PROVINCIA
DI CARBONIA - IGLESIAS
Assessorato Pianificazione Territoriale
Pianificazione Settoriale e Servizi di Pubblica utilità
Salvatore Cherchi presidente
Guido Vacca assessore
Palmiro Putzulu dirigente
Piano Urbanistico Provinciale
Piano Territoriale di Coordinamento
Ufficio del Piano
2. DISCIPLINA DEL TERRITORIO PROVINCIALE
2.2 Ambiti di paesaggio di rilievo
sovralocale
Dicembre 2010
Coordinamento generale e tecnico-scientifico
Paolo Falqui architetto
Margherita Monni ingegnere
Andrea Soriga geografo fisico
Dirigente
Palmiro Putzulu ingegnere
Responsabile del procedimento
Sara Mucelli architetto
Ufficio del Piano
Pinello Bullegas ingegnere, Fabio Casule forestale, M.Grissanta Diana agronomo,
Ubaldo Diana ragioniere, Sara Mucelli architetto, Marco Murtas geologo, Silvia Musa
architetto, Ugo Piras ingegnere, M.Laura Tuveri architetto, Vittorio Uras geologo
Esperti e specialisti di settore
Paolo Bagliani ingegnere
Mauro Erriu architetto
Silvia Pisu geologo
Patrizia Sechi biologo
Gianluca Serra forestale
Marcella Sodde ingegnere
Daniela Tedde ingegnere
Valentina Vargiu ingegnere
Laura Zanini architetto
Valeria Atzori sociologo
Elisa Fenude ingegnere
Carolina Guerra Fuentes sociologo
Valentina Lecis naturalista
Maria Grazia Marras agronomo
Alessandro Meloni economista
Tamara Mura naturalista
GianFilippo Serra ingegnere
Sistema informativo del Piano
Roberto Ledda ingegnere
Giuseppe Manunza ingegnere
Cinzia Marcella Orrù operatore GIS
Ulteriori contributi
Gianluca Castangia architetto, Francesca Etzi ingegnere, Giovanni Mandis naturalista,
Riccardo Trois naturalista
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
INDICE
Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale.......................................................................................... 2
Gli Ambiti di paesaggio del PPR ............................................................................................................. 2
Gli Ambiti di paesaggio nel PUP/PTC ..................................................................................................... 3
Gli Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale ..................................................................................... 4
Ambito di paesaggio n. 5 - Anfiteatro del Sulcis ………………………………………………………… 6
Ambito di paesaggio n. 6 - Carbonia e isole sulcitane ………………………………………………... 15
Ambito di paesaggio n. 7 - Anello metallifero.……………………………………………………………27
Ambito di paesaggio - Sulcis……………………………………………………………………………….. 37
Ambito di paesaggio - Valle del Cixerri……………………………………………………………………47
AMBITI DI PAESAGGIO DI RILIEVO SOVRALOCALE
1
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
AMBITI DI PAESAGGIO DI RILIEVO SOVRALOCALE
Gli Ambiti di paesaggio del PPR
Gli Ambiti di paesaggio rappresentano nel PPR un dispositivo spaziale di pianificazione
attraverso il quale si intende indirizzare, sulla base di un’idea strategica di progetto, le azioni
di conservazione, recupero o trasformazione del paesaggio; costituiscono in tal senso il
contesto di riferimento di una proposta di progetto di intervento sul paesaggio fondata sul
riconoscimento delle specificità paesaggistiche del territorio. Costituiscono grandi settori in
cui è suddiviso il territorio regionale, individuati come luoghi entro cui si riconosce una
particolare modalità di interazione fra risorse del patrimonio ambientale, naturale, storicoculturale e insediativo.
Il primo stralcio del Piano Paesaggistico Regionale, approvato per l’area costiera, ripartisce il
territorio regionale in 27 Ambiti di paesaggio individuati sulla base delle analisi territoriali,
delle valenze ambientali, storico-culturali e insediative e caratterizzati dalla presenza di
specifici beni paesaggistici individui e d'insieme. Nel primo ambito territoriale omogeneo,
l’area costiera, il PPR identifica 3 Ambiti di paesaggio che interessano direttamente la
Provincia di Carbonia Iglesias:
-
Ambito di paesaggio n. 5 - Anfiteatro del Sulcis
-
Ambito di paesaggio n. 6 - Carbonia e isole sulcitane
-
Ambito di paesaggio n. 7 - Anello metallifero
8
7
6
6
6
5
2
Provincia di Carbonia-Iglesias
Limiti comunali
5
4
3
PPR - Ambiti Paesaggistici
2 - Nora
3 - Chia
4 - Golfo di Teulada
5 - Anfiteatro del Sulcis
6 - Carbonia e isole sulcitane
7 - bacino metallifero
8 - Arburese
Fig 1 - Gli Ambiti di paesaggio del PPR nella Provincia di Carbonia Iglesias
AMBITI DI PAESAGGIO DI RILIEVO SOVRALOCALE
2
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Le porzioni di territorio provinciale attualmente escluse dalla pianificazione paesaggistica
riguardano un settore della Valle del Cixerri, la dorsale montuosa del Terraseo, la piana di
Santadi, Nuxis, Narcao e i versanti interni del massiccio orografico del Sulcis. Nel settore
nord orientale del territorio provinciale risulta esclusa dal primo ambito omogeneo del PPR il
sistema montuoso di Oridda.
La proposta di estensione del PPR alle aree interne del territorio regionale ha identificato
nuovi Ambiti di paesaggio, che interessano sia territorio della Provincia di Carbonia Iglesias e
sia il territorio della Provincia di Cagliari e della Provincia del Medio Campidano:
-
Ambito di paesaggio n. 28 - Sulcis
-
Ambito di paesaggio n. 29 - Valle del Cixerri
-
Ambito di paesaggio n. 35 - Monte Linas
Tuttavia questa parte del PPR, nel momento di redazione della presente proposta di
PUP/PTC, non è stata ancora approvata da parte della Giunta Regionale.
La proposta di estensione del PPR all’intero territorio regionale ha consentito inoltre di
formulare alcune ipotesi di riorganizzazione degli Ambiti costieri, una delle quali ha
riguardato l’Ambito n. 7 - Anello metallifero. La proposta di revisione dell’Ambito prevede
infatti l’esclusione di una porzione del territorio comunale di Iglesias, afferente la valle del
Cixerri e la dorsale del Terraseo, e il suo accorpamento all’interno del nuovo Ambito di
paesaggio denominato Valle del Cixerri.
Gli Ambiti di paesaggio nel PUP/PTC
Il PUP/PTC di Carbonia Iglesias, coerentemente con le indicazioni del PPR, assume gli
Ambiti di paesaggio quale dispositivi di indirizzo per la pianificazione paesaggistica alla scala
provinciale e comunale.
In particolare il Piano acquisisce gli elementi descrittivi e di indirizzo progettuale contenuti
negli Ambiti di paesaggio costieri e negli Ambiti di paesaggio interni, così come identificati
nella proposta di estensione del PPR per l’intero territorio regionale:
-
Ambito di paesaggio n. 5 Anfiteatro del Sulcis
-
Ambito di paesaggio n. 6 Carbonia e isole sulcitane
-
Ambito di paesaggio n. 7 Anello metallifero
-
Ambito di paesaggio Sulcis
-
Ambito di paesaggio Valle del Cixerri.
Gli Ambiti di paesaggio sono assunti nel PUP/PTC con alcune modifiche proposte nella fase
di estensione del PPR all’intero territorio regionale, riguardanti la perimetrazione dell’Ambito
costiero n. 7 - Anello metallifero1, in quanto maggiormente coerenti con il contesto
paesaggistico del territorio provinciale.
La proposta di PUP/PTC opera inoltre alcune precisazioni locali riguardanti la perimetrazione
degli Ambiti di paesaggio, che concernono piccole porzioni di territorio provinciale, inserite in
Ambiti appartenenti al territorio di altre amministrazioni provinciali. Tali modifiche riguardano
due distinte porzioni di territorio montano localizzate sui rilievi del massiccio del Sulcis,
comprese negli Ambiti n. 2 e n. 4, che nella proposta di PUP/PTC vengono inserite all’interno
dell’Ambito di paesaggio Sulcis; il sistema orografico di Oridda, esterno all’ambito costiero
1
L’identificazione degli Ambiti di paesaggio interni ha proposto una differente perimetrazione dell’Ambito n. 7 Anello metallifero, per quanto riguarda il territorio comunale di Iglesias afferente la valle del Cixerri e la dorsale
del Terraseo; per tale porzione la proposta di PPR per l’ambito interno ha previsto il suo accorpamento all’interno
dell’Ambito di paesaggio Valle del Cixerri.
AMBITI DI PAESAGGIO DI RILIEVO SOVRALOCALE
3
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
del PPR, viene invece considerato quale porzione territoriale e riconoscibile dal punto di vista
paesaggistico all’interno dell’Ambito di paesaggio n. 7 - Anello metallifero.
Queste proposte e precisazioni di rilievo locale hanno implicazioni marginali ai fini della tutela
e valorizzazione paesaggistica del territorio provinciale e vengono assunte considerando le
implicazioni riguardanti il complesso sistema di relazioni territoriali che sussistono fra distinti
Ambiti di paesaggio e contesti territoriali.
Gli Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale
La normativa paesaggistica affida alla pianificazione provinciale il compito di “precisare gli
ambiti paesaggistici di rilievo sovracomunale e promuovere la riqualificazione e la
valorizzazione dei paesaggi” (cfr. art. 106, comma 3, punto 11), a tal fine il PUP/PTC
risponde secondo il seguente approccio:
-
identifica Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale, aree territoriali entro cui si
riconoscono caratteri paesaggistici specifici, che costituiscono una sottoarticolazione
spaziale degli Ambiti di paesaggio identificati dal PPR;
-
approfondisce e sviluppa i quadri analitico descrittivi;
-
sviluppa e approfondisce gli indirizzi progettuali di rilievo sovralocale descritti negli Ambiti
di paesaggio del PPR, attraverso l’identificazione spaziale delle azioni di progetto
-
definisce criteri territoriali di coerenza con il contesto paesaggistico e precisa Strumenti di
coordinamento e attuazione degli indirizzi paesaggistici del PPR
-
definisce indirizzi progettuali e norme di coordinamento d’uso e procedurale per la
pianificazione coordinata fra più comuni armonizzando le strategie progettuali e i criteri di
utilizzo dei territori limitrofi (punti 12 e 13 dell’art. 106).
Gli Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale, rappresentano una sottoarticolazione spaziale
degli Ambiti del PPR, rappresentativi della struttura paesaggistica degli stessi Ambiti.
Costituiscono porzioni di territorio provinciale entro cui si riconoscono caratteri paesaggistici
specifici, descritti all’interno delle singole schede.
L’Ambito di paesaggio di rilievo sovralocale rappresenta un dispositivo di pianificazione che
consente di esercitare le funzioni disciplinate dall’art. 106 della normativa paesaggistica.
Gli indirizzi e le strategie progettuali promosse all’interno del PPR, contenuti all’interno delle
Schede d’Ambito, richiamano problematiche di rilievo sovralocale per le quali risulta rilevante
l’avvio di azioni e strategie di pianificazione e coordinamento intercomunale per le quali la
Provincia, e il PUP/PTC, possono svolgere un ruolo significativo.
Nelle pratiche di pianificazione comunale e provinciale gli Ambiti di paesaggio di rilievo
sovralocale possono rappresentare inoltre il contesto entro il quale verificare le coerenze
reciproche delle scelte di pianificazione di rilievo territoriale, paesaggistico e strategico.
Rappresentano il quadro di riferimento spaziale e di approfondimento della conoscenza e
interpretazione delle relazioni paesaggistiche, territoriali e intersettoriali e per l’orientamento
progettuale e sviluppo di interventi di riqualificazione e valorizzazione dei paesaggi.
Gli Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale consentono inoltre di definire nuovi indirizzi
progettuali e criteri di attenzione, per la riqualificazione e valorizzazione dei paesaggi,
calibrati sui relativi livelli di sensibilità territoriale riconosciuti, anche attraverso
l’identificazione e seleziona di specifici ambiti spaziali di rilievo sovracomunale (sistemi
ambientali, piane agricole, aree di bonifica, infrastrutture, ecc.), che richiedono interventi di
gestione e pianificazione coordinata fra più comuni
Gli Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale rappresentano pertanto unità spaziali per
l’orientamento strategico di nuovi progetti e per la gestione integrata e unitaria delle risorse
AMBITI DI PAESAGGIO DI RILIEVO SOVRALOCALE
4
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
paesaggistiche presenti e consentono di interpretare e precisare gli indirizzi degli Ambiti del
PPR di valenza locale o sovralocale.
Per quanto riguarda gli Ambiti di paesaggio Sulcis e Valle del Cixerri, nell’ambito della
presente proposta di Piano, sono stati assunti (e acquisiti attraverso una loro revisione) gli
indirizzi progettuali contenuti nella proposta preliminare riguardante l’estensione del PPR alle
aree interne, quale riferimento generale per l’elaborazione del PUP/PTC.
AMBITI DI PAESAGGIO DI RILIEVO SOVRALOCALE
5
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito di paesaggio n. 5 - Anfiteatro del Sulcis
Struttura generale dell’Ambito di pesaggio
“La struttura dell'Ambito di paesaggio è definita dalla specificità ambientale del sistema delle
piane agricole costiere che dal sistema idrografico del Rio San Milano (San Giovanni
Suergiu) si sviluppano a sud fino a lambire i margini dei rilievi granitici che culminano nel
promontorio di Punta di Cala Piombo (Sant’Anna Arresi).
Si tratta di un vasto compendio di piane agricole, caratterizzate da un sistema articolato di
aree umide litoranee prospicienti la fascia costiera del Golfo di Palmas, sulla quale si
struttura una rete insediativa complessa e un dispositivo di drenaggio idraulico e di
protezione periferica delle zone umide dall’afflusso idrico. Le zone umide costiere
costituiscono un sistema complesso di vasche di evaporazione di produzione saliniera, di cui
fanno parte lo Stagno di Santa Caterina e le Saline di Sant’Antioco - che rappresentano il
sistema di connessione con i territori insulari di Sant’Antioco e Calasetta - lo Stagno di
Mulargia e di Porto Botte e il sistema di spiagge e lagune di Porto Pino-Stagno is Brebeis nel
settore meridionale dell’Ambito paesaggistico”.
AMBITO DI PAESAGGIO ANFITEATRO DEL SULCIS
6
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale
5.1 -Versanti meridionali del rilievo vulcanico di S.Michele Arenas
L’Ambito identifica i versanti di Monte Sirimagus, Punta Su Solu e Pizzo Bianco che
costituiscono l’estremità sud-occidentale del rilievo vulcanico culminante più a nord con la
vetta di Monte San Michele Arenas. Questo sistema di versante definisce il limite verso nord
della porzione settentrionale della piana agricola di Palmas, che attraverso il passaggio della
stretta piana del Riu Cruxi Caridda si congiunge alla piana di Carbonia.
Tali domi vulcanici emergono chiaramente dal territorio per la loro singolarità morfologica ma
anche per la quasi totale assenza di segni riferiti ad un passato utilizzo di queste pendici
riferibile scarsa utilizzabilità dei loro suoli e alla forte acclività. In rapporto e in contrasto con
queste dominanti ambientali si dispongono nei territori limitrofi i centri abitati e le attività
produttive che colonizzano aree a bassa acclività e dotate di suoli favorevoli per gli usi
agricoli.
Dal punto di vista insediativo l’unità fisiografica, si colloca in posizione mediana rispetto ai
sistemi insediativi dei Comuni di Carbonia nella parte nord-occidentale, di San Giovanni
Suergiu e di Tratalias nella parte meridionale e di Perdaxius nella parte nord-orientale.
5.2 -Piana agricola costiera di Palmas
L’Ambito identifica l’unità fisiografica costituita dalla piana agricola costiera che si estende
dai versanti meridionali del rilievo di San Michele Arenas allo Stagno di Porto Pino,
degradando con debole pendenza verso il sistema umido degli Stagni di Santa Caterina, di
Mulargia e dal sistema umido di Porto Botte e Baiocco, margine occidentale; a est l’Ambito è
limitato dai sistemi orografici dei versanti carbonatici di Masainas e S.Anna Arresi.
La conformazione pianeggiante del territorio, caratterizzata dall’organizzazione della trama
agricola e di regolazione idraulica, è marcata dal rilievo di Monte di Palmas, la cui sommità
presenta un profilo smussato e dolcemente convesso. Il territorio è attraversato dal tratto
terminale del Rio Palmas, non più soggetto a processi di deposizione e di progradazione in
seguito alla realizzazione dello sbarramento del lago di Monte Prano, attualmente utilizzato
per l’approvvigionamento idrico. I suoli sono diffusamente occupati dalle coltivazioni agrarie
e da coperture vegetali resistenti ai fenomeni di idromorfia.
La configurazione dell’insediamento è caratterizzata dalla rete insediativa rurale diffusa dei
furriadroxius agricoli e dei medaus pastorali, la cui organizzazione presenta una particolare
relazione fra la morfologia dell’abitato e lo spazio produttivo agricolo. I principali centri abitati
che fanno parte dell’Ambito sono: il Comune di San Giovanni Suergiu e il Comune di
Tratalias nella parte settentrionale, il Comune di Piscinas, il Comune di Giba nella parte
orientale, il Comune di Masainas nella parte sud-orientale e il Comune di Sant’Anna Arresi
nella parte più settentrionale dell’Ambito.
Tutti questi centri sono dei capisaldi storici localizzati in riferimento ai rilievi vulcanici che
definiscono il margine dell’Ambito, e che si sono sviluppati in riferimento alle principali
direttrici viarie, mentre gi insediamento turistici sono localizzati prevalentemente in prossimità
del sistema umido litoraneo di Porto Pino.
5.3 -Versanti carbonatici di Masainas e Sant’Anna Arresi e falde settentrionali del rilievo di
M.Moddizzi
L’Ambito individua il complesso di rilievi e i fianchi orografici incisi nelle formazioni
paleozoiche che costituiscono il margine esposto ad ovest e a nord del braccio meridionale
del vasto anfiteatro montano del massiccio del Sulcis ai cui piedi si estende il sistema di
pianure alluvionali di Palmas.
