Elsevier Editorial System(tm) for Dental Cadmos
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Manuscript Number:
Title: IL TRATTAMENTO LASER DELL'IPERSENSIBILITA DENTINALE LASER TREATMENT OF DENTIN
HYPERSENSITIVITITY
Article Type: In Tema Di
Section/Category: Parodontologia
Keywords: Parole chiave: ipersensibilità dentinale; He-Ne laser; GaAl As laser; Nd:YAG laser; Er:YAG
laser
Corresponding Author: Dr. eloisa vigliaroli,
Corresponding Author's Institution:
First Author: eloisa vigliaroli
Order of Authors: eloisa vigliaroli; Placido Carlo Guidone, Dott.; Placido Carlo Guidone, Dottore
Abstract: Riassunto
Obiettivi L'ipersensibilità dentinale è uno dei disturbi più frequenti tra le odontalgie; spesso è dovuto a
recessioni gengivali ed è prevalentemente causato dal fluido inter-tubulare che spostandosi stimola la
polpa dentaria . Scopo di questo studio è analizzare l'applicazione del laser nel trattamento
dell'ipersensibilità , valutandone gli effetti sulla polpa.
Materiali e metodi L'efficacia della terapia laser varia a seconda delle lunghezze d'onda e dei parametri
utilizzati: i laser a bassa potenza biostimolano inducendo delle modifiche nella trasmissione nervosa
del dolore dentinale, i laser a " media" potenza grazie al calore irradiato obliterano i tubuli dentinali
esposti per diversi micron di profondità.
Risultati L'irradiazione laser mediante Nd:YAG, Er:YAG e CO2 associata all'applicazione di vernici
fluorate desensibilizzanti produce un effetto occlusivo sinergico: la vernice rimane "intrappolata"
all'interno dei tubuli e il laser ne riduce la rimozione che fa normalmente seguito allo spazzolamento o
raramente ad una dieta troppo acida, aumentando così la durata dell'effetto desensibilizzante.
Conclusioni. Il meccanismo coinvolto nel trattamento laser dell'ipersensibilità appare per certi versi
ancora sconosciuto: sono necessarie ulteriori chiarificazioni per ottimizzare l'efficacia e la sicurezza di
tale terapia.
Parole chiave: ipersensibilità dentinale , He-Ne laser, GaAl As laser, Nd:YAG laser, Er:YAG laser
Abstract
Aim of work Cervical dentine hypersensitivity is the most frequent complaint among reported
odontalgias. It can be often due to gingival recession and may cause pulpal stimulation through
dynamic changes in intra-tubular proteinaceous fluids.
The aim of this study is to analyse laser applications in the treatment of dentine hypersensitivity,
evaluating the effects on pulp tissues.
Materials and Methods The mechanism involved in laser treatment is correlated to the laser
wavelengths and used parameters. The effectiveness of low-level lasers has been proposed trough a
biostimulatory effect and the middle power lasers through heat-welding of tubule openings. LLLT is a
non invasive technique which does not affect morphologically enamel or dentine surface, while
stimulating the physiological potential of the pulp tissue. Middle power lasers cause the tubule
openings obliteration to a depth of several microns, coagulating tubular contents.
Results The association of laser irradiation with fluoride-containing dentin desensitizer cause a
combined occluding effects. When the application of desensitizer is generally combined with Nd:YAG,
Er:Yag or CO2 laser irradiation, the occluding agent was thus 'locked into' the dentinal tubules, and it
could neither be dissolved by vitamin C solution nor removed by brushing. Therefore, laser irradiation
locks the occluding agent into the dentinal tubules, resisting the effects of an acidic diet and brushing,
and increasing the duration of the desensitizing effect.
Conclusion. In conclusion the mechanism involved in laser treatment of dentine hypersensitivity is
relatively unknown; these require clarification to optimize safe and effective treatment.
