LE SUORE SACRAMENTINE
LASCIANO GALATINA
“AMARTI E FARTI AMARE”
E …
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SONO STATE AMATE
PARROCCHIA CUORE IMMACOLATO DI MARIA
IL SALUTO DEL PARROCO
Carissimi,
sì, è vero. Le Suore se ne vanno. Incredibile, ma vero! Dopo quarantaquattro anni lasciano la scuola materna della parrocchia. Quarantaquattro
anni non sono pochi. Non hanno aspettato nemmeno il cinquantesimo.
Dobbiamo riconoscere che sono stati 44 anni di accoglienza, attenzione,
sforzi e sacrifici. E di tanto amore, di quello vero.
Come tutti sappiamo ormai da qualche mese, le Suore Sacramentine, “le
nostre Suore”, lasciano definitivamente la nostra parrocchia e Galatina.
La riduzione del personale ce lo faceva prevedere. Ai bei tempi erano di
P. Efrem Baldasso,
parroco
più delle due di adesso. Ma, come sempre capita in questi casi, nessuno di
noi ci credeva. Qualche anno fa era corsa voce che avrebbero lasciato la
direzione della scuola; voce poi rientrata. Adesso, purtroppo, è vero. La parrocchia e la scuola perdono la presenza delle Suore. Non è stata una scelta che le Suore abbiano preso alla leggera. Da anni stavano cercando di rimandare la decisione che ora si è fatta indilazionabile. Non è una bella notizia. Né per loro, né per noi. Ma è la realtà.
In questa occasione siamo spinti a guardare al passato, a questi
44 anni. Dicono le cronache che le prime arrivate, accolte con
vero giubilo dalla comunità, erano 4: Suor Innocente Rivolta,
Suor Giuliana Ghezzi, Suor Maria Sallustro e Suor Maddalena
Statuto. E dopo di loro, molte altre fino a Suor Rosaria e Suor
Silvana. Piene di energia e di voglia di rendersi utili. E fu subito
vita, attività, movimento, festa. Anno dopo anno, frotte di bambine e bambini sono passati dalla nostra scuola che, con la collaborazione indispensabile di ottime educatrici, ha raggiunto un livello educativo invidiabile. A Galatina e dintorni tutti conoscono
l’eccellente livello della formazione che la scuola ha raggiunto e
vuole conservare.
Suor Nicoletta Nargiso, superiora,
1974
“E mo’ccéfacimu”? Con la partenza delle Suore, la creatura,
che P. Campanella con tanto amore e sacrifici fece nascere e cre-
scere, continuerà a vivere. Tutti conosciamo la storia. Come P. Campanella ottenne dall’On Luigi
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Vallone il “regalo” della scuola materna per i piccoli del Rione Italia e perché porta il nome di sua
figlia Maria Gloria. La scuola è sufficientemente grande per farcela con le proprie gambe. Questo è
il proposito della parrocchia, delle educatrici, del personale amministrativo e dei genitori. Vogliamo
mantenere in vita questa creatura che è stata definita “il fiore all’occhiello” della parrocchia e del
rione. Siamo sicuri di contare con il supporto di tutta la comunità del Rione Italia. O no?
Suor Rosaria, Suor Silvana, a voi che ci lasciate rivolgiamo un GRAZIE sincero, profondo e grande
come la nostra Chiesa. E di più ancora. E lo faccio, credo di portelo assicurare, a nome di P. William, di Kennedy e dei Missionari della Consolata, dei Sacerdoti della parrocchia e della città, di
tutta la comunità del nostro Rione. Un GRAZIE vogliamo che raggiunga le vostre Superiore e tutte
le vostre Sorelle che hanno speso parte della loro vita tra noi. Come dice la Santa Scrittura, “i vostri
nomi sono scritti nel libro della vita” e, aggiungo io, anche nei nostri cuori e nei cuori di tutti coloro
che sono passati dalla scuola. Bambini e bambine che, fatti grandi e diventati mamme e papà, hanno
affidato alle Suore, e a noi, i loro piccoli. Un GRAZIE grande, grande per l’esempio di vita che ci
avete dato; per essere state un punto di riferimento per tanti ragazzi, giovani, mamme e papà, dai
tempi del doposcuola e dell’oratorio femminile ad oggi. Quante volte in questi mesi mi son sentito
ripetere, con gioia mista a nostalgia: ”Io, lì dentro, ho passato la mia infanzia e giovinezza”. Un
GRAZIE immenso per il servizio umile e sincero che avete prestato alla comunità; per il bene che
avete seminato a piene mani tra noi. Il Signore farà crescere quel seme in alberi carichi di frutti. E,
infine, GRAZIE per l’amore a Gesù Eucaristia che è la vostra “specialità” nella Chiesa (meglio dire
carisma). Salutando voi, vogliamo ricordare anche Suor Assunta
che dal Rione Italia è partita per altri lidi, attratta dal vostro carisma sacramentino, e gli altri giovani (e sono tanti) che hanno seguito Gesù nel sacerdozio e nella vita consacrata. Grazie anche a
voi, la parrocchia del Cuore Immacolato di Maria ha una bella
storia di vocazioni.
Ci mancherete? Beh, sì. E molto. Qualche settimana fa, i bambini, in un’opera di teatro, lo hanno manifestato con semplicità e
schiettezza. Che simpatico il DVD che abbiamo potuto vedere!
E termino, io ultimo arrivato, con un augurio molto tipico nel
mondo iberico: “Buenviento y buena mar!”. Le porte delle nostre
Don Pietro Mele
case, della parrocchia e della “vostra” scuola saranno sempre aper-
te per tutte voi. Non dimenticatelo mai.
Il Buon Dio vi benedica e il Cuore Immacolato di Maria vi accompagni nel vostro cammino.
Statuvu bboni.
P. Efrem Baldasso, parroco
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LE SUORE SACRAMENTINE LASCIANO RICORDI INDELEBILI
Le suore Sacramentine hanno iniziato la loro missione nella Scuola materna “Maria Gloria Vallone” il 23 settembre
1968, le prime suore furono: suor Innocente Rivolta (superiora), suor Giuliana Ghezzi, suor Maddalena Statuto e suor
Maria Sallustro. La scuola materna fu inaugurata l’11 novembre alla presenza della Madre generale suor Noemi Debalini e della Madre provinciale Rinalda Moretti.
Le altre suore, dal 1968 a oggi, sono: Francesca Papaci,
Mariangela Sonzogni, Pier Artura Rota, Natalina Damiani,
Tarcisia Gaion, Maria Carla Rusconi (superiora), Anna Maria Giuliani, Nicoletta Nargiso (superiora), Venanzia Filardi, Nunziata Di Mario, Carla Eugenia Bonfanti (superiora),
Elviretta Nieddu, Silvana La Ragione, Albarosa Sacco, OrLa madre superiora Innocente amministra per
la prima volta il santo Sacramento. Sul lato destro don Antonio Terlizzi
nella Rota, Maria Carmela Rizzo (superiora), Gianfernanda
D’Andrillo (superiora), Rosaria Popio (superiora), Laura
Rinaldi, Anna Maria Villa, Celina De Matteis, Edda De Meo, Adamina Curnis.
Le Sacramentine, nel lontano
settembre 1968, dietro una forte
richiesta del parroco Padre Giovanni Campanella, arrivarono a
Galatina, dal quel momento hanno gestito per 44 anni la scuola
materna dedicata a Maria Gloria
Vallone, figlia dell’On. Luigi
Vallone. Questi e la moglie, contessa Vanna
Caracciolo, il 24
giugno 1965, donarono per la sua
costruzione 5.000.000 di lire e,
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successivamente, fu terminata con il contributo di 10.800.000 lire da parte del Ministero della Pubblica Istruzione.
Il 24 giugno 1965 fu benedetta la prima pietra dall’arcivescovo mons. Pollio. Alla benedizione parteciparono: tantissimi
bambini, il padre regionale Salvatore
Martino, le autorità
religiose e civili.
Nell’interno della pietra fu messa una pergamena con le firme
delle autorità ecclesiastiche e politiche.
Le suore, durante la
permanenza nel Rione
Italia, hanno seminaDa sinistra: Maria Antonietta Marra, Suor Piera Artura, Maria Sabella, Maria Luce
Mandorino, suor Ornella Rota, Colaci, suor Venanzia Filardi, Donato Lupo, Luigi Garzia, Enzo Pisanello - 1973
to,
umilmente,
l’amore verso Gesù
Eucarestia e si sono
dedicate, oltre ai giovani, soprattutto ai bambini. Hanno inventato moltissime attività ricreative sia
per raggiungere gli
obiettivi educativoformativi che quelli
cristiani.
