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OLLETTINI
ALESIANE
ORGANO DEI COOPERATORI SALESIANI
ANNO XCI -N . 11 ;,-1°SETTEMBRE 1967
Spediz . in abbon . p' .
`Gruppo 2° - 1 • quindicina
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lì,
IN QUESTO NUMERO :
Paolo VI ci vuol bene
Per linnesto dell'uomo moderno in Dio
Don Bosco nel Belgio da 75 anni
Pace nel Vietnam
Le opere sociali di Padre Miguel
'Padre, adesso è bello qui"
IN COPERTINA :
Monaci buddisti durante la loro
passeggiata serotina nel giardino
botanico di Ceylon, fotografati da
un missionario salesiano. "Tutto
ciò che di buono e di vero si
trova nei non cristiani, è ritenuto
dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo".
(Concilio Vaticano I I, Lumen Gentium, 16) .
La fede è una luce, è una fiamma.
Paolo VI in questo "Anno della
Fede" vuole accenderla nel cuore
di tutti gli uomini.
NEL 70 0 COMPLEANNO
L'INCONTRO COL PAPA
Vedere il Papa, accostarlo quasi a tu per tu, accogliere le Sue parole è, per i figli della Chiesa, il più
valido e confortante sostegno della fede . Si sente
allora che il Papa compie, proprio per noi, la missione affidataGli dal Signore : "Pasci le mie pecorelle" . Già S . Paolo si confortava per essere andato
a «vedere Pietro» e per aver così assicurato la
sua dottrina .
Nel 700 compleanno di Paolo VI, accennando agli
incontri paterni che Egli ebbe con la Famiglia Salesiana, troviamo un sicuro argomento per confermare, col nostro amore e la nostra gratitudine, la nostra fede nella Chiesa e nel Papa . È come un pellegrinaggio spirituale a S . Pietro nell'"Anno della fede" .
Il nostro Rettor Maggiore don Ricceri, nell'udienza accordata da Paolo VI ai membri del Capitolo Generale, ringraziò il Vicario di Gesù Cristo
con queste espressioni : « Il "Borgo Ragazzi Don
Bosco" del quartiere Prenestino fin dal suo inizio,
l'Istituto di Arese, le ripetute visite alle opere di
Milano e di Sesto San Giovanni, l'incontro di Bombay durante l'apostolico viaggio in India : sono
tappe di un itinerario soffuso di amore privilegiato
e di cure paterne, che ci confondono e sentiamo di
non meritare » .
Il Santo Padre amò Don Bosco già nella sua
infanzia felice, e ne fissò nelle pupille l'immagine
quando ancora sorrideva nella culla: infatti nel salotto di casa Montini spiccava una fotografia di Don
Bosco un po' scolorita, ma ravvivata dalla fantasia
del piccolo Giovanni Battista, che appena imparò
l'alfabeto lesse le parole scritte dal Santo stesso ai
piedi dell'immagine : « In fin di vita si raccoglie il
frutto delle opere buone» .
L'amore a Don Bosco entrò con Monsignore
in Vaticano e giganteggiò quando i salesiani raccolsero gli sciuscià. Quel Monsignore fine, riservato
e inseparabile dalla candida figura di Pio XII, aveva
in cuore una paternità universale ; Monsignor Moritini predilesse quei poveri figlioli e li fece conoscere,
amare e soccorrere dal grande Pontefice ; li presentò anche alla generosità di sir D'Arcj Osborne,
allora ministro plenipotenziario d'Inghilterra presso
la Santa Sede, il quale godeva di una grande amicizia presso l'alto prelato .
Monsignor Montini lavorò non poco per ottenere al
Prenestino il suolo ove sorge il °Borgo Don Bosco" .
La carità di quel conoscitore profondo del cuore
giovanile non si limitava al pane, tanto necessario
in quei tempi così calamitosi, ma si estendeva anche
alla gioia, che nell'età evolutiva è più necessaria
dello stesso pane . Tra i doni che divennero tradizionali erano attesissime le "biciclette del Papa" .
Quando nel 195o, alla presenza di Monsignor
l\'Iontini, si inaugurarono le nuove officine, i salesiani incisero nella lapide-ricordo anche il suo nome ;
ma egli lo fece togliere, vincendo le affettuose insistenze dei beneficati : « Se mi volete bene - asserì
con decisione - fatemi il favore di modificare la
lapide e subito » .
Nello studio del primo collaboratore di Pio XII
da una consolle, davanti al tavolo di lavoro, sorrideva un busto di Don Bosco .
Quando don Biavati corse in Vaticano per ringraziare, ancora una volta, il grande benefattore eletto
arcivescovo di Milano, Monsignor Montini col gesto
del padre che offre in dono ai figli un cimelio prezioso, disse . «Portatelo al Borgo, è il mio ricordo! » .
Ricevendo i suoi ragazzi del "Borgo Don Bosco",
Paolo VI in rapida sintesi narrò quella storia d'ai
Monsignor Montini, accompagnato dal
ministro Osborne, premia i ragazzi del
— Borgo Ragazzi Don Bosco' (festa di
San Giovanni Bosco, 31 gennaio 1954) .
more : «Adesso attenti, ragazzi del Borgo Don Bosco!
(applauso prolungato) Ci ascoltate? Non possiamo
non unirci a questo applauso perchè non va alla nostra persona, ma sì all'istituzione stessa . Sarebbe il
momento di farne la storia . Questo Borgo dei ragazzi di Don Bosco nacque dopo la guerra quando
Roma era invasa dagli sciuscià, dagli scugnizzi, dai
ragazzi randagi. E vi fu chi cominciò a raccoglierli .
I primi ad allargare le braccia furono i sempre cari
• benemeriti salesiani di Borgo Prenestino . E c'era
un bravissimo salesiano che adesso deve star su in
Piemonte, ed ebbe per successore don Biavati, che
vediamo qua presente e che salutiamo . Vi sono gruppi
magnifici di ragazzi delle periferie, raccolti ed educati
tanto bene . Li abbiamo sentiti cantare tante volte,
li abbiamo anche visitati . E, figlioli, chissà che non
venga a farvi una visita . Grazie della fedeltà che voi
dedicate a questa opera magnifica, grazie agli educatori, che vi assistono, ai benefattori. Grazie a quelli
che hanno organizzato le officine, le scuole . Ed un
saluto a tutti gli exalunni, ai parenti, ed un ricordo
a quelli che già sono in Paradiso ».
A Milano non era più valida la delicatezza di
nascondersi dietro l'augusta persona del Pontefice
• perciò l'Arcivescovo espresse la sua predilezione
più apertamente . Nella prima festa di Don Bosco,
che passò a Milano, disse : «,4 Roma frequentavo
l'Istituto Salesiano al Prenestino, il Borgo ove sono
alloggiati un migliaio di ragazzi . Sovente li visitavo
• prima di lasciare la città eterna ho regalato loro
un busto di Don Bosco che mi era molto caro . Venendo a Milano sento che amerò d'oggi in avanti
con lo stesso affetto tutti i giovani dell'Istituto e della
Parrocchia di Sant'Agostino . Viva Don Bosco!».
Quando le vampe della carità nel cuore del Pastore investirono i giovani d'Arese, l'Arcivescovo
implorò l'aiuto dei salesiani . Il Rettor Maggiore
don Ziggiotti si rese conto delle enormi difficoltà
• si limitò a rispondere : « Proviamo ».
Il 21 aprile del 196o, rievocando quell'impresa
della carità, il Pastore esternava così la sua riconoscente ammirazione:
« E si provò ; e bastò questo, direi come se fosse da
scavare in un terreno dove sotto c'è dell'acqua . La polla
di acqua incominciò subito ad essere sorgente magnifica, promettente e luminosamente limpida . Perchè?
Innanzitutto perchè li conoscevo questi nostri educatori salesiani . Essi vi si misero con tutto il loro
cuore . E io voglio dire anche a voi, carissimi confratelli, figli di Don Bosco, siate contenti di quello che
avete compiuto e che vedete, perchè una volta di più si
è dato la prova che osando si ottiene, che sacrificandosi
non si perde il proprio sforzo, che, misurando con il
cuore, col cuore e non con altre misure, il bene da fare
si realizza . Avete compiuto del bene sempre con la vostra
arte della dedizione completa, dell'amore di figlioli,
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della fiducia in Dio, della fedeltà alle vostre tradizioni
ed ecco il bene lo abbiamo davanti . A stato possibile » .
Il parroco salesiano don Lajolo, svoltasi in parrocchia la —Crociata della bontà", condusse una
folla di bambini e bambine all'arcivescovado per
rendere omaggio al Cardinale .
Quei frugoli invasero le sale con grande imbarazzo del segretario . Il Cardinale doveva sedersi
a tavola per il pranzo, ma, sentito il chiasso di quei
ragazzi, andò in mezzo a loro, come avrebbe fatto
Don Bosco, dimenticando il disturbo, e parlò come
se fosse uno di loro .
Il mattino del 9 maggio 1963 confratelli e giovani,
in lutto per la morte dell'Ispettore don Plinio Gugiatti, videro giungere tra loro per pregare accanto
alla salma e per confortare tutti, l'amatissimo Cardinale.
In tutti gli anni della permanenza a Milano l'Arcivescovo non mancò mai all'appuntamento con
Don Bosco il 31 gennaio, nonostante l'accumularsi
degli impegni e delle fatiche .
A Bombay Paolo VI si incontrò con trentamila
studenti, raccolti nella Scuola "Don Bosco" . Don
Un momento dell'udienza di Paolo VI ai
membri del XIX Capitolo Generale . Il Papa
ebbe per loro tratti di bontà più che
paterna, che commosse tutti i Capitolari.
Archimede Pianazzi, che faceva le veci del Rettor
Maggiore, ricorda così lo storico incontro : « Il Papa
arrivò verso le io . Lo ricevetti con i vescovi e gli
ispettori salesiani e gli espressi la gioia e la riconoscenza del Rettor Maggiore e di tutta la Congregazione per l'onore che veniva fatto alla nostra
famiglia, ma il Papa, stringendomi le mani, mi
interruppe: "Sono io, è la Chiesa che vi deve ringraziare per aver eretto istituzioni come queste" .
Uno studente universitario lesse un indirizzo e
in ginocchio ricevette la benedizione ; quando si
alzò, il Papa si alzò con lui e l'abbracciò . Fu un
grido di sorpresa e di gioia e poi uno scroscio di
applausi a non finire .
In quel dialogo con la folla giovanile Paolo VI
disse : « Come Padre io amo ogni figlio adottivo di Dio,
ma amo soprattutto i giovani . Voi siete la speranza
del futuro; voi siete giovani, voi siete forti, voi siete
pieni di vita, di energia e di ideali ».
Quando il successore di San Pietro si recò per
la prima volta nella terra di Gesù, l'entusiasmo universale ebbe espressioni tipicamente giovanili nei
salesiani di Terra Santa.
Un chierico con i suoi ragazzi accorse da
Aleppo per baciare la mano al Papa. Paolo VI,
udito che quel giovane era un salesiano, esclamò :
«Oh, salesiano! E allora salutami tanto tutti i salesiani di qui» .
E verso mezzogiorno, quando il visitatore straordinario don Pianazzi, l'Ispettore e altri due
salesiani poterono avvicinarlo, il Santo Padre
disse : «Oh, salesiani! Bene . Sono contento di vedervi, perchè non vi avevo ancora visti ; e io so che
lavorate qui e molto, ma io vi ho già mandato i miei
saluti, sapete, stamattina ».
I rappresentanti delle nostre opere offrirono allora
il loro dono : una cassetta intarsiata di madreperla
che sul coperchio presentava la scena dei magi e
racchiudeva tre scatolette di argento fino le quali
contenevano rispettivamente un piccolo lingotto
d'oro, incenso d'Arabia e mirra della Mecca. « Ecco
un dono -- spiegò il Papa visibilmente contento -che è proprio completo ; prezioso per il suo valore
intrinseco e per il suo significato » . E volle ricam-
biare il dono offrendo alle nostre officine di Betlemme delle macchine per la somma di mille
denari giordanici .
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Anche per le Figlie di Maria Ausiliatrice ebbe
tratti di paterna predilezione fin da quando era
Arcivescovo di Milano .
Durante una visita pastorale disse alle Suore di
Bosto di Varese : # La Congregazione delle Figlie di
Maria Ausiliatrice fa tanto bene ovunque : è all'altezza dei tempi, sa fare suoi i bisogni della Chiesa
con la quale e per la quale lavora, dividendo col sacerdozio cattolico quella forma di apostolato moderno
che porta le anime a Dio, come fecero i suoi santi
Fondatori » .
E a quelle di Castellanza : « Vi sono molto riconoscente di ciò che fate per le anime . Sì, vi ringrazio e
sono contento di voi ; anzi vi posso dire che se io sono
contento di voi, lo è certamente anche il Signore » .
Alle suore di Oggiona il 25 maggio 1963, un mese
prima della sua elezione a Papa, confidava : « Faccio
molto affidamento sulle Figlie di Maria Ausiliatrice» .
E il i° giugno a quelle di Cardano del Campo :
« Vi voglio bene : ditelo alle vostre Superiore e portate
loro il mio saluto».
Eletto Papa, alla Superiora, Madre Angela Vespa,
il 13 aprile 1964, dichiarò : « Vi ho conosciute e apprezzate specialmente a Milano nella scuola e nelle
varie parrocchie del Milanese e del Varesotto durante le visite pastorali. Ho constatato la vostra attività generosa fra la gioventù e ho visto sempre le
Suore serene e contente . È segno che vivono bene la
loro consacrazione religiosa » .
Introdotto alla sua presenza l'intero Consiglio
Generalizio, aggiunse : « Voglio ringraziarvi molto
per il lavoro che svolgete . La Chiesa è contenta di
voi; ma prima ancora che per il vostro lavoro, la Chiesa
vi ringrazia per la vostra vita di consacrazione al
Signore e di ricerca della vostra santificazione personale » .
La festa del Corpus Domini quest'anno,
com'è noto, il Papa ha voluto celebrarla
al quartiere Tusculano, nella parrocchia di
San Giovanni Bosco. La foto ha colto il
momento in cui Paolo VI s'intrattiene
amabilmente col parroco don Luigi Pace
e gli dona il calice con cui ha celebrato
e una busta per i poveri della Parrocchia .
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Nel discorso che Paolo VI si degnò rivolgere ai
membri del Capitolo Generale, la tenerezza paterna
esplose in tutto il suo fascino. Sugli occhi dei Capitolari brillavano lacrime di gioia e si udivano espressioni di riconoscenza e di sincera umiltà : nessuno
si sentiva degno di tanto affetto e meno ancora di
tanta stima . Come erano vere le espressioni di
don Ricceri : «Amore privilegiato e cure paterne
che ci confondono e sentiamo di non meritare!» .
Al termine del secondo secolo di vita, la Congregazione salesiana possa meritare ancora tanta
predilezione nel Cuore del dolce Cristo in terra!
Per il momento ogni nlembro della triplice Famiglia salesiana ripete con Don Bosco : «Sono attaccato al Papa più di un polipo allo scoglio . La
parola del Papa deve essere la nostra regola in tutto
e per tutto » .
Nella festa del nostro Padre di Roma proponiamo :
l'anima a Gesù, la vita ai giovani, il cuore al Papa .
Per l'innesto
dell'uomo moderno
in Dio
Il III Congresso mondiale
dell'Apostolato dei Laici è destinato a entrare nella storia postconciliare come uno dei capitoli
più ricchi di promesse nel lavoro
di conoscenza, valorizzazione e
collaborazione tra i membri della
gerarchia ecclesistica e il mondo
dei battezzati particolarmente sensibili al richiamo dell'impegno
cristiano .
Interverranno ufficialmente al
Congresso le organizzazioni salesiane dell'Apostolato dei Laici :
Cooperatori, Exallievi, Gioventù
Salesiana .
La grande assemblea è stata
preceduta da riunioni preparatorie tenute nei vari continenti, allo
scopo di raccogliere e focalizzare, per le intense giornate romane, quanto di meglio finora è
stato compiuto sotto tutti i paralleli nel settore specifico dell'inserimento apostolico dei laici
nel mondo d'oggi .
Una delle realtà più vive che il
Concilio Vaticano II ha depositato, come germe, nel nostro
tempo è la riscoperta attiva ed
efficace del valore della collaborazione dei singoli membri della
Chiesa alla diffusione del Vangelo .
Si è detto che il Concilio, in sostanza, non
è stato altro che un
mettere il mondo in
condizione di « incontrarsi,
magari scontrarsi» con la Chiesa .
