Vita Nostra Periodico di informazione e formazione e vita consacrata delle Suore Francescane Alcantarine NUMERO 17 - Ottobre 2010 VITA NOSTRA Suore Francescane Alcantarine via Maffeo Vegio, 15 Roma www.alcantarine.org mail: [email protected] Direttore: Sr. Annachiara Rizzo Redattore: Sr. Barbara Letizia Maffei Impaginazione e grafica: Sr. Marilda Sportelli vite di paglia... per una missione di fuoco!!! pag. 2 - Suore Francescane Alcantarine EDITORIALE di Sr. Amalia Coluccia “Conosco bene la fonte che zampilla e scorre… benché sia notte” (S. Giovanni della Croce) Ho scelto l’espressione di S. Giovanni della Croce che ha guidato anche la riflessione dell’Assemblea dell’UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) per collocare nella giusta luce la nostra quotidiana esperienza di vita. La luce che in questo preciso momento storico illumina il nostro “peregrinare” è la certezza che sempre la fonte zampilla e scorre… benché sia notte. Siamo consapevoli che il nostro mondo, parafrasando le parole di Isaia, cammina nelle tenebre, ma la fede in Colui che è morto e risorto scopre che la luce continua a splendere nonostante i venti contrari e le insidie dell’oscurità. Il calendario di questo mese di ottobre è ricco di figure di santi che hanno illuminato il volto della Chiesa e del mondo portando insieme le tenebre del Calvario e la certezza della resurrezione. In particolare S. Francesco d’Assisi e S. Pietro d’Alcántara continuano a parlare ancora oggi con la loro vita radicata nel mistero pasquale e ci dicono che solo una vita nuova in Cristo ha la forza e la dolcezza di riportare l’uomo al suo rapporto vero con il Signore. Conosciamo S. Pietro d’Alcántara come il santo dell’auste�ra penitenza e sublime contemplazione, ma è interessante quello che Agostino Gemelli dice della sua vita: “Quanto amor di Dio e degli uomini sotto tanto rigore!”. Nella nostra vita abbiamo un criterio sicuro per verificare il cammino di santità cui siamo chiamati: quanto amore occupa lo spazio del nostro cuore e lo spinge ad agire? Alla fine della vita, dice S. Giovanni della Croce, saremo giudicati sull’amore. E la vita vissuta nell’amore è vita eterna. A tutti auspico che sia l’esperienza di Dio e del suo amore ad illuminare i passi incerti del nostro “andare” quotidiano. Fraternamente nel Signore Sr. Amalia Coluccia Superiora generale Vita Nostra - pag. 3 Le Suore Francescane Alcantarine, nate sotto la protezione di S. Pietro d’Alcantara, desideravano realizzare una fondazione in terra spagnola fin dal 1954. Inizialmente i Frati minori cercarono di dissuaderle, dal momento che non disponevano di una struttura adatta da offrire loro come residenza. I tempi furono maturi nel 1962, quando gli stessi Francescani decisero che l’edificio occupato dall’Infermeria poteva essere restaurato e ampliato, volgendolo ad una finalità di opera sociale e benefica e convertendolo in Residenza per gli anziani. Pertanto, furono gli stessi Frati che chiamarono le Suore Alcantarine, affinché venissero ad insediarsi in Arenas. L’occasione propizia fu offerta dal centenario della morte di S. Pietro d’Alcantara. Nel medesimo momento il vescovo offrì alle suore la casa e la cappella che era stata fondata da Doña Josefa Sánchez del Arco y Casanova, conosciuta da tutti gli abitanti di Arenas come Cappella di Lourdes. Cinque suore alcantarine italiane, pur non conoscendo la lingua, partirono al mattino del 14 ottobre 1962 da Roma e alla sera erano ad Arenas. Tutti accorsero a salutarle; davanti al luogo santo dove morì il Santo patrono della città il padre guardiano del convento france- pag. 4 - Suore Francescane Alcantarine scano, fr. Esteban Muñoz, diede loro il benvenuto. Inizialmente si stabilirono nella casa di Josefina López y López, fino a che la loro casa non fosse stata debitamente adattata a una comunità religiosa. Qualche mese più tardi ricevettero una gradita sorpresa: nessuno si era dimenticato di loro nella loro cara Roma, tanto che il giorno 18 maggio 1963 le visitava la Madre generale Sr. Antonietta Moio, accompagnata dalla Economa generale sr. Leonia Acebedo Villares e dalla sua Segretaria particolare sr. Bernardetta Aiello. Che sorpresa, non le aspettavano, non avevano detto che sarebbero venute; ma non importava, il popolo di Arenas sempre è disposto a ricevere degnamente le persone illustri: Madre Antonietta poté prostrarsi davanti alla tomba del Santo patrono e visitare i luoghi santificati dal Santo penitente e domandargli ciò che desiderava per il buon esito dell’ordine Alcantarino. L’opera è grande: ospedali, asili, scuole, residenze universitarie, assistenza ai seminari, opere parrocchiali, missioni… 150 case di suore aperte in Italia, Brasile e Canada, ed ora questa a Arenas, in Spagna. Per tutte loro pregò con fede la Madre generale, inginocchiata nella Cappella Reale nel Santuario di S. Pedro, durante la messa del 19 maggio. Il giorno 21 le venne reso un omaggio nel salone parrocchiale, con una festa letteraria-musicale, realizzata dalle alunne del Collegio Divina Pastora e delle scuole superiori. Erano presenti le autorità locali con il clero e i Francescani. Il padre guardiano le rivolse un discorso di benvenuto e una bambina le offrì un bel ramo di fiori, che simboleggiavano l’affetto e la simpatia con le quali la accoglieva il popolo di Arenas. Nessun altro risultato venne ottenuto da questa visita, se non affettivo. Ma si consolidò il progetto della fondazione: “Intorno alla Cappella del patronato di N. S. de Lourdes, nella biforcazione delle strade di Avila e Talavera, sul terreno ceduto dal Vescovado, si alzerà un ampio edificio destinato a casa di noviziato”. Il giorno 11 febbraio 1964 fu posta la prima pietra dell’edificio; alla celebrazione vi fu gran concorso di popolo, unito alle autorità, al clero e ai bambini del collegio con i loro professori. In una bottiglia furono depositate fotografie della madre generale e delle prime cinque suore venute dall’Italia, una medaglia commemorativa del IV centenario della morte di S. Pietro d’Alcantara ed un’altra del Concilio Vaticano II (che si stava celebrando in quel mentre) e uno scritto in pergamena a ricordo della giornata e della fondazione. Nello stesso anno arrivò la prima novizia. Oltre a svolgere la formazione delle novizie, le suore assunsero la direzione e l’amministrazione dell’edificio contiguo, già edificato, nel quale si svolgevano corsi di esercizi spirituali. Nello stesso tempo seguivano spiritualmente tutto il quartiere di Lourdes, senza dimenticare di svolgere servizio e prestare collaborazione in Parrocchia. Nei primi anni di insediamento delle suore alcantarine ad Arenas, la casa fu anche residenza per le bambine che studiavano nell’Istituto di Arenas e che venivano dai paesi vicini. Oggi ciò che possiamo assicurare è che le suore hanno sempre tenuto aperta la loro casa di Lourdes per ritiri, convivenze, incontri dei catechisti. Negli ultimi due anni due giovani alcantarine sono state inviate in questa casa, insieme a sr. Pasqualina, la superiora: sr. Azucena, una incantevole nicaraguense, e sr. Paola, che ci aiuta a vivere con intensità la liturgia grazie alla sua voce d’angelo accompagnata dalla chitarra. Per coloro che hanno vissuto qui, il nostro ricordo e la nostra preghiera; per coloro che verranno, la nostra accoglienza più affettuosa. Lucidio Sánchez Ortigosa Vita Nostra - pag. 5 (dalle Un gradito viaggio imprevisto testimonianze in archivio – sr . Emilia Di Marino) nella Foto: sr. Emilia Di Marino, sr. Luigina Maggiulli, sr. Chiara Mosca, sr. Teresina Carella, sr. Tecla Garofalo Nel febbraio del 1962 a Casa Madre si parlava con molto entusiasmo del IV centenario di S. Pietro d’Alcantara; per caso mi ci trovai. Spontaneamente avanzai una domanda alla Rev.ma Madre generale: Come mai non ci siamo noi in quella terra ove visse il nostro padre S. Pietro? La Rev.ma Madre generale con un sorriso di certezza, mi rispose: “Da anni è stato sempre questo il mio sogno e la mia aspirazione. Nel silenzio del mio cuore quante volte ho chiesto al Signore che mi concedesse la grazia di vedere le mie figlie svolgere la loro attività in quella terra santa all’ombra della tomba del nostro Santo Padre ed ho piena fiducia che