I PERCORSI DI
“GENIUS LOCI”
CAMPANILI. PAESAGGIO – AMBIENTE – ARCHITETTURA PER CONOSCERE E VALORIZZARE IL TERRITORIO
CITTÀ: MONTEFREDANE
A.1
Prov.: AVELLINO
INQUADRAMENTO GENERALE
I TOPONIMI
TOPPOLE, FONTANELLE, FORNILLO, FESTOLA, PISCARA, RIPA,
CHIANO, FOLLITTO, MAGLIANO, BOSCO, PERDITO, ROCIOLE,
PERRIZZONI, CASALE, SATOLI, VAGLIO, IARDINO.
S. MARTINO – CASTELLONI- S. ANIELLO.
Il nome del nostro paese, Montefredane, deriva dal nome di un piccolo fiume che
scorre in questa zona.
Tre strade attraversano il centro storico del mìo paese: via Luigi Amabile (CASALE),
via Ripa e via Magliana. Qui vi erano tre chiese: la chiesa Madre in piazza
Municipio, la chiesa dell'Addolorata in via Cialdini e la chiesa del Sacro Cuore in via
Magliano. Attualmente l'unica chiesa agibile, perché rerstaurata dopo il terremoto del
1980, è la chiesa Madre dedicata alla Madonna del Carmine. Ai margini della piazza
Municipio, e precisamente dietro la Chiesa del Carmine, vi era un castello di origine
longobarda, ora in fase di restauro.
In via Magliana c'era il Palazzo Baronale, costruito nel 1300 e le cui strutture si
possono ammirare ancora oggi. Esso, all'interno di un ampio portale, ha una scala a
rampe laterali, attraverso la quale, da una parte si accedeva all'abitazione del parroco
Giordano, e dall'altra alla scuola media.
In via Pasquale Gaita c'era e c'è ancora uno dei palazzi più grandi del centro storico,
con tante stanze circa 150, che, per quanto ci è stato riferito, era abitato da nobili.
Tanti anni fa, vi era anche uno studio notarile diretto dal notaio Aniello Gaita. Dopo il
1920 fu istituita la caserma dei Carabinieri, prima in via Ripa, e poi, in piazza
Municipio, negli anni '50. In via P.Gaita vi era anche l'Ufficio Postale che poi si è
trasferito in piazza Municipio. Attraversando queste strade del centro storico ci siamo
accorti che la maggior parte delle abitazioni sono andate in rovina e perciò disabitate.
Prima vi erano artigiani, un carbonaio, un fabbro, un falegname e molti contadini. Le
donne, invece, lavoravano in casa e nei campi, metre nel tempo libero lavoravano ai
ferri e all'uncinetto. Non c'erano auto, ma solo carretti trainati dagli asini. Ora per la
strada non si vedono più carretti, ma solo auto che inquinano la nostra aria.
La caratteristica che più ci piace di un'altra zona i CASTELLONI è il fiume che dà
vita e allegria.Sopra il fiume c'è una montagna dove il sole splende e c'è tanto verde.
Ci auguriamo che i gitanti la smettano di inquinarlo e che l'Amministrazione
comunale ne abbia maggior cura.
Le schede sono state rielaborate dal volume “Paesaggio Ambiente” curato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 1999
I PERCORSI DI
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CAMPANILI. PAESAGGIO – AMBIENTE – ARCHITETTURA PER CONOSCERE E VALORIZZARE IL TERRITORIO
CITTÀ:MONTEFREDANE
A.2
Prov.:AVELLINO
INQUADRAMENTO GENERALE
VICENDE STORICHE:
Montefredane sorge a 590 m. di altitudine, alla sinistra del fiume Sabato,su una
collina dapprima dolce e, poi sempre più erta. Domina il sottostante fondovalle dove si trova la frazione di Arcella,
centro formatosi di recente lungo la via Appia. Il paese, che si trova a circa tre miglia da Avellino e dodici da
Benevento, deve il suo nome ai Longobardi.
L'origine di Montefredane si fa risalire alla metà del VI sec., quando gli abitanti della vicina Abellinum abbandonarono
l'insediamento, per trasferirsi lungo i rilievi collinari intorno alla città.
I Sanniti, come testimoniano molti ritrovamenti di reperti archeologici,come sepolcri e suppellettili, insediarono il
territorio già prima dei Romani.
