SIUCP
Società Italiana Unitaria
di Colonproctologia
www.siucp.org
Presidente
Angelo Stuto
Presidente Eletto
Giuseppe Spinoglio
Past President
Antonio Longo
Vice-Presidente
Giuliano Reboa
Segretario
Angelo Caviglia
SIUCP NEWS
Notiziario della Società
Italiana Unitaria di Colonproctologia
Anno III - Numero 4
Ottobre-Novembre-Dicembre 2009
Registrato presso il Tribunale di Roma
con il n.° 110/2007 del 5 aprile 2007
Direttore responsabile
Roberto Dino Villani
Direttore editoriale
Pasquale Talento
Sintesi Grafica s.r.l.
Numero chiuso in redazione 5 novembre 2009
Consiglieri
Flaminio Benvenuti
Angelo Filippini
Cristiano Finco
Francesco Gabrielli
Gabriele Naldini
Pasquale Talento
Tesoriere
Giuseppe Ferulano
Revisori dei Conti
Segreteria SIUCP
Lunedì-Venerdì 10.00-13.00 / 14.00-18.00
Tel. e fax: +39 0645422450 Int. 211
e-mail: segreteria@siucp .org
Contributi
Per scrivere alla redazione inviare una mail
al capo redattore Roberto Dino Villani:
[email protected]
Antonio Capomagi
Giuseppe Spidalieri
Coordinatore Nazionale UCP
Adolfo Renzi
Coordinatore Nazionale Delegati SIUCP
INDICE
Danilo Tarroni
Garanti
Editoriale
p. 2
Curiosità
Veleggiando in Croazia
Miss Italia
p. 3
In primo piano
Prolassectomia: variante di tecnica
“V.A.A.F.T. : Video Assisted Anal
Fistola Treatment”
p. 7
Una finestra sulla SIUCP
– In evidenza
p. 10
Bacheca
p. 12
Vincenzo Landolfi, Roberto Dino Villani, Antonio Longo
Delegati Regionali SIUCP
Abruzzo Carmine Pietrantoni
Campania Giovanni Angelone
Emilia Romagna Giampiero Ucchino
Lazio Bruno Masci, Massimiliano Varriale
Liguria Marco Gipponi
Lombardia Giuseppe Calabrò, Guglielmo Giannotti
Marche - Molise Rodolfo Piazzai
Piemonte - Valle D'Aosta Luciano Abbo
Puglia - Basilicata Angelo Di Pascale
Sardegna Antonio Pintus
Sicilia - Calabria Francesco Longo, Antonio Ciccolo
Toscana Umberto Ferro, Azzam Khader
Triveneto Mauro Volpato, Antonio Caminiti
Umbria Andreino Tassi
Anno III - Numero 4
Roberto Dino Villani
Responsabile Struttura Semplice di
Chirurgia Proctologica e Riabilitazione
del Pavimento Pelvico
Nuovo Ospedale Civile di Sassuolo
anticipato dal nostro Presidente, Angelo Stuto, la rivista sarà
disponibile in formato elettronico anche sul sito societario
www.siucp.org.
Ringrazio infine le aziende che ci hanno sostenuto e permesso
di realizzare la rivista.
Vi esorto a continuare ad inviare i vostri contributi e colgo
l’occasione per auguravi buone feste che sono ormai quasi
alle porte.
Un caro saluto
Cari amici,
con questo quarto numero del 2009 si chiude il primo anno
della nuova versione di SIUCP NEWS.
Partendo, lo ricorderete, mi ero prefissato l’obiettivo di far
diventare questo strumento un mezzo associativo di
comunicazione attraverso il quale poter diffondere e
scambiare informazioni sia associative che di carattere
personale o folkloristico, un notiziario che potesse essere
sfogliato con serenità e simpatia. Non credevo e non credo si
debba parlare di rivista prettamente scientifica societaria in
quanto per questo il Presidente ed il Consiglio Direttivo si
stanno adoperando per individuare un periodico di alto
spessore da proporre ai Soci. Probabilmente in occasione
dell'Assemblea che si svolgerà a Modena il 19 novembre
potremo avere aggiornamenti su questo argomento.
