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INDICE
1. PREMESSE .........................................................................................................................................................2
2. ESIGENZE AGRONOMICHE E FINALITA' DELL'OPERA ...................................................................................2
3. IRRIGAZIONE IN VALLE D’AOSTA – ASPETTI STORICI – AMBIENTALI - ENERGETICI ................................2
4. CARATTERISTICHE E PECULIARITA’ AMBIENTALI ED ENERGETICHE ........................................................6
5. INQUADRAMENTO GENERALE DELLE OPERE GIÀ REALIZZATE .................................................................6
6. CARATTERISTICHE DEL BACINO IMBRIFERO VALDOSTANO E INQUADRAMENTO GENERALE DEL
COMPRENSORIO IRRIGUO .................................................................................................................................10
7. CONFORMITA’ ALLA NORMATIVA TECNICA ..................................................................................................17
8. COERENZA DEL PROGETTO ALLE PREVISIONI E PRESCRIZIONI DEGLI STRUMENTI URBANISTICI
COMUNALI VIGENTI .............................................................................................................................................18
9. DESCRIZIONE DELLE SCELTE PROGETTUALI .............................................................................................19
10. CARATTERISTICHE DIMENSIONALI DELL’OPERA IN PROGETTO ............................................................29
11. DISPONIBILITA’ IDRICA DEI COMPRENSORI E DIRITTI DI DERIVAZIONE ................................................32
12. DIMENSIONAMENTO E VERIFICHE IDRAULICHE ........................................................................................32
13 AUTORIZZAZIONI NECESSARIE PER L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO. ....................................................35
14. MODALITA’ OPERATIVE E DI ESECUZIONE DEI LAVORI............................................................................36
14.1 ESEGUIBILITA’ DEI LAVORI E SICUREZZA DEI LAVORATORI .............................................................36
15. INSERIMENTO DEI LAVORI SUL TERRITORIO ............................................................................................37
15.1 FATTIBILITA’ GEOLOGICO-GEOTECNICA DELL’INTERVENTO ............................................................37
15.2 ACCESSI - CANTIERE ..............................................................................................................................37
15.3 LOCALIZZAZIONE ED ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE ...................................................................38
15.4 DISCARICHE .............................................................................................................................................38
15.5 INTERFERENZE ........................................................................................................................................41
16. ASPETTI GESTIONALI E DI MANUTENZIONE ..............................................................................................41
17. QUADRO ECONOMICO ..................................................................................................................................43
18. ELENCO ELABORATI......................................................................................................................................44
Allegati:
VERIFICHE IDRAULICHE PER TRATTE.
Decreto n. 70 Prot. N. 5592/5 di subconcessione, per la durata di anni trenta, ai C.M.F. Cumiod-Montovert,
Bréan-Torrette e Bréan, di derivazione d’acqua dal torrente Dora si Valsavarenche ad uso irriguo.
Disciplinare contenente gli obblighi e le le condizioni cui dovrà essere vincolata la subconcessione al n. di rep.
12368 del 3 dicembre 1996
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1. PREMESSE
La presente relazione illustra il progetto definitivo per il completamento
dell’impianto irriguo necessario all’adduzione e alla distribuzione delle acque di
competenza ai comprensori dei C.M.F. Cumiod-Montovert in comune di Villeneuve,
Bréan-Torrette in comune di Saint-Pierre e Ru Bréan in comune di Sarre.
La progettazione ha tenuto conto delle indicazioni fornite dai gestori
dell’impianto, giungendo ad un razionale utilizzo delle risorse idriche.
2. ESIGENZE AGRONOMICHE E FINALITA' DELL'OPERA
Il comprensorio si sviluppa su una superficie irrigabile complessiva di
177.72.10 Ha, così suddivisa:
Superficie C.M.F. Cumiod-Montovert
Superficie C.M.F. Bréan-Torrette
Superficie C.M.F. Bréan
66.10.90 Ha
74.43.60 Ha
37.17.60 Ha
Le zone dei comprensori oggetto d’intervento sono a vocazione prettamente
vitivinicola con l’inserimento di alcuni settori utilizzati come prati stabili e arborati.
Con tale progetto si intende dotare le aree di una rete di condotte di
penetrazione, dove le utenze, a richiesta, potranno allacciarsi per derivare le acque
necessarie, inoltre l’intervento in progetto completa le infrastrutture irrigue realizzate
durante il 1° stralcio funzionale del 2004.
3. IRRIGAZIONE IN VALLE D’AOSTA – ASPETTI STORICI – AMBIENTALI ENERGETICI
Si riportano gli orientamenti programmatici di settore, redatti da Giovanni
Vauterin per “l’Environnement” sul sito regionale Territorio e Ambiente.
L'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, su richiesta delle aziende
agricole e dei numerosi consorzi di miglioramento fondiario che operano sul
territorio, ha condotto, soprattutto in quest'ultimo ventennio, una politica agricola di
sostegno all'irrigazione finanziando l'ammodernamento della vasta rete irrigua
esistente. L'irrigazione, unitamente ad altri interventi di miglioramento fondiario, ha
consentito all'agricoltura valdostana di svolgere un ruolo di primaria importanza dal
punto di vista della tutela ambientale, della conservazione del territorio e del
mantenimento di un minimo di popolazione attiva nelle località disagiate di
montagna. All'obiettivo iniziale di favorire una più elevata redditività aziendale - per
tentare di arginare il preoccupante fenomeno dell'abbandono delle zone rurali - si
stanno ora affiancando alcune nuove esigenze relative alla gestione territoriale, tra
le quali la protezione dei suoli e la tutela delle risorse idriche.
Nei paesi con particolari caratteristiche pedoclimatiche la pratica irrigua si è
sempre basata su una lunga tradizione empirica; com'è noto, le colture agricole
richiedono la disponibilità dell'acqua nelle quantità e nei tempi imposti da esigenze
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di tipo agronomico ed è, per questo motivo, indispensabile disporre di un efficiente
sistema irriguo.
I canali principali situati in quota, uniti alla fitta rete di quelli secondari e dei
ruscelli, avevano lo scopo di addurre l'acqua necessaria agli appezzamenti coltivati,
in ogni punto del comprensorio. L'acqua veniva deviata nei canali secondari
(denominati in patoisfranco-provenzale brantse, conneuil, conçu, dousson,
riane, riva, rivetta) durante il turno irriguo e, per mezzo di una paratoia mobile
(tsèriéte) che aveva il compito di sbarrarne il flusso e di un telo (saque, patin), la si
faceva tracimare sul terreno. Con l'ausilio di una tavola di legno munita di due punte
da conficcare nella cotica erbosa per mantenerla in posizione verticale (serventa), si
indirizzava poi il velo d'acqua nei luoghi prescelti. Il ripetersi della procedura lungo
tutta l'adacquatrice di monte, consentiva di irrigare completamente il terreno
coltivato a foraggere. Solamente l'esperienza del contadino faceva sì che l'acqua
raggiungesse ogni punto dell'appezzamento e che questo fosse uniformemente
irrigato. Talvolta, nei periodi più siccitosi, a distanza di qualche giorno
dall'adacquamento, se il terreno non era stato bagnato bene, si poteva notare l'erba
di un colore rossiccio tra quella verde e rigogliosa: queste tracce vengono chiamate
localmente “rèinar” oppure “platte rosse”.
In tutte le zone aride del mondo è stato - ed è tuttora - utilizzato il sistema di
irrigazione per scorrimento, chiamato anche a gravità, il quale si regge, come si è
visto, sul movimento e distribuzione di un flusso d'acqua che, a partire dal limite
posto a monte della superficie dei terreni agricoli, si dirige verso valle. Il rifornimento
idrico all'apparato radicale delle colture è assicurato da una lenta infiltrazione nel
terreno nel momento in cui l'acqua percorre il solco oppure scorre superficialmente
sul terreno coltivato. L'efficienza di questo tipo di irrigazione, cioè il rapporto tra
l'acqua effettivamente utilizzata dall'apparato radicale delle colture e quella
consumata, è generalmente bassa (30-50%) e dipende in gran parte dalla
consistenza dello stesso corpo d'acqua, dal tipo di coltura in atto, dalla pendenza
nonché dalla struttura e consistenza del terreno.
L'irrigazione a gravità, quindi, anche se permette di applicare artificialmente
l'acqua alle colture nel momento giusto, può causare localmente sul terreno carenze
o eccessi di acqua. Inoltre, i principali svantaggi dell'irrigazione per scorrimento
possono così essere evidenziati: impossibilità di irrigare i terreni con piccoli corpi
d'acqua, soprattutto per quanto riguarda gli appezzamenti più pianeggianti; richiesta
di un'elevata quantità d'acqua per unità di superficie; dilavamento superficiale del
terreno con conseguente diminuzione della sua fertilità; necessità di continua
vigilanza da parte di un addetto per ottenere un'irrigazione omogenea delle colture;
necessità di porre particolare attenzione durante la distribuzione dell'acqua per
evitare erosioni superficiali dei fondi coltivati o smottamenti, nel caso di terreni molto
ripidi.
Al contrario, gli impianti pluvirrigui chiamati anche a pioggia o per aspersione
simulando a tutti gli effetti le precipitazioni atmosferiche, consentono di controllare
sia la durata dell'irrigazione che l'intensità di pioggia, con evidenti risparmi sul
consumo d'acqua: la loro efficienza idrica arriva infatti all'80-90%. L'irrigazione per
aspersione, praticata in Valle d'Aosta a partire dagli anni '50, è stata oggetto nel
corso degli anni di importanti miglioramenti. Gli irrigatori sono stati costantemente
soggetti a perfezionamenti, sia per quanto riguarda i materiali di costruzione, sia per
le loro prestazioni idrauliche. Progressivamente le leghe metalliche e le materie
plastiche hanno rimpiazzato l'ottone e il bronzo consentendo di ottimizzare i
consumi d'acqua e di ridurne i costi d'acquisto. Nella progettazione di un impianto di
irrigazione a pioggia, è il tipo di irrigatore che ne determina le caratteristiche
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principali: la gittata, corrispondente al cerchio bagnato, la portata, cioè la quantità
d'acqua erogata dall'ugello di ogni singolo irrigatore, la pressione di esercizio
misurata in bar e infine l'intensità di pioggia, espressa in mm/h, data dal rapporto tra
la portata e l'area del cerchio bagnato. Le tubazioni che collegano le ali distributrici,
e che a loro volta alimentano gli irrigatori, possono essere costituite da vari
materiali; tuttavia le tubazioni in polietilene hanno finito con il sostituire quelle in
acciaio, che avevano il limite di essere soggette ad un veloce deterioramento
dovuto all'ossidazione metallica. Infine, le apparecchiature idrauliche di nuova
concezione possono vantare attualmente una multifunzionalità in grado di risolvere
la quasi totalità dei problemi idraulici riscontrabili in territori, come quello valdostano,
con dislivelli notevolissimi. Gli impianti di irrigazione a pioggia costruiti in Valle
d'Aosta sono essenzialmente di tre tipi: fissi, semifissi e mobili. Fino agli anni '60,
per ragioni essenzialmente legate a costi di costruzione, erano preferiti quelli
semifissi e mobili, questi ultimi realizzati per poter effettuare la fertirrigazione, non
soltanto sui pascoli d'alta quota ma anche sui prati sfalciati di fondo valle, e per
consentire lo smaltimento delle deiezioni di stalla. Questi tipi di impianti avevano
però l'inconveniente di richiedere parecchia manodopera per spostare con una certa
frequenza gli irrigatori montati sui treppiedi ed i relativi tubi di alimentazione. A
partire dalla metà degli anni '70, quando ormai la penuria della manodopera in
agricoltura iniziava a pesare e dopo l'introduzione di nuovi macchinari
appositamente studiati per scavare trincee in terreni impervi, sono stati invece
privilegiati quelli di tipo fisso con funzionamento manuale. Bisognerà comunque
aspettare il 1986 perché entri in funzione a Nus il primo impianto di irrigazione a
pioggia automatizzato monocavo costruito in Valle d'Aosta. Il sistema di controllo
computerizzato offre un buon grado di automazione, per cui un solo operatore
impiegato a tempo pieno durante la stagione irrigua è in grado di gestire un impianto
costruito su una superficie di un centinaio di ettari, consentendo di realizzare un
notevole risparmio sui costi della manodopera rispetto ad un impianto tradizionale di
tipo fisso. Un impianto di irrigazione a pioggia automatizzato, oltre ai componenti
idraulici già presenti sui tipi fissi con funzionamento manuale, comprende inoltre:un centro di controllo, situato in un edificio, costituito da un computer con relativo
software dedicato per la gestione dei turni irrigui, delle portate disponibili e delle
quantità d'acqua accumulate; un numero variabile di unità di campo, ognuna delle
quali comprende una singola unità di controllo necessaria per azionare una sola
apparecchiatura idraulica ma progettata per dialogare con il computer centrale e
segnalare, ad esempio, se una valvola è aperta oppure chiusa, la portata misurata
dai contatori d'acqua, la velocità del vento rilevata dagli anemometri, il livello
dell'acqua contenuta nei serbatoi oppure una qualsiasi anomalia di funzionamento
dell'impianto; una stampante, con la funzione di rendere immediatamente leggibili gli
