Martedì 15 aprile 2014
ANNO XLIX NUMERO 89 EURO 1,30
Il mondo alla rovescia
CRETINI SENZA DIVISA
Il capo della polizia dà del cretino all’agente che tiene a terra una ragazza con il piede. Ma una sequenza fotografica
dimostra chi sono i veri violenti: tra di loro c’è anche il compagno della giovane. Che la sinistra incensa come un eroe
VIENI A TROVARCI ANCHE SUL SITO
di MAURIZIO BELPIETRO
Fatti contro parole
Come al solito, nel fine settimana Roma è
stata messa a ferro e fuoco. E come al solito, invece di prendersela con chi ha distrutto e sporcato tutto ciò che ha incontrato sulsuo cammino, igiornali se la prendono con chi ha tentato di impedirlo.Il colpevole numero uno è un poliziotto che nella
confusione ha fermato una ragazza, mettendole uno scarpone sulla schiena per costringerla a rimanere sdraiata a terra. Ma
non si fa, benedetto questurino. Le ragazze, anche quelle che partecipano alle manifestazioni che finiscono con la violenza,
non si toccano neppure con
un fiore, men che meno con
le manette. E questo è un
comportamento che dopo i
fatti di Genova nessun rappresentante delle forze dell’ordine dovrebbe mai dimenticare. Soprattutto non
ci si fa fotografare, perché basta un click come quello scattato sabato nella capitale per
ribaltare il senso delle cose e
trasformare in mammoletta
chi va in piazza per spaccare
le vetrine o la testa agli uomini che indossano una divisa.
Come volevasi dimostrare, l’agente con
gli scarponi chiodati è assurto a simbolo
del braccio violento della legge, e i bravi
ragazzi con il passamontagna sono stati
trasformati dai giornali in studenti in vacanza-premio nella città eterna. Il ministro dell’Interno è stato costretto ad annunciare che contro il pedestre tutore dell’ordine saranno presi provvedimenti. Il
capo della polizia ha definito il sottoposto
«un cretino» e c’è da giurare che finirà trasferito nel più lontano commissariato di
periferia. La fotografia del celerino in piedi
che costringe la giovane a terra manco fosse una preda appena conquistata ha ovviamente fatto il giro dei siti web, i quali in
coro hanno deplorato l’episodio come
esempio di sessismo, machismo, fascismo eccetera eccetera. Tutti i siti tranne
uno. «Dagospia» ha infatti deciso di sottrarsi alla celebrazione del solito luogo comunismo, pubblicando in esclusiva una
sequenza fotografica in cui si vede un giovane che abbraccia (...)
segue a pagina 7
L’euroNapolitano
non incanta più:
via dalla trappola
di MARIO GIORDANO
Qui a sinistra, la foto «simbolo» della ragazza a terra
protetta dal fidanzato. Come ha scoperto Dagospia, è lo
stesso giovane che poco prima aveva partecipato agli
assalti contro gli agenti e alla devastazione della città
In attesa che torni indietro
l’Europa, torna indietro l’Auditel. Prima ancora di uscire
dall’euro, infatti, Napolitano
fa uscire dai gangheri i telespettatori, che non a caso girano le spalle al presidente
della Repubblica in versione
tele-europeista: l’intervista
esclusiva di Fabio Fazio totalizza solo l’11,91 per cento di
share, uno dei peggiori risultati della stagione. Colpa di
un format un po’ bollito? Forse. Colpa (...)
segue a pagina 15
La contro proposta
Lottizzazione ai vertici delle aziende pubbliche. All’Enel arriva l’avvocato di Carrai
Renzi nomina i suoi amici
Ieri sera a Palazzo Chigi incontro tra il premier e Berlusconi: la legge elettorale torna in bilico
di FRANCO BECHIS
La forzatura dei giudici
Dopo averli portati ai verticidelPd,dopo averliportati nella stanza dei bottoni di palazzo Chigi, Matteo Renzi ha sfoderato gli
ultimi"Renzini" che ancora teneva nella sua capiente gerla e li ha infilati uno
per uno nei consiglidiamministrazione delle grandi società (...)
segue a pagina 3
SALVATORE DAMA
a pagina 9
Per il Cavaliere le prescrizioni sono condanne
di FILIPPO FACCI
La Corte di Cassazione ha reso
note le motivazioni che a suo dire giustificano i due anni di interdizione diBerlusconi dai pubblici uffici per il processo Mediaset, quello per frode fiscale. La
decisione, ricordiamo, risale al
14 marzo scorso. Al di là delle
scontate valutazioni sulla «gravità» del reato (la frode fiscale, ap-
punto) la sentenza non fa che
aderire a quanto aveva già sancito la Corte d’Appello di Milano,
la quale, su un preciso punto, si
era scontrata con le tesi della difesa. Il punto era questo: se le
passate sentenze di prescrizione che hanno riguardato Berlusconi - al di là degli effetti penali
ovviamente nulli - dovessero o
no avere un loro peso (...)
segue a pagina 9
Il salario minimo?
Dateci piuttosto
le gabbie salariali
di GIULIANO ZULIN
Salario minimo, reddito di
cittadinanza, assegno ai disoccupati… quante proposte catto-comuniste, quanti
bei propositi che qualcuno
tuttavia dovrà pagare, quanti incentivi a lavorare poco e
magari male. Tanto lo Stato
ti paga lo stesso… Il governo
Renzi ha delle idee peggiori
della Merkel,che non rispondono al problema occupazionale, anzi lo ammazzano
del tutto. In Germania hanno passato (...)
segue a pagina 4
Le follie della burocrazia
Intervista al Ct
Così sono stato raggirato dal Comune
Prandelli: «La verità sul mio stipendio»
di MASSIMO AMADELLI
di FABRIZIO BIASIN
Fuggite o sarete uccisi da una burocrazia stupida e incredibilmente distante dalla realtà.
Anni addietro ho acquistato un
terreno in zona antigianale/produttiva dal Comune di Copparo,
provincia di Ferrara. Acquisto pagato per intero, dove il Comune
(lui...) aveva ottenuto (...)
Cesare Prandelli, noi di Libero siamo
fortunatissimi: la attacchiamo in merito ai suoi compensi e lei ci riceve un
giorno prima del resto della stampa
nazionale.
«Le dirò, non siete stati cattivi, ma
erano necessarie delle precisazioni.
La Federazione non usa solo soldi pubblici per pagare (...)
segue a pagina 14
segue a pagina 33
Cesare Prandelli
Prezzo all’estero: CH - Fr 3.00 / MC & F - €2.00 / SLO - € 2.00
Prezzo all’estero: CH - Fr 3.00 / MC & F - €2.00 / SLO - € 2.00
\*Con: VOL. 2 “I più celebri discorsi della storia: dalla seconda guerra mondiale alla ricostruzione” € 7,00
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LIQUIDAZIONI D’ORO Sommando tutte le buonuscite
spettanti ai manager in uscita (con anni di carriera alle
spalle) si arriva alla cifra monstre di 25 milioni
i nostri soldi
Renzi sposta Moretti, Italo ringrazia
Cambi ai vertici dei colossi pubblici: l’ad di Ferrovie trasloca al vertice di Finmeccanica, all’Eni promosso l’interno Descalzi,
alle Poste va il manager Caio. Per la prima volta tre presidenti donne: Marcegaglia, Todini e Grieco. Manca solo Terna
::: I NOMI
[LaPresse]
CAIO
Francesco Caio è stato nominato amministratore delegato delle Poste. Ex capo della
compagnia telefonica Omnitel, passato poi alla Olivetti
di De Benedetti, Caio era stato nominato da Letta a capo
dell’Agenda digitale. Ha lavorato anche in banche d’affari.
[Fotogramma]
MARCEGAGLIA
Emma Marcegaglia, imprenditrice nel campo dell’acciaio
ed past president di Confindustria, è stata nominata presidente di Eni. Nel ruolo di ad
è stato promosso l'attuale capo della divisione Esplorazione&Ricerca Claudio Descalzi.
[Fotogramma]
STARACE
Anche al vertice di Enel, come amministratore delegato,
è stata scelta una risorsa interna presente in azienda dal
2000: Francesco Starace, che
guida Enel Green Power, lo
spin off delle rinnovabili e
che sarebbe molto gradito all’attuale esecutivo.
[Fotogramma]
TODINI
Altra “quota rosa” inserita
dal governo nel bouquet delle poltrone di Stato è Luisa
Todini, nominata alla presidenza di Poste. Nel Consiglio di amministrazione siederanno anche Roberto Rao,
Antonio Campo dall’Orto ed
Elisabetta Fabbri.
::: NINO SUNSERI
■■■ A fine sono arrivate le
nomine. Su alcune si vede l’ombra di Denis Verdini a dimostrazione che il patto con Renzi tiene
ancora. Alle 21, dopo un vertice
durato oltre quattro ore tra il premier e il ministro dell’Economia
Padoan, sono stati rivelati i nuovi
vertici dei grandi gruppi pubblici,EniEnel, Finmeccanica,Ferrovie dello Stato ma anche Terna e
Poste. L’argenteria di casa del sistema economico nazionale. Il
governo aveva annunciato
discontinuità nel tracciare questa nuova mappa del potere e nella nota ufficiale ha espresso «un
particolare ringraziamento» agli
ex vertici di Enel ed Eni «per la
preziosa opera prestata in questi
anni».Saluti di rito perchè la rivoluzione è totale. Conferma solo
per il presidente di Finmeccanica Gianni De Gennaro. La regola
dei tre mandati è caduta come
nuna tagliola sulle ambizioni di
Fulvio Conti, Paolo Scaroni e
Massimo Sarmi.Soprattutto il capo di Poste aveva sperato di mantenere un ruolo operativo in vista
della privatizzazione.Non c’è stato niente da fare. Tutto nuovo
con l’aggiunta di tre donne. All'
Eni l'ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, alle Poste Luisa Todini (imprenditrice
certamente molto gradita a Berlusconi) e all’Enel Patrizia Grieco
proveniente dalla Olivetti.Gli amministratori delegati sono di nomina interna all’Eni (Claudio Descalzi) e all’Enel con Francesco
Starace. In Finmeccanica arriva
Mauro Moretti, proveniente dalle Ferrovie. Un riconoscimento
alle capacità di un manager che
ha saputo risanare i treni italiani.
Un trasferimento che certo non
dispiace ai concorrenti di Italo
che, nell’arcigno ingegnere riminese,avevano trovato un competitore implacabile. In ogni caso
una sorpresa considerando le polemiche di cui solo poche settimane fa l’avevano visto protagonista. Aveva dichiarato che non
avrebbe accettato riduzioni. Casomai avrebbe lasciato le Ferrovie. E’ stato accontentato anche
se non è andato all’estero come
aveva dichiarato. La sua poltrona
alla testa dei treni italiani, per il
momento resterà vuota.Alle Poste arriva come capo-azienda
Francesco Caio.Dall'elenco mancano le designazioni a Terna che
spettano alla Cdp. Si parla come
presidente di Catia Bastioli(attuale amministratore delegato diNovamont, azienda novarese leader nella chimica verde). Nessuna possibilità di appello per l’amministratore delegato Flavio Cattaneo.
E' il primo vero atto di governo
di governo di Renzi. Un atto estemamente significativo fin dalle
premesse, considerando le voci
che hanno messo subito in relazione la caduta dell'esecutivo di
Enrico Letta con la gran tornata
di nomine. Per settimane i giornali sono stati impegnati nella girandola dei nomi, spesso fatti circolare da qualche diretto interessato. Finché non è rimasto che
attendere i comunicati ufficiali. Il
cambiamento è radicale. Era da
almeno un decennio che di fatto
le maggiori imprese dove lo Stato
è ancora azionista di riferimento
non sperimentavano un autentico ricambio. Non nei nomi, tantomeno nell'anagrafe. Sia Berlusconi che i governi di centro-sinistra avevano preferito la continuità per non suscitare scontri. Renzi ha rotto gli indugi. Ora dovrà
vedersela con la Rai, un ricambio
con i fili scoperti.
Resta aperto il tema delle retribuzioni su cui nelle scorse settimane si era aperto un lungo contenzioso. Ha annunciato Graziano Delrio a Porta a Porta:«Gli amministratoridelegativerranno pagatisecondo un criterio di mercato.i presidenti non guadagneranno più di 238 mila euro, una novità che speriamo si imponga come best pactice. Rispetto ai competitor internazionali c'è stato un
ridimensionamento»
Agliuscentiresta la consolazione della ricca liquidazione.Ilsettimanale l'"Espresso" ha quindi
calcolato che se la buonuscita di
Conti dall'Enel dovrebbe ammontare a 6,4 milioni, quella di
Scaroni dall'Eni non potrebbe essere inferiore a 8,3 milioni. Sommando a queste cifre le altre liquidazioni, si potrebbero superare
di slancio lo strabiliante ammontare di 25 milioni di euro.
L’incontro col premier e poi con Scaroni
Il Colle scarica le nomine su Matteo
e chiede garanzie su riforme veloci
::: ELISA CALESSI
ROMA
■■■ Hanno parlato deiprovvedimenti economici su cui è al lavoro il governo, a cominciare
dalDef, delle riforme costituzionali,prima fra tutte quella del Senato. E, naturalmente, delle nomine. Anche se su quest’ultimo
tema, quello caldo di giornata,
Giorgio Napolitano si è limitato
ad ascoltare l’elenco di nomi fatto dal premier Matteo Renzi. Un
modo per chiarire che la responsabilità delle decisioni è del governo. La scelta dei nuovi vertici
delle grandi società quotate pubbliche, come precisano al Quirinale,«non è di nostra competenza». Vista la delicatezza e l’attenzione generale sulla vicenda,l’ultima cosa che interessava a Napolitano era infilarsi in una partita che, prevedibilmente, susciterà infinte polemiche e discussioni. Per quanto non è facile tenersene completamente fuori, visto
che proprio ieri Napolitano ha
ricevuto anche Paolo Scaroni,
amministratore delegato dell’Eni in scadenza. Anche su questo
incontro, naturalmente, sul Colle vige il riserbo più assoluto.
Fonti del Quirinale si limitano a
far sapere che Scaroni avrebbe
illustrato al presidente «la situazione degli approvvigionamenti
energeticiper l’Italia e per l’Europa». Una visita forse di cortesia,
segno di apprezzamento per il
lavoro svolto, tenuto conto che
Scaroni per tutto il giorno era dato in uscita.Certo è che Napolitano ha ridotto al massimo consigli o suggerimenti al premier su
questo dossier, tenendo a precisare che sulle nomine l’onere e
l’onore è unicamente del governo, nelle persone del primo ministro e del ministro del Tesoro.
A loro e a nessun altro, men che
meno al presidente della Repubblica, spetta scegliere chi debba
guidare le società partecipate
dallo Stato. Una precisazione,
questa che si fa sul Colle, che dà
anche il senso del rapporto che
c’è tra Quirinale e Palazzo Chigi.
Con i due precedenti governi,
quello guidato da Mario Monti e
poi quello presieduto da Enrico
Letta,non sarebbe stato un tradimento della realtà ipotizzare
che molte scelte, comprese alcune nomine, fossero concordate
con Napolitano. Con Renzi, no.
Anche per volontà dello stesso
presidente della Repubblica che
rispetta l’autonomia del premier e che vede di buon occhio
un cambiamento anche in que-
sta materia .
Piuttosto, Napolitano si è sofformato sugli altri due dossier.
Di fronte a Renzi, che gli ha fatto
un quadro sullo stato dell’arte, il
presidente della Repubblica,
puntiglioso com’è, gli ha chiesto
«valutazionirealistiche» sui tempi e sui traguardi del percorso
delle riforme. Ce la fate o non ce
la fate ad approvare la riforma
del Senato? Quando precisamente? E con chi? Si è informato su cosa il premier è disposto a
correggere, visto che ieri Forza
Italia ha fatto sapere che la riforma del Senato, così com’è, non
ha intenzione divotarla.Ha voluto sapere da Renzi quali sono i
margini di mediazione con le altre forze politiche e con quei settori del Pd che hanno espresso
critiche al testo del governo. La
preoccupazione di Napolitano
nasce dalla constatazione che la
riforma elettorale non può essere disgiunta da quella del Senato. Senza di questa, si spiega al
Quirinale, l’Italicun sarebbe un
mostro giuridico. Renzi, da parte sua, gli ha dato rassicurazioni,
spiegando che, fatti salvi i famosi quattro paletti (non sarà elettivo, sarà gratis, non voterà la fiducia e il bilancio), sul resto si può
discutere. In particolare sul nu-
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ACCONTENTATO ANCHE NCD Nel cda di Enel trova
posto anche Andrea Gemma, avvocato siciliano vicino
al ministro dell’Interno Angelino Alfano
i nostri soldi
La carica dei renzini
E okkupano pure
i colossidello Stato
Da Alberto Bianchi in Enel, amico del premier e avvocato
di Carrai, a Diva Morani (Eni), da Fabrizio Landi
(Finmeccanica) fino ad Antonio Campo dall’Orto (Poste)
::: segue dalla prima
FRANCO BECHIS
PARTITA CHIUSA
Il premier Renzi è
soddisfatto per le
nomine.
A sinistra il nuovo
ad di Finmeccanica,
Mauro Moretti [LaP]
Il doppio salto di Rao
L’ex portavoce di Casini
dalla Giustizia alle Poste
::: ROMA
mero dei componenti e sul modo
di sceglierli.
Sullo sfondo di questi ragiona■■■ Alle Poste italiane sbarmenti c’è anche il tema delle sue
ca, come membro del consiglio
eventuali dimissioni. Posto, infatdi amministrazione, l’ex portati, che il presidente della Repubvoce di Pier Ferdinando Casini.
blica non vuole creare problemi
Roberto Rao, ex deputato delalla stabilità del Paese, è risaputo
l’Unione di centro, giornalista e
che non è sua intenzione compleapprezzato capoufficio stampa
tare il settennato.
del leader neo deCome molte volte
mocristiano, è stato
ha detto, lascierà
nominato ieri sera
non appena le ridal governo di Matforme istituzionali
teo Renzi nella so- in primis quella
cietà a partecipazioelettorale - saranne pubblica. Pensano realizzate. I
re che Rao, rimasto
tempi che si delifuori dal Parlamenneano fanno imto alle elezioni di
maginare che diffifebbraio 2013, avecilmente Napolitava appena trovato
no potrà rimettere
un altro lavoro,
il mandato prima Giorgio Napolitano [Ansa] sempre per merito
dell’estate.
dell’esecutivo delDurante il semestre europeo di
l’ex sindaco di Firenze.
presidenza italiana creerebbe un
Il ministro della Giustizia Anproblema, perché sposterebbe
drea Orlando l’ha nominato soll’attenzione internazionale dalla
tanto qualche settimana fa suo
guida dell’Unione europea da
«Consigliere economico e fiparte dell’Italia alla ricerca di un
nanziario» con decreto ministesuccessore di Napolitano. Infine,
riale del 18 marzo 2014. Per il
si è parlato del Def , dei provvedisito del ministero di via Arenumentieconomici in cantiere e dela Rao è ancora membro dell’
gli incontri internazionali fatti nei
«ufficio di diretta collaboraziogiorni scorsi dal ministro Padone» del Guardasigilli, il luogo
an.
dove si riuniscono i collaborato-
ri di ministri e sottosegretari, il
personale a “chiamata diretta”.
Quello appena costituito dalministro Orlando, esponente della minoranza Pd che fa capo a
Gianni Cuperlo, era costituito
da otto persone. Di giustizia certo Rao se ne intende: dal 2008 al
2013 è stato capogruppo del
suo partito in commissione
Giustizia,oltre che membro della Vigilanza Rai. Orlando aveva
affidato a Rao il compito di consigliarlo sulle misure economiche e destinato al giornalista un
compenso di 46 mila euro all’anno. Probabilmente Rao
avrebbe potuto chiedere di più:
portavoce e capoufficio stampa
del ministro incasseranno ciascuno - e sono due - 103.800 euro.
Divenuto membro del cda di
Poste italiane, Rao dovrà dimettersi da via Arenula per non incappare nel conflitto di interessi.Può sperare così di aumentare il suo emolumento, Mauro
Palma, due lauree, già membro
del comitato scientifico della rivista ItaliEuropei, organo della
Fondazione di Massimo D’Alema, nominato “Consigliere per
la tematiche sociali e della devianza” per 46 mila euro.
P.R.
(...) controllate dall'esecutivo.
Nel consiglio di amministrazione dell’Enel ha trovato un posto
ad Alberto Bianchi, suo amico e
avvocato fiorentino. Per anni ha
fatto il presidente e il tesoriere
della Fondazione Big Bang, con
cui Renzi ha raccolto fondi e
amicizie per dare la sua scalata
al potere. L’avvocato Bianchi è
anche il legale di fiducia di un
altro Renzino, Marco Carrai,
l’imprenditore che ha pagato
per lungo tempo l’affitto di una
casa a Firenze dell'allora sindaco. Un caso sollevato da Libero
proprio nelle settimane scorse.
Ma quello di Bianchiè solo il primo nome della nuova catena di
boiardi renzini. Nel consiglio di
amministrazione dell'Eni è approdata Diva Moriani, amministratrice del gruppo Intek di Vincenzo Manes, altro amico fraterno e antico finanziatore di ogni
passo dell'attuale premier.
I RENZI BOYS
Finito qui? Macchè. Nel consiglio di amministrazione di
Finmeccanica figura pure Fabrizio Landi. Lui è un manager che
per lunghi anni è stato amministratore delegato del gruppo
Esaote. Poco più di un anno fa
decise di darsi alla politica, e affiancò proprio Renzi nella sua
prima corsa alle primarie. Disse
di Matteo: «Mi ha insegnato che
si può sempre rimettersi in gioco». E in effetti Renzi ora l’ha rimesso nel gioco di Finmeccanica. Quarta grande società di Stato rinnovata ieri, quarto renzino
entrato in consiglio di amministrazione: Antonio Campo dall'
Orto,manager televisivo che approdò alla Leopolda fin dai primi passi dell'avventura politica
dell’allora sindaco di Firenze.
Nel cda delle Poste c'è anche un'
altra conoscenza del premier,
che è riuscita ad arrivare lì pur
senza finanziare la sua fondazione o partecipare alle varie primarie. Si tratta di Elisabetta Fabbri, che ha conosciuto Renzi e
lavorato a lungo con lui dopo
che fu nominata da Sandro Bondi commissario degli Uffizi. Alla
presidenza di Terna arriva Catia
Bastioli, già manager di Novamont, ma anche assidua frequentatrice (ed oratrice nel
2011) delle convention alla Leopolda organizzate dalla Fonda-
zione Big Bang.
Oltre ai Renzini c'è tutto quello che garantiva la prima Repubblica quando ci si preparava al
momento magico delle nomine
di Stato. Una bella lottizzazione,
e un'infornata di ex politici di
ogni provenienza: dalla dalemiana Marta Dassù (cda
Finmeccanica) all'ex portavoce
e parlamentare di Pierferdinando Casini, Roberto Rao (cda Poste), fino allo stesso presidente
delle Poste spa,che è Luisa Todini, già europarlamentare di Forza Italia. Nel cda di Enel posticino anche per Andrea Gemma,
avvocato siciliano assai vicino
ad Angelino Alfano. Dopo questa maxi lottizzazione per cui
avrebbero provato grande invidia vecchi dc alla Giulio Andreotti e Ciriaco De Mita, Renzi ha
messo un tocco di rosa sui nuovi vertici delle spa di Stato.
il graffio
Un modello
per l’Europa
«Perfare una lotta seria alle mafie occorre introdurre in Europa il reato di associazione di stampo mafioso», ha proposto ieri il
procuratore aggiunto di
Reggio Calabria, Nicola
Gratteri. Battaglia sacrosanta e obiettivo raggiungibile. Più difficile sarebbe farcomprendere in Europa il reato di «concorso
esterno».
il graffio
Un salto
a destra
Nella lista Nardella a Firenze capolista sarà Fiona May, già campionessa di salto in lungo. Ma
non simpatizzava per la
destra? «In Inghilterra
ero legata alla destra, ma
era il tempo di Margaret
Thatcher», si è giustificata. Sarà contento il numero due della lista Nardella: il sindacalista della
Fiom Luca Milani.
Avrebbe voluto avere un amministratore delegato in gonnella,
ma l'unica vera candidata esaminata, la manager Cir-Espresso Monica Mondardini, ha rifiutato cortesemente la guida operativa delle Poste.All'Enel avrebbe detto di sì, ma ormai lì i giochi erano fatti: Patrizia Grieco,
ex presidente di Olivetti e consigliere di Fiat industrial alla presidenza, Francesco Starace (l'uomo delle rinnovabili del gruppo) amministratore delegato.
All'Eni arriva alla presidenza
l'ex numero uno degli industriali italiani, Emma Marcegaglia, e
amministratore delegato un interno come Claudio De Scalzi.
Proprio la casella della Marcegaglia è stata quella che ha fatto
traballare fino all'ultimo il pacchetto complessivo di nomine.
Dopo avere finto di utilizzare
per trovare i nomi due società di
cacciatori di testa (la Spencer
StuartItalia e la Korn Ferry International già incaricate da Fabrizio Saccomanni durante il governo diEnrico Letta),dopo avere chiamato perfino una terza
società, la Key 2 People proposta da Graziano Delrio che già
l'aveva utilizzata all'Anci, la tavolata è stata imbandita per amici
e amichetti del cerchio magico
del premier.
RISCHIO INCIAMPO
Ma proprio sul nome di Marcegaglia si è rischiato di inciampare: il fratello era infatti incappato in una storiaccia di tangenti dove era coinvolta Enipower.
Si è verificato però che lei non
c'entrava nulla, e ogni timore è
svanito. Alle Poste oltre alla Todini è stato nominato Francesco Caio, ricompensato per avere lavorato gratis alla agenda digitale oltre un anno a palazzo
Chigi. Il colpo a sorpresa però è
arrivato in Finmeccanica: sia
per la sola riconferma di un manager (il potente De Gennaro alla presidenza), su richiesta del
presidente della Repubblica,
Napolitano. Ma soprattutto per
l'arrivo come amministratore
delegato di Mauro Moretti, che
così lascia le Ferrovie. Là era stato un mastino, e aveva sbarrato
la strada in ogni modo a Italo, il
treno rivale guidato da due amici di Renzi: Diego Della Valle e
Luca Cordero di Montezemolo.
I due oggi di sicuro stappano
spumante. Per il premier sarà
inevitabile la coda polemica…
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i nostri soldi
PROPOSITI Il successore di Giovannini insiste sul salario
minimo: «È un tema-chiave». E critica la cassa
integrazione: «Fa rimanere aggrappati a imprese morte»
Poletti ai disoccupati
«La mia ricetta?
Non so se funziona»
Il ministro del Lavoro: «Il piano Garanzia giovani? Intanto
partiamo, poi se ci saranno problemi rimedieremo»
Ammortizzatori sociali, manca all’appello ancora 1 miliardo
::: ANTONIO CASTRO
■■■ «Intanto partiamo... poi se
ci saranno dei problemi vedremo». Il ministro del Lavoro Poletti è un entusiasta e forse anche un
po’ azzardato quando si lancia in
nuovi progetti (come il Garanzia
Giovani), dove ci sono di mezzo i
miliardidell’Unione europea e soprattutto milioni di persone che
sperano di trovare un lavoro:
«Non so se funzionerà», ha messo le mani avanti, salvo subito dopo ammettere che «avremo tanti
problemi, ma intanto partiamo e
poiciadegueremo in corso d’opera per un progetto che parla ad
un milione di italiani».
Poletti - e come lui schiere di
uomini politici e di economisti sa bene che il nodo centrale di
questa crisi è il lavoro. Con le promesse ha gioco facile, forse pecca
un po’ nell’attuazione pratica: «Il
governo», anticipa, «sta lavorando affinché il 2014 sia l’anno della
svolta nella lotta alla disoccupazione e quello in cui saranno più
le persone che troveranno lavoro
che quelle che lo perderanno».
Parlando a Maserada sul Piave,
nel trevigiano, il ministro si è detto certo che si sia arrivati «alla coda di una crisi. Adesso dobbiamo
immaginare quale prospettiva
possiamo promuovere per cambiare questi numeri. È una situazione sulla quale si scaricheranno i problemi occupazionali delle
imprese. Noi abbiamo persone
in cassa integrazione, attaccate
ad imprese teoricamente ancora
vive,ma sostanzialmente già mor-
::: I TRE PROGETTI
DECRETO LAVORO
Il decreto prevede semplificazioni e flessibilità sui
contratti a termine e sull’apprendistato.
JOB ACT
Il ddl delega definito «Job Act» punta ad introdurre un contratto a tempo indeterminato a tutele
crescenti e a riformare gli ammortizzatori sociali.
GARANZIA GIOVANI
Il piano Garanzia Giovani punta ad assicurare agli
under 25 un’occasione di impiego o di formazione. Conta su 1,5 miliardi di fondi europei.
te. Ma ci stiamo adoperando perché il 2014 sia l’anno che inverte
questo trend».
Quello che Poletti dovrebbe dire è che nelfrattempo ci sono centinaia di migliaia di lavoratori che
non incassano da 6, 7 mesi neppure l’assegno di Cig in deroga.
Certo “permane il diritto”, ma tra
crisi di governo e entrata in servizio del nuovo esecutivo manca
sempre all’appello 1 miliardo.
Senza questi soldi le Regioni non
erogano né potranno erogare gli
assegni,ilavoratori resteranno agganciati alle imprese e si comincia a temere per l’ordine pubblico.
Sempre che il temporeggiamento nel reperimento dei fondi
non serva solo a sganciare definitivamente i lavoratoridalle imprese chiuse e costringerli quindi ad
accettare un lavoro, qualunque e
dovunque sia. Poletti lo va ripetendo da quando si è insediato:
«Non possiamo continuare a immaginare che le politiche dellavoro siano quelle dei sussidi e del
Il ministro
del Lavoro
Giuliano
Poletti,
durante la
sua visita
dello scorso
10 aprile
all’iniziativa
«Iolavoro»
al Lingotto di
Torino [Ansa]
sostegno al reddito». Però, forse,
prima dismontare un sistema come la Cig - soluzione che potrebbe creare problemi - sarebbe il caso di pensarcibene. Ilcaso Fornero con il caos esodati ancora non
risolto (ieri davanti Montecitorio
hanno di nuovo protestato coloro che sono stati lasciati appesi da
oltre 2 anni) dovrebbe aver insegnato qualcosa. Dovrebbe...
Si discute, e tanto, di riforma
degli ammortizzatori sociali, ma
la discussione lascia in balia solo
del welfare familiare chi è incappato in un licenziamento, un prepensionamento, una Cig (più o
meno in deroga).
Ma la discussione continua. È
«l’occasione per riflettere», ha
spiegato Poletti circa l’attuazionedel salario minimo, su come sia
«cambiato il mondo del lavoro».
E «il tema del salario minimo è la
chiave per questa discussione».
Discutetene pure, però magari
prima pagate i 700, 800 euro a chi
è stato espulso o congelato dall’impresa. E trovate 1 miliardo.
:::
Commento
Gabbie salariali per far ripartire i consumi
::: segue dalla prima
GIULIANO ZULIN
(...) gli ultimi 10 anni a massacrare i salari per spingere l’export tedesco: il problema è che la crescita
solo fuori confine sta deprimendo oltre il limite il
mercato interno. Perché non si mangia solo con i
mini-job. Da qui la paga minima: 8,5 euro all’ora.
Là, a casa Merkel, sono però in piena occupazione.Noi invece siamo a livellispagnoli se conteggiamo pure i cassintegrati, che per molti ormai è un
lavoro vero e proprio. Ci vorrebbe una scossa...
Ovvio che tutta la burocrazia sui contratti di lavoro
non incentiva ad assumere. Se però i consumi ripartissero, il circolo virtuoso tornerebbe a funzionare. Solo al Nord e in poche altre Regioni potrebbe accendersi la miccia, se lo stipendio fosse commisurato al costo della vita. Lo dice ripetutamente
anche il Fondo Monetario Internazionale: ci vogliono le gabbie salariali. Ovvero stipendi proporzionati all’inflazione locale. A fine anni Sessanta i
sindacati fecero il diavolo a quattro per abolirle,
peccato che dal 1972 il Pil italiano non sia più cresciuto molto in termini reali. Risultato: più stipendi, sì, ma più bassi.
Già il fisco, quando vuole incrociare dichiarazioni dei redditi e consumi per scovare i potenziali
evasori, usa una specie di gabbie salariali. Certe
spese a Isernia sono valutate diversamente rispetto a Milano o Bologna. Perchè allora gli stipendi
devono creare concorrenza sleale a livello di potere d’acquisto e demotivare le imprese a investire?
Se volessimo guardare in faccia la realtà, invece
che le slide, ci renderemmo conto che fissando
buste paga più alte in certe zone d’Italia, quelle a
più alta potenzialità di Pil, si creerebbe un effetto
domino positivo - a livello di maggiori consumi che porterebbe del bene anche a chi non ha goduto dell’aumento. Da notare inoltre che se il Sud,
ma anche certe zone abbandonate dal mondo
Fiat o da altre ditte che hanno delocalizzato, costassero meno in termini di cuneo fiscale, molte
aziende non andrebbero in Serbia o in Polonia,
ma rimarrebbero in Italia. Altro che jobs act...
Scontro su Def
Il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio,
Graziano Delrio, si è detto
«allibito» dal «ricatto» delle
banche, che per bocca dell’Abi
hanno minacciato restrizioni
al credito [LaPresse]
Le banche: meno credito
Delrio: basta con i ricatti
::: ROMA
■■■ Per Forza Italia è una «truffa», al
punto che Giorgio Napolitano non dovrebbe controfirmarlo. Per Confindustria è
semplicemente «insufficiente»,mentre l’Abi, addirittura, vi scorge norme «ingiuste e
discriminatorie». Il Def presentato dal governo di Matteo Renzi non è stato accolto
con molto entusiasmo. Il documento economico finanziario, anzi, ha causato più
critiche che apprezzamenti e aperto un
nuovo fronte per l’esecutivo, quello con le
banche, protagoniste di un duro scambio
con il sottosegretario alla presidenza del
consiglio,Graziano Delrio.L’aumento del-
la tassazione sulle plusvalenze bancarie
annunciato a copertura del taglio dell'Irpef, accusa il direttore generale dell’Abi,
Giovanni Sabatini, «sottrae un miliardo di
liquidità alle banche destinato a fare prestiti a famiglie e imprese». Per l’associazione
bancaria, l’attività degli istituti di credito
«non deve essere ostacolata e resa più difficile da norme ingiuste e discriminatorie»,
altrimenti a rimetterci saranno gli italiani.
«Sono allibito dalle banche, che hanno ricevuto mille miliardi di euro dalla Bce senza che alle famiglie e alle imprese arrivasse
nulla. Mi vengono a dire che toglieranno il
credito alle famiglie e alle imprese? È un
ricatto che non accettiamo», ha risposto,
secco, il il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio, strettissimo collaboratore
del premier.
Anche Confindustria, però, mostra di
avere qualche perplessità sul Def. Secondo il direttore generale Marcella Panicucci, infatti, gli industriali «non condividono
la scelta dell’esecutivo di concentrare larga parte delle risorse sulla riduzione dell’Irpef per i lavoratori dipendenti a basso reddito e di destinare solo una parte limitata
di risorse alla riduzione dell’Irap». Ma i più
preoccupati per il contenuto della manovra («Non ce ne sarà un’altra», mette in
chiaro Delrio) restano i forzisti. Il presidente del gruppo a Montecitorio, l’economista Renato Brunetta, ha rifatto i conti e sostiene che il Def «così com’è proprio non
va». Di più: «Renzi fa trucchi politico-contabili per drogare la campagna elettorale e
vincere le Europee , ma i conti sono peggiorati». Anzi, accusa l’ex ministro, «il Def
farà sforare i parametri europei» e dimostra come e perchè. Per scongiurare «danni peggiori», il gruppo di Forza Italia ha
scritto una lettera al capo dello Stato chiedendogli di «vigilare». Secca la replica del
Pd: «Non c’è nessun trucco», garantisce
Mauro Guerra.
P.E.R.
5
PRIMO PIANO
__Martedì 15 aprile 2014__
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CHI PIÙ E CHI MENO Per Grasso quasi 180 mila euro,
Alfano si «accontenta» di 100mila. Tra i capigruppo,
spiccano i 380mila euro di Karl Zeller (Svp)
i nostri soldi
Ecco i redditi degli onorevoli: Silvio crolla
Berlusconi ancora primo in classifica con 4,5 milioni di euro, ma ne ha persi 30 in un anno. Al secondo posto
Bombassei con 850mila euro. Tra i ministri i più ricchi sono Lupi (280mila euro), Franceschini e la Giannini
::: CATERINA MANIACI
PRIVILEGIO ONU
ROMA
■■■ Rimane sempre alprimo po-
sto, ma il suo reddito subisce una
netta flessione: per Silvio Berlusconi l’imponibile è passato dai 35,4
milioni del 2011 a 4,5 milioni di euro per il 2012. Sono lontani i fasti
del passato. La dichiarazione dei
redditidell’ex premier ed ex senatore è consultabile, fin da ieri mattina,presso il Senato della Repubblica, luogo che custodisce analoghe
autocertificazioni da parte di altri
suoi 319 ex colleghi. Ex perché, si
sa,Berlusconiè stato dichiarato decaduto lo scorso autunno. Ma l’essere stato senatore per circa sei mesi ha comportato per lui l’obbligo
di presentazione della dichiarazione riguardante l’anno 2012. Nel
quale,evidentemente, le sue rendite personali hanno seguito un percorso tutto in discesa, in linea con
la serie negativa che ha contraddistinto gli ultimi due anni del Cavaliere. Berlusconi a parte, è interessante andare a spulciare le dichiarazioni dei parlamentari. A partire
proprio dal reddito dell’ex premier,
sempre al primo posto.
Bisogna scendere un po’ nella
classifica per trovare il nome di Alberto Bombassei, presidente della
Brembo,fra ipiù ricchi parlamentari: l’industriale, che nei giorni scorsiha lasciato la presidenza di Scelta
Civica, ha dichiarato per il 2012 un
reddito lordo di 845.813 euro, versando all'erario 354.658 euro. Dalla
dichiarazione consegnata alla Camera risulta che Bombasseipossiede più di 37,7 milioni azioni Brembo. Inoltre detiene circa 7,4 milioni
di azioni Ntv e 7 auto storiche, fra
cui una Jaguar del 1937. Passando
alle più alte cariche istituzionali,
spicca la differenza tra il presidente
del Senato Pietro Grasso che batte
la collega di Montecitorio Laura
Boldrini: l’ex giudice ha denunciato al fisco per il 2012 176.499 euro,
l’ex funzionario Onu 100.618 euro.
Per quest’ultima, però, l’imponibile si limita a 6.314, mentre 94.304
euro derivano dalla sua preceden-
Per la Boldrini
120mila dollari
esentasse
te veste di funzionario dell’Unhcr e
sono «non soggetti a imposizione
nazionale».
Nel Nuovo Centrodestra il ministro dell’Interno e leader della formazione politica, Angelino Alfano,
ha dichiarato redditi imponibili
per 105.186 euro; il ministro dei
Trasporti,Maurizio Lupi, ha invece
dichiarato 282.499 euro, mentre il
ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, anche lei di Nuovo Centrodestra, ha dichiarato 98.471 euro. Il
capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta ha denunciato 178.756 euro di reddito imponibile per l'anno fiscale 2013. Tra
gli altri redditi 2012 figurano anche
quelli di alcuni ministri del gover-
no Renzi. Il ministro della Difesa,
Roberta Pinotti, ha dichiarato
110.603 euro nella casella redditi
imponibili; alla stessa voce, i redditi 2012 del ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, e di quello
dell’Istruzione, Stefania Giannini,
risultano rispettivamente di
102.383 e 117.472 euro. Negli stessi
registri, in quanto ministro del governo Letta, risulta anche il reddito
2012 dell’attuale sottosegretario alla Presidenza delConsiglio,Graziano Delrio, pari a 97.492 euro. Presente,infine,anche ilreddito imponibile 2012 del ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, pari a
81.871 euro.
Nel Pd spicca il deputato Dario
Franceschini, ex segretario democratico e responsabile deiBeni Culturali:200.861 euro.Quanto aicapigruppo, è Lorenzo Dellai il più ricco della Camera, mentre Giuseppe
Brescia è il più povero: il presidente deideputatideipopolari perl'Italia ha un reddito imponibile di
193.299 euro, lo segue Andrea Romano, capogruppo di scelta civica,
con 186.095,quindiRenato Brunetta, Giancarlo Giorgetti della Lega
con 133.907 euro, Pino Pisicchio,
presidente del gruppo misto, con
129.758, Giorgia Meloni di Fratelli
d'Italia con 106.944 euro, Nunzia
De Girolamo di Ncd con 98.471 euro, Roberto Speranza con 35.895
euro, Gennaro Migliore di Sel con
20.124 euro. Il più povero di tutti,
addirittura nullatenente, risulta invece Giuseppe Brescia, capogruppo grillino che nel2013 non ha presentato la denuncia dei redditi. E
infatti i deputati del Movimento 5
Stelle sono il fanalino di coda della
lista, tanto che nel 2013 non hanno
presentato la dichiarazione deiredditi. Sono quelli con i redditi complessivamente più bassi e tra di loro molti, prima di entrare in Parlamento, non guadagnavano nemmeno un euro, come risulta per il
vicepresidente della Camera, Luigi
DiMaio,mentre Alessandro DiBattista, uno dei leader del movimento, dichiara di aver guadagnato appena 3.176 euro.
il graffio
Pronostici
Bruno Tabacci: «Alle europee mi aspetto un’affermazione del
Pd ma anche di Scelta Europea - Alde (la coalizione cui partecipa il partito di Tabacci, ndr.) che può essere l’architrave di una
nuova area liberal democratica riformatrice e non populista».
Che dire? Anche noi riteniamo abbastanza probabile un’affermazione del Pd.
Movimento di miracolati
Luigi Di Maio, nato ad
Avellino 27 anni fa,
eletto in Parlamento
nelle liste del
Movimento 5 Stelle,
vicepresidente della
Camera, nel nel 2013
ha dichiarato zero
euro [LaPresse]
I grillini fuori dal Palazzo
non guadagnavano un euro
::: BRUNELLA BOLLOLI
ROMA
■■■ Zero euro e zero cultura. Di sicu-
ro, qualche problemino con la denuncia
dei redditi. Prima volta per il Movimento Cinquestelle alle prese con la trasparenza richiesta a ogni parlamentare della Repubblica e scatta la gaffe. L’ex capogruppo alla Camera, Riccardo Nuti, siciliano vicinissimo a Grillo e Casaleggio,
di sesso maschile come spesso tiene a
fare sapere, alla voce stato civile ha scritto: «nubile» e, vabbé, forse gli viene più
facile dire single o signorino o non sposato. Ma, in genere, per i maschi si dice
celibe. Dev’essere comunque un lapsus
territoriale, o forse Nuti ha compilato la
sua dichiarazione dei redditi insieme alla collega Azzurra Cancelleri, nativa di
Caltanissetta, che alla stessa voce ha
messo:«Celibe»,mentre essendo femmina avrebbe dovuto scrivere nubile. Robetta. Fa più sorridere, forse, il giovane
Filippo Gallinella, classe 1979,faccia simpatica e parlantina sciolta, che, sotto la
scritta stato civile, ha optato per un patriottico «italiano»,poi corretto in «sposato», tirando sopra a penna una riga.
In quanto ai denari, poi,ci sono parecchie sorprese stellate. Spulciando i documenti pubblici dei parlamentari, si sco-
È davvero esigua la cifra
che la presidente della Camera Laura Boldrini ha dichiarato nel 2013: 6.134 euro di redditi imponibili, relativamente al 2012. È
quanto risulta dalle dichiarazioni patrimoniali dei deputati e delle spese elettorali da ieri consultabili. Ma
questo non vuol dire che
nel 2012 l’attuale terza carica dello Stato facesse la fame: oltre ai poco più di
6.000 euro di cui sopra, infatti, la Boldrini dichiara
anche 94.304 euro, guadagnati nella sua precedente
veste di funzionario dell’Unhcr (l’alto commissariato Onu per i ruifugiati):
redditi però «non soggetti
a imposizione nazionale».
«Laura Boldrini - si legge
in una nota aggiuntiva alla
documentazione - nell’anno 2012, in qualità di funzionario dell’Unhcr, ha
percepito compensi netti
pari a 94.304,63 euro, ovvero 121.340,61 dollari Usa.
Tali emolumenti, sui quali
è stata applicata dalla Nazioni Unite una ritenuta alla fonte denominata “staff
assessment”, non sono soggetti a imposizione nazionale, in base agli accordi
regolanti il regime fiscale
dei funzionari di organismi internazionali. Per
questa ragione, i redditi sopra non entrano a far parte del reddito complessivo
dichiarato dalla deputata
Laura Boldrini nel modello 730/2013».
pre infatti che uno dei volti più del M5S,
Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e faccia seria del grillismo, ha dichiarato zero euro. Idem, un altro dei
pezzi da novanta della pattuglia stellata,
il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico. Nel dettaglio:
per la campagna elettorale Di Maio ha
speso circa 3mila euro, mentre Fico non
ha sostenuto alcun esborso.
Il romano Alessandro Di Battista,
frontman del Movimento e in passato
aspirante concorrente di talent-show,
ha dichiarato invece un imponibile di
3.176 euro, una spesa di 145 euro per la
campagna elettorale e la proprietà del
30 per cento delle quote di una srl. La
collega ex capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi,ha denunciato un reddito imponibile per 22.672 euro, più del
collega di scranno Carlo Sibilia, fermo a
19.764 euro. I due, in pratica, risultano
tra i deputati più ricchi del Movimento
forse perché sono approdati nel Palazzo
con un lavoro già alle spalle e non da
precari come parecchi del gruppo.In generale, però, redditi irrisori se paragonati a quelli di molti parlamentari navigati
di altri partiti. Basti pensare che l’attuale
capogruppo del Movimento Cinquestelle a Montecitorio, Giuseppe Brescia, risulta nullatenente, nel 2013 non ha pre-
sentato la denuncia dei redditi e tra i vari
capigruppo è digran lunga il più indigente: zero euro come Di Maio, Fico e soci.
Insomma, grillini poveri in canna?
Non tutti, certamente. C’è chi vanta una
casa di proprietà ai Parioli e per vivere in
affitto in centro, a Roma, non ha badato
a spese. Eppure, poiché la campagna
elettorale costa e il leader Beppe ha chiesto a tutti di contribuire, è molto probabile che il comico leader prosegua il suo
tour a pagamento per i teatri italiani. Ieri
sera, tappa romana al Palalottomatica.
Doveva essere l’ultima data del tour “Te
la do io l’Europa”, invece Beppe andrà
avanti. «Ha preso gusto», e poi incassa.
