NOTIZIARIO DELLA SEZIONE DI VICENZA IN CASO DI MANCATO RECAPITO RINVIARE ALL’UFFICIO DI VICENZA FERROVIA, PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE, CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE L’IMPORTO DOVUTO. ANNO 2007 - NUMERO 4 - OTTOBRE - Poste Italiane S.p.A. - Spediz in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) - Art. 1 comma 2, DCB Vicenza Il Vescovo con gli alpini sul Pasubio Mons. Nosiglia celebra la Messa 72 anni dopo la visita del Vescovo Rodolfi 2 - La feritoia del Torrione QUALE AVVENIRE PER L’A.N.A.? Di seguito pubblichiamo l’intervento dell’amico alpino Vito Mantia del Gruppo di Malo. Pur non condividendolo in pieno, lo scritto ha l’indubbio merito di porre l’accento su un problema che ci riguarda da vicino. Lo poniamo quindi alla vostra attenzione sicuri che ciò sarà da stimolo per tornare ulteriormente sul tema. La Redazione LINEE ESSENZIALI PER UNA PROPOSTA DI RISTRUTTURAZIONE DELL’ANA Allo scopo di evitare una drastica e tragica contrazione degli iscritti, della quale si sentono già i primi effetti – dopo l’abolizione della naia obbligatoria – nonostante le molteplici azioni in corso, compresa quella concordata con la Regione Veneto, al fine che l’ANA rimanga e operi come organismo vivente, evitando il pericolo di ridursi ad una accolita di sentimentali, schiacciati dai ricordi di un grande passato; non ci è concesso attendere oltre a dare con decisione e fermezza inizio a uno studio di RISTRUTTURAZIONE il quale, senza snaturare il valore primario o sminuire il concetto fondante di ALPINITA’, segni l’inizio di un nuovo modo di gestire l’Associazione, iniziando dai gradini più bassi fino ai vertici. Si comincino a valorizzare le nuove forze che vivono e operano intorno e con noi (volontari, giovani sportivi, amanti della montagna) gestendo in modo nuovo e moderno le iscrizioni e le attività, tenendo conto che nessuno nasce Alpino, ma chiunque può diventarlo con la volontà, con le attitudini, con una sana coscienza civile e morale, e per una precisa scelta di vita. Pertanto, secondo tale nuovo concetto, che tiene conto delle mutate situazioni e delle immancabili possibilità di rimedio offerte da chi ci vuole bene perché ci conosce e ci stima, si potrebbe impostare in modo nuovo, concreto e certamente finalizzato a nuovi sviluppi, la ‘nuova’ Associazione articolata secondo lo schema seguente: 1 - Soci di diritto (effettivi); 2 - Amici degli Alpini; 3 - Aggregati Alpini. Maschi e Femmine. *Sono Soci di diritto coloro che hanno svolto servizio militare alpino come già previsto. *Gli Amici degli Alpini sono associati su domanda e presentazione di Soci di cui al n°1. *Gli Amici degli Alpini di cui al n° precedente, dopo almeno 3 anni di frequenza attiva e qualificata, su domanda e presentazione di “crediti alpini” sulle attività svolte in seno al Gruppo, passano nella fascia di Aggregati Alpini. A questo punto sorge il grave problema del Cappello Alpino per questi ultimi. È un discorso da affrontare. Conosciamo Alpini ottimi, bravi, meno bravi. E così pure Amici degli Alpini degni del massimo rispetto, di lunga frequentazione. Valorizziamoli al meglio! Da una seria discussione su proposte costruttive dovrebbe nascere la nuova Associazione Nazionale Alpini, sulla scia del nostro passato per un futuro ancora migliore. Vito Mantia 3 ����������������������������������� IN CASO DI MANCATO RECAPITO RINVIARE ALL’UFFICIO DI VICENZA FERROVIA, PER LA RESTITUZIONE AL MITTENTE, CHE SI IMPEGNA A CORRISPONDERE L’IMPORTO DOVUTO. ANNO 2007 - NUMERO 4 - OTTOBRE - Poste Italiane