ARRIVIAMO DALLA LUNA Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo Ente Formatore per Docenti Accreditato MIUR Questa pubblicazione è il prodotto dell’attività in situazione svolta in seno al Percorso di Formazione denominato “Scrittura, Regole, Musica, Armonia, Cittadinanza” II annualità Partendo dall’incipit di Angela Nanetti e con il coordinamento dei propri docenti, hanno scritto il racconto gli studenti delle scuole e delle classi appresso indicate: Istituto Comprensivo Statale di Siano - Classe V E I Circolo Didattico “Hero Paradiso” di Santeramo in Colle - Classi IV A/B/C/D/E/F/G Istituto Comprensivo “F.lli Linguiti” di Giffoni Valle Piana - Classi III A/B II Circolo Didattico - Scuola Primaria “De Gasperi” di Noicattaro – Classe IV F IV Circolo Didattico “Matteo Mari” di Salerno - Classi V D/E/F Istituto Comprensivo Statale di Siano - Classe V D Istituto Comprensivo Teverola - Classe IV A/B, V A/B/C Istituto Comprensivo “Pascoli” di Tramonti - Classe III A Scuola Primaria Paritaria “Preziosissimo Sangue” di Pagani - Classe V A Scuola Primaria Paritaria “Preziosissimo Sangue” di Pagani - Classe III A III C. D. “Roncalli” di Altamura - Plesso “Madre Teresa di Calcutta” - Classe IV C Editing a cura del tutor: Stefano Delprete Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo Ente Formatore per Docenti accreditato Ministero dell’Istruzione La pubblicazione rientra tra i prodotti del Percorso di Formazione per Docenti “Scrittura, regole, musica, armonia cittadinanza” II annualità. Il Percorso di Formazione è promosso dal MIUR Dipartimento per l’Istruzione Direzione Generale per il Personale Scolastico Ufficio VI e si organizza in interazione con il Liceo Alfano I di Salerno Direzione e progetto scientifico Andrea Iovino Responsabile per l’impianto editoriale Marisa Coraggio Coordinamento Scientifico Maurizio Spaccazocchi Grafica di copertina: l’Istituto Europeo di Design, Torino Docente: Sandra Raffini Coadiuzione nella redazione del progetto e monitoraggio dell’azione Ermelinda Garofano Maurizio Ugo Parascandolo Impaginazione Tullio Rinaldi Francesco Rossi Ermanno Villari Segreteria di Redazione e Responsabile delle procedure Valentina Landolfi Margherita Pasquale Relazioni Istituzionali Nicoletta Antoniello Staff di Direzione e gestione delle procedure Angelo Di Maso Adele Spagnuolo Amministrazione Rosanna Crupi Annarita Cuozzo Franco Giugliano Piattaforma BIMEDESCRIBA Gennaro Coppola Angelo De Martino I libretti della Staffetta non possono essere in alcun modo posti in distribuzione Commerciale I Docenti e le classi che hanno operato per la composizione del racconto si sono potuti avvelere del contributo di: Responsabili d’area del percorso di formazione Ermelinda Garofano Adele Spagnuolo Maria Belato Docenti Tutor Scrittura Pino Pace Stefano Delprete Annamaria Piccione Docenti Tutor Musica Giorgio Dellepiane Garabello Tullio Visioli Carlo Pestelli By Bimed Edizioni Dipartimento tematico della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo (Associazione di Enti Locali per l’Educational e la Cultura) Via della Quercia, 64 – 84080 Capezzano (SA), ITALY Tel. 089/2964302-3 fax 089/2751719 e-mail: [email protected] La Collana dei Raccontiadiecimilamani 2014 viene stampata in parte su carta riciclata. È questa una scelta importante cui giungiamo grazie al contributo di autorevoli partner (Sabox e Cartesar) che con noi condividono il rispetto della tutela ambientale come vision culturale imprescindibile per chi intende contribuire alla qualificazione e allo sviluppo della società contemporanea anche attraverso la preservazione delle risorse naturali. E gli alberi sono risorse ineludibili per il futuro di ognuno di noi… Parte della carta utilizzata per stampare i racconti proviene da station di recupero e riciclo di materiali di scarto. La Pubblicazione è inserita nella collana della Staffetta di Scrittura Bimed/Exposcuola 2013/2014 Riservati tutti i diritti, anche di traduzione, in Italia e all’estero. Nessuna parte può essere riprodotta (fotocopia, microfilm o altro mezzo) senza l’autorizzazione scritta dell’Editore. La pubblicazione non è immessa nei circuiti di distribuzione e commercializzazione e rientra tra i prodotti formativi di Bimed. RINGRAZIAMENTI Ringraziamenti ossequiosi vanno a S. E. l’On. Giorgio Napolitano che ha insignito la Staffetta 2014 e l’azione formativa con uno dei premi più ambiti per le istituzioni che operano in ambito alla cultura e al fare cultura, la Medaglia di Rappresentanza della Repubblica Italiana giusto dispositivo Prot. SCA/GN/1047-1 del 12/09/2013. Si ringraziano per l’impagabile apporto fornito alla Staffetta 2014: i Partner tecnici: UNISA – Salerno, Dip. di Informatica; Ambasciata Italiana il Libano Istituto Europeo di Design - Torino; Cartesar Spa e Sabox Eco Friendly Company; Ringraziamenti particolari vanno agli scrittori redattori degli incipit, a Elisabetta Barone Dirigente del Liceo Alfano I partner istituzionale della Staffetta e delle attività di formazione, a Claudia Enrico Dirigente della Scuola Primaria Michele Coppino di Torino e a Filippo Gervasi Dirigente dell’Istituto Comprensivo E. De Amicis di Enna per aver concesso la propria scuola in funzione delle attività in presenza dell’azione formativa collegata. La Staffetta 2013/14 riceve: Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana Patrocini: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia, Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero dell’Ambiente PRESENTAZIONE Il Percorso di Formazione da cui scaturisce la presente pubblicazione ci ha consentito, quest’anno, di dimostrare come attraverso l’ottimismo della volontà sia possibile organizzare buone prassi tali da rideterminare motivazione e nel contempo, dare alla scuola italiana gli strumenti necessari a affrontare le sfide sempre più complesse che abbiamo davanti a noi. Attraverso un lavoro rilevante sulla scrittura e sulla musica abbiamo verificato come sia possibile coinvolgere gli studenti nelle pratiche che attraverso i saperi, le conoscenze e le competenze determinano cittadinanza. Abbiamo fatto di più nel momento in cui siamo riusciti a sancire un’idea comune di cittadinanza che si connota dei principi costituzionali su cui poggia la nostra Repubblica. Il percorso di formazione che si è svolto per una parte in presenza e per un’altra parte on-line ha il suo valore aggiunto proprio per la fase in situazione che è, in buona sostanza, il momento in cui quanto ci trasmettiamo durante le lezioni de visu e quanto assumiamo attraverso la Piattaforma web può essere provato e testato nel rapporto con i nostri giovani, quegli studenti italiani che abbiamo il dovere di ringraziare per il contributo che hanno messo in campo in favore dell’azione. Il racconto che a seguire avrete il bene di leggere è il frutto di un lavoro complesso di un insieme di docenti e studenti che prima sono entrati in relazione con lo scrittore redattore dell’incipit, poi hanno scritto insieme il proprio capitolo, poi hanno seguito la storia e, infine, hanno tradotto il lavoro di scrittura in altro linguaggio creativo documentato dal DVD che è accluso al volume. Tutto questo è stato fatto in interazione diretta dei docenti fruitori del percorso con il Comitato Tecnico Scientifico, gli esperti, i docenti tutor e le tante, diverse, figure che hanno contribuito a determinare un risultato assolutamente unico per le attività di formazione che è, poi, questa pubblicazione e gli altri prodotti che attestano quanto possa essere possibile determinare una scuola stimolante e partecipata in cui la Cittadinanza viene affermata come obiettivo primario per il contesto formativo del nostro Paese. Andrea Iovino INCIPIT ANGELA NANETTI Quella notte la luna tardava ad arrivare. «Dove si sarà fermata?» si domandò Gregorio stirando il corpo con un sommesso miagolio di piacere. Gregorio era un gatto grigio, che passava le notti sul tetto dei garage del grande palazzo a nove piani che circondava il cortile. Cinquanta finestre tutte uguali. «Perché non arriva?» si chiese Giulia, affacciata alla finestra n° 25 del quarto piano. E intanto scrutava il cielo non ancora nero, del blu imbronciato che precede la notte. Giulia era una bambina di nove anni, che ogni sera si affacciava alla finestra della sua cameretta per ascoltarli. Ma per sentirli doveva prima arrivare la luna. “Sarà luna nuova?” pensò l’uomo col sacco di tela a tracolla e la scala metallica in mano, avvicinandosi al grande albero al centro del cortile. Era una scala leggera di alluminio e allungabile… Allungabile fino alla cima dell’albero dov’erano loro. 14 «Forse si è stancata di passare di qui, avrà cambiato strada» ragionò Gregorio. “Ma senza la luna quelli si sarebbero mostrati?” si chiese il gatto. Gregorio era un gatto filosofo che amava farsi le domande, ma non amava cercare le risposte perché costavano fatica. A dire la verità, quelli lui non li aveva ancora visti ed erano due settimane che guardava l’albero: dalla sera in cui la luna era apparsa e sull’albero c’era stato tutto quel gran movimento. Però Gregorio, oltre che filosofo, era un gatto paziente e un cacciatore. E sapeva aspettare. Ma Giulia paziente non lo era affatto. «Conterò fino a cento e, se la luna non arriva, me ne andrò a vedere la tv» decise all’improvviso. «E se incominciano dopo? Come faccio a convincere la mamma che non dico una bugia? Allora conterò fino a duecento. E poi tornerò indietro fino a zero». A Giulia piaceva la matematica e le piaceva risolvere i problemi e quel suono era un vero problema. Perciò aveva deciso di registrarlo. «Meglio così» concluse l’uomo soddisfatto, appoggiando la scala al tronco dell’albero e incominciando ad allungarla. «Con il buio non ci sono testimoni e la ricompensa questa notte è sicura. Dicano pure quello che vogliono, ma quelli di sicuro sono lassù». In quel momento la luna uscì dal tetto del palazzo, rotonda e lucida, grondante chiarore. Non era in ritardo, erano gli altri a essersi sbagliati. Gregorio miagolò di soddisfazione, Giulia accese il registratore e l’uomo imprecò. «Sempre così impazienti!» sospirò la luna. 16 CAPITOLO PRIMO Un arrivo stupefacente “Sì, impazienti e sempre più strani, chissà perché mi aspettano con tanta ansia?” E mentre lo pensava, il suo sguardo cadde su Gregorio: “Che bel gattone! Beh, che lui mi stia aspettando lo capisco, si sa che i gatti miagolano alla luna! Ma lei, quella bella bambina bionda, perché mi punta addosso i suoi occhioni neri e che sarà mai quell’arnese che stringe tra le mani? Quali saranno le sue intenzioni? Oh! Ma guarda, e quella cos’ è? Un’altra luna? No! È solo la testa pelata di quel tipo laggiù. Che ci fa con quella scala e quel sacco? Non vorrà mica venirmi a prendere?” Gregorio, che da molte notti non dormiva per aspettare la luna, fissandola pensava: “Non vedevo l’ora! La luna piena è veramente bella e questa sera lo è ancora di più! Che fortuna che ha, vive in cielo e da lì può vedere tutto ciò che accade nel mondo. Però chissà se a volte è triste, non credo che lassù abbia molti amici”. 