Keywords: dentin hypersensitivity, He-Ne laser, GaAl As laser, Nd:YAG laser, Er:YAG laser.
Lettera Di Presentazione
Si dichiara che il suddetto manoscritto dal titolo: “Il trattamento laser
dell’ipersensibilità dentinale” non è stato pubblicato né è oggetto di esame per la
pubblicazione su altra rivista , e che non esistono conflitti di interesse di ordine
economico o di altro tipo sull’articolo presentato. Si dichiara altresi’ che il
manoscritto in essere è stato letto ed approvato da tutti i coautori.
Foggia, 07.02.2011
L’autore di riferimento
Dott.ssa Eloisa Vigliaroli
*Pagina del titolo
IL TRATTAMENTO LASER DELL’IPERSENSIBILITA DENTINALE
LASER TREATMENT OF DENTIN HYPERSENSITIVITITY
Autori: Dott.ssa E.Vigliaroli, Dott. P.C. Guidone, Dott. L.A.Fabrocini,
Azienda Ospedaliero – Universitaria “Ospedali Riuniti Foggia”
Struttura di Odontoiatria Ospedaliera
Direttore : Dott. Lelio Adelchi Fabrocini
Autore di riferimento: Dott.ssa Eloisa Vigliaroli
Via Nicolò Rosa,16 71016 San Severo (FOGGIA)
0882.331311/3485147860
[email protected]
*Manoscritto
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IL TRATTAMENTO LASER
DELL’IPERSENSIBILITA DENTINALE
LASER TREATMENT OF DENTIN
HYPERSENSITIVITITY
Autori: Dott.ssa E.Vigliaroli, Dott. P.C. Guidone, Dott. L.A.Fabrocini,
Azienda Ospedaliero – Universitaria “Ospedali Riuniti Foggia”
Struttura di Odontoiatria Ospedaliera
Direttore : Dott. Lelio Adelchi Fabrocini
Autore di riferimento: Dott.ssa Eloisa Vigliaroli
Via Nicolò Rosa,16 71016 San Severo (FOGGIA)
0882.331311/3485147860
[email protected]
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Riassunto
Obiettivi L’ipersensibilità dentinale è uno dei disturbi più frequenti tra le odontalgie; spesso è
dovuto a recessioni gengivali ed è prevalentemente causato dal fluido inter-tubulare che spostandosi
stimola la polpa dentaria . Scopo di questo studio è analizzare l’applicazione del laser nel
trattamento dell’ipersensibilità , valutandone gli effetti sulla polpa.
Materiali e metodi L’efficacia della terapia laser varia a seconda delle lunghezze d’onda e dei
parametri utilizzati: i laser a bassa potenza biostimolano inducendo delle modifiche nella
trasmissione nervosa del dolore dentinale, i laser a “ media” potenza grazie al calore irradiato
obliterano i tubuli dentinali esposti per diversi micron di profondità.
Risultati L’irradiazione laser mediante Nd:YAG, Er:YAG e CO2 associata all’applicazione di
vernici fluorate desensibilizzanti produce un effetto occlusivo sinergico: la vernice rimane
“intrappolata” all’interno dei tubuli e il laser ne riduce la rimozione che fa normalmente seguito allo
spazzolamento o raramente ad una dieta troppo acida, aumentando così la durata dell’effetto
desensibilizzante.
Conclusioni. Il meccanismo coinvolto nel trattamento laser dell’ipersensibilità appare per certi versi
ancora sconosciuto: sono necessarie ulteriori chiarificazioni per ottimizzare l’efficacia e la sicurezza
di tale terapia.
Parole chiave: ipersensibilità dentinale , He-Ne laser, GaAl As laser, Nd:YAG laser, Er:YAG laser
Abstract
Aim of work Cervical dentine hypersensitivity is the most frequent complaint among reported
odontalgias. It can be often due to gingival recession and may cause pulpal stimulation through
dynamic changes in intra-tubular proteinaceous fluids.