S.p.A. - Spediz in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) - Art. 1 comma 2, DCB Vicenza Il Vescovo con gli alpini sul Pasubio Mons. Nosiglia celebra la Messa 72 anni dopo la visita del Vescovo Rodolfi SOMMARIO • • • • • • • • • • • • • • • Alpini nella nostra Società La “feritoia” del torrione La Sentinella Nello zaino Nello zaino dei giovani Storie Gli alpini e lo Sport Incontri La vita dei Gruppi Recensioni Lettere in redazione Gli alpini e la poesia Famiglie alpine Si fanno onore Notizie familiari “…un nostro amico hai chiesto alla montagna…” Pag. 2 4 6 12 14 16 18 20 23 24 25 26 27 28 30 Anno 2007 - n. 4 - Ottobre Spediz. in abbonamento postale Aut. Tr. Vicenza 26-4-53 n. 67 Gratis ai soci Abbonamento annuo Euro 13 Tiratura 21.000 copie Direzione redazione: Torrione degli Alpini 36100 Vicenza - Viale B. D’Alviano, 6 Tel. 0444.926988 - Fax 0444.927353 Web Site: www.anavicenza.it E-mail: [email protected] C.C.P. 13008362 Direttore responsabile: Dino Biesuz Comitato redazione: Presidente: Galvanin Giuseppe Direttore: Biesuz Dino - 347 4145567 Caporedattore: Periz Gianni - 348 2469163 - Uff. 0445 362206 Redattori: Murzio Federico - 3407624323 Adrogna Silvio - 3404817667 - Ab. 0444 921198 Beltramello Luigi - 333 5807866 - 0444 560881 Brazzale Marco - 328 8183998 - 0445 314409 Gollin G. Pietro - 349 4436050 - 0444 585902 Moro Antonio - 337 488373 - 0445 360638 Pieropan Alberto - 329 2254773 Zanon Giuseppe Ottavio - 0444543382 Impaginazione e stampa: Tipografia RUMOR s.r.l. 36100 Vicenza - Italy Via dell’Economia, 127 Tel. 0444.961566 - Fax 0444.963311 Nella prima di copertina: la gradita presenza del Vescovo Nosiglia al Pellegrinaggio sul Pasubio (Foto Maurizio Mattiolo) a 72 anni dalla visita del Vescovo Rodolfi, nella foto piccola in compagnia del Gen. Pecori Giraldi (dall’archivio di T. Zambon) Nella quarta di copertina: settembre 2007: un fantasma dal passato sfila sulle creste del Pasubio davanti ai moderni mezzi della Protezione Civile Spesso, quando si parla di Alpini, la prima cosa che ci viene in mente è la fine del servizio di leva, dei nostri ragazzi che non fanno più il militare, con la conseguenza che l’Associazione Nazionale Alpini ogni anno riduce i suoi numeri. Così i suoi soci diventano sempre più anziani e quindi non saremo più in grado di offrire alla società il supporto che attualmente assicuriamo alle istituzioni pubbliche con la Protezione Civile e l’aiuto che i nostri Gruppi Alpini danno a tutti coloro che hanno bisogno di noi nei paesi e città dove siamo dislocati. Un dato di fatto, legato alla nuova organizzazione dell’Esercito e allo scorrere del tempo. Ma fermarsi a questa considerazione, o, peggio ancora, rassegnarsi, è come vedere il bicchiere mezzo vuoto, lasciarsi andare al pessimismo. O dare spazio ai nostri denigratori, a chi ci vuole male, invidioso di ciò che l’Ana esprime nella società. Io invece ritengo che il nostro futuro sarà ancora per molti anni più splendente che mai, convinti come siamo che la società ha bisogno anche degli alpini, ha bisogno che le istituzioni siano aiutate nel loro compito di servizio della gente. Da uno studio fatto in sede nazionale, risulta che negli ultimi 10 anni della leva, quindi ragazzi che hanno adesso dai 25 ai 35 anni, ci sono stati circa 150 mila alpini, cioè il 50 per cento dei soci attuali dell’Ana. Sicuramente più di 100 mila non sono iscritti alla nostra associazione. Da questo dato si può desumere che fra di noi ci sono ancora molti giovani alpini da avvicinare, inserire e rendere partecipi delle nostre attività. Certamente