Vita Nostra
Periodico di informazione e formazione e
vita consacrata delle Suore Francescane
Alcantarine
NUMERO 17 - Ottobre 2010
VITA NOSTRA
Suore Francescane Alcantarine
via Maffeo Vegio, 15 Roma
www.alcantarine.org
mail: [email protected]
Direttore: Sr. Annachiara Rizzo
Redattore: Sr. Barbara Letizia Maffei
Impaginazione e grafica: Sr. Marilda Sportelli
vite di paglia... per una missione
di fuoco!!!
pag. 2 - Suore Francescane Alcantarine
EDITORIALE
di Sr. Amalia Coluccia
“Conosco bene la fonte che zampilla e scorre…
benché sia notte”
(S. Giovanni della Croce)
Ho scelto l’espressione di S. Giovanni della Croce che ha guidato anche
la riflessione dell’Assemblea dell’UISG
(Unione Internazionale Superiore Generali) per collocare nella giusta luce la nostra
quotidiana esperienza di vita. La luce che in
questo preciso momento storico illumina il
nostro “peregrinare” è la certezza che sempre la fonte zampilla e scorre… benché sia
notte. Siamo consapevoli che il nostro mondo, parafrasando le parole di Isaia, cammina nelle tenebre, ma la fede in Colui che è
morto e risorto scopre che la luce continua
a splendere nonostante i venti contrari e le
insidie dell’oscurità.
Il calendario di questo mese di ottobre è ricco di figure di santi che hanno illuminato
il volto della Chiesa e del mondo portando insieme le tenebre del Calvario e la certezza della resurrezione. In particolare S.
Francesco d’Assisi e S. Pietro d’Alcántara
continuano a parlare ancora oggi con la loro
vita radicata nel mistero pasquale e ci dicono che solo una vita nuova in Cristo ha la
forza e la dolcezza di riportare l’uomo al suo
rapporto vero con il Signore. Conosciamo S.
Pietro d’Alcántara come il santo dell’auste�ra penitenza e sublime contemplazione, ma
è interessante quello che Agostino Gemelli
dice della sua vita: “Quanto amor di Dio e
degli uomini sotto tanto rigore!”.
Nella nostra vita abbiamo un criterio sicuro
per verificare il cammino di santità cui siamo
chiamati: quanto amore occupa lo spazio del
nostro cuore e lo spinge ad agire?
Alla fine della vita, dice S. Giovanni della
Croce, saremo giudicati sull’amore. E la vita
vissuta nell’amore è vita eterna. A tutti auspico che sia l’esperienza di Dio e del suo
amore ad illuminare i passi incerti del nostro
“andare” quotidiano.
Fraternamente nel Signore
Sr. Amalia Coluccia
Superiora generale
Vita Nostra
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Le Suore Francescane Alcantarine,
nate sotto la protezione di S. Pietro d’Alcantara, desideravano realizzare una fondazione in
terra spagnola fin dal 1954. Inizialmente i Frati
minori cercarono di dissuaderle, dal momento
che non disponevano di una struttura adatta
da offrire loro come residenza. I tempi furono
maturi nel 1962, quando gli stessi Francescani
decisero che l’edificio occupato dall’Infermeria
poteva essere restaurato e ampliato, volgendolo ad una finalità di opera sociale e benefica
e convertendolo in Residenza per gli anziani.
Pertanto, furono gli stessi Frati che chiamarono le Suore Alcantarine, affinché venissero ad
insediarsi in Arenas. L’occasione propizia fu
offerta dal centenario della morte di S. Pietro
d’Alcantara.
Nel medesimo momento il vescovo offrì alle
suore la casa e la cappella che era stata fondata da Doña Josefa Sánchez del Arco y Casanova, conosciuta da tutti gli abitanti di Arenas come Cappella di Lourdes.
Cinque suore alcantarine italiane, pur non conoscendo la lingua, partirono al mattino del 14
ottobre 1962 da Roma e alla sera erano ad
Arenas. Tutti accorsero a salutarle; davanti al
luogo santo dove morì il Santo patrono della
città il padre guardiano del convento france-
pag. 4 - Suore Francescane Alcantarine
scano, fr. Esteban Muñoz, diede loro il
benvenuto.
Inizialmente si stabilirono nella casa di
Josefina López y López, fino a che la loro
casa non fosse stata debitamente adattata a una comunità religiosa.
Qualche mese più tardi ricevettero una
gradita sorpresa: nessuno si era dimenticato di loro nella loro cara Roma, tanto
che il giorno 18 maggio 1963 le visitava la
Madre generale Sr. Antonietta Moio, accompagnata dalla Economa generale sr.
Leonia Acebedo Villares e dalla sua Segretaria particolare sr. Bernardetta Aiello.
Che sorpresa, non le aspettavano, non
avevano detto che sarebbero venute; ma
non importava, il popolo di Arenas sempre è disposto a ricevere degnamente le
persone illustri: Madre Antonietta poté
prostrarsi davanti alla tomba del Santo
patrono e visitare i luoghi santificati dal
Santo penitente e domandargli ciò che
desiderava per il buon esito dell’ordine
Alcantarino. L’opera è grande: ospedali,
asili, scuole, residenze universitarie, assistenza ai seminari, opere parrocchiali, missioni… 150 case di suore aperte in
Italia, Brasile e Canada, ed ora questa a
Arenas, in Spagna.
Per tutte loro pregò con fede la Madre generale, inginocchiata nella Cappella Reale
nel Santuario di S. Pedro, durante la messa del 19 maggio.
Il giorno 21 le venne reso un omaggio nel
salone parrocchiale, con una festa letteraria-musicale, realizzata dalle alunne del
Collegio Divina Pastora e delle scuole superiori. Erano presenti le autorità locali con
il clero e i Francescani. Il padre guardiano
le rivolse un discorso di benvenuto e una
bambina le offrì un bel ramo di fiori, che
simboleggiavano l’affetto e la simpatia con
le quali la accoglieva il popolo di Arenas.
Nessun altro risultato venne ottenuto da
questa visita, se non affettivo. Ma si consolidò il progetto della fondazione: “Intorno alla Cappella del patronato di N. S. de
Lourdes, nella biforcazione delle strade di
Avila e Talavera, sul terreno ceduto dal
Vescovado, si alzerà un ampio edificio destinato a casa di noviziato”.
Il giorno 11 febbraio 1964 fu posta la prima
pietra dell’edificio; alla celebrazione vi fu
gran concorso di popolo, unito alle autorità, al clero e ai bambini del collegio con i
loro professori.
In una bottiglia furono depositate fotografie
della madre generale e delle prime cinque
suore venute dall’Italia, una medaglia commemorativa del IV centenario della morte
di S. Pietro d’Alcantara ed un’altra del Concilio Vaticano II (che si stava celebrando in
quel mentre) e uno scritto in pergamena a
ricordo della giornata e della fondazione.
Nello stesso anno arrivò la prima novizia.
Oltre a svolgere la formazione delle novizie, le suore assunsero la direzione e
l’amministrazione dell’edificio contiguo,
già edificato, nel quale si svolgevano corsi di esercizi spirituali. Nello stesso tempo
seguivano spiritualmente tutto il quartiere
di Lourdes, senza dimenticare di svolgere
servizio e prestare collaborazione in Parrocchia. Nei primi anni di insediamento
delle suore alcantarine ad Arenas, la casa
fu anche residenza per le bambine che studiavano nell’Istituto di Arenas e che venivano dai
paesi vicini.
Oggi ciò che possiamo assicurare è che le suore hanno sempre tenuto aperta la loro casa di
Lourdes per ritiri, convivenze, incontri dei catechisti. Negli ultimi due anni due giovani alcantarine sono state inviate in questa casa, insieme a sr. Pasqualina, la superiora: sr. Azucena,
una incantevole nicaraguense, e sr. Paola, che
ci aiuta a vivere con intensità la liturgia grazie
alla sua voce d’angelo accompagnata dalla
chitarra.
Per coloro che hanno vissuto qui, il nostro ricordo e la nostra preghiera; per coloro che verranno, la nostra accoglienza più affettuosa.
Lucidio Sánchez Ortigosa
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(dalle
Un
gradito viaggio imprevisto
testimonianze in archivio
–
sr .
Emilia Di Marino)
nella Foto: sr. Emilia Di Marino, sr. Luigina Maggiulli, sr. Chiara Mosca, sr. Teresina Carella, sr.