Fra le diverse attività svolte dai
bambini ricordiamo
quelle del sapere:
disegnare, scrivere,
cantare, pregare,
giocare, recitare e
rispettare le regole
del buon comportamento. La scuola
offre ampi spazi, sia esterni che interni, che creano un meraviglioso ambiente a misura di bambino,
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è sufficiente vedere i diversi attrezzi per i giochi. i muri delle aule e dei corridoi ricchi da mille disegni e fotografie. Un luogo fantasioso che manca ai grandi.
Sostare un’oretta all’interno della scuola fa ritornare
in mente dell’adulto sensazioni ed emozioni particolari vissute quando era piccolo.
Le suore si sono dedicate anche ai ragazzi del catechismo, a quelli dell’Azione cattolica (A.C.R.), al gruppo
“giovanissimi”, agli ammalati e ai bisognosi. Infatti,
nel lontano novembre 1980, una famiglia galatinese,
trovandosi a Roma per motivi particolari, oltre ad essere ospitata da suor Piera Artura e suor Paola, fu aiutata spiritualmente con le preghiere affinché il problema si risolvesse
positivamente e così fu.
Hanno abituato i bambini a rispettare e amare l’ambiente e i compagni e sono state intensamente
impegnate nella preparazione delle ragazze e dei ragazzi nei momenti dei vari sacramenti (Prima
Comunione,
Cresima).
Le suore, coadiuvate da insegnanti laiche,
hanno intensificato il loro
impegno in occasione
del
carnevale, del
Natale,
della
Pasqua,
festa
del papà e della
mamma, e della chiusura di ogni anno scolastico. Fra gli ultimi spettacoli teatrali ricordiamo quello di giovedì 10
maggio 2012. È stata una magnifica serata, la sala “P. Giovanni Campanella”, come sempre, sovraf6
follata dai genitori, in un’atmosfera piacevole e suggestiva per i piccoli attori che si sono esibiti meravigliosamente con la
loro semplicità e innocenza
suscitando
forti
emozioni.
Un’altra attività indimenticabile è stata quella della Settimana Santa del
2007.
Gli allievi della scuola
dell’infanzia hanno partecipato, come protagonisti,
alla Via Crucis. Per le diverse strade del Rione
Italia ogni bambino ha
letto la propria “stazione”, una lettura semplice, esaustiva e commovente.
Presenti genitori e fedeli per apprezzare e ammirare i “piccoli” nell’interpretare, (vestiti con abiti
d’epoca e cuciti dalle mamme), i vari personaggi ed eventi della Via Crucis compreso Gesù, un Gesù adulto ma tanto buono come lo sono tutti i bambini.
Un genitore, in quella occasione, ha scritto: “E’ chiaro che i nostri figli hanno raggiunto questa
consapevolezza di fede gradualmente attraverso un percorso che noi genitori abbiamo scelto per
loro, percorso che stanno seguendo anche accompagnati dall’amore delle loro insegnanti”.
Le suore durante la loro permanenza, nel Rione Italia, hanno diffuso: infinito amore, professionalità
e cristianità.
Grazie alla loro presenza, Galatina il 5 novembre 2010 ha ospitato la Reliquia di Santa Geltrude
Comensoli. Nei sette giorni di adorazione vi sono stati momenti di adorazione, preghiere, veglie e
varie celebrazioni religiose. Sono state coinvolte persone di ogni età: dalla scuola dell’infanzia a
quella della scuola secondaria, dalle associazioni religiose a quelle laiche, dai cittadini più semplici
a quelli appartenenti al mondo ecclesiastico fra cui il galatinese Mons. Vincenzo Pisanello, Vescovo
di Oria.
Il 6 novembre 2010 vi è stato un momento di preghiera dedicato ai bambini della scuola e il 7 novembre, durante la messa domenicale delle ore 10, alcuni ex allievi hanno ricordato i momenti felici
trascorsi nella Scuola Materna “Maria Gloria Vallone”.
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Il tema principale è stato “Amarti e farti amare”, una tematica sulla quale Santa Geltrude [Bienno
(Brescia) 1847 - Bergamo 1903] ha fondato l'Istituto Suore Sacramentine con sede a Bergamo.
In uno degli scritti della Santa, infatti, troviamo: “Oh, mio Amore Sacramentato, Voi sapete che non
trovo più altra consolazione che nel vedervi esposto sul vostro trono d’amore! ... Nessuna altra
grazia vi domando se non quella di amarvi e di poter farvi amare!” (Gli scritti p.72).
Durante i 44 anni di permanenza delle Sacramentine vi sono state molte suore e, a tal proposito,
suor Silvana afferma: “Nell’ultimo periodo, anche se il numero delle suore è stato molto ridotto,
abbiamo donato tutta la nostra energia affinché la scuola potesse funzionare nel migliore dei modi
e siamo state sempre al passo con i tempi”.
Il personale della “M. G. Vallone” - Maria Antonietta (Mary) Congedo, Raffaella De Lorenzis,
Luciana Carachino, Maddalena De Prezzo, Pierina Baldari - saluta le suore con amore: “Soltanto il
Signore dona alle persone la giusta ricompensa per quanto fanno in mezzo agli uomini. Noi possiamo solo provare a dire "il nostro grazie" e testimoniare il nostro affetto.
Suor Rosaria Popio e Suor Silvana La Ragione sono state, sia per noi e sia per tutta la comunità
scolastica, un punto di riferimento importante, hanno rappresentato una finestra che ha permesso
di cogliere il riflesso dell'infinita bellezza del Volto di Dio.
Ogni giorno, sempre al nostro fianco, hanno donato sorriso, aiuto, ascolto, bontà e vita.
Ci hanno fatto scoprire l'amore e noi lo abbiamo seminato nella nostra scuola. Grazie Signore perché hai concesso ai nostri occhi di "farti conoscere" tramite la missione di queste tue spose e nostre
sorelle.
Grazie perché è evidente che chi vive in te, ti testimonia. Perciò auguriamo di tutto cuore alle nostre suore di essere felici perché hanno ascoltato la parola di Dio, si sono fidate, l'hanno seguita e
l'hanno diffusa a tutte noi con semplicità e costanza”.
Non sono mancate le vocazioni, infatti, sei donne di Galatina hanno risposto alla chiamata di Dio
abbracciando la vita religiosa delle Sacramentine e sono: Suor Assunta Villani (della nostra parrocchia), suor Grazia Sfragara, suor Giuseppina De Paolis, suor Margherita De Matteis, suor Celina De
Matteis e suor Mariangela Mazzotta.
Suor Rosaria (superiora) e suor Silvana lasceranno la parrocchia Cuore Immacolato di Maria verso
la fine di giugno 2012; mentre, pochi mesi fa, è stata trasferita suor Adamina Curnis.
Le suore Sacramentine, nei primi di luglio, lasceranno Galatina, ma la loro lunga permanenza è ricca di meravigliosi messaggi indelebili (amore, educazione, religione, umanità) e saranno ricordati
dalle insegnanti, dai fedeli, dai genitori e soprattutto dai bambini della Scuola Materna “Maria Gloria Vallone”.
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La scuola dell’infanzia paritaria (oggi si chiama così), grazie all’operato delle suore, delle bravissime e preparate insegnanti e dell’intero personale, continuerà a vivere nel tempo perché è stata costruita per 44 anni sulla bontà, sulla didattica ed essenzialmente sulla cristianità. La messa del 23
giugno 2012 ore 19, alla presenza delle autorità civili ed ecclesiastiche, è stata dedicata alle suore e
al loro eccellente e infinito operato.
Di ciò è testimone la prof.ssa Francesca Greco, nel 1977, scriveva: “Nel 1976, la scuola materna
“M. G. Vallone” contava duecento bambine e bambini, cinque sezioni e un’insegnate per ogni sezione, di cui tre suore e due laiche che venivano aiutate, nell’azione educativa, da tre assistenti.
I locali progettati specificamente per una scuola materna fecero della “Maria Gloria Vallone” la
migliore di Galatina. Essa era costituita da: abitazione delle suore, un refettorio, una sala gioghi di
circa di mq. 350 con molte finestre luminose, ogni aula di circa mq. 45, una superficie coperta di
circa mq. 575 e tantissimo spazio scoperto, (circa mq. 5.000); al termine dell’anno scolastico venivano effettuate delle feste all’aperto o delle scene teatrali.
