QUADERNI
DELLA
VOCE
.
^
RACCOLTI
DA
D
STUPARICH
GIANI
-^
l
SLATAPER
SCIPIO
PUBBLICAZIONE
QUADERNO
GIUSEPPE
PREZZOLIMI
DELLA
56,
SERIE
SOC.
AN.
ED.
QUARTA-FIRENZE
"
LA
VOCE
„
1922
PQ
PROPRIETÀ
DI
NUMERATE
QUESTO
LIBRO
SU
RISERVATA
SONO
STATE
CARTA
LIRE
A
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yflNTi
STAMPATE
CHE'si
MANO
CIASCUNA
2$
VENDONO
COPIE
A
Elodì
ho
moglie
pensato
mia,
lavoro
quésto
presente
sempre
siccome
vicina,
avendoti
tu
ritrovi
vi
tanta
del
parte
e
tuo
passato,
e
è
esso
amore.
cosi
perciò
mio
tuo
come
e
io
lo
dedico
te
a
con
VOCE,,
"LA
di
tradizioni
Trieste
tentativi
Primi
coltura
senza
Due
—
—
novelle
prime
Le
scolaro
Slataper
Scipio
generazioni
—
—
Il
alle
Caratteri
Dai
vociano
movimento
"
Delizie
"
»
—
—
Crisi
indigene
Impressioni
vociane
«
»
—
—
in
margine
».
Scipio
Egli
Slataper
di
e
ha
Italia
air
e
Non
Perchè
forza
sradicarsi
nativo;
in
nella
Forza
da
gli
istrumenti
cui
biente
l'am-
esauriva
si
la
ebbe
anzi
dolo
accettan-
vivere
farlo
e
che
domare
non
dovette
ribelle
la
mezzi
aveva
foggiarsi
stante
contra-
e
tradizione
ne
coltura.
Trieste
italiana
era
città
si
stesso
Questa
poco
vitali
lei
Venezia,
stata
italiana.
concedeva
Per
i
medesimi
motivi
materialmente
poco
venne
da
formando
prima
non
quel
s'era
fatta
negli
ressi
inte-
di
rivale
la
commercio,
a
contradizione
a
efficacemente,
più
del
cosmopolita,
città
una
combattere
per
per
a
ELd
razze.
sciuta
cre-
storia.
per
Trieste
fondo
nel
d'italiano
seppe
ammirevole,
più
materia,
di
della
e
valori.
questo,
coscienza,
corrente
tanto
sola
rinnegare
piena
significativa
nuovi
in
tore
reden-
ignorata
di
rattere
ca-
timentale,
sen-
triestino
coscienza
margine
senza
con
se
di
e
miscela
dal
e
vita
fratello
realtà
regione
fresca
una
torbida
una
di
vivere
fu
egli
da
di
ricca
il
è
di
ma
triestino
un
una
sua
una
nascita,
ma
Trieste
a
scoperto
fondo
è
1888.
nel
di
redento,
dato
ha
quel
in
soltanto
coscienza.
irredento
che
Trieste
a
triestino
è
non
nacque
fronte,
nel
po
tem-
signore
un
fu
contrasto
niero.
stra-
sentita,
di
ma
vita
8
che
andò
Fu
intimo
patria ed
staccati
essere
le necessità
per
di
Prima
base
anzi
nella
opposti
il fatto che
ora,
da
stabile
concorrenza
solo
cui
mazione
la for-
impedì
può
sorgere
d'Italia,la vita di Trieste
d'ingrandirsi a emporio commerciale,
dell'unificazione
lo sforzo
squilibrò tra
il preoccupante
tutto
con
da
parte
quiete di alcuni
dei
piccoli valori
interessi
e
la
astratti. Dopo,
si esaurì
fiaccante
scienze
co-
sendosi
es-
l'ingranaggio
tra
d'una
tensione
si
l'opposta
pratici,e
di valori
ricercatori
delle
assorbimento
quel contrasto,
acuito
degli
sbocciare
a
di coltura.
vita
una
di ogni
quella
più, sino
sempre
sto
Contra-
triestina.
individuale.
qualche coscienza
uniti d'aspirazioni con
la madre
in
sentirsi
questo
storia
recente
radicandosi
dramma
in
della
caratteristico
così
—
politica
quasi morbosa.
Per
farsi un'idea
dell'azione
bisogna considerare
le
qualche
st'ultima,
que-
sute
vis-
sono
come
nell'atmosfera
tempo
s'è
merso
imin
compressa
comprendere
speciale delle loro
respiravano, più facilmente
la loro psicologia e l'aspetto tutto
cui
e
in genere
dell'Austria-Ungheria. Chi
popolazioni
per
di
avvelenatrice
può
esse
colture.
Nell'intricarsi d'una
nazione
a
viveva
più
nazione
sotto
grave
l'incubo
quanto
basta; questa
era
doppia
volte
addirittura
nella
Venezia
disponeva
e
da
nazione
d'una
più
minaccia,
incuneata,
continua,
minaccia
oscura
come
e
imprecisa.
di fianco
era
battaglia da
centrale, si
governo
a
Giulia),e da lontano,
secondo
di
duplice fronte
il
cioè
tanto
E
(e il più delle
caso
da
degli slavi
Vienna
fini strategici,((superiori»,delle
porzioni nazionali,veniva
non
complicata, talvolta
che
gole
sinsino
da
ali esasperazione,
nella
concresciute
e
abitudini
varie
sentimentali
giornaliera
lotta
acuta
nate
senza
e
tregue.
Nascere
eredità
Camminare
voleva
solo, dove
sulla
da
malferma,
dire
d'un
che
del cielo
avrebbe
appressarsi
bastone
E
levato
lingua
comprimere
e
a
che
stregata,
di
carne,
figliuolie
e
alla
lasciato
ma
dove
continua
base
tuo
il
e
Tutto
per
un
la
senza
il
dovuto
e
a
tivi
sen-
dentro
dei
tuoi
Un'estenuante
esercito
difendere
avrebbero
Uomo,
tuo
padre.
e
tua
cieca,
pungolo
un
la
solo
barriera
il segnale
volta
di
di
tensione
il formarsi
impedisse
una
tuo
zione
soddisfa-
d'allarme
di
posto
vivere
per
versati
ri-
uomini
centrale
do;
costruen-
potevano.
non
Questa
che
periferia,
vuoto,
al
scopo
abbattevi.
il cambio
battaglia campale.
una
tagne,
mon-
giovane
uno
il bene
per
di
una
da
una
come
guardia
memoria
dare
poter
la
come
vigilia, senza
eterna
di
di
in
la
chi
parlare
a
verso
contro
conficcato
ormai
per
energia
entusiasmo
stare
delle
difendersi
per
pugnale,
un
tua
risorgeva
il dovere,
la
la
il tuo
sbattere
la serenità
alto
assiso
ti insegnavano
maneggia
tutta
piedi
i
un
ferire.
per
si
come
già
mo
cal-
suo
subitamente
luminose
cima
uno
t'assidevi
col
in
cercavi
schiene
puntato
posto,
un
Se
giungeva
Se
stessa
bambino
da
così
ti
sulle
momento.
per
c'era
una
con
confonderti
per
opporti.
sulla
trovavi
nascere
contemplazione.
in
spiega
si
Non
sponda
dovevi
cui
a
dire
momento
urtare.
ruscello,
fluire,dall'altra
grido
puntellare
riposare
sponda
voleva
paesi
questi
in
coltura,
e
per
il
la
militanti
disporsi
quale
è
era
naturale
organicamente
necessaria
una
IO
—
calma
certa
in cui
Nasca
le forme.
si
dell'Austria.
in
quanto
non
bensì
si concretino
e
esisteva
non
tradizione
una
di coesione
di
nei
sentimentale,
anche
questa
nebbiosa.
e
coltura, che
paesi
di lotta perdurava
e
ma
sentimenti, saltuaria
tradizione
vera
senso
le generazioni,
dei
natura
in questo
sentimento
un
gli strati
la tradizione.
Esisteva
attraverso
è
depongano
cioè
Ora, tradizione
—
è
come
Quindi
dizione
tra-
soprattutto
di giudizi.
La
libertà
con
giornale, il libro, la
d'intendimento
di coltura,
mezzi
La
il
parola,
Mettete
erano
al posto
propaganda
di
e
scuola
che,
efficaci
critica, sono
di
invece
mezzi
della
coltura.
usati
propaganda.
subdola
propaganda, intenzionale
ramente
povesuperficiale e, a rigor di termini, disgregatrice
al posto
la
della
organicamente
e
capire
per
coltura, libera franca
la
miseria
del
nazioni
Nessuna
critica,e
profondamente
delle storie intellettuali delle
vecchio
è riuscita
quell'atmosfera
altezze dei due valori universali,arte
nazione
che
dato
Ma
brani
mediocri
il fenomeno
di
dal
ne
czeca,
artisti
compatta
e
e
e
del
pure
nep-
guardano
cui
filosofia.La
sviluppata,
non
terreno
le
sa
stes-
ha
non
filosofi.
italiana, che
omogeneo,
fruttificare fuori
in
innalzare
i due
lo presentano
più caratteristico
complesso
a
più mediocri
e
nazioni, tedesca
loro
saputo
in
la più
rie
va-
danubiano.
impero
si salva. Nessuna
vertice
un
la chiave
trovato
avrete
ca
ric-
vivendo
hanno
cati
stac-
potuto
fertile delle
dizioni
tra-
materne.
Vediamo
la provincia
italiana.
Dtie nomi
qualche cosa
Rosmini, Tommaseo.
:
i Prati, i Besenghi, i Revere,
Segantini, Ma
soli che
gnifichi
si-
Sì anche
gli Zam-
parlerà
della
più
Questa
intellettualmente
dalla
di
pur
più
calma
perchè
non
che
presentino
rap-
della
povera
di
tempo
Venezia
stessa
Giulia,
cia;
provin-
sua
qualche
paesello
di
ingegno
un
col
pur
della
vitale
tanto
gono
val-
imperituri.
solitaria
in
tanto
ne
se
perchè
solo
ma
città
il flusso
accentrando
dove
geva
sor-
promessa,
se
d'affermazione.
non
Trieste,
ai
è
se
la
troviamo
E
di
Trieste
negativa
centri
di
e
rivista, degni
una
Caratteristico
Significativa
verso
la
Prospero
conte
fatiche
vandalico
argomento
ed
incapace
il
qualche
migliore
anno,
fu
i
per
l'accoglienza
nel
né
per
tuttavia
che
costanza
1835
preparavano
l'aiuto
della
Favilla
:
che
all'amico
«
Se
le
piccola
La
Favilla
pochi
mie
altro
liberamente
questa
più
».
rivista,
qualunque
in
di
coltura.
questa
potrei
dire
«
La
scriveva
od
di ogni
di
«
fondare
derise
la
per
eccitati
per
tempi
Se
».
Ober-
giornale,
un
de
compensate,
cospicuo
della
mancò
organi
il 3 1 agosto
esser
nere,
ge-
impotenza,
sua
Non
capodistriano
ad
modo
viva-morta
verso
il tentativo
Antonini
avessero
simile
trarre
il 1840
che
in
naturalmente
così
chiamati
lettera
diamo
an-
martirio.
d'esser
Madonizza
Antonio
la
e
roscafi
pi-
se
Guglielmo
di
intellettuali.
correnti
Ma
annali
bronzei
nei
suo
d'uomini,
mancò
come
il
e
suoi
commerciale
fede
sua
ai
caffè.
di
quella
:
la
impersona
volontà
sua
sola,
pagina
ricordi
che
dank;
sacchi
suoi
ai
intraprendenza
sua
una
storia, che
storia, lo deve
nella
passata
moli,
suoi
oltre
la
dimenticanza,
Trieste.
Vediamo
accurate;
magari;
significhino valori
o
venne
letterarie
storie
scopriranno
si
ancora,
di
fu
nelìe
Figurano
boni?
è
gente
aspirazione
))
durò
per
individui
il quarantotto,
cittadinanza;
la
e
non
quale
12
—
dopo
il *48, tolto il
contatto
anche
più.
immiserì
urgeva
sul
decennio
primo
del
profondamente
erano
C'era
sì
il solo
che
svago
coi
avesse
popolare
»
ebbe
dell'Italia vecchia
nuova;
ma
in fondo
in
una
((
biblioteca,non
Ma
in
La
far
a
far circolare
triestini
tutta
per
di
prolissa,
e
volumi,
ma
Nessuna
di questa
e
molto
di
sala
della
un
e
Una
dinata
disorlettura.
biblioteca, una
modello.
libreria del
ospitale,aperta
della
germanico
tutte
a
coltura
le
Schimpff,
correnti, fu
triestina.
Ci
si
nel centro,
posta
merita
bene-
veramente
andava
a
passare
delle
mezz'ore, sfogliando e rovistando, sempre
accetti
anche
s'usciva
quando
senza
comperar
si potevano
libri in casa,
guardarseli con
avere
rimandarli
conti
vacchiav
Vi-
di stantio.
filiazione arcadica.
di
miserabili.
e
pigliarono
ristretta
»
ferenzieri,
con-
so;
chiu-
l'aria nel
zaffate
erano
di
dell'Italia
niente
e
versità
uni-
«
triestini
ai
parolaia
il
pure
artistiche. Una
conoscere
mercianti
com-
alla pari
stare
e
parte
poverissima
compenso
libreria
i
società
locali
di
e
di
resto
grassi
i
di fatto un'impresa
Minerva
infingarda
tantino
intenzioni
servì
gran
spirituale
questi condivideva
con
purtroppo
mentre
pura,
non
cose
ricco teatro, del
attirato
sempre
di nome,
il torto
troppo
che
le
la vita
con
triestini,poteva
delle
livello bassissimo
aria
contatto
d'Italia,ma
maggiori
cittadina,in
vita
mutate.
i banchieri
e
liane,
ita-
Scipio Slataper
ventesimo,
di superfìcie.Un
tutto
di
nella
secolo
più largo
un
d'Italia,
ma
ambiziosa
fattore attivo
entrare
per
le altre Provincie
con
la giovinezza
Quando
—
anche;
correnti
a
per
le
povere
piccolissime
rate
nulla;
cura
c'erano
saccocce
mensili,
bene
per
cui
e
i
più
13
—
d'uno
studente
primo
nucleo
questa
liberalità
d'idee
del
difficoltà
fece
stampa,
conoscere
edizioni
fecero
capolino
Antologia
Critica.
E
Voce,
anzi
larga
vidino
ebbe
La
Voce
disgustata
la
quelle
angolo
un
Oltre
sì
Lettere
«
sempre
stampando
da
morte
Domenico
che
si
né
società
e
de
La
giorno
La
sciorinarvisi
mente.
natural-
numeri,
ordine
tutta
dell'alta
perchè
litica
po-
fosse
non
certi
rati
innamo-
vollero, in
Libreria.
una
1829
non
di coltura.
rivista
VArcheografo
Rossetti,ma
esso
nuova
severa
bel
Sul
clienti. (Quello Slataper
aveva
su
ne
Si veniva
dato
triestino, fon-
l'inerzia delle
con
vogiiono far durare;
della città
comprese
dal
sin
un
predette, Trieste
alle istituziom
tanto
Quattrini
disposizione quando
della
nascosto
in
d'Ancona.
Però
triestine ))!).
a
giornale letterario
un
dei
maggioranza
sue
la ebbero
qualche
per
semplicem.ente
più
o
pochi
zioso
spa-
Formiggini,
tanto
copertina
capitò
Dopo
sparì,
banco
sul
di
l'improntitudine di
com'era.
triestina
con
// Marzocco
a
lunga
e
la
brario
li-
mondo
Lettura, Il Secolo, La
staccava
eccetera,
le
della
meglio
nuovo
di Napoli, Puccini
delle riviste,fra La
tavolino
il
più
e
anche
editori, come
sconosciutissimi
di Firenze, Ricciardi
vari
più
e
fra queste
e
permettevano
le variate
Carahba,
Laterza
le aristocratiche
prima
s'allinearono
presto
padrone
superare
Trieste
a
italiano. Ben
te sobrie
saputo
molto
e
libri
dei
a
larghezza
una
scelti, che
ben
aveva
confine
del
E, importante,
librario, del
campo
il
accorgersene
pratica s'aggiungevano
libreria
Questa
senza
biblioteca.
l'esposizione ordinata
e
nuovi.
quasi
sua
degli impiegati
e
l'arrivo
d'una
conoscenza
e
stesso
farsi
potè
—
duecentomila
cose
tanti
abi-
cinquantacinque abbonati,
librerie. Una
simile rispondenza non
contava
14
—
da
tuttavia
era
ascriversi
—
completamente
dei
colpa
a
lettori.
11
della
invece
torto
iniziative
nuove
da
sorte
più larghi
intendimenti
fu di
ditta
rispondere
non
fra di loro, con
lontani
campi
più organici del
e
due
a
solito.
?**
Si coiriinciava
Tutto
spirituali.
consolazioni
finito
aveva
che
a
lo
con
nazionale,
tutto
più
e
commercio
dovevano
triestini
incontro
mente
più chiara-
formulare
di pari
va
dalle
il collegamento
isterilire;
questo
correnti
grandi
la tradizione
con
al
restare
so
pas-
che
il ragionamento
del
margine
si ripeteva
spesso.
Anche
nei
ed
le mani
ciò
socialisti di fede
istituzione
questo
che
della
e
pur
movendosi
generale
prima
dal dogma
svincolato
di porre
fatti si tentò
tristi. E
sì
per
i
andati
piva
ca-
più gretto; la stessa
avvalorare
sofferto; per
civiltà. Staccati
storia, impedito
Si
e
a
il grande
la maggiore
della
cominciò
si
che
la verità
con
avrebbe
politica
la
e
senza
gli animi.
sarebbe
si
più fosco
ne
previsione,
questa
così
sempre
commerciale
città
umiliare
e
vita
una
l'interesse
per
stancare
continuando
avvenire
un
sentire il disagio di
a
chi
da
della
anche
s'era in
e
modo
aveva
più libere. Alcuni
mente
italiani,pensarono
serenamente
partendo
dal
campo
particolarmente, fosse
coltura.
zioni
condi-
a
qualche
militante
nazionalità
la
riparo
un
Sorse
così
una
socialista
di
// Circolo
e
in
elevazione
di
studi
sociali.
Un'accolta
di amici
nel
1889, quando
si fondò;
dopo
15
—
1 1903
un'istituzione
DÌblioteca
Dpere
li
((
scelta, con
scientifiche,due
belle
cicli di
;corsetto,
lo più
per
ecipare anche
di studi
iel Circolo
Salvemini
che
li far
Labriola
Arturo
del
dieci
merito
per
fra altri Gaetano
parlò undici
fran-
sulle origini
sere
della
di studi
seria, il Circolo
opera
par-
sulla rivoluzione
capitalistico.Forte
sistema
di-
un
i triestini
così
occasione,
lezioni
che
tenere
(vi potevano
sociali, di sentire
tenne
lodevoli,
a
coltura
soci) ebbero
non
organizzava
e
veramente
»
venivano
della
amanti
i
alle riviste,
non
alle
destinate
armoniose
organici di lezioni. E
corsi
ma
sale
e
una
speciale riguardo
intellettuali
serate
ipassionatamente
e
esteri
Possedeva
promesse.
riccamente
conferenzieri
:ese,
di
piena
giornali locali ed
lei
—
coscienza
sua
sociali
nel
prese
.
1907 l'iniziativa di
Ma
successo.
durò
:olturale
solo,
dominata
diffidente
dalla
Dasso
:ol
d'ogni novità,
della
3gni iniziativa
al
non
7 Circolo
loro
loro
utile
di studi
ondatori
ed
L'altra
o
particolare
morì;
ghesia
bor-
d'un
socialisti divenuti
diffidenti
vantaggio
a
rale
gene-
Così
immediato.
e
continuò
dei
cure
a
di
vivac-
pochi solitari
utilità.
senza
architetto,
tre
uomini
servisse
cioè
dalle
su
un
etterario; che
colata
osta-
conserva-
altrettanto
iniziativa fu // Palvese.
5Ì univano
litri due
amici,
fu
di recedere
stesst
svolgersi
sociali
:hiare,disertato,tenuto
ferocemente
pauroso
potenza
potesse
E
ostacolata.
dagli
ma
che
argando
al-
d'elevazione
organo
direttorio
un
vero
un
facile prevedere, dalla
era
come
da
un
città, fu
tattica;
sua
crescere
e
la
tutta
per
non
ore,
divenfando
stava
e
ebbe
l'istituzione andava
come
poco;
che
popolare
teatro
un
un
Verso
avvocato,
d'ingegno,
di raccolta
per
la fine del
un
creare
alle forze
1906
professore
un
e
giornale
intellettuali
16
—
migliori della
irradiatore
s'era
regione
dal
poca
e
di quello che
fosse
del
((
codesta
cosa
Il Palvese
continuava
ed
entro
—
ciecamente
di
sicura
anche
fu
la dimostrazione
di rappresentare
più
sempre
pensiero
Nei
Lo
e
numeri
conosciamo
in
«
Gianelli
vita
»!
poeta
e
poesiucola
una
umile
questo
disgraziatamente
a
Col
».
sfogliando,
va
senti
rappre-
il pensiero
—
cui
in
!
chiunque
se
a
di
e
che
si fa
trovarvi
quel
cuore
per
l'arte
e
quell'arte.
primi
compilò
intorno
i confini
lo si
stretto,
Palvese
del
all'Austria
degli italiani soggetti
piere
com-
si potesse.
annata
oltre
i
curare
a
fare la politica sentimentale
a
capace
raccoglie
un
1907. Ebbe
produrre Tintelligenza triestina,pur in un'epoca
indizi dello svegliarsi delle coscienze.
c'erano
Misera
che
Favilla. Visse
La
II Palvese
però
canto
di quello
meno
città
migliore che
la funzione
D'altro
la
di focolare
tempo
al dicembre
giorno,
per
ne
prima
commerciali
giorno
stesso
più
1907
solitamente
interessi
del
del
gennaio
presa;
suoi
Ne
settant'anni
proposto
anno,
nello
e
di coltura.
—
Nella
Ma
delle
sua
conosciamo
Doria
che
abbiamo
speranza
che
lunghe poesie;
cali
lo-
condizioni
dalle
Elda
le poetesse
meglio
Cambon
Pitteri.
lavoratore
anche
e
lui, sollevato
per
E
buon
e
brevi
di Riccardo
vi
dantemente.
figurano abbon-
negli /ignoti
nei
e
giovani.
Che
Al
importa
ventaglio! Vi
qualche
rivistina
impigliamo
ne
se
mossi
appena
certamente
saranno
d'Arcadia.
Uerha
:
Ahimè,
intoppiamo
cascati
che
per
in
versi
caso
seguitando
da
ci
18
—
tica del
Palvese,
del
smi
onorati?
O
che
potesse
poetico
Lesca
del
versi
Pellizzari, ospitati
l'aria d'esserne
a
lumacosi
i
—
larghezza
tanta
con
che
gl'ibridi-
e
fosse codesto
offrire la
con
e
il solo
madre
trimento
nu-
nazione
Trieste?
Certo
è
risultano
La
molto
né
lanterna
in
che
ancora
con
Zuccoli,
degne di nota
Bisogna
ne
saper
austriaca
Scipioni;
in
dei
che
uno
vi
gli occhi
e
È
u
Or
che
e
la
notte
fatto ha
ultima
tini,
Segan-
in
dopo
con
profonda;
la ronda
l'ultimo
giro
».
vi
Fasini; perchè
la
si incontra
vi
la legge
pseudonimo
tutta
comincia
:
di
in fondo,
quella
meraviglia
passioni l'urto
respiro
che
perchè
proprio
ma
tare
but-
rivistine
cosa,
lo
con
fondo
tante
nel
ne
Slataper Scipio, che
poesia, che
di
s'addormì,
de
trascurare
dei giovani
del dicembre,
breve
una
può
Ferdinando
disgustato, potete
su
ciano
di Luitaliane
opere
di Bianca
qualche
firmarsi
a
perchè
numeri
ha
si
e
scolaro
costringeva
Fublio
le
che
tata
but-
venga
leggera
gli altri giornalettie
squallide fisonomie
dello
fra
romanzo
non
Trieste.
a
fatto
Fanzini
della
non
felici.
Silvio Benco
rubesta
cera
quello che
con
pubblicavano
le
da
essere
mucchio
collaboravano
fra
Compagnia
il Palvese
Contuttociò
si
di Alfredo
La
estetico
precisi dal
ne
rilevato il
sia
il criterio
e
esercitati
di Diogene
mazzo
nel
il gusto
roba
fermare
19
—
La
? Certamente
riconoscete
che
qualche virgola
Ci
bohémien,
ci
quella
giovani,
Ciotti, Rinaldi
La
generazione
qualche
modo
loro,
opera
dai
che
vuoti
La
l'opera
»
di
riempire,
ha
di
Silvio
ne
deve
Benco.
Ma
altro ha
fatto il Benco,
d'un
occasionale
di vivificazione
di ingegno
uomo
NeW
poi,
per
e
di gusto
Indipendente
venticinque
che
in
prima,
anni,
chiacchierando, commentando,
la
prima.
può
compiuta
Beozia
nel
sono
letteratura
come
si
ma
gliere
racco-
che, spezzato
l'opera più
stata
una
dalle
desideri
non
ma
sia
inghiottita
romanzi,
inutile
rappresenta
che
La
spezzettata
due
e
romanzo,
com'è,
parte
questi
povera
in
approfittare.
Con
rimasta
che
coloro
// castello dei
sarebbe
nell'unità
parte
Pasini
il terreno.
in
scrivere
potuto
fredda
in
cui
comprenderebbe
preparare
a
triestina
ben
Slataper
si conclude.
tutti
sintetizzarsi,è
deve
fiamma
ne,
perso-
Ferdinando
e
resto
destinati
può
Benco
Silvio
((
del
occasionali
circostanze
Saba
a
e
si
non
Silvio Benco
sono
non
inizio
più giovane
sacrificati,
come
i
sono
né
giuliana ha
l'antecedente.
senza
troppo
Sette
Pasrini
e
naldi
Ri-
Rinaldo
numero.
e
Stuparich, l'effettività spirituale della
e
irredenta
letteratura
il
Benco
Da
generazioni.
solitario
troppo
Stuparich, allora
completato
dì
Montereale.
da
di Carlo
pensosa
con
nell'anno
figura esile di
la
mancano
sarebbe
e
due
Umberto
tro
al-
è
non
Palvese,
l'autore
Virgilio Ciotti, allora
manca
e
che
Solo
meno.
fìrmavasi
1907
grazia
in
che
:
del
di fuori Porta
Osteria
questa
sfuggito Uin-
è
non
militari
fra i Versi
dell' osteria
termezzo
1911,
di
letto Poesie
ha
chi
a
nel
Saba, pubblicate
Umberto
—
ravigliosa
me-
da
un
letteraria.
Piccolo
settimana
tuario
sal-
per
conversando
della
Sera
settimana,
su
arg"v
20
d'occasione
menti
anche
dalla
futili,passando
più
i
Russia
al Giappone, da una
all'America, dall'Inghilterra
da
donna
esposizione a una
ghigliottinata
una
cometa,
celebre
alla frase
un
d'un
al Parsifal di Riccardo
cane
libro, Silvio Benco
un
a
chi
a
qualche
buttata
ià
sprazzo
di sapienza.
In
della
che
specialmente
dimenticare
del
piano
anteriore
e
che
triestini
avendo
non
di gusto
scuola
vivificatrice
Ferdinando
Pasini
Benco;
nato
lo
che
fra
il
i
suoi
meglio
tempi che
un
si
e
peccato
ch€
ch'egli
ha
corrono
!
fatto.
una
per
letterario.
sini.
Pa-
di nascita
in
giovanissimo
Capo
a
come
del
volume.
raccolgono
come
nella
d'Istria,
Trieste.
a
ci abbia
non
i
scernim
di-
del
senso
il Benco
fu
della
ghesia
bor-
gusto
colta, così il Pasini fu
Si
pria
pro-
quadro. Qui
insegnante
articoli, raccogliendoli
le
con
passati
sono
però
venne
il Benco
pure
il melenso
tutto
triestino
raddrizzatore
pretende
di
pizzichi di
del
fine di elevazione,
stesso
consigliere
fi) È
è
dapprima
oasi
l'opera di Ferdinando
scolaro il Rinaldi, poi
ebbe
Con
fu
non
Trento
a
Giulia. Fu
Venezia
buon
di criterio
meno
Non
dove
e
sono
coli
arti-
quel
di giornalista (e
affatto il
ottuso
leggervi,
seppero
ci
con
fanno
cornice
delle
dovere
condite
tempo,
qualche
da
italiana,scritte
un
ma
triestino),
col
sono
intelhgenza che
della
il
è
rituale
spi-
migliaio di
(I).E
prosa
vale
carne-
di giornalista.
stanca
ci
un
opera
questo
settimana,
letteratura
al pubblico
consenso
sua
a
mondo
un
illuminata
a
in
da
aperto
pesante,
mezzo
poemetti
annuali
riviste
ha
sempre
di
volta
a
dei veri
poesia,
ma
spesso,
scritti
volta
monumento
un
Wagner,
leggere nella
sapeva
Opera
vera
letterato, da
salvato
Sarebbero
invece
tante
una
instanca-
quarantina
certamente
porcherie ai
21
—
giovani. Intuiva
dei
bile educatore
-
psicologico che
diretta
li
seguiva
fattosi
in
i
e
fossero
ne
A
lasciava
si
non
la
irredenta
di
Il lavoro
V Università
italiana
decennale
costanza
una
a
e
italiani
dell' Auotria,
se
a
font:
di
la
di
Non
^ni
è
che
quindi
scuola
in
fra la vita
lotte, è volto
e
che
stesso
se
forze
»,
di
miseria
un'azione
ad
gli
correvano
deve
fermare
af-
donato
abbanle
trovar
mente
perdersi definitiva-
spirituale d'allora,
organica
di
coltura,
superiore.
bisogna dimenticare
servita
tro
dall'al-
Pasini, sul-
ritaglio di nazione
nella
di
lore
va-
raccoglie il frutto di
pericolo
questo
continuavano
necessità
una
e
del
importante
e
il
le proprie
tutte
se
e
stesso
u
spingere
per
il
modo.
di studi
dimostrare
letteratura
canto
un
no,
buo-
quel
la
da
e
Trieste, che
a
cero
fe-
il Pasini
luce
in
volte, che
terra
ogni
più completo
che
renze,
articoli,confe-
con
fermare
per
della propria
in
sero
esaminas-
educativa,
mettere
alle
prodotto,
aumentarlo
ad
siderare
con-
guida.
quest'opera
esagerandolo
colturale
con
li portava
la
perchè
sfuggire occasione,
aveva
loro
far
importanza;
buona
sua
commemorazioni,
magari
distoglieva;
di questi giovani
furono
di
integramento
e,
migliorarla. Il Rinaldi, lo Sla-
a
sotto
li affezionava,
sapeva
vivevano
cui
spinti
prim.i passi
i
in
Stuparich
Carlo
taper,
li
ne
di maggiore
problemi
alla realtà
di fronte
o
di penetrazione
senso
tare
eserci-
era
alle loro inclinaziom
li assecondava
amico,
Se
giovani.
s'interessava
tutto,
finissimo
un
sui
rale
coltu-
il livello
più sicura
via
nimento
discer-
acuto
suo
innalzare
per
degl'italianiiiredenti,la
un'influenza
col
a
formare
infine
anche
spirituale giuliana
un
e
che
l'opera del
efficace
quella
Pa-
collegamento
trentina.
Compa-
22
—
—
ed
gno
di Cesare
amico
organicità,
e
delle
in
causa
coltura
nella
accinse
dissimile
non
dell'ambiente
parte
Battisti. Con
al
quella
a
pensata
in continui
di Trento
Popolo
suo
e
il Trentino
per
Battisti si tenne
Cesare
collaborando
Giulia
diverso
dagli stessi
un'opera di
animato
Venezia
da
potenzialità
minore
più difficili circostanze, ma
ideali, si
dal
per
Battisti,con
porti,
rap-
alla Vita
e
trentina.
E
alla Vita
Trentino,
il Pasini
prima
come
Lo
Pure
di
che
seguire
il
anche
scrittore Publio
il giovane
completamente
che
via
discute
gli altri
sia
per
Scipio Sla-
nel Palvese.
introdotto
aveva
e
intellettuale del
tono
collaborare
tisti
Bat-
inquadrati
per
sia
seguono
biente.
dall'amsprezzo
per
dovere
sarebbe
che
abitudine
lo
Sci-
modo
sco-
inutìile cambiare.
Tutti
sono
lo
la quale Cesare
con
già si distingue lo scolaro
la
si
non
e
fece
ancora
sono
elevare
di liceo
scolaro
pioni
di
tentato
aveva
taper,
trentina, ilivista
gli scolari,giunti alla seconda
ormai
avviati,
comunale,
da
si dice.
come
cui
Codesta
terza
liceo,
sica
clas-
scuola
migliori cittadini
usciti i
sono
o
za
sen-
piegati
dubbio, gli avvocati, i professori, i medici, gli imin alto l'italianità »
superiori che (( hanno tenuto
di Trieste, s'incarica di stampare
in tutti i suoi scolari
di tradizione
un'eguale mentalità : quella di dominio
e
liberale-nazionale; quella per cui soltanto, si crede, può
mantenuta
esser
Ora
alta l'Italia
Scipio Slataper
mentalità.
L'ha
subita
è
a
già
nelle
Trieste.
in
contrasto
prime
con
classi, come
questa
mito.
23
—
in
anche
quanto
che
martiri
lui godeva
dalle
risorgono
del
comincia
gli fece
ragione
egli le
ed
Era
segnato
che
»
sentire i vuoti
Lavoratore,
ch'era
e
potente
insegnare
Non
liberale;
socialiste,gli aveva
fatto
nuovo,
articolo
aveva
messo
spinto
a
((
Sulla tirannia
fare
quando
Ferruccio
Popolo
(1).
(i) È
caratteristico
nel
tirannia
i
delle
martirio
un
ai
1907
delle
»
altre
giovani,
del
maestra
del
della
il
Calderon,
che
avvenire
nostro
comparve
recensioni
alle
studi
di
Circolo
anche
austriache
che
S.
firmato
teatrali
anche
!»
in
Publio
la
Nel
vita,
S.,
la
solo
non
Lavoratore
critico
su
Scipioni,
quell'epoca, senza
del
Deve
e
aver
firmare.
non
gior
magscuola
tembre
set-
30
Alcade
El
alla
scuola
la
del
«
blicato
pub-
ribella
si
rendono
«
e
teatrale,
il Teatro
per
lo
»,
sociali
il critico
recitava
articolo
suo
rie
teo-
scolastiche
norme
l'ipocrisia,l'astio, l'astuzia
rettitudine
»
e
umana
grida : « date
fate
torniava,
at-
spirito
avvicinato
aveva
lo
uno
articolo, firmato
primo
gennaio 1905 ; lo scolaro
26
ciava
comin-
germogliano
buoni
libertà
Zalamea
cui
in
che
ziniano
maz-
che
anzi
uomo,
fu
non
come
quel
scolastiche
norme
sentimenti
sia
del
numero
luto
vo-
avessero
dell'ambiente
delle
qualche sera
Garavaglia
per
gli
paccione
sca-
pubblicare nel Lavoratore
col
contatto
a
che
ma
setti-
«
)).
un
quale lo
e
talità,
men-
qualche
quell'epoca egli
il
solitario
un
in
incrontrato
aveva
sua
leggere il
e
anche
Scipio Slataper,
ma
della
socialiste
dare
a
l'insufficienza
sentire
a
pronto
il patriottismo
«
quella
scolarone
quei compagni
a
fu socialista
ne
il biondo
dito
professare idee
osava
il
in contrasto.
si pose
a
testa,
la
ragione,
il falso di
e
in
niero,
stra-
poi, quando
ma
dalla
disgregato
esser
a
velata;
lo
fanfara
e
dei
e
scacciar
per
al vento
dell'Italia rossobiancoverde
mito
Garibaldi
rosso
tombe
bersaglieri piume
dei
—
de
scritte
24
—
Vivante
Angelo
Slataper
aiuto
suo
la
d'imparare
della
borghesia
anche
del
mazzinismo,
reprobi, dei senza
dei
che
della
via
scolaro
i
tra
in
lo sforzo
e
neggianti
e
imitate
dai
dei
suoi
Carducci,
Nietzsche
ma
ciò
che
pure
nep-
formità
le de-
addirittura
che
sì, ed
importa
da
fondo
cui
è
sedici-diciott'anni,
lo distingue è
che
questo,
dall'interno, dal nocciolo
sue
grandi poeti
amalgamate,
non
dei
e
Ibsen
puerile l'espressione delle
e
Letture
nel
il
sono
Verga, Dostoievski,
s'accordano
e
stomaco
avviene
carduccia-
mettere
non
d'appendice)
insieme
torbida
lo
digeriti con
o
giovane
giovani colleghi. D'Annunzio
cozzano
ancora
il
facilerie
detriti (per
romanzi
ma
artistiche.
visioni
la
sul-
la preparazione
per
Non
i rosoli deamicisiani
conto
proviene
tena
ca-
triestina
anche
colleghi
artistico.
dannunziani
ne
patrimonio
anche
tersi
met-
dall'inesorabile
compagni,
scrittore si distingue già dai
interiore
di
coltura.
lo
Come
il mondo
»,
passi della gioventù
i
ingroppava
stra
sini-
a
propri occhi. Così
coi
scolaro, s'era già spastoiato
ancora
più
confrontando,
e,
casione
oc-
fra i giovani
l'altra metà
«
di guardar
e
Slataper ebbe
andavano
non
patria,
propri piedi
sui
che
triestina
col
incoraggiò
rarissimo
conoscere,
a
la
e
Lo
amicizia.
sua
pio
giovinezza di Sci-
pronta
sicura
promessa
con
e
nella
intuì
una
-
e
non
vero;
milazione
l'assi-
dalla
buccia.
E
lo distingue
radicata
sbocciare
pollice
suo
essere
giorno
un
:
mio
nel
così
un'ambizione
ancora
((
è
Io
in
sicuro
:
un
superficiale;
gonfio di succhi, che
questo
nato
sono
non
a
colpo
grido d'orgoglio
dar
non
forma
può
messianico
auto-
all'argilla.Il
cancella
un
altro»
26
—
terci
iri;una
artistica di colui
via
Ma
che
è
nelle
la
e
che
l'autore
sarà
la
priva di colorito, sul-
dobbiamo
artistica
via
novelle
melensa
così
prosa
—
del Mio
Carso.
cercarla
altrove,
piuttosto.
***
Una
delle
s'intitola
novelle, scritta nel luglio del 1906,
prime
del
Quei
di Portole;
((
dò
Siamo
».
quei del dò
«
Istria nella
in
»
gna
campa-
gli abitanti di Gri-
sono
signana.
Maruza
fidanzata
è
Una
gli
distesa
ripresenta in visione
dì
frumento
suo
po' d'acqua. Egli aveva
di gloria. Disse
barbagli come
colto
un
offerto
un
sole
di
tagliuzzando una
degnaressivo
pudore contadinesco
s'erano
amati
Una
Zamaria
«
Chi
ingioti
'ssai
Se
lo
Era
detta
E
Nella
stanco
strada.
dolce
atto'
E
rispose.
cosi
chiese
stanca
;
Maruza
Grisignana.
di
perchè
subito
Litigarono
passava.
po'
un
sete
aveva
e
limone.
Chi
solo, crepa
magna
solo.
voleva
che
rispose egli
—
dei
Le
grande
poi spudar
no
amaro,
se
volè
me
non
'1
volè, deme
Nardo.
di
il rifiuto
di
spettito.
indi-
mostrarsi
garofolo
dar
dolze.
un
gavè
che
rosso
E
nianca
quel limon
spigo.
sul
gaio
sen.
adesso,
notte
cavalli
colline
chiarità
el
Ma
prima.
fior
meditava
donnescamente
il frutto
Mangiò
la
ven^
assa}X)"j
lentamente,
diss'eglibrevemente.
—
lunare
e
ella
l'acerbità.
voluttuosamente
—
di
un
ga
amaro
dono
per
rando
ratore,
lavo-
Avanti.
Ben.
—
che
lui
e
limon?
ga,
mietitura
dalla
sbucciando
quel
chi
esser
—
contenta
se
ella, nel
mii,
i
lei.
per
il buon
s'accani.
Ella
—
—
Zamaria
Portole
stava
Ma
:
Se
fiore
Ella
:
Ed
persona?
lavoro.
Nardo
il falcetto
con
mia
la
tornava
di
carro
Bon
—
—
la
ella
di
era
de
Maruza.
a
».
sera
sul
posto
ella
de
pagliuzza
Ve
—
e
namoramento
dell'in-
scena
al
Il
aveva
la
Nardo
vasta
aveva
Ecco
si
come
«
Nardo.
a
c'era
non
il rullo
delle
verdeggianti
diffusa.
altro
ruote
di
rumore
rimbalzanti
vigne
avevano
scalpitar^
che
lo
sulla
breccia
strani
luccichii
delU
pe
27
—
dormicchiava
carrettiere
L'altro
—
redini
le
con
nella
allentate
floscia.
mano
Il donatore
Coreghe
—
quel che
la
messa
Non
—
lo
la
Ora
mano
Lasciò
brutalità
slanciato
al
occhi
mano
cavalli
il
il fiore.
al
avvezza
de
nanza
vici-
La
lavoro
garofano
tentava
avere
umidi
pestre.
cam-
violenza.
a
tanare
allon-
di
lo
lussuria
un'aspra
per
subito
quel
vase.
in-
ardente.
la brama
con
petto.
disvincolandosi,
suosamente
fles-
carro.
disordinato
ancora
e
cadente.
».
di Zamaria
e
campanilistica
rissa
del
ella
Ma
stese
:
vedaremo
amorosa
Zamaria
rosso
affondarsi
afferrò.
la
balzò
dal
serpe,
il loro
trotto
minaccia
la
sanguinosa
il
brutalmente
egli
della
vergine
il molle
fiore ;
una
! Se
lite
lei per
luccicavano
senti
;
Femina
La
donna
ed
contatto
.continuarono
Egli urlò
—
di
paura.
il fiore. A
come
I
difendere
per
una
come
su
gli
lasciò
Ebbro,
:
conta
n'ebbe
e
libero
la
petto
difendeva
si
;
gli
capi
Ella
risata
che
Spetè, smorfiosa.
ella
come
la
temeva.
cussi?
Egli s'era
E
fresca
storia
una
ardire.
forte
eli 'era
resto
Ah
garofolo.
sul
mano
dava
le
bivio
del
Del
in
Savè
l'orbo?
bramava
S'era
mio
al
drio
ruppe
Maruza
aspettava.
Nardo
finisce in
Portole
tra
una
Grisi-
e
gnana.
In
novella, senz'equilibrio e
prima
questa
nell'insieme, c'è già,
riportate, qualche
scelta
e
natura
soggetto
le bestie
se
sue
Poi
locale
soggetto
Pruhuu...
le
buon
un
due
scene
Anche
di robusto.
perchè locale,
appunto
vicino, dimostra
e
sano
dalle
la
mo
comunissi-
criterio d'inizio
«
dalla
)).
Di
a
del
di
cosa
si vede
come
ciata
impac-
di
»
e
che
che
è
in
velleità
un
scrisse
ne
che
vezzo
bocca
cittadine
del
e
si
parvenu
un'altra
ancora
piglia nel condurre
provinciale,
letterate, tradisce
che
an-
sempre
origini d'asinaro.
si
staccò, perdendo
di
spontaneità
e
vivezza.
:
28
di novelle
psicologiche. Ci
molte
e
fortune
dei
le complicazioni
seguire
per
furono
immersioni
di
prive
non
in
in
rie
se-
una
mezzo
namorame
in-
un
D'Annunzio
due
:
malefiche, che
conseguenze
immancabilmente
in
sentimenti
cano
toc-
giovani sani.
ai
piccolo, La pietra
L'aspirazione, Esseri, Il sogno
che è quasi
Dimostrano
degli sviamenti.
nascosta, sono
di
buon
necessùà
scrittore
dell'epoca moderna
un
per
nella selva degli incantamenti
smarrirsi
psicologici. Se
ci casca
ci casca
dopo, che
prima di farsi scrittore,
non
Lui e Lei e tutto quell'arruffìo
è molto
peggio. Insomma
di
donna
quando
vogliono bene
si
«
amano
Ben
di
abbozzi
soltanto
// sopravvivolo,
Nell'autore
idealità
s'era
ribellato
In
arte
È
interne.
confuso
del
dò.
è
alla
un
Non
e
è più
alla
la
al priper
le
in
lui
pretensi onose
quell'una
forza
stessa
che
donna
ed
bruta
è
vivo
cui
con
sensuale.
maggior
un
a
senso
l'apertura di due
sorge
e
imaginativa;
sua
evoluto
grigio movimento
L'azione
vane
Fra
:
II freno.
e
passione
nuova
finì
cui
sociali
bozzetti
parte
mollezza
un
di
di delusione
le forme
per
ritorno
acquistato
ai
La
faceva
cui
di rispetto
senso
Attraverso
concreto.
di riempirlo. Si è deposta
corrisposto
aveva
dal
vuoto
un
contro
borghesia, di
novelle, prive
queste
(frammento)
le trine
tenta
sì
«
di stile.
arriva
amoroso.
acredine
semplicemente
non
a
e
uomo
comico-tragiche,
successo
socialiste
certa
non
un
è
esaltamento
della
tono
novelle
poverissimi. Dietro
una
il
e
si riprese
però
presto
alcuni
m-o
»
danno
»,
insieme
intrecciano
di tratti caratteristici
inoltre
I
che
fili sentimentali
delle
dal
gio,
sag-
proporzioni
vivaci
scene
d'insieme,
più viva
più
tirocinio
in
come
dialogo
e
dal
in
un
Quei
par-
29
—
ticolare,come
Dietro
in
la
ricamate
netti
assiste
chiamati
soldati
alle
le altre
tutte
di
Un
novelle,
in
disoccupato
i
e
prima
dall'alto
gli guasta
il freno
automatico;
sfracellando
precipita
gli dà
trascina
da
se
con
mangiare
di
voltosi
ri-
coi
questi
più sobriamente
dell'arte
pregi
di
nile
giova-
d'innamorati,
coppia
cucciolo
montare
in
città
da
e
una
tran-
di gitanti,
zeppo
tima
all'ul-
il tranvai
e
la
morte
donna
presentatarap-
spicca
signora
con
bamboccio
un
con
che
è
fra cui
un'elegante
per
società
tranvai
questo
su
da
povera
sul
tutti. L'operaio
nella
che
e
di
un'allegra brigata forestiera
collo.
Si perdona
da
segnati
troppo
((
bamboccio
Il
Anche
—
Uno
questo
si
noia.
della
in
tappò
ci
la
perdono,
donna
rincantucciata
con
liberò
quanto
per
incominciò
furia
gli orecchi,
negli
occhi
la florida
a
per
roscuri
chia-
con
armi.
belare.
dimostrare
dolorante
una
mammella
avido.
:
il bimbo
atti
in
preghiera
vi
di
si attaccò,
??--
Ma
il viso
me
l'insie-
voleva.
gran
Umilmente,
Tutto
alle prime
artista
di
soggetto
I particolariperò
concepito.
pennellate decise,
spiccati, da
codesto
zoliani.
romanzi
alquanto puerilmente
è
sono
all'inespertafantasia
nichilista,da
sabotaggio
la
i difetti
scendere
da
un
gli operai
lotta
e
per
sta
vendicarsi,
una
che
alla
e
raccoglie meglio
operaio
china
non
possidente Salvi-
ricco
Scipio Slataper.
che
vai
messi
mente
fine-
reprimerli.
a
// Freno
Ma
del
all'incendio
spaventata
le tendine
Dietro
le trine.
famiglia
appiccano
—
le
:
Nello
di
signorine protestarono
dai compagni
che
anche
stile piace
maniera;
pudibonde,
guardarono
la preoccupazione
piuttosto
ossa
sotto
in
silenzio, rivolgendo
per
un
istante, avidi
d'evitare
la
».
le legature
pelle che
rim-
30
polpature; banalità
critelle
Gli
altri
offesa
renderla
a
Per
lo
zufolio
le
offese.
rivestite
d*ipo-
In fondo
Uno,
hanno
che
d'esser
si
gante
più stridulo : l'elegarrula scoppiò ;
due
lingue.
le
dell'operaio:
cupo
lì, del
ridicola
in
poi dal
e
rissa
la
questi giovanili tentativi
il valore
voce
l'innainorato
gnaulò
cagnolo
mutuamente
sghignazzio
garrire quella
Lasciatela
il volto.
bruciava
della
tacquero.
Rimandate,
lo
le
sangue
rabbioso
:
il
efficace, storpiavano
anche
del
tono
dell'altra
sdegno
rincalzò
Scoppiò
—
per
l'ingiuria dal
di
zufolare.
a
l'affluire
rivoltò:
si
capirono
infocato
mise
che
sgargianti.
sete
«L'allegra
volto
fuori nude
messe
!»
cane
si menzionano
perchè
stessi, ma
se
rilevati nell'ambiente
non
tano
meri-
d'arte
povero
cui
in
avvennero.
leggere
A
tutte
in bustine
messe
e
poi la rivista
si
non
può
triestino che
si
non
del
atto,
un
passione
Non
a
dramma,
//
Vita
Freno,
trentina
della
che
ha
privo
fare
la
vane
gio-
lo scrittore
sua
e
zione
ambi-
era
Esseri
e
smo
Spiriti-
Lo
Battisti apparvero
del
ma
ribelle,dram-
vita,
versi.
origine
sempre
di contrasti.
in
la
quel-
Così
pure
dei versi.
versi; i giovani
battezzarli
di questo
costanza
novella, Passato
non
peccato
anni
la data
e
pubblicazione,
per
per
dinate,
or-
può.
il Fiume
delusa,
molti
passano
e
il
Timmancabile
nome
Nella
il titolo chiaro
rifiuti;perchè
pietra nascosta,
Sì, anche
e
dei
gli pubblicò
Tasso.
La
più
nato
di chi
tenacia
// Paloese
in
si sentiva
bene
manoscritte
mandate
la
scoraggiava
e
su
ammirare
non
se
con
furono
cui
a
novelle
queste
ed
anni
da
loro
di sfoghi asinini.
E
ne
prima
fanno
che
tutto
solito di
arrivino,
se
rivano,
ar-
lui subito, col
stessi,come
con
per
ciò
inframmezzati
ile
si-
—
sentimentali
poesie
rimo
abbiamo
on
E
del
quando
di
landava
dei
sono
quali
versi
il
giornalismo. CorrisponGoliardo, giornale studentesco,
la critica
Trieste
da
ente
ci
Palvese.
nel
trovato
manca
non
dedizione,
di
momento
nel
lo colse
che
la donna
per
ne
qualche articolo di
quando
in
cri-
ica.
Ma
che
Sai
«
terrò
—
discorso
un
si forma
noi
che
bel
più
ma
essa
interiormente.
che
finito
avremo
che
esterna
di
diario
nel
scrive
—
condiscepoli
ai
attività
attraverso
gli costa,
imagino ?
Quando
cosa
Marcello
amico
anche
che
che
lo sforzo
ler
ammirevole
questa
Tuomo
è
nporta,
)
è
non
non
compilava
il
saranno
per
(liceo)
ginnasio
più
condi-
così.
circa
E
dirò
cittadini.
un
a
:epoli ma
sicuro
il passo
che
e
ampio
inceppandoci
pastoie
Oggi quelle
della
fuori
camminare
i costringevano a
Oggi
vita, sono
spezzate.
T
badate
Ma
via
vita.
battere
della
oi possiamo
liberamente
l'ampia
la soffoca
fianchi
;'è ai suoi
ancora,
una
e
siepe che la rinserra
il convenzionale.
'itta siepe spinosa : la legge, la morale,
Questa
occhi
i campi
ai nostri
liberi, i prati verdeggianti :
iepe nasconde
è
che
quello
jtto
)oncittadini
più dolce,
temiamo.
Non
!
della
che
Sappiate
si la
siepe
Questa
vita.
scossa.
giù
butta
pugno
un
vien
ora
via
le
un
bran-
spine strappan
della siepe.
parte
l'umanità
tutta
potrà
Certo, non
passerà per quell'apertura : ma
la
forse
anche
ed
due
forse
assarvi
allargherà
più
ognuno
uno,
;
sentite il canto
5ssura.
dell'usignolo?
Coraggio. Qui c'è polvere: non
E risponderà la mia
molti
felici
anima
:
sono
perchè oltre la siepe
S'insanguina
tratto.
uon
elli di
carne
perc^"
vedono,
on
Ma
E
sì
la
tutta
di vedere.
pensano
in
e
una
alto?
Nel
cielo
vedrebbero
riflessa
non
è
la
la
vita.
mia
la
risponderà
mano,
cadrà
Ma
non
guardano
non
trada,
d'anima.
e
anima
:
Essi
in
guardano
terra
:
loro
elicità.
Perchè
•erchè
non
dir
ascoltati
ssere
Apriremo
a
loro
hanno
godranno
guardare
forza
di
quello
avere?
che
Perchè
essi
potranno
non
anche
parlare,
avere,
per
non
?
la
noi
valicheranno.
rutti
di
la
E
».
essa
siepe. Gli altri, quando
lotta, dunque
godranno. Senza
più
meno
non
di
esisterà,
chi
lottò,
32
—
Voi
intuite già chi
—
il giovane
è
che
lascia Trieste
finito il
liceo, per recarsi in Toscana, a a stu
diare )). Vi
Ricordati
sfugge una
parola : romantico.
ci fu bisogno di creare
però che dovunque
nuovi
valori
appena
sorti
sono
in
rosa
E
i romantici.
s'era
cui
condannata
Soprattutto ricordate
l'abbrivio di
appena
irredenti
la vita
che
polve
di Trieste.
Scipio Slataper prendevi
là, dove
la vita
L'ultima
arrivata.
alla grigia via
pensate
spirituale degl
degli altri (CtrcoU
di studi sociali,Palvese, V'ita Trentina) fu la sua
prima
Di
era
meraviglioso
con
qua
Voce
proseguire
e
Che
fu
cosa
La
andatura
sempre
in
giorno
In
giorno
i
mezzo,
coltivati,e
vi
di
campestri
cautamente
Intanto
mente
za
e
educata
vantava
Maestro
Italia ?
in
vociano
da
riteneva
non
tra
ui
d
giornalismo
un
e
h
non
se
scegliendo
stava
più polveroso
Giosui
banale.
campi
del
vivo
sapere
l'erbacce. Le
osservarle
e
elencarle
a
ultime
andavano
glorioso positivismo
in
rimanevano
sotto
guardia
intornc
varie
spe
giovani rischiavano
i
del
chi
politicantismo, chi
di finire nella
di
aspirare
cloa
a
um
psicologia empirica, chi infine,più genial
all'anno. Sen
degli altri,di scrivere un romanzo
di
contare
scoli
più
Li
a
nomi.
massima
cattedra
si
crescevano
un
a
vari
e
del
arrivare
poteva
essa.
superficiale e retorica,
accademismo
ca
che
che
ma
sforzo
il movimento
generazione
Carducci,
eie
con
tappa
i
piagnucolosi
gli striduli coribanti
attaccati
del
alla
vesta
D'Annunzio,
del
i magnac
Pa
34
Il quale
scegliere ordinare.
compito
alle
spetterà
nerazioni
ge-
seguenti.
Lo
((
Sturm
Drang
uncl
Iniziato prima
della
Rapini,
dal
travolgente
il
d'Italia fu il movimento
de
ancora
Leonardo.
col
Voce,
La
moderna
letteratura
nostra
Giovanni
»
settimanale
che
Ma
fatto
fiorentino
Prezzolini, il Giuliano
fondava
il 20
dicembre
1908
di quello del
ch'era
vito
lie-
l'anima
di
continuo
che
gli ha
e
dato
e
calcolata;
e
e
fare
invece
egli
stata
una
l'aiuto
Ora
vari
carattere
di
e
inalbera
di rivoluzione
di
sotto
creare
renderla
da
più fred-
di coltura
rassegna
liana
ita-
platonico di collaboratori
con
dell'arte
e
del
se
questi spiritiliberi,
insieme
divergenti. Una
tendenze
di tutti i valori
le più opposte
largo pubblico.
Come
und
Sturm
ogni
sempre
trovati,
nature,
quell'affiatamento e sopra
che sono
necessari
perchè un
più
papiniana-
italiano.
quale
cioè
la battaglia,
giornale di combattimento
un
il difficile fu tenere
di
peramento
tem-
pensato
aveva
troppo
le forze reali degli spiritipiù scapestrati
pensiero
Diverso
di ordinare
e
bisognava
promettere
con
Voce.
La
quadri
era
generosa;
straniera
e
posati
Leonardo
nel
bollente
mente
i
do,
Sofista del Leonar-
amico,
suo
di formare
tempo
che
nel
è
quel
nome.
Giuseppe
a
da
ciano.
vo-
tutto
doveva
diera
ban-
Drang,
serve
ma
non
quella
movimento
riuscire
a
dunare
ra-
basta
plina,
disciriesca
quello
vociano.
