anno duemilasette - num. otto - ottobre
Supplemento a “il lavoro”. Periodico della CGIL di Cuneo N. 38 del
24/10/2007 - Dir Resp. F. Trombini Propr. Coop. S.r.l. ex Machina Autorizz. Tribunale di Cuneo n. 242 del 14.4.78 e del 28.1.83 - Redaz.
Camera del Lavoro di Cuneo, Via M. Coppino 2/bis - “ Poste Italiane
s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale – DL353/2003 (conv. in L.
27/02/2004 N°46) art. 1, comma 2, DCB/CN - stampa CGIL Cuneo 2
gaspare palermo
consultazione su accordo del 23 luglio 2007 tra governo e parti sociali…
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nicola nicolosi
la questione salariale. tra fisco e lavoro
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nino guarino
in italia salari troppo bassi: lo sanno tutti, ma…
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gaspare palermo
c.t.d, precari e ricatti alla michelin di cuneo…
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la rsu filcem‐cgil di Zeta
nuova organizzazione al 5° e 6° gruppo
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la rsu filcem‐cgil
informa rsu filcem‐cgil
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aniello feroce
a tutti gli operai ex upf sq.A
Inserti:
Redazione
ghibaudo
guarino
oberto
www.filcemcuneo.it
- cittadini extracomunitari: come rinnovare il permesso di soggiorno…
- sintesi del documento finale del Direttivo Cgil 22 e 23 ottobre 2007
Consultazione su Accordo del 23 luglio 2007 tra Governo e Parti sociali…emerge sempre con più forza la voglia dei lavoratori di voler contare sulle scelte del Sindacato!
L
-gaspare palermo. componente ce filcem-cgil .
a consultazione indetta da CGIL – CISL – UIL conclusasi NO!!! nei giorni scorsi, inerente l’approvazione del Ovviamente sarebbe falso se negassi che un maggior voto protocollo stipulato tra il Governo e le parti sociali su contrario nel territorio nazionale avrebbe permesso con previdenza, lavoro e competitività per l’equità e la maggiore facilità la modifica di alcune parti dell’accordo e crescita sostenibili ha fatto registrare una massiccia su cui sono presenti le criticità più forti… ma comunque non possiamo arrenderci. partecipazione di lavoratori e pensionati. In particolare durante l’iter parlamentare mi auguro che in Oltre 5.000.000 sono stati infatti i votanti, e intendo subito materia di precarietà e contrasto alla legge 30 e sul tema precisare che, ritengo del dei lavori usuranti si facciano degli ulteriori aggiustamenti tutto strumentali gli nella direzione auspicata. … fino all’ultimo attacchi fatti sulla Rispetto all’accordo infatti è stato cancellato il limite non era scontato regolarità della dei 5000 all’anno di lavoratori usurati che possono che il referendum si consultazione e sul andare prima in pensione, ma restano però risorse sospetto di brogli: infatti economiche residue e non sufficienti a dare una facesse tenendo se alcune “lacune” risposta più completa e compiuta al tema in conto delle posizioni possono esserci state, questione, innanzitutto includendo coloro i quali di CISL e UIL queste certamente non devono andare in pensione con i 40 anni di contributi e possono in alcun modo che oggi sono esclusi. mettere in discussione l’esito Inoltre in tema di mercato del lavoro, l’accordo mantiene finale e la massiccia quasi inalterato l’impianto complessivo della Legge 30, che partecipazione che tale iniziativa ha prodotto. in questi anni ha aumentato di molto la precarietà, è ha Pittosoto voglio sottolineare che, fino all’ultimo non era fatto degli ulteriori “regali” alle Aziende eliminando la scontato che il referendum si facesse, e tenendo conto delle sovratassazione sullo straordinario: intendo precisare che di posizioni di CISL e UIL contrarie da sempre a questo tipo di questo nessun beneficio sarà per i lavoratori, ed in più di impostazione, credo che rischia per il futuro di dare nuovi fatto questo durante i rinnovi contrattuali rischia di dare in elementi di opposizione il tentativo fatto di deleggittimare il mano alle controparti nuovi strumenti per attaccare in voto. materia di orario di lavoro. A mio avviso ciò che è invece mancato, e che in alcune Tale accordo lascia occasioni è stato quasi impedito da CGIL – CISL – UIL il infine Il voto in michelin è stato inalterato il “contradditorio”. Così và letto il fatto che soprattutto in grandi realtà problema di inutile? Certo che NO! industriali come la nostra, o come Mirafiori ha prevalso il fondo che oggi NO all’accordo: laddove è stata presente una forte è diventato una vera e propria emergenza: quella salariale, dialettica, dove la RSU ha potuto esprimere valutazioni in legata al fatto che in questi anni la ricchezza prodotta in piena autonomia anche rispetto alle Confederazioni Italia si è sempre più spostata verso le rendite ed i capitali a Sindacali il giudizio non è stato comunque bulgaro ed discapito del lavoro dipendente è una questione che rimane univoco. non risolta e che a partire dai prossimi rinnovi contrattuali Inoltre ritengo che il secondo errore fatto è stato quello di ci troveremo a dover affrontare. far pronunciare anche i pensionati Tutti questi ragionamenti e valutazioni su tutta quella parte del protocollo L’accordo mantiene quasi inalterato non possono però farmi tacere sul fatto che non li riguardava, a partire che comunque alcuni ed importanti l’impianto complessivo della legge elementi positivi il protocollo li dalle disposizioni sul mercato del 30, che ha aumentato la precarietà,
lavoro e contro la precarietà. contiene: totalizzazione dei contributi, ma ha elementi positivi: Fatte queste necessarie valutazioni riscatto della laurea, diritto di totalizzazione dei contributi, diritto sulla consultazione, nel precedenza per l’assunzione sui di precedenza per l’assunzione sui manifestare ancora una volta la contratti a termine sono alcuni esempi contratti a termine.