Per quanto riguarda SIUCP NEWS, possiamo essere soddisfatti
in quanto stanno arrivando i contributi dei Soci e di questo vi
ringrazio perché come sapete credo molto nella vostra
partecipazione per realizzare una rivista che incuriosisca e
comunichi quel qualcosa in più che pensiamo, sappiamo,
scopriamo e non abbiamo mai il tempo di raccontare. Per la
prima volta abbiamo problemi di spazio nelle pagine previste
e lo ritengo un grande successo.
In particolare per questo numero ringrazio: Angelo Caviglia,
Antonio Capomagi e Pier Carlo Meinero che ci hanno regalato
parte del loro tempo rendendoci partecipi delle loro
“avventure” chi per un verso chi per un altro. Per quanto
riguarda il capitolo “folklore” una piccola “sorpresa” che vi
lascio scoprire. Ho ritenuto di poterla realizzare anche per
dimostrare che possiamo lasciare spazio a giovani che, anche
se indirettamente, fanno parte della grande famiglia SIUCP.
Dopo un anno quindi tiro le somme e ne sono soddisfatto, in
modo particolare perché ho avuto di ritorno qualche
commento favorevole che ho gradito quanto avrei fatto per
critiche o suggerimenti, che però scarseggiano.
Ho preferito anticipare l’uscita di questo numero in occasione
del mio congresso modenese, occasione in cui siete sempre
numerosi, ma ho il piacere di comunicarvi che, come già
In copertina
XIII Meeting Congiunto di Colonproctologia e Stomaterapia
Modena 19-20 novembre 2009
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Anno III - Numero 4
Curiosità
Veleggiando in Croazia
a cura di
Dott. Antonio Capomagi
Specialista in Chirurgia d'Urgenza e Pronto Soccorso
Specialista in Chirurgia Toracica
Coordinatore UCP Ancona - Società Italiana di
Coloproctologia
Consulente Chirurgia Generale CdC "Villa Igea" Ancona
Cari amici, l’amico velista Roberto Villani mi chiede di spendere due
parole su quella straordinaria miscela di luoghi che è la Croazia: isole
con le acque cristalline e centri storici dove ti sembra di essere a
Venezia o nella Roma antica.
Da moltissimi anni velista e conoscitore delle coste dalmate penso
che il miglior punto di osservazione e scoperta sia quello di poter
giungere per mare in questo paradiso di oltre 5.800 KM di coste e
quasi 1.200 isole, prevalentemente disabitate.
Sono infatti poco più di 70 le isole che contano un qualche
insediamento urbano di rilievo. Questo significa che, anche in alta
stagione, c’è sempre il modo di trovare alla sera un posto in porto o in
una tranquilla caletta in cui passare la notte, a volte anche in
completa solitudine e privacy assaporando la bontà della cucina di
mare in piccole e caratteristiche trattorie.
Fig. 1: baia di vela
Base di partenza e arrivo: Marina Frapa - Rogoznica
1
2
3
4
5
baie nel sud dell’is. di S. Clemente
Lesina, is. di Lesina
baie nel nord dell’is. di Ðãedro (Loviðãe o Mostir)
marina di Curzola, is. di Curzola
Pomena, is. di Meleda
6
7
8
9
10
is. di Saplun, Lastovnjaci
baia di Zaklopatica, is. di Lagosta
is. di Lukovac
marina Palmiþana, is. di S.Clemente
is. di Zirona Piccola
Fig. 3: Rotta di maestrale (alternativa n°1)
Base di partenza e arrivo:
Marina Frapa - Rogoznica
Fig. 2: Dubrovnik
3
Considerando anche la posizione geografica di Ancona si
comprende come sia facile raggiungere via mare le coste croate sia
attraversando con imbarcazioni proprie o noleggiate in loco dopo
comodi trasferimenti sia con linee di navigazione veloci che
collegano Ancona con Zara, Vis, Hvar e Spalato.
Qui di seguito sono riportate 2 tra le più conosciute rotte per
esplorare dal mare le stupende coste dalmate.