Qui
molta
praticamente
se
è azione
parte
nel
gli elementi
deve
essere
in
nell'amalgamare
cementare,
conducendoli
qualche
modo
all'azione,che
organica,
ebbe
35
—
la
Giuliano
tico
battaglia
di
tenda
di
l'uomo
egli fu
dove
gli scapigliatiguerrieri
zione, pronti
suo
ed
aria
volta
ogni
proprie;
in
e
più
e
lini che
ha
la
e
e
annuvolati
decisi
a
che
creatura
pericolosi
guidare
la
degli amici,
lo sfrenato
di
il gusto
far
state
sono
morale
fattiva
l'affermazione
che
Voce,
dopo
nascesse
con
dal
Non
a
si
Giuliano
come
dall'uomo
qualche
anno
doveva
con
saputo
possono
tere,
carat-
suo
convinzione
menti
altri-
più tenacia;
uscire
potesse
stanco
e
abbandonare
che, quasi
tosto,
ne
seppe
Giu-
d'irritare
spiegherebbe
vociana,
e
una
di
negabile
più l'in-
in
del
generosità
negatore
l'altro uomo
e
nazioni,
osti-
più
in
dappertutto, che
sottoposte
vita.
tini
repen-
Perchè
il compiacimento
profonda
della
più lena
di bozza
debole, ha
un
di debolezza
il male
sempre
allora
come
giando
palpeg-
indotto
vociano?
maldicenza,
della
hanno
crederlo
a
movimenti
cercare
dubitare
Prezzo-
fresca
ancora,
che
Prezzolini,le qualità
e
E
attività, dalle facili
sua
contradizioni
sottile
propria
dagli scoraggiamenti
tutta
a
di
consola
si
tornarvi
ri-
per
inchiostro.
quest'uomo
mai
anche
vive
far
d'accordo.
tutti
discusso, urlato, pianto,
dalle
uno
più
ancora
di primo
Come
la faccia
con
scorreria,
sua
odorosa
guerrieri
nuova
e
a-
conto
per
ognuno
ringagliarditialla
uscirne
per
i
escono
ne
di
corrispondesse alle idee
è in pericolo di saltare
non
tenda
la
ogni volta
rischiarata
testa
stabilito
il piano
se
ta
vol-
per
accordo
un
d'andarsene
minaccia
a
trovare
per
quella
in
volta
precipitavano
si
Voce.
negargli la fede,
dentro,
là
Tan-
La
fede
a
fede
maggior
che
negare
con
concordare
paia
tutto
può
si
dirigesse
apostatore
.benché
Anzi
Non
Prezzolini.
del
persona
—
lito
avvi-
La
la riprendeva
oggi,
come
il
36
—
faccoglitore appassionato
diventare
neto
di
e
di
Carlo
di Angelo
Stuparich dia
affermazioni, unilaterali forse,
dei
La
fede
redenti
Prezzolini,
quella
e
che
(che
Un
molto
della
via
della
che
più
principio,
della vita
del
Ve-
alcune
chiamato
il
sue
((
nigrator
de-
personalità di Giuseppe
nelle
attiva
Ma
Per
per
la
agitata. Non
in
e
nella
nalità
razio-
e
egli cammina,
di fare
pur
bontà
via
questa
domani,
interiore
esterna)
della
vita
contradizioni
sue
costanza
rara
meta.
una
vissuta.
sicurezza
senza
possa
di Scipio Slata
con
d'esser
costanza
nella
in
non
»
Vittorio
di
e
motivo
una
con
vera
Fede
vita.
guerra
Vivante,
lo raduna
lo fa proseguire
è
la
)).
il centro
è
Tutta
«
critico di Caporetto
l'editore
come
e
per
il freddo
—
ga
ven-
comunque
di veder
leggerezza); pur
(e in ciò sta la sua
davanti
chiaro, aggirando qualsiasi barriera si ponga
alla chiarezza
perficialità)
sulogica della vita (e in ciò sta la sua
la razionalità
sia offuscata
Ma
dovunque
da pigrizia, la vita scambiata
l'estasi o degradata
con
fatto
dall'animalità,egli
dei
la
in
casi
cui
Ora
sulla
così
temperamenti
non
la
in
e
ciò
la
sta
sua
sarebbero
chiara
sua
volontà,
che
come
che
buona
bastati
conda
se-
a
forza
sua
e
mezzi
in
messo
spinta iniziale
fu
in
un©
vociani.
primi
stata
a
far
sforzo
spinta
una
tutti
moto
uniti
dell'ordine
corrente
una
spiritualmente
i
e
ne
la
iniziale
glio
gli altri. Me-
di idee
convergere
comune.
ralmente,
natu-
di
tenerli efficacemente
a
fosse
ci
non
quasi
movimento
un
com'erano
dei
visione
differenti
strada
diversi
lui, aveva
li predispose
attitudini
se
doveva,
formato,
spirito così
uno
metter
ne
cozza;
schietto
o
giustizia.
sua
Pure
rivolta, maligno
si
la
quale
le proprie
37
Non
c'è
d'idee
corrente
in
quale
la
del
fu
Filosofia
rinforzò
che
in
più
Hegel
pensato
vario
dalle
spirito
nell'aprile del
Più
meno
e
Croce
del
lo
E'
»,
che
dimostrazione
superficializzante a
cui
terzo
considerarsi
può
della
e
dalla
vociani
del
che
per
italiana.
parte
Francia
lo
vano
ave-
sua
«
losofi
fi-
Pratica
«
»
Soffici
il
fu
Papini
dello
valere
antipatie
l'una
tutti
su©
come
serve
furono
non
ciani.
cro-
dell'Estetica
il
dentro
e
diritto,nella
tro
con-
concetto
l'altra nel
i vociani
spirito, combattendo
il
rito
spi-
personali di
non
il Soffici
l'Estetica
crociana,
dello
L'anticrocianismo
ma
il concetto
contro
tante
impor-
tutto.
reale,
e
nedetto
Be-
se
poco
Filosofia
sua
il Croce.
contro
Dialettica
far
la
parlare delle
Pratica, chi infine
Filosofia
aver
Perchè
di date.
lo accompagnò
però, chi dentro
Pratica, chi contro
della
la
della
volume
come
vociano,
E
la
allo
ficandolo
tedesco, purigonfio, dandogli
in
coincidenza
inutile oggi
qualcuno dei
del Papini e
era
se
stes-
dopo
Croce,
cui
lo
Vico,
passando
col
no
il buo-
1908.
movimento
sorresse
al
l'idealismo
si
pratica) : da
gli anglo-sassoni, compiva
sottoposto
dello
fare
a
alla
vicino
perduto
aveva
il processo
spirito.
al positivismo;
preparata
di
nebulose
espressa.
o
poi
Benedetto
italiana
quella stabilità che
evitando
più
e
da
sempre
respirare meglio
si misero
Sanctis.
mente
con
formulata
per
meglio
ritornò
De
al
Spaventa,
largo
'quasi
stata,
opposizione
(i vociani
natia
campo
Giorgio
al
derivi
non
filosofiadello
la
in
sorse
polmoni
i
dell'aria
armi
sia
non
filosoficamente
vocianismo
che
storia
antecedenza,
Questa
ed
nella
movimento
chio
cer-
partirono
con
nuova
le
sue
civiltà
38
—
Ora
che
ciò
combina
non
dire
che
di Sturm
Voce.
da
cessa
und
Non
La
varie
di movimento
nome
l'intera esistenza
con
esso
il
sotto
va
—
il
Drang, dopo
La
Voce.
Librerìa
della
altre riviste
che
La
tale, cioè
come
cessa
de
di vita
sostenuta
La
de
rinforzata
allargata da
e
fianco
a
Si può
movimento
come
continua,
nate
son
Voce.
anno
Anzi
Voce,
le
terzo
vociano
addirittura
o
dal
L*
fianco, così L'Energia, La Voce Trentina, L'Unità,
è più il moAzione, Lacerha, L'Indomani; ma
vimento
jnon
tato
è il rallenvociano,
torrenziale,strettamente
in
muoversi
Qualcuna
concorrenti.
mano,
la madre
ma
salvo
che
origini, solleva
Del
resto,
ebbe
in
anni
c'era
il
se
estirpare
e
di tanto
da
Per
fiorente
tonare
e
montuosa
ed
fuori
e
ture,
irriga le culdelle
sue
minaccia.
dapprincipio
sin
che
intaccare
attaccare,
alla rinfusa, che
seminare
e
a
ricostruttivo,soltanto
germe
affluenti
ricordandosi
in tanto,
qualche
suoi
ancora
le altre argina
con
costruire.
e
coi
più
regione
sanamente,
più
fiume
figlieè
delle
qualche
in
tremuotare
del
pianura
E
quella fu
La
Voce
nei
primi
distruggere,
e
lentamente
e
primavera
una
dinatamente
or-
bolenta
tur-
degli spiriti!
d'allora,abituati ai discorsi melensi
ai consigli poveri dei professori universitari
o
ancora
delle scuole medie, fu tutto un
quelli dei manuali
chio
veci
giovani
che
mondo
saltava
in
I libri consigliati da
potenti
a
svecchiare
per
orizzonti
sconosciuti.
rindia,
l'America
più caratteristici
mente
dei
antichi
giovani
la
aria
La
Voce
Non
solo
furono
italiani;
moderni
e
coi
a
loro
per
geva.
sor-
più
sia,
la Rus-
ma
scrittori
universalizzare
le scorrerie
a
sollevarla
e
l'Europa,
contribuirono
e
i mezzi
italiana
coltura
che
nuovo
uno
e
e
i
la
più vari
39
—
filosofia alla
dalla
di
concetto
coltura
mise
l'arido
sconfinato,
essere
Tuttavia
moltissimi
giovani
»
«
I
nel
poterono
Voce.
La
da
finitezza
la
e
i
e
consigli
))
cariche
ventate
bene
di
Fu
che
furono
che
continui
preparato
Libri
da
tardi
il
gere
leglare
rego-
da
e
per
investivano
critica
come
pizzicavano
di
sugo.
della
vita
piene
note
revisione
sossopra
appoggiati
trafiletti che
di polline, da
la Voce.
compì
messi
a
più
e
articoli che
da
rivista
sistematica
una
i
cisione
pre-
coltura.
venivano
pagina
quarta
l'aria di montagna
come
»
la
loro
fecero
fiaccarli.
mezzo
e
terreno
siderio
de-
bibliografico ».
della
corpo
filoni sodi
Consigli del libraio
«
Bollettino
((
furono
Moltissimo
liana,
ita-
col
di
concetto
nel
gò
irri-
morboso
di
di quel
scavare
e
conoscenza
disperderli o
i
la
bene
lacune
un
andarono
ci
largo.
fece
vaste
giovani
finì col
che
molto
se
della
campo
in moltissimi
ancne
di totalità
Per
le
ca,
liri-
la visione.
fu
addirittura. E
alla
storia
estesero
Voce
La
ne
onda, la quale riempì
ampia
beneficamente
i
politica,ne
largo; sconfinato
Troppo
sua
dalla
dalla religione alla musica,
campi,
Il
—
na,
italia-
Istituti,
giornali, scuole, partiti
il meglio. E se questo
meglio
fu
qualche volta, forse più di qualche volta, illusione
del meglio, se
nel buttar
molto
andò
sossopra
spesso
confuso
il
fu
sempre
fu
per
e
marcio,
di
di quel
mai
i vociani
in
loro
quel fondamento
serietà
maturo
tutti
non
se
era
morale
a
valore
superiore,
di buon
e
senno
nei
neppure
erano
e
valore
contrapposto
maturare
Forse
col
mancanza
mancanza
di
sano
non
ciò
non
tutto
volere,
che
umano
vecchi
distrutto
ma
per
finisce
non
più esperimentati;
giovani.
completamente
ch'essi
chiaro
pretendevano
e
fosse
saldo
per
40
—
la necessaria
tutti
Ma
perdere
ciò
si
di
in
fece
nella
ricordare
che
Giovanni
Amendola
sotto
Si
tutto
con
visto
problema
di
morale.
la
corrente
Anche
alla
opposta
ad
che
e
Anche
essa.
poteva
non
in
questa
considerare
preparare
sentivi
la
l'arte,come
questo
de
qui siano
il terreno
quasi
una
della
di
di vita. C'era
ad
essa.
muna
acco-
di prima
pra
so-
ligenza
l'intelin
messi
e
atto
un
La
Voce,
rassegnazione
in
in
solo
i maggiori
spirituale,il
e
rallela
pa-
i movimenti
tutti
vita
era
za
apparen-
fu in realtà
ricordati
di
ciano
vo-
ragione,
quella. Non
mestiere,
sendo
es-
poteva
l'arte
ma
so,
rispetto, quasi religio-
il movimento
E
di vista,
punto
all'arte;
l'arte,come
tutto
pini,
Ra-
italiana
Ricondurre
Come
conseguenza
se
lo
fu
alla vita
moraleggiante,
fermarsi
mente
responsabilità. E però ogni
da
totalità
l'arte per
quale elevazione
per
e
Rapini, Soffici,Cecchi.
coinvolgono
non
nel
che
Voce
La
de
robusta.
estetica
corrente
alla
tratto
un
principi accettati
discusso
problema
Per
persino
e
gorico
cate-
moraleggiare.
dorsale
dei
specie
d'imperativo
di dare
consapevolezza
piena
:
più di
trattava
alla serietà
sioni.
indeci-
una
presentano
nell'azione
spina
una
alimentar
il Prezzolini;
trovate
ettco
im.portanza.
si
vi
pur
c'era
non
moraleggiante.
vociana
e
che
rigore,
certo
mini.
uo-
patirne,
a
e
e
kantiana
un'aria
questi due, nel
momento
avanti
un
maggiori,
sotto,
con
Il
i
e
dubbi
covar
corrente
di agire da
e
accorgersene
sentire
protestantismo,
essere
andar
bisognava
da
tempo
Da
primii ad
i
che
sentendo
di
premessa
erano
—
si facesse
più d'uno
di sacrificarsi
per
dei vociani
a
un
com-
42
—
—
?'*
In
mezzo
del
1908
di Studi
loro
a
egli
vita
à\
E
questo
vuole
lo
sollevi in
lana, lui che
La
dai
Voce.
con
Intanto
s'è
che
Con
Firenze
si
hanno
egli credeva
una
aspirazione;
sua
ita-
smosso
appena
delle
una
libreria,un
franca
intestatura
E'
fondo.
il primo
impazienza
con
:
mero.
nu-
per
il terzo,
per
ancora
rate
gi-
sue
foglio largo
a-
sempre
restringe; il giardino della
d'aver
in
che
bisogna
egli guarda
io
umiliato
vibrazione,
e
stupore
suo
erbacce
che
fondo
era
e
di essere,
in
fondo.
e
non
CH
per
vilucchi
estirpare.
stesso.
sembrato
lui il poeta!
in
fatto
gli
in sé
poesia
dove
d'illustri tombe,
cresciute
sono
sommerso
doloroso
quanto
a
capo
cimiitero
in
rimpicciolito il
E
giorno, in
un'altra
trascuranza
tutto
molla
interessamento.
trasformato
grande
la
la
:
morie,
me-
giardino della poesia
settimana
una
il secondo,
maggior
destino
nitidi,con
legge da
Aspetterà
verne
città, fiorita di
suo
tende
di libreria in
caratteri
Lo
il
tumulto
sia in
anima
tisico orticello
sfuggirgli un
potè
aperto,
dal
sto
que-
:
Slataper.
della
nel
liberi
triestina.
di scoperta,
e
dove
veniva
letteratura
Non
alto
di trovarla
presago
della
cerchi
nella
ma
cosa;
esser
per
sua
le vie
per
che
uno
brutta
una
la
gnarsi
guada-
tirare avanti, lontano
il romantico
girare
a
di lettere. Deve
necessità
toglie che
non
come
quasi
delle
e
è
all'Istituto
Si iscrive
poter
per
carriera
accettano
lo spinga
che
Firenze.
a
di studio
famiglia. La
capisce
e
arriva
Superiori, nella facoltà
la borsa
dalla
no
capitò Scipio Slataper. Nell'autun-
tutto
to
Quancosì
no!
pie-
ciò
che
è rimasta
Vibrazione
da
che
te*
43
dentro, ben
ben
nersi
sfatato il
hanno
di verità
bel
bel
suo
tradizioni
ha
non
lettera di adesione
zolini
l'intuizione che
aveva
italiane
vuole
di
lui,
Mentre
scorrere.
un
((
due
Trieste.
sdegno
E
in
orizzonti
destino
legato. Da
E
così
parla
della
sua
che
la
tutta
che
lo ha
natio
anche
tutto
visitina
9
de
La
sente
il conforto
contrasto
alla loro
la
sincerità
noscenza
co-
l'amore
il tragico
per
nella
nascono
dello
dentro
fatto vivere
orgogliosamente
cui
si sente
i
mente
sua
di Trieste.
inizia,
nel
Firenze
che
tempo
intellettuale
filosofica)e Luigi Ambrosini
sua
si
a
particolarissima di
sua
mette
città, a
questo
valori
nuovi
luogo
ristretti;ma
della
ha
Ma
contrapporre
sa
vi
questa
il
per
non
varia
e
».
per
abituato
loro,
con
stagno
molto
quel fiume.
piedi
vasta
paragonarsi
nello
nato
pesce
su
intanto
hanno,
meglio,
intellettuale di fiume
lui, a
d'essersi buttato in
Là
di riviste
Persone
vociani.
i
ragionare
sanno
dire in breve, andatura
come
fra
Scipio Slataper
colte
più
Prez-
l'autore.
conoscere
Ex:co
Voce
ha
l'articolo;
Egli pubblicherà
mancava.
del
una
con
direttori
molti
a
è
viene
42. Giuseppe
Robbia
dei
gli
de
al direttore
ammirata,
Prezzolini,via
Giuseppe
quella
egli manda
articolo, che
il primo
spontaneo
da
Così
coltura.
di
diversa
Vocel
fatto, prima di leggere La
Trieste, cos*è allora?
Trieste
pagine
Ben
realtà
sogno
E
poche
sogno.
della
le proporzioni
l'Italia secondo
che
custodita, ora
aWIstituto
Voce,
le
Intanto è silenzioso
nel
Prezzolini
(Viesseux,
Biblioteca
descrive
di Studi
sue
Giuseppe
Superiori, già
Lettere
gruppo
salacemente
nel
una
ro
nume-
triestine.
dei compagni
loquaci;
44
—
dai
impara
stabili
tutti i valori
si mescola
filosofia
d -scorsi. L'atmosfera
loro
in cui
la storia
travolti
sono
le civiltà del
e
sioni
di discus-
vibrata
la poesia, la religione
con
con
—
la politica
e
pittura, la
la
con
mondo
hanno
non
confini, lo elettrizza; alle volte lo esalta, alle volte lo
deprime.
Ma
Afferra
la sua
sceglie si
intelligenza è al varco.
è comla soprastruttura
impadronisce. In poco
piuta;
tempo
Sa
coi
obietta, si difende.
ragiona
compagni,
il modo
che
la
migliore per
ingranarsi è di mantenere
Egli l'acuisce.
propria individualità.
Ma
ze,
lo sforzo è grande. Benché
gli siano pari le forE allora egli si ribella;
lo abbatte.
in certi momenti
dei
sassi
La
vince.
nella
qualche
tempie,
sangue
e
Ha
quindi il
suo
fonda
per
mezzo
nuova
sti
del
e
la
stretta
e
finche
tutta
città.
sua
d'affitto
camera
animale
d'un
turalità
na-
terra
la
Rinascimento,
legge, legge
e
robusta
e
incolta
e
egli risiede
ora
è
stata
per
che
ra
aspi-
feroce
tavolino, i pugni
gli occhi arrossano
a
martella.
nuca
e
superficialità;
è doppio, in quanto
dere
gli deve renciò che
di tutto
egli ha fatto suo
che
carattere
un
nuda
sua
Ma
alla foresta.
quiete
profumata
la gabbia
minuto
dolce
doline, che circonda
e
Darete
di
città
nelle
La
barbari.
ginepri, bora
e
Ma
di
alla
nostalgicamente
pensa
lavoro
ragione
patisce
non
degli altri,e nel
materia
perchè
tempo
possa
gli deve
curare
pro-
distinguersi da
que-j
stesso
altri.
Complessa
di
brevi
di
terra
codesta
fatica
radici, abituata
sul
in
sasso,
Fatica, che
ha
un
al
di
parco
terreno
lasciato
tracce
trapiantare
succo
grasso
di
di
durature
una
pianta
strato
uno
secolari
nel
suo
viltà!
cies
45
Le
sere.
vinte
dell'uomo
del
e
foglia
è
Ma
sul
eretta
caratteristiche
sono
me
rigoglioso. Il foglia-
slancio
Non
abbacinante.
picciolo quasi
rami
primi
i
le
nello
freschezza
d'una
volontà,
le incertezze
stile.
suo
contorto
tronco
di
sforzo
uno
con
Il
sintesi, le spaccature,
repentine
nella
ogni
ma
verdeggiare
a
anche
sanno
ricco,
mente.
eterna-
struttura
riore,
este-
fatiche.
i Caratteri
Osservate
Il letterato
!
i due
vuoto,
tipi
l'uomo
sapiente, l'opera del romanziere
d'irredentisti,
sti
Quemoderno, ii giovanotto della borghesia, il cucciolo.
racchiudono
piccoli quadretti^ moralistico-descrittivi
la gioia
tutta
le Lettere
al
l'artista che
è
ma
Se
in
drammatico,
turbinano
nel
miiti di questi
può,
da
ritrattini
possiamo
non
l'artista che
lo
cui
con
parte
in
mezzo
si
libera,
le
si
tutto
nella
che
gli
i li-
che
il buono
serietà
sua
è
atto
un
scrupolosamente
fiducia
aver
non
in
concezioni
vaste
racchiudervi
e
che
scrittore
persino
e
osservare
per
capo,
è
novelle
tante
mette
di riposo
oasi
fuori.
scappa
all'umiltà
pensiamo
cimentato
già
Non
assorbe.
zano
Inframmez-
liberamente.
creare
triestine, quasi
che
compito
di
repressa
di
artista
.
E
come
di questa
compenso
il pili meschino
le novelle
tutte
disperdono
le
dei
scritte
creta
e
entra,
L'irredentista
a
la
visione
volta
è
Fighi
supera
Via
scivola
e
zihibe
più
si
via
si
tizza,
concre-
sulla
sicuro
d'effetto.
distacco
un
artistica
che
an-
valore
per
l'atto drammatico!
sbavature,
quando
già la cornice
già
ritratti,
e
il pollice questa
limitazione, quanto
».
Il titolo
perfetta del ritratto. C'è
è
qualche
per
cosa
se
di
46
—
la pancia tremolante
molle, c*è già
bibe
Bisogna
».
—
poi che
sapere
di fichi secchi
e
di caffè
chiusa
La
strada,c'è
in
((
fighie
di zibibbo
ciante
commer-
considerato
era
dei
zi-
di
commercianti
stocratic
ari-
di cotone.
e
effetto che
un
l'ambiente
C'è
sieme.
è di
«
Trieste il
a
categoria inferiore al confronto
quel
in
il gesto
si stende
familiare
il contrasto
e
Tin-
tutto
su
la
con
finale : l'irredentistapacione
è
tutto
questi tratti;più in là il quadro sarebbe
sciupato.
Non
si può più neanche
Che succede?
mangiar in
Nella strada urlano:
pace?
Viva
Trieste italiana! Lui
visto che il fanale non
e
finestra,
perchè è troppo lontano, sventola
alla
il
asciuga
sudore,
il
sbirri,
agguantato
tavola
a
Così
lo può illuminare
la pezzuola. Poi
si scazzottano
figlioche vuol
Corso.
sulla via
Fra
che
cui
con
»
:
spicca
essa
l'uomo
meglio riusciti c'è
i
molti
edizioni
sapiente
maestra.
pure
tipo d'artista immorale,
dei romanzieri
e
vi
accorgete
Slataper della loro
fa Vopera.
Omarino
falso artista,
in fregola di scrivere Vopera
moderni
che
per
cioè
za,
eccellen-
dalle quaranta
e
la satira pittoresca che
persona
coglie nel
vivo
di
molto
più
fa
più
ogni critica della loro roba.
E
nel
mette
si ri-
questiCaratteri,di
in
il cielo
nasconda
ritrovate in questo
che
giù,
».
l'imagine guadagna,
qualche volta la crudezza
nuvola
una
lo
gli
con
scappar
si
luce ferma, ci fa pensare
già allo stile del Mio
col suo
me
grand'ombrellone spiegato co(( Eccolo
una
Voi
giù
mentre
pure
rilievo e
in
e
va
il Giooanottino
gesto
di
elegante? Chi
salutare,quando
afferra
può
con
dimenticarlo
garbo il cap-J
'.?sa
47
—
pello ed eseguisce
il bel
valga
dei
meno
il fiato
addirittura
Anche
voi
fargli
vi
non
arricchito di mezzi,
si è
vi
stanca,
voglia. Tuttavia
male,
del
C'è
della
toglie
vi
non
come
tire
sen-
molto
ancora
altra
a
vela
di
tervi
met-
per
fuori dell'arte,in tutti
resta
la sobrietà
con
in fondo
della fantasia.
delle
sono
orecchie
ferocia,
meno
con
accontenterete
sue
mari
che
satira
Caratteri; ci
vi
ma
dalle
nei
navigare
a
pronti, forse
sareste
lo spunto
prendere
di
il gusto
e
Mio
dal
lontani
che
deformazioni
Carso,
binano
com-
non
artista
un
sti
que-
mo
fatto. Siaancora
sempre
via.
possibile
è
non
dello
i
quanto
per
quella scampanellata che vi annunzia
dal
improvvisamente
l'intruso, che vi piomba
nel gelo delle convenienze?
dell'intima
discussione
calore
E
che
giustamente
di
desolazione
la
su
»?
pensate
di imagini
la
e
voi
scrittore
rotolante
quella valanga
sorridente
precedenti;
Caratteri
lo
do
periferia inclinan-
d'ampia
cretino
forse
sfuggire che
possa
a
da
Ma
Vlntruso?
E
il saluto
((
faccione
—
criticare
nel
Slataper
Voce.
La
facilità, la leggerezza
che
ci
allietano
ai
nostro
mancano
il
ricordo,
del
sapore
Chi
Bohème
della
ricordare
Soliloquio di don
toscano,
questo
gusta
non
al
ancora,
dorata, di Ribi
di Narsete
Abbondio,
sa
stes-
fusa
l'ironia dif-
di tocco,
quadretti di
triestino.
tivi
tenta-
Soffici sulla
di Ardengo
nei
seri
artistico, senza
campo
Caratteri
contemporanei
questi primi
il buffone,
tore
scrit-
?
E'
fa.
scrittore
Limpidità
quando
questo
Lunga
già fatto il Soffici,quando
toscana
deve
è
l'atmosfera
filtrare
esperienza
con
stento
d'artista
in
lo Slataper si
intuitiva
di quello,
il torbidume
mezzo
ad
stino.
trie-
artisti
dà
48
—
al
Soffici
che
sicurezza
una
giovane, vissuto fino allora
nonché
va
alla
dimenticato
Lo
tutt'altra
maggiore;
lirica è
ed
quella ch'egli
esprimere;
e
Una
dallo
durezza
scrittore
e
tutto
sopra
da
e
Soffici
del
levigato
faticose
ne
confrontato
su
il
ascese.
più tardi i vari
Boreo;
Lemonio
col
pari, lo Slataper
certamente
più poeta
di pari
artf.sta ma
Scipio Slataper al
arrivato
grande
e
Mio
al
ancora
a
che
per
giovani
divino
molta
siamo
potere
serietà
degli
ci
vuole
Voce,
quell'anno dalle
intelligentid*Italia.
colonne
volta
in
anno
de
era
non
però
pensava
La
parlò nel primo
sola
Egli
Carso.
arrivarci
cui
in
punto
il più
all'arte,
amore
capiva
Così
Ai
ben
ci scopriranno
confronto
meno
mente
fine-
così
Soffici.
Ma
E
dal
forse
si rivelerà
che
Carso
allora
cadute
senza
da
interrotto
uguale bellezza, sì che
ma
:
dengo
incantati; in Ar-
piano
un
intuite
leggera,
restarne
tutto
forte
con
queste
pregi di // mio
che
è
snoda-
e
masse
massiccio
d'un'aria
da
soave,
volo
un
flessibile
la disposizione delle
invece
Caratteristiche
solo
ginalità
ori-
già lo distingue
tutto
sovrapporsi
e
gioca la luce
è
è
improvvisi
spazi
godimento
che
un
illuminata
cui
sviluppare
sviluppo di
è
d'articolazione
toscano
nello Slataper è
vuoti
nalità
perso-
imitazione.
non
certa
menfi;
di dover
sente
amico
suo
tutt'altra
sua,
quell'imparare
però
e
la
è
tempra
non
Soffici.
intelligenza dal
con
ciò
lo Slataper dei primi
Ardengo
Slataper impara
al
all'arte,
artisti. Tutto
degli
con
chiusa
città
una
si confronta
Voce
La
de
anni
quando
completamente
manca
in
raffinata
vita
—
per
con
umani.
e
parazione.
pre-
la prima
di fondo,
50
—
—
ferme vitali proprie del nostro
Questa è ia vera
tempo.
coltura. Intanto questa. Poi verrà l'arte,
Dio vuole.
se
E
se
tanti brutti versi di meno!
no,
Perchè
anche
l'arte
na,
propriamoralità a al ò\ sopra della morale umala precede ».
perchè la supera
e
Voi capite da questo articoloche ScipioSlataperè
vociano. Quello ch'eglidice è
già tutto nel movimento
Si libera
nel medesimo
uno
sfogo e un possesso
tempo.
ha
una
dello sforzo che ha fatto per
lettuale
raggiungere il livellointelvociani, e contemporaneamente
degli amici
prende posizione di
fronte al
di scrittore.
avvenire
suo
Le due concezioni vociane, della coltura
preso
colorito individuale attraverso
dal
con
irruenza, aumentata
un
sboccano
rimbalzi
fango
vorticoso,
e
Vago
crociana. Ma
o
gliuomini; dopo
aver
è forse tanto
comune
è il sentimento
falchi
l'artista: Aquile
stile tutto
suo
ancora
attinto alla fonte
sicuro
spirito,
suo
epurato.
benché
dell'arte,
il sottinteso concetto
è
chiaramente
non
sassi,non
e
il
dell'arte,
e
occorre
essere
:
parisca
ap-
tica
l'Este-
parla
con
cui
per
volar
tra
stritolatele proprie passioni.Qui
il vociano che parla,quanto la natura
romantica.
originariadello Slataper,
E romantico
universale
((
e
Essere
ch'egliha della
è il senso
frantumato, caotico
moderni!
si schifa
estrae
dalla
sua
al
contatto
miseria
percosso
a
sangue,
cioè
—
non
cete
tor-
di donna
tipo neutro
dell'uomo; un
operaio che
—
un
esasperata
un'idealità di violenza;un
ha
moderna,
pieno di lampi.
comprendere
:
il bocchino, coetani cari
che
e
vita
un
nuovo
mito
roce,
fe-
prete che la vita nostra
di stole e/pianete
lui infagottato
una
d'oro dal passato e dai secoli rosicchiate;
un'altra che si levano al sole; corrunazione, un'altra,
trapunte
5Ì
—
di
sebi
angoscia
di
e
di ferro
sprangate
dal
amata
li guarda
d'una
catafratto
avanti,
della
che
ci caccia
perchè
inorridiamo
davanti
in
umanità
agonia
al
d'ingenuità fanciullesca
lampi
campagnola
il sole
che
il nostro
sta
È
brano
un
le forme
il novale
ha
che
in
di quel totalism.o
alle
spasmodicamente
orribile
di
ci illuminano,
e
anche
di
noi,
che
case
aspettarlo fra
e
spirito scintilli
intaccare
per
tragedia
questa
vicenda,
a
è
mota
dell'assoluto, alla brutalità
purità
fuggire
per
s'oscurano
perchè
alla
ritorno
mescolam
ri-
un
rinascita;
palpiti irrigiditi,
urli,gioie, strazi, e
sì, noi,
va
fatto
ci bruciano
che
ma
allietante
di
voluttuoso
vede
e
la
organismo
suo
spasimo
e
stirpe
sorride;
il fatterello
dentro
forza
a
serietà
una
ciprocamente
re-
una
e
sicché
piante;
e
ci agguanta
e
stagnante
nuove
a
vita
gioisce,
e
storia,
nuova
tentan
sogghigna,
non
e
incementate
mcrale
concime
necessario
della
trono
palate di carbone,
di civiltà
blasoni
crepar
giù dal
e
che
futuro
popoli che
due
anelito
di buttarsi
di
—
roveri
i
quell'aratrolucido
come
».
logico
volte,
la febbre
tutta
germe
e
lo
intuitivo
cui
a
spirito di
tutte
e
tese,
Scipio Sla-
taper.
Ma
quel
giovane
in
discorso
triestino
dovere
senza
di parlare
dalla
di coltura
giovani
d'Italia. È
fatto in
coltura,
altri italiani la condividano.
ricche
troppo
dietro le spalle, ma
pese
Ora
lui)
e
per
tanto
rinforzar
da
le
portare
e
È
è
possedere
non
perchè
tradizioni
ai
l'esperienza ch'egli ha
beneficata
anche
è importante
quella
forse
male
parte
giova
non
che
che
spalle sufficienti
spalle (e
con
se
vitale
d'Italia
male
n'era
un
si sente
stata
avere
altrettanto
è di
no
me-
tutti
gli
tradiz5Ìoni
di
averne
a
tarle.
soppor-
bene
leggerezza quel
certo
ac-
peso.
52
—
bisogna
coltura
nella
e
molta
con
risputare
È
da
attuale
Voce
meditato
e
Allora
che
c'era
Un
fondo
ed
Ma
diverse
se
palesavano
Rapini
nel
urti
nello
il
per
cui
perchè
forse,
rude
moralità
Rapini;
libertà
due
le
ai
vani
gio-
e
a
forme
attraverso
educarsi
:
alla sincerità
agiva
contenuto
piena.
peto
l'im-
con
gonfiava la
e
l'ampiezza, trascinandola
tutta
nell'uno
cui
si
sua
con
cava
compligendo
sconvol-
e
natura,
riuscivano
uomo
vite,
sole
riflesso
opere
e
a
tante
poi perchè
di
poesia
ramenti,
tempe-
col calore
attraverso
zioni
complica-
due
quasi
finito e //
per
diversi
si dà
il sentimento
nell'altro
e
due
sono
vivace
e
comune
era
intento
stesso
uno
questo
paragonabili
pur
maturo
parlava
formarsi, interrompendo
di loro. Un
tra
loro
dell'espressione.
nasce,
di varia
ma
Voce
più tardi, in arte, questi due
Anche
con
più eloquente
no
me-
a
più
incagliamenti; nello Slataper
e
stesso
moto
ben
tori
let-
tanto
e
triestino
nostro
forte sentimentale
espressiva in
senza
e
Giovanni
a
e
di un'ondata
forma
in fondo
La
de
alla violenta
mentre
del
soprattutto
di schietta
educare
pochissimi dei giovani
Rapini.
Scipio Slataper
molto
e
passata.
altro vociano,
un
d'ingoiare
smettere
e
letto sino
dalle colonne
Giovanni
:
che
discorso
vigoroso scrittore
oratore,
vigore,
abbiano
questo
rinverginirsi, vivere
della coltura
però
supporre
volontà
con
bocconcini
i
de La
rivolto.
buona
—
opere
mio
Carso.
poste
op-
ste
Oppo-
ragioni; soprattutto
sono
di
forse
e
senza
quell'epoca
vo-
ciana.
Anche
a
la smania
di universale
coltura, benché
quasi tutti i vociani, fu spiccatamente
del
Rapini
e
dello Slataper. Nel
Rapini
mune
co-
ristica
carattetrovava
53
—
sfogo
quella
in
Tuttavia
del
facilità di rendersi
sua
nello Slataper
di tutto;
sarebbe
suo
In fondo
volta
rilcrnanti, ogni
legato
più
lo spunto
33
sullo
studio
occhio
più
lo
E
del
in
esercitato
stato
via
via
1910
poi quasi
implicasse
tutta
la
nelle
scruta
con
stine
Trie-
Lettere
collaborazione
dimostra
anno,
diligentis-
città.
sua
sua
blema
pro-
I numeri
ormai
che
maturo
e
e
allarga nel
si
sulla
e
che
nuove
aìV Irredentismo
dedicati
critico
sempre
ripresa, il
seconda
Slataper,
politico della
genere
secondo
rimase
storico
bibliografia dello
sima
i problemi
intensità.
e
nella
del
vendo
vi-
quelli stessi
sempre
politico dell'irredentismo.
e
Voce
La
si reggono
problema,
particolaristico di Trieste
storico
de
Trieste
Così
cleo,
nu-
va
dell'Europa politica. Ave-
quanto
questioni.
problema
vita,
problema
per
al
pochissimi
furono
sua
forza
lui più vicina.
maggiore
con
da
Trieste,
a
vaste
e
il
ritornava
culturale
32
la
occuparono
dalla
afferrandosi
stesso
a
bene
accentrato
disperso
uno
storia
guardiamo
se
che
avuto
nella
simpatia
con
Così
ristudiando
e
di parlare
e
meno
e
Egli reagiva
centrifuga del totalismo.
studiando
solido
meno
facilmente
stato
conto
più pericolosa.
era
spirito
uno
—
maturità
Voce
La
a
raggiunta
giore
mag-
e
sicurezza.
Anche
la
nella
polemica
che
coi
La
trovate,
pesante
ne
Gemito,
intervistarono
soppressa
e
articoli polemizzanti
pi
figlidi Segantini,
stilettate,contro
e
nelle
polemica
col
più
pronto
non
nell'urto, ma
che
farne
il
credevano
È
nome.
negli attacchi
più
dei
satira
quel trafiletto
i recensori
Voce
la
sicuro
di
delle
:
listi
giornane
moi-
tutto
d'aver
più felice
fianco,
proprie
cora
anar-
54
—
del
mi;
di
armato
In
La
egli rimarrà
resto
lo
questa
dello
artistica
di Ardengo
Soffici
e
gode
Secchieta
c'è
comparsi
Ma
nel
e
ogni fibra solo
Traduce
Tasso
del
collabora
vita
è
dal
provata
brani
piìj
dei primi anni.
di
più
avrebbero
essere
resistente
Hebbel,
trascrive
densa
e
di
a
dare
infine
a
cato
stronsua.
le Lettere
queste,
a
Voce
la
sua
quest'anno gli
in
Tutto
La
tellettua
'in-
della
prefazione
ciò
la
mentre
perduto
aver
intensa
Slataper. Lavoro
dello
Carso.
dolore
di Fernando
men©
una
// Afro
Voce
l'anno
è
di
poco
collaborazione;
dentro
matura
un
Primavera
dei
è
neve
La
altre riviste, oltre
ad
ricca
più
vita
volontà
compone
e
ma
for-
Carso.
Federico
studia
e
neve;
allo stile,l'anima
pieno. Con
la
su
Mio
nella
dolore
la
fresca
e
la cavalla
e
Il 1910, complessivamente,
consumo
c'è
il posto
in
II lattaio
e
Io rileggeremo
lettori de
i
rigida dei Caratteri
cornice
lascia
belli artisticamente
e
tutto
Slataper.
libera
si
Agnoletti, Sul
1910
improvvisa
nuova,
la stilizzazione
spezzata,
del
marzo
Si respira. La
siamo.
attività
cavaliere
un
meravigliati Sul Secchieta
leggono
espressiva
è
Nel
stesso.
meravigliati di
Ci
sempre
ferro.
arte
Voce
—
si
sua
che
la donna
amava.
Non
Voce.
rubrica
Piero
nel
scema
Col
numero
delle
Delizie
Jahier. Delizie
1911
9
la
collaboraziore
sua
egli comincia
indigene,
del
Caffè
a
dove
è
alla
contribuire
dal
iniziata
La
a
Soffici
inutile
e
da
chiedere
perchè
fiammifero
un
li mettono
se
c'è
in
avventori
più
finaimente
ti risarcisce
giornali perchè
i
casa
a
anche
:
qui
i'inchiostro
acqua
con
pcrtafiam-
i
rubano
tiene
non
tasca;
che
padrona
ìa
che
barbiere
mj!feri; dai
gii
rubato.
Ma
dicono
ben
esserci
non
delie
Col
maglione
le
sopra
freddo,
dita,
legge
si
mesi
all'anno
è
sesto
Un
alla
dei
il freddo
del
serenità
Un
caldo
brivido
di
si finisce
ma
E
il letto.
«
Due
mesi
della
vita
pur
due
così
all'anno,
olocausto
in
».
letargo, anche
nel
riscaldare
che
poeta
fin
durare;
sesto
un
polsini di lana
qualche
da
è
dentro
delle
le
fa
e
di
padrone
c'è
camere,
gode
rabbia
nella
la
rentine
fio-
casa
vigilia
anche
godere
tro
con-
la
e
Bel
noi.
invernale!
soie
Qui
((
i
che
l'ostinatezza
e
non
a
a
aranci.
ciabatte
in
il letargo.
vita.
anche
Eppure
sino
li mangia
retorica
piedi
belle
più
degli
paese
scossi
rifugio
delia
le pagine
mantellone,
nel
scrive
e
nell'unico
sempre
i
ancora
e
Nel
che
ma
ammattonate
camere
dettato
i fiorentini
fiore,
dei
città
neile
:
indosso,
tutti avvolti
piumino,
in
indigene
Delizie
sue
sofferto
i'inverno) gli ha
stufe
senza
i'ha
chi
conosce
Firenze,
a
che
(quei freddo
fiorentino
ii freddo
caldo
un
pini
eriche
ne
Se
alito
m.ontane,
e
birnbi
pecore,
o
esposto
ripercote
casuccia
rossa
del
d'oro
le
bruno,
e
querceti
spallottano di
risata, calda,
spersa
il scie
fragorosa,
neile
è
su
di
sfavillanti
di
pe' greppi
di
Il
ecco
aperta.
fratte
fra
radure
neve.
:
avvolta
secchi
com.e
sono
rincorrersi
violentemente
pecoraio
i
bianche
un
si
e
Settignano
s'inviolano
casine
come
che
di
collina
insanguano
allegria irrequieta,
la
la
sinistra
a
di
vetro
che
L'ode
Monte
più
pia
scop-
la
Mo-
relle,
So-
—
riecheggianello spazio. Sui
la
e
dì fuochi
mare
Non
ci
colli è
fiam-
un
».
più scorie, finalmente. Equilibrioe
ritmo. Felicità piena d'espressione.È poesia. È lo stes-che
poeta
so
sono
Accanto
più
sta
scrivendo
è il critico,
in
al poeta
esperto
e
respiro
più
vivo
in
note
e
La
su
Carso.
quest'anno,che
l^oce. In articoli di
si fa
gior
mag-
In quellicimentandosi
bibliografiche.
argomenti
con
// Mio
l'arte della Roma
come
rughiana. la poesia
somma-
del
Gozzano
Carducci, Guido
e
buoni giudizi(I) su
vari
minori; in queste seminando
campi della coltura,dalla politicaalla letteratura,
a
posito
prodella Biblioteca dei popoli,deWUrmeister
di Goethe,
con
delle Poesie
di Umberto
rarticolc
Brand, parla
su
Saba
per
e
di altri.Nel
1911,
la prim.a volta pubblicamente
Ibsen.
di Enrico
Ma
alla fine di quest'anno Scipio Slataper diventa
191 f
più che collaboratore de La Voce. Il 14 dicembre
po' lontani dall'ambiente fiorentino,
no
vengoPrezzodalle
di
Giuseppe
sorpresi
seguenti parole
lini: (( Le esigenze dell'organizzazione
minata,
terancora
non
della libreria,richiederanno
parecchi mesi
per
i
lettoriun
la maggior parte della mia attenzione
Non
continuare
potrei pertanto
come
da
solo alla redazione
perciò di procurarmi
per
Segretario di redazione
amico
ben
ccllabcratore
e
ai nostri
noto
(i) Tanto
recensione
di
La
il prossimo
nella
persona
si
del mio
lavoro.
in passato,
Voce.
Ho
stare
ba-
a
pensato
1912, l'aiuto di
del
Scipio Slataper,il
mio
cui
un
ottimo
nome
è
lettori.
capisce la terribile
Insaniapoli» del Ruta.
meno
«
de
e
cantonata
presa
nella
58
—
vite
coprire
a
complicato
un
dopo
provvisoriamente,
ebbero
gli
della
di
mezzo
il
redazione,
prevedute. Come
il
numero,
di fare La
suo
gli fosse capitato
ciò
cui
pronto
era
avrebbe
a
e
noi
proprio nel
nella
s'interessava
soprattutto
In
l'incarico,
Voce
poco
un
tale
dicembre
tempo.
E
e
profonda
fu più forse
i suoi
a
e
originale;
mo
avrem-
ma
ciò
sua
vita che
gli capitò
va
ave-
crisi, si tranquillizzava
semplice
Si trovò
questa.
intimo
un
senza
del
per
due
allora, risentono
lavoro
Ma
più abbastanza
potè
se
serio, egli
nuova,
la
cui
glio,
me-
e,
colpirlo
nel
e
umano.
a
La
Egli
Voce;
quindi
e
il
1911
sembrare
questa
al
ad
aver
consentimento.
marzo
del
inferiore
ragione che
per
La
insieme
disagio interiore, egli mise
dal
Anche
doveva
viva
il
quando
più possibile,ch'egli sacrificasse
individuale
futuro
accettato
del
parola
una
le vie,
aveva
Carso.
mio
futuro
ormai
era
non
che
Voce
una
in
una
d'un
visione
che
di continuarla
momento
sorpassato
appena
suo
cogliere
rac-
l'uscita
in
tutte
su
la fede
perduto //
certamente
non
va
ave-
doveva
prima,
mesi
otto
sciagura
forse
avuto
avremmo
invece
in
non
rifugio nell'impegno
trovato
raccolto, con
Voce, nello sforzo
La
momento
si trattava
mettersi
della
si sarebbe
ne
improvvisamente
al prfimo
le bozze;
di
Voce.
passo
da
trovò
si
l'incarico
accettato
aveva
assicurare
materiale, distribuirlo,
nell'imminenza
e
dalle quali
inevitabili dissapori fra
ma
segretario di redazione
correggere
Se
quale
complicazioni che
a
discussioni
superato
redazione,
Scipio Slataper
segretario
disagio, disagio
laboriose
origine i primi reali
amici
—
1912;
al
suo
per
pito,
com-
im^maturità.
cati
lunghi articoli sul Teatro, pubblidi quel disagio. La
loro tortuosità
39
—
e
derivano
torbidezza
1912
marzo
Rapini. Il
Giovanni
la
annunciare
può
direzione
di
è
volta, ma
La
però
quale
del
che
credendo
non
del
erano
quella che
nella
regolare ed
quale
Aspra
Giuseppe
riprese
vita
il
e
potesse
Ma
i suoi
più
sigeno
d'os-
quella che
Una
curare,
Voce
seconda
che
già
la
prima
di continuità.
l'esistenza
a
duro
e
benché
de
La
Voce.
perdesse
migliori collaboratori, mantenne
in
in
ad
quando sembrò
possibile che La Voce si raccogliesse di nuovo
tica.
proficuamente dividersi in letteraria e poliil turbamento
generale provocato
nimenti
dagli avve-
della
travolse
lasciarla,
a
irrompente
Libreria
della
tenne
vincere
con-
tardi.
troppo
e
e
Voce,
di
di coltura, per
II seminato.
lotta intorno
giornale. Sino
tratto
rivista
La
avere
era
folata
organo
:
soluzione
Rrezzolini
due
un
senza
la
della
tempo
frat-
riprenderla. Non
poteva
lato
a
passasse
fu
ormai
essenza,
vecchia
riore
supe-
accortisi nel
sentirla finita
a
si
in
estendere
creato,
aveva
tutti
a
spirituale d'Italia; ma
vita
8(1 profilava dalla
la
che
stata
era
Se allora
potesse
Ma
di ciò.
il primo
stato
già intuito
aveva
della prima.
di sopprimerla. Elssi cercarono
parere
era
questa
profonda.
riformatore
altro compito
il Rrezzolini
Egli che
anche
crisi
alcuni amici
compito
cessato
a
ripresa della
apparsa
era
passa
45, dopo aver
Bacchelli,Rrez-
volta, una
Voce
dissidio,ora
ogni
a
la
e
materiale.
già meglio,
sta
Sémplice
il seguito
La
de
Voce
Riccardo
e
questa
fu che
l'esistenza
La
numero
timone.
anche
non
Col
Rapini
al
sotto,
di
de
dalla
e
corto
collaborazione
sua
nuovo
scontento
luglio il Prezzolini
7
il novembre.
per
a
la direzione
ringraziato Giovanni
zolini
dallo
soprattutto
segretario di redazione
fretta del
Il 28
—
anche
guerra
La
alla
guerra;
europea
Voce
e
che
della neutralità
dopo
esser
stata
italiana,
diretta
—
per
breve
un
di vivere
60
—
periodo da Giuseppe De
rimpianto.
senza
Robertis,cessò
Fra
del 1912 volevano
far
quelli che nel dicembre
morire La Voce, ci furono Giovanni Amendola
Scipio
e
Slataper.E furono i primi a staccarsi quando Giuseppe
Prezzolini decise
vicina
e
di continuarla. Da
allora si fece più
vanni
frequente l'amicizia di Scipio Slataperper Gio-
Amendola.
L'ultimo articolo dello Slataper su La Voce è // momento
attuale dell'Austria del 12 dicembre
1912. Aveva
cominciato
le Lettere triestine nel febbraio
con
L'annata
del
1912 fu
1909.
ricca d'articolisuoi;
meno
che
an-
perchè egli,oltre la pubblicazione del Mio Carso
ebbe in quest'anno la tesi di laurea da fare. Passata la
Papi.ni,egli si sentì liberato dal
dalla responsabilità
potè collaborare a La Voce
e
e
peso
con
più calma e maggiore libertà.Vi pubblicò quei due
articolisu L' avvenire nazionale e politicodi Trieste che
le parole più profonde che siano mai state dette
sono
direzione
a
su] dramma
Giovanni
triestino avanti
la guerra;
critica del
una
Partage de midi e un articolo su Ferruccio Garavaglia;
del 1912,due recensioni
nel bollettino bibliografico
del
Giuliano l'Apostata di C. Barbagallo e degli Scritti di
R. Michelstaetter,e una
sione
nota, semipolemica,in occadi Federico
del centenario
Complessivamente
La
Voce
è stato
un
Hebbel.
il contributo
di Scipio Slataper a
forte contributo. Molto
egliha dato
Voce, ma non
poco
eglidei collaboratori più in vista,fu
egliricevette
La
da La
a
fu
forse
anche
di altrial di
sotto
di lui
per
Voce. Non
meno
letto
valore intrinseco. Ma
maturo
capisce perchè; egli era più gr.ovane, meno
confrontato con
gli Amendola, Cecchi, Papini,Prezzo
natura
lini,Soffici;e poi sopra tutto perchè egliera una
si
-
61
—
Certo
che
è
Jahier, segnò
così
La
Ma
di
natura
scrittore
anche
cisione
de-
tanta
con
ha
di
Senza
vociano.
lati caratteristici
molti
e
impor-
somma
uomo.
maggiore
il fatto
resta
fosse fin dal principio nel
triestino
un
che
per
vimento
mo-
d'Italia all'inizio del
la coltura
rinnovato
ventesimo.
Scipio Slataper redimeva
di
naa
e
movimento
spiegherebbero
si
Trieste,che
del
parte
d'importanza
secolo
il
nemmeno
Scipio Slataper fu di
fatto
non
sua
duale
indivi-
progresso
nessuno,
e
chito.
ac-
Piero
di
eccezione
velocemente
tanto
di
vita
l'aver
della
sua.
primo
lui.
la
Voce
ad
linea di
una
la
come
percorse
come
tana
Voce
La
ne
di
rivela
si
non
vociano,
nessun
estesa
Jahier, la
Per
che
complesso
scrittore
di
-
contribuire
Trieste
la
con
spiritualmente pri-
vita
sua
redimerla
a
camente.
politi-
***
Ma
nel
ìndice
di
1909
lesa
far
italianità
professore che
La
come
di
allora che
Vamha
e
che
"(
Qualche
che
lo
volta
balza
Slataper,per
il redattore
si mise
fu costretto
mi
Infatti ci
fu
di studio
su
riviste
rale
mo-
:
un
parerà
Im-
nicate
scomu-
Voce!
di fare
che
scrivere
era
d'inferiorità
e
perder la borsa
gli fece
studiare, altro che
a
Fu
Trieste
per
vociano
movimento
professori universitari.
certi
per
del
parte
a
ad
devo
giovane
tradurre
vivere, accettò
l'offerta
Giornalino
menica^
della Do-
del
e
a
copiare
per
Carabba
qualche lezione.
seppellire qualche piccola gioia
andare
tra
le lettere del Tasso
in
pensiero
».
di
cerca
e
pensiero,
per
piare
co-
62
—
Ma
Giornalino
nel
della
di sfogare quella parte
che
ne
d'armi
campo
doveva
richiedeva
e
proprie facoltà. Ai bimbi
alle
viene
e
la
non
che
continua
è
modo
rito
spi-
suo
Voce
La
era
sorveglianza sulle
egli poteva
invece
il
parlare
che
cuore
c'era
me
co-
controlla
non
sfruttarla
come
stata
una
fanciullezza
i bimbi
tutti
vivendo
campagna,
bino
all'eterno bam-
Scipio Slataper. Egli
in
sua
Non
che voler bene
potevano
non
La
i
scuola, quando ne
del suo
giardino, era
ricchezza
Ed
egli
muraglioni
delle
in
in
facendo
le
pur
case
dimenticato.
giovanili, era
Alberi, fiori,frutta, erba che
recarsi
per
il cancello
il grigio
e
del
prima
rale.
natu-
di vivere
libertà cromatica
piena
invecchia
che
ribile.
inesau-
tesoro
la fortuna
città.
la
troppo
amava
ritornava, oltrepassato
a
fabbricati
era
hanno
in
selciate dentro
dei
del
delicata
e
rattenere.
labbra, quando
fanciullezza,per
strade
egli trovò
mente.
I bimbi
sua
Domenica
fantasiosa
Voce
La
—
le
tempo
anime
rimasti
sono
poi
Scipio Slataper;
quegli
la sensibilità degli occhi
educa
natura
Per
E
fantasia
deve
e
non
ai bambini!
tasia
nuda
Anzi
e
i bambini
più nuda
si creda
che
in
e
sia
è
passiva,
Ora
raccontare.
esser
per
la
dita
gra-
problemi religiosipo-l
tieri,
più volen-
l'ascoltano
coraggTosa.
cosa
facile
difficilissima.Appunto
coraggiosa
ritornare
solo
non
astuzie
troppe
a
di
sempre
fantasia
sua
affaccendati
invece
filosofici;
è
sentiva
gli piaceva
però
ricorrere
quanto
Ma
si
poi c'era la
dagli uomini
liticie
egli
via
produttiva;
ma
re
gene-
solo la fresca
che
del tatto
in
e
di
disinteressatamente.
questa
bambino.
d'azzurro
scorci
e
d'insetti
vita
e
vitali nell'anima
elementi
sempre
come
nasce
patrimonio
1
fiabe'
raccontare
perchè
che
si
una
perde
fan
at
63
—
le complicatezze
tutte
traverso
si fa
di quella che
migliori che
cose
bambini,
sono
Scipio 5jataper
narratore
che
buon
contuttociò
le
quali
sangue
rimangono
vi
p^opolari. Ci
popolo
verbale, quella
rindefinitezza
sospettosa
che
ancora
molte
cura
aleggia
fanciulli. Quest'arte ha
valore,
fetto
per-
stillat
di-
è
fantasia,
sua
ni,
complicazioQuel
gettivismo
sog-
frase, nell'atteggiamento
dei sentimenti, quoltutto,
su
la frase
sentimenti
un
non
annullate.
quell'arte che
di
caratteri
suo
nella
retto;
cor-
decadenti.
dei
scorre
nella
si scopre
non
ingenuità
sua
ai
mano
dall'essere
assottigliatenon
sono
che
nel
del
è
la
in
racconti
lontano
è
bambini;
per
molto
ma
i
teratura
let-
i bambini.
per
dare
si possono
stra
no-
peggiore
grandi
quella distillata,
primitivismo
non
Ora
c'è
dai
oggi
l'ingenuità fantastica
vuole
Non
sempre
ancora
psicologia della
la
e
specie moderna.
educazione,
Le
—
non
mente
certa-
sono
sentono
i
veramente
vibrazioni, oggettiva
senza
greggi
e
soprattutto
torni
con-
recisi.
Tuttavia
il
mai
molti
scrittori
delle
senso
da
più
ne
la loro
Slataper, parlando
ne
bimbi, purché
e
si
alla
Così
Ma
grandi col
anche
si
tutto
Egli
come.
sono
dono
cre-
ligenti
intel-
creder
del
di
parlare
può
si
non
colonne
qui
peritò di
Giornalino
poter
cinare
avvi-
bambini
trasformarli
:
lo Slataper scrivendo
Giornalino
bambini
a
problemi che preoccué un
semplificarlisino all'idiozia,
dei
mente
bisogna
sappia
deva
per-
maturi, benché
gli uomini
di politica dalle
della Domenica.
i
che
meno
non
succede
degli idioti. I bambini
intelligenza sia speciale. Di
parlare d'arte
Dano
bambini,
a
proporzioni, come
che rivolgersiai
strapazzo
rivolgersi a
sia
ai
lo
sull'unr't;ersi7à
surdo;
as-
mitizzandoli.
i
per
italiana
a
piccoli lettori del
Trieste, la portò
64
—
sulle strade
facce
—
dimostrazione, la colorì di gridi
in
dii studenti, ne
fece sentire
bicchiere d'acqua che
si beve
la necessità
Egli pensò poi di continuare
drettini della città di Trieste
d'Italia,come
Lettere
grandi
i
:
Voce.
La
su
fiamma
anche
Vamba
che
di vari
non
felice
mano
non
quel
di Vamba
con
grandi, L"
intervennero
punto
contatto
a
dal Giornalino
collaboratore
amore
per
i
per
figlioli
e
quindi
triestina,qualora
suo
questo
a
si mettessero
loro
i
il distacco
Ionia
Ma
vita
sua
faceva,
e
di qua
i bimb
grandi triestim, i quali scottati dalle Lettere
intendevano
non
fatto
aveva
della
e
sete.
serie
una
con
dui
come
si ha
quando
d
e
di
i
la fiorente
co
fatto rimangiare
Lo
proposito.
fece
minacciarono
tutta
avesse
ne
quelb
con
nulla
Slataper
continuò
e
a
pe
invece
trasceglieredalle letterature popolar
a
paesi racconti
e
novelle
per
il Salottino.
d'impressionismo a piccoli ragazzi sembrerì
italiani à
assunto
impossibile. Eppure nei suoi Bimbi
M edardo
Rosso
Scipio Slataper vi si è m.esso
e, molt(
Parlare
felicemente
«
scultore
Il nostro
salta,
mentre
qualche
in
ed
corre
urla
tutt
in
questa posizione, e il
capo
come
un
fotografo quando mette
pretendendo ch'essa, diventata
neanche
muova
il Rosso
anche
gli
«E
li
sa
date
le
uomini
ritrarre
il viso
esser
una
posa
sbizzarrire
e
e
fa
e
viso
a
person
poi
cheta
!
Invece
sorridente
modo,
loro
chiuse
la
ammattire
furiosa, stia
vivere
ragazza
drizzi i
un
pieghi o
le gambe
si
gli
sinistra,
a
pazza
faccia
un
i
no
e
pens
ragazzi !
».
perciò, perchè
pieni di vita : come
della
spalle? No,
anche
quello
come
corpo
in
appunto
si
vrebbe
cigliae
lasciateli
—
'allegro,e
farsi capire
a
fermare
si possa
che
ammette
non
è riuscito
punto,
sorella
vostra
capisce. E
che
sì
non
condannato
trottola?
E
dunque
vede?
a
vivere
lascia
sono
suoi
anche
perchè
lo
la
scultore
codesto
treccia
dovrebbe
povero
della
egj
voi
gua
dietro
vede:
scultore
intorno
girare perpetuamente
scolpisce quelle parti
il Rosso
modelli,
Quando
veramente.
vedete
Perchè
i
alle
d
co
persoi
I
66
—
il più, è pasto
raffinato
troppo
pò* l'effetto di quelle
dove
sai
non
l'invenzione
davanti
parana
Con
via
delle
decise
che
Petalo
di
così
ma
del
egli
di
seguire il
di
sentimento,
Un
tonalità
Un
impalpabili,
reali.
realistica
una
gica
psicolo-
e
Voce
le ali tarpate,
un
pò*
di
liberare
della
la
realtà
in
impalpabile
poter
per
suo
da
certi
come
pesantito;
ap-
fantasia,
quel
leggero trasvolante
lo
rattere
ca-
bolo
sim-
un
passaggi
luminose.
di pudore
senso
che
ciò
parte
ti si
tratto
Slataper s'apre
po' femmineo
un
ste
cele-
La
le strade
maschio,
tanto
a
e
o
i ritratti de
e
con
contano
in
immagini
bisogno
aveva
estro,
suo
di tratto
novella
tentativo
sorvolare i paesi
più
un'atmosfera
il giovane
rosa
un
d'Andersen,
figurazioni di nubi
fatto procedere
avevano
che
in
e
sembrano
ti
primo
suo
rosa
l'arte. La
verso
nuova
navighi
:
di cirri
ricamata
tutta
novelle
le sfumature
simbolica
Fa
imponderabile.
e
stupende
siano
se
—
gli
riusciva
Preferiva
pubblicava.