Nel Medioevo la comunità si chiuse intorno alla rocca costruita sulla cima della collina, circondata da mura e ben difesa
dalla natura aspra dei luoghi. I primi nuclei umani, però, si insediarono, già in epoca remotaprovenendo dalla valle e
principalmente dall'area antica della città sannitica che sorgeva nella valle del fiume Sabato e nel circondario collinare.
Il primo documento in cui è presente il toponimo di Montefredane è dell'ottobre del 1152; si tratta del "Catalogo di
Baroni Normanni" che a proposito di Montefredane dice: " Robertus de Tufo tenet Montem Fredeni, quod est feudum
duorum militum et cum augumentum obtulit milites quattuor et servos decem".
Roberto da Tufo era, quindi, suffeudatario di Riccardo de Aquila, investito da Ruggero II, dopo il parlamento di Ariano
del 1140, della contea di Avellino. Il feudo era di due militi, cioè tassato per 40 once d'oro. Per ogni 20 once d'oro di
rendita, infatti il feudatario doveva dare al sovrano un milite a cavallo accompagnato da due scudieri. Nel 1152 il feudo
acquistava inportanza passando a 40 once . Nel 1248 il feudatario di Montefredane è Marino Capece. Il passaggio del
feudo dai del Tufo ai Capece e da mettere in relazione con la guerra che si scatenò per la successione al trono di
Sicilia,dopo la morte di Ruggiero II di Altavilla. Dopo la sconfitta di Manfredi a Benevento e il successivo passaggio del
trono agli Angioini, Marino Capece dovette darsi alla fuga e tutti i suoi beni passarono ai Montjustin venuti dalla
Francia al seguito dei d'Angiò. Il territorio di Montefredane fu diviso in due metà : una andò a Jacques de Montjustin e
l'altra a Ruggero Balduini. Verso la fine del 1200 una pestilenza fece precipitare il feudo nella miseria. Nel 1335 la metà
del territorio appartenente ai francesi passò a Guglielmo di Sanseverino. Nel 1433 il feudo passò ai Caracciolo. Si legge
che Raimondo Orsini di Nola, ottenne la concessione del feudo devoluto alla Regia Corte in seguito alla ribellione di
Sergianni Caracciolo, gran siniscalco del regno. Dopo la condanna a morte di Sergianni Caracciolo, avvenuta nel 1432,il
feudo passò prima alla curia e poi, agli Orsini. Gli Orsini però, durante la congiura dei Baroni si schierarono contro
Ferrante d'Aragona che, nel 1445, confiscò il feudo concedendolo all'umanista Marino Brancaccio. A questi successe nel
1497 il nipote G.B. de Azzia che dovette fronteggiare la discesa dei francesi nel regno. La spartizione stabilita
successivamente ai danni di F. D'Aragona, però non demarcava i confini fra le due zone di influenza ed in particolare
non si faceva riferimento alla sorte che sarebbe toccata al principato di cui la contea avellinese ed i feudi vicini facevano
parte. Un primo effetto dell'occupazione francese fu la riappropriazione del feudo da parte di B. de Azzia, che nel 1518,
lo vendette a G.A.Ferillo. Questi lo donò alla figlia Isabella che però dovette cederlo alla sorella primogenita. Isabella
però, porto in dote il feudo al marito Luigi IV Gesualdo nel 1526. Alla morte di questi il feudo andò a Fabrizio II che
sposò Geronima Borromeo.Successivamente Montefredane passo a Carlo Gesualdo che non avendo figli, cedette le terre
alla sorella moglie di Nicolò Ludovisi duca di Bologna. Questi lasciò il feudo in eredità al figlio Giovanbattista che
sperperò tutti i suoi beni, vendendo anche Montefredane ai Caracciolo, principi di Avellino: Marino IV (1727)
Francesco Marino II (1781) Giovanni (1784) e Marino V (1800).
Dal 1783 montefredane fu interessata dal fenomeno del brigantaggio. Qui c'era una banda capitanata da Antonio
Pescatore e Gaetano Barba.Tra la fine del1700 la Repubblica Partenopea aggregò il feudo al cantone del Volturno.A
Montefredane nacquero due fra le prime vendite carbonare: Amore e virtù e Veri amici dell'uomo. L'arrivo dei
garibaldini ed il processo d'unità divisero il paese in due fronti: i reazionari al nuovo governo ed i proprietari terrieri.