The aim of this study is to analyse laser applications in the treatment of dentine hypersensitivity,
evaluating the effects on pulp tissues.
Materials and Methods The mechanism involved in laser treatment is correlated to the laser
wavelengths and used parameters. The effectiveness of low-level lasers has been proposed trough a
biostimulatory effect and the middle power lasers through heat-welding of tubule openings. LLLT
is a non invasive technique which does not affect morphologically enamel or dentine surface, while
stimulating the physiological potential of the pulp tissue. Middle power lasers cause the tubule
openings obliteration to a depth of several microns, coagulating tubular contents.
Results The association of laser irradiation with fluoride-containing dentin desensitizer cause a
combined occluding effects. When the application of desensitizer is generally combined with
Nd:YAG, Er:Yag or CO2 laser irradiation, the occluding agent was thus 'locked into' the dentinal
tubules, and it could neither be dissolved by vitamin C solution nor removed by brushing.
Therefore, laser irradiation locks the occluding agent into the dentinal tubules, resisting the effects
of an acidic diet and brushing, and increasing the duration of the desensitizing effect.
Conclusion. In conclusion the mechanism involved in laser treatment of dentine hypersensitivity is
relatively unknown; these require clarification to optimize safe and effective treatment.
Keywords: dentin hypersensitivity, He-Ne laser, GaAl As laser, Nd:YAG laser, Er:YAG laser.
Introduzione
L’ipersensibilità dentinale è uno dei disturbi più frequenti fra le odontalgie e colpisce varie fasce
della popolazione. Il primo laser utilizzato per il trattamento dell’ipersensibilità dentinale è stato il
Nd:YAG la cui azione è descritta da Matsumoto et all. in un lavoro del 1985. Tuttavia la diffusione
di questo strumento è rimasta limitata; si tratta, infatti, di una tecnologia complessa che necessita di
conoscenze nell’ambito tecnologico, scientifico oltre che odontoiatrico. Inoltre, i meccanismi
coinvolti sono molteplici e spesso poco chiari: i clinici si pongono infatti domande riguardanti
l’efficacia nel tempo, la riproducibilità e la sicurezza della tecnica laser. Molti dei laser studiati nel
trattamento dell’ipersensibilità infatti, se utilizzati con parametri non adeguatamente controllati,
possono indurre significativi danni termici, creando danni irreversibili a carico dei tessuti pulpari
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degli elementi dentari interessati.Lo scopo di questo lavoro è quello di analizzare, in seguito ad una
dettagliata revisione della letteratura, le svariate applicazioni del laser nel trattamento
dell’ipersensibilità dentinale , valutandone l’efficacia e gli effetti sul tessuto pulpare.
L’ipersensibilità dentinale: definizione, epidemiologia, eziologia e classificazione
L’ipersensibilità dentinale è un sintomo caratterizzato da dolore intenso in risposta a stimoli
termici, meccanici o chimici, dovuta ad esposizione della dentina e non imputabile a qualsiasi altra
patologia. La prevalenza dell’ipersensibilità varia tra 4 e il 57 % , mentre nei pazienti
parodontopatici tra il 60 e il 90 % .L’ipersensibilità si verifica prevalentemente in pazienti tra i
trenta e i quaranta anni, pur potendo interessare soggetti di qualsiasi età. La condizione può colpire
tutti i denti, anche se risulta più frequente a carico di canini e premolari e più specificatamente a
livello del colletto vestibolare ( 90 % circa).La dentina è naturalmente più sensibile rispetto allo
smalto a causa della stretta correlazione con la polpa dentale. Esami microscopici rivelano, infatti,
che in caso di ipersensibilità i tubuli dentinali sono più numerosi e più ampi rispetto a quelli
presenti nella dentina non sensibile.