18 Un arrivo stupefacente Il signor Pelatone (così lo aveva soprannominato la luna), invece, non era molto contento del suo arrivo e borbottava: «Che grande impicciona che è quella lì, lassù. Da lì vede tutte le cose che succedono e riconosce tutti. Adesso con questa luce mi farà sicuramente scoprire!» In realtà il signor Pelatone si chiamava Lello ed era il custode del palazzo. Era stato contattato dal responsabile dello zoo della città che gli aveva promesso una ricca ricompensa se gli avesse consegnato i misteriosi visitatori. Giulia, intanto, continuava a chiedersi se sarebbe riuscita a registrare gli strani suoni che l’avevano tanto sorpresa quindici giorni prima. Erano tutti assorti nei loro pensieri e intorno non si sentiva alcun rumore. Fu la mamma di Giulia a rompere il silenzio: «Vieni piccola, sta per iniziare il film!» Giulia trasalì e, ancora un po’ scossa, rispose: «No! Mamma vieni tu qua, esci a vedere la luna, questa sera è davvero splendida». Capitolo primo 19 La mamma disse: «D’accordo! Mi hai convinto, vediamo questa meraviglia». Quando la mamma arrivò, Giulia le buttò le braccia al collo, era molto felice perché così poteva aspettare l’arrivo di quelli insieme alla mamma. Al quinto piano, nell’appartamento sopra quello di Giulia, abitava Marco, un ragazzino di undici anni, che era il padrone di Gregorio e, non vedendolo rientrare, si era affacciato per cercarlo. Come aveva immaginato il signor Pelatone, la luce della luna inondava il cortile del palazzo e così, quando Marco si affacciò lo vide con la scala. «Ehi, signor Lello! Che cosa fa con questa scala? Non è che nel sacco c’è il mio Gregorio?» urlò dalla finestra. Ma prima ancora che il signor Pelatone potesse rispondere, Gregorio fece sentire il suo miagolio, Marco si girò e vedendolo sul tetto del garage tirò un sospiro di sollievo. Mentre il signor Lello escogitava un modo per salire sull’albero senza essere visto, arrivò la sua nipotina, Emilia, che bisbigliò: «Zio, ma che stai facendo? Perché stai cercando di salire su quest’albero?» 20 Un arrivo stupefacente Giulia, istantaneamente, accese il registratore, si voltò verso la mamma ed esclamò: «Stanno arrivando!» Il signor Pelatone iniziò a salire sulla scala con il sacco di tela a tracolla. Il gatto Gregorio spalancò i suoi occhi azzurri e profondi fissando il punto da cui proveniva lo strano rumore... Sembrava il ronzio di molti, moltissimi insetti, uno sbattere di milioni di ali: un rumore che si poteva dire fastidioso. Poi, in un istante, calò il silenzio, quel silenzio che precede sempre qualcosa di straordinario, come ciò che stava per accadere... Nel cielo comparve una scia luminosa. Marco strabuzzò gli occhi, uno strano oggetto volante, molto più simile a un’astronave che a un aereo, atterrò sul tetto del garage. Un fischio sottile e acuto precedette l’apertura di una botola da cui fuoriuscirono tanti esserini luminosissimi, con gli occhi fuori dalle orbite! Dal tetto del garage saltellarono fino all’albero e si nascosero tra il folto foCapitolo primo 21 gliame, s’intravedevano solo i loro occhi che sembravano piccole gocce di smeraldo. Erano tutti rapiti da quel fantastico spettacolo, ma anche un po’ spaventati. La mamma, abbracciando Giulia, le sussurrò: «Piccola mia avevi proprio ragione». Anche il signor Lello si allontanò dalla scala, si avvicinò alla nipotina e la prese per mano. Marco, completamente stregato da quello che stava accadendo, pensava al suo Gregorio e sperava solo che non fosse in pericolo. All’improvviso dall’albero si levò un curioso canto che faceva così: «Buonasera a tutti voi Noi ci presenteremo poi Distinguiamo nel chiarore un gattone, il signore Pelatone, i bambini e per ora, una bella signora. Arriviamo con la luna e portiam tanta fortuna. 22 Un arrivo stupefacente Amiamo i colori la musica e i fiori! Siamo fantastici, mitici e simpatici, noi siamo i Lunatici». E anche quando smisero di cantare il frastuono non diminuì, gli esserini luminosi continuarono a saltellare da un ramo all’altro facendo capolino qui e là, ridendo e giocando felici. Nessuno dei presenti riusciva a staccare gli occhi dall’albero, lo stupore era immenso. Si sentivano fortunati al pensiero di assistere a tale meraviglia, ma erano anche un po’ preoccupati e si facevano le stesse domande: come saranno questi Lunatici? Da dove vengono? Cosa vorranno da noi? Le loro intenzioni sono pacifiche? Perché arrivano solo quando c’è la luna piena? La Luna sorniona, dal canto suo, si godeva lo spettacolo e pensava: «Ora sì che capisco la loro impazienza». Capitolo primo 23 CAPITOLO SECONDO L’avventura ha inizio! Gli esserini saltellavano di qua e di là. I loro occhi, gocce di smeraldi, brillavano come stelle, luccicando nel buio della notte. Sulla loro tuta metallica, spiccava un’immagine fluorescente: la luna. Il capo allungato e ciondolante era sovrastato da un’antenna che molleggiava ritmicamente. Il gattone Gregorio a questa vista strabiliante fulmineo e spaurito scese dal tetto per acciambellarsi intorno alle gambe del suo padrone. Nella sua mente balenavano centinaia di domande. Questa volta avrebbe voluto avere delle risposte. Pensava tra sé e sé: “Cercano proprio noi? Ma che vorranno? Ci porteranno via? Saranno buoni o cattivi? Che interessi hanno nel visitare il nostro pianeta?” In realtà queste domande turbinavano come un tornado nella mente di tutti i presenti. Dopo la meraviglia iniziale, il signor Pelatone scappò via a gambe levate prendendo per mano la sua nipotina. 24 L’avventura ha inizio! Anche Marco, di primo acchito, avrebbe voluto rifugiarsi in casa, ma essendo il suo gatto al sicuro con lui, si fece coraggio. Inspirando profondamente, si avvicinò quatto quatto ai Lunatici e provò a toccarli. Poi fuggì via. I Lunatici svolazzavano agili e fulminei, invadendo tutto il cortile, tanto che Giulia non riusciva a coglierne i particolari. Li osservava cercando di definirne con chiarezza la forma del corpo, i colori, i tratti del viso. A malapena riusciva a coglierne i movimenti, repentini e scattanti. Che magia… ma che putiferio! Giulia sentiva il suo cuore battere come un tamburo. Strinse forte la mano alla sua mamma, che la rincuorò con un forte abbraccio. Così, prese l’iniziativa e con voce decisa principiò: «Vi stavo aspettando e… finalmente siete qui!» Uno di loro si fece più grande, quasi come a diventare una sonora cassa di risonanza e, con ripetuti echi cantilenanti, cominciò: «Io mi chiamo Abo e non sono qui per caso. Dei Lunatici sono il presidente, ma tutti noi siam qui per uno scopo sorprendente. Capitolo secondo 25 Dall’argentea luna proveniamo e l’energia non abbiamo. La Luna forza più non ha, per questo siam venuti qua. Quella che cerchiamo è un’energia assai speciale… Solo voi bambini ci potete aiutare! Che ne dite, ci state? Se ci aiutate, di sicuro ci salvate!» Giulia rivolse una sguardo interrogativo a Marco che, senza esitazione, annuì. Poi chiese ad Abo: «Ma chi siete? Come possiamo aiutarvi?» Abo sorrise. Sapeva che per avere il sostegno dei terrestri avrebbe dovuto dar loro qualche informazione e qualche spiegazione in più. Pertanto, dichiarò con voce sincera e rassicurante: «Aiutarci potete, molto più di quanto credete. L’energia che ci serve, a voi non costa niente. 26 L’avventura ha inizio! Per noi, invece, è essenziale, perché è una energia vitale. Il sorriso di ogni bambino, quando voi fate un giochino, a casa oppure in cortile riempie di energia il nostro barile». Tutti i Lunatici si erano fermati. Ascoltavano con attenzione muovendo ritmicamente le loro antenne. La bambina dalla figura esile, ma alta e slanciata, interruppe Abo con impeto: «Ma diteci. Quali giochi possono produrre questa energia?» Abo, rasserenato dall’interessamento di Giulia, aggiunse: «Se voi insieme giocate, l’energia ci procurate. Se il computer da parte lasciate, e i giochi insieme praticate, quell’energia dei sorrisi così singolare a continuare a vivere sulla luna ci potrà aiutare. Lontano ci porterà, fino alla porta del sole che si aprirà. La pace così sboccerà con l’armonia della musica che in tutti mondi risuonerà». Capitolo secondo 27 Con i suoi grandi occhi color del mare, Angela, la mamma di Giulia, titubante e pensierosa, cercava pian piano di carpire qualcosa in più. Giulia, invece, sembrava sicura di sé. A tratti guardava Marco, aspettando. Egli, dal canto suo, con lo sguardo pieno di stupore guardava ancora i Lunatici. Pian piano essi incominciarono a danzare sulle note di una soave melodia proveniente dal suggestivo oggetto volante dai mille colori, che pulsavano come lucine a intermittenza. Il suono proveniente da violini, flauti, arpe, violoncelli si distingueva e armonizzava, accarezzando, come leggera brezza, i cuori dei presenti. La grande ruota di formaggio ammiccava da lassù. Conosceva i suoi abitanti, ma sapeva che da soli non ce la potevano fare. Si chiedeva se i Lunatici avessero scelto con cura le persone cui chiedere aiuto. Scrutava gli occhi di Marco, ma non comprendeva le sue reazioni. Un po’ alla volta lo sguardo del bambino si rasserenò. Il suo sorriso dimostrò una graduale apertura e disponibilità. Giulia lo osservò e capì con gioia che anche lui avrebbe collaborato. 