Anno XIV
Luglio 2008
n° 110
Il valore
dell’amicizia
www.rotary2090.info
SOMMARIO
Periodico mensile fondato da Ennio Vincenti
- Autorizz. Tribunale di Teramo n. 364 del
27/10/1994 - Stampa Grafiche Millefiorini
S.N.C. Zona Industriale, 06046 Norcia Editore Rotary International Distretto 2090
rappresentante pro tempore, il Governatore
2008 - 2009 Giorgio Splendiani - Via
Cimino, 3 - 67100 L’Aquila - Direttore
responsabile Mauro Bignami - Redazione:
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Demetrio Moretti, Urbano Urbinati, Lucio
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3
Lettera del Governatore
5
Prossimamente
Luglio 2008 - n° 110
DAI CLUB
21
Visite del Governatore
Senigallia: poesie allo specchio
(Andrea Barbieri)
DAL DISTRETTO
6
San Benedetto: un manager di 1.500 anni
or sono (Mauro Bignami)
Dalla parte dei profughi
(Carla Passacantando)
22
Un club per la cultura, lo sport ed il
territorio (Michele Tomassini)
8
Riaffermare la validità dei Valori (MaBig)
9
Mozione finale XXIV Congresso Distrettuale
23
Macerata Matteo Ricci per i talenti di marca
10
Un commento e una proposta
(Giuseppe Lepore)
24
Interclub interdistrettuale…
(Stefano Picchioni)
11
Istruzione anche per le consorti
(Annamaria Di Gioia)
12
Il Rotary in difesa dei ragazzi
(Vito M. Carfì)
13
Un campus ancor più numeroso, gioioso
e pieno di amicizia
14
15
16
Una voce dal Campus (Claudo Petrelli)
17
Rotary
18
Dibattiti
19
Premio Osvaldo Licini
XV Premio E. Mannucci
(Gilberto Polverari)
25
Premio Dante Paolinelli (Adelio Pistelli)
Osimo: viaggio nelle Marche cartografiche
Sulle ali di San Giorgio
26
GSE in visita a Macerata
L’opinione
Da Norcia a Norcia (Urbano Urbinati)
I mesi rotariani
Sul metodo per un contributo rotariano
alla pace (Giuseppe Centanni)
Ad Ancona ora c’è Largo Paul Harris
Da un incontro casuale nasce una grande
amicizia rotariana (Vasil Aleksi)
28
Fellowship
28
Giramondo
30
Biblioteca
Golf sul podio
Fermo vola a New York
I giovani disegnano il Rotary (MaBig)
Dissonanze
Il Paese dei miracolati (Mauro Bignami)
PER CHI DESIDERA COLLABORARE
La nuova veste della rivista e il desiderio di renderla
sempre più bella e fruibile, ci suggeriscono di indicare
alcune norme redazionali:
• I contributi editoriali alla rivista, sempre graditi,
dovranno essere scritti in testo word e inviati via email al seguente indirizzo: [email protected]
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salvo autorizzazione della redazione, i contributi relativi
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particolarmente pesanti, si prega di contattare Angelo
Buonumori per ottenere le disposizioni di invio tramite
FTP.
Giorgio Splendiani
IL VALORE DELL'AMICIZIA
C
ari Amici Rotariani,
è la prima lettera che vi scrivo e
provo una certa emozione. Per giorni mi
sono chiesto quale doveva essere il primo
argomento da trattare: la risposta me l'avete
data voi al Congresso di Norcia attraverso
la 'Voce dei Club'.
Ho ascoltato con molto interesse interventi
spontanei, giusti ed equilibrati; ritengo
doveroso da parte mia, come primo compito, di rispondere ad essi.
Voglio premettere che secondo lo Statuto
del Rotary International la funzione del
Governatore è di “promuovere lo Scopo
del Rotary guidando e consigliando i Club
del Distretto” e che “il Rotary International
è l'Associazione dei Rotary Club organizzati e funzionanti conformemente allo
Statuto e al Regolamento del Rotary
International”.
Il mio compito sarà quindi quello di indirizzare e accompagnare i Club e non di
trasmettere ordini. Tuttavia, dovrò fare
rispettare le Regole del Rotary; senza questo
rispetto non si è Rotariani, anche se si è
iscritti a un Club.
Il primo problema che è emerso dal Congresso è stato quello della necessità di
lavorare in collaborazione fra più Club.
Credo che la migliore risposta sia quella
venuta dall'esempio del 'Distretto culturale',
che comprende Club delle Marche e
dell'Umbria con un fine di Servizio comune.
Le associazioni dei Club su base regionale
o interregionale devono tuttavia essere
strumenti per iniziative comuni e non organi burocratici con statuti, regolamenti e
cariche che possono creare problemi, competizioni o contrasti.
Scopo fondamentale del Rotary è di
“promuovere e sviluppare relazioni amichevoli fra i propri Soci per renderli meglio
atti a servire l'interesse generale”.
Quindi, non devono esistere barriere tra
soci, Club, città o regioni.
Paul Harris sognò di creare una comunità
di AMICI: il motto di quest'anno - RENDI
REALI I SOGNI - si deve realizzare anche
in una sincera e completa amicizia tra tutti
i soci e tutti i Club.
Giugno è stato il mese dell'Amicizia rotariana e numerosi sono i programmi del
Rotary che la promuovono: le Borse di
Studio Internazionali, lo Scambio di Giovani, i Circoli Professionali Rotariani. Grazie
a queste iniziative è possibile che Rotariani
di diverse aree del mondo si conoscano e
condividano esperienze, interessi comuni,
hobby, idee e sviluppino programmi di
Servizio.
L'ospitalità in casa è la più efficace forma
per coltivare un'amicizia.
Inoltre, è importante poter comunicare con
gli altri, perché la comunicazione è alla
base di qualunque forma di amicizia.
L'evoluzione dei tempi ha fatto sì che attraverso l'informatica siano possibili contatti
umani con una rapidità sino a ieri impensabile. Progetti comuni e di grande impatto
sociale possono essere realizzati tra rotariani
che, pur vivendo in continenti diversi, si
propongono gli stessi ideali. E' importante,
quindi, che un rotariano attivo sia in grado
di comunicare anche in maniera telematica.
Nella visione di una globalizzazione del
Servizio, non và dimenticato il coinvolgimento dei giovani e dei coniugi.
I Club padrini dei Rotaract devono concentrare sui giovani le loro cure e attenzioni e
seguire la loro formazione perché possano
divenire le nuove forze del Rotary.
L'accettazione degli ex rotaractiani e degli
Alumni deve essere una delle vie preferenziali per l'incremento dell'effettivo.
Infine, un saluto particolare ai coniugi dei
rotariani.
Il Rotary conta molto su di loro; come
Massimo ha detto nella relazione finale del
Congresso, “il coniuge del Rotariano deve
avere un ruolo attivo e propositivo”; in tutte
le manifestazioni rotariane sarà dato ampio
spazio ai coniugi.
Chi fa parte della famiglia del Rotary non
può non partecipare alla vita del Club, pur
nella completa libertà e autonomia di dedi-
LUGLIO KORRIK
LETTERA DEL GOVERNATORE - LETRA E GUVERNATORIT
carsi ad attività di servizio in associazioni
meritevoli quali l'Inner-Wheel.
Concludo questa mia prima lettera rilevando
che proprio dalle 'Voci dei Club' è emerso
che con la vera Amicizia si possono superare
tutti i problemi.
Pertanto, vi invito a porvi come scopo del
nuovo anno di dimenticare discordie, incomprensioni e dissapori e di sedervi, al
prossimo incontro, vicino alla persona con
cui avete avuto maggiori contrasti.
3
e dashur miqe Rotarian,
eshte letra e pare qe ju shkruaj dhe
provoj nje emocion te vecante. Ka
dite qe pyes veteveten cili do te ishte
argomenti i pare per te trajtuar: pergjigjen
ma keni dhene ju ne Kongresin e Norcias
nepermjet "Zerit te Klubeve".
Degjova me shume interes nderhyrjet
spontanee, te drejta dhe te ekuilibruara;
mendoj qe detyra ime e pare eshte t'ju jap
nje pergjigje atyre.
Deshiroj te parathem qe sipas Statutit te
Rotarit Internacional funksioni i Governatorit
eshte "te nxit Qellimin e Rotarit duke
udhehequr dhe keshilluar Klubet e
Distrikteve" dhe qe Rotary Internacional
eshte Shoqata e Klubeve te Rotarit qe
fuksionojne ne respektin e Statutit dhe te
Rregullores se Rotarit Internacional.
Detyra ime do te jete ajo te drejtoj dhe
shoqeroj Klubet dhe jo t'ju jape urdhera.
Megjithate , jam i detyruar te bej qe te
respektohen rregullat e Rotarit, pa kete
respekt nuk do jemi Rotariane, edhe pse
jemi anetare te shkruar ne nje Klube.
Problemi i pare qe doli nga Kongresi ishte
ai i nevojes te punohet ne bashkepunim
midis Klubeve.
Besoj qe pergjigjeja me e mire eshte ajo e
dhene nga shembulli i "Distriktit Kulturor"
qe permban Klubet e Markeve dhe Umbrias
me nje qellim Sherbimi te perbashket.
Shoqatat e Klubeve me baze krahinore o
mbikrahinore duhet te jene strumente per
iniciativa te perbashketa dhe jo organizma
burokratike me statute, rregullore dhe pozita
T
qe mund te krejojne probleme, ndeshje dhe
kontraste.
Qellimi themelor i Rotarit eshte "te nxit dhe
zhvilloj marredhenie miqesore nepermjet
antarve per tgi bere me te gateshem per te
sherbyer interesin e pergjithshem".
Prandaj nuk duhet te ekzistojne barriera
mes anetarve, Klubeve, qyteteve o krahinave.
Paul Harris enderroj te krijonte nje
komunitet miqesh: me thirrjen e vitit "BEJ
REALITET ENDERRAT- duhet te realizohet
edhe nepermjet nje miqesie te sinqerte dhe
komplete midis te gjithe anetarve dhe
Klubeve.
Qershori ka qene muaji i miqesise Rotariane
dhe te shumte jane programet e Rotarit qe
po e nxitin: Bursat per studime
Internacionale, Shkembimet mes te rinjeve,
Shoqatat profesionale Rotariane.
Faleminderit ketyre iniciativave do te jete
e mundur qe Rotarianet nga zona te
ndryshme boterore te njihen dhe te
bashkendajne ekperienca, interesa te
perbashket, hobby, ide dhe te zhvillojne
programe Sherbimore.
Mikepritja ne shtepi eshte forma me e
vlefshme per te koltivuar nje miqesi.
Gjithashtu eshte e rendesisheme te jete e
mundur te komunikohet me te tjeret, sepse
komunikimi eshte baza e c'do forme miqesie.
Zhvillimi i kohes ka bere asshtu qe nepermjet
informatikes te mundesohen kontaktet
njerezore me nje shpejtesi qe deri dje ishte
e pamendueshme.
Projkte te perbashket dhe me nje impakt
social te madh mund te realizohen midis
rotarianeve qe edhe pse jetojne ne kontinente
te ndryshem kane te njejtat ideale. Eshte e
rendesishme qe nje rotarian aktiv te jete ne
grade te komunikoje ne menyre telematike.
Ne vizionin e nje globalizimi te Sherbimeve
nuk duhet te harrohet aktivizimi i te rinjeve
dhe i bashkeshorteve.
Klubet atesor Rotaract duhet te perqendrojne
mbi te rinjte vemendjen dhe kujdesin dhe
te ndjekin formimin e tyre me qellim qe te
behen forca e re e Rotarit.
Pranimi i ex rotaractianeve dhe i Alumni
duhet te jete nje nga rruget e preferuara per
te rritur efektivat.
Ne fund, nje pershendetje te vecante
bashkeshorteve te rotarianeve.
Rotari ka shume besim te to; ashtu sic
Massimo ka thene ne relacionin final te
Kongresit "bashkeshorti i rotarianit duhet te
kete nje role aktiv dhe propozitiv", ne te
gjithe manifestimet rotariane do t'ju jepet
nje hapesire e gjere bashkeshorteve.
Kush bene pjese ne familjen e rotarit nuk
mund te mos marrepjese ne jeten e Klubit,
edhe pse me lirine e plote te ti dedikohet
aktiviteteve ne shoqata qe meritojne sic eshte
Inner-Wheel.
Mbyll kete letren time te pare duke vene ne
dukje qe pikerisht nga "Zerat e Klubeve" ka
dale qe me Miqesine e vertete mund te
kapercehen te gjithe problemet.
Prandaj ju ftoj te vini si qellim te vitit te ri
harrimin e mosmarreveshjeve, moskuptimeve
dhe te uleni ne takimin e ardheshem, afer
personit me te cilin keni pasur me teper
kontraste.
