Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale – 70% - DCB – Brescia
Anno III | N.5 | 2010 | € 1,00
Heron
Borelli:
riprendiamo con vigore
la dieta chetogenica
tutti a scuola!
Il musical
è la sua passione
3
Settembre 2010
8
EDITORIALE
pedagogia clinica
focus
benessere
7
Riprendiamo con vigore
8 Rientro a scuola
Settembre: tutti a scuola!
13Bambini: integratori alimentari
16 Prevenzione
Con gli occhi ...sui banchi di scuola!
18 Pediculosi
Pidocchi? Non perdiamo la testa.
Conosciamoli!
45 La Pedagogia clinica e i disturbi alimentari
48 Alimentazione
La dieta chetogenica
52 Disbiosi intestinale
Un terremoto in pancia
57 L'intestino
Come un secondo cervello
59 Crioterapia
Poliambulatorio BonGi: rinascere dal freddo
27
primo piano
bellezza
news
termalismo
48
storie di vita
questa copia è un omaggio della farmacia
mostre
23 RU486
Istruzioni per l'uso
63 Medicina estetica
Bellezza "di qualità"
26 La pelle dopo le vacanze
Dopo le vacanze disseta la tua pelle
IL PUNTO
67 Notizie in pillole
anziani
70 Terapie di benessere alle Terme di Boario
30 L'età non conta
Anziani protagonisti
attualità
34 Ospedali latex free
Desenzano, Ospedale "senza lattice"
storia di copertina
38 Heron Borelli:
Il musical è la sua passione
74 Solidarietà
Il farmacista nei Paesi poveri
79 Foemina
Le forme della femminilità
Giochi e passatempi
82
» LA VIGNETTA
Settembre 2010
di Roberto Francesconi
Anno III | N.5 | 2010 | € 1,00
Heron
Borelli:
riprendiamo con vigore
la dieta cHetogenica
tutti a scuola!
Il musical
è la sua passione
Farmacia Futura
Anno III - Numero 5 - 2010
www.farmaciafutura.com
Direttore responsabile:
Luigi Cavalieri
[email protected]
Comitato di Redazione:
Lorenza Barziza
Marco Belloni
Beatrice Bonzi
Gabriele Ciresola
Erica Denti
Simonetta Elseri
Alessandro Errigo
Rosanna Galli
Antonio Marinelli
Francesco Rastrelli
Roberto Romano
Roberta Rossi
Antonio Schiavo
Beatrice Tita
Editore:
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Progetto grafico:
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Direzione, Amministrazione:
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Tel. 030.35.81.959
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In Redazione:
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autorizzazione
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n. 48/2008 del 24/10/2008
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» EDITORIALE
Settembre 2010
7
Riprendiamo
con vigore
di Luigi Cavalieri
Direttore
@ > [email protected]
A settembre
si torna a scuola
e al lavoro.
L
e vacanze estive sono ormai un
ricordo, un bel ricordo per chi ha
avuto la possibilità di godersele al
mare, ai monti o in località esotiche. Beati
loro, dicono sconsolati i meno fortunati che
hanno dovuto rimanere a casa (quest'anno
pare abbiano raggiunto il 46%), sorbettandosi l’afa con relativa umidità e tanta
pioggia.
Ora riprende la vita di tutti i giorni, il solito tran tran tra le mura domestiche ed
il lavoro.
Dovremmo esserci ritemprati, ma, il più
delle volte, ahimè, siamo più stressati di
prima, con la moglie che ci dava ordini, i
figli da badare, gli amici da seguire.
Insomma torniamo spesso dalle ferie più
stanchi di quando eravamo partiti. Ricominciare, allora, può essere faticoso e,
quindi, c’è bisogno di qualche “aiutino”,
che il farmacista di fiducia, “l’amico” farmacista, saprà consigliarci. Accade così
ogni anno: lui ci conosce meglio di altri
e di lui ci possiamo fidare. Settembre ed
ottobre sono mesi importanti per rinforzare le difese del nostro organismo e per
prepararsi adeguatamente all'inverno.
Servono settimane perchè aumentino le
difese immunitarie e, quindi, è preferibile
muoversi in anticipo.
Ma settembre vuol dire anche ritorno a
scuola, in attesa che, come molti operatori
turistici auspicano per rilanciare il settore, si
torni all’antico con la modifica del calendario scolastico e la ripresa ai primi di ottobre.
Il che ci farebbe ritornare ragazzi, perché, ai
miei tempi, accadeva proprio così.
Anche per i nostri figli ricominciano i problemi di sempre: affaticamento, piccole
crisi, senza scordare i pidocchi. Sembra
strano, ma, purtroppo, ci sono ancora e
si fanno vedere. Nessun allarmismo, basta
accorgersene ed intervenire con prodotti
adeguati. Anche in questo caso in farmacia sapranno consigliare il meglio per debellare gli ospiti indesiderati.
Come sempre non mancano anche in
questo numero della rivista gli argomenti
da farla leggere, proprio come mi ricorda
sempre Betty, una nostra affezionata lettrice di Bergamo, che trova sempre tematiche che le interessano, tant'è che ha voluto
portarsi appresso la rivista durante le vacanze estive per omaggiarla ai proprietari
dell’albergo che la ospitava. Ed anche là
abbiamo suscitato curiosità ed interesse.
Piccoli episodi, se volete, che, però, ci
gratificano del lavoro che svolgiamo con
tanta passione.
Alla prossima.
8
Settembre 2010
rientro a scuola
Settembre:
tutti a scuola!
» Focus
Settembre 2010
9
S
ettembre è il mese del ritorno a scuola e, spesso, il mese
dell’esplosione di problemi psicologici dei bambini, che a scuola esprimono le loro difficoltà per lo più in due modi:
i disturbi dell’apprendimento e i disturbi dell’attenzione. Oggi ci occupiamo di
uno di questi ultimi, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, altrimenti
noto come ADHD. Questa sindrome è diffusa (si dice fino al 16% dei bambini in età
scolare), ancora spesso non riconosciuta
e ancora troppo spesso non curata o
curata solo parzialmente.
Bambini disattenti
Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività è caratterizzato da una serie di
sintomi molto pesanti per il bambino e
per chi si relaziona con lui. Esistono degli
elenchi di sintomi che permettono a dottori, educatori e genitori di riconoscere un
problema e di lanciare un primo, seppure
generico, allarme. Vediamone uno: per
poter iniziare a compiere una diagnosi
di ADHD, bisogna constatare la presenza di “disattenzione” e/o “iperattività/
Col ritorno sui banchi di scuola esplodono
i problemi psicologici dei bambini
impulsività”. Si definisce “disattenzione”
l’incapacità del bambino di prestare attenzione ai particolari o la predisposizione a compiere molti errori di distrazione;
la difficoltà a mantenere l’attenzione sui
compiti o sul gioco; la distrazione nel seguire le parole degli adulti; l’impossibilità
a portare a termine alcune incombenze;
la difficoltà ad organizzarsi nei compiti
o nelle proprie attività; la sbadataggine;
l’eccessiva attenzione a stimoli esterni invece che all’oggetto di interesse.
Sempre in movimento
Per “iperattività”, invece, si intende una
condizione del piccolo di costante irrequietezza: spesso il bimbo muove mani
e piedi o si dimena sulla sedia; lascia il
proprio posto a sedere in classe o quando
lo vogliamo seduto; scorazza o salta do-
dott.ssa Romana Caruso
medico psichiatra, psicoterapeuta e
Responsabile del Servizio di Psichiatria
Preventiva e di Salute della Donna alla
Clinica “San Rocco” di Ome
vunque in modo eccessivo o fuori luogo;
ha difficoltà a giocare o a dedicarsi a divertimenti in maniera tranquilla; è spesso
“sotto pressione”; parla troppo.
Attenzione però: per preoccuparsi di una
o dell’altra situazione bisogna che:
• gli atteggiamenti del bambino siano
numerosi e costanti;
• permangano da tempo;
• siano presenti in almeno due degli
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» Focus
•
ambienti della sua crescita (cioè: non
solo a casa o solo a scuola o solo al
parco o…)
sia chiaramente determinato che il
piccolo non stia soffrendo di alcuna malattia medica o anche di altri
disturbi di tipo psicologico.
Una “missione” misteriosa
Questi sono i sintomi, che nulla dicono,
però, di chi è il bambino che soffre e di che
cosa abbia bisogno per stare meglio. Proviamo, allora, a capire che tipo di situazione psicologica viva un piccolo con queste
difficoltà. Ancora, attenzione: ogni nostra
generalizzazione è limitante e non può
essere esaustiva della ricchezza e della
complessità dell’individualità; dobbiamo,
quindi, limitarci a tracciare grossolane linee
guida, che, in questo caso, riportano alle
primissime esperienze dello stare al mondo: un po’ come se questi bimbi avessero
imparato che la tranquillità rappresenta
uno stato pericoloso e non gradito alla
famiglia che li ospita – quasi un venire
meno a una missione misteriosa che
sentono di assolvere verso mamma e papà.
Ovviamente tutto nel loro inconscio, senza
che nessuno abbia voluto o saputo di avere
trasmesso questa sottile, nascosta, impalpabile, ma disturbante modalità. Anzi! Ai
genitori ignari questo comportamento
può risultare incomprensibile, fastidioso e decisamente da combattere, cosa che
crea sempre più agitazione nei cuori di
tutti e ulteriori subdole difficoltà.
Interventi mirati
per una scuola di solidarietà
In tutto questo che ruolo ha la scuola? A
questo punto dovrebbe essere chiaro che si
ha a che fare con un bambino o un ragazzino che non è un discolo, ma un individuo
impossibilitato a gestire diversamente
Settembre 2010
la sua emotività. Ed è altrettanto evidente
che la responsabilità delle strategie da trovare per facilitare il bambino – quel singolo bambino! – è del clinico che si incarica
della diagnosi (ossia di comprendere lo
specifico bisogno associato a quel problema) e della cura dello stesso e della sua
famiglia. Solo lui (psicologo, psichiatra,
neuropsichiatra infantile) potrà insegnare agli educatori come, dove e quando intervenire e, soprattutto, guidare lo spirito
con cui queste azioni possono diventare
strategicamente utili, per la scuola e per
11
l’alunno. Il contatto con il referente scelto
dalla famiglia deve essere diretto e continuo. Ovvio che aiutare un piccolo così irrequieto in mezzo a tanti altri, ciascuno con
le sue difficoltà, è tutt’altro che facile, ma
un bravo dottore aiuterà a trarre da questa
sofferenza aggiuntiva beneficio per tutti:
i ragazzi sono capaci di una solidarietà eccezionale ed imparare a capire ed a capirsi
fa crescere meglio. I disturbi emotivi, che
coinvolgono la scuola, creano sempre un
po’ di trambusto, ma anche tante occasioni
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» Focus
Settembre 2010
13
Bambini:
integratori alimentari
per il mantenimento del benessere
dott.ssa Beatrice Tita
farmacista
L’
I bambini al di sotto dei 12 anni sono, in generale, soggetti piuttosto
delicati e hanno esigenze nutrizionali diverse da quelle degli adulti
organismo dei bambini, infatti,
in questo periodo, ha bisogno
di un insieme di macro nutrienti (glucidi, lipidi e proteine) e micro
nutrienti (vitamine e sali minerali) per
garantire un corretto sviluppo fisico,
strutturale, cognitivo e psichico.
non facile, richiede tempo e attenzione
da parte dei genitori, ma garantisce uno
sviluppo armonico e consente di fornire abitudini che rimarranno radicate per
tutta la vita.
Il miglior modo per garantire tutto ciò è
abituare il bambino ad un’alimentazione
bilanciata, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Compito sicuramente
Se da un lato un’alimentazione equilibrata e il più possibile varia garantisce
l’apporto energetico e nutrizionale corretto, è, però, vero che esistono momen-
Gli integratori
ti particolari in cui è necessaria un’integrazione.
Un integratore alimentare non è un farmaco, quindi non è curativo di un sintomo o di una malattia, ma è un insieme
di nutrienti, che, somministrati quando
necessario, aiutano l’organismo a svolgere correttamente le proprie funzioni fisiologiche e biologiche, e contribuiscono
al mantenimento del benessere della
persona.
» Focus
Le vitamine
Le vitamine sono indispensabili per la
produzione di energia, in quanto aiutano le cellule a utilizzare le sostanze
energetiche. In natura ne esistono 13 e
devono essere per forza assunte con la
dieta, dato che l’organismo non è in grado di produrle da solo.
Integratori di vitamine possono essere assunti nel periodo invernale e nei cambi
di stagione, quando le vitamine antiossidanti A, C ed E sono importanti per evitare i malanni di stagione e dare nuove
energie al bambino.
Nei periodi di convalescenza sono molto
utili la vitamina C e le vitamine del gruppo B (attivatori del metabolismo cellulare)
per recuperare le forze e l’appetito.
Contro lo stress
Molti bambini sono stressati a causa di
periodi intensi a scuola, oppure a causa
di situazioni legate all’ambiente familiare:
in questi casi sono utili ancora le vitamine
del gruppo B per la produzione di energia e per la salute del sistema nervoso
centrale. L’eccesso di radicali liberi, che si
verifica nelle situazioni stressogene, può
essere contrastato con vitamine antiossidanti (E, C, A).
Per la crescita
Durante la crescita assume grande importanza la vitamina D, che, insieme al
calcio, consente l’irrobustimento e l’allungamento delle ossa. Un’integrazione
è necessaria qualora l’alimentazione sia
scarsa di latticini o ci siano intolleranze
verso questi alimenti.
Anche i minerali sono indispensabili per
la crescita, infatti partecipano alla costituzione di denti e ossa, ed a tutti i processi enzimatici. Sono fondamentali per
il trasporto dell’ossigeno nelle cellule e
Settembre 2010
regolano le funzioni del sistema nervoso
centrale.
I più importanti sono: calcio, cloro, cromo,
ferro, fosforo, iodio, magnesio, manganese,
molibdeno, potassio, rame, selenio, zinco.
Il fabbisogno
Capire con esattezza la quantità di vitamine e minerali assunte con la dieta da un
bambino non è cosa semplice, così come
valutare eventuali carenze.
Per questo in casi di particolare stanchezza,
stress o calo dell’energia psicofisica è consigliabile scegliere integratori completi,
che coprano un po’ tutto il fabbisogno.
Benefici dalla natura
Esistono in commercio anche una serie
di integratori naturali particolarmente
adatti ai bambini, che funzionano molto
bene nelle situazioni di indebolimento.
Uno per tutti la Pappa Reale: conosciuta
15
fin dal XVII secolo, è uno dei cinque prodotti dell’alveare. Serve a nutrire le larve,
che poi diventeranno api operaie, e l’ape
regina per tutta la sua vita. Si compone di
acqua (65%), proteine (12%), glucidi (15%),
lipidi (5%) e altre sostanze varie.
Sull’uomo ha azione tonificante ed energetica, utile nei casi di astenia e di affaticamento fisico e mentale. Ha attività
di stimolatore metabolico ed è, quindi,
adatta ai bambini inappetenti, in stati di
dimagrimento e magrezza.
L’echinacea è, invece, una pianta che ha
la capacità di stimolare le difese immunitarie ed è, quindi, ottima per i bambini,
che tendono ad ammalarsi spesso: può
essere presa come cura di fondo per tutto
l’inverno.
Altre sostanze naturali particolarmente
utili sono l’Acerola, pianta ricca di vitamina C, e il succo concentrato di mirtillo,
che protegge dallo stress ossidativo.
16
prevenzione
Settembre 2010
Con gli occhi
...sui banchi di scuola!
dr. Giorgio Cusati
Medico Chirurgo
Specialista in Oculistica
Telese Terme
M
olto spesso i genitori si sentono richiamati dalle insegnanti di scuola dei propri
bambini:
“Suo figlio è distratto, non segue e disturba i compagni!”. A questo richiamo
seguono le sgridate ai figli, le domande
sul perché siano disattenti e perché disturbino in classe.
Ovviamente il bambino non sa rispondere correttamente, spesso inventa scuse
e seguono i castighi.
Una visita oculistica è importante per scoprire nei
bambini eventuali problemi di vista che potrebbero
influire sul rendimento scolastico
La decisione più giusta
Un pomeriggio Simone stava facendo
una ricerca di geografia dalla nonna Luciana. La nonna, sempre attenta se pur
dovesse badare ad altri quattro nipoti, si
accorge che Simone avvicina continuamente la testa all’atlante per leggere.
Ecco che nonna Luciana ne parla ai genitori di Simone ed insieme scelgono di fare
la cosa più giusta per il bambino: una visita oculistica. Simone è miope, non un
distratto! Ecco perché all’inizio della scuola
è importante pensare agli occhi dei propri bambini!
Segnali
Il comportamento di Simone è uno dei segnali inequivocabili del fatto che il bambino non vede bene da lontano, ma ce ne
sono altri: il bambino si avvicina troppo
alla televisione o agli oggetti, non riconosce bene da lontano, si stropiccia gli
occhi, socchiude le palpebre sforzando
la vista per vedere meglio e così via.