6
ITALIA
__Martedì 15 aprile 2014__
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TRUFFA NO GLOBAL
Il fidanzatino del corteo di Roma
in prima fila tra i devastatori
In basso a sinistra poliziotto tiene
ferma col piede una manifestante,
durante il corteo di Roma. Qui, un
momento degli scontri [LaPresse]
Elogi per il giovane fotografato mentre abbraccia la ragazza calpestata dall’agente (che si autodenuncia)
Ma Dagospia svela l’inganno: era in piazza per sfasciare tutto. L’autrice dello scatto: immagine travisata
::: ROBERTA CATANIA
ROMA
■■■ Per 48 ore è stato dipinto
come un eroe. Addirittura c’è chi
ha consumato parecchio inchiostro per spiegare, non si sa sulla
base di quale elemento di prova,
che quei due ragazzi - che sembravano i fidanzatini di Peynet fotografati abbracciati - fossero capitatiper caso in mezzo agli scontri che sabato scorso hanno devastato Roma. Invece, ma sia ben
chiaro che non è un’attenuante
per l’aggressione del poliziotto alla ragazza, il giovane che si vede
in quelle immagini proteggere
eroicamente la fanciulla in lacrime è tra i manifestanti più scatenati della contestazione del 12
aprile scorso nella Capitale. Il poliziotto, invece, si è presentato
spontamente in questura e ora rischia grosso.
Il doppio volto del ragazzoeroe lo ha scoperto il sito Dagospia e lo rende noto pubblicando
una sequenza in cui si vede il «pacifista» girare praticamente irriconoscibile, con occhiali neri e
sciarpa rossa sul naso al fianco
dei compagni più violenti. A parte la corporatura, il ragazzo è
identificabile giusto per i capelli e
l’abbigliamento. E sul sito di Roberto D’Agostino lo si vede aggirarsi mascherato, poi scappare
dalla polizia e, infine, abbracciare la ragazza sdraiata all’inizio di
via del Tritone mentre un poliziotto la calpesta, salendole di peso sulle costole. Un «poliziotto
cretino», lo ha definito ieri mattina il capo della Polizia, Alessandro Pansa, che, rispondendo a
chi chiedeva di commentare l’episodio, spiegava: «È un cretino
che dobbiamo identificare e che
va sanzionato, perché ha preso a
calci una ragazza che stava per
terra». Un poliziotto che, come
ha fatto sapere la Questura di Roma in serata, ieri si è presentato
spontaneamente ai colleghi della Digos spiegando di «essersi riconosciuto dalle fotografie». Ma,
ilprefetto Pansa, sempre a margine del quarto congresso del Silp
Cgil in corso a Perugia, ha anche
speso parole di apprezzamento
per le altre centinaia di poliziotti,
che sabato «hanno lavorato e
vanno applaudite per come hanno operato e per come hanno agito con grandissima correttezza,
mantenendo l’ordine pubblico e
non eccedendo assolutamente»,
anzi, ha concluso il prefetto,
«esercitando la forza nei limiti
corretti,come è previsto dall’ordinamento». Ora il poliziotto che si
è consegnato ai colleghi del primo piano di via di San Vitale è in
attesa diconoscere i risvolti disciplinaridi una vicenda che,chiaramente, dopo le durissime parole
del capo della Polizia, non potrà
esaurirsi così. Se ci saranno conseguenze penali, invece, è ancora da capire. La procura ha aperto un fascicolo,ma la ragazza vitti-
::: LA SCHEDA
IL CORTEO
Sabato 12 aprile 5.000 manifestanti hanno partecipato al corteo dei movimenti della lotta
per la casa a Roma. Davanti al
ministero dell’Economia, gli
attivisti hanno lanciato uova,
arance e ortaggi. Di fronte al
ministero del Lavoro, la protesta è diventata più pesante.
I BLUE BLOC
Davanti al ministero del Lavoro, si sono scatenati i temuti
Blue Bloc, gli attivisti con il casco blu, che hanno inaspritoi
toni della protesta. Nel corteo
erano presenti anche i No Tav
e i No Muos, oltre a esponenti
di Rifondazione comunista e i
Cobas.
GLI ARRESTI
In flagranza di reato, cioè nell’immediatezza, gli agenti hanno arrestasto quattro manifestanti. Per due di questi, il pm
ha chiesto al gip di scegliere la
detenzione in carcere, perchè
sarebbero colpevoli anche di
resistenza a pubblico ufficiale.
Ora la Digos sta cercando di
identificare gli altri violenti.
ma del calpestamento non è ancora stata rintracciata e pare che
non abbia sporto denuncia. Sarà
lei a dover decidere se presenta-
re querela per l’aggressione subita. In quel caso, come tutti gli episodi di violenza esplosi in quella
giornata diterrore,ilfascicolo fini-
rà sulla scrivania delsostituto procuratore Eugenio Albamonte,
che intanto ha chiesto al gip di
convalidare gli arresti dei quattro
manifestanti fermati proprio tra
via del Tritone e piazza Barberini
sabato scorso. Per due degli indagati è stato sollecitato il carcere,
per altri due gli arresti domiciliari. Il gip dovrebbe pronunciarsi
sulle richieste della procura domani, dopo l’interrogatorio di garanzia già in programma a Regina Coeli. A tutti e quattro è contestata la partecipazione agli scontri con lancio di oggetti, ma i primi due rispondono anche di resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. A carico dei quattro cisono video e foto, oltre all’informativa della Digos.
Sui due fidanzatini insanguinati, come li hanno definiti molti
giornali, è intervenuta anche la
fotoreporter che ha scattato la sequenza che immortala l’abbraccio e l’aggressione dell’agente.
Yara Nardi, intervistata da Romatoday, ha spiegato: «Il modo in
cui la stampa ha ripreso e ri-raccontato quell’immagine non mi
è piaciuto. Sono convinta che alcune immagini siano bene comune e sono contenta se vengono riprese e diventano il simbolo
della giornata, ma le strumentalizzazioni non mi piacciono.
Non stiamo parlando di una soap-opera, è cronaca». Inoltre, ha
aggiunto Nardi: «Se dovessimo
basarci sulla mia esperienza di
piazza, scene di manifestanti che
si difendono a vicenda in momenti come quelli se ne vedono
spesso. Ho solo avuto la prontezza e la fortuna di immortalarla.
Inoltre non sono d'accordo con
la distinzione tra manifestanti
buoni e manifestanti cattivi, perché non è così. Per quel che ne
sappiamo, in un corteo omogeneo come quello di sabato, potrebbero anche essere stati tutti
d’accordo con l’assalto al ministero. Non lo possiamo sapere.
Basarci su questa distinzione è riduttivo e una scorciatoia giornalistica». Scorciatoia che hanno cavalcato in molti senza farsi troppe domande.
7
ITALIA
__Martedì 15 aprile 2014__
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La verità capovolta
La sinistra che santifica i barbari
e manda a processo ilpoliziotto
Come alsolito: ilcolpevole è chi fa ilsuo dovere. E i ragazzi col passamontagna diventano eroi
Un Paese che cede ai violenti perde la dignità: sembreremo sempre più la repubblica delle banane
::: segue dalla prima
pagano di tasca propria,anche l'avvocato.I giovanotti che distruggono la città invece il legale
ce l'hanno gratis, anzi se lo portano al seguito,
pronti a usarlo appena un poliziotto si avvicina. Il risultato è ciò che avete visto. Una capitale che si arrende ai barbari e si lascia violentare,
simbolo perfetto dell'impotenza di uno Stato e
della mancanza di dignità di un Paese.
Tempo fa il sindaco di Roma Gianni Alemanno propose di vietare la capitale ai cortei,
mentre il vicesindaco di Milano Riccardo De
Corato suggerì di far pagare gli eventuali danni provocati durante le manifestazioni a chi
quelle manifestazioni le aveva organizzate.
Apriti o cielo. Non sia mai che una democrazia impedisca di sfilare. Vietare il dissenso è
roba da Paese sudamericano. E allora teniamoci anche i sudamericani che vengono qui a
tirar le molotov. E, come succede, in galera
mandiamoci i poliziotti. Così sembreremo
sempre di più una repubblica delle banane,
dove invece dell'ordine regna sovrano il disordine.
MAURIZIO BELPIETRO
(...) la ragazza calpestata. Ma lo stesso individuo poco prima era ritratto tra le fila di chi partecipava agli scontri deiblu-block.Altro che pacifisti, macché non violenti.
Insomma, l'episodio che ha scandalizzato i
media è avvenuto nel contesto svelato da «Dagospia», ossia nella confusione generale scatenata da una banda di devastatori di professione, che ha come solo scopo il disordine e il
caos. Rompere, spaccare tutto, fare più danni
possibili. Queste sono le parole d'ordine dei
braviragazzi. I quali, pur di raggiungere l'obiettivo, sono pronti anche alla trasferta, come si è
visto con il tipo che si è fatto esplodere un botto
tra le mani, rimettendoci le falangi.
La verità è che contro questi professionisti ci
vorrebbe la mano dura e invece il rigore lo si
applica a persone che al servizio dello Stato
vengono massacrate per 1.200 euro al mese. I
poliziotti sono mandati in prima linea a prendere gli sputi quando va bene e i sanpietrini e
le molotov quando va male. Loro se sbagliano
Domani la convalida dei quattro fermi
Distruggono e si fanno il «selfie»
La caccia ai teppisti si fa sui social
::: CHIARA PELLEGRINI
ROMA
■■■ Hanno voluto immortalare in
uno scatto su Twitter le loro bravate.
Hanno improvvisato “goliardici” selfie
mentre lanciavano petardi, spaccavano
vetrine a colpi di manganello, puntavano fumogeni contro le forze dell’ordine e
inscenavano cariche contro poliziotti e
carabinieri. Ora gli investigatori della
Digos e del Nucleo informativo dei carabinieri li stanno identificando uno ad
uno, tracciando volti e profili dei giovani
violenti che sabato si sono vantati sul
web di aver partecipato agli scontri.
Un’indagine capillare per scoprire chi
si celi dietro gli hashtag (argomenti chiave in un tweet) più violenti e chi dietro le
azionifacinorose svoltesi tra via del Tritone e via Barberini, a due passi dai palazzi
del potere. Sui nuovi nomi dei sospetti
c’è ancora massimo riserbo. Tuttavia oltre al materiale dei social network gli inquirenti stanno lavorando sulle immagini registrate dalle banche e dagli hotel di
Via Veneto e di piazza Barberini.
La procura ha confermato che si terranno domani, nel carcere romano di
Regina Coeli, gli interrogatori per la convalida dei quattro fermi scattati nell’ambito degli scontri verificatesi durante la
manifestazione degli antagonisti. Il pm
Eugenio Abbamonte ha chiesto la misura del carcere per Lorenzo Marabina romano di 36 anni e Antonio Pompea diciannovenne di Catanzaro. Per loro l'accusa è di lancio di oggetti, resistenza a
pubblico ufficiale e lesioni. I domiciliari
sono stati sollecitati per Ugo Esposito (25
anni di Napoli) e, per l’appena diciottenne, Simon Canca, altro romano. A questi
ultimi è contestato il lancio di oggetti.
Appresa la notizia dei fermi, ieri sera
nella Capitale circa 40 persone hanno
improvvisato un sit in alle spalle del carcere di Regina Coeli,in piazzale Anita Garibaldi. Sono stati accesi fumogeni ed
Il «fidanzatino» [Ansa]
[email protected]
@BelpietroTweet
Arruolamento forzato
Ricatto antagonista agli immigrati:
tutti in corteo in cambio della casa
esposti striscioni con le scritte: “Le lotte
sociali non si arrestano, tutti liberi” e ancora “La libertà è a un passo dal cielo,
liberi subito». Anche a Napoli è stata inscenata una «marcia di solidarietà», promossa dai collettivi universitari, in segno
di solidarietà con i fermati durante la manifestazione per il diritto alla casa.
Hanno manifestato sopratutto per il
giovane napoletano ai domiciliari Esposito, per il quale è stata aperta anche una
sottoscrizione per sostenere le spese legali. Il nome del ragazzo era scritto sullo
striscione
esposto
all’ingresso
dell’università “L’Orientale”. È per lui
che i suoi compagni hanno organizzato
un’assemblea, alla quale hanno partecipano anche rappresentanti dei Cobas,
dei movimenti per la casa e per il reddito
di cittadinanza. Poi hanno manifestato
per le strade del capoluogo campano
chiedendone la scarcerazione.
Il corteo - composto da oltre un centinaio di studenti - si è sviluppato a partire
dall’Università Orientale per raggiungere piazza Municipio e tornare indietro.
Lungo la strada dal corteo è partito un
lancio di uova contro la filiale della Adecco di via De Pretis e contro il portone del
palazzo in cui ha sede il Pd di Napoli, in
via Toledo. Un cordone di poliziotti ha
seguito da vicino l’evolversi della manifestazione che si è conclusa senza far registrare scontri o altri momenti di particolare tensione.
Intanto mentre il senatore del partito
democratico Luigi Manconi,sottolineando che si tratta in un «provvedimento urgente, urgentissimo», ha presentato negli scorsi giorni «un disegno di legge per
l'introduzione del codice identificativo
sui caschi e le divise degli agenti che operano in situazioni di piazza». I “Centri sociali del Nordest” hanno inviato ieri un
comunicato per allontanare sospettie accuse. Nel documento hanno accusato la
stampa che ha tentato di «criminalizzare
Gli scontri in via Veneto a Roma [Ansa]
un’intera esperienza di lotta».
::: RITA CAVALLARO
■■■ Un esercito d’immigrati, arruo-
lati per scendere in piazza in cambio
di un alloggio in una casa occupata. È
composto da clandestini e disperati lo
zoccolo duro dei movimenti di lotta
per la casa, che hanno fatto dell'emergenza abitativa un vero e proprio business. Soprattutto nella Capitale, il comune italiano con il più alto numero
diimmobili sfitti o invenduti (cinquantamila) e ben centomila persone senza un tetto sulla testa. «Ci sono inchieste che dimostrano il racket estorsivo
messo in atto dai professionisti delle
occupazioni che, sfruttando l’obbligo
morale della gratitudine per aver dato
agli stranieri un posto letto, li obbligano a partecipare alle manifestazioni»,
spiega un investigatore.
Un ricatto velato, insomma.Le organizzazioni s’impossessano degli immobili vuoti e danno un giaciglio ai
clandestini in cambio di militanza e
partecipazione agli scontri contro le
forze dell’ordine, com'è avvenuto sabato scorso durante il corteo sfociato
nei tafferugli. In piazza, stranieri che
non sapevano neanche parlare in italiano, manifestavano. Non avrebbero
potuto rifiutarsi di rispondere alla chiamata alle armi, altrimenti il loro letto
sarebbe stato a rischio. Juan Sulca Tito
Delfin, il manovale peruviano di 47 anni ferito durante gli scontri, ciha rimesso una mano per quel posto. Stava lanciando una bomba carta. L’assegnazione di una casa occupata comporta
spese e servizi che gli inquilini devono
sostenere.
Mentre i clandestini sono precettati
solo per i sit-in, quelli regolari devono
mettere a disposizione i voti per il candidato amico. Poi c’è una tessera da
sottoscrivere (costa dai 5 ai 15 euro all’anno), oltre a un fondo cassa da rimpinguare con 10 euro al mese. E il de-
naro per l’affitto di quel posto nella casa occupata. Non è beneficenza, né
ideale politico, l’occupazione è un business molto redditizio. L’ultima inchiesta sul racket che coinvolge i movimenti di lotta per la casa ha scoperchiato il calderone dell’Angelo Mai,
uno spazio artistico in via delle Terme
diCaracalla sgomberato proprio il mese scorso.
La Digos capitolina ha delineato «i
contorni di un sodalizio dedito alla sistematica realizzazione di fattispecie
criminose, fra le quali invasione di edifici ed estorsioni ai danni di altri occupanti»,hanno sottolineato gli inquirenti, «con riferimento al pagamento di
somme di danaro pretese» da organizzatori delle occupazioni senza che ne
avessero diritto. Nel registro degli indagati sono finite quaranta persone, alle
quali vengono contestati reati cha vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alle occupazioni abusive di alloggi nella Capitale (e di edifici come
la basilica di Santa Maria Maggiore)
alle estorsioni, dalle minacce alle ingiurie, dalla violenza privata alle lesioni e percosse, per finire al furto di elettricità. E ci vuole proprio un’organizzazione strutturata per occupare gli immobili. Servono professionisti nello
scasso, capaci di forzare porte blindate, gli addetti alla manodopera e soggetti che abbiano all’attivo la resistenza a pubblico ufficiale.
Anche la scelta degli inquilini non
avviene per caso: si prediligono i clandestini perché sono più ricattabili. Seguono vecchi e bambini, cardiopatici
e paraplegici, da mettere in prima linea davanti al cordone delle forze dell’ordine, per poi gridare allo scandalo
quando partono le cariche. Conquistato il posto letto, gli inquilini devono
mantenerselo, partecipando alle manifestazioni e versando somme di denaro.
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ITALIA
__Martedì 15 aprile 2014__
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::: CENTRODESTRA AZZOPPATO
Cambi di pelle
Il nuovo lavoro di Bonaiuti:
rubare voti a Forza Italia
L’ex portavoce del Cavaliere sale sul «triciclo» di Ncd, Casini e Ppi. Sarà
l’uomo chiave per compilare le liste e sottrarre consensi agli ex colleghi
::: ENRICO PAOLI
■■■ Il Triciclo, nel lessico della
politica italiana, è un immagine
ricorrente. A volte porta bene, altre meno. Ma rende sempre e comunque l’idea, offrendo una rappresentazione plastica di quelle
alleanze che si vanno formando
in occasione delle varie competizioni elettorali. E l’accordo fra il
Nuovo centrodestra di Angelino
Alfano, l’Udc di Pier Ferdinando
Casini e i Popolari per l’Italia di
Mario Mauro non sfugge affatto
a questa regola. La variabile, nel
caso in questione, è che il triciclo
dei moderati ha deciso di puntare dritto contro la nave azzurra di
Forza Italia, nella convinzione
che i voti vadano pescati lì e non
altrove. In passato, invece, i tricicli si limitavano a fungere da taxi
elettorali, affiancando l’ammiraglia di turno. Tutto cambia, anche i tricicli.
Con tutta probabilità, però, il
passaggio di Paolo Bonaiuti sotto
le insegne del Ncd, le tensioni fra
ex pidiellini, la voglia matta di riscatto dell’ex ministro della Difesa, sopratuttto nei confronti di
Mario Monti e di Scelta Civica, e
l’esigenza di ottenere un risultato
elettorale che vada ben al di sopra del 4%, hanno indotto i piloti
del triciclo a cambiare rotta. Che
rischia di essere sempre più di
collisione, anziché di condivisione.E per capire come stiano evolvendo le cose basta fare un po’ di
surf fra i social network per scoprire il livello dello scontro. Su
Twitter l’ironia forzista nei confronti dell’incontro fra Angelino
Alfano, Lorenzo Cesa e Mario
Mauro per mettere a punto la lista unica in vista delle Europee,
ha raggiunto una gradazione alquanto elevata. L’ex sottosegretario Daniele Capezzone,per esempio,ironizza sulla «bicicletta/triciclo Ncd-Udc-altri, reduci democristiani» che «è di per sè prova di
debolezza». Insomma, quelli che
si muovono al centro dello schieramento sono «residui del passato, altro che il centrodestra del futuro». Per la responsabile Comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, i «piccoli partiti
non possono ragionare che in
modi piccoli». Quindi la domanda: «Che senso ha votarli?». Il vi-
cepresidente della Camera, Simone Baldelli, fa di più, postando una vignetta sull’approdo nel
Nuovo centrodestra dell’ex portavoce di Silvio Berlusconi: «Ministro Alfano, è arrivato il senatore
Bonaiuti...». Replica del ministro
dell’Interno: «Ma io avevo chiesto l’estradizione per Dell’Utri!!».
Tutto si somma e tutto si sottrae
in questo gioco al massacro fra
ex compagni di partito.
Dal triciclo, ovviamente, la risposta non si è fatta attendere.
«Chi da Fi ci attacca è povero di
argomentazioni politiche. Qualcuno spieghi a Capezzone e Bergamini che per essere moderati
non basta un’autocertificazione», sostiene sempre su Twitter il
vicesegretario dell’Udc, Antonio
De Poli, «noi abbiamo scelto la
metà campo del Ppe. Chi quotidianamente ci attacca teme di rimanere fuori gioco». E siccome
occupare la parte giusta del campo è particolarmente importante
De Poli lancia la provocazione
«#Fifuorigioco da campo moderati». Perché i moderati sono un
pensiero più che un’area politica.
Sullo sfondo di questo duello
rusticano a colpi di Twitter, però,
si gioca una vera partita politica,
capace di spostare gli assetti della maggioranza,se l’esito delle urne dovesse assegnare al triciclo
un risultato capace di farlo diven-
ACCUSE AL TG LA7
Mentana sfida Letta:
«Notizie false?
Dimostralo e lascio»
■ nn Se c’è una cosa che man-
da in bestia Enrico Mentana,
direttore del Tg de La7, è sostenere che il suo tg «inventa» le notizie. Perché proprio
sulla puntualità delle notizie
date Chicco Mitraglia ha costruito il proprio successo. Così lo scontro con Enrico Letta,
provocato dalla «voce» di un
suo possibile passaggio con
l’Ñcd di Alfano, ha raggiunto
livelli epocali. Il tg de La7, domenica, ha trasmesso un servizio nel quale è stata riportata l’indiscrezione, pubblicata
da Libero. L’esponente del
Pd, su Twitter, smentisce tale
ipotesi, asserendo che il tg di
Mentana «inventa» false notizie. Mentana non molla: «Ho
solo citato Libero: in ogni caso non abbiamo “inventato”
nulla. Letta ha 30 giorni di
tempo per dimostrare ciò che
afferma e se lo fa me ne vado.
Una volta tornato all’antica
pacatezza, non avrà difficoltà
a convenire con noi sui fatti».
tare un autobus di linea, diretto a
Palazzo Chigi. I centristi di Ncd,
Udc e Popolari per l’Italia, nel
mettere a punto le liste in vista
delle europee, hanno ben chiaro
un obiettivo: ricomporre l’area
popolare,ovvero le forze che aderiranno al Ppe (a eccezione, ovviamente, di Forza Italia). Del resto che i tre soggetti politici avessero intenzione di correre assieme era noto da tempo, mancava
solo la ragione sociale per legare i
tre partiti. Il fatto poi che siano
già apparsi i primi manifesti di
candidati alfaniani col doppio
simbolo, quello di Nuovo centrodestra e, sotto, lo scudocrociato
portato in dote dal partito di Pier
Ferdinando Casini, che aveva già
stretto un accordo con i cattolici
ex montiani,significa che il dialogo con Forza Italia resta un tema
secondario. Nel frattempo un
lungo incontro fra il leader Ncd
Alfano, il segretario Udc Lorenzo
Cesa e Mauro dei Popolariper l’Italia è servito a mettere a punto la
lista unica con cui il triciclo si presenterà alle europee. A occuparsene sarà un gruppo di lavoro coordinato dall’ex ministro Mauro
in virtù «dell’esperienza maturata nel contesto europeo e delle
idee innovatrici che hanno caratterizzato la sua presenza in Europa». Un ruolo non casuale, dal
momento che i Popolari sono il
più piccolo dei tre soggetti, an-
IN CRISI
Nella foto accanto, un affranto Silvio Berlusconi.
Mentre si avvicina l’affidamento ai servizi sociali, la
Cassazione gli ha tirato un’altra mazzata [Ftg]
che se per la compilazione delle
liste dovrà essere usato il bilancino per riuscire a non scontentare
nessuna delle componenti. Lavoro attorno al quale potrebbe giocare un ruolo chiave proprio Bonaiuti. L’uomo giusto al posto
giusto. Non a caso il «caso Bona-
iuti» scuote ancora gli azzurri.
«Chiunque ha compiuto scelte
diverse ha portato fuori dal partito se stesso ma mai il consenso»,
sottolinea l’ex ministro Raffaele
Fitto, «e faccio della lealtà e della
coerenza il punto centrale del
mio impegno politico».
L’abitacolo
Cicchitto: «Il Rottamatore è come Bergoglio»
L’ex capogruppo Pdl alla Camera: «Ho lasciato gli azzurri quando erano ancora un partito. Matteo? Uno fuori dagli schemi»
::: FRANCO BECHIS
■■■ Matteo Renzi? È un po’ come papa
Francesco: populista, post-ideologico e
imprevedibile. Il premier però può durare
4 mesi come 4 anni.Parola di Fabrizio Cicchitto, fondatore del Nuovo centrodestra
con Angelino Alfano. Cicchitto è ospite de
L’Abitacolo, la web trasmissione che sarà
oggi on line sul sito Internet di Libero
(www.liberoquotidiano.it). Nel colloquio
parlerà anche di Juventus (tema su cui è
supergiustizialista) e di Roma (su cui è evidentemente garantista), e da tifoso accusa anche Sky di avere messo le ali alla prova tv contro il giallorosso Mattia Destro.
Ecco invece gli altri passaggi del colloquio.
Non ha rimpianti per Forza Italia e
Silvio Berlusconi?
«Ho rimpianto per la storia originaria.
Quella che è stata di Forza Italia fino al
2008. Dopo è stata francamente una lenta
involuzione. E alla fine c’è stata una catena di errori politici, e anche comportamentali.Per questo nessun rimpianto,anzi sollievo, per essere uscito nell’ultima fase, ed essermi sottratto alle ultime vicende».
Che cosa le manca di quella storia
originaria?
«Gli anni successivi al 1996, quando stato mettere insieme cattolici e laici. Nel
Berlusconi, mostrando una particolare nostro Pantheon vorrei avere Alcide De
sensibilità, faceva convegni sulla caduta Gasperi, Luigi Einaudi, Giuseppe Saragat,
del muro di Berlino. L’epoca in cui fece e ci metterei anche Benedetto Croce...».
eleggere addirittura persone come Piero
Per venire un po’ più ai giorni nostri,
Melograni e Lucio Colletti. Gli anni in cui nel suo Pantheon c’è soprattutto il Ppi
aveva tra i suoi principali consiglieri e di Angela Merkel...
ghost-writer persone come don Gianni
«Ma quello non è un partito confessioBaget Bozzo».
nale. Anzi. Ha componenti popolari per
Proprio per questo: ma che ci fa uno un verso, e seccamente conservatrici dal
come lei, o come Marco Taradash, nel l’altro. Io peraltro sono un laico, non antiNcd? Eravate socialisti, raclericale.Dico agli amici catdicali, libertà. State diventolici che bisogna trovare da
tando democristiani...
tutte le parti un equilibrio.
«Come al solito lei eccelle
Peraltro con questo Papa tutin malignità. Però gente cote le carte si stanno scompime me e Taradash dove
gliando. Anzi in qualche cavuole che vada? Forza Italia
so mi trovo su posizioni più
era il posto giusto finché era
conservatrici io, di quelle
come diceva Berlusconi, alche leggo di papa Francelo stesso tempo un partito
sco».
monarchico e anarchico.
Non le piace il Papa?
C’era un pluralismo di posi- F. Cicchitto [Ftg]
«Sta facendo una grande
zioni».
operazione mediatica e poliNon mi ha risposto alla domanda: tica.Non credo che tutte le discussionireaoggi si sente un piccolo Dc ?
li nella Chiesa siano coram populo. Ma
«Ncd non può chiudersi nell’idea di for- c’è stato lo scandalo dei preti pedofili, e
mare una piccola Dc, ma deve rifondare il anche quello dello Ior. C’è stato il Corvo,
centrodestra, perché quello attuale è in la sepoltura del cassiere della banda della
condizioni disperate. Può prendere il me- Magliana in una basilica. Tutte queste coglio dell’esperienza di Forza Italia, che è se stavano dando della Chiesa un’immagi-
ne negativa. E arrivato il nuovo papa, ha
fatto questa svolta pauperista, populista,
mediatica. Ha smantellato la curia. Va a
finire che se lo chiamo al telefono, c’è la
possibilità che mi risponda come è capitato a un ex ministro che conosco.L’ha chiamato un giorno, e il Papa gli ha fissato un
appuntamento per il giorno dopo insieme alla sua famiglia....».
Sarà, ma quando i politici sono andati a messa, il Papa li ha scudisciati...
«E infatti mi sono congratulato con me
stesso di non esserci andato. Un po’ me la
sentivo, ritenevo eccessivo andarci. Non
mi imbarazzava l’orario, perché io mi sveglio alle 5.30 del mattino».
Il ritratto che lei mi fa del Papa è
identico a quello che molti suoi colleghi fanno del premier Matteo Renzi...
«Renzi è un politico che può durare
quattro mesi, o quattro anni. Però è un
fenomeno prodotto da tutti i ritardi della
vita politica italiana nel suo complesso. È
uno totalmente a-ideologico, che ha messo fuori gioco il sistema di potere post comunista. Ha superato anche la trappola
del berlusconismo-antiberlusconismo.
Abbiamo a che fare con uno imprevedibile, tutto mediatico, tutto decisionista, e
post ideologico. Per certi versi non è sbagliato il parallelo con Papa Francesco».
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ITALIA
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::: CENTRODESTRA AZZOPPATO
Bizzarria giudiziaria
Le prescrizioni del Cav
valgono come condanne
::: segue dalla prima
FILIPPO FACCI
(...) nel valutare la «personalità» dell’imputato, e dunque incidere
sulla durata dell’interdizione. Secondo i giudici - e non stupisce - sì,
bisognava tenerne conto. Insomma, è vero che Berlusconi risultava
incensurato: ma gli incensurati non sono tutti uguali, quindi l’ex Cavaliere merita meno indulgenza di altri incensurati: «La Corte ha
preso in esame, oltre che la gravità del fatto riferita alle condotte non
estinte per prescrizione, anche la personalità dell’imputato da valutarsi globalmente tenendo conto dei precedenti penali e giudiziari
nell’ambito dei quali rientravano le condotte per fatti ormai estinti
per prescrizione». Le due corti - lo ripetiamo ancora, perché pare
assurdo - in pratica hanno tenuto conto dei precedenti penali di
Berlusconi anche se non sono penali. Viceversa, secondo i giudici, la
tesi dei legali secondo le quali i reati prescritti non dovevano essere
valutati è «insostenibile».
Ovvio che a Berlusconi resterà l’amaro in bocca. La Cassazione ha
aderito alla decisione della Corte d’Appello (e della Procura generale) che ha ricalcolato la durata dell'interdizione dopo che i giudici del
processo principale, sempre a Milano, si erano sbagliati e avevano
inflitto a Berlusconi cinque anni di pena accessoria, senza accorgersi
che la legge prevedeva un massimo di tre.
Interdizione a parte, oggi scadono i cinque giorni entro i quali il
tribunale di sorveglianza deve decidere se Berlusconi andrà ai domiciliari o ai servizi sociali, come chiesto dalla difesa col nulla osta della
procura: il tutto per dieci mesi. Viene dato per scontato che il leader
di Forza Italia possa prestare volontariato vicino ad Arcore (poca
roba: mezza giornata una volta alla settimana) ma restano da capire
le possibili restrizioni all’attività politica. Le regole ci sono, ma ogni
deroga è possibile: dunque, tanto per cambiare, tutto è nelle mani
dei giudici.
Mediazioni sulla legge elettorale
Incontro con Renzi: Silvio torna a Palazzo Chigi
Il premier ieri sera ha ricevuto Berlusconi per fare il punto su nomine e riforme. Vicino un nuovo accordo fra i due
::: SALVATORE DAMA
ROMA
RIPESCATA INTERVISTA DEL 2004
■■■ Silvio Berlusconi anticipa il rien-
tro a Roma di un giorno. E in serata si
capisce perché il Cavaliere ha dato buca
ai duemila invitati alla cena elettorale organizzata a Villa Gernetto per precipitarsinella capitale:deve vedere Matteo Renzi.
Un incontro, avvenuto a Palazzo Chigi,che è il seguito del faccia a faccia avvenuto al Nazareno. Quando il segretario
del Pd e il leader di Forza Italia decisero
con una stretta di mano le nuove regole
di voto: l’Italicum. Nel frattempo di acqua sotto ai ponti ne è passata. Renzi è
diventato presidente del Consiglio. La
legge elettorale ha avuto il primo ok alla
Camera, è partita la riforma del Senato.
E sono proprio alcuni aspetti di quest’ultima che hanno reso necessario un nuovo appuntamento tra i due. A Berlusconi
non piacciono i criteri di selezione (non
elettivi) di Palazzo Madama. Ma inizia
anche ad avere delle perplessità sull’Italicum. Specie se alle Europee Grillo, e
non lui, dovesse arrivare secondo. L’esito della riunione, preceduta da vari contatti telefonici in cui si è parlato anche di
nomine, sarebbe stato positivo. Da Renzi, Berlusconi avrebbe ottenuto la disponibilità a «venirsi incontro». Da parte del
premier, come spiega Graziano Delrio,
c’è l’interesse a evitare che «il nervosismo» presente all’interno di Forza Italia
comprometta l’iter delle riforme. Ma il
riconoscimento del ruolo politico, per
Silvio, è la vittoria più importante. Torna
a Palazzo Chigi. Lui che, ultimamente,
frequenta solo aule giudiziarie.
Intanto oggi c’è attesa per la decisione
del Tribunale di Sorveglianza: servizi sociali o arresti domiciliari? Il termine non
è tassativo, i giudici si sono presi dai 5 ai
La Pascale: «Sono una miss mancata»
Profetizzava per se stessa «un riscatto serio», e c’è da dire
che lo ha ottenuto. Francesca Pascale le idee chiare ce
l’aveva da un pezzo. Lo conferma un video - risalente al
2004 e tornato d’attualità nelle scorse ore - in cui la futura
fidanzata del Cavaliere rilascia un’intervista ad Alda D’Eu15 giorni. In ambienti giudiziari danno
per certa la decisione entro Pasqua. E
nell’uovo di Berlusconi non dovrebbero
esserci sorprese. L’orientamento del Tribunale di Sorveglianza è quello di accordare l’affidamento in prova ai servizi sociali. Silvio aspetta con trepidazione di
leggere le prescrizioni inserite nel provvedimento. È lì che capirà quanta libertà
gli hanno accordato i giudici per condur-
sanio. Dopo aver messo in guardia le coetanee aspiranti
miss («È pieno di sciacalli, ai concorsi andate sempre coi
genitori»), la Pascale parla di sé: «Preferisco un riscatto
serio, mi basta la felicità». E c’è da dire che, alla fine, la
felictà è arrivata.
re la campagna elettorale di Forza Italia.
Anche in funzione della mobilità vigilata
che lo attende, Berlusconi ha deciso di
anticipare il suo rientro a Roma per definire la pratica delle candidature alle elezioni europee. Ieri Silvio ha ricevuto Denis Verdinia Palazzo Grazioli,mentre oggi è previsto un pranzo per stilare le liste
definitive, che domani andranno consegnate.
I punti fermi rimangono tali. Giovanni Toti, ex direttore del Tg4 e consigliere
politico delleader,sarà il capolista di Forza Italia nella circoscrizione Nord Ovest.
Nel Nord Est ci sono Elisabetta Gardini e
l’imprenditore Matteo Malgara. Il leader
dell’Esercito di Silvio Simone Furlan ha
rinunciato alla corsa per un seggio a Strasburgo. Anche se lui smentisce di essere
mai stato in ballo per un posto in lista:
«Nessun rifiuto, questo primo appuntamento elettorale è troppo prematuro
per un mio impegno oltre il movimentismo», dichiara. Nelle ultime ore Berlusconi è tornato anche alla carica con
Giancarlo Galan. L’ex governatore del
Veneto potrebbe essere la carta giusta
per rinforzare la lista azzurra, secondo il
Cavaliere. Che tuttavia non è riuscito a
convincere il presidente della Commissione Cultura di Montecitorio. Per il momento. Nella circoscrizione Centro Italia c’è il vice presidente della Commissione Europea Antonio Tajani a guidare la
lista. Al Sud la testa di serie è Raffaele
Fitto, ex ministro di base in Puglia. Uno
dei pochi parlamentari che hanno avuto
la deroga per candidarsi alle elezioni di
maggio. Con Fitto, le altre due eccezioni
sono la deputata triestina Sandra Savino,nel Nord Est,e Salvatore Cicu, onorevole sardo, nella circoscrizione Isole. Ancora in forse la discesa in campo di Claudio Scajola, il borsino di piazza San Lorenzo in Lucina gli dà un 20 per cento di
possibilità di poter correre in tipografia a
stampare santini e manifesti.
Al Sud, più precisamente in Campania, la carta berlusconiana si chiama Fulvio Martusciello, comprovata calamita
di preferenze. Berlusconi punta su di lui
per non rimpiangere l’assenza di Nicola
Cosentino, fino a qualche mese fa plenipotenziario del partito a Napoli e dintorni, e per garantire i voti necessari a Giusy
Pascarella, amica del cuore della first lady Francesca Pascale. Nella circoscrizione Isole c’è un ritorno importante, quello di Gianfranco Miccichè. Il leader di
Grande Sud,dopo la scissione dello storico nemico Angelino Alfano, si è riavvicinato al Cavaliere e adesso è pronto a candidarsi nuovamente sotto le insegne di
Forza Italia.
twitter@salvatuitter
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ITALIA
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::: GIUSTIZIA E POLITICA
IL CASO DEL GENERALE MORI
Copiare male le carte dei giudici
costa caro all’«Unità»: condannata
::: FILIPPO FACCI
■■■ Fare copisteria giudizia-
ria può costare caro: soprattutto
se si scopre che le carte di procura non sono il Vangelo e che possono anche sostenere il falso. Ecco perché il capo della comunicazione Cinque Stelle alla Camera, Nicola Biondo, è - per adottare un linguaggio caro al Fatto
Quotidiano - un diffamatore. Ed
ecco perché con lui, nelle vesti di
direttrice dell’Unità dal 2008 al
2011, c’è Concita De Gregorio
per omesso controllo,ma non solo quello. Mercoledì scorso il tribunale civile di Roma ha condannato entrambi i giornalisti a
risarcire i fratelli Alberto e Mario
Mori - quest’ultimo noto generale dei carabinieri- con 80mila euro a carico di Biondo e di Nuova
Iniziativa Editoriale (l’editrice
dell’Unità) cui si somma una
sanzione pecuniaria di 3.000 euro per la sola De Gregorio. Al tutto vanno aggiunti 6.650 euro per
le spese processuali.
Tutto risale a un editoriale
dell’Unità pubblicato il 14 settembre 2009 e firmato appunto
dalla direttrice. In esso anzitutto
siricordava che l’Unità aveva dedicato particolare attenzione al
generale Mori per via di un’inchiesta che «conterrebbe le prove dei rapporti tra uomini dello
Stato e i vertici di Cosa Nostra negli anni terribili delle stragi»; poi
si prospettavano rapporti del generale con l’allora premier Silvio
Berlusconi, più precisamente
«rapporti tra i fratelli di Mori e di
Berlusconi»,«Alberto Mori e Paolo Berlusconi, soci all’inizio degli
anni ’90 di una ditta di costruzioni siciliana già oggetto d’indagine per un giro d’affari in odore di
mafia». Mica poco. «A lungo»
scriveva la direttrice, «si è sostenuto che fosse una menzogna, il
generale stesso ha smentito che
quel Mori fosse suo fratello. Oggi
in una relazione della Dia si legge che c’è stato un errore di trascrizione del nome di battesimo... ma che la persona di cui si
tratta è proprio lui». Cioè il fratello.Seguivano isoliti e presuntiintrecci tra Mori e l’ancor più presunta «trattativa» tra Stato e mafia: e in tutto questo l’articolo di
Nicola Biondo non era incora incominciato. Poi eccolo, anche se
basterebbero titolo e occhiello:
«Il giallo della società siciliana
deifratelli Mori-Berlusconi», «l’editore del Giornale e il parente
del generale assieme nella ditta
di costruzioniCo.Ge - un rapporto della Dia del ’99 ipotizza infiltrazioni mafiose. Erano nel tavolino degli appalti». Nota: il tavolo
degli appalti era noto, il «tavolino» ce l’eravamo persi: dev’essere una consolazione per fratelli
minori.
L’articolo di Nicola Biondo è
cervellotico come è lecito attendersi dall’autore de Il patto, 368
pagine sulla «trattativa» edite ovviamente da Chiarelettere con
prefazione ovviamente di Marco
Travaglio. L’attuale addetto
stampa di Grillo ha insistito molto sul fatto che «il socio di Paolo
Berlusconi è proprio il fratello
del generale»: peccato che non
fosse vero. L’inchiesta sulla ditta
di costruzioni Co.Ge era già stata
archiviata nel 1999, ma non è solo questo ad aver convinto il giudice,Anna Mauro, che «gli articoli in esame hanno un oggettivo
contenuto diffamatorio». «Il nucleo di tutta la ricostruzione», si
legge infatti nella sentenza, «è costituito dalla partecipazione del
fratello del generale Mori».Il quale, semplicemente, non era il fratello del generale Mori, che oltretutto si chiama Alberto e non
Giorgio. «Ma un errore materiale di chi ha compilato il rapporto», scriveva invece Biondo, «ha
cambiato il nome vero, Alberto,
in Giorgio». Dettaglio: non è vero
neanche questo. Una dichiarazione della Dia ha poi chiarito
che Mori Giorgio «non risulta sia
mai stato indicato quale fratello
del generale, né che lo stesso sia
stato oggetto di errore materiale».
Dunque? Può essere che da
principio anche la Dia, banalmente, nel lontano 1999, abbia
preso lucciole per lanterne e
quindi abbia sbrigativamente sostenuto che tal Giorgio Mori fosse fratello di Mario Mori: non ha
importanza, perché tanto è falso, e Nicola Biondo in ogni caso
si è dimenticato di verificare. Ne
consegue che una qualsiasi carta giudiziaria, peraltro vecchia e
soprattutto smentita, non è il
Vangelo: dunque «i giornalisti»,
spiega ancora la sentenza, «hanno fornito ai lettori notizie non
rispondenti al vero, frutto di un
lavoro di ricerca non diligente e
di un’interpretazione alterata
dei fatti... ciò rivela un’esplicita e
chiara volontà offensiva, risultando peraltro non solo distorta la
realtà, ma utilizzata una forma
espositiva aspra e tale da indurre
il lettore alla formazione di un
convincimento certo assolutamente negativo nei confronti dei
due attori, giudicati quali persone spregiudicate e colluse con la
mafia». Insomma, «non è sufficiente fare riferimento unicamente all’attendibilità delle fonti
attinte, non esistendo fonti informative privilegiate tali da svincolare ilcronista dall’onore di verificare ifatti oggetto della sua narrazione». Una frase che,da sola, sarebbe sufficiente a gettare alle ortiche anni e anni di giornalismo
imperniato su cartacce e sentenze, roba contraddetta dai fatti o
più spesso da successive carte e
sentenze. Giorgio Mori non era il
fratello del generale Mario Mori,
punto: i giornalisti «avrebbero
dovuto, avendo il generale sempre smentito la circostanza, prima di scrivere dati infamanti, effettuare ulteriori ricerche».
Vi è da dire che l’esperienza
diffamatoria sembra aver impresso un impulso coerente ai
due giornalisti. Concita De Gregorio è passata a condurre una
trasmissione televisiva su libri e
letteratura. Nicola Biondo è coerentemente passato a coordinare la comunicazione dei grillini
alla Camera, laddove i riferimenti alla fantasmatica trattativa Stato-mafia, nella consueta propaganda grillina, non mancano
mai.
L’ex senatore di Forza Italia,
Marcello Dell’Utri. A differenza di
quanto anticipato da molti giornali,
ieri non si è tenuta l’udienza per la
convalida dell’arresto avvenuto
sabato a Beirut: non è prevista
dall’ordinamento libanese [LaPresse]
«Dell’Utri non voleva fuggire
Era in quell’hotelperaffari»
Il corrispondente libanese in Italia, Talal Khrais: «L’ex senatore a Beirut ha una società
che si occupa di giochi. Assurdo che uno scelga un posto pieno di spie per nascondersi»
::: LEONARDO PICCINI
■■■ Si annunciano tempi lun-
ghi per la decisione della magistratura libanese sull’estradizione di Marcello dell’Utri, attualmente detenuto nella foresteria
del quartier generale del Servizio
informazioni della Polizia di Beirut:l’udienza perla convalida dell’arresto prevista inizialmente
per questa mattina, è saltata e il
procuratore generale del Libano,
Samir Hammoud, la massima
autorità giudiziaria del Paese, ha
fatto sapere che deciderà solo dopo il deposito della richiesta di
estradizione da parte del governo italiano. «A quel punto, il procuratore generale sentirà anche
l’ex senatore del Pdl, e una decisone sulla sua eventuale estradizione sarà presa non prima di
una settimana-dieci giorni. Ma i
tempi potrebbero dilatarsi ulteriormente, visto la coincidenza
delle festività pasquali che quest’anno cadono nello stesso periodo tanto per la comunità cattolica che per quella ortodossa e visto che in quel periodo gli uffici
giudiziari in Libano rimarranno
chiusi». Talal Khrais, giornalista
libanese accreditato presso la
Stampa Estera dal1986,e responsabile dell’ufficio Relazioni Internazionali presso il Centro ItaloArabo, sembra non avere molti
dubbi: «La richiesta di estradizione richiederà molto tempo e potrebbe anche essere respinta, visto che in Libano e nei Paesi arabi è forte il sospetto che nei confronti di Silvio Berlusconi e di
Marcello Dell’Utri la magistratura italiana operi con forti pregiudizi politici e personali. Quando
la stampa libanese parla dei guai
giudiziari di Berlusconi usa sempre l’espressione: “gli avversari
di sinistra e i giudici accusano
l’ex premier italiano...”, e lo stesso faccio anche io, quando devo
occuparmi dei guai giudiziari del
Cavaliere...».
Quindi lei sostiene che il percorso verso l’estradizione dell’ex senatore di Forza Italia,
non sia così automatico come
molti credono in Italia?
«Esatto. A differenza di quanto avviene in Italia, la magistratura libanese è molto attenta ai diritti dell’imputato ed è anche
molto condizionabile dalla difesa. In Libano non si assiste mai,
né a una magistratura che condiziona la politica o si assume ruoli
“
■ A differenza dei
magistrati italiani,
quelli libanese sono
attenti ai diritti
dell’imputato. E
molti pensano che
le vicende di
Berlusconi siano
strumentalizzate
per fini politici
TALAL KHRAIS
o compiti che non le spettano.
Da noi la politica ha un peso molto forte ed è in grado di condizionare anche la magistratura. A
questo va aggiunto che gli avvocatipiù importanti delPaese o sono ministri, o sono membri molto autorevoli del Parlamento, e
tutto questo finisce ovviamente
con l’avere un peso non secondario nei rapporti e negli equilibri
con la magistratura. Se fossi in
Marcello Dell’Utri o in un suo fa-
migliare, mi rivolgerei a uno di
questi professionisti: si pensi ad
esempio a Boutros Harb, oggi
candidato alle elezioni presidenzialie grande avvocato,impegnato da sempre sul terreno dei dirittidella difesa.Ilprocuratore generale, persona molto saggia e prudente, deciderà poi, non in base
alla richiesta di arresto per il reato di associazione esterna alla
mafia, un reato che da noi non è
nemmeno contemplato nelcodice penale, ma solo in base a
quanto contenuto nella richiesta
di estradizione avanzata dal governo italiano. La verità è che in
Libano, gli avvocati hanno molto
più potere dei giudici, e che da
noi quando la stampa parla delle
vicende di Berlusconi e di Dell’utri, ne parla sempre come di vicende politiche strumentalizzate
dalla sinistra e dal partito dei giudici».