Un carissimo saluto ed a disposizione per ogni domanda o
suggerimenti per le prossime vacanze.
Buon Vento !!
Antonio Capomagi, Ancona
E-mail: [email protected]
mob. 3483324867
Base di partenza e arrivo: Marina Frapa - Rogoznica
1
2
3
4
5
is. di Borovnjak, is. di Kakan sul lato nord
Capri, is. di Capri
is. di Ravni o di Kameni Þakan.
is. di Laussa o nel marina di Piðkera , is. di Panitula V.
is. di Levrnaka
Fig. 4: Rotta dei parchi nazionali
6
7
8
9
10
Telaðãica, Isola Lunga
Strunac, is. di Zut
marina di Hramina, is. di Murter
marina di Scardona
is. di Krbela M o di Krbela V.
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Anno III - Numero 4
Curiosità
1939-2009: Miss Italia
compie 70 anni, ma
non li dimostra
a cura di Cristiana Roberta Villani
Miss Italia trova il suo primo antenato nel concorso per l’elezione
della “Signorina Grandi Firme” indetto nel 1939 dal settimanale
“Grandi Firme”.
L’ispirazione giunse a Cesare Zavattini, direttore del giornale, che si
prefisse lo scopo di ricercare nella vita di tutti i giorni donne
bellissime come quelle che erano raffigurate sulle copertine dei
giornali o nelle pubblicità. Il concorso ebbe molto successo ma poco
tempo dopo fu sospeso dal Ministero della Cultura Popolare perché
ritenuto troppo spinto per l’epoca.
4
Fu in conseguenza a ciò che il
pubblicitario Dino Villani ebbe la
geniale
idea
di
sfruttare
l’opportunità data dalla fortuna
del concorso per rilanciare verso
un target più giovanile una
notissima marca dentifricia, la
Gi.Vi.Emme. Si accordò con
Zavattini ed iniziò un’intensa
collaborazione
che
portò
inizialmente
a
pubblicare
immagini dei sorrisi di attori,
attrici e personaggi celebri e, in
seguito, anche quelle di donne,
ragazze, uomini e bambini che
venivano inviate presso la
redazione da tutta Italia. In questo
Dino Villani, ideatore del concorso
modo l’azienda si faceva una forte
pubblicità sostenendo che per avere sorrisi belli come quelli
immortalati fosse necessario utilizzare prodotti di ottima qualità
come i dentifrici di sua produzione.
Il concorso, chiamato “5.000 per un sorriso” perché metteva in palio
un premio di questo calibro per il vincitore, venne affiancato alle così
dette “feste del sorriso”, manifestazioni popolari che prendevano
luogo nelle piazze di molte cittadine italiane, durante le quali veniva
fatta propaganda al concorso e venivano segnalati, dalla giuria, i
sorrisi più affascinanti tra il pubblico.
Presso la direzione del concorso giunsero foto da tutta Italia che
ritraevano, anche, soggetti particolari: accanto a sorrisi di uomini e
donne, infatti, venivano spedite fotografie di bambini e di animali
che avevano soprattutto uno scopo ironico. La giuria aveva il
compito di selezionare la rosa di foto che più la colpivano, all’interno
della quale doveva, poi, eleggere la vincitrice che sarebbe stata
pubblicata sul periodico “il Milione”. Accanto alle fotografie venivano
pubblicati i nomi delle donne ritratte e ciò ebbe come conseguenza
l’invasione, della redazione del giornale, di lettere di ammiratori che
si proponevano come corteggiatori delle ragazze decantando le loro
carriere e i loro possedimenti nella speranza di fare colpo su di esse.
Testimonianze raccontano che nei piccoli paesi i postini avessero
duplicato il loro lavoro per far giungere le missive d’amore alle loro
destinatarie.
La fama del concorso aumentò a tal punto da interessare anche
alcuni registi cinematografici; primo fra tutti Vittorio de Sica che,
come protagonista del suo film “Teresa Venerdì”, selezionò Adriana
Benetti, concorrente di “5.000 lire per un sorriso”. A seguire ci furono
molte altre partecipazioni delle concorrenti in film e spot pubblicitari.