eventi inerenti il programma irriguo e tutti i dati trasmessi dalle unità di campo al
computer centrale; i cavi di comunicazione, necessari ad inviare le informazioni tra
le unità di campo e il centro di controllo (il nostro impianto di ultima generazione
comunica tramite unità radio trasmettitrici alimentate da pannelli solari); valvole a
funzionamento idraulico per l'erogazione di acqua alle ali distributrici, e da queste
agli irrigatori, nonché per il controllo delle portate e delle pressioni di esercizio.
Generalmente i costi di manutenzione non sono indifferenti, anche se non risulta
corretto fare dei confronti diretti con quelli relativi all'irrigazione per scorrimento.
Infatti, nel caso di impianti automatizzati non solo la manutenzione ma anche la
gestione degli stessi viene affidata a personale specializzato incaricato da consorzi
offrendo in tal caso anche un servizio ai proprietari di aziende agricole mentre
l'irrigazione manuale viene generalmente svolta nel tempo libero dai diretti
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interessati, con dei costi quindi difficilmente quantificabili. In genere, mediante
l'irrigazione a scorrimento è possibile effettuare un solo adacquamento ogni 14
giorni, mentre con l'irrigazione a pioggia si riesce a ridurre il turno ad una settimana.
Migliorare la pratica irrigua fornendo una quantità d'acqua inferiore ma con una
frequenza maggiore ha degli indubbi vantaggi agronomici, oltre che economici
(prodotti qualitativamente migliori), soprattutto in presenza di un clima come quello
valdostano particolarmente secco nel periodo estivo. Un altro elemento oggetto di
particolare analisi e attenta valutazione in sede progettuale, è relativo alla presenza
nell'acqua di materiale inerte e organico in sospensione. La maggior parte dei
canali, sia con funzionamento idraulico a pelo libero che in pressione, è infatti
utilizzata non solo per l'irrigazione a scorrimento dei comprensori ancora sprovvisti
di idonei impianti ad aspersione, ma anche per il riempimento delle vasche di carico
o per l'alimentazione diretta delle condotte di adduzione secondaria degli impianti di
irrigazione a pioggia. I canali irrigui a cielo aperto, per loro natura, trasportano ogni
tipo di sedimento di varia composizione e grandezza a seconda della velocità
dell'acqua e del tipo di territorio attraversato. Quando l'acqua si riversa nelle vasche
di accumulo e poi da queste viene convogliata nelle condotte in pressione, la
presenza di sedimenti può effettivamente creare costosi problemi di funzionamento
all'impianto. Per ovviare a quest' inconveniente sono state adottate, soprattutto in
passato, alcune soluzioni tecniche di questo tipo: intubazione dei tratti di canale
aventi la funzione di adduttori agli impianti di irrigazione a pioggia; costruzione di
opere di presa con briglia a trappola e realizzazione di dissabbiatori che consentono
la sedimentazione del materiale inerte trasportato dall'acqua. In questi ultimi anni
l'installazione in piccoli manufatti in cemento armato di filtri rotanti e autopulenti ha
sovente determinato una notevole riduzione delle dimensioni dei tradizionali
dissabbiatori. Un importante elemento positivo da segnalare, per quanto riguarda gli
impianti di erogazione d'acqua in pressione, è rappresentato dal notevole risparmio
di acqua potabile, qualora gli utenti non agricoli, per l'irrigazione di aree verdi
urbane, orti e giardini, anziché effettuare il prelievo dagli acquedotti comunali, si
riforniscano ad una rete messa a disposizione e gestita direttamente dai consorzi di
miglioramento fondiario.
Un aspetto di natura tecnico-idraulico che determina il buon funzionamento
degli impianti di irrigazione a pioggia e comporta un notevole risparmio energetico è
rappresentato dal dislivello altimetrico a disposizione.
Gli irrigatori necessitano di almeno 3 bar per funzionare correttamente e
quindi di acqua in pressione. Questa esigenza, unita alla mancanza di spazi e
servitù alternative per l'installazione delle condotte e alla scelta di ottimizzare il
rapporto costo-beneficio, è stata una delle cause che ha determinato profonde
modificazioni degli alvei degli antichi rus. Probabilmente la trasformazione del
sistema di irrigazione da scorrimento a pioggia ha contribuito, soprattutto nel
passato, all'intubazione di alcuni tratti di canale e con ogni probabilità non solo di
quelli particolarmente critici dal punto di vista della tenuta idraulica. Per mantenere
l'antica rete irrigua a cielo aperto oggigiorno si tende ad optare per soluzioni
tecniche che privilegiano il passaggio delle tubazioni oppure la costruzione di
manufatti al di fuori della sede del canale, consentendo la conservazione del suo
alveo originale.
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4. CARATTERISTICHE E PECULIARITA’ AMBIENTALI ED ENERGETICHE
L’impianto in progetto, è progettato in coerenza e conformità dei principi
sopra menzionati, in quanto permette un razionale e ottimale impiego della risorsa
idrica sul comprensorio, garantendo la continuità delle coltivazioni, ed il
mantenimento e controllo dell’assetto idrogeologico.
L’intervento permette l’irrigazione con condotte in pressione, a gravità, di una
superficie pari a 177.72.10 Ha, con una significativa diminuzione delle attività ed
oneri gestionali, rispetto alla configurazione di una rete a scorrimento, peraltro
impegnativa e sensibile in aree montane ad elevata pendenza.
Tutto il sistema è a consumo “ZERO”, in quanto non vi sono sollevamenti
meccanici di acqua con pompe idrauliche, e la modesta quantità di energia elettrica,
necessaria per il funzionamento del sistema di telecontrollo, è ricavata da pannelli
fotovoltaici, ubicati in prossimità delle vasce di carico e dei pozzetti con le R.T.U.
5. INQUADRAMENTO GENERALE DELLE OPERE GIÀ REALIZZATE
Premesse
Su incarico conferito dai Consorzi di Miglioramento Fondiario CumiodMontovert di Villeneuve, Torrette di Saint-Pierre, Ru Brean di Sarre, Ru de
Champlong di Villeneuve e Saint-Pierre Villeneuve di Saint-Pierre si è realizzato uno
stralcio funzionale della nuova derivazione d'acqua ad uso irriguo dal torrente
Savara a servizio dei CMF Cumiod-Montovert, Torrette e Ru Brean (secondo la
concessione n° 70 del 07/02/1997), nonché delle condotte irrigue a servizio dei
CMF Ru de Champlong e Saint-Pierre Villeneuve.
Durante i lavori del 1° stralcio funzionale è stata realizzata la vasca di
accumulo di Champlong-Dessus e la relativa tubazione in acciaio DN 300, per una
lunghezza pari a circa 3324 m, fino a congiungersi con la tubazione DN 250 posata
nel 1989.
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Finalità
Le finalità di quell’intervento erano pertanto quelle di addurre, ai rispettivi
comprensori, le acque prelevate dal torrente Savara in località Molère inserendo, le
opere necessarie ai Consorzi Ru de Champlong e Saint-Pierre Villeneuve per
soddisfare le esigenze di trasporto dell'acqua irrigua di loro competenza.
Importanza socio-economica dell’opera realizzata e del suo completamento
La rilevanza socio-economica dell'opera realizzata e del completamento delle
infrastrutture è data dalle seguenti principali motivazioni ancora a tutt’oggi valide.
La possibilità di irrigare una superficie complessiva di Ha 129.30.13 di terreni
agrari, marginali, nei Comuni di Villeneuve, Saint-Pierre e Sarre che, con
l'esecuzione di questi lavori, potranno essere rimessi a coltura apportando così
importanti benefici economici e ambientali ai Comuni interessati.
La modifica del tracciato del canale ha permesso di abbandonare l'attuale
condotto di gronda corrente a monte dell'abitato del borgo di Villeneuve rimuovendo,
dato il degradato stato d'uso del manufatto esistente, un potenziale pericolo sia per
gli abitanti che per gli edifici presenti nella zona.
La condotta posata permetterà di poter realizzare un impianto d'irrigazione
per
aspersione su tutta la piana di Villeneuve compresa tra il torrente Savara e gli abitati
di Martinet e Cesan consentendo inoltre la distribuzione d'acqua in pressione per le
aree verdi private (orti e giardini) e pubbliche presenti in zona consentendo così un
importante risparmio d'acqua potabile.
Esigenze agronomiche e prestazioni richieste per il 1°stralcio funzionale
Le esigenze agronomiche erano e sono quelle di poter dotare d'acqua irrigua
comprensori di potenziale agrario importante che, attualmente, ne risultano privi.
Diversamente, per i CMF Ru Champlong e Saint-Pierre Villeneuve, si trattava
per il primo di ampliare il comprensorio irriguo nelle piana di Villeneuve e, per il
secondo, di modificare l'attuale tracciato del canale adduttore.
Le esigenze che devono quindi essere soddisfatte sono costituite dalle
seguenti portate:
C.M.F. Cumiod-Montovert
C.M.F. Bréan-Torrette
C.M.F. Bréan
Litri/sec 38
Litri/sec 46
Litri/sec 16
C.M.F. Ru Champlong
C.M.F. Saint-Pierre Villeneuve
Litri/sec 30
Litri/sec 300
48.71.45 Ha
60.14.19 Ha
20.44.49 Ha
Attualmente le superfici irrigue dei C.M.F. Cumiod-Montovert, Bréan-Torrette
e Bréan sono aumentate, portando la superficie complessiva da Ha 129.30.13 a Ha
177.72.10, per la suddivisione fare riferimento al capitolo 2 della presente relazione.
Rimangono inalterate le portate per complessivi 100 l/sec secondo la
concessione n. 70 del 07/02/1997.
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Descrizione delle opere del 1° stralcio funzionale
L'opera realizzata, si articola, essenzialmente, nei seguenti manufatti:
• Vasca di carico della nuova derivazione Grande-Tzeriette.
• Sifone.
• Vasca di carico del canale Saint-Pierre Villeneuve.
In località Grande-Tzeriette, a monte della frazione Champlong-Dessus del
Comune di Villeneuve è stata prevista la vasca di decantazione e carico per il nuovo
impianto di derivazione sul sito dell'esistente partitore del canale irriguo Ru
Champlong.
La nuova vasca, realizzata in aderenza a quella preesistente, è dotata di un
filtro a tamburo rotante autopulente con by-pass, di una vasca di carico a tre
scomparti (per la facilitarne il lavaggio) e di una camera di manovra dove sono
alloggiati gli apparecchi idraulici d'intercettazione principale. Questa vasca è
dimensionata in modo tale da poter servire sia la nuova derivazione sia gli esistenti
impianti d'irrigazione del CMF Ru de Champlong.
Nel progetto originario, allegato alla concessione di derivazione n° 70 del
12/02/1997, il sifone (inteso come il sistema di condotte che deve trasportare
sull'altro versante della valle centrale le acque del Savara) seguiva il percorso della
"brantze" del canale di Champlong che alimenta la zona di Bertola, Saburey,
Champlong -Martignon, Peranche, ecc. fino a collegarsi con la condotta già posta in
opera negli anni 1988 -1991 all'altezza della vasca di carico del canale Saint-Pierre
Villeneuve in località Chatel-Argent. Tuttavia, nell'eseguire il rilievo di dettaglio dei
siti, si è riscontrato che il tracciato scelto a suo tempo (1987) presentava alcuni
inconvenienti essendo di difficile accessibilità nella fase esecutiva, disagevole per la
manutenzione e gestione nonché in prossimità di alcuni nuclei abitati e/o zone
antropizzate. Di conseguenza si è deciso di abbandonare la scelta originaria
individuando un nuovo percorso dalle seguenti caratteristiche salienti:
• più marginale al tessuto urbano e/o antropizzato;
• di più facile accesso sia nella fase costruttiva che, successivamente,
nell'esercizio e manutenzione dell'impianto;
• con un grado di sicurezza maggiore perché ubicato a valle di abitazioni,
strade, autostrade, ecc. e, per un buon tratto, a margine di corsi d'acqua.
Questa diversa scelta suggeriva ai CMF di Saint-Pierre Villeneuve e Ru
Champlong di utilizzare, a loro volta, il nuovo tracciato individuato per porre in opera
condotte di loro pertinenza parallelamente a quella della nuova derivazione.
Il nuovo tracciato pertanto, partendo dalla vasca di carico Grande-Tzeriette
secondo la linea di massima pendenza, lasciando sulla destra l'abitato della frazione
Croix-Blanche, raggiunge il canale Saint-Pierre Villeneuve in località Condy. Da
questo punto si affianca alla condotta della nuova derivazione la tubazione del
canale Saint-Pierre Villeneuve. All'altezza dell'ultima vasca dell'impianto
d'irrigazione del Consorzio Ru Champlong si unisce, a sua volta, una terza
tubazione a servizio del predetto Consorzio. Da questo punto le tre tubazioni
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seguono, per un certo tratto, la pista poderale di Condy e quindi, prima della galleria
autostradale, scendono lungo il pendio in massima pendenza fino all'argine del
Savara a monte dell'autostrada che è attraversata sotto il ponte della stessa sul
predetto torrente. Superata l'autostrada, le tre tubazioni, seguendo il tracciato
dell'antica Muneresse, raggiungono la strada comunale per Introd a monte del ponte
delle Mottes dove l'oltrepassano. Attraversata la strada comunale, la condotta del
Ru Champlong s'interrompe giacché raggiunge il punto più funzionale per
l'alimentazione dell'impianto che dovrà irrigare la piana esistente tra il torrente e la
strada per Introd. Le altre due condotte proseguono, parallelamente al torrente
Savara, fino in prossimità del ponte della vecchia strada statale in località Cesan
all'altezza del quale, in sub alveo, superano il Savara, risalgono sull 'altra sponda,
attraversano la vecchia strada statale sotto l'esistente voltino, oltrepassano, in sub alveo, la Dora Baltea a valle del ponte ferroviario e, risalendo sulla sponda sinistra
del fiume procedono fino al ponte di Veyne dove si collegano alle condotte esistenti.
Vasca di carico del canale Saint -Pierre Villeneuve In località Condy trova
luogo l'esistente vasca di carico del canale irriguo Saint-Pierre Villeneuve. Di questa
vasca è prevista la sopraelevazione di mI. 1.20 ca per permettere al canale
derivatore di sfiorare in alveo e garantire un maggior carico piezometrico sull
'imboccatura della nuova tubazione onde evitare aspirazioni d'aria. A seguito di
