le ia ec 5 sp 01 o rt i 2 se n in io n ez Co El Madagascar Sette nonne portano l’energia solare nei loro villaggi Pagina 16 Oceano I tesori nascosti degli abissi marini Pagina 6 RIVISTA WWF 3/2015 Foresta Affinché i giaguari vivano felici Pagina 20 EDITORIALE P oter scegliere le persone che deliberano le leggi del nostro Paese è un’occasione che si presenta solo ogni quattro anni. E questo vale anche per le leggi ambientali. Durante la prossima legislatura si deciderà con quale serietà intendiamo affrontare la svolta energetica, se l’agricoltura debba diventare più ecologica, e se siamo finalmente pronti a adottare misure climatiche che contengano il riscaldamento globale sotto la pericolosa soglia dei due gradi centigradi – proprio come accade già in molti altri Paesi (si legga a pag. 22). Solo chi vota contribuisce attivamente a determinare il futuro del Paese. Eppure, in occasione delle ultime elezioni parlamentari, neppure la metà dei cittadini ha esercitato il proprio diritto di voto. Quasi 33 mila schede, inoltre, sono risultate nulle. Un’occasione gettata al vento. Certo, la domenica delle elezioni era una splendida giornata e, come tutti sanno, un voto corretto necessita sempre di uno sforzo di concentrazione: ma resta il fatto che solo chi depone un voto valido nell’urna esercita realmente il proprio diritto a partecipare al processo democratico. E questo vale ancor di più in ambito di tutela ambientale, dove le maggioranze sono spesso risicate. Nell’ultima sessione estiva, ad esempio, il Consiglio nazionale ha deciso – con un solo voto di differenza! – che il Parlamento può deliberare sulla revisione della Legge sulla protezione dell’ambiente. Un progetto, quest’ultimo, estremamente importante, poiché in gioco, tra le altre cose, vi è la definizione di standard minimi ecologici per l’olio di palma e la soia d’importazione nonché per la promozione del riciclaggio. Occorre pertanto esortare tutte le forze in campo. In materia di tutela ambientale non vi sono grandi differenze solo tra i partiti, ma anche tra i diversi candidati di uno stesso partito. Spesso l’idea che ci si fa di se stessi e la realtà non combaciano perfettamente. Ecorating.ch ha analizzato tutti i candidati, e la Rivista WWF, in un inserto speciale, vi mostra quanto ognuno di essi sia davvero a favore dell’ambiente. La nostra unica richiesta, perciò, è la seguente: votate solo quei candidati che si impegnano seriamente a favore dell’ambiente! Vi ringrazio di cuore e vi saluto cordialmente, SOMMARIO BUONE NOTIZIE 4 Bracconaggio in calo; petizione: successo per il Great Barrier Reef; soia da fonti responsabili. FOCUS 6Oceano Mari inesplorati e già minacciati. Negli abissi marini vi sono grandi quantità di materie prime. UN MONDO DI NUMERI 14 Dati e cifre dal mondo vegetale e animale: cigno minore; otaria orsina antartica; termiti; tigre ATTUALITÀ 16Madagascar Non sanno leggere né scrivere, eppure portano la luce nei villaggi: le nonne solari. 20Foresta Le foreste certificate FSC aiutano i giaguari e altri animali. Ecco lo studio di un ricercatore svizzero. 22Clima La svolta energetica fa il giro del mondo. La situazione in sette paesi. 24 Campi Natura Alla scoperta della vita degli alpigiani. VIVERE MEGLIO 26 Smartphone o laptop; le vacanze invernali; sostituire un riscaldamento a gasolio; il seitan. IL MIO WWF 28Consigli Il nuovo shop del WWF con sconto di benvenuto. 29 Shop WWF 31Cruciverba 32 Le vostre lettere 33 Le vostro foto 35L’intervista Thomas Vellacott, CEO WWF Svizzera La nostra missione: fermare la distruzione dell’ambiente nel mondo intero e costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura. 2 Luca Mercalli ci racconta del grande caldo: «In futuro la situazione peggiorerà in tutto il mondo». 26 VIVERE MEGLIO eglio smartphone o laptop per M le e-mail? Domande e risposte per una vita più sostenibile. 24 T I T E L : © J O S H U A L A M B U S . Q U E S TA P A G I N A : © E L I S A B E T H M O C H , D A N T E F E N O L I O / K E Y S T O N E , L O U I S E J A S P E R , B L I C K W I N K E L / A L A M Y, R A F F I N E R I E IN MONTAGNA lzarsi alle 5 del mattino per A mungere le capre, lavorare il latte per farne dei formaggini: undici ragazzini l’hanno fatto e si sono divertiti. 6 OCEANO emperature vicine allo zero, pressioni T enormi e tenebre infinite: gli abissi marini sono i luoghi più inospitali del pianeta. Eppure, qui si è sviluppata un’incredibile biodiversità, come il polpo Dumbo (Grimpoteuthis sp, vedi sopra). Sulla copertina: un esemplare di Ancistrocheirus lesueurii. 16 MADAGASCAR e «nonne» installatrici di pannelli L solari: un’idea semplice che illumina i villaggi africani. 14 UN MONDO DI NUMERI gni anno il cigno minore O copre in volo distanze enormi. Ma come si protegge dal gelo d’alta quota? 3 BUONE NOTIZIE Un rinoceronte indiano in Nepal: una specie protetta dal bracconaggio. IL BRACCONAGGIO IN FORTE CALO Buone notizie dal Nepal: nel giro di quattro anni il numero di rinoceronti è aumentato del 21% passando da 534 a 645 esemplari. I censimenti sono stati effettuati dal governo nepalese nei diversi parchi nazionali e nelle aree protette del Paese. Per la terza volta nel giro di cinque anni, inoltre, il Nepal ha potuto festeggiare una ricorrenza del tutto particolare: 365 giorni trascorsi senza che nessun rinoceronte venisse ucciso dai bracconieri. Oltre che dalla scomparsa del loro habitat, i rinoceronti sono minacciati dal bracconaggio: in molte zone dell’Asia il loro corno è considerato un farmaco molto efficace. In realtà il corno è composto dallo stesso materiale delle nostre unghie. – cgy 4 SOIA DA FORAGGIO SOSTENIBILE La soia si è imposta in tutto il pianeta come foraggio per manzi, galline e maiali. Le foreste tropicali e importanUna piantagione di soia: foraggio per ti regioni di savana, perciò, la nostra insaziabile fame di carne. continuano a essere sacrificate per far posto alle piantagioni di soia. Il rischio che i consumatori di carne, uova e latticini svizzeri contribuiscano alla distruzione delle foreste tropicali è tuttavia minimo. Il WWF e la Rete svizzera per la soia hanno infatti raggiunto un eccezionale obiettivo: il 93% della soia per l’alimentazione degli animali proviene da fonti responsabili ed è priva di organismi geneticamente modificati. Della Rete per la soia fanno già parte i più grandi importatori di soia, numerosi produttori agricoli e molti distributori al dettaglio. Per quanto riguarda la carne e i latticini d’importazione, invece, non è possibile sapere come sia stata coltivata la soia utilizzata per foraggiare gli animali. – lis UNA LEZIONE PER L’AUSTRALIA Il WWF ha lanciato un appello in tutto il mondo per chiedere una migliore tutela del Great Barrier Reef. La Grande barriera corallina, infatti, rischia di diventare una discarica e un’autostrada per le navi. La petizione è stata firmata da oltre 560 mila persone. L’UNESCO non ha ancora iscritto il reef nella lista dei «patrimoni dell’umanità a rischio», ma continua a far pressione sul governo di Canberra. Con qualche suc- cesso: le autorità australiane hanno vietato al gestore di un porto carbonifero di scaricare all’interno di un’area marina protetta, del materiale da scavo. Il governo si è pronunciato a favore di restrizioni nell’ambito di nuovi progetti portuali. – cgy © M I N T I M A G E S / F R A N S L A N T I N G / P H O T O S H O T, S C O T T S I N K L I E R / A L A M Y, E L I S A B E T H M O C H , R A F F I N E R I E CON LE PROPRIE ALI: IL GIPETO È DI RITORNO Accusato di essere un ladro di agnelli, il gipeto barbuto – cento anni fa – venne sterminato in tutto il territorio svizzero. Dagli anni Ottanta gli ecologisti stanno conducendo un progetto di reintroduzione del gipeto: questa estate è stato liberato nella natura Trudi, un gipeto del WWF. I 204 uccelli reintrodotti nelle Alpi hanno covato 128 piccoli. Un grande successo, poiché questi avvoltoi raggiungono la maturità sessuale solo dopo i primi 7 anni di vita e covano al massimo un solo piccolo all’anno. – lis 20 Numero di giovani Gipeti Totale 128 Gipeti 15 COMPLIMENTI ANDY MURRAY Andy Murray è tra i primi dieci della classifica ATP già da alcuni anni e, dalla fine del 2014, è anche ambascia tore internazionale del WWF. Insieme al WWF si impegna nella lotta contro il bracconaggio e contro il com mercio illegale di animali sel vatici. Il nostro tennista, grande appassionato di cani, sostiene un progetto d’adde stramento di cani da ricerca che vengono utilizzati in Nepal. Il Nepal è già riuscito a ridurre il bracconaggio (si veda pagina accanto). Esso, tuttavia, continua a essere un paese di transito tra India e Cina per i prodotti illegali provenienti da animali selva tici. In onore del grande ten nista, uno dei cuccioli di que sti cani è stato chiamato Murray. – cst 10 5 0 1997 2014 5 FOCUS MARI Le meraviglie degli abissi 1 Gli abissi marini sono tra gli ultimi luoghi inesplorati del pianeta: luoghi desolati, gelidi e oscuri situati a migliaia di metri di profondità. Qui, tuttavia, vivono innumerevoli