Gestione dati tecnici di prodotto
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Obiettivo dell’attività di Gestione
dei Dati Tecnici:
◦ Ricercare e Formalizzare tutte le
informazioni tecniche di prodotto,
generate nelle diverse attività di creazione
e sviluppo prodotto, funzionali al corretto
e completo svolgimento dei successivi
processi di gestione delle vendite, della
produzione e degli approvvigionamenti e
magazzino.
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Clienti e fornitori dell’attività di
Gestione dei Dati Tecnici:
◦ Fornitori
Stile, Modelleria e Industrializzazione
◦ Clienti:
Programmazione della produzione.
Gestione della produzione.
Gestione ordini.
Controllo di gestione.
Magazzino e logistica.
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Contestualizzazione nell’organizzazione
funzionale:
◦ AMBITO ORGANIZZATIVO:
Direzionale o di area funzionale?
◦ TIPOLOGIA ORGANIZZATIVA:
SERVIZIO di STAFF o DIPENDENTE?
◦ METODOLOGIA ORGANIZZATIVA:
L’attività di GESTIONE DATI TECNICI si inserisce nel contesto
organizzativo funzionale di sviluppo ed industrializzazione ma non
dipende formalmente da una funzione in particolare, anzi collabora
attivamente con lo STILE, la MODELLERIA e l’INDUSTRIALIZZAZIONE per
creare la sovrastruttura gestionale più corretta all’esatto svolgimento
delle attività specifiche.
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Organigramma Funzionale
Direzione Generale
Direzione Strategica
Servizio Controllo di Gestione Industriale - Economico
Servizio Controllo di Gestione Contabile - Finanziario
Servizio Gestione Ordini Fornitori
Reception e Call Center
Direzione Amministrativa
Direzione di Produzione
Direzione Commerciale, Marketing e Sviluppo
Servizio Cassa e Banca
Ufficio Programmazione della Produzione
Stile
Servizio Fornitori
Servizio Gestione Produzione
Modelleria
Servizio Amministrazione Clienti
Industrializzazione
Ufficio Manutenzione Impianti e Macchine
Servizio Contabilità
Responsabile Vendite Italia
Servizio Gestione Magazzino
Servizio Amministrazione del Personale
Ufficio Gestione Ordini Italia
Servizio Accettazione Materiali
Responsabile Vendite Estero
Servizio Accettazione Lavorazione Esterna
Servizio Movimentazione e Preparazione Commesse
Responsabile Vendite Estero
Ufficio Approvvigionamento Materiali
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Organigramma Funzionale
Soluzione 1
Direzione Generale
Direzione Strategica
Servizio Controllo di Gestione Industriale - Economico
Servizio Controllo di Gestione Contabile - Finanziario
Servizio Gestione Ordini Fornitori
GESTIONE DATI TECNICI
Reception e Call Center
Direzione Amministrativa
Direzione di Produzione
Direzione Commerciale, Marketing e Sviluppo
Servizio Cassa e Banca
Ufficio Programmazione della Produzione
Stile
Servizio Fornitori
Servizio Gestione Produzione
Modelleria
Servizio Amministrazione Clienti
Industrializzazione
Ufficio Manutenzione Impianti e Macchine
Servizio Contabilità
Responsabile Vendite Italia
Servizio Gestione Magazzino
Servizio Amministrazione del Personale
Ufficio Gestione Ordini Italia
Servizio Accettazione Materiali
Responsabile Vendite Estero
Servizio Accettazione Lavorazione Esterna
Servizio Movimentazione e Preparazione Commesse
Responsabile Vendite Estero
Ufficio Approvvigionamento Materiali
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Sistemi di gestione dei DATI
TECNICI:
◦ Statica
Configuratori di prodotto
PDM
◦ Dinamica
MRP I e II
ERP
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Gestione statica: Configuratori di prodotto
◦ Tecnicamente si tratta di software che gestiscono
la diversità e la varietà ai limiti di complessità
estrema, permettendo di gestire l’archiviazione e
la combinazione tra un numero elevato di
elementi di vari tipologie.
◦ Le principali applicazioni si hanno in aziende che
gestiscono una collezione di prodotti con molte
versioni o varianti e che necessitano di
un’organizzazione delle informazioni molto
strutturata.