La Chiesa dal canto suo
vuole che il mondo
s'imbatta in autentici
rappresentanti del cristianesimo . È la finalità che si propone il
111 Congresso mondiale dell'Apostolato dei
Laici, che si svolgerà
a Roma dall'11 al 18
ottobre prossimo . Nello schieramento più
avanzato devono, vogliono trovarsi i Cooaeratori Salesiani
Il Concilio - e il terzo Congresso mondiale per l'apostolato
dei Laici non a caso inizia le
sue sedute nel quinto anniversario
di questo storico avvenimento ha affidato, per così dire, le sorti
dell'avvenire religioso dell'umanità a ciascun cristiano . Un tempo
si credeva che fosse compito unico,
o quasi, del clero portare il messaggio di Cristo ai popoli : a quelli
di antica civiltà e a quelli che man
mano si affacciavano alle responsabilità della storia . Il Vaticano Il
ha inteso, nella riscoperta autentica delle fonti, affidare il lievito
per la rigenerazione comune della
società alle mani di tutti i seguaci
di Cristo, affinchè lo deponessero nella grande massa rappresentata dalla famiglia umana .
Che cosa sarà allora l'incontro
di Roma, che già nei preparativi
si annuncia di immensa portata?
Nient'altro che una verifica, per
ora, tra le speranze che i Padri
conciliari hanno formulato e la
concretezza dei propositi che i
laici del mondo intero - almeno
i più nobilmente interessati ai
segni dei tempi - hanno dichiarato di voler realizzare .
Nel discorso alla prima udienza
per i membri del Consilium de
Laicis Paolo VI, il i8 aprile
scorso, dichiarava che quella istituzione altro non intendeva essere che un prolungamento del Concilio Ecumenico. Senza abusare di
espressioni altisonanti, crediamo si
possa affermare che il movimento
dei laici impegnati, quale si viene
delineando all'orizzonte della Chiesa in cammino verso il Duemila,
altro non è se non un Concilio
in seduta permanente.
A Roma, lungo le rive del Tevere, nell'anno della Fede, che
ricorda il martirio dei due primi
programmatori e realizzatori del
Vangelo, si discuterà dell'uomo
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II Convegno Nazionale dei Consiglieri Ispettoriali dei Cooperatori d'Italia, tenutosi ad Ariccia (Roma) dal 21 al 23 aprile
scorso, aveva come scopo la preparazione remota al prossimo
Congresso Mondiale di Roma .
d'oggi nelle sue gioie e speranze,
nelle sue tristezze e angosce . Si
parlerà di questi nostri fratelli
assaliti da varie forme di incredulità ; delle famiglie nell'evoluzione
sconcertante dell'attuale società ;
della cooperazione tra uomini e
donne nei più svariati campi
dell'azione sociale ; del dialogo
tra le generazioni ; dei mezzi di
comunicazione ; dei rapporti tra
paesi ricchi e quelli in via di sviluppo economico e tecnico ; della
pace tra i vari popoli della famiglia mondiale .
A leggerne i programmi e a
scrutarne le intenzioni, non sarà
un Congresso con intenti puramente teorici ; ma si darà ampio
risalto alle testimonianze, a quanto
cioè finora si è fatto af inchè il
mondo progredisca in santità e
grazia.
A questo III Congresso mondiale dei laici si analizzeranno i
compiti dei singoli nei molteplici
settori dell'evangelizzazione e per
il rinnovamento delle comunità
ecclesiali : parrocchia, diocesi e
Chiesa universale . A questo riguardo, saranno oltremodo interessanti i risultati di varie inchieste, fatte come preparazione al
Congresso . Quella che riguarda
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l'Italia ha come tema generale : i
laici e la conoscenza, la comprensione, lo studio dei testi conciliari. I Cooperatori Salesiani d'Italia hanno preso parte all'inchiesta
nell'intento di portare il loro contributo alla riuscita del Congresso,
e noi ne abbiamo dato relazione
nel numero dello scorso luglio .
Inoltre affinchè tutti, clero e
laicato, siano ben persuasi che
per l'innesto dell'uomo moderno
in Dio è necessaria soprattutto
l'efficacia della forza che viene
dall'alto e affinchè tutti i laici
della terra si possano unire ai
lavori dei loro rappresentanti, è
stata indetta una giornata mondiale
di preghiera, la cui data sarà
fissata in modo da coincidere con
uno dei momenti più significativi
del Congresso .
Paolo VI negli ultimi suoi discorsi, a proposito di questa
«nuova tappa del processo secolare di inserimento del laicato
dell'attività qualificata della Chiesa», ha espressioni di straordinaria importanza . Egli proclama
che la Chiesa «confida in questi
suoi figli non soltanto, ma ha
convinzione che il laicato cattolico le porterà una nuova efficienza spirituale e apostolica per
l'evangelizzazione del mondo, anche nelle sue espressioni temporali ». Il Papa fa appello a «tutte
le forze generose, coscienti della
loro responsabilità», riafferma che
egli si attende molto «dai laici,
in un'ora così importante per la
vita della Chiesa», e traccia il
profilo del laico cristiano postconciliare, dichiarando che deve
essere « apostolo, testimone di
Cristo, portatore del suo Vangelo ».
Si è detto che il Concilio, in
sostanza, non è stato altro che
un mettere il mondo in condizione di «incontrarsi, magari scontrarsi, inciamparsi nella Chiesa» .
L'espressione è dura, ma la realtà
rimane ed è impegnativa . La
Chiesa, dal canto suo, vuole che
il mondo si imbatta in autentici
rappresentanti del cristianesimo . È
la verifica a cui si accennava sopra, a cui sono chiamati tutti i
battezzati .
Nello schieramento più avanzato devono, vogliono trovarsi i
Cooperatori Salesiani : i laici qualificati a cui Don Bosco ha commesso il mandato di rappresentare sulla terra il . Vangelo, filtrato
nella sua grande, vitalizzante umanità .
D
nel Belgio
da 75 anni
Don Bosco non è mai stato nel Belgio, ma una sessantina di case dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice
portano il suo nome sul frontispizio . Disperse nei quattro
angoli del paese non possono passare inosservate, come
non passa inosservato l'irradiamento di un nome evocatore di una pedagogia originale e di una azione sociale
sempre più attuale . 175 anni di presenza attiva dei salesiani
nel Belgio sono stati celebrati con l'intervento del sesto
Successore di Don Bosco
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La mattina dell'8 dicembre 1887, l'ultima volta
che Don Bosco festeggiò l'Immacolata sulla terra,
chiamò il segretario don Viglietti e gli disse : «Prendi
penna, calamaio e carta e scrivi quello che ti detto » .
E dettò : « Parole letterali che la Vergine Immacolata,
apparsami questa notte, mi disse : "Piace a Dio e alla
Beata Vergine Maria che i figli di S . Francesco di
Sales vadano ad aprire una casa a Liegi in onore del
Santissimo Sacramento. Qui incominciarono le glorie
di Gesù pubblicamente e qui essi dovranno dilatare
le medesime sue glorie in tutte le loro famiglie e segnatamente tra i molti giovanetti che sono o saranno
affidati alle loro cure" . Il giorno dell'Immacolato
Concepimento di Maria 1887 » .
Don Bosco, dettando, piangeva e singhiozzava .
Don Viglietti osserva : « Sono momenti solenni,
straordinari . . . Bisogna provare per poterne avere
idea, quando è Dio che parla » .
Da tre anni il vescovo di Liegi mons . Doutreloux supplicava Don Bosco di aprire una scuola
professionale nella sua città. Ma Don Bosco non
aveva personale e ancora la vigilia dell'Immacolata di quell'anno gli aveva dichiarato che occorreva
prendere tempo . Quel mattino invece accettò la
domanda del Vescovo come se non fosse mai esistita alcuna difficoltà . Era intervenuto il Cielo e
le difficoltà si sarebbero superate. Fu allora che
Don Bosco pronunziò la frase che rivela e compendia il-segreto di tutta la sua opera : « Finora abbiamo camminato sul certo . Non possiamo errare : è
Maria che ci guida» .
I fatti non tardarono a confermare che era la
Madonna a volere quella casa nella città del Corpus
Domini .
Mons . Doutreloux, tornato a Liegi, si mise subito all'opera per trovare il terreno, lo trovò, ma
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il proprietario esigeva un prezzo proibitivo . Quando
però seppe che si trattava dell'opera di Don Bosco,
acconsentì a cederlo per 50 .000 franchi, da sborsarsi subito . Era il prezzo ideale . Il Vescovo ne
fu lieto, ma dove prendere il denaro ? Pregò di
attendere fino a sera . Rimasto solo, si chiuse in
preghiera dinanzi al Santissimo Sacramento . Al
tramonto ecco giungere un parroco . È venuto a
portargli una somma da parte di una persona che
non vuole essere nominata, ma mette la condizione
che la somma sia impiegata per un'opera di beneficenza nota al Vescovo .
- Oh, ne abbiamo tante in diocesi - risponde
mons . Doutreloux .
- No, no, monsignore - interruppe l'altro . Quella persona desidera che il suo denaro vada in
un'opera speciale che Vostra Eccellenza ha tra mano .
Badi che la somma è rilevante .
- Quant'è? Sentiamo .
- Cinquantamila franchi .
-- Oh, date, date qui . È il Signore che vi ha
mandato .
Prese, andò egli stesso dal proprietario del terreno
e un'ora dopo il contratto era fatto .
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Il 4 novembre 1891 arrivarono a Liegi quattro
salesiani . Il nuovo Istituto ebbe subito vita rigogliosa .
A capo del piccolo gruppo don Rua aveva messo
due uomini di un valore eccezionale : don Francesco
Scaloni, che Don Bosco stesso aveva conquistato
alla Congregazione in un suo viaggio a Roma, e
don Paolo Virion, che dalla natia Strasburgo era
andato a Parigi per frequentarvi la Scuola di Belle
Arti e diventare architetto . Nelle ore libere frequentava i salesiani di Parigi . Un giorno don Bellamy
lo condusse a Torino a vedere Don Bosco . Parlare
col Santo e decidere di restare per sempre con lui
fu la stessa cosa .
Questi due uomini, dalla personalità marcata e
di temperamento tanto diverso, diedero all'Opera
di Don Bosco nel Belgio basi solide .
Parallelamente ai Salesiani si stabilirono a Liegi
le Figlie di Maria Ausiliatrice . Vi giunsero cinque
giorni dopo e cominciarono modestamente con le
prestazioni domestiche nell'Istituto salesiano ; ma
non tardarono ad aprire un Oratorio e una Scuola
primaria per le ragazze, a cui seguirono molte altre
opere .
Lo scorso maggio, alle feste del 750 era presente
una delle prime sei Suore fondatrici dell'Opera e
poi Ispettrice, suor Maddalena Pavese, conosciuta
e venerata col nome di "Mère Madeleine" .
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L'Opera di Don Bosco nel Belgio ebbe uno sviluppo consolante . Nel 1920, nonostante la prima
guerra mondiale, i salesiani erano 138 ; nel 1940
salivano già a 356 . Oggi toccano i 700, divisi in tre
Ispettorie : Belgio Sud, Belgio Nord, Africa Centrale . Le Figlie di Maria Ausiliatrice sono oltre
400 . L'apostolato giovanile e sociale è quello comune
a tutti i Salesiani . Dio li ha benedetti facendo sorgere tra di loro un Santo da altari : il servo di Dio
don Luigi Mertens, la cui causa di beatificazione è
già a Roma .
« voi salesiani
non invecchiate »
Le celebrazioni del 75° (20-21 maggio scorso)
sono state una rapida sosta sul cammino percorso
per assicurarsi che si è seguita la direzione buona
e ripartire con accresciuta fiducia verso un avvenire
di cui è garante il passato .
Sono state onorate dalla presenza del Rettor Maggiore . Anche la Superiora Generale delle Figlie di
Maria Ausiliatrice volle essere rappresentata dalla
Madre Melchiorrina Biancardi del Consiglio Generalizio .
La mattina del 20 maggio la città di Liegi vide sfilare con bande e bandiere oltre 2000 giovani, allievi e allieve delle scuole salesiane, per l'omaggio
agli Eroi della Resistenza . Nel pomeriggio, solenne
ricevimento al Rettor Maggiore . Nel vasto cortile
della casa di Liegi, salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, allievi, parrocchiani ; cooperatori, exallievi,
una nuvola di fotografi, le bande di Liegi e di Tournai (un complesso di 200 musici), in gara con le
campane della parrocchia, acclamano con entusiasmo il sesto Successore di Don Bosco . Don Ricceri esprime la sua gioia nel trovarsi in mezzo a
tanti figliuoli : «In questo giorno è a Don Bosco
che va il nostro pensiero . È lui che io vorrei rendere presente in mezzo a voi» .
Da questo momento il Rettor Maggiore è preso
nell'ingranaggio di un programma serrato che riempirà le 48 ore che passerà nel Belgio . Quella sera
stessa al Ciné-Lux la grande finale del concorso
audio-visivo sulla vita di Don Bosco, promosso tra
gli alunni e le alunne delle scuole salesiane e delle
Figlie di Maria Ausiliatrice di Liegi, Tournai,
Quievrain e Ampsin . Le gare eliminatorie compiute
nelle singole scuole avevano portato alla scelta dei
campioni - due per istituto - che poi dovevano
cimentarsi nella gara finale . I giovani concorrenti
diedero prova di una conoscenza sorprendente
della vita di Don Bosco . L'ultima prova consisteva
nel commentare per iscritto in pochi minuti la scena
Liegi (Belgio) • Durante il ricevimento ufficiale del Rettor Maggiore all'HBtel de Ville, mentre
il borgomastro monsieur Jean Raymond pronunzia il discorso . Alla sua destra il Nunzio
mons . Oddi, don Ricceri, don Ter Schure ; a sinistra mons . van Zuylen, vescovo di Liegi .
proiettata sullo schermo . Ai vincitori il premio di
un viaggio a Lourdes .
L'alba della giornata giubilare, domenica 21 maggio, fu rallegrata da un sole splendente . Si era programmata anzitutto la grande ora del ringraziamento,
la Messa concelebrata, presieduta dal Nunzio Apostolico, mons . Oddi . Nella chiesa di San Francesco
di Sales la concelebrazione riunì attorno al Nunzio
il Vescovo di Liegi, il Rettor Maggiore, don Ter
Schure del Consiglio Superiore, gli Ispettori salesiani del Belgio, della Francia, dell'Olanda ; il Rettore dei Gesuiti e il Curato della parrocchia . La chiesa,
a un'unica grande navata, si presta mirabilmente
alla liturgia postconciliare .
Subito dopo al Palazzo di Città ebbe luogo il
ricevimento ufficiale da parte delle autorità . Il borgomastro, monsieur Jean Raymond, salutò il Nunzio
e le altre personalità presenti, e sottolineò le relazioni
eccellenti che corrono tra il Vaticano e il Belgio .
Rese quindi un caloroso omaggio all'opera educativa dei salesiani e alle realizzazioni da essi compiute nel Paese, in particolare a Liegi e nella provincia . Don Ricceri ringraziò a nome della Famiglia
salesiana rilevando che se si era potuto compiere
un poco di bene, lo si doveva in gran parte alla
cooperazione degli amici e benefattori ; come anche
agli incoraggiamenti e all'appoggio benevolo delle
autorità .
I1 banchetto è stato l'ora dell'amicizia e della cordialità . Non mancarono i brindisi . Il Nunzio rispose
.al Rettor Maggiore con parole che accentuano la
nostra gratitudine per lui :
« Don Ricceri ha detto che almeno sei dei miei predecessori hanno onorato questa casa con la loro visita. Io sono felice di continuare la tradizione ed eccomi qui!
Don Ricceri ha parlato di ringraziamenti. Noi ringraziamo anzitutto il buon Dio, e incaricheremo Don
Bosco di farlo, per il bene compiuto dai Salesiani e
dalle Suore salesiane .
Noi dobbiamo essere conciliari e postconciliari, come
lo sarebbe stato Don Bosco, che non era certo in ritardo ; egli era à la page ; meglio, egli era alla fine
del capitolo . E poi la Chiesa non invecchia. Voi avete
il vantaggio, voi salesiani che vi occupate della gioventù, di non invecchiare . Io non ho l'onore di es9
sere un exallievo, ma approfitto della cDllahorazione dei salesiani, poichè uno di essi è tra i miei
segretari .
Ed ora in marcia per il centenario!» .
« Non possidrlno
è Maria che ci 9i
La seduta solenne di omaggio all'Opera salesiana
si tenne al Palazzo dei Congressi della città di Liegi .
Il pubblico eletto, il quadro magnifico in cui si
svolse, gli elevati discorsi, gli intermezzi artistici
fecero della manifestazione un degno coronamento
delle giornate giubilari . I primi posti erano occupati
da numerose personalità, tra le quali primeggiava
il Rappresentante del Papa .
I "cramignons" danzati dagli alunni della scuola
primaria San Francesco di Sales, diedero alla seduta
fin dall'inizio il tono gioioso e brillante che conservò durante tutto lo svolgimento .