Durante l’anno scolastico le bambine e i bambini coltivavano le aiuole, giocavano utilizzando scivoli, altalene, assi di equilibrio, un arrampicatoio tubolare e carriole riempite di terra o di brecciolina. Il metodo applicato dalle suore, nell’anno scolastico 1976-77 era quello agazziano: le educatrici lasciavano piena libertà alle allieve e agli allievi promovendo uno sviluppo completo e armonioso della personalità del bambino.
Gli impianti igenico-sanitari erano su misura per i piccoli; un ambulatorio medico ben attrezzato;
una grande cucina con grande dispensa; uno spogliatoio dove ogni fanciulla o fanciullo riponeva
indumenti con un proprio contrassegno e una direzione. Vi era una commissione formata da padre
Campanella (presidente), dalla direttrice e da altri organi competenti.
Facevano parte del personale addetto alla scuola materna due cuoche di cui una suora, una bidella
e un autista per la guida di un pulmino.
La scuola “Maria Gloria Vallone” funzionava da settembre a giugno con un
orario che andava dalle ore 8.30 alle
15.30. Un orario, però, flessibile a seconda le esigenze giustificate dei genitori; in alcuni casi i bambini potevano entrare alle ore 7 e uscire alle ore 16,30.
Quell’anno, la quota per bambino era di
£ 6.000, ma c’è da dire che i poveri non
pagano niente e quelli meno poveri la
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metà. Con la venuta delle suore le lezioni di catechismo aumentarono: vi fu un’integrazione di
venti lezioni per educare cristianamente le bambine e i bambini”.
Giorgio Lo Bue
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SI COMMEMORA LA MORTE DI SANTA GELTRUDE
Ogni anno le suore hanno commemorato la morte di Santa Geltrude Comensoli (il nome originario è Caterina), fondatrice (1882)
dell’ordine delle Sacramentine e deceduta il 18 febbraio 1903.
Quest’anno, il 4 marzo, nel mattino è stata celebrata una messa
nella chiesa Cuore Immacolato di Maria, la festa è continuata, poi,
la sera nella sala teatrale “P. Giovanni Campanella” con la presenza dei genitori.
A celebrare la santa messa è stato padre William, ma i migliori
protagonisti sono stati le fanciulle e i fanciulli della scuola
dell’infanzia “M. G. Vallone”. Alcuni di essi, guidati dalla superiora suor Rosaria, hanno offerto i doni al signore, successivamenPadre William, viceparroco
te, quindici allievi sono saliti sui gradini e ognuno con una lettera
dell’alfabeto nelle mani sostava sul secondo gradino dell’altare;
l’insieme di lettere formava la frase: FIAT VOLUNTAS TUA. Parole pronunciate sia dalla Madonna nel momento dell’Annunciazione e sia dalla Santa Geltrude quando fu chiamata da Gesù.
Naturalmente non sono mancati calorosi applausi quando tutti i bambini sono saliti sui gradini
dell’altare. È stata una scena emozionante: i
più grandicelli, al terzultimo e penultimo
gradino, cantavano, ballavano seguendo la
musica e battevano le mani; dei piccolissimi,
al primo gradino, solo qualcuno cantava e
gli altri stavano fermi chiedendosi cosa stesse accadendo, ma sono stati proprio questi
che nella loro semplicità, naturalezza hanno
creato tanta emozione.
La seconda parte della festa è stata effettuata
nella sala teatrale. I veri attori sono sempre
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gli allievi. Cantano, ballano con grande entusiasmo e naturalezza. Fra l’una e l’altra scena teatrale,
(sullo sfondo della magnifica coreografia vi era l’immagine di Santa Geltrude), le insegnanti e le
suore hanno sintetizzato le tappe principali della vita della Santa.
Improvvisamente vengono chiamate sul palco suor Rosaria e suor Silvana e sono obbligate a sedersi su due sedie. Questa volta gli attori cambiano, sono le suore attrici ma, ahimè, non sanno recitare:
nel momento che stanno per parlare, si bloccano, l’emozione è fortissima, i loro occhi diventano lucenti e lacrimosi per le parole dette dalle insegnanti e dagli affetti dimostrato loro ai bambini, ogni
fanciullo regala un fiore.
La manifestazione viene chiusa, dal parroco, padre Efrem Baldasso ringraziando tutti, piccoli e
grandi e particolarmente le suore Sacramentine che per tanti anni hanno dato il meglio di loro, lasciando nei cuori dei fedeli e soprattutto dei bambini ricordi indelebili.
I B A M B I N I R I N G R A Z I A N O S U O R R O S A R I A E S U O R S I L VA N A
Durante la commemorazione, suor Silvana afferma: “Vogliamo, questa sera, rendere lode a Dio
per il dono di questa Donna straordinaria; sin dai primi anni della
sua vita ha sentito l’amore inesauribile per il Signore. Santa Geltrude ci ha trasmesso i valori fondamentali per vivere bene con se stessi
e con gli altri: amicizia, felicità, pace, amore e fede.
L’amicizia significa invitare un compagno poco simpatico a giocare
con te; essere gentile con gli altri; aiutare volentieri chi si trova in
difficoltà”.
I bambini della sezione primavera, con un cuoricino in mano, cantano Viva gli amici, mentre, gli allievi di tre anni, formano un trenino
che è diretto verso la felicità, la felicità che conduce a Gesù. Il tema è
affermato dall’insegnate riferendosi all’illusione che il denaro, il successo, i piaceri della terra rendono felice l’uomo, ma è solo un auto
Le insegnanti M. A. Congedo
e R. De Lorenzis
inganno.
Si sta bene, invece, quando si ha fede in Dio, quando si sta in pace con tutti; è esemplare la vita di
Santa Geltrude che ha consegnato tutta se stessa per il bene del prossimo. Nel frattempo i bambini
di quattro anni, lasciano volare in alto dei palloncini cantando quella pace di cui il mondo ne ha tantissimo bisogno.
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La pace viene rappresentata dai ragazzini che, mano nella mano, camminano in un oceano di serenità che conduce a Dio.
Fra i bambini vi sono coloro che hanno lasciato la scuola dell’infanzia l’anno scorso, la loro presenza ha voluto dimostrare l’attaccamento verso il buon operato delle suore, evidentemente, nei loro
cuori è rimasto l’amore di suor Rosaria e di suor Silvana.
È la volta dei ringraziamenti da parte delle insegnanti: “Siamo quasi al termine di questa festa, abbiamo fatto una festa per dire “grazie”, perché il linguaggio della riconoscenza non è mai fuori
moda. Perché non dire “grazie” a chi ci insegna o ci aiuta a vivere con il proprio cuore, con le sue
accortezze e la sua tenerezza?
Dunque, “grazie” SUORE, perché con i piccoli gesti avete seguito il nostro cammino, ci avete
amato e ci siete state vicino. È una festa per dirvi semplicemente “GRAZIE”.
Subito dopo, i bambini cantano “Tante grazie a te” e ognuno di loro offre un fiore alle suore.
Sono seguiti i ringraziamenti per alcuni genitori: Eugenio Geusa per la musica, Carmine Napoli per
la voce, Giovanni Marcuccio per aver prodotto le bandierine, Luigi Latino per la registrazione video, i genitori della prima classe della primaria per aver accompagnato i figli allo spettacolo, le rappresentanti delle tre sezioni della scuola e tutti gli intervenuti.
La serata è terminata, nel salone delle suore.
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INTERVISTE
Giorgio - Su alcune fotografie ho visto scritto “ALL STARS”, cosa significa?
Agata - È l’attività sportiva che si praticava durante l’anno con docenti qualificati. Al termine della
scuola le fanciulle e i fanciulli si esibivano in uno spettacolo ginnico, mostrando ciò cha avevano appreso.
Giorgio - Che rapporto c’era fra le suore e i genitori?
Antonella - Ottimo. La stima di entrambi ha permesso una forte collaborazione, i genitori spesso inventavano iniziative per raccogliere soldi per la scuola, un anno è stata realizzata “la corrida” nella sala
teatrale.
Giorgio - In quali anni avete frequentato la scuola dell’infanzia?
Agata, Benedetta, Luigina - Anni scolastici 1995/96 - 1996/97 - 1997/98; in quegli anni vi erano tre
suore. Una di loro si chiamava suor Albarosa. Era bravissima, s’interessava anche dei giovani e dove
passava lei lasciava segni e messaggi positivi. La superiora era suor Nicoletta.
Giorgio - Di suor Albarosa cosa rammentate?
Luigina - Ho avuto un ottimo rapporto con lei e ho continuato ad averlo sempre. Sono rimasta molto
legata e, nel 2009, trovandomi a Ravenna ho avuto un immenso piacere di incontrarla.