mia personale contrarietà che comunque devono valorizzare il lavoro svolto dal Sindacato e per il all’accordo, ritengo che la “battaglia” fatta quale a partire dalla CGIL deve essere dato il sostegno dei non possa e debba ritenersi conclusa. Alcuni lavoratori ed iscritti mi hanno chiesto lavoratori… anche perché come già detto prima… la lotta se il voto Michelin è stato inutile… certo che comincia adesso, e per quanto ci riguarda con la scadenza del Contratto Nazionale a fine anno alcune risposte dovranno e potranno essere trovate in tale contesto. ottobre 2007- www.filcemcuneo.it
La questione salariale. Tra fisco e lavoro -nicola nicolosi. coordinatore nazionale di Lavoro e società-Cgil .
L produzione e agli assetti patrimoniali emergenti a riduzione delle tasse (sul lavoro) come asse delle dell'evoluzione economica della società. Se nel periodo politiche redistributive sembra un'affermazione «industriale» le imposte sui redditi da lavoro hanno quasi di buon senso, ma nasconde una visione affiancato e superato di importanza le imposte sulla dell'intervento rendita finanziaria, oggi si apre una discussione su pubblico allarmante. Si quale debba essere il nuovo equilibrio tra i diversi presuppone che il mercato operi in Le imposte sui redditi da
redditi. regime di perfetta lavoro hanno superato di
L'attuale sperequata distribuzione del reddito concorrenza, in cui il importanza le imposte sulla
dell'Italia è il frutto della struttura produttiva che fisco registra la base non contribuisce ad ampliare il reddito del Paese da rendita
imponibile (minima un lato, e lo polarizza alle code dall'altro. Quindi è per alcune categorie) nel mercato che si deve intervenire. Nel corso degli e su di essa determina un'aliquota proporzionale e/o ultimi anni l'Italia è stata attraversata da norme che a progressiva. Ai più sfugge che il fisco «registra» il reddito monte dei provvedimenti fiscali hanno consegnato al soggetto a tassazione. Il Governo può modificare la base paese redditi da lavoro non solo bassi, ma anche saltuari. imponibile attraverso la deduzione e la detrazione; può Veramente qualcuno pensa che attraverso il fisco sia tassare in modo diverso redditi diversi. Nulla di più. possibile dare una risposta a queste persone, per lo più L'esito finale, se tutto è «trasparente», è quello di un giovani e donne? Per invertire la polarizzazione del reddito occorre agire fisco «neutrale» per le imprese e l'equità fiscale. Giust'appunto equità fiscale, non distribuzione di nel mercato attraverso misure europee. Diversamente reddito. Il fisco, come sostengono tutti gli economisti non si spiegherebbe l'attuale distribuzione del reddito pubblici, ma anche i tributaristi, è cieco. Non si può dell'Italia comparata a quella europea, e assicuro che il chiedere al fisco di fare quello per cui non è fisco italiano attrezzato: distribuzione reddito. Le tasse sono, in non è poi così definitiva, la modalità con cui lo stato finanzia le diverso da l’italia
è
stata
attraversata
da
quello di altri proprie attività al fine di «rispondere» ai «fallimenti» norme che hanno consegnato
stati. Negli del mercato e per particolari obiettivi (sociali e/o al paese redditi da lavoro non
ultimi 25 anni industriali). Quindi le tasse sono qualcosa di diverso solo bassi, ma anche saltuari.