Molti in Italia si domandano
che cosa ci facesse realmente
Dell’Utri a Beirut...
«Ho sentito in queste ore molte ricostruzioni,alcune delle quali davvero fantasiose, e prive di
ogni fondamento. Come quella
che Marcello Dell’Utri fosse stato
inviato in Libano da Berlusconi
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ITALIA
__Martedì 15 aprile 2014__
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::: GIUSTIZIA E POLITICA
L’exsenatorerestaincella.E nontorna
I giudici libanesi prendono tempo e rinviano ogni decisione sull’estradizione in Italia. Oggi l’udienza
in Cassazione per confermare la condanna a 7 anni potrebbe slittare: i legali sono assenti per malattia
::: CATERINA MANIACI
ROMA
■■■ Tempi lunghi per l’eventuale ritorno in Italia di Marcello Dell’Utri. E si potrebbero allungare anche i tempi del pronunciamento della Cassazione. Dopo la
richiesta di rinvio del processo che si dovrebbe tenere oggi appunto in Cassazione, presentata dall’avvocato di Dell’Utri,
Massimo Krogh, ricoverato in ospedale,
anche il secondo difensore dell’ex senatore presenterà istanza di spostamento dell’udienza. Il penalista Giuseppe Di Peri,
infatti, depositerà un certificato medico
che prova la sua impossibilità di partecipare alprocesso che potrebbe rendere definitiva la condanna per concorso esterno
in associazione mafiosa di Dell’Utri. La
notizia della prima richiesta di rinvio era
stata confermata da Krogh. In presenza di
una sola istanza di spostamento il processo si sarebbe potuto celebrare comunque
in quanto la discussione poteva essere affidata al secondo difensore. Eventualità
ora più difficile visto l’impedimento dell’intero collegio difensivo.
Mentre si deciderà la sua sorte processuale, Dell’Utri rimane in Libano, a Beirut,dove è stato arrestato sabato. Sipensava che dovesse presentarsi davanti ai giudici libanesi, ma in realtà la legge locale
non lo prevede. Resterà quindi in carcere
fino alla decisione sull’estradizione richie-
per sostenere la campagna di
Amin Gemayel su esplicita richiesta di Putin. Peccato che Gemayel non sia candidato e che il
presidente della Repubblica sia
eletto dalParlamento dopo un’attenta valutazione delle 18 confessioni religiose del Paese, e che
non abbiamo quindi le presidenzialisulmodello americano.Ilfatto che sia stato arrestato in uno
degli alberghi più lussuosi della
capitale è la riprova che Marcello
Dell’Utri non voleva in alcun modo fuggire a una sentenza della
magistratura italiana. Per quello
che noi sappiamo, Marcello Dell’Utri non si trovava per caso in
una delle suite del Phoenicia International: ma era lì per affari
nelsettore delle scommesse legati alla sua società Jackpot Game
che si appoggia alla Bank Misr Liban. Lui e Berlusconi fanno business da sempre con i Paesi arabi,
e Beirut è il cuore pulsante della
finanza mediorientale e in particolare di quella di Paesi come il
Qatar,l’ Arabia Saudita, e gli Emirati Arabi. Se sei un uomo d’affari, il Phoenicia International è il
luogo giusto in cui incontrarsi e
concludere importanti accordi finanziari. È uno dei posti più controllati e più sicuri della capitale:
quindi è il posto sbagliato per chi
voglia vivere una latitanza dorata
perché è sorvegliato dai servizisegreti libanesi e da quelli americani. Se sei latitante e vuoi sparire, il
Libano ti offre molte altre possibilità: puoi sparire riparando in
una lussuosa villa nel distretto
dello Chouf, oppure nella periferia a Sud della capitale con i suoi
otto comuni impenetrabili alle
forze di sicurezza libanesi. No
credetemi: Dell’Utri era lì solo
per affari».
sta dall’Italia. Potrebbe restare anche un
mese in carcere. Saltata l’udienza di convalida dell’arresto, che era stata inizialmente annunciata per ieri a Beirut, si allungano così i tempi per la decisione. Il
procuratore generale libanese ha deciso
che l’ex senatore del Pdl sarà sentito solo
dopo il deposito della richiesta di estradizione da parte dell’Italia, e che su quella,
non sull'arresto, sarà presa una decisione. Su di lui i magistrati di Palermo hanno
emesso l’8 aprile scorso un’ordinanza di
custodia cautelare,a cuisi sono accompagnate a stretto giro le ricerche in ambito
internazionale tramite Interpol. Ma per
l’avvocato dell’ex senatore, Giuseppe Di
Peri, pensare che quella di Dell’Utri sia
stata una fuga «è un’offesa all’intelligenza
ed è contrario alla logica più elementare»,
dal momento che Dell’Utri è entrato in
Libano usando «il proprio passaporto, la
propria carta di credito e ilproprio cellulare e dove si è registrato in albergo con il
proprio nome».
Il giorno della verità per Dell’Utri dovrebbe essere oggi in Cassazione. La Suprema Corte dovrà infatti valutare la posizione dell’ex senatore condannato a sette
anni dalla Corte d’appello di Palermo per
concorso esterno in associazione mafiosa. Se la Cassazione lo riterrà definitivamente colpevole, confermando la sentenza di secondo grado, la richiesta di estradizione - il cui iter è già stato avviato dal
::: LA SCHEDA
CASSAZIONE
Oggi la Cassazione dovrebbe decidere se
confermare in via definitiva la condanna a
sette anni inflitta in appello all’ex senatore
per concorso esterno in associazione mafiosa. In alternativa la Cassazione può decidere di rinviare Dell’Utri a un terzo processo di appello. In questo caso, la prescrizione sarebbe cosa fatta visto che scatterebbe a fine giugno
ESTRADIZIONE
L’Italia ha già avviato le pratiche per l’estradizione di Dell’Utri. Secondo le ultime informazioni che arrivano da Beirut, comunque, il
procuratore generale libanese ha deciso che
l’ex senatore del Pdl, arrestato sabato scorso,
sarà sentito solo dopo che sarà depositata la
richiesta di estradizione da parte dell’Italia, e
che su quella richiesta, non sull'arresto, sarà
presa una decisione. Da ricordare anche che
l’estradizione tra il Libano e l’Italia è peraltro
regolata da un accordo bilaterale firmato il
10 luglio del 1970 tra i due Paesi e ratificato
dalla legge 87/1974 entrata in vigore il 17
maggio 1975
RINVIO
L’udienza di oggi potrebbe, però slittare a
data da destinarsi perché entrambi i difensori dell’ex senatore, Massimo Krogh e Giuseppe Di Peri, hanno presentato istanza di rinvio
per legittimo impedimento per problemi di
salute di cui hanno depositato da giorni la
documentazione medica. L’avvocato Krogh
risulta ricoverato in clinica dopo essere stato
sottoposto a un intervento urgente mentre
Di Peri ha problemi a spostarsi da Palermo
governo italiano - diventerà esecutiva e
dovrà passare la trafila diplomatico-burocratica che accompagna queste procedure. Ma la Cassazione potrebbe anche annullare con rinvio, disponendo un nuovo
processo d’appello, il terzo.
Che cosa prevede l’estradizione, prevista anche dalla Costituzione? L’estradizione attiva (dall’estero), come nel caso
Dell'Utri, è regolata dagli articoli 720-722
del Codice di procedura penale. L’estradizione tra il Libano e l'Italia è regolata
da un accordo bilaterale firmato il 10 luglio del 1970 e ratificato dalla legge
87/1974 entrata in vigore il 17 maggio
1975. Le parti si impegnano a «consegnarsi reciprocamente» gli individui che,
«trovandosi nel territorio di uno dei due
stati, sono perseguiti e condannati dalla
autorità giudiziarie dell'altro stato». In
particolare, ferma restando la protezione
che ciascuno dei due stati garantisce ai
propri cittadini, la Convenzione prevede
che siano sottoposti a estradizione «gli
individui che sono perseguiti per crimini
o delitti puniti dalle leggi delle parti contraenti con una pena restrittiva delle libertà di almeno un anno» e «gli individui
che sono condannati, in contraddittorio
o in contumacia dai tribunali dello stato
richiedente per crimini o delitti puniti
dalla legge dello stato richiesto con pena
restrittiva della libertà di almeno di almeno sei mesi».
il graffio
Schiacciata
di riforme
Il ministro per le Riforme,
Maria Elena Boschi (foto
Splash) ha girato uno spot
per sostenere la candidatura a sindaco di Baridelparlamentare Pd Antonio Decaro. L’affascinante ministra è
seduta su una panchina,impegnata in una profonda
conversazione con il candidato.«Tiimmaginiseciavessero detto che io avrei fatto il
ministro e tu il sindaco?». Il
non ancora sindaco di Bari
si esibisce in scongiuri vari,
ma la Boschi insiste: «Dai,
che lo sanno tutti che vinci
tu». Poi si ricorda di essere
una fedele renziana: «Ma
stairottamando un po’?».Finalmente Decaro trova una
via di fuga: «È arrivato il momento di andare a mangiare
un po’ di focaccia. Come la
chiami tu?», chiede. «Focaccia o schiaccia. Sciamaninn!»,rispondeleisfoderando pure il dialetto barese. E
intanto anche le riforme rimangono schiacciate.
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ITALIA
__Martedì 15 aprile 2014__
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::: CINQUE STALLE
L’ultima provocazione sul blog
Grillo offende gli ebrei per coprire i suoi guai
Il M5S continua a perdere pezzi in Puglia e nelle Marche. E Beppe attacca il governo ritoccando la foto di Auschwitz
::: BRUNELLA BOLLOLI
ROMA
■■■ Attaccare più forte per nascondere i problemi. Sconvolgere l’opinione pubblica per celare
le tensioni interne. Fomentare.
Scatenerare il tripudio di reazioni (meglio se sdegnate) per deviare l’attenzione. Tutto calcolato.
Perché maestro di comunicazione, Beppe Grillo, lo è sempre stato. Conosce i tempi delle battute
e sa quando è il momento di sferrare il colpo. Quando deve alzare
il tiro per fare in modo che i dissidi dentro al suo Movimento Cinquestelle, specie quelli locali sulle candidature, restino in ombra,
fino a non fare più notizia. La sua
strategia,ormai,è chiara.Per questo non c’è da stupirsi più di tanto per la sparata comparsa ieri
sul suo blog. Quel riferimento ad
Auschwitz, parafrasando il Primo Levi di Se questo è un uomo,
che ha fatto insorgere la comunità ebraica algrido di: «Profanazione criminale».
Illeader pentastellato ha taroccato la foto simbolo del cancello
del campo di concentramento.
Mentre l’originale riporta la frase
agghiacciante Arbeit macht frei
(il lavoro rende liberi), quella postata dall’ex comico genovese recita «P2 macht frei». Il titolo è «Se
questo è un Paese». E giù con l’attacco a Renzi, Berlusconi, Dell’Utri, Napolitano. «Considerate se
questo è un Paese nato dalle morti di Falcone e Borsellino, dalla
trattativa Stato-mafia, schiavo
della P2. Comandato da un vecchio impaurito delle sue stesse
azioni che ignora la Costituzione». Un testo con attacchi a tutto
campo, dal Colle al leader del
centrodestra «ai loro luridi alleati
della sinistra». Si parla anche di
«un Paese che ha eletto come
speranza un volgare mentitore
assurto a leader da povero buffone di provincia», e si capisce che
il riferimento è al premier. «Considerate», domanda Grillo, «se
questa è una donna, usata per
raccogliere voti, per raccontare
menzogne su un trespolo televisivo, per rinnegare la sua dignità
orpello di partito vuoti gli occhi e
freddo il cuore come una rana
d’inverno».In fondo,poi,lo scriptum: Liberamente ispirata all’opera Se questo è un uomo di Pri-
La foto simbolo di Auschwitz scelta a corredo del post di apertura del blog di Grillo per attaccare Napolitano e Renzi [Ansa]
mo Levi. Meno male che ce l’ha
detto. Ma se anche Grillo non
avesse puntualizzato, il coro di
sdegno si sarebbe alzato comunque, forte e chiaro. Dal presiden-
te dell’Ucei, Renzo Gattegna, ai
parlamentari Pd, Fi, Ncd. Da Enrico Mentana su La7 a monsignor Domenico Sigalini, a capo
della Commissione Cei per il Lai-
cato; da Scelta civica che chiede
«A quando il suo Mein Kampf?»,
a Sel e perfino a qualche grillino
dissidente, come Tommaso
Currò, che punta il dito contro
«una parafrasi che non sta né in
cielo né in terra». Tutti contro
Grillo e le sue «oscenità antisemite». A difendere il capo M5S solo
alcuni fedelissimi,tra cui la depu-
tata Laura Castelli: «Il post di Beppe è forte? Sarà pure così, ma è
forte quello che ha fatto negliultimi vent’anni questa politica malsana che ha ammazzato la gente».
In fondo al blog, però, c’è anche un’altra piccola frase, un vero post scriptum. Dice: Ps, il nuovo candidato sindaco di Bari per
il MoVimento 5 Stelle è Sabino
Mangano. Sì, perché mentre la
politica, di qualunque colore, era
impegnata a prendere le distanze dal post di Grillo, il Movimento in Puglia era percorso da tensionilacerantiin vista delle elezioni amministrative. Un pasticcio
in salsa barese tra l’aspirante sindaco grillino, Vincenzo Madetti,
che credeva già di essere in rampa di lancio, e i militanti del meet
up locale. Peccato che Madetti
abbia cercato di fare il furbo con
le liste violando il regolamento
del MoVimento 5 Stelle di Bari e
l’impegno etico firmato in occasione della presentazione della
candidatura. A inchiodare Madetti c’è anche un video che dimostrerebbe la pratica alquanto
arbritraria di comporre le liste e,
nonostante lui abbia provato a difendersi tirando in ballo «un pazzo di cui mi sono fidato ciecamente», nella notte è stato sfiduciato e rimpiazzato per il dopo
Emiliano da questo tale Mangano,il cui nome è scritto piccolo in
fondo al post della vergogna.
Non solo. Oltre al caso barese,
continua la faida grillina anche a
Pesaro, altra città chiamata al voto per eleggere il candidato sindaco. Qui, il Movimento è ormai diviso in due fazioni in lotta tra loro
e,ovviamente,i priminon riconoscono il gruppo «Cittadini Cinquestelle Pesaro» guidato dal
transfuga Igor Jason Fradelloni
che si sarebbe volentieri candidato alle Amministrative se però gli
altri non si fossero tenuti stretti il
simbolo. Niente da fare. Votazione on line per pochi intimi, a dir
poco anomala e Fradelloni ha
lanciato l’impeachment contro
Grillo. Che oggi sarà alla Camera
con i suoi per presentare il ddl
M5S per abolire Equitalia. E ieri
ha fatto lo show al Palalottomatica di Roma. Sparate? A raffica. La
strategia è sempre quella: attaccare più forte per nascondere i problemi.
il graffio
il graffio
Te lo do io
il cachet
S’ignori
delle tessere
Nonostante l’ultima serata dovesse essere quella di
ieri, pare che Beppe Grillo sia intenzionato ad aggiungere qualche data extra al suo tour «Te la do io
l’Europa». Dopo tutto questo tempo passato a spararne gratis, d’altronde, deve
avere preso gusto all’idea
di farsi pagare per dire due
frescacce.
Ramoscello d’Ulivo di
Massimo D’Alema a Matteo Renzi: «Nessuno ha
detto che il Pd è finito, del
resto mi hanno rassicurato che stampano le tessere
e questo è già un segnale
positivo importante». Altroché:se nessuno le stampa, poi come fanno i capi
della minoranza Pd a collezionarle?
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ITALIA
__Martedì 15 aprile 2014__
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::: BUROCRAZIA FOLLE
Odissea fra le scartoffie
«Mi hanno spillato 18mila euro
per (non) comprare un terreno»
Concessioni e perizie, geometri e notai, funzionari trasferiti e condizioni del mutuo
che cambiano nel tempo. Risultato: tre anni e tanti soldi buttati. Senza risultato
Senza vergogna
Così il Comune
cambia le carte
e mi raggira
::: segue dalla prima
MASSIMO AMADELLI
(...)finanziamenti a fondo perduto dall’Unione Europea.
Lo stesso Comune ci ha poi
venduto i terreni a prezzo di
mercato, girandoci vincoli
quinquennali per giustificare
i loro intrallazzi. Un vincolo
era rappresentato dall’acquisto di una superficie minima
di mq. 3.000: abbiamo accettato e comprato il terreno di
mq. 3.000, utilizzandone solo
1.500 e pensando in futuro di
allargarci ed edificare nei rimanenti 1.500 metri quadrati. A fronte di questo, passati
ben oltre i cinque anni e quindi decadendo qualsiasi vincolo, siamo in procinto di edificare un capannone artigianale/commerciale e... udite udite... il Comune ci dice che in
base al nuovo piano regolatore non è piu possibile edificare. Se avessimo fatto richieta
entro novembre 2013 non vi
sarebbero stati problemi, ma
per l’appunto avendo poi redatto il nuovo piano regolatore, ecco, nello stesso l’area
non risulta piu edificabile. Sottolineo che stiamo parlando
di un terreno in zona artigianale/commerciale, che lo
stesso Comune ci ha venduto
con quella destinazione
d'uso.
Che dire... Decidere di andare all’estero diventa non solo conveniente ma anche una
strada obbligata: qui, in un
momento di crisi dove chi investe e crea occupazione andrebbe visto con riguardo, viene trattato come una persona
a dir poco indesiderata. Meglio allora trasferirsi in Carinzia, dove le imprese vengono
viste come una risorsa e, se ti
presenti, sono loro i primi ad
aprirti la strada per aiutarti
nel miglior modo possibile.
Con grande rammarico e
non credendo più nella maniera piu assoluta a questi deficienti, ho deciso proprio di
trasferimi all’estero e dire addio a ogni speranza di ragionevolezza. Ogni uomo per essere tale dovrebbe conoscere
i propri limiti. Ma questi, pur
di mantenere la loro burocrazia ottusa, non hanno più limite alcuno.
Cordiali saluti
Proseguiamo con la pubblicazione delle disavventure burocratiche raccontate in prima persona dai lettori: iniziative personali e
imprenditoriali soffocate dal «moloch» che da decenni impedisce all’Italia di diventare un Paese normale. Qui sotto, l’indirizzo
mail a cui potete indirizzare le vostre storie.
::: SERGIO GABRIELE
■■■ Nel luglio 2007 mi rivolgo
a un’agenzia immobiliare di Sutri,provincia diViterbo,per cercare un terreno o abitazione in località Monte Topino. L’agenzia mi
propone un terreno di 5.000 mq.
su cui può essere approvato un
progetto di casa. Il 23 agosto 2007
verso € 1.000 all’agenzia come
proposta d’acquisto. Poi mi rivolgo a un geometra affinché mi se-
gua, versando in anticipo il suo
compenso. Vado all’ENPAV (ente nazionale previdenza assistenza veterinari) per avere delucidazioni sulle convenzioni per mutui ipotecari: mi indicano banca
e funzionario a cui rivolgermi.
Parlo con la dottoressa e le
espongo il progetto: acquistare
un terreno su cui costruire una
casa, e ho necessità di un mutuo,
poi edificherei con la mia liquidità e la vendita del mio apparta-
Invia la tua disavventura a
[email protected]
mento. Appuntamento con il direttore di filiale, poi un altro con il
dirigente del settore: è possibile
concedermiun mutuo edilizio, finanziando il terreno all’80%, un
altro 70% a stadio di avanzamento lavori, fino ad un massimo di
300.000 €,con uno spread in convenzione con ENPAV di 0,90%.
Ben impressionato, il 1˚ novembre firmo il preliminare e anticipo 10.000 € al proprietario del terreno,nonché 3.000 € come anticipo provvigione agenzia. Il 9 dicembre 2007 invio la richiesta di
mutuo in convenzione alla sede
centrale della banca e all’ENPAV. Ritorno dal direttore di
filiale per consegnargli i documenti, lui apre la pratica.
Inizia la trafila burocratica.
Nelgennaio 2008 vengo contattato dal perito della banca, ma la
perizia può essere fatta solo quando saranno approvati progetto
edilizio, frazionamento del terre-
L’Italia è il Paese europeo con la burocrazia più invadente [Oly]
no e permesso di costruire, quindi rimandiamo. Il 2 dicembre
2008, 14 mesi dopo il preliminare
(!), mi viene consegnato il permesso di costruire. Chiamo il direttore di banca, il quale mi dice
che è stato trasferito. Vengo ricevuto dal nuovo direttore, che mi
rinvia a gennaio.
A fine gennaio 2009 torno in
banca, dove sono obbligato a rispiegare tutto: mi viene detto che
la convenzione con l’ENPAV
non è più in vigore, è da rinnovare. Altro appuntamento in filiale,
stavolta presente anche il vecchio dirigente, che conferma davanti al nuovo direttore quanto
pattuito nel 2007. Mi vengono richiesti una serie di documenti,
fra cui la dichiarazione di un notaio:li consegno a febbraio.Ai primi di marzo mi chiama un architetto per conto della banca e mi
dà appuntamento per la perizia
del terreno.La settimana dopo richiamo la banca: ho superato la
centrale rischi, mi è stato confermato lo spread in convenzione
con l’ENPAV ma al mutuo dovrà
essere aggiunta una polizza-rischio. Ad aprile altro appuntamento, devo rispiegare tutto alla
vice direttrice di banca, lei mi dice che non è possibile erogare un
mutuo di questo tipo. Alle mie
obiezioni viene chiamato telefonicamente il vecchio dirigente
che, per la terza volta, conferma
quanto pattuito in precedenza.
La vice-direttrice autorizza a proseguire, ma dieci giorni dopo
cambia versione: non si può. Alle
mie proteste segue una proposta
di mutuo edilizio costruzione prima casa, stesse condizioni del
2007 ma scende al 70% del valore
del terreno. Accetto.
Nuova perizia a maggio, ma la
banca mi dice che il mutuo edilizio non è previsto dalla convenzione ENPAV e però posso ottenerlo con uno spread dell’1,75%.
Alle mie obiezioni la signora mi
dice che dobbiamo risentirci per
una risposta definitiva.
Nel frattempo hospeso:
- proposta acquisto: € 1000
- geometra: € 1000
- preliminare: € 10.000
- oneri concessori: € 2.452,21
- provvigione agenzi: € 3.000
- misurazione terreno: € 500
- notaio: da pagare
TOTALE: € 17.952,21
Il 22 maggio vengo convocato
dalla banca: ha deciso di darmi
l’80% di 125.000, cioè 100.000 €,
di farmi pagare la perizia (250 €)
e l’istruttoria (500 €), e mi possono prestare altri60.000 come anticipo cantiere (per il tasso si vedrà). La storia si conclude con
18.000 € persi e tre anni buttati.
Nel 2009, in tre mesi, ho venduto
il mio appartamento e acquistato una proprietà in campagna
già costruita.
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ITALIA
__Martedì 15 aprile 2014__
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::: I DANNI DELL’EUROPA
Il presidente difende Bruxelles e dimentica i giovani disoccupati
L’euroNapolitano non incanta più nessuno
Lo show da Fazio disertato dai telespettatori, che sono stufi delle belle parole e vogliono fatti per uscire dalla crisi
::: segue dalla prima
MARIO GIORDANO
(...) di un conduttore che dopo
Sanremo non sembra più in palla? Può essere. Ma soprattutto
colpa di una minestra riscaldata,
quella dell’europeismo di maniera, che gli italiani non riescono
più a sopportare nemmeno se
viene trasmessa a reti unificate.
Dire che la riduzione
del debito Ue è «un dovere verso i giovani», come
ha fatto il Capo dello Stato,con quelsolito tono grave e solenne di circostanza, è un’offesa all’intelligenza delle persone perché:a) le politiche di austerity imposte dell’Europa
in questi anni hanno ucciso l’economia ma non
hanno affatto ridotto il debito; e b) perché ridurre il
debito costringendo il 50
per cento dei giovani alla
disoccupazione è qualcosa peggio di un crimine: è
un crimine inutile e assurdo. E ripetere stancamente le parole d’ordine del
«quadro di valori» e della
«pace nelcuore del Vecchio Continente» è una pratica irritante
che ottiene ormai solo due effetti:
prima fa girare le balle, poi fa girare canale.
IL PARTITO UNICO
Se i solerti fan del Pude (Partito unico dell’euro) vogliono convincere gli italiani della bontà del
progetto devono scendere dal
piedistallo dei concetti astratti e
misurarsi sulle proposte concrete, se ne hanno. Perché finora
hanno pensato di vincere la parti-
ta senza nemmeno giocarla, cioè
sulla base di preconcetti o, peggio, sulla base del terrorismo psicologico, quello in base al quale
fuori dall’euro c’è solo pianto e
stridor di denti. E non si sono resi
conto che il pianto e lo stridor di
denti sono hic et nunc, qui e ora,
la gente sta soffrendo, sta male, e
non è disposta ad accettare ulte-
riori penitenze in nome di vaghe
promesse di felicità eterna che
non arriverà mai. Non è più tempo per fatwe teologiche,gliayatollah della religione europea se ne
facciano una ragione: è arrivata
anche qui l’età dei lumi.
O ci sono argomenti per difendere la moneta unica e la politica
diBruxelles,oppure la gente chiederà di prendere un’altra strada.
Cioè l’unica che garantisce la sopravvivenza.
Quello che colpisce, nello
scontro in atto, è proprio l’assolu-
ta genericità degli argomenti pro
euro.L’altra sera, dopo la partecipazione a una trasmissione televisiva, si fa vivo un mio vecchio
compagno diuniversità,oggi economista a Ginevra. «La vostra è
una posizione sbagliata», mi dice. Ok,dimostramelo, glidico, sfidandolo come ai tempi in cui preparavamo econometria insieme.
E lui mimanda il link di un papello confuso, scritto da altri. Tutto
qui? Anche il documento eurista
di Lorenzo Bini Smaghi e altri,
pubblicato sul Corriere il 9 aprile,
del resto, è di una pochezza impressionante. Tanto che lo stesso
Corriere della Sera ieri pubblicava un editoriale di Elido Fazi che
diceva: «Sono convinto anch’io
che uscire dall’euro sarebbe una
follia. Ma bisogna usare migliori
argomenti».
In effetti: bisognerebbe usare
migliori argomenti. Ma, forse,
per usarli bisognerebbe averli.
Sabato sono stato tutto il giorno
al convegno di Asimmetrie, cui
partecipavano alcuni dei maggiori economisti europei euro-
CRESCE LA RABBIA
DA NORD A SUD
Sopra, sostenitori della
Lega Nord durante
una tappa del «No
Euro tour» a Firenze. Il
sentimento contro la
moneta unica cresce in
tutto il Vecchio
continente. A destra,
l’aumento del prezzo
della benzina in caso
di uscita dall’euro
[Ansa]
GLI STESSI SLOGAN
Bagnai: «L’importante è abbassare le accise»
«Anche se usciamo dalla moneta unica
la benzina non volerà alle stelle»
::: ANTONIO CASTRO
■■■ «Se uscissimo dall’euro i
prezzi della benzina non esploderebbero come minacciano i
paladini del fronte “difendi l’euro a tutti i costi”, semmai da 1,7
al litro si passerebbe a 1,9. Circa
il 10% in più, sicuramente meno
di quanto pagavamo solo due
estati fa grazie al continuo ritocco della accise». Alberto Bagnai,
è professore associato di Politica
economica all’università diChieti. Ma, soprattutto, uno dei pochi a non considerare un dogma
teologico il solo ipotizzare un abbandono dell’euro da parte dei
Paesi aderenti, Italia in testa. E a
chi prefigura sfracelli e scenari
postnucleari replica con slide,
studi econometrici e una buona
dose di buon senso. E, soprattutto,consiglia dinon farsiabbindolare dalla paura diffusa «dai gufi
che prospettano scenari apocalittici». Dalla crisi, dice, «si esce
in due modi».
Professore, partiamo dalle cose emplici: sarebbe così terribile per noi, ma anche per il
resto del Sud d’Europa che arranca in questa crisi-pantano,
abbandonare l’euro? La benzina aumenterebbe veramente
di “sette volte”?
«Ma per carità. Al massimo
l’aumento oggi sarebbe del 10%.
Non dimentichiamoci che una
componente chiave è quella di
tasse e accise. Poi c’è il costo industriale, certo, e quindi l’acquisto del petrolio in dollari. Anche
nello scenario apocalittico che il
dollaro ci costasse del 40% in più
la benzina aumenterebbe del
10%. E siccome Monti ha aumentato le accise ripetute volte
nelsuo mandato neppure sfioreremmo i 2 euro che toccammo
quell’estate famosa.Dato il prezzo di oggi (circa 1,7 al litro) si potrebbe ragionevolmente arrivare a 1,9. E poi vista la componen-
te di imposte si potrebbe abbondantemente compensare l’aumento del prezzo alla pompa riducendo le accise che contribuiscono per quasi il 70%. Non bisogna abboccare a tutto quello che
ci raccontano».
Altro tema forte dei paladini
dell’euro a tutti i costi è che,
senza l’unica valuta europea, i
prezzi delle case crollerebbero...
«E perché quello che sta succedendo ogginel mercato immobiliare cosa sarebbe? I proprietari
di case sono virtualmente ricchi,
però perincassare devono accettare di contenere, e di molto, le
pretese,e quindiabbassare notevolmente il prezzo di vendita. La
nostra richezza è letteralmente
soffocata ».
Senza dimenticare che tra giugno e dicembre arriverà la
nuova Tasi che si annuncia salata...
«E infatti c’è da aspettarsi entro
scettici e eurocritici. Ecco lì ho
sentito davvero degli argomenti,
dei numeri, dei dati. Per dire: il
professor Alberto Bagnai, anima
dell’incontro, ha distrutto numeri alla mano addirittura la principale arma usata dai sostenitori
della moneta unica, cioè quello
secondo cui, se uscissimo dall’euro, la benzina volerebbe alle
stelle. In realtà, ha dimostrato Bagnai. l’aumento sarebbe contenuto, anche nel peggior scenario possibile. Di questo, ovviamente, il Corriere non ha scritto
una riga, Bini Smaghi non saprà
nulla e il mio ex compagno
d’università neppure. Che ci volete fare? Ormai si sono disabituati al contraddittorio, e restano convinti che per respingere le
ragioni altrui sia sufficiente il pronunciamento loro. «Basta la parola», come nella pubblicità del
celebre confetto lassativo. E non
si accorgono che anche l’effetto
di questa pratica risulta, alla fine,
molto simile a quello del confetto. Fra le 500 persone che partecipavano al convegno di sabato, in
effetti, non ho incontrato nemmeno un fanatico (ovviamente
qualunquista e demagogo). Ho
trovato persone che volevano capire. Se trovassero, se trovassimo, qualcuno che anziché imporci verità teologiche dall’alto
(«Ridurre il debito è un dovere
verso i giovani») provasse a convincerci, magari potremmo ricrederci. Invece no.
l’autunno un nuovo pesante ribasso per le quotazioni del mattone. Tra tasse, stretta del credito e incertezza chivuole comprare temporeggia, chi vuole vendere abbassa i prezzi...».
Insomma, dobbiamo aspettarci l’esplosione di una bolla immobiliare?
«Si può ragionevolmente immaginare per dopo l'estate un
calo ulteriore del mercato. Basta
aspettare qualche mese per rendersene conto...».
Sì, va bene. Ma come se ne
esce?
«La scorsa settimana abbiamo radunato economisti di sette Paesi differenti. Badi bene: di
orientamento diverso tra loro:
dal liberale al marxista. E tutti
concordano che è necessario un
riallineamento del cambio per
uscire
dalla
politica
dell’austerità. Altrimenti per riprenderci ci vorranno dai 15 ai
20 anni».
E l’euro che fine farà? Torneremo alle nostre rispettive valute nazionali o si partorirà un
euro di serie A e uno di serie
B?
«È necessario tornare ad una
flessibilità nord-sud. Ma il punto
diarrivo sarebbe ristabilire le singole valute nazionali.Però,politicamente, un doppio euro (per il
Nord e il Sud) sarebbe un passo
nell’immediato sicuramente
più accettabile».
Gli euristi continuano a ripetere
gli stessi slogan. Per esempio:
l’euro è necessario per combattere la Cina che è cresciuta. Ma se
la Cina è cresciuta diventa un
mercato interessante: ilmodo migliore per combatterla non sarebbe quella di invaderla con i nostri
prodotti? E come facciamo a invaderla se i nostri prodotti sono
fuori mercato a causa dell’euro
fortissimo? E se i prodotti sono
fuori mercato e le imprese chiudono, come lo riduciamo il debito? Mettendo un’altra tassa sulla
casa? O sul patrimonio? Il convegno organizzato da Bagnai si è
aperto con un reportage meraviglioso sulla Grecia. C’era Monti
che diceva: «La Grecia è il più
grande successo dell’euro». E poi
si vedeva la devastazione di Atene, un Paese ridotto alla fame. Il
più grande successo dell’euro?
L’antropologo Panagiotis Grigoriou ha detto: «Sono da qualche
giorno qui in Italia e mi sembra
di vedere la situazione del mio
Paese nel 2009, prima della catastrofe». In sala c’è stato un brivido di terrore: saremo noi il prossimo grande successo dell’euro?
Forse siamo ancora in tempo per
evitare la catastrofe totale: se Napolitano e gli altri sostenitori del
Pude hanno qualche proposta
concreta la facciano. Altrimenti
gli italiani si difenderanno come
possono, in fondo già lo stanno
facendo. Ed è per questo, in effetti, che quando si parla di Europa
sono pronti a cambiare programma. Per fortuna non solo in Tv.
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ESTERI
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Grida: «Heil Hitler»
e uccide tre ebrei
DOPO AVER PIANTO MISERIA PER QUANTO POCO GUADAGNAVA
Putin si raddoppia
lo stipendio
È un membro del Ku Klux
Klan l’uomo che domenica - vigilia di Pesach, la Pasqua ebraica - ha ucciso
tre persone in due diversi
centri ebraici di Kansas City. Frazier Glenn Miller, 73
anni, è stato il fondatore e
«grand dragon» della sezione del gruppo razzista
in South Carolina. Il killer,
sotto custodia della polizia
locale, ha urlato «Heil Hitler» mentre veniva portato via ammanettato. Testimoni hanno affermato
che anche prima di sparare chiedeva ai passanti se
fossero ebrei e poi sparava
gridando «Heil Hitler»
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto con cui
aumenta di 2,6 volte il suo stipendio e quello del premier Dmitri
Medvedev. Il documento («Sul
miglioramento della retribuzione delle persone in possesso di
alcune cariche di governo») è
stato firmato lo scorso 11 aprile.
Putin, che aveva aumentato i salari di quasi tutti gli altri alti funzionari pubblici, venerdì scorso
aveva pubblicato la sua dichiarazione dei redditi da cui si evinceva che il presidente nel 2013 aveva guadagnato solo 3,7 milioni
di rubli (poco più di 74.000 euro), meno del suo primo ministro e meno di quanto dichiarato nel 2012. Insomma, pianto miseria per qualche ora, lo zar ha
poi reso pubblico il proprio aumento di stipendio... [Lap]
Strage in Nigeria
71 morti, 124 feriti
La crisi ucraina
A Kiev sono già divisi su tutto
Mosca si prende altri pezzi
Il presidente Turcinov e il ministero degli Interni vogliono lo scontro coi «terroristi» dell’Est
La Tymoshenko e il premier Jacenjuk per il dialogo. E i russi conquistano nuove posizioni
::: CARLO PANELLA
■■■ Solo un miracolo può preservare l’Ucraina da un bagno di
sangue. Ieri il presidente ucraino
Oleksandr Turcinov ha firmato il
decreto che ordina l’operazione
militarecontro «iterroristi» che occupano edifici digoverno nelle regioni orientali. Specularmente il
governatore filorusso della regione ucraina di Donetsk, Serhiy Tarutaha, ha lanciato un’operazione antiterrorismo.Di fatto, due dichiarazioni formali e contrapposte di inizio delle ostilità militari. I
filorussi, che si sono attestati nei
palazzi «conquistati» del Governo
Regionale a Donesk e dei Servizi
di Sicurezza a Luhansk, dopo gli
incidenti con la milizia ucraina
che ha fatto alcuni morti, hanno
ripreso ieri le occupazioni di altri
gangli vitali della regione. Il tutto,
con il più che probabile aiuto di
agenti di Mosca. Occupato l’aeroporto militare di Slovyansk (nella
regione di Donetsk), così come gli
edifici della polizia e dei servizi di
Sicurezza,sì chel’intera città e sotto il loro controllo ed è presidiata
da migliaia di manifestanti che li
sostengono.Glioccupantidelmunicipio di Sloviansk - una dozzina
di uomini in mimetica armati di
kalashnikov, al braccio la coccarda arancionera dell’ordine di San
Giorgio, simbolo della vittoria sovieticasui nazisti-cosìsisono presentati: «Siamo cosacchi della
guarda nazionale della repubblica di Donetsk!». Ma il caos politico regna anche a Kiev,ilcuigoverno è attraversato da profonde tensioni che rendono ancora più gravela situazione.Ne è prova la posizione altalenante di Yulia Tymoshenko, che si era recata a Donetsk per mediare e che venerdì
aveva spinto il premier Arsenij Jacenjuk - suo fiduciario - a tentare
dichiudere la mediazione andando a Donetsk, promettendo per il
futuro - ma senza impegni - referendum regionali sull’autonomia
e immunità per gli occupanti filorussi degli edifici pubblici. La Tymoshenko si è sempre detta con-
::: LA SCHEDA
SCONTRI ARMATI
A Horlivka i filorussi hanno
attaccato una stazione della
polizia ucraina. Gli agenti
hanno cambiato casacca e
hanno giurato fedeltà al comandante della milizia filorussa del Donetsk. Gli occupanti del municipio di Sloviansk - una dozzina di uomini in mimetica, al braccio la
coccarda arancionera dell’ordine di San Giorgio, simbolo
della vittoria sovietica sui nazisti - così si sono presentati:
«Siamo cosacchi della guarda nazionale della repubblica di Donetsk!»
CONTRAPPOSIZIONE
Ieri il presidente ucraino
Oleksandr Turcinov ha firmato il decreto che ordina l’operazione militare contro «i terroristi» che occupano edifici
di governo nelle regioni
orientali. Specularmente, il
governatore filorusso della
regione ucraina di Donetsk,
Serhiy Tarutaha, ha lanciato
un’operazione antiterrorismo
traria all’intervento militare a Donetsk, caldeggiato invece dai «falchi»ucraini:ilpresidenteOleksandr Turcinov e il ministro degli Interni Arsen Avakov, che non riconoscono legittimità politica ai filo
russie l’evidenteconsenso che essi riscuotono tra la popolazione e
che li hanno sempre appellati come «terroristi». Lunedì mattina la
«colomba» Tymoshenko ha ribadito la sua posizione dialogante,
ma poche ore dopo, con uno dei
suoi repentini voltafaccia (che
hanno favorito in passato le sue
disgrazie) si è trasformata d’improvviso in «falco» e ha dichiarato: «Sono a favore di una risoluta
operazione anti terroristica con la
partecipazione delle forze armate
ucraine».Risultato:ileaderfilorus-
Ai lettori
La rubrica “Mal
d’Africa” di Antonio
Panzeri è rimandata
a domani.
Al-Thani lascia dopo un agguato
«Mi ammazzano»: via anche il nuovo premier libico
::: MAURIZIO STEFANINI
■■■ Dopo appena un mese dalla destituzione di Ali Zaidan, costretto a fuggire in
Germania dopo un drammatico voto di sfiducia al Congresso Generale Nazionale, il
parlamento libico, anche il nuovo primo
ministro libico Abdullah al-Thaniè stato costretto alle dimissioni, da franco tiratori.
Non nell’accezione corrente della politica
italiana, di deputati che nel segreto dell’urna hanno tradito le consegne del partito,
ma nel senso etimologico originario: uomini armati che si sono appostati fuori dalla
residenza del premier e si sono esercitati
nel tiro a segno. «Un gruppo di miliziani
traditor ha sparato su casa mia!», ha detto
al-Thani nel precisare che la sua decisione
era «irrevocabile». «Io e la mia famiglia siamo stati vittime di un attacco brutale che
ha terrorizzato il vicinato e ha messo a serio
rischio le nostre vite», ha scritto nella lettera
di dimissioni al Congresso. In qualche modo è un salto di qualità, dal momento che
nei mesi scorsi per fare pressione sul governo i ministri si limitavano a bersagliare a
titolo dimostrativo sul ministero dell’Interno.
D’altra parte, in Libia per i governanti è
ormai come la storia della coperta troppo
corta, che se la tiri lasci scoperti o il petto o i
piedi. Zeidan era infatti caduto per via della
rivolta dei secessionisti della Cirenaica, che
si erano impadroniti dei porti da cui parte il
petrolio. Al-Thani ha allora trattato con i ribelli e ha ottenuto da loro la riapertura di
due scali,ma a quelpunto sono state le milizie diTripoli e Misurata a infuriarsi e a bloccare un altro porto. Dopo di che da lunedì a
giovedì sia Tripoli che Bengasi sono state
bloccate da uno sciopero popolare spontaneo di protesta contro l’arroganza delle milizie, che però invece di sostenere il governo ha finito per creare caos ulteriore.
Ovviamente,nella baraonda è stato subi-
si del Donetsk hanno chiesto personalmentea VladimirPutin diintervenire per evitare il massacro,
come ha dichiarato il portavoce
del Cremlino Dmitry Peskov che
haaggiunto,sibillino:«Ilpresidente russo segue gli sviluppi della situazione a Donetsk con grande
preoccupazione». D’altronde, è
evidente che anche ilCremlino temeun improvvisa escalation militare a Donetsk, tanto che ha chiesto domenica sera una riunione
urgente del Consiglio di Sicurezza
che, come sempre, si è concluso
con un nulla difatto.Ma ha formalizzato le due posizionicontrapposte. L’ambasciatore di Mosca, Vitaly Churkin ha dichiarato: «In
Ucraina ci sono cittadini di origine russa in pericolo per il rischio
di ritorsioni nei loro confronti, e
pertanto è necessario garantir la
loro tutela». Dunque, Mosca si
prepara a «tutelare» i filorussi di
Donetsk. Durissima la risposta di
Yuriy Sergeyev, rappresentante di
Kiev al Palazzo di Vetro: «Nell’est
dell’Ucraina non cisono gruppi di
manifestantipacifici,come la Russia cerca di far credere, ma solo
terroristi che applicano le stesse
tecniche che sono state usate in
Crimea, ma non lasceremo che si
ripeta lo stesso scenario». Gli Usa
siattestano ciecamente sulle posizioni del governo di Kiev e non
cercano di riportarlo alla ragione.
L’Europa latita. L’Ucraina sprofonda nell’odio.
Doppio attentato ieri con
quasi 100 morti ad Abuja,
in Nigeria, dove si sono registrate due esplosioni alla
stazione di bus di Nyaya.
La stazione è piena di cadaveri a terra e sangue ovunque in quello che viene
considerato il primo attacco vicino all capitale negli
scorsi due anni. Secondo
fonti della polizia i morti
confermati sarebbero 71
con 124 feriti. Dietro la
strage, la mano di Boko
Haram che ha già sferrato
una sanguinosa ondata di
attentati nel nord-est del
Paese: nel week-end, proprio i sanguinari miliziani
islamisti, che puntano a instaurare uno Stato islamico, hanno attaccato due
villaggi e causato almeno
68 morti
Maduro arresta
trenta militari
Circa 30 funzionari delle
forze armate venezuelane
sono stati arrestati perché
sospettati di stare organizzando un colpo di Stato
contro il governo di Nicolas Maduro. Lo sostiene il
giornale di Caracas “Ultimas Noticias”, citando fonti governative, secondo
cui gli accusati sarebbero
membri di aeronautica,
marina, esercito e Guardia nazionale. Il caporedattore Eleazar Diaz Rangel ha precisato che la fallita rivolta militare era prevista per il 20 marzo e
avrebbe incluso anche
raid aerei. I funzionari sarebbero stati in contatto
con almeno un leader dell’opposizione
Abdullah Al-Thani, premier
libico dimissionario dopo
l’agguato di cui è rimasto
vittima [Ap]
to rinviato ilprocesso appena apertosi a Tripoli ai due figli di Gheddafi Seif al-Islam e
Saadi Gheddafi, alla sbarra assieme all’ex
capo dei servizi segreti Abdullah al-Senussi, all’ex premier Al-Baghdadi al-Mahmudi
e ad altri 30 collaboratori eccellenti del deposto regime del colonnello, accusati di essere responsabili della repressione della rivolta del 2011 che portò alla deposizione e
all’uccisione del colonnello. Aggiornato al
27 aprile, perché erano presenti solo 27 dei
37 imputati, e perché la difesa ha chiesto
più tempo per raccogliere prove. E per gli
scioperi è stata rinviata al 21 aprile anche la
prima seduta dell’Assemblea Costituente.
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ATTUALITÀ
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Via da Roma
::: DINO BONDAVALLI
La secessione dell’hockey
Bolzano è già austriaca
■■■ A voler essere onesti, bisogna ammettere che come rappresentazione di un proposito secessionista è decisamente più accattivante di tanko, la ruspa «travestita»
da panzer in dotazione ai secessionisti veneti arrestati a inizio aprile.
Ma, al di là delle belle immagini e
della soddisfazione per la conquista del campionato austriaco Ebel,
::: LA SCHEDA
la vittoria oltre confine dell’Hockey
Bolzano, che lo scorso anno aveva
SUPERCAMPIONATO
deciso di lasciare l’Italia per giocaL’Hockey Club Bozen, nato
re nel torneo mitteleuropeo, ha
nel 1933, è la squadra che vanavuto l’effetto delsale sulla ferita anta il maggior numero di scudetcora aperta provocata dalla «secesti italiani: 19 (e l’Alpenliga
93-94).
Dalla
stagione
sione sul ghiaccio».
2013/14 gioca nel campionaLa fuga oltre confine in cerca di
to austriaco - che è aperto a
stimolie sponsor,decisa unilateralsocietà straniere: alle sei locali
mente e poi avallata dalla Federase ne aggiungono due slovezione italiana sportdelghiaccio (Fine, una croata, una ungherese
e una ceca
sg) è infatti stata tutt’altro che indolore per il movimento italiano. E il
L’AFFARE
fatto che domenica sera Bolzano
Il passaggio alla lega austriaca
abbia scritto una pagina della stoè stato un successo dal punto
di vista economico: più spettaria dell’hockey, laureandosi camtori (nelle due partite di finale
pione d’Austria dopo aver battendoiRed BullsSalisburgo in un overtime al
cardiopalma nella
quinta e decisiva sfida
delle finali best of five,
ha finito per riportare
a galla il rammarico di
chi quella scelta l’ha
solo subita.
