzazione di “Centri Studio”, di laboratori dove si discuta quale bagaglio culturale e con quali credenziali debbano poi muoversi quegli “Ambasciatori della pace” (Sulla cui formazione sappiamo ben poco) ed il cui compito, immagino, dovrebbe essere quello di presentare ai grandi della terra una visione che sia l'espressione di una “via rotariana alla pace”. Quali dei due percorsi sia il più facile ed il più accessibile non saprei giudicare, probabilmente bisognerebbe attivare entrambi vista l'emergenza che la realtà ci sbatte in faccia. “Cambiare i muri in ponti” non è impresa facile anche per la più abile delle diplomazie; una sola cosa è certa, gli eventi non concedono spazi né al più cupo dei pessimismi né al più superficiale degli ottimismi, offrendo una sola strada: quella della speranza e della volontà operativa arricchita da una estrema chiarezza procedurale, spoglia, soprattutto, da ogni ipocrisia interpretativa. Mauro Bignami DISSONANZE IL PAESE DEI MIRACOLATI redo sia giunto il momento di aggiornare quell'elencazione di qualità del popolo italiano che il Cavalier Benito fece il 2 ottobre 1935, allorché annunciò che l'Italia era in guerra con l'Etiopia. Ve la ricordo: disse che quello italiano era un «popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di navigatori, di trasmigratori.» Ebbene, credo che a questa serie si debba aggiungere almeno un altro termine: miracolati. Eh sì perché, leggendo da qualche tempo le cronache dei giornali, si scopre che un po' in tutto il territorio nazionale stanno avvenendo miracoli con una frequenza tale da mettere in grande difficoltà la sessione plenaria della Congregazione dei santi, la quale non sa più a quale santo attribuire questa messe di miracoli. Volete qualche esempio? Ma voi ne conoscerete certo più di me. Ancona: un accattone, zoppicando esageratamente, quasi una lap dance con il bastone, si avvicina alle auto ferme al semaforo rosso di Viale della Vittoria; chiede soldi e insulta chi non glieli dà e anche chi gliene dà pochi. Non si accorge che dietro di lui nel frattempo sono apparsi due carabinieri, uno dei quali lo tocca sulla spalla. Lo storpio nemmeno si volta perché il tocco del milite della Benemerita ha già scatenato il prodigio: lo sciagurato, emulo di Enrico Toti, lancia C il bastone contro un'auto che gli impedisce il passaggio e scatta come una lepre, zigzagando tra passanti e alberi. E voi dite che questo non è un miracolo? Al carcere di Taranto, nel 1984, assumono il centralinista: è un cieco ventunenne con tanto di certificato medico attestante questa grave invalidità e, pertanto, inserito nella relativa graduatoria. Dopo 24 anni però qualcosa di prodigioso succede, perché il centralinista si compera anche una moto da corsa di 900 cc (che non è proprio una cosa semplice da guidare anche per chi ha tutti i sensi). Si scopre poi che non solo l'impiegato del carcere tutte le mattina va al lavoro in auto, guidandola, ma, prima di salire in macchina, passa al bar e, seduto a un tavolino, consuma un cappuccino con brioche leggendosi il giornale (del resto era ligio: mica si può leggere il giornale durante le ore di lavoro). Terminata la colazione, saluta il barista agitando il suo bel bastone bianco e sale sulla sua station wagon per essere puntuale in carcere. Ora io non so se questo miracolo fisico (come espressamente richiesto dalla prassi ecclesiastica) possa essere considerato tra quelli di tipo ripetitivo, in cui il prodigio si verifica più volte nel corso della giornata (andata al lavoro e rientro), oppure vada catalogato tra i miracoli previsti (dal miracolato): una tipologia davvero rara tranne che in Italia, dove sembra che, statisticamente, l'accadimento sia superiore alla media mondiale. Nell'un caso e nell'altro i problemi dell'eventuale postulatore della causa non sono pochi, perché l'asserito miracolo fisico non ha una paternità precisa. Avrebbe potuto risolvere il problema il centralinista se, allorché scoperto dai soliti carabinieri, avesse gridato: «Sant'Eustorgio grazie!» Solo che al protomartire citato, vescovo greco di Milano, morto nel 355, non sono mai stati accreditati miracoli. Non è mai troppo tardi per cominciare, obietterete… Invece pare che i militari che seguivano il centralinista, curiosi di vedere che cosa avesse letto prima di andare al lavoro, si siano avvicinati al tavolo dove il giornale era ancora aperto su un annuncio pubblicitario di Mago Trombino, che diceva «A me gli occhi e vi aprirò il futuro.» Forse da Trombino Mago il centralinista avrebbe dovuto andarci prima e sapremmo così di chi è figlio il prodigio tarantino. Vi assicuro che anche a me piacerebbe essere un miracolato: ho chiesto al mio medico che mi facesse un certificato che mi esentasse dall'avere intorno furbi, ciarlatani, maleducati, cialtroni e compagnia bella. Mi ha risposto che è contro la legge. 