Elsevier Editorial System(tm) for Dental Cadmos Manuscript Draft Manuscript Number: Title: IL TRATTAMENTO LASER DELL'IPERSENSIBILITA DENTINALE LASER TREATMENT OF DENTIN HYPERSENSITIVITITY Article Type: In Tema Di Section/Category: Parodontologia Keywords: Parole chiave: ipersensibilità dentinale; He-Ne laser; GaAl As laser; Nd:YAG laser; Er:YAG laser Corresponding Author: Dr. eloisa vigliaroli, Corresponding Author's Institution: First Author: eloisa vigliaroli Order of Authors: eloisa vigliaroli; Placido Carlo Guidone, Dott.; Placido Carlo Guidone, Dottore Abstract: Riassunto Obiettivi L'ipersensibilità dentinale è uno dei disturbi più frequenti tra le odontalgie; spesso è dovuto a recessioni gengivali ed è prevalentemente causato dal fluido inter-tubulare che spostandosi stimola la polpa dentaria . Scopo di questo studio è analizzare l'applicazione del laser nel trattamento dell'ipersensibilità , valutandone gli effetti sulla polpa. Materiali e metodi L'efficacia della terapia laser varia a seconda delle lunghezze d'onda e dei parametri utilizzati: i laser a bassa potenza biostimolano inducendo delle modifiche nella trasmissione nervosa del dolore dentinale, i laser a " media" potenza grazie al calore irradiato obliterano i tubuli dentinali esposti per diversi micron di profondità. Risultati L'irradiazione laser mediante Nd:YAG, Er:YAG e CO2 associata all'applicazione di vernici fluorate desensibilizzanti produce un effetto occlusivo sinergico: la vernice rimane "intrappolata" all'interno dei tubuli e il laser ne riduce la rimozione che fa normalmente seguito allo spazzolamento o raramente ad una dieta troppo acida, aumentando così la durata dell'effetto desensibilizzante. Conclusioni. Il meccanismo coinvolto nel trattamento laser dell'ipersensibilità appare per certi versi ancora sconosciuto: sono necessarie ulteriori chiarificazioni per ottimizzare l'efficacia e la sicurezza di tale terapia. Parole chiave: ipersensibilità dentinale , He-Ne laser, GaAl As laser, Nd:YAG laser, Er:YAG laser Abstract Aim of work Cervical dentine hypersensitivity is the most frequent complaint among reported odontalgias. It can be often due to gingival recession and may cause pulpal stimulation through dynamic changes in intra-tubular proteinaceous fluids. The aim of this study is to analyse laser applications in the treatment of dentine hypersensitivity, evaluating the effects on pulp tissues. Materials and Methods The mechanism involved in laser treatment is correlated to the laser wavelengths and used parameters. The effectiveness of low-level lasers has been proposed trough a biostimulatory effect and the middle power lasers through heat-welding of tubule openings. LLLT is a non invasive technique which does not affect morphologically enamel or dentine surface, while stimulating the physiological potential of the pulp tissue. Middle power lasers cause the tubule openings obliteration to a depth of several microns, coagulating tubular contents. Results The association of laser irradiation with fluoride-containing dentin desensitizer cause a combined occluding effects. When the application of desensitizer is generally combined with Nd:YAG, Er:Yag or CO2 laser irradiation, the occluding agent was thus 'locked into' the dentinal tubules, and it could neither be dissolved by vitamin C solution nor removed by brushing. Therefore, laser irradiation locks the occluding agent into the dentinal tubules, resisting the effects of an acidic diet and brushing, and increasing the duration of the desensitizing effect. Conclusion. In conclusion the mechanism involved in laser treatment of dentine hypersensitivity is relatively unknown; these require clarification to optimize safe and effective treatment. Keywords: dentin hypersensitivity, He-Ne laser, GaAl As laser, Nd:YAG laser, Er:YAG laser. Lettera Di Presentazione Si dichiara che il suddetto manoscritto dal titolo: “Il trattamento laser dell’ipersensibilità dentinale” non è stato pubblicato né è oggetto di esame per la pubblicazione su altra rivista , e che non esistono conflitti di interesse di ordine economico o di altro tipo sull’articolo presentato. Si dichiara altresi’ che il manoscritto in essere è stato letto ed approvato da tutti i coautori. Foggia, 07.02.2011 L’autore di