Tra i discorsi ricordiamo quello di monsieur
Vanistendael, membro della Commissione conciliare "Giustizia e Pace", presidente nazionale degli
Exallievi del Belgio e segretario generale della organizzazione mondiale C . I .S .C . « Perchè - disse tra
10
l'altro - noi diciamo grazie a Don Bosco? Perchè abbiamo ricevuto una spiritualità propria, un modo d'essere
specificamente salesiano . Questa spiritualità e questa
maniera d'essere si possono riassumere in tre parole :
speranza, fiducia, amore . È questo il messaggio che
Don Bosco ci affiderebbe ancora . . . ». E aggiunse : « Io
penso che ci resti una cosa da fare : continuare quest'opera, continuare questo spirito ; restare fedeli a Don
Bosco perchè sempre e ogni giorno più noi avremo
da formare uomini che siano generatori di speranza
per gli altri, portatori di fiducia e di un messaggio
d'amore . Moltiplichiamo in tutti i paesi i "Don Bosco",
anche se non hanno la perfezione del loro fondatore,
perchè il mondo d'oggi ne ha bisogno » .
Il ministro del lavoro monsieur Servais si disse
«lieto di associare il Governo belga all'omaggio di gratitudine reso a tutti quelli che hanno contribuito allo
sviluppo prodigioso dell'Opera di Don Bosco nel Belgio » .
Evocò quindi l'opera di pionieri, il ruolo di precursori
tenuto dai salesiani nel campo dell'insegnamento
tecnico, parlò del loro fecondo metodo educativo
e concluse : « Tutto questo è dovuto al fatto che essi
sono rimasti fedeli allo spirito di Don Bosco che è, in
primo luogo, apertura agli imperativi dei tempi presenti».
Anche il Vescovo di Liegi ebbe calorose parole
di riconoscimento : « Grazie - concluse -- a voi,
cari figli e figlie di Don Bosco! Io vi ringrazio della
testimonianza che portate col vostro spirito, con la
(a sinistra) Gli allievi delle scuole salesiane di Liegi rendono omaggio agli Eroi della Resistenza . In primo piano
la banda dell'Istituto Don Bosco .
(sopra) I «finalisti» del concorso audiovisivo sulla vita
di Don Bosco.
(a destra) Monsieur Vanistendael, membro della Commissione conciliare «Giustizia e Pace» e presidente nazionale degli Exallievi, e Madame Tilmant, Cooperatrice Salesiana, parlano rispettivamente a nome degli Exallievi e
dei Cooperatori .
vostra pedagogia fatta di libertà, di confidenza, di
gioia, di carità, di devozione eucaristica e mariana,
di amore al lavoro . Voi avete così preparato ed elevato
migliaia e migliaia di giovani, dei quali avete fatto
dei veri testimoni di Cristo, degli apostoli e dei valori
nella società » .
Quando il Vescovo ebbe finito, tutti gli sguardi
si posarono sul Rettor Maggiore : dal Successore di
Don Bosco si attendeva l'ultima parola, a coronamento delle manifestazioni . E don Ricceri parlò :
«Sono lieto di affermare -- disse tra l'altro - che
non poteva esserci più degno coronamento al gesto di
bontà apostolica compiuto da Don Bosco nel 1887 e
al lavoro dei salesiani in questi 75 anni. Rendo questo
pubblico riconoscimento come Rettor Maggiore a nome
di tutta la Congregazione salesiana, che sono venuto
a rappresentare tra voi» .
Quindi si compiaceva con i giovani per la loro
corrispondenza e li esortava ad essere fedeli e coerenti : « Grandi sforzi vi attendono per costruire un
mondo nuovo, più cristiano e più umano . Nel disorientamento che potete scoprire attorno a voi, non
temete di attingere con sicurezza agli insegnamenti
di Don Bosco e all'esempio di coloro che vi hanno
preceduti alla scuola del Santo . Dio è con i giovani
che hanno il cuore generoso e la Madonna è la loro
guida : sentite la fierezza di essere le forze vive della
Chiesa nella primavera spirituale del Concilio Vaticano II» .
Ai Salesiani e alle Figlie di Maria Ausiliatrice
lasciò la consegna di meritare sempre la stima di
cui quel giorno avevano avuto sì grandi testimonianze . «Noi dobbiamo avere -- aggiunse -- una
coscienza più chiara e più luminosa della volontà
divina che ha cominciato l'Opera salesiana in Belgio ;
dobbiamo ritrovare tutta la freschezza e la forza dello
spirito con cui la nostra Congregazione, alle sue origini, ha iniziato il suo lavoro in questo grande Paese .
Il Concilio ha aperto coraggiosamente un'era nuova e
ha bisogno di uomini rinnovati per affrontarne le responsabilità . La data del 75 0 può essere provvidenziale,
perchè noi ci presentiamo con uno spirito nuovo ai
compiti immensi che la Chiesa oggi deve affrontare . . . » .
Quindi, in mezzo a un silenzio impressionante,
il Rettor Maggiore concludeva : «,11i sembra di risentire una voce che ripete al nostro orecchio, e più
ancora al nostro cuore, la parola misteriosa antica e
nuova : "Piace a Dio e alla Beata Vergine Maria
che i Salesiani, rinnovati nel fervore di questo 75 0 ,
riprendano un nuovo cammino a servizio della
Chiesa, per il bene dei giovani belgi . Finora abbiamo camminato sul certo . Non possiamo errare :
è Maria che ci guida" » .
Queste parole di Don Bosco vanno molto al di
là delle case salesiane del Belgio : sono la garanzia
di tutta l'Opera salesiana e assumono un significato
che illumina il prossimo centenario della Basilica
di Valdocco .
il
le
di odio, di imboscate, di bombardamenti ae
terrore e di strazi . Ma gli orrori della guerra"
hanno spento la realtà dell'amore e dell'am'
Noi presentiamo qualche episodio di questa pi
realtà, come un raggio di speranza verso la
I giornalisti Còng-xuàn-Phuong
e Anh-Dúc sul giornale « QuyétTién » il 24 dicembre scorso hanno
scritto un articolo con questo titolo : « Il "Don Bosco", un centro di formazione tecnica il più
riuscito del sud-est Asiatico, il
più moderno, il più completo del
Vietnam » . E concludevano l'articolo in questi termini : « I dirigenti dei centri di formazione
tecnica sono invitati a recarsi al
"Don Bosco" allo scopo di perfezionarsi nella loro professione » .
Gli Exallievi salesiani del Vietnam non furono soddisfatti e vollero completare il pensiero dei due
giornalisti così : «II "Don Bosco"
non è soltanto un centro di formazione tecnica, ma è anche un
centro intellettuale e culturale il
più riuscito del sud-est Asiatico» .
12
Data la situazione politica del
Paese, merita che dedichiamo una
pagina del Bollettino a quei nostri
cari Exallievi, che sono degli autentici apostoli nell'ambiente difficilissimo in cui vivono .
Anzitutto un po' della loro
storia avventurosa, che si confonde
con quella della giovane Opera,
di Don Bosco nel Vietnam .
La casa per orfani che sarebbe
stata la culla dell'Opera salesiana,
fu fondata dal padre Paul Seitz
a Ba-Vì, presso Hanoi, 25 anni fa .
Furono inizi eroici . Dopo soli
23 mesi dovettero emigrare a Son
Tay e un anno dopo, perseguitati dai Viet-Minh, gli orfani trovarono rifugio nel seminario di
Hanoi . Vi rimasero tre mesi, poi
ripresero le loro emigrazioni finchè il padre Seitz riuscì ad acqui-
stare un bel terreno e fondare la
« Thi Xa Kito Vuong » (Città di
Cristo Re), che accoglieva già
50o giovani orfani e poveri . L'opera, più volte trapiantata, cresceva vigorosa, quando il padre
Seitz fu fatto Vescovo . Allora
pensò che la sua creatura non
poteva avere sorte migliore che
quella di cadere tra le braccia dei
Salesiani . Fu così che il 3 ottobre 1952 la "Cité du Christ
Roi" divenne salesiana .
I figli di Don Bosco vi si trovarono a tutto loro agio perchè
i 50o ragazzi erano tutti orfani o
abbandonati, moltissimi senza nessuno e parecchi raccolti sulla
strada. Vi fioriva ormai una bella
Scuola professionale, quando la
"Cité du Christ Roi" dovette
'niziarc una seconda serie di pe-
Questi Exallievi salesiani dell'Unione di
Go-Vap (54 su 113 iscritti) hanno ancora
sul volto la gioia degli Esercizi Spirituali
a cui hanno partecipato con una serietà
commovente.
regrinazioni. Nel grande esodo a
cui furono costretti i cristiani del
Vietnam del nord per salvarsi
dal regime comunista, anche i
nostri ragazzi su aerei francesi
vennero trasportati insieme col
materiale della Scuola nella foresta di Ban-me-huot, dove restarono per 6 mesi soffrendo il
caldo, la fame e ogni sorta di
privazioni .
Nel maggio del '55 con l'aiuto
di benefattori si riuscì a comperare un terreno a Thu Duc, a
12
chilometri da Saigon . La
"Città di Cristo Re" vi si trasferì
e si ricominciò da capo . La sede
definitiva, però, venne solo l'anno
dopo, quando l'opera si stabilì a
Go-Vap, a 5 chilometri da Saigon .
Oggi a Thu Duc abbiamo un
fiorente aspirantato per chierici e
a Go-Vap una stimatissima Scuola
tecnica per ragazzi orfani e poveri, con annesso aspirantato con
più di ioo aspiranti coadiutori .
Sono i giovani usciti da questa
opera così tormentata che oggi
formano il primo saldo nucleo dei
nostri Exallievi del Vietnam . Il
loro affetto per Don Bosco e per
i loro educatori è sorprendente .
Anche da militari, quando hanno
qualche giorno di licenza, tor-
Giovani Exallievi del Vietnam
che danno le più belle speranze.
Che ne farà la guerra?
nano alla loro casa . Nel convegno
di Pasqua qualcuno che non era
riuscito ad avere il permesso,
scappò di caserma per mezza
giornata pur di trovarsi presente .
Per la prima volta quest'anno
si sono organizzati gli Esercizi
Spirituali per loro a Thu Duc,
nella Settimana Santa . Presenti :
54 su 113 soci iscritti all'Unione .
L'Apostolato dei laici fu il tema
centrale degli Esercizi : a tutti fu
distribuito il Decreto conciliare
tradotto in vietnamese .
L'apostolato forse piú urgente e
utile che svolgono gli Exallievi
del Vietnam è quello dell'assistenza immediata agli allievi che
escono dalla casa di Don Bosco .
Quello dell'inserimento nella società del lavoro è il momento più
critico . Gli Exallievi li aiutano
accogliendoli in un piccolo pensionato, dove passano uno o due
anni continuando i loro studi o
andando a lavorare in città . Oggi
i giovani sono una trentina e vi
trovano l'assistenza spirituale e
l'aiuto materiale di cui hanno
bisogno .
Un apostolato tipico degli Exallievi del Vietnam è quello della
partecipazione ai matrimoni dei
soci . Si aiutano i novelli sposi a
organizzare la festa, si canta, si
Un apostolato tipico degli Exallievi del Vietnam :
in occasione del matrimonio aiutano i novelli sposi,
sovente estremamente bisognosi perchè senza parentela
13
La presidenza degli Exallievi del Vietnam
con al centro il fondatore della "Città di
Cristo Re", mons. Seitz (alla sua destra
l'ispettore Don Massimino e alla sua sinistra
il direttore)
Gli Exallievi del Vietnam portano con
fierezza il loro distintivo e vivono la loro
fede lottando in una società piena di
guerre e di rivolgimenti .
suona, si tiene allegra la brigata,
creando un clima di gioia che
sovente manca nei matrimoni
orientali . Questa partecipazione è
di grande conforto per gli exallievi,
perchè la più parte sono soli, senza
parentela e quindi estremamente
bisognosi di essere assistiti e di
trovarsi tra amici e fratelli .
Questo apostolato ha creato attorno a Don Bosco e all'Unione
Exallievi un alone di simpatia
perchè con esso diffondono un
clima di letizia e di fraternità
graditissimo ai Vietnamesi .
L'Unione ha una presidenza dinamica, i cui membri sono tutti
sotto i 30 anni . Il presidente è
militare (sergente) ; il vicepresidente, universitario ; il segretario
e il vicesegretario sono insegnanti ;
il cassiere, falegname ; il vice-cassiere, tornitore . Tutti puntualmente ogni mese sono presenti
all'Esercizio della buona morte e
all'adunanza mensile .
Caratteristico il Tet (cenone di
fine d'anno vietnamese) . Vi parteciparono oltre 15o Exallievi,
molti con le loro mogli e i bambini . Ebbero la gioia di avere
in mezzo a loro il Vescovo mons .
Seitz, fondatore dell'Opera. Concerto di banda, canti d'occasione,
discorsi nostalgici e scenette comiche servirono a unire non solo gli
Exallievi tra di loro, ma anche le
loro famiglie e i loro figliuoli .
In quella occasione il presidente
degli Exallievi potè dichiarare a
mons . Seitz e all'Ispettore don
Massimino : « Sono centinaia, sono
migliaia gli Exallievi che in mezzo
a una società piena di rivolgimenti
e di guerre, vivono con fierezza
la loro religione, attuando le
parole del terzo Successore di
Don Bosco, il servo di Dio don .
Rinaldi : Gli Exallievi sono il
frutto del nostro lavoro, sono la
nostra corona, la nostra ragion
d'essere, perchè noi, essendo una
Congregazione educatrice, è chiaro
che non educhiamo per l'Istituto,
ma per la vita . Ora, la vera vita
per loro comincia quando lasciano
la nostra Casa» .
14
educateli
a combatter
la malinconi
Probabilmente nessun santo nella
Chiesa più di Don Bosco amò l'allegria chiassosa dei ragazzi . Domenico Savio, che divenne santo a
quindici anni, lo capi bene quando
usci a dire una battuta che divenne
storica : « Noi qui con Don Bosco
facciamo consistere la santità nello
stare molto allegri » .
Il 31 gennaio 1886 Don Bosco ai
ragazzi che lo circondavano disse :
- Alcuni anni fa sognai che dopo
la messa della comunità passeggiavo
tra i ragazzi che ascoltavano volentieri le mie parole. Ma uno di essi mi
voltava la schiena . Gli dissi che si
girasse verso di me : mi volse il viso
tremendamente malinconico e triste .
Fu un attimo ; poi di nuovo mi voltò
le spalle . Pochi giorni fa vidi un ragazzo che somigliava a quello da me
sognato : è qui tra voi .
- Chi è? - gli chiesero tutti con
curiosità .
E Don Bosco :
- Non conviene che io ve lo indichi, anche perchè non so ancora
che interpretazione dare al sogno .
Ricordo però che nel sogno teneva
in mano un mazzo di fiori . . .
Mentre i ragazzi si staccavano da
Don Bosco, uno gli chiese se quel
ragazzo dal mazzo di fiori lo preoccupasse.
- Sì, - rispose Don Bosco, mi preoccupa molto .
A un tratto afferrò per mano un
ragazzo di nome Calzinari e gli sussurrò qualcosa all'orecchio . Il ra-
gazzo, che sfuggiva sempre Don
Bosco, a quelle parole impallidì ; poi
rispose :
- Va bene .
L'ombra di malinconia che gli si
stendeva sul volto parve disciolta .
Ritornò sereno a giocare . Anni dopo,
fatto uomo, Calzinari scrisse : « Non
potrò dimenticare la calma di Don
Bosco e le sue parole intrise di
amore . Don Bosco riuscì a farmi
abbandonare la colpa in cui mi ero
invischiato e a cacciare la malinconia
che mi causavano le mie ripetute
cadute morali . Ripresi coraggio e fiducia » .
w Gli psicologi notano che la malinconia e lo sconforto possono investire gli individui a intervalli di una
sorprendente regolarità . A una persona possono venire ogni quindici
giorni ; a un'altra persona ogni due
mesi . La media per i giovani e per
gli uomini è a intermittenze di cinque
settimane . Per le ragazze e per le
donne il ciclo è più frequente ed è
accompagnato da irritabilità e da
depressione.
Don Bosco diceva che l'ozio è il
terreno ideale per far crescere il
fungo nero della malinconia . E un
celebre uomo consigliava ai giovani :
« Evitate la solitudine ed evitate l'ozio .
Se siete oziosi,- non siate soli; se
siete soli, non siate oziosi» .
Don Bosco aggiungeva : « La ricreazione è un sollievo della mente
che dissipa la malinconia » .
• Uno studioso, al termine di una
larga inchiesta tra studenti universitari, notò che la malinconia e la
depressione sono più frequenti nella
prima e nell'ultima mezz'ora del giorno,
più accentuate al lunedì e toccano
punte allarmanti durante i primi tre
mesi de/l'anno . Don Bosco in tali casi
consigliava i ragazzi di partecipare ai
giochi con i compagni, di mettersi
a fare qualsiasi cosa piuttosto che
crogiolarsi nella malinconia .