organismi: sinora gli scienziati sono riusciti a contarne quasi 250 mila. E non è che l’inizio. Testo: Barbara Barkhausen 2 3 5 6 5 7 4 6 7 FOCUS MARI N 8 9 10 12 11 8 uova Zelanda: di fronte alle coste sprofonda improvvisamente il fondale marino scendendo per oltre 10 mila metri nella fossa delle Kermadec. A ogni metro la pressione aumenta, tanto che sul fondo dell’abisso, su una superficie di un centimetro quadrato grava la pressione di una tonnellata. Nel 2014 Nereus, un sottomarino robot senza equipaggio (costato 5 milioni di dollari) non resse a tale pressione e andò distrutto. Quando parla delle sue spedizioni nella fossa delle Kermadec, Malcolm Clark, scienziato marino del neozelandese National Institute of Water and Atmospheric Research (Niwa), pensa a questo incidente: ogni volta che il suo sottomarino robot riemerge da profondità di diverse migliaia di metri – ci confessa – egli prova un grande senso di sollievo. Negli abissi marini Clark e i suoi colleghi hanno già scoperto «animali molto affascinanti». «Quando scarichiamo le immagini raccolte dalle videocamere, l’eccitazione del team è palpabile». I sottomarini robot che gli scienziati calano nelle acque profonde sono composti da strutture tubulari triangolari alle quali sono appese una telecamera, alcuni faretti e un’esca: «Un pesce viscido e puzzolente che attira gli organismi degli abissi», afferma Clark. Nel 2009, durante una di queste spedizioni, gli scienziati scoprirono che i Liparidae – pesci che sembrano girini sovradimensionati e gelatinosi – sono anche presenti nelle fosse oceaniche della Nuova Zelanda. I Liparidae sono l’unica famiglia di pesci sinora filmati a oltre 8 mila metri di profondità. Durante la stessa spedizione, il team si imbatté anche in anfipodi sorprendentemente grandi, gli Alicella gigantea, che ricordano giganteschi gamberi. Con i loro 28 cm di lunghezza sono i più grandi esemplari di anfipode mai rinvenuti. «Che diavolo è questo, pensai quando vidi per la prima volta un anfipode», ammette Alan Jamieson dell’Università di Aberdeen (Scozia), che diversi anni fa rinvenne questo animale a una profondità di 7000 metri. «Era più grande di quanto avessi mai ritenuto possibile». La ricerca negli abissi marini è iniziata solo 200 anni fa, quando John Ross, un ricercatore britannico, riuscì a portare in superficie alcuni vermi e una stella serpentina da una profondità di 2 mila metri. Lo studio di questo ambiente si è intensificato da una quarantina d’anni, ossia da quando l’industria ittica si è spinta negli abissi oceanici. Oggigiorno, infatti, si pesca fino a una profondità di 2 mila metri, causando una serie di problemi: molti pesci abissali si sviluppano lentamente, raggiungono età ragguardevoli e hanno un tasso di riproduzione molto ridotto. Enigmi e misteri Si parla di abissi marini dai mille metri di profondità, sebbene vi siano ricercatori che fissano tale soglia già attorno ai 200–300 m. Un mondo freddo, senza stagioni, in cui – a una temperatura di pochi gradi sopra lo zero – regna l’oscurità eterna. Sul fondo del mare, vi sono pianure, montagne e gole, proprio come sulla terraferma. Nei punti più profondi dei fondali marini, nella fossa delle Marianne, si raggiungono profondità di oltre 11 mila metri. Gli uomini si spingono solo raramente in questi «deserti» inospitali: nel 2012 James Cameron, il regista di «Titanic», fu il primo uomo dopo 52 anni a reimmergersi in questi abissi. Pionieri di queste spedizioni furono lo svizzero Jacques Piccard e l’americano Don Walsh con un sottomarino progettato da Piccard. Oggigiorno per la ricerca nella zona mesopelagica, compresa tra i 200 e i 1000 metri di profondità, la maggior parte dei ricercatori utilizza sottomarini robot. In pochi dispongono della tecnologia sottomarina per scendere personalmente in acque profonde. Alcuni si servono di «volontari» offerti dalla natura: squali bianchi o elefanti marini sono già stati dotati di trasmettitori per inabissarsi nelle profondità marine. Nel 2013 grazie all’aiuto degli elefanti marini alcuni ricercatori hanno individuato, nei fondali di Capo Darnley, la fonte di una massa d’acqua profonda antartica, la quarta sinora scoperta. Questa fonte alimenta le fredde correnti delle acque profonde che contribuiscono a regolare il clima del pianeta. In tal modo si è potuto sciogliere un enigma sul clima che da oltre trent’anni agitava gli animi degli scienziati. Le profondità dei mari, tuttavia, celano in sé tanti altri misteri: tra gli innumerevoli e sconosciuti organismi degli abissi vi sono numerose specie di meduse il cui corpo è costituito per il 99% d’acqua. In questo modo questi invertebrati possono resistere all’enorme pressione che domina a certe profondità. Oppure animali che attirano le proprie prede con segnali luminosi, come ad esempio il melanoceto. O ancora animali come il pesce vipera, il calamaro vampiro, la rana pescatrice che si nutrono essenzialmente dei resti di pesci morti provenienti dagli strati superficiali dei mari. Talvolta questi animali necrofaghi possono nutrirsi per diversi anni del cadavere di una sola balenottera azzurra. Anche dopo decenni, quando ormai dell’animale morto rimangono soltanto le ossa, i suoi resti continuano ad attirare schiere di organismi, come poté constatare Craig Smith, un ecologo marino dell’Università delle Hawaii, nell’ambito di una spedizione in sottomarino effettuata di fronte alle coste californiane. Durante una perlustrazione in acque profonde, il suo team si imbatté in uno scheletro di balenottera azzurra lungo 21 metri che si trovava lì da ben cinquanta anni (fu appurato grazie ad alcune analisi). Su quelle ossa si erano insediate delle grandi vongole che in precedenza i ricercatori avevano trovato solo nelle vicinanze delle cosiddette fumarole nere. Questi fenomeni vulcanici sottomarini offrono un affascinante spettacolo naturale degli abissi: da essi non sgorgano solo acque bollenti, che possono raggiungere i quattrocento gradi, ma anche gas tossici. Neppure questo, tuttavia, riesce a tenere lontano animali come le vongole, i vermi tubicoli o le anemoni abissali. «Nelle acque profonde vale il detto: «volere è potere», afferma Malcolm Clark. «Gli abissi ricordano un po’ Jurassic Park: un luogo dove gli animali si sviluppano liberamente». In questo Jurassic Park, ad esempio, è diventata leggendaria la lotta tra il capodoglio e il calamaro colossale (Mesonychoteuthis hamiltoni). Quest’ultimo ha ispirato molti racconti di mostri marini, sebbene fino a poco tempo fa nessun uomo lo avesse mai visto: a nutrire il suo mito erano i profondi graffi e le ferite sui corpi dei capodogli causate dal calamaro colossale con le sue grandi ventose spinate e i suoi terribili uncini girevoli a 360 gradi. L’emersione di un mostro Per molti anni le reali dimensioni e l’aspetto di questo animale sono rimasti un enigma. Nel 1925 furono rinvenuti per la prima volta una testa, le braccia e i due tentacoli nello stomaco di un capodoglio. Solo nel 2007 e nel 2014 alcuni ricercatori neozelandesi riuscirono a studiare i cadaveri ben conservati di due calamari colossali. 1. Crostaceo abissale (Gigantocypris sp), dorsale medio atlantica, Atlantico settentrionale; 2. Stella marina (Asteroidea sp), Oceano Indiano; 3. Paguro d’alto fondo e epizoanto (Parapagurus pilosimanus sp e Epizoanthus sp), Oceano Indiano; 4. Medusa abissale (Crossota sp), Pacifico meridionale; 5. Granchio Yeti (Kiwa sp), Oceano Indiano; 6. Polpo degli abissi (Tremoctopus sp), Pacifico nordoccidentale; 7. Pesce nastro (Trachipterus sp), Atlantico nordoccidentale; 8. Anomura degli abissi (Neolithodes sp), Atlantico; 9. Melanoceto (Melanocetus murrayi), dorsale medio atlantica, Atlantico settentrionale; 10. Stella serpentina (Ophiochiton ternispinus), Atlantico sudorientale; 11. Lompo (Cyclopterus lumpus), mare di Barents; 12. Cefalopode (Cranchia scabra), Golfo del Messico, Atlantico; 13. Beroide (Beroe cucumis), Atlantico; 14. Medusa (Pandea rubra), Golfo del Maine, Atlantico; 15. Madrepora (Goniocorella sp), Oceano Indiano; 16. Cetriolo di mare abissale (Laetmogone billettii), dorsale medio atlantica, Atlantico. © D AV I D S H A L E / N AT U R E P L . C O M ( 1 2 ) , J O S H U A L A M B U S ( 2 ) , V I S U A L S U N L I M I T E D / N AT U R E P L . C O M ( 2 ) 9 ► FOCUS MARI ► Nel settembre del 2014, infine, il secondo di questi due calamari colossali venne sezionato pubblicamente nel museo Te Papa di Wellington, la capitale della Nuova Zelanda. A tale operazione assistettero 140 mila persone di 180 paesi. «Il calamaro colossale era lungo cinque metri, pesava 350 chili e aveva occhi grandi come piatti», ricorda Kat Bolstad, la biologa marina americana della Auckland University of Technology che condusse l’operazione. Organismi sconosciuti Sempre più spesso, tra gli animali in cui si imbattono, i ricercatori si trovano di fronte anche creature marine completamente sconosciute. Solo nel 2014 sono stati scoperti 1451 animali marini. Il processo attraverso cui si può definire «nuova» una specie