» Focus
Settembre 2010
La prima visita
Tutte queste difficoltà dovrebbero essere rilevate già alla prima visita, che, se il
bambino non ha problemi alla nascita, va
effettuata attorno ai tre anni. Senza ritardi, però, perché alcune patologie possono
essere risolte molto bene se individuate
precocemente.
In questa occasione l’oculista accerterà la
presenza di eventuali vizi di refrazione,
come la miopia, l’ipermetropia o l’astigmatismo e l’eventuale presenza di un’ambliopia, conosciuta meglio come “occhio
pigro”. In quest’ultimo caso un occhio del
bimbo non è stato in grado di sviluppare
correttamente la sua capacità visiva a causa di qualche anomalia.
I controlli successivi
Il successivo controllo, ancora più accurato, deve essere fatto tra 5 e 6 anni, appun-
to con il rientro o l’inizio della scuola.
A quest’età si presume siano già in grado
di riferire se hanno problemi a guardare
alla lavagna o hanno mal di testa dopo
uno sforzo prolungato davanti al computer (che ormai ha sostituito l’enciclopedia
con la quale si facevano le ricerche), alla
televisione, ai videogiochi e al cellulare.
Durante questa visita l’oculista deve valutare con la maggiore precisione possibile l’acutezza visiva del piccolo. A tale
scopo si fa leggere al bimbo il classico ottotipo di lettura per lontano, dove sono
presenti dei disegni o, intorno ai sei anni,
le lettere e i numeri.
I controlli successivi dovrebbero essere
periodici con cadenza biennale.
Nel caso in cui i genitori notino o sospettino eventuali anomalie (come abbiamo
detto prima, strizzare gli occhi continuamente, socchiudere gli occhi quando lo
Questo QR contiene il sito web
del dr. Giorgio Cusati
Come funziona?
Per leggere un QR code basta scattare una foto con il
cellulare al codice e il nostro telefono, dotato di brower, decifrerà le informazioni contenute.
Nel caso l’immagine in questione contenga informazioni testuali, queste
potranno essere memorizzate sul proprio cellulare in maniera estremamente rapida.
1.punta la fotoca-
mera del cellulare sul codice
2.scatta una
fotografia
3.il codice QR
viene subito
decodificato
4.il tuo cellulare
apre la pagina
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17
sguardo viene rivolto verso la luce, rotazione della testa), insomma qualsiasi fastidio, arrossamento, eccessiva lacrimazione,
meglio anticipare la visita dall’oculista.
Gli occhiali
Se viene accertata la presenza di un difetto visivo, che prevede l’utilizzo di occhiali
per correggerlo, è fondamentale che i genitori capiscano che gli occhiali non sono
un accessorio da mettere ogni tanto, ma
sono da tenere sempre!
Diagnosi precoce per i bebè
Con tutto quello che è stato detto, assolutamente non dobbiamo tralasciare la
visita ai bambini appena nati.
Fortunatamente è ormai consueta in tutti i Centri di Ostetricia e Ginecologia la visita ispettiva da parte del neonatologo ai
neonati. Una particolare attenzione viene
dedicata ai piccoli considerati ad alto
rischio genetico ed ai bambini nati prematuri. Tale visita ha lo scopo di controllare l’eventuale presenza di malformazioni
congenite o di infezioni conseguenti al
parto. Durante la prima ispezione l’oculista
controlla la morfologia del globo oculare
e degli annessi, il riflesso rosso dell’occhio
e la motilità dello stesso. Per verificare gli
ultimi due aspetti lo specialista si serve di
una piccola luce. La stessa visita sarebbe
opportuna farla rifare in occasione della
vaccino-profilassi antipoliomielitica,
tra i sei e i nove mesi.
È fondamentale una diagnosi precoce!
Purtroppo i genitori non possono accorgersi se il bambino ha un problema
visivo in quanto il “mondo dei bimbi”
è vicino a loro e non lontano. Giocano
con i giochi vicini, guardano la mamma
negli occhi ad una distanza di 50 centimetri, non hanno interesse, per ora, alle
cose lontane.
18
pediculosi
Settembre 2010
Pidocchi?
Non perdiamo la testa.
L
a pediculosi del capo è una parassitosi causata da un insetto
ematofago comunemente chiamato pidocchio.
Negli ultimi 30 anni in tutto il mondo ed in
Italia il numero di persone colpite da pediculosi del capo è enormemente aumentato.
Sono interessati soprattutto i bambini fra i
3 e gli 11 anni con continue epidemie nelle
comunità scolastiche, dove si stima che almeno il 25% dei bambini venga colpito.
Che prurito!
La pediculosi del capo si manifesta solita-
mente con un intenso prurito sulla nuca e
dietro le orecchie, per estendersi, talvolta,
fino alla zona posteriore del collo e del torace. Il prurito è legato alle lesioni cutanee
prodotte dal pidocchio, che, nel trafiggere la cute, inietta saliva ed emette feci. Le lendini
Guardando attentamente i capelli colpiti dai pidocchi (preferibilmente alla luce
naturale), è possibile vedere le uova,
chiamate lendini, del diametro di meno
di 1 mm e di colorito biancastro opalescente. Le lendini sono di forma ovale o
lenticolare, a lacrima. Esse sono tenacemente attaccate al capello a 3 - 4 mm
dal cuoio capelluto, si trovano soprattutto sulla nuca e dietro le orecchie; assomigliano alla forfora, ma da questa si
distinguono facilmente perché fissate ai
capelli. La femmina deposita ogni giorno
8 - 10 uova, che si attaccano fortemente
ai capelli.
Dalle lendini, dopo 7 - 10 giorni, nasce la
giovane ninfa, che inizia a nutrirsi del sangue dell’ospite e matura in una settimana
diventando in grado di deporre, a sua volta, le uova.
» Focus
Come si trasmettono
i pidocchi
Il parassita non vola né salta, ma si muove velocemente fra i capelli. La trasmissione della pediculosi è solitamente per
contatto diretto testa contro testa fra i
bambini o fra i bambini e i loro familiari.
I pidocchi si trasmettono, però, anche in
modo indiretto, con lo scambio di spazzole, pettini, berretti, cappelli, sciarpe, o
biancheria del letto. La pediculosi del capo non è pericolosa
per la salute, in quanto il pidocchio non
è vettore di malattie infettive.
È necessario avvisare sia la scuola frequentata dal bambino sia l’operatore sanitario di riferimento, al fine di procedere
al controllo delle persone che potrebbero essere state contagiate. È importante
controllare accuratamente ogni membro della famiglia per escludere il contagio ed effettuare il trattamento contemporaneamente in tutti i membri affetti.
Settembre 2010
Il trattamento
Il trattamento corretto della pediculosi del
capo si basa su tre punti fondamentali:
1. applicazione sui capelli di prodotti antiparassitari specifici;
2. asportazione delle lendini dai
capelli;
3. disinfestazione degli oggetti veicolo dell’infestazione.
Nessun agente topico è risultato essere
ovicida al 100%. Ne consegue che, per
eliminare i pidocchi, dobbiamo ripetere
il trattamento dopo 10 - 15 giorni allo
scopo di uccidere le ninfe che siano nel
frattempo fuoriuscite dall’uovo.
Il trattamento della pediculosi va intrapreso quando vi sia la sicurezza che il soggetto
ne sia effettivamente colpito. I prodotti
antiparassitari non vanno adoperati per la
prevenzione, ma solo per il trattamento.
Conosciamoli!
19
Dopo il trattamento è opportuno staccare manualmente le lendini eventualmente rimaste. Per facilitare questo
compito, può essere utile bagnare i capelli con acqua e aceto ed aiutarsi con
la pettinina (passandola nei capelli per
almeno 30 minuti).
I principi attivi
I principi attivi più utilizzati per il trattamento contro la pediculosi sono: malathion (estere fosforico), gli estratti di
piretro e le piretrine sintetiche.
Esistono in commercio anche piretrine
naturali con piperonil butossido, sostanze
ricavate dai fiori di crisantemo. Questi prodotti sono innocui e cosmeticamente accettabili. La loro applicazione richiede solo
10 minuti. Le piretrine non uccidono tutte
le uova non dischiuse e non hanno un’attività residua, come la permetrina, per cui
richiedono un trattamento da 5 a 7 giorni
dopo il primo per uccidere le ninfe. dott.ssa Serena Schiavo
farmacista
Grande importanza hanno i principi
attivi naturali, capaci di aggredire il pidocchio senza avere effetti collaterali
e molto adatti per i più piccini. L’Olio di
Neem, per esempio, è una pianta della
tradizione ayurvedica ed ha dimostrato
buoni risultati contro la pediculosi
Come staccare le lendini
Nessuno prodotto è, tuttavia, in grado di
staccare le lendini dai capelli. Sono disponibili in commercio delle lozioni a base di
aceto, che facilitano il distaccamento delle
lendini dal capello. Per l’asportazione delle
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lendini dai capelli si usa un pettine a denti
fitti (0,3 mm fra i denti) di plastica o di metallo o, più efficacemente, si sfila manualmente dai capelli una lendine alla volta.
L’applicazione
dei prodotti antiparassitari
I prodotti antiparassitari devono essere
applicati in quantità opportuna, cospargendo l’intera capigliatura e aiutandosi
con un pettine per uniformare il prodotto. E’ bene insistere in modo particolare
sulle zone adiacenti la nuca e dietro le
orecchie.
I tempi di applicazione previsti devono
essere rispettati: creme, gel e lozioni prevedono 10 minuti di posa, mentre per le
polveri sono necessarie dalle 3 alle 6 ore. Per
gli shampoo, infine, vengono generalmente
indicati da 3 a 5 minuti di posa. In ogni caso,
Settembre 2010
è consigliabile effettuare un secondo trattamento dopo 8-10 giorni, per eliminare
eventuali insetti nati nel frattempo da lendini rimaste vitali dopo il primo trattamento
e sfuggite alla rimozione manuale.
La disinfestazione
degli oggetti “a rischio”
La disinfestazione degli oggetti veicolo
dell’infestazione, pettini e spazzole, è
un altro punto importante per un trattamento corretto della pediculosi e per
evitare le recidive. I pidocchi e le lendini
sono molto sensibili alle alte temperature e quindi, per ucciderli, è sufficiente il
lavaggio a 60° C.
Omeopatia
In omeopatia esiste una terapia “di terreno” che consiste nel somministrare “Na-
21
trum Phos” Sale di Schuessler per tutto
l’anno scolastico al bambino per ridurre
la predisposizione all’aggressione del
parassita.
» Primo piano
Settembre 2010
23
RU486:
dott. Francesco Rastrelli
farmacista
A
bbiamo intervistato sull'argomento il prof. Enrico Sartori, Direttore della Scuola di Specialità
e titolare Cattedra Ostetricia e Ginecologia Università studi di Brescia e Direttore
di Ostericia e Ginecologia della Clinica Ostetrico - Ginecologica degli "Spedali
Civili" di Brescia.
Cos’è l’aborto farmacologico?
L’interruzione volontaria di gravidanza mediante metodo farmacologico è una procedura medica che consiste nella somministrazione di due farmaci per interrompere
la gravidanza: in Italia è stata legalmente
istruzioni per l’uso
Tutto quello che c’è da sapere sull’interruzione
volontaria di gravidanza farmacologica
approvata e deve essere eseguita entro il
49° giorno di gestazione, a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione.
Quali sono i farmaci
che vengono utilizzati?
Il primo farmaco è il Mifepristone
(RU486) per via orale, seguito dopo 48
ore dalla somministrazione vaginale di
Gemeprost.
Come agiscono questi farmaci?
Il Mifepristone è un farmaco steroideo che
si lega ai recettori per il progesterone. Il
meccanismo fa sì che l’ormone non possa
esercitare la sua attività di protezione
della gravidanza, bloccandone, pertanto,
l’azione. Si determina così una necrosi della
decidua, cioè di quel tessuto endometriale
che accoglie l’uovo fecondato, con conseguente distacco del prodotto del concepimento. Inoltre il Mifepristone agisce sui
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muscolatura uterina, induce la dilatazione
del canale cervicale e aumenta la responsività del tessuto uterino alle prostaglandine,
di cui potenzia l’effetto.
Il Gemeprost è un analogo delle prostaglandine, sostanze responsabili della
comparsa delle contrazioni uterine, che
viene usato in associazione con il Mifepristone per ottenere l’espulsione dall’utero del materiale ovulare.
Se decidessi di utilizzare
questa procedura
per interrompere
la gravidanza, cosa devo fare?
È necessario essere in possesso di un certificato medico per richiedere l’interruzione della gravidanza entro e non oltre
la 6° settimana di gestazione.
Bisogna rivolgersi ad una struttura pubblica autorizzata all’utilizzo dei farmaci,
che accerterà, tramite visita ed ecografia, la possibilità che la procedura venga
espletata entro il 49° giorno, secondo i
criteri di legge.
Seguirà, quindi, il ricovero ordinario in
ospedale fino al completamento della
procedura, per un tempo stimato di tre
giorni. Per potervi ricorrere, è necessario comprendere le informazioni relative
all’intervento farmacologico, poter disporre di trasporto in caso di necessità e
poter garantire l’accesso a una visita di
controllo dopo 14 giorni dall’avvenuta
espulsione del materiale ovulare.
Come si svolge l’interruzione
della gravidanza con
Mifepristone e Gemeprost?
La procedura si svolgerà in regime di ricovero ordinario ospedaliero per tre
giorni; è previsto un controllo ambula-
Settembre 2010
25
toriale dopo 14 giorni dall’assunzione
del primo farmaco.
Entro quanto tempo
avviene l’aborto?
Dopo la somministrazione del primo farmaco (Mifepristone) la gravidanza si interrompe nel 60-70% dei casi, ma è necessaria
l’assunzione del secondo farmaco (Gemeprost) per ottenere la completa espulsione
del materiale ovulare dall’utero.
Nell’1-5% dei casi l’espulsione si verifica
entro poche ore dal primo farmaco e, comunque, prima dell’assunzione delle prostaglandine (sostanze fisiologicamente
presenti nell’organismo umano, dotate di
molteplici azioni biologiche, soprattutto
di mediazione locale della risposta delle
cellule a differenti stimoli).
Tra il 44 e il 78% delle donne abortiscono
entro le prime 4 ore dall’assunzione del
secondo farmaco.
L’associazione dei due farmaci consente
l’espulsione totale del prodotto del concepimento nel 96-98% dei casi.
Nel 3-4 % dei casi è necessario comunque
un raschiamento o una isterosuzione.
Nell’1-1,5% dei casi la gravidanza non
viene interrotta.
Quali sono
le controindicazioni
all’utilizzo della procedura
farmacologica?
Le principali controindicazioni (assolute e
relative) sono l’allergia a uno dei farmaci,
la presenza di un dispositivo intrauterino
(IUD), una gravidanza extrauterina, disturbi congeniti della coagulazione, porfiria,
terapie croniche con anticoagulanti o
con corticosteroidi, malattie croniche di
tipo cardiocircolatorio, ipertensivo, renale, epatico e respiratorio, gravi forme di
asma, fibromi uterini.
Quali sono i principali effetti
collaterali legati all’utilizzo
dei farmaci?
Gli effetti collaterali più comunemente
osservati sono dolori addominali, cefalea,
nausea, vomito, diarrea, ipertermia, astenia, sanguinamenti prolungati.
Verranno, comunque, messe in atto procedure mediche per ridurre al minimo
gli effetti collaterali.
Nel caso si presentino perdite ematiche
abbondanti, dolori addominali, stanchezza estrema anche senza febbre 24
ore dopo la dimissione dall’ospedale è
necessario segnalarlo al medico telefonando al numero di riferimento del pronto soccorso ostetrico-ginecologico che
viene fornito dall’ospedale.
Se cambiassi idea, è possibile
interrompere il trattamento?
In qualunque momento è possibile interrompere il trattamento. È però necessario
conoscere che, così come nel caso in cui
i farmaci non siano stati efficaci nell’interrompere la gravidanza, vi è un rischio
aumentato di anomalie fetali.
26
la pelle dopo le vacanze
Settembre 2010
Dopo le vacanze
disseta la tua pelle
O
rmai le vacanze sono passate, ma possiamo conservare
tutto ciò che di buono ci hanno
lasciato. In particolare cerchiamo di non
perdere rapidamente l’abbronzatura
e tutto quel benessere che questi mesi
estivi ci hanno donato.
Durante l’estate l’esposizione solare ed i
lunghi bagni di mare hanno reso la pelle
arida e con qualche ruga in più: ecco per-
ché ha bisogno di maggiore attenzione
per recuperare il suo splendore.
La pelle: anatomia e funzioni
La pelle costituisce l’involucro esterno
del nostro corpo.
Negli esseri umani è l’organo più esteso
(la sua superficie è di circa 2 metri quadrati) ed è costituita da 4 strati:
• lo strato corneo, il più esterno, che
è composto da cellule morte ed ha
una funzione di protezione dagli
agenti esterni;
• l’epidermide, che contribuisce
all’idratazione;
• il derma, al cui interno si trovano i
nervi e i capillari;
• lo strato di grasso, il più profondo,
che ha la funzione di isolante.