questa sopraelevazione sarà riposizionato l'esistente filtro rotante autopulente.
Principali caratteristiche tecniche e funzionali dell’opera
L'opera è stata concepita in una forma il più semplice possibile per facilitare
l'utilizzo e la manutenzione della stessa nel tempo. In particolare le vasche di
decantazione e di carico necessarie al corretto funzionamento dell'intero sistema
sono state previste nei siti dove già ve ne erano di preesistenti e tutte ubicate a
margine di strade e/o piste carrozzabili. Per quanto concerne la scelta e la tipologia
dei materiali da impiegare si è adottato il criterio di utilizzare manufatti ad alta
durabilità e che comportino minima manutenzione. Tutte le tubazioni previste sono
in acciaio di diverse qualità e tutte con rivestimento interno in epossidico a spessore
ed esterno in polietilene a triplo strato con protezione dei giunti mediante d'impiego
di manicotti termorestringenti. La condotta di scarico ha la funzione di smaltire
l'eccesso di portata e lo scarico di fondo della vasca Grande-Tzeriette. La tubazione
è posta parallelamente a quella della nuova derivazione fin dalla predetta vasca fino
all'esistente scarico della vasca di carico del canale Saint-Pierre Villeneuve in
località Condy. Il tipo di tubo previsto è costituito da un condotto in Pead corrugato
internamente. La scelta di questa tipologia è motivata dalla necessità di limitare, al
massimo, la velocità dell'acqua corrente a pelo libero dovuta alla notevole pendenza
del tracciato. Lungo il tracciato dello scarico sono inseriti alcuni pozzetti d'ispezione
posti, mediamente, ogni 30/40 mt l'uno dall'altro e/o nei cambi di direzione e/o
livelletta.
Per gestire le condotte e i manufatti sono installate una serie di
apparecchiature idrauliche e/o elettro-idrauliche che soddisfano, principalmente,
l'esigenza di una estrema facilità d'uso da parte dei committenti.
Per monitorare l'intera opera si è disposta l'installazione di un sistema
automatico di telecontrollo per la gestione dei seguenti parametri:
 i livelli delle acque nelle vasche di carico;
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 le portate in uscita dalle vasche di carico;
 la chiusura, automatica, delle condotte all 'uscita delle vasche di carico
in caso di rottura delle tubazioni e/o anomalo funzionamento rilevato
dai misuratori di portata.
6. CARATTERISTICHE DEL BACINO IMBRIFERO VALDOSTANO E
INQUADRAMENTO GENERALE DEL COMPRENSORIO IRRIGUO
La parte di relazione di seguito riportata è tratta dal “Rapporto sullo stato
dell’irrigazione in Valle d’Aosta – Monitoraggio dei sistemi irrigui delle Regioni centro
settentrionali – Programma interregionale” dell’INEA Istituto Nazionale di Economia
Agraria del 2009.
Caratteristiche morfologiche
La Regione Autonoma Valle d’Aosta, situata all’estremo Nord-Ovest del Paese, si
estende su una superficie di circa 3.200 km2 (90% montano) e copre l’intero tratto
alpino del bacino idrografico della Dora Baltea costituendo, sia territorialmente che
demograficamente, la più piccola Regione italiana.
Geograficamente confina, a Ovest con la Francia, a Nord con la Svizzera, a Est e a
Sud con la regione Piemonte, occupando il versante interno della catena alpina,
nella congiunzione tra le Alpi Occidentali e le Alpi Centrali (Alpi Graie e Pennine).
Il suo territorio si sviluppa tra i 4.810 m.s.l.m. e i 350 m.s.l.m. della bassa valle
centrale, al confine con il Piemonte. La quota media è di 2.106 m., la più alta d’Italia
essendo composta dai più alti massicci d’Europa (Monte Bianco, 4.810 m; Grandes
Jorasses, 4.165 m; Lyskamm, 4.477 m; Gran Paradiso, 4.061 m). Di particolare
importanza è la presenza di circa 200 ghiacciai perenni, le cui aree occupano
all’incirca 200 km2.
La particolare orografia ha permesso ad una grande estensione di territorio di
mantenersi allo stato naturale. Soltanto l’11% del territorio risulta antropizzato e
destinato ad insediamenti residenziali e produttivi a carattere permanente. In
particolare, nelle aree pianeggianti di fondovalle, lungo l’asta del fiume Dora Baltea
e in alcune sue valli laterali (generalmente di tipo Nord-Sud o Sud-Nord, a seconda
che siano in sinistra o in destra orografica rispetto alla valle principale della Dora
Baltea) si concentra la maggior parte della popolazione e le attività economiche più
rilevanti.
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Sotto il profilo morfologico la Valle d’Aosta può essere suddivisa in 3 settori:
- Alta Valle d’Aosta: comprendente il settore altimetricamente più elevato del
sistema vallivo, dallo spartiacque alpino del massiccio del Monte Bianco fino al
limite occidentale della piana di Aosta, in prossimità della confluenza del torrente
Grand’Eyvia nella Dora Baltea; in questo tratto le principali valli laterali
comprendono la Val Veny e la Val Ferret, nel settore del Massiccio del Monte
Bianco, e in destra orografica, la Valle di La Thuile, la Valgrisenche, la Val di
Rhêmes, la Valsavarenche, la Valle di Cogne. Di minore estensione, invece, sono le
valli dei torrenti Sapin, Colombaz, Vertosan, Clusellaz, presenti in sinistra
orografica.
- Media Valle d’Aosta: comprendente la Piana di Aosta ed il settore pianeggiante di
Fénis/Châtillon/Saint Vincent, fino alla stretta di Montjovet; in questo tratto le
principali valli laterali si sviluppano sul versante sinistro e sono la Valpelline e la
Valle del Gran San Bernardo, la Valle di Saint-Barthélemy e la Valtournenche.
Vallate di minore estensione sono presenti in destra orografica e costituiscono i
bacini dei torrenti Les Laures, Saint-Marcel, Clavalité, Arly e Molinaz;
- Bassa Valle d’Aosta: dalla stretta di Montjovet fino allo sbocco in pianura della
valle principale, dove si trovano le colline moreniche dell’Anfiteatro d’Ivrea; questo
tratto le valli principali si sviluppano sul versante sinistro (Valle d’Ayas e Valle del
Lys) mentre sul destro si trovano le valli di Champdepraz (torrente Chalamy) e di
Champorcher.
Il comprensorio oggetto d’intervento è situato nell’Alta Valle d’Aosta.
Inquadramento idrografico
Il principale corso d’acqua della Valle d’Aosta è il fiume Dora Baltea che si origina
da due rami Dora di Veny e Dora di Ferret, che nascono dai ghiacciai del Monte
Bianco. A partire dalla confluenza delle due Dore, che avviene a circa 1.200 metri di
quota, sul territorio valdostano l’asta della Dora Baltea è di circa 100 km, fino a
raggiungere, dopo un totale di 152 km, il Po in territorio piemontese. L’andamento
del fiume è morfologicamente caratterizzato dalla presenza di un marcato orlo di
terrazzo, che tende a configurare un alveo piuttosto inciso rispetto al circostante
territorio, e con andamento sinuoso a tratti sub-rettilineo.
Il bacino della Dora Baltea si presenta complesso e caratterizzato da una serie di
numerosi e importanti affluenti a carattere tipicamente montano che riceve su
entrambi i lati. Sulla destra orografica discendono tutti dal versante settentrionale
del massiccio del Gran Paradiso e sono: Dora di Thuile, Dora di Valgrisenche, Dora
di Rhemes, Savara, Grand’Eyvia, Clavalité, Chlamy e Ayasse. I tributari principali,
sulla sinistra orografica, discendono dai massicci del Monte Cervino e del Monte
Rosa e sono i torrenti Buthier, Saint Barthelemy, Marmore, Evançon e Lys. Le
dimensioni dei bacini idrografici dei tributari, complessivamente, coinvolgono tutta la
superficie regionale. A questi sottobacini definiti come corpi idrici significativi della
regione (ai sensi del D.Lgs 152/99), vanno aggiunti altri corsi d’acqua minori, ma di
una certa importanza, quali il torrente Rutor, il Torrente Artanavaz e la Dora di
Ferret. Inoltre, la regione Valle d’Aosta conta oltre 700 laghi, tra naturali e artificiali,
che occupano un’area complessiva di circa 9,5 km2. Tra questi, numerosi sono i
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1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
serbatoi che operano una regolazione dei deflussi (a carattere stagionale o
addirittura settimanale), per la produzione di energia elettrica. La maggior parte dei
laghi è situata ad un’altitudine compresa tra i 1.000 m s.l.m. e tutti, ad eccezione del
lago di Lace situato nel Comune di Lillianes, ricadono nel bacino della Dora Baltea.
Sempre ai sensi del D.Lgs 152/99, sono stati individuati, tra gli oltre 700 laghi
presenti, 20 significativi, di cui 15 per valori naturalistici e/o paesaggistici e 5
considerati significativi per la loro ubicazione o il loro uso.
Inquadramento geologico
Dal punto di vista geologico, il territorio valdostano fa parte del settore Alpi
Occidentali della catena alpina. Questa catena ha origine collisionale strutturata per
falde sovrapposte a vergenza nord-occidentale, caratterizzata da un’impronta
metamorfica alpina. La Valle d’Aosta taglia i maggiori sistemi strutturali in cui è
suddiviso il lato interno della catena a vergenza europea, precisamente a Est ed
Ovest:
- il Sistema Austroalpino, composto da unità di crosta continentale e suddiviso in
Zona Sesia-lanzo e in un insieme di Klippen (lembi isolati o isole continentali
formatesi a seguito della dislocazione di formazioni rocciose) denominati Falda della
Dent Blanche s.l.;
- la Zona Piemontese, costituita da unità ofiolitiche che in Valle d’Aosta sono
suddivise in Zone del Combin s.l. e in Zona Zermatt-Saas Fee s.l. formata da ofioliti,
e subordinati metasediamenti – calcescisti, marmi e quarziti;
- le unità Pennidiche Superiori, di pertinenza continentale, composte dai cosiddetti
Massicci Cristallini Interni del Monte Rosa, Gran Paradiso e, in Piemonte, del Dora
Maira;
- il Sistema Pennidico medio del Gran San Bernardo;
- le unità Pennidiche Esterne o Subbrianzonesi (affioranti dall’esterno del Sistema
del Gran San Bernardo sino al Fronte Pennidico);
- il Sistema Elvetico-Ultraelvetico e Delfinese, comprendente due unità di
basamento del Monte Bianco (uno dei massicci Cristallini Esterni unitamente a
quello dell’Argentera, di Belledonne e dell’Aar) e relative unità di copertura.
Le unità tettono-metamorfiche di origine alpina formano una complessa struttura a
falde sovrapposte in cui si riconoscono i segni dell’attività tettonica post-collisionale
e l’attivazione di sistemi di dislocazione neotettonica. Il più importante è costituito
dalla Faglia Aosta-Col di Joux-Colle della Ranzola, un lineamento tettonico, già
attivo in età oligocenica (30 milioni di anni), che attraversa il tratto centrale della
Valle d’Aosta in direzione E-W lungo il suo asse principale.
L’insieme di questi caratteri geologici-strutturali condiziona in modo determinante
l’evoluzione del rilievo montuoso e, di conseguenza, anche la dinamica dei versanti
vallivi (ove si concentrano, ad esclusione degli alpeggi, le produzioni agricole
regionali).
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1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Assetto geomorfologico
Le formazioni superficiali della Valle d’Aosta sono tutte quaternarie e costituite da
depositi glaciali, depositi alluvionali della Dora Baltea e dei suoi affluenti, depositi
lacustri, depositi di origine gravitativa e da depositi eluvio-colluviali.
I depositi glaciali possono essere suddivisi, principalmente, in depositi glaciali di
fondo, di ablazione (quelli presenti sulla superficie del ghiacciaio prima della
fusione) e di contatto glaciale. La conformazione valliva attuale conserva, a diversa
scala, le tracce dirette del modellamento glaciale, sia come forme erosive che
deposizionali. Tracce di modellamento glaciale ancora visibili alle quote mediobasse sono costituite, ad esempio, da tutte quelle irregolarità più evidenti nel profilo
del versante, ovvero da terrazzi formatisi durante i diversi stadi di approfondimento
del grande ghiacciaio balteo che corrispondono a porzioni di antichi fondovalle.
Evidenze del modellamento glaciale sono anche la presenza di rocce e canali di
scarico laterale (spill-way channels). Altre forme legate al glacialismo si riconoscono
in corrispondenza del comune di Fénis, dove si conservano le cerchie moreniche
frontali lasciate dal ghiacciaio balteo in una delle sue fasi di ritiro.
Con il ritiro dei ghiacciai, il successivo rimodellamento e nuovo modellamento è
avvenuto soprattutto ad opera della Dora Baltea e dei corsi d’acqua laterali
attraverso il progressivo approfondimenti dei fondovalle glaciali e l’erosione delle
forme di accumulo glaciale. In tutta la Regione, quindi, la principale impronta
morfologica è data dalla sovrapposizione del modellamento fluviale-torrentizio su
quello glaciale.
Importanti forme di accumulo legate ai corsi d’acqua sono presenti allo sbocco delle
incisioni vallive laterali, dove si trovano imponenti conoidi alluvionali o coni ad
alimentazione mista, frutto della deposizione di fenomeni di tipo alluvionale e di
trasporto in massa. Lungo il fondovalle principale si riconoscono diversi ordini di
terrazzi alluvionali, risultato della Dora Baltea hanno, generalmente, una direzione
N-S e più raramente NE-SW o NW-SE.
Un ruolo fondamentale nel modellamento del territorio valdostano è svolto dalla
gravità, che opera in sinergia con i vari agenti atmosferici. Sulla dinamica dei
versanti attuali ha influito anche in modo indiretto il glacialismo per l’effetto
dilazionato nel tempo del rilascio della pressione delle masse glaciali conseguente
al loro ritiro. Tale azione ha contribuito, unitamente ad altri fattori geologicigeodinamici, all’innesco di fenomeni di tipo gravitativo su interi versanti, noti come
deformazioni gravitative profonde di versante (DGPV). Tali fenomeni coprono il 12%
dell’intero territorio valdostano. Sono presenti altre tipologie di movimento
gravitativo di varie dimensioni: dai crolli, alle frane complesse, ai fenomeni di
scivolamento planare e/o rotazionale, per giungere sino a quelli di fluidificazione a
spese della coltre superficiale.
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Copertura del suolo regionale
Attraverso l’elaborazione cartografica che la Regione ha prodotto per il Piano di