riferimento Dott.ssa Eloisa Vigliaroli *Pagina del titolo IL TRATTAMENTO LASER DELL’IPERSENSIBILITA DENTINALE LASER TREATMENT OF DENTIN HYPERSENSITIVITITY Autori: Dott.ssa E.Vigliaroli, Dott. P.C. Guidone, Dott. L.A.Fabrocini, Azienda Ospedaliero – Universitaria “Ospedali Riuniti Foggia” Struttura di Odontoiatria Ospedaliera Direttore : Dott. Lelio Adelchi Fabrocini Autore di riferimento: Dott.ssa Eloisa Vigliaroli Via Nicolò Rosa,16 71016 San Severo (FOGGIA) 0882.331311/3485147860 [email protected] *Manoscritto 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 IL TRATTAMENTO LASER DELL’IPERSENSIBILITA DENTINALE LASER TREATMENT OF DENTIN HYPERSENSITIVITITY Autori: Dott.ssa E.Vigliaroli, Dott. P.C. Guidone, Dott. L.A.Fabrocini, Azienda Ospedaliero – Universitaria “Ospedali Riuniti Foggia” Struttura di Odontoiatria Ospedaliera Direttore : Dott. Lelio Adelchi Fabrocini Autore di riferimento: Dott.ssa Eloisa Vigliaroli Via Nicolò Rosa,16 71016 San Severo (FOGGIA) 0882.331311/3485147860 [email protected] 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 Riassunto Obiettivi L’ipersensibilità dentinale è uno dei disturbi più frequenti tra le odontalgie; spesso è dovuto a recessioni gengivali ed è prevalentemente causato dal fluido inter-tubulare che spostandosi stimola la polpa dentaria . Scopo di questo studio è analizzare l’applicazione del laser nel trattamento dell’ipersensibilità , valutandone gli effetti sulla polpa. Materiali e metodi L’efficacia della terapia laser varia a seconda delle lunghezze d’onda e dei parametri utilizzati: i laser a bassa potenza biostimolano inducendo delle modifiche nella trasmissione nervosa del dolore dentinale, i laser a “ media” potenza grazie al calore irradiato obliterano i tubuli dentinali esposti per diversi micron di profondità. Risultati L’irradiazione laser mediante Nd:YAG, Er:YAG e CO2 associata all’applicazione di vernici fluorate desensibilizzanti produce un effetto occlusivo sinergico: la vernice rimane “intrappolata” all’interno dei tubuli e il laser ne riduce la rimozione che fa normalmente seguito allo spazzolamento o raramente ad una dieta troppo acida, aumentando così la durata dell’effetto desensibilizzante. Conclusioni. Il meccanismo coinvolto nel trattamento laser dell’ipersensibilità appare per certi versi ancora sconosciuto: sono necessarie ulteriori chiarificazioni per ottimizzare l’efficacia e la sicurezza di tale terapia. Parole chiave: ipersensibilità dentinale , He-Ne laser, GaAl As laser, Nd:YAG laser, Er:YAG laser Abstract Aim of work Cervical dentine hypersensitivity is the most frequent complaint among reported odontalgias. It can be often due to gingival recession and may cause pulpal stimulation through dynamic changes in intra-tubular proteinaceous fluids. The aim of this study is to analyse laser applications in the treatment of dentine hypersensitivity, evaluating the effects on pulp tissues. Materials and Methods The mechanism involved in laser treatment is correlated to the laser wavelengths and used parameters. The effectiveness of low-level lasers has been proposed trough a biostimulatory effect and the middle power lasers through heat-welding of tubule openings. LLLT is a non invasive technique which does not affect morphologically enamel or dentine surface, while stimulating the physiological potential of the pulp tissue. Middle power lasers cause the tubule openings obliteration to a depth of several microns, coagulating tubular contents. Results The association of laser irradiation with fluoride-containing dentin desensitizer cause a combined occluding effects. When the application of desensitizer is generally combined with Nd:YAG, Er:Yag or CO2 laser irradiation, the occluding agent was thus 'locked into' the dentinal tubules, and it could neither be dissolved by vitamin C solution nor removed by brushing. Therefore, laser irradiation locks the occluding agent into the dentinal tubules, resisting the effects of an acidic diet and brushing, and increasing the duration of the desensitizing effect. Conclusion. In conclusion the mechanism involved in laser treatment of dentine hypersensitivity is relatively unknown; these require clarification to optimize safe and effective treatment. Keywords: dentin hypersensitivity, He-Ne