» il punto
Come “mediatore” tra l’organismo e il
mondo esterno, la pelle svolge diverse
funzioni:
• protezione meccanica
• equilibrio idrico-salino
• regolazione termica
• attrazione sessuale
• sintesi di sostanze
L’importanza dell’acqua
Acqua, idratazione, pelle morbida e tonica.
Sembra scontato, ma perchè sia preservato l’equilibrio della pelle (anche di quella
molto giovane), è necessario mantenere
il contenuto di acqua presente in essa o
fornire un’idratazione supplementare
dall’esterno. L’acqua permette alla pelle di
rimanere elastica.
Il problema è che qualsiasi apporto di
acqua giova ad una pelle assetata, ma in
breve evapora nuovamente. Perciò l’esigenza è duplice: da un lato apportare acqua e dall’altro mantenerla.
Settembre 2010
sue funzioni di rivestimento, protezione,
termoregolazione e sensoriale. Occorre,
però, considerare che il lavaggio dell’epidermide con detergenti, se praticata in
maniera intensa, ha un effetto aggressivo con rimozione dello strato protettivo, e
la pelle perde la sua morbidezza.
Il consiglio è di utilizzare, per la detersione, formulazioni senza sapone, con
una base detergente delicata, che, mentre pulisce la pelle, la protegge dalla
disidratazione. Scegliere un detergente
27
mata, è consigliabile svolgere un’esfloliazione delicata del viso e del corpo (1
o 2 volte alla settimana). Questa tecnica
favorisce l’ossigenazione dei tessuti ed
il rinnovamento della cute secca.
Creme idratanti e nutrienti
Le cellule del nostro corpo, anche quelle
della pelle, ricevono attraverso il sistema
circolatorio il nutrimento di cui hanno
bisogno. L’applicazione di una crema nutriente, sia per il viso che per il corpo, è
Igiene e detersione
La pulizia del viso e del corpo è importante perchè la pelle conservi tutte le
Consigli e piccoli “trucchi” per mantenere una
pelle radiosa e sana anche al ritorno in città
adeguato per il bagno o per la doccia
quotidiana è fondamentale perchè dona
un’immediata sensazione di sollievo e
comfort, facendo dimenticare i disagi di
una pelle secca.
Per la detersione del viso è consigliabile
l’utilizzo di un latte detergente e, a seguire, di un tonico.
Se lo strato corneo è molto disidratato e
la pelle appare oltre che secca, desqua-
dott.ssa Roberta Rossi
farmacista
consigliabile la sera prima del riposo notturno. Infatti lo scopo di questi prodotti è
di agire sulla pelle in modo lento e profondo per dare il tempo alla cute di assorbire le sostanze di cui sono composte.
Durante il giorno è consigliabile l’utilizzo
di prodotti idratanti. La crema idratante
è un prodotto morbido e facile da applicare, che forma una barriera che limita
l’evaporazione dell’acqua dai tessuti.
» il punto
Settembre 2010
29
Nutricosmetici: la bellezza
parte dall’interno
È risaputo che tra nutrizione e pelle esiste una relazione quanto mai stretta e la
ricerca nutrizionale, in sinergia con quella cosmetologica, si pone l’obiettivo di
sviluppare integratori che abbiano effetti
benefici a livello cutaneo.
I nutricosmetici sono integratori nutrizionali finalizzati a correggere o prevenire eventuali stati di carenza alimentare, migliorando l’aspetto esteriore della
persona partendo dall’interno. In seguito
all’assunzione orale questi prodotti sono
in grado di aumentare l’idratazione cutanea, migliorare la tonicità della pelle,
diminuire la profondità delle rughe ed
aumentare la luminosità e l’uniformità
dell’incarnato.
Alcuni integratori manifestano attività di
tipo preventivo:
• acidi grassi omega 3 (presenti nel
pesce e in alcuni vegetali come noci,
nocciole e semi di lino) proteggono
la cute dall’insorgenza di fenomeni
infiammatori e ne migliorano l’aspetto;
• isoflavoni di soia , sostanze dotate di attività estrogeno-simile che
aiutano a contrastare alcuni sintomi
della menopausa come vampate di
calore, arrossamento e secchezza
cutanea;
• vitamine (A, C, E), licopene, bioflavonoidi, luteina, acido lipoico
e minerali (selenio, zinco, rame,
manganese), con azione antiossidante che contrasta l’invecchiamento cutaneo.
Mi auguro che i consigli forniti in questo
articolo siano d’aiuto per non perdere tutti i benefici che l’estate ha donato.
I nutricosmetici
sono integratori
nutrizionali
finalizzati a
correggere o
prevenire eventuali
stati di carenza
alimentare,
migliorando
l’aspetto esteriore
della persona
partendo
dall’interno
30
Settembre 2010
Anziani
l'età non conta
protagonisti
» Anziani
I
nfatti, oltre che a far guadagnare
in numero totale di anni di vita, il
cosiddetto fenomeno del miglioramento delle coorti ha portato la persona,
che oggi ha 75 anni, a vivere in una condizione di salute, e, quindi, di capacità di
prestazioni, simile a quella del 65enne di
30 anni fa.
Pregiudizi da sconfiggere
Perché, allora, non tenerne conto, quando
si deve decidere cosa può o non può fare
una persona anziana? La risposta sta in
un misto di pregiudizi sempre difficili da
vincere (la retorica del “caro vecchietto”
che deve solo riposarsi e non interferire
nella società dei giovani adulti) e nell’incapacità di leggi e norme di adeguarsi
al cambiamento della realtà. La nostra
vocazione burocratica è, purtroppo, sempre vincente: se così c’è scritto nelle carte,
noi dobbiamo inchinarci, anche se ci sono
scritte cose superate, oggi quasi ridicole!
Quando affermiamo il diritto alla libertà della persona in qualsiasi periodo
della vita, ci rendiamo conto che vi sono
condizioni imposte da pregiudizi che la
limitano.
Settembre 2010
oggi dovrebbe imparare a guardare al suo
paziente con occhio libero dai condizionamenti, che potrebbero essere posti dal
conoscere a priori la sua età anagrafica. Il
medico, che si trova a decidere una terapia o un intervento di qualsiasi tipo, deve
prima esaminare la realtà clinica e poi
l’età!
Nella vita civile dovrebbe essere ancora
più netta la separazione: decido se una
persona di età avanzata è in grado o
meno di fare una cosa in base alla realtà
e non al pregiudizio!
Guardare in faccia la vita
Anche per i singoli più o meno anziani
la differenza sta proprio in questo: non
lasciarsi dominare dai pregiudizi (e dalle
paure) e con coraggio guardare in fac-
31
cia la vita e decidere ciò che è possibile
fare, superando anche tanti ostacoli e lo
scetticismo di chi vorrebbe che la vita
del vecchio fosse sempre vissuta sotto
una campana di vetro (talvolta questo
atteggiamento è motivato da sincera
preoccupazione, talaltra dal voler evitare
le conseguenze di una vita più libera e,
quindi, la responsabilità delle eventuali
conseguenze).
La volontà di vivere
Del resto oggi gli anziani sono sempre più
protagonisti di interventi che non solo dimostrano la loro generosità, ma anche
il loro coraggio e vitalità. Mi riferisco a
due recenti fatti di cronaca: da una parte
al nonno che ha affrontato a mani nude
un rottweiler per difendere la propria ni-
Oltre l’età anagrafica
Ma cosa dobbiamo fare per modificare questa tendenza negativa? Bisogna
guardare in faccia la realtà, decidere solo
dopo aver parlato con una persona, osservandola direttamente, senza il filtro
della carta d’identità. Anche il medico
Gli anziani oggi stanno molto meglio dei loro coetanei
del passato e, quindi, possono fare molte cose che
erano precluse a chi ha vissuto alcuni decenni fa
prof. Marco Trabucchi
Gruppo di Ricerca Geriatrica
di Brescia
» Anziani
Settembre 2010
33
potina, riportandone alcune ferite, dall’altra all’83enne arrestato in Sicilia come
attivo componente dell’organizzazione
mafiosa. Se il lettore non si dispiace, rilevo
che sono due facce della stessa medaglia,
quella di persone che non ritengono l’età
un impedimento a fare ciò che decidono
di dover fare: nel primo caso un gesto di
nobile eroismo, nel secondo un atto gravemente delinquenziale. Ben sappiamo
che nell’animo umano spesso convivono
le vette più alte di carità e generosità e
gli abissi più profondi di abiezione. Sappiamo anche che nessuno nasce santo
o assassino, ma che la vita costruisce
lentamente il suo percorso, attraverso
influenze educative, stimoli ambientali,
inferenze culturali, esempi… L’anziano si
trova in una situazione particolare, perché
ha avuto più tempo per plasmare nel bene
o nel male la sua vita ed i casi sopra riportati sono due esempi significativi. Però i
due personaggi sono accomunati dalla
volontà di vivere, santa o luciferina che
sia. Certo non voglio additare ad esempio
l’anziano mafioso, ma solo ricordare che
oltre gli ottanta anni è sempre possibile
esprimere scelte e comportamenti forti. In particolare la generosità dei vecchi
deve indurre ad un senso di rispetto e di
emulazione; l’età non rende la persona
così debole e paurosa da non intervenire
nella vita quando le circostanze lo rendono necessario… la debolezza è prima di
tutto un’espressione dell’anima, così come
il coraggio e la generosità.
Sempre più attivi
La notizia di gesti significativi da parte di
un numero sempre più ampio di anziani
permette di ben sperare per il futuro;
infatti, se è vero che la cultura e il modo
di vivere modificano i nostri geni, potremo presto attenderci una popolazione di
anziani coraggiosi, che si spendono in
attività significative, i quali diventeranno sempre più numerosi rispetto a quelli
che invece da vecchi limitano la propria
autonomia ed i propri spazi esistenziali.
Come nel passato si sono via via sviluppati
geni che ci hanno permesso di sopravvivere nelle diverse condizioni ambientali,
così nei nostri giorni potremmo ipotizzare lo sviluppo di geni che arricchiscono
la possibilità di vivere in modo sempre
più attivo anche in tarda età. L’obiettivo
non sono i 120 anni, ma quelli che ci sono
dati dalla Provvidenza, arricchiti, però, di
significato e di valore, per noi e per gli
altri.
34
ospedali latex free
Settembre 2010
Desenzano,
Ospedale “senza lattice”
S
ottoporsi a un intervento chirurgico
non è mai facile. Ma lo è ancora di
più se si soffre di una grave allergia al lattice come quella che ha costretto
una signora di Roma a cercare disperatamente in internet una struttura sanitaria
in grado di operarla, e alla svelta.
Dalla capitale M.V. è arrivata direttamente a
Desenzano del Garda per un’operazione
vitale. Affetta da una grave forma di allergia al lattice, è giunta con urgenza all’Ospedale Montecroce, per essere sottoposta,
senza tempi di attesa, ad un intervento
chirurgico laparoscopico “latex-free”.
Vale a dire che tutto il percorso di cura è
stato effettuato senza che la paziente fosse
esposta alla sostanza incriminata.
L’intervento d’urgenza
Ma facciamo un passo indietro. Dopo che le
era stato rifiutato il ricovero presso altre
strutture ospedaliere di Roma, l’intervento
nel nosocomio gardesano è stato realizzato d’urgenza perché la paziente soffriva
di una colecistite acuta (una forte forma
di infiammazione della cistifellea). Trasferita nel reparto di Chirurgia dell’Ospedale,
«subito si è provveduto al ricovero con sistemazione in stanza singola latex-free»
fa sapere la Direzione ospedaliera. «Il ricovero e l’intervento sono stati immediati e,
dopo tre giorni di degenza, senza alcuna
complicanza, la paziente è stata dimessa.
La signora ha spiegato che la scelta è caduta subito sull’Ospedale di Desenzano per
la disponibilità al ricovero immediato e per
» attualita'
la percezione, già al contatto telefonico, di
grande professionalità e preparazione
degli operatori».
In seguito all’intervento, infatti, la paziente ha espresso «grande soddisfazione al
personale per l’immediatezza delle informazioni ricevute al primo contatto telefonico, per l’accoglienza presso il Reparto
di Chirurgia e per la grande attenzione
del personale, consapevole della sua particolare condizione».
Un Ospedale
“in cima alla lista”
A Desenzano il percorso verso un Ospedale “senza lattice” è stato avviato nel 2003
dal dr. Nicola Petrucci, referente del Progetto “latex free”, su input del dr. Walter Iacovelli, Direttore del Servizio di Anestesista
e Rianimazione, insieme alla pneumologa
e allergologa dott.ssa Antonella Melchiorre. «L’iniziativa – spiega il dr. Petrucci – era
partita dal fatto che tale percorso era stato
adottato, in Italia, solo nel nosocomio di
Ancona. Oggi, se si naviga nei più popolari
motori di ricerca di internet, come Google, l’Ospedale di Desenzano appare
Settembre 2010
in cima alla lista degli “Ospedali senza
lattice”. Così abbiamo avuto pazienti provenienti persino dalla Calabria e dalla Sicilia». Essendo ormai la struttura tra le più
“cliccate” e con una vasta esperienza nel
trattamento di pazienti con allergia a questa sostanza, è stato abbastanza facile per
la signora di Roma arrivare al Montecroce,
la cui casistica comprende oggi oltre 300
interventi chirurgici, tutti effettuati senza
complicanze, quindi un’esperienza consolidata che attrae pazienti da altre province
e regioni d’Italia. Circa il 20% dei pazienti totali non sono bresciani e, tra questi, vi sono
malati che, respinti da altre strutture di cura
o con esperienze precedenti negative, sono
andati incontro a shock anafilattico.
35
gruppo di interventi in elezione alla garanzia totale di un percorso pre, intra e
postoperatorio completamente libero
da lattice, che prevede una sala operatoria dedicata e stanza di degenza individuale ad accesso controllato».
L’attenzione dell’Ospedale si spinge anche
oltre, aggiunge il Direttore: «Grazie all’inserimento nelle gare di fornitura della clausola “latex free” è stata quasi totalmente eliminata la presenza di lattice all’interno
di reparti e servizi ospedalieri».
Anche l’Ospedale di Manerbio, uno dei
tre presidi dell’Azienda Sanitaria desenzanese, dal 2008 è “latex free”.
Un percorso sicuro
Nel nosocomio desenzanese i pazienti allergici al lattice trovano una risposta positiva. Come afferma il Direttore generale
dell’Azienda Ospedaliera Mara Azzi, «dal
2004 è possibile usufruire di un percorso
latex free, anche in ottemperanza alle Linee guida della Regione Lombardia. Si è
così passati dall’esecuzione di un ristretto
Dott.ssa Mara Azzi
Direttore generale A.O. di Desenzano d/G
Una paziente di Roma con una grave allergia al lattice
è stata operata d’urgenza a Desenzano del Garda
di Francesca Gardenato
L’allergia al lattice
L’allergia al lattice è una patologia rilevante in Italia: interessa circa il 3 per
cento della popolazione. Questa percentuale è ancora più alta nei bambini
predisposti alle allergie e nelle categorie a rischio, come gli operatori sanitari
che vengono a stretto contatto con dispositivi medici contenenti lattice. La
cosa preoccupante è che, se non si è a conoscenza del problema, ogni volta
che c’è un contatto con il lattice, l’allergia può peggiorare fino a provocare una forte reazione di ipersensibilità, cioè shock anafilattico.
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» attualita'
Settembre 2010
37
Per approfondire l’argomento, Farmacia
Futura ha intervistato il dr. Nicola Petrucci, referente del progetto “latex free”
all’Ospedale di Desenzano del Garda.
Uno studio del 2005,
consultabile in internet,
rivela che circa il 3% della
popolazione italiana è
allergica al lattice: è vero?
Il latex
è una sostanza
di origine naturale
che si ottiene
per drenaggio
dall’albero
della gomma
«Il dato, pari al 2,9%, si rifà a uno studio
europeo del 2005 ed è un dato complessivo, un valore reale medio. In pratica,
su un campione di cento persone, tre
sarebbero allergiche al latex. In realtà
la prevalenza può andare dal 2% all’11%,
ma nei bambini predisposti a tale allergia la percentuale si può spingere fino
al 25%.
La paziente di Roma,
che avete operato, da quanto
soffriva di tale allergia
e come l’ha scoperta?
«La signora di Roma ha scoperto di essere allergica al lattice usando dei guanti
per pulire la casa. Si è toccata il viso e,
dopo alcune ore, mani e volto si sono
gonfiati. All’inizio non aveva dato peso
alla cosa, ma una reazione simile si è poi
manifestata all’interno di un orto botanico dove c’era un ficus benjamin. Alcune piante, infatti, contengono lo stesso
antigene del lattice, il che scatena reazioni incrociate. Lo stesso capita mangiando
il kiwi.
Per la colecistite la signora è andata in un
Ospedale di Roma, ma, dopo aver raccontato la sua storia ai medici, questi si sono
bloccati ed hanno preferito non operarla,
ma rinviarla ad un’altra struttura. Tramite
internet ha saputo di Desenzano».