Certo, la vittoria
per 3 a 2 ai supplementari, arrivata battendo la franchigia au- Heinz Fischer con Arno Kompatscher [Lap]
striaca nella bolgia della Volksgarcontro il Salisburgo al Palaten Arena diSalisburgo,rappresenghiaccio bolzanino c’è stato
ta un risultato sportivo memorabiun incasso di quasi 300mila
le, conquistato in un torneo al quaeuro) più sponsor, più visibilile partecipano otto squadre austriatà (in Europa)
che, una slovena, una ungherese,
IL SOGNO
una ceca e una italiana.Ma perBolUna squadra altoatesina in un
zano, nella cui bacheca c’erano già
campionato austriaco è un fat19 scudetti conquistati in Italia, le
to che non può che far piacere
critiche delle altre società italiane,
a chi sogna una maggiore integrazione sociale e magari anche equiparano la fuga in Austria
che politica fra Vienna e Bolzadel team bolzanino all’eventualità
no. Fra i primi a congratularsi
che Juventus o Milan possano decicon gli atleti dell’hockey c’è
dere di non partecipare più alcamstato non a caso il governatore e leader Svp Arno Kompatpionato di Serie A per giocare all’escher (nella foto Lapresse
stero, restano.
mentre è ricevuto da Heinz Fi«Posto che nel futuro di questo
scher, presidente della «posport c’è una dimensione di camtenza tutrice»)
Con l’ok della Federazione, gli altoatesini partecipano al campionato straniero. E lo vincono
Gli ex avversari di Milano protestano. Fidanza (FdI): stop alla deroga o si uccide il nostro sport
L’esultanza di Kim Stroemberg, il finlandese del Bolzano Hockey [hockey-pictures.com]
pionato a livello europeo, come
d’altra parte potrà essere anche nel
calcio, è chiaro che il modo in cui si
è compiuta la scelta di Bolzano, arrivata tra giugno e luglio dello scorso anno, quando si stavano ormai
definendo regole e iscrizioni del
campionato nazionale, ha spiazzato tutto ilmovimento»,spiega Tiziano Terragni, direttore generale dell’Hockey Milano Rossoblu. Il risultato è stato che mentre Bolzano faceva fortuna in Austria,conquistando un trofeo che porterà nelle casse della società circa 950 mila euro
solamente sotto forma di premi, in
Italia il movimento soffriva per l’as-
senza del team più blasonato.
Un esempio su tutti, quello degli
incassi. «Per avere lo stesso incasso
di una partita con il Bolzano ne
dobbiamo giocare tre con le altre
squadre», sottolinea Terragni.
Nessuna sorpresa, quindi, che
mentre il collettivo bolzanino guidato da coach Tom Pokel celebra
la vittoria su avversari di altre quattro nazioni, a Milano si lotti per evitare che 90 anni di storia dell’hockey siano costretti a traslocare a Torino per i costi troppo elevati
dell’Agorà. L’impianto comunale
di via dei Ciclamini, la cui gestione
è affidata a un privato,assorbeinfat-
ti sotto forma di costi di utilizzo ben
il 25% del budget della società rossoblu.
«Una percentuale insostenibile», spiega Terragni, annunciando
che«noistiamo parlando con le istituzioni e con i gestori dell’impianto
per trovare una soluzione». La convenzione attuale scade infatti a fine
mese, e la speranza è quella di ottenere un rinnovo a prezzo scontato.
Se non si troverà l’accordo per
ridurre i costi che l’Hockey Milano
sostiene per l’utilizzo dell’impianto, che nell’ultima stagione ha ospitato una media di 2 mila spettatori
a partita, con punte di 4 mila in oc-
casione delle sfide più importanti, il
trasferimento rischia però di diventare una scelta obbligata. Un finale
che«noitifosinon vogliamo»,protesta Carlo Fidanza,europarlamentare di Fratelli d’Italia e grande appassionato di hockey su ghiaccio.
«Quello che serve è una prospettiva
di rilancio del movimento, che al
momento non esiste. La fuga in Austria di Bolzano,
che è una vera e
propriadelocalizzazione, rappresenta
una sconfitta che
non possiamo accettare», prosegue
Fidanza.«Lafederazione non deve più
concedere la deroga a Bolzano per
giocare in Austria,
perché è necessario rilanciare l’hockey nei centri più
grandi, altrimenti
da una dimensione cittadina si passa a una completamente valligiana,
inevitabilmente
più piccola».
Un appello che,
per non cadere nel
vuoto, dovrà essere
raccolto dalle istituzioni, Comune di
Milano in primis. A
differenza di quanto accade in Alto
Adige, dove le condizioni di utilizzo
degli impianti sono
decisamente più favorevoli di quelle milanesie dove le amministrazioni locali favoriscono in tutti i modi il
movimento dell’hockey, nel capoluogo lombardo finora si è visto
ben poco.
«Inostriincassisono datiesclusivamente da sponsor privati, dai biglietti delle partite e dalle quote per
il settore giovanile», spiega Terragni. Il Comune, invece, si limita a
incassare dalla gestione dell’Agorà.
Una vera beffa per chi vede glistorici avversari di Bolzano prosperare
non solo grazie alla secessione, ma
anche grazie al sostegno di provincia autonoma ed enti locali.
Dopo i casi Bartolini e Isotta
Non può fare il professore: «È di destra»
Spartaco Pupo bocciato all’abilitazione da una commissione in cui siede un collaboratore di “Manifesto” e “Micromega”
::: GIANLUCA VENEZIANI
■■■ Se gli attuali criteri di selezione delle università italiane fossero stati applicati in passato, sarebbero stati esclusi dall’insegnamento personaggi come
Giovanni Gentile,Renzo De Felice o Gianfranco Miglio. Dopo il caso di Simonetta Bartolini raccontato
da Libero e la lettera di Paolo Isotta, un nuovo episodio alimenta infatti la sensazione che chi studia autori di destra sia incompatibile con la carriera accademica in Italia. Spartaco Pupo, 39 anni, ricercatore
di Storia delle dottrine politiche presso l’Università
della Calabria, ha presentato la candidatura per l’abilitazione a professore associato nella materia che
insegna. Ma è stato scartato, in quanto - si legge
nella motivazione dei commissari - «la sua produzione è tutta concentrata sull’asse conservatorismo/
comunitarismo e si presenta con un forte taglio ideologico» e riguarda «solo aspetti marginali» della
disciplina. A Pupo, cui pure vengono riconosciuti
«ottima continuità e pubblicazioni presso buoni
editori nazionali» (i suoi libri sono pubblicati, tra gli
altri, da Rubbettino, Aracne, Le Lettere), vengono
però contestati «scarsa aderenza alle tematiche proprie del settore», mancato «raggiungimento di risul-
Spartaco Pupo [Facebook]
tati innovativi nel medesimo» e perfino un conflitto
di interessi dovuto a «pubblicazioni su volumi e riviste non dello specifico settore».
I contributi scientifici di Pupo, in realtà, sono importantissimiper la disciplina. Il ricercatore calabrese è stato il primo ad aver introdotto al pubblico
italiano le opere di Robert Nisbet, il più grande pensatore conservatore americano; si è occupato della
produzione di Russell Kirk, padre del tradizionalismo conservatore e collaboratore di Reagan; e ha
affrontato il pensiero di
Michael Oakeshott, faro
del conservatorismo inglese e consigliere della
Thatcher. Quanto alle riviste, Pupo è membro del
comitato di direzione della Rivista di Politica, diretta da Alessandro Campi, professore a sua volta
escluso dall’abilitazione a ordinario, perché ritenuto troppo di destra. «La rivista», sottolinea Pupo, «è
tutt’altro che estranea al settore: si occupa infatti di
dottrine politiche. E quanto alla sua scientificità, basti dire che è composta interamente da accademi-
ci». Stupisce sapere inoltre che la compromissione
con riviste e pensatori di destra viene contestata da
un membro della commissione, il professor Angelo
D’Orsi, che firma a sua volta sulle riviste Il Manifesto e Micromega e recentemente ha lanciato un appello «alle compagne e ai compagni della sinistra
piemontese», affinché votino per la lista Tsipras alle
Europee. «Il suo principale oggetto di interesse è
Gramsci, il che potrebbe valergli l’accusa di essere
monotematico e ideologico, proprio come me», sostiene con sarcasmo Pupo. «Anche la scientificità
dei suoi scritti è discutibile: in “Prontuario di storia
del pensiero politico”
D’Orsi si limita a elencare
le date di pubblicazione
dei testi del pensiero politico. Bastava andare su
Wikipedia per saperle».
Poco competenti della
materia sembrano invece
gli altri due commissari:
Fabio Rugge e Andrea Romano. Entrambi docenti di storia delle Istituzioni
politiche (e non delle Dottrine politiche, come sarebbe stato normale) hanno fatto un «copia e incolla» delle valutazioni di D’Orsi. Uno dei due, Romano, qualche anno fa, si rese celebre per la proposta,
subito rifiutata, di conferire la laurea honoris causa
al dittatore tunisino Ben Alì in quanto «promotore
di una società solidale e democratica».
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ATTUALITÀ
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:::
grafia è uno strumento impreciso,
ndr)». Anche il legale Ernesto Macrì
della Società Italiana di Ortopedia e
Traumatologia ha chiesto interventi
sui nodi critici in un convegno organizzato a Bologna dall’ortopedica Mirka Cocconcelli, alla fine di marzo:
«Se a tutto questo si aggiunge l’eccessiva dilatazione dei tempi legali si
comprende perché appare più che
mai necessaria una riforma organica».
SPESE LEGALI
Scialacquato l’11,8% della spesa sanitaria
In Italia,ogni anno,ci sarebbero circa 12 mila denunce di pazienti (il dato
è stabile da 3 anni) con una media di
risarcimenti da 50 mila euro cadauno. Il 98.1% dei dottori coinvolti vedono la denuncia ricevuta risolversi in
una archiviazione con nulla di fatto.
Ma intanto la struttura ospedaliera ha
preferito transare con i pazienti in via extragiudiziale
e a cifre minori, perché sostenere delle spese legali
costa e si evita anche di
mettere in piazza il buon
nome dell’istituto. Con il risultato che le casse pubbliche languono e le assicurazioni incassano.
Alcune regioni come
Emilia-Romagna, Toscana e Veneto sono corse ai
ripari spostando il problema: rimborsano direttamente i pazienti, rinunciando alle proposte contrattuali delle assicurazioni, rifacendosi poi sui medici. Una via
che ha aperto un ulteriore cono d’ombra. I pazienti vengono risarciti transando preventivamente e i medici,
che neanche sapevano di essere stati
coinvolti in casi legali, si ritrovano sul
conto a distanza di anni, richieste risarcitorie. L’effetto è l’apertura di contenziosi furiosi tra ospedali e medici
con il tentativo di questi ultimi di non
operare mai in casi complicati e di rifugiarsi nella «medicina difensiva» a
scapito anche dei pazienti.
Dentro questo mercato non poteva mancare la criminalità organizzata. La compagnia assicurativa romena City Insurance è finita sotto indagine per presunti rapporti con la criminalità. Le sono stati bloccati 78 milioni di euro e le aree assicurate dal proprio istituto sono saltate. Copriva
strutture pubbliche di Emilia-Romagna, Basilicata, Lazio, Lombardia, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Anche il vicepresidente dei medici
ospedalieri della Lombardia, Sergio
Barbieri, chiede che il governo faccia
qualcosa:«È assurdo che si parlicontinuamente di risparmi e poi c’è uno
spreco dell’11 per cento delle risorse
sanitarie su cui nessuno fa niente».
Uno spreco che proprio invisibile
non sembra.
La sanità butta 14 miliardi l’anno
in visite (inutili) a prova di causa
Dodicimila denunce ogni dodici mesi ai danni dei medici. Che, per prevenire problemi,
prescrivono prestazioni anche non necessarie. Con enorme spreco di soldi pubblici
::: ANTONIO AMOROSI
■■■ Il premier Matteo Renzi ripete:
«Italiani, segnalateci gli sprechi». Nel
Paese delle tasche bucate anche pochi euro gridano vendetta. Ma 13-14
miliardi di denaro pubblico sono
qualcosa di più. È la somma che ogni
anno l’Italia spreca per visite, esami,
ricoveri e farmaci inutili. Ce lo dice l’Age.na.s,l’agenzia nazionale per i servizi sanitari e il Centro Studi sulla giustizia penale «Federico Stella», che con
due analisi mettono in luce come buttiamo l’11,8 per cento delle spese sanitarie del nostro Paese.
I 13-14 miliardi sono il costo della
«medicina difensiva», la pratica che
spinge i medici ad un eccesso di prescrizioni per evitare eventuali contenziosi con i pazienti.
IL BUSINESS DEL DANNO
Negli anni il mondo assicurativo
ha trovato nei conflitti medico-legali
un settore economicamente fruttuoso, tirando in ballo ospedali e medici
creando un «business del danno». La
reazione dei medici è stata di tutelarsi
eccedendo in analisi, per scaricare su
altri, eventuali contenziosi che dovessero scatenarsi per complicanze non
dovute alla loro azione. Un disastro
per tutti.
La facilità con la quale i pazienti,
indotti dalle assicurazioni e da istituti
specializzati, fanno causa ai medici
sta trasformando la sanità italiana. I
premi pagati da strutture sanitarie e
medici alle compagnie assicurative in
un anno ammontano a 520 milioni di
euro, con un tasso di crescita, tra il
2001-2011, pari al 7,3 per cento.
Un costo incredibile per il sistema
sanitario e con un rischio anche per i
pazienti.
Come evidenziato dalla Società Italiana di Radiologia a fine 2013: «Una
prestazione radiografica su tre è inutile e aumenta del 400% il rischio di essere operato senza motivo (la radio-
MISURA LE CONCENTRAZIONI DI RAME
Dai ricercatori italiani un test del sangue
per prevedere il rischio di Alzheimer
Un esame del sangue «made in Italy» capace di predire il rischio di ammalarsi di Alzheimer. Lo hanno messo a punto i ricercatori dell’Università
Cattolica-Policlinico Gemelli e dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma, e
dell’Irccs Istituto Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli Brescia. L’analisi, descritta in uno studio pubblicato su Annals of Neurology, misura i
livelli di rame nel sangue. Se troppo elevati, il rischio di demenza arriva a
triplicare. L’obiettivo è ridurre la probabilità di ammalarsi abbassando le
concentrazioni del metallo nel sangue delle persone a rischio. Il test è stato
sperimentato su 141 soggetti ad alto rischio Alzheimer, già colpiti dal cosiddetto lieve declino cognitivo (disturbo della memoria spesso anticamera
dell’Alzheimer). Tutti i pazienti, su cui è stato eseguito il test del rame con
un semplice prelievo di sangue, sono stati monitorati per 4 anni. Risultato:
chi ha concentrazioni plasmatiche di rame libero superiori alla soglia massima dei soggetti sani ha un rischio triplicato di ammalarsi di Alzheimer, a
parità di livello di declino cognitivo presente al momento del prelievo.
Scambio di provette, tolgono la prostata a un uomo sano
■■■ Era stato operato perché aveva un carcinoma
alla prostata. O meglio, credeva di averlo. Stando almeno a quanto gli avevano riferito i medici basandosi sulle analisi alle quali l’uomo era stato sottoposto
due mesi prima dell’intervento. Però le cose non stavano così. Perché i medici si erano sbagliati: avevano
in realtà scambiato le provette didue uomini col risultato di far finire sotto i ferri, con la conseguente asportazione della prostata, il paziente sbagliato. Per questo due dottoresse e un’infermiera dell’unità operativa di Urologia 2 dell’ospedale di Cisanello, in provincia di Pisa, sono state rinviate a giudizio per lesioni
colpose gravissime in cooperazione tra loro e saran-
Vaccini, clima, alimentazione
Terapie e comportamenti
contro l’allergia primaverile
::: LUCA BERNARDO*
■■■ Si sono spenti da pochi giorni i riflettori
sul Congresso Nazionale della Società Italiana
di Allergologia e Immunologia Pediatrica
(SIAIP), che ha visto riuniti a Milano oltre 800
esperti di settore per fare il punto su tutte le
ultime novità in campo immuno-allergologico. Questo congresso è stato presieduto da Salvatore Barberi, Roberto Bernardini e Gian Luigi Marseglia. Le nuove sfide dell’immunoterapia specifica e le possibilità offerte dalla diagnosi molecolare sono stati soltanto alcuni dei temi affrontati dai congressisti. Oggi sempre più
spesso si parla d’immunoterapia specifica
(ITS), ovvero quello che nel gergo comune viene chiamato “vaccino” contro l’allergia. «Tra le
scelte terapeutiche - afferma Salvatore Barberi,
pneumo-allergologo della Clinica Pediatrica
dell’Ospedale San Paolo di Milano e co-presidente del Congresso SIAIP - vi è la possibilità di
prescrivere anche una terapia desensibilizzante dopo un’attenta indagine anamnestica e diagnostica. Allergia al veleno d’imenotteri (api,
vespe ecc.), rinite allergica (da acari della polvere e da pollini, per esempio) e asma bronchiale
sono i casi in cui l’ITS si è rivelata efficace e
sicura. Essa determina un’immuno-tolleranza
specifica verso l’allergene, ad esempio l’acaro o
i pollini, per il quale si desensibilizza e si associa a una riduzione dei sintomi dovuti all’allergene stesso».
CHE COSA NON FARE
Naturalmente spetta allo specialista esperto
in allergologia pediatrica individuare, dopo
un’attenta anamnesi, il miglior percorso diagnostico e terapeutico. Troppo spesso ci si affida a chi della materia non è esperto o a soluzioni fai da te, come dimostrano i test che si possono acquistare anche su internet per verificare
le intolleranza alimentari. «Anche per questo ricorda Barberi - la SIAIP ha recentemente
avanzato al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la proposta di una certificazione di qualità delle prestazioni diagnostiche-terapeutiche, nell’ottica di una appropriatezza e di una
razionalizzazione dell’offerta in base alle necessità e ai livelli di competenza».
Non solo. Gli allergologi e immunologi pediatri della SIAIP, proprio nell’ottica dell’appropriatezza, hanno approvato un documento,
presentato a Milano, sul choosing wisely (scegliere con saggezza) in allergologia pediatrica,
ovvero che cosa fare ma soprattutto che cosa
non fare in questo campo. «Si tratta di sedici
consigli pratici - spiega Roberto Bernardini, Presidente della SIAIP e direttore della UOC Pediatria presso l’Ospedale San Giuseppe di Empoli
- basati sull’evidence based medicine (ebm), le
evidenze scientifiche, per poter effettuare una
scelta corretta in alcune delle più comuni situazioni che si possono presentare nella pratica di
tutti i giorni. È un documento predisposto dalle
Commissioni SIAIP, elaborato dal Consiglio Direttivo e dalla Presidenza, che ogni pediatra dovrebbe avere sulla sua scrivania per poter subito capire cosa non deve fare nelle più comuni
patologie immuno-allergologiche».
CIBO E AMBIENTE
Ospedale Cisanello di Pisa
::: PISA
PILLOLE DI SALUTE
no processate in questigiorni. Rischiano una condanna da tre mesi a due anni di reclusione.
Secondo l’accusa le due dottoresse - una livornese
residente a Pisa, medico strutturato, e una pisana,
medico specializzando - e l’infermiera, di Pisa, il 13
dicembre 2012 eseguirono un prelievo istologico
(biopsia prostatica) su un paziente residente a Livorno, ma inserirono nelle provette etichettate col nome
dell’uomo i campioni prelevati a un altro paziente
(affetto da carcinoma prostatico) e viceversa. L’intervento di asportazione della prostata, avvenuto un paio di mesi dopo, fu dunque eseguito sul paziente sano.
«Verificheremo la dinamica dell’accaduto e metteremo in atto le procedure dovute per evitare casifutu-
rie fare luce su eventuali responsabilità». Così l’assessore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni, ha
commentando il caso al quotidiano Il Tirreno. «Sono
in atto i doverosi controlli» ha affermato Marroni
«per accertare la veridicitaà della questione e la dinamica. I controlli sono attivati con il rischio clinico regionale, una sorta di verifica che fa la regione, più una
verifica che viene fatta dall’azienda. Qualora il caso
venisse confermato ce ne scusiamo con la persona».
Intanto il presunto caso di malasanità approda al
Tribunale di Pisa, dove si gioca anche la battaglia dei
risarcimenti, tra processi penali (in diminuzione) e
cause civili (in aumento) . Le prime per metà si concludono a favore dei pazienti, le seconde solo nel 30%
dei casi.
Tra gli altri temi affrontati nel Congresso della SIAIP, grande rilevanza ha avuto anche quello del rapporto tra allergie e ambiente. Inquinamento e cambiamenti climatici incidono sempre più spesso sull’eziologia e sull’andamento
delle patologie allergiche. Essendo malattie
multifattoriali, che uniscono un elemento ereditario a elementi ambientali, le allergie sono
condizionate dalle zone in cui viviamo. E ancora: il Congresso della SIAIP ha affrontato anche
il rapporto tra allergie e alimentazione con tutti
i che problemi pone la nutrizione del bambino
allergico. «Anche nel corso di un simposio
SIAIP-EAACI (Accademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica) gli aspetti pediatrici di allergia ad alimenti, oltre che ai farmaci,
sono trattati con il massimo rigore scientifico»
conclude Gian Luigi Marseglia.
*Direttore del Dip. Materno-Infantile
Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano
21
ATTUALITÀ
__Martedì 15 aprile 2014__
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Lo scambio di embrioni al Pertini di Roma
Farà nascere i gemelli non suoi
Il risarcimento sarà milionario
La donnaporterà a terminela gravidanza:ilsuolegalenon sisbilancia,ma cisidovrà accordare
per un indennizzo.A Modenanel2004 per un erroresimileuna coppiaha ottenutoun milionee mezzo
::: FILIPPO MANVULLER
■■■ Una mamma che si trova a
concepire due gemelli di altri.
Un’altra mamma che, dopo aver
abortito, si accorge che quei due
gemelli erano i propri. Due destini
che malauguratamente si incrociano, come nelle scene di un film
horror, ma questa è vita reale, nell’era della tecnica e dei bimbi prodotti in laboratorio. La storia degli
embrioni finiti in provette che sarebbero state «scambiate» all’ospedale Pertini di Roma sembra essere destinata a finire in tribunale,
con prospettive di rimborso milionarie,anche se «in questo momento il risarcimento è l’ultima delle
nostre preoccupazioni», ha precisato ieri l’avvocato Michele Ambrosini,legale della famiglia in attesa dei due gemelli. La donna, a Repubblica, ha già annunciato di voler comunque portare a termine la
gravidanza. Quei feti non sarebbero isuoi,a giudicare dalle comparazioni di dna emerse dopo la villocentesi, peraltro fatta in un’altra
struttura romana, il Sant’Anna e a quanto pare - avallata dal riscontro di altri genetisti. La famiglia ha
presentato un esposto e la donna
arriverà al concepimento perché ha detto - «i nostri valori sono questi». Per ora dunque «aspettiamo
la nascita dei bambini», poi «faremo chiarezza», ha detto Ambrosini. La vita, prima di tutto. Ma le
eventuali responsabilità dovranno
essere portate alla luce. Il ministero ha avviato ieri le ispezioni in
ospedale, garantendo sulle procedure indicate nelle norme che «se
applicate correttamente»,assicurano «la tracciabilità di tutto il materiale biologico nel percorso di fecondazione assistita». Un’altra
commissione è stata istituita dalla
Regione Lazio, che - cautelativamente - ha bloccato il servizio.
IL PANICO
Intanto il caso ha scatenato un
mezzo panico generale in aspiranti mamme e papà che attendono
gli esiti del Pertini. La direzione generale ha assicurato che effettuerà
l’esame del patrimonio genetico
in tutte le coppie coinvolte nella vicenda delpresunto scambio diembrioni.
Ed è giallo sulla giunta Zingaretti che, all’indomani dell’insediamento, aveva annunciato l’avvio
delle procedure di accreditamento (autorizzazione alfunzionamento,ndr)dei centriper la procreazione medicalmente assistita, ma fino a ieri sul sito dell’Istituto superiore disanità veniva riportato - come contestato dall’associazione
::: LA VICENDA
L’ERRORE
Scambio di embrioni all’ospedale Pertini di Roma lo scorso 4 dicembre
quando quattro coppie si sono sottoposte alla fecondazione assistita
LA GRAVIDANZA
Una delle quattro mamme porta in grembo due gemelli che non risultano compatibili con i profili genetici dei genitori. Restano i dubbi per le
altre coppie che quella mattina si sono sottoposte al trattamento
LA REGIONE
La Regione Lazio intanto ha chiuso l’unità di fisiopatologia per la
riproduzione e la sterilità del nosocomio romano. E il presidente Nicola
Zingaretti ha istituito una commissione d’indagine presieduta dal rettore di Tor Vergata, il genetista Giuseppe Novelli, per esaminare il
caso: «Nel giro di 2-3 giorni faremo chiarezza: potremo capire cioè a
chi appartengono davvero i feti», ha detto Novelli
NUOVI TEST
Saranno eseguiti nuovi test per effettuare l’analisi genetica comparativa dei campioni di villi coriali dei due feti, conservati al Centro che ha
effettuato i primi esami, con il Dna di tutte le coppie coinvolte per
verificare la compatibilità biologica tra i soggetti esaminati
Luca Coscioni- che «la Regione Lazio non ha ancora emanato le autorizzazioni dei centri per l’applicazione di tecniche di procreazione
medicalmente assistita». Questa
procedura è prevista dalla legge
40, che ha 10 anni di vita. Per il governatore Zingaretti quella oggi attiva è «un’autorizzazione provvisoria».
Quel che è certo è che il Lazio è
l’unica Regione in Italia a non avere referenti e strutture regionali
per la fecondazione in vitro, come
testimonia il portale dell’Iss. Insomma, il campo è ancora quello
dei se e dei ma. Di mezzo ci sono
vite,padri e madri.E viene da chiedersi se i giudici costituzionali, che
hanno recentemente affossato ildivieto alla fecondazione eterologa
IMPORTANTE RITROVAMENTO ARCHEOLOGICO A FIRENZE
Carte clonate a Roma:
7 arresti e 15 denunce
della legge 40, abbiano considerato le incertezze in cui già si opera
per l’omologa.
IL PRECEDENTE
Ilcaso delPertini non è nemmeno il primo. Era il 1996. Modena.
Due genitori bianchi si trovarono
tra le mani - dopo nove mesi di attese e speranze - due gemelli neri.
Il concepimento fece emergere,
chiaramente, l’errore umano. Padre e madre denunciaronoe ilPoliclinico. La vicenda divenne nota
solo otto anni dopo, nel 2004,
quando si aprì la causa civile che
portò la coppia digenitori inconsapevoli al risarcimento di un milione e mezzo dieuro.Ilprofessor Annibale Volpe parlò di«probabile errore umano», annoverando tra
questi anche la possibilità che in
laboratorio si fossero maneggiate
pipette sporche. Cellule che sfuggono al controllo nel mondo in cui
la tecnica vuole superare la natura.
Il caso del Pertini è per certi versiancora più complicato. E per l’avvocato Filomena Gallo, dell’associazione Luca Coscioni, se i sospetti dovessero essere accertati, è prevedibile che «i “proprietari” degli
embrioni chiederanno di avere gli
embrioniindietro».La vicenda finirebbe quindi in tribunale. Per la
legge 40, infatti, la madre “sbagliata” che oggi li porta in grembo è
madre legittima. Angelo Calandrini, altro legale che si sta occupando del caso, prevede un possibile
«tentativo di mediazione finalizzato a trovare un’eventuale conciliazione», in denaro s’intende, fermo
restando che «nessuno potrà ridare a queste donne la possibilità di
tornare indietro». Nel momento in
cui non dovesse esserci un accordo sul risarcimento, la questione
finirà all’attenzione dei giudici. A
quel punto il particolarissimo caso
dell’incrocio tra famiglie finirà nell’elenco dei sinistri sanitari nazionali,12mila in base alle ultime statistiche, del 2012. Le Regioni prima
si affidavano alle assicurazioni, ora
stanno iniziando a mettere da parte fondi per i risarcimenti diretti.
Ma nessuna cifra potrà mai aiutare quelle mamme a «riavvolgere il
nastro».
Altri resti romani
a Palazzo Vecchio
Il Teatro Romano conservato sotto Palazzo Vecchio diventa ancora più grande grazie alle nuove scoperte fatte
durante i lavori per il nuovo
foyer e la nuova biglietteria
del museo. In particolare è
emersa la maestosità del
percorso di accesso del pubblico, il vomitorium, posto a
collegamento tra l’emiciclo
esterno e l’orchestra. Trovati anche antichi pozzi di approvvigionamento idrico e
di smaltimento che scendono a una profondità di oltre
10 metri sotto il livello attuale di Firenze [Ansa]
Sette persone arrestate e altre 15 denunciate in stato di
libertà, tra Italia e Bulgaria:
facevano parte di una associazione a delinquere specializzata nella clonazione di
carte di credito e nell’intercettazione abusiva di dati informatici. La banda avrebbe
truffato centinaia di turisti
nel centro della capitale e, secondo gli investigatori, gestiva un giro d’affari di circa
100mila euro al giorno. Ventuno persone erano già state
arrestate, nel 2012, nell’ambito della stessa operazione, denominata «Dolly card». La
clonazione delle carte avveniva per mezzo della manomissione di sportelli Bancomat.
Gli arresti, disposti dal gip
del Tribunale di Roma, sono
stati eseguiti dai carabinieri
del Comando antifalsificazione monetaria e della compagnia di Roma Centro, in collaborazione con Europol e con
Sans, Servizio di sicurezza
nazionale della Bulgaria.
Accoltella la fidanzata
come fece l’amico
Un commercialista di 42 anni, Enrico Sganzerla, residente a Casaleone e responsabile di uno studio ben avviato
dal padre a Cerea, in provincia di Verona, ha accoltellato
più volte la fidanzata, Laura
Roveri, 25 anni. Voleva ucciderla e ci sarebbe riuscito
senza l’intervento dei soccorsi. Lui è accusato di tentato
omicidio aggravato dalla premeditazione. Il caso ricorda
quello dell’avvocato Vittorio
Ciccolini, che la scorsa estate
ammazzò la propria fidanzata, Lucia Bellucci, 31 anni,
con diversi fendenti al torace. E ora è venuto fuori che i
due uomini si conoscono:
hanno giocato a tennis insieme.
Concordia, il manager
smentisce Schettino
Il capo dell’unità di crisi di
Costa Crociere spa, Roberto
Ferrarini, in servizio la sera
del 13 gennaio 2012, è stato
sentito ieri al processo di
Grosseto sul naufragio del Giglio. È a Ferrarini che Schettino disse al telefono, subito
dopo l’impatto: «Ho preso
un fondale basso, sono distrutto... Adesso abbiamo un
black-out. Sto facendo fare i
controlli». E ieri Ferrarini ha
rivelato che «Schettino mi
propose di dire alle autorità
che a causa di un blackout
aveva fatto una collisione.
Ma io dissentii fortemente,
mi arrabbiai. Era una cosa
differente e falsa rispetto a
quanto mi aveva raccontato
prima». In pratica, stando a
Ferrarini, Schettino gli propose di combinare una versione dei fatti, diversa dalla
realtà.
Borsa Milano-FTSE Mib
Gli indici
grafica a cura di centimetri.it
:::
Borsa Londra-FTSE 100
21.314,56
+0,55%
Commento
I politici lascino perdere Alitalia
e pensino a come attirare i turisti
::: DAVIDE GIACALONE
tribuìfattivamente.Percompletare l’opera, dato che il necessario
■■■ Alitalia e Malpensa si è vo- aumento di capitale non trovava
luto legarli l’una all’altro. Affon- sottoscrittori, si fece entrare Podandoliassieme. Sostiene Rober- ste Italiane. Tanto per buttar via
to Maroni, governatore della qualche altro quattrino. Morale:
Lombardia, che senza garanzie l’Alitalia “privata” è partecipata al
perl’aeroporto diMalpensa bloc- 20.59% da Intesa, al 12.99 da Unicherà l’ingresso della Regione credit e al 19.48 da Poste. I “privanell’azionariato di Sea, la società ti” imprenditori sono minoranche gestisce Malpensa e Linate. za. Un fallimento di sistema.
Etihad (Emirati Arabi) paga, o,
La blocchi. Nessuno può offrire
garanzie e chi le offrisse sarebbe almeno,annuncia d’essere dispoun millantatore. L’operazione sta a farlo, perché compra una
Malpensa è fallita proprio perché compagnia più grande ed eurola politica ha supposto di potere pea. Questa seconda cosa concondizionare ilmercato.E,del re- sente di operaresu rotte altrimensto, neanche funziona la pretesa ti interdette, il che comporterà
di mediazione governativa fra avere i veri proprietari in formale
due società private (Alitalia ed minoranza. I venditori si facciaEtihad). Supporre che una politi- no pagare più che possono, e
ca piccina possa giocare su mer- smettano di piagnucolare. L’unicati globali serve a sprecare altri co interesse che il governo dosoldi pubblici. Quei “tavoli” sono vrebbe garantire è che Poste sia il
utili solo ad attovagliare profitta- primo soggetto a uscire.
L’interesse nazionale non è
tori, già dimostratisi incapaci di
avere un vettore di bandiera, pocompetere.
L’attuale azionariato Sea vede sto che la bandiera vale assai più
il Comune di Milano in maggio- di quel vettore. L’interesse consiste nel far affluire
ranza assoluta
visitatori, siano
(con una parteciqui per turismo,
pazionedellaProaffario studio.Bavincia) e il fondo
sti un dato: meninfrastrutturale
treMalpensa perF2ial44%.Nelnodeva traffico altri
vembre del 2012
aeroportilombarsi voleva concludilomoltiplicavadere una strana
no, sempliceoperazione: pormente aprendosi
tare Sea alla quoai vettori low
tazione, far fare
cost. Dal mondo
cassa al Comune,
si viene in Italia,
chesarebbe rimaanche se non si
sto azionista decisivo, ma senza R. Maroni [Fotogramma] viaggia in italiano. In vista di
più la maggioranza, il tutto accettando una dimi- Expo 2015 non serve a niente butnuzione del valore patrimoniale tare soldi in compagnie di predella società, quindidella parteci- sunta bandiera, serve riuscire a
pazione municipale. Quotarsi dare ivistia tuttiquelliche lo chieper diminuire il proprio valore, dono e serve assicurare che dalun esercizio circense. Allora scri- l’aeroporto all’albergo e dall’alvemmo contro l’operazione, poi bergo all’Expo glispostamentisiadimostratasi irrealistica e quindi no meno lunghi che da Pechino
saltata, suggerendo: a. di vendere emeno avventurosi che dalla Madeltutto; b. di concentrarsinelre- lesia.
L’interesse nazionale consiste
digere un serio piano aeroportuale nazionale. Che ancora manca. nell’avere trasporti interni che
Nel frattempo colavano a pic- consentano divendere il“prodotco i conti Alitalia, per la cui priva- to Italia”. Avere Angela Merkel a
tizzazione i contribuenti italiani Pompei e non portarci il giorno
erano stati caricati di 6 miliardi di dopo tutti i tedeschi è da incapadebitie 8 anni di cassa integrazio- ci. Ma provate ad arrivare a Pomne. Una roba grottesca, che non pei senza la macchina! (e anche
solo cancellò la concorrenza in- con la macchina). Provate a manterna esistente, ma riservò alla giare o soggiornare nei dintorni.
nuova compagnia quella che fu Auguri.
Alitalia è un pezzo del nostro
la ricca tratta Roma-Milano. Peccato che noi passeggeri trovam- cuore. Ci faceva sentire a casa già
mo più conveniente e razionale all’imbarco. Malato e costoso,
usare i treni ad alta velocità. Un meglio operarlo. Malpensa è stadoppio e totale errore: quello de- to un pezzo del nostro portafogli imprenditori, che si dimostra- glio, ma preferivamo non passarrono incapaci, e quello della poli- ci. Gli errori si pagano. Abbiamo
tica, che si dimostrò presuntuosa pagato (noi per loro). Speriamo
e inutile. La tutela di Malpensa abbiano imparato.
non è stata decisiva nel distruggewww.davidegiacalone.it
re la rinovellata Alitalia, ma con@DavideGiac
Borsa Parigi-CAC 40
4.384,56
6.583,76
+0,43%
+0,34%
Petrolio - al barile
Euro/Dollaro
108,85 $
+1,08%
-0,32%
1,3827
Il portafoglio nei tempi di crisi
Tra Btp Italia e azioni
come cambiano i risparmi
Boom di richieste per l’emissione dei titoli pubblici legati all’inflazione
Ma con l’attuale congiuntura economica può essere saggio non puntarci tutto
::: UGO BERTONE
■■■ La partenza è stata in linea con la tradizione. Il Btp Italia, giunto alla sesta edizione,
viaggia già con una raccolta a 6,7
miliardi al termine del primo
giorno. Di qui il consiglio ai ritardatari: chi vuol sottoscrivere lo
faccia entro stasera perché non
è affatto escluso (anzi, è probabile) che il Tesoro decreti la conclusione anticipata dell’emissione rispetto alla scadenza di mercoledì. Un successo, in un certo
senso, annunciato, vista la grande fortuna di cui godono oggi i
titoli di Stato italiani, a differenza
di quella primavera del 2012 in
cui il governo fece appello al
“Bot people” per evitare tassi da
strozzinaggio puro sui mercati
internazionali. E i risparmiatori,
con una fedeltà che ha stupito
ed impressionato i banchieri di
tutto il mondo, non hanno deluso le aspettative: finora le varie
tranche di Btp Italia hanno raccolto circa 66 miliardidieuro,pari a circa l’11% del totale dei titoli
di Stato in circolazione.
Un appello che ha portato bene ai risparmiatori: chi ha acquistato i Btp emessi in quella circostanza ha goduto finora di un
rendimento annuo del 5,5%, inferiore comunque a quello offerto dalla seconda emissione (il
7,7%) e dalla terza (il 6,2%). Dati
i precedenti, però, le caratteristiche della sesta emissione hanno
fatto storcere il naso ad alcuni
esperti: il nuovo titolo, indicizzato come gli altri all’inflazione italiana (tabacco escluso) presenta
una cedola minima garantita
dell’1,65%, mezzo punto in meno rispetto all’offerta dello scorso autunno. A queste condizioni
conviene ancora dare fiducia al
Tesoro? Che senso ha, in particolare, cercare uno scudo contro
l’aumento dei prezzi quando le
statistiche segnalano una cadu-
ta costante dell’indice dei prezzi? E per chi ha già investito in
Btp Italia meglio passare al nuovo o meglio portare a scadenza i
titoli in portafoglio, sfruttando
anche il bonus previsto? Per prima cosa, a favorire l’appeal del
titolo contribuiscono le caratteristiche che hanno già decretato i
successi delle emissioni precedenti: non ci sono commissioni
di sottoscrizione da pagare; il titolo può essere sottoscritto sul
Mot (attraverso la propria banca
od un broker online) anche per
soli 1.000 euro; è previsto anche
stavolta un premio fedeltà per le
persone fisiche che detengono il
titolo fino a scadenza.
Ma, al di là degli incentivi all’acquisto, valgono anche considerazioni più tecniche. È probabile che la Bce stia per scendere
in campo per combattere la caduta dei prezzi con la discesa dell’euro.In quel caso i titoli a cedola fissa potrebbero scendere ancora.Certo,in caso di ripresa dell’inflazione (e dell’economia), i
titoli legatiall’inflazione sarebbero più lenti a recuperare. Ma il
“sacrificio” sarebbe al massimo
dell’1% , mentre il ritorno dei
prezzi all’obiettivo della Bce del
2% garantirebbe a scadenza un
risultato più che positivo rispet-
to al tasso fisso. Semmai, viste le
plusvalenze teoriche accumulate, un detentore di una delle precedenti emissioni di Btp Italia
potrebbe trovar conveniente
monetizzare una parte dei guadagnie reinvestirlinell’attuale offerta.
Ma non esistono alternative?
Ha senso concentrare i propri risparmi solo in quest’emissione?
Sicuramente no. È sensato puntare solo una parte dei capitali
(diciamo non più del 40%) in titoli con queste caratteristiche.
Per chi vuol puntare sui titoli inflation linked, però, le alternative per il grande pubblico sono
davvero poche: le emissioni governative legate all’inflazione all’euro, in genere, moltiplicano la
cedola e il capitale rimborsato a
scadenza per 1 più il tasso di inflazione. In pratica, il beneficio si
accumula progressivamente nel
tempo e si materializza al momento del rimborso o della vendita del titolo. Nel caso di Btp Italia ad ogni stacco cedola viene
riconosciuto in contanti l’effetto
di rivalutazione sul capitale. Per
quanto riguarda le emissionicorporate, poi, la convenienza viene annullata dal prelievo fiscale
del 26 per cento.
Dal punto di vista dei rendimenti, un risparmiatore potrebbe cercare un’alternativa in Piazza Affari. La prossima campagna dividendi offre non pochi titoli interessanti sotto il profilo
della cedola.
Iltitolo Enel, ad esempio,stacca a metà giugno un dividendo
del 3,28% rispetto alle quotazioni di ieri. Ancor più conveniente
Eni che il 19 maggio pagherà il
3,09%. L’elenco è lungo e ricco
dioccasioni (Unipolsai,ad esempio, paga il 7,2% il prossimo 19
maggio). Ma il mercato azionario, soprattutto in tempi di grande turbolenza dei prezzi, non è
per tutti.
Anche Mps in profondo rosso
PopMilano e Banca Etruria affondano in piazza Affari
■■■ Popolari in prima fila a Piazza Affari.
La Milano perde l’8,52% e l’Etruria addirittura l’11,5%. La prima cade (nonostante il blocco dello scoperto deciso dalla Consob) dopo
che l’assemblea, a sorpresa, ha bocciato la
nuova governance. L’istituto di Arezzo affonda essendo venuto a mancare l’appeal speculativo. Ieri, infatti, è stato annunciato l’inizio ufficiale delle trattative con la Vicenza
per arrivare all’integrazione. Scende del
5,3% anche Mps che, pur non essendo una
popolare, fa parte delle banche nel mirino
della speculazione. Il caso più clamoroso è
quello della Bpm. Sabato, assolutamente a
sorpresa non è passata la riforma della governance. Erano piccole modifiche di dettaglio.
Eppure sono state bocciate. A tutti gli effetti
si deve considerare un incidente di percorso
frutto,probabilmente,di inesperienza. Le assemblee delle popolari, infatti, sono mecca-
nismi molto complessi che vanno gestiti con
attenzione. Tecnicamente non c’è stata una
prevalenza dei voti contrari. Più semplicemente quelli favorevoli, pur in maggioranza,
non hanno raggiunto la soglia dei due terzi
prevista. Da quanto si deve capire il presidente Giarda, il responsabile della gestione
Anolli e l’amministratore delegato Giuseppe
Castagna devono farsi un po’ le ossa.
N.SUN.
__Martedì 15 aprile 2014__
23
@ commenta su www.liberoquotidiano.it
■■■ Un sostegno alle cooperative editoriali. A ribadirlo Rosario Altieri, presidente dell’Agci (Associazione generale
delle cooperative italiane), il movimento
riconducibile al movimento laico. Intervenendo al congresso regionale pugliese dell’organizzazione ha spiegato che
«la liberta di stampa nel nostro Paese è
un principio sancito dall’articolo 21 della Costituzione». Altieri ha riconosciuto
Altieri (Agci): le cooperative editoriali vanno sostenute
l’esistenza di un passato un po’ confuso
«ma - ha aggiunto - non si può fare di
tutta l’erba un fascio». Gli eventuali illeciti vanno colpiti «ma la stampa vera e la
vera editoria vanno tutelati e salvaguardati». Noi «siamo per tutelare la vera editoria».Poco prima aveva espresso soddisfazione per l’incarico ministeriale tocca-
to a Giuliano Poletti («Un riconoscimento ai nostri meriti»).
Siè poi soffermato sul tema della pressione fiscale. Eccessiva non solo in valore assoluto ma anche in relazione alla
qualità, piuttosto scadente dei servizi
pubblici. Sia a livello centrale (principalmente, istruzione e giustizia), sia regio-
nale (sanità), sia locale (dai trasporti agli
asili nido, dalla raccolta allo smaltimento dei rifiuti, etc.). «I ritardi dell’Italia nel
confronto internazionale e di alcune
aree rispetto al resto del Paese sono manifesti e, a seconda dei casi, riconducibili
prevalentemente all’incongruità dei modelli organizzativi adottati e ad una ina-
Animagic Media
Applausi al Nasdaq il 18
maggio del 2012 quando
l’ad di Facebook,
Zuckerberg (al centro con
il microfono in mano) ha
dato idealmente il via
alla quotazione del social
network [LaPresse]
Accordo negli Usa
per Mondo Tv
::: EUGENIO FACCI
■■■ È una mossa che potrebbe ave-
re un forte impatto sul settore deiservizi finanziari quella a cui starebbe lavorando segretamente Facebook. Il gigante dei social network starebbe per
ricevere l’autorizzazione per emettere
moneta elettronica sul territorio europeo,permettendo agli utentidi depositare soldi sul proprio profilo. L’autorizzazione darebbe anche la possibilità
agliutentidi Facebook dieffettuare pagamenti e trasferimenti tramite il sito
verso altri utenti.
Secondo indiscrezioni del Financial Times una autorizzazione in tal
senso verrà data dalla banca centrale
irlandese “entro poche settimane”,
inaugurando così potenzialmente
una nuova era sia per la società di
Menlo Park che per milioni di utenti.
L’autorizzazione avrà validità in tutta
Europa e permetterà a Facebook di
puntare al promettente mercato dei
pagamenti online. Secondo le stime
tale mercato dovrebbe crescere del
35% all’anno fino al 2017, raggiungendo allora un giro d’affari di 650 miliardi di euro e 450 milioni di utenti al
mondo.
Facebook è posizionata bene per diventare una piattaforma di riferimento per scambi finanziari. Rispetto ai
concorrenti che si stanno attrezzando
per battagliare su questo mercato (tra
questi Google, Vodafone e Apple) la
società di Zuckerberg può infatti contare su un enorme numero di utenti e
sull’abitudine di questi ad usare il proprio profilo quotidianamente, in modo veloce e pratico. Ma a frenare un
possibile sviluppo impetuoso della
“banca Facebook” potrebbero esserci
i dubbi che molti utenti hanno riguardo alla privacy e alla sicurezza del proprio profilo (dubbi che peraltro toccano non solo la società di Menlo Park
ma tutto il mondo dei siti social).
Per ottenere l’autorizzazione dalla
banca centrale irlandese ad operare
nei servizi finanziari Facebook dovrà
versare un capitale di 350 mila euro,
oltre ad accantonare a riserva un ammontare pari alla moneta elettronica
emessa.
Negli Usa Facebook è già autorizzata a processare pagamenti online,
principalmente per lo sviluppo e l’acquisto di giochi ed applicazioni interne al proprio sito. Secondo dati della
Dopo gli Stati Uniti
Facebook diventa banca
Anche l’Europa verso il sì
Il «Financial Times»: l’Irlanda pronta ad autorizzare il social network
Si potranno versare soldi ed effettuare pagamenti attraverso il profilo
Sec (l’equivalente Usa della Consob)
nel 2013 il giro d’affari relativo a questi
pagamentiè stato di 2,1 miliardidi dollari,e le commissioni praticate su questi pagamenti hanno rappresentato
circa il 10% dei ricavi di Facebook.