Queste osservazioni sostengono l'ipotesi che il dolore dentinale sia mediato da un meccanismo
idrodinamico. Nella teoria idrodinamica, uno stimolo applicato sulla dentina provoca dolore in
quanto aumenta il flusso del fluido presente nei tubuli dentinali. A sua volta, il fluido attiva
meccanicamente le terminazioni nervose situate alle estremità più interne dei tubuli o negli strati
più esterni della polpa.
L’ipersensibilità dentinale si sviluppa in due fasi: in primis avviene l’esposizione di tessuto
dentinale per perdita di smalto o per recessione gengivale, che non necessariamente provoca
sensibilità. L’ipersensibilità si verifica sempre invece quando viene rimosso lo smear layer e quindi
le estremità più esterne dei tubuli dentinali risultano aperte. In questa seconda fase sono implicati
meccanismi di erosione e di abrasione ma l’erosione acida sembra essere la causa principale.
Le fibre nervose attivate dal meccanismo idrodinamico sono di tipo A e sono quelle responsabili
della sensibilità dentinale: la loro attivazione è direttamente connessa alla presenza di tubuli aperti o
chiusi. Tuttavia, talvolta l’ipersensibilità residua nonostante l'obliterazione dei tubuli dentinali e
questo è probabilmente legato al fatto che altri meccanismi contribuiscono all’attivazione delle fibre
nervose in alternativa o in concomitanza alla teoria idrodinamica. (1-5).L’ipersensibilità dentinale,
infatti, può essere il risultato di una sensibilizzazione indotta da un processo infiammatorio a carico
delle fibre nervose e questo spiegherebbe in parte l’elevata variabilità sintomatologia di dentina
esposta (Immagine 1). I fattori più comunemente responsabili dell’ipersensibilità dentinale sono:
 la predisposizione anatomica dovuta ad una deficienza strutturale della giunzione amelocementizia;
 l’abrasione da errato spazzolamento;
 l’infrazione dovuta a parafunzioni o alterazioni occlusali;
 l’erosione da acidi
 una preparazione cavitaria profonda;
 una mordenzatura impropria;
 alcune procedure parodontali come lo scaling, la levigatura o la chirurgia gengivale
 procedure di sbiancamento prolungate.
I gradi dell’ipersensibilità dentinale possono essere così distinti (Uchida et al. (1980):
 grado 0: nessun discomfort
 grado 1: discomfort moderato
 grado 2: dolore moderato ma tollerabile, in seguito all’applicazione di uno stimolo
 grado 3: dolore severo e intollerabile che persiste anche al termine dell’applicazione
dello stimolo. (Tab. I) (6)
Trattamento dell’ipersensibilità dentinale mediante laser
Sono state proposte molte soluzioni al fine di trattare questa patologia: il trattamento ideale
dovrebbe essere indolore, non irritante per la polpa, facile e rapido da eseguire, efficace per lungo
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tempo. I laser utilizzati per il trattamento dell’ipersensibilità dentinale sono distinti in due differenti
gruppi:
 laser a bassa Potenza (LLLT): He-Ne e GaAlAs
 laser a media Potenza (middle output power lasers): CO2, Nd:Yag, Er:Yag e GaAlAs (710)
Materiali e metodi
Negli ultimi anni sono stati eseguiti numerosi studi sul trattamento dell’ipersensibilità dentinale
mediante LLLT. Questa tecnica induce delle modifiche nella trasmissione nervosa del dolore
dentinale anziché cambiamenti strutturali nella dentina esposta, come avviene nel caso di altre
modalità terapeutiche. Il meccanismo alla base dell’effetto analgesico dovuto alla LLLT non è del
tutto chiaro, ma in letteratura sono riportate alcune ipotesi:
1) Secondo alcuni autori la LLLT agisce sulle prostaglandine, i principali mediatori flogistici
delle reazioni infiammatorie, stimolando il rilascio delle β endorfine che a loro volta
bloccano la formazione delle prostaglandine, con conseguente effetto antinfiammatorio.
