ARRIVIAMO DALLA LUNA
Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
Ente Formatore per Docenti Accreditato MIUR
Questa pubblicazione è il prodotto dell’attività in situazione svolta in seno
al Percorso di Formazione denominato “Scrittura, Regole, Musica, Armonia,
Cittadinanza” II annualità
Partendo dall’incipit di Angela Nanetti e con il coordinamento dei propri
docenti, hanno scritto il racconto gli studenti delle scuole e delle classi
appresso indicate:
Istituto Comprensivo Statale di Siano - Classe V E
I Circolo Didattico “Hero Paradiso” di Santeramo in Colle - Classi IV A/B/C/D/E/F/G
Istituto Comprensivo “F.lli Linguiti” di Giffoni Valle Piana - Classi III A/B
II Circolo Didattico - Scuola Primaria “De Gasperi” di Noicattaro – Classe IV F
IV Circolo Didattico “Matteo Mari” di Salerno - Classi V D/E/F
Istituto Comprensivo Statale di Siano - Classe V D
Istituto Comprensivo Teverola - Classe IV A/B, V A/B/C
Istituto Comprensivo “Pascoli” di Tramonti - Classe III A
Scuola Primaria Paritaria “Preziosissimo Sangue” di Pagani - Classe V A
Scuola Primaria Paritaria “Preziosissimo Sangue” di Pagani - Classe III A
III C. D. “Roncalli” di Altamura - Plesso “Madre Teresa di Calcutta” - Classe IV C
Editing a cura del tutor: Stefano Delprete
Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
Ente Formatore per Docenti accreditato Ministero dell’Istruzione
La pubblicazione rientra tra i prodotti del Percorso di Formazione per Docenti
“Scrittura, regole, musica, armonia cittadinanza” II annualità.
Il Percorso di Formazione è promosso dal MIUR Dipartimento per l’Istruzione Direzione Generale
per il Personale Scolastico Ufficio VI e si organizza in interazione con il Liceo Alfano I di Salerno
Direzione e progetto scientifico
Andrea Iovino
Responsabile per l’impianto editoriale
Marisa Coraggio
Coordinamento Scientifico
Maurizio Spaccazocchi
Grafica di copertina:
l’Istituto Europeo di Design, Torino
Docente: Sandra Raffini
Coadiuzione nella redazione del progetto
e monitoraggio dell’azione
Ermelinda Garofano
Maurizio Ugo Parascandolo
Impaginazione
Tullio Rinaldi
Francesco Rossi
Ermanno Villari
Segreteria di Redazione
e Responsabile delle procedure
Valentina Landolfi
Margherita Pasquale
Relazioni Istituzionali
Nicoletta Antoniello
Staff di Direzione
e gestione delle procedure
Angelo Di Maso
Adele Spagnuolo
Amministrazione
Rosanna Crupi
Annarita Cuozzo
Franco Giugliano
Piattaforma BIMEDESCRIBA
Gennaro Coppola
Angelo De Martino
I libretti della Staffetta non possono essere in alcun modo posti in distribuzione Commerciale
I Docenti e le classi che hanno operato
per la composizione del racconto si
sono potuti avvelere del contributo di:
Responsabili d’area
del percorso di formazione
Ermelinda Garofano
Adele Spagnuolo
Maria Belato
Docenti Tutor Scrittura
Pino Pace
Stefano Delprete
Annamaria Piccione
Docenti Tutor Musica
Giorgio Dellepiane Garabello
Tullio Visioli
Carlo Pestelli
By Bimed Edizioni
Dipartimento tematico della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo
(Associazione di Enti Locali per l’Educational e la Cultura)
Via della Quercia, 64 – 84080 Capezzano (SA), ITALY
Tel. 089/2964302-3 fax 089/2751719 e-mail: [email protected]
La Collana dei Raccontiadiecimilamani 2014 viene stampata in parte su
carta riciclata. È questa una scelta importante cui giungiamo grazie al contributo di autorevoli partner (Sabox e Cartesar) che con noi condividono il
rispetto della tutela ambientale come vision culturale imprescindibile per chi
intende contribuire alla qualificazione e allo sviluppo della società contemporanea anche attraverso la preservazione delle risorse naturali. E gli alberi
sono risorse ineludibili per il futuro di ognuno di noi…
Parte della carta utilizzata per stampare i racconti proviene da station di
recupero e riciclo di materiali di scarto.
La Pubblicazione è inserita nella collana della Staffetta di Scrittura
Bimed/Exposcuola 2013/2014
Riservati tutti i diritti, anche di traduzione, in Italia e all’estero.
Nessuna parte può essere riprodotta (fotocopia, microfilm o altro mezzo) senza
l’autorizzazione scritta dell’Editore.
La pubblicazione non è immessa nei circuiti di distribuzione e commercializzazione e rientra tra i prodotti formativi di Bimed.
RINGRAZIAMENTI
Ringraziamenti ossequiosi vanno a S. E.
l’On. Giorgio Napolitano che ha insignito
la Staffetta 2014 e l’azione formativa con
uno dei premi più ambiti per le istituzioni
che operano in ambito alla cultura e al fare
cultura, la Medaglia di Rappresentanza
della Repubblica Italiana giusto dispositivo
Prot. SCA/GN/1047-1 del 12/09/2013.
Si ringraziano per l’impagabile apporto
fornito alla Staffetta 2014:
i Partner tecnici:
UNISA – Salerno, Dip. di Informatica;
Ambasciata Italiana il Libano
Istituto Europeo di Design - Torino;
Cartesar Spa e Sabox Eco Friendly
Company;
Ringraziamenti particolari vanno agli
scrittori redattori degli incipit, a Elisabetta
Barone Dirigente del Liceo Alfano I partner
istituzionale della Staffetta e delle attività
di formazione, a Claudia Enrico Dirigente
della Scuola Primaria Michele Coppino di
Torino e a Filippo Gervasi Dirigente dell’Istituto Comprensivo E. De Amicis di Enna
per aver concesso la propria scuola in funzione delle attività in presenza dell’azione
formativa collegata.
La Staffetta 2013/14 riceve:
Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana
Patrocini:
Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia,
Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente
PRESENTAZIONE
Il Percorso di Formazione da cui scaturisce la presente pubblicazione ci
ha consentito, quest’anno, di dimostrare come attraverso l’ottimismo della
volontà sia possibile organizzare buone prassi tali da rideterminare
motivazione e nel contempo, dare alla scuola italiana gli strumenti
necessari a affrontare le sfide sempre più complesse che abbiamo davanti
a noi. Attraverso un lavoro rilevante sulla scrittura e sulla musica abbiamo
verificato come sia possibile coinvolgere gli studenti nelle pratiche che attraverso i saperi, le conoscenze e le competenze determinano cittadinanza.
Abbiamo fatto di più nel momento in cui siamo riusciti a sancire un’idea
comune di cittadinanza che si connota dei principi costituzionali su cui
poggia la nostra Repubblica. Il percorso di formazione che si è svolto
per una parte in presenza e per un’altra parte on-line ha il suo valore
aggiunto proprio per la fase in situazione che è, in buona sostanza,
il momento in cui quanto ci trasmettiamo durante le lezioni de visu e
quanto assumiamo attraverso la Piattaforma web può essere provato e
testato nel rapporto con i nostri giovani, quegli studenti italiani che
abbiamo il dovere di ringraziare per il contributo che hanno messo in
campo in favore dell’azione. Il racconto che a seguire avrete il bene di
leggere è il frutto di un lavoro complesso di un insieme di docenti e studenti
che prima sono entrati in relazione con lo scrittore redattore dell’incipit,
poi hanno scritto insieme il proprio capitolo, poi hanno seguito la storia
e, infine, hanno tradotto il lavoro di scrittura in altro linguaggio creativo
documentato dal DVD che è accluso al volume. Tutto questo è stato fatto
in interazione diretta dei docenti fruitori del percorso con il Comitato
Tecnico Scientifico, gli esperti, i docenti tutor e le tante, diverse, figure
che hanno contribuito a determinare un risultato assolutamente unico per
le attività di formazione che è, poi, questa pubblicazione e gli altri prodotti
che attestano quanto possa essere possibile determinare una scuola
stimolante e partecipata in cui la Cittadinanza viene affermata come
obiettivo primario per il contesto formativo del nostro Paese.
Andrea Iovino
INCIPIT
ANGELA NANETTI
Quella notte la luna tardava ad arrivare.
«Dove si sarà fermata?» si domandò Gregorio stirando
il corpo con un sommesso miagolio di piacere. Gregorio
era un gatto grigio, che passava le notti sul tetto dei
garage del grande palazzo a nove piani che circondava il cortile. Cinquanta finestre tutte uguali.
«Perché non arriva?» si chiese Giulia, affacciata alla finestra n° 25 del quarto piano. E intanto scrutava il cielo
non ancora nero, del blu imbronciato che precede la
notte. Giulia era una bambina di nove anni, che ogni
sera si affacciava alla finestra della sua cameretta per
ascoltarli. Ma per sentirli doveva prima arrivare la luna.
“Sarà luna nuova?” pensò l’uomo col sacco di tela a
tracolla e la scala metallica in mano, avvicinandosi al
grande albero al centro del cortile. Era una scala leggera di alluminio e allungabile… Allungabile fino alla
cima dell’albero dov’erano loro.
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«Forse si è stancata di passare di qui, avrà cambiato
strada» ragionò Gregorio.
“Ma senza la luna quelli si sarebbero mostrati?” si chiese
il gatto.
Gregorio era un gatto filosofo che amava farsi le domande, ma non amava cercare le risposte perché costavano fatica. A dire la verità, quelli lui non li aveva ancora
visti ed erano due settimane che guardava l’albero: dalla
sera in cui la luna era apparsa e sull’albero c’era stato
tutto quel gran movimento. Però Gregorio, oltre che filosofo, era un gatto paziente e un cacciatore. E sapeva
aspettare.
Ma Giulia paziente non lo era affatto.
«Conterò fino a cento e, se la luna non arriva, me ne
andrò a vedere la tv» decise all’improvviso.
«E se incominciano dopo? Come faccio a convincere
la mamma che non dico una bugia? Allora conterò fino
a duecento. E poi tornerò indietro fino a zero».
A Giulia piaceva la matematica e le piaceva risolvere i
problemi e quel suono era un vero problema. Perciò
aveva deciso di registrarlo.
«Meglio così» concluse l’uomo soddisfatto, appoggiando la scala al tronco dell’albero e incominciando
ad allungarla.
«Con il buio non ci sono testimoni e la ricompensa questa notte è sicura. Dicano pure quello che vogliono, ma
quelli di sicuro sono lassù».
In quel momento la luna uscì dal tetto del palazzo, rotonda e lucida, grondante chiarore. Non era in ritardo,
erano gli altri a essersi sbagliati.
Gregorio miagolò di soddisfazione, Giulia accese il registratore e l’uomo imprecò.
«Sempre così impazienti!» sospirò la luna.
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CAPITOLO PRIMO
Un arrivo stupefacente
“Sì, impazienti e sempre più strani, chissà perché mi
aspettano con tanta ansia?”
E mentre lo pensava, il suo sguardo cadde su Gregorio: “Che bel gattone! Beh, che lui mi stia aspettando
lo capisco, si sa che i gatti miagolano alla luna! Ma
lei, quella bella bambina bionda, perché mi punta addosso i suoi occhioni neri e che sarà mai quell’arnese
che stringe tra le mani? Quali saranno le sue intenzioni?