28 L’avventura ha inizio! Così, la bimba dai biondi capelli si fece coraggio e, dopo aver cercato una conferma negli occhi sinceri della mamma, esclamò: «Siamo pronti a collaborare: vi aiuteremo nella vostra missione!» In un attimo la musica si fece più intensa. I Lunatici si alzarono in volo come luccicanti libellule e si diressero verso le due finestre, le uniche a essere illuminate nella notte. Per incanto gli esserini, come un banco di pesci guidato da un unico intento, circondarono la mamma, Giulia e il suo amico. Li sollevarono all’improvviso come piume al vento e dolcemente li adagiarono sul prato nel cortile. Anche il gatto Gregorio voleva partecipare allo strepitoso incontro. Con passo felpato balzò e sgattaiolò vicino al suo padrone. Nel cortile i quattro erano circondati dai piccoli abitanti della luna, che in quel magico momento sembrava un grande lampione di mille lumini più che mai infuocati. I Lunatici, che brillavano della stessa luce della loro patria, a un tratto cantarono insieme: «Oggi iniziamo l’avventura e con voi siam senza paura. Capitolo secondo 29 Di sicuro ci potete aiutare, ma attenzione dovete lavorare. Recuperando i giochi antichi e unendovi con tanti amici, saremo certamente tutti più felici». «Ma il nostro cortile è ormai vuoto da tanto tempo. I bambini sono sempre più abituati a stare da soli, catturati da TV, play station, computer… che ne pensate se cerchiamo di riempirlo di nuovo di bambini, delle loro grida, dei loro sorrisi?» domandò Angela. Abo rispose sereno, ben sapendo quanto la loro avventura sarebbe stata difficile: «Felice sono per essere stato capito, sapevo che voi non mi avreste tradito». Marco, curioso da morire e sempre pronto a scoprire e conoscere le nuove tecnologie, chiese al capo dei Lunatici: «Ma come farete a trasformare e assorbire l’energia proveniente dai sorrisi dei bambini?» Abo rispose: «Rispondere a questa domanda proprio non possiamo, 30 L’avventura ha inizio! ma lo scoprirete presto, ve lo giuriamo. Persone con cattive intenzioni il segreto potrebbero rubare e poi in modo sbagliato utilizzare. Una cosa sola, tuttavia, vi possiamo consigliare: voi dovreste giocare, giocare, giocare». Il signor Lello, nascosto dietro la spessa tenda di broccato della finestra di casa sua, guardava interessato e incredulo. Probabilmente stava già architettando il suo misterioso piano. Capitolo secondo 31 CAPITOLO TERZO Una notte insonne Ormai era notte fonda, anche i Lunatici erano molto stanchi e si accomiatarono salutando così: «Sicuri del vostro aiuto vi lasciamo il nostro saluto mantenete voi l’impegno aguzzate il vostro ingegno giocate insieme tutti piccoli, grandi, belli e brutti perché presto ritorneremo e il barile riempiremo!» Quella notte nessuno riusciva a chiudere occhio. Giulia era troppo agitata e chiese alla madre di poter dormire con lei nel lettone. La cosa, però, non funzionò: il sonno non arrivava perché il suo pensiero era sempre lì, fermo su quegli esserini fluorescenti in continuo movimento. Si girava e rigirava nel letto; si tirò le lenzuola fresche di bucato sulla testa e si sforzò di fermarsi a pensare a una 32 Una notte insonne sola cosa: come fare per aiutarli? In fondo non doveva essere poi così complicato raccogliere tanti amici nel cortile con i quali potersi divertire nel pomeriggio. Però, quali giochi fare? Ora si sentiva già grande, ma da piccola il suo gioco preferito era svestire e rivestire le Barbie, ma era quasi sempre da sola; le custodiva ancora gelosamente e talvolta ancora ci giocava, ma sempre da sola in cameretta. Non era poi così abituata a giocare con tanti amici, di tanto in tanto lo faceva con qualche compagna di scuola o con sua cugina, ma sempre in casa. Tra veglia e sonno le balenò un’idea. Una volta la maestra aveva letto una leggenda che parlava del sole e della luna che vivevano insieme nel cielo di giorno. Il sole, però, aveva molta più energia della luna e man mano la spinse nel cielo di notte per poter regnare incontrastato durante il giorno. Siccome la luna aveva bisogno di energia, ogni tanto, di nascosto, tornava nel cielo di giorno e la rubava ai raggi del sole. Poteva essere un’idea! Doveva suggerirla ai Lunatici! Capitolo terzo 33 «Ma no, che sciocca» si disse «sicuramente ci avranno già pensato! E poi non si può fare perché non è quella l’energia che loro stanno cercando!» Ma poi decise che non doveva preoccuparsi più di tanto perché sua madre era bravissima a risolvere tutti i problemi; l’avrebbe fatto sicuramente anche questa volta. Angela, a sua volta, faceva finta di dormire ma di nascosto osservava la figlia e pensava a come fare per poter aiutare i Lunatici. In fondo erano tanto simpatici e chiedevano veramente poco: solo allegria, sorrisi e tanta compagnia! Il pensiero corse alla sua infanzia quando non c’era tempo per annoiarsi perché si giocava tutti insieme felici nelle strade deserte; le sembrava di ascoltare ancora l’eco di quelle conte o di quelle filastrocche che stabilivano chi dovesse cominciare o uscire da un gioco; “giro, girotondo, casca il mondo…” e si rivedeva in cerchio con le sue amiche pronta a lasciarsi cadere per prima in terra e ancora, appena più grande, tracciare col gessetto sulla strada davanti al cortile della 34 Una notte insonne scuola le caselle per giocare su un solo piede alla settimana. Ora c’erano solo macchine rumorose… Però c’era il cortile, lì lo spazio era sufficiente per poter riunire un’allegra brigata! E i giochi, quali giochi proporre loro? Sì, perché doveva darsi da fare in prima persona, visto che era la più grande. Certo che se i Lunatici avevano bisogno d’energia, la prima cosa che le veniva in mente era il gioco della fune con un ritornello di sottofondo. Essere pronti a saltarla quando tocca a terra senza inciampare e seguire il ritmo del canto non è poi così facile, sai quanta energia! E poi come sarebbe stato bello rivedere i bambini giocare a nascondino, fortunatamente nel cortile c’era ancora qualche albero! “A proposito di alberi, l’idea di una bella altalena non sarebbe male” pensò Angela. “L’albero al centro del cortile ha i rami molto robusti, sai che divertimento! Lo spazio consente di pensare anche a qualche gioco di squadra, la competizione potrebbe coinvolgerli di più… Ma sì, le soluzioni ci sono, basta Capitolo terzo 35 solo mettere insieme un bel gruppo di ragazzi, il resto verrà da solo. Ora devo solo dormire perché domani sarà una giornata molto impegnativa”. Si girò nel letto e si accorse che finalmente Giulia si era addormentata. Intanto Marco era seduto in poltrona nella penombra della sua cameretta con Gregorio ai suoi piedi che si affilava le unghie sul tappeto colorato. Quella sera, infatti, niente tetti: aveva deciso di far compagnia al suo padroncino. Gli girava intorno accarezzandogli le gambe con la sua voluminosa coda simile a quella di una volpe. “Forse questa è la volta buona! Finalmente ci saranno tanti bambini con cui giocare e divertirsi un mondo, altro che sempre da solo sui tetti” pensava nel frattempo. Marco, invece, non era così ottimista: come fare per convincere i suoi migliori amici, così poltroni e poco fantasiosi a uscire all’aperto e a fare qualcosa di veramente interessante? Lui, ad esempio, aveva sempre desiderato costruire un aquilone e spesso si era fermato a pensare a quanta gioia avrebbe provato nel vederlo 36 Una notte insonne alzarsi in volo. Ma poi il computer aveva avuto la meglio. Ma ora aveva deciso: per un po’ di tempo avrebbe messo da parte il computer, la playstation e tutte le nuove tecnologie! Ora era arrivato il momento di costruirlo quell’aquilone perché c’era qualcuno che poteva aiutarlo a volare in alto, più in alto di tutti. Altro che, se poteva! E con il pensiero tornò a quando i Lunatici, come per incanto, l’avevano sollevato per adagiarlo sul tappeto verde del cortile; che emozione, gli sembrava di essere una foglia leggera cullata dal vento. Il problema era solo convincere gli amici a staccare gli occhi dai videogiochi. Ma sicuramente ci sarebbe riuscito: bastava raccontare loro di questi esserini luccicanti con in testa un’antenna che segue un ritmo inarrestabile. Erano l’esatta copia di qualche protagonista di un videogame, solo che erano dal vivo. Ormai aveva deciso. Domattina, lui e Giulia, sarebbero scesi a giocare finalmente insieme nel cortile, all’aperto, con il sole in faccia e il vento che gioca con i capelli; Capitolo terzo 37 sarebbe stato meraviglioso! Se è vero che l’unione fa la forza, era già un ottimo punto di partenza. Sai che gioia, che entusiasmo! Le loro risate avrebbero attirato tanti ragazzi scocciati e desiderosi di fare qualcosa di diverso. Di una cosa era certo: ben presto sarebbero stati in tanti! “Insieme è bello” pensò. Con la testa pesante, stanco ma soddisfatto, si alzò dalla poltrona, si lasciò cadere sul letto che sembrava un campo di battaglia e si addormentò. Di lassù la luna, simile a una grossa moneta d’oro, osservava fiduciosa e illuminava con la sua luce fioca anche la camera del signor Lello che aveva gli occhi fissi al soffitto e in mente un piano diabolico. “Da domani mi metterò all’opera” pensò infilandosi sotto le lenzuola stropicciate. 38 CAPITOLO QUARTO Il grande giorno Quella notte, anche il signor Lello non era riuscito a dormire. Si era girato e rigirato tra le coperte arruffate tanto da fare del letto un campo di battaglia. Mille pensieri gli affollavano la mente. Si strofinava la testa calva, come fosse la lampada di Aladino: aveva bisogno di idee... “Cosa faccio? Catturo i bambini? Mi travesto da pagliaccio? Nessuno deve riconoscermi! E i Lunatici? Saranno con loro?” Le ore sembravano non passare mai, il ticchettio della sveglia sul comodino era diventato assordante e ogni secondo sembrava ricordargli che la pace e la tranquillità erano ormai un lontano ricordo. Questi pensieri vennero interrotti da un rumore assordante che si espanse per tutta la stanza come note musicali stonate. Nell’aria uno strano stridore di pietre, infrangersi di vetri, battere incessante di martello. «Ma cosa sono questi suoni?» 