In Italia quali altre strutture
Il lattice
Il latex è una sostanza di origine naturale, di consistenza liquida e di colore
bianco che si ottiene per drenaggio dall’albero della gomma; è il materiale
di partenza per la fabbricazione di una vasta gamma di dispositivi medici
ampiamente usati in ambito ospedaliero. Tuttavia entra nella composizione
anche di oggetti di interesse pratico impiegati nella vita quotidiana e negli
ambienti di lavoro: è, infatti, presente in più di 40mila prodotti di uso
quotidiano, medico e casalingo.
ospedaliere sono “latex free”?
«La maggior parte delle strutture sanitarie
italiane ha un kit pronto, riposto in qualche armadio, e lo tira fuori in caso si presentino malati allergici al lattice. Nel nostro caso, però, il discorso è ben diverso:
qui c’è un percorso sistematicamente
organizzato “latex free”. Per risponderle, il Policlinico universitario di Ancona è
stato il primo Ospedale certificato. Oltre a
noi, in Italia ci sono gli Ospedali pediatrici
“V. Buzzi” di Milano e il “Meyer”di Firenze. Sono, infatti, i bambini le categorie più
a rischio, oltre al personale sanitario».
Dr. Nicola Petrucci, referente del progetto
“latex free” all’Ospedale di Desenzano del Garda
38
heron borelli
Settembre 2010
Heron Borelli:
il musical
è la sua passione
di Anna Gobbi
» Storia di copertina
C
antante, attore, musicista e anche campione di atletica leggera. Heron Borelli, già noto tra gli
appassionati del musical ed in particolare
di Notre Dame de Paris, grazie alla sua
splendida voce è destinato a diventare
una stella luminosa nel panorama dello
spettacolo italiano. Nato in una famiglia
di artisti, ci racconta come costruisce la
sua carriera con passione e determinazione.
È necessario essere
“multitasking” per questo
lavoro?
Settembre 2010
39
Assolutamente sì. Essere musicista, suonare strumenti, saper leggere la musica è
importantissimo perché i tempi per imparare i brani di uno spettacolo si accorciano
e spesso le prove sono brevi; inoltre saper
fare molte cose ti rende idoneo per molti
ruoli diversi.
Ho lavorato con il più grande “cantattore” che l’Italia abbia mai avuto; Massimo
canta, balla e recita ai massimi livelli, e,
nonostante i suoi 40 anni di carriera e il
suo livello di estrosità ed arte sul palcoscenico, sta ancora studiando. Recitare
accanto a lui è come frequentare una vera
“Università del Teatro”, perché ti insegna
come lavorare per raggiungere qualcosa
in più e che non si smette mai di imparare;
La tua prima vera notorietà
è arrivata col musical Notre
Dame de Paris, che, però, non
è stato il tuo primo musical…
anzi, più vai avanti con spettacoli importanti e diventi famoso, più ti devi evolvere,
perché quello che hai fatto ieri non va più
bene oggi.
C’è chi dice che il mestiere
del cantante non sia
un vero lavoro…
Sbaglia! il cantante è, a tutti gli effetti,
un musicista che suona il proprio corpo.
Il corpo umano è lo strumento musicale
più bello, perché è vivo e condizionato
dallo stato emotivo e di salute: a seconda
dell’umore e del benessere il suono che
genera è diverso.
Molti sognano di diventare
cantanti, ma pochi fanno
quel passo in più per
trasformare il sogno in realtà.
Come nasce la vocazione
del cantante?
Nasce da una fortissima passione perché
occorrono tanti anni di studio prima di arrivare al palcoscenico e altrettanti di gavetta prima di spettacoli importanti. Per
vivere di questo mestiere non bisogna
mai smettere di studiare e ci vuole tanta
determinazione; in caso contrario non si
va da nessuna parte.
Tu sei anche musicista: suoni
diversi strumenti tra i quali
il pianoforte e la tromba,
e hai anche composto la
colonna sonora di un film
di un noto regista.
La mia prima visibilità è stata col karaoke
di Fiorello! Scherzi a parte, la primissima
notorietà è iniziata nel 1998, lavorando
con Massimo Ranieri nel musical “Hollywood”. È stato, a tutti gli effetti, il mio
debutto in serie A, mentre prima ero professionista, ma lavoravo principalmente
nei locali.
Hollywood con Massimo
Ranieri deve essere stata una
bella esperienza per te…
Il musical è stato una scelta o
è capitato per caso?
È una storia nata per caso e per un soffio:
avevo appena partecipato alla trasmissione “Beato tra le donne”, dove ho conosciuto Paolo Bonolis, persona stupenda
sia come professionista che umanamente. Paolo, dopo avermi sentito cantare,
mi chiamò anche per l’apertura di Tira e
Molla e mi disse che mi avrebbe aiutato
a trovare altre opportunità in tv. Quando
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» Storia di copertina
mi chiamarono per un nuovo programma
avevo appena firmato il contratto per Hollywood con Ranieri…
co di allenarmi tutti i giorni e di mangiare
correttamente.
Com’è stata l’emozione della
prima di Notre Dame all’Arena
di Verona?
Ce ne sono tanti, circa una decina! I più
imminenti sono la nuova stagione del
Straordinaria, una prima è sempre qualcosa di magico; è un momento in cui ti senti
sempre impreparato, perché nonostante
le prove non hai ancora maturato la coscienza piena del personaggio, che nasce
successivamente.
La voce è il tuo strumento
fondamentale di lavoro, come
la conservi? Prendi qualche
integratore? Hai mai avuto
problemi seri alla voce?
Sì, ho avuto problemi alla voce per una
cisti congenita ingrossata ed ero arrivato
a convincermi, come molti cantanti, che
non avrei potuto andare in scena senza
antinfiammatori o simili; cosa molto grave perché, prendendo medicinali senza il
parere del medico o del farmacista, peggioravo la mia salute. Fortunatamente
sono guarito sia dalla cisti che dal fattore
psicologico, ed ora utilizzo quasi esclusivamente integratori naturali, per i quali,
comunque, mi faccio consigliare dal mio
foniatra o dal farmacista. Purtroppo è
esplosa la moda del “mi curo da solo”,
ma sono convinto che nessuno come il
farmacista sappia davvero consigliarti il
prodotto adatto al tuo problema.
Quale è l’importanza
dell’allenamento fisico?
Per chi fa questo mestiere stare bene fisicamente è fondamentale, perché durante
lo spettacolo occorrono elasticità, capacità di sostenere i ritmi di lavoro e perfetto
controllo del corpo. Io, per stare bene, cer-
Progetti futuri?
Settembre 2010
41
musical “Il libro della giungla”, in cui sono
Mowgli, un bambino di 10 anni, e il musical “Jack underground di uno squartatore”,
in cui interpeto il mio primo personaggio
cattivo, Jack. E poi sogno di ritornare al
teatro, dove ho iniziato la mia carriera.
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» pedagogia clinica
Settembre 2010
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La Pedagogia clinica
e i disturbi alimentari
dott.ri Francesca Ferrari, Fabio Scalvinoni,
Enrico Ziglioli
Sezione ANPEC (Associazione Nazionale
Pedagogisti Clinici) di Brescia
L’
origine dei disturbi del comp o r t a m e nt o a li m e nt a r e
(DCA) è determinata dalla
combinazione di variabili complesse
che affondano le loro radici profonde in
situazioni psicologiche, biologiche, socioculturali che in ciascun soggetto possono
combinarsi in modo differente.
Un percorso per combattere il malessere interiore
e ritrovare un nuovo equilibrio di vita
Disagio profondo
e controllo costante
I disturbi del comportamento alimentare esprimono un malessere profondo
e manifestano un disagio che vede il
corpo come il campo di battaglia tra la
voglia e il rifiuto di vivere, dove il nutrimento fisico ha evidentemente una
risonanza emotiva con il nutrimento
affettivo.
Le persone con un disturbo del comportamento alimentare hanno una bassa autostima e una immagine corporea distorta, non sono più abituate a riconoscere le
proprie emozioni, trovano il loro equilibrio nel controllo continuo e costante
46
disturbi del comportamento alimentare
Settembre 2010
del cibo, del peso e nei rituali tipici della
malattia (uso frequente di lassativi, vomito autoindotto, esercizio fisico esasperato,
regimi alimentari molto restrittivi).
Un fenomeno in crescita
Nel mondo occidentale il numero di persone che soffrono di disturbo del comportamento alimentare è destinato a
crescere di anno in anno. È un comportamento patologico che colpisce, nella
maggior parte dei casi, soggetti femminili, ma che, negli ultimi anni, vede interessare anche soggetti di sesso maschile
e coinvolgere una fascia di età sempre
più ampia, comprendendo anche ragazzi
di età infantile e pre-adolescenziale. L’età
d’esordio si verifica fra i 10 e i 30 anni,
con picchi intorno ai 14-18 anni.
Un problema che va
affrontato
I disturbi del comportamento alimentare
investono ogni ambito della vita della
persona, alterandone non solo l’aspetto
fisico, ma anche l’umore, la vita sociale, la
sfera affettiva, le prestazioni cognitive, le
funzioni organiche.
La sofferenza che il soggetto esprime si riversa, inevitabilmente, su tutto l’ambiente
familiare, che spesso si trova disorientato
di fronte a comportamenti, che, con l’andar
del tempo, rischiano di cronicizzarsi.
Data la complessità del problema, spesso è opportuno attivare una sinergia tra
diverse figure professionali, che si può
attuare nell’équipe multidisciplinare,
possibile punto di incontro per un efficace
percorso di aiuto.
Rendersi conto che il problema esiste
è il punto di partenza per la ricerca di
soluzioni.
La Pedagogia clinica
Il Pedagogista clinico accoglie la persona prendendo in considerazione non solo
il disagio che manifesta, ma aprendo lo
sguardo alla globalità del soggetto. In
tal senso stimola l’attivazione di potenzialità e risorse interiori per aiutarlo a
liberare nuove energie creative, portandolo a sostare e riflettere sui propri
pensieri, permettendogli di sperimentare sensazioni ed emozioni da tempo
dimenticate, ed aiutandolo a considerare
in modo nuovo il proprio corpo e le relazioni con gli altri per tendere verso un
nuovo stato di benessere.
I disturbi del
comportamento
alimentare esprimono
un malessere profondo
e manifestano un disagio
che vede il corpo come il
campo di battaglia tra la
voglia e il rifiuto di vivere.
» pedagogia clinica
Settembre 2010
47
Tecniche per una nuova
armonia interiore
Per aiutare le persone con disturbo del
comportamento alimentare la Pedagogia
clinica utilizza metodologie e tecniche
specifiche, quali:
• Inter-art ® che promuove la creatività mediante l’applicazione
dell’arte nelle sue diverse forme
(disegno, pittura, scultura modellata, danza, poesia), con la finalità
di aiutare la persona a scoprire
potenzialità inespresse ed a formulare soluzioni alternative in
risposta al proprio disagio;
• Musicopedagogia® che, attraverso l’utilizzo di strumenti musicali,
favorisce nuovi ambiti di espressione tipici delle esperienze sonore e stimola una crescita emotiva
della persona;
• Discovery project ® e Trust system® tecniche di rilassamento
e distensione corporea che permettono al soggetto di entrare in
contatto con la propria fisicità e
riattivare un’armonia tra mondo
interno e mondo esterno.
Un percorso “su misura”
Il percorso pedagogico clinico si sviluppa
sempre all’interno di una relazione d’aiuto.
Il Pedagogista clinico sceglie le metodologie e gli stimoli personalizzando il percorso in relazione al soggetto, con la finalità di
aiutarlo a recuperare una nuova disponibilità corporea, emozionale, mentale. In questo
modo la persona, che manifesta un disturbo
del comportamento alimentare, procede ad
una graduale riappropriazione dell’equilibrio psico-fisico, giunge a percepire un’immagine di sé meno distorta, più oggettiva,
ed acquisisce una nuova sicurezza in sé.
Torna a sentirsi in armonia con il proprio
L’età d’esordio si
verifica fra i 10
e i 30 anni, con
picchi intorno ai
14-18 anni
corpo e ricomincia a percepire sensazioni,
emozioni e stati affettivi che non si era più
concessa, torna a dialogare con gli altri, ma
soprattutto con se stessa.
Prevenzione a scuola
Data l’entità e la diffusione dei disturbi
del comportamento alimentare, la Pedagogia clinica attua anche interventi mirati di prevenzione nelle scuole di ogni
ordine e grado. L’esperienza ha dimostrato che un approccio preventivo con l’unico obiettivo di aumentare e migliorare le
conoscenze riguardo ai disturbi del comportamento è insufficiente e talvolta può
creare effetti distorti tali da far sembrare
“normali” questi disturbi. Risulta, invece,
più utile favorire lo sviluppo di una po-
sitiva immagine corporea e stimolare
una corretta autostima, esercitando
così una funzione preventiva e protettiva
rispetto all’insorgenza di questi disturbi.
I percorsi pedagogico-clinici nella scuola
propongono incontri di gruppo dove si
utilizzano tecniche di tipo esperienziale,
interattivo e cooperativo, privilegiando
modalità attive ed offrendo alla persona
nuove possibilità di ascolto e di espressione di sé, e nuove occasioni relazionali in
cui mettersi in gioco.
Per ulteriori informazioni:
www.anpeclombardia.it
www.clinicalpedagogy.com
48
Settembre 2010
alimentazione
La dieta
chetogenica
Un antico meccanismo di difesa
riscoperto in chiave antiobesità
dott. Antonio Marinelli
farmacista
» benessere
Settembre 2010
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La caduta dei superuomini
L’organismo umano, come quello degli animali, è una macchina molto sofisticata,
che, nel corso dei milioni di anni di evoluzione, si è adattata alla vita sulla terra.
L’esperienza “accumulata” nel genoma
porta gli esseri viventi ad essere ben adattati alle condizioni precarie della lotta per
la sopravvivenza, caratterizzata da rari
periodi di abbondanza e da molto più frequenti di carestia.
Migliaia e migliaia di generazioni hanno
selezionato uomini e donne in grado di
accumulare rapidamente scorte di
energia, che venivano poi razionate
quando le fonti di cibo si esaurivano.
Accanto ad una pletora di persone, che stentatamente si guadagnavano il diritto alla sopravvivenza, vi era una piccola frazione di
individui, geneticamente più fortunati, che
erano molto efficienti nell’accumulo e nel
successivo razionamento delle scorte.
Veri e propri superuomini (e superdonne)
in grado di modificare il proprio metabolismo e di superare indenni l’esaurimento delle fonti alimentari.
Il progresso tecnologico degli ultimi due
secoli ha progressivamente affrancato una
parte dell’umanità dai periodi di carestia,
sostituiti da un perenne stato di relativa
abbondanza.
Una decina di generazioni equivalgono
ad un battito di ciglia nel processo evolutivo, per cui l’uomo civilizzato si trova
con un patrimonio genetico simile a quello dell’uomo neolitico.
Il risultato di tutto questo è l’epidemia
di sovrappeso ed obesità che flagella i
Paesi sviluppati.
I fortunati di ieri, in grado di resistere alle
carestie, vedono oggi ritorcersi contro di
sé le caratteristiche metaboliche e fisiologiche che li hanno visti primeggiare nella
lotta per la sopravvivenza.
Sopravvivere alle carestie:
la chetosi
Uno dei meccanismi con i quali gli uomini
(ed anche molti animali) affrontano la carenza di alimenti si chiama chetosi.
In carenza di zuccheri, provenienti dalla
frutta o dagli amidi dei cereali, il nostro
organismo utilizza le scorte di energia
più importanti del corpo: i grassi del
tessuto adiposo.
Un uomo in perfetta forma ha una scorta
di 250000 Kcal di grassi, contro 2000
Kcal di quelle in zuccheri.
Purtroppo il cuore ed il cervello non sono
in grado di utilizzare i grassi e, in periodi
normali, “bruciano” solo zuccheri. Durante
le crisi, però, i grassi vengono trasformati
dal fegato in corpi chetonici (da cui chetosi) che posso nutrire anche gli organi
più specializzati.
Una volta instaurata la chetosi, l’individuo
smette di patire la fame, ritrova uno stato di relativo benessere e di energia.
Questo meccanismo permetteva ai nostri
antenati di procurarsi altre fonti di cibo con
efficacia, senza subire lo stato di spossatezza
e scarsa lucidità mentale tipiche di una dieta
fortemente ipocalorica, ma bilanciata.
Dieta bilanciata
e dieta chetogenica
Per molto tempo il mondo medico-scientifico ha accomunato la chetosi alla chetoacidosi, una manifestazione clinica del
diabete.
Al giorno d’oggi, però, molte evidenze scientifiche fanno catalogare la chetosi come un
meccanismo fisiologico di adattamento
alla carenza di cibo, che può essere utile
nei pazienti obesi, od in forte sovrappeso,
per ridurre lo stock di tessuto adiposo.
Le normali diete bilanciate ipocaloriche,
infatti, producono uno stato perenne di
fame ed innescano meccanismi di protezione, che tendono a far abbassare il cosiddetto “metabolismo basale”.