Negli ultimi anni del XIX sec. si verificò un'ondata migratoria verso gli U.S.A. , l'Argentina e il Brasile. Molti cittadini
presero parte alla guerra in Libia ed in Eritrea.I due conflitti mondiali provocarono a Montefredane numerose perdite di
vite umane.Tra il 1940 e il 1970 l'emigrazione si moltiplicò anche verso i Paesi del nord Europa:Il terremoto del 23-111980 provocò notevoli danni al patrimonio edilizio e architettonico.L'odierna Montefredane è divisa in due centri
abitati.Il primo è il paese vero e proprio ubicato e arroccato sulla collina,il secondo si trova a valle lungo la via Appia.
Le schede sono state rielaborate dal volume “Paesaggio Ambiente” curato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 1999
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CITTÀ: MONTEFREDANE
A.3
Prov.:AVELLINO
INQUADRAMENTO GENERALE
MITI E LEGGENDE -MAZZIE MAURILLO : Si racconta che questa persona viveva
sui tetti delle case e chiedeva da mangiare. Alle persone che gli davano il piatto con
il cibo, lui restituiva nel piatto vuoto delle monete d’oro.
MARIA LONGA : Era una donna che viveva nei pozzi e quando le persone si
affacciavano nel pozzo, lei le tirava giù.
LA NEVERA : Era un luogo che faceva paura. Nessun bambino ci andava se non
accompagnato da un adulto. Ancora oggi i bambini sono impauriti e le persone
affermano di sentire strane voci che fanno rabbrividire.
FRUGANDO NEL PASSATO…ARNESI DA CUCINA
Ormai i vecchi tempi sono passati e, con loro, anche i vacchi usi e costumi. Gli utensili usati per la
gastronomia sono stati riposti e li vediamo appesi alle pareti delle nostre case come abbellimento.
Sentiamo parlare di essi dai nostri nonni, che ci raccontano come li usavano e i loro discorsi ci fanno
capire che per loro preparare il cibo era quasi come allestire una festa, nel senso che lo facevano con
entusiasmo e divertimento. Il contrario di ciò è bene evidente nella nostra epoca, dove, nonostante ci
siano i macchinari che sostituiscono le braccia umane, c'è sempre chi si lamenta e si stanca del
troppo benessere " 'a rassa " - " 'a mangiatora vascia".
Gli utensili più usati erano:
la "fazzatora", un grosso cassone di legno dove veniva impastata la farina per il pane.
il "lainaturo", un cilindro sottile e lungo di legno che serviva per spianare la sfoglia per
preparare la laina (tagliatella).
il "trepete", un oggetto di metallo formato da un cerchio di ferro retto da tre bastoni dello stesso
materiale che serviva a reggere le pentole sul fuoco (caoraro).
il "fusillo" un ferro lungo circa 25-30 cm. e sottile come un ferro da maglia.
il "chingo" era un vaso di argilla dove veniva cotta la pizza di grano duro che era mangiata con
la minestra e i fagioli.
il"tumpagno" era una tavola di legno (per lo più di legno di quercia, pioppo, faggio), sul quale
veniva impastata la pasta (fusilli, laine, cecatielli ecc.)
" 'o pugnato" era una specie di pentola a cilindro fatta di argilla per far bollire i fagioli.
" 'o cauraro" era un pentolone di rame, annerito fuori dalla fuligine.
la"seta" era un utensile dove veniva fatta passare la farina per liberarla dalle impurità.
Le schede sono state rielaborate dal volume “Paesaggio Ambiente” curato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 1999
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A.4
Prov.: AVELLINO
INQUADRAMENTO GENERALE
TRADIZIONI POPOLARI E FESTE RELIGIOSE
Sagra del fusillo e del pezzente.
Festa di S. Antonio da Padova.
Festa della Madonna del Carmine.
Festa di S. Nicola.