C*è
di
natura
:
più volte
gli faceva
mandarlo
questi voli;
in
espresso
da
mettere
non
qualche
fioritura di piccole
lettera
in
a
quell'epoca tutta una
re.
leggende, di parabole, di novelline : La veglia del mabianca
Il mandorlo
nuvola.
fiorito.Il granello. Una
La storia del fiore sul fiume, I due contadini. L*amore
amica.
nella
del
cielo, della nuvola
che
amore
di possesso,
per
i
di fervore
fiori,del fiore
dolorosa
una
come
la
terra
calore
buon
suo
seno
e
perchè la prossima
la
nuvola
che
nel
notte
doveva
fiume;
dopo
giocondo,
s'addormì
il
per
un
di rinuncia
Il mare,
di calma.
a
il
per
vicenda
risvegliata raccoglieva
»;
dell'albero
la terra,
per
di veglia tempestosa
notte
sul
è
mare
suo
egli
e
una
tre
men-
il
sangue
si riscaldasse
correre
per
il
67
—
cielo, solo
terra,
che
ecco
pianto
la
con
pianto
una
gioì
e
l'amore
che
bianca
e
gettò
tutti i
passanti
una
falce
che
passava
le ferite
di tutti, ma
quando
lui
ma
li tengo
e
ma
no;
del
fu
da
e
su
vita
le
creature
petali
pianta
tra
la
sterco
e
sanare
neficate
bedi
per
e
i
aveva
suoi
rifiorisco,i fiori
ghiaia
dal
a
mato
frantu-
dalla
pioggia,
soffice
in terra
rinascere
me
granello
mezzo
sfatto
caduti
il solo
che
piede
ogni
per
suoi
se
:
da
glio
cespu-
fece
che
dei
vola
nu-
un
che
è
fiorì in
un'erba
su
così
una
una
simboleggiata
compagni,
seminatore,
sterile,
le parti via
tutte
accorse
è
cacciò
di
portare
è
come
«
sasso
là,
pensò
Ed
me.
ricoperto
di tutti i suoi
mani
si
allora
scarpone
fu
egli
un
l'estate,ogni
tutti per
uno
in
tanto
«
fattivo. La
e
da
bisogno
venne
fiume
e
creare,
manomettevano,
più
avevano
del
non
petali bianchi
i suoi
buttava
di
sentì
si
andare
di
zato
accarez-
fiorito;il mandorlo
tagliava, su
sempre
non
che
voleva
stesso,
se
forte
creature,
allora
che
frutti
le
tutte
per
stalgia
no-
».
vivo
lo rende
fu
gli potè
tornata
senso
mandorlo
dal
simboleggiata
amore
un
che
morale
ragione
lui )),
da
di
si moriva
ingrossato,
in
anche
fu
e
in
giù
fiume, bagnando
aveva
pefde
si
cose
soffici ondate
e
della
cose
cadde
a
lui si posò,
farfalla
la
non
dominato
è
le
altro fiore lontano
parola d'un
Ma
più
che
s'aperse
tutte
di
su
lontana
pioggia
essa
d'un
larghe
dalle
giorno
che
che
ed
il fiore che
»;
sponda
farfalla
una
un
esso
fiori
alla
d'amore
la
dentro
corse
le
toccando
il sole
polline dei
l'umido
ombra
sua
venne
allora
e
—
dalle
in
spiga
varie
senti
verde.
Anche
il nocciolo
in
queste
morale
parabole
che
non
così
manca
leggere
mai
e
alla personalità
68
—
dello
Slataper. L'esempio
preludio di Brand,
un
Un
«
un
bimbo
fresca,
mandorlo.
gli
disse
e
altri
le
case
e
le belle
tempo
se
e
bimbo
Il
pace.
Ma
che
frana
col
avvertire
gli abitanti
s'arrampicassero sulla
gli obbedì : alcuni
parono,
scap-
si
il
frana
rovinò
altri
Gli
è
fermamente
benché
sui
la
e
lauro
di
nel
Col
la
e
le nubi
con
e
perfetto
coro
nelle
composizioni
lo
del-
anche
elementi
la
con
vita
e
la novella
e
:
il
e
rina,
signo-
una
stessa
della
e
maverili
pri-
il sole
:
pietra
una
sono
Monologhi
uomini
gli
incontrarsi
per
due
nei
ma
sor
Profes-
ligure. Nel
anima,
che
diverse; monologhi
della
la
con
passo
tra-
i
vecchio,
aspirazioni siano
disce
s'inumi-
trano
rien-
primavera.
le viottole
fondersi
vergono,
con-
nell'arte
Carso.
La
gna.
un
e
uguale. Questo
anima
sua
natura
ritratto ritorna
Mio
lui
ed
lenta
registro, quasi
finiranno
del
anche
morire
prati, si è congiunta
staccati,
mutar
le
frana
al ritratto,la libera
già ritornata
facilmente
scorge
parlano
senza
dalla
cavarono
il
trascolora
formalmente
un
i puntelli e
villaggio, distrusse
sul
villaggio vTsse per qualche
e
non
perchè l'ignoto era
morto,
promettersi
l'uomo
Ausserleben
poeta,
scrollò
masso,
Slataper pubblicate dalla Riviera
ancora
testina
e
sotto
Così
case.
che
governa
lo
nascosto
la
far
bimbo
rimasti.
rapide piante
legge che
dì
minacciasse».
fantasia
le
Il
si chiese
qui la favola
dolce
di
e
per
abitazioni
La
furiosa.
frana
rispondersi
un'altra
in
casa
arrivò
quelli che vi erano
pietre per le nuove
in
seppe
a
dargli
collo, gli baciò
case
prese
masso.
compaesano
la
sotto
lo
vecchie
del
brandiana.
risero.
L'ignoto
cadde
su
morale
l'Eroe, quasi
è
ne
grave
all'ultime
tornare
loro
in
più
montagna,
di
Egli
di
dalle
uscissero
più
aspettava
di
ramo
che
lo
—
novella
Da
Quei
è
:
del
alla parola,
Ventiquattro
dò
per
a
questa
quanto
ore
c'è
di città
in
la diversità
il timbro
della
canapa-
del
voce
bettio
balsia
69
—
poi
rimasto
e
ci
delle
trentina
di
son
sicure
Padrone
e
Caratteri.
Vita
città
di
col
coi
in
ore
vivace
costumi
suoi
pel
bastano
della
preciso
e
giudizi borghesi
e
in
d'una
tutto
v'aspettavate dallo scrittore,
candore
le
calzature
della
i
la
lita,
sa-
piedi dei forestieri,
Le
la pioggia.
sotto
trano
s'inol-
Bella
natura.
per
ne
cittadine
benzina
e
profumato
fangoso
viottolo
d'automobili
quell'inizialecorsa
in fiore. Polvere
per
non
ne,
nell'azio-
Ma
controazioni,
non
Bella
gusto.
nel
dei
che
vita.
campagna.
contrasto
il
rigido, dei Caratteri.
e
un
nella
matura
particolari,scene,
fra mandorli
gioie
prime
campagna.
In questi
due
La
ognuna.
sotto
a
i
per
primi momenti
quasi
con
per
più
ventiquattro
ammassante
in
un'arte
da
e
meno
ne
contrastanti
e
il Bor-
il Contadinista,
più
combinati
e
Borghesa
Sono
ne
esercizi
la
la Padrona?
spigliatezza,che
della
sono
cesa
e
campagna;
È
dei buoni
ora
il Delicatino
portata
fresca
Voce..
Cinico,
sorprendervi
per
su
Che
Caratteri
sciolti
La
appaiono
anzi
tappe.
il
ghesone,
della
de
gure
li-
Riviera
novella
i Caratteri
Palvese
del
novelle
le
questa
e
mezzo
ultimi
Questi
quello. Fra
sempre
Vita
della
—
le
tutte
Borghesa
voi
quella del Borghesone
colpo
di vento
quell'altra scena
Ciò
un
gustosa
ve
sua
bastato
noscenza
co-
gesto
un
gambuccia
più
la pelliccia che
e
a
come
».
la
ficca
loro piedi ondulò
È
persone.
già fatto
avete
campo
di fresca
la fa aspettare
le
frasche
viene
avanti
dietro
al
priva
cona
ave-
varco
lungo
il
fiume.
Il Delicatino
di pietra
dalla
su
in
per
la
pietra
padrona,
salita
sotto
mentre
l'ombrellino
il Cinico
a
verde
che
lando
saltel-
prestatog
im-
gli
si
70
—
al
attaccato
era
gradito
niente
è
gocce
d'acqua
più
Contadinista
forza
Ora
gli
di
della
sappiamo
che
grati
della
delle
due
delle
e
nel
Anche
in
Insomma
riuscite
un'ironia
fra
tutto
sino
Poche
arte.
Ma
fu
volta
una
e
un
frivola
di
lusso
centrale,
in
si merita
una
sgustosa
di-
le
illusioni.
sue
costruire
villa
la
bifolco
al
aranti;
d'edera
stile
sia
Slataper
drona.
Pa-
pose
sboccate;
fanno
bella
una
sto
contra-
sì che
di
prova
leggono
si
è
poi
e
il
stesso
solenne,
mato
fer-
dalla
mai
non
ma
a-
figura
bella
sua
un
piedi
a
di atti rapidi, di
nello
dello
maginare
im-
potuto
cinicamente
bovi
fascio
na
buo-
con
piacere.
di
E
battuta
ab-
davanti
campagna
e
forse
tanto.
e
fa
suoi
perfetta,
cose
un
cose
quercia
più
ci
susseguirsi
non
facilità
maggiore
con
nelle
novella,
questa
coi
un
della
ci
vorrebbe
allo sdrucciolevole,
tutta
città
solco
Rosa
mandare
a
il
dalla
campi,
ma
procura
perdere
il frustino
e
al
mezzo
contadini
arrivare
ai
mezzo
lucidi
gambali
coi
lui
in
che
avremmo
quello che
per
piantar
Chopin,
suonerà
non
gli fa
Padrone,
invetrato
sino
sciutti
che
quella
il
corridoio
di
di
brellino
l'om-
».
Il Contadinista
cucina
il
rifiutato
impreviste,
ma
stillare
mentre
»;
compiaceva
ingenuità
scenette
lezione, lo intuiamo;
di
si
fango
sua
il veder
scoperto,
capo
il Delicatino
trote.
una
che
ombrellino
un
signora,
piedi
suoi
i
siamo
piacere
dall'orlo
che
convincendo
poeta
un
a
andava
lo
per
ultimo,
«
roseo
con
braccio,
—
poi
leggerezza
sempre
quell'epoca,
ritornava
de
concessosi
spumante,
La
all'attività
Voce.
ria
se-
"IL
Carattere
MIO
CARSO»
Gioietta
amicizie
Crisi
d'uomo
d'artista
e
e
—
Genesi
—
dell'opera
-
libro
Il
la
L'artista
critica
e
e
—
—
Impressionismo
stile
suo
letterario.
—
Io
e
che
viene
dentro
a
di
con
"^Lettera,
un
senso
settembre
E
d'averlo.
gioia
la
che
ho
il
sogna.
un
dolore
quello
Non
che
barbaro
sono
«
mio
che
terra
igio).
tutto
perchè
me,
debba
è
io
germogliare
buono
patisco
».
74
—
E
tempo.
dell' animale
i denti
aveva
aguzzi
lucenti
e
forti mascelle.
sopra
Quando
alla
rideva,
del
sommità
le
degli uomini.
teste
mani
sabbia
Ma
chinava
Se
il soffregamento
attraverso
quasi
che
capiva
si
:
gioiva,
il
poi
sempre
quando
volto
suo
sarebbe
saltato
il busto
mettendo
si risollevava
addolorato,
di bigio-nero pesava
cielo carico
l'abbandono
la
sopra
l'opacità di ogni
e
delle
le
come
palme,
schiarito.
allora
un
fronte
sua
muscolo
suo
di
oltre
filtravano
accanito
profondamente
era
bisogno
aveva
ginocchi, le preoccupazioni
i
tra
Se
capo.
lo slancio
riso, dalle piante dei piedi
tutto
era
prender
e
—
e
mettevano
paura.
Tutta
la
fìsica di Scipio Slataper fu
persona
del
spontanea
Chi
trovato
bello.
e
tempo,
se
nel volto
Pur
che
colui
:
Forte.
un
va
come
Lo
sentivate
che
notte
freddo,
su
egli
e
i compagni
in
montagna,
uscì
nella
che
tronchi
e
che
fece, sorrideva
ne
di
rami
con
passare
cappello largo,
col
spalle solide
Nelle
una
naturalezza
nella
decadenti.
piantarsi delle
a
re
di-
e
nodosa;
mano
una
ritornò
sembrava
un
Um
gambe.
dalla stanchezza
dentro
con
mantello-
sua
ci si voltava
della
stretta
morivano
neve
la
tutta
forte.
vento
nel
primo
Scipio Slataper
decrepite dei moderni
lo si vedesse
e
del
il romanticismo
portava
con
essersi
primaverile.
romantici
i ritratti.
Egli
epigone.
le maschere
svolazzante
na
ingannano
negli atteggiamenti
e
tra
nuova
alcuni
ci
di
creatura
una
a
furono
un
dimenticare
potrà
non
Così
non
però
era
spirito.
suo
gioriio davanti
un
Forte
non
conobbe,
lo
velazione
ri-
una
capanna
sotto
un
e
dal
da
stori,
pa-
peso
di
gigante; al fuocc
l'ingenuità d'un
bimbo.
75
—
Coraggioso
e
jioiscono. le reti
Ma
:ariche.
La
ecco
buttata
dura
si
chi
enza
la
ingoiare
per
piglia
a
e
)ra
simile
una
lascia
lere
ca-
intuito; si getta
fuga
in
delfini, salvando
i
niravano
anche
mescere,
come
volontà
Ma
per
di
nel
ed
Un
più.
ogni
loro
di
mancava
lo
forza
il
seme;
suo
per
e
egli
amavano,
intorno
a
molto
era
lui, si
calore
recavano
di alcuni
che
sia
passata
sulla
ha
che
serenità,
come
terra.
di
dato
per
suo
luce,
e
ricordo
quello che
grappavano
ag-
ogni
nel
di
am-
del
oggi
per
e
lo
è
brutale.
parola, che
loro
che
divino
silenzioso
fecondi
lui
cata,
man-
di spirito. E
oscuro,
un
in
era
o
saldezza, benedicevano
sua
vivere
da
sentito
luce,
e
sole. Giravano
sua
sentivano
quel dono
che
che
luminosa
creatura
di
a
corpo
terra
gli umili
?^erciò egli può
più
che
di
esercitare
non
più maturi
robusta, quasi
alla
ma
amici
tormento
una
sua
;esto
poteva
non
totale
salute
di Scipio Slataper.
la vita
turgida naturalità, e
salute,
nolto
natura
di giovinezza
una
;
pescatori
a
altri oggetti, chi
bracciate
sugli altri. Gli
forza
ma
;
chi
remi,
di tali episodi è ricca
ascino
a
i
alla
pesca.
Ma
a
pesca
quattro
^on
splendida,
disperato. Scipio ha
le braccia
nare
i
barca
una
con
pesca-
sono
sollevarle,tanto
tratto
tonfo, due tonfi, tre
un
di rabbia, perchè i delfini stanstraziare le reti; nell'impoe
onfì. I pescatori urlano
lo
esce
è
fatica
un
a
dai
raccontare
Scipio
sera
sardelle.
delle
)esca
Fatevi
sano.
Una
ori di Grado.
—
Exl
anima
quello che
ila scritto.
Si
sono
\i amino
^ustamente
realizzate
nella
nel
vita.
corpo
le
sue
Se
no
parole
la
:
nostra
a
che
Bisogna
anima
degli indifferenti
è
altri
sepolta
pettegoli.
Per
76
—
questo solo chi è stato
forte anche
dopo la
e
Egli
intime
farsi
seppe
umanità
larga avrebbe
egli
dava
si
».
da
soprattutto
un
raccolto
sognava
in
aperto
e
di solarità. Una
lo
di
bocciolo
un
della
ma
ani-
sua
chia
cerquesta
di sosta
momenti
intero, nei
di
gruppo
fiore. Dentro
tutto
quelli che
da
forti,è buone
e
il soffio fecondatore
di salita, di dolore
ignorata
morte
amare
che
nuova
da buoni
amato
in cui
persone
—
ricchezza
e
di vita,
conobbero
soltanto
le amiche
triestine.
come
scrittore.
^
Di quelle persone
furono
di Scipio Slataper
Le amiche
dinaria
piace). Ma
ne
quale ha sofferto nel far valere
sensibilità
e
tende
assorbirla,con
ad
straor-
femminile
che è vortice
quell'originalità
fondo, (o labirinto di specchi, come
meglic
della donna,
l'intelligenza
avevano
appunto
coltura
senza
la
né
avevano
non
di aspirazioni,in
d:
proprio nucleo
un
col
contrasto
«
tipo
formale
l'educazione
che
»
che
le
pone
degli ostacoli che le frapla famiglia,speoialmente se borghese.
Non
è strano,
geniale
ne
infrequente che l'uomo
impone
trovi
la società,
nell'amicizia
invano
e
ad
onta
di siffatte donne
nell'amicizia
più dedita
maschile
In Scipio Slataper poi furono
a
due
fedele
e
special
momenti
all'amfca.
l'avvicinamento
determinare
be
cerchereb-
che
ciò
naturale, l'altro occasionale.
maschio
cioè dotato
Egli era
«
»,
chia
L'uno
merci
quelle qualità che poi l'umano
dal Dongiovanni
scala che va
per
proprio
della
che
castità
in
conto
e
le
aveva
dell'ambizione
qualche modo
da
natura
ingegno
sfrutta
al bellimbusto.
messe
nel
doppio
civile. Ma
richiedessero
un
di
èra
compenso;
Ora
tutt"
nellii
eg
torchi
naturai
nell
I
11
della
stima
donna,
E
egli
però
doveva
non
fu
anche
c'entrarono
interna.
Ritornava
l'occasione
fiorentino.
ambizioni
rosseggianti di gloria ch'egli
far
stati
erano
volontà
di
che
sentì
messi
Da
umile
i
primi
alla
opposizione
gli schierò
concittadini.
sulla
Ritornando
che
aspettarsi
le
e
potuto
vare
co-
Una
pari
tale
disprezzo,
e
farli in
audacia
Trieste
egli
tempo
doveva
inusitata
i
tutti
quasi
a
fiera
una
sorse
via
nuova
quindi
urti
primo
suo
aveva
in
e
simultaneamente
contro
sposizio
di-
sua
giovanili sogni
i
lavoro
città.
sua
dal
sacrificio
questo
passi
la
raggip della vita triestina,
farli rientrare
egli dovette
prova;
rude
e
nel
il
dura
a
strozzarli.
o
Firenze,
A
dentro
nascere
sederla.
pos-
questo,
e
Trieste
a
soggiorno
e
in
ne
la donna.
poco
non
desiderarla
romantico
idealmente
considerare
Poi,
se
egli
non
teva
po-
migliori
nei
suoi
dei
silenzio.
casi
Egli
agio;
alcune
in
egli
amiche
il
aver
ottenuto
aver
ritrovato
aiuto.
cui
Seppe
pratica
e
se
triestine; fu
troppo
umano
gli
non
triestine
di
realtà
un
suo
tava,
l'aspetchè
per-
riconfermarle
spirituale
complessità
che
che
a
umana
un
sogni, il mondo
veniva
è
di
ma
in
loro
tutta
proprio
disperate
intorno
in
migliore,
cui
d'apostolo.
e
salvatore
di
solamente
Trieste
suoi
dei
guardavano
parve
una
di poeta
suo
la dedizione
con
La
la
fu
esse
in
là dove
a
visamente
improv-
trovare
meno
consenso
l'empito
Per
sentiva
si
cedesse.
non
le
donne
vi
perciò
appunto
consentimento,
Un
versare
E
preparato.
era
Con
la lotta, anzi
temeva
non
stesse.
in
E
nel
mento
mo-
di
cerca
lo ripagarono
propria
della
permetterà
mai
donna,
tempo.
non
che
i
78
fra
rapporti
in
uomo
linea
una
cervello. C'è
di
di
oscuri
il
mezzo
sangue
delle
te
svolgano ininterrottamen-
si
penetrabile dalla chiara logica del
tutta
sempre
sboccate
gnateli
donna
e
puro
e
cuore
sue
anche
ma
rosso,
sensibilità
sue
le
con
animali,
di
gran-
coi
ra-
quanto
per
represse.
nella
Così
Ma
relazione
noi
non
il vetriolo
essa
dello
mai
oseremo
della
che
particolari;e ogni dubbio
nella
Lo
che
fiamma
perchè
vi
può
egli
esce
non
mancò
E
avvicinava
che
salvo. Lo
la
poi
Ci
mani
di
là dove
la coscienza
la
cosa
dalle
umanamente
turbata,
universale
cui
a
individuale,
sua
Brutale
Anche
fosse
intenzione
sua
ogni
toccare
pure.
una
sincerità
momenti
in
cui
che
fa
restiamo
paura
plessi
per-
a
questo
gusto
di
di
pudore!
Eppure
no;
è
za
sovrabbondan-
di traboccante
misura;
vanezza,
giomorale, poca
buttate
che Sa
di riprendersi anche
dopo aver
salute
le forze
cercare
parisce
scom-
gli altri uomini.
Mancanza
forse
sorgere
denudarsi, di frugare
in
mente
pieghe più nascoste,
quelle che più gelosasogliono
agli stessi occhi della propria coscienza
nascondere
In
con
salva
dei
sono
di fronte
di
poteva
la
sincerità.
non
spirito fu
suo
Egli
di sottoporre
mai
far
possono
pericolose, persino
alle volte.
nelle
tutto.
ammettere
perchè
dispiaciuti. Sono
sono
purificazione del
elevò
si
più
prove
si
di
lati di
dell'insieme.
comprensione
sforzo
solo
che.
ami-
sue
certi
su
umana,
ci
o
le
con
versare
malignità
abbastanza
li penetriamo
Slataper
fino all'esaurimento.
questo
prima
la
bisogno
di
confessione
d'ogni altra ragione
confidenza
della
andava
il motivo
donna.
che
scoperte
gli fec"
79
—
ramico
anche
L*uomo,
che
ciò
Dargli qualche goccia
che
la
accogliere,
/ece
:ju alche
anche
volta
Lato
liberò
saldezza
Drecisa
fluttuante
e
acile
abbandono
oltre
:ere
La
alle
L'umanità
di
pietà
sua
Ne
Duona,
«Bella
«
Tiio
Quello
buon
luce
che
sangue
fantasia
im-
sentimento,
più
un
e
illusoria di
po-
amicizia
è
im-
le amiche
le vite che
nelle
reale
e
sue
vita
mani.
concretarsi.
e
così
lettere alle
che
la
cui
per
intensamente
logica,
sicuramente
così
commozione
vano
mette-
sue
vicino,
approfondirsi
umana
le
la
di Scipio Slataper
amiche,
si prova
non
siamo
pos-
solo
di-
grandi.
cose
riversare
cosa
e
la
con
dal
questa
vaga
filosofìa della
una
sentire
alle
da
posizione
op-
ombre.
sono
po'
compito
generosità
non
Una
generosamente
doveva
2he oggi, leggendo
rhiarezza
con
un
umana
una
lanzi
un
e
avere
risultò
contrastano
superbia
Ma
forze.
contatto
a
sinceramente
ìLglisentì
alla
dapprima
5Ì determinò
pure
se
grande.
più
nensamente
in-
sa
reale
nell'intuizione;
irradia invece
che
don-
Scipio Sla-
In
volte, evaporata
interno
le proprie
luce
che
carattere.
suo
abbastanza
concentrata
lon
del
la sanità
e
di
individualità.
a
inclinazioni
certe
La
comprendere.
senza
d'individualità
aper
ru-
manomettere;
quest'ultimo. Mancanza
negativo
senza
umiliare;
senza
gliere
acco-
d'amore
senza
e
assolvere
di
sensibilità
la
la
intelligenza
turbare
senza
sa
il sapore.
conoscerne
per
non
dell'amico,
cuore
intelligente,con
sia
delicato,
più
dal
trabocca
—
nell'anima
che
pianse,
il
suo
pianto fatto
».
ho
».
sofferto
per
gli altri
mi
torna
nel
cuore
come
80
—
È
un
tirocinio che
nuovo
quello di
egli deve
rendere
a
furono
i suoi
due
i
per
della
valga la
interni che
drammatica
santità
momento
riveli alle amiche
cui
esse
temente
presen-
di vivere.
pena
distinguere
rono,
prevalentemente ricor-
insegnamenti,
motivi
egli deve
in ogni
se;
profonda di quella per
che
lo Slataper,
per
momento
la parola che
sentono
non
Se
ragione di
sicura
aver
verità più
una
incomincia
di vita. In ogni
maestro
pronto
esser
—
si possono
della vita
bertà
della li-
e
umana.
La
razionalismo.
mistico
un
universale si potrebbe definire
concezione
sua
Ne^ derivano
lore,
gli atteggiamenti suoi di fronte al doalla sincerità individuale; la risposta
all'attività,
a
quelle domande, che le occasioni della
gli presentavano.
tutte
Io
«
ai miei
Io
potuto
avrei
né
—
la
voluto
calma
appagatrice e
valorosamente
vero
«
mai
felicità
amici
d'accettare
amico
ho
non
veramente
benessere.
e
Chi
vita.
loro
cede
cizia
ami-
sua
offrir*
—
Io offro loro
è
non
più
mio
».
non
né
so
vorrei
comandare.
Io
vorrei
gli
portare
uomini
la loro via. Ciò che impetrovare
disce
possano
Io
la
terribile
schiavitù
della
interna.
è la schiavitù,
bugia
diventi libero,e da sé si ritrovi ».
voglio che ogni uomo
libertà
alla loro
"(
le
Amo
vite
che
So
la vita
intorno
Amleto
che
maturità
dà
scopo
trova.
come
tutta
con
superando
ama
i
amo
godimento
un
sacro
la
il
è la fede,
larici del
grandi
e
dolce
bosco,
bellezza si protende
sua
proprio dolore
l'opera,il
e
».
punto
opera
per
e
lei
fisso: Faust
massa
s'am-
perchè
e
non
».
{(A
La
chi
a
il mondo
ciò che
libere
fra essi è
muovermi
«
perchè
la
la maturità?
serve
delle mani
dà
serve
a
sentirsi autonomi
nel mondo.
rito
l'indipendenzamateriale, quella dello spi-
credo
che ci sia una
soluzione, uno
non
d
deve
tutti
a
patirseloa sé finché lo
; ognuno
ricerca c'era la
straziante
di questa
sommità
a
dir
Vuol
dir lavoro?
vuol
il lavoro. Intendi cosa
spirituale.Io
di vita, comune
Una
volta
religione;oggi
é
li
62
Fu
quella che
E
vital
dell'alba
Amò
sensi.
da
giovane
ideale
in
carezze
dentro,
fosse
che
che
E
lui
se
della
scrupolo
la prcm.essa,
Le
novelle
suo
valore
deviazione
donna
sua
Venne
e
La
che
gli
la
lo
poteva
vita.
E
lo
ce
l'amoroso
cava
ficnon
l'unica
egli
per
cie
spe-
uno
rotto
aveva
salvato
aveva
suo
coscienza
intrinseco
tutta
:
psicologiche, il dramma
salutare.
lei
nale,
origi-
il
suo
pestato
calvenire;
av-
giusto?
era
del
vita
una
non
fidanzata, dunque
uria
e
diario, del
gli sfoghi di questa
sono
il
la
ciò,
cioè
»,
Soprattutto
sensibile
ma
commossa
Crisi
sofferse.
umano;
egoismo
era
prediche
leva
vo-
degli zerbinotti.
conoscono,
coscienza
dovere
«
gli altri,sotto
abbandonando
un
fanciulla
signorina Maria
concepire che
tutti
come
amare,
l'oggetto del
bcrghesi. Invece
potendo
si:a
sua
momentanea
anni,
lui di vivere
in
liberò,ma
ne
Testasi
La
le
dire
può
si
diciassette
c'era
le signorine
nella
la prima
sorprende
banalità
non
d'ebbrezza
amano
capiva
non
giovane
un
se
signorina.
ma
fuori delle
volta,
di
una
l'ansia
capiva
li
dei
rile,
primave-
tristemente!
precoci
cui
con
gioiosa, così
parentesi
prima
i fanciulli
(o donna)
cosi
una
così
la
amò
tutti
suo
aprì
fu stroncata
Scipio
come
d'amore
storia
una
parte
genuamen
in-
stino,
trie-
tempo
crisi.
della
realmente
trattennero
intralciare
salvarono
superiorità
sua
o
il
da
addirittura
suo
ideale.
e
una
sformare
tra-
La
ideale.
Firenze
fra le amiche
e
poi
l'incontro
delle amiche
triestine,Gioietta.
ne
triesti-
83
—
che
mai
quasi
che
subito
la
doveva
puro
A
cominciò
a
di
fuori
•o
Non
mio
ma
ero
mi
io
dovevo
che
cosa
di
io
allora
io
vedevo
facendomi
sopra
lavare
poteva
cose
nella
vita
primavera
faceva
massa
Ma
tipo ;
passar
viduo
l'indi-
creava
tutto
l'assoluto.
il brutto
vita:
vedevo
cTie la
ciò
creato
diventar
per
la
agiva,
e
Lasciai
aveva
atto
tutta
voleva
divino,
meretrice
vita
Ogni
che
creaTo
aveva
la
con
fango
puri,
il
era
lavare
vìva
ogni
per...
a
mi
Una
notte.
un
come
l'abitudine
per
tornassi
:
erano
una
l'amore
fango:
che
che
me
lasciata
io
io
avevo
le
il
nato
rovi-
uomini,
dagli
con
era
ero
sue
mani.
più gli altri.
una
sognavo
io
colui
condannai
Ma
di
dentro
e
il
tutto
poco
a
individuale
l'impuro
ero
pensava
;' gli uomini
non
M.,
amore;
potei liberarmi.
soffersi
perchè
appena
penetrar
; io
fango
sé,
poco
me
il
santo,
Solo
testa.
per
fangose.
l'amore
quel-
Gioietta.
a
il contatto
tipo che
mi
ossesso.
rese
questa esperienza
mescolarsi
al
fango. Dubitai
Ma
vivo
poi
e
con
più saldo.
e
lui dopo
in
il brutto
me
a
me.
amicizia
avvenne
lui stesso,
racconta
Curvai
dietro
è
allora
rosso,
più bello
è
fu
non
quello che
a
Lo
Maria.
da
l'amicizia
con
quando
ma
e
puro
sangue
accade
non
amore.
Pensiamo
((
di
nasce
c'entri;
non
cuore
donne,
le
con
Gioietta, forse,
Con
ma
il
sboccata
sua
una
nell'amicizia
che
Dissi
—
Per
chi?
appariva
volta
poiché
dentro
versare
seme
le
forme
che
Per
germogliasse
quello che non
nelle
forme
la
lontananza
di
lei
carnali
tutto
sentivo
era
di
aveva
il
nel
in
M.
La
M.
permesso
mio
amore,
che
Ma
si ribellò.
l'amore
germogliava, fui quasi per tornare.
del fango durò
la forma
Pure
il tormento
io la sognavo
fin che
sotto
Un
di Maria.
divina.
forma.
Era
notte
una
giorno la risognai senza
quello
Mi
alzai
l'erba
dal
letto
e
andai
sul
Carso.
Mi
smarrii.
Camminavo
per
umida...
Ma
mesi
fu più goccia di fango in
non
non
me.
che
da
me
più. Temevo
dicendo, allontanerei
quella
che
A
ardentemente
veniva.
di
Frrenze, dopo la Calabria, desiderai
averla.
Le
letto di gioia nella
anima.
mia
un
Raccoglievo
preparavo
tutti
i miei
belli
di
il
come
suo
guanciale.
rosa
pensieri
petali
per
Mi
toccarla.
addestravo
le mani
sul musco
l'erba
dei prati per
e
su
Succhiavo
sole
fiori per
bocca
al
la
poterle parlare. Aprivo
per
darle
bacio.
Gioietta
di quello
sei
un
tu
qui..; donna
più divina
Dopo
scrivevo
molti
niente
84
—
che
io
dal
mio
potessi sognare...
desiderio
mondo
di
suo
amore.
poeta.
È
la
forte che
giovinezza
il miondo.
dalla
L'imaginazione premuta
castigati inturgida mille braccia
per
sensi
si
La
fa
di
coppa
bellezza
Egli
vorrebbe
ha
non
s'è
ama
Eccolo
frammenti
in
fiorentine
bozze
da
di
sembrano
e
che
Ylstituto
e
a
La
della
rosa
che
miio
forse
del
vento
e
abbia
sognato.
Lettere
stine
trie-
la
dal-
viene
po'
un
anche
in
notte
e
e
del
le
per
un'ombra
esami
sei
I
ne
costruzio-
scrive
con
ciato
cruc-
possibile;
l'imal-
volta,
una
lo Slataper del
scioglie nell'aurora.
la
dal-
e
nella
tutto,
ride ai bimbi
della
stato
sfera, pol-
come
dare
conoscete
che
».
improvviso.
il braccio,
appare
a
è
il largo cappello,
compiere
a
o
poeta
ammantellato
sotto
libri sotto
tempo
che
pensiero
umano
passa
basso
o
Domenica
si
e
Slataper che
o
le fantasie
dal
comporsi
cervello
Voce
capo
a
i pori della
indigene; lo Slataper che
prender firme
scompare;
«
lo Scipio Slataper delle
far
lo
fondo
suo
immensa
col
l'universo.
giovanile
una
correggere
non
sforzo
in
tipografia de
vie
di
sparpagliano
delle Delizie
e
possesso,
conquista.
turbine
conoscete
dei
la donna
:
un
più meravigliosa
Voi
parola
una
anni
nel
E
ora.
da
luminoso,
il
tutti
sollevato
viene
si
come
alla
depositato
visione,
viscolo
amato
su
che
ciò
spiccia da
rapina
violenza
assorbire
per
che
sfuggire
balzato
lentamente
rifatto
racchiuderla.
mai
lasciata
Tutto
bocche
mille
frenesia
è
che
parola
sia
corrispondeva all'ideale,
di quello ch'egli potesse
Giosognare.
il
incarnò
Amore
il
tutto
volta
questa
più divina
ietta
che
Bisogna
»
L'incarnazione
anzi:
—
lino
Giornaper
loro
petaluccio di
85
—
Ma
voi
molinellanti
nella
le mani
sul
ringhiare
e
letto
Perchè
No.
come
vorticosa,
sul
egli
ed
carne
in
era
ha
che
cui
era
Giorno
per
giorno
in
si
che
anche
di
bi-
di sole
universo
di
donna
una
raccogliere
poteva
questo
ha
non
stesso.
se
ma
morato.
inna-
il poeta
sempre
lezza
di bel-
e
sussultare
trovarla
in
per
di
e
tutte
le
ogni
fibra
la
cose
E
cercava.
derio
desi-
nell'impetuoso
la
trasformare
terra
teva
po-
mezzo
per
?
suo
L'occhio
Le
ed
«
Pensa
color
un
Il
un
che
è
cosa
un
cose.
del
diventato
il
velo
realtà.
mitica
questa
mito
caro
alle
nell'immaginazione
in
fiorito,
valore
nuovo
eternano
l'amore
mandorlo
diventa
di
che
i
per
Ogni
neve.
ci
il
occhi
nostri
cosa
accompagna
a
cui
tutta
per
».
lo scrive
poema
di
leggera
viene
poco
il
badiamo
l'eternità
si
eternano
bianco,
noi
dà
innamorato
rinnovate
cose
poeta
e
mezzo
diffusa.
per
di
avete
storcersi
il foglio
L'uomo
tutto
gli
quand'egli volesse, da
non
lo
non
momenti
quei
dell'universo
ossa
la strada
tavolino.
che
degli altri,
Innamorato
perta
sco-
poi rovesciarsi
e
mentre
Il solitario innamorato.
ogno
testa
seggiola,
impazzito
un
testa
attende
lo
scritto
la
con
dalla
balzare
camera
sua
la
con
solo. Voi
cammina
cia
le brac-
con
filare lungo
in
pioppi
ai
alla quale
mezzo
visto
urla
scomposto
sgangherato,
il passo
e
al sole, che
in
Scipio
conoscete
non
—
vitalità che
nello
scomposto
violenta
e
stesso
e
perfetta
in
investe
tempo.
rifatto.
di
lettere
all'amata.
come
E
un'onda
l'ordine
L'attrazione
quella dell'io.
Sono
boccanti
stra-
potente
dell'universo
dell'io-tu
è
più
86
—
Sai
«
perchè
amori,
tutta
della
in
che
noi
Noi
l'essenza
degli
vita
nostra
Io
chissà
donna.
una
In
è
oggettivamente
tentativi
non
e
che
siamo
i
Tu
i
hai
colori
:
bisogno
d'un
fiocco
ardente
d'una
capir
di
lei fluisce
di
baciare
nelle
possiamo
labbra
considerare
già
rampollano
mondo
nel
in
loro
tende
che
potenza
come
cose
con
indicibile, diviene
puro
corpi
incoscienti
toccarci
non
per
da
su
nostri
che
sono
noi
i liiniti del
sorpassa
Io
miei
finito
e
l'aria
nel-
sparsa
per
Ti
suolo.
tuo
rivoluzione
fissa
guardo
il conflitto
sangue
della
il mantello
pineta accesa,
l'aria
se
meraviglioso come
rosso,
mia
anima
inseguivo
quella che
mia
te
ardesse.
di
:
Chissà
bocca
a
posarsi
la
il
vedo
e
che
gioia
fuoco
solo
tu
tra
aperta
d'un
il desiderio
dubbio,
danzatrice
lievi
sentire
per
il
tutto
con
tutta
più
cose
o
due
colori, tutti
degli uomini,
secoli
risolva
che
di
bianca
vento,
senza
fango
nelle
bianca
cosa,
l'aria
Noi
Sette
terra.
fondi
ti
tu
volta
il
traverso
sulla
lieve
più
seconda
una
vengo
occhi
neve
sul
nel
creato
d'una
la
crede
noi
non
di
sarà,
è
della
di
mandorlo
di
vita.
uomo
che
arcobaleno
nei
e
il frullo
ardente
è
come
quand'io
petalo
che
uomini.
ho
di
altro
fuori
mondo
il
:
vieni
tu
vene
musicalità.
nuovi
primi
proprie
infinite vibrazioni,restando
in
pura
l'umanità.
baci
l'esaltazione
ridi
labbra
gli
momento
perfezione
».
assoluta
Ancora
mTfle
ì
bacio
come
((
per
facciamo
polverizza
e
loro, che
momento
questo
volte
AJle
si
bacio,
noi
sua
la
un
tutti
un
nelle
richiamar
:
noi
c'è
perchè
fecondato
delle
in
realtà.
nostro
perfette.
già li comprende
perchè
la
di
stanza
una
realtà
Il
verso
umani
mondo
nel
amare
riassorbito
bisogno
il sangue
come
in
anime
abbiamo
una
il loro
Invece
da
cui
realtà
Ma
amori
s'ha
dove
può
nessuno
abbiamo
cui
con
vedo
dell'uomo.
e
in
il sangue
tutto
momento
questo
amiamo?
ci
—
«n
sia
non
i
fanali
si
centra
con-
dell'Acquedotto.,..
».
volte
Altre
in
uno
a
se
più
«
fare
Voglio
il
risuscito
esaltazione
stessa
di superbia cosmica,
do
bastan-
non
stessa,
ancora
Nel
questa
spasimo
più
essere
miracolo.
Gesù.
voglio,
invece
M'avvicino
mio
letto
il morto
che
Sogno,
poeta.
ìncosciamente
insonne
che
:
a
Se
penso
è portato
accanto
anzi
sento
invidiare
passo
a
me
jjer
».
di
con
la
poter
simo
spa-
strada
e
87
-
Non
è
ch'egli può
il grave
Egli
vero.
leggerezza
con
dei
pensiero
è
non
Ma
vero.
il pensiero,
tutto
smuovere
secoli, perchè
altresì
sa
egli
possiede
ne
leva.
la
Senti
«
il
pensieri più profondi,
quelli ch-e varcano
far
chi
di
tenti
impazzire
capirli profondamente,
possono
nel
mondo
nostro
in terra
come
semplici fili d'erba
i
come
umano
potere
e
nascono
umida,
essi
molto
sotto
prenda
e
E
Noi
possiamo
confessioni.
critici che
Noi
vetri
di
e
Molta
questo
letteratura,
tutto
se
è
di
se
fuori
si sente
e
sembra
i contorni
non
sa
((
nel
del
troppo
uguale
che
poema
giovinezza
contenersi.
come
E
il sentimento
((
m.ondo
il primo
come
si
Sai
che
il nostro
è
dà,
»
galla.
a
di
«
coi
che
salute. Antro
den-
guardare
ed
guarda
ora
fiore della
prima
che
amore
la tonalità, troppo
ghi
va-
raccolto
tere.
let-
ci
che
la nutre,
è
in
queste
sperde anche.
si
alle volte
illusione. Un'autoillusione
:
dovuto
il fondo.
tutto
».
noi
La
ha
egli prima
che
ciò
bevuto
colora
a
l'incanto.
per
venuti
che
riuscire
rotto
Slataper
seno
dei
zione
colle-
una
romanticismo
fatto
fede
è
coglieva
ac-
poveri,
solamente
nello
tanto
sangue
dei
finir col
per
amore,
bambino
aver
per
primavera
A
è
che
vero
—
su
di chi
tutta
Quindi
smosso
vagiti di poeta
Non
fra
mano
spargerne
l'anima
attraverso
nulla.
prodotto., Elsso ha
primi
la
poter
siamo
microscopi
di
consideriamo
ha
stenda
per
avere
Noi
guardano
commuoversi
non
voglio,
voglio, dove
non
queste
di
ch'io
basta
».
certo.
freddi
E
sole?
buon,
quanti
il mondo
tutto
un
che
sa
un
pare
arriva
come
mezzo
di
Perchè
assistere
perfino
a
quando
? che
io
a
strugger
dive
scrinon
88
—
vivo
lui, ma
per
avverse?
sono
Ora
che
velleità
dal
le
tutte
c'è
considereremo
molto
che
cose
hebbeliano.
anche
c'è
ma
mo
benissi-
derivare
può
fatto
l'illusione è sta
quedell'Hebbel
il mondo
per
il mondo
prendere
di
stato
uno
subito,
letteraria, che
pantragismo
di
:
confessione
questa
serio
una
lui abbranco
traverso
».
in
molto
—
(1) E
reale.
Ma
L'amore
sempre.
non
malgrado
allora
e
il memento
chiara
Ho
petto?
solo
qualche cosa
di dialogo
:
Invece
Dio
Sai,
Anch'io
compagnia,
pomo
l'obblighia
tu
lasciassi
far
perle
—
—
ha
Mi
:
—
—
che
Come?
(i) Vedremo
della
cara
Invece
di
di
attento
fiorisce
tuo
diventassi
io
che
rubarmi
sul
compagnia.
la
capirsi e ha creato.
la
mia
compagnia.
parlando di te. Dice
creo
—
gente
allegra
come
bimba!
Tu
avrebbe
tanto
il poeta,
bimbo
un
E
la
abbia
che
l'ominone
fai
ti metti
gusto
a
far
a
la
lei
con
ridere
te.
con
filosofia.
E
se
fai
il
faresti?
che
e
fiori
di
d'una
pelle
delicata
tanto
che
potrebbero
si
mandorlo...
poeta?
che
cose
son
Come,
bene
poesia,
solo, doveva
persona
una
il collo
anche
To'!
la dolce
star
verso,
l'uni-
per
me...
a
dirgliele queste
non
strade
allegro,
o
Già
è
lui
piccolo
neanche
fare
Gioietta
—
deve
tentava
me
esser
seria.
star
Omino
—
le
Ah
ti basta
non
sopprime
:
Gioietta?
—
vibra
suo
monologo.
molto
sono
che
un
di
diventar
per
rubato
Ora
fuori
poteva
ma
—
l'Hebbel,
primavera che il giglio rosso
si voleva
te
a
oggi. Sai?
tanto
andiamo
allora
mia
È
non
stesso
bagaglio di lenti.
suo
pensato
cui
in
sé
a
espandendosi
il critico
cui
mia.
Alborella
«
e
in
perdere il
non
diventa
e
l'atmosfera
È
dimenticare
fa
la letteratura,cresce
fine
è
cose
:
accadono
falle
a
vicino
star
a
Ma
te.
senti
:
sentire.
mio?
caro
Ma
che
come
razza
in
d'amanti
c'è
quell'epoca egli
ora?
fosse
Ai
pieno
miei
di
t^fmpi...
Hebbel.
90
nodo
un
fondo
in
alFanima,
sciogliere.Mentre
lontane
correvano
Voi
che
patite
sentendo
vi
questa
mette
gliela ridona
della
capirli.Ma
proprio
umano
più che
riposare
è
essa
«
Tu
Rileggo
:
devi
non
guardo
se
e
guardare
accozzaglia di paradossi
lucidi
per
gli
altri
Non
La
lo
dei;
di questa
degli
altrui
altrui.
Quelle
si
Ma
umani.
non
per
frasi
spiegar
È
che
Tamore
non
migliori della
ciò
pazzo.
sembrano
namenti
ragio-
con
sì. E
altri
:
forse
l'altro».
era
vedere.
sapeva
alla
nate
affi-
aveva
che
aveva
famiglia
sua
borghesissima
ella
tà
la real-
era
donna,
e
razza
degli
casa
la sapienza
esente
le
muove
meravigliosa che
dalla
che
dire
che
bisognava spiegare
sua
ta
Gioiet-
sembro
mi
bisogno. Gli
hai
o
loro
è cerio
può
possono
poche donne, possedeva
come
bellezza.
Prometeo
in
interamente
Egli
esterno
accecato,
l'intelligenza alla
gli uomini,
Impazzisce dalla
dole
guardanegli stesso
cui
che
sa
lui.
per
spiegato.
donna
ella
con
di poter
occhi
non
giorno
le qualità
il fuoco
e
tu
poeta,
stesso
tutte
come
Ma
un
quello che
Ma
realtà
rubato
è
occorre,
senti
tu
chiarì.
spiegherò
montagne.
che
e
occhi
con
rella
so-
più interamente
beatrice.
con
minare
illu-
una
a
umile
non
occhio
con
a
e
fedelmente
spera
lettere di
in
poeta
suo
perchè egli crede
sua
teva
po-
trasfigurata dalla
è
Perchè
solo
momento
un
per
la
è
al mondo
parla
del
mano
quasi
entrare
Egli
donna.
venuta
non
vita, perchè
egli
lei? Forse
con
la
sua
e
io per
suo
lei. Essa
gioia. Le
certa
Gioietta!
una
in
la
comprensione;
con
essa
la tragedia.
stende
tutta
più
distrugge il
sola
la luce
e
avvicinarsi
umanità;
tanta
da
sciogliere invisibili nodi
a
irraggiungibili.
bellezza
e
la forza
sfondi
In lui è
e
che
dal
della
destino
91
—
ha
Ognuno
Ella
peso.
ne
la
chi
passato,
suo
aveva
fondo
in
tira
il
—
uno,
gioia,
più lieve
il peccato
come
più
che
la tristezza
come
grave
chi
e
che
sulla
preme
purezza.
Non
forse
sapeva
veramente
questo
maggiore
suo
Ecco,
Per
quel
farla
Ebbe
il poeta
:
Tu
E
scissa
idea
capì,
si
l'aveva
Fu
scossa
altrimenti
improvvisamente
una
doveva
suo
amore.
sulle
labbra.
Egli le ripeteva
in
cui
bolita
inde-
ma
sa
lotta solitaria chiudel
pura,
della
il valore
inferiore
restar
per
stessa,
se
l'inesorabilità
sentì
diventa
al
quella
terribile
per
il poeta.
la
che
finora
freschezza
uscì
dalla
e
spaurì;
E
il
mezzo
di
fuori
il punto
una.
di
cui
valore
che
stino
devita
della
il poeta
fatta; si uccise.
una
Non
e
in
confessione
dalle ritorsioni
matura
chiara
per
perfetta.
forte
drammatica
e
lui,
per
il passato.
la incoraggiò.
non
sei
tu
respiro,
che
un
vincerlo; sciogliere
momento
andar
o
donna,
dentro
senza
il
l'inizio d'una
libera;
quella
solo
redimerle
necessario
non
sei
il
era
come
sangue
sua,
necessario
appressarsi
volte
più
tutta
era
soluzione
una
nel
aveva
essere
sua
Era
sentiva
esserci
saperlo
non
quest'ostacolo.
tutta
grumo.
Ella
Ma
poteva
C'era
1 poeta.
Lo
desse
racchiu-
cosa
liberarsene.
poteva
non
Il
passato.
tormento.
Non
grumo.
lei che
nemmeno
lava
terra
verde
cenere
di
dolore.
e
e
buttava
con
fiori smaglianti,
fuoco.
Così
dal
suo
sureggia
luserutta
petto
92
—
Urla.
Non
Non
uccisa.
tanto
è
e
freddo,
e
E
di
mia
niente.
Gioietta
Ah
la
penna,
fa
male.
sangue
eri
devo
e
Mi
la
per
mia
chiudere
prende
m'avvolgevano
in
gli
occhi
freddo
un
che
mi
dici
aver
a
vieni
neanche
Questo
vuol
la
perchè
bambino
mi
febbre
la
mi
candela
da
quando
come
bagnato
chiaramente
della
luce
rimasto
dire?
molto
più
perchè
m'è
solo
mi
odiosa
parola
questa
vedo
sopore
lenzuolo
un
solo
Non
gira.
non
devo
Ma
comincio
non
capisco. Cosa
Non
testa
Perchè
star
vuoto.
morte?
tua
bella?
tanto
la
poco
Ma
dormire.
Perchè
stanca.
sparita nel
che
capisco. Ma
di
Gioietta,
tanto.
tanto
ti dico.
io
fìnta
notte?
quella
testa
un
fai
di
invece
tanto
quello che
tu
e
sei
Non
che
te
veda
tocco
tua
è
non
nel
tutta
il
mano
che
entrata
è
supplica,
perchè s'è
gli dica
scriverti
bene
luce
la
capire. La
non
morte.
stia
se
attendere
fai
Dimmi
ora?
so
nella
mi
la
la
neanche
passata
niente,
non
Presto
forte.
parlare
sia
che
te
con
cosa
io
di
ritorni, che
che
capisce
Gioietta,
«
Urla
capisce.
grida, impreca
—
masse....
sce-
».
Poeta,
sempre
ancora
La
sentirlo
a
tragedia
quel freddo
corrispondere
a
di superbia, di
rabbia,
L'amata
viveva
come
Non
Egli
è
spirito.
L'amore
Io
scatto
solo
di
dal
Gioietta
l'universo
d'una
egli
cui
sente,
vivere
colto
con
Egli
stravolto.
Lettere
l'amata.
con
vortice
lo
perchè
piccola
vede
egli
dolore,
nella
liazione.
di umi-
fantasia,
sua
aveva
di
umano
formato
reso
lo potesse
dal
Dio,
reggere
quel
allucinato, non
cidio.
sui-
stesso
suo
gli
in
pistola glielo annienta.
come
mandarsi
do-
ragionare,
possa
percKe
il
semplicità
travolto
lo ha
non
morire.
in
momento
con
sollevato
di
a
se
fos-
prima.
di preghiera, di
continua
prima
un
di
fermato,
Gioietta
se
impietra; lo ha
che
silenzio
scrive, continua
l'anima
con
lo ha
non
Come
poeta.
ancora
aveva
mano;
sto
Que-
capisce.
93
—
Si
può
lo
salvò
Fu
in
alla
arrivare
s'abbattè
del
che
ormai
lui
egli ebbe
grado di aiutarlo. Fu
in
era
il dolore
Se
d'esser
le
con
quali
gratitudine per
divideva
pur
il
meno
nem-
dolore,
lui
con
sofferto,fu la
tanto
aver
sempre
d'aiutarlo,
grado
più profondamente
sentì
mo
pri-
aiutato.
in
stato
il
dare
a
egli sentì
—
della
parte
e
sua
salvezza.
Ella
nello
aveva
sguardo le parole chiare
Egli abbandonò
febbre,
nella
chiarezza
semplice
mano
sua
di lei. E
vorticoso
della
ancora
lui ch'era
ritornarono
illuminata
terra
di
dalla
scossa
travolto, il
stato
a
dre.
ma-
una
poco
a
poco
dal
sole, nella
mai
abbastanza
vita.
Passaggio
delicatamente
Così
la
mano
spirito fatto
nella
soccombono
era
quella che
^li dimostrò
suo
suno
nes-
dividere
nel
pur
la prima
superato
bisogno
amiche
invece
seconda
o
prima
nessuno
le
E
aiutato.
lo Slataper riescono
soli
grande
un
ebbe
come
da
strappo
ora
solo
da
uotnini
ancor
solo,
senza
le amiche.
con
Quando
—
trasfor-
malinconia
d'esser
bisogno
tanto
la
invecchiato, guance
:
occhi
sprofondati in una
a,ffossate,
soccorsi. Lui, creatura
primaverile.
Mai
suno
Nes-
attutita.
dimenticare
in
avvenne
momento
s'accasciò,
uomo,
stata
era
allora, potrà
fisica che
mazicne
solamente
colpo
vide
lo
nel
lui, poeta
su
ritornato
uomo,
l'acutezza
crisi
sulla soglia. Ma
fu
ne
ch'egli rimanesse,
necessario
la sciagura
Poi,
ma
Egli
pazzia.
l'espressione, lo sfogo.
quasi
cui
—
è
nato
la calma
umano,
che
non
si
potrà
misurare.
questo
ultimo
di vivere
e
definitivo
creare.
amore.
Così
torna
ri-
94
—
La
crisi dell'uomo
un'altra
limiti del
prima
figlioliche
innanzi
ora
nella
il
Non
benefico
La
ancora.
del
Doeta
non
lo deve
hai
esser
stanchezza
di
e
che
lavoro
si
ancora
morte
chiari'
in
:
nata
il giorno
e
ch'egli
eterna,
si
gliore
mi-
mette
ripro-
ni
gli uomi-
;
ma
morte
i
per
riposare perchè
la
Scrive
del
marzo
molti
non
viene
ho
in
momento
l'abbandono.
finalmente,
1910. Tuttat^
di questo
forzato
raccoglie nel
allettante
stanco,
niverso
l'u-
la parte
ciò
io la renderò
Firenze, nel
triestina,da
e
verità.
dire
sei
fine
cui
volta
prima
egli può
in
tico
poe-
lei !
gli
e
la
la
necessità
:
di
».
una
parole
sì del
stanco
posso
sensibilità
fu la luce
il giorno
È
di
parleranno
«Sono
L'empito
sua
colori
per
ora
morire
stesso.
queste
vicino
la
reso
di
lei
è
non
credeva
dimenticarla, dimenticherebbe
di sé
con
risolta, ma
dimenticata.
risorge
essa
voluto
può
come
quel dolce
ancora.
era
Creatura, benedico
Non
dolce
può
di realtà. Di
che
non
lo
un'armonia
calma,
contorni
così
coglie. Forse
colui che
di
anzi
non
è
un'arpa. Gicietta
come
appare
Nella
crisi dell'uomo
lei. Elssa ha
a
molteplice
la
lo
rilassamento
poeta,
e
:
Gioietta
È
da
umile
sia
di riposare. Di realizzare
momento
risolta quella
{(
tura,
fu-
dovrà
cui
vita; perchè
sua
quieti
di famiglia.
pensiero
essere
la
nei
alla madre
all'ordine
verranno,
cK*egli ama
raccoglie
si
per
chiara.
e
grande
sarebbe
umano
vita
famiglia. Pensa
assoggettare
profìcua
Un
della
concetto
ai
E
volta
semplicità. Egli, romantico,
con
e
s'è risolta nell'amore
La
donna.
—
1911
quando
libro.
un
lo
èi
un'amica;
:
che
anni
fatto
a
cui
riposo.^
non
Il
spirito
riposo
—
corpo
è
95
—
è
dall'attività,
esaurito
venire, sia
deve
pur
è
ed
giunto
il
disinteresse
anche
il
riposo. Se
poco,
per
—
della
vita.
è
non
no,
Così
riposo,
irrequietudine d'impotenza».
ma
La
crisi del
si risolse
poeta
nell'opera //
Carso.
mio
***
In
dei
uno
nel
di
morte
«Io
settembre
far
il dolore
benché
Gioietta
in
:
di
far
vivere
E
lo
di
mentre
ra,
gioia allo-
depositasse, fu
l'opera la portava
più che
di Gioietta
Gioietta,
merito
e
l'era imposta
se
forse
come
stesso
studiare, a
a
scrivere
per
martella
che
le
viste,
ri-
tradurre.
Tristezza
e
potè
non
me,
co-
morale.
Continua
a
si
conoscenza
morta
morta;
dopo.
pena
il torbido
della
giorno
prima.
dovere
di
farla,
gato
già, sfo-
alla
convulsione
d'artista. Tanto
dal
ntrc,
di
troppa
:
che
aspettò
coscienza
che
vita
Non
ancora.
quelle lettere
in
convulsione
Se
non
anelato
avesse
era
troppa
un
dalla
amica
incapace
stato
sono
far l'opera. Ma
appena'
f"
ma
critica,
auto-
mesi
quattro
alla stessa
scritto
l'opera,
coscienza
)".
Egli può
E
di
momenti
Ì9I0, dopo
Gioietta,aveva
posso
Gioietta
lucidi
suoi
delle
ore
costringersi
a
in
cui
non
Ma
lavorare!
il meglio,
lore,
il docovarlo
dentro !
Anche
tutta
esteriormente
scatti
deserto
cui
può
a
e
di
lorze
volontà
sdraiarsi
e
egli
si
misurate
e
e
riduce
riposare;
e
bere
secchezza
una
Sola
tese.
fatica, il
a
oasi
Carso.
suo
da
una
in
sto
que-
Terra
viva
su
fonte.
%
—
La
risplende,nella
visione
qualche
può
Ma
Ogni
«
come
oj"era
febbraio
al lavoro
giorno
il Mio
il mio
primo
(Scrive a
poeta».
Comincia
dello
Tornerò
1911
del
ra
chia-
una
si mette
di preparazione
Carso
sogno
lavorare
a
stesso
la
con
un
dell'opera.Sono
prima
Firenze, il iS febbraio
Si
amiche
il Mio
lavoro.
nel
scrive
»
gio
mag-
gio,
mag-
Non
a
Carso
che
»,
da
darò
vorrei
molti
rifare
mi,
esa-
pletamente
com-
co
Firenze,all'ami-
sopra.
Difatti è nel Carso
Egli passa
sia. Si
quasi
è
Luogo
in
e
posto
un
odio
proprio ch'egli compie
l'agostoe
tutto
scelto
mosche
senza
nel
triestine.
quest'estate in Carso
di
1).
la felicità del
nota
carico di belle pagine
lavoro
191
al Carso
persino gli esami,
perchè
mia
prima
poco... La
attività dev'essere
di
un
mia
veramente
anno.
Firenze, alle
Trascura
si attua
e
amico, da
un
spero
da
«
con
«
lo più appunti.
per
((
Egli
tremante.
».
nel
ordine
certo
bocca
appena
anima
sua
risvegliarsibeato,
mattina
in
imagine
-
nel
agli uomini
il settembre
Carso
191 1
a
Oci
più caratteristico
agli dei
e
l'opera
:
barbaro.
Mi
forestieri ».
senza
mobiglio un rozz"i
sulla paglia : è il letti
tavolo su
cui scrivere. Dorme
ha bisogno di troppe
che non
cure
più comodo,
pe
all'osteria vicina, dove
rifatto. Mangia
osserv
essere
Vive
i
tipi slavi
sindaco
oltre
una
in
a
del
una
discorre
e
nuda,
camera
paese.
È
solo
qualche
questo
volta
l'unico
qualche passeggiata. Lavora
lucerna
a
petrolio,un
libro
rosso
con
svago
anche
per
lo
zupan,
dal lavorc
di notte, co
riflettore;I
98
—
Sopra
che
tutti Io convinse
gli consigliò
Ridusse
Così
(1):
54
di lunghe
biente
familiare
buona
di
vita
53
quella
a
presso
la
fu
tutto
di un'avventura
dovuto
((
cose
che
immediatamente,
// mio
veramente
Forse
libro
essere
come
osservare
mente
per
(i) Ho
questa
avrebbero
ne
In
fine
che
la
be
avrebcon
Tutte
a
le
si susseguono
stampato
L'autore
voluto
è
I edizione
riuscito
essere
e
la genesi
mancano
di II Mio
«
gliendo
to-
non
stesso.
delle trasformazioni
sia venuta
ci
lui
è
più sodo,
e
dell'opera
concretandosi
portate
ap-
stes-i
la
nel-
gio
punti d'appog-
farlo.
