Orchestra del Teatro Olimpico lunedì 2 febbraio 2015 ore 20.45 Salvatore Accardo direttore Estrio Laura Gorna Cecilia Radic Laura Manzini musiche di Wolfgang Amadeus Mozart Ludwig van Beethoven OTO Alexander Lonquich direttore principale Violini I Filippo Lama ** Anton Bianco Cecilia Cartoceti Ruggero Mastrolorenzi Serena Galassi Isabella Scalera Claudia Irene Tessaro Violini II Agnese Balestracci * Alessia Giusto Giacomo Mura Andrea Pasquetto Kalman Tabanyi Eleonora Zamboni Roberto Carnevale Viole Klaus Manfrini * Stefania Bottin Lucilla Brasola Lisa Bulfon Ermanno Niro Stefano Sancassan Luca Ballotta Riccardo Mazzoni Flauti Giulia Baracani * Oboi Francesca Rodomonti * Vittorio Bongiorno Clarinetti Edoardo Di Cicco * Fabio Maini Fagotti Giulia Ginestrini * Riccardo Rinaldi Corni Tea Pagliarini * Claudia Rigoni * Trombe Dario Folisi * Carlo Benedetti Percussioni Gianmattia Gandino* Violoncelli Stefano Guarino * Alberto Tecchiati Giovanni Genovese Alberto Baldo Umberto Aleandri Contrabbassi Francesco Di Giovannantonio * **primo violino di spalla *prima parte programma Wolfgang Amadeus Mozart 1756-1791 Sinfonia n. 36 in do maggiore “Linz” K 425 Adagio. Allegro spiritoso Poco Adagio Minuetto e trio Presto — Ludwig van Beethoven 1770-1827 “Triplo” concerto in do maggiore per pianoforte, violino e violoncello op. 56 Allegro Largo Rondò alla Polacca note al programma Nell’autunno del 1783 Mozart e la moglie Costanza sono in viaggio da Salisburgo a Vienna e durante il tragitto decidono di fare una sosta a Linz, dove vengono ospitati da un vecchio amico e protettore: il conte Joseph Anton Thun. Per festeggiare l’inaspettato arrivo del divino Mozart in città, il conte mette in piedi in fretta e furia un concerto, ma... ci si accorge che manca un pezzo di apertura. Se fossimo stati ai tempi d’oggi, il tutto si sarebbe risolto facilmente facendosi mandare le partiture da Vienna via e-mail, o via fax, o anche con un corriere espresso. Ma in quel frangente settecentesco Wolfgang non trovò altra soluzione che scrivere in pochissimi giorni un lavoro originale che passò appunto alla storia come Sinfonia “Linz”. L’episodio è testimoniato in una lettera al padre Leopold nella quale Wolfgang scrive: martedì 4 novembre darò qui un concerto, al teatro, e non avendo con me neppure una delle mie sinfonie ne scrivo a precipizio una nuova, che deve essere eseguita. Certo, solo lui avrebbe potuto “sfornare” un nuovo lavoro – e per un organico corposo, che comprende coppie di oboi, fagotti, corni, clarinetti, oltre ai timpani e agli archi – in così poco tempo. Ma la cosa che maggiormente stupisce è che la “Linz” non è semplicemente una sinfonia “d’occasione”, ma una pagina che contiene molte e rilevanti novità rispetto al Mozart sinfonico dei tempi di Salisburgo; quasi uno spartiacque fra i lavori precedenti e la straordinaria serie delle ultime sinfonie che culmina con la “Jupiter”. Ciò è evidente fin dall’Allegro iniziale che Mozart – per la prima volta in assoluto – decide di anticipare con un’imponente introduzione lenta. Tale scelta si rifà certamente ad Haydn, ma allo stesso tempo si distingue nettamente dalla scrittura haydniana per i frequenti cromatismi e i chiaroscuri espressivi. Il modello-Haydn è ben presente in tutta questa Sinfonia, ma Mozart non ne viene oscurato perché il genio salisburghese – come afferma il Carli Ballola – spinge la Linz molte miglia lontano dal pur ammiratissimo modello di Haydn. Beethoven scrisse il Concerto in do maggiore per pianoforte, violino, violoncello e orchestra – passato alla storia semplicemente come “Triplo Concerto” – fra il 1803 ed il 1804, un frangente particolarmente proficuo per il maestro di Bonn. Una parte della critica, anche contemporanea, tende a sottovalutare questa pagina perché la considera una composizione alla moda, di circostanza, scritta “su misura”, quasi alla maniera settecentesca, per compiacere all’importante committente (l’arciduca