Come non ricordare la pellicola, del 1949, “Totò al giro d’Italia” diretta
e recitata dallo stesso Totò, il quale, per conferire più realtà al film,
partecipò in persona alle selezioni del concorso, entrando a far parte
della giuria e ottenendo il permesso di inserire nel film alcune fasi
della selezione.
La Grande Guerra era, però, già scoppiata e il Concorso, così come
tutte le attività di intrattenimento e spettacolo, iniziò a vacillare sotto
il forte peso legale della censura e morale dell’impossibilità di
continuare a parlare e mostrare sorrisi nel mentre in cui molti
connazionali venivano feriti, dispersi e uccisi al fronte.
Conseguentemente l’interesse da parte dei giornali nei confronti del
concorso diminuì: “Il Tempo” decise di dedicare le pagine che erano
state riservate alla pubblicazione delle foto per permettere alle
famiglie dei soldati dispersi di divulgare immagini e descrizioni dei
loro cari nella vana speranza di averne notizie. L’Italia cadde in anni
bui nei quali quelle stesse persone, giovani, donne e bambini, che
erano state immortalate sorridenti e spensierate sembravano essere
scomparse e aver lasciato il loro posto ad una nuova popolazione
cupa, che lottava per la salvezza e che non aveva certo né il tempo né
l’animo di dedicarsi a cose frivole quali i concorsi di bellezza.
Ovviamente a ciò si aggiungeva la censura applicata alla stampa che
non permetteva di pubblicare, appunto, elementi di distrazione per
la popolazione.
Il concorso cadde nel dimenticatoio e nessuno pensava che sarebbe
mai ripreso, ma, quasi a sorpresa, nel 1945 rinacque e venne
battezzato “Miss Italia” sia per sottolineare il nuovo sentimento
patriottico sia per dimostrare la volontà di superare il regime fascista
che aveva proibito di utilizzare il termine “miss” bandendo l’utilizzo di
parole che non fossero di origine italiana. Dall’inizio di questa nuova
edizione le ragazze non dovevano più solo presentarsi e sfilare
davanti ad una giuria, bensì dovevano sottoporsi ad una serie di
“prove” durante i tre giorni di soggiorno presso la cittadina di Stresa,
dove, al termine di queste giornate, si svolgeva l’elezione.
La Giuria nutriva però dei forti dubbi su quale criterio utilizzare per
eleggere la donna più bella d’Italia: doveva rappresentare “il tipo di
donna che si può sposare e raccomandare di sposare al proprio figlio,
oppure quella che si vorrebbe avere come amante?”. Si può intuire
che ancora oggi sia uno dei temi più discusso riguardo l’elezione
della Miss: si cerca una ragazza acqua e sapone, l’auspicata vicina
della porta accanto, semplice e naturale, però non appena viene
eletta viene affidata ad un team di truccatori, parrucchieri, vestiaristi
che la trasformano in una vamp desiderata da tutti ma sempre più
irraggiungibile che della ragazza “normale” che era prima
dell’elezione conserva solo il nome e, si spera, qualche valore.
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Anno III - Numero 4
Curiosità
Il cambio della guardia.
Dino Villani e Enzo Mirigliani con Silvana Pampanini
Il 1959 fu l’anno del “cambio della guardia”: Dino Villani decise, infatti,
di cedere l’organizzazione e la presidenza di “Miss Italia”, con tutti i
suoi oneri, ma soprattutto onori, al suo collaboratore Enzo Mirigliani,
che da quell’anno diventò il Patron del Concorso curandolo come se
fosse una sua creazione e facendosi, soprattutto negli ultimi anni,
affiancare dalla figlia Patrizia.
testimonial di prodotti e, nel presente governo, una concorrente di
una passata edizione del concorso, Mara Carfagna, è addirittura
diventata ministro delle pari opportunità.