'occhio
cupate
oc-
finisce
comincia:
dice
come
dell'artista. Non
sott
di
soppressa
che
avventura
avrebbe
all'opera compiuta,
sa;
ridotti i ricordi
compatto
importante
meno
non
mezzo
e
79.
più
»,
in
«No,
pagine
tre
guadagnato.
quello che
ad
riuscito
ha
ne
renderlo
a
tutto
era
nel
pagina
a
Carso
quello che
e
prolisso
condensato
il brano
tra
Tam-
dettagliata descrizione
e
signora,
una
soppressione
capoverso:
diecina.
una
a
te
incitan-
racconto
stato
che
compagni,
e
è
A
Carso
si descriveva
Il
».
descrittivi.
carne
dalla
dal
lunghissima
»
»
di
54) furono
il posto
vere
son
nel Mio
ragazza.
della
con
mia
ora
in cui
Firenze,
a
poco
avere
...creatura
brani
ragazza,
fu così...
non
parte
e
nei
vantaggiosamente
scuola, d'insegnanti
del
legge
si
(71),incominciando
la mia
(51, 52,
Una
che arriva
pagina
no,
che
tadina,
la parte cit-
parte,
larghezza
prosaiche pagine
e
del triestino
una
((
risultato
è
)•
la seconda
con
brano
ci,
Soffi-
Ardengo
di semplificare il titolo.
specialmente
il succinto
pagina
il giudizio di
pure
sforbiciando
—
Carso.
99
—
L'idea
fatta
Slataper di scrivere
nello
rispecchiasse
risalire
la
comunque
al
ancora
quelli che
Pasini,
un'arte
facesse
regione,
va
I giovani,
cialmente
spe-
nando
Ferdi-
con
la
mancanza
di
stimolasse
da
un
spirituale e
maggiormente
letteratura
quella
nascere
che
contatto
che
posto,
vita
una
a
a
sentire
a
dal
sua
triestino.
venuti
erano
attinta
lato i corregionali
giulana
che
là dei
suoi
esisteva.
non
Ora
Scipio Slataper andò
poteva
non
dalla
finora
che
veder
chiaro
sorgesse
Perciò
in
(25
è
vita
tipo triestino:
un
di
sua
di
limpida
deve
titolo d'una
della
fine
pare
e
dell'arte
una
alcune
un'arte
convulsa
e
di ridare
sorga
triestina
affannosa
artisticamente
si
può
soggettive.
almeno
fra
segnata
non
me,
acu-
ottiene
col
Trieste
ricrei
con
la
nostra».
la vita
quella di
prestissimo
Lo
Che
vita
tere
Let-
:
che
cosa
triestina.
1908, Disgraziatamente
note
del
con
originalità d'affanno...
sua
novella, Carsina,
del
possibilità di
o
prospettare
tragedia. Qualche
volere
soggetto.il Carso.
come
impedito
a
il problema
all'idea
regione,
dola
attingen-
aveva
volontà
nessuna
stina
trie-
approfondire
prima
che
ciò
1909) può
marzo
gioia dell'espressione questa
Accanto
un*arte
Firenze, preoccupatosi
Trieste, già nella quarta delle
composta
della
che
essa.
il primo,
Trieste
sacrificio
la
:
morale
triestine
per
Ecco
egli, arrivato
problema
((
bisognava
com'era;
vita
in
più
dall'esterno, cioè
nascere
vita; chiarirsela.
questa
subito
intelligenti,intuendo
coetanei
giovani
ha
periodo
d'arte
un'opera
della
vita
cominciavano
vicina,
dall'altro
—
della
sfruttare
arguire dal
gli abbozzi
c'è
che
il titolo
100
—
Di
posteriore può
poco
limitato
dove
L'idea
però
ietta. Nelle
essere
del
gennaio
È
deve
civiltà decrepita
sulle colline
la
con
Alboino,
come
che
dell'incendio
solo
barbaro,
(poeta forte
ma
con
nuovo)
e
Sempre
vo
e
il
è
carica
e
barbaro
nel
non
cala
robustito
ir-
potrebbe
fresca
giù
:
cola
la fiac-
con
il
fare
primavera
la troppo
risangua
di promesse
(Il Carso),
sangue,
Alboino;
una
essersi
città
sua
di
stagnante
fra il Carso
contrasto
volta
questa
ma
la concilazione
triestina, nel
nell'anima
trovata:
la città,fra lo
e
sla-j
dram
della
poeta
Italia.
giovane
La
fresca
lata,
Ca-
'
l'italiano;
natica
ed
simboleggiato
dall'incrocio
della
civiltà italiana.
spesso
La
ne
viene
distrugge, come
l'impeto di una
che
Gio-
sfondo
come
lui italiano, dopo
più che
ma
città.
di
si concreta
nasce
aspre
del
energia
nuova
la mia
e
triestina.
dove
E
al titolo primitivo
di lei, si parla
civiltà
una
telli
fra-
È chiaro
».
conoscenza
il Carso
prosa,
triestino.
poeta
:
la
1910, l'idea
con
Carso
che
d'Italia che
poeta
nuovo
// mio
dopo
sue
il Carso
per
sto
que-
due
tra
ricorre
dell'anima
lirica in
una
un
gira
avere
rivelazione
una
Nel
il
che
dramma
mente
:
si precisa
lettere tanto
un'opera
«
La
il contrasto.
sta
dell'opera compiuta
di
di
nota,
anche
l'abbozzo,
essere
cittadino, l'altro
l'uno
:
qualche
a
-
Calata
è
il nucleo
stata
del
la fantasia
poeta,
al
intorno
la
mentre
sua
vorato
la-
quale ha
Gioietta
era
in vita.
Alla
Calata
ne
che
articolo
come
comparve
neve,
La
è
ben
contrappone
del
Voce
sceso
a
3
presto
una
Salita. Questa
lirico.Sul Secchieta
marzo
Firenze, nella
1910.
«
Qui il
pianura
»
poeta
c'è
la
stino
trie-
più ferace
|
101
-
-
della civiltà italiana, s'accorge
l'intatta
e
cechi
barbaro,
del
Kàl, l'arido
Secchiata
morale
Nell'aprile del
molte
cose
proprio
piccolo
un
Presso
a
scrive
II Calata.
la
per
poema
oltre
essere
forza
perativo
im-
civiltà.
«Rimugino
:
di molto,
sarà
e
)).
il
dell'opera
concetto
calata. Naturalmente
calata, salita,seconda
doveva
giù dal
chiaro
un
Gioietta
a
non
una
della
Crescerà
si delinca
poco
su
in
la stanchezza
1910
Calata
spinto
aveva
gli
con
però
cui
a
il
natura,
più
nella
lo spinge
vincere
:
la
osserva
mentre
carsico, lo
monte
sul
ora
oscura,
non
raffinato
del
ma
di quello. E
la salute
manca
ch'egli
neve,
Ritrova
sale.
e
che
momento
largo ha bisogno d'aria.
petto
suo
la città
Egli abbandona
monte
Jl
lo soffoca.
la coltura
dato
un
a
l'opera
loro
del
un'esaltazione
tutto
a
ma
pri-
:
more.
Gioietta
Quando
la figura della
prima
concezione,
barbarie
della
e
la
alla
materia
Ma
non
svolta
compiuta;
alla
sposata
e
Era
più chiari
turbato
amore
e
si
le linee
della
il mito
della
vere
di far rivi-
che
pensò
non
ad
della
e
dopo
giunge
al punto
la
vita
che
e
a
la
essere
veva
scri-
nuova
distanza.
tutta
più soltanto
ma
il mito
vari
di possedersi più
a
questo
scorse
della
dell'intera
e
E
dere
ve-
giovinezza
una
il mito
turbamenti
giungeva
Egli potè
crisi.
maggior
soltanto, ma
non
barbarie,
svolge
sua
stava
destinate
erano
il superamento
occhi
un
centro
franto
af-
poeta
libro.
venne
con
oscurò
amata
al
dove
del
mente
nell'opera. E forse le lettere che
morta,
del
donna
civiltà; egli
donna
sua
nella
morì,
vita
slanci
serena
punto
civiltà
che
sce
na-
siasmo
d'entue
di
quillamente.
tran-
ma-
102
—
turità. Ed
si rivolse
egli
per
del
—
aprirono
gli
egli sentì
quasi il bisogno di fare
e
di chiuder
orizzonti
il
L'opera
il
osservarne
A
passato.
suo
si
vista
questa
di coscienza
esame
un
Gli
corso.
passato.
suo
// mio
compiuta,
di
Carso, è questo esame
E.cco che l'autobiografìa si è sovrapposta
coscienza.
al
della Calata, e all'esaltazione
mito che formava
oggetto
di Gioietta che doveva
lo sfogo del dolore per
essere
la
l'uno
Si
morte.
sua
alla
vita
in
e
nuova;
creduto
c'è la donna
la fedele
che
con
in
se
und
di incarnar
Morte
Realtà
di fantasia
individuale
umana.
e
Perchè
fantasia.
e
to
mi-
un
compagna,
pena
dolorante
Wahrheit.
la vita è composta
c'è il poeta
mezzo
deprimente
e
alla vita santamente
Dichtung
anche
amata
l'oscura
attraverso
lo redime
di realtà, in ispe-
e
quella dei giovani.
cie
Così
è
la vita, il
Pennadoro
Cresce
in
lotta
e
suoi
nonni,
amore
giardino;
si batte
tuffi coi
tedeschi
ragazzetto
bambino
libertà,a
in
di Pennadoro.
romanzo
cresce
patriarcale dei
e
contenendo
ma
nell'empito giovanile ha
e
in
sovrapposta
l'altra.
e
Dall'infanzia
che
è
e
accarezzato
contatto
e
la
con
nella
sano
coi
sassate
nel
natura
:
italiano, ama
monelli, poi
di Trieste.
mar
l'Italia
e
prega
da
viziato
gli alberi fruttiferi del
con
a
forte
Perchè
ogni
casa
tutti.
si rafforza
suo
vasto
a
schizzi
egli è
sera
un
per
lei.
L'adolescenza
e
le estasi
intanto
e
coi
è
suoi
venuta
con
le
sue
cherie
fantasti-
giuochi più calcolati. Egli
103
—
lotta
in
corsa,
di luglio al
dalla
tirar
in
e
è
campagna
confini
suoi
si
è
sveglia
anche
viene
E
capirà
si
mondo.
va
nuo-
Dentro
i
ciullesca
fan-
passione
una
scorrerie.
alla
legge
libertà
spensierata.
medita, perchè
e
esauriscono
sici.
fi-
la costrizione
S'aggiunga
contrasto
lo sviluppo
con
che
naturale
fosse
non
negli esercizi
tutti
volta, di
bisogno, spirituale questa
come
tastico-a
fan-
il germe
famiglia. La
la
della scuola, in
col
e
precoce
e
audaci
udir
a
ragazzo.
muore
e
troppo.
materiale
e
hbertà;
si
anche
legge
morale
agita
ragazzo
quelli che
come
si
quelli
È
nuovo
un
il termine
lo spirito. Il
Nasce
tutto
pure
nel
caldi
pomeriggi
storia.
frattempo
la incrociano
e
Ma
nel
abitazione
nei
in
compagni
gli si radunano
sviluppa
si
dei
ma
lunga bella
una
che
Cambia
sassi,
intorno
mare,
bocca
sua
il comandante
solamente
più
è
non
—
il ragazzo
si ammalasse.
Il Carso
i
la
è
villeggiatura più vicina
genitori lo mandano
Eccolo,
a
la vita
contatto
È
la natura
e
dolce
e
aspra
alle spalle della
la
sua
di
nello
stesso
città.
Nel
Gli
la salute
barbara,
terra
che
è
ammalata;
lontana
E^co
che
il
è
la possa
portarla
anche
giovane,
portar
al di là del
malata,
andato
di troppa
in
non
nella
tura
na-
tipiano
dell'al-
tempo
suo
entusiasmo
crescersi
le forze.
ch'egli riacquista da
recare,
quista,
con-
essa.
di rapinarla. Sente
quasi che
di
e
Ma
natura.
abbandono
giovanile egli sente
pare
sogni
pingue
una
come
ricco
pensato
di
beata
con
cosciente
franco
possesso
offre
nuovamente
bensì
più irriflesso,
e
si
in Carso.
mesi
solitudine
in
giovane
pensieri, quando
sei
per
costosa;
meno
e
Carso
giù
mare
a
tutta
nella
questa
la città
patria
civiltà.
solamente
per
ri-
104
—
salute, si
in
mettersi
l'ampia
recare
la
dalla
montagna,
stanchi.
e
dura
realtà
ama
da
per
il contatto
cotidiana, la serie delle disillusioni
vita : in politica,dove
il suo
giovanile entusiasmo
la prima doccia
la donna
dove
fredda, nell'amore
della
riceve
ch'egli
altre
L'entusiasmo
che
facile
credere
era
giovani
più che
i
risbucano
sogni,
forma
una
la radicale
dunque
rinuncia;
di
poesia, potrà fare
Un
mestiere.
sta
mentre
non
giorno,
a
tavolino
gli vuol
scrivere,
a
gli sforzi. S'arrabbia
da
fresca
È
questa
e
libera
il secondo
volta
la
Firenze
dei
o
India?
poter
piere
com-
messo
compro-
un
alla
pensare
per
letteratura.
è
un
secco
della civiltà),
centro
alle cartelle bianche, 1
il titolo eh
sotto
bianco,
rimane
infila
tracce
in
per
letteratura
(nel
davanti
getta
montagna,
la
come
l'impiegato?
della
tanto
po
trop-
Tanto
grave.
America,
libere
ore
in
venire;
tutto
in
sperato
anche
a
è
farà il giornalista:
tanto
s'accorge che
Ma
la scelta
aveva
delle
avrà
:
di trovarsi
pensa
lontano
Troppo
il maestro?
che
nella vita la libertà
nell'altra. Farà
o
andrà
il mondo,
scacciati, lasciano
quanto
per
il commerciante?
Farà
Ma
impiego.
un
in
Egli
rientrato, egli
è
portare
natura.
dolori.
con
compensa
di Pennadoro
di poter
la felicità della
tutti i
e
rivoluzionare
può
tante
come
divertimenti,in famiglia
ai
e
sacrifizi
poetico
non
signorina che
una
ai vestiti
richiede
la vita
capisce
è
poeta
solo
pensa
dove
e
scenderà
che
poeta
l'ampia libertà agli uomini
in città comincia
scende; ma
vita
Pennadoro
con
Esaltato
poeta.
scopre
Zaratustra
novello
quasi
—
via
la penna,
si
e
è
Inutili
vuoto.
maglione
un
egli
su
mette
ticolo
ar-
scito
riusono
zari
call'aria
verso
monti.
cosciente
natura
non
contatto
lo
attrae
con
per
la
le
natura.
sue
Ma
bellezze.
106
—
è
Ah
«
compenetrano
la
narra
la circonda,
libro. Sono
di
si
dire parte
contraccolpo Trieste
per
l'impronta
anche
uomo
soprattutto
l'uomo
di
I critici portano
che
di tutto
fronte
è
alle
loro
o
ben
sabbiose
al loro
poco
la
non
loro
natura
il Carso
e
di questo
poeta
stessa
il
e
dal
E
ta
poe-
Ma
triestino. E*^
alla
nascere
libro!
loro
zioni.
presun-
umili; spogliarsi1
esser
comprensione
di
umana,
Ma^
che interpreta la vita.
E
però
di
uomini
mai.
Ej
vita.
dell'umanità.
delle
peso
suo
buona.
leggere questo
ad
che
giovane
avuto
essere
le terre,
preoccupazioni
disinteressata
vita
incancellabile.
nel
imparino
smisurato
pare
fantasia
e
sangue
dura
hanno
a
lo più il
se
difficileche
l'anirna
saputo
d'un
alla parola
tanto
tati
sia
il
nel
fisonomia
imparare
non
realtà
importanti
il Carso
tutte
per
Dovrebbero
la
».
attivo, nella
messo
dolora
pochi hanno
Quanto
lavorare
però Trieste
oltre
che
tale è l'uomo
come
e
loro
è
che
sa
integrante della vita
reso
d*una
Pennadoro
dove
E
gli ha
gli ha
il Carso
tormento,
e
parti molto
Trieste
Pennadoro.
amare
l'uomo
Carso.
sono
può
morale,
alla vita, è di Trieste, la
lui più vicina, è il suo
che
che
uomo
Naturalmente
Carso.
iniziazione
sua
il dovere
sia,
poe-
di lavoro.
e
// mio
è
sua
lavoro,
nuova,
formano
e
d'amore
Questo
a
la vita
comincerà
intessuta
vogliamo
la
con
insegnerà
sacrifizio e
amore,
fratelli...Noi
Così
si
ed
pena
il mondo
fra gli uomini,
semplice
uomo
vita
l'apostolo che
più
non
ma
di rinsanguare
bramoso
rante,
—
misurandola
sperimen-^
superuomini, j
alimenta
sione
l'espres-
orgoglio di imberbi
la
d'un
fiamma
giovane
che
fresco d'anima
e
di
anni.
II fatto è che
a
leggere, dopo
esser
usciti
dall'atmo-
107
—
sfera
Mio
del
che
noi
la
ci credevamo
nel
pochissime
ameno,
la faticosa
a
perfetti, che
dei
gran
parte
occhi
in
I
le
mediocri;
quali,
che
maniera,
vere
alla prima
vista
critici, bisogna
che
dispone
non
un'opera
si
perfetta. Ma
meglio, che
ha
prima
prima
di
pare^
giudicato,
si
non
(i) Tanto
più
scrissero, il solo
1912.
Non
travolgenti,
della
lettura
saputo
rilevato
va
a
Alberto
ignoto,
umiltà.
è
darsi
poeta;
e
patisca
Spaini,
fra
che
è
si
è
«La
Voce
in
compenso
immediata,
senza
è
un
calmo
piieconoetti.
che
dopo
mi
capire. E
grande
fu
allora
Carso
vibrare
lo
Questo,
di
né
Anzi
eroe,
stile
del
»
sot:to
che
ne
13
tembre
set-
amore
con
s'anima
si
simo
giovanis-
un
Trentina»
Certamente, perchè lesse « Il Mio
critica di paradossi
rifulge la sua
ma
suo
voluto
critici
fare
l'autore
giudicato?
lui.
in
l'artista
che
del
con
comprensione
ne
agli
per
naturale
è
si
non
dimostrare
una
sideriamo
Con-
che
e
necessari
la vita
è
o
di
impigliati
sono
avvedersi
non
narrarci
riviva
libri
esposte
libro
primo
suo
di
L'autore
dei
po' manchevole.
un
come
Che
giudicato?
averlo
il
somma
sieno, facilmente
di tutti i mezzi
ancora
possiede?
si
convenire,
è
in
deste
mo-
».
qualche difficoltà. Costi-uzione
però
virtù
doti
o
sono
piccole che
per
le
tenzione
at-
re
scopri-
condizione
false,
che
an-
genere
a
che
modo
vi
nuo-
tanta
e
bellezze
o
di
di bisogno
la
del
che
pongono
l'arte intima
peggiore
essere
dei
si scorgono
vòlte
è
pienza
sa-
bocca
per
Aggiungi
degli scritti. EH
oggidì viene
luminosa
libri,massime
quanto
perfezione,
che
an-
nare
chi-
fatto dei libri
vien
muta.
rarissime
e
recondite
e
si
i detti
studio,
tanto
e
ragiona
giudizio
leggere
primo
fecero;
ne
più
sempre
Leopardi, là dove
volta, diffìcilmente
se
scettici, dobbiamo
alla
(1).a Qualunque
una
che
nneno
davanti
fronte
del
Parini
critiche
le
Carso,
—
di
il
mosse
ricordo
e
108
—
di
tentò
non
sminuire
quale
so
—
del
il valore
amoralismo
libro richiamandosi
addirittura
o
a
immoralismo
estetico.
Fianno
Per
chiamato
eliminare
definizione,
Pennadcro
le oscurità
Slataper,
di forma
il
il
mio
di codesta
vago
di
romanzo
^J^erther
diversa. E
Il
autobiografia lirica.
il fondo
e
come
Werther,
il
Carso
lo chiamerei
io
è
come
// mio
Pennadoro.
Goethe;
è
Carso
è
nudo,
io
stione
que-
anche
vale
paragone
è
chè
per-
di liberazione
un'opera
interiore.
((
Tu
vi
ti
dopo
uomini
mostri
simile
un
gli scrisse
»
E'
di
sarebbe
stato
Ma
Scipio Slataper
conoscerlo.
esprime
fuori
anzi
bene
ne
se
Ora,
lo
Egli
aveva
del
la
freschezza
distanza.
freschezza.
E
terza
sona,
per-
lirico
turalmente:
na-
be
sareb-
non
o
egli
di
fece
bene
tuto
po-
del
che
poeta
mutare
non
a
scrivere
poteva
non
Lo
E'
questo
maggiore
a
da
parola
cui
II mia
libro
sta
proprio nella
del poeta
meglio
oggi,
distanza
a
maggiore
acquisterà
in
più propria.
accennavo
questa
:
scritto.
capisce
a
la
difficoltà
si
amici
avrebbero
dell'autore col personaggio,
ancora
in parte
conoscevano
E
l'ha
come
non
stesso.
se
Le
mente
formal-
pochi
i
per
la coscienza
tempo.
male;
ne
immedesimazione
con
quell'amico
scritto.
mano-
bastata
battezzato
scriveva
non
che
coloro
per
Carso
in
prima
gli
più.
occorsa
e
la
di
il
anche
mutare
per
romanzo,
un
letto
raggio
co-
con
dissi. Sarebbe
romanzo;
l'osservazione
e
vivi
in
più
appena
forma,
chiave,
di
l'autobiografia
e
amico
il
avrei
non
libro di incontrarmi
un
questione
trasposizione
una
troppo
più
immedesimazione
sono
sopra,
non
dotte
prosempre
*
109
—
dal
sorretta
Dronto
dirvi
controllato,
bisogno di
vita
gli
sogni
sono
»,
Non
è
realtà,
non
tenuta
volta
chiarezza,
c'è
qualche
Carso
è
di
Il mio
del
mente
fu
da
di
zione
preoccupa-
turbano
un
ne
e
la
poco
dell'insieme.
Non
ma
la for-
ingannino
che
Dire
II mio
lirici,denota
frammenti
concepito
// mio
sviluppò
si
e
Carso
Fu
elaborata
formare
la
base
costruzione.
passò
una
per
adoperato.
dettagliata del
specialmente
si
che
qual-
poetico;
perficialità
su-
Solo
nota
è
per
e
su
In
un'idea
da
nato
nella
qualche anno
trasformata, finche
costruire.
cui
tutto
quanto
lavorazione
che
trale.
cen-
il
il
ganica
orteriale
ma-
ulteriore,
costruttore
è
E
ebbe
facile perdere
tutto.
nelle
qualche
Lo
organicamente.
di stanchezza, in cui
momento
dei motivi
date...
ba-
non
L'autore
soggetto
di costruzione.
stato
stessa
d'esservi
la visione
Così
è
poeta.
la
suoi
i
giudizio.
esistente
qualche
organico.
difetto
visse
solida
prima
è
il fatto che
Questa
parve
ed
Carso
dimostra
col
scorrevolezza
susseguirsi
un
che
esterna
una
riflessi che
quei
chiara
anzi
L'insieme
ne
da
distrarre
confondersi
allora
ancora,
voi,
come
No,
«
:
71. E
capire
il
sente
l'accento
farci
sono
certo
un
l'autore
e
eguale distanza.
sempre
non
vengono
io
«
a
95.
si lascia
di
dove
pagina
a
»,
di
necessario
pagina
a
notata
fu così...
di
completamente
non
improvvisamente
non
pare
e
è
vorrei
«
specie
una
seguito. Là
contraddizione
il
dove
con
forse
e
del
rovesciare
la mia
quando
dico
il vi
questa
punto
davvero
derivate
sono
là
esempio
contradditorio
passaggio
no,
Per
diventa
dell'inizio
»
Ne
artistico.
mezzo
manchevolezze.
delle
—
attaccature
incertezza.
e
nella
Nell'opera
ripresa
si for-
no
—
allora
mano
quegli ingerghi che
leggerezza dei lettori
la prima
con
di andar
ancora
Ora
ci penso...
Per
in
A
questo
la salita sul Secchieta
brani
due
lì
stessero
relazione
della
dove
il
alla
passo
al grande
Ma
il
E
in
e
libertà,nello
la forma
punto
che
li unisce;
frammentarietà
alla
cedere
in
nulla
che
saldo
tempo,
che
mano
un
può
ha
gna,
monta-
un
ludia
pre-
che
certo
ginarlo.
scompa-
voluto
da
la materia
e
esprimerla, ha
cui
con
in
tura
na-
parte.
così
stesso
terno
in-
dalla
morale,
i
za
sen-
il motivo
è
invece
l'audacia del poeta
solo
che
del riposo, al mare,
dell'amore.
Difetti di forma
nella
è
mare,
sembrerebbe
il dovere
terza
complesso
dopo
:
la calma
riposo
voluta, della
senso
esempio
quadretti avvicinati
natura
specialmente
si notano
il lettore
portati al
stacco
mentre
segna
dove
natura
naturalmente
vista
due
come
fra di loro;
evolventesi
di
molto.
annoiai
mi
della
città,prima
in
il filo. Altro
prima
a
io
punto
siamo
golfo di Trieste;
sul
EJi, ma
«
l'organi
sul-
errato
legatura
la
esempio
:
la
incoraggiato
giudizio
un
Carso,
perde
attento
poco
parte
lassù
».
hanno
formulare
a
dell'insieme.
seconda
—
creare
esprimere
dovuto
in
po' inesperta
del
qualche
giovane
artista.
Oggi
alla
i nostri
scuola
Ma
L'artista
dei
scrittori ritornano
maestri
non
però
ha
ha
niente
lavorato;
di tanti
a
che
e
in
con
scrittori
fare
con
forme
più
creano
Scipio Slataper fu anche
impressionismo
non
e
saggio consiglio,
con
questo,
che
in
mantico.
dissi,ro-
serietà!
della
sua
bertà.
li-
Il facile
zione
genera-
l'arte di lui.
Il lavoro
sione
Ogni
dopo,
il sorriso
come
imagine
di
giorno
mi
stupidità
con
tanto
Basta
del
costa
l'opera fatta,
terioramento
di
e
torita.
par-
stanco
sono
«
non
un
e
pena
riempire
so
».
di
il materiale
del
accorgersi
per
creatura
e
che
dell'espres-
di
notte
all'amica;
confrontare
resto
della
bianca
carta
strazio
la gioia
e
una
scrive
»
di
foglio
questo
che
dolore;
nasce
((
di
dell'artista è
che
d'in-
lavoro
poderoso
cristaìlazione
con
scavo
ha
l'autore
com-
piutoLa
lussureggiante
le lettere
cose
sono
parte
?jlievi...
:
Tu
sorridi
terza
parte;
più
artisticamente
Molta
'
dimostrare
«
triestino
Qui
è
! custode
ordine
delle
brunì
e
neri
arrivati
iersera
dieci
facchini
i
stata
solo
arte.
in
».
nella
morta,
distillato
quanto
plice,
sem-
e
in
ancora
coesione.
lavorata
vacci
cano-
su
esempio
è
ciente
suffi-
Questo
nel
Mio
del
quadro
completo
e
punto-
che
si
In
Puntofranco
alle
sei
di
mattina
il
veglia,
bovi
I grandi
attrezzi.
il magazzino
apre
ai
vicino
vuoti
piroscafi
lentamente
vagoni
turno,
trainano
e
lavoro.
e
chiavi
;
Un
quanta
sobrio
per
cose
:
i l'infreddito pilota di
'
è
note.
con
Gioietta
più
da
secon-
1910
del
maggiore
Carso
di
e
bellissimo,
franco
Mio
del
appunti
a
Carso
riposato;
poche
voglia di
violette
le
è
tutto
Ho
«
gennaio
a
desidererebbe
si
parte
nel
cogliendo
qui
sciolta
di-
smontata,
la fine della
»,
lettere
anche
punto
di
(c
delle
ma
certo...
siderarsi
con-
possono
luminoso;
e
verso
scritta
Gioietta
rimasto
è
qualche
di
stata
intenso
toccate;
Quest'ultima
di
viva, è
meglio
non
«
».
Più
al
rimaste
i|campagna
ij
Gioietta
a
ridotta
e
quale
preparazione,
quando
gli
i
occhi
vagoni
sparpagliano
per
opachi
sono
al
saluta
dalla
loro
gli hangars.
posto,
Hanno
alle
in
sei
tasca
e
112
-
la
pipa
un
e
di
di pane.
pezzo
-
d'una
Il capo
lui s'accalcano
monta
ganga
su
razzo
ter-
un
uomini
più di duecento
gridano d'essere ingaggiati.
Il capo
ganga
strappa, scegliendo rapidamente quanti libretti gV.
via seguito dagli ingaggiati.Gli altri stanno
va
zitti,
poi
occorrono,
si
sei
P
ochi
minuti
il mece
e
mezzo
canico
prima delle
risparpagliano.
carico, intorno
i libretti di
con
lavoro
turchina
la blusa
con
sobbalzanti
rettifilo grigio dei
Sulle
rive Trieste
e
la
della gru, e apre
i
i
arrivano
e
carri,
infine, ultimi,
lunghi
Il sole
aranciato
sul
fracassanti.
strabocca
pressione dell'acqua;
scaloni
a
levati in alto,
e
sale
sulla scaletta
magazzini. Il sole è chiaro
si sveglia piena di moto
e
nel
colori
deriva
((
dai seguenti disordinati appunti
Punto franco, mattina
6.
Silenzio. Primi
mare
e
nella città.
».
:
primi vagoni. Pipe
facchini,e
con
schizzi.I buoi dei vagoni.
6 1/2.Facchini, appollaiativicino
il via vai. Col
sole. La
camicia
Tipi di facchini. Forti,ma
al Linz. Comincia
blu sale sulla gru.
ti.
patiti.Mustacchi cascan-
Fumatori.
In
tasca
la pipa. U
pane
sopra.
agli sbocchi idraulici.
Alle 6. Il pilota di turno
stanco
dopo nottata.
Guardia, custode chiavi,pilota.
Allacciano
La
le
gru
precisione. Prima
carri. Intorno
al
i
dove
la maturità
è dalla trasformazione
facchini. Poi
ganga.
capo
L'assalto coi librettiper
Ma
vagoni. Poi
ingaggiati».
dell'artista risulta pienamente,
essere
stilisticache ha
subito la Calata.
Calata, il primo nucleo del Mio Carso, composta
lo stile delle
nel gennaio del 1910, risente nella forma
La
lettere
a
Gioietta,di quell'epoca,gonfio e
imagini.
In fondo
cerebrale,
panteismo ancora
troppo
è lo stesso
gettitoirrompente d'ammassate
è il medesimo
allo scoperto
vago.
114
—
di considerare
mento
Mio
stile del
Vi
le
chiarezza
non
riposare;
Così
sembra
mi
Le
fra periodo
e
importanza,
un
ma
ansimate
lanciarli
ch'essi
abbiano
caldissimo
odore
al
ritorna
odore!
ha
ma
più che
in
(Appena
ora
è
l'uno
quel
nelle più
l'altro
zione
(l'imaginapotete
assorbivo
:
istrada
no
marla
fer-
in
un
deve
e
caldissimo.
:
Invece
il termine,
raggiunto
aver
ginazione
(ecco! l'ima-
fermarsi, di riposare
contrasto!
tocca
Assorbivo
(non
per
cosa
tere
trasmet-
ora
il termine.
partenza
qualche
di
sensazione
di
raccattare
per
tempo
uguale
frenare) odore
punto
smarrito
rifarla in fretta
tutte
solo
caldissimo
di doverla
sentite
ma
riposo
asfissiante. Assorbivo
liquido)un
un
a
per
l'intuizione.
ora
raggiunto
stanza.
di-
poca
Nessun
tempo
un
esercita
paiono
stesse
richiamarne
e
do
quan-
sufficiente
parole hanno
in
non
luce,
smussano.
esse
sembra
ma
po' alla prima lettura; vi
un
per
si
risalto. Non
essere
direzioni
corre
spazio
medesimo
pronti i sensi
un
hanno
Le
periodo.
l'intuizione
prima
non
sazione
sen-
richiamare
effetto che
Troppa
s'urtano,
dove
da
Si
Carso.
dove
Quella
intensa
il primo
essere
imagini
accostarsi;
svariate
ne
lo stile del Mio
di noi
lo
vicino
luce
gode,
si riposa infatti,se
quell'atmosfera?
a
l'abitudine
fatta
si è
così
visiva
di
ombre?
senza
l'allucinazione?
punto
poter
Voi
illuminate
di
di
più da
e
un'atmosfera
in
trovati
siano
qualche
su
mai
cose
in
stesso
se
per
Carso.
siete
tutte
—
be
Sareb-
questa
plice
tri-
:) asfissiante,
col più importante
qualificativoin fine).
Altro
esempio.
luce^ rabbrividenti
del
vento.
Anche
Alle
nuvole
pudiche
sotto
che
le
qui accumulamento
si
trastullano
nelldi
fredde dita curiose
d'imagini, anche
115
—
centrale
qui il sostantivo
rileggere. Troverete
a
rischio
a
perchè
Vi
freddo
ciata
lan-
nuvole
il
e
questo
buttavo
dove.
pancia
a
la rosicavo
si vedeva
polso sollevarsi
diche
pu-
e
malessere
sicché
Dappertutto. Co-
lezze,
all'atmosfera, le bel-
Tutto
è
terra,
terrosa
la
freschezza
audaci
vi
vivo.
sradicavo
bietola
barba-
una
)).
il forte
cadere
dal
gli accostamenti
a
ancora
e
il trapasso
delle imagini,
parole,
ogni
per
Le
Le
più varie.
assuefatti
impreviste
delle
gocciolante
((
trappeso
con-
attenzione
vostra
rapido, vicino.
è
siete
vi
le novità
e
la
che
ciò
con
estetico
quando
Mi
il
curioso.
godimento
((
tevi
altro effetto. Prova-
un
quelle perchè
accorgerete
chiamano
lati; anche
equilibrio nuovo,
un
direzioni
nelle
rabbrividenti
vento,
è
raccogliere
cui
su
al
Pure
due
dai
smussato
d'attenzione.
qui sforzo
—
pelle morbida
nella
del
palpito azzurrino
come
una
foglia ».
((
Dall'ultime
di sole
pieni
casa,
«
Codeste
piatte
I
((
»
carnume
van
dritte
nella bocca,
((
L'anima
nel
«
corrente
e
Ma
queste
Flosce
del
«
colpi di fionda
e
gli
Da».
nell'orecchie,negli occhi,
fresca
miei
si sale
in
per
fuga dei
la bianca
come
aspri gridi d'aizzamento
l'ondata
Carrucolandomi
nostra
».
dai
Addentando
tedeschi!
dei
come
rompe
naso
della
rossi
».
schizzate
elastiche
e
larga
fiorita quanda
coppi
di medusa.
aguzza
impauriti
((
le
come
i
di passeri
e
sono
L'acqua
vedevo
vette
vispa
montagna
come
un
ciuffo
lombi
co-
».
d'erba
».
gli scogli rimontavo
sfinito la
».
Notate
il
senso
rinnovato,
carnale
delle
parole. Al-
116
—
l'artista
basta
non
del
meno
che
è
è
piova
da
l'aria
pigliar piova
stanche
Amo
Per
la piova
corsivo
volta
sintassi
come
inusitato
C'era
ficamente
a
più
Madama
di
e
per
linea
La
lano
sfi-
vocaboli
vocaboli
si
abete...
le salite precipitose
alberi
molti
1
linguistici,
nella
confondono
lingua acquista
un
che
serviva
quando
si
magni-!
giuocava
a
faceva
rosse
corsivo
che
è
non
di
sotto
giù da
buttavo
mio,
la mularia
tronificante
ruffa
a
fruttiferi,àmoli,
rati-
».
contemplavo
Oppure
Il
inchino
suo
novello.
di
glò, ficaie specialmente
(i)
I suoi
dialettali
aspetto
anche
C'erano
bacche
liana.
ita-
(1).
»
che
lingua
virgolature di rigore
coi
dell'insieme.
un
col
d'uso
come
temente,
coscien-
entra
nella
sua
casa
delle
stessa
specie
una
'sconderse
daiola
per
giù staccando
triestino
Cruscante.
battute
e
sinfonia
e
il dialetto
paludamento
col
o
sintattici
((
giù
».
pari pari sulla
«
triestino
più forte. Osservate!
e
violenta. Vien
e
si presenta
salotto
((
il poeta
per
rariamente.
lette-
letterario
senso
s'infiltra la pioggia,
pesa
ecc.
la prima
Non
tono
più piena
nuvole
vigoroso,
nessi
role
pa-
Ma
».
le foglie deboli
nel
con
usati
meno
e
nel
altri scrittori; anzi
pioggia
una
Dalle
((
((
dovete
to
tan-
ne
dialettale. Il dialetto gli suggerisce
della lingua più fresca
non
usato
del vocabolario,
letterario; egli supplisce
di tinta
o
vocaboli
Così
la tavolozza
lessico
dialettali
—
è
nel
testo.
per
signore
agguantare
».
stra-
le
117
—
affogarlo
di
Cercava
(
—
tocciade
dieci, venti
con
secutive
con-
».
Ma
((
un
come
ficaie
ma
ciapo
di
gatta
baia
Ucio
cammina
poi
sotto
le botti
buttano
si
prati
nei
saccheggiano
e
le
che
grandi passi
a
l'aria
impregnava
su
schianto
di
indolente
annusava
giù
e
sulla
».
il piazzale,
per
giura
e
panca
».
Tonfa
schizza
l'inonda
e
Anche
quel
tonfo,
fra
le
squarciapancia,
e
pietrone
enorme
un
gracidano
che
con
autunnali
stravacca
si
vendetta
«
storni
di ponti gane
l'odor
nervosa
«
quell'ora
in
».
Una
((
i bimbi
solo
a
gno
sta-
l'acqua putrida
».
tonfare
è
dello
crofe
transitivo, col
di buttare
senso
E
dialettale.
suggerimento
molto
c'è
d'altro.
Si
delle
fatte
sono
linguistico. E
particolare,
letterario invece
la
per
di
cui
per
ha
luce
in
Noi
abbiamo
meglio
di questo
fondamentale
semplice
nella
lingua
tere
discu-
il termine
dove
mologia
l'eti-
aiuti
non
e
di
E'
e
sporadicamente
giunti al
stessa
mediato,
non
artistico
ora
il
il
è
suo
tutto
sione,
nell'espresdello
già scoperto
punto
gione
ra-
entra
cui
per
insomma
compresa
l'atteggiamento
Siamo
d'artista. La
scrittore
questo
generale; la
qui. Perchè
è
non
capriccio
è immediato
pause,
tutto
anche
potrebbe
dialettale,specialmente
un
ombre.
senza
che
qual-
per
comprensibile.
dialetto,è profonda
stile non
tale inquinamento
un
accettare
conveniva
non
questione
si tratta
non
si
semplice
facilmente
la
là
e
di
gusto
potrebbero
di quello
ricostruzione
Ma
si
qua
l'effetto
per
se
e
sul
riserve
scrittore.
questo
d'integrare
teggiamento
at-
le
118
-
estendendole
osservazioni
nostre
della
fece
taper
_
all'atteggiamento generale
letteratura,di cui Scipio Sia-
ultima
nostra
Succintamente.
parte.
?**
Arte
è
intuizione, è espressione
l'ultimo periodo della
per
teoria
nostra
corrisponde
espressione
-
in
dal
Carducci
in
Croce
ha
Benedetto
razionalizzato
sub
derivate
le
sentono,
della
Nella
la
trovato
ne
impressio-
-
ultimo
nostro
di
materia
letteraria del
riodo,
pe-
quel
è
che
manchevolezze
tutti
hanno
ha
rità
ve-
a
parziale. E
verità
suo
lo
tempo,
suo
aeternitatis, assumendolo
specie
dell'arte. Ma
assoluta
All'arte
poi.
nell'atmosfera
concetto
del
valido
estetica.
l'arte
pratica
(1) l'impressionismo letterario
:
è il concetto
:
sono
ne
sentito
e
Estetica.
sua
letteraria,dal
storia
nostra
Leopardi
(e
dal
distacco, preciso e sensibile. Lo prepara
zio,
Carducci
dispersivamente, lo inizia il D'Annunintegralmente il Pascoli. 1 giovani con
compie
del Croce
alle ultime
lo polarizzano e recano
Manzoni)
il
lo
l'aiuto
c'è
un
conseguenze.
Simbolismo, neoromanticismo,
espressionismo,
11
il
racchiudere
lasciava
moto
(i)
Avverto
del
nuovo
che
che
adopero
la
impressionismo.
sempre
forma;
la
la
dentro
alla rigidezza di queste
dando
e
E'
pura.
imprime
contenuto
si
arte
naturalismo, verismo,
prese
la animava;
se,
ora
parola impressione
ma
pri-
tradizionali,
linee
a
che
sostanza
il calore
tutto
nel
crea
nel
senso
mo-
logico.
etimo-
119
—
di versarsi, col
stesso
mento
—
calore, da
suo
la
se,
sua
impressione.
ha
L'impressionismo
nazionale, ha
ha
sostanza
nostra
Sono
entrati
alla
Heine,
Nessuno
della
rotte
forma
stessa,
se
gli spiritimeno
noi
sentisse
la vecchia
classica.
moderna
:
Anche
tradizione
dalle
uscire
Tanto
è
dighe
che
vero
tempi,
suoi
i
i
orm.ai
largato
al-
oggi,
rifare le
d'acqua, volendo
abbiamo
nessun
tradizione, non
ghe,
di-
il letto, arricchiti
nella
ritornare
lo
per
In quésto
che
riabilitare; dobbiamo
da
dell'epoca
poeta
sino
meno,
è
la
stata
diverse
e
Si
di rendere
trattava
di sorta,
E
però
la forma,
oscillò
religione
svelta dalla
s'involse
e
in
,
dando
1 epoca.
origine
Mai
contenuto
tanta
perciò
a
epoca
intensità
essa
nell'assioma
e
che
in
base
unitario.
vita
filosofia
ne
termedia
in-
senza
ne
scuola.
della
sicura
complicazioni
menti
atteggia-
e
dizione
tra-
ze,
incertez-
del-
rivolta sostanzialmente
letteraria,
al
problemi
ebbe
nostra,
vario
dovette
della
tenuto
con-
più assillanti
uno
la
come
dei
i loro
abbastanza
l'impressione
ne
dietro,
in-
il fine
moderna,
vari
quanto
seguite, fu
le vie
del
restaurazione
letteratura
nostra
artistico degli scrittori,per
ritornare
Leopardi.
a
di ampia
movimento
e
europea.
in
che
dovettero
modernizzati
a
Ibsen, Dostojevski.
nostro
dentro
rimanere
meno
viva
Nietzsche,
scrittore
più
sostanza
l'arte,
del-
Appunto
italiana, dell'Europa
tradizione
Verlaine,
poteva
della
far parte
a
letteratura.
bastava
ne
tradizio-
straniere
correnti
nostra
non
arricchire
s'era dovuta
consoni
la
europeizzato
la
comg
largo alle
fatto
della
la barriera
rotto
preoccuparsi
E
giudizio della forma.
trovare
arte
a
un
forma
sostegno,
è
e
contenuto.
un
con
appunto
tormento,
120
—
Nei
iuckIì più vari
i nostri
è il maggior
classica, la
è
nella
pura
più
del
riprova
una
meno
è la
essa
D'Annunzio
più
egli
però
e
della
ratura
lette-
periodo.
arte
sua
il tentativo
dell'epoca, il dominatore
poeta
di questo
zare
di realiz-
tentarono
di dubbio
quello di Gabriele
fu
La
poeti
Fuori
l'impressionismo.
riuscito
—
meno
na,
tradizione letteraria italia-
dalla
la più sentita
e
vera
detto. La
sopra
nostra
epoca
nazionale.
I più
vaste
nella forma
di questo
impressione
del
poeta,
di vocaboli
e
renderla
a
E'
contenuto.
dell'arte
La
i
molte
ma
allora
aveva
non
più
parola le
Ora
di
dell'arte
Le
parole dei
come
strana
una
durezza,
possono
domandato
nuvola
una
toccare
che
il
Carso
autore
suo
cui
su
in
se,
la
è
conquista. Che
una
in
aveva
tale
mente
:
jweti che
sospesa
soavità
Sensibilità
cosa.
// mio
via
dell'epoca, l'ha
immediatamente
più
le
nel-
grado
sommo
la parola considerata
quanto
zi,
mez-
stanchezza;
genera
poesia.
la
tutti i
sensibilità
come
tocca
compierla
concezione
«
in
la forma,
era
questa
che
ciò
anche, qualche volta,
riesce, è e
in
lui, come
sottometteva
su
parola,
convergono
lontani
poesia. La
è
presa
che
prima
non
specialmente
sentita
palpitante,viva
nella
cui
a
più
i
e
volte, quando
quando riesce
Laudi
ma
subitanea
ardui
concorrono
dannunziana.
creazione
più
più
rinsanguarsi della parola
nell'imagine, l'imagine sbocciante
avvince
ricchezze
coltura, le
di lingua
formidabili
e
di
elementi
svariati
radicate
nella
Varie,
(questa
è
cos'è:
quando
bellezza
una
aggiungono
agli occhi, ma
non
davanti
terra,
Gioietta,
sa
che
che
distrugger
che
tutti
tante
la
che
stia
aggiungono
i nostri
volte
sensi
m'hai
parola-involucro
122
—
Italianità vergine;
tale.
toscana,
cariche
l'antica
padana,
queste,
soppressata
Sola
facile
di
Fu
la ragione
dovette
quasi
il
solamente
esser
che
quello
italiano
poeta
un
che
dicemmo
:
in
proprio
barbaro
frutto
nel
in
camente,
artisti-
esprime
voleva
era
le
ma
triestino,
triestino,perchè
era
potè,
non
un
era
di rin-
vogliamo,
se
giovane,
poeta
suo
ma
il fatto
per
allora
cercava
imbarbarendosi
spontaneamente
porgeva
dell'albero
stessa,
se
poeta
un
negare
rin-
civile Italia.
vecchia
momento
gustarlo perchè
di cui
andava
essa
altrove
cercava
un
in
ciò
cerca;
che
aveva
casa.
Io credo
che
// Mio
quest'opera
come
vergine
letteratura
fresca
forse
segna
rientrano
nel
chiusa
una
dell'impressionismo
che
Carso
e
sarà
più
sempre
di
spontanea
una
sentito
nuova
e
italianità.
Esso
e
si
potè comprendere,
la letteratura
sangue,
saporito
potè
non
questo
è
in questa
sono
trasfigurare e
Forse
verginarsi europeizzandosi,
e
Carso
non
non
che
cioè
pmovo.
sopra
bera.
li-
ma
di cui
imposta;
o
conseguenza
della
sufficientemente;
non
come
non
tradizione;
che
Trieste
parte
l'Italia capì
E
del Mio
lei che
poeta;
suo
come
volta.
logica
per
né
secoli;
dalla
italianità
cui
per
Roma,
e
scrollata.
una
la prima
laziale
vetuste
nei
quella riflessa
barbara
e
per
di
la freschezza
e
vergine
la civiltà
addirittura
tradizione
novità
le
d'incroci
ricca
alleggerirsi con
La
come
non
tutta
—
periodo
piuttosto che
sembrano
nella tradizione;
di conquista,
non
di
sul
ma
stanchezza.
della
moderno
un
inizio; le forme
finire,si
è
una
nostra
iniziano
chiusa
altre
di forza
"IBSEN,.
in
Hebbel
S.
Italia
traduttore
Slataper
di
critico
e.
—
F.
Hebbel
Piani
drammatici
Ibsen
Dall'
Hebbel
laurea
e
—
il
La
Amburgo
dell'
Organicità
—
l'artista
—
legge
--
tesi
—
—
libro
l'uomo
—
si
Come
Ibsen
a
ibseniani
Studi
»
—
—
—
r«
hebbeliano
Slataper
S.
Pantragismo
—
di
fronte
a
Ibsen.
«
Ibsen
»
Il
—
critico
di
Lo
in
Italia,a
di
Federico
due
«
quanto
tedesconzolo!
»,
preferita del
il deplora,
com'ella
caso,
Ma
Imbriani
Vittorio
cui
servizio,
trasfigurare
che
Hegel
stando
ma
Berlino,
a
inventò
anche
potremmo
le
cose
sugli autori
noi
Per
l'idea
centrale
quanto
un
credergli
sulla
così, preferiamo
no
il merito,
degli italiani di
deve
ma
pri-
Friedrich
dei
un
suo
vissuto
parola
farci
al
essa
Wilhelm
sua
niere
stra-
italiana,
che
fosse
non
muove
letterature
che
grezzo
universali
le missioni
cui
sono
Georg
certo
data
ingravi-
letteratura
non
Se
eterno.
popoli,
di
noi
critico;
giudizio
da
stranieri.
riguarda
Federico
giudizio spicciativo di Vittorio
o
della
narla,
scan-
)).
da
delle
critica
cemente
atro-
l'assassinio
l'abbia
Olofernuccio
sua
del
creatura
cittadini di
un
letterature
rendere
e
i
assiro
offrirle il materiale
per
di lui,
altre
le
tutte
la
compiuto
a
lo
universale
la missione
:
per
la
per
con
dandogli
pieno,
scongiura
e
seno
conosciamo
noi
spacciò
svergognandogli
che,
stima,
le si agiti nel
e
in
di poeta,
Giuditta
sua
(di Oloferne)
colse
far menzione
a
lo
ce
il primo
fu
l'altra gli frantumò
con
fianco
suo
la
lo
una
con
1870,
Naturalmente
Hebbel,
stoccate;
al
intorno
pare,
Imbriani
Vittorio
di
spirito bizzarro
combinasse
trascurare
per
per
Hebbel,
Imbriani, ne
lo
lungo
meno
tempo
con
pare
abbia
che
avuto
la volontà
questo
poeta
il
126
—
—
tedesco. Cosicché
quando nel 1893 quel bravo professor
dell'Accademia
di Milano pubblicò il suo
Friedmann
studio in
volumi
tre
sul Dramma
tedesco del
gli italianicolti che nel secondo
trovato
un
drammatica
opera
di Federico
volume
colo^
se-
bero
vi avreb-
chiaro serio della
critico vasto
esame
nostro
Hebbel,
non
se
ne
sono
accorti.
che per
Qualche spirito solitario,
conto
più per suo
il pubblico, innamorato
di questo o quel dramma
hebbeliano, si provò a tradurne alcuni frammenti. Così il
Teza
((
ristoro ad inutilie
per
in versi la prima
al silenzio degli Atti
faticosi desideri
dei Nìhelungi
parte
Memorie
e
della R.
se
tradus-
»
la consegnò
Accademia
di
e
Pasini dette a riviste
Padova, nel 1903. Così Ferdinando
locali,a\Y Araldo di Riva e alla Vita Trentina,
due
suoi
di traduzione
frammenti
nel 1906
e
Bisognava che
della Maria
lena,
Madda-
nel 1907.
un
movimento
nuovo
che lo Sturm
und
scotesse
Dtang vociano
abbattesse
le siepi dell'orticello nazionale,che la Germania
fosse calcolata
un
paese
degno di studio
manifestazioni, perchè anche
Hebbel
tellettual
gli in-
in tutte
ritornasse
infine
le
sue
lia,
in Ita-
maggiori onori di quellidimostratigli
da Vittorio Imbriani; anzi vi venisse per la prima volta
accolto
letto
e
Il
con
discusso.
Borgese che ebbe
l'interessamento
tedesche, che
da
{{
per
un
grande parte nel promuovere
del pubblico italiano alle cose
una
certo
tempo
addirittura funzionò
indicatore generale » degliavvenimenti
della
nuova
richiamare,nel 1908 su La Stampa e poi
liani
nel suo
libro La nuova
Germania, l'attenzione degli ita« il grande
spirito» di Federico Hebbel.
sopra
Germania, fu
a
127
—
il inerito
Scipio Slataper ebbe
volta
dopo
Slataper
gehiicher
e
cominciamo
è
come
a
passare.
qualche
con
-Abbiamo
quasi
Ta-
dei
di
:
Gli
d'animo
nel
mento
tor-
qualche volta, nel
che
di convincerci
si sia
poeta
dono
atten-
più dentro
penetrar
a
noi
cui
traverso
spiritipiù tormentati
sciogliere; anzi
di conoscerci
paura
al
lo presenta
le quali meritano
fra
stato
suo
(1), Scipio
di traduzione
di riposo, tentiamo
assoluto
bisogno
la prima
per
Hebbel,
suo
parole,
l'aiuto
poterlo
conoscere.
di studio
e
saggio
un
uno
Hebbel
per
1 Italia
con
le seguenti
Hebbel
da
col
poche
con
rilevate
((
di letture
alla luce
italiano
di farlo
1910, quando
marzo
mesi
otto
esce
pubblico
esser
17
Voce,
La
Su
—
da
già liberata
biamo
dob-
lui. Eppure
in
lui.
».
nell'ottobre
Appena
nel
segue
Poco
novembre
dopo
che
dramma
Diario,
la
sua
più
caratterizzano
l'uomo
opere
tradotte
come
e
si
completa
Anche
nel
1912,
già di quale
Slataper. Questo
del
(i) La
data
del
5
Giuditta,
1912
il
il
Tagebiicher, che
dai
Le
pensiero.
suo
i due
poli
del Diario
erano
degli studi hebbeliani
l'anno
della
tra
cui
si
due
muove
lo spirito dell'Hebbel.
la traduzione
uscite
il
e
cui
Giuditta.
rivela l'artista; nel
di passi tradotti
un
a
sull'artista,
e
traduzione
maggiormente
sono
pubblica
anno
particolare sulla
uno
esce
scelta
una
stesso
di critica sull'uomo
generale
articolo
dello
e
pronte
é
importanza
lo
ché
Tintroduzione, bennel
1910.
stesso
1910
che
ci
piamo
sap-
pio
di Sci-
nella vita
fosse
accostamento
Cosicché
nel
gioverà
guito
se-
capitolo.
prima
agosto
menzione
1909.
dell'Hebbel
nel
suo
taccuino
è
sotto
la
128
rivelata
Appena
Federico
la
Giuditta, l'Italia s'impossessò
Non
Hebbel,
ci fu
giornale
rispettata di coltura, che
spuntarono
funghi dal
come
così
e
Maddalena
di
uscì
drammi
i suoi
e
la ricca
e
gli
il
E'
((
limpido
suo
desiderabile
più largamente
l'anima
germanica,
ismarrisca,
non
alto, quella
migliori della
mano
sempre
e
sua
più fu
della
sempre
pensatore,
monì
am-
conoscere
a
la letteratura
altre
quante
e
ce
conoscere,
suo
in
sempre
tradizione
ricca
finche
è
grado
più
punto
lui evocati
gli
a
dove
dovette
scolari
gersi
accor-
lui; cosicché
indietro
naturalmente
stessi
forze
sfuggiti di
erano
intendeva
richiamarli
i suoi
delle
una
».
dato
un
a
oltre di
costretto
formia, che
dighe allo straripamento;
reazionario.
scenza
cono-
generale
cui
l'Italia impari
precisamente
e
gli spiriti da
successo,
di
cervello
che
il Croce
andati
con
rale,
intellettuale,quell'equilibriomo-
senso
In generale
che
ebbrezza
la calma
con
ristabilisca
anzi
nettezza
quel fine
ispecie
in
slava, amiericana, e
necessario
che, in questo
ma
sono;
bel
Heb-
1912. Qui la scienza
fondamento,
Croce
sempre
ne
Te-
Farinelli
del
di codesta
punto
Benedetto
:
ria
Ma-
Gerolamo
bibliografìa,d'ogni ulteriore
di scoperta,
consente
il
pose
dato
un
a
della
Italia.
di lui in
Solo
cero
fe-
si
maturgo
Farinelli inquadrò l'opera del dram-
accurata
e
dalle
nascosti
e
dal volume
pubblicato nel
magistrale di Arturo
tedesco
innaffiato
la traduzione
Pasini
Ferdinando
Il ciclo fu compiuto
vini.
ben
terreno
pure
sta
rivi-
o
parlasse. I critici
ne
Slataper. I traduttori
pubblicazioni dello
coraggio;
non
dire
può
si
di
con
e
a
metter
sempre
gli dettero
nor
mi-
del
vicina
al
chiarirsi
per
più
di
spirito. E
suo
conto
triestino,così
a
lui del
della
vivi
Non
la
de
gruppo
si
forse
tÒCcava
precisamente
dì far conoscere
alcuni
da
Hfeapo
della
fu
d^ questa
E
Germania.
di
completo
meno
menti
mo-
tedesca.
prefisse di studiare
letteraria
storia
Voce
letteratura
ciò
per
che
poi intuì
La
sforzato
di deslàfivere agli altri l'ambiente
e
suo
s'era
prima
coifte
fondo
a
noscitore
co-
altri professori
tanti
.
italiani,
che
senza
che
fosse, dato
nell'erudizione,
Ora
della
che
dal
va
che
come
sensibile
Tutti
ci
nel
fare
L'idealismo
fare
dovevamo
a
non
profondo
un
italiano
quel secolo
l'esame
di
che
d'oro
coscienza.
esame
ci
della
poca
l'edi
si
di
derna.
mo-
mersi
im-
meno,
che
se
rimanervi,
poteva
ma
valori;
quei
creò
europea
chi
viltà
ci-
che
vita
Coloro
staccarcene;
studiarli, rivedere
occorreva
della
tedesco.
che
fatti per
brano
più
pm
come
E,ssa Germania
chi
romanticismo
capirono
Di
la civiltà
e,
E
attrarre
vicino
e
quali dipese
legati
svolgerci
per
a
a
dai
rito.
spi-
più xào-
compreso.
nessun
1850.
al
che
periodo
epoca.
guerra
1750
sentimmo
conto,
resero
Hegel
dal
s^o
col
doveva
sua
della
molla
ila
il largo romanticisrfro,
lo
palpitante
più
valori
ancora
ciò
della
prima
fu
a
rale
natu-
aveva
Nietzsche
individuo,
di
il
romanticismo,
componente
dei
tedesca
singolo
la Germania
allora
che
il
era
non
ccnvibrante
vita
Goethe
storica
ne
nella
ma
coltura
sua
Com'è
triestini.
stati
giovane
nostra
visse
la
letteratura
attrarlo,
veva
fossero
per
che
far
valeva
equi-
coscienza.
ricondusse
civiltà
attraverso
tedesca,
ci
lo
aiutò
13
Saltarono
valis
i
e
mistici,
Anche
Faust.
salde
fuori gli Schlegel
base
Germania.
Non
culla
dello
Firenze,
a
alla Biblioteca
Doveva
saltar
spuntato,
quello
che
Non
è
nel
annotato
ho
dar
posso
E'
il
un
suo
!
da
mese
quel
la parola d'onore
del
grande
Hebbel.
Egli ha
è
—
una
parie
che
gli
il secondo
di
resta.
nel
dare.
Ecco
considerare
Ma
prima
Quanti
anche
sia
di
a
Fla bisogno
una
cui
un'opera
straniera!
sopra.
E*
in
ha
cui
tu
a
rico
Fede-
in
Ibsen.
gli svelino
l'altra
comunicare
la
per
tu, di
che
ci
come
la
—
».
trova
loro
più utile che
da
mano
prendere
e
molto
gioverà
critico.
critico, fu traduttore
e
pena
ap-
la
fratelli nel-
cerca
lo
possa
Scipio Slataper
piii reale
E
Hebbel
«
fratello
po' traduttori! Se addirittura
la critica
agosto
di stringere loro
critici migliorerebbero
un
butta
ciano,
vo-
l'idealis
del-
di amici
spiriti che
constatazione
d'esser
5
Egli
con
loro
con
si
primo
essere
e
»
Hebbel.
mio
Enrico
sarà
lui stesso
fratello, di discutere
di
Un
passato.
bisogno
Drang
und
scrive:
agosto,
Ingenua confessione, preziosa!
vita
le
Ripiglio (ildiario) perchè
«
:
Il 26
».
sul Ro-
uomo.
taccuino
suo
Hebbel
letto
lo Slataper vi
ecco
passato
Sturm
Federico
anche
una
significato che
senza
«
offrì
lezioni
sue
filosofica,creazione
fuori
cerca.
le
con
il
soprattutto
Farinelli
Arturo
agli studi italiani
in
tenesse
volta
questa
mardicismo
Goethe
Wolfango
di
e
No-
Schleiermacher,
lo
e
delFHebbe?.
opera,
se
fossero
la traduzione
si possa
fare
noi»
dì
32
La
Giuditta
la tradusse
dei
amico
suoi
ebbe
quanto
tedesca,
questo
mano;
di lui della
è
sua
ro
ca-
in
lingua
la forma
nitiva,
defi-
parlare di traduzione
si può
senso
un
con
Collaborazione
scuola.
più esperto
di prima
aiuto
in
e
di
anni
dall'amico
un
in collaborazione
sua.