PROSSIMAMENTE
FORUM E MANIFESTAZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALI 2008/2009
28 Agosto
L’Aquila
Forum Perdonanza
12-13-14
Settembre
Sirolo (AN)
Golf: VII Coppa del Governatore del Distretto 2090 Challenge “Umberto Pallotta della
Torre del Parco” 38° Campionato Italiano AIRG
20 Settembre
Marche
Forum Effettivo
5 Ottobre
Campobasso
Forum Anziani
14 Ottobre
Osimo (AN)
IV Premio Sardus. F. Tronti
19 Ottobre
Ascoli Piceno
Forum Infrastrutture e mobilità
16 Novembre
Fano (PU)
Seminario Rotary Foundation
19 Aprile 2009
Termoli
XXXII Premio D’Andrea
13-14 Giugno 2009
L’Aquila
Congresso distrettuale
21 Giugno 2009
L’Aquila
Torneo di Golf per rotariani
VISITE DEL GOVERNATORE AI CLUB
Luglio 2008
1
3
4
7
8
9
10
11
14
17
18
21
24
Ancona
Ancona - Conero
Falconara Marittima e Loreto
Macerata
Tolentino
Macerata Matteo Ricci
Camerino
Civitanova Marche
Pesaro Rossini
Urbino
Osimo
Senigallia
Fermo
Settembre 2008
7
6
17
18
19
20
24
25
29
30
Agnone
Isernia
Larino
Campobasso
Porto San Giorgio
Alto Fermano Sibillini
San Benedetto del Tronto e San Benedetto del Tronto
Nord
Teramo, Teramo Est e Teramo Nord Centenario
Tirana
Durazzo
14
15
16
17
18
20
21
22
23
27
28
31
Chieti e Chieti Ovest
Pescara
Loreto
Sulmona
Montegranaro
Fabriano
Jesi
Avezzano
L'aquila e L'aquila Gran Sasso
Novafeltria
Cagli-terra Catria-nerone
Termoli
Novembre 2008
7
8
11
12
13
14
15
17
18
20
21
22
29
30
Atessa Media Val Di Sangro
Ortona
Pesaro
Trasimeno
Foligno
Todi
Fano
Spoleto
Ascoli Piceno
Perugia Est
Vasto
Lanciano
Amelia Narni
Terni
Ottobre 2008
Dicembre 2008
1
7
9
10
13
13
16
18
20
21
Korça
Altavallesina Grottefrasassi
Gualdo Tadino
Gubbio
Pescara Nord e Pescara Ovest G. D'annunzio
Assisi
Perugia
Norcia
Orvieto
Città Di Castello
5
Mauro Bignami
SAN BENEDETTO: UN MANAGER DI 1.500 ANNI OR SONO
Concluso a Norcia il XXIV Congresso distrettuale
Norcia, dal 6 all'8 giugno, per il XXIV
Congresso distrettuale, il tempo
(atmosferico) non è stato dei migliori,
ma quello misurabile dalle lancette di un
qualsiasi orologio è stato invece fruttuoso,
stimolante e, perché no, corroborante. Chi
c'era può confermarlo; chi non c'era ha
irrimediabilmente perso un'occasione, perché
«l'essenza delle testimonianze» che scriverò
su queste pagine, non è che «il simulacro
della verità», come ha detto, nel pomeriggio,
quel relatore che ha parlato di Etica della
comunicazione.
In effetti su Etica del lavoro: dalle radici culturali
alla proiezione del futuro, era imperniato il
Congresso, prosieguo ideale e logico del
Congresso 2007, che aveva avuto come tema
la responsabilità sociale d'impresa. La scelta
della città di Norcia ha risposto al preciso
intento di concludere nella patria di San
Benedetto il percorso tematico dell'anno di
governatorato di Massimo Massi Benedetti
che, attraverso le tappe dei tanti forum
organizzati in questi mesi, si è snodato intorno ai concetti di lavoro e di etica nelle
più varie e profonde articolazioni. Così, gli
interventi congressuali, aperti dai PDG Giorgio Rossi e Mario Bellucci e dal rappresen-
A
6
tante del presidente internazionale Aydin
Izmirli, hanno arricchito e al tempo stesso
messo un punto fermo sulla tematica
dell'anno rotariano appena concluso con
una significativa proiezione verso scenari
futuri.
Rilevante il numero degli interventi in programma, aperti dal PDG Antonio Pieretti,
che ha sviluppato il tema Il lavoro come
valore. Partendo dalla figura di San Benedetto
e dalla sua Regola, Pieretti ha analizzato il
significato più profondo del verbo ora, che
non è solo un invito alla preghiera e al
raccoglimento, ma alla riflessione, meditazione, approfondimento attraverso la lettura
e la conoscenza; mentre labora è un termine
dalla duplice valenza perché, travalicando
la prima accezione dello sporcarsi le mani
con la dura fatica materiale, può assumere
il significato di continuazione dell'opera
creatrice di Dio, di elaborazione, arricchimento ed espansione della terra. «Non c'è
futuro senza innovazione e senza creatività,
ha affermato Pieretti, e non c'è creatività
senza idee.» Non essere schiavi della tecnologia, ma saperla dominare e metterla al
nostro servizio, non essere subordinati alle
leggi dell'economia e del consumismo ma
fare entrare i valori nella realtà quotidiana
e preservare la dignità del soggetto umano:
questo si deve comprendere e perseguire,
in quanto il lavoro, diritto-dovere sociale, è
una forma di testimonianza, di rispetto e
amicizia per gli altri.
Dal canto suo, Dom Natale Brescianini ha
evidenziato la Modernità di una Regola antica,
quella benedettina, che nel rapporto fra la
comunità e il singolo privilegia la persona;
«in essa, ha aggiunto, la comunità, il gruppo,
l'organizzazione, l'abate devono creare le
condizioni affinché il singolo possa esprimere
il meglio di sé» e, riferendosi all'oggi, si è
chiesto: «i nostri luoghi di lavoro, le procedure, gli indici di qualità servono a far
crescere le persone, o la massimizzazione
del profitto va a minimizzare altre cose?»
Nella ricerca dell'armonia con se stessi e con
ciò che ci sta intorno, anche il lavoro acquista
una valenza positiva e rifarsi alla regola
benedettina comporta l'assunzione di una
prospettiva particolare da cui guardare le
cose, il mondo.
Massimo Folador, dibattendo su L'impatto
della tradizione culturale sui processi produttivi,
ha ribadito che nella società odierna è fondamentale per l'uomo riacquistare la propria
identità, quel concetto di centralità presente
nel mondo benedettino e spesso perso in
azienda, dove dovrebbe prevalere una relazione di unità, di comunità coesa piuttosto
che di autorità. Da 1.500 anni i monasteri
benedettini sono un esempio illuminante di
che cosa significhi vivere e lavorare in un
contesto dove tutti abbiano chiari finalità e
obiettivi, ruoli e mansioni e sappiano fare
della comunità il proprio punto di forza.
Un'organizzazione perfetta che ha attraversato i secoli e che può dire molte cose al
mondo manageriale, grazie alla corretta
gestione di valori condivisi, a una leadership
diffusa e alla capacità di far lavorare insieme
persone motivate e consapevoli delle proprie
responsabilità. La Regola di San Benedetto
è stata per secoli il faro di questi monasteri
e ha saputo irradiare buon senso unito a
un'estrema concretezza. Oggi rappresenta
un richiamo forte alle radici comuni del
vivere organizzato, alle sue regole di appartenenza e può contribuire a ridare slancio
alla vita aziendale e al governo delle imprese.
Il PDG Mario Giannola (Il lavoro come
strumento di solidarietà), ha esordito definendo il lavoro una straordinaria espressione
dell'attività dell'uomo, che unisce e assicura
lo sviluppo della persona, della famiglia,
della comunità e ha ricordato che i benedettini hanno rivoluzionato la concezione del
lavoro nell'antichità, non più concepito come
maledizione perché attività da schiavi, ma
attività che realizza l'uomo in quanto fuga
dall'ozio e strumento d'ascesi. «Ma il lavoro
inteso come pura e semplice attività con la
quale l'uomo cerca di soddisfare i propri
bisogni elementari e produrre mezzi di sussistenza, se non coadiuvato da un diverso
livello di vita, finisce per tradursi in una
sorta di modello sociale, concentrato unicamente nel rincorrere la soddisfazione dei
propri bisogni vitali», ha continuato Giannola, osservando poi che nasce allora spontaneo il cosiddetto humus comunitario. Un
esempio virtuoso di come l'uomo sia in
grado di esprimere tanta energia positiva è
dato dall'azione rotariana, che si manifesta
soprattutto nei momenti più gravi sotto
forma di responsabile condivisione, di solidarietà, di partecipazione spontanea. E' in
corso una sfida impegnativa per combattere
nel mondo la fame, l'analfabetismo, la povertà, le malattie, l'emergenza idrica, le tante
nuove e vecchie povertà che impediscono
la realizzazione di una convivenza pacifica
tra i popoli, unico vero, autentico traguardo
del cammino rotariano. Ma proprio nei
momenti più dramamtici l'uomo è in grado
di esprimere tanta energia di bene, impegnandola in una responsabile condivisione,
in uno slancio generoso di partecipazione e
di azione e dunque di solidarietà, che è alla
base del Rotary e della sua filosofia. Solidarietà che è capacità di sospendere l'attenzione
verso i propri interessi, «liberando uno
spazio affettivo nel quale occuparci delle
necessità degli altri, valore indispensabile
mediante il quale la società saprà trasformarsi
in comunità, diventerà fonte di identità,
coesione, affinità.» «Tornano prepotenti a
intravedersi le finalità della nostra Associazione, ha concluso Giannola, la mission del
Rotary, la convivenza pacifica fra tutti i
popoli, che si persegue attraverso l'impegno
condiviso, tanto più manifesto, quanto più
è impellente l'emergenza. Il Rotary deve
essere in grado di fornire un modello per la
società moderna, un modello che sia di
contrasto con le degenerazioni dalla stessa
prodotta. Il Rotary deve saper convincere una
società per affermare dei valori ai quali la
società medesima, se non sorda, si mostra
comunque indifferente. Questo confronto
critico sarà tanto più prezioso, quanto più
sarà capace di esprimere una sintesi valida
per il futuro e quindi costituire una possibilità
di speranza per le nuove generazioni.»
La prima sessione, coordinata dal PDG Luciano Pierini, è stata chiusa dall'intervento
di Shpetim Leka che, nella sua relazione
ha fatto riferimento al Valore della solidarietà
in un Paese emergente, com'è appunto
l'Albania. «Per noi Rotariani - ha affermato
-, l'umanità è la nostra preoccupazione maggiore. Il Rotary, con i suoi ideali, ha portato
in Albania la Ruota della speranza e la sensazione di una grande forza interiore.» Ricordando le attività concrete attuate per
aiutare un popolo in grandi difficoltà economiche e sociali, da Vita per l'Albania ad
Adottiamo uno studente, da Un cuore per
l'Albania al progetto per l'acquedoto di Durazzo e a quello per Gerdec, Leka ha concluso
sottolineando la forza del fare: «Per servire
bisogna agire!»
La seconda sessione, coordinata dal PDG
Vincenzo Montalbano Caracci, è iniziata con
l'intervento di Piero Chiorri, che ha illustrato
il progetto I Signori dell'anello come esempio
concreto del rapporto fra radici culturali e
sviluppo economico: una proposta innovativa
per lavorare in sinergia e mettere in rete i
servizi culturali delle zone al confine delle
due regioni, «con l'intento di dar vita a un
distretto culturale con obiettivi ambiziosi
tra cui - ha spiegato Chiorri - quello di
rendere sempre più efficiente ed efficace il
processo di produzione di cultura e quello
di aumentare la capacità di sostenibilità
economica del settore.»
Il PDG Riccardo Marrollo, nel trattare il
tema Il lavoro come strumento di tutela o
distruzione dell'ambiente, ha focalizzato il
problema della necessità di garantire uno
sviluppo sostenibile che, «salvaguardando
le aspettative di benessere economico, tuteli
al contempo l'ambiente e il territorio. Spesso
- ha continuato -, nel vertiginoso processo
di sviluppo che ha interessato alcune economie, il lavoro è stato svincolato da un'etica
dell'ambiente, anche se si è compreso che
uno sviluppo senza rigore non è più sostenibile.» Ecco dunque che i sistemi economici
più avveduti e lungimiranti hanno fatto
proprie le istanze legate al rispetto ambientale, introducendo tutte le innovazioni tecniche e gestionali utili a contribuire a migliorare il rapporto con il territorio. Possibili
soluzioni sono da ricercare «nella certificazione di eco-idoneità delle aree industriali,
in una governance del territorio, in una
gestione efficace delle politiche ambientali,
in un sistema formativo più educativo, ma
non solo.»
Catia Bastioli, insignita del prestigioso
premio internazionale Inventore europeo
dell'anno 2007, intervenendo su Proposte per
uno sviluppo sostenibile, ha dichiarato che «il
ruolo della scienza è molto importante, ma
non della scienza in mano a poche grandi
multinazionali, bensì a ricercatori che, oltre
alla responsabilità dello sviluppo tecnico,
abbiano anche la volontà strategica di modificare il mondo in cui viviamo.»
Ancora una volta, Gaspare De Fiore ha
fortemente coinvolto ed entusiasmato i
presenti illustrando anche graficamente
alcune opere di architettura per dimostrare
la vera essenza dell'homo faber: «piccole
creature che possono diventare immensamente grandi se sanno vivere secondo la
propria passione.»
