Treviso Glocal: Via Roma 4/D Palazzo Cristallo - Lancenigo di Villorba ITALY Tel. +39 0422 911417 Fax +39 0422 911855 e-mail: [email protected] Partita IVA: 03676710266 Treviso Glocal, società consortile a responsabilità limitata, che ha nella Camera di Commercio il socio di maggioranza, è la società di promozione dell’internazionalizzazione di Treviso. è stata fondata nel 2001 con la è una società consortile partecipata missione di presidiare i mercati favorevoli al made in dalla Camera di Commercio di Treviso I.A.A., Unicredito Treviso e di portarvi tutti i prodotti e tutte le imprese che Italiano, Veneto Banca, Confartigianato della Marca possono trarne vantaggi, comprese le pmi che da sole Trevigiana, U.n.a.s.c.o.m., C.n.a. Treviso, Coldiretti Treviso. non reggono un sistema continuo di relazioni su estero. è oggi supporto professionale per le realizza economie di scala: sul piano aziende che sono in uscita verso il mercato, ma anche professionale ha assemblato le migliori competenze prima l'antenna capace di intercettare i segnali di sistema o di disperse e ha aggiunto la forza di un obiettivo comune a singoli operatori che provengono dall'estero. tutti i settori merceologici e a tutti i tipi di aziende, grandi, piccole, medie, artigiane, del turismo o del commercio, della produzione agricola o della trasformazione area consulenza gratuita area promozione contrattualistica internazionale note generali e settoriali sui mercati internazionali informazioni su appuntamenti fieristici e promozionali agroindustriale. area prima informazione informazioni sulla situazione e il quadro congiunturale di un Paese estero informazioni circa le strutture di assistenza presenti sul territorio estero pagamenti internazionali trasporti internazionali marketing internazionale opportunità e rischio Paese leggi di finanziamento per azioni commerciali agevolazioni internazionali progetti di sviluppo consorzi e raggruppamenti ricerche fornitori o partners esteri supporto commerciale per ricerca informazioni su normativa doganale traduzioni professionali e interpretariato partecipazioni espositive visite a fiere internazionali missioni economiche e incontri B2B workshop con operatori esteri area consulenza a pagamento Mercati Esteri 47 IL QATAR: OCCASIONI DI BUSINESS Rossella Bianchi o di Doha ro amministrativ Cent oha ministrativo di D ro am Altra foto del Cent Il Qatar, paese desertico e, fino a tempi recenti, scarsamente popolato era, in origine, un luogo abitato unicamente da popolazioni nomadi beduine, dedite prevalentemente alla pesca e al commercio delle perle. A partire dal 1872 il territorio corrispondente all’attuale Qatar conobbe l’occupazione e dominazione da parte dell’Impero Ottomano che durò fino alla sua caduta avvenuta all’inizio della Prima Guerra Mondiale. Divenne poi un protettorato della Corona Inglese governato a livello locale (almeno formalmente, dato che il potere effettivo era nelle mani del governatore inglese) dalla dinastia Al Thani, gli attuali reggenti del Qatar. L’interesse per il paese aumentò negli anni trenta ed in particolare prima della Seconda Guerra Mondiale a seguito delle esplorazioni per la ricerca del petrolio e del gas naturale. Solo il 3 settembre 1971 è diventato uno stato indipendente. L'ente principale responsabile per il settore industriale è IQ, una holding statale che è stata costituita nel 2003. IQ è costituita da quattro società principali: Qatar Fertilizer (Qafco), Qatar Steel, Qatar Petroleum Company (QAPCO) e Fuel Qatar Additivi Company (QAFAC). L'acciaio è uno dei principali sotto-settori della produzione manifatturiera locale. Un altro soggetto importante è poi la società Primary Material Qatar (QPMC), costituita dal Governo nel 2006 per garantire l'approvvigionamento di materiali da costruzione per i consumatori locali. Le top five tra le società di sviluppo in Qatar sono la società di investimento immobiliare Qatari Diar, Autorità per i lavori pubblici (Ashghal), Estate Company Barwa Real, Energy City e United Development Company. Lo Stato del Qatar risulta oggi uno dei paesi più piccoli della penisola arabica in termini di popolazione (1,8 milioni) occupa un’area di 11.437 chilometri quadrati, ha una ricca offerta di risorse naturali ed è il più grande esportatore al mondo di gas naturale liquefatto (GNL). Il settore petrolifero e del gas hanno rappresentato nel 2010 il 72,8% del PIL globale. Allo scopo di diversificare le proprie attività e rendersi economicamente indipendente dalla produzione di petrolio e gas naturale, il governo qatarino infatti sta cercando di trasformare la sua economia attraendo consistenti investimenti esteri, in particolar modo nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture ma anche, di recente, per progetti industriali. Alla pari di Dubai, Doha, grazie alla sua strategica posizione geografica, si pone come un centro nevralgico di collegamento per il transito delle merci dai mercati emergenti dell’estremo oriente a quelli Europei e viceversa, nonché, grazie ai bassi costi dell’energia e della manodopera proveniente da India, Bangladesh e dalle Filippine, si pone altresì come base ideale per la produzione industriale, la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie. Tra le diverse Free Trade Zone del paese, recentemente è stata creata ad hoc anche la zona di libero scambio del Qatar Science and Technology Park. Un ulteriore stimolo alla crescita e agli investimenti esteri è costituito dai consistenti investimenti nei settori immobiliari turistico. Basti pensare al Katara Village (www. katara.net), centro culturale inaugurato lo scorso autunno o al The Pearl, zona residenziale per accogliere i numerosi stranieri ora presenti nel paese. Edilizia e immobiliare sono fattori determinanti per la crescita nel 2011, e l'attività proseguita nel 2012 con la domanda in tutti i settori. Il bilancio dei progetti di costruzione entro i prossimi tre anni (2010 - 2012) sarà di US $ 78 miliardi. Gli investimenti nel settore delle costruzioni vanno di pari passo con il Qatar National Vision 2030. Entro il 2030, il Qatar vuole presentarsi come una società avanzata, in grado di sostenere il suo sviluppo e di fornire un elevato standard di vita per il suo intero popolo. La “visione” del Qatar definisce i risultati a lungo termine per il paese e fornisce un quadro in cui le strategie nazionali e piani di attuazione possono essere sviluppate. Progetto The Pearl - Venice Village Progetto The Pearl Progetto The Pearl - Venice Village Mercati Esteri Tutti questi investimenti sono garantiti dalla grande liquidità di cui gode il paese grazie alla vendita del petrolio e del gas naturale che, agli odierni livelli di produzione, senza contare i vastissimi giacimenti ancora da esplorare, sono stimati sufficienti almeno per i prossimi 50 anni. Il Qatar è inoltre centro finanziario (è stato creato il Qatar Financial Centre). Il settore bancario e finanziario è diventato negli anni un altro solido pilastro dell'economia del paese. Dal 2007 il PIL è cresciuto a tassi superiori al 18% all'anno. Il reddito pro capite è uno dei più alti al mondo con US $ 102.700 nel 2011. La spesa pubblica è sicuramente un fattore molto importante che influenza le prospettive per il settore dell'edilizia 48 e delle costruzioni. A titolo di esempio nel bilancio 2010-11 sono 8,4 miliardi di dollari stanziati per i progetti infrastrutturali, rappresentando il 32% della spesa complessiva di bilancio. Molto di questo è centrato sui progetti espansivi nel settore dei trasporti, come una metropolitana leggera di rete e il New Doha International Airport (da concludersi entro il 2015). E il governo del Qatar ha un ruolo importante e attivo in progetti immobiliari attraverso le società di sua proprietà, interamente o con azioni. Oltre un terzo delle aziende che realizzano progetti - 8 su un totale di 22 società - sono di proprietà del governo o affiliati, e lo Stato ha partecipazioni rilevanti e azioni dei più grandi sviluppatori che stanno realizzando progetti come il Pearl o Barwa Al Khor. La città di Doha si presenta oggi come un enorme cantiere che sta ridisegnando il volto dell’Emirato guidato dal 1995 da Scheik Hamad bin Khalifa Al-Thani. Tra le commesse più interessanti i 25 miliardi di dollari destinati alla realizzazione della metro di Doha, gara che vede in lizza tutti i big italiani del settore (entro aprile 2012 si è definita la short list con gara e aggiudicazione dell’appalto entro fine anno), 20 miliardi per interventi stradali, 4 miliardi per la costruzione di 9 nuovi stati e per l’espansione dei 3 già esistenti. Tra i mega progetti inoltre c’è il Lusail Development Project, complesso residenziale da 5 miliardi e il nuovo porto di Doha da 7 miliardi interamente a carico del governo. PROGETTI Edilizia residenziale: - The Pearl of the Gulf Island: www.thepearlqatar.com Il progetto prevede la costruzione di 17.000 unità immobiliari divise in tre aree principali (è prevista la costruzione di torri residenziali e di villette singole). Le prime consegne sono avvenute nel 2009. - The West Bay Lagoon - Zig-Zag Towers Il progetto prevede la costruzione di 2.700 unità immobiliari per complessive 180 torri. Al momento le torri in costruzione sono circa 40 un numero ridotto delle quali parte all’acquisto in freehold da parte di stranieri. - Il Complesso delle Dubai Towers - Doha In costruzione sulla Corniche nei pressi del Distretto Diplomatico. Questo complesso comprende una torre di 80 piani (che sarà la più alta di Doha), centri commerciali, appartamenti residenziali ed un hotel a cinque stelle operato dal Jumeirah Group (il medesimo gruppo che gestisce, a Dubai, il celebre hotel Burj al Arab – la cd. “vela di Dubai”). - The Heart of Doha Gestito direttamente da Doha Land, un’azienda della Qatar Foundation presieduta dalla seconda moglie e favorita dell’Emiro, la Sheika Mozah bin Nasser Al Missned, si ripropone la ricostruzione del “centro storico” di Doha, ossia l’area intorno al vecchio Souq Wafiq. Area 350.000 metri quadrati per un investimento pari a circa 5,5 miliardi di dollari. Progetto già in fase di esecuzione Progetti non residenziali: - Il nuovo aeroporto internazionale di Doha Investimento del valore complessivo di 5 miliardi di dollari la cui costruzione iniziò nel 2004 e la prima parte dovrebbe aprire nel gennaio 2012 per essere poi ultimato nel 2015. L’aeroporto coprirà un’area di oltre 22 chilometri quadrati. L’opera è stata progettata per far fronte alla crescente quantità di traffico dell’aeroporto. Dal 2012, con l’apertura della prima fase del nuovo aeroporto esso sarà in grado di gestire 24 milioni di passeggeri annui, tre volte rispetto all’attuale capacità aeroportuale. Al termine, nel 2015, sarà in grado di gestire 50 milioni di passeggeri annui (anche se alcune notizie, non confermate ufficialmente, parlano di aumentare ulteriormente la capacità fino a 93 milioni di passeggeri annui, diventando così il secondo aeroporto più grande della regione dopo Dubai). L’aeroporto dovrebbe essere in grado di gestire 320.000 movimenti aerei l’anno e 2 milioni di tonnellate di merci annue. Il check-in e relative aree dedicate alla vendita al dettaglio dovrebbero essere 12 volte più grandi rispetto all’aeroporto corrente aprendo molte possibilità nel settore retail e food & beverage (www.ndiaproject.com). - Il nuovo porto marittimo commerciale Del valore di 5,5 miliardi di dollari, la prima fase dovrebbe essere ultimata nel 2014 e il porto completato nel 2023. Conterrà 5 terminali cargo e 4 terminali container, sarà collocato a sud di Doha fra l’area industriale di Mesaieed e quella residenziale di Wakra in prossimità con l’area destinata ad ospitare la futura zona di libero scambio produttivo qatarina. - Il “Ponte dell’Amicizia” Il Friendship Gateway che collegherà il Qatar al Bahrain