Il risultato è che, dopo qualche settimana
di dieta, i sacrifici, che facevano dimagrire
all’inizio, non bastano più: bisogna ridurre ulteriormente le calorie ed aumentare,
di conseguenza, la fame ed il senso di privazione.
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la stanchezza psico-fisica. Le Bio-Forze naturali sono una linea di prodotti “diversi” per
assorbimento, durata ed efficacia. Si consiglia di assumere 1 o 2 comprese al giorno.
a dieta ipocalorica ed esercizio fisico: non sostituisce una dieta variata.
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Se la dieta dura più di tre settimane, consultare il medico. Leggere le avvertenze sulla confezione.
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uando l’intestino si
“addormenta” e perde
la sua regolare puntualità è possibile andare incontro
ad episodi di stitichezza che
possono causare cattiva digestione, senso di gonfiore con
tensione addominale e alitosi.
Seguendo queste direttive è stato
formulato Dimalosio Complex
un preparato a base di Psillio
e Glucomannano, fibre naturali, arricchito con Lattulosio ed
estratti vegetali, componenti attivi che agiscono in sinergia per
“risvegliare” la corretta motilità
intestinale senza irritare.
Dimalosio Complex sveglia
l’intestino pigro, usato con
regolarità svolge un’azione
come regolatore intestinale,
favorisce la crescita della flora
batterica ed aiuta a combattere
quel fastidioso gonfiore addominale facilitando una normale
evacuazione.
Dimalosio Complex lo trovate in Farmacia, disponibile
in confezione da 20 bustine al
gradevole gusto pesca.
Da ALKAMED In Farmacia
» benessere
Alla fine della dieta, che per un obeso
può durare anni, il metabolismo basale rischia di essere molto basso, per
cui la persona è costretta a mangiare
pochissimo pur di mantenere il risultato
raggiunto.
Invero molto pochi riescono a portare
avanti una dieta per anni, patendo la fame
e con la prospettiva di non poter mai tornare ad una alimentazione normale.
Le moderne diete chetogeniche, per
contro, mantengono costante il dimagrimento in quanto, con opportuni
accorgimenti, viene protetta la massa
muscolare responsabile in buona parte
del metabolismo basale.
La durata temporale è, comunque, limitata a poche settimane nelle quali il calo di
peso è sostanzioso e quasi tutto a carico
del tessuto adiposo e non si prova la classica sensazione di fame perenne e spossatezza tipiche delle diete ipocaloriche.
Al termine di questi cicli di chetosi si torna
ad una normale alimentazione, al solo
scopo di mantenere il risultato raggiunto
e con lo stesso metabolismo basale di
prima.
Dopo qualche tempo, se necessario, si potrà
attivare un nuovo ciclo di chetosi controllata e perdere altri chilogrammi di grasso.
51
Settembre 2010
2
Per consumare meno energie
e difendere le riserve di grassi,
l'organismo tende a ridurre la
massa magra (da cui stanchezza
e perdita di tonicità)
1
Dimagrimento
generalizzato
non localizzato dovuto
alla contemporanea
perdita di massa grassa
e magra (muscolatura)
Fine Dieta
Inizio Dieta di
restrizione calorica
tradizionale
meno cibo
(meno calorie)
Effetto
YO -YO
(il circolo vizioso)
3
Poiché in precedenza l'organismo ha
ridotto la massa magra (e di conseguenza il
metabolismo di base), quando si ricomincia a
mangiare normalmente si tende a consumare
meno calorie e si recupera il peso perduto.
Questa volta però solo in massa grassa.
E ci si rimette a dieta...
Solo sotto controllo medico
Le diete chetogeniche non sono diete “fai
da te”, ammesso che le altre lo siano.
Il medico, che autorizza questo tipo di
interventi alimentari, controllerà diversi
parametri del sangue e delle urine, oltre
ad una anamnesi generale del soggetto.
Il rischio di fare da soli è grande, perché il fegato ed i reni possono risentirne
in modo anche grave.
Inoltre è necessario utilizzare alimenti
speciali, ricchi di proteine ad altissimo
valore biologico che consentano di ridurre al minimo le scorie azotate.
È anche importante bere grandi quantità
di acqua, magari addizionata con rimedi
fitoterapici, per eliminare più facilmente
quelle che, comunque, si formano.
Il farmacista, una volta che il medico
autorizzi la dieta e ne fissi i limiti, può
aiutare a seguire le prescrizioni in modo
corretto, fornire i prodotti ed i consigli
necessari a portare al termine il percorso
verso un dimagrimento rapido, certo ed
in sicurezza.
52
Settembre 2010
disbiosi intestinale
Un terremoto
in pancia
» benessere
Settembre 2010
53
Cos’è la disbiosi intestinale
Cattiva digestione, pancia gonfia, stitichezza
alternata a diarrea, cambiamenti dell’umore,
disturbi del sonno, candidosi vaginale. Sintomi precisi, che evidenziano una patologia
ormai comunemente diffusa: la disbiosi
intestinale, ovvero un’alterazione della
flora batterica del nostro intestino.
Le cause
Le cause di questa patologia sono legate,
solitamente, al nostro stile di vita:
• alimentazione poco equilibrata;
• ritmi lavorativi stressanti;
• mancanza di attività fisica;
• utilizzo di farmaci specifici (antibiotici, lassativi, anticoncezionali,
ma soprattutto vaccini).
L’alimentazione. Una dieta poco equilibrata, caratterizzata dall’assunzione di
alimenti ricorrenti e assunti con rapidità,
è dannosa per l’intestino e impedisce
all’organismo di ottenere il giusto apporto
calorico e nutritivo. L’alimentazione scorretta è, in genere, affiancata da uno stile
di vita irregolare, che altera il ritmo
sonno-sveglia con inevitabili ripercussioni negative sull’intestino.
Lo stress. La disbiosi può essere causata
anche dallo stress generato da un’attività
lavorativa intensa, da impegni pressanti e
dalle responsabilità quotidiane. Lo stress
professionale lascia poco tempo allo svolgimento dell’attività fisica, e ciò crea una
condizione di affaticamento e nervosismo dell’organismo.
I farmaci. Un’ulteriore causa è costituita
dall’assunzione di farmaci quali antibiotici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidepressivi, anticoncezionali e ansiolitici, che
agiscono sui sintomi della malattia, ma
anche sulla flora batterica, danneggiandola. Infine anche metalli pesanti, quali
alluminio, mercurio (che sono contenuti nei vaccini) e piombo possono arrivare
nell’intestino attraverso la catena alimentare e danneggiare la flora batterica.
Disbiosi intestinale:
quando l’intestino fa i capricci
La terapia vincente
In tutti questi casi la flora batterica subisce delle conseguenze negative e perde il proprio ruolo di barriera protettiva dell’organismo facendo aumentare
il rischio di proliferazione di funghi e di
agenti patogeni. La terapia vincente per
trattare la disbiosi intestinale consiste
nell’assunzione quotidiana di fermenti
probiotici (microrganismi che fanno parte della nostra flora batterica), che vanno
dott. Antonio Schiavo
farmacista
» benessere
a reintegrarla ed a rinfoltirla. Ormai parecchi studi hanno dimostrato che questi
probiotici svolgono un ruolo di attivazione per la nostra digestione e, quindi, sono determinanti per evitare molte
sintomatologie di una eventuale disbiosi.
La somministrazione di probiotici per un
periodo protratto può risolvere brillantemente l’intero quadro clinico legato a
flatulenza e dolori addominali, tipico di
una disbiosi intestinale incombente, con
totale risoluzione della sintomatologia
e regolarizzazione delle scariche giornaliere e della stipsi.
I principali probiotici
Lactobacillus acidophilus: è il più conosciuto e anche il più utilizzato dei fermenti probiotici, aiuta la disintossicazione e
ha un effetto antibatterico. Può essere
distrutto ad alte temperature, perciò va
assunto la mattina a digiuno o un’ora
prima dei pasti. In commercio è disponibile anche senza latte, per chi ne è intollerante. Questo fermento produce “acidophilina”, antibiotico naturale che riesce a
contrastare lo sviluppo di batteri patogeni
(escherichia coli, proteus mirabilis, vari tipi
di clostridium, salmonella e staphilococco
aureus). Questo batterio si trova essenzialmente nella flora intestinale della vagina,
per cui la sua assunzione integrativa previene e cura molte vaginiti e numerose
infezioni urinarie (in combinazione con
altri preparati erboristici).
Bifidobacterium bifidus: questo batterio produce acido lattico e acido acetico
che abbassano il PH intestinale creando
un ambiente ostile alla proliferazione di
batteri potenzialmente dannosi.
I bifidi si trovano nell’intestino tenue o
nel colon e sono molto presenti nel latte
materno (riescono a creare buone difese
immunitarie nei lattanti).
Settembre 2010
I bifidi favoriscono la produzione delle vitamine del gruppo B e, associati a piante
adatte, sono essenziali per migliorare la
funzionalità intestinale ed epatica.
Lactobacillus rhamnosus: questo batterio produce acido lattico e acidifica
l’intestino tenue. Viene spesso associato
all’acidophilus, perché ne potenzia le
capacità.
Lactobacillus bulgaricus : questo batterio
è conosciuto perché innesca il processo fermentativo che porta alla produzione dello
yogurt. Anche questo batterio promuove
l’acidificazione dell’intestino tenue,
contribuendo così a creare un ambiente
inospitale per i batteri patogeni e favorevole ai lactobacilli acidophilus. Anche il
Lactobacillus bulgaris produce un antibiotico naturale: il “bulgarican”, paragonabile come effetto alla “acidophilina”.
I prebiotici
Per migliorare il quadro clinico della disbiosi intestinale, oltre all’integrazione
Le inuline sono
carboidrati che si
ottengono dalle radici
di cicoria e carciofo
55
mirata con batteri probiotici, è molto utile arricchire la propria dieta con sostanze prebiotiche che servono a nutrire
i nostri probiotici ed a stimolarne la
crescita.
I principali prebiotici sono :
• frutto-oligosaccaridi: D-fruttosio
e D-glucosio;
• inuline: carboidrati della classe dei
fruttani, che si ottengono dalle radici di cicoria e carciofo;
• lattulosio: disaccaride venduto
anche come farmaco nel trattamento della stipsi.
I prebiotici si trovano anche in molti cibi,
in particolar modo nella farina di frumento, nelle banane, nel miele, nel germe di
grano, nell’aglio, nelle cipolle, nei fagioli
e nei porri. Un’equilibrata integrazione
e una corretta alimentazione ricca di
principi prebiotici migliorano lo stato
generale della nostra salute e ci difendono da tutte le insidie che il consumismo
sfrenato ci può procurare.
» benessere
Settembre 2010
57
dott. Enrico Filippini
Poliambulatorio
medico - chirurgico
dott. Enrico Filippini
D
a sempre l’intestino è visto soltanto come il luogo dove avviene la digestione, l’assimilazione
e l’espulsione delle scorie derivate dal
cibo che mangiamo, ma le attuali conoscenze ci propongono un ruolo chiave
dell’intestino in numerosi fondamentali
processi del nostro organismo, tanto che
si parla di “sistema intestinale”, caratterizzato da una componente certamente
digestiva, ma anche neurologica, endocrina e immunitaria.
Le tre “facce” dell’intestino
La componente neurologica dell’intestino forma il nostro “secondo cervello”:
una fitta rete nervosa parietale (circa
100 milioni di neuroni) che, in gran parte,
è indipendente sia dal cervello che dal sistema nervoso autonomo.
La componente endocrina, connessa a
quella neurologica, svolge un’importante
funzione di regolazione grazie a particolari
sostanze chiamate amine e neuropeptidi.
Fondamentale anche la componente immunitaria, composta da un tessuto linfatico intestinale chiamato GALT (gut associated lymphoid tissue), che rappresenta
la frazione più cospicua dell’intero tessuto
linfatico associato alle mucose MALT (mucose associated lymphoid tissue). Nel GALT
sono, infatti, presenti tutti i diversi tipi di
cellule coinvolti nei processi immunitari.
Infine c’è l’ecosistema microbico, la cui
composizione in qualità e quantità può
pesantemente influenzare l’integrità e la
funzionalità intestinale, sia nutrizionale
che immunologica.
Come un
secondo cervello
L’intestino ha un ruolo chiave per il nostro benessere
Equilibrio… precario!
In eubiosi, cioè in condizione di equilibrio, vengono mantenute le normali funzioni metaboliche (sintesi di vitamine, enzimi, digestione, decomposizione cellulosa,
ecc.), protettive (della mucosa intestinale,
ma anche urogenitale, con produzione di
sostanze microbicide che inibiscono i germi
patogeni), ma anche immunomodulanti
(attivazione e mantenimento di un normale e funzionante sistema immunitario).
In disbiosi possiamo, quindi, intuire cosa
possa accadere nella mucosa, nel sistema
endocrino ed immunitario!
Consigli per un intestino
sano e “sveglio”
Una buona funzionalità intestinale è il
presupposto fondamentale per l’equilibrio fisiologico e la salute dell’intero
organismo.
Diamo perciò per scontato che, per mantenere efficace questo complesso sistema,
sia importante la corretta alimentazione
e l’equilibrio della flora batterica intestinale.
In questo contesto l’idrocolonterapia
costituisce sicuramente un valido presidio per il mantenimento o il ripristino
dello stato di salute intestinale, ma anche
in generale dell’intero organismo.
L’idrocolon non è, infatti, una semplice
“pulizia dell’intestino”, cosa, peraltro,
utile specialmente per i pazienti cronicamente stitici (è noto un recupero della fisiologica peristalsi dopo una serie di
sedute di idrocolonterapia), ma questa
tecnica, purificando le mucose da residui
digestivi, tossine, batteri, funghi, incrostazioni, riporta le difese immunitarie
legate al sistema GALT alla normalità.
L’idrocolon diventa, quindi, terapeutico
in una serie di affezioni disbiotiche, che
interessano in parte il colon (stipsi, diarrea, colon irritabile, gonfiore, meteorismo,
flatulenza) e altre più generali (affezioni
cutanee, candidosi vaginali, cistiti e prostatiti croniche).
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di aumentata richiesta in varie
condizioni fisiologiche,
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decorso di molteplici processi
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» benessere
Settembre 2010
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Poliambulatorio BonGi:
rinascere dal freddo
di Annalisa Cavaleri
I
mmaginate di mettervi in costume
da bagno e di entrare in una stanza con una temperatura che oscilla
tra i 120 e i 160 gradi sotto zero. No, non
è fantascienza, ma un trattamento che,
sfruttando i benefici del freddo, riesce
ad alleviare o eliminare i dolori, a curare
patologie croniche a livello articolare
o vertebrale, a combattere reumatismi,
neurodermiti, stress e insonnia.
Si chiama Crioterapia e parte dal principio
che il freddo lenisce i dolori. E’ una tecnica
sperimentata da anni all’estero, molto utilizzata in Giappone, Polonia, Germania, Finlandia e in tutti i Paesi nordici in generale.
Di recente ha preso piede anche in Francia,
Gran Bretagna e Austria. E l’Italia non è da
meno, visto che il Poliambulatorio BonGi
di Orzinuovi è il primo e unico Centro Riabilitativo Crioterapico nel nostro Paese.
Inaugurato nel 1997 e dedicato alla memoria di Gianmario Bonetti e Giuseppe
A Orzinuovi il primo e unico
Centro Riabilitativo Crioterapico in Italia
Bonomi, il Poliambulatorio Bongi nasce
come Centro fisiokinesiterapico e ambulatorio polispecialistico, per diventare, successivamente, Centro specializzato nella
Crioterapia Sistemica. Una vera rarità,
visto che, per praticare questa tecnica,
sono necessari macchinari all’avanguardia ed una competenza professionale
altamente qualificata.
La Terapia del freddo
Freddo, anzi freddissimo, ma un freddo
secco e, quindi, decisamente sopportabile. Per Crioterapia Sistemica si intende
l’esposizione corporea momentanea (non
superiore a 3 minuti) a temperature molto
basse (inferiori a 120° C). Si tratta di una
tecnoterapia avanzata e innovativa,
escogitata da un medico giapponese e
60
crioterapia
Settembre 2010
poi perfezionata da ricercatori tedeschi e
polacchi. La temperatura così bassa sollecita l’organismo umano e ne provoca un riflesso difensivo attraverso reazioni come la
stimolazione della circolazione sanguigna,
del sistema endocrino, del sistema immunitario e del sistema nervoso centrale. L’effetto antidolorifico e antinfiammatorio
è immediato e prolungato nel tempo.
Come funziona
La Crioterapia funziona come una sauna “al
contrario”: si entra in costume da bagno, ma,
al posto del vapore caldo, si è immersi in
una nebbia fredda. Prima di ogni trattamento si viene sottoposti ad una visita medica
completa, per affrontare il ciclo terapeutico
in massima sicurezza. Superata la visita, il
secondo step è la vestizione (o meglio “svestizione”): costume da bagno, zoccoli in legno, calzini di lana lunghi sino al ginocchio,
guanti di lana, cuffia di lana o fascia di protezione per le orecchie, mascherina. E’ arrivato
il momento di entrare nella Criocamera (a
cui si può accedere da 1 a 4 persone), che
è composta da due ambienti:
• nella prima stanza i pazienti stazionano per circa 30 secondi, ad
una temperatura compresa tra -60°
C e -80°C, così da consentire l’adattamento corporeo al freddo;
• nella seconda stanza (la principale) i pazienti accedono muovendo
ritmicamente braccia e gambe per
1-2 minuti, secondo le indicazioni
cliniche, ad una temperatura che
oscilla tra i -120°C e -160°C.
