Il DPR 428/98 ed i sistemi di “protocollo informatico” delle PA Antonio Massari Autorita’ per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione [email protected] - 06/85264363 Sommario • Il DPR 428/98 – requisiti minimi dei sistemi di protocollo informatico – la deframmentazione dei sistemi di protocollo – la gestione dei flussi documentali • Architetture dei sistemi di protocollo informatico e considerazioni tecnologiche • Regole tecniche • Progetti finanziati da AIPA 2 DPR 428/98 3 Principi generali del DPR 428/98 le indicazioni fondamentali Aggiornamento della normativa esistente (RD n.35 1900) facendo salvi i principi generali e cogliendo le opportunità che le vengono offerte dalle nuove tecnologie (documento elettronico, DBMS, reti). Esplicita indicazione di migliorare l’efficienza dei processi di gestione documentale attraverso l’eliminazione della frammentazione dei sistemi di protocollo. Collegare il sistema di protocollo alla gestione dei flussi documentali 4 Principi generali del DPR 428/98 cosa si intende per “sistema di protocollo informatico” • Nucleo minimo obbligatorio per legge – tenuta di un registro informatico che tiene traccia degli eventi di transito di documenti – sistema di certificazione • Attorno al nucleo minimo molteplici possibilità di estensione, o meglio, integrazione (non obbligatorie) – procedimenti, controllo di gestione... Protocollo in entrata Protocollo in uscita Amministrazione o Area Organizzativa Omogenea 5 DPR 428/98 “nucleo minimo” 6 Nucleo minimo come servizio di certificazione • L'inserimento di un elemento nel registro di protocollo corrisponde alla assunzione delle seguenti responsabilità – certificare l'esistenza del documento almeno a partire da una certa data. Questo significa: • nel caso di documenti ricevuti, l'amministrazione non può negare, a fronte della richiesta di esibizione del contenuto di una registrazione, che un documento sia esistito, • nel caso di documenti prodotti dall'amministrazione, la stessa può "provare" che un proprio documento è stato formato prima di una certa data; – nel caso di documenti ricevuti, certificare il fatto che il documento è entrato nei confini dell'amministrazione e che sarà trattato. 7 Approccio del DPR • Dettare le regole organizzative interne e le caratteristiche dei sistemi tecnologici che ciascuna amministrazione deve adottare per essere in grado di fornire i servizi di certificazione. – Manutenzione di un registro informatico, – Istituzione di un servizio e nomina di un responsabile, – Assicurare che le modalità di registrazione di protocollo e segnatura avvengano secondo certi criteri – Gestione delle emergenze secondo alcune modalità 8 Registrazione e Segnatura di protocollo Firma Numero 1224 1225 1226 Oggetto Data data, progressivo di protocollo, oggetto, mittente o destinatario, impronta Firma data, progressivo di protocollo, indicazione AOO 9 Registrazione di protocollo • (Art. 4 co 1) “La registrazione di protocollo per ogni documento ricevuto o spedito dalle Pubbliche amministrazioni è effettuata mediante la memorizzazione in un archivio informatico delle seguenti informazioni: • numero di protocollo del documento • data di registrazione • mittente per i documenti ricevuti o, in alternativa, il destinatario o i destinatari per i documenti spediti,; • oggetto del documento, • l’impronta del documento informatico” 10 Segnatura di protocollo • (Art.1 lett. d) “La segnatura di protocollo è l’apposizione o l'associazione, all'originale del documento, in forma permanente e non modificabile, delle informazioni riguardanti il documento stesso” • (Art. 6 co. 1) “Le informazioni da apporre od associare ad ogni documento attraverso l’operazione di segnatura di protocollo consentono di individuare ciascun documento in modo inequivocabile. Le informazioni minime previste sono: • il numero di protocollo; • la data di protocollo; • l'identificazione in forma sintetica dell’amministrazione o dell’area organizzativa omogenea.” 