La malinconia è come una ragnatela che invade gli angoli più oscuri
e meno puliti della nostra anima .
• Per Don Bosco l'arma più prodigiosa per sconfiggere la malinconia
è il vivere in grazia di Dio . È quello
che diceva l'allievo prediletto di
Don Bosco, san Domenico Savio :
« Noi facciamo consistere la santità
nello stare molto allegri » .
Gli psicologi consigliano alcuni
mezzi utili a vincere la depressione e
cioè : fare una passeggiata o una gita,
leggere un libro interessante, fare dello
sport, ascoltare della musica e soprattutto fare qualcosa a favore di un altro .
La volontà di rallegrare gli altri,
anche se non si può condividerne
l'allegria, è una magnifica cura medicinale contro la malinconia : telefonate o scrivete a qualcuno che è
solo, mandate un libro o un dono
a qualcuno che è ammalato, portate
dei dolci a un bimbo a cui volete
bene . Non c'è migliore allegria che
rendere allegri e felici gli altri.
15
Le opere . sociali
di Padre ~i,«.uel
La città di Corumbà, nel Mato Grosso, conosce una
vertiginosa espansione demografica, economica e
industriale . Perfino il suo carnevale cresce di anno
in anno. Ma più ancora si espande la vita cristiana,
grazie anche alle opere sociali fondate dal missionario salesiano don Michele Alagna Foderà .
Io non voglio che si parli di me
dice . - Voglio
che si parli solo dell'opera salesiana . Questa è la
condizione, altrimenti padre Miguel non risponde alle
mie domande .
Padre Miguel è direttore della casa salesiana di
Corumbà, città del Mato Grosso in Brasile, ed è
anche cittadino onorario . Questo riconoscimento gli
fu concesso per i suoi meriti, civili oltre che religiosi :
proprio quei meriti dei quali proibisce di parlare .
Dice : Le cose sono cambiate molto a Corumbà,
perfino nella periferia della città . Ricordo la prima
volta che un missionario osò recarsi in periferia a
predicare le "sacre missioni" : lo sbertucciarono e
se ne tornò con le pive nel sacco . Cinque anni più
tardi ci tornò con molta paura : lo accolsero bene,
lo ascoltarono e furono docili alla parola del Signore .
Domando : « Come si spiega? » .
Perchè erano già sorte le opere sociali salesiane .
AFFARE
DELLA PROVVIDENZA
Ecco il fatto : se nel lontano 1933 un chierichetto
esile ma estremamente vivace non avesse lasciato la
sua Sicilia per andare in Brasile, il cambiamento di
Corumbà forse non sarebbe avvenuto . Ma sono affari
della Provvidenza . Don Michele Foderà, quel chierichetto salesiano, ci andò, oltre oceano, a realizzare
i suoi sogni missionari ; e capitò subito a Corumbà
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per il tirocinio pratico, vi ritornò appena presa la Messa,
• non si mosse più di lì .
Da due anni - racconta -- facevo il consigliere
scolastico : un giorno (ricordo : era aprile) arrivò un
telegramma . Cose grosse . Il direttore lo aprì, lo
lesse ad alta voce, e io mi sentii mancare il fiato.
Il telegramma era dell'Ispettore : diceva che il direttore di Corumbà veniva trasferito ad altra casa,
• che io dovevo prendere il suo posto . Questa tegola sul capo, proprio non me l'aspettavo!
Gli dovette venire a taglio anche quella tegola, se
poco dopo, nel 1944, si mise a costruire la chiesa .
Prima -- dice -- avevamo una cappella di sei metri
per quindici ; conteneva a pena cento persone . Il
nuovo santuario fu terminato nel '49 ; è dedicato
all'Ausiliatrice, ha sette altari e posti per 1200 persone sedute .
Due anni più tardi, nel iySi, padre Miguel posava
un'altra prima pietra . Corumbà aveva bisogno di opere
sociali : occorreva costruire al più presto la loro sede .
Solo che a essere convinto di ciò c'era quasi solo lui,
• nessuno lo aiutava . Indebitato fino al collo, di notte
non riusciva a chiudere occhio ; allora stava su a lavorare fino a mezzanotte e oltre . Penava in silenzio,
diceva niente a nessuno . Quando a cose fatte capirono
che aveva ragione, lo aiutarono, e lui pagò tutti i
debiti .
• Ora mi aiutano tutti - ammette volentieri. E naturalmente ha continuato a costruire . Il grosso edificio
del nuovo collegio è già coperto col tetto, e un oratorio
alla periferia è appena cominciato .
Corumb3 (Brasile) • Gli allievi
delr"Opera Sociale Salesiana",
in numero di 800, sfilano per la
festa annuale della fondazione
della città (21 settembre) .
Corumbà • L'arcivescovo di Cuiabà mons . Orlando Chaves, presente il vescovo di
Corumbà
mons. Ladislao Paz, compie la
cerimonia della posa della prima
pietra del nuovo Collegio "Santa
Teresa - (1963) . Oggi l'opera è
già in piena attività .
SULL'ALTARINO
C'ERA IL DIAVOLO COL TRIDENTE
Le realizzazioni dì padre Miguel che hanno cambiato il volto di Corumbà si chiamano "Opera Sociale
Salesiana" per il settore maschile, e "Circolo Operaio
Don Bosco" per il ramo femminile .
Più di 2200 giovani - spiega -- frequentano le
nostre opere ogni anno : 14oo nelle scuole elementari, 8oo nei corsi successivi . La scuola elementare
è gratuita : i l governo fornisce gli insegnanti, e noi
doniamo a tutti la divisa e i libri . I corsi dopo le elementari sono a pagamento, ma a molti ragazzi poveri e meritevoli concediamo le borse di studio .
Per le ragazze, a partire dai 14 anni, abbiamo aperto
le scuole di ricamo, cucito ed economia domestica :
sono corsi triennali, tenuti dalle Figlie di Maria
Ausiliatrice, che le preparano alla vita . E ne avevano
proprio bisogno . Pensi : molte ragazze di Corumbà,
povere, senza istruzione e senza lavoro, che in
qualche maniera dovevano accasarsi per non restare sempre a carico della famiglia, finivano per
accettare di convivere con giovani disonesti che non
le sposavano e poi un brutto giorno le abbandonavano . Questo ora quasi non capita più . Le giovani,
che frequentano numerosissime il "Circolo operaio",
ne escono moralmente preparate, capaci di un mestiere redditizio e quindi economicamente indipendenti ; si sposano regolarmente e formano buone
famiglie cristiane .
Grazie alle opere sociali e all'intensa attività parrocchiale svolta, il numero delle famiglie che sono
a posto davanti alla Chiesa è passato dal 3 0 %
~al ~
70",'
Un tempo -- aggiunge padre Miguel - la massoneria e lo spiritismo spadroneggiavano ; ora sono
tutt'altro che scomparsi, ma non sono più così influenti . Lo spiritismo è ancora ben organizzato, e
ha un tempio in cui si tengono riunioni notturne .
Prima era molto praticata la "macumba", una danza
superstiziosa di origine africana . Nelle case si vedevano altarini con il crocifisso, le immagini dei
santi e anche l'immagine del diavolo col tridente .
La gente si riuniva in queste case : tracciavano sul
pavimento una linea che non doveva piú essere
oltrepassata per nessuna ragione, e poi al ritmo
ossessivo dei tamburi danzavano per tutta la notte .
La "macumba" ora non è più praticata nel centro
della città, e diminuisce anche in periferia .
CARNEVALE
E VITA CRISTIANA
Ai tempi della piccola cappella larga cinque metri, di domenica celebravamo due Messe soltanto,
per un massimo di 200 persone . Ora ci sono Messe
a tutte le ore del mattino, e due Messe vespertine ;
il bel santuario mariano con i suoi i2oo posti è sempre affollato . I ragazzi delle scuole e delle associazioni partecipano alle Messe del sabato sera, che
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da noi sono valide per il precetto festivo : noi sacerdoti abbiamo così tutta la domenica da dedicare
agli adulti, per le Messe, le confessioni e i matrimoni .
Corumbà - s'infervora a spiegare padre Miguel --nel 1934 aveva r9 .ooo abitanti . Ora ne ha 6o .ooo,
è piú che triplicata . Ha potenziato le sue industrie ;
produce ii .ooo sacchi di cemento al giorno ; i suoi
mulini macinano farina per quasi tutto il Mato
Grosso ; le sue miniere producono ottimo ferro.
Perfino il suo carnevale è in espansione . . . Ma il
fervore religioso della popolazione è aumentato in
misura ancora maggiore . La riforma liturgica, per
esempio, ha avvicinato i fedeli all'altare : cantano,
pregano, e seguono la Messa in portoghese . Le 6ooo
comunioni all'anno di una volta sono ora diventate
"PADRE MIGUEL" ORA È VESCOVO
Giunge all'ultimo momento- e non stupiscela bella notizia che il Papa Paolo VI ha nominato
vescovo Padre Miguel . Egli succede ai veterani
della Missione di Rio Negro (Brasile) mons . Pietro
Massa, Prelato di Rio Negro, e mons . Giovanni
Marchesi, suo Coadiutore con diritto di successione,
i quali hanno dato le dimissioni per l'età a vanzata .
A I novello Vescovo mons . Michele Alagna
Fodera, Prelato di Rio Negro, le felicitazioni, le
preghiere, gli auguri fervidi della Famiglia Salesiana .
120 .000 .
Gli Exallievi salesiani che si recano a studiare
alle università vicine, tornati a Corumbà, occupano
posizioni di primo piano : sono ingegneri, medici ;
uno è diventato anche sindaco della città. La metà
dei laureati sono Exallievi salesiani e ci fanno
onore .
Anche questo è importante - aggiunge . - Le
famiglie sane, che si sono formate, dànno speranze
di vocazioni . Dodici ragazzi, cresciuti in questa
terra che non conosceva vocazioni, studiano nell'aspirantato salesiano . Il clero secolare praticamente
non esiste : conta un solo sacerdote in tutta la diocesi . Il vescovo è salesiano e i parroci sono salesiani .
Ma la diocesi ha già il suo seminario minore nuovo :
il vivaio delle speranze future .
I POLMONI
DI PADRE AUDISIO
Il missionario fa una pausa nel suo lungo racconto .
La sua pelle si è bruciata al sole di Corumbà ; le rughe
tracciano una ragnatela sottile su quelle mani che
hanno distribuito tanta misericordia di Dio, unito tanti
sposi, carezzato tanti bambini . Gli chiedo : « Avrà
avuto dei momenti tristi? » .
Oh, sì, tanti! Ricordo lo sbigottimento quando
mi nominarono direttore . Temevo di non farcela .
E poi, tutti quei debiti . Che notti ho passato!
Ricordo quando alle feste della città le organizzazioni giovanili dei massoni facevano sfilare i loro
ragazzi nelle divise smaglianti . Noi eravamo poveri
e con niente . Ma poi riempimmo il collegio di ragazzi . Allora facemmo cose da pazzi per dare a
tutti i nostri una divisa: sfilarono in 8oo, mentre gli
altri non arrivavano a 200. Ci rimasero male, e l'anno
dopo non si presentarono più alla sfilata .
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Padre Miguel sorride con dolcezza, mentre aggiunge :
La gente ci vuole bene . Ci desidera, ci chiama .
Noi facciamo felici i loro ragazzi . Vedesse i giochi!
Calcio, pallavolo, pallacanestro, ginnastica, le sfilate . C'era un salesiano (ora è anziano e si trova
a Campo Grande), padre Audisio, sempre in mezzo
ai ragazzi . È diventato leggendario per i suoi polmoni . Aveva la voce così potente da ridurre al silenzio una marmaglia di ragazzi urlanti . E poi per
gonfiare i palloni non gli occorreva la pompa : ci
soffiava dentro ed era fatto .
Azzardo una domanda : « Padre Miguel, qual è il
suo segreto? ».
Non urtare mai nessuno - risponde . - Vede,
di gente ostile a noi ne abbiamo avuta, e ne abbiamo
ancora . Lo spiritismo, la massoneria, e oggi anche i
protestanti . Ma noi non attacchiamo nessuno . Noi
penetriamo con la bontà, e cerchiamo di trasformare
dall'interno . I risultati finora sono stati buoni, mi
pare .
Gli chiedo ancora : « Non prova nostalgia per l'Italia? » .
Certo, ho sempre questa nostalgia . Ma devo tornare per mandare avanti la baracca . Una volta nessuno ne voleva sapere, di opere sociali ; ora invece
tutti vogliono metterle su . In Brasile la mia presenza
è piú necessaria che qui . La mia mamma vorrebbe
che restassi, ma il mio posto è là . Nostalgia, sì .
Venire in Italia è facile : si prende il cappello e si
viene. Ma il ritorno è difficile . Piango dentro di
me, ma devo tornare e tornerò .
Padre Miguel è già tornato . Non voleva che si
parlasse di lui ma solo dell'opera salesiana di C'orumbà. Come fare, se lui e quell'opera sono tutt'uno?
LA TRIPLICE
FAMIGLIA
SALESIA%IA
NEL MONDO
SALESIANO
Giornata di fraternità salesiana
tra Cooperatori della Campania
« Ora abbiamo capito veramente chi siamo : Salesiani comandati a casa». Questa l'espressione uscita dal cuore più
che dal labbro dei 130 Consiglieri dei Cooperatori Salesiani
della Campania . Essi provenivano dai 30 Centri della Regione
e si erano riuniti per una giornata di Fraternità Salesiana a
Pacognano di Vico Equense . L'incantevole posizione della
Casa di Esercizi Spirituali nella meravigliosa Penisola Sorrentina, l'atmosfera di vera fraternità che dominò per tutta
la giornata, giovarono a dare all'incontro un tono di calda spiritualità salesiana . Con l'ispettore, don Cesare Aracri, era
presente il Delegato Nazionale don Buttarelli, che illustrò
i risultati e le linee programmatiche emerse dal Convegno
Nazionale di Ariccia . Il Delegato Nazionale degli Exallievi,
don Arcadio Vacalebre, portò il saluto e il contributo della
Federazione Nazionale Exallievi . Nella foto: uno dei pannelli
illustrativi esposti nella sala del convegno .
Forlì celebra un centenario e un venticinquesimo
Con un intenso programma di manifestazioni religiose,
civili e sportive l'Opera salesiana di Forlì ha voluto commemorare il centenario della visita di Don Bosco (1867), il
25° della fondazione dell'Opera a Forlì (1942) e 1'80° dell'Oratorio San Luigi (1887) . Alle celebrazioni ha presieduto
l'Em .mo Cardinale Efrem Forni, col vescovo di Forlì mons .
Babini, il metropolita di Ravenna mons . Baldassarri, l'on . Angelo Salizzoni, sottosegretario alla presidenza dei Ministri,
il prefetto della città dott . Giuseppe Franzè e le altre autorità .
L'on . Raimondo Manzini, direttore de L'Osservatore Romano, tenne la commemorazione ufficiale . Per l'occasione
fu inaugurata la nuova palestra, un edificio dalla linea sobria
e moderna e della massima funzionalità . Principali tappe
dell'opera : 1942 : parrocchia di San Biagio ; 1952 : ricostruzione
chiesa distrutta nel 1944 ; 1954 : nuova casa ; 1967 : palestra .
Tra i presenti, il fondatore dell'Opera don Pietro Garbin .
1
Il
Circa 300 atleti, allievi e juniores, hanno dato vita a due
giornate dì gare di calcio, di pallacanestro e di pallavolo
entusiasmanti . Facevano da cornice i giovani degli Oratori
salesiani torinesi, che hanno ospitato con sincera fraternità
gli atleti provenienti da tutte le regioni d'Italia .
Roma, Ancona, Torino hanno conquistato i titoli di
Campioni Nazionali: Roma nel calcio juniores e nella palla-
volo con la squadra del Germi e del Don Bosco . Ancona ha
colto la vittoria nel calcio Allievi e nella pallacanestro juniores . Torino ha riconquistato il titolo nella pallacanestro
Allievi per merito della squadra Don Bosco - Crocetta .
A tutte le squadre partecipanti, un premio ; a tutti gli atleti,
una medaglia ricordo di questa manifestazione, che rimarrà
nel loro spirito come un ricordo caro e uno stimolo potente,
Il Nunzio Apostolico
dell'Ecuador
tra i salesiani
II Nunzio Apostolico mons . Giovanni Ferrofino ha visitato I'"Instituto Superior Salesiano"" di Quito e le Missioni
del Vicariato Apostolico di Méndez, spingendosi anche nei
centri più remoti . Ovunque fu accolto con venerazione quale
rappresentante del Papa . Ogni volta che mons . Ferrofino prese
la parola nei vari centri visitati, manifestò la sua viva soddisfazione nel conoscere personalmente i frutti di tanti sudori
dei missionari e le opere realizzate col lavoro sacrificato dei
figli di Don Bosco . Ne/la foto : mons . Ferrofino con don
Archimede Pianazzi del Consiglio Superiore (alla sua destra)
nell' "Instituto Superior Salesiano" della capitale .