Giorgio - Nei tre anni trascorsi nella scuola quali sono le attività che ricordate con nostalgia?
Agata, Benedetta - Sono quelle che si ripetevano annualmente come il Natale, il carnevale, la Pasqua,
la festa del papà e della mamma. Queste ultime per noi erano molto sentite e importanti: disegnare, con
l’aiuto delle insegnanti, un cuoricino, delle rondini, scrivere a stampatello “mamma ti voglio tanto bene”e ricevere un bacio e un forte abbraccio dai genitori, ci riempivano di immensa gioia.
Giorgio - Qual ricordo particolare della scuola dell’infanzia ricordate? Come trascorrevate le giornate?
Agata - Dei primi due anni non ricordo molto, ma del terzo sì. Le suore e le insegnanti ci stavano sempre vicino cercando di capire i nostri piccoli problemi, (ma per noi “grandi), e poi li risolvevano trasferendo in noi tantissima fiducia.
Luigina - Appena arrivati agganciavamo i cappottini agli attaccapanni rispettando l’immagine che ci
era stata assegnata, ricordo che il mio segno era una “farfalla” che ritrovavo sullo zainetto,
sull’asciugamano e sui tovaglioli. La mattina la trascorrevamo nelle aule mentre il pomeriggio,
all’aperto, giocavamo e imparavamo poesie e canzonette.
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Giorgio - Alberto cosa mi racconti.
Alberto - Sono stato contento d’aver frequentato la scuola dell’infanzia del Rione Italia e conservo tantissimi buoni ricordi. Non dimentico che suor Rosaria era tifosa del Lazio e che qualche volta ci chiamava con dei simpatici nomignoli.
Giorgio - Luigina, hai avuto qualche volta delle difficoltà?
Luigina - No. Un po’ l’ho incontrata solo nel recitare, ma le insegnanti continuamente mi incoraggiavano soprattutto quando arrivavo sul palcoscenico. Ero emozionata nel vedere tantissima gente.
Giorgio - Tutti i genitori con grande entusiasmo hanno collaborato con le suore e le insegnanti. Antonella e Katia, in merito a ciò, cosa potete dirmi.
Katia, Antonella - Sì, tutti i genitori hanno sempre aderito con gioia e non solo durante il periodo scolastico, ma anche in altre occasioni. Mi viene in mente l’estate del 2005, nel mese di luglio abbiamo insegnato alle bambine a cucire, ricamare, ballare e il découpage. Per questa attività utilizzavamo strisce
di carta per decorare diversi oggetti. Per i bambini erano la prima volta che si avventuravano in questa
tecnica ed erano entusiasti di pasticciare.
Alle bambine insegnavamo un punto di ricamo particolare detto “vagonite”che a sua volta c’era stato
insegnato da suor Silvana.
Giorgio - Benedetta, il ricordo migliore?
Benedetta: La preparazione e la partecipazione ad un musical dedicato a Santa Geltrude.
Giorgio - Agata, in una sola parola come definisci le suore?
Agata - Seconde mamme.
Giorgio - La vita trascorsa con le suore e le insegnanti hanno influenzato il vostro percorso formativo?
Agata, Benedetta - Sì, molto. Infatti, oggi, facciamo parte del “gruppo giovani” della Parrocchia e,
con grande gioia, educhiamo i bambini e i ragazzi del “gruppo estivo” applicando gli insegnamenti
delle suore e delle insegnanti. Abbiamo, inoltre, stretto una forte amicizia con i compagni di classe del
1996 - 1998 e spesso ci incontriamo. In occasione della sosta della Reliquia di Santa Geltrude a Galatina l’ultima sera ci siamo ritrovati in chiesa per pregare insieme.
Un’altra volta è stato nel 2003, abbiamo preso parte alla via Crucis, i vestiti erano stati cuciti dalle
mamme.
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Giorgio - Katia, come madre cosa ricordi delle Sacramentine?
Katia - I momenti trascorsi insieme alle suore sono stati tanti e tutti belli, ma mi è rimasto nel cuore
l’ottimo rapporto che avevamo instaurato con le suore. Esse ci volevano bene e riuscivano a coinvolgerci in qualsiasi attività educativa o ricreativa. Dedicavano molto tempo agli allievi e cucivano persino i vestiti della Prima Comunione, mentre la candida stoffa la compravamo noi.
G. L. B.
TESTIMONIANZA DI UNA FAMIGLIA
Il ricordo della nostra esperienza presso la scuola “M. G. Vallone” resterà indelebile nel nostro cuore per
l’affetto e per l’amore con cui i figli sono stati accolti, per la costanza e la maestria con cui sono stati istruiti ed educati non solo nella didattica ma anche nella formazione religiosa.
Non dimentichiamo la sincera collaborazione, il sostegno psicologico e spirituale offerti a tutte le famiglie da parte delle suore, vere colonne portanti della scuola dell’infanzia, sempre attente e premurose nei
confronti di tutti.
Grazie, suor Silvana e suor Rosaria per ciò che avete donato ai nostri figli.
Daniela e Fernando
La mia scuola materna è stata sempre “M. G. Vallone”, qui ho trascorso un’infanzia allegra, gioiosa,
piena di luce e colori. Una accoglienza calda, dove i bambini piccoli e in lacrime erano circondati e curati da persone buone, sensibili e affettuose.
Suor Rosaria e suor Silvana, grazie per avermi regalato un ricordo così bello della mia infanzia e un ringraziamento speciale per avermi istruito e soprattutto amato, per avermi insegnato le prime preghiere
che mi guideranno per tutta la vita.
Grazie!!!
Andrea
UN GRAZIE CHE NASCE DAL MIO CUORE
Difficilmente avrei potuto immaginare che le "nostre" suore ci potessero lasciare.
E' con profondo senso di riconoscenza e con tanta tristezza nel cuore, che rivolgo un:
GRAZIE per essere venute nella nostra comunità;
GRAZIE per il vostro servizio silenzioso ma efficace;
GRAZIE per la vostra disponibilità;
GRAZIE per essere state sempre attente ai bisogni della comunità;
GRAZIE per essere state vicine ai giovani della nostra parrocchia;
GRAZIE per averci fatto conoscere il vostro ordine;
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GRAZIE per i momenti di conforto che ci avete dato;
GRAZIE per tutto il lavoro svolto nella nostra comunità;
GRAZIE per la dedizione e 1'amore con cui avete contribuito alla crescita e all'educazione dei nostri
bambini;
GRAZIE perché la vostra presenza ha maturato vocazioni;
GRAZIE perché siete state sempre attente a trasmettere i valori della fede cristiana; GRAZIE suor RoR
saria, suor Silvana, suor Piera, suor Albarosa, suor Luciana, suor Nicoletta, suor Annamaria, suor Gianfernanda, … e tutte
te le altre suore che il Signore ha mandato nella nostra comunità.
Potrei continuare sino all'infinito, ma vi rivolgo solo un immenso GRAZIE sincero e pieno di affetto che
nasce dal profondo del mio cuore.
Anche se non sarete più presenti nella nostra comunità
comunità continuerete ad esistere nei nostri cuori.
Vi auguro di continuare il vostro cammino con gioia e speranza.
Un caloroso abbraccio
Lina Tucci
E’ facile parlare ma è difficile agire
un insegnamento ricevuto dalle suore
Quando penso alle suore Sacramentine penso a tutte le esperienze vissute in questi anni
… Esperienze di diversa entità,
entità ma tutte ugualmente importanti, profonde, VERE che hanha
no permesso di farmi diventare la persona,
la moglie, la mamma che sono oggi.
Le suore per me sono state delle vere e propr
prie madri che, in punta di piedi, mi hanno
indicato tante volte la strada da prendere:
con il loro esempio di vita al servizio di Dio,
con il loro essere educatrici pazienti, ma
perché no, a volte anche un po’ severe,
seve
con
il loro mettersi in ginocchio e riprendersi il tempo per la preghiera,
preghiera mi hanno mostrato l'esl'e
senza dell'essere CRISTIANO: l'umiltà e il dialogo con il Padre; con il loro SPORCARSI
LE MANI nel fare le cose, mi hanno sempre fatto vedere che è facile parlare e lamentarsi,
lamentarsi
il difficile è AGIRE in prima linea per il bene della comunità molto spesso senza mettersi “
in mostra”.
Quando penso alle suore, penso a quante volte mi hanno aperto quella porta e hanno aca
colto ogni mia idea, ogni sbaglio, ogni sfogo, ogni lacrima (e al giorno d'oggi è difficile trotr
vare chi perde tempo ad ascoltarti); penso al forte sostegno che riescono a darti quando
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hai qualcosa da offrire; penso alla capacità di vedere in loro il VOLTO DELLA SANTA
GELTRUDE e di rendersi conto che “l'essere santo” può essere più umanamente possibile
di quanto pensiamo.