la quota di da quello che «troppi» sostengono; non sono uno reddito strumento per aumentare la competitività; non sono destinata al lavoro dipendente è passata dal 51% a 41% lo strumento per ridistribuire reddito. Ma l'idea che attraverso la riduzione del carico fiscale sul lavoro del Pil dei nostri tempi. Si è prodotto un enorme dipendente sia possibile fare distribuzione continua a trasferimento di ricchezza dai salari, alle rendite e fare proseliti, delineando uno scenario di egoismo e di profitti. In Italia si pone una grande emergenza salariale, ribellione contro lo Stato e la cosa pubblica. e non può essere confusa con il ruolo del fisco. Per la I fattori di produzione dovrebbero «beneficiare» della Banca d'Italia il reddito da lavoro dipendente è passato crescita del Pil, e la politica dei redditi dovrebbe agire tra dal 43,7% del Pil nel 1993 al 40,7% del 2004, mentre in Europa rimane costantemente prossimo al 50% del Pil. È «il processo di formazione del reddito» (Pil) e «la del tutto evidente che senza politiche contrattuali remunerazione dei fattori di produzione». Il fisco e le adeguate, un sindacato capace di imposte «registrano» il «strappare» quote di reddito imponibile e lo La riduzione degli oneri sugli straordinari
produttività realizzato dalle tassano sulla base alla presente nel protocollo nascondono qualcosa di
imprese nel marcato, l'attuale capacità contributiva. Ecco grave
polarizzazione del reddito può perché il fisco, inteso come solo accentuarsi e a nulla possono le politiche fiscali. tasse, non può realizzare distribuzione del reddito. Non a caso l'art.3 della Costituzione «La Repubblica rimuove i Le proposte di intervento fiscale sul lavoro, penso anche alla riduzione degli oneri sugli straordinari presente nel vincoli di ordine economico, politico e sociale». protocollo, nascondono qualcosa di più grave: il Paese Esplicitamente l'art. 3 suggerisce degli interventi sul sembra avere rinunciato al lavoro come mercato da parte della pubblica amministrazione. «fonte» del suo benessere e del suo Diversamente non si comprenderebbe l'art. 42 della sviluppo, oltre che per la realizzazione del Costituzione: «la proprietà è pubblica e privata». In questo senso occorre adeguare il dibattito sui tributi. diritto di cittadinanza. Infatti, i tributi si sono sempre adattati ai modi di ottobre 2007- [email protected]
In Italia salari troppo bassi: lo sanno tutti, ma… -nino guarino. rsu filcem-cgil & segreteria rsu filcem .
A
laureati non paga più ‐. Uno studio nche il governatore di della CGIL rincara la dose: in 5 anni 2 Bankitalia Mario Draghi, a più riprese, a lanciato l’allarme Le retribuzioni italiane sono mila euro in meno a lavoratore. sulle retribuzioni italiane: sono troppo base. Molto più basse che Come se non bastasse negli stessi troppo basse. Molto più basse che in in Francia, Germania (circa il 25% giorni su tutti i mezzi di informazione Francia, Germania (circa il 25% più più alte), e Gran Bretagna (circa il usciva una notizia curiosa ma alte), e Gran Bretagna (circa il 33% 33% più alte), ed i consumi sono emblematica. Una di quelle notizie a più alte), ed i consumi sono fermi da fermi da sei anni. cui tutti noi abbiamo sempre sei anni. A farne le spese sono pensato: «Enzo Rossi ha passato un soprattutto i giovani, sempre più mese come i suoi dipendenti e dopo spesso precari, ma anche le famiglie monoreddito. Su “Il quest'esperienza ha deciso di dare aumenti a tutti. Messaggero” (quotidiano romano) qualche giorno fa era Industriale vive da operaio "Il 20 avevo già finito i soldi”, riportata un’inchiesta di Od&M Consulting sugli stipendi "L'ho fatto anche per le mie figlie, che non hanno mai degli italiani. Neolaureati e operai, stesso reddito: dal 2001 provato privazioni”». “premiati” solo i dirigenti. Gli impiegati hanno perso potere Riportiamo di seguito, per coloro che non conoscessero la d’acquisto, e le tute blu non stanno meglio ‐ inoltre essere notizia, una sintesi tratta da un articolo di “La Repubblica on‐line”: intervista di JENNER MELETTI a Enzo Rossi
CAMPOFILONE (Ascoli Piceno) - Per un mese ha provato a vivere con lo stipendio di un operaio. Dopo
20 giorni ha finito i soldi. Enzo Rossi, 42 anni, produttore di pasta all'uovo, ha deciso allora di aumentare di 200
euro al mese, netti, gli stipendi dei suoi dipendenti, che sono in gran parte donne. Ha dichiarato di essersi
vergognato, perché non è riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a
fare da sempre.
Signor Rossi, per caso non sarà comunista?
"No. Non sono marxista. Sono un ex di destra. Ex perché quelli che votavo non sanno fare nemmeno
l'opposizione".
Perché allora questo mese da "povero" e soprattutto la decisione di aumentare i salari a chi lavora per
lei?
"Perché stiamo tornando all'800, quando nella mia terra c'erano i conti e i baroni da una parte ed i mezzadri
dall'altra, e si diceva che i maiali nascevano senza coscia perché i prosciutti dovevano essere portati ai padroni.
Negli ultimi decenni il livello di vita dei lavoratori era cresciuto e la differenza con gli altri ceti era diminuita.
Adesso si sta tornando indietro, e allora bisogna rimediare".
Aveva bisogno davvero di provare a vivere con pochi soldi? Non poteva chiedere a chi è costretto a
farlo, senza scelta?
