Regione Calabria - Settore Protezione Civile
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SITgE- Sistema Informativo Territoriale per la gestione delle Emergenze
Sistema di raccolta dati a supporto della Pianificazione di Emergenza
Linee guida per la compilazione delle schede di censimento del Metodo “Augustus”
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INDICE
Premessa ............................................................................................................. pag.
3
1. Introduzione ..........................................................................................................
7
2. Il Sistema di raccolta dati: Il Metodo “Augustus”...............................................
8
2.1. Elenco Funzioni-Schede ................................................................................
9
2.1.1.Nuova Scheda ...........................................................................................
10
2.1.1.1. Scheda Indipendente ........................................................................
13
2.1.1.2. Scheda Dipendente ...........................................................................
17
2.1.1.3. Scheda Edificio ..................................................................................
19
2.1.1.4. Scheda Deposito ...............................................................................
20
2.1.2. Elenco Schede .........................................................................................
20
2.1.3. Ricerca Avanzata ......................................................................................
22
2.2. ToolBar ...........................................................................................................
25
2.2.1. Modifica Scheda .......................................................................................
26
2.2.2. Visualizza Oggetto ....................................................................................
27
2.2.3. Modifica Oggetto Dati ...............................................................................
28
2.2.4. Storico Scheda .........................................................................................
29
2.2.5. Elenco Scheda .........................................................................................
30
2.2.6. Accetta Scheda ........................................................................................
31
2.2.7. Rigetta Scheda .........................................................................................
31
2.2.8. Cancella Scheda .......................................................................................
31
2.2.9. Stampa Scheda ........................................................................................
32
2.3. Responsabili della protezione civile .............................................................
33
2.3.1. Creazione ................................................................................................
34
2.3.2. Modifica ...................................................................................................
35
2.3.3. Cancellazione ...........................................................................................
36
2.3.4. Dettagli ...................................................................................................
36
2.4. Rilevatore dati ...............................................................................................
37
2.4.1. Creazione ................................................................................................
38
2.4.2. Modifica ...................................................................................................
39
2.4.3. Cancellazione ...........................................................................................
39
2.4.4. Dettagli ...................................................................................................
39
Appendici
Criteri di scelta e simbologia cartografica per l'individuazione
delle sedi dei Centri Operativi e delle aree di emergenza ............................................
40
Glossario dei termini di protezione civile ....................................................................
44
Bibliografia consultata .............................................................................................
54
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Sistema di raccolta dati a supporto della Pianificazione di Emergenza
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Premessa
I
l Settore Regionale di Protezione Civile ha sviluppato e realizzato un Sistema Informativo
Territoriale con cui supportare efficacemente la prevenzione e la pianificazione delle
emergenze, a beneficio dell’intera organizzazione della protezione civile calabrese.
Il Sistema Informativo Territoriale (SITgE) è configurato come un portale unitario,
sviluppato con tecnologia WebGIS dotato di particolari criteri di sicurezza, in grado di
mettere a disposizione di tutti gli utenti-attori interessati uno strumento semplice ed
efficace in grado di dare risposte rapide ed essenziali alle esigenze operative e informative.
Il sistema, infatti, riporta non solo tutte le informazioni utili alla gestione di piani di
protezione civile di interesse per il personale tecnico della regione, ma anche informazioni
consultabili da semplici cittadini e da enti terzi (Comuni, Province, ecc.).
Esso cioè fornisce risposta non slo alla semplice richiesta di informazioni del comune
cittadino, bensì anche alla richiesta di mappe tematiche dettagliate relative ad uno
specifico scenario di rischio da parte di un responsabile di una struttura periferica o,
ancora, alle notizie sulle esercitazioni svolte, sulle novità normative, sulle attività svolte
dalle strutture territoriali, sulle leggi che regolano il servizio, sui comportamenti da
assumere in seguito alle emergenze, ecc.
Il portale è il punto di riferimento unitario di tutta l’attività di protezione civile regionale, ad
ogni livello, territoriale, funzionale e operativo-mangeriale essendo organizzato in modo da
essere accessibile e utilizzabile, in maniera interattiva, da utenti in base alla competenza
territoriale, al tipo di ruolo-funzione rivestita e al grado di visibilità e accessibilità
consentita sui dati.
Il SITgE mette automaticamente a disposizione, dell’utente che accede, senza la necessità
di eseguire “posizionamenti” preventivi, tutta una serie di strumenti opportunamente
“ritagliati”: mappe e strati informativi del territorio di propria competenza, normativa e
documentazione di interesse, i dati completi per la pianificazione e gestione delle
emergenze sulle aree interessate, informazioni relative allo studio e conoscenza del
territorio e dei rischi connessi, strumenti e utilità per acquisire ulteriori informazioni
attraverso la rete.
L’utente, ogni volta che si collega, troverà il Sistema costantemente up-to-date grazie alle
possibilità di aggiornamento on-line di cui è dotato il portale: infatti il responsabile
funzionale, che ha una sede territoriale periferica, può in ogni momento, via web,
aggiornare il Sistema con tutte le informazioni da lui gestite in merito al proprio ambito
funzionale e territoriale.
La modifica eseguita via web sul dato riguarda anche gli aspetti di localizzazione
geografica sul territorio: ad esempio se viene acquisita, nell’ambito di un Comune una
nuova area di ricovero, il responsabile della funzione “Assistenza alla popolazione” oltre ad
inserire direttamente sul sistema i dati della nuova area, potrà, in modo guidato e facilitato
e con l’aiuto di mappe di sfondo, indicare un punto esatto o tracciare la nuova area
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(disegno di aree poligonali) destinata al ricovero di protezione civile.
Le modifiche sui dati sono sottoposte a processi di storicizzazione e di verifica per
assicurarne correttezza e validità e garantire quindi che in caso di bisogno, specie in
condizioni di emergenza o criticità, sia disponibile sul sistema, a tutti i livelli, un dato
corretto. Ogni modifica, infatti, sul singolo dato può essere sottoposta, se richiesto, ad un
processo di verifica e approvazione da parte di un responsabile che può quindi approvare,
rifiutare o rettificare la modifica prima che essa sia pubblicata e condivisa nell’ambito
dell’intero SITgE e quindi della regione.
I tecnici della protezione civile hanno pertanto la possibilità di definire e simulare, con
l’aiuto del sistema, scenari di rischio con cui analizzare dati e informazioni essenziali a
supportare decisioni su piani operativi per la prevenzione dei rischi.
Le procedure disponibili sul Sistema supportano la costruzione di un modello conoscitivo
unitario, operativo, versatile e sufficientemente potente, tale da poter unificare i processi
che intervengono nel formare l’organizzazione delle attività di Protezione Civile.
Lo strumento si presenta efficace per la prevenzione e gestione dei rischi in quanto:
•
definisce le mappe dei rischi presenti nel territorio regionale in base alle caratteristiche
di pericolosità, di esposizione e vulnerabilità delle singole zone;
•
stabilisce gli scenari di riferimento secondo la tipologia di rischio prescelta.
Questo al fine di fornire risposte, utili a fronteggiare eventi catastrofici, attraverso il
coordinamento di tutte le strutture e le amministrazioni coinvolte, con benefici valutabili
soprattutto nel campo dei processi decisionali di intervento. Come è noto infatti, la
normativa vigente individua diversi livelli territoriali/amministrativi come elementi
indispensabili nell’ottica di supporto alle funzioni di programmazione e pianificazione
previste a livello regionale e periferico.
La costruzione di un Sistema Informativo Territoriale per la gestione delle Emergenze è
fortemente legata alla capacità di conoscenza del territorio su cui si opera in termini
estremamente ampi (struttura fisica, opere, sistemi in rete, popolazione, ecc.) ed alla
possibilità di poter gestire le problematiche ad esso associate e derivanti dall’accadere
dell’evento.
La sua realizzazione non può prescindere, pertanto, dall’impiego della tecnologia GIS, che
fornisce la possibilità di interagire, in un ambiente unico, con i vari passi di un’analisi e
gestione territoriale (prevenzione, pianificazione ed emergenza), permettendo di
organizzare il lavoro in una struttura modulare che consenta anche la flessibilità
nell’aggiornamento.
I tecnici, a partire da mappe che tracciano la portata di ciascuna tipologia di rischio e
definito un evento sul territorio, possono agevolmente produrre, attraverso parametri e
pesi opportunamente dosati, ulteriori mappe che disegnano o simulano la “portata”
dell’evento in merito alle tipologie di rischio esaminate e, attraverso l’”incrocio” con i dati
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sul territorio, simulare uno scenario che può risultare essenziale per attuare una efficace
politica di prevenzione e gestione dell’emergenza.
Il sistema costituisce una sezione del portale istituzionale della Protezione Civile della
Regione Calabria. Oltre a fornire un punto di accesso alle informazioni tecniche e operative
precedentemente descritte, il Sistema contiene una sezione dedicata alla documentazione
tecnico-normativa di interesse per tutti coloro che operano nella protezione civile sia
all’interno che all’esterno dell’organizzazione regionale calabrese.
Tale documentazione (piani di protezione civile, normative di riferimento, modulistica
raccolta dati ecc.), è organizzata in sezioni “libere” e “riservate”, e in base al territorio di
riferimento [Comune, Centro Operativo Misto, Provincia, Prefettura (UTG), Regione]. Ogni
utente, in base alla propria login e quindi al proprio ruolo funzionale e competenza
territoriale, può consultare, “scaricare” documenti di interesse e rendere disponibili sul sito
ulteriore documentazione in proprio possesso.
Il sistema è sviluppato con strumenti avanzati che lo rendono, tra l’altro, un portale
cartografico estremamente evoluto e allo stato dell’arte in termini di cartografia via
internet. Il WebGIS è infatti basato sulla stessa tecnologia che è alla base di importanti
siti nazionali in termini di cartografia via internet.
L’intero Sistema, inoltre, è progettato perché renda disponibili i dati anche in caso di
emergenza ove non sia disponibile la connessione ad internet. Ciò è realizzato attraverso
un proprio clone locale, ossia una copia automaticamente aggiornata del sistema,
destinata ad utenti della protezione civile presso sedi periferiche (Servizi Provinciali,
Prefetture (UTG), Province, Centri Operativi Misti, Comuni). In tal modo, si garantisce la
disponibilità dei dati, di supporto alla gestione di eventuali emergenze locali, anche in caso
di assenza di collegamento al sistema centrale.