L’entrata nei servizi finanziari potrebbe aprire una nuova era quindi non
solo per gli utentima anche per la stes-
sa società di Zuckerberg, che finora ha
basato il proprio modello di business
principalmente sui ricavi pubblicitari.
La novità strategica è sottolineata
anche da fonti ben informate del Financial Times, secondo cui «Facebook vuole diventare una società di
servizi di base nei mercati emergenti».
La piattaforma Facebook permette-
MERCATINO
Accordo tra Turkish Airlines e Trenitalia
Ai clienti vendita biglietti a prezzi agevolati
TRASPORTI Italia e Turchia ancora più vicine grazie all’accordo
siglato fra Trenitalia e Turkish Airlines. Lo rende noto un comunicato di Fs. Con l’intesa entrambe le società offrono nuove e
migliori opportunità di viaggio ai rispettivi clienti grazie alla vendita combinata, e a prezzo agevolato, di biglietti aerei e ferroviari, attraverso la rete delle Agenzie di Viaggio italiane. L’accordo
consolida la strategia di Trenitalia che punta a una sempre maggiore ed efficace integrazione fra aerei e Frecce. Allo stesso tempo consente a Turkish Airlines di continuare a incrementare la
qualità e la ricchezza della propria offerta.
rebbe ad esempio agli emigranti di rimandare i soldi in patria in modo facile ed efficiente. Recentemente il sito
ha ad esempio superato i 100 milioni
di utenti in India, e il paese asiatico
rappresenta per il social network il secondo mercato al mondo dopo gli
Usa.
L’entrata di Facebook nel mondo
dei servizi finanziari potrebbe portare
vantaggi anche tra le start-up europee, in particolare a Londra dove tre
nascenti società di pagamenti online
sarebbero state contattate dal gigante
californiano per una possibile partnership.
Con la mossa Facebook entrerebbe
in un settore, quello dei pagamenti
online e via smartphone, che continua a mostrare evoluzioni impetuose
ma anche disorientanti, spesso rese
meno comprensibili dall’assenza di
un coordinamento internazionale a livello di regole. Solo il mese scorso Mt
Gox, una delle principali piattaforme
impegnate nello scambio dei Bitcoin,
ha dichiarato bancarotta, ma ciò non
ha determinato il crollo di Bitcoin come alcuni avevano previsto.
L’assemblea è l’8 maggio
Rcs verso lo scontro finale. E rischia anche Scott Jovane
■■■ Giornata di relativa calma in Borsa
per Rcs. Il titolo, complice anche l’altalena
del mercato, è rimasto stabile a 1,61 euro.
Dietro le quinte si moltiplicano le voci sul
possibile ribaltone ai vertici. Non solo alla
direzione del quotidiano di via Solferino
con de Bortoli che non andrà via senza la
lettera di licenziamento e la proprietà che
sta cercando di risistemare la governance.
Ma anche la poltrona di Pietro Scott Jova-
deguata allocazione dei fondi: soltanto
una razionalizzazione dell’offerta potrà
permettere un recupero di efficienza, soprattutto nel Mezzogiorno, ove il sistema è frammentato, ancorato a gestioni
fallimentari e poco aperto alle sollecitazioni delmercato. Ne discende – conclude – che ad un prelievo consistente non
corrisponde un efficace utilizzo delle risorse».
ne, l’amministratore delegato di Rcs, sembra in bilico. L’appuntamento definitivo è
fissato per l’8 maggio quando si svolgerà
l’assemblea degli azionisti. La sostituzione
dei consiglieri dimissionari potrebbe essere l’occasione per il regolamento dei conti
fra i due schieramenti che si confrontano
perilcontrollo della casa editrice delCorriere della Sera. Da una parte la Fiat che ha il
20% e dall’altra Diego della Valle e Urbano
Cairo che insieme hanno il 13%.
La Fiat sembra intenzionata a far valere
la sua forza: ha investito cento milioni nell’aumento di capitale ma non ha in mano
le leve del giornale. L’altro fronte che invece accusa Torino di esercitare un potere largamente superiore al suo peso azionario.
I soci minori tendono a lasciare la scena.
Paolo Merloni ha annunciato di aver venduto lo 0,51 in dissenso sulle scelte azienda-
■■■ Mondo TV ha sottoscritto un accordo
con il gruppo Usa Animagic Media per la produzione e la distribuzione di una nuova serie animata in 3D basata sulla property di successo
“Bug Rangers”. L’accordo, dice una nota riportata dall’agenzia Reuters, prevede la partecipazione al 50% dei ricavi derivanti dalla vendita della
serie e del relativo licensing e merchandising,
mentre Mondo TV avrà una quota minoritaria
sui ricavi derivanti dalla vendita della toy line
sviluppata dalla serie. L’accordo non era previsto nel piano triennale recentemente approvato
e «rappresenta il primo accordo di questa entità
negli Stati Uniti per Mondo TV», sottolinea la
nota che però non dà dettagli finanziari né stime. Nei giorni scorsi erano stati resi noti accordi
di licenza in altri mercati internazionali come
Indonesia, Sri Lanka, Libano, Emirati Arabi.
Iltitolo Mondo Tv ha prima festeggiato la notizia con un balzo del 9% ma nel corso della giornata borsistica hanno avuto la meglio i realizzi e
alla fine ha chiuso in rosso del 7,5%. Grazie agli
accordi internazionali e al business plan
2014/2016 annunciato lo scorso 25 marzo, il titolo ha più che raddoppiato il proprio valore nel
giro di poche settimane.
Alla famiglia Achermann
Sabelli lascia
il controllo di Be
■■■ Rocco Sabelli lascia la proprietà di Be, la
società di informatica di cui aveva il controllo
insieme a Gianni Tamburi. Una piccola rivoluzione visto che Sabelli si può considerare uno
dei fondatori della società dov’era arrivato nell’intervallo tra l’incarico in Piaggio e quello in
Alitalia. Dopo l’abbandono della compagnia
aerea era tornato a occuparsi dell’azienda di
informatica. Nel frattempo, però, le cose sono
cambiate e così ha deciso di farsi da parte. Ha
ceduto le sue quote a Carlo (consigliere) e Stefano Achermann (amministratore delegato)
che ormai hanno in mano la gestione operativa dell’azienda oltre a essere azionisti in proprio con circa il 9%. Il passaggio di proprietà è
avvenuto a monte. A passare di mano sono
state le quote di Data Holding, la scatola che
possiede circa il 32% di Be. La famiglia Achermann ha acquistato il 48,6% della scatola per
poco più di dieci milioni compreso l’accollo di
3,9 milioni di obbligazioni sottoscritte da Banca Intesa. Ora la famiglia Achermann è il primo azionista di Data Holding seguita da Tamburi con il 46%. Il resto in mano a soci minori.
In Borsa il titolo Be ha consolidato i guadagni
degli ultimi tempi chiudendo a 0,43 euro con
un calo dello 0,93%.
L’amministratore delegato
di Rcs, Pietro Scott Jovane
[Ansa]
li. «Io -fa sapere dal Vietnam dove ha appena inaugurato uno stabilimento- de Bortoli
lo terrei». In igni caso «non condividevo la
ricapitalizzazione e avevo riserve sul piano». Anche la famiglia Pesenti ha espresso
il suo dissenso. Ora gli occhi sono puntati
sulla trattativa che si è svolta a Londra. A
quanto pare Nagel avrebbe offerto a Soros
la quota di Mediobanca cui, eventualmente, aggiungere quella in mano di Intesa..
N.Sun.
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Mercato Azionario
AZIONI
A
PREZZO
VAR% PREZZO
CHIUSURA SU PR. RIF. MED. PON.
MINIMO
2013/2014
MASSIMO
2013/2014
VAR% PR. UF.
DAL 30/12/13
ACEA
ACOTEL GROUP
ACQUE POTABILI
ACSM-AGAM
AEDES
AEFFE
AEGON
AEROPORTO DI FIRENZE
AGEAS
AHOLD KON
AION RENEWABLES
ALCATEL-LUCENT
ALERION
ALLIANZ
AMBIENTHESIS
AMPLIFON
ANSALDO STS
ANTICHI PELLETTIERI
ARENA
ASCOPIAVE
ASTALDI
ASTM
ATLANTIA
AUTOGRILL
AUTOS MERIDIONALI
AXA
AZIMUT
A2A
10,59
20,25
1,043
1,317
0,0503
0,841
6,285
13,36
30,87
14
0,621
2,692
3,58
119,1
0,5955
4,436
8,1
0,082
0,0057
2,268
7,75
11,84
18
7,205
16,38
18,28
22,52
0,885
-0,09
-0,45
-0,4
1,33
-0,4
-0,77
-2,68
-1,1
-0,58
-4,72
-3,77
-1,1
0,53
-1,66
-1,32
-1,23
-0,67
1,27
-2,26
-0,34
10,4803
20,3615
1,0432
1,3131
0,0501
0,8379
6,2795
13,3752
30,8105
14
0,6221
2,6329
3,5666
118,271
0,6304
4,4629
8,0979
0,0819
0,0056
2,2418
7,7557
11,9808
17,9966
7,1327
15,9181
18,1476
22,3876
0,8803
7,995
19,86
0,756
1,05
0,04
0,737
6,23
9,63
30,75
12,4
0,621
2,692
3,234
119
0,49
3,996
7,755
0,082
0,0054
1,781
6,61
10,7
16,52
6,12
15
17,8
19,82
0,7835
10,96
23,16
1,121
1,375
0,057
0,906
6,96
13,68
33,37
14,05
0,621
3,388
3,958
134
0,685
4,89
8,52
0,082
0,007
2,326
7,91
12,95
19,16
7,675
17,33
20,53
26,67
1,029
27,98
2,9
39,25
25,43
25,44
19,97
-8,45
39,24
-0,74
7,44
-17,58
9,15
-8,31
21,43
9,86
3,18
3,64
26,63
1,24
2,96
10,36
17,35
3,54
-9,1
13,57
4,06
23/06/14
26/05/03
02/05/06
26/05/14
07/05/07
18/05/09
15/08/13
12/05/14
26/04/13
19/04/13
24/05/10
04/06/07
16/06/14
08/05/14
11/06/12
12/05/14
19/05/14
26/05/08
24/07/00
12/05/14
12/05/14
05/05/14
19/05/14
21/05/12
14/04/14
09/05/13
B CARIGE
B CARIGE RSP
B DESIO BRIA RNC
B DESIO E BRIANZA
B IFIS
B INTERMOBILIARE
B M.PASCHI SIENA
B P DI SONDRIO
B P EMILIA ROMAGNA
B POP ETRURIA E LAZIO
B POP MILANO
B POP SPOLETO
B PROFILO
B SANTANDER
B SARDEGNA RSP
BANCA GENERALI
BANCO POPOLARE
BASF
BASICNET
BASTOGI
BAYER
BB BIOTECH
B&C SPEAKERS
BCA FINNAT
BE
BEGHELLI
BENI STABILI
BEST UNION COMPANY
BIALETTI INDUSTRIE
BIANCAMANO
BIESSE
BIOERA
BMW
BNP PARIBAS
BOERO
BOLZONI
BON FERRARESI
BORGOSESIA
BORGOSESIA RSP
BREMBO
BRIOSCHI
BRUNELLO CUCINELLI
BUZZI UNICEM
BUZZI UNICEM RSP
0,531 -2,57
2,012 -5,09
2,86 -2,72
3,154 -2,65
14,97 -2,67
3,448
3,86
0,2509 -5,32
5,225
1,26
8,18 -3,42
0,881 -11,59
0,6335 -8,52
1,794
0,434 -0,46
6,95 -1,42
10,67 -0,74
21,57 -1,15
14,68
1,59
77,9 -0,06
2,4 -0,99
2,762 -3,63
93,4
0,27
113,7 -3,64
7,655 -1,35
0,51 -0,49
0,4359 -0,93
0,47 -3,89
0,638 -0,08
2,15
0,666
-0,6
0,77
1,78
6,26 -1,96
0,4053 -2,45
89,8 -0,77
54,8 -0,72
20,9
4
-2,1
30,4 -1,43
0,8885
1,1
26,42 -2,44
0,1227 -0,24
20,45
2,56
13,21 -0,83
7,66 -0,52
0,5358
1,9731
2,9172
3,1463
14,915
3,4099
0,255
5,1211
8,2051
0,8985
0,637
1,7955
0,4259
6,8911
10,625
21,4673
14,2553
77,4451
2,4025
2,8151
92,9771
112,051
7,6919
0,5045
0,4312
0,4746
0,6369
2,15
0,6663
0,7573
6,236
0,4093
89,6595
54,3989
20,9
3,9914
30,632
0,9169
1,0532
26,4143
0,1202
20,2985
13,0277
7,5419
0,39
1,037
2,038
2,2
11,57
3,112
0,1655
4,028
6,5
0,51
0,43
1,794
0,2012
6,245
9,53
21,33
8,9731
75,7
2,12
0,823
93,15
113,7
6,49
0,4
0,259
0,4152
0,4913
1,489
0,224
0,498
5,13
0,3785
79,55
54,8
20
2,928
28
0,8425
0,95
18,88
0,078
19,1
12,94
6,73
0,67
2,296
3,154
3,38
16,35
3,69
0,2845
5,445
9,645
1,04
0,7575
1,794
0,4755
7,19
11,78
25,11
15,78
83,5
2,546
3,87
104,3
147,4
8,14
0,599
0,44
0,654
0,66
2,236
0,93
0,845
6,83
0,45
94
60,85
21,48
4,13
38,98
0,934
1,17
28,8
0,147
26,25
15,15
8,05
19,33
87,34
40,33
43,76
15,6
10,58
43,04
24,76
17,87
71,4
40,78
117,65
6,43
10
-4,18
39,07
-0,51
3,36
235,6
-8,79
-1,47
21,51
60,88
67,52
10,64
30,2
44,39
196,66
55,56
18,9
5,33
5,03
-3,01
4,5
39,37
-12,82
-1,17
14,7
34,93
62,3
-20,83
0,76
8,04
21/05/12
21/05/12
05/05/14
05/05/14
28/04/14
05/05/08
18/05/09
05/05/14
21/05/12
16/04/12
23/05/11
09/05/11
05/05/14
14/04/14
05/05/14
19/05/14
23/05/11
05/05/14
18/06/12
CAD IT
CAIRO COMMUNICATION
CALEFFI
CALTAGIRONE
CALTAGIRONE EDITORE
CAMPARI
CAPE LIVE
CARRARO
CARREFOUR
CATTOLICA ASSICURAZIONI
CELL THERAPEUTICS
CEMBRE
CEMENTIR HOLDING
CENTRALE DEL LATTE TO
CHL
CIA
CICCOLELLA
CIR
CLASS EDITORI
CNH INDUSTRIAL
COBRA
COFIDE
COGEME SET
CONAFI PRESTITO'
CR BERGAMASCO
CR VALTELLINESE
CREDEM
CREDIT AGRICOLE
CRESPI
CSP INTERNATIONAL
5,08
6
1,535
2,798
1,325
6,225
0,0756
3,16
28,2
18,21
2,334
10,14
6,73
3,846
0,0528
0,2799
0,385
1,16
0,395
7,98
0,9675
0,5365
0,0481
0,6065
20,27
1,664
7,185
10,98
0,0257
1,645
-2,31
-3,61
-2,66
-3,52
2,71
2,47
-0,25
-0,63
-1,51
-2,34
-1,74
-6,66
2,23
1,73
-0,39
-0,18
-2,52
0,79
-1,38
-4,03
-0,33
-2,17
-0,95
-2,38
-1,52
2,17
5,1353
5,9914
1,5136
2,8123
1,3023
6,1627
0,0746
3,148
28,2
18,2254
2,3233
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OLIDATA
ORANGE
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PANARIAGROUP
PARMALAT
PHILIPS
PIAGGIO
PIERREL
PININFARINA
PIQUADRO
PIRELLI E C.
PIRELLI E C. RSP
POLIGRAFICA S.FAUSTINO
POLIGRAFICI EDITORIALE
POLTRONA FRAU
PRELIOS
PREMUDA
PRIMA INDUSTRIE
PRYSMIAN
1,468
2,53
24,94
2,794
0,765
4,716
2,158
11,62
9,77
7,535
0,4143
2,95
0,623
0,351
13,07
18,54
-3,1
0,4
-0,99
0,36
-0,33
0,17
1,31
0,87
0,72
0,47
1,05
-2,66
0,29
-2,46
0,6
1,4789
2,5152
25,079
2,776
0,7574
4,5958
2,155
11,5391
9,5944
7,3601
0,4212
2,9499
0,6241
0,3513
13,0309
18,3947
1,26
2,46
24,04
2,122
0,517
3,198
1,8
10,92
8,8
5,9
0,2951
2,284
0,573
0,284
9,355
17,46
1,6
2,554
28,12
2,92
0,813
5,33
2,358
12,93
10,46
8,375
0,4534
2,954
0,764
0,4065
14,5
19,54
15,77
2,18
-5,67
15,84
51,79
52,62
20,42
-7,63
7,84
26,43
38,56
25,53
7,88
21,37
41,3
-0,91
11/05/09
19/05/14
07/05/13
20/05/13
23/05/05
05/08/13
16/06/14
16/06/14
08/05/00
21/05/07
26/05/08
21/04/08
20/06/11
26/05/08
22/04/14
66,6
4.618,7
24.251,9
1.008,3
36,3
142,3
107,9
5.528,1
119,7
9
54,7
413,8
172,7
65,9
137
3.978,5
2,468
1,618
-0,4
-0,12
2,4265
1,5966
2,194
1,29
2,608
1,806
12,49
22,58
19/05/14
19/05/08
67,5
687,5
H
HERA
I
J
K
KERING
KINEXIA
K.R.ENERGY
L
M
N
NICE
NOEMALIFE
NOKIA CORPORATION
NOVA RE
O
P
R
106,9
19,9
VAR% PR. UF.
DAL 30/12/13
-0,51
0,45
1,52
2,19
1,26
2,9
1,91
-2,11
1,76
-0,8
0,17
-0,79
-1,63
-2,15
-0,52
-3,12
0,19
2,04
GABETTI
GAS PLUS
GDF SUEZ
GEFRAN
GENERALI
GEOX
GTECH
61,7
63.903,3
129,7
267,1
995,8
675,1
27.565,5
548,5
414,5
211,1
2.250
18.084,8
49.370,1
1.623,6
44,7
6,8
MASSIMO
2013/2014
40,97
22,5
2,01
0,9795
4,012
2,02
4,688
51,1
18,46
13,68
11,8
0,1643
1,625
7,505
0,771
2,422
32,15
0,9
G
45,6
470,1
19,2
336,1
165,6
3.615,5
24,5
145,3
19.878,3
1.034,2
349,2
172,4
1.070,9
38,5
11,9
25,8
69,5
921,4
41,7
10.797,3
93,9
385,9
3
28,2
1.251,2
800,1
2.388,2
24.445,2
4,1
54,7
MINIMO
2013/2014
EI TOWERS
EL EN
ELICA
EMAK
ENEL
ENEL GREEN POWER
ENERVIT
ENGINEERING
ENI
E.ON
ERG
ERGYCAPITAL
ESPRESSO
ESPRINET
EUKEDOS
EUROTECH
EXOR
EXPRIVIA
F
1.154,7
5,1
37,8
369
805,6
538,6
2.896,6
1.610,1
2.730,7
191,3
2.046
53,4
293,9
80.349,4
70,4
2.489,2
2.589,2
71.911,7
146,4
49,1
71.389,5
1.347,3
84,2
185,1
58,8
94
1.222,6
20,1
50
26,2
171,5
14,6
54.059,2
49.982,9
90,7
104
171
33,7
1
1.764,4
96,6
1.390,6
2.184,3
311,9
PREZZO
VAR% PREZZO
CHIUSURA SU PR. RIF. MED. PON.
RATTI
RCS MEDIAGROUP
21/05/12
05/05/14
23/06/14
23/04/12
14/08/08
09/05/11
09/05/11
19/05/14
19/05/14
19/05/14
18/06/01
26/05/14
23/06/14
28/05/12
02/02/09
02/06/14
02/06/14
23/06/14
23/06/14
03/06/13
07/05/13
19/05/14
29/04/02
14/04/14
22/04/02
21/05/12
19/11/12
19/05/14
11/05/09
28/02/11
23/06/14
23/05/11
28/02/05
22/05/06
20/05/02
19/05/03
02/05/14
05/05/14
1.157,9
108,5
127,3
160,6
37.726,3
10.100
83,4
638,8
67.087,1
27.373,7
1.773,8
27,4
669,4
393,3
13,7
86
7.916,3
46,7
Rif. in €
ATLANTIA
AUTOGRILL
AZIMUT
A2A
B M.PASCHI SIENA
B P EMILIA ROMAGNA
B POP MILANO
BANCO POPOLARE
BUZZI UNICEM
CAMPARI
CNH INDUSTRIAL
ENEL
ENEL GREEN POWER
ENI
EXOR
FIAT
FINMECCANICA
GENERALI
GTECH
INTESA SANPAOLO
LUXOTTICA GROUP
MEDIASET
MEDIOBANCA
MEDIOLANUM
MONCLER
PIRELLI E C.
PRYSMIAN
SAIPEM
SALVATORE FERRAGAMO
SNAM
STMICROELECTRONICS
TELECOM ITALIA
TENARIS
TERNA
TOD'S
UBI BANCA
UNICREDIT
UNIPOLSAI
WORLD DUTY FREE
YOOX
18
7,205
22,52
0,885
0,2509
8,18
0,6335
14,68
13,21
6,225
7,98
4,012
2,02
18,46
32,15
8,7
6,7
16,19
21,4
2,396
41,53
3,876
7,64
6,425
12,7
11,62
18,54
18,26
23,11
4,192
6,23
0,8705
16,16
3,876
100
6,805
6,32
2,688
9,565
25,02
Var.% Titolo
-1,32
-1,23
-2,26
-0,34
-5,32
-3,42
-8,52
1,59
-0,83
2,47
1,26
2,9
1,76
0,19
-0,57
-2,12
0,68
0,19
0,17
1,61
-0,46
0,66
0,31
1,52
0,87
0,6
2,93
3,22
0,48
-2,96
-0,46
1,51
0,88
4,99
-1,16
1,2
-0,15
-2,2
1,75
Ren. Titolo
BOT
99,988
99,968
99,956
99,945
99,908
99,874
99,831
99,827
99,805
99,795
99,76
99,688
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99,7
99,522
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99,429
99,911
0,28
0,39
0,35
0,39
0,32
0,41
0,44
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0,46
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0,51
0,47
0,56
0,58
0,6
0,61
0,33
BTP
BTP 01.06.2014 3,5%
BTP 01.07.2014 4,25%
BTP 1.8.2014 4,25%
BTP 15.11.2014 6%
BTP 1.2.2015 4,25%
BTP 01.03.2015 2,5%
BTP 15.04.2015 3%
BTP 15.06.2015 3%
BTP 15.07.2015 4,5%
BTP 1.8.2015 3,75%
BTP 01.11.2015 3%
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BTP 15.04.2016 3,75%
BTP 15.05.2016 2,25%
BTP 1.08.2016 3,75%
BTP 15.09.2016 4,75%
BTP 15.11.2016 2,75%
BTP 15.12.2016 1,5%
PREZZO
VAR% PREZZO
CHIUSURA SU PR. RIF. MED. PON.
100,37
100,779
101,104
103,122
102,907
101,615
102,325
102,682
104,702
103,897
103,498
103,271
105,85
102,91
106,5
109,07
104,52
101,28
-
BTP 01.02.2017 4%
BTP 01.05.2017 4,75%
BTP 01.06.2017 4,75%
BTP 1.8.2017 5,25%
BTP 01.11.2017 3,50%
BTP 01.02.2018 4,5%
BTP 01.06.2018 3,5%
BTP 01.08.2018 4,5%
BTP 01.12.2018 3,5%
BTP 1.2.2019 4,25%
BTP 01.03.2019 4,5%
BTP 01.05.2019 2,5%
BTP 01.09.2019 4,25%
BTP 1.2.2020 4,5%
BTP 01.03.2020 4,25%
BTP 01.09.2020 4%
BTP 01.03.2021 3,75%
BTP 01.05.2021 3,75%
BTP 1.8.2021 3,75%
BTP 01.09.2021 4,75%
BTP 01.03.2022 5%
BTP 01.09.2022 5,5%
BTP 01.11.2022 5,5%
BTP01.05.2023 4,5%
BTP 01.08.2023 4,75%
BTP 15.09.2023 2,6%
BTP 1.11.2023 9%
BTP 01.03.2024 4,5%
BTP 01.09.2024 3,75%
BTP 01.03.2025 5%
BTP 01.03.2026 4,5%
BTP 1.11.2026 7,25%
BTP 1.11.2027 6,5%
BTP 01.09.2028 4,75%
BTP 1.11.2029 5,25
BTP 01.05.2031 6%
BTP 1.2.2033 5,75%
BTP 01.08.2034 5%
BTP 1.2.37 4%
Ultima rilev.
108,2
110,67
110,78
112,85
107,42
111,28
107,68
112,06
108
111,53
112,84
103,21
111,85
113,06
111,7
110,39
108,36
108,08
108,11
114,44
115,85
119,18
119,13
111,57
113,75
106,78
148,74
111,22
104,57
115,09
110,6
138,21
131,06
111,74
117,33
126,45
124,25
114,63
102
Ren. Titolo
-
Ultima rilev.
BTP 01.08.2039 5%
BTP 01.09.2040 5% EUR
BTP 15.09.2041 2,55%
BTP 01.09.2044 4,75%
1,365
0,968
13,33
74,55
0,3645
65,65
0,775
0,381
0,2381
1,22
1,659
30,6
84,08
109,37
12,52
21,58
14,12
9,14
27,95
87,07
-1,7
0,79
10,61
9,61
SABAF
SAES GETTERS
SAES GETTERS RSP
SAFILO GROUP
SAIPEM
SAIPEM RCV
SALINI IMPREGILO
SALINI IMPREGILO RSP
SALVATORE FERRAGAMO
SANOFI
SAP
SARAS
SAT
SAVE
SCREEN SERVICE
SEAT PAGINE GIALLE
SEAT PAGINE GIALLE RSP
SERVIZI ITALIA
SESA
SIAS
SIEMENS
SINTESI
SNAI
SNAM
SOCIETE GENERALE
SOGEFI
SOL
SORIN
SPACE
STEFANEL
STEFANEL RSP
STMICROELECTRONICS
14,46
8,36
7,055
14,7
18,26
18,21
4,462
11,99
23,11
74,85
57,2
1,28
13,02
13,09
0,154
0,0018
0,91
5,51
13,46
8,42
95,95
0,1117
2,082
4,192
43,05
4,75
6,19
2,072
10,15
0,402
146
6,23
0,7
-3,18
-1,26
-1,8
2,93
1,22
-1,5
-1,96
3,22
1,08
0,7
-0,31
-1,87
-2,22
5,88
-5,11
-0,54
1,43
-3,22
-0,78
-1,33
-4,06
0,48
-1,78
0,64
-0,96
-0,86
-1,69
-2,96
14,4124
8,3481
7,0566
14,6892
18,0938
18,21
4,4531
11,99
23,0551
74,4301
56,88
1,2624
13,0288
13,1394
0,1524
0,0017
0,91
5,4546
13,1888
8,4444
95,1356
0,1146
2,1143
4,1746
42,7845
4,7201
6,2065
2,0646
10,1627
0,4059
146
6,2393
12,42
6,88
6,7
14,43
15,43
16,22
4,288
11,99
20,5
69,3
53,9
0,8325
10,8
12,35
0,0605
0,0016
0,48
4,08
11,38
7,235
89,65
0,107
1,359
3,974
41,2
3,87
5,735
2,072
9,8
0,365
146
5,47
15
8,85
7,805
19,03
18,26
18,5
4,98
13,14
27,68
76,5
62,65
1,3
13,39
13,64
0,178
0,002
0,959
5,65
13,46
8,875
101,1
0,12
2,272
4,25
48,52
4,98
6,57
2,306
10,89
0,462
146
6,865
11,4
19,69
5,93
-13,53
17,35
6,49
-8,68
-5,22
-16,42
-1,38
-9,92
54,03
18,36
5,31
157,1
5,88
1,11
38,37
13,78
16,7
-4,24
4
50,54
3,1
2,04
8,75
9,07
-0,1
3,57
9,84
7,88
26/05/14
05/05/14
05/05/14
12/05/08
20/05/13
19/05/14
20/05/13
26/05/14
19/05/14
09/05/13
05/06/13
18/05/09
19/05/14
05/05/14
28/02/11
21/05/07
19/05/08
28/04/14
TAMBURI
TAS
TELECOM ITALIA
TELECOM ITALIA RSP
TELECOM ITALIA MEDIA
TELECOM ITALIA MEDIA RSP
TELEFONICA
TENARIS
TERNA
TERNIENERGIA
TESMEC
TISCALI
TOD'S
TOTAL
TREVI
TXT E-SOLUTIONS
2,69
0,599
0,8705
0,7
0,1357
0,5
11,58
16,16
3,876
2,192
0,698
0,0744
100
49,08
8,12
9,25
-1,47
5,09
-0,46
-0,57
-3,14
17,37
-0,69
1,51
0,88
0,55
-2,65
1,09
4,99
3,22
-1,75
-0,48
2,6898
0,5846
0,8673
0,6988
0,1359
0,5
11,54
16,091
3,8591
2,1799
0,6981
0,0741
98,6312
48,8126
8,1724
9,2293
2,174
0,4731
0,7085
0,564
0,1223
0,1711
10,89
14,8
3,56
2,044
0,698
0,0422
90,7
41,54
6,19
9,095
2,81
0,65
0,893
0,7105
0,1469
0,5
12,5
17,16
3,936
2,364
0,9195
0,0795
120,1
49,08
8,365
22,82
17,47
26,64
20,74
23,02
7,27
185,71
-1,53
1,76
6,72
1,01
-6,31
73,83
-17,63
10,27
29,09
1,98
26/05/14
05/05/03
22/04/13
22/04/14
24/04/06
24/04/06
18/05/12
19/05/14
23/06/14
27/05/13
26/05/14
19/05/14
02/06/14
07/07/14
19/05/14
384
25
11.679,5
4.218,3
196,3
2,7
54.483,9
19.077,5
7.790,7
82,4
74,7
138,5
3.060,9
116.408,3
570
109,4
UBI BANCA
UNICREDIT
UNICREDIT RSP
UNILEVER
UNIPOL
UNIPOL P
UNIPOLSAI
UNIPOLSAI RSP A
UNIPOLSAI RSP B
6,805
6,32
8,99
30,91
5,225
4,61
2,688
268,3
2,68
-1,16
1,2
1,3
1,18
-1,23
-2,7
-0,15
-1,32
-
6,7408
6,2379
8,972
30,9353
5,1561
4,586
2,6754
265,055
2,6442
4,84
5,36
7,8
27,46
4,086
3,63
2,182
173,2
2,022
7,52
6,825
9,5
30,91
5,74
5,07
2,856
280,4
2,8
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17,47
14,89
4,99
20,28
25,61
14,58
49,47
30,35
19/05/14
19/05/14
19/05/14
05/02/14
19/05/14
19/05/14
19/05/14
19/05/14
19/05/14
6.136,4
36.641,5
21,8
53.002,2
2.319,9
1.260,7
6.050,4
342,6
1.010,9
VALSOIA
VIANINI INDUSTRIA
VIANINI LAVORI
VITTORIA ASS
VIVENDI
11,91
1,515
6,205
10,34
20,03
-0,33
3,41
-1,51
-0,58
-
11,9012
1,4912
6,2298
10,2477
20,03
10,4
1,192
4,99
8,6
18,61
12,15
1,524
6,47
10,75
21,26
18,39
25,31
20,02
20,51
4,54
05/05/14
19/05/14
19/05/14
12/05/14
14/05/13
124,5
45,6
271,8
696,7
23.439,2
0,0011
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1,475
0,68
2,91
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0,454
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1,9
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1,2 -7,69
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1,35
1,069
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-2,2
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1,3
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1,2
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0,0006
0,0024
1,0627
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-15,38
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96,15
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-48,99
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96,24
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31,01
50
-18,75
103,14
4,65
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
14/05/13
23.439,2
23.439,2
23.439,2
23.439,2
23.439,2
23.439,2
23.439,2
23.439,2
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23.439,2
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23.439,2
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23.439,2
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23.439,2
23.439,2
2.434,5
WAR AEDES 09-2014
WAR AMBROMOBIL 14
WAR COMPAGNIA D RUOTA 2017
WAR CREVAL 2014
WAR D'AMICO 12-16
WAR ENERTRONICA 13-15
WAR ERGYCAPIT 16
WAR FIRST CAPITAL 2016
WAR HI REAL 2015
WAR IKF 10-14
WAR INDUSTRIAL STARS OF ITALY
WAR IVS GROUP
WAR MC-LINK 13-15
WAR NOEMALIFE 12-15
WAR PARMALAT 2015
WAR PRIMI SUI MOTORI 2015
WAR SACOM 13-16
WAR SAFE BAG 13-16
WAR SERV ITA 12-15
WAR SESA
WAR SPACE 12-2015
WAR TAMBURI 2015
WAR TE WIND 18
WAR TISCALI 14
WAR ZUCCHI 11-14
WARR GGP 16
WARR GREENITALY1
WARR INNOVATEC 17
WARR SUN CAP 16
WARR VALORE IT H 15
WORLD DUTY FREE
Y
YOOX
25,02
1,75
24,5854
23,33
34,75
-23,25
ZIGNAGO VETRO
ZUCCHI
ZUCCHI RSP
5,93
0,115
0,245
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-1,96
-
5,9254
0,115
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20,04
57,53
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Z
102,93
100,121
100,04
100,7
99,86
99,71
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100,35
100,61
103,61
101,35
-
99,941
99,767
99,599
99,279
98,776
0,43
0,5
0,57
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0,76
101,672
103,144
105,54
105,2
104,12
103,37
106,17
103
104,81
107,82
100
104,73
103,9
110,81
99,29
-
CCT
CCT TF DC16 3%
CCT 1.12.2014
CCT 01.09.2015
CCT-EU 15.12.2015
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CTZ
CTZ 30.05.2014
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38,4
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20.145,1
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17
15.283,4
0,7095
0,4301
10,33
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1,09
1,278
24,9
W
-
DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE
DATA
(MLN/EURO)
1,2921
0,8995
12,0173
71,1082
0,3047
62,6875
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0,2127
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1,4695
28,646
V
113,9
113,24
98,07
108,84
VAR% PR. UF.
DAL 30/12/13
0,69
-0,97
-3,76
-1,94
-2,41
-3,8
-1,98
-4,44
-0,14
1,24
-2,84
1,92
U
Ren.
MASSIMO
2013/2014
1,307
0,921
11,77
70,7
0,3079
62,1
0,7165
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0,2139
1,144
1,47
29,2
T
736,3
951,3
74,6
3,5
4.578,4
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4.729,2
8,1
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145,6
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170,1
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343,3
37,9
66,5
4,7
4,4
2,1
33.086,5
196,8
MINIMO
2013/2014
RCS MEDIAGROUP RSP
RCS MEDIAGROUP RSP B
RECORDATI
RENAULT
RENO DE MEDICI
REPLY
RETELIT
RICCHETTI
RISANAMENTO
ROMA A.S.
ROSSS
RWE
Oro e monete
Ultima rilev.
BOT 30.04.2014 (180)
BOT 14.05.2014 (365)
BOT 30.05.2014 (182)
BOT 13.06.2014 (364)
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BOT 14.01.2015 (365)
BOT 13.02.2015 (364)
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BOT 14.04.2015 (365)
BOT 30.06.2014 (179)
AZIONI
S
Titoli di stato
FTSE Mib
Titolo
AZIONI
DIVIDENDO CAPITALIZZAZIONE
DATA
(MLN/EURO)
Titolo
28/04/14
10/05/13
13/05/02
22/04/14
19/05/08
19/06/06
17/04/14
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28/04/14
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08/05/06
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1.468
12/05/14
01/08/05
19/05/08
521,8
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0,8
Euribor
Denaro
ORO FINO (EURO/GR)
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392.62
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1326.84
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218.12
KRUGERRAND
943.38
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174.62
MARENGO SVIZZERO
172.18
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172.16
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172.16
MARENGO AUSTRIACO
172.15
20 MARCHI
216.08
Lettera Titolo
31.87
464.24
1327.3
20.03
245.78
250.56
250.56
1022.73
196.31
194.86
190.88
190.73
190.73
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360
365
1 SETT.
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0.227
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Cross rates
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Euro
Gran
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USA
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1,209
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5,849
6,780
1,104
5,434
10,000
0,909
5,959
Svezia
9,069
10,960
6,438
7,462
1,215
5,981
1,101
10,000
6,559
Usa
1,383
1,671
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A tu per tu
di MATTIAS MAINIERO
::: lelettere
[email protected]
Le lettere via e-mail vanno inviate sottolineando nell’oggetto: “lettere“. Via posta vanno indirizzate a: Libero - viale L. Majno 42 - 20129 Milano, via fax al n. 02.999.66.264.
RENZI/1
BERLUSCONI/2
Un consiglio
a Matteo
Angela Merkel
si comporta
come un’italiana
Gentile Dottor Mainiero, ha visto cosa è successo a Pompei? La signora
Merkel si è messa in fila, ha comperato i biglietti per sé e i suoi accompagnatori e ha visitato gli scavi. Ha voluto darci una lezione di buona educazione dopo tutte le altre che già ci ha
dato? Inaccettabile! Quando vado in
Germania mi comporto da tedesco e
mi aspetto che i tedeschi in Italia si
comportino da italiani. Non si sente
offeso anche lei da tale modo d’agire?
Franco Del Re
e.mail
***
E perché dovrei sentirmi offeso? Angela
Merkel era in visita privata, e dunque
mi sembra corretto che abbia pagato il
biglietto di tasca propria. Ripeto: offeso
no. Divertito sì, divertito dal fatto che tutto il mondo è Paese, anche il mondo tedesco che sembra così lontano dal nostro. Mi segua. La Merkel, che era con il
marito e altre persone, tra le quali gli
uomini della scorta, ha pagato in proprio i biglietti. E ha fatto anche di più: al botteghino è andata personalmente. Poi, dopo la visita agli scavi,
la Cancelliera si è recata a pranzo in un ristorante del centro,
“Zi Caterina”, in via
Roma. Si è seduta, in
compagnia del marito, ha mangiato una frittura di pesce, ha
bevuto vino bianco, ha preso un caffè e
di nuovo ha pagato. Sempre personalmente. Cioè lei, proprio lei, Angela Merkel. Non ci trova qualcosa di strano,
qualcosa di forzato? Al botteghino degli
scavi poteva andare un uomo della scorta o uno degli ospiti della Merkel. E nessuno si sarebbe meravigliato. Meglio ancora: poteva andarci il marito, Joachim
Sauer. E così, al ristorante, a pagare poteva essere lo stesso Sauer. Invece no.
La Merkel ha tirato fuori il borsellino (o
il portafoglio, non so), ha preso i soldi e
li ha dati prima al cassiere e poi all’oste.
Quasi per sottolineare che lei è una Cancelliera onesta, che dalle casse dello Stato tedesco non preleva un solo cent più
del dovuto. E qui si dimostra davvero
che tutto il mondo è Paese, che i politici,
anche quando sono onesti e tedeschi,
non riescono proprio a non lanciare segnali, a non trasformare una visita privata in un’occasione per rafforzare la propria immagine pubblica. E si dimostra
anche che lei, caro Del Re, quando va in
Germania si comporta da tedesco. E la
tedesca Cancelliera, quando viene in Italia, si comporta come un’italiana. Una
politica italiana, per la precisione: un occhio al conto e uno alla scheda elettorale. Credo che Matteo Renzi non avrebbe
fatto diversamente. [Ansa]
[email protected]
segui la rubrica anche su
www.
Tre voti
per il Cav
Matteo Renzi ha la possibilità di
ridurre drasticamente il numero
assurdamente elevato di dirigenti pubblici di scarsa qualità e di
incrementare la percentuale di
quelli, pochi ma bravi, che sono
utili al Paese. Come? Il primo
passo è quello di offrire uno stipendio assai più basso della cifra
attualmente circolante: diciamo
circa 100 mila euro all’anno.
Ogni dirigente “bravo” considererà questo stipendio troppo basso per accettarlo e cercherà fuori
da Stato, Regioni, Comuni ecc.
ecc. una nuova collocazione più
remunerativa. Ma il dirigente
scarso, abituato a veleggiare su
cifre di quell’ordine di grandezza, si guarderà bene dal dimettersi. La selezione degli scadenti è,
a questo punto, fatta. Si tratta
ora di trovare il sistema di licenziare tutti gli scarsi e in parallelo
assumere proprio, tra quelli autolicenziatisi e i disponibili sul
mercato, quelli più adatti, utilizzando anche parte delle risorse
economiche liberate dal massivo licenziamento di cui sopra. È
un sogno: ma cosa ci sta a fare la
politica?
Maurizio Zandomeneghi
e.mail
Non ero intenzionata a votare
Forza Italia, ma dato che a Berlusconi è stata vietata la campagna
elettorale avrà almeno tre voti
dalla mia famiglia.
Flora Dadone
Torino
ALFANO
Angelino,
via quel simbolo
Vorrei poter raggiungere l’attuale ministro dell’Interno, l’on Angelino Alfano, con questa mia
per dargli un semplice consiglio:
sig. ministro, quando lei rilascia
interviste in qualità di ministro,
quindi anche mio, come nel caso Dell’Utri, abbia almeno il
buongusto di non farlo con alle
spalle i simboli del suo partito,
per me motivo di forte irritazione e disistima!
Leopoldo Chiappini Guerrieri
Roseto degli Abruzzi (Teramo)
NCD
Troppi brocchi
nel centrodestra
Vengono dal centrodestra e sono davvero tanti. Sono i brocchi,
per fare un paragone calcistico,
in politica. Credono di essere
bravi perché, grazie a Berlusconi, hanno ottenuto visibilità e popolarità mediatiche che hanno
scambiato per consenso e apprezzamento personali. Si sono
montati la testa e cambiato maglia per formare una loro squadra di cui si sono autoeletti titolari. Il dubbio di commettere un
irreparabile autogol non li sfiora
neppure.
Roberto Brambilla
e.mail
RENZI/2
I calcoli
del premier
Matteo Renzi ha dichiarato che
nel 2015 ci saranno aiuti per chi
prende meno di 1.000 euro di
pensione al mese. Penso ad una
spesa non eccessiva perché nel
frattempo molti pensionati, vuoi
per gli stenti patiti o per l’età, saranno passati a miglior vita.
Elio Cataldo
Lerici (La Spezia)
BERLUSCONI/1
Giudici di nuovo
contro Silvio
Anche in questo caso il nostro
Paese si sta coprendo di ridicolo.
A che serve l’ultimo ammonimento lanciato dai giudici contro Silvio Berlusconi? Questi signori non amano sentire parlare
male di loro, ma ormai su questo argomento è stato detto tutto
dal Cavaliere stesso e molti italiani gli hanno creduto.
Pietro Ferretti
e.mail
TASSE/1
Dove finiscono
i nostri soldi
Suggerirei una rubrica intitolata
“La vostra Ici è servita a far questo” e sotto la foto d’una bruttura
cittadina inutile.
Roberto Costanzo
e.mail
TASSE/2
Fisco
marziano
Ho avuto modo di esaminare i
moduli e le istruzioni per la di-
chiarazione dei redditi relativi al
2013. Forse qualcuno ricorderà
che le dichiarazioni relative al
1992 furono definite “lunari”. Ebbene, con la certezza di non poter essere smentito da alcuno, io
credo che la dichiarazione relativa ai redditi dell’anno 2013 può
tranquillamente essere definita
“marziana”, nel mentre vengono promesse, per l’anno prossimo, dichiarazioni di redditi inviate a domicilio già debitamente
compilate. Sinceramente mi vergogno di appartenere a questo
Stato cialtrone e bugiardo che
non riesce nemmeno a rendere
appena passabile la preparazione di una dichiarazione così importante per milioni di cittadini.
Eliseo Di Iorio
e.mail
TASSE/3
Oggi chi ha un reddito inferiore
alla no tax area, come ad esempio la pensione al minimo di 495
euro al mese, è penalizzato due
volte. La prima è sotto gli occhi
di tutti per un reddito annuale
da fame come da Paese sottosviluppato. La seconda penalizzazione dipende sempre dalla prima in quanto, non avendo pagato tasse per evidente motivo di
reddito, questi contribuenti non
possono poi detrarsi assolutamente nulla. Evidenzio qui di seguito un esempio di non poca
importanza. L'assemblea di condominio a maggioranza decide
di dover fare un lavoro di ristrutturazione di una certa spesa, e
per tale spesa devono contribuire per quanto gli spetta anche coloro i quali non possono detrarsi
alcunché, in quanto il diritto alla
detrazione viene riconosciuto solo a chi detiene il possesso dell’appartamento e a chi ovviamente vanta un credito Irpef da
poter detrarre.
Gualtiero Maldini
e.mail
Il latinorum
della Casta
In diecimila in piazza a Roma reclamano con violenza una casa
gratuita dallo Stato. E cosa succederà quando per la stessa protesta scenderanno in piazza due o
tre milioni di persone? Si fa presto ad arrivare a questo numero,
atteso che in Italia abbiamo circa sette milioni di stranieri e che
ne sono in arrivo un altro milione circa, ai quali bisogna aggiungere i già molti sfrattati italiani. Il
nostro governo, eternamente debole e cedevole, come difenderà
la nostra seconda casa? Qualche
giudice avallerà sicuramente lo
stato di necessità di qualche occupante per cui addio diritto di
proprietà sui nostri beni. Pensiamoci perché questa è una società in rapida trasformazione e
non evolve al meglio. Quella che
ho rappresentato non è una fantasia ma una minaccia possibile,
direi molto realistica.
Giulio Rossi Valdisole
e.mail
BELPAESE
L’evoluzione del linguaggio politico è iniziata alla fine degli anni
’50 con il politichese, il “latinorum” dei politici, lingua difficile
in un’Italia che vantava, allora,
un’alta percentuale di analfabeti. Vedendo man mano che gli
italiani incominciavano a capire
STAMPA
DIRETTORE RESPONSABILE
Maurizio Belpietro
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VICE DIRETTORI
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Case
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Italia
senza futuro
POLITICHESE
DISTRIBUTORE PER L’ITALIA E L’ESTERO
REDAZIONE MILANO e AMMINISTRAZIONE
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DIRETTORE GENERALE
Stefano Cecchetti
la presa per i fondelli, i politici
passarono
al
linguaggio
dell'”ora basta!”. Chi non avrebbe creduto al politico che pronunciava queste due parole? E
veniamo ai tempi odierni. Con
Renzi abbiamo l’antidolorifico
dell’ultimo grido. Il Premier dice
(attenzione, quì siamo alla massima espressione dell’arte della
presa per i fondelli): «È inconcepibile vedere che gli stipendi dei
manager pubblici arrivano anche a 10mila euro al mese mentre milioni di stomaci restano
vuoti!». Chi non crederebbe a costui? Ora dicono che il Veneto secessionista è cattivo perché dopo 50 anni ha perso la pazienza
di attendere risposte che non arrivano mai. Roba da matti!