per complessivi 45 chilometri di lunghezza e costruito su diversi archi. La data di completamento è prevista per il 2016 per un investimento stimato di 3 miliardi di dollari. Mercati Esteri 49 - Le ferrovie e la metropolitana di Doha Il cui progetto consiste in: 1) un collegamento costiero ad est del paese che collegherà Ras Laffan e Mesaieed attraversando Doha; 2) un collegamento ad alta velocità fra l’aeroporto internazionale di Doha e il Bahrain attraverso il Friendship Gateway; 3) un collegamento ferroviario per merci e passeggeri che servirà l’intero GCC; 4) la metropolitana di Doha (Doha Metro Network) costruita sulla base del Master Plan qatarino sui trasporti; 5) alcuni trasporti leggeri per passeggeri in aree residenziali o commerciali delimitate quali Lusail, Education City ed il Westbay per un valore stimato di 150 miliardi di dollari. - Il centro medico e delle ricerche del Sidra di Doha Del valore di 2,5 miliardi di Ryials con una capacità di posti letto di 550 unità, che dovrebbe essere inaugurato nel 2012/3, al momento in fase di costruzione. www.sidra.org. - La costruzione di 7 nuovi stadi di calcio e delle relative infrastrutture In occasione dei mondiali del 2022 da poco assegnati al Qatar. - The Barwa Commercial Avenue Nuovo centro commerciale di 900.000 metri quadrati, del valore di oltre 6 miliardi di Ryials che dovrebbe essere terminato nel 2012/1. Il mall è costruito dalla società tedesca Hochtief Construction e includerà uffici e spazi residenziali. Centri Commerciali I centri commerciali (malls) rivestono in Qatar un’importanza molto forte in quanto sono, per i residenti un centro di aggregazione (specialmente durante i mesi estivi particolarmente caldi), e, al medesimo tempo, per le aziende interessate a distribuire/vendere prodotti di alta fascia nel territorio: l’occasione migliore per poter raggiungere un ampio spettro di clientela. A tutt’oggi i maggiori centri commerciali sono i seguenti: - City Centre Doha Già terminato ma ancora con molti spazi commerciali liberi, è uno dei maggiori shopping mall ed è situato nel cuore del quartiere finanziario e diplomatico. - Landmark Shopping Mall Collocato fuori dal centro di Doha ma facilmente raggiungibile presenta la tipica forma di un vecchio castello arabo ed è molto frequentato dalla clientela locale qatarina. - Villaggio Situato poco lontano dal centro nelle vicinanze della Sport City è un mall molto esteso e dinamico, frequentato soprattutto nei week-end anche in quanto contiene il Carrefour dove molti residenti sono soliti eseguire la spesa settimanale. - Royal Plaza Situato nel centro di Doha è un mall meno esteso rispetto agli altri ma specializzato in oggetti di lusso e capace di offrire un approccio personalizzato ai visitatori. Treviso Glocal con le aziende di Treviso espositrici a Project Qatar 2012 La fiera Project Qatar è uno degli eventi commerciali più attesi dell'area del Golfo nel settore delle costruzioni. In un’area espositiva di 50.000 mq erano presenti nel 2012 più di 1.750 espositori, provenienti dai Paesi dell'area circostante, dal Nord africa, dal Medio Oriente e dai Paesi del Golfo, oltre ai Paesi Euromediterranei. Fra i principali concorrenti dell'Italia si segnala la presenza della Germania. L'edizione 2012 ha registrato più di 44.000 visitatori provenienti da 48 Paesi, esclusivamente operatori di settore quali progettisti, sviluppatori, appaltatori, consulenti, architetti, arredatori, ingegneri, commercianti, agenti, distributori, importatori. Project Qatar 2012 Project Qatar 2012 Mercati Esteri 50 LA MODERNIZZAZIONE DELL’INDUSTRIA NAZIONALE RUSSA: UN’OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE VENETE Viola Orsetta Paladini “Il 7 giugno 2012 è nata una nuova creatura” così ha detto l’on. Sergey Sobko, Vice Presidente della Duma di Stato della Federazione russa alla Conferenza ‘La modernizzazione dell’industria nazionale russa con la partecipazione di partner europei’, svoltasi nella cornice del chiostro della Fondazione Don Orione Artigianelli a Venezia. “E come tutte le creature avrà bisogno delle giuste cure e dedizione di chi le sta attorno per diventare grande e produrre i suoi frutti”. Fuor di metafora la creatura è il Memorandum firmato da Veneto Promozione S.c.p.A. e il Consiglio di Coordinamento tra il gruppo Rostechnologii e la Camera di Commercio russa e i frutti sono le collaborazioni tra le grandi industrie di stato russe e le aziende del Veneto. Rostechnologii (www.rostechnologii.ru) è la Corporate di Stato della Federazione russa per le tecnologie e include al suo interno circa 600 industrie operanti in svariati settori, tra cui spiccano quelli ad alto contenuto tecnologico che ai tempi dell’Unione Sovietica avevano soprattutto come naturale sbocco l’industria militare: oggi queste imprese cercano partnership strategiche in Europa per convertire le loro produzioni e modernizzarsi anche rispetto alle opportunità offerte dai mercati internazionali. Il Veneto è stato scelto come punto di riferimento europeo per questo vasto e ambizioso progetto e per selezionare da qui le controparti più adatte con cui avviare questo percorso. Contestualmente alla sigla del Memorandum, firmato dal Presidente di Veneto Promozione Giovanni Franco Masello e dal Presidente del Consiglio di Coordinamento di Rostechnologii e la Camera di Commercio russa, Alexej Aleshin, Veneto Promozione S.c.p.A. è stata coinvolta dalla Regione nell’organizzazione di un primo programma di incontri economici con imprese regionali selezionate sulla base dei profili delle holding russe che insieme ai rappresentanti di Rostechnologii sono intervenute nella due giorni di Venezia. Nello specifico i gruppi industriali russi presenti sono stati: la società Kontsern Sirius (www.con-sirius.ru), che al suo interno riunisce 27 aziende high tech, RT Biotechprom (www.rt-biotechprom.ru), la principale industria russa nel campo farmaceutico e medicale, MKB Kompas (www.mkb-kompas.ru), leader nello sviluppo, produzione e assistenza post vendita di ricevitori e indicatori di bordo e sistemi di antenna per il posizionamento ad alta precisione, AT Speztechnologia (www.at-speztehnologia.ru), istituita per ottimizzare gli strumenti finanziari e la gestione della materie prime a sostegno dell’industria siderurgica, Russian Electronics (www.ruselectronics.ru), holding che concentra 80 imprese del settore elettronico e Russian Telecom Equipment Company (www.pkcc.ru), specializzata nella produzione e sviluppo delle attrezzature per l’IT e le telecomunicazioni. I Direttori generali delle holding sono intervenuti direttamente anche agli incontri più tecnici con le imprese regionali che si sono tenuti nella sede di Veneto Promozione e dell’Unioncamere regionale al Parco Vega di Marghera l’8 giugno scorso con l’intenzione di saggiare in prima persona il terreno e comprendere le potenzialità di una collaborazione fattiva con il nostro territorio, scelto non a caso per l’altissima densità imprenditoriale, la vasta gamma produttiva, un sistema socio-economico che è tutt’ora un modello di sviluppo e, non ultimo, per la posizione strategica di crocevia tra il Mediterraneo e l’Europa continentale. Per fornire uno spaccato del nostro sistema produttivo ed economico e presentare alcune delle eccellenze del territorio sono stati organizzati 5 Tavoli Tematici - Ambiente, Costruzioni, Metalmeccanica, Medicale, Innovazione e Nanotecnologie - a cui hanno preso parte da un lato i rappresentanti delle Holding russe e di Rostechnologii e dall’altro imprese venete operanti nei diversi settori e interessate a sviluppare collaborazioni economiche con la Russia. Si sono così sviluppati degli interessanti dibattiti sulle possibilità di cooperazione: per il settore medicale ad esempio, Biotechprom, creata nel 2009, ha potuto interloquire sia con imprese del settore farmaceutico e medicale private che con rappresentanti del Servizio sanitario regionale esponendo e confrontandosi sugli obiettivi di miglioramento della competitività delle industrie mediche, farmaceutiche e biotecnologiche russe attraverso l'innovazione e l’incremento delle risorse e competenze, introduzione di un efficace sistema di gestione aziendale della sanità pubblica e ottimizzazione dei costi dell’assistenza sanitaria e del servizio soprattutto in materia di disponibilità delle cure mediche per la popolazione. Altrettanto interessanti sono stati i risultati dei lavori del Tavolo Innovazione e Nanotecnologie e del Tavolo Metalmeccanica dove sono stati affrontati argomenti come l’utilizzo della tecnologia militare per creare prodotti civili competitivi che incontrino le richieste dei potenziali clienti; quali sinergie tra l’ingegneria meccanica e lo sviluppo software in materia di sicurezza; programmi di apertura verso nuovi mercati e sviluppo di strategie di marketing. Tutto questo ha prodotto immediatamente la richiesta sia da parte russa che veneta di organizzare in tempi brevi una missione di rimando veneta a Mosca per approfondire gli ambiti di potenziale collaborazione e concretizzare le prime azioni in tal senso. L’iniziativa nel suo complesso è il primo passo di un progetto di vasto respiro le cui basi sono state gettate già qualche anno fa e che punta alla creazione di un Centro permanente russo-europeo con lo scopo di promuovere e facilitare la nascita di accordi di collaborazione tra le industrie di stato russe e le imprese europee. Il Memorandum firmato a Venezia rappresenta la volontà di aprire tale Centro proprio nel Veneto, puntando sulla nostra regione come testa di ponte verso l’Europa e bacino privilegiato per la ricerca di collaborazioni. Compito ora degli organismi intermediari sarà proseguire le relazioni in essere, circoscrivere i progetti di fattibile realizzazione e collaborazione e, aspetto fondamentale dal lato nostro, definire delle cordate di imprese capaci di interloquire come partner strategici con i colossi della Federazione russa. Mercati Esteri 51 Il Perù: posizione geografica GUIDA AI MERCATI ESTERI: IL PERÙ Daniela Bruniera Il Perù è uno stato dell’America Meridionale, confinante a nord con l’Ecuador e la Colombia, a est con il Brasile e la Bolivia, a sud con il Cile, mentre a ovest è bagnato dall’Oceano Pacifico per 2270 km. E’ classificato dalla WB come un Paese a reddito pro capite medio-alto. Dopo il Brasile e l’Argentina, il Perù è il terzo Paese del Sud America per estensione del territorio, collocato interamente nell’area tropicale. Questo è diviso in tre zone: striscia costiera, catena montuosa andina e selva foresta pluviale amazzonica. Procedendo da ovest verso est si distinguono, quindi, le tre regioni: la Costa, la Sierra e la Selva. La Costa è una zona arida e semidesertica, ad eccezione delle vallate dei fiumi, grazie ai quali è possibile irrigare Il Lago Titicaca il terreno. La Sierra, ossia la regione andina, è costituita da altipiani con vette che superano spesso i 6.000 metri di altezza; infine la Selva è formata da un vastissimo bassopiano attraversato da grandi fiumi che danno origine al Rio delle Amazzoni; questa regione, dal clima caldo e umido, è ricoperta da un manto di foreste impenetrabili, di conseguenza è la zona meno abitata del Paese (meno di 1 abitante per chilometro quadrato). Sul confine con la Bolivia si trova il Lago Titicaca, noto per essere il secondo più vasto dell’America Meridionale ed il più alto lago navigabile del mondo (3.800 metri sul livello del mare). Data la sua conformità geografica, il quadro climatico del Perù è molto complesso. L’aridità caratterizza l’orlo costiero, mentre il versante andino orientale è umido. A Lima la temperatura media è di 18 °C (in febbraio 25 °C e in agosto 15 °C) e le precipitazioni sono irrilevanti (20 mm annui). Nella parte andina, la fascia oltre i 4800-5000 metri ha temperature medie sotto lo zero (-5 °C); tra