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limitata, che ha nella Camera di Commercio il
socio di maggioranza, è la società di promozione
dell’internazionalizzazione di Treviso.
è stata fondata nel 2001 con la
è una società consortile partecipata
missione di presidiare i mercati favorevoli al made in
dalla Camera di Commercio di Treviso I.A.A., Unicredito
Treviso e di portarvi tutti i prodotti e tutte le imprese che
Italiano, Veneto Banca, Confartigianato della Marca
possono trarne vantaggi, comprese le pmi che da sole
Trevigiana, U.n.a.s.c.o.m., C.n.a. Treviso, Coldiretti Treviso.
non reggono un sistema continuo di relazioni su estero.
è oggi supporto professionale per le
realizza economie di scala: sul piano
aziende che sono in uscita verso il mercato, ma anche
professionale ha assemblato le migliori competenze prima
l'antenna capace di intercettare i segnali di sistema o di
disperse e ha aggiunto la forza di un obiettivo comune a
singoli operatori che provengono dall'estero.
tutti i settori merceologici e a tutti i tipi di aziende, grandi,
piccole, medie, artigiane, del turismo o del commercio,
della produzione agricola o della trasformazione
area
consulenza
gratuita
area
promozione

contrattualistica internazionale

note generali e settoriali sui mercati
internazionali

informazioni su appuntamenti
fieristici e promozionali
agroindustriale.
area
prima
informazione