40 Il grande giorno Si alzò e, nel silenzio della notte, lo scricchiolio delle sue ossa stanche echeggiò. Si affacciò alla finestra, ma nulla. Tornò indietro. Seduto lì, sul bordo del letto e nel buio della stanza illuminata solo da un debole chiarore, aveva cominciato a fissare la luna. E fu allora che gli venne in mente un piano diabolico; a quel punto, senza neanche accorgersene, un senso di piacere e di soddisfazione lo assalì e cominciò a recitare: «Quel che è certo, quel che è sicuro è che questi Lunatici mi garantiranno il futuro. Grazie a loro sarò ricco e potente, il più potente di tutta la gente. Oh sì, io li catturerò, e in un sacco li porterò. Al capo li consegnerò, così la mia ricompensa riceverò. Con l’energia dei sorrisi che ruberò il sovrano assoluto diverrò» Non c’era tempo da perdere. Ormai era quasi l’alba; il sole faceva capolino dietro il grande palazzo. Capitolo quarto 41 Il signor Lello, certo di quel che a breve sarebbe accaduto, si preparò un caffè, lo tracannò e in soli tre bocconi ingoiò un cornetto alla crema. Quando ebbe terminato prese il suo zainetto di cuoio e raggiunse il gabbiotto: aveva fretta quella mattina, tanta fretta. Ad aspettarlo c’era la nipotina Emilia che, con un foglietto in mano e saltellando qua e là, disse: «Zietto, zietto! Oggi siamo stati convocati per una missione segreta, non sto più nella pelle! Credo si tratti di salvare i Lunatici, ne sono convinta. Se così fosse ci verresti anche tu? Avanti zietto, ti aspetto dopo la scuola nel cortile del palazzo!» Senza dare il tempo al signor Lello di spiccar parola, Emilia si allontanò. Nel frattempo Giulia e Marco, accompagnati da Angela, si erano diretti a scuola. Nei loro cuori palpitava la gioia di tutte quelle idee che la notte aveva portato. La Playstation, i videogames, la TV, avevano disperso i sorrisi dei bambini, rubato la loro spensieratezza e non avevano lasciato spazio alla libertà di muoversi all’aperto, di respirare il profumo dei fiori e di sentirne il fresco dei prati. 42 Il grande giorno Camminavano entrambi molto silenziosi. Nelle loro teste risuonavano domande: “Come riusciremo a far giocare tutti i bambini del paese e a catturare tanti sorrisi? Riusciremo a riempire un baule di energia?” Arrivarono nel grande cortile della scuola: le panchine, gli alti pini, il prato ricoperto di rugiada brillava sotto la luce del sole! Entrarono e durante tutta la mattinata Giulia e Marco continuarono a pensare: “Ci vogliono giochi tradizionali o reality-games? Canti o danze di gruppo? E le musiche? Chi deve suonare?” Per organizzare la festa e dar via alla missione segreta si diedero appuntamento in cortile. Ma quando giunsero videro con molto stupore che Angela, la mamma di Giulia, e le altre mamme del palazzo erano già lì, tutte pronte a dare una mano. Con loro anche Pelatone che, nel frattempo, non volendo deludere la nipotina si era armato di corde, pennarelli, gessetti, hula hop e fingeva di essere dalla loro parte. Correre, ridere, giocare, all’aperto vogliamo stare! Era lo slogan che avevano preparato. Capitolo quarto 43 Fu in quel momento che Marco, mentre osservava gli amichetti giocare ebbe un cattivo presentimento. Ma quanto sarebbe durata quell’energia? Sarebbe stato sufficiente quel baule a ricaricare i Lunatici? Dopo qualche attimo, comparve improvvisamente Abo, si avvicinò a Marco e rivolgendosi a tutti disse: «L’energia che ci state donando ci sta illuminando. Ma potrebbe non bastare vi dovete impegnare. Se gli adulti vi aiuteranno le energie ci basteranno. I giochi del passato non dimenticate doppia forza e coraggio ci regalate». Fu un’emozione vedere scintille di luce, che dal basso salivano verso l’alto, fasci fluorescenti e colori iridescenti illuminare il cielo. Fu un momento magico che nessuno avrebbe dimenticato. Finché... all’improvviso le scie luminose cominciarono a spegnersi e in poco tempo tutta quella luce si trasformò in una polvere scura che scendeva e si appoggiava sul prato. 44 Il grande giorno Abo preoccupato e impaurito riprese a parlare: «Sentiamo un forte malore che ci dà un immenso dolore . Nell’aria un’energia negativa ci fa male e l’energia positiva più non sale. Trovate l’intruso e delle informazioni fate buon uso». C’era un problema: bisognava intercettare le cattive intenzioni e fermare gli intenti malvagi. «Dai zietto insegnaci i giochi che facevi da piccolo!» strillò Emilia dall’altra parte del cortile rompendo il silenzio e richiamando così l’attenzione di tutti. Il Pelatone sorrise, sentendosi addosso gli occhi di tutti gli altri. Capitolo quarto 45 CAPITOLO QUINTO Un piano malefico I Lunatici, nella loro navicella, erano molto preoccupati per ciò che sarebbe accaduto il giorno dopo. Abo pensava nervosamente: “Quei ragazzini riusciranno a giocare? Quali giochi faranno? Soprattutto si divertiranno?” Ai Lunatici servivano sorrisi, sorrisi, sorrisi e questi si potevano raccogliere solo sulle bocche di chi sapeva divertirsi, senza pensare a cose sgradevoli. Ai Lunatici servivano sorrisi veri! Ah, i bambini, che grande dono! Improvvisamente, Abo avvertì un disagio, la sensazione di un pericolo imminente cui non riusciva a dare un nome. Pensò, allora, di esercitare le sue doti di telepatia e si trasferì nel condominio dove avrebbe dovuto esserci la soluzione dei loro problemi oppure la volontà malefica di togliere loro l’energia e farli vivere come schiavi. Con gli occhi della mente, scrutò dalle finestre: tutto a posto. 46 Un piano malefico Ma… cosa… un rumore di pietre e vetri infranti nella stanza-laboratorio del Pelatone. Anche il signor Lello fu sorpreso da ciò che era accaduto. …Che macello! La sua invenzione aveva provocato quel terremoto. Abo aveva visto tutto; tornò dai sui amici Lunatici e raccontò ciò che era successo. Ci fu una grande agitazione di antenne che dondolavano di qua e di là. Casolo, il più coraggioso dei Lunatici, ma anche il più saggio, intervenne: «Noi il segreto conosciamo ma svelarlo non possiamo toccherà ai ragazzi difendere i loro sorrisi». Il giorno dopo il cortile, animato dalla presenza di tutti gli abitanti del palazzo, era in gran fermento. Ognuno si adoperava, dandosi da fare per organizzare la festa di giochi esplosivi, carichi di energia nuova e allegria fresca. Sembrava di essere nel paese dei balocchi dove videogames, wii, play station non trovavano posto, ma c’era solo spazio di giochi di fantasia. Capitolo quinto 47 Gli adulti istruivano i bambini sui giochi che facevano da piccoli e i piccoli li ripetevano divertendosi come matti per la novità. Il signor Lello stesso fu costretto a giocare con Emilia, la sua nipotina che lo assillava con tante domande: «E poi… e poi…» Abo, un po’ spento e palliduccio per la perdita dell’energia vitale della sua navicella, era in attesa di vedere come i bambini avrebbero reagito a quella scoperta così tremenda. La notte precedente, il piccolo Lunatico aveva scoperto che il signor Lello aveva inventato una terribile macchina che avrebbe agevolato i suoi malvagi piani: la macchina succhia sorrisi. Era cosi tremenda e potente che aveva rotto i vetri della finestra del laboratorio di Pelatone, con un fragore infernale. Mentre nel cortile tutti erano entusiasti e giocavano con grande allegria, il nonno e la nipotina, il portiere e una vicina, Giulia e la sua mamma, Marco con Gregorio e, fingendo di divertirsi come gli altri, Lello con Emilia, si udì un sibilo sinistro e si vide del fumo grigio invadere il cortile. 48 Un piano malefico Tutti si fermarono in un istante interminabile e la scena cambiò: i sorrisi si spensero sulle labbra di ognuno e la tristezza ebbe il sopravvento. La macchina infernale troneggiava, alta, sull’albero del cortile mentre Lello, compiaciuto, non riusciva a trattenere la sua soddisfazione. Era riuscito a togliere energia e vita ai piccoli Lunatici e aveva reso l’atmosfera glaciale e grigia. Capitolo secondo 49 CAPITOLO SESTO I sorrisi nascosti Tutti avevano gli occhi puntati sull’albero, dove troneggiava l’aggeggio infernale che aveva reso l’atmosfera tetra e cupa. La strana apparecchiatura poggiava su una specie di bara ed era caratterizzata da una struttura ovoidale con luci intermittenti, terrificanti come gli occhi di una vecchia megera. In alto era posizionata una minuscola telecamera e, sbirciando meglio, si notava nella parte anteriore un’anomala protuberanza. «Sembra la proboscide di un elefante» borbottò Marco tra sé e sé. Emilia, attentissima, notò che nella parte posteriore vi era una sorta di tubicino attorcigliato, somigliante alla coda di un maialino. «A cosa servirà mai questa strana macchina?» si chiesero tristi e sconsolati i bambini. Casolo fievolmente sussurrò: «È una macchina che toglie a noi Lunatici l’energia vitale: aspira i sorrisi veri dei bambini e li trasforma in energia negativa che viene poi espulsa nell’aria». 50 I sorrisi nascosti Il signor Pelatone, intanto, osservava soddisfatto i Lunatici indeboliti e si compiaceva della sua invenzione. Al contrario dei piccoli visitatori, si sentiva forte e rinvigorito dall’energia della macchina, rideva e con un fil di voce canticchiava: «Ah! Ah! Finalmente i sorrisi sono miei! Il signore del mondo diventerò, e anche sulla luna governerò!» I Lunatici ormai avevano perso ogni vigore, diventavano sempre più piccoli e deboli. Rivolgevano impotenti lo sguardo alla luna, avvertivano il suo lamento: «Aiuto, mi sto sbriciolando, più piccola sto diventando! Se il rimedio non si troverà la terra mai più mi rivedrà!» In coro, i bambini del condominio urlarono: «È un imbroglio! È un imbroglio!» Era in pericolo la vita stessa della Luna! Il saggio Casolo, il capo Abo e tutti i Lunatici stavano per svanire, e imploravano l’aiuto dei bambini. «Cosa possiamo fare?» domandò uno di loro. Capitolo sesto 51 Fu un vero e proprio dilemma. Marco, Giulia, Emilia, Gregorio non si persero d’animo: era il momento di rimboccarsi le maniche, di mettersi all’opera, in modo che i Lunatici potessero godere di nuovo di quell’energia necessaria per vivere felici. Bisognava distruggere quella macchina infernale! «Ma come?» «Ho un’idea» disse Marco «chiamiamo a raccolta i bambini e risolveremo il problema!» Che tam-tam generale! La notizia si propagò da un condominio all’altro, da quello più vicino a quello più lontano. Ed ecco che bambini di tutte le razze, di lingua, e di religione diverse s’intesero a meraviglia e all’ora X s’incontrarono, in quel luogo segreto che ogni bimbo conosce, per neutralizzare l’infernale Succhia Sorrisi. «L’unione fa la forza!» miagolò serio Gregorio. «Sono pronto anch’io a offrire la mia zampa e se necessario, anche quella dei miei amici gatti». Giunti nel luogo convenuto, si aprirono i