AMBITO DI PAESAGGIO ANFITEATRO DEL SULCIS
7
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
La caratterizzazione paesaggistica dell’Ambito è riferita alla dominanza del rilievo nei
confronti delle piane che definiscono il margine costiero nonché dalle peculiarità
morfologiche dello stesso con un contrasto leggibile tra le pronunciate forme convesse e
denudate delle bianche formazioni calcaree e dolomitiche alle morfologie più erose e dalla
sommità spianata degli edifici costituiti dalle rocce di natura scistoso-metamorfica.
Dal punto di vista insediativo, pur non essendo presenti al suo interno sistemi insediativi,
riveste un ruolo importante in quanto su limitrofi a tale Ambito insistono i sistemi insediativi
disposti quasi a formare una corona semi circolare lungo la parte occidentale facenti parte
della Piana agricola costiera di Palmas (Ambito 5.2).
5.4 -Sistema delle zone umide di Porto Pino, Porto Botte e S.Caterina
L’Ambito identifica i sistemi umidi litoranei di Porto Pino, Porto Botte e Baiocco, Stagno di
Mulargia e di Santa Caterina prospicienti la fascia costiera del Golfo di Palmas e si estende
dal litorale sabbioso di P.to Pino alla striscia di terra emersa che separa lo stagno di Santa
Caterina dal bacino marino-lagunare di Sant’Antioco, con la propaggine che congiunge
l’omonima isola alla costa sulcitana. La striscia di terra emersa svolge la funzione di
diaframma permettendo l’isolamento e il mantenimento delle condizioni morfoevolutive del
sistema umido. Tale sistema appare fortemente minacciato da contaminazioni di reflui di
origine urbana e agricola provenienti dalle aree immediatamente circostanti che limitano
significativamente la potenzialità produttiva.
Il complesso stagnale di Porto Pino è costituito da diversi bacini attigui comunicanti tra loro
attraverso stretti canali: lo stagno di P.to Pino, lo stagno di Is Brebeis, lo stagno di Maestrale
e lo stagno di Foxi. Il litorale sabbioso di P.to Pino si estende per oltre 5 chilometri ed
individua un ampio arco di spiaggia con sviluppo longitudinale prevalente NW-SE, che
separa lo stagno di P.to Pino dal mare. Nel settore settentrionale e centrale il cordone di
retro spiaggia è in continuità con i retrostanti depositi eolici semistabilizzati che svolgono
l’importante azione di contenimento delle sabbie che, sospinte dal vento, verrebbero
altrimenti disperse entro il bacino idrico e tolte dal circuito sedimentario del sistema spiaggia.
I corpi sabbiosi stabilizzati mostrano evidenti segni di degrado del manto vegetale, con
conseguente mobilitazione della sabbia ad opera del vento verso l’entroterra,
particolarmente evidente nei settori più interni. Nella spiaggia sommersa è presente una ben
conservata prateria di Posidonie che contribuisce al mantenimento degli equilibri sedimentari
tra spiaggia emersa e spiaggia sommersa.
Il sistema delle aree umide di Porto Botte e Baiocco comprende l’area occupata dalle acque
stagnali e terreni perimetrali che possono essere periodicamente sommersi dalla lama
d’acqua superficiale oppure possono essere interessati dall’accumulo di sali residui negli
orizzonti superficiali. Il regime idrico dello stagno appare completamente artificiale,
controllato dalle esigenze produttive delle Saline di Sant’Antioco, per le quali Porto Botte e
Baiocco costituiscono i bacini di prima evaporazione. La spiaggia emersa di Porto BotteParistaris è rappresentato dall’avanspiaggia e dal campo dunare retrostante, la parte di
spiaggia antistante i corpi dunari si estende al massimo per una trentina di metri fino alla
linea di riva, mentre all’interno è delimitata da un cordone dunare sviluppato e in buona parte
stabilizzato da una vegetazione arborea e arbustiva. La presenza di strutture, barriere,
piattaforme e platee fisse, determinano movimenti artificiali di ingenti quantità di sabbia che
costituiscono una alterazione alla naturale diffusione dei sedimenti in tutto sistema di
spiaggia.
Il sistema umido costiero dello Stagno di Mulargia, separato dallo Stagno di Santa Caterina
dalla foce del rio Palmas, comprende la superficie invasa dalle acque saline dello Stagno
stesso e i terreni limitrofi. La morfogenesi della zona umida è strettamente correlata
all’interazione tra le dinamiche delle correnti litorali e quelle del sistema deltizio del Rio
Palmas. Anche in questo caso l’area stagnale non ha nessuna comunicazione diretta con il
AMBITO DI PAESAGGIO ANFITEATRO DEL SULCIS
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
mare, in seguito agli interventi di regimazione idraulica finalizzati alla realizzazione di un
sistema umido che funzionasse come bacino di pre-evaporazione per le saline di
Sant’Antioco.
Il sistema umido dello stagno di Santa Caterina è separato dal mare da un esteso cordone
sabbioso corrispondente alla “penisola di Corru Longu” e di “Su Caderanu”, attualmente il
sistema non ha scambi idrici naturali con il mare a causa degli interventi di regimazione che
hanno portato allo sbarramento delle bocche di comunicazione che esistevano lungo il
cordone sabbioso e alla costruzione del canale circondariale che contorna tutta l’area umida
per riversarsi in mare attraverso una apertura a est, parallelamente alla foce del Rio Palmas
e l’altra a ovest, in prossimità dell’istmo di Sant’Antioco.
5.5 -Promontorio di Monte Sarri e Monte sa Perda
L’Ambito identifica l’unità fisiografica costituita dalla dorsale collinare culminante con il Monte
Sarri (116 m s.l.m.) a sud e Monte sa Perda (107 m s.l.m.) a nord, che si estende dalla
spiaggia di Porto Botte-Paristaris al Promontorio di Porto Pino. Il rilievo è ricoperto in gran
parte da vegetazione arbustiva autoctona, prevalentemente a ginepro, e da limitate superfici
coltivate a vigneto nei settori esposti a nord-nordest.
Il settore costiero, che si sviluppa per circa 6 chilometri, ha una caratterizzazione
prevalentemente rocciosa con fronti degradanti con elevata pendenza verso il mare, con ripe
d’erosione e falesie. L’andamento rettilineo della costa è interrotto dalle piccole baie di Cala
sa Barracca e Cala su Turcu, situate in corrispondenza dello sbocco di piccoli corsi d’acqua
a deflusso pressoché nullo. Il settore posto immediatamente a nord del promontorio di Porto
Pino è caratterizzato da un tratto di costa bassa, localmente sabbiosa, esteso circa 1
chilometro, in cui è possibile riconoscere un tratto di spiaggia sommersa, limitato a largo
dalla prateria di posidonie ed un settore dunare semistabilizzato.
Nel settore interno si concentrano attività agricole, che favoriscono localmente l’insorgere di
processi erosivi con conseguente asportazione e trasporto di materiale detritico verso il
settore costiero.
Per quanto riguarda l’aspetto insediativo, nell’estremità sud-occidentale dell’Ambito è
localizzata la frazione Porto Pino appartenente al Comune di Sant’Anna Arresi, che
rappresenta un importante insediamento turistico sviluppatosi lungo la costa.
AMBITO DI PAESAGGIO ANFITEATRO DEL SULCIS
9
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Orientamenti normativi per il coordinamento e l’attuazione degli indirizzi
Coordinamento e attuazione degli indirizzi del PPR
1. Promuovere la gestione integrata del sistema delle zone umide, dei sistemi di spiaggia e
dei cordoni dunari litoranei, al fine di garantire forme di conservazione che promuovano
utilizzi produttivi e di fruizione compatibili con la qualità paesaggistica e ambientale
dell’Ambito.
Ambito paesaggistico di riferimento:
5.4 -Sistema delle zone umide di Porto Pino, Porto Botte e S.Caterina
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’indirizzo è promosso e coordinato nell’ambito del Sistema della tutela e
della valorizzazione ambientale e nel Sistema degli insediamenti turistico ricettivi che
sviluppano obiettivi, indirizzi e strategie attuative. I Sistemi ed i relativi Campi definiscono
criteri e modalità per la interpretazione e attuazione dell’indirizzo alla scala locale nella
prospettiva di definire azioni territoriali coordinate alla scala sovralocale.
L’attuazione dell’obiettivo n. 1 è in parte delegata alla specificazione e
contestualizzazione alla scala locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati
alla normativa del PPR; le componenti geoambientali del PUP/PTC possono costituire un
riferimento per la valutazione delle compatibilità ambientali di progetti che implicano
trasformazioni territoriali.
2. Attivare la gestione idrica integrata al fine di riequilibrare i differenti usi irrigui e
idropotabili, nella prospettiva di un uso durevole delle risorse idriche superficiali e
sotterranee, calibrato sulla capacità di rigenerazione ecologica del sistema ambientale.
Ambito di riferimento:
5 - Anfiteatro del Sulcis
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’obiettivo è promosso e coordinato nell’ambito del Sistema delle
infrastrutture idriche, che sviluppa obiettivi, indirizzi e strategie attuative.
3. Conservare o ricostruire da un punto di vista ambientale i margini di transizione,
riconosciuti come luoghi in cui si concentra un alto fattore di biodiversità, fra i diversi
elementi di paesaggio dell’Ambito, fra insediamenti urbani e il paesaggio rurale, fra i
sistemi agricoli e gli elementi d’acqua presenti. Particolare attenzione deve essere
riservata alle fasce peristagnali di Porto Pino, ai corpi idrici in generale, agli spazi di
transizione tra le colture irrigue e quelle asciutte.
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’obiettivo n. 3 è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla
scala locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR.
Gli indirizzi e gli orientamenti progettuali riguardanti aspetti ecosistemici, biodiversità e
rete ecologica sono sviluppati nell’ambito del Sistema della tutela e della valorizzazione
ambientale e nei Campi correlati che precisano indirizzi e prescrizioni e strategie
attuative. Il Sistema della Tutela e della valorizzazione ambientale riconosce la necessità
di costruire una rete ecologica provinciale attraverso la connessione fra più areali definiti
alla scala locale e sovralocale.
AMBITO DI PAESAGGIO ANFITEATRO DEL SULCIS
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
4. Qualificare la struttura insediativa storica dei centri legati alle emergenze morfologiche
dei rilievi vulcanici ad anfiteatro sul golfo di Palmas, rafforzando il sistema dei servizi e
dei poli di eccellenza culturale per la fruizione delle risorse paesaggistiche ambientali e
storiche dell’Ambito, adottando nel contempo misure di contenimento per la
qualificazione delle espansioni urbane, al fine di evitare forme di periferizzazione.
Ambito paesaggistico di riferimento:
5.2 -Piana agricola costiera di Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’obiettivo n. 4 è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla
scala locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR.
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio e il
Sistema dei servizi per l’istruzione superiore ed i relativi Campi, definiscono obiettivi e
indirizzi progettuali nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate
con gli obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR. In particolare il Sistema del patrimonio
storico culturale e del paesaggio definisce alcuni modelli di organizzazione territoriale atti
a potenziare ed a rendere più efficaci le azioni locali isolate; il Sistema dei servizi per
l’istruzione superiore, favorisce azioni coordinate per la qualificazione dei poli destinati ai
servizi.
5. Recuperare la trama storica degli insediamenti diffusi nella piana, conservando il
rapporto fra sistema dei medaus, dei furriadroxius, dei boddeus e territorio agricolo,
adottando misure di conservazione del paesaggio agrario nelle sue componenti più
rilevanti di coltivazione come il vigneto ed elaborando uno specifico quadro di recupero.
Ambito paesaggistico di riferimento:
5.2 -Piana agricola costiera di Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema degli insediamenti turistico ricettivi e Sistema del
patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i sistemi insediativi storici e le funzioni ad essi
attribuiti nel quadro di ipotesi di riconversione o di integrazione funzionale. Come requisiti
per l’attuazione si riconosce che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso
sistemico del sistema insediativo storico, anche finalizzato alla integrazione e
ampliamento dell’offerta di servizi e della ricettività richiede un approccio basato sulla
concertazione fra gli enti competenti.
Relativamente alle modalità attuative si richiedono adeguate misure di conoscenza,
programmazione e progettazione per la proposizione di modelli innovativi finalizzati al
recupero del sistema insediativo diffuso, testimonianza di processi di “appropriazione” del
territorio nelle diverse epoche storiche. Il progetto del recupero deve riflettere le
particolari relazioni territoriali stratificatesi nel tempo, coniugando le esigenze attuali
dell’abitare con il sistema di usi ricettivi, residenziali e produttivi che caratterizzano i
contesti locali. Inoltre, anche relativamente alla coerenza con le esigenze di gestione
della risorsa energetica gli interventi progettuali sul sistema insediativo storico devono
prevedere strategie e modelli, anche sperimentali, di risparmio o autosufficienza
energetica.
AMBITO DI PAESAGGIO ANFITEATRO DEL SULCIS
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
6. Attrarre e integrare nuove forme di turismo, attraverso l’individuazione di aree in cui
privilegiare attività complementari (agriturismo, Bed & Breakfast) alle attività rurali,
finalizzate al mantenimento della risorsa storico-culturale dei medaus e furriadroxius e
delle baracche carlofortine e del territorio interno dell’isola di Sant’Antioco all’interno di
un quadro normativo per il recupero ed il riuso.
Ambito paesaggistico di riferimento:
5.2 -Piana agricola costiera di Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il Sistema degli insediamenti turistico ricettivi e il relativo Campo del progetto, riguardante
nello specifico l’Ambito di paesaggio Anfiteatro del Sulcis, ha identificato obiettivi,
strategie e azioni strettamente correlate alla esigenza di “attrarre e integrare nuove forme
di turismo” anche attraverso la valorizzazione e il recupero del patrimonio insediativo dei
medaus e furriadroxius. Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio ha
invece definiti indirizzi volti a riconoscere, salvaguardare e recuperare il rapporto fra
l’insediamento dei medaus e paesaggio agrario.
Relativamente alle esigenze di recupero e riuso del patrimonio edilizio dei medaus e
furriadroxius, si rimanda a “I Manuali del recupero”, redatti a cura della RAS nell’ambito
degli allegati operativi al PPR, i cui contenuti rappresentano il principale riferimento per
un corretto recupero e valorizzazione dell’edilizia storico tradizionale attento ai caratteri
tipologico-costruttivi dell’edilizia tradizionale.
7. Diversificare l’organizzazione della rete dei tracciati viari, individuando e agevolando
varie forme di percorrenza (veicolare, pedonale, equestre, ecc.) per la fruizione dei beni
paesaggistici storici, culturali e ambientali presenti sul territorio.
Ambito paesaggistico di riferimento:
5.2 -Piana agricola costiera di Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’obiettivo n. 7 è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla
scala locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR
o nell’ambito di specifici programmi integrati e iniziative progettuali di valenza
intercomunale. Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, attraverso i
relativi Campi offre la possibilità di attivare progetti territoriali per l’identificazione e la
selezione di reti di percorrenza del territorio con elevata valenza storico-culturale e
paesaggistica.
8. Conservare e restaurare elementi del paesaggio agrario anche storico, attraverso il
mantenimento in efficienza delle reti di canalizzazioni preposte all’irrigazione,
indispensabili per il mantenimento delle coltivazioni e dei borghi rurali esistenti.
Ambito paesaggistico di riferimento:
5.2 -Piana agricola costiera di Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’obiettivo n. 8 e n. 9 nell’ambito del PUP/PTC è sviluppato nel Sistema
della tutela e della valorizzazione ambientale e nei relativi Campi correlati, che
sviluppano indirizzi e orientamenti progettuali riguardanti aspetti relativi alla biodiversità e
rete ecologica in termini di requisiti e strategie da attuare sia attraverso una specifica
contestualizzazione e interpretazione nell’ambito dei PUC in adeguamento al PPR sia
attraverso Accordi di pianificazione riguardanti specifici aspetti problematici. Gli aspetti
AMBITO DI PAESAGGIO ANFITEATRO DEL SULCIS
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
più propriamente paesaggistici del sistema agricolo sono invece sviluppati nell’ambito del
Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata e nel relativo
Campo.
9. Riqualificare e migliorare la dotazione delle alberature e delle siepi libere, costruendo un
sistema interconnesso e collegato sia con le formazioni boschive contigue, sia con i corsi
d’acqua.
Ambito paesaggistico di riferimento:
5.2 -Piana agricola costiera di Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
I riferimenti per il coordinamento e l’attuazione dell’indirizzo n.9 sono analoghi a quanto
previsto per l’indirizzo n.8
10. Riqualificare le direttrici di collegamento tra i centri abitati interni all’Ambito, conservando
le emergenze ambientali, le emergenze orografiche e i sistemi sabbiosi e costieri
(spiaggia, lagune di retro spiaggia, stagni), i corridoi vallivi di raccolta delle acque che
delineano l’insieme del paesaggio ad anfiteatro e garantiscono il funzionamento delle
relazioni ecologiche fra elementi e fra gli Ambiti interni del massiccio del Sulcis.
Ambito di riferimento:
5 - Anfiteatro del Sulcis
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’obiettivo n. 10 prevede lo sviluppo di diverse azioni integrate. La
riqualificazione delle direttrici di collegamento è rappresentata nel Sistema delle
infrastrutture per la mobilità che prevede criteri e strategie per affrontare in modo
coordinato gli interventi. Si specifica come requisito per l’attuazione che l’allestimento di
un sistema della viabilità finalizzato alla fruizione del territorio deve prevedere criteri
organizzativi dell’apparato infrastrutturale tali da orientare in senso paesaggistico i
contenuti progettuali degli interventi sulla viabilità.
Gli interventi volti alla conservazione delle emergenze ambientali, orografiche e dei
sistemi sabbiosi e costieri sono promossi attraverso il loro recepimento nell’ambito dei
PUC in adeguamento al PPR.
Gli indirizzi e gli orientamenti progettuali riguardanti i corridoi vallivi, per gli aspetti relativi
alle relazioni ecologiche, sono invece sviluppati nell’ambito del Sistema della tutela e
della valorizzazione ambientale e nei Campi correlati che precisano indirizzi e
prescrizioni e strategie attuative.