informazioni sulla situazione e il
quadro congiunturale di un
Paese estero

informazioni circa le strutture di
assistenza presenti sul
territorio estero

pagamenti internazionali

trasporti internazionali

marketing internazionale

opportunità e rischio Paese

leggi di finanziamento per azioni
commerciali

agevolazioni internazionali

progetti di sviluppo consorzi e
raggruppamenti

ricerche fornitori o partners esteri

supporto commerciale per ricerca

informazioni su normativa doganale

traduzioni professionali e interpretariato

partecipazioni espositive

visite a fiere internazionali

missioni economiche e incontri B2B

workshop con operatori esteri
area
consulenza
a
pagamento
Mercati Esteri
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IL QATAR: OCCASIONI DI BUSINESS
Rossella Bianchi
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Altra foto del Cent
Il Qatar, paese desertico e, fino a tempi recenti, scarsamente popolato era, in origine, un luogo abitato
unicamente da popolazioni nomadi beduine, dedite
prevalentemente alla pesca e al commercio delle perle.
A partire dal 1872 il territorio corrispondente all’attuale
Qatar conobbe l’occupazione e dominazione da parte
dell’Impero Ottomano che durò fino alla sua caduta avvenuta all’inizio della Prima Guerra Mondiale.
Divenne poi un protettorato della Corona Inglese governato
a livello locale (almeno formalmente, dato che il potere
effettivo era nelle mani del governatore inglese) dalla dinastia Al Thani, gli attuali reggenti del Qatar.
L’interesse per il paese aumentò negli anni trenta ed in
particolare prima della Seconda Guerra Mondiale a seguito
delle esplorazioni per la ricerca del petrolio e del gas naturale. Solo il 3 settembre 1971 è diventato uno stato indipendente.
L'ente principale responsabile
per il settore industriale è IQ, una holding statale che è stata
costituita nel 2003. IQ è costituita da quattro società principali: Qatar Fertilizer (Qafco), Qatar Steel, Qatar Petroleum
Company (QAPCO) e Fuel Qatar Additivi Company (QAFAC).
L'acciaio è uno dei principali sotto-settori della produzione
manifatturiera locale. Un altro soggetto importante è poi
la società Primary Material Qatar (QPMC), costituita dal
Governo nel 2006 per garantire l'approvvigionamento di
materiali da costruzione per i consumatori locali.
Le top five tra le società di sviluppo in Qatar sono la società
di investimento immobiliare Qatari Diar, Autorità per i lavori
pubblici (Ashghal), Estate Company Barwa Real, Energy
City e United Development Company.
Lo Stato del Qatar risulta oggi uno dei paesi più piccoli della
penisola arabica in termini di popolazione (1,8 milioni)
occupa un’area di 11.437 chilometri quadrati, ha una ricca
offerta di risorse naturali ed è il più grande esportatore al
mondo di gas naturale liquefatto (GNL). Il settore petrolifero e del gas hanno rappresentato nel 2010 il 72,8% del
PIL globale.
Allo scopo di diversificare le proprie attività e rendersi economicamente indipendente dalla produzione di petrolio
e gas naturale, il governo qatarino infatti sta cercando di
trasformare la sua economia attraendo consistenti investimenti esteri, in particolar modo nel settore delle costruzioni
e delle infrastrutture ma anche, di recente, per progetti industriali. Alla pari di Dubai, Doha, grazie alla sua strategica
posizione geografica, si pone come un centro nevralgico
di collegamento per il transito delle merci dai mercati
emergenti dell’estremo oriente a quelli Europei e viceversa,
nonché, grazie ai bassi costi dell’energia e della manodopera proveniente da India, Bangladesh e dalle Filippine, si
pone altresì come base ideale per la produzione industriale,
la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie. Tra
le diverse Free Trade Zone del paese, recentemente è stata
creata ad hoc anche la zona di libero scambio del Qatar
Science and Technology Park.
Un ulteriore stimolo alla crescita e agli investimenti esteri
è costituito dai consistenti investimenti nei settori immobiliari turistico. Basti pensare al Katara Village (www.
katara.net), centro culturale inaugurato lo scorso autunno
o al The Pearl, zona residenziale per accogliere i numerosi
stranieri ora presenti nel paese.
Edilizia e immobiliare sono fattori determinanti per la
crescita nel 2011, e l'attività proseguita nel 2012 con la
domanda in tutti i settori. Il bilancio dei progetti di costruzione entro i prossimi tre anni (2010 - 2012) sarà di US $ 78
miliardi. Gli investimenti nel settore delle costruzioni vanno
di pari passo con il Qatar National Vision 2030. Entro il
2030, il Qatar vuole presentarsi come una società avanzata,
in grado di sostenere il suo sviluppo e di fornire un elevato
standard di vita per il suo intero popolo.
La “visione” del Qatar definisce i risultati a lungo termine per
il paese e fornisce un quadro in cui le strategie nazionali e
piani di attuazione possono essere sviluppate.
Progetto The Pearl - Venice Village
Progetto The Pearl
Progetto The Pearl - Venice Village
Mercati Esteri
Tutti questi investimenti sono garantiti dalla grande liquidità di cui gode il paese grazie alla vendita del petrolio e
del gas naturale che, agli odierni livelli di produzione, senza
contare i vastissimi giacimenti ancora da esplorare, sono
stimati sufficienti almeno per i prossimi 50 anni. Il Qatar
è inoltre centro finanziario (è stato creato il Qatar Financial
Centre). Il settore bancario e finanziario è diventato negli
anni un altro solido pilastro dell'economia del paese. Dal
2007 il PIL è cresciuto a tassi superiori al 18%
all'anno. Il reddito pro capite è uno dei più alti al
mondo con US $ 102.700 nel 2011.
La spesa pubblica è sicuramente un fattore molto importante che influenza le prospettive per il settore dell'edilizia
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e delle costruzioni. A titolo di esempio nel bilancio 2010-11
sono 8,4 miliardi di dollari stanziati per i progetti infrastrutturali, rappresentando il 32% della spesa complessiva di
bilancio. Molto di questo è centrato sui progetti espansivi
nel settore dei trasporti, come una metropolitana leggera
di rete e il New Doha International Airport (da concludersi entro il 2015). E il governo del Qatar ha un ruolo importante e attivo in progetti immobiliari attraverso le
società di sua proprietà, interamente o con azioni. Oltre un
terzo delle aziende che realizzano progetti - 8 su un totale
di 22 società - sono di proprietà del governo o affiliati, e
lo Stato ha partecipazioni rilevanti e azioni dei più grandi
sviluppatori che stanno realizzando progetti come il Pearl
o Barwa Al Khor.
La città di Doha si presenta oggi come un enorme cantiere
che sta ridisegnando il volto dell’Emirato guidato dal 1995
da Scheik Hamad bin Khalifa Al-Thani.
Tra le commesse più interessanti i 25 miliardi di dollari destinati alla realizzazione della metro di Doha, gara che vede
in lizza tutti i big italiani del settore (entro aprile 2012 si è
definita la short list con gara e aggiudicazione dell’appalto
entro fine anno), 20 miliardi per interventi stradali,
4 miliardi per la costruzione di 9 nuovi stati e per
l’espansione dei 3 già esistenti. Tra i mega progetti
inoltre c’è il Lusail Development Project, complesso
residenziale da 5 miliardi e il nuovo porto di Doha da 7 miliardi interamente a carico del governo.
PROGETTI
Edilizia residenziale:
- The Pearl of the Gulf Island: www.thepearlqatar.com
Il progetto prevede la costruzione di 17.000 unità immobiliari divise in tre aree principali (è prevista la costruzione di torri residenziali e di villette singole).
Le prime consegne sono avvenute nel 2009.
- The West Bay Lagoon - Zig-Zag Towers
Il progetto prevede la costruzione di 2.700 unità immobiliari per complessive 180 torri. Al momento le torri in costruzione sono circa 40 un numero ridotto
delle quali parte all’acquisto in freehold da parte di stranieri.
- Il Complesso delle Dubai Towers - Doha
In costruzione sulla Corniche nei pressi del Distretto Diplomatico. Questo complesso comprende una torre di 80 piani (che sarà la più alta di Doha), centri
commerciali, appartamenti residenziali ed un hotel a cinque stelle operato dal Jumeirah Group (il medesimo gruppo che gestisce, a Dubai, il celebre hotel
Burj al Arab – la cd. “vela di Dubai”).
- The Heart of Doha
Gestito direttamente da Doha Land, un’azienda della Qatar Foundation presieduta dalla seconda moglie e favorita dell’Emiro, la Sheika Mozah bin Nasser
Al Missned, si ripropone la ricostruzione del “centro storico” di Doha, ossia l’area intorno al vecchio Souq Wafiq. Area 350.000 metri quadrati per un investimento pari a circa 5,5 miliardi di dollari. Progetto già in fase di esecuzione
Progetti non residenziali:
- Il nuovo aeroporto internazionale di Doha
Investimento del valore complessivo di 5 miliardi di dollari la cui costruzione iniziò nel 2004 e la prima parte dovrebbe aprire nel gennaio 2012 per essere
poi ultimato nel 2015. L’aeroporto coprirà un’area di oltre 22 chilometri quadrati. L’opera è stata progettata per far fronte alla crescente quantità di traffico
dell’aeroporto. Dal 2012, con l’apertura della prima fase del nuovo aeroporto esso sarà in grado di gestire 24 milioni di passeggeri annui, tre volte rispetto
all’attuale capacità aeroportuale. Al termine, nel 2015, sarà in grado di gestire 50 milioni di passeggeri annui (anche se alcune notizie, non confermate
ufficialmente, parlano di aumentare ulteriormente la capacità fino a 93 milioni di passeggeri annui, diventando così il secondo aeroporto più grande della
regione dopo Dubai). L’aeroporto dovrebbe essere in grado di gestire 320.000 movimenti aerei l’anno e 2 milioni di tonnellate di merci annue. Il check-in
e relative aree dedicate alla vendita al dettaglio dovrebbero essere 12 volte più grandi rispetto all’aeroporto corrente aprendo molte possibilità nel settore
retail e food & beverage (www.ndiaproject.com).
- Il nuovo porto marittimo commerciale
Del valore di 5,5 miliardi di dollari, la prima fase dovrebbe essere ultimata nel 2014 e il porto completato nel 2023. Conterrà 5 terminali cargo e 4 terminali
container, sarà collocato a sud di Doha fra l’area industriale di Mesaieed e quella residenziale di Wakra in prossimità con l’area destinata ad ospitare la futura
zona di libero scambio produttivo qatarina.
- Il “Ponte dell’Amicizia”
Il Friendship Gateway che collegherà il Qatar al Bahrain per complessivi 45 chilometri di lunghezza e costruito su diversi archi. La data di completamento
è prevista per il 2016 per un investimento stimato di 3 miliardi di dollari.
Mercati Esteri
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- Le ferrovie e la metropolitana di Doha
Il cui progetto consiste in: 1) un collegamento costiero ad est del paese che collegherà Ras Laffan e Mesaieed attraversando Doha; 2) un collegamento
ad alta velocità fra l’aeroporto internazionale di Doha e il Bahrain attraverso il Friendship Gateway; 3) un collegamento ferroviario per merci e passeggeri
che servirà l’intero GCC; 4) la metropolitana di Doha (Doha Metro Network) costruita sulla base del Master Plan qatarino sui trasporti; 5) alcuni trasporti
leggeri per passeggeri in aree residenziali o commerciali delimitate quali Lusail, Education City ed il Westbay per un valore stimato di 150 miliardi di
dollari.
- Il centro medico e delle ricerche del Sidra di Doha
Del valore di 2,5 miliardi di Ryials con una capacità di posti letto di 550 unità, che dovrebbe essere inaugurato nel 2012/3, al momento in fase di costruzione. www.sidra.org.
- La costruzione di 7 nuovi stadi di calcio e delle relative infrastrutture
In occasione dei mondiali del 2022 da poco assegnati al Qatar.
- The Barwa Commercial Avenue
Nuovo centro commerciale di 900.000 metri quadrati, del valore di oltre 6 miliardi di Ryials che dovrebbe essere terminato nel 2012/1. Il mall è costruito
dalla società tedesca Hochtief Construction e includerà uffici e spazi residenziali.
Centri Commerciali
I centri commerciali (malls) rivestono in Qatar un’importanza molto forte in quanto sono, per i residenti un centro di aggregazione (specialmente durante
i mesi estivi particolarmente caldi), e, al medesimo tempo, per le aziende interessate a distribuire/vendere prodotti di alta fascia nel territorio: l’occasione
migliore per poter raggiungere un ampio spettro di clientela.
A tutt’oggi i maggiori centri commerciali sono i seguenti:
- City Centre Doha
Già terminato ma ancora con molti spazi commerciali liberi, è uno dei maggiori shopping mall ed è situato nel cuore del quartiere finanziario e diplomatico.
- Landmark Shopping Mall
Collocato fuori dal centro di Doha ma facilmente raggiungibile presenta la tipica forma di un vecchio castello arabo ed è molto frequentato dalla clientela
locale qatarina.
- Villaggio
Situato poco lontano dal centro nelle vicinanze della Sport City è un mall molto esteso e dinamico, frequentato soprattutto nei week-end anche in
quanto contiene il Carrefour dove molti residenti sono soliti eseguire la spesa settimanale.
- Royal Plaza
Situato nel centro di Doha è un mall meno esteso rispetto agli altri ma specializzato in oggetti di lusso e capace di offrire un approccio personalizzato ai
visitatori.
Treviso Glocal con le aziende di Treviso espositrici
a Project Qatar 2012
La fiera Project Qatar è uno degli eventi commerciali più
attesi dell'area del Golfo nel settore delle costruzioni. In
un’area espositiva di 50.000 mq erano presenti nel
2012 più di 1.750 espositori, provenienti dai Paesi
dell'area circostante, dal Nord africa, dal Medio Oriente e
