Prodotto da Tea Di Giacomo
Classe 1 C a.s. 2010-2011
Acqua
Vita intorno a noi..
Indice
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La storia.. dell’acqua
Da dove arriva l’acqua?
Cosa contiene l’acqua
Emergenza acqua!
La gestione attenta dell’acqua
La storia.. dell’acqua
Fin dall’antichità l’acqua è stata indispensabile per la vita sulla terra. Basti
pensare alla nascita delle prime popolazioni stabili e allo sfruttamento delle
piene del fiume Nilo dagli Egizi e dal Tigre e Eufrate dai popoli della
Mesopotamia. Il Fiume straripava e rendeva fertile il terreno. Ovviamente
questo accadeva solo quando la portata del fiume era abbondante e così si
imparò a gestire le riserve d’acqua grazie a canali di irrigazione, che
garantivano la fertilità del terreno anche nei periodi più secchi. Quando in
una zona non vi erano fiumi o laghi, l'acqua freatica veniva usata come
acqua potabile. Essa era pompata in alto attraverso i pozzi. La gente
comincio' inoltre a sviluppare sistemi di trasporto dell'acqua potabile. Esso
avveniva attraverso semplici scanalature, scavate nella sabbia o nelle
roccie e più tardi si iniziarono anche ad usare dei tubi vuoti. In Egitto si
usavano palme vuote, mentra in Cina e in Giappone si utilizzavano canne
di bambù, successivamente si adoperarono argilla, legno e persino
metallo.
In Persia si cercarono i fiumi e i laghi sotterranei, l'acqua passava
attraverso i fori delle rocce nei pozzi e nelle pianure.
Intorno al 3000 A.C., in Pakistan si sfruttava un rifornimento idrico molto
vasto: c'erano attrezzature di bagni pubblici con installazioni di caldaie.
Nell'antica Grecia l'acqua di sorgente, l'acqua di pozzo, e l'acqua piovana
furono molto sfruttate fin dagli inizi. A causa di un rapido aumento della
popolazione urbana, la Grecia fu costretta ad immagazzinare l'acqua in
pozzi ed a trasportarla alla gente attraverso una rete di distribuzione.
L'acqua usata veniva trasportata attraverso le fogne, insieme all'acqua
piovana. Quando venivano raggiunte le valli, l'acqua era condotta attraverso
le colline sotto pressione. Il Greci furono fra i primi a dimostrare interesse
verso la qualità dell'acqua e usarono i bacini di aerazione per
la depurazione dell’acqua.
I Romani furono i piu' grandi architetti e constuttori di reti di distribuzione idriche nella
storia, usarono fiumi, sorgenti o acqua freatica per l'approvvigionamento; costruirono
dighe sui fiumi provocando la formazione di bacini. L'acqua dei laghi veniva areata e
quindi distribuita. L'acqua della montagne era il tipo di acqua più popolare, grazie alla sua
qualità.
Per il trasporto dell'acqua furono costruiti gli acquedotti attraverso i quali l'acqua veniva
trasportata per decine di chilometri. Le tubature nella città erano fatte di calcestruzzo,
roccia, bronzo, argento, legno o piombo e lo sfruttamento dell'acqua era protetto da
inquinanti esterni.
Dopo la caduta dell'impero romano, gli acquedotti non furono piu' usati. Dal 500 al 1500
d.c. ci fu un piccolo sviluppo nel settore di trattamento delle acque. Nel Medio Evo si
formarono innumerevoli citta', in cui venivano usate tubature di legno. L'acqua veniva
prelevata da fiumi o da pozzi, o dall'esterno della città. Presto le condizioni diventarono
altamente antiigeniche, perché scarti ed escrementi erano stati scaricati nell'acqua. Le
persone che bevevano quest’ acqua si ammalavano e spesso morivano. Per risolvere il
problema si inizio' a bere acqua potabile proveniente dall'esterno della città, dove i fiumi
non erano inqunati. Questa acqua era trasportata alla città dai cosiddetti elementi portanti
d'acqua.
Il primo impianto di distribuzione di acqua potabile che riforniva un'intera città fu
sviluppato a Paisley, in Scozia nel 1804 da John Gibb, per fornire acqua al suo locale di
candeggio ed all'intera città. Nel giro di tre anni, l'acqua filtrata fu trasportata a Glasgow.
Nel 1806 a Parigi fu messo in operazione un grande impianto per il trattamento dell'acqua.