Due francobolli per commemorare un eroe, exallievo salesiano
Questi due francobolli sono stati emessi dal Cile per celebrare il 50 ,, anniversario dell'eroico salvataggio dell'inglese
Shackleton e dei suoi uomini, perduti nell'Antartide, da parte
della nave da guerra cilena Ye/cho, comandata dal pilota
Luis Pardo, della marina del Cile . - Questo eroe cileno,
exallievo salesiano di Valparaiso, era un cattolico di fede
vissuta e fu il primo Presidente Nazionale degli Exallievi
salesiani del Cile . - Ed ecco, in sintesi, l'impresa . Nel 1915,
durante l'estate polare, la nave inglese Endurance navigava
nel mare di Weddel, in missione di studio . Imprigionata dai
ghiacci, la nave affondò, mentre l'equipaggio eresse alcune
tende sulla banchisa, aspettando che qualcuno venisse a
20
salvarli . Varie navi inglesi tentarono l'impresa, ma nessuna
la portò a termine . Finalmente il governo cileno volle dare
il suo contributo e ordinò che la Yelcho, un grosso rimorchiatore armato, tentasse l'impresa . La comandava l'ufficiale
pilota Luis Pardo . Attraversò, sfidandone le enormi ondate,
lo stretto di Drake e giunse in vista dell'isola Elefante, ove si
erano rifugiati i naufraghi . Con enorme difficoltà riuscirono
a imbarcarli allo stremo delle forze, e li portarono in salvo
a Punta Arenas, dove furono accolti in trionfo dalla popolazione . Il governo inglese offrì a Pardo 20.000 sterline
come premio . Un capitale . Ma Pardo rispose che quanto
aveva fatto non era che il suo dovere, e rifiutò la somma .
anche perchè graditissima novità è stata la partecipazione
cordiale, vorremmo dire simpaticamente giovanile, del Rettor
Maggiore, che volle concelebrare la santa Messa per gli
atleti partecipanti alla manifestazione .
La mattina della festa di San Pietro, la Basilica di Maria
Ausiliatrice presentava uno spettacolo singolare : circa trecento atleti in tute multicolori, aprivano, uniti spiritualmente
ai loro compagni di tutti gli Oratori d'Italia, l'anno della
fede . E il Rettor Maggiore sottolineava il profondo significato
,della testimonianza di fede che i giovani devono portare,
di fronte alla Chiesa e al mondo d'oggi, con quelle doti di
entusiasmo, di convinzione, di lealtà, di sincerità e di impegno a cui anche lo sport educa potentemente .
La seconda inaspettata apparizione del Rettor Maggiore
è stata sui campi di gioco . Tutte le squadre hanno ricevuto
il premio dalle mani di don Ricceri, che ancora una volta
invitò i giovani a trasferire anche nelle lotte dello spirito
quella carica agonistica, che aveva visto con tanta intensità profusa sui campi di gioco. Riuscita dunque questa
sesta edizione dei Campionati Nazionali Salesiani, che alla
linea di partenza nelle varie città d'Italia aveva visto allinearsi
ben 178 squadre con 2630 atleti .
Gli Ispettori
Salesiani
dell' Estre :
Oriente
a cono,
a
Bangkok
R S(' ;\TF DF-SHACKI FTON POR FL
LAN-CH
I
LE ;- v_
Per la prima volta tutti gli Ispettori delle Opere e
Missioni salesiane dell'Estremo Oriente si sono riuniti
in conferenza sotto la presidenza di don Bernardo
Tohill del Consiglio Superiore Salesiano . In quattro
giorni di intenso lavoro hanno trattato i temi postconciliari e postcapitolari con particolare riferimento
alle diverse condizioni ambientali . 1 sette Ispettori
hanno apprezzato assai questa occasione loro offerta
dal Rettor Maggiore per incontrarsi e consultarsi
a vicenda . Nella foto, da sinistra : don Jellici (Bangkok),
don Massimino (Hongkong), don Casarotti (Calcutta),
don Di Fiore (Madras), don Tohill, don Fortuna
(Tokyo), don Stroscio (Gahuati), don Cogliandro
(Makati-Filippine), don Oreglia, segretario (Madras) .
21
Le Cooperatrici
dei Laboratori d'ItaNa
al Rettor Maggiore
Il 19 giugno a Torino, presso la Casa Madre ebbe luogo
la solenne offerta dei lavori dei Laboratori Cooperatrici
d'Italia al Rettor Maggiore, che ebbe parole di viva soddisfazione e di incoraggiamento a voler incrementare sempre di più
questo settore tanto benefico e formativo . Don Ricceri aveva
celebrato la S . Messa nella cappella Pinardi prima di ricevere
il dono, alla presenza delle Cooperatrici dei Laboratori di
Torino, rappresentanti le Cooperatrici dei Laboratori d'Italia .
iviosira- rassegna
"Assistenza ai giovani"
L'Ente nazionale "Solidarietà giovanile e Mutualità scolastica", che da oltre mezzo secolo svolge la sua azione nel
campo scolastico a favore dei giovani, ha organizzato un
Convegno e una Mostra-rassegna nei giorni 8-20 giugno .
L'8 giugno fu inaugurata ai Mercati Traianei la "2a Mostrarassegna Assistenza ai giovani" . Partecipanti alla Mostra
erano sei Ministeri e una ventina di enti vari che svolgono
attività a favore della gioventù . Anche i salesiani furono
invitati a presentare nella Mostra le loro opere rivolte all'assistenza e formazione dei ragazzi, nelle loro molteplici
attività : oratori, scuole professionali, pensionati, colonie,
tempo libero, sport, stampa ecc . Nel/a foto : un apparecchio
elettronico costruito nelle nostre scuole .
cara • un monumento
a Maria Ausiliatrice
sulla piazza del Redentore
Dal 24 giugno scorso sulla piazza del Redentore a
Bari, a fianco dell'imponente facciata del Tempio, domina
una marmorea statua di Maria Ausiliatrice . Alla inaugurazione
era presente una grande folla di fedeli . Dopo il taglio del
nastro ad opera della madrina signora Paola Bassi Sbisà,
il Vescovo ausiliare mons . Michele Mincuzzi ha benedetto
il monumento e ha invitato i presenti a onorare la Madonna
come Madre e Ausiliatrice della Chiesa e salvezza dell'umanità . il parroco don Renato Nitti ha rilevato che l'opera si
realizza nella convergenza di due ricorrenze : il 25 , della
parrocchia del Redentore e il centenario della Basilica di
Maria Ausiliatrice in Torino . Promotrice dell'iniziativa l'Associazione dei Devoti di Maria Ausiliatrice .
IN BREVE
Il venerabile
Don Andrea Beltrami
solennemente commemorato
a Omegna
Per iniziativa dei Salesiani di Novara
e del prevosto di Omegna mons . Giovanni Gatti, il 29 maggio scorso il venerabile don Beltrami è stato commemorato nella sua città natale . Il teatro dei
Missionari del Sacro Cuore era gremitissimo . Presiedeva mons . Edoardo Piana,
vescovo ausiliare di Novara, col sindaco
Boldini e le altre autorità . Don Guido
Favini, segretario generale dei Cooperatori Salesiani, tenne la commemorazione, che i svolse in un'atmosfera
calda di entusiasmo, accresciuto dalle
esecuzioni dei cantori dell'Istituto Salesiano di Novara. « Non capita di frequente - scriveva il Bollettino parrocchiale - di sentire rievocare cori
tanto calore, cori eleganza di stile, con
dovizia di fatti e con precisione di dati,
la vita di un Santo » .
A Bobbio
una frazione della parrocchia
di San Colombano
intitolata a Maria Ausiliatrice
Il 24 maggio scorso, a Bobbio (Piacenza) una frazione della parrocchia della
Basilica di San Colombario venne dedicata a Maria Ausiliatrice col nome ufficiale di "Villaggio Ausilia" . L'avvenimento venne preparato da tutta una
solerte opera pastorale del parroco
mons . Pietro Malacalza, decurione dei
Cooperatori . A tutte le famiglie venne
donato un quadro della Vergine Ausiliatrice, a ricordo e richiamo della loro
Protettrice . Alla inaugurazione erano
presenti il Vescovo, il Sindaco e altre
autorità . Dopo la messa vespertina venne
letta la consacrazione del quartiere alla
Vergine Ausiliatrice . A tutte le famiglie
del "Villaggio Ausilia" sarà inviato il
Bollettino Salesiano e così si prepareranno
a entrare nella nostra terza Famiglia
dei Cooperatori .
I
INDIA
Il "Bollettino Salesiano"
in Malayalant
Dall'inizio di quest'anno esce in India,
nel Kerala, una nuova edizione del
Bollettino Salesiano in lingua Malayalam .
Con quest'ultima sono 32 le edizioni del
Bollettino, organo ufficiale dei Salesiani,
che si stampa in 32 nazioni e con una
tiratura che supera il milione di copie.
Questo non è un prete, ma un giovane maturo che sogna di
esserlo, una di quelle — vocazioni adulte" che Don Bosco cominciò a coltivare per un invito dall'Alto . È uno di quei giovani
di cui Paolo VI dice che « a Cristo dànno tutto, giovani pieni
di fuoco e di fantasia, che hanno intuito la più alta definizione
della vita : un'avventura di amore divino ; umili eroi che credono
nello Spirito Santo, e che per la Chiesa di Cristo, come Cristo,
sono pronti a dare la vita» . A questi giovani il Papa rivolge una
parola che li classifica tra gli eroi : « Sapete che Cristo ha bisogno
di voi? Sapete che la sua chiamata è per i forti? è per i ribelli
alla mediocrità e alla viltà della vita comoda e insignificante? . . .
Chissà se il nostro grido sarà ascoltato? . . .»
Possiamo rispondere con gioia che il grido del Papa è già stato
ascoltato : un po' dovunque fioriscono centri di "vocazioni adulte e anche nella nostra famiglia . Per l'anno prossimo si preannunzia
un sensibile aumento di questi giovani generosi . I Cooperatori,
gli Exallievi e i giovani stessi possono rivolgersi all'ispettore
don Giuseppe Zavattaro, via Maria Ausiliatrice, 32 - 10152 Torino
"Padre, adesso
Così dicono i negri di Lubumbashi (Katanga) nel vederE
la "Cité des Jeunes" che sorge dove prima c'era solc
boscaglia infestata dai banditi . Un'interessante lettera de''
missionario salesiano don Mario Valente ci informa dei
passi in avanti che quest'opera coraggiosa sta compiendc
in favore dei ragazzi negri più poveri e più abbandonati
Scrivo in queste ore più calme
della giornata, che sono quelle
della sera, quando i giovani della
nostra "Città dei Ragazzi" sono a
riposo e il silenzio della brousse
circostante invita alla riflessione .
Mi trovo nella quiete della mia
camera, adesso del tutto personale,
ma fino a qualche mese fa adibita
un po' a tutti gli usi : ufficio di
consigliere e segretario scolastico,
sala di riunioni per maestri o per
giovani, magazzino di vendita per
gli articoli più svariati, deposito di
materiale sportivo e di attrezzi da
lavoro (specialmente per l'agricoltura) ecc . Essa è costruita sotto la
stessa tettoia che ricopre la cucina
provvisoria dell'internato, e il deposito anch'esso provvisorio del
legname della falegnameria .
ARMATO DI PAZIENZA
E DI FUCILE
fretta, date le vicende piuttosto
varie di cui sono ricche le nostre
giornate ; e tutt'a un tratto si
prende coscienza che c'è veramente qualcosa di nuovo .
Così è per la nostra Cité des
Jeunes . Anche solo il suo sorgere, è già una variazione, gioiosa e ricca di movimento, al
tema solito, monotono e pigro,
del luogo . È un nascere anch'esso
faticoso e lento, specie per chi
lo segue ora per ora . Ma riandando col pensiero pur solo all'anno scorso, ci sentiamo noi
stessi meravigliati nel vedere la
realtà presente . Ca bouge, dicono
qui, o fa monte, guardando i muri
che salgono mattone a mattone .
Anche il cielo, che ci guarda tra
una pioggia e l'altra, sarà certamente sbalordito al nuovo aspetto
di questa località, un tempo ricca
di prospere fattorie, poi abbandonata al dominio della boscaglia e
dei banditi .
Baba,
Ma qualcosa, un po' alla volta,
cambia anche qui in Africa . Il
tempo, in verità, passa assai in
24
sasa iko muzuri hapa!
Così dicono i vecchi abitanti del
luogo nel passare lungo il nostro
terreno : «Padre, adesso è bello
qui!» E non è tanto per le costruzioni che dicono ciò, quanto
per la tranquillità di transito che
ha acquistato la zona per la nostra
presenza . Se all'inizio infatti don
Gerardo ha dovuto armarsi non
solo di pazienza, ma anche di
qualche buona arma da fuoco per
convincere quei banditi che il
padrone della zona cambiava,
ora si vive abbastanza sicuri .
Lo rilevano i giovani che, giorno
per giorno, vengono a occupare
un letto del nostro pensionato
nuovo di zecca, nella parte già
ultimata del nuovo padiglione .
bello qui"
ciascuno in un bel letto, tutto
solo . E non sembri strana questa
sottolineatura. Basti sapere che
qui a Lubumbashi in una stanza
più piccola dell'ufficio del direttore, dove non c'è posto che
per uno o due letti, dormono
talvolta una diecina di persone .
Come, non saprei. Ma questo è
il caso frequente delle famiglie
indigene, le quali, per il senso
profondo dell'ospitalità sono capaci di triplicarsi nella stessa abitazione in un sol giorno, accogliendo tutti i wandugu, i fratelli,
che possono essere anche lontanissimi cugini di undicesimo grado .
Qui infatti sono tutti "fratelli",
come i "fratelli" e le "sorelle"
di Gesù nel Vangelo : è sufficiente
essere della stessa Kabila (tribù),
per esigere qualcosa o per doverla offrire .
MANGIANO UNA SOLA
Giungono questi giovani (in genere tra i i6 e i 2o anni), con i
loro miseri fagotti, spesso costituiti di qualche indumento stracciato, e vengono a piangere e
talvolta a pretendere (qualcuno si
presenta a sera tarda per non essere rinviato), che si dia un posto nella nostra casa, a loro che
non conoscono che cosa sia una
"casa", ma che spesso l'avranno
sognata dormendo nei tuguri delle
superaffollate cités di Lubumbashi o in qualche capanna della
brousse, o anche sotto qualche
tettoia dei mercati urbani, o ad-
dirittura in prigione . Li vediamo
arrivare un po' timorosi, quasi
increduli di esserci finalmente
dentro, alla Cité des Jeunes ; pronti
però a sentirsi di casa, con gli
altri che sono già i "vecchi" della
casa, e con noi che siamo i Wazungu, i Bianchi, gli Europei. Il
"dettaglio" della razza resta infatti sempre incancellabile, pur
nelle nostre relazioni paterne e
fraterne . Fortuna che il carattere
di "padri" e di missionari prevale sull'altro particolare, e questo
ci facilita il lavoro .
Adesso sono là che dormono,
Ma qui il loro sonno è circondato di silenzio, al di fuori cioè
delle zone, dove fino a ora tarda
il battere frenetico dei tam-tam
sottolinea l'abbondante consumo
della birra o del mukoyo (bevanda
alcolica locale). « Padre, è impossibile studiare laggiù », mi dice
qualche studente per essere accettato nel nostro pensionato ; oppure : « È impossibile dormire presto la sera . . . », dice qualche altro
che vorrebbe cambiare un certo
tipo di vita notturna. E io ci
credo, se penso al frastuono di
musiche (rocks e twists sempre
nuovi e sempre ripetuti, made in
Congo) che gli altoparlanti dei
lontani bar delle cités diffondono
dappertutto, e che talvolta con
il vento dell'ovest nelle ore della
sera giungono fino a noi, con i
loro ritmi sfrenati.
« Padre, ho fame! » (nasikia
nzala!) . È una frase frequente e
detta senza vergogna . Alla miseria ci si può anche assuefare,
pur non rinunziando di approfittare d'ogni occasione o persona
25
da cui si possa avere qualcosa
per la propria "fame" . I nostri
giovani possono profittare dei tre
pasti giornalieri che mettiamo a
loro disposizione . Si noti che qui
spessissimo gli abitanti nelle cités
nere non mangiano che una sola
volta al giorno, la sera dopo il
lavoro . Il loro cibo preferito è il
bukari, una specie d'insipida polenta bianca accompagnata da pesce
salatissimo, tanto simile al nostro
baccalà . Quando il piatto dei nostri giovani è ben ricolmo, possiamo star tranquilli che non ci
saranno in genere gravi problemi ;
è sufficiente che alla fine dei pasti essi possano dire : Ninashiba
satina! (mi sono saziato!) .