Oh! Ma guarda, e quella cos’ è? Un’altra luna? No! È
solo la testa pelata di quel tipo laggiù. Che ci fa con
quella scala e quel sacco? Non vorrà mica venirmi a
prendere?”
Gregorio, che da molte notti non dormiva per aspettare la luna, fissandola pensava: “Non vedevo l’ora!
La luna piena è veramente bella e questa sera lo è ancora di più! Che fortuna che ha, vive in cielo e da lì
può vedere tutto ciò che accade nel mondo. Però
chissà se a volte è triste, non credo che lassù abbia
molti amici”.
18
Un arrivo stupefacente
Il signor Pelatone (così lo aveva soprannominato la
luna), invece, non era molto contento del suo arrivo e
borbottava: «Che grande impicciona che è quella lì,
lassù. Da lì vede tutte le cose che succedono e riconosce tutti. Adesso con questa luce mi farà sicuramente
scoprire!»
In realtà il signor Pelatone si chiamava Lello ed era il
custode del palazzo. Era stato contattato dal responsabile dello zoo della città che gli aveva promesso una ricca ricompensa se gli avesse consegnato
i misteriosi visitatori.
Giulia, intanto, continuava a chiedersi se sarebbe riuscita a registrare gli strani suoni che l’avevano tanto sorpresa quindici giorni prima.
Erano tutti assorti nei loro pensieri e intorno non si sentiva alcun rumore.
Fu la mamma di Giulia a rompere il silenzio: «Vieni piccola, sta per iniziare il film!»
Giulia trasalì e, ancora un po’ scossa, rispose: «No!
Mamma vieni tu qua, esci a vedere la luna, questa sera
è davvero splendida».
Capitolo primo
19
La mamma disse: «D’accordo! Mi hai convinto, vediamo
questa meraviglia».
Quando la mamma arrivò, Giulia le buttò le braccia al
collo, era molto felice perché così poteva aspettare
l’arrivo di quelli insieme alla mamma.
Al quinto piano, nell’appartamento sopra quello di Giulia, abitava Marco, un ragazzino di undici anni, che era
il padrone di Gregorio e, non vedendolo rientrare, si era
affacciato per cercarlo.
Come aveva immaginato il signor Pelatone, la luce della
luna inondava il cortile del palazzo e così, quando
Marco si affacciò lo vide con la scala.
«Ehi, signor Lello! Che cosa fa con questa scala? Non è
che nel sacco c’è il mio Gregorio?» urlò dalla finestra.
Ma prima ancora che il signor Pelatone potesse rispondere, Gregorio fece sentire il suo miagolio, Marco si girò e
vedendolo sul tetto del garage tirò un sospiro di sollievo.
Mentre il signor Lello escogitava un modo per salire sull’albero senza essere visto, arrivò la sua nipotina, Emilia,
che bisbigliò: «Zio, ma che stai facendo? Perché stai
cercando di salire su quest’albero?»
20
Un arrivo stupefacente
Giulia, istantaneamente, accese il registratore, si voltò
verso la mamma ed esclamò: «Stanno arrivando!»
Il signor Pelatone iniziò a salire sulla scala con il sacco
di tela a tracolla.
Il gatto Gregorio spalancò i suoi occhi azzurri e profondi fissando il punto da cui proveniva lo strano rumore...
Sembrava il ronzio di molti, moltissimi insetti, uno sbattere di milioni di ali: un rumore che si poteva dire fastidioso.
Poi, in un istante, calò il silenzio, quel silenzio che precede sempre qualcosa di straordinario, come ciò che
stava per accadere...
Nel cielo comparve una scia luminosa. Marco strabuzzò gli occhi, uno strano oggetto volante, molto più
simile a un’astronave che a un aereo, atterrò sul tetto
del garage.
Un fischio sottile e acuto precedette l’apertura di una
botola da cui fuoriuscirono tanti esserini luminosissimi,
con gli occhi fuori dalle orbite! Dal tetto del garage
saltellarono fino all’albero e si nascosero tra il folto foCapitolo primo
21
gliame, s’intravedevano solo i loro occhi che sembravano piccole gocce di smeraldo.
Erano tutti rapiti da quel fantastico spettacolo, ma
anche un po’ spaventati.
La mamma, abbracciando Giulia, le sussurrò: «Piccola
mia avevi proprio ragione».
Anche il signor Lello si allontanò dalla scala, si avvicinò alla nipotina e la prese per mano. Marco, completamente stregato da quello che stava accadendo,
pensava al suo Gregorio e sperava solo che non fosse
in pericolo.
All’improvviso dall’albero si levò un curioso canto che
faceva così:
«Buonasera a tutti voi
Noi ci presenteremo poi
Distinguiamo nel chiarore
un gattone, il signore Pelatone,
i bambini e per ora,
una bella signora.
Arriviamo con la luna
e portiam tanta fortuna.
22
Un arrivo stupefacente
Amiamo i colori
la musica e i fiori!
Siamo fantastici,
mitici e simpatici,
noi siamo i Lunatici».
E anche quando smisero di cantare il frastuono non diminuì, gli esserini luminosi continuarono a saltellare da
un ramo all’altro facendo capolino qui e là, ridendo e
giocando felici.
Nessuno dei presenti riusciva a staccare gli occhi dall’albero, lo stupore era immenso.
Si sentivano fortunati al pensiero di assistere a tale meraviglia, ma erano anche un po’ preoccupati e si facevano le stesse domande: come saranno questi Lunatici?
Da dove vengono? Cosa vorranno da noi? Le loro intenzioni sono pacifiche? Perché arrivano solo quando
c’è la luna piena?
La Luna sorniona, dal canto suo, si godeva lo spettacolo e pensava: «Ora sì che capisco la loro impazienza».
Capitolo primo
23
CAPITOLO SECONDO
L’avventura ha inizio!
Gli esserini saltellavano di qua e di là. I loro occhi,
gocce di smeraldi, brillavano come stelle, luccicando
nel buio della notte. Sulla loro tuta metallica, spiccava
un’immagine fluorescente: la luna. Il capo allungato e
ciondolante era sovrastato da un’antenna che molleggiava ritmicamente.
Il gattone Gregorio a questa vista strabiliante fulmineo
e spaurito scese dal tetto per acciambellarsi intorno alle
gambe del suo padrone. Nella sua mente balenavano
centinaia di domande. Questa volta avrebbe voluto
avere delle risposte. Pensava tra sé e sé: “Cercano proprio noi? Ma che vorranno? Ci porteranno via? Saranno
buoni o cattivi? Che interessi hanno nel visitare il nostro
pianeta?”
In realtà queste domande turbinavano come un tornado
nella mente di tutti i presenti.
Dopo la meraviglia iniziale, il signor Pelatone scappò via
a gambe levate prendendo per mano la sua nipotina.
24
L’avventura ha inizio!
Anche Marco, di primo acchito, avrebbe voluto rifugiarsi
in casa, ma essendo il suo gatto al sicuro con lui, si fece
coraggio. Inspirando profondamente, si avvicinò quatto
quatto ai Lunatici e provò a toccarli. Poi fuggì via.
I Lunatici svolazzavano agili e fulminei, invadendo tutto
il cortile, tanto che Giulia non riusciva a coglierne i particolari. Li osservava cercando di definirne con chiarezza la forma del corpo, i colori, i tratti del viso. A
malapena riusciva a coglierne i movimenti, repentini e
scattanti. Che magia… ma che putiferio!
Giulia sentiva il suo cuore battere come un tamburo.
Strinse forte la mano alla sua mamma, che la rincuorò
con un forte abbraccio.
Così, prese l’iniziativa e con voce decisa principiò: «Vi
stavo aspettando e… finalmente siete qui!»
Uno di loro si fece più grande, quasi come a diventare
una sonora cassa di risonanza e, con ripetuti echi cantilenanti, cominciò:
«Io mi chiamo Abo
e non sono qui per caso.
Dei Lunatici sono il presidente,
ma tutti noi siam qui per uno scopo sorprendente.
Capitolo secondo
25
Dall’argentea luna proveniamo
e l’energia non abbiamo.
La Luna forza più non ha,
per questo siam venuti qua.
Quella che cerchiamo è un’energia assai speciale…
Solo voi bambini ci potete aiutare!
Che ne dite, ci state?
Se ci aiutate,
di sicuro ci salvate!»
Giulia rivolse una sguardo interrogativo a Marco che,
senza esitazione, annuì.
Poi chiese ad Abo: «Ma chi siete? Come possiamo aiutarvi?»
Abo sorrise. Sapeva che per avere il sostegno dei terrestri avrebbe dovuto dar loro qualche informazione e
qualche spiegazione in più.
Pertanto, dichiarò con voce sincera e rassicurante:
«Aiutarci potete,
molto più di quanto credete.
L’energia che ci serve,
a voi non costa niente.
26
L’avventura ha inizio!
Per noi, invece, è essenziale,
perché è una energia vitale.
Il sorriso di ogni bambino,
quando voi fate un giochino,
a casa oppure in cortile
riempie di energia il nostro barile».
Tutti i Lunatici si erano fermati. Ascoltavano con attenzione muovendo ritmicamente le loro antenne. La bambina dalla figura esile, ma alta e slanciata, interruppe
Abo con impeto: «Ma diteci. Quali giochi possono produrre questa energia?»
Abo, rasserenato dall’interessamento di Giulia, aggiunse:
«Se voi insieme giocate,
l’energia ci procurate.
Se il computer da parte lasciate,
e i giochi insieme praticate,
quell’energia dei sorrisi così singolare
a continuare a vivere sulla luna ci potrà aiutare.
Lontano ci porterà,
fino alla porta del sole che si aprirà.
La pace così sboccerà
con l’armonia della musica che in tutti mondi risuonerà».
Capitolo secondo
27
Con i suoi grandi occhi color del mare, Angela, la
mamma di Giulia, titubante e pensierosa, cercava pian
piano di carpire qualcosa in più. Giulia, invece, sembrava sicura di sé. A tratti guardava Marco, aspettando. Egli, dal canto suo, con lo sguardo pieno di
stupore guardava ancora i Lunatici. Pian piano essi incominciarono a danzare sulle note di una soave melodia proveniente dal suggestivo oggetto volante dai
mille colori, che pulsavano come lucine a intermittenza.
Il suono proveniente da violini, flauti, arpe, violoncelli si
distingueva e armonizzava, accarezzando, come leggera brezza, i cuori dei presenti.
La grande ruota di formaggio ammiccava da lassù. Conosceva i suoi abitanti, ma sapeva che da soli non ce
la potevano fare. Si chiedeva se i Lunatici avessero
scelto con cura le persone cui chiedere aiuto. Scrutava
gli occhi di Marco, ma non comprendeva le sue reazioni.
Un po’ alla volta lo sguardo del bambino si rasserenò. Il
suo sorriso dimostrò una graduale apertura e disponibilità. Giulia lo osservò e capì con gioia che anche lui
avrebbe collaborato.
28
L’avventura ha inizio!
Così, la bimba dai biondi capelli si fece coraggio e,
dopo aver cercato una conferma negli occhi sinceri
della mamma, esclamò: «Siamo pronti a collaborare: vi
aiuteremo nella vostra missione!»
In un attimo la musica si fece più intensa. I Lunatici si alzarono in volo come luccicanti libellule e si diressero
verso le due finestre, le uniche a essere illuminate nella
notte. Per incanto gli esserini, come un banco di pesci
guidato da un unico intento, circondarono la mamma,
Giulia e il suo amico. Li sollevarono all’improvviso come
piume al vento e dolcemente li adagiarono sul prato nel
cortile. Anche il gatto Gregorio voleva partecipare allo
strepitoso incontro. Con passo felpato balzò e sgattaiolò vicino al suo padrone.