L'acqua sedimentava per 12 ore, prima di essere filtrata. I filtri erano costituiti da sabbia e
carbone da legna e venivano sostituiti ogni sei ore.
Nel 1827, l'inglese James Simpson costrui' un filtro a sabbia per la depurazione dell'acqua
potabile. Ancora oggi indichiamo questo come il maggiore contributo alla sanita' pubblica.
Da dove arriva l’acqua?
La terra è ricoperta per i 2/3 di acqua, ma non tutta è utilizzabile per
alimenti o per attività agricole e industriali: l’acqua salata, infatti,
ricopre il 97,4% del nostro pianeta e contiene una concentrazione di sali
tale da danneggiare qualsiasi organismo umano, animale o vegetale.
L’Acqua che costituisce i mari e gli oceani ha una concentrazione
media dei sali disciolti di 35 gr/l.
Il 2,6% di acqua restante sulla terra è acqua dolce, indispensabile per la
vita di ogni essere vivente. che contiene pochissimi sali disciolti, meno
di 500 parti per milione (ppm).
L’acqua dolce proviene:
-dai bacini superficiali (ghiacciai, fiumi, laghi e sorgenti) che
dipendono dalle precipitazioni, infatti in base alla quantità di pioggia
dipenderà l’aumentare o il diminuire della portata acqua;
- dalle falde acquifere, depositi sotterranei che, nel corso di secoli,
hanno raccolto acqua di pioggia caduta dentro le fessure della
superficie che, però, hanno bisogno di tempi lunghi per crearsi;
- dall’acqua piovana raccolta in bacini di riserva (dighe);
Nell’acqua di mare la concentrazione di sale varia a seconda dell'intensità di
evaporazione, l'acqua pura evapora mentre i sali rimangono sul fondo e
dall'apporto dei fiumi. Infatti più fiumi affluiscono nel mare meno sarà la
concentrazione di sali, perché le acque vengono rimescolate disperdendoli. La
proporzione dei sali, invece, rimane sempre uguale: in tutte le distese di acqua
salata il più presente è il cloruro di sodio (NaCl), più comunemente detto "sale da
cucina".
Nelle acque marine si trovano anche nitrati e fosfati, che risalgono in superficie
grazie alle correnti e favoriscono lo sviluppo degli organismi autotrofi (alghe) e
due gas disciolti, l'ossigeno (O2) e l'anidride carbonica (CO2). Questi gas disciolti
servono per effettuare i due processi che garantiscono la vita agli esseri viventi
che popolano il mare: la respirazione e la fotosintesi clorofilliana. Infatti i pesci
non respirano gli atomi di ossigeno contenuti nelle molecole d'acqua, ma le
molecole di ossigeno disciolte. Senza le correnti, l'ossigeno rimarrebbe solo nei
venti metri più superficiali, ma grazie a questi movimenti marini, arriva anche
nella zona più profonda, la zona afotica.
I livelli di salinità e la composizione chimica relativi ad acque in zone diverse
del globo può variare molto, così come tale composizione può variare nel
tempo in una stessa zona. Le precipitazioni, da cui le acque dolci si originano,
portano al suolo diversi materiali presenti nell'atmosfera, così come elementi
provenienti dalle masse di acqua marina da cui le nubi si sono formate, o dalle
regioni che queste hanno attraversato. Un fenomeno limite è quello
delle piogge acide, dovuto alla presenza nelle nubi che originano le
precipitazioni di solfuri e composti azotati, derivati dalle attività industriali.
Nelle zone costiere, le precipitazioni possono contenere elevati livelli di
salinità, qualora le condizioni atmosferiche, ad esempio il vento, abbiano
portato nell'atmosfera delle gocce di acqua marina nebulizzata, che poi
ricadono a terra come pioggia. Precipitazioni di questo tipo possono contenere
livelli elevati di sodio, magnesio, solfati e cloruri oltre che tracce di numerosi
altri elementi.
Nei terreni desertici, o comunque con suoli secchi e polverosi, il vento può
portare in quota sabbia e polvere che, concorrendo a formare le nubi, vengono
trasportate lontano insieme ad esse per poi ricadere sotto forma di
precipitazioni,originando il fenomeno noto come "piogge di sabbia".A causa dei
potenti venti in quota,queste possono avvenire in regioni molto lontane dalle
zona d'origine, esempi tipici sono le "piogge di sabbia" che avvengono
in Europa o Sud America a causa di nuvole provenienti dal Sahara e possono
portare le acque dolci di tali regioni ad avere livelli elevati di elementi
quali ferro ed altri minerali.