laser, GaAl As laser, Nd:YAG laser, Er:YAG laser. Introduzione L’ipersensibilità dentinale è uno dei disturbi più frequenti fra le odontalgie e colpisce varie fasce della popolazione. Il primo laser utilizzato per il trattamento dell’ipersensibilità dentinale è stato il Nd:YAG la cui azione è descritta da Matsumoto et all. in un lavoro del 1985. Tuttavia la diffusione di questo strumento è rimasta limitata; si tratta, infatti, di una tecnologia complessa che necessita di conoscenze nell’ambito tecnologico, scientifico oltre che odontoiatrico. Inoltre, i meccanismi coinvolti sono molteplici e spesso poco chiari: i clinici si pongono infatti domande riguardanti l’efficacia nel tempo, la riproducibilità e la sicurezza della tecnica laser. Molti dei laser studiati nel trattamento dell’ipersensibilità infatti, se utilizzati con parametri non adeguatamente controllati, possono indurre significativi danni termici, creando danni irreversibili a carico dei tessuti pulpari 1 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 degli elementi dentari interessati.Lo scopo di questo lavoro è quello di analizzare, in seguito ad una dettagliata revisione della letteratura, le svariate applicazioni del laser nel trattamento dell’ipersensibilità dentinale , valutandone l’efficacia e gli effetti sul tessuto pulpare. L’ipersensibilità dentinale: definizione, epidemiologia, eziologia e classificazione L’ipersensibilità dentinale è un sintomo caratterizzato da dolore intenso in risposta a stimoli termici, meccanici o chimici, dovuta ad esposizione della dentina e non imputabile a qualsiasi altra patologia. La prevalenza dell’ipersensibilità varia tra 4 e il 57 % , mentre nei pazienti parodontopatici tra il 60 e il 90 % .L’ipersensibilità si verifica prevalentemente in pazienti tra i trenta e i quaranta anni, pur potendo interessare soggetti di qualsiasi età. La condizione può colpire tutti i denti, anche se risulta più frequente a carico di canini e premolari e più specificatamente a livello del colletto vestibolare ( 90 % circa).La dentina è naturalmente più sensibile rispetto allo smalto a causa della stretta correlazione con la polpa dentale. Esami microscopici rivelano, infatti, che in caso di ipersensibilità i tubuli dentinali sono più numerosi e più ampi rispetto a quelli presenti nella dentina non sensibile. Queste osservazioni sostengono l'ipotesi che il dolore dentinale sia mediato da un meccanismo idrodinamico. Nella teoria idrodinamica, uno stimolo applicato sulla dentina provoca dolore in quanto aumenta il flusso del fluido presente nei tubuli dentinali. A sua volta, il fluido attiva meccanicamente le terminazioni nervose situate alle estremità più interne dei tubuli o negli strati più esterni della polpa. L’ipersensibilità dentinale si sviluppa in due fasi: in primis avviene l’esposizione di tessuto dentinale per perdita di smalto o per recessione gengivale, che non necessariamente provoca sensibilità. L’ipersensibilità si verifica sempre invece quando viene rimosso lo smear layer e quindi le estremità più esterne dei tubuli dentinali risultano aperte. In questa seconda fase sono implicati meccanismi di erosione e di abrasione ma l’erosione acida sembra essere la causa principale. Le fibre nervose attivate dal meccanismo idrodinamico sono di tipo A e sono quelle responsabili della sensibilità dentinale: la loro attivazione è direttamente connessa alla presenza di tubuli aperti o chiusi. Tuttavia, talvolta l’ipersensibilità residua nonostante l'obliterazione dei tubuli dentinali e questo è probabilmente legato al fatto che altri meccanismi contribuiscono all’attivazione delle fibre nervose in alternativa o in concomitanza alla teoria idrodinamica. (1-5).L’ipersensibilità dentinale, infatti, può essere il risultato di una sensibilizzazione indotta da un processo infiammatorio a carico delle fibre nervose e questo spiegherebbe in parte l’elevata variabilità sintomatologia di dentina esposta (Immagine 1). I fattori più comunemente responsabili dell’ipersensibilità dentinale sono: la predisposizione anatomica dovuta ad una deficienza strutturale della giunzione amelocementizia; l’abrasione da errato spazzolamento; l’infrazione dovuta a parafunzioni o alterazioni occlusali; l’erosione da acidi una preparazione