Rodolfo d’Austria, al quale Beethoven dava lezioni di pianoforte). Insomma, si dice che dal genio di Beethoven ci si sarebbe potuti aspettare qualcosa di più che non una pagina “furbesca” che strizza l’occhio al genere salottiero. Ma se è vero che lo sviluppo dell’intero, corposo lavoro è piuttosto convenzionale e non mette in luce quelle tensioni drammatiche che sono poi il “marchio di fabbrica” del compositore di Bonn, è altrettanto vero che ci troviamo comunque di fronte ad un “unicum” (mai prima di allora qualcuno aveva osato scrivere un Concerto per tre strumenti solisti) e ad un Beethoven maturo, perfettamente padrone delle tecniche compositive. Un po’ bistrattato dalla critica, il “Triplo Concerto” ebbe – ed ha – un grande successo presso il pubblico. Non a caso è stato inciso dai più grandi solisti del Novecento: da non perdere l’esecuzione diretta da von Karajan con tre solisti d’eccezione come David Oistrakh al violino, Sviatoslav Richter al pianoforte e Mstislav Rostropovich al violoncello. Salvatore Accardo Salvatore Accardo è uno degli artisti più rappresentativi della prestigiosa scuola musicale italiana. Il suo nome è sulla breccia da oltre mezzo secolo, da quando – cioè – con il suo violino si impose all’attenzione del pubblico e della critica vincendo, a soli 15 anni, il primo premio al Concorso Internazionale di Ginevra e a 17 il “Paganini” di Genova. Nel frattempo il giovane Salvatore, che ricevette il suo primo violino in dono da papà Vincenzo quando aveva 3 anni, si era diplomato brillantemente (a 13 anni) al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Accardo ha tenuto migliaia di concerti in ogni parte del mondo ed ha suonato con le più importanti orchestre europee ed americane spaziando fra un vastissimo repertorio che va dal Barocco agli autori contemporanei, molti dei quali hanno scritto appositamente per lui. Il suo virtuosismo è testimoniato nelle decine di incisioni discografiche che lo vedono protagonista per Deutsche Grammophon, Philips, Sony Classical, Decca, EMI e Dynamic. All’attività di violinista Accardo affianca da anni quella di direttore d’orchestra e di docente: è stato fra i fondatori dei Corsi di perfezionamento in strumenti ad arco presso l’Accademia Stauffer di Cremona ed è regolarmente invitato a tenere masterclass sia in Italia (Scuola di Musica di Fiesole e Accademia Chigiana) e all’estero. Estrio Laura Gorna (violino), Cecilia Radic (violoncello) e Laura Manzini (pianoforte) formano da anni Estrio, nome che nasce dalla fusione di diversi richiami come il mi bemolle tedesco, l’Es del pensiero freudiano e quel prefisso “Es”, che richiama tanto il termine “estro”. Le tre artiste hanno saputo raccogliere e reinterpretare la tradizione della grande scuola italiana resa celebre nel mondo dai loro maestri (Salvatore Accardo, Rocco Filippini e Bruno Canino) e fin dal loro esordio hanno ottenuto lusinghieri consensi di pubblico e di critica (saldezza e fantasia, cultura e istinto nella bellezza del suono, scrive di loro Lorenzo Arruga). Estrio ha al suo attivo numerosi concerti per le maggiori stagioni concertistiche italiane (Milano, Torino, Bologna, Palermo, Napoli…) con programmi incentrati anche su esecuzioni integrali di autori come Schumann e Mendelssohn. All’estero (Giappone, Stati Uniti, Sud America e Medio Oriente) Estrio si è esibito anche a fianco di artisti del calibro di Accardo, Finkel, Kussmaul, Giuranna, Hoffmann e Petracchi. Il trio ha collaborato anche con artisti provenienti da esperienze espressive eterogenee quali il teatro, la coreografia ed il jazz. È uscita recentemente per Decca l’ultima registrazione discografica di Estrio con i Trii di Mendelssohn. OTO – Orchestra del Teatro Olimpico Fondata nel 1990 su impulso del Comune di Vicenza e di alcuni musicisti locali, l’Orchestra del Teatro Olimpico (OTO) ha raccolto intorno a sé le precedenti esperienze di storiche formazioni vicentine. La OTO è stata