bisogna offrirgli attività consone alla loro età, alle loro esigenze; soprattutto dobbiamo trasmettere entusiasmo, che sicuramente ricambieranno. Alla Commissione giovani l’arduo compito di approntare le strategie da suggerire ai nostri gruppi, le nuove attività da fare nel cambiamento a cui tutta l’Associazione è chiamata, partendo dalla sede nazionale, dalle sezioni e gruppi. Solo contribuendo ad intraprendere questa strada potremo essere tutti convinti che il nostro bicchiere è veramente mezzo pieno. O pieno del tutto. Auguri e buon lavoro. Giuseppe Galvanin 4 - La Sentinella Non ci piace 2007 - Bocchetta Campiglia: l’abbraccio di cemento (foto dall’opuscolo della Comunità Montana Leogra Timonchio) Il nostro disgusto sull’Ecomuseo del Pasubio Ci siamo fatti interpreti dei dubbi e delle contrarietà di tanti amici, alpini e non, che, come vi scrive, pensano all’Ecomuseo di Bocchetta Campiglia come ad un pugno in un occhio. Quello che leggerete in queste pagine, è costato ai contribuenti 207mila euro. Non vogliamo, però, fare del qualunquismo, e nemmeno dell’antipolitica accattona; non è nostro costume, infatti, parlare di cose che non comprendiamo. Se però c’è qualcosa che conosciamo è appunto il Pasubio. Esprimiamo quindi una legittima opinione, pare ampiamente condivisa, perché pur facenti parte di un’associazione d’arma, non abbiamo né il diritto né il dovere di estraniarsi dalla società. Cosa non va... ...l’impatto ambientale, innanzitutto, e il presunto significato simbolico, poi. L’idea di un’Ecomuseo sul Pasubio era buona, perché come cittadini e alpini abbiamo nel nostro Dna l’obbiettivo di conservare i luoghi storici e i valori come irrinunciabile patrimonio collettivo (ord. 2 Statuto ANA). Condividiamo perfino le parole di chi, nella Comunità montana Valleogra Timonchio, ha scritto che le Prealpi Vicentine, nello straordinario scenario montano [...] è ancor oggi fortemente connotato [...] da uno degli episodi più tragicamente importanti della storia dell’umanità: la Grande Guerra. Se le cose stanno così, chiediamo a chi a vario titolo ha avvallato il progetto, perché cementare Bocchetta Campiglia con una struttura architet- tonica totalmente fuori contesto? Cosa c’è di più invasivo, di più insensato, di più stupido del cemento ingiustificato in montagna? E, soprattutto, cosa rappresentano quei muri rossastri in mezzo al bosco? Hanno costruito un “abbraccio” di calcestruzzo che dovrebbe introdurre alle gallerie; ce ne era proprio bisogno? Perché intervenire nella zona che meno necessitava di essere toccata, costruendo un “posto di riparo” che somiglia ad una latrina coperta, tipica delle feste della birra bavaresi? Perché, infine, convocare due architetti, magari bravissimi, dalla lontana Firenze? Una lontananza, ci permettiamo di dire, non è solo fisica. Ora, il problema è nelle mani del Sindaco di Valli del Pasubio. Suo malgrado, infatti, Fausto Dalla Riva ha dovuto raccogliere l’eredità dell’ormai quasi defunta Comunità Montana, che ha avvallato il progetto dall’inizio ad oggi. Il Pasubio è sacro. Difendiamolo! Cari amministratori, la montagna non è una slot-machine In un raffinato libriccino promozionale, leggiamo che il progetto interviene in un più generale programma di valorizzazione e comunicazione volto allo sviluppo del museo diffuso che ha per oggetto la messa in opera del paesaggio storico. Oddio, per comunicare, il cemento comunica eccome. Quello che dice, però, ci lascia costernati. S’insinua il sospetto, e molte parole che abbiamo qui riportato lo confermano, che quell’imbuto di