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CITTÀ: MONTEFREDANE
A.5
Prov.:AVELLINO
INQUADRAMENTO GENERALE
ATTIVITÀ E MESTIERI
attività rurali
attività artigiane
apicoltura x
falegname x
allevamento x
fabbro x
colture specializzate x
lapicida ‫ڤ‬
trasformazione prodotti
x
agricoli
intagliatore ‫ڤ‬
trasformazione prodotti
‫ڤ‬
lattiero-caseari
sarto x
MIELE
x
VINO
x
………………………... ‫ڤ‬
ricamatrice x
FERRO BATTUTO
x
Ricami per corredi e
paramenti sacri
x
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CITTÀ: MONTEFREDANE
A.6
Prov.: AVELLINO
INQUADRAMENTO GENERALE
PRODOTTI TIPICI:
VINO : FIANO D.O.C.G. – AGLIANICO
NOCCIOLA
MELE ANNURCO
MIELE
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CITTÀ: MONTEFREDANE
Prov.:AVELLINO
ANALISI DEL TERRITORIO
pianura collina x
montagna x
costa altro DATI DIMENSIONALI DEL TERRITORIO COMUNALE
estensione della campagna
Kmq.
estensione della città
Kmq.
densità del costruito
Kmq. città/Kmq. camp.
PLANIMETRIA DEL TERRITORIO COMUNALE
RAPP.: 1 : 25.000
B.1
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CITTÀ: MONTEFREDANE
B.2
Prov.: AVELLINO
ANALISI DEL TERRITORIO
ELEMENTI CARATTERIZZANTI LA MORFOLOGIA DEL TERRITORIO
lago canale corso d’acqua X
cava cascata vulcano spiaggia palude prato X
pascolo X
colture arboree X
bosco X
seminativo X
essenze o colture
VITI – NOCCIOLO – MELO – FICO – CASTAGNO – BOSCO
.
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
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CITTÀ:MONTEFREDANE
B.3
Prov.: AVELLINO
ANALISI DEL TERRITORIO
EMERGENZE CARATTERIZZANTI IL TERRITORIO
elementi naturali
nome
albero X
elementi antropici
Castagno-viti-nocciolo
castello X
epoca
Castello medievale1152
grotta …………………………….
torre X
medievale
monte …………………………….
mura di cinta X
medievale
collina X …………………………….
evidenze archeologiche …………………………….
fiume …………………………….
lago …………………………….
bosco
NOCCIOLE NDOSA LUNGA
………………………
…
………………………
…
………………………
…
………………………
…
………………………
…
X …………………………….
…………………………….
…………………………….
chiesa X
S.M.Carmine XV sec.
convento …………………………….
lavatoio pubblico X
medievale
frantoio …………………………….
masseria X
medievale
…………………………….
mulino …………………………….
…………………………….
autostrada …………………………….
…………………………….
…………………………….
strada X
La prima strada 1200 circa
ferrovia …………………………….
ponte …………………………….
diga …………………………….
antichi percorsi …………………………….
LE EMERGENZE PIÙ SIGNIFICATIVE (rilievo fotografico)
elementi naturali
elementi antropici
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B.4
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CITTÀ:MONTEFREDANE
Prov.: AVELLINO
ANALISI DEL TERRITORIO
L’ARREDO EXTRA – URBANO
pavimentazioni
Descrizione
Foto
panchine
Descrizione
segnaletica pubblica
Descrizione
Foto
recinzioni
Descrizione
segnaletica stradale
Descrizione
Foto
Foto
Foto
tralicci
Descrizione
Foto
Descrizione
illuminazione
Descrizione
Foto
altro: il castello
Descrizione
Foto
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TERRITORIO
CITTÀ: MONTEFREDANE
C.1
Prov.: AVELLINO
CENTRO ABITATO
città paese X
quartiere altro frazione X
DATI DIMENSIONALI DEL CENTRO ABITATO
estensione del costruito
Kmq.
abitanti
unità 2400
densità abitativa
unità/Kmq.
IL CENTRO ABITATO
RAPP.: 1 : 5000
(pianta del luogo inserita nel contesto territoriale con l’individuazione delle vie di accesso e dei centri limitrofi importanti)
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CITTÀ:MONTEFREDANE
Prov.: AVELLINO
CENTRO ABITATO
pianura montagna X
collina X
altro DATI DIMENSIONALI DEL CENTRO ABITATO
altezza media s.l.m.