Il Concorso è diventato sempre di più uno specchio della società che
era influenzata e, a sua volta, influenzava le elezioni. Gli stereotipi di
bellezza sono cambiati di molto nel corso delle edizioni: dalle donne
formose che sfilavano indossando costumi a vita alta con ampi
reggiseni che coprivano quasi interamente il loro bel corpo si è
passati a ragazze sempre più esili fasciate in vestitini aderenti e
costumi molto succinti che lasciano ben poco all’immaginazione. Un
fondamentale spartiacque fu la decisione, presa nel 1990 dalla Giuria,
della quale faceva parte anche Maurizio Costanzo, di abolire le
canoniche misure 90-60-90 come prerequisito per poter partecipare
al Concorso.
Oggi la manifestazione televisiva dura quattro giorni, anche se i lavori
di selezione iniziano molti mesi prima attraverso le diverse
manifestazioni regionali che assegnano i titoli di bellezza alle ragazze
per consentire loro di accedere al rush finale a Salsomaggiore.
“Miss Italia” è nata con l’idea di premiare delle giovani ragazze non
solo per la bellezza ma anche per i valori di semplicità e genuinità,
che posseggono, permettendo loro di essere conosciute dal grande
pubblico e di aprirsi una strada nel mondo dello spettacolo. Al giorno
d’oggi, però, in una società dell’apparenza come la nostra, in pochi
sembrano riuscire a cogliere questi valori che stanno alla base della
nascita del Concorso, sono invece in molti coloro che polemizzano
ritenendo che sia una manifestazione ormai antica e superata, che le
elezioni siano “aiutate” da raccomandazioni e, soprattutto, che le
ragazze che vi partecipano siano unicamente strumentalizzate per la
loro bellezza.
Non si può valutare arbitrariamente quale sia la corrente di pensiero
più credibile, ma sicuramente si può sostenere che “Miss Italia” ha
partecipato a formare al nostra cultura e la nostra società, che sia
diventata parte del nostro patrimonio a tal punto che il termine
“miss” è diventato uno dei vocaboli più utilizzati dagli italiani per
apostrofare una bella ragazza e, negli anni, sono nati molti concorsi
che prendono ispirazione da esso.
5
Enzo e Patrizia Mirigliani
Nel 1950 la manifestazione era stata trasferita a Salsomaggiore in
concomitanza la prima diretta radio dell’elezione, mentre, invece, la
prima trasmissione tv fu inaugurata nel 1979; nel 1988 l’elezione
avvenne, per la prima volta, in diretta e sulle reti Rai.
In questo modo, la visibilità che il Concorso dava a tutte le ragazze
crebbe esponenzialmente e, durante le 70 edizioni, sono state molte
le concorrenti per le quali si è aperta un’importante carriera nel
mondo dello spettacolo: alcune, come Lucia Bosè, Gianna Maria
Canale, Sophia Loren e Gina Lollobrigida, hanno percorso
un’acclamata carriera cinematografica, altre hanno ricoperto ruoli di
conduzione di programmi tv come Simona Ventura, Roberta Capua,
Cristina Chiabotto, Silvia Toffanin, altre ancora sono diventate
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Anno III - Numero 4
In primo piano
La figura 5 mostra tutti e sei punti ultimati.
Prolassectomia:
variante di tecnica
proposta dal Dr. A.
Caviglia (Tecnica a
Paracadute)
a cura di Angelo Caviglia
Direttore della Struttura Dipartimentale di
Colonproctologia - Ospedale San Camillo di Roma
La seguente variante di tecnica della prolassectomia, con mono
stapler, è nata dall’esigenza di ottenere resecati più abbondanti
onde poter sfruttare al massimo la capacità del case dello stapler
pph01.
Tale variante non vuol assolutamente sostituire l’intervento STARR,
ma, nei prolassi mucosi senza defecazione ostruita, in cui si prevede
che una semplice prolassectomia, ci esponga a residuo di malattia,
questa mi sembra un’ottima soluzione.
Sappiamo che l’altezza del resecato nella prolassectomia semplice
con borsa di tabacco è in media di circa 2/3 cm.; con questa tecnica
abbiamo portato tale valore a circa 4/5 cm.