Tutela delle Acque, ricavata dall’analisi vettoriale della carta elaborata nell’ambito
del progetto Corine Land Cover (COoRdination de l’INformatione sul
l’Environnement) basata su immagini satellitari del 2000, a livello regionale, sono
state individuate le seguenti tipologie di copertura del suolo:
- tessuto urbano (tessuti urbani continuo e discontinuo);
- aree industriali e di servizio (le aree industriali o commerciali, gli aeroporti, i
cantieri, le aree sportive e ricreative);
- superfici agricole (i vigneti, i frutteti, i sistemi colturali e particellari complessi le
aree prevalentemente occupate da colture agrarie con presenza di spazi naturali
importanti);
- boschi (boschi di latifoglie e conifere);
- vegetazione boschiva ed arbustiva in evoluzione (le brughiere e i cespuglieti);
- bacini e corsi d’acqua (contengono le tipologie paludi interne, corsi d’acqua, canali,
idrovie e bacini d’acqua);
- siti di estrazione mineraria;
- praterie;
- pascolo naturale e praterie d’alta quota;
- rocce nude;
- vegetazione rada;
- ghiacciai e nevi perenni.
Questa distribuzione delle tipologie di copertura del suolo trova una buona
corrispondenza con le principali fasce altimetriche ed è fortemente influenzata dalle
condizioni climatiche, geologiche, geomorfologiche. Da quanto emerge, il territorio
valdostano, si caratterizza per un elevato grado di naturalità, infatti solo il fondovalle
principale (lungo la Dora Baltea) e quello di alcune vallate laterali presentano
un’intensa occupazione.
Data la rilevante altitudine media della regione (circa 2.100 m) e la presenza dei più
elevati massicci europei, le superfici che presentano i maggiori valori di copertura,
alle quote più elevate, sono le rocce nude, falesie, rupi e affioramenti che, insieme
ai ghiacciai ed alle nevi perenni, ricoprono circa il 27% del territorio valdostano. A
quote più basse il territorio è caratterizzato da una vegetazione rada (13%) e da
ampie e diffuse aree a pascolo naturale e praterie d’alta quota e da latifoglie ad
altitudini più modeste.
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Le superfici agricole (più o meno il 5%) si sviluppano specialmente sulle pianure del
fondovalle e sulle colline dell’Adret, versante esposto a sud e, quindi, caratterizzato
da una maggiore esposizione al sole, insieme alle limitate aree coltivate nei
fondovalle delle vallate laterali. Seguono le aree industriali e di servizio ed il tessuto
urbano concentrati, essenzialmente, in corrispondenza del capoluogo e dei
principali centri abitati, distribuiti lungo l’asse della Dora Baltea.
I bacini e i corsi d’acqua ricoprono solo lo 0,13% della superficie regionale, ma
questo dato non può essere considerato molto preciso, in ragione del dettaglio delle
immagini satellitari e della scala di analisi.
Caratteristiche climatiche
Il clima della Valle d’Aosta è fortemente condizionato, oltre che dai processi climatici
a livello continentale, da una serie di fattori direttamente legati alla sua particolare
orografia.
La distribuzione delle fasce altimetriche del bacino della Dora Baltea è molto
complessa, e caratterizzata da un elevatissimo gradiente altimetrico (da oltre i 4.000
m di quota a circa i 300 m s.l.m.). L’assetto topografico determina, inoltre, variazioni
delle esposizioni del rilievo rispetto alla luce solare, tanto da caratterizzare in
maniera diversa i versanti esposti a sud, chiamati Adret, e i versanti esposti a Nord
chiamati Envers. Ad esempio, la media valle centrale della Valle d’Aosta si
contraddistingue per una mancata diversità, dal punto di vista termico, tra i versanti
opposti. In inverno, certe zone dell’Envers tra Pollein e Châtillon non hanno sole
diretto per mesi e l’innevamento è conseguentemente prolungato, mentre all’Adret
le neve permane pochissimo al suolo per il forte soleggiamento.
Inoltre, le valli secondarie, che affluiscono con orientamento prevalentemente
perpendicolare a quello dell’asta principale della Dora Baltea (valle principale)
presentano un orientamento dei loro versanti tutto diverso rispetto a quello della
valle principale, comportando un’estrema variabilità delle condizioni climatiche in
Valle d’Aosta, con situazioni microclimatiche molto diverse tra loro.
La distribuzione termica segue fedelmente il profilo montuoso della regione,
assestandosi ad una temperatura media annua di 10-12°C nel fondovalle (tra PontSaint-Martin ed Aosta) e a circa 7,5 °C a 1.200 m di quota, mentre tra i 2.000 e i
2.500 m circa ha una variabilità compresa tra i 3 e i -2°C. Al di sopra del limite
climatico delle nevi persistenti (3.100 m) la temperatura è quasi costantemente sotto
0°C.
La distribuzione delle temperature medie mensili nel corso dell’anno, in genere,
tocca un minimo nel mese di gennaio (0,3°C ad Aosta, media di T° medie nel
periodo 1840-1986) mentre raggiunge i valori massimi nel periodo estivo (luglio:
20,4°C ad Aosta, media di T° medie nello stesso periodo).
Per quanto riguarda la piovosità, la regione è caratterizzata da una marcata xericità
intralpina (o anche aridità; alcuni territori, come ad esempio La Valle d’Aosta, il
Vallese e l’Alto Adige sono definiti delle isole di contesto territoriale), con valori di
precipitazione media annua di circa 950 mm. Gli elevati massicci montuosi che la
circondano, infatti, limitano fortemente gli effetti delle perturbazioni. I valori più bassi
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1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
che si riscontrano sul territorio sono pari a circa 500 mm annui e vengono raggiunti
nel tratto di valle centrale compreso tra Villeneuve e Montjovet. La zona più asciutta
è prossima ad Aosta, mentre nelle valli laterali gli apporti tendono ad aumentare
senza, tuttavia, raggiungere particolare abbondanza. La distribuzione delle
precipitazioni è caratterizzata da un rapporto di proporzionalità diretta tra
precipitazioni e quota. In particolare, il gradiente tra la stazione di Derby (679 mm
annui) e la sommità del Monte Bianco (circa 3.000 mm annui), distanti tra loro circa
20 km, è stato valutato intorno ai 116 mm/km. Il regime pluviometrico caratteristico
della Regione è di tipo sublitoraneoalpino contraddistinto da due massimi nelle
stagioni primaverile ed autunnale, e due minimi in estate e in inverno.
Riguardo le precipitazioni nevose della regione, si hanno sporadiche nevicate
precoci nei mesi di ottobre e novembre al di sopra dei 1.600-1.800 m.. A partire dal
mese di dicembre, quando le condizioni termiche sarebbero favorevoli, le
precipitazioni tendono a diminuire e solo durante il mese di febbraio il manto nevoso
comincia ad assumere una certa consistenza. In marzo alle basse quote le alte
temperature consentono lo scioglimento del manto nevoso mentre l’aumento delle
precipitazioni ne determina un aumento, generalmente, al di sopra dei 2.000 metri.
In alta montagna il disgelo avviene intorno al mese di maggio, mentre tra i 2.500 e i
3.300 m, lo scioglimento dei manti nevosi e il disgelo dei ghiacci si ha nel mese di
luglio, generando vistosi fenomeni di ruscellamento e suolo impregnato d'acqua.
Quest'ultimo fenomeno è di particolare importanza riguardo agli effetti di
attenuazione della siccità estiva, in quanto tali apporti di acqua determinano una
buona disponibilità idrica per l'agricoltura.
Il gradiente nivometrico regionale si aggira intorno ai 30 cm ogni 100 m, passando
dai 70-100 cm di neve a quota 600 m, agli 800 cm e oltre a quota 3.000 m..
Importanti sono le isole glaciali situate su quasi tutte le testate dei bacini tributari
della Dora Baltea, che alimentano con la loro ablazione i numerosi corsi d'acqua da
cui prendono origine. In Valle d'Aosta la disponibilità delle risorse idriche è
largamente influenzata dal contributo proveniente dalla fusione delle masse di neve
e ghiaccio in alta montagna.
Per quanto riguarda l'evapotraspirazione, sono disponibili i dati riferiti agli anni 19921993, riferiti a due stazioni Aosta e Verrès, per il periodo da marzo ad agosto che
corrisponde al periodo di attività vegetativa. In questo periodo, per tutti e due gli
anni, sono stati osservati valori di ETP sempre superiori ai dati pluviometrici
(addirittura nella stazione di Verrès l'ETP è stata quasi il doppio delle precipitazioni,
mentre in quella di Aosta si sono registrate precipitazioni pari a circa un terzo della
ETP), mettendo in evidenza la presenza di un deficit idrico sensibile.
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7. CONFORMITA’ ALLA NORMATIVA TECNICA
Il progetto definitivo fa riferimento alle seguenti normative in materia di
tubazioni e di strutture:
- D.M. 12/12/85 "Norme tecniche relative alle tubazioni";
- Circ. Min. LL.PP. n° 27291 del 20/03/86 "Istruzioni relative alla normativa per le
tubazioni. Decreto Ministeriale dei Lavori Pubblici 12/12/85";
- UNI 7611 tipo 312 e UNI 7613 tipo 303 ”Tubi in Polietilene ad alta densità” ;
- Progetto di norma pr EN 12201-2 (per condotte di fluidi in pressione in PE/AD PE
100 – sigma 80)
- D.M. 14 gennaio 2008 “Nuove norme tecniche per le costruzioni” per i seguenti
capitoli:
2. SICUREZZA, PRESTAZIONI ATTESE
3. AZIONI SULLE COSTRUZIONI
4. COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO
6. PROGETTAZIONE GEOTECNICA
7. PROGETTAZIONE PER AZIONI SISMICHE
10. NORME PER LA REDAZIONE DEI PROGETTI ESECUTIVI
11. MATERIALI E PRODOTTI PER USO STRUTTURALE
- Circ. Min. LL. PP. N°617 del 02/02/2009 – Istruzioni per l’applicazione delle nuove
Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al D.M. 14/01/2008
- UNI 9858 ENV 206 "Calcestruzzo: Prestazioni Procedure Posa in opera e Criteri di
Conformità";
- Provvedimento dirigenziale n. 5687 del 14/12/2012 - Linee guida sull’ammissibilità
a contributo delle spese relative ad opere di miglioramento fondiario – Compendio
tecnico agronomico – Attuative della DGR 2148/2012, contenente i criteri applicativi
della L.R. 32/2007.
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8. COERENZA DEL PROGETTO ALLE PREVISIONI E PRESCRIZIONI DEGLI
STRUMENTI URBANISTICI COMUNALI VIGENTI
Il progetto è per la sua natura, trattandosi di infrastruttura a rete, destinata a
impianto di irrigazione interrato con finalità agricole, coerente con i Piani Regolatori
dei Comuni di Villeneuve, Saint-Pierre-Saint-Nicolas e Sarre.
Le aree interessate alle nuove vasche e al tracciato delle condotte si trovano:
per il comune di Sarre la parte iniziale delle tubazioni si trova in zona E
(agricola), il restante tracciato rispettivamente nelle zone EV (agricola per colture
specializzate), VDAA (Vincolo archeologico), EC (agricola per insediamenti
residenziali), in zona A (agglomerati urbani e aree circostanti integranti agli
agglomerati) e in zona BC (edificabili).
per il comune di Saint-Nicolas la vasca V2 (Evian) in zona E (agricola), per le
tubazioni parte in zona E (agricola) e parte in zona C (espansione residenziale).
per il comune di Saint-Pierre la vasca V1 e parte delle tubazioni sono in zona
E8 (agricola), le retanti tubazioni nelle zone E8 (agricola), EV2 (agricolo vigneti) e
F6 (zona industriale).
Per il comune di Villeneuve le tubazioni interessano le zone Aa (territorio
produttivo agricolo), le zone Nf2 (nuclei frazionali) e le zone AaV (territorio
produttivo agricolo – vigneti). La strada di collegamento alla frazione di Cumiod
ricade in zona Nf3 (nuclei frazionali).
L’intervento non è in contrasto con le prescrizioni cogenti e prevalenti del
Piano Territoriale Paesistico adottato dalla Giunta Regionale in data 29.11.1996 con
deliberazione n°5390.
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9. DESCRIZIONE DELLE SCELTE PROGETTUALI
L’intervento prevede il completamento delle infrastrutture irrigue necessarie
all’adduzione e alla distribuzione delle acque di competenza ai vari comprensori, in
particolare si prevede quanto segue:
Interventi alle infrastrutture esistenti
Gli interventi previsti alle infrastrutture esistenti di Champlong-Dessus
consistono nell’adeguamento delle apparecchiature di partenza della vasca
denominata V0, con l’installazione di un nuovo filtro di presa in ghisa DN 300, il
posizionamento di valvola di rottura in acciaio DN 300 PN10, un nuovo giunto di
smontaggio DN 300, l’installazione su rientrata d’aria esistente di sfiato cinetico a
doppio effetto DN 50 PN 16, i tronchetti e le raccorderie varie sono in acciaio inox.
E’ inoltre privisto sul pozzetto esistente, a valle della vasca e in linea sulla condotta
principale DN 300 posata nel 1° lotto, il posizionamento di un idrometro DN 300 PN
16 con una saracinesca di pari diametro previo taglio di condotta esistente con
saldatura di flange piane DN 300, un nuovo giunto di smontaggio DN 300 con
tronchetto di unione in acciao inox. E’ prevista inoltre l’installazione di una unità RTU
esterna alimentata da pannello solare, il collegamento al pozzetto avviene tramite
passacavo DN 63.
Intervento apparecchiature idrauliche vasca V0 di Champlong - Dessus
Intervento apparecchiature idrauliche pozzetto a valle della vasca V0
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Nuove vasche di accumulo
Nuova vasca di carico V2 sita in località “Evian” a quota 1001,58 s.l.m. con
capacità pari a 240 mc a servizio dei comprensori del C.M.F. Cumiod-Montovert. Le
apparecchiature idrauliche in partenza per la distribuzione sono in acciaio DN 200
PN 16, con pezzi speciali e raccorderie in acciaio inox. Il carico della vasca avverrà
con tubazione in ghisa DN 250 dal pozzetto esistente P8 più un carico secondario
DN 100 in acciaio proveniente dalla realizzazione di un’opera di presa lungo il
torrente Montovert. Il troppo pieno e lo scarico della vasca andranno in quella
esistente a cielo aperto del C.M.F. Evian-Lyveroulaz con un tubo in PEAD De 200
PN 10. La derivazione massima sarà pari a 38 l/sec con un rispettivo consumo pari
a 136,8 mc/h e un fuori esercizio di 1h e 45’.
Nuova vasca di carico V1 sita in località “Babelon” a quota 977,03 s.l.m. con
capacità complessiva pari a circa 365 mc a servizio dei comprensori dei C.M.F.