cancelli, si spalancarono le porte e bambini di tutte le età, muniti di ogni sorta di materiale da riciclo, con cartoncini, colori, 52 I sorrisi nascosti forbici, pennarelli e colla diedero sfogo alla loro fantasia. Iniziarono a disegnare, a tagliare, a incollare, a colorare: l’idea era quella di realizzare delle maschere talmente brutte e tristi che, alla sola vista, dovevano suscitare infelicità. Insieme, in un lavoro di squadra, ciascuno diede il meglio di sé per ideare le più tristi maschere che si fossero mai viste. Maschere con occhi lacrimanti, con smorfie raccapriccianti, con bocche imbronciate, con visi pallidi… insomma maschere da far piangere solo a vederle, più tristi e lacrimevoli di quelle della tragedia greca. Quando tutto fu pronto, soddisfatti e orgogliosi, capitanati da Gregorio, i piccoli si ritrovarono nel cortile del condominio. Ognuno aveva il volto coperto da una maschera da funerale che nascondeva i visi felici e i sorrisi sinceri. Mai si videro tanti bambini in quel condominio! Si piazzarono davanti all’albero, dove troneggiava la Succhia Sorrisi e iniziarono a sbeffeggiarla. La piccola telecamera non riuscì a sbirciare neanche un abbozzo di sorriso perché coperto dalle maschere. Capitolo sesto 53 Pelatone voleva correre ai ripari e con il telecomando cercò di neutralizzare la sua invenzione, ma non ci riuscì. La macchina, non essendo più in grado di captare i sorrisi perché nascosti dalle maschere, confusa, andò in tilt, si bloccò e impazzì. Con un sobbalzo, iniziò a funzionare al contrario: il dispositivo aspirò la tristezza e l’infelicità delle maschere ed emanò tanta positività. Il primo ad avvertire gli effetti positivi fu Gregorio; il gatto, mettendo al bando i suoi ragionamenti filosofici, con un miagolio prolungato, balzò sul signor Lello, lo leccò ben bene, divertendo adulti e bambini. Ognuno cominciò a ridere di cuore e i Lunatici con tutti quei sorrisi spontanei diventarono più agili, più fluorescenti e forti. Anche la luna si ricompose come in un puzzle e, più luminosa che mai, rischiarò il firmamento, strizzando gli occhi ai terrestri e ai suoi coraggiosi esploratori in missione. In coro i Lunatici, circondati dai bimbi in girotondo, intonarono un ritornello: 54 I sorrisi nascosti «Questa volta l’abbiamo scampata, anche la bella Luna si è salvata. Bambini la guardia non abbassate, tutti insieme, sempre all’erta state. Cattiveria e cupidigia sono in agguato!» Capitolo secondo 55 CAPITOLO SETTIMO L’unione fa la forza Il Signor Pelatone guardò la luna e tutti i Lunatici; sembrava essere sul punto di scoppiare dalla rabbia, come un pallone. Si ricompose, si aggiustò i capelli, si strofinò gli occhi e con una mano sulla fronte pensò e ripensò. Andava avanti e indietro. Doveva far togliere le maschere ai bambini. La sua cattiveria e la sua mania di diventare il signore del mondo gli permise di progettare una nuova macchina. E cominciò a canticchiare: «Se il vento e la pioggia farò cadere tutti in faccia potrò vedere. La pioggia le maschere bagnerà e il vento le strapperà». Tutti i bimbi incominciarono a tremare e si chiesero: «Cosa altro inventerà? Cosa potrà mai escogitare?» Il signor Pelatone ricompose la sua macchina infernale e cominciò a scaldare tanta acqua che diventò vapore acqueo, salì in cielo e si formarono decine di nuvole nere. 56 L’unione fa la forza Venne giù tanta pioggia e non contento, Lello con un mantice gigante produsse tanto vento. I bimbi tutti inzuppati d’acqua incominciarono a correre di qua e di là. Il gatto Gregorio miagolava e si scuoteva. Marco però, senza perdere la calma, incominciò a dire: «Se rimaniamo tutti uniti e vicini, possiamo sconfiggere il Pelatone, vi chiedo di prendere gli ombrelli e di schierarci come l’esercito romano». Alcuni si sistemarono gli scudi sulla testa e altri si sistemarono ai lati per formare una testuggine impenetrabile e fermare il nemico. Così raccolti e uniti, tutti insieme cantarono: «L’unione fa la forza se insieme resteremo, il Pelatone annienteremo». L’esercito dei bambini riuscì a difendere le proprie maschere che rimasero intatte, pronte a sbeffeggiare nuovamente la macchina Succhia Sorrisi. Il gatto Gregorio, intanto, soddisfatto della vittoria dei suoi amici, dopo essersi leccato ben bene il pelo, iniziò a Capitolo settimo 57 schernire la macchina infernale rotolandosi ai suoi piedi come una palla di cannone. Marco e i suoi amici esausti, ma felici, cominciarono una gran festa. Senza più le maschere in testa tornarono a sorridere e i Lunatici, che avevano scampato il pericolo, si unirono all’allegria generale. 58 CAPITOLO OTTAVO La luna ti porterà fortuna Le ore del giorno erano passate rapidamente. Giulia era stata impegnata a scuola, a studiare, a riflettere, per risolvere i suoi problemi, come sempre. Quella sera aveva trascorso molto tempo alla finestra, assorta nei suoi cupi pensieri, prima che spuntasse la luna. Eppure, doveva essere felice, come gli altri bambini. Tutto era andato nel verso giusto. La battaglia era stata vinta, i sorrisi riconquistati… Ma la testa le doleva … mille suoni pullulavano e giravano vorticosamente nella sua mente. Da dove provenivano? Cosa le ricordavano? Si sentiva sola e confusa, ma con un forte desiderio che vibrava nel cuore. «Ehi, laggiù! Che succede? Perché quel broncio? Oggi qualcosa è andato nel verso sbagliato?!» Nello stesso istante, un fascio di luce chiara penetrava dalla finestra, fendeva l’oscurità e andava a ferirla in pieno volto. Un fioco bagliore sembrò invaderla con una dolcezza infinita. 60 La luna ti porterà fortuna Giulia alzò gli occhi al cielo e la vide: tonda, argentea, splendente… La luna sembrò sorriderle. Fedele come sempre, era tornata a trionfare al centro della volta celeste, tra piccole stelle che avevano acceso il loro lumicino intorno alla sua corona soffusa. «Lo sai che io posso entrare nei tuoi pensieri? Anzi, ti dirò di più: io custodisco tutti i tuoi pensieri, come pure i tuoi sogni e i tuoi ricordi…» Giulia continuava a fissarla intensamente, non riusciva a distogliere lo sguardo da lei. «Come?! Tu custodisci i miei pensieri! Ma…» domandò con un filo di voce. Avrebbe voluto avvicinarsi di più e poterla sfiorare. La luna abbassò le palpebre e sorrise. All’improvviso, una vocina argentina, tintinnò: «Giulia, non sai che la luna è la custode di tutto ciò che voi sulla terra dimenticate? La forza dell’amore, le speranze, i sorrisi dei bambini, i giochi spensierati con gli amici… Mentre dedicate la vostra vita a ripetere gesti e comportamenti che si chiamano abitudini o, meglio, brutte abitudini, quelle che vi tengono incollati a play Capitolo ottavo 61 station, videogame, x-box, smartphone, e giù di lì, che vi fanno ammalare di solitudine e malinconia». Era una stellina più scintillante delle altre che, entrata in scena, si era insinuata tra le pieghe delle vesti della regina, mentre le altre sorelline la circondavano, come damigelle di corte. «Come fa a conoscere i miei pensieri, se di giorno chiude gli occhi e li riapre solo la notte?!» esclamò incredula Giulia, corrugando la fronte. «Non mi credi?! Li apro la sera e vedo tutto quello che c’è, di giorno li chiudo e vedo tutto quello che c’è stato. Nulla mi sfugge. Conservo tutto gelosamente: parole e storie, pensieri, sogni e desideri…» rispose con calma imperturbabile la luna. «Tu sei piccola ancora, ma tutto quello che hai vissuto, tutto quello che hai provato, amaro e dolce, triste e spensierato, noioso e divertente, è dentro di me. E dentro di te! Sorridi?! Li senti tintinnare quei pensieri che per tanto tempo hai soffocato? Si rincorrono, giocano a nascondino e fanno le capriole. Ora ti lancio un filo, il filo 62 La luna ti porterà fortuna dei ricordi… aggrappati e tira forte… Dov’eri? Chi c’era con te?» Pian piano una musica tenera, si diffuse nell’aria, lasciando Giulia stupefatta. «Ecco ricordo… ricordo una mano leggera che mi accarezzava, due occhi sereni che mi fissavano e una voce dolce che mi raccontava storie. Erano storie di dame e cavalieri, di elfi e gnomi, di lumache e gufetti, che mi facevano sognare…» Sorrise. «E poi?» continuò la luna. «Sì, ricordo un giorno sul prato: le foglie, come farfalle spensierate cadevano leggere dagli alberi, roteando, scintillando e noi, io e lei, sdraiate sull’erba a testa in su, guardavamo il cielo turchino e le nuvole che vagavano. Erano principesse, draghi, castelli fatati, guerrieri e cavalieri che si rincorrevano. “Guarda, guarda quanto fuoco sputa quel drago! Come è lunga e affilata quella spada! Oh, che castello maestoso! E quello è un cavallo alato!!! Oh,che meraviglia!” E io con gli occhi spalancati a guardare. Era lei, la più brava a condurre quel Capitolo ottavo 63 gioco divertente e mi diceva: “Vedi, è spuntata la luna vestita di bianco. La luna ti porterà fortuna!” Non lo dimenticare mai». «La nonna!» sospirò la luna. «Lei, ti aveva insegnato a liberare la fantasia e l’immaginazione». «Allora, è proprio vero che tu puoi entrare nei miei pensieri!» esclamò Giulia. Il vento aveva spinto nel cortile molte foglie. Erano arrivate planando, avevano danzato leggere nell’aria ed erano atterrate sul selciato, mentre Gregorio le rincorreva miagolando. Sussurri e mormorii giungevano intanto dal grande albero, illuminato dal tenue scintillio delle stelle che penetrava tra il fogliame. I Lunatici avevano assistito alla conversazione e annuivano. Era tardi ormai e Giulia si mise a letto, mentre la luna dall’alto la cullava con lo sguardo. Entrò subito nel paese dei sogni, con un ricordo in mente: “La luna ti porterà fortuna…” Sognò una notte senza paure, una notte piena di lune, una luna tutta… 64 La luna ti porterà fortuna CAPITOLO NONO Il sogno di Giulia 66 Giulia sognava di essere felice in un mondo incantato, di correre sugli arcobaleni, di tuffarsi su tappeti di fiori profumati, di fare un grande girotondo con tutti i bambini che l’avevano aiutata e con cui aveva riscoperto il piacere di stare insieme. Improvvisamente però il sogno si trasformò in un incubo, una tempesta oscurò il cielo, un vento violento spogliava gli alberi e Giulia si ritrovò nel cortile del suo condominio, proprio dove tutto aveva avuto inizio; finestre che sbattevano, vetri infranti. Un’aria che non lasciava presagire nulla di