"Certo, sapevo come vivono le donne che lavorano per me. Ma ho fatto questa esperienza soprattutto per le mie
figlie, che non hanno mai provato le privazioni. Ho voluto fare toccare loro con mano come vivono la
grandissima parte delle loro amiche".
Come si è svolto l'esperimento?
"E' stato semplice. Io mi sono assegnato 1.000 euro, e altri 1.000 sono arrivati da mia moglie, che lavora in
azienda con me. Duemila euro per un mese, tante famiglie vivono con molto meno. Abbiamo fatto i conti di
quanto doveva essere messo da parte per la rata del mutuo, l'assicurazione auto, le bollette... Con il resto,
abbiamo affrontato le spese quotidiane. Il risultato è ormai noto: dopo 20 giorni non avevamo un soldo. Mi sono
vergognato, anche se ero stato attento a ogni spesa. Sa cosa vuol dire questo? Che in un anno intero io sarei
rimasto senza soldi per 120 giorni, e questa non è solo povertà, è disperazione".
Il momento peggiore?
"L'ultimo giorno, quando ho deciso di arrendermi. Entro nel bar con 20 euro in tasca, gli ultimi. Sono conosciuto
in paese, siamo 1.700 abitanti in tutto e gli imprenditori non sono tanti. Mentre entro un pensiero mi fulmina: e se
trovo sei o sette amici cui offrire l'aperitivo? Non ho abbastanza soldi. Ecco, ci sono tanti operai che, quando
tocca il loro turno, debbono pagare da bere agli altri, perché non è bello fare sapere a tutti che si è
poveri. Sono in bolletta e non lo dicono a nessuno. In quel momento ho pensato: tanti di quelli che
sono qui sono poveri davvero e non per un mese. Mi sono sentito come quando sei immerso in mare
a 20 metri di profondità e scopri che la bombola è finita".
segue a pag 5…
ottobre 2007- www.filcemcuneo.it
… segue da pag 4
E allora ha deciso di aumentare i salari.
"E' il minimo che potevo fare. Secondo l'Istat, il costo della vita è aumentato di 150 euro al mese. Per quelli come
me non sono nulla. Per gli operai 150 euro al mese in meno sono quasi 2.000 all'anno, e questo vuol dire non
pagare le rate della macchina o non comprare il computer al figlio. E poi, lo confesso, io ho aumentato i salari
anche perché sono un egoista. Secondo lei, come lavora una madre di famiglia che sa di non poter arrivare a fine
mese? Se è in paranoia, dove terrà la testa, durante il lavoro? Le mani calde delle mie donne che preparano la
pasta sono la fortuna della mia azienda. E' giusto che siano ricompensate".
Se aumenta gli stipendi, vuol dire che l'azienda rende bene.
"Nel 1997, quando ho preso il pastificio, il fatturato era di 90 milioni di lire. Quest'anno arriveremo a 1,6 milioni
di euro. Da due anni le cose vanno davvero bene, e mi posso definire benestante. Non è giusto che sia solo io a
goderne. Il valore aggiunto derivato dalla trasformazione della farina e delle uova deve portare benefici sia ai
contadini che mi danno la materia prima che ai lavoratori della fabbrica".
Come l'hanno presa, i suoi colleghi industriali?
"Mi sembra bene. Alcuni mi hanno telefonato per sapere se l'aumento di 200 euro è uguale per tutti e altre cose
tecniche. Forse vogliono imitarmi e questa è una cosa buona.”
Con la fine del 2007 il nostro Contratto Collettivo Nazionale sarà scaduto, pertanto sarà da rinnovare sia la parte normativa che quella economica. Nostro obbiettivo, ormai non prorogabile, è portare i salari ad una dimensione sempre più vicina a quella europea facendo si che il potere di acquisto aumenti in maniera “reale”. Certo non solo Michelin concorre alla discussione dei salari e tutto il resto, ma quello che riportiamo sotto è un ottimo promemoria di quanto accade in Michelin inteso come multinazionale a livello mondiale: MICHELIN: FATTURATO TRIMESTRALE +2, 5%, +4% SU 9 MESI (ANSA) ‐ PARIGI, 29 OTT ‐ Michelin ha registrato nel terzo trimestre un aumento del 2,5% del suo fatturato a 4,18 miliardi. Nei primi 9 mesi i ricavi hanno raggiunto i 12,5 miliardi, con un incremento del 4%. Per l'intero 2007 il gruppo francese si attende un esercizio "nettamente superiore a quello del 2006" con un margine operativo che potrebbe essere vicino a quello del primo semestre (10,2% del fatturato). Michelin valuta infine a 60 milioni di euro il costo supplementare per il 2007 delle materie prime rispetto a quello dell'anno prima. C.T.D., PRECARI e RICATTI alla Michelin di Cuneo… …l’altra faccia del Piano Industriale!!! -gaspare palermo. componente ce filcem-cgil .