Aspra
l'Hebbel,
fatica
mettersi
in
tre
cui
tradurre
a
autore
un
come
dato
quarti dell'effetto artistico è
dallo
dal colore
stile,dalla disposizione delle masse,
del linguaggio. E' naturale che sulla soglia ci si trovi a
che
imbarazzo
traduzione
molto
scegliere con
fra una
oscuri
la forma
attenui
e
allo spirito della
lingua italiana
lingua italiana, ed
impressionistica di quel
della
l'imbarazzo
e
ricercata
Per
che
poi
in
sua
espressiva,
vinto;
presto
esser
incontro
tanto
quella
a
clinazio
in-
dire fosse
si può
dire
si può
po' di
un
che
Cultura
e
fascìcolo
Giuditta».
di
maggio,
della
della
1.
Giuditta
G.
traduzione
A.
sia
fedele.
traduzione
una
191
rimase
hebbeliano.
sangue
esame
il
anzi
stile. In questo
la traduzione
comp"etente
contrastante
e
egli ebbe
dell' Hebbel,
perciò perfetta (I). E*
largo
colorito
piano
la
difficile violentare
fu
non
il proprio
trasfuso
(i) Vedi
e
Sul
sincerità.
sempre
riuscita
violenza
veniva
lo Slataper quindi
dì ammaestrare
Non
la
scelta dovette
gli offriva l'arte
campo
riori.
este-
esse.
per
lingua, fu
la
quella tendenza, anzi
a
d'effetti
la
nazione
alla particolare incli-
e
lyerso
l'arte hebbeliana
che
più
tempo
Slataper
violenti
alla generale tendenza
pensiamo
noi
se
delio
che
una
vicina
più
esser
copiare l'originalericco
per
Veramente,
originale per
della
Borgese
ditta
Giu-
«Hebbel
133
—
dire
vuol
fedele
e
nelle
toccata
i due
e
passi
i
agili
prima
chiari.
e
di
notte
Giuditta...
fiamme
e
d'ardere
sorrise
perchè
mi
chiara
nella
Manasse
venne
verso
nera
non
posso
:
Mirza
:
a
estraneo,
letto,
avrei
—
;
nel
e
poi
braccia
;
a
con
Sentii
mi
plumbea
e
vedesse
non
;
gli
con
dieci
ben
a
volte,
reva
pa-
me,
me
invece
mi
mattina
ma
uno
nuovo
».
spacco
di
nel
sentii
;
in
un
mondo
ebbi
stava
peso
proruppi
minciò
co-
come
; era
sonno,
un
care,
venire,
battere
Manasse
;
sembrava
disse
mi
quasi
perdetti
dopo
come
di
stessa
me
infinita
compassione
potei respirare di
lui,
cessò
mi
;
Egli
in
poco
veemenza
detestavo.
cuore
turbinavo
poco
in
gnarmi.
vergo-
senza
guardava
disse
e
terra
Provai
spaventoso.
con
di
verso
Il mio
voce.
risveglio. La
guardava
e
le
piangere
odiavo,
bassa
di
estraneo,
se
e
—
la
basso.
sorda,
mi
che
Pareva
—
giorno
gridai,
voce
viso.
sul
1
a
mi
sangue
di
strozzato.
selvaggio
a
mio
come
strano,
mi
io stesi
pregare
gelassi
di
misi
contaminata,
parole
senso
:
Mi
!
come
poi
;
biancheggiò
di
dal
finestra
la
verso
posso
qualcosa
Disgraziata
—
Giuditta
d'essere
ancora,
—
dissi,
—
diritta
era
orribilmente
e
—
Mi
anche
luna
afferrato
—
!
afferrare,
presto
come
con
Tre
lascia
io
splendeva
vieni!
rispose egli
barcollò
Non
—
vedesse
che
se
posso
ripetè
—
La
spense.
mi
accorgemmo.
ed
Presto,
fermò;
si
comportava
Quando
volle
ne
ce
mi
avesse
vieni,
—
—
mi
chiaramente
lo
e
si
Lascia,
—
io.
Egli
letto, e
nel
cosi
mano
spalancati ; poi
continuamente
care
una
non
!
della
angosciata.
rabbrividì
spegnerla
D'improvviso
me.
Ma
—
occhi
vedo
d'inquietudine;
senso
—
Ti
—
steso
avesse
un
:
di
ni,
pie-
ma
Giuditta
e
e
stento
a
freddi.
sguizzai
;
:
lui
Egli
vo'
tremiti
camera
grido
più
stata
mati,
immedesi-
vecchia
pesante
spegnere
Noi
terza
scorrevano
una
! disse
seconda.
la
La
—
voleva
fiamma.
spense
disse:
e
è
benedizione.
risentii
Pazzerella
—
una
si
e
—
le
compenso
sono
di
la
come
mi
le
egli
;
implorando;
cessò
che
vigorosi,
racconto
camera;
borbottava
Manasse,
con
ardevano
baciò
il
nella
Entrammo
e
sola
soltanto
non
Come
si
sistono
con-
matrimonio,
stranamente
diss'io
riusciti
sono
dire
così
per
In
traduttore
del
non
punti
quei
impacciati.
e
artistica
poeti
in
sono
faticosi
reso
la sensibilità
là dove
trovai
ma
i difetti
però
e
aspra;
asprezze,
difficoltà hanno
cosi
qui
—
in
al
in
un
un
mio
me
riso
:
134
—
L'afflato
Giuditta,
artistico
lo
non
cKe
il
poesia,
il difetto
della
forma
italiana
quindi
apparire
nella
vari
dall'originale
i brani
ma
;
tradotti, che
della
forma
nudo
più
parecchie volte
traduzione
Molta
volte
si
alla
sintattica
e
chiarezza
si trasforma
è
proviene
leggendo
sente,
forma
della
e
Diari
dei
nebulosità
ginale
ori-
piccolo spostamento,
una
minore
frase, insomma
una
alla
giovato
spunto,
lianizza
ita-
un
vocabclaristica
avrebbe
vandosi
tro-
non
respiro di
alla
molto
qui
poche
n^n
breve
adattata
oscura.
e
Diari;
della
annotazione,
pregio. La
in
piatta
punti
abbozzo,
Giuditta, dove
addirittura
in
là qualche
e
qua
essendo
che
urtante
traduzione
in quella dei
resto
doveva
alla
gàovò
soccorse
in questi che
—
renza
(ade-
del
testo,
traduzione
alla
e
facilità di lettura.
Un
((
»
:
giorno,
tradurre
perchè
meihe
tige, greift in
«
greift hinein
di quel
la
ha
»
rendere
quest'ultimo
scrittore
di quello che
questa
influenzata
anche
di
volumetto
sempre
però
il
passo
realtà
molto
che
»
si
stata
cercato
per
ha
il tedesco
forzEi
minor
servito
accorge
heu-
der
wie
Dove
»?
nel petto...
che
a
rilievo
e
riormare
lo Slataper
dell'Hebbel,
vuol
ma
contrastante
e
fu in realtà.
del
traduttore
sembra
dei passi. Certo
grossi volumi
quattro
100
Tag,
più violento
ancora
la scelta
sul lettore
è
hinein
dentro
la scelta
d'esser
producono
Ein
Brust
tendenza
scegliere da
un
«
:
delV hehhelismo
si accontenta
Da
così
italiana. Ci
proposizione
non
in
m'agguanta
a
dentro
oggi, m'agguanta
come
pagine
che
d'edizione
nel
complesso
non
un
è
la materia
vole
ageper
Non
Carabba!
è
po'
mostra
ottima, di-
regolata sull'effetto generale che
i Diari
il
volta
originali;più d'una
contrasto
esteriore,
per
la
cru-
135
—
deirimagine;
dezza
del
Come
spiega.
il
la
frase
meines
Mein
«
:
stridulamente
dobbiamo
d'averci
taper
Diari
dato
dell'Hebbel,
ch'egli
più
tradotto
scelta
questa
leggersi il Diario
Dobbiamo
Soprattutto
di
le date
di
più
pagine.
appare
da
certe
Perchè
la vita
narrarci
e
che
degli
contrario, far apparir
Nello
che
è
con
che
studio
realtà
di
in
tre
ed
E'
che
molto
avendo
precede
la
Federico
valori
Hebbel.
pagine,
tando
pun-
il
della
della
Con
corso
di
torilie
al-
un
centinaia
metodo
questo
molta
costa
di
fatica
lo più
vogliono
elaborato
poco.
dei
su
comparso
aggiunta, Scipio Slataper
e
bliogra
bi-
quale s'impara
traduzione
l'articolo
samente
doloro-
è invece
dalla
imitato
vita, del
a
aggiunse.
vi
segnato
i critici per
fondamentalmente
qualche
è
scrittori?
mentre
poco,
d'a^rer
notizie
biografie prolisse
si
non
dei
».
accurate
sintetica
Sla-
Tanto
fatta
a
cose
schema,
uno
pare
allo
qualcuno
biografica,che
principali, egli ha
biografia
una
molto
troppe
quest'ultima, dove
dell'Hebbel;
vita
lenta
una
traduzione
d'averla
e
tabella
è
persuadere
per
conciliare
della
molto
ma
manchevole.
essergli grati delle
e
soltanto
nell'introduzione
Evverte
solo
zione
tradu-
torto
una
e
punto
completo,
dovendo
troppo
scelta
ci
nella
»).
intimo
far
qualche
in
capito
Hinrichtung
vita
mia
lo
esser
di rilevare
uomo
resto
una
stesso
La
«
pito
sca-
che
(letteralmente,
»
con
del
omesse
langsame
eine
capitale del mio
esecuzione
iNon
ist
Menschen
tradotta
può
importava
a
contesto
non
proposizioni,
Leben
inneren
dal
1246; che
al traduttore
perchè
addirittura
ca?o
strappato
numero
le antecedenti
senza
qualche
in
essendo
senso,
—
tenta
pensiero
l'articolo
sulla
Diari
La
il
e
ce
Vo-
di circoscriverci
e
l'arte
del-
Giuditta
136
—
pubblicato
è
tentativo
questo
di
interno
delle
il
metterci
anche
di fare
potrà
che
l'aiuto
che
«
((
il
si organizza
dai
che
E
un
Faust
:
Hebbel
((
«
sto
Hebbel
Così
s'incontrano
sempre
per
a
lo
fatta,
esser
aggettivi
tre
con
la
del-
natura
lito
stabi-
definì
la
Nell'Hebbel
«
)".
meglio
lissimo
solo, bel-
artista
figura
sua
to
turba-
storica
con
col
accostamento
di
contenuto
:
zione
condi-
e
un
un
se
arre^
sua
filosofo
non
con
felice
dire, è il
dei
in
caratterizzarcelo
Slataper
quel
nella
e
nascita
avuto
è poeta,
lo
noi
contemporanee,
vita
sua
ha
esso
di
vivo
più vicino
critica.
tica
cri-
inquietante ». Ha
filosofico è incompleto
chi illuminarci
più
nire
conve-
nessuna
voglia
scolpito
chi potrebbe
Faust
di
sono
quali
dunque
ancora,
mezzo
capisaldi che
ha
ci
quello che abbia fatto
aggettivo, quando
))} E
dobbiamo
tormentata,
poeta,
come
dere
ve-
stati capaci
saremmo
allora
s'integra nella
bisogni delle
»;
di
e
sappia
quali possiamo
comunque
pensiero
suo
vedere,
serie di ragionamenti,
tre
dura,
:
dei
posto
Così
sintetizzano
l'Hebbel
di queste,
che
al critico
di
dalle
di quanto
Hebbel,
trascurare.
,
dello Slataper è riuscito.
egli ha
Federico
di
mostrar
di-
a
porsi criticamente
individuale
giuste distanze
il tentativo
Difatti
sta
e
di domandare
noi, meglio
senza
che
tico
cri-
tentativo?
suo
modo
suo
delle
a
all'esame
esteso
hebbeliane
opere
ci accontentiamo
attraverso
dall'altro,
tutte.
a
noi
distanza
poca
lo Slataper intendeva
E' riuscito egli nel
Se
a
particolarmente
una
come
di fronte
Lei Voce
ne
pure
—
un
vo
nuo-
»?
sondaggi
((
e
tutte
non
dello spirito onnipresente
fatti
con
vera
le attività
spirituale
intrinsecamente
in
ogni
stria
mae-
attimo
l'armoni
neldi
se
138
—
più il giudicatore ha
Cosicché
è
poeta
ne
storico;
filosofo
critici
i
dell'epoca
nostra
non
benché
servano
ci
perché
servirci
non
a
che
solamente
sopra;
Salvo
d'azione, ma
uomo
è
completamente,
accennate
spiritualidiversi
dal
dicato.
giu-
più oggettivo è colui che
ne
critipo colui
e
perchè
interessi
lo storico
ne
—
o
filosofi
neppure
distanze
poeti.
sono
o
filosofi
sono
se
Ecco
accontentano
quelle
per
sono
solamente
critico.
ci
non
o
poeti
mancati!
Del
resto
di fronte
taper
Abbiamo
di
Lo
abbiamo
mettersi
per
La
de
di sé,
fuori
cercava
da
buttare
La
questo
la
Friedrich
gli si fu
a
sé
stesso
mia
accostato
Fratello, perché
dentro
di lui, lo
intimam.ente,
che
cosa
in
tanto
e
rasse
lo libedoveva
spiritualedel
inclinazione
Hebbel,
cui
con
potè
é mio
Slataper
si accostava
fare
a
po,
tem-
meno
pena
ap-
simo
col medea
tante
di gridare
fratello!
nell'Hebbel
trovava
Italia. Lo
in
osservarlo, forse
per
costui
novatore
rin-
scienza.
rigettarle,non
:
schiana,
nietz-
movimento
però
di tanto
cui
su
dapprincipio
animo
per
fuoco
chiamatela
moda,
nel
tastoni, qualche
a
di
generazione.
stessa
serietà
Egli ardeva
della
cenere
sollevò
novità
Voce.
quello
le,
po' l'orgoglio individua-
un
molta
con
nima
l'a-
con
tendenza
sua;
Sla-
.
grande,
giovani della
soffocare
visto
Scipio
Firenze
a
il più
l'epoca
per
molti
di
fosse soggettiva
grandi sogni;
in
come
la posizione
lo Slataper venire
valori
nuovi
creare
all'Hebbel
visto
piena
che
naturale
era
quel
espresso;
torbido
che
liva
bol-
quell'orgogliodi
139
—
che
rivelatore
urlato
era
ai
individuale
giovanile
verginità dei
Cosicché
quando
Federico
critico
un
di
nella
oggettivo
accompagnarla
di
soprattutto
pròpria
moderna.
la
anima
sua
Ora
confondere
con
per
alcuni
profondità
il
suo
la
ed
acume;
quale
Questa
coscienza
stessa
che
poli opposti; uno,
della comprensione
della
visione
verso
mente
necessaria-
egli potè intuire
studiato, fu
di
coscienza
sua
di
dioso
stu-
i benché
trascurare
però
ad
si trovò
il più
a
esser
forte, quello
fraterna
oggettiva
servì
che
per
così
turbare
l'effetto
attratta
da
della
simpatia,
dire, l'altro quello
freddamente
scorge
due
come
il microscopio.
attraverso
Da
la
per
deva
cre-
dell'epoca.
soggetto
gli permetteva
non
critica
sua
anche
romantico,
e
doveva
del
con
l'epoca
lo spirito del-
tuttavia
caratteri
di lui
appigli di valutazione.
minimi
della
il critico. Se
cipio;
prin-
Hebbel
con
speciale
da
gli importava
Federico
sensibile
interesse
questo
d:
che
esame
dell'arte
ma
lui giovane
strumento
la
e
fondo,
a
sin
il brutto
e
questa
Siccome
foga
il posto
proposto
sviluppo;
attraverso
e
sante,
squas-
e
capo
tedesca;
relazione
in
mettere
la
esattamente
sarebbe
suo
nali,
passio-
e
violenta
leggerlo da
a
il bello
nel
ma
ani-
sua
l'arte di quel poeta;
letteratura
si
lontà
vo-
».
stabilire
di bilanciare
ne
l'anim.a
barbaro
si mise
Hebbel
vibranti
forma
una
nella
immediatamente
giovane
«
tragico della
così
tulta
e
in
avvincere
gli importava
non
e
la vita
tutta
da
toni
aspirazioni,
sue
reale, che
assunto
si liberava
quest'arte
tale
il mondo
con
delle
il contrasto
venti;
aveva
riempiva
e
il fondo
tormentava
quattro
—
ciò
le
incertezze,
l'accettazione
le
nebulosità;
entusiastica
e
le
quegli
abbrivi
improvvise
fer-
140
mate
addirittura
o
decidere
po'
Giuditta
toro
il capolavoro?
e
Nibelungi
e
il Moloc
i
testa,
senza
senz'altro
persi
sa-
insoluto
forse
in
un
d'opera
capo
:
la
tra
poi tagliare la testa,
lo scoprire il
con
chiedersi
l'essere
non
il poeta
per
o
filosofo; quel
po'
un
c'è
non
o
d'indietreggiare; quel
il poeta
per
apostolo
c'è
sforzi
al
nei....
Diari.
Ciò
quello di
F.
doveva
cui
nel
si sentiva
arrivare
patire
lavorar
e
l'arte
è
non
sacrifici;e
al
un'epoca
saltimbanco
tragizizzato l'arte
il giovane
della
che
servono
una
trama
siano
tutta
popolo
giro di
:
«
L'Hebbel
aveva
conflitto
questo
sua.
lui
eterno
la
viveva
gedia
tra-
Non
sua
linguaggio di
un
proporzionate
dicono
ma
mente
la calma
per
la
e
sone
per-
parole
filare
per
danno
immense;
ha
Hieram
Ejode,
dramma,
un
alla
spunto
linguaggio
Nelle
e
si stimava
non
sua.
Antonio,
per
di proporzioni
persone
un
((
nel
di
musica
una
il poeta
triestino che
Mastro
parlano
non
incluse
gii sorrideva; piaceva
difficile»
fosse aspra
e
in cui
vita;
più gravi
coi
poeta
che
romantico
Golo,
Kriemhilde
fatta
città.
sua
Giuditta,
la
che
pensato
aveva
dell'anima
e
sa
podero-
poderosa), bisognava
più
del
missione
la Giuditta;
un'opera
a
conquista
spirito robusto
in
anni
L'Hebbel
trastullo, ma
specialmente
attirava
era
non
quello che
ma
scritto
aveva
(magari
molto.
questa
suo
che
anni
ventisei
a
Giuditta
la
come
lui
per
parlare al pubblico,
ventisei
a
per
sicuro
sangue.
Hebbeì
dunque
più
l'Hebbel
avveniva, perchè
tutta
nota
per
esaminare
viventi; gli basta
che
se
lino
par-
incitante.
divine
parole di Giuditta
Sì, ho
ammazzato
che
il primo
torna
e
fra il
l'ultimo
uom"
suo
141
—
della
perchè
terra,
senz'urli
lui
in
dai denti
atte
se
la trovano
Slataper
d'un
lago
Le
si
Tutta
la
l'incubo
idee
coscienza
che
generazione
noi
tutti
originalmente;
tosse
che
credere
come
e
il
proprio
spettasse
scuola
Come
derna,
mo-
voglia
Ma
di
ai
vivere
originalmente
vivere
quello di
maggiore,
di
la
se
credere
di
torto
noi
sotto
come
di stagione.
nostra
a
dell'uomo
fu
abito
un
anche
torto
l'acqua
moderna,
soltanto
se
nello
che
lui.
moderna.
della
logica
è
la missione
e
coscienza
avevamo
dunque
sono
getti dall'esterno.
Arte
allora
escono
come
assillanti per
stata
vivere;
stato
mezzi
fosse
alla
superamenti,
vato
solle-
cui
ma
contemporanea
moderne,
umana
si
vi
moderno.
dell'uomo
».
dovrebbe
con
sommuoversi,
a
dei problemi
sono
che
ciò
quella coscienza;
fini,i
i
eredità
hanno
offesa. Non
ogni pietra che
e
realizzare
nostra
il sibilo
per
donna
pronta
premesse
moderno
è
d'una
sollevar
a
di
negare
chi le legge spassionatamente,
A
al più piacere
stretti
E
Giuditta
coscienza
moderno.
tutto
possono
la
di
l'urlo
quasi
sua.
tue
faccende
tue
s'è dovuto
esser
le parole
torbida
una
l'uomo
per
che
sentite
può
le
pace
è
»,
più la
è
non
vendetta
questa
Voi
esser
che
di un'idea
favore
a
che
moderno
in
far le
tu
t'assomiglino
dell'uomo
la vendetta
e
cavoli,
che
figliar bambocci
e
pascolar
possa
i tuoi
piantar
tu
pecore,
tu
—
in
mettere
riga
r umanità.
Ma
senso
specialmente
di dover
Non
ci
necessità
alla
meraviglia
antecedenti
dell'uomo
di vita
il mondo;
rinnovare
giunse
e
Scipio Slataper
in
di
conoscenza
che
nel
propria
e
dei
come
suoi
tempo
Federico
egli scoprisse
ideale,
vivo
era
se
questo
che
Hebbel.
nell'Hebbel
lo
cedette
pre-
figurava
contemporanei.
gli
per
142
—
Hebbel
((
elementi
libertà
che
inerti
che
ma
Tuomo
è
deve
ora
nella
dal
legge
nuova
dare
deve
lo facevano
po'
un
legato
nella
religione
a
deve
inerti),
svuotata
più
drammatica
del
far
a
forze
mondo
individuali
sue
che
e
che
nello
in
aiuto
ser
d'esmozione
Com-
destinato
sente
le
che
stini
i de-
regge
d'eroismo
d'operare
che
gli fece
senza
sentire
l'Hebbel.
se
a
stabilit
in-
stessa
sua
squilibriotra
base
di sacrificio la
più vicino
quiete
(elementi
concezione
una
quale gli dia una
disperarsi! Questo fu il sentimento
e
si
non
trovar
coscienza
la legge storica
e
chiama
umani,
può
sentirsi libero.
del giovane
al
bene
tutto
che
moderno
nella
e
da
contenuto
stesso,
se
a
sua
il significatoche
legge nella
nuova
(patimento errabondo)
solo, appoggiato
la
ma
oscura,
non
lui di
per
la
crearsi
nel passato,
errabondo
l'uomo
:
tradizioni,che
è più
dagli
».
parole
queste
a
liberato
procombere
patimento
forma
è in
s'è
dello Slataper risulta chiaro
il pensiero
si
che
moderno
creare
L'espressione
—
***
Oggi
su
ai
nuovi
di
posto
più
bufera
una
a
«nesso
siamo
noi
cardini
Né
di
Anche
snebbiata.
Leggiamo
vi possiamo
nelle
Operette
che
non
più
la
Ci
se
cambia.
come
Le
nudi.
testa
dopo
è
socratici
nulla
in
stato
invece
un
po' più
ressamento
inte-
un
impedisse
mare
perale
tem-
un
un
con
ci
cose
a
che
cia
la fac-
interloquire. Immergiamo
morali
cipato
parte-
e
sarebbe
che
nostra
dialoghi
visto
ritroviamo
più
meno
ne
come
stessi
sapienza
credevamo
l'universo.
i
spontaneo
noi
cui
Solo, siamo
prima.
natura.
Abbiamo
da
snebbiate.
paiono
calmi.
di
serena
143
—
Oggi
vissuto
abbiamo
non
soltanto
ron
ci
grandezza
sua
di poeta
Un
che
i;l'universo
reale
nella
sioni
i'I
che
intorno
quegli sprazzi
cui
noi,
molto,
o
noi
oggi
ziamo
apprez-
la
quel-
come
fu in realtà.
fucinano
si
con
illuminano
non
quel cervello,
distendersi
mentre
contor-
senza
di secoli.
fiamma
di
gli occhi
Slataper. Egli credette
cui
verso;
più colossali dell'uni-
a
a
regolare luce
abbagliarono
cato
pa-
tutti
poco
scintille,ma
e
continua
sua
Furono
i
alone
piccolo
Un
in
parvenze
sprazzi
escono
ne
senso
di cervello, quale
fumoso
le
che
giusti limiti,non
ma
uomo,
bestemmie
e
Hebbel,
l'epoca
un
in
moderno;
nei
cervello
grande
clamori
;
di
o
con
ritrovavamo
Vuonio
più
anche
guerra,
Federico
Slataper, ci
lo
appare
la
della
prima
giustizia. E
di
considerare
possiamo
noi
—
Federico
che
di
ingenui
ancora
scintille
quelle
e
Hebbel
Scipio
fosse
un
faro.
Ma
la
'svolgimento
lo
Nel
1910
THebbel.
egli
In
amiche
lo
triestine
—
Però
lavoro
per
d'un
promessa
sugli scogli
suo
so
ver-
«mostrerò
1911
nel
oggetto
ampio
sua
la
testa
anche
scartato
della
lavoro
nella
opere
aveva
alle
scriveva
—
le
sul-
lavoro
ampio
un
si formino
come
già
del
impulso
naufragare
di fare
l'idea di fare dell'Hebbel
La
l'intimo
attirava.
pensava
questo
Hebbel».
dal
preservò
quel fìnto faro
cui
di
salute,
stessa
sua
tesi
di laurea.
mantenne
:
ma,
Ejirico Ibsen!
Non
c'è
critico
per
dirnostrazione
dello Slataper, di questa
istrada
altro poeta!
migliore del
l'Hebbel
per
dedicarsi
:
sano
mento
tempera-
aver
nato
abbando-
all'Ibsen.
Ben
144
—
Non
gli fu
scritto
commiato,
del
vembre
egli
facile
cambiato
1912, due
voler
allontanare
fare
dell' Hebbel
dalla
E
E'
valore
dell'arte!)la
(di
d'attingere
che
ma
la
vetta
dei
grandi
drammi
contorto
Ne
poteva
parte
di
fatta
sua,
doveva
Gli
lasciare
fu
Slataper
da
la
in
tendenza
spesse
per
volte
si
lasciava
espressione reale, dalla
tormentoso
sovrapporsi
di
dezza
gran-
plesso
per-
bel.
l'Hebche
una
e
tracce.
Essa
del
incoraggiò
massiccio,
dalla
semplice,
strutture
la
Per
nell'uomo.
distrarre
linea
la
dell'Hebbel
Soprattutto confermò
titanico
(si
assimilata
conoscenza
romantica
lo sforzo
tare
elemen-
rimasto
ormai
dannosa.
lato
deroso, del complesso.
mirazione
la
:
umani;
consideriamo
aveva
lui durature
in
un
generale
Dice
criticamente
se
egli
scrittore
che
e
esserlo,
non
questo
com'è
di abbandonare
lui nell'atto
mente
netta-
)).
perplesso,
e
ritorce
e
riconoscendo
tentativo
nostre
diminuirla)
a
tragica del proprio
piegar
ri-
un
particolare,che
costretto
che
è
s'accontenta
non
è
altro
di
volte
nuovo
si riscatta
non
Periodo
che
inteso
il
il più
dunque
sua
que!
hebbeliana!
di scusarla) dell'effettivo
intenzionalmente
tenta
risolvere
a
dell'arte
(gli nega
inumana
cerca
e
aiuto
giudizio altre
suo
valore
sul
un'arte
pente
il
avei
va
considera-
cui
com'egli raddrizza
guardate
tempo
espresso
((
anteriore, da
»
no
Diari
ai
non
mai
nostro
maestro
nuovo
nel
s'inganna. Già
ch'egli abbia
posizione
poi
stesso
il
gli altri di
e
Ma
indispensabile
un
tormento.
il sospetto
«
la prefazione
stesso
se
quell'articolod
hebbeliano,
dopo
anni
sull'Hebbel.
sua
l'Hebbel
nello
il centenario
per
opinione
In
staccarsene.
di persuadere
cerca
—
umile
per
fantastiche
del
sua
cui
nelle
!
pò
am
eg
genuina
seguire J
che
ve
146
—
dere
ie cose,
gli altri
basta
che
bene.
va
hai
un
creato
proprio
per
fiore. E
un
scoprire
Ancora
nome.
pianta
nuova
una
debba
arricchisci la vita di
che
forme
nuove
sull'incudine
non
ferro
dal
Sono
ed
carne
diventi
ti butti
tu
se
:
soffochi. Perchè
sei
tua
creatore
un
impotenza,
Creatore,
impedisce
Tu
Novalis,
Ma
Nietzsche.
perchè
tu
lo Slataper
andrebbe
che
benissimo
per
bocca
non
ma
tu
della
diventare
solo
ti
poeta,
».
il naturalismo
come
fondo
è
le
usare
a
cora
An-
Allora
di poter
sentirti
l'Hebbel.
verso
in
del
in
gli uomini
Cristo?
fede
vino,
branchie,
l'individualismo
—
son
neio,
consapevolezza
sincero,
come
senti
superbia intellettuale
adopera
è
ma
materia.
in
Gesù
e
veramente
poeta
ritualme
spi-
risalire,tu
non
per
non
strazio
tuo
d'esser
del
magico
tua
che
della loro
questa
e
questa
questo
ammiri,
Dio
mancato;
:
litro di
un
ti si apre
non
sei
non
nuovo
martello
bisogno
nell'acqua
il collo
pesce,
hanno
le riempiano
ossa.
possa
cioè
uomini,
con
cantare.
di
morire
e
un
forme
fuoco
scrivere
che
dare
nuove
protocolli negli uffizi,bere
forme
tarsi
pian-
può
sposarsi, odiarsi,battere
possono
rosso
modo
il botanico
molti
mando
do-
mi
un
fiorire
e
cui
comprendi
tu
:
vera
mi
fiore che
Non
che
a
in
nuovo
così
completo
conto,
Non
Io
cose.
questo
terra
gere
costrin-
io vedo.
materialmente.
esiste
da
lo vedi
tu
fiore. Ma
nuovo
proprie radici nella
con
che
ciò
esse
modo
in
cose
spirituale sulle
C'è
non
le
in
dominio
diventa
tu
vedere
a
questo
:
vedere
cioè
—
un
parole che
discorso
un
di
spasimo
uno
stesse
È
del
mistico
personaggio
che
hebbe-
liano.
Quella confessione
primi
mesi
del
1910.
la fece, scrivendo
Nel
pieno
a
Gioietta, nei
interessamento
alle
o-
147
Non
delI'Hebbel.
pere
che
sospettando
che
estetico
quel
abbiamo
conflitto
hebbeliana.
che
ciò
tutto
egli chiede
terra
d'elementi
creare
per
No,
rispondergli :
la
che
sarebbe
così
non
tutte
queste
vuoi
sapere!
le
cose
Dolorosamente
dello
da
un
sapevi
Gioietta
per
facile
troppo
le
e
sai,
sia
e
Ma
per
se
queste
che
l'individualità
della
sua
dello
di positive,
di esigenze
11
suo
zione
voca-
il centro
la
del-
tanto
meno
plicemente
sem-
Slataper
ce
ne
!
furono
ora
tive
nega-
furono
che
an-
trascurabili.
non
Scipio Slataper
quasi
e
conseguenze
hebbeliana;
conoscenza
l'amore
fu
considerato
Slataper le
che
le
alla
dello
abbiamo
tu
non
che
acconsentimento
umano
amore;
ora
distratto
stato
L'Hebbel,
genuinamente
portare
tuo
ma
egoistica dell' artista-creatore, che
personalità delI'Hebbel.
semplice
Perchè
credere
a
be
verreb-
tranquillo, se
in pace!
Tu,
e
vivere
indotti
siamo
Slataper
falsato
Lasciati
lo turbassi?
sario
neces-
ci
così
questo
schietto
così
invece
in
è
noi
è
grazia!
Anche
il conflitto?
dappertutto
A
certo
in-
stato
confusione,
».
seguenze
con-
lario
dell'episto-
quanto
Scipio;
caro
fiore! La
del
nascita
Pensi
il
è
ultime
sue
punto
fiore?
un
Gi ©ietta,
a
hebbeliano
un
e
vero
moralistico-
alle
«
:
dal
lettere
E
A
vive.
Gioietta
a
oscillazione
alla
invece
nelle
incontrato
universalizzato, esasperato
di
di
quindi lontani
universalismo
vago
d'incubazione
sia
e
andiamo
ebbe
ben
una
diverse
temperamento
interiore
vita
da
quelle
era
della
tutta
vita
fondamentalmente
pria,
pro-
I'Hebbel.
del-
148
—
altro
della
sterne
Per
e
quello hebbeliano.
da
loro
vita
—
E
persino
ben
sono
le circostanze
e-
lungi dall' accordarsi.
dir altro, la premessa.
Mentre
l'infanzia e
l'adolescenza
di F. Hebbel
furono
inaridite dalla miseria,
non
dall'ambiente, scolorate dalla mancanza
quelle di Scipio Slataper furono
amore;
incupite
di luce
di
e
da
fresca
una
spensieratezza
sana
gioia, che
valsero
della
esistenza.
sua
Questa
diversità
fratello, ma
che
in
e
per
cerebralmente
potesse
cogliere da
proprio
terreno.
Quello che
Mentre
più della
he
anima
in
stile del
senti
del mondo;
Mio
in
le
con
dove
F.
mistica
varia
alle
imagini
che
della
Così
negli
e
sensibile.
volte
trovi
è
scritti
di
quel
Così
la
sotto
centro
stanza
so-
latino
da
imaginare,
suo
sentirci
senza
Hebbel.
che
nel
to.
frutdito
inaci-
carattere
lo Slataper invece
la realtà
hebbeliana
da
cervello
suo
non
se
diverso
macchinose
sue
racchiuse
Carso;
F. Hebbel
naturalmente
e
in
quel momento;
e
piantarli nel
semi
tedesco
quale
fratello
era
di
buoni
fu
da
ingenua,
dell'imagine
che
lui certi
grigia del
Hebbel,
chiamar
le circostanze
abbrancato
colorata
a
gli
non
nacque
sostanza
lo Slataper il
ebbe
realtà
l'Hebbel
aveva
da
sì che
fece
di entusiasmo
momento
un
e
una
le radici
umide
tener
a
da
eccitate
e
legrate
ral-
prato
tem-
è
lo
potenza
l'aridità
diazione
di irra-
migliori dello Slataper
la
qualche volta riesce a attenuare
le toglie,cornei
della fantasia, tuttavia
limpidezza
non
è caso
frequente nell'Hebbel, ogni semplicità; che t
vuol essere
dalla fantasia, se
ciò che
noi pretendiamo
di
arte
quest'epoca,
e
non
se
artifìcio.
Quell'arte dunque
che
lo Slataper apprese
dal
tra
149
—
gico tedesco,
Slataper
lo
Era
Dare
al teatro
Poter
scrivere
che
giorno
un
Quell'atto
ben
una
superficiale di
Due
dopo
dramma
la
gli
nell'agosto del
andrà
re.
cuo-
a
fu
il
Scipio Slataper.
Un
lasciati
sono
Hebbel
1909
si ritrovano.
e
i confini
che
un
riesce
se
Commedia
Divina
del
sale.
univer-
tormento
dramma
un
gionamento.
ra-
l'essenza
lo Slataper concepisce
della
linea
di
trasto
con-
qualche
di
rivestite
profondità
ciclopico;
sulla
posto
si
di F.
Già
del
la lettura
dramma
allargano immensurabilmente;
si
ha
che
conoscenza
gli acquista
che
più
composizione.
di paglia
drammatica
piano
sempre
di
vita
misera
amanti
persone
che
sato
periodo giovanile triestino, Pas-
del
unico
ribelle, era
Ma
nella
trovare.
poteva
grande
un
se
for-
dramma!
il primo
italiano
Hebbel
dramma
gli mise
tramontò
non
in F.
possibilitàdel
la
hebbeliane
opere
Ma
sua.
più di quello che
cercò
il dramma,
delle
sogno
renderla
seppe
—
e
del
Faust.
La
tragedia della
parti;
tre
epilogo,
un
svolgerà il conflitto
prima
e
la scoperta
con
dunque
dell'antica
civiltà
adombrato
sarà
la
avverrà
Morte
la
e
fuoco.
Di
La
là del
Morte,
il
grande
nuovo
mito.
fra
leggiata
simbo-
terra; ci
una
ranno
sa-
il trapiantamento
Nella
Nell'epilogo
riconciliazione
Abele
di
è
si
Nella
sorelle.
parte
c'è
mare
vergine.
terreno
prologo
l'uccisione
seconda
Alba;
un
Nel
civiltà in contrasto,
su
anzi
le due
terza
parte
finalmente
sorelle, la
la Vita.
e
Presso
riuscito
Tramonto.
un
la civiltà, con
:
due
prologo,
la Vita
del
titolo
nel
anzi
tra
sorgerà
parte
Un
vita.
a
a
poco,
compiere
quello che
F.
Hebbel
aveva
nel
ideato
suo
e
Moloc.
non
era
150
—
Osservate
dramma!
Sembrano
Caratteri
«
anche
La
:
:
Il figlio
che
figliola.
il buono
tutto
che
sfruttar
sa
accetta
e
le doti
anche
poetiche della
accoglie lo straniero, e
fonde
il
che
freddo
sedile d'inverno, e caldo d'estate. Incùdine
della poetessa ;
il fuoco. Venerazione
cava
del fuoco.
farà armi. La scena
picchiare!)lo straniero
per
la donna
amazzone
ne
L'amazzone
lui. E
che
lo straniero, ma
attrazione
sente
ama
la
in
nessuno
non
vuol
lasciarsi
prendere da
Abele rinato
:
per la profetessa
ucciso in sé. E per questo erra, e
virgo. Egli
Egli lo aveva
lo può uccidere...».
lei rivive.
Questo piano
confini gli si dovette per forza
Lo ripensò a brani, lo rifece
senza
squagliarenella mente.
nei
Precisò il conflitto drammatico.
particolari.
abbiamo
a
in sé
colposo rettile,l'ebreo errante, Caino. L'amazzone
ucciso fratello (Abele).Porta
viene dopo aver
Dalla
dal figliolo
meteora
scavata
più perfetta.
(ilpadre :
è
non
ì suoi, e solo essi comprende :
vicino alla profetessa.Il pater
ama
di lui che
civiltà
altro
prima parte del
il bello.
e
Straniero:
entusiastica
una
che
figliaamazzone
l'interessato
:
la
per
hebbeliane.
la madre
:
diversi
se
familias
le annotazioni
—
visto
Mio
un
come
Carso
di dramma.
in forma
l'opposizionetragica a
Ma
momento
un
per
un
Così
pensato
avesse
Qui avrebbe
contrasto
di
tato
limi-
razze.
sorridere l'idea di sviluppareun
zo
cozpiù formidabile ,piùvasto. Ed allora anche lui,come
l'Hebbel, andò alla fonte della Bibbia. L'universale
gli tornò
a
degli universali : le origini,dove
le persone
di vita violenta.
idee concretizzate
Caino
Abele.
e
del Mio
Carso
Ricordate
dove
in
s'imagina d'esser Caino?
Caino
con
e
Abele.
Caino
:
Dicevo
perchè non
di frutti e
le biade
una
"(
sembrano
te
quellapagina rabbrividennotte
...pensavo
di dolore Pennadoro
chissà
perchè, a
molto ingiusto
Dio ch'egliera
chi
fumo? i rami cariaccetti il suo
a
non
valgono l'agnellodi Abele?
151
—
Che
male
La
perchè?
poteva
ha
ti
bibbia
essere
C'è
fatto
egli, prima
dice
non
centrale
le
dello
carte
Abele?
uccidere
Pensai
niente.
il pensiero
difatti,tra
Caino
l'azione, il conflitto
è
vita; Abele
il conflitto
lo si
che
d'una
questo
tragedia... ».
Slataper,
il
stesso
Il dramma
la
ha
di
piano
svolgersi
del
seconda
«
I
Personaggi
«
gioia
cui. il conflitto
Eva
di
nuovi.
la
più
ama
l'attimo
lui
per
di
parte.
(il paradiso
di
è
perduto
lontane
terre
in
far
questo
da
guerra
conquistare.
La
madre
I
Il dramma
Caino
è
esteso
vivo;
fratelli
meglio
incardinato
l'abbozzo
che
lo
segue.
Prima
più Abele,
amava
Caino.
Abele
selva
è
Babele).
La
è
».
madre.
desiderio
Il
perduto
(il paradiso
si fonde),
Caino
torre
di Abele;
incitarli alla
a
alta
ma
pri-
parte.
II
uomini
una
parti. Nella
l'uccisione
e
torre
con
ucciso
Caino.
:
Abele
in
due
in
da
vivere
dominare.
fra gli uomini
la città
costruisce
guerra,
contempla
si
ha
ma
creare,
sacrifizio
Caino
cui
la
del-
e
cose
superbia di
più
può
doveva
in
Abele,
ucciso
preparazione
nella
Nella
non
e
delle
eterno
la calma
conosce.
Caino
di sé
parte
il canto,
è
e
dominatore
ora
di
tale tragedia.
una
con
—
di
che
qua
e
d'una
farnetica
è
Abele».
tracciato
là
scena.
sul
rinato.
in
con
qualche
frase.
di
C'è
l'uccisione
Dopo
cadavere
abbozzi
di
Abele
:
ne,
sce-
però
nella
152
fossero
ferme
stan
sui
passati mille anni
e
nella gola e il resp^o
mata
suolo
foglie
Le
"(
radici
le
:
non
I
rami.
del
gambi
fosse
tutto
mondo
è
poppano,
filoni
Come
s'è
parola
Metto
morto.
diventano
ossi.
son
La
pietra.
ingru-
l'orecchio
fibre
di
se
sul
filoni
tra
di
miniera.
Dio,
in
da
lui
questo
questo
legge
viva.
Non
nella
vita.
(Sul
piante
gli
dalla
e
occhi
che
dell'aria
virtù
la
da
permettere
s'inaridisca
nella
e
terra
sia eterna,
che
Dio, il
pietà pietà;
perchè l'hai
dentro,
farti
brivido
come
si
d'un
col
ammazzo
il mio
Caino
coltello
di
viso.
Ancora
della
mano
si vede
come
e
sui
Abele
tagli
quando
incalzò
ritrasse.
Ejra
Dio,
Abele.
Dio,
ramificano
brucerei
vita
per
ne
dimenticati
// mio
il dramma
Carso.
è
l'abbranco
Passa
qua
stronco.
d'acqua
il mio
morto
vien
stesso
io
muove,
un
sanguinosa,
tu
Dio,
sangue.
stia
(nelle pupille sbarrate
vivi sono
gli occhi di
veramente,
nato
si
perchè
nell'astrattezza
furono
l'acqua
il capo.
È
sassi?
morire
deve
lirico. Il conflitto
E
puoi
fredde.
che
parole
rivolo
un
le
,quel che
negli schemi,
che
ucciso
mia
la
e
piastra d'oro
trasfigurano? Terra, una
Caino
(non può
rispecchiarsicom'è
possa
Come
le
foglia
una
Ch'io
piante
anche
Abele,
non
penetrare
fai
son
m'hai
che
tuo
se
Non
possono
Abele
di
me,
radici
d'Abele,
sulle
eternamente
bestemmi.
non
cui
il
erano
il sacrificio?
farti
stroncherei
mia
nella
l'erba.
tra
scorre
ti basta
è
leone
di
Dio,
lingua da
la
Se
te.
le
mosso?
S'anco
bocca
serpe
Chi
per
labbra
le
;
si è
muove?
dalla
una
pira
di
corrode
li nutre.
e
piante
le
Le
pietà
Egli vivo, io
Chi
cui
tua
morto
corpo
che
vivere
ti
i rami
spegne.
la
vermi
parole
deve
verso
bestemmio,
(Si leva)
gola
come
si
ucciso?
Chi
—
non
io
i rami
troverà
uomo
fuoco
per
lodarti...
saldi
buttar
le
care
stron-
la
Abele
marciume
e
fresca
per
questo
di
crea
devi
corrompa
di
eternamente
l'acqua
non
il corpo
putridi
lode
tua
Caino
di
mondo
al
bestemmia
dell'acqua
terra
della
causa
schiatta
la
e
diventan
come
Dio
respiro.
la
bene
affinchè
Abele) Dio,
di
ti videro
che
irrigidito
permettere
corpo
vuoi
tu
se
dito
suo
devi
germogliavano
vuoi
momento
zitto?
Abele)
di
Abele
:
che
mi
questo
cosi
divenire
devi
non
Ecco
mi
perchè
uccidersi) ».
fuori è lirica,è
lirico. Il dramma
tativo
tensta
re-
degli appunti.
gli schemi
e
svanì, F.
l'onda
Hebbel
tica
poe-
si
154
—
un
po'
troppo
della
storia
Ma
fatto
estirpato quasi
Di
della
studio
di
che
di
anni
liberazione
ingannare
negli
carattere
creatore,
turbato
di
tutte
l'opera
e
sua
ritratto
psicologico che
voleva
proprio
debolezza
del
Compassione
rabbia
che
:
((
È
dello
carattere
e
rabbia
si rivela
un
ne
uomo
di
della
che
ritrovarsi
un
perniare
im-
errore
un
in
Si
sano
linfatico
i
impastano
colori
e
il
Ci
che
se
la
Tasso
del
del
sco
fre-
tutta
quadro;
quelle parole
sente
fronto
conma
»;
analizzarci
per
e
di
suggestivo.
carattere
un
malato
seccante.
è
Il
«
:
Tasso, più
biografìa
sua
Slataper,
crudamente
stesso
elemento
«
risulta,è molto
il dissolvente
quello
come
un
della
delucidazione
di
Ne
sull'epistolario,pensare
che
fosse
non
lui
appunto
Tasso
il giudizio del
II
a
».
Fu
».
sava,
lo interes-
è la sorvivenza
delle anime,
le epoche
del
il romantico.
lo dice
opera
dominatore
quegli
lasciamoci
che
Tasso
colpisce
sua
più
tanto
in
liceale, non
poi
guardi
ri-
la letteratura,
per
occupato,
moderno,
ci
primo
nei
scolastica, proprio
lettura
l'uomo
che
suo
sia
la psicologia del
sempre
la noia
di liceo. Se
dall'eredità
personalità oltre la
poeta,
che
si
maggiori
di Scipio Sla-
non
se
anni
difatti l'epistolario.E
scelse
così
in
recava
annoiante
era
:
era
sua
ciò
a
quindi ch'egli
Tasso, la più
po,
cam-
avevano
:
parlare, forse
può
si
vociani;
si stratifica
parrà
strano
quel
anche
poeti
i
per
non
dei
nessuno
Egli oltre
taper.
»
letteratura
nostra
di
dar
guar-
a
tutto.
amoroso
((
che
aiuole
poche
e
no.
letterario,i
campo
maggiore
parte
desolazione
molta
Sanctis,
radicali. Tanto
e
nella
cioè
passato,
c*era
spicci
scolastica ogni
De
giardinieri del
di
molto
erano
nel
Naturalmente
letteratura.
poi, in
vociani
di pigliare per
rischiava
e
—
renti
irrivevivesse
155
—
il
tutto
genio
suo
bianca,
stojevski ebbe
il conflitto
mondo
stessa
Ma
lo
come
Slataper
la
critica
•
i
e
anche
lettere italiane da
dal
il critico
attraeva
Qui
ancora
è
conoscere
è
subire
colto
giovane
i
novecento
per
e
che
con
della
ranea.
contempo-
del
Tasso,
delle
timo
l'ul-
neppure
della
che
d'astrarsi
la scuola
poi
quella
letteratura
il critico
Qui
non
della
ha
soprattutto
Ma
comprendere.
contemporaneità;
principio del
sottrarvisi. Sul
alla
appartenessero
o
chi,
per
era
vive.
l'azione
può
giovani,
scapigliatura, vissero
Carducci-
:
deguato.
ina-
inveterato
campo
umanista;
vita
giacque
sog-
compito
contemporanea
il
:
e
il
compreso.
giudicare, meglio
canto
nessun
paragone
esente
pericolo
questa
su
presa
d'altro
c'è
non
di parere
tempo,
andava
non
perciò l'epoca
appunto
moderna.
un
il vizio
il Carducci
cinquantennio,
più
è
ripiegò
il letteratismo
colpire
cui
che
fece
ne
e
inevitabili
erano
colpendo
Do-
un
si
vociani, considerava
Slataper intendeva
che
che
purificazione dell'epoca letteraria
Così
E
:
si
ogni valore
superarlo,
indecisione
paragoni
certi
fra la
alle volte
dire
il Tasso
mentre
sua
offrire la palma
passività dell'anima
sapendo
non
eroico,
alla
della
coscienza
testa
povera
addirittura
al russismo;
con
mente
materna-
Naturalmente
».
Perde
Tasso
del
l'avvicinamento
Una
«
la comprensione
la rabbia,
e
:
volte,
vibra
si vorrebbe
cui
po' schiacciata.
un
suo
che
perchè riposasse
mano
compassione
fugge
parecchie
compassione
»;
tutt'ossi,a
cerea,
della
trova
diavolo
quell'osservazione finale
in
lo
al
lo si manderebbe
ora
—
scuola
Carducci-D'Annunzio
o
alla
o
con
Pascoli
.
Per
aveva
Scipio Slataper negli
rappresentato
la
anni
di scuola
libertà, l'arte
e
la
il Carducci
patria. Più
156
—
tardi
altri
vennero
che
tanti
che
lui umiliarono
esaltati. Egli
egli
poi
:
«
si
tanto
Carducci
Carducci
«
poeta),
ha
tutti
per
ancora
i Gozzano
umiltà
pura
i
e
Moretti
,
alla
schifato
è
—
fu
una
sonalità
per-
storica
E
».
senza
che
più
ci
origine della
per
italiano
un
ci
e
poeti,
verso
di-
in
probabilmente
tratto, perchè Pascoli
anche
costringendoci
se
Lo
questo.
((
Slataper
reale,
sano,
di piagnistei
Crepuscolari. Li
nei
trovava
lui godette,
compagnerà
ac-
aedo
e
alla più
zare
risbal-
fan
ratura
lette-
nostra
».
l'uomo
soprattutto
epoca,
D'Annunzio
prima
contemporanea
per
stati
fin qui quasi
critica li riconosciamo
solo
Di
quella virtù
del popolo
amico;
un
avidamente
Non
di
accompagnati
vate,
maestro,
come
non
d'esserne
scrive
—
compiaceva
ci
(non
interruzione
al Carducci,
pre
sem-
uguale intensità, benché
con
risorgente, dotata
cui
vendicarsi
fede
Perchè
modo.
al Poeta,
volle
per
mantenne
gli anni,
attraverso
lo Slataper ritornò
valori, ma
al bene
umiltà
con
—
».
Ma
nella
immerso
questa
salute
un
prodotto
sentiva
Tuttavia
naturale.
dell'epoca, troppo
anche
Gozzano,
ci
nel Carduc-
amava
un
sua
la
non
rale
natu-
Corazzi
ni
miltà
quella pregiudiziale d'utava
critica, andavano
rispettati.E lo Slataper li rispettica
criin fondo, per
apparisse dalla sua
non
quanto
riguardo loro, e più dei Saba
leggerina e vivace
a
coi quali li metteMoretti Palazzeschi
F. M. Martini
va
e
insieme
questi sei fratellini della famigliola poe:
tica
e
un
senza
«
italiana
contemporanea
Egli li chiamò
della
Epoca
loro
di
«
poesia
i
».
perplessi
povera
Capiva
)).
era
s'era ribellata alla tradizione
che
po' anche
un
perplessità quella che
però
in
nome
e
l'epoca.
della
all'ordine
sa
cau-
crazia
demo-
vecchio,
57
non
ma
ordine
Quei
nuovo.
poiché
non
ne
soltanto
La
Questa
esigenza
rafforzando.
Estetica
altri che
tanti
ripetere, sino
a
che
sentì
dalla
passare
di
verità
accettata
da
soltanto
ma
arte
la
con
fatica
il
di
soprattutto
moderna.
nel
suo
«
Ma
lavoro
quasi
del
e
espressori;
ma
solida,
se
chiaro
venisse
Teatro
dalla
vita,
poeta
—
opera.
questa
non
un
membro
che
vivesse
un
poeta!
zione
crea-
mancanza
nell'arte
—
invoca
di codesti
uno
della
nel
suo
sua
resse
inte-
della
La
umano.
in
problema
egli sentiva
umano
domani
acuito
seconda
mistero
tenuto
con-
della
appassionato
nel
valore
suo
il
s'era
rispecchia
di
sforzo
relazione
una
con
personale,
che
basta
non
questo
su
a
cercare
sul
un
non
artista
creare
Carso,
di critica
valore
un
il germe
uno
della
di mettersi
prima
articolo
ratisti,astratti
va
bisogna-
cui
verità
vuole
ci
II mio
in
interiore, questo
artistica
in
a
Il problema
essere
suo
d'artista
Estetica, egli
crociana
spirituale per
morale, dopo
lui. Egli voleva
Tutto
deW
oscuro
che
esercizio
forma.
fondamentale,
si limitarono
e
rea
ciano
cro-
vissuta.
l'arte,ma
nella
più
sin
intenso
un
visto
ma
dapprincipio, più da
sia
l'espressione comunque
sentito
che
filosofo,
vita,
abbiamo
i concetti
maturare
una
va
gli si anda-
Croce;
dell 'Es^ef
da
Slataper
come
del
fermento
nuovo
potuto
determinare
a
chiarezza
sarebbe
Aveva
vita.
s'accontentarono
svuotarli,
a
un
a
partito,
era
sufficientemente, daW
di
d'essere
di fronte. all'arte,che
Egli
cercato
ne
accontentarsi
nello
proveniva
un
e
dammeno;
il dramma
può
non
nuova
tuttavia
erano
piatto della
teorica
posizione
sua
poesia
fede
una
intuito
specchio
uno
poeti
suoi
avevano
affermarlo.
di
ricostruire
saputo
aveva
casta
tempo,
lette-
degli
la
158
—
cui
fosse
poesia
con
veramente
—
ansie
sociali, politiche,che
filosofiche,
noi
c'insegnasse
e
gioire del
a
delle
lirica vittoria
una
nostro
stre
no-
spasimasse
mento
tor-
comune
».
Lirica
vittoria,
sul dramma
ma
quindi dramma
Anzi
dramma
nel
solo
non
dell'arte. La
della
la
ma
analisi
ultima
scissa
anche
intimo
suo
il contenuto,
lirica in
vita
Tarte.
Ecco
i termini
11
nella
la
è
conflitto
unifica
l'arte,anch'essa
molteplici
dolore
E
Ehramma
di
nella
agli altri. Ora
l'uomo
è
non
del
interezza
bilità
possi-
carsi
comuni-
marsi
chia-
il diritto di
(passaggio importante
l'arte
slataperiano).Quindi « sbandire
è cosa
dice lo Slataper
dell'etica
regno
tagliare un
le
autonome
non
ci si è
chiara
resa
erroneamente
cui
per
rapporto
una
a
Cosicché
nella
vittoria
sue
un
d'un
passioni,
è
atto
)).
noi
non
così
Se
noi
lo
come
buono
o
è
si
della
questa
fatto
morale
cattivo
in
è
perchè
si è
e
siderata
con-
ca,
precettisti-
verità
«
rendere
per
se
e
in
non
».
è
moralistica,
ammiriamo
individuo
metà
per
ragione
coscienza
l'arte
vita
uomo
funzioni
sue
biliante,
stra-
—
—
come
nunzia,
ri-
sempre
nel pensiero
dal
è
caos,
corrisponde
morale
uomo
nel
cosmos
ha
non
di
eliminativa
all'uomo
però
la stesso,
se
squilibrioe
sul continuo
conquista
«
ordine
morale
organizzazione
organizzazione
»,
è
il dramma.
è
arte
e
possibilità sentimentali.
«
».
l'artista,anzi
vita
conquistati
e
delle
uomo
architettonico,è drammatica.
vita, cioè
affermati
legge,
sul
che
struzione,
co-
sua
invertiti.
crociani
concetto
Dramma
schema
suo
ma
for-
stessa
«
nel
mentata,
tor-
e
morale.
E
giudichiamo grande
sul disordine
stimiamo
ma
violentissimo
grande
un'arte
me
co-
la
delle
che
sa
159
—
domare
mondo
un
arte
che
arte
vera;
riesce
degli
parti
sue
fiato
corto
qualche
nella
scontrarsi
Questa
dello
è
1912
La
su
far
cui
per
tutti
al Mio
Carso
de
nizza
orga-
ne
sentiamo
di
compagnia
in
possiamo
aver
che
ma
costituzione
sua
nella
».
gli articoli
critici
al-
precedenti
e
Teatro
sul
non
trovarsi, conoscersi,
da
traspare
del Partage
recensione
che
Arte
vuol
sinteticamente
espressa
personalità
ci può
della
negli articoli
specie
fugaci, la quale
((
che
pienezza
Slataper posteriori
Vlbsen,
passioni
vita,
nostro
poetica
delle
indulgente ammirazione,
o
Vuomo
sfumature,
che
nostra
una
grande,
conflitto.
in
varie
arte
della
centro
della
personale
soddisfa
non
il
più
essere
senza
stati d'animo
manchevole,
e
minuto
simpatia
ed
nulla
per
dalle
l'espressione. C'è
dunque
delle
l'arte
sbattuto
e
espressione
è
già semimorte,
le
basta
a
ed
chiarisce
selvaggio
Non
contradizioni.
—
sul
e
prima
dramma;
della
parte
Midi, pubblicata nel
bre
settem-
Voce.
più decisamente
Sempre
lo Slataper la
dunque per
vita
di
rifluisce nell'arte,l'umanità
gonfia il contenuto
la personalità dell'artista. Tutto
mo,
l'uoattraverso
questa,
non
rigida
conseguenza
cioè
I
VIbsen
dopo
la
poteva
ma
solo
poetica
essere
legge
va
un
del
tappa
scoprendo
Mio
dimostrata
esser
realizzata
fu
non
la
né
morte.
ogni
atto
contro
nell'arte
sconta
lo Slataper in Ibsen.
del
Carso.
dal
suo
sua.
Questa
legge però
ragionamento
cominciata
noi
né
è
compiuta,
rimasta
Per
viaggio spirituale
del
dall'opera dell'uomo-poeta.
A
nità,
uma-
uomo.
la continuazione
è
lo
Con
nell'arte.
cercato
che
morale, l'artista
L'artista deve
ciò
deriva
ne
non
Questa
soltanto, va
parte
una
critico,
L'opera
perchè
la traccia
non
di
pravvenne
so-
quel
160
—
critico,sarebbe
Ci
è
prendete
in
alla
gusti. Avete
sua
il libro
sta
libro
sfogliato le primissime
Tutto
ciò
che
ciò
con
Vivere
è
Scrivere
Ben
è
Avete
in
Non
pagine.
al volume
suoi
può
:
relazione
stretta
intimamente
pensiero.
severo
sé
Ibsen
tutta
su
del
tenere
nei
gli spiriti
con
e
è
scritto
vissuto
contro
scelto!
aperta
ho
cuore
:
giudizio
ho
pugnare
del
mali
che
la soddisfazione
con
accontentato
sfuggita l'epigrafe incapo
esservi
d'arte.
opera
Ibsen.
su
esser
per
nel
preparatosi
nuova
questo
mano
lettore che
del
il poeta,
quale
arrivato
soltanto
rimasto
Voi
«
il
spirituale per
viaggio
—
stessi
che
».
scolpisce Ibsen.
