centralizzato
distribuzione dei segnali in casa
SAT e TV
Meglio insieme
o separati?
Possono convivere segnali SAT e TV terrestri digitali
nell’impianto centralizzato? Quali possono essere i problemi
e le soluzioni? Ecco alcune considerazioni sui criteri di
base da adottare per garantire un buon funzionamento
dell’impianto in edifici fino a 8-10 piani
Vincenzo Servodidio
88 Eurosat - novembre 2013/250
L’
adeguamento di un impianto
TV esistente per la ricezione
e distribuzione dei segnali
TV (via satellite e via terrestre) è
realizzabile partendo da due diversi
principi: miscelare i segnali per mantenere i singoli cavi di utente (figura
1a), non miscelare i due segnali e
aggiungere un cavo indipendente
distribuzione dei segnali in casa
per i segnali satellitare (figura 1b).
Nel primo caso si deve tenere conto
che un impianto TV terrestre è realizzato generalmente con derivatori
passivi capaci di indurre un’attenuazione differenziata ai singoli
piani allo scopo di mantenere un
certo equilibrio tra segnali forniti
alle diverse prese dell’impianto. Tale
equilibrio è stabilito dalle norme
tecniche e deve essere tale da non
presentare differenze superiori a 12
dB (canali TV terrestri) tra i livelli dei
segnali prelevati a due diverse prese
TV dello stesso impianto. Prelevando
perciò lo stesso canale TV terrestre
dalla presa più sfavorita della rete
(quella più lontana dal centralino
TV) e quella più favorita (più vicina
al centralino TV) per avere un impianto a norma non ci potrà essere
un dislivello superiore 12 dB.
Tutta la rete di distribuzione di
un impianto esistente, quindi, è
calcolata per ottenere volutamente
ad ogni piano un’attenuazione di
derivazione diversa, in modo che ai
piani superiori sia disponibile una
maggiore attenuazione di prelievo
dei segnali rispetto a quella dei piani
inferiori per compensare le maggiori
perdite introdotte, ai piani più bassi,
dalla lunghezza dei cavi e dalle attenuazioni di inserzione (di passaggio)
dei singoli derivatori.
Per dirla in modo più semplice
l’impianto TV centralizzato terrestre
è normalmente realizzato ad hoc per
garantire la stessa qualità dei segnali
a tutte le prese dell’impianto, differenziando l’attenuazione di prelievo
tra un piano e l’altro.
Per integrare nell’impianto i
segnali TV SAT senza danneggiare
quelli terrestri (sia analogici sia
digitali), si può stabilire come principio di base dettato dall’esperienza
sul campo che fino a 5-6 piani sia
possibile sostituire la rete di discesa
mono-cavo con una rete multi-cavo
miscelando i segnali TV terrestri con
quelli satellitari.
Se si hanno più di 6 piani, ovvero
più di 6 derivazioni è consigliabile
lasciare per conto suo la rete TV
terrestre esistente e aggiungere semplicemente una rete multi-cavo per
la TV satellitare derivando da essa
un cavo coassiale indipendente per
ogni alloggio. In alternativa possiamo suddividere la rete TV terrestre
in due o più rami (indicativamente
un ramo ogni quattro piani) e alimentare la cascata di 4 multiswitch
a gruppi di 4 o 5.
Livello dei segnali
forniti dalla presa
Prima di avventurarsi in qualunque tipo di allestimento o trasformazione dell’impianto è opportuno
conoscere quali sono i livelli dei
segnali che una presa TV deve poter
fornire. Visto che da una stessa presa
oggi si possono prelevare sia segnali
TV satellitari sia terrestri digitali è
opportuno stabilire, per ognuno di
questi segnali, i livelli idonei a garantire il buon funzionamento degli
apparecchi televisivi e dei decoder
satellitari e terrestri. Un aiuto arriva
dalle norme CEI e in particolar modo
dalla guida CEI 100-7 che riunisce
tutte le raccomandazioni e le prescrizioni da mettere in atto durante la
progettazione e realizzazione dell’impianto condominiale. Questa guida
fissa come valori massimi e minimi
dei segnali prelevabili da una presa
TV quelli elencati nella tabella sotto.