7
MaBig
RIAFFERMARE LA VALIDITÀ DEI VALORI
Una sintesi dell'intervento conclusivo del Governatore Massimo Massi Benedetti.
l Governatore Massimo Massi Benedetti nel suo intervento conclusivo
del XXIV Congresso distrettuale ha
esordito affermando di aver sempre tenuto
presente, nel corso del suo anno, la necessità
di una riflessione sulla questione se il Rotary
sia al passo con i tempi, se lo spirito delle
origini sia ancora prevalente fra i rotariani
e se la società attuale abbia ancora bisogno
del Rotary. Ciò a prescindere dal problema
dell'effettivo, che è un falso problema, in
quanto si può risolvere concentrandosi sulla
motivazione e sul reclutamento di veri rotariani, concentrando le proprie
energie a far crescere le forze positive. Nessun nuovo
club, dunque, ma lo
sviluppo ragionato
ed equilibrato degli
esistenti, specie di
quelli albanesi, dove
il Rotary ha giocato
un ruolo importante
nell'accom-pagnare
il Paese fuori
dall'emergenza non
solo con i contributi
economici, ma con
il calore della solidarietà e con il sostegno all'orgoglio
del popolo albanese.
Il Governatore ha
poi chiarito il significato dell'espressione stile rotariano,
intendendo con esso il rispetto di regole
scritte e non scritte, che siano parte del
nostro comportamento naturale per consentire i migliori rapporti all'interno e all'esterno
del club e per favorire la realizzazione dei
progetti. Ha poi ribadito il rispetto della
puntualità e dell'oratore, inoltre il valore
dei simboli, la cui importanza non deve
essere trascurata e il cui significato non deve
essere dimenticato. E in primo luogo il
significato simbolico e rituale delle conviviali,
le cui origini sono legate alle origini della
I
8
vita sociale dell'uomo, e dello scambio dei
guidoncini. «In un clima di solidarietà e di
amicizia stonano dunque le competizioni
se non addirittura le situazioni di aperto
conflitto fra alcuni club e su questo aspetto
sarebbe necessaria un'attenta riflessione per
capire dove sia andata a finire quell'amicizia
di cui così spesso parliamo e che viene data
per scontata», ha sottolineato. In effetti, nel
Rotary «è presente il rischio di una conflittualità serpeggiante spesso dovuta ad una
scarsa adesione ai valori rotariani e
dall'ignoranza delle regole», ha aggiunto.
Venendo ai rapporti con altre istituzioni
vicine al Rotary, il Governatore ha parlato
di «collaborazione con l'Inner Wheel, nel
rispetto delle proprie autonomie e competenze per un comune scopo umanitario e
sociale». Diverso naturalmente è il rapporto
con il Rotaract: «dev'essere fatto un grande
sforzo per garantire quella osmosi di valori
e di esperienze che rappresentano il reale
valore aggiunto di questa organizzazione
giovanile, mentre l'Interact non deve essere
considerato un Rotary in miniatura.
All'associazione Alumni il riconoscimento
della sua importanza e l'augurio di un
crescente sviluppo e alle fellowship rotariane
l'auspicio che altre ancora possano essere
costituite perché rappresentano un terreno
fertilissimo per lo sviluppo dell'amicizia.»
Massi Benedetti ha evidenziato inoltre come,
nel corso del suo anno, insieme ai Governatori che seguiranno, si è iniziato a dare
forma operativa al concetto della continuità,
che ormai è un fatto acquisito nella vita del
Rotary. Ma «non bastano solo le dichiarazioni di principio, servono anche gli strumenti operativi e in questo senso si è proceduto a una
profonda revisione
degli aspetti organizzativi delle attività di supporto
distrettuale quali la
Segreteria e la Tesoreria, che mantengono la continuità delle funzioni
indipendentemente
dal succedersi dei
governatori perché
di natura virtuale.»
Questo ha dato
origine a delle
considerazioni su
quale debba essere
la funzione degli
organi distrettuali e
su come debbano
essere utilizzate le
risorse distrettuali a
vantaggio dei club.
Si potrà costruire un archivio distrettuale,
mentre fondamentale appare la comunicazione via internet con un progressivo minore uso del cartaceo, anche se non bisogna
restringere il campo ai soli aspetti tecnologici
e organizzativi.
Per quanto riguarda la comunicazione distrettuale, il Governatore ha sottolineato
che la rivista 2090MAG «è una realtà viva
che evolve con l'evoluzione delle richieste
dei suoi lettori con l'obiettivo che un sempre
maggiore numero di persone la leggano e
collaborino. Ma l'obiettivo più importante
è quello di far sì che il giornale diventi uno
strumento di lavoro dei rotariani, attraverso
cui conoscere e far conoscere in tempo utile
le attività svolte e da svolgere con spunti di
interesse alla luce dei valori del Rotary.»
Il Governatore ha poi ricordato il successo
dell'iniziativa Rotary al cinema, il moltiplicarsi
dei Matching Grant grazie al progressivo
incremento della capacità operativa dei
singoli club e la realizzazione del complesso
progetto di intervento sui bambini affetti
da diabete in Camerun, con il coinvolgimento di numerosi partner anche in campo
internazionale. Fra i programmi della Rotary
Foundation come non ricordare il programma GSE che anche quest'anno si è concluso
positivamente grazie al calore, all'ospitalità
e alla generosità dei rotariani.
Proseguendo nel suo intervento, Massi Benedetti ha sottolineato come il tema del
Rotary sia stato affrontato in una società «in
cui si avverte una crisi profonda in tutti i
campi e di cui si stenta a capire quali possano
essere i rimedi. Ho percepito da parte dei
rotariani la determinazione a volere riaffermare la validità dei valori che ci uniscono
e di volere con orgoglio essere protagonisti,
come rotariani e come membri della cosiddetta società civile, di un cambiamento di
tendenza volto ad arrestare un declino che
sembra venire accettato come un'ineludibile
fatalità.» Per avere la consapevolezza della
propria potenzialità «a volte sono necessarie
delle manifestazioni semplici, ma concrete
e simbolicamente rilevanti per dimostrare
che se si vuole si può. E' questo il vero significato della sfida delle cosiddette stravaganze
che vi ho lanciato e che il corpo dei rotariani,
soprattutto di quelli silenti, ha accolto con
grande favore determinandone il successo.»
Anche perché le stravaganze non erano tali,
ma rappresentavano il «profondo desiderio
che i rotariani del distretto avevano di
concretezza e di adeguamento ai tempi per
essere incisivi su una società che ha bisogno
del nostro intervento per uscire dalla spirale
del consumismo che ci attanaglia e del
relativismo che mina alle radici la nostra
civiltà. Per riaffermare il ruolo dell'individuo,
della sua creatività individuale, del suo
orgoglio di leadership, dell'orgoglio nel
riaffermare e pretendere la selettività sulla
base dei valori che ci uniscono e per riaffermare il valore dell'etica e della responsabilità individuali in una società in cui è
divenuto argomento di contrattazione sindacale la possibilità per un medico di fare
certificazioni false.», ha spiegato Massi
Benedetti.
Avviandosi alla conclusione, il Governatore
ha detto che «per rafforzare il desiderio di
servire la società in un momento di grande
bisogno, è necessario fare riferimento alle
radici storiche, culturali e ai valori del
Rotary con la percezione sempre più chiara
che questi ideali, anche se hanno trovato
una formalizzazione pragmatica e operativa
oltre oceano, appartengono ormai a tutti i
rotariani.»
XXIV Congresso Distrettuale R.I. 2090
MOZIONE FINALE
A seguito delle suggestive e stimolanti
allocuzioni di Aydin Izmirli, rappresentante del Presidente del Rotary International, dell'approfondimento che ne è seguito
nell'ampio e articolato dibattito che ha
caratterizzato i giorni 7 e 8 giugno, nonché
delle ricche riflessioni proposte dal Governatore del Distretto, Massimo Massi
Benedetti, i partecipanti al XXIV Congresso del Distretto 2090 del Rotary Interna-
tional hanno approvato la seguente mozione:
La recente Conferenza Mondiale della
FAO ha ribadito l'improcrastinabilità
dell'urgenza di affrontare, con interventi
concreti e opportunamente mirati, il problema della fame nel mondo.
I Rotariani, riuniti nella città natale di S.
Benedetto, si assumono l'impegno a pro-
muovere, a livello distrettuale, oltre che
a livello di club, le iniziative appropriate
per far fronte a questa calamità che falcidia quotidianamente vite umane.
Sono infatti convinti che, solo con azioni
e gesti effettivi, è possibile testimoniare
il significato dei Valori Rotariani.
Norcia, 8 Giugno 2008
9
Giuseppe Lepore - Past President RC Perugia Est 2007/2008
UN COMMENTO E UNA PROPOSTA
o molto apprezzato lo stile secco del
PDG Massimo Massi Benedetti e lo
sforzo fatto per cercare di rendere
il comportamento dei rotariani meno retorico, meno autocelebrativo e l'accento posto
sui valori che dovrebbero guidare e guidano
l'agire dei rotariani ma che, spesso, sono
annacquati da una serie di riti che noi abbiamo costruito e certo non giovano né ai
rotariani né all'immagine data all'esterno.
Mi piace l'uso introdotto dei tempi rispettati
nelle riunioni distrettuali: le inutili lungaggini
rendono insopportabili le riunioni e, del
resto, quando si ha qualcosa da dire, non è
necessario parlare a lungo; mi piace l'utilizzo
a scopi benefici della somma destinata al
regalo al governatore, perché la sua visita è
un dovere, come è dovere dei club accoglierlo
con rispetto, con la consapevolezza che tutti
insieme dobbiamo in qualche maniera servire; mi piace pensare che il nostro denaro
serva massimamente per compiere azioni di
servizio concrete e a far conoscere gli ideali
del Rotary.
Mi rendo anche conto che la vita del Club
spesso non coincide con le regole dettateci
dall'essere rotariani e forse ci facciamo condizionare dalla facilità, per non dire comodità
nello scegliere le soluzioni meno fastidiose
per affrontare situazioni scomode, né riusciamo sempre ad assumere la necessaria
H
rigidezza. Questo dipende dall'umana debolezza e dal dovere assumere comportamenti a volte non più al passo con i tempi.
Per quanto mi riguarda ho cercato di fare
delle attività che avessero l'obiettivo di
portare un reale servizio alla società che ci
circonda, coinvolgendo il più possibile i
giovani rotariani, perché questi interpretano
meglio il mondo che ci circonda, anche
trascurando qualche formalità.
Penso che noi dobbiamo fare uno sforzo
per adeguare il nostro comportamento ai
tempi che mutano rapidamente e che coinvolgono gli usi e i costumi più consolidati
anche per le istituzioni più prestigiose,
conservando rigidamente intatto lo spirito
dell'amicizia, la rotazione a ogni livello, il
servire al di sopra di ogni interesse personale.
Penso che, pur nel rispetto della doverosa
indipendenza dei Club, sia necessario un
rapporto più stretto tra singolo Club e Distretto, con il duplice scopo di far conoscere
meglio la vita dei Club e di permettere ai
dirigenti distrettuali di arrivare meglio ai
Club e ai singoli soci, senza mediazioni e
non solo attraverso internet, che pure è uno
strumento utilissimo, da utilizzare di più.
Purtroppo, in ogni riunione distrettuale i
partecipanti si sentono soggetti passivi,
incapaci di interagire con i dirigenti del
Distretto e credo che questo debba essere
il prossimo passo per avvicinare il Rotary
ai tempi che cambiano.
Al Congresso di Norcia è stata data finalmente voce a tutti coloro che erano presenti
in sala e si è permesso di ascoltare proposte
e lamentele. L'unico rammarico è la brevità
di questo spazio: non i due minuti concessi
a ciascuno, ma il tempo complessivo e la
mancanza di una direzione al dibattito. Si
poteva stimolare una discussione più ampia
su diversi argomenti poiché, nell'occasione,
i protagonisti sono coloro che siedono in
platea e devono approvare non solo i bilanci
ma l'attività complessiva e fornire indicazioni, se ne sono capaci, sull'attività futura.
Io ritengo che ogni riunione distrettuale
debba prevedere uno spazio per degli interventi alla fine di ogni sessione, per stimolare,
attraverso le risposte dei dirigenti, qualche
forma di dibattito in modo far arrivare la
voce di tutti e togliere la fastidiosa e dannosa
sensazioni di passività o, peggio, di servire
solo a far numero per la gloria di chi è sul
palco.
Queste modeste osservazioni vogliono costituire semplicemente la descrizione di uno
stato d'animo stimolato da azioni virtuose
di cui sono stato testimone e, se possibile,
una proposta per migliorare le nostre riunioni e il nostro agire.
Annamaria Di Gioia
ISTRUZIONE ANCHE PER LE CONSORTI
l SIPE (Seminario d'istruzione dei
presidenti eletti), è organizzato dal
governatore incoming subito dopo la
formazione che lui stesso e la sua consorte
hanno ricevuto a San Diego, sede della scuola
dei Governatori. Al Sipe di quest'anno, svoltosi
a Gualdo Tadino, è stato previsto anche uno
spazio per la formazione dei coniugi dei presidenti di Club, cui si sono rivolte, dopo un breve
indirizzo di saluto, Nicoletta Massi Benedetti
e Sofia Splendiani, che hanno ricordato alcuni
dei momenti più significativi ed esaltanti
dell'esperienza da loro stesse vissuta.
E' intervenuta subito dopo, invitata da Giorgio
Splendiani e da Sofia, la moglie del past governor Sergio Di Gioia del Distretto 2120, Annamaria, cui è stato affidato il compito di parlare
di Rotary e del ruolo che i coniugi svolgeranno
al fianco del presidente di un Club.
Trascriviamo di seguito i punti salienti del suo
ampio e dettagliato intervento, centrati specificamente sul ruolo del coniuge.