cemento introducente al sentiero, sia il principio di “qualcosa” che con il Pasubio non c’entra proprio nulla. La Sentinella - 5 Ieri e oggi: l’inizio della strada delle Gallerie Siamo dubbiosi perché più che un “abbraccio” sembra l’entrata incompleta allo stadio, mancano solo i tornelli e la biglietteria. Sembra, che non contenti del cemento, qualcuno pensi di spalancare le porte del Pasubio, lasciando entrata libera ai pulmini e, magari, costruire una cabinovia (da Il Giornale di Vicenza, 19.10.’07). Pensiamo che aprire al turismo di massa, non sia il modo migliore per salvare la montagna. Giacché, tanto per cominciare, non è alleggerendo le tasche dei turisti della domeni- 1935: Bocchetta Campiglia vista dall’alto ca che si rimpopolano quei luoghi, né che si conservano al meglio le peculiarità storiche. Sospettiamo, ma vorremmo essere smentiti, che il progetto così delineandosi, corrisponda all’idea che la montagna deve essere comoda, la salita non deve essere faticosa e non ci si deve bagnare la fronte col sudore. Che, infine, bastino un paio di scarpe da ginnastica o magari le infradito per camminare sui monti. In altre parole, non è mercificando la montagna che la si salvaguarda. Sappiamo, ma anche qui vorremmo essere smentiti, che quello che avviene oggi sul Pasubio è il risultato della discutibile logica del finanziamento agli enti locali, specie alle comunità montane, che è di fatto vincolato al fare e sbrigare a qualsiasi costo; infatti, da sempre, soldi chiamano altri soldi, e tanti saluti alla logica e al buongusto (L. 78 marzo 2001). Pensiamo, per contro, a cos’è servito l’esempio della manutenzione offerta volontariamente in questi anni dagli alpini, che hanno tenuto in vita il Pasubio con piccoli, significativi interventi mirati. Di certo a nulla, se gli amministratori hanno permesso la realizzazione di un progetto che non esitiamo a giudicare rivoltante. Anche l’Ortigara? Notizie di pubblico dominio c’informano che dalle parti dell’Ortigara, nel Vallone dell’Aguillazza, qualcuno ha proposto di “decorare” l’ambiente con statue art-decò in ferro raffiguranti i soldati morti. Per ricordare il loro sacrificio, ci chiediamo umili e digiuni d’arte, non basta magari un semplice cippo? Gianni Periz, Federico Murzio 6 - Nello zaino Echi dell’adunata del Triveneto ad Arzignano “Hanno preparato bene l’evento, sono partiti da lontano, un passo dopo l’altro, con dei momenti d’incontro molto esaltanti. Così si esprimeva, la mattina del 17 giugno, il presidente Corrado Perona, parlando del grande lavoro svolto dagli alpini di Arzignano per il Raduno Triveneto dell’Ana. Perché se ampia è stata la partecipazione e grande la sfilata conclusiva, altrettanto rilevante è stato il lavoro preparatorio durato mesi nella Città del Grifo, che ha dato risultati straordinari, riconosciuti ed apprezzati da tutti. Le scuole Il cammino di preparazione è iniziato con la consegna in municipio del Labaro studentesco al 2° Circolo delle scuole elementari, il 4 novembre 2006, alla presenza del sindaco e delle più alte cariche sezionali. Grazie all’impegno di dirigenti scolastici, insegnanti, alunni e studenti, sono stati organizzati incontri sull’attività di protezione civile. Si è potuto parlare di alpini in missione di pace grazie alla disponibilità di un nostro grande amico, il col. Villi Lenzini, già comandante dell’8° Rgt. Alpini, che ha saputo interessare ed entusiasmare studenti, insegnanti e genitori. Il lungo e impegnativo delle scuole si è concretizzato, anche in virtù delle grandi figure storiche di alpini nati o vissuti