i 4800 e i 3800 metri, le medie non si discostano dai 4-8 °C e la piovosità va da 150 a oltre 600 mm. Le fasce temperate, sulle pendici, hanno temperature medie da 10° a 15 °C. Le fasce tiepide, dette yungas (valli), sotto i 2800 metri, hanno temperature medie oltre i 16°C e, sul fianco umido amazzonico, piogge oltre i 1000 mm annui. A est, la foresta pluviale presenta condizioni costanti, con temperature sopra i 23 °C e piovosità oltre i 1500 mm. Il Perù è una repubblica democratica di tipo Presidenziale. Il Presidente è capo del potere esecutivo; il potere legislativo è affidato al Parlamento. Il Presidente e i membri del congresso sono scelti ciascuno per 5 anni a suffragio universale. L’attuale Presidente costituzionale è Alessandro Toledo Manrique. Il Paese è suddiviso in 25 regioni alle quali va aggiunta la provincia di Lima, che non appartiene a nessuna regione. Le regioni sono, a loro volta, suddivise in 195 province, le quali sono composte da 1832 distretti. Con la Costituzione del 1979, il Paese diede avvio a un complesso processo di democratizzazione, reso difficoltoso dal perdurare di contraddizioni e problemi irrisolti, quali: la povertà e le forti disuguaglianze sociali, un ingente debito estero, l’incombente presenza di un esercito potente, il radicamento di organizzazioni guerrigliere e terroristiche e gli enormi interessi legati al traffico della droga. Le elezioni presidenziali del 2001 furono vinte da A. Toledo, del movimento Perù posible, primo capo di Stato di origine indigena. Egli diede vita ad un vasto piano di lotta contro la povertà, ma dovette fronteggiare una grave situazione economica e sociale, con ondate di scioperi e un ritorno all’azione dei guerriglieri di Sendero Luminoso. Le elezioni del 2006 videro il ritorno alla presidenza di García Pérez, promotore di un vasto progetto di modernizzazione, cui è subentrato nel giugno 2011 il candidato della sinistra nazionalista O. Humala, che ha sconfitto al ballottaggio la leader conservatrice K. Fujimori, figlia dell’ex presidente. La bandiera e lo stemma del Paese furono creati da José de San Martin nel 1825; la storia narra che, durante la guerra contro la Spagna, vedendo levarsi uno stormo di fenicotteri dal petto bianco e dalle ali rosse, egli avrebbe esclamato: “Ecco la bandiera della libertà”. Da qui i colori bianco e rosso che caratterizzano la bandiera, al centro della quale vi è lo stemma peruviano. Bandiera del Perù La popolazione del Perù risulta particolarmente composita, soprattutto a causa dei tre secoli di dominazione spagnola. Il gruppo etnico più rappresentativo è costituito dai quechua (45%), quindi dai meticci (37%), dai creoli (12%), dai bianchi (15%), dagli aymará (4%) e da altre minoranze, tra le quali non censita quella degli indios della giungla, stimati in 30.000. Circa la metà della popolazione vive sugli altipiani praticando un’agricoltura di pura sussistenza mentre nell’immenso bacino amazzonico vi abita solo il 6% della popolazione. Come parte della sua ricchezza culturale, il Perù presenta molte lingue diverse. Anche se lo spagnolo è la lingua ufficiale parlata dall’80% della popolazione, il quechua è il maggiore lascito dell’Impero Incaico ed è ancora parlato dal 16% circa della popolazione, in diversi dialetti regionali in molti luoghi del Perù. Dati di base1 Valori Superficie 1.285.216 kmq Popolazione 28.220.764 Densità della popolazione 21,96 ab/kmq Lingua ufficiale Spagnolo Religione Cattolica (90%), protestante (7%) Unità monetaria Nuevo Sol (PEN)2 Forma istituzionale Repubblica costituzionale Capitale Lima Clima Vario Fuso orario -6 ore rispetto all’Italia Dove non diversamente specificato, le fonti informative dei dati qui esposti sono: www.globus.camcom.it, www.ice.gov. it e www.worldbank.org 2 Il tasso di cambio al 08/06/2012 è il seguente: 1€ = 3,3380 PEN e 1 PEN = 0,29958€; 1 USD = 2.684 PEN e 1 PEN = 0.37258 USD. 1 Mercati Esteri La religione dominante, grazie alla lunga dominazione spagnola, è senza dubbio quella cattolica (80% della popolazione), seguita da una minoranza protestante (7%), mentre tra gli Amerindi sono molto diffusi i culti animistici. Le popolazioni autoctone tendono a mescolare la religione cattolica alle antiche religioni tradizionali con offerte a Pachamama o agli dei della montagna (apus). data cultura del maschilismo: il ruolo della donna è circoscritto all’ambito familiare dove si dedica alla cura della casa, alla procreazione e alla crescita dei figli, mentre il potere è riservato quasi esclusivamente agli uomini. Si stima che l’80% delle donne peruviane siano vittime di violenze o abusi da parte del proprio marito, che una donna su tre sia una ragazza madre che abbia subito una separazione o Machu-picchu Il Perù si presenta come un Paese affascinante e coinvolgente per chi si accinge a conoscerlo focalizzandosi sulla sua ricchezza culturale, storica, archeologica e sulla sua bellezza naturale, ma a uno sguardo più completo che si propone di analizzare anche la sua situazione sociale ed economica, questo stesso Paese offre un’immagine più problematica. Le cifre ufficiali dell’INEI (Istituto Nazionale di Statistica e Informatica del Perù) sulla situazione dell’infanzia indicano che in termini assoluti ci sono 4,5 milioni di bambini di età inferiore agli 11 anni che vivono in condizioni di estremo disagio economico-sociale e, secondo i dati UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), il 49% circa della popolazione. In questo contesto si distinguono come soggetti particolarmente a rischio le donne, il cui accesso all’educazione, alla salute e al lavoro è limitato da una radicata discriminazione derivante dalla consoliPrincipali indicatori socio-politici Valori Tasso di incremento demografico (in ‰) 1,13 Popolazione urbana (in % della popolazione totale) 76 Tasso di natalità (in ‰) 19,41 Tasso di mortalità generale (in ‰) 5,93 Tasso di mortalità infantile (per 1000 bambini nati vivi) 22,18 Speranza di vita alla nascita (in anni) 72,47 Tasso di alfabetizzazione 92,9 Tasso di disoccupazione 7,9 un abbandono, che il 31,8% delle madri appartenenti alle fasce più povere ammettano di fare uso della violenza fisica per castigare i propri figli, contro l’11% delle madri delle fasce più alte, che il 70% delle donne lavoratrici sia impiegata nel lavoro nero, caratterizzato da bassi salari, precarietà, assenza di contratti e di previdenza sociale. Inoltre, per poter lavorare, queste donne sono obbligate a lasciare i propri figli alle cure di qualche fratello maggiore o di un congiunto o in alternativa a portarli con sé, esponendoli ai rischi delle loro precarie occupazioni. I bambini sono quindi spesso privati di qualunque sostegno educativo, eccetto la scuola, che presenta, comunque, aspetti problematici: i professori sono impreparati o devono seguire un numero di bambini troppo elevato, in strutture inadeguate e disponendo di materiali didattici insufficienti. Se a queste considerazioni si aggiungono le discriminazioni economiche e razziali, la violenza domestica, l’incidenza del lavoro minorile e i frequenti fenomeni di delinquenza organizzata (come le pandillas, bande armate) nelle zone periferiche urbane, il quadro sulla situazione infantile peruviana ne emerge in tutta la sua complessità e drammaticità, minando il futuro delle nuove generazioni e, quindi, dello sviluppo del Paese stesso. Dal punto di vista economico, il Paese è ricco di risorse valorizzate secondo logiche orientate all’esportazione, questo ha mostrato i suoi limiti soprattutto in seguito alla recente crisi che ha portato alla riduzione degli acquisti da parte dei paesi industrializzati e alla conseguente 52 diminuzione dei prezzi dei principali prodotti esportati, causando la sospensione di nuovi progetti d’investimento, l’indebolimento della piccola industria mineraria andina e dell’industria alimentare, l’aggravarsi della povertà e il degrado della situazione ambientale. L’agricoltura, utilizzando il 3,3% della superficie, produce l’8% del prodotto interno lordo e occupa il 9% degli attivi. Nella Costa i prodotti principali sono patate, riso, mais, manioca, ortaggi, canna da zucchero (per il consumo locale), agrumi e prodotti tropicali (per l’esportazione). Diffusa è la coltivazione illegale della coca. Le foreste, soprattutto di cedro, mogano e palissandro, occupano il 51% della superficie. L’allevamento di ovini e di bovini, affiancato a quello tradizionale di lama, alpaca e vigogna, è praticato a piccola scala per integrare il raccolto della terra, nonché per ricavare lana, cuoio e prodotti similari. Importante è la pesca, per la quale il Paese è da decenni ai vertici della produzione mondiale. Il Perù si distingue per essere il primo produttore mondiale di argento, il terzo produttore mondiale di rame, seguono oro, zinco, stagno, piombo e ferro. Vengono estratti, inoltre, materiali rari come bismuto, antimonio, molibdeno, vanadio, tungsteno, selenio. La produzione di petrolio non è sufficiente al consumo interno, quella dell’elettricità, per la metà idroelettrica, è in via di potenziamento, come l’avvaloramento delle riserve di gas naturale. L’industria occupa appena il 18% degli attivi, contribuendo per il 26% alla formazione del prodotto interno lordo. A parte l’estrazione mineraria, la metallurgia correlata e la raffinazione del petrolio, è rilevante il comparto chimico, meccanico (cantieristica, autoveicoli) e tessile (cotone). Vengono, inoltre, lavorati i prodotti agroalimentari per il consumo interno, eccetto la conservazione e trasformazione in farine del pesce. Il settore terziario occupa il 73% degli addetti e contribuisce per il 66% alla creazione del prodotto interno lordo; qui emerge il turismo, con circa 1,6 milioni di visitatori, seguito dal commercio estero, ma resta soprattutto il settore di rifugio per i ceti urbani svantaggiati. Le ferrovie si sviluppano su poco più di 2000 km; la rete stradale (appena 79.000 km) è asfaltata per meno del 15%; la navigazione fluvio-lacustre è modesta. Poco rilevante è anche la flotta marittima, mentre aumenta il traffico aereo interno. Malgrado le problematiche sociali e le preoccupanti situazioni di estrema povertà delle aree rurali ed amazzoniche, il Perù è un Paese in rapido sviluppo. L’economia, trainata dal settore immobiliare e minerario (grazie anche agli alti costi delle materie prime sul mercato mondiale) sta proseguendo su un trend di rapida crescita ormai decennale, con un 5,1% previsto per il 2012, mentre il tasso di occupazione formale cresce del 5,5% nel primo semestre 2011 (9,2% nella capitale), con un conseguente aumento degli stipendi medi. Lo stato del bilancio pubblico è sostanzialmente buono, con un forte Mercati Esteri 53 Principali indicatori economici Valori PIL nominale (mln US$) 299 PIL pro capite in US$ 5.640 Variazione % PIL reale 6,20 Tasso di inflazione 2,1 Debito pubblico (% PIL) 21,30 Riserve internazionali (mln US$) 51.366,30 Export merci (mln US$) 43.196 Import merci (mln US$) 36.499 Composizione del PIL in % • Settore primario 8 • Settore secondario 26 • Settore terziario 66 avanzo primario e secondario e un basso livello del debito (appena 9% del PIL), ottenuto grazie a maggiori entrate fiscali (in particolare le royalties minerarie) e una notevole riduzione della spesa pubblica negli ultimi anni. Le maggiori risorse disponibili vengono impiegate in programmi chiamati di “inclusione sociale”, miranti a ridurre le sacche di povertà, e in importanti investimenti infrastrutturali. Tuttavia, in diversi casi le amministrazioni locali non sono state in grado di utilizzare in modo efficiente ed efficace le risorse messe loro a disposizione. Il Perù è uno Stato molto aperto verso i mercati esteri e ciò è confermato dalla politica incentrata sulla promozione delle esportazioni attraverso il Piano strategico di Esportazioni (PENX), che