Alloggio sicuro e pasti sufficienti - retribuiti con quattro
ore di lavoro settimanali e niente
più - sono per i giovani che
van riempiendo il nuovo padiglione, una base di vita serena,
sulla quale costruire il resto più
spirituale dell'uomo . Ma quanti
possiamo aiutarne di giovani?
Beh, il nostro è solo un sassolino
che gettiamo nel mare di tanta
miseria umana . È vero . Ma bisogna pur cominciare - dice il
direttore don Gerardo - a fare
qualcosa, se si vuole poi continuare a farne qualcuna in più. . .
E intanto per farne già qualcuna
in più, la nostra scuola artigianale
si sforza di accogliere il più gran
numero possibile di allievi, pur
dovendoli scegliere tra le centinaia che vengono a supplicarci di
accettarli per qualche mestiere,
non importa quale, pur di poter
dire che frequentano una scuola .
Mi diceva uno di essi, in procinto di essere rinviato anche da
questa scuola (dopo averne frequentate per qualche tempo già
una diecina - senza esagerare ed esserne stato cacciato per indisciplina) : « Padre, se voi mi
cacciate anche da qui, non mi
26
resta che la Cassapa (la prigione
di Lubumbashi) ».
In fatto di scuola c'è un guaio .
I punti di vista non concordano
sul modo di impostare il problema
scolastico . I giovani, infatti, sono
terribilmente desiderosi di frequentare una scuola (difficile a
credersi in Italia), un po' per il
desiderio di imparare, ancora fresco in loro, dato il recente sviluppo del paese, e un po' (e
forse molto) per il desiderio di
un diploma che dia loro diritto
di reclamare, presso qualche ndugu
(parente) già ben piazzato nell'accogliente burocrazia dello Stato,
un posto altrettanto comodo quanto remunerativo . Gl'ideatori della
Cité des Jeunes invece la pensano
diversamente : non uomini da tavolino s'intende formare in questo
Centro tecnico-professionale, ma
uomini di lavoro manuale ; lavoro
qualificato se vogliamo, ma pur
sempre lavoro manuale, anche se
fatto con intelligente autonomia
contro la deprimente necessità
attuale di dover essere guidati un
po' in tutto . Pertanto ai cento
allievi presenti, per ora, è necessario ripetere spesso il ritornello
delle nostre intenzioni, per convincere quanti sono capitati per
caso in questa scuola, che se
vogliono diventare "dottori", debbono cercare altrove . Ma in fondo
sono tutti contenti di imparare
un mestiere .
Per il momento ci sono solo
due sezioni : l'agricoltura e la falegnameria . Quest'ultima conta due
corsi regolari, e si appresta a inaugurare il nuovo moderno laboratorio che conterrà banchi di lavoro per una sessantina di allievi, più tutte le macchine necessarie . Sono macchine di seconda mano, ma servono ancora
bene al loro scopo : basta vedere
i lavori (mobili d'ogni genere)
che escono dal nostro primo laboratorio-scuola . Innegabilmente
il merito di certi lavori tanto apprezzati in città va alla perizia
del capo laboratorio, sig . Emile
Kass, un coadiutore lussembur-
ghese "puro sangue", ricco di
energia, di attività e di tanto buon
umore : un vero catalizzatore per
la nostra comunità, così varia per
nazionalità e temperamenti.
L'agricoltura, come scuola, è
agli inizi e le difficoltà si fanno
sentire, specie per la mancanza
di maestri . Soprattutto poi si dovrebbe sistemare gran parte del
terreno che durante la stagione
delle piogge viene invaso dalle
acque del fiumiciattolo (il "Kafubu") che l'attraversa e che qui
diventa palude . Ci ha già tentato
il nostro don Odone, che sovrintende a tutti i lavori agricoli . Intanto si spera di realizzare il
sogno di una grande scuola agricola, con fattoria modello e tutto
ciò che occorre per invogliare
questi giovani Congolesi a lavorare la loro terra, certo più ricca
e fertile di quanto lo faccia credere l'abbandono penoso in cui
è caduta da anni . Ciò che più occorrerebbe, però, è la volontà di
lavorare, l'entusiasmo di "creare"
qualcosa di buono, di bello, di
utile, con i mezzi naturali che
Iddio ha messo a disposizione
dell'uomo in questa grande terra
africana .
È proprio l'entusiasmo volitivo
che don Gerardo cerca d'infondere in questi cuori giovanili,
con l'energia di cui egli è tanto
ricco : un entusiasmo e una volontà che sono all'origine di tutta
l'opera e che si comunicano un
po' a tutti i suoi collaboratori
specie quando egli discute sui
vari problemi della cité, mettendo
a parte dei progetti, domandando
pareri e proponendo nuove idee .
È interessante vedere la gioia che
s'impossessa di quest'uomo, quando si dischiudono nuove vie talvolta impensate, per la realizzazione del grandioso progetto . In
tali momenti ci è naturale levar
gli occhi al cielo e mormorare :
« La c'è la Provvidenza! ».
Eccoci dunque in cammino .
In questo settembre pensiamo di
cominciare una nuova sezione, per
la meccanica generale ; di raddoppiare i posti nell'internato ; di sviluppare l'organizzazione del nostro "centro sportivo", che già
conta un fiorente club di pallavolo, una squadra di calcio partecipante alle competizioni cittadine per juniores, e un gruppo di
amatori di basket . Ma anche in
questo campo c'è bisogno di lavorare molto e di avere qualcuno
capace di organizzare una massa
di giovani ben dotati per lo sport,
ma non troppo dotati di ordine e
costanza.
Aspettiamo per questo uomini
di buona volontà e di buone capacità ; anche per non esaurirci
in un lavoro materiale di dissodamento del terreno, prima di
innestare più profondamente che
nel passato, la vita cristiana nella
nuova generazione congolese . Non
è che il lavoro sacerdotale sia assente nelle nostre giornate . Basti
dire che in quest'anno scolastico
abbiamo avuto due battesimi (per
due giovani di 17 e 18 anni) e
altri sono in preparazione avanzata . Non mancano nella nostra scuola corsi di formazione
religiosa e sociale, che costituiscono momenti preziosi per seminare la Buona Parola di Dio
in tanti cuori ancor pagani o già
dimentichi della loro fede cristiana. C'è inoltre per i giorni di
festa una specie di Oratorio ; ma
per adesso siamo ancora lontani
dalla realizzazione del vero Oratorio : ci vorrebbe per lanciarlo
uno di quei grandi direttori di
centri giovanili sparsi qua e là
per l'Italia . . . Non ce n'è qualcuno che voglia venire? . . . Infine
il contatto personale con tanti
giovani che frequentano per una
ragione o per l'altra la nostra
Cité, ci dà modo di seminare qualche buona parola .
Tuttavia le difficoltà per una
vera trasformazione cristiana resteranno per varie generazioni
ancora, dati i complessi psicolo-
Lubumbashi (Katanga) • La prima ala del padiglione della
Città dei Ragazzi, destinato ad accogliere come interni
i più abbandonati, oggi è già abitato .
Don Ter Schure, membro del Consiglio Superiore, in visita
alla Città dei Ragazzi di Lubumbashi, battezza uno dei
primi giovani allievi .
gici in cui si trovano irretiti i
loro animi superstiziosi, anche in
età giovanile . Lavoriamo per così
dire su un terreno sabbioso ; ma
abbiamo fiducia che Iddio saprà
ben impiantarvi la sua Roccia,
così come l'ha fatto per altri popoli : si tratta ora di seminare con
coraggio e di attendere con pazienza . Del resto qualche piccola
soddisfazione il Signore non ce la
fa mancare ; e don Gerardo può
dire di aver tolto dalla strada del
banditismo già più di un giovane . È il caso, per esempio, di
due cosiddetti "tipacci", che frequentano un po' tutte le attività
della Cité des Jeunes . Un giorno
che li accusavo di bere troppa
birra, essi mi risposero : «No, Padre, da quando abbiamo conosciuto P . Gérard non beviamo
più troppo, non ci ubriachiamo
più » . Ed io so che con questo
anche altri disordini sono in diminuzione : sarà per amore dello
sport o per altri motivi umani,
ma è già un buon punto di partenza .
Noi continuiamo su questa linea, sicuri che Dio ci assiste e
non ci manca la protezione di
Maria Ausiliatrice e di Don Bosco .
DON MARIO VALENTE
27
La bimba era scivolata nel fiume
Una grazia straordinaria ha chiuso la festa
di Maria Ausiliatrice . Nel pomeriggio, dopo
la processione, andai in parrocchia per le confessioni dei bambini . Alla fine uscimmo tutti
insieme ma Paola, la più piccola, giunta sulla
porta della chiesa corse verso il campanile,
seguita da altre compagne . Un istante dopo
udii un grido : «Paola è scivolata nel fiume
Meschio ! ».
Accorsi e vidi la bimba travolta dalla forte
corrente. Esclamai : « Madonna santa, aiutala! ». Accorse Monsignore, che invitò qualcuno a gettarsi nel fiume ; intanto vedevo la
bimba scomparire sotto il ponte . Le altre
bambine si aggrappavano a me spaventate .
Tre giovani, senza esitare, si buttarono nell'acqua vestiti : riuscirono ad afferrarla e a
trarla a riva . Paola aperse gli occhi e mi fece
un sorriso . Per una grazia particolarissima,
la bimba non aveva neppure inghiottito un
po' d'acqua. Era tranquilla, e dopo essere
stata asciugata, cambiata d'abiti e riscaldata,
venne ricondotta a casa .
Maria Ausiliatrice l'ha salvata . A chi le
chiede se avesse avuto paura, Paola risponde :
« No, perchè ero appena confessata » . Al
babbo disse : « Gesù ti ha ricambiato quello
che hai fatto agli altri : tu hai salvato un bambino e altri hanno salvato me » .
Grazie, o Maria Ausiliatrice, per Paola,
per i bimbi della prima Comunione, e benedici anche i tre giovani che non hanno esitato a slanciarsi in acqua per trarre in salvo
la piccola .
Vittorio Veneto (Treviso)
SR . LUISA CAIOLOTTO F .M .A .
Bambino di cinque anni
investito da un'auto
Era il pomeriggio del 24 maggio . Nel cortile dell'Istituto Salesiano si svolgeva una
solenne funzione liturgica presieduta da mons .
Signora, vescovo di Pompei . Insieme a mio
marito, ero là per rendere omaggio a Maria
Ausiliatrice . Intanto a casa mia stava per
avvenire la tragedia . Avevamo lasciato il piccolo Enzo di cinque anni . Il bambino, particolarmente irrequieto, quella sera sgusciò di
casa e si lanciò sulla strada sgambettando
veloce, proprio nell'attimo in cui un'auto
passava a velocità sostenuta. Si udì un grido
28
acuto, lacerante, e uno spaventoso stridio di
freni : il ragazzo era stato investito .
Accorsero le persone del quartiere . Lo trovarono disteso a terra quasi esanime, il volto
insanguinato . Fu portato d'urgenza all'ospedale, da dove con grande meraviglia del personale sanitario il nostro Enzo potè uscire il
giorno successivo completamente guarito, senza
alcun segno sul volto . E quella sera, dinanzi
ad una folta schiera di giovani oratoriani
commossi, potè offrire, al termine della processione in onore dell'Ausiliatrice, i fiori
della riconoscenza a Colei che aveva fatto le
veci della mamma sua terrena .
Ringrazio pubblicamente Maria SS . Ausiliatrice, che continuerò ad onorare con
rinnovato fervore .
Torre Annunziata (Napoli)
SIGNORA PADUANO
DON BRUNO GAMBARDELLA
Guarita da paresi
con lesione al cervello
La mia divozione a Don Bosco è cominciata quasi vent'anni fa quando, dopo una
novena a Maria Ausiliatrice, mi è guarita una
bambina che stava per morire . Da allora nei
momenti di scoraggiamento per dolori fisici
e morali mi sono rivolta a lui e mi ha quasi
sempre ottenuto da Maria Ausiliatrice le
grazie di cui avevo bisogno . Ma il fatto che
mi spinge a rendere pubblica la mia riconoscenza è il seguente . Lo scorso gennaio fui
colpita da una grave malattia - una paresi
risoltasi con una lesione al cervello - che
mise in serio pericolo la mia vita . Mentre
ero al neurologico e soffrivo moltissimo, supplicai Maria Ausiliatrice e Don Bosco che
mi lasciassero ancora un poco in vita per i
miei figli e per mio marito . Sono stata esaudita . Perciò desidero spendere la vita che il
Signore mi darà ancora per la mia famiglia e
per opere di bene .
Melzo (Milano)
CLARA PIROLA
Ormai era alla fine
La nostra cara mamma, di 71 anni, era
stata ricoverata con urgenza all'ospedale per
infarto cardiaco e broncopolmonite . Le sue
condizioni erano gravissime . Ricevette gli
ultimi Sacramenti, perchè ormai era alla fine .
Una delle figlie, inginocchiata davanti all'im-
magine della Vergine, invocò con fede un
miracolo . E questo venne, la mamma guarì
completamente . Ma passati due mesi, cadde
rompendosi il femore . Nuovamente ci rivolgemmo con fede viva a Maria Ausiliatrice,
a S . Giovanni Bosco e a S. Domenico Savio,
e anche questa volta la mamma guarì perfettamente .
Riconoscente ai nostri cari Santi, inviamo
una modesta offerta.
Arq'iata Scrivia (Alessandria)
I FIGLI TERESITA, VILMA, MIMMO TUSO
Scompare la tubercolosi renale
senza operazione
Mio figlio di 18 anni aveva sempre goduto
di una salute robusta . La nostra sorpresa
fu quindi tanto più amara quando fu colpito
da « tubercolosi renale attiva con lesioni urografiche e caverna ulcerativa nel sistema caliciliare destro » . Il suo stato era veramente
critico, perchè, mentre era necessaria l'estrazione del rene, il figlio si trovava senza forza
fisica per sopportare l'intervento . Nella mia
angoscia posi tutta la mia confidenza in Maria Ausiliatrice, chiedendole che lo salvasse
senza intervento chirurgico . Oggi posso affermare che la sua vita è completamente normale . La Vergine Ausiliatrice mi ha esaudita
in pieno .
Cdceres (Spagna)
CI
HANNO
E . MARTINEZ,
PURE
cooperatrice
SEGNALATO
GRAZIE
Abate Cristina - Accardi Maria ved . Marchello - Agosto
Luigia - Airaga Elisabetta - Airago Teresa - Albasini
Maria - Albergati Rovati Angela - Albini Maria - Alemanni Elvira - Alessi Gioacchino - Alessi Malta Marianna
- Alfano Carmela - Allemand Giovanna - Altare Maria Amato Giuseppina - Amberti Pierina - Amoroso Adele Andronico Arena Santina - Angioli Rina - Antolini Riccardo - Anzolin Savoia - Ardore Annisa - Arnaldi Luigina - Ardito Giuseppina - Armani Oliva - Arrighetti
Elisa - Artusio Carlo - Ascheri Iolanda - Avellone Amalia
ved . Carinni - Bado Francesca - Baffi Daniele - Baldi
Ilva - Balteo Emilia - Balboni Delfina - Baldo Vincenzo Balfiglio Maria Assunta - Ballinari Pietro - Balzano Cagliano Cecilia - Banna Michele - Baracchi Carlo - Barba
Maria - Barberis Maria - Barbero Cecilia - Barbero Bottino Giuseppina - Barbetti Felicita - Barbieri Mercedes Barcellona Giovannina - Barioglio Cesarina - Barone
Bice - Barone Lina - Barone Rita - Barruso Santino Bastiani Palmira - Battiato Rosaria - Battista Concettina Battistella Maria - Beia Severino - Belardo Aldo - Bellanteroni Celozzi Ida - Bellazzi Francesca - Beltani Bosco
Giovanna - Benasso Luigi - Benazzi Adele - Benazzi Liberata - Bergamo Virginia - Bergero Renzo e Maria Bertolo Giacinta - Besozzi Carla - Bestagno Angela - .