dai Paesi del Golfo, oltre ai Paesi Euromediterranei. Fra i
principali concorrenti dell'Italia si segnala la presenza della
Germania. L'edizione 2012 ha registrato più di 44.000 visitatori provenienti da 48 Paesi, esclusivamente operatori
di settore quali progettisti, sviluppatori, appaltatori, consulenti, architetti, arredatori, ingegneri, commercianti, agenti,
distributori, importatori.
Project Qatar 2012
Project Qatar 2012
Mercati Esteri
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LA MODERNIZZAZIONE DELL’INDUSTRIA NAZIONALE RUSSA:
UN’OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE VENETE
Viola Orsetta Paladini
“Il 7 giugno 2012 è nata una nuova creatura” così ha detto l’on. Sergey Sobko, Vice Presidente della Duma di Stato
della Federazione russa alla Conferenza ‘La modernizzazione dell’industria nazionale russa con la partecipazione
di partner europei’, svoltasi nella cornice del chiostro della
Fondazione Don Orione Artigianelli a Venezia. “E come tutte
le creature avrà bisogno delle giuste cure e dedizione di chi
le sta attorno per diventare grande e produrre i suoi frutti”.
Fuor di metafora la creatura è il Memorandum firmato da
Veneto Promozione S.c.p.A. e il Consiglio di Coordinamento
tra il gruppo Rostechnologii e la Camera di Commercio russa e i frutti sono le collaborazioni tra le grandi industrie di
stato russe e le aziende del Veneto.
Rostechnologii (www.rostechnologii.ru) è la Corporate di Stato della Federazione russa per le tecnologie
e include al suo interno circa 600 industrie operanti in
svariati settori, tra cui spiccano quelli ad alto contenuto
tecnologico che ai tempi dell’Unione Sovietica avevano
soprattutto come naturale sbocco l’industria militare: oggi
queste imprese cercano partnership strategiche in Europa
per convertire le loro produzioni e modernizzarsi anche rispetto alle opportunità offerte dai mercati internazionali. Il
Veneto è stato scelto come punto di riferimento europeo per
questo vasto e ambizioso progetto e per selezionare da qui
le controparti più adatte con cui avviare questo percorso.
Contestualmente alla sigla del Memorandum, firmato dal
Presidente di Veneto Promozione Giovanni Franco Masello
e dal Presidente del Consiglio di Coordinamento di Rostechnologii e la Camera di Commercio russa, Alexej Aleshin,
Veneto Promozione S.c.p.A. è stata coinvolta dalla Regione nell’organizzazione di un primo programma di incontri
economici con imprese regionali selezionate sulla base dei
profili delle holding russe che insieme ai rappresentanti di
Rostechnologii sono intervenute nella due giorni di Venezia.
Nello specifico i gruppi industriali russi presenti sono stati:
la società Kontsern Sirius (www.con-sirius.ru),
che al suo interno riunisce 27 aziende high tech,
RT Biotechprom (www.rt-biotechprom.ru),
la principale industria russa nel campo farmaceutico e
medicale, MKB Kompas (www.mkb-kompas.ru),
leader nello sviluppo, produzione e assistenza post vendita
di ricevitori e indicatori di bordo e sistemi di antenna per il
posizionamento ad alta precisione, AT Speztechnologia
(www.at-speztehnologia.ru), istituita per ottimizzare
gli strumenti finanziari e la gestione della materie prime
a sostegno dell’industria siderurgica, Russian Electronics (www.ruselectronics.ru), holding che concentra
80 imprese del settore elettronico e Russian Telecom
Equipment Company (www.pkcc.ru), specializzata nella produzione e sviluppo delle attrezzature per l’IT
e le telecomunicazioni.
I Direttori generali delle holding sono intervenuti direttamente anche agli incontri più tecnici con le imprese regionali che si sono tenuti nella sede di Veneto Promozione e
dell’Unioncamere regionale al Parco Vega di Marghera
l’8 giugno scorso con l’intenzione di saggiare in prima
persona il terreno e comprendere le potenzialità di una
collaborazione fattiva con il nostro territorio, scelto non a
caso per l’altissima densità imprenditoriale, la vasta
gamma produttiva, un sistema socio-economico
che è tutt’ora un modello di sviluppo e, non ultimo, per la
posizione strategica di crocevia tra il Mediterraneo e
l’Europa continentale.
Per fornire uno spaccato del nostro sistema produttivo ed
economico e presentare alcune delle eccellenze del territorio sono stati organizzati 5 Tavoli Tematici - Ambiente,
Costruzioni, Metalmeccanica, Medicale, Innovazione e Nanotecnologie - a cui hanno preso parte da un lato i rappresentanti delle Holding russe e di Rostechnologii e dall’altro
imprese venete operanti nei diversi settori e interessate a
sviluppare collaborazioni economiche con la Russia.
Si sono così sviluppati degli interessanti dibattiti sulle possibilità di cooperazione: per il settore medicale ad esempio, Biotechprom, creata nel 2009, ha potuto interloquire
sia con imprese del settore farmaceutico e medicale private
che con rappresentanti del Servizio sanitario regionale
esponendo e confrontandosi sugli obiettivi di miglioramento della competitività delle industrie mediche, farmaceutiche e biotecnologiche russe attraverso l'innovazione e
l’incremento delle risorse e competenze, introduzione di un
efficace sistema di gestione aziendale della sanità pubblica e ottimizzazione dei costi dell’assistenza sanitaria e del
servizio soprattutto in materia di disponibilità delle cure
mediche per la popolazione.
Altrettanto interessanti sono stati i risultati dei lavori del
Tavolo Innovazione e Nanotecnologie e del Tavolo
Metalmeccanica dove sono stati affrontati argomenti
come l’utilizzo della tecnologia militare per creare prodotti
civili competitivi che incontrino le richieste dei potenziali
clienti; quali sinergie tra l’ingegneria meccanica e lo sviluppo software in materia di sicurezza; programmi di apertura
verso nuovi mercati e sviluppo di strategie di marketing.
Tutto questo ha prodotto immediatamente la richiesta sia
da parte russa che veneta di organizzare in tempi brevi una
missione di rimando veneta a Mosca per approfondire gli
ambiti di potenziale collaborazione e concretizzare le prime
azioni in tal senso.
L’iniziativa nel suo complesso è il primo passo di un progetto di vasto respiro le cui basi sono state gettate già qualche
anno fa e che punta alla creazione di un Centro permanente
russo-europeo con lo scopo di promuovere e facilitare la
nascita di accordi di collaborazione tra le industrie di stato
russe e le imprese europee.
Il Memorandum firmato a Venezia rappresenta la volontà di
aprire tale Centro proprio nel Veneto, puntando sulla nostra
regione come testa di ponte verso l’Europa e bacino privilegiato per la ricerca di collaborazioni.
Compito ora degli organismi intermediari sarà proseguire
le relazioni in essere, circoscrivere i progetti di fattibile realizzazione e collaborazione e, aspetto fondamentale dal lato
nostro, definire delle cordate di imprese capaci di interloquire come partner strategici con i colossi della Federazione
russa.
Mercati Esteri
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Il Perù: posizione
geografica
GUIDA AI MERCATI ESTERI: IL PERÙ
Daniela Bruniera
Il Perù è uno
stato dell’America Meridionale, confinante a nord con
l’Ecuador e la Colombia, a est con il Brasile e la Bolivia, a
sud con il Cile, mentre a ovest è bagnato dall’Oceano Pacifico per 2270 km. E’ classificato dalla WB come un Paese a
reddito pro capite medio-alto.
Dopo il Brasile e l’Argentina, il Perù è il terzo Paese del Sud
America per estensione del territorio, collocato interamente nell’area tropicale. Questo è diviso in tre zone: striscia
costiera, catena montuosa andina e selva foresta pluviale
amazzonica. Procedendo da ovest verso est si distinguono,
quindi, le tre regioni: la Costa, la Sierra e la Selva.
La Costa è una zona arida e semidesertica, ad eccezione
delle vallate dei fiumi, grazie ai quali è possibile irrigare
Il Lago Titicaca
il terreno. La Sierra, ossia la regione andina, è costituita da
altipiani con vette che superano spesso i 6.000 metri di altezza; infine la Selva è formata da un vastissimo bassopiano
attraversato da grandi fiumi che danno origine al Rio delle
Amazzoni; questa regione, dal clima caldo e umido, è ricoperta da un manto di foreste impenetrabili, di conseguenza
è la zona meno abitata del Paese (meno di 1 abitante per
chilometro quadrato). Sul confine con la Bolivia si trova
il Lago Titicaca, noto per essere il secondo più vasto
dell’America Meridionale ed il più alto lago navigabile
del mondo (3.800 metri sul livello del mare). Data la sua
conformità geografica, il quadro climatico del Perù è molto
complesso. L’aridità caratterizza l’orlo costiero, mentre il
versante andino orientale è umido. A Lima la temperatura
media è di 18 °C (in febbraio 25 °C e in agosto 15 °C) e le
precipitazioni sono irrilevanti (20 mm annui). Nella parte
andina, la fascia oltre i 4800-5000 metri ha temperature
medie sotto lo zero (-5 °C); tra i 4800 e i 3800 metri, le
medie non si discostano dai 4-8 °C e la piovosità va da
150 a oltre 600 mm. Le fasce temperate, sulle pendici,
hanno temperature medie da 10° a 15 °C. Le fasce tiepide,
dette yungas (valli), sotto i 2800 metri, hanno temperature
medie oltre i 16°C e, sul fianco umido amazzonico, piogge
oltre i 1000 mm annui. A est, la foresta pluviale presenta
condizioni costanti, con temperature sopra i 23 °C e piovosità oltre i 1500 mm.
Il Perù è una repubblica democratica di tipo Presidenziale. Il
Presidente è capo del potere esecutivo; il potere legislativo
è affidato al Parlamento. Il Presidente e i membri del congresso sono scelti ciascuno per 5 anni a suffragio universale. L’attuale Presidente costituzionale è Alessandro Toledo
Manrique. Il Paese è suddiviso in 25 regioni alle quali va
aggiunta la provincia di Lima, che non appartiene a nessuna regione. Le regioni sono, a loro volta, suddivise in 195
province, le quali sono composte da 1832 distretti. Con la
Costituzione del 1979, il Paese diede avvio a un complesso
processo di democratizzazione, reso difficoltoso dal perdurare di contraddizioni e problemi irrisolti, quali: la povertà
e le forti disuguaglianze sociali, un ingente debito estero,
l’incombente presenza di un esercito potente, il radicamento di organizzazioni guerrigliere e terroristiche e gli enormi
interessi legati al traffico della droga. Le elezioni presidenziali del 2001 furono vinte da A. Toledo, del movimento Perù
posible, primo capo di Stato di origine indigena. Egli diede
vita ad un vasto piano di lotta contro la povertà, ma dovette
fronteggiare una grave situazione economica e sociale, con
ondate di scioperi e un ritorno all’azione dei guerriglieri di
Sendero Luminoso. Le elezioni del 2006 videro il ritorno alla
presidenza di García Pérez, promotore di un vasto progetto di modernizzazione, cui è subentrato nel giugno 2011
il candidato della sinistra nazionalista O. Humala, che ha
sconfitto al ballottaggio la leader conservatrice K. Fujimori,
figlia dell’ex presidente.
La bandiera e lo stemma del Paese furono creati da José de
San Martin nel 1825; la storia narra che, durante la guerra
contro la Spagna, vedendo levarsi uno stormo di fenicotteri
dal petto bianco e dalle ali rosse, egli avrebbe esclamato:
“Ecco la bandiera della libertà”. Da qui i colori bianco e rosso
che caratterizzano la bandiera, al centro della quale vi è lo
stemma peruviano.
Bandiera del Perù
La popolazione del Perù risulta particolarmente
composita, soprattutto a causa dei tre secoli di dominazione spagnola. Il gruppo etnico più rappresentativo è costituito dai quechua (45%), quindi dai meticci (37%), dai creoli
(12%), dai bianchi (15%), dagli aymará (4%) e da altre
minoranze, tra le quali non censita quella degli indios della
giungla, stimati in 30.000. Circa la metà della popolazione
vive sugli altipiani praticando un’agricoltura di pura sussistenza mentre nell’immenso bacino amazzonico vi abita
solo il 6% della popolazione. Come parte della sua ricchezza culturale, il Perù presenta molte lingue diverse. Anche
se lo spagnolo è la lingua ufficiale parlata dall’80% della
popolazione, il quechua è il maggiore lascito dell’Impero
Incaico ed è ancora parlato dal 16% circa della popolazione,
in diversi dialetti regionali in molti luoghi del Perù.
Dati di base1
Valori
Superficie
1.285.216 kmq
Popolazione
28.220.764
Densità della popolazione
21,96 ab/kmq
Lingua ufficiale
Spagnolo
Religione
Cattolica (90%), protestante
(7%)
Unità monetaria
Nuevo Sol (PEN)2
Forma istituzionale
Repubblica costituzionale
Capitale
Lima
Clima
Vario
Fuso orario
-6 ore rispetto all’Italia
Dove non diversamente specificato, le fonti informative dei
dati qui esposti sono: www.globus.camcom.it, www.ice.gov.
it e www.worldbank.org
2
Il tasso di cambio al 08/06/2012 è il seguente:
1€ = 3,3380 PEN e 1 PEN = 0,29958€; 1 USD = 2.684 PEN
e 1 PEN = 0.37258 USD.
1
Mercati Esteri
La religione dominante, grazie alla lunga dominazione
spagnola, è senza dubbio quella cattolica (80% della popolazione), seguita da una minoranza protestante (7%),
mentre tra gli Amerindi sono molto diffusi i culti animistici.
Le popolazioni autoctone tendono a mescolare la religione
cattolica alle antiche religioni tradizionali con offerte a Pachamama o agli dei della montagna (apus).
data cultura del maschilismo: il ruolo della donna è
circoscritto all’ambito familiare dove si dedica alla cura della
casa, alla procreazione e alla crescita dei figli, mentre il potere è riservato quasi esclusivamente agli uomini. Si stima
che l’80% delle donne peruviane siano vittime di violenze
o abusi da parte del proprio marito, che una donna su tre
sia una ragazza madre che abbia subito una separazione o
Machu-picchu