19 Carla Passacantando DALLA PARTE DEI PROFUGHI Incontro con Laura Boldrini, portavoce Onu Rotary club del maceratese uniti per parlare di rifugiati, derelitti, profughi, immigrati. Temi alquanto attuali quelli affrontati dai rotariani insieme a Laura Boldrini, portavoce per l'Italia dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati presso la sede italiana di Roma. Originaria di Macerata, Laura Boldrini ha compiuto i suoi studi a Jesi, città cui è molto legata. Dopo la laurea in giurisprudenza a Roma nell'85, inizia la sua carriera da giornalista che ben presto la porta a lavorare per la Fao, nel 1993 come portavoce del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (Pam). In qualità di portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, è andata in missione nei posti dove le crisi politiche e le sofferenze umane sono più acute come Bosnia, Albania, Kosovo, Pakistan, Afganistan, Iran, Giordania... Questa marchigiana vivace e schietta continua a compiere missioni a favore degli emarginati I nel mondo, è sempre più consapevole sulla necessità di operare in aiuto ai rifugiati. Questioni che, per Laura Boldrini, rappresentano la vita quotidiana e le vede e tratta in modo disinteressato e con grande passione. Tutti argomenti che ha affrontato con garbo e convinzione a Tolentino, con i soci dei cinque Rotary club maceratesi: Tolentino, Camerino, Civitanova Marche, Macerata e Macerata Matteo Ricci. La Boldrini è preoccupata della situazione dei profughi e ha spiegato che a lasciare il proprio Paese sono principalmente coloro che non riescono a sopravvivere, i poveri, così guardano altrove, vogliono provare a migliorare le proprie condizioni di vita. La testimonianza della portavoce dell'Unchr è servita a evidenziare la drammaticità dei cosiddetti viaggi della speranza, affrontati con ogni mezzo e senza una minima cognizione, tranne quella di poter sperare di trovare un futuro migliore. Laura Boldrini ha espresso seria preoccupazione per l'eventuale introduzione, con l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, del cosiddetto 'pacchetto sicurezza', in particolare su alcune misure alquanto restrittive relative al diritto d'asilo. L'eventuale modifica alla legislazione italiana in materia d'asilo si porrebbe infatti in netto contrasto con uno dei principi fondamentali del diritto, nonché con quanto stabilito dall'articolo 13 della Convenzione europea per la salvaguar- dia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ove si enuncia che “ogni persona ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un'istanza nazionale”. Una problematica di non facile risoluzione per la complessità della materia e per il particolare periodo dell'emergenza sicurezza che si sta vivendo. La Boldrini ha inoltre ricordato che in Italia, nel 2007, hanno fatto richiesta d'asilo 14 mila persone, settemila delle quali arrivate via mare. Il 10% ha ottenuto lo status di rifugiato, secondo la convenzione di Ginevra, mentre oltre la metà ha ottenuto la protezione umanitaria. Dunque, le autorità italiane hanno accertato che più del 60% di chi chiede asilo politico dice la verità, non viene “in Italia a imbrogliare nessuno. Ecco dove nasce la nostra preoccupazione: dal fatto che se si restringono i termini del ricorso e del riesame, si rischia di cacciare persone che, al contrario, avrebbero tutto il diritto di essere considerate dei profughi”. Un monito importante è giunto infine a tutti gli organi di stampa: secondo la Boldrini il giornalista, nel cercare la notizia a tutti i costi, talvolta generalizza e alimenta concezioni sbagliate. Per evitare che ciò possa accadere ancora in futuro, la Boldrini ha annunciato che è stato siglato un accordo con la Federazione nazionale della stampa in materia di etica e deontologia professionale volto a tutelare il più possibile la verità. Andrea Barbieri - RC Senigallia SENIGALLIA: POESIE ALLO SPECCHIO Incontro con Laura Boldrini, portavoce Onu arlo Barbieri è stato ospite del Rotary Club dove ha presentato la sua ultima raccolta di poesie Lo specchio, illustrato con foto di Mario Giacomelli. L'autore, nato