Dall’esterno il personale medico è sempre
in contatto visivo e vocale con il paziente. La sensazione di rilassamento muscolare e di calore superficiale prodotta dalla
Crioterapia è massima nei primi 60 minuti e
si mantiene per circa 4-5 ore dopo la procedura: viene così garantita la migliore resa
riabilitativa in caso di trattamento fisioterapico e una sensazione di benessere
e rilassamento nei soggetti sani.
Il Poliambulatorio BonGi è dotato anche di
una moderna Criosauna, che consente di effettuare trattamenti crioterapici della durata
media di circa 90 secondi ad una temperatura variabile tra i - 110°C e - 140° C. Si tratta di
una cabina che accoglie un solo paziente.
Al termine di ciascuna seduta i pazienti
vengono indirizzati ai trattamenti riabilitativi specifici in palestra.
Ogni trattamento comprende cicli di più
sedute e può essere ripetuto.
I benefici
L’effetto delle sedute di Crioterapia consiste in una marcata attività antidolorifica e
antinfiammatoria, che aumenta l’efficacia
della seduta di riabilitazione e permette di
ridurre o di evitare l’uso di farmaci. In particolare, grazie all’effetto terapeutico della
Crioterapia, si stanno ottenendo risultati
molto positivi nel trattamento di pazienti
affetti da artrite psoriasica e morbo di
Parkinson. Le ricerche scientifiche hanno
dimostrato che questa metodica consente
di rallentare il processo di invecchiamento, perché il freddo permette di limi-
I professionisti del Poliambulatorio BonGi
• Dr.ssa Viviana Zani, Responsabile Crioterapia
• Dr. Diego Insalaco, Responsabile Medicina Sportiva
• Prof. Giuseppe Banfi, Direttore Scientifico
Segnaliamo ai lettori l’importante studio del Prof. Banfi sulla Nazionale italiana di Rugby, che ha messo in evidenza come la Crioterapia non rappresenti
assolutamente una forma di doping. Un’altra recente pubblicazione riguarda
l’effetto metabolico della Crioterapia, che porta alla riduzione del
colesterolo totale e all’aumento del colesterolo “buono” (HDL).
» benessere
tare i processi di ossidazione. L’effetto antiossidante è utile anche per la prevenzione
e la cura dell’osteoporosi e dei disturbi
correlati. Inoltre la fatica fisica e mentale è diminuita e il cervello viene stimolato,
con una conseguente maggiore capacità
di concentrazione, un miglioramento
dell’umore e, soprattutto, una piacevole
sensazione di euforia e di benessere.
Settembre 2010
Dedicata agli sportivi
Benessere e bellezza
La “terapia del freddo” è ottima per chi
pratica sport, sia amatoriale che professionistico. Ecco i principali vantaggi:
• incremento della forza muscolare
e, quindi, della capacità agonistica
dell’atleta;
• influenza positiva sul sistema nervoso;
• miglioramento della qualità del
sonno e dell’umore, rilassamento
generale e sensazione di euforia;
• migliore irrorazione sanguigna e,
quindi, un più veloce recupero
post-esercizio;
• accelerazione della rigenerazione
dopo traumi muscolari;
• spiccato effetto antiossidante, con
azione di contrasto ai radicali liberi,
che hanno la loro influenza negativa in ogni infortunio o patologia
cronica, e rappresentano una fonte
di invecchiamento dei tessuti.
La Crioterapia aiuta a combattere in modo
efficace il sovrappeso e l’obesità, perché
regola il metabolismo facendo sì che il
tessuto grasso venga bruciato più rapidamente. Grazie all’effetto antinfiammatorio la Crioterapia contrasta efficacemente la cellulite, che è un’infiammazione
cronica del grasso sottocutaneo.
La Crioterapia giova anche alla bellezza:
con l’incremento dell’apporto di ossigeno e di nutrienti si assiste ad un miglioramento della condizione generale della
pelle, con un’efficace prevenzione delle
rughe. I capelli si rinforzano e le unghie
diventano più sane e robuste.
Le indicazioni terapeutiche
La Crioterapia Sistemica - fornita di certificazione, in qualità di dispositivo
terapeutico medicale - è indicata in caso di:
• Osteoporosi ed osteopenia
• Malattie degenerativo-infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico (artrosi, discopatie, ernie discali,
patologie della spalla, lombalgia)
• Fibromialgia e mialgie in genere
(dolori muscolari)
• Tendinopatie, tendiniti, borsiti
• Postumi dolorosi di traumi acuti
e da sovraccarico ad articolazioni,
tendini e muscoli
61
•
•
•
•
Patologie autoimmuni
Psoriasi ed artrite psoriasica
Collagenopatie
Stati di spasticità muscolare (potenziamento del recupero funzionale in caso di sclerosi multipla,
morbo di Parkinson e Parkinsonismo, ictus cerebrale)
• Cellulite
• Dermatite atopica
• Stati ansioso - depressivi
La Crioterapia è utile anche per potenziare le capacità agonistiche e di recupero dopo sforzi fisici estremi e per rallentare i processi di invecchiamento.
Gli effetti clinici
della Crioterapia
Gli effetti clinici della Crioterapia
comprendono:
• effetto antalgico sistemico a livello muscolo-scheletrico;
• effetto anti-edemigeno;
• effetto miorilassante (riduzione del tono muscolare e quindi
della spasticità);
• incremento della forza muscolare (e quindi della capacità
agonistica nell’atleta);
• potenziamento dell’immunità
umorale e cellulo-mediata;
• incremento del tono
dell’umore.
Poliambulatorio BonGi Srl
Via Maglio
25034 Orzinuovi - BS
tel. 030 994 18 94
[email protected]
» Bellezza
Settembre 2010
63
Bellezza
“di qualità”
dr. Giovanni Brunelli
medico Specialista in
Chirurgia Plastica
e Ricostruttiva
Mi sono rivolta, negli ultimi
tempi, ad alcuni medici per
il trattamento delle rughe
con acido jaluronico e per
altri trattamenti al viso. Non
volevo andare dal primo
medico che mi fosse capitato,
ma volevo sentire più pareri.
Mi sono rivolta anche a medici
di Milano; ciò che mi stupisce
di più è la grande differenza
Per ogni intervento di medicina estetica
affidatevi sempre a professionisti
che vi garantiscano la massima sicurezza
del costo del trattamento.
Cosa mi può dire?
Gentile Signora, questo è un argomento
spinoso, che richiederebbe varie considerazioni ed uno spazio di discussione adeguato. Comunque, prima di tutto, bisogna
dire che il mercato della medicina e della
chirurgia estetica ha subito una grande
evoluzione negli ultimi anni, con un notevole aumento delle richieste dei pazienti e dei conseguenti trattamenti. Ciò
ha fatto sì che molti colleghi, non solo
specialisti, ma anche di altre discipline
completamente diverse e senza adeguata formazione, si siano buttati nella
mischia causando un enorme aumento
della concorrenza, con tendenza al ribasso dei prezzi, favorita anche dall’uso
di prodotti di scarsa qualità (che ci vengono proposti dai vari informatori tutti
i giorni), che hanno un costo d’acquisto
più basso.
Non più
viaggi
all'estero
per una
soluzione
economica,
ma:
Dentalcoop
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con la
qualità
italiana.
Centro di odontoiatria
e implantologia dentale
Conservativa - Chirurgia orale - Implantologia
Protesi fissa e mobile - Endodonzia - Ortodonzia
Disturbi cranio-mandibolari
Odontoiatria estetica: ceramica integrale;
zirconio, inlay-onlay, sbiancamento
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Brescia
Cremona
Mantova
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Via Rieti, 4 25122 Brescia - Tel. 030 3545278/ 030 3469941
www.dentalcoop.it Direttore sanitario Dr. Fabrizio Rigamonti
» Bellezza
Andare ai Congressi e frequentare i Corsi
d’aggiornamento costa molto, e questi
costi giustificano un ritocco dei prezzi
verso l’alto. Da un altro punto di vista bisogna anche valutare la sede nella quale
viene effettuato il trattamento. Milano è
più cara delle città di provincia quasi in
tutto.
La cosa giusta sarebbe quella di farsi iniettare, da parte di un medico specialista
competente e preparato, un prodotto
di qualità (facendosi dare il tagliandino
della tracciabilità) spendendo il giusto.
Se, quindi, non è giustificato andare fino
a Milano e spendere il doppio per farsi impiantare lo stesso prodotto, è anche vero
che spendere troppo poco può voler dire
utilizzare prodotti magari non dannosi per la salute, ma che certamente non
possono garantire la stessa qualità di
risultato. Come diceva mia nonna, “Chi
poco spende, poco ha!”
Il mio bambino più piccolo,
di 6 anni, ha le orecchie a
sventola. Quest’anno ha
fatto la prima elementare
e, durante l’anno scolastico,
sono sorti problemi
importanti con i compagni di
scuola. So che il difetto si può
correggere con un intervento,
ma vorrei sapere da che età
questo è possibile.
In effetti i bambini possono essere crudeli e spesso deridono i compagni chiamandoli “Dumbo” o con altri nomi poco simpatici. Ciò può provocare notevoli disturbi
psicologici, che si ripercuotono anche sul
rendimento scolastico. L’intervento può
tranquillamente essere effettuato anche
in bambini dai 5-6 anni in poi, dato che
l’orecchio ha già raggiunto la dimensione definitiva e non ci si aspetta ulteriore
Settembre 2010
65
crescita dopo questa età. Nei soggetti più
grandicelli l’intervento può essere fatto
anche in anestesia locale, mentre nei bimbi delle scuole elementari e medie sarà
naturalmente necessaria un’anestesia generale. L’intervento dura circa 90 minuti e
non è particolarmente doloroso anche
nel periodo post-operatorio.
Sono un uomo di 45 anni,
sieropositivo da molto tempo,
ma senza particolari problemi.
Negli ultimi anni il mio viso
è andato scavandosi sempre
di più. Ho sentito parlare
dell’acido polilattico. Lei me lo
consiglia?
Purtroppo la sua malattia causa una lipoatrofia del volto, che conferisce al viso
un aspetto scavato ed emaciato. L’acido
polilattico è un prodotto ben conosciuto sia in medicina, sia in chirurgia, dove
svolge vari ruoli. È un prodotto sicuro e
di lunga durata, pur essendo completamente riassorbibile. Nel viso può essere
iniettato e provoca un’attivazione dei fibroblasti, spingendoli a produrre nuove
sostanze, non solo nei pazienti sieropositivi, ma anche nei soggetti sani. Purtroppo i
tempi biologici sono abbastanza lunghi
ed il prodotto è parecchio caro. Sappia
che serviranno più sedute, distanziate da
un periodo abbastanza lungo una dall’altra. Il risultato sarà visibile e consolidato
dopo almeno 6-8 mesi dall’inizio della
terapia.
Ho 65 anni e, negli ultimi
tempi, ho perso parecchi chili
di peso grazie ad una dieta.
Ciò che mi dà più fastidio è la
pelle delle braccia che pende
in basso e non mi consente di
portare vestiti con maniche
corte. Mi hanno consigliato la
radiofrequenza. Può servire?
Il problema da lei lamentato è abbastanza
frequente e colpisce quasi esclusivamente le donne, non sempre in seguito a calo
ponderale importante, ma anche nelle pazienti che sono sempre state magre. Direi
di no, almeno non in questo caso, anche
se la radiofrequenza può essere utile in altre zone corporee. Nel suo caso direi che
l’unica soluzione sensata e valida rimane
l’intervento di brachioplastica. Questo
consiste quasi sempre in una liposuzione del braccio, seguita dall’asportazione
della pelle in eccesso. L’intervento viene,
di solito, eseguito in anestesia generale
e non è particolarmente doloroso. I risultati sono, di regola, molto buoni, anche
se bisogna accettare una cicatrice abbastanza lunga nella parte interna del
braccio, che normalmente rimane, però,
abbastanza nascosta alla vista. Esistono
anche tecniche con cicatrice più corta,
limitata all’ascella, ma queste sono in grado di risolvere solo problemi di piccola
importanza.
» News
Settembre 2010
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Raccomandazioni anti-influenza dal Ministero
Con l’abbassamento delle temperature i malanni di stagione sono “in agguato”. Per
questo il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha emanato una circolare che contiene
le raccomandazioni per la prevenzione dell’influenza stagionale 2010 - 2011, che
tengono conto dell’attuale livello di allerta pandemica per il virus AH1N1.
La vaccinazione antinfluenzale, infatti, rappresenta un mezzo efficace e sicuro per
prevenire l’influenza e le sue complicanze e, dunque, anche per ridurre la mortalità
correlata.
La Campagna di vaccinazione stagionale, che partirà ad ottobre, è promossa dal Servizio sanitario nazionale, ed è rivolta principalmente ai soggetti classificati e individuati a rischio di complicanze severe, e a volte letali, in caso contraggano l’influenza,
e alle persone non a rischio che svolgano attività di particolare valenza sociale.
L’offerta del vaccino a queste categorie è gratuita ed è attiva da parte delle Regioni e
delle Province Autonome. Al momento - sottolinea una nota del Ministero - nei Paesi
dell’Emisfero sud, entrati nella stagione invernale e per i quali sono disponibili dati
relativi alla sorveglianza delle sindromi simil-influenzali, l’andamento di queste appare
stabile o in lieve incremento, con una piccola percentuale legata al virus pandemico,
mentre il resto delle sindromi è addebitabile ad altri virus.
È arrivato in farmacia “ Il giocadellaSalute”
La conquista di un livello ottimale psicofisico corre lungo direttrici che vedono
nell’educazione sanitaria il momento più qualificante.
Per venire incontro a tale esigenza, due ditte specializzate in materia, Uniservices s.r.l.
(già famosa per il “Calendario della Salute”) e Lisciani Giochi, hanno realizzato, per
la prima volta in Italia, un veicolo comunicativo inedito, atto a trasmettere le basilari
conoscenze scientifiche ad un vasto pubblico, dai ragazzi dell’età scolare ai nonni.
Si tratta di un gioco didattico da tavolo, strutturato sul modello del “gioco
dell’oca”, ma adeguatamente rielaborato. Si apprende giocando: è questo il
principio pedagogico che sottende lo sviluppo cognitivo degli individui di ogni
età. Tra divertimento e socializzazione in ogni singola gara vengono coinvolti
più partecipanti, da due a quattro persone o squadre. In sostanza i giocatori devono rispondere, in modo esatto e nel tempo scandito da una minuscola clessidra,
a domande che riguardano la salute e le patologie più comuni.
“Il giocadellaSalute” - così si chiama - spazia da un argomento all’altro senza mai
stancare. Tutte le nozioni di educazione sanitaria, accessibili e sintetiche, sono
rese fruibili in un breve spazio di tempo, quando l’attenzione dei partecipanti
risulta più concentrata.
Questo moderno gioco è presente nelle farmacie, che, al passo con i tempi, sono
diventate importanti presidi sanitari e, pertanto, impegnate in mirate Campagne di educazione alla salute e di promozione del benessere collettivo.
I cittadini possono trovare questo utile e simpatico gioco presso le numerose
farmacie che hanno aderito all’iniziativa.
» News
Settembre 2010
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Un farmaco “intelligente” per combattere l’artrite reumatoide
Una ricerca del Censis, realizzata in collaborazione con la Società italiana di Reumatologia e l’Associazione nazionale malati reumatici, ha evidenziato che sarebbero
circa 300 mila gli italiani affetti da artrite reumatoide. La malattia colpisce tra i 35 e i 50
anni, causando un’infiammazione che erode le articolazioni e genera dolore, rigidità,
gonfiore e deformazioni.
La buona notizia è che, di recente, è arrivato in Italia un nuovo farmaco, a base di una
molecola “intelligente” che agisce bloccando la proteina responsabile dell’infiammazione, portando ad un rapido miglioramento dei sintomi. Il farmaco (tocilizumab)
si somministra per infusione endovenosa una volta al mese ed è destinato a chi non
risponde alle cure tradizionali (cioè un paziente su due). Viene offerto dal Ssn in Lombardia, Marche, Abruzzo e Campania.
Da FederSalus dieci regole per un sano stile di vita
Uno studio condotto dall’Osservatorio FederSalus ha portato alla luce dati preoccupanti: in Italia, negli ultimi 5 anni, il numero degli obesi è cresciuto del 25%, per arrivare
ad oltre 16 milioni di persone sovrappeso e 5 milioni di obesi, tra cui un bambino su 4
tra i 6 e i 17 anni.