Il Perù si presenta come un Paese affascinante e coinvolgente per chi si accinge a conoscerlo focalizzandosi sulla sua
ricchezza culturale, storica, archeologica e sulla sua bellezza
naturale, ma a uno sguardo più completo che si propone
di analizzare anche la sua situazione sociale ed economica,
questo stesso Paese offre un’immagine più problematica.
Le cifre ufficiali dell’INEI (Istituto Nazionale di Statistica e
Informatica del Perù) sulla situazione dell’infanzia indicano
che in termini assoluti ci sono 4,5 milioni di bambini di età
inferiore agli 11 anni che vivono in condizioni di estremo
disagio economico-sociale e, secondo i dati UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), il 49% circa
della popolazione.
In questo contesto si distinguono come soggetti particolarmente a rischio le donne, il cui accesso all’educazione, alla salute e al lavoro è limitato da una
radicata discriminazione derivante dalla consoliPrincipali indicatori socio-politici
Valori
Tasso di incremento demografico (in ‰)
1,13
Popolazione urbana (in % della popolazione totale)
76
Tasso di natalità (in ‰)
19,41
Tasso di mortalità generale (in ‰)
5,93
Tasso di mortalità infantile (per 1000 bambini nati
vivi)
22,18
Speranza di vita alla nascita (in anni)
72,47
Tasso di alfabetizzazione
92,9
Tasso di disoccupazione
7,9
un abbandono, che il 31,8% delle madri appartenenti alle
fasce più povere ammettano di fare uso della violenza fisica
per castigare i propri figli, contro l’11% delle madri delle fasce più alte, che il 70% delle donne lavoratrici sia impiegata
nel lavoro nero, caratterizzato da bassi salari, precarietà, assenza di contratti e di previdenza sociale. Inoltre, per poter
lavorare, queste donne sono obbligate a lasciare i propri
figli alle cure di qualche fratello maggiore o di un congiunto
o in alternativa a portarli con sé, esponendoli ai rischi delle
loro precarie occupazioni. I bambini sono quindi spesso privati di qualunque sostegno educativo, eccetto la scuola, che
presenta, comunque, aspetti problematici: i professori sono
impreparati o devono seguire un numero di bambini troppo
elevato, in strutture inadeguate e disponendo di materiali
didattici insufficienti. Se a queste considerazioni si aggiungono le discriminazioni economiche e razziali, la
violenza domestica, l’incidenza del lavoro minorile
e i frequenti fenomeni di delinquenza organizzata
(come le pandillas, bande armate) nelle zone periferiche urbane, il quadro sulla situazione infantile
peruviana ne emerge in tutta la sua complessità e
drammaticità, minando il futuro delle nuove generazioni
e, quindi, dello sviluppo del Paese stesso.
Dal punto di vista economico, il Paese è ricco di risorse
valorizzate secondo logiche orientate all’esportazione,
questo ha mostrato i suoi limiti soprattutto in seguito alla
recente crisi che ha portato alla riduzione degli acquisti da parte dei paesi industrializzati e alla conseguente
52
diminuzione dei prezzi dei principali prodotti esportati,
causando la sospensione di nuovi progetti d’investimento,
l’indebolimento della piccola industria mineraria andina
e dell’industria alimentare, l’aggravarsi della povertà e il
degrado della situazione ambientale. L’agricoltura, utilizzando il 3,3% della superficie, produce l’8% del
prodotto interno lordo e occupa il 9% degli attivi.
Nella Costa i prodotti principali sono patate, riso, mais, manioca, ortaggi, canna da zucchero (per il consumo locale),
agrumi e prodotti tropicali (per l’esportazione). Diffusa è
la coltivazione illegale della coca. Le foreste, soprattutto
di cedro, mogano e palissandro, occupano il 51% della
superficie. L’allevamento di ovini e di bovini, affiancato a
quello tradizionale di lama, alpaca e vigogna, è praticato a
piccola scala per integrare il raccolto della terra, nonché per
ricavare lana, cuoio e prodotti similari. Importante è la
pesca, per la quale il Paese è da decenni ai vertici
della produzione mondiale. Il Perù si distingue per
essere il primo produttore mondiale di argento, il
terzo produttore mondiale di rame, seguono oro,
zinco, stagno, piombo e ferro. Vengono estratti, inoltre, materiali rari come bismuto, antimonio, molibdeno,
vanadio, tungsteno, selenio. La produzione di petrolio non
è sufficiente al consumo interno, quella dell’elettricità, per
la metà idroelettrica, è in via di potenziamento, come l’avvaloramento delle riserve di gas naturale. L’industria occupa appena il 18% degli attivi, contribuendo per
il 26% alla formazione del prodotto interno lordo.
A parte l’estrazione mineraria, la metallurgia correlata e la raffinazione del petrolio, è rilevante il
comparto chimico, meccanico (cantieristica, autoveicoli) e tessile (cotone). Vengono, inoltre, lavorati
i prodotti agroalimentari per il consumo interno, eccetto
la conservazione e trasformazione in farine del pesce. Il
settore terziario occupa il 73% degli addetti e
contribuisce per il 66% alla creazione del prodotto
interno lordo; qui emerge il turismo, con circa 1,6
milioni di visitatori, seguito dal commercio estero,
ma resta soprattutto il settore di rifugio per i ceti urbani
svantaggiati. Le ferrovie si sviluppano su poco più di 2000
km; la rete stradale (appena 79.000 km) è asfaltata per
meno del 15%; la navigazione fluvio-lacustre è modesta.
Poco rilevante è anche la flotta marittima, mentre aumenta
il traffico aereo interno.
Malgrado le problematiche sociali e le preoccupanti situazioni di estrema povertà delle aree rurali ed
amazzoniche, il Perù è un Paese in rapido sviluppo.
L’economia, trainata dal settore immobiliare e minerario (grazie anche agli alti costi delle materie
prime sul mercato mondiale) sta proseguendo su
un trend di rapida crescita ormai decennale, con
un 5,1% previsto per il 2012, mentre il tasso di
occupazione formale cresce del 5,5% nel primo
semestre 2011 (9,2% nella capitale), con un conseguente aumento degli stipendi medi. Lo stato del
bilancio pubblico è sostanzialmente buono, con un forte
Mercati Esteri
53
Principali indicatori economici
Valori
PIL nominale (mln US$)
299
PIL pro capite in US$
5.640
Variazione % PIL reale
6,20
Tasso di inflazione
2,1
Debito pubblico (% PIL)
21,30
Riserve internazionali (mln US$)
51.366,30
Export merci (mln US$)
43.196
Import merci (mln US$)
36.499
Composizione del PIL in %
• Settore primario
8
• Settore secondario
26
• Settore terziario
66
avanzo primario e secondario e un basso livello del debito
(appena 9% del PIL), ottenuto grazie a maggiori entrate
fiscali (in particolare le royalties minerarie) e una notevole
riduzione della spesa pubblica negli ultimi anni. Le maggiori risorse disponibili vengono impiegate in programmi
chiamati di “inclusione sociale”, miranti a ridurre le sacche
di povertà, e in importanti investimenti infrastrutturali. Tuttavia, in diversi casi le amministrazioni locali non sono state
in grado di utilizzare in modo efficiente ed efficace le risorse
messe loro a disposizione.
Il Perù è uno Stato molto aperto verso i mercati
esteri e ciò è confermato dalla politica incentrata
sulla promozione delle esportazioni attraverso il
Piano strategico di Esportazioni (PENX), che prevede un maggiore sviluppo tecnologico, basato sulla riqualificazione industriale e l’impiego di moderne tecnologie,
impianti e macchinari più avanzati nel settore industriale.
Questo, unito alla drastica riduzione dei dazi sui beni
strumentali, ha contribuito ad una produzione capace di
far fronte ad una domanda internazionale più qualificata,
aumentando i valori delle esportazioni e la sottoscrizione
di nuovi accordi commerciali. Infatti, sono stati sottoscritti
Trattati di Libero Commercio con: Unione Europea, EFTA e
Corea, che si aggiungono a quelli già operativi con USA, Canada, MERCOSUR, Comunità Andina, Singapore, Cina. Con
altri Paesi, come la Tailandia, sono stati sottoscritti degli
accordi che, però, non sono ancora in vigore.
Principali Paesi Clienti
È, inoltre, in fase di negoziazione l’Accordo con il Giappone
(ancora da sottoscrivere), al quale vanno aggiunti i trattati
in programma con India, Russia, Australia, Nuova Zelanda,
Sud Africa e Marocco. Nel 2011, l’interscambio commerciale del Perù con il resto del mondo ha avuto
una crescita del 27,65%, facendo registrare un saldo commerciale di 7.493,3 milioni di USD (+44,2%
rispetto all’anno precedente). Le esportazioni hanno
raggiunto un ammontare record di USD 45.201,2 milioni (+28,88%), mentre le importazioni sono salite a USD
37.707,92 milioni (+26,2%). Nelle esportazioni primeggiano i prodotti primari (77,1% del totale con una crescita
del 32,72%), seguiti da quelli industriali, che hanno rappresentato il 21,66% (+29,46%). Tra i primi spiccano i prodotti minerari, soprattutto rame, oro, zinco, piombo, ferro e
argento, che rappresentano il 75,9% del totale. Seguono i
prodotti petroliferi (13,4%), i prodotti della pesca (6,0%) e,
infine, i prodotti agricoli (4,8%), soprattutto caffè, zucchero
e cotone. Tra i prodotti industriali, al primo posto si collocano gli agro-industriali (con una quota del 27,9% dell’export totale dei prodotti manifatturieri), seguiti da quelli del
tessile-abbigliamento (19,6%), prodotti chimici (16,2%),
prodotti siderurgici e della metallurgia (10,3%), prodotti
ittici (10,3%), pietre ornamentali (4,8%) e metalmeccanici
(4,7%). Sempre nel 2011, le importazioni sono ammontate
a 37.698,98 milioni di dollari americani, e sono costituite
principalmente da materie prime e prodotti intermedi che,
con una quota del 48,9% del totale importato, hanno registrato un ammontare di 18.434,73 milioni, con una crescita
del 27,57% rispetto l’anno precedente. Seguono i beni
strumentali e materiali da costruzione (32,9% del totale)
che hanno registrato un ammontare di USD 12.425,28 milioni ed un aumento del 27,69% rispetto al 2010, in linea
con il sostenuto sviluppo del settore industriale e la politica
del governo di promuovere produzioni che generino maggior valore aggiunto. I beni di consumo hanno rappresentato il 18,06% del totale e hanno registrato una crescita del
19,57% rispetto al 2010.
I principali partner commerciali del Perù sono illustrati
nel grafico 1, si fa solamente presente che, tra i Paesi di
destinazione, nel 2011, per la prima volta gli Stati
Uniti sono stati superati dalla Cina, e che l’Italia,
con una quota del 2,84% si è collocata al decimo
Principali Paesi Fornitori
posto, ma è terza tra i Paesi dell’UE, preceduta da
Germania (4,16%) e Spagna (3,65%). Tra i paesi
fornitori l’Italia si è collocata al 13º posto, con una
quota del 2,09%, collocandosi seconda tra i paesi
europei, dopo la Germania (4,01%).
La firma del Trattato di Libero Commercio con l’UE avvenuta
a maggio 2010, ha incrementato le relazioni commerciali tra Italia e Perù, che hanno superato nel 2011 gli 1.882
milioni di dollari americani, con una crescita del 39,6%
rispetto al 2010, mentre l’interscambio con l’UE, sempre
nello stesso anno, ha raggiunto i 12.377 milioni nel 2011,
con una crescita del 31,5% rispetto al 2010. Secondo i
dati diffusi dall’Agenzia peruviana delle Dogane,
nel 2011 l’interscambio Italia – Perù ha raggiunto i 1.882,53 milioni di dollari (+39,6%, rispetto
all’anno precedente), con un saldo negativo per
l’Italia di 711,6 milioni. L’Italia, ha esportato merci in
Perù per 585,4 milioni (+42,8%), mentre ha importato
merci per 1.297,08 milioni, facendo registrare un incremento del +38,2% rispetto all’anno precedente. Il Perú ha
esportato verso l’Italia principalmente prodotti minerari,
soprattutto rame raffinato e oro grezzo che corrispondono
al 59%, e 22% rispettivamente del totale esportato, seguiti dai prodotti agricoli, della pesca, filati di alpaca, t-shirt
in cotone: il tutto rappresenta il 94% del totale export
peruviano verso il nostro Paese. Dall’altro lato, il Perù ha
importato da noi principalmente compressori, macchine
per diversi settori: agroalimentare, imballaggio, industria
del legno, della plastica. Limitata, invece, la presenza italiana nel settore investimenti che, dai dati ufficiali degli IDE,
risulta pari allo 0,57%, con un valore di 119,51 milioni di
dollari. Settori che potrebbero essere interessanti per lo sviluppo degli investimenti italiani in Perù potrebbero essere,
oltre a quello rappresentato da prodotti ad alto contenuto
tecnologico, soprattutto macchinari e materiali per distribuzione elettrica, aeronautica e difesa, gestione del ciclo dei
rifiuti urbani ed industriali, tecnologie per la sicurezza civile.
Un passo importante da compiere potrebbe essere quello di
far conoscere l’eccellenza tecnologica italiana sottolineando
la competitività non tanto sul prezzo (ove la concorrenza di
paesi quali la Cina non sembra affrontabile) quanto sulla
qualità ed affidabilità nonché, ove praticabile ed applicabile, sul trasferimento di tecnologia. Infine, la crescita economica peruviana offre la possibilità di un ampliamento del
mercato per produzioni agro-alimentari e di moda di alta
qualità, fino ad ora limitata a una ristretta élite.
Concludendo, il Perù è e sarà un Paese in rapida crescita,
aperto agli investimenti esteri e con un grado crescente di
apertura al commercio mondiale, grazie anche alla stipula di accordi commerciali (in particolare quello con l’UE),
che non presenta particolari rischi politici o commerciali
(la SACE categorizza il Paese a rischio 3). In ogni caso è
necessario tener conto dell’insicurezza in alcune specifiche
regioni, della possibilità di rallentamenti nei progetti di
investimento minerario a causa di proteste locali e delle attuali condizioni sociali che, in certe parti del Paese, risultano