11 Modalità di esecuzione delle operazioni di registrazione e segnatura • (Art. 4 co. 3) “L'assegnazione delle informazioni nelle operazioni di registrazione di protocollo è effettuata dal sistema in unica soluzione, con esclusione di interventi intermedi, anche indiretti, da parte dell’operatore, garantendo la completezza dell’intera operazione di modifica o registrazione dei dati” • (Art. 6 co. 2) “L’operazione di segnatura di protocollo va effettuata contemporaneamente all'operazione di registrazione di protocollo” 12 Principi generali del DPR 428/98 caratteristiche del nucleo minimo possibilità di registrare indifferentemente documenti elettronici o cartacei possibilità di automazione (parziale o totale) dei processi di registrazione/segnatura nel caso di scambi documentali tra PA identificazione universale del documento possibilità di abolizione del registro cartaceo Tutti questi aspetti saranno dettagliati nelle regole tecniche previste 13 DPR 428/98 Riduzione della frammentazione 14 La situazione attuale delle attività di protocollo nelle amministrazioni • Ordini di grandezza del dimensionamento per la P.A: centrale Protocolli di reparto 70.000 100.000 Uffici di Protocollo 15.000 - 20.000 Numero di anni-uomo necessari per la gestione 50.000 - 100.000 Costo annuo della gestione 10/15 mila miliardi 15 Aree Organizzative Omogenee AOO • (Art. 2 co 2) “Ciascuna Amministrazione individua, nell'ambito del proprio ordinamento, gli uffici da considerare ai fini della gestione unica o coordinata dei documenti per grandi aree organizzative omogenee, assicurando criteri uniformi di classificazione e archiviazione, nonché di comunicazione interna tra le aree stesse. 16 La determinazione delle Aree Organizzative Omogenee prima... …dopo 17 Condizioni per la determinazione dei confini delle AOO Particolari condizioni logistiche Alta coesione interna 18 DPR 428/98 Gestione procedimenti e flussi documentali 19 Associazione tra protocollo e procedimenti avvio Documento di avvio Istruttoria tecnica Istruttoria giuridica Protocollo in entrata UO1 Protocollo in uscita decisione UO2 UON conclusione Provvedimento finale 20 Protocollo e flussi documentali Gestione completa tramite workflow Ausilio all’assegnazione PROCEDIMENTI e PROCESSI Trasparenza (URP, servizi a esterno) Gestione conoscenza Accesso a documentazione Inserimento in fascicolo Nucleo minimo GESTIONE (registro, segn.) DOCUMENTALE Archiviazione ottica, cartacea, mista elettronica, cartacea da esterno PA o altre amministrazioni non strutturata, semistrutturata (moduli) 21 Definizione del processo di “gestione documentale” e del suo rapporto con i processi operativi primari GESTIONE DOCUMENTALE SISTEMA ORGANIZZATIVO GESTIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO PROCESSO DI SUPPORTO 2 PROCESSO DI SUPPORTO 1 NECESSARIO CONDURRE STUDI DI FATTIBILITA’ ED ANALISI DEI PROCESSI 22 DPR 428 Gestione dei flussi documentali • (Art. 15 co. 1 e 2) – La gestione dei flussi documentali è finalizzata al miglioramento dei servizi e al potenziamento dei supporti conoscitivi delle amministrazioni secondo i criteri di economicità, di efficacia dell'azione amministrativa e di pubblicità stabiliti dalla legge. – Le Pubbliche Amministrazioni adottano sistemi per la gestione dei procedimenti amministrativi mediante sistemi informativi automatizzati, valutando i relativi progetti in termini di rapporto tra costi e benefici, sulla base delle indicazioni fornite dall'Autorità per l'informatica nella Pubblica Amministrazione. 