Nel cortile i quattro erano circondati dai piccoli abitanti della luna, che in quel magico momento sembrava
un grande lampione di mille lumini più che mai infuocati.
I Lunatici, che brillavano della stessa luce della loro patria, a un tratto cantarono insieme:
«Oggi iniziamo l’avventura
e con voi siam senza paura.
Capitolo secondo
29
Di sicuro ci potete aiutare,
ma attenzione dovete lavorare.
Recuperando i giochi antichi e unendovi con tanti
amici,
saremo certamente tutti più felici».
«Ma il nostro cortile è ormai vuoto da tanto tempo. I
bambini sono sempre più abituati a stare da soli, catturati da TV, play station, computer… che ne pensate se
cerchiamo di riempirlo di nuovo di bambini, delle loro
grida, dei loro sorrisi?» domandò Angela.
Abo rispose sereno, ben sapendo quanto la loro avventura sarebbe stata difficile:
«Felice sono per essere stato capito,
sapevo che voi non mi avreste tradito».
Marco, curioso da morire e sempre pronto a scoprire e
conoscere le nuove tecnologie, chiese al capo dei Lunatici: «Ma come farete a trasformare e assorbire l’energia proveniente dai sorrisi dei bambini?»
Abo rispose:
«Rispondere a questa domanda
proprio non possiamo,
30
L’avventura ha inizio!
ma lo scoprirete presto, ve lo giuriamo.
Persone con cattive intenzioni il segreto potrebbero
rubare
e poi in modo sbagliato utilizzare.
Una cosa sola, tuttavia, vi possiamo consigliare:
voi dovreste giocare, giocare, giocare».
Il signor Lello, nascosto dietro la spessa tenda di broccato della finestra di casa sua, guardava interessato e
incredulo. Probabilmente stava già architettando il suo
misterioso piano.
Capitolo secondo
31
CAPITOLO TERZO
Una notte insonne
Ormai era notte fonda, anche i Lunatici erano molto
stanchi e si accomiatarono salutando così:
«Sicuri del vostro aiuto
vi lasciamo il nostro saluto
mantenete voi l’impegno
aguzzate il vostro ingegno
giocate insieme tutti
piccoli, grandi, belli e brutti
perché presto ritorneremo
e il barile riempiremo!»
Quella notte nessuno riusciva a chiudere occhio.
Giulia era troppo agitata e chiese alla madre di poter
dormire con lei nel lettone. La cosa, però, non funzionò:
il sonno non arrivava perché il suo pensiero era sempre
lì, fermo su quegli esserini fluorescenti in continuo movimento.
Si girava e rigirava nel letto; si tirò le lenzuola fresche di
bucato sulla testa e si sforzò di fermarsi a pensare a una
32
Una notte insonne
sola cosa: come fare per aiutarli? In fondo non doveva
essere poi così complicato raccogliere tanti amici nel
cortile con i quali potersi divertire nel pomeriggio. Però,
quali giochi fare?
Ora si sentiva già grande, ma da piccola il suo gioco
preferito era svestire e rivestire le Barbie, ma era quasi
sempre da sola; le custodiva ancora gelosamente e
talvolta ancora ci giocava, ma sempre da sola in cameretta. Non era poi così abituata a giocare con tanti
amici, di tanto in tanto lo faceva con qualche compagna di scuola o con sua cugina, ma sempre in casa.
Tra veglia e sonno le balenò un’idea. Una volta la
maestra aveva letto una leggenda che parlava del
sole e della luna che vivevano insieme nel cielo di
giorno. Il sole, però, aveva molta più energia della
luna e man mano la spinse nel cielo di notte per poter
regnare incontrastato durante il giorno. Siccome la
luna aveva bisogno di energia, ogni tanto, di nascosto, tornava nel cielo di giorno e la rubava ai raggi
del sole. Poteva essere un’idea! Doveva suggerirla ai
Lunatici!
Capitolo terzo
33
«Ma no, che sciocca» si disse «sicuramente ci avranno
già pensato! E poi non si può fare perché non è quella
l’energia che loro stanno cercando!»
Ma poi decise che non doveva preoccuparsi più di
tanto perché sua madre era bravissima a risolvere tutti i
problemi; l’avrebbe fatto sicuramente anche questa
volta.
Angela, a sua volta, faceva finta di dormire ma di nascosto osservava la figlia e pensava a come fare per
poter aiutare i Lunatici. In fondo erano tanto simpatici e
chiedevano veramente poco: solo allegria, sorrisi e
tanta compagnia!
Il pensiero corse alla sua infanzia quando non c’era
tempo per annoiarsi perché si giocava tutti insieme felici nelle strade deserte; le sembrava di ascoltare ancora l’eco di quelle conte o di quelle filastrocche che
stabilivano chi dovesse cominciare o uscire da un
gioco; “giro, girotondo, casca il mondo…” e si rivedeva
in cerchio con le sue amiche pronta a lasciarsi cadere
per prima in terra e ancora, appena più grande, tracciare col gessetto sulla strada davanti al cortile della
34
Una notte insonne
scuola le caselle per giocare su un solo piede alla settimana.
Ora c’erano solo macchine rumorose…
Però c’era il cortile, lì lo spazio era sufficiente per poter
riunire un’allegra brigata! E i giochi, quali giochi proporre loro? Sì, perché doveva darsi da fare in prima persona, visto che era la più grande. Certo che se i Lunatici
avevano bisogno d’energia, la prima cosa che le veniva in mente era il gioco della fune con un ritornello di
sottofondo. Essere pronti a saltarla quando tocca a
terra senza inciampare e seguire il ritmo del canto non
è poi così facile, sai quanta energia!
E poi come sarebbe stato bello rivedere i bambini giocare a nascondino, fortunatamente nel cortile c’era ancora qualche albero!
“A proposito di alberi, l’idea di una bella altalena non
sarebbe male” pensò Angela.
“L’albero al centro del cortile ha i rami molto robusti, sai
che divertimento! Lo spazio consente di pensare anche
a qualche gioco di squadra, la competizione potrebbe
coinvolgerli di più… Ma sì, le soluzioni ci sono, basta
Capitolo terzo
35
solo mettere insieme un bel gruppo di ragazzi, il resto
verrà da solo. Ora devo solo dormire perché domani
sarà una giornata molto impegnativa”.
Si girò nel letto e si accorse che finalmente Giulia si era
addormentata.
Intanto Marco era seduto in poltrona nella penombra
della sua cameretta con Gregorio ai suoi piedi che si
affilava le unghie sul tappeto colorato. Quella sera, infatti, niente tetti: aveva deciso di far compagnia al suo
padroncino.
Gli girava intorno accarezzandogli le gambe con la sua
voluminosa coda simile a quella di una volpe.
“Forse questa è la volta buona! Finalmente ci saranno
tanti bambini con cui giocare e divertirsi un mondo, altro
che sempre da solo sui tetti” pensava nel frattempo.
Marco, invece, non era così ottimista: come fare per
convincere i suoi migliori amici, così poltroni e poco fantasiosi a uscire all’aperto e a fare qualcosa di veramente interessante? Lui, ad esempio, aveva sempre
desiderato costruire un aquilone e spesso si era fermato
a pensare a quanta gioia avrebbe provato nel vederlo
36
Una notte insonne
alzarsi in volo. Ma poi il computer aveva avuto la meglio. Ma ora aveva deciso: per un po’ di tempo avrebbe
messo da parte il computer, la playstation e tutte le
nuove tecnologie! Ora era arrivato il momento di costruirlo quell’aquilone perché c’era qualcuno che poteva aiutarlo a volare in alto, più in alto di tutti. Altro
che, se poteva!
E con il pensiero tornò a quando i Lunatici, come per
incanto, l’avevano sollevato per adagiarlo sul tappeto
verde del cortile; che emozione, gli sembrava di essere
una foglia leggera cullata dal vento.
Il problema era solo convincere gli amici a staccare gli
occhi dai videogiochi. Ma sicuramente ci sarebbe riuscito: bastava raccontare loro di questi esserini luccicanti con in testa un’antenna che segue un ritmo
inarrestabile. Erano l’esatta copia di qualche protagonista di un videogame, solo che erano dal vivo.
Ormai aveva deciso. Domattina, lui e Giulia, sarebbero
scesi a giocare finalmente insieme nel cortile, all’aperto,
con il sole in faccia e il vento che gioca con i capelli;
Capitolo terzo
37
sarebbe stato meraviglioso! Se è vero che l’unione fa la
forza, era già un ottimo punto di partenza. Sai che gioia,
che entusiasmo! Le loro risate avrebbero attirato tanti
ragazzi scocciati e desiderosi di fare qualcosa di diverso. Di una cosa era certo: ben presto sarebbero stati
in tanti!
“Insieme è bello” pensò.
Con la testa pesante, stanco ma soddisfatto, si alzò
dalla poltrona, si lasciò cadere sul letto che sembrava
un campo di battaglia e si addormentò.
Di lassù la luna, simile a una grossa moneta d’oro, osservava fiduciosa e illuminava con la sua luce fioca
anche la camera del signor Lello che aveva gli occhi
fissi al soffitto e in mente un piano diabolico.
“Da domani mi metterò all’opera” pensò infilandosi sotto
le lenzuola stropicciate.
38
CAPITOLO QUARTO
Il grande giorno
Quella notte, anche il signor Lello non era riuscito a
dormire. Si era girato e rigirato tra le coperte arruffate
tanto da fare del letto un campo di battaglia. Mille
pensieri gli affollavano la mente. Si strofinava la testa
calva, come fosse la lampada di Aladino: aveva bisogno di idee...
“Cosa faccio? Catturo i bambini? Mi travesto da pagliaccio? Nessuno deve riconoscermi! E i Lunatici? Saranno con loro?”
Le ore sembravano non passare mai, il ticchettio della
sveglia sul comodino era diventato assordante e ogni
secondo sembrava ricordargli che la pace e la tranquillità erano ormai un lontano ricordo.
Questi pensieri vennero interrotti da un rumore assordante che si espanse per tutta la stanza come note
musicali stonate. Nell’aria uno strano stridore di pietre,
infrangersi di vetri, battere incessante di martello.
«Ma cosa sono questi suoni?»
40
Il grande giorno
Si alzò e, nel silenzio della notte, lo scricchiolio delle
sue ossa stanche echeggiò. Si affacciò alla finestra,
ma nulla. Tornò indietro. Seduto lì, sul bordo del letto
e nel buio della stanza illuminata solo da un debole
chiarore, aveva cominciato a fissare la luna. E fu allora che gli venne in mente un piano diabolico; a quel
punto, senza neanche accorgersene, un senso di piacere e di soddisfazione lo assalì e cominciò a recitare:
«Quel che è certo, quel che è sicuro
è che questi Lunatici mi garantiranno il futuro.
Grazie a loro sarò ricco e potente,
il più potente di tutta la gente.
Oh sì, io li catturerò,
e in un sacco li porterò.
Al capo li consegnerò,
così la mia ricompensa riceverò.
Con l’energia dei sorrisi che ruberò
il sovrano assoluto diverrò»
Non c’era tempo da perdere. Ormai era quasi l’alba; il
sole faceva capolino dietro il grande palazzo.