Equilibrio tra i livelli
Livelli minimi e massimi dei segnali TV prelevabili da una
presa dell’impianto condominiale. (Guida CEI 100-7)
TV digitale terrestre (dBµV)
TV satellite (dBµV)
Livello minimo
45
47
Livello massimo
74
77
L’impianto di distribuzione deve poter trasferire a tutte le
prese TV segnali compresi entro i limiti indicati dalla tabella
Figura 2. Dopo 50 metri
di cavo coassiale, i
diversi segnali in transito
vengono attenuati in
modo diverso in base alla
loro frequenza operativa
TV
65 dBµV
Miscelatore
TV-SAT
SAT
75 dBµV
cavo coassiale
con attenuazione
30 dB/100mt (2150 MHz)
22 dB/100mt (950 MHz)
20 dB/100mt (790 MHz)
10 dB/100mt (230 MHz)
50 mt
TV
60 dBµV (230 MHz)
55 dBµV (790 MHz)
SAT
60 dBµV (950 MHz)
52 dBµV (2150 MHz)
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centralizzato
distribuzione dei segnali in casa
Segnali diversi
miscelati insieme
questi segnali sono prelevabili alle
uscite di derivazione con lo stesso livello con cui si presentano all’ingresso.
Utilizzando multiswitch in grado di
miscelare anche i segnali TV terrestri,
si dovrà tenere conto del fatto che
questi segnali sono prelevabili alle
uscite derivate del multiswitch con un
livello solitamente più basso di 15 dB
rispetto a quello presente all’ingresso.
Infine si dovrà anche considerare
La possibilità di miscelare segnali
TV terrestri e satellitari sulla stessa
rete di distribuzione deve tenere
conto della diversità tra i due segnali
e in particolar modo della differente
frequenza operativa che per la TV
satellite sono comprese tra 950 e
2150 MHz mentre per quella terrestre,
analogica e digitale, sono comprese
tra 40 e 790 MHz.
Inoltre, è opportuno conoscere il
comportamento dei cavi coassiali e degli altri apparecchi inseriti nella rete di
distribuzione, ovvero dei multiswitch.
I multiswitch integrano normalmente amplificatori che recuperano
le perdite di ripartizione dei segnali
satellitari sulle diverse uscite, pertanto
Antenne
A
Unità Abitativa
Terminale
di Testa
SAT
TV
Derivazione
di piano
tubazione
di utente
presa tv e sat
multiswitch
di piano
Figura 1. Differenti configurazioni praticabili
per l’adeguamento degli impianti esistenti
alla distribuzione dei segnali TV satellite
A) I segnali satellitari vengono miscelati a
quelli TV per mantenere un singolo cavo di utente.
B) Non si tocca l’impianto TV terrestre
esistente ed è aggiunto un cavo di utente
per i segnali satellitari
Antenne
Un esempio
sul campo
Terminale
di Testa
B
Unità Abitativa
presa tv
presa sat
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il comportamento del cavo coassiale
alle diverse frequenze. Per intenderci,
un cavo coassiale è un buon mezzo
per trasferire in modo economico
molti segnali televisivi dal centralino
TV fino alle singole prese degli utenti
condominiali, tuttavia non essendo
un mezzo per cosi dire “trasparente”,
il cavo coassiale tenderà a non rispondere allo stesso modo nei confronti di
tutti i segnali che lo attraversano, bensì
introdurrà perdite variabili di segnale
con la tendenza naturale ad attenuare
maggiormente le frequenze più elevate. Perciò, i diversi segnali TV terrestri
e satellitari della stessa intensità dopo
aver percorso un cavo coassiale lungo
50 metri, mostreranno valori di intensità o livelli differenti: in particolare il
segnale satellitare risulterà più basso
di quello terrestre (figura 2).
Se prendessimo, ad esempio, una
matassa nuova di cavo coassiale e al
suo interno facessimo passare un segnale TV analogico o digitale con una
frequenza di 230 MHz e un segnale
TV SAT con una frequenza di 2150
MHz, si avrebbero alla fine del cavo
due segnali con differenze di livello
evidenti, tipicamente valutabili tra
15 e 20 dB.
Si deve poi considerare che un
cavo coassiale è soggetto, negli anni
di esercizio, a un graduale degrado
delle sue caratteristiche e diverse da
frequenza a frequenza.
Questo aspetto, quindi, è da prendere in seria considerazione quando
si progetta e si installa un impianto
collettivo con canali TV terrestri e
satellitari miscelati.