23 Non solo sistemi di protocollo • Un possibile errore è quello di considerare i sistemi informatizzati di protocollo come l’unica o la principale tecnologia per il miglioramento dei procedimenti della PA • In realtà i sistemi di protocollo sono una delle componenti utilizzabili per migliorare i procedimenti, insieme a siti Web e altre modalità di comunicazione elettronica con l’esterno, basi informative documentali condivise, funzioni di interoperabilità, archivi strutturati… la “carta informatizzata” rischia di essere sempre carta 24 Esempi • Se si analizzano i regolamenti dei procedimenti recentemente semplificati nell'ambito dell'attuazione della legge 59/97, si evidenzia che, accanto all'esigenza di corrispondenza elettronica certificata (interna alla PA e con l'esterno), registrata e collegata ai procedimenti, emergono, tra l'altro, esigenze quali: – la necessità di diffusione di informazioni e documenti verso l'esterno (ad es. come "affissione all'albo pretorio" o "pubblicazione su giornale"..). E' evidente come la soluzione tecnologica più adatta a questa fase dei procedimenti sia l'utilizzo del sito Web; – la convocazione di conferenze di servizi che prevedono una elaborazione comune ed una decisione contestuale tra n attori. In questo caso le soluzioni tecnologiche comprendono basi dati documentali condivise, che consentono a tutti l'accesso alla documentazione necessaria, e strumenti di groupware, a partire da una semplice mailing-list – classiche necessità di creazione e condivisione di basi di dati (schedari, serie storiche..) che trovano soluzione in specifiche applicazioni e nella loro cooperazione. 25 Collocazione del “sistema minimo” di protocollo informatico nel sistema informativo dell’amministrazione Possibili scenari • Sono possibili varie collocazioni del sistema minimo di protocollo nell’ambito del sistema informatico dell’amministrazione: – – – – Scenario minimo Scenario “monolitico” Scenario modulare Scenario intermedio 27 Scenario minimo • Il sistema minimo di protocollo informatico è l’unico sistema automatizzato dell’amministrazione (o dell’area organizzativa omogenea) che tratti in modo strutturato informazioni su documenti. • Non esistono altri strumenti automatizzati, al di fuori del puro e semplice registro di protocollo (o eventuali strumenti di office automation) • Casi in cui cio’ accade – ci sono vincoli sul grado di informatizzazione o il livello culturale informatico del personale – l’AOO tratta un volume estremamente basso di documenti, e quindi non sussistono le condizioni per rendere economicamente conveniente l’utilizzo di ulteriori strumenti informatici 28 Scenario “monolitico” • Il sistema di protocollo viene realizzato fin dall’inizio come un sistema in grado di gestire, oltre ai dati necessari alla tenuta del registro di protocollo, anche tipi di informazioni legati al trattamento dei processi svolti dall’amministrazione, come “l’assegnatario della pratica”, “il fascicolo” o “il procedimento amministrativo” • Una unica applicazione “monolitica” che gestisce in modo più o meno efficace risorse informative che hanno una valenza generale, estesa anche al di fuori del protocollo: – – – – – struttura organizzativa (persone, dipendenti, ruoli, mansioni) soggetti esterni (altre amministrazioni, cittadini, imprese) repository documenti (tipicamente solo protocollati) elenco dei procedimenti amministrativi materie o titolari di classifica 29 Scenario “monolitico” • In alcune realtà tale tipo di soluzione potrebbe ancora risultare conveniente. • Laddove, ad esempio, la amministrazione sia caratterizzata da una forte staticità (procedimenti ben identificati con iter stabili, carichi di lavoro prevedibili ecc.) allora potrebbe aver senso costruire una applicazione monolitica perfettamente ritagliata su tali esigenze che, per definizione, non variano. • In generate, tuttavia, una soluzione di tipo monolitico rappresenta una legacy che impedisce un facile adattamento del sistema di gestione documentale alla variazione delle esigenze dell’amministrazione ed alla evoluzione delle tecnologie e dell’offerta del mercato informatico. 