Capitolo quarto
41
Il signor Lello, certo di quel che a breve sarebbe accaduto, si preparò un caffè, lo tracannò e in soli tre
bocconi ingoiò un cornetto alla crema. Quando ebbe
terminato prese il suo zainetto di cuoio e raggiunse il
gabbiotto: aveva fretta quella mattina, tanta fretta.
Ad aspettarlo c’era la nipotina Emilia che, con un foglietto in mano e saltellando qua e là, disse: «Zietto,
zietto! Oggi siamo stati convocati per una missione segreta, non sto più nella pelle! Credo si tratti di salvare i
Lunatici, ne sono convinta. Se così fosse ci verresti
anche tu? Avanti zietto, ti aspetto dopo la scuola nel
cortile del palazzo!»
Senza dare il tempo al signor Lello di spiccar parola,
Emilia si allontanò.
Nel frattempo Giulia e Marco, accompagnati da Angela, si erano diretti a scuola. Nei loro cuori palpitava
la gioia di tutte quelle idee che la notte aveva portato.
La Playstation, i videogames, la TV, avevano disperso i
sorrisi dei bambini, rubato la loro spensieratezza e non
avevano lasciato spazio alla libertà di muoversi all’aperto, di respirare il profumo dei fiori e di sentirne il
fresco dei prati.
42
Il grande giorno
Camminavano entrambi molto silenziosi.
Nelle loro teste risuonavano domande: “Come riusciremo
a far giocare tutti i bambini del paese e a catturare tanti
sorrisi? Riusciremo a riempire un baule di energia?”
Arrivarono nel grande cortile della scuola: le panchine,
gli alti pini, il prato ricoperto di rugiada brillava sotto
la luce del sole! Entrarono e durante tutta la mattinata
Giulia e Marco continuarono a pensare: “Ci vogliono
giochi tradizionali o reality-games? Canti o danze di
gruppo? E le musiche? Chi deve suonare?”
Per organizzare la festa e dar via alla missione segreta
si diedero appuntamento in cortile.
Ma quando giunsero videro con molto stupore che Angela, la mamma di Giulia, e le altre mamme del palazzo
erano già lì, tutte pronte a dare una mano. Con loro
anche Pelatone che, nel frattempo, non volendo deludere la nipotina si era armato di corde, pennarelli, gessetti, hula hop e fingeva di essere dalla loro parte.
Correre, ridere, giocare,
all’aperto vogliamo stare!
Era lo slogan che avevano preparato.
Capitolo quarto
43
Fu in quel momento che Marco, mentre osservava gli
amichetti giocare ebbe un cattivo presentimento.
Ma quanto sarebbe durata quell’energia? Sarebbe
stato sufficiente quel baule a ricaricare i Lunatici?
Dopo qualche attimo, comparve improvvisamente Abo,
si avvicinò a Marco e rivolgendosi a tutti disse:
«L’energia che ci state donando
ci sta illuminando.
Ma potrebbe non bastare
vi dovete impegnare.
Se gli adulti vi aiuteranno
le energie ci basteranno.
I giochi del passato non dimenticate
doppia forza e coraggio ci regalate».
Fu un’emozione vedere scintille di luce, che dal basso
salivano verso l’alto, fasci fluorescenti e colori iridescenti illuminare il cielo.
Fu un momento magico che nessuno avrebbe dimenticato. Finché... all’improvviso le scie luminose cominciarono a spegnersi e in poco tempo tutta quella luce si
trasformò in una polvere scura che scendeva e si appoggiava sul prato.
44
Il grande giorno
Abo preoccupato e impaurito riprese a parlare:
«Sentiamo un forte malore
che ci dà un immenso dolore .
Nell’aria un’energia negativa ci fa male
e l’energia positiva più non sale.
Trovate l’intruso
e delle informazioni fate buon uso».
C’era un problema: bisognava intercettare le cattive intenzioni e fermare gli intenti malvagi.
«Dai zietto insegnaci i giochi che facevi da piccolo!»
strillò Emilia dall’altra parte del cortile rompendo il silenzio e richiamando così l’attenzione di tutti. Il Pelatone
sorrise, sentendosi addosso gli occhi di tutti gli altri.
Capitolo quarto
45
CAPITOLO QUINTO
Un piano malefico
I Lunatici, nella loro navicella, erano molto preoccupati
per ciò che sarebbe accaduto il giorno dopo. Abo
pensava nervosamente: “Quei ragazzini riusciranno a
giocare? Quali giochi faranno? Soprattutto si divertiranno?”
Ai Lunatici servivano sorrisi, sorrisi, sorrisi e questi si potevano raccogliere solo sulle bocche di chi sapeva divertirsi, senza pensare a cose sgradevoli. Ai Lunatici
servivano sorrisi veri!
Ah, i bambini, che grande dono!
Improvvisamente, Abo avvertì un disagio, la sensazione
di un pericolo imminente cui non riusciva a dare un nome.
Pensò, allora, di esercitare le sue doti di telepatia e si
trasferì nel condominio dove avrebbe dovuto esserci la
soluzione dei loro problemi oppure la volontà malefica
di togliere loro l’energia e farli vivere come schiavi.
Con gli occhi della mente, scrutò dalle finestre: tutto a
posto.
46
Un piano malefico
Ma… cosa… un rumore di pietre e vetri infranti nella
stanza-laboratorio del Pelatone. Anche il signor Lello fu
sorpreso da ciò che era accaduto.
…Che macello! La sua invenzione aveva provocato
quel terremoto.
Abo aveva visto tutto; tornò dai sui amici Lunatici e raccontò ciò che era successo. Ci fu una grande agitazione di antenne che dondolavano di qua e di là.
Casolo, il più coraggioso dei Lunatici, ma anche il più
saggio, intervenne:
«Noi il segreto conosciamo
ma svelarlo non possiamo
toccherà ai ragazzi
difendere i loro sorrisi».
Il giorno dopo il cortile, animato dalla presenza di tutti
gli abitanti del palazzo, era in gran fermento. Ognuno si
adoperava, dandosi da fare per organizzare la festa
di giochi esplosivi, carichi di energia nuova e allegria
fresca. Sembrava di essere nel paese dei balocchi dove
videogames, wii, play station non trovavano posto, ma
c’era solo spazio di giochi di fantasia.
Capitolo quinto
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Gli adulti istruivano i bambini sui giochi che facevano
da piccoli e i piccoli li ripetevano divertendosi come
matti per la novità.
Il signor Lello stesso fu costretto a giocare con Emilia, la
sua nipotina che lo assillava con tante domande: «E
poi… e poi…» Abo, un po’ spento e palliduccio per la
perdita dell’energia vitale della sua navicella, era in attesa di vedere come i bambini avrebbero reagito a
quella scoperta così tremenda.
La notte precedente, il piccolo Lunatico aveva scoperto che il signor Lello aveva inventato una terribile
macchina che avrebbe agevolato i suoi malvagi piani:
la macchina succhia sorrisi. Era cosi tremenda e potente
che aveva rotto i vetri della finestra del laboratorio di
Pelatone, con un fragore infernale.
Mentre nel cortile tutti erano entusiasti e giocavano con
grande allegria, il nonno e la nipotina, il portiere e una
vicina, Giulia e la sua mamma, Marco con Gregorio e,
fingendo di divertirsi come gli altri, Lello con Emilia, si
udì un sibilo sinistro e si vide del fumo grigio invadere il
cortile.
48
Un piano malefico
Tutti si fermarono in un istante interminabile e la scena
cambiò: i sorrisi si spensero sulle labbra di ognuno e la
tristezza ebbe il sopravvento. La macchina infernale troneggiava, alta, sull’albero del cortile mentre Lello, compiaciuto, non riusciva a trattenere la sua soddisfazione.
Era riuscito a togliere energia e vita ai piccoli Lunatici
e aveva reso l’atmosfera glaciale e grigia.
Capitolo secondo
49
CAPITOLO SESTO
I sorrisi nascosti
Tutti avevano gli occhi puntati sull’albero, dove troneggiava l’aggeggio infernale che aveva reso l’atmosfera
tetra e cupa. La strana apparecchiatura poggiava su una
specie di bara ed era caratterizzata da una struttura
ovoidale con luci intermittenti, terrificanti come gli occhi
di una vecchia megera. In alto era posizionata una minuscola telecamera e, sbirciando meglio, si notava nella
parte anteriore un’anomala protuberanza.
«Sembra la proboscide di un elefante» borbottò Marco
tra sé e sé.
Emilia, attentissima, notò che nella parte posteriore vi
era una sorta di tubicino attorcigliato, somigliante alla
coda di un maialino.
«A cosa servirà mai questa strana macchina?» si chiesero tristi e sconsolati i bambini.
Casolo fievolmente sussurrò: «È una macchina che toglie a noi Lunatici l’energia vitale: aspira i sorrisi veri dei
bambini e li trasforma in energia negativa che viene poi
espulsa nell’aria».
50
I sorrisi nascosti
Il signor Pelatone, intanto, osservava soddisfatto i Lunatici indeboliti e si compiaceva della sua invenzione.
Al contrario dei piccoli visitatori, si sentiva forte e rinvigorito dall’energia della macchina, rideva e con un fil di
voce canticchiava:
«Ah! Ah! Finalmente i sorrisi sono miei!
Il signore del mondo diventerò,
e anche sulla luna governerò!»
I Lunatici ormai avevano perso ogni vigore, diventavano sempre più piccoli e deboli. Rivolgevano impotenti lo sguardo alla luna, avvertivano il suo lamento:
«Aiuto, mi sto sbriciolando,
più piccola sto diventando!
Se il rimedio non si troverà
la terra mai più mi rivedrà!»
In coro, i bambini del condominio urlarono: «È un imbroglio! È un imbroglio!»
Era in pericolo la vita stessa della Luna! Il saggio Casolo, il capo Abo e tutti i Lunatici stavano per svanire,
e imploravano l’aiuto dei bambini.
«Cosa possiamo fare?» domandò uno di loro.
Capitolo sesto
51
Fu un vero e proprio dilemma.
Marco, Giulia, Emilia, Gregorio non si persero d’animo:
era il momento di rimboccarsi le maniche, di mettersi all’opera, in modo che i Lunatici potessero godere di
nuovo di quell’energia necessaria per vivere felici.
Bisognava distruggere quella macchina infernale!
«Ma come?»
«Ho un’idea» disse Marco «chiamiamo a raccolta i bambini e risolveremo il problema!»
Che tam-tam generale! La notizia si propagò da un condominio all’altro, da quello più vicino a quello più lontano. Ed ecco che bambini di tutte le razze, di lingua, e
di religione diverse s’intesero a meraviglia e all’ora X
s’incontrarono, in quel luogo segreto che ogni bimbo
conosce, per neutralizzare l’infernale Succhia Sorrisi.
«L’unione fa la forza!» miagolò serio Gregorio.
«Sono pronto anch’io a offrire la mia zampa e se necessario, anche quella dei miei amici gatti».
Giunti nel luogo convenuto, si aprirono i cancelli, si spalancarono le porte e bambini di tutte le età, muniti di
ogni sorta di materiale da riciclo, con cartoncini, colori,
52
I sorrisi nascosti
forbici, pennarelli e colla diedero sfogo alla loro fantasia. Iniziarono a disegnare, a tagliare, a incollare, a colorare: l’idea era quella di realizzare delle maschere
talmente brutte e tristi che, alla sola vista, dovevano suscitare infelicità.