Si procede nel seguente modo facendo attenzione a passare i punti
superficialmente e prendendo solo la mucosa e la sottomucosa
senza comprendere la muscolatura.
Tutti i punti vengono passati due volte, un primo passaggio a circa
tre cm dalla linea pettinata, (alla stessa distanza dove passiamo i
punti della prolassectomia semplice) il secondo passaggio 1cm più
distalmente.
Primo punto ore 3 (Fig. 1), secondo punto ore 9 (Fig. 2)
Fig. 5
Fig. 6
Si solidarizzano insieme i punti a ore 1-3-5 alla destra dell’operatore
e i punti a ore 7-9-11 alla sua sinistra (Fig. 6), si inserisce lo stapler
tutto aperto (Fig. 7). Si attraggono al suo interno i fili di destra (Fig. 8)
Fig. 7
Fig. 8
e poi quelli di sinistra (Fig. 9). Si esercita una valida trazione e si fa
accomodare il prolasso dentro il barilotto della pph01 (Fig. 10) .
Fig. 9
Fig. 10
Si stringe la suturatrice senza mai diminuire la trazione sui fili (fig.
11). Si esegue la sutura. Si porta a termine l’intervento nel modo
usuale. Un resecato tipico ottenuto con la tecnica descritta (Fig. 12)
7
Fig. 1
Fig. 2
terzo punto ore 1 (fig. 3) quarto punto ore 11 (Fig. 4) quindi ancora
alle ore 5 e alle ore 7.
Fig. 3
Fig. 4
Fig. 11
Fig. 12
Un’altra possibilità di apporre i punti è quella a ore 12, ore 6, ore 2,
ore 5, ore 7 e ore 10.
In questo caso un capo dei fili a ore 12 e ore 6 andrà solidarizzato
con quelli di destra e l’altro con quelli e di sinistra.
Tale variante come detto ci permette di ottenere un resecato
prevalentemente mucoso, sicuramente di altezza maggiore rispetto
alla prolassectomia con tecnica standard, con un sorprendente
effetto lifting e con notevole disostruzione mucosa.
Un’altra caratteristica e non meno importante è la omogeneità e
simmetricità dei resecati ottenuti e, nei casi in cui il prolasso sia
asimmetrico, la possibilità di resecare alla “demande” (apponendo i
punti là dove più sia necessario).
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Anno III - Numero 4
In primo piano
“V.A.A.F.T.: Video
Assisted Anal Fistula
Treatment”. Tecnica di
Meinero per il
trattamento delle fistole
anali complesse.
a cura di Piercarlo Meinero
Eseguo la mia tecnica per mezzo di un kit personale (1) che
comprende: il mio fistuloscopio (Karl Storz), un anoscopio
modificato, un elettrodo monopolare connesso con l'elettrobisturi,
un cucchiaio endoscopico, una suturatrice CCS30 ed 1 ml di
cianoacrilato. Il mio fistuloscopio (2) ha un canale ottico, uno
operativo ed uno per il flusso di soluzione salina.
Fig. 1
Fig. 2
La tecnica prevede una fase diagnostica ed una fase operativa. Il
fistuloscopio viene inserito attraverso l'orifizio fistoloso esterno con
il flusso di soluzione salina attivo; il tragitto fistoloso appare
chiaramente sul monitor e, con movimenti delicati, si arriva al
termine del tragitto fistoloso rappresentato dall'orifizio interno (3). Il
fistuloscopio è rigido proprio per fare in modo di “rettilineizzare” la
fistola sul fistuloscopio stesso, manovra favorita dall'anestesia
spinale. Si posizionano due o tre punti sull'orifizio interno in modo
da isolarlo (4) senza però chiuderlo, al momento. Si inizia quindi a
cauterizzare la parete interna della fistola mediante l'elettrodo
monopolare partendo dall'orifizio interno sino all'orifizio esterno
non dimenticando eventuali tramiti secondari o cavità ascessuali (5).