Tecla Garofalo
Nel febbraio del 1962 a Casa Madre
si parlava con molto entusiasmo del IV centenario di S. Pietro d’Alcantara; per caso mi
ci trovai. Spontaneamente avanzai una domanda alla Rev.ma Madre generale: Come
mai non ci siamo noi in quella terra ove visse
il nostro padre S. Pietro? La Rev.ma Madre
generale con un sorriso di certezza, mi rispose: “Da anni è stato sempre questo il mio
sogno e la mia aspirazione. Nel silenzio del
mio cuore quante volte ho chiesto al Signore
che mi concedesse la grazia di vedere le mie
figlie svolgere la loro attività in quella terra
santa all’ombra della tomba del nostro Santo
Padre ed ho piena fiducia che egli perorerà
questa causa davanti a Dio. Vi ripeto, ci andremo, siatene sicure. Lo canteremo l’inno di
ringraziamento.” A queste fatidiche e consolanti parole, presi animo e chiesi umilmente
alla Rev.ma Madre generale di mandarmi al
primo convento costruito dal nostro amatissimo Padre San Pietro d’Alcantara. La Rev.ma
Madre generale maternamente acconsentì;
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mi benedisse ed io con una gioia segreta nel
cuore partii per Napoli. Nell’uscire da casa
madre, in via della Cisterna, vicino alla fontana disseccata, vidi un torpedone spagnuolo
con la scritta MADRID: grande sorpresa! Il
misterioso torpedone mi lasciò al centro di
Napoli; era sempre accanto al pulmino della casa San Giuseppe. Nell’animo mio nutrii
la certezza che il nostro santo voleva farci il
pregiato dono d’incontrarsi con noi alla sua
miracolosa tomba. Da anni anelavo di vedere la Spagna per grande devozione e amore
al nostro Padre e i miei desideri furono appagati. Una desiderata telefonata: la Rev.
ma madre generale mi chiama e mi invita ad
andare a Roma e a preparare i passaporti.
Insieme a suor Bernardetta disbrigammo tutto: eravamo pronte per la partenza […].
“Ermita de Nuestra
Señora de Lourdes”
Questa cappella ha le sue origini in
una primitiva costruzione assai piccola, tanto da poter contenere solo l’altare, costruita
alla fine del XIX secolo (1889). Doña Josefa
Sánchez del Arco y Casanova e suo marito
Don Joaquin Buitrago, nel 1898, crearono
una fondazione che si incaricò di ristrutturare
e ampliare questa piccola cappella. Nel 1912
realizzarono una casa attigua ad essa, sui
terreni che erano stati fino a quel momento
occupati da una vigna di loro proprietà. L’edificio venne destinato a scuola per l’istruzione
primaria gratuita dei bambini di Arenas. La
fondazione si incaricò anche della manutenzione dell’ermita, il cui patrono ed incaricato
era il Vescovo della Diocesi.
Il primitivo santuario, già dedicato alla Vergine di Lourdes, era, come già detto, molto piccolo, ma aveva tre finestre ad arco e
simmetriche che davano luce alla cappella;
nell’ampliamento del 1912, esse furono modificate per rendere possibile la comunicazione tra la casa e la cappella.
Dal 1925 la fondazione andò estinguendosi,
non avendo più sufficiente dotazione di fondi. L’ermita e la scuola di Lourdes rimasero
per alcuni anni abbandonate e dimenticate e
nel 1952 il vescovo della Diocesi, Don Santos Moro Briz, offrì il luogo a M. Maravillas de
Jesus, perché vi stabilisse la sua fondazione
di Carmelitane Scalze, ma M. Maravillas rifiutò.
Nel 1954 la fondazione venne giuridicamente modificata e fu trasformata in “Casa di
formazione della Pia Unione dei Fratelli Coadiutori Diocesani”, che incentivarono sensibilmente il culto alla Vergine di Lourdes.
Finalmente, nel 1962, la congregazione delle Suore Francescane Alcantarine si stabilì
in questo luogo.
Lucidio Sanchez Ortigosa
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Formazione sull’evangelizzazione
Baronissi- di Sr Alessandra Villano
“Perché la tua forza non sta nel numero, né sugli armati si regge il tuo regno: tu
sei invece il Dio degli umili, sei il soccorritore
dei derelitti, il rifugio dei deboli, il protettore
degli sfiduciati, il salvatore dei disperati. Fà
che la mia parola e l’inganno diventino piaga e flagello di costoro, che fanno progetti
crudeli contro la tua alleanza… Dá a tutto il
tuo popolo e ad ogni tribù la prova che sei
tu il Signore, il Dio d’ogni potere e d’ogni forza..” (Gdt 9, 12-14)
Sono proprio le parole di Giuditta
che hanno splendidamente coronato i giorni
a Baronissi (Sa), e li hanno arricchiti facendoli diventare, non solo giorni di formazione
per settore, ma di incontro fraterno, scambio, annuncio, domande, gratitudine, novità… preghiera condivisa!
Tutto era “iniziato” solo qualche giorno prima.
Ancora una volta convocate dal Vangelo, e
riunite dal comune desiderio di annunciarlo, alcune di noi si sono ritrovate dall’8 al 12
marzo nell’accogliente convento SS. Trinità
della Provincia salernitano-lucana dei frati minori, e hanno tentato di dare risposta
all’invito - provocazione di sr. Ester: “L’annuncio del Vangelo nei luoghi e alle persone
pag. 8 - Suore Francescane Alcantarine
segnate dal male”.
In quest’esperienza di confronto e di
ascolto ci hanno guidato 3 voci esperte: don
Raffaele Bruno (cappellano del carcere, dalla
diocesi di Lecce), la dott.ssa Sidoti Lucia (psicoterapeuta, da Messina), p. Giovanni Ladiana s.j. (dalla diocesi di Reggio Calabria).
Con la loro preparazione, con l’esperienza e
con la comune passione hanno offerto a noi
le chiavi per entrare ancora più in profondità
nei luoghi segnati dal male e, stavolta in particolare, abbiamo varcato le soglie del carcere
– “luogo sociale che appartiene alla società,
dove sempre più si sta carcerizzando il disagio
sociale” (così come lo definisce don Raffaele)
– ma anche luogo nel quale ci stiamo affacciando da sorelle francescane alcantarine, e
che per alcune di noi sta diventando (in modi
diversi) un ambito pastorale da percorrere, un
campo in cui incontrare nello stesso tempo la
rabbia del lupo e la docilità dell’agnello con
la possibilità di essere accanto per ri-dire una
dignità perduta, per denunciare il Bene. Ad
aprirci i portoni blindati del sistema penitenziario italiano è stato don Raffaele, dispiegando innanzi tutto una fitta trama di articoli della
Costituzione, del codice di diritto penale, del
regolamento attuativo penitenziario ed altri, di
cui sono intessute le storie di tante persone
che spesso incontriamo e che direttamente
o indirettamente hanno a che fare con aule
di tribunale, avvocati, case circondariali, arresti domiciliari, g.i.p., p.m., u.e.p.e., interrogatori di convalida, permessi, “domandine”,
conta... Parole e sigle che per noi normalmente non hanno grande rilevanza (seppur
ci offrano uno spunto per verificarci come
libere cittadine cristiane) ma acquistano
grande spessore e sono necessariamente
da imparare, poiché parlare secondo un linguaggio condiviso è già un bene comune, e
conoscerlo diventa davvero la prima forma
di servizio per stare responsabilmente accanto a chi ci avvicina e proprio con questo
gergo racconta la propria vita o quella di un
marito, di un fratello o di un figlio. Questo primo varco ci ha permesso di passare dalle
parole alla Parola, e di stare così non solo
tra le mura di un carcere, ma in un mondo in
cui Dio c’è. Dio, al quale piace giocare a nascondino correndo il rischio che nessuno lo
vada a cercare, spesso si nasconde proprio
in tante storie brutte, spiegazzate, disordinate, sconvolte e, nella difficoltà di riconoscerLo, si rivela come Colui che è “con”, che era
tra coloro che furono annoverati tra i malfattori, che quando hanno fatto la conta era tra
coloro che erano da contare…
E sfida noi a porre al centro l’ascolto perché
se Lo senti gli rispondi. Un modo per rispondere è, alla luce della Parola, individuare,
come ci è stato proposto in questi giorni, una
pista comune di pastorale carceraria in una
dimensione ecclesiale, di popolo, perché anche chi è “dentro” non dimentichi questa appartenenza, e chi è “fuori” possa rinnovare la
propria adesione alla Chiesa territoriale.
E allora cosa poter fare? Ri-educare?
…a cosa? Che cosa è un trattamento? Come
assicurare la dignità della persona? E ancora tante altre domande abbiamo messo in
campo nella comune riflessione, col sostegno della dott. Lucia Sidoti, e si è cercato di
individuare delle strategie e degli strumenti
ai quali fare ricorso insieme per accogliere
l’arte di aiutare. In un ambiente recluso, fatto
di celle, cancelli da superare, la dimensione
umana – come possiamo riscontrare ogni volta che incontriamo un detenuto - corre un alto
rischio di abbrutimento: spesso si è davanti a
persone lasciate “isolate” – forse ancora prima dell’arresto – e che dietro le sbarre possono perdere cognizione dei propri bisogni primari. Spesso proprio la possibilità di lavorare
in rete, di ascoltare insieme, si delinea come
una risorsa per noi, per portare all’altro un
non facile ma concreto aiuto a partire prima di
Vita Nostra
- pag. 9
tutto dalla sua persona, che si trova a sentire il
peso pesante di mura alte e spesse.