a Bologna nel 1929 ma trasferitosi dal 1962 a Senigallia per motivi di C lavoro, ha parlato del suo più recente libro scritto dopo la pubblicazione nel 1993 di Sole d'autunno e nel 1999 di Le stagioni delle rose. Dopo i primi componimenti giovanili in vernacolo bolognese, la sua passione per la scrittura ha continuato a crescere anche dopo il trasferimento a Senigallia e, nonostante una vita professionale trascorsa nel campo dei numeri e dell'informatica, l'esigenza di esprimersi in versi è divenuta ancora più forte in età matura concretizzan- 21 dosi nel definitivo passaggio alla poesia in lingua italiana. Il libro di Barbieri è stato presentato a soci e ospiti del Club da socio Giorgio Mazzetti il quale, in una relazione introduttiva che ha messo in luce i brani più significativi della raccolta, ha delineato i tratti salienti delle composizioni individuando le fonti d'ispirazione dell'autore e il filo conduttore dell'opera. Al termine della presentazione e dopo la declamazione di una poesia da parte di Catia Urbinelli dell'Associazione teatrale Il Melograno, è stato lo stesso autore a leggere alcuni brani non senza aver ringraziato la famiglia di Mario Giacomelli per aver consentito l'inserimento nel libro di alcune fotografie del grande artista senigalliese. Michele Tomassini - RC Alto Fermano Sibillini UN CLUB PER LA CULTURA, LO SPORT ED IL TERRITORIO ra i vari avvenimenti che hanno caratterizzato l'anno rotariano 2007/08 del club Alto Fermano Sibillini, spiccano quelli dedicati ai premi assegnati alle scuole medie per i migliori lavori sull'integrazione degli alunni extracomunitari, in una zona in cui l'immigrazione è sempre più frequente con conseguenti difficoltà d'inserimento di tali ragazzi nelle scuole. Al premio hanno partecipato le scuole medie dell'intera provincia con lavori molto originali finalizzati alla presa di coscienza di una cultura basata sulla tolleranza e la convivenza pacifica. Un tema attuale e in linea con i principali valori rotariani. A Montegiorgio il Rotary Club AFS si è fatto promotore inoltre, con la condivisione degli altri club del fermano, del premio Cestoni. In onore del grande scienziato vissuto tra il '600 e il '700, cui si deve tra l'altro la scoperta che la scabbia è dovuta ad acari, si sono assegnati premi alle migliori tesi di laurea in Farmacia, Veterinaria e Biologia conseguite presso l'Università di Camerino. T Altro tema affrontato dal club è stato quello dell'etica, tema dell'anno per il distretto 2090, affrontato con un'angolazione diversa. Si è affrontato infatti il rapporto tra 'Etica e Sport', con un importante convegno condotto dai giornalisti Maurizio Compagnoni di Sky e Di Giovanni di 7 Gold Tele Adriatica, con la partecipazione di presidenti e manager di diverse squadre di calcio (Ascoli, Anconetana, Fermana, Sambenedettese...) e basket (Premiata). Non poteva mancare infine la valorizzazione e rivalutazione da parte del club di un territorio straordinario come l'alto fermano e i monti Sibillini. E' stata realizzata così un'escursione naturalistico-paesaggistica sui monti Sibillini guidata dal socio Vincenzo Antonelli. Vi è stata inoltre la partecipazione alla realizzazione del DVD realizzato dai quattro club del fermano. Con una sezione specifica per questo territorio, i filmati hanno messo in evidenza le meravigliose bellezze in esso presenti, evocando stupefacenti emozioni nella cornice incantata dei monti della Sibilla. Premio Integrazione Premio Laurea Etica e sport Monti Sibillini PREMIO OSVALDO LICINI Concluso il secondo Concorso di pittura e grafica rande partecipazione degli studenti del IV e V anno degli Istituti d'Arte e di Licei Artistici marchigiani al II Concorso di pittura e grafica in memoria dell'artista O. Licini di cui quest'anno ricorre il cinquantenario della scomparsa. Il Premio 'O. Licini', nato nel 2007, è uno degli esempi della sinergia tra il Rotary Club Porto San Giorgio-Riviera fermana, le realtà G 22 istituzionali e associative che agiscono in perfetta simbiosi con il fine di sviluppare, promuovere e diffondere il patrimonio delle eccellenze culturali e umane del territorio. In particolare, il Concorso di pittura e grafica 'Osvaldo Licini' rappresenta quella fiducia che il Rotary rivolge al mondo giovanile il quale, attraverso il proprio talento artistico, cerca di trovare il suo posto nella società. La manifestazione, organizzata in collaborazione con il Liceo Artistico Statale 'O.Licini' di Porto San Giorgio e, in