30 Scenario modulare • E’ lo scenario in cui il nucleo minimo del protocollo sia visto come un modulo applicativo, esclusivamente dedicato al servizio di certificazione, con tutte le caratteristiche previste dal DPR 428. • Il modulo di protocollo, piuttosto che fornire direttamente all’utente le funzioni di certificazione previste, sarà accessibile da parte di altre applicazioni, o componenti, che costituiscono il sistema informatico dell’amministrazione. • Oltre al servizio di certificazione di protocollo, dovrebbero essere messi a disposizione, centralmente a tutti i potenziali utilizzatori, altri servizi che costituiscono il patrimonio comune dell’amministrazione, secondo criteri opportuni di visibilità e sicurezza 31 Scenario intermedio • A meno di applicazioni monolitiche basate su tecnologie proprietarie (ad esempio sistemi basati su mainframe) ogni soluzione che comporti l’uso di tecnologie di supporto aperte di tipo cient/server, facenti uso di strumenti ed ambienti di mercato, offre una qualche forma di modularità e di accessibilità. • La soluzione più ricorrente è quella di incentrare il sistema di gestione del protocollo e delle pratiche su un database e offrire a vari profili client la possibilità di attivare diverse operazioni sul sistema. 32 Architettura “database-centrica” • Ricerca • Registrazione di base ed acquisizione immagini documenti • Acquisizione di documenti con posta elettronica “sicura” E-MAIL G-NET Ufficio posta / Ufficio Cifra CL “A” • Funzioni di registrazione previste dal processo di gestione documentale • Funzioni di accesso ai dati • Funzioni di supporto a ricerca & reporting • Funzioni di gestione delle autorizzazioni Ufficio archivio protocollo FAX SCANNER STAMP. STAMP. STAMP. • • • • Ricerca & reporting Assegnazione pratiche Gestione autorizzazioni Gestione indice di classificazione Direzione Generale Server applicativo del protocollo e dell’archivio Data base CL “B” STAMP. Responsabili aree o progetti Altri utenti CL “C” • • • • Ricerca & reporting Classificazione Collegamenti Fascicolazione • Ricerca CL “D” 33 Schema E-R di una applicazione di protocollo (0,N) PERSONA (0,N) (1,N) (0,1) appartiene (0,1) responsabile a (0,N) (0,N) ENTITA' COMPETENTE responsabile a (0,N) visibile (0,N) (1,1) (1,1) AREA o UFFICIO (0,N) GRUPPO o FIGURA ISTITUZIONALE GDL o PROGETTO (1,N) (0,N) (0,N) relativo compete DOCUMENTO INFORMALE (0,n) CLASSIFICA appartiene (0,n) (1,1) ASSEGNAZIONE (1,1) relativo TIPO PROCEDIMENTO (0,N) (0,N) (0,1) (0,1) relativo in FASCICOLO (1,N) (0,1) in (0,N) (1,1) (0,N) (1,1) autore (1,1) COLLEGAMENTO collega (0,N) (1,1) (0,N) collega DOCUMENTO ALLEGATO ENTITA' COMPETENTE (1,1) (0,N) contiene firma (1,N) (1,1) (1,1) PERSONA (0,N) predispone bozza (1,N) (0,N) DOCUMENTO USCITA appartiene (1,1) DOCUMENTO ENTRATA riceve (1,1) (1,N) destinatario (0,N) CORRISPONDENTE CORRISPONDENTE OCCASIONALE (0,N) mittente CORRISPONDENTE ISTITUZIONALE 34 Architettura modulare Servizi di certificazione Servizi di protocollazione Servizi verticali Security & Directory Transactional WF engine Servizi di Repository validazione firma digitale Repository documenti soggetti esterni Repository struttura organizzativa Repository procedimenti amministrativi Materie e titolari di classifica DBMS Document management services Accesso standard (COM+, IIOP, HTTP, LDAP, DMA API, WF API) ServiziImaging SO, File system Procedimento assistito da Workflow Gestione corrispondenza in ingresso Corrispondenza particolare Web services Server COLD E-Mail Groupware 35 Sistemi di WF management attività B attività F attività A attività C attività D attività E Definizione