Sul tema dell’aumento dei carichi di lavoro e del recupero di produttività previsto dal Piano Industriale, anche sul giornalino abbiamo più volte già parlato. Senza pensare che tali problematiche siano superate o risolte, ma con “l’occhio” sempre attento e vigile per fare in modo che alcune distorsioni vengano impedite, e con l’opposizione di tutta la CGIL a quelle scelte organizzative e del lavoro che in questi mesi hanno visto forti tensioni in tutti i reparti a partire da Zeta, Preparazione, Assemblage, Verifica, voglio però adesso attirare la vostra attenzione su quello che ritengo l’altro risvolto del Piano Industriale e cioè l’andamento dei lavoratori con Contratto a Termine (CTD) presenti nel nostro stabilimento. Attualmente sono infatti presenti circa novanta giovani con un contratto precario, e oggi più che mai rischiano di essere sempre più ricattati dalla Michelin. Nel solo 2007 sono già stati lasciati a casa circa una decina di lavoratori, e in questi giorni nel reparto CXF i lavoratori ci hanno chiesto di scioperare per contestare la scelta Aziendale di non trasformare a tempo indeterminato un loro Attualmente sono presenti circa novanta giovani precari e
compagno di lavoro. Dopo lo oggi più che mai rischiano di essere sempre più ricattati
sciopero, come Sindacato, dalla Michelin
abbiamo provato in tutti i modi a far cambiare idea all’Azienda, purtroppo con scarsi risultati. segue a pag 6…
ottobre 2007- [email protected]
… segue da pag 5
Ma quello che è più grave, è che non sono state portate dalla Michelin motivazioni oggettive a sostegno della loro scelta. Come RSU‐CGIL è da tempo che sottolineiamo il rischio che l’azienda ‐ con il Piano Industriale che prevede 140 esuberi anche a Cuneo di fatto “metta fuori” della gente. E se a questo si aggiunge che alcuni lavoratori degli altri stabilimenti italiani stanno scegliendo di venire a Cuneo piuttosto che perdere il lavoro, il rischio sta diventando come detto prima quasi una certezza. La legislazione in materia certamente non ci aiuta (ndr. vedi legge 30 – legge Biagi), così come non aiuta nessuno il fatto che oggi l’Azienda facendo affidamento su questi lavoratori ricattabili risolva le forti lacune e mancanze in tema di adeguamento degli organici, oggi sempre più ridotti (viene chiesto di venire a lavorare nei giorni previsti di riposo, vengono chiesti cottimi più elevati, manca la formazione adeguata). Dovremo dimostrare a questa Michelin Cosa fare allora? Dovremo dimostrare a mio avviso ancora una volta a questa Michelin, che le Lavoratrici ed i Lavoratori sono uniti e che le Lavoratrici ed i Lavoratori sono non accettano un simile atteggiamento. uniti e non accettano un simile Infine però una precisazione voglio comunque farla: non possiamo atteggiamento prendercela con quei lavoratori che vengono da altri stabilimenti, che sono altrettanto vittime di questo Piano Industriale come noi, e che per lavorare hanno scelto anche il trasferimento in una realtà nuova… la responsabilità è esclusivamente della Michelin, e dovremo essere in qualunque momento pronti a dare segnali forti del nostro dissenso, con delle iniziative di sciopero… solo così a mio avviso potremo far cambiare idea a questa Azienda. Nuova organizzazione al 5° e 6° gruppo -la rsu filcem-cgil di Zeta - La nuova organizzazione per il 5° e 6° gruppo di ZB (operativa con la partenza della cabina di pilotaggio al piano MI), che tiene conto degli investimenti fatti e di quelli che saranno nei prossimi mesi (ZAE 6°, ZAE 5°, cabina di pilotaggio al piano MI), del conseguente recupero di produttività da effettuarsi rispetto agli stessi per rendere ancora più competitivi i Gruppi 5 e 6, delle numerose e costruttive osservazioni e valutazioni fatte dai lavoratori durante gli incontri organizzati dalla maitrise di Zeta e concordati con la RSU di reparto subito dopo gli scioperi di luglio, prevede: ♦ Un organico complessivo di 12 persone per turno così suddiviso: 2 addetti a ZAE, 2 al MI, 2 agli HOMOS, 2 ai FINE LINEA, 4 RIMPIAZZANTI; ♦ Il recupero appalto del trasporto delle casse contenenti gomma (contenitori in ferro e cartone) dal magazzino di stoccaggio delle materie prime e la conferma dell’appalto sullo sballaggio delle casse in legno alla ditta esterna; ♦ Che i rimpiazzi e le competenze sono così definite : 1. organico completo con 12 addetti presenti nel turno: rimpiazzo esterno a ZAE (due rimpiazzi distinti ad opera del rimpiazzante, che si occuperà inoltre del trasporto delle casse in ferro e cartone dal magazzino elastomeri al magazzino intermedio di ZAE); rimpiazzo esterno al MI 5° e 6° gruppo e FINE