protagonista di numerosi concerti, sia in Italia che all’estero, collaborando con artisti di prestigio internazionale come – fra gli altri – Maria Tipo, Antonio Ballista, Giuliano Carmignola, Cecilia Gasdia, Joaquín Achúcarro, Hansjörg Schellenberger, Peter Maag e Umberto Benedetti Michelangeli. Dal 2008 realizza la stagione sinfonica del Teatro Comunale, in collaborazione con la Fondazione del Teatro. A partire dalla stagione 2014/15 l’orchestra è entrata in una nuova fase, con la direzione principale di Alexander Lonquich ed il completo rinnovamento dell’organico. I 40 orchestrali che la compongono, selezionati attraverso severe audizioni, sono giovani musicisti provenienti da varie Regioni italiane (l’età media è di 24 anni) che per il prossimo biennio seguiranno un percorso di alta formazione sotto la guida di professori d’orchestra che suonano come “prime parti” in alcuni fra i più importanti complessi sinfonici italiani. Ogni concerto in cartellone viene messo a punto attraverso giornate di intenso lavoro – per sezioni e d’insieme – che si svolgono a Villa San Fermo di Lonigo. Molti dei professori d’orchestra-formatori di questo biennio suoneranno, nei vari concerti in programma, fianco a fianco con i loro più giovani colleghi. Lo scopo del progetto, unico nel Veneto, è duplice: offrire ai giovani musicisti della OTO un percorso di alto perfezionamento nella pratica orchestrale e nel contempo realizzare una serie di concerti di qualità, arricchita dalla presenza di rinomati solisti-ospiti e direttori. il concerto è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione di questi docenti Filippo Lama Diplomato con il massimo dei voti e la lode, ha perfezionato i suoi studi con rinomati maestri come Corrado Romano, Paolo Borciani, Franco Rossi, Franco Gulli ed Enrica Cavallo. Vincitore di concorsi nazionali ed internazionali, ha suonato in varie formazioni da camera – dal duo al quintetto – con le quali ha realizzato anche numerose registrazioni discografiche e radiofoniche. Da oltre 30 anni collabora con importanti orchestre italiane sia come violino di spalla che come solista: l’Orchestra del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, l’Orchestra da Camera di Mantova, la “Toscanini” di Parma, l’Orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano, l’Orchestra Stabile “G. Donizetti” di Bergamo. Dal 2007 è direttore artistico e konzertmeister dell’Orchestra da Camera di Brescia. Dal 1982 è titolare della cattedra di violino al Conservatorio “Marenzio” di Brescia. Klaus Manfrini Dopo il diploma a pieni voti in viola al Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento, si è perfezionato con Juri Gandelsmann e Bruno Giuranna. Come membro del quartetto Constanze di Bolzano ha seguito i corsi di Milan Skampa (Scuola di Musica di Fiesole) e ha partecipato come borsista alle master class di Hugh Maguire (Britten-Pears School of Music) e Stefan Metz (Orlando Festival). Dopo numerose esperienze e collaborazioni in varie formazioni cameristiche (fra le quali l’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano e la Streicher Akademie Bozen) dal 2000 fa parte dell’Orchestra da Camera di Mantova. Collabora inoltre con l’Ensemble Zandonai di Trento e la European Union Chamber Orchestra, gruppi con i quali ha suonato in Europa, America e Asia. E’ insegnante di musica d’insieme presso la Scuola Musicale Jan Novak di Villalagarina (TN). Stefano Guarino Pianista e violoncellista, si è diplomato con il massimo dei voti in ambedue le discipline ed ha successivamente intrapreso una felice carriera concertistica che lo ha visto protagonista – in varie formazioni – nei principali centri musicali italiani ed europei. Ha fatto parte della European Union Youth Orchestra (sotto la direzione di Ashkenazy, Rostropovich e Haytink) e della Gustav Mahler Jugendorchester. Nel ruolo di Primo violoncello ha collaborato con l’Orchestra da Camera di Mantova, I Solisti di