Stesso peso che anche noi, come loro,
come gli abitanti di Betulìa, come Giuditta, sperimentiamo quando gli spazi vitali della nostra
vita, sono invasi da altri signori che occupano la cima del monte e le sorgenti d’acqua, e
portano le braccia di tutti a infiacchirsi e a fare
solo un grande lamento. Ascoltare la Parola di
Dio è stato, come lo è ogni giorno, un regalo.
Un regalo per essere vivi. P. Giovanni Ladiana
ha allargato così l’orizzonte della nostra meditazione, coinvolgendo ognuna di noi nella
lettura del libro di Giuditta, da guardare come
modello per discernere la chiamata all’obbedienza della fede, per continuare a essere
credenti al tempo dell’Impero. Per riconoscere
il vero dramma della storia umana: contro la
tentazione dell’omologazione, o della sterile
rivolta. Ripercorrendo tutta la vicenda narrata,
abbiamo seguito la Storia di un popolo che,
solo quando si lascia misurare dalla Misericordia di Dio, inizia a danzare; e i passi di una
donna che vede la meta non nei suoi gesti (ingannevoli) ma sulla “terrazza” laddove, dopo
tutto, torna in attesa del Messìa. Una Storia e
una donna nelle quali ritrovarci: ci raccontano
e ci descrivono un percorso nel quale ci troviamo noi da quando iniziamo ad aver paura del
buio e temiamo di non riuscirci.
A noi, che compete essere testimoni del Vangelo, Gesù chiede di essere nemico di qualcuno, e come Giuditta, di mettere le nostre mani
a servizio di Dio, per realizzare ciò che ha nel
cuore.
pag. 10 - Suore Francescane Alcantarine
Può la memoria generare futuro?
di sr. Barbara Letizia Maffei
e sr. Antonella Frisoli
Carissime sorelle francescane alcantarine,
desideriamo condividere con voi alcune riflessioni che ci stanno accompagnando dopo
l’esperienza di presentazione ai corsi di Formazione permanente dei contenuti delle ultime ricerche sulla nostra storia di fondazione.
Da parte nostra, vinto l’iniziale timore, possiamo senz’altro affermare che si è trattato di una
positiva esperienza di fraternità. E non solo
tra noi due, che forse inconsapevolmente ci
siamo “abituate” a lavorare insieme in questi
anni, coinvolte da una comune passione che,
abbiamo scoperto, inavvertitamente trasmettiamo, ma anche con le sorelle che ci hanno
pazientemente ascoltato.
Francamente ci ha colto impreparate e ci ha
stupito l’entusiasmo di tutte voi, coinvolte ed
interessate anche ai minimi dettagli dell’esposizione: persino le parti che dubitavamo potessero essere oggetto di interesse, vista la
particolarità di indagine che specificavano,
sono state accolte benevolmente.
Ed ancor più ci ha commosso aver scoperto
che per qualcuna è stato l’unico momento nel
quale, pur in tanti anni di vita religiosa, è sta-
to possibile ascoltare e gustare la bellezza
della nostra storia di fondazione.
È stata commovente la calorosa accoglienza e la passione per l’Istituto testimoniataci
dalle sorelle anziane, che abbiamo “visitato”
a casa, proponendo loro un pomeriggio di
ascolto dei medesimi contenuti della Formazione permanente. Più volte ci è tornata alla
mente l’espressione di Yves Congar relativa
all’importanza vitale del “rendere esplicito
l’implicito vissuto” con la trasmissione della
Tradizione.
Abbiamo colto, in sintesi, un diffuso e rinnovato slancio verso l’appartenenza e la
passione per la spiritualità alcantarina, che
speriamo possa continuare ad alimentarsi.
La condivisione dei particolari dello svolgimento delle ricerche con le sorelle partecipanti alla formazione ha reso tutte più
consapevoli della necessità di continuare la
ricerca d’archivio, lo studio e l’approfondimento, come via maestra per radicare l’Istituto nella chiarezza e nella bellezza delle
sue origini storico-carismatiche: crediamo
fermamente, ed abbiamo scoperto di non
essere le sole, che davvero la memoria può
generare futuro.
A Santa Croce l’iniziale emergere del materiale librario è avvenuto, per così dire, in
modo quasi fortuito nel 2007: sr Antonella,
recatasi a C/mare per svolgere ricerche
presso l’Archivio Storico Diocesano, si è trovata tra le mani alcuni libri antichi che le sorelle della comunità stavano preparando per
allestire una piccola mostra delle origini in
occasione della celebrazione del I Capitolo
delle Stuoie. Subito si è compresa la preziosità del materiale presente nella Biblioteca,
chiusa da anni. Sono emersi testi di ragguardevole importanza, tra i quali i manuali
di preghiera di Annunziata Vollono (sr. Maria
Michelina della SS. Trinità) e di Maria Luisa
Russo (sr. Maria Agnese dell’Immacolata),
nonché un buon numero di testi francescani
Vita Nostra
- pag. 11
e alcantarini ad uso della prima generazione
di suore.
Nel mese di aprile 2008, durante l’ultimo sopralluogo, la ricerca si è arricchita di ulteriori
testi rinvenuti in scatoloni provenienti da altre case (La Spiaggia, Caivano, Roccapiemonte); inoltre testi preziosi sono venuti alla
luce da uno dei depositi della stessa casa di
Santa Croce. Una parte di suddetti libri erano
stati infatti posti in vetrinette utilizzate come
librerie all’epoca dei lavori di ristrutturazione
della casa, altri raccolti in scatoloni al tempo
dello sgombero dei locali della scuola.
Era per tutti evidente la necessità di provvedere ad un’adeguata catalogazione e sistemazione del Fondo librario di Santa Croce.
E a questo proposito il Signore ci è venuto
incontro con una particolare cura. Ci è stata
infatti offerta la possibilità concreta di svolgere questo lavoro con l’aiuto di “chi se ne intende”. La nipote di sr. Santina D’Atri, Marta,
sta completando gli studi presso La Scuola
Speciale per Archivisti e Bibliotecari a Roma.
Nell’ambito del corso di laurea che sta frequentando sono previsti periodi di tirocinio
validi ai fini del conseguimento del titolo di
studio.
Marta, venuta a conoscenza dalla zia del ritrovamento del Fondo Santa Croce, ha dato
la sua disponibilità e quella di due sue colleghe di studi, Marta Amoni e Elisa Romani,
per effettuare il tirocinio dovuto proprio con la
catalogazione del nostro Fondo. Dopo aver
stipulato la necessaria convenzione con l’Università, ecco che il lavoro è incominciato e sta
proseguendo. Sotto la guida del prof. Alberto Petrucciani, docente di Teorie e tecniche
della catalogazione e classificazione presso
l’Università la Sapienza, si è già proceduto
alla catalogazione delle sezioni di Ascetica,
Francescanesimo e Fondi personali, delle
Prime Suore e di Vincenzo Gargiulo.
Non pare necessario sottolineare ulteriormente l’importanza che tali ritrovamenti hanno per la nostra Famiglia religiosa in questo
tempo dello Spirito che l’Istituto sta vivendo,
nel desiderio di ritrovare vitalità e criteri per il
discernimento da attingere dalle nostre radici
evangeliche, francescane, alcantarine.
pag. 12 - Suore Francescane Alcantarine
La nostra personale esperienza, viva ed
emozionante, nel maneggiare quei testi ci
ha permesso di entrare non solo nel tempo
storico, ma in qualche modo nel cuore e nei
desideri di chi li ha posseduti, letti, studiati,
pregati. E crediamo di poter dire che siano
i protagonisti stessi delle nostre origini a
guidarci benevolmente oggi nel ritrovare ciò
che tra le loro mani è passato, così che noi,
a nostra volta, possiamo ritrovare noi stesse
in ciò che essi hanno voluto consegnarci.
Siamo consapevoli che la realizzazione della risistemazione dell’Archivio e del Fondo
librario di Santa Croce necessitano dell’investimento di energie, denaro, tempo, dedizione, persone. Ma siamo altrettanto consapevoli che le opportunità e le responsabilità
che la nostra Famiglia religiosa intravede
guardando al proprio futuro non potrebbero
generare vita se non radicate in quella vitalità da cui essa stessa ha preso origine e che
oggi si manifesta a noi concretamente anche sotto l’aspetto di tanti, vecchi, polverosi
ma preziosissimi libri. Grazie.
Missione Francescana in Carcere
Casa Circondariale di Perugia
CAMMINANDO CON S. FRANCESCO
Anche se questa immagine potrebbe suggerirlo, in realtà, non è la
pubblicità di un nuovo negozio di scarpe! Qualcuno ha immaginato
così a colpo d’occhio! Ma si tratta di qualcosa di molto più grande, che dal 17 al 20 marzo ha fatto entrare una nuova LUCE nella
Casa Circondariale di Perugia.
“Ali per poche ore”: così le detenute hanno definito la Missione ricordando i giorni trascorsi in compagnia di frati, suore, laici, che
sono entrati per incontrarle, parlare con loro, confrontarsi, per portare compagnia e allegria.