mt.595
punto più alto
mt.600
punto più basso
mt.260
SEZIONI O PROFILI DEL CENTRO ABITATO (schema planimetrico con l’individuazione delle sezioni)
C.2
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CITTÀ:MONTEFREDANE
C.3
Prov.: AVELLINO
CENTRO ABITATO
arroccato X
scacchiera a macchia d’olio concentrico altro DATI DEL CENTRO ABITATO:
impianto originario
epoca
successive trasformazioni
epoca
L’EVOLUZIONE E LE TRASFORMAZIONI DEL CENTRO ABITATO
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CITTÀ:MONTEFREDANE
C.4
Prov.:AVELLINO
CENTRO ABITATO
EMERGENZE CARATTERIZZANTI IL TERRITORIO
edificio
epoca
chiesa X S.Maria del Carmine 1731
luogo
epoca
piazza X
1700
chiesa X
Addolorata xvii sec.
viale X
1800
palazzo X
Palazzo Baronale 1152
parco X
1900
museo …………………………...
ponte …………………………………
castello X
1152
quartiere …………………………………
torre X
1338
………………………... …………………………………
evidenze archeologiche …………………………... ………………………... …………………………………
convento …………………………... ………………………... …………………………………
lavatoio pubblico X
1700
………………………... …………………………………
frantoio …………………………...
……………………….. …………………………...
……………………….. …………………………...
PLANIMETRIA CON L’INDIVIDUAZIONE DELLE EMERGENZE SIGNIFICATIVE:
DESCRIZIONE E RILIEVO FOTOGRAFICO DELLE EMERGENZE SEGNALATE
Descrizione
Foto
Descrizione
Foto
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CITTÀ:
MONTEFREDANE
C.5
Prov.: AVELLINO
CENTRO ABITATO
LA CITTÀ OGGI:
centro storico
zona industriale
zona commerciale
verde pubblico
ZONIZZAZIONE
RILIEVO FOTOGRAFICO
I colori
I materiali
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CITTÀ: MONTEFREDANE
Prov.:AVELLINO
CENTRO ABITATO
L’ARREDO URBANO
pavimentazioni
Descrizione
Foto
panchine
Descrizione
aiuole e fioriere
Descrizione
Foto
edicole votive
Descrizione
segnaletica pubblica
Descrizione
Foto
Foto
recinzioni
Descrizione
segnaletica stradale
Foto
tralicci
Descrizione
Descrizione
Foto
Foto
Foto
illuminazione
fontane
C.6
Descrizione
Foto
Descrizione
statue
Descrizione
Foto
Foto
altro
Descrizione
Foto
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CITTÀ:
C.7
Prov.:
CENTRO ABITATO
LA TIPOLOGIA EDILIZIA
portali
Descrizione
Foto
portoni
Descrizione
infissi
Descrizione
Foto
ringhiere
Descrizione
tetti
Descrizione
Foto
Foto
Foto
tegole
Descrizione
comignoli
Descrizione
Foto
Foto
altro
Descrizione
Foto
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CITTÀ:
C.8
Prov.:
CENTRO ABITATO
INDIVIDUAZIONE DEGLI ELEMENTI DI DISTURBO
pavimentazioni
Descrizione
Foto
panchine
Descrizione
segnaletica pubblica
Descrizione
Foto
recinzioni
Descrizione
segnaletica stradale
Descrizione
Foto
Foto
Foto
tralicci
Descrizione
illuminazione
Descrizione
Foto
Foto
altro
Descrizione
Foto
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INDICE DELLE SCHEDE
Sezione A - Inquadramento generale
A.1 - I toponimi
A.2 - Vicende storiche
A.3 - Miti e leggende
A.4 - Tradizioni popolari
A.5 - Attività e mestieri
A.6 - Prodotti tipici
Sezione B - Analisi del territorio
B.1 - Dati dimensionali e planimetria del territorio
B.2 - Elementi caratterizzanti la morfologia del territorio
B.3 - Emergenze caratterizzanti il territorio
B.4 - L’arredo extra-urbano: descrizione e rilievo fotografico
Sezione C - Centro abitato
C.1 - Dati dimensionali del centro abitato
C.2 - Il terreno: dati dimensionali, sezioni o profili
C.3 - Il costruito
C.4 - Emergenze caratterizzanti il territorio del centro abitato
C.5 - La città oggi: zonizzazione e rilievo fotografico
C.6 - L’arredo urbano: descrizione e rilievo fotografico
C.7 - La tipologia edilizia: descrizione e rilievo fotografico
C.8 - Individuazione degli elementi di disturbo
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Montefredane - Scuola Media (sez. associata all`I.C. "F