Gestione dati tecnici di prodotto Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it Obiettivo dell’attività di Gestione dei Dati Tecnici: ◦ Ricercare e Formalizzare tutte le informazioni tecniche di prodotto, generate nelle diverse attività di creazione e sviluppo prodotto, funzionali al corretto e completo svolgimento dei successivi processi di gestione delle vendite, della produzione e degli approvvigionamenti e magazzino. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 2 Clienti e fornitori dell’attività di Gestione dei Dati Tecnici: ◦ Fornitori Stile, Modelleria e Industrializzazione ◦ Clienti: Programmazione della produzione. Gestione della produzione. Gestione ordini. Controllo di gestione. Magazzino e logistica. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 3 Contestualizzazione nell’organizzazione funzionale: ◦ AMBITO ORGANIZZATIVO: Direzionale o di area funzionale? ◦ TIPOLOGIA ORGANIZZATIVA: SERVIZIO di STAFF o DIPENDENTE? ◦ METODOLOGIA ORGANIZZATIVA: L’attività di GESTIONE DATI TECNICI si inserisce nel contesto organizzativo funzionale di sviluppo ed industrializzazione ma non dipende formalmente da una funzione in particolare, anzi collabora attivamente con lo STILE, la MODELLERIA e l’INDUSTRIALIZZAZIONE per creare la sovrastruttura gestionale più corretta all’esatto svolgimento delle attività specifiche. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 4 Organigramma Funzionale Direzione Generale Direzione Strategica Servizio Controllo di Gestione Industriale - Economico Servizio Controllo di Gestione Contabile - Finanziario Servizio Gestione Ordini Fornitori Reception e Call Center Direzione Amministrativa Direzione di Produzione Direzione Commerciale, Marketing e Sviluppo Servizio Cassa e Banca Ufficio Programmazione della Produzione Stile Servizio Fornitori Servizio Gestione Produzione Modelleria Servizio Amministrazione Clienti Industrializzazione Ufficio Manutenzione Impianti e Macchine Servizio Contabilità Responsabile Vendite Italia Servizio Gestione Magazzino Servizio Amministrazione del Personale Ufficio Gestione Ordini Italia Servizio Accettazione Materiali Responsabile Vendite Estero Servizio Accettazione Lavorazione Esterna Servizio Movimentazione e Preparazione Commesse Responsabile Vendite Estero Ufficio Approvvigionamento Materiali Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 5 Organigramma Funzionale Soluzione 1 Direzione Generale Direzione Strategica Servizio Controllo di Gestione Industriale - Economico Servizio Controllo di Gestione Contabile - Finanziario Servizio Gestione Ordini Fornitori GESTIONE DATI TECNICI Reception e Call Center Direzione Amministrativa Direzione di Produzione Direzione Commerciale, Marketing e Sviluppo Servizio Cassa e Banca Ufficio Programmazione della Produzione Stile Servizio Fornitori Servizio Gestione Produzione Modelleria Servizio Amministrazione Clienti Industrializzazione Ufficio Manutenzione Impianti e Macchine Servizio Contabilità Responsabile Vendite Italia Servizio Gestione Magazzino Servizio Amministrazione del Personale Ufficio Gestione Ordini Italia Servizio Accettazione Materiali Responsabile Vendite Estero Servizio Accettazione Lavorazione Esterna Servizio Movimentazione e Preparazione Commesse Responsabile Vendite Estero Ufficio Approvvigionamento Materiali Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 6 Sistemi di gestione dei DATI TECNICI: ◦ Statica Configuratori di prodotto PDM ◦ Dinamica MRP I e II ERP Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 7 Gestione statica: Configuratori di prodotto ◦ Tecnicamente si tratta di software che gestiscono la diversità e la varietà ai limiti di complessità estrema, permettendo di gestire l’archiviazione e la combinazione tra un numero elevato di elementi di vari tipologie. ◦ Le principali applicazioni si hanno in aziende che gestiscono una collezione di prodotti con molte versioni o varianti e che necessitano di un’organizzazione delle informazioni molto strutturata. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 8 Gestione statica: PDM Articoli: ◦ un articolo (o parte) può rappresentare un componente fisico o virtuale, un assieme, sottoassieme o un prodotto completo; può essere una parte prodotta o acquistata ed è sempre dotato di denominazione o numero univoco. Le informazioni chiave relative a un articolo, come numero, denominazione e numero di versione, sono archiviate nel suo record principale. Per poter visualizzare complesse strutture di articoli, i dati principali relativi a un articolo sono semplici metadati che rimandano ad altri documenti, file e informazioni. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 9 Gestione dinamica: MRP ◦ Material Requirements Planning: piano di approvvigionamento dei materiali o MRP I. ◦ Si tratta di un sistema di procedure che a fronte di ordini esterni, calcola il fabbisogno di materiali in funzione delle distinte basi e produce gli ordini ai fornitori in funzione del lead time di produzione e approvvigionamento. ◦ Il processo di svolge tra il MPS (Master Production Schedule) che è di lungo periodo e lo Scheduling, che invece ha una frequenza alta. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 10 Gestione dinamica: ERP ◦ L’esigenza crescente di integrare l’intera gestione aziendale nel sistema informatizzato ha permesso di sviluppare l’Enterprise Resource Planning o ERP. ◦ Viene estesa la gestione dalle vendite alla produzione, dagli acquisti alla contabilità, dalla distribuzione ai trasporti. ◦ Si identifica con il sistema gestionale aziendale; i principali interpreti: IBM, MICROSOFT, ORACLE, SAP, GRUPPO FORMULA, ZUCCHETTI… Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 11 Inquadramento tecnico ◦ Distinta Cicli: Distinta base: base elenco dei componenti che costituisco l’assieme “materiale” dell’entità soggetto della DC con riferimenti descrittivi e quantitativi; questi ultimi sono funzionali alla descrizione qualitativa del soggetto ed alla valutazione quantitativa della composizione dello stesso, senza riferimenti costruttivi che ne definiscano le qualità tecniche e funzionali. Ciclo di Lavorazione: Lavorazione elenco delle fasi di lavorazione diretta o indiretta che intervengono nell’assemblaggio o trasformazione dei componenti descritti nella DB. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 12 Base concettuale ◦ Nella sequenza di forme diverse che le materie prime possono assumere nel processo lavorativo, vanno fondamentalmente distinte due situazioni diverse: 1. Il work in process segue sempre il cartellino fisico lungo il percorso delle lavorazioni “principali”, dette macrofasi e generalmente interne al sito di produzione di riferimento; 2. Il work in process può seguire anche le strade parallele al cartellino passando attraverso lavorazioni “secondarie”, interne o esterne. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 13 1) ◦ Nella corretta applicazione del processo di Gestione della Produzione, è opportuno che il Cartellino fisico segua di pari passo lo stato di avanzamento reale del prodotto per far si che il Cartellino logico sia perfettamente allineato alla realtà consentendo così al gestore di leggere i dati allineati ed adattarsi in maniera efficace nelle modifiche eventuali da apportare alla programmazione. ◦ L’aggiornamento dell’avanzamento di produzione è spesso compiuto con lettori ottici di codici a barre per facilitare l’indicazione della fine di una determinata fase ed il conseguente inizio della successiva. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 14 2) ◦ Nel caso in cui il WIP possa non seguire il percorso del cartellino, ed in modo particolare si verifichi la possibilità che più lavorazioni viaggino parallelamente, il solo avanzamento di produzione, sempre riferito al cartellino, non è più lo strumento sufficiente per la gestione completa del processo di trasformazione. Si innesca invece il processo di gestione del “Semilavorato”. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 15 Base concettuale ◦ Il Semilavorato può essere definito come: “un prodotto che ha subito una parziale lavorazione e viene impiegato in un successivo processo produttivo che lo utilizza come materia prima” ◦ Definendo quindi “Padre” il codice a cui sono legati i componenti in distinta base e “Figlio” il codice che compone la distinta base, un semilavorato sarà quel prodotto che, in una distinta base esplosa, compare sia come padre che come figlio. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 16 Semilavorato proprio ◦ Il Semilavorato Proprio è il semilavorato nella sua definizione canonica di “prodotto che ha subito una parziale lavorazione e viene impiegato in un successivo processo produttivo che lo utilizza come materia prima” e quindi per la gestione completa degli approvvigionamenti e della produzione devo avere visione sia del padre che dei figli. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 17 Semilavorato fittizio: ◦ Il Semilavorato Fittizio (o componente Fantasma) è un assieme di componenti diversi che intervengono insieme in distinta base come entità singole e non trasformate in codice assieme. (Es. kit) Componente alternativo: ◦ Il Componente Alternativo è un insieme di codici che intervengono nella produzione di un prodotto finito ma non tutti su tutti i numeri, bensì in selettivamente in funzione della numerata. (Es: Scatole nella produzione da Bambino) Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 18 Didattica ◦ La Distinta Base è l’elenco dei materiali, dei componenti e dei sottoassiemi necessari per produrre un determinato prodotto finito. Oltre a contenere i dati anagrafici e tecnici relativi alle varie parti componenti essa ne individua anche le relazioni esistenti, cioè la struttura del prodotto. ◦ La distinta base può anche essere vista come un grafo se la interpretiamo come connessione dinamica fra i vari livelli di fabbricazione. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 19 Didattica PF1 1 2 SL01 1 SL02 SL03 2 1 SL04 MP01 2 2 SL05 MP03 MP05 1 MP02 SL06 3 SL07 1 3 3 MP06 2 SL08 1 MP04 2 MP07 Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 20 Didattica ◦ Viene detto legame la relazione che unisce un componente con l’altro. ◦ Viene detto figlio un componente che si trova a livello inferiore rispetto al componente a cui è legato; viceversa è detto padre il componente che genera a livello superiore il figlio. I componenti che non hanno figli saranno materiali acquistati. ◦ Viene detta coefficiente d’impiego la quantità di ogni figlio necessaria per produrre un padre. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 21 codice: PF01 livello 1 2 3 1 2 2 3 1 2 2 3 3 codice SL01 SL04 SL07 4 MP05 4 MP06 SL02 MP01 SL05 MP03 SL03 MP02 SL06 MP04 SL08 4 MP07 descrizione semilavorato SL01 semilavorato SL04 semilavorato SL07 materia prima MP05 materia prima MP06 semilavorato SL02 materia prima MP01 semilavorato SL05 materia prima MP03 semilavorato SL03 materia prima MP02 semilavorato SL06 materia prima MP04 semilavorato SL08 materia prima MP07 unità quantità misura PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. PZ. 1 2 2 1 3 2 1 2 3 1 3 1 1 2 2 Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 22 Didattica ◦ La Struttura della Distinta Base: Per Struttura di Distinta Base si intende l’insieme delle tipologie di componenti caratteristici di una famiglia di prodotti riportati in opportuna sequenza; Essendo possibile individuare più famiglie di prodotti sarà possibile distinguere diverse Strutture di Distinta Base. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 23 Didattica ◦ La Struttura della Distinta Base: Si potrebbero portare ad esempio strutture caratterizzanti le tipologie: Sandalo; Scarpa; Tronchetto; Stivale; Tuttavia potrebbero essere valide anche: Monoblocco; Bally; Tacco Coda; È importante determinare la logica funzionale della struttura della Distinte Base. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 24 Didattica ◦ La Struttura della Distinta Base: Proprio per l’importanza di tenere vicini in distinta base i materiali che intervengono in lavorazioni successive, molti sistemi gestionali tendono a strutturare la distinta base stessa in più sezioni ciascuna caratteristica di una tipologia di lavorazioni. In modo particolare vengono generalmente distinte le sezioni: Tomaia; Struttura; Accessori. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 25 Didattica ◦ La Struttura della Distinta Base: La Tomaia è la sezione caratteristica dei componenti a taglio ossia di tutti quei materiali che intervengono nelle lavorazioni di taglio. Es.: Pellami; Fodere; Elastici; Mignon; Rinforzi; Etc. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 26 Didattica ◦ La Struttura della Distinta Base: La Struttura è la sezione caratteristica dei componenti legati alla forma ossia di tutti quei materiali e componenti che intervengono nelle lavorazioni di montaggio. Es.: Forma; Soletta; Suola; Tacco; zeppa;; Etc; o comunque legati a componenti della struttura: Ricopertura tacco; Ricopertura zeppe; Etc. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 27 Didattica ◦ La Struttura della Distinta Base: La sezione Accessori è la sezione caratteristica dei componenti a numero legati alle lavorazioni di orlatura, preparazione e finissaggio; Es.: Fibbie; Occhielli Cerniere; Lacci; Scatole; Velina Inserti; Etc. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 28 Didattica ◦ Il Modulo per la Distinta Base: Definita la struttura della distinta base, il modulo di raccolta dati che i responsabili dei processi coinvolti nella creazione e sviluppo devono avere a disposizione per formalizzare tutte le informazioni generate, dovrà riportare tutte le informazioni riportate nella struttura distinta base stessa. stessa Come la struttura di distinta base, anche il modulo potrà cambiare al cambiare della tipologia di prodotto. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 29 Didattica ◦ Il Modulo per la Distinta Base: Non solo la tipologia dei materiali, riportati nei moduli di distinte base cartacei, ma anche la sequenza in cui sono riportati dovrà essere la stessa. Se il sistema supporta una struttura di distinta base suddivisa in sezioni per tipologia di lavorazione, anche i moduli andranno strutturati analogamente. In questo modo sia chi compila che chi carica a sistema, ha tipologie e sequenze definite. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 30 Didattica ◦ Consumi e Distinta Base: La distinta base definisce sia la combinazione che la quantità con cui ciascun materiale interviene nella realizzazione di un dato materiale. Definita la struttura della distinta base e quindi il metodo per determinate la combinazione di materiali va definito il metodo per calcolare il coefficiente d’impiego di ciascun materiale. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 31 Didattica ◦ Consumi e Distinta Base: Il coefficiente d’impiego, ossia la quantità di componente necessaria alla realizzazione dell’unità di prodotto finito essendo una determinante diretta del costo del prodotto stesso è un’informazione “critica critica”. critica Nella produzione calzaturiera, l’utilizzo di materiali naturali rende difficile determinate con perfezione assoluta il consumo dei singoli materiali che spesso vanno indicati ricorrendo all’approssimazione ottimale. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 32 Didattica ◦ Consumi e Distinta Base: Valgono poi i concetti di: Modello: a cui si riferiscono i consumi della distinta base; Configurazione: distinta base unica per le diversi varianti di un modello; Coefficiente di resa: al variare della tipologia di pellame può variare lo scarto di materiale e quindi il consumo effettivo dello stesso sul singolo modello; Coefficiente di incremento decremento: i consumi in distinta sono relativi al numero campione, ma di fatto variano con il numero. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 33 Configurazione: ◦ Obiettivi operativi: Caricare una sola scheda tecnica per modello; Accelerare il caricamento degli ordini cliente rendendola un’attività operativa; Fornire al commerciale le indicazioni sulle principali varianti proposte dall’azienda, riportando contemporaneamente in un listino i prezzi in funzioni delle varianti proposte; ◦ Obiettivi strategici: Tenere distinte, nella gestione delle informazioni, le varianti quantitative (consumi) da quelle qualitative (materiali e colori); Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 34 Configurazione: ◦ Obiettivi strategici: Distribuire correttamente le risorse dedicate alla gestione delle informazione lungo l’arco della stagione; Minimizzare i tempi annessi alle attività a basso valore aggiunto (caricamento degli ordini); Analizzare il mercato e rispondere ad esso in maniera mirata; Concentrare l’azione commerciale nelle varianti maggiormente richieste; Razionalizzare il prodotto per aumentare l’efficienza del processo produttivo. Ing. Francesco Grassi - www.ConsulenzaGestionale.it 35