Bréan e Bréan-Torrette. Le apparecchiature idrauliche in partenza per la
distribuzione del CMF Bréan-Torrette sono in acciaio DN 200 PN 16, quelle
destinate al CMF Bréan sono in acciaio DN 150 PN16, tutti i pezzi speciali e le
raccorderie varie sono realizzate in acciaio inox. Il carico avverrà con tubazione in
ghisa DN 200 proveniente dal pozzetto esistente P8 e verrà convogliato in una
vasca di carico comune di circa 45 mc per poi essere distribuito proporzionalmente
(in funzione dei diritti di derivazione) in due vasche separate (120 mc per il CMF
Bréan e 200 mc per il CMF Bréan-Torrette). Il troppo pieno e lo scarico della vasca
ritorneranno nel canale “Muneresse” con un tubo in PEAD De 200 PN 10. La
derivazione massima sarà pari a 62 l/sec (46 l/sec destinati alla distribuzione del
CMF Bréan-Torrette e 16 l/sec per il CMF Bréan). Il consumo sarà per la vasca da
200 mc (Bréan-Torrette) pari a 165,6 mc/h con un fuori esercizio di 1h e 12’ e per la
vasca da 120 mc (CMF Bréan) sarà pari a 57,6 mc/h con un fuori esercizio di 2h e
5’.
Vista in sezione vasca tipo
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Condotte principali di adduzione
La condotta principale parte dal pozzetto esistente in frazione Ordines in
comune di Saint-Pierre (P8 in planimetria) collegandosi alla condotta in acciaio DN
250 posata nel 1989. Dal pozzetto P8 avverrà lo sdoppiamento della linea, la prima
in ghisa sferoidale DN 250 diretta alla vasca V1 di “Babelon” di lunghezza pari a
1.270,00 m che correrà sulla sponda orografica del torrente Verrogne, la seconda
sempre in ghisa ma con diametro DN 200 per alimentare la vasca V2 di Evian.
Quest’ultima di lunghezza pari a 1.958,41 m, percorrerà la strada regionale per
Saint-Nicolas fino al primo tornante dove proseguirà seguendo la sponda orografica
sinistra del torrente Montovert fino in località Evian.
Dalla vasca V1 di “Babelon” partirà un’altra condotta di distribuzione per
alimentare l’impianto del CMF “Bréan”, di lunghezza pari a 2.268,40 m sarà in
PEAD De 160, con un primo tratto PN 16 fino al pozzetto P9bis per passare poi a
PN 25 per il resto del tratto. La condotta percorre fino al pozzetto P13 la strada
comunale di Saint-Pierre per poi proseguire su strada consortile fino a destinazione.
Vista sezione tipo di scavo in parallelismo con altre tipologie
Condotte principali e secondarie di distribuzione con relativi pozzetti
Dalle vasche la distribuzione avverrà con una dorsale (in PEAD De 200 PN16
per il C.M.F Cumiod-Montovert, in PEAD De 225/200 PN16 per il C.M.F. BréanTorrette e in PEAD De 160 PN16/25 per il C.M.F. Bréan), lungo la dorsale verranno
realizzati pozzetti di diramazione su diretta (denominati PN) dotati di idrometri su
ogni braccio di distribuzione.
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1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Lungo la dorsale di diramazione verranno realizzati pozzetti di distribuzione su
diretta (denominati PnD) con il collegamento agli attacchi per le utenze (pozzetto
Xn) con tubazione in PEAD De 90 PN16.
Dalla tubazione principale, al fine di garantire una distribuzione capillare, si è
ipotizzata la realizzazione di una rete di condotte di penetrazione secondarie dove le
utenze potranno allacciarsi per derivare le acque necessarie. Le condotte
secondarie partiranno dalla dorsale principale da un pozzetto di diramazione
(denominato Pn), la tubazione sarà in PEAD e partirà da un diametro De 160 per
arrivare fino ad un De 90. I pozzetti saranno dotati, anche per le condotte
secondarie, di idrometri in partenza e in alcuni casi, dove le pressioni di esercizio lo
richiedono, riduttori di pressione proporzionali.
Il pozzetto di distribuzione finale alle utenze (denominato Xn) sarà dotato di
idrometro DN 80 PN16 e cassetta RTU per il telecontrollo.
Si precisa che per evitare inconvenienti ai vari consorziati, si è cercato di
progettare il tracciato delle nuove tubazioni seguendo il più possibile il sedime delle
strade esistenti, fatta eccezione per alcuni tratti dove per esigenze sia tecniche che
funzionali si sono dovuti attraversare i terreni privati dei consorziati.
Nei punti più depressi e in corrispondenza di canali e corsi d’acqua, in coda
alle distributrici e alle condotte secondarie, sono stati previsti idonei pozzetti di
scarico che consentono lo svuotamento delle condotte in caso di necessità o per il
periodo invernale (per l’ubicazione precisa fare riferimento alla planimetria di
progetto).
Pozzetto di diramazione su diretta (PN)
22
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Pozzetto di distribuzione su diretta (PnD)
Pozzetto di diramazione e distribuzione su diretta/secondaria (Pn)
23
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Pozzetto di diramazione e distribuzione su diretta/secondaria con riduzione (PnR)
Pozzetto di distribuzione su secondaria con riduzione (Xn)
24
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Ripristini su strada e su aree prative
Il progetto prevede su tutta la superficie interessata dal passaggio delle
condotte il ripristino dei luoghi esistenti, sia su strada che su aree prative, la
sistemazione prevede le seguenti operazioni:
Per quanto riguarda il passaggio su strade bitumate (regionali e comunali) il
ripristino è cistituito da un bauletto di protezione in misto cementato con dosaggio a
100 kg/mc di impasto, conglomerato bituminoso per strato di base dello spessore di
10 cm, binder per uno spessore di 5 cm e tappeto d’usura per 4 cm.
Il progetto prevede il passaggio della tubazione anche su strade vicinali e
consortili il cui ripristino è costituito da un primo riempimento di materiale granulare
proveniente dallo scavo vagliato e sistemato accuratamente a mano, da un secondo
strato di materiale, sempre proveniente dallo scavo, ma con esclusi i trovanti
maggiori di 150 mm e infine un bauletto di 20 cm di spessore in misto granulare
stabilizzato con legante naturale.
I ripristini su aree prative prevedono riempimenti con materiale proveniente
dagli scavi, con un primo strato vagliato e sistemato accuratamente a mano ed un
secondo con esclusi trovanti maggiori di 150 mm, il ripristino della superficie avverrà
mediante rifinitura di presemina e semina di coltre erbosa.
E’ previsto inoltre il rifacimento dei muri esistenti in pietra e malta con giunto
arretrato visibilmente a secco e testa muro inerbita.
Ripristino su strade asfaltate
25
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Ripristino su strade vicinali
Ripristino su aree prative
26
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Telecontrollo
L’impianto è interamente telecontrollato con l’installazione di centraline di
comunicazione e comando remoto posizionate nelle vasche V0 – V1 – V2.
La comunicazione delle centraline principali con il server dell’unità centrale nella
sede del C.M.F. Cumiod-Montovert è garantita attraverso la rete LAN, la
comunicazione tra le centraline delle vasche avverrà via radio.
Ogni pozzetto a servizio delle utenze sarà dotato di cassetta RTU per il controllo
automatico. I collegamenti tra le centraline principali e le RTU saranno via cavo con
passaggio di cavi elettrici in tubi passacavo DN 63.
Per una migliore comprensione dell’impianto si rimanda alla tavola descrittiva
allegata al progetto.
Schema riassuntivo funzionamento telegestione impianto irriguo
27
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Nuova pista di collegamento abitato di Cumiod
Al fine di garantire un ulteriore collegamento all’abitato di Cumiod il progetto
prevede la realizzazione di un tratto di pista a servizio dell’acquedotto irriguo di
lunghezza pari a 255,95 m e larghezza della carreggiata pari a 3 m.
La sezione stradale tipo sarà costituita dal pacchetto del manto stradale con stesura
di misto granulare stabilizzato per 20 cm. Dove la sezione lo richiederà saranno
previsti muri in pietra e malta di sottoscarpa e controripa, inerbimenti delle scarpate
di monte e valle e in testa alle murature una recinzione in legno.
Sezione tipo strada di collegamento
28
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Lavori tratto opera di presa e lavori in località Chevrère
La prima zona d’intervento prevederà il ripristino di un tratto di strada
poderale esistente che porta dall’abitato di Chevrère al ponte canale. La prima
lavorazione consiterà nel taglio piante cresciute sul sedime della strada poderale
esistente, le quali impediscono il passaggio degli automezzi per la manutenzione del
ponte-canale La seconda lavorazione sarà la bonifica dell’area in cui si è verificata
la frana e l’adeguamento della sezione al passaggio degli automezzi, la strada avrà
una larghezza non superiore al sedime attuale compresa tra i 3 e i 3,50 m. La terza
lavorazione sarà la riverniciatura della struttura del ponte-canale con la pulizia
interna della tubazione. L’ultima lavorazione prevede il rifacimento del sentiero che
dalla S.R. n. 23 della Valsavarenche porta all’opera di presa.
La seconda zona d’intervento riguarderà il dissabbiatore esistente
attualmente funzionante. E’ prevista la pulizia di cespugli e sterpaglie della strada di
accesso al dissabbiatore, la pulizia della nitta stratificata sul fondo del dissabbiatore
e la meccanizzazione delle paratoie, le quali saranno telecontrollate dalla sede
centrale del C.M.F. Cumiod-Montovert.
La terza zona d’intervento riguarderà l’accesso e l’adeguamento dell’opera di
presa esistente. La prima lavorazione prevederà la risistemazione del sentiero che
dal paramassi sito sulla S.R. n. 23 della Valsavarenche porta all’opera di presa con
l’aggiunta di un corrimano di corda e paletti in acciaio a garantire una maggiore
sicurezza del tratto. Si provvederà poi alla realizzazione di una nuova briglia in c.a.,
in sostituzione dell’attuale massicciata, nel torrente Savara per permettere una
captazione migliore delle acque.
10. CARATTERISTICHE DIMENSIONALI DELL’OPERA IN PROGETTO
Le caratteristiche dimensionali dell’intervento sono riportate nel seguente riepilogo:
area Sup. diritti portata
superf/ dispon/ pozzetti utenze irrigui /ettaro
utenze utenze ha mq l/sec l/sec/h
a np nu mq l/sec/nu De mm 661090
38 0,57 110 94 7033 0,40 200 744360
46 0,62 132 118 6308 0,39 225 371760
16 0,43 78 75 4957 0,21 160 C.M.F.
CumiodMontovert 66.10.90
C.M.F.
Bréan 74.43.60
Torrette
C.M.F.
37.17.60
Bréan
29
condotte principali 1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
VASCHE DI CARICO
INTERVENTI VASCA CHAMPLONG - V0
NUOVA VASCA BABELON - V1
NUOVA VASCA EVIAN - V2
OPERA DI PRESA PER VASCA EVIAN - V2
cp
cp
cp
cp
1,000
1,000
1,000
1,000
cad
cad
cad
cad
cad
cad
cad
40,000
6,000
6,000
48,000
6,000
4,000
94,000
cad
cad
cad
cad
cad
cad
cad
62,000
5,000
9,000
47,000
5,000
4,000
118,000
cad
cad
cad
cad
cad
cad
cad
36,000
4,000
5,000
29,000
1,000
3,000
75,000
POZZETTI - CUMIOD-MONTOVERT
POZZETTI DI DISTRIBUZIONE SU CONDOTTA SECONDARIA - XN
POZZETTI DI DIRAMAZIONE DIRETTA/SECONDARIA CON RID. - PNR
POZZETTI DI DIRAMAZIONE DIRETTA/SECONDARIA - PN
POZZETTI DI DISTRIBUZIONE SU DIRETTA - PND
POZZETTI DI DIRAMAZIONE SU DIRETTA - PN
POZZETTI DI SCARICO - PS
ATTACCHI UTENZE
POZZETTI - BREAN-TORRETTE
POZZETTI DI DISTRIBUZIONE SU CONDOTTA SECONDARIA - XN
POZZETTI DI DIRAMAZIONE DIRETTA/SECONDARIA CON RID. - PNR
POZZETTI DI DIRAMAZIONE DIRETTA/SECONDARIA - PN
POZZETTI DI DISTRIBUZIONE SU DIRETTA - PND
POZZETTI DI DIRAMAZIONE SU DIRETTA - PN
POZZETTI DI SCARICO - PS
ATTACCHI UTENZE
POZZETTI - RU BREAN
POZZETTI DI DISTRIBUZIONE SU CONDOTTA SECONDARIA - XN
POZZETTI DI DIRAMAZIONE DIRETTA/SECONDARIA CON RID. - PNR
POZZETTI DI DIRAMAZIONE DIRETTA/SECONDARIA - PN
POZZETTI DI DISTRIBUZIONE SU DIRETTA - PND
POZZETTI DI DIRAMAZIONE SU DIRETTA - PN
POZZETTI DI SCARICO - PS
ATTACCHI UTENZE
30
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
CONDOTTE - CUMIOD-MONTOVERT (compreso il 5% di incremento dovuto a curve, pendenze, ecc..)
TUBO PASSACAVO CORRUGATO IN MATERIALE PLASTICO
tubo dn 63
TUBAZIONE IN PE 100/A.D. - SIGMA 80
pn 10 - diametro nominale 200 mm
pn 16 - diametro nominale 63 mm
pn 16 - diametro nominale 90 mm
pn 16 - diametro nominale 110 mm
pn 16 - diametro nominale 125 mm
pn 16 - diametro nominale 140 mm
pn 16 - diametro nominale 160 mm
pn 16 - diametro nominale 200 mm
pn 25 - diametro nominale 225 mm
TUBI IN GHISA SFEROIDALE
dn 200 mm
m
12.577,24
7
m
m
m
m
m
m
m
m
m
148,785
245,679
875,186
569,331
142,947
118,262
287,175
8.649,207
345,188
m
2.123,909
m
11.694,45
9
m
m
m
m
m
m
m
m
m
m
219,177
427,130
1.155,504
1.044,414
629,990
428,316
793,002
3.857,585
2.430,855
2.651,198
m
1.134,452
m
5.402,114
m
m
m
m
m
m
m
73,500
19,215
621,117
596,442
366,335
1.240,040
2.578,181
CONDOTTE - BREAN-TORRETTE (compreso il 5% di incremento dovuto a curve, pendenze, ecc..)
TUBO PASSACAVO CORRUGATO IN MATERIALE PLASTICO
tubo dn 63
TUBAZIONE IN PE 100/A.D. - SIGMA 80
pn 10 - diametro nominale 200 mm
pn 16 - diametro nominale 63 mm
pn 16 - diametro nominale 90 mm
pn 16 - diametro nominale 110 mm
pn 16 - diametro nominale 125 mm
pn 16 - diametro nominale 140 mm
pn 16 - diametro nominale 160 mm
pn 16 - diametro nominale 200 mm
pn 16 - diametro nominale 225 mm
pn 25 - diametro nominale 160 mm
TUBI IN GHISA SFEROIDALE
dn 250 mm
CONDOTTE - RU BREAN (compreso il 5% di incremento dovuto a curve, pendenze, ecc..)
TUBO PASSACAVO CORRUGATO IN MATERIALE PLASTICO
tubo dn 63
TUBAZIONE IN PE 100/A.D. - SIGMA 80
pn 10 - diametro nominale 200 mm
pn 16 - diametro nominale 63 mm
pn 16 - diametro nominale 90 mm
pn 16 - diametro nominale 110 mm
pn 16 - diametro nominale 125 mm
pn 16 - diametro nominale 140 mm
pn 16 - diametro nominale 160 mm
31
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
11. DISPONIBILITA’ IDRICA DEI COMPRENSORI E DIRITTI DI DERIVAZIONE
La dotazione idrica è così suddivisa:
C.M.F. Cumiod-Montovert
C.M.F. Bréan-Torrette
C.M.F. Bréan
Totale
38 l/sez
46 l/sec
16 l/sec
100 l/sec
Il periodo irriguo è compreso tra il 1° aprile ed il 30 settembre e i diritti
derivazione sono i seguenti:
-
Torrente:
Quantità:
Savara
moduli 0,50 per usi irrigui dal 01/04 al 30/04