particolare quest'anno, anche con i Rotary Club del Fermano, ha avuto come tema ispiratore 'Licini e il paesaggio'. I partecipanti, provenienti dal Liceo Artistico Statale di Porto San Giorgio 'O. Licini', dall'Istituto Statale d'Arte 'U. Preziotti' di Fermo, dall'Istituto Statale d'Arte 'Cantalamessa' di Macerata e dall'Istituto Statale d'Arte 'O. Licini' di Ascoli Piceno, hanno prodotto circa 130 opere, sia di pittura che di grafica, che saranno esposte in una mostra itinerante presso alcune sedi museali del territorio fermano. La cerimonia di premiazione svoltasi presso il Teatro comunale di Porto San Giorgio, dopo i saluti del presidente del Rotary Club Porto San Giorgio Andrea Valentini, del sindaco Andrea Agostini, dell'assessore alla Cultura per la Provincia di Ascoli Piceno Olimpia Gobbi, dell'assessore alla Cultura del Comune di Porto San Giorgio Cesare Catà, del preside del Liceo Artistico Statale 'O. Licini' e Istituto Statale d'Arte 'U. Preziotti' di Fermo Ciro Maddaluno e della direttrice del Centro Studi Liciniani Daniela Simoni, ha visto oltre, la presenza di molti studenti, la partecipazione del presidente del Rotary Club Fermo Norberto Dionisi, del presidente del Rotary Club Alto fermano Sibillini Michele Tomassini, del presidente del Rotary Club Montegranaro Alessandro Perrotta e dell'assistente del governatore del Rotary International - Distretto 2090, Tommaso Fattenotte. Questi i premiati: - per la pittura 1º classificato: Petrini Davide (Liceo Artistico Statale 'O. Licini'); 2° classificati ex-aequo: Belli Vittoria (Istituto Statale d'Arte 'Cantalamessa' di Macerata) MACERATA MATTEO RICCI PER I TALENTI DI MARCA E' quanto detto da Alfredo Mori, presidente del Club, inaugurando la mostra a Tolentino, a palazzo Parisani-Bezzi, unitamente alla presidente del club locale Maria Teresa Cristini. Nei programmi del Club la mostra dovrebbe divenire un appuntamento annuale e si propone come un attestato del cammino dei giovani artisti, le cui opere sono state scelte dalle rispettive Accademie e, appunto, la stampa del catalogo è il premio che il Rotary Club Macerata Matteo Ricci, unitamente al Comune di Tolentino, ha offerto loro. l Rotary è un'associazione capace di fare cultura, di creare opinione, di elaborare e attuare progetti concreti utili alle comunità, di essere vicino alle istituzioni, ma soprattutto di coinvolgere, aiutare ed educare i giovani che rappresentano il nostro futuro. In tale ottica, il Rotary Club Macerata Matteo Ricci, ha voluto onorare la parola service con un progetto culturale che, attraverso la mostra 'Talenti di marca', si prefigge di promuovere e divulgare l'arte figurativa: organizzando e sostenendo una mostra di pittura e scultura degli allievi delle due Accademie di Belle Arti di Macerata e di Urbino, con lo scopo di incentivare l'attività creativa, di creare nuove opportunità per i giovani artisti (di crescita - di sbocchi lavorativi - di confronto con gli altri artisti)”. “I e Pompilii Norberto (Istituto Statale d'Arte 'O. Licini' di Ascoli Piceno); 3° classificati ex-aequo: Lorenzini Matteo (Liceo Artistico Statale 'O. Licini' di Porto San Giorgio) e Torresi Danny (Istituto Statale d'Arte 'Cantalamessa' di Macerata). - per la grafica I° classificato: Angelini Paolo (Liceo Artistico Statale 'O. Licini' di Porto San Giorgio). Inoltre, sempre per la sezione pittura, è stato assegnato un premio speciale della giuria allo studente Gentili Damiano del Liceo Artistico Statale 'O. Licini' di Porto San Giorgio. 23 Stefano Picchioni INTERCLUB INTERDISTRETTUALE… Nel nome di San Benedetto i è svolto il giorno 20 aprile l'interclub di ritorno con Ascoli Piceno ad Ascoli Piceno: il primo si è effettuato a Norcia il 28 ottobre del 2007. Lo scopo delle due giornate è stato quello di socializzare e dialogare, in quanto contermini ma in regioni diverse unite da una comune viabilità, la Salaria, di problematiche relative alla viabilità e alle possibili sinergie che le due comunità possono esprimere in termini di turismo e soprattutto di collegamenti viari consoni al tempo in cui viviamo. Ci siamo lasciati auspicando di ampliare la tematica anche al club di Osimo, creando così un triangolo di tipo viario-econo-mico-turistico, che le tre realtà nel contesto italiano esprimono (Parco dei Monti Sibillini-Valle ascolanaRiviera delle palme-Riviera del Conero). Le due occasioni hanno permesso di visitare S le due città e scoprire i luoghi più suggestivi, sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico, luoghi