è sovente, lungo e complesso: nel 1980, ad esempio, a mille metri di profondità nelle acque di fronte all’Australia vennero scoperti animali a forma di fungo che più tardi avrebbero ricevuto il nome di Dendrogramma enigmatica e Dendrogramma discoides. «Nonostante quegli esemplari fossero stati pescati nel 1986, potei classificarli solo nel 1988 durante le operazioni di vaglio dei reperti della spedizione», racconta Jean Just, zoologo del Museo di storia naturale danese. In quell’occasione egli si accorse subito che si trattava di una nuova specie. Ci sono voluti venticinque anni per capire quanto essa sia unica e straordinaria. Si è infatti scoperto che i Dendrogramma sono «fossili viventi» e che non possono essere attribuiti a nessun genere sinora noto. Nessuno sa quanti di questi meravigliosi e misteriosi esseri viventi si celino negli abissi degli oceani. Clark stima che le specie non ancora scoperte siano almeno 750 mila. Ma quante ne potremo conoscere prima che si estinguano, dipende anche dall’impatto delle attività umane negli abissi marini. Le reti a strascico delle flotte di pescherecci, le aste di perforazione dell’industria petrolifera e del gas e le attività di estrazione mineraria in alto mare distruggono i fondali marini e le loro infinite stratificazioni di coralli e conchiglie. «Il settore ittico e le industrie minerarie devono agire con maggiore accortezza in modo da proteggere a lungo termine gli abissi marini e i suoi abitanti», afferma Clark. «Anche in questo caso, l’umanità ha una responsabilità collettiva», conclude. ■ 13 14 15 IL WWF E LA TUTELA DEI MARI I mari sono tanto inesplorati e sconosciuti quanto fragili e vulnerabili: solo il 3,4% degli oceani è protetto, e in gran parte solo sulla carta. Per questo motivo il WWF si è prefissato un obiettivo ambizioso: il 10% delle aree marine dovrà offrire entro il 2020 un rifugio sicuro, come area protetta, alle specie minacciate e sovrasfruttate. In tali aree pesci e altri animali marini devono potersi nutrire, riprodurre e sviluppare fino alla maturità sessuale indisturbatamente. Le attività umane come la pesca non sostenibile, l’estrazione di materie prime e il turismo intensivo nelle aree marine protette devono essere vietati o severamente disciplinati. Solo così gli habitat e la biodiversità degli oceani avranno una chance. Questo passo verso una maggiore sostenibilità può essere d’aiuto anche per gli esseri umani: la metà della popolazione mondiale, infatti, vive in prossimità delle coste e dipende direttamente o indirettamente dalle risorse dei mari. Fate ora la vostra donazione a favore dei mari: www. wwf.ch/mari 10 16 Più semplice di così non si può! Le lavatrici HomeProfessional fanno automaticamente tutto perfetto. Il dosaggio non è mai stato più facile: il sistema di dosaggio automatico intelligente i-DOS, dosa il detersivo con precisione al millilitro. Basta un solo pieno di detersivo per realizzare fino a 20 lavaggi. In questo modo risparmia fino a 7.062 litri d’acqua all’anno e una notevole quantità di detersivo liquido. Le lavatrici HomeProfessional soddisfano i massimi standard di qualità. Grazie a tecnologie intelligenti fanno automaticamente tutto perfetto e risparmiano così energia ed acqua. www.bosch-home.ch *Fonte: wfk, Institute for Applied Research, Survey Report WL5132/10 TITEL FOCUS TITEL MARI Alto mare Appartiene a tutti, è «patrimonio comune dell’umanità» (da 200 miglia marine) Zona economica esclusiva (ZEE) All’interno della ZEE lo Stato costiero ha il diritto di sfruttamento di tutte le risorse (fino a 200 miglia marine) Gli ultimi «scrigni» del pianeta Terra Diversi Stati e cooperative si stanno preparando all’estrazione di minerali metallici dagli abissi marini: ad oggi vigono leggi confuse e contraddittorie. La fauna ne paga le conseguenze. 1000 m sotto l.m. Tartaruga liuto fino a 1200 m sotto l.m. Scarpata continentale 300 – 3000 m sotto l.m. 2000 m sotto l.m. Elefante marino fino a 2400 m sotto l.m. Montagne sottomarine 1000 – 4000 m sotto l.m. 3000 m sotto l.m. Cefalopode fino a 3000 m sotto l.m. Capodoglio fino a 3000 m sotto l.m. Si sono elevate sul fondo del mare grazie all’attività vulcanica nel corso di milioni di anni. Sono alte dai 1000 ai 4000 metri. Attorno alle montagne si sono sviluppate biocenosi straordinarie. 4000 m sotto l.m. Melanoceto fino a 4000 m sotto l.m. Piano abissale 3000 – 6000 m sotto l.m. 5000 m sotto l.m. 6000 m sotto l.m. 12 Fossa oceanica fino a 11 000 m sotto l.m. Solfuri massicci Sedimentazioni situate attorno alle fumarole nere. Contengono metalli tra cui oro, argento, rame, indio, germanio. Sviluppo: nessuna indicazione. Estrazione: con frese per roccia, al più presto dal 2016 (nell’ambito delle ZEE, Papua-Nuova Guinea). Rischi ecologici: distruzione degli habitat attorno alle fumarole nere. Noduli di manganese 3500 – 6000 m sotto l.m. Frammenti rocciosi delle dimens una patata che giacciono liberi su Contengono metalli tra cui mang cobalto, nichel, rame. Sviluppo: 1–7 mm per milione d’a Estrazione: con raccoglitrici mec (collettori), al più presto dal 2016. Rischi ecologici: dispersione dei distruzione degli organismi bento ricolonizzazione incerta. Acque territoriali Fanno parte del territorio dello Stato costiero (fino a 12 miglia marine) Herbert Nitsch Detiene il record di immersione in assetto variabile assoluto -253.2 m Linea di base Costa dello Stato costiero m sotto l.m. = metri sotto il livello del mare Piattaforma continentale Croste di cobalto 800 – 2500 m sotto l.m. Fumarole nere 1000 – 4000 m sotto l.m. Sedimentazioni di metalli disciolti nell’acqua del mare rinvenibili sui pendii di montagne sottomarine. Contengono, tra l’altro, cobalto, nichel, rame e tellurio, platino o terre rare. Sviluppo: 1–5 mm per milione d’anni. Spessore max.: 26 centimetri. Estrazione: non esistono ancora soluzioni tecniche. Rischi ecologici: distruzione dei pendii delle montagne sottomarine. Sorgenti idrotermali da cui sgorga acqua bollente a 400 gradi. Le fumarole sono popolate da molte specie animali tra cui stelle marine, molluschi e vermi. sioni di ui fondali. ganese, ferro, anni. ccaniche . sedimenti, onici, C obalto, rame, nichel come pure oro, argento e terre rare: gli abissi marini sono ricchi di minerali per i quali nei paesi industrializzati vi è e vi sarà a lungo termine una forte domanda. «Se anche questi tesori verranno portati alla luce, dipende alla fin fine dai prezzi del mercato globale», afferma Stephan Lutter, specialista di mari e oceani al WWF Germania. Non appena le tecnologie per l’estrazione in alto mare saranno concorrenziali rispetto a quelle per l’estrazione in terra ferma, nelle acque profonde verranno avviate operazioni di dragaggio su vasta scala. I preparativi procedono già a pieno regime. Nel contempo la protezione dei fondali marini è tutto F O N T I : W W F, W O R L D O C E A N R E V I E W , N Z Z F O L I O , D I E Z E I T. ILLUSTRAZIONE: RAFFINERIE fuorché definita da regole chiare. Le zone d’alto mare, conformemente alla Convenzione sul diritto del mare, sono «patrimonio comune dell’umanità» (si veda il grafico). Per tali regioni l’Autorità internazionale dei fondali marini (ISA) concede in Giamaica delle cosiddette licenze di esplorazione. Attualmente, ad esempio, diversi Stati e consorzi esplorano, su vaste parcelle, la possibilità di estrarre i noduli di manganese. Questi frammenti rocciosi, delle dimensioni di una patata e contenenti rame, ferro, cobalto e nichel, giacciono liberi sui fondali marini. L’anno prossimo scadranno le prime licenze di esplorazione, che potranno essere convertite in licenze di estrazione. Prima che queste licenze possano essere rilasciate, l’ISA deve elaborare standard per l’estrazione a scopi commerciali che comprendano diversi criteri ecologici. «Per la prima volta nella storia dell’estrazione di materie prime, si riuscirà a definire tali standard prima dell’inizio delle operazioni», afferma Lutter. L’unico neo è che questa regolamentazione varrà solo per le zone d’alto mare. Le cosiddette zone economiche esclusive sottostanno alle giurisdizioni dei singoli Stati. «E lì ognuno fa quel che vuole», sostiene Lutter. È il caso, ad esempio, della zona economica esclusiva di fronte alla Papua-Nuova Guinea: qui l’estrazione di solfuri massicci dovrebbe già prendere il via l’anno prossimo, senza la supervisione dell’ISA. In questo caso si tratta di sedimentazioni di oro, argento, rame, indio, germanio e altri metalli che si trovano lungo le cosiddette fumarole nere, sorgenti delle acque profonde da cui sgorga acqua bollente a 400 gradi. Eppure anche in queste inospitali regioni marine si sono sviluppati eccezionali ecosistemi. «L’estrazione di solfuri massicci distruggerà questi habitat», conclude Stephan Lutter. L’estrazione mineraria in alto mare non si fermerà necessariamente neppure dinanzi alle aree marine protette. Queste zone protette internazionali, infatti, sottostanno a varie giurisdizioni. «In quelle aree possono essere comunque rilasciate delle licenze di