SAT
TV
Derivazione
di piano
tubazione
di utente
multiswitch
di piano
derivatore tv
esistente
Nella figura 3 illustriamo un caso
pratico per valutare il comportamento
di una rete di distribuzione multicavo nei confronti dei diversi segnali
da distribuire: TV terrestri analogici
e digitali e TV satellitari. Si può
notare, osservando la figura, come
per ottenere alla presa più lontana i
livelli di segnale stabiliti dalle norme
CEI sia necessario far partire in testa
all’impianto livelli di segnale molto
più alti. Per contenere le attenuazioni
della rete in modo da non dover usare
amplificatori troppo potenti in testa
e quindi ottenere una buona qualità
complessiva dei segnali distribuiti,
distribuzione dei segnali in casa
viene proposta una soluzione che
prevede una linea di discesa multi-cavo
con quattro cavi per i segnali satellitari
e una discesa a due cavi per quelli
terrestri. Questa seconda linea a due
cavi è stata realizzata in questo modo
per risparmiare sulle perdite che la rete
avrebbe introdotto alle frequenze TV
terrestri. Infatti, usando un solo cavo
di discesa le attenuazioni di passaggio
introdotte dai multiswitch sarebbero
state troppo elevate e avrebbero difficilmente permesso di ottenere livelli
di segnale nella norma a tutte le prese
dell’impianto.
TV
SAT
9 mt
9 mt
21 mt
TV
74 ÷ 94 dBµV (230 MHz)
77 ÷ 97 dBµV (790 MHz)
SAT
65 ÷ 95 dBµV (2150 MHz)
Doppio cavo
di discesa
Lo stratagemma utilizzato è di
usare due cavi di discesa ad ognuno
dei quali è stata assegnata un cascata
di 4 multiswitch. In questo modo le
perdite di passaggio complessive per
i segnali televisivi resi alla presa più
lontana si riducono a 9 dB, mentre
impiegando un solo cavo sarebbero
state di 21 dB (senza considerare le
attenuazioni dovute ai connettori). Per
quanto riguarda i segnali satellitari, le
cose vanno un po’ meglio in quanto
i multiswitch sono normalmente
progettati per recuperare le perdite di
derivazione, presentando alle uscite di
ogni multiswitch un segnale che subisce la sola perdita dei cavi di discesa e
quelle dovuta al passaggio dei singoli
multiswitch.
La figura 3 mostra come i segnali
SAT pur attraversando una cascata di
8 multiswicth giungano alla presa più
lontana con un livello compreso nella
norma. Facendo il calcolo a ritroso, ovvero partendo dal segnale da rendere
disponibile alla presa e aggiungendo
tutte le perdite, si arriva a stabilire quale debba essere il livello dei vari segnali
all’uscita dell’amplificatore di testa.
Si può notare come i livelli calcolati
rispetto ai valori minimi e massimi
prescritti dalle norme, richiedano un
segnale massimo in testa di 97 dBµV a
790 MHz per i segnali DTT, contro 95
dBµV per i segnali satellitari. Lo stesso
esempio di figura 3 dimostra come la
differenza riscontrabile tra due segnali
TV, DTT o satellitari prelevabili da due
diverse prese dell’impianto rimanga
entro i 12 dB e 15 dB consigliabili
rispettivamente per i segnali terrestri
Eurosat
e per quelli satellitari.
3 mt
caratteristiche tipiche
del multiswitch in cascata
att. passaggio 3 db (media)
att derivazione:
0 dB (2150 MHz)
15 dB (47÷ 790 MHz)
3 mt
Figura 3. Esempio
d’impianto, risultato
dall’adeguamento di
un sistema tv esistente
con l’aggiunta di
multiswitch in cascata e
doppia linea di discesa.
Questa configurazione
permette di ottenere
un buon equilibrio tra i
segnali distribuiti, una
perdita più contenuta
sui segnali terrestri e
una conseguente minore
potenza dell’amplificatore
di testa
3 mt
3 mt
3 mt
attenuazione complessiva
alla presa più sfavorita
27 dB (230 MHz)
30 dB (790 MHz)
18 dB (2150 MHz)
3 mt
3 mt
10 mt
TV
47 ÷ 67 dBµV
SAT
47 ÷ 77 dBµV
Eurosat - novembre 2013/250 91
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