prevede un maggiore sviluppo tecnologico, basato sulla riqualificazione industriale e l’impiego di moderne tecnologie, impianti e macchinari più avanzati nel settore industriale. Questo, unito alla drastica riduzione dei dazi sui beni strumentali, ha contribuito ad una produzione capace di far fronte ad una domanda internazionale più qualificata, aumentando i valori delle esportazioni e la sottoscrizione di nuovi accordi commerciali. Infatti, sono stati sottoscritti Trattati di Libero Commercio con: Unione Europea, EFTA e Corea, che si aggiungono a quelli già operativi con USA, Canada, MERCOSUR, Comunità Andina, Singapore, Cina. Con altri Paesi, come la Tailandia, sono stati sottoscritti degli accordi che, però, non sono ancora in vigore. Principali Paesi Clienti È, inoltre, in fase di negoziazione l’Accordo con il Giappone (ancora da sottoscrivere), al quale vanno aggiunti i trattati in programma con India, Russia, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Marocco. Nel 2011, l’interscambio commerciale del Perù con il resto del mondo ha avuto una crescita del 27,65%, facendo registrare un saldo commerciale di 7.493,3 milioni di USD (+44,2% rispetto all’anno precedente). Le esportazioni hanno raggiunto un ammontare record di USD 45.201,2 milioni (+28,88%), mentre le importazioni sono salite a USD 37.707,92 milioni (+26,2%). Nelle esportazioni primeggiano i prodotti primari (77,1% del totale con una crescita del 32,72%), seguiti da quelli industriali, che hanno rappresentato il 21,66% (+29,46%). Tra i primi spiccano i prodotti minerari, soprattutto rame, oro, zinco, piombo, ferro e argento, che rappresentano il 75,9% del totale. Seguono i prodotti petroliferi (13,4%), i prodotti della pesca (6,0%) e, infine, i prodotti agricoli (4,8%), soprattutto caffè, zucchero e cotone. Tra i prodotti industriali, al primo posto si collocano gli agro-industriali (con una quota del 27,9% dell’export totale dei prodotti manifatturieri), seguiti da quelli del tessile-abbigliamento (19,6%), prodotti chimici (16,2%), prodotti siderurgici e della metallurgia (10,3%), prodotti ittici (10,3%), pietre ornamentali (4,8%) e metalmeccanici (4,7%). Sempre nel 2011, le importazioni sono ammontate a 37.698,98 milioni di dollari americani, e sono costituite principalmente da materie prime e prodotti intermedi che, con una quota del 48,9% del totale importato, hanno registrato un ammontare di 18.434,73 milioni, con una crescita del 27,57% rispetto l’anno precedente. Seguono i beni strumentali e materiali da costruzione (32,9% del totale) che hanno registrato un ammontare di USD 12.425,28 milioni ed un aumento del 27,69% rispetto al 2010, in linea con il sostenuto sviluppo del settore industriale e la politica del governo di promuovere produzioni che generino maggior valore aggiunto. I beni di consumo hanno rappresentato il 18,06% del totale e hanno registrato una crescita del 19,57% rispetto al 2010. I principali partner commerciali del Perù sono illustrati nel grafico 1, si fa solamente presente che, tra i Paesi di destinazione, nel 2011, per la prima volta gli Stati Uniti sono stati superati dalla Cina, e che l’Italia, con una quota del 2,84% si è collocata al decimo Principali Paesi Fornitori posto, ma è terza tra i Paesi dell’UE, preceduta da Germania (4,16%) e Spagna (3,65%). Tra i paesi fornitori l’Italia si è collocata al 13º posto, con una quota del 2,09%, collocandosi seconda tra i paesi europei, dopo la Germania (4,01%). La firma del Trattato di Libero Commercio con l’UE avvenuta a maggio 2010, ha incrementato le relazioni commerciali tra Italia e Perù, che hanno superato nel 2011 gli 1.882 milioni di dollari americani, con una crescita del 39,6% rispetto al 2010, mentre l’interscambio con l’UE, sempre nello stesso anno, ha raggiunto i 12.377 milioni nel 2011, con una crescita del 31,5% rispetto al 2010. Secondo i dati diffusi dall’Agenzia peruviana delle Dogane, nel 2011 l’interscambio Italia – Perù ha raggiunto i 1.882,53 milioni di dollari (+39,6%, rispetto all’anno precedente), con un saldo negativo per l’Italia di 711,6 milioni. L’Italia, ha esportato merci in Perù per 585,4 milioni (+42,8%), mentre ha importato merci per 1.297,08 milioni, facendo registrare un incremento del +38,2% rispetto all’anno precedente. Il Perú ha esportato verso l’Italia principalmente prodotti minerari, soprattutto rame raffinato e oro grezzo che corrispondono al 59%, e 22% rispettivamente del totale esportato, seguiti dai prodotti agricoli, della pesca, filati di alpaca, t-shirt in cotone: il tutto rappresenta il 94% del totale export peruviano verso il nostro Paese. Dall’altro lato, il Perù ha importato da noi principalmente compressori, macchine per diversi settori: agroalimentare, imballaggio, industria del legno, della plastica. Limitata, invece, la presenza italiana nel settore investimenti che, dai dati ufficiali degli IDE, risulta pari allo 0,57%, con un valore di 119,51 milioni di dollari. Settori che potrebbero essere interessanti per lo sviluppo degli investimenti italiani in Perù potrebbero essere, oltre a quello rappresentato da prodotti ad alto contenuto tecnologico, soprattutto macchinari e materiali per distribuzione elettrica, aeronautica e difesa, gestione del ciclo dei rifiuti urbani ed industriali, tecnologie per la sicurezza civile. Un passo importante da compiere potrebbe essere quello di far conoscere l’eccellenza tecnologica italiana sottolineando la competitività non tanto sul prezzo (ove la concorrenza di paesi quali la Cina non sembra affrontabile) quanto sulla qualità ed affidabilità nonché, ove praticabile ed applicabile, sul trasferimento di tecnologia. Infine, la crescita economica peruviana offre la possibilità di un ampliamento del mercato per produzioni agro-alimentari e di moda di alta qualità, fino ad ora limitata a una ristretta élite. Concludendo, il Perù è e sarà un Paese in rapida crescita, aperto agli investimenti esteri e con un grado crescente di apertura al commercio mondiale, grazie anche alla stipula di accordi commerciali (in particolare quello con l’UE), che non presenta particolari rischi politici o commerciali (la SACE categorizza il Paese a rischio 3). In ogni caso è necessario tener conto dell’insicurezza in alcune specifiche regioni, della possibilità di rallentamenti nei progetti di investimento minerario a causa di proteste locali e delle attuali condizioni sociali che, in certe parti del Paese, risultano essere una vera e propria piaga, da debellare con profonde azioni politiche interne al Paese stesso. Legislazione 54 NUOVE NORME DI SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA DI INSTALLAZIONE DI IMPIANTI Andrea Manganiello E` stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del 6 aprile scorso la L. n. 35 del 4 aprile 2012 di conversione del decreto legge n. 5/2012. L’articolo 9 del provvedimento di legge stabilisce che con un apposito decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dovrà essere approvato il modello di dichiarazione unica di conformità che andrà a sostituire quelli previsti dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del 22 gennaio 2008, n. 37 (allegati I e II), e, con riferimento agli impianti termici rientranti nell'ambito di applicazione dell'articolo 1 del predetto decreto, la dichiarazione di cui all’articolo 284, del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale), che riguarda solo gli impianti termici civili di potenza termica nominale superiore al valore di soglia e deve essere espressamente riportata in un atto allegato alla dichiarazione di conformità, messo a disposizione del responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto da parte dell'installatore entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori. La dichiarazione unica di conformità e la documentazione allegata dovranno essere conservate presso la sede dell’interessato ed esibite, a richiesta dell’amministrazione, per i relativi controlli. La dichiarazione unica dovrà, inoltre, essere obbligatoriamente presentata quando viene richiesto il certificato di agibilità al Comune oppure nel caso di un nuovo allacciamento alla rete del gas, dell’energia elettrica o dell’acqua. L’art. 34, D.L. n. 5/2012 dispone inoltre che l’abilitazione delle imprese esercenti attività di installazione, ampliamento e manutenzione degli impianti negli edifici (di cui all’art. 3, del Decreto del Ministero dello Sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37), concerne, alle condizioni ivi indicate, tutte le tipologie di edifici indipendentemente dalla destinazione d’uso. secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all’articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di un’impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d) è di un anno; Come è noto, il vasto settore dell’impiantistica concerne le imprese esercenti le seguenti attività: c) titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di un’impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d) è di due anni; a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere; b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere; c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali; d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie; e) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali; f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili; g) impianti di protezione antincendio. Le imprese, iscritte nel Registro delle imprese o nell’Albo provinciale delle imprese artigiane, sono abilitate all’esercizio delle predette attività se l’imprenditore individuale o il legale rappresentante ovvero il responsabile tecnico da essi preposto con atto formale è in possesso di particolari requisiti tecnico-professionali; il responsabile tecnico svolge tale funzione per una sola impresa e la qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa. I requisiti validi per l’abilitazione, a norma dell’art. 4 del D.M. 37/2008, sono, in alternativa, uno dei seguenti: Gli allegati previsti dall’art. 7 del D.M. n. 37/2008 erano stati sostituiti dal D.M. 19 maggio 2010: l’Allegato I era ad uso delle imprese installatrici e doveva essere rilasciato al committente al termine del lavoro, mentre l’Allegato II era ad uso degli uffici tecnici interni di imprese non installatrici. a) diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso un’università statale o legalmente riconosciuta; b) diploma o qualifica conseguita al termine di scuola d) prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di un’impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell’operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell’apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all’articolo 1. Le imprese che intendono esercitare le attività relative agli impianti di cui all’articolo 1 sono tenute alla presentazione presso la Camera di commercio competente per territorio della segnalazione certificata di inizio attività, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, indicando specificatamente per quali lettere e quale voce, di quelle sopra elencate, intendono esercitare l’attività e dichiarano, altresì, il possesso dei requisiti tecnico-professionali richiesti per i lavori da realizzare. Le imprese artigiane presentano la citata segnalazione certificata unitamente alla domanda d’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane per la verifica del possesso dei prescritti requisiti tecnico-professionali e il conseguente riconoscimento della qualifica artigiana. Le altre imprese presentano la segnalazione unitamente alla domanda di iscrizione, presso l’ufficio del Registro delle imprese. Le imprese, artigiane o non artigiane, alle quali sono stati riconosciuti i requisiti tecnico-professionali, hanno diritto ad un certificato di riconoscimento, rilasciato dalle competenti