Fernando Di Bello
Lione
LITOSUD SRL - Via Aldo Moro 2- Pessano con Bornago (MI)
LITOSUD SRL - Via Carlo Pesenti 130 - Roma
Il destino del Paese è segnato. Il
fallimento economico dell’Italia, nascosto sotto il tappeto della diminuzione dello spread, è
inevitabile. Le imprese chiudono o fuggono all’estero. Le tasse
sui redditi di impresa ci stanno
prosciugando. La moltitudine di
nuovi disoccupati cresce sempre di più. Ci hanno rubato il fu-
EDITORIALE LIBERO S.r.l. - Società Unipersonale
SEDE LEGALE: Viale Luigi Majno, 42 - 20129 Milano
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE: Arnaldo Rossi
CONSIGLIERI: Carlo Lancella - Stefano Cecchetti
CERTIFICATO N. 7376
DEL 10/12/2012
ISSN 1591-0423
L’UNIONE SARDA S.p.A. Centro stampa - Via Omodeo, 5 - 09030 Elmas (CA)
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TESTATA: Opinioni nuove - Libero Quotidiano
Contributi diretti legge 7 agosto 1990 n. 250
nº 89 anno XLVIII
Registrazione nº 8/64 del 22/12/1964 - Tribunale di Bolzano
La tiratura di martedì 15 aprile 2014
è di 118.572 copie
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Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi.
Posta prioritaria
DI MARIO GIORDANO
La verità sulla (falsa) abolizione delle Province
dove stia la verità.
Giordano Citterio - via mail
***
Caro Giordano, normalmente sono già confuso
di mio, ma più sento parlare politici e giornalisti,
più brancolo nel buio. Da Lilli Gruber ho sentito
Favia (ex M5S) dire che non è vero che, abolendo
le Province, si creano 25.000 nuove poltrone. Perchè le mansioni vengono delegate ai consiglieri
Comunali, che usufruiscono del solo gettone di
presenza (30 euro) che, oltretutto, viene dato in
beneficenza. Siccome mi sembra di ricordare
che anche Lei (se non è vero mi scuso ma, ripeto,
sono confuso)considerasse una jattura l'abolizione delle Province fatta in questo modo mi chiedo
turo, ritirino perciò i loro depositi all’estero e i soldati dalle loro
missioni, compresa quella in Afghanistan, in tal modo in Italia
rientrerà una montagna di soldi
che potrà essere utilizzata per
cancellare i licenziamenti e privilegiare le assunzioni, per far arrivare stipendi e pensioni regolarmente ai cittadini.
Arnaldo Cantani
e.mail
SANITÀ
Il chip
anti-dolore
Ultima notizia proveniente dal
pianeta Sanità: con un chip sotto
la pelle sarà possibile eliminare
il dolore. A parte il dolore di metterti il chip sotto la pelle.
Livio Cepollina
e.mail
GERMANIA/1
La Merkel
tra le rovine
Angela Merkel dopo aver visitato la Grecia ha visitato gli scavi di
Pompei. Si vede che le piace girare tra le rovine.
Rudi Vido
e.mail
Sì, lei è davvero un po’ confuso, caro Citterio.
Tento di fare chiarezza, se ci riesco. 1) Le Province spariscono? No, semplicemente cambiano nome diventano “enti territoriali di
area vasta” e mantengono più o meno le stesse funzioni. Dunque è pubblicità ingannevole, abuso della credulità popolare dire che
“vengono abolite”. 2) Che cos’è che viene abolito? L’elezione dei consiglieri provinciali, circa 3mila appunto, che in effetti non verranno
più eletti. Il risparmio previsto è, in tutto, di
circa 300 milioni: 100 milioni perché non
prenderanno i gettoni, 200 milioni perché
non vengono effettuate le elezioni; 3) In questo modo c’è un risparmio certo? No. Perché
la stessa relazione tecnica che accompagna il
disegno di legge dice che quei 300 milioni resteranno a disposizione delle Province – par-
GERMANIA/2
La Cancelliera
non stupisce
C’è stata una gara nel dare la notizia della Merkel che ha visitato
Pompei, non Pohnpei che è la
capitale della Micronesia, e che
per entrare ha pagato il regolare
biglietto come qualsiasi altro turista. E allora? Che c’è di strano?
La stranezza sta nel fatto che la
signora sia riuscita ad entrare,
che non sia incappata nella solita giornata di sciopero con tanto
di sito chiuso. Non uno che abbia sottolineato il fatto che mentre a Pompei c’era la civiltà, a
nord del Reno manco sapevano
che esisteva una cosa chiamata
alfabeto, si vestivano di pelli e
parlavano in un idioma non molto dissimile da quello usato dai
Neanderthal, e ben prima del fatidico anno 79 avanti Cristo in
quella Grecia che la signora ha
ridotto in condizioni pietose era
già consolidata da secoli quella
democrazia che ella deve ancora imparare adesso. Non stupiamoci se ha pagato il biglietto, anche se si tratta di un’usanza che
nessun politico italiano conosce. I pochi euro che ha elargito
al ministero competente sono
don: enti territoriali di area vasta – che potranno spenderli come vogliono; 4) Sono previste
nuove spese? Sì, perché vengono istituite nuove città metropolitane (10) e perché i consigli
provinciali comunque si dovranno riunire e
dunque qualche spesa la dovranno sostenere;
5) E il personale delle Province? Il personale
non solo resta, ma viene appoggiato alle Regioni e dunque, probabilmente, avrà un miglioramento contrattuale e dunque un aggravio per le casse dello Stato; 6) Ma almeno 3mila poltrone spariscono? Sì, ne spariscono 3mila ma, con la stessa legge, ne vengono create
circa 24mila nei Consigli comunali. Dunque
provo a riepilogare: non vengono abolite le
Province, non vengono abolite le loro funzioni, non vengono aboliti i consigli provinciali,
non si ottengono risparmi, ma al contrario si
aggiungono nuovi costi, e non si riduce ma al
contrario si aumenta il numero di poltrone
distribuite ai politici. Non so se a questo punto
le è chiaro dov’è la verità: la invito soltanto a
non cercarla dietro qualche slogan da propaganda elettorale…
già stati pagati ampiamente con
tanto di interessi dagli italiani
per mezzo delle varie imposizioni ai troppi presidenti del Consiglio nominati da Berlino passando per il Quirinale.
Felice Carpusi Visombala
e.mail
USA
liere sarebbe stato il negoziatore
ideale per fare fronte alla crisi attuale e, vista l’amicizia che lega i
due personaggi, sono sicuro che
i toni si sarebbero smorzati. Ricordiamoci della crisi georgiana!
Emiliano Pozza
Milano
EUROPEE
Obama aiuta
Putin
NORD: Correnti più fredde da Nord portano addensamenti sulle Alpi orientali con locali fiocchi in collina e nubi con deboli rovesci anche sull'Emilia Romagna. Bel tempo altrove.
CENTRO: Impulso instabile da Nord con rovesci e temporali diffusi
sulle regioni appenniniche, adriatiche e poi anche su Lazio; tempo
migliore con più sole altrove, specie su Toscana e Sardegna.
SUD: Peggiora sensibilmente sulla Campania, sulla Lucania e sulla
Puglia con rovesci e temporali diffusi, anche forti al pomeriggio. Più
sole sul Centro-Sud della Calabria e sulla Sicilia.
NORD: Un impulso di aria fredda da Nord porta addensamenti con
deboli fiocchi in collina sui rilievi altoatesini; nubi sparse sui rilievi
lombardi, tempo più soleggiato altrove.
CENTRO: Cieli molto nuvolosi con precipitazioni e rovesci diffusi in
particolare sulle regioni adriatiche e appenniniche; tempo più soleggiato e stabile sul resto dei settori.
SUD: Piogge diffuse al mattino sulle regioni peninsulari, poi peggiora ulteriormente sulla Calabria e Nordest Sicilia con rovesci e
temporali sparsi, migliora altrove. Calo termico.
Dalle urne uscirà
la disunione
Il pappamolla Obama continua
a minacciare sanzioni contro Putin, tanto la ripercussione delle
stesse danneggerebbe solo noi
europei affamati di energia, i cui
rubinetti sono in mano russa.
Anche Bruxelles abbaia cercando di fare la voce grossa con la
scusa di voler difendere l’Ucraina, Paese che conosciamo male
sia dal punto di vista etnico che
politico. Tutti insieme stiamo solo facendo il gioco del duro Putin al quale non permettiamo
più di partecipare alle trionfali
riunioni dove i Grandi della terra (si fa per dire!) decidono le sorti del nostro futuro. Così facendo
gli diamo un alibi per imporsi e
Putin lo sta facendo sul serio, nella maniera più pericolosa. Ci sarebbe voluto Berlusconi! Il Cava-
Ecco perché l’Europa a 27 non
ha futuro. Mancano i presupposti di unità dei popoli. Quando
tutti hanno la ricetta per la soluzione della crisi economica,
manca ad ognuno la modestia e
il consenso per provare a percorrerla. Di regole si muore e regole
asfissianti mettono in moto la reazione degli Stati membri che si
manifesterà alle prossime elezioni. L’amor proprio dei popoli oppressi dal delirante disegno tedesco solleverà l’unità di patria e l’istinto di sopravvivenza che prevarranno sulle ragioni dello stare insieme così. Ci saranno nazioni che preferiranno ricostituire l’Urss dove intravedono la forza che manca all’Europa.
Marco Morbidelli
e.mail
NORD: Venti freschi settentrionali portano bel tempo, cielo sereno
o poco nuvoloso su tutte le regioni. Temperature più fresche di giorno con non più di 18˚, fredde di notte con soli 3/5˚.
CENTRO: Venti moderati settentrionali portano piogge deboli su
Abruzzo e Molise. Cielo sereno o poco nuvoloso sul resto delle regioni. Fresco di giorno su adriatiche con non più di 10/13˚!
SUD: Venti forti dai quadranti settentrionali. Piogge e temporali
sulla Puglia, Lucania, Calabria Est Campania e Nordest Sicilia. Neve
sui monti sopra i 900 m circa.Fresco in Puglia con 12˚.
Temperature previste oggi
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CAGLIARI
CAMPOBASSO
FIRENZE
GENOVA
L'AQUILA
MILANO
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11
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7
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NAPOLI
PALERMO
PERUGIA
POTENZA
PRATO
ROMA FIUMICINO
TORINO
TRENTO
TRIESTE
VENEZIA
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Thaz Italia per valorizzare il patrimonio dei piccoli centri
Scomparsa l’australiana Pilkington, cantrice degli aborigeni
Thaz Italia ha debuttato in società oggi al IV Summit Arte e Cultura, organizzato dal Gruppo 24 Ore.
Divisione del britannico Terravision Group, si basa su un’idea innovativa di turismo diffuso, incentrata
sulla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale dei piccoli centri storici italiani. Se nel
1950 un turista su 5 veniva in Italia, oggi solo uno su 23 lo fa. Questo nonostante i nostri 49 siti inseriti
dall'Unesco nel patrimonio dell'umanità. È ora di invertire la rotta.
La scrittrice australiana Doris Pilkington, che ha raccontato i miti e le leggende ma anche i drammi
degli aborigeni, è morta a Perth a 76 anni. Era famosa soprattutto per il romanzo Barriera per conigli
(1996), pubblicato in italiano da Giano, che affronta il tema dei bambini mezzo-sangue (nati dall’incrocio tra bianchi e nativi) forzatamente allontanati negli anni Trenta dalle loro famiglie, la cosiddetta
«generazione rubata». Pilkington ha scritto anche numerosi racconti per l’infanzia.
Borletti Buitoni
«Quello che
non ho fatto
e perché»
::: TOMMASO LABRANCA
■■■ «Di solito i politici ricorro-
no agli instant books quando, alla
fine del loro mandato e prima di
una campagna elettorale, vogliono lasciare una traccia evidente e
generalmente molto poco realistica di quello che hanno fatto». Subito dopo aver iniziato il suo pamphlet con queste parole, Ilaria
Borletti Buitoni specifica che il
suo scopo «è esattamente il contrario:raccontare agliitaliani quello che avrei voluto fare ma che
non ho potuto». Un’affermazione
dichiarata sino dal titolo del pdf,
Con la cultura (non) si mangia? Quello che avrei voluto fare e non ho potuto e perché (scaricabile gratuitamente dal sito ilariaborletti.it).
La Borletti Buitoni è stata sottosegretario al ministero dei Beni e
delle attività culturali e del turismo nel doverno Letta e ha mantenuto questa carica anche sotto
Renzi. In questo documento affronta alcuni fallimenti con un
metodo quasiscientifico, elencando per ognuno il contesto, l’obiettivo, la proposta e il perché la cosa
non ha funzionato. Un sasso nello
stagno? «Lavoro benissimo con il
ministro Franceschini. Il mio
obiettivo non è creare scandalo.
Io miro a risvegliare l’attenzione
su ciò che non va, cercando di destare quella positività indispensabile per fare le cose».
È un concerto di colpe. La mancanza di volontà politica, la cronica mancanza di risorse, il disinteresse. Una lettera in cui Borletti
Buitoni chiedeva più attenzione
nella sistemazione di pale eoliche
non nemmeno ricevuto una risposta. In pieno 2014, mentre siamo
invitati a fare sempre più uso del
denaro elettronico, nei musei italiani non è ancora possibile pagare con le carte dicredito. La proposta perché questa situazione cambiasse è stata fatta. Purtroppo l’assenza di coordinamento ha rallentato il progetto fino a fermarlo.
Dove lo Stato pone ostacoli, i
privati potrebbero fornire soluzioni brillanti. Perché sono tutti sempre contrari a loro intervento?«In
quanto ex presidente del Fai io sono l’ultima persona al mondo che
potrebbe mettere un veto all’intervento privato», precisa il sottosegretario. «Certo, deve essere fatto
con cura e discrezione. Però che
motivo potrebbe avere un privato
nell’adottare un bene del nostro
enorme patrimonio culturale se
poi le sue donazioni non sono detraibili fiscalmente come avviene
all’estero? Eppure secondo le
commissioni Bilancio le detrazioni sono incompatibili con le esigenze di finanza pubblica».Stranezze delsistema italiano,contorte come una facciata barocca. Ma
di sicuro meno affascinanti.
CASA, DOLCE CASA
Con la crisi del mercato immobiliare
il mattone diventa bene-rifugio letterario
Abitazioni per precari single, condomini come nuovi status, palazzi regalati in televisione:
libri e trasmissioni raccontano storie e trovano l’ispirazione tra le solide «quattro mura»
::: ROBERTO PROCACCINI
■■■ Il mercato immobiliare in Italia
non genera più ricchezza, ma alimenta la
narrativa. Nei primi mesi del 2014, l’anno
settimo della Grande Crisi, sono usciti
due titoli che hanno il mattone nel proprio Dna: Arredo casa e poi m’impicco
di Massimiliano Virgilio e Adelante di
Silvia Noli. Nel primo (Rizzoli, pp. 292,
euro 17) la vita di un bohémien napoletano è stravolta dall’accensione di un mutuo. Nel secondo (Fazi, pp. 272, euro 13)
il precariato professionale di una trentenne va a braccetto con quello sentimentale
e con quello residenziale.
Le statistiche raccontano che in Italia
le trattative e le transazioni sulla casa sono ferme al palo dal 2006. Secondo l’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, nel 2013 le compravendite sono calate del 10% rispetto
all’anno precedente, che aveva a sua volta registrato un -25% rispetto al 2011. Risultato? I volumi del settore immobiliare
sono precipitati a un valore inferiore a
quello del 1985.
Mentre la Federazione italiana degli
agentiimmobiliari accusa la politica di disincentivare la ripresa del mercato con
continui proclami e retromarce in tema
fiscale, Nomisma, centro studi del settore, fotografa un’amara verità: la casa non
è più neanche un bene rifugio. I valori delle case si sono ridotti mediamente del
30%,gliitaliani si trovano con un patrimonio immobiliare che vale meno di quando l’hanno acquisito. La crisi ha spazzato
via ogni certezza,anche quella per cui l’investimento nel mattone è il più sicuro.
La narrativa italiana ha comunque continuato a investigare il tema. È del 2008
Nel catalogo c'è tutto. Per chi va o torna a
vivere da solo (Feltrinelli) di Francesco
Gungui. È il primo a fotografare come la
prospettiva dell’acquisto della casa, per
un segmento trasversale del Paese che va
dai neolaureati ai cinquantenni separati,
si sia trasformato da un’ambizione a un
miraggio. Allo stesso modo in Alice senza
niente di Pietro De Viola (pubblicato nel
2010 come e-book gratuito e poi, dopo
35mila download, nel 2011 nelle librerie
per Terre di Mezzo) la giovane protagonista oscilla tra lavori effimeri e abitazioni
precarie.
«Quando nel 2009 ho cominciato a lavorare al mio romanzo», spiega Massimiliano Virgilio, classe 1979, editorialista
per il Mattino di Napoli e voce di Radio
Rai 3, «non potevo immaginare che il
mercato immobiliare avrebbe seguito
questo corso: leggere oggi di un trentenne che si compra un appartamento suona quasi dissonante». Eppure in Arredo
casa e poi m’impicco il tema del mattone
torna due volte,perché ilprotagonista Mi-
chele Esposito è a sua volta uno scrittore
di insuccesso alle prese con un’opera letteraria di ambientazione immobiliare:
Ragazzo solo con mutuo.
«Il mio è un romanzo autobiografico»,
chiosa Virgilio. «L’ho cominciato a scrivere quando, trentenne, ho comprato il
mio appartamento». La gestazione, però,
è stata lunga. «Ancora nell’ultimo anno
ho introdotto il personaggio di Daniel,
l’ex produttore italoamericano difilm porno che vuole girare una fiction su Padre
Pio».
Nelle intenzioni di Virgilio, il suo non è
un romanzo generazionale. Se la narrativa sta provando a riscattare con opere di
fantasia la paralisi del sogno italiano della
proprietà del mattone, l’autore napoletano non vuole riconoscerlo. «La casa per
me è un mito, come per Raffaele La Capria lo è la bella giornata a Napoli. È il
traguardo piccolo borghese. È un punto
di partenza per andare verso altre direzioni».
Il percorso di Michele Esposito è un climax tragico: mentre all’inizio le preoccupazioni vengono dagli oneri bancari, in
seguito subentrano questioni esistenziali
e l’incombenza della fine. L’inversione segna «lo scatto verso l'alto del testo. Senza,
sarebbe rimasto un romanzo divertente
sui trentenni».
«Il mio è un testo basato sugli attriti»,
continua Virgilio. C’è quello del protagonista con il suo contesto, cioè con la formazione familiare alla quale ha provato
per tutta l'adolescenza e la gioventù ad
affrancarsi. E poi c'è quello con l'abitazione che, tramite macchie di muffa alle pareti, dichiara la propria natura ostile. Per
affrontare questi attriti, Virgilio usa un registro umoristico, basato sul cinismo e sull’ironia del racconto in prima persona,
che è a sua volta in contrasto con la narrazione centrata su temi cupi quali la solitudine, l’invecchiamento e la morte.
Descrivere un condominio di nuova
edificazione nel quartiere di Capodichino permette all’autore di gettare uno
sguardo anche su Napoli: «Per me la città
è una quinta teatrale viva», sostiene, «ma
mai decisiva. Nei miei scritti Napoli non
diventa a sua volta un personaggio».
Oltre alla narrativa, poi, la casa come
::: I LIBRI
MUTUO VENTENNALE
«Arredo casa e poi m’impicco» dello
scrittore napoletano Massimiliano Virgilio (Rizzoli, pp. 292, euro 17) racconta lo stravolgimento della vita che
comporta l’accensione di un mutuo
ventennale.
VITA DI CAMBIAMENTI
«Adelante» di Silvia Noli (Fazi, pp. 268,
euro 14) racconta le vicende di una trentenne dai mille volti e dalle mille metamorfosi, con una grande resistenza di
fonte alla precarietà della vita.
29
CULTURA
In mostra a Brescia
Rivadossi, scultore
che lavora il legno
come un pianista
__Martedì 15 aprile 2014__
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no il percorso artistico (nella foto la «Madia Dolmen»), dove legno, terracotta, bronzo sono studio e lavoro che diventano poesia, con una parte preponderante della produzione rappresentata dall’ebanisteria . Scultore, si potrebbe definire, anche se Philippe Daverio ci spiega un Rivadossi che «lavora e fa lavorare il legno con
l’abilità di un pianista, con il rispetto che gli uomini della terra portano da sempre alla materia
della natura».
Giuseppe Rivadossi non ha etichette, è un autodidatta che dopo un denso apprendistato nella
falegnameria del padre ha forgiato la sua Officina e ora, a 79 anni, tramanda la propria arte ai
figli e con i figli. Una bottega, preferiscono chiamarla, non un’azienda, ma che tanto profuma
di atelier in continua sperimentazione. Da oggi
fino al 27 settembre, la Galleria Agnellini di Brescia ospiterà la mostra «Giuseppe Rivadossi. Il
Genio abita qui», a cura di Dominique Stella.
In esposizione circa 50 opere che ne ripercorro-
TOMMASO LORENZINI
Intervista a Nelson Martinico
:::
Il buono,il brutto,il figlio
Leonerivivein un sequel
Pure il balaban
suona il requiem
per l’Europa
Il romanzo di un ex stuntman ricrea il mito del West
da Buffalo Bill a Wyatt Erp: «Omaggio alla storia Usa»
Un’immagine tratta dallo spaghetti-western «Il buono, il brutto, il cattivo» (1966) di Sergio Leone
::: GIANLUCA VENEZIANI
■■■ Si diventa sempre come i
COSTRUIRE A TEMPO
DI RECORD
Sopra, lo scrittore
Massimiliano Virgilio
autore di «Arredo casa e poi
m’impicco»(copertina nella
scheda). Sotto, un frame
dalla trasmissione televisiva
«Extreme makeover- Home
edition», cult della tv Usa in
cui si costruiscono,
restaurano e arredano case
per famiglie non abbienti.
La versione italiana va in tv
su Sky e La5 [Ansa-web]
bene rifugio trova , tra l’altro, sfogo nella
trasmissione tv Extreme makeover home
edition, coprodotta negli Usa dalla ABC e
da Endemol, trasmessa in Italia da Sky
Uno e La5. Un successo, in cui un un team di esperti progettisti, capitanati da Ty
Pennington (anche conduttore del programma) demolisce e quindi ricostruisce
la casa a una famiglia bisognosa per svariati motivi.
propri padri. Sarà per questo che,
crescendo, ci siamo appassionati
ai western, ai capolavori di Sergio
Leone e ora anche al romanzo del
67enne siciliano Nelson Martinico (alter ego di Giuseppe Elio Ligotti) Il Buono, il Brutto e il figlio del Cattivo (Bompiani, pp.
160, euro 16). I nostri padri da
bambini leggevano i fumetti del
Grande Blek e Tex, da giovani hanno amato I magnifici sette e Quel
treno per Yuma e, da adulti, si sono dedicati a una collezione dei
simboli dei pellirossa. Quell’atmosfera epica viene rievocata nel libro di Martinico, un omaggio a Leone, scomparso 25 anni fa, e un
sequel della sua «trilogia del dollaro», in cui rivive il mito del West
come Alba gloriosa d’Occidente e
insieme appare il senso del suo declino.
Martinico, il suo libro è ambientato 20 anni dopo la scena
del “triello”, che vede Clint Eastwood (il Buono), Eli Wallach
(il Brutto) e Lee Van Cleef (il
Cattivo) affrontarsi a colpi di pistola nel cimitero di Sad Hill. Cosa resta di quell’epopea?
«Soprattutto la decadenza. Il
Buono è diventato gestore di un
circo e autore di romanzetti. Il
Brutto non è più tanto bruto perché, nei 20 anni passati in carcere,
ha avuto modo di leggere e acculturarsi. E di Sentenza il Cattivo, ucciso durante lo scontro, resta il figlio, John Wiseacre, che tuttavia è
un fanatico religioso, privo della
grandezza nel male del padre».
Joe il Biondo, cioè il Buono,
ha fatto un po’ di tutto nella sua
vita (pistolero, romanziere, imprenditore teatrale e circense).
Anche lei è stato barman, stuntman, calciatore e professore di
latino e greco. Nel personaggio
del Buono si ripete dunque la
sua autobiografia?
«Sì, per buona parte il Biondo
sono io. D’altronde lui si chiama
Joe, Giuseppe, proprio come me.
Ma io sono anche Tuco il Brutto:
briccone, bandito, picaresco come un Pupo siciliano; vecchio e
ancora desideroso di sesso. Lo dimostra la scena “d’amore manuale” tra Tuco e un’indiana dal nome esplicito: Polso d’Acciaio...».
Il romanzo è un trait d’union
tra Il buono, il brutto e il cattivo
e il primo film della “trilogia del
tempo”, C'era una volta il West
(nel libro compare anche la figura di Armonica sposato con
Jill). Pensa che il suo romanzo
possa approdare a sua volta al
cinema?
«Sarebbe il primo caso di libro
tratto da un film che si trasforma
nuovamente in film. A ogni modo, più che una sceneggiatura, ho
cercato di scrivere letteratura. Mi
sono ispirato a Mark Twain, con
la sua inarrivabile simulazione del
parlato. A Joe il Biondo, infatti,
che si fa chiamare Ned Buntline
(pistolero-scrittore veramente esistito), metto in bocca queste parole: “Ci sono due modi di essere
scrittori: novellatori da 4 cent o rivoluzionari di genio”. Ecco,
Twain apparteneva alla seconda
categoria».
Nel libro lei recupera altri nomi veri del mito western, come
Buffalo Bill, l’apache Cochise e i
pistoleri Wyatt Earp e Doc Holliday, protagonisti nella sparatoria all’O.K. Corral.
«Voleva essere un tributo alla
storia americana, oltreché alla sua
cinematografia. Ma ho aggiunto
anche un altro aspetto: l’omaggio
ai fumetti della mia generazione.
Nel libro compaiono infatti figure
come il Grande Blek. La differen-
za, rispetto a loro, è che i miei personaggi, come quelli di Leone,
non sono piatti: il Brutto è capace
di slanci ideali; e il Buono sa essere anche un grandissimo figlio di
puttana».
Provi a guardare a occhi chiusi i film di Leone. Qual è l’aspetto che li rende grandi? I lunghi
silenzi intervallati da rumori, i
dialoghi serrati con frasi memorabili, la colonna sonora...
«Credo il mix dei tre elementi.
Leone stesso disse che Morricone
era stato il miglior sceneggiatore
dei suoi film. Ma, volendo individuare la cifra che rende quelle
opere dei capolavori, penso sia la
capacità di recuperare l’epica
omerica e scrivere fiabe per adulti: eroiche, ironiche e immorali.
Molti gli hanno contestato l’assenza di donne e indiani nei suoi film.
Per le prime, lo hanno accusato di
misoginia. Quanto ai pellirossa,
Leone si giustificava così: “Dovrei
mettere nel ruolo di un indiano
un attore bianco e non sarebbe
credibile"”. Per questo preferì non
metterceli».
Pensa che l’Eastwood regista
sia ancora un po’ il Buono del
film di Leone?
«Non solo: lui non sarebbe diventato il regista che è senza Leone. Il finale di Gran Torino, ad
esempio, ribalta esattamente il finale di Per un pugno di dollari: là
è il vecchio che si fa ammazzare
dai nemici, e non viceversa. Una
nemesi perfetta».
Guardando all’attualità, chi
sono il Buono, il Brutto e il Cattivo nella politica di oggi?
«Non saprei: ci sono tanti Cattivi, nel senso dei Disonesti. Renzi,
per la sua rapidità, sarebbe di sicuro il pistolero più veloce del West.
Ma molti lo stanno già aspettando
all’O.K. Corral e non si sa come
andrà a finire».
Pillole diclassica
::: NAZZARENO CARUSI
■■■ Napolitano s’è fatto intervistare da Fabio Fazio e ha citato (a vanvera) anche Santa
Cecilia con Pappano e i Berliner Philharmoniker con Abbado, per parlare del suo ultimo
libro e ribadire quanto l’Ue sia, nonostante
tutto, buona e giusta.
No, invece. Fatta la necessaria tara delle
tragedie, quest’Europa è indegna della grandezza di ciò che furono e non sono più le sue
nazioni fondatrici, infinite volte superiore all’oggie infinite d’infinite aldomani che leggiamo giocarsi i tuitteri del 25 maggio. L’elogiano madre della pace, ma sono il pacifismo
insulso suo e i suoi diritti senza più doveri,
che non siano le cambiali, a esserci costati la
porcheria che stiamo e la guerra civile che
rischiamo, invasi oltre il più cristiano limite.
E giacché di musica il Presidente ha pur
parlato, persino l’inno è fuori luogo, Beethoven abusato d’accattona fratellanza. Ha scritto Piero Buscaroli, nostro venerato santo: «La
riduzione,cui assistiamo, del coro della Nona
Sinfonia ai comodi delle più svariate e indecenti imprese, si accompagna a totale ignoranza, anche in ceti che si considerano colti,
delle circostanze e dei motivi che decisero Beethoven ad aggiungere il coro, quale rimedio
d’ultimo momento all’insufficienza dei mezzi strumentali rispetto all’imponenza e al peso dei tre movimenti fino allora completati»
(Beethoven, Rizzoli, pag. 34).
Scendendo ai lidi bassi, da più di 25 anni
c’è l’Erasmus per la mobilità europea degli
studenti e dei professori universitari. Spesso
in Conservatorio l’ho visto intendere, da gente mai invitata in nessun luogo, nell’insperata
possibilità d’andare all’estero per poterlo poi
mettere in curriculum. L’ecumenismo in voga ha aperto la possibilità di viaggio a nazioni
che dell’Ue non fanno parte (non ancora, almeno),e così è successo che dalla Turchia mi
sia arrivato in classe uno studente che non
parla l’italiano né l’inglese,ma è educato,civilissimo e chissà, forse pure di talento.
Ho raccontato altrove che ha bussato,è entrato e ha chiesto colsorriso, a gesti e un po’di
monosillabi, di frequentare il mio corso di
Musica da camera. Volentieri, gli ho sorriso
anch’io. Poi, la rivelazione. «Che suoni?». «Il
balaban», sorta di zufolo ad ancia (mi pare di
capire, non avendolo mai visto), in uso nel
suo Paese straordinario. Vagli a spiegare che
nulla è stato dedicato al suo strumento di ciò
che la nostra Musica da camera è. Non una
Sonata di Mozart né un Trio di Mendelssohn
o una Sonatina di Schubert, nemmeno un
foglio d’album, niente di niente. E allora? E
allora arrivano i “napolitani” a spiegarci che il
balaban ha la stessa dignità del pianoforte e
d’uno Stradivari; che ci vuole un retrivo reazionario come me per pensare di non cogliere l’occasione d’avere in classe uno strumento “altro”; che non va bene essere tanto sciocchi (sempre come me) da non godere delle
diversità; e balle democratiche a seguire.
Ma nessuno, da nessuna parte, a chiedersi
se sia serio che un pianista italiano insegni la
musica da camera del balaban e la bellezza
sconosciuta della sua poesia a un ragazzo turco.Come se un abruzzese,coi soldidell’Europa, andasse a studiare il du’ bott’ a Istanbul.
Poi dice il fallimento e che, tanto, vola lu pavone.
Twitter @NazzarenoCarusi
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SPETTACOLI
__Martedì 15 aprile 2014__
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VAN DE SFROOS
«Cantavo l’anima di un popolo
ora penso a cantare la mia»
Nel nuovo disco «Goga e Magoga» il cantautore lariano indaga se stesso
«Ho conosciuto il dolore: è un lavoro bipolare con echi alla Pink Floyd»
::: ALESSANDRA MORI
■■■ Esce oggi Goga e Magoga
(etichetta Bat Records, distribuzione Universal), il nuovo disco
di Davide Van De Sfroos che sarà
presentato dal vivo il 13 giugno
in un concerto all’Ippodromo
del galoppo di Milano. Ieri intanto l’ha presentato nella location
di Eataly, sorta sulle «ceneri» del
Teatro Smeraldo. Un luogo importante per Davide e lui non ha
perso certo occasione per ricordarlo: «Questo luogo è lo spettro
di quello che è stato. Prima era lo
Smeraldo, poteva andare peggio.
È andata bene, però lo Smeraldo
c’è stato». E quindi via con le note di alcuni dei 16 brani del disco,
su un palco sospeso a metà tra il
piano di frutta e verdura e quello
di vini e ristoranti. Un disco che
arriva a «tre anni di distanza dall’ultimo, perché la cosa fondamentale è il tempo di fermentazione. Non posso forzare ciò che
deve avvenire in modo naturale», dice mentre si rigira il rosario
che porta al polso. E Goga e Magoga, che è anche un brano - e il
cui significato «non lo conosce
esattamente nessuno, tira e molla, fai e disfa» - è arrivato in modo
16 BRANI NELL’ ALBUM OGGI IN USCITA
Davide Van De Sfroos e la copertina del nuovo disco. Sopra,
l’artista ieri a Eataly Milano. Tutte le date di presentazione
dell’album su www.davidevandesfroos.com [web]
naturale, portandosi dietro «la
parte più intima di me».
Cos’è Goga e Magoga?
«Tutto nasce dalmio viaggio interiore per far sì che quel che metto
nel disco abbia la credibilità di
ciò che sto vivendo. Goga e Magoga è stato uno sforzo, non solo
musicale ma anche di testo. La
gestazione è stata molto lunga,alcuni pezzi risalgono a prima di
Yanez, altri ai miei quaderni di
scuola, quando andavo al liceo
classico. Mi sono addentrato nei
territori dello spirito e della men-
te,c’è comprensione e depressione, territori che probabilmente
un essere umano non dovrebbe
visitare. Ma io ci sono stato e ho
portato a casa tutto».
Un disco nato nel tempo...
«Neltempo ho occupato taccuini, ipad, ipod, percepito sensazioni personali e altre legate al mondo che micirconda.Ho chiesto aiuto anche al Davide del passato.
Non ho avuto paura di andare dove c’erano emozioni o cose disperate da dire. Questo disco contiene
più amore di tutti quelli che ho
mai fatto. Ho cercato di ritrovare
un’anima che si era frantumata,
ho osservato i miei figli confrontarsi in un mondo che fa paura, ho
visto l’oncologia e ildisagio mentale, ho vissuto la perdita di amici e
parenti.È un mio diario fitto e complicato. Contiene tutto ciò che per
me è intimo».
Si avverte come un senso di
nostalgia nei testi. È così?
«Non si può vivere nel passato
ma non si può neppure proiettarsi
nel futuro senza portarsi dietro il
passato. C’è un disperato bisogno
di guardare indietro per capire che
un po’ indietro si può tornare. È un
disco bipolare, con i miei disturbi
d’ansia e depressione che mi accompagnano da una vita. Alcune
canzoni sono dure e abrasive, altre
più dolci».
C’è un messaggio?
«È un disco lucido e spietato,
vuole sorreggere il sottoscritto e tutti quelli che si trovano in difficoltà,
dal senzatetto all’industriale, perché le difficoltà toccano tutti.Porterò in giro abitanti e territoricercando di dar voce a chi spesso una voce non ce l’ha».
Il brano che la tocca di più?
« Infermiera, per il modo scurrile in cui questa figura è stata trattata in tempo di guerra».
Qual è la novità del disco?
«La bipolarità e la voce femminile di Leslie Abbadini, che ho affiancato alla mia ottenendo una sfumatura morbida, quasi sorniona. La
musica, me ne sono accorto riascoltandola, è vagamente psiche-
delica rock folk anni ’70, ci sono
sonorità blues, echi alla Pink Floyd
di The wall e passaggi della Pfm
che accompagnava De Andrè».
Ci sono delle maschere nel video di Goga e Magoga, che ricorrono nella sua produzione. Qual
è il significato?
«Rappresentano ilfeticcio,quello che siamo per essere al passo
coi tempi, quello che ci è imposto
di mostrare, poi però i personaggi
guardano meglio queste maschere e non si riconoscono e alla fine
se ne liberano».
L’8 maggio è stato invitato in
piazza Duomo dall’arcivescovo
di Milano: una serata in cui si
uniranno musica, teatro, danza,
testimonianze e preghiera intorno alla Croce con la Reliquia del
Santo Chiodo…
«Sì, parteciperanno anche altri
artisti e mi è sembrato bello esserci,porterò la Ninna nanna del contrabbandiere arrangiata per orchestra».
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SPETTACOLI
__Martedì 15 aprile 2014__
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Complimenti per la trasmissione di FRANCESCO SPECCHIA
Cosa succederebbe se «House of Cards» fosse italiano?
«Nessuno è un boy scout. Neppure i boy
scout...».
Quando, con lo sguardo intagliato nel
marmo (e nella malvagità, e nel cinismo, e nell’anima nera che inghiotte la
Casa Bianca) Kevin Spacey pronuncia la
suddetta frase in camera look; be’, in
quello stesso istante ho avuto l’impressione che il telefilm West Wing incrociasse ilfilm Sesso e potere. Tutte le nefandezze del Palazzo in un solo sguardo. Questo esprime House of cards (Sky Atlantic,
mercoledì, prime time), probabilmente
la più sontuosa serie tv su quella che Rino Formica amava definire «sangue e
merda». La politica. Era politica italiana,
ma quella americana è molto peggio.
House of Cards è un fenomeno prodotto da Netflix direttamente per il web
e ispirato ad un’omonima serie Bbc del
’90; vanta una forza di racconto poderosa, dialoghi brillanti, anche se l’intera
struttura drammaturgica s’impernia su
un unico protagonista. Ossia Kevin Spa-
cey neipanni delcapogruppo di maggioranza Frank Underwood intento ad ingoiare rospi d’ognigrandezza e a supportare, con ogni mezzo, il sodale Garrett
Walker. Il quale Walker, diventato Presidente degli Stati Uniti, non mantiene la
sua promessa e non sceglie Frank come
segretario generale. Da qui la vendetta
geometrica, quasi euripidea,dell’ex spin
doctor- deputato che,aiutato da una moglie carogna quanto lui (altro che i coniugi Macbeth) , da una giovane giornalista
affamata di scoop, e da un onorevole
strappato al tunnel della droga e dell’alcol, imbastisce un piano diabolico per
fare saltare il «castello di carte», l’House
of Cards, appunto. Lo sviluppo narrativo
è un complesso gioco a scacchi sulla cui
scacchiera Frank lascia gocciolare il sangue dei vinti e degl’innocenti.
Non che ci sia nulla di nuovo. Il cinema Usa ha spesso sviluppato il suo senso dell’oscuro all’ombra del Campidoglio (per un Frank Capra c’era sempre
un Alan Pakula) . Ma la trama, qui, scorre e avviluppa. Il caso ha voluto che visionassi House of Cards avendo negli occhi
l’intervista fieramante sentimentale di
Enrico Mentana a Pierluigi Bersani negli
studi di Bersaglio mobile (La7). Bersani
non aveva un’oncia della cattiveria di
Spacey. E, ad imbastire insulsi paragoni,
Renzinon è Walker; e neppure il famigerato voto dei 101 del Pd contro Prodi presidente ricorda lontamente la pugnalata
del neopresidente Usa ai suoi fedelissimi. E non m’immagino un capogruppo
tipo Brunetta distruggere il sistema. Non
è solo questione di essere all’altezza...
La nuova tendenza
CAUSA BASSI ASCOLTI
IL CINEMA SI FA TELEFILM
Le opere di Polanski, Coen, Pif rilette a puntate per la televisione
::: ANTONELLA LUPPOLI
■■■ Se qualcuno aveva ancora
dei dubbi sulla assoluta primazia
che le serie tv si sono conquistate
a suon di milioni di tele(dipendenti)spettatori, è giunto il momento di ricredersi. La serialità
vince, tanto quanto una bella pellicola. Stiamo dicendo che il grande schermo ha i giorni contati?
Piuttosto, ci siamo accorti di
una tendenza predominante: il
passaggio dal grande al piccolo
schermo di alcuni prodotti eccellenti. Accade sempre più spesso
infatti che i film, quelli che hanno
sbancato il botteghino o che hanno fatto il pieno di critiche e plausi sui giornali, diventino in men
che non si dica uno sceneggiato a
più puntate. I rumors provenienti
da oltreoceano infatti narrano
dell'imminente arrivo di alcune
serie cult per gli appassionati: Rosemary's Baby, Ghost e The Truman Show. La prima, ispirata al
film di Roman Polanski, sarà trasmessa molto presto dalla Nbc,
mentre per le altre si mormora
che Paramount Tv stia pensando
dilavorare a due nuovi ed esaltanti progettiche faranno dei film appena citati degli sceneggiati seriali. Le tempistiche di realizzazione
sono ancora sconosciute così come non è stato deciso nulla per il
cast, ma sembra proprio che
l'idea sia abbastanza realistica e
che i grandi network americanisiano molto entusiasti. D'altronde,
il mood del film che diventa serie
RISPETTARE I CLASSICI
A sinistra Frances
McDormand in «Fargo»,
uno dei primi successi dei
Fratelli Cohen. In alto a
destra,una scena di
«Gomorra». Entrambi
diventano telefilm
tv è partito proprio dagli StatiUniti. Ha natali lontani. Tra i primi
film declinati in episodi si ricorda
Casablanca, trasmessa nel 1983
e tratta dall'omonimo film del
1943 e anche How to Marry a Millionaire, sit com inspirata al celebre film del 1953 in cui recitava
Marilyn Monroe.Se siamo andati
troppo in là negli annali della cinematografia ci rifacciamo subito. Nikita, la serie tv andata in onda su Italia 1 qualche anno fa, è
basata sul film del 1990 diretto da
Luc Besson e Crash, serie tv prodotta dalla Startz Entertainment
nel 2008, è legata al cordone om-
belicale della pellicola - premio
Oscar 2004 - firmata da Paul Haggis. Anche a casa nostra il successo conclamato di alcuni film ha
generato la voglia di scrivere e
produrre teleromanzi.
Complice anche il ridotto investimento economico che la realizzazione di uno sceneggiato seriale richiede ci si è mossi per cercare di sfruttare la buona riuscita di
alcune pellicole che hanno catalizzato l'attenzione del pubblico.
E' successo con Romanzo Criminale, poi con Gomorra e Venuto
al mondo. E fresca di qualche
giorno è la lieta novella che riguar-
da La mafia uccide solo d'estate,
il film di e con Pif (all'anagrafe
Pierfrancesco Diliberto) che presto potrebbe arrivare sulla Rai,
scandito in più puntate. Dicevamo,il film di Michele Placido ispirato alla banda della Magliana
nel 2005 fece grande scalpore e
così Stefano Sollima e Sky decisero di mettere in cantiere un po' di
episodiche hanno tenuto incollati al piccolo schermo tanti spettatori. Sulla scia dell'esperimento
ben riuscito,Sky ha deciso diinvestire su Gomorra - La serie (sempre diretta da Stefano Sollima) in
arrivo su Sky Atlantic a maggio e
su Venuto al mondo- Extended
Version - da lunedì 15 in onda su
Sky Atlantic - scritta e diretta da
Sergio Castellitto. A questo punto,Checco Zalone,Gennaro Nunziante e la Taodue (casa di produzion di fiction e miniserie) potrebbero pensare a una serie tv di Sole
a catinelle, magari da mandare in
onda su Canale 5. E pure Paolo
Sorrentino potrebbe scrivere una
manciata di episodi de La Grande Bellezza.Per altro,ilregista partenopeo ha dato prova di non disdegnare la tv. Ha infatti recentemente siglato l'accordo con Sky e
Wildside per The Young Pope.
«Broadchurch»
cambia e diventa
«Gracepoint»
Dopo Downton Abbey, è Broadchurch la nuova serie rilevazione del canale inglese Itv:
una serie gialla, in otto episodi, che ha conquistato la media stellare di 7 milioni di spettatori . Il remake annunciato
dal canale Fox America è infatti tutto fuorché fedele, per stessa ammissione del presidente
del network tv, Kevin Reilly:
«Nonostante Broadchurch sia
grandioso, il 99,9% del pubblico americano non avrebbe
mai visto quel serial», spiega,
«Gli spettatori statunitensi sarebbero molto più a proprio
agio nel vedere qualcosa creato per l'America… ». Dunque,
che rivoluzione sia: il titolo diventa Gracepoint, le puntate
crescono da otto a dieci, la storia viene venata di aspetti alla
Desperate Housewives e il finale cambia, per garantire l'effetto sorpresa anche a chi ha già
visto Broadchurch. L'unico
elemento in comune con il format originale è l'attore scelto
per interpretare il protagonista: David Tennant, noto per il
suo Doctor Who. Con lui, nel
cast, anche Anna Gunn e Nick
Nolte. La messa in onda è fissata per la fine del 2014 ma i fan,
on line, non sembrano trepidare d'attesa per una serie
che, di fatto, tradisce l'originale. Nel frattempo, qui in Italia
debutta Broadchurch: a proporlo, in prima tv free, sarà
dal 28 aprile Giallo (canale
38).
f.d’ang.
Parla il protagonista del film Andrew Garfield
«Fossi davvero Spiderman combatterei il bullismo a scuola»
::: ANNAMARIA PIACENTINI
ROMA
■■■ Azione, fantasia, amore e vendetta
serviti in 3D. Dal 23 aprile arriva nei cinema The Amazing Spider -Man 2- Il Potere
di Electro, 2 ore e 20 minuti con il protagonista dei fumetti Marvel di Stan Lee e Steve Ditko. Dopo il lancio nel 2012 di "The
Amazing Spider-Man", un successo mondiale da 750 milioni di dollari, Marc Webb,
torna al timone della saga con una storia
ancora più incisiva.
Il nostro eroe in calzamaglia porta in
scena la sua battaglia più importante:quella interiore. E' in conflitto tra la vita ordinaria di Peter Parker, e le responsabilità di
Spider Man. Sa che solo lui può proteggere i suoi concittadini dai nemici che asse-
diano la città. Questa volta il pericolo viene dalla società più importante di New
York , la OsCorp, e dal potente, Electro (Jamie Foxx). La maledizione degli Osborn è
una grave malattia genetica, da cui è afflitto il suo amico Harry (Dane DeHaan), che
suo malgrado ritrova. Ma tra un lancio e
l'altro dai grattaceli, Spider Man non dimentica di dedicare parte del suo tempo a
Gwen (Emma Stone), la ragazza di cui è
innamorato.Regista e cast sono giunti nella capitale. Disponibili, divertenti ,Andrew
Garfield, Emma Stone , Jamie Foxx e Dane
DeHaan,hanno raccontato le loro incredibili performance, tra effetti speciali e prestazioni da stunt man. A cominciare dal
regista Marc Webb: «In questo film Spider
Man è un ragazzo come tanti che deve pagare l'affitto di casa e ha problemi con la
ragazza» Quindi, la saga continua. Ma chi
ci colpisce è la semplicità di Andrew Garfield: «E' difficile essere Peter Parker, ma è
stupendo indossare nuovamente i panni
di Spider-Man» sottolinea l'attore «ora deve fare delle scelte non dipendenti dalla
sua volontà. Deve riprendere coscienza di
sé,anche in amore. Catturare i sentimenti,
perché per Peter è impossibile vivere senza Gwen». Ma se fosse davvero Spider
Man, quali problemi risolverebbe? «"Il riscaldamento globale»risponde Garfiel « e
metterei fine anche al bullismo a scuola.