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Gestione statica: PDM
Articoli:
◦ un articolo (o parte) può rappresentare un componente
fisico o virtuale, un assieme, sottoassieme o un prodotto
completo; può essere una parte prodotta o acquistata ed è
sempre dotato di denominazione o numero univoco. Le
informazioni chiave relative a un articolo, come numero,
denominazione e numero di versione, sono archiviate nel
suo record principale. Per poter visualizzare complesse
strutture di articoli, i dati principali relativi a un articolo
sono semplici metadati che rimandano ad altri documenti,
file e informazioni.
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Gestione dinamica: MRP
◦ Material Requirements Planning: piano di
approvvigionamento dei materiali o MRP I.
◦ Si tratta di un sistema di procedure che a fronte
di ordini esterni, calcola il fabbisogno di materiali
in funzione delle distinte basi e produce gli ordini
ai fornitori in funzione del lead time di
produzione e approvvigionamento.
◦ Il processo di svolge tra il MPS (Master Production
Schedule) che è di lungo periodo e lo Scheduling,
che invece ha una frequenza alta.
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Gestione dinamica: ERP
◦ L’esigenza crescente di integrare l’intera gestione
aziendale nel sistema informatizzato ha
permesso di sviluppare l’Enterprise Resource
Planning o ERP.
◦ Viene estesa la gestione dalle vendite alla
produzione, dagli acquisti alla contabilità, dalla
distribuzione ai trasporti.
◦ Si identifica con il sistema gestionale aziendale; i
principali interpreti:
IBM, MICROSOFT, ORACLE, SAP, GRUPPO FORMULA,
ZUCCHETTI…
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Inquadramento tecnico
◦ Distinta Cicli:
Distinta base:
base elenco dei componenti che costituisco
l’assieme “materiale” dell’entità soggetto della DC con
riferimenti descrittivi e quantitativi; questi ultimi sono
funzionali alla descrizione qualitativa del soggetto ed
alla valutazione quantitativa della composizione dello
stesso, senza riferimenti costruttivi che ne definiscano
le qualità tecniche e funzionali.
Ciclo di Lavorazione:
Lavorazione elenco delle fasi di lavorazione
diretta o indiretta che intervengono nell’assemblaggio
o trasformazione dei componenti descritti nella DB.
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Base concettuale
◦ Nella sequenza di forme diverse che le materie prime
possono assumere nel processo lavorativo, vanno
fondamentalmente distinte due situazioni diverse:
1. Il work in process segue sempre il cartellino fisico lungo
il percorso delle lavorazioni “principali”, dette macrofasi
e generalmente interne al sito di produzione di
riferimento;
2. Il work in process può seguire anche le strade parallele
al cartellino passando attraverso lavorazioni
“secondarie”, interne o esterne.
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1)
◦ Nella corretta applicazione del processo di Gestione
della Produzione, è opportuno che il Cartellino fisico
segua di pari passo lo stato di avanzamento reale del
prodotto per far si che il Cartellino logico sia
perfettamente allineato alla realtà consentendo così al
gestore di leggere i dati allineati ed adattarsi in
maniera efficace nelle modifiche eventuali da
apportare alla programmazione.
◦ L’aggiornamento dell’avanzamento di produzione è
spesso compiuto con lettori ottici di codici a barre per
facilitare l’indicazione della fine di una determinata
fase ed il conseguente inizio della successiva.
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2)
◦ Nel caso in cui il WIP possa non seguire il percorso del
cartellino, ed in modo particolare si verifichi la
possibilità che più lavorazioni viaggino
parallelamente, il solo avanzamento di produzione,
sempre riferito al cartellino, non è più lo strumento
sufficiente per la gestione completa del processo di
trasformazione.
Si innesca invece il processo di gestione del
“Semilavorato”.
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Base concettuale
◦ Il Semilavorato può essere definito come:
“un prodotto che ha subito una parziale lavorazione e
viene impiegato in un successivo processo produttivo che
lo utilizza come materia prima”
◦ Definendo quindi “Padre” il codice a cui sono legati i
componenti in distinta base e “Figlio” il codice che
compone la distinta base, un semilavorato sarà quel
prodotto che, in una distinta base esplosa, compare
sia come padre che come figlio.