Camere di commercio. Le imprese non installatrici, che dispongono di uffici tecnici interni sono autorizzate all’installazione, alla trasformazione, all’ampliamento e alla manutenzione degli impianti, relativi esclusivamente alle proprie strutture interne e nei limiti della tipologia di lavori per i quali il responsabile possiede i requisiti previsti dalla norma. Legislazione 55 ATTIVITÀ COMMERCIALI: LA REGIONE VENETO ADEGUA LE NORMATIVE AI RECENTI DECRETI DI LIBERALIZZAZIONE Andrea Manganiello Con recente deliberazione della Giunta regionale n. 1010 del 5 giugno 2012 la Regione Veneto ha compiuto una ricognizione delle disposizioni regionali in materia di commercio interessate dai sopravvenuti principi di liberalizzazione dell’esercizio dell’attività commerciale, introdotti in particolare con i decreti legge 6 dicembre 2011, n. 201 e 24 gennaio 2012, n. 1, volte ad una sostanziale e progressiva liberalizzazione dell’attività medesima, atta ad assicurare e sostenere lo sviluppo economico quale strumento di contrasto dinanzi al perdurare dei negativi effetti derivanti dalla crisi economica globale. Il settore del commercio è stato caratterizzato negli ultimi anni, a partire dall’emanazione delle disposizioni contenute nella direttiva comunitaria n. 123 del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, dall’introduzione di una serie di misure finalizzate all’eliminazione degli ostacoli alla libertà di stabilimento e di prestazione di servizi nel territorio comunitario, consentendo nel contempo di ridurre le limitazioni all’esercizio dell’attività economica finalizzandole esclusivamente alla tutela di determinati interessi pubblici di carattere generale. I principi contenuti nella citata direttiva comunitaria sono stati recepiti nell’ordinamento italiano a partire dal decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 come convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e, successivamente, con un intervento normativo di carattere generale, approvato con decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, nel quale sono stati, tra l’altro, individuate le ragioni di pubblico interesse, poste a fondamento dell’introduzione di misure limitative dell’esercizio dell’attività, tra le quali si annoverano l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica, l'incolumità pubblica, la sanità pubblica, la sicurezza stradale, la tutela dei lavoratori compresa la protezione sociale dei lavoratori, il mantenimento dell'equilibrio finanziario del sistema di sicurezza sociale, la tutela dei consumatori, dei destinatari di servizi e dei lavoratori, l'equità delle transazioni commerciali, la lotta alla frode, la tutela dell'ambiente, incluso l'ambiente urbano, la salute degli animali, la proprietà intellettuale, la conservazione del patrimonio nazionale storico e artistico, gli obiettivi di politica sociale e di politica culturale. Ne discende che l’attività di programmazione afferente al settore del commercio, e conseguentemente l’introduzione di limitazioni all’esercizio dell’attività, è da ritenersi ammissibile ai soli fini della tutela degli interessi pubblici sopra indicati, con esclusione, quindi, di ogni forma di programmazione che abbia ad oggetto “valutazioni di carattere strettamente economico”. Il processo di liberalizzazione avviato con la normativa comunitaria sopra richiamata ha avuto un’ulteriore espansione a partire dalla seconda metà del 2011, a seguito degli interventi normativi statali emanati nell’esercizio della potestà legislativa esclusiva in materia di tutela della concorrenza e di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni, sanciti dall’articolo 117 della Costituzione. Si tratta, in particolare, dei seguenti provvedimenti: - decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 recante “Disposizioniurgenti per la stabilizzazione finanziaria” come convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; - decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” come convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148; - decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici” (cd. decreto Salva Italia) come convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214; - decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, come convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27; urgenti per la semplificazione e lo sviluppo”, come convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35. La Giunta regionale, nella deliberazione in commento, affronta in particolare gli effetti conseguenti all’introduzione delle disposizioni statali di cui agli articoli 31, comma 2 e 34 del decreto “Salva Italia”, nonché agli articoli 1, 17, comma 4, lettera a) e 39, comma 1 del D.L. n. 1/2012 sulla disciplina regionale dei singoli settori afferenti alla materia del commercio. In particolare si evidenzia la portata del citato articolo 31, comma 2 del D.L. 201/2011 che dispone quanto segue: “Secondo la disciplina dell'Unione Europea e nazionale in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi, costituisce principio generale dell'ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali. Le Regioni e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti alle prescrizioni del presente comma entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”. Il termine di adeguamento contenuto nella citata è stato successivamente modificato, in sede di conversione in legge del Decreto, e fissato al 30 settembre 2012. - decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 recante “Disposizioni Analogo rilievo assume, inoltre, la disposizione di cui all’articolo 34 del D.L. n. 201/2011 che reca specifiche misure di liberalizzazione delle attività econo- Il settore del commercio è stato caratterizzato dall’introduzione di misure finalizzate all’eliminazione degli ostacoli alla libertà di stabilimento e prestazione. Ordine pubblico sicurezza pubblica incolumità pubblica stampa pubb l i c a sicurezza stradale tutela consumatori Legislazione 56 miche e di eliminazione di controlli ex ante, specificando che devono essere abrogate le seguenti restrizioni disposte dalle norme vigenti: e) la limitazione dell'esercizio di un’attività economica attraverso l'indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all'operatore; a) il divieto di esercizio di un’attività economica al di fuori di una certa area geografica e l'abilitazione a esercitarla solo all'interno di una determinata area; f) l'imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni o servizi; b) l'imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all'esercizio di un’attività economica; c) il divieto di esercizio di un’attività economica in più sedi oppure in una o più aree geografiche; d) la limitazione dell'esercizio di un’attività economica ad alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti; g) l'obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all'attività svolta. Ciò premesso, in considerazione della prossima scadenza del termine massimo di adeguamento, la Regione Veneto ha ritenuto di dover procedere ad una ricognizione delle vigenti disposizioni regionali in materia di commercio, al fine di individuare le norme che non possono più trovare applicazione. Ciò in quanto tali disposizioni, prevedendo, ai fini dell’esercizio dell’attività commerciale, fattispecie di contingentamento, nonché vincoli relativi a distanze chilometriche, alla commercializzazione di taluni prodotti, all’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore, ovvero valutazioni di ordine economico in relazione alla rilevazione del fabbisogno o della domanda del mercato, contrastano con i principi di liberalizzazione introdotti dalla sopravvenuta normativa statale, nonché con i principi introdotti dall’attuazione della “Direttiva servizi”. Legislazione 57 SINTESI DELLE PRINCIPALI DISPOSIZIONI REGIONALI DISAPPLICATE Andrea Manganiello Si riassumono qui le principali disposizioni regionali che, a seguito della deliberazione della Giunta Regione Veneto n. 1010/2012, cessano di trovare applicazione: a) Commercio al dettaglio su area privata per medie strutture di vendita Superamento dell’attuale parametro numerico, costituito dal rapporto tra densità di esercizi di vicinato e mediegrandi strutture di vendita, al fine dell’elaborazione dei criteri di programmazione commerciale comunale relativa alle medie strutture di vendita (esercizi con superficie di vendita oltre 250 mq. e non superiore a 2.500 mq., nei Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, o con superficie oltre 150 mq. e non superiore a 1.500 mq. nei Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti), nonché al fine del rilascio dell’autorizzazione commerciale concernente le medie strutture. Si tratta di una fattispecie di contingentamento che contrasta con la disposizione di cui all’articolo 31, comma 2 del D.L. n. 201/2011. b) Esercizio congiunto dell’attività di commercio al minuto ed all’ingrosso nel medesimo locale di vendita Il divieto dell’esercizio congiunto di dette attività, fatta eccezione per alcune specifiche tipologie di prodotti elencati nella medesima disposizione (macchine, attrezzature, e articoli tecnici per l’agricoltura, l’industria, il commercio e l’artigianato; materiale elettrico; colori e vernici, carte da parati; ferramenta ed utensileria; articoli per impianti idraulici, a gas ed igienici; articoli per riscaldamento; strumenti scientifici e di misura; macchine per ufficio; auto-moto-cicli e relativi accessori e parti di ricambio; combustibili; materiali per edilizia; legnami; mobili, lampadari e complementi d’arredo; nautica) risulta contrastante con la disposizione di cui all’articolo 34, comma 3 del D.L. n. 201/2011 (limitazione dell'esercizio di una attività economica ad alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti). Occorre al riguardo evidenziare che già l’articolo 35 del citato D.Lgs. n. 59/2010 aveva sostanzialmente liberalizzato l’esercizio delle attività definite dalla norma come “multidisciplinari” nel cui ambito, secondo un consolidato orientamento interpretativo formulato anche da altre Regioni (in primis, l’Emilia Romagna), rientra l’esercizio congiunto ingrosso-dettaglio. c) Commercio al dettaglio su aree pubbliche La deliberazione della Giunta dispone la disapplicazione di diverse specifiche disposizioni. Si segnalano in particolare: 1) competenza al rilascio delle autorizzazioni per il commercio in forma itinerante del Comune di residenza del richiedente se persona fisica, o di ubicazione della sede legale in caso di società. Considerato che l’autorizzazione all’esercizio del commercio itinerante ha validità nell’intero territorio nazionale, la competenza amministrativa va ora riferita al primo Comune ove l’operatore intende esercitare l’attività. 2) forma giuridica per l’esercizio del commercio su aree pubbliche. Le disposizioni in vigore prevedevano il rilascio delle autorizzazioni esclusivamente a persone fisiche o società di persone, stabilendo quindi una limitazione all’esercizio dell’attività economica attraverso l’indicazione della forma giuridica richiesta all’operatore e contrastando in tal modo con l’articolo 34, comma 3, lettera e) del D.L. 201/2011. 3) modalità di istituzione di nuovi mercati, nonché di ampliamento dei mercati esistenti. Precedenti deliberazioni della Giunta regionale consentivano l’istituzione di un mercato nel caso in cui fosse rilevata una carenza della struttura commerciale e l’ampliamento del mercato esistente di regola in caso di accertato aumento di domanda. Si ravvisa una limitazione ingiustificata all’esercizio dell’attività commerciale, in quanto basata esclusivamente su valutazioni di carattere economico ovvero rapportate alla consistenza e all’entità della rete distributiva esistente. d) Vendita di quotidiani e periodici Si segnalano le seguenti fattispecie: 1) i punti vendita non esclusivi sono autorizzati a vendere soltanto quotidiani oppure soltanto periodici. La suddetta limitazione, traducendosi nell’imposizione di un divieto di vendita di taluni prodotti, si pone ad oggi in contrasto con la disposizione di cui al D.L. n. 201/2011. 