La realizzazione del Sistema Informativo Territoriale è articolata nelle seguenti fasi:
•
Progettazione del Sistema Informativo Territoriale in considerazione dell’ambiente di
riferimento e di quanto precedentemente esistente;
•
Raccolta dei dati cartografici di riferimento e dei dati di censimento del territorio di
interesse per la Protezione Civile;
•
Sviluppo del sistema e coinvolgimento del personale del settore nelle varie fasi
realizzative;
•
Rilascio del sistema e rollout;
•
Iniziale popolamento delle banche dati.
La struttura concettuale del Sistema Informativo Territoriale fa riferimento alle relazioni
spaziali tra i vari strati informativi implementati e alla metodologia specifica del
Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, “l’Augustus”, che ha lo scopo di disciplinare le
attività e i provvedimenti principali da attuare, ai vari livelli di responsabilità, per quanto
riguarda l’organizzazione dei soccorsi in emergenza e il superamento dell’emergenza
stessa.
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La metodologia di cui sopra, nella sua accezione più ampia si propone infatti:
•
di avviare un processo di standardizzazione delle procedure, dalle competenze alle
modalità operative;
•
di elencare le attribuzioni e i compiti a livello comunale, provinciale e regionale;
•
di dettare gli indirizzi per la pianificazione dell’emergenza.
In particolare, è stato delineato un metodo di lavoro semplificato nella individuazione e
nella attivazione delle procedure per coordinare con efficacia la risposta di Protezione
Civile. Si è individuata come principale struttura la Sala Operativa Unificata Regionale
(S.O.U.R.) e come decentrata la Sala Operativa (con le sue 14 Funzioni), alle dipendenze
del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS). A valle di questa struttura, il Sistema ha
posizionato il Centro Operativo Misto (COM), come struttura decentrata del coordinamento
provinciale (con le sue 14 Funzioni), da ultimo i Centri Operativi Comunali (COC).
Le Funzioni di Supporto, ai vari livelli, rappresentano, pertanto, le singole risposte
operative che occorre organizzare in qualsiasi tipo di emergenza. Ogni singola funzione
avrà un responsabile al quale è affidato sia il controllo della specifica operatività, sia
l’aggiornamento, in tempo di pace, dei dati relativi alla propria funzione.
La tecnologia dei Sistemi Informativi Geografici (GIS) rappresenta per l’Amministrazione
Regionale uno strumento indispensabile per acquisire, archiviare, interrogare, analizzare e
visualizzare informazioni di tipo geografico, consentendo di trattare tutti i tipi
d’informazioni contenute tradizionalmente in una carta tematica e di integrarle con molti
altri tipi di dati con la possibilità di prefigurare scenari e simulare eventi che consentono di
prendere decisioni, di gestire disastri, di monitorare il territorio, di definire piani ed azioni.
Soprattutto in situazioni di rischio, l’utilizzo di un Sistema Informativo Geografico permette
di migliorare l’efficienza e la tempestività delle decisioni, di ottimizzare l’economicità e le
priorità delle azioni, di monitorare politiche e strategie per far fronte all’emergenza
territoriale e ambientale in conformità con tutte le metodologie e le specifiche adottate
dagli uffici centrali nazionali competenti in materia di gestione e predisposizione dei piani
di Protezione Civile (vedi modello organizzativo richiesto dal Metodo Augustus).
L’utilizzo di questo affidabile strumento appare quindi utile nelle fasi di:
•
prevenzione e previsione, in cui è utile conoscere la distribuzione delle segnalazioni
di rischio e le risultanze dei sopralluoghi tecnici effettuati, oltre che l’invio di
comunicazioni omogenee e rapide ai soggetti coinvolti soprattutto in fase di allerta;
•
gestione dell’emergenza, in cui è necessario comunicare rapidamente tra centri
operativi e strutture locali dedicate alla gestione diretta dell’emergenza;
•
gestione del post-emergenza, in cui è indispensabile acquisire in tempi brevi quadri
descrittivi dei danni prodotti sul territorio al fine di gerarchizzare gli interventi.
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1. Introduzione
P
revisione, prevenzione e pianificazione dell’emergenza sono le attività di protezione
civile preliminari e fondamentali per una efficace gestione del soccorso, così come
descritte nella L. 225/92 che ne dà le relative definizioni e ne precisa le funzionalità in
riferimento al “Servizio Nazionale di Protezione Civile”. Fra i compiti individuati nei disposti
della legge 225/92 che trattano delle diverse componenti e strutture di protezione civile,
viene ampiamente delineata la raccolta dati afferente alle tre attività di previsione,
prevenzione e pianificazione dell’emergenza.
Il sistema di censimento dati qui proposto, creato per facilitare le attività di pianificazione,
prevede una semplificazione delle operazioni di raccolta dati basandosi sull’attività
congiunta di tutti gli attori della protezione civile che collaborano per creare un’unica
banca dati sempre aggiornata. La possibilità di far dialogare costantemente tutti gli enti
partecipanti alla pianificazione dell’emergenza costituisce il presupposto per
l’aggiornamento continuo dei dati, per l’utilizzo continuo delle banche dati di previsione e
prevenzione e per la responsabilizzazione degli enti competenti in materia di protezione
civile.
Il sistema realizzato, con schede differenziate per ente censore, permette di non svolgere
attività ripetute di richieste dati al medesimo ente o di ricerca dati relative allo stesso
oggetto da parte di strutture diverse.
L’organizzazione del Geodatabase è stata fatta seguendo le indicazioni relative alla
pianificazione nazionale d’emergenza. Le schede sono state cioè organizzate in categorie
aventi i nomi delle funzioni del metodo “Augustus”.
Le schede di censimento sono state create per permettere il censimento di risorse,
materiali, mezzi e elementi esposti al rischio e cioè di quei dati che permettono una rapida
gestione dell’emergenza da parte dei responsabili delle funzioni del metodo “Augustus”,
allorquando sono stati, insieme alle banche dati, predisposti opportuni modelli di
intervento.
Non sono riportate, nella raccolta che segue, la funzione F4 - Volontariato, direttamente di
competenza esclusiva del Settore Regionale, e la funzione F12 - Materiali pericolosi che
non presenta schede di censimento.
Il sistema così creato tende a rendere responsabili delle attività di censimento e quindi di
aggiornamento dati, non solo gli enti responsabili della pianificazione ai sensi di legge ma
anche quegli enti che per proprie competenze già sono in possesso dei dati da ricercare.
Inoltre la raccolta di schede differenziate per ente censore come detto prima, permette di
non svolgere attività ripetute di richieste dati al medesimo ente o di ricerca dati relative
allo stesso oggetto da parte di strutture diverse.
Questo strumento dovrà essere utilizzato da tutti gli operatori coinvolti nei censimenti utili
alla pianificazione dell’emergenza con specifiche proprie rapportate al livello istituzionale
responsabile del censimento.
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2. Il Sistema di raccolta dati: il Metodo“Augustus”
I
l Sistema Informativo Territoriale per la gestione delle Emergenze di seguito chiamato SITgE è
dotato di una sezione ad accesso riservato che consente ai responsabili delle sedi operative, ai
responsabili delle funzioni e ai gestori delle singole schede di creare e gestire le schede di
censimento previste dal Metodo Augustus.
Per accedere a questa sezione bisogna prima effettuare un’operazione di login.
Tale operazione è effettuata all’interno della home page mediante l’inserimento di un Username e
Password (fig. 2-1).
fig. 2-1
Eseguito il login, è possibile accedere alla sezione del Metodo Augustus cliccando sul link “Schede
Augustus” indicato in rosso in fig. 2-2.
fig. 2-2
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Il menù che comparirà fra le voci nella parte sinistra della home page solo se il login avrà avuto
esito positivo e l’utente sarà riconosciuto dal sistema come utente autorizzato).
2.1. Elenco Funzioni-Schede
La pagina visualizzata dal sistema di default, dopo aver cliccato sul link “Schede Augustus” della
home page, presenta la lista delle funzioni e delle relative schede contemplate dal Metodo
Augustus come mostrato in fig. 2-3.
fig. 2-3
Se si seleziona una funzione dal pulsantino indicato in fig. 2-4
fig. 2-4
si apriranno, a cascata, le schede che appartengono a quella determinata funzione (fig. 2-5).
fig. 2-5
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In particolare, l’utente potrà effettuare le seguenti operazioni (fig. 2-6):
1. Creare una nuova scheda tramite il pulsante “Nuova Scheda”;
2. Richiedere l’elenco delle schede già memorizzate nel sistema cliccando sul pulsante “Elenco
Schede”;
3. Effettuare una ricerca di una particolare scheda, che soddisfi certe condizioni specificate
dall’utente, per mezzo del pulsante “Ricerca Avanzata”.
fig. 2-6
2.1.1. Nuova Scheda
L’icona “Nuova Scheda” (fig. 2-7) consente la creazione di una nuova scheda di censimento e
quindi l’immissione delle relative informazioni.
fig. 2-7
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Si distinguono quattro tipi di schede:
1. Quelle dipendenti da un edificio o da un deposito. In questo caso la collocazione geografica
della scheda coincide con quella dell’edificio o del deposito a cui la scheda è associata. Ad
esempio la scheda (P-C)D1 – Organizzazioni di Volontariato, è dipendente dalla posizione
geografica dell’edificio in cui l’organizzazione fisicamente risiede.
2. Quelle indipendenti o a coordinate libere. La collocazione della scheda è indipendente da
altre strutture e coincide con la posizione geografica della scheda stessa.
3. Edifico. Si tratta di una particolare scheda indipendente mediante cui si possono definire gli
edifici all’interno della cartografia.
4. Deposito. Come per gli edifici, si tratta di una particolare scheda indipendente che consente
di definire dei depositi all’interno del territorio.
NB: Secondo il tipo di scheda, lo stesso pulsante “Nuova scheda” permetterà di creare una
scheda dipendente o indipendente.
In generale, ogni scheda è suddivisa in più aree grafiche principali come mostrato in figura 2-8 (la
figura riporta un esempio relativo alla scheda (P-C)K3:
1.
2.
3.
4.
5.
Titolo: comprende il nome della scheda e della funzione a cui appartiene (1).