8
Fig. 3
Fig. 4
Fig. 5
Fig. 6
L'assistente mantiene in tensione i fili applicati in precedenza
sull'orifizio interno, mediante una pinza, così da formare una sorta
di “vulcano” il cui apice è rappresentato dall'orifizio interno stesso. Il
chirurgo inserisce la CCS30 alla base di questo “vulcano” ed esegue
la sezione e la chiusura ermetica dell'orifizio interno (6). Il risultato
finale è una sutura nell'area dove era presente l'orifizio (7).
A questo punto, al fine di rafforzare
la sutura meccanica, si introduce 1
ml di cianoacrilato, subito dietro la
sutura, introducendo un sottile
catetere attraverso l'orifizio esterno.
I vantaggi della tecnica sono
evidenti: non ci sono ferite nella
regione perianale, la localizzazione
dell'orifizio interno è sicura (punto
Fig. 7
chiave in ogni intervento per fistole
perianali), viene meno l'esigenza di conoscere preoperatoriamente
la classificazione della fistola in quanto, operando all'interno, non si
provocano danni agli sfinteri per cui non si possono avere problemi
di incontinenza fecale. La tecnica, avendo una fase diagnostica,
rende inutili le indagini preoperatorie (US, RMN...). Inoltre, viene
eseguita in day surgery; il paziente non ha bisogno di alcuna
medicazione e torna al lavoro dopo pochi giorni.
Dal maggio 2006 al luglio 2009 ho operato 44 pazienti (37 maschi e
7 femmine) di età compresa tra i 32 e i 67 anni. Dei pazienti che ho
operato, 22 erano già stati sottoposti ad intervento chirurgico per
fistola perianale complessa. Nella mia casistica non vi sono casi di
Crohn. Nessuno dei pazienti ha eseguito preoperatoriamente
ecografia, fistulografia o MRI proprio per dimostrare che con questa
tecnica è inutile conoscere prima il tipo di fistola.
Non ho avuto importanti complicanze.
Nella maggior parte dei casi (77%) il dolore postoperatorio è stato
accettabile e non c'è correlazione tra il livello di sutura e l'intensità
del dolore. Ho impostato un follow-up a 2, 6, 12 e 24 mesi: la
guarigione primaria si è avuta in 37 pazienti (84.1%). Ho rioperato
tre pazienti con recidiva sempre con la VAAFT che sono guariti due
mesi più tardi. Un paziente è guarito dopo re-iniezione di
cianoacrilato ambulatoriale. Gli ultimi tre pazienti non sono guariti
con il cianoacrilato per cui saranno sottoposti ancora a VAAFT nei
prossimi mesi. La tecnica è molto ben accettata dal paziente.
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Anno III - Numero 4
MFA Multi-Functional Anoscope: un nuovo strumento nella visita proctologica.
Dr. P.Meinero.
Sino ad oggi non esisteva uno strumento in grado di valutare la
funzionalità anorettale durante la prima visita proctologica per
patologie minori. In questi casi infatti, la manometria viene eseguita
solo quando vi sia un evidente motivo anamnestico non essendo
prevista in alcuna linea guida.
L'MFA si colloca tra l'attuale nulla e la manometria stessa
permettendo di rilevare i parametri di sensibilità rettale (First
Sensation, Defecatory Desire Volume, Maximum Tolerable Volume)
già durante la prima visita. Se alterati, questi parametri consentono
l'individuazione di pazienti con ipersensibilità o iposensibilità
notoriamente correlate con patologie concomitanti misconosciute.
E' costituito da un anoscopio graduato e da un catetere con
palloncino.
E' multifunzionale perchè oltre al Test di Sensibilità Rettale (TSR)
consente di effettuare, già durante la prima visita, il Balloon
Expulsion Test (BET), la Valutazione preoperatoria dell'Entità del
Prolasso (VEP) e la Misurazione della Lunghezza del Canale Anale
(MLCA). A seconda dell'esito di questi tests, lo specialista potrà
sospettare patologie concomitanti ed indirizzare il paziente verso
ulteriori approfondimenti diagnostici.
Nello studio personale, si dimostra la correlazione tra le alterazioni
della sensibilità rettale ed alcune complicanze postoperatorie che,
grazie all'utilizzo dell'MFA, possono essere prevenute. Con l'MFA si
può inoltre prevedere l'esito di un eventuale biofeedback.