Quando penso alle suore penso a quei volti docili e qualche volte anche burberi che tanto
mancheranno, ma che sempre resteranno vivi in noi..
E ora? Cosa ci rimane ... sicuramente un grande vuoto per la parrocchia Cuore Immacolato di Maria e per Galatina tutta, ma non possiamo ridurre tutto a rimpianto e nostalgia,
ma
gli
insegnamenti
che
ci
hanno
lasciato
“devono”
diventare
VITA.
Per questo ed altro GRAZIE ANCORA!
Il Signore vi benedica per tutto quello che avete fatto e sempre farete.
Maria Luce
Divertirsi con semplicità
Voglio far giungere a tutto il personale che anima la scuola “Maria Gloria vallone”, particolarmente alle
suore e alle insegnanti, il mio grazie per l’immenso amore che dona, giorno dopo giorno, a mia figlia
Francesca e a tutti i bambini che riempiono con la loro vivacità la scuola.
Rigore, professionalità, certo, ma soprattutto l’amore che si respira entrando in questo istituto ed è bellissima la sinergia che si è stabilita tra scuola e famiglia, grazie anche al lavoro delle rappresentanti di
classe.
Sono veramente felice che mia figlia sia entrata a far parte, nel 2003, di questa “famiglia scolastica”.
Francesca, ogni mattina, è entusiasta di raggiungere la sua maestra, i suoi compagni e al rientro a casa è
un fiume in piena: non la frena nessuno, vuole raccontare le varie attività svolte durante la giornata.
Tutto ha favorito la sua crescita, crescita di cuore e mente.
In questi due anni, anch’io, come mamma ho partecipato a tutte le vicende della scuola, sentendomi particolarmente coinvolta.
E credo che, come me, tutti i genitori non dimenticheremo le esperienze vissute con i loro figli durante
le recite di Natale e di Pasqua, durante le manifestazioni d fine anno e del saggio di attività motoria.
Che entusiasmo poi per la giornata di domenica 11 giugno a Montevergine!
È stato così bello perché “divertirsi con semplicità” è importante anche per gli adulti.
Grazie di cuore a tutti voi.
(La lettera è stata scritta nel 2005)
Una mamma affezionata
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G. Lo Bue
TUTTI I
G E N I T O21R I R I N G R A Z I A N O
I genitori, liberamente, hanno preso l’iniziativa di ringraziare suor Rosaria e suor Silvana.
“Un altro anno scolastico volge al termine e i nostri bambini finalmente potranno godersi le tanto attese vacanze. Ci saluteremo tutti per rivederci poi a settembre, ma con una nota di malinconia perché al
ritorno le nostre suore non saranno lì ad accoglierci a braccia aperte. Sarà strano non vederle tra le
mura di una Scuola che è nata con le suore Sacramentine, sarà difficile non vedere il loro abito bianco
tra i bambini: candore che si mescola e si confonde con altro candore. Noi genitori sentiremo fortemente la loro assenza perché sono state le prime persone alle quali abbiamo affidato, con fiducia, la formazione dei nostri figli consapevoli che i loro insegnamenti educativi e religiosi avrebbero dato dei buoni
frutti. E le ricorderemo per sempre cosi: un po' severe, ma tanto amorevoli, coerenti sempre! Dando il
buon servizio a grandi e piccini.
Per fortuna ci lasceranno una grande eredità: le nostre maestre Meri e Raffaella che in questi anni le
hanno affiancate svolgendo il loro ruolo di educatrici al pari di quello svolto dalle suore. Ma, con una
modestia che le ha contraddistinte, perché in silenzio apprendevano tutti i segreti di questa difficile professione, per migliorarsi, non sapendo che sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbero dovuto proseguire da sole per questo cammino.
Tutto quel tesoro se lo porteranno nel cuore e continueranno a far crescere i nostri figli, a educarli, a
insegnare l’amore cristiano, a leggere e scrivere; vedranno i loro cambiamenti, i loro successi e i loro
piccoli fallimenti e quando saranno pronti a spiccare il volo sapranno che quelle ali li condurranno
lontano anche per merito di chi le ha fatte diventare le straordinarie insegnanti che noi tutti conosciamo”.
Mentre rielaboravano i vari ringraziamenti delle insegnati, dei bambini, degli ex allievi, dei genitori, ecc. ho riflettuto su molte frasi scritte da chi ha ricevuto insegnamenti, aiuto, conforto, educazione, istruzione, tutti ingredienti che confluiscono in una sola parola AMORE, i chicchi seminati, per
44 anni dalle suore sono diventate ottime piante che a sua volta faranno altri semi e così via nel
tempo.
Anch’io le ringrazio per la loro Santa Missione espletata presso la nostra parrocchia, e sono obbligato ad accettare che un altro “Pezzo” importantissimo lascia la nostra parrocchia, forse è il più importante perché educano i piccolissimi che sono la meraviglia della creazione divina.
Dal 1957, frequentando l’oratorio, la chiesetta di via Brindisi e, senza elencarli tutti i sacerdoti, i fedeli e le varie associazioni, i tantissimi eventi come quello della venuta a Galatina, nel lontano
1968, delle suore Sacramentine e … e fra qualche giorno non ci saranno più. Non posso accettarlo
anche se è giustificato.
Suonando il campanello non apparirà più una suora, alla messa del mattino non saranno più sedute
alla seconda fila, ma saranno ricordate, attraverso i cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerle e
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chi non l’ha avuta potrà sfogliare questo fascicoletto, vedere un DVD (proiettato sabato sera del 9
c.m.) per comprendere il loro grande amore donato all’intera comunità galatinese.
Giorgio Lo Bue
19 MARZO 2011 - FESTA DEL PAPA’
Ogni mattina guardando negli occhi i miei bambini, mi chiedo cosa vuol dire essere padre.
In quegli occhi c’è gioia, voglia di imparare, di crescere, di scoprire.
Purtroppo, la nostra vita frenetica, il lavoro e gli impegni, non sempre ci fanno cogliere questi
segnali.
I nostri bambini seguono il nostro sguardo alla ricerca di un segnale di riscontro che spesso
neghiamo trovando mille scuse. Ma il 19 marzo 2011 è cambiato qualcosa.
Già da alcuni giorni mia figlia Letizia mi ricordava questo appuntamento importante: la Festa
del Papa!
"
Papa tu ci sarai? Verrai a Scuola? Abbiamo preparato una sorpresa!" Mi ripeteva sempre.
Il giorno della Festa mi presento puntuale all’ora indicata presso la Scuola dell'Infanzia "M.
Gloria Vallone" di Galatina. La mia bambina frequenta già da tre anni questa scuola, gestita
amorevolmente dalle Suore Sacramentine di Bergamo.
Sono uno dei primi papa ad arrivare. I bambini si affacciano nel corridoio con l’ansia di vedere
i propri genitori se hanno mantenuto la promessa data.
Ci accomodiamo nell'ampio salone dei giochi in attesa di scoprire cosa hanno in serbo per noi,
approfittandone per scambiare I'uno con I'altro genitore aneddoti ed esperienze sui nostri bambini.
Poco dopo iniziano ad arrivare i veri protagonisti della giornata che, in ordine di età e di altezza, si posizionano innanzi a noi ordinatamente: sono emozionati ... siamo emozionati. I bambini recitano una bellissima poesia "Le mani di Papa" seguita dalla canzone "Il mio grande Papa". Si nota il loro impegno, la passione nel rendere importante quel momento speciale, in cui
finalmente gli occhi dei papà sono tutti per loro, per le loro richieste, per i loro pensieri e per il
loro cuore.
Le parole sono toccanti per chi, come me, in quel momento ha spalancato il suo cuore oltre alle
orecchie: "Le mani di papà sono forti, su nel cielo può alzarmi. Qui mi sento un re, nulla mi accadrà nelle mani di papa". Per loro siamo la sicurezza, I'ancora di salvezza, il sole attorno al
quale ruotare come la terra, hanno bisogno di noi per crescere e per non rimanere mai soli.
Ma non finisce qui, il giorno è speciale davvero: tutti insieme ci "accomodiamo" su delle piccole sedie, con le gambe tra minuscoli banchi della sala di refezione, occupiamo il posto che
ogni giorno è occupato dai nostri figli. La mia Letizia cerca un posticino sulle mie gambe: è
felicissima! Poco dopo le insegnanti distribuiscono ad ogni coppia genitore/figlio uno scatolo
di pastelli ed un foglio sul quale sono disegnati due mani: una piccola ed una grande.
