Dalle prove Invalsi all’insegnamento in classe BARI 12 – 2 -­‐ 2015 Prove Invalsi e Valutazione di IsAtuto (Obie%vi; norme;procedure; modelli; strumen4) Arnaldo Spallacci – Sociologo -­‐ AIV Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 1 Alcuni elemenA di base della valutazione •  Domande della valutazione •  Chi : ci si riferisce a chi la realizza, i sogge%; soggeD: interni (referente, comitato, dirigente) ed esterni (nuclei di valutazione esterna) •  Come : ci si riferisce ai modelli di valutazione di isEtuto •  Per chi : ci si riferisce ai beneficiari; chi usufruisce primariamente del servizio, studenE e studentesse; e altri, pubblici e privaE: famiglie, Ministero … Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 2 Interno ed esterno •  Modalità di valutazione: interna-­‐esterna •  Assume diversità di obieDvi, esigenze ed interessi in base a chi la promuove-­‐realizza •  SoggeD esterni: valutazione focalizzata su: produ%vità complessiva del sistema; qualità e quan4tà del prodo:o. •  SoggeD interni: valutazione focalizzata su: qualità dei processi di insegnamento e apprendimento e le dimensioni che li influenzano: contesto; risorse (finanziarie, umane, stru:urali); relazioni interne, ecc. (Pastore, Salamida, 2013) Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 3 I modelli di valutazione Tema centrale nella storia della autovalutazione italiana •  MolA modelli negli anni ‘90 e seguenA •  Sono staA la base delle “(auto)valutazioni autonome” •  Le (auto)valutazioni “autonome” •  Pregi CreaAvità PraAca della Autonomia “Sperimentarsi” specie delle scuole più avanzate, moAvate …. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 4 Le (auto)valutazioni “autonome” •  DifeV •  Frammentazione, complicazione dei modelli e incomparabilità dei risultaA •  Ruolo incerto degli aXori interni •  Scarsa aXenzione alla loro formazione •  Poca sedimentazione di “know how” •  Rapida perdita di “memoria” nella scuola Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 5 Il mutamento degli ulAmi anni DocumenA ufficiali SNV (più r ecenE) •  DPR 28-­‐3-­‐2013 (Principi e Regolamento di base del Sistema Nazionale di Valutazione -­‐ SNV) •  DireVva MIUR 18-­‐9-­‐2014 (Priorità strategiche del SNV per gli anni scolasEci 2014-­‐15 e seguenE) •  Circolare MIUR 47/2014 (DeRaglio delle fasi del percorso triennale di valutazione) Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 6 Principi chiave del Sistema Nazionale di Valutazione italiano •  Principio della integrazione esterno-­‐interno (non chiaramente previsto nelle “(auto)valutazioni autonome”) •  Valutazione per il miglioramento (non un “esercizio” fine a se stesso); •  ovvero: Ø Finalizzato al riorientamento delle strategie Ø Più efficace se ha origine all’interno della scuole Ø Il più condiviso possibile all’interno della scuole Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 7 CIRCOLARE MIUR N.47 -­‐ 2014 •  AUTOVALUTAZIONE •  “STRUMENTO ATTRAVERSO CUI OGNI SCUOLA INDIVIDUA I DATI SIGNIFICATIVI, LI ESPLICITA, LI RAPPRESENTA, LI ARGOMENTA E LI COLLEGA ALLA SUA ORGANIZZAZIONE E AL SUO CONTESTO” •  Una efficace sintesi del conceXo di valutazione •  Manca nella definizione il “giudizio finale”, che verrà ripreso dopo Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 8 ElemenE da CONSIDERARE •  Si opera una standardizzazione (indispensabile per la comparabilità •  Rischio di forte eterodirezione (riduce la potenzialità del “learning”) •  Necessità di sostegno-­‐assistenza •  Comparsa di figure nuove; il “tutor di miglioramento” (uEle, ma è figura esterna .. ) •  “Visione di sistema”: assume la complessità del servizio scolasEco nelle sue diverse componenE organizzaEve ed educaEve e nella sua relazione con il contesto ambientale in cui si situa” (Castoldi, 2002). •  A ciò si ispira il “Modello teorico di riferimento” dell’Invalsi Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 9 Il modello di riferimento •  Rimanda al CIPP (Context, Input, Process, Product). •  Modello “tecnico”; applicabile anche alle organizzazioni produDve. •  Proposto da D. L. Stufflebeam negli anni ’70-­‐’80 del secolo scorso. → Nelle pagine successive si riportano due schemi