11. Riqualificare le aree comprese tra Punta di Cala Piombo, Porto Pino e la SS. 195 con
interventi di bonifica territoriale e ricostituzione degli originali caratteri vegetazionali e
paesaggistici.
Ambito di riferimento: Provincia di Cagliari
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Gli interventi volti alla conservazione delle emergenze ambientali, orografiche e dei
sistemi sabbiosi e costieri sono promossi attraverso il loro recepimento nell’ambito dei
PUC in adeguamento al PPR.
Gli indirizzi e gli orientamenti progettuali riguardanti i corridoi vallivi, per gli aspetti relativi
alle relazioni ecologiche, sono invece sviluppati nell’ambito del Sistema della tutela e
della valorizzazione ambientale e nei Campi correlati che precisano indirizzi e
prescrizioni e strategie attuative. Come requisiti per l’attuazione si riconosce che
AMBITO DI PAESAGGIO ANFITEATRO DEL SULCIS
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
l’allestimento di un processo di riqualificazione del sistema ambientale costiero,
caratterizzato dalla presenza di areali interessati dalla Rete Ecologica Provinciale e
riguardante componenti ambientali comprese fra più comuni, richiede un approccio
basato sulla concertazione fra gli enti competenti.
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito di paesaggio n. 6 - Carbonia e isole sulcitane
Struttura generale dell’Ambito di pesaggio
La struttura dell'Ambito di paesaggio è definita dal “mare interno” formato dal sistema
insulare del Sulcis, che comprende le Isole di Sant’Antioco e di San Pietro, e dalla fascia
costiera antistante che si estende a nord dell’istmo di Sant’Antioco fino alla tonnara di Porto
Paglia, oltre il promontorio di Capo Altano (Portoscuso); su questa fascia insiste il nucleo del
bacino carbonifero del Sulcis. Si tratta di un Ambito caratterizzato da un ricchissimo
insediamento antico e da una sequenza moderna di centri di fondazione.
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale
6.1 -Isola di San Pietro
L’Ambito identifica l’unità fisiografica costituita dall’Isola di San Pietro e da numerosi scogli e
isole minori, tra cui l’isola Piana.
L’Isola, che presenta un’estensione areale di circa 51 Km2 e uno sviluppo costiero di circa 47
Km, è separata dal litorale sardo da un canale largo circa 7 Km e profondo poche decine di
metri sotto l’attuale livello del mare.
I caratteri geologico-morfologici del territorio derivano dall’impostazione vulcanica del rilievo,
costituito prevalentemente da litotipi ignimbritici e subordinatamente lavici, di composizione
riolitica, quarzolatitica e comenditica, che solo presso i settori centro-orientali e meridionali
risulta rimodellato e talora mascherato da coltri detritiche derivanti dai processi superficiali.
I settori interni dell’isola presentano un carattere generalmente collinare, raggiungendo quote
non elevate, che culminano con la sommità di Guardia dei Mori, posta a circa 211 metri sul
livello medio del mare.
L’assetto morfologico della fascia costiera deriva dalle complesse interazioni tra i processi
marino-litorali e i caratteri geologici, che determinano per le coste esposte a nord-ovest e
sud-ovest un carattere marcatamente alto e roccioso, mentre lungo il margine litoraneo
orientale prevalgono i caratteri di costa bassa e lo sviluppo di apparati costieri riconducibili
all’accumulo ed evoluzione sedimentaria di prodotti detritici e di spiaggia.
I caratteri di costa rocciosa nel settore occidentale sono interrotti in corrispondenza dello
sbocco del canale Bolau, dove si inserisce la spiaggia di Cala dello Spalmatore, che occupa
una profonda insenatura costiera; nel settore centro-orientale invece l’andamento della
costa rocciosa è interrotto dalla piana costiera su cui si inseriscono le Saline di Carloforte,
un tempo destinate alla attività produttiva saliniera e che attualmente rappresentano una
zona umida di rilevante importanza non solo quale importante habitat avifaunistico ed
ecologico-naturalistico, ma anche come sede di rilevanti attività produttive legate alla
gambero-coltura. Nel settore meridionale, compreso tra P.ta Girin e P.ta delle Colonne si
localizzano le piccole zone umide stagnali dello Stagno di Vivagna, in buona parte colmata, e
il settore della Bonifica dei Pescetti, che occupa lo spazio in passato sede di un area umida
di considerevole estensione, i cui originali caratteri geomorfologici ed ecologico-naturalistici
sono stati sostanzialmente compromessi a causa di interventi di colmata e di bonifica
effettuati nel tentativo di ricavare terreni da adibire ad utilizzo agricolo.
All’interno dell’Ambito è presente solo il sistema insediativo storico del Comune di Carloforte,
sviluppatosi nel tratto di costa orientale dell’isola che si affaccia sul Canale di San Pietro.
nel resto dell’isola sono presenti forme di edificato diffuso, che interessa vaste aree costiere
e interne dell’isola quali ad esempio le barracche carlofortine, che sono una proiezione rurale
nel territorio delle comunità urbane esistenti, attualmente oggetto di riconversione per
l’offerta di servizi turistico-ricettivi, oltre alle importanti testimonianze di insediamenti e
infrastrutture connesse alla pratica tradizionale della pesca, che costituiscono un importante
patrimonio storico-architettonico delle tonnare dismesse.
6.2 -Settore costiero di Capo Altano - Nuraxi Figus
L’Ambito individua il settore compreso tra il tratto di costa alta rocciosa che si delinea tra la
Tonnara di Porto Paglia e il promontorio di Punta Niedda, e il territorio interno delimitato dagli
elementi geologici e morfologici che definiscono la “Fossa di Cortoghiana”, comprendendo gli
espandimenti vulcanici dei di Nuraxi Figus-Seruci, che verso il settore occidentale terminano
con gli espandimenti vulcanici tabulari smembrati in placche diversamente ribassate.
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Porto Paglia segna il limite meridionale della spiaggia di Funtanamare tramite una falesia
impostata su depositi eolici cementati che si estende fino alla sbocco del Rio Sa Canna, ove
si localizza una piccola spiaggia, raggiungendo l’altezza di circa 25 m sul livello del mare.
Un’imponente falesia rocciosa delinea il tratto compreso tra Bucca de Flumini e Punta
Niedda la cui altezza raggiunge i 50 m sul livello del mare mentre il settore di Guroneddu,
interposto tra i due precedenti, è rappresentato da versanti acclivi, mascherati dalle estese
coperture di sabbie eoliche quaternarie, che degradano rapidamente verso mare. Il settore
costiero roccioso si chiude con l’estremità rocciosa di Punta Niedda che chiude a nord la
piccola baia di Porto Paleddu.
Il settore retrolitorale di Capo Altano individua un’area di transizione, in riferimento ai
processi di trasfomazione attuati dalle limitrofe attività produttive, tra la zona industriale e la
costa rocciosa dove prevalgono i processi di evoluzione guidati dalle dinamiche litorali.
Comprende un ambito racchiuso tra i rilievi ignimbritici di Monte Dolorosu e Concali de su
Graboni, delimitando una superficie leggermente concavo-depressa occupata dalle
coperture sabbiose di origine eolica, deposte talvolta secondo morfologie dunari poco
evolute, che si interdigitano ai depositi provenienti dalla alterazione dei rilievi vulcanici
circostanti. La depressione ha origine tettonica e trova la sua continuità strutturale verso sud,
nella piana costiera di Portoscuso e della zona industriale.
Una peculiarità di questo Ambito risiede nella diffusa attività estrattiva dei giacimenti di
carbone che ha conosciuto la sua massima produzione in fasi distinte: negli anni compresi
tra il 1938 e il 1940 e tra la fine degli ’40 e la metà degli anni ’50. Le coltivazioni hanno
interessato i livelli di carbone compresi all’interno del cosidetto “Produttivo” portando
all’estrazione di ingenti volumi di materiale e alla crezione di vuoti nel sottosuolo a profondità
progressive e variabili da poche decine metri fino 200-300 m dalla superficie. Tale attività
produttiva nel tempo ha dato luogo a fenomeni, sia diffusi che localizzati, di subsidenze delle
superfici topografiche coinvolgendo talvolta manufatti e infrastrutture.
6.3 -Area insediativa e industriale di Portoscuso-Portovesme
L’Ambito identifica il settore costiero occupato dall’area urbana di Portoscuso e dal polo
industriale di Portovesme (CNISI), con gli annessi insediamenti produttivi, gli impianti di
trattamento delle materie prime e di smaltimento dei materiali di risulta, l’area portuale.
Si tratta di una piana costiera bonificata da ampie zone paludose e stagnali (palude di Sa
Foxi, stagno di Su Stangioni e di Su Mari Segau), alcune delle quali connesse idraulicamente
tra loro e con l’attuale laguna di Boi Cerbus. Il settore costiero ha subito negli ultimi 50 anni
importanti trasformazioni per la realizzazione delle opere collegate direttamente alle attività
industriali. Le opere di bonifica e di regimazione idraulica realizzate nell’area hanno alterato
l’assetto geomorfolgico della laguna e la sua tendenza evolutiva, tra cui la più significativa
riguarda certamente la deviazione del Rio Paringianu e della sua foce.
Le principali alterazioni delle dinamiche geomorfologiche derivanti dagli interventi realizzati
nell’area industriale riguardano la linea di riva, che ha subito notevoli variazioni a seguito
della realizzazione del porto e delle opere di difesa dall’erosione marina, realizzate a
protezione del bacino di discarica dei fanghi rossi provenienti dalla lavorazione della bauxite.
Anche la canalizzazione degli alvei naturali con rivestimenti in calcestruzzo contribuisce in
modo sostanziale alla diminuzione della ricarica degli acquiferi costieri, alle variazioni di
portata solida e liquida degli immissari nella laguna, con effetti negativi sulle sue
caratteristiche chimico-fisiche e sulla tendenza evolutiva.
All’interno dell’Ambito è presente nella parte settentrionale il sistema insediativo del Comune
di Portoscuso localizzato nel tratto di costa compreso tra Portopaglietto e Portovesme,
mentre nella parte meridionale è localizzato l’ampio polo industriale di Portovesme (CNISI), e
gli impianti di trattamento delle materie prime e di smaltimento dei materiali di risulta.
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
6.4 -Piana di Carbonia
L’Ambito individua il settore che dai sistemi orografici di versante sulle vulcaniti tra Bacu Abis
a nord e Carbonia a est si estendono verso la costa individuando i settori di piana detritica
alluvionale fino ai limiti dell’area industriale di Portovesme, comprendendo il tratto costiero
che si sviluppa tra lo sbocco a mare del Canale di Paringianu, che costituisce la parte
terminale del Rio Flumentepido ed è tributario della laguna di Boi Cerbus, e il sistema
sabbioso compreso tra P.ta S’arena e Punta Trettu.
Nel settore interno si individua una superficie sub pianeggiante costituita dai tufi piroclastici
di Paringianu e la piana tettonico alluvionale di terra Niedda, caratterizzata dalla presenza
falde sotterrane, probabilmente freatiche, degli acquiferi alluvionali, la cui complessa
idrodinamica e potenzialità andrebbero opportunamente valutate, tenendo conto della loro
vulnerabilità anche per le interazioni che esistono con i sistemi lagunari e stagnali della
fascia costiera. I materiali detritici che colmano la depressione sono rappresentati
prevalentemente da depositi alluvionali pleistocenici e coperture eluvio-colluviali, sui cui i
processi di pedogenesi hanno permesso la formazione di profondi suoli sabbioso-argillosi. Il
territorio è attraversato da un modesto corso d’acqua, il Rio de Terra Niedda, che prima di
confluire nel Canale di Paringianu prende il nome di Rio Murtas, la cui alterazione
ostacolerebbe i deflussi necessari al tributario principale della laguna di Boi Cerbus.
L’Ambito si chiude con la stretta fascia sabbiosa che termina a sud con la freccia litoranea di
Punta Trettu. La dinamica della corrente di deriva litorale, il cui flusso di energia in questo
settore e diretto da nord a sud, è la principale responsabile delle distribuzione dei detriti
sabbiosi longitudinalmente alla costa, la cui minima alterazione ha una immediata
ripercussione sul bilancio sedimentario di questo ambito. Punta Trettu segna un
allungamento sabbioso di cui la parte terminale, non essendo stabilizzata dalla vegetazione,
risulta maggiormente mobile in funzione delle condizioni meteomarine, tendendo a confinare,
con la restante costa sulcitana e di Sant’Antioco, un settore di mare in evoluzione verso
condizioni tipiche dei sistemi lagunari.
È ricompreso nell’Ambito anche il sistema insediativo del Comune di Carbonia e i processi
insediativi che storicamente hanno caratterizzato l’ambito territoriale del Sulcis-Iglesiente,
principalmente riconducibili alle attività minerarie di estrazione dei giacimenti e delle
mineralizzazioni piombo-zinco-argentifere e baritiche, facenti parte della fascia marginale del
bacino lignitifero di Carbonia, che nella parte più settentrionale interessa anche il sistema
insediativo del Comune di Cortoghiana per estendersi fino all'insediamento minerario di
fondazione di Bacu Abis.
6.5 -Sistema umido marino costiero di Boi Cerbus e S. Antioco
L’Ambito identifica il sistema umido marino costiero compreso tra la freccia litoranea
sabbiosa di Punta s’Aliga e Porto Ponte Romano, striscia di terra emersa che mantiene
separati lo stagno di Santa Caterina dal bacino marino-lagunare; l’Ambito comprende la
laguna di Boi Cerbus e l’insenatura marino-lagunare di Sant’Antioco.
La laguna di Boi Cerbus rappresenta l’evoluzione morfogenetica di una insenatura di mare
racchiusa dalla freccia litoranea di Punta s’Aliga, cui compete la sua conservazione
caratterizzata dai corpi sabbiosi deposti in forme dunari. Il degrado della vegetazione e
l’alterazione dell’energia del moto ondoso e delle correnti, conducono alla regressione della
lingua sabbiosa, con conseguenze sfavorevoli per la sopravvivenza delle laguna stessa.
Il ricambio idrico della laguna risulta di particolare importanza per contrastare l’inquinamento
presente nella laguna, che deriva soprattutto dalle percolazioni dal bacino dei fanghi rossi,
da scarichi industriali e da fanghi contaminati stoccati nell’area industriale.
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
L’insenatura marino-lagunare di Sant’Antioco racchiude un bacino marino di circa 18 km2
circoscritto dalla costa nord-orientale dell’isola di Sant’Antioco e da quella sulcitana tra Punta
Trettu e Santa Caterina. II bacino in esame evidenzia delle spiccate tendenze morfoevolutive
verso un sistema lagunare, processo che è stato accentuato dalla realizzazione dell’istmo di
Sant’Antioco, che ha determinato una sostanziale riduzione della sezione della bocca di
comunicazione con il Golfo di Palmas. Il mantenimento e la sopravvivenza di questo bacino
viene sostenuta dalla capacità di ricambio idrico con il mare aperto grazie ai flussi di marea e
le correnti litorali che, se venissero in qualche modo contrastate, ad esempio tramite
l’occlusione delle bocche di comunicazione o con la modificazione anche minima dei canali
di drenaggio, porterebbero il bacino marino-lagunare verso condizioni ipertrofiche e di rapido
interrimento.
6.6 -Piane costiere di Calasetta e S. Antioco
L’Ambito individua un arco costiero in cui sono compresi i due sistemi insediativi di
Sant’Antioco e di Calasetta: il primo caratterizzato da piane agricole costiere mentre il
secondo da superfici subpianeggianti interposte tra i rilievi riolitici e ignimbritici dell’entroterra
e la linea di costa del promontorio
Percorrendo tutto l’arco costiero dalla parte occidente verso quella orientale si incontra
inizialmente il promontorio di Calasetta che si spinge fino all’omonimo sistema insediativo
lungo la costa, caratterizzato da superfici discontinue, interrotte dagli affioramenti ignimbritici
che tuttavia tendono a estinguersi verso la linea di costa e che lasciano spazio ai sistemi di
spiaggia di Punta Maggiore-Sottotorre (Spiaggia Grande), di Sa Salina.
Il settore costiero marino-sommerso compreso tra Punta Dritta e Punta di Manca,
strettamente in relazione con il sistema umido dello stagno Cirdu segnano il passaggio alla
parte orientale dell’Ambito, che è inoltre evidenziato anche dal cambio di destinazione d’uso
dei suoli a carattere prettamente agricolo con colture a tutto campo e vigneti che si spingono
fino al sistema insediativo di Sant’Antioco.
La parte antistante il sistema insediativo di Sant’Antioco comprende il sistema marino
circoscritto dalla costa nord-orientale dell’isola di Sant’Antioco e da quella sulcitana tra Punta
Trettu e Santa Caterina.
L’Ambito abbraccia inoltre lo Stagno di Punta de S’Aliga (laguna di Is Pruinis); una laguna
naturale che occupa una superficie di circa 70 ha con una profondità media di circa 40 cm, le
cui composizione salmastra delle acque è favorita dall’assenza di deflussi continentali
tramite immissari diretti e dall’ingressione periodica delle acque marine tramite bocche di
comunicazione.
6.7 -Sistema orografico costiero di S.Antioco
L’Ambito identifica il vasto settore dell’Isola di Sant’Antioco che dal lungo tratto costiero
compreso tra la costa alta rocciosa di Maladroxia a est al Punta Maggiore nel settore
occidentale si sviluppa verso l’interno individuando i sistemi orografici i cui caratteri
geologico-morfologici derivano principalmente dall’impostazione vulcanica del rilievo, con le
cupole andesitico-basaltiche a sud, i rilievi piroclastico andesitici nel settore centrale e le
cupole riolitiche a nord. Solo nel settore di Maladroxia il substrato non è costituito dai litotipi
vulcanici in quanto si individuano gli affioramenti residuali di coperture calcaree e dolomitiche
Mesozoiche che un tempo si estendevano in maniera più continua nella parte sudoccidentale della Sardegna. Tali coperture carbonatiche sono state oggetto di interesse
estrattivo, per la produzione di materiali di cava e di prodotti derivati dal calcare e dalla
dolomia, inducendo estese trasformazioni nella morfologia del rilievo e condizionando il
territorio circostante con gli effetti derivanti dall’attività estrattiva. La depressione interna ai
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
rilievi carbonatici mesozoici costituisce parte del bacino di raccolta delle acque meteoriche
che confluiscono nel Rio Maladroxia.