cavitaria profonda; una mordenzatura impropria; alcune procedure parodontali come lo scaling, la levigatura o la chirurgia gengivale procedure di sbiancamento prolungate. I gradi dell’ipersensibilità dentinale possono essere così distinti (Uchida et al. (1980): grado 0: nessun discomfort grado 1: discomfort moderato grado 2: dolore moderato ma tollerabile, in seguito all’applicazione di uno stimolo grado 3: dolore severo e intollerabile che persiste anche al termine dell’applicazione dello stimolo. (Tab. I) (6) Trattamento dell’ipersensibilità dentinale mediante laser Sono state proposte molte soluzioni al fine di trattare questa patologia: il trattamento ideale dovrebbe essere indolore, non irritante per la polpa, facile e rapido da eseguire, efficace per lungo 2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 tempo. I laser utilizzati per il trattamento dell’ipersensibilità dentinale sono distinti in due differenti gruppi: laser a bassa Potenza (LLLT): He-Ne e GaAlAs laser a media Potenza (middle output power lasers): CO2, Nd:Yag, Er:Yag e GaAlAs (710) Materiali e metodi Negli ultimi anni sono stati eseguiti numerosi studi sul trattamento dell’ipersensibilità dentinale mediante LLLT. Questa tecnica induce delle modifiche nella trasmissione nervosa del dolore dentinale anziché cambiamenti strutturali nella dentina esposta, come avviene nel caso di altre modalità terapeutiche. Il meccanismo alla base dell’effetto analgesico dovuto alla LLLT non è del tutto chiaro, ma in letteratura sono riportate alcune ipotesi: 1) Secondo alcuni autori la LLLT agisce sulle prostaglandine, i principali mediatori flogistici delle reazioni infiammatorie, stimolando il rilascio delle β endorfine che a loro volta bloccano la formazione delle prostaglandine, con conseguente effetto antinfiammatorio. Inoltre la LLLT induce una stabilizzazione del potenziale di membrana di alcune cellule, tra cui i mastociti, responsabili della produzione dell’istamina, altro mediatore flogistico. In questo modo tramite la produzione di β endorfine e tramite l’inibizione della produzione di istamina si ottiene un potente effetto analgesico e antinfiammatorio. 2) Secondo altri autori l’effetto terapeutico è dovuto all’inibizione del segnale nocicettivo a partenza dalle terminazioni periferiche. 3) Secondo altri autori i laser con lunghezza d’onda nello spettro del rosso e dell’infrarosso stimolano dei meccanismi biologici che inducono l’obliterazione dei tubuli dentinali. L’interazione della luce laser con il tessuto pulpare, infatti, genera un aumento dell’attività metabolica degli odontoblasti con conseguente produzione di dentina terziaria, che va ad obliterare numerosi tubuli dentinali. (11-16) Il laser He-Ne agisce sul potenziale d’azione delle cellule nervose, che aumenta del 33%. Questo induce un effetto analgesico duraturo, poiché l’aumento del potenziale d’azione permane fino a circa otto mesi dopo l’applicazione laser.(17) Il laser a diodi GaAlAs agisce bloccando la depolarizzazione delle fibre nervose C. Tra i laser a diodi, quelli con lunghezza d’onda 660 nm si sono dimostrati più validi di quelli con lunghezza d’onda 830, la risoluzione completa della sintomatologia si è osservata dopo 15-30 minuti dall’irradiazione laser, i trattamenti sono stai più efficaci in pazienti tra i 25 e i 35 anni e le ragioni sono da ricollegarsi alla diversa morfologia del complesso dentina-polpa in questi pazienti rispetto a pazienti di età superiore. Nei pazienti di età superiore, infatti, è presente un quantitativo superiore di dentina intertubulare, inoltre i tubuli dentinali hanno un diametro ridotto: queste caratteristiche inficiano l’azione dei trattamenti tradizionali e laser assistiti. La LLLT si è dimostrata una tecnica non invasiva priva di effetti collaterali: in particolare non causa mai danni termici ai tessuti e questo è considerato il principale vantaggio dei laser a bassa potenza rispetto a quelli a media potenza. L’energia laser a media potenza viene assorbita dalla dentina e provoca analgesia pulpare mediante modifiche tissutali indotte dal calore. Il laser CO2 ( Tab.IV ) induce la disidratazione della dentina, la riduzione della permeabilità e la sigillatura dei tubuli dentinali e quindi la scomparsa della sintomatologia dolorosa. (18) Il