essere una vera e propria piaga, da debellare con profonde
azioni politiche interne al Paese stesso.
Legislazione
54
NUOVE NORME DI SEMPLIFICAZIONE IN MATERIA
DI INSTALLAZIONE DI IMPIANTI
Andrea Manganiello
E` stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 82 del
6 aprile scorso la L. n. 35 del 4 aprile 2012 di conversione
del decreto legge n. 5/2012. L’articolo 9 del provvedimento di legge stabilisce che con un apposito decreto del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare, del Ministro dello sviluppo economico
e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
dovrà essere approvato il modello di dichiarazione
unica di conformità che andrà a sostituire quelli previsti dal decreto del Ministro dello sviluppo economico del
22 gennaio 2008, n. 37 (allegati I e II), e, con riferimento
agli impianti termici rientranti nell'ambito di applicazione
dell'articolo 1 del predetto decreto, la dichiarazione di cui
all’articolo 284, del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (Norme
in materia ambientale), che riguarda solo gli impianti
termici civili di potenza termica nominale superiore
al valore di soglia e deve essere espressamente riportata in
un atto allegato alla dichiarazione di conformità, messo a
disposizione del responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto da parte dell'installatore entro 30
giorni dalla conclusione dei lavori.
La dichiarazione unica di conformità e la documentazione
allegata dovranno essere conservate presso la sede dell’interessato ed esibite, a richiesta dell’amministrazione, per i
relativi controlli.
La dichiarazione unica dovrà, inoltre, essere obbligatoriamente presentata quando viene richiesto il certificato di agibilità al Comune oppure nel
caso di un nuovo allacciamento alla rete del gas,
dell’energia elettrica o dell’acqua.
L’art. 34, D.L. n. 5/2012 dispone inoltre che l’abilitazione
delle imprese esercenti attività di installazione, ampliamento e manutenzione degli impianti negli edifici (di cui
all’art. 3, del Decreto del Ministero dello Sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37), concerne, alle condizioni
ivi indicate, tutte le tipologie di edifici indipendentemente
dalla destinazione d’uso.
secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa
al settore delle attività di cui all’articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle
dirette dipendenze di un’impresa del settore. Il periodo di
inserimento per le attività di cui all’articolo 1, comma 2,
lettera d) è di un anno;
Come è noto, il vasto settore dell’impiantistica concerne le
imprese esercenti le seguenti attività:
c) titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo
un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di un’impresa del settore.
Il periodo di inserimento per le attività di cui all’articolo 1,
comma 2, lettera d) è di due anni;
a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti
di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli
impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;
b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti elettronici in genere;
c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie,
comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione
dei locali;
d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
e) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di
qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei
locali;
f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo
di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
g) impianti di protezione antincendio.
Le imprese, iscritte nel Registro delle imprese o nell’Albo
provinciale delle imprese artigiane, sono abilitate all’esercizio delle predette attività se l’imprenditore individuale o
il legale rappresentante ovvero il responsabile tecnico da
essi preposto con atto formale è in possesso di particolari requisiti tecnico-professionali; il responsabile tecnico
svolge tale funzione per una sola impresa e la qualifica è
incompatibile con ogni altra attività continuativa.
I requisiti validi per l’abilitazione, a norma dell’art. 4 del
D.M. 37/2008, sono, in alternativa, uno dei seguenti:
Gli allegati previsti dall’art. 7 del D.M. n. 37/2008
erano stati sostituiti dal D.M. 19 maggio 2010:
l’Allegato I era ad uso delle imprese installatrici e doveva essere rilasciato al committente al termine del lavoro,
mentre l’Allegato II era ad uso degli uffici tecnici interni di
imprese non installatrici.
a) diploma di laurea in materia tecnica specifica
conseguito presso un’università statale o legalmente riconosciuta;
b) diploma o qualifica conseguita al termine di scuola
d) prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di un’impresa abilitata nel ramo di attività cui si
riferisce la prestazione dell’operaio installatore per un
periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell’apprendistato e quello svolto come operaio
qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica
di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti
di cui all’articolo 1.
Le imprese che intendono esercitare le attività relative agli impianti di cui all’articolo 1 sono tenute
alla presentazione presso la Camera di commercio
competente per territorio della segnalazione certificata di inizio attività, ai sensi dell’articolo 19 della
legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni,
indicando specificatamente per quali lettere e quale voce,
di quelle sopra elencate, intendono esercitare l’attività e
dichiarano, altresì, il possesso dei requisiti tecnico-professionali richiesti per i lavori da realizzare.
Le imprese artigiane presentano la citata segnalazione
certificata unitamente alla domanda d’iscrizione all’Albo
delle imprese artigiane per la verifica del possesso dei
prescritti requisiti tecnico-professionali e il conseguente
riconoscimento della qualifica artigiana. Le altre imprese
presentano la segnalazione unitamente alla domanda di
iscrizione, presso l’ufficio del Registro delle imprese.
Le imprese, artigiane o non artigiane, alle quali sono
stati riconosciuti i requisiti tecnico-professionali, hanno
diritto ad un certificato di riconoscimento, rilasciato dalle
competenti Camere di commercio.
Le imprese non installatrici, che dispongono di uffici
tecnici interni sono autorizzate all’installazione, alla trasformazione, all’ampliamento e alla manutenzione degli
impianti, relativi esclusivamente alle proprie strutture
interne e nei limiti della tipologia di lavori per i quali il
responsabile possiede i requisiti previsti dalla norma.
Legislazione
55
ATTIVITÀ COMMERCIALI: LA REGIONE VENETO ADEGUA
LE NORMATIVE AI RECENTI DECRETI DI LIBERALIZZAZIONE
Andrea Manganiello
Con recente deliberazione della Giunta regionale n. 1010
del 5 giugno 2012 la Regione Veneto ha compiuto
una ricognizione delle disposizioni regionali in
materia di commercio interessate dai sopravvenuti
principi di liberalizzazione dell’esercizio dell’attività commerciale, introdotti in particolare con i decreti legge 6
dicembre 2011, n. 201 e 24 gennaio 2012, n. 1,
volte ad una sostanziale e progressiva liberalizzazione
dell’attività medesima, atta ad assicurare e sostenere lo
sviluppo economico quale strumento di contrasto
dinanzi al perdurare dei negativi effetti derivanti
dalla crisi economica globale.
Il settore del commercio è stato caratterizzato negli ultimi
anni, a partire dall’emanazione delle disposizioni contenute nella direttiva comunitaria n. 123 del 12 dicembre 2006,
relativa ai servizi nel mercato interno, dall’introduzione
di una serie di misure finalizzate all’eliminazione degli ostacoli alla libertà di stabilimento e di
prestazione di servizi nel territorio comunitario, consentendo nel contempo di ridurre le limitazioni
all’esercizio dell’attività economica finalizzandole esclusivamente alla tutela di determinati interessi pubblici di
carattere generale.
I principi contenuti nella citata direttiva comunitaria sono
stati recepiti nell’ordinamento italiano a partire dal decreto
legge 25 giugno 2008, n. 112 come convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e, successivamente, con un intervento normativo di carattere generale,
approvato con decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59,
nel quale sono stati, tra l’altro, individuate le ragioni di
pubblico interesse, poste a fondamento dell’introduzione di misure limitative dell’esercizio dell’attività, tra le
quali si annoverano l'ordine pubblico, la sicurezza pubblica, l'incolumità pubblica, la sanità pubblica, la sicurezza
stradale, la tutela dei lavoratori compresa la protezione
sociale dei lavoratori, il mantenimento dell'equilibrio
finanziario del sistema di sicurezza sociale, la tutela dei
consumatori, dei destinatari di servizi e dei lavoratori,
l'equità delle transazioni commerciali, la lotta alla frode,
la tutela dell'ambiente, incluso l'ambiente urbano, la salute degli animali, la proprietà intellettuale, la conservazione
del patrimonio nazionale storico e artistico, gli obiettivi di
politica sociale e di politica culturale.
Ne discende che l’attività di programmazione afferente
al settore del commercio, e conseguentemente l’introduzione di limitazioni all’esercizio dell’attività, è da ritenersi
ammissibile ai soli fini della tutela degli interessi pubblici
sopra indicati, con esclusione, quindi, di ogni forma di
programmazione che abbia ad oggetto “valutazioni di
carattere strettamente economico”.
Il processo di liberalizzazione avviato con la normativa
comunitaria sopra richiamata ha avuto un’ulteriore espansione a partire dalla seconda metà del 2011, a seguito
degli interventi normativi statali emanati nell’esercizio
della potestà legislativa esclusiva in materia di tutela della
concorrenza e di determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni, sanciti dall’articolo 117 della Costituzione.
Si tratta, in particolare, dei seguenti provvedimenti:
- decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 recante “Disposizioniurgenti per la stabilizzazione finanziaria” come convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,
n. 111;
- decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 recante “Ulteriori
misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per
lo sviluppo” come convertito, con modificazioni, dalla
legge 14 settembre 2011, n. 148;
- decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici” (cd. decreto Salva Italia) come
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214;
- decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle
infrastrutture e la competitività”, come convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27;
urgenti per la semplificazione e lo sviluppo”, come convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35.
La Giunta regionale, nella deliberazione in commento,
affronta in particolare gli effetti conseguenti all’introduzione delle disposizioni statali di cui agli articoli 31, comma
2 e 34 del decreto “Salva Italia”, nonché agli articoli 1, 17,
comma 4, lettera a) e 39, comma 1 del D.L. n. 1/2012 sulla
disciplina regionale dei singoli settori afferenti alla materia
del commercio.
In particolare si evidenzia la portata del citato articolo 31,
comma 2 del D.L. 201/2011 che dispone quanto segue:
“Secondo la disciplina dell'Unione Europea e nazionale
in materia di concorrenza, libertà di stabilimento e libera
prestazione di servizi, costituisce principio generale
dell'ordinamento nazionale la libertà di apertura
di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza
contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di
qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla
tutela della salute, dei lavoratori, dell'ambiente,
ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali.
Le Regioni e gli enti locali adeguano i propri ordinamenti
alle prescrizioni del presente comma entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto”.
Il termine di adeguamento contenuto nella citata è stato
successivamente modificato, in sede di conversione in legge del Decreto, e fissato al 30 settembre 2012.
- decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5 recante “Disposizioni
Analogo rilievo assume, inoltre, la disposizione di cui
all’articolo 34 del D.L. n. 201/2011 che reca specifiche
misure di liberalizzazione delle attività econo-
Il settore del commercio è stato caratterizzato dall’introduzione di misure
finalizzate all’eliminazione degli ostacoli
alla libertà di stabilimento e prestazione.
Ordine pubblico
sicurezza pubblica
incolumità pubblica
stampa pubb l i c a
sicurezza stradale
tutela consumatori
Legislazione
56
miche e di eliminazione di controlli ex ante, specificando che devono essere abrogate le seguenti
restrizioni disposte dalle norme vigenti:
e) la limitazione dell'esercizio di un’attività economica
attraverso l'indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all'operatore;
a) il divieto di esercizio di un’attività economica al di fuori
di una certa area geografica e l'abilitazione a esercitarla
solo all'interno di una determinata area;
f) l'imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni o servizi;
b) l'imposizione di distanze minime tra le localizzazioni
delle sedi deputate all'esercizio di un’attività economica;
c) il divieto di esercizio di un’attività economica in più sedi
oppure in una o più aree geografiche;
d) la limitazione dell'esercizio di un’attività economica ad
alcune categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti;
g) l'obbligo di fornitura di specifici servizi complementari
all'attività svolta.