Pavia, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino (nella quale ha vinto il Concorso per Primo violoncello), la Mahler Chamber Orchestra (direttore Daniel Harding), l’Orchestra Sinfonica Toscanini (direttore Lorin Maazel) e la Lucerne Festival Orchestra diretta da Claudio Abbado. Dal settembre del 2010 è primo violoncello solista stabile della Camerata Academica Salzburg. Nello stesso anno è stato invitato dalla Aldeburgh Music (Inghilterra – Snape Festival) come tutor dei violoncelli della Britten Pears Youth Orchestra. Ubaldo Fioravanti Si è formato nei Conservatori di Rovigo e Firenze, frequentando poi i corsi di musica da camera con Riccardo Brengola e Franco Rossi e di contrabbasso con Franco Petracchi. Nel 1976 è entrato a far parte dei Solisti Veneti e dal 1983 al 2014 è stato Primo contrabbasso dell’Orchestra di Padova e del Veneto con la quale ha effettuato migliaia di concerti in quattro continenti. Attivo anche come solista e camerista, ha collaborato con complessi ed interpreti di fama internazionale incidendo per Claves, Dynamic e Amadeus. In campo didattico, ha insegnato per oltre 20 anni ai corsi di perfezionamento di Portogruaro, all’Accademia Mahler di Ferrara e ai corsi di formazione “Progetto Orchestra” a Vicenza. Attualmente insegna al Conservatorio di Rovigo. Giampaolo Pretto Da quasi 30 anni è Primo flauto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Ha tenuto migliaia di concerti nelle più importanti sedi italiane e internazionali, nelle vesti più versatili: solista, camerista (in particolare con il Quintetto Bibiena), primo flauto. Più recente il suo impegno parallelo come direttore, spesso impegnato nella selezione e istruzione di gruppi e orchestre giovanili per l’avviamento alla professione. Pretto vanta una vasta e premiata discografia e tiene regolarmente master-classes in Italia, Europa ed Asia. Dal 2000 Giampaolo Pretto dirige la sezione Fiati dell’Orchestra Giovanile Italiana presso la Scuola di Musica di Fiesole e dal 2013 ne è il “maestro per l’orchestra”. Il flautista veronese è conosciuto ed apprezzato anche come compositore e come autore di testi: è uscito recentemente in libreria il suo volume dal titolo “Dentro il suono” per le Edizioni Riverberi Sonori. Saverio Tasca Si è diplomato al Conservatorio di Vicenza ed ha successivamente studiato allo Sweelinck Conservatorium di Amsterdam con David Searcy, David Friedman, Robert van Sice e Thierry Miroglio. Musicista eclettico e dai variegati interessi, ha collaborato con artisti del calibro di Dave Samuels, Mario Brunello, Bogdan Bacanu, Kuniko Kato, Filippo Lattanzi, Marco Paolini ed ha suonato con svariate formazioni orchestrali. Molto attivo anche come compositore, i suoi brani sono stati più volte premiati e segnalati dalla critica internazionale. Tasca insegna al Conservatorio di Vicenza ed ha tenuto corsi e master-classes alla Hochschule di Mannheim nonché in vari Conservatori italiani. l’Orchestra del Teatro Olimpico ringrazia main sponsor enti istituzionali sponsor media partner partner Si ringrazia la sezione di Vicenza dell’UNCI - Unione Nazionale Cavalieri d’Italia per le borse di studio generosamente stanziate a favore degli orchestrali che si saranno maggiormente distinti in questa stagione concertistica. la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza è sostenuta da soci fondatori socio sostenitore partner OTO - Orchestra del Teatro Olimpico 0444 32 65 98 [email protected] www.orchestraolimpicovicenza.it presidente Jacopo Bulgarini d’Elci vicepresidente Luca Trivellato direttore principale Alexander Lonquich direttore generale Piergiorgio Meneghini amministrazione Antonino Mangano organizzazione Eliana Lamore consiglieri Adriana Maltauro Enrico Pisa Francesco Scarpari revisori dei conti Enrico Iannaci – presidente Società del Quartetto di Vicenza Daiana Mordegan Giulia Salin Progetto grafico: Michele Galluzzo, Elena Meneghini, Ilaria Roglieri sponsor