L’assetto morfologico della fascia costiera deriva dalle complesse interazioni tra i processi
marino-litorali e i caratteri geologici, che hanno determinato la formazione di lunghi tratti di
costa alta a falesia, interrotta da strette insenature sabbiose prevalentemente nel settore
occidentale e meridionale
Si individuano tre tratti distinti, il settore di costa alta rocciosa di Maladroxia, impostata sui
litotipi carbonatici, quello meridionale di costa bassa tra capo Sperne e Punta Cannai e il
lungo tratto di costa alta rocciosa tra Punta maggiore e capo Sperone.
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Orientamenti normativi per il coordinamento e l’attuazione degli indirizzi
Coordinamento e attuazione degli indirizzi del PPR
Il progetto d’Ambito assume come elemento generatore del paesaggio il “mare interno”
identificato dal sistema insulare del Sulcis e dalla fascia costiera, in riferimento al quale è
strutturata la stratificazione dell’insediamento, dai presidi antichi alla sequenza dei centri di
fondazione moderna.
L'orientamento progettuale è volto ad evidenziare il valore storico della sequenza dei
paesaggi delle città di fondazione, in una visione unitaria di itinerario della cultura urbana
regionale, capace di integrarsi con la matrice geografica.
1. Riqualificare il sistema insediativo delle città costiere di Carloforte, Calasetta,
Sant’Antioco e Portoscuso, conservando il carattere compatto dell’insediamento sullo
sfondo del paesaggio, al fine di non alterare i tradizionali equilibri fra i modelli insediativi
locali (concentrato nei centri urbani e diffuso nel territorio) anche al fine della
valorizzazione del potenziale di ricettività residenziale e turistica.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6.1 -Isola di San Pietro
6.3 -Area insediativa e industriale di Portoscuso-Portovesme
6.6 -Piane costiere di Calasetta e S. Antioco
6.7 -Sistema orografico costiero di S.Antioco
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema degli insediamenti turistico ricettivi e Sistema del
patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i sistemi insediativi storici e le funzioni ad essi
attribuiti nel quadro di ipotesi di riconversione o di integrazione funzionale. Come requisiti
per l’attuazione si riconosce che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso
sistemico del sistema insediativo storico, anche finalizzato alla integrazione e
ampliamento dell’offerta di servizi e della ricettività richiede un approccio basato sulla
concertazione fra gli enti competenti.
Relativamente alle modalità attuative si richiedono adeguate misure di conoscenza,
programmazione e progettazione per la proposizione di modelli innovativi finalizzati al
recupero del sistema insediativo diffuso, testimonianza di processi di “appropriazione” del
territorio nelle diverse epoche storiche. Il progetto del recupero deve riflettere le
particolari relazioni territoriali stratificatesi nel tempo, coniugando le esigenze attuali
dell’abitare con il sistema di usi ricettivi, residenziali e produttivi che caratterizzano i
contesti locali. Inoltre, anche relativamente alla coerenza con le esigenze di gestione
della risorsa energetica gli interventi progettuali sul sistema insediativo storico devono
prevedere strategie e modelli, anche sperimentali, di risparmio o autosufficienza
energetica.
2. Riqualificare le infrastrutture e i servizi portuali di Carloforte, Calasetta, Sant’Antioco e
Portoscuso, che presidiano il mare interno, in una prospettiva di rafforzamento della rete
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
di comunicazione fra gli scali marittimi e il territorio interno di riferimento, anche
attraverso la riqualificazione delle infrastrutture legate alla mobilità.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6.1 -Isola di San Pietro
6.3 -Area insediativa e industriale di Portoscuso-Portovesme
6.6 -Piane costiere di Calasetta e S. Antioco
6.7 -Sistema orografico costiero di S.Antioco
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’indirizzo è precisata nel Sistema delle infrastrutture per la mobilità, che
data la specificità del territorio individua uno specifico Campo della portualità.
3. Conservare e riqualificare il sistema di manufatti di archeologia industriale delle tonnare,
costitutivo per l’identità economica, sociale e culturale dell’ambito insulare del Sulcis.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6 - Carbonia e isole sulcitane
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, i
sistemi afferenti ai servizi ed i relativi Campi, definiscono obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR. In particolare il Sistema del patrimonio storico culturale e
del paesaggio definisce alcuni modelli di organizzazione territoriale atti a potenziare ed a
rendere più efficaci le azioni locali isolate.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i luoghi aventi valenza strategica ai fini della
valorizzazione dei paesaggi e delle relazioni. Come requisiti per la attuazione, si specifica
che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso sistemico dei centri urbani
finalizzato alla integrazione e ampliamento dell’offerta di servizi richiede un approccio
basato sulla concertazione fra gli enti competenti.
4. Riqualificare il paesaggio costiero del mare interno tra l'arcipelago e la terraferma,
riequlibrando il rapporto tra attività industriali, attività della pesca tradizionale e fruizione
turistica, in una prospettiva di conservazione e gestione integrata dell'Ambito, anche in
riferimento all'”Area marina di reperimento dell'isola di San Pietro”.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6 - Carbonia e isole sulcitane
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’indirizzo è promosso e coordinato nell’ambito del Sistema della tutela e
della valorizzazione ambientale e nel Sistema degli insediamenti turistico ricettivi che
sviluppano obiettivi, indirizzi e strategie attuative. I Sistemi ed i relativi Campi definiscono
criteri e modalità per la interpretazione e attuazione dell’indirizzo alla scala locale nella
prospettiva di definire azioni territoriali coordinate alla scala sovralocale.
L’attuazione dell’indirizzo è in parte delegata alla specificazione e contestualizzazione
alla scala locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del
PPR; le componenti geoambientali del PUP/PTC possono costituire un riferimento per la
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
22
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
valutazione delle compatibilità ambientali di progetti che implicano trasformazioni
territoriali.
5. Riqualificare la città di Carbonia e il sistema dei nuclei minerari di fondazione di Bacu
Abis e Cortoghiana, la cui identità architettonica, espressione del razionalismo
autarchico, costituisce un elemento paradigmatico dei paesaggi regionali dell’innovazione
urbana.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6.4 -Piana di Carbonia
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, i
sistemi afferenti ai servizi ed i relativi Campi, definiscono obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR. In particolare il Sistema del patrimonio storico culturale e
del paesaggio definisce alcuni modelli di organizzazione territoriale atti a potenziare ed a
rendere più efficaci le azioni locali isolate.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i luoghi aventi valenza strategica ai fini della
valorizzazione dei paesaggi e delle relazioni. Come requisiti per la attuazione, si specifica
che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso sistemico dei centri urbani
finalizzato alla integrazione e ampliamento dell’offerta di servizi richiede un approccio
basato sulla concertazione fra gli enti competenti.
6. Riqualificare il sistema delle infrastrutture minerarie del carbone e dei depositi di sterili
che modellano il paesaggio della terraferma connesso al sistema dei nuclei di
fondazione, che rappresentano un patrimonio rilevante dell’archeologia industriale
dell’isola, prevedendo azioni di gestione e monitoraggio dei processi di subsidenza e
d'instabilità dei terreni dovute alle attività minerarie dismesse.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6.4 -Piana di Carbonia
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale ed il
Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi
progettuali nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli
obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR.
Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio ed il relativo Campo della
Valorizzazione del patrimonio minerario definisce un quadro organizzativo delle
conoscenze sulla distribuzione dei beni sul territorio finalizzato all’attivazione di politiche
di promozione, valorizzazione e fruizione integrata dei beni stessi, in quanto riconosciuti
di interesse sovralocale. Entrambi i dispositivi costituiscono un quadro di coerenze al
quale riferire gli interventi entro una logica sistemica.
Attraverso il processo di adeguamento al PPR i Piani Urbanistici Comunali individuano
sul territorio areali o beni dotati di una riconoscibilità non solo alla scala locale ma
soprattutto entro un dispositivo di coordinamento, che integra un insieme di situazioni
isolate in quadri organici di relazioni. Ai fini di una maggiore efficacia degli interventi
l’attuazione dell’indirizzo deve essere coerente con il modello di coordinamento
territoriale rappresentato dai sistemi citati.
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
23
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Il PUP adotta il dispositivo degli Accordi Territoriali/strategici che accompagna il percorso
attuativo di progetti incentrati sulla tutela e valorizzazione di sistemi di risorse con
valenza sistemica attraverso percorsi progettuali cooperativi.
7. Conservare la riconoscibilità della struttura del paesaggio insediativo preindustriale, che
si appoggia alle emergenze morfologiche e archeologiche, quali il sito di Monte Sirai,
fondamentale presidio paesaggistico dell’antichità, e il sito di Sulci (Sant'Antioco).
Ambito paesaggistico di riferimento:
6 - Carbonia e isole sulcitane
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’indirizzo è riferibile alle stesse indicazioni previste per l’indirizzo n.6.
8. Conservare il paesaggio agrario insulare, costituito da forme di residenza diffusa
storicamente consolidata, per la quale l’eventuale riconversione verso l’ospitalità turistica
deve essere attentamente progettata, coerentemente con i caratteri insediativi e
paesaggistici tradizionali, adottando contestualmente misure di conservazione del
paesaggio agrario nelle sue componenti più rilevanti (semplicità dei volumi,
predominanza del colore bianco calce, recinzioni tradizionali, incannucciati o siepi,
coperture vegetali, ecc.).
Ambito paesaggistico di riferimento:
6.1 -Isola di San Pietro
6.6 -Piane costiere di Calasetta e S. Antioco
6.7 -Sistema orografico costiero di S.Antioco
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP propone il Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata
che stabilisce alcuni criteri organizzativi del comparto agricolo, anche in relazione alla
possibilità di esplicare finalità di valorizzazione paesaggistica.
I Piani Urbanistici Comunali, anche in funzione delle indicazioni del PPR, riconoscono nel
proprio strumento urbanistico una differenziazione delle zone agricole, precisando, anche
in relazione ai processi agricoli in atto eventuali potenzialità o criticità territoriali, anche ai
fini della promozione di politiche di valorizzazione di peculiarità paesaggistiche. In
riferimento ai caratteri territoriali d’ambito, l’attuazione dell’indirizzo richiede un approccio
in cui sia alla scala locale che alla scala sovralocale si individuino le aree di pregio
dell’agricoltura ma anche le aree che possono essere strategiche per settori particolari
quali l’agricoltura/allevamento biologici, la formazione di isole di naturalità, aree per la
coltivazione intensiva, aree di interesse paesaggistico e rappresentative di valori
identitari.
9. Recuperare la trama degli insediamenti diffusi tradizionali dei medaus e furriadroxius,
conservando il rapporto dell’edificato con il territorio agricolo e adottando misure di
conservazione del paesaggio agrario, integrando servizi di ospitalità e ricettività diffusa in
modo compatibile.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6.4 -Piana di Carbonia
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema degli insediamenti turistico ricettivi e Sistema del
patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi progettuali
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i sistemi insediativi storici e le funzioni ad essi
attribuiti nel quadro di ipotesi di riconversione o di integrazione funzionale. Come requisiti
per l’attuazione si riconosce che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso
sistemico del sistema insediativo storico, anche finalizzato alla integrazione e
ampliamento dell’offerta di servizi e della ricettività richiede un approccio basato sulla
concertazione fra gli enti competenti.
Relativamente alle modalità attuative si richiedono adeguate misure di conoscenza,
programmazione e progettazione per la proposizione di modelli innovativi finalizzati al
recupero del sistema insediativo diffuso, testimonianza di processi di “appropriazione” del
territorio nelle diverse epoche storiche. Il progetto del recupero deve riflettere le
particolari relazioni territoriali stratificatesi nel tempo, coniugando le esigenze attuali
dell’abitare con il sistema di usi ricettivi, residenziali e produttivi che caratterizzano i
contesti locali. Inoltre, anche relativamente alla coerenza con le esigenze di gestione
della risorsa energetica gli interventi progettuali sul sistema insediativo storico devono
prevedere strategie e modelli, anche sperimentali, di risparmio o autosufficienza
energetica.
10. Riequilibrare progressivamente il rapporto tra la presenza industriale del polo di
Portovesme, l'insediamento urbano, la fruizione turistica, le attività agricole e la pesca
marina e lagunare dell'Ambito, riducendo i problemi di interferenza delle attività industriali
con il sistema ambientale.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6.3 -Area insediativa e industriale di Portoscuso-Portovesme
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’indirizzo è riferita alla promozione da parte della Provincia della
realizzazione degli interventi di bonifica dell’area, coerentemente con le previsioni del
Piano di Bonifica delle aree minerarie dismesse del Sulcis Iglesiente Guspinese.
11. Riqualificare le aree del degrado industriale, selezionando ambiti prioritari di intervento,
su cui attivare un progressivo processo di disinquinamento e di rigenerazione
ambientale, che necessita di un coordinamento unitario per i comuni interessati in
relazione ai problemi di alto rischio ambientale, per i programmi di disinquinamento e di
monitoraggio ambientale.
Ambito paesaggistico di riferimento:
6 - Carbonia e isole sulcitane
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Per quanto attiene all’attuazione dell’indirizzo si fa riferimento a quanto espresso in
relazione all’indirizzo 10.
12. Recuperare le tipologie architettoniche della tradizione locale e tabarchina, con
riferimento all’integrazione dei percorsi pedonali con la rete stradale, alla pluralità degli
accessi alle abitazioni, ai tipi di copertura, ai rapporti tra pieni e vuoti nelle aperture,
anche in relazione ai contenuti dell’architettura bioclimatica.
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito paesaggistico di riferimento:
6.1 -Isola di San Pietro
6.6 -Piane costiere di Calasetta e S. Antioco
6.7 -Sistema orografico costiero di S.Antioco
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema degli insediamenti turistico ricettivi e Sistema del
patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i sistemi insediativi storici e le funzioni ad essi
attribuiti nel quadro di ipotesi di riconversione o di integrazione funzionale. Come requisiti
per l’attuazione si riconosce che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso
sistemico del sistema insediativo storico, anche finalizzato alla integrazione e
ampliamento dell’offerta di servizi e della ricettività richiede un approccio basato sulla
concertazione fra gli enti competenti.
Relativamente alle modalità attuative si richiedono adeguate misure di conoscenza,
programmazione e progettazione per la proposizione di modelli innovativi finalizzati al
recupero del sistema insediativo diffuso, testimonianza di processi di “appropriazione” del
territorio nelle diverse epoche storiche. Il progetto del recupero deve riflettere le
particolari relazioni territoriali stratificatesi nel tempo, coniugando le esigenze attuali
dell’abitare con il sistema di usi ricettivi, residenziali e produttivi che caratterizzano i
contesti locali. Inoltre, anche relativamente alla coerenza con le esigenze di gestione
della risorsa energetica gli interventi progettuali sul sistema insediativo storico devono
prevedere strategie e modelli, anche sperimentali, di risparmio o autosufficienza
energetica.
AMBITO DI PAESAGGIO CARBONIA E ISOLE SULCITANE
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito di paesaggio n. 7 - Anello metallifero
Struttura generale dell’Ambito di pesaggio
La struttura dell'Ambito di paesaggio è definita dal vasto sistema orografico che dal settore
costiero occidentale di Buggerru, Nebida, Masua e della spiaggia di Fontanamare, si estende
al fluminese, ai rilievi di Gonnesa ed alla sinclinale di Iglesias, fino a comprendere il sistema
orografico meridionale della dorsale del Linas-Marganai.
Questo vasto sistema territoriale è legato alle attività estrattive minerarie, ormai
completamente cessate, che hanno interessato con continuità l’intero Ambito territoriale,
dall’epoca protostorica sino ai giorni nostri, segnando in modo indelebile l’Ambito
paesaggistico dell’anello metallifero e la struttura del sistema insediativo.
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
27
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale
7.1 -Sistema costiero di Fluminimaggiore e Buggerru
L’Ambito individua il settore compreso tra l’importante sistema costiero compreso tra il
promontorio granitico di Capo Pecora e la profonda insenatura di cala Domestica a sud
caratterizzato dagli importanti sistemi di spiaggia sommersa ed emersa di Bugerru e di
Portixeddu e dalla fascia costiera rocciosa di S.Nicolò, protetta a Nord dai versanti scistosi di
Dominicheddu e dalla Dorsale di Punta Perdamois, fino al settore pedemontano di
Fluminimaggiore verso la parte più orientale dell’ambito, che sottende il vasto sistema del
bacino idrografico del Fluminese
L’ambito si colloca all’interno di un vasto sistema territoriale legato principalmente alla attività
estrattiva e mineraria, ormai completamente cessata. Tale attività ha connotato la storia
insediativa dell’intero territorio, inducendo processi insediativi, di infrastrutturazione territoriale e
modificazioni morfologiche anche rilevanti, attraverso la realizzazione di scavi, pozzi, voragini,
depositi di sterili, manufatti edilizi, infrastrutture, determinando problematiche e criticità
ambientali connesse alla stabilità dei depositi di sterili di scarto, spesso ricchi di metalli pesanti,
soggetti a fenomeni di movimento in massa e di dilavamento superficiale da parte delle acque
meteoriche, che comporta inoltre abbondante polverosità, in particolare presso il centro abitato
di Buggerru e la fascia costiera.
I principali processi ambientali che interessano l’ambito sono sostanzialmente riconducibili alle
dinamiche marino-litorali che caratterizzano l’evoluzione del sistema costiero e ai processi legati
al sistema delle acque superficiali incanalate che trovano la principale espressione nel reticolo
idrografico afferente al Rio Mannu.
7.2 -Massiccio del Fluminese -Iglesiente
L’Ambito individua un vasto settore impostato su un basamento litologicamente assai
eterogeneo, prevalentemente costituito da formazioni scistose appartenenti al complesso
sedimentario cambro-ordoviciano, autoctono, dell’Iglesiente nonché dalle formazioni metaarenacee e subordinatamente meta-pelitiche, dell’“Unità dell’Arburese”, costituente una falda
di ricoprimento tettonicamente sovrascorsa sulla sequenza stratigrafica autoctona, durante le
fasi plicative e dislocative dell’Orogenesi Ercinica.