I
Cercherò di trasmettervi la mia esperienza
e il mio entusiasmo, come moglie di un
presidente di Club e come moglie di un
past governor.
La nuova strategia del Rotary International
è quella di assegnare alla famiglia un ruolo
sempre più incisivo nella vita rotariana,
tanto più necessario nei tempi che stiamo
vivendo nei quali i valori etici e di aggregazione della famiglia stessa si vanno dissolvendo con estrema rapidità.
La portata di questa scelta può facilmente
essere osservata in tutte le manifestazioni
rotariane nelle quali è l'intera famiglia a
essere presente di fianco al congiunto rotariano.
E' il motivo per cui a San Diego, durante il
SIGE, i coniugi dei governatori incoming
seguono un corso di lezioni preparatorie
per affiancare e collaborare con il marito
governatore.
Lo stesso compito viene richiesto anche alla
sposa del presidente di Club chiamata, anno
dopo anno, a recitare sempre di più un
ruolo di fondamentale importanza
nell'economia della vita del Club.
La sua figura è essenziale per collaborare
alla buona riuscita dell'impegno che il pro-
prio coniuge ha assunto nell'anno della sua
presidenza così come lo sarà quello di attenta
e discreta osservatrice delle vicende del
club.
Il congiunto di un presidente per definizione
c'è ma si deve notare poco.
• Non deve imporsi ma rendersi disponibile;
• Deve avere una buona capacità di ascolto;
• Deve servire da esempio;
• Deve saper accettare certi obblighi, per
esempio l'accoglienza.
Questo ruolo può essere svolto a vantaggio:
del presidente, dei soci del Club (soprattutto
i nuovi) e nell'ambito del Club. Due le
condizioni essenziali: condividere l'ideale
rotariano del congiunto e conoscere il Rotary,
dunque informarsi e documentarsi!
Il coniuge del presidente solleciterà la partecipazione delle signore agli incontri di
Club anche per favorire la partecipazione
degli stessi soci. Cercherà, in una parola,
di far rivivere agli amici e alle amiche del
Club quell'atmosfera di operativa amicizia
che Paul Harris realizzava nel primo Rotary
Club di Chicago, dove costruì con successo
la stessa atmosfera che regnava nella piccola
città dove era vissuto da ragazzo.
Utilizzando la propria sensibilità, amabilità
e senso pratico, unite alle spiccate doti di
ospitalità e di intrattenimento, saprà coltivare l'amicizia con le altre signore del Club
ed essere da esempio per rafforzarne l'unità.
Anche se molti compiti organizzativi sono
affidati al consigliere prefetto, il coniuge
potrà svolgere un ruolo importantissimo,
sia per mantenere le 'relazioni pubbliche'
prima e dopo le riunioni di Club, sia quando è importante elaborare e mettere in atto
i loro numerosi e significativi progetti di
servizio, da quelli educativi a quelli umanitari: progetti che hanno un grande impatto
sulla vita di molte persone, a livello della
comunità locale o internazionale.
Faciliterà con cordialità e disponibilità
l'inserimento nel club dei rotariani e soprattutto delle rotariane di nuova cooptazione.
Esprimerà cordialità con un sorriso andando
incontro agli amici e agli ospiti, avrà il
compito di intrattenere i relatori e le autorità, di condividere con il coniuge le idee
rotariane, la linea da adottare e i suoi progetti, di informarsi e documentarsi sul
Rotary, i suoi ideali e i suoi programmi, di
accompagnare, se invitati, il presidente a
determinate manifestazioni: è molto positivo
vedere i coniugi uniti e solidali nel Rotary.
11
Dovrebbe poi essere discretamente attenta
agli eventi lieti e tristi nella vita del Club
(una telefonata, un fiore, una buona parola,
una visita nelle circostanze particolari della
vita fanno sempre bene a tutti! tendere una
mano con generosità), incoraggiare i coniugi
dei soci del Club a partecipare agli incontri,
alle manifestazioni, alle gite e, più in generale, alla vita del Club.
Le gite sociali, che potrà organizzare il
presidente, sono un'ottima opportunità per
rinsaldare l'amicizia fra tutti i componenti
del Club. I coniugi coinvolti nella vita del
Club diventano infatti un importante collante fra i soci.
Ogni coniuge, per questo prossimo anno
di servizio rotariano, è chiamato a ricoprire,
in qualità di moglie del presidente del Club,
il ruolo di ambasciatrice del R.I., nel senso
di rappresentare degnamente il sodalizio,
far conoscere il Rotary nella comunità in
cui si vive, ciò che fa il Rotary nel mondo,
ma anche a portarne testimonianza in loco,
con iniziative dirette (mirate), aiutare il
proprio territorio a superare le difficoltà.
In ogni caso, come diceva il past presidente
Bichai Rattakul, i coniugi dei rotariani sono
e devono sentire di essere Rotariani; ed è
per questo motivo che in questi ultimi anni
si è dato molto spazio e importanza alla
famiglia del Rotary.”
Vito M. Carfì - RC Senigallia
IL ROTARY IN DIFESA DEI RAGAZZI
Proposta di legge contro l'alcolismo dei minori
iniziativa 'Il Rotary in difesa dei ragazzi', che riportiamo di seguito, è
stata esposta dal presidente del Club
di Senigallia Vito M. Carfì al Gruppo di lavoro
Assistenti e Presidenti dell'Assemblea distrettuale del 18 maggio a Vasto e ha riscosso ampi
consensi.
In considerazione del suo valore morale, della
sua importanza sociale e, infine, della grande
visibilità che darebbe alla nostra associazione,
il Club di Senigallia prospetta l'iniziativa come
un progetto distrettuale. A oggi, hanno aderito
al progetto i Club di: Gualdo Tadino, Norcia
San benedetto, Perugia Est, Pescara, Sulmona
e Tolentino.
L’
Termini del problema
In Italia, nel 2003, vi erano 775.000 bevitori
accertati tra i 15 ed i 16 anni, con stime
per le età fino a 18 e sotto i 15 che portavano
il totale a oltre il milione. Il nostro paese
detiene il triste primato, a livello mondiale,
della più giovane iniziazione all'alcol: all'età
di 11 anni ben il 18,7% dei nostri ragazzi
e l'8,5% delle nostre ragazze beve, fuori
casa o a casa.
12
Con simili presupposti non deve meravigliare che l'alcol, in Italia, uccida dalle 30
alle 40mila persone ogni anno (cirrosi epatica, infortuni,…), con studi che legano
all'alcol il 10% di tutte le morti. Per avere
un termine di paragone: gli stupefacenti
provocano circa 800 decessi per anno.
Il riferimento non è casuale, in quanto
l'alcol costituisce per i ragazzi l'ingresso
principale nel mondo delle dipendenze
patologiche: secondo tutti gli organi di
polizia e di sanità, nazionali e internazionali,
l'alcol è la droga d'elezione dei minorenni.
Una classifica di pericolosità delle droghe
in base al rischio clinico, alla facilità di
dipendenza, all'impatto sociale, vede l'alcol
al 5° posto, dopo oppioidi e cocaina e ben
prima di tabacco (9° posto), cannabis (11°)
ed ectasy (18°), solo per citare le più note
a livello di cronaca.
Tutti concordano nel ritenere che qualunque
giovane finisca col drogarsi avrà cominciato
con l'alcol o, che è lo stesso, qualunque
giovane abbia cominciato a usare l'alcol ha
enormi probabilità di finire in una dipendenza patologica. Questo succede perché
l'alcol agisce su una serie di nuclei cerebrali
molto profondi, il cui stimolo sottrae l'agire
umano al controllo della corteccia, della
parte razionale del nostro essere. Perciò,
l'assunzione di alcol sin dagli 11 anni compromette l'equilibrio di sviluppo del cervello, abituando all'azione irragionevole,
sfrenata e magari violenta. Un destino di
degrado comportamentale, sociale e anche
fisico, perché l'alcol lascia il segno: sia a
livello metabolico che anatomico.
L'Italia, la cui legge contro il fumo nei locali
pubblici è portata a esempio e imitata in
tutto il mondo, si è mossa molto bene
contro la nona delle droghe, ma nulla fa
per proteggere i suoi ragazzi dalla quinta
e ben più pericolosa socialmente, condividendo con Bosnia e Albania il dubbio privilegio di non avere limitazioni all'età in
cui si possa acquistare alcol in un qualsiasi
alimentari. In Svezia si può bere al bar a
18 anni, ma ce ne vogliono 21 per comprare
una birra al supermercato; in Grecia è
necessario avere 18 anni. Ovunque si adottano misure ferree per ostacolare l'accesso
dei ragazzi all'alcol: noi siamo solo capaci
di piangere le stragi del sabato sera o le
violenze del fine settimana.
Art. 3
Vietato l'utilizzo del nome e del logotipo di
prodotti contenenti alcol in qualsiasi forma di
comunicazione (TV, radio, cinema, internet,
stampa, manifesti,…) a eccezione delle riviste
specializzate e delle manifestazioni di settore.
Proposte operative
Concretamente, il Club di Senigallia propone di organizzare:
a. una conferenza nazionale da tenersi a
Senigallia con politici ed esperti del settore,
nel corso dell'anno rotariano;
b. la raccolta delle 50.000 firme necessarie
per presentare una legge d'iniziativa popolare.
Spingere il Parlamento a promulgare una
legge di pochi articoli che freni l'accesso
dei giovanissimi all'alcol e che limiti la
capacità delle organizzazioni commerciali
di attrarre questi ragazzi verso i prodotti
contenenti alcol: né più né meno di quanto
è stato fatto da anni nel resto del mondo.
Art. 1
Chiunque faccia bere un minore fino
all'ebbrezza commette un delitto contro la
persona.
Tutto il Club di Senigallia e io per primo
attendiamo il parere e l'adesione di altri
Club, per poter procedere a organizzare
l'intero progetto.
Scrivetemi a: [email protected]
Art. 2
Vietato vendere ai minori di 18 anni prodotti
contenenti alcol negli esercizi commerciali di
ogni tipo, dagli iper-mercati ai chioschi, agli
ambulanti, alle pubbliche rivendite o circoli,
anche privati.
UN CAMPUS ANCOR PIÙ NUMEROSO, GIOIOSO
E PIENO DI AMICIZIA
Conferenza dei RC delle Marche
Serata di saluto con il Governatore
proprio questa la caratterizzazione del
quarto Campus disabili svoltosi al
Natural Village di Porto Potenza Picena dal 24 al 31 maggio, come Rotary Club
delle Marche. Una partenza ed un contenuto
ancor più vivace, che lo stesso manifesto con
i vari aeroplanini, in uno fondo blu, simpati-
È
camente visualizzati, anticipavano il volo verso
nuovi obiettivi e contenuti. E' il Campus che
ha superato per la prima volta i 100 ospiti ed
altrettanti accompagnatori quello che ci inorgoglisce, che fa dello stesso un reale ed irrinunciabile appuntamento. Le stesse considerazioni ed affermazioni, sono in particolare,
le espressioni raccolte dagli ospiti, dalle mamme che volevano fermare il tempo, per non
dar mai fine a questi momenti continui di
gioia, di amore e di attenzione sincera e
spontanea.
Una settimana entusiasmante e piena di amicizia, rafforzata quest'anno, da una magnifica
novità: la sigla del campus “L'Amico..E'”,
esplosa nel saluto finale del venerdì sera alla
presenza del Governatore, in un'atmosfera a
luci spente ma “piena di luci”, grazie alle torce
che si innalzavano al cielo, che si muovevano
libere, al canto dell'intera canzone, in un
unico coro e in un unico sentimento...l'amicizia.
Un grande grazie e un augurio di averli ancora
insieme così coinvolgenti, attenti e sempre
disponibili, va fatto a tutti i rotariani, mogli
di rotariani e non, ai medici, ai responsabili
della Croce Rossa Italiana sia a livello femminile che militare, che per la prima volta ha
voluto essere di supporto con uno schieramento importante di uomini. Un grazie ancora
a quanti a livello personale e d'azienda hanno
contribuito e permesso di realizzare il tutto.
La settimana ha visto gli ospiti sempre attratti
da nuovi giochi, momenti di concentrazione
nello svolgere lavori a livello creativo, nel
lavoro di gruppo sotto l'attenta e stimolante
opera di chi li assisteva. Che dire delle simpatiche e sorridenti serate, che hanno visti
13
coinvolti anche i pochi rotariani dei singoli
club, che hanno riportato con sé, il ricordo
e l'aria e l'atmosfera di quei momenti. Certo
una maggiore partecipazione per un service
di questo livello è auspicabile, più che mai,
visti i principi che ci regolano e ci spingono
ad esserlo. Ancora un grazie al responsabile
del Campus Claudio Petrelli, che in modo
attento e ...sempre vigile, ha condotto il tutto
ad un nuovo traguardo.
Che dire di Gesualdo Angelico, in qualità di
Presidente della Conferenza dei Rotary Club
Marche, che fin dai primi momenti utili alla
realizzazione del campus ci ha tenuti uniti ed
impegnati con il suo stile soft ma con tanta
grinta, che abbiamo visto poi “scatenarsi” nei
vari balli con gli ospiti.
Un saluto come Segretario della Conferenza
dei Rotary Club Marche ed un messaggio che
però vorrei lasciare: “non si può essere rotariani
se non si vive questo tipo di esperienze”, non
perché sono insite nell'appartenere, ma sono
fondamentali nell'esserlo e sono di grande
aiuto anche nel nostro cammino di vita.