Insieme, in un lavoro di squadra, ciascuno diede il meglio di sé per ideare le più tristi maschere che si fossero
mai viste. Maschere con occhi lacrimanti, con smorfie
raccapriccianti, con bocche imbronciate, con visi pallidi… insomma maschere da far piangere solo a vederle,
più tristi e lacrimevoli di quelle della tragedia greca.
Quando tutto fu pronto, soddisfatti e orgogliosi, capitanati da Gregorio, i piccoli si ritrovarono nel cortile del
condominio. Ognuno aveva il volto coperto da una maschera da funerale che nascondeva i visi felici e i sorrisi
sinceri.
Mai si videro tanti bambini in quel condominio!
Si piazzarono davanti all’albero, dove troneggiava la
Succhia Sorrisi e iniziarono a sbeffeggiarla. La piccola
telecamera non riuscì a sbirciare neanche un abbozzo
di sorriso perché coperto dalle maschere.
Capitolo sesto
53
Pelatone voleva correre ai ripari e con il telecomando
cercò di neutralizzare la sua invenzione, ma non ci riuscì. La macchina, non essendo più in grado di captare
i sorrisi perché nascosti dalle maschere, confusa, andò
in tilt, si bloccò e impazzì. Con un sobbalzo, iniziò a
funzionare al contrario: il dispositivo aspirò la tristezza
e l’infelicità delle maschere ed emanò tanta positività.
Il primo ad avvertire gli effetti positivi fu Gregorio; il
gatto, mettendo al bando i suoi ragionamenti filosofici, con un miagolio prolungato, balzò sul signor Lello,
lo leccò ben bene, divertendo adulti e bambini.
Ognuno cominciò a ridere di cuore e i Lunatici con tutti
quei sorrisi spontanei diventarono più agili, più fluorescenti e forti. Anche la luna si ricompose come in un
puzzle e, più luminosa che mai, rischiarò il firmamento,
strizzando gli occhi ai terrestri e ai suoi coraggiosi
esploratori in missione.
In coro i Lunatici, circondati dai bimbi in girotondo, intonarono un ritornello:
54
I sorrisi nascosti
«Questa volta l’abbiamo scampata,
anche la bella Luna si è salvata.
Bambini la guardia non abbassate,
tutti insieme, sempre all’erta state.
Cattiveria e cupidigia sono in agguato!»
Capitolo secondo
55
CAPITOLO SETTIMO
L’unione fa la forza
Il Signor Pelatone guardò la luna e tutti i Lunatici; sembrava essere sul punto di scoppiare dalla rabbia, come
un pallone. Si ricompose, si aggiustò i capelli, si strofinò gli
occhi e con una mano sulla fronte pensò e ripensò. Andava avanti e indietro. Doveva far togliere le maschere
ai bambini. La sua cattiveria e la sua mania di diventare
il signore del mondo gli permise di progettare una nuova
macchina.
E cominciò a canticchiare:
«Se il vento e la pioggia farò cadere
tutti in faccia potrò vedere.
La pioggia le maschere bagnerà
e il vento le strapperà».
Tutti i bimbi incominciarono a tremare e si chiesero: «Cosa
altro inventerà? Cosa potrà mai escogitare?»
Il signor Pelatone ricompose la sua macchina infernale e
cominciò a scaldare tanta acqua che diventò vapore
acqueo, salì in cielo e si formarono decine di nuvole nere.
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L’unione fa la forza
Venne giù tanta pioggia e non contento, Lello con un
mantice gigante produsse tanto vento.
I bimbi tutti inzuppati d’acqua incominciarono a correre di
qua e di là.
Il gatto Gregorio miagolava e si scuoteva.
Marco però, senza perdere la calma, incominciò a dire:
«Se rimaniamo tutti uniti e vicini, possiamo sconfiggere il
Pelatone, vi chiedo di prendere gli ombrelli e di schierarci come l’esercito romano».
Alcuni si sistemarono gli scudi sulla testa e altri si sistemarono ai lati per formare una testuggine impenetrabile
e fermare il nemico.
Così raccolti e uniti, tutti insieme cantarono:
«L’unione fa la forza
se insieme resteremo,
il Pelatone annienteremo».
L’esercito dei bambini riuscì a difendere le proprie maschere che rimasero intatte, pronte a sbeffeggiare nuovamente la macchina Succhia Sorrisi.
Il gatto Gregorio, intanto, soddisfatto della vittoria dei suoi
amici, dopo essersi leccato ben bene il pelo, iniziò a
Capitolo settimo
57
schernire la macchina infernale rotolandosi ai suoi piedi
come una palla di cannone.
Marco e i suoi amici esausti, ma felici, cominciarono una
gran festa.
Senza più le maschere in testa tornarono a sorridere e i
Lunatici, che avevano scampato il pericolo, si unirono
all’allegria generale.
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CAPITOLO OTTAVO
La luna ti porterà fortuna
Le ore del giorno erano passate rapidamente. Giulia era
stata impegnata a scuola, a studiare, a riflettere, per risolvere i suoi problemi, come sempre. Quella sera aveva
trascorso molto tempo alla finestra, assorta nei suoi cupi
pensieri, prima che spuntasse la luna.
Eppure, doveva essere felice, come gli altri bambini. Tutto
era andato nel verso giusto. La battaglia era stata vinta,
i sorrisi riconquistati… Ma la testa le doleva … mille suoni
pullulavano e giravano vorticosamente nella sua mente.
Da dove provenivano? Cosa le ricordavano? Si sentiva
sola e confusa, ma con un forte desiderio che vibrava nel
cuore.
«Ehi, laggiù! Che succede? Perché quel broncio? Oggi
qualcosa è andato nel verso sbagliato?!»
Nello stesso istante, un fascio di luce chiara penetrava
dalla finestra, fendeva l’oscurità e andava a ferirla in
pieno volto. Un fioco bagliore sembrò invaderla con una
dolcezza infinita.
60
La luna ti porterà fortuna
Giulia alzò gli occhi al cielo e la vide: tonda, argentea,
splendente… La luna sembrò sorriderle. Fedele come sempre, era tornata a trionfare al centro della volta celeste,
tra piccole stelle che avevano acceso il loro lumicino intorno alla sua corona soffusa.
«Lo sai che io posso entrare nei tuoi pensieri? Anzi, ti
dirò di più: io custodisco tutti i tuoi pensieri, come pure
i tuoi sogni e i tuoi ricordi…»
Giulia continuava a fissarla intensamente, non riusciva
a distogliere lo sguardo da lei.
«Come?! Tu custodisci i miei pensieri! Ma…» domandò
con un filo di voce.
Avrebbe voluto avvicinarsi di più e poterla sfiorare. La
luna abbassò le palpebre e sorrise.
All’improvviso, una vocina argentina, tintinnò: «Giulia,
non sai che la luna è la custode di tutto ciò che voi
sulla terra dimenticate? La forza dell’amore, le speranze, i sorrisi dei bambini, i giochi spensierati con gli
amici… Mentre dedicate la vostra vita a ripetere gesti
e comportamenti che si chiamano abitudini o, meglio,
brutte abitudini, quelle che vi tengono incollati a play
Capitolo ottavo
61
station, videogame, x-box, smartphone, e giù di lì, che
vi fanno ammalare di solitudine e malinconia».
Era una stellina più scintillante delle altre che, entrata
in scena, si era insinuata tra le pieghe delle vesti della
regina, mentre le altre sorelline la circondavano, come
damigelle di corte.
«Come fa a conoscere i miei pensieri, se di giorno
chiude gli occhi e li riapre solo la notte?!» esclamò incredula Giulia, corrugando la fronte.
«Non mi credi?! Li apro la sera e vedo tutto quello che
c’è, di giorno li chiudo e vedo tutto quello che c’è stato.
Nulla mi sfugge. Conservo tutto gelosamente: parole e
storie, pensieri, sogni e desideri…» rispose con calma
imperturbabile la luna.
«Tu sei piccola ancora, ma tutto quello che hai vissuto,
tutto quello che hai provato, amaro e dolce, triste e
spensierato, noioso e divertente, è dentro di me. E dentro di te! Sorridi?! Li senti tintinnare quei pensieri che per
tanto tempo hai soffocato? Si rincorrono, giocano a nascondino e fanno le capriole. Ora ti lancio un filo, il filo
62
La luna ti porterà fortuna
dei ricordi… aggrappati e tira forte… Dov’eri? Chi
c’era con te?»
Pian piano una musica tenera, si diffuse nell’aria, lasciando Giulia stupefatta.
«Ecco ricordo… ricordo una mano leggera che mi accarezzava, due occhi sereni che mi fissavano e una
voce dolce che mi raccontava storie. Erano storie di
dame e cavalieri, di elfi e gnomi, di lumache e gufetti,
che mi facevano sognare…»
Sorrise.
«E poi?» continuò la luna.
«Sì, ricordo un giorno sul prato: le foglie, come farfalle
spensierate cadevano leggere dagli alberi, roteando,
scintillando e noi, io e lei, sdraiate sull’erba a testa in
su, guardavamo il cielo turchino e le nuvole che vagavano. Erano principesse, draghi, castelli fatati, guerrieri
e cavalieri che si rincorrevano. “Guarda, guarda quanto
fuoco sputa quel drago! Come è lunga e affilata quella
spada! Oh, che castello maestoso! E quello è un cavallo
alato!!! Oh,che meraviglia!” E io con gli occhi spalancati a guardare. Era lei, la più brava a condurre quel
Capitolo ottavo
63
gioco divertente e mi diceva: “Vedi, è spuntata la luna
vestita di bianco. La luna ti porterà fortuna!” Non lo dimenticare mai».
«La nonna!» sospirò la luna.
«Lei, ti aveva insegnato a liberare la fantasia e l’immaginazione».
«Allora, è proprio vero che tu puoi entrare nei miei pensieri!» esclamò Giulia.
Il vento aveva spinto nel cortile molte foglie. Erano arrivate planando, avevano danzato leggere nell’aria ed
erano atterrate sul selciato, mentre Gregorio le rincorreva miagolando.
Sussurri e mormorii giungevano intanto dal grande albero, illuminato dal tenue scintillio delle stelle che penetrava tra il fogliame. I Lunatici avevano assistito alla
conversazione e annuivano.
Era tardi ormai e Giulia si mise a letto, mentre la luna dall’alto la cullava con lo sguardo.
Entrò subito nel paese dei sogni, con un ricordo in
mente: “La luna ti porterà fortuna…”
Sognò una notte senza paure, una notte piena di lune,
una luna tutta…
64
La luna ti porterà fortuna
CAPITOLO NONO
Il sogno di Giulia
66
Giulia sognava di essere felice in un mondo incantato,
di correre sugli arcobaleni, di tuffarsi su tappeti di fiori
profumati, di fare un grande girotondo con tutti i bambini
che l’avevano aiutata e con cui aveva riscoperto il piacere di stare insieme. Improvvisamente però il sogno si
trasformò in un incubo, una tempesta oscurò il cielo, un
vento violento spogliava gli alberi e Giulia si ritrovò nel
cortile del suo condominio, proprio dove tutto aveva
avuto inizio; finestre che sbattevano, vetri infranti.
Un’aria che non lasciava presagire nulla di buono.
Tutti i bambini erano spariti e Giulia, spaventata, si affrettava verso casa quando un ghigno spaventoso si
udì nell’aria. La povera Giulia rimase immobile.
Dallo specchio d’acqua della fontana si sollevò l’immagine di un essere mostruoso che la fissava con aria di sfida.
Era completamente vestito di nero, aveva occhi rossi e
orecchie a uncino, era basso, magrissimo e dietro di lui
s’intravedevano le sagome dei Lunatici.