Una
finestra
l'opera ibseniana.
i titoli dei
intravisto
zione,
capitoli: Prepara-
primi
la costruzione
Imaginate facilmente
del libro. La linea semplice è la più diritta;quella
re.
lo sviluppo dell'autoche ci conduce
meglio attraverso
cile
Ehmque : gli anni giovanili di preparazione ,il diffilento affermarsi
poi arriverà al culmine, infine
e
nissimo!
la solita e reale parabola. Besi librerà o discenderà;
o
Afiermazione
E
vi
Ma
Vi
mettete
non
stizzite
piacere
molto
arrivate
come
tutt'altro
semplice?
leggere.
a
Perchè
colui
di
che
in
là che
abbia
quello che
tutte
codeste
vi
sentite
imaginato
trova.
vie
e
disagio.
a
il
per
Dov'è
viottole
la
suo
linea
traverse,
162
—
Ripensate al
Brand
che
allo scaffale dove
andate
di Ibsen, e
È
così
che
letto
avete
l'impressioneche
vi si riconferma
qualche anno
grige
stanno
toglieteil volume
ne
:
—
Brand
:
sono
dei contorcimenti
tutto
ciò
un
e
uomo
voi
vivete
ben
marcato
nordica
lora
riportato alseconda
lettura,
a
ma
molto
meno
degli aloni,ci
pienamente
un
capite
liii,
con
che ha le
norvegese
con
che
sue
è
idee
le applica nell'intento di riformar
la patria (piuttosto
che l'umanità);
muore
fitto
scon-
con
ostinatezza
terrenamente,
pianto
aver
in cima
come
con
l'acqua genuina
il
avete
un
serenità
valoroso
e
di
con
vostro
Continuate
ritorno dalla
che
nella
il peccato
e
le
po
dote,
mortingenze.
con-
fonte, confrontata
critico,
l'acqua che vi fece bere il.
gativo.
giudizio beli'e formato su lui : nela lettura dell'/bsen,ma
più per il
di cogliere prove
vostro
giudizio.Vi
gusto
li distruggetecon
primo difetto che
guerriero,ma
compreso
si dissolvono
all'ideale,
Naturalmente,
voi
Gynt.
delle contraddizioni;ma
e
:
Peer
e
opere
avevate
ne
questa
è che Brand, in fondo, vi lascia molto,
turbati della critica slataperiana.
Ci sono
e
le
severe
fa;
le
sto
ulteriori per
rincalzare codedei dubbi, ma
i dubbi
vengono
prove
che
andate
che
cercando.
E
il
capitoliPreparazione
il capitolo Prosa. Prosa?
Affermazione segue
e
In che relazione intuitiva o logica,diciamo
mente
semplicei primi due
col terzo?
di associazione, stanno
duta
chiarisce! CaMa
vediamo, forse il capitolo seguente
delVeroe?
è
oscuro
che
mai.
ai
Tentativo
di rinascita,
c'è nesso.
Cahier, Epilogo? Ma dunque : non
libro messo
insieme
i capitolidi un
Saltuari,come
articoli ! Nel vostro
giudizioall'astrusità contraddiEdda
da
Più
osservate
163
—
del
toria
la critica
sta
arrivate
Nora;
a
gioventù,
politiche di Ibsen,
bagaglio ben
il vostro
con
sentite, che
della
Lega
sposizi
di-
Gynt;
Peer
su
perchè
digressione sulle idee
dalla
gravata
le pagine
sentiate, forse appunto
prendervi. Dalla
per
quanto
per
sorvolate
cui
per
rinorganicità della
aggiungete
contenuto
Ragione
—
di
fornito
negative.
prove
A
che
più
la vostra
sperduti
in
vi farebbero
e
lungaggini,
tante
a
frasi
interpretativi che
i momenti
attenzione
mezzo
tipico. Le
il passaggio
colpirebbero,
vi
afferrerebbero
sono
avviene
punto
questo
gioire,
da
gravati
filologia,da tanta
ingenuità di metodo,
che, mal disposti com'eravate, voi credete sicuramente
il libro perduto, E
forza
solo per
d'inerzia, attraverinutile
tanta
sendo
capitolo. Fa
Fantasmi,
i
ottusamente
voi
per
la pagina
Shakespeare!
su
Sollievo, conforto, riconciliazione
l'autore
con
A-vete
ragione
Perchè
alla fine di
voi; vi dà
ragione
Leggendo,
prende
Riprendete
La
E
il Mio
sincera
del
accorse
d'aver
durezza
e
chiede
alla
a
critica
:
:
aria !
a
gue!
san-
)).
è
in
voi
:
aria!
sangue!
Carso.
lavorato
sollievo
tico
II cri-
rileggere Ibsen
a
indicibile
indicibile
la
diventa
libro. L'autore
ibseniana,
incontrate
della
materia
smania
una
quella pagina
però
e
Shakespeare
smania
stessa
riprendiamo
critico
lo stesso
confessione
una
rileggendo, tornando
vi
tratto
un
al
che
Shakespeare
su
quel capitolo, sono
ribella
si
('
le parole
col libro, ma
non
:
.
critico.
del
fine
alla
giungete
invano
si rivolta
che
ad
più
la
contro
Shakespeare,
a
dato
un
intorno
bella, la più
punto
alla freddezza
si
e
sua
stessa
fatica
questo
poeta
solare
164
—
che
è
tutto
amore
istintiva per
del
nello
e
libro
proprio
V Ibsen.
passato
è
Perchè
tempo
una
danna
con-
'autocondanna
un
di leggere
terminato
che
che
avete
E
pio
Sciè
vi
non
potesse
puramente
non
che
però
VIbsen
cato
giudi-
e
conchiuso
critico.
mente
cosa
non
è
non
e
la
per
altra
considerato
stesso
grossolanamente
artista
neppur
critici. È
i suoi
per
avete
Avete
Slataper
e
leggerezza
tutta
creeiture,
sue
Ibsen.
su
ragionando
Così
critica.
lettori
i suoi
d'Ibsen
le
per
—
esser
libro di
un
leggerlo.
saputo
***
L7bsen
è
libro
Un
E
conquistato.
esser
ciò
brillante quanto
tanto
di leggere,
moda
il nudo
di quelli scrittori che
in cui
C'è
tesi dalla
anche
occhi
di
il
Avviene
là dove
moderni
fatuità
hanno
legge
si
tura,
col-
letteratura,una
:
sulla
nome
un
quando
scavato,
che
da
d'Ibsen
martello
da
alla luce
recano
in
minatore
tomba
escono
camente
simboli-
con
hanno
minatore!);
dalle
i solchi
se
no
ma-
fondità
pro-
del
di pigliar qualche riflesso sprigionan1-
caso
loro
Oggi
quelli scrittori
piccone
un
con
coincidenza
sotto
una
la pazienza
:
fondo.
con
di superfìcie.
figurano
(guarda
scolpito
più specialmente
ma
giorni nostri
ai
Slataper fu invece
si
raro!
sicura;
deve
che
ma
d'intelligenza non
dose
una
con
di leggere toccando
e
vivere
un
buio.
conquista,
non
alla superfìcie.Abbiamo
troppo
Lo
di
fuori
virtù
una
di
che
per
persona
per
è
lume
di diamante;
lo più il contrario
chiaro
intenso,
:
che
abituati
si
creda
sono
come
alle superfìci levigate, altrettanti
morale
e
di
civetteria
artistica.
è
ma
cos
bui
I
gli
specchi
Domina
la
165
—
nella
femmina
Mentre
pubblica
vita
Per
chi
abbia
dai
e
libro
suo
Nell'aprile del
Guido
che
di
volontà
1907
gliene chiedevano,
Nel
Studi
Superiori di Firenze
la tesi
con
sino
Fantasmi.
ai
Farinelli,nel
intitolato
Moderne,
Queste sono
conduce
Quando
noi, morti,
Così
Rubek
e
risurrezione.
Non
c'è
di
sempre
Rubek
della
morte
Irene.
tutti
lo salta,
dur;que destati;
Irene.
per
del
me
volurature
Lette-
due
e
Ibsen,
che
avuto,
avremmo
dopo
Ma
morti.
nello
stesso
modo.
profondo
benché
per
il rimorso
d'esser
così
assistere
libera
al tramonto
anche
se
quasi
aver
alla
tendono
un
E
1907
nel
vissuti; ci accorgiamo,
Essi si ritrovano
due
ci
il giovane
dice
—
mai
vita
che
Slataper.
dello
di Enrico
esser
non
mezzo
di
tistico
ar-
e
ro
Artu-
collezione
ibseniani
lettore
la loro vita. Sono
compiuto
del
a
il filo esteriore
destiamo
ci
irreparabilmente, della
avessimo
sbagliato via.
non
il manoscritto
questo
gli studi
di
di
nell'autunno
mandava
uscì, nella
le tappe;
accorgiamo
luglio
6
1916.
Slataper appassionato
ci
del
noi
intellettuale
Amburgo
Che
nel
attraverso
laureava,
1914,
maggio
Ibsen.
:
Da
ceo,
li-
All'Istituto
Brand.
svduppo
suo
agli
((
di seconda
Voce
La
su
si
sia
significatodi Quando
de
articolo
Ibsen,
:
il
di
Ibsen.
compagni
numero
pubblicava
un
Scipio Slataper
come
due
»,
1911
—
sono
rifarsi dal
Scipio Slataper spiegava
Marcello
e
ci destiamo.
1912,
rio.
lettera-
intelligenza
sua
inutile
sarà
non
Ejirico
su
la
usare
particolari,sapere
al
arrivato
morti
mondo
tipo di Scipio Slataper
aWIbsen,
intorno
paziente
amici
del
gii scrittori
nel
come
maschi.
scrittori
fuori
—
Fra
loro
stretto
stato
scello.
rucausa
lei. Si
vermiglio,
sono
non
166
—
vedere
per
heim
—
lo spuntar del sole. Tuttavia salgono. Contemporaneam
loro ascende un'altra coppia, Ulfa
il cacciatore
Maia
d'orsi, primitivo bestiale,
e
Ulfheim la conduce
nella regione della
la femmiina,
vita che
lui ben
A
superare.
viottolo
un
Rubek
fermano
si
questo
avrebbero
C'è
conosce.
bisogno di aiuto,ma
un'altra strada, non
più
e
da
scosceso
Irene; per
cerlo
vin-
preferisconoprendere
la felicitàdella vita,
verso
l'arte,la luce. E s'avviano tenendosi per
unendo
i loro sforzi.Superano la nebbia. Troppo
mano,
si
ma
osarono
un
masso
però. Il sole scintilla...
ma
verso
dalla
stacca
Maia
stesso
montagna
trasportata
liberamente.
canta
concezione
e
ci
((
E
frana
da
su
Ulfheim
loro. Nel
oltre il sentiero,
qui finalmente
la divina
tutta
radiante di luce. Vi
appare
tempo
sono
due
parti nell'Umanità. La prima del pensiero, del sogno,
della ricerca, del progresso,
del trionfo che anela alla
luce. E per giungere invoca tutte le forze della natura
:
la potenza
del bene e del male. Prima essa
deve passare
la nebbia : poi sarà baciata dal sole anelato,dalla
verità. Si sentirà
Dio. Ma
naturalmente
però
e
non
cubo
non
si spegnerà
:
e
piterà
preci-
ascesa;
manità
l'esaurimento. L'u-
l'altra sua
parte che vive
materiale,sarà finalmente liberata dall'in-
sogna,
e
lo sforzo
per
sarà
troppo
dalla servitù
del pensiero
e
potrà vivere balda,
spensierata, allegra».
bolo
II giovane scolaro di liceo interpreta,
spiega.Il sim-
gli sta
sua
nel
a
cuore.
«
Divina
concezione!
».
La
farà
di parlare ai propri condiscepoli
di lasciare la scuola. Ricordate? a Apriremo
quando penserà
momento
noi la siepe. Gli
la valicheranno. E
altri,
quando
godranno! ».
essa
più
non
esisterà,
167
—
Ibsen
da
morto
era
un
—
La
anno.
parti più fresche, più recenti.
neìle
letto di
lui
specialmxente
sentiva
si
alla
vicino
ancora
tanto
ne
dei
le relazioni
sto
que-
più
era
Non
giovani.
poteva
fra di
ibseniani
visione
una
avere
va
ave-
da
ma
siccome
drammi
di
cercare
meno
dramma;
ai
e
vìveva
opera
Scipio Slataper
attratto,
contemporaneità
scorgere
loro,
l'ultimo
solo
non
sua
plessiva
com-
dell'opera.
Quattro
più tardi invece,
anni
che
hebbeliano
sembrò
distratto,egli fece
d'aver
prendersi
di lui, qualora
Nel
riferire
cui
a
lo
è
tanto
i drammi
per
svolgimento
Slataper
anzi
in
trovino
Ibsen
E
libertà
maggiore
altri drammi
Questo
e
il
polavoro,
ca-
poesia
Ejirico
tuttavia
il
rale
mo-
sia
artistica
è
come
mondo
non
posteriori,
afferrato dal Brand.
va
il Brand
però, benché
ad
vanno
questi
del
poi anche
Centro
che
senso
posteriori
preparazione,
come
assai
i
sua.
nel
Centro
quanto
un
dell'opera ibse-
centro
il Brand.
anteriori
artistico.
ibseniano.
il
trovato
dell'opera
punti
i
dunque,
riferiti,quelli
esso
si
1911
luglio del
niana
tutti
alla
bastato
fosse
si
non
da
letto da
andava
sarebbe
ciò
neppure
bito
su-
scrittore
era
E. Ibsen
che
dio
stu-
Ibsen, dimostrò
Norvegese
il
lo
completamente
avesse
Enrico
a
Cioè
che
e
comprensione
centro
che
blocco.
in
fondo
a
capo
ritorno
capito
lo
ne
dopo
quando,
ticolo
dell'ar-
senso
vociano.
L'articolo
Quasi
che
prende
le
lo Slataper si fosse
il passaggio
del
E. Ibsen. F. Hebbel
Slataper
però,
come
da
mosse
è
incerto,
non
ma
sappiamo,
sentito
ancora
solo
frasi hebbeliane.
in
di giustificar
F.
Hebbel
lasciato
da
parte.
esteriormente.
egli abbandona
dovere
da
interesse
suo
è
due
Ben
a
Lo
presto
l'idea di far dello
168
—
Hebbel
della
oggetto
a
Enrico
Ibsen
E
dei
e
gli
si rivela
Perchè
artistico di Ibsen
gli
arrivare
si
è
dell'opera
tesi
1912, dopo
Ad
di
affermando
all'ultimo
Ibsen,
artistico dello
Vi
e
in
a
meno
di
ambiente
era
e
è
più
il
tro
cen-
Brand,
ma
visuale
centro
nuovo
il 27
presentata
per
sono
bre
novem-
i Fantasmi^
ultimo
il centro,
e
questa
il
esternamente,
dello
tratto
scrittore
alla
genere
suo
sviluppo
studio,
tuale
intellet-
norvegese.
a
quest'ultima
preparazione
del
parte
libro
Scipio Slataper nel
di ricordare
del
su
suo
Amburgo.
andato
Kolonial-Institut;
soltanto
7 Perchè
Non
essi
pensando
possiamo,
fare
F epoca
limite
come
tellettua
in-
capolavoro, dell'opera ibseniana.
ha fatto che continuare,
Scipio Slataper non
estendendolo
lavoro
svolgimento
Fantasmi
questo
che
consideriamo
suo
ai
laurea,
se
Non
che
vasto,
e
il
con
Amburgo
e
porsi
a
analizzato
aver
combinato
volta
di
ibseniana.
Difatti nella
conchiude
dello
spostando.
i Fantasmi
appunto
sono
di
invece
Fantasmi.
dei
proprio
venuto
non
nello studio
ponderoso
così
trattazione
la composizione
e
minciare
co-
drammi.
suoi
nella
costretto
e
storico
argomento
un
letterario, si sprofonda
Il compito
si vede
laurea, che deve ormai
dopo qualche esitazione
se
trattare
prettamente
uno
tesi di
preparare.
dovuto
avesse
—
i tedeschi
di
una
:
quale lettore
quelle scuole che
1913
nel
un
coloniali, intorno
centro
a
cui
d'italiano
si
allargava
ideare
sanno
pratico di studi
tutta
al
ciali
commeruna
va-
170
—
quegli schedari,
cataloghi !
a
Ma
Gross-Flottbeck
a
Che
bel
E
riose!
che
sole
dalla
l'amata,
la vita
pacificatore
d'ordine
armonia
apportatavi
la
che
l'impressione
In
queste
rivide
che
fosse
Calmo
duro
e
quella già
non
studiato
aver
spesso
sarebbe
ormai
di
ritardato
e
lento;
niente
ma
di
studi
tardi
idea
ricca
Schweizer,
sun,
terre
ricerca
Selma
la
generale
le risonanze
Gejerstam,
verrebbe
ne
stesso
se
quali egli
a
santito
appe-
pesante
di
farsi
possa
e
na,
lacu-
questa
pressioni
imuna
Ibsen
Enrico
visse
cui
Bjornson,
Lagerlòf,
di
mettervisi
a
letterari,persino
di fiabe
legge raccolte
Legge
pleta
com-
ma
:
Tissot, Consoli, Quillardet, Pas-
Bernardini,
nordiche.
in
la preparazione
che
supplire
storici
dell'ambiente
Bertolini. E
sarge,
troppo
tralascia, per
di viaggiatori, dalle
Scipio
la tesi. Egli si duole
capisce
e
tazione
la medi-
più recente,
il lavoro, già per
geografici
provare
Ibsen.
a
aggiornare
per
danese,
troppo
potè
Dante.
in
sosta
fatta
il
soddisfatto.
che
storiche,da qualtensa,
da qualche in-
il travaglio intorno
vasta,
torno,
in-
alleggerisce il
avveniva
letture
la bibliografia ibseniana
con
che
Amburgo,
più
o
s'accontenta
non
a-
di comodità
dell'uomo
da
interrotta
è
stanze
imborghesito.
breve,
quanto
per
lore.
co-
e
Sentirsela
sposa!
cera
dopo
al Tommaseo
ritorno
due
spirituale e
Gross-Flottbeck
di
ore
Ibsen,
su
Slataper
lo
ritmo
quelle
in
un'atmosfera
come
cataloghi dei
cambiava
della
sapienza
respiro! Scipio prendeva
Qualcuno
cataloghi dei
quei
a
—
atmosfera
ibseniane
Kirkegaard,
Lie,
Yonas
risentire
per
artistica
in
lacobsen.
e
dai
saghe
lari
popo-
Knul
Ham-
poeti
della
di
quelle
Norvegia;
Strindberg, Gustav
e
af
171
—
Più
là egli ha
in
Ibsen
come
del
dovere
un
Giacosa;
E
Non
Immenso
o
consultate
stanchi. Ben
al
1913, può
infine
Vienna,
le
tutte
di
dette
E
di
che
ch'egli
si
di
Sorrideva
C
però
era
rientare
per
chi
prima
Non
Lo
palme
e
mostrando
d'aver
preso
da
volta
c'è
fosse
in
si
vita
può
più
le mani
lui ci
che
metteva
Firenze,
da
tra
un
nei
dello
capelli
in
scurare.
tra-
pensare
soffred'occhi.
gli pareva
scienziato.
volersi
a
o-
quell'ordine,
si trovava;
a
sue
rio
semina-
schedario;
suo
in
rabili
trascu-
voluto
nell'odioso
lui stesso,
del
bracciars
ab-
non
fra le
trovati
Tante
schede?
po' l'abitudine
lui. Ma
dire
a
egli ha
sua,
approssimativamente
sua
fino
svampillare furbesco
l'ordine
un
Ibsen
ritagli di giornali
infettato
diceva
uno
mettersi
soltanto
non
fosse
mai
da
le parole
l'opera
fasci. Le
A
su
tanto
specie,
neppure
e
scritto
era
occhi
suoi
di riviste chieste
le
tutte
dello Schaedel.
gam.ento
fu
Amburgo,
a
Ibsen
su
gli appunti?
ironia
con
e
testimoniano
carte,
dai
scorso
quello che
Berlino,
lingue
tere,
let-
riguarda le
bibliografico, studiato
essergli sfuggito; ed
a
ta
egli vol-
critica, tedesca, delle
il materiale
quasi più. Elenchi
a
e
autobiografiche.
note
poco
e
Bracco
cui
con
quanto
per
semplicemente
o
legge Sudermann
o
dell'edizione
Ibsen; specie
è
teatro
questo
poi della meticolosità
discorsi, le
i
rilegge
sente
europeo,
conoscere
a
sidera
con-
d' Ibsen.
le pagine
di Enrico
opere
Siccome
Bataille,Cecof, SKaw,
e
epigoni
parliamo
rivolta
e
però
Becque
tutti
moderno
teatro
d'imparare
sistematicamente.
Hauptmann,
d'estendersi.
bisogno
base
—
cioè
era
la
frutto gli appunti.
articolo, precedente
a
quest'e-
172
—
che
poca,
Scipio Slataper non
frasi
appunti fìtti,
glietticon
Ma
semplicemente
era
Di
mano.
già da
baule
allora
più assiduo
In
becchino
mezzo
l'aria
e
di miniera,
desiderasse
uscirne.
all'amica
triestina
scrive
—
voglia
una
le ultime
dalle
di
matta
prefazione
una
la
in
Ibsen
«
da
è
—
È
libro vitale. Ha
la
costruzione,
causa
della
via
bozze,
e
guerra.
lo
così
pure
prefazione
in
cui
mancar
pre
sem-
chiudere
potè
impaccarlo
e
dirlo
spe-
più tardi
delle
parte
parte
un'organicità che
ha
Slataper
esso
l'autore
si
è
è
spirituale di fronte
a
più. II
contuttociò
quel
di
chiarito
Ibsen,
e
il
della
per
lavoro
fare
di
stroncato
è
oltre la
sofferto
riprometteva
avrebbe
bozze
prime
cercata
va
mancato
rimasto
praggiunse
so-
Farinelli.
indubbiamente
libro
con
Intanto
lo trovò
non
parecchi difetti,m.a
Al
vigliarsi
mera-
».
di Arturo
cura
quale
che
revisione
ha
da
Ho
—
di completarlo
Corresse
per
libro che
un
il
affaraccio
un
bibliografìa ordinata.
una
guerra.
postumo
anche
la fretta di sentirselo lontano
tanta
si riservò
e
è
non
Amburgo.
scappar
d'operazioni; l'altra
zona
libro uscì
un
Era
che
mani,
:
zato
raccapez-
qualche giorno
parole il manoscritto,
Torino!
a
comune
fosse
Figurarsi il sospiro di sollievo quando
con
la
fa
si
letterario.
lo Slataper si sentisse
se
fossa
si sarebbe
nessuno
quel lavoro
a
nella
raccapezzerebbe,
si
oggi
ne
chi
di
stendere, i foglietti
a
qualche giorno
l^o-
su
interi svolgimenti.
mozze,
si metteva
di carte, in cui
preparato
avesse
prepararsi
un
fatti quando
dormivano
un
—
suo
di
sulle
quella
giamento
atteg-
bibliogra-
173
—
avrebbe
fìa che
quelle
anche
alla
sopraggiunta
di
fine
vederlo
Questi due
sulle
di
Gli
basi
del
parte
(era presentimento?)
smania
dal
l'altro,
tesi; dal-
l'analisi particolare esplicativa alla
apparato
grave
quindi
poter
e
di
meditazione
nella
contenuta
cial
spe-
lato
un
dalla
guadagnate
schede
delle
da
impedirono
lavoro
in
nocquero
completamente
staccarsi
e
è
la stanchezza
per
di debolezza
momenti
degli appunti
la
Ma
terminato.
nuove
ulteriore, la
sofferto
per
e
all'insieme.
modo
rifare
ha
il libro
di
parte
il volume.
appesantiscono
ora
che
vero
molta
assorbito
certamente
che
note
-
asservire
della
sintesi
zione
conce-
totale.
Il compito
ne
chiara
aveva
all'amica
dall'altra
d*un
assai
È
uomo.
C'è
lavoro
significato,così.
ha
non
poeti
il
suo
pronta
o
trovato.
d'un
:
non
insomma
creare
se
da
significatodelV
e
travagliante :
tutta
scrivere
C'è
la
Non
tutto
è
cammina.
non
so
se
rico.
sto-
solo
uno
lavoro
un
da
che
le schedine
stupenda
traccia
la vita,
improvvisamente
ti dice
:
E
soltanto
avrei
ispirazione,
che
cosa
Ora
da
senza
parola. Manca
una
opera
ma
l'edifizio
falso. È
ve
scri-
troppo,
il
scienziati.
tutte,
perpetua
il libro
ormai
so
costruito
l'edifizio è
ordini
puoi
si
di
mese
L'unica
di
parte
una
od[|oo |t ^oav.-jj.
Il '^jono
pp
Ti ci dai; finito,una
schedina
ouo;
Ma
Eppure
pre,
sem-
come
di fatti : tutti importanti,
posto,
Le
Da
magnifico
il controllo
con
t'accoppano.
è
faticoso
massa
una
a
:
stesso,
Meravigliosamente
coscienza.
triestina
è
difficile. Lui
molto
era
e
tutto
ci riescirò
io?
bisogno
nito.
fi-
sarebbe
sarà
—
di
densare
con-
».
riuscito.
rifare, come
Per
condensarlo,
bisognava
dissi, completamente
la
prima
tesi
di
174
laurea
ai
sviluppo intellettualee
Io
:
—
Fantasmi.
Invece la tesi
venne
imperfezioni sul libro. Perchè
po'
spaventato
del
qua
1912, ve
là dove
e
credette
sono
importanti
sarà
e
del
Brand,
Le
non
fra le
sono
Pag.
ultime
tutto
lileo)eccolo
confuso
Pag.
scene
il dramma,
più grandi pagine
quelle
delle
(In Cesare
espresso
e
ultime
Gal-
no
l'accen-
di Brand...
tutto
il
per
bene
derare
consi-
Brand
è
il
capoverso)
e
europea,
scene
Pag.
una
più gravi della
opwe
letteratura
e.
p.
le
sue
di
sono
cui...
jicco
141.
affermato
con
va, per
già Brand
sentito necessario,a-'^emomento,
un
insegnato
senza
saper
ciò che
decisione
aveva
né
(manca
Il
103.
quelle davanti
cui....
142,
soltanto
IBSEN
della letteratura di
davanti
dio
stu-
significativi.
TESI
Pa£-, p/.
un
tavia
lo stile.Tut-
ritoccando
parcamente
i mutamenti
i più
lo
necessario
strettamente
le
e
forme
nuove
l'accolse intero, modificando
giudizio e
mutato
l'autore,stanco
in
gettare
sino
tutte
con
pesare
a
sue
di dover
artistico d'Ibsen
sé
per
mettere
né
per
in effetto
gli altri
tile,
Pag. 775 sg. Né sembri inuo
magari falso, l'aver
svolto
lettuale,
prima il processo intelil problema prima
in
del caso
: perché
concreto
Ibsen
da-l problema
realtà
parte sempre,
ogni poeta
che
come
non
del resto
ni
s'abbando-
pigramente alle più varie
sensazioni
lo
sfiorano,
realtà
e
la
fortuitamente
che
ma
entri
organizzi.
nella
175
—
IBSEN
TESI
L'arte,
moralista
non
E
Ibsen
dal
preso
dove
il dramma
d'Ibsen
perfetta. Tutto
da
; e
Ibsen
esso
la
glierà incertamente
di
tentare
cabile
nodo
della
ma
la
che
il doloroso
sua
(questo
di tutta
s'è
la
di
pienezza chiusa
noi
com'esso
n'è
nato
potrà
nuovi
nuovo
il
n'è
tale
che
dosi
trovan-
finitiva
de-
ibseniano,
sappiarno
di
difatti il
E
mondo
non
sidui
re-
l'espressione
essa
del
mo
L'uo-
società,
una
re.
non
senza
l'artista,e
Edipo
in
o
capolavoro.
il dramma
In
statico
voglia
identificato
con
nuovo
fulcro
sono,
voglia, il suo
e
la
di tutta
un'epoca.
di
i Fantasmi
sarà
rassegnato
e
senso
rola
pa-
non
pentimento
e
per
verità;
sua
infine
parola
vita
la
sciolga l'impla-
che
grande
via,
riaffermare
nuova
'
ripi-
scoprire
uscirme
a
ricchirsi
ar-
elementi.
elemento
E
non
essendo
tutto
è
si
Il dramma
capisce,
dei
larori
nissimo,
lonta-
alla tesi.
opposto
(I Fantasmi
uno
questa
a
storico,
e
sviluppo
201.
rale
mo-
ralista.
immo-
cronologicamente,
stica
arti-
e
lo
fluiva
precedente
la
compiuta
è
Pag.
;
la volontà
intellettuale
tendenza
il
ibseniana
dell'opera
centro
meta
É
ig8. (I fantasmi)
è
né
problema
anzi
Pag.
l'uomo,
come
non
é
che
an-
centiio
lavoro
capo-
sono
inferiori)
anzi
176
—
TESI
che
sarà
il
IBSEN
contemplazione e
la
di
il pentimento
giudizioe
spasimante
questa realtà,uno
il
sotto
ripiegarsi
suo
e
peso
quasi accettarne, virilmente,
la colpa.Cosicché esaminando
i Fantasmi
noi
troveremo
nella
stimare
potremo
e
sua
grandezza e nei suoi limiti
tutta la personalità d'Ibsen.
Pag
Le
207.
drammatiche
vita
non
Pag.
drammi
né
Pag.
Il
210.
cotidiana
mondo
suo
realtà. Ne
é la
è il poeta.
E
212.
drammi
del
con
non
s'abbandona,
Non
ama
ascia
la vita
compenetrare.
non
non
vi fa sospettare.
è
mondo
Pag. 21J. Il suo
in cui
la giornaliera società
viviamo ; ma
egline è ilpoeta,
più intima
per cui la nostra
la
sa
sua
e
Pag.
ama.
non
ne
Egli
alla
216.
il suo
giusto senso.
V unico
nella
Ibsen
s'abbandona
vorrebbe
e
vergogna
ha il suo
ancora
piange,
se
qualche
qualche
e
paura
attesti di noi
non
che
tutto
volta
E
Ibsen
matematica
vi fa
dolore
214,
•
periodo centrale:
volta
vita
Pag.
sto
que-
in tutt
così
tale identità
di tutto
Pag.
no
han-
non
implacabilesistema fatale
una
centrale.
stesse
parola né gesto fuor di
una
2og. E cosi in tutti i
ibseniani del periodo
drammatiche
persone
parola di
fuor di questo
bile
implacaorganismo tragico.
gesto
un
persone
né
hanno
le
Pag. 209. Perchè
stesse
poeta che
storia.
ge,
pian-
non
non
ama,
potersi
vita, la chiama
e
dare
la desi-
78
IBSEN
TESI
salvarlo
futura
dell'umanità
smersholntjf
allora
appena
rimpianto
e
la
e
tutta
vita
sua
confessare
la
il
creare
e
{John
Gabriel
morti
garsi
ripie-
e
E
mente
magnanima-
sua
ci
sto
destiamo). Quedella vita
poeta
la
confronto
nel
grazia.
che
d'Ibsen
libro tale
1912, coi
rale
mo-
risulta
artistico
e
del
l'opera,
Borknian).
cui è mancata
Dal
dubbio
disfatta (Quando
grande
a
dicibile
in-
con
capolavoro
poi abbandonarsi
alla
il
impotenza
sua
So Ines)
(Costruttore
noi
(Ro-
potrà ripiegarsi
poeta
su
la parabola
prevedendo
sino
quale
e
Fantasmi
Questo dramma
il capolavoro
perde
nella
da
esser
nel
voglia
era,
nel
tesi
pensiero
profondo.
non
o
libro
voglia,
delle
una
cronologico,
centro
artistico che
il valore
masto
è ri-
nella
spostamento
uno
quale
base
di bambole
subito
diventa
completamente
al punto
ha
mantenuto
lettuale
sviluppo intel-
prospettato
come
tesi
ibseniano,
inferiori. È
opere
ma
che
Casa
a
invece
ulteriore di Scipio Slataper
lo
mentre
di giudizio per
zava
lo inal-
ra
l'ope-
tutta
ibseniana.
Era
che
nella
tesi
da
altezza, lo Slataper sincero
questa
sua
naturale
base
questa
e
giudizio
riuscire a un
logica,dovesse
di Ibsen. Perchè
quest'altezza era
che
anche
per
lui tormentosamente,
liberarsi dal
suo
in
molto
tormento,
non
tivo
nega-
realtà,
bassa.
potesse
da
la
dal-
com'era
stretto
stessa
sentiva
cioè
e
la
rale
Natutro-
179
—
vare
in
la
Ibsen, ormai
fuori, cioè
condannato, ma
la luce,
cui entra
Shakespeare; quindi lo spacco
per
d'amore
shakespeariano. Pagina
pagina
appassionata
sollievo
che
è
in
tale quale nel
mantenuta
stata
esteriori, come
motivi
del
interni,
libro
nella
fa
in
e
tutto
infine che
V Anatra
di comico
reale
d'impotenza
segno
risolverà
in
Borkman,
capisce
questo
stia
come
dell'arte
pio
studio
validi
244.
che
epica
noi
fallita
ci
E
così
che
nella
al
mezzo
ha
ma
un
Solness
poetico
destiamo
morti
stesso.
più
ra
addirittu-
»
lo slancio
invece
tesi
si
briel
Ga-
anche
si
non
completo
fragio
nau-
l'aria d'essere
tutta
controllo,
senza
nella
limitata
ben
zona
cerchia
drammi.
lo Slataper
i"er
far
volgerlo più
d'affermazione
(i) Pag.
sua
ulteriore
appoggi
e
in
delle
una
«
sfatto
// Costruttore
un'affermazione
e
libro la
a
»,
capolavoro
sospeso
degli ultimi quattro
Nello
sé
su
ibseniana,
desiderio
nel
troverà
Quando
di
il
tesi.
dramma
libro
ibseniana;
vittoria
una
nel
.dimostrerà
d'Ibsen; la disfatta
cioè
sintesi
in
più un'opera
sarà
non
nell'arte
gradino
nella
d'Ibsen
opere
(I);Rosmershoìm
origine,
anticipando
sempre
:
diventerà
grottesco,
nell'insieme
in
Selvatica, dichiarata
più fresche
e
che
per
dell'opera ibseniana, sbagliasse
tratto
i calcoli
completamente
Difatti
effetto
tivi
mo-
per
tesi, che
considerata
caso
altro
Naturale
tesi.
belle
ogni
un
libro, più
altre parti della
tante
giudizio sull'ultimo
un
—
d'Ibsen;
verso
non
cambiar
un
solo
non
rotta
al
complessivo
solo ha
trovato
ha
perto
sco-
suo
gionamento
ra-
zio
giudial
tor-
180
—
—
natogli da Ibsen sollievo e liberazione in Ibsen
è riuscito a raccogliereil filo che spezzanma
stesso;
dosi
gli era caduto davanti ai Fantasmi, e a condurlo
mento
alla fine.
sino
In questo
formato
i
e
filo
suolo
l'organicitàdeWIhsen; nel sottoca,
fatidal pensiero che svolge con
e
pena
rabile
inesosalite e discese,la sua
con
giri e rigiri,con
fra
unità logica.Ad
onta
dunque dello squilibrio
primi tre capitoliPreparazione,Affermazione, Prosa,
scita,
gli altri quattro : Caduta dell'eroe.Tentativo di rinaEdda
c'è.
Cahier, Epilogo, l'organicità
Soltanto lettori superficiali
non
sene.
accorgerpotevano
E
due
potè
sta
ch'essi si
avvenire
del libro. Quella che
concentrata
l'autore meglio che
con
migliore,la più
la parte
terzi,perdendo
preparazione
di quella che
di sole cento
duecento,
doveva
E ci
pura.
la
riconciliati
a
e
per
lo
volte
tre
meno
tato
è il risul-
che
si pensa
se
giore
mag-
prima parte e che ha
la prima ne
pagine mentre
più
fa rimpiangere che lo Slataper non
necessariamente
di chiarificare con
il tempo
avuto
e
servì alla
estensione
più
matura
Shakespeare.
di questo la pagina su
Difatti la seconda
parte,
una
li avrebbe
primi
facesse fittizi
amente
non
danno
di
ai
stancassero
riuscire
lo
ha
unita
e
abbia
sistema
stesso
una
che
an-
prima.
L'impressioneche
delV Anatra
selvatica
si ritrae
e
dalla lettura della critica
di Casa
del
Rosmer,
capitolof
Cahier, della stringente analisi dei quattro
ultimi drammi
ibseniani, è quella d'un ragionamento
su
Edda
continuato
e
quasi del
dialettico. Le
tutto
vittoria
rotture
eliminate.
C'è
sono
rare,
passione
e
le
rità
oscu-
calma
quasi completa sulla materia; anche
teriore,
in-
il i
181
—
respiro
più
esser
chiaro
in
Lo
affannoso.
più
è
non
—
con
in
stesso,
se
di
Slataper dimostra
seconda
questa
parte.
Ma
lettori deìVIbsen
facili
i
alla
insperata
Shakespeare,
si
l'autore
abbandonato
ricerca,
tormentata
sua
stati
lui
con
Leggete,
! Che
in
morto
essa,
la
sotto
parole
nelle
s'è
più frase
non
che
sostenga
del
dramma,
della
finalmente
e
i
coro,
nella
umanità
vera;
poesia;
e
partendo
(i) Pag.
o
da
è
a
d'astrazione.
tutte
246.
trapposto
con-
di
cui
realtà
:
dezza
gran-
albero
eterna
nell'aria
negra
implicita di
grandezza
personaggi
(1).
»
h!"Anatra
».
I drammi
e
tica
selva-
perfetta d'Ibsen;
vibrazione
naufraga
rica,
li-
strofe
quale
ma
polto
se-
sussultare
più
cotidiani
è
della
non
vati
arri-
entrato
terra,
il tremor
grottesco!
tutta
è
canto
nella
artisticamente,
che
d'arte
verismo
natura
dei
comico
prosa
Il
respiro d'universale
l'opera chiusa
è
prosa
«
il
è
siete
non
melodica,
frutti
negazione
che
Altro
che
la cotidianità
ecco
affermazione
miseria,
((
rinascere
centrale
carnosi
:
voi
costretto
ecco
ma
—
quale
turgida tensione,
sua
piena;
di
alla
realtà, s'è tarpato,
nella
difficile,
shakespeariana, quella pagina
pagina
culmina
?
strada
mentanea
mo-
ricompensati.
ibseniana,
felicità
della
la
lui,dopo
la
scienza
co-
ne
nan-
non
quel facile sfogo
continuato
su
la
con
che
invece
fidenti,con
ma
pagina
libro
facili lettori,quella pagina
o
della
vera
nella
dal
assidui
dopo
hanno
sosta,
sono
I lettori
zione
giustifica-
ana
impazienza
allontanati
sono
riposo.
in
loro
trovata
falso verismo
ogni
che
le possibili direzioni
di
contenuta
la
non
precedono,
fanno
che
182
—
prepararla, avviando
cui, ricca
si fa
e
povera
anche
libero
dalla
canto,
l'uno
visi
tutti
:
L'arte
ibseniana
Di
ha
dibattuta
sprofonda
libera
drammi
pur
Peer
Gynt,
ed
del
morale
del
da
prima
grande
con
nei
un
:
terza
come
non
rantottesco
qua-
feroce,
alla
dell'amore
di promesse.
dopo
e
essersi
Pretendenti,
scatta
e
forze
si
e
tappa,
che
tanto,
si
astruseria
e
seconda, grande
marcato
dove
e
inciampo
due
i
il poeta
questo
più
e,
ziare
spa-
ristretti
piccolo borghese,
Galileo
che
ma
preciso
ormai
la
qualche
con
e
dà
ben
in
si
sazione
sen-
camminando
terra,
società,
e
Da
sempre
toccherà
vuoto,
Sostegni della
tappa,
tutte
e
realismo
chiari.
sono
il Cesare
qualche
passo
vuoto
Brand
del
la
di
di
cerca
spensieratezza
con
ma.
si fer-
fuori dei limiti dell'opera d'arte
ricchi,
piane
in
dei
cerchi
larghe volute, per
La lega della gioventù
dramma
ampi
vi
librar-
non
e
poeta
a
per
alata;
per
Commedia
le tenebre
è questa
spumeggiano
come
rena
ter-
e
Vichingi, arriva
dei
della
sovrabbonda
essendo
non
inquieta parte
e
passione
il poeta
dove
quella
a
e
la luce
:
ed
Va
moto.
l'opera d'un
tappa,
norvegesi
tutte
erompere
musicale
dal mito,
nella
nel
varsi
solle-
parlata
quella dell'idealismo
torbida
fra
stessa
di
represso
ricadere,
questo
capricciosa
sempre
sé
tentativi.
soltanto
la prima
di ritmi,
e
umanamente
per
Catilina
sfrenata
qua
canto
da
punto
cercano
seguono,
impulsiva sul principio,
e
contemperato
è
la
la poesia
dei
restano
del
che
veramente
prosa
verso
le realizzazioni, da
libertà
esser
l'altro,ma
e
Torbida
d'umanità
alto, dal
in
quel
a
trovarsi
per
che
più
disfrenarsi
arriva
a
semplice
e
I drammi
piena.
in
l'arte ibseniana
viene
come
—
Casa
cheggio
bec-
presto
quistando
ac-
bole
di bam-
possiede,
ma
183
-
non
dimenticarsi
sa
perdersi nell'opera^
e
dell' autore-giudice. La
l'errore
.attraverso
precisione
esser
astratta,
dove
popolo
rimettersi
è
la
arte
sua
non
secondo
dal
alto
in
e
della
ritornare
Cahier
se
non
in
ultimo
ideale
ma
con
riuscire
di
è
cui
Piccolo
nel
e
corso,
da
e
calmarsi
all'alta
più calma
quando
dramma
questo
consiglia
moto
cosciente
senza
punto
la
morte
veramente
affannoso
di
non
cima
e
razione,
dispe-
serena
una
da
lirica,
disperazione capire
suo
punto
ap-
è
sul
finalmente
Borl^man
serena
riepilogare il
svanita
intensa,
e
con
essere
la vecchiaia
questa
Solness
è più luminosa
in
Edda
in
terra
perfetta dell'/l nafra,
Costruttore
vicina, esprimersi
quindi
leggerezza. Eccola
cercata
Eyolf;
il volo
mancata;
sulla
meno
/oJ4n Gabriel
con
malamente
opera
neroso
ge-
brio
l'equili-
però
l'epicità interiore,
troppo
la poesia
Rosmer,
manca
leggerezza
meno
col
è
che
varsi
risolle-
per
Casa
con
tentare
che
sarebbe
non
rincorsa
cui
a
tezza;
compiu-
sua
i limiti. Elcco
la
volta
Mare
la
ripesa
rompere
eccola
arte;
venisse
lirico,quando
suo
in
riprodursi
può
non
lui precipitare; ritentare
librarsi
ormai
essa
prende
maggior
dove
il poeta
pure
nep-
statica,
del
slanciarsi
Qui
per
è
dramma
questa
del
però
austero
le
tica
aritme-
questi limiti egli è pieno. Siccome
essa
la quale
che
della
seconda
con
vorrebbe
del Nemico
selvatica.
raggiunto
una
la Donna
con
durlo
con-
riacquista le forze
aìV Anatra
continuare,
grande
deve
sente
ri-
la circonferenza
terreno
passo
quale
che
fondo
è in
stessa
l'aspetto
deve
ma
la
sicura
Fantasmi,
non
caduta
terra, ha
dentro
arte;
dei
però
lo sdrucciolamento
piedi,
nella
via
ma
dopo
nella
in
entrato
sua
terrena
e
—
il
tutto
verso
averlo
raggiungi
l'irrag-
184
—
giunto
Quando
in
:
noi
—
morti
destiamo.
ci
Questa
è
l'arte ibseniana.
Che
((
Ibsen
poeta
che
poeta
«
è
»
di noi
attesti
nella
la bella
caldamente
amare
dell'epoca
poeta
«
più da
di
pretendere
può
si
cosa
storia
di
la
Questa
è
l'organicità dell'/bsen.
come
Ibsen
in
sospettato
primo
Italia,forse
che
proiettandovi
dobbiamo
parte,
che
egli
nella
si è
nostra
che
libro;
critico;
un
Creare
compito
che
della
Non
in
non
bisogna
certe
credere
sue
cile
diffì-
gravi difetti di
nei
anche
parte
menti
distinguere gli ele-
nel
è
non
del
puramente
crea
le
e
uomo
critico
gli basta
non
unisce
ma
singola
ogni
che
non
ma
gnifica
il si-
dall'interno
rivela
perbo
Su-
».
rivivere,
aspetti
come
creatore.
orgoglio,
ci pare
se
in
piccola
dell'artista
le
tutte
Il
vedremo.
analizzare,
personalità del
solo
anche
come
singole creazioni
parte
profondamente
diffìcile! Orgoglio
e
di
s'accontenta
E
significato dell'opera d'un
il
presa
com-
unità.
questa
causa
il libro che
costituiscono
il libro di
la
perspicacia
poca
di
averla
singola
illuminarci
a
ed
ma
e
ogni
compito
assunto,
na
l'opera ibsenia-
Europa.
in
ricercarne
sì
del
costruzione
delle
tutto
di critico,nel
mancanze
((
riuscito in
sia
non
il primo
merito
svolgendosi. Aver
luce
la
))I
Il grande
moto,
d'illuminare
sua
possiamo
parola
dinamica
un'unità
dell'arte
in
si fa nel
tentato
aver
e
che
tutto
un
l'unico
«
noi
sua
considerato
dello Slataper. Aver
»
Scipio Slataper.
è
critito
E
calda
e
Questa
convinzione
nostra
».
poeta?
un
•-
fede.
che
il
Che
per
pensiero
creare
possa
un
gnifica
si-
far vi-
186
Voi
giudizio che
fermo
une
sul bianco
Voi
dovete
con
esse
del
ogni singola
le
e
premesse
rigiudicare da
Insomma
Ond'è
Trieste
che
che
holm
Ota
«
:
capisco
cosa
drammi
che
che
Si vede
sentiva
chiaro
il
se
ed
suo
in
prima
giudizio
qualche volta
dopo
che
(i) Cfr.
esigenza
174
di
questo
Così
libro.
nei
niente
dramma
nuovo
di
ibse-
la critica.
tutta
completamente
al
cause
di
di critico,
interna
contrasta
rigidezza logica gli ha
delle
E
alle volte s'ingorga
di
che
qual-
me
dell'arte
le
cercarne
superate,
contradditorio.
pag.
riuscito
mantenere
state
erano
del pensiero
e
problema
Questa
in moto.
trollo
con-
(1).
»
rigidezza logica che
certa
una
da
indietro
tornar
è
non
si devono
fatto
sospeso
il
meravigliosa
sua
il
che
abbastanza
tocca
pensava
processo
a
Rosmers-
per
accorgermi
l'Apostata
espresso,
là di questa
E
da
organicamente, che da ogni
obbligato a rifare il processo
così
E
egli
mi
e
Giuliano
a
inquiete
valutata
stata
precedenti;
meno
niana
è
non
ha
all'amica
scrivere
ore
bene
tanto
che
critico
poteva
passando
sto
equivale
ritorno.
questo
Slataper
lo
le
le precedenti.
tutte
seguente
bile
mo-
ognuna
Il che
di tutte.
movimento
in
di
che
dall'insieme
fissa,cercando
opera
in
stesso
se
si forma
il negativo
e
il pensiero
conseguenze
doppio
positivo
brutto.
po' costringervi allo sforzo
un
opera
ogni
un
di
col
il valore
dovete
del
nero
giudizio fluido che
suo
un
ibseniane, e fissi le
opere
le altre sul
e
fatto lui, di trasportare
a
si
bello
seguire il
Voi
pretendere dallo Slataper
infilzile
vi
attraverso
ciascuna.
ha
dunque
potete
non
e
per
per
anche
posizioni
ciò
il giudizio
esempio
la
corrente
resta
è
quasi
successo
187
—
del
il
Brand,
la
po'
quale
è
si
non
fosse
quasi
chiave
una
dietro
D'altro
canto
giudizio
Cercarvi
lo
spunto
per
Non
dal
valore
Insomma
E
in
lo
principali per
cui
di rifare
la tesi.
tutta
Ecco
neW
l'altra
Carso
Ibsen
effìicacia
linee
sì.
se
bene
Osservate
filologicae
mancanza
tiva
sen-
negato,
sto
que-
è
lasciare
la
Nel
costruzione.
costruzione,
della
molto
perde
traccia
sua
motivi
il coraggio
i difetti di
critico
dei
uno
avuto
la
:
l'esempio tipico
le pagine
lunghe
di storia
La
nell'economia
si
sua
secondo
netta,
architettate.
convincenti
Quanto
ha
non
essenziali
sa
lore
va-
rigidezza logica
anche
cercare
Il pensiero
non
egli
averglielo
questa
Slataper
grave
sono
non
l'epicitàè
inesplicabilinella dialettica della
è da
essa
di
volta
di fermate
critica.
ormai
d'una
più
causa
fece, perchè
epica»?
è
Peer-Gynt.
nel
epico,
che
fatto
re
ripiglia-
non
«l'Anatra
:
impedito
guadagnate
esempio,
per
generalizzare
lo
compromesso
Mio
dosi
portan-
indecisa
visione
posizioni
Anatra
suW
espresso
Ibsen?
in
sua
dietro
Ibsen,
tutto
amento
mo-
un
l'è trascinato
certe
critico. Perchè,
processo
stata
come
rigidezza logica gli ha
questa
completamente
sfruttare
il
cioè
stessa
sua
lo
perchè
del Brand.
oscura
nel
la
un
lasciarlo,dopo
a
capire
per
intorbidare
a
appunto
decidere
saputo
naturalmente
di
ibseniana;
oltrepassato, a considerarlo
dell'arte ibseniana, ma
se
verlo
e
fine riesce
in
dell'arte
critica
Slataper
sino
—
del
inutili
esterna
critica
libro.
:
Nora.
sulla
noiose
del
Quanto
genesi
di Nora,
com'è,
del
interna
le pagine
dramma!
rate,
belle, ser-
Non
è
voro!
la-
di critica
c'è
fuori
penetrazione.
com-
posto
188
—
Nella
Casa
di
critica
lo svolgimento
unito
—
Rosmer
invece,
più
quanto
le varie
versioni,quanto
fusa
nell'essenziale
l'analisi
to
confronpiù
filologica,
a
della critica dei primi drammi,
dove
le note
gressio
le digli stessi piani dello sviluppo si sovrastano,
la linea e ingombrano
della comil terreno
prensione!
spezzano
Per
e
dire
non
laboriosa
chiaro,
del
critico che
è
a
luce,
non
vede
riesce
per
Brand, che, elaborata
del
critica
non
anche
ma
più chiara
molto
della
com'è,
intriseco
attraverso
solo
non
completamente
architettura.
mancata
la critica del
fetto
di-
per
Peer-Gynt;
Invece
soprattutto
bellissima
stessa
disposta. La
perchè ben
pagina
su
che
maldestramente
così
Shakespeare è incorniciata
cui
effetto del tutto
diverso da quello per
produce un
è stata
condanna
nel libro.Sembra
accolta
capi
una
tale di Ibsen, ed
è invece
reazione
momentanea
una
a
caduco
aspetto
un
Pure
critico
ad
onta
vi
non
dimenticato
o
nelle
vivo
di
concetto
«
dell'arte
di tutti questi difetti
inerte,
improvvisamente
mani;
ma
dramma-epilogo
Tre
soltanto
voi
)).
libro
ve
vi
se
rotto,
lo
vate
ritro-
quel felice
pare
di
spesso
l'atteggiamento
gli atteggiamenti
suoi
di
uomo
Ibsen.
libro, così denso
un
E
sembra
fine,per
confondete
difatti gli elementi
sono
questo
è
a
la
verso
come
di fronte
artista
alle volte
mai;
trovarlo, è perchè
dello Slataper critico con
di
d'armonia, il filo
abbandona
non
e
ibseniana.
che
e
di critica, ma
così
è
concorrono
a
intricato, che
libro
di vita
:
mare
fornon
rac-
189
—
coglie
che
quello
tutto
—
ebbe
vissuto
nella
passione
e
nell'arte,nel pensiero e nell'esperienza, negli ideali
nella cotidianità, la vita
di Scipio Slataper, dopo
Mio
Mentre
«
sulle
cose
nella
lanciato
E
—
la
libro. A
ogni
lo Slataper vi
da
già
cima
la
e
chi
a
poggia
cui
con
potè
non
E
non
sì
per
essere
qui
Lo
(i) Pag.
64.
sia che
Ibsen
volte
base
Ibsen,
scelto
«
sieme
legati in-
vedere
più
esser
un
quando
sogni,
voi
chi
dar
proponga
sentite
che
poeta
e
ho
della
maestro,
scrutato
grande
sino
poeta
uomo.
povero
con
per
le
tutte
capito
aveva
ma
grande
questo
di più,
sì che
morale.
Lo
mai
come
che
egli li
compagno
per
poeta,
a
giudichi lui, voi
del
fondo
sapere
lungamente.
insieme
cantar
li
scelto
ha
fine. Da
per
senza
salda
una
su
ch*egli volle
alla
è
».
stare
fondo,
sogna
cotidiani, bi-
in
sopra
Alle
uomo.
mezzo
che
sia
egli ha
morale
vita
sotto,
ragione. Sempre,
il critico
però
Ibsen
nel
giudizio
E
sino
continuare
lato,
a
mostra
al vostro
coscienza
La
(i).
»
tratto,
indecisi
condanna
quasi
doveri
nei
solitudine.
e
rimanere.
suo
vita
la
che
alta
simbolizza
si
esprime e
di fuga
sentite
più
vista
una
alle volte opposti
distinguerli,
non
rimanete
Ma
dentro
potrebbero
citazioni
torto
giudica l'uomo.
per
si
veemente
rimane.
che
vento
verità, che
incapacità questo
sa
realizzare
al
desiderio
dal
Ibsen
debole
dell'uomo
felicità
interna
E
sogno.
di
atto
Le
l'ultima
suggeritale
è
Scappare
morale
che
critico,è l'uomo
sua
.
forma
come
arte.
!
Ho
—
il
parla
Osservate
sino
il
Carso.
Critica, umanità,
in
e
far
che
opera
sue
forze,
il poeta
di libertà
190
—
e
di
grandezza,
questa
volontà
sua
Tepoca
avverse,
oscillante
basi
e
tra
dell'antica tradizione
razionale
recente
fu
mondo,
dentro
di
sogni,
che
coi
:
La
da
col
chiesa
tutto
ze
forlismo,
dua-
suo
alle
contrastanti
di quella più
e
egli visse
ragazzo
di
lui, sul
da
gotica attorniata
verde
niente
mondo
un
gli aveva
due
scossa
vista, fuori
fabbricati,
lui egli vedeva
la madre
con
piani
scaldica
Sin
della
gnargli
inse-
completamente
non
due
suoi
prima
sua
soltanto
«
lottare
universale
fantastica
la facciata
edifìci
severi
fede
protestante.
contrasto.
questo
da
individualistica
la famiglia
accettata;
ebbe
una
e
».
la famiglia. L'epoca
e
morale
una
svegliare il (suo) popolo
((
magnanimamente
pensare
a
Ma
per
—
ma
»;
floreale
di
narrandogli le
trasmesso
fiabe degli avi.
Ibsen
madre
il
del
Egli
è
rigido
Ibsen
la
giudica
Sino
d'aver
amare,
per
severo.
E
l'amore
gli resta
ancora,
verso
gli è
canto
dersi
illucol
o
egli
è
zione.
di concilia-
pretende
cioso
fidu-
un
afferrare; Ibsen
è
dente
diffi-
non
l'uomo, ma
abituale, il suo sguardo
ama
quando
la vita. Ormai
di terminare
la vita
lo abbandona.
abbandona,
solamente
d'altro
vita
La
per
termini
sforzo
sua
».
tra
due
i
suo
La
lasciarsi
il silenzio
alla fine lo
mancato
nel
di Skien
profondo
e
gli sfugge. Egli
vita
gli uomini;
ama
riuscire
per
s'abbandona.
non
veggente
di
le fiabe
il dissidio
calmare
all'altro. Ma
o
abbandono
e
troppo
alFuno
rinunciare
a
((
evangelico
coll'identificare
calmarlo
di
giorno
per
parroco
basterà
non
sogno.
troppo
giorno
il Dio
e
volontà
sua
e
sconterà
il tempo
il
suo
è
egli si
troppo
accorge
tardi per
di scrivere, di
sogno
di poeta.
gnare
so-
191
—
Ibsen,
le
sotto
freme;
storicamente
d'entusiasmo
repressi
ribellione
di
atti
E
stacca,
Mancò
((
morale
»
Ibsen.
decidersi
quando
la
protestantismo,
Ma
la
che
In
la
fondo
è
arte
nostra
hanno
di
di
servire
li
giudica da
a
sue
compassionarlo
e
con
perchè
sacro,
Lo
Slataper
della
della
sua
sua
se
ne
sin
alla
suo
vita
lascia
letto
senta
non
abbiamo
tentamente
at-
sa
sospe-
noi
sua,
più
avuto
a-
gli
loro
gioire
abbastanza
che
E
Quando
avvantaggia
dalla
fine
del
a
la vita
guai
a
amano
stra
no-
re,
vive-
sia
qua
chi
una
non
na
don-
mano
la patria si sti-
servono
con
dell'epoca
artisti
arte.
gioie d'uomo
a
degli estetizzanti;
incontrano
autocritica
epoca.
il
egli
dell'epoca
s'imaginano
quando
le
e
abbia
quale
inferiori,quando
umiliati,
che
siamo
e
posizione.
questa
cui
rinunciare
non
materia
si sentono
dolori
stati
artisti; e
per
si
lui ?
estetizzante;
paura
essere
per
il
giudicarlo,
siamo
noi
lui
della
poeta
con
nessuno
uomini
noi
di
di
da
freddezza,
sua
grande
Ibsen,
Ma
fede
più
e
c'è
su
:
pretendiamo
more
la
questo
a
dietro, non
domanda
lui, degli
con
Griibelei.
sua
il libro
gridi
dei
quando
giudizio conclusivo
il
è
più
dargli completamente
a
constata
l'amore
:
partecipa
trattenuti
stento
a
temente
apparen-
ha
Egli
soggetto.
suo
quando
può
non
anche
torto
il
giudizio
il
e
di
ch'egli s'appassiona
si sente
per
nell'umanità
così
parole
composte
calmo,
che
penetrando
Slataper,
Scipio
—
un
si
loro
1910
suoi
disadatti
sentono
lui. Il loro
la
coi
uomo
è
egoismo
arte.
sentiva
ch'egli partecipava
nella
del
cidità
lucato
pec-
192
^
Io
«
soffro abbastanza
non
D'improvviso la mia
le creature
con
umana
come
ciò fosse
se
guarirla, e penetrato
personalità,godo
e
molteplice».
Ma
in lui c*era
di redenzione.
uniti insieme;
poeta
poeta,
astrazione
la
—
mi
e
e
di più :
cosa
varie
sue
cosi
bella,
tivo
tenta-
un
santo
un
sieme,
in-
desiderio
la rendono
Sbagliava sognando
ma
uniti
un
compiaccio delle
differenti che
già qualche
questo
un'opera
tra
un
e
tanto
s'accontentava d'esser sol-
non
di ridurre tutto
se
stesso
falsa
questa
a
umana.
Quando
abbandonò
sentito forse che
Ibsen
Ibsen ha
l'Hebbel
per
lo avrebbe
ne
Ibsen| egli aveva
lo avrebbe
quellonon
la posizione, anzi
mentre
scruto
dolori
fluttuo
e
il
ecco
—
abbastanza
poeta
nella vita con
M'infiltro
possibile.
dei suoi
si dice:
e
vedete
non
lo stimo
egoismo. E io non
abbastanza,
e
un'opera artistica,
un
santo
e
sogno
mio
poterle consolare.
per
s'arresta,e guarda,
caratteristico ! ricordalo ! Voi
tratto
di
anima
—
aiutato
rare
supe-
a
radicato
di più;
si.
il merito
gli artisti contemporanei
sidio
di aver
patito profondamente il disestetizzanti,
fra l'individuo e l'umanità,fra l'esteta e l'apostolo.