estrazione», afferma Lutter. Non resta quindi che sperare che le tecnologie per l’estrazione delle croste di cobalto non si sviluppino troppo rapidamente. Queste croste di minerali sono principalmente situate sui lati delle montagne marine e sono presumibilmente i minerali degli abissi marini più diffusi al mondo. E per il momento non si possono ancora estrarre. ■ Lisa Stadler 13 UN MONDO DI NUMERI 25 000 PIUME I cigni sono famosi per la loro bellezza ed eleganza. Il cigno minore o cigno fischiatore possiede un piumaggio particolarmente fitto. Sulla sola testa e sul collo vi sono circa 25 mila piume, presumibilmente per proteggere il cervello dal freddo quando questo grande uccello lascia i luoghi di riproduzione nell’Artico per migrare verso sud. Il cigno, inoltre, si sposta spesso nell’acqua alla ricerca di cibo. Esso deve pulire e ingrassare costantemente il proprio piumaggio affinché quest’ultimo lo protegga dal freddo e dall’umidità. – dar 6000 TONNELLATE 50 CENTIMETRI L’otaria orsina antartica vive – come suggerisce il suo nome – nelle scure acque antartiche. Quando caccia questo animale non utilizza la vista ma piuttosto i baffi, o meglio le vibrisse lunghe fino a 50 cm. Grazie ad essi l’otaria riesce a raccogliere informazioni su tutto ciò che si muove in acqua. I baffi, ciascuno dei quali è attraversato da una rete di oltre mille cellule nervose, offrono indicazioni sulla struttura, la forma e le dimensioni di un oggetto in acqua. – dar 14 Il pando, o «gigante tremante», un grande complesso arboreo di Populus tremuloides situato nello stato nordamericano dell’Utah, è considerato l’albero più pesante del mondo. Questo gigantesco organismo vivente composto da ramificazioni geneticamente identiche è collegato da un comune sistema di radici e pesa circa 6 mila tonnellate. Esso conta circa 47 mila singoli fusti che occu pano una superficie di almeno 43 ettari. Che dire: il pando ne ha viste di cose nel corso degli anni. – dar © D A V I D N E W H A M / A L A M Y, Y V A M O M AT I U K & J O H N E A S T C O T T / M I N D E N P I C T U R E S / F L P A , S U Z I E S Z T E R H A S / M I N D E N P I C T U R E S / F L P A , Z O O N A R G M B H / A L A M Y, T I M F I T Z H A R R I S / M I N D E N P I C T U R E S / F L P A GRADI Le termiti che vivono in Africa sono eccellenti architetti: esse sono infatti in grado di costruire enormi edifici collettivi che, relativamente alle loro dimensioni, sono più grandi di qualsiasi costruzione umana. Un nido, infatti, può corrispondere a un grattacielo di 180 piani. Le termiti, inoltre, si servono di una tecnologia particolarmente complessa. Ogni edificio collettivo è dotato di una sorta di impianto di climatizzazione, poiché solo all’esatta temperatura di 30,1 gradi possono svilupparsi i funghi coltivati dalle termiti per i loro spun tini. Grazie a una sapiente gestione della circolazione dell’aria e dell’umidità, i funghi possono crescere a una temperatura costante, che fuori faccia freddo o caldo. – dar IN RETE Hai voglia di conoscere altre curiosità dal mondo animale? Vai alla pagina web: www. wwf.ch/mondodinumeri METRI Le estese regioni ricoperte da spesse coltri di neve della Russia ospitano la tigre siberiana. Nota per essere una talentuosa cacciatrice, con i suoi 3,30 metri di lunghezza essa è il più grande di tutti i felini. La tigre attacca da dietro e uccide le sue prede con un morso alla nuca. Nel caso catturi un grosso animale, essa riesce a staccare fino a 20 chili di carne con un morso. Una mangiatrice davvero eccezionale, che però va protetta. – dar 15 ATTUALITÀ MADAGASCAR Afrika E luce fu … Grazie alle nonne Madagaskar Sette nonne del Madagascar hanno seguito una formazione in India per diventare tecniche solari. Obiettivo? Impedire che la foresta tropicale venga dissodata per ricavarne legna da ardere. E inoltre finalmente possono imparare a leggere. Testo: Martina Lippuner / Foto: Louise Jasper Lydia inserisce il filo nella lampada solare e lo fissa al supporto lavorando con la punta di saldatura. Poi, guardandomi da sopra gli occhiali abbassati sul naso, mi dice: «Tre anni fa non sapevo neppure dov’era l’India o cosa fosse l’energia solare». Lydia, una giovane nonna di appena 45 anni, è originaria di Iavomanitra, un paese con 240 case situato nell’altopiano centrale del Madagascar. Il WWF opera in questa regione da ben dieci anni. Poco distante da Iavomanitra comincia la foresta tropicale del Madagascar, uno degli hotspot di biodiversità del nostro pianeta. Qui vivono lemuri e camaleonti che non si trovano da nessun’altra parte. Purtroppo però la foresta tropicale viene dissodata, tra le altre cose, per produrre legna da ardere. L’accesso a energie pulite e rinnovabili svolge un ruolo essenziale nell’ambito degli sforzi per salvare la foresta. Il WWF Madagascar ha perciò deciso di imboccare nuove strade, come ad esempio quella delle «nonne solari». Lydia e sei sue amiche sono state elette prime tecniche solari malgasce senza neppure aver conseguito il diploma di scuola elementare. Tutte e sette hanno già dei nipoti, ma nessuna di esse sa leggere o scrivere. All’inizio del 2013, con i loro passaporti nuovi fiammanti, le nostre nonne sono volate in India dove hanno trascorso sei mesi al Barefoot College di Tilonia, nello stato federale del Rajasthan (si veda riquadro), per seguire una formazione in tecnica solare applicata. Insieme a loro vi erano altri sette gruppi di donne provenienti da altre 16 nazioni tra cui Colombia, Unione delle Comore e Tanzania. A tutte mancava terribilmente la propria famiglia, ma ognuna di esse sapeva che il Barefoot College stava offrendo loro un’occasione unica. Attraverso il linguaggio dei segni, il teatro delle marionette, la lingua dei colori e infinite ripetizioni, un insegnante è riuscito a trasmettere loro tutte le necessarie nozioni per portare l’energia solare nei loro villaggi. Esse hanno così imparato a saldare e a installare pannelli solari. Una volta tornate in Madagascar, le nostre nonne dovettero dapprima aspettare. Ci vollero infatti sei mesi prima che i cartoni con l’attrezzatura solare offerta dal WWF riuscissero ad arrivare a Iavomanitra. Le apparecchiature raggiunsero il villaggio a bordo dei tipici bush taxi, su grossi fuoristrada, in piroga e a piedi. Le nonne solari si diedero subito da fare. Montarono batterie, regolatori di carica e lampade a led in tutte le abitazioni. Solo i pannelli solari furono installati sui tetti delle case da qualcun altro. «Non sta bene che delle vecchie signore della nostra età salgano su un tetto – ci dice Lydia ridacchiando – per fare quel lavoro avevamo a disposizione alcuni ragazzi cui davamo istruzioni da sotto!» La luce acuisce l’ingegno Dopo tre mesi tutte le case avevano la luce. «Fu un cambiamento profondo quello che allora ebbe luogo a Iavomanitra – afferma Voahirana Randriambola, responsabile del programma energia al ► Foto grande: Non occorre una formazione scolastica per portare la luce in un villaggio. Lydia (a destra) ha imparato il mestiere grazie al linguaggio dei segni e al teatro delle marionette. Sopra: Più tempo per i compiti. I bambini possono continuare a studiare anche dopo il tramonto, mentre per gli adulti c’è la scuola serale. Anche le nonne solari stanno imparando a leggere e scrivere. A sinistra: Le lampade solari garantiscono un reddito aggiuntivo. Alla sera le donne intrecciano le stuoie di rafia che l’indomani venderanno al mercato. I soldi serviranno alla famiglia per pagare gli studi ai nipoti. 17 ATTUALITÀ MADAGASCAR ► WWF Madagascar – capita di rado che gli effetti positivi del nostro lavoro siano immediatamente visibili». E infatti: là dove solo pochi mesi fa, subito dopo il tramonto, scendeva il silenzio e la calma, ora di sera regna la vita. Le donne siedono attorno alle lanterne solari, intrecciano stuoie di rafia da vendere al mercato, i bimbi fanno i compiti e nelle sale del municipio è stata inaugurata la prima scuola serale per adulti. Lydia va molto fiera della scuola serale. Lei stessa è stata costretta ad abbandonare la scuola al secondo anno perché i suoi genitori non potevano permettersi di pagarle gli studi. E lo stesso è accaduto ai suoi figli, nessuno dei quali ha potuto frequentare a lungo la scuola. «Ora, almeno per i miei nipoti, le cose andranno un po’ meglio: è per questo che ho portato loro la luce», ci dice. «E che io, alla mia età, possa imparare a leggere e scrivere alla scuola serale, beh, è una cosa che non mi sarei mai potuta immaginare!», aggiunge ridendo Lydia. A Iavomanitra, però, non tutto va secondo i piani. Al momento l’associazione che gestisce i soldi non versa alle nonne solari l’intero stipendio pattuito. Al villaggio, infatti, non tutte le famiglie si sono ancora abituate a pagare regolarmente il proprio contributo. Quest’ultimo ammonta a circa tre franchi al mese, ossia la metà di quello che gli abitanti del villaggio – prima del solare – pagavano per candele e petrolio. Il WWF continuerà ad accompagnare il progetto e, se necessario, sarà pronto a intervenire. Eppure