Toolbar: barra degli strumenti che comprende i pulsanti per effettuare le diverse operazioni
Stato scheda, Identificativo scheda (3).
Tabulazioni: link per la visualizzazione dei pannelli in cui è suddivisa la scheda (4).
Area dati (5).
(2)
.
(1)
(3)
(2)
(4)
(5)
fig. 2-8
Cliccando sui tab “Dati di riferimento per la Protezione Civile” (fig. 2-9) e “Fonte Dati” (fig. 2-10) è
possibile visualizzare gli altri pannelli informativi che costituiscono la scheda.
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fig. 2-9
fig. 2-10
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2.1.1.1. Scheda Indipendente
Per creare una scheda indipendente bisogna prima cliccare sul link “Nuova Scheda”, in
corrispondenza della scheda desiderata, dell’elenco funzioni, in questo caso rappresentata dalla
scheda (P-C)K2 – Punti di approvvigionamento idrico (vedi fig. 2-11).
fig. 2-11
Come già indicato, esistono due tipologie di icona, una più grande ed una più piccola che stanno a
rappresentare la possibilità di inserire le due tipologie di schede: quelle rappresentate da una icona
grande, chiamate dipendenti da un edificio o da un deposito e quelle raffigurate da una icona
piccola chiamate indipendenti o a coordinate libere (icona piccola) come evidenziato in fig. 212.
fig. 2-12
Il sistema, in quest’ultimo caso, al click sull’icona piccola, propone direttamente la schermata
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cartografica del territorio in cui andare a selezionare, mediante click del mouse (eventualmente
utilizzando le funzioni di zoom per avvicinarsi alla zona di interesse), un punto o un’area poligonale
per determinare le coordinate geografiche ed il comune a cui associare la scheda.
fig. 2-13
NB: Il sistema propone la lista dei comuni nelle vicinanze del punto prestabilito permettendo
all’utente di selezionare quello desiderato (fig. 2-13).
Le informazioni geografiche (Coordinate, Comune, Provincia, ecc..) andranno a valorizzare
automaticamente i relativi campi all’interno della nuova scheda che si sta creando (fig. 2-14).
A questo punto è possibile inserire le restanti informazioni specifiche della particolare scheda.
Nel primo pannello (“Dati generali”) vanno inserite le informazioni specifiche della scheda. Nel caso
specifico si andranno ad inserire i dati relativi alla tipologia di invaso (se invaso naturale o
sbarramento da diga, oppure artificiale e le specifiche di potenzialità (fig. 2- 14)
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fig. 2-14
Nel secondo pannello (“Dati di riferimento per la Protezione Civile”) bisogna selezionare da una
lista un operatore della protezione civile che funga da responsabile della scheda in questione
(Figura 2-15).
fig. 2-15
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Selezionato l’operatore bisogna cliccare sulla corrispondente riga per confermare l’operazione.
Una volta confermata l’operazione, il pannello risulterà completo di dati relativi all’operatore
responsabile della particolare scheda o funzione (fig. 2-16).
fig. 2-16
Nel terzo pannello (“Fonte dati”) si devono inserire le informazioni riguardo la fonte da cui si è
ottenuta l’informazione e l’operatore da cui sono stati reperiti i dati utilizzati per compilare la
scheda (Figura 2-17).
fig. 2-17
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Terminato l’inserimento, bisogna cliccare sul pulsante “Salva” della toolbar (fig. 2-14) per
memorizzare tutti i dati all’interno del sistema e visualizzare la scheda, ormai compilata, nel suo
complesso.
2.1.1.2. Scheda Dipendente
Per creare una scheda dipendente bisogna prima cliccare sul link “Nuova Scheda”, in
corrispondenza della scheda desiderata, dell’elenco funzioni (vedi Figura 2-7).
A questo punto si aprirà la scheda da compilare che nella parte relativa ai Dati Generali mostrerà
una selezione (fig. 2-18).
fig. 2-18
In questo caso non bisogna definire un punto sulla cartografia, ma selezionare, per mezzo di una
lista, un edificio o un deposito a cui la scheda deve essere legata come mostrato di seguito.
fig. 2-19
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I dati geografici (coordinate, comune, ecc..) dell’edificio selezionato andranno a valorizzare
automaticamente i campi della scheda relativi all’ubicazione nel momento in cui si cliccherà sulla
corrispondete all’edificio.
NB: In una scheda dipendente i dati dell’ubicazione corrispondono a quelli geografici dell’edificio o
deposito a cui la scheda è stata associata e non a quelli della scheda stessa.
Terminata la compilazione dei campi bisogna premere il pulsante “Salva” per memorizzare i dati
all’interno del sistema e visualizzare la scheda completata (fig. 2-20).
fig. 2-20
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2.1.1.3. Scheda Edificio
La scheda di un edificio è una particolare scheda indipendente. Il procedimento da seguire per la
creazione di un nuovo edificio è lo stesso utilizzato per la generica scheda indipendente.
fig. 2-21
Ogni nuovo edificio andrà ad alimentare la lista degli edifici utilizzata per la creazione di una
“Scheda Dipendente”.
NB: Il sistema segnalerà un’anomalia, mediante un messaggio di errore a video, e bloccherà le
operazioni nel caso in cui un utente cerchi di eliminare un edificio a cui sono legate delle schede
dipendenti da questo (fig. 2-22).
fig. 2-22
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2.1.1.4. Scheda Deposito
Per la scheda di un deposito vale un discorso analogo a quello fatto per gli edifici nel paragrafo
“Scheda Edificio”.
fig. 2-23
2.1.2. Elenco Schede
Cliccando sull’icona “Elenco Schede” (fig. 2-6) si accede all’elenco di tutte le occorrenze di schede
censite relativamente al particolare tipo di scheda selezionato.
fig. 2-24
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Il sistema propone per default un elenco vuoto, offrendo la possibilità di selezionare la provincia e
poi il comune dal quale estrarre la lista delle schede.
I significati delle colonne dell’elenco sono:
ƒ
Identificativo: codice alfanumerico che identifica univocamente una particolare occorrenza
di un tipo di scheda (Ad esempio l’occorrenza SCD0000002370 della scheda tipo PA1 –
Referenti Tecnico Scientifici);
ƒ
Descrizione: breve descrizione riassuntiva del contenuto della particolare occorrenza dalla
scheda;
ƒ
Stato: stato logico in cui può trovarsi scheda. Gli stati possibili, ognuno dei quali
rappresentato con un colore differente, sono:
o
Valida: le informazioni contenute sono state verificate ed accettate dal relativo
responsabile di funzione.
fig. 2-25
o
Da validare: le informazioni necessitano di una verifica da parte del responsabile
di funzione il quale può accettarle (validando la scheda) o rifiutarle (rigettando la
scheda).
fig. 2-26
o
Rigettata: il contenuto della scheda, modificato in precedenza da un gestore, non
è stato approvato dal responsabile di funzione.
fig. 2-27
o
Cancellata logicamente: un gestore ha eliminato una scheda valida. Tale scheda
in realtà risiede ancora fisicamente nel sistema. È compito del responsabile di
funzione accettare la cancellazione (eliminando, quindi, fisicamente la scheda) o
rifiutare la cancellazione e riportando la scheda in uno stato valido.
fig. 2-28
Selezionata l’occorrenza bisogna cliccare sulla corrispondente riga per visualizzare il contenuto
della scheda.
NB: A seconda dell’utente autenticato varierà la visibilità sul territorio e di conseguenza l’insieme
di comuni da cui è possibile estrarre gli elenchi.
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2.1.3. Ricerca Avanzata
Il link “Ricerca Avanzata” consente di ricercare nel sistema quelle schede che soddisfano un certo
numero di requisiti specificati dall’utente. Il risultato della ricerca è presentato a video, in
un’ulteriore finestra, sotto forma di elenco.
Al click del link, il sistema per default propone la pagina mostrata nelle seguente figura.
fig. 2-29
Il procedimento da seguire per effettuare la ricerca è il seguente:
Selezionare dalle due liste riportate in testa alla pagina la funzione e il tipo di scheda su cui si
vuole effettuare la ricerca.
fig. 2-30
Indicare i campi che devono essere visualizzati nella pagina di elenco risultante dalla ricerca.
Per fare questo bisogna selezionare tali campi dalla lista “Campi selezionabili” e aggiungerli alla
lista “Campi selezionati” cliccando sul pulsante “Aggiungi” per aggiungerli uno per volta o su
“Aggiungi max” per effettuare la selezione contemporanea di tutti i campi.
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Utilizzando, invece, i pulsanti “Elimina” o “Svuota” si possono deselezionare rispettivamente singoli
campi o tutti i campi in una sola volta.
fig. 2-31
Specificare i limiti territoriali in cui effettuare la ricerca scegliendo da opportune liste la provincia
ed il comune.
fig. 2-32
Come ultima fase bisogna indicare i campi e i relativi valori da soddisfare in base ai quali eseguire
la ricerca.
NB: I campi di ricerca saranno visualizzati nell’elenco finale insieme a quelli selezionati in
precedenza (vedi Figura 2-31).
fig. 2-33
Per avviare la ricerca bisogna cliccare sul pulsante riportato in figura.
fig. 2-34
Il risultato dell’operazione è riportato in un’ulteriore finestra come mostrato di seguito.
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fig. 2-35
Cliccando il bottone indicato in fig. 2-36
fig. 2-36
è possibile esportare in un file Excel per successive elaborazioni della tabella così ottenuta.
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2.2. ToolBar
La toolbar è un’interfaccia grafica composta da pulsanti, cliccabili tramite mouse, ai quali sono
associate delle operazioni che permettono la manipolazione delle schede.
Il numero di pulsanti visualizzati e/o abilitati dipende da alcuni parametri. Tra questi troviamo:
1. Modalità di accesso ad una scheda: visualizzazione (in cui è possibile solo leggere le
informazioni memorizzate nella scheda tramite l’interfaccia grafica) o modifica (in cui sono
ammessi nuovi inserimenti di dati o aggiornamenti di quelli precedenti);
2. Stato della connessione: On-Line (quando si lavora mantenendo attiva la connessione con il
Server) oppure Off-Line (in cui non c’è una connessione con il Server e i dati geografici e
alfanumerici sono reperiti dal proprio computer Client);
3. Tipo di Utente: sola consultazione (può solo visionare i dati senza modificarli), responsabile
di funzione o Gestore di una scheda;
4. Tipo di chiamata alla scheda: ultima versione della scheda (sia essa valida o non valida)
oppure ultima occorrenza valida (si riferisce solamente all’ultima versione valida e non agli
ultimi aggiornamenti effettuati sulla scheda);
5. Stato della scheda: Scheda valida (i cui dati sono stati convalidati dal responsabile di
funzione di quella scheda), da validare, rigettata, eliminata, ecc..