Bianchetti Mary ved . Mino - Bianchi Candida - Bieler
Giuseppe - Bioglio Emma - Bionaz Gioconda - Biscaldi
Luigina - Blandino Concetta - Boccafoli Regina - Bois
Pasqualina - Bolla Serafina - Bommarito Maria - Bona
Maria - Bondio Santa - Bonfanti Pierina - Bongini Lina
- Bonino Margherita - Bonsangue Puleri Pietrina - Bonzano Amisano Eugenia - Bordisso Lucia - Boroni Emilia Borsato Cecilia - Boschi Eletta - Bosco Vincenzina Bosia Mario - Bottin Maria - Bottio Luigi - Bottio Teresa - Bravo Icolina - Brennain Orio - Briglia Virginia Brignolo Luigi - Brunelli Franco - Bruno Francesca Brusati Caterina - Burderi Adele - Busà Lucia - Buscaglia
Carolina - Buscaglia Margherita - Butera Paolo - Buzzo
Domenico - Calabrò Vita Carmela - Calamari Emma Calcagni Maria - Calizzano Giovanni - Callero Carla Callero Maria - Calmegna Antonio - Caltabiano Caterina Cametti Santina - Campedello Maria - Can Sedda Grazia Cancelliere Prozio Natalina - Cantimorsi Pierina - Capecchi Piero - Capirone Teresina - Caporale Giuseppina
- Cappellaro Maria - Caratoffolo Maria - Capuni Valerio
Maria - Carboni Giuseppe - Cardaci La Bruna Cettina Cardasco Achille ed Elda - Careni Ernesta - Cargioli
Ciardelli Bianca - Caria Medda - Carnevale suor Maria Caruso Iolanda - Casazza Faustina - Casiraghi Enrica Cassini Elena - Castello Filippa - Catanzaro Maria Teresa - Cattaneo Anita - Cattaneo Ezio - Cattaneo Teresina - Catterchio Benedetto - Cavalieri Serafino - Ceccherini Derose - Ceppi Maria - Cerasi Nardina - Cesca Losa
Anselmina - Cetta Anita - Chiarle Angela - Chimento
Assunta - Chiodaroli Carlo - Chiofolo Domenico e Maria Chironico N . N . - Cirincione mons . can . Giuseppe Clapasson Antonio - Clarinetto Giuseppa - Coata Lea Cocuzza Anna Maria - Colla Giuditta - Colli Chiara Colombo Angela - Colombo Giuditta - Colombo Maria Colosetti Maria - Colpo Giuseppe - Colzani Mario Contarin Giovanna - Conti Franca - Conzatti Ester Corazzini Giovanna - Corbo Caterina - Cornetta Raffaella Corno Anna Lisa - Cortelezzi Carla - Cortese Ignazia Costa Anna - Costablon Agostina - Cottignoli Fedora Cozzolino Concetta - Cremaschi Rosa - Cremasco Anna Cresta Giancarlo - Crisafulli Magno Gaetana - Criscione
Elena - Cucca Solinas Anna - Culella Provvidenza - Cuttaia Concetta - D'Abbraccio Pasquale - D'Agostini Anna D'Agostino Domenico - D'Alfo Mira - Dalla Fabris Maria Dall'Ave Caterina - Dalle Nogare Maria - Damiani Eledis
- Damonte Maria - D'Amore Lo Giudice Rosa - Daprà
Casalino Emilia - De Angeli Maria - Decarolis Teresa Defilippo Ruggero - De Franceschi Ismene - Delfino
Maria - Del Mandro Giovanni - Del Pizzo Maria Delprino Battista - De Marchi Adelina - De Murtas
Giuseppa De Rubeis Marietta - Dimichino Egle
- Diotto Fedele Anna - Di Paola Carmela e Vincenzo
Di Rocco sen. Angelo - Doiso Luigia - Donadeo
Renata - Dranceschini Gaetano - Edlmann Paolina - Errante Marchello Giovanna - Esposito Lina - Evangelisti
fam . - Fabbrici Anselmina - Facciolo Tommaso - Favini
Giovanni - Favre Aurora - Favre M . Domenica - Favre
Nadia - Favre Palmira - Fera Franca - Ferrais Natale e
Wanda - Ferraro Innocenza e fam . - Ferraro Bosio Maria Ferrero Francesco - Ferrero Margherita - Finetti Fagetti
Adina - Fisichella Paolo - Formaiano Lilia - Fornara Caterina ved . Cerutti - Fornero Cortassa Concetta - Fossati fam. - Fossati Maria Rosa - Fracanzani Maria - Franceschini Ida - Fusco Almerinda - Fusi Maria - Gabetto
Ida - Gabutti Giovanna - Gagliasso Lucio - Galeotti
Carolina - Gaifrè Cristina - Galliano Dina - Gallina Rivale Iolanda - Gamalero Virginia e Clara - Gamberucci
Guido - Gamerro Clelia - Gandiglio Natalina - Gandolfi
Rossi Pierina - Garbani Nerini Ida - Garelli don Giovanni - Garibotto Roverano Clementina - Gattinini Maria
- Gattuso Lia e Calogero - Gazzola Giacomina - Gentiluomo Vincenza - Gherlone Aldo - Ghidella Maria Ghiotti Aldo - Giacoletto Desolina - Giacoletto Livio Giambre Gaetana - Ginepro Geromina - Gianferrari
Angioletta - Giangreco Annunziata - Gianico Rina - Giannini Enrichetta - Giglia Rosa - Gilardi fam . - Gilardi
Teresa - Gioana Carolina - Giove Elisa - Giustetto fam. Godino Eugenia - Goria Carlo e Clarita - Gosso Franca Grassi Elsa - Grasso Domenica - Greco prof . dott . Achille
- Greco Liberata - Greppi Secondo - Grioni Mariuccia Grisetti Luigia - Gualco Maria - Guerini Antonietta Guglielmetti Anna - Guglielmetti Pierina - Guidetti
Clara - Guidetti Francesco - Guidi Giuseppe - Henriet
Virginia - Jachino Domenica - Ippolito Salvatore - Ivaldi
Caterina - Laganà Domenica - Lardani Chiara - La Rocca
Paolo - La Rosa dott . Pina - Leoncini Raimondo - Liboia Luisa - Lo Cicero Cristina ved . Randazzo - Lodi
Angelina - Lombardo Maria - Loneri Luigia.
29
La preghiera ebbe effetto immediato
La signorina Miglio Annamaria, nata a
Bellinzago il 18 giugno 1946, dall'età di 14
anni ha sempre avvertito gravi disfunzioni
al rene destro, disfunzioni che, con il passar
del tempo, le procuravano anche dolori lancinanti e stati febbrili lunghi e pericolosi .
Visitata da numerosi specialisti, e ricoverata
per ben due volte presso l'Ospedale Maggiore
di Novara, sempre le fu diagnosticata una
infezione renale, per cui i medici le hanno
ripetutamente consigliato l'asportazione del
rene malato .
A questo punto, la mamma, signora Angela
Marchi Miglio, proponeva una preghiera particolare a San Domenico Savio, di cui la famiglia dell'ammalata è tradizionalmente devota. Tale preghiera, unita alla promessa di
pubblicazione in caso di grazia ottenuta, aveva
effetto immediato : dopo due soli giorni la
febbre scompariva, la malata veniva rilasciata
dall'Ospedale, il rene era salvo .
Successivamente, la Miglio veniva visitata
da altri specialisti, anche di altre città italiane,
i quali tutti concordemente riconoscevano che
il rene era del tutto guarito .
Ora la Annamaria Miglio è sposata e da
quattro mesi felicemente mamma di una
bella creatura, senza che alcuna disfunzione
renale o di altro genere sia mai piú insorta .
La famiglia Miglio presenta a San Domenico Savio la sua gratitudine per questo fatto
che ha del prodigioso, e nel contempo si affida
alla sua continua protezione per il bene di
tutti i suoi componenti . In fede :
Sac . BARTOLO FORNARA
La mamma : ANGELA MARCHI IN MIGLIO
La graziata: ANNAMARIA MIGLIO
Guarita da encefalite senza postumi
La mia piccola Paola di nove mesi, indisposta per una forma influenzale, ebbe un
peggioramento con febbre superiore a 40 e
con attacchi di convulsioni . Ricoverata in
ospedale, ebbe ancora altre crisi convulsive.
Diagnosi tremenda : « encefalite in forma grave ».
Disperata raccomandai la mia bimba a San
Domenico Savio, mettendole accanto l'abitino
che già avevo portato durante l'attesa . Dopo
pochi giorni subentrò un lieve miglioramento,
che divenne sempre piú evidente, tra lo stu30
pore degli stessi medici curanti . Oggi la mia
Paola è a casa guarita, senza nessuno dei gravi
postumi che normalmente accompagnano tale
malattia. Rendo nota questa immensa grazia
per gratitudine verso il grande Santo e perché
molte mamme si rivolgano con tanta fede a
San Domenico Savio quando il dolore le
colpisce .
Torino
CARLA CARUZZO IN OGGERO
Guarito tre volte
Colpito nel 1958 da broncopolmonite bilaterale, licenziato dai medici, mi rivolsi all'intercessione di San Domenico Savio e fui guarito . Ricaduto nel 196o nello stesso male,
ancora una volta mi sono rivolto a San Domenico Savio che m'ottenesse la guarigione tanto
sospirata, ed egli mi esaudiva una seconda
volta. Nell'ottobre del 1965 dovetti subire
una delicata operazione . Data l'età e il male
aggravato, mi rivolsi ancora a San Domenico
Savio e ottenni la guarigione con sorpresa dei
clinici che mi avevano operato .
Spero di venire al Santuario di Maria Ausiliatrice per fare la mia offerta e far celebrare
una santa Messa in ringraziamento .
Catania
SALVATORE RAPICAVOLI
Giulia Fara Cadau (Decimomannu - Cagliari) fu esaudita,
dopo tredici anni di matrimonio, con la nascita di un
bambino.
Giuseppina e Maurizio Di Nasso (Torino) esprimono riconoscenza a S . D . S . per la nascita del quartogenito .
Giuseppina Celi (Messina) dopo una prima maternità
infruttuosa, fu esaudita alla seconda con la nascita di un
bimbo .
Vincenzina D'Antona in D'Angelo (Ravanusa - Agrigento)
con la famiglia ringrazia S . D . Savio per la guarigione
del marito da infarto cardiaco .
Angela Bumbalo (Termini Imerese - Palermo) esprime la
sua riconoscenza a S . D . Savio e a D . F . Rinaldi per la
protezione avuta nella nascita del figlio Giorgio Domenico .
Maria Luisa Confalonieri Riva (Galbiate - Como) con la
protezione di S . D . Savio ebbe due maternità felici,
sebbene in non più giovane età .
Eraldo e Delfina Turinetto (Torino) ringraziano sentitamente S . D. Savio per il buon esito della nascita della
piccola Luisella.
Vittorio e Margherita Franco (S . Damiano - Asti) dopo
tredici anni di matrimonio ebbero la prima bambina per
intercessione di S . D . Savio .
Defensa Orrù in Toccu (Terralba - CA) ringrazia S . D . S .
per la guarigione del figlio, ancor bambino, da polmonite
e da una imprudente ingestione di pastiglie tnedicinali .
Giuseppina e Angelo Merlo (Vigevano - PV) attribuiscono a S . D . S. la speciale protezione avuta in caso di
malattia e la felice nascita del primogenito .
Non avevamo da sfamare i figli
Per un tracollo finanziario eravamo ridotti
alla miseria . Mio marito aveva perduto anche
l'impiego, sembrava che per noi fosse finita
ogni possibilità di rifarci . Trascorremmo giorni
tristissimi, non avendo da poter sfamare i
nostri quattro figli ancora in tenera età. Ma
Don Filippo Rinaldi, invocato da noi con
tanta fede e speranza, ci è venuto in aiuto .
Da tempo mio marito ha trovato lavoro, che
gli dà la possibilità di mantenere agiatamente
la famiglia . Don Rinaldi, invocato da noi
anche in altre circostanze, ci è sempre venuto
in aiuto . Dal profondo del cuore lo ringraziamo di tanta benevolenza .
Roma
IRENE PASSI
sala operatoria, decorso postoperatorio ottimo e successiva guarigione . Ringrazio don
Rìnaldi, della cui potente intercessione presso
Dio ho avuto una prova solare .
Milano
PROF. RESY RAMONDO
Una reliquia sotto il guanciale
Il giovane sottoscritto Franzini Giancarlo,
in seguito a grave incidente stradale, riportò
gravi ferite e rimase per oltre quindici giorni
all'ospedale . Si raccomandò a don Filippo
Rinaldi, e appena una suora, Figlia di M . Ausiliatrice, gli mise sotto il guanciale la reliquia
del Servo di Dio, subito migliorò, riprese la
conoscenza e in pochi giorni guarì perfettamente . Desidera che la grazia sia pubblicata
sul Bollettino Salesiano . Invia modesta offerta .
Guarito da adenocarcinoma
Novara
FRANZINI GIANCARLO
Sento il dovere di far conoscere una grazia
ottenuta qualche anno fa . Mio padre, ricoverato all'ospedale per una violenta emorragia,
fu dichiarato gravissimo . Diagnosi : adenocarcinoma del retto, inoperabile per lo sviluppo
del male e per questi altri malanni : epatomegalia, enfisema polmonare diffuso, miocardiopatite sclerotica con blocco di branca .
Dopo quasi un mese di ricovero, fu confermata l'impossibilità dell'intervento e il babbo
venne rimandato a casa . Mi rivolsi allora
all'Istituto Tumori di Milano, la città dove
lavoro come farmacista, e ricoverai il babbo
in una clinica. Risultato identico : inoperabile .
Sono Cooperatrice ed Exallieva. Accettai
quindi il consiglio di iniziare una novena a
don Rinaldi . Con me pregò tutta la comunità delle Figlie di M . Ausiliatrice di via
Timavo . Ed ecco che, improvvisamente, un
mattino il professore decide di operarlo . Una
decisione strana, inspiegabile, dopo che la
sera prima era stata comunicata al babbo la
decisione di mandarlo a casa . Cinque ore di
Don Giuseppe Groppo, salesiano (Roma) è grato a
D . F. R ., al quale più volte si è raccomandato durante
una malattia felicemente superata .
Anna Russo Ali (Aci S . Antonio - CT) invocò l'aiuto di
D . F. R . per il padre colpito da trombosi cerebrale,
ottenendone un miglioramento .
Giovanna Savio Fedozzi(Casale -AL) ponendo sotto la protezione di D . F . R . il padre in fin di vita per malattia di cuore
e altre complicazioni, lo riebbe salvo in seno alla famiglia .
Lia Mirabella (Palermo) nel sostenere difficili esami di
laurea si è posta sotto la protezione di D . F . Rinaldi,
che trovò efficacissima .
Caterina Colosi ved . Zampi (Roma) attesta che mediante
l'intercessione di D . F . R . ha sempre ottenuto grazie
anche in casi disperati .
Argia e Giuseppe Stocco (S . Giorgio in Bosco - PD)
ringraziano con offerta D . F . R. per la protezione accordata al padre, che potè ristabilirsi in salute .
Ral Paolo Emiliani (Roma) ottenne da D . F. R . una
rapida guarigione della moglie colpità_da altissima febbre .
Maria Cisi (Torino) ringrazia D . F. R . per il figlio che
ha trovato lavoro dopo una novena al Servo di Dio .
Margherita Merlo (Torino) esprime la sua riconoscenza
a D . F. R. per varie grazie ottenute, fra le quali la promozione del marito.
Rina Deliperi (Carbonia - CA) soffrendo di artrosi cervicale, si raccomandò a D . F. R . e ottenne la liberazione
dal suo male .
L'ISTITUTO SALESIANO PER LE MISSIONI con sede in TORINO, eretto in Ente Morale con Decreto 12 gennaio 1924, n . 22, può legalmente
ricevere Legati ed Eredità . Ad evitare possibili contestazioni si consigliano le seguenti formule :
Se trattasi d'un legato : « .. . lascio all'istituto Salesiano per le Missioni con sede in Torino a titolo di legato la somma di Lire . . . (oppure) l'immobile sito in. .. ».
Se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'Istituto, la formula potrebbe essere questa :
« ...Annullo ogni mia precedente disposizione testamentaria . Nomino mio erede universale l'Istituto Salesiano per /e Missioni con sede in Torino
lasciando ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo» .
(luogo e data)
(firma per esteso)
31
PREGHIAMO PER I NOSTR! MORTI
SALESIANI DEFUNTI
Don Giovanni Pellegrino t a Torino il 28 giugno 1967 a 71 anni .
Il fascino di S . Giovanni Bosco lo attrasse mentre era alunno di teologia nel seminario di Fossano, dove ebbe condiscepolo l'attuale Arcivescovo di Torino, il cardinale Michele Pellegrino . Il suo esempio
fu degnamente seguito da altri due suoi fratelli, don Luigi e don Pietro .
La gentilezza del tratti, e la cordiale ospitalità, ispirati dalla carità e
dallo spirito salesiano di famiglia, furono una caratteristica spiccata
dei lunghi anni di direzione trascorsi in parecchie case salesiane, fra
le quali Lombriasco, Torino-Agnelli, Cumiana, e a Roma : S . Callisto
alle Catacombe, il Mandrione, Lanuvio . Curò con amore la presentazione esteriore delle case, ma seppe farvi brillare le più belle caratteristiche salesiane e le circondò della più larga simpatia presso amici
e autorità . Lina lunga e dolorosa malattia arricchì di meriti la sua anima
di degno figlio di S . Giovanni Bosco .