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Semilavorato proprio
◦ Il Semilavorato Proprio è il semilavorato nella sua
definizione canonica di “prodotto che ha subito una
parziale lavorazione e viene impiegato in un
successivo processo produttivo che lo utilizza come
materia prima” e quindi per la gestione completa degli
approvvigionamenti e della produzione devo avere
visione sia del padre che dei figli.
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Semilavorato fittizio:
◦ Il Semilavorato Fittizio (o componente Fantasma) è un
assieme di componenti diversi che intervengono
insieme in distinta base come entità singole e non
trasformate in codice assieme. (Es. kit)
Componente alternativo:
◦ Il Componente Alternativo è un insieme di codici che
intervengono nella produzione di un prodotto finito
ma non tutti su tutti i numeri, bensì in selettivamente
in funzione della numerata. (Es: Scatole nella
produzione da Bambino)
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Didattica
◦ La Distinta Base è l’elenco dei materiali, dei
componenti e dei sottoassiemi necessari per produrre
un determinato prodotto finito. Oltre a contenere i
dati anagrafici e tecnici relativi alle varie parti
componenti essa ne individua anche le relazioni
esistenti, cioè la struttura del prodotto.
◦ La distinta base può anche essere vista come un grafo
se la interpretiamo come connessione dinamica fra i
vari livelli di fabbricazione.
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Didattica
PF1
1
2
SL01
1
SL02
SL03
2
1
SL04
MP01
2
2
SL05
MP03
MP05
1
MP02
SL06
3
SL07
1
3
3
MP06
2
SL08
1
MP04
2
MP07
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20
Didattica
◦ Viene detto legame la relazione che unisce un
componente con l’altro.
◦ Viene detto figlio un componente che si trova a livello
inferiore rispetto al componente a cui è legato;
viceversa è detto padre il componente che genera a
livello superiore il figlio. I componenti che non hanno
figli saranno materiali acquistati.
◦ Viene detta coefficiente d’impiego la quantità di ogni
figlio necessaria per produrre un padre.
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codice:
PF01
livello
1
2
3
1
2
2
3
1
2
2
3
3
codice
SL01
SL04
SL07
4 MP05
4 MP06
SL02
MP01
SL05
MP03
SL03
MP02
SL06
MP04
SL08
4 MP07
descrizione
semilavorato SL01
semilavorato SL04
semilavorato SL07
materia prima MP05
materia prima MP06
semilavorato SL02
materia prima MP01
semilavorato SL05
materia prima MP03
semilavorato SL03
materia prima MP02
semilavorato SL06
materia prima MP04
semilavorato SL08
materia prima MP07
unità
quantità
misura
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
PZ.
1
2
2
1
3
2
1
2
3
1
3
1
1
2
2
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Didattica
◦ La Struttura della Distinta Base:
Per Struttura di Distinta Base si intende l’insieme delle
tipologie di componenti caratteristici di una famiglia
di prodotti riportati in opportuna sequenza;
Essendo possibile individuare più famiglie di prodotti
sarà possibile distinguere diverse Strutture di Distinta
Base.
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Didattica
◦ La Struttura della Distinta Base:
Si potrebbero portare ad esempio strutture
caratterizzanti le tipologie:
Sandalo;
Scarpa;
Tronchetto;
Stivale;
Tuttavia potrebbero essere valide anche:
Monoblocco;
Bally;
Tacco Coda;
È importante determinare la logica funzionale della struttura
della Distinte Base.
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Didattica
◦ La Struttura della Distinta Base:
Proprio per l’importanza di tenere vicini in distinta
base i materiali che intervengono in lavorazioni
successive, molti sistemi gestionali tendono a
strutturare la distinta base stessa in più sezioni
ciascuna caratteristica di una tipologia di lavorazioni.
In modo particolare vengono generalmente distinte le
sezioni:
Tomaia;
Struttura;
Accessori.
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Didattica
◦ La Struttura della Distinta Base:
La Tomaia è la sezione caratteristica dei componenti a
taglio ossia di tutti quei materiali che intervengono
nelle lavorazioni di taglio.