Inoltre la LLLT induce una stabilizzazione del potenziale di membrana di alcune cellule, tra
cui i mastociti, responsabili della produzione dell’istamina, altro mediatore flogistico. In
questo modo tramite la produzione di β endorfine e tramite l’inibizione della produzione di
istamina si ottiene un potente effetto analgesico e antinfiammatorio.
2) Secondo altri autori l’effetto terapeutico è dovuto all’inibizione del segnale nocicettivo a
partenza dalle terminazioni periferiche.
3) Secondo altri autori i laser con lunghezza d’onda nello spettro del rosso e dell’infrarosso
stimolano dei meccanismi biologici che inducono l’obliterazione dei tubuli dentinali.
L’interazione della luce laser con il tessuto pulpare, infatti, genera un aumento dell’attività
metabolica degli odontoblasti con conseguente produzione di dentina terziaria, che va ad
obliterare numerosi tubuli dentinali. (11-16)
Il laser He-Ne agisce sul potenziale d’azione delle cellule nervose, che aumenta del 33%. Questo
induce un effetto analgesico duraturo, poiché l’aumento del potenziale d’azione permane fino a
circa otto mesi dopo l’applicazione laser.(17) Il laser a diodi GaAlAs agisce bloccando la
depolarizzazione delle fibre nervose C.
Tra i laser a diodi, quelli con lunghezza d’onda 660 nm si sono dimostrati più validi di quelli con
lunghezza d’onda 830, la risoluzione completa della sintomatologia si è osservata dopo 15-30
minuti dall’irradiazione laser, i trattamenti sono stai più efficaci in pazienti tra i 25 e i 35 anni e le
ragioni sono da ricollegarsi alla diversa morfologia del complesso dentina-polpa in questi pazienti
rispetto a pazienti di età superiore.
Nei pazienti di età superiore, infatti, è presente un quantitativo superiore di dentina intertubulare,
inoltre i tubuli dentinali hanno un diametro ridotto: queste caratteristiche inficiano l’azione dei
trattamenti tradizionali e laser assistiti.
La LLLT si è dimostrata una tecnica non invasiva priva di effetti collaterali: in particolare non
causa mai danni termici ai tessuti e questo è considerato il principale vantaggio dei laser a bassa
potenza rispetto a quelli a media potenza. L’energia laser a media potenza viene assorbita dalla
dentina e provoca analgesia pulpare mediante modifiche tissutali indotte dal calore. Il laser CO2
( Tab.IV ) induce la disidratazione della dentina, la riduzione della permeabilità e la sigillatura dei
tubuli dentinali e quindi la scomparsa della sintomatologia dolorosa. (18) Il laser Nd:Yag grazie
all’effetto termico, provoca la fusione e la ri-cristallizzazione della dentina e quindi la chiusura dei
tubuli dentinali per una profondità di 4 mm con conseguente analgesia pulpare. Secondo altri autori
questo laser induce, invece, un’analgesia pulpare diretta mediate due meccanismi: modifica la
permeabilità della membrana cellulare interferendo con il meccanismo della pompa Na-K e altera
temporaneamente la parte terminale degli assoni sensitivi. (19) (Immagine 2).Il laser ad Erbio è
efficace grazie all’elevato assorbimento della sua lunghezza d’onda da parte dell’acqua. Applicato
sul tessuto causa un’evaporazione dello smear layer e del fluido dentinale con conseguente
diminuzione del movimento del fluido e deposizione di sali insolubili nei tubuli, che risultano così
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alto potenziale battericida e questo può contribuire alla desensibilizzazione, dal momento che la
soglia del dolore delle fibre nervose sembra essere più bassa in presenza dei mediatori della flogosi.
Il laser a diodi GaAlAs produce la vetrificazione e quindi la sigillatura dei tubuli dentinali con
conseguente anlgesia pulpare.