2) i punti vendita non esclusivi possano essere autorizzati previa valutazione da parte del Comune, oltre che delle condizioni di accesso, della densità della popolazione, dell’entità delle vendite negli ultimi due anni, dell’esistenza di altri punti vendita; redazione del piano di localizzazione dei punti vendita esclusivi e relativi profili di valutazione; possibilità di stabilire una distanza minima fra punti vendita con la finalità di assicurare un’equilibrata diffusione dei prodotti editoriali. Tutte le predette disposizioni risultano superate dalla disposizione di cui all’articolo 31, comma 2, del D.L. 201/2011 nella parte in cui introducono contingenti o limitazioni all’esercizio dell’attività economica non giustificate da esigenze imperative di interesse generale costituzionalmente rilevanti e compatibili con l’ordinamento comunitario. e) Vendita di carburanti Le vigenti disposizioni regionali subordinano il rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione di nuovi impianti di distribuzione di carburanti al rispetto di un parametro numerico predefinito su base comunale e provinciale, nonché a distanze minime fra gli impianti e a requisiti di superficie minima delle aree di servizio. Tale disposizione configura da un lato una fattispecie di contingentamento ai fini del rilascio delle autorizzazioni commerciali relative agli impianti per la distribuzione stradale di carburanti, e dall’altro impone distanze minime fra impianti e requisiti minimi in termini di superficie di servizio, limitazioni che ad oggi si pongono in contrasto con le disposizioni del D.L. n. 201/2011. Anche le disposizioni concernenti i requisiti minimi riferiti COMMERCIO AL DETTAGLIO SU AREE PUBBLICHE La deliberazione della Giunta dispone la disapplicazione di diverse specifiche disposizioni. ai prodotti ed ai servizi commerciali integrativi obbligatoriamente presenti nelle aree di servizio introducono una restrizione ingiustificata all’accesso al mercato in relazione al rilascio delle autorizzazioni commerciali per la distribuzione di carburanti e vanno conseguentemente disapplicate. Con riferimento infine all’attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitata all’interno degli impianti di distribuzione di carburante, nelle more dell’approvazione del disegno di legge regionale recante “Norme in materia di distribuzione di carburante”, attualmente all’esame della competente Commissione consiliare, si evidenzia che il citato D.L. n. 1/2012 introduce una tipologia di esercizio di somministrazione di alimenti e bevande ubicata all’interno degli impianti di distribuzione di carburanti, con esclusione della cucina e somministrazione di pasti, nel rispetto dei criteri di sorvegliabilità dei locali, della normativa urbanistica ed edilizia, igienico-sanitaria e di sicurezza nei luoghi di lavoro e fatto salvo il possesso da parte dell’operatore dei requisiti di onorabilità e professionali (articolo 71), previsti per le attività di somministrazione di alimenti e bevande dal D.Lgs. n. 59/2010. Biblioteca 58 SELEZIONE ARTICOLI: RELAZIONI INDUSTRIALI Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale. Titolo Autore/i Periodico, fascicolo, pagg. Edizione Accordo di Pomigliano e criticità del sistema di relazioni industriali italiane De Luca Tamajo, Raffaele Rivista italiana di diritto del lavoro, 4/2010, 797-814 Milano: Giuffrè Dalla fabbrica al territorio. Vent'anni di studi sulle relazioni industriali nel Veneto Giaccone, Mario Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova serie, 2/2004, 5-36 Milano: F. Angeli Diritto del lavoro, relazioni industriali e flexsecurity dopo l'accordo separato di Pomigliano. Il dibattito Ichino-Leonardi Ichino, Pietro Economia & lavoro, 2/2011, 35-42 Roma: Carocci I fallimenti della politica economica e l'impossibilità delle relazioni industriali: una storia infinita? Zenezini, Maurizio Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova serie, 1/2012, 143-186 Milano: F. Angeli Il caso Fiat e il sistema di relazioni industriali italiano: trasformazioni socio-culturali e politica del diritto Zoppoli, Lorenzo Economia & lavoro, 2/2011, 23-34 Roma: Carocci Innovazione tecno-organizzativa e relazioni industriali in un contesto locale Antonioli, Davide Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova serie, 4/2007, 67-100 Milano: F. Angeli La cogestione: un tema di attualità nelle relazioni industriali Fornaciari, Maria Livia Il diritto dell'economia, 1/2001, 11-18 Modena: Mucchi La Fiat e la crisi delle relazioni industriali Berta, Giuseppe Economia & lavoro, 2/2011, 13-22 Roma: Carocci L'Accordo Quadro e l'Accordo Interconfederale del 2009: contenuti, criticità e modelli di relazioni industriali Ricci, Maurizio Rivista italiana di diritto del lavoro, 3/2009, 353-378 Milano: Giuffrè L'art. 8 della legge n. 148 del 2011: un nuovo assetto delle relazioni industriali? Vidiri, Guido Rivista italiana di diritto del lavoro, 1/2012, 109-128 Milano: Giuffrè Le nuove relazioni industriali, la partecipazione e la sicurezza del lavoro Dell'Aringa, Carlo Economia italiana, 1/2010, 121-142 Roma: Unicredit Le relazioni industriali in Veneto: tra federalismo accentratore e concertazione per lo sviluppo Giaccone, Mario Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova serie, 3/2001, 107-149 Milano: F. Angeli Le relazioni industriali nel quadro dello Statuto dei Lavoratori Giugni, Gino Economia & lavoro, 1/2011, 23-38 Roma: Carocci Le relazioni industriali: risorsa o vincolo per gestire la crisi? Alavevich, Franca; Tonarelli, Annalisa Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova serie, 2/2011, 41-48 Milano: F. Angeli Occupazione, consumi, debito e sistemi di relazioni industriali in Europa. Un percorso di ricerca Crouch, Colin La rivista delle politiche sociali, 4/2010, 75-104 Roma: Ediesse Odissea nelle relazioni industriali Brollo, Marina Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova serie, 2/2011, 14-21 Milano: F. Angeli Osservazioni sulle relazioni industriali nei casi di contrattazione separata Regalia, Ida; Galetto, Manuela; Tajani, Cristina Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, 1/2010, 19-44 Roma: Ediesse Relazioni industriali e contrattazione in Veneto Viafora, Emilio Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova serie, 2/2011, 56-60 Milano: F. Angeli Relazioni industriali in Germania e alla Volkswagen Garippo, Francesco Economia & lavoro, 2/2011, 115-130 Roma: Carocci Relazioni industriali, contrattazione e delocalizzazione. I casi Irca e De' Longhi Occari, Fabio Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova serie, 3/2007, 54-70 Milano: F. Angeli Sviluppo organizzativo, partecipazione dei dipendenti e relazioni industriali in Barilla e Parmalat Delsoldato, Luca; Pini, Paolo Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova Milano: F. Angeli serie, 3/2005, 77-109 Anna Morandin Biblioteca 59 SELEZIONE ARTICOLI: SOCIETà DI PERSONE Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale. Titolo Autore/i Periodico, fascicolo, pagg. Edizione Arbitrato societario e arbitraggio gestionale nelle società di persone Cerrato, Stefano A. Giurisprudenza italiana, 2/2010, 487-495 Torino: Utet Dai progetti delle Commissioni Di Sabato e Rovelli alla mancata riforma delle società di persone Cagnasso, Oreste Giurisprudenza italiana, 2/2010, 469-471 Torino: Utet Fusione, scissione e società di persone Maltoni, Marco Studi e materiali, 2/2005, 1238-1259 Milano: Giuffrè Il principio di maggioranza nella nuova disciplina della trasformazione di società di persone Pisani, Luca Rivista del diritto commerciale e del diritto generale delle obbligazioni, 4-5-6/2005, 371-398 Padova: Piccin La difficile prelazione delle società (cooperative e di persone) Casarotto, Giangiorgio Rivista di diritto agrario, 2/2009, 201-245 Milano: Giuffrè La disciplina legale della morte del socio nelle società di persone: riflessioni sulla fattispecie delineata dall'art. 2284 c.c. Pennacchio, Vittorio Studi e materiali, 2/2011, 487-526 Milano: Ipsoa La nuova disciplina della trasformazione omogenea e le società di persone: un primo confronto Ferri, Giuseppe, jr. Studi e materiali, 2/2005, 1219-1237 Milano: Giuffrè La nuova disciplina della trasformazione omogenea e le società di persone: un primo confronto Ferri, Giuseppe, jr. Rivista del diritto commerciale e del diritto generale delle obbligazioni, 7-8-9/2005, 715-738 Padova: Piccin La partecipazione di società di capitali in società di persone come nuovo "modello di organizzazione dell'attività di impresa" Tombari, Umberto Studi e materiali, 1/2006, 426-442 Milano: Giuffrè La partecipazione di società di persone in società personali Guglielmo, Rocco Studi e materiali, 2/2005, 1287-1295 Milano: Giuffrè La ricostituzione della pluralità dei soci nelle società di persone decorsi sei mesi ex art. 2272 n. 4 c.c. De Martino, Alfredo Studi e materiali, 3/2010, 721-732 Milano: Giuffrè La società di persone: quale futuro? Cottino, Gastone Giurisprudenza italiana, 2/2010, 495-496 Torino: Utet La solvibilità nelle società di persone: una ricerca empirica Miraglia, Rosa Alba; Rizzotti, Davide; Rizza, Carmela Rivista italiana di ragioneria e di economia aziendale, 7-8/2008, 449-464 Roma: Rirea La trasformazione delle società di persone in società di capitali: qualche spunto di riflessione Tedeschi, Claudia Rivista del diritto commerciale e del diritto generale delle obbligazioni, 7-8-9/2009, 669-720 Padova: Piccin Le modalità delle decisioni dei soci e degli amministratori di società di persone: una rivisitazione alla luce della disciplina delle s.r.l. Cagnasso, Oreste Giurisprudenza italiana, 2/2010, 475-477 Torino: Utet L'estinzione delle società di persone Perrino, Michele Rivista del diritto commerciale e del diritto generale delle obbligazioni, 4/2011, 699-742 Padova: Piccin Osservatorio in tema di partecipazioni in società di persone e di capitali e regime patrimoniale della famiglia Luoni, Sergio Giurisprudenza italiana, 6/2008, 1576-1577 Torino: Utet Pegno su quota di società di persone Boggiali, Daniela; Ruotolo, Studi e materiali, 2/2009, 622-629 Antonio Milano: Ipsoa Problemi topici in materia di pubblicità degli atti societari "al confine" tra s.r.l. e società di persone Guerrera, Fabrizio Giurisprudenza commerciale, 5/2010, 706-719 Milano: Giuffrè Riflessi della riforma sull'amministrazione delle società di persone Guglielmo, Rocco Studi e materiali, 2/2005, 1205-1218 Milano: Giuffrè Società di persone e società di capitali Sciuto, Maurizio Rivista delle società, 6/2009, 1352-1389 Milano: Giuffrè Sulla forma delle decisioni dei soci di società di persone aventi ad oggetto la fusione/scissione tra società di persone e società di capitali Zampaglione, Luigi Studi e materiali, 1/2007, 156-179 Milano: Giuffrè Una nuova governance anche per le società di persone? Monteverde, Alessandro Giurisprudenza italiana, 2/2010, 484-487 Torino: Utet Unanimità e maggioranza nelle società di persone: una nuova prospettiva? Di Sarli, Maria Giurisprudenza italiana, 2/2010, 477-484 Torino: Utet Anna Morandin Brevetti BREVETTI PER INVENZIONI INDUSTRIALI DEPOSITATI NEL MESE DI APRILE 2012 G & G AEQUAM SRL – Montebelluna (TV) – Calzatura provvista di una scarpetta interna estraibile. TONCELLI DARIO – Bassano del Grappa (VI) – Macchina per la calibratura di lastre di materiale lapideo naturale o agglomerato. CALZATURIFICIO S.C.A.R.P.A. SPA – Asolo (TV) – Scarpone da sci. BIESSE TECNOSYSTEM SRL – Pesaro (PS) – Impianto semiautomatico di stacco film carrier e applicazione di strato pelabile per bobina finale continua o composita. BIANCO MICHELE – S. Donà di Piave (VE) – Pulisci lingua. COLOMBAROLLI STEFANO – S. Donà di Piave (VE) – Altoparlante magneto-dinamico multi-motore a leva. MANARIN SRL – Mogliano Veneto (TV) – Cornetta interfono per telefoni cellulari e smartphone con schermatura E.M.F. FISICHELLA VINCENZO – Sant’Elena (PD) – Metodo di costruzione edile e costruzione relativa. PERFIM SRL – Brugnera (PN) – Cappa. WALMEC SPA – Milano – Dispositivo di supporto universale a fascia elastica, registrabile e rimovibile, per il fissaggio d’apparecchiature elettroniche portatili ad un veicolo. GIACOMINI & GAMBAROVA SRL – Vazzola (TV) – Macchina per la sbucciatura di drupe con mesocarpo di natura fibrosa. GIACOMINI & GAMBAROVA SRL – Vazzola (TV) – Impianto per la produzione di fibre grezze di cocco. FCS SYSTEM SRL – Casale sul Sile (TV) – Elettromandrino per macchine a controllo numerico. R.I. GROUP SRL – Montebelluna (TV) – VITALE GIUSEPPE – Padova – Estratto per trattamento delle cefalee primitive. EVCO SPA – Sedico (BL) – Sistema elettronico di controllo di un motore elettrico di un compressore di una macchina frigorifera e relativo metodo di funzionamento. AM TEKNOSTAMPI SPA – Crocetta del Montello (TV) – Dispositivo di chiusura a leva con linguetta metallica regolabile, per calzature sportive. AM TEKNOSTAMPI SPA – Crocetta del Montello (TV) – Ponte di chiusura a linguetta metallica regolabile, per dispositivo di chiusura a leva di calzatura sportiva. PESSOTTORETI SAS – Gaiarine (TV) – Dispositivo per sollevare una rete letto. CORVAGLIA ROBERTO – Ceggia (VE) – Sistema monoporzione per raffreddamento di bevande e liquidi. 