i segnali positivi del cambiamento sono visibili. Da quando le lampade a petrolio non bruciano più nelle case, la gente tossisce meno. E anche il consumo di legna si è dimezzato. Di recente una delle nonne solari ha tenuto un discorso in occasione di una festa: è stata la prima volta che una donna ha parlato di fronte a tutta la comunità. Le portatrici di luce sono diventate il simbolo di un futuro migliore. ■ Ecco dove trovate le immagini: www. facebook.com/wwfsvizzera «IL DESTINO E’ TUO» Il Barefoot College, finanziato dal governo indiano, intende consentire ai poveri di ri uscire a essere essi stessi i protagonisti di un futuro migliore nei loro rispettivi villaggi. Il principio è semplice: offrire una forma zione ai più poveri tra tutti, a quelli con me no diritti, spesso donne. Esse imparano a installare e a riparare pompe idriche o sem plici sistemi solari senza dipendere da aiu ti esterni. Realizzare un progetto del gene re non è sempre facile. Il fondatore del Barefoot College, tuttavia, ci dice, citando Gandhi: «Prima ti ignorano, poi ti derido no, poi ti fanno la guerra e alla fine vinci tu». www. barefootcollege.org 18 Sopra: Tutte hanno già dei nipoti, ma nessuna di loro aveva mai lasciato la propria regione prima del viaggio in India: ecco le sette nonne solari. Sotto: Il sole degli ultimi giorni ora illumina anche la notte. Una capanna con una lampada solare sotto il cielo stellato del Madagascar. Bastano pochi centesimi per tutelare l’ambiente: la Posta è anche questo. La Posta fa molto più di quanto si pensi, anche per l’ambiente. Con «pro clima», infatti, potete inviare pacchi e merci a impatto climatico zero. E in più offriamo molti servizi ecocompatibili come imballaggi ecologici, la centrale di car pooling e prenotazione dei passaggi MoS Move Center o il noleggio self-service di bici PubliBike su tutto il territorio nazionale. Fate crescere anche voi la vostra azienda con le soluzioni innovative della Posta: posta.ch/clima ATTUALITÀ FORESTA Dove i giaguari vivono felici L I giaguari hanno bisogno di grandi territori, ossia di foreste intatte. a foresta pluviale amazzonica nella regione di Madre de Dios, nel Perù sudorientale, sembra ancora intatta. Qui, al confine con la Bolivia, dal fogliame e dagli alberi giunge un fitto cinguettio, un sordo ronzio e un aspro gracchiare, sebbene non si veda neppure il più piccolo animale. E tuttavia, in questa remota regione, l’uomo ha già lasciato le sue tracce: «Qui, ormai, non ci sono più alberi di mogano», ci spiega il biologo svizzero Mathias Tobler. «Questa regione forestale, un tempo, era una terra di nessuno, le concessioni per lo sfruttamento non esistevano. Gli alberi venivano abbattuti perlopiù illegalmente». Tobler, tuttavia, non è specializzato in piante, ma in giaguari, tapiri, pecari e altri mammiferi dell’area amazzonica. Lui e il suo team, su mandato dello zoo di San Diego, hanno iniziato a svolgere delle ricerche sull’entità delle popo20 lazioni di giaguari nelle aree certificate FSC. L’FSC – che sta per Forest Stewardship Council – certifica una gestione forestale responsabile. Il marchio prescrive che le funzioni biologiche della foresta debbano rimanere intatte. Gli alberi, ad esempio, possono essere abbattuti solo a determinate condizioni, mentre la caccia è vietata. Il team di Tobler ha concentrato la propria attenzione su due aree che otto anni fa sono state certificate FSC. Per lo studio, effettuato su una superficie di 650 km2, sono state installate, in ognuna delle 89 località prescelte, situate lungo le strade di deforestazione e nella foresta, due fotocamere digitali. Per quattro mesi gli apparecchi hanno scattato fotografie a tutti gli animali di grosse dimensioni che si trovavano a passare lì vicino, soprattutto di notte. Il fatto che nelle due concessioni siano state individuate 27 specie di grandi mammiferi, tra cui tapiri, ocelot e pecari dalla barba bianca, è un segnale positivo. E il fatto che qui vivano anche scimmie urlatrici e scimmie ragno, è la testimonianza che il divieto di caccia viene rispettato. Nelle concessioni convenzionali, la maggior parte di queste specie di scimmie finisce in padella, e solo raramente vengono avvistate nella foresta. Particolarmente soddisfacenti sono i risultati relativi al giaguaro: i diversi disegni del manto hanno consentito al team di riconoscere 40 diversi esemplari: «La densità di giaguari nelle concessioni certificate FSC è tanto elevata quanto quella delle aree protette circostanti», sostiene il ricercatore. Esse perciò rappresentano un’ulteriore zona cuscinetto di protezione per i circostanti Parchi nazionali. «Tutto ciò è estremamente importante per i giaguari. Questi felini, infatti, necessitano di vasti territori». ■ Corina Gyssler FERMIAMO LA DEFORESTAZIONE! Come dimostra un recente studio del WWF, nei prossimi 15 anni il pianeta rischia di subire un’ulteriore e ingente perdita di co pertura forestale. Lo studio ha individuato undici aree in cui si prevedono massicce deforestazioni. La maggior parte di esse si trova nei tropici; altrettanto a rischio è l’Amazzonia. Tra le cause, oltre alla defore stazione illegale, vi è la coltivazione di pal me da olio e soia. Il WWF lavora in tutte que ste zone in favore di soluzioni sostenibili. Trovate lo studio cliccando su: www. wwf.ch/forest © P E T E O X F O R D / M I N D E N P I C T U R E S / F L PA Che vantaggi offre ai giaguari e ad altri animali una gestione delle aree forestali dell’Amazzonia rispettosa dei criteri dell’FSC? Le risposte di un ricercatore svizzero. L’ambiente è fortunato. Le carte di credito e prepagate Cornèrcard WWF fanno del bene in tutto il mondo. Per ogni transazione effettuata con la vostra carta, Cornèrcard fa una donazione al WWF. cornercard.ch/i/wwf ATTUALITÀ CLIMA La svolta energetica fa il giro del mondo Ma davvero la svolta energetica esiste solo in Svizzera e in Germania? Al contrario: alcune nazioni africane fanno persino meglio del nostro Paese. Costa Rica Nel prossimo decennio il piccolo Stato centroamericano intende puntare su un approvvigionamento energetico climaticamente neutro. La fornitura di elettricità, grazie all’abbondanza di energia eolica e idroelettrica, è già completamente rinnovabile. C 22 USA Il consumo di energia di un americano è ancora vertiginosamente elevato. Nel contempo accadono cose impressionanti: i consumi energetici complessivi sono nettamente inferiori rispetto al 2000. Investitori privati come Apple o Warren Buffett investono miliardi nei parchi eolici e solari. Tesla ha trasformato l’auto elettrica in uno status symbol e ha messo al centro dei dibattiti globali la sua super batteria per la casa. Da decenni, infine, in California i consumi pro capite di elettricità non aumentano più poiché le aziende elettriche locali possono guadagnare con il denaro prodotto dal risparmio di elettricità. I L L U S T R AT I O N : R A F F I N E R I E os’hanno in comune Kasese (Uganda occidentale), Sidney (Australia orientale), Tuvalu (Pacifico), e Zurigo (Europa centrale)? Tutte queste località hanno convertito alle energie rinnovabili il 100% del loro approvvigionamento elettrico o lo faranno nei prossimi anni. «La svolta energetica è in atto in tutto il pianeta», ci dice Stephan Singer, responsabile del settore politica energetica globale al WWF Internazionale. «La crescita più forte, inoltre, si registra sempre più spesso nei paesi in via di sviluppo». Se valutati in base ai loro risultati economici, l’Uruguay, il Sudafrica e il Nicaragua investono nelle energie rinnovabili molto più di Germania o Cina. Anche la battaglia contro gli sprechi energetici va avanti: l’anno scorso in tutto il mondo i consumi di energia per unità di PIL sono diminuiti a una velocità doppia rispetto al decennio precedente. I benefici economici hanno dato slancio alla svolta energetica: «Le energie rinnovabili, e in particolare il solare, sono diventate molto più convenienti. E di fronte a questi dati, gli investitori reagiscono», ci spiega Singer. Gli investimenti nel solare e nell’eolico, inoltre, creano – per unità di energia prodotta – il quadruplo di nuovi posti di lavoro rispetto, ad esempio, al carbone. Molti paesi, inoltre, hanno anche capito che le energie fossili rappresentano un veleno sia per il clima sia per la salute: «In Cina la popolazione soffre per via dell’inquinamento prodotto dalle centrali a carbone. Le centrali a combustibile fossile come pure le centrali nucleari nonché l’estrazione di petrolio e gas consumano grandi quantità d’acqua. In molti luoghi l’acqua è una risorsa sempre più scarsa». Il cammino verso un approvvigionamento energetico sostenibile, tuttavia, è ancora lungo. Il Fondo monetario internazionale stima in oltre 5 miliardi di dollari le sovvenzioni destinate ogni anno alle energie fossili. Il denaro che confluisce nelle infrastrutture e nella ricerca per le energie fossili, inoltre, è oggi ancora tre volte superiore al denaro per le energie rinnovabili. È dunque particolarmente importante ciò che hanno annunciato diversi grandi investitori come il gruppo assicurativo AXA o il Fondo sovrano norvegese, che vale 900 miliardi di dollari: essi hanno finalmente deciso di spostare i miliardi investiti nelle aziende del carbone e di impiegarli, almeno parzialmente, per alimentare la svolta energetica. ■ Philip Gehri Danimarca I danesi sono per antonomasia i pionieri europei del Cleantech. 