Don Saulo Scarabattoli (cappellano della sezione femminile), Fra
Beppe Prioli (della Provincia dei Frati Minori del Veneto, per l’occasione venuto in nostro aiuto con alcuni volontari), altri frati Minori
dell’Umbria, la Direttrice del carcere, gli educatori, il personale di
Polizia Penitenziaria, i detenuti stessi e non per ultimo il Vescovo
di Perugia mons. Gualtiero Bassetti hanno accolto e reso possibile
la realizzazione della Missione Francescana Diocesana come un
sogno, nonostante le non poche difficoltà, incertezze, scetticismi
e timori che si sono continuamente accampati lungo il cammino di
preparazione.
“Non sapevamo proprio cosa potesse essere questa Missione,
avevo immaginato di conoscere qualcuno di nuovo ma non credevo che fosse un’esperienza così bella. Tutti quelli che sono venuti
da noi in questi giorni sono stati molto bravi, simpatici, e ci hanno portato tanto rispetto. È strano che qualcuno si interessi così a
noi Questi giorni sono stati proprio la dimostrazione che il Bene fa
bene al male! –affermano le detenute- abbiamo vissuto un incontro
molto importante per noi, è stato un buon esempio, la presenza dei
missionari in questi giorni ci ha testimoniato tanto bene, e in fondo
abbiamo trovato che c’è sempre la Parola di Dio. Vogliamo dire
GRAZIE a tutti loro, uno per uno, ci sarebbe piaciuto farlo nei giorni
che erano qui anche solo offrendo una tazzina di caffè… ma non ci
è stato possibile!”.
Un momento della Missione che ha davvero riunito e ci ha permesso di raggiungere tutti è stata la Celebrazione Eucaristica che si è
svolta sabato mattina contemporaneamente nei 4 cortili della sezione maschile, e nel pomeriggio nella sezione femminile: quest’ultima presieduta dal Vescovo, che con grande gioia e familiarità ha
condiviso questo tempo e questo spazio dandoci anche spunti di
preparazione per la prossima Santa Pasqua. “E’ stato proprio come
se venisse a trovarci Gesù. Il momento più bello? Quando il VescoVita Nostra
- pag. 13
vo ha fatto il segno della croce sulla fronte
della mia bambina, che sta qui con me.” La
Santa Messa è stata rallegrata con i canti
di tutti i “colori” presenti: Nigeria, Paraguay,
Santo Domingo, Polonia, Brasile, Italia, Bosnia, Serbia, Croazia, Romania… ognuno ha
fatto un passo, ognuno con le proprie scarpe…
A distanza di qualche mese iniziamo a vedere cosa è nato da quei quattro giorni intensissimi. Alcuni volontari hanno iniziato a
curare un servizio di corrispondenza con i
detenuti rimanendo in contatto con quelli che
avevano potuto conoscere in quei giorni o rispondendo a quelli che hanno colto questa
nuova possibilità per creare nuove relazioni. In seguito alla richiesta di missionari che
hanno fatto per la prima volta questo genere
di esperienza e grazie alla disponibilità di
molti altri “esperti”, si è pensato ad un corso
di formazione per volontari in carcere.
pag. 14 - Suore Francescane Alcantarine
Il corso “Ero carcerato e mi avete visitato” si
svolgerà dall’11 maggio al 10 giugno in collaborazione con l’Associazione Perugina di
Volontariato della Caritas e affronterà da più
punti di vista questo particolare ambito di servizio.
Ancora con le nuove possibilità di conoscenza
e di collaborazione nate durante la missione
stiamo cercando di proseguire in questo servizio, non sempre facile e gratificante; ascoltando insieme, quel grido dei detenuti, oltre
le sbarre “passate da noi…”, ci sentiamo ogni
giorno invitate ad assecondare la GRAZIA e a
continuare a “camminare con Francesco”.
sr. Alessandra Villano
sr. Michela Letizia Miccioni
ANCHE NOI ALLA NOTTE DEGLI ANGELI
Se un tempo dicendo “Notti bianche” era
più naturale il link “Dostoevskij”, di certo
non è più così per i giovani del terzo millennio che da quasi dieci anni hanno trasformato un’iniziativa culturale in un vero e
proprio rito.
Nata nel 1997 a Berlino con l’intento di invitare a vivere l’ambiente cittadino nell’atmosfera della cultura contemporanea, l’iniziativa della “notte bianca” ha trovato il suo
successo a Roma nel 2004 dove ha registrato un milione e mezzo di presenze soprattutto tra i giovani al di sotto dei 35 anni.
Questa opportunità culturale si è diffusa a
macchia d’olio nei centri urbani italiani, ma
se da una parte offre la possibilità di accedere a manifestazioni artistiche al chiaror
delle stelle, dall’altra il rischio dello “sballo”
non passa indifferente.
E di fronte a queste folle che fanno dell’arte
un culto, germoglia nel cuore una domanda: che cercate nella notte? O meglio, Chi
cercate?
Nel tentativo di dare una risposta a questa
domanda, don Mimmo, della parrocchia
Maria SS. di Costantinopoli, ha offerto la
possibilità ai giovani di Bitritto di vivere,
nella notte tra il 25 e il 26 settembre, una
notte bianca alternativa, la Notte degli Angeli, un’iniziativa che ha nel suo DNA le stesse
caratteristiche della notte bianca, ma che ha
voluto riempire di un senso profondo il vegliare sotto le stelle!
Infatti non è mancata l’arte nelle sue molteplici forme: da quella cittadina, offerta da piazza
Aldo Moro e che era possibile contemplare al
bordo di un risciò, a quella musicale, espressa nel concerto di chiusura tenuto dalla Grande Orchestra di fiati “G. Semeraro”, a quella
“astrale”, che era possibile catturare attraverso dei modernissimi telescopi posizionati al
centro della piazza.
A dare un tono di colore particolare all’evento
c’erano, al posto delle grandi boutique aperte
fino all’alba, dei piccoli stands in cui diverse
associazioni umanitarie hanno esposto informazioni sulla propria opera e prodotti di vario
tipo. Tra il banchetto dell’associazione “Ala
di riserva” e quello del commercio Equo e
Solidale spiccava in modo inaspettato un’immagine del crocifisso di san Damiano con su
scritto “IL SIGNORE TI DIA PACE”…ad accogliere quanti venivano attratti da Lui, un tavolino sovraccarico di libri e quattro suore e una
postulante a caccia di giovani, armate di un
solo biglietto: chiaramente quello del ProgetVita Nostra
- pag. 15
to Giovani 2010/2011 di Palese!
È stato bello per me partire senza sapere
cosa avrei fatto e ritrovarmi ad accompagnare altri nella ricerca del senso del nostro
vegliare insieme! E se nel corpo la timidezza
regna sovrana, dallo spirito è sgorgata una
forza inaspettata che mi faceva rincorrere i
passanti, per invitarli ad attendere con noi.
E proprio l’attesa ha raggiunto l’apice nel
cuore della serata, in cui abbiamo vissuto
un modo “altro” di stare insieme, un modo
nuovo di attendere l’aurora…la veglia di preghiera!
Animata dalle nostre suore e dai frati minori
di Bitetto, “la voce delle sentinelle” è stato
un vero e proprio peregrinare notturno verso
l’Incontro, l’unico incontro capace di colmare il vuoto delle tanti notti bianche che appesantiscono le nostre vite, l’unico incontro
che può saziare la fame e la sete di ogni giovane in ricerca. Ma i veri “animatori” della
serata sono stati gli angeli che, mandati da
Dio a portare il lieto annuncio e a vigilare sul
nostro cammino, ci hanno custodito nella
veglia e ci hanno ricondotti a Lui, permettendoci di unirci al loro coro, di invocare con
loro il Dio Custode, il Dio che non abbandona nelle tenebre della notte, perché “non si
pag. 16 - Suore Francescane Alcantarine
addormenta, non prende sonno il custode
d’Israele” (Sal 120,4).
Con il ritrovarci lì per Lui, ci siamo riconosciuti come concittadini dei santi e familiari
di Dio, come non più appartenenti al mondo, ma a Cristo. Scegliendo di vivere in questo modo la nostra “notte bianca”, abbiamo
riposto in Lui ogni nostra speranza, nella
fede che davvero il Signore è Provvidenza,
perché con Elia possiamo accogliere l’invito
dell’angelo a prendere cibo e a riprendere il
cammino, certi che c’è il Padre a guidare i
nostri passi!
“Si alzò, mangiò e bevve. Con la forza datagli da quel cibo, camminò per quaranta
giorni e quaranta notti fino al monte di Dio,
l’Oreb” (I Re 19, 8).
Flavia - postulante
A l’Aquila, località La Torretta, è stato inaugurato, alla presenza dell’arcivescovo della
città S. E. Mons. Giuseppe Molinari, di sr.
Amalia Coluccia, di sr. Veronica Tardio e di
sr. Marisa Carù, il Centro per minori “Stella
Polare”, realizzato dalla Caritas Italiana ed
affidato ad una nostra comunità, costituita
da sr. Pia Ammirati e sr. Oliva Lombardi (nel
mese di settembre si è unita a loro Sr. Anna
d’Arco, n.d.r). Le nostre sorelle collaboravano con la Caritas diocesana de l’Aquila già
prima del terremoto, soprattutto per la cura
dei giovani attraverso servizi di accoglienza
e di carità. L’opera è costituita da due strutture attigue: una destinata all’accoglienza della
comunità religiosa, l’altra occupata dalle attività del Centro “Stella Polare”.