LINEA del 6° gruppo; rimpiazzo esterno agli HOMOS 5° e 6° gruppo e FINE LINEA del 5° gruppo; un rimpiazzante a disposizione dei ROR 5°/6° e dei capi flusso per lavori di marcia corrente (destinazione mescole etc); si precisa che in caso di marcia ridotta degli impianti a ZAE (un solo gruppo in marcia o con il 6° gruppo in automatico o bibox) si andrà in autorimpiazzo (come avviene già oggi); 2. organico con 11 addetti presenti nel turno ed uno assente: rimpiazzo esterno a ZAE (due rimpiazzi distinti ad opera del rimpiazzante, che si occuperà inoltre del trasporto delle casse in ferro e cartone dal magazzino elastomeri al magazzino intermedio di ZAE); rimpiazzo esterno al MI 5° e 6° gruppo in simultanea (rimpiazzo unico) e FINE LINEA del 6° gruppo e per il restante tempo residuo a disposizione per lavori di marcia corrente (destinazione mescole etc); rimpiazzo esterno agli HOMOS 5° e 6° gruppo e FINE LINEA del 5° gruppo; si precisa che in caso di marcia ridotta degli impianti a ZAE (un solo gruppo in marcia o con il 6° gruppo in automatico o bibox) si andrà in autorimpiazzo (come avviene già oggi); 3. organico con 10 addetti presenti e due assenti: rimpiazzo esterno unico (in simultanea) a ZAE per i riposi e separato (due rimpiazzi distinti) a refezione, trasporto delle casse in ferro e cartone dal magazzino elastomeri al magazzino intermedio di ZAE e rimpiazzo esterno a riposo e refezione al FINE LINEA del 6° gruppo; autorimpiazzo al MI; rimpiazzo esterno agli HOMOS del 5° e 6° gruppo ed al FINE LINEA del 5° gruppo; si precisa che in caso di marcia ridotta degli impianti a ZAE (un solo gruppo in marcia o con il 6° gruppo in automatico o bibox) si andrà in segue a pag 7… ottobre 2007- www.filcemcuneo.it
… segue da pag 6
autorimpiazzo come avviene già oggi. Tale organizzazione evita, rispetto alla proposta iniziale dell’Azienda di ridurre l’organico ad 11 persone, in caso di sballaggio dato in appalto (è stato in parte superato il principio posto dall’Azienda, distinguendo lo sballaggio delle casse in legno dal trasporto delle casse in ferro e cartone); sebbene non recupera del tutto l’organico di tre persone a ZAE, prevede con organico pieno o con un assente che il rimpiazzante sia di fatto in supporto agli addetti di ZAE e comunque si evita quasi del tutto l’autorimpiazzo (và inoltre precisato che sulla quantità, oggi ridotta delle casse in legno, l’Azienda non può impegnarsi in quanto dipendente quasi esclusivamente dal “Commerciale”); mantiene invariato rispetto ad oggi il numero dei rimpiazzanti presenti nei gruppi, creando una condizione di miglior favore rispetto alla concessione ferie, alla polifunzionalità e alta professionalità degli addetti sui gruppi 5 e 6; l’organizzazione definita, rispetto a quanto precedentemente previsto, riduce solo in casi eccezionali l’autorimpiazzo al MI, prendendo così in conto le osservazioni fatte dai conduttori MI; è stata infine scongiurata l’organizzazione che prevedeva il rimpiazzo unico (in simultanea) ad opera dei rimpiazzanti agli HOMOS del 5° e 6° gruppo; si è infine salvaguardata una buona sorveglianza sugli impianti. Infine nel periodo intercorrente prima della partenza della nuova organizzazione, sarà previsto un calendario con turni previsti di formazione, in particolar modo per i rimpiazzanti a ZAE. Certamente non sfugge a nessuno, che in condizioni particolari, con più assenze o con problemi sugli impianti potrebbero comunque presentarsi delle difficoltà, ma và altrettanto sottolineata la volontà da parte della Maitrise di ZETA di trovare una soluzione organizzativa che potesse essere la più condivisa possibile. Per tutti questi motivi la valutazione nel suo complesso non può che essere sostanzialmente positiva. INFORMA RSU FILCEM – CGIL -la rsu filcem-cgil Di seguito sono riportate alcune disposizioni previste dal Disegno di Legge del Governo in materia di Mercato del Lavoro e Previdenza, che dovrà essere discusso e approvato in Parlamento entro la fine dell’anno: Mercato del lavoro Contratti a termine: non potranno superare i 36 mesi. È prevista una sola deroga presso la direzione provinciale del lavoro con l’esponente di uno dei sindacati più rappresentativi. In caso di violazione, il contratto diventa a tempo indeterminato. Stagionali e norme transitorie: sono esentati dalle nuove norme lavoratori stagionali e quelli che saranno individuati da avvisi comuni e contratti collettivi nazionali. Per i lavoratori a cavallo tra vecchie e nuove norme le regole si applicano dopo 15 mesi Diritto di precedenza: i lavoratori con contratti a termine nella stessa azienda per oltre 6 