2200 aziende «verdi» fatturano ogni anno più di 30 miliardi di franchi. Il vento alimenta la svolta energetica danese: secondo l’agenzia per l’energia della Danimarca, l’eolico è la fonte energetica più economica e copre già il 40% dei consumi elettrici. Altrettanto importanti sono il divieto danese dei riscaldamenti a nafta, il fatto che le auto in Danimarca consumino il 30% in meno di benzina e diesel rispetto alle auto in Svizzera, e che i fornitori di elettricità debbano aiutare i loro clienti a risparmiare energia, una cosa che fanno con grande successo. Ciò che il WWF chiede per la Svizzera, l’abbandono di tutte le ener gie fossili entro il 2050, in Danimarca è già un obiettivo ufficiale del paese. Polonia Persino la Polonia, la nazione europea del carbone, sostiene l’elettricità solare ed eolica con una rimunerazione per l’immissione in rete di energia elettrica. Giordania Marocco A Ouarzazate, è stata collegata alla rete la più grande centrale solare termodinamica del pia neta, a pochi mesi di distanza dall’allacciamen to del parco eolico più grande dell’Africa che sorge a Tarfaya. Le centrali eoliche marocchi ne producono elettricità al costo di 3 centesimi al chilowattora: carbone e gas non tengono il passo. Nel rinomato rating per Paese relativo alla politica climatica fornito da Germanwatch e CAN Europe, davanti al Marocco ci sono solo cinque paesi, e la Svizzera non è tra questi. Nel paese desertico è stato avviato il progetto per una grande centrale solare termodinamica che dovrebbe produrre elettricità al costo di 6 centesimi al chilowattora. A mo’ di paragone: Electricité de France costruirà una centrale nucleare a Hinkley Point, Inghilterra, che nonostante enormi sussidi statali dovrebbe produrre elettricità a un costo triplo. Tutte le 6 mila moschee giordane saranno presto illuminate esclusivamente con elettricità da solare. Cina In Cina i consumi di carbone hanno cominciato a diminuire, mentre nei prossimi cinque anni la capacità di solare ed eolico aumenteranno di oltre 250 gigawatt, ossia 80 volte la capacità produttiva complessiva di tutte le centrali nucleari svizzere. In ambito di efficienza energetica, la Cina avanza due volte più rapidamente rispetto alla media mondiale. 23 ATTUALITÀ NATURA Quando la natura ti cambia Per una settimana, undici ragazzi hanno preso parte al Campo Natura del WWF sull’Alpe Zalto: un’esperienza che ha cambiato il loro modo di vedere gli animali e il mondo che li circonda. N atura a portata di mano e un gruppo di ragazzini con la voglia di scoprire il mondo: il mio viaggio è iniziato a luglio di quest’anno. Sono partita da Locarno per partecipare ad un Campo Natura del WWF Svizzera. Il primo della mia vita. Meta? L’Alpe Zalto a Gola di Lago nell’alta Capriasca a 1000 metri sopra il livello del mare (ammetto, avrei voluto vedere anche tutti gli altri campi). Quando sono partita sapevo che sarei stata un’animatrice del WWF e che i miei compagni di viaggio sarebbero stati Aldo, Gaia e Gioiele. Tutti con molta più esperienza di me (e pensare che Gaia e Gioiele hanno rispettivamente 17 e 18 anni). Sapevo che insieme a loro avrei dovuto gestire undici ragazzini tra i 10 e i 13 anni, presso un alpeggio in mezzo al nulla, senza cellulare, computer e televisione. Sapevo anche che avrei imparato a mungere le capre, a fare i formaggini e a riconoscere le varie erbe che i boschi e i prati di montagna mettono a disposizione di noi esseri umani. Non sapevo invece che avrei imparato molto anche dai ragazzi, dal loro profondo amore per gli animali. Non sapevo che loro avrebbero fatto molta meno fatica di noi adulti a vivere senza telefonini e serie televisive. Loro, infatti, si sono messi a dormire nel fieno senza lamentarsi, hanno trasportato legna senza fiatare e hanno camminato per ore con il sorriso stampato in faccia. Non dimenticherò mai Olivia ed Elisa, che giorno dopo giorno si prendevano cura di un vitello, oppure di Daniel che senza essere svegliato da nessuno, era in piedi alle 5 di mattina per andare a mungere le capre. Non dimenticherò le gite a cavallo e la costruzione del recinto per i conigli. Porterò sempre con me anche le serate attorno al falò a cantare, all’interno del nostro nido d’aquila, costruito con amore il giorno del nostro arrivo sull’alpeggio. 24 ANIMATORE, CHE PASSIONE Per una settimana ci siamo stati solo noi, gli animali, la natura e Katia e Andrea, che insieme alle tre figlie gestiscono l’Alpe Zalto in estate. Molti dei ragazzi avevano già partecipato ad un Campo Natura del WWF (c’è chi era al quarto campo) e sapevano che l’anno prossimo si sarebbero iscritti nuovamente. «Noi due ci siamo conosciuti l’anno scorso – raccontano Giacomo e Patrick –. Abbiamo legato subito e quindi abbiamo deciso di iscriverci insieme ad un altro Campo Natura. E ora eccoci qua». In una settimana sono nate tante nuove amicizie. Dopo il terzo giorno gli undici ragaz- zini sembravano una grande famiglia: cucinavano insieme, mangiavano insieme, sparecchiavano insieme, scoprivano il mondo insieme. Dopo una settimana è arrivato il momento di tornare tutti alle nostre vite. L’ultimo giorno si poteva toccare con mano l’euforia dei ragazzi, contenti di tornare dai propri genitori. Ma allo stesso tempo c’era chi continuava a ripetere «non possiamo stare ancora qualche giorno ad aiutare?». I Campi Natura del WWF ti danno anche questo: la voglia di rispettare di più il nostro mondo. ■ Gioiele Madonna ha 18 anni e da quando ne aveva 16 prende parte ai vari Campi Natura del WWF Svizzera: «Ad oggi ho preso parte a quattro campi come animatore», ci racconta. di Susanna Petrone Come è iniziata questa bellissima avventura? Tre anni fa, mio zio, che gestisce Campi Natura del WWF da dieci anni, mi ha chiesto di prendere parte a un campo. La prima volta sono andato per curiosità e sono rimasto solo a guardare. Ma sin da subito ho capito che volevo ripetere quell’esperienza. L’anno successivo mi sono subito proposto come animatore. Cosa ti ha convinto a prendere parte ai Campi Natura? Cosa ti piace di più? E’ stato il contatto con la natura e l’atmosfera che si respira. Per una settimana non esiste cellulare, tv, computer. Scopri emozioni che non conoscevi: staccare la spina, anche se sei indaffarato tutto il giorno dietro ai ragazzi. E’ un modo diverso di vivere. Perché un ragazzo o una ragazza dovrebbe decidere di fare l’animatore per il WWF almeno una volta? Perché non se ne pentiranno mai. Io ho imparato molte cose stando dietro ai ragazzi in cucina – dice ridendo –. Scherzi a parte: il contatto con la natura ti fa capire che non hai bisogno dei social media. Le giornate sono piene di piccole grandi sorprese. 25 IL MIO WWF VIVERE MEGLIO È MEGLIO LO SMARTPHONE O IL LAPTOP PER LEGGERE LE NOSTRE E-MAIL? L’ideale sarebbe lo smartphone. Come regola generale, più l’apparecchio è piccolo, meno energia consuma per scaricare contenuti on-line e leggere le e-mail. Tuttavia, questo non è un motivo per avere s empre lo smartphone più moderno: la produzione di questi apparecchi, infatti, richiede anch’essa molta energia e rare materie prime. Si consiglia perciò di cambiare il meno possibile sia smartphone che laptop. QUANDO CONVIENE SOSTITUIRE IL RISCALDAMENTO A GASOLIO O A GAS? Sostituiteli anche subito con un impianto di riscaldamento sostenibile, indipendentemente dalla loro età. Durante i 20 anni della sua vita utile, un nuovo sistema a nafta o a gas emette circa 150 tonnellate di CO2. Ossia la stessa quantità di emissioni che generereste se decideste di effettuare, ogni anno, il giro del mondo in auto. Per smaltire questo CO2 di origine fossile, tuttavia, la natura impiega diversi milioni di anni. Un riscaldamento a pompa di calore o a pellet alimentato con eco-corrente è da sei a 12 volte più ecologico. www. wwf.ch/riscaldamento 26 IN INVERNO, SPIAGGIA O SCI ALPINO? IL MIO CONSIGLIO Il viaggio d’andata e ritorno è uno degli aspetti che più influenzano l’impatto ambientale delle vostre ferie. Come per la verdura e la frutta, anche per le vacanze vale quanto segue: meglio se di stagione. O, detto in altri termini: d’inverno la neve, d’estate il lago o la spiaggia. Potete trascorrere vacanze meravigliose in entrambe le stagioni anche in Svizzera o nella vicina Europa, e senza inquinare con inutili viaggi in aereo. www. svizzeramobile.ch Rispetto alla carne, il seitan – un alimento a base di glutine di grano o di farro con una consistenza simile a quella della carne – presenta un bilancio ecologico eccellente. Per la produzione di un chilo di carne sono necessari dai 7 ai 15 chili di foraggio di origine vegetale (ad es. erba, soia o frumento). Per un chilo di seitan sono