Il sogno di Giulia
E ripeteva: «Questa volta non ci riuscirai, questa volta
non ci riuscirai…»
Giulia si svegliò di soprassalto, il cuore le batteva a mille
e subito si affacciò alla finestra per assicurarsi che fosse
stato soltanto un brutto sogno. Fuori il cielo era sereno,
brillavano le stelle e la luna le sorrideva.
L’indomani mattina la giornata di Giulia cominciò nella
normalità, ma la sua mente non riusciva a liberarsi da
quell’immagine. Giulia era inquieta.
«E se fosse un presagio?»
E poi una cosa proprio non riusciva a capire: perché i
Lunatici scortavano quell’essere malvagio?
Anche a scuola Giulia non riusciva a concentrarsi. Sul
suo diario la matita correva veloce e disegnava, disegnava, come a voler fare un identikit.
Lungo la strada di casa incontrò Marco che le chiese:
«Cos’hai Giulia? Sei troppo silenziosa. Non è da te!
Cosa ti frulla nella mente?»
Ma Giulia taceva, era terrorizzata anche solo dal ricordo. Dopo tanta insistenza da parte di Marco, finalmente Giulia si sciolse e raccontò quello che aveva
sognato.
Capitolo nono
67
68
«Ma dai! Lo sanno tutti che i sogni non si avverano!»
E Marco cominciò a ridere a crepapelle.
«Nemmeno tu mi capisci. Mi prendi in giro!»
Marco allora intuì quanto la questione fosse importante
per la sua amica e decise di aiutarla.
«Eccolo» disse Giulia mostrando i suoi disegni.
Cercarono di capire chi potesse essere, di associare
quell’immagine a qualcuno o a qualcosa, ma non trovavano nessuna similitudine. Si trattava sicuramente di
un alieno.
«Non perdiamoci in chiacchiere, solo i Lunatici possono risolvere questo arcano. Appuntamento alle
21.00 al grande albero».
In Giulia e Marco l’ansia cresceva, l’attesa era snervante proprio come la prima volta che li avevano visti.
Quand’ecco che, alla luce della luna, l’astronave ricomparve e i piccoli amici scesero saltellando, felici
di rivedere i terrestri che con i loro sorrisi li avevano
aiutati.
«Vi stavamo aspettando! Dovete risolvere un mistero
che non fa più riposare Giulia».
Il sogno di Giulia
I Lunatici ascoltarono il racconto del sogno quasi indifferenti ma poi, alla vista dei disegni, sbigottirono e non
poterono più trattenersi:
«Ti spieghiamo questo sogno
perché di te abbiam bisogno.
Se paura non avrai
il mistero scoprirai.
Su nel Sole c’è un cattivo
che tu hai visto da vicino.
Dimenzio lui si chiama
e i Lunatici non ama.
La Luna lui vuole oscurare
per poter poi diventare
il signore incontrastato
del giorno, della notte e di tutto il creato.
Hai presente un cyber world?
Questo è quello che lui vuol.
Già una volta ci ha provato,
quella volta che ha plagiato
dello zoo il direttore
e il suo amico Pelatone.
Capitolo nono
69
Grazie a voi non è riuscito
ed è ancora più impazzito.
All’assalto è ritornato
e dei cloni lui ha creato.
Uguali a noi voglion sembrare
ma non ci possono eguagliare.
Sulla Luna dovrai andare
solo così ci puoi aiutare.
Un varco luminoso ti tocca attraversare
e questi ciondoli bisognerà usare».
Abo infilò al collo dei due amici terrestri un ciondolo a
forma di mezzaluna e strizzando loro l’occhio si allontanò.
Solo ora si spiegavano tante cose, ma c’erano da risolvere ancora parecchi interrogativi: cosa avrebbero
potuto fare? Di quale varco parlava Abo e quei ciondoli a cosa sarebbero serviti?
70
Il sogno di Giulia
CAPITOLO DECIMO
La battaglia finale
Il giorno dopo quella straordinaria rivelazione, Giulia
e Marco avevano un altro arduo compito da risolvere:
sconfiggere definitivamente il cattivo e liberare così la
luna per sempre.
Ma come fare? Il cattivo stava sulla luna. Come poter
arrivare fino a lì? E come allontanarsi da casa? I genitori non avrebbero dato certamente il permesso!
Questi pensieri assillavano Giulia.
La bambina volle subito organizzare qualcosa e inviò
a Marco e agli altri amici un e-mail: “Urgente, incontriamoci, dopo i compiti, sotto l’albero del cortile”.
Tutti accorsero e, come i cavalieri della tavola rotonda, si sedettero in cerchio a pensare come poter
risolvere quel problema. La maggior parte di loro propose di chiedere aiuto ai Lunatici; ma Giulia pensò che
il signor Lello avrebbe ostacolato nuovamente la missione.
72
La battaglia finale
Allora, dopo tanti suggerimenti, all’improvviso si illuminò
in volto e balzando in piedi favellò: «Ci sono! Tutto
deve avvenire nel sonno!»
«Giulia stai farneticando? Come facciamo a sognare
contemporaneamente la medesima cosa nella stessa
notte?» replicò Marco.
Giulia carica di entusiasmo continuò: «I sogni son desideri!? E il nostro desiderio più grande qual è?»
«Aiutare la luna!» risposero gli altri in coro.
«Giusto! Allora stasera, prima di addormentarci pensiamola intensamente» ribatté Giulia.
Tutti erano impazienti e non vedevano l’ora di andare
a dormire per iniziare la nuova avventura. Giunse la
sera e i bambini, dopo cena senza fare storie, andarono a letto, chiusero gli occhi e subito caddero in un
sonno profondo.
Dopo poco si ritrovarono nel cortile sotto l’albero che
improvvisamente si animò e disse: «Vi aspettavo da
tanto tempo! Cosa posso fare per voi?»
Marco dubbioso cominciò: «Abbiamo un’altra missione
da compiere, ma dobbiamo arrivare sulla luna e non
Capitolo decimo
73
sappiamo come fare; sta così in alto nel cielo e sarà
impossibile raggiungerla».
«Voi avete la soluzione in tasca. I vostri ciondoli vi aiuteranno, uniteli e vedrete che magia! E ricordate: la
luna vi porterà fortuna» suggerì l’albero.
Marco e Giulia unirono i ciondoli e, come per incanto,
si udì nell’aria un conto alla rovescia: «5-4-3-2-1-0».
A quel punto, nel mezzo del cortile, si aprì un varco seguito da una scia luminosa che dalla terra arrivava
nella volta celeste fino alla luna.
I bambini, meravigliati, si incamminarono per quella insolita strada, oltrepassarono le nuvole, il cielo e giunsero in uno spazio immenso, illuminato da un bagliore
accecante. Non c’erano alberi, né case, né strade, né
rumori, era tutto soffice e ovattato.
Tutti si sentivano incredibilmente leggeri e si accorsero
che non stavano poggiavano i piedi al suolo, ma volteggiavano e fluttuavano nell’aria.
«Che cosa succede? Stiamo volando! WOW!»
I bambini cominciarono a giocare e dimenticarono per
un po’ la loro missione. Il gioco, però, durò poco. Il
74
La battaglia finale
forte bagliore diventò man mano più debole e tutta la
luna venne avvolta da un’oscurità spaventosa dalla
quale comparve Dimenzio, il signore del Sole, seguito
dal suo esercito di cloni, agguerriti e pronti per la battaglia.
Tutti avanzavano con passo robotico dicendo:
«Se dalla luna ci volete cacciare
un piano geniale dovete escogitare».
I nostri piccoli eroi nel vedere quell’immagine rimasero
senza parole, sbigottiti, terrorizzati, provando a capire quale sarebbe stato il primo passo fatto da quegli essere abominevoli.
Allora Marco, senza perdersi d’animo, incoraggiò i
compagni dicendo:
«Non preoccupatevi,
anche questa volta ce la faremo,
se uniti e con coraggio agiremo.
Se per mano ci teniamo,
qualcosa certo escogitiamo».
Ma cosa stava succedendo, Marco parlava in rima
come i Lunatici!
Capitolo decimo
75
76
Era tutto chiaro, era il prescelto e proprio lui doveva
trovare il modo di sconfiggere Dimenzio e i suoi seguaci, che avanzavano minacciosi.
Ma come fare? Improvvisamente ricordò le parole dell’albero e intuì che la soluzione stava nei ciondoli.
Chiese a Giulia di prendere anche il suo e cominciò a
osservarli attentamente. Pensò e ripensò, poi disse:
«Giulia proviamo a frantumarli in mille pezzi forse qualcosa uscirà fuori».
Così iniziò la nuova impresa.
Tutti i bambini, per difendersi da quegli strani esseri, si
presero per mano e cominciarono a ripetere:
«Noi siamo i più forti
E questo tu non lo sopporti.
Noi dalla luna vi cacceremo
E sulla terra torneremo».
Dimenzio, a queste parole, incitò il suo esercito ad attaccare e pieno di rabbia, scagliò raggi di sole, polvere di stelle, schegge di meteore. Fu tutto inutile. I
bambini si erano trasformati in una barriera umana e respingevano ogni tipo di attacco.
La battaglia finale
I cloni sembravano impazziti, vagavano come zombi e
non riuscivano a oltrepassare quella barricata. I piccoli umani non avevano armi per difendersi, ma il loro
coraggio, la loro amicizia e la loro lealtà li rendeva
imbattibili.
Durante questo trambusto, all’improvviso dai frammenti
dei ciondoli si sprigionò una luce incandescente che
polverizzò quell’esercito malvagio e risucchiò Dimenzio.
I bambini avevano vinto l’ultima battaglia coraggiosamente.
La luna era finalmente salva.
Capitolo decimo
77
CAPITOLO UNDICESIMO
Una saggia decisione
78
Il sole pian piano rischiarava le stanze dei piccoli eroi
insinuandosi tra le fessure delle persiane socchiuse. Era
già mattina: i passeri cinguettavano tra i rami del
grande albero, anch’essi entusiasti, nell’aria limpida e
fresca delle prime ore del giorno.
Marco e Giulia aprirono gli occhi e il loro cuore fu pervaso da un’immensa gioia: avevano sconfitto quell’essere spregevole e avevano finalmente liberato la luna.
Riecheggiava nel loro animo quella soave melodia
che, nel glorioso momento, avevano intonato insieme:
“La luna abbiamo salvato
e voi ci avete ringraziato.
Come prima torneremo
e tutti insieme giocheremo.
Saremo sempre a vostra disposizione
pronti a ogni azione.”
Nella mente di Marco affiorava, anche, insistentemente
il ricordo di quel momento stupendo vissuto con i suoi
Una saggia decisione
amici e gli sembrava di rivederli giocare, ridere e divertirsi per salvare i Lunatici. Era stato davvero fantastico.
Perché non ripeterlo? Perché non far sì che questo diventasse un’abitudine per tutti i bambini?
Con questa idea che gli frullava nella testa, si vestì velocemente e corse a casa di Giulia.
«Giulia» esordì Marco vedendola « ho avuto un’idea
super-arci-megagalattica: trovare un luogo dove tutti i
bambini possano divertirsi, riscoprirsi amici e ritrovare la
gioia di parlarsi, di raccontarsi, di chiacchierare, di leggere insieme delle storie e tanto, tanto, tanto ancora…»
«Alt!» urlò Giulia «Mi sembri impazzito. Sono d’accordo con
te, ma come potremmo fare? E soprattutto dove farlo?»