dei processi Analisi dei processi, utilizzo di strumenti di modellazione attività H attività G Fase di sintesi e modellazione Fase di esecuzione Definizione Processo Cambiamenti alla definizione Esecuzione dei processi & Controllo Interazione con Utenti & Applicazioni Workflow Enactment Service Applicazioni & strumenti IT 36 Quando gestire il processo con WFMS • stabilità dell’iter del processo in termini di possibilità di rappresentare uno schema di processo attraverso le primitive di modellazione offerte dal sistema in modo tale che tutte le istanze o casi del processo siano riconducibili allo schema in modo completo e senza forzature • una sufficiente complessità dell’iter stesso per rendere favorevole il rapporto tra costi dovuti all’adozione di una tecnologia complessa e benefici attesi. In altre parole casi banali di iter con pochissimi passi potrebbero essere risolti efficacemente con altre tecnologie. • una sufficiente numerosità delle istanze attivate per ciascun processo rappresentato nell’unità di tempo 37 Esempio di integrazione tra Workflow e protocollo Servizi di protocollazione Servizi di protocollazione B B F A C D Servizi di protocollazione E B F H G 1. In una fase di un processo gestito da un WfMS viene prodotto un documento da protocollare A C D E H G 2. Il WfMS effettua tramite la rete, una richiesta di protocollazione fornendo i necessari parametri A C D F E H G 3. Il sistema di protocollo effettua la registrazione e fornisce i l risultato dell’operazione al WfMS 38 Collocazione di un sistema monolitico Servizi di certificazione Servizi di protocollazione Servizi di validazione firma digitale Servizi verticali Repository documenti Repository soggetti esterni Repository struttura organizzativa Repository procedimenti amministrativi Materie e titolari di classifica Sistema monolitico Procedimento assistito da Workflow Gestione corrispondenza in ingresso Corrispondenza particolare 39 Repository documentale Unico document warehouse virtuale Software e protocolli standard di integrazione Soluzioni tecnologiche eterogenee API standard API Sistema A Ufficio 1 API Sistema B Ufficio 2 API Sistema C Generale API API Sist.D Sistema E Altro Servizio Unità organizzative • Possibilità di “virtualizzare” un unico repository 40 Archivio e repository documentale • Il repository dei documenti potrebbe essere l’unico archivio nel caso di documenti formati e trasmessi con strumenti informatici • Nel caso di documenti cartacei dovrà essere in stretta relazione con l’archivio tradizionale • Il repository dovrà essere arricchito di tutte le informazioni necessarie in modo tale da – – – – – facilitare la ricerca dei documenti; garantire sicurezza ed adeguati livelli di accesso; facilitare le operazioni di scarto dagli archivi di deposito; rendere sempre individuabile la posizione fisica dei documenti cartacei; migliorare la circolarità delle informazioni all'interno dell'amministrazione. 41 L’accesso esterno e la interconnessione dei sistemi di protocollo informatico: il modello “protocollo federato” Amministrazione o Area organizzativa omogenea A Amministrazione o Area organizzativa omogenea B Amministrazione o Area organizzativa omogenea C 42 Federazione “intra-amministrativa” Area organizzativa omogenea A Area organizzativa omogenea B Amministrazione 43 Federazione “inter-amministrativa” Amministrazione o Area organizzativa omogenea A Amministrazione o Area organizzativa omogenea B Amministrazione o Area organizzativa omogenea C 44 Accesso esterno per trasparenza amministrativa Cittadini e imprese Amministrazione o Area organizzativa omogenea o federazione di AOO 45 Procedimenti complessi Amministrazione o Area organizzativa C A E H F A B E H F G A C D E H G Amministrazione o Area organizzativa B Amministrazione o Area organizzativa A 46 Esempio di