La dorsale che rappresenta lo spartiacque tra il bacino del Rio Mannu di Fluminimaggiore da
quello del Cixerri individua i due principali settori orografici appartenenti all’ambito, quello
settentrionale idrograficamente afferente al sistema di Buggerru-Portixeddu e quello
meridionale idiograficamente afferente principalmente alla Piana del Cixerri.
I principali lineamenti morfo-strutturali sono riconducibili alle deformazioni tettoniche delle
fasi erciniche, impresse sul substrato geologico, che hanno localizzato i litotipi scistosi della
Formazione di Nebida al nucleo di una anticlinale complessa, alle quali corrisponde in
affioramento la vasta culminazione orografica nel settore di M.te S.Pietro, morfologicamente
strutturata secondo una tipologia a domo. In tale contesto l’affioramento dell’unità
carbonatica, rappresentata prevalentemente dalle dolomie e dai calcari della Formazione di
Gonnesa è parte integrante dell’impalcatura strutturale, costituendo i fianchi della piega
anticlinale.
L’Ambito si colloca all’interno di un vasto sistema territoriale legato principalmente alla attività
estrattiva e mineraria (miniere di Gutturu Pala e Arenas, Baueddu e Malacalzetta, Genna
Movexi e Perda S’Oliu, Su Zurfuru e Gutturu Pala, S’Acqua Bona), ormai completamente
cessata. Tale attività ha connotato la storia insediativa dell’intero territorio in esame,
inducendo processi insediativi, di infrastrutturazione territoriale e modificazioni morfologiche
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
anche rilevanti, attraverso la realizzazione di scavi, pozzi, voragini, depositi di sterili,
manufatti edilizi, infrastrutture.
La parte più meridionale dell’ambito lambisce il sistema insediativo del Comune di Iglesias.
(Ambito 7.4), comprendendo parzialmente il cosiddetto “anello metallifero” costituito da
fianchi vallivi impostati sulle formazioni carbonatiche cambriane che costituiscono anche gli
alti morfologici di questo bacino.
Una connotazione morfologica di questo tipo, caratterizzata soprattutto da rilievo montuosi è
uno dei motivi della scarsa diffusione che hanno avuto nell’area in esame le attività
produttive agro–pastorali. In questo settore l’allevamento zootecnico rappresenta la
principale attività, che ha spesso indotto processi di degrado ed erosione dei suoli per la
necessità di trovare aree da utilizzare a pascolo, infatti le attività produttive agricole sono
localizzate prevalentemente in relazione alle alluvioni recenti del tratto terminale del corso
del Riu Mannu. In questo contesto si registrano processi insediativi di diffusione dell’edificato
sparso in relazione alle risorse agricole, e processi insediativi di densificazione che possono
dar luogo alla formazione di annucleamenti.
7.3 -Sistema orografico di Oridda
Il vasto altopiano di Oridda, impostato su un basamento litologicamente eterogeneo
prevalentemente costituito da formazioni scistose e subordinatamente al complesso
granitoide della Sardegna sud-occidentale, si colloca tra il sistema orografico del Marganai,
il Monte Linas e i monti di Villacidro, rappresentando un largo settore di spartiacque tra tre
bacini idrografici che afferiscono alla pianura del Campidano, alla pianura del Cixerri e alla
costa occidentale di Fluminimaggiore. Il settore presenta quindi relazioni geoambientali di
superficie con i sistemi territoriali attigui in funzione del deflusso idrico delle acque
meteoriche di dilavamento, verso i bacini di drenaggio del Rio Leni, in direzione del
Campidano, del Rio Sa Duchessa, in direzione della piana del Cixerri, e del Rio Mannu di
Fluminimaggiore, in direzione del sistema costiero di Portixeddu.
I sistemi idrografici del settore sono caratterizzati da un rilevante dinamismo evolutivo, che si
esprime, in occasione di eventi pluviometrici di maggiore entità, con vigorose manifestazioni
di deflusso solido e liquido e fenomeni di esondazione, di alluvione, e di riassetto morfologico
delle piane alluvionali e degli alvei.
7.4 -Ambito insediativo di Iglesias
Dal punto di vista geo-strutturale l’Ambito è riconducibile alla “fossa tettonica del Cixerri” la
quale, estendendosi con andamento est-ovest dalla piana del Campidano al massiccio
dell’Iglesiente, viene individuata principalmente sulle base delle evidenze morfo-strutturali e
lito-stratigrafiche indotte dai principali eventi geodinamici responsabili dello sprofondamento
terziario. Vi si individuano i depositi detritici quaternari delle conoidi alluvionali e colluviali
della testata del Cixerri sui quali i processi di pedogenesi hanno permesso la formazione di
suoli profondi ed evoluti la cui variazione composizionale e strutturale riflette una diversa
suscettività agli usi agricoli, variabile in generale da media a elevata. Inoltre, tali corpi
sedimentari, data la loro composizione laterale e verticale in termini stratigrafici,
granulometrici, di addensamento e cementazione, a cui corrisponde una ampia variabilità per
quanto riguarda le condizioni di permeabilità, che appaiono in buona parte rappresentate da
valori generalmente medi e medio-elevati, risultano generalmente dei buoni acquiferi,
adeguati a immagazzinare discrete riserve idriche sotterranee.
In questo contesto si inserisce il sistema insediativo del Comune di Iglesias, che si articola in
modo radiale rispetto al suo centro di antica e prima formazione che è situato nella parte
nord dell’ambito in prossimità dei fianchi vallivi del complesso bacino metallifero
dell’iglesiente.
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
29
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Verso il limite orientale dell’ambito, attraverso la parte centrale dell’ambito che è
caratterizzata dalla diffusione insediativa periurbana sviluppatasi ai partire dalla direttrice
ferroviaria, è ubicata un’importante zona industriale produttiva lambita dell’asse viario della
SS.130 che collega i comuni del Sulcis-iglesiente con la Provincia di Cagliari e che taglia
trasversalmente l’ambito stesso e connettendolo con il sistema costiero litorale.
7.5 -Dorsale di Gonnesa
Si inserisce tra gli elementi geologici e geostrutturali delle grandi strutture plicative costituite
dalla sinclinale di Iglesias, di cui si comprende il fianco vallivo meridionale e del sistema
orografico di Gonnesa.
I processi più rilevanti di questo ambito sono rappresentati dalle dinamiche idrogeologiche e
delle acque superficiali incanalate, che interagiscono e si sommano all’insieme dei processi
delle attività minerarie, esplicatesi diffusamente in quest’area. La stesse coltivazioni
minerarie sono state ovviamente guidate dalle peculiarità geologiche, condizionando il
paesaggio dell’intero ambito.
Di notevole importanza il complesso idrogeologico caratterizzato da una elevata potenzialità
idrica sotterranea contenuta nell’acquifero dell’unità carbonatica cambriana, che è stata
stimata con portate superiori a 500 l/s, ma l’uso come risorsa idropotabile è ancora oggi
sconsigliata, anche se tecnicamente possibile, a causa della scarsa qualità delle acque.
Questi processi idrogeologici, oltre quelli geominerari, mettono il sistema in diretta relazione
con i settori di piana alluvionale del Cixerri e della fascia costiera tra Porto Paglia e Nebida
(in cui sono presenti numerose sorgenti marine correlate al sistema idrogeologico del
carbonatico). Il sistema carsico delle acque sotterranee risulta di estrema importanza per
l’estensione e la potenzialità che per le sue caratteristiche intrinseche rappresenta un bacino
ad elevata vulnerabilità, che coinvolge direttamente anche le falde acquifere della piana del
Cixerri e di Fontanamare. Esiste la concreta pericolosità di contaminazione dei corpi idrici
sotterranei che deriva dalla diffusa presenza di fonti di inquinamento di origine mineraria
(discariche di rifiuti, smaltimento di liquami, pozzi, ecc.), che se non venissero
opportunamente eliminate coinvolgerebbero sistemi idrici superficiali e sotterranei di aree
ben più vaste.
7.6 -Direttrice mineraria di Iglesias
L’unità fisiografica è adiacente all’ambito insediativo di Iglesias (Ambito 7.4) e comprende il
nucleo assiale della valle di Iglesias, che rappresenta la depressione valliva originatasi
dall’erosione e dagli argilloscisti presenti nel nucleo della grande piega sinclinale. L’asta
fluviale principale è rappresentata dal Rio San Giorgio che presenta problemi di
contaminazione di origine mineraria. Le principali cause di degrado ambientale risultano
costituite dalle attività estrattiva mineraria, con i processi di contaminazione da metalli
pesanti dei sistemi idrici, pedologici e atmosferici.
Avvicinandosi verso il sistema litoraneo l’ambito abbraccio il complesso collinare di Monte
Coremò-Monte Arbu delimitato dallo spartiacque dei corsi d’acqua che confluiscono
all’interno della palude di Sa Masa e posti alla sua destra idrografica. I processi delle acque
incanalate con fenomeni di incisione lineare e trasporto di detriti verso i corpi idrici a valle,
rappresentano i fenomeni più rilevanti, a cui si aggiungono l’alta erodibilità del substrato e la
potenziale instabilità dei versanti, per i quali è necessaria una attenta analisi conoscitiva dei
processi al fine di prevenire i fenomeni franosi.
Per quanto riguarda invece aspetti insediativi, all’interno dell’ambito sono presenti i
complessi insediativi connessi con le attività minerarie di Campo Pisano, Monteponi,
Agrguxiau, Bindua, Pozzo Speranza, Monte Scorra oltre ai processi di espansione urbana
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
30
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
compresi tra l’insediamento compatto e la direttrice viaria della SS 130 che attraversa le aree
minerarie.
7.7 -Settore costiero di Gonnesa, Nebida e Masua
L’Ambito comprende l’ampio sistema costiero occidentale del territorio provinciale e include il
settore costiero di Fontanamare e dal campo dunare retrostante, localizzato tra la costa
rocciose di Nebida a nord e la falesia di Porto Paglia a sud.
L’organizzazione del sistema è caratterizzata da alcuni aspetti dominanti che identificano
l’intero ambito territoriale, infatti emergono alcuni processi ambientali legati alle dinamiche
costiere ed altri che, invece, denotano un uso del territorio in cui il sistema delle attività
minerarie si sovrappone a tale sistema di relazioni ambientali ed insediative.
Sull’ambito della piana costiera si sviluppano alcune dinamiche insediative che interagiscono
con i settori interessati dall’esistenza di un consistente campo dunare, che fa parte del
sistema di retrospiaggia della spiaggia di Fontanamare.
I modelli insediativi riscontrabili all’interno dell’ambito sono caratterizzati da una duplice
connotazione dei processi ambientali: da un lato, il sistema degli insediamenti minerari
localizzati nell’ambito costiero fra Masua e Nebida definisce una specificità insediativa in cui
si miscelano la tipicità dei siti produttivi minerari, le morfologie ambientali costiere e la
caratterizzazione funzionale del sistema degli insediamenti e dei porti-approdi, dall’altro, i
processi insediativi che si sviluppano sulla piana di Gonnesa caratterizzano gli ambiti non
interessati dalle attività estrattive, interessanti tuttavia sotto il profilo del pregio naturalistico
ed ambientale.
Il sistema dei rilievi costieri è caratterizzato dalla presenza di insediamenti minerari localizzati
nei settori della costa alta, nel tratto compreso fra Nebida e Masua, lungo l’unico asse
infrastrutturale di connessione fra i territori dell’Iglesiente e quelli del Fluminese. In tale tratto
si sviluppa un sistema di porti che si caratterizzano come approdi naturali (Porto di Nebida,
Porto di Masua, Porto Ferro, Porto Banda, Porto Bega Sa Canna) la cui presenza ha svolto
un ruolo funzionale per il sistema produttivo delle attività estrattive; questi sono collegati alle
strutture insediative attraverso incisioni sui versanti costieri.
L’insediamento di Gonnesa si attesta alla base del rilievo della sinclinale di Iglesias,
contenuto nelle sue dinamiche espansive dai rilievi del Monte Lisau e di Su Prelau e dallo
stesso massiccio minerario dell’Iglesiente: le direttrici dell’espansione dell’abitato si aprono
lungo il fondovalle del Rio Crabiola, procedendo verso il settore dell’organizzazione agricola
produttiva della piana costiera, verso Pintixedda, e verso l’ambito territoriale del bacino
carbonifero del Sulcis.
7.8 -Promontorio e entroterra di Cala Domestica
L’unità fisiografica comprende il settore costiero settentrionale del più ampio promontorio che
culmina con la propaggine rocciosa di Torre Domestica, impostato prevalentmente sulle
litologie carboantiche della Formazione di Gonnesa. Questo ambito si estende dalla
profonda insenatura di Cala Domestica a sud, fino al capo roccioso che organizza il sistema
insediativo del porto di Buggerru. Il territorio presenta una notevole omogeneità litologica
essendo rappresentato quasi esclusivamente dal complesso carbonatico cambriano. Le
suddivisioni interne sono individuate da elementi fisici, come rotture di pendio, margini di
scarpate rocciose e spartiacque idrologici che circoscrivono dei subambiti
geomorfologicamente differenti tra loro ma accomunati per la manifestazione di processi
riconducibili sostanzialmente alle dinamiche marino-litorali e carsico-fluviali, con la
prevalenza dell’una o dell’altra ma tra loro interagenti, tali da determinare reciproche
interdipendenze nella tendenza evolutiva dell’intero sistema individuato.
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
L’ambito si estende all’interno fino al Bacino del “Canale sa Susuia” caratterizzato da una
valle con sviluppo trasversale alla linea di costa e privo di un vero e proprio bacino
idrografico, che sottende l’importante valle strutturale di Acquaresi (Ambito 7.2).
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
32
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Orientamenti normativi per il coordinamento e l’attuazione degli indirizzi
Indirizzi generali per l’Ambito di paesaggio
Il progetto dell’Ambito di paesaggio assume la conservazione e il riequilibrio delle relazioni
fra le componenti ambientali e le matrici dell’insediamento storico minerario, come guida per
la riorganizzazione dell’intero paesaggio. Il progetto identifica il fulcro del sistema nel centro
di fondazione medioevale di Iglesias. Gli indirizzi d’Ambito sono incentrati sulla realizzazione
del Parco Geominerario, di cui il bacino metallifero rappresenta una delle aree più importanti,
inteso come strumento per la gestione e la conservazione della memoria storica e
l’innovazione delle attività turistiche sostenibili, attraverso una visione unitaria del complesso
sistema territoriale dell’insediamento minerario.
Attuazione degli indirizzi del PPR
1. Conservare i principali presidi, quali Monteponi, San Giovanni, Nebida e Buggerru la cui
archeologia mineraria è composta oltrechè dalle infrastrutture, anche da un territorio
modellato da scavi e cumuli dei residui dei processi di lavorazione mineraria, importanti
testimonianze di valore paesaggistico, ma soggette a fenomeni di inquinamento e
instabilità, per le quali occorrono, da un lato consistenti interventi di bonifica e di recupero
e dall’altro importanti azioni di salvaguardia ambientale.
Ambito paesaggistico di riferimento:
7.1 -Sistema costiero di Fluminimaggiore e Buggerru;
7.2 -Massiccio del Fluminese-Iglesiente;
7.5 -Dorsale di Gonnesa;
7.6 -Direttrice mineraria di Iglesias;
7.7 -Settore costiero di Gonnesa, Nebida e Masua;
7.8 -Promontorio e entroterra di Cala Domestica
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale ed il
Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi
progettuali nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli
obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR.
Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio ed il relativo Campo della
Valorizzazione del patrimonio minerario definisce un quadro organizzativo delle
conoscenze sulla distribuzione dei beni sul territorio finalizzato all’attivazione di politiche
di promozione, valorizzazione e fruizione integrata dei beni stessi, in quanto riconosciuti
di interesse sovralocale. Entrambi i dispositivi costituiscono un quadro di coerenze al
quale riferire gli interventi entro una logica sistemica.
Attraverso il processo di adeguamento al PPR i Piani Urbanistici Comunali individuano
sul territorio areali o beni dotati di una riconoscibilità non solo alla scala locale ma
soprattutto entro un dispositivo di coordinamento, che integra un insieme di situazioni
isolate in quadri organici di relazioni. Ai fini di una maggiore efficacia degli interventi
l’attuazione dell’indirizzo deve essere coerente con il modello di coordinamento
territoriale rappresentato dai sistemi citati.
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
33
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Il PUP adotta il dispositivo degli Accordi Territoriali/strategici che accompagna il percorso
attuativo di progetti incentrati sulla tutela e valorizzazione di sistemi di risorse con
valenza sistemica attraverso percorsi progettuali cooperativi.
2. Conservare e riqualificare il sistema della portualità minore strettamente connessa
all’attività estrattiva, da tutelare in virtù del suo grande interesse paesaggistico, nel più
ampio quadro del risanamento e della valorizzazione delle miniere dismesse, quali Porto
Nebida, Laveria La Marmora, Portu Banda, Porto di Masua, Porto Flavia, Cala
Domestica, Porto Corallo, Porto Ferro.
Ambito paesaggistico di riferimento:
7.1 -Sistema costiero di Fluminimaggiore e Buggerru;
7.7 -Settore costiero di Gonnesa, Nebida e Masua;
7.8 -Promontorio e entroterra di Cala Domestica
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
Gli orientamenti per il coordinamento e l’attuazione dell’indirizzo sono analoghi a quanto
precisato per l’indirizzo n.1.
3. Qualificare la città di Iglesias come caposaldo della rete dei servizi rari, interconnesso
con il sistema territoriale delle infrastrutture minerarie dismesse e dei centri minerari di
Buggerru, Fluminimaggiore, Nebida, Masua, da riqualificare come ulteriori nodi della rete
dei servizi del parco geominerario.