Dida foto: MFA Multi-Functional Anoscope
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Una finestra sulla SIUCP
Anno III - Numero 4
In evidenza
23 – 25 novembre 2009
ACOI – 19° Congresso nazionale di
videochirurgia “inFORMAZIONE
multimediale dalla videochirurgia alla
multimedialità”
Conegliano (TV)
Presidente: Gabriele Munegato
10-12 Dicembre 2009
“La chirurgia colorettale:
da Valdoni alla week surgery”
Roma
Presidenti: Antonio Brescia e Luigi Masoni
11-13 Febbraio 2010
21 Annual International Colorectal Disease
Symposium (ACDS 2010)
Fort Lauderdale, Florida
st
Director: Steven D. Wexner, MD
11-12-13 Marzo 2010
International meeting
"Pancreatic resections: an update”
Napoli
Presidente: Francesco Corcione
6 – 7 – 8 Maggio 2010
XI Congresso Nazionale SICOP
Roma
Presidenti: Giovanni Salvini e Raffaele Nudo
Presidenti Onorari: E.M. Caliento e P. Berloco
10
I centri che hanno aderito
all’iniziativa quest’anno sono
circa 115 e coprono quasi tutto il
territorio nazionale. La
disponibilità di prestazioni va da 6
a 60 distribuite per tutta la durata
della Campagna.
25 – 29 maggio 2010
Congresso Nazionale ACOI
“Chirurgia tra mito e scienza”
Paestum (SA)
Presidente: Ottaviano Petrillo
Giugno 2010
V congresso nazionale SIUCP
Napoli
Presidente: Cristiano Giardiello
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In evidenza
19 – 20 novembre 2009
13° Meeting Congiunto di Colonproctologia e Stomaterapia - Modena
Presidente: Roberto Dino Villani
Presidente Onorario: Gianluigi Melotti
timetable
giovedì 19 novembre
timetable
venerdì 20 novembre
8.30-9.00
Registrazione partecipanti
Sala
auditorium
Sala
Bassoli
Sala
Biblioteca
Sala
auditorium
Sala
Bassoli
9.00-10.30
9.00-10.30
9.00-12.30
8.30-10.00
8.30-10.00
Audit SIUCP sulla
malattia
diverticolare del
colon
Disturbi e sequele
coloproctologiche
dopo chirurgia
uroginecologica
Comunicazioni e
video
Gli attuali spazi
della chirurgia
addominale nel
prolasso rettale
esterno
Fistole anali e
rettovaginali: nuovi
trattamenti e nuove
tecnologie
10.00-11.00
10.00-11.00
PPH vs CCS30:
alternativa o
sostituzione?
Stipsi: rallentato
transito? ODS?
Facciamo ordine!
10.30 BREAK
10.45-12.30
10.45-12.30
Tips & Tricks della
chirurgia
laparoscopica del
retto
La STARR e altre
metodiche nella
malattia
emorroidaria
11.00 BREAK
12.30-13.30
11.15-12.15
11.15-12.15
Inaugurazione
Il trattamento di
polipi e tumori del
retto ultrabasso spazio alle nuove
tecnologie
Medicina legale e
proctologia
12.15-13.30
12.15-13.30
Attualità nel
management della
chirurgia
laparoscopica del
colon
Coloproctologo e
ginecologo a
confronto:
l'endometriosi
13.30 LUNCH
14.30-16.30
13.45-19.00
L’accreditamento dei professionisti e delle
procedure
Corso Infermieri
professionali:
DALLA STOMIA
ALL'AUTONOMIA: LE
FASI DEL PROGETTO
RIABILITATIVO
16.30 BREAK
16.45-18.00
16.45-18.00
La diverticolite acuta
complicata:
dalla diagnosi al
trattamento
Anterior Resection
Syndrome
18.00-19.00
Assemblea dei soci SIUCP
11
SIUCP NEWS - Notiziario di Informazione della Società Italiana Unitaria di Colonproctologia
Anno III - Numero 4
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12
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Curiosità