egli perorerà questa causa davanti a Dio. Vi ripeto, ci andremo, siatene sicure. Lo canteremo l’inno di ringraziamento.” A queste fatidiche e consolanti parole, presi animo e chiesi umilmente alla Rev.ma Madre generale di mandarmi al primo convento costruito dal nostro amatissimo Padre San Pietro d’Alcantara. La Rev.ma Madre generale maternamente acconsentì; pag. 6 - Suore Francescane Alcantarine mi benedisse ed io con una gioia segreta nel cuore partii per Napoli. Nell’uscire da casa madre, in via della Cisterna, vicino alla fontana disseccata, vidi un torpedone spagnuolo con la scritta MADRID: grande sorpresa! Il misterioso torpedone mi lasciò al centro di Napoli; era sempre accanto al pulmino della casa San Giuseppe. Nell’animo mio nutrii la certezza che il nostro santo voleva farci il pregiato dono d’incontrarsi con noi alla sua miracolosa tomba. Da anni anelavo di vedere la Spagna per grande devozione e amore al nostro Padre e i miei desideri furono appagati. Una desiderata telefonata: la Rev. ma madre generale mi chiama e mi invita ad andare a Roma e a preparare i passaporti. Insieme a suor Bernardetta disbrigammo tutto: eravamo pronte per la partenza […]. “Ermita de Nuestra Señora de Lourdes” Questa cappella ha le sue origini in una primitiva costruzione assai piccola, tanto da poter contenere solo l’altare, costruita alla fine del XIX secolo (1889). Doña Josefa Sánchez del Arco y Casanova e suo marito Don Joaquin Buitrago, nel 1898, crearono una fondazione che si incaricò di ristrutturare e ampliare questa piccola cappella. Nel 1912 realizzarono una casa attigua ad essa, sui terreni che erano stati fino a quel momento occupati da una vigna di loro proprietà. L’edificio venne destinato a scuola per l’istruzione primaria gratuita dei bambini di Arenas. La fondazione si incaricò anche della manutenzione dell’ermita, il cui patrono ed incaricato era il Vescovo della Diocesi. Il primitivo santuario, già dedicato alla Vergine di Lourdes, era, come già detto, molto piccolo, ma aveva tre finestre ad arco e simmetriche che davano luce alla cappella; nell’ampliamento del 1912, esse furono modificate per rendere possibile la comunicazione tra la casa e la cappella. Dal 1925 la fondazione andò estinguendosi, non avendo più sufficiente dotazione di fondi. L’ermita e la scuola di Lourdes rimasero per alcuni anni abbandonate e dimenticate e nel 1952 il vescovo della Diocesi, Don Santos Moro Briz, offrì il luogo a M. Maravillas de Jesus, perché vi stabilisse la sua fondazione di Carmelitane Scalze, ma M. Maravillas rifiutò. Nel 1954 la fondazione venne giuridicamente modificata e fu trasformata in “Casa di formazione della Pia Unione dei Fratelli Coadiutori Diocesani”, che incentivarono sensibilmente il culto alla Vergine di Lourdes. Finalmente, nel 1962, la congregazione delle Suore Francescane Alcantarine si stabilì in questo luogo. Lucidio Sanchez Ortigosa Vita Nostra - pag. 7 Formazione sull’evangelizzazione Baronissi- di Sr Alessandra Villano “Perché la tua forza non sta nel numero, né sugli armati si regge il tuo regno: tu sei invece il Dio degli umili, sei il soccorritore dei derelitti, il rifugio dei deboli, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei disperati. Fà che la mia parola e l’inganno diventino piaga e flagello di costoro, che fanno progetti crudeli contro la tua alleanza… Dá a tutto il tuo popolo e ad ogni tribù la prova che sei tu il Signore, il Dio d’ogni potere e d’ogni forza..” (Gdt 9, 12-14) Sono proprio le parole di Giuditta che hanno splendidamente coronato i giorni a Baronissi (Sa), e li hanno arricchiti facendoli diventare, non solo giorni di formazione per settore, ma di incontro fraterno, scambio, annuncio, domande, gratitudine, novità… preghiera condivisa! Tutto era “iniziato” solo qualche giorno prima. Ancora una volta convocate dal Vangelo, e riunite dal comune desiderio di annunciarlo, alcune di noi si sono ritrovate dall’8 al 12 marzo nell’accogliente convento SS. Trinità della Provincia salernitano-lucana dei frati minori, e hanno tentato di dare risposta all’invito - provocazione di sr. Ester: “L’annuncio del Vangelo nei luoghi e alle persone pag. 8 - Suore Francescane Alcantarine segnate dal male”. In quest’esperienza di confronto e di ascolto ci hanno guidato 3 voci esperte: don Raffaele Bruno (cappellano del carcere, dalla diocesi di Lecce), la dott.ssa Sidoti Lucia (psicoterapeuta, da Messina), p. Giovanni Ladiana s.j. (dalla diocesi di Reggio Calabria). Con la loro preparazione, con l’esperienza e con la comune passione hanno offerto a noi le chiavi per entrare ancora più in profondità nei luoghi segnati dal male e, stavolta in particolare, abbiamo varcato le soglie del carcere – “luogo sociale che appartiene alla società, dove sempre più si sta carcerizzando il disagio sociale” (così come lo definisce don Raffaele) – ma anche luogo nel quale ci stiamo affacciando da sorelle francescane alcantarine, e che per alcune di noi sta diventando (in modi diversi) un ambito pastorale da percorrere, un campo in cui incontrare nello stesso tempo la rabbia del lupo e la docilità dell’agnello con la possibilità di essere accanto per ri-dire una dignità perduta, per denunciare il Bene. Ad aprirci i portoni blindati del sistema penitenziario italiano è stato don Raffaele, dispiegando innanzi tutto una fitta trama di articoli della Costituzione, del codice di diritto penale, del regolamento attuativo penitenziario ed altri, di cui sono intessute le storie di tante persone che spesso incontriamo e che direttamente o indirettamente hanno a che fare con aule di tribunale, avvocati, case circondariali, arresti domiciliari, g.i.p., p.m., u.e.p.e., interrogatori di convalida, permessi, “domandine”, conta... Parole e sigle che per noi normalmente non hanno grande rilevanza (seppur ci offrano uno spunto per verificarci come libere cittadine cristiane) ma acquistano grande spessore e sono necessariamente da imparare, poiché parlare secondo un linguaggio condiviso è già un bene comune, e conoscerlo diventa davvero la prima forma di servizio per stare responsabilmente accanto a chi ci avvicina e proprio con questo gergo racconta la propria vita o quella di un marito, di un fratello o di un figlio. Questo primo varco ci ha permesso di passare dalle parole alla Parola, e di stare così non solo tra le mura di un carcere, ma in un mondo in cui Dio c’è. Dio, al quale piace giocare a nascondino correndo il rischio che nessuno lo vada a cercare, spesso si nasconde proprio in tante storie brutte, spiegazzate, disordinate, sconvolte e, nella difficoltà di riconoscerLo, si rivela come Colui che è “con”, che era tra coloro che furono annoverati tra i malfattori, che quando hanno fatto la conta era tra coloro che erano da contare… E sfida noi a porre al centro l’ascolto perché se Lo senti gli rispondi. Un modo per rispondere è, alla luce della Parola, individuare, come ci è stato proposto in questi giorni, una pista comune di pastorale carceraria in una dimensione ecclesiale, di popolo, perché anche chi è “dentro” non dimentichi questa appartenenza, e chi è “fuori” possa rinnovare la propria adesione alla Chiesa territoriale. E allora cosa poter fare? Ri-educare? …a cosa? Che cosa è un trattamento? Come assicurare la dignità della persona? E ancora tante altre domande abbiamo messo in campo nella comune riflessione, col sostegno della dott. Lucia Sidoti, e si è cercato di individuare delle strategie e degli strumenti ai quali fare ricorso insieme per accogliere l’arte di aiutare. In un ambiente recluso, fatto di celle, cancelli da superare, la dimensione umana – come possiamo riscontrare ogni volta che incontriamo un detenuto - corre un alto rischio di abbrutimento: spesso si è davanti a persone lasciate “isolate” – forse ancora prima dell’arresto – e che dietro le sbarre possono perdere cognizione dei propri bisogni primari. Spesso proprio la possibilità di lavorare in rete, di ascoltare insieme, si delinea come una risorsa per noi, per portare all’altro un non facile ma concreto aiuto a partire prima di Vita Nostra - pag. 9 tutto dalla sua persona, che si trova a sentire il peso pesante di mura alte e spesse. Stesso peso che anche noi, come loro, come gli abitanti