Ciò premesso, in considerazione della prossima scadenza
del termine massimo di adeguamento, la Regione Veneto
ha ritenuto di dover procedere ad una ricognizione delle
vigenti disposizioni regionali in materia di commercio,
al fine di individuare le norme che non possono più trovare
applicazione.
Ciò in quanto tali disposizioni, prevedendo, ai fini dell’esercizio dell’attività commerciale, fattispecie di contingentamento, nonché vincoli relativi a distanze chilometriche,
alla commercializzazione di taluni prodotti, all’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore,
ovvero valutazioni di ordine economico in relazione alla
rilevazione del fabbisogno o della domanda del mercato,
contrastano con i principi di liberalizzazione introdotti dalla sopravvenuta normativa statale, nonché con i principi
introdotti dall’attuazione della “Direttiva servizi”.
Legislazione
57
SINTESI DELLE PRINCIPALI DISPOSIZIONI REGIONALI
DISAPPLICATE
Andrea Manganiello
Si riassumono qui le principali disposizioni regionali che, a
seguito della deliberazione della Giunta Regione Veneto n.
1010/2012, cessano di trovare applicazione:
a) Commercio al dettaglio su area privata per medie
strutture di vendita
Superamento dell’attuale parametro numerico, costituito
dal rapporto tra densità di esercizi di vicinato e mediegrandi strutture di vendita, al fine dell’elaborazione dei criteri di programmazione commerciale comunale relativa alle
medie strutture di vendita (esercizi con superficie di vendita
oltre 250 mq. e non superiore a 2.500 mq., nei Comuni con
popolazione superiore a 10.000 abitanti, o con superficie
oltre 150 mq. e non superiore a 1.500 mq. nei Comuni con
popolazione inferiore a 10.000 abitanti), nonché al fine del
rilascio dell’autorizzazione commerciale concernente le
medie strutture. Si tratta di una fattispecie di contingentamento che contrasta con la disposizione di cui all’articolo
31, comma 2 del D.L. n. 201/2011.
b) Esercizio congiunto dell’attività di commercio
al minuto ed all’ingrosso nel medesimo locale
di vendita
Il divieto dell’esercizio congiunto di dette attività, fatta eccezione per alcune specifiche tipologie di prodotti elencati
nella medesima disposizione (macchine, attrezzature, e
articoli tecnici per l’agricoltura, l’industria, il commercio e
l’artigianato; materiale elettrico; colori e vernici, carte da
parati; ferramenta ed utensileria; articoli per impianti idraulici, a gas ed igienici; articoli per riscaldamento; strumenti
scientifici e di misura; macchine per ufficio; auto-moto-cicli
e relativi accessori e parti di ricambio; combustibili; materiali per edilizia; legnami; mobili, lampadari e complementi
d’arredo; nautica) risulta contrastante con la disposizione
di cui all’articolo 34, comma 3 del D.L. n. 201/2011 (limitazione dell'esercizio di una attività economica ad alcune
categorie o divieto, nei confronti di alcune categorie, di
commercializzazione di taluni prodotti).
Occorre al riguardo evidenziare che già l’articolo 35 del citato D.Lgs. n. 59/2010 aveva sostanzialmente liberalizzato
l’esercizio delle attività definite dalla norma come “multidisciplinari” nel cui ambito, secondo un consolidato orientamento interpretativo formulato anche da altre Regioni
(in primis, l’Emilia Romagna), rientra l’esercizio congiunto
ingrosso-dettaglio.
c) Commercio al dettaglio su aree pubbliche
La deliberazione della Giunta dispone la disapplicazione di
diverse specifiche disposizioni.
Si segnalano in particolare:
1) competenza al rilascio delle autorizzazioni per il commercio in forma itinerante del Comune di residenza del
richiedente se persona fisica, o di ubicazione della sede
legale in caso di società.
Considerato che l’autorizzazione all’esercizio del commercio
itinerante ha validità nell’intero territorio nazionale, la competenza amministrativa va ora riferita al primo Comune ove
l’operatore intende esercitare l’attività.
2) forma giuridica per l’esercizio del commercio su aree
pubbliche.
Le disposizioni in vigore prevedevano il rilascio delle autorizzazioni esclusivamente a persone fisiche o società di
persone, stabilendo quindi una limitazione all’esercizio
dell’attività economica attraverso l’indicazione della forma
giuridica richiesta all’operatore e contrastando in tal modo
con l’articolo 34, comma 3, lettera e) del D.L. 201/2011.
3) modalità di istituzione di nuovi mercati, nonché di ampliamento dei mercati esistenti.
Precedenti deliberazioni della Giunta regionale consentivano l’istituzione di un mercato nel caso in cui fosse rilevata
una carenza della struttura commerciale e l’ampliamento
del mercato esistente di regola in caso di accertato aumento
di domanda.
Si ravvisa una limitazione ingiustificata all’esercizio dell’attività commerciale, in quanto basata esclusivamente su
valutazioni di carattere economico ovvero rapportate alla
consistenza e all’entità della rete distributiva esistente.
d) Vendita di quotidiani e periodici
Si segnalano le seguenti fattispecie:
1) i punti vendita non esclusivi sono autorizzati a vendere
soltanto quotidiani oppure soltanto periodici. La suddetta
limitazione, traducendosi nell’imposizione di un divieto di
vendita di taluni prodotti, si pone ad oggi in contrasto con
la disposizione di cui al D.L. n. 201/2011.
2) i punti vendita non esclusivi possano essere autorizzati
previa valutazione da parte del Comune, oltre che delle
condizioni di accesso, della densità della popolazione,
dell’entità delle vendite negli ultimi due anni, dell’esistenza
di altri punti vendita; redazione del piano di localizzazione
dei punti vendita esclusivi e relativi profili di valutazione;
possibilità di stabilire una distanza minima fra punti vendita con la finalità di assicurare un’equilibrata diffusione dei
prodotti editoriali.
Tutte le predette disposizioni risultano superate dalla disposizione di cui all’articolo 31, comma 2, del D.L. 201/2011
nella parte in cui introducono contingenti o limitazioni
all’esercizio dell’attività economica non giustificate da esigenze imperative di interesse generale costituzionalmente
rilevanti e compatibili con l’ordinamento comunitario.
e) Vendita di carburanti
Le vigenti disposizioni regionali subordinano il rilascio
dell’autorizzazione per la realizzazione di nuovi impianti di
distribuzione di carburanti al rispetto di un parametro numerico predefinito su base comunale e provinciale, nonché
a distanze minime fra gli impianti e a requisiti di superficie
minima delle aree di servizio.
Tale disposizione configura da un lato una fattispecie di
contingentamento ai fini del rilascio delle autorizzazioni
commerciali relative agli impianti per la distribuzione stradale di carburanti, e dall’altro impone distanze minime fra
impianti e requisiti minimi in termini di superficie di servizio, limitazioni che ad oggi si pongono in contrasto con le
disposizioni del D.L. n. 201/2011.
Anche le disposizioni concernenti i requisiti minimi riferiti
COMMERCIO AL DETTAGLIO
SU AREE PUBBLICHE
La deliberazione della Giunta dispone
la disapplicazione di diverse specifiche
disposizioni.
ai prodotti ed ai servizi commerciali integrativi obbligatoriamente presenti nelle aree di servizio introducono una restrizione ingiustificata all’accesso al mercato in relazione al
rilascio delle autorizzazioni commerciali per la distribuzione
di carburanti e vanno conseguentemente disapplicate.
Con riferimento infine all’attività di somministrazione di
alimenti e bevande esercitata all’interno degli impianti di
distribuzione di carburante, nelle more dell’approvazione
del disegno di legge regionale recante “Norme in materia
di distribuzione di carburante”, attualmente all’esame della competente Commissione consiliare, si evidenzia che il
citato D.L. n. 1/2012 introduce una tipologia di esercizio di
somministrazione di alimenti e bevande ubicata all’interno
degli impianti di distribuzione di carburanti, con esclusione
della cucina e somministrazione di pasti, nel rispetto dei
criteri di sorvegliabilità dei locali, della normativa urbanistica ed edilizia, igienico-sanitaria e di sicurezza nei luoghi
di lavoro e fatto salvo il possesso da parte dell’operatore dei
requisiti di onorabilità e professionali (articolo 71), previsti
per le attività di somministrazione di alimenti e bevande
dal D.Lgs. n. 59/2010.
Biblioteca
58
SELEZIONE ARTICOLI: RELAZIONI INDUSTRIALI
Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale.
Titolo
Autore/i
Periodico, fascicolo, pagg.
Edizione
Accordo di Pomigliano e criticità del sistema di relazioni industriali italiane
De Luca Tamajo, Raffaele
Rivista italiana di diritto del lavoro, 4/2010, 797-814
Milano: Giuffrè
Dalla fabbrica al territorio. Vent'anni di studi sulle relazioni industriali nel Veneto
Giaccone, Mario
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova
serie, 2/2004, 5-36
Milano: F. Angeli
Diritto del lavoro, relazioni industriali e flexsecurity dopo l'accordo separato di Pomigliano.
Il dibattito Ichino-Leonardi
Ichino, Pietro
Economia & lavoro, 2/2011, 35-42
Roma: Carocci
I fallimenti della politica economica e l'impossibilità delle relazioni industriali: una storia infinita?
Zenezini, Maurizio
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova
serie, 1/2012, 143-186
Milano: F. Angeli
Il caso Fiat e il sistema di relazioni industriali italiano: trasformazioni socio-culturali e politica
del diritto
Zoppoli, Lorenzo
Economia & lavoro, 2/2011, 23-34
Roma: Carocci
Innovazione tecno-organizzativa e relazioni industriali in un contesto locale
Antonioli, Davide
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova
serie, 4/2007, 67-100
Milano: F. Angeli
La cogestione: un tema di attualità nelle relazioni industriali
Fornaciari, Maria Livia
Il diritto dell'economia, 1/2001, 11-18
Modena: Mucchi
La Fiat e la crisi delle relazioni industriali
Berta, Giuseppe
Economia & lavoro, 2/2011, 13-22
Roma: Carocci
L'Accordo Quadro e l'Accordo Interconfederale del 2009: contenuti, criticità e modelli di relazioni
industriali
Ricci, Maurizio
Rivista italiana di diritto del lavoro, 3/2009, 353-378
Milano: Giuffrè
L'art. 8 della legge n. 148 del 2011: un nuovo assetto delle relazioni industriali?
Vidiri, Guido
Rivista italiana di diritto del lavoro, 1/2012, 109-128
Milano: Giuffrè
Le nuove relazioni industriali, la partecipazione e la sicurezza del lavoro
Dell'Aringa, Carlo
Economia italiana, 1/2010, 121-142
Roma: Unicredit
Le relazioni industriali in Veneto: tra federalismo accentratore e concertazione per lo sviluppo
Giaccone, Mario
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova
serie, 3/2001, 107-149
Milano: F. Angeli
Le relazioni industriali nel quadro dello Statuto dei Lavoratori
Giugni, Gino
Economia & lavoro, 1/2011, 23-38
Roma: Carocci
Le relazioni industriali: risorsa o vincolo per gestire la crisi?
Alavevich, Franca; Tonarelli,
Annalisa
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova
serie, 2/2011, 41-48
Milano: F. Angeli
Occupazione, consumi, debito e sistemi di relazioni industriali in Europa.
Un percorso di ricerca
Crouch, Colin
La rivista delle politiche sociali, 4/2010, 75-104
Roma: Ediesse
Odissea nelle relazioni industriali
Brollo, Marina
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova
serie, 2/2011, 14-21
Milano: F. Angeli
Osservazioni sulle relazioni industriali nei casi di contrattazione separata
Regalia, Ida; Galetto, Manuela;
Tajani, Cristina
Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale,
1/2010, 19-44
Roma: Ediesse
Relazioni industriali e contrattazione in Veneto
Viafora, Emilio
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova
serie, 2/2011, 56-60
Milano: F. Angeli
Relazioni industriali in Germania e alla Volkswagen
Garippo, Francesco
Economia & lavoro, 2/2011, 115-130
Roma: Carocci
Relazioni industriali, contrattazione e delocalizzazione. I casi Irca e De' Longhi
Occari, Fabio
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova
serie, 3/2007, 54-70
Milano: F. Angeli
Sviluppo organizzativo, partecipazione dei dipendenti e relazioni industriali in Barilla e Parmalat
Delsoldato, Luca; Pini, Paolo
Economia e società regionale: Oltre il Ponte nuova Milano: F. Angeli
serie, 3/2005, 77-109
Anna Morandin
Biblioteca
59
SELEZIONE ARTICOLI: SOCIETà DI PERSONE
Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale.
Titolo
Autore/i
Periodico, fascicolo, pagg.
Edizione
Arbitrato societario e arbitraggio gestionale nelle società di persone
Cerrato, Stefano A.
Giurisprudenza italiana, 2/2010, 487-495
Torino: Utet
Dai progetti delle Commissioni Di Sabato e Rovelli alla mancata riforma delle società di persone
Cagnasso, Oreste
Giurisprudenza italiana, 2/2010, 469-471
Torino: Utet
Fusione, scissione e società di persone
Maltoni, Marco
Studi e materiali, 2/2005, 1238-1259
Milano: Giuffrè
Il principio di maggioranza nella nuova disciplina della trasformazione di società di persone
Pisani, Luca
Rivista del diritto commerciale e del diritto generale
delle obbligazioni, 4-5-6/2005, 371-398
Padova: Piccin
La difficile prelazione delle società (cooperative e di persone)
Casarotto, Giangiorgio
Rivista di diritto agrario, 2/2009, 201-245
Milano: Giuffrè
La disciplina legale della morte del socio nelle società di persone: riflessioni sulla fattispecie delineata
dall'art. 2284 c.c.
Pennacchio, Vittorio
Studi e materiali, 2/2011, 487-526
Milano: Ipsoa
La nuova disciplina della trasformazione omogenea e le società di persone: un primo confronto
Ferri, Giuseppe, jr.
Studi e materiali, 2/2005, 1219-1237
Milano: Giuffrè
La nuova disciplina della trasformazione omogenea e le società di persone: un primo confronto