Fefè ed il medico all'opera
Visione d'insieme di ospiti
Pina Cognigni (Presidente Inner Wheel di Civitanova
Marche) a supporto di un ospite
Petrelli ed una parte delle signore che hanno animato il
Campus insieme sulla scalinata del palco, con Aldo Pizzi
Claudio Petrelli - RC Fano
UNA VOCE DAL CAMPUS
Quella che con piacere presentiamo è una cronaca spontanea e partecipe di un rotariano coinvolto
e convinto, arrivata a Campus appena chiuso.
iniziativa del Campus Rotary Marche
(24-31 maggio) è consistita
nell'ospitare un centinaio di disabili
accompagnati da altrettanti loro assistenti
(in gran parte genitori) nei villini del Natural
villane di Porto Potenza Picena, per far loro
vivere una settimana di spensierata vacanza.
Dopo mesi di attenta preparazione, di scrupoloso esame delle candidature e di approntamento di strutture in aggiunta a quelle
presenti in loco, da parte del Comitato
organizzatore presieduto da Gesualdo Angelico (del RC di Loreto), nel pomeriggio
di sabato 24 maggio gli ospiti sono stati
accolti e sistemati nei villini loro destinati.
E' seguita la distribuzione a ciascuno di
loro del cappellino e maglietta con il logo
del Campus assieme ai buoni per colazione,
pranzo e cena.
Non è possibile fare la cronaca puntuale di
quanto avvenuto nei giorni successivi durante i quali i soci di vari Rotary Club
L’
Bimba e due militari CRI
14
marchigiani (in verità non moltissimi!!)
hanno allietato i pomeriggi e le serate degli
ospiti per tutta la settimana; basti dire che
ogni giorno si sono alternati maghi, clown,
cantanti e musicisti rendendo sempre partecipi gli ospiti e facendoli sentire protagonisti e orgogliosi di ogni esibizione. E'
questo il segreto del Campus: far vivere i
disabili in maniera normale con persone
che condividono con loro tutta la giornata
facendo in modo che la loro condizione
difficile non li faccia sentire diversi… almeno per una settimana!
Quest'anno finalmente il tempo ci ha assistito e tutti hanno potuto godere di splendide giornate di sole che hanno reso più
facile lo svolgimento delle attività: la mattinata al mare, il riposo nel primo pome-
riggio, la merenda e l'intrattenimento prima
e dopo cena. Oltre all'assistenza continua
a turno dei medici rotariani, va ricordata
anche l'assistenza continua della Croce
Rossa sia militare che femminile; assistenza
che, per fortuna, si è limitata ad attività di
sorveglianza e di supporto logistico.
La serata di chiusura, venerdì 30, ha visto
la partecipazione del governatore Massimo
Massi Benedetti che, indossata la maglietta
gialla come tutti, ha voluto salutare ospiti,
organizzatori e soci rotariani presenti con
sentiti ringraziamenti.
Sabato mattina infine, dopo l'ultima colazione, la riconsegna delle chiavi e i saluti
con commoventi ringraziamenti da parte
di tutti i partecipanti verso gli organizzatori
rotariani, il Comitato Campus e le insosti-
tuibili e preziosissime Signore: Donatella
Lenzi, Pina Cognigni, Carla Borzacchini,
Marilena Vannini e Lisa Mendicini.
Mi rendo conto che questo commento alla
settimana del Campus Rotary Marche è
troppo sintetico, ma quest'esperienza non
è fatta per essere raccontata: bisogna viverla
e così praticare il servizio rotariano!
L’esibizione
RC Macerata
GSE IN VISITA A MACERATA
L’articolo del Corriere Adriatico che riporta la notizia della visita
15
Urbano Urbinati
L’OPINIONE
DA NORCIA... A NORCIA
orse perché approdato per la prima
volta a Norcia solo in occasione del
Congresso, ho trovato particolarmente interessante, inserito nel set consegnato ai partecipanti, un opuscolo che ci
indica nove itinerari alla scoperta di importanti località dell'Italia centrale, di cui la
città benedettina risulta essere, appunto, il
centro. Si dimentica spesso che le occasioni
d'incontro rotariane possono
rappresentare anche esperienze conoscitive di
prim'ordine in un ambito turistico non banale. La scelta di
Norcia come sede di congresso
è potuta sembrare azzardata:
arrampicarsi ai piedi dei Sibillini in un piccolo centro,
quando città capoluogo offrono le loro comode strutture… Si è rivelata invece, a conti
fatti, non solo indovinata dal
punto di vista prettamente
turistico (e di un turismo di
qualità), ma oltremodo stimolante in ordine alla delicata
problematica dibattuta durante
l'anno rotariano. Perché delicata? L'etica nel lavoro non
è forse un tema cardine nella
filosofia rotariana che ha per
base, appunto, la buona reputazione dei soci
nell'esercizio della professione?
E' così, indubbiamente, e i
sacri testi ce lo ricordano. Ma
parlare di etica non è facile,
può risultare noioso, addirittura insopportabile se si traligna in retorica, inopportuno
o sospetto se si insiste oltremisura. Non è
piacevole sentirsi dire “sei un moralista”,
anche quando l'espressione viene proferita
a fior di labbra, con un sorriso. Rivela
sempre un fondo d'insofferenza e di antipatia.
Ebbene quest'anno si è parlato sempre di
etica, in ognuno dei numerosi forum e al
Congresso. Il tema è stato esaminato sotto
ogni profilo e in rapporto a ogni professione.
F
16
Si è esagerato? Forse non sarà necessario
rimandare ai posteri una sentenza
nient'affatto ardua, perché il polso
dell'andazzo sociale corrente, scandagliato
peraltro da… un medico di vaglia, imponeva a mio avviso l'esame esaustivo di un
tema non più procrastinabile, dato
l'evidente degrado riscontrabile nel settore.
Gli amici rotariani, se lo vorranno, potranno
visionare i testi dei vari interventi sul sito
internet del Distretto e in seguito leggerli in
tutta calma su apposita pubblicazione e
potranno quindi maturare le loro valutazioni.
Dirò di più: il lavoro di riflessione avviato
e svolto durante l'anno e riassunto in congresso non dovrebbe rappresentare solo
una parentesi nella vita del nostro Distretto,
bene o male accolta secondo personali
valutazioni, ma dovrebbe anche per il
futuro restare presente nei nostri pensieri
e ragionamenti, come tema ricorrente e
quasi necessitante di una visione rotariana
della società. Affermo questo senza il minimo dubbio e senza tema di cadere nella
trappola di un'esagerazione retorica. Se si
è rotariani si è amici del lavoro ben fatto,
del lavoro onesto, pulito. E' questo l'ideale
che ci colloca non al di sopra di ogni interesse
personale, ma alla base dell'interesse di
tutti e quindi anche, legittimamente, del
nostro.
La gente ci guarda ed è sensibile all'esempio di ciò che
è ben fatto. Nel dilagare in
società di andazzi che proprio
nell'ambito del lavoro deplorevolmente favoriscono
atteggiamenti lassisti (casi
patenti di inaffidabilità, esasperanti perdite di tempo,
approssimazioni scandalose),
un ritorno alla serietà, alla
puntualità, al rispetto degli
impegni presi non potrà che
essere salutato con favore. E
certamente sarà apprezzato
l'impegno del Rotary in tale
direzione. Per questo sono
importanti anche i simboli,
quelli che l'amico Massimo
Massi Benedetti ha inteso rivalutare: la puntualità (che è
poi rispetto degli altri), la
sobrietà dei nostri incontri
conviviali, l'utilizzazione razionale di ogni regalia più o
meno spontanea o tradizionale
da parte dei club.
Torno al punto di partenza: l'interesse per
i nove itinerari consigliati. Ce n'è uno che
si intitola appunto da Norcia a Norcia. Per
me non è solo un'indicazione turistica, o
magari enogastronomica, del resto validissima. E' anche un simbolo: a Norcia, patria
di Benedetto e luogo dello spirito, siamo
approdati per una riflessione approfondita
sulla natura e l'essenza del lavoro. A Norcia
dovremo tornare spesso, anche solo idealmente, per non smarrire il senso e il valore
di ogni nostro impegno.
I MESI ROTARIANI
LUGLIO (inizio dell'anno rotariano)
Mese in cui il Governatore inizia le visite ai Club.
AGOSTO
Mese dell'espansione interna ed esterna (Membership and Extension month)
Dedicato a esaminare le possibilità di espansione del club e di costituzione di nuovi club.
SETTEMBRE
Mese delle nuove generazioni (New Generation month)
Il club si dedica ai programmi sponsorizzati dal Rotary International per aiutare i bambini e i giovani definendo anche
il programma di scambio di giovani con altri club.
OTTOBRE
Mese dell'azione professionale (Vocational Service month)
I club sottolineano l'importanza della vita professionale di ciascun rotariano e sviluppano programmi specifici per
mettere in risalto l'aspetto professionale del Rotary.
NOVEMBRE
Mese della Rotary Foundation (Rotary Foundation month)
I club promuovono l'attenzione sui programmi della Fondazione e spesso incoraggiano la raccolta di fondi supplementari,
specie se legati a specifici progetti.
DICEMBRE
Mese della famiglia (Family month)
I club sono incoraggiati a elaborare progetti di servizio in favore delle famiglie - presenti nelle loro comunità - che
hanno bisogno di assistenza e di aiuto. Il primo giorno di dicembre è anche il giorno mondiale dell'AIDS.
GENNAIO
Mese della sensibilizzazione al Rotary (Rotary Awareness month)
E' il mese durante il quale si dovrebbe approfondire la conoscenza del Rotary.
FEBBRAIO
Mese dell'intesa mondiale (World Understanding month)
Il 23 febbraio è l'anniversario della fondazione del Rotary; i club sono sollecitati a presentare programmi che
incoraggino l'intesa e la buona volontà internazionale e a iniziare azioni di interesse pubblico mondiale in altre
regioni del mondo.
MARZO
Mese dell'alfabetizzazione (Literacy month)
I club si occupano dei progetti in questa direzione e anche di far conoscere i programmi del Rotary in favore di questo
impegno.
APRILE
Mese della rivista rotariana (Magazine month)
I club favoriscono la lettura e l'uso della rivista ufficiale del Rotary (The Rotarian) e di altre pubblicazioni regionali.
MAGGIO
Tema libero
GIUGNO (termine dell'anno rotariano)
Mese dell'amicizia - Mese delle fellowship ricreative e professionali del Rotary (Rotary Recreational and
vocational fellowships month).
17
Giuseppe Centanni - RC Civitanova Marche
DIBATTITI
SUL METODO PER UN CONTRIBUTO
ROTARIANO ALLA PACE
on voglio entrare nel merito di quale
pace costruire o quale guerra abolire,
più semplicemente vorrei capire
come Il Rotary International imposta la sua
“politica” nei confronti di un problema di
così straordinaria importanza.
Infatti, se si parla di un “contributo” alla
pace (Tema di un recente Forum internazionale) evidentemente si è focalizzato e programmato il tipo di approccio che la nostra
associazione deve scegliere : si è pensato, in
sostanza, al metodo.
E' facile intuire, infatti, che, diversa è la
decisione di pagare i danni fra due litiganti,
diverso è il provare a stabilire perché due
litiganti vengono alle mani , a meno che
non si provveda di ricomporre soltanto
tavoli e sedie in frantumi, senza altri impegni,
con la speranza, minima e provvidenziale,
che poi, i contendenti si mettano a discutere
su quel tavolo che noi abbiamo aggiustato,
parlando la stessa lingua.
Ci sono molte Organizzazioni non Governative (ONG) il cui unico programma è
proprio quello di curare le ferite della guerra
o prevenirla con campagne abolizioniste
(verso mine antiuomo per esempio) e per
questo hanno anche vinto il Nobel per la
Pace: in più di una occasione è toccato alla
Croce Rossa e la motivazione è stata “...in
riconoscimento dell'aiuto umanitario...”, nel
1977 ad Amnesty International “...per la
campagna contro la tortura..”, nel 1999 a
Medici Senza Frontiere “..in riconoscimento
dell'aiuto umanitario..”, nel 2005 all'Agenzia
per l'Energia Atomica “... per i loro sforzi
ad impedire che l'energia nucleare venga
usata per scopi militari...”.
Voglio dire che non è poco quello che una
organizzazione può realizzare se poi gli
viene riconosciuto un Nobel, basta scegliere
con chiarezza obiettivi e spazi di azione: lo
stesso Gino Strada che spesso con le sue
dichiarazioni impregna di significati e
risvolti politici l' operato di Emergency,
ingenera confusione e prese di posizioni
contrastanti.
Alla Chiesa va riconosciuto il merito , ci si
senta o no Cattolici , che da sempre ha
N
18
avuto le idee chiare su alcuni temi : vedi il
consumismo, il relativismo, la ridistribuzione
delle ricchezze e per questo ha sempre tuonato contro l'arroganza dei potenti. Lo stesso
Islam (A parte il terrorismo ma faremmo un
grosso errore se
identificassimo tutto l'Islam con esso) ha
mantenuto e mantiene posizioni più o meno
condivisibili da noi Occidentali ma che pur
rappresentano valori derivanti da una cultura
ed una religione certamente da accogliere
in un mondo aperto ed in una società cosmopolita, con il dovuto confronto democratico.