buono. Tutti i bambini erano spariti e Giulia, spaventata, si affrettava verso casa quando un ghigno spaventoso si udì nell’aria. La povera Giulia rimase immobile. Dallo specchio d’acqua della fontana si sollevò l’immagine di un essere mostruoso che la fissava con aria di sfida. Era completamente vestito di nero, aveva occhi rossi e orecchie a uncino, era basso, magrissimo e dietro di lui s’intravedevano le sagome dei Lunatici. Il sogno di Giulia E ripeteva: «Questa volta non ci riuscirai, questa volta non ci riuscirai…» Giulia si svegliò di soprassalto, il cuore le batteva a mille e subito si affacciò alla finestra per assicurarsi che fosse stato soltanto un brutto sogno. Fuori il cielo era sereno, brillavano le stelle e la luna le sorrideva. L’indomani mattina la giornata di Giulia cominciò nella normalità, ma la sua mente non riusciva a liberarsi da quell’immagine. Giulia era inquieta. «E se fosse un presagio?» E poi una cosa proprio non riusciva a capire: perché i Lunatici scortavano quell’essere malvagio? Anche a scuola Giulia non riusciva a concentrarsi. Sul suo diario la matita correva veloce e disegnava, disegnava, come a voler fare un identikit. Lungo la strada di casa incontrò Marco che le chiese: «Cos’hai Giulia? Sei troppo silenziosa. Non è da te! Cosa ti frulla nella mente?» Ma Giulia taceva, era terrorizzata anche solo dal ricordo. Dopo tanta insistenza da parte di Marco, finalmente Giulia si sciolse e raccontò quello che aveva sognato. Capitolo nono 67 68 «Ma dai! Lo sanno tutti che i sogni non si avverano!» E Marco cominciò a ridere a crepapelle. «Nemmeno tu mi capisci. Mi prendi in giro!» Marco allora intuì quanto la questione fosse importante per la sua amica e decise di aiutarla. «Eccolo» disse Giulia mostrando i suoi disegni. Cercarono di capire chi potesse essere, di associare quell’immagine a qualcuno o a qualcosa, ma non trovavano nessuna similitudine. Si trattava sicuramente di un alieno. «Non perdiamoci in chiacchiere, solo i Lunatici possono risolvere questo arcano. Appuntamento alle 21.00 al grande albero». In Giulia e Marco l’ansia cresceva, l’attesa era snervante proprio come la prima volta che li avevano visti. Quand’ecco che, alla luce della luna, l’astronave ricomparve e i piccoli amici scesero saltellando, felici di rivedere i terrestri che con i loro sorrisi li avevano aiutati. «Vi stavamo aspettando! Dovete risolvere un mistero che non fa più riposare Giulia». Il sogno di Giulia I Lunatici ascoltarono il racconto del sogno quasi indifferenti ma poi, alla vista dei disegni, sbigottirono e non poterono più trattenersi: «Ti spieghiamo questo sogno perché di te abbiam bisogno. Se paura non avrai il mistero scoprirai. Su nel Sole c’è un cattivo che tu hai visto da vicino. Dimenzio lui si chiama e i Lunatici non ama. La Luna lui vuole oscurare per poter poi diventare il signore incontrastato del giorno, della notte e di tutto il creato. Hai presente un cyber world? Questo è quello che lui vuol. Già una volta ci ha provato, quella volta che ha plagiato dello zoo il direttore e il suo amico Pelatone. Capitolo nono 69 Grazie a voi non è riuscito ed è ancora più impazzito. All’assalto è ritornato e dei cloni lui ha creato. Uguali a noi voglion sembrare ma non ci possono eguagliare. Sulla Luna dovrai andare solo così ci puoi aiutare. Un varco luminoso ti tocca attraversare e questi ciondoli bisognerà usare». Abo infilò al collo dei due amici terrestri un ciondolo a forma di mezzaluna e strizzando loro l’occhio si allontanò. Solo ora si spiegavano tante cose, ma c’erano da risolvere ancora parecchi interrogativi: cosa avrebbero potuto fare? Di quale varco parlava Abo e quei ciondoli a cosa sarebbero serviti? 70 Il sogno di Giulia CAPITOLO DECIMO La battaglia finale Il giorno dopo quella straordinaria rivelazione, Giulia e Marco avevano un altro arduo compito da risolvere: sconfiggere definitivamente il cattivo e liberare così la luna per sempre. Ma come fare? Il cattivo stava sulla luna. Come poter arrivare fino a lì? E come allontanarsi da casa? I genitori non avrebbero dato certamente il permesso! Questi pensieri assillavano Giulia. La bambina volle subito organizzare qualcosa e inviò a Marco e agli altri amici un e-mail: “Urgente, incontriamoci, dopo i compiti, sotto l’albero del cortile”. Tutti accorsero e, come i cavalieri della tavola rotonda, si sedettero in cerchio a pensare come poter risolvere quel problema. La maggior parte di loro propose di chiedere aiuto ai Lunatici; ma Giulia pensò che il signor Lello avrebbe ostacolato nuovamente la missione. 72 La battaglia finale Allora, dopo tanti suggerimenti, all’improvviso si illuminò in volto e balzando in piedi favellò: «Ci sono! Tutto deve avvenire nel sonno!» «Giulia stai farneticando? Come facciamo a sognare contemporaneamente la medesima cosa nella stessa notte?» replicò Marco. Giulia carica di entusiasmo continuò: «I sogni son desideri!? E il nostro desiderio più grande qual è?» «Aiutare la luna!» risposero gli altri in coro. «Giusto! Allora stasera, prima di addormentarci pensiamola intensamente» ribatté Giulia. Tutti erano impazienti e non vedevano l’ora di andare a dormire per iniziare la nuova avventura. Giunse la sera e i bambini, dopo cena senza fare storie, andarono a letto, chiusero gli occhi e subito caddero in un sonno profondo. Dopo poco si ritrovarono nel cortile sotto l’albero che improvvisamente si animò e disse: «Vi aspettavo da tanto tempo! Cosa posso fare per voi?» Marco dubbioso cominciò: «Abbiamo un’altra missione da compiere, ma dobbiamo arrivare sulla luna e non Capitolo decimo 73 sappiamo come fare; sta così in alto nel cielo e sarà impossibile raggiungerla». «Voi avete la soluzione in tasca. I vostri ciondoli vi aiuteranno, uniteli e vedrete che magia! E ricordate: la luna vi porterà fortuna» suggerì l’albero. Marco e Giulia unirono i ciondoli e, come per incanto, si udì nell’aria un conto alla rovescia: «5-4-3-2-1-0». A quel punto, nel mezzo del cortile, si aprì un varco seguito da una scia luminosa che dalla terra arrivava nella volta celeste fino alla luna. I bambini, meravigliati, si incamminarono per quella insolita strada, oltrepassarono le nuvole, il cielo e giunsero in uno spazio immenso, illuminato da un bagliore accecante. Non c’erano alberi, né case, né strade, né rumori, era tutto soffice e ovattato. Tutti si sentivano incredibilmente leggeri e si accorsero che non stavano poggiavano i piedi al suolo, ma volteggiavano e fluttuavano nell’aria. «Che cosa succede? Stiamo volando! WOW!» I bambini cominciarono a giocare e dimenticarono per un po’ la loro missione. Il gioco, però, durò poco. Il 74 La battaglia finale forte bagliore diventò man mano più debole e tutta la luna venne avvolta da un’oscurità spaventosa dalla quale comparve Dimenzio, il signore del Sole, seguito dal suo esercito di cloni, agguerriti e pronti per la battaglia. Tutti avanzavano con passo robotico dicendo: «Se dalla luna ci volete cacciare un piano geniale dovete escogitare». I nostri piccoli eroi nel vedere quell’immagine rimasero senza parole, sbigottiti, terrorizzati, provando a capire quale sarebbe stato il primo passo fatto da quegli essere abominevoli. Allora Marco, senza perdersi d’animo, incoraggiò i compagni dicendo: «Non preoccupatevi, anche questa volta ce la faremo, se uniti e con coraggio agiremo. Se per mano ci teniamo, qualcosa certo escogitiamo». Ma cosa stava succedendo, Marco parlava in rima come i Lunatici! Capitolo decimo 75 76 Era tutto chiaro, era il prescelto e proprio lui doveva trovare il modo di sconfiggere Dimenzio e i suoi seguaci, che avanzavano minacciosi. Ma come fare? Improvvisamente ricordò le parole dell’albero e intuì che la soluzione stava nei ciondoli. Chiese a Giulia di prendere anche il suo e cominciò a osservarli attentamente. Pensò e ripensò, poi disse: «Giulia proviamo a frantumarli in mille pezzi forse qualcosa uscirà fuori». Così iniziò la nuova impresa. Tutti i bambini, per difendersi da quegli strani esseri, si presero per mano e cominciarono a ripetere: «Noi siamo i più forti E questo tu non lo sopporti. Noi dalla luna vi cacceremo E sulla terra torneremo». Dimenzio, a queste parole, incitò il suo esercito ad attaccare e pieno di rabbia, scagliò raggi di sole, polvere di stelle, schegge di meteore. Fu tutto inutile. I bambini si erano trasformati in una barriera umana e respingevano ogni tipo di attacco. La battaglia finale I cloni sembravano impazziti, vagavano come zombi e non riuscivano a oltrepassare quella barricata. I piccoli umani non avevano armi per difendersi, ma il loro coraggio, la loro amicizia e la loro lealtà li rendeva imbattibili. Durante questo trambusto, all’improvviso dai frammenti dei ciondoli si sprigionò una luce incandescente che polverizzò quell’esercito malvagio e risucchiò Dimenzio. I bambini avevano vinto l’ultima battaglia coraggiosamente. La luna era finalmente salva. Capitolo decimo 77 CAPITOLO UNDICESIMO Una saggia decisione 78 Il sole pian piano rischiarava le stanze dei piccoli eroi insinuandosi tra le fessure delle persiane socchiuse. Era già mattina: i passeri cinguettavano tra i rami del grande albero, anch’essi entusiasti, nell’aria limpida e fresca delle prime ore del giorno. Marco e Giulia aprirono gli occhi e il loro cuore fu pervaso da un’immensa gioia: avevano sconfitto quell’essere spregevole e avevano finalmente liberato la luna. Riecheggiava nel loro animo quella soave melodia che, nel glorioso momento, avevano intonato insieme: “La luna abbiamo salvato e voi ci avete ringraziato. Come prima torneremo e tutti insieme giocheremo. Saremo sempre a vostra disposizione pronti a ogni azione.” Nella mente di Marco affiorava, anche, insistentemente il ricordo di quel momento stupendo vissuto con i suoi Una saggia decisione amici e gli sembrava di rivederli giocare, ridere e divertirsi per salvare i Lunatici. Era stato davvero fantastico. Perché non ripeterlo? Perché non far sì che questo diventasse un’abitudine per tutti i bambini? Con questa idea che gli frullava nella testa, si vestì velocemente e corse a casa di Giulia. «Giulia» esordì Marco vedendola « ho avuto un’idea super-arci-megagalattica: trovare un luogo dove tutti i bambini possano divertirsi, riscoprirsi amici e ritrovare la gioia di parlarsi, di raccontarsi, di chiacchierare, di leggere insieme delle storie e tanto, tanto, tanto ancora…» «Alt!» urlò Giulia «Mi sembri impazzito. Sono d’accordo con te, ma come potremmo fare? E soprattutto dove farlo?» «Troveremo di sicuro un luogo» esclamò Marco con entusiasmo. Ci fu un attimo di silenzio. «Ma sai che forse hai proprio ragione!» e guardando dalla finestra della sua cameretta «Che ne dici di riprenderci quello spazio laggiù?» domandò Giulia indicando lo zoo. Capitolo undicesimo 79 «Ottima idea! Ma degli animali che ne facciamo?» sentenziò Marco. «Sarebbe meraviglioso restituirli al loro ambiente naturale» propose Giulia. «Avremmo bisogno dell’aiuto di qualcuno, ma di chi?» disse Marco, oscurandosi in volto. «Di chi se non di loro? I Lunatici! Sono sicura che non ci diranno di no» si rallegrò Giulia. I due si salutarono e si diedero di nuovo appuntamento per quella sera al grande albero del cortile. I Lunatici non tardarono ad arrivare e, dopo aver ascoltato la proposta dei due bambini, furono ben lieti di aiutarli e di sostenerli nella loro impresa. Il giorno seguente, tutti erano pronti ai loro posti: bambini, ma anche adulti tutti insieme, capeggiati da Angela. I Lunatici portarono nella loro navicella tutti gli animali dello zoo e, in men che non si dica, gli elefanti, i gorilla, gli orsi, i leoni, gli ippopotami, le giraffe… come per incanto poterono finalmente respirare il profumo della loro libertà. 