di Betulìa, come Giuditta, sperimentiamo quando gli spazi vitali della nostra vita, sono invasi da altri signori che occupano la cima del monte e le sorgenti d’acqua, e portano le braccia di tutti a infiacchirsi e a fare solo un grande lamento. Ascoltare la Parola di Dio è stato, come lo è ogni giorno, un regalo. Un regalo per essere vivi. P. Giovanni Ladiana ha allargato così l’orizzonte della nostra meditazione, coinvolgendo ognuna di noi nella lettura del libro di Giuditta, da guardare come modello per discernere la chiamata all’obbedienza della fede, per continuare a essere credenti al tempo dell’Impero. Per riconoscere il vero dramma della storia umana: contro la tentazione dell’omologazione, o della sterile rivolta. Ripercorrendo tutta la vicenda narrata, abbiamo seguito la Storia di un popolo che, solo quando si lascia misurare dalla Misericordia di Dio, inizia a danzare; e i passi di una donna che vede la meta non nei suoi gesti (ingannevoli) ma sulla “terrazza” laddove, dopo tutto, torna in attesa del Messìa. Una Storia e una donna nelle quali ritrovarci: ci raccontano e ci descrivono un percorso nel quale ci troviamo noi da quando iniziamo ad aver paura del buio e temiamo di non riuscirci. A noi, che compete essere testimoni del Vangelo, Gesù chiede di essere nemico di qualcuno, e come Giuditta, di mettere le nostre mani a servizio di Dio, per realizzare ciò che ha nel cuore. pag. 10 - Suore Francescane Alcantarine Può la memoria generare futuro? di sr. Barbara Letizia Maffei e sr. Antonella Frisoli Carissime sorelle francescane alcantarine, desideriamo condividere con voi alcune riflessioni che ci stanno accompagnando dopo l’esperienza di presentazione ai corsi di Formazione permanente dei contenuti delle ultime ricerche sulla nostra storia di fondazione. Da parte nostra, vinto l’iniziale timore, possiamo senz’altro affermare che si è trattato di una positiva esperienza di fraternità. E non solo tra noi due, che forse inconsapevolmente ci siamo “abituate” a lavorare insieme in questi anni, coinvolte da una comune passione che, abbiamo scoperto, inavvertitamente trasmettiamo, ma anche con le sorelle che ci hanno pazientemente ascoltato. Francamente ci ha colto impreparate e ci ha stupito l’entusiasmo di tutte voi, coinvolte ed interessate anche ai minimi dettagli dell’esposizione: persino le parti che dubitavamo potessero essere oggetto di interesse, vista la particolarità di indagine che specificavano, sono state accolte benevolmente. Ed ancor più ci ha commosso aver scoperto che per qualcuna è stato l’unico momento nel quale, pur in tanti anni di vita religiosa, è sta- to possibile ascoltare e gustare la bellezza della nostra storia di fondazione. È stata commovente la calorosa accoglienza e la passione per l’Istituto testimoniataci dalle sorelle anziane, che abbiamo “visitato” a casa, proponendo loro un pomeriggio di ascolto dei medesimi contenuti della Formazione permanente. Più volte ci è tornata alla mente l’espressione di Yves Congar relativa all’importanza vitale del “rendere esplicito l’implicito vissuto” con la trasmissione della Tradizione. Abbiamo colto, in sintesi, un diffuso e rinnovato slancio verso l’appartenenza e la passione per la spiritualità alcantarina, che speriamo possa continuare ad alimentarsi. La condivisione dei particolari dello svolgimento delle ricerche con le sorelle partecipanti alla formazione ha reso tutte più consapevoli della necessità di continuare la ricerca d’archivio, lo studio e l’approfondimento, come via maestra per radicare l’Istituto nella chiarezza e nella bellezza delle sue origini storico-carismatiche: crediamo fermamente, ed abbiamo scoperto di non essere le sole, che davvero la memoria può generare futuro. A Santa Croce l’iniziale emergere del materiale librario è avvenuto, per così dire, in modo quasi fortuito nel 2007: sr Antonella, recatasi a C/mare per svolgere ricerche presso l’Archivio Storico Diocesano, si è trovata tra le mani alcuni libri antichi che le sorelle della comunità stavano preparando per allestire una piccola mostra delle origini in occasione della celebrazione del I Capitolo delle Stuoie. Subito si è compresa la preziosità del materiale presente nella Biblioteca, chiusa da anni. Sono emersi testi di ragguardevole importanza, tra i quali i manuali di preghiera di Annunziata Vollono (sr. Maria Michelina della SS. Trinità) e di Maria Luisa Russo (sr. Maria Agnese dell’Immacolata), nonché un buon numero di testi francescani Vita Nostra - pag. 11 e alcantarini ad uso della prima generazione di suore. Nel mese di aprile 2008, durante l’ultimo sopralluogo, la ricerca si è arricchita di ulteriori testi rinvenuti in scatoloni provenienti da altre case (La Spiaggia, Caivano, Roccapiemonte); inoltre testi preziosi sono venuti alla luce da uno dei depositi della stessa casa di Santa Croce. Una parte di suddetti libri erano stati infatti posti in vetrinette utilizzate come librerie all’epoca dei lavori di ristrutturazione della casa, altri raccolti in scatoloni al tempo dello sgombero dei locali della scuola. Era per tutti evidente la necessità di provvedere ad un’adeguata catalogazione e sistemazione del Fondo librario di Santa Croce. E a questo proposito il Signore ci è venuto incontro con una particolare cura. Ci è stata infatti offerta la possibilità concreta di svolgere questo lavoro con l’aiuto di “chi se ne intende”. La nipote di sr. Santina D’Atri, Marta, sta completando gli studi presso La Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari a Roma. Nell’ambito del corso di laurea che sta frequentando sono previsti periodi di tirocinio validi ai fini del conseguimento del titolo di studio. Marta, venuta a conoscenza dalla zia del ritrovamento del Fondo Santa Croce, ha dato la sua disponibilità e quella di due sue colleghe di studi, Marta Amoni e Elisa Romani, per effettuare il tirocinio dovuto proprio con la catalogazione del nostro Fondo. Dopo aver stipulato la necessaria convenzione con l’Università, ecco che il lavoro è incominciato e sta proseguendo. Sotto la guida del prof. Alberto Petrucciani, docente di Teorie e tecniche della catalogazione e classificazione presso l’Università la Sapienza, si è già proceduto alla catalogazione delle sezioni di Ascetica, Francescanesimo e Fondi personali, delle Prime Suore e di Vincenzo Gargiulo. Non pare necessario sottolineare ulteriormente l’importanza che tali ritrovamenti hanno per la nostra Famiglia religiosa in questo tempo dello Spirito che l’Istituto sta vivendo, nel desiderio di ritrovare vitalità e criteri per il discernimento da attingere dalle nostre radici evangeliche, francescane, alcantarine. pag. 12 - Suore Francescane Alcantarine La nostra personale esperienza, viva ed emozionante, nel maneggiare quei testi ci ha permesso di entrare non solo nel tempo storico, ma in qualche modo nel cuore e nei desideri di chi li ha posseduti, letti, studiati, pregati. E crediamo di poter dire che siano i protagonisti stessi delle nostre origini a guidarci benevolmente oggi nel ritrovare ciò che tra le loro mani è passato, così che noi, a nostra volta, possiamo ritrovare noi stesse in ciò che essi hanno voluto consegnarci. Siamo consapevoli che la realizzazione della risistemazione dell’Archivio e del Fondo librario di Santa Croce necessitano dell’investimento di energie, denaro, tempo, dedizione, persone. Ma siamo altrettanto consapevoli che le opportunità e le responsabilità che la nostra Famiglia religiosa intravede guardando al proprio futuro non potrebbero generare vita se non radicate in quella vitalità da cui essa stessa ha preso origine e che oggi si manifesta a noi concretamente anche sotto l’aspetto di tanti, vecchi, polverosi ma preziosissimi libri. Grazie. Missione Francescana in Carcere Casa Circondariale di Perugia CAMMINANDO CON S. FRANCESCO Anche se questa immagine potrebbe suggerirlo, in realtà, non è la pubblicità di un nuovo negozio di scarpe! Qualcuno ha immaginato così a colpo d’occhio! Ma si tratta di qualcosa di molto più grande, che dal 17 al 20 marzo ha fatto entrare una nuova LUCE nella Casa Circondariale di Perugia. “Ali per poche ore”: così le detenute hanno definito la Missione ricordando i giorni trascorsi in compagnia