necessari solo quattro chili di farina di frumento o farro. I residui di amido risultante dalla produzione di questo alimento possono essere utilizzati in altro modo. Il seitan può sostituire tutte le pietanze in cui i carnivori utilizzano un filetto, uno sminuzzato o degli insaccati, come ad esempio i piatti a base di curry, il kebab, le fajitas, gli hot dog, ecc. www. wwf.ch/mangiare Siccome mi trovo così bene al WWF, ogni giorno – con la mia bici – divoro in un bale no i 7 km che mi separano dal posto di lavoro. Natural mente, è difficile che la mia maglietta rimanga asciutta. Dopo la doccia mattutina nella sede del WWF, perciò, devo metterne una fresca di bucato. Siccome poi, la sera, posso tornare con più calma, riesco a contenere il numero di bucati: il giorno dopo pos so infatti riutilizzare, per il viaggio fino al WWF, la ma glietta della sera prima. Così proteggo contemporanea mente i tessili e l’ambiente, e risparmio anche tempo per le cose davvero importanti della vita. Christoph Meili è esperto di questioni riguardanti gli ecobilanci e i consumi al WWF Svizzera © RAFFINERIE (4), ELISABETH MOCH MA IL SEITAN È DAVVERO ECOLOGICO? CHRISTOPH MEILI IN RETE Trovate altri suggerimenti per una vita sostenibile alla pagina web: www. wwf.ch/consigli 27 TITELCONSIGLI TITEL IL MIO WWF L’inserto speciale della Rivista WWF valuta quanto siano davvero a favore dell’ambiente i diversi can didati. PIÙ TUTELA AMBIENTALE A PALAZZO FEDERALE Trovate il rating di candidati e partiti anche al sito: www. ecorating.ch UNA FIRMA PER NEGOZI PULITI Inquinamento atmosferico mortale in Zambia, condizioni di lavoro catastrofiche nelle fabbriche asiatiche di vestiti, fiumi avvelenati in Congo. Persino alcune grandi industrie svizzere sono coinvolte in violazioni dei diritti umani e nel28 la distruzione dell’ambiente. Il WWF, insieme ad altre 60 organizzazioni, ha perciò lanciato l’Iniziativa multinazionali responsabili. Questa iniziativa esige che le aziende svizzere si attengano a standard riconosciuti a livello internazionale in materia di tutela dell’uomo e della natura. www. iniziativa-multinazionali.ch IL MONDO WWF SU INSTAGRAM Si potrebbe passare il tempo a descrivere le meraviglie della natura, oppure si potrebbe lasciare che la sua bellezza e la sua vulnerabilità parlino da sé. Ora il WWF lo fa anche su Instagram: scoprite immagini mozzafiato di animali o le foto che raccontano i nostri sforzi a favore dell’ambiente. Restate aggiornati e seguiteci! http: //instagram.com/wwf_ch © S W I S S - I M A G E , W W F, H K U C H E R A / F O T O L I A La natura non può far valere i propri diritti, per questo ha bisogno del tuo voto. Con l’inserto speciale della Rivista WWF sulle elezioni federali del 18 ottobre, votare sarà più facile: tutti i candidati sono stati consultati da ecorating.ch. In tal modo potrete valutare con un’occhiata quanto ognuno di essi sia a favore dell’ambiente. Preferite votare i partiti? Anche in questo caso l’inserto speciale vi potrà essere d’aiuto. Vi mostra con che frequenza, nell’ultima legislatura, i singoli partiti abbiano votato a favore dell’ambiente. Non dimenticate quindi di riempire la vostra scheda seguendo le indicazioni dell’inserto speciale. Ma soprattutto: non dimenticate di andare a votare! IL MIO WWF WWF SHOP: ECCO LE NOVITÀ! SHOP 1 Visitate il nostro nuovo shop on-line digitando wwf.ch/shop! Scoprirete le nostre novità in una veste grafica totalmente rielaborata. Il nuovo shop si adatta a tutte le esigenze degli utenti mobili sia su tablet che su smartphone, racconta emozionanti storie sui prodotti e informa in modo trasparente sulla politica degli acquisti. Approfittate dello sconto di benvenuto del 10% sul vostro primo acquisto. Codice del buono: MAG15-3 (valido fino al 31 ottobre 2015) 1 Body bebè Wildlife Divertenti body con simpatiche stampe di animali e chiusura a bottoni. 100% cotone da coltivazione biologica. Prodotti in Grecia. Taglie: 56/62, 68/74, 80/86 Numero d’ordine manica corta rosso/bianco: 1649.1X CHF 19.90 Numero d’ordine manica corta giallo/blu: 1649.5X CHF 19.90 2 Maglia donna terracotta Una maglia sportiva da donna con collo alto e maniche raglan extra lunghe con foro per il pollice per tenere le mani al caldo. Le tasche trovano posto nella parte cucita anteriore. 100% cotone da coltivazione biologica. Prodotta in Grecia. Taglie: S, M, L, XL. 2 Numero d’ordine: 1647.2X CHF 49.90 3 Castello in cartone Divertimento puro per cavalieri e principesse. Il gioco contiene anche le cordicelle in canapa per il ponte levatoio. Il castello può essere montato e smontato con facilità e riposto nella scatola di spedizione (materiale utilizzato è riciclato). 160 × 85 × 53 cm. Prodotto in Svizzera. Numero d’ordine: 1426.70 CHF 99.90 ACQUISTI 3 Trovate tante altre offerte allo shop WWF. www. wwf.ch/shop tel.: 091 820 60 00 29 LA MIA EREDITÀ: LA NATURA SELVAGGIA TESTAMENTI PER LA NATURA Un lascito testamentario al WWF è un aiuto particolarmente generoso a favore delle specie animali minacciate e ai loro habitat. Noi ci impegniamo a livello mondiale per la conservazione della biodiversità, e voi potete garantire i nostri progetti a lungo termine. La vostra donazione è esonerata dall’imposta sulle successioni e donazioni e sarà devoluta interamente alla tutela della natura e dell’ambiente. Rivolgetevi a Marianne Ernstberger, telefono 044 297 21 57, [email protected] oppure ordinate la nostra guida gratuita: WWF Svizzera, P. Indipendenza 6, 6501 Bellinzona © Martin Harvey/WWF-Canon Con il vostro testamento potete aiutarci a proteggere i tesori naturali del nostro pianeta per le generazioni future. La nostra guida gratuita risponde alle vostre domande sul tema testamenti ed eredità: wwf.ch/eredita IL MIO WWF C'è quella di risonanza Il segno tra i fattori Mezzo di trasporto ecologico Limite... ai limiti Assai curato, ricercato Credono in un solo Dio Simbolo del sodio L'attore De Niro Corrugare le sopracciglia Maurice musicista Città sulla Vistola Vittoria di Nelson Frutto con il ciuffo Alimenti L'“air”... sul volante 5 Iniziali di Ibsen 6 Tendenti alla forma ovale Cola da molte conifere lla di nza Mezzo di trasporto ecologico e... iti Trovare, snidare Simbolo del sodio L'attore De Niro Corrugare le sopracciglia Città sulla Vittoria di Nelson Frutto con il ciuffo 1 Lo sono meVistola duse e polipi mo bbr.) uto e mion 4 mese (abbr.) 7 Nel cubo e nei coni Città dell'Alsazia Un po' di roba Tante erano le Grazie Vi si tenne un grande summit sull'ambiente Sentito IlJames più Standard attore anziano delle porte tra due seriali Diodi per omonimi (sigla) La prima “W” del WWF lampadine efficienti 8 Città della Francia centrale Mister (abbr.) Orlature a festoni James attore Società Anonima La testa del pesce 9 Un rapace notturno Eccezione a una norma 9 10 L'isola con Honolulu 3 Palco per spettatori Il commediografo Goldoni (iniz.) Il “dog” che si mangia Il commediografo Goldoni (iniz.) Palco per spettatori 4 Eccezione a una norma Provetto, capace 3 Il “dog” che si mangia Un rapace notturno Cantone con Altdorf Ingorghi in centro Ingorghi in centro 3 Mister (abbr.) La prima “W” del WWF Cantone con Altdorf Fiume 2 Standard delle porte seriali (sigla) L'era dei dinosauri L'era dei dell'oblio dinosauri Fiume dell'oblio Scende in piste di ghiaccio Schermo di computer 10 Provetto, capace L'isola con Honolulu Schermo di computer Diodi per lampadine efficienti Violentissimo turbine 1 Il più anziano tra due omonimi Scenetta Scende in comica piste di ghiaccio Cerimonie religiose Scenetta comica Sentito Una Gloria del cinema Cerimonie religiose Vero a metà Tante erano le Grazie La testa del pesce cordiale sostegno di Una Gloria del cinema Città della Francia centrale Bestie feroci Segno di addizione roba Segno di addizione Con il Schiaffo Schiaffo Vero a metà Perfido alfiere di Otello Inserite la parola alla pagina web Il Laurel www. wwf.ch/rivista o inviateci la comico soluzione con la cartolina allegata. Costose comodità Termine di invio: 30 ottobre 2015 Un po' di Vi si tenne un grande summit sull'ambiente Viene utilizzata come mangime per animali 7 à sazia Costose comodità Noia senza pari Nell’umore si alternano ai bassi Ardenti, infiammati Il Laurel comico Il centro di Roma Nell'auto e nel camion Vittoria Vengono portate al frantoio Noia senza pari Poco bello Raffaello Il decimo Duellano coi terzini Perfido alfiere di Otello Iniziali di Ibsen abbocca In palio: 4 carte regalochiCoop, ognuna del valore di CHF 250.– Lago formato dallo Zambesi 2 Vengono portate al frantoio Vi nacque Inizio estate 4 Feriscono Inizio estate 1 Il centro di Roma Vi nacque Raffaello 6 Tendenti alla forma ovale re, are Poco bello Alimenti L'“air”... sul volante Duellano coi terzini 5 e di gna Lago formato dallo Zambesi 2 Maurice musicista Lo sono meduse e polipi Feriscono chi abbocca Casette di montagna Credono in un solo Dio CRUCIVERBA Vocali di moda Vocali di moda 5 1 6 7 2 8 3 9 4 10 5 6 7 8 9 10 Soluzione del cruciverba dell’ultimo numero: RINOCERONTE I V I N C I T O R I V E R R A N N O S O R T E G G I AT I E A V V I S AT I P E R P O S TA . L A V I N C I TA N O N P U Ò E S S E R E C O N V E R T I TA I N D E N A R O . L A V I A L E G A L E È E S C L U S A . 