E in Ibsen Scipio Slataper ha sentito dibattersi il
in lui egli ha rafforzato il suo
cetto
conproprio tormento;
morale, che
dell'uomo
tutti
sopra
è il solo che
cendo
vin-
non
pur
quel dissidio,superi la prima posizione, l'unione
cui si ricorre (anche
assurda del poeta e del santo
a
Nietzsche) per sfuggireall'estetismo.
Ma
lo
trova
scopo
non
era
dell'uomo
il concetto
pure
amore,
della
sua
basta. Un
vita in se,
tempo
carità cristiana
in
la vita
una
era
moralità immanente,
non
sappiamo, che la
nostra
grazia,
pure
(guardate Dante,
E oggi
Shakespeare! dice lo Slataper).
che
che*
morale, dell'uomo
epoca
non
?
date
guar-
Exco
può
ciò
sapere,
194
—
la
perde
eroicità, vive
sua
ad
sino
drammi
di rinascere;
tenta
riepiloga la
s'accorge che
dovrebbe
\nta
sua
negli ultimi quattro
sul punto
e
di morire
rifare diversamente
alla luce
giungere
per
cotidianamente, prosaicamente
V Anatra
selvatica
all'abisso;con
arrivare
in Rosmer
vi cade;
—
la via
tutta
agognata.
Preparazione,
roe,
Edda
che
resti
Cahier
Affermazione, Prosa, Caduta
Edda
c'è che
Cahier, Epilogo. Non
dalla
fuori
difatti
è
spirito ibseniano
nesso
dei capitoli e
E
è lo
questo
si intreccia
coscienza,
Vlhsen
del
lo
anche
così
il
svolgimenti
i due
Slataper
e
in
siano,
realtà
che
lo svolgimento
con
non
piena
con
restano
veglia capire, ha
che
però
Slataper
volte
care.
man-
morale
contenuto
Alle
di tenerli distinti,benché
giustamente
svolgimento
sembravano
vista
dello
estetica.
perciò
Il lettore
confusi.
spiegato
prima
a
svolgimento
forma
e
nello
la logicitàdella loro denominazione.
in tutto
della
quiete
Eccoci
)).
logicità che
e
di
Cahier
capitoli. Edda
dai
segnata
il punto
a
dello
Nesso
linea
dell* e-
po'
un
la
sità
neces-
li prospetta
come
Ibsen,
siano
stati in
tutto
soggettivo
inscindibili.
Ma
c'è
critico, che
Ibsen
È
va
fronte
oltre
al poeta
minuzie
con
non
di
chiaro
tanto
ch'egli
di
atteggiamento
terzo
un
è
all'artista. Lo
e
all'uomo,
sarebbe
non
composizione,
piacere
ed
trascurato;
a
non
l'artista
l'atteggiamento del-
Slataper
il facitore
andato
si
del
a
di drammi.
certe
osservare
sarebbe
in
cercava
soffermato
particolareggiare il metodo
e
il
195
—
modo
di
Ch'egli vedesse
arrivare
una
a
se
alla tecnica
conto
suo
per
d'Ibsen,
lavorare
del
dramma
nel
libro. Dopo
europea
del
partenza
ibseniano,
teatro
non
stra
dimo-
lo
ce
che
tesi
è
stato
la
considerato
aver
per
drammatica,
ibseniani,
periodo della
un
di
d'arte
imitatori
e
interessato
ibseniano.
il punto
forma
quella degli epigoni
fosse
si
non
Ibsen
in
nuova
chiaramente
—
presso
sop-
zione
degenera-
Slataper
lo
clude
con-
:
intendendolo
«Soltanto
via
nuova
modo
in
dramma
su
che
che
cupo
e
stillato dal
sull'arsita campagna
Si capisce
!
rinsanguino
da ogni acqua
anche
passo
interne,
quello che
scrivere
Trieste
il 26
«
:
febbraio
In
di
Forse
l'intitolerò
e
abbastanza.
alla
penso
a
La
Disfatta,
più preciso. So
ancora.
Tra
e
nascere,
Noi
Eschilo
egli
e
e
stanza
abba-
non
sufficienti
aveva
Ibsen
in
cercare
come
essere
per
come
Ibsen
volte
1912
ci
molto.
vedo
è bene
ma
vorrei
ma
lo
c'è
da
devo
Il mio
non
un
scrivere,
cantare,
una
strada?
nascere
possa
ma
avrebbe
ancora.
titolo
meno
non
lo
sonante
ri-
saprei
abbiamo
ma
C'è
E
».
Vienna:
dramma
trovare
di
all'amica
al dramma
riscrìve
di
pensato
aveva
scrive
avidamente
stessa
Tidea
smesso
aveva
più
possiamo
non
più tardi
avesse
vago
Hebbel,
non
dicembre
1913
cominciare
scrivere
egli
ripensando
questi giorni
voglia
il
tutto
si riestendano
di Shakespeare.
Anzi
Il 5
Sto
«
cui
tesi
sin-
l'umore
poesia, come
ridiscende
ogni foglia,
puro
e
in F.
Carso
dramma.
intensamente.
una
di
di
individuali,per
sue
appassionato
un
in
espressione,
tutto
ragioni. Ma
cercato
// mio
Dopo
trovi
processo
d'Ibsen
troppo
era
:
da
aveva
lettore
era
suo
perchè lo Slataper
appoggiato
ragioni
l'Europa
il
».
questo
soppresso
liberata
lo
su
che
caso
parole liriche
la
trova
e
sole
il
ulteriormente
quelle ultime
serrato
il dramma
tutto
c'è
bene
artistica, sviluppando
parlato
poesia che
una
1%
—
parli?
della
e
Per
mia
d'ora
vita
Beethoven.
Ma
era
superbo,
né
che
Non
capitai
stile del
nulla
sappiamo
che
Slataper
lo
Carso.
Certo
che
in
svolta
arte
che
:
é
dramma
mio
la prima
che
sentii
più schietti,
qui
e
sarebbe
e
gnava
biso-
pressione
l'im-
provo
(Amburgo,
»
del
15
e
d'arte.
A
Ma
Fra
la guerra
è
tormentate
Norvegia
sulla
pagine
molte
(i) «Amava
Pag. 256.
(2) « È il
nella
nuova
pregustamento
grige di questo
e
pagina
libro ci
felici di poesia;
Shakespeare,
su
d'Ibsen
sull'amore
il
mare.
che
momento
e
è
ara
una
Mare
con
nuova
vecchiaia
alta
e
Ulisse
di
il
pianta
esperta
mano
uomo
è
montagna
la
sua
la
del
remo
».
le
in
re
ma-
nere
ge-
Norvegia.,.».
decennale
di timone...
...
non
ma
il
per
(2),su la vecchiaia d'Ibsen (3) e
degli ultimi capitoli scritti a Amburgo.
terra
«Non
ra
ope-
vita.
sua
Ulisse
(1),su
(3)
la
maggiormente
e
e
delle pagine
indubbiamente
la
un
concesso
volta,
questa
una
di
stile dell'/bsen.
nello
parti
tante
rimasto
con
tesi
sin-
il bisogno
anche
troncò
e
paratorio,
pre-
seconda
una
a
avuto
avesse
Carso, liberato
venne
opera
nuova
cui
giunto
il
dopo
lui in ultima
per
liberarsi,si sarebbe
forse
noi
in
sia,
poe-
stadio
uno
per
fosse
inutile fare
tutto
sia comunque
seconda
creato
risolveva
si
quando
allora col Mio
come
•
sentire
sempre
Firenze
a
avrebbe
vita
sua
ricapitolare
solo
tono
poesia
va
triestina, conclude-
ch'egli passava
è
tutto
e
della
sono
prosa
descrivendone
Supposizioni sull'opera,sia dramma
della
né
1913).
maggio
Mio
il
trovare
vorrei
all'amica
sempre
rifarsi più semplici
dello
che
Amburgo,
quando
come
«e
tutt'uno
».
ad
impressione,
né
musicista
puro
arrivò
è
stile umile
L'unico
egli
come
:
il dramma
né
:
Claudel.
neanche
E
scrivere
me
—
Pag.
».
rore
er-
Pag. 258.
296.
197
—
Lo
Mio
stile di queste
Carso
più robusto, dà
è
anche
ma
di
è
suo
ima-
ne
ragio-
sua
una
peso,
Carso,
quello del
terno
equilibrioin-
soltanto
più
Non
sola.
Mio
con
senso
non
un
se
per
lo stile del
come
un
la parola
parola, ha
d'essere
intima
confrontato
pagine
più profondo;
gine
—
è
soltanto
sità
lumino-
è
luce
ombra
e
dittatoriale
ma
ed
:
chiaroscuro.
[La montagna]
fertilitàdella
supina
impassibile
terrestre,
distruttore.
hai
mio
stai
e
e
correre
a
la valle
si
:
varia
ordina
e
Carso
che
affannoso
meta;
e
allo
e
linea
una
le montagne
ma
rinchiude, il
duro
sei
verso
caos
cano
man-
ghiaccio
al
rola
pa-
il
che
((massa»,
nudo
una
ella sopporta
sparisce
torrente
suolo.
Si
capisce
un'idea
Leopardi;
vigorosa
che
è
più
genere
per
triestina
leggere
me
la lingua mi
VIbsen
opera
«
:
hai
Non
te
po' di Dan-
un
più schietta
subito
vien
che
non
può
si
di stile riuscito
la prima
è
volta
anche
deve
si
al Mio
paragonare
Nell'/bsen
chiusa.
artisticamente
di stile; che
forse
per
aìVIbsen,
lavorava
».
Naturalmente
Carso
che
tempo
all'amica
scrivere
voglia dire
cosa
di
e
nel
come
potuto
avesse
e
Carso
retto
per
frantumano,
nel
la passione
Mio
ed
:
della
il vortice
e
riposo,
carso,
di montagne
si
cozzo
sparte
rie
e
stile del
Non
agosto,
il
atmosfere
Qui c'è la profondità, la
nello
buono!
dissidenti
sulla
lorosa
sola, la fronte do-
madre,
natura
dalle
battuta
violenta
ossatura
:
parlare di
parazione
pre-
di stile,
preoccupazione
pienamente
in
riflessa, in
Scipio
Slataper.
Difatti mai
problema
come
ora,
formale, di
durante
triestino
di
di questo
il tormento
fronte
a
Dante
e
a
198
—
Leopardi,
egli
Tommaseo;
il
senza
traduttore,
Tu,
sognatore
di
d'amore
di
e
amori.
possibilità
del
ingegno.
tuo
forte,
bile,
stile.
padre,
nostro
Nostra
orgoglio,
nostro
sorte.
irredento.
Nostro,
Non
troppo
e
stile.
senza
Tu,
Ti
:
;
dalle
corrotto
bestia
come
Smaniante
popoli
ambizioso
sperduto
Sedotto
e
opere
ansioso,
Voglioso,
Senza
quest'epoca
sento!
ti
come
Tu,
Pigro
egli
patria,
Tu,
Tu,
di
frammento
«Tommaseo,
Perchè
rabbia.
con
Nicolò
sangue
Tommaseo.
che
più
Leggete
e
amore
nel
scorrersi
sentito
aveva
con
essere
—
riconosco
ti
voglio
a
;
stretti.
denti
ma
ti
amo.
nostro
genio
:
leva
vo-
TRIESTE
Il
Le
Podgora
dell'
—
«
Triestine
Lettere
Slataper,
irredentismo
Polemica
»•
Fauro
Vivante,
Parole
—
—
nuove
sentita
Dalla
—
da
Amburgo
libica
guerra
alla
storia
e
—
balcanica
guerra
Trieste
—
Volontà.
—
«
trentadue
Per
anni
pronunziare
è
un
impegno
il
tacerne
come
:
Trieste
la
i
sia
nostri
Il
,
Resto
Meglio
nell'anima
iracondo
negarlo
l'azione.
fu
Oberdan
Nient'altro.
ove
sia
non
canteremo
Caserma
nella
».
Carlino,
(//
mentalità,
senti-
una
lo
entreranno
del
occorra.
più
Oberdan
impiccato
vevamo
do-
non
Oberdan,
averlo
soldati
dov'egli
anniversario
di
guerra.
ricordo
suo
forzosa
pace
meglio
il
che
ma
quando
è
di
nome
Meglio
nome.
rimorso;
un
Aspettare
di
il
valore
2i
dicembre
d'un
202
—
Così
Scipio Slataper, quando
del
Podgora
nella
che
coscienza
sua
reticolato
dei
gli
vite
ma
se
patria c'era
il suo,
egli
che
versarlo
comuni
dei
coscienza,
con
pigliavano
perchè. E
che
andasse
uno
venire
av-
sangue
poteva
non
anzi
nel
o
questi che
tutti
per
sufficie
in-
per
quel
vare
preser-
gesti d'eroe,
col
sapendo,
fermo
passo
ubbidivano
petto,
sapere
sario
neces-
era
la
con
si
e
senza
sapevano,
non
pronto
esser
fece. Senza
palla in fronte
una
di
italiani che
contadini
umili
tanti
o
la storia
ufficiali,
ma
giovani
troppi
a
si perdessero
generali italiani fossero
i
come
il
sotto
che
anche
ignobili carnefici; egli doveva
tanti
morire
a
cementare
bisogno
scusa
di tutti quei
preveggenza
per
to
trat-
vita, rappresentava
approvava
versato,
la
con
non
mancata
per
dolorojsamente
così
quell'ultimo
mandati
Egli
di mezzi,
della
la
costò
venivano
nemici.
tante
saliva
il sacrificio necessario
figlioliitaliani che
a
—
loro
stessa
u-
miltà.
Scipio Slataper sacrificava
la
umanità
sua
1915
allora nel
nell '/bsen
ubbidiente
italiano
gli
si risolvevano
Essere
altra
all'ora
mi
di
È
della
per
cosa
morte,
Né
basterebbe.
sangue
uomo,
un
qualunque
—
i due
terra,
queste
mi
mi
non
desse
sarei
basterebbe
riarmonizzato
parole, è
la
sua
morte,
la
vita,
della
vita.
leggi della
sante
di
uomo
agire.
nelle
per
noi
mie
tutto
non
quale fu
vene
il
termine
patria
del
»
Non
guerra
tutto
tento
con-
Arte
manchevole.
sapere.
dice
»,
della
prima
sarei
non
quieto, sarei
Perchè
di poeta.
e
tempo
la vita, io
Né
nel
cui
vava
sal-
ma
1914
in
molto
scriveva
—
sua
anno:
momento
termini
di Scipio Slataper, che
discutere
santo
alle
«
la
poesia
il nostro
giunto il
era
—
di
u
((
—
la
e
così
non
schemi
:
ma
».
carattere
abbiamo
armonioso
e
la
tura
na-
il diritto di
atto
della
203
—
vita. Ne
sua
avremmo
C'è
il
senza
quale
Non
:
prima
Bisogna che
equilìbri su
vita
sarebbe
E
nel
io
tutto
Trieste
utile
vita,
meno
mia
della
Poi
tura
na-
triestino.
sono
che
Bisogna
perchè se
cose.
io
mi
la
mia
patria, alla
mia
no
Trieste.
dopo
alla
terra,
».
ciclo
ogni
c'era
mia
Trieste
Da
triestino:
amico
un
a
completi
uomini
Trieste dove
per
poeta.
tre
nessuna
a
mia
alla
ritornava
così
Slataper.
essenziali
sono
questj
1912
del
terra.
sua
triestino,
guasta».
e
esser
compreso
era
dello
morte
cose
rinunziare
febbraio
Voglio esser
umanità.
Bisogna
La
uomo.
manchevole
«
la
Poi
fondere
senza
esse,
termine
capirebbe la vita,
queste
sono
sappia
un
:
dimenticare
posso
di
sì
non
191 1
gionare
ra-
decisione
sua
alla patria, quello del
capirebbe
si
nel
Scriverà
altro
un
come
volessimo
se
di forza.
non
ubbidiente
perfettamente
«
e
la
sembrasse
più. AncKe
di
nell'italiano
a
che
di debolezza
atto
lui,
compreso
modo
in
—
della
sua
fu l'ultimo
suo
compiuto
madre,
sua
cominciato,
aveva
pensiero.
Il Podgora
di fronte
sia morto
che
del
espressa
con
queste
E
Carso.
suo
poeta
noi
E'
dimostrarlo.
se
noi
sempre
sono
sapessimo
non
zione
realizza-
anche
atterriti dalla
resteremmo
parole, cinque
sue
ch'egli
simbolico
anni
visione
prima
di
:
In
«
i sassi
slavo
futuro,
a
al
del
le parole
morire
lì
è
e
un
i
mi
E
giorno,
fiori
mi
scaglierà
io
cadrò
ancora
diranno
addosso
giù,
sul
giovane, camminando
le
un
Carso.
cose
sasso
Non
che
nel
Carso,
quando
già dette, allora uno
forte e pieno di spigoli.
e
letto, con
lagrime e puzza
io
corroso
nel
ho
204
—
e
bisbigli e
Non
1915
cauti
passi
vita, non
della mia
nella
giù.
portavano
Voglio
stanza.
l'ultima
Sarà
che
occorreva
—
i soldati, i
linea,
la
con
era
gola squarciata
tiratagliaddosso, quasi
di spigoli,da
bastava
caduto
nel
Ma
noi
era
dovere
che
quel
loro
l'ultimo
lungo
E
strada
sua
maggior
e
anche
furono
e
c'è
più
zionante
emo-
di
atto
un
come
strada
si
iniziata
va
e
vita
trobilanciare
con-
per
crificio,
sa-
che
pio
Sci-
consolazione,
senza
ferenza.
dif-
alla loro
con
suo
gli artisti
dispersa, altri
morale
il
Ma
guerra.
si presentasse
andò
fermezza
con
già da
percorsa
dei
parte
sparare
altro che
loro
del
il
volontari
giovinezza.
e
pur
in
e
furono
austriaco,
incominciato
a
penso
com-
percorse
irredenti, i quali
italiano
soldato
sogno
aspra
di quella che
il nemico
contro
realizzare
prima
fu più lunga più
dominante
la divisa
vestirono
dalla
taper
Scipio Sla-
tempo.
questa
a
tario
volon-
guarirvi quello scetticismo
per
d'una
tratto
andato
all'avventura
come
che
vi
invece
più alta
la
alla
sbattuti d'ognintorno
aveva
Slataper
su
Tanti
vacuità
infine alcuni
li
uomo.
annoiata
punto
la
tro
die-
quell'italiano,
che
compiere
andarono
vi
che
seppe
entusiasmo
più intensa
e
a
di
e
con
Molti
davere
ca-
tenente
quel sottouna
pallottola esplosiva,
jorte e pieno
corroso,
stanza;
pochi metri di dia
dimenticare
che
cittadino
di
il
Podgora
dovere, fosse
suo
dicembre
serenamente.
poeta
un
da
croato
possiamo
non
andarono
fino
il
compiere
spalle».
a
poeta
la loro coscienza
per
compierlo
a
un
sasso
nemico
un
il 3
quali
sommità
al piccolo cimiterino
che
sapessero
alla
portato
spalle dal fortino del
a
di Scipio Slataper sino
la
morire
«Calata»
come
in
non
sognare
cea
trin-
fecero
fin
205
—
Scipio Slataper, da
Anche
aspettasse
far
garibaldine
squadre
nuove
se
non
di
sua
rabbia
la
tonare
fratelli languenti
che
bastava
non
E
al
loro
in
faccia
del
che
bisognava
tutti
suoi
si
del
del
sviluppare
del
educazione
fu
in
In
vedere
e
fredda
pire.
ca-
coetanei,
pur
stretti
guardare
non
per
la
intelligenza
sua
cola
alla fiac-
di questa
quando
impreparato
in
i triestini
pochi
l'ambiente
mesi,
la
cui
per
pochi
e
sua
mesi
più
riconoscessero
non
entrò
universalistica,anti-
Ragione
carattere.
compiuta
subito
trovò
questo
lui la tendenza
suo
perchè
bastarono
accorto
mantennero
gli occhi
tutto
vociano.
provinciale
s'era
i
sogno.
fu
non
per
liberare
e
presto
i
discernimento,
preferì la fiamma
e
mondo
a
ben
la realtà, egli sottomise
fumosa
Così
Ma
quasi
chiudendo
sogno,
alia realtà
atto
sognare,
non
momento
l'Austria
contro
catene.
l'Italia
che
buon
un
sognato
aveva
imaginato
e
scegliere
quando
però
alFetà
giunti
nel
in
giovinetto
sto
que-
triestino.
Traditore!
voler
Facile
da
capire
Voler
atteggiamento.
s'accontentarono
L'abisso
dai
suoi
dissero
che
che
Difatti
prima
una
di
fu
capire
voler
non
il
capire,
Neppure
versato
era
in
e
suo
e
approvare;
per
Scipio Slataper
aperto,
sangue
capire
era
il
derivasse
profonde
cause
concittadini.
non
re.
disapprovafu
fine. Per
espiazione
e
so
compre-
spiegare
non
pero
sep-
fu suggello.
politico di Scipio Slataper dalla
il pensiero
Lettera
sola
quali
diffìcile
dargli del traditore, ma
fu
triestina
diritta linea
del
febbraio
di sviluppo sino
1909
ha
seguito
agli articoli
inter-
206
—
pubblicati
ventisti
finì
pensiero
alla
fu
non
ultima
di
di
voi
e
sul
Resto
in
questa
partito. Questi
li
applicano
soprattutto
chiarirla
un
dominarla
e
politico
di
ebbe
La
nel
se
f^
smentirsi
vita
era
per
il lato
mente,
pensarla politicadi fede
uomo
questa
Il
di deviare.
ne
demmo,
ve-
trascurare
stesso,
conseguenza
chiarendosi
:
che
non
pensiero
suo
rafforzandosi, aumentando
la realtà politica.
sé e per
se
Seguiamolo. Parte da Trieste, anzi da Trieste considerata
politico andò
in
sua
bisogno di
che
restare
poteva
verità.
realtà. E
come
egli
della
conto
poteva
non
d'evento
siccome
ma
si rende
,così
della
storico
e
non
e
che
uomo
nella
d'inconseguenza,
taccerete
artista;
gli
de-
un'idea
a
un
Slataper
stregua
quell'idea oscillerà, si muterà
ogni mutar
sarà poco
chiara. Scipio Slataper invece
fu,
centralmente
il
e
giungere
seppe
giudicato alla
va
giustamente
Carlino;
politica.Lo
attività
ne
del
stesso.
se
è
di partito
uomo
pratica;
o
e
politico non
uomini
se
nell'azione
conseguenza
Pensiero
1915
nel
—
in
di
tentato
che
di
E
se.
s'incammina
il
sgombrarsi
misera
terreno
prima
senza
non
nebbie
dalle
da
città
tutti coloro
aver
lanti,
ostaco-
veli pietosi accumulati
i molti
erano
questa
e
sul
che
po
cor-
vano
anda-
ne
parlando.
Bisogna
sottintesi,
senza
anche,
paura
serio
ed
tre
città
sia
si
se
il
pensa
—
vuol
utile sul destino
Lettere
irredenta
la realtà
Con
triestine
senza
un
chiaro, senza
giovane Slataper
cominciare
certo
un
di Trieste.
egli analizza
alcun
Ed
ordine, dopo
e
e
—
si
aver
e
senza
ragionamento
ecco
nelle prime
le condizioni
riguardo ad
lui la intende
come
illusioni
vederci
di
cercar
altro
sforza
della
che
di
non
derla.
inten-
considerato
i
207
—
precedenti
in
della
storici
mezzi
i
rassegna
Risultato
è
profonde
nessuna,
di
vita
sua
coltura, egli
le
istituzioni
di
povertà
e
quadro
un
—
esistenti.
spirituale;tradizioni
inadatti
mezzi
colturali
passa
prive di
istituzioni
e
solidità.
I triestini
sbarbatello
gridarono
senno
in
ammettere
diverse.
Lo
che
ragione
la
chiesa
in
loro
per
Poteva
il
vedere
male
dicare
giu-
a
di
va
bisogna-
sporchi
vano
si la-
vociano
dove
dov'era
altre
in
bastato
troppo
mettersi
raggiunta.
Invece
sulla
i
in
peccare
politica.
avrebbe
linea
qualche
Ma
di
visto
lui sui
con
tracciata.
triestini
di bene,
mancanza
condizioni
base
d'esperienza,
ancora
soltanto
per
questa
un
lari,
particodel
far ciò
da
ragionamento
proprio
stino,
trie-
base
suo
era
lui
non
negavano.
Oggi, rileggendo
triestine, non
tacere
vano
pretende-
invece
la
discutere
facilmente
necessario
non
mutare
a
facesse
nell'analisi il giovane
errare
convincerlo
e
c'era
più
poteva
non
lasciavano
e
»
due
di
ormai
sentimentale
d'intelligenza ma
sarebbe
per
capivano
Parlar
barba,
vero,
questione
Slataper
la verità
sopra
il peggio
e
Era
credo
«
benissimo
ricco
quadro
di
I panni
logica. I triestini nazionali
la ragione
oene;
l'abisso.
s'apriva
educazioni
un
ciolarne
snoc-
casa.
Qui
e
di
Mettersi
anche
d'italianità.
amor
per
si permetteva
tanto
con
stato
uno
impudica.^!
e
mangiato?!
Fosse
mai
le pecche,
tutte
Caio
e
Come
paterna
casa
empia
aveva
di perrucca?!
tacerne
e
vi
Tizio
patroni
e
casa;
che
pane
i
piazza
descrizione
una
del
in
scandalo.
dalla
uscito
appena
di raccontarne
male
allo
troviamo
dopo
il
undici
quadro
anni
le prime
esagerato;
certe
Lettere
pen-
208
—
le faremmo
nellate anzi
invece
è
più cariche. Ciò che
lo sfondo
come
sottinteso sul
risaltare la miseria
dovuto
non
spiritualed'Italia,
vita
—
triestina
fosse
be
quale avreb-
e
che
nulla
per
mo
osservia-
la
era
in
realtà
sbiadito del quadro. C'era un
di
errore
ben visto
avendo
ancora
prospettiva; lo Slataper non
condioltre il mondo
le zioni
spiritualevociano, misurava
misero
meno
della
e
città alla stregua
sua
che allo
l'Italia;
non
modo
di questo,
do
dimentican-
giudicare di tutta
era
quindi un torto storico particolaredi
Trieste di trovarsi su per giù nelle condizioni spirituali
di
stesso
si poteva
le altre città italiane.
tutte
lui stesso, dopo, quando nella quarta
in un
inciso :
francamente
triestina confessò
Ciò riconobbe
Lettera
«
Certo
la nostra
che
da
quella del regno più da vicino,
mi
pare troppo disprezzabile:quasi per lo
inveisco tanto
da
la poliziaaustriaca
contro
quando
[coltura]non
conosco
che non
quando seppi la italiana».
motivo
stesso
Ma
la realtà resta quella
vogliariferirla,
E fu giustissimo che lo Slataper ne
tirasse le
si
comunque
che è.
come
conseguenze,
fece in
quellaquarta
la più importante di tutte.
Trieste
dice lo Slataper
—
—
salde tradizioni di coltura,ha però
non
,a
questa
dei
vecchi.
a
d'altro
Domenico
una
abbia
non
tradizione
merciale
com-
Rossetti,ci hanno
additato
che i giovani sono
c'è da sperare,
migliori
mettersi
Ma
bisogna vincere certi pregiudizi,
più vivo
contatto
canto
sebbene
è
stini
disprezzabile.Attacchiamoci, noi trieintegriamola;in fondo i nostri migliori
e
antenati, come
la strada. E
Lettera che
non
accettarla
(!)con
a
la coltura
occhi chiusi
come
italiana,
si
va
210
—
della
grave,
In
posto
nessun
vita
limpida
Questo
pensiero
La
che
cosa
il
dal
germe
è
dell'opinione pubblica
le Lettere
e
di svolgere il
tenendosi
era
da
uomo
a
composta
di
si
».
svilupperà
il
tutto
degli organi
più che
e
parlare di Trieste
pensiero. Avrebbe
altro
che
egli
ma
non
parsi
svilup-
per
cozzando
di farsi valere
bisogno
Voce
svolgerlo
potuto
il pensiero,
assunto
La
su
dall'urto delle opinioni,
cendo
vin-
e
dentro
la
delle qualità essenziali
del
opposizioni. Si mise
le
a
dominante.
farlo; capiva
solido, ha
lotte
triestine Scipio Slataper s'era
suo
lontano
crudeli
Piccolo, quotidiano del partito
di continuare
l'impegno
e
sacrificio della
d'allora
triestina
liberale nazionale, allora
Con
bile
terri-
caratteristica
una
del
la critica
e
è
col
ottiene
quale
politico dello Slataper.
è
quinta Lettera
la storia
Essa
liana.
l'ita-
e
così
strazio
uno
originalità d'affanno
sua
una
Trieste.
a
tragedia. Qualche
è
aneliti fiaccantisi
e
come
»
la commerciale
la vita
«
opposte
abbandoni
e
doppia anima,
sua
di forze
—
fierezza
con
polemica.
Egli
polemista. Per
la
lotta
grande
degnamente,
subdola
quanto
di
come
senso
ma
astuta
e
nessuna
aveva
non
pesce
aperta
non
e
umano;
d'individuale
in
mare
che
»,
offre
impetuoso,
dimenticava
egli
la vita
Egli
ne
un
combatterla
e
era
non
maligno.
e
parola
la
con
l'individuo
«
accettare
sapeva
duellare
sapeva
dell'avversario.
riscaldabile,ne
lotta gli desse
sentirsi nella
ciò
nelle parole dell'avversario, per
ne
mente
facil-
Era
che
accettare
neroso
geera
211
—
le
soltanto
ragioni
sue
E
proprie.
le ragioni
delie
in
sue
che
arte
e
che
e
giabili,in modo
la
perchè
giuoco,
ma
Non
la
di poter
quella
non
della
che
di dubbi,
e
in
avversari
:
«
Volta
d'una
che
più
si ottiene
volta
per
può
e
dovuto
pre-
sembrar
constatare
invece
con
posizione
a
e
dell'ambizione
dommatica,
E
di coscienza.
in faccia
di
vincere
con-
Codesta
».
debolezza,
stessi
di
cercar
teriore
in-
però
ai suoi
stesso
me
di
ma
di fatica
prezzo
prima
convincere
egli
cui
con
della
non
verità
di vigilanza
gli altri devo
confessione
un
fatto.
verità
riguardo di confessare
aveva
avrebbe
l'avversario,e
lo ripagasse
questo
non
verità
vera
riorità;
d'infe-
la considerava
non
di lui gli aveva
Scipio Slataper. E
satireg-
e
condizione
l'ingenuità
ammirare
cavaliere
un
prire
sco-
per
più forte.
come
la generosità
Caratteri,
nei
deboli
in
cui
contraria, valendosi
moneta
Fu
in
agone
convincere
meraviglia
che
egli
degne
nia,
dell'iro-
giovava
possedere
subito
polemica
che
si può
credeva
senza
ridurlo
il ragionamento
^'alere
si
lati dell'avversario
serio
un
di
aver
il metodo
di solito al polemista
serve
da
dopo
dunque
brillante. Né
sero
fos-
come
renderle
per
Usava
dimostrò
pur
quella che
cogliere i
è
dell'avversario
polemista
dentro
oggettivamente,
contraddittorio.
del
inverso
dibattersele
e
rispondeva
rafforzato
—
di
indice
è
forza.
Ma
se
forte, non
era
spalle larghe,
di
{(
della
nemico
profondamente
dai
suoi
Questi
dai
ma,
insensibile.
era
dai
e
patria
addolorato
»
e
«
Si può
dai, la continua
finisce per
seccare
d'esser
mal
così
avere
accusa
».
Ed
compreso
concittadini.
ormai
non
riuscirono
più
a
capire
neppure
era
212
—
l'importanza esteriore che
per
la
interesse
dell'entità
del
volume
un
dedicò
di
più
silenzio;
due
di
200
Austria
Oltre
in
pagine)
fu
seguito
allo Slataper
altri triestini
a
alla
diffusa
quei
una
mascherata,
ché
allor-
La
de
Voce^
sull'irredentismo.
numeri
collaborato
avevano
carlo
soffo-
nascondere
potuta
ad
taper
lo Sla-
bisognava
proibì la diffusione
a
questi
meri
nu-
Timeus,
Vivante, Ruggero
Angelo
:
s'era
armi,
benché
del
(l'ampiezza
leggerli;visto che
le
non
e
dicembre
interamente
Trieste
a
per
la polizia austriaca
in
spirituale
doppi
numeri
maligna
compiacenza
certa
movimento
un
dello Slataper, nel
merito
s'arrendeva
nel
il
vociano.
questione dell '/rreJenfìsmo,
di non
la parola d'ordine
arte
non
dentismo,
l'irre-
battuto
di*60, venisse
di tale
quale problema
capi-
l'Italia in
per
Quando
per
Voce
1911, La
di
dopo
incluso
e
il fatto che
assumeva
volta
prima
seriamente
—
Ferruccio
Alberto
ni;
SpaiSuppan, Giuseppe Vidossich
e
e
poi Salvemini, Mussolini, Prezzolini e Borgese.
Ma
la parte
formata
articoli dt
dai due
principale era
fondo
dello Slataper.
Da
più di quarant'anni, cioè dopo le pubblicazioni
Sigismondo Bonfiglio e del
degli istriani Carlo Combi
e
Pacifico
stata
Valussi, dal 60 al 70, niente era
pubblicato sulla questione dell'irredentismo giuliano che
si potesse
questi scritti dello Slataper.
con
paragonare
Egli difatti si riallaccia direttamente
a
questi padri seri
friulano
e
studiosi
Anch'
dell'irredentismo
egli studia;
facile sentimento
faceva
allora
irredentistiche.
a
la
non
giuliano.
si lascia
condurre
scrivere frasi campate
maggior
Durante
parte
le
vacanze
degli
la
dal
mano
in aria,
scrittori
di
universitarie
come
cose
che
213
-
passa
Trieste, egli
a
Sezione
della
—
molti
consulta
patria della biblioteca
opuscoli
civica;
giornali
e
quello che
e
Firenze
blioteca
dalla BiTrieste, si fa mandare
a
dei Deputati di Roma,
della Camera
che è ricca
adriatico.
di pubblicazioni sul problema
sull 7rredenf/smo, prima
numeri
nei
Così
di venire
alla critica del presente
,egli può fare, come
dice, un
smo
po' di storia ». È principalmente storia dell'irredentitrova
non
a
a
triestino,
tredici
colonne
svolgimento
Chi
linee
trascurare
da
qua
ulteriori
politicadi Trieste
guerra
del
è
questa
e* è
per
anche
sul
della
storia
vuoto;
ci fosse
viva
del
l'anatomia
Trieste,dice
Testo
il Trentino
Risorgimento
cosa
non
meno
data,
come
il Friuli
si
glia
so-
è
il modo
Storia
volta
sua
a
dagli
è
uomini.
ta
alla Lot-
si ritorna
stile di codesti
rici
sto-
di logicamente
mato;
sfor-
dei
ponti
buttano
che
da
al
se
molti
posto
storici,
pseudo-
cadavere.
lo Slataper in questo
e
creato
essi
importa
rivela
passato,
Nello
qualche
ma
si
vociana;
di costruzione
amore
storia
alla
sino
la storia.
è stato
Oriani.
dubbio
senza
senteranno
rappre-
logica della
pensare
educazione
politica di Alfredo
ritoccate,
esser
complesso
storico
che
di ciò
le
tracciate
1914.
articolo
Slataper di
umana
seriamente,
il Risorgimento,
logico-intuitiva del
vivificazione
Anche
nel
ma
scheletratura
europea
dello
":reazione
volume.
sono
là potranno
e
durante
primo
questo
sintetico
lo
studio. Vi
studi,
la
sempre
In
l'essenziale,c*è
intero
un
per
questo
fondamentali;
della
In
ne
tutto
gli spunti
fantasia.
cronaca
fare la storia dell'irredentismo
vorrà
spostate
non
condensato
è
con
potrà
non
storia,
ma
muove
e
articolo,come
nei primi tempi
l'Istria,
:
sono
province
a
cui
del
del
nes-
214
—
suno
Anche
pensa.
—
nel 48 Trieste si comporta
frigidamente; Venezia
invece, a
piuttosta
distanza,nelle
poca
condizioni fa scoppiare la rivoluzione.
stesse
passare
la seconda
tentativi pure
senza
E
lascia
occasione, il 59.
Ma
ne
dopo il 61 il fatto che l'Italiasi affermava nazioche le province irredente vi contribuissero,
senza
le obbliga per la prima volta a considerare la convenienza
di occuparsi del
legata a Venezia
anche
futuro. L'Istria specialmente,
nuovo
oltre che
da
vincoli spirituali
da interessi commerciali,comincia
all'eventualità di rimanervi
si preoccupa
a
pensare
riamente
se-
Trieste
staccata.
d'esser tagliatafuori dalla coltura
soprattutto
nazionale; rivale di Venezia, sa che i suoi interessi
commerciali
anche
sono
opposti a quelli di lei;ma
l'Austria allora dava
poco
nel passato.
i primi
Sorgono
affidamento
di curarli come
seri,conseguenti;
agitatori,
attingono dalla storia e dai fatti la loro convinzione
e
la appoggiano con
solide argomentazioni rivolte all'avvenire;
rinunciano
slava
alla Dalmazia
d'interessi anche
simpatia per
nelle province da
se
considerandola
italiana di coltura; e
glislavi la
rivendicare
cui esistenza
loro
non
strano
dimonegano
all'Italia.
monarchici.
Questi primi agitatori irredentisti sono
A
terra
gli irredentisti repubblicani, ispiratisi
seguono
all'azione di Garibaldi
e
alle idee
di Mazzini.
L'opera
di questi agitatorifa sì che la guerra
del 66 non
trova
parato
questa volta impreparate le province irredente;più preil Trentino
Ma
Trieste
il 66
segna
mette
cresce.
che
una
Trieste.
sconfitta,è
il lutto questa
volta
L'Italia però pensa
e
Anche
arresto.
un
il
a
suo
Roma
moto
e
dentistic
irre-
lascia
215
—
sconfìggere
sconfìtta
Francia.
la
intanto
della
che
via
disfatta
alleanza
nuova
Bosnia
risolleva
vera
epoca
dell'affermazione
triestini che
Tutta
di
del
c'è
prudenza,
il dò
la sveglia
ci
la patria
per
egli
voglia
di venir
il mio
Oberdank
si fa
Ma
martire
Disse
anno
perchè
mi
tu
di
Trieste
realtà
in
mosse
della
storica
voleva
italiana,
s'incarna
il rimorso
:
uno
Non
«
la Pro
e
e
come
che
ha
fosse
altro
l'Italia s'era
di
deciso
getterò
ricata
già inca-
al sacrifìcio
Trieste
di Lui
1882).
Triplice (20 maggio
così.
uno
Vltalia,e la gioventù
patria, la prima
dimostrava
non
».
precedenza
il trattato
dopo
E
esempio
un
si
non
ste
Trie-
scosso
lia]
d'Ita[l'unificazione
come
fra Vimperatore
almeno
avrà
firmare
La
triestino.
Trieste. L'equilibrio,
vuole
agisce difatti
e
ma
ammazzato.
di rispondere
col
stina
trie-
»,
ammazzare,
cadavere
italiana
Egli
causa
martire
hanno
non
la rimorde.
quasi
e
Guglielmo
che
Oberdank.
su
pesa
antiutopica. L'utopia realizzata
Ed
baldi
Gari-
voglio è lo spirito triestino. Cinquant'anni
quanto
sacrifìci individuali
in
l'Austria
dal-
seguito.
dei più la
quanto
Trieste;
di
l'invito di
d'un
sangue
la
è
giornale Vinài'
il
Guglielmo
sangue
senza
Il 78
fatti militari
venga
alla fiacchezza
contro
storia
una
la
dia
non
profughi del 78
ha, bisogno
«
monti
pacitarsi
ca-
L'occupazione
irredentistica
parla di rivolta, benché
si
che
sente
è
segue
e
l'irredentismo.
vogliono esser
Regno; nasce
nel
di ritirarsi sui
i
dì colpo
non
fuggono
Fra
71
a
la Germania
con
le addita, l'Oriente.
questa
pendente;
del
rimettendosi, incomincia
va
della
molti
francese
deirirredentismo.
pure
L'Austria
la
La
—
che
qual-
fondando
di
società
sottomettersi
a
stenza
resi-
quella
216
—
realtà. E
pericolo
nuovo
L'Austria
difatti
preso
questi
l'Italia era
nel
a
la
per
comincia
Bosnia,
la
l'alleato
soffocante.
se
Il problema
anzi
mai,
dell'irredentismo
ad
la storia, sino
lo Slataper s'accingeva
articolo
:
Ma
buttarsi dalla
ma
si for-
in cui
tempo
portante
più im-
momento
suo
della
premesse
esaminare
nel
che
attuale
situazione
suo
secondo
Oggi.
lo Slataper
dentismo
da
che. già col
rilevare
importa
sollevato
aveva
marginale
ponderabile
era,
vista
in
primo
articolo
la questione
rico
sto-
delFirre-
superfìcializzatopretesto
problema centrico
a
e
e
politiche quale
mosse
a
il dilemma
davanti
o
troppo
francofìla,imperialista.
nel
alle
cialment
Spedella
vicino
un
risorge più
essere
l'Austria
del-
annessione
Germania
nazionalista,
si trova
Questa
che
di diventar
Inghilterra.E' il
corrente
una
possibilità
preoccupazioni.
definitiva
e
di
curarsi,
non
a
il contegno
ventesimo
l'Italia si ritrova
e
nare
argi-
all'Adriatico.
delle
Austria
di Francia
parte
secolo
minaccia
con
ad
gli italiani. E
le apriva
rinunciato
seconda
Allora
continuare
che
mettere
a
contro
politicamente
aveva
sull'inizio del
con
gli slavi
alleanza
nuova
altro intento
librato
equi-
politica d* inorìentamento
sua
costretta
Mediterraneo,
Ma
la
per
nazionale
la slavizzazione.
:
favorire
aveva
perchè
più che
temporeggiatore;
e
il
il partito liberale
quindi
sorse
—
di
riamente
se-
dell'intera
dell'avvenire
nazione.
La
da
base
a
a
E
chi
cui
parte
lui contemporanee
ragionamento
non
seppe
:
porsi
non
su
forme
criticare le varie
a
è
dunque
più irrazionale
base, ma
questa
redentism
d'ir-
vata
storica, elene
utilitaria.
continuò
a
218
—
prire le
mene
giovane,
è nient* altro che
C*è
è
vuole
indubbiamente
fare
necessario
Come
più
suo
difetto è quello di mantenersi
teoria,
realtà
da
derivata
non
già nella forma
chiama
V irredentismo
Non
è
riuscito
di
pensava
abbattuti.
colturale
forse
Il
sia
così,
della
conoscenza
di
conseguenze.
la patria
contengono
coltura
articolo
suo
e
lo
degli irredentismi
stesso
in ogni
colturale
«
Noi
non
colturale
spiegabile
è
di coltura
concetto
così
caso
neghiamo
fermamente
da
vasto
due
tuttavia
sono
sentiamo
ch*€gli
ciò
punti
chiari
e
za
l'importanche
non
».
di
irredentismo
particolare cotesto
di educare
che tenta
crificio,
gl'italianial piccolo satano
è la più efficace preparazione
qualunque lona
((
Nel
evento
è
caso
».
Idealismo
nazione
chiarire completamente
a
parecchi ordini di possibilità.Ma
dei confini politici;ma
:
Voce.
rigoroso. Ed
che
incerto
è
Slataper è
ch'egli
sua,
irredentismo
suo
concetto
irredentismo
questo
ricchi
era
del
lo
che
La
de
Slataper
del
si pensa
se
dei vociani
valore
nella
assorto
morale
sostituzione
in
contenuto
i limiti d'un
abbracciare
lo
parte
proporre
ha
E
II
territoriale.
troppo
d*irredentismo
nella seconda
di
si preoccupa
esso
conquista
la critica deìV irredentismo
entrato
che
di
completa
una
sto
que-
pratica.
Con
non
della
con
quello imperialista»
differenza
la guerra,
ma
del fatto etico
che
Virreden-
pure,
il più serio, e
i conti.
a
imperialista^
letteratura.
irredentismo, giovane
E*
morale.
tismo
U irredentismo
interessate.
quarto
un
—
un
nazionale
e
politico, dunque.
realismo
valore superiore
a
dei confini politici.Nessun
cui
può
sottomettersi
La
il
sacrificio ideale, anzi
219
—
ad
più intesi
sempre
disposti
rinuncia,
alla
il proprio
educazione
diventa
ma
chiaroveggenza
Quest'è
alla
e
fondo
in
è
non
diceva
modo,
forza.
l'atteggiamento che
indebolire
di
di
la forza
avesse
Inr altre
dell'Austria
nazione
una
spingendoli
di
dover
in
fossero
la politica che
su
la sincerità.
conosciamo
ma
possiamo
E
con
farla
la
i
a
parole
verso
ma
in
che
senso
nella
tici,
poli-
tensione
essere,
per
italiani.
di
cotesti
smi,
irredenti-
liberali
o
rialisti,
impe-
lo Slataper. Egli
mioralmente,
e
zione.
na-
stria
l'Au-
confini
premessa
far la
l'Austria
la
con
il
suoi
monarchici,
anche
pretendevano
scoraggiavano,
esaurirsi
a
Vogliamo
qui lo Slataper,
freddezza
dentro
si opponeva
educa
noi
non
o
guati
ade-
mezzi
guerra
loro
dar
col
antieducativa
repubblicani
tal
in
coltà
gli italiani sulle diffi-
cioè
erano,
E
politica dell'Italia
essi
raggiungere
realtà
la
realtà
tal modo
principalmente
per
della
soltanto
l'essenza
Contro
la priorità
politicamente
moralmente;
per
appena
quelli che
anche
irredenti
esiste
chi
gli
de-
la doppia
senza
scopo
illuminare
senza
gli italiani
fondo,
quella
evitavano
volevano
essi
conto
prepararveli
e
a
nazione.
nazionalmente
parole,
e
di
non
uno
a
realizzare
rendersi
senza
e
Slataper, essi
di tendere
contradizione
e
dentismo
l'irre-
metteva
opposta
l'idea
politici su
lo
ne
calma,
alla
criticati,i quali tutti sostenevano
confini
dei
ma
alla
rassegnazione
interiore
dello Slataper sulla riva
irredentismi
ideali;
di fronte
sentimento
che
politica. Sacrificio
realtà
le esigenze
aumentare
sacrificare
a
—
guerra
conosciamo
a
con
che
era
si fonda
l'Austria!
noi
stessi "
fatti?
la fine dell'articolo, esamina
oggettiva le condizioni
politiche dell'Au-
220
—
fltria
le condizioni
e
Non
del
Egli
dell'Italia
dimenticare
bisogna
1910.
viene
considerandola
d'allora
~-
cKe
oggi,
dal
ma
possibilità immediata
d'uno
approfitterebbe
annettersi
l'Austria
unico
essendo
la Germania;
con
Inghilterra Russia;
necessariamente
quindi
la
Trentino
e
Il
da
delle
e
In
zioni
aspirazioni
condi-
queste
esplicitamente lo Slataper
ragionamento
suo
l'Italia deve
logica
con
preferire di
il
sarebbe
rimanere
sulta
ri-
ma
guenza
conseancora
Triplice.
La
che
dice
il
tutto
—
nella
lo
porterebbe
guerra
all'Isonzo.
sino
Francia
alla
implicherebbe
dell'Istria
della
lia
l'Ita-
che
dunque
la
cui
blocco
un
unisse
si
compenso
il Friuli
non
—
Trieste
di
balcaniche.
formando
e
sulla
irredente,
province
che
politica questa
favorire
gli slavi e
a
rinunzia
le
Triplice
storico
dell'Austria,di
sfacelo
bisognerebbe
dalla
si staccasse
na
stra-
calcolare
può
e
st'ultima.
que-
dicembre
di vista
punto
salda
troppo
di
abbastanza
plausibilissima: l'Italia non
per
nel
siamo
conclusione
una
a
i reali interessi
e
dello
sincerità
rifuggiva da
perto
di lui che
Slataper,
furono
in
ispecie dai
tirredentista,come
ardente
Ma
se
della
l'unione
la
sua
trice, voleva
ch'egli fosse
cagione
testa
che
suoi
sua
Trieste
cioè
con
la
giuoco
antitriplicisti
a
namente,
grossola-
ritenuto
desiderasse
non
si discutesse
e
concittadini,
egli
fredda,
triplicismo a-
il doppio
fatti
degli altri irredentisti triplicisti
a
parole,
il
e
di fare
si sentiva
politico
realismo
suo
sentinnentalità
ogni
non
il
per
un
an-
cuore
con
all'Italia.
sua
ragiona-
mente
argomenti
e
che
pri-
221
—
di agire
ma
vedesse
e
chiaro,
ben
Questo
l'azione
Slataper
dallo
voluta
fosse
problema
fu
lungo
suo
ta
da-
scossa
e
della
Libreria
dalla
Angelo
studio
ponderato
Voce
tare
trat-
e
Giulia»
politico della Venezia
economico
pubblicato
il titolo
sotto
alla discussione
adriatico,contributo
teggiamen
austro-italiani. Com'è
innegabile che l'atdi Ruggero
Fauro
(Timeus) fu direttamente
rapporti
da
provocato
al
quello dello Slataper, col quale
deW Irredentismo, ma
unico
numero
seguito
in
all'estremo
s'era
questo,
a
in
ragionamento
nei
il
sto
pre-
Irredentismo
:
suo
la
di pensare
modo
vo-
ben
produssero
dell'irredentismo, incoraggiò
concludere
a
azione
sua
infatti che
al tradizionale
la questione
Vivante
la
e
dell'irredentismo
campo
frutti. E' fuori di dubbio
dei
che
risoluto
atteggiamento
nel
ciana
sui
che
di modo
altro, si
un
per
subita.
non
sul
piuttosto che
verso
un
per
—
opposizione
articoli
suWIdea
dal
quello
con
Nazionale
il
vociano
del
nel
e
le,
qua-
condurre
per
del ragionamento
contrapposto
suoi
staccato
laborato
col-
aveva
e
Vivante;
libro
suo
Trieste,
Lo
Slataper
di
d'animo
il calcolo,
e
appoggiata
L'irredentismo
contradizioni,
era
da
argomenti
giuliano da
oscillante
diventato
derava
desi-
tra
finalmente
e
stato
il fatalismo
coscienza
dibattuta.
Angelo
Vivante
quello che
della
di
quello che
ottenuto
aveva
aperta
chiarezza.
pieno
e
ricca
fondo
discussione
:
sforzo
in
storica
era
e
studio
suo
il lato
attuale
socialista marxista,
analizzato
col
aveva
positivo, sociale
realtà
aveva
deterministicamente
della
rilevato
ro
in chia-
messo
Venezia
il fattore
e
economico
Giulia.
Da
economico,
il conflitto delle
due
raz-
222
—
r italiana
ze,
la slava;
e
l'importanza della
nazionalità
necessità
di
e
invece
li subisce.
Così
uni
dal
della
senza
al
opposte.
Il primo
Venezia
Giulia
la
quale
che
questo
Giulia
Venezia
all'epoca
sino
alla confederazione
uniti
anche
due
che
e
se
col
non
cadute
europea
praticamente,
furono
convinzioni
ad
statale
tiche
pra-
affermarsi
danubiano
sradicabili
non
sempre
ressi;
inte-
più
verso
popoli, gli italiani
consolidato
anzi
di progresso
funzione
portati
l'italianità parziale
dei
unione
avrebbero
in cui
a
evolvendosi
un'alta
compiuto
il Fauro
continuato
profondi
la libera
della
slavi nella
e
cessato
mostrar
di-
di
cercato
nell'assetto
assetto
e
e
avrebbe
legavano
la democrazia
posto
e
credeva
rimanendo
guerre,
ressi
inte-
degli altri.
o
loro ragionamenti
dei
corso
nella
i propri
aveva
ritta
di-
giustamente
volontaristico
sarebbe
non
ideale
forza
determina
pure
il Vivante
Naturalmente
chiarire l'altro
conflitto fra italiani
Giulia, il quale
prevalere degli
a
come
fattore
quale
la fatalità del
Venezia
preso
inteso
del
la
nazione,
non
e
dava
an-
essenziali,
motivi
nazionalista,aveva
sull'importanza
d'una
vita
Da
conseguente.
calcato
di vista
punto
suo
due
per
aveva
lato, quello del sentimento
e
il
reale
umanità.
Fauro
Ruggero
l'esistenza
quindi
e
bilateralmente,
risolto
s'era lasciato sfuggire
non
conflitto,che secondo
di questo
di
ma
—
il loro
civile;
politichee giunti
le barriere
essi si sarebbero
socialista,
com'erano
idealmente, coi
fratelli al di là del Judrio.
Il secondo
sotto
dalla
che
invece
l'Austria
marea
era
erano
destinati
slava; ch'era
l'Italia provocasse
che
convinto
la guerra
quindi
per
a
gli italiani
scomparire
necessità
intervenirvi
stando
re-
volti
tra-
assoluta
e
an-
223
—
la Venezia
Giulia;
—
più che
lo
italiano,
bisogno d'espandersi, d'impadronirsi
giovane, aveva
dell'Adriatico
di penetrasvolgere la sua
per
zione
opera
dai suoi destini
nell'Oriente, che gli era assegnato
nettersi
stato
tanto
stato
politici.
Lo
Slataper
si trovò
Egli dibattè
Non
altrettanto
Fauro.
nel
denze.
ten-
l'altra profondamente
spirito.
suo
com'era
sone
per-
il Vivante
fra
gli esponenti,
fra
riuscito
equilibrarsifra le due
egli potè
erano
ne
due
queste
che
oggettivamente
concezioni,
che
di
mezzo
l'una
tanto
angosciosamente
e
le due
nel
il
e
Temperamento
quello, calmo posato, di studioso
di logico, uomo
Era nad'esperienza e di maturità.
turale
e
che lo Slataper sentisse maggiore
simpatia e più
lui che
giustificato rispetto per
il Fauro, giovane
non
per
alle volte
logica. Non
il Fauro
dimenticato
va
documentato
che
aveva
Non
del
stesso
un
nazionale
velo
Fauro,
tempo
drammatico
niente
di più
che
Slataper che
tutta
aveva
e
del
davanti
e
ste,
Trierante
intolle-
suWIdea
due
suoi
zionale,
Na-
articoli
politico di Trieste.
giustificabileche
turbamento
al valore
vibrante
dello
intrinseco
di più oggettivo
in
allora
Trieste
dello
la situazione
già chiarito le
al
relazione
articoli vociani
interiore
i
alla
su
volte
idee
sue
mentre
né
libro
suo
spesse
le
fu scritto
attraversava
1912),di questi due
Rimane
affrettata
abbozzato
conto
chiarezza
più tardi col
lo Slataper scrisse
tenendo
gli mise
già uscito,
alla
di
lo studio, chiaro
che
era
giunto
polemica
appena
L' avvenire
Vivante
raggiunse
quando
su
inoltre
ancora
era
in
ma
del
serio
non
profondità
che
irruento, fatto più di sensibilità
sue
e
rito
spinello
momento
(siamo
nel
Slataper.
drammatica.
idee, dimostra
Lo
co-
224
—
me
basti
non
convinzione
una
di fronte
il grande
ch'esso
pare
del
addotte
Ma
la lotta nazionale
di
in
«
due
i
a
perchè
che
lotta di
è
La
lo Slataper nel
dire
nazione
riesce
non
dice
—
lo Slataper.
il difetto del
e
nel
appunto
scurarla
tra-
tro
D'al-
semplice problema
un
vedere
di Trieste,
di vista
punti
fu chiamata
l'ansia di chi vuol
tutta
alla situazione
fondo
Tutti
fanno
gioni
ra-
economiche
intellettualisticamente.
ne
sta
le
più gravi di quella
socialisti sta
troppo
è. Qui
non
confutate
importantissima
puri
risolverla
forza, e
sino
è
i nazionalisti
canto
di
dei
vista
o
nazionalisti
giovani
i
gli
ma
quella che
molto
sono
nosce
Rico-
Vivante,
ragioni
avvalorare
separatista,
credono
del
Le
plicistico
sem-
complessa.
sufficentemente
per
che
punto
libro
irredentismo.
Vivante
atteggiamento
un
situazione
del
abbia
nuovo
la tesi
ne
questa
a
valore
non
dal
—
sono
falsi
me
per
secondo
articolo.
»
Il
comincia
incialista
so-
spiegarsi la lotta nazionale
a
civiltà.
è
di
integra tradizione
civiltà
cioè non
di bisogni, istinti, ecc.,
solo di letteratura, ma
è impossiforma
dello
di vita che
una
non
spirito in astratto, ma
bile
Non
che il fenomeno
è vero
patria
discioglierienei suoi elementi.
della
dimostrare
caducità
la
sia effimero, e se ne
con
l'esempio
possa
forme
cioè il moto
d'allargamento delle
famiglia, il clan, il comune,
politiche: perchè la realtà patria è già nella famiglia, nel clan, nel
nell'umanità...
La
domani,
e
patria è spirito
comune,
puta
caso,
la
secondo
in
si trasforma,
che
modifica,
ma
s 'accresce, si
atto,
del
suo
legge
passato ».
«
una
complessa,
compatta,
—
«
civiltà
—
Stando
così
si combattano
con
fondamento
tutti
ci
sia
una
cose,
con
i
civile. E
Il conflitto
che
le
mezzi
sia
è
naturale,
tutti
i mezzi
ch'esse
pure
fra nazioni
la
che
forme
queste
le possono
necessari
veramente
riconoscono
guerra
è
che
buono,
di
crescere,
ac-
per
il loro
È
giusto
».
naturale
e
gerarchia fra civiltà. Non
buono.
tutte
hanno
gli
226
—
lo stesso
tempo
arricchirsi
Noi
la base
negare
Titalianità
difendere
delle
nostre
terre,
dobbiamo
forti
dà
ci
E
aver
come
modo
si deve
difende
nel
male.
migliore coltura
bene
che
concetto
la
di difesa
è
di
a
(i) Già
suoi
amici
un
invece
anno
tradivano
i
è
di
d'una
:
sei
di
intelligentedifesa
prima
accolto
capì
che
voglia
causa
lo
e
bero
avrebquesto
:
sare
pas-
a
mantenere
più esplicitie
termini
la necessità
ticamente
pra-
la separazione?
per
o
».
troppo
tenda
che
il pensiero
seguito intimamente
avesse
la
coltura, nella
decisiva
l'annessione
per
dersi
difen-
i nazionalisti
difesa
difesa
una
occuparci
pre-
la migliore difesa
di
una
capziosa
risposta
che
carattere
da
solvente
ri-
la-
ch'egli e i
Slataper, all'obbiezione
nità
dell'italiaitaliana
la difesa
negando
mai
abbiamo
non
risposto : « Noi
gli slavi, aveva
più legittimi atteggiamenti di
abbiamo
stessa
essa
fa che
non
questione, più grossolana e
Ma
Scipio Slataper non
era
contro
combattuto
Chi
questione
Scipio Slataper, sentiva
codesta
«
lo Slataper
posizione? In
che
fetti,
di-
cui
dobbiamo
volontà
punto,
una
chiari
Nessuno
(1) « Noi
»,
virtù,
non
anche
compresa
imporgli
sua
intolleranti.
civiltà,i
nostra
i socialisti quanto
all'offesa,
o
soltanto
—
paurosi
difenderci
Nella
questo
tanto
potuto
tuo
è
a
poli.
po-
correggerli ».
soltanto della difesa,
Arrivato
di
Slataper
criterio. « Bisogna
forti le nostre
poi soprattutto
si
degli altri
essere
dei
e
italiana
lo
con
della
paura
sono
di
colture
ma
non
intransigenti,ma
L'intolleranza
è degli incerti
coltura
prosegue
—
essere
non
della
delle
autonomamente
dobbiamo
—
scritto
dell'italianità».
articoli
nazionale
lotta
contro
la
poca
;
o
noi
poco
227
—
dubitare
sciar
della
chiarezza
—
risponde
e
Noi
Trieste
italiani di
triestini,dobbiamo
pronti,
L'Italia
interesse.
tutti i modi
in
possibile annetterci,
vede
non
in
ogni
a
il
per
le sia utile
che
coscienza
e
si
non
mio
domanda
che
neanche
a
falso
(c
devo
due
fra
Io
non
irredentisti
e
—
mi
fare
come
vita
:
superiori
non
;
volere
gente
che
nosco
rico-
«
dannoso
parli
non
loro
idee
per
al mio
noi,
volere
per
trovare
siete
voi
vita
una
con
aziende
egoismo,
tedesco
se
me
dello
farsi
un
gno
so-
nuova
Stato,
stimare
buon
».
serio
sul
lecchino
non
ma
bel
più dura,
una
;
posto.
a
e
lavorare
a
Ma
tutti,
a
io
nuo
conti-
mi
non
rinunzio
nelle
per
martire,
come
Regno
nel
dovete
si entrino
e
alle
me,
Voi
riamente,
necessa-
successo,
più aspramente
con
che
comodo
rinunzino
se
—
più di noi,
irredentista.
dunque
impiegati
è
i
fidati,ma
continuo
eroica, più disinteressata.
il oenobismo
triestini
sacrificassi
irredentista
amici
so«o
dovete
l'esistenza.
ginata
lo Slataper all'imma-
nessun
aver
se
confessare
Trieste
amata
agire da irredentista,perchè la mia
potrebbe
non
parola,
patria
costarle
potrebbe
nazionalisti
posso
non
la loro
risponde
—
dei
non
pratico della
senso
condurre
che
sono
pos-
non
?
conto
per
che
italiani oggi i triestini
di voler
triestini
nazione
da
:
baratro
un
a
come
Io
che
zione
na-
aiutarci
possibili.Ma
nel
irredentisti,
rischio
a
davanti
so
rinunziare
deve
oggi
nostra
interesse, noi
suo
a
e
essere
)).
essére
E
può
questo
È chiaro dunque
se
occorra,
se
di
la
per
il
per
viene
pre-
domanda
prima
e
u
egli
però
propria.
era
—
italiani
politicamente,
essere
bene
suo
gli
sulla
grosse
simile
una
—
dice
—
essere
costituita
nostro
articolo
suo
più
pratica. E
la dirittura che
con
dobbiamo
mentalità
posizione
sua
fine del
in
le
neppure
—
più
stra
no-
perchè
i loro
giovani
Meno
228
—
servilità,
a
sincerità.