di frati, suore, laici, che sono entrati per incontrarle, parlare con loro, confrontarsi, per portare compagnia e allegria. Don Saulo Scarabattoli (cappellano della sezione femminile), Fra Beppe Prioli (della Provincia dei Frati Minori del Veneto, per l’occasione venuto in nostro aiuto con alcuni volontari), altri frati Minori dell’Umbria, la Direttrice del carcere, gli educatori, il personale di Polizia Penitenziaria, i detenuti stessi e non per ultimo il Vescovo di Perugia mons. Gualtiero Bassetti hanno accolto e reso possibile la realizzazione della Missione Francescana Diocesana come un sogno, nonostante le non poche difficoltà, incertezze, scetticismi e timori che si sono continuamente accampati lungo il cammino di preparazione. “Non sapevamo proprio cosa potesse essere questa Missione, avevo immaginato di conoscere qualcuno di nuovo ma non credevo che fosse un’esperienza così bella. Tutti quelli che sono venuti da noi in questi giorni sono stati molto bravi, simpatici, e ci hanno portato tanto rispetto. È strano che qualcuno si interessi così a noi Questi giorni sono stati proprio la dimostrazione che il Bene fa bene al male! –affermano le detenute- abbiamo vissuto un incontro molto importante per noi, è stato un buon esempio, la presenza dei missionari in questi giorni ci ha testimoniato tanto bene, e in fondo abbiamo trovato che c’è sempre la Parola di Dio. Vogliamo dire GRAZIE a tutti loro, uno per uno, ci sarebbe piaciuto farlo nei giorni che erano qui anche solo offrendo una tazzina di caffè… ma non ci è stato possibile!”. Un momento della Missione che ha davvero riunito e ci ha permesso di raggiungere tutti è stata la Celebrazione Eucaristica che si è svolta sabato mattina contemporaneamente nei 4 cortili della sezione maschile, e nel pomeriggio nella sezione femminile: quest’ultima presieduta dal Vescovo, che con grande gioia e familiarità ha condiviso questo tempo e questo spazio dandoci anche spunti di preparazione per la prossima Santa Pasqua. “E’ stato proprio come se venisse a trovarci Gesù. Il momento più bello? Quando il VescoVita Nostra - pag. 13 vo ha fatto il segno della croce sulla fronte della mia bambina, che sta qui con me.” La Santa Messa è stata rallegrata con i canti di tutti i “colori” presenti: Nigeria, Paraguay, Santo Domingo, Polonia, Brasile, Italia, Bosnia, Serbia, Croazia, Romania… ognuno ha fatto un passo, ognuno con le proprie scarpe… A distanza di qualche mese iniziamo a vedere cosa è nato da quei quattro giorni intensissimi. Alcuni volontari hanno iniziato a curare un servizio di corrispondenza con i detenuti rimanendo in contatto con quelli che avevano potuto conoscere in quei giorni o rispondendo a quelli che hanno colto questa nuova possibilità per creare nuove relazioni. In seguito alla richiesta di missionari che hanno fatto per la prima volta questo genere di esperienza e grazie alla disponibilità di molti altri “esperti”, si è pensato ad un corso di formazione per volontari in carcere. pag. 14 - Suore Francescane Alcantarine Il corso “Ero carcerato e mi avete visitato” si svolgerà dall’11 maggio al 10 giugno in collaborazione con l’Associazione Perugina di Volontariato della Caritas e affronterà da più punti di vista questo particolare ambito di servizio. Ancora con le nuove possibilità di conoscenza e di collaborazione nate durante la missione stiamo cercando di proseguire in questo servizio, non sempre facile e gratificante; ascoltando insieme, quel grido dei detenuti, oltre le sbarre “passate da noi…”, ci sentiamo ogni giorno invitate ad assecondare la GRAZIA e a continuare a “camminare con Francesco”. sr. Alessandra Villano sr. Michela Letizia Miccioni ANCHE NOI ALLA NOTTE DEGLI ANGELI Se un tempo dicendo “Notti bianche” era più naturale il link “Dostoevskij”, di certo non è più così per i giovani del terzo millennio che da quasi dieci anni hanno trasformato un’iniziativa culturale in un vero e proprio rito. Nata nel 1997 a Berlino con l’intento di invitare a vivere l’ambiente cittadino nell’atmosfera della cultura contemporanea, l’iniziativa della “notte bianca” ha trovato il suo successo a Roma nel 2004 dove ha registrato un milione e mezzo di presenze soprattutto tra i giovani al di sotto dei 35 anni. Questa opportunità culturale si è diffusa a macchia d’olio nei centri urbani italiani, ma se da una parte offre la possibilità di accedere a manifestazioni artistiche al chiaror delle stelle, dall’altra il rischio dello “sballo” non passa indifferente. E di fronte a queste folle che fanno dell’arte un culto, germoglia nel cuore una domanda: che cercate nella notte? O meglio, Chi cercate? Nel tentativo di dare una risposta a questa domanda, don Mimmo, della parrocchia Maria SS. di Costantinopoli, ha offerto la possibilità ai giovani di Bitritto di vivere, nella notte tra il 25 e il 26 settembre, una notte bianca alternativa, la Notte degli Angeli, un’iniziativa che ha nel suo DNA le stesse caratteristiche della notte bianca, ma che ha voluto riempire di un senso profondo il vegliare sotto le stelle! Infatti non è mancata l’arte nelle sue molteplici forme: da quella cittadina, offerta da piazza Aldo Moro e che era possibile contemplare al bordo di un risciò, a quella musicale, espressa nel concerto di chiusura tenuto dalla Grande Orchestra di fiati “G. Semeraro”, a quella “astrale”, che era possibile catturare attraverso dei modernissimi telescopi posizionati al centro della piazza. A dare un tono di colore particolare all’evento c’erano, al posto delle grandi boutique aperte fino all’alba, dei piccoli stands in cui diverse associazioni umanitarie hanno esposto informazioni sulla propria opera e prodotti di vario tipo. Tra il banchetto dell’associazione “Ala di riserva” e quello del commercio Equo e Solidale spiccava in modo inaspettato un’immagine del crocifisso di san Damiano con su scritto “IL SIGNORE TI DIA PACE”…ad accogliere quanti venivano attratti da Lui, un tavolino sovraccarico di libri e quattro suore e una postulante a caccia di giovani, armate di un solo biglietto: chiaramente quello del ProgetVita Nostra - pag. 15 to Giovani 2010/2011 di Palese! È stato bello per me partire senza sapere cosa avrei fatto e ritrovarmi ad accompagnare altri nella ricerca del senso del nostro vegliare insieme! E se nel corpo la timidezza regna sovrana, dallo spirito è sgorgata una forza inaspettata che mi faceva rincorrere i passanti, per invitarli ad attendere con noi. E proprio l’attesa ha raggiunto l’apice nel cuore della serata, in cui abbiamo vissuto un modo “altro” di stare insieme, un modo nuovo di attendere l’aurora…la veglia di preghiera! Animata dalle nostre suore e dai frati minori di Bitetto, “la voce delle sentinelle” è stato un vero e proprio peregrinare notturno verso l’Incontro, l’unico incontro capace di colmare il vuoto delle tanti notti bianche che appesantiscono le nostre vite, l’unico incontro che può saziare la fame e la sete di ogni giovane in ricerca. Ma i veri “animatori” della serata sono stati gli angeli che, mandati da Dio a portare il lieto annuncio e a vigilare sul nostro cammino, ci hanno custodito nella veglia e ci hanno ricondotti a Lui, permettendoci di unirci al loro coro, di invocare con loro il Dio Custode, il Dio che non abbandona nelle tenebre della notte, perché “non si pag. 16 - Suore Francescane Alcantarine addormenta, non prende sonno il custode d’Israele” (Sal 120,4). Con il ritrovarci lì per Lui, ci siamo riconosciuti come concittadini dei santi e familiari di Dio, come non più appartenenti al mondo, ma a Cristo. Scegliendo di vivere in questo modo la nostra “notte bianca”, abbiamo riposto in Lui ogni nostra speranza, nella fede che davvero il Signore è Provvidenza, perché con Elia possiamo accogliere l’invito dell’angelo a prendere cibo e a riprendere il cammino, certi che c’è il Padre a guidare i nostri passi! “Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb” (I Re 19, 8). Flavia - postulante A l’Aquila, località La Torretta, è stato inaugurato, alla presenza dell’arcivescovo della città S. E. Mons. Giuseppe Molinari, di sr. Amalia Coluccia, di sr. Veronica Tardio e di sr. Marisa Carù, il Centro per minori “Stella Polare”, realizzato dalla Caritas Italiana ed affidato ad