In generale, in modalità visualizzazione la toolbar appare come mostrato in fig. 2-37.
fig. 2-37
Invece, in fase di modifica la toolbar è ridotta ed è costituita da due soli pulsanti come mostrato in
fig. 2-38.
fig. 2-38
Un bottone della toolbar può trovarsi in tre possibili stati (in dipendenza dei parametri sopra citati):
1. Visibile e Abilitato: compare nella toolbar ed è attivo. E’ utilizzabile mediante click.
2. Visibile e Disabilitato: compare nella toolbar, ma è inattivo. Non è utilizzabile.
3. Non visibile: non compare nella toolbar.
Visibile e Abilitato
Visibile e Non Abilitato
Non Visibile
fig. 2-39
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2.2.1. Modifica Scheda
Cliccando il primo pulsante della toolbar (fig. 2-40) il sistema riabilita tutti i campi della scheda
consentendo all’utente di aggiornare e modificare le informazioni alfanumeriche. Inoltre, viene
visualizzato nella toolbar il bottone per effettuare il salvataggio delle modifiche.
fig. 2-40
Terminato l’aggiornamento dei dati, premere il bottone “Salva” per confermare e memorizzare le
modifica nel sistema.
Adesso è possibile modificare
queste informazioni
fig. 2-41
Ogniqualvolta la scheda subisce delle modifiche queste necessitano della verifica e validazione da
parte del relativo responsabile di funzione a cui la scheda è associata prima che tali cambiamenti
siano considerati validi.
Le modifiche effettuate dal responsabile di funzione di una scheda hanno effetto immediato ed in
tal caso la scheda diventa automaticamente valida.
NB: Tramite il bottone “Modifica Scheda” non è possibile modificare la posizione geografica di una
scheda (Comune, Coordinate x e y), ma solo i dati alfanumerici.
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2.2.2. Visualizza Oggetto
Cliccando questo pulsante (fig. 2-42) il sistema propone la carta geografica del territorio
evidenziando la posizione dell’elemento geografico a cui la scheda è associata.
fig. 2-42
Nel caso di schede dipendenti è visualizzata in realtà la posizione dell’edificio o del deposito a cui la
scheda è legata. Per quelle a coordinate libere viene evidenziata la posizione dell’oggetto
rappresentato dalla scheda come ad esempio la localizzazione della sede dell’associazione di
volontariato, della scheda (P-C)D1 (fig. 2-43).
fig. 2-43
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2.2.3. Modifica Oggetto Dati
Questo bottone (fig. 2-44), visibile solo nelle schede a coordinate libere, permette di modificare
sulla cartografia la posizione dell’oggetto rappresentato dalla scheda. In altre parole, consente la
modifica delle informazioni geografiche (Comune, Coordinate x e y).
fig. 2-44
Dopo aver cliccato, il sistema propone la cartografia del territorio nell’intorno della posizione
attuale dell’oggetto (fig. 2-45).
(1)
Passaggio dalla
vecchia posizione
alla nuova
(2)
fig. 2-45
(1)
Tramite gli strumenti di navigazione
bisogna selezionare il nuovo punto sulla mappa e cliccare
(2)
sulla voce “Accetta” per confermare la modifica.
A questo punto il sistema ritorna alla visualizzazione della scheda aggiornando le informazioni
geografiche con le nuove e consentendo all’utente anche di apportare modifiche alfanumeriche.
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2.2.4. Storico scheda
Per visualizzare l’ultima occorrenza valida di una scheda (cioè l’ultima versione validata dal
responsabile di funzione) è possibile utilizzare il bottone “Storico Scheda” (fig. 2.46).
fig. 2-46
In seguito alla pressione di questo pulsante il sistema apre un’ulteriore finestra all’interno della
quale viene visualizzata l’ultima occorrenza valida tra le schede presenti nella banca dati storica.
fig. 2-47
Nella finestra dello storico è soltanto possibile visualizzare i dati senza poter apportare modifiche.
In questo caso la toolbar è costituita dal solo bottone di stampa. Cliccando sulla “X” della finestra
(fig. 2-47) del browser si chiude la finestra dello storico e si ripassa a quella principale della
scheda.
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2.2.5. Elenco Scheda
Premendo sulla voce “Elenco Scheda” (fig. 2-48) il sistema propone una schermata (fig. 2-49) in
cui è possibile selezionare sulla sinistra della barra una provincia e sulla destra un determinato
comune di cui si vuole l’elenco delle schede (dello stesso tipo di quella principale in cui è stato
cliccato il bottone “Elenco Scheda”) associate.
fig. 2-48
Fig. 2-49
Selezionata l’occorrenza bisogna cliccare sulla corrispondente riga per visualizzare il contenuto
della scheda.
NB: A seconda dell’utente autenticato varierà la visibilità sul territorio e di conseguenza l’insieme
di comuni da cui è possibile estrarre gli elenchi.
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2.2.6. Accetta Scheda
Il pulsante “Accetta Scheda” (fig. 2-50) consente al responsabile di funzione di verificare ed
accettare le informazioni contenute e compilate dal singolo gestore della scheda, rendendole valide
(la scheda passa pertanto nello stato valido).
fig. 2-50
Nel caso di una scheda precedentemente cancellata logicamente da un gestore, il responsabile
può, tramite questo bottone, accettare tale cancellazione rendendola effettiva ed eliminando
automaticamente e anche fisicamente la scheda.
2.2.7. Rigetta Scheda
Cliccando su “Rigetta scheda” (fig. 2-51), il responsabile di funzione può rifiutare le modifiche
precedentemente apportate da parte del gestore della singola scheda (la stessa passa nello stato
“rigettata”).
fig. 2-51
Nel caso di una scheda eliminata logicamente, il pulsante “Rigetta Scheda” consente al
responsabile di funzione di ripristinare la scheda stessa rendendola nuovamente valida.
2.2.8. Cancella Scheda
Il pulsante “Cancella Scheda” (fig. 2-52), a seconda che l’utente autenticato sia un responsabile di
funzione o gestore di scheda, consente di eliminare fisicamente una scheda (che entrerà a far
parte dell’elenco dello storico) o di cancellarla solo logicamente (passa nello stato “eliminata
logicamente”).
fig. 2-52
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2.2.9. Stampa Scheda
Per mezzo del bottone “Stampa Scheda” (fig. 2-53) è possibile stampare il contenuto di una
scheda.
fig. 2-53
Alla pressione del pulsante “Stampa Scheda” il sistema apre una finestra di dialogo di stampa del
browser. Da questa finestra, impostati tutti i parametri, è possibile avviare il processo di stampa
cliccando sulla voce “Stampa”.
NB: Per stampare le schede è consigliabile impostare il verso di stampa orizzontale.
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2.3. Responsabili della protezione civile
Per visualizzare la pagina di gestione ed elenco dei responsabili della protezione civile bisogna
seguire i passi:
1. Accedere ad una qualunque occorrenza di scheda (come spiegato nei precedenti paragrafi).
2. Cliccare sul pulsante “Modifica” (fig. 2-40) Scheda della Toolbar.
3. Selezionare il pannello “Dati di riferimento per la Protezione Civile” (fig. 2-54).
4. Cliccare sul campo Cognome o Nome per aprire automaticamente la pagina di gestione dei
responsabili (fig. 2-55).
fig. 2-54
fig. 2-55
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La pagina di gestione dei Responsabili della Protezione Civile offre le seguenti operazioni:
1. Creazione di un nuovo responsabile.
2. Modifica dei dati di un responsabile precedentemente inserito.
3. Cancellazione di un responsabile.
4. Dettagli riguardanti un responsabile.
2.3.1. Creazione
NB: Il nuovo responsabile da creare nel sistema può essere associato, mediante opportune liste
prevaricate, o alla struttura operativa dell’utente attualmente autenticato o a quelle
gerarchicamente inferiori.
Ad esempio, se un utente è autenticato come SOP di Catanzaro, per default la pagina di gestione
propone la provincia di Catanzaro, ma è anche possibile associare il nuovo responsabile al comune
di Sersale che si trova in provincia di Catanzaro.
fig. 2-56
Per creare un nuovo responsabile cliccare sul pulsante “Nuovo Responsabile” (fig. 2-57).
fig. 2-57
Il sistema propone la scheda per l’inserimento dei dati specificando in automatico la struttura
operativa selezionata secondo quanto descritto sopra.
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fig. 2-58
NB: Per annullare l’operazione e tornare alla pagina di elenco è sufficiente cliccare sulla voce
“Ritorna a Elenco Responsabili PC”.
Al termine dell’inserimento cliccare su “Salva” per memorizzare i dati all’interno del sistema.
NB:
1. La sezione indirizzo del nuovo responsabile è indipendente dalla struttura operativa a cui
questo è associato. Quindi, anche selezionando la struttura operativa SOP Catanzaro è
consentito specificare la provincia di Vibo Valentia nella sezione Indirizzo.
2. Al termine del salvataggio il sistema offre la lista dei responsabili della struttura operativa a
cui è stato associato il nuovo elemento.
2.3.2. Modifica
Per eseguire delle variazioni dei dati riguardanti un responsabile cliccare sul corrispondente
pulsante di “Modifica” presente nella pagina d’elenco dei responsabili. Il sistema propone la scheda
del responsabile con i vecchi dati in modo da poterli modificare.
Al termine delle modifiche cliccare su “Salva” per immagazzinare i dati all’interno del sistema.
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2.3.3. Cancellazione
Per effettuare la cancellazione di un responsabile cliccare sul corrispondente pulsante “Cancella”
presente nella pagina d’elenco dei responsabili.
NB: Non è possibile eliminare un utente già associato, in qualità di responsabile della protezione
civile, ad una particolare scheda. Nel caso si tentasse di farlo, il sistema bloccherebbe l’operazione
segnalando l’anomalia con un apposito messaggio a video.
fig. 2-58
2.3.4. Dettagli
Cliccando sul bottone “Dettagli” si ottne la scheda contenente tutti i dati di un responsabile. In
questa modalità il sistema consente solo la visualizzazione del contenuto della scheda senza
possibilità di modifiche.