esplica4vi del CIPP Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 10 Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 11 Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 12 Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 13 AspeV isAtuzionali MIUR e Invalsi sostengono la autovalutazione •  ovvero: •  Si definisce la metodologia della (auto)valutazione •  Si forniscono gli strumenA di analisi •  Si stabilisce il quadro degli indicatori •  Si disegna la struRura del RAV (“giudizio”) Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 14 Sezioni del Rav “Rapporto di AutaValutazione” •  QuaRro aree •  DescriVva (descrizione del contesto e delle risorse) •  ValutaAva (Valutazione degli esiE e dei processi) •  Metodologica-­‐riflessiva (descrizione e valutazione del percorso di autovalutazione) •  ProaVva (Individuazione delle priorità e degli obieDvi) (D. Poliandri. Il RAV: quadro di riferimento e stru:ura. MIUR-­‐
Invalsi •  Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 15 Aree da descrivere Contesto e risorse EsiA Processi (si riconoscono qui i fondamen4 del CIPP) Riflessione sulla autovalutazione e integrazione con praEche autonomamente elaborate dalla scuola •  Individuazione delle priorità strategiche e piano di miglioramento • 
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Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 16 MoEvazione del giudizio assegnato (moEvazione: elemento qualificante della valutazione) • Per ciascuna area si chiede di moAvare brevemente le ragioni della scelta del giudizio assegnato, indicando i faRori o gli elemenE che hanno determinato la collocazione della scuola in uno specifico punto della scala. • Per la moEvazione del giudizio si suggerisce di tenere conto dei seguenE criteri generali: §  Completezza -­‐ uAlizzo dei daA e degli indicatori messi a disposizione centralmente (MIUR, INVALSI, ecc.) e capacità di supportare il giudizio individuando ulteriori evidenze e daA disponibili a scuola. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 17 MoEvazione (conEnua) §  Accuratezza -­‐ leRura dei daE e degli indicatori in un'oVca comparaAva, confrontando la situazione della scuola con i valori di riferimento forniE (medie nazionali o regionali, andamento generale delle scuole di riferimento, ecc.). §  Qualità dell’analisi -­‐ approfondimento e arEcolazione della riflessione a parEre dall’analisi dei daE disponibili. L'analisi è arEcolata quando non ci si limita a elencare i daA o a descrivere ciò che la scuola fa, ma i daA vengono interpretaA tenendo conto della specificità del contesto, oppure si evidenziano i punA di forza e di debolezza dell'azione della scuola, o ancora si individuano aspeD strategici. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 18 Criteri per valutare la qualità del RAV •focalizzazione, ovvero la capacità di fornire un quadro dell’IsEtuto fondato su elemenE essenziali e strategicamente rilevanE; •leXura criAca, ovvero la capacità di interpretare tale quadro analizzandone le principali forze e debolezze; •riferimento ad evidenze, ovvero la capacità di poggiare le proprie argomentazioni su procedure di rilevazione e daE empiricamente osservabili e/
o quanEficabili. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 19 .. qualità del RAV … (conAnua) •  •coerenza interna, ovvero la capacità di conneRere ed integrare le diverse parE descriDve, valutaEve e miglioraEve di cui si compone; •  •contestualizzazione, ovvero la capacità di prestare aRenzione alle peculiarità dello specifico contesto in cui si situa l’IsEtuto scolasEco Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 20 Considerazioni (1) •  Procedura molto definita, precisa, “guidata”, necessaria nella prospeDva della standardizzazione •  Rischio di burocraEzzazione, una praEca ripeEEva che si trasformi via via in un “adempimento” (negazione del requisito di “ricerca” in divenire, elemento essenziale della valutazione) Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 21 Considerazioni (2) •  Necessità quindi di specifica ed appropriata (“professionale”) qualificazione di chi valuta (inammissibile improvvisarsi valutatori, anche se spesso ciò avviene o lo si pensa) •  Allargare e sopraRuRo qualificare l’area delle rilevazioni autonome delle scuole. → Di seguito si riporta un esempio di integrazione fra fon4 esterne e interne per l’analisi dell’area “Processi” , indicatori di “Clima scolas4co”. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 22 Un esempio: Clima scolasAco •  Relazione fra gli studenA; fra studenA e insegnanA; fra insegnanA; fra insegnanA e Dirigente scolasAco …. •  Sono domande presenE nel Ques4onario scuola Invalsi 2013-­‐14 D. 14 Valutazioni del Dirigente scolasAco sulla situazione nella scuola relaAvamente a: D14a “relazione tra gli studenA” D14b “relazioni tra gli insegnanA” D14c “relazioni tra insegnanA e studenA” D14f “relazioni tra insegnanA e Dirigente scolasAco” Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 23 ConEnua: clima scolasEco •  Nel quesEonario è presente anche una ulteriore domande di “clima”: •  D19 ComportamenA studenA; in parAcolare: • 
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D 19c “disturbare in classe” D19e “aV di prepotenza” D 19f “inAmidazioni fra studenA” D 19g “aV di arroganza verso insegnanA e personale” Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 24 ConEnua: clima scolasEco •  Quale è la fonte delle informazioni? •  Sono informazioni e valutazioni fornite dal Dirigente scolasEco; legiDme in quanto provenienE dal responsabile della scuola, che ha una visione generale sulla situazione interna. •  Ma non provengono direRamente dai protagonisE direD (nella faDspecie gli studenE e gli insegnanE, gli “aRori” delle relazioni interne e del clima scolasEco) Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 25 ConEnua: clima scolasEco •  Nel Ques4onario studente 2011-­‐2012 -­‐ Scuola secondaria di II grado -­‐ Classe Seconda (MIUR-­‐INVALSI) esistono molte domande di “anagrafe” (estrazione sociale, famiglia, percorso scolasEco); domande sulla scuole sugli arredamenE, struRure, dotazioni; domande sullo stato delle struRure (pulizia, aula, palestra, laboratori …); domande sulle previsioni-­‐aspirazioni del percorso scolasEco futuro; domande sul metodo di studio a casa; ma non esistono domande sul clima interno •  Se da parte delle indagini standard realizzate dal SNV non vengono fornite determinate informazioni, è possibile e auspicabile una indagine direRa presso gli studenE e gli insegnanE, come integrazione della scuola. UElizzando anche strumenE previsE in progeD già realizzaE. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 26 Le possibili integrazioni Un esempio Introdurre fra l’altro domande rivolte agli studenE sull’insegnamento in classe: come spiegano gli insegnanE; l’efficacia dell’insegnamento; il grado di aRenzione in classe; il grado di comprensione; la frequenza delle verifiche; alcune di queste domande e altre specifiche possono essere rivolte anche agli insegnanE E’ possibile a tale proposito uElizzare gli strumenE del Proge:o Leonardo Valeria (“Valutare la relazioni fra gli insegnamenE e apprendimenE”) svolto anche in Puglia Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 27 Sintesi finale •  Abbiamo ripercorso le esperienze di (auto)valutazione di is4tuto diffuse in Italia dagli anni ’80 del secolo scorso fino al recente passato. •  Abbiamo illustrato le principali caraRerisEche delle novità introdo:e dal Sistema Nazionale di Valutazione, con aRenzione alla valutazione delle scuole. •  Abbiamo individuato e descriRo le differenze fra i due approcci: il sistema prevalentemente autoreferenziale, sperimentale e frammentato delle autovalutazioni autonome, e quello prevalentemente organico, centralisEco e standardizzato del Sistema Nazionale di Valutazione. •  Si è posto in evidenza che specie nelle (auto)valutazioni autonome si è verificata la scarsa sedimentazione di “know how” nella scuola, il mancato sviluppo fra il personale interno di nuclei professionali qualifica4 stabili di valutazione, la rido:a memoria dei metodi e risulta4 delle valutazioni interne. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 28 Sintesi finale (conEnua) •  Abbiamo esaminato sinteEcamente i percorsi valuta4vi delle scuole predispos4 da Invalsi sino alla compilazione del RAV. •  Si è verificato che sia per le autovalutazioni autonome come per quelle definite da Invalsi è necessaria una appropriata preparazione affinchè possano essere condoRe consapevolmente, al di là di impostazioni burocraEche, con la opportunità che la valutazione stessa arricchisca il patrimonio tecnico-­‐metodologico nonché la capacità riflessiva individuale e colle%va (“learning”) dei docenE impegnaE nel nucleo di valutazione. •  Come specificato nei documenE ministeriali e dell’Invalsi sul SNV, le scuole possono integrare le informazioni fornite dal sistema centrale (MIUR e Invalsi) con rilevazioni condoRe autonomamente. Si traRa di una opportunità molto importante che consente alle scuole di creare con autonoma ricerca il “dato” su cui fondare la aDvità valutaEva, come prescriRo dalla teoria della valutazione. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 29 Sintesi finale (conEnua) •  Si è proposto un esempio -­‐ relaEvo all’area dei processi nella autovalutazione di isEtuto per l’indicatore “Clima scolasEco” -­‐ di integrazione “esterno-­‐interno” delle informazioni necessarie. Per questa operazione si possono trarre spun4 anche da strumen4 u4lizza4 in Proge% già sperimenta4 e valida4, come nel caso del ProgeRo trasnazionale “Valeria” al quale hanno partecipato numerose scuole italiane e anche pugliesi. •  Di seguito si riporta una breve bibliografia ragionata in lingua italiana sui temi in oggeRo. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 30 RiferimenA bibliografici • 
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Allulli G., Farinelli F., Petrolino, A. (2012). l’Autovalutazione di Is4tuto, Modelli e strumen4 opera4vi, Milano: Guerini E AssociaE. Allulli G. (2000). Le misure della qualità. Un modello di valutazione della scuola dell’autonomia. Roma: Edizioni Seam. Bezzi C. (2010). Il nuovo disegno della ricerca valuta4va. Milano: FrancoAngeli Castoldi M. (2002). Autoanalisi di is4tuto. Percorsi e strumen4 per la autovalutazione. Napoli: Tecnodid. Castoldi M. (2012). Valutare a Scuola. Dagli apprendimen4 alla valutazione di sistema. Firenze: Carrocci Castoldi M. (2012 b). Tutor per il miglioramento, Rivista dell’Istruzione, 4: 2012 Faggioli M., a cura di (2014). Migliorare la scuola. Autovalutazione, valutazione e miglioramento per lo sviluppo della qualità. Parma: Spaggiari. GiunE C. (2014). PraEche significaEve di applicazione di azioni di valutazione e miglioramento nelle scuole italiane. In: Faggioli M., a cura di, Migliorare la scuola. Autovalutazione, valutazione e miglioramento per lo sviluppo della qualità. Parma: Spaggiari. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 31 RiferimenA bibliografici (conAnua) • 
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Palumbo M. (2001). Il processo di valutazione. Decidere, programmare, valutare. Milano: FrancoAngeli Palumbo M. (2014). Valutare per migliorare: il contributo della valutazione alla scuola. In: Faggioli M., a cura di, Migliorare la scuola. Autovalutazione, valutazione e miglioramento per lo sviluppo della qualità. Parma: Spaggiari. • 
Pastore S. e Salamida D. (2013). Oltre il “Mito educa4vo”? Forma4ve assessment e pra4ca dida%ca. Milano: FrancoAngeli • 
Pastori G. (2014). Chi è il Tutor di Miglioramento? Finalità, funzioni, sEle e competenze. In: Faggioli M., a cura di (2014). Migliorare la scuola. Autovalutazione, valutazione e miglioramento per lo sviluppo della qualità. Parma: Spaggiari. • 
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Previtali D. (2012). C’erano una volta le funzioni strumentali. Rivista dell’Istruzione, 4:2012 Spallacci A (2013). Premessa. In: Vergani A. a cura di (2013), Prove di valutazione. Libro Bianco sulla valutazione in Italia. Milano: FrancoAngeli. • 
Spallacci A (2014). Autovalutazione della scuola e valutazione di sistema. Ruolo e competenze di chi valuta dall’interno, di prossima pubblicazione in Rassegna Italiana di valutazione, Milano: FrancoAngeli. • 
Vergani A. a cura di (2013). Prove di valutazione. Libro Bianco sulla valutazione in Italia. Milano: FrancoAngeli. Bari -­‐ 12.2.2015. Arnaldo Spallacci 32 
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