illustrati con professionalità e conoscenza da soci dei due club. Il tutto si è concluso con due conviviali nelle quali si sono gustati i piatti tipici regionali. L'interclub con Cassino e Subiaco (distretto 2080) invece, si è svolto a Subiaco il giorno 11 maggio. Lo scopo della visita è stato quello di conoscere i luoghi di nascita e di svolgimento dell'attività del comune Santo, appunto, S. Benedetto. S.Benedetto è nato a Norcia e ha svolto, dopo il trasferimento a Roma da Norcia, la vita monacale prima a Subiaco poi a Cassino, dove è morto. In tale occasione, alla presenza del Padre Abate di Subiaco, è stato sottoscritto un protocollo tra i tre club, finalizzato a realizzare, in breve tempo, una statua bronzea a grandezza naturale di S. Benedetto da collocare nell'ingresso del Parlamento europeo a Strasburgo. Si è appreso nell'occasione, che la stessa sarà realizzata dall'attrice Gina Lollobrigida, con costi relativi alla fusione a carico dei tre club. Nel protocollo, inoltre, si è stabilito un rapporto continuo tra i tre club teso a valorizzare e promulgare l'opera del Santo: il tutto concluso con una conviviale presso la mensa dei benedettini a Subiaco. Infine, si è inteso invitare il Padre Abate di Subiaco oltre ai due club, a visitare Norcia, in occasione della tradizionale festa della fioritura presso i piani di Castelluccio di Norcia, svoltosi il 14 giugno, con un incontro con il Padre Cassian Folson Abate di Norcia e socio onorario del Club nursino. Gilberto Polverari XV PREMIO E. MANNUCCI Proclamati i vincitori F. Berionni, D. Giraldi, G.Perini, S. Purgatori (in piedi), M. Massi Benedetti, G.M. Spacca, L. Rinaldi e E. D'Incecco. roclamati i vincitori della quindicesima edizione del Premio Internazionale di Scultura dedicato al grande artista Edgardo Mannucci. La manifestazione, che tradizionalmente si tiene ad Arcevia l'ultimo sabato del mese di maggio, si è svolta nella splendida cornice del restaurato Teatro Misa della cittadina montana alla presenza di un folto pubblico di buongustai dell'arte. Alla presenza del governatore del Distretto 2090 del Rotary Internazionale Massimo Massi Benedetti, il presidente del club ideatore e organizzatore del premio Altavallesina Grottefrasassi Franco Berionni, ha dato il via ai P 24 lavori con la proiezione di un filmato di pregevole fattura che raccoglie i momenti salienti della vita artistica del Mannucci. Il film è anche apprezzabile per la sua qualità scenografica che dà un quadro onnicomprensivo del territorio di competenza del Club (Arcevia, Genga, Sassoferrato e Serra S. Quirico). Conduttore della serata Mino Perini, collaudato e instancabile organizzatore del Premio Mannucci da sempre. Onoravano la manifestazione con la loro presenza il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, il sindaco di Arcevia Silvio Purgatori, il sindaco di Sassoferrato onorevole Luigi Rinaldi, nonché la sempre presente a questa manifestazione, onorevole Marisa Abbondanzieri. Nutrita la rappresentanza dei PDG del Rotary Distretto 2090. Non ultimo, in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, Domenico Giraldi. La Fondazione è di gran lunga il principale sponsor di questa manifestazione. L'apposita giuria, presieduta da Enio D'Incecco genero di Mannucci, ha premiato (ex aequo) vincitori del premio: Mario Barilari dell'Accademia di Perugia e Silvia Trappa dell'Accademia di Carrara. Mario Barilari ha donato le sue opere al Club. Premi acquisto sono stati assegnati a: Yuka Imai dell'Accademia di Milano-Brera e Andrea Lolis di Atene. Sono stati infine premiati per le singole Accademie: Davide Vivaldi (Bologna), John W. Todd (Accademia Americana SACI), Alessandro Virgulti (Macerata), Tokinari Yahiro (Urbino) e Elisabetta Di Sopra (Venezia). La mostra può essere visitata nei locali del Palazzo dei Priori e nel centro culturale S. Francesco di Arcevia fino alla fine di agosto 2008. Dopo tale data le opere saranno trasportate a Milano per essere esposte presso la famosa Casa del Pane nelle vicinanze dei bastioni di Porta Venezia. Un commosso ricordo va a Giulio Residori, grande regista culturale di questa manifestazione per tanti anni, recentemente scomparso. Un grazie a Giulio che ha voluto la mostra anche a Milano in accordo con il competente Assessorato del capoluogo lombardo. Adelio Pistelli - PH PREMIO DANTE PAOLINELLI l Rotary e Samuele Papi: qual è il nesso? La risposta è facile. Il club di Falconara M. da anni premia