Non
la
Che
la
nostra
autonoma
sacrificio, e
Se
questo
so
siete
voi
l'unico
è
sarà
cosa
vita
la
sia
legge. E
irredentisti
danno, più onestà
e
più
politica,né il galateo dal
autonoma
nobiltà
per
chè
pereducati
sieno
figlioli
i nostri
devo
Io
dovete
anche
possibile
modo
domani.
né
tornaconto.
serio
sul
morale,
per
al
non
qualche
con
né
essere
possa
pagarla
imparare
austriaco.
governo
al
di
costo
—
per
che
ammettere
certi
esser
la
vostra
con
Io
opera.
le mie
tutte
non
previsioni
giorno ci
l'Italia un
essere
giudizi possano
sbagliati. Che
Ma
liberi. Che
certamente
gli slavi un
giorno ci annientino.
so,
so,
sia il nostro
così ci saremo
avvenire
solo se
che qualunque
preparati
potrà essere
esso
migliore ».
e
i miei
che
me
Non
si
morale
grandeza
che
Allora,
Ma
se
errate,
fra
da
invece
parte
questo
suo
di pochi
un
tal
ci.
amiseme
Slataper fossero
all'ultimo
discorso
dell'Italia non
realtà
nella
avvenne
come
e
nel
soltanto
momento
facendosi
quelle parole
ficato.
non
suo
e
e
avesse
sacrificando
perderebbero
ste
rima-
la liberazione
quello
avvenuto
credono
erroneamente
soldato
e
fosse
dell'anteguerra, lo Slataper
signi
role
pa-
di queste.
nell'anima
le previsioni dello
se
di Trieste
realtà
detto
invano.
Anche
se
seo
il Tomma-
aveva
frutto,perchè
dar
ancora
ricco
nuovo
un
stesso,
tempo
soltanto
risonarono
devono
cade
che
spiritualinel
e
Tutto
italiano irredento
nessun
di questo
nuooe
triestina. Dopo
alla vita
aprivano
il Valussi
le parole
raccolte.
fossero
più reali
non
questo
non
contenuto
e
logica,riunite nell'animo
brante.
discorso, caldo
tranquillo vi-
sola meraviglia. Che
triestino
la
racume,
o
la sicurezza
e
esprimeva
Una
di più l'onestà
ammirare
se
sa
pensiero,
quasi
per
molti
suoi
compreso
la vita
niente
per
del
che
an-
versione
conversari
av-
la
ste;
Trieloro
229
—
E
non
fine
la
briciolo
un
di
maestosa
È
meraviglioso e
piccolo angolo di
((
della
—
interezza
sua
perderebbe
quel discorso.
quasi
vertiginoso pensare
in
come
questo
stro
no-
si combattono
le forze
i problemi
Europa
e
che
forse sono
fra i più gravi del mondo
occidentale
d'oggi: germanesimo
slavismo, problema
e
venire
avbalcanico, egemonia
commerciale,
austriaco
italianità.
La
e
grande, piena, ricca, inquieta
di là dell'Adriatico.
civiltà latina.
Che
neanche
non
può morire
necessario
dato
dovrà
è
Ma
muoia
se
essa
sparire,
dopo aver
il massimo
bene
tutto
:
suo
non
prima, ma
magari qualche decennio
Allora
di
smidollata
meriteremo
dopo un'ignominiosa
es
e
agonia.
—
ricordati
ser
imparare
Ma
pur
da
così
Si capisce
gli eventi;
a
La
nel
gli
E
quanto
latina
Europa
in
nostro
egli intendesse
cosa
slavi
corpo
vuto
do-
avranno
in
».
preparato
a
tutti
preparati
esser
per
egli
poco
bisogno
avesse
di
irredentista.
realtà
andavano
sparire. Le
doveva
non
pigliando
ispecie fra Austria
e
diversa.
piega
una
Italia
sul punto
era
mutare.
Scipio Slataper
gli avvenimenti
della
essa
soprattutto
all'erta. Seguiva
più
sempre
passione
con
la
sua
sione
vi-
storia.
il punto
di
stava
approfondiva
e
Così, quando
che
vivere
sentimentalmente
relazione
che
lo Slataper fosse
come
civiltà
in
di
necessario
che
proclamarsi
La
è
ora
e
ciò
in
ancora
noi.
gli eventi.
tutti
cose
vivi
saremo
e
;
ci fu la guerra
di
vista
trascuravano
dal
completamente
lato
dalle
del
di Libia, egli
Salvemini
il lato
morale
e
del
per
utilitario. Egli, benché
esagerazioni
e
non
divise
con-
Prezzolini,
considerarla
dissentisse
sentimentalità
na-
230
—
zionaliste,pure
la
sua
di
una
zione
che
ammetteva
importanza
la guerra
la nazione,
per
colonia
nuova
—
nella
ma
politica d'Italia di fronte
Ma
che
l'avvenimento
politico
concreta
della realtà, fu
La
e
balcanica
guerra
tagliava al
a
nord-ovest, escluso
a
indurre,
soltanto
un
avere
cui
a
dopo
Eja
la
più
colpo
contrac-
grave
che
strada
terza
l'Austria
perduto
aver
d'influenza
speranza
visione
una
dell'impèro danubiano; escluso
fermato
veniva
sud-ovest, ora
a
L'inorientamento
sud-est.
ògiii
vitale
moto
suo
balcanica.
guerra
doveva
al
materia
nuova
verso
nella politica dell'Austria.
sì
neUafferma-
e
alle grandi potenze.
apportò
la
avesse
nella conquista
non
prova
indirizzò
lo
pensiero
libica
sui
s'era
influenza
ogni
occidentali
paesi
lasciata
e
tedeschi
Gli stati balcanici, la
arrestato.
italiani,veniva
contro
specialmente, che usciva forte dalla guerra
le avrebbe
di passare
più permesso
Turchia, non
L'Austria
tentato
un
soffocava, avrebbe
suo
corpo.
e
bia
Serla
sul
po
col-
disperato?
Questo
fatto
Austria
fra
l'avrebbe
dovuta
conto
e
dal
lato
riuscita;
fosse
l'Austria
la
per
conseguenze
Il problema
europei
su
Amendola
:
:
«
convinto
Tu
una
condotta
1912
sai
il mio
noi
la possibilità
lei per
farla
dunque
veder
pre-
doveva
suo
minare
esa-
tirarne
e
le
politica avvenire.
menti
dagli avveniera
posto
base.
nuova
del
che
dava
situazione
nuova
dell'irredentismo
novembre
Nel
L'Italia
la
sua
a
facile
era
lazioni
re-
la guerra
prima
si
ora
ma
costretta
opposto.
profondamente
no,
l'Italia ed
impostare
sarebbe
come
che
Italia. Prima
e
nelle
situazione
nuova
una
creava
scrive
punto
italiani
lo
Slataper
di vista
dell'Austria
a
Giovanni
tismo
sull'irreden-
possiamo
231
—
finche
ora,
per
dura
—
la costituzione
austriaca
tedesca-
in margine
del
gli slavi
slava, difenderci da noi contro
da esso,
grande conflitto dualistico, aiutati appunto
suo
,
ho
sempre
affermato
che
la questione
sempre
dal
punto
considerarla
dell'Italia. Finche
Francia
la
l'Inghilterrala
giro di valzer
le è costato
dell'irredentismo
i
di noi,
dire
serio
intervenire,
slavi
i maltrattamenti
con
dell'irredentismo
che
il
porti
della
parte
di
Balcania.
che
vano
Con
serbi
nel
razionismo.
a
suo
Se
possibile
dominio,
con
non
riuscì
lora
qua-
tutto
sopra-
e
la
futura
in tempo
molte
e
gioni)
ra-
modo
trovati
preparati.
situazione
è
trialismo
a
questo
mente
naturaldi
era
sità
neces-
degli
aggregazione
relativo
fettamente
per-
era
civile,e perchè
utile difesa, e perchè
in
politica dell'Austria
e
una
sto
istriani,vi-
e
gli slavi
con
ci avrebbe
Salonicco
che
intendersi
triestini
noi
avvenimenti
La
porti
piccoli (allora!)stati slavi
gli slavi
avvenire
trasformata.
discesa
parte
sa
pre-
porti italiani
i
impossibile (per molte
trattar
gli ultimi
i
i
con
perciò
dovuto
con
il sospetto
con
d'occupare
compromessi
quella l'unica
qualunque
:
a
e
dovevamo
così
e
modo
ostili gli stessi
e
affermavo
avrebbe
D'altra
intenderci
era
E
intenzione
Russia
la
con
alcun
in
e
aspiravano,
gente.
avesse
di Vienna
governo
l'Italia si sarebbe
loro
essi
dell'Adriatico
là
della
più
loro
l'Italia
falsamente)
compenso
cui
a
po
tem-
diffidenti
più
più renderci
ogni
scolastici (direttaconseguenza
inteso
nessun
senza
i
di
per
e
ranea,
mediter-
quel
in
render
:
l'Italia potesse
che
senza
Fare
caro.
inasprire
rapporti italo-austriaci,
contro
tro
con-
nella Triplice,e
molto
voleva
assicuréirsi
posizione
sua
risolutamente
stare
bisogna
dell'interesse
vista
l'Italia doveva
dunque
e
doveva
di
triestina
o
io
stati
confedecredo
lo
232
—
si debba
pinione
è
comune
dell'Austria
fu
secoli tentò
per
metterle
direzione
sottrarsi
si sarebbe
essa
con
seppe,
(Berchtold
o-
per
cui l'Austria
politica contro
decisa
stato
Bismarck
il 66
mente
probabil-
ci fosse
non
se
e
glio
orgo-
di rapa). L'inorientamento
testa
punti sugli i, neanche
i
che
fu Aerenthal.
una
una
(e provvidenziale)
l'unico ministro
cui
contro
finissime,prevalere
arti
a
al bestiale
soprattutto
magiaro,
—
dopo
la
riconoscere
a
ormai
sua
possibilità.
unica
Gli
stati balcanici
storica
Cosicché
incertezza.
Serbia
una
La
dovrà
protratta
esser
la realtà
che
è
snia-Erz
la Bo-
ingranditi assorbano
preparata
gli jugoslavi
divisi fra due
esser
a
e
che
potrà
non
magari
e
qualche lustro; ma
per
finito
all'in-
continueranno
non
sua
più possibile che
par
naturalmente
questione
questa
la Croazia-Slavonia
magari
e
viceversa.
ora
Montenegro
un
e
approfittare di
seppero
nazionale,.
grandi stati, uno
Taltro coercitivo.
Perchè
quello che,
slava. Di
fronte
assicura
o
albanesi
Ma
la Serbia
a
(e
qualche
interesse
Bisogna
i serbi
di
tutto
V interesse
nello
ma
nel
sicurarle
d'as-
stria
dall'Autempo
Per
sto
que-
Sostenendo
l'Italia oltre
mezzo,
ai
potenza
stesso
futuro.
prodotti le
suoi
in
al
patie
sim-
serbe.
e
altra
di
linea
assicurerebbe
basta.
non
grande
indipendente.
esser
questa
una
indipendente
potrà diventare
deve
energicamente
resto,
l'Italia ha
alla Serbia!);
cosa
l'Albania
di
assolutamente
(porto anche
che
più importa
all'Italia,
nascita
essa
a
vita
una
prevedere
la
è
momento
questo
almeno
cosa.
ammettere
che
dell'Austria) penseranno
Ora
chiudere
:
da
una
parte
definitivamente
fra dieci
anni
seriamente
l'Italia ha
de
gran-
l'Adriatico
a
234
—
flitto
l'equilibriodovrebbe
parti. Ora è possibile tutto
Io credo
che
dire
Questo
cose
:
due
il significatodegli ultimi
la fine della
Turchia,
si possa
».
di lettera
interessantissimo
squarcio
tre
nelle
ciò?
bene
oltre che
finis Austriae
forza scindersi
per
intendendo
avvenimenti
^
la posizione
logico-fattivadello
(1) conferma
Slataper
di fronte
il pensiero integrale di lui che
all'irredentismo,
l'irredentismo
considerava
zione
un
non
problema d'affermala storia e la politica
localizata,ma
connesso
con
coltura storica e la sua
dell'Europa, e infine la sua
spicacia
pernel cogliere l'essenziale
i
degli avvenimenti
e
nessi
reali
della
degli
avvenimenti
quella degli
politicinon
uomini
lo Slataper
Molto
per
pensiero
dello
la Voce
l'ultimo
suo
1912:
di farlo seguire da
promettesse
e
sul
Slataper, benché
memento
europeo.
poco
un
con
dopo,
l'Austri
attuale del-
vociano,
serie
e
benché
si
d'articoli
In questo
prospetti gli stessi fatti
fronto
con-
scritto
argomento,
// momento
una
un
lettera
o
versione!
con-
1912).
punto
questa
articolo
che
già nel
questo
stesso
come
Altro
contemporaneamente
pubblicato il 12 dicembre
Fu
a
ticolare
par-
ne
valutazio-
sua
preveggenza,
comuni.
in
espresso
Slataper sullo
quasi
la
interventista
era
significativo riesce
del
articolo
chiamarsi
può
qualche
per
calcoli errati di tempo,
certi
e
politica.(EHfattimeno
l'Austri
sul-
articolo
relazioni
lo
del-
veder
di
le lettere
d'argomento
pubblicate tutte
(i) Speriamo
ha
Scritti
l'Amendola
dello
che
politici
Slataper
politico negli
messo
proil
desiderio
di raccogliere. Sono
importantissime ; ed è vivo
che
tutti questi scritti escano
completare l'opera
prima,
a
quanto
conosciuta
del
grande triestino.
235
—
lettera,è molto
la
Dice
più
la fine
verso
«Sbarrata
all'occidente,
l'oriente.
definitivamente,
ancora
Bismarck,
ch'essa
la
e
stessa
in
la
tutta
certo
Neanche
si
oggi
L'articolo
politica si credono
fittizia
e
di
di
del
andava
in
più
il
di
le
convinzioni,
la
e
essere
ficialità
super-
qualche
idee al pubblico
sue
controllo
questa
a
però
e
là del
gettivo,
sog-
d'ingenua
modo
suo
le
esponeva
di
apoditticamente
ragionamento
nazionalista,
quando
sapeva
scrittori
sensazionale
l'articolo
ragionamento
reazione
per
Egli
un'atmosfera
tutto
con
opponeva
aborriva
pensare,
volta
tal modo
e
».
degli
loro
un
mania
Ger-
avvenimenti.
Austriae
parte
larsi
rive-
posizione,
sua
nuovi
pubblico.
il
di
della
prima
nell'opinione pubblica. Ora
certezza
facilità egli si
finis
diritto d'esporre
in
per
la
i
tempo
di
pare
Probabilmente
l'aiuto
salvare
della
per
fatti le conclusioni
creando
e
per
anni
con
non
Turchia
polmoni.
molti
molto
ancora
della
morte
L'Austria,
facilità la maggior
quanta
come
per
potuto
scritto
era
la
i suoi
coveranno
abbia
fronteggiare
può parlare
a
conseguenze.
'912 le si chiude, se
il pensiero
qui è vissuto
con
importanza.
dell'Italia, pare
e
riuscirà
Ma
guerra
lor
le
tirare
nel
Fin
più spazio
abbia
effetti dell'ultima
gli
con
Austria,
nuova
non
nel
cauto
:
'66
nel
—
necessario,
aveva
,
il coraggio
di
frenare
di
elemento
Per
loro.
che
parlare di
il
(i) La
realtà
quanto
vedevano
dura
suo
fosse
dissolversi
una
più grande
della
guerra
l'Austria
e
al
primo
la
forza
1912,
finis Austriae
«
desiderio
s'è
ultima
com^
in
essere
di coesione
poteva
non
»
benché
(1).Egli
incaricata
andassero
soffio dei
più piccolo
frainteso.
spesso
nel
il
per
s'accorgesse
tutta
l'Austria
ancora
fosse
fu
bene
conosceva
aveva
che
passione
ragione
questa
Egli che
sue
cannoni.
errati
dì
non
germente
legsta
quecon-
dimostrarci
coloro
che
la
236
—
fondeva
mai
d'essere
che
desideri
i suoi
razionalmente
la
fine
fine dell'Austria
lettera
e
all'Amendola;
ma
tutta
intuiva
anche
coinvolto
la
nella
leggemmo
come
cienti
suffi-
ancora
va
egli la considera-
la storia
balzante
armata
bisogno
egli
le stimava
non
Perchè
quelle ragioni.
allora
avrebbe
lo spiegava
Aveva
cose.
Per
sicuro.
se
un'intuizione
le
con
Turchia
della
—
dal
della
capo
logica.
La
storia
1912
di
se
lo
di Trieste
«Se
ti
potessi
miei
quei
dell'Italia.
in
come
Gli
«
Studio
più,
astuzie
e
A
poco
a
grandezza che c'è nella mia
Capisci che è l'avveramento
scrivere
«
federazione
presidente della con-
la
definitiva
morte
nascita
della
è
non
di
potenza
mai
Bismarck,
ramento
l'incarce-
sud-slava,
la
cosi
stata
piena
e
nuova
bella
e
momento».
attuali gli si collegavano
lo
con
dio
stu-
storia.
la
storia, lo studio
almeno
ora,
che
intelligenze degli
poco,
o
poi,
patria? un'altra
scopri la ragione
vivi
nazione?
la
di
creazione
la
uomini.
stabilirono
tu
quella
in
dà
mi
che
fatta
avranno
altrui,
intenzione
il 3 novembre
di
facevan
la
L'Italia
questo
d'occhio
strizzata
mi
E
avvenimenti
della
spirito
suo
attuale.
guerra
».
la
;
che
sogni
dell'Austria,
sicura
Scrive
occupato
discutere
a
migliore del
il turbinio
la
balcanica
grandezza
preparazione
il posto
narrare
considerando
tutto
esser
gli avvenimenti.
occupavano
anima
dovuto
dalla
esami,
l'anno
più. In quella fine del-
sempre
laurea; invece
all'amica
di
attraeva
egli avrebbe
dagli ultimi
tesi
lo
Spio
quando
paese
Niente.
forma
che
di
di
gesto
È
reale.
mano
cosa
una
Cos'è
e
quella
scoprirono
trattato.
un
un
cora
più godimento, forse andelle
poetica. M'innamoro
p"er noi
Cosi
invece
tu
casa,
del
vestito
a
seconda
magnifica.
ignoranti
poco
del
che
a
poco
passante.
237
—
notizia
della
che
commenti
tu
significante. £
capisce
si
alle
fosse
incerto
storia
Eia. tutt'una
poesia.
egli
:
ch'egli
degli uomini, egli lo
alla grande poesia.
Vorrei
«
qualche
dire
il
come
tire
sen-
compito
suo
storia, fosse
anche
sentiva
la
la storia
che
mi
mi
e
spaventa
che
come
arriva
Sono
realizzazioni
poesia
egli
nella
piani
avrebbe
anche
Due
studiato
in
Russia,
intendeva
lì
tre
o
si
gendo
leg-
è
la
bellezza
è
la
tezza
comple-
si sente
nei
a
anni
a
frattanto
poi
quale
poco
in
rimanere,
conoscere
nel
questo
suoi
lora,
sogni d'alla
laurea,
ste
Trie-
su
slavi
giornalismo ed
corrispondente nei
il nuovo
mondo;
il russo,
Polonia.
possibilità.
trialismo, sugli
posizione
una
duta
sper-
di articoli
serie
una
sue
sue
Presa
l'avvenire.
per
nelle
tutta
paurosamente
delle
ritualm
spi-
ricca
anima
raccoglie
politica, sul
farsi
di
grandezza,
si mescolavano
èra
nuova
Non
sia,
cosa
piango
come
paura,
stessa
sconfinata
di scrivere
mandato
Balcani.
poesia
grandi
meridionali, per
esser
storia
storia
e
progettava
nella
della
nella
e
sa
nessuno
inutile.
è
;
davanti
».
grandezza
nella
nei
la
montagna
sentimenti
che
E
la
fremito
al
due
superbia delusa,
piccolo e
me,
tocco
negli atti
maggiore
che
pianto
di
di
umana,
anche
quel
;
rivivendo
provava
provava
forse
piangere,
debolezza
Dante,
non
tutta
la storia, di
e
volte, scrivendo
cosa
tante.
impor-
diventa
poeta.
L'eccitamento
di
poesia,
altre
e
e
fatto
».
la poesia
tra
volte, scrivendo
la
come
lo Slataper potesse
come
l'abitudine,
te
s'allarga perchè
vita
bellissima
cosa
d'essere
volta
da
una
La
in
sconvolge
osservandolo
tutto,
niente.
sfugge
ti
Si
giornale.
il
istintivamente
Non
Ora
dà
ti
—
Nel
per
poter
andare
giornalismo però
gli sarebbe
servito
sol-
238
—
di
tanto
di storia. E
perchè
Ma
di passaggio.
mezzo
un'opera
là realtà
che
doveva
gli riusciva
canto
scritto
giù dieci
Non
nella
primavera
d'abilitazione
Torino,
parole!
del
aveva
accettò
nel
la negazione
di
tività.
at-
i suoi
giornalismo;
deirarticolo
Dio,
((
mente
disperata-
sono
ho
di inquadrare
forma
nella
come
non
visto, indagato»
organizzato, pensato,
so
non
»
al
rinunciato
tutto
di getto,
immediatamente
letto,studiato,appuntato,
buttar
ste
Trie-
a
centro
nuovo
entrare
giornalista! finche
poco
poi
tro
d'alpossibile superficializzarsi
e
lui stesso.
scritta. Capiva
fermato
svolgersi secondo
era
pensiero
suo
compiuto
l'arte di esprimere
aveva
il
suo
gli costava
gli era
non
il
essere
non
sforzo
di giornale,non
Avrebbe
si sarebbe
quindi
qui sentiva
piani. Troppo
ciò
—
piano, quando
suo
del
l'esame
terminato
1913, appena
all'insegnamento della lingua tedesca a
del
telegraficamente, per intercessione
Farinelli, il lettorato
d'italiano
Kolonial-Institut
al
di
Amburgo.
la
Qui
intralciata
e
egli la
dal
lavoro
su
Ibsen
lezioni che
dalle
continuò
Quale
fece
giornalistica venne
preparazione
studiare
a
prolusione
la
come
viluppo
nazione
delle
papale.
per
Alfredo
Più tardi si mise
con
al
veneziana.
Capiva
storico
italiana
studiare
si
la storia
letteratura
politica
fosse
sorta
barbariche
Eira il tempo
Orianì e la sua
quanto
Ma
piere,
com-
resse.
inte-
aumentato
di
corso
di
assunto
tenere.
sempre
invasioni
a
s'era
doveva
larga introduzione
una
che
più
ancor
per
dal
italiana
strare
dimoplice
molte-
sull'unità
l'imperi
del-
patia
grande simLotta politica.
la storia della Repubblica
della
sarebbero
sua
interessati
gli
239
—
amburghesi,
storia
della
Tanto
più
discendenti
i
la
approfondiva
Studiare
sua
Da
triestina
"(
di
ciò
tornar
mente
per
stare
alla
sé
stessa,
il
fegato
a
aristocratica
e
dentata
al
all'amica
poche
forze
alcuni
amici
per
è
ci
Tutta
E
definitive
mia
in
ma
persona,
Trieste
; non
con
posto è a
le miserie
e
reggendo
cotidiane
del
ad
inutile,
per
della
mi
e
non
posso
tradisce
non
se
ranno
ter-
e
una,
mangiarmi
cola
pic-
nostra
più seria,
vita
una
con
è
tengono
una
è
non
impossibile
ginnasio,
cui medito
ogni
ricontrappongo
mi
ad
:
mi
se
che
personali
la
Ma
negli anni
unisce.
volte
da
m'arrabbio
spesso
ore,
mille
lontano
tanto
ripasso bensì
le
come
sogno.
un
ne
quando
patria
e
l'unica
già deciso
molto
a
forze
una
vita
amicale».
sogno
suo
che
alcune
il mio
partecipando
ma
Ho
meno
e
difficoltà
mie
Trieste
lavoro.
lo
lavoro
Trieste,
che
dentata
a
nelle
pensare
mio
rinunziare
le
gravi, e
ragione.
mia
afferma
vita,
Il
da
molto
tutte
di
volta
centesima
credere
scopo
modificato.
scriveva
parlarne. Proprio come
insonne
ancora
lunghe
non
e
fa
mi
sapessi
non
se
lontano
paion
vinceva
con-
rinunciato
aveva
1913
impossibile, o
per
più ragionar pubblicamente,
particolare del piano
la
a
del
e
che
pensarci
Trieste
lo
essere
avesse
fiducia
meno
è
come
non
lo
giugno
ho
devo
mia
della
doverne
me
quando
Sempre,
me,
che
nel
agli occhi. Si
non
parte
con
:
la massima,
ho
perchè
lo Sla-
il confronto
doveva
Trieste
in
se
Amburgo
dinanzi
e
d'Amburgo.
significava per
di più. Eja
sempre
Ecco
anche
piano,
suo
della storia
cosa
più che
attività.
sua
s'informava
Venezia
e
qualche
Trieste ch'egli aveva
della
dell'Adriatico.
marinara
conoscenza
Amburgo
sempre
città
alla
anseatici
contemporaneamente
anche
taper
antichi
degli
gloriosissima
ch'egli
—
era
molto
volontà
reali, la buona
triestini. Immaginava
un
tutti
:
ciascuno
avrebbe
dovuto
farsi
avrebbe
dovuto
sapere
Egli
concreto.
oltre
e
alla
sua
una
lingua
su
l'intelligenza di
periodo di
coltura
una
contava
razione
prepa-
coltura
tecnica
per
rale,
gene-
lare,
particoconto
suo
240
—
e
render
potuto
col
e
sapesse
popolo,
ma
perchè
bensì
stessa
se
stare
di
e
se
crazia,
Aristo-
».
contatto
a
farsi
oltre.
non
doveva
non
doveva
bero
dieci avreb-
amicale
aristocrazia
non
maggioranza
in
dell'Europa,
conto
«
In
nazione.
perchè
non
della
d'una
egli chiamava
Questa
realtà
problemi
i
conoscere
—
la
con
preoccuparsi
d'ogni
centro
qui necessariamente
sibilità
pos-
reggere
la maggioranza.
E
in
secondo
un
dedicata
aperta
Valersi
vita.
di partito
morale
unicamente
le coscienze
anime
che
onestà
con
in concetto
di note
e
su
avvenimenti
per
problemi e studi teorici
prima di
bisognerebbe studiare
in
sempre
rapporto
il
francese
serie
di
a
nei
mi
—
tutto
magari
un
moderno
concetto
fondamentali
anno
di
serie
una
della
campi
trali
cen-
sioni
recen-
di tutti
notiziario
nel
le varie
filosofie
vita
di
di
Mazzini,
sulle
lavoro,
nazionalità
Renan,
lotte
ma
giugno
del
zionale,
na-
ecc.),
civile ; più particolarment
rivoluzione
(dalla
e
Bauer,
nazionali
occupino
1913
idealistiche
Gentile, Amendola,
nazionale
storico
momento
Herder-Humbold,
articoli
masse
affer-
articoli
scriveva
(Blondel, Bergson, Croce,
del
cose
nazionalità.
«Dei
contemporanee
le
storica,
quattro
o
particolari e
cose
più importanti
diviso
—
tre
problemi, studi, individui;
su
vedesse
che
particolariil programma
in tutti i
Mensile;
rivista.
con
la civiltà nazionale.
atto
anche
Egli imaginava
di questa
in
e
terreno
la lotta
sapienza
e
suna
nes-
la loro dittatura
sotto
rivista
Però
su
ma
apertamente
tenevano
giovani. Una
più
contemporanee
gli
affrontare
oscure
triestini.
d'ambiente;
o
mente
con
la
religiosa del-
serietà
dell'esperienza di
miseriuzza
le
sulla
spirito fondato
sta,
rivi-
una
a
pensava
nazionali,considerate
alle lotte
con
e
egli
momento
ecc.). Poi
europee,
15-20
che
pagine,
una
stino
cocon
242
—
—
?**
iQìi avvenimenti
quello
e
che
calcolasse
furia Amburgo,
in
Kolonial
La
reale
marcia
ad
promosse
non
dentro
avrebbe
mai
dell'Austria
storiche
ad
entrare
in
effìmere
una
guerra
fianco
a
le necessità
e
che
nean-
permesso
che
saggio
poco
egli
iTtalia
che
tempo,
l'avrebbero
italiano
governo
festazioni
mani-
austriaco;
la Serbia; i precedenti
non
la
suonava
neggiava
tricolori s'in-
governo
tanto
si
Scipio Slataper
queste
di sé, da
tali che
un
da
dal
arte
potuto
contro
erano
austriaca
i s'ciavi.
Trieste.
fu
Nessuno
le bandiere
sotto
e
contro
guerra
certo
gli studenti
e
pensiero
militare
lasciarsi ingannare
poteva
ben
primo
suo
banda
le vie
per
alla
Schaedel,
fretta
in
piantando
nessuno,
giorni di confusionismo.
erano
raccapezzava.
era
avvertire
di
prima
Slataper. Egli lasciò
senza
Institut. Il
Trieste
A
lo
molto
maturati
il principale. Professor
asso
del
non
s'erano
F
avesse
tentato.
Grave
il turbamento
era
anche
che
aspettando
la maggior
fantastici
un
piano
suo
Si vide
in
gente
e
cucine
per
di questo
degli
avvenimenti
più
lo
meno
E
rimaneva
in
si esaltava
o
tre
men-
ca
fiac-
una
ni
pia-
con
formato
aveva
concreto.
coglier
raca
quei giorni lo Slataper affaccendato
di buona
volontà, improvvisare dispensari
i
disoccupati
Chi
e
:
come
ed
favorire
conserva
di
il comportamento
dubbio
e
lo osservò
lavoro, si meravigliò
per
o
Slataper pensava
operare.
probabilità illusorie,
egli
e
genere.
che
bisognasse
dei cittadini
parte
aspettazione
Trieste. Lo
a
ci
così
eccitare
accalorato
forse
tuttora
lui fosse
si poteva
in
quei
azioni
in
sto
que-
il pensiero
giorni
preoccupare
243
—
di
soldati
futuri
al
fuoco
1914
Per
i francobolli.
indirizzare
facile
fame
in
aver
mano
polizia
poteva
non
Trieste
Ma
che
permettere
non
durante
fare
potuto
Trieste.
quando
nel
che
movimento,
nale.
nazio-
dava
an-
stria
dall'Au-
si sarebbe
venne
a
«Vorrei
l'interesse
sciarla
la-
a
Roma
sentir
ora
ci
come
sempre
in
muoveremo
suo
utile
e
rispettato soprattutto,
pensate
prima
alcun
voj'lia
lettera
modo
da
e
di
per
fra quelli
mai
qualsiasi nelle
all'Amendola
metterci
non
—
gioni
re-
sapremo
tri
voial-
con
mente
Natural-
d'accordo.
l'interesse
tutto
finché
noi».
fu
non
di
all'Italia.
mano
stessa
che
an-
andava
moto
la
che
l'Italia,
l'eventualità
un
con
nella
cosa
che
potuto
preparare
Egli
forzare
—
e
era
d'Italia.
voluto
parlare
un
po'
egli avrebbe
mai
importava
Trieste
a
irredente
creda
che
l'interesse
avrebbero
per
che
ciò
rimanere
era
non
tuto
po-
si decise
e
la
italiana
niente
di ciò,
convinto
ganizzandoli
or-
che
guardia
neutralità
Oramai
punto
ap-
aveva
una
lenta
creati
cosa
come
la
e
malcontenti,
i
Scipio Slataper
dimentichiamo
sentire
non
che
si fu
Ma
effetti. Sarà
stati
erano
le
e
la moglie.
Non
un
i suoi
creasse
Regno.
nel
da
calma
di giovani, chi fatto soldato
spopolandosi
chi profugo
la
sotto
il malcontento
scopo
si
voi
esagerate.
sono
permettere,
non
l'agosto
nel-
parola
specie di beneficenza,
sotto
pati
disoccu-
Vedete
«
una
indirizzare
e
dal
scriveva
abbastanza
è
le cucine
e
i
scrivimi
produrrà
qualche
a
I dispensari
».
per
con
mai
la disoccupazione
poco
tacere
Amendola:
la città
ora
castagne
egli
tragiche del Secolo
corrispondenze
fra
Giovanni
a
che
ciò
fare qualcosa. Se
può
si
facendo
costoro
le
levar
o
austriaco
leggano
del
se
dell'Austria
governo
Ma
?
—
dell'Italia.
che
cosa
Noi
lia
l'Ita-
244
—
Roma
Da
egli pensò
Trieste.
Da
allora
ha
giornalistico. Riesce
è
la
tutta
Carlino
di muoversi
In
1914) egli
dei
primi
fa
eh 'è
quasi
fondamentale
dire
grave
fosse
nella
Russia
soltanto
contro
sua
è
si
(se
può
Serbia
doveva
dai
a
difesa
realtà
politica
che
la
lottare
vezza
saldella
sloveni
gli
contro
glio
vo-
:
sua
nell'umiliamento
e
ciò
torto
nazionale
credere
e
zionale,
na-
tedeschi.
chiamare
d'elevare
giornata,
soltanto
esistenza
sua
frenati
e
lei,
per
vedeva
immediata
della
più
e
posizione
di Trieste; la
in quel
pronto
dice
è
del
e
sua
momento
:
a
strada
è
quasi
e
sue
non
egli era
può
nazionale
ripiega,
più
nel
sorte,
negare
rin-
Triestine, del
Lettere
Avvenire
questo
triste
quella, egli non
delle
suo
in
giustificare,
che
torto
sempre
di verità
Irredentismo
anche
della
settembre
quasi alia
Trieste non
tè
po-
essa
la
quello
(3
i croati».
la base
suo
là
Trieste
perchè
tragico,
la
di
al
sempre
della
sua
distruzione
Slataper
momento
ma
necessità
vedere
l'Istria
Lo
sorte) fu
triste
la
non
slavi;
Trieste
a
cerchino
fatale anche
la grandezza
molti
coli
arti-
colta
la Serbia.
stati contenuti
di
dagli
di drammaticità
e
fu
i quali minacciavano-
sarebbero
Il torto
di vita
Trieste
e
cedente
ante-
al Resto
sostanza
Trieste
a
contro
subito
l'articolo,
periodo.
guerra
fra tedeschi
gli slavi
«
nel
giorni, quando
guerra
giornata
in
di
periodo
più spigliate e
siano
pieno
guerra
breve
corrispondenze
sue
benché
la
d'animo
stato
suo
di
era
affaticata preparazione
e
quadro
Un
comprendere
che
in
Le
sentita
sprovvista dalla
della
scrivere
più agilmente
Come
lo
e
si differenziano
Voce,
dovere
suo
il
a
nutre.
non
La
su
primo
principio
lenta
sua
lo
che
del
che
l'Italia sulle condizioni
informare
ma
—
ma
vero
e
tico
poli-
continua
che
:
gli ir-
245
—
({
Trieste
da
lassù
nei
vivere
da
merci
in
le
tutte
secoli
da
dove
ma
sulle prime.
e
di
darsena
La
né
Faceva
la
Trieste
luta
asso-
città
una
bensì
arrivano
tanto
meno
tita
par-
della
grande
Si
Trieste.
a
quieta
era
pena
quasi
era
può dire) l'ondata
ripercoteva debole
si
Venezia
a
arrivata
è
non
mai
(da
l'onda
Lissa.
a
rompeva
parti,
secoli
e
Batteva
storia.
diritto subito,
indifferente
alla guerra.
principio era
primi giorni d'agosto. Vi si sentiva
ed
di
Pareva,
responsabilità storica.
dove
e
un
angolo del mondo,
partono
mancanza
abbandonata
confusi
rimasero
questi
mentre
vedere
egli potè
sentimentali,
xedentisti
—
po'
un
:
gnante
sta-
».
Ma
l'ondata
prima
per
che
Capì
la
L'ondata
di Venezia,
Tacqua
nazione
la
e
della
storia
fuori
per
netta
e
crudele
:
istinto nazionale,
desiderare
ardentemente
che
l'augurio che
temere
vittoria
una
con
nello
stesso
l'aiuto
russo
i russi
allora
continuo,
slavo
che
che
appoggiata
gano
distrug-
desiderio
figliuolisiano
quale
tenta
la Serbia
su
i serbi
e
dell'Austria
flotta franco-inglese, tendere
salta
italiano di giustizia deve
stessi
tempo
e
vita
in questo
ma
i suoi
dell'elemento
temere
:
della
di Trieste,
maltrattamento
senso
per
gli eserciti austriaci
deve
per
«
la strada
è
sua
soltanto
più
il dramma
della
guerra
dall'altro.
è
navigli :
tutto
profonda
contradizione
Non
mare.
E
».
lato, e
un
ma
«
mente
secoli,ribattè final-
dieci
dopo
i carichi
sopportante
tedeschi
e
Turchia
nuova
sull'Istria. Il
piena
da
tedesca
la
contro
slavi
fra
era
non
l'egemonia
nazionalità
delle
la
Appena
entrò
guerra
contro
guerra
Trieste.
per
nell'Adriatico,Trieste sentì
lei cominciava
i"eriodo storico.
un
nuovo
inglese
nave
anche
che
anche
venne
è
tenuto
con-
distrutti;
fatale
crescimento
ac-
d'affogarla
vittoriosa
potentemente
oltre la Dalmazia
e
sa,
pos-
dalla
all'I-
246
—
stria,sino
né
lei. Sono
a
sinistra
a
ne
cotidiana
una
rodimento
tagliato da
essere
al
sera,
decine
vecchia
e
e
una
però
la
«
movente
com-
di
cenciosi
curiosità
una
faccia
non
può
cosa
bimbi
con
se
ta
tut-
di rincasare
breve
una
pas-
moli, spenti, bui a guardare
l'emporio cosmopolita,
sciacquoso ». Morto
di pece,
mare
c'è
tardi, prima
notte,
dal caffè
seggiatina sulle rive
il
può
nodo
L'Italia. E
».
guardare
a
Di
c'è triestino che
non
spada
in
lì
un
e
speranza.
possibilità.Il doppio
riva al mare,
decine di donne
stanno
Indi
scampo.
alla
necessariamente
stranissima.
nuova
possibilitàdi
tragico;
disperata rassegnazione,
un'altra
crepuscolo,
:
città
alla
un'altra
essere
dilemma
suo
ansiosa, un'inquietudine
ciò
scatti. Tutto
sfoghi ne
senza
dritto
lati del
c'è
conducesse
non
deve
Ci
se
dritto
invece
destra
a
incertezza
in
condurre
i due
--
Trieste
si è
sui
e
nazionale
città
sentita
:
più forte
e
più sola.
Ma
il
intanto
all'eventualità
si preparava
e
militare
austriaca
1914). Su
Istria
la
a
eventuale
un
valle
del
friulane
verso
Lubiana:
valico
per
della
nel
un
ben
e
Stato
razione
prepa-
maggiore
nell'Istria interna
che
striaco
au-
far
per
sbarcato
in
sull'altipianodi Gorizia
nell'alta valle
dell'Isonzo
(Le informazioni
Pontebbana.
altro piano:
La
:
e
tagliar la strada a chi dalle
l'Istria o salire
di scendere verso
infine
concetto
che
an-
per
tentasse
esatte!).Ma
erano
Pola;
Vippaco
basse
:
pito
ca-
confini orientali,ì f
d'esercito
corpo
contro
movesse
lo
aveva
attaccato
articolo
nostri
punti
tre
la difesa
improvvisava
fronte
ai
austriaco
d'esser
alleata (nel secondo
dall'antica
settembre
militare
governo
questa
dello
difesa
Stato
la neutralità
era
dello
soltanto
maggiore
era
d'Italia serviva
e
sul
Slata
zione;
precau-
riservata
ottima-
-
247
al
mente
doppio
finche
Bisogna
mantenere
:
neutralità
l'Italia
toglier di
a
la Russia,
poi dare
e
tradito l'alleanza.
aveva
dell'Italia »!
vendicarsi
servita
e
chevole
ami-
aspetto
un
fosse
la Serbia
che
col pretesto
addosso
«
la
facilmente
più
mezzo
giuoco
il motto
era
ficiali
degli uf-
austriaci.
L'esercito
Ma
doveva
sbrigarsi in
la flotta? avrebbe
inglese? Le
austriache
autorità
giorni dei fatti
artistica
seti
comicissimi
che
autorità,
che
nel
tenne
più che
articolo
terzo
suo
Trieste
a
13
Trieste,
Slataper
di quelli,non
molti, che
preparazione
per
:
pericolosa
studiò
della
Austria
non
vere
e
vanno
neutralità
monografie
d'Italia.
rità
auto-
ragioni
di
le loro
parole
far
interventista
Le
strade
gettati in
:
essi
convincere,
per
ragioni
li
quel-
centrali,come
la guerra
le
conoscere
:
i
suoi
d'invasione
fascio
storico-geografiche
lusion
il-
opuscoli
sui
dalVItalia
in
tuttora
sui
Un
premesse
moltissimi
coi
mantengono
e
nia;
la Germa-
con
ma
e
avanguairdia
erano
con
portava
im-
più decisi,
e
fatti le loro
V Austria
per
allora
nella schiera
più chiari
avevano
contro
necessità
orientali
di
i
s'affermano
soprattutto,
Confini
periodo di
:
anche
presto
Scrisse pochi articoli,ma
/ diritti nazionali
reali
ben
fu
convalidare
far sentire che
d'azione.
1914;
spas-
te
leggiadramen-
sempre
come
degli scrittori interventisti, fra
per
settembre
e
)).
l'Italia.Lo
fede
le
del-
tezza
spiglia-
vera
Chiasseti
«
primi
timore
con
contegno
«
un
i
sacro
:
ledetta
ma-
paura
avvennero
questo
per
veramente
offenbachiano
Ma
una
lo Slataper descrisse
deir autorità
))
ebbero
Trieste
dell'Inghilterra.A
potente.
era
alla terribile flotta
opporsi
potuto
ed
terra;
del
il valore
confini
rali
natu-
248
—
Infine
la
fede
sua
la
forte
sua
turbamento,
Egli aveva
scrivevano
la
la
in
entrata
torbido
da
diritti,
ma
in
ultima
la
nazionalità,più che
analisi
discussione
avrebbe
potuto
bilancia
degli
e
la civiltà
Questo
Slataper,
in
le caparre
chi
discutere
accordi
illusioni teoriche.
sentimentali
e
prima
da
erano
egli
loro perciò
la
e
soltanto
il
numero
vittoriosa.
di Scipio
perdersi
storia, per
di fronte agli irredentisti
della
come
era
base,
la forza
con
realistico del pensiero
E
poi
dovere;
un
un'altra
si pone
conoscitore
troppo
discutere
diritto,
quale fosse il suo
finita,quando sulla
guerra
la spada
il nerbo
era
a
non
anche
ma
da
più giusti diritti;anche
dimostrato
sapere
e
precedette
doveri, che
ormai
avere
:
si
bello
così
diritto diventava
un
di
parole che
vane
tempo
era
dei
avesse
sforzo reale
uno
Non
far valere
doveva
soltanto
guerra;
con
tempo
le
retorico, che
e
folla
ostile,emergendo
persuadere senza
quel periodo
in
tare
por-
energica.
ma
tutte
guerra.
alla
mezzo
di
rotta
si dicevano
così
in
cercava
però
6u
la
parlatore, dal
poco
comizio
un
voce
odio
in
anche
nostra
in
persona,
con
e
ricco, ma
così
immediatamente
Pescia, dove
ricordo
con
rifuggì,lui
non
—
stato
sereno
bollato
e
calcolato
gionatore
ra-
quale antirredentista
del passato
amico
pacifista;così poi a qualche suo
sentì che
nazionalista, dacché
egli potè sembrare
troppo
e
era
giunto
il tempo
cui
azioni
contrapporre
a
ragionamenti
necessarie;
gnava
inutili biso-
ragionamenti
che
an-
la pertali da coinvolgere tutta
lui, ma
sona
vita.
la
metterla
repentaglio di pagarli con
e
a
dove
che sanno
procedere,
Egli era di quegli uomini
E così il suo
hanno
bisogno del branco.
siero
pennon
queste
e
in
sapeva
per
la
sua
strada, senza
paura
di gettare
via.
250
—
Queste
quegli
a
chiare
visioni
che
uomini
date
sono
vivere
sanno
soltanto
ne
—
coinvolti
sentano
la debbano
non
vedendoci
chiaro
Come
la
se
entrata,
del
luoghi
i
per
un
non
s'accontentava
può
correre
soccorrendo
di
tutti
contro
stratagemma,
in Sicilia
e
lì
pochi. È
del
Carlino
di
fatti
e
morale
coi
di
e
fatti 1
battaglia,
settimane
i
ma
noi
a
«
non
soltanto
saliva
sui
le
Messina, quando
a
deve
mentre
hanno
primi tempi, dobbiamo
al Resto
nostra
materiate
tutte
si riflette soprattutto
l'Europa
è
per
maligna
continuare
mo
Aiutia-
la prova.
fermarci
possiamo
deplorare la
vi
me
co-
za
somiglian-
poca
vincere
tutta
uno
giovanili forze,
sue
altri giornalisti;
sono
che
a
mandare
farsi
corrispondenze
sue
dii,
pen-
il ricordo
muoveva
Firenze
da
non
padre;
burocratici, ricorrendo
d'intelligenticonsigli. E
la forza
di
dove
ma
di
terremoto
luoghi devastati
dai
quelle degli
con
l'automobile,
che
così
ma
Ro-
lassù,
opera
maestra
prodigato le
aveva
gono.
avven-
primi giornalisti
coi
di sanitario
strada
riuscito
era
sua
muratore
prima, del
gli ostacoli
anni
sei
La
interrogando. Lo
e
sabilità
respon-
Scipio Slataper da
devastati.
fermarsi
e
loro
si
non
l'Italia sarebbe
cui
egli parte
della
cui
fatti che
momento;
di
il corpo
della vita.
confortare,sia
nei
in
mente
cerebral-
alla prova
la forza di resistenza
del 1915
ci fu nel gennaio
mettere
paese,
fu
di giornalista,ma
in
questa
e
aiuto
d'Avezzano.
indugia
non
avvenire
imminente
voluto
terremoto
la passione
e
compenso
tutto
con
qualche modo
portando
sia
interiore
il grave
in
guerra
avesse
ma
responsabili
e
in
soltanto
non
brutalmente,
il tormento
spiritualeattraverso
Sembra
loro che nulla possa
a
forse
a
un
campo
settimane
sorte.
volere
sati
Pase
a
25!
—
—
ben
a
morire
che
1895
classe
dalla
Avezzano
pensare
fatale
giornata
trate
concen-
esser
per
vati
sal-
giovani
in
morire
potessero
della
reclute
Quattrocento
Sulmona!
perchè
morte,
della
vigilia
da
di
distretto
nel
che
europeo
quelle
».
la
patria,
nostra
Dobbiamo
natura!
Come
proprio
allontanate
state
erano
più
in
ma
di
modo
altro
la
tutta
sconvolgimento
colpo
vigliacco
questo
di
sorte
dallo
minacciata
più
da
alla
fermamente
pensare
modo
un
degno!
umile;
più
guerra,
sola
una
Slataper
Scipio
la
s'avvicinava
Come
il
vedeva
:
cosa
suo
si
posto
ceva
fadi
gregario.
Si
arruolò
al
nel
fronte
1915,
maggio
novembre,
nel
fu
il
ferito
3
nel
dicembre
giugno,
morì
tornò
ri-
sul
Podgora.
Di
pronto
Lui
a
niente
tutto
è
perdere.
andato
perduto,
perchè
Egli
fu
DEGLI
BIBLIOGRAFIA
DI
Nel
Lavoratore
La
Nel
delle
Alcade
D'Annunzio
Palvese
Lo
Ne
La
da
Il
Nel
(novella)
La
La
I
rosa
1907.
Trieste
6
—
ottobre
1908.
dicembre
1908.
1909.
Medardo
di
luglio
25
—
1908,
(1909)
a
31
—
maggio
30
—
Rosso
12
—
dicembre
1909.
«Salottino».
(1909-1914):
triestine
A.
—
del
di
A.
9,
A.
—
A.
—
—
n.
A.
—
Sansone
triestini
I,
vuoto
letteraria
claque
Caratteri
novembre
17
Domenica
solidificatore
capelli
1907.
1907.
—
(versi)
italiana
nel
Voce
Tasso
vita
italiani
Lettere
Il
1907.
(1908)
delia
di
agosto
(novella)
della
L'Università
Ne
1906.
1907.
febbraio
i
—
ottobre
6
del
nascosta
Giornalino
Varia
dicembre
gennaio
i6
—
25
—
—
trentina
fiume
Bimbi
1905.
1907.
16
—
Trieste
(bozzetto)
Vita
Petalo
gennaio
(1907)
spiritismo
Pietra
pubblico
Testi)
C.
(a
Frenp
Esseri
il
e
Corrispondenze
Il
settembre
30
—
26
—
(1906-1907)
Replicando
Nel
scolastiche
norme
Zalamea
de
Goliardo
G.
SLATAPER
SCIPIO
(i905-1907)
tirannia
El
SCRITTI
I,
I,
I,
n.
n.
n.
21.
11,
I,
16,
21.
13,
n.
15,
14.
19,
33,
39.
254
—
Profili
giornali
di
Caratteri
Ai
I
A.
—
A.
—
figlidi Segantini
festa
Sul
Secchieta
giornalista da
Una
risposta
Il silenzio
Breve
risposta
La
La
del
I due
papi
Nathan
e
di
Quando
A.
III,
—
di
Pensieri
E
era
verità
i
II,
Segantini
II,
della
cipressi di
San
natura
La
Del
Ili,
n.
II,
Teatro
—
A.
II, n. 16.
II,
n.
29.
36.
n.
43.
n.
II,
50.
n.
53.
52,
h
6, 7,
n.
n.
s\\
12.
III,
A.
—
Ili,
A.
—
16,
n.
A.
Ili,
del
n.
30.
colera
Domenica»
Guido
A.
—
A.
—
A.
—
Ili,
Ili,
Ili,
n.
n.
Ili,
n.
A.
—
52,
A.
Ili,
IV,
n.
n.
32.
34.
40.
n.
46.
A.
II, n. 15.
44.
n.
n.
Ili,
turlupineide
seconda
—
A.
—
Perplessità crepuscolare (a proposito di Guido
A.
A.
27.
—
giornalino
—
33.
n.
II,
A.
—
proposito
a
14.
n.
II,
A.
—
Bisanzio
Fichte
12.
42.
A.
n.
n.
13.
sull'irredentismo
—
Roma
n.
l'umana
A.
—
n.
A.
numeri
indigene
II,
A.
16.
n.
A.
A.
—
12.
il nazionalismo
Hebbel
Fr.
due
I nostri
«Il
II,
—
—
L'Irredentismo
La
A.
e
II,
A.
Hebbel
Giuditta
Brand
16.
Segantini
—
n.
di Bianca
n.
i modernisti
Friedrich
Delizie
—
Touring
Gottardo
Fra
II,
nazionalisti
Documenti
II,
12.
n.
—
II,
possibile cambiar
è
non
carta
A.
37.
n.
15.
n.
lettera
Fiume
giovane
Siccome
II,
—
A.
2.
n.
52.
n.
II,
A.
—
una
a
A.
—
I,
II,
Segantini
Hebbel
A.
I,
A.
—
II,
52.
n.
—
legislatori
—
Il futurismo
neve
Bianca
F.
A.
—
A.
—
A.
34,
27,
n.
I,
Gemito
a
dei
di
la
c'è
II
Pensieri
A,
—
matricole
delle
Il mondo
I,
23.
n.
intelligentid'Italia
giovani
La
I,
—
50.
3.
Gozzano)
—
255
—
Garavaglia
Ferruccio
nazionale
L'Avvenire
nell'Idea
R.
Dal
Carso»
de
Pomo
e
Midi
uomo
Nei
La
di
Silvio
dei
biblioteca
Poesie
(di U.
Saba)
tedeschi
e
Pascoli
Vincenzo
Tendenze
L'Urmeister
di
Hebbel
Ne
La
Carlo
(per
Riviera
Numero
(Monte
unico
Miranda
Ne
La
Trento
e
Opportunismo
—
in
campagna
la
febbraio
191
1912»
2.
1912.
—
La
anima
191
d'uva)
pigna
Fogazzaro
giugno
191
1913.
(191 1)
1.
(1911-1912)
—
i
buono
novembre
i
dicembre
—
191
1.
1911.
15
gennaio
marzo
—
1910.
1911.
1.
settembre
—
luglio
—
sua
ottobre
Antonio
8U
Trieste
L'Università
29
—
novembre
28
e
margine
Trentina
Voce
città
Calvo;
Firenze,
—
1.
191
settembre
26
—
—
briola)
La-
(di A.
(1910-1913):
di
in
1911.
1.
(di C. Barbagallo)
Ausserleben
Impressioni
luglio
dicembre
28
—
primaverili
Contrasto
1.
191
contemporanea
191
centenario)
ore
professor
Monologhi
Nel
il
1.
1.
27
—
Michelstaetter
Ligure
Ventiquattro
Il
Grazia
Goethe
l'Apostata
e.
1,
novembre
30
di
Giuliano
Scritti
191
50.
1910.
191
191
aprile
6
n.
(1910-1912):
gennaio
luglio
IV,
gennaio
26
politiche dell'Austria
—
23.
22,
n.
27.
novembre
io
—
191
la
Gerace,
Voce
—
27
—
A.
-—
—
Ruta)
luglio
27
—
La
26
—
IV,
38.
n.
popoli
26,
24,
n.
A.
—
37.
n.
Benco
Insaniapoli (di E.
Slavi
IV,
bibliograficode
«Trieste»
20.
27.
n.
dell'Austria
attuale
Bollettino
n.
IV,
IV,
IV,
A.
—
Il momento
A.
A.
—
A.
—
—
IV,
politico di Trieste
e
Nazionale
«Mio
Partage
A.
—
—
1912.
—
luglio
1912.
256
—
Ne
L'Adula
In
Primavera
La
Ne
La
ottobre
17
—
2.
191
(1912)
rosa
l'usignolo
e
dicembre
—
1912.
degli insegnanti (1912-1914)
Voce
Gorizia
Per
Nel
{1912)
conoscerci
Per
—
altre
e
Scuola
è
tradizione
Resto
del
Carlino
Com'è
sentita
2.
191
19 14.
(1914-1915)
militare
Trieste
a
austriaca
8
—
settembre
19 14.
settembre
11
—
dell'autorità
spasseti»
e
marzo
15
—
giugno
20
—
la guerra
Preparazione
«Chiasseti
italiane
terre
19 14.
Trieste
a
tembre
set-
13
—
19 14.
L'Adriatico
L'Austria
I
la
e
e
diritti
Triplice
r6
—
settembre
l'impero degli Asburgo
nazionali
si
affermano
19 14.
settembre
19
—
la
con
guerra
1914.
tobre
ot-
io
—
1914.
Perchè
ottobre
25
—
Un'illusione
21
storia
della
II valore
di
(contro
l'Austria
novembre
19 14.
monarchia
absburghese
ma
austriaco)
nia)
Germa-
la
con
18 dicembre
—
(Guglielmo
anniversario
un
il soldato
e
1914.
pericolosa
—
La
(Il cittadino
vincono...
non
Oberdan)
1914.
21
—
cembre
di-
19 14.
Il terremoto
La
vita
e
la
rinasce
nazione
sulle
18
—
gennaio
1915.
distrutta
di Avezzano
rovine
19
—
naio
gen-
1915.
Visioni
dell'enorme
ammonimenti
e
catastrofe
20
—
naio
gen-
1915.
il
Lungo
Come
margine
organizzati
sono
gennaio
Il confine
Ciò
che
Fucino
20
—
i soccorsi
gennaio
nel
paese
1915.
del
Liri
7
aprile
—
23
1915.
naturale
la
del
Grecia
L'insufficenza
del
d'Italia
poteva
3
—
avere
principio
1915.
marzo
dall'Intesa
nazionale
—
—
22
aprile
1915.
1915.
INDICE
Voce
1. La
i-a^.
Trieste
generazioni.
Due
Scipio
scolaro.
Slataper
novelle.
Le
prime
Il
movimento
vociano.
alle
«Caratteri»
Dai
«Delizie
in
Impressioni
mio
margine.
Carso
Carattere
Pag.
amicizie.
e
Gioietta.
Crisi
d'uomo
Genesi
Il
d'artista.
e
dell'opera.
libro
la
e
L'artista
e
critica.
il
suo
Impressionismo
stile.
letterario.
III. Ibsen
F.
S.
indigene».
vociane.
Crisi
II
cultura.
tentativi.
Primi
IL
di
tradizioni
senza
Hebbel
Slataper
Piani
Dall'
in
Italia
hebbeliano.
drammatici.
Hebbel
a
Ibsen.
71
260
—
—
si
Come
"l'Ibsen».
legge
ibseniani.
Studi
Amburgo.
La
tesi
laurea
di
Il
Ibsen.
dell'
Organicità
libro.
il
e
Critico
L'uomo
di
L'artista
IV.
fronte
a
Ibsen.
Trieste.
Il
Pag,
199
Podgora.
Le
«
triestine
Lettere
e
Slataper,
Vivante,
Parole
Dalla
Trieste
dell'irredentismo.
storia
Polemica
".
Fauro.
nuove.
guerra
sentita
libica
da
alla
balcanica.
Amburgo.
Volontà.
Bibliografia
degli
scritti
di
S.
Slataper
Pag.
.
253
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Scipio Slataper - Forgotten Books