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Sono la riproduzione delle nostre mani, di quelle mani che pochi secondi dopo s'intrecceranno
sul foglio alla ricerca di colori e di spazi bianchi da riempire, anche con i nostri nomi: Letizia e
Pietro.
E' stato un momento magico! D'un tratto in un piacevole flashback mi sono ritrovato
r
un bambino di 4 anni come Letizia, quando 29 anni prima nella stessa stanza e sugli stessi tavoli sedevo
anch'io in attesa di un piatto della profumata minestra di verdure cucinata dalle suore. Così mi
sono ritrovato
rovato a raccontare alla mia bambina I'emozione provata, riscontrando la sua partecipartec
pata attenzione nel richiedermi più particolari: in quel momento eravamo due bambini e non
padre e figlia.
Ho potuto riscontrare che i nostri bambini e le loro sapienti insegnanti sono riusciti
riusc a realizzare fino in fondo il loro progetto, poiché come recitava
ava la canzone cantata pochi minuti prima
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"un uomo è grande, grande davvero, quando ritorna bambino di nuovo"!
Ho scoperto che questa non è solo la mia Festa, bensì anche dei miei bambini. Ci si dimentica
molto spesso, infatti, che non si è padri solo per aver generato un figlio bensì per quanto lo si
ami e per come lo si cresca vivendo ogni attimo insieme.
Pietro Congedo
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LA RELIQUIA DI SANTA GELTRUDE
SI TRASFERISCE A CASTRIGNANO DEI GRECI
Lunedì 18 giugno 2012, ore 17,30, il parroco di Castrignano dei Greci, don Salvatore Farì, ha ricevuto dalle suore la reliquia della Santa Geltrude, fondatrice dell’ordine delle Sacramentine.
Don Salvatore, viceparroco della chiesa Cuore Immacolato di Maria nel 1990, aveva espresso il desiderio di ospitare definitivamente la reliquia se un giorno le suore avessero lasciato Galatina, e
questo, purtroppo, è avvenuto.
In questa occasione ho avuto modo di visitare la piccola cappella delle suore.
Una vera meraviglia: una stanzetta con due inginocchiatoi, quattro sedie, la scrittura in latino della
reliquia, una croce e sull’altarino di marmo, nella sua semplicità come era la Santa, vive la reliquia.
Un ambiente ideale per immergersi nella preghiera, dialogare con Santa Geltrude e con il Signore,
lontano dalle voci e dai fastidiosi rumori umani.
La cappella, oltre per pregare, in ogni18 del mese si riunivano le suore per pregare commemorando
la morte della loro fondatrice avvenuta il 18 febbraio 1903. Si precisa che non è la stessa reliquia
ospitata a Galatina tra il 5 e 11 novembre 2010.
La reliquia è stata accolta dai fedeli del piccolo paese salentino con l’Adorazione seguita dalla celebrazione della Santa Messa.
Reliquiario, altare, scrittura
G. L. B.
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Superiora Suor Rosaria
La superiora delle Sacramentine ha gestito per tredici anni con grande responsabilità la scuola materna “M. G. Vallone”, oggi scuola dell’infanzia paritaria.
Suor Rosaria ha sempre lavorato in silenzio, con impegno, diligenza e passione
all’opera educativa. È stata a contatto con i bambini, le insegnanti, i genitori e
con tutti i fedeli seminando serenità tanto che, nelle brevi assenze dalla comunità
per vari motivi, le persone ne avvertivano la mancanza.
La suora, spesso, a una domanda rispondeva con una battuta, con un semplice
sguardo molto comunicativo e soddisfacente, arricchito dalla serenità del suo
sguardo nascosto dagli occhiali.
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LA
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Sabato 23 giugno 2012, ore 19,
la chiesa Cuore Immacolato di
Maria è strapiena: giovani, adulti, anziani, stanno immersi in un
mistico silenzio, tutti aspettano
di salutare le suore con un “arrivederci” perché è vero che se
vanno, ma è pur vero che sicuramente le rivedremo e, comunque, resteranno nei nostri cuori.
Da sx: Superiora Rosaria Popio, Madre Alma Caiazzo, suor Silvana La
Ragione
Alle 19,07, dal portone centrale
entrano i bambini con i rispettivi
genitori e accompagnati dalle in-
segnati, Raffaella e Mery. I piccoli, in file per due, vestiti con un grembiulino bianco e in mano un
palloncino rosso a forma, si avviano verso i primi banchi riservati ai “grandi” protagonisti della
scuola dell’infanzia, infatti, senza i bambini non esiterebbe la scuola.
La chiesa è strapiena e sono presenti: padre Efrem, padre William,padre Kennedy, mons. Fedele
Lazari (è stato il primo sacerdote che curava spiritualmente i fedele del Rione Italia nel 1954), frate
Massimo, don Enzo Giannachi vicario per i religiosi della diocesi di Otranto, tre suore dell’ordine
Oblate del SS.mo Bambino Gesù, il sindaco dott. Cosimo Montagna e l’assessore prof.ssa Daniela
vantaggiato. Non è mancata la rappresentante delle Sacramentine Madre Alma Caiazzo da Roma,
Madre Provinciale del Meridione, seduta alla prima fila dei banchi insieme alla superiora e suor Silvana.
Il parroco P. Efrem, prima di iniziare la santa messa ringrazia e saluta le suore così.
“Questa Santa Messa vuol essere un inno, un canto, una preghiera di ringraziamento al Signore per il servizio che le Suore Sacramentine di Bergamo hanno offerto alla nostra parrocchia in
questi quarantaquattro anni di presenza tra noi.
Salutiamo con deferenza il nostro Sindaco, Dott. Cosimo Mantagna, e i suoi collaboratori. Siamo anche contenti di avere tra noi
alcuni sacerdoti della città di Galatina e il Vicario dei Religiosi
della nostra diocesi, Don Enzo Giannachi.
Come vedete, non siamo soli in questo inno di ringraziamento al
Don Enzo Giannachi
Signore. Non è per le Suore che lasciano la nostra parrocchia, ma
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per il bene che hanno seminato tra noi in questi lunghi anni di servizio alla parrocchia e alla nostra scuola materna “Maria Gloria Vallone”.
A intere generazioni di bambini hanno insegnato ad amare Gesù, a scoprirlo nel suo Vangelo e a
seguirlo con amicizia e amore. A intere generazioni hanno insegnato a crescere forti e sani; ad essere generosi, aiutandosi a vicenda, prendendosi cura gli uni degli altri; a condividere tempo, spazio, a stare insieme e a giocare insieme. Ad intere generazioni hanno insegnato a socializzare, a
relazionarsi con gli altri. Hanno insegnato virtù e virtù e li hanno fatti vedere con la loro parola e,
soprattutto, con la loro vita. Hanno insegnato a diventare grandi.
Hanno accompagnato intere generazioni di ragazze e ragazzi nella loro crescita umana e cristiana
nell’oratorio, nel catechismo, nei servizi prestati in parrocchia. Sono state, per molti, come Giovanni, il Battista: precursore di Gesù. Hanno indicato Gesù come maestro, amico da amare e seguire, perché è l’unico capace di dare le risposte giuste a tutte le nostre domande.
E quelle generazioni di bambini siete voi, genitori, che, diventati adulti, avete affidato loro i vostri
piccoli. Con fiducia, con riconoscenza, come dicendo: “Quello che avete fatto a me, fatelo a loro”.
E con voi, le nostre Suore, hanno saputo creare quel bel clima di famiglia che si vede e si respira
nei vostri frequenti incontri.
In tutti questi anni con la loro presenza nelle attività parrocchiali, nelle visite agli anziani e agli
ammalati, nel loro esserci, sono diventate un punto di riferimento sicuro. Si sono identificate tanto
con il Rione Italia e la parrocchia del Cuore Immacolato di Maria da diventare un elemento speciale, caratteristico del nostro panorama. Sono e saranno sempre “le nostre Suore”.
Ci mancheranno? Certamente! La loro partenza è uno di quei vuoti che si riesce a colmare con
difficoltà.
Ecco, allora, siamo qui riuniti, in questa celebrazione, per ringraziare il Signore per averci dato
questo regalo prezioso per tutti questi anni. Siamo qui per dire a voi due, Suor Rosaria, “la Superiora” e a te, Suor Silvana, un grazie grande, grande, più di questa nostra chiesa. Per dire a Lei,
Madre Provinciale, un grazie sincero da portare alla Congregazione intera, specialmente alle Suore
che sono del nostro rione e a quelle che hanno speso parte della loro vita qui tra noi, nella nostra
parrocchia, nella nostra scuola.