un atleta oppure una squadra alla memoria di Dante Paolinelli, ex grande socio del Club. E stavolta la targa e, proprio per il decennale della scomparsa dell'amico Dante, è stata consegnata a Samuele Papi, l'ultimo della 'Generazione dei Fenomeni' del volley italiano e mondiale e che, proprio con Falconara e sotto la presidenza di Paolinelli, esordiva diciassettenne in A1. Il prologo di una carriera straordinaria e bene ha fatto il il consiglio del club, diretto attualmente da Stefano Orilisi, a sintonizzare l'annuale appuntamento con uno dei più grandi giocatori di volley e un pupillo di Dante. «Sono onorato per questo riconoscimento. E' un presidente che ricorderò sempre con grande affetto.» Sono parole di Papi rilasciate nel corso della cerimonia di premiazione alla presenza dei Sindaci di Falconara Marittima, di Chiaravalle e di Montemarciano, quest'ultimo accompagnato dall'assessore I allo Sport, ma solo dopo aver ricordato la memoria di Paolinelli (da parte del suo amicone Bucci) e ancora, dopo aver presentato un progetto che il Rotary sta portando avanti da due anni: arredare e attrezzare una biblioteca salesiana a Mogadiscio. Un'iniziativa delle tante che il club ha progettato e concluso nella sua già lunga attività. Un prologo interessante prima della consegna della targa da parte della figlia di Dante, a Papi, appunto, c'erano Tarcisio Pacetti ex dirigente di Samuele e attualmente presidente del Panathlon di Ancona e anche il presidente provinciale del Coni, Fabio Luna, che ha (e giustamente) voluto gratificare personalmente chi è da considerare sicuramente una delle più grandi espressioni sportive marchigiane. Samuele? Evidentemente commosso, ha ripercorso velocemente i rapporti con il suo presidente sempre silenzioso ma presente «e sempre pronto a consigliare, come a darti una mano.» I rotariani non hanno perso l'occasione per conoscere meglio l'attuale capitano della Sisley Treviso, cogliendo l'opportunità di saperne di più sul suo passato e sul suo... futuro con la nazionale. «Dopo più di dodici anni consecutivi in azzurro, ho detto basta e non ci sarà un mio ritorno. Ho dato tanto, ho ricevuto tantissimo ma è il momento di stare vicino a mia figlia e alla famiglia. Le Olimpiadi? Ne ho disputate tre consecutive (due argenti: Atlanta 1996 e Atene 2004 e un bronzo, a Sydney 2000) e non siamo riusciti a colmare l'unica lacuna dello straordinario palmares dell'Italia. E sarei davvero uno dei primi a gioire se da Pechino arrivasse il meraviglioso oro che ci manca». E giù applausi per una serata senza fronzoli, piena di simpatia e tanto amarcord. OSIMO: VIAGGIO NELLE MARCHE CARTOGRAFICHE a mostra di cartografia marchigiana che il Rotary Club di Osimo ha organizzato dal 6 al 15 giugno presso la chiesa di San Silvestro a Osimo, è tata senza alcun dubbio, per la qualità e la quantità di carte esposte, la più importante mai realizzata a oggi. Curata da Fabio Mariano e da Antonio Volpini, l'esposizione (visitata da circa 500 persone) conteneva una selezione di pregevoli carte che vanno dal XVI al XVIII secolo e presentava il territorio della regione Marche visto con gli occhi dei cartografi dell'epoca. L Presenti pezzi unici (molti dei quali illustrati nel bel catalogo edito da Il lavoro editoriale) e anche le prime carte settecentesche del servizio postale dei Thurm und Taxis, nonché vari esemplari di guide che possono senza dubbio essere considerate anticipatrici delle guide del Touring. Questo affascinante percorso attraverso cinque secoli di storia della cartografia ci ha voluto dimostrare, affermano i curatori, quanto sia cambiato il mondo che viviamo e, soprattutto, quanto sia cambiato il nostro modo di osservarlo. SULLE ALI DI SAN GIORGIO l Rotary Club Porto San Giorgio Riviera fermana ha presentato, nella splendida cornice del Teatro comunale di Porto San Giorgio, un'opera realizzata in DVD sulle risorse paesaggistiche, I storiche e culturali della città. Alla presentazione ufficiale del 13 giugno ci sono stati gli interventi del presidente del Club Andrea Valentini che, con una relazione su Il Rotary Club e la città di Porto San Giorgio, ha elencato tutte le iniziative culturali e sociali in stretto contatto con il territorio e la città. Franco Loira con La storia dell'autonomia comunale, ha ricostruito la storia della città e della conquista dell'autonomia da Fermo. 