moduli 1,00 per usi irrigui dal 01/05 al 30/09
- Superficie irrigata:
177,7200 Ha
- Decreto P.G. RAVA:
n. 70 del 07/02/1997
(il Decreto è riportato in allegato alla presente relazione)
12. DIMENSIONAMENTO E VERIFICHE IDRAULICHE
- Verifica idraulica:
Per la verifica delle portate nelle condotte ci si è riferiti alla topografia del
terreno ed alle grandezze meccaniche delle condotte, effettuando il calcolo
mediante la consueta formulazione di Colebrook per correnti in regime turbolento:
1

  2 log(

2.51
 D)
Re  3.71
formula di Colebrook
dove:




D  mm diametro interno della condotta
  mm scabrezza omogenea equivalente
UD
Re 
 adim N° di Reynolds, con U  m /s velocità dell'acqua
v
v  m2 /s viscosità cinematica dell'acqua
  adim Coefficiente di attrito
Essendo poi U 
Q
dove:

Q  m3 /s portata

D 2
4
 m2 area sezione tubazione
32
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
e valendo la seguente relazione tra la pendenza motrice i  m /m e le grandezze
caratteristiche del moto, della condotta e del fluido:
 U2
i
D 2g
dove:
2
 g  m /s
accelerazione di gravità
si ricava la seguente espressione della portata Q smaltibile dalla condotta:
Q
 D2
2

2.51v
2 gDi log(
 D)
D 2 gDi 3.71
dove:
D  mm diametro interno della condotta
g  m /s 2 accelerazione di gravità
i  m /m pendenza motrice
v  m2 /s viscosità cinematica dell'acqua
  mm scabrezza omogenea equivalente
Per quanto concerne i valori della viscosità cinematica si è assunto
v  1.206106 m2 /s mentre per la scabrezza si è assunto un valore   0.02 mm per
tubazioni in PEAD e   0.10 mm per quelle in ghisa, trattasi di valori consigliati dalla
bibliografia tecnica per tubazioni in condizioni di esercizio corrente.
Le verifiche idrauliche per il tratti di adduzione tra la vasca V0 e la V1, tra la
V0 e la V2, tra la vasca V1 e il pozzetto P13f, tra la vasca V1 e il pozzetto P19, tra
la vasca V2 e il pozzetto P7, tra la vasca V2 e il pozzetto P4I, tra i pozzetti P13 e
P26, tra il P19 e il pozzetto p24g sono riportate in allegato alla presente relazione e
sulle tavole n. 6a, 6b, 6c, 6d, 6e, 6f, 6g; i calcoli idraulici sono stati effettuati con un
programma di calcolo automatico.
Si riporta il calcolo della disponibilità idrica dell’impianto a servizio dei tre
comprensori.
L’ipotesi proposta è riferita ad una configurazione semplificata di una distribuzione
omogenea di acqua irrigua sulla superficie agraria, prevedendo una portata tipo di
5,0 l/s (bocchettone in acciaio DN 80), il periodo irriguo dal 1 aprile al 30 settembre
e un’ipotesi di funzionamento dell’impianto dalle 18.00 alle 9.00.
I dati illustrano che vi è una notevole disposizione di risorse anche senza contare i
giorni in cui non si irriga dovuta a pioggia o condizioni climatiche avverse.
Con l’automazione e il telecontrollo capillare per ogni utente, la turnazione potrà
essere programmata e organizzata in funzione delle necessità consortili.
33
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
area Sup. diritti portata/
irrigui ettaro ha mq l/sec l/sec/ha np nu nu mq l/sec/nu De mm 38 0,57 110 94 282 7033 0,40 200 46 0,62 132 118 354 6308 0,39 225 16 0,43 78 75 225 4957 0,21 160 C.M.F.
CumiodMontovert 66.10.90 661090 C.M.F.
Bréan74.43.60 744360 Torrette
C.M.F.
37.17.60 371760 Bréan
pozzetti Utenze Utenze area/ dispon/ pozzetti barilotti utenze utenze Periodo irriguo
Giorni totali
Settimane totali
Ore utilizzo giornaliere
Ore totali funzionamento impianto
Superficie irrigata per utenza Cumiod-Montovert
Superficie irrigata per utenza Bréan-Torrette
Superficie irrigata per utenza Bréan
1 Aprile
180,00 24,00 15,00 2.700,00 0,70 0,63 0,50 condotte principali 30 Settembre
giorni settimane ore ore Ha Ha Ha Cumiod - Montovert
Ore irrigate per utenza (al pozzetto) per tutto il periodo irriguo
Tempo di adacquamento (turno settimanale)
Tempo di adacquamento (turno settimanale) sec
Portata per utente (pozzetto)
Dotazione idrica per utente per ogni adacquamento
Dotazione idrica per utente per ogni adacquamento
Portata di adacquamento per turno ad Ha
28° 43' 24" 01° 11' 49" 4.309 5,00 21.542,55 21,54 30,63 ore ore/settimana secondi/settiman l/s l mc mc/Ha Bréan - Torrette
Ore irrigate per utenza (al pozzetto) per tutto il periodo irriguo
Tempo di adacquamento (turno settimanale)
Tempo di adacquamento (turno settimanale) sec
Portata per utente (pozzetto)
Dotazione idrica per utente per ogni adacquamento
Dotazione idrica per utente per ogni adacquamento
Portata di adacquamento per turno ad Ha
22° 52' 53" 00° 57' 12" 3.432 5,00 17.161,02 17,16 27,20 ore ore/settimana secondi/sett. l/s l mc mc/Ha Bréan
Ore irrigate per utenza (al pozzetto) per tutto il periodo irriguo
Tempo di adacquamento (turno settimanale)
Tempo di adacquamento (turno settimanale) sec
Portata per utente (pozzetto)
36° 00' 00" 01° 30' 00" 5.400 5,00 ore ore/settimana secondi/sett. l/s 27.000,00 l Dotazione idrica per utente per ogni adacquamento
Dotazione idrica per utente per ogni adacquamento
Portata di adacquamento per turno ad Ha
34
27,00 54,47 mc mc/Ha 1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
13 AUTORIZZAZIONI NECESSARIE PER L’ATTUAZIONE DEL PROGETTO.
L'intervento si configura come posa di condotte e nuova realizzazione di
manufatti interrati per il contenimento delle apparecchiature idrauliche, con il
completo ripristino dei luoghi preesistenti.
Sono pertanto necessarie le seguenti autorizzazioni:

Verifica di assoggettabilità ai sensi dell’art. 17 della L.R. n.12 del 26/05/2009
sull’attuazione delle direttive 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti
di determinati piani e programmi sull’ambiente, e 85/337/CEE concernente la
valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati;

Autorizzazione paesaggistica ai sensi del D.Lgs. n° 42 del 22/01/2004, rilasciata
dalla Direzione Tutela del patrimonio Culturale dell’Assessorato Istruzione e
Cultura R.A.V.A.;

Autorizzazione forestale ai sensi del R.D. n. 3267/23 e R.D. n. 1126/26 “Vincolo
idrogeologico” rilasciata dall’Assessorato Agricoltura e Risorse Naturali della
R.A.V.A., Corpo Forestale;

Parere ai sensi dell’art. 36 (terreni a rischio inondazione) della L.R. 6 aprile
1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle
d'Aosta);

Nulla osta in deroga e/o parere vincolante ai sensi dell’art. 33 comma 8 (aree
boscate) della L.R. 6 aprile 1998, n. 11 (Normativa urbanistica e di pianificazione
territoriale della Valle d'Aosta);

Autorizzazione o concessione per le interferenze con le strade regionali di
competenza dell'Assessorato al Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche ai sensi
del regolamento regionale 28 maggio 1981, n. 1 e/o del D.L.vo 30 aprile 1992, n.
285 (Nuovo codice della strada) e relativo collegamento;

Parere gruppo di lavoro interassessorile per delimitazione aree di protezione ai
sensi D.P.R. 236 del 26 maggio 1988 (per interventi che interessano opere di
captazione di sorgenti o di acque sotterranee, sia nuove, sia già utilizzate o
captate);

Autorizzazione Ente Parco del Gran Paradiso, ai sensi R.D.L. 3 dicembre 1922
n° 1584, convertito nella legge 17 aprile 1925 n° 473;

Parere Servizio tutela dell’Ambiente dell’assessorato territorio, ambiente e opere
pubbliche ai sensi della L.R. 30 luglio 1991 n° 30, art. 26, comma 3, lett.c) e g)
(per riserve naturali);

Procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico ai sensi dell’art. 96
del D.Lgs 163/2006;
35
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc

Concessioni Edilizie gratuite rilasciate dai sindaci di Villeneuve, Saint-Pierre,
Saint-Nicolas, Sarre e Introd ai sensi dell’art. 68 della L.R. n°11 del 06/04/1998
“Normativa urbanistica e di pianificazione territoriale della Valle d’Aosta”;
14. MODALITA’ OPERATIVE E DI ESECUZIONE DEI LAVORI
Viste le pressioni di esercizio per la tratta P8-V1 e P8-V2 la scelta si è
orientata verso l'impiego di condotte in ghisa DN 250/200, per il collegamento tra il
pozzetto P19 e la V1 si è scelto il polietilene estruso ad alta densità (PEAD) De 160
PN25, per tutte le altre condotte di diramazione principali e secondarie di diametro
variabile da De 225 a De 63 saranno in PEAD PN16 ad eccezione del tratto P6gR –
P7R che sarà PN25. Il PEAD è stato preferito all'acciaio in quanto, viste le non
elevate pressioni di esercizio, non comporta problemi di resistenza alla corrosione
nel tempo.
I lavori in progetto consistono nella realizzazione di vasche di raccolta,
pozzetti di manovra e posa di tubazioni, con le relative apparecchiature idrauliche
ed i relativi manufatti di contenimento.
La due vasche in progetto V1 e V2 saranno realizzate in calcestruzzo armato
gettato in opera, previa casseratura e posa dei ferri di armatura. Le apparecchiature
idrauliche saranno di tipo superiore, principalmente saracinesche a corpo ovale, con
rivestimento e protezioni tali da garantire l'efficienza ed il funzionamento negli anni.
I pozzetti vengono realizzati in calcestruzzo armato gettato in opera, previa
casseratura e posa dei ferri di armatura.
Le tubazioni e le apparecchiature verranno posate con l’avanzamento del
cantiere, ricoprendo immediatamente gli scavi salvo l’effettuazione di prove
idrauliche.
14.1 ESEGUIBILITA’ DEI LAVORI E SICUREZZA DEI LAVORATORI
I lavori consistono nella posa di tubazioni e apparecchiature idrauliche e nella
costruzione di manufatti interrati previa movimentazione di terra e rientrano nella
categoria OG6–idrauliche, con modalità e tecnologie consolidate per la
realizzazione di condotte interrate in zone urbanizzate o rurali.
Le operazioni si svolgono con ausilio di mezzi meccanici (scavo,
accatastamento e sfilamento tubazioni, collegamenti, reinterri) di medie dimensioni.
Le operazioni manuali sono quelle di armatura dei manufatti in cls e della loro
finitura (stuccatura, lisciatura, collegamenti, ecc.) e dell’installazione delle
apparecchiature idrauliche.
Non sono rilevati particolari situazioni di pericolosità, i lavori si svolgono
all’aria aperta in aree prive di situazioni a rischio.
Nei piani di sicurezza, e nell’esecuzione dei lavori particolare cautela dovrà
essere impiegata per la gestione del traffico veicolare nei tratti di percorrenza lungo
36
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
le strade regionali, comunali e le piste di servizio del consorzio. A questo proposito
si fa riferimento al decreto interministeriale che individua, ai sensi dell’art. 161,
comma 2-bis, del d.lgs. n. 81/2008, i criteri generali di sicurezza relativi alle
procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale
destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare.
15. INSERIMENTO DEI LAVORI SUL TERRITORIO
Il cantiere è relativo ad un’opera con sviluppo lineare, seguirà pertanto
l’avanzamento dei lavori, salvo per la realizzazione delle tre vasche di accumulo.
Non si prevedono particolari impatti sul territorio in quanto gli scavi ed i
movimenti di materiali sono modesti. Sono previsti parziali volumi emersi solo per
quanto riguarda il fronte d’ingresso delle vasche che verrà rivestito in pietra e malta
con giunti arretrati a secco e si raccorderà alle murature laterali adiacenti.
I terreni agrari verranno ripristinati a seguito del passaggio delle condotte, e
verranno eliminati i tracciolini di servizio.
15.1 FATTIBILITA’ GEOLOGICO-GEOTECNICA DELL’INTERVENTO
Dal punto di vista geotecnico gli interventi sono di modesto rilievo e
riguardano esclusivamente la posa di condotte interrate lungo tracciati antropizzati
(strade, sentieri) o terreni agricoli e la costruzione di vasche di carico.
L’area interessata non presenta segnali di instabilità né locale né globale.
I movimenti di terra sono modesti, non sono pertanto interessati aspetti di tipo
geotecnico, la costruzione dei pozzetti di manovra non alterano in modo significativo
il regime statico del terreno.
Le considerazioni generali e le valutazioni di dettaglio sono riportate nella
relazione geologica redatta dall’ geol. Michel Luboz allegata al progetto.
15.2 ACCESSI - CANTIERE
Al cantiere si accede dalle strade comunali e poderali come illustrato nella
corografia degli interventi.
I materiali di cantiere, principalmente condotte e apparecchiature, saranno
dislocati lungo le strade e nei depositi provvisori.
Il materiale proveniente dallo scavo delle trincee dovrà venire
provvisoriamente stoccato (ove la larghezza della strada non ne permetta
l'accatastamento su un lato) in luoghi esterni all'abitato per non arrecare disturbo ai
residenti.
37
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
15.3 LOCALIZZAZIONE ED ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
Trattandosi di un lavoro "a sviluppo lineare" il cantiere seguirà l'avanzamento
dei lavori lungo i tracciati stradali.
15.4 DISCARICHE
Con riferimento alla produzione di materiali e alle specifiche indicate nella
relazione di bilancio degli inerti e delle terre da scavo, si riporta in sintesi:
VOCE
TOTALE DELLE DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
M TOTALE MATERIALE DA RIUTILIZZARE DERIVANTE
DALLE DEMOLIZIONI
VENDITA MATERIALE FERROSO
TOTALE MATERIALE DA DESTINARE A SISTEMAZIONE
TERRENI
(solo
terreno
sciolto
previa
caratterizzazione)
TOTALE MATERIALE DA DESTINARE IN DISCARICA
AUTORIZZATA
u.m.
mc
kg
Totale
18.691,82
229,60
mc
= 5.214,25
kg
= 229,60
mc
= 13.477,57
mc
= 0,00
Il materiale di risulta, pari a 13.477,57 mc, verrà sistemato (previa caratterizzazione)
in una delle aree individuate per il conferimento, verrà vagliato e steso per
un’altezza di circa 1÷1,35 m, livellato, rifinito meccanicamente e infine seminato.
La divisione, sommando analiticamente le rispettive quantità per ogni C.M.F., risulta
essere la seguente:
C.M.F. CUMIOD-MONTOVERT
7.039,33 mc
C.M.F. BREAN-TORRETTE
4.389,64 mc
C.M.F. BREAN
2.048,60 mc
TOTALE
13.477,57 mc
Non si prevedono, quindi, per i lavori in oggetto smaltimenti in discarica autorizzata
in quanto:
1) la parte eccedente degli scavi verrà sistemata in alcune aree individuate
dai consorzi, un’area comunale e due private tutte site in comune di SaintPierre, pianeggianti e ben servite da strade comunali e poderali.
2) Il materiale proveniente dallo scavo in roccia verrà frantumato e
riutilizzato in loco per i drenaggi e le massicciate stradali.
3) Il materiale proveniente dalla demolizione del calcestruzzo verrà
frantumato e riutilizzato in cantiere come materiale inerte per le fondazioni
delle nuove murature.
4) Le pietre derivanti dalle demolizione delle murature saranno riutilizzate in
cantiere per la costruzione di quelle nuove.
5) I materiali ferrosi derivanti dalla demolizione e rimozione di manufatti vari,
saranno conferiti presso ditte specializzate, ritenendo che il ricavo
ottenuto dalla vendita dell’acciaio possa compensare l’onere della
38
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
raccolta, del suo trasporto e del conferimento, completamente a carico
dell’impresa appaltatrice.
6) L'asfalto da sostituire (a seguito di fresatura del piano viabile) sarà
rigenerato per la costituzione del sottofondo bituminoso per i tratti di
strada di nuova costruzione.
In questa fase preliminare sono state individuate 3 ipotesi per il conferimento e la
sistemazione delle terre di scavo, un’area comunale e due private tutte site in
comune di Saint-Pierre.
Il riporto di terreno o parte di esso potrebbe anche essere conferito, qualora se ne
verificasse l’opportunità, presso le aree di deposito materiale derivante da altri lavori
e/o cantieri presenti in Valle d’Aosta.
Questa ipotesi andrà verificata nel periodo di approvazione definitiva e di appalto dei
lavori, tali tempistiche saranno ovviamente influenzate dall’iter del finanziamento.
Qualora fossero evidenti delle esigenze da parte di enti pubblici e/o privati per
riqualificazioni ambientali e del territorio, anche attraverso l’utilizzo di recente
introduzione da parte della R.A.V.A. della banca dati regionale on-line di
domanda/offerta, il sito di conferimento per la sistemazione potrà essere variato.
In allegato si riportano le schede con l’identificazione delle aree ipotizzate per il
conferimento e la sistemazione del materiale di risulta.
Ipotesi n. 1 – Area comunale
39
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Ipotesi n. 2 – Area privata
Ipotesi n. 3 – Area privata
40
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
15.5 INTERFERENZE
Le aree interessate dai lavori non presentano significative interferenze, sono
state realizzate le tavv. 03c e 03d con riportate le principali interferenze
(acquedotto, fognature, gas, rete elettrica, rete telefonica, ecc.).
La valutazione economica delle mitigazioni delle interferenze è stata effettuata con
una stima a corpo per ogni C.M.F., in sede di progettazione esecutiva verranno
comunque redatti gli opportuni elaborati che valuteranno analiticamente e con
precisione gli eventuali costi di spostamento.
16. ASPETTI GESTIONALI E DI MANUTENZIONE
Nella futura fase progettuale esecutiva dovrà essere redatto un piano di
manutenzione che terrà conto dei seguenti aspetti integrati con le infrastrutture
esistenti:
1)
Pulizia interna di vasche, pozzetti e delle camere di manovra.
2)
Pulizia filtro opera di presa.
3)
Ispezioni visive dei pozzetti e tubazioni, accedendo alle condotte attraverso le
apposite camerette di ispezione;
4)
Nel controllo della parte strutturale della tubazione ed individuazione di
eventuali lesioni o deformazioni della sezione geometrica originaria;
5)
Nel controllo lungo il tracciato di eventuali deterioramenti dei giunti che
pregiudicano la buona tenuta idraulica della condotta;
6)
Nella verifica e pulizia delle apparecchiature idrauliche installate lungo tutta la
linea;
7)
Nel controllo dei manufatti di chiusura e coronamento di ghisa (chiusini) posti
sulla carreggiata stradale che non siano sconnessi dalla loro sede e/o
lesionati;
8)
Scarico della condotta al termine della stagione irrigua al fine di impedire il
congelamento invernale.
9)
Eventuale riverniciatura delle parti metalliche, paratoie, griglie, ringhiere,
ecc..., che risultano ossidate.
Le verifiche e i controlli dello stato di manutenzione delle opere saranno
svolte preferibilmente da personale salariato in economia diretta del Consorzio o
direttamente dai consortisti, tali opere consistono:
Ogni operazione effettuata all’interno dei manufatti o in trincea deve essere
svolta nel rigoroso rispetto di fondamentali norme atte a tutelare l’incolumità degli
41
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
operatori D.Lgs 81/2008 ecc..; per questo dovranno essere adottate tutte le
precauzioni idonee al fine di evitare incidenti sia in superficie che nei manufatti
interrati.
Le maestranze dovranno essere in possesso della dotazione personale di
sicurezza, come previsto dalle vigenti norme in materia di sicurezza e di pronto
soccorso.
42
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
17. QUADRO ECONOMICO
Gli interventi in progetto sono stati computati sulla base degli elaborati
progettuali, facendo riferimento all’elenco prezzi 2013 approvato con Deliberazione
della Giunta Regionale n. 1035 in data 14 giugno 2013, relativo all’esecuzione di
lavori di interesse regionale di cui all’art. 42 della L.R. n. 12 del 20.06.1996 e s.m.i.
in materia di lavori pubblici.
QUADRO ECONOMICO RIEPILOGATIVO
LAVORI
1) Lavori a misura e a corpo
2) Lavori in economia
€
€
9.504.307,12
323.372,28
A.1) IMPORTO DEI LAVORI A BASE DI GARA (1+2)
€
9.827.679,40
3) Oneri per i piani di sicurezza e coordinamento
€
172.320,60
A.2) IMPORTO DEI LAVORI IN APPALTO (a.1+3)
€ 10.000.000,00
SOMME A DISPOSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE
1) Rilievi, accertamenti e indagini
€
€
€
6.000,00
5.000,00
4.000,00
b) alla rete telefonica mobile - intregrazione
€
€
2.500,00
500,00
3) Imprevisti al 5%
€
500.000,00
€
€
€
€
33.000,00
17.000,00
12.932,77
41.412,78
€
€
€
1.500.000,00
60.000,00
343.200,00
c) IVA sulle spese di consulenza
€
€
€
6.000,00
15.000,00
4.620,00
7) spese per commissioni giudicatrici
€
6.000,00
8) spese per pubblicità
€
2.500,00
c) IVA su spese analisi e collaudi
€
€
€
20.000,00
800,00
4.576,00
10) IVA sui lavori all'aliquota del 22%
€
2.200.000,00
B) TOTALE SOMME A DISPOSIZIONE DELL'AMMINISTRAZIONE (da 1 a 10 €
4.785.041,55
a) indagini geologiche
b) caratterizzazione terre da scavo
c) analisi rischio archeologico
2) Allacciamenti oneri vari enti
a) alla rete di energia elettrica
4) Servitù di passaggio condotte, acquisizione aree per manufatti definitivi
a) redazione piano particellare
b) scrittura privata notarile
c) indennità per asservimento - Aree di occupazione temporanea
d) indennità per asservimento - Servitù permanenti
5) Spese tecniche
a) progettazione direzione lavori e sicurezza
b) contributo previdenziale 4%
c) IVA sulle spese tecniche
6) spese per attività di consulenza e di supporto
a) procedure di appalto
b) prove di laboratorio - indagini specialistiche
9) spese collaudi
a) Collaudo tecnico amministrativo e statico
b) contributo previdenziale
IMPORTO TOTALE DEL PROGETTO (A2 + B)
€ 14.785.041,55
43
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
18. ELENCO ELABORATI
-
Il progetto definitivo si compone dei seguenti elaborati:
ELABORATI AMMINISTRATIVI
 A – Relazione tecnico-illustrativa;

B – Documentazione fotografica;

C1 – Quadro economico – Computo metrico estimativo;

C2 – Elenco Prezzi;

C3 - Analisi dei costi per singola lavorazione;

D – Prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza;

E – Relazione bilancio produzione materiale di scavo e rifiuti;

F – Aree di occupazione (servitù);

G - Relazione di predimensionamento strutturale vasca tipo;

Relazione geologica

Studio di compatibilità ambientale ai sensi della L.R. 11/98;

Verifica di assoggettabilità ai sensi dell’art. 17 della L.R. n. 12 del 26/05/2009.
TAVOLE GRAFICHE
Tav. 01a – Inquadramento territoriale: corografia
1:5000;

Tav. 01b – Inquadramento territoriale: ortofoto
1:5000;

Tav.02a – Estratto di P.R.G.C. comprensorio C.M.F. Cumiod-Montovert in comune di Villeneuve
1:2000;

Tav.02b – Estratto di P.R.G.C. comprensorio C.M.F. Bréan-Torrette in comune di Saint-Pierre
1:2000;

Tav.02c – Estratto di P.R.G.C. comprensorio C.M.F. Ru Bréan in comune di Sarre
1:2000;

Tav. 03a – Stato attuale: planimetria catastale superficie da irrigare comprensorio C.M.F. Cumiod-Montovert

1:2000;

Tav. 03b – Stato attuale: planimetria catastale superficie da irrigare comprensori C.M.F. Bréan-Torrette e Ru
1:2000;
Bréan

Tav. 03c – Stato attuale: planimetria interferenze su base catastale comprensorio C.M.F. Cumiod-Montovert
1:2000;

Tav. 03d – Stato attuale: planimetria interferenze su base catastale comprensori C.M.F. Bréan-Torrette e Ru
Bréan 1:2000;

Tav. 04a – Progetto: impianto di irrigazione comprensorio C.M.F. Cumiod-Montovert su base catastale 1:2000;

Tav. 04b – Progetto: impianto di irrigazione comprensori C.M.F. Bréan-Torrette e Ru Bréan su base catastale
1:2000;

Tav. 04c – Progetto: Abachi riassuntivi tipologie condotte, scavi e ripristini;

Tav. 05a - Stato attuale: Planimetria generale vasca V1 (Babelon)
1:200;

Tav. 05b - Stato attuale: Planimetria generale vasca V2 (Evian)
1:200;

Tav. 05c - Progetto: Planimetria generale vasca V1 (Babelon)
1:200;

Tav. 05d - Progetto: Planimetria generale vasca V2 (Evian)
1:200;

Tav. 05e - Progetto: Architettonico vasca di accumulo tipo
1:50;
44
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc

Tav. 06a – Progetto: profilo longitudinale tratto V0 (Champlong) - V1 (Babelon)
1:2000/5000;

Tav. 06b – Progetto: profilo longitudinale tratto V0 (Champlong) – V2 (Evian)
1:2000/5000;

Tav. 06c – Progetto: profilo longitudinale tratto V1 (Babelon) – V3 (Ru Bréan)
1:2000/5000;

Tav. 06d – Progetto: profilo longitudinale tratto V2 - P1 - P2 - P2d - P6 - P6g- P7

Tav. 06e – Progetto: profilo longitudinale tratto V2 - P1 - P4 - P4f - P4l
1:2000/5000;

Tav. 06f – Progetto: profilo longitudinale tratto P13 - P15c - P26
1:2000/5000;

Tav. 06g – Progetto: profilo longitudinale tratto V3 - P20 - P23 - P24g e V3 - P20 - P20l - P24g
1:2000/5000;
1:2000/5000;

Tav. 07a – Progetto: pianta e schema idraulico vasca “V0” di Champlong-Dessus
1:25;

Tav. 07b – Progetto: schema idraulico camera di manovra vasca V1 (Babelon)
1:25;

Tav. 07c – Progetto: schema idraulico camera di manovra vasca V2 (Evian)
1:25;

Tav. 08a - Progetto: particolari costruttivi pozzetti interrati e sezioni di scavo per posa condotte
1:25;

Tav. 08b - Progetto: particolari costruttivi attraversamenti stradali
1:20/10;

Tav. 08c – Progetto: piante e schemi idraulici pozzetti tipo
1:20;

Tav. 08d – Progetto: Abachi riassuntivi tipologie pozzetti;

Tav. 09 – Progetto: schema impianto di telecontrollo
scale varie;

Tav. 10a – Lavorazioni tratto opera di presa e località Chevrère
scale varie;

Tav. 10b – Lavorazioni per automatizzazione vasca di accumulo V0-b in località Perreyaz - comune di
Villeneuve scale varie;

Tav.11a – Progetto: Nuova pista di collegamento abitato di Cumiod – Planimetria
1:500;

Tav.11b – Progetto: Nuova pista di collegamento abitato di Cumiod – Profilo longitudinale
1:500/500;