Come si è soliti dire in circostanze come questa, sicuro di farmi interprete dei sentimenti di tutta la
parrocchia, vi dico: “le porte delle nostre case e della parrocchia saranno sempre aperte per voi”!
Ve lo diciamo con sincerità, con umiltà, con il desiderio di rivedervi ogni tanto da queste parti. Vi
ripeto quello che scrisse un gruppo parrocchiale: “Anche se lontane siete sempre in mezzo a noi. Vi
ricorderemo sempre con amore”. Vi aspettiamo per la festa patronale del prossimo settembre. Ci
sarete? Dio lo voglia!
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E vi assicuriamo che tanto bene seminato tra noi non resterà senza frutto. La parrocchia, noi tutti,
continueremo il vostro servizio. La scuola continuerà il suo cammino, la sua missione. Genitori, educatrici, personale tutto e parrocchia abbiamo assunto l’impegno di continuare con la missione di
formare le nuove generazioni sul solco da voi tracciato.
Di nuovo. A voi, Suore Sacramentine, grazie infinite. E il Signore,
nella nuova missione alla quale vi
chiamerà, vi colmi di grazia, benedizione e vi dia pace. Amen”.
Maria Greco, Raffaella De Lorenzis,
Maddalena De Prezzo, Fabiola De
Nino Gaballo
Mitri, al momento della Preghiera
dei fedeli, a turno, leggono
•
Per il dirigente, le insegnanti, il personale non docente, i
collaboratori della scuola paritaria “Maria Gloria vallone”, perché
pronti a rispondere alla domanda di cultura e di umanità, il Signore
li guidi e li sostenga nel nuovo percorso intrapreso, preghiamo
Maddalena De Prezzo
• Per le nostre famiglie, perché sappiano accompagnare i figli nella crescita cristiana, rendendoli
desiderosi di vivere come discepoli del Signore, volgendo uno sguardo d’amore sul mondo che li
circonda, preghiamo
• Per suor Rosaria e suor Silvana, che la vostra carità, umiltà e dedizione per Gesù continui ad
essere esempio a chiunque abbia bisogno del Suo amore per trovare il cammino di fede, preghiamo
• Per le forze politiche che ci governano, che possano svolgere il loro compito all’insegna del rispetto della vita dell’individuo, che siano, nel difficile vivere del quotidiano, punto di sostegno
per le famiglie, favorendo la crescita di una società migliore, preghiamo
La preghiera dell’Offertorio è stata letta dalle signore Mary Congedo e Luciana Carachino, mentre
i bambini accompagnati dai genitori, dopo aver percorso il corridoio centrale, consegnano i loro doni.
Signore, ti offriamo gli oggetti che hanno rappresentato il nostro anno scolastico e ti ringraziamo
di cuore perché è stato ricco di belle esperienze che ci hanno fatto crescere ed emozionare.
Quadro Santa Geltrude - Lavoretto Natale - Lavoretto Pasqua
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Ti doniamo l’immagine di Santa Geltrude Comensoli che rappresenta la grande missione delle nostre suore Sacramentine che non hanno mai smesso di farci capire che esiste una mano che guida i
nostri passi ed è la mano di Gesù: Gesù che nasce a Natale, muore e rinasce a Pasqua.
Fiore bianco
Ti doniamo un fiore bianco che rappresenta i bambini e la loro innocente spensieratezza.
Clessidra
Ti doniamo una clessidra che rappresenta il tempo che passa lasciando nella mente ricordi belli di
momenti vissuti, accanto a chi ci ama e amiamo.
Libro
Ti doniamo un libro che rappresenta la cultura e la voglia di imparare lezioni di vita per diventare
uomini e donne migliori.
Matita
Ti doniamo una matita che rappresenta il segno, la traccia che ognuno di noi si lascia dietro, simbolo del percorso fatto e del traguardo raggiunto.
Orsetto
Ti doniamo un orsetto simbolo del gioco, fondamentale per la crescita dei bambini che hanno il
cuore, la mente e le mani protese verso il futuro.
Disco
Ti doniamo un disco che rappresenta l’allegria, la felicità e la serenità che abbiamo respirato, nella nostra scuola, ogni giorno.
Ramo d’ulivo - Lavoretto mamma - Lavoretto papà
Ti doniamo un ramo di ulivo che oltre alla pace rappresenta l’albero.
Quell’albero che ha bisogno dell’acqua per dissetarsi così come un bambino ha bisogno del grembo materno per formarsi.
Quell’albero che necessita dell’aria per svilupparsi così come un neonato ha bisogno dell’aria che
lo accoglie.
Quell’albero che ha bisogno del fuoco, del calore nei momenti di gelo, così come un bambino abbracciato dalla mamma scopre l’amore che lo scalderà tutta la vita.
Quell’albero che ha bisogno della terra per avere stabilità così come il bambino ha bisogno della
forza del papà per essere sicuro nel suo cammino.
Maglietta
Ti doniamo una maglietta con il nostro motto “uno per tutti, tutti per uno” che rappresenta incoraggiamento.
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Immagine Sacra
Ti doniamo l’immagine della Sacra Famiglia affinché tutti i genitori possano fare crescere i propri
figli sotto le ali del profondo amore.
Fascicolo
Ti doniamo un fascicolo, Signore, affinché l’opera di chi è stato sempre al servizio degli altri non
venga dimenticato, ma possa servire da esempio per diffondere la pace nel mondo.
Finita la somministrazione della comunione la prof.ssa Lina
Tucci, in rappresentanza del Consiglio Pastorale Parrocchiale,
delle associazioni, vari gruppi parrocchiali e della comunità del
Cuore Immacolato di Maria ringrazia e saluta le suore.
Non avremmo mai immaginato che un giorno le “nostre” suore,
le “Sacramentine di Bergamo” ci potessero abbandonare.
E’ con profondo senso di riconoscenza e con tanta tristezza nel
cuore, che rivolgo a nome della comunità del Cuore Immacolato di Maria un sincero saluto alle suore che presto ci lasceranno.
La notizia era già nell’aria da tempo.
Ci siamo illusi che forse sarebbero rimaste.
La Parrocchia con il Parroco, il Consiglio Pastorale Parrocchiale, varie associazioni si sono fatti
portavoce nei confronti della Madre Generale, della Madre Provinciale per evitare che le “nostre
suore” andassero via.
Tutto è stato inutile.
Ora non ci resta che salutarle con grande rammarico.
La loro presenza nella nostra comunità risale fin dal 1968 e con loro è nata la Scuola Materna
Parrocchiale, oggi scuola materna “paritaria”.
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Riassumere tutto il loro lavoro svolto nella nostra parrocchia non è facile, perché sono state sempre attente ai bisogni della comunità, vicine ai giovani, si sono impegnate per la crescita spirituale
dei bambini del catechismo, hanno contribuito all’educazione e all’istruzione dei bambini della
scuola materna.
La loro partenza lascia un vuoto incolmabile è come se un pezzo di storia della parrocchia Cuore
Immacolato di Maria si dileguasse.
Padre Francesco nel suo libro “Cinquant’anni dopo” pubblicato nel 2007 in occasione del Giubileo della nostra Parrocchia aveva scritto sulle suore:
“Ho vissuto momenti di ansia perché le Suore Sacramentine di Bergamo avevano deciso di lasciare
la gestione della scuola per mancanza di personale. Poi ci hanno ripensato. E’ difficile prevederne
il futuro. Sicuramente la loro assenza potrebbe portare a spegnere una luce vitale per la parrocchia”.
Ed è proprio vero è come se si spegnesse uno dei riflettori più importanti della comunità.
Anche per voi, suor Rosaria, suor Silvana, sarà triste lasciare Galatina, ma fare la volontà del Signore è quello che vi viene richiesto.
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La vita di chi ha scelto di dire “Si” al Signore, è una scelta di vita basata sull’obbedienza e sul servizio.
Il catechismo degli adulti “La verità vi farà liberi” afferma:
“L’obbedienza è accoglienza della volontà di Dio, mediante la sottomissione alla regola, ai superiori e alla comunità, rinunciando a programmare in modo individuale la propria esistenza”.
Se tutti siamo chiamati a seguire Gesù, i consacrati sono chiamati a seguirlo più da vicino, configurati a lui anche nel genere esteriore di vita.
Questa sera la celebrazione Eucaristica ha avuto un’importanza particolare perché abbiamo voluto
festeggiare suor Rosaria, suor Silvana, tutte le suore che si sono alternate all’interno della vita della nostra parrocchia e una preghiera l’abbiamo rivolta a quelle che ora vivono nella gloria di Dio.