Anche se ormai ad alcuni mesi dal terremoto,
il centro consentirà l’avvio di un servizio rivolto ai minori sul territorio, attivato in collaborazione con l’Arcidiocesi di l’Aquila, l‘Ordine
dei Ministri degli Infermi–Camilliani, IMR (Italian Medical Research) e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Sono quattro
le principali attività del centro: la ricerca (Progetto “Rainbow”) condotta su un campione di
7.200 bambini di età compresa tra i 6 ed i 14
anni per verificare gli effetti dello stress posttraumatico causato dal terremoto; l’attività di
formazione rivolta ai pediatri di famiglia ad
insegnanti, educatori e animatori giovanili;
l’apertura di uno spazio di aggregazione (ludoteca, biblioteca) e un servizio di diagnosi
e cura degli effetti da stress post-traumatico
sui minori. Si prevede inoltre l’attivazione di
iniziative sul territorio di animazione e presa
in carico dei giovani, attraverso le parrocchie, le associazioni, le realtà di aggregazione presenti.
la Redazione
Vita Nostra
- pag. 17
INSTITUTO S. ANTONIO DE PADUA = ISAP EM FESTA!
L’UNOPAR – UNIVERSITA’ DEL NORD DEL
PARANA’, sessione staccata che funziona
a Itabirito, in partnership con l’Istituto S. Antonio di Padova, della Congregazione delle
Suore Francescane Alcantarine, con gioia
e soddisfazione, ha realizzato, il giorno 20
agosto, la sua prima cerimonia ufficiale di
Laurea delle prime classi di Tecnologia in
Gestione Ambientale e Tecnologia in Risorse Umane.
autorità educative, professori, funzionari e
l’onorevole deputato Jayro Lessa.
Questo evento è stato una gran gioia per noi!
Quello che era un sogno è diventato realtà.
La congregazione delle Suore Francescane
Alcantarine, ancora una volta, ha dato il suo
valido contributo per la qualità dell’insegnamento a Itabirito. E, quello che è più importante, ha dato l’opportunità e l’accesso all’Università a quelle persone che non l’avevano,
sia perché lavoravano tutta la giornata, sia
perché non potevano viaggiare per frequentare un’Università, sia perché le rette erano
troppo alte.
L’atto solenne è iniziato alle ore venti, con
trasmissione diretta da Londrina (Paranà),
via satellite, in tempo reale. La solennità locale è stata presieduta dal direttore del Polo
Itabirito, Prof. Renilson Luis Barbosa da Silva.
L’insegnamento a distanza (EAD), lavora secondo il tempo dell’alunno, tiene conto delle
I familiari e gli invitati dei “laureandi” hanno sue necessità, possiede una retta che è a
partecipato, nella Sala Agora, all’emozionan- portata di tutti, perciò noi diciamo che questa
te cerimonia che ha avuto l’illustre presenza modalità di insegnamento, nella nostra istitudelle rappresentanti della Congregazione zione, è nata come filantropica.
delle suore Francescane Alcantarine: la Superiora Provinciale Sr. Iara Maria Iorio, la su- Abbiamo fatto una campagna pubblicitaria per
periora locale Sr. Idelfonsa Xavier da Silva, iniziare adesso il Corso di “Pòs-graduaçao” e
pag. 18 - Suore Francescane Alcantarine
apriremo quattro corsi: Diritto Ambientale,
Psicopedagogia Istituzionale, MBA in Gestione di Persone e MBA in Gestione di Affari. Abbiamo un totale di 59 alunni; è stata
una grande vittoria!
Chiedo le preghiere della comunità, affinché
possiamo portare avanti questo progetto e
dare la possibilità alle persone di migliorare
la propria vita e quella delle comunità alle
quali appartengono.
Auguri!
Per la Equipe UNOPAR
Prof. Renilson Luis Barbosa da Silva
Istituto S. Antonio di Padova - Itabirito
Vita Nostra
- pag. 19
OBRIGADA
IRMÃ
AMALIA!
VISITA
CANÔNICA
– TEMPO DE
GRAÇA E
RENOVAÇAO
E’ stato per noi una gran gioia poter
accogliere Madre Amalia dopo tre anni; tre
anni sono tanti e l’aspettavamo con ansia,
ricordando i suoi consigli, la sua premura,
la sua tenerezza, la sua capacità di ascolto
e di voler bene! Benvenuta, Madre querida!
Abbiamo condiviso la nostra vita: sentimenti,
aspettative, desideri e timori; anche le gioie
e le motivazioni per continuare la missione
nella Chiesa, per il Regno, come persone
consacrate. Per essere fedeli alla nostra vocazione e missione, dobbiamo essere radicate in Cristo, crescere nella Sua sequela,
affinché possiamo esclamare come Paolo
“Per me, il vivere è Cristo” (Fil 1,21): questo
è stato il tema centrale della visita della nostra carissima Madre Amalia. La ricerca è
personale, ognuna si deve impegnare a crescere nella consegna totale di sé a Cristo,
altrimenti non c’è una vera sequela.
La nostra conformità a Lui sarà vera, se partiamo da questo impegno per poter agire
come Lui, vivere come Lui, e così realizzare
la missione che Lui ci ha affidato nella Chiesa, nel mondo, nell’Istituto, dando i frutti che
Lui aspetta da ognuna. Che il Signore ci illumini in questa strada esigente, ma possibile, per una vera conversione e conformità al
nostro Dio e Signore Gesù Cristo.
Nei lunghi viaggi da una parte all’altra, per
incontrare le Fraternità, la Madre ha con
pag. 20 - Suore Francescane Alcantarine
statato, ancora una volta, che visitare 13 comunità in due mesi è una vera “corsa” e per
mancanza di tempo, non si riesce a stare con
calma e partecipare davvero della vita delle
sorelle; speriamo che la prossima volta avrà
più tempo a disposizione! Madre Amalia è
stata accompagnata dalla Provinciale Sr. Iara
Maria Iorio che l’ha aiutata nella compilazione dei verbali e nelle traduzioni per gli incontri
fraterni.
In questo tempo di assenza dalla nostra Provincia, tante cose sono state fatte o portate a
termine e Madre Amalia ha potuto constatare
le conquiste e gli sforzi fatti da tutta la Fraternità provinciale: l’unificazione della contabilità
nella Provincia, dopo quasi tre anni di intenso
lavoro, guidate da un fratello Marista; il Progetto unico per tutte le nostre scuole, basato
sul Carisma; la ristrutturazione dell’Educandario S. Pietro d’Alcantara, trasformato in una
scuola gratuita per i bambini più poveri; l’aver
finalmente venduto l’Ospedale S. Francesco,
di Marilia, sono alcune delle “novità” trovate
dalla Madre riguardo al nostro servizio apostolico. Accompagniamo Sr. Amalia con la
nostra preghiera e il nostro affetto e ringraziamo la sua disponibilità nell’ascoltare ognuna
con la serenità e la tranquillità di sempre.
Provincia Nossa Senhora Aparecida
Brasile
nelle foto: Sr Amalia in visita in alcune
comunità in Brasile
Vita Nostra
- pag. 21
Pre-escolar Francisco Lopez - Rio Blanco – Nicaragua
Con gioia comunichiamo ai lettori di Vita Nostra, ed in particolare ai benefattori delle nostre
missioni ad gentes, che la costruzione della scuola a Rio Blanco sta proseguendo e, speriamo presto,
verrà ultimata. I locali sono già utilizzati dai bambini, che ora possono godere di spazi e arredi scolastici migliori rispetto al passato. A tutti coloro che hanno in vario modo contribuito e sostenuto con la
preghiera questa iniziativa, il nostro grazie!
Errata Corrige: nello scorso numero di Vita Nostra sono state date informazioni inesatte circa l’apertura
della nostra missione in Nicaragua. Le suore, 3 italiane e una brasiliana, arrivano nel Paese nel 1980
pag. 22 - Suore Francescane Alcantarine
SR. LEONILDE CARAVELLA
NELLA LUCE DEL VOLTO SANTO
DI MANOPPELLO
Il 14 settembre, Festa dell’Esaltazione del-
la Santa Croce e solennità per l’Istituto Alcantarino, che ricorda in questo giorno l’Aggregazione al Terz’Ordine Francescano, si
è svolta a Manoppello, davanti ad un buon
numero di cittadini ed alle autorità locali, la
presentazione del libro “Sr. Leonilde Caravella nella luce del Volto Santo di Manoppello”. Il volume, curato dal prof. Matteo
Stuppiello, presenta la figura di questa nostra sorella e l’opera da lei svolta nella città
di Manoppello. A delineare i tratti di questa
donna semplice ma di fede profonda e radicata nella devozione sincera al Volto Santo,
sono stati Mons. Bruno Forte, Vescovo di
Chieti-Vasto, e la prof.ssa Giustina Specchio. Presenti anche il Presidente dell’Amministrazione provinciale di Pescara, dott.