La vita è un viaggio, e bisogna sfruttare al
meglio tutto il tempo a disposizione». La
bella Emma Stone, è l'incarnazione della
donna ideale: «Quello che interessa a
Gwen"- racconta-"è di proteggere il rapporto affettivo che ha con Peter.La speran-
Un’immagine di «Amazing Spiderman 2» in uscita sul grande schermo
za, l'amore, ma anche la tragedia che sta
vivendo, sono le motivazioni che la tengono ancora legata. Ma ora è giunto il momento di fare chiarezza, ha l'opportunità
diproseguire glistudiad Oxford e non vuole rinunciarci». Il legame che univa da piccoli Peter e Harry, torna: «Ma Harry è una
persona diversa da lui»sottolinea Dane
DeHaan «da ragazzo privilegiato è diventa-
to una minaccia: si è unito ad Electro ».
Due cattivi che odiano l'eroe: «Quando
interpreti Electro, aspettati la cattiveria»
conclude il premio Oscar Jamie Foxx «mia
figlia che ha 5 anni è sempre felice di tutto
quello che faccio. Ma quando le ho detto
che questa volta facevo il cattivo, ha risposto: allora ti prenderanno a calci nel sedere»".
32
PALINSESTI
__Martedì 15 aprile 2014__
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"Il fattore mandarino" F
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19.30 Spongebob
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va nessuno lo sa"
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Shenandoah la valle
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1965) con Jame
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Clooney, Mark
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fuoco - prima parte" .
"Conflitto a fuoco seconda parte"
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morte" con Stephen
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Regia di Sam Peckinpah.
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(Erotico, 1995) con John
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21.05 Nessuna pietà per Ulzana
(Western, 1972) con Burt
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Regia di Robert Aldrich.
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Sex & The City "Single
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Milan, Galliani contro la fuga di notizie
Report Serie A, debiti per oltre 3 miliardi
Fair play finanziario, inchiesta sul PSG
Alla vigilia del cda del Milan, Adriano Galliani sarà oggi a Milanello anche per sistemare gli spifferi dello spogliatoio del Milan. Dopo la vittoria
sulCatania, Seedorf si era lamentato per la presunta fuga di notizie relativa alla formazione e sul malcontento di alcuni italiani. [F. Per.]
La Figc ha presentato il Report Calcio 2014: in un anno un milione
di tifosi sono scappati dai nostri stadi, dai circa 13,2 nel 2011-12 ai
12,3 nel 2012-13. Il 51% dei trasferimenti sul mercato sono prestiti e i
debiti (solo in A) toccano ormai il tetto dei 3 miliardi (+1,9%).
L’Uefa ha ufficialmente aperto un’inchiesta su aspetti poco chiari del
bilancio del Psg, alla luce delle nuove regole sul fair play finanziario. Il
PSG deve chiarire il contratto da 200 milioni all’anno con la Qatar
Tourism Authority, società legata agli emiri proprietari del club.
::: segue dalla prima
FABRIZIO BIASIN
(...) il sottoscritto, il 60-70% del mio
stipendio viene pagato dagli sponsor.
Il collega Filippo Facci fa notare che, a differenza di altri manager, il suo nuovo contratto prevede addirittura un aumento. Si
parla di 1,7 milioni di euro all’anno.
«Non è così, pochi evidentemente lo sanno, ma io non ho ancora firmato niente.Anzi,mi auguro di prendere di più».
Se firmerà, lo farà prima del
Mondiale?
«Assolutamente sì. In ogni caso
attualmente sono tra i Ct che prendono meno a livello europeo».
Sempre Facci le fa notare che
lei firmerà il rinnovo prima di
avere ottenuto qualsivoglia risultato sportivo. Non è strano?
«In effetti è la prima volta che
accade nel calcio. Questa è una
prova che abbiamo lavorato bene
e che il nostro percorso può continuare a prescindere da quel che
accadrà. Nel calcio italiano ci sono
una marea di esoneri che spesso
non portano a miglioramenti, anzi...».
Un altro collega, Mario Giordano, ha fatto notare come il
suo ruolo pubblico fa a pugni
con il suo essere testimonial per
la campagna pubblicitaria di
un’azienda energetica.
«Un dirigente federale mi ha
proposto questa sponsorizzazione, mi hanno dato l’ok, ho girato lo
spot. Non vedo dove sia il problema e, anzi, spero di farne degli altri
in futuro».
Dica la verità: non ci si annoia
a fare il Ct? Non ha pensato di
tornare in un club?
«Sì,ciho pensato e ho avuto delle proposte, ma non sarebbe stato
giusto andare al Mondiale con un
contratto in tasca, piuttosto mi sarei fermato un anno».
Da chi sono arrivate queste
proposte?
«Non glielo dico. Comunque
mi ha fatto cambiare idea il nuovo
progetto azzurro».
In questi due giorni di stage
ha convocato parecchi giocatori
a sorpresa. Penso a Bernardeschi del Crotone.
«Due anni fa chiamai Verratti e
nessuno sapeva chi fosse, ora tutti
parlano di Verratti. Bernardeschi è
uno dei migliori calciatori italiani».
Proprio con Verratti però
sembra esserci un problema. La
gente si chiede perché il Ct non
lo considera.
«Non è vero, è costantemente
nelgiro della Nazionale da due anni ed è importante; al limite c’è un
problema didisponibilità.Si è sempre proposto come vice Pirlo, qui
l’abbiamo provato in altri ruoli,
ma a Parigi gioca sempre al solito
posto...».
Li farebbe giocare insieme?
«Mi piacerebbe, però nel club, a
parte le ultime partite, ha sempre
giocato nello stesso ruolo di Andrea».
In attacco sta segnando chiunque. Paradossalmente Balotelli
è quello più in difficoltà. Ha un
consiglio da dare ai convocabili?
Cesare Prandelli, 56 anni. Il 2
giugno diramerà i nomi dei 23
azzurri che porterà al Mondiale.
Il 14 giugno il debutto contro
l’Inghilterra [LaPresse]
Intervista al ct a due mesi dal debutto
«Ne ho già scelti18»
Prandelli ha quasi fatto l’Italia per i Mondiali: «Famiglie in ritiro per evitare tentazioni
Io come un manager pubblico? No, il 60-70% del mio stipendio è pagato dagli sponsor»
«Sì, tutti devono sapere - e lo dirò domani (oggi, ndr) - che per il
Mondiale si azzera tutto. Se uno fa
bene da cinque anni, ma arriva un
giovane che sta meglio, non posso
permettermi di far finta di niente.
Non ci sono posti prestabiliti».
L’assenza di Totti e Toni a questo stage è una sentenza sulla loro convocazione?
«Per Totti bisogna avere massimo rispetto, quindi non entro nel
particolare.Luca lo conosco benissimo, il suo campionato è straordinario, ma forse è il caso di parlare
di quelli che sono qua».
Scuffet ha tante chance di partire per Rio?
«Il ragazzo ha bruciato le tappe,
se è qui è perché ha prospettive.
Quanto alla convocazione non le
posso dire nulla di più».
Gilardino è uno dei suoi prediletti insieme a Giaccherini. Che
chance hanno?
«Tutti quelli che sono qui hanno chance, certo Giaccherini quest’anno ha avuto qualche difficoltà...».
Conte di recente ha detto che
in Italia ci sono juventini e anti
juventini...
«Ha ragione: la squadra che vince diventa antipatica».
Qualche mese fa avete avuto
un diverbio per la convocazione
di Chiellini. Tutto risolto?
«Era necessario da parte mia
chiarire diritti e doveri del Ct. In
ogni caso ammiro Conte, decisamente il miglior allenatore della
nostra serie A».
“
■ Scuffet ha bruciato le tappe, se
è qui è perché ha prospettive.
Bernardeschi? Due anni fa
chiamai Verratti e nessuno
sapeva chi fosse. Troppi oriundi?
Le altre nazionali non si fanno
problemi
Cosa pensa della richiesta di
risarcimento di 444 milioni da
parte della Juve alla Figc?
«Me lo dice lei, pensavo fosse
una cosa superata».
Questione oriundi. C’è chi dice che stanno diventando troppi.
«A chi non vuole i nuovi italiani
rispondo con un dato. I giocatori
italianiin serie A rappresentano solo il 40% e andrà sempre peggio.
Le altre nazionali non sifanno problemi, perché noi sì?».
Di Jonathan che mi dice?
«Anche in questo caso c’è stata
cattiva informazione. Per portare
un giocatore come Jonathan in Nazionale ci vogliono sette mesi di
trattativa per avere un documento, non è la stessa situazione di Romulo. E poi c’è un altro problema:
ho sempre chiesto ai giocatori di
esprimersi, di dire io voglio l’Italia
e solo l’Italia. Lui non l’ha fatto».
Icardi in questo senso ha scelto l’Argentina.
«Siamo andati da lui tre anni fa
e ci ha detto no, grazie. Legittimo
da parte sua».
Il suo comportamento di questi giorni sarebbe da codice etico?
«Non mi interessa la sua vita privata, fatti suoi. Posso dire che il nostro codice etico è molto semplice
e chiaro».
In molti non la pensano così.
«C’è troppa faziosità e ci sono
troppi giornalisti tifosi. I ragazzi invece hanno capito: io non convoco chi è squalificato per una manata o per un pugno o per qualunque
comportamento violento. Ho giocato qualche anno a calcio e sono
stufo di giocatori che non sanno
controllarsi. In Italia un certo tipo
di situazioni sta diventando allucinante».
Si riferisce a Destro?
«No, non a lui in particolare. Dico a tutti che bisogna saper reggere lo stress».
Una bandiera come De Rossi
ogni tanto ci ricasca però...
«In questo caso mi assumo il rischio perché so che non lo farà
più».
Se tre giorni prima di partire
per Rio Balotelli o chi per lui
sbattesse nel codice etico cosa farebbe?
«Qualunque situazione rientra
nel codice se succede durante una
partita. Non è che uno prende la
multa per divieto di sosta e io lo
devo lasciare a casa. Glielo dico
perché mi hanno chiesto anche
questo, pensi... Io ce l’ho con i dirigenti, l’anno scorso ho lasciato a
casa Osvaldo perché non ha ritirato la medaglia, però nessuno si è
lamentato. Perché? Evidentemente ci sono interessi».
Sul ritorno di Cassano ha contato il rapporto di Antonio con
suo figlio (preparatore a Parma,
ndr)?
«Più che altro mi sono confrontato con Donadoni. Mi ha fatto capire che, periodo natalizio a parte,
il ragazzo ha avuto una continuità
di rendimento e comportamento
molto buona».
Dopo le partite andrà in pellegrinaggio anche a Rio come agli
Europei?
«Sì, le camminate cementano il
gruppo».
Tra l’altro ha aperto il ritiro
alle famiglie...
«Sì, secondo me può aiutare ad
aumentare la serenità del gruppo
e soprattutto a evitare le tentazioni
brasiliane. Non sto scherzando: se
l’anno scorso fosse capitato a noi
quello che è capitato a Spagna e
Uruguay,io ora non sarei il Ct della
Nazionale. Tengo a precisare che
le spese per il ritiro allargato non
sono a carico della Federazione, sa
com’è...».
Del suo amico Renzi che mi
dice?
«Non lo sento da un po’ perché
è molto impegnato. Certo, se tutti
noi pensassimo al bene dell’Italia
invece che si nostri piccoli interessi,anche luiavrebbe meno difficoltà».
Berlusconi invece dovrà fare
da assistente. Perché non se lo
porta in Brasile?
«Berlusconi ha dimostrato di
avere grandissime capacità e qualità, potrebbe fare qualsiasi cosa. A
parte che lui si sente un allenatore
e secondo me lo è anche. La sua
idea sull’attacco,per dire, è chiarissima».
Si va a Rio per fare bene o per
vincere?
«Si va per arrivare in fondo. Tutto deve essere organizzato nei dettagli. Agli Europei dopo la Gemania abbiamo commesso parecchi
errori come logistica. Siamo tornati in Polonia, poi a Kiev... Ovviamente l’obiettivo primario è passare il turno».
Candidate alla vittoria?
«Brasile, Spagna, Argentina e
Germania. Poi Belgio e Colombia.
Noi non siamo i migliori, ma possiamo battere tutti i migliori».
Ora mi dica i 23 convocati e
facciamola finita...
«Non li so neanche io, ne ho in
testa solo 18. Per completare devo
prima capire come stanno quei 18
e poi aggiungere gli altri. Vedremo...».
34
SPORT
__Martedì 15 aprile 2014__
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:::
UDINESE-JUVENTUS 0-2
Llorente esulta
dopo il gol (il 14˚
in campionato)
che ha chiuso i
conti in casa
dell’Udinese
[Ansa]
Ilpallone diLuciano
Il campionato ormai ridotto
a curiosità da almanacco
di LUCIANO MOGGI
■■■ La giornata numero 33
Cerci ribaltano la partita col
del campionato regala tanti Genoa nel recupero: si può
gol ma pochi spunti di vero parlare di infortunio da stress
calcio, tranne la continua ca- per il povero Zinetti, mentre i
valcata verso lo scudetto e il granata restano in corsa per
record dipunti diuna Juve psi- l’E-League.
Buone notizie anche dal
cologicamente più forte di
ogni avversario (Buffon nep- Napoli, dove Benitez capisce
che la sua squadra non può
pure ha fatto la doccia).
Meglio allora concentrarsi sopportare quattro punte: il
sugli aspetti più curiosi di que- centravanti Higuain con le tre
sto turno, anche perché or- mezzepunti Callejon-Hamsik
mai il nostro calcio regala più e Insigne. Dunque fuori lo slocolore che autentiche espres- vacco e soprattutto lo spagnosioni di bel pallone. Prendia- lo (c’è spazio per uno solo tra
mo ad esempio Samp-Inter: lui e lo “scugnizzo”), confer0-4 il risultato, molto diverse matissimo invece Mertens (sele impressioni da Marassi. condo per prestazioni solo al
Mazzarri e Handanovic sono Pipita). Bella vittoria della Fiotra i più scontenti per una pre- rentina che consolida il quarstazione non brillante. La par- to posto e ribadise la candidatita l’ha vinta il portiere con al- tura a un grande futuro con il
meno quattro miracoli, men- ritorno di Gomez e Rossi. In
tre Icardi vince la sfida ai pun- coda il Chievo dà una spallata
ti - e non solo - con Maxi Lo- decisiva alla corsa salvezza:Lipez. Il giovane Maurito accen- vorno e Sassuolo hanno pochissime
de l’ira del
chance. Dosuo vecvrannogiocarchio stadio
si tutto negli
conisuoiatscontri diretti
teggiamenda qui a fine
ti, ma socampionato.
prattutto
C h iu d ia con i suoi
mo col Milan
gol che fanche subisce il
no infuriaCatania ultire persino i
mo in classificolleghisulla panchi- Ciro Immobile, 19 reti [Ansa] ca.Ladifferenza la fanno un
na blucerchiata. Il ragazzo oltre a pub- tiro diMontolivo dagli spogliablicizzare le sue avventure tra toi e le parate di Abbiati, mile lenzuola, sta facendo vede- gliore in campo. Ed è detto tutre finalmente i suoi numeri in to per una partita in casa che
diventa una sagra degli errori.
campo.
I numeri della Roma li ammi- E che il Diavolo possa lottare
riamo invece ormai da inizio per l’Europa fa venire i brividi:
stagione: Garcia è un grande non tanto per i rossoneri (che
allenatore che fa divertire. I confermano come i limiti di
giallorossi fanno risultato col gioco non fossero colpa di Albel gioco e sono solo dietro al- legri), quanto a dimostraziola Juve. La differenza è nell’at- ne della decadenza del nostro
teggiamento: i bianconeri so- calcio. Questo è il nostro calno sempre con l’acceleratore cio, specchio della Nazionale
pigiato,sprintano a ogni parti- azzurra. E non sarà colpa di
ta rinunciando ai fronzoli. E ai Prandellise i risultatinon ci satifosi della Signora va bene co- ranno. Almeno sulla carta: le
sì. Sorride pure Giuseppe Zi- colpe del ct subentreranno sonetti, preparatore dei portieri lo al momento delle scelte. Se
del Toro che rimedia un brut- ad esempio in Brasile dovesse
to infortunio (rottura deltendi- andarci Gilardino e non Imne d’Achille) per “colpa” dei mobile, Cesare potrebbe finisuoibomber.Immobile - sem- re sul banco degli imputati in
pre più capocannoniere - e caso di fallimento.
A UDINE VITTORIA 2-0
La Juve mette due pietre sullo scudetto
Giovinco e Llorente ricacciano indietro la Roma. Ora resta l’obiettivo 100 punti
::: FRANCESCO PERUGINI
UDINE
0-2
■■■ Messaggio al campionato:
non c’è storia.La Juve supera l’ultimo grande ostacolo sulla strada
del terzo scudetto e a +8 sulla Roma può guardare con assoluta serenità allo sprint finale nonostante lo scontro diretto con i giallorossi.
La sfida con l’Udinese è rovente fin dal pre-partita: troppo alto
il riscaldamento nello spogliatoio ospite. Facile pensare - tra il serio e l’ironia - a un complotto anti
juventino. Prima del via si ricorda Piermario Morosini a due anni dalla scomparsa dello sfortunatissimo calciatore di proprietà
dei friulani. Sulla partita aleggia
invece lo spirito - vitalissimo - di
Dino Zoff. Da una parte c’è Gigi
Buffon, erede del ruolo di portiere della Nazionale campione del
mondo. Dall'altra Simone Scuffet, nato 13 anni dopo il ritiro del
monumento azzurro con il quale
condivide sangue friulano e maglia dei bianconeri di casa. Insieme il maestro e l’allievo andranno oggi a Coverciano per i test di
Prandelli. E chissà che la vicinanza dell’esperto campione non
aiuti i sogni mondiali del ragazzi-
Juve
Roma
Napoli
Fiorentina
Inter
Parma
Torino
Milan
Lazio
Atalanta
87
79
67
58
53
51
48
48
48
46
Verona
Sampdoria
Genoa
Udinese
Cagliari
Chievo
Bologna
Livorno
Sassuolo
Catania
no, ieri fin troppo emozionato.
Manca invece in attacco la sfida a distanza tra Di Natale e Tevez, con l’argentino fermato da
problemi muscolari. Si arrende
pure Vidal ai problemi al ginocchio denunciati in settimana:il cileno va in panchina come Bonucci (Ogbonna va al centro della difesa). A prendere le responsabilità dell’Apache è Giovinco, deciso
a vendicare la doppia panchina
nelle sfide europee col Lione. La
Formica atomica parte a razzo:
va sul fondo, guida una bella ripartenza (ma Lichtsteiner si addormenta)e - dopo un contropiede pericoloso sciupato da Fernandes - sblocca la partita. Seba
riceve palla sul vertice dell’area al
46
41
39
38
33
30
28
25
25
20
16’, si accorge di avere un metro
libero regalatogli da Domizzi e fa
partire un tiro a giro che sorprende Scuffet.
L’1-0 rivela tutta la tensione
della Juve, vogliosa di spegnere
sul nascere i sogni di “Romuntada”. Il nervosismo è evidente e
Bonucciarriva a prendere un giallo dalla panchina per proteste:
diffidato, salterà il Bologna. Stesso destino nella ripresa per Lichsteiner, ammonito mentre usciva dal campo per la sostituzione.
I padroni di casa tentano una reazione ordinata ma non cattiva,
Giovinco prova il bis con l'altro
piede, ma Scuffet gli dice no. Ma
la sua serata al cospetto di Buffon
non è di certo fortunata, perché
Farsa argentina su Twitter
■■■ Il teatrino aggiunge una nuova pun-
tata alla sua lunga lista e la farsa sta raggiungendo picchi di trash assoluti. I personaggi sono tre: lo “stolto”, il “burattino” e
“la donna che tira i fili”. I nomi li sapete,
ché la vicenda è sulla bocca di tutti (80mila tweet con il nome di un protagonista
soltanto negli ultimi 2 giorni). Lo “stolto”
non manca occasione di farsi autogol, più
fuori che dentro il campo, dove come un
ragazzino (così si qualifica chi ruba un rigore ad un compagno) ha cercato una vendetta riuscendo clamorosamente a sbagliare tutto. Lontano dal terreno di gioco
rilascia interviste subito smentite, si fa
prendere in giro, non riesce nemmeno a
mettere in piedi qualcosa a livello legale
perché probabilmente sa di essere colpevole quanto la sua controparte.
Il “burattino” è un ragazzo finito in una
vicenda più grande di lui. È giovane, gli
piace quello che piace a tutti gli uomini tra
i 15 e gli 80 anni ma probabilmente non si
è accorto di quanto gli stia succedendo e
per questo è forse quello con le minori colpe. Twitter è un mezzo che può essere utile, divertente, bello, ma si sta rivelando più
un’arma a doppio taglio.Soprattutto quando alle sue spalle si capisce che c’è qualcuno che cerca vendetta: altrimenti come
spiegare foto con le corna rivolte ad un ex
amico («Perché Wanda vuole che guidi così?»), o i continui dispettucci sempre via
social network?
La vera manovratrice, la mente che sta
dietro a tutto questo caos che sta anche
francamente superando il livello minimo
di decenza (ma è per questo che forse l’affaire interessa tanto: sul nostro sito l’articolo sulla vicenda è stato fra i cinque più letti
ieri), è la donna di questo triangolo. Donna che usa un ragazzo per vendetta, chiede privacy su un social network che di privacy ne ha poca, si lamenta perché si parla
di lei quando non fa nulla per non farsi
notare,sfrutta addirittura i figli per farla pagare al proprio ex marito, che a suo dire
l’ha tradita. Concetto teoricamente giusto,
modi francamente discutibili.
Tutta la vicenda sta deragliando su binari lontani dalla realtà. Ai protagonisti non
suggeriamo nulla, di consigli ne abbiamo
sull'angolo seguente arriva il raddoppio: schema per Caceres, tiro
rimpallato che finisce a Pogba; il
numero 1 classe ’96 esce disperatamente sui piedi del francese,
ma sul suo intervento con i piedi
la sfera finisce a Llorente per un
comodo tap-in: 26’ e 0-2. Conte
si scioglie nell’abbraccio con Bonucci. Cade lo spettro della Tevez-dipendenza: nei due precedenti senza l’argentino, la Signora aveva segnato solo su punizione di Pirlo.
L’unico a provarci davvero nell’Udinese è Di Natale che si danna l’anima per provare a sfondare il bunker juventino: ilsolo risultato è il contatto in area (innocuo) con Caceres allo scadere del
primo tempo. L’unica arma dei
friulani sembra il possesso palla,
ma la Juve è troppo cinica per dare questa chance ai padroni di casa e non lascia spazio alla manovra di Guidolin. Quando sembra
tutto troppo tranquillo, Ogbonna
si abbandona a una leggerezza rimediata a costo di un’ammonizione pesante.È la sveglia che serve per serrare i ranghi evitando
sbavature. Solo il palo toglie a
Giovinco la doppietta, la tripletta
discudetti invece sembra cosa ormai fatta.
RISCHIA LA DENUNCIA
Povero Icardi, fa le corna ma è il burattino di Wanda
::: MILANO
RETI: 16' pt Giovinco, 26' pt Llorente.
UDINESE (3-5-1-1): Scuffet 5;
Heurtaux 5.5, Danilo 5.5, Domizzi 5; Basta 6, Yebda 5 (dal
25' st Muriel sv), Allan 5.5, Pereyra 5.5, Gabriel Silva 6; Fernandes 5; Di Natale 5.5. All.
Guidolin.
JUVENTUS (3-5-2): Buffon 6;
Caceres 6, Ogbonna 5.5, Chiellini 6.5; Lichtsteiner 6 (30' st
Isla sv), Pogba 6.5, Pirlo 6, Marchisio 6.5, Asamoah 6; Llorente 6.5, Giovinco 7.5. All. Conte.
ARBITRO: Rizzoli.
NOTE: ammoniti Bonucci (dalla
panchina), Chiellini, Heurtaux,
Lichsteiner.
Nainggolan litiga
conlamoglie instrada
Icardi, corna al volante [Ansa]
letti molti, forse fin troppi. Più che un consiglio,vorremmo che mettessero glispettatori all’oscuro di cosa succederà da qui in
futuro, non nascondendosi dietro al finto
“se non vi piace non leggete”, che è infantile. Anche se l’impressione è che questa telenovela argentina potrebbe durare ben
più di Beautiful.
M.SPA.
Il centrocampista della Roma, Radja Nainggolan, sarebbe stato stato denunciato
dalla moglie Claudia Lai dopo che i carabinieri erano intervenuti, domenica scorsa,
per sedare un litigio in strada a Cagliari, mentre la figlia
dei due era in auto. La Lai è
finita al pronto soccorso con
alcune escoriazioni, anche
se poi ha minimizzato Twitter, mentre Radja esclamava: «Abbiamo problemi, ma
non ho mai alzato le mani».
35
SPORT
__Martedì 15 aprile 2014__
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RIBALTONE AL CAVALLINO
Domenicali paga per tutti
Ma la Ferrari resta nel caos
Dopo il pessimo inizio di stagione si dimette il caposquadra: al suo posto Mattiacci,
a digiuno di corse. Il 2014 però è segnato: a Maranello si sogna il duo Vettel-Newey
::: MATTEO SPAZIANTE
■■■ Il ribaltone in casa Ferrari
chiesto a gran voce dai tifosiè arrivato: Stefano Domenicali non è
più il team principal della scuderia di Maranello. Ieri Luca Cordero di Montezemolo ha accettato
le dimissioni del capo della gestione sportiva del Cavallino, dimissioni che erano state presentate dopo la gara in Bahrain ma
che il presidente della Rossa aveva inizialmente congelato, salvo
concederle dopo le ultime pressioni di giovedì scorso, quando
Domenicali era tornato a bussare alla sua porta. «Ringrazio Stefano per il suo costante contributo
e impegno e per il grande senso
di responsabilità che ha saputo
dimostrare anteponendo l’interesse della Ferrari al proprio», ha
dichiarato lo stesso Montezemolo.
Un’accelerata che ha preso
quasi completamente in contropiede la Ferrari. L’intenzione era
quella dicambiare,ma i pianierano aspettare almeno fino al termine della stagione in corso. Una
sorpresa resa evidente anche dalla scelta del successore, che sarà
Marco Mattiacci, attuale presidente e amministratore delegato
di Ferrari Nord America, uomo
azienda e grande seprto di
marketing ma quasi completamente a digiuno di corse. Dimostrazione che l’obiettivo non sarà
certo quello di recuperare il gap
dalla Mercedes, quanto piuttosto
superare indenniil resto della stagione. L’ennesima buttata, e non
solo per colpa di Domenicali.
Ovviamente il 48enne di Imola è stato per molti il capro espiatorio, l’uomo su cui puntare il dito in caso di sconfitta. E, come
per gli allenatori nel calcio, l’unico a dover pagare per i fallimenti
stessi.Che non sono mancati sotto la sua gestione:dalla sua nomina a capo del box nel 2008 un solo titolo Costruttori e zero piloti,
con due Mondiali persi quasi clamorosamente all’ultima gara
(nel 2008 con Massa e nel 2010
con Alonso). Disfatte che hanno
anche altre cause oltre a certe
strategie altrettanto clamorosamente sbagliate durante le gare.
E lo stesso Domenicali non scappa di fronte alle responsabilità
avute:«Da capo, mi assumo la responsabilità,come ho sempre fatto, della situazione che stiamo vivendo - le sue parole in una lettera aperta -. Si tratta di una scelta
presa con la volontà di fare qualcosa per dare una scossa al nostro ambiente e per il bene diquesto gruppo,a cui sono molto legato».
Già, una scossa per questa stagione. Ma probabilmente non
servirà, visto che il gap è troppo
ampio ed essendo una stagione
particolare soprattutto per il regolamento (complesso)e le innovazioni tecnologiche (al limite) non
PIT STOP AL MURETTO
A destra, Stefano Domenicali 48 anni: è entrato alla
Ferrari nel 1991 divenendo Team Manager nel 1996.
Da dirigente ha gestito l’intera epoca Schumacher, dal
2002 al 2007 è stato direttore sportivo, assumendo la
gestione del team nell’anno del titolo vinto da
Raikkonen. Qui sopra, Marco Mattiacci, 43 anni, di
Roma. Sposato, ha tre figli ed è in Ferrari dal 2001. Dal
2010 è ad di Ferrari North America, mercato
principale per l’azienda [Ansa]
basta cambiare un’ala o un diffusore per invertire risultati e prestazioni. L'errore sta a monte, come nelle ultime annate:una macchina che finché non scende in
pista sembra funzionare, salvo
poi rivelarsi non all’altezza delle
avversarie. Vero che tutta la gestione fa capo al team principal,
ma è altrettanto vero che in Formula 1 ci sono competenze talmente specifiche che è difficile
trovare un solo colpevole. Senza
considerare che non sempre far
saltare teste risolve la situazione:
Aldo Costa è stato messo all’indice pochi anni fa, ma con calma
alla Mercedes, dal 2011, è riuscito a tirare fuori una macchina decisamente migliore delle altre, anche dopo le stagioni fallimentari
con Ross Brawn.
Il problema non è certo solo
Domenicali, ma chi comanda è
condannato ad vere un peso mediatico particolare. Lo stesso peso che avrà chi arriverà, che non
è certo un mago e che dovra
“semplicemente” gestire questa
pessima annata di transizione in
vista disviluppi futuri. Fare ipotesi già oggi è complicato, anche
perché in Formula 1 sidevono incastrare molti tasselli. Le voci che
vorrebbero la spagnola Movistar
vicina all'approdo come sponsor
alla McLaren potrebbe essere il
primo passo, che potrebbe portare al ritorno alle Frecce d’argento
di Fernando Alonso già dalla
prossima stagione. A quel punto
ci sarebbe lo spazio per portare a
compimenti il sogno di molti a
Maranello, portando Sebastian
Vettel in rosso,che a sua volta potrebbe spingere per far sbarcare
in Italia i suoi uomini, primo fra
tuttiAdrian Newey. Per ora è quasi fantamercato... Ciò che è certo
è che Domenicali paga per tutti.
Ma in Ferrari il caos non è certo
finito. Anche perché siamo soltanto ad inizio campionato: forse
rivoluzionare tutto lasciando sette mesi di voci davanti non è stata la migliore idea.
Dovizioso, Iannone e Fenati per il rilancio
Bagliori d’Italia nel monologo Marquez
Tre podi in due week-end: gli azzurri a due ruote non vincono ma sono tornati protagonisti
::: VALERIO FELLETTI
■■■Di fronte aldominio dell’apparentemen-
te imbattibile Marc Marquez e degli spagnoli,
c’è comunque uno spiraglio di luce per gli italiani nel Motomondiale. Dare il titolo in mano
al 21enne della Honda dopo solo due gare è
sicuramente un azzardo, ma il campione in
carica ha già messo le cose in chiaro: in MotoGp non esistono rivali alla sua altezza.
Il cabroncito, nonostante abbia saltato buona parte dei testinvernali per la frattura alperone destro, ha in tasca due vittorie su due, 50
punti e 14 di vantaggio sul secondo, il compagno di team Dani Pedrosa. Ha la moto migliore, è probabilmente il talento più splendente
degli ultimi anni ed ha un vantaggio: gli avversari non esistono. Perché Pedrosa è sempre
veloce ma ha la tendenza a perdersi nei momenti decisivi, tra cadute ed infortuni; perché
Valentino Rossi è tornato ad essere competitivo ma non abbastanz, tanto che negli Usa anche senza i problemi alle gomme difficilmente
sarebbe potuto andare oltre il terzo posto; infine perché non si era mai visto un Jorge Lorenzo così in difficoltà, più dal punto di vista psicologico che tecnico. Con questi presupposti e
con l’assenza di altri piloti che possano lottare
per le vittorie, il titolo pare aver già preso la
strada di Cervera,paese natale di Marquez. Soprattutto se la Yamaha non riuscirà a colmare
il gap
Andrea Dovizioso, 28 anni [web]
Romano Fenati, 18 anni [Ansa]
In tutto questo c’è però qualche buon segnale per l’Italia. Dopo due gare infatti sono già tre
i podi azzurri: al secondo posto di Rossi in Qatar si sono aggiunti quello di Romano Fenati in
Moto3 e il terzo posto di Andrea Dovizioso
(che ha il merito anche di aver riportato tre le
prime tre la Ducati dopo quasi due anni) in
MotoGp ad Austin, senza dimenticare la crescita di Andrea Iannone. Un ottimo inizio, soprattutto se consideriamo che nella scorsa stagione si vide un solo podio italiano nei primi 8
gp. Piazzamenti che danno morale, anche se
non sembrano essere presagi di lotta futura
per il titolo. E l’assenza di un trionfo iridato
inizia a farsi pesante: negli ultimi 5 anni su 15
mondiali a disposizione gli italiani ne hanno
vinti solo uno con Rossi nel 2009 in MotoGp
(10 per gli spagnoli). Per trovare le vittorie nei
titoli delle categorie minori bisogna tornare al
2008 con il compianto Simoncelliin 250 e addirittura al 2004 con Dovi in 125. L’inizio di questa stagione difficilmente cambierà le statistiche, ma quantomeno è un primo passo per
ritornare in alto nelle prossime stagioni.
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__Martedì 15 aprile 2014__
SANZIONE DA 750MILA EURO
Maldini stoppa anche il fisco
Stracciata la maxi-multa
SERVIZIO a pagina 43
DA UN BOZZETTO DEL ’500
I NUMERI DI IERI
::: 3 Rapine
::: 30 Borseggi
::: 13 Furti in appartamenti e negozi
::: 19 Furti a bordo di auto
Arriva sulle passerelle
l’abito di Leonardo da Vinci
::: 1 Scippo
::: 0 Truffe
::: 8 Furti di autovetture
::: 6 Arresti
MASSIMO DE ANGELIS a pagina 41
Redazione cronaca: viale Majno 42, 20129 Milano; telefono 02.999666; fax 02.99966227; email: [email protected]. Pubblicità: SYSTEM24, via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano; tel. 02.3022 1/3837/3820 - Fax 02.30223214
Sanità nelmirino
L’ideadiPalazzoMarino
portarenegliospedali
lefolliearancioni
::: FABIO RUBINI
■■■ Per la sinistra italiana la democrazia funzio-
na più o meno così: se io voglio una cosa, ma gli
elettori me la negano col voto, io me la prendo
ugualmente.Come? Con una bella riforma del Titolo V della costituzione che, semplicemente, toglie le
competenze agli enti governati dal centrodestra per
affidarli a quelli in mano al centrosinistra.
Il primo passo verso questa presa del potere dovrebbe avvenire con l’approvazione della riforma
degli enti locali proposta da Renzi. Secondo il dettato di legge, competenze quali mobilità, urbanisticae ambiente, passeranno di mano. A gestirle non
sarà più la Regione Lombardia di Roberto Maroni,
ma la Città metropolitana che avrà al vertice, guarda un po’, il nominato Giuliano Pisapia. Alcuni
esponenti «democratici» però non sono del tutto
soddisfatti del piano di Renzi e vogliono di più. È il
caso dell’assessore milanese Pierfrancesco Majorino che in un’intervista al Corsera ha spiegato che
sarebbe il caso che anche le competenze relative
alla Sanità venissero traslate dalla Regione alla Città
metropolitana.Se attuato, questo passaggio, significherebbe la reale dipartita delle Regioni, considerando che l’incidenza del settore nel bilancio del
Pirellone è dell’87%.
La cosa più divertente, però, è che Majorino per
mettere le mani sul malloppo della Sanità sarebbe
pronto a stringere alleanze anche col diavolo. Così
nell’intervista Majorino lancia l’amo al Carroccio e
spiega l’esistenza di «un sentire comune tra il centrosinistra e la Lega sul valore delle autonomie e
della valorizzazione del territorio» e ancora che: «la
Regione» fisserebbe gli obiettivi «ma devolve alla
città, in ottica federalista, la gestione delle scelte su
come organizzare il sitema». Una cosa impensabile
fino a ieri, quando la Lega era brutta, sporca e cattiva perché criticava le scelte dell’assessore, che fin
qui si è distinto per aver aperto le braccia agli immigrati irregolari, tanto da aver completamente ingessato il bilancio del Comune; o se preferite per la
nascita di «case» di ogni genere, tutte rigorosamente in immobili di pregio del Comune e tutti ubicati
nelle zone centrali della città.
Tutte cose che, evidentemente, passano in secondo piano davanti ai soldi, tantissimi, da gestire
nella sanità lombarda e alle nomine, tantissime, da
fare nei vari enti. E poi volete mettere? Con la Sanità
in mano a Majorino finalmente finirebbe la vergogna dei fondi alla sanità privata. Basta con questi
cittadiniche possono scegliere dove curarsi,che diamine!Basta con la Sanità lombarda eccellenza mondiale. Meglio il modello della sinistra, quello che in
tutte le regioni italiane produce debiti e disfunzioni.
Un milione e 200mila euro per le nuove coreografie
Spese pazze alla Scala
Ora indaga il ministero
Dito puntato sui costi del nuovo sovrintendente. Ma Podestà: «Tardi per cambiare»
■■■ Una lettera del Ministero
della Cultura per fare chiarezza
sul comportamento di Alexander Pereira, colui che dovrebbe
sostituire Lissner alla sovrintendenza alla Scala. Il manager è accusato di conflitto di interessi,
per aver acquistato dal Festival
di Salisburgo, di cui è ancora direttore, sette opere per un milione e duecentomila euro. Ieri Pereira ha spiegato la situazione ai
consiglieri del cda. Dai banchi
del centrodestra chiedono dimissioni immediate.
SERVIZIO a pagina 39
L’APPELLO DI PISAPIA ALLA QUESTURA
CAMPAGNE VERDI
«Il corteo per Ramelli va fermato»
::: SALVATORE GARZILLO
■■■ Tutti fermi per la celebrazione del 39esimo
anniversario della morte di Sergio Ramelli. Da una parte il questore Luigi Savina ha deciso di bloccare gli antifascisti, dall’altra il sindaco Giuliano Pisapia ha stoppa-
to i fascisti. Il primo cittadino lo ha annunciato ieri pomeriggio dalla sua bacheca di Facebook: «Il 29 aprile
ricorre il 39esimo anniversario della tragica morte di
Sergio Ramellila cui commemorazione è giusta e doverosa. Ma è altrettanto giusto (...)
segue a pagina 38
La giunta approva
due stop al traffico
■■■ L’assessore allo Sport,
Chiara Bisconti, ha annunciato
che sono stati messi a bilancio
500mila euro per due domeniche a piedi da realizzarsi a maggio. Contraria l’opposizione:
«Una decisione ideologica, soprattutto se fatta in primavera».
BAROLI a pagina 38
La replica: «I giudici mi hanno dato ragione»
L’accusa di De Corato
■■■ Dopo le polemiche di questi
giorni Giuliano Pisapia ha deciso di
riconfermare la fuducia a Bruno Rota
che ieri è stato rinominato (insieme
ad Alessandra Perrazzelli) nel cda di
Atm e che verrà pure riconfermato
nel ruolo di presidente. Sullo sfondo
di questa nomina resta, però, il caso
del doppio incarico. In un regolamento interno del Pd, come conferma il
::: MICHELA RAVALICO
I dubbi del Pd sul presidente Atm Presa in giro in Piazza Castello
«La regola vieta i doppi incarichi» «Dovranno rifare i lavori due volte»
segretario metropolitano Pietro Bussolati, «la figura del presidente e quella del direttore generale devono restare separate».Anche ilregolamento approvato dal consiglio comunale il 29
marzo 2012,però, prevede un impedimento simile. Anche se c’è un escamotage, di cui potrebbe godere Rota
per confermare la propria poltrona.
SERVIZIO a pagina 39
■■■ Il progetto di pedonalizzazione di piazza Castello divide Milano,
ma da maggio sarà realtà. Auto e
mezzi pubblici passeranno tutti da
Foro Bonaparte, mentre nella piazza antistante il Castello Sforzesco cominceranno i lavori per ridisegnare
la segnaletica, sincronizzare i sema-
Il caso a Magenta
Arriva l’anti-doping: ciclisti amatoriali in fuga
::: SALVATORE GARZILLO
■■■ Gara domenicale di ciclismo a Magenta. Età me-
dia dei 250 partecipanti: 50 anni. Un giorno di sport per
appassionati, per gli amatori della due ruote, per dare
uno schiaffo ai luoghi comuni sul doping. Bello. Tutti
pronti per la partenza, via alla settima edizione del Trofeo "Moscatelli Isolina" organizzata dalla Asd Equipe
Corbettese. Poi i sorrisi diventano una smorfia quando
all'orizzonte compaiono i carabinieri del Nas e i medici dello sport per un controllo antidoping a sorpresa.
Diventa mezzogiorno di fuoco. Molti continuano a
spingere sulle gambe per arrivare al traguardo, altri ri-
cevono la notizia e allora mettono il turbo: sbuffano,
sudano, stringono i denti. Sono i più veloci di tutti, gli
avversari pensano«questi ci stracciano, vincono a mani basse». E invece no, vanno nella direzione sbagliata,
o meglio, tornano a casa. Dieci eroi della bicicletta che
preferiscono rinunciare all'arrivo piuttosto che affrontare il test dei Nas. Uno, in particolare, aveva così tanta
fretta di ritornare dalla moglie, che ha lasciato il tesserino agli organizzatori della competizione.
Alla fine i carabinieri hanno sottoposto quattro atleti
agli esami. Se dovessero risultare positivi saranno deferiti al Coni e per due anni potranno andare in bicicletta
solo al parco.
fori con il nuovo flusso pedonale, in
attesa dell’avvio dei cantieri per la ciclabile.
Sulla tempistica dei lavori, però,
sembra ci siano dei problemi. Secondo il consigliere comunale di Fdi,
Riccardo De Corato, alcuni degli interventi che saranno fatti già a partire dalla settimana dopo Pasqua (...)
segue a pagina 38
38
CRONACA
__Martedì 15 aprile 2014__
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La campagna ambientalista
L’ACCUSA DI FDI
Il Comune in rosso
butta mezzo milione
per gli stop al traffico
Beffa al Castello
«Dovranno rifare
tutti i lavori»
::: segue dalla prima
MICHELA RAVALICO
La giunta insiste: approvate altre due «Domeniche a Spasso»
Il primo blocco potrebbe arrivare a maggio. Fi: «Basta sprechi»
::: MARIANNA BAROLI
■■■ Nel bilancio 2014, la giunta di Giuliano Pisapia ha previsto
500 mila euro per l’organizzazione di due domeniche a spasso.
Due giornate, previste dall’amministrazione, per «rieducare i
milanesi a passeggiare», «all’uso
della bicicletta» e ogni tipo di
mezzo di trasporto alternativo rispetto alle automobili. Ad annunciare che il primo appuntamento del nuovo ciclo di Domeniche a Spasso potrebbe avvenire già il mese prossimo, è l’assessore al Benessere,Chiara Bisconti. Le domeniche a spasso erano
uno dei capisaldi della giunta di
Giuliano Pisapia fino a che, lo
scorso anno, vennero bloccate
proprio a causa degli alti costi
per la loro attuazione. Eccole però, in una versione ridotta, tornare, tra le critiche del centrodestra. «Un pieno e chiaro esempio
di fanatismo ideologico puro»
per il coordinatore cittadino e
consigliere di Forza Italia, Giulio
Gallera.«Organizzare le domeniche a piedi e bloccare la città a
maggio e giugno è solo un chiaro
esempio di come questa amministrazione voglia solo ed esclusivamente indottrinare a un certo
stile di vita i milanesi» ha spiegato Gallera «non ci sono nemmeno problemi di riscaldamento acceso, in questi mesi, quindi crolla anche la scusa con cui le domeniche a spasso venivano attuate: la riduzione dello smog».
Un piano completamente inutile e attivato anche nel momento
sbagliato. Per Forza Italia e Gallera, infatti «una domenica a spasso poteva essere un’ottima occasione durante l’ultima edizione
della maratona cittadina». In
quel caso, infatti «la città bloccata dalla corsa non avrebbe creato disagi a chi doveva muoversi e
che non era stato informato delle variazioni dei percorsi». Per
Gallera «una domenica a piedi
in quell’occasione avrebbe aiutato i milanesi ad affrontare meglio lo spirito della maratona per
la città e a non vederla solo come
un momento di impiccio al traffico cittadino». Opposizione unita
contro la versione 2014 delle domeniche a piedi.«Oggi l’assesso-
VERDI A SPESE NOSTRE
L’assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran durante
una manifestazione delle domeniche a piedi. A destra un
vigile che blocca un’automobile per il controllo durante
la domenica senza traffico [Fotogramma]
re Bisconti ha annunciato che il
Comune di Milano potrebbe ripartire con le domeniche a piedi
già dal mese prossimo» ha tenuto a evidenziare il consigliere di
Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato «fra le ipotesi c’è appunto l’idea di organizzare una domenica a spasso a maggio». L’assessore ha quindi spiegato come anche nel bilancio 2014 la giunta Pisapia messo la copertura per
due domeniche, per un costo di
250mila euro l’una. «A nostro avviso si tratta di una cifra assurda
e anche fuori luogo, visto il momento critico che attraversa il Paese» ha commentato De Corato
«spendere 500mila euro per far
passeggiare i milanesi non ha alcun senso».
Un parere, quest’ultimo, condiviso anche da Forza Italia per
L’ANNIVERSARIO DELLA MORTE
L’appello di Pisapia alla Questura
«Il corteo per Ramelli va fermato»
::: segue dalla prima
SALVATORE GARZILLO
(...) e doveroso opporsi alla bieca strumentalizzazione di questo
tragico evento attraverso la parata nazi-fascista che da anni deturpa
la nostra città. Mi auguro vivamente che le autorità facciano tutto
quanto possibile per evitare questa grave offesa alla Milano Medaglia d’Oro della Resistenza». Il questore è intervenuto per vietare un
presidio antifascista in piazzale Susa, luogo dove i militanti di destra commemorano tre dei loro morti: Carlo Borsani, trucidato dai
partigiani il 29 aprile 1945, Ramelli, studente del Fronte della gioventù ammazzato con una chiave inglese da componenti di Avanguardia operaia ed Enrico Pedenovi,l’avvocato e consigliere provinciale del Msi ucciso in occasione della commemorazione del 1976
da un commando dei Comitati comunisti rivoluzionari. Gli antifascisti, ha spiegato il questore, potranno manifestare il giorno dopo.
cui «mentre l’amministrazione
si prepara all’ennesima stangata
per i suoi cittadini con aliquote
fiscali ai massimi livelli» ha commentato Gallera «l’assessore e il
sindaco non ci pensano due volte a spendere 500 mila euro per
presunti scopi educativi. Tanto,
anche in questo caso, a rimetterci saranno solo i cittadini e icommercianti». «Assurdo ed eccessivo questo progetto» ha continuato il consigliere di Fi-An, Riccardo De Corato«se fossimo in un
periodo di vacche grasse si potrebbe anche chiudere un occhio, ma viste le difficoltà affrontate da migliaia di famiglie, e visto che Palazzo Marino tartassa i
cittadini con le tasse, ci sembra
eccessivo,oltre che amorale, gettare via 500mila euro per far passeggiare la gente».