Ecco il decalogo con i consigli degli esperti di FederSalus per guadagnare in salute e
restare in forma:
7. Praticare attività sportiva il più
1. Mangiare frutta e verdura
spesso possibile
2. Bere acqua
8. Un sano stile di vita prevede almeno
3. Moderare grassi saturi e olio
30-60 minuti al giorno di attività fi4. Moderare l’uso di sale
sica di intensità lieve moderata
5. Moderare l’uso di zucchero
9. Non fumare
6. Non è mai troppo tardi per una rego10. Bere alcol in misura moderata
lare attività fisica
Benessere… divino!
Novità di quest’anno ai GB Thermae Hotels di Abano Terme è l’inebriante percorso
“Il benessere di Bacco”, che comprende un trattamento viso-corpo dall’azione antiossidante grazie al resveratrolo, estratto dal mosto delle uve rosse. Ha un effetto
fortemente elasticizzante ed è consigliato per il recupero dell’elasticità della pelle e
per rallentare l’invecchiamento cutaneo. Il rito inizia con un viaggio aroma-emozionale che parte dal profumo della gelatina ai semi d’uva rossa per un’azione dolcemente esfoliante di rinnovo epidermico e prosegue con un impacco al resveratrolo ad
effetto antiossidante e rassodante. Segue il Fango di Bacco e un bagno nell’idromassaggio arricchito con sali effervescenti riattivanti per una pelle morbida, lucida e
nutrita. Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.gbhotelsabano.it,
oppure telefonare al numero 049.8665800
70
terme di boario
Settembre 2010
Terapie di benessere
La Tecarterapia®
alle Terme di Boario
Alle Terme di Boario è stata messa a punto una metodica di altissimo livello che
sta dando grandi risultati in molti campi
della riabilitazione e dell’attività di rigenerazione di tessuti, organi e apparati. Si
tratta delle “Tecarterapia®” che alle Terme si avvale della ricerca scientifica del
Coni e della Scuola dello Sport di Roma.
Ma che cosa è la Tecarterapia®?
Si tratta di una tecnologia brevettata altamente innovativa, che sfrutta una radiofrequenza a bassa intensità (0.485
Mhz) veicolata attraverso due elettrodi
differenti a seconda dei tessuti che si
vogliono trattare. Agisce in maniera non
invasiva, stimolando energia direttamente dall’interno dei tessuti ed incrementando l’attivazione dei normali processi cellulari.
alle Terme di Boario
I benefici
Gli effetti di questa tipologia di trattamento
sono testimoniati da numerosi studi scientifici che ne validano i benefici sull’organismo
umano e l’assoluta assenza di controindicazioni, ad eccezione di quelle previste dalla legge e relative a portatori di pace-maker
e donne in stato di gravidanza.
I trattamenti di Tecarterapia®, opportunamente modulati dall’operatore, possono produrre all’interno dei tessuti trattati
tre tipologie diverse di reazioni:
- incremento del microcircolo;
- vasodilatazione;
- incremento della temperatura.
Tali reazioni permettono di ottenere risultati immediati in individui alle prese
con problematiche muscolari, articolari
e osteoarticolari, sia di natura acuta che
cronica, ma anche di ripristinare condizioni
psico-fisiche adeguate in organismi sottoposti quotidianamente a stress di natura fisica (ad es. pesantezza degli arti inferiori).
Problematiche quali infiammazioni, lesioni
muscolari di lieve entità, contratture, deficit
circolatorio o linfedemi possono essere trattate con notevoli benefici per il paziente,
già a partire dalla prima seduta. Gli effetti
derivanti dalla Tecarterapia® sono, infatti,
immediati ed il trattamento completo, accompagnato dall’utilizzo di prodotti quali la
crema dermoattivante e le quintessenze,
risulta estremamente piacevole per il paziente, contribuendo a generare uno stato
di benessere complessivo.
Per ulteriori informazioni:
www.humantecar.eu
[email protected]
» termalismo
Settembre 2010
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La “riprogrammazione
posturale” con la
metodica “Delos”
Nata per dare una risposta di “riprogrammazione posturale” agli astronauti che
permangono nello spazio a lungo (quindi
da un progetto Nasa), ora la metodica Delos è in uso anche nei sistemi di allenamento, riabilitazione e rieducazione motoria, ma
anche di “stabilizzazione” del movimento in
soggetti con patologie neurologiche.
Il Metodo è stato messo a punto nel 1977
dal prof. Dario Riva e dallo sport la sua
applicazione sta raggiungendo sempre
più vasti settori della clinica medica.
La sperimentazione
con i pazienti dell’Asl
La metodica “Delos”, messa a punto con
successo al Centro di Riabilitazione delle
Terme di Boario, è ora sperimentata anche
dall’Asl di Vallecamonica-Sebino che, tra
le prime in Italia, sta valutando in fase sperimentale una sessantina di soggetti che
presentano varie patologie neurologiche.
L’obiettivo è quello di sperimentare un protocollo, condiviso dall’Unione Operativa di
Medicina Generale dell’Ospedale di Esine,
dal Servizio di Neurologia e dal Servizio di
Fisioterapia dello stesso Ospedale, in collaborazione con i riabilitatori ed i tecnici che
operano all’interno del programma riabilitativo delle Terme di Boario. Il progetto è
iniziato e vede presenti pazienti parkinsoniani e con varie patologie neurologiche:
entro settembre ci saranno i primi risultati
concreti e da qui si potrà ampliare il servizio
a tutto campo.
Ritroviamo la strada
della “propriocezione”
Ma anche sul piano sportivo e della vita di
tutti i giorni la Metodica Delos ha un enorme impatto positivo: sostituisce, infatti, le
normali e tradizionali fonti di informazioni
di stato e di moto (occhio e orecchio), ponendo al centro dell’attenzione il sistema
“sottocorticale” tramite il quale arrivano e
partono informazioni specifiche ai sistemi
motori periferici del corpo umano. E’ la strada della “propriocezione” che viene sempre più abbandonata nel corso della vita
(si potrebbe dire addirittura subito dopo
la fase del “gattonamento” del bambino), a
vantaggio di altri sistemi (occhio e orecchio,
appunto), dimenticando l’effetto assolutamente sorprendente e veloce del sistema
propriocettivo.
Il metodo Delos aiuta a capire la situazione personale di ognuno (fase di
test), imposta in modo personalizzato
un percorso allenante di valorizzazione
delle capacità propriocettive e controlla quanto fatto con un sistema di “auto-
feedback” sia in fase di allenamento che
nel test conclusivo di ogni seduta.
I risultati
I risultati sono sorprendenti già dopo le
prime 4-5 sedute di test-allenamento,
ma ancor più lo diventano con il passare
del tempo e con il richiamo del lavoro fatto
in precedenza (“memoria motoria”). Le Terme di Boario hanno dato un forte impulso
a questa metodica che viene applicata con
sempre crescente successo nel proprio
Centro di Fisioterapia e Riabilitazione.
Per informazioni:
www.termediboario.it
www.centromedicocastagna.it
www.delos-international.com
72
novità
Settembre 2010
Gambe
a cura della Redazione
B
senza stress!
enessere e bellezza da oggi vanno a braccetto. Nasce Medical
Collection di Pompea, la linea di
calze e collant a compressione graduata,
guaine e slip contenitivi dedicata a tutte
coloro che vogliono star bene, ma senza
rinunciare a dettagli glamour.
Una collezione che coniuga funzionalità ed estetica, pensata per una donna
moderna che esige qualità e contenuti
tecnici altamente performanti, ma anche
eleganza, comfort e cura dei dettagli.
Medical Collection: la nuova linea
di Pompea per gambe leggere e in salute
Addio senso di gonfiore
L’uso quotidiano delle calze Medical Collection è consigliato soprattutto a chi è
sottoposto fattori di rischio che potrebbero provocare affezioni venose, come
fumo, pillola contraccettiva, vita sedentaria e sovrappeso.
La collezione è realizzata con fibre specifiche (Lycra e Lycra Leg Care) che donano
comfort e benessere, riducendo il gon-
fiore delle gambe e alleviando la sensazione di stanchezza e pesantezza, con
un’efficace azione di massaggio nei
punti chiave della gamba.
I benefici
Grazie a queste caratteristiche tecniche
la linea Medical Collection regala alle
gambe:
• una sensazione di benessere;
» Notizie dalle aziende
• una diminuzione dell’affaticamento
e della pesantezza;
• eccellente effetto estetico e ottimo
comfort;
• efficace alleviamento dei gonfiori
alla caviglia e al polpaccio ;
• esaltazione e contenimento delle forme grazie al delicato effetto
modellante.
Donne “in gamba”!
La linea Medical Collection è pensata per
la donna:
• in viaggio: il collant riposante è particolarmente adatto alle donne che
viaggiano molto, quindi costrette
a stare sedute o in piedi per lungo
tempo, in macchina, in treno o in
aereo;
• al lavoro: ore e ore sedute in ufficio
e sentite le gambe gonfie e intorpidite? Il collant riposante è particolarmente adatto a chi svolge attività
che costringono le gambe a lunghi
periodi di inattività, a chi svolge un
lavoro sedentario e a chi ha problemi di circolazione sanguigna;
• in gravidanza: i collant della linea
Medical Collection aiutano a scongiurare e combattere in modo non
invasivo i problemi venosi dovuti
alla gravidanza, come la tensione
nelle gambe, i piedi gonfi, i formicolii e le vene varicose.
Le novità
Oltre alle calze e ai collant, Pompea propone due prodotti innovativi:
• Short micromassage , la guaina
pantaloncino in tessuto massaggiante e leggermente contenitivo.
Gli ioni d’argento rendono la guaina
anti-odorante, antibatterica e ipoallergenica.
Settembre 2010
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• Maternity, collant e slip premaman,
adatti alle donne in attesa. I collant
hanno compressione graduata, corpino anatomico e cinturino regolabile.
Per l’uomo
La linea Medical Collection non trascura nemmeno i signori uomini: per loro ci
sono le calze “Active Man”, che grazie
alla compressione graduata, massima alla
caviglia e decrescente verso l’alto, esercitano un benefico massaggio che stimola
la circolazione e riduce l’affaticamento.
Questa calza è particolarmente adatta
all’uomo che è costretto a stare seduto
per molte ore in macchina, treno o ae-
reo; a chi svolge attività sedentarie e a
chi ha problemi di circolazione sanguigna. Se utilizzata durante lo sport, la calza
esercita un micromassaggio attivo che
favorisce la circolazione, donando tono ed
energia.
Cos’è la compressione graduata
La compressione graduata è la compressione che una calza elastica esercita sulle pareti delle vene; una compressione
decrescente dalla caviglia alla coscia, che aiuta la risalita del
sangue verso il cuore, evitando gonfiori, capillari dilatati
e problemi di circolazione.
74
solidarietà
Settembre 2010
Il farmacista
nei Paesi poveri
un modo diverso di svolgere la professione
Q
uando pensiamo al farmacista,
l’immagine è quella del farmacista dietro al bancone della
farmacia del proprio paese, cui ci rivolgiamo abitualmente per un consiglio.
Ma ce ne sono altri che hanno scelto di
vivere in altro modo la loro professione,
certamente più avventurosa.
Sara Gaspani, giovane farmacista bergamasca, ci ha rilasciato un’intervista attraverso
la quale scopriamo cosa significa essere
farmacisti con Medici Senza Frontiere.
Cosa la spinge a portare
solidarietà?
La voglia di non “abbandonare” chi soffre lontano da noi… e, quando parlo di
abbandono, mi riferisco, in primis, all’indifferenza, il peggiore degli abbandoni.
Per essere solidali con qualcuno, vicino
o lontano che esso sia, bisogna prendere
coscienza della sua esistenza e del suo diritto alla vita e alla felicità.
Come avviene la scelta del
Paese in cui prestare l’opera?
È una scelta che viene fatta in funzione
dei bisogni dell’Organizzazione, alla luce
delle competenze e disponibilità dell’operatore.
Ci racconti l’esperienza
che ha vissuto recentemente?
Incomincio dal giorno in cui ho scelto di
continuare a fare la farmacista ma… in
modo diverso.
Non è più bello, non è più brutto. Sempli-
» storie di vita
Settembre 2010
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cemente diverso. Dopo 3 soddisfacenti
anni trascorsi dietro al bancone ho deciso
di tornare sui banchi di scuola, all’Università di Medicina di Brescia, per un corso
di medicina tropicale e salute internazionale. Durante queste entusiasmanti e
quanto mai arricchenti lezioni ho preso
contatti con Medici Senza Frontiere e,
dopo aver superato la selezione, sono finalmente partita per il Ciad.
La mia missione si è svolta principalmente nella capitale N’Djamena (dove si coordinano le attività di MSF in Ciad) con
qualche breve visita di supervisione sulle
farmacie del progetto.
Un lavoro completamente nuovo, responsabilizzante e stimolante…
Da un lato gli aspetti della logistica, quali
la ricezione degli ordini internazionali
nel rispetto delle norme di importazione
locali, la pianificazione del loro successivo trasporto all’interno del Paese, la progettazione/messa in opera/sorveglianza
dei locali adibiti allo stoccaggio e alla
distribuzione, la distruzione dei medicinali che non rientrano più negli standard
Sara Gaspani, una giovane farmacista di Bergamo,
ci racconta la sua esperienza con Medici Senza Frontiere
qualitativi (scaduti o danneggiati)…
Dall’altro gli aspetti più squisitamente
farmaceutici: l’analisi dei consumi e dei
bisogni, il controllo dell’adeguatezza delle
prescrizioni (in accordo con i protocolli di
trattamento MSF e nazionali) e delle modalità di distribuzione, l’aderenza ai trattamenti, la formazione del personale locale…
Chiaramente nulla viene affidato all’improvvisazione o alla buona volontà del singolo: l’esperienza maturata sul campo
ha fatto sì che MSF fornisca ai suoi farma-
cisti tutti gli strumenti (informatici e non) e
i supporti adeguati per una gestione seria
e di qualità del circuito del farmaco.
L’obiettivo non è solo quello di garantire
a ogni paziente il farmaco giusto al momento giusto, ma anche quello di minimizzare gli sprechi.
Quali difficoltà ha incontrato?
Bella domanda! Vorrei accontentarmi di
rispondere con quelle legate alle condizioni di vita, perché diciamocelo… vive-
di Luigi Cavalieri
re in contesti a rischio significa mettere da
parte non solo le comodità, cui siamo abituati, ma anche e soprattutto la propria
libertà (per esempio, quella di camminare
per strada…). Magari potrei spingermi sul
piano professionale e raccontarvi come
all’inizio sia difficile cambiare l’unità
di misura dalla scatoletta ai Kg e m3 di
medicinali o più banalmente di come ci
si sente a lavorare senza poter contare
sull’elettricità 24h/24… ma non ci riesco. Mi sembrerebbe alquanto riduttivo
76
» Notizie dalle aziende
Settembre 2010
IL MAL DI SCHIENA
Circa quindici milioni di italiani soffrono di mal di schiena in modo più o meno grave e, statisticamente, questa è la prima causa di
assenteismo dal lavoro e la seconda di invalidità permanente. I dolori alla colonna vertebrale sono un disturbo abbastanza frequente
perché la schiena, lavorando continuamente durante tutto il corso della nostra vita sviluppa patologie che producono il così detto “mal di
schiena”. Chi ne è colpito purtroppo molte volte affronta un itinerario diagnostico e terapeutico estremamente variegato, in una sorta di
"ping-pong" specialistico che va dall’ortopedico al fisiatra, al neurologo. Tutto ciò avviene perché questa struttura meravigliosa (e
complicata) che è la schiena umana può presentare numerosi disagi (o vere e proprie malattie) indagabili e curabili effettivamente da
vari punti di vista a secondo del "pezzo" o del "settore" che si considera. La maggior parte delle volte si ricorre a diagnosi e cura dei
propri dolori secondo le regole farmacologiche dettate dalla medicina "ufficiale", ma in questo articolo vi stiamo presentando una valida
alternativa a farmaci ed interventi chirurgici.
L’ OSSIGENO-OZONO NELLA TERAPIA DEL DOLORE LOMBARE
L'ozonoterapia è una pratica medica in uso in molte Nazioni, sopratutto in quelle a grosso sviluppo industriale. La patologia del disco
intervertebrale può essere spesso alla base di lombosciatalgie che possono non rispondere alla terapia farmacologica tradizionale,
solitamente basata su un utilizzo di antinfiammatori. In alcuni casi , dove la causa della sintomatologia è rappresentata da un'ernia del
disco intervertebrale, ed il dolore non tende a recedere neppure dopo terapie appropriate, è possibile effettuare il trattamento
percutaneo con Ossigeno Ozono a livello foraminale (ovvero nel punto in cui il nervo fuoriesce dalla colonna vertebrale) , oppure a
livello del disco intervertebrale (discolisi propriamente detta).