Emergenza Acqua
!
In soli nove paesi è localizzato il 60% delle risorse naturali di
acqua. Al contrario, per ben 80 paesi si può parlare di stato di
penuria. Alla fine del XX secolo erano circa 10.000 gli esseri umani a
morire ogni giorno per mancanza d’acqua potabile. Questo numero
si triplica se si considera la mancanza d’acqua come concausa nella
manifestazione di malattie come la dissenteria, il colera, il tifo e
molte altre dovute dalla presenza di microrganismi. Oggi sono circa
1.400.000.000 le persone che nel mondo che non hanno accesso
all’acqua potabile. Inoltre, più di due miliardi di persone non
godono d’alcun sistema sanitario domestico e una persona su tre al
mondo non beneficia di sistemi di depurazione delle acque usate.
Particolarmente grave è la situazione nelle città della grande
povertà. Si prevede che nel 2025 esse saranno circa 650, di cui più o
meno 600 in paesi “sottosviluppati”. In passato l’acqua ha permesso
di costruire le città, la sua mancanza e il suo cattivo uso le stanno
privando di un futuro.
Per dare delle risposte a tutto quanto fin qui esposto, nel 1998 a
Lisbona, dal Gruppo di Lisbona e dalla Fondazione Mario
Soares, è nato un Comitato Internazionale che ha elaborato una
serie di proposte denominate “Contratto Mondiale per
l’acqua”. In seguito sono nati comitati nazionali in diversi paesi,
tra cui figura anche l’Italia con il CIPSI (Coordinamento
d’Iniziative Popolari e di sviluppo) l’organizzazione che per
prima vi ha aderito, che in realtà è un coordinamento di ONG
dove figura anche Legambiente, Movimento Consumatori,
Forum Ambientalista.
Già nel 1982 a Rio de Janeiro, si è tenuto un importantissimo
convegno dove erano presenti 170 paesi e 110 capi di stato; la
conferenza ha avuto pochi effetti immediati, ma è stata
importante perché ha posto problemi ed approvato cinque
documenti. L'uomo non può rinunciare allo sviluppo, ma deve
essere uno sviluppo sostenibile, cioè non deve distruggere le
risorse naturali e l'ambiente. La dichiarazione non ha,
purtroppo, forza di legge per gli Stati, che quindi si sono
impegnati a rispettarla solo formalmente.
La gestione attenta dell’acqua
L’acqua rischia di scarseggiare anche a causa delle condizioni climatiche. Le
precipitazioni sono diminuite del 20%, e quando vi sono piogge violente si creano
forti innondazioni e alluvioni, così il terreno non riesce ad assorbire l’ acqua che si
disperde.
A provocare la scarsità d’acqua si aggiungono:
- l’inquinamento da parte dei pestidici, di fertilizzanti, e degli scarichi industriali che
vengono assorbiti dal terreno e si infiltrano nelle falde acquifere;
- la richiesta della disponibilità d’acqua; siamo ormai 7 miliardi di persone a sfruttare le
acque dolci e circa la metà vive nelle città, dove la popolazione aumenta e a sua
volta aumenta la domanda e il consumo.
Per risolvere il “problema acqua”, bisogna gestirla migliorandone le modalità d’uso.
Perciò è necessario:
- consumare di meno e meglio, evitando sprechi e dispersioni;
- raccogliere l’acqua piovana e riutilizzarla prima che si disperda nel terreno;
- distribuirla in modo razionale ed equilibrato;
L’agricoltura’ è l’attività che ne usa in quantità maggiori ed è in questo settore che si
potrebbe risparmiare, costruendo ad esempio, sistemi di irrigazione ad alto
rendimento, come l’irrigazione a goccia, che ottiene un buon sistema di recupero.
ANCHE UNA SOLA GOCCIA PUO’ FARE LA DIFFERENZA.
UN APPROPRIATO UTILIZZO DI ACQUA PORTA IL MONDO
AD ESSERE UN POSTO MIGLIORE.
BIBLIOGRAFIA: “Geografie” - G. Monaci, G. Della Valentina, G. Cervi , P. Lleodi, B. Ragazzi,
F. Silvestri- Archimede Edizioni;
“Terra!” C. Pignocchino Feyles - ed. Sei
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