Tav.11c – Progetto: Nuova pista di collegamento abitato di Cumiod – Sezioni tipo
1:50.
45
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
VERIFICHE IDRAULICHE PER TRATTE
46
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA ADDUTTRICE PRINCIPALE V0 - V1
TRATTO V0-X
Addutrice in Acciaio ø 300
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO X-P8
Addutrice in Acciaio ø 250
1.077,35
m
648,82
m
428,53
m
3.324,51
m
312,10 mm
76.502,82 mmq
0,70 mm
0,13 m/m
100,00
l/s
1,31
357.858,63
0,02
0,01
22,39
406,14
0,00
406,14
m/s
m/m
m
m
m
m
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P8-V1
Addutrice in GHISA ø 250
1.054,96
m
739,72
m
315,24
m
828,28
m
261,80 mm
53.830,59 mmq
0,70 mm
0,38 m/m
100,00
l/s
1,86
426.614,51
0,03
0,02
14,09
301,15
0,00
301,15
m/s
m/m
m
m
m
m
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
1.040,87
m
970,18
m
70,69
m
1.274,18
m
250,00 mm
49.087,39 mmq
0,10 mm
0,06 m/m
62,00
l/s
1,26
276.985,45
0,02
0,01
6,58
64,11
0,00
64,11
m/s
m/m
m
m
m
m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA ADDUTTRICE PRINCIPALE V0 - V2
TRATTO V0-X
Addutrice in Acciaio ø 300
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO X-P8
Addutrice in Acciaio ø 250
1.077,35
m
648,82
m
428,53
m
3.324,51
m
312,10 mm
76.502,82 mmq
0,70 mm
0,13 m/m
100,00
l/s
1,31
357.858,63
0,02
0,01
22,39
406,14
0,00
406,14
m/s
m/m
m
m
m
m
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P8-V2
Addutrice in GHISA ø 200
1.054,96
m
739,72
m
315,24
m
828,28
m
261,80 mm
53.830,59 mmq
0,70 mm
0,38 m/m
100,00
l/s
1,86
426.614,51
0,03
0,02
14,09
301,15
0,00
301,15
48
m/s
m/m
m
m
m
m
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
1.040,87
m
1.002,71
m
38,16
m
1.958,41
m
200,00 mm
31.415,93 mmq
0,10 mm
0,02 m/m
38,00
l/s
1,21
212.206,59
0,02
0,01
12,19
25,98
0,00
25,98
m/s
m/m
m
m
m
m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA DISTRIBUTRICE C.M.F. BREAN-TORRETTE V1 - P13f
TRATTO V1-P9b
Adduttrice in PE/AD ø 225
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P9b-P13f
Distributrice in PE/AD ø 225
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
966,10
m
911,36
m
54,74
m
338,80
m
184,00 mm
26.590,44 mmq
0,02 mm
0,16 m/m
46,00 l/s
1,73
279.219,20
0,01
0,01
3,42
51,32
17,11
34,22
m/s
m/m
m
m
m
m
49
945,58
m
903,20
m
42,38
m
1.697,15
m
184,00 mm
26.590,44 mmq
0,02 mm
0,02 m/m
46,00 l/s
1,73
279.219,20
0,01
0,01
17,12
25,26
0,00
25,26
m/s
m/m
m
m
m
m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA ADDUTTRICE CMF BREAN V1 - P19
TRATTO V1-P9b
Addutrice in PE/AD ø 160 - PN16
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P9b-P19
Addutrice in PE/AD ø 160 - PN25
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
966,10
m
911,36
m
54,74
m
338,80
m
130,80 mm
13.437,09 mmq
0,02 mm
0,16 m/m
16,00 l/s
1,19
136.621,01
0,01
0,01
2,43
52,31
0,00
52,31
m/s
m/m
m
m
m
m
50
963,67
m
881,59
m
82,08
m
1.944,90
m
116,20 mm
10.604,79 mmq
0,02 mm
0,04 m/m
16,00 l/s
1,51
153.786,82
0,01
0,01
25,85
56,23
0,00
56,23
m/s
m/m
m
m
m
m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA ADDUTTRICE PRINCIPALE V2 - P7
TRATTO V2-P2b[R2/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 200 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
1.000,08 m
QUOTA ARRIVO
888,56 m
DISLIVELLO
111,52 m
LUNGHEZZA
1.455,10 m
DIAMETRO INTERNO
163,60 mm
AREA SEZIONE
21.021,15 mmq
SCABREZZA EQUIV.
0,02 mm
PENDENZA
MOTRICE
0,08 m/m
PORTATA
38,00 l/s
calcolo
VELOCITA'
1,81 m/s
259.421,2
N° REYNOLDS Re
6
LAMBDA
0,01
PERDITA DISTRIB.
0,01 m/m
PERDITA TOTALE
18,43 m
Delta H
93,09 m
Riduttore
62,06 m
H
31,03 m
TRATTO P2b[R2/3]-P6[R1/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 200 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
919,59 m
QUOTA ARRIVO
807,04 m
DISLIVELLO
112,55 m
LUNGHEZZA
706,73 m
DIAMETRO INTERNO
163,60 mm
AREA SEZIONE
21.021,15 mmq
SCABREZZA EQUIV.
0,02 mm
PENDENZA
MOTRICE
0,16 m/m
PORTATA
38,00 l/s
calcolo
VELOCITA'
1,81 m/s
259.421,2
N° REYNOLDS Re
6
LAMBDA
0,01
PERDITA DISTRIB.
0,01 m/m
PERDITA TOTALE
8,95 m
Delta H
103,59 m
Riduttore
34,53 m
H
69,06 m
51
TRATTO P6[R1/3]-P6g[R2/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 200 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
876,10 m
QUOTA ARRIVO
816,00 m
DISLIVELLO
60,10 m
LUNGHEZZA
565,78 m
DIAMETRO INTERNO
163,60 mm
AREA SEZIONE
21.021,15 mmq
SCABREZZA EQUIV.
0,02 mm
PENDENZA
MOTRICE
0,11 m/m
PORTATA
38,00 l/s
calcolo
VELOCITA'
1,81 m/s
259.421,2
N° REYNOLDS Re
6
LAMBDA
0,01
PERDITA DISTRIB.
0,01 m/m
PERDITA TOTALE
7,17 m
Delta H
52,94 m
Riduttore
35,29 m
H
17,65 m
TRATTO P6g-P7[R2/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 225 PN 25
dati
QUOTA PARTENZA
833,65 m
QUOTA ARRIVO
667,66 m
DISLIVELLO
165,99 m
LUNGHEZZA
328,73 m
DIAMETRO INTERNO
163,40 mm
AREA SEZIONE
20.969,79 mmq
SCABREZZA EQUIV.
0,02 mm
PENDENZA
MOTRICE
0,50 m/m
PORTATA
38,00 l/s
calcolo
VELOCITA'
1,81 m/s
259.738,7
N° REYNOLDS Re
9
LAMBDA
0,01
PERDITA DISTRIB.
0,01 m/m
PERDITA TOTALE
4,19 m
Delta H
161,79 m
Riduttore
107,86 m
H
53,93 m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA ADDUTTRICE PRINCIPALE V2 - P4l
TRATTO V2-P4e[R1/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 200 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P4e[R1/3]-P4l
Tubo in PEAD PE 100 De 200 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
998,64
m
901,79
m
96,85
m
1.800,98
m
163,60 mm
21.021,15 mmq
0,02 mm
0,05 m/m
38,00 l/s
1,81
259.421,26
0,01
0,01
22,82
74,03
24,68
49,36
m/s
m/m
m
m
m
m
52
951,15
m
868,50
m
82,65
m
418,60
m
163,60 mm
21.021,15 mmq
0,02 mm
0,20 m/m
38,00 l/s
1,81 m/s
259.421,26
0,01
0,01 m/m
5,30
m
77,34
m
0,00
m
77,34
m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA DISTRIBUTRICE SECONDARIA V1 - P26
TRATTO V1-P9b[R2/3]
Adduttrice in PEAD PE100 De 225 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
1.001,28
m
911,36
m
89,92
m
618,04
m
184,00 mm
26.590,44 mmq
0,02 mm
0,15 m/m
46,00
l/s
1,73
279.219,20
0,01
0,01
6,23
83,69
55,79
27,90
m/s
m/m
m
m
m
m
TRATTO P9b-P13
Adduttrice in PEAD PE100 De 225 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
939,26
m
842,37
m
96,89
m
1.284,78
m
184,00 mm
26.590,44 mmq
0,02 mm
0,08 m/m
46,00
l/s
1,73
279.219,20
0,01
0,01
12,96
83,93
0,00
83,93
53
m/s
m/m
m
m
m
m
TRATTO P13-P15a[R1/3]
Adduttrice in PEAD PE100 De 200 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
926,30
m
847,38
m
78,92
m
406,79
m
163,60 mm
21.021,15 mmq
0,02 mm
0,19 m/m
46,00
l/s
2,19
314.036,26
0,01
0,02
7,55
71,37
23,79
47,58
m/s
m/m
m
m
m
m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
TRATTO P15a[R1/3]-P18[R1/3]
Adduttrice in PEAD PE100 De 200 PN
16
dati
QUOTA PARTENZA
894,96 m
QUOTA ARRIVO
810,04 m
DISLIVELLO
84,92 m
LUNGHEZZA
606,23 m
DIAMETRO INTERNO
163,60 mm
AREA SEZIONE
21.021,15 mmq
SCABREZZA EQUIV.
0,02 mm
PENDENZA MOTRICE
0,14 m/m
PORTATA
46,00 l/s
calcolo
VELOCITA'
2,19 m/s
N° REYNOLDS Re
314.036,26
LAMBDA
0,01
PERDITA DISTRIB.
0,02 m/m
PERDITA TOTALE
11,25 m
Delta H
73,66 m
Riduttore
24,55 m
H
49,11 m
TRATTO P18[R1/3]-P26
Adduttrice in PEAD PE100 De 200 PN
16
dati
QUOTA PARTENZA
859,15 m
QUOTA ARRIVO
758,32 m
DISLIVELLO
100,83 m
LUNGHEZZA
114,91 m
DIAMETRO INTERNO
163,60 mm
AREA SEZIONE
21.021,15 mmq
SCABREZZA EQUIV.
0,02 mm
PENDENZA MOTRICE
0,88 m/m
PORTATA
46,00 l/s
calcolo
VELOCITA'
2,19 m/s
N° REYNOLDS Re
314.036,26
LAMBDA
0,01
PERDITA DISTRIB.
0,02 m/m
PERDITA TOTALE
2,13 m
Delta H
98,70 m
Riduttore
0,00 m
H
98,70 m
54
TRATTO P26-P26n
Adduttrice in PEAD PE100 De 200 PN
16
dati
QUOTA PARTENZA
857,02 m
QUOTA ARRIVO
764,00 m
DISLIVELLO
93,02 m
LUNGHEZZA
496,23 m
DIAMETRO INTERNO
163,60 mm
AREA SEZIONE
21.021,15 mmq
SCABREZZA EQUIV.
0,02 mm
PENDENZA MOTRICE
0,19 m/m
PORTATA
46,00 l/s
calcolo
VELOCITA'
2,19 m/s
N° REYNOLDS Re
314.036,26
LAMBDA
0,01
PERDITA DISTRIB.
0,02 m/m
PERDITA TOTALE
9,21 m
Delta H
83,80 m
Riduttore
0,00 m
H
83,80 m
TRATTO P26n-P26d
Adduttrice in PEAD PE100 De 200 PN
16
dati
QUOTA PARTENZA
847,80 m
QUOTA ARRIVO
752,00 m
DISLIVELLO
95,80 m
LUNGHEZZA
234,22 m
DIAMETRO INTERNO
163,60 mm
AREA SEZIONE
21.021,15 mmq
SCABREZZA EQUIV.
0,02 mm
PENDENZA MOTRICE
0,41 m/m
PORTATA
46,00 l/s
calcolo
VELOCITA'
2,19 m/s
N° REYNOLDS Re
314.036,26
LAMBDA
0,01
PERDITA DISTRIB.
0,02 m/m
PERDITA TOTALE
4,35 m
Delta H
91,45 m
Riduttore
0,00 m
H
91,45 m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA DISTRIBUTRICE SECONDARIA P19-P19d-P20l-P24g
TRATTO P19-P19d[R2/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 160 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P19d[R1/3]-P20l[R1/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 160 PN 16
881,59
m
796,76
m
84,83
m
304,67
m
130,80 mm
13.437,09 mmq
0,02 mm
0,28 m/m
16,00
l/s
1,19
136.621,01
0,01
0,01
2,19
82,64
55,09
27,55
m/s
m/m
m
m
m
m
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P20l[R1/3]-P24g[R1/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 160 PN 16
824,31
m
738,50
m
85,81
m
507,63
m
130,80 mm
13.437,09 mmq
0,02 mm
0,17 m/m
16,00
l/s
1,19
136.621,01
0,01
0,01
3,65
82,16
27,39
54,77
55
m/s
m/m
m
m
m
m
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
793,27
m
708,52
m
84,75
m
466,35
m
130,80 mm
13.437,09 mmq
0,02 mm
0,18 m/m
16,00
l/s
1,19
136.621,01
0,01
0,01
3,35
81,40
27,13
54,27
m/s
m/m
m
m
m
m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
LINEA DISTRIBUTRICE SECONDARIA P19-P19d-P23-P24g
TRATTO P19-P19d[R2/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 160 PN 16
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P19d[R1/3]-P23[R1/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 160 PN 16
881,59
m
796,76
m
84,83
m
304,67
m
130,80 mm
13.437,09 mmq
0,02 mm
0,28 m/m
16,00
l/s
1,19
136.621,01
0,01
0,01
2,19
82,64
55,09
27,55
m/s
m/m
m
m
m
m
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
TRATTO P23[R1/3]-P24g[R1/3]
Tubo in PEAD PE 100 De 160 PN 16
824,31
m
764,50
m
59,81
m
808,14
m
130,80 mm
13.437,09 mmq
0,02 mm
0,07 m/m
16,00
l/s
1,19
136.621,01
0,01
0,01
5,81
54,00
18,00
36,00
56
m/s
m/m
m
m
m
m
dati
QUOTA PARTENZA
QUOTA ARRIVO
DISLIVELLO
LUNGHEZZA
DIAMETRO INTERNO
AREA SEZIONE
SCABREZZA EQUIV.
PENDENZA MOTRICE
PORTATA
calcolo
VELOCITA'
N° REYNOLDS Re
LAMBDA
PERDITA DISTRIB.
PERDITA TOTALE
Delta H
Riduttore
H
800,50
m
708,52
m
91,98
m
372,92
m
130,80 mm
13.437,09 mmq
0,02 mm
0,25 m/m
16,00
l/s
1,19
136.621,01
0,01
0,01
2,68
89,30
29,77
59,53
m/s
m/m
m
m
m
m
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Decreto n. 70 Prot. N. 5592/5 di subconcessione, per la durata di anni trenta, ai
C.M.F. Cumiod-Montovert, Bréan-Torrette e Bréan, di derivazione d’acqua dal
torrente Dora si Valsavarenche ad uso irriguo.
1059_A_Relazione tecnica_REV1.doc
Disciplinare contenente gli obblighi e le le condizioni cui dovrà essere
vincolata la subconcessione al n. di rep. 12368 del 3 dicembre 1996
58
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