Ambito paesaggistico di riferimento:
7.4 -Ambito insediativo di Iglesias
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, i
sistemi afferenti ai servizi ed i relativi Campi, definiscono obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR. In particolare il Sistema del patrimonio storico culturale e
del paesaggio definisce alcuni modelli di organizzazione territoriale atti a potenziare ed a
rendere più efficaci le azioni locali isolate.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i luoghi aventi valenza strategica ai fini della
valorizzazione dei paesaggi e delle relazioni. Come requisiti per la attuazione, si specifica
che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso sistemico dei centri urbani
finalizzato alla integrazione e ampliamento dell’offerta di servizi richiede un approccio
basato sulla concertazione fra gli enti competenti.
4. Conservare i litorali sabbiosi di Fontanamare - Plag’e Mesu e dei campi dunari di
Portixeddu - San Nicolò attraverso una gestione integrata che ne controlli le dinamiche
ed eviti che la pressione insediativa e fruitiva comprometta il sistema ambientale.
Ambito paesaggistico di riferimento:
7.1 -Sistema costiero di Fluminimaggiore e Buggerru;
7.7 -Settore costiero di Gonnesa, Nebida e Masua
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
L’attuazione dell’indirizzo è promosso e coordinato nell’ambito del Sistema della tutela e
della valorizzazione ambientale e nel Sistema degli insediamenti turistico ricettivi che
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
sviluppano obiettivi, indirizzi e strategie attuative. I Sistemi ed i relativi Campi definiscono
criteri e modalità per la interpretazione e attuazione dell’indirizzo alla scala locale nella
prospettiva di definire azioni territoriali coordinate alla scala ovra locale.
L’attuazione dell’indirizzo è in parte delegata alla specificazione e contestualizzazione
alla scala locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del
PPR; le componenti geoambientali del PUP/PTC possono costituire un riferimento per la
valutazione delle compatibilità ambientali di progetti che implicano trasformazioni
territoriali.
5. Riqualificare l’intero comparto minerario nel pieno rispetto della storia ancora presente,
attraverso la conservazione dell’identità del rapporto intercorso tra le conformazioni
ambientali e l’opera dell’uomo, senza snaturare il paesaggio minerario.
Ambito paesaggistico di riferimento:
Ambito di paesaggio “Anello metallifero”.
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
Gli orientamenti per il coordinamento e l’attuazione dell’indirizzo sono analoghi a quanto
precisato per l’indirizzo n.1.
6. Innovare l’intero comparto minerario attraverso l’attribuzione di nuovi significati ai luoghi
che abbiano la capacità di evocare la storia da un lato e la contemporaneità dall’altro.
Ambito paesaggistico di riferimento:
Ambito di paesaggio “Anello metallifero”.
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
Gli orientamenti per il coordinamento e l’attuazione dell’indirizzo sono analoghi a quanto
precisato per l’indirizzo n.1.
7. Integrare le attività agropastorali con servizi compatibili e funzioni agrituristiche, utili alle
attività turistico-ricreative e della fruizione delle aree minerarie dismesse e delle aree del
Parco naturale del Marganai-Linas.
Ambito paesaggistico di riferimento:
7.2 -Massiccio del Fluminese – Iglesiente
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio ed il
Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata ed i relativi campi
definisce obiettivi e indirizzi progettuali nonché strategie di intervento e azioni specifiche
coerenti e integrate con gli obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR. Entrambi i dispositivi
costituiscono un quadro di coerenze al quale riferire gli interventi entro una logica
sistemica.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR o
nell’ambito di specifici programmi integrati e iniziative progettuali di valenza
intercomunale. Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, attraverso i
relativi Campi offre la possibilità di attivare progetti territoriali per l’identificazione e la
selezione di reti e nodi del territorio con elevata valenza storico-culturale e paesaggistica,
anche ai fini di ipotesi di riconversione.
8. Riqualificare la struttura insediativa dei nuclei di Gonnesa, Nebida e Buggerru in
riferimento alla loro comune matrice storica di formazione mineraria.
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito paesaggistico di riferimento:
7.1 -Sistema costiero di Fluminimaggiore e Buggerru;
7.7 -Settore costiero di Gonnesa, Nebida e Masua
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio e
Sistema degli insediamenti turistico ricettivi , i sistemi afferenti ai servizi ed i relativi
Campi, definiscono obiettivi e indirizzi progettuali nonché strategie di intervento e azioni
specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR. In
particolare il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce alcuni
modelli di organizzazione territoriale atti a potenziare ed a rendere più efficaci le azioni
locali isolate.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i luoghi aventi valenza strategica ai fini della
valorizzazione dei paesaggi e delle relazioni. Come requisiti per la attuazione, si specifica
che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso sistemico dei centri urbani
finalizzato alla integrazione e ampliamento dell’offerta di servizi richiede un approccio
basato sulla concertazione fra gli enti competenti.
9. Recuperare alcuni percorsi storici di derivazione mineraria, con funzione di collegamento
e raccordo tra la fascia costiera e le zone interne, quali: Cala Domestica – Gutturu
Cardaxius – Grugua / Buggerru –Grugua –S. Angelo / Flumini Maggiore – Pubusinu –
Arenas /S. Benedetto – Antas / Iglesias – Marganai / Domusnovas – Oridda.
Ambito paesaggistico di riferimento:
Ambito di paesaggio “Anello metallifero”.
Orientamenti per il coordinamento e l’attuazione:
Gli orientamenti per il coordinamento e l’attuazione dell’indirizzo sono analoghi a quanto
precisato per l’indirizzo n.1.
AMBITO DI PAESAGGIO ANELLO METALLIFERO
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito di paesaggio - Sulcis
Struttura generale dell’Ambito di pesaggio
La struttura dell’Ambito di paesaggio si caratterizza per l’articolazione territoriale in due
componenti strettamente interconnesse: a est la dominante ambientale dei rilievi di Monte
Arcosu - Monte Lattias e della valle del Gutturu Mannu; a ovest la regione dei bassopiani di
Narcao e di Santadi, definiti dalla dorsale di Terraseo verso nord e caratterizzati dalla cesura
centrale delle forme vulcaniche residuali di Monte Narcao, Mont’Essu e Monte Murdegu.
La regione dei bassopiani si compone delle piane agricole, che si estendono lungo le valli del
rio Mannu di Narcao-Nuxis, del rio Canneddu di Perdaxius e del Flumini Mannu di Santadi
che afferiscono all’invaso di monte Pranu, attraversando il sistema orografico dei rilievi
andesitici di Monte Pisano - Monte San Michele Arenas e indirizzando le relazioni d’ambito
verso le piane costiere e il Golfo di Palmas.
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale
S.1 -Versanti meridionali della dorsale di Terraseo
L’Ambito identifica i versanti meridionali del massiccio montuoso di Terraseo-Rosas,
impostato sulle formazioni metamorfiche cambro-ordoviciane, che costituisce la principale
ossatura rocciosa del pilastro tettonico paleozoico interposto tra il bassopiano strutturale del
Cixerri a nord e la fossa di Carbonia-Giba-Narcao a sud.
Le superfici topografiche appaiono condizionate da pendenze medio alte, spesso superiori ai
30°, alternate a spianamenti non molto estesi e ver santi lievemente inclinati o ondulati
localmente interrotti dalle incisioni torrentizie e da profondi canali drenanti. L’assetto
morfostrutturale, fatto di versanti scoscesi, profonde incisioni e substrato roccioso affiorante,
lascia il posto a settori meno movimentati caratterizzati da potenti coltri pedogeniche sulle
quali sono insediate dense coperture arboree e boschive.
I rilevanti processi idrogeologici sono connessi all’unità carbonatica cambriana, in cui
coesistono fattori favorevoli all’immagazzinamento di consistenti riserve idriche sotterranee.
Tali dinamiche interagiscono e si sommano alle locali attività minerarie. La stesse coltivazioni
minerarie sono state ovviamente guidate dalle peculiarità geologiche, condizionando
localmente il paesaggio.
Oggi le attività di coltivazione risultano dismesse ma restano le alterazioni sovraimpresse nel
territorio con la presenza di bacini di decantazione, discariche e abbancamenti di sterili,
trincee, scavi a cielo aperto, gallerie e vuoti sotterranei, con tutti i processi di evoluzione ad
essi direttamente collegati.
S.2 -Piana agricola del Riu Palmas
L’Ambito identifica la vasta porzione di territorio appartenente dal punto di vista geostrutturale alla “fossa tettonica di Carbonia-Giba-Narcao” del settore interno del Bacino del
Sulcis, che abbraccia nella parte nord-occidentale la piano detrico-alluvionale di Perdaxius e
la fascia delle falde detritiche di Pusus-Narcao nella parte settentrionale, nella parte più
meridionale la piana detritico-alluvionale del Riu Mannu di Santadi e del Riu Mannu di
Villaperuccio, inserita all’interno della conoide di Santadi e Villaperuccio fino a ricomprendere
le superfici pianeggianti dell’agro di Santadi; infine la porzione centrale dell’Ambito confluisce
con i rilievi vulcanici di Monte San Michele Arenas-Monte Narcao-Sa Corona Arrubia.
(Ambito S.3).
Le coltre pedogeniche dei terreni di pianura presentano caratteristiche favorevoli alla
produttività di colture a tutto campo talvolta anche intensive.
S.3 -Rilievi vulcanici di Monte San Michele Arenas-Monte Narcao-Sa Corona Arrubia
I rilievi vulcanici di Monte San Michele Arenas-Monte Narcao-Sa Corona Arrubia
appartengono, dal punto di vista geo-strutturale, alla “fossa tettonica di Carbonia-GibaNarcao” del settore interno del Bacino del Sulcis, di cui rappresentano gli affioramenti
costituiti dalla serie vulcanica basaltico-andesitica prevalentemente in facies effusiva,
caratterizzati dalla presenza di dicchi, filoni e ammassi cupoliformi, manifestando un diverso
assetto morfologico nell’andamento del rilievo in funzione della struttura genetica. Lungo i
versanti di questi rilievi si esplicano dinamiche di versante che danno luogo a processi
gravitativi di massa a causa della elevata pendenza dei versanti e dalle sfavorevoli
condizioni strutturali degli ammassi litoidi.
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
38
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
S.4 -Sistema ambientale occidentale del massiccio del Sulcis
L’Ambito identifica i versanti interni del massiccio montuoso del Sulcis di cui rappresenta un
settore delimitato a nord dalla superficie occupata dal Lago artificiale di Medau Lirimilis e
dalla dorsale montuosa di Monte Serixeddus, Punta de Trixioni, Monte-Arcosu, invece a sud
dalla dorsale del Monte Ossiga, Punta su Casteddu, Punta Acqua Callenti.
La culminazione altimetrica del massiccio separa, dal punti di vista idrologico, i bacini
idrografici che appartengono alla piana interna del Sulcis da quelli costieri, bordando in
questo modo i versanti del sistema orografico che chiudono a sud e a est i bassopiani
strutturali di Portoscuso e Carbonia-Giba-Narcao.
Questo settore rappresenta il sistema montano dei bacini idrografici che convergono verso i
bassopiani strutturali di Giba-Narcao e del Campidano-Cixerri, dove la presenza di importanti
invasi artificiali rafforza l’esigenza di una adeguata gestione della risorsa idrica, ai fini sia
idropotabili che irrigui, dipendente soprattutto da un uso corretto dei suoli e della sua
copertura. Relativamente a tale contesto risulta fondamentale l’azione regimante dei sistemi
pedo-forestali ad alta naturalità diffusi in questo settore, la cui degradazione comporterebbe
incontrollate variazioni del bilancio idrico e conseguenti alterazioni del naturale andamento
morfodinamico dei processi di scorrimento delle acque superficiali che si configurerebbero
con variazioni dell’equilibrio energetico tra erosione e trasporto solido degli assi di drenaggio,
determinando un innalzamento del rischio alluvionale nei sistemi pedemontani e un aumento
del carico detritico delle acque incanalate che si riverserebbe in parte all’interno dei bacini
artificiali.
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
39
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Orientamenti normativi per il coordinamento e l’attuazione degli indirizzi
Indirizzi generali per l’Ambito di paesaggio
Il progetto riconosce il ruolo dell’Ambito di paesaggio come luogo di convergenza e
transizione, e affida un ruolo strategico alla riqualificazione dei centri maggiori e del sistema
insediativo diffuso a carattere rurale dei nuclei sparsi minori (furriadroxius e medaus), per lo
sviluppo del sistema di ricettività diffusa e accoglienza ai fruitori del sistema ambientale della
costa e del massiccio montuoso del Sulcis. In particolare, si privilegia l’intervento sui nuclei
sparsi ancora in uso, su quelli di maggiori dimensioni e su quelli più vicini ai centri abitati,
attraverso azioni coordinate che riescano ad innovare e integrare l’attuale prevalente
funzione rurale.
Il progetto mira alla riqualificazione del paesaggio rurale dei bassopiani ed è orientato alla
valorizzazione delle relazioni che intercorrono: da un lato, tra la piana di Narcao-Santadi e
l’area di Cagliari e la valle del Cixerri, rispettivamente attraverso il Gutturu Mannu e il
corridoio viario di Siliqua; dall’altra parte, verso sud-ovest con la piana agricola costiera del
golfo di Palmas. Un progetto prevalentemente orientato alla tutela, alla conservazione e alla
gestione dell’integrità dei caratteri naturali del paesaggio e dei segni degli usi storici, a cui le
foreste di Pantaleo e del Gutturu Mannu sono state soggette nei secoli passati.
Indirizzi del PUP/PTC
1. Promuovere la gestione integrata del sistema delle aree protette, istituite e proposte, di
monte Arcosu e del massiccio del Sulcis, dei Siti di Importanza Comunitaria, delle Oasi
naturalistiche e delle Foreste Demaniali, per il recupero e la conservazione del contesto
naturalistico costituito da un assetto vegetazionale e faunistico specifico nel contesto
regionale, attraverso una gestione coordinata, anche ai fini della valorizzazione delle
risorse per la fruizione turistico-naturalistica, congiuntamente al recupero, riuso e
riqualificazione delle seguenti risorse storico-culturali:
-
il sistema dei percorsi dei carbonai con le dispensette connesse;
-
l’infrastruttura ferroviaria storica Pantaleo – Santadi – Porto Botte a servizio delle
attività di distillazione del legno e di produzione del carbone e gli edifici della fabbrica
di acetone a Pantaleo;
-
i siti minerari dimessi di Rosas e di Mont’Ega;
-
il percorso viario della strada provinciale Macchiareddu-Santadi.
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.4 -Sistema ambientale occidentale del massiccio del Sulcis
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale ed il
Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi
progettuali nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli
obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR.
La Rete Ecologica stabilisce un modello territoriale di riferimento che riconosce areali
dotati di funzioni e relazioni ecologiche che riunite entro una logica sistemica assicurano
il mantenimento e la rigenerazione delle qualità ecologico-ambientali del territorio.
Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce un quadro
organizzativo delle conoscenze sulla distribuzione dei beni sul territorio finalizzato
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
40
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
all’attivazione di politiche di promozione, valorizzazione e fruizione integrata dei beni
stessi, in quanto riconosciuti di interesse sovralocale. Entrambi i dispositivi costituiscono
un quadro di coerenze al quale riferire gli interventi entro una logica sistemica.
Attraverso il processo di adeguamento al PPR i Piani Urbanistici Comunali individuano
sul territorio areali o beni dotati di una riconoscibilità non solo alla scala locale ma
soprattutto entro un dispositivo di coordinamento che integra un insieme di situazioni
isolate in quadri organici di relazioni. Ai fini di una maggiore efficacia degli interventi
l’attuazione dell’indirizzo deve essere coerente con il modello di coordinamento
territoriale rappresentato dai sistemi citati.
Il PUP adotta il dispositivo degli Accordi Territoriali/strategici che accompagna il percorso
attuativo di progetti incentrati sulla tutela e valorizzazione di sistemi di risorse con
valenza sistemica attraverso meccanismi di pianificazione coordinata.
2. Riqualificare e conservare il sistema delle relazioni che vede al centro dell’Ambito la
piana di Narcao e quella di Santadi, caratterizzate come luogo di convergenza,
storicamente definito, dei percorsi di fruizione delle risorse del Sulcis. La connotazione
“spazio-temporale” del Sulcis, da intendersi come territorio complesso in cui lo
stratificarsi di forme d’uso, differenziate nello spazio e nel tempo, ha formato paesaggi e
relazioni articolate, richiede un approccio progettuale attento a cogliere le differenze dei
luoghi. In particolare:
-
diversificare l’organizzazione della rete dei tracciati viari, individuando e agevolando
varie forme di percorrenza (veicolare, pedonale, equestre, ecc.), che consentano di
accordare i tempi degli spostamenti con quelli necessari per la fruizione dei beni
paesaggistici storici, culturali, produttivi e ambientali presenti sul territorio,
-
valorizzare le “porte d’accesso” verso l’Ambito attraverso la creazione di nodi
attrezzati, aree di sosta e di scambio con la rete dei percorsi minori.
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.2 -Piana agricola del Riu Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema delle infrastrutture per la mobilità ed il Sistema del
patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR. Il PUP adotta il dispositivo degli Accordi
Territoriali/strategici che accompagna il percorso attuativo di progetti incentrati sulla
tutela e valorizzazione di sistemi di risorse con valenza sistemica attraverso meccanismi
di percorsi progettuali cooperativi.
I Piani Urbanistici Comunali individuano attraverso il processo di adeguamento al PPR i
tracciati ed i nodi aventi valenza strategica ai fini della valorizzazione dei paesaggi e delle
relazioni.
3. Riconoscere attraverso i dispositivi della pianificazione generale e di settore i contenuti
paesaggistici del sistema della viabilità del subambito, anche attraverso la previsione di
strategie locali o a rete di riqualificazione in senso paesaggistico della rete:
-
riqualificare il corridoio viario da Siliqua quale principale accesso all’Ambito
dall’area urbana di Cagliari, di collegamento con la piana del fiume Cixerri
(Ambito PPR 29);
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
41
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
-
riqualificare il sistema degli accessi dalla costa e dalle isole (Ambito 5 e 6)
attraverso i varchi della direttrice principale della piana di Giba-Piscinas e di
quella secondaria di Coremò;
-
riqualificare il percorso che collega le piane di Perdaxius e Narcao a Carbonia,
centro di riferimento per i servizi urbani dell’Ambito;
-
riqualificare gli accessi montani da Villamassargia a nord e da Teulada a sud
(Ambito 4);
-
tutelare e qualificare il corridoio vallivo del rio Mannu di Santadi e del Gutturu
Mannu, accesso privilegiato verso l’Ambito dal territorio di Capoterra (Ambito 1 e
2).