«Troveremo di sicuro un luogo» esclamò Marco con entusiasmo.
Ci fu un attimo di silenzio.
«Ma sai che forse hai proprio ragione!» e guardando
dalla finestra della sua cameretta «Che ne dici di riprenderci quello spazio laggiù?» domandò Giulia indicando
lo zoo.
Capitolo undicesimo
79
«Ottima idea! Ma degli animali che ne facciamo?» sentenziò Marco.
«Sarebbe meraviglioso restituirli al loro ambiente naturale» propose Giulia.
«Avremmo bisogno dell’aiuto di qualcuno, ma di chi?»
disse Marco, oscurandosi in volto.
«Di chi se non di loro? I Lunatici! Sono sicura che non ci
diranno di no» si rallegrò Giulia.
I due si salutarono e si diedero di nuovo appuntamento
per quella sera al grande albero del cortile.
I Lunatici non tardarono ad arrivare e, dopo aver
ascoltato la proposta dei due bambini, furono ben lieti
di aiutarli e di sostenerli nella loro impresa.
Il giorno seguente, tutti erano pronti ai loro posti: bambini, ma anche adulti tutti insieme, capeggiati da Angela.
I Lunatici portarono nella loro navicella tutti gli animali
dello zoo e, in men che non si dica, gli elefanti, i gorilla,
gli orsi, i leoni, gli ippopotami, le giraffe… come per incanto poterono finalmente respirare il profumo della
loro libertà.
80
Una saggia decisione
Nel frattempo i ragazzi, con la compagnia del mitico
gatto Gregorio, con pale e rastrelli ripulirono l’enorme
spazio ritrovato.
Angela, le altre mamme e tutti i papà sistemarono il tutto
e in pochi giorni... ecco il nuovo parco-giochi dei sorrisi magici Energilandia.
Ora dovevano convincere tutti gli altri bambini ad abbandonare il mondo fasullo dei tirannici videogiochi e
questa volta, non per aiutare gli altri, ma loro stessi perché giocare insieme, riscoprendo i giochi del passato
divertendosi anche con i loro genitori, ridere, scherzare,
fare capriole, leggere un buon libro in compagnia o
anche semplicemente raccontare le loro esperienze,
sarebbe stato entusiasmante!
Di questo Marco era convinto, ne era convinta anche
Giulia e in poco tempo lo sarebbero stati tutti i loro
amici che avrebbero potuto così assaporare le stesse
emozioni.
Anche qualcun altro si era reso conto di quanto importante fosse ammirare tanti bambini giocare insieme, di
quanta energia potessero trasmettere quei piccoli con
Capitolo undicesimo
81
i loro sorrisi e con gli occhi gioiosi e non più persi nel
vuoto, come quando erano ipnotizzati dallo schermo
del televisore o del computer: il signor Lello, che per
farsi perdonare del male e della cattiveria di cui si era
ricoperto, si offrì di diventare il guardiano di quel
parco, che nessuno e, per nessuna ragione, doveva in
alcun modo deturpare.
E i Lunatici?
Loro furono i più contenti in assoluto, perché ogni qualvolta avessero avuto bisogno di energia sarebbe bastato raggiungere quel luogo magico dove nessuno
poteva essere triste o sentirsi solo.
Da quel giorno per le vie della città, non più solo clacson e rombi di motore, ma le voci dei tanti bambini che
canticchiavano allegramente i ritornelli di quei vecchi
giochi che i loro genitori avevano fatto loro riscoprire:
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“Tre tazzine di caffè
me le bevo tutte e tre
tre e tre fanno sei
sei e sei fanno dodici
Una saggia decisione
dodici e dodici ventiquattro
uno, due, tre e quattro.
C’era un gatto tutto rosa
che cercava la sua sposa
la sua sposa non c’è più
Ora il gatto è tutto blu
uno, due, tre a star fuori tocca a te.
Pomodoro oro oro
oro di bilancia ancia ancia
quanti giorni sei stato in Francia
con il mal di pancia?
Un, due e tre...”
Capitolo decimo
83
APPENDICE
1. Un arrivo stupefacente
Istituto Comprensivo Statale di Siano – Classe V E
Dirigente scolastico
Eufrasia Lepore
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Angiola D’Amaro
Gli studenti/scrittori della classe V E
Martina Aliberti, Valentina Aliberti, Andrea Ascoli, Syria Maria Barone, Agnese
Botta, Gianpaolo Gennaro Botta, Fatima Carrubba, Fiorella Castaldi, Paolo
D`Amato, Pasquale D`Aponte, Luca Di Filippo, Carlo Fimiani, Milena Fiore, Giovanni Leo, Giulio Leo, MariaGrazia Morrone, Mattia Montoro, Michele Robustelli,
MariaGrazia Siglia
Il disegno è di Sirya Maria Barone
Hanno scritto dell’esperienza:
“… È stata un’esperienza divertente e stuzzicante. Abbiamo letto l’incipit e conosciuto un po’ l’autrice. Le copertine e le trame dei suoi libri ci hanno fatto pensare a mondi fantastici. La presenza di questa grande luna ci ha portato nello
spazio, mentre le misteriose creature che dovevano arrivare ci hanno fatto pensare agli alieni. Ora siamo in trepida attesa anche noi per i capitoli successivi.
Grazie per questa iniziativa veramente coinvolgente”.
APPENDICE
2. L’avventura ha inizio!
I Circolo Didattico “Hero Paradiso” di Santeramo in Colle - Classi IV A/B/C/D/E/F/G
Dirigente scolastico
Elena Cardinale
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Angelica Di Lillo, Rossella Caraccia
Gli studenti/scrittori delle classi IV A/B/C/D/E/F/G
Giulia Lella, Daniele Plantamura, Rocco Fiorentino, Francesca Lella,Morena Minio,
Giada Lassandro, Marino Natale, Davide Labarile, Fatjona Tabaku, Flavia Alessandrielli, Carlo Larato, Francesca Fiorentino, Ileana Maiullari, Rosalinda Di
Tonno, Gloria Brahja, Elton Brahja, Marino Depinto, Serena Andriola, Fabiola Cardascia, Gaia Polizio, Cristina Balan, Michele Costanzo, Christian Digirolamo
Il disegno è di Angelo Stasolla, Arianna Sirressi, Angelica Paradiso, Giorgia Putignano, Erasmo Prisciantelli e sez. M
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Dopo aver ascoltato quanto detto dagli alunni-scrittori e, per i bambini più
piccoli, dopo che hanno drammatizzato quanto scritto nel capitolo, l’esperienza
si è rivelata accattivante ed entusiasmante. I bambini, in questa nuova esperienza di scrittura di gruppo, si sono molto divertiti e hanno mostrato una elevata competenza nella composizione del testo. Lo stare insieme ha permesso
loro di confrontarsi e crescere. Il valore altamente educativo dell’esperienza è
stato indiscutibile, e anche i docenti si sono ritrovati arricchiti”.
APPENDICE
3. Una notte insonne
Istituto Comprensivo “Fratelli Linguiti” di Giffoni Valle Piana – Classi III A/B
Dirigente scolastico
Ennio Rinaldi
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Giuseppina Palo
Gli studenti/scrittori delle classi
III A - Alfredo D’Alessio, Giuseppe D’Alessio, Felicia D’Ambrosio, Martina Davide,
Melissa Delle Donne, Alessia Di Feo, Chiara Di Filippo, Federica Di Filippo, Concetta Di Martino, Mattia Di Martino, Francesco Mele, Patrik Dawid Patla, Alessia
Ricci, Rosariapia Sorgente, Miriam Stabile, Francesca Vassallo
III B - Ester D’Auria, Umberto Delle Donne, Claudia Di Feo, Andrea Fasulo, Vincenzo Foglia, Andrei Badaca Iliuta, Marzia Linguiti, Caterina Manzo, Umberto
Marrandino, Pietro Mele, Matteo Memoli, Mariachiara Palo, Consiglia Paugelli,
Schana Maria Petrullo, Amedeo Vassallo, Brian Villani, Giorgia Volpe
Il disegno è di Martina Davide, Alessia Ricci
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Esperienza coinvolgente ed accattivante, che si è perfettamente inserita
nel programma curriculare, completandolo ed arricchendolo. Il criterio della staffetta li ha molto incuriositi scatenando, nel contempo, una sorta di competizione
tradottasi in grande motivazione. Gli alunni hanno lavorato con le parole, stimolato la loro creatività, consolidato ed ampliato le capacità espressive utili per
ideare e scrivere testi con il criterio dell’incipit, nel rispetto di uno sviluppo logico
e sequenziale e di un finale adeguato”.
APPENDICE
4. Il grande giorno
II Circolo Didattico - Scuola Primaria “De Gasperi” di Noicattaro – Classe IV F
Dirigente scolastico
Domenica Camposeo
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Olimpia Deleonardis
Gli studenti/scrittori della classe IV F
Carmen Ardito, Marica Armagno, Simona Bellizzi, Claudia Boccuzzi, Silvio Borracci, Carmen Borraccino, Vincenzo Cavallo, Elena Colella, Arianna Difino, Luca
Difino, Stefano Dipinto, Daniele Di Spirito, Pierpaolo Limitone, Carla Madio, Vito
Mazzacane, Valentina Monaco, Simona Pastore, Simona Romanazzi, Giorgia Santamaria, Isabella Settanni, Elisa Tarulli, Vincenzo Troiani, Olga Troviso, Samuele
Valenzano
Il disegno è di Simona Bellizzi, Elisa Tarulli
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Il lavoro di scrittura del nostro capitolo ha coinvolto tutti noi bambini in modo
attivo e costruttivo.
Dopo aver letto, con molta attenzione, i lavori precedenti, con la maestra abbiamo discusso collettivamente sui personaggi, sugli stati d'animo di ciascuno e
sul possibile sviluppo della storia.
Le riflessioni scaturite hanno evidenziato la necessità di dividerci in gruppo e lavorare sull' unità espressiva, cioè quale vissuto rendere? (es: entusiasmo e preoccupazione insieme per la festa, sorpresa per gli effetti etc..).
A conclusione, dopo aver letto i lavori di tutti (alcuni dei quali molto validi e
convincenti) abbiamo cercato il modo di elaborare un testo originale, senza
esclusione di alcuno”.
APPENDICE
5. Un piano malefico
IV Circolo “Matteo Mari” di Salerno – Classi V D/E/F
Dirigente scolastico
Liliana Dell’Isola
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Caterina Russo, Elvira Pisano, Concetta Vigorito
Gli studenti/scrittori delle classi
V D – Giorgia Baviera, Marianna Cappuccio, Sara Cavallo, Flora Federica Chirico, Alessio Paolo D’Onofrio, Daniele De Gregorio, Virginia De Rosa, Giorgio Di
Florio, Alice Dino Guida, Maria Vittoria Ferraro, Vincenzo Labianca, Silvia Martucciello, Alessio Monetta, Sara Moroni, Chiara Napolitano, Federica Nicastro,
Lorenzo Paduano, Maria Paola Palma, Davide Paone, Lidia Parisi, Edoardo Plaitano,
Chiara Sammartino, Antonio Sangiovanni, Benedetta Serio, Giulianna Sicilia
V E – Rosaria Abate, Elena Ammirati, Francesco Ammirati, Alessandro Angrisani, Fabiola Belmonte, Giulia Bosco, Alessia Carrino, Maria Enrica Carso, Roberto Chillè,
Giulia Maria Chirico, Salvatore Conte, Francesco D’Alessandro, Daniela De
Chiara, Delia Denicolo, Federica Di Salvio, Carlo Giordano, Giuseppe Grieco,
Mara Lucchi, Vlad Mancusi, Andrea Nittoli, Anna Ottati, Miriam Parisi, Michele
Piegari, Giulia Serafini, Gaia Stanzione
V F – Clelia Abagnale, Amantha Bennardino, Leonardo Francesco Ciannella,
Martina Coppola, Anna D’Amore, Sara De Felice, Annapia De Simone, Dario De
Simone, Francesco Gusman Delle Chiaie, Eva Fatì Gansane, Gabriella Manzo,
Giulia Morelli, Giusy Resciniti, Simone Romeo, Mattia Santucci, Domenico Sellitto,
Xin Yi Wu
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Gli alunni sono stati piacevolmente coinvolti dalla staffetta, sia nell’attesa dei
capitoli che via via pervenivano loro, sia nel momento della creazione del proprio e, fatto notevole , nell’ascolto dei capitoli successivi.