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2.4. Rilevatore dati
Per visualizzare la pagina di gestione ed elenco dei Rilevatori dei dati bisogna seguire i passi:
1. Accedere ad una qualunque occorrenza di scheda (come spiegato nei precedenti paragrafi).
2. Cliccare sul pulsante “Modifica” Scheda della Toolbar.
3. Selezionare il pannello “Fonte Dati”.
4. Cliccare sul campo Identificativo o Nome per aprire automaticamente la pagina di gestione
dei rilevatori.
fig. 2-59
La pagina di gestione dei Rilevatori offre le seguenti operazioni:
1. Creazione di un nuovo rilevatore.
2. Modifica dei dati di un rilevatore precedentemente inserito.
3. Cancellazione di un rilevatore.
4. Dettagli riguardanti un rilevatore.
fig. 2-60
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2.4.1. Creazione
NB: Il nuovo rilevatore da creare nel sistema può essere associato, mediante opportune liste
prevaricate, o alla struttura operativa dell’utente attualmente autenticato o a quelle
gerarchicamente inferiori.
Ad esempio, se l’utente è autenticato come SOP Catanzaro, per default la pagina di gestione
propone la provincia di Catanzaro, ma è anche possibile associare il nuovo rilevatore al comune di
Soverato che si trova in provincia di Catanzaro.
fig. 2-61
Per creare un nuovo rilevatore cliccare sul pulsante “Nuovo Rilevatore”.
Il sistema propone la scheda per l’inserimento dei dati specificando in automatico la struttura
operativa selezionata secondo quanto descritto sopra.
fig. 2-62
NB: Per annullare l’operazione e tornare alla pagina di elenco è sufficiente cliccare sulla voce
“Ritorna a Elenco Rilevatori” (fig. 2-62).
Al termine dell’inserimento cliccare su “Salva” per memorizzare i dati all’interno del sistema (fig. 262).
NB: Al termine del salvataggio il sistema offre la lista dei rilevatori della struttura operativa a cui è
stato associato il nuovo elemento.
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2.4.2. Modifica
Per eseguire delle variazioni dei dati riguardanti un rilevatore, cliccare sul corrispondente pulsante
di “Modifica” presente nella pagina d’elenco dei rilevatori.
Il sistema propone la scheda del rilevatore con i vecchi dati in modo da poterli modificare.
Al termine delle modifiche cliccare su “Salva” per immagazzinare i dati all’interno del sistema.
2.4.3. Cancellazione
Per effettuare la cancellazione di un rilevatore cliccare sul corrispondente pulsante “Cancella”
presente nella pagina d’elenco dei rilevatori.
NB: Non è possibile eliminare un utente già associato, in qualità di rilevatore, ad una particolare
scheda. Nel caso si tentasse di farlo, il sistema bloccherebbe l’operazione segnalando l’anomalia
con un apposito messaggio a video.
fig. 2-63
2.4.4. Dettagli
Cliccando sul bottone “Dettagli” si ottiene la scheda contenente tutti i dati di un rilevatore.
In questa modalità il sistema consente solo la visualizzazione del contenuto della scheda senza
possibilità di modifiche.
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Criteri di scelta e simbologia cartografica per
l'individuazione delle sedi dei Centri Operativi
e delle aree di emergenza
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Centro di Cooordinamento Soccorsi (C.C.S.)
Il C.C.S. rappresenta il massimo organo di coordinamento delle attività di Protezione Civile
a livello provinciale. Esso è composto dai responsabili di tutte le strutture operative
presenti sul territorio provinciale.
I compiti del C.C.S. consistono nell'individuazione delle strategie e delle operatività di
intervento necessarie al superamento dell'emergenza attraverso il coordinamento dei
C.O.M.
Nell'ambito dell'attività svolta dal C.C.S. si distinguono una "area strategia", nella quale
afferiscono i soggetti preposti a prendere decisioni, ed una "sala operativa" nella quale
operano 14 funzioni di supporto dirette da altrettanti responsabili. La sala operativa deve
avere una suddivisione interna tale da poter ospitare in ambienti distinti le seguenti
funzioni di supporto:
•
Tecnica e di Pianificazione (molteplici competenze e varie amministrazioni);
•
Volontariato (numerose organizzazioni che partecipano all'emergenza);
•
Strutture operative (dei Vigili del Fuoco, delle Forze Armate, delle Forze dell'Ordine);
•
Telecomunicazioni (Sala radio separata a causa del rumore di fondo).
•
Mass Media e Informazione (Sala Stampa limitrofa ma al di fuori della sala operativa);
È opportuno prevedere una sede alternativa qualora, nel corso dell'emergenza, l'edificio
individuato risultasse non idoneo.
Ì
Centro Operativo Misto (C.O.M.)
Il C.O.M. è una struttura operativa che coordina i Servizi di Emergenza. L'ubicazione del
C.O.M. deve essere baricentrica rispetto ai Comuni afferenti e localizzata in strutture
antisismiche, realizzate secondo le normative vigenti, non vulnerabili a qualsiasi tipo di
rischio. Le strutture adibite a sede C.O.M. devono avere una superficie complessiva
minima di 500 m2 con una suddivisione interna che preveda almeno:
ƒ
una sala per le riunioni;
ƒ
una sala per le Funzioni di Supporto;
ƒ
una sala per il Volontariato;
ƒ
una sala per le Telecomunicazioni.
Tali strutture devono essere dotate di un piazzale attiguo che abbia dimensioni sufficienti
ad accogliere mezzi pesanti e quanto altro occorra in stato di emergenza.
È opportuno prevedere una sede alternativa qualora, nel corso dell'emergenza, l'edificio
individuato risultasse non idoneo.
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‰
Centro Operativo Comunale (C.O.C.)
Il C.O.C. è il centro operativo a supporto del Sindaco, autorità di protezione civile, per la
direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione.
Tale centro dovrà essere ubicato in strutture antisismiche, realizzate secondo le normative
vigenti, ed in aree di facile accesso e non vulnerabili a qualsiasi tipo di rischio.
Tali strutture devono essere dotate di un piazzale attiguo che abbia dimensioni sufficienti
ad accogliere mezzi pesanti e quanto altro occorra in stato di emergenza.
Si dovranno individuare nelle grandi città i quartieri o le circoscrizioni, mentre per le altre
tipologie insediative le località e le frazioni.
È opportuno prevedere una sede alternativa qualora, nel corso dell'emergenza, l'edificio
individuato risultasse non idoneo.
Aree di Attesa della popolazione
Le Aree di Attesa sono luoghi di prima accoglienza per la popolazione; si possono utilizzare
piazze, slarghi, parcheggi, spazi pubblici o privati ritenuti idonei e non soggetti a rischio
(frane, alluvioni, crollo di strutture attigue, etc..), raggiungibili attraverso un percorso
sicuro possibilmente pedonale e segnalato (in verde) sulla cartografia.
Il numero delle aree da scegliere è funzione della capacità ricettiva degli spazi disponibili e
del numero degli abitanti.
In tali aree la popolazione riceverà le prime informazioni sull'evento e i primi generi di
conforto, in attesa dell'allestimento delle aree di ricovero.
Le Aree di Attesa della popolazione saranno utilizzate per un periodo di tempo compreso
tra poche ore e qualche giorno.
Aree di Ammassamento soccorritori e risorse
Le Aree di Ammassamento dei soccorritori e delle risorse devono essere necessariamente
individuate dai Sindaci i cui comuni sono sedi di C.O.M.
Da tali aree partono i soccorsi per i comuni afferenti al C.O.M.; a ragion veduta,
nell'ambito della pianificazione provinciale di emergenza, si potranno individuare aree di
ammassamento anche in Comuni lontani o difficilmente raggiungibili.
I comuni sede di C.O.M. e contemporaneamente di C.O.C. dovranno individuare una sola
area di ammassamento di supporto ad entrambi.
Le aree di ammassamento soccorritori e risorse garantiscono un razionale impiego dei
soccorritori e delle risorse nelle zone di intervento: esse devono avere dimensioni
sufficienti per accogliere almeno due campi base (circa 6.000 m2).
Ciascun Sindaco il cui comune è sede di C.O.M., dovrà individuare almeno una di tali aree
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segnalando (in giallo) sulla cartografia il percorso migliore per accedervi.
Si devono individuare aree non soggette a rischio (dissesti idrogeologici, inondazioni,
etc..), ubicate nelle vicinanze di risorse idriche elettriche e ricettive per lo smaltimento di
acque reflue.
Tali aree dovranno essere poste in prossimità di un nodo viario o comunque dovranno
essere facilmente raggiungibili anche da mezzi di grandi dimensioni.
Le aree individuate per l'ammassamento soccorritori e risorse possono essere dotate di
attrezzature ed impianti di interesse pubblico per la realizzazione e lo svolgimento, in
condizioni di "non emergenza", di attività fieristiche, concertistiche, circensi, sportive etc..
La suddetta polifunzionalità delle aree può costituire requisito preferenziale per
l'assegnazione di eventuali stanziamenti regionali o per l'accesso ai fondi comunitari
disponibili per tali scopi.
Le Aree di Ammassamento dei soccorritori e risorse saranno utilizzate per un periodo di
tempo compreso tra poche settimane e qualche mese.
Aree di Ricovero della popolazione
Le Aree di Ricovero della popolazione individuano i luoghi in cui saranno installati i primi
insediamenti abitativi: esse devono avere dimensioni sufficienti per accogliere almeno una
tendopoli per 500 persone e servizi campali (circa 6.000 m2).
Si devono individuare aree non soggette a rischio (di inondazioni, di frane, di crollo di
ammassi rocciosi, etc..), ubicate nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche e ricettive per
lo smaltimento di acque reflue.
Il percorso migliore per raggiungere tali aree dovrà essere riportato (in rosso) sulla
cartografia.
Tali aree dovranno essere poste in prossimità di un nodo viario o comunque dovranno
essere facilmente raggiungibili anche da mezzi di grande dimensione.
Inoltre, è preferibile che le aree abbiano nelle immediate adiacenze spazi liberi ed idonei
per un eventuale ampliamento.