laser Nd:Yag grazie all’effetto termico, provoca la fusione e la ri-cristallizzazione della dentina e quindi la chiusura dei tubuli dentinali per una profondità di 4 mm con conseguente analgesia pulpare. Secondo altri autori questo laser induce, invece, un’analgesia pulpare diretta mediate due meccanismi: modifica la permeabilità della membrana cellulare interferendo con il meccanismo della pompa Na-K e altera temporaneamente la parte terminale degli assoni sensitivi. (19) (Immagine 2).Il laser ad Erbio è efficace grazie all’elevato assorbimento della sua lunghezza d’onda da parte dell’acqua. Applicato sul tessuto causa un’evaporazione dello smear layer e del fluido dentinale con conseguente diminuzione del movimento del fluido e deposizione di sali insolubili nei tubuli, che risultano così 3 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 obliterati. L’effetto finale è il miglioramento dell’ipersensibilità. Inoltre i laser ad erbio hanno un alto potenziale battericida e questo può contribuire alla desensibilizzazione, dal momento che la soglia del dolore delle fibre nervose sembra essere più bassa in presenza dei mediatori della flogosi. Il laser a diodi GaAlAs produce la vetrificazione e quindi la sigillatura dei tubuli dentinali con conseguente anlgesia pulpare. Risultati Il laser He-Ne è indicato in caso di ipersensibilità lieve ( grado 1). I parametri consigliati sono 6 mW, in modalità continua o pulsata con frequenza 5 Herz per 2-5 minuti; la fibra va mantenuta non a contatto. Il laser GaAlAs è indicato in caso di ipersensibilità lieve ( grado 1). I parametri consigliati sono: lunghezza d’onda tra 660 e 900 nm in modalità continua tranne il 900 nm in modalità super-pulsata con 1,2 kHz, potenza di 30-100 mW e tempi di applicazione da 30 s a 3 min; la fibra va mantenuta non a contatto. Il laser CO2è indicato in caso di ipersensibilità lieve, moderata e grave ( grado 1-3). I parametri consigliati sono: 0,5-1 W in modalità continua con tempi di applicazione da 0,5 a 5 sec ripetuti 5-10 volte; la fibra va mantenuta non a contatto con un movimento continuo.Il laser Nd:Yag è indicato in caso di ipersensibilità lieve, moderata e grave ( grado 1-3). I parametri consigliati sono 0.3- 10 W, ma le potenze più efficaci sono 2-3 W, in modalità continua o pulsata con una frequenza di 1020 Hz con tempi di applicazione da 1 a 60 sec. La fibra va mantenuta non a contatto con un movimento continuo.I laser ad Erbio sono indicato in caso di ipersensibilità lieve e moderata (grado 1-2). I parametri indicati sono 1 W in modalità pulsata con frequenza di 10-12 Hz per meno di 60 s. La fibra va mantenuta non a contatto con un movimento continuo e con spray aria/acqua. Il laser GaAlAs a media potenza è indicato in caso di ipersensibilità lieve e moderata ( grado 1-2). Per i parametri indicati sono: 3 W in modalità continua per 810 nm e 0 .5-20 W in modalità pulsata per 805 nm. La fibra va mantenuta non a contatto(20) Impiego combinato di laser e vernici desensibilizzanti Sono stati condotti alcuni studi sull’impiego combinato del laser e di vernici desensibilizzanti. L’uso combinato di laser a diodi con vernici al fluoro si è dimostrato più efficace del 20% rispetto al solo trattamento laser.Il trattamento laser con Nd:Yag associato a vernici al Fluoruro di Sodio al 5% si è dimostrato molto più efficace rispetto al solo trattamento laser: osservazioni al SEM, infatti, hanno premesso di associare l’aumentata efficacia alla riduzione nel numero e nell’ampiezza dei tubuli dentinali. L’uso combinato del laser Er:Yag e del CO2 e di un prodotto resinoso al fluoro sortisce buoni risultati, poiché la rimozione dello smear layer prodotta dal laser facilita la penetrazione della vernice nei tubuli. Quindi l’associazione delle sostanze desensibilizzanti alla terapia laser aumenta l’efficacia e la durata nel tempo del trattamento, poiché il laser crea una superficie di dentina cristallizzata che protegge la vernice dall’azione corrosiva di alcune sostanze e dallo spazzolamento, che nel tempo consumano la vernice. Questo effetto è stato dimostrato da uno studio al SEM che correla la riduzione della sensibilità alla riduzione del numero di tubuli pervi. Discussione La valutazione oggettiva dell’efficacia dei trattamenti