60 BREVETTI PER MODELLI DI UTILITÀ DEPOSITATI NEL MESE DI APRILE 2012 GIORIO ADRIANO – Cavarzere (VE) – Impianto di produzione energia elettrica su corsi fluviali. FAVARO 1 SPA – Zero Branco (TV) – Struttura di lastra per pavimentazioni. BORTOLUZZI LAB SRL – Belluno – Struttura di pensile. PEROTTO INNOVAZIONI SAS – Volpago del Montello (TV) – Un dispositivo di chiusura ed un articolo comprendente detto dispositivo di chiusura. PANTO SPA – S. Biagio di Callalta (TV) – Struttura di dispositivo ferma vetro. BORTOLOMIOL SPA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura “BORTOLOMIOL”, in caratteri di fantasia, posta centralmente sulla parte superiore di una fascia rettangolare suddivisa in tre parti, che si sovrappone parzialmente a un’impronta evocante il numero romano IV in caratteri di fantasia. GROTTO MARILENA – Salgareda (TV) – Il marchio è composto da due lettere in stampatello minuscolo scritte in grassetto (mv) accompagnate nella sinistra dall’immagine del dolfin (parte della gondola veneziana). Carattere di scrittura stile magneto. GROTTO MARILENA – Salgareda (TV) – Il marchio è composto dal testo “CALIMAN VENEZIA” in corsivo. Formato stile di scrittura edwardian script. COLORIFICIO SAN MARCO SPA – Marcon (VE) – Dicitura “ANTARTICA” comunque scritta. JACUZZI EUROPE SPA – Valvasone (PN) – CITY. AM TEKNOSTAMPI SPA – Crocetta del Montello (TV) – Ponte di chiusura a linguetta metallica regolabile, per dispositivo di chiu- ISOSYSTEM SRL – Ponte di Piave (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura ISOLONDA di fantasia scritta in qualunque grafia. sura a leva di calzatura sportiva. ISOSYSTEM SRL – Ponte di Piave (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura TERMOSYSTEM di fantasia scritta in qualunque grafia. DISEGNI E MODELLI DEPOSITATI NEL MESE DI APRILE 2012 NARDI STEFANO – Pieve di Soligo (TV) – Cartelli segnaletici bifacciali integrabili con pannelli pubblicitari e pannelli porta depliant. NARDI STEFANO – Pieve di Soligo (TV) – Gruppo di 4 pannelli incastrabili tra loro per la costruzione di lampadari e piantane. NARDI STEFANO – Pieve di Soligo (TV) – Gruppo di 68 pannelli incastrabili tra loro per la costruzione di sedie, panche, poltrone, librerie, mobili, scrivanie e sdrai. DOMUS ARTIS SNC – Riese Pio X (TV) – Serie di modelli di mobili. FAVARO1 SPA – Zero Branco (TV) – Lastre con inserti presentanti elementi e motivi aventi carattere individuale. DESIREE SPA – Vazzola (TV) – Elementi di arredamento presentanti elementi e motivi aventi carattere individuale. ISOSYSTEM SRL – Ponte di Piave (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura ACUSTIC SYSTEM di fantasia scritta in qualunque grafia (trad. sistema acustico). SOCIETÀ AGRICOLA VILLANOVA S.S. – S. Biagio di Callalta (TV) – Tralcio di vite di colore rosso bordeaux, stilizzato, con numero 13 grappoli d’uva; dicitura: “SOC. AGR. VILLANOVA BIO S.S.” di colore bordeaux, alla destra posizionata su tre righe. Lo sfondo presenta sfumature di colore bianco e grigio. COLORIFICIO SAN MARCO SPA – Marcon (VE) – Dicitura “EUROBETON TECNOLOGIE DI RIPRISTINO” comunque scritta. CIULLO EVELINA – Treviso – Il marchio consiste nel profilo sinistro stilizzato del mio volto con apposte sotto due sciabole che si incrociano e la scritta “NENI’S”. MISO DI MISASI ALBERTO – Refrontolo (TV) – Il marchio consiste nella denominazione “LIMEBAR” in caratteri speciali seguita da una fetta di limone stilizzata. NEW SYFORM SRL – Oderzo (TV) – Dicitura DIAMOND WHEY di fantasia. NEW SYFORM SRL – Oderzo (TV) – Dicitura COMPETITION. PANTO SPA – S. Biagio di Callalta (TV) – Elemento di arredamento presentante elementi e motivi aventi carattere individuale. NEW SYFORM SRL – Oderzo (TV) – Dicitura DIET ZONE (dieta a zona). MARCHI DI IMPRESA DEPOSITATI NEL MESE DI APRILE 2012 AZIENDA AGRICOLA COL LONGONE DI FEDERICO CAMAROTTO – Caneva (PN) – Il marchio è composto dalla scritta “CAVALIERE DI SFELZ” posta in basso ad una figura di cavaliere medioevale in sella ad un cavallo, con elmo e lancia in resta, a destra in verticale la denominazione dell’azienda, in basso il logotipo. BORTOLOMIOL SPA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura “BORTOLOMIOL”, in caratteri di fantasia, posta centralmente sulla parte superiore di una fascia rettangolare suddivisa in tre parti, che si sovrappone parzialmente a un’impronta evocante il numero romano II in caratteri di fantasia. AZIENDA AGRICOLA COL LONGONE DI FEDERICO CAMAROTTO – Caneva (PN) – Il marchio è composto dalla scritta “DAMA DI SFELZ” posta in basso ad una silhouette di donna, a destra in verticale è posta la denominazione aziendale (col longone) e a destra in basso il logotipo aziendale. BORTOLOMIOL SPA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura “BORTOLOMIOL”, in caratteri di fantasia, posta centralmente sulla parte superiore di una fascia rettangolare suddivisa in tre parti, che si sovrappone parzialmente a un’impronta evocante il numero romano III in caratteri di fantasia. AZIENDA AGRICOLA COL LONGONE DI FEDERICO CAMAROTTO – Caneva (PN) – Il marchio è composto dalla scritta “COL LONGONE” posta in basso al logotipo dell’azienda, che è rappresentato da due fagiani disposti uno a destra e l’altro a sinistra all’interno di un cerchio, che beccano un grappolo d’uva posto al centro. Brevetti 61 AGENZIA ITALIA SPA UNIPERSONALE – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione “MANAGEMENT DESK”. COLOMBO VIA DELLA SPIGA SRL – Milano – Il marchio è costituito dalla sagoma di due ovali concentrici al cui interno figura la denominazione sociale “COLOMBO VIA DELLA SPIGA”; l’ovale interno presenta una griglia di segmenti verticali graduati in senso crescente da sinistra al centro e decrescente dal centro a destra ed attraversati da una spiga centrale orizzontale, orientata verso sinistra, al di sotto della quale compare il numero “1955”; nella parte sottostante della sagoma compare parte della denominazione sociale “colombo” in caratteri di fantasia. ASSOCIAZIONE CULTURALE CANTIERE CORPO LUOGO – Mestre/Venezia – Il marchio consiste nella dicitura PARCO DEL CONTEMPORANEO. ELISABETTA MOTTA – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura GREEN LIFE HOTEL che tradotto significa albergo sostenibile. R.E.S. SPA – Preganziol (TV) – Il marchio consiste in un’impronta rettangolare con sfondo e elementi puntiformi su cui è sovrascritta la dicitura NEOPLUS in caratteri di fantasia con la lettera P soprastante le lettere EO. FASSA SPA – Spresiano (TV) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura LINEA BIO-ARCHITETTURA FASSA BORTOLO PURACALCE, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura puracalce di maggiori dimensioni e posta al di sotto della dicitura linea bio-architettura fassa bortolo ed essendo posta sopra la lettera P l’impronta di una farfalla stilizzata. DE NARDO CLAUDIO – Treviso – Il marchio consiste in una rappresentazione stilizzata di un organo e nella denominazione “AMICI DELL’ORGANO TREVISO”. DE NARDO CLAUDIO – TREVISO – Il marchio consiste nella denominazione PAGINE D’ORGANO. NETTO DINO – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste in una forma ovale contenente nel suo interno, vicino al bordo, n. 12 stelle e al centro n. 2 lettere G stilizzate in stampatello maiuscolo parzialmente sovrapposte. All’esterno della forma ovale, a circolo, vicino al bordo, si trova la seguente scritta in stampatello minuscolo: GRAN GALA CICLISTICO INTERNAZIONALE, e nella parte sottostante la scritta “dal 1985”. MARIA CRISTINA MINASOLA – Treviso – Marchio di fantasia costituito da un simbolo formato da due numeri “1” speculari, tra i quali compare la lettera “o”. Sotto il simbolo appare la scritta per esteso “MAISON ONZE” ove l’iniziale “M” corrisponde a due numeri “1” speculari. Trad.: casa undici. DARTEDA SRL UNIPERSONALE – San Fior (TV) – Il marchio è composto dalla parola “ALL CODE” racchiusa all’interno di un cerchio. La seconda lettera “L” della parola “all” ha la caratteristica di essere ruotata verso destra e posizionata sopra al cerchio. La parola “code” è posizionata sotto la parola “all”. ALPINESTARS RESEARCH SRL – Maser (TV) – ONE GOAL. ONE VISION. CARTAI BASSANESI SPA – Asolo (TV) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante una ghirlanda floreale con iscritta la dicitura TONOSUTONO in cui le lettere S e U presentano dimensioni maggiori delle restanti. VAL D’OCA SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella dicitura VAL D’OCA di fantasia, in qualunque carattere e dimensione. DESIREE SPA – Vazzola (TV) – Il marchio consiste nella dicitura YO-YO di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. LUFE DI LUIGI FERRAIUOLO – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura MANULEI in qualsiasi carattere di stampa, dimensione e colori. GHEA MARCO – Mirano (VE) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura MHUSKERS di fantasia, in caratteri di fantasia. SILEAGRAFICHE SRL – Silea (TV) – Il marchio consiste nell’immagine stilizzata di un uomo che cammina con in mano un portatile, sul coperchio del portatile e sotto all’immagine c’è la scritta “TECHNO GRAPHIC”. SPAGNOL DENIS – Valdobbiadene (TV) – Scritta NANI DEI RIZZI. SO.PAS DI PASSARINI ERMANO & F.LLI SNC – Loria (TV) – Il marchio consiste nella scritta AVICOLI VEGETARIANI disposta su un cartiglio ad andamento semicircolare nella cui cavità è disposta la raffigurazione stilizzata di un avicolo il cui corpo è formato da una pannocchia, mentre la coda è raffigurata dall’estremità di una spiga. Dal corpo della pannocchia si innalzano due ali stilizzate e l’estremità superiore della pannocchia reca la raffigurazione del becco e della cresta. SO.PAS DI PASSARINI ERMANO & F.LLI SNC – Loria (TV) – AVICOLI VEGETARIANI. PUNTO SRL – Montebelluna (TV) – Dicitura “NYSTAR”. PUNTO SRL – Montebelluna (TV) – Dicitura “NYFLEX”. PUNTO SRL – Montebelluna (TV) – Dicitura “SALCOR”. FAVERO HEALTH PROJECTS SPA – Montebelluna (TV) – Dicitura “FAVERO ARREDAMENTI METALLICI” comunque scritta. PASQUARIELLO GIULIA – Villorba (TV) – Il marchio consiste nella dicitura “MA.GI.CA CREATION” posta su due livelli dove la parola