31 IL MIO WWF LE VOSTRE LETTERE Lupo, orso, lince: benvenuti grandi predatori! (Rivista 2/2015) L’articolo Focus era incentrato sul ritorno dei grandi predatori in Svizzera. Sarebbe bello se avesse finalmente luogo un cambiamento di mentalità. Sono animali meravigliosi e fanno parte anche del nostro mondo. Nathalie Torri Sono contenta che, in questo articolo, si siano finalmente evidenziati anche i lati positivi dei grandi predatori. Purtroppo, però, solo in coda all’articolo, dopo cioè che in primo piano erano stati sottolineati – come accade ovunque nei media svizzeri – la paura, la minaccia e la protezione degli animali da reddito. Non vi sembra che dovrebbe essere proprio il WWF a dare un peso diverso ai differenti aspetti? Da quando grazie ad alcuni bei documentari su Yellowstone è emerso chiaramente come la reintroduzione del lupo abbia avuto un impatto inaspettatamente positivo sull’intero ecosistema, si potrebbe – scrivendo di questo tema – mettere proprio l’accento su questo aspetto. (http://bit.ly/1fpWu6C) Hedy Wyss Su di noi Più ariosa, più generosa e, a tratti, più divertente: così si presenta la Rivista WWF dopo un leggero restyling. Con questa iniziativa intendiamo rendere la lettura della rivista ancora più piacevole nella speranza, naturalmente, che vi piaccia! Saremo felici di ricevere i vostri commenti, scriveteci: [email protected] Un mondo di numeri (2/15) In «Un mondo di numeri» mostrate e descrivete una lumaca banana diffusa sulla costa nordamericana del Pacifico. Siamo perciò rimasti molto sorpresi quando, passeggiando lungo un sentiero nel bosco sopra Morcote, ci siamo imbattuti proprio in questa lumaca. Le dimensioni, il colore chiaro e la cresta sulla schiena fanno pensare ch’essa sia riuscita a raggiungere l’Europa. Ne sapete qualcosa? Franziska Jost Cosa ti piace del WWF e cosa no? Vuoi dire qualcosa su un articolo della rivista? La tua opinione ci interessa: m [email protected] CONTATTO Vuoi fare una donazione? Hai cambiato indirizzo? Puoi scriverci a: WWF Svizzera Piazza Indipendenza 6 Casella postale, 6501 Bellinzona Tel. 091 820 60 00 E-mail: [email protected] www. wwf.ch Offerte: CP 80-470-3 IMPRESSUM La redazione risponde: Non si tratta di una lumaca banana ar rivata, come «passeggero illegale», fino in Europa, bensì di una specie locale. Di quale si tratti, dalla foto non si riesce a capire esattamente. Nel Ticino meridio nale vivono diverse specie di questo gruppo che possono raggiungere dimen sioni ragguardevoli. La Redazione IL WWF SU TWITTER @thecountryearth: La terra ha già 4 miliardi di anni … questo però non significa che abbiamo il diritto di distruggerla. #itsourplanet @WWF_Schweiz Cosa pensate di questo tweet? Cinguettateci la risposta su: twitter.com/WWF_Svizzera 32 FEEDBACK Rivista WWF nr. 3, settembre 2015 © WWF Svizzera 2015 © 1986 Panda simbolo WWF ® «WWF» è un marchio registrato dal WWF Edizione e redazione: WWF Svizzera, Hohlstrasse 110, Casella postale, 8010 Zurigo, Tel. 044 297 21 21, e-mail: [email protected] Tiratura complessiva: 189 000 copie, Rivista pubblicata 4 volte all’anno in italiano, tedesco e francese Abbonamento: per soci e donatori WWF incluso nella quota Caporedattrice: [email protected] Redazione Svizzera Italiana: [email protected] Traduzione: Corecco e Zürcher, [email protected] Redazione immagini: [email protected] Responsabile produzione e inserzioni: [email protected], www.wwf.ch/rivista Grafica: Raffinerie AG, Zurigo Stampa: Swissprinters AG, su carta riciclata FSC – Kom 821/15 Il nr. 4/15 della rivista sarà pubblicato il 13 novembre 2015. Il WWF ringrazia tutti gli inserzionisti. Con i loro annunci contribuiscono in modo determinante a mantenere bassi i costi di produzione della rivista WWF. IL MIO WWF LE VOSTRE FOTO «EQUILIBRIO» Carmen Zimmermann, Romanel VD Marianne Wider, Herrliberg ZH FOTO CERCASI Ernst Näf, Felsberg GR Grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno inviato le loro foto! Per il prossimo numero della rivista cerchiamo foto sul tema «In cima». Le immagini possono essere caricate alla pagina: www. wwf.ch/rivista Tra tutti i partecipanti verrà estratto a sorte un buono del valore di CHF 100.– per effettuare acquisti nello shop WWF. 33 Fatti, non parole n. 174 Con noi nessuno resta a becco asciutto. Ci impegniamo per una pesca sostenibile che tuteli gli ecosistemi marini e dal 2006 siamo partner del WWF e socio fondatore del WWF Seafood Group. Oltre a proporre il più ampio assortimento di pesce e frutti di mare bio della Svizzera, il 100% dei nostri prodotti ittici freschi e surgelati proviene da fonti sostenibili*. Tutti i dettagli dell’impegno Coop per uno sviluppo sostenibile su fatti-non-parole.ch * Consigliato o consigliato con cautela secondo le valutazioni del WWF Il video sulla provenienza del pesce IL MIO WWF I INTERVISTA CLIMA, MERCALLI: «PRESTO SARÀ TROPPO TARDI» l presidente americano Barack Obama ha la possibilità di dimostrare al mondo che gli Stati Uniti arriveranno ad un accordo per rallentare il riscaldamento globale. Vedremo cosa si deciderà durante la Conferenza sul clima che si terrà a dicembre a Parigi. La Cina è un Paese con migliaia di problemi e pratiche insostenibili, ma c’è un’apertura più consapevole verso i cambiamenti climatici. Non usa mezzi termini Luca Mercalli, il noto meteorologo italiano, che il 28 novembre sarà a Lugano: «Parliamo di questa estate torrida: il mese di luglio 2015 ha battuto tutti i record e agosto non è stato da meno. In Svizzera e in Italia un’estate così non si vedeva dal 2003. C’è chi non vuole vedere il problema e grida al catastrofismo, ma la realtà è che i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti. Chi non vuole accettare questa verità si dovrà ricredere molto presto, purtroppo. L’anno scorso abbiamo avuto un’estate piovosa, ma solo sulle Alpi e in Francia. Se andiamo a vedere a livello globale la situazione cambia: è stato l’anno più caldo in assoluto da quando vengono fatte misurazioni. Il 2015 sarà anche più caldo. Non conosco uno studioso di climatologia che neghi l’evidenza. Chi dice che l’aumento delle temperature sia Luca Mercalli, noto meteorologo e climatologo italiano normale e che faccia parte del ciclo della terra, è quasi sempre fuori dall’ambito della climatologia. Smettiamola di prenderci in giro: i cambiamenti ci sono e sono causati dall’uomo. E purtroppo sappiamo anche che siamo già in ritardo. Tutte le azioni che verranno intraprese da Stati, Governi e Conferenze mondiali, non serviranno a curare una malattia. Serviranno ad evitare che peggiori. Sta a noi decidere se far peggiorare in modo drastico la vita sulla terra o se decidiamo di contenere i danni. Volente o no- lente le temperature aumenteranno tra i 2 e i 5 gradi. In parole povere: una catastrofe a livello globale. Basti pensare che solo tre gradi ci separano dall’Era glaciale (-3 gradi). A mio parere per la fine del secolo le temperature saranno aumentate proprio di altri tre gradi. In parole povere: il mare si alzerà di un metro. Molte città costiere scompariranno. Molti popoli perderanno tutto e dovranno migrare, con conseguenze che ricadranno su tutti. Nel 2050 saremo 9 miliardi e mezzo di persone. Già oggi sono iniziate le mi- grazioni. Gli uragani saranno sempre più frequenti. Si dovrà convivere con lunghi periodi di siccità e l’acqua potabile diventerà rara. Non sono un pessimista. Sono un realista. Purtroppo, i Governi sono lenti e non reagiscono come dovrebbero. È come se la casa stesse bruciando e noi stessimo a discutere della tappezzeria invece di spegnere le fiamme. Se a Parigi si firmerà, il giorno dopo i giornali scriveranno «Finalmente: abbiamo salvato il clima». Poi bisognerà trasformare questi propositi in azioni di tipo ingegneristico. Vuol dire passare alle energie rinnovabili, risanare gli edifici, cambiare i trasporti, l’agricoltura e il modo di gestire i rifiuti. Se invece non si firmerà, allora siamo persi. Consiglio a tutti di cercarsi una grotta fresca. In realtà bisongerebbe fermare tutto domani mattina. La piccola Danimarca sa che non può salvare il mondo da sola, ma ha iniziato a fare la sua parte. Ora tocca anche a tutti gli altri». ■ Intervista di Susanna Petrone Luca Mercalli è un noto climatologo e meteorologo italiano che fa parte del programma televisivo «Che tempo che fa». E’ conosciuto a livello inter nazionale per le sue tesi. Sarà ospite del WWF Svizzera il 28 novembre a Lugano, presso l’auditorio dell’Usi alle 18.00. L’ingresso è libero. 35 Promettiamo a Lisa che entro il 2015 sensibilizzeremo 200 000 bambini e adolescenti su tematiche ambientali. La Migros sostiene il programma di educazione ambientale del WWF Svizzera, contribuendo cosi ad avvicinare i giovani all’ambiente e alla natura. Con questa e altre numerose promesse concrete ci impegniamo per la generazione di domani. Di più su generazione-m.ch