Risultati
Il laser He-Ne è indicato in caso di ipersensibilità lieve ( grado 1). I parametri consigliati sono 6
mW, in modalità continua o pulsata con frequenza 5 Herz per 2-5 minuti; la fibra va mantenuta non
a contatto.
Il laser GaAlAs è indicato in caso di ipersensibilità lieve ( grado 1). I parametri consigliati sono:
lunghezza d’onda tra 660 e 900 nm in modalità continua tranne il 900 nm in modalità super-pulsata
con 1,2 kHz, potenza di 30-100 mW e tempi di applicazione da 30 s a 3 min; la fibra va mantenuta
non a contatto.
Il laser CO2è indicato in caso di ipersensibilità lieve, moderata e grave ( grado 1-3). I parametri
consigliati sono: 0,5-1 W in modalità continua con tempi di applicazione da 0,5 a 5 sec ripetuti 5-10
volte; la fibra va mantenuta non a contatto con un movimento continuo.Il laser Nd:Yag è indicato
in caso di ipersensibilità lieve, moderata e grave ( grado 1-3). I parametri consigliati sono 0.3- 10
W, ma le potenze più efficaci sono 2-3 W, in modalità continua o pulsata con una frequenza di 1020 Hz con tempi di applicazione da 1 a 60 sec. La fibra va mantenuta non a contatto con un
movimento continuo.I laser ad Erbio sono indicato in caso di ipersensibilità lieve e moderata
(grado 1-2). I parametri indicati sono 1 W in modalità pulsata con frequenza di 10-12 Hz per meno
di 60 s. La fibra va mantenuta non a contatto con un movimento continuo e con spray aria/acqua. Il
laser GaAlAs a media potenza è indicato in caso di ipersensibilità lieve e moderata ( grado 1-2).
Per i parametri indicati sono: 3 W in modalità continua per 810 nm e 0 .5-20 W in modalità pulsata
per 805 nm. La fibra va mantenuta non a contatto(20)
Impiego combinato di laser e vernici desensibilizzanti
Sono stati condotti alcuni studi sull’impiego combinato del laser e di vernici desensibilizzanti.
L’uso combinato di laser a diodi con vernici al fluoro si è dimostrato più efficace del 20% rispetto
al solo trattamento laser.Il trattamento laser con Nd:Yag associato a vernici al Fluoruro di Sodio al
5% si è dimostrato molto più efficace rispetto al solo trattamento laser: osservazioni al SEM, infatti,
hanno premesso di associare l’aumentata efficacia alla riduzione nel numero e nell’ampiezza dei
tubuli dentinali. L’uso combinato del laser Er:Yag e del CO2 e di un prodotto resinoso al fluoro
sortisce buoni risultati, poiché la rimozione dello smear layer prodotta dal laser facilita la
penetrazione della vernice nei tubuli. Quindi l’associazione delle sostanze desensibilizzanti alla
terapia laser aumenta l’efficacia e la durata nel tempo del trattamento, poiché il laser crea una
superficie di dentina cristallizzata che protegge la vernice dall’azione corrosiva di alcune sostanze e
dallo spazzolamento, che nel tempo consumano la vernice. Questo effetto è stato dimostrato da uno
studio al SEM che correla la riduzione della sensibilità alla riduzione del numero di tubuli pervi.