dell’ipersensibilità dentinale è spesso difficoltosa: in primis è necessario scegliere accuratamente i metodi e materiali impiegati per la valutazione del dolore, inoltre è importante considerare la variabilità dell’interpretazione soggettiva in risposta allo stimolo dolorifico e quindi alla risoluzione del sintomo. Per ovviare a questo tipo di problematiche ci si avvale di una scala VAS, che permette al paziente di associare la sensazione dolorosa ad un numero e poter così ottenere una registrazione oggettiva dell’esperienza dolorosa prima e dopo il trattamento. In questa fase è importante tenere in considerazione la possibilità di un effetto placebo, soprattutto nei casi in cui si osserva una risoluzione immediata e completa della patologia invece di un miglioramento graduale nell’arco di alcune sedute. In tutti gli studi effettuati è stato riportato un effetto placebo, che varia dal 20% al 60%. Il rischio di recidiva varia dal 6% al 75% a seconda del protocollo impiegato; le ragioni della ricaduta sono sconosciute ma 4 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 probabilmente sono da ricondursi al meccanismo che è alla base della risoluzione del dolore: l’analgesia pulpare e l’effetto placebo sono transitori mentre l’obliterazione dei tubuli dentinali ad opera dei laser a media potenza è permanente. (20) Conclusioni In una revisione sistematica della letteratura si osserva come ogni autore abbia impiegato protocolli molto diversi per quanto riguarda la potenza, la modalità di emissione e i tempi di applicazione del laser, sarebbe quindi interessante standardizzare la procedure e formulare quindi un protocollo unico. Fino ad oggi sono stati impiegati sei laser per il trattamento dell’ipersensibilità dentinale ma altri laser possono essere studiati a tale scopo; al fine di poter migliorare tali trattamenti però è necessario ampliare e perfezionare le ricerche per capire meglio i meccanismi che sono alla base dell’effetto dell’applicazione del laser. Bibliografia 1) Matsumoto K, Rimura Y. Laser therapy of dentin hypersensitivity JOLA 2007 Spring 7(1): 7-25 2) Ladalardo P., Pinheiro A., Campos R.A., Brugnera J A., Zanin F., Albernaz P.L.M., Weckx L.L.M. Laser therapy in the treatment of dentin hypersensitivity Braz Dent J 2004 15(2): 144-150 3) Bedini R., Pane S., Ioppolo P., Altamura C., Majori M., Filippini P., Caiazza S., Formisano G., Sommaria A. Valutazione degli effetti laser sulle ricostruzioni endodontiche Istituto Superiore della Sanità 2003 Rapporti ISTISAN 03/17 4) Kimura Y, Wilder-Smith P, Matsumoto K. 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Classificazione ipersensibilità dentinale GRADO SINTOMATOLOGIA 0 nessun discomfort 1 discomfort moderato 2 dolore moderato ma tollerabile in seguito all’applicazione di uno stimolo 3 dolore severo e intollerabile che persiste anche al termine dell’applicazione dello stimolo Tabella II. Il laser He-Ne INDICAZIONI discomfort lieve (grado 1) PARAMETRI 6 mW Modalità continua o pulsata con frequenza 5 Hz 2-5 minuti AZIONE Alterazione del potenziale d’azione delle cellule nervose Tabella III. Il Laser GaAlAs a bassa potenza INDICAZIONI discomfort lieve (grado 1) PARAMETRI 30-100 mW 660-900 nm 30 secondi – 3 minuti AZIONE Blocco della depolarizzazione delle fibre nervose C 6 Tabella IV. Il laser CO2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 INDICAZIONI PARAMETRI AZIONE discomfort lieve, moderato e grave ( grado 1-3) : 0,5-1 W in Modalità continua 0,5-5 sec con ripetizione di 5-10 volte Disidratazione della dentina, riduzione della permeabilità e sigillatura dei tubuli dentinali Tabella V. Il laser Nd:Yag INDICAZIONI PARAMETRI AZIONE discomfort lieve, moderato e grave ( grado 1-3) 0.3-10 W Modalità continua o pulsata con frequenza 10-20 Hz 1-60 sec Fusione e la ri-cristallizzazione della dentina Analgesia pulpare diretta Tabella VI. Il laser Er:Yag INDICAZIONI PARAMETRI AZIONE discomfort lieve e moderato ( grado 1-2) 1W 10-15 Hz Meno di 60 secondi Evaporazione dello smear layer e del fluido dentinale Tabella VII. Il laser GaAlAs a media potenza INDICAZIONI PARAMETRI AZIONE discomfort lieve e moderato ( grado 1-2) 3 W (810 nm), 0,5-20 W (805 nm) Modalità continua o pulsata Obliterazione tubuli dentinali 7 Figura Immagine 1 Immagine 2