Don Pietro Cabrati t a Sondrio a 6z anni .
A 23 anni, attratto dall'esempio e dalla parola del conterraneo don
Sala, anche lui di Seregno, lo imitò troncando il lavoro di falegname
per farsi salesiano . Codigoro, Comacchio, Ferrara, Bologna, Faenza,
Parma, Sondrio furono le tappe del suo zelo sacrificato . A Parma
resse per I8 anni la grande e antichissima parrocchia di San Benedetto,
svolgendovi un'attività instancabile, soprattutto a favore dei più poveri,
dei più lontani . La sua "presa" sugli uomini, anche di fede diversa,
era immediata . Minato gravemente nella salute, continuò a Sondrio
la sua opera illuminata di direttore spirituale . Da un anno aveva pure
assunto l'incarico di seguire il vasto movimento dei Cooperatori salesiani, assai numerosi nella Valtellina, con un lavoro di penetrazione
personale che cominciava a dare i suoi frutti.
Don Luigi Guglielmettí t a Borgomanero (Novara) a 8o anni .
Volenteroso e docile, passò per molteplici mansioni : insegnante, consigliere scolastico, catechista, amministratore, direttore di oratorio,
direttore di istituto a Cavaglià per sei anni, confessore ; ma don Guglielmetti fu soprattutto insegnante e assistente dei ragazzi fino agli
ultimi giorni . Amante del lavoro, sereno e buono con tutti, fu esemplare nell'osservanza religiosa e nel servizio del Signore .
Don Carlo Cattaneo t a S . Paolo (Brasile) a 59 anni .
I nostri confratelli di Roma ricorderanno sempre le sincere effusioni
della sua amicizia, la robusta e irradiante professione di fede cristiana,
il servizio disinteressato reso attraverso l'apostolato della penna, alla
verità, che egli amava con semplicità evangelica . La nostra riconoscenza si associa al fraterno suffragio .
Pietro Zugni, colto improvvisamente dalla morte a 34 anni .
Era Cooperatore salesiano fervidissimo . Amò Don Bosco e l'Oratorio
della sua Iseo, per cui spese tempo ed energie in margine al lavoro
quotidiano . Era sempre pronto all'assistenza dei ragazzi in cortile,
in chiesa, in teatro ; instancabile nell'insegnamento del catechismo,
generoso collaboratore in ogni buona iniziativa e soprattutto nella
diffusione della stampa cattolica . A tutto questo univa la preghiera
assidua, la forte abnegazione, i continui sacrifici offerti per la gioventù e per la parrocchia .
Anna Binda t a Varese a 83 anni .
Dopo lunghi anni di continue sofferenze offerte a Dio per la Congregazione salesiana, alla quale aveva donato il figlio don Peppino, spirò
serenamente nella casa delle mamme dei salesiani a Bra . Esempio
sublime di eroica pazienza e di unione continua con Gesù Eucaristico
nel santificare e nell'offrire il dolore e l'inazione . In questo apostolato
fu davvero Cooperatrice di prim'ordine .
Beatrice Vitale ved. Maggipinto t a Genova .
Si sentiva orgogliosa di appartenere alla numerosa schiera dei Cooperatori e di essere la madre di due exallievi salesiani . Ciò era dovuto
al suo vivo senso cristiano e al grande amore che portava a Maria
Ausiliatrice e a Don Bosco,
ALTRI COOPERATORI DEFUNTI
Ch. Sousa Cecilío
Aragno Caterina - Benevelli Marcello - Bergese Antonietta - Bernacchi Angelo - Blanchietti Caterina - Borla Caterina - Botto don Manlio Bevi Bergonti Maria - Campagna Elena - Casati Francesco - Delfino
Maria - Devoto Maddalena - Ferraro Michele - Figallo Teresa Franzi Enrico - Galbusera Maria fu Giuseppe - Garibbo Giuseppina Giuglardo Albino - Goldoni Santina - borio Giovanna - Lanchile
Luigia - Longo don Eliseo - Marchisio Caterina - Masper Silvio Meaglia Carlo - Pandolfi Coppola Teresa - Piccione don Rosario Putrino Parrinello Giacoma - Rolfo Luigi - Rovella don Vincenzo Rozzi Grazia - Sante Innocente - Soddu Celestina - Strobino Ciriè
Tina - Tammaro prof. Iole - Tessitore Maria - Valguarnera Rosalia Veziano Gio-Batta .
Coad. Donald Leach
DON BOSCO
a due anni diventò orfano
Don Emanuele Riccardí t a Firenze a 46 anni .
Don Giovanni Mikes t a Svàty Jur (Slovacchia) a 43 anni .
Don Andrea Quíevreux t a Celles (Belgio) a 28 anni .
t a Belo Horizonte (Brasile) a 3o anni .
Coad. Raimondo da Cruz t a Goiania (Brasile) a 83 anni .
Coad. Filippo Parisí t a Marsala a 8z anni .
Coad. Silvestro Colussí f a Bahia Bianca (Argentina) a 66 anni,
Coad. Giovanni Martini t a Cordoba (Argentina) a 6o anni .
Coad . Alcide García t a Cartagena (Colombia) a 59 anni .
t
a Union City, N . J . (USA) a 36 anni .
COOPERATORI DEFUNTI
Leone Gessi t a Roma il lo luglio
a 78 anni .
La sua morte è un lutto per la famiglia dei giornalisti e degli scrittori cattolici, tra i quali si distinse per serietà di preparazione, per
elevatezza di sentire, per la dignitosa nobiltà dello stile, ma sopratutto per la visione e la valutazione cristiana di uomini e di cose .
n C'era in Leone Gessi scrittore - si leggeva su L'Osservatore Romano -tale una esigenza irradiatrice delle verità da lui credute e amate, da
rivelare una salda e impegnata anima di apostolo, quasi di sacerdote u .
L'addio ai figli, che è insieme il suo testamento spirituale, è un indice della statura morale del caro scomparso . Dopo aver detto che
affidava loro il suo nome, continua : # Conservatelo puro, indipendente, come ha fatto lui (vostro padre) . . . non importa se il conto materiale non torna ; non importa se è poca la gente che vi sorride : quello
che importa è che resti immacolato . . . Col nome che portate, vi raccomando l'onestà, la rettitudine della vostra vita . Sia senza transazioni
e senza compromessi . Abbiate sempre presente il monito : Dio mi
vede. Operate sotto il suo sguardo e coltivate nel cuore la giustizia . . .
E pregate molto . Pregate molto! Il bene del mondo si regge sulla
preghiera . . . n.
Leone Gessi ebbe strettissimi e cordiali rapporti con la famiglia salesiana . A Roma, ancora giovane professionista, conobbe don Francesco
Tomasetti, procuratore generale dei salesiani, e sorse tra loro una affettuosa e devota amicizia che li tenne uniti per tutta la vita . La Procura dei salesiani divenne come il prolungamento della sua famiglia,
e dalla Procura il suo amore e il suo interessamento si estese a tutte le
opere di Roma . La viva e schietta espansività del suo spirito si accordava perfettamente con l'aperta spontaneità dell'anima di Don Bosco .
Non ci fu avvenimento, incontro o manifestazione salesiana alla quale
Gessi non fosse presente e per la quale non scrivesse, col suo stile
brioso e garbato, un articolo sui giornali cattolici di Roma .
Diede anche per vari anni una preziosa collaborazione alle pubblicazioni dell'Istituto Pio XI, e fu Consigliere della Società di Istruzione
ed Educazione, che raccoglieva in istituzione giuridica le opere salesiane del Lazio.
32
Quest'anno ricorre il 150° anniversario della morte del
papà di san Giovanni Bosco. I particolari di quella morte li
rievoca Don Bosco stesso nelle Memorie dell'Oratorio di
san Francesco di Sales, da lui scritte nel 1875 per ordine di
Pio IX .
«io non toccavo ancora i due anni, quando Dio misericordioso ci colpì con grave sciagura . L'amato genitore,
pieno di robustezza, sul fior dell'età, zelante nel dare educazione cristiana alla figliuolanza, un giorno, venuto dal
lavoro a casa tutto molle di sudore, incautamente andò nella
sotterranea fredda cantina . Per la traspirazione soppressa,
in sulla sera si manifestò una violenta febbre, foriera di non
leggera polmonite . Tornò inutile ogni cura, e in pochi giorni
si trovò all'estremo di vita . Munito di tutti i conforti religiosi,
raccomandando a mia madre la confidenza in Dio, cessava di
vivere nella buona età di 34 anni, l'l1 maggio 1817 . Non so
che ne sia stato di me in quella luttuosa occorrenza ; soltanto
ricordo, ed è il primo fatto della vita di cui tengo memoria,
che tutti uscivano dalla camera del defunto e io ci volevo
assolutamente rimanere. - Vieni, Giovannino, vieni, - ripeteva l'addolorata mamma . - Se non viene papà, non ci
voglio andare, risposi . - Povero figlio, ripigliò mia madre,
vieni ; tu non hai più padre! - Ciò detto ruppe in pianto, mi
prese per mano e mi trasse altrove, mentre io piangevo perché
lei piangeva ; giacche in quell'età non potevo certamente
comprendere quanto grande infortunio fosse la perdita del
padre» .
TOTALE MINIMO PER BORSA L. 50.000
• Avvertiamo che la pubblicazione di una Borsa incompleta si effettua
quando il versamento iniziale raggiunge la somma di L . 25.000, ovvero
quando tale somma viene raggiunta con offerte successiva
•
Non potendo fondare una Borsa, si può contribuire con qualsiasi somma
a completare Borse già fondate
CROCIATA
MISSIONARIA
BORSE COMPLETE
Borsa : Maria Grazia Caliò, in memoria e suffragio, a cura della figlia sig .ra Emilia col
marito dottor Giovanni Picco (Torino) .
L . 50.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, a cura
di Possa Giuseppe (Steg-Svizzera) . L . 50 .000.
Borsa : Don Andrea Beltrami, a cura di Rita
Corazzia (Livorno) . L . 50 .000.
Borsa : Sac. Giovanni Zolin, in memoria e riconoscenza, a cura di Testolini don Attilio
(Breganze-Vicenza) . L. 50 .000 .
Borsa : Maria Pincerato, a cura di M . Pincerato (Vicenza) . L . 50 .000 .
Borsa : Sacro Cuore di Gesù, a cura di Filomena Fusco in Zannella (Latina) . L . 50 .000.
Borsa : Don Bosco, proteggi la mia famiglia,
a cura del prof. Vincenzo Piscopo (Palermo) .
L . 50.000 .
Borsa : Sacro Cuore di Gesù e Maria Ausiliatrice, aiutateci a cura di N. N . (La Spezia) .
L . 50.000 .
Borsa : S . Giuseppe e Anime sante del Purgatorio, in suffragio di tutti i miei parenti
defunti, a cura della Cooperatrice D'Errico
Lucia ved . Tommaso (Foggia) . L. 50 .000 .
Borsa : Don Ugo Fiorini, in occasione del suo
giubileo sacerdotale, a cura dei suoi ex oratoriani Bellunesi . L. 50.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e Papa Giovanni
XXIII, in ringraziamento, a cura di Maria
Chicco Tabacchi (Palo del Colle-Bari) .
L. 5o .ooo .
Borsa : Carri . Giovanni Cagliero, a cura dei
giovani del Convitto Salesiano di Rovereto
in occasione del 6ó di sacerdozio del venerando Don Ugo Fiorini . L. 50.000 .
Borsa : Don Aurelio Piccagli, maestro di vita,
a cura di un Exallievo di Alassio, con animo
grato . L. 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, Don Bosco, Santi
salesiani e Papa Giovanni, pregate per me,
a cura di Marta Falcioni (Firenze) . Lire
50.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S. D. Savio, proteggete i miei pronipoti, a cura di B . M . (Cuneo) . L . 50 .000.
Borsa : Don Filippo Rinaldi, esauditemi!, a
cura di Lettry Firmino (Chamois-Aosta) .
L. 5o .ooo .
Borsa : Maria SS ., Mater Ecclesiae, a cura di
N. N . (Roma) . L. 50 .000 .
Borsa : Servo di Dio can . Francesco Chiesa
di Alba, Cooperatore Salesiano, a cura di
N. N . (Roma). L. 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, in memoria della
madre Pelliccioni Elena e della moglie Pelliccioni Giovanna, a cura di Pelliccioni Gio-
vanni (Lucca) . L. roo .ooo .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S .
G . Bosco,
in suffragio dei miei cari defunti, invocando
protezione su me e mia famiglia in vita e dopo
morte, a cura di Aurelia Cavagnaro (Genova) . L . 50 .000.
Borsa : Maria Ausiliatrice, invocando grazia,
a cura di Pia Maria (Torino) . L . 50 .000 .
Borsa : Sacro Cuore di Gesù, in memoria e
suffragio del marito Ferruccio Tofanelli e del
figlio Paolo Luigi Tofanelli, a cura di Tofa-
nelli Binaghi Virginia (Milano) . L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e Don Bosco, proteggete mia figlia, a cura di N. N. (Roma) .
L . 50.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, in
memoria di Ulrico e Anny Bracco, a cura
di Alina Bracco (Milano) . L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco, a
cura di Ezio Sordini e famiglia (Roma) .
L . 50.000.
Borsa : Maria Ausiliatrice, p .g.r. e invocando
benedizione sulla mia famiglia, a cura di Fè
d'Ostiani Angelica . L. 50 .000 .
Borsa : Don Bosco, p .g.r. e invocando benedizione sulla mia famiglia, a cura di Fè d'Ostiani Angelica . L. 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e Consolatrice, a
cura di Adele Peyrache (Torino) . L . 5o .0oo .
Borsa : Don Amedeo Tua, in memoria, a cura
di N . N. (Torino) . L. 50.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, proteggi i miei
figli, a cura di Groppelli Giuseppina (Milano) . L . 50 .000 .
Borsa : San Domenico Savio, proteggi Lucia
Luigia e Pietro, a cura di L . T. L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco,
a cura di S . A. (Torino) . L. 200.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice e S . G . Bosco,
a cura di S . A. (Torino) . L. 200.000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, a cura di N . N.
per adempimento di voto (Alessandria) .
L . 50.000 .
Borsa : San Giovanni Bosco, a cura di N . N.
per adempimento di voto (Alessandria) .
L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, concedimi la guarigione, a cura di C . U . (Torino) . L. 50 .000.
Borsa : Maddalena Greifemberg, in memoria,
a cura della sorella Rina e dei suoi colleghi
d'ufficio (Torino) . L . 50 .000 .
Borsa : Don Bosco, a cura di Verga Maria
e Natale . L . 50 .000 .
Borsa : SS .m a Vergine Ausiliatrice, Santi e
Venerabili salesiani, a cura dell'Ispettoria
Centrale . L . 50 .000 .
Borsa : San Giuseppe, a cura dell'Ispettoria
Centrale . L . 50 .000.
Borsa : Don Cimatti, a cura del dottor Egidio
Orecchia . L . 50 .000 .
Borsa : Don Rinaldi e don Seriè, p .g.r., a
cura della famiglia Quilici
(Vercelli) .
L . 50 .000 .
Borsa : Maria Ausiliatrice, a cura del dottor
Carlo Panizzi, Exallievo di Alassio (Badalucco-Imperia) . L . 50 .000 .
Borsa : Don Bosco, a cura del dottor Carlo
Panizzi (Badalucco-Imperia) . L . 50 .000 .
Borsa : Don Rua, a cura del dottor Carlo Panizzi
(Badalucco-Imperia) . L. 50 .000 .
Borsa : Don Rinaldi, a cura del dottor Carlo Panizzi (Badalucco-Imperia) . L . 8o .000. ie~sr a e)
Spediz in abbon . postale - Gruppo 2, - 11 quindicina
FRANCESCO
CANOVA
Docente di clinica delle malattie tropicali e
di patologia medica nell'Università di Padova
MANUALE
DI MEDICINA
PER
MISSIONARI
Seconda edizione aggiornata e accresciuta
Pagine 860 - L . 5000
Nozioni
di igiene tropicale
Nozioni di dietetica tropicale
Clima ed acclimatazione
BOLLETTINO SALESIANO
Come si forma l'occhio clinico
Malattie infettive e parassitarie
Malattie dei vari
organi
ed apparati
Piccola chirurgia
Dermatologia - Otorinolaringoiatria
Oculistica tropicale
Assistenza alla madre e al suo bambino
Medicina d'urgenza
Si pubblica:
il 1° del mese per i Cooperatori Salesiani
il 15 del mese per i Dirigenti dei Cooperatori
S'invia gratuitamente ai Cooperatori, Benefattori e Amici
delle Opere Don Bosco
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Ausiliatrice,
32
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Direttore responsabile
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