una nostra comunità, costituita da sr. Pia Ammirati e sr. Oliva Lombardi (nel mese di settembre si è unita a loro Sr. Anna d’Arco, n.d.r). Le nostre sorelle collaboravano con la Caritas diocesana de l’Aquila già prima del terremoto, soprattutto per la cura dei giovani attraverso servizi di accoglienza e di carità. L’opera è costituita da due strutture attigue: una destinata all’accoglienza della comunità religiosa, l’altra occupata dalle attività del Centro “Stella Polare”. Anche se ormai ad alcuni mesi dal terremoto, il centro consentirà l’avvio di un servizio rivolto ai minori sul territorio, attivato in collaborazione con l’Arcidiocesi di l’Aquila, l‘Ordine dei Ministri degli Infermi–Camilliani, IMR (Italian Medical Research) e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Sono quattro le principali attività del centro: la ricerca (Progetto “Rainbow”) condotta su un campione di 7.200 bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni per verificare gli effetti dello stress posttraumatico causato dal terremoto; l’attività di formazione rivolta ai pediatri di famiglia ad insegnanti, educatori e animatori giovanili; l’apertura di uno spazio di aggregazione (ludoteca, biblioteca) e un servizio di diagnosi e cura degli effetti da stress post-traumatico sui minori. Si prevede inoltre l’attivazione di iniziative sul territorio di animazione e presa in carico dei giovani, attraverso le parrocchie, le associazioni, le realtà di aggregazione presenti. la Redazione Vita Nostra - pag. 17 INSTITUTO S. ANTONIO DE PADUA = ISAP EM FESTA! L’UNOPAR – UNIVERSITA’ DEL NORD DEL PARANA’, sessione staccata che funziona a Itabirito, in partnership con l’Istituto S. Antonio di Padova, della Congregazione delle Suore Francescane Alcantarine, con gioia e soddisfazione, ha realizzato, il giorno 20 agosto, la sua prima cerimonia ufficiale di Laurea delle prime classi di Tecnologia in Gestione Ambientale e Tecnologia in Risorse Umane. autorità educative, professori, funzionari e l’onorevole deputato Jayro Lessa. Questo evento è stato una gran gioia per noi! Quello che era un sogno è diventato realtà. La congregazione delle Suore Francescane Alcantarine, ancora una volta, ha dato il suo valido contributo per la qualità dell’insegnamento a Itabirito. E, quello che è più importante, ha dato l’opportunità e l’accesso all’Università a quelle persone che non l’avevano, sia perché lavoravano tutta la giornata, sia perché non potevano viaggiare per frequentare un’Università, sia perché le rette erano troppo alte. L’atto solenne è iniziato alle ore venti, con trasmissione diretta da Londrina (Paranà), via satellite, in tempo reale. La solennità locale è stata presieduta dal direttore del Polo Itabirito, Prof. Renilson Luis Barbosa da Silva. L’insegnamento a distanza (EAD), lavora secondo il tempo dell’alunno, tiene conto delle I familiari e gli invitati dei “laureandi” hanno sue necessità, possiede una retta che è a partecipato, nella Sala Agora, all’emozionan- portata di tutti, perciò noi diciamo che questa te cerimonia che ha avuto l’illustre presenza modalità di insegnamento, nella nostra istitudelle rappresentanti della Congregazione zione, è nata come filantropica. delle suore Francescane Alcantarine: la Superiora Provinciale Sr. Iara Maria Iorio, la su- Abbiamo fatto una campagna pubblicitaria per periora locale Sr. Idelfonsa Xavier da Silva, iniziare adesso il Corso di “Pòs-graduaçao” e pag. 18 - Suore Francescane Alcantarine apriremo quattro corsi: Diritto Ambientale, Psicopedagogia Istituzionale, MBA in Gestione di Persone e MBA in Gestione di Affari. Abbiamo un totale di 59 alunni; è stata una grande vittoria! Chiedo le preghiere della comunità, affinché possiamo portare avanti questo progetto e dare la possibilità alle persone di migliorare la propria vita e quella delle comunità alle quali appartengono. Auguri! Per la Equipe UNOPAR Prof. Renilson Luis Barbosa da Silva Istituto S. Antonio di Padova - Itabirito Vita Nostra - pag. 19 OBRIGADA IRMÃ AMALIA! VISITA CANÔNICA – TEMPO DE GRAÇA E RENOVAÇAO E’ stato per noi una gran gioia poter accogliere Madre Amalia dopo tre anni; tre anni sono tanti e l’aspettavamo con ansia, ricordando i suoi consigli, la sua premura, la sua tenerezza, la sua capacità di ascolto e di voler bene! Benvenuta, Madre querida! Abbiamo condiviso la nostra vita: sentimenti, aspettative, desideri e timori; anche le gioie e le motivazioni per continuare la missione nella Chiesa, per il Regno, come persone consacrate. Per essere fedeli alla nostra vocazione e missione, dobbiamo essere radicate in Cristo, crescere nella Sua sequela, affinché possiamo esclamare come Paolo “Per me, il vivere è Cristo” (Fil 1,21): questo è stato il tema centrale della visita della nostra carissima Madre Amalia. La ricerca è personale, ognuna si deve impegnare a crescere nella consegna totale di sé a Cristo, altrimenti non c’è una vera sequela. La nostra conformità a Lui sarà vera, se partiamo da questo impegno per poter agire come Lui, vivere come Lui, e così realizzare la missione che Lui ci ha affidato nella Chiesa, nel mondo, nell’Istituto, dando i frutti che Lui aspetta da ognuna. Che il Signore ci illumini in questa strada esigente, ma possibile, per una vera conversione e conformità al nostro Dio e Signore Gesù Cristo. Nei lunghi viaggi da una parte all’altra, per incontrare le Fraternità, la Madre ha con pag. 20 - Suore Francescane Alcantarine statato, ancora una volta, che visitare 13 comunità in due mesi è una vera “corsa” e per mancanza di tempo, non si riesce a stare con calma e partecipare davvero della vita delle sorelle; speriamo che la prossima volta avrà più tempo a disposizione! Madre Amalia è stata accompagnata dalla Provinciale Sr. Iara Maria Iorio che l’ha aiutata nella compilazione dei verbali e nelle traduzioni per gli incontri fraterni. In questo tempo di assenza dalla nostra Provincia, tante cose sono state fatte o portate a termine e Madre Amalia ha potuto constatare le conquiste e gli sforzi fatti da tutta la Fraternità provinciale: l’unificazione della contabilità nella Provincia, dopo quasi tre anni di intenso lavoro, guidate da un fratello Marista; il Progetto unico per tutte le nostre scuole, basato sul Carisma; la ristrutturazione dell’Educandario S. Pietro d’Alcantara, trasformato in una scuola gratuita per i bambini più poveri; l’aver finalmente venduto l’Ospedale S. Francesco, di Marilia, sono alcune delle “novità” trovate dalla Madre riguardo al nostro servizio apostolico. Accompagniamo Sr. Amalia con la nostra preghiera e il nostro affetto e ringraziamo la sua disponibilità nell’ascoltare ognuna con la serenità e la tranquillità di sempre. Provincia Nossa Senhora Aparecida Brasile nelle foto: Sr Amalia in visita in alcune comunità in Brasile Vita Nostra - pag. 21 Pre-escolar Francisco Lopez - Rio Blanco – Nicaragua Con gioia comunichiamo ai lettori di Vita Nostra, ed in particolare ai benefattori delle nostre missioni ad gentes, che la costruzione della scuola a Rio Blanco sta proseguendo e, speriamo presto, verrà ultimata. I locali sono già utilizzati dai bambini, che ora possono godere di spazi e arredi scolastici migliori rispetto al passato. A tutti coloro che hanno in vario modo contribuito e sostenuto con la preghiera questa iniziativa, il nostro grazie! Errata Corrige: nello scorso numero di Vita Nostra sono state date informazioni inesatte circa l’apertura della nostra missione in Nicaragua. Le suore, 3 italiane e una brasiliana, arrivano nel Paese nel 1980 pag. 22 - Suore Francescane Alcantarine SR. LEONILDE CARAVELLA NELLA LUCE DEL VOLTO SANTO DI MANOPPELLO Il 14 settembre, Festa dell’Esaltazione del- la Santa Croce e solennità per l’Istituto Alcantarino, che ricorda in questo giorno l’Aggregazione al Terz’Ordine Francescano, si è svolta a Manoppello, davanti ad un buon numero di cittadini ed alle autorità locali, la presentazione del libro “Sr. Leonilde Caravella nella luce del Volto Santo di Manoppello”. Il volume, curato dal prof. Matteo Stuppiello, presenta la figura di questa nostra sorella e l’opera da lei svolta nella città di Manoppello. A delineare i tratti di questa donna semplice ma di fede profonda e radicata nella devozione