80 Una saggia decisione Nel frattempo i ragazzi, con la compagnia del mitico gatto Gregorio, con pale e rastrelli ripulirono l’enorme spazio ritrovato. Angela, le altre mamme e tutti i papà sistemarono il tutto e in pochi giorni... ecco il nuovo parco-giochi dei sorrisi magici Energilandia. Ora dovevano convincere tutti gli altri bambini ad abbandonare il mondo fasullo dei tirannici videogiochi e questa volta, non per aiutare gli altri, ma loro stessi perché giocare insieme, riscoprendo i giochi del passato divertendosi anche con i loro genitori, ridere, scherzare, fare capriole, leggere un buon libro in compagnia o anche semplicemente raccontare le loro esperienze, sarebbe stato entusiasmante! Di questo Marco era convinto, ne era convinta anche Giulia e in poco tempo lo sarebbero stati tutti i loro amici che avrebbero potuto così assaporare le stesse emozioni. Anche qualcun altro si era reso conto di quanto importante fosse ammirare tanti bambini giocare insieme, di quanta energia potessero trasmettere quei piccoli con Capitolo undicesimo 81 i loro sorrisi e con gli occhi gioiosi e non più persi nel vuoto, come quando erano ipnotizzati dallo schermo del televisore o del computer: il signor Lello, che per farsi perdonare del male e della cattiveria di cui si era ricoperto, si offrì di diventare il guardiano di quel parco, che nessuno e, per nessuna ragione, doveva in alcun modo deturpare. E i Lunatici? Loro furono i più contenti in assoluto, perché ogni qualvolta avessero avuto bisogno di energia sarebbe bastato raggiungere quel luogo magico dove nessuno poteva essere triste o sentirsi solo. Da quel giorno per le vie della città, non più solo clacson e rombi di motore, ma le voci dei tanti bambini che canticchiavano allegramente i ritornelli di quei vecchi giochi che i loro genitori avevano fatto loro riscoprire: 82 “Tre tazzine di caffè me le bevo tutte e tre tre e tre fanno sei sei e sei fanno dodici Una saggia decisione dodici e dodici ventiquattro uno, due, tre e quattro. C’era un gatto tutto rosa che cercava la sua sposa la sua sposa non c’è più Ora il gatto è tutto blu uno, due, tre a star fuori tocca a te. Pomodoro oro oro oro di bilancia ancia ancia quanti giorni sei stato in Francia con il mal di pancia? Un, due e tre...” Capitolo decimo 83 APPENDICE 1. Un arrivo stupefacente Istituto Comprensivo Statale di Siano – Classe V E Dirigente scolastico Eufrasia Lepore Docente responsabile dell’Azione Formativa Angiola D’Amaro Gli studenti/scrittori della classe V E Martina Aliberti, Valentina Aliberti, Andrea Ascoli, Syria Maria Barone, Agnese Botta, Gianpaolo Gennaro Botta, Fatima Carrubba, Fiorella Castaldi, Paolo D`Amato, Pasquale D`Aponte, Luca Di Filippo, Carlo Fimiani, Milena Fiore, Giovanni Leo, Giulio Leo, MariaGrazia Morrone, Mattia Montoro, Michele Robustelli, MariaGrazia Siglia Il disegno è di Sirya Maria Barone Hanno scritto dell’esperienza: “… È stata un’esperienza divertente e stuzzicante. Abbiamo letto l’incipit e conosciuto un po’ l’autrice. Le copertine e le trame dei suoi libri ci hanno fatto pensare a mondi fantastici. La presenza di questa grande luna ci ha portato nello spazio, mentre le misteriose creature che dovevano arrivare ci hanno fatto pensare agli alieni. Ora siamo in trepida attesa anche noi per i capitoli successivi. Grazie per questa iniziativa veramente coinvolgente”. APPENDICE 2. L’avventura ha inizio! I Circolo Didattico “Hero Paradiso” di Santeramo in Colle - Classi IV A/B/C/D/E/F/G Dirigente scolastico Elena Cardinale Docenti responsabili dell’Azione Formativa Angelica Di Lillo, Rossella Caraccia Gli studenti/scrittori delle classi IV A/B/C/D/E/F/G Giulia Lella, Daniele Plantamura, Rocco Fiorentino, Francesca Lella,Morena Minio, Giada Lassandro, Marino Natale, Davide Labarile, Fatjona Tabaku, Flavia Alessandrielli, Carlo Larato, Francesca Fiorentino, Ileana Maiullari, Rosalinda Di Tonno, Gloria Brahja, Elton Brahja, Marino Depinto, Serena Andriola, Fabiola Cardascia, Gaia Polizio, Cristina Balan, Michele Costanzo, Christian Digirolamo Il disegno è di Angelo Stasolla, Arianna Sirressi, Angelica Paradiso, Giorgia Putignano, Erasmo Prisciantelli e sez. M Hanno scritto dell’esperienza: “… Dopo aver ascoltato quanto detto dagli alunni-scrittori e, per i bambini più piccoli, dopo che hanno drammatizzato quanto scritto nel capitolo, l’esperienza si è rivelata accattivante ed entusiasmante. I bambini, in questa nuova esperienza di scrittura di gruppo, si sono molto divertiti e hanno mostrato una elevata competenza nella composizione del testo. Lo stare insieme ha permesso loro di confrontarsi e crescere. Il valore altamente educativo dell’esperienza è stato indiscutibile, e anche i docenti si sono ritrovati arricchiti”. APPENDICE 3. Una notte insonne Istituto Comprensivo “Fratelli Linguiti” di Giffoni Valle Piana – Classi III A/B Dirigente scolastico Ennio Rinaldi Docente responsabile dell’Azione Formativa Giuseppina Palo Gli studenti/scrittori delle classi III A - Alfredo D’Alessio, Giuseppe D’Alessio, Felicia D’Ambrosio, Martina Davide, Melissa Delle Donne, Alessia Di Feo, Chiara Di Filippo, Federica Di Filippo, Concetta Di Martino, Mattia Di Martino, Francesco Mele, Patrik Dawid Patla, Alessia Ricci, Rosariapia Sorgente, Miriam Stabile, Francesca Vassallo III B - Ester D’Auria, Umberto Delle Donne, Claudia Di Feo, Andrea Fasulo, Vincenzo Foglia, Andrei Badaca Iliuta, Marzia Linguiti, Caterina Manzo, Umberto Marrandino, Pietro Mele, Matteo Memoli, Mariachiara Palo, Consiglia Paugelli, Schana Maria Petrullo, Amedeo Vassallo, Brian Villani, Giorgia Volpe Il disegno è di Martina Davide, Alessia Ricci Hanno scritto dell’esperienza: “… Esperienza coinvolgente ed accattivante, che si è perfettamente inserita nel programma curriculare, completandolo ed arricchendolo. Il criterio della staffetta li ha molto incuriositi scatenando, nel contempo, una sorta di competizione tradottasi in grande motivazione. Gli alunni hanno lavorato con le parole, stimolato la loro creatività, consolidato ed ampliato le capacità espressive utili per ideare e scrivere testi con il criterio dell’incipit, nel rispetto di uno sviluppo logico e sequenziale e di un finale adeguato”. APPENDICE 4. Il grande giorno II Circolo Didattico - Scuola Primaria “De Gasperi” di Noicattaro – Classe IV F Dirigente scolastico Domenica Camposeo Docente responsabile dell’Azione Formativa Olimpia Deleonardis Gli studenti/scrittori della classe IV F Carmen Ardito, Marica Armagno, Simona Bellizzi, Claudia Boccuzzi, Silvio Borracci, Carmen Borraccino, Vincenzo Cavallo, Elena Colella, Arianna Difino, Luca Difino, Stefano Dipinto, Daniele Di Spirito, Pierpaolo Limitone, Carla Madio, Vito Mazzacane, Valentina Monaco, Simona Pastore, Simona Romanazzi, Giorgia Santamaria, Isabella Settanni, Elisa Tarulli, Vincenzo Troiani, Olga Troviso, Samuele Valenzano Il disegno è di Simona Bellizzi, Elisa Tarulli Hanno scritto dell’esperienza: “… Il lavoro di scrittura del nostro capitolo ha coinvolto tutti noi bambini in modo attivo e costruttivo. Dopo aver letto, con molta attenzione, i lavori precedenti, con la maestra abbiamo discusso collettivamente sui personaggi, sugli stati d'animo di ciascuno e sul possibile sviluppo della storia. Le riflessioni scaturite hanno evidenziato la necessità di dividerci in gruppo e lavorare sull' unità espressiva, cioè quale vissuto rendere? (es: entusiasmo e preoccupazione insieme per la festa, sorpresa per gli effetti etc..). A conclusione, dopo aver letto i lavori di tutti (alcuni dei quali molto validi e convincenti) abbiamo cercato il modo di elaborare un testo originale, senza esclusione di alcuno”. APPENDICE 5. Un piano malefico IV Circolo “Matteo Mari” di Salerno – Classi V D/E/F Dirigente scolastico Liliana Dell’Isola Docenti responsabili dell’Azione Formativa Caterina Russo, Elvira Pisano, Concetta Vigorito Gli studenti/scrittori delle classi V D – Giorgia Baviera, Marianna Cappuccio, Sara Cavallo, Flora Federica Chirico, Alessio Paolo D’Onofrio, Daniele De Gregorio, Virginia De Rosa, Giorgio Di Florio, Alice Dino Guida, Maria Vittoria Ferraro, Vincenzo Labianca, Silvia Martucciello, Alessio Monetta, Sara Moroni, Chiara Napolitano, Federica Nicastro, Lorenzo Paduano, Maria Paola Palma, Davide Paone, Lidia Parisi, Edoardo Plaitano, Chiara Sammartino, Antonio Sangiovanni, Benedetta Serio, Giulianna Sicilia V E – Rosaria Abate, Elena Ammirati, Francesco Ammirati, Alessandro Angrisani, Fabiola Belmonte, Giulia Bosco, Alessia Carrino, Maria Enrica Carso, Roberto Chillè, Giulia Maria Chirico, Salvatore Conte, Francesco D’Alessandro, Daniela De Chiara, Delia Denicolo, Federica Di Salvio, Carlo Giordano, Giuseppe Grieco, Mara Lucchi, Vlad Mancusi, Andrea Nittoli, Anna Ottati, Miriam Parisi, Michele Piegari, Giulia Serafini, Gaia Stanzione V F – Clelia