Ernia L3-L4 paramediana destra
Prima
dopo l’ozonoterapia
La discolisi con ozono è la prima scelta terapeutica che viene utilizzata nel paziente con
ernia del disco dal Dottor Bonetti, si tratta di una terapia semplice priva di rischi e
controindicazioni in mani esperte. Il trattamento avviene sotto guida TAC è possibile sia
effettuare trattamenti intradiscali che intraforaminali. In questi pazienti viene sfruttata la
duplice azione dell’ozono sia a livello sintomatologico avendo proprietà antalgiche ed
antinfiammatoria che sulla causa stessa , ovvero l’ernia discale, ove l’ozono agisce
accelerandone il processo di disidratazione. L’importanza di tale approccio terapeutico è
stata ampiamente illustrata nel recente Congresso di Interventistica Spinale Americano dove sono stati riportati i risultati su una
casistica di oltre 8.000 pazienti valutati al John Hopkins Hospital di Baltimora e all’Università di Toronto.
L'ernia del disco è una patologia a prognosi generalmente favorevole. Nella maggior parte dei casi, le ernie si riassorbono del tutto o in
parte e la sintomatologia regredisce o scompare con i trattamenti conservativi, entro tre mesi dall’esordio della sintomatologia. Per tale
motivo è razionale non intervenire prima di tale periodo, salvo in casi particolarmente gravi e invalidanti.
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"
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"( !!"!!! '!$
)$&!!!!!( )$'!"
!!! ("!$$ '
Si, proprio così.
A Brescia è nato un centro
Polifunzionale in grado di soddisfare
i bisogni di tutta la famiglia.
Dove il rapporto umano viene prima di
tutto. E dove specialisti e fisioterapisti
di alto livello si incontrano con metodi,
sistemi e tecnologie avanzatissimi.
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» storie di vita
Settembre 2010
gomito a gomito con il medico (analisi
dei protocolli di trattamento, valutazione dei bisogni, elaborazione degli ordini
internazionali, gestione del circuito del
farmaco...) per garantire una risposta sanitaria sicura, efficace e di qualità.
Come sopperite alla difficoltà
di reperire in loco i medicinali?
e superficiale fermarmi qui…Preferisco
rispondere in tutta sincerità e spostare
l’attenzione qualche metro più in là dai
progetti MSF (nei quali garantire l’accesso
della popolazione ai medicinali essenziali
è un imperativo). Vi dico cosa davvero mi
mette in difficoltà come persona ancor
prima che farmacista: rassegnarsi a veder
morire persone che altrove vivrebbero…toccare con mano le conseguenze di
quello squilibrio “fatale” per cui il farmaco
non è un bene di salute per tutti, ma un
bene di consumo per pochi.
Un consiglio da farmacista?
Smettere di leggere questa intervista e
andare a cercare un’informazione “altra”
(www.medicisenzafrontiere.it/cosafacciamo/accesso/). Sfido chiunque, onesto
e ben informato, a fare un’analisi benevola
degli eventi che caratterizzano lo scenario
farmaceutico internazionale.
Come si integra il ruolo
del farmacista con quello
del medico?
Come per il ruolo del logista, dell’amministratore, non si può assolutamente prescindere dal lavoro d’équipe. Nella pratica di tutti i giorni il farmacista lavora
Generalmente gli acquisti in loco sono limitati (in Ciad inesistenti). MSF possiede
due centrali logistiche (supply centre) a
Merchtem (Belgio) ed a Bordeaux (Francia), dove lavorano anche dei farmacisti
che garantiscono la qualità dei medicinali che MSF acquista e che verranno poi
distribuiti sui progetti in tutto il mondo.
La scelta nasce proprio dalla volontà di
poter sempre controllare la qualità dei
trattamenti che vengono offerti.
77
Quanto, in genere,
dura una missione all’estero?
Non esiste un tempo fisso… Sono stata
in Ciad per 6 mesi, ora sono in partenza
per Haiti per 4 mesi. Si può partire per un
anno, ma ci sono missioni d’urgenza che
possono durare anche solo 3 settimane,
dipende sempre dagli obiettivi e dal profilo di posto che si occupa, nonché dalla
disponibilità dell’operatore.
Quali qualità deve possedere
un suo Collega per poter
decidere di condividere una
simile esperienza?
Flessibilità, determinazione e convinzione… senza dimenticare quanto sottolineato all’inizio di questa intervista… la voglia di
condividere parte della propria vita con chi
soffre e forse non è poi così lontano…
Medici senza frontiere
Medici Senza Frontiere (MSF), fondata a Parigi nel 1971 da un
gruppo di medici e giornalisti, è oggi la più grande Organizzazione umanitaria indipendente di soccorso medico, presente
in oltre 60 Paesi con 360 progetti. In un anno i team di MSF hanno
effettuato più di 8.810.000 visite mediche, curato 1.200.000 casi di
malaria, vaccinato oltre 700 mila persone contro la meningite e
oltre 1.900.000 bambini contro il morbillo, effettuato più di 47.000
interventi chirurgici, assistito 15.000 donne vittime di violenza sessuale, aiutato a nascere più di 100.000 bambini, fornito il
trattamento antiretrovirale a oltre 140.000 persone sieropositive.
Nel 1999 MSF è stata insignita del Premio Nobel per la Pace e ne
ha destinato i fondi per la Campagna per l’accesso ai Farmaci
Essenziali. In Italia ha 11 gruppi locali tra i quali quello di Brescia.
Un gruppo attivo da oltre 4 anni, che organizza iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi a livello locale. Si riunisce circa 2
volte al mese ed è aperto a tutti, non solo a personale sanitario.
Per informazioni:
[email protected] - cell. 345.4638176
» Mostre
79
Settembre 2010
Le forme
della femminilità
S
i ispira alla bellezza della figura
femminile e vuole essere un messaggio rivolto a tutte le donne, per
ricordare che di cancro al seno si può
guarire, grazie agli strumenti di diagnosi
precoce e alle nuove terapie messe a disposizione dalla ricerca scientifica.
La Mostra
La Mostra “Foemina - Il seno nell’arte e
nella medicina”, promossa da O.N.Da,
l’Osservatorio Nazionale sulla salute della
Donna, in collaborazione con Roche, ha
fatto tappa lo scorso luglio all’Ospedale
Civile di Brescia, dopo essere stata inaugurata nel 2009 all’Istituto europeo di oncologia di Milano.
Si tratta di un’esposizione itinerante, che in
di Lisa Cesco
Ph: per concessione Spedali Civili di Brescia
Una mostra che ripercorre la rappresentazione del seno
nella storia dell’arte e illustra i progressi della ricerca
scientifica nella lotta al tumore al seno
settembre si sposta all’Ospedale Sant’Andrea di Roma per raccontare il parallelo tra
due evoluzioni solo in apparenza distanti:
quella della rappresentazione del seno
nella storia dell’arte e quella della ricerca scientifica, che ha raggiunto importanti
vittorie contro il tumore al seno.
La Mostra, curata da Alberto Agazzani,
propone un percorso nella femminilità attraverso riproduzioni fedeli di opere d’arte, capolavori distanti fra loro nel
tempo e nello spazio, ma accomunati
dalla centralità del corpo femminile: da
Raffaello a Goya, da Leonardo da Vinci ad
Antonio Canova, da Renoir a Picasso, fino
ad arrivare ad artisti contemporanei quali
Giuseppe Bergomi e Ugo Riva.
Un messaggio di speranza
«Il tumore al seno è il secondo tumore
per diffusione al mondo, una malattia che
colpisce nel fisico e nell’anima, un affronto alla femminilità – afferma Francesca
Merzagora, presidente di O.N.Da –. La
80
Settembre 2010
» Notizie dalle aziende
Da Pool Pharma una sferzata di energia
MG.K VIS POCKET STICK
pronto da bere
Il primo concentrato di energia
per vivere “alla grande”!
S
entirci svogliati e giù di tono proprio quando è arrivato il momento
di affrontare un impegno, al quale
non possiamo o non vogliamo sottrarci;
sentire che con un po’ di energia in più
ce la faremmo a “stare al passo”; sapere
che quella è la serata che aspettavamo
da tempo e che non possiamo perdere
una simile occasione solo per un po’ di
stanchezza che non riusciamo a scrollarci
di dosso...
Non è il caso di abbattersi! Da oggi possiamo contare su un valido aiuto, da tenere a
portata di mano, per una spinta energetica
capace di rimettere prontamente in moto il
fisico e di restituirci vivacità e forza d’animo
in ogni momento della giornata!
MG.K VIS POCKET STICK pronto da
bere, integratore alimentare a base di
Taurina, Creatina, Arginina e Magnesio
con Potassio e R.O.C. (Red Orange Complex) frutto della ricerca Pool Pharma,
utilizzato in ogni momento della giornata
ci fornisce “una marcia in più” per far fronte in sicurezza al dispendio energetico richiesto da una vita sempre più intensa.
MG.K VIS POCKET STICK pronto da
bere, nei gusti arancia e limone, è “buono”, quindi si assume con piacere; è “pra-
tico” grazie all’ innovativo pocket stick
da 15 ml, che ne permette il trasporto
ovunque per essere utilizzato senz’acqua
quando il recupero energetico è più necessario; è “ideale” per chi viaggia, per chi
trascorre molto tempo fuori casa e per chi
vive intensamente il movimento dell’ attività sportiva o del divertimento.
MG.K VIS POCKET STICK pronto da
bere, in confezioni da 12 pocket stick
arancia o limone lo trovi in Farmacia.
(Prezzo al Pubblico: € 12,50)
» Mostre
Mostra vuole lanciare un messaggio di
speranza per tutte le pazienti, accompagnando il visitatore in un viaggio che
evidenzia il profondo legame dell’arte con
la storia e soprattutto con la vita».
In Italia il cancro al seno colpisce circa
38.000 donne ogni anno, una donna
su dieci si ammala di questa patologia
oncologica, che è la forma tumorale più
frequente nel sesso femminile e rappresenta il 25 per cento di tutti i carcinomi
che colpiscono le donne.
Il cancro al seno è ancora la prima causa di
mortalità per tumore nelle donne, pari al
17% di tutti i decessi per causa oncologica.
La buona notizia è che ci sono importanti progressi in atto nella cura della
malattia, e, grazie alla diagnosi precoce,
oggi è possibile una vera e propria guarigione nel 90% dei casi, mentre nelle
forme più avanzate si può riuscire a “cronicizzare” il cancro, in modo da migliorare
sopravvivenza e qualità di vita. Già oggi la
mortalità per questo tipo di tumore si sta
riducendo, e l’obiettivo perseguito dagli
oncologi è quello - lanciato da Umberto
Veronesi - di arrivare alla mortalità zero.
Tumore al seno, prevenzione da incoraggiare: per una
donna su dieci la diagnosi
arriva tardi, quando la malattia è già in fase avanzata o metastatica.
I progressi della scienza
Nuove opportunità terapeutiche, ad
esempio, sono offerte dai farmaci biologici, terapie mirate per ogni paziente, che
sfruttano la conoscenza dei meccanismi
di sviluppo tumorale. Una delle strategie
più promettenti per il trattamento in fase
avanzata è quella di “affamare” le cellule
tumorali e, quindi, rallentarne la crescita:
Settembre 2010
grazie ad uno specifico anticorpo monoclonale si riesce ad impedire il collegamento
del cancro con i vasi sanguigni circostanti,
riducendo l’apporto di sangue - e quindi di
nutrienti - essenziale per lo sviluppo del tumore e la sua diffusione in tutto il corpo (la
cosiddetta inibizione dell’angiogenesi).
L’importanza
della prevenzione
Accanto ai progressi scientifici rimane fondamentale il ruolo della prevenzione per
identificare tumori con sempre maggior anticipo, e come tali più facilmente curabili.
«L’unico vero sistema per vincere i tumori
è la prevenzione – sottolinea Sergio Pecorelli, Direttore del Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia degli Spedali Civili e
presidente Aifa -. Purtroppo restano casi in
cui la diagnosi arriva in fase tardiva, e non
va dimenticato che nel nostro Paese esiste
ancora la cultura dei 50 anni di età per
l’avvio dello screening mammografico, una
tempistica ormai superata, così come la
cadenza dello screening ogni due anni è
una convenzione economica non supportata da basi scientifiche». Se è vero che dai
50 ai 69 anni si registra il picco di casi di
tumore al seno, tuttavia dopo i 35 anni
è consigliabile una visita senologica per
valutare con lo specialista il profilo individuale di rischio e gli eventuali esami da
effettuare, come spiega il direttore dell’Oncologia del Civile, Edda Simoncini.
«Educazione, prevenzione, terapie perso-
81
nalizzate sono i tre cardini per contrastare il tumore al seno – conclude Pecorelli
- Contro questa malattia è necessario fare
rete, perché, se abbassiamo la guardia, i
numeri si alzano».
Educazione a scuola
Anche il Governo si sta attivando su questo fronte, come ha anticipato il Ministro
dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, intervenuta all’inaugurazione della Mostra al Civile: «Le scuole
saranno impegnate a sensibilizzare fin
dall’età più giovane sui temi della salute,
che diverranno materia di approfondimento in classe – dice il Ministro -. Per
tutta la cittadinanza, invece, col Ministro
della Salute Fazio stiamo lavorando a un
grande progetto nazionale su salute e
oncologia che partirà dalla Lombardia».
Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
82
» GIOCHI E PASSATEMPI
Settembre 2010
Doppio senso
A cura di
Domenico Maccarana ©
tutti i diritti riservati
L'orecchio umano si compone di differenti parti, che in anatomia assumono uno specifico nome. Alcune di esse, nella lingua
italiana, hanno la caratteristica di avere un doppio significato.
Aiutandoti col fatto che, a numero uguale corrisponde lettera uguale, rispondi alle seguenti definizioni, trovando, quindi, il
DOPPIO SENSO. Considera che alcune definizioni sono al singolare, altre al plurale.
b. M
12
a.
T
9
L
6
I
10
14
T
M P
12
9
5
3
10
R O M B A
A R
6
10
15
I
10
N
4
O N
1
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9
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E
13
1
6
10
N
4
E
13
6
E
13
L
A N
6
3
4
L
I
3
O
1
10
Soluzione:
Insid(i)e
3
6
6
2
11
2
8
6
A
9
L
8
C A
10
S
3
c.
6
I
4
16
6
7
11
13
12
4
1
1
11
10
4
3
14
17
10
10
N C U D
16
9
6
I
5
T
1
d.
9
e.
4
14
10
10
14
15
10
6
15
3
6
I
3
17
6
R
15
G
12
10
1
I
14
I
9
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13
6
4
A B
10
A D
16
5
7
L
11
f.
4
g. P
10
I
6
3
3
6
6
4
11
6
8
11
1
A
3
2
3
L
13
F
9
2
14
F
6
6
i.
12
Strumenti musicali a percussione
Specie di squalo con una protuberanza ai lati della bocca
Nell'orecchio è vestibolare; a Milano è il teatro più celebre
Il fabbro vi poggia il ferro da battere
Nell'orecchio è di Eustachio; nella storia della musica la si
associa a Louis Armstrong
f. Famoso è quello di Cnosso
g. Stand
h. Quelli di Amsterdam sono
stati recentemente proclamati patrimonio mondiale
dell'umanità dall'UNESCO
i. Ci si infila il piede per montare a cavallo
A
h.
10
9
g.
4
T
f.
6
A N A
e.
5
8
d.
12
S
c.
10
h. C
b.
a.
b.
c.
d.
e.
9
i.
a.
A cura di
Domenico Maccarana ©
tutti i diritti riservati
Mr. Cravatta
Le definizioni sotto riportate hanno come soluzione parole che sono alcuni
tra gli anagrammi parziali della soluzione alla definizione numero 1; sono,
infatti parole, che si trovano all'interno, INSIDE, appunto, di essa. Per risolvere il gioco, ovviamente, sarà necessario affrontare alcune INSIDIE...
di Qmino
pneumologo
polo
meno
mulo
Mogol
elmo
pomo
Soluzione:
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
gol
gnomo
molo
plume
pool
menù
pelo
15.
16.
17.
18.
19.
20.
olmo
mongolo
Uno
Lungo
gel
pugno
Medico specialista dei polmoni _ _ _ _ _ _ _ _ _ _
Quello Sud si trova in Antartide _ _ _ _
Così si legge il segno della sottrazione _ _ _ _
L'animale che è l'incrocio tra un asino ed una cavalla _ _ _ _
Celebre paroliere che lavorò con Lucio Battisti _ _ _ _ _
Nel nostro inno è di Scipio _ _ _ _
Quello d'Adamo è visibile sul collo di alcuni uomini _ _ _ _
Se è stato fatto in fuorigioco, è da annullare _ _ _
Piccolo essere che, nelle mitologie nordiche, popola i boschi _ _ _ _ _
Costruzione che si protende dalla terraferma verso il mare _ _ _ _
Penna, in francese _ _ _ _ _
Famoso era quello dell'inchiesta Mani Pulite _ _ _ _
Lista dei cibi disponibili in un ristorante _ _ _ _'
Lo perde il lupo senza perdere il vizio _ _ _ _
Grande albero delle Ulmacee _ _ _ _
Abitante della Mongolia _ _ _ _ _ _ _
Lo Studio del celebre programma Rai degli anni '60 _ _ _
In una canzone allo Zecchino d'Oro era in compagnia
del Corto e del Pacioccone _ _ _ _ _
19. E' usato per fissare i capelli _ _ _
20. Chi ce l'ha di ferro è energico e molto deciso _ _ _ _ _
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