Giorgio De Luca, e il Sindaco di Manoppello, sig. Gennaro Matarazzo.
Mons. Forte, in un ricco e profondo intervento, ha ricordato che Sr. Leonilde ha operato
per ben 42 anni come educatrice dei fanciulli
nella Scuola materna gestita dalle Suore Alcantarine a Manoppello, trasmettendo i valori e l’educazione cristiana a più generazio-
ni e affascinando le persone che incontrava
con la passione e l’amore al Volto di Gesù,
con il quale si intratteneva in dialoghi affettuosi e dal quale riceveva il particolare dono
del discernimento spirituale, a lei riconosciuto da tutti coloro che, in vario modo, avevano
occasione di conoscerla e di chiedere la sua
intercessione presso il Volto Santo.
La prof.ssa Specchio ha ricostruito i tratti biografici di sr. Leonilde, originaria di Cerignola
(FG), dalla scoperta della vocazione religiosa fino al pellegrinaggio che, nel 1915, la
porta a Manoppello, luogo dell’incontro con
l’Amato Volto, dal quale non si staccherà più,
fino alla morte avvenuta nel 1958 dopo lunga
malattia.
Esprimendo sentimenti di gratitudine e orgoglio per la santità semplice e concreta riconosciuta alla nostra consorella, sr. Mariella
Verani, Superiora provinciale della Provincia
S. Francesco d’Assisi, ha sottolineato che
la pubblicazione del volume biografico su sr.
Leonilde costituisce «un prezioso frammento della nostra memoria e del bene che le
Suore Francescane Alcantarine hanno seminato a Manoppello». La nostra consorella è
Vita Nostra
- pag. 23
stata presenza umile e discreta, ma inserita nel territorio, tanto da svolgere anche un
prezioso e nascosto servizio a livello sociale,
contribuendo a trasmettere a generazioni di
giovani donne l’arte artigianale del produrre i
tipici fiori di carta, ricami al tombolo, merletti e ventagli devozionali con figure religiose,
molte delle quali dedicate al Volto Santo: manufatti di particolare finezza, che hanno inciso e caratterizzato nel tempo la specificità
artigianale del piccolo borgo, come ha sottolineato il dott. Vito Giovannelli nella pubblicazione “Artigianato in convento”, edita dalla
Associazione Culturale Contea di Manoppello. Sr. Leonilde si pone dunque davanti noi
come donna capace di stare accanto alla
gente con semplicità, serenità, serietà, con
i tratti cioè della santità francescana alcantarina, della quale si presenta come testimone
esemplare. Le suore che l’hanno conosciuta
ricordano che si rivolgeva familiarmente
al Volto Santo, chiamandolo «la Faccia Bella»: la nostra piccola sr. Leonilde, alta poco
più di un metro e venti, non appariscente né
colta, rifulgeva di una Bellezza tanto amata
quanto contemplata e per questo capace di
attirare a Dio tante persone. «La preghiera
è potenza dell’uomo e debolezza di Dio»:
dando fiducia a questa affermazione di S.
Agostino, sr. Mariella ha concluso il suo intervento affidando la città di Manoppello e la
nostra fraternità alcantarina alla preghiera di
sr. Leonilde, donna piccola ma certamente
potente agli occhi di Dio.
Sr. Barbara Letizia Maffei, Sr. Mariella Verani
nella foto a sinistra: sr. Mariella Verani con il dott. De Luca
nella foto in alto: al centro la prof.ssa Di Donato
nella foto sotto: sr. Mariella Verani, sr. Alfonsina Luciani e il sindaco di Manoppello
nella foto in basso: S. E. Bruno Forte, vescovo di Chieti
pag. 24 - Suore Francescane Alcantarine
Shoqeria e Animatoreve Shqiptare
Tirana il 04. 09. 2010
Nel mondo in cui oggi viviamo è difficile pensare agli altri. Ciò che ci insegnano è
pensare solo a se stessi. E facendo una cosa
del genere dimentichiamo coloro che si trovano nelle situazioni più difficili di noi. È difficile trovare persone che davvero si prendono
cura e hanno compassione per gli altri. Però
noi abbiamo visto come le suore di Babice,
fanno questa cosa. Esse hanno sacrificato e
hanno dedicato la loro vita per aiutare gli altri
ed amarli. Le suore da tanti anni lavorano nel
villaggio di Babice, vicino alla città di Valona,
che si trova nel sud dell’Albania. Il contributo
che loro danno alla comunità di Babice è da
ammirare. Tanto che anche la stessa gente
del villaggio dice che tante cose sono migliorate con l’arrivo delle suore e loro godono il
rispetto e l’amore di tutto il villaggio.
Da più di 6 anni l’Associazione degli Animatori Albanesi (SH.A.SH) (volontari della Caritas
Albania), ha stretto un forte legame con queste suore. Infatti, SH.A.SH opera con tutte le
comunità delle diocesi dell’Albania (circa 150),
ma queste suore sono veramente per noi le
migliori, e per noi sono le prime della classifica! Tutti gli animatori dicono che le suore
di Babice hanno qualcosa di speciale. Infatti
tutti aspettano ansiosi di andare ad aiutarle.
La missione di SH.A.SH è di promuovere la
figura dell’animatore: una persona piena di
vita, solidarietà e desiderio di aiutare gli altri. Il
nostro servizio si estende oltre le comunità
religiose anche nelle carceri, nei centri per
anziani, negli ospedali pediatrici ecc.
I ragazzi di SH.A.SH, in collaborazione con
le suore, organizzano 2 o 3 campi all’anno
con i bambini del villaggio. Questa è una
buona opportunità per tutti coloro che hanno iniziato la loro strada verso l’animazione.
Ogni volta che andiamo a Babice facciamo
tutto ciò che è possibile per aiutare queste
suore con servizi vari e non solo con l’animazione.
Il grande desiderio che gli animatori hanno
di aiutarle viene dal fatto che tutti sentono
la bontà, l’attenzione e l’amore che queste
suore mostrano non solo verso la gente del
villaggio ma anche verso ogni persona che
visita il loro centro. Anche il lavoro che svolgono ci stimola: infatti anche noi cerchiamo
di diventare persone migliori e di aiutare coloro che hanno bisogno.
Esse sono veramente gli occhi, le orecchie,
i piedi e le mani di Dio in quella comunità,
mostrando con le opere a tutti l’amore che il
Padre ha verso di noi.
Senza dubbio per gli animatori di SH.A.SH.
sono e resteranno le migliori suore del mondo.
Bruna Nicka
Animatrice
Shoqeria e Animatoreve Shqiptare
Vita Nostra
- pag. 25
Gita Comunitaria Fraternità “Stella Maris”
Cerca di compiere, con molto impegno, quello che riesci a fare quaggiù. Perché
nell’aldilà, dove andrai, non si lavora e non
si fanno progetti, non c’è né scienza e né sapienza (Qo 9,10).
Per noi sorelle di “Stella Maris”, è un
grande dovere ringraziare e pregare per la
nostra animatrice di provincia sr. Rita Senatore e la nostra animatrice di fraternità sr. Rosina Di Molfetta perché non tralasciano nulla
per rendere serena e, felicemente visibile,
la nostra età avanzata. E’ proprio vero che
l’incontro con la “Parola” apre alla contemplazione, la contemplazione alla preghiera
e la preghiera all’azione che coinvolge con
il fascino dell’amore. Ed è da questo amore,
tradotto in azione, che noi, fraternità “Stella
Maris”, ci sentiamo guidate e coinvolte per
vivere in pienezza d’amore la nuova giornata
che la bontà misericordiosa di Dio ci dona. E’
la forza dell’Eucarestia che mette nel nostro
cuore il desiderio di appartenere all’Amore
divino, di divenire amore, di essere carità, di
essere per amore pronte a donarsi, a soffrire,
a diventare perdono e a saper ricominciare.
Viviamo con serenità i vari impegni, programmati ogni anno nel Progetto comunita-
pag. 26 - Suore Francescane Alcantarine
rio ed accogliamo con gioia tutto ciò che viene comunicato, circa i vari avvenimenti che
si svolgono in Italia e nei luoghi di missione
ad gentes, da parte delle sorelle responsabili,
come pure la “formazione permanente”, che
ci dona momenti forti di spiritualità, da farci
sentire vive ed operanti nella vigna del Padre.
Lo Spirito Santo, fuoco ardente di luce e calore ci darà passione per una profonda intimità
con il Signore per rimanere nel suo amore ed
esserne la trasparenza.
A completare la gioia del vivere insieme, ogni
anno ci viene donato un momento intenso di
fraternità, che ci vede trasformate in “turiste
improvvisate” pronte a salire su pullman speciali (per mettere a proprio agio) anche le sorelle impedite nei movimenti. La gita annuale
è un avvenimento, per noi, veramente emozionante. Quest’anno la scelta è stata la visita
o pellegrinaggio alla Basilica Madonna delle
Grazie a Benevento, costruita per adempiere
il voto della città, salvata durante l’epidemia
del colera nel 1836/37, elevata a Basilica minore dal Pontefice Pio XII.