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.2 -Piana agricola del Riu Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema delle infrastrutture per la mobilità ed il Sistema del
patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR I
Piani Urbanistici Comunali individuano i tracciati ed i nodi aventi valenza strategica ai fini
della valorizzazione dei paesaggi e delle relazioni. Come requisito per la attuazione, si
specifica che l’allestimento di un sistema della viabilità finalizzato alla fruizione del
territorio deve prevedere criteri organizzativi dell’apparato infrastrutturale tali da orientare
in senso paesaggistico i contenuti progettuali.
4. (l’indirizzo riguarda una porzione di territorio esterna all’ambito)
5. Qualificare i centri urbani di Narcao, Nuxis, Santadi, Perdaxius e Villaperuccio come
luoghi di connessione funzionale per i servizi rivolti alla ricettività, l’accessibilità, e la
fruizione delle risorse storiche e ambientali del sistema montano e della costa.
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.2 -Piana agricola del Riu Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema degli insediamenti turistico ricettivi ed i sistemi afferenti
ai servizi definisce obiettivi e indirizzi progettuali nonché strategie di intervento e azioni
specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i luoghi aventi valenza strategica ai fini della
valorizzazione dei paesaggi e delle relazioni. Come requisiti per la attuazione, si specifica
che l’allestimento di un processo di qualificazione in senso sistemico dei centri urbani
finalizzato alla integrazione e ampliamento dell’offerta di servizi richiede un approccio
basato sulla concertazione fra gli enti competenti.
6. Recuperare la trama storica degli insediamenti diffusi nella piana, conservando il
rapporto fra sistema dei medaus e furriadroxius e territorio agricolo, adottando misure di
conservazione del paesaggio agrario nelle sue componenti più rilevanti di coltivazione
(come il vigneto) ed elaborando uno specifico quadro di recupero.
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
42
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.2 -Piana agricola del Riu Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema degli insediamenti turistico ricettivi ed il Sistema del
patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i sistemi insediativi storici e le funzioni ad essi
attribuiti nel quadro di ipotesi di riconversione o di integrazione funzionale. Si riconoscono
i seguenti requisiti di attuazione:
- l’allestimento di un processo di qualificazione in senso sistemico del sistema insediativo
storico, anche finalizzato alla integrazione e ampliamento dell’offerta di servizi e della
ricettività richiede un approccio basato sulla concertazione fra gli enti competenti.
- si richiedono adeguate misure di conoscenza, programmazione e progettazione per la
proposizione di modelli innovativi finalizzati al recupero del sistema insediativo diffuso,
testimonianza di processi di “appropriazione” del territorio nelle diverse epoche storiche.
Il progetto del recupero deve riflettere le particolari relazioni territoriali stratificatesi nel
tempo, coniugando le esigenze attuali dell’abitare con il sistema di usi ricettivi,
residenziali e produttivi che caratterizzano i contesti locali. Gli interventi progettuali sul
sistema insediativo storico devono prevedere strategie e modelli, anche sperimentali, di
risparmio o autosufficienza energetica. Il Sistema della Gestione della risorsa energetica
prevede specifiche strategie attuative.
7. Incentivare e sostenere le iniziative culturali, attraverso un programma coordinato che
integri l’offerta culturale con l’offerta turistica (già incentrata sulle valenze del contesto
ambientale), con il sistema produttivo agricolo e con le politiche di marketing territoriale,
al fine di attivare relazioni di continuità e di complementarietà dell’offerta culturale fra il
sistema d’Ambito e il contesto più ampio della scala sovralocale,
Ambito paesaggistico di riferimento:
Ambito di paesaggio “Sulcis”.
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo dei
Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio dei relativi Campi e della relativa
pianificazione di settore. Come requisiti e indirizzi per la attuazione si prevede che il
quadro dell’offerta derivante dal complesso delle iniziative culturali debba preferibilmente
essere organizzato attraverso politiche d’ambito, che garantiscono una più adeguata
copertura territoriale e differenziazione dell’offerta. La Provincia promuove un processo
organizzativo delle iniziative ai fini della promozione di un immagine integrata delle
valenze del territorio della provincia di Carbonia-Iglesias. Inoltre la tipologia delle
iniziative culturali deve essere integrata ai caratteri del contesto territoriale.
8. Coerentemente con il modello della Rete Ecologica Provinciale, riqualificare e migliorare
la dotazione delle alberature e delle siepi libere, costruendo un sistema interconnesso e
collegato sia con le formazioni boschive contigue, sia con i corsi d’acqua, questi ultimi
d’importanza strategica come corridoi ecologici per la conservazione della biodiversità.
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.2 -Piana agricola del Riu Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo del
Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale ed i relativi Campi che stabiliscono
un modello di rete nel quale sono evidenziati areali e nodi strategici in termini ecologici e
le loro interrelazioni funzionali. Il dispositivo della Rete Ecologica individua nel territorio
un modello finalizzato alla tutela e valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale. Ai
fini di una maggiore efficacia degli interventi l’attuazione dell’indirizzo deve essere
coerente con il modello di coordinamento territoriale rappresentato dalla Rete Ecologica
Provinciale.
I Piani Urbanistici Comunali, riferendosi agli schemi della Rete Ecologica adeguano i
contenuti degli strumenti di piano e delle norme riferite agli ambiti di tutela, riconoscendo,
riqualificando o incrementando gli areali proposti dalla Rete.
9. Incrementare il valore aggiunto delle filiere agroalimentari del territorio assicurando il
riconoscimento del valore dei prodotti da parte del mercato stimolando anche la capacità
dei produttori di inserirsi nel circuito turistico di qualità attraverso i loro prodotti.
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.2 -Piana agricola del Riu Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP propone il Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata
che stabilisce alcuni criteri organizzativi del comparto. Come requisiti e indirizzi per la
attuazione, si precisa che è necessario favorire l’innovazione tecnologica in termini di
miglioramento del processo produttivo attraverso logiche di filiera. L’organizzazione di
filiere, anche in relazione con un mercato orientato alla domanda turistica richiede la
predisposizione di progetti mirati atraverso l’organizzazione di più attori istituzionali e
socioeconomici.
10. Rafforzare la differenziazione e specializzazione di precise zone agricole, attraverso
l’individuazione di situazioni ottimali ambientali (pedologiche e climatiche) per le diverse
colture caratterizzate da esigenze diverse.
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.2 -Piana agricola del Riu Palmas
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP propone il Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata
che stabilisce alcuni criteri organizzativi del comparto agricolo, che contribuiscono ad
istituire sinergie sovralocali
I Piani Urbanistici Comunali, anche in funzione delle indicazioni del PPR riconoscono nel
proprio strumento urbanistico una differenziazione delle zone agricole, precisando, anche
in relazione ai processi agricoli in atto, eventuali potenzialità o criticità territoriali, anche ai
fini della promozione di politiche di valorizzazione d’ambito. In riferimento ai caratteri
territoriali d’ambito l’attuazione dell’indirizzo richiede un approccio in cui sia alla scala
locale che alla scala locale si individuino le aree di pregio dell’agricoltura ma anche le
aree che possono essere strategiche per settori particolari quali l’agricoltura/allevamento
biologici, la formazione di isole di naturalità, aree per la coltivazione intensiva.
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
44
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
11. Conservare e migliorare la biodiversità presente, in particolare delle aree a
macchia, insieme alla valorizzazione delle relative peculiarità paesaggistiche in
della riqualificazione e fruizione didattica e ricreativa del territorio, attraverso
mantenimento e lo sviluppo di un orientamento delle aziende verso forme di
forestale sostenibile.
bosco e
funzione
anche il
gestione
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.1 -Versanti meridionali della dorsale di Terraseo
S.3 -Rilievi vulcanici di Monte San Michele Arenas-Monte Narcao-Sa Corona Arrubia
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo del
Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale che stabilisce un modello di rete
nel quale sono evidenziati areali e nodi strategici in termini ecologici e le loro
interrelazioni funzionali.
I Piani Urbanistici Comunali, riferendosi agli schemi della Rete Ecologica adeguano i
contenuti degli strumenti di piano e delle norme riferite agli ambiti di tutela, riconoscendo,
riqualificando o incrementando gli areali proposti dalla Rete. Il dispositivo della Rete
Ecologica individua nel territorio un dispositivo territoriale finalizzato alla tutela e
valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale. Ai fini di una maggiore efficacia degli
interventi l’attuazione dell’indirizzo deve essere coerente con il modello di coordinamento
territoriale rappresentato dalla Rete Ecologica Provinciale.
12. Conservare i sistemi pedo-forestali nei contesti montani e pedemontani, al fine di favorire
l’azione regimante sui processi di scorrimento delle acque superficiali e sull’assetto dei
versanti, e mantenere l’equilibrio funzionale tra le superfici del rilievo, le valli fluviali ed i
canali di drenaggio naturale, esclusivamente attraverso interventi di gestione non
invasivi, integrati nel paesaggio e finalizzati a favorire il riequilibrio spontaneo dei
processi idrogeologici e ambientali costitutivi.
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.1 -Versanti meridionali della dorsale di Terraseo
S.3 -Rilievi vulcanici di Monte San Michele Arenas-Monte Narcao-Sa Corona Arrubia
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo del
Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata e della Difesa del
Suolo che stabilisce un modello gestionale del territorio finalizzato all’adozione di criteri di
intervento basati su principi di multifunzionalità e sostenibilità. I Sistemi individuano nel
territorio un dispositivo territoriale finalizzato alla gestione sostenibile del patrimonio delle
aree interessate da particolari caratteri ambientali (le fasce dei corsi d’acqua, i versanti
interessati da coperture boscate, ecc.). Ai fini di una maggiore efficacia degli interventi
l’attuazione dell’indirizzo alla scala locale e sovralocale deve essere coerente con il
modello di gestione proposto.
I Piani Urbanistici Comunali, riferendosi ai principi ed alle linee guida proposte nei
Sistemi del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata e della Difesa del
Suolo, integrano i contenuti degli strumenti di piano e delle relative normative, precisando
apposite prescrizioni d’uso formulate su tali principi. Alle aree individuate secondo i criteri
stabiliti dal PPR (anche in adeguamento alle indicazioni del PAI) vanno associate
discipline d’uso adeguate al recepimento dei principi della gestione sostenibile e della
multifunzionalità.
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
45
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
13. Conservare i principali siti industriali dismessi di Rosas-Terraseo e del Gutturumannu
attraverso il recupero delle strutture e delle infrastrutture di pertinenza, la messa in
sicurezza ed il risanamento delle aree trasformate dalle attività estrattive, quali scavi,
discariche, vuoti sotterranei, ecc., attraverso l’attribuzione di nuovi significati ai luoghi nel
rispetto della conservazione della memoria storica e dell’identità locale fondata sul
rapporto tra le peculiarità geologico-minerarie ed ambientali presenti e l’opera dell’uomo.
Ambito paesaggistico di riferimento:
S.1 -Versanti meridionali della dorsale di Terraseo
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo del
Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, nel quale l’individuazione di un
sistema puntuale di beni costituisce un passaggio finalizzato alla tutela dei beni. La
Provincia, annettendo i beni considerati nel proprio dispositivo di gestione e
coordinamento territoriale stabilisce che gli stessi siano oggetto di una gestione e
valorizzazione sistematica, attraverso una programmazione delle attività finalizzate alla
gestione integrata delle politiche di tutela e promozione. Il quadro dei beni storicoidentitari distribuiti nel territorio, a seguito del recepimento nei dispositivi della
pianificazione comunale richiede l’attivazione di iniziative coordinate di valorizzazione dei
singoli beni, in relazione a politiche gestionali e di promozione che non risultino ridondanti
o ripetitive.
I Piani Urbanistici Comunali, secondo le indicazioni del PPR riconoscono i beni ricadenti
nel proprio territorio attivando, anche attraverso lo strumento degli accordi territoriali,
strategie di promozione integrata con le politiche dell’ente provinciale.
AMBITO DI PAESAGGIO SULCIS
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambito di paesaggio – Valle del Cixerri
Struttura generale dell’Ambito di pesaggio
L’assetto geo-strutturale dell’Ambito è impostato sulle evidenze morfologiche e litostratigrafiche indotte dai principali eventi geodinamici responsabili dello sprofondamento
tettonico terziario della “fossa del Cixerri”, dando origine all’ampia valle e allo sviluppo del
sistema idrografico del fiume Cixerri, che con andamento quasi rettilineo scorre dal
massiccio dell’Iglesiente alla piana del Campidano, confinato a nord e a sud rispettivamente
dai sistemi orografici del Marganai e di Rosas-Terraseo.
Nella piana del Cixerri emergono, in affioramenti discontinui, le formazioni sedimentarie delle
colmate detritiche continentali e le formazioni basaltico-andesitiche che emergono
sottoforma di filoni, dicchi e ammassi cupoliformi, come quelli messi in evidenza dai rilievi del
castello di Acquafredda, di Gioiosa Guardia e di Monte Exi, che si elevano sulla piana lungo
il bordo meridionale, delineando una delle principali direttrici tettonico-strutturali del bacino.
AMBITO DI PAESAGGIO VALLE DEL CIXERRI
47
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Ambiti di paesaggio di rilievo sovralocale
C.1 -Piana agricola del Cixerri
L’Ambito identifica il sistema della piana alluvionale attuale del Rio Cixerri e degli alvei attuali
degli affluenti principali dello stesso.
Si tratta di un’ampia valle strutturale al cui interno emergono, in affioramenti discontinui, le
formazioni sedimentarie rappresentate dai depositi clastici paleogenici e le formazioni
basaltico-andesitiche, prevalentemente in facies effusiva e sub-vulcanica, sottoforma di filoni,
dicchi e ammassi cupoliformi, che delineano morfologicamente i principali elementi genetici
tettonico-strutturali del bacino.
L’ambito territoriale è interessato in maniera strutturale da processi produttivi di tipo agricolo
relativamente all’organizzazione produttiva agricola delle fasce periurbane di Iglesias,
caratterizzata da una dimensione produttiva prevalentemente orientata verso il
soddisfacimento di una domanda da parte degli ambiti urbani contigui.
Le modalità dell’organizzazione dello spazio sono fortemente connotate dalla morfologia dei
processi dell’idrografia superficiale e delle assialità infrastrutturali che innervano la piana. Il
sistema idrografico è infatti intersecato da elementi viari di rilevanza provinciale il tracciato
ferroviario, la SS.130, la strada provinciale pedemontana e le reti di collegamento fra gli
insediamenti che si attestano ai bordi della piana; inoltre lo stesso territorio della piana è
solcato da un reticolo di canali di drenaggio attorno ai quali si definisce l’organizzazione del
tessuto della divisione fondiaria.
I processi tradizionali e recenti che caratterizzano la regione ambientale e storica del Cixerri
denotano una stretta aderenza fra le risorse ambientali rappresentate dal complesso dei
suoli pianeggianti della valle del Cixerri e dal fiume stesso, che infrastruttura in termini
ambientali tale territorio, ed il sistema delle attività agricole che riconosce e si caratterizza in
funzione di tale risorsa.
C.2 -Versanti settentrionali della dorsale di Terraseo
L’Ambito identifica i versanti settentrionali del massiccio montuoso di Terraseo costituente la
principale ossatura rocciosa del pilastro tettonico paleozoico interposto tra il bassopiano
strutturale del Cixerri a nord e la fossa di Carbonia-Giba-Narcao a sud. Il complesso
montuoso presenta affioramenti paleozoici, che costituiscono la compagine rocciosa dei
rilievi che si ergono a quote più elevate rispetto agli sprofondamenti tettonici del Cixerri e di
Giba-Narcao, risultano caratterizzati da metacarbonati, metasiltiti e metarenarie con le locali
mineralizzazioni di piombo, zinco e bario prevalente, alcune delle quali oggetto di importanti
coltivazioni minerarie sino a pochi anni or sono.
Le superfici topografiche appaiono condizionate da pendenze medio alte, spesso superiori ai
30°, alternate a spianamenti non molto estesi e ver santi lievemente inclinati o ondulati, ma
spesso interrotti dalle incisioni torrentizie e da profondi canali drenanti dei relativi bacini
idrografici di appartenenza. L’assetto morfostrutturale fatto di versanti scoscesi, profonde
incisioni e substrato roccioso affiorante, lascia il posto ad ambiti meno movimentati
caratterizzati da potenti coltri pedogeniche sulle quali sono insediate dense coperture
arboree e boschive.
C.3 -Versanti meridionali della dorsale di Gonnesa e soglia di Arcu Sa Cruxi
Il settore è individuato principalmente dagli elementi geolitologici e geostrutturali della piega
anticlinale di Gonnesa, Gonnesa ad esse est-ovest e il nucleo caratterizzato dalle
metarenarie della formazione di Nebida, che rappresentano gli elementi geologici portanti a
AMBITO DI PAESAGGIO VALLE DEL CIXERRI
48
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
cui sono correlati i principali processi geominerari e di evoluzione geomorfologica che
governano questo territorio.
I processi più rilevanti di questo ambito sono rappresentati dalle dinamiche idrogeologiche e
delle acque superficiali incanalate, che interagiscono e si sommano all’insieme dei processi
delle attività minerarie, esplicatesi in quest’area e in quelli limitrofi con cui l’Ambito è
correlato.
AMBITO DI PAESAGGIO VALLE DEL CIXERRI
49
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Orientamenti normativi per il coordinamento e l’attuazione degli indirizzi
Indirizzi generali per l’Ambito di paesaggio
Il progetto dell’Ambito di paesaggio riconosce la conservazione delle relazioni ambientali fra
l’alveo fluviale del rio Cixerri, il sistema agricolo di fondovalle, le fasce pedemontane ed i
rilievi montani come azione indispensabile per il mantenimento della sequenza di paesaggi
fruibili dalle infrastrutture viarie longitudinali e di attraversamento.