creation è di minori dimensioni, con font helvetica 33 thin extended, 66 medium extended. Sopra si trova una linea verticale con tre punti in linea verticale sul lato destro della medesima. WARM SRL – Castelcucco (TV) – Il marchio consiste nella dicitura WAPOR associata ad un disegno comprendente una W stilizzata sovrapposta ad una circonferenza ottenuta da una pluralità di fasce trasversali. IPSA SE.CO. GROUP SRL – Bassano del Grappa (VI) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura CATTANEO PRESSE, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura cattaneo di minori dimensioni e parzialmente sovrapposta alla dicitura presse in caratteri profilati, ed essendo posta alla loro sinistra un’impronta romboidale al cui interno è presente un’impronta costituita da due elementi a C contrapposti con un elemento intermedio lineare con cerchio centrale. LORENZETTO SRL – San Vendemiano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione DOT’S. GU&GI EQUIPE SAS DI LIVIERI GIOVANNA & C. – Fonte (TV) – Logo composto da una macchia raffigurante mezzo cuore con sovrapposizione della parte iniziale della scritta SPOSINLOVE e sotto la scritta WEDDING FAIR il tutto con caratteri personalizzati di fantasia. PODARTE SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella denominazione CUTIVEL. PODARTIS SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella denominazione PODOACTIVE. PODARTIS SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella denominazione PODOARTRIX. PODARTIS SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella denominazione PODOVENUS. PODARTIS SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella denominazione PODOPLUS. NARDO MARCO – Spinea (VE) – TURRI FULVIO – Verona – BORTOLIN MAVIO – Valdobbiadene (TV) – Scritta “FOPE REVARAL” in caratteri di fantasia, dove la scritta FOPE è al di sopra della scritta revaral e in posizione obliqua, questa ultima presenta un accento sulla seconda “a”. RODRIGUEZ CARMEN GABRIELA – Treviso – Scritta BUILDINGIDEAS in caratteri stilizzati dove la scritta building è di colore grigio e la scritta ideas è di colore verde con il puntino della lettera i di colore grigio. Sotto la scritta building compare la scritta “your environment” di colore verde e sotto la scritta ideas compare la scritta “made in italy” di colore grigio. A sinistra della scritta buildingideas c’è una lettera B stilizzata di colore verde con un punto sopra di colore grigio. Trad. del marchio: “costruendo idee. Il tuo ambiente fatto in Italia”. MEDIO PIAVE SRL – Crocetta del Montello (TV) – Al centro del marchio vi è la scritta MR. GREEN in verde chiaro e ogni lettera è contornata da un verde erba, un verde scuro e un grigio. A fianco ad ogni lettera R vi sono due gocce d’acqua nelle tonalità del verde, del bianco e del nero. Sullo sfondo della scritta vi sono più ellissi uno dentro l’altro di colore grigio scuro, bianco, grigio chiaro, verde scuro e verde. A fianco della lettera M e sopra la lettera G vi è la faccia di un grillo di colore verde chiaro, verde e verde scuro con un paio di occhiali con montatura nera e due occhi grandi neri su sfondo bianco e azzurro. Il grillo ha due antenne grandi fatte ad L rovesciata. Anche il grillo ha un contorno grigio. Nell’immagine si evidenziano anche due stelle bianche. ENEX SRL – Paese (TV) – Il marchio consiste nella parola di fantasia “ENJECTOR” in caratteri speciali con 2 linee stilizzate di cui una posta al di sopra delle lettere “jector” e una che interseca la lettera “n”. SOCIETÀ AGRICOLA MARCON ANTONIO & FIGLI SS. – Salgareda (TV) – Il marchio consiste in un quadrato con i quattro lati concavi, composto da una cornice spessa ed uniforme, nel cui interno vi sono otto spicchi a coppie uguali tra loro. Al di sotto la scritta “TORRE MASCHIA” in papyrus regular e la scritta “azienda agricola Marcon dal 1903” in weiss bold. DANIELE MARCON – Maser (TV) – “SKILLZ”. Il marchio consiste nella suddetta parola riproducibile in qualsiasi forma, carattere e colore. CASTELFARMA SNC DI TONIN EMANUELA E PICCININI ALBANO – Castelfranco Veneto (TV) – Il marchio è costituito da una torre stilizzata sotto la cui base viene riportata la dicitura “PARAFARMACIA SAN GIACOMO”. Il lato della torre a destra è delimitato da una croce stilizzata mancante del braccio a sinistra e nel cui centro è raffigurato il caduceo farmaceutico. C.B.C. ROYAL FIRST SRL – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione “ESPRESSO BY ROYAL” in caratteri speciali con immagine stilizzata di una corona. OMBRE BLU – Verona – Il marchio consiste in una rappresentazione di una barca a vela stilizzata, la cui vela stilizzata corrisponde alla lettera “b” di “OMBRE” scritta in carattere stilizzato. Sotto la barca a vela c’è la scritta “blu”. Il tutto all’interno di un riquadro suddiviso a metà dalla barca. Lo sfondo della parte superiore è di colore azzurro, lo sfondo della parte inferiore è di colore blu. La scritta “blu” è di colore bianco. La scritta “ombre” è di colore nero ma le lettere O-B-R hanno solo il profilo nero e la parte interna bianca. Brevetti FRONZONI FULVIO - Treviso - Il marchio consiste nella dicitura “RE PROFUMO” con lettera “R” in caratteri speciali. E-CLIPSY DI VENDRAMELLI ALESSIA & C. SAS – Mareno di Piave (TV) – E-CLIPSY. GREGOLETTO GIOVANNI - Miane (TV) - Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura “ombra”, in caratteri di fantasia, sopra la quale è posta un’impronta di un campanile stilizzato, la cui ombra stilizzata si estende verso sinistra e sotto il quale sono presenti delle figure di persone stilizzate. CANDEL DI AGOSTINI GIOVANNI & C. SNC – Maserada sul Piave (TV) – Dicitura “MARISA MONTI” comunque scritta. SECUR CONTROL SRL - S. Donà di Piave (Ve) - Il marchio consiste in un’impronta rettangolare di colore grigio con angoli arrotondati. Sovrapposta all’impronta e lungo il bordo perimetrale vi è una cornice di colore blu. All’interno dell’impronta al centro si trova il simbolo di fantasia di uno dei quattro elementi (acqua) e sottostante lo stesso si trova la scritta “acqua” in carattere di fantasia e sottolineata, il tutto di colore blu. L’impronta riporta inoltre in colore grigio scuro una parte stilizzata del simbolo di fantasia dell’elemento acqua. Nell’angolo in basso a destra è rappresentato un sigillo con la scritta “go” di colore pantone process blue C ed il sigillo è di colore argento. SECUR CONTROL SRL - S. Donà di Piave (VE) - Il marchio consiste in un’impronta rettangolare di colore grigio con angoli arrotondati. Sovrapposta all’impronta e lungo il bordo perimetrale vi è una cornice di colore giallo. All’interno dell’impronta al centro si trova il simbolo di fantasia di uno dei quattro elementi (terra) e 62 sottostante lo stesso si trova la scritta “terra” in carattere di fantasia e sottolineata, il tutto di colore giallo. L’impronta riporta inoltre in colore grigio scuro una parte stilizzata del simbolo di fantasia dell’elemento terra. Nell’angolo in basso a destra è rappresentato un sigillo con la scritta “go” di colore pantone 116c ed il sigillo è di colore argento. SECUR CONTROL SRL - S. Donà di Piave (VE) - Il marchio consiste in un’impronta rettangolare di colore grigio con angoli arrotondati. Sovrapposta all’impronta e lungo il bordo perimetrale vi è una cornice di colore viola chiaro. All’interno dell’impronta al centro si trova il simbolo di fantasia di uno dei quattro elementi (fuoco) e sottostante lo stesso si trova la scritta “fuoco” in carattere di fantasia e sottolineata, il tutto di colore viola chiaro. L’impronta riporta inoltre in colore grigio scuro una parte stilizzata del simbolo di fantasia dell’elemento fuoco. Nell’angolo in basso a destra è rappresentato un sigillo con la scritta “go” di colore pantone 232c ed il sigillo è di colore argento. SECUR CONTROL SRL - S. Donà di Piave (VE) - Il marchio consiste in un’impronta rettangolare di colore grigio con angoli arrotondati. Sovrapposta all’impronta e lungo il bordo perimetrale vi è una cornice di colore grigio chiaro. All’interno dell’impronta al centro si trova il simbolo di fantasia di uno dei quattro elementi (aria) e sottostante lo stesso si trova la scritta “aria” in carattere di fantasia e sottolineata, il tutto di colore grigio chiaro. L’impronta riporta inoltre in colore grigio scuro una parte stilizzata del simbolo di fantasia dell’elemento aria. Nell’angolo in basso a destra è rappresentato un sigillo con la scritta “go” di colore grigio chiaro ed il sigillo è di colore argento. ECO SRL - Conegliano (TV) - Il marchio consiste in un serbatoio di cottura per birra contornato nella parte inferiore da due spighe di orzo che si intrecciano con foglie e fiori di luppolo. Sotto è posta la scritta in inglese BREW TECH (tecnologia della birra). FAVALESSA FRANCESCO - Conegliano (TV) - Il marchio consiste in: scudo con la parte superiore disegnata a tre merli (rialzi) e parte inferiore a forma arrotondata. Nella parte superiore ci sono sei stelle (tre all’interno e tre all’esterno verso l’alto). All’interno c’è la scritta MFS con una linea sottostante leggermente incurvata, al centro ci sono cinque stelle disposte a semicerchio e le lettere YD, la lettera Y è stilizzata e rappresenta una figura che sta eseguendo un calcio, in basso al centro c’è la scritta FDC. L’intero scudo ha il perimetro con doppio filetto. FAVALESSA FRANCESCO - Conegliano (TV) - Il marchio consiste in: scudo composto da due parti. La parte superiore è disegnata con tre merli (rialzi), ci sono sei stelle (tre all’interno e tre all’esterno verso l’alto), all’interno c’è la scritta MFS. La parte inferiore dello scudo è a forma arrotondata verso il basso, all’interno ci sono cinque stelle disposte a semicerchio e le lettere YD, la lettera Y è stilizzata e rappresenta una figura che sta eseguendo un calcio, a contorno della lettera D c’è la scritta Y.D. MASTER FRANCIS SCHOOL, in basso al centro c’è la scritta FDC. L’intero scudo ha il perimetro con doppio filetto. FREZZA FABRIZIO - Follina (TV)- DALTO DENIS - Moriago della Battaglia (TV) - Il marchio consiste in una scritta formata dalla parola “JOIEL”. LE STRATEGIE PER TUTELARE MARCHI BREVETTI E MODELLI Giovedì 14 giugno a Treviso si è svolto un seminario dedicato alla ricerca documentale e agli altri strumenti al servizio delle aziende per la protezione dei propri brevetti. Treviso Tecnologia, Azienda Speciale per l’Innovazione della Camera di Commercio di Treviso, ha organizzato, presso l’Auditorium della Provincia di Treviso, Il seminario gratuito “LE STRATEGIE PER TUTELARE MARCHI BREVETTI E MODELLI” che ha illustrato ed analizzato i diversi strumenti disponibili per la redazione di un piano strategico di difesa e di controllo degli asset intangibili delle aziende: il loro capitale intellettuale. Particolare spazio è stato dato alla ricerca documentale, una delle azioni da utilizzare all’interno del piano di protezione messo in piedi dall’azienda. Strumento di fondamentale importanza sia nella fase che precede la registrazione - per assicurarsi che il proprio titolo sia inedito, per analizzare le probabilità di successo e per ridurre il rischio di ledere i diritti di terzi - che nella fase successiva all’ottenimento del titolo per monitorare il mercato di riferimento, le attività dei competitor e per verificare che terzi non ledano i diritti acquisiti. I relatori esperti del settore hanno illustrato le diverse azioni che le aziende possono attuare per la difesa dei titoli. È stata presentata la nuova procedura per l’opposizione alla registrazione di marchi nazionali. La dott.ssa Elisa Toniolo, responsabile dell’Ufficio Infotech di Treviso Tecnologia ha illustrato i servizi a disposizione delle aziende. Hanno aperto i lavori il Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro e il Direttore di Treviso Tecnologia Roberto Santolamazza.