Ferri, Giuseppe, jr.
Rivista del diritto commerciale e del diritto generale
delle obbligazioni, 7-8-9/2005, 715-738
Padova: Piccin
La partecipazione di società di capitali in società di persone come nuovo "modello di organizzazione
dell'attività di impresa"
Tombari, Umberto
Studi e materiali, 1/2006, 426-442
Milano: Giuffrè
La partecipazione di società di persone in società personali
Guglielmo, Rocco
Studi e materiali, 2/2005, 1287-1295
Milano: Giuffrè
La ricostituzione della pluralità dei soci nelle società di persone decorsi sei mesi ex art. 2272 n. 4 c.c.
De Martino, Alfredo
Studi e materiali, 3/2010, 721-732
Milano: Giuffrè
La società di persone: quale futuro?
Cottino, Gastone
Giurisprudenza italiana, 2/2010, 495-496
Torino: Utet
La solvibilità nelle società di persone: una ricerca empirica
Miraglia, Rosa Alba;
Rizzotti, Davide; Rizza,
Carmela
Rivista italiana di ragioneria e di economia aziendale,
7-8/2008, 449-464
Roma: Rirea
La trasformazione delle società di persone in società di capitali: qualche spunto di riflessione
Tedeschi, Claudia
Rivista del diritto commerciale e del diritto generale
delle obbligazioni, 7-8-9/2009, 669-720
Padova: Piccin
Le modalità delle decisioni dei soci e degli amministratori di società di persone: una rivisitazione
alla luce della disciplina delle s.r.l.
Cagnasso, Oreste
Giurisprudenza italiana, 2/2010, 475-477
Torino: Utet
L'estinzione delle società di persone
Perrino, Michele
Rivista del diritto commerciale e del diritto generale
delle obbligazioni, 4/2011, 699-742
Padova: Piccin
Osservatorio in tema di partecipazioni in società di persone e di capitali e regime patrimoniale
della famiglia
Luoni, Sergio
Giurisprudenza italiana, 6/2008, 1576-1577
Torino: Utet
Pegno su quota di società di persone
Boggiali, Daniela; Ruotolo, Studi e materiali, 2/2009, 622-629
Antonio
Milano: Ipsoa
Problemi topici in materia di pubblicità degli atti societari "al confine" tra s.r.l. e società di persone
Guerrera, Fabrizio
Giurisprudenza commerciale, 5/2010, 706-719
Milano: Giuffrè
Riflessi della riforma sull'amministrazione delle società di persone
Guglielmo, Rocco
Studi e materiali, 2/2005, 1205-1218
Milano: Giuffrè
Società di persone e società di capitali
Sciuto, Maurizio
Rivista delle società, 6/2009, 1352-1389
Milano: Giuffrè
Sulla forma delle decisioni dei soci di società di persone aventi ad oggetto la fusione/scissione
tra società di persone e società di capitali
Zampaglione, Luigi
Studi e materiali, 1/2007, 156-179
Milano: Giuffrè
Una nuova governance anche per le società di persone?
Monteverde, Alessandro
Giurisprudenza italiana, 2/2010, 484-487
Torino: Utet
Unanimità e maggioranza nelle società di persone: una nuova prospettiva?
Di Sarli, Maria
Giurisprudenza italiana, 2/2010, 477-484
Torino: Utet
Anna Morandin
Brevetti
BREVETTI
PER INVENZIONI
INDUSTRIALI
DEPOSITATI NEL MESE
DI APRILE 2012
G & G AEQUAM SRL – Montebelluna (TV) – Calzatura provvista
di una scarpetta interna estraibile.
TONCELLI DARIO – Bassano del Grappa (VI) – Macchina per la
calibratura di lastre di materiale lapideo naturale o agglomerato.
CALZATURIFICIO S.C.A.R.P.A. SPA – Asolo (TV) – Scarpone
da sci.
BIESSE TECNOSYSTEM SRL – Pesaro (PS) – Impianto semiautomatico di stacco film carrier e applicazione di strato pelabile per
bobina finale continua o composita.
BIANCO MICHELE – S. Donà di Piave (VE) – Pulisci lingua.
COLOMBAROLLI STEFANO – S. Donà di Piave (VE) – Altoparlante magneto-dinamico multi-motore a leva.
MANARIN SRL – Mogliano Veneto (TV) – Cornetta interfono per
telefoni cellulari e smartphone con schermatura E.M.F.
FISICHELLA VINCENZO – Sant’Elena (PD) – Metodo di costruzione edile e costruzione relativa.
PERFIM SRL – Brugnera (PN) – Cappa.
WALMEC SPA – Milano – Dispositivo di supporto universale a
fascia elastica, registrabile e rimovibile, per il fissaggio d’apparecchiature elettroniche portatili ad un veicolo.
GIACOMINI & GAMBAROVA SRL – Vazzola (TV) – Macchina
per la sbucciatura di drupe con mesocarpo di natura fibrosa.
GIACOMINI & GAMBAROVA SRL – Vazzola (TV) – Impianto
per la produzione di fibre grezze di cocco.
FCS SYSTEM SRL – Casale sul Sile (TV) – Elettromandrino per
macchine a controllo numerico.
R.I. GROUP SRL – Montebelluna (TV) – VITALE GIUSEPPE –
Padova – Estratto per trattamento delle cefalee primitive.
EVCO SPA – Sedico (BL) – Sistema elettronico di controllo di un
motore elettrico di un compressore di una macchina frigorifera e
relativo metodo di funzionamento.
AM TEKNOSTAMPI SPA – Crocetta del Montello (TV) – Dispositivo di chiusura a leva con linguetta metallica regolabile, per
calzature sportive.
AM TEKNOSTAMPI SPA – Crocetta del Montello (TV) – Ponte di
chiusura a linguetta metallica regolabile, per dispositivo di chiusura a leva di calzatura sportiva.
PESSOTTORETI SAS – Gaiarine (TV) – Dispositivo per sollevare
una rete letto.
CORVAGLIA ROBERTO – Ceggia (VE) – Sistema monoporzione
per raffreddamento di bevande e liquidi.
60
BREVETTI PER MODELLI
DI UTILITÀ DEPOSITATI
NEL MESE DI APRILE 2012
GIORIO ADRIANO – Cavarzere (VE) – Impianto di produzione
energia elettrica su corsi fluviali.
FAVARO 1 SPA – Zero Branco (TV) – Struttura di lastra per pavimentazioni.
BORTOLUZZI LAB SRL – Belluno – Struttura di pensile.
PEROTTO INNOVAZIONI SAS – Volpago del Montello (TV) –
Un dispositivo di chiusura ed un articolo comprendente detto
dispositivo di chiusura.
PANTO SPA – S. Biagio di Callalta (TV) – Struttura di dispositivo
ferma vetro.
BORTOLOMIOL SPA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste
in un’impronta raffigurante la dicitura “BORTOLOMIOL”, in caratteri
di fantasia, posta centralmente sulla parte superiore di una fascia
rettangolare suddivisa in tre parti, che si sovrappone parzialmente
a un’impronta evocante il numero romano IV in caratteri di fantasia.
GROTTO MARILENA – Salgareda (TV) – Il marchio è composto
da due lettere in stampatello minuscolo scritte in grassetto (mv)
accompagnate nella sinistra dall’immagine del dolfin (parte della
gondola veneziana). Carattere di scrittura stile magneto.
GROTTO MARILENA – Salgareda (TV) – Il marchio è composto
dal testo “CALIMAN VENEZIA” in corsivo. Formato stile di scrittura
edwardian script.
COLORIFICIO SAN MARCO SPA – Marcon (VE) – Dicitura “ANTARTICA” comunque scritta.
JACUZZI EUROPE SPA – Valvasone (PN) – CITY.
AM TEKNOSTAMPI SPA – Crocetta del Montello (TV) – Ponte di
chiusura a linguetta metallica regolabile, per dispositivo di chiu-
ISOSYSTEM SRL – Ponte di Piave (TV) – Il marchio è costituito
dalla dicitura ISOLONDA di fantasia scritta in qualunque grafia.
sura a leva di calzatura sportiva.
ISOSYSTEM SRL – Ponte di Piave (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura TERMOSYSTEM di fantasia scritta in qualunque
grafia.
DISEGNI E MODELLI
DEPOSITATI NEL MESE
DI APRILE 2012
NARDI STEFANO – Pieve di Soligo (TV) – Cartelli segnaletici
bifacciali integrabili con pannelli pubblicitari e pannelli porta
depliant.
NARDI STEFANO – Pieve di Soligo (TV) – Gruppo di 4 pannelli
incastrabili tra loro per la costruzione di lampadari e piantane.
NARDI STEFANO – Pieve di Soligo (TV) – Gruppo di 68 pannelli
incastrabili tra loro per la costruzione di sedie, panche, poltrone,
librerie, mobili, scrivanie e sdrai.
DOMUS ARTIS SNC – Riese Pio X (TV) – Serie di modelli di
mobili.
FAVARO1 SPA – Zero Branco (TV) – Lastre con inserti presentanti elementi e motivi aventi carattere individuale.
DESIREE SPA – Vazzola (TV) – Elementi di arredamento presentanti elementi e motivi aventi carattere individuale.
ISOSYSTEM SRL – Ponte di Piave (TV) – Il marchio è costituito
dalla dicitura ACUSTIC SYSTEM di fantasia scritta in qualunque
grafia (trad. sistema acustico).
SOCIETÀ AGRICOLA VILLANOVA S.S. – S. Biagio di Callalta
(TV) – Tralcio di vite di colore rosso bordeaux, stilizzato, con numero 13 grappoli d’uva; dicitura: “SOC. AGR. VILLANOVA BIO S.S.”
di colore bordeaux, alla destra posizionata su tre righe. Lo sfondo
presenta sfumature di colore bianco e grigio.
COLORIFICIO SAN MARCO SPA – Marcon (VE) – Dicitura “EUROBETON TECNOLOGIE DI RIPRISTINO” comunque scritta.
CIULLO EVELINA – Treviso – Il marchio consiste nel profilo sinistro stilizzato del mio volto con apposte sotto due sciabole che si
incrociano e la scritta “NENI’S”.
MISO DI MISASI ALBERTO – Refrontolo (TV) – Il marchio consiste nella denominazione “LIMEBAR” in caratteri speciali seguita
da una fetta di limone stilizzata.
NEW SYFORM SRL – Oderzo (TV) – Dicitura DIAMOND WHEY
di fantasia.
NEW SYFORM SRL – Oderzo (TV) – Dicitura COMPETITION.
PANTO SPA – S. Biagio di Callalta (TV) – Elemento di arredamento presentante elementi e motivi aventi carattere individuale.
NEW SYFORM SRL – Oderzo (TV) – Dicitura DIET ZONE (dieta
a zona).
MARCHI DI IMPRESA
DEPOSITATI NEL MESE
DI APRILE 2012
AZIENDA AGRICOLA COL LONGONE DI FEDERICO CAMAROTTO – Caneva (PN) – Il marchio è composto dalla scritta “CAVALIERE DI SFELZ” posta in basso ad una figura di cavaliere medioevale in sella ad un cavallo, con elmo e lancia in resta, a destra
in verticale la denominazione dell’azienda, in basso il logotipo.
BORTOLOMIOL SPA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste
in un’impronta raffigurante la dicitura “BORTOLOMIOL”, in caratteri
di fantasia, posta centralmente sulla parte superiore di una fascia
rettangolare suddivisa in tre parti, che si sovrappone parzialmente
a un’impronta evocante il numero romano II in caratteri di fantasia.
AZIENDA AGRICOLA COL LONGONE DI FEDERICO CAMAROTTO – Caneva (PN) – Il marchio è composto dalla scritta
“DAMA DI SFELZ” posta in basso ad una silhouette di donna, a destra in verticale è posta la denominazione aziendale (col longone)
e a destra in basso il logotipo aziendale.
BORTOLOMIOL SPA – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste
in un’impronta raffigurante la dicitura “BORTOLOMIOL”, in caratteri
di fantasia, posta centralmente sulla parte superiore di una fascia
rettangolare suddivisa in tre parti, che si sovrappone parzialmente
a un’impronta evocante il numero romano III in caratteri di fantasia.
AZIENDA AGRICOLA COL LONGONE DI FEDERICO CAMAROTTO – Caneva (PN) – Il marchio è composto dalla scritta “COL
LONGONE” posta in basso al logotipo dell’azienda, che è rappresentato da due fagiani disposti uno a destra e l’altro a sinistra
all’interno di un cerchio, che beccano un grappolo d’uva posto al
centro.
Brevetti
61
AGENZIA ITALIA SPA UNIPERSONALE – Conegliano (TV) –
Il marchio consiste nella denominazione “MANAGEMENT DESK”.
COLOMBO VIA DELLA SPIGA SRL – Milano – Il marchio è costituito dalla sagoma di due ovali concentrici al cui interno figura
la denominazione sociale “COLOMBO VIA DELLA SPIGA”; l’ovale
interno presenta una griglia di segmenti verticali graduati in senso
crescente da sinistra al centro e decrescente dal centro a destra
ed attraversati da una spiga centrale orizzontale, orientata verso
sinistra, al di sotto della quale compare il numero “1955”; nella
parte sottostante della sagoma compare parte della denominazione sociale “colombo” in caratteri di fantasia.
ASSOCIAZIONE CULTURALE CANTIERE CORPO LUOGO –
Mestre/Venezia – Il marchio consiste nella dicitura PARCO DEL
CONTEMPORANEO.
ELISABETTA MOTTA – Treviso – Il marchio consiste nella dicitura GREEN LIFE HOTEL che tradotto significa albergo sostenibile.
R.E.S. SPA – Preganziol (TV) – Il marchio consiste in un’impronta rettangolare con sfondo e elementi puntiformi su cui è sovrascritta la dicitura NEOPLUS in caratteri di fantasia con la lettera P
soprastante le lettere EO.
FASSA SPA – Spresiano (TV) – Il marchio consiste in un’impronta
raffigurante la dicitura LINEA BIO-ARCHITETTURA FASSA BORTOLO
PURACALCE, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura puracalce di maggiori dimensioni e posta al di sotto della dicitura linea
bio-architettura fassa bortolo ed essendo posta sopra la lettera P
l’impronta di una farfalla stilizzata.
DE NARDO CLAUDIO – Treviso – Il marchio consiste in una
rappresentazione stilizzata di un organo e nella denominazione
“AMICI DELL’ORGANO TREVISO”.
DE NARDO CLAUDIO – TREVISO – Il marchio consiste nella denominazione PAGINE D’ORGANO.
NETTO DINO – Mareno di Piave (TV) – Il marchio consiste in
una forma ovale contenente nel suo interno, vicino al bordo, n. 12
stelle e al centro n. 2 lettere G stilizzate in stampatello maiuscolo
parzialmente sovrapposte. All’esterno della forma ovale, a circolo,
vicino al bordo, si trova la seguente scritta in stampatello minuscolo: GRAN GALA CICLISTICO INTERNAZIONALE, e nella parte
sottostante la scritta “dal 1985”.
MARIA CRISTINA MINASOLA – Treviso – Marchio di fantasia
costituito da un simbolo formato da due numeri “1” speculari, tra
i quali compare la lettera “o”. Sotto il simbolo appare la scritta per
esteso “MAISON ONZE” ove l’iniziale “M” corrisponde a due numeri
“1” speculari. Trad.: casa undici.
DARTEDA SRL UNIPERSONALE – San Fior (TV) – Il marchio è
composto dalla parola “ALL CODE” racchiusa all’interno di un cerchio. La seconda lettera “L” della parola “all” ha la caratteristica di
essere ruotata verso destra e posizionata sopra al cerchio. La parola
“code” è posizionata sotto la parola “all”.
ALPINESTARS RESEARCH SRL – Maser (TV) – ONE GOAL. ONE
VISION.
CARTAI BASSANESI SPA – Asolo (TV) – Il marchio consiste in
un’impronta raffigurante una ghirlanda floreale con iscritta la dicitura TONOSUTONO in cui le lettere S e U presentano dimensioni
maggiori delle restanti.
VAL D’OCA SRL – Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella
dicitura VAL D’OCA di fantasia, in qualunque carattere e dimensione.