25 Cesare Catà, assessore alla Cultura del comune di Porto San Giorgio che, con Le radici antropologiche di un territorio, ha sottolineato il rapporto dell'uomo con il suo territorio come presupposto indispensabile alla sua crescita culturale. E' intervenuto anche il sindaco Andrea Agostini, rotariano del Club di Porto San Giorgio, che ha portato il saluto della città plaudendo all'iniziativa. Dopo gli interventi dei relatori, si è passati alla proiezione del video catturando l'attenzione del pubblico presente in sala, grazie a una perfetta scelta delle musiche e una magistrale fotografia. Il filmato è un viaggio nella piccola grande storia di Porto San Giorgio dalle origini, come porto di Fermo, al suo riconoscimento nel 1877 come autonomia comunale, allo sviluppo urbanistico della fascia costiera dalla fine dell'800 a tutto il '900, con gli splendidi esempi dei villini Liberty del lungomare e delle dimore gentilizie poste sia lungo la zona costiera che nella fascia collinare. La proiezione termina con l'emozione del ricordo attraverso una carrellata di foto dei primi del '900, dove i soggetti sono luoghi, personaggi noti e gente qualunque di una Porto San Giorgio ormai lontana nel tempo ma non per questo dimenticata. Concludendo l'incontro, il presidente Andrea Valentini ha ringraziato l'Amministrazione comunale che ha concesso il gratuito patrocinio per la manifestazione, sottolineando il solido rapporto di collaborazione con il Rotary Club di Porto San Giorgio, finalizzato alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. Il DVD, che sarà distribuito gratuitamente a tutti gli Enti e alle Associazioni culturali e turistiche della Città di Porto San Giorgio, sarà poi tradotto in più lingue. AD ANCONA ORA C'È LARGO PAUL HARRIS er onorare e ricordare il fondatore del Rotary International Paul Harris e per far meglio conoscere all'intera cittadinanza questa associazione di service internazionale e le sue iniziative, il Rotary Club Ancona - Conero, in occasione della visita del governatore Massimo Massi Bene- P detti, aveva chiesto all'Amministrazione comunale di poter intitolare al suo fondatore, come è già avvenuto in altre città italiane, una via o una piazza di Ancona. Il Sindaco della città ha accolto la richiesta e ha concesso di intitolare a Paul Harris uno dei luoghi più affascinanti di Ancona: il largo prospiciente il monumento ai Caduti del Passetto, davanti al Ristorante Passetto, luogo delle riunioni settimanali del Club. Giovedì 19 giugno, in occasione del passaggio delle consegne tra il presidente 20072008 Andrea Tranquilli e quello 2008-2009 Giancarlo Gazzanelli, ha avuto luogo la cerimonia di scopertura della targa da parte del sindaco di Ancona Fabio Sturani, alla presenza dei due presidenti del club (attuale e incoming), dei PDG Pino Baroni, Roberto Barbieri e Giorgio Rossi, dell'assistente del governatore Mauro Bignami, dei componenti la Commissione Relazioni pubbliche del Club, dei presidenti dei Club di Ancona e Falconara M. Ugo Braccioni e Stefano Orilisi, del presidente incoming di Osimo Mauro Tiriduzzi, della presidente incoming dell'Inner Wheel Ancona Riviera del Conero Isabella Bignami e di numerosi soci rotariani e autorità cittadine. Messaggi di felicitazioni sono pervenuti dal governatore Massimo Massi Benedetti, che ha ringraziato il Sindaco Sturani per avere concesso che l'intitolazione avvenisse per un'area di “uno dei luoghi più conosciuti d'Italia” e dall'incoming Giorgio Splendiani. Vasil Aleksi - RC Durazzo DA UN INCONTRO CASUALE NASCE UNA GRANDE AMICIZIA ROTARIANA l 4-5 aprile 2008 a Durazzo si è svolta la decima Assemblea nazionale della Federazione Cacciatori dell' Albania. Tra gli invitati che parteciparono erano anche Giovanni Bana, Presidente della FEIN-Fondazione Europea il NIBIO - Presidente Commissione Diritto Penale Europeo UAE, rotariano di vecchia data, membro fondatore del RC Porta Vercellina Milano e Vasil Aleksi del RC Durazzo. I 26 Come di consueto succede tra i rotariani, per di più se hanno anche un interesse comune come, in questo caso, quello della caccia, dall'incontro sta nascendo un'amicizia forte e sincera. Così, appena tornato a Milano, Giovanni Bana, insieme al presidente del club di Porta Vercellina, Mario Massone, hanno inviato al RC Durazzo il gagliardetto del loro Club insieme al libro pubblicato per il trentesimo anniversario di fondazione. Lo stesso è stato fatto anche da parte del RC Durazzo che, oltre al gagliardetto, ha inviato anche un album di fotografie panoramiche di Durazzo. Inoltre si è espresso il desiderio da parte del RC Durazzo di un gemellaggio