A partire dal riconoscimento della direttrice ambientale rappresentata dalla valle del Cixerri, il
progetto per l’Ambito è orientato alla valorizzazione di nuove assialità territoriali quali quelle
che pongono in relazione le valenze paesaggistiche, ambientali e storiche, distribuite in
modo trasversale rispetto alla direttrice fluviale dominante. Attraverso l’individuazione degli
attrattori ambientali, insediativi, storici sui versanti montani ed, in generale, attraverso il
potenziamento della fruizione del territorio, il progetto intende riproporre un nuovo modello di
attraversamento del territorio che, rompendo la monotonia di paesaggio da attraversare
longitudinalmente, secondo i percorsi della viabilità principale, riassegni una dignità e
riconoscibilità al sistema degli insediamenti e dei luoghi della natura e della storia che
incorniciano la grande vallata fluviale. L’elemento lineare del sistema fluviale principale si
pone come asse di simmetria, rispetto ad interventi capaci di rafforzare le deviazioni dal
tracciato viario di fondovalle in direzione dei sistemi orografici di margine, e in collegamento
con le emergenze ambientali e storiche costituite dai presidi urbani e minerari, il sistema
idrografico degli affluenti e delle dominanti montane.
Il progetto per l’ambito riconosce un insieme di interventi puntuali finalizzati ad una
valorizzazione sistematica e coerente con il tema di progetto generale.
La Provincia attraverso le competenze attribuite dal comma 13 dell’art.106 delle Norme
Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Provinciale e attraverso gli strumenti di
attuazione del piano promuove progetti territoriali finalizzati alla valorizzazione integrata del
paesaggio.
Orientamenti normativi per il coordinamento e l’attuazione degli indirizzi
C.1 -Piana agricola del Cixerri
1. Rafforzare la direttrice trasversale alla vallata che collega Villamassargia con
Domusnovas come occasione di collegamento alle risorse ambientali dei rilievi (Ambiti 7
e 28), con elementi attrattori quali le grotte di San Giovanni nel complesso calcareo
metallifero di Domusnovas, il castello di Gioiosa Guardia, il parco regionale del Monte
Linas-Marganai-Oridda, la via per Narcao/Giba e la miniera di Rosas e Orbai verso il
massiccio del Sulcis (Ambito 28), attraverso la dorsale di Terraseo.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema delle infrastrutture per la mobilità ed il Sistema del
patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi progettuali
nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli obiettivi
delineati dall’indirizzo del PPR. In particolare l’allestimento di un sistema della viabilità
finalizzato alla fruizione del territorio deve prevedere criteri organizzativi dell’apparato
infrastrutturale tali da orientare in senso paesaggistico i contenuti progettuali.
AMBITO DI PAESAGGIO VALLE DEL CIXERRI
50
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR. I
Piani Urbanistici Comunali individuano i tracciati ed i nodi aventi valenza strategica ai fini
della valorizzazione dei paesaggi e delle relazioni.
2. Riqualificare il sistema delle case tradizionali e dei centri storici appartenenti alla rete dei
Centri della Terra Cruda, quali Villamassargia e Musei, attraverso la conservazione o
ripristino della filiera di produzione dei materiali necessari al restauro delle abitazioni e
per la costruzione di nuovi edifici con le tecniche mutuate dal sistema tradizionale.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’indirizzo è di specifica competenza comunale attraverso l’adeguamento
della pianificazione urbanistica, generale e particolareggiata, agli indirizzi ed alle
prescrizioni contenute nel PPR. Il recupero e riuso del patrimonio edilizio in terra cruda
trova ne “I Manuali del recupero”, redatti a cura della RAS nell’ambito degli allegati
operativi al PPR, il principale riferimento per il recupero e la valorizzazione dell’edilizia
storico tradizionale nel rispetto dei caratteri tipologico costruttivi dell’edilizia tradizionale. Il
ripristino delle filiere produttive deve favorire l’innovazione tecnologica anche attraverso
la predisposizione di progetti di rilievo intercomunale (anche interprovinciale) mediante il
coinvolgimento di più attori istituzionali e socioeconomici.
3. Riqualificare il centro abitato di Musei, insediamento medievale distrutto e poi ricostituito
dalla Compagnia dei Gesuiti, come polo insediativo del settore occidentale dell’Ambito,
con particolare riguardo alla conservazione delle relazioni fra il suo carattere rurale, le
architetture in terra cruda e le attività della tradizione agricola storica.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Gli strumenti per l’attuazione dell’indirizzo specifico sono assimilabili a quanto riportato
per l’indirizzo 4 del medesimo Ambito di paesaggio.
La Provincia, attraverso le competenze attribuite dal comma 13 dell’art.106 delle Norme
Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico Provinciale e attraverso gli strumenti di
attuazione del piano, promuove progetti territoriali finalizzati alla valorizzazione integrata
del paesaggio.
4. Riqualificare il centro storico di Siliqua, dalla metà del XIX secolo polo del percorso di
collegamento Cagliari-Iglesias-Carbonia, ed il tratto di territorio tra Musei e Siliqua, con
particolare attenzione alla salvaguardia degli affluenti del rio Cixerri e delle contigue
colture cerealicole di rotazione a maggese.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’indirizzo è parzialmente delegata alla sfera di azione locale secondo
quanto precisato negli indirizzi aventi per oggetto i processi di riqualificazione degli
insediamenti urbani. I Piani Urbanistici Locali di concerto con l’Ente Regione stabiliscono
le strategie di riqualificazione dell’urbano.
AMBITO DI PAESAGGIO VALLE DEL CIXERRI
51
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
Relativamente agli aspetti riguardanti il territorio nel suo complesso e le relazioni con il
sistema agricolo ed ecologico il PUP prevede linee guida e strategie attuative finalizzate
al riconoscimento e la valorizzazione di contesti o situazioni con potenzialità e valenze di
rilievo sovralocale. I sistemi di riferimento sono il Sistema della tutela e della
valorizzazione ambientale, il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, il
Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata. In riferimento ai
caratteri territoriali d’ambito l’attuazione dell’indirizzo richiede un approccio in cui sia alla
scala locale che alla scala locale si individuino aree di interesse paesaggistico e
rappresentative di valori identitari, anche in funzione delle valenze strategiche per settori
particolari quali l’agricoltura/allevamento biologici, la formazione di isole di naturalità
appartenenti alla rete ecologica.
5. Riconoscere e conservare il sistema delle colture storiche di elevata valenza
paesaggistica presenti nell’Ambito, come l’uliveto secolare di S’Ortu Mannu, in agro di
Villamassargia.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP propone il Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata
che stabilisce alcuni criteri organizzativi del comparto agricolo, anche in relazione alla
possibilità di esplicare finalità di valorizzazione paesaggistica.
I Piani Urbanistici Comunali, anche in funzione delle indicazioni del PPR, riconoscono nel
proprio strumento urbanistico una differenziazione delle zone agricole, precisando, anche
in relazione ai processi agricoli in atto eventuali potenzialità o criticità territoriali, anche ai
fini della promozione di politiche di valorizzazione di peculiarità paesaggistiche. In
riferimento ai caratteri territoriali d’ambito, l’attuazione dell’indirizzo richiede un approccio
in cui sia alla scala locale che alla scala sovralocale si individuino le aree di pregio
dell’agricoltura ma anche le aree che possono essere strategiche per settori particolari
quali l’agricoltura/allevamento biologici, la formazione di isole di naturalità, aree per la
coltivazione intensiva, aree di interesse paesaggistico e rappresentative di valori
identitari.
6. Conservare e in parte riorganizzare il sistema paesaggistico del secondo dopo guerra,
caratterizzato da rimboschimenti, dall’insediamento sparso di Monte Cadelanu e dalle
opere per l’invaso relative allo sbarramento del rio Cixerri.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo del
Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale che stabilisce un modello di rete
nel quale sono evidenziati areali e nodi strategici in termini ecologici e le loro
interrelazioni funzionali. Il dispositivo della Rete Ecologica individua nel territorio un
modello finalizzato alla tutela e valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale. Ai fini
di una maggiore efficacia degli interventi l’attuazione dell’indirizzo deve essere coerente
con il modello di coordinamento territoriale rappresentato dalla Rete Ecologica
Provinciale.
I Piani Urbanistici Comunali, riferendosi agli schemi della Rete Ecologica adeguano i
contenuti degli strumenti di piano e delle norme riferite agli ambiti di tutela, riconoscendo,
riqualificando o incrementando gli areali proposti dalla Rete.
AMBITO DI PAESAGGIO VALLE DEL CIXERRI
52
PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
7. Riqualificare il sistema delle sorgenti storiche ed attuali (Zinnigas, Tanì, Caput Acquas) in
relazione alla valorizzazione dei tracciati storici e dei percorsi montani e di penetrazione
agraria anche attraverso la valorizzazione dei percorsi pedemontani e degli effetti
percettivi sul paesaggio da essi fruibili.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.3 -Versanti meridionali della dorsale di Gonnesa e soglia di Arcu Sa Cruxi
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’attuazione dell’obiettivo n. 7 è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla
scala locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR
o nell’ambito di specifici programmi integrati e iniziative progettuali di valenza
intercomunale. Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, attraverso i
relativi Campi offre la possibilità di attivare progetti territoriali per l’identificazione e la
selezione di reti di percorrenza del territorio con elevata valenza storico-culturale e
paesaggistica.
8. Conservare l’attività agricola attraverso la costruzione di prodotti di qualità e della loro
trasformazione anche in relazione alla suscettività reale e potenziale dei suoli (filiera
dell’olio e del vino, sistemi di consorzi per la produzione, trasformazione e
commercializzazione di prodotti connotati in rapporto alla zona di provenienza e alle
tecniche di lavorazione-marchi di qualità e tipicità).
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP propone il Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata
che stabilisce alcuni criteri organizzativi del comparto. Si deve favorire l’innovazione
tecnologica in termini di miglioramento del processo produttivo attraverso logiche di
filiera. L’organizzazione di filiere, anche in relazione con un mercato orientato alla
domanda turistica richiede la predisposizione di progetti mirati atraverso l’organizzazione
di più attori istituzionali e socioeconomici.
9. Rafforzare la funzione del corridoio ecologico svolta dai corsi d’acqua, riconoscendo
anche alle fasce di pertinenza e tutela fluviale il ruolo di ambiti vitali, nei quali garantire la
qualità idraulica, naturalistica e paesistica in equilibrio tra loro.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo del
Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale che stabilisce un modello di rete
nel quale sono evidenziati areali e nodi strategici in termini ecologici e le loro
interrelazioni funzionali.
I Piani Urbanistici Comunali, riferendosi agli schemi della Rete Ecologica adeguano i
contenuti degli strumenti di piano e delle norme riferite agli ambiti di tutela, riconoscendo,
riqualificando o incrementando gli areali proposti dalla Rete. Il dispositivo della Rete
Ecologica individua nel territorio un modello finalizzato alla tutela e valorizzazione del
patrimonio ecologico-ambientale. Ai fini di una maggiore efficacia degli interventi
l’attuazione dell’indirizzo deve essere coerente con il modello di coordinamento
territoriale rappresentato dalla Rete Ecologica Provinciale.
AMBITO DI PAESAGGIO VALLE DEL CIXERRI
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PROVINCIA DI CARBONIA IGLESIAS
PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
10. Salvaguardare e tutelare l’integrità di sistemi forestali e preforestali attraverso azioni di
gestione: monitoraggio e tutela integrale (foresta planiziaria) e attraverso la
valorizzazione economica a scopi turistico ricreativi.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.2 -Versanti settentrionali della dorsale di Terraseo
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo del
Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura specializzata ed il Sistema della
Difesa del Suolo che stabilisce un modello gestionale del territorio finalizzato all’adozione
di criteri di intervento basati su principi di multifunzionalità e sostenibilità.
I Piani Urbanistici Comunali, riferendosi ai principi ed alle linee guida proposte nei
sistemi, integrano i contenuti degli strumenti di piano e delle relative normative,
precisando apposite prescrizioni d’uso formulate su tali principi. Alle aree individuate
secondo i criteri stabiliti dal PPR (anche in adeguamento alle indicazioni del PAI) vanno
associate discipline d’uso adeguate al recepimento dei principi della gestione sostenibile
e della multifunzionalità. Il Sistema del patrimonio agro-forestale e dell’agricoltura
specializzata ed il Sistema della Difesa del Suolo individuano nel territorio un dispositivo
territoriale finalizzato alla gestione sostenibile del patrimonio delle aree interessate da
particolari caratteri ambientali (le fasce dei corsi d’acqua, i versanti interessati da
coperture boscate, ecc.). Ai fini di una maggiore efficacia degli interventi l’attuazione
dell’indirizzo alla scala locale e sovralocale deve essere coerente con il modello di
gestione proposto.
11. Riqualificare il sistema minerario dismesso di Orbai nel territorio di Villamassargia, nel
rispetto della memoria storica delle strutture e delle infrastrutture industriali utilizzate per
la coltivazione e la lavorazione dei minerali di piombo e zinco, attraverso il
consolidamento della funzionalità turistico-ricettiva dell’insediamento nell’ambito di un
sistema di relazioni con altri siti minerari, quali Rosas-Terraseo nell’Ambito del Sulcis (n.
28), ed integrata alle funzioni per la gestione dei complessi forestali e delle valenze
naturalistiche della rete ecologica locale.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.2 -Versanti settentrionali della dorsale di Terraseo
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale ed il
Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce obiettivi e indirizzi
progettuali nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli
obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR.
La Rete Ecologica stabilisce un modello territoriale di riferimento che riconosce areali
dotati di funzioni e relazioni ecologiche che, riunite entro una logica sistemica, assicurano
il mantenimento e la rigenerazione delle qualità ecologico-ambientali del territorio. Il
dispositivo della Rete Ecologica individua nel territorio un modello finalizzato alla tutela e
valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale. Ai fini di una maggiore efficacia degli
interventi l’attuazione dell’indirizzo deve essere coerente con il modello di coordinamento
territoriale rappresentato dalla Rete Ecologica Provinciale.
Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio definisce un quadro
organizzativo delle conoscenze sulla distribuzione dei beni sul territorio finalizzato
all’attivazione di politiche di promozione, valorizzazione e fruizione integrata dei beni
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
stessi, in quanto riconosciuti di interesse sovralocale. Entrambi i dispositivi costituiscono
un quadro di coerenze al quale riferire gli interventi entro una logica sistemica.
Attraverso il processo di adeguamento al PPR i Piani Urbanistici Comunali individuano
sul territorio areali o beni dotati di una riconoscibilità non solo alla scala locale ma
soprattutto entro un dispositivo di coordinamento, che integra un insieme di situazioni
isolate in quadri organici di relazioni. Ai fini di una maggiore efficacia degli interventi
l’attuazione dell’indirizzo deve essere coerente con il modello di coordinamento
territoriale rappresentato dai sistemi citati.
Il PUP adotta il dispositivo degli Accordi Territoriali/strategici che accompagna il percorso
attuativo di progetti incentrati sulla tutela e valorizzazione di sistemi di risorse con
valenza sistemica attraverso meccanismi di percorsi progettuali cooperativi.
12. Promuovere l’organizzazione di una rete di percorrenza diversificata per la fruizione del
lago di Medau Zirimilis e Genna is Abis nel contesto di un sistema di connessione con il
lago di Bau Pressiu nell’Ambito del Sulcis (n. 28) e con il lago di monte Pranu,
nell’Ambito costiero 5, consolidando la loro centralità ambientale in relazione alla
connettività ecologica impostata sulle matrici morfologiche e sulle reti idrografiche
sottese.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.3 -Versanti meridionali della dorsale di Gonnesa e soglia di Arcu Sa Cruxi
Strumenti di coordinamento e attuazione:
Il PUP/PTC, attraverso il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio ed il
Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale definisce obiettivi e indirizzi
progettuali nonché strategie di intervento e azioni specifiche coerenti e integrate con gli
obiettivi delineati dall’indirizzo del PPR. Entrambi i dispositivi costituiscono un quadro di
coerenze al quale riferire gli interventi entro una logica sistemica.
L’attuazione dell’obiettivo è delegata alla specificazione e contestualizzazione alla scala
locale nell’ambito degli Piani Urbanistici Comunali adeguati alla normativa del PPR o
nell’ambito di specifici programmi integrati e iniziative progettuali di valenza
intercomunale. Il Sistema del patrimonio storico culturale e del paesaggio, attraverso i
relativi Campi offre la possibilità di attivare progetti territoriali per l’identificazione e la
selezione di reti di percorrenza del territorio con elevata valenza storico-culturale e
paesaggistica.
13. Riqualificare il sistema fluviale del rio Cixerri e della rete idrografica afferente mediante la
conservazione e rinaturalizzazione dei canali, del sistema dei terrazzi alluvionali, degli
argini, delle sponde e delle aree golenali al fine di garantire la funzionalità idrologica in
relazione ai deflussi minimi vitali e alla effettiva capacità autodepurativa del fiume, anche
come occasione per il recupero della connettività ecologica tra il sistema umido costiero
dello stagno di Cagliari e gli Ambiti interni.
Ambito paesaggistico di riferimento:
C.1 -Piana agricola del Cixerri
Strumenti di coordinamento e attuazione:
L’indirizzo prefigurato dal PPR viene recepito dal PUP attraverso il dispositivo del
Sistema della tutela e della valorizzazione ambientale che stabilisce un modello di rete
nel quale sono evidenziati areali e nodi strategici in termini ecologici e le loro
interrelazioni funzionali. Il dispositivo della Rete Ecologica individua nel territorio un
dispositivo territoriale finalizzato alla tutela e valorizzazione del patrimonio ecologico-
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PIANO URBANISTICO PROVINCIALE / PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
ambientale. Ai fini di una maggiore efficacia degli interventi l’attuazione dell’indirizzo deve
essere coerente con il modello di coordinamento territoriale rappresentato dalla Rete
Ecologica Provinciale.
I Piani Urbanistici Comunali, riferendosi agli schemi della Rete Ecologica adeguano i
contenuti degli strumenti di piano e delle norme riferite agli ambiti di tutela, riconoscendo,
riqualificando o incrementando gli areali proposti dalla Rete.
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