(...) rischiano di essere cancellatiper il passaggio dei cantieri della ciclabile. I lavori, secondo quanto riferisce De Corato, prevedono «prima la
tracciatura della corsia riservata ai mezzi dell’Atm, da Gadio a Foro Bonaparte» e la relativa «soppressione deglistallidei bus turistici appena tracciati». In seguito, sempre secondo le informazioni raccolte dal consigliere, ci sarà la
chiusura totale delle aree da
pedonalizzare «con lo spegnimento di tutti i semafori a
contorno del castello». Fatto
questo, annota De Corato, «il
programma prevede di spaccare quanto realizzato, visto
che sarà necessario costruire
le ciclopedonali in progetto,
che interessano piazza Castello in direzione Porta Volta».
L’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, che si
occupa del cantiere della ciclabile, spiega: «Il cantiere
per le piste ciclabili, che è un
progetto risalente ai tempi
della Moratti, partirà a metà
maggio. Non c’entra nulla
con la pedonalizzazione della piazza del Castello, era già
in programma da parecchi
mesi». Per quanto riguarda il
suo assessorato, aggiunge
Rozza, il suo compito è di far
installare dai tecnici «ipilastrini di marmo per segnare la
chiusura dell’area pedonale», mettere i cartelli per indicare i cambi di viabilità e far
modificare alcuni tratti di segnaletica per i parcheggi, visto che aree con strisce blu saranno trasformate in strisce
gialle per i residenti. Il resto
deilavori è in capo all’assessorato alla Mobilità, dunque a
Pierfrancesco Maran.
Le iniziative arancioni
Wi-fi gratis, ma gli stranieri sono esclusi
Il flop del servizio per l’Expo: il Comune «scorda» di tradurre le istruzioni per la registrazione in altre lingue
::: DINO BONDAVALLI
■■■ Nelle intenzioni del Comune di
Milano dovrebbe consentire la navigazione wi-fi gratuita in centinaia di luoghi pubblici e piazze cittadine, garantendo anche ai visitatori stranieri un collegamento a costo zero per i loro smartphone, tablet e computer portatili. Peccato che per usare la rete pubblica
Open wi-fi Milano, che conta oltre 500
hot spot già installati e funzionanti in
città, si debba parlare italiano o essere
esperti delle pieghe burocratiche del nostro Paese.
Il servizio, che in vista di Expo promette di essere super gettonato, ha infatti un meccanismo di accesso che sembra uscito dalla mente di un burocrate
che punta a complicare la vita agli utilizzatori, più che da quella di un informatico che dovrebbe semplificarla. Per rendersene conto basta una prova sul campo.
Una volta cercata la rete wi-fi e attivato il collegamento con il proprio apparecchio portatile, si viene indirizzati a
una pagina di benvenuto, nella quale è
possibile iscriversi all’Open wi-fi per ricevere il proprio codice personale. L’impressione iniziale è quella di un servizio
molto efficiente, con tanto di link a spiegazioni in lingua straniera per utenti
che parlano inglese, francese, tedesco,
spagnolo, russo, arabo e altri idiomi.
Peccato che la traduzione si limiti a
illustrare agli utilizzatori stranieri che cosa sia Open wi-fi Milano, ma non faccia
alcun cenno a come poterlo effettivamente utilizzare. La pagina attraverso la
quale è possibile registrarsi inserendo il
FI ACCUSA: «UNA NORMA STATALISTA»
Via libera al regolamento edilizio
Il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento edilizio con 27 voti
a favore della maggioranza, 12 contrari dell’opposizione e di Mattia Calise dei
Cinque Stelle. Il testo sostituisce il precedente approvato dal Consiglio comunale nel 1999. Dopo l’adozione in Consiglio, il Regolamento al pari di quanto
avvenuto per il Pgt dovrà affrontare la fase delle osservazioni per poi tornare
in aula per l’approvazione definitiva. Un regolamento «la cui filosofia è il
vincolo, il divieto e i formalismi, figlio di una cultura statalista», ha detto il
capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale nella sua dichiarazione di
voto. Per il capogruppo del Pd Lamberto Bertolé quelle dell’opposizione sono
«contestazioni ideologiche, occorrerebbe un approccio più pragmatico». Soddisfatto l’assessore all’Urbanistica, Ada Lucia De Cesaris: «Milano sarà accessibile, sostenibile, attenta alla cura e alla qualità dell’abitare: è questo l’auspicio e l’impegno che emerge dall’adozione del nuovo regolamento».
proprio numero di cellulare (italiano o
straniero), accettando l’informativa sulla privacy, le condizioni di utilizzo e il
consenso al trattamento dei dati personali, è infatti rigorosamente in italiano.
Difficile, quindi, immaginare che
uno straniero riesca a districarsi tra le
varie domande senza restare impantanato. Tanto più considerato che per collegarsi a una rete wi-fi free all’estero basta in genere un solo passaggio, senza
troppa burocrazia e senza test di conoscenza della lingua locale.
In base agli ultimi dati disponibili gli
accessi al wi - fi del Comune di Milano
superano il milione, grazie a 97.774
utenti registrati. A Milano ci sono 250
siti attivi nelle nove zone della città, per
un totale di circa 500 punti di accesso a
internet. Altri 200 siti sono in corso di
allestimento, con un investimento stimato di circa due milioni di euro.
Il dataset «OpenWi-FiMilano», che
permette di localizzare gli hot spot della
rete interne del Comune, è il più scaricato dal portale Open del Comune, con
oltre duemila download.
CRONACA
__Martedì 15 aprile 2014__
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Il governo chiede una relazione
Il ministero indaga sugli sprechi della Scala
Scontro nel Cda sulle spese milionarie del nuovo sovrintendente. E Podestà lo difende: «Tardi per cambiare»
::: MICHELA RAVALICO
■■■ È stato un consiglio d’am-
ministrazione molto teso quello di ieri al Teatro alla Scala. Peccato perché all’ordine del giorno doveva esserci l’approvazione del bilancio 2013, che grazie
a una serie di risparmi, sarà in
pareggio e con un incremento
di 2 milioni di euro del patrimonio netto disponibile.
A guastare il risultato, merito
della precedente gestione a guida Lissner, è stato il caso Pereira. La notizia - pubblicata sui
giornali austriaci la scorsa settimana, che il futuro sovrintendente,Alexander Pereira, avrebbe acquistato per conto della
Scala sette spettacoli dal Festival di Salisburgo (di cui è ancora direttore) per una cifra di circa 1,2 milioni di euro - ha messo in allarme persino il ministro
della Cultura, Dario Franceschini.
La riunione, infatti, si è aperta con la lettura da parte del sindaco, Giuliano Pisapia, di una
lettera del Mibac, che chiede alla Fondazione del Teatro alla
Scala «una relazione completa
sulla vicenda dell’acquisto delle produzioni del Festival di Salisburgo». «Il ministero ha chiesto una relazione e quindi abbiamo chiesto a Pereira di farci
una relazione con tutta la documentazione» ha spiegato Pisapia al termine del cda che è durato più di tre ore. «È stata una
riunione molto delicata, i temi
da approfondire sono tanti. Mi
sembra corretto prima di dare
notizie alla stampa,dare le informazioni corrette su quello che
è effettivamente successo direttamente al ministero. Molte cose che si sono lette in questi giorni sono vere, troppe sono false».
Una linea prudente e garantista
quella del sindaco, anche se chi
gli sta vicino dice che sia molto
ma molto infastidito e imbarazzato per questa storia. Al contrario il presidente della Provincia,
Guido Podestà, si schiera, per il
momento, a difesa di Pereira:
«L’arrivo di Alexander Pereira
alla Scala non è in discussione.
- ha dichiarato Podestà uscendo in anticipo dal cda - Si sta
discutendo e si sta cercando di
capire il senso di un’azione fatta anche in vista di Expo».
Dunque la palla ora passa al
ministero. In base alle norme
della Legge Bray sulle fondazioni liriche l’ultima parola sulla
nomina del sovrintendente
spetta al governo. In attesa di
chiarimenti (Pereira dovrebbe
entrare in carica al posto di Lissner il primo ottobre e andrà a
guadagnare uno stipendio di
circa 600 mila euro), c’è qualcuno che invece non ha dubbi sul
comportamento scorretto del
manager e chiede immediatamente la testa di Pereira. Tra
questi vi è la Regione. «La giunta Maroni sin dal primo giorno
del suo insediamento ha sempre sostenuto e tutelato la grande eccellenza del Teatro alla
Scala e lo continuerà a fare, ma
la nostra posizione sull’operato
di Pereira non cambia e quindi
ci attendiamo dallo stesso un
passo indietro», ha ribadito ieri
::: L’INCHIESTA
CONFLITTO D’INTERESSI
Il futuro sovrintendente alla
Scala, Alexander Pereira, ha
dovuto giustificare ieri davanti al cda della Scala la decisione di acquistare sette opere
dal Festival di Salisburgo. Pereira avrebbe approvato l’acquisto delle opere, tra cui un
Don Carlos e un Falstaff, che
la Scala aveva prodotto con
proprie risorse lo scorso anno.
La somma sborsata per i sette
spettacoli è di circa 1,2 milioni
di euro e consente di ripianare
le perdite del Festival di Salisburgo, di cui Pereira è ancora
direttore
CONTESTATO
Nella foto a sinistra il
Teatro alla Scala,
illuminato dal
lampardario con 365
lampadine. Nel quadrato
il consulente, e futuro
sovrintendente, Alexander
Pereira. Il manager
austriaco dovrà
relazionare al Ministero
della Cultura la sua
decisione di acquistare
opere dal Festival di
Salisburgo. [Fotogramma]
LA LETTERA
La seduta del consiglio di amministrazione della Scala si è
aperta con la presa in visione
della lettera del Ministero che
chiede chiarimenti sul comportamento di Pereira. In base alla legge sulle fondazioni liriche, l’ultima parola sulla nomina dei sovrintendenti spetta al
Ministero. Il suo incarico partirebbe ad ottobre, e il suo stipendio sarebbe stato concordato in 600mila euro
l’assessore alle Culture, Identità
e Autonomie di Regione Lombardia, Cristina Cappellini.Il caso ha infiammato la discussione anche in consiglio comunale, dove Forza Italia ha chiesto
le dimissioni immediate di Pereira, mentre la Lega chiede i
«danni d’immagine» per la Scala. Mentre Riccardo De Corato
di Fdi-An ha chiesto la convocazione urgente di una commissione Cultura alla presenza del
sindaco Giuliano Pisapia, che riferisca ai consiglieri su quanto
accaduto.
Ilmalumore era palpabile anche tra i consiglieri della Fondazione Scala. La decisione di Pereira di acquistare gli spettacoli,
senza passare dal cda, ha dato
molto fastidio. Soprattutto perché Pereira, ad oggi, non ha alcun potere per firmare contratti
o prendere decisioni strategici:
solo ad ottobre, quando se tutto
va bene sarà nominato sovrintendente, avrà i pieni poteri. Ma
ad oggi è soltanto un consulente tecnico.
Proprio su questo punto, pare, insisterà l’indagine del Ministero: poteva Pereira firmare un
contratto? Ma soprattutto è opportuno che il manager sia al
contempo venditore e acquirente? Pereira è ancora oggi il
direttore del Festival di Salisburgo, e futuro sovrintendente del-
la Scala. Secondo quanto riportavano nei giorni scorsi i giornali austriaci, l’acquisto da parte
della Scala di sette spettacoli
prodotti dal festival di Salisburgo ha risolto i problemi di bilancio del festival. Nel 2013 il bilancio della rassegna salisburghese sarebbe stata in perdita di alcune centinaia di migliaia di euro. Il provvidente acquisto dei 7
spettacoli, tra cui un Don Carlos e un Falstaff che il teatro alla
Scala ha prodotto nuovi nuovi
lo scorso anno, ha riportato il bilancio di Salisburgo con il segno più di 400mila euro. Il governatore Wilfried Haslauer, attualmente presidente del consiglio della Fondazione del Festival, ha dichiarato alla stampa locale: «Il signor Pereira ha evitato la minaccia di chiusura causata dal suo opulento programma, portando con sé a Milano
alcuni spettacoli
Il sindaco: no ai diktat dei partiti
«Due incarichi a Rota? Sono rammaricato»
I dubbi del segretario Pd sul presidente Atm: «La nostra regola è chiara: le poltrone non possono essere cumulate»
::: FABIO RUBINI
■■■ Dopo le polemiche di questi giorni
Giuliano Pisapia ha deciso di riconfermare
la fiducia a Bruno Rota che ieri è stato rinominato (insieme ad Alessandra Perrazzelli)
nel cda di Atm e che verrà pure riconfermato nel ruolo di presidente. Gli altri tre componenti del Cda - spiega una nota di palazzo Marino - saranno scelti tra i dipendenti
comunali che svolgeranno gratuitamente
questa funzione.
Sullo sfondo di questa nomina pesa però
lo scontro col segretario Pd Pietro Bussolati
eil caso deldoppio incarico non contemplato dal regolamento interno del Pd.A confermarlo è lo stesso Bussolati: «Nella direzione
politica abbiamo votato un ordine del giorno che separa la figura delpresidente e quella del direttore generale - spiega Bussolati -.
Questo perché la nostra convinzione è che
la figura del presidente sia quella che deve
dare l’indirizzo politico all’azienda, mentre
lealtre figure devono avere un ruolo operativo». In serata, però arriva la doccia fredda
della nomina di Rota. Nomina che Bussolati non prende affatto bene: «Accettiamo la
scelta del sindaco con rammarico – sbotta il
segretario del Pd – perché avevamo richiesto un indirizzo politico all’insegna del rinnovamento. E invece passa la conservazione dell’esistente».
Una critica alla quale il sindaco risponde
piccato: «Pensavo che l’epoca dei diktat dei
partiti fosse finita. Sono fiero di aver sempre
scelto in piena indipendenza e autonomia.
Ho deciso nelmerito e in base alla professio-
nalità e ai risultati, non alle richieste dei singoli partiti. Mi chiedo come mai il segretario delPd non si sia “rammaricato” per altre
nomine effettuate oggi solo in base al buon
lavoro svolto in questi anni».
Poi ci sarebbe la questione del regolamento approvato dal consiglio comunale il
29 marzo 2012. Qui la situazione è un po’
più complicata. All’articolo 4, infatti, si vieta
il doppio incarico, ma con un escamotage
che potrebbe salvare la doppia poltrona di
Rota. Il regolamento, infatti, stabilisce che
un dipendente (ad esempio un direttore generale) non possa diventare presidente. Il
caso contrario, però, non è contemplato.
Nulla vieterebbe a Rota, dunque, una volta
incassata la rielezione a presidente, ditornare ad essere anche direttore generale.
Insomma il caso a questo punto rischia
didiventare politico, come fa notare ilcapogruppo del Carroccio Alessandro Morelli:
«Se il Pd cede a Pisapia dimostra ancora
una volta di contare “zero” nelle scelte amministrative della città. Ad ognimodo - conclude Morelli - sulla questione presenteremo subito un’interpellanza diretta a Pisapia. Vogliamo spiegazioni dal sindaco».
::: la lettera
«Busta paga irregolare? No, i giudici ci hanno dato ragione»
Con riferimento all'articolo di Fabio Rubini, dal titolo “«Busta paga irregolare»
Bufera sul presidente ATM”, Atm Spa rileva come quei titoli, peraltro palesemente non raccordati con il testo dell’articolo,facciano esplicito riferimento all’esistenza di uno “stipendio irregolare” e
addirittura di una “busta paga irregolare” per il Presidente di Atm, in relazione
aiquali, sullo stesso vi sarebbe “una bufera”.La circostanza, altamente diffamatoria è completamente destituita di ogni
fondamento:lo stipendio e,quindi,le buste paga del Presidente sono ovviamente regolari.
Il dottor Rota, infatti, ha percepito la
sola retribuzione da direttore generale,
avendo rinunciato immediatamente al
compenso da presidente, secondo le in-
dicazionidella Giunta comunale diMilano, formulate con atto di indirizzo 6 luglio 2012, emesso previo parere preventivo della Corte dei Conti della Lombardia, che aveva giudicato, motivandola,
perfettamente "regolare" la soluzione
prospettata, con propria deliberazione
nr. 218 del 21 maggio 2012.
In passato, durante la precedente
Giunta e con un diverso vertice in ATM,
senza che il Suo giornale se ne avvedesse, la Corte dei Conti della Lombardia
era, invece, a più riprese intervenuta per
censurare la prassi, allora seguita e che
prevedeva, a fronte del cumulo di più incarichi nella persona del presidente del
consiglio di amministrazione, la corresponsione di diverse e relative retribuzioni, che si sono sommate in capo allo stes-
so soggetto per anni. Con delibera successiva n. 437/2012, depositata il 18 ottobre 2012, la stessa Corte dei Conti si è
anche pronunciata sulla procedura seguita da Comune di Milano e ATM spa,
nulla eccependo sulla situazione presente,ma ripercorrendo in modo ancora critico quanto fatto in ATM con la precedente Giunta.
Pietro Brunetti, Direttore Risorse
Umane, Organizzazione e
Comunicazione
Prendiamo atto delle posizioni di
Atm. Nell’articolo, tuttavia, ci siamo limitati a pubblicare le affermazioni di alcuni consiglieri comunali. La replica dell’azienda, peraltro, era puntualmente riportata.
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CRONACA
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Realizzato dalla sartoria Lo Bosco
ANZIANI TRUFFATI
Uno stilista geniale
Arriva in passerella
l’abito di Leonardo
Ruba dei gioielli
Viene incastrato
grazie ad Area C
Domani lo show al museo della Scienza e Della Tecnica
Il bozzetto del vestito è stato trovato nel Codice Atlantico
::: MASSIMO DE ANGELIS
■■■ Forse non tutti sanno che
Leonardo da Vinci, durante la
sua eclettica esistenza, è stato affascinato anche dalla moda. Non
solo artista, inventore e scienziato, ma pure stilista. Nei manoscritti rinvenuti, soprattutto nel
Codice Atlantico, è ravvisabile
una gran quantità di disegni di
abiti, ricami e borsette.
Proprio un vestito in velluto damascato, ripreso da un bozzetto
leonardesco, sfilerà domani sera
alMuseo della scienza e della tecnologia di Milano durante l’atteso «Gran defilè della sartoria».
L’evento, previsto nella sala delle
colonne, è stato organizzato dall’Unione artigiani e dalla società
«Esprit nouveau», con la collaborazione della Camera dicommercio, ed è un tributo al genio di
uno degli italiani più famosi al
mondo.
L’abito in questione, un vestito lungo in velluto bluette, con ricami color oro e maniche affusolate, è stato realizzato dalla sartoria “Lo Bosco” di Milano, seguendo nei minimi particolari i disegni di Leonardo. Per completare
::: L’EVENTO
IL DEFILÈ
Giunto alla sua sedicesima edizione, il “Gran defilè della sartoria”, in programma mercoledì al Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano è organizzato da
Unione artigiani, Fondazione
Gabriele Lanfredini ed Esprit
nouveau, con il patrocinio della Camera di commercio milanese
I CAPI IN MOSTRA
Sfileranno gli abiti di 18 stilisti, 3 scuole di moda oltre a
creazioni di aziende tessili e di
accessori. Prevista anche una
retrospettiva di capi di grandi
atelier italiani
LA CURIOSITÀ
Tra gli abiti in mostra anche
un vestito in tessuto blu disegnato da Leonardo nel ’500. Il
grande scienziato, durante la
sua esistenza, si interessò di
moda e disegnò capi per gli
Sforza
GLI INVITATI
All’evento, a cui è possibile accedere solo tramite invito, è
prevista la presenza dei consoli di Usa, Francia, Svizzera ed
Estonia
Realizzato in un
velluto blu, con
ricami color oro e
maniche affusolate,
l’abito di Leonardo
che arriverà domani
in passerella è stato
realizzato dalla
sartoria “Lo Bosco”,
seguendo nei minimi
particolari i disegni
trovati nel Codice
Atlantico. Per
completare l’abito è
stata creata anche
un’elegante pochette
per signora. Questo
vestito era destinato
alla duchessa
Isabella d’Aragona
l’abito è stata creata anche un’elegante pochette per signora.
Tra le numerose attività in cui
fu impegnato lo scienziato toscano durante la sua permanenza a
Milano, spicca la creazione di diversi capi per la famiglia Sforza.
Abiti confezionati a uso e consumo della duchessa Isabella d’Aragona, del duca Ludovico il Moro,
di Beatrice d’Este, di Anna Sforza
e Massimiliano d’Austria. Tenendo fede alla sua fama di speri-
Investimento da 3 milioni
Via al restyling del Forum
Arrivano le final four di basket
::: ROBERTO PROCACCINI
sione sarà messo a nuovo con piccoli interventi, sarà il cuore pulsante della manifestazione, che dal
■■■ Milano per tre giorni sarà la capitale europea 1958 a oggi si è tenuta solo in due occasioni in Italia.
della pallacanestro. Dal 16 al 18 maggio si terranno Il Palalido sarà il teatro della Nike International Jual Forum di Assago le Final Four dell'Eurolega di nior Tournament, la competizione europea per
basket, ovvero semifinali e finale della massima squadre giovanili. In piazza Duomo, infine, ci sarà
competizione cestistica continentale. Un evento un avamposto per avvicinare alle Final Four anche
dal costo di 3 milioni di euro (a carico della federa- i non appassionati di basket. Qui saranno premiati i
zione europea del basket), seguito da 500 giornalisti migliori atleti della manifestazione, qui si terranno
da più di 200 paesi, che
show, concorsi e maniporterà all'ombra della
festazioni di interesse
Madonnina migliaia di
sociale in collaboraziopersone tra tifosi e turine con Milan, Inter e
sti.
Cus Rugby Milano.
«Coinvolgeremo tut«É una risultato cuilata la città», promette Jorvoriamo da luglio», dice
di Bertomeu, presidensoddisfatto
Pisapia.
te dell'Eurolega, volato
Mentre Eurolega ha
in città per presentare la
coinvolto i parnter in
manifestazione a Palazmodo da garantire la cozo Marino con il sindapertura finanziaria delco Giuliano Pisapia.
la manifestazione, Pa«Abbiamo scelto Assalazzo Marino si è impego perché, anche se
gnato a velocizzare
non regge il confronto
l'iter burocratico per
con gli impianti più mo- Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia [Fotogr]
l'organizzazione delle
derni di Londra e Parigi
Final Four. "Questa è la
- prosegue il numero uno del basket europeo -, ha prima tappa di una serie di grandi eventi sportivi,
la capienza adeguata e, soprattutto, la tradizione come i mondiali femminili di Volley, previsti nel
sportiva giusta». In attesa di scoprire se l'Armani 2014 - aggiunge il sindaco - . Eventi che ci avvicineMilano supererà il turno con il Maccabi Tel Aviv, ranno a Expo". L'attesa del primo cittadino milanecosì da partecipare alle Final Four, Bertomeu si dice se è che l'evento crei intorno al capoluogo lombarsicuro che «la possibilità di portare qui il meglio del do "un interesse simile a quello che suscita il Salone
basket continentale sarà uno stimolo al movimento del Mobile". Altrettanto entusiasta si dice Chiara Bicestistico italiano».
sconti, assessore allo Sport: «Milano e Piazza DuoIl palazzetto dello sport di Assago, che per l'occa- mo saranno la vetrina continentale del basket».
mentatore Leonardo, dopo essersi dedicato allo stile pensò anche
a un tessuto resistente all’acqua,
quasi volesse produrre il primo
impermeabile della storia.
C’è dunque grande curiosità
per vedere questa versione del
Leonardo stilista. Il suo abito sarà
proposto all’interno di una manifestazione nella quale verranno
proposte creazioni di noti maestri del taglio e cucito. Durante la
kermesse sfileranno le collezioni
di 18 stilisti artigiani, tre scuole
fashion, tre acconciatori, due
aziende di accessori e due imprese tessili. Prima dello show, i corridoi del museo di via San Vittore
ospiteranno una retrospettiva di
capi provenienti da famosi atelier nostrani: dal vestito ispirato
al quadro «Circles» di Kandinskij
alla rivisitazione di un completo
di Grace Kelly. Insomma vestiti
per tutti i gusti e per tutte le epoche.
Per anni è stato vicino alla
coppia di anziani conosciuti
all'agriturismo dei suoi genitori a Morimondo. Con devozione li ha aiutati nelle incombenze quotidiane, sperando che un giorno sarebbe
stato ricompensato. Possibilmente finendo nel testamento del 79enne G.V., ex gioielliere, e di sua moglie P.N., di
75, che nella loro casa in via
Vetere custodivano un tesoro da oltre due milioni di euro. Ma quando ha scoperto
che l'unico erede sarebbe stato il loro nipote, il 36enne
A.R. ha deciso di prendersi
un risarcimento e ha svaligiato l'appartamento utilizzando la copia delle chiavi. Il bottino fa girare la testa: 1.580
gioielli, 280 anelli con pietre
preziose, 60 collane d'oro, corallo, perle, 50 paia di orecchini, spille, ciondoli, bracciali, orologi d'oro, più 30mila
euro in contanti. Per non farsi scoprire si era cambiato gli
abiti e aveva utilizzato un pezzo di cartone per nascondere
la faccia alle telecamere della
zona. Il piano è durato fino al
9 aprile, quando gli investigatori della polizia locale lo hanno convocato in caserma dopo aver notato lo stesso pezzo di cartone nella sua auto.
A incastrarlo è stata una telecamera dell'Area C, per la
quale aveva un pass in quanto diabetico. Il 36enne, ormai al muro, ha confessato.
S.GAR.
42
CRONACA
__Martedì 15 aprile 2014__
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::: le lettere
Vi invitiamo a scrivere lettere brevi. La redazione si riserva il diritto di tagliare o sintetizzare i testi
MAGGIOLINA
Atm è pronta per Expo?
Ciclisti maleducati
Terminata la Settimana del mobile, è il momento di un primo - negativo - bilancio sul
servizio offerto da Atm. Da utilizzatore giornaliero della metro ho vissuto 7 giorni da incubo:
vagoni stipatiall’inverosimile,aria condizionata a fasi alterne, banchine sovraffollate che sono un pericolo per eventuali cadute accidentali sui binari. Inoltre, perché non sospendere,
nei momenti di grande affluenza, gli interminabili lavori sulle linee a causa dei quali i treni
viaggiano su un solo binario? Se questa settimana doveva essere una prova generale in vista di Expo, sto pensando di emigrare per sei
mesi a partire da maggio dell’anno prossimo.
Federico Gervasoni
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Si parla molto dei servizi di car sharing. Molto incuriosito, l’altro giorno ho finalmente
provato a noleggiare un’auto per un breve
tragitto. Non l’avessi mai fatto! Il servizio in
sé funziona bene, ma purtroppo mi sono
scontrato contro il traffico milanese. Alla fine per percorrere una decina di chilometri
ho impiegato un’ora, spendendo quasi 15
euro, senza contare la rabbia.
Venanzio Marsiglia
e.mail
I corpi estranei
GALL. DE CRISTOFORIS 3 - TEL. 02780390
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14.50-17.20
22.35
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14.00-16.50-19.45-22.40
14.50-16.50
19.30-22.30
16.30-19.30-22.35
15 luglio 2014. Via Gavirate: per lavori cantiere
M5. Il traffico in direzione centro città viene deviato sull'itinerario Gignese, Caprilli, Lotto. Traffico
difficoltoso in: Viale Forlanini Enrico (tratto da
Repetti a Cavriana): traffico difficoltoso in entrambi i sensi di marcia. Termine lavori previsto: 30
aprile 2015. S.S. 33 Del, Via Gallarate, Molino
Dorino: traffico difficoltoso in ingresso dal Comune
di Pero e dalla Tangenziale Ovest, per modifica
della viabilità, nell'ambito dei lavori Expo 2015.
Probabili accodamenti nella fascia oraria 07.00 09.30. Termine previsto: 31 dicembre 2014.
Traffico difficoltoso in entrambi i sensi di marcia
per lavori A2A Teleriscaldamento. Termine lavori
previsto: 22 giugno 2014. Via Pr’maticcio: Traffico
difficoltoso per lavori A2A Teleriscaldamento.
Termine lavori previsto: 22 giugno 2014.
Maldini e l’Int
contro il cancro
In via Cagliero, quartiere Maggiolina, c’è
un marciapiede piuttosto ampio davanti a
una scuola media e una chiesa. Il buon
senso e l’educazione vorrebbero che i ciclisti moderassero la loro velocità. Invece
due “pirla”, uno con le cuffie e l’altro con il
cellulare in mano, si sono scontrati frontalmente a velocità sostenuta. Credevano di
essere sulla pista del Vigorelli? La mia proposta: obbligo di targa e assicurazione, limite di velocità sui marciapiedi, corsi sul
Codice della strada. Utopia? Certo, ma bisognerebbe incominciare a pensarci.
Renzo Bracco
e.mail
EVENTO Cancellare il cancro è possibile. Ci provano,
insieme, l’Istituto nazionale
dei tumori di Milano e alcuni testimonial d’eccezione
come l’ex capitano rossonero Paolo Maldini, Emiliano
Mondonico e l’attore Antonio Albanese. Oggi, alle ore
11.30, in via Torino (angolo
via della Palla) è in programma un’esibizione dal forte significato simbolico: su un
maxitelo di 150 mq sarà scritta la parola «cancro»,che verrà poi cancellata utilizzando
spray all’acqua. Un gesto per
manifestare la volontà comune di impegnarsi a sconfiggere i tumori. Parteciperanno
alla performance il presidente e il personale dell’Istituto
nazionale dei tumori, oltre ai
testimoniale a writers professionisti. L’iniziativa fa parte
della campagna di raccolta
fondiattraverso il5x1000 a favore dell’Int.
Oggi, ore 11.30, via Torino
Ingresso libero
17.20
15.00-20.05-22.20
15.10-18.15-21.30
15.00-17.20-20.10-22.40
15.15-18.30-21.45
15.30-18.30-21.30
14.30-18.30-21.40
VIA STEPHENSON, 29 - TEL. 892960
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17.00
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18.30-21.30
18.00-21.15
17.30-19.45-22.15
17.15-22.30
19.50
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ASSAGO
VIALE MILANOFIORI - TEL. 892960
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17.50-21.20
19.40-22.35
17.10
18.30-21.30
18.30-21.30
22.20
19.10
17.00
17.05
19.30-22.30
17.10
19.30-22.30
C.C. LA CORTE LOMBARDA - TEL. 02954164445
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20.30
20.15-22.40
22.20
17.05-20.00-22.25
18.00-20.00
17.00-19.00-21.00-22.00
22.50
17.20-20.20-22.50
17.35
17.10
17.40-20.10-22.20
17.50-21.10
17.30
CERRO MAGGIORE THE SPACE CERRO MAGGIORE
VIA TURATI, 62 - TEL. 892111
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Turno diurno
(dalle ore 8,30 alle ore 21,00)
■ CENTRO v. De Amicis, 51; v. Bigli, 28; v. Cordusio, 2; c.so Garibaldi
83/85. NORD p.za Gasparri, 9; v. Arnaldo da Brescia, 1; v. Schiapparelli,
4; v.le Suzzani, 155; v. Lessona, 55. ■ SUD v. Crema, 17; v. Scheiwiller, 2;
v. Boifava, 31/b; v. Rimini, 29.■ EST l.go Murani, 2; c.so Buenos Aires, 55;
v. Petrocchi, 21; v Ampere, 87; v. Castelmorrone,6; p.za della Repubblica, 32;
p.zza Costantino, 1; v. Monte Suello, 1; v. Sulmona, 23; v.le Umbria, 109. ■
OVEST v. dei Fiordalisi, 2; v. delle Forze Armate, 44; v. Altamura, 20; v. Cherubini, 2; p.za Vesuvio, 14; v. delle Ande, 5; v. Serra, 52; v. Lomazzo, 44.
Turno notturno
(dalle ore 21 alle ore 8,30)
v. Boccaccio, 26; p.za Cinque Giornate, 6; c.so Magenta, 96; p.za Clotilde,
1; Ripa di Porta Ticinese, 33; C.so P.ta Ticinese, 50 v.le Zara, 38; v. Stradivari,
1; v.le Lucania, 10; c.so S. Gottardo, 1; v. Buonarroti, 5; v. Canonica, 32; v.le
Ranzoni, 2. p.le Stazione Porta Genova 5/3 ang. via Vigevano 45.
Aperte 24h: p.za Duomo, 21; Stazione Centrale (Gall. Delle partenze);
Stazione Garibaldi (P.za S, Freud); v. R. Di Lauria, 22; v.le Testi, 90;
::: appuntamenti
Le lettere via e-mail vanno inviate a: [email protected]
sottolineando nell’oggetto: “lettere a LiberoMilano“. Via posta vanno indirizzate a:
LiberoMilano - viale L. Majno 42, 20129 Milano; via fax al n. 02.999.66.227
TRASPORTI E DISAGI
MILANO
Chiusura al traffico: Viale Lodovico Scarampo: rallentamenti causa lavori stradali per Metropolitana
linea 5 secondo tratto. Termine dei lavori previsti
per il l’inizio del 2015. Via Nicola Fabrizi: Chiusura
al traffico della per l'effettuazione di strada di collegamento "Zara-Expo" - Termine dei lavori previsto: 30/11/14. Piazza XXIV Maggio: chiusura al
traffico delle vie Gorizia/Manusardi/Scoglio di
Quarto/Ascanio Sforza, che verranno disposte a
fondo chiuso. Sulla Cerchia dei Bastioni il traffico
sarà difficoltoso causa modifica della viabilità.
Termine lavori 30 settembre 2014. Via Vigliani
intersezione p.le Lotto sarà chiusa al traffico per
lavori metro 5. Il traffico verrà deviato all'intersezione con via Albani sui seguenti itinerari: 1- via
Masaccio - via Monte Bianco - piazzale Lotto; 2 via Veniero - piazzale Lotto. Da sabato 22 marzo al
Farmacie
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21.40
Alla Mondadori
si parla di calcio
Ylenia Lucisano
canta all’Eataly
LIBRI Perché la popolarità
del calcio porta presidenti di
società storiche e uomini di
successo a comportamenti
non sempre encomiabili?
Lo racconta il libro “Papaverie papere”,diMassimo Arcidiacono e Maurizio Nicita,
giornalisti della “Gazzetta
dello Sport”,che sarà presentato oggi alle 18.30 alla Mondadoridi piazza Duomo. Andando alla ricerca di quanto
è uscito da bocche famosissime e scavando negli archivi,
gli autori hanno raccontato
prodezze e nefandezze di
personaggi che nella vita
quotidiana gestiscono piccoli imperi, eppure, appena si
occupano di pallone, si trasformano.Insieme agli autori, intervengono alla presentazione Rino Gattuso,Cristiano Militello, inviato di Striscia la notizia, il giornalista
Alberto Cerruti e il telecronista Gianluca Di Marzio.
Oggi, ore 18.30, p.zza Duomo 1
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21.00
UCI CINEMAS LISSONE
VIA MADRE TERESA - TEL. 892.960
Mr. Peabody e Sherman
Un matrimonio da favola
Divergent
Un matrimonio da favola
Nymphomaniac - Volume 1
Grand Budapest Hotel
Ti ricordi di me?
La bella e la bestia
Barry, Gloria e i Disco Worms
Noah 3D
Noah
Captain America: The Winter Soldier
Noah
Space Battleship Yamato
Storia di una ladra di libri
Oculus
Storia di una ladra di libri
Nymphomaniac - Volume 1
Grand Budapest Hotel
17.20
20.10-22.30
19.30-22.30
17.00
22.35
18.10
20.25
18.30-21.30
17.00
19.00-22.00
16.50-19.40-22.35
16.45-19.40-22.35
18.30-21.30
19.30-22.30
16.45
17.30-22.30
19.50
17.30
20.10-22.30
MELZO
ARCADIA MULTIPLEX
VIA MARTIRI DELLA LIBERTA` - TEL. 0295416444
Un matrimonio da favola
Divergent
Space Battleship Yamato
Captain America: The Winter Soldier
Noah
Noah 3D
22.30
19.50
20.50
19.40-22.20
21.00-22.10
19.30
MONZA
MULTISALA METROPOL
VIA CAVALLOTTI 124 - TEL. 039740128
Noah
Nymphomaniac - Volume 1
Un matrimonio da favola
MONZA
21.00
20.00-22.30
20.10-22.30
MULTISALA TEODOLINDA
MUSICA Lei si chiama Ylenia Lucisano ed è una giovane cantautrice calabrese di
24 anni. Anche se il suo nome non vi dice nulla adesso,
segnatevelo: la giovane Ylenia è stata selezionata da iTunes tra gli otto artisti emergenti più importanti del
2014, e la sua voce promette
di farsi ascoltare ancora a
lungo. Per chi volesse conoscerla, oggi, alle 18.30, all’Eataly Smeraldo di piazza XXV
aprile, Ylenia presenta il suo
album d’esordio, “Piccolo
universo”. Dieci tracce di
pop raffinato, con venature
folk e collaborazioni di rilievo, tra cui quella con Gino
De Crescenzo, in arte Pacifico, che ha scritto il brano
che dà il nome all’album,
scelto come primo singolo. Il
disco è disponibile da oggi
nei negozi tradizionali, in digital download e sulle piattaforme di streaming.
Oggi, ore 18.30, XXV Aprile
Ingresso libero
Un matrimonio da favolla
Ti ricordi di me?
Non buttiamoci giu'
Noi 4
Captain America: The Winter Soldier
Barry, Gloria e i Disco Worms
Divergent
Noah
PIOLTELLO
17.40-20.15-22.15
16.30-18.30
20.30
22.40
18.00-21.00
17.15-19.15
21.00
17.00-20.00-22.50
UCI CINEMAS PIOLTELLO
VIA SAN FRANCESCO, 33 - TEL. 892960
Storia di una ladra di libri
Un matrimonio da favola
Divergent
Noah 3D
Noah
Mr. Peabody e Sherman
Nymphomaniac - Volume 1
Captain America: The Winter Soldier
Space Battleship Yamato
Oculus
La bella e la bestia
Captain America: The Winter Soldier
Amici come noi
Barry, Gloria e i Disco Worms
Ti ricordi di me?
Grand Budapest Hotel
ROZZANO
17.00-19.50-22.40
17.15-19.30-21.40
18.20-21.20
18.30-21.30
18.10-19.30-21.30-22.30
17.20
19.40-22.20
19.30-22.30
20.00-22.40
17.30-20.00-22.30
18.30-21.30
18.30-21.30
22.40
17.30
19.45
17.15-19.45-22.15
THE SPACE CINEMA ROZZANO
C.SO PERTINI, 20 - TEL. 892111
Noah 3D
16.00-19.00-22.05
Un matrimonio da favola
16.35-18.55-21.25
Storia di una ladra di libri
16.05-19.00
Captain America: The Winter Soldier 3D
22.00
Grand Budapest Hotel
16.40-19.05-21.35
Oculus
16.50-19.15-21.40
Amici come noi
19.50
Non buttiamoci giu'
15.00-17.20
Divergent
15.00-22.00
Space Battleship Yamato
18.00-21.00
Barry, Gloria e i Disco Worms
15.00-17.20
Divergent
20.20
Ti ricordi di me?
15.30-17.45-20.00-22.15
Noah
17.30-20.45
Allacciate le cinture
21.00
Mr. Peabody e Sherman
15.05-17.35
Captain America: The Winter Soldier
15.20-18.20-21.30
15.10-18.15-21.20
Noah
SAN GIULIANO MILANESE
MOVIE PLANET
VIA CORTELONGA 4 - TEL. 039323788
S.S. 9 VIA EMILIA, ANGOLO VIA TOLSTOJ - TEL. 899 552578 (PREN.)
The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca
15.30
Storia di una ladra di libri
18.20
Tutto sua madre
21.15
Father and Son
15.30-17.50-21.15
Un matrimonio da favola
Noah
Storia di una ladra di libri
Captain America: The Winter Soldier
Divergent
Space Battleship Yamato
PADERNO DUGNANO
VIA OSLAVIA, 8 - TEL. 029189181
AREA METROPOLIS
Father and Son
National Theatre Live - Coriolanus, V.O. sott.
PADERNO DUGNANO
VIA BRASILE, 4 - TEL. 0291084250
Noah
Captain America: The Winter Soldier 3D
Grand Budapest Hotel
Oculus
Noah 3D
Storia di una ladra di libri
Un matrimonio da favola
Divergent
21.15
21.00
LE GIRAFFE
16.30-19.15-22.00
17.30-20.30
17.30-20.30-22.40
18.30-20.40-22.50
18.15-21.10
18.15-21.00
16.30-18.50-21.20
17.10-20.00-22.50
20,00-22,30
19,45-22,30
19,45-22,30
22,30
19,45
21,30
SESTO SAN GIOVANNI
SKYLINE MULTIPLEX
Father and Son
Grand Budapest Hotel
Space Battleship Yamato
Noah
Captain America: The Winter Soldier
Oculus
Divergent
Un matrimonio da favola
Storia di una ladra di libri
Noah 3D
15.15-19.45-22.15
15.20-17.35-20.20-22.30
15.15-19.00-21.50
17.30-20.20
15.10-19.30-22.15
15.15-19.30-21.45
16.35-19.25-22.15
15.20-17.35-20.20-22.30
15.10-19.40-22.30
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CRONACA
__Martedì 15 aprile 2014__
43
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La sentenza
LE FRONTALIERE
Maldini stoppa anche il Fisco
Stracciata multa da 750mila euro
Secondo l’accusa l’ex terzino aveva provato a eludere i controlli dell’agenzia delle Entrate
::: FABIO RUBINI
■■■ Da terzino delMilan ha fer-
mato gli attaccanti più forti del
mondo. Una volta appese le scarpette al chiodo, però, Paolo Maldini non ha perso il vizio e ieri ha
stoppato nientemeno che il fisco
italiano, che non potrà più chiedere all’ex calciatore e a sua moglie Adriana Fossa, la somma di
750 mila euro sotto forma di ingiunzione di pagamento.
I fatti dicui era accusato Maldini non sono recentissimi e riguardano un procedimento penale
per il quale Maldini e la moglie
erano stati assolti nel febbraio del
2013. A seguito di quel procedimento l’Agenzia delle Entrate aveva chiesto il maxi risarcimento alla coppia.
Ieri però il tribunale di Milano
ha smentito l’Agenzia delle Entrate. Maldini e signora, assistiti dall’avvocato Danilo Buongiorno, si
sono dovuti difendere in relazione all’accusa che avrebbe visto
l’ex calciatore di Milan e Nazionale, dare denaro ad un funzionario
della stessa Agenzia delle Entrate,
alfine di ammorbidire alcunicontrollifiscalie perché facesse accessi abusivi all’anagrafe tributaria
per controllare idati di una persona con cuiMaldini voleva costituire un’altra società. L’accusa era
già caduta nel febbraio 2013,
quando il Tribunale di Milano
::: LA SCHEDA
IL QUADRO
Paolo Maldini e la moglie
Adriana Lima erano stati accusati di aver «ammorbidito» con denaro, un funzionario dell’Agenzia delle entrate, in cambio di verifiche più
morbide sull’attività dell’ex
bandiera del Milan e della Nazionale
L’ASSOLUZIONE
Nel febbraio 2013, la coppia
Maldini è stata assolta dal tribunale di Milano «per non
aver commesso il fatto». La
strategia difensiva si basava
sull’accusa fatta dai Maldini
di essere stati loro aggirati
dal funzionario e non viceversa. Una versione che è stata
ritenuta convincente dai giudici
IL RISARCIMENTO
Restava però in sospeso il
mega risarcimento da 750 mila euro che l’Agenzia delle Entrate aveva emesso nei confronti di Paolo Maldini e della moglie Adriana Lima
INCUBO FINITO
Ieri la sentenza che ha annullato anche la mega multa a
Paolo Maldini, ha segnato la
conclusione definitiva di una
vicenda che rischiava di contare molto caro all’ex capitano rossonero. E non solo in
termini monetari. In ballo c’era anche la reputazione di
uno dei simboli più amati del
calcio italiano
Paolo
Maldini
visibilmente
sollevato
all’uscita dal
tribunale.
L’ex terzino
rischiava di
dover pagare
una multa
da 750 mila
euro [Foto]
aveva deciso per l’assoluzione di
Maldini «per non aver commesso il fatto», mentre in precedenza
era già stata stralciata la posizione della moglie Adriana.
L’impianto difensivo presentato dall’ex capitano del Milan era
basato sul fatto di essere stato lui
stesso aggirato dal funzionario
che era a sua volta amministratore di una società di consulenza fiscale.Una versione che è stata accettata in pieno dai giudici delTribunale di Milano. Restava però
aperta la posizione risarcitoria
nei confronti dell’Agenzia delle
Entrate.
La sentenza di ieri, favorevole
alla coppia Vip, chiude una vicenda che rischiava digettare un ombra su uno dei simboli del Milan
e dell’intero calcio italiano.
Maldini, anche se ne poi uscito
pulito, non è il primo calciatore a
finire nel mirino del fisco. Al momento è andata meno bene ad
un altro rossonero,Kakà,a cui l’Agenzie delle Entrate contesta un
evasione fiscale sugli incassi dagli
sponsor. La vicenda col fisco si è
chiusa con un pagamento di due
milioni di euro da parte dell’asso
brasiliano, che dovrà comunque
rispondere davanti al Tribunale
di Milano.
Il caso più famoso di lotta tra
Fisco e pallone è senza dubbio
quello che coinvolge Diego Armando Maradona al quale, tempo fa, appena tornato in Italia,
venne pignorato addirittura un
orecchino di diamanti.
Una prostituta su 10
nel Canton Ticino
viene dall’Italia
In Ticino una prostituta su
dieci è italiana. Lo rivela il
resoconto 2013 dell’attività
della polizia cantonale diffuso ieri. Le italiane sono al
secondo posto (11% sul totale di 656 prostitute censite),
dietro alle rumene, che rappresentano il 70% delle professioniste del sesso oltre
frontiera. Seguono, al terzo
posto, le spagnole con il 9%.
La panoramica è stata scattata nell’ambito delle inchieste sui reati legati alla
prostituzione in Canton Ticino. A seguito di diverse
operazioni di polizia effettuate tra il 2012 e il 2013 sono stati sequestrati beni per
15 milioni di franchi, nascosti al fisco elvetico.
In particolare sono stati effettuati controlli nei locali
notturni. Due le inchieste
principali, con un filone luganese e uno locarnese: è
emersa un’evasione fiscale
sugli incassi nonché l’impiego di personale privo di permesso per stranieri.
Nel corso dell’anno sono
stati censiti sul territorio
cantonale circa 150 appartamenti legati alla prostituzione, ma se si considera i
contratti disdetti e quelli attivati nel corso dell’anno la
stima delle case attualmente occupate da prostitute è
di circa 80 - 100 unità. I saloni di massaggio attivi sono
invece 13, 5 nel Luganese e
8 nel Mendrisiotto.
D.ALE.
__Martedì 15 aprile 2014__
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