Il 21 giugno 1893 la statua della Madonna
fa l’ ingresso solenne nella Basilica e viene
collocata sull’altare maggiore e, il 16 giugno
1961, viene consacrata dal Cardinale Donato
Maria Dell’Olio, arcivescovo di Benevento che,
concede il privilegio dell’indulgenza plenaria a
coloro che in tale giorno si recano nella Basilica per pregare e partecipare alla celebrazione
Eucaristica. Come non pensare ad un privilegio
della Madonna delle Grazie, il trovarci proprio
in questo giorno ai suoi piedi nella Basilica.
Senza nulla sapere della particolare grazia spirituale, la Superiora, Suor Rosina, ha stabilito
proprio il 16 giugno la particolare giornata di
fraternità. Non si poteva desiderare di più, ne’
di meglio perché anche la natura ci ha accompagnate con un “venticello gradevole” che ha
facilitato i nostri movimenti e le varie soste per
visitare i luoghi e i giardini che circondano la
Basilica. Che dire poi della calorosa accoglienza dei Padri custodi della Basilica? Al nostro
arrivo tutto era pronto per farci ristorare e rinfrancare dalla stanchezza del viaggio.
Alle ore 11 abbiamo vissuto, con tanto entusiasmo e gioia spirituale, il momento centrale del
nostro pellegrinaggio: la celebrazione Eucaristica, resa più solenne dai canti, accompagnati
dall’organo dal giovanissimo Padre Michele.
Anche il ristorante “La Rossella” ha contribuito
a dare gioia e serenità, mediante l’accoglienza calorosa del Direttore e collaboratori, con
la bellezza e stile particolare dei locali, con
l’eleganza del personale assistente e con un
pranzo preparato con gusto e finezza, adatta ai
particolari clienti: sorelle di una certa età, per la
prima volta presenti in un elegante ristorante.
Ha concluso l’ottimo pranzo un gelato, preparato in un cono a forma di rosa, squisitissimo ed
un caffè, con l’aggiunta di un limoncello, per chi
lo gradiva, per una buona digestione. Di meglio
non si poteva avere. Tutto è andato benissimo
perché l’organizzazione della gita è stata curata nei minimi dettagli. Anche affidare ad alcune sorelle più giovani, venute da altre fraternità
della provincia, una sorella anziana per l’intera
giornata, è stata un strategia fatta con il cuore
e con l’intelligenza delle responsabili, perché
hanno dato sicurezza e serenità in tutto ciò che
si doveva decidere al momento opportuno. Anche il percorso nel pullman, durante il viaggio
è stato spiritualmente arricchente perché si è
pregato, cantato, meditato e contemplato
guidate dalla carissima consigliera prov.le
Suor Carmelina Sansone e la junior Suor
Maria Rosaria Fine, già presente, da un
anno, nella nostra fraternità. Non è mai
mancata l’attenzione vigile ed attiva della
nostra animatrice Suor Rosina Di Molfetta e
della provinciale Suor Rita Senatore, sulle
quali, in particolare è pesata la grande responsabilità dell’intera giornata fuori casa.
Prima del rientro, a metà viaggio, una gradevole sosta a Solopaca, casa di riposo per
anziane laiche, dove la Superiora Suor Beatrice Ruggeri e la fraternità ci attendevano con gioia. Meraviglioso l’incontro: baci,
abbracci, strette di mano e sorrisi, segni di
tanta tenerezza e profonda amicizia di tempi trascorsi insieme a Suor Beatrice, che
felice, si avvicinava ora a l’una, ora all’altra dimostrando la gioia di rivederci, come
quando, provinciale, lo faceva a “Stella Maris” nei momenti opportuni: Natale, Pasqua,
onomastici, compleanno, ecc. delle sorelle
e della Superiora. Intanto consumavamo
bibite fresche, dolcetti, frutta fresca ecc.
preparate per rifocillarci. Dopo due ore di
sereno e gioioso soggiorno, con le sorelle e
le nonnine, contente di vedere tante Suore,
abbiamo fatto rientro a Stella Maris.
Siano rese grazie a Dio per quanto ci ha donato e per il bene fisico, morale e spirituale
che ne è derivato e che ancora ne potrà seguire con l’aiuto della nostra specialissima
Madre Maria.
Sr. Beniamina Mossuto
Vita Nostra
- pag. 27
CELEBRANDO NUESTRAS FIESTAS PATRIAS
ca desde Guatemala hasta Costa Rica, ésta
es llevada a pie y de mano en mano por los
mejores alumnos de los Colegios en cada
Departamento y municipio del país.
Estimadas hermanas en el presente
artículo deseamos compartirles como celebramos los nicaragüenses nuestras fiestas
patrias. Con la llegada del mes de Septiembre se nos abre una nueva oportunidad para
recordar a nuestros héroes y heroínas que
entregaron sus vidas por amor a Nicaragua,
tierra de lagos y volcanes.
La Comunidad de Río Blanco, vive intensamente estas fiestas haciéndose presente en
todas las actividades que el Ministerio de
Educación organiza para este mes. Nuestro
Colegio (Francisco López Mendoza) es representado por un grupo de estudiantes que
con sus instrumentos musicales reafirman
su identidad y sentido de pertenencia.
La inauguración de las fiestas se realiza el
primero de septiembre con un acto, donde
participan todos los centros educativos con
sus alumnos, docentes, y bandas musicales. Otro momento significativo es el paso de
la antorcha que recorre toda Centro Améri-
pag. 28 - Suore Francescane Alcantarine
El punto culminante de las celebraciones
patrias se alcanza los días 14 y 15, durante los que se celebra la batalla de San Jacinto, ganada por el ejército nacional contra
invasores filibusteros norteamericanos en
1856, y la declaración de Independencia de
la provincia Centroamericana de la corona
Española, acontecida en 1821.
El 14 de septiembre se lleva a cabo el Acto
Central que da inicio en las primeras horas
de la mañana, es una fecha en la que toda la
población se hace presente. También se realiza el desfile donde todos los centros educativos de la ciudad, ofrecen al público presente las diferentes presentaciones adornadas
de música y coreografías rítmicas. Nuestras
fiestas culminan el 15 de Septiembre con la
lectura del Acta de Independencia de Centroamérica.
Celebrar cada año estas festividades es recordar que estamos continuamente invitadas/os a sentirnos parte de la construcción
de una Nicaragua que mantiene viva la Cultura, ama su música y honra a sus héroes
y heroínas. Una Nicaragua que necesita de
la colaboración de todas/os para llegar a alcanzar sus sueños como nación.
Agradecemos profundamente esta oportunidad donde podemos compartir parte de lo
que somos y queremos celosamente seguir
cultivando en nuestros estudiantes, grupos
parroquiales y pastorales con los que trabajamos en las diferentes fraternidades presentes en Nicaragua.
Profundamente agradecidas por el espacio
Hermanas de la fraternidad de Río Blanco
Una sorella in
Cielo
Il 29 aprile 2009 è tornata alla
casa del Padre Lucia Petaccia,
una donna cara alla nostra fraternità di Manoppello per il tanto
bene profuso verso le nostre suore in lunghi anni di condivisione di
vita.
La redazione di Vita Nostra si unisce al cordoglio della nostra fraternità e si affida alle preghiere di
questa nostra “sorella” discreta
e operosa, certa che il Padre del
Cielo l’ha accolta tra le braccia
della sua misericordia.
La spiritualità del grazie
- Dire grazie è come veder
splendere il sole,
è come respirar Dio e respirar in Dio.
- Il grazie esprime insieme la meraviglia e la
gioia
dell’incontro con Dio
E con le sue creature.
- Il grazie è la melodia
dell’amore riconoscente,
ma anche un’ala aperta per lo slancio nel
futuro.
- Il Grazie è la preghiera
più alta e profonda.
Gli uomini riconoscenti sono come campi
fecondi;
restituiscono dieci volte tanto
quello ricevuto.
- Il ringraziamento da’ senso
ai beni naturali e valorizza
quelli soprannaturali,
illumina anche il dolore
e le tribolazioni della vita
alla luce della fede.
- Il ringraziamento diventa
energia vitale,
che con le parole e il canto,
il gesto e la testimonianza,
parla di Dio agli uomini:
lo esalta, lo rivela, lo ama
in tutte le sue creature.
- Il ringraziamento infonde
un cuore nuovo,
crea e moltiplica sentimenti
e movimenti di bontà,
di cui il mondo d’oggi
ha insieme bisogno.
Sr. Alfonsina Luciani
Vita Nostra
- pag. 29
Auguri alle nostre Postulanti!!!
La nostra Famiglia religiosa ringrazia incessantemente il Signore per il dono di nuove
giovani che desiderano sperimentare più
da vicino e nella concretezza del quotidiano l’ideale della vita alcantarina.