mesi hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro i successivi 12 mesi nelle mansioni già espletate. Previdenza Le pensioni dei giovani: reintrodotta la norma che prevede meccanismi di tutela e garanzia per i lavoratori più giovani, con obiettivo di avere trattamenti pensionistici non inferiori al 60 per cento dell’ultima retribuzione. L’aumento dei contributi: è stato chiarito che l’aumento dei contributi previdenziali dello 0,09 per cento a partire dal 2011 ci sarà solo dopo aver verificato se i risparmi previsti dalla razionalizzazione degli enti previdenziali non sono adeguati. Lavori usuranti: scompare il tetto dei 5 mila lavoratori che possono andare in pensione anticipatamente. Il disegno di legge chiarisce il diritto all’uscita verso la pensione quattro volte all’anno per chi ha maturato 40 anni di contributi e anche per chi ha maturato l’età di vecchiaia (65 anni gli uomini, 60 le donne). Ecco nel dettaglio quando si potrà andare in pensione. Pensioni di anzianità e 40 anni di contributi a partire dal 2008 40 anni di contributi e almeno 57 di età entro il 30 giugno: si va in pensione dal 1 ottobre 2008 40 anni di contributi e almeno 57 di età entro il 31 marzo: si va in pensione dal 1 luglio 2008 40 anni di contributi entro il 30 settembre: si va in pensione il 1 gennaio 2009 40 anni di contributi entro il 31 dicembre: si va in pensione il 1 aprile 2009. Pensioni di vecchiaia a partire dal 2008 segue a pag 8…
ottobre 2007- [email protected]
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65 anni di età (uomini) e 60 (donne) entro il 31 marzo: si va in pensione dal 1 luglio 2008 65 anni di età (uomini) e 60 (donne) entro il 30 giugno: si va in pensione il 1 ottobre 2008 65 anni di età (uomini) e 60 (donne) entro il 30 settembre: si va in pensione dal 1 gennaio 2009 65 anni di età (uomini) e 60 (donne) entro il 31 dicembre: si va in pensione il 1 aprile 2009 Pensioni di anzianità 2008 58 anni di età e 35 di contributi entro il 30 giugno: si va in pensione dal 1 gennaio 2009 58 anni di età e 35 di contributi entro il 31 dicembre: si va in pensione 1 luglio 2009 2009 58 anni di età e 35 di contributi entro il 30 giugno: si va in pensione dal 1 gennaio 2010 Quota 95 con almeno 59 anni di età entro il 31 dicembre: si va in pensione il 1 luglio 2010 2010 Quota 95 con almeno 59 anni di età entro il 30 giugno: si va in pensione dal 1 gennaio 2011 Quota 95 con almeno 59 anni di età entro 31 dicembre: si va in pensione dal 10 luglio 2011 2011 Quota 96 con almeno 60 anni di età entro il 30 giugno: si va in pensione dal 1 gennaio 2012 Quota 96 con almeno 60 anni di età entro il 31 dicembre: si va in pensione dal 1 luglio 2012 2012 Quota 96 con almeno 60 anni di età entro il 30 giugno: si va in pensione dal 1 gennaio 2013 Quota 96 con almeno 60 anni di età entro il 31 dicembre: si va in pensione dal 1 luglio 2013 2013 Quota 97 con almeno 61 anni di età entro il 30 giugno: si va in pensione dal 1 gennaio dell’anno successivo Quota 97 con almeno 61 anni di età entro il 31 dicembre: si va in pensione dal 1 luglio dell’anno successivo. A tutti gli operai ex UPF (cottura, finizione, mac 5, ed in fine la preparazione) della Sq. A. -aniello feroce. componente ce filcem-cgil .
Non è mai semplice esternare i propri pensieri, ma in questo momento mi sento in obbligo di farlo. Non so cosa riusciremo a fare per il nostro collega, ma faremo di tutto purché non rimanga senza lavoro. Questo, soprattutto, perché è un ragazzo che si è comportato sempre bene facendo il suo lavoro (cottimo giorno dopo giorno) per i 20 mesi del contratto. Ma tutto ciò non è bastato per poterlo confermare. Una volta lavorare tanto e bene sarebbe valso la conferma, ora redazione
invece bisogna entrare nelle simpatie del proprio Capo Servizio, & Capo Reparto e responsabile “OR”. segreteria rsu filcem‐cgil michelin Comunque vi posso assicurare che lo SCIOPERO, a cui avete aderito david oberto
tutti voi, non è stato per il solito fannullone, ma come dicevo prima, sergio ghibaudo
per un ragazzo che in 20 mesi ha dato veramente tanto, e con nino guarino
questo gesto gli avete fatto capire che anche voi gli siete stati vicini ce filcem‐cgil michelin in un momento così brutto e triste. gaspare palermo
massimo
colombo
Pertanto, in questo momento, io mi sento veramente in dovere di aniello feroce
ringraziare tutti voi, uno per uno, per aver dimostrato di essere un enrico menardi
gruppo solidale su cui si può contare nel caso un nostro collega contatti abbia bisogno. [email protected]
redazione FilcemSiamoNoi
ottobre 2007- www.filcemcuneo.it
[email protected]
C.E.