sincera al Volto Santo, sono stati Mons. Bruno Forte, Vescovo di Chieti-Vasto, e la prof.ssa Giustina Specchio. Presenti anche il Presidente dell’Amministrazione provinciale di Pescara, dott. Giorgio De Luca, e il Sindaco di Manoppello, sig. Gennaro Matarazzo. Mons. Forte, in un ricco e profondo intervento, ha ricordato che Sr. Leonilde ha operato per ben 42 anni come educatrice dei fanciulli nella Scuola materna gestita dalle Suore Alcantarine a Manoppello, trasmettendo i valori e l’educazione cristiana a più generazio- ni e affascinando le persone che incontrava con la passione e l’amore al Volto di Gesù, con il quale si intratteneva in dialoghi affettuosi e dal quale riceveva il particolare dono del discernimento spirituale, a lei riconosciuto da tutti coloro che, in vario modo, avevano occasione di conoscerla e di chiedere la sua intercessione presso il Volto Santo. La prof.ssa Specchio ha ricostruito i tratti biografici di sr. Leonilde, originaria di Cerignola (FG), dalla scoperta della vocazione religiosa fino al pellegrinaggio che, nel 1915, la porta a Manoppello, luogo dell’incontro con l’Amato Volto, dal quale non si staccherà più, fino alla morte avvenuta nel 1958 dopo lunga malattia. Esprimendo sentimenti di gratitudine e orgoglio per la santità semplice e concreta riconosciuta alla nostra consorella, sr. Mariella Verani, Superiora provinciale della Provincia S. Francesco d’Assisi, ha sottolineato che la pubblicazione del volume biografico su sr. Leonilde costituisce «un prezioso frammento della nostra memoria e del bene che le Suore Francescane Alcantarine hanno seminato a Manoppello». La nostra consorella è Vita Nostra - pag. 23 stata presenza umile e discreta, ma inserita nel territorio, tanto da svolgere anche un prezioso e nascosto servizio a livello sociale, contribuendo a trasmettere a generazioni di giovani donne l’arte artigianale del produrre i tipici fiori di carta, ricami al tombolo, merletti e ventagli devozionali con figure religiose, molte delle quali dedicate al Volto Santo: manufatti di particolare finezza, che hanno inciso e caratterizzato nel tempo la specificità artigianale del piccolo borgo, come ha sottolineato il dott. Vito Giovannelli nella pubblicazione “Artigianato in convento”, edita dalla Associazione Culturale Contea di Manoppello. Sr. Leonilde si pone dunque davanti noi come donna capace di stare accanto alla gente con semplicità, serenità, serietà, con i tratti cioè della santità francescana alcantarina, della quale si presenta come testimone esemplare. Le suore che l’hanno conosciuta ricordano che si rivolgeva familiarmente al Volto Santo, chiamandolo «la Faccia Bella»: la nostra piccola sr. Leonilde, alta poco più di un metro e venti, non appariscente né colta, rifulgeva di una Bellezza tanto amata quanto contemplata e per questo capace di attirare a Dio tante persone. «La preghiera è potenza dell’uomo e debolezza di Dio»: dando fiducia a questa affermazione di S. Agostino, sr. Mariella ha concluso il suo intervento affidando la città di Manoppello e la nostra fraternità alcantarina alla preghiera di sr. Leonilde, donna piccola ma certamente potente agli occhi di Dio. Sr. Barbara Letizia Maffei, Sr. Mariella Verani nella foto a sinistra: sr. Mariella Verani con il dott. De Luca nella foto in alto: al centro la prof.ssa Di Donato nella foto sotto: sr. Mariella Verani, sr. Alfonsina Luciani e il sindaco di Manoppello nella foto in basso: S. E. Bruno Forte, vescovo di Chieti pag. 24 - Suore Francescane Alcantarine Shoqeria e Animatoreve Shqiptare Tirana il 04. 09. 2010 Nel mondo in cui oggi viviamo è difficile pensare agli altri. Ciò che ci insegnano è pensare solo a se stessi. E facendo una cosa del genere dimentichiamo coloro che si trovano nelle situazioni più difficili di noi. È difficile trovare persone che davvero si prendono cura e hanno compassione per gli altri. Però noi abbiamo visto come le suore di Babice, fanno questa cosa. Esse hanno sacrificato e hanno dedicato la loro vita per aiutare gli altri ed amarli. Le suore da tanti anni lavorano nel villaggio di Babice, vicino alla città di Valona, che si trova nel sud dell’Albania. Il contributo che loro danno alla comunità di Babice è da ammirare. Tanto che anche la stessa gente del villaggio dice che tante cose sono migliorate con l’arrivo delle suore e loro godono il rispetto e l’amore di tutto il villaggio. Da più di 6 anni l’Associazione degli Animatori Albanesi (SH.A.SH) (volontari della Caritas Albania), ha stretto un forte legame con queste suore. Infatti, SH.A.SH opera con tutte le comunità delle diocesi dell’Albania (circa 150), ma queste suore sono veramente per noi le migliori, e per noi sono le prime della classifica! Tutti gli animatori dicono che le suore di Babice hanno qualcosa di speciale. Infatti tutti aspettano ansiosi di andare ad aiutarle. La missione di SH.A.SH è di promuovere la figura dell’animatore: una persona piena di vita, solidarietà e desiderio di aiutare gli altri. Il nostro servizio si estende oltre le comunità religiose anche nelle carceri, nei centri per anziani, negli ospedali pediatrici ecc. I ragazzi di SH.A.SH, in collaborazione con le suore, organizzano 2 o 3 campi all’anno con i bambini del villaggio. Questa è una buona opportunità per tutti coloro che hanno iniziato la loro strada verso l’animazione. Ogni volta che andiamo a Babice facciamo tutto ciò che è possibile per aiutare queste suore con servizi vari e non solo con l’animazione. Il grande desiderio che gli animatori hanno di aiutarle viene dal fatto che tutti sentono la bontà, l’attenzione e l’amore che queste suore mostrano non solo verso la gente del villaggio ma anche verso ogni persona che visita il loro centro. Anche il lavoro che svolgono ci stimola: infatti anche noi cerchiamo di diventare persone migliori e di aiutare coloro che hanno bisogno. Esse sono veramente gli occhi, le orecchie, i piedi e le mani di Dio in quella comunità, mostrando con le opere a tutti l’amore che il Padre ha verso di noi. Senza dubbio per gli animatori di SH.A.SH. sono e resteranno le migliori suore del mondo. Bruna Nicka Animatrice Shoqeria e Animatoreve Shqiptare Vita Nostra - pag. 25 Gita Comunitaria Fraternità “Stella Maris” Cerca di compiere, con molto impegno, quello che riesci a fare quaggiù. Perché nell’aldilà, dove andrai, non si lavora e non si fanno progetti, non c’è né scienza e né sapienza (Qo 9,10). Per noi sorelle di “Stella Maris”, è un grande dovere ringraziare e pregare per la nostra animatrice di provincia sr. Rita Senatore e la nostra animatrice di fraternità sr. Rosina Di Molfetta perché non tralasciano nulla per rendere serena e, felicemente visibile, la nostra età avanzata. E’ proprio vero che l’incontro con la “Parola” apre alla contemplazione, la contemplazione alla preghiera e la preghiera all’azione che coinvolge con il fascino dell’amore. Ed è da questo amore, tradotto in azione, che noi, fraternità “Stella Maris”, ci sentiamo guidate e coinvolte per vivere in pienezza d’amore la nuova giornata che la bontà misericordiosa di Dio ci dona. E’ la forza dell’Eucarestia che mette nel nostro cuore il desiderio di appartenere all’Amore divino, di divenire amore, di essere carità, di essere per amore pronte a donarsi, a soffrire, a diventare perdono e a saper ricominciare. Viviamo con serenità i vari impegni, programmati ogni anno nel Progetto comunita- pag. 26 - Suore Francescane Alcantarine rio ed accogliamo con gioia tutto ciò che viene comunicato, circa i vari avvenimenti che si svolgono in Italia e nei luoghi di missione ad gentes, da parte delle sorelle responsabili, come pure la “formazione permanente”, che ci dona momenti forti di spiritualità, da farci sentire vive ed operanti nella vigna del Padre. Lo Spirito Santo, fuoco ardente di luce e calore ci darà passione per una profonda intimità con il Signore per rimanere nel suo amore ed esserne la trasparenza. A completare la gioia del vivere insieme, ogni anno ci viene donato un momento intenso di fraternità, che ci vede trasformate in “turiste improvvisate” pronte a salire su pullman speciali (per mettere a proprio agio) anche le sorelle impedite nei movimenti. La gita annuale è un avvenimento, per noi, veramente