Il 10 marzo 2010 Adriana, Elisabetta, Flavia, Maria, Marialisa, Micaela, Rosaria,
Sara, Valentina F., Rosalia e Valentina S.
hanno celebrato con un semplice rito il loro
ingresso in postulato. Dopo alcuni giorni si
è unita a loro anche Martina, dopo il tempo
di esperienza vissuto presso la comunità
Stella Matutina. Affidiamo tutte loro e sr.
Loriana Torelli, chiamata ad accompagnarle nel discernimento, alla protezione materna di Maria, nostra specialissima Madre.
pag. 30 - Suore Francescane Alcantarine
Mentre è in stampa questo numero di Vita
Nostra, le postulanti sono già impegnate con
il tempo loro proposto di esperienza apostolica nelle fraternità. Buona esperienza!!
ti consacrerò per sempre...!
“Io do loro la vita eterna
e non andranno perdute in eterno e nessuno
le strapperà dalla mia mano”
Gv 10,28
SABATO 24 APRILE 2010
La Famiglia Francescana Alcantarina
esprime con gioia il suo ringraziamento al Signore per la Professione perpetua di:
Sr. Antonella Frisoli
Sr. Lucia Chiara Pagliarini
Sr. Lucia Maddalena Valori
sr. Lucia Maria Marino
Sr. Monica Maria La Monaca
La nostra famiglia esprime ancora tanta riconoscenza e gioia per l’amore e la fedeltà con cui il
Signore ha custodito, durante i 50 anni di donazione a Lui e di servizio ai fratelli, le nostre sorelle che hanno celebrato questa lieta ricorrenza
il 19 marzo 2010:
Sr. Antonietta Tucciarone
Sr. Vincenzina Summo
Sr. Liliana Arenaccio
Sr. Adriana Resta
Sr. Angela Milan
Sr. Corrada Farallo
Sr. Maria De Bellis
Sr. Rosalinda Genio
Sr. Felicia Latronico
Sr. Luisa d’Alessandro
Questa vita, che vivo nel corpo,
la vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha consegnato
se stesso per me . Gal 2,20
Nel rendimento di grazie a Dio per la grandezza del suo amore, la
nostra Famiglia gioisce per la professione perpetua di Sr. Pina Emanuela
Panetta, che avrà luogo il 30 ottobre 2010 presso la Cattedrale di S. Rufino
in Assisi. Affidiamo al Signore il cammino di questa nostra sorella, affinché
Egli la custodisca per sempre nella Sua fedeltà.
PROFESSIONE SEMPLICE
Emanuela Monsignori, Assunta Radogna, Raffaella Sciascia, Sonia De Acetis
Emetteranno la loro professione temporanea l’8 dicembre 2010 durante la Celebrazione
Eucaristica presso la Cattedrale di S. Rufino in Assisi (PG).
Auguri!
Vita Nostra - pag. 31
In Spagna per il 25°
Allora ti renderò grazie sull’arpa,
per la tua fedeltà, o mio Dio;
ti canterò sulla cetra,
o santo d’Israele. (Sal 71,22)
La Famiglia Alcantarina gioisce e ringrazia il Signore per la fedeltà con la quale ha
custodito sr. Emanuela Pavoni, sr. Heriberta
Rivas Torres, sr. Loredana Vitale, sr. Rita Senatore lungo 25 anni di professione religiosa:
1985 – 2010.
L’anniversario è stato celebrato il 23 agosto
2010 con la Celebrazione Eucaristica presso
il Santuario di Arenas de S. Pedro, al termine
di un corso di esercizi spirituali predicati da p.
Julio Herranz Miguelañez ofm.
Nei giorni seguenti le sorelle si sono recate in
pellegrinaggio al Santuario di Fatima.
pag. 32 - Suore Francescane Alcantarine
Tanti Auguri...!
Gli anni della nostra vita sono 70, 80
per i più robusti ma…
Per la fraternità di Canosa è stata una gioia
grande stringersi intorno alla persona di Sr.
Lucia Mangarelli nel giorno del suo 99° compleanno!
Il 12 febbraio abbiamo ringraziato il Signore per il dono della vita con la Celebrazione
eucaristica: una vita ancora piena di “vitalità”,
anche se segnata da inevitabili acciacchi.
La serata è stata allietata con canti e
danze e da una magnifica torta, impreziosita
dalle candeline.
La fraternità tutta ha augurato a sr. Lucia il raggiungimento dei 100 anni nel prossimo 2011.
Auguri ancora, sr. Lucia carissima!
Vita Nostra
- pag. 33
90 di questi giorni!!!
“Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.”
(Sl 138,3 )
Questa Parola è forse la più adatta per
esprimere il nostro ringraziamento al Signore per il
dono della vita di suor Melania Napolitano.
Il 13 giugno noi sorelle della fraternità di Bari, insieme alle sorelle delle altre fraternità della Puglia,
suor Mariella Verani e Suor Amalia Coluccia, abbiamo lodato e ringraziato il Signore per il dono dei
novant’anni di vita di questa nostra sorella e per il
dono ancora più grande della consacrazione vissuta quotidianamente nell’offerta gioiosa e disponibile
verso tutte quelle storie che hanno incrociato il suo
cammino. E’ stato bello ritrovarci tutte insieme per
ringraziare il Signore con la Celebrazione Eucaristica presieduta da don Mimmo Castellano, cappellano della nostra fraternità.
Questo momento di gioia è continuato condividendo
il pranzo in modo fraterno.
Questa giornata è stata per ciascuna sorella
un momento di lode e di riflessione verso Colui che è
datore di ogni bene.
Il Signore continui a guidare i suoi passi nella fedeltà
e nella misericordia.
Sr. Paola Francesca Denti
pag. 34 - Suore Francescane Alcantarine
100… di questi giorni!!!
La famiglia Alcantarina si stringe intorno a
sr. Elisa Franchetti che, con invidiabile vivacità ha festeggiato, il 15 agosto,
i suoi (primi!?)
100 anni.
La ricorrenza è stata festeggiata prima nella
Celebrazione Eucaristica presso
la parrocchia di Casoli, paese di origine
e di attuale residenza della nostra consorella, poi con un gustoso pranzo.
La presenza della Madre generale,
sr. Amalia Coluccia,
ha rallegrato ulteriormente
la festa di famiglia.
Cara sr. Elisa,
ancora auguri di cuore
dalla redazione di Vita Nostra!
Vita Nostra
- pag. 35
in libreria...
ALBERTO VITALI, Oscar. A. Romero. Pastore di agnelli e lupi, Milano, Paoline, 2010.
Il 24 marzo 1980 Oscar Arnulfo Romero, Arcivescovo di San Salvador, fu assassinato mentre celebrava l’Eucarestia. Da tre anni ormai si era trasformato in voce di
denuncia lucida e forte per le ingiustizie del paese, punto di riferimento obbligato
per chi volesse capire che cosa stesse davvero succedendo in quel piccolo Paese del
Centro America ed il solo capace di rendere la dignità rubata a migliaia di vittime,
che mai sarebbero passate alla storia. Il suo omicidio, lungi dal metter a tacere il
grido della giustizia, spalancò la porta sul baratro degli ottantamila morti, tra uccisi
e desaparecidos, in dodici anni di guerra civile sanguinosa. Per accostare ed approfondire la figura di questo pastore, l’autore ripercorre la storia sociale e politica di
El Salvador, dipingendo il quadro da quale emerge nitida la figura di questo martire
della fede.
GODFRIED DANNEELS, Reimpariamo a pregare, Bologna, Dehoniane,
2009.
Con uno stile ricco di immagini e pieno di calore, il card. Danneels invita a riflettere sui modi della nostra preghiera, organizzando i suoi consigli intorno ad alcune
direttrici fondamentali: la necessità della preghiera come rapporto interpersonale
con Dio, il rosario, il pregare per i defunti, la meditazione con la Parola di Dio, il
chiedere perdono, la preghiera pasquale, la preghiera trinitaria, l’adorazione eucaristica.
Il volumetto, agile nelle dimensioni e nei costi, propone pagine intense e semplici,
nate da una grande sapienza sulla spiritualità e sull’uomo.
Vangelo e itineranza cristiana. Contributi dalla 7° Settimana Nazionale di
Formazione e Spiritualità missionaria (Assisi, 27 agosto – 1 settembre 2009),
Roma, Amici della Propaganda Missionaria, 2010.
Dall’esperienza della Settimana di Formazione e spiritualità missionaria organizzata dalla CEI nascono i testi che vengono raccolti in questo volume. I contributi
offerti al pubblico da Amedeo Cristino, Donatella Scaiola, Luca Moscatelli ed altri
noti teologi, desiderano aiutare i lettori a far sì che il “Vangelo senza confini”, tema
della Settimana di formazione, si esprima e prenda sempre più carne nella complessità e nella diversità dello spazio e del tempo di questo nostro mondo. L’idea della
pubblicazione è di consegnare a tutti coloro che sono impegnati in ambiti pastorali,
laici e consacrati, uno strumento che aiuti a ripensare il proprio approccio alla nuova evangelizzazione. Il volume viene inviato gratuitamente a coloro che ne fanno
richiesta all’Ufficio CEI per la Cooperazione missionaria.
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