Es.:
Pellami;
Fodere;
Elastici;
Mignon;
Rinforzi;
Etc.
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Didattica
◦ La Struttura della Distinta Base:
La Struttura è la sezione caratteristica dei componenti legati
alla forma ossia di tutti quei materiali e componenti che
intervengono nelle lavorazioni di montaggio. Es.:
Forma;
Soletta;
Suola;
Tacco;
zeppa;;
Etc;
o comunque legati a componenti della struttura:
Ricopertura tacco;
Ricopertura zeppe;
Etc.
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Didattica
◦ La Struttura della Distinta Base:
La sezione Accessori è la sezione caratteristica dei
componenti a numero legati alle lavorazioni di
orlatura, preparazione e finissaggio;
Es.:
Fibbie;
Occhielli
Cerniere;
Lacci;
Scatole;
Velina
Inserti;
Etc.
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Didattica
◦ Il Modulo per la Distinta Base:
Definita la struttura della distinta base, il modulo di
raccolta dati che i responsabili dei processi coinvolti
nella creazione e sviluppo devono avere a
disposizione per formalizzare tutte le informazioni
generate, dovrà riportare tutte le informazioni
riportate nella struttura distinta base stessa.
stessa
Come la struttura di distinta base, anche il modulo
potrà cambiare al cambiare della tipologia di
prodotto.
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29
Didattica
◦ Il Modulo per la Distinta Base:
Non solo la tipologia dei materiali, riportati nei moduli
di distinte base cartacei, ma anche la sequenza in cui
sono riportati dovrà essere la stessa.
Se il sistema supporta una struttura di distinta base
suddivisa in sezioni per tipologia di lavorazione,
anche i moduli andranno strutturati analogamente.
In questo modo sia chi compila che chi carica a
sistema, ha tipologie e sequenze definite.
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Didattica
◦ Consumi e Distinta Base:
La distinta base definisce sia la combinazione che la
quantità con cui ciascun materiale interviene nella
realizzazione di un dato materiale.
Definita la struttura della distinta base e quindi il
metodo per determinate la combinazione di materiali
va definito il metodo per calcolare il coefficiente
d’impiego di ciascun materiale.
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Didattica
◦ Consumi e Distinta Base:
Il coefficiente d’impiego, ossia la quantità di
componente necessaria alla realizzazione dell’unità di
prodotto finito essendo una determinante diretta del
costo del prodotto stesso è un’informazione “critica
critica”.
critica
Nella produzione calzaturiera, l’utilizzo di materiali
naturali rende difficile determinate con perfezione
assoluta il consumo dei singoli materiali che spesso
vanno indicati ricorrendo all’approssimazione
ottimale.
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Didattica
◦ Consumi e Distinta Base:
Valgono poi i concetti di:
Modello: a cui si riferiscono i consumi della distinta base;
Configurazione: distinta base unica per le diversi varianti
di un modello;
Coefficiente di resa: al variare della tipologia di pellame
può variare lo scarto di materiale e quindi il consumo
effettivo dello stesso sul singolo modello;
Coefficiente di incremento decremento: i consumi in
distinta sono relativi al numero campione, ma di fatto
variano con il numero.
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Configurazione:
◦ Obiettivi operativi:
Caricare una sola scheda tecnica per modello;
Accelerare il caricamento degli ordini cliente
rendendola un’attività operativa;
Fornire al commerciale le indicazioni sulle principali
varianti proposte dall’azienda, riportando
contemporaneamente in un listino i prezzi in funzioni
delle varianti proposte;
◦ Obiettivi strategici:
Tenere distinte, nella gestione delle informazioni, le
varianti quantitative (consumi) da quelle qualitative
(materiali e colori);
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Configurazione:
◦ Obiettivi strategici:
Distribuire correttamente le risorse dedicate alla
gestione delle informazione lungo l’arco della
stagione;
Minimizzare i tempi annessi alle attività a basso valore
aggiunto (caricamento degli ordini);
Analizzare il mercato e rispondere ad esso in maniera
mirata;
Concentrare l’azione commerciale nelle varianti
maggiormente richieste;
Razionalizzare il prodotto per aumentare l’efficienza
del processo produttivo.
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