Le aree individuate per il ricovero della popolazione possono essere dotate di attrezzature
ed impianti di interesse pubblico per la realizzazione e lo svolgimento, in condizioni di "non
emergenza", di attività fieristiche, concertistiche, circensi, sportive etc..
La suddetta polifunzionalità delle aree può costituire requisito preferenziale per
l'assegnazione di eventuali stanziamenti regionali o per l'accesso ai fondi comunitari
disponibili per tali scopi.
Le Aree di Ricovero della Popolazione saranno utilizzate per un periodo di tempo compreso
tra pochi mesi e qualche anno.
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Glossario dei termini
di protezione civile
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ALLAGAMENTO: Fenomeno che interessa aree relativamente circoscritte e particolarmente
vulnerabili, con altezze d'acqua misurabili in cm o dm e con tempi di permanenza
non particolarmente prolungati.
ALLUVIONE: Situazione di danneggiamento diffuso sul territorio prodotto da un evento di
piena di un corso d’acqua.
AREA DEGRADATA PER ATTIVITÀ ESTRATTIVA: Area soggetta a degrado e quindi esposta
a forti processi erosivi perché priva di adeguata copertura vegetale in conseguenza
di eccessiva attività estrattiva in particolare di cave.
AREA DEGRADATA PER DISBOSCAMENTO: Area soggetta a degrado e quindi esposta a
forti processi erosivi perché priva di adeguata copertura vegetale in conseguenza
di eccessiva attività di disboscamento.
AREA DEGRADATA PER PASCOLAMENTO: Area soggetta a degrado e quindi esposta a forti
processi erosivi perché priva di adeguata copertura vegetale in conseguenza di
eccessiva attività di pascolo.
AREA DEGRADATA PER USO AGRICOLO: Area soggetta a degrado e quindi esposta a forti
processi erosivi in conseguenza di eccessiva e non razionale uso agricolo del suolo.
AREA INONDATA: Area investita da volumi di piena non contribuenti al moto ma
temporaneamente invasati.
AREA INTERESSATA DA DEFORMAZIONI SUPERFICIALI LENTE: Area intesessata da
movimenti lenti e discontinui di porzioni superficiali di versante evidenziati da una
serie di irregolarità topografiche come dossi, ondulazioni, lobi e terrazzette.
CALAMITA': Evento di particolare entità e gravità, tale da fare risentire conseguenze sia
sulle persone che sulle cose, provocato da cause naturali o azioni umane, nel quale
le strutture fondamentali della società rimangono nella quasi totalità intatte,
efficienti ed agibili.
CALAMITA' ANTROPICA: Evento di particolare entità e gravità che trova nell'uomo l'agente
provocatore, che può essere consapevole od inconsapevole, per commissione od
omissione di attività.
CALAMITA' NATURALE: Stato di fatto dovuto a cause insite strutturalmente in natura (es.
terremoto, alluvione, nubifragio, tifone, bufera, mareggiata, nevicata, ecc.) che per
intensità ed estensione può richiedere di essere fronteggiato con mezzi e poteri
straordinari.
CATASTROFE: Evento naturale o legato ad azioni umane, nel quale tutte le strutture
fondamentali della società sono distrutte o inagibili su un ampio tratto del territorio.
DANNO: Stato degli ambiti naturali e/o delle opere dell'uomo in cui risulta ridotta o
compromessa la piena funzionalità a causa di eventi esterni.
DISASTRO: Effetto dannoso che interessa una moltitudine di persone e deriva da un
evento di non comune gravità, idoneo a costituire pericolo per l'incolumità pubblica
ma non danno rilevante o morte o lesione di persone.
ESONDAZIONE: Superamento dei limiti di contenimento in alveo per una rete idraulica a
pelo libero (alveo non arginato o sistema di fognatura urbana).
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EVENTO: Manifestazione di un fenomeno temuto perché suscettibile di produrre danni.
INCIDENTE RILEVANTE: Avvenimento quale un’emissione, un incendio o un’esplosione di
rilievo connessi ad uno sviluppo incontrollato di un’attività industriale che dia luogo
ad un pericolo grave, immediato o differito, per l’uomo all’interno o all’esterno dello
stabilimento, e per l’ambiente e che comporti l’uso di una o più sostanze pericolose.
INONDAZIONE: Fenomeno di invasione ed espansione delle acque su vaste aree. E’ riferita
normalmente a vasti territori, con altezze d'acqua attorno al metro o superiori, in
genere con importanti effetti dinamici e con lunghi tempi di permanenza.
ROTTA ARGINALE: Squarcio prodottosi in un argine per cause varie.
SOMMERSIONE: Situazione riferita normalmente a territori ampi e relativamente
circoscritte e particolarmente vulnerabili, con altezze d'acqua intorno al metro o
superiori, in genere senza importanti effetti dinamici, ma con lunghi tempi di
permanenza.
ABITAZIONE PRINCIPALE: Immobile posseduto a titolo di proprietà o di altro diritto reale
ed utilizzato come dimora principale anche dai familiari (coniuge, parenti entro il
primo grado). Tale situazione è accertabile in base ai registri anagrafici o in base
all’autocertificazione.
AGGIUDICAZIONE: Atto amministrativo con il quale a seguito dell'espletamento di una
procedura di gara viene dichiarato il soggetto privato - impresa - incaricato della
costruzione di un'opera pubblica o per una pubblica fornitura.
ANTE OPERAM - POST OPERAM: Termini utilizzati per descrivere la situazione ambientale
di una determinata area, prima e dopo la realizzazione di un’opera in progetto
(Fonte : GLOSS. ENI)
APPALTO: Contratto con cui la pubblica amministrazione (o un privato) affida a una
persona o a un'impresa la costruzione o la gestione di un'opera o di un servizio, a
fronte del pagamento di un prezzo.
AREA DI AMMASSAMENTO SOCCORSI: In emergenza, area sicura nella quale convogliare
i soccorritori, le risorse ed i mezzi di soccorso della popolazione, al verificarsi di un
evento emergenziale, per il successivo smistamento nelle zone di intervento.
AREA DI ATTESA DELLA POPOLAZIONE In emergenza, area sicura nella quale accogliere
la popolazione prima della fase parossistica dell’evento o nell’immediato post
evento; luogo nel quale è assicurato il primo soccorso, l’assistenza e l’informazione
alla popolazione
AREA DI RICOVERO DELLA POPOLAZIONE: In emergenza, area sicura attrezzata nella
quale installare gli insediamenti abitativi transitori e le strutture di accoglienza per
la popolazione colpita dalla calamità
AREA POLIFUNZIONALE: Area opportunamente attrezzata per lo svolgimento di specifiche
funzioni in condizioni ordinarie, che possa essere allestita, facilmente ed in tempi
brevi, per lo svolgimento delle operazioni di soccorso e di assistenza alla
popolazione, al verificarsi di un emergenza.
AREA PROTETTA: Area dotata di particolari caratteri ambientali, di cui lo Stato o gli altri
organi che hanno poteri di gestione del territorio garantiscono la salvaguardia
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grazie a specifici vincoli legislativi. Tali sono i parchi nazionali e regionali.
CAPITOLATO: Documento in cui sono descritti gli obblighi (di natura giuridica e tecnica) di
chi deve realizzare un appalto pubblico
CCS (Centro Coordinamento Soccorsi): Centro Operativo del Modello Integrato della
Protezione Civile. E' la struttura di coordinamento dei soccorsi che vengono attivati,
a livello provinciale, in occasione di situazioni di emergenza. Il CCS ha il compito di
gestire gli interventi a livello provinciale.
COC (Centro Operativo Comunale): Uno dei Centri Operativi del Modello Integrato della
Protezione Civile. Il COC viene creato dal singolo Sindaco, in qualità di Autorità
comunale di Protezione Civile, al verificarsi
dell'emergenza,
nell'ambito
del
territorio comunale.
COLLAUDO: Metodo di controllo della produzione basato sull'esame di ogni pezzo
prodotto, per verificarne la conformità a determinate norme. I collaudi sono un
insieme di controlli e prove per lo più legati all’accettazione di prodotti finiti o
semilavorati critici.
COM (Centro Operativo Misto): Centro Operativo del Modello Integrato della Protezione
Civile. E' la struttura di comando e controllo a livello sub-provinciale, in condizioni di
emergenza. Al COM pervengono, in emergenza, tutte le informazioni dal territorio
che ricade nel suo ambito
COMPATIBILITA' AMBIENTALE: Coerenza e congruità delle strategie e delle azioni previste
da piani e programmi, nonché degli interventi previsti dai progetti, con gli obiettivi
di salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell'ambiente e della qualità
della vita.
COMPONENTE AMBIENTALE: Categoria di elementi fisicamente individuabili che
compongono l’ambiente considerato dagli Studi di impatto ambientale. Ad essa
viene riconosciuta un’omogeneità al fine degli impatti attesi.
CONFERENZA DI SERVIZI: Modulo procedimentale con cui si ottiene il coordinamento e la
contestuale valutazione di tutti gli interessi pubblici coinvolti in un determinato
procedimento, attraverso la trattazione contemporanea di uno stesso affare da
parte di una pluralita' di soggetti.
CONTAINER (di protezione civile): Modulo standardizzato, adibito a necessità alloggiative o
sociali. E’ il più diffuso apparato utilizzato
per
fronteggiare
condizioni
emergenziali, grazie ai vantaggi offerti in termini di autonomia funzionale, rapidità
di fornitura, trasporto e posizionamento.
DELOCALIZZAZIONE: Trasferimento forzato di persone e materiali generalmente a causa
di eventi calamitosi particolarmente gravi che rendono impossibile la permanenza
nei luoghi interessati dagli eventi stessi.
DEMOLIZIONE: Intervento volto a rimuovere, in tutto o in parte, manufatti e opere
caratterizzate da condizioni di instabilità non rimediabili con interventi di
consolidamento.
DICOMAC: Direzione Comando Centrale. E' l'organo di Coordinamento Nazionale delle
strutture di Protezione Civile nell'area colpita. Viene attivato dal Dipartimento della
Protezione Civile in seguito alla dichiarazione dello Stato di Emergenza
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ELEMENTI A RISCHIO: Insieme degli elementi situati all’interno dell’area esposta al rischio
(E), costituito dalle categorie di soggetti distinte per le
loro
caratteristiche
intrinseche; si quantificano in termini relativi (valore monetario delle proprietà,
attività economic, etc).