L’esperienza è stata molto positiva, e avrà una sicura ricaduta sulla capacità di
appassionarsi alla lettura di ognuno dei piccoli scrittori”.
APPENDICE
6. I sorrisi nascosti
Istituto Comprensivo Statale di Siano – Classe V D
Dirigente scolastico
Eufrasia Lepore
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Angelina Giordano
Gli studenti/scrittori della classe V D
Gaetano Aliberi, Gennaro Aliberi, Maria Pia Botta, Christian Caiazza, Virgilio
Caiazza, Riccardo Castiglia, Raffaella Cerrato, Grazia Di Benedetto, Daniele
Fimiani, Raffaella Grimaldi, Alessio Leo, Anna Leo, Domenico Leo, Rossella Leo,
Alessandro Lodato, Elda Masi, Andrea Navarra, Silvia Palmieri, Yusra Delfina
Raza, Antonia Rinaldi, Giovanni Rumma
Il disegno è di Antonia Rinaldi
Hanno scritto dell’esperienza:
“… La Staffetta è riuscita a coinvolgere gli alunni in un’esperienza nuova ed
emozionante.
Gli alunni hanno letto tramite la LIM con molta attenzione sia l’incipit dell’autrice
Nanetti che i capitoli degli altri staffettisti, entrando nel vivo della storia, confrontandosi sui personaggi, sulle soluzioni proposte dalle altre squadre, e ipotizzando a loro volta la continuazione del racconto. I capitoli precedenti sono
stati letti ed analizzati e, per una maggiore comprensione, i ragazzi hanno elaborato un questionario composto da una serie di domande per le parti in cui veniva suddiviso il racconto. Alla fine, chi voleva poteva esprimere le proprie
impressioni, sia sul contenuto che sul messaggio trasmesso. Le parti sono state
elaborate in gruppo, e insieme si è proceduto a saldare i vari momenti narrativi.
Le parti individuate sono state raccontate anche con le immagini. Ha contribuito
nella guida al lavoro di stesura una tirocinante della facoltà di Scienze della
Formazione dell’Università di Salerno. Terminato il capitolo, i ragazzi sono stati
molto soddisfatti della storia inventata e dei loro disegni”.
APPENDICE
7. L’unione fa la forza
Istituto Comprensivo Statale di Teverola – Classi IV A/B, V A/B/C
Dirigente scolastico
Adele Caputo
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Anna De Caro, Rosa Tonziello
Gli studenti/scrittori delle classi
IV A - Alessandra Pia Cicatiello, Raffaele Falgiano, Giorgia Ingallina, Mara Pezzella, Mariangela Vitagliano
IV B - Marcello Cipullo, Alessandra Muscariello, Sabrina Raimo, Valentina Solla,
Giovanna Tosquier
V A - Mariastella Caserta, Rosapia Cirillo, Ciro Minopoli, Maria Pia Orabona,
Maria Teresa Scarfato, Bianca Beatrice Ungureanu
V B - Mattia Autiero, Luigi Barbato, Saverio Bosco, Luca Caserta, Paolo Di
Ronza, Nicla Petrarca
V C - Francesca Barbato, Teresa Belfiore, Gina Boccini, Teresa Improta, Maria
Antonia Mangiacapra, Rossella Turco
Il disegno è di Luca Caserta
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Che bello vedere i nostri alunni così affiatati, alla ricerca dell’idea giusta e
del personaggio adatto affinché la storia diventasse avvincente.
In questo gruppo di baby scrittori non è apparso alcun leader, e tutti erano impegnati a cercare la soluzione per far sorridere i bambini, far rinascere la bella
luna e far prevalere il bene sul male.
Questa esperienza per i nostri alunni è stata entusiasmante e formativa, non solo
perché si sono instaurati validi rapporti tra i membri del gruppo, ma anche per i
momenti di riflessione a cui la storia li ha condotti.
Si sono resi conto del grande valore del sorriso, dell’amicizia, della solidarietà,
dei buoni sentimenti.
Spero che da oggi, anche nella piccola Teverola, ci siano tanti sorrisi in più”.
APPENDICE
8. La luna ti porterà fortuna
Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” di Tramonti – Classe III A
Dirigente scolastico
Luisa Patrizia Milo
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Maria Di Lieto
Gli studenti/scrittori della classe III A
Francesca Amato, Giuseppe Amatruda, Luisa Amodio, Vincenzo Amodio, Cirillo
Babich, Alessandra Bove, Maria Chiara Cristiano, Daniele Alessandro D'Aleo,
Dario Leonardo D’Aleo, Salvatore Riccardo D’Aleo, Giulia D'Auria, Noemi Di
Mauro, Anna Fierro, Alfonso Francese, Angelo Francese, Raffaele Michele Francese, Gaetano Giordano, Ilenia Imperato, Roberta Romano, Sara Sannino, Marco
Santelia, Jacopo Savastano, Giulia Vuolo
Il disegno è di Alessandra Bove
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Gli alunni hanno intrapreso questo meraviglioso “viaggio”, con una forte carica emotiva. Il laboratorio di Scrittura Creativa si è posto come esperienza di
gruppo utile e gratificante, in cui si è creato uno spazio per comunicare, esprimersi e creare divertendosi, a partire da una più approfondita conoscenza della
parola narrata. Ripercorrendo in particolare gli aspetti emotivo - affettivi emersi
dall'intreccio narrativo, è stato possibile attivare un processo maturativo degli atteggiamenti e delle relazioni. L'incontro con il testo ha creato identità e relazioni, aiutando a comprendere e costruire significati, e facendo sentire ogni
alunno protagonista del divenire che è in un racconto”.
APPENDICE
9. Il sogno di Giulia
Scuola Primaria Paritaria “Preziosissimo Sangue” di Pagani – Classe V A
Dirigente scolastico
Suor Anna Paganelli
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Annunziata De Angelis, Franca Stanzione
Gli studenti/scrittori della classe V A
Andrea Avino, Roberta Avino, Miriam Barone, Francesco Cascone, Davide Cesarano, Aldo Damiano, Alfonso De Prisco, Cristina Di Maio, Armando Esposito,
Maria Esposito, Giovanni Ferraioli, Costantino Francese, Teresa Gambino, Mattia Pio Giorgio,Bruno Malet, Dino Malet,Viktoria Melnyk, Francesco Paolo Nigro,
Roberta Pepe, Elisabetta Piccolo, Vincenzo Pisacane, Gianmarco Russo, Simone
Tramontano, Alfonso Vitagliano, Mario Vitolo
Il disegno è di Mario Vitolo
Hanno scritto dell’esperienza:
“… L’esperienza per gli alunni è stata positiva e stimolante. Hanno lavorato con
piacere e con passione, producendo molte idee e facendo emergere la loro
creatività”.
APPENDICE
10. La battaglia finale
Scuola Primaria Paritaria “Preziosissimo Sangue” di Pagani – Classe III A
Dirigente scolastico
Suor Anna Paganelli
Docente responsabile dell’Azione Formativa
Lucia Iuliano
Gli studenti/scrittori della classe III A
Carmine Aliberti, Giovanni Alise, Armando Avallone, Agnese Bonaduce, Claudia
Brillante, Paolopio Citarelli, M.Rosaria Di Gennaro, Massimo Di Natale, Miguel Farina, Macario Ferraioli, Gerardo Francese, Elisa Gaito, Gaia Gargiulo, Francesca
Pia Izzo, Rossella La Mura, Lucia Landi, Andrea Malet, Giorgia Malet, Marika Martino, Maria Perito, Carmen Claudia Piscopo, Gennaro Luca Ruggiero, Francesca
Pia Sessa, Luigi Tiano, Martina Tortora, Prisco Viserti
Il disegno è di Francesca Pia Sessa
Hanno scritto dell’esperienza:
“… Questa nuova esperienza è stata per tutti gli alunni interessante e coinvolgente”.
11. Una saggia decisione
III Circolo “Roncalli” di Altamura - Plesso “Madre Teresa di Calcutta” – Classe IV C
Dirigente scolastico
Rita Antonia Carilli
Docenti responsabili dell’Azione Formativa
Paola Maino, Loreta Giannuzzi
Gli studenti/scrittori della classe IV C
Davide Attivissimo, Francesco Carlucci, Cristina Casiello, Sara Colonna, Domenico Corrado,Denise Ferrulli, Domenico Fiore, Aldo Gaudino, Marco Gesualdo,
Dario Grieco, Pietro Lasaponara, Gioacchino Mercadante, Martina Nicoletti,
Francesco Muzzi, Alessandra Palasciano, Alessandra Salvaggiulo, Helena Salvaggiulo, Giovanni Scalera, Francesco Simone, Angelica Toscano, Giovanni Traghi
Il disegno è di Alessandra Palasciano, Cristina Casiello
Hanno scritto dell’esperienza:
“… L’esperienza della Staffetta letteraria è stata entusiasmante perché è stata
divertente ma anche impegnativa e “faticosa”. E’ stato molto interessante leggere
i vari capitoli e soprattutto scoprire i trucchi della narrazione che il tutor ha suggerito e che noi abbiamo fatto nostri nella scrittura del capitolo. Quello che però
ci ha coinvolti maggiormente è stato lavorare in gruppo confrontarsi e sentirsi
parte di un unico progetto”.
INDICE
Incipit di ANGELA NANETTI ............................................................................pag
14
Cap. 1 Un arrivo stupefacente ............................................................................»
18
Cap. 2 L’avventura ha inizio!..................................................................................»
24
Cap. 3 Una notte insonne ......................................................................................»
32
Cap. 4 Il grande giorno ........................................................................................»
38
Cap. 5 Un piano malefico ......................................................................................»
44
Cap. 6 I sorrisi nascosti ............................................................................................»
48
Cap. 7 L’unione fa la forza......................................................................................»
54
Cap. 8 La luna ti porterà fortuna ........................................................................»
56
Cap. 9 Il sogno di Giulia ........................................................................................»
62
Cap. 10 La battaglia finale ................................................................................»
68
Cap. 11 Una saggia decisione ..........................................................................»
74
Appendici ..................................................................................................................»
80
Finito di stampare nel mese di aprile 2014
da Tipografia Gutenberg, Fisciano (SA)
Un arrivo stupefacente
L’avventura ha inizio!
Una notte insonne
Il grande giorno
Un piano malefico
I sorrisi nascosti
L’unione fa la forza
La luna ti porterà fortuna
ìIl sogno di Giulia
La battaglia finale
Una saggia decisione
Scarica

ARRIVIAMO DALLA LUNA