tra i due Club, in quanto si ritiene che il RC Durazzo abbia tanto da imparare dall'esperienza del RC Porta Vercellina. GOLF SUL PODIO Ripetendo l'exploit del 2006, Francesco Tardella e Riccardo Donadio del Rotary Club Ancona Conero, si sono aggiudicati il Trofeo AIRGAssociazione Italiani Rotariani Golfisti (greensome) del 32° Campionato di Primavera dell'AIRG, svoltosi a Venezia il 25 maggio scorso. Una volta ancora dunque, il Distretto 2090 sale sul gradino più alto del golf rotariano. Norberto Dionisi GIRAMONDO FERMO VOLA A NEW YORK ew York non è una metropoli come le altre, essa è il più di tutto e con tanta gente che ogni giorno la vive. New York sono grattaceli oltre le nuvole; New York è milioni di persone che si muovono frettolose per strada; New York è cortese, colta, ordinata; New York sono tante bandiere, tante luci, tante sirene e taxi gialli. New York è la quiete verde del Central Park; New York sono oggi i moli silenziosi del porto. Questa è la metropoli che ha accolto i rotariani di Fermo, con i suoi musei, i suoi negozi, la sua Quinta Strada, che parla quasi tutta italiano. Oggi New York è anche il vuoto struggente di Ground Zero, una voragine profonda come il male, colma di domande gettate nel vuoto tutte uguali e senza risposta. Oggi Ground Zero è una ferita che rimargina grazie alla determinazione di uomini che ininterrottamente vi lavorano, per affermare di esserci a costruire un nuovo N 28 simbolo di libertà per il Mondo. New York è una bella canzone, soffice e accattivante, se la ascolti ti rende felice, ma Liza Minnelli la cantava tra luci, vetrine e taxi gialli, quando credeva che a Ground Zero mai nulla sarebbe cambiato. Mabig BIBLIOTECA I GIOVANI DISEGNANO IL ROTARY stato difficile scegliere dove inserire questa notizia, perché è vero che proviene da un Club, ma è relativa a una pubblicazione ben fatta e ben curata e, quindi, merita pienamente di entrare nella sezione Biblioteca. Infatti, I giovani disegnano il Rotary è il bel catalogo di una mostra svoltasi dal 26 maggio al 3 giugno 2007 nel convento di S. Maria Nova a Fano e realizzata per celebrare il 50° anniversario di fondazione del Club della città, in concomitanza con l'anno di governatorato di Luciano Pierini, che del club fanestre è socio. Sono stati esposti i lavori realizzati dagli studenti dell'Istituto statale d'istruzione superiore A. Olivetti, sezione Grafica pubblicitaria e multimediale e dell'Istituto Statale d'Arte A. Apolloni, sezione Pittura/Graphic Design Fano. A questi giovani era stato assegnato il tema Promuoviamo l'immagine del Rotary. L'iniziativa si è proposta un duplice scopo: da un lato fare conoscere il Rotary, le sue attività di carattere sociale, culturale e umanitario sulle basi di valori forti quali la solidarietà, l'amicizia e la pace; dall'altro È 30 coinvolgere giovani studenti, che sono il futuro della nostra società. Il catalogo offre una bella e completa panoramica dei manifesti, realizzati con talento e grande efficacia comunicativa dagli alunni delle due scuole coinvolte nel progetto. Devo però ammettere che chi, come me, ha potuto vedere direttamente i manifesti esposti, ha constatato quanto gli originali fossero molto più suggestivi delle riproduzioni fotografiche, perché il tratto, la foto, il disegno, il collage e il colore toccabili, davano l'idea che quasi tutti i giovani avevano correttamente recepito e saputo interpretare con freschezza, essenzialità e piacevolissima creatività il messaggio rotariano. Pertanto, ritengo che un plauso debba essere attribuito a chi, nel brief con gli studenti per spiegare che cosa si voleva, ha saputo trasmettere loro con efficacia l'idea o, se si vuole, la mission del Rotary. Il volume, come ogni catalogo d'arte, reca alcune prefazioni e introduzioni, tra cui quelle dell'allora presidente del club di Fano Vico Montebelli e del suo successore Antimo Venturelli. Ciò che lo distingue dagli altri cataloghi, è la dedica con cui il PDG Luciano Pierini rivolge commosse parole di gratitudine al presidente internazionale William B. Boyd «per averci guidato con equilibrio e serenità durante l'anno rotariano 2006/2007, così pieno di operatività e di significati profondi». Ma Luciano Pierini ha pure evidenziato con chiarezza quanto sia importante «farci conoscere come rotariani, incontrare gli studenti nelle scuole superiori, parlare loro di noi, dei nostri principi, delle attività che svolgiamo, dei successi e degli obiettivi da raggiungere non sempre facili.»