procedimento complesso: provvidenze agli invalidi civili PA periferica 17 17 12 13 Prefettura Utente 14 180gg 11 10 9 1 7 2 3 6 5 A.S.L 16 15 PA locale 8 Ministero Interno 4 Ministero Tesoro 180gg P.A. centrale 47 La RUPA ed il modello “protocollo federato” Amministrazione o Area organizzativa C A E H B F A C D E F H G Amministrazione o Area organizzativa A A E H G Amministrazione o Area organizzativa B 48 Interfaccia unica verso la PA A Imprese E H B F F A Cittadini C D E H A E G H G Intera pubblica amministrazione 49 Condizioni necessarie per l’applicabilità del modello “protocollo federato” • • • Salvaguardare l’indipendenza delle amministrazioni partecipanti alla federazione Offrire una adeguato set di servizi per la connettività telematica Definire uno schema comune di concetti sul quale siano tutti concordi 50 DPR 428/98 Regole tecniche 51 Regole Tecniche e “Linee Guida” • Il regolamento prevede che siano emanate ulteriori regole tecniche – Sarebbe estremamente rischioso ingessare in dettati normativi elementi tecnici e tecnologici in evoluzione, aree senza completa maturazione di standard condivisi (es. modellazione e gestione processi, flussi documentali, organizzazione repository documenti..) e aree di complessissima regolazione (es. criteri di classificazione) – Soluzione: regole tecniche “leggere” che consentano modalità implementative diverse, affiancamento alle “regole” di indicazioni professionali aperte a discussione ed evoluzione con amministrazioni, ricercatori, fornitori 52 Regole tecniche: formato della segnatura • Segnatura di protocollo come identificatore universale: – progressivo (già stabilito dal DPR: 7 cifre) – data (anno o data per intero) – indicazione dell’area organizzativa omogenea che gestisce il registro di protocollo 53 Sicurezza • Immodificabilità e conservazione delle registrazioni: – Registro cartaceo – archiviazione ottica del registro elettronico (visto come caso particolare di documento) – regole di archiviazione più leggere specificamente pensate per i registri di protocollo • Garanzia di sequenzialità delle numerazioni • Indissolubilità delle associazioni tra documento/segnatura/registrazione soprattutto nel caso di documento elettronico 54 Scambio di documenti elettronici e di informazioni strutturate tra amministrazioni • (Art. 6 co. 4) “Quando il documento è indirizzato ad altre amministrazioni ed è formato e trasmesso con strumenti informatici, la segnatura di protocollo può includere tutte le informazioni registrate sul documento. L'amministrazione che riceve il documento informatico può utilizzare tali informazioni per automatizzare le operazioni di registrazione di protocollo del documento ricevuto” 55 Scambio di un documento cartaceo • Formazione • Firma Firma • Registrazione • Segnatura Firma Firma • Segnatura • Registrazione • Autenticazione Firma Firma Firma 56 Scambio di un documento elettronico • Formazione • Firma • Trattamento • Registrazione • Registrazione • Segnatura • Autenticazione 57 I Progetti Pianificazione Valutazione Analisi rischio Progetti Modello evolutivo a “spirale” 58 Progetti finanziati su fondi RUPA (L.400-96) • Dipartimento della Funzione Pubblica – informatizzazione di base, – gestione semi-automatica del routing dei documenti, • Ministero dell’Interno – informatizzazione del protocollo delle prefetture – alta ripetibilita’ e diffusione • Ministero delle Finanze – protocollo “federato”, segnatura strutturata • Ministero del Tesoro – connessione con il workflow • AIPA – laboratorio avanzato di sperimentazione 59 Conclusioni • Far leva sul fattore culturale: sensibilizzazione, formazione • Analisi dei processi: sono tutti realmente indispensabili i passi che eseguiamo o facciamo eseguire ogni giorno? • Apertura verso le soluzioni di mercato • Circolarita’ delle informazioni 60