Diciamo GRAZIE per questi 44 anni trascorsi nel servizio in mezzo a noi.
A nome del Consiglio Pastorale Parrocchiale, delle associazioni, dei gruppi parrocchiali e di tutta
la comunità del Cuore Immacolato di Maria vi diciamo “Grazie”, per tutto quello che avete fatto
per noi;
GRAZIE per il cammino che avete percorso con noi.
Vi auguriamo di continuare il cammino con gioia e vi chiediamo di ricordarvi sempre con la preghiera della nostra comunità.
Noi vi porteremo sempre nel nostro cuore e la vostra casa resterà sempre la “casa delle suore”.
Concludo questo breve saluto con una citazione di Madre Teresa:
“Il vero amore deve sempre fare male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare
qualcuno. Solo allora si ama veramente”.
Un affettuoso e sincero abbraccio.
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Le suore ricevono dei ricordi da p. William, p. Efrem. In fondo il parroco frate Massimo di S. Caterina
Il saluto e tutti gli altri interventi sono terminati con calorosi applausi e a questo punto è soprattutto
doveroso l’intervento di suor Silvana, in nome della superiora e di tutte le altre Sacramentine che le
hanno precedute.
L’attivissima suora sale lentamente i gradini dell’altare, si avvicina al leggio, apre un foglio, sta in
silenzio per pochissimi secondi, regola il microfono, per tentare di trattenere la grande commozione,
ma ciò non serve a niente quando il suo cuore ha amato i bambini, le insegnanti e tutti coloro che le
sono state accanto, il cuore non resiste e porta, qualsiasi persona buona, al pianto.
Ventidue anni sono tanti, circa metà della sua missione l’ha trascorsa a Galatina, moltissimi le vogliono bene, un bene che scaturisce dalla disponibilità di suor Silvana e dell’aiuto che lei ha dato alle ragazze e alle adulte, ha somministrato un sincero coraggio in nome di Gesù e di Santa Geltrude.
Sono quelle cose semplici, le parole sincere che creano fiducia in una persona sofferente e la fanno
stare bene.
Si blocca e, solo, un caloroso e lungo applauso le sciolgono il nodo che le aveva bloccato la parola.
“Carissimi,
chi l’avrebbe pensato che fra qualche settimana la nostra presenza a Galatina, dopo circa mezzo
secolo, non ci sarà più?
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Ma il tempo non si può fermare: per la Superiora sono trascorsi 13 anni, per me 22 anni, 5 dal
1983 all’88 e 17 dal lontano 1995 a oggi. Proprio nel 1995, fui chiamata dalla Madre e mi disse
“ho bisogno di te, devi ritornare a Galatina”.
Non vi nascondo, è stata una grande gioia e accettai volentieri.
Quando nel lontano 1988 lasciai la scuola materna una persona mi scrisse: “Un pezzetto di te rimarrà sempre a Galatina e vorremmo che un pezzetto di noi rimarrà per sempre in un angolino del
tuo cuore”.
Così, infatti, è stato e ciò si ripeterà per la seconda volta.
Abbiamo trascorso un bel tratto della nostra vita in mezzo a voi, lavorando in diversi ambienti:
come catechista per la preparazione dei sacramenti, in A.C.R., nell’animazione dell’Adorazione,
nella somministrazione della comunione agli ammalati, per i centri di ascolto, nel riordino della
biancheria degli altari, nell’arredare la chiesa con i fiori e, infine, siamo accorse dove l’esigenza
richiedeva la nostra presenza.
Successivamente, riducendosi il numero di suore, siamo state costrette a ridurre alcune attività per
dedicarci maggiormente alla scuola materna. La riduzione delle vocazioni, oggi, non ci permette
più di continuare a dirigere la nostra scuola.
Noi non ci saremo, almeno fisicamente ma non con il cuore, non vi possiamo dimenticare e a chi
continuerà a lavorare per la scuola diciamo: FORZA! CORAGGIO! BUONA VOLONTA’ E SIAMO SICURE CHE CE LA FARETE. Noi vi saremo sempre più vicino e pregheremo il Signore per
voi.
A tutti diciamo GRAZIE per tutto quello che, insieme, siamo riusciti a fare, perché il bene donato e
quello ricevuto rimarrà scolpito nel nostro cuore.
Non vi nascondiamo, però, che il distacco non sarà facile. Ma, il tutto lo vogliamo leggere nella
prospettiva di una gioia più grande, quella che viene da DIO, che ci aiuterà a cogliere, anche in
questo momento la sua volontà, che è sempre volontà di bene.
Ora le nostre strade si divideranno, ma vi assicuriamo che vi ricorderemo nella preghiera; non
sappiamo ancora dove, però ovunque andremo saremo sotto lo stesso cielo.
La presenza di Santa Geltrude sia per voi un grande faro che illumini la strada della vera felicità e
della piena gioia. La memoria di questa Santa sia una eredità preziosa che noi vi lasciamo e il suo
ricordo continui a vivere in mezzo a Voi. Possa Santa Geltrude intercedere presso Gesù nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa.
A tutti chiediamo scusa se da parte nostra ci sono state incomprensioni causando sofferenze di
qualsiasi genere, affidiamo tutto nelle mani del Signore.
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Al prof. Giorgio Lo Bue un grazie sentito e sincero per l’impegno e la disponibilità per la realizzazione del fascicoletto, un AFFETTUOSO GRAZIE a tutte le persone che hanno contribuito con fotografie e scrittura.
Vi abbracciamo tutti, uno per uno, con sincero affetto augurandovi ogni bene e impegnandoci a
pregare, gli uni per gli altri.
A tutti, alla persona sola, agli anziani, agli ammalati e ai bambini un forte abbraccio.
È la volta di Madre Alma Caiazzo.
“Saluto e ringrazio di cuore il Parroco e i suoi collaboratori, le autorità civili, politiche e religiose presenti, le
insegnanti della scuola dell’infanzia e il personale non
docente, i genitori e le persone che hanno collaborato
con le suore nel delicato compito educativo, i vari gruppi parrocchiali e tutte le persone presenti.
Ringrazio per questo momento d’incontro
nell’Eucaristia che meglio esprime il duplice obiettivo:
ringraziare il Signore per il termine dell’anno scolastico
e salutare le suore Sacramentine che, in obbedienza a un
progetto d’Istituto, si preparano a lasciare la realtà parrocchiale di Galatina.
E’ un momento questo che vivo con commozione in prima persona e che oso definire “pasquale” convinta che
Madre Alma Caiazzo
ogni “morte”- distacco, vissuto nella fede e
nell’accoglienza serena della volontà di Dio, rinnova interiormente la vita delle singole persone e
feconda ogni opera finalizzata allo sviluppo del Regno di Dio nel cuore di ogni uomo che cerca la
verità.
In quest’ottica di fede, mi anima la speranza che i semi gettati, lungo circa cinquant’anni di presenza delle suore Sacramentine in questa realtà parrocchiale, pur con i limiti comprensibili della
persona umana, germoglino e producano frutti di santità nelle persone e impegno nella vita parrocchiale e sociale.
A nome delle suore chiedo di ricordare solo il bene ricevuto e dimenticare ciò che forse non sempre
ha soddisfatto le attese o non ha evidenziato la carità eucaristica nelle espressioni, nei gesti, nelle
relazioni. Tutto oggi deponiamo nell’offerta sacrificale che celebriamo o abbiamo celebrato perché
sia trasformato dalla grazia.
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Nell’ascolto delle ultime parole della nostra Fondatrice S. Geltrude Comensoli “continuerà
l’adorazione?”, auspico che l’amore per l’Eucaristia e la passione per l’educazione testimoniate
dalle suore, trovino continuità nell’impegno dell’adorazione eucaristica settimanale, in parrocchia
e nella collaborazione per la continuità della scuola dell’infanzia”.
Grazie ancora a tutti!
Sia lodato Gesù sacramentato”.
Terminata la messa la maggior parte dei fedeli fanno la fila per salutare ed abbracciare, probabilmente, per l’ultima volta le suore. I ricordi del passato si riaccendono nelle diverse anime dei presenti sperando di rivederle quanto prima e, magari, a settembre di quest’anno in occasione della festa rionale “Cuore Immacolato di Maria”, così come ha annunciato il parroco p. Efrem dall’altare.
Giorgio Lo Bue
Foto: puntophoto - fotoreportage - g. lo bue
Il fascicolo è stato interamente realizzato da Giorgio Lo Bue
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Le suore Sacramentine - brevi notizie storiche