INDAGINI GEOGNOSTICHE: Indagini effettuate in situ (sondaggi meccanici, prove
penetrometriche dinamiche e statiche, prove scissometriche, indagini geofisiche e
geoelettriche etc) e/o in laboratorio e finalizzate alla conoscenza delle
caratteristiche geologiche di un area.
MANUTENZIONE: Combinazione di tutte le azioni tecniche ed amministrative, incluse le
azioni di supervisione, volte a mantenere o a riportare un’entità in uno stato in cui
possa eseguire le funzioni richieste (UNI 9910 10147).
MAPPA: Rappresentazione planimetrica dettagliata di una zona di terreno.
MICROCLIMA: Clima locale, quasi uniforme, di uno specifico sito o di un habitat,
comparato con il clima dell'intera area di cui è parte.
MIGLIORAMENTO: Insieme di azioni di miglioramento o di piccola modifica che non
incrementano il valore patrimoniale dell’entità (UNI 10147).
MISURE DI SALVAGUARDIA: Provvedimenti amministrativi che comportano, in generale,
l'imposizione di vincoli di tipo urbanistico, l'emanazione di mirate regolamentazioni
edilizie, la scelta di una idonea disciplina circa l'uso del territorio nelle aree
maggiormente vulnerabili.
MODELLO MATEMATICO: Processo di calcolo che, partendo dalla conoscenza dei
parametri che generano i fenomeni naturali, tende a riprodurne gli effetti attraverso
formulazioni matematiche.
MONITORAGGIO: Osservazioni continue, anche in automatico, di una frana per acquisire
dati sulla durata e l’entità delle deformazioni pre-rottura, sulla attività microsismica,
sulle variazioni del campo elettrico locale, sulla conduttività idraulica, sulla velocità
di movimento.
MONITORAGGIO AMBIENTALE: Controllo svolto attraverso la rilevazione e misurazione nel
tempo di determinati parametri bio-chimico-fisici che caratterizzano l'ambiente.
MONITORAGGIO STRUMENTALE: Controllo svolto attraverso la rilevazione e misurazione
nel tempo di determinati parametri chimico - fisici - meccanici attraverso l'utilizzo di
macchinari ricevitori registratori (es. sismografi).
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Strumento normativo
straordinario finalizzato alla realizzazione di interventi a seguito di dichiarazione
dello stato di emergenza da parte del presidente del Consiglio dei ministri (o di
uno specifico provvedimento legislativo).
ORDINANZA SINDACALE DI SGOMBERO: Provvedimento emanato dal Sindaco, prima
autorità di protezione civile, a seguito di eventi calamitosi che hanno reso inagibili,
temporaneamente o definitivamente, immobili pubblici e/o privati e che ne inibisce
sia l'utilizzo che l'accesso.
ORTOFOTOCARTA: Prodotto cartografico di restituzione, ottenuto da ortoproiezione con
sovraimpresse informazioni discrete planoaltimetriche e toponomastiche.
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ORTOPROIEZIONE: Tecnica di restituzione cartografica, ottenuta mediante l'impiego di
speciali apparecchi detti ortoproiettori.
PERICOLOSITA’: Probabilità che un fenomeno dannoso di una determinata intensità (I) si
verifichi in un dato periodo di tempo e in una data area; H=H(I)
PERICOLOSITA’ IDRAULICA: Probabilità di osservare nel periodo t almeno un evento
calamitoso; è legata al periodo di ritorno T (intervallo di tempo in cui l’intensità
dell’evento viene superata mediamente una sola volta) dalla relazione: Ht= 1-[1(1/T)]t
PERSONE COINVOLTE FISICAMENTE: Numero complessivo delle persone travolte da un
evento naturale distinte in decedute, ferite gravemente, ferite, illese.
PERSONE DIRETTAMENTE COINVOLTE: Numero complessivo delle persone le cui
abitazioni principali, abituali e continuate siano state oggetto di ordinanza sindacale
di sgombero.
PERSONE INDIRETTAMENTE COINVOLTE: Numero complessivo, stimato, delle persone
che a causa del verificarsi di un evento devono modificare sensibilmente le proprie
condizioni di vita e di lavoro
PERSONE POTENZIALMENTE COINVOLGIBILI: Numero complessivo, stimato, delle
persone che, in assenza di interventi di riduzione e/o eliminazione del rischio,
potrebbero essere potenzialmente in pericolo.
PIANO AMBIENTALE: Strumento urbanistico che assicura la produzione e riproduzione
delle essenziali risorse naturali, come pure la conservazione dei beni e valori
presenti sul territorio.
PIANO DI BACINO: Previsto dalla legge n. 183 del 1989 come piano territoriale di settore,
concerne la difesa del suolo, il risanamento delle acque, la gestione del
patrimonio idrico, la tutela dell’ambiente nei grandi bacini idrografici di
interesse nazionale.
PIANO DI EMERGENZA: Progetto di tutte le attività coordinate e delle procedure di
protezione civile per fronteggiare un qualsiasi evento calamitoso atteso in un
determinato territorio.
PIANO PER GLI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI: Previsto dalla legge 865/1971; è un piano
attuativo del PRG. Regola l’ubicazione degli impianti industriali, artigianali,
commerciali, turistici, e delle opere di urbanizzazione connesse.
PIANO REGOLATORE GENERALE (P.R.G.): Previsto dalla legge urbanistica 1150/1942, è
esteso a tutto il territorio comunale, ha validità a tempo indeterminato, è lo
strumento principale di pianificazione urbanistica.
PLUVIOGRAFO: Apparecchio che registra le altezze di pioggia cumulata abbattutesi in un
intervallo temporale definito mediante tracciamento di un pennino su un foglio
graduato. Viene solitamente adoperato per individuare l'intensità di un evento
atmosferico (Benini, Sistemazioni idraulico forestali, UTET).
PLUVIOMETRO: Apparecchio provvisto di una scala graduata che consente la misura
diretta delle precipitazioni in un'arco temporale generalmente di 24 ore. (Benini,
Sistemazioni idraulico forestali, UTET).
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POTERE DI ORDINANZA Subordinato alla dichiarazione dello stato di calamità da parte
del presidente del Consiglio dei Ministri (o di uno specifico provvedimento
legislativo), si sostanzia in un eccezionale potere di deroga della normativa
primaria, conferito ad autorità amministrative.
PREFETTO: Funzionario pubblico rappresentante dello Stato presso le Province.
PRESIDIO IDRAULICO: Complesso di azioni di adattamento, opere d’ingegneria utili alla
riduzione dei danni conseguenti alle piene, come, ad esempio: l’adozione di
materiali da costruzione meno suscettibili ad essere danneggiati dall’acqua fangosa.
PREVENZIONE: Attività volta al contenimento delle probabilità di accadimento dei
fenomeni potenzialmente distruttivi e alla limitazione dei danni. È strettamente
connessa, in quanto conseguente, all'attività di previsione.
PREVISIONE Rappresentazione anticipata, rispetto alla possibile realizzazione, dei
fenomeni dannosi causati da un evento estremo. È quindi sempre espressa in
termini probabilistici.
PROCEDURA DI AGGIUDICAZIONE: Procedura previste dalla vigente normativa in materia
di lavori pubblici con le quali un Ente pubblico procede all'affidamento di lavori o di
forniture nei confronti di un soggetto privato.
PROGETTAZIONE: Procedura finalizzata alla realizzazione di un intervento di qualità e
tecnicamente valido, nel rispetto del miglior rapporto fra i benefici e i costi globali di
costruzione, manutenzione e gestione.
PROGETTO DEFINITIVO: Insieme di elaborazioni tecniche e grafiche che, redatto sulla
base delle indicazioni del progetto preliminare approvato e di quanto emerso in
sede di eventuale conferenza di servizi, contiene tutti gli elementi necessari ai fini
del rilascio della concessione.
PROGETTO ESECUTIVO: Insieme di elaborazioni tecniche e grafiche che costituisce la
ingegnerizzazione di tutte le lavorazioni e, pertanto, definisce compiutamente ed in
ogni particolare architettonico, strutturale ed impiantistico l’intervento da realizzare.
PROGETTO PRELIMINARE: Insieme di elaborazioni tecniche e grafiche che stabilisce i
profili e le caratteristiche più significative degli elaborati dei successivi livelli di
progettazione, in funzione delle dimensioni economiche e della tipologia e categoria
dell’intervento.
PROGRAMMA D’INTERVENTI STRUTTURALI DI PROTEZIONE CIVILE: Progetto cadenzato
delle attività coordinate di ripristino strutturale e delle procedure contributive a
sostegno della popolazione e delle attività produttive da mettere in atto a seguito
dell’evento calamitoso.
PROGRAMMA OPERATIVO (P.O.): Il documento approvato dalla Commissione ai fini
dell'attuazione di un quadro comunitario di sostegno, composto di un insieme
coerente di assi prioritari articolati in misure pluriennali.
PROGRAMMA PREVENZIONE: Strumento di pianificazione territoriale. Individua gli
interventi (opere, lavori, misure operative e normative) atti a eliminare o ridurre
l'intensità e le conseguenze di eventi estremi sugli elementi a rischio presenti in un
dato territorio.
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PROGRAMMA PREVISIONE: Strumenti di pianificazione territoriale. Consistono nella
raccolta sistematica delle informazioni utili alla costruzione di modelli di previsione
inerenti i principali tipi di rischio di un territorio.
PROTOCOLLO D'INTESA: Accordo fra enti pubblici (al quale possono, in varia forma,
partecipare anche soggetti privati) caratterizzato da una certa genericità. Può
trattarsi di un accordo fine a se stesso, oppure di un accordo preliminare a uno più
dettagliato.
PUBBLICO INCANTO: Procedura di scelta del contraente (colui il quale esegue i lavori
oggetto della gara) consistente in una pubblica gara fra offerenti qualificati.
L'appalto è affidato in base all'offerta economicamente più vantaggiosa.
RAPPORTO D'EVENTO: Descrizione ragionata dell'evento calamitoso occorso; deve
riportare almeno: data, tipologia e durata dell'evento, descrizione ex-ante del
territorio colpito con particolare attenzione alle criticità già note ed ai fenomeni che
si ripetono con ciclicità.