Noi rotariani siamo circa un milione e mezzo
di persone e dovremmo far sentire di più
il nostro peso qualora decidessimo di impostare un approccio metodologico alla questione avendo però la consapevolezza che
una cosa sono gli “aiuti umanitari” e l'altra
è la formulazione di un proprio giudizio
storico e filosofico sulle vicende umane.
Pensare agli aiuti umanitari, senza tante
frammistioni, vuol dire equipararsi alle numerose ONG che operano da anni in tutto
il mondo, mettersi alla loro altezza, far funzionare un gruppo efficiente di volontari la
cui operatività non sia solo sulla carta, avere
grandi disponibilità economiche: a questo
punto, però, mi chiedo se non valga la pena,
più semplicemente
e
come in parte
stiamo già facendo, appoggiare ufficialmente una
di quelle organizzazioni nel cui
operato potremmo
riconoscerci e che
hanno già una logistica
territoriale ben radicata.
L'altra strada e cioè la ricerca
e la costruzione di una “verità” storica
ed esistenziale che ha permeato l'intera
umanità fino ad oggi (Consapevole dei
limiti di questo concetto), passa attraverso
l'attivazione di un iter dialogico , di confronti
nei vari club, nella realizzazione di “Centri
Studio”, di laboratori dove si discuta quale
bagaglio culturale e con quali credenziali
debbano poi muoversi quegli “Ambasciatori
della pace” (Sulla cui formazione sappiamo
ben poco) ed il cui compito, immagino,
dovrebbe essere quello di presentare ai grandi
della terra una visione che sia l'espressione
di una “via rotariana alla pace”.
Quali dei due percorsi sia il più facile ed il
più accessibile non saprei giudicare, probabilmente bisognerebbe attivare entrambi
vista l'emergenza che la realtà ci sbatte in
faccia.
“Cambiare i muri in ponti” non è impresa
facile anche per la più abile delle diplomazie;
una sola cosa è certa, gli eventi non concedono spazi né al più cupo dei pessimismi
né al più superficiale degli ottimismi, offrendo una sola strada: quella della speranza e
della volontà operativa arricchita da una
estrema chiarezza procedurale, spoglia, soprattutto, da ogni ipocrisia interpretativa.
Mauro Bignami
DISSONANZE
IL PAESE DEI MIRACOLATI
redo sia giunto il momento di aggiornare quell'elencazione di qualità
del popolo italiano che il Cavalier
Benito fece il 2 ottobre 1935, allorché
annunciò che l'Italia era in guerra con
l'Etiopia. Ve la ricordo: disse che quello
italiano era un «popolo di poeti, di artisti,
di eroi, di santi, di navigatori, di trasmigratori.»
Ebbene, credo che a questa serie si debba
aggiungere almeno un altro termine: miracolati. Eh sì perché, leggendo da qualche
tempo le cronache dei giornali, si scopre
che un po' in tutto il territorio nazionale
stanno avvenendo miracoli con una frequenza tale da mettere in grande difficoltà
la sessione plenaria della Congregazione
dei santi, la quale non sa più a quale santo
attribuire questa messe di miracoli. Volete
qualche esempio? Ma voi ne conoscerete
certo più di me.
Ancona: un accattone, zoppicando esageratamente, quasi una lap dance con il bastone, si avvicina alle auto ferme al semaforo
rosso di Viale della Vittoria; chiede soldi e
insulta chi non glieli dà e anche chi gliene
dà pochi. Non si accorge che dietro di lui
nel frattempo sono apparsi due carabinieri,
uno dei quali lo tocca sulla spalla. Lo storpio
nemmeno si volta perché il tocco del milite
della Benemerita ha già scatenato il prodigio:
lo sciagurato, emulo di Enrico Toti, lancia
C
il bastone contro un'auto che gli impedisce
il passaggio e scatta come una lepre, zigzagando tra passanti e alberi. E voi dite che
questo non è un miracolo?
Al carcere di Taranto, nel 1984, assumono
il centralinista: è un cieco ventunenne con
tanto di certificato medico attestante questa
grave invalidità e, pertanto, inserito nella
relativa graduatoria. Dopo 24 anni però
qualcosa di prodigioso succede, perché il
centralinista si compera anche una moto
da corsa di 900 cc (che non è proprio una
cosa semplice da guidare anche per chi ha
tutti i sensi). Si scopre poi che non solo
l'impiegato del carcere tutte le mattina va
al lavoro in auto, guidandola, ma, prima di
salire in macchina, passa al bar e, seduto a
un tavolino, consuma un cappuccino con
brioche leggendosi il giornale (del resto era
ligio: mica si può leggere il giornale durante
le ore di lavoro). Terminata la colazione,
saluta il barista agitando il suo bel bastone
bianco e sale sulla sua station wagon per
essere puntuale in carcere. Ora io non so
se questo miracolo fisico (come espressamente richiesto dalla prassi ecclesiastica)
possa essere considerato tra quelli di tipo
ripetitivo, in cui il prodigio si verifica più
volte nel corso della giornata (andata al
lavoro e rientro), oppure vada catalogato
tra i
miracoli previsti (dal
miracolato):
una tipologia davvero rara tranne che in
Italia, dove sembra che, statisticamente,
l'accadimento sia superiore alla media mondiale.
Nell'un caso e nell'altro i problemi
dell'eventuale postulatore della causa non
sono pochi, perché l'asserito miracolo fisico
non ha una paternità precisa. Avrebbe potuto risolvere il problema il centralinista se,
allorché scoperto dai soliti carabinieri, avesse
gridato: «Sant'Eustorgio grazie!» Solo che
al protomartire citato, vescovo greco di
Milano, morto nel 355, non sono mai stati
accreditati miracoli. Non è mai troppo tardi
per cominciare, obietterete… Invece pare
che i militari che seguivano il centralinista,
curiosi di vedere che cosa avesse letto prima
di andare al lavoro, si siano avvicinati al
tavolo dove il giornale era ancora aperto su
un annuncio pubblicitario di Mago Trombino, che diceva «A me gli occhi e vi aprirò
il futuro.» Forse da Trombino Mago il centralinista avrebbe dovuto andarci prima e
sapremmo così di chi è figlio il prodigio
tarantino.
Vi assicuro che anche a me piacerebbe essere
un miracolato: ho chiesto al mio medico
che mi facesse un certificato che mi esentasse
dall'avere intorno furbi, ciarlatani, maleducati, cialtroni e compagnia bella. Mi ha
risposto che è contro la legge.
19
Carla Passacantando
DALLA PARTE DEI PROFUGHI
Incontro con Laura Boldrini, portavoce Onu
Rotary club del maceratese uniti per
parlare di rifugiati, derelitti, profughi,
immigrati. Temi alquanto attuali
quelli affrontati dai rotariani insieme a Laura
Boldrini, portavoce per l'Italia dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
presso la sede italiana di Roma.
Originaria di Macerata, Laura Boldrini ha
compiuto i suoi studi a Jesi, città cui è molto
legata. Dopo la laurea in giurisprudenza a
Roma nell'85, inizia la sua carriera da giornalista che ben presto la porta a lavorare per
la Fao, nel 1993 come portavoce del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni
Unite (Pam). In qualità di portavoce dell'Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i
rifugiati, è andata in missione nei posti dove
le crisi politiche e le sofferenze umane sono
più acute come Bosnia, Albania, Kosovo,
Pakistan, Afganistan, Iran, Giordania...
Questa marchigiana vivace e schietta continua
a compiere missioni a favore degli emarginati
I
nel mondo, è sempre più consapevole sulla
necessità di operare in aiuto ai rifugiati.
Questioni che, per Laura Boldrini, rappresentano la vita quotidiana e le vede e tratta
in modo disinteressato e con grande passione. Tutti argomenti che ha affrontato con
garbo e convinzione a Tolentino, con i soci
dei cinque Rotary club maceratesi: Tolentino,
Camerino, Civitanova Marche, Macerata e
Macerata Matteo Ricci. La Boldrini è preoccupata della situazione dei profughi e ha
spiegato che a lasciare il proprio Paese sono
principalmente coloro che non riescono a
sopravvivere, i poveri, così guardano altrove,
vogliono provare a migliorare le proprie
condizioni di vita. La testimonianza della
portavoce dell'Unchr è servita a evidenziare
la drammaticità dei cosiddetti viaggi della
speranza, affrontati con ogni mezzo e senza
una minima cognizione, tranne quella di
poter sperare di trovare un futuro migliore.
Laura Boldrini ha espresso seria preoccupazione per l'eventuale introduzione, con
l'approvazione da parte del Consiglio dei
ministri, del cosiddetto 'pacchetto sicurezza',
in particolare su alcune misure alquanto
restrittive relative al diritto d'asilo. L'eventuale
modifica alla legislazione italiana in materia
d'asilo si porrebbe infatti in netto contrasto
con uno dei principi fondamentali del diritto,
nonché con quanto stabilito dall'articolo 13
della Convenzione europea per la salvaguar-
dia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, ove si enuncia che “ogni persona
ha diritto a un ricorso effettivo davanti a
un'istanza nazionale”. Una problematica di
non facile risoluzione per la complessità
della materia e per il particolare periodo
dell'emergenza sicurezza che si sta vivendo.
La Boldrini ha inoltre ricordato che in Italia,
nel 2007, hanno fatto richiesta d'asilo 14
mila persone, settemila delle quali arrivate
via mare. Il 10% ha ottenuto lo status di
rifugiato, secondo la convenzione di Ginevra,
mentre oltre la metà ha ottenuto la protezione
umanitaria. Dunque, le autorità italiane
hanno accertato che più del 60% di chi
chiede asilo politico dice la verità, non viene
“in Italia a imbrogliare nessuno. Ecco dove
nasce la nostra preoccupazione: dal fatto
che se si restringono i termini del ricorso e
del riesame, si rischia di cacciare persone
che, al contrario, avrebbero tutto il diritto
di essere considerate dei profughi”.
Un monito importante è giunto infine a tutti
gli organi di stampa: secondo la Boldrini il
giornalista, nel cercare la notizia a tutti i
costi, talvolta generalizza e alimenta concezioni sbagliate. Per evitare che ciò possa
accadere ancora in futuro, la Boldrini ha
annunciato che è stato siglato un accordo
con la Federazione nazionale della stampa
in materia di etica e deontologia professionale
volto a tutelare il più possibile la verità.
Andrea Barbieri - RC Senigallia
SENIGALLIA: POESIE ALLO SPECCHIO
Incontro con Laura Boldrini, portavoce Onu
arlo Barbieri è stato ospite del Rotary
Club dove ha presentato la sua ultima raccolta di poesie Lo specchio,
illustrato con foto di Mario Giacomelli.
L'autore, nato a Bologna nel 1929 ma trasferitosi dal 1962 a Senigallia per motivi di
C
lavoro, ha parlato del suo più recente libro
scritto dopo la pubblicazione nel 1993 di
Sole d'autunno e nel 1999 di Le stagioni delle
rose.
Dopo i primi componimenti giovanili in
vernacolo bolognese, la sua passione per la
scrittura ha continuato a crescere anche
dopo il trasferimento a Senigallia e, nonostante una vita professionale trascorsa nel
campo dei numeri e dell'informatica,
l'esigenza di esprimersi in versi è divenuta
ancora più forte in età matura concretizzan-
21
dosi nel definitivo passaggio alla poesia in
lingua italiana.
Il libro di Barbieri è stato presentato a soci
e ospiti del Club da socio Giorgio Mazzetti
il quale, in una relazione introduttiva che
ha messo in luce i brani più significativi
della raccolta, ha delineato i tratti salienti
delle composizioni individuando le fonti
d'ispirazione dell'autore e il filo conduttore
dell'opera.
Al termine della presentazione e dopo la
declamazione di una poesia da parte di
Catia Urbinelli dell'Associazione teatrale Il
Melograno, è stato lo stesso autore a leggere
alcuni brani non senza aver ringraziato la
famiglia di Mario Giacomelli per aver consentito l'inserimento nel libro di alcune
fotografie del grande artista senigalliese.
Michele Tomassini - RC Alto Fermano Sibillini
UN CLUB PER LA CULTURA,
LO SPORT ED IL TERRITORIO
ra i vari avvenimenti che hanno
caratterizzato l'anno rotariano
2007/08 del club Alto Fermano
Sibillini, spiccano quelli dedicati ai premi
assegnati alle scuole medie per i migliori
lavori sull'integrazione degli alunni extracomunitari, in una zona in cui l'immigrazione
è sempre più frequente con conseguenti
difficoltà d'inserimento di tali ragazzi nelle
scuole. Al premio hanno partecipato le
scuole medie dell'intera provincia con lavori
molto originali finalizzati alla presa di coscienza di una cultura basata sulla tolleranza
e la convivenza pacifica. Un tema attuale e
in linea con i principali valori rotariani.
A Montegiorgio il Rotary Club AFS si è
fatto promotore inoltre, con la condivisione
degli altri club del fermano, del premio
Cestoni. In onore del grande scienziato
vissuto tra il '600 e il '700, cui si deve tra
l'altro la scoperta che la scabbia è dovuta ad
acari, si sono assegnati premi alle migliori
tesi di laurea in Farmacia, Veterinaria e
Biologia conseguite presso l'Università di
Camerino.
T
Altro tema affrontato dal club è stato quello
dell'etica, tema dell'anno per il distretto
2090, affrontato con un'angolazione diversa.