Abagnale, Amantha Bennardino, Leonardo Francesco Ciannella, Martina Coppola, Anna D’Amore, Sara De Felice, Annapia De Simone, Dario De Simone, Francesco Gusman Delle Chiaie, Eva Fatì Gansane, Gabriella Manzo, Giulia Morelli, Giusy Resciniti, Simone Romeo, Mattia Santucci, Domenico Sellitto, Xin Yi Wu Hanno scritto dell’esperienza: “… Gli alunni sono stati piacevolmente coinvolti dalla staffetta, sia nell’attesa dei capitoli che via via pervenivano loro, sia nel momento della creazione del proprio e, fatto notevole , nell’ascolto dei capitoli successivi. L’esperienza è stata molto positiva, e avrà una sicura ricaduta sulla capacità di appassionarsi alla lettura di ognuno dei piccoli scrittori”. APPENDICE 6. I sorrisi nascosti Istituto Comprensivo Statale di Siano – Classe V D Dirigente scolastico Eufrasia Lepore Docente responsabile dell’Azione Formativa Angelina Giordano Gli studenti/scrittori della classe V D Gaetano Aliberi, Gennaro Aliberi, Maria Pia Botta, Christian Caiazza, Virgilio Caiazza, Riccardo Castiglia, Raffaella Cerrato, Grazia Di Benedetto, Daniele Fimiani, Raffaella Grimaldi, Alessio Leo, Anna Leo, Domenico Leo, Rossella Leo, Alessandro Lodato, Elda Masi, Andrea Navarra, Silvia Palmieri, Yusra Delfina Raza, Antonia Rinaldi, Giovanni Rumma Il disegno è di Antonia Rinaldi Hanno scritto dell’esperienza: “… La Staffetta è riuscita a coinvolgere gli alunni in un’esperienza nuova ed emozionante. Gli alunni hanno letto tramite la LIM con molta attenzione sia l’incipit dell’autrice Nanetti che i capitoli degli altri staffettisti, entrando nel vivo della storia, confrontandosi sui personaggi, sulle soluzioni proposte dalle altre squadre, e ipotizzando a loro volta la continuazione del racconto. I capitoli precedenti sono stati letti ed analizzati e, per una maggiore comprensione, i ragazzi hanno elaborato un questionario composto da una serie di domande per le parti in cui veniva suddiviso il racconto. Alla fine, chi voleva poteva esprimere le proprie impressioni, sia sul contenuto che sul messaggio trasmesso. Le parti sono state elaborate in gruppo, e insieme si è proceduto a saldare i vari momenti narrativi. Le parti individuate sono state raccontate anche con le immagini. Ha contribuito nella guida al lavoro di stesura una tirocinante della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno. Terminato il capitolo, i ragazzi sono stati molto soddisfatti della storia inventata e dei loro disegni”. APPENDICE 7. L’unione fa la forza Istituto Comprensivo Statale di Teverola – Classi IV A/B, V A/B/C Dirigente scolastico Adele Caputo Docenti responsabili dell’Azione Formativa Anna De Caro, Rosa Tonziello Gli studenti/scrittori delle classi IV A - Alessandra Pia Cicatiello, Raffaele Falgiano, Giorgia Ingallina, Mara Pezzella, Mariangela Vitagliano IV B - Marcello Cipullo, Alessandra Muscariello, Sabrina Raimo, Valentina Solla, Giovanna Tosquier V A - Mariastella Caserta, Rosapia Cirillo, Ciro Minopoli, Maria Pia Orabona, Maria Teresa Scarfato, Bianca Beatrice Ungureanu V B - Mattia Autiero, Luigi Barbato, Saverio Bosco, Luca Caserta, Paolo Di Ronza, Nicla Petrarca V C - Francesca Barbato, Teresa Belfiore, Gina Boccini, Teresa Improta, Maria Antonia Mangiacapra, Rossella Turco Il disegno è di Luca Caserta Hanno scritto dell’esperienza: “… Che bello vedere i nostri alunni così affiatati, alla ricerca dell’idea giusta e del personaggio adatto affinché la storia diventasse avvincente. In questo gruppo di baby scrittori non è apparso alcun leader, e tutti erano impegnati a cercare la soluzione per far sorridere i bambini, far rinascere la bella luna e far prevalere il bene sul male. Questa esperienza per i nostri alunni è stata entusiasmante e formativa, non solo perché si sono instaurati validi rapporti tra i membri del gruppo, ma anche per i momenti di riflessione a cui la storia li ha condotti. Si sono resi conto del grande valore del sorriso, dell’amicizia, della solidarietà, dei buoni sentimenti. Spero che da oggi, anche nella piccola Teverola, ci siano tanti sorrisi in più”. APPENDICE 8. La luna ti porterà fortuna Istituto Comprensivo “Giovanni Pascoli” di Tramonti – Classe III A Dirigente scolastico Luisa Patrizia Milo Docente responsabile dell’Azione Formativa Maria Di Lieto Gli studenti/scrittori della classe III A Francesca Amato, Giuseppe Amatruda, Luisa Amodio, Vincenzo Amodio, Cirillo Babich, Alessandra Bove, Maria Chiara Cristiano, Daniele Alessandro D'Aleo, Dario Leonardo D’Aleo, Salvatore Riccardo D’Aleo, Giulia D'Auria, Noemi Di Mauro, Anna Fierro, Alfonso Francese, Angelo Francese, Raffaele Michele Francese, Gaetano Giordano, Ilenia Imperato, Roberta Romano, Sara Sannino, Marco Santelia, Jacopo Savastano, Giulia Vuolo Il disegno è di Alessandra Bove Hanno scritto dell’esperienza: “… Gli alunni hanno intrapreso questo meraviglioso “viaggio”, con una forte carica emotiva. Il laboratorio di Scrittura Creativa si è posto come esperienza di gruppo utile e gratificante, in cui si è creato uno spazio per comunicare, esprimersi e creare divertendosi, a partire da una più approfondita conoscenza della parola narrata. Ripercorrendo in particolare gli aspetti emotivo - affettivi emersi dall'intreccio narrativo, è stato possibile attivare un processo maturativo degli atteggiamenti e delle relazioni. L'incontro con il testo ha creato identità e relazioni, aiutando a comprendere e costruire significati, e facendo sentire ogni alunno protagonista del divenire che è in un racconto”. APPENDICE 9. Il sogno di Giulia Scuola Primaria Paritaria “Preziosissimo Sangue” di Pagani – Classe V A Dirigente scolastico Suor Anna Paganelli Docenti responsabili dell’Azione Formativa Annunziata De Angelis, Franca Stanzione Gli studenti/scrittori della classe V A Andrea Avino, Roberta Avino, Miriam Barone, Francesco Cascone, Davide Cesarano, Aldo Damiano, Alfonso De Prisco, Cristina Di Maio, Armando Esposito, Maria Esposito, Giovanni Ferraioli, Costantino Francese, Teresa Gambino, Mattia Pio Giorgio,Bruno Malet, Dino Malet,Viktoria Melnyk, Francesco Paolo Nigro, Roberta Pepe, Elisabetta Piccolo, Vincenzo Pisacane, Gianmarco Russo, Simone Tramontano, Alfonso Vitagliano, Mario Vitolo Il disegno è di Mario Vitolo Hanno scritto dell’esperienza: “… L’esperienza per gli alunni è stata positiva e stimolante. Hanno lavorato con piacere e con passione, producendo molte idee e facendo emergere la loro creatività”. APPENDICE 10. La battaglia finale Scuola Primaria Paritaria “Preziosissimo Sangue” di Pagani – Classe III A Dirigente scolastico Suor Anna Paganelli Docente responsabile dell’Azione Formativa Lucia Iuliano Gli studenti/scrittori della classe III A Carmine Aliberti, Giovanni Alise, Armando Avallone, Agnese Bonaduce, Claudia Brillante, Paolopio Citarelli, M.Rosaria Di Gennaro, Massimo Di Natale, Miguel Farina, Macario Ferraioli, Gerardo Francese, Elisa Gaito, Gaia Gargiulo, Francesca Pia Izzo, Rossella La Mura, Lucia Landi, Andrea Malet, Giorgia Malet, Marika Martino, Maria Perito, Carmen Claudia Piscopo, Gennaro Luca Ruggiero, Francesca Pia Sessa, Luigi Tiano, Martina Tortora, Prisco Viserti Il disegno è di Francesca Pia Sessa Hanno scritto dell’esperienza: “… Questa nuova esperienza è stata per tutti gli alunni interessante e coinvolgente”. 11. Una saggia decisione III Circolo “Roncalli” di Altamura - Plesso “Madre Teresa di Calcutta” – Classe IV C Dirigente scolastico Rita Antonia Carilli Docenti responsabili dell’Azione Formativa Paola Maino, Loreta Giannuzzi Gli studenti/scrittori della classe IV C Davide Attivissimo, Francesco Carlucci, Cristina Casiello, Sara Colonna, Domenico Corrado,Denise Ferrulli, Domenico Fiore, Aldo Gaudino, Marco Gesualdo, Dario Grieco, Pietro Lasaponara, Gioacchino Mercadante, Martina Nicoletti, Francesco Muzzi, Alessandra Palasciano, Alessandra Salvaggiulo, Helena Salvaggiulo, Giovanni Scalera, Francesco Simone, Angelica Toscano, Giovanni Traghi Il disegno è di Alessandra Palasciano, Cristina Casiello Hanno scritto dell’esperienza: “… L’esperienza della Staffetta letteraria è stata entusiasmante perché è stata divertente ma anche impegnativa e “faticosa”. E’ stato molto interessante leggere i vari capitoli e soprattutto scoprire i trucchi della narrazione che il tutor ha suggerito e che noi abbiamo fatto nostri nella scrittura del capitolo. Quello che però ci ha coinvolti maggiormente è stato lavorare in gruppo confrontarsi e sentirsi parte di un unico progetto”. INDICE Incipit di ANGELA NANETTI ............................................................................pag 14 Cap. 1 Un arrivo stupefacente ............................................................................» 18 Cap. 2 L’avventura ha inizio!..................................................................................» 24 Cap. 3 Una notte insonne ......................................................................................» 32 Cap. 4 Il grande giorno ........................................................................................» 38 Cap. 5 Un piano malefico ......................................................................................» 44 Cap. 6 I sorrisi nascosti ............................................................................................» 48 Cap. 7 L’unione fa la forza......................................................................................» 54 Cap. 8 La luna ti porterà fortuna ........................................................................» 56 Cap. 9 Il sogno di Giulia ........................................................................................» 62 Cap. 10 La battaglia finale ................................................................................» 68 Cap. 11 Una saggia decisione ..........................................................................» 74 Appendici ..................................................................................................................» 80 Finito di stampare nel mese di aprile 2014 da Tipografia Gutenberg, Fisciano (SA) Un arrivo stupefacente L’avventura ha inizio! Una notte insonne Il grande giorno Un piano malefico I sorrisi nascosti L’unione fa la forza La luna ti porterà fortuna ìIl sogno di Giulia La battaglia finale Una saggia decisione