emozionante. Quest’anno la scelta è stata la visita o pellegrinaggio alla Basilica Madonna delle Grazie a Benevento, costruita per adempiere il voto della città, salvata durante l’epidemia del colera nel 1836/37, elevata a Basilica minore dal Pontefice Pio XII. Il 21 giugno 1893 la statua della Madonna fa l’ ingresso solenne nella Basilica e viene collocata sull’altare maggiore e, il 16 giugno 1961, viene consacrata dal Cardinale Donato Maria Dell’Olio, arcivescovo di Benevento che, concede il privilegio dell’indulgenza plenaria a coloro che in tale giorno si recano nella Basilica per pregare e partecipare alla celebrazione Eucaristica. Come non pensare ad un privilegio della Madonna delle Grazie, il trovarci proprio in questo giorno ai suoi piedi nella Basilica. Senza nulla sapere della particolare grazia spirituale, la Superiora, Suor Rosina, ha stabilito proprio il 16 giugno la particolare giornata di fraternità. Non si poteva desiderare di più, ne’ di meglio perché anche la natura ci ha accompagnate con un “venticello gradevole” che ha facilitato i nostri movimenti e le varie soste per visitare i luoghi e i giardini che circondano la Basilica. Che dire poi della calorosa accoglienza dei Padri custodi della Basilica? Al nostro arrivo tutto era pronto per farci ristorare e rinfrancare dalla stanchezza del viaggio. Alle ore 11 abbiamo vissuto, con tanto entusiasmo e gioia spirituale, il momento centrale del nostro pellegrinaggio: la celebrazione Eucaristica, resa più solenne dai canti, accompagnati dall’organo dal giovanissimo Padre Michele. Anche il ristorante “La Rossella” ha contribuito a dare gioia e serenità, mediante l’accoglienza calorosa del Direttore e collaboratori, con la bellezza e stile particolare dei locali, con l’eleganza del personale assistente e con un pranzo preparato con gusto e finezza, adatta ai particolari clienti: sorelle di una certa età, per la prima volta presenti in un elegante ristorante. Ha concluso l’ottimo pranzo un gelato, preparato in un cono a forma di rosa, squisitissimo ed un caffè, con l’aggiunta di un limoncello, per chi lo gradiva, per una buona digestione. Di meglio non si poteva avere. Tutto è andato benissimo perché l’organizzazione della gita è stata curata nei minimi dettagli. Anche affidare ad alcune sorelle più giovani, venute da altre fraternità della provincia, una sorella anziana per l’intera giornata, è stata un strategia fatta con il cuore e con l’intelligenza delle responsabili, perché hanno dato sicurezza e serenità in tutto ciò che si doveva decidere al momento opportuno. Anche il percorso nel pullman, durante il viaggio è stato spiritualmente arricchente perché si è pregato, cantato, meditato e contemplato guidate dalla carissima consigliera prov.le Suor Carmelina Sansone e la junior Suor Maria Rosaria Fine, già presente, da un anno, nella nostra fraternità. Non è mai mancata l’attenzione vigile ed attiva della nostra animatrice Suor Rosina Di Molfetta e della provinciale Suor Rita Senatore, sulle quali, in particolare è pesata la grande responsabilità dell’intera giornata fuori casa. Prima del rientro, a metà viaggio, una gradevole sosta a Solopaca, casa di riposo per anziane laiche, dove la Superiora Suor Beatrice Ruggeri e la fraternità ci attendevano con gioia. Meraviglioso l’incontro: baci, abbracci, strette di mano e sorrisi, segni di tanta tenerezza e profonda amicizia di tempi trascorsi insieme a Suor Beatrice, che felice, si avvicinava ora a l’una, ora all’altra dimostrando la gioia di rivederci, come quando, provinciale, lo faceva a “Stella Maris” nei momenti opportuni: Natale, Pasqua, onomastici, compleanno, ecc. delle sorelle e della Superiora. Intanto consumavamo bibite fresche, dolcetti, frutta fresca ecc. preparate per rifocillarci. Dopo due ore di sereno e gioioso soggiorno, con le sorelle e le nonnine, contente di vedere tante Suore, abbiamo fatto rientro a Stella Maris. Siano rese grazie a Dio per quanto ci ha donato e per il bene fisico, morale e spirituale che ne è derivato e che ancora ne potrà seguire con l’aiuto della nostra specialissima Madre Maria. Sr. Beniamina Mossuto Vita Nostra - pag. 27 CELEBRANDO NUESTRAS FIESTAS PATRIAS ca desde Guatemala hasta Costa Rica, ésta es llevada a pie y de mano en mano por los mejores alumnos de los Colegios en cada Departamento y municipio del país. Estimadas hermanas en el presente artículo deseamos compartirles como celebramos los nicaragüenses nuestras fiestas patrias. Con la llegada del mes de Septiembre se nos abre una nueva oportunidad para recordar a nuestros héroes y heroínas que entregaron sus vidas por amor a Nicaragua, tierra de lagos y volcanes. La Comunidad de Río Blanco, vive intensamente estas fiestas haciéndose presente en todas las actividades que el Ministerio de Educación organiza para este mes. Nuestro Colegio (Francisco López Mendoza) es representado por un grupo de estudiantes que con sus instrumentos musicales reafirman su identidad y sentido de pertenencia. La inauguración de las fiestas se realiza el primero de septiembre con un acto, donde participan todos los centros educativos con sus alumnos, docentes, y bandas musicales. Otro momento significativo es el paso de la antorcha que recorre toda Centro Améri- pag. 28 - Suore Francescane Alcantarine El punto culminante de las celebraciones patrias se alcanza los días 14 y 15, durante los que se celebra la batalla de San Jacinto, ganada por el ejército nacional contra invasores filibusteros norteamericanos en 1856, y la declaración de Independencia de la provincia Centroamericana de la corona Española, acontecida en 1821. El 14 de septiembre se lleva a cabo el Acto Central que da inicio en las primeras horas de la mañana, es una fecha en la que toda la población se hace presente. También se realiza el desfile donde todos los centros educativos de la ciudad, ofrecen al público presente las diferentes presentaciones adornadas de música y coreografías rítmicas. Nuestras fiestas culminan el 15 de Septiembre con la lectura del Acta de Independencia de Centroamérica. Celebrar cada año estas festividades es recordar que estamos continuamente invitadas/os a sentirnos parte de la construcción de una Nicaragua que mantiene viva la Cultura, ama su música y honra a sus héroes y heroínas. Una Nicaragua que necesita de la colaboración de todas/os para llegar a alcanzar sus sueños como nación. Agradecemos profundamente esta oportunidad donde podemos compartir parte de lo que somos y queremos celosamente seguir cultivando en nuestros estudiantes, grupos parroquiales y pastorales con los que trabajamos en las diferentes fraternidades presentes en Nicaragua. Profundamente agradecidas por el espacio Hermanas de la fraternidad de Río Blanco Una sorella in Cielo Il 29 aprile 2009 è tornata alla casa del Padre Lucia Petaccia, una donna cara alla nostra fraternità di Manoppello per il tanto bene profuso verso le nostre suore in lunghi anni di condivisione di vita. La redazione di Vita Nostra si unisce al cordoglio della nostra fraternità e si affida alle preghiere di questa nostra “sorella” discreta e operosa, certa che il Padre del Cielo l’ha accolta tra le braccia della sua misericordia. La spiritualità del grazie - Dire grazie è come veder splendere il sole, è come respirar Dio e respirar in Dio. - Il grazie esprime insieme la meraviglia e la gioia dell’incontro con Dio E con le sue creature. - Il grazie è la melodia dell’amore riconoscente, ma anche un’ala aperta per lo slancio nel futuro. - Il Grazie è la preghiera più alta e profonda. Gli uomini riconoscenti sono come campi fecondi; restituiscono dieci volte tanto quello ricevuto. - Il ringraziamento da’ senso ai beni naturali e valorizza quelli soprannaturali, illumina anche il dolore e le tribolazioni della vita alla luce della fede. - Il ringraziamento diventa energia vitale, che con le parole e il canto, il gesto e la testimonianza, parla di Dio agli uomini: lo esalta, lo rivela, lo ama in tutte le sue creature. - Il ringraziamento infonde un cuore nuovo, crea e moltiplica sentimenti e movimenti di bontà, di cui il mondo d’oggi ha insieme bisogno. Sr. Alfonsina Luciani Vita Nostra - pag. 29 Auguri alle nostre Postulanti!!! La nostra Famiglia