Discussione
La valutazione oggettiva dell’efficacia dei trattamenti dell’ipersensibilità dentinale è spesso
difficoltosa: in primis è necessario scegliere accuratamente i metodi e materiali impiegati per la
valutazione del dolore, inoltre è importante considerare la variabilità dell’interpretazione soggettiva
in risposta allo stimolo dolorifico e quindi alla risoluzione del sintomo. Per ovviare a questo tipo di
problematiche ci si avvale di una scala VAS, che permette al paziente di associare la sensazione
dolorosa ad un numero e poter così ottenere una registrazione oggettiva dell’esperienza dolorosa
prima e dopo il trattamento. In questa fase è importante tenere in considerazione la possibilità di un
effetto placebo, soprattutto nei casi in cui si osserva una risoluzione immediata e completa della
patologia invece di un miglioramento graduale nell’arco di alcune sedute. In tutti gli studi effettuati
è stato riportato un effetto placebo, che varia dal 20% al 60%. Il rischio di recidiva varia dal 6% al
75% a seconda del protocollo impiegato; le ragioni della ricaduta sono sconosciute ma
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probabilmente sono da ricondursi al meccanismo che è alla base della risoluzione del dolore:
l’analgesia pulpare e l’effetto placebo sono transitori mentre l’obliterazione dei tubuli dentinali ad
opera dei laser a media potenza è permanente. (20)
Conclusioni
In una revisione sistematica della letteratura si osserva come ogni autore abbia impiegato protocolli
molto diversi per quanto riguarda la potenza, la modalità di emissione e i tempi di applicazione del
laser, sarebbe quindi interessante standardizzare la procedure e formulare quindi un protocollo
unico.
Fino ad oggi sono stati impiegati sei laser per il trattamento dell’ipersensibilità dentinale ma altri
laser possono essere studiati a tale scopo; al fine di poter migliorare tali trattamenti però è
necessario ampliare e perfezionare le ricerche per capire meglio i meccanismi che sono alla base
dell’effetto dell’applicazione del laser.
Bibliografia
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Didascalie immagini
Immagine 1: Caratteristica lesione erosive “ a colpo di unghia” da trauma meccanico (errato
spazzolamento)
Immagine 2: Trattamento di erosione smalto – dentinale mediante Laser Nd-Yag
Tabelle
Tabella I. Classificazione ipersensibilità dentinale
GRADO SINTOMATOLOGIA
0
nessun discomfort
1
discomfort moderato
2
dolore moderato ma tollerabile in seguito all’applicazione di uno stimolo
3
dolore severo e intollerabile che persiste anche al termine dell’applicazione dello stimolo
Tabella II. Il laser He-Ne
INDICAZIONI
discomfort lieve (grado 1)
PARAMETRI
6 mW
Modalità continua o pulsata con frequenza 5 Hz
2-5 minuti
AZIONE
Alterazione del potenziale d’azione delle cellule nervose
Tabella III. Il Laser GaAlAs a bassa potenza
INDICAZIONI
discomfort lieve (grado 1)
PARAMETRI
30-100 mW
660-900 nm
30 secondi – 3 minuti
AZIONE
Blocco della depolarizzazione delle fibre nervose C
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Tabella IV. Il laser CO2
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INDICAZIONI
PARAMETRI
AZIONE
discomfort lieve, moderato e grave ( grado 1-3)
: 0,5-1 W in
Modalità continua
0,5-5 sec con ripetizione di 5-10 volte
Disidratazione della dentina, riduzione della permeabilità e sigillatura dei
tubuli dentinali
Tabella V. Il laser Nd:Yag
INDICAZIONI
PARAMETRI
AZIONE
discomfort lieve, moderato e grave ( grado 1-3)
0.3-10 W
Modalità continua o pulsata con frequenza 10-20 Hz
1-60 sec
Fusione e la ri-cristallizzazione della dentina
Analgesia pulpare diretta
Tabella VI. Il laser Er:Yag
INDICAZIONI
PARAMETRI
AZIONE
discomfort lieve e moderato ( grado 1-2)
1W
10-15 Hz
Meno di 60 secondi
Evaporazione dello smear layer e del fluido dentinale
Tabella VII. Il laser GaAlAs a media potenza
INDICAZIONI
PARAMETRI
AZIONE
discomfort lieve e moderato ( grado 1-2)
3 W (810 nm), 0,5-20 W (805 nm)
Modalità continua o pulsata
Obliterazione tubuli dentinali
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Figura
Immagine 1
Immagine 2
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