Si è affrontato infatti il rapporto tra 'Etica e
Sport', con un importante convegno condotto dai giornalisti Maurizio Compagnoni
di Sky e Di Giovanni di 7 Gold Tele Adriatica, con la partecipazione di presidenti e
manager di diverse squadre di calcio (Ascoli,
Anconetana, Fermana, Sambenedettese...)
e basket (Premiata).
Non poteva mancare infine la valorizzazione
e rivalutazione da parte del club di un territorio straordinario come l'alto fermano e
i monti Sibillini. E' stata realizzata così
un'escursione naturalistico-paesaggistica sui
monti Sibillini guidata dal socio Vincenzo
Antonelli. Vi è stata inoltre la partecipazione
alla realizzazione del DVD realizzato dai
quattro club del fermano.
Con una sezione specifica per questo territorio, i filmati hanno messo in evidenza le
meravigliose bellezze in esso presenti, evocando stupefacenti emozioni nella cornice
incantata dei monti della Sibilla.
Premio Integrazione
Premio Laurea
Etica e sport
Monti Sibillini
PREMIO OSVALDO LICINI
Concluso il secondo Concorso di pittura e grafica
rande partecipazione degli studenti
del IV e V anno degli Istituti d'Arte
e di Licei Artistici marchigiani al II
Concorso di pittura e grafica in memoria
dell'artista O. Licini di cui quest'anno ricorre
il cinquantenario della scomparsa.
Il Premio 'O. Licini', nato nel 2007, è uno
degli esempi della sinergia tra il Rotary Club
Porto San Giorgio-Riviera fermana, le realtà
G
22
istituzionali e associative che agiscono in
perfetta simbiosi con il fine di sviluppare,
promuovere e diffondere il patrimonio delle
eccellenze culturali e umane del territorio.
In particolare, il Concorso di pittura e grafica
'Osvaldo Licini' rappresenta quella fiducia
che il Rotary rivolge al mondo giovanile il
quale, attraverso il proprio talento artistico,
cerca di trovare il suo posto nella società.
La manifestazione, organizzata in collaborazione con il Liceo Artistico Statale
'O.Licini' di Porto San Giorgio e, in particolare quest'anno, anche con i Rotary Club
del Fermano, ha avuto come tema ispiratore
'Licini e il paesaggio'.
I partecipanti, provenienti dal Liceo Artistico
Statale di Porto San Giorgio 'O. Licini',
dall'Istituto Statale d'Arte 'U. Preziotti' di
Fermo, dall'Istituto Statale d'Arte 'Cantalamessa' di Macerata e dall'Istituto Statale
d'Arte 'O. Licini' di Ascoli Piceno, hanno
prodotto circa 130 opere, sia di pittura che
di grafica, che saranno esposte in una mostra itinerante presso alcune sedi museali
del territorio fermano.
La cerimonia di premiazione svoltasi presso
il Teatro comunale di Porto San Giorgio,
dopo i saluti del presidente del Rotary Club
Porto San Giorgio Andrea Valentini, del
sindaco Andrea Agostini, dell'assessore alla
Cultura per la Provincia di Ascoli Piceno
Olimpia Gobbi, dell'assessore alla Cultura
del Comune di Porto San Giorgio Cesare
Catà, del preside del Liceo Artistico Statale
'O. Licini' e Istituto Statale d'Arte 'U. Preziotti' di Fermo Ciro Maddaluno e della
direttrice del Centro Studi Liciniani Daniela
Simoni, ha visto oltre, la presenza di molti
studenti, la partecipazione del presidente
del Rotary Club Fermo Norberto Dionisi,
del presidente del Rotary Club Alto fermano
Sibillini Michele Tomassini, del presidente
del Rotary Club Montegranaro Alessandro
Perrotta e dell'assistente del governatore
del Rotary International - Distretto 2090,
Tommaso Fattenotte.
Questi i premiati:
- per la pittura
1º classificato: Petrini Davide (Liceo Artistico
Statale 'O. Licini');
2° classificati ex-aequo: Belli Vittoria (Istituto
Statale d'Arte 'Cantalamessa' di Macerata)
MACERATA
MATTEO RICCI
PER I TALENTI
DI MARCA
E' quanto detto da Alfredo Mori, presidente
del Club, inaugurando la mostra a Tolentino,
a palazzo Parisani-Bezzi, unitamente alla
presidente del club locale Maria Teresa
Cristini.
Nei programmi del Club la mostra dovrebbe
divenire un appuntamento annuale e si propone come un attestato del cammino dei giovani
artisti, le cui opere sono state scelte
dalle rispettive Accademie e, appunto, la stampa del catalogo è il
premio che il Rotary Club Macerata
Matteo Ricci, unitamente al Comune di Tolentino, ha offerto loro.
l Rotary è un'associazione capace di
fare cultura, di creare opinione, di
elaborare e attuare progetti concreti
utili alle comunità, di essere vicino alle
istituzioni, ma soprattutto di coinvolgere,
aiutare ed educare i giovani che rappresentano il nostro futuro. In tale ottica, il Rotary
Club Macerata Matteo Ricci, ha voluto onorare la parola service con un progetto culturale che, attraverso la mostra 'Talenti di
marca', si prefigge di promuovere e divulgare
l'arte figurativa: organizzando e sostenendo
una mostra di pittura e scultura degli allievi
delle due Accademie di Belle Arti di Macerata
e di Urbino, con lo scopo di incentivare
l'attività creativa, di creare nuove opportunità
per i giovani artisti (di crescita - di sbocchi
lavorativi - di confronto con gli altri artisti)”.
“I
e Pompilii Norberto (Istituto Statale d'Arte
'O. Licini' di Ascoli Piceno);
3° classificati ex-aequo: Lorenzini Matteo
(Liceo Artistico Statale 'O. Licini' di Porto
San Giorgio) e Torresi Danny (Istituto
Statale d'Arte 'Cantalamessa' di Macerata).
- per la grafica
I° classificato: Angelini Paolo (Liceo Artistico
Statale 'O. Licini' di Porto San Giorgio).
Inoltre, sempre per la sezione pittura, è
stato assegnato un premio speciale della
giuria allo studente Gentili Damiano del
Liceo Artistico Statale 'O. Licini' di Porto
San Giorgio.
23
Stefano Picchioni
INTERCLUB INTERDISTRETTUALE…
Nel nome di San Benedetto
i è svolto il giorno 20 aprile l'interclub
di ritorno con Ascoli Piceno ad Ascoli
Piceno: il primo si è effettuato a Norcia
il 28 ottobre del 2007.
Lo scopo delle due giornate è stato quello di
socializzare e dialogare, in quanto contermini
ma in regioni diverse unite da una comune
viabilità, la Salaria, di problematiche relative
alla viabilità e alle possibili sinergie che le due
comunità possono esprimere in termini di
turismo e soprattutto di collegamenti viari
consoni al tempo in cui viviamo. Ci siamo
lasciati auspicando di ampliare la tematica
anche al club di Osimo, creando così un
triangolo di tipo viario-econo-mico-turistico,
che le tre realtà nel contesto italiano esprimono
(Parco dei Monti Sibillini-Valle ascolanaRiviera delle palme-Riviera del Conero).
Le due occasioni hanno permesso di visitare
S
le due città e scoprire i luoghi più suggestivi,
sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico, luoghi illustrati con professionalità
e conoscenza da soci dei due club. Il tutto si
è concluso con due conviviali nelle quali si
sono gustati i piatti tipici regionali.
L'interclub con Cassino e Subiaco (distretto
2080) invece, si è svolto a Subiaco il giorno
11 maggio.
Lo scopo della visita è stato quello di conoscere
i luoghi di nascita e di svolgimento dell'attività
del comune Santo, appunto, S. Benedetto.
S.Benedetto è nato a Norcia e ha svolto, dopo
il trasferimento a Roma da Norcia, la vita
monacale prima a Subiaco poi a Cassino,
dove è morto.
In tale occasione, alla presenza del Padre
Abate di Subiaco, è stato sottoscritto un
protocollo tra i tre club, finalizzato a realizzare,
in breve tempo, una statua bronzea a grandezza naturale di S. Benedetto da collocare
nell'ingresso del Parlamento europeo a Strasburgo. Si è appreso nell'occasione, che la
stessa sarà realizzata dall'attrice Gina Lollobrigida, con costi relativi alla fusione a carico
dei tre club.
Nel protocollo, inoltre, si è stabilito un rapporto continuo tra i tre club teso a valorizzare
e promulgare l'opera del Santo: il tutto concluso con una conviviale presso la mensa dei
benedettini a Subiaco.
Infine, si è inteso invitare il Padre Abate di
Subiaco oltre ai due club, a visitare Norcia,
in occasione della tradizionale festa della
fioritura presso i piani di Castelluccio di
Norcia, svoltosi il 14 giugno, con un incontro
con il Padre Cassian Folson Abate di Norcia
e socio onorario del Club nursino.
Gilberto Polverari
XV PREMIO E. MANNUCCI
Proclamati i vincitori
F. Berionni, D. Giraldi, G.Perini, S. Purgatori (in piedi),
M. Massi Benedetti, G.M. Spacca, L. Rinaldi e E. D'Incecco.
roclamati i vincitori della quindicesima
edizione del Premio Internazionale
di Scultura dedicato al grande artista
Edgardo Mannucci. La manifestazione, che
tradizionalmente si tiene ad Arcevia l'ultimo
sabato del mese di maggio, si è svolta nella
splendida cornice del restaurato Teatro Misa
della cittadina montana alla presenza di un
folto pubblico di buongustai dell'arte. Alla
presenza del governatore del Distretto 2090
del Rotary Internazionale Massimo Massi
Benedetti, il presidente del club ideatore e
organizzatore del premio Altavallesina Grottefrasassi Franco Berionni, ha dato il via ai
P
24
lavori con la proiezione di un filmato di
pregevole fattura che raccoglie i momenti
salienti della vita artistica del Mannucci. Il
film è anche apprezzabile per la sua qualità
scenografica che dà un quadro onnicomprensivo del territorio di competenza del Club
(Arcevia, Genga, Sassoferrato e Serra S. Quirico). Conduttore della serata Mino Perini,
collaudato e instancabile organizzatore del
Premio Mannucci da sempre. Onoravano la
manifestazione con la loro presenza il presidente della Regione Marche Gian Mario
Spacca, il sindaco di Arcevia Silvio Purgatori,
il sindaco di Sassoferrato onorevole Luigi
Rinaldi, nonché la sempre presente a questa
manifestazione, onorevole Marisa Abbondanzieri. Nutrita la rappresentanza dei PDG del
Rotary Distretto 2090. Non ultimo, in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, Domenico Giraldi. La Fondazione è di gran
lunga il principale sponsor di questa manifestazione.
L'apposita giuria, presieduta da Enio
D'Incecco genero di Mannucci, ha premiato
(ex aequo) vincitori del premio: Mario Barilari
dell'Accademia di Perugia e Silvia Trappa
dell'Accademia di Carrara. Mario Barilari ha
donato le sue opere al Club. Premi acquisto
sono stati assegnati a: Yuka Imai
dell'Accademia di Milano-Brera e Andrea
Lolis di Atene. Sono stati infine premiati per
le singole Accademie: Davide Vivaldi (Bologna), John W. Todd (Accademia Americana
SACI), Alessandro Virgulti (Macerata), Tokinari Yahiro (Urbino) e Elisabetta Di Sopra
(Venezia).
La mostra può essere visitata nei locali del
Palazzo dei Priori e nel centro culturale S.
Francesco di Arcevia fino alla fine di agosto
2008. Dopo tale data le opere saranno trasportate a Milano per essere esposte presso
la famosa Casa del Pane nelle vicinanze dei
bastioni di Porta Venezia.
Un commosso ricordo va a Giulio Residori,
grande regista culturale di questa manifestazione per tanti anni, recentemente scomparso.
Un grazie a Giulio che ha voluto la mostra
anche a Milano in accordo con il competente
Assessorato del capoluogo lombardo.
Adelio Pistelli - PH
PREMIO DANTE PAOLINELLI
l Rotary e Samuele Papi: qual è il
nesso? La risposta è facile. Il club di
Falconara M. da anni premia un
atleta oppure una squadra alla memoria di
Dante Paolinelli, ex grande socio del Club.
E stavolta la targa e, proprio per il decennale
della scomparsa dell'amico Dante, è stata
consegnata a Samuele Papi, l'ultimo della
'Generazione dei Fenomeni' del volley italiano
e mondiale e che, proprio con Falconara e
sotto la presidenza di Paolinelli, esordiva
diciassettenne in A1.
Il prologo di una carriera straordinaria e bene
ha fatto il il consiglio del club, diretto attualmente da Stefano Orilisi, a sintonizzare
l'annuale appuntamento con uno dei più
grandi giocatori di volley e un pupillo di
Dante.
«Sono onorato per questo riconoscimento.
E' un presidente che ricorderò sempre con
grande affetto.» Sono parole di Papi rilasciate
nel corso della cerimonia di premiazione alla
presenza dei Sindaci di Falconara Marittima,
di Chiaravalle e di Montemarciano,
quest'ultimo accompagnato dall'assessore
I
allo Sport, ma solo dopo aver ricordato la
memoria di Paolinelli (da parte del suo amicone Bucci) e ancora, dopo aver presentato
un progetto che il Rotary sta portando avanti
da due anni: arredare e attrezzare una biblioteca salesiana a Mogadiscio. Un'iniziativa
delle tante che il club ha progettato e concluso
nella sua già lunga attività.