religiosa ringrazia incessantemente il Signore per il dono di nuove giovani che desiderano sperimentare più da vicino e nella concretezza del quotidiano l’ideale della vita alcantarina. Il 10 marzo 2010 Adriana, Elisabetta, Flavia, Maria, Marialisa, Micaela, Rosaria, Sara, Valentina F., Rosalia e Valentina S. hanno celebrato con un semplice rito il loro ingresso in postulato. Dopo alcuni giorni si è unita a loro anche Martina, dopo il tempo di esperienza vissuto presso la comunità Stella Matutina. Affidiamo tutte loro e sr. Loriana Torelli, chiamata ad accompagnarle nel discernimento, alla protezione materna di Maria, nostra specialissima Madre. pag. 30 - Suore Francescane Alcantarine Mentre è in stampa questo numero di Vita Nostra, le postulanti sono già impegnate con il tempo loro proposto di esperienza apostolica nelle fraternità. Buona esperienza!! ti consacrerò per sempre...! “Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano” Gv 10,28 SABATO 24 APRILE 2010 La Famiglia Francescana Alcantarina esprime con gioia il suo ringraziamento al Signore per la Professione perpetua di: Sr. Antonella Frisoli Sr. Lucia Chiara Pagliarini Sr. Lucia Maddalena Valori sr. Lucia Maria Marino Sr. Monica Maria La Monaca La nostra famiglia esprime ancora tanta riconoscenza e gioia per l’amore e la fedeltà con cui il Signore ha custodito, durante i 50 anni di donazione a Lui e di servizio ai fratelli, le nostre sorelle che hanno celebrato questa lieta ricorrenza il 19 marzo 2010: Sr. Antonietta Tucciarone Sr. Vincenzina Summo Sr. Liliana Arenaccio Sr. Adriana Resta Sr. Angela Milan Sr. Corrada Farallo Sr. Maria De Bellis Sr. Rosalinda Genio Sr. Felicia Latronico Sr. Luisa d’Alessandro Questa vita, che vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me . Gal 2,20 Nel rendimento di grazie a Dio per la grandezza del suo amore, la nostra Famiglia gioisce per la professione perpetua di Sr. Pina Emanuela Panetta, che avrà luogo il 30 ottobre 2010 presso la Cattedrale di S. Rufino in Assisi. Affidiamo al Signore il cammino di questa nostra sorella, affinché Egli la custodisca per sempre nella Sua fedeltà. PROFESSIONE SEMPLICE Emanuela Monsignori, Assunta Radogna, Raffaella Sciascia, Sonia De Acetis Emetteranno la loro professione temporanea l’8 dicembre 2010 durante la Celebrazione Eucaristica presso la Cattedrale di S. Rufino in Assisi (PG). Auguri! Vita Nostra - pag. 31 In Spagna per il 25° Allora ti renderò grazie sull’arpa, per la tua fedeltà, o mio Dio; ti canterò sulla cetra, o santo d’Israele. (Sal 71,22) La Famiglia Alcantarina gioisce e ringrazia il Signore per la fedeltà con la quale ha custodito sr. Emanuela Pavoni, sr. Heriberta Rivas Torres, sr. Loredana Vitale, sr. Rita Senatore lungo 25 anni di professione religiosa: 1985 – 2010. L’anniversario è stato celebrato il 23 agosto 2010 con la Celebrazione Eucaristica presso il Santuario di Arenas de S. Pedro, al termine di un corso di esercizi spirituali predicati da p. Julio Herranz Miguelañez ofm. Nei giorni seguenti le sorelle si sono recate in pellegrinaggio al Santuario di Fatima. pag. 32 - Suore Francescane Alcantarine Tanti Auguri...! Gli anni della nostra vita sono 70, 80 per i più robusti ma… Per la fraternità di Canosa è stata una gioia grande stringersi intorno alla persona di Sr. Lucia Mangarelli nel giorno del suo 99° compleanno! Il 12 febbraio abbiamo ringraziato il Signore per il dono della vita con la Celebrazione eucaristica: una vita ancora piena di “vitalità”, anche se segnata da inevitabili acciacchi. La serata è stata allietata con canti e danze e da una magnifica torta, impreziosita dalle candeline. La fraternità tutta ha augurato a sr. Lucia il raggiungimento dei 100 anni nel prossimo 2011. Auguri ancora, sr. Lucia carissima! Vita Nostra - pag. 33 90 di questi giorni!!! “Rendo grazie al tuo nome per la tua fedeltà e la tua misericordia: hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.” (Sl 138,3 ) Questa Parola è forse la più adatta per esprimere il nostro ringraziamento al Signore per il dono della vita di suor Melania Napolitano. Il 13 giugno noi sorelle della fraternità di Bari, insieme alle sorelle delle altre fraternità della Puglia, suor Mariella Verani e Suor Amalia Coluccia, abbiamo lodato e ringraziato il Signore per il dono dei novant’anni di vita di questa nostra sorella e per il dono ancora più grande della consacrazione vissuta quotidianamente nell’offerta gioiosa e disponibile verso tutte quelle storie che hanno incrociato il suo cammino. E’ stato bello ritrovarci tutte insieme per ringraziare il Signore con la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Mimmo Castellano, cappellano della nostra fraternità. Questo momento di gioia è continuato condividendo il pranzo in modo fraterno. Questa giornata è stata per ciascuna sorella un momento di lode e di riflessione verso Colui che è datore di ogni bene. Il Signore continui a guidare i suoi passi nella fedeltà e nella misericordia. Sr. Paola Francesca Denti pag. 34 - Suore Francescane Alcantarine 100… di questi giorni!!! La famiglia Alcantarina si stringe intorno a sr. Elisa Franchetti che, con invidiabile vivacità ha festeggiato, il 15 agosto, i suoi (primi!?) 100 anni. La ricorrenza è stata festeggiata prima nella Celebrazione Eucaristica presso la parrocchia di Casoli, paese di origine e di attuale residenza della nostra consorella, poi con un gustoso pranzo. La presenza della Madre generale, sr. Amalia Coluccia, ha rallegrato ulteriormente la festa di famiglia. Cara sr. Elisa, ancora auguri di cuore dalla redazione di Vita Nostra! Vita Nostra - pag. 35 in libreria... ALBERTO VITALI, Oscar. A. Romero. Pastore di agnelli e lupi, Milano, Paoline, 2010. Il 24 marzo 1980 Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador, fu assassinato mentre celebrava l’Eucarestia. Da tre anni ormai si era trasformato in voce di denuncia lucida e forte per le ingiustizie del paese, punto di riferimento obbligato per chi volesse capire che cosa stesse davvero succedendo in quel piccolo Paese del Centro America ed il solo capace di rendere la dignità rubata a migliaia di vittime, che mai sarebbero passate alla storia. Il suo omicidio, lungi dal metter a tacere il grido della giustizia, spalancò la porta sul baratro degli ottantamila morti, tra uccisi e desaparecidos, in dodici anni di guerra civile sanguinosa. Per accostare ed approfondire la figura di questo pastore, l’autore ripercorre la storia sociale e politica di El Salvador, dipingendo il quadro da quale emerge nitida la figura di questo martire della fede. GODFRIED DANNEELS, Reimpariamo a pregare, Bologna, Dehoniane, 2009. Con uno stile ricco di immagini e pieno di calore, il card. Danneels invita a riflettere sui modi della nostra preghiera, organizzando i suoi consigli intorno ad alcune direttrici fondamentali: la necessità della preghiera come rapporto interpersonale con Dio, il rosario, il pregare per i defunti, la meditazione con la Parola di Dio, il chiedere perdono, la preghiera pasquale, la preghiera trinitaria, l’adorazione eucaristica. Il volumetto, agile nelle dimensioni e nei costi, propone pagine intense e semplici, nate da una grande sapienza sulla spiritualità e sull’uomo. Vangelo e itineranza cristiana. Contributi dalla 7° Settimana Nazionale di Formazione e Spiritualità missionaria (Assisi, 27 agosto – 1 settembre 2009), Roma, Amici della Propaganda Missionaria, 2010. Dall’esperienza della Settimana di Formazione e spiritualità missionaria organizzata dalla CEI nascono i testi che vengono raccolti in questo volume. I contributi offerti al pubblico da Amedeo Cristino, Donatella Scaiola, Luca Moscatelli ed altri noti teologi, desiderano aiutare i lettori a far sì che il “Vangelo senza confini”, tema della Settimana di formazione, si esprima e prenda sempre più carne nella complessità e nella diversità dello spazio e del tempo di questo nostro mondo. L’idea della pubblicazione è di consegnare a tutti coloro che sono impegnati in ambiti pastorali, laici e consacrati, uno strumento che aiuti a ripensare il proprio approccio alla nuova evangelizzazione. Il volume viene inviato gratuitamente a coloro che ne fanno richiesta all’Ufficio CEI per la Cooperazione missionaria.