REGOLAMENTAZIONE D’USO DELLE ZONE SOGGETTE A INONDAZIONI: Tali interventi di
pianificazione territoriale stabiliscono un programma di sviluppo delle attività
antropiche all’interno delle aree a rischio, prevedono un’analisi delle varie tipologie
d’uso dell’area inondabile e l’introduzione di vincoli di tipo ammistrativo.
RETE DI MONITORAGGIO IN TEMPO REALE: Rete atta a fornire una frequenza di
trasmissione delle misure inferiore ad un’ora (D.P.C.M. 15 dicembre 1998)
RILEVATORE: Tecnico appartenente a strutture dello Stato o degli Enti Locali,
opportunamente formato, incaricato di eseguire il rilievo del danno a seguito di
eventi calamitosi particolarmente significativi
RILIEVO TOPOGRAFICO: Insieme di operazioni e osservazioni condotte con strumenti
topografici che servono a delinerare e rappresentare i dati caratteristici di un
terreno.
RINATURAZIONE: Operazione di ripristino di ambienti artificializzati al
originario
loro stato
RISCHIO (TOTALE): Numero atteso di perdite di vite umane, di feriti, di danni a proprietà,
di distruzione di attività economiche o di risorse naturali, dovuti ad un particolare
evento dannoso.
Può essere pertanto definita dalla funzione: Rischio=
Pericolosità x Vulnerabilità x Valore degli Elementi a Rischio.
RISCHIO RESIDUO: Rischio che permane a seguito di un evento calamitoso e la cui
corretta valutazione è essenziale per un corretto intervento di mitigazione o
eliminazione del rischio
RISCHIO SPECIFICO: Grado di perdita atteso per una singola categoria di elementi a
rischio associato ad un particolare fenomeno di determinata intensità; è espresso
dal prodotto Rs=HxV e varia tra 0 e 1
RISORSA AMBIENTALE: Componente ambientale alla quale è attribuito un valore ai fini
dell'economia del territorio che può costituire sorgente di guadagno o ricchezza.
SCALA: Rapporto numerico fra le distanze misurate sulla carta e quelle reali.
SCENARIO: Modello dell'ambiente naturale ed antropico, nonché dell'assetto
socio-
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economico del territorio in cui dovrà
inserirsi un progetto,
presenza e in assenza dell'opera stessa (Fonte : GLOSS. ENI)
configurato
in
SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE (S.I.T.): Sistema informatico che consente di
riunire, memorizzare, modificare e rappresentare con i relativi riferimenti
geografici diverse informazioni. Lo strumento consente di raggiungere dei
livelli di rappresentazione molto sofisticati.
SISTEMI D'ALLARME: Presidi strumentali (sirene, lampeggiatori, ecc.) e visivi (cartelli,
percorsi guidati) istallati nelle zone antropizzate o a valle di opere quali del dighe ed
attivati dall'autorità di protezione civile in caso di superamento delle soglie
d'allarme.
SISTEMI DI PREANNUNCIO DELLE PIENE: Insieme di procedure e modelli mediante i quali
è possibile prevedere in tempo reale la propagazione delle piene e l'ora di arrivo
della portata massima.
SONDAGGIO: Indagine geotecnica effettuata tramite la perforazione del terreno a
rotazione, percussione, vibrazione o per combinazione dei suddetti meccanismi
che rende
possibile il prelievo di carote per la ricostruzione della
stratificazione
STANDARDS AMBIENTALI: Strumenti di politica ambientale adottati dall'autorità pubblica
per il miglioramento della qualità dell'ambiente. In generale, uno standard è un
livello di adempimento fissato dalla legge e fatto rispettare attraverso sanzioni.
STATO D'EMERGENZA: Insieme di condizioni ambientali e sociali per le quali risultano
stravolte la normali condizioni di vita della popolazione. In Italia, è regolato dalla
legge 2 febbraio 1992, n. 225.
STRUTTURE STRATEGICHE: Edifici ed opere fondamentali destinati in tutto o in parte ad
attività di protezione civile: strutture ad uso sanitario, pubbliche e private dotate di
pronto soccorso, sedi amministrative (Regionali, Provinciali, Comunali e di Comunità
Montane).
STUDIO GEOLOGICO: Indagine finalizzata alla conoscenza dei parametri geomeccanici del
suolo a supporto di attività di progettazione.
STUDIO IDROGEOLOGICO: Studio delle acque superficiali e sotterranee, tenendo in
considerazione la natura geologica del suolo, al fine di una loro regolazione e
utilizzazione.
TAVOLETTA: Nella cartografia I.G.M. il foglio che rappresenta una porzione di territorio
alla scala 1:25000.
TEMPO DI RITORNO: Intervallo di tempo in cui l’intensità di un evento viene uguagliata o
superata mediamente una sola volta.
UNITA' CARTOGRAFICA: Insieme delle aree caratterizzate dagli stessi tipi di suolo
(delineazioni), identificabili in modo univoco sulla carta pedologica (Fonte : ARPAV).
UNITA' INSEDIATIVA DI BASE (U.I.B.): Unità modulare costituita da un prefissato
numero di strutture prefabbricate, ad uso abitativo, con le relative pertinenze e
servizi a rete. Unità elementare per la progettazione di
un
campo
di
accoglienza per il ricovero della popolazione.
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USO DEL SUOLO: Modalità di utilizzo del terreno in relazione a funzioni antropiche o
naturalistiche.
VALUTAZIONE D'IMPATTO AMBIENTALE (V.I.A.):
Analisi e giudizio degli effetti
ambientali, sociali, produttivi di una trasformazione introdotta dall’uomo. Si articola
in una analisi tecnico scientifica sui costi e benefici di un’opera o iniziativa (bilancio
di impatto ambientale).
VEGETAZIONE RIPARIA: Formazioni arbustive ed arboree riparie che, a partire dall’alveo
di magra, esternamente alle erbacce pioniere di greto, s’interpongono tra le
fitocenosi acquatiche e
le fitocenosi zonali del territorio circostante.
VERIFICA: Accertamento, controllo mediante apposite prove dell'esattezza, validità o
autenticità di qualcosa. Conferma, sostenuta da evidenze oggettive, del
soddisfacimento di requisiti specificati.
VETTORIALE ARCHIVIAZIONE: Sistema di archiviazione di dati grafici, secondo il quale gli
oggetti vengono memorizzati in base alle coordinate cartesiane dei punti che li
compongono e alle relative tipologie
VETTORIALIZZAZIONE: Operazione che consente, in modo automatico o semiautomatico
di ricavare un insieme di vettori e partire da un'immagine raster
VINCOLO AMBIENTALE: Situazione giuridica di sostanziale non modificabilità dei luoghi,
che si traduce in una serie di limitazioni sulle facoltà dei proprietari, possessori e/o
detentori di tali beni.
VOCAZIONE AMBITO TERRITORIALE: Identità del territorio anche in rapporto alle
possibilità di sviluppo socio-economico; si parla allora di vocazione produttivoindistriale, turistico-ricreativa, agricola
VULNERABILITA: Grado di perdita prodotto su un certo elemento o gruppi di elementi
esposti a rischio risultante dal verificarsi di un fenomeno di una data intensità; è
espressa in scala da 0 (nessuna perdita) a 1 (perdita totale).
ZONIZZAZIONE: Suddivisione del territorio in aree omogenee, in funzione della sua
destinazione d’uso (presenza di attività economiche, densità
di
popolazione,
tipologia di traffico). (Fonte: Glossario ENI).
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SITgE- Sistema Informativo Territoriale per la gestione delle Emergenze
Sistema di raccolta dati a supporto della Pianificazione di Emergenza
Linee guida per la compilazione delle schede di censimento del Metodo “Augustus”
Pag. 53
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Bibliografia consultata
AA VV, 1996, Attività preparatoria e procedure d'intervento in caso di emergenza di
protezione civile, II edizione. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della
Protezione Civile, Roma.
Disaster Response, Gis for Public Safety - Gary Amdalh - ISBN 1-879102 -88 -9
Environmental Systems Research Institute Inc. (ESRI), 1999, GIS for Emergency
Management, An ESRI White Paper.
F. Cipolla, C. Sebastiani, 1996, Linee guida per la predisposizione del piano comunale di
protezione civile, Rischio Idrogeologico. CNR Gruppo Nazionale per la Difesa dalle
Catastrofi Idrogeologiche, Roma.
F. Manti , M. Paganelli, 2006, SIT Protezione Civile della Regione Calabria. Pianificazione e
gestione delle emergenze. 9a Conferenza Italiana degli utenti ESRI, Roma.
F. Santoriello, M. Giordano, L. Madeo, S. Pasquini, I. Postiglione, 2000, “La protezione
civile nelle realtà locali” Organizzazione comunale e modello operativo di intervento.
Maggioli Editore.
Planetek Italia Srl, 2006, Manuale Metodo Augustus SIT PROCIV, Document Reference
pkt169-81-1.0.
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento di Protezione Civile, 1996, “Attività
preparatoria e procedure d'intervento in caso di emergenza per Protezione Civile” . II
Edizione.
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento di Protezione Civile, 1996,
“Pianificazione di emergenza: individuazione di aree per l'ammassamento di forze e risorse
in caso di emergenza”. Circolare n. 2404/065/emer del 12 giugno 1996.
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento di Protezione Civile, 1997, DPC Informa
(periodico informativo del Dipartimento di Protezione Civile): n. 12: Direttiva denominata
“Metodo Augustus”.
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento di Protezione Civile, 1998, DPC Informa
(periodico informativo del Dipartimento di Protezione Civile): n. 11: Assistenza alloggiativa
di emergenza.
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento di Protezione Civile, 2006, Progetto
Damage, Glossario internazionale.
P. Soddu, R. Nicolini, 2002, Il sistema di raccolta dati a supporto della pianificazione
comunale e provinciale di emergenza, Pubblicazione a cura della Presidenza del Consiglio
dei Ministri – Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Roma, R. Di Passio, 1994, La
Protezione Civile, Maggioli Editore.
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Riferimenti e informazioni
Dr. For. Francesco Manti Regione Calabria, Settore Protezione Civile - Struttura Provinciale di Reggio Calabria
- 89123 Reggio Calabria (RC) - tel. +39 0965 622542, fax +39 0965 622544 cell. +39 339 2000192
E-mail: [email protected]
Skype: traumatocampa
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