DESIREE SPA – Vazzola (TV) – Il marchio consiste nella dicitura
YO-YO di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione.
LUFE DI LUIGI FERRAIUOLO – Conegliano (TV) – Il marchio
consiste nella dicitura MANULEI in qualsiasi carattere di stampa,
dimensione e colori.
GHEA MARCO – Mirano (VE) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura MHUSKERS di fantasia, in caratteri
di fantasia.
SILEAGRAFICHE SRL – Silea (TV) – Il marchio consiste nell’immagine stilizzata di un uomo che cammina con in mano un portatile, sul coperchio del portatile e sotto all’immagine c’è la scritta
“TECHNO GRAPHIC”.
SPAGNOL DENIS – Valdobbiadene (TV) – Scritta NANI DEI RIZZI.
SO.PAS DI PASSARINI ERMANO & F.LLI SNC – Loria (TV) – Il
marchio consiste nella scritta AVICOLI VEGETARIANI disposta su un
cartiglio ad andamento semicircolare nella cui cavità è disposta
la raffigurazione stilizzata di un avicolo il cui corpo è formato da
una pannocchia, mentre la coda è raffigurata dall’estremità di una
spiga. Dal corpo della pannocchia si innalzano due ali stilizzate
e l’estremità superiore della pannocchia reca la raffigurazione del
becco e della cresta.
SO.PAS DI PASSARINI ERMANO & F.LLI SNC – Loria (TV) –
AVICOLI VEGETARIANI.
PUNTO SRL – Montebelluna (TV) – Dicitura “NYSTAR”.
PUNTO SRL – Montebelluna (TV) – Dicitura “NYFLEX”.
PUNTO SRL – Montebelluna (TV) – Dicitura “SALCOR”.
FAVERO HEALTH PROJECTS SPA – Montebelluna (TV) – Dicitura “FAVERO ARREDAMENTI METALLICI” comunque scritta.
PASQUARIELLO GIULIA – Villorba (TV) – Il marchio consiste
nella dicitura “MA.GI.CA CREATION” posta su due livelli dove la
parola creation è di minori dimensioni, con font helvetica 33 thin
extended, 66 medium extended. Sopra si trova una linea verticale
con tre punti in linea verticale sul lato destro della medesima.
WARM SRL – Castelcucco (TV) – Il marchio consiste nella dicitura WAPOR associata ad un disegno comprendente una W stilizzata sovrapposta ad una circonferenza ottenuta da una pluralità
di fasce trasversali.
IPSA SE.CO. GROUP SRL – Bassano del Grappa (VI) – Il marchio
consiste in un’impronta raffigurante la dicitura CATTANEO PRESSE, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura cattaneo di minori
dimensioni e parzialmente sovrapposta alla dicitura presse in
caratteri profilati, ed essendo posta alla loro sinistra un’impronta
romboidale al cui interno è presente un’impronta costituita da due
elementi a C contrapposti con un elemento intermedio lineare con
cerchio centrale.
LORENZETTO SRL – San Vendemiano (TV) – Il marchio consiste
nella denominazione DOT’S.
GU&GI EQUIPE SAS DI LIVIERI GIOVANNA & C. – Fonte (TV)
– Logo composto da una macchia raffigurante mezzo cuore con
sovrapposizione della parte iniziale della scritta SPOSINLOVE e
sotto la scritta WEDDING FAIR il tutto con caratteri personalizzati
di fantasia.
PODARTE SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella
denominazione CUTIVEL.
PODARTIS SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella
denominazione PODOACTIVE.
PODARTIS SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella
denominazione PODOARTRIX.
PODARTIS SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella
denominazione PODOVENUS.
PODARTIS SRL – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella
denominazione PODOPLUS.
NARDO MARCO – Spinea (VE) – TURRI FULVIO – Verona –
BORTOLIN MAVIO – Valdobbiadene (TV) – Scritta “FOPE REVARAL” in caratteri di fantasia, dove la scritta FOPE è al di sopra della
scritta revaral e in posizione obliqua, questa ultima presenta un
accento sulla seconda “a”.
RODRIGUEZ CARMEN GABRIELA – Treviso – Scritta BUILDINGIDEAS in caratteri stilizzati dove la scritta building è di colore
grigio e la scritta ideas è di colore verde con il puntino della lettera
i di colore grigio. Sotto la scritta building compare la scritta “your
environment” di colore verde e sotto la scritta ideas compare la
scritta “made in italy” di colore grigio. A sinistra della scritta buildingideas c’è una lettera B stilizzata di colore verde con un punto
sopra di colore grigio. Trad. del marchio: “costruendo idee. Il tuo
ambiente fatto in Italia”.
MEDIO PIAVE SRL – Crocetta del Montello (TV) – Al centro del
marchio vi è la scritta MR. GREEN in verde chiaro e ogni lettera è
contornata da un verde erba, un verde scuro e un grigio. A fianco ad ogni lettera R vi sono due gocce d’acqua nelle tonalità del
verde, del bianco e del nero. Sullo sfondo della scritta vi sono più
ellissi uno dentro l’altro di colore grigio scuro, bianco, grigio chiaro,
verde scuro e verde.
A fianco della lettera M e sopra la lettera G vi è la faccia di un grillo
di colore verde chiaro, verde e verde scuro con un paio di occhiali
con montatura nera e due occhi grandi neri su sfondo bianco e
azzurro. Il grillo ha due antenne grandi fatte ad L rovesciata. Anche
il grillo ha un contorno grigio. Nell’immagine si evidenziano anche
due stelle bianche.
ENEX SRL – Paese (TV) – Il marchio consiste nella parola di fantasia “ENJECTOR” in caratteri speciali con 2 linee stilizzate di cui
una posta al di sopra delle lettere “jector” e una che interseca la
lettera “n”.
SOCIETÀ AGRICOLA MARCON ANTONIO & FIGLI SS. – Salgareda (TV) – Il marchio consiste in un quadrato con i quattro
lati concavi, composto da una cornice spessa ed uniforme, nel cui
interno vi sono otto spicchi a coppie uguali tra loro. Al di sotto la
scritta “TORRE MASCHIA” in papyrus regular e la scritta “azienda
agricola Marcon dal 1903” in weiss bold.
DANIELE MARCON – Maser (TV) – “SKILLZ”. Il marchio consiste
nella suddetta parola riproducibile in qualsiasi forma, carattere e
colore.
CASTELFARMA SNC DI TONIN EMANUELA E PICCININI ALBANO – Castelfranco Veneto (TV) – Il marchio è costituito da una
torre stilizzata sotto la cui base viene riportata la dicitura “PARAFARMACIA SAN GIACOMO”. Il lato della torre a destra è delimitato
da una croce stilizzata mancante del braccio a sinistra e nel cui
centro è raffigurato il caduceo farmaceutico.
C.B.C. ROYAL FIRST SRL – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione “ESPRESSO BY ROYAL” in caratteri speciali
con immagine stilizzata di una corona.
OMBRE BLU – Verona – Il marchio consiste in una rappresentazione di una barca a vela stilizzata, la cui vela stilizzata corrisponde alla lettera “b” di “OMBRE” scritta in carattere stilizzato. Sotto
la barca a vela c’è la scritta “blu”. Il tutto all’interno di un riquadro
suddiviso a metà dalla barca. Lo sfondo della parte superiore è di
colore azzurro, lo sfondo della parte inferiore è di colore blu. La
scritta “blu” è di colore bianco. La scritta “ombre” è di colore nero
ma le lettere O-B-R hanno solo il profilo nero e la parte interna
bianca.
Brevetti
FRONZONI FULVIO - Treviso - Il marchio consiste nella dicitura
“RE PROFUMO” con lettera “R” in caratteri speciali.
E-CLIPSY DI VENDRAMELLI ALESSIA & C. SAS – Mareno di
Piave (TV) – E-CLIPSY.
GREGOLETTO GIOVANNI - Miane (TV) - Il marchio consiste in
un’impronta raffigurante la dicitura “ombra”, in caratteri di fantasia, sopra la quale è posta un’impronta di un campanile stilizzato,
la cui ombra stilizzata si estende verso sinistra e sotto il quale sono
presenti delle figure di persone stilizzate.
CANDEL DI AGOSTINI GIOVANNI & C. SNC – Maserada sul
Piave (TV) – Dicitura “MARISA MONTI” comunque scritta.
SECUR CONTROL SRL - S. Donà di Piave (Ve) - Il marchio consiste in un’impronta rettangolare di colore grigio con angoli arrotondati. Sovrapposta all’impronta e lungo il bordo perimetrale vi
è una cornice di colore blu. All’interno dell’impronta al centro si
trova il simbolo di fantasia di uno dei quattro elementi (acqua) e
sottostante lo stesso si trova la scritta “acqua” in carattere di fantasia e sottolineata, il tutto di colore blu. L’impronta riporta inoltre
in colore grigio scuro una parte stilizzata del simbolo di fantasia
dell’elemento acqua. Nell’angolo in basso a destra è rappresentato
un sigillo con la scritta “go” di colore pantone process blue C ed il
sigillo è di colore argento.
SECUR CONTROL SRL - S. Donà di Piave (VE) - Il marchio consiste in un’impronta rettangolare di colore grigio con angoli arrotondati. Sovrapposta all’impronta e lungo il bordo perimetrale vi
è una cornice di colore giallo. All’interno dell’impronta al centro si
trova il simbolo di fantasia di uno dei quattro elementi (terra) e
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sottostante lo stesso si trova la scritta “terra” in carattere di fantasia
e sottolineata, il tutto di colore giallo. L’impronta riporta inoltre
in colore grigio scuro una parte stilizzata del simbolo di fantasia
dell’elemento terra. Nell’angolo in basso a destra è rappresentato
un sigillo con la scritta “go” di colore pantone 116c ed il sigillo è
di colore argento.
SECUR CONTROL SRL - S. Donà di Piave (VE) - Il marchio
consiste in un’impronta rettangolare di colore grigio con angoli
arrotondati. Sovrapposta all’impronta e lungo il bordo perimetrale
vi è una cornice di colore viola chiaro. All’interno dell’impronta al
centro si trova il simbolo di fantasia di uno dei quattro elementi
(fuoco) e sottostante lo stesso si trova la scritta “fuoco” in carattere
di fantasia e sottolineata, il tutto di colore viola chiaro. L’impronta
riporta inoltre in colore grigio scuro una parte stilizzata del simbolo di fantasia dell’elemento fuoco. Nell’angolo in basso a destra è
rappresentato un sigillo con la scritta “go” di colore pantone 232c
ed il sigillo è di colore argento.
SECUR CONTROL SRL - S. Donà di Piave (VE) - Il marchio consiste in un’impronta rettangolare di colore grigio con angoli arrotondati. Sovrapposta all’impronta e lungo il bordo perimetrale vi
è una cornice di colore grigio chiaro. All’interno dell’impronta al
centro si trova il simbolo di fantasia di uno dei quattro elementi
(aria) e sottostante lo stesso si trova la scritta “aria” in carattere di
fantasia e sottolineata, il tutto di colore grigio chiaro. L’impronta
riporta inoltre in colore grigio scuro una parte stilizzata del simbolo di fantasia dell’elemento aria. Nell’angolo in basso a destra è
rappresentato un sigillo con la scritta “go” di colore grigio chiaro ed
il sigillo è di colore argento.
ECO SRL - Conegliano (TV) - Il marchio consiste in un serbatoio di
cottura per birra contornato nella parte inferiore da due spighe di
orzo che si intrecciano con foglie e fiori di luppolo. Sotto è posta la
scritta in inglese BREW TECH (tecnologia della birra).
FAVALESSA FRANCESCO - Conegliano (TV) - Il marchio consiste in: scudo con la parte superiore disegnata a tre merli (rialzi) e
parte inferiore a forma arrotondata. Nella parte superiore ci sono
sei stelle (tre all’interno e tre all’esterno verso l’alto). All’interno c’è
la scritta MFS con una linea sottostante leggermente incurvata, al
centro ci sono cinque stelle disposte a semicerchio e le lettere YD,
la lettera Y è stilizzata e rappresenta una figura che sta eseguendo
un calcio, in basso al centro c’è la scritta FDC. L’intero scudo ha il
perimetro con doppio filetto.
FAVALESSA FRANCESCO - Conegliano (TV) - Il marchio consiste
in: scudo composto da due parti. La parte superiore è disegnata
con tre merli (rialzi), ci sono sei stelle (tre all’interno e tre all’esterno verso l’alto), all’interno c’è la scritta MFS. La parte inferiore
dello scudo è a forma arrotondata verso il basso, all’interno ci
sono cinque stelle disposte a semicerchio e le lettere YD, la lettera
Y è stilizzata e rappresenta una figura che sta eseguendo un calcio, a contorno della lettera D c’è la scritta Y.D. MASTER FRANCIS
SCHOOL, in basso al centro c’è la scritta FDC. L’intero scudo ha il
perimetro con doppio filetto.
FREZZA FABRIZIO - Follina (TV)- DALTO DENIS - Moriago della
Battaglia (TV) - Il marchio consiste in una scritta formata dalla
parola “JOIEL”.
LE STRATEGIE PER TUTELARE MARCHI BREVETTI E MODELLI
Giovedì 14 giugno a Treviso si è svolto un seminario dedicato alla ricerca documentale e agli altri strumenti al servizio delle aziende per la protezione
dei propri brevetti.
Treviso Tecnologia, Azienda Speciale per l’Innovazione della Camera di Commercio di Treviso, ha organizzato, presso l’Auditorium della Provincia
di Treviso, Il seminario gratuito “LE STRATEGIE PER TUTELARE MARCHI BREVETTI E MODELLI” che ha illustrato ed analizzato i diversi strumenti
disponibili per la redazione di un piano strategico di difesa e di controllo degli asset intangibili delle aziende: il loro capitale intellettuale.
Particolare spazio è stato dato alla ricerca documentale, una delle azioni da utilizzare all’interno del piano di protezione messo in piedi dall’azienda.
Strumento di fondamentale importanza sia nella fase che precede la registrazione - per assicurarsi che il proprio titolo sia inedito, per analizzare le probabilità di successo e per ridurre il rischio di ledere i diritti di terzi - che nella fase successiva all’ottenimento del titolo per monitorare il mercato di riferimento,
le attività dei competitor e per verificare che terzi
non ledano i diritti acquisiti.
I relatori esperti del settore hanno illustrato le
diverse azioni che le aziende possono attuare
per la difesa dei titoli.
È stata presentata la nuova procedura per l’opposizione alla registrazione di marchi nazionali.
La dott.ssa Elisa Toniolo, responsabile dell’Ufficio Infotech di Treviso Tecnologia ha illustrato
i servizi a disposizione delle aziende.
Hanno aperto i lavori il Presidente della Provincia
di Treviso Leonardo Muraro e il Direttore di
Treviso Tecnologia Roberto Santolamazza.
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