Un prologo interessante prima della consegna
della targa da parte della figlia di Dante, a
Papi, appunto, c'erano Tarcisio Pacetti ex
dirigente di Samuele e attualmente presidente
del Panathlon di Ancona e anche il presidente
provinciale del Coni, Fabio Luna, che ha (e
giustamente) voluto gratificare personalmente
chi è da considerare sicuramente una delle
più grandi espressioni sportive marchigiane.
Samuele? Evidentemente commosso, ha ripercorso velocemente i rapporti con il suo
presidente sempre silenzioso ma presente «e
sempre pronto a consigliare, come a darti una
mano.» I rotariani non hanno perso l'occasione
per conoscere meglio l'attuale capitano della
Sisley Treviso, cogliendo l'opportunità di
saperne di più sul suo passato e sul suo...
futuro con la nazionale. «Dopo più di dodici
anni consecutivi in azzurro, ho detto basta e
non ci sarà un mio ritorno. Ho dato tanto,
ho ricevuto tantissimo ma è il momento di
stare vicino a mia figlia e alla famiglia. Le
Olimpiadi? Ne ho disputate tre consecutive
(due argenti: Atlanta 1996 e Atene 2004 e un
bronzo, a Sydney 2000) e non siamo riusciti
a colmare l'unica lacuna dello straordinario
palmares dell'Italia. E sarei davvero uno dei
primi a gioire se da Pechino arrivasse il meraviglioso oro che ci manca».
E giù applausi per una serata senza fronzoli,
piena di simpatia e tanto amarcord.
OSIMO: VIAGGIO NELLE MARCHE CARTOGRAFICHE
a mostra di cartografia marchigiana
che il Rotary Club di Osimo ha organizzato dal 6 al 15 giugno presso
la chiesa di San Silvestro a Osimo, è tata
senza alcun dubbio, per la qualità e la quantità di carte esposte, la più importante mai
realizzata a oggi.
Curata da Fabio Mariano e da Antonio
Volpini, l'esposizione (visitata da circa 500
persone) conteneva una selezione di pregevoli carte che vanno dal XVI al XVIII secolo
e presentava il territorio della regione Marche
visto con gli occhi dei cartografi dell'epoca.
L
Presenti pezzi unici (molti dei quali illustrati
nel bel catalogo edito da Il lavoro editoriale)
e anche le prime carte settecentesche del
servizio postale dei Thurm und Taxis, nonché vari esemplari di guide che possono
senza dubbio essere considerate anticipatrici
delle guide del Touring.
Questo affascinante percorso attraverso
cinque secoli di storia della cartografia ci
ha voluto dimostrare, affermano i curatori,
quanto sia cambiato il mondo che viviamo
e, soprattutto, quanto sia cambiato il nostro
modo di osservarlo.
SULLE ALI DI SAN GIORGIO
l Rotary Club Porto San Giorgio Riviera fermana ha presentato, nella
splendida cornice del Teatro comunale di Porto San Giorgio, un'opera realizzata in DVD sulle risorse paesaggistiche,
I
storiche e culturali della città.
Alla presentazione ufficiale del 13 giugno ci
sono stati gli interventi del presidente del
Club Andrea Valentini che, con una relazione
su Il Rotary Club e la città di Porto San Giorgio,
ha elencato tutte le iniziative culturali e sociali
in stretto contatto con il territorio e la città.
Franco Loira con La storia dell'autonomia
comunale, ha ricostruito la storia della città
e della conquista dell'autonomia da Fermo.
25
Cesare Catà, assessore alla Cultura del comune di Porto San Giorgio che, con Le radici
antropologiche di un territorio, ha sottolineato
il rapporto dell'uomo con il suo territorio
come presupposto indispensabile alla sua
crescita culturale. E' intervenuto anche il
sindaco Andrea Agostini, rotariano del Club
di Porto San Giorgio, che ha portato il saluto
della città plaudendo all'iniziativa.
Dopo gli interventi dei relatori, si è passati
alla proiezione del video catturando
l'attenzione del pubblico presente in sala,
grazie a una perfetta scelta delle musiche
e una magistrale fotografia.
Il filmato è un viaggio nella piccola grande
storia di Porto San Giorgio dalle origini,
come porto di Fermo, al suo riconoscimento
nel 1877 come autonomia comunale, allo
sviluppo urbanistico della fascia costiera
dalla fine dell'800 a tutto il '900, con gli
splendidi esempi dei villini Liberty del
lungomare e delle dimore gentilizie poste
sia lungo la zona costiera che nella fascia
collinare.
La proiezione termina con l'emozione del
ricordo attraverso una carrellata di foto dei
primi del '900, dove i soggetti sono luoghi,
personaggi noti e gente qualunque di una
Porto San Giorgio ormai lontana nel tempo
ma non per questo dimenticata.
Concludendo l'incontro, il presidente Andrea Valentini ha ringraziato l'Amministrazione comunale che ha concesso il
gratuito patrocinio per la manifestazione,
sottolineando il solido rapporto di collaborazione con il Rotary Club di Porto San
Giorgio, finalizzato alla valorizzazione delle
eccellenze del territorio. Il DVD, che sarà
distribuito gratuitamente a tutti gli Enti e
alle Associazioni culturali e turistiche della
Città di Porto San Giorgio, sarà poi tradotto
in più lingue.
AD ANCONA ORA C'È LARGO PAUL HARRIS
er onorare e ricordare il fondatore
del Rotary International Paul Harris
e per far meglio conoscere all'intera
cittadinanza questa associazione di service
internazionale e le sue iniziative, il Rotary
Club Ancona - Conero, in occasione della
visita del governatore Massimo Massi Bene-
P
detti, aveva chiesto all'Amministrazione
comunale di poter intitolare al suo fondatore, come è già avvenuto in altre città
italiane, una via o una piazza di Ancona.
Il Sindaco della città ha accolto la richiesta
e ha concesso di intitolare a Paul Harris
uno dei luoghi più affascinanti di Ancona:
il largo prospiciente il monumento ai Caduti
del Passetto, davanti al Ristorante Passetto,
luogo delle riunioni settimanali del Club.
Giovedì 19 giugno, in occasione del passaggio delle consegne tra il presidente 20072008 Andrea Tranquilli e quello 2008-2009
Giancarlo Gazzanelli, ha avuto luogo la
cerimonia di scopertura della targa da parte
del sindaco di Ancona Fabio Sturani, alla
presenza dei due presidenti del club (attuale
e incoming), dei PDG Pino Baroni, Roberto
Barbieri e Giorgio Rossi, dell'assistente del
governatore Mauro Bignami, dei componenti
la Commissione Relazioni pubbliche del
Club, dei presidenti dei Club di Ancona e
Falconara M. Ugo Braccioni e Stefano Orilisi,
del presidente incoming di Osimo Mauro
Tiriduzzi, della presidente incoming
dell'Inner Wheel Ancona Riviera del Conero
Isabella Bignami e di numerosi soci rotariani
e autorità cittadine.
Messaggi di felicitazioni sono pervenuti dal
governatore Massimo Massi Benedetti, che
ha ringraziato il Sindaco Sturani per avere
concesso che l'intitolazione avvenisse per
un'area di “uno dei luoghi più conosciuti
d'Italia” e dall'incoming Giorgio Splendiani.
Vasil Aleksi - RC Durazzo
DA UN INCONTRO CASUALE NASCE UNA
GRANDE AMICIZIA ROTARIANA
l 4-5 aprile 2008 a Durazzo si è
svolta la decima Assemblea nazionale della Federazione Cacciatori
dell' Albania. Tra gli invitati che parteciparono erano anche Giovanni Bana, Presidente della FEIN-Fondazione Europea il
NIBIO - Presidente Commissione Diritto
Penale Europeo UAE, rotariano di vecchia
data, membro fondatore del RC Porta Vercellina Milano e Vasil Aleksi del RC Durazzo.
I
26
Come di consueto succede tra i rotariani,
per di più se hanno anche un interesse
comune come, in questo caso, quello della
caccia, dall'incontro sta nascendo
un'amicizia forte e sincera.
Così, appena tornato a Milano, Giovanni
Bana, insieme al presidente del club di Porta
Vercellina, Mario Massone, hanno inviato
al RC Durazzo il gagliardetto del loro Club
insieme al libro pubblicato per il trentesimo
anniversario di fondazione.
Lo stesso è stato fatto anche da parte del
RC Durazzo che, oltre al gagliardetto, ha
inviato anche un album di fotografie panoramiche di Durazzo.
Inoltre si è espresso il desiderio da parte
del RC Durazzo di un gemellaggio tra i due
Club, in quanto si ritiene che il RC Durazzo
abbia tanto da imparare dall'esperienza del
RC Porta Vercellina.
GOLF SUL PODIO
Ripetendo l'exploit del 2006, Francesco Tardella
e Riccardo Donadio del Rotary Club Ancona Conero, si sono aggiudicati il Trofeo AIRGAssociazione Italiani Rotariani Golfisti (greensome) del 32° Campionato di Primavera
dell'AIRG, svoltosi a Venezia il 25 maggio scorso.
Una volta ancora dunque, il Distretto 2090 sale
sul gradino più alto del golf rotariano.
Norberto Dionisi
GIRAMONDO
FERMO VOLA A NEW YORK
ew York non è una metropoli come
le altre, essa è il più di tutto e con
tanta gente che ogni giorno la vive.
New York sono grattaceli oltre le nuvole;
New York è milioni di persone che si
muovono frettolose per strada; New York
è cortese, colta, ordinata; New York sono
tante bandiere, tante luci, tante sirene e
taxi gialli. New York è la quiete verde del
Central Park; New York sono oggi i moli
silenziosi del porto.
Questa è la metropoli che ha accolto i
rotariani di Fermo, con i suoi musei, i
suoi negozi, la sua Quinta Strada, che
parla quasi tutta italiano.
Oggi New York è anche il vuoto struggente di Ground Zero, una voragine profonda come il male, colma di domande
gettate nel vuoto tutte uguali e senza
risposta.
Oggi Ground Zero è una ferita che rimargina grazie alla determinazione di uomini
che ininterrottamente vi lavorano, per
affermare di esserci a costruire un nuovo
N
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simbolo di libertà per il Mondo.
New York è una bella canzone, soffice e
accattivante, se la ascolti ti rende felice,
ma Liza Minnelli la cantava tra luci, vetrine e taxi gialli, quando credeva che a
Ground Zero mai nulla sarebbe cambiato.
Mabig
BIBLIOTECA
I GIOVANI DISEGNANO IL ROTARY
stato difficile scegliere dove inserire
questa notizia, perché è vero che
proviene da un Club, ma è relativa
a una pubblicazione ben fatta e ben curata
e, quindi, merita pienamente di entrare
nella sezione
Biblioteca.
Infatti, I giovani disegnano
il Rotary è il
bel catalogo di
una mostra
svoltasi dal 26
maggio al 3
giugno 2007
nel convento
di S. Maria
Nova a Fano e
realizzata per
celebrare il
50° anniversario di fondazione del
Club della
città, in concomitanza con
l'anno di governatorato di
Luciano Pierini, che del
club fanestre è
socio. Sono
stati esposti i
lavori realizzati dagli studenti dell'Istituto
statale d'istruzione superiore A. Olivetti,
sezione Grafica pubblicitaria e multimediale e dell'Istituto Statale d'Arte A. Apolloni, sezione Pittura/Graphic Design Fano.
A questi giovani era stato assegnato il
tema Promuoviamo l'immagine del Rotary.
L'iniziativa si è proposta un duplice scopo: da un lato fare conoscere il Rotary,
le sue attività di carattere sociale, culturale
e umanitario sulle basi di valori forti quali
la solidarietà, l'amicizia e la pace; dall'altro
È
30
coinvolgere giovani studenti, che sono il
futuro della nostra società.
Il catalogo offre una bella e completa
panoramica dei manifesti, realizzati con
talento e grande efficacia comunicativa
dagli alunni delle due scuole coinvolte
nel progetto. Devo però ammettere che
chi, come me, ha potuto vedere direttamente i manifesti esposti, ha constatato
quanto gli originali fossero molto più
suggestivi delle riproduzioni fotografiche,
perché il tratto, la foto, il disegno, il
collage e il colore toccabili, davano l'idea
che quasi tutti i giovani avevano correttamente recepito e saputo interpretare con
freschezza, essenzialità e piacevolissima
creatività il messaggio rotariano.
Pertanto, ritengo che un plauso debba
essere attribuito a chi, nel brief con gli
studenti per spiegare che cosa si voleva,
ha saputo trasmettere loro con efficacia
l'idea o, se si vuole, la mission del Rotary.
Il volume, come ogni catalogo d'arte, reca
alcune prefazioni e introduzioni, tra cui
quelle dell'allora presidente
del club di Fano Vico Montebelli e del suo
successore Antimo Venturelli.
Ciò che lo distingue dagli
altri cataloghi,
è la dedica con
cui il PDG Luciano Pierini
rivolge commosse parole di
gratitudine al
presidente internazionale
William B.
Boyd «per
averci guidato
con equilibrio e
serenità durante l'anno rotariano
2006/2007, così pieno di operatività e di
significati profondi». Ma Luciano Pierini
ha pure evidenziato con chiarezza quanto
sia importante «farci conoscere come
rotariani, incontrare gli studenti nelle
scuole superiori, parlare loro di noi, dei
nostri principi, delle attività che svolgiamo, dei successi e degli obiettivi da raggiungere non sempre facili.»
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