Presentiamo, di seguito, una sintesi del “Documento finale del Comitato Direttivo Cgil ‐ 22 e 23 ottobre 2007” inserto a… Documento finale del Comitato Direttivo Cgil ­ 22 e 23 ottobre 2007 Il Comitato Direttivo della Cgil riunitosi il 22 e 23 ottobre per valutare il risultato del referendum di approvazione del protocollo del 23 luglio, i Disegni di Legge collegati alla Finanziaria che recepiscono quell’intesa e la Finanziaria stessa, approva la relazione e le conclusioni del Segretario generale e fa proprie le valutazioni espresse unitariamente dai tre organismi dirigenti delle Confederazioni il 18 u.s. Rivolge in particolare un grande ringraziamento ai milioni di donne e uomini che hanno partecipato alle assemblee e al voto, alle migliaia di delegate e delegati che hanno reso possibile questa straordinario appuntamento democratico ed esprime viva soddisfazione per il risultato del referendum. Nessun inaccettabile tentativo, operato da più parti, di metterne in discussione la regolarità e validità, di delegittimarne il risultato, di determinare una modalità inammissibile di praticare la lotta politica, specie se condotta all’interno della nostra organizzazione, ha potuto minimamente scalfire questa straordinario momento di partecipazione che rappresenta per il Paese un patrimonio democratico di prima grandezza e una conferma dell’estraneità, per storia e per cultura del mondo del lavoro, nei confronti della deriva qualunquista presente nella società. Il malessere e la delusione che pur si sono ampiamente espressi nelle assemblee rispetto alle attese prodotte dal cambiamento del quadro politico 17 mesi fa, non solo non si sono tradotti in abbandono, ma hanno segnato un rinnovato bisogno e volontà di partecipazione e di protagonismo assai diffusi. Spetta certamente al sindacato raccogliere e dare seguito a queste volontà, ma anche la politica deve saper ascoltare e interpretare la ricchezza del dibattito delle assemblee e i sentimenti che lì si sono espressi, mettendo in campo risolutamente processi profondi di rinnovamento e restituendo centralità al lavoro nella scala dei valori della società. L’esercizio democratico referendario dà forza al sindacato confederale, ne consolida l’unità e conferma la sua alta rappresentatività. E questo nonostante si sia assistito, nel corso dei mesi che hanno scandito il confronto col Governo e negli stessi giorni della consultazione e del voto, a massicci tentativi di mettere in dubbio il nostro profondo legame e radicamento nel mondo del lavoro e tra i pensionati; si sia contestata la qualità della nostra rappresentatività, giudicata squilibrata a sfavore dei giovani lavoratori. La natura di sindacato confederale, rappresentativo dell’universo del mondo dei lavori e degli anziani, emerge con ancora più evidenza, quindi, sia nel carattere distintivo dell’accordo – la confederalità, appunto ‐ sia nel grado di adesione ad esso registrato fra fasce di età e composizione diverse del mondo del lavoro e fra le pensionate e i pensionati. La valutazione delle assemblee e l’analisi attenta del voto, sulla quale dovrà impegnarsi la Confederazione ai vari livelli, evidenziano quanto sia diffusa la necessità di una iniziativa sindacale a sostegno dell’aumento delle retribuzioni e per proseguire sulla strada tracciata dal protocollo di aumento delle pensioni. Questo determina la necessità, da un lato, che i contratti aperti si concludano positivamente ed in tempi rapidi e, dall’altro, che si intervenga sui redditi da lavoro e da pensione per via fiscale, spostando verso il lavoro dipendente quote importanti di ricchezza prodotta nel paese. Le scelte già compiute unitariamente ‐ lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici, del pubblico impiego, della conoscenza, del commercio e la manifestazione delle Confederazioni di novembre ‐ vanno in questa direzione e chiamano il Governo ad una precisa assunzione di responsabilità. L’esistenza di una vera e propria questione salariale, si accompagna anche all’evidenziarsi di una situazione insostenibile legata alle condizioni concrete nelle quali si esercita il lavoro. Fatica, disagio, ripetitività, turnazioni, evidenziano una condizione lavorativa, specie quella operaia, spesso assai gravosa, ma chiamano anche in causa direttamente la qualità della contrattazione che il sindacato è in grado di esercitare. Qui è necessaria ed urgente una riflessione, in grado di ricollocare, in generale ed in particolare in quelle situazioni, i temi propri della contrattazione di secondo livello, al centro di una rinnovata capacità contrattuale del sindacato. E poi, è emersa con forza la necessità di proseguire nella lotta contro la precarietà sia sul versante del lavoro, sia riferita alla condizione generale di troppe e di troppi giovani. 
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