per periodi più o meno lunghi ad Arzignano, come Giulio e Giuseppe Bedeschi, Antonio Giuriolo, Fabio Filzi, Mario Rigoni Stern, Mario Pagani, in tre appuntamenti di uno straordinario impatto emotivo: la mostra sul libro a tema alpino, al liceo “Da Vinci”; lo spettacolo sulla Rocca di Castello “Sulle orme degli alpini” ideato dagli insegnanti con la preziosa collaborazione del Coro Ana Thiene, cui ha fatto seguito un altro straordinario appuntamento con alunni ed insegnanti del 2° Circolo al Palatezze con il lavoro “Per un amico: l’Alpino”. A far da ideale colonna sonora entusiasmante e coinvolgente impegno gli scritti di due grandi scrittori alpini: Giulio Bedeschi e Mario Rigoni Stern, le cui opere sono state messe a disposizione di tut- Benedizione del vescovo Il Presidente Perona ad Arzignano (Fotoservizio P. Marchetti) te le scuole dal Gruppo “Mario Pagani” (grazie soprattutto all’interessamento della famiglia Bedeschi). Un ringraziamento dalle pagine del nostro Giornale a quanti, dirigenti, insegnanti, alunni, hanno contribuito a far rivivere con il loro impegno, la loro sensibilità ed il loro entusiasmo, le forti emozioni della storia, anche recente, delle Penne Nere. Le frazioni Gli alpini del Gruppo “Mario Pagani”, di concerto con il Comune di Arzignano, nella persona dell’assessore G.Domenico Giacomello, hanno coinvolto anche le frazioni, con una serie di serate animate da cori di tutta la Provincia, che hanno richiamato un numeroso ed attento pubblico. Dal concerto natalizio a S. Zeno con il Coro “Amici della Montagna” di Trissino, alla serata “Cammina, cammina” con il coro Ana Thiene in ricordo di Giulio e Giuseppe Bedeschi a Tezze. Dalla emozionante “I nostri cori raccontano” a Restena, alla serata “Su pei monti che noi saremo” a Villaggio Giardino per finire con “Suoni ed emozioni” con il coro Ges di Schio a S. Bortolo. Bepi De Marzi Buona parte del merito del successo del Raduno Triveneto va ad un nostro illustre concittadino, Bepi De Marzi, alpino paracadutista, socio del Gruppo “Pagani” e direttore del Coro “I Crodaioli”, famoso per una serie di cante che sono autentiche “pietre miliari” della storia della coralità italiana ed internazionale. In una serata da lui stesso ideata, ha parlato degli Alpini di Arzignano. Lo ha fatto con una sensibilità ed una delicatezza a lui peculiari. In un clima di forte emozione, con sapienti inserimenti del coro “I Crodaioli”, abbiamo rivissuto con nostalgia gli anni di Bepi “strissia” (Giuseppe Dani), di Luigi Dal Molin, del notaio Pagani. Son Nello zaino - 7 tornati a vivere Giulio e Giuseppe Bedeschi. Ed in un simpatico intermezzo c’è stata la consegna di una penna bianca al capogruppo Paolo Marchetti in segno di gratitudine per il lavoro svolto in questi mesi. Quasi un’ovazione in un teatro “Mattarello” stracolmo per un evento unico nel suo genere. Con l’approvazione e l’entusiasmo anche del presidente Perona. Intense emozioni che si sono ripetute in occasione della messa in ricordo dei nostri Caduti. Non un semplice rito religioso bensì un insieme di toccanti momenti una liturgia che, grazie a Bepi, al suo coro ed agli alpini di Arzignano, ha saputo toccare il profondo dell’anima di tutti. l’Alpino: “Per non dimenticare il passato, per essere protagonisti del futuro”. *** “Hanno preparato bene l’evento”.... ha detto il Presidente Perona. Da queste pagine io dico ai miei Alpini: Siate fieri del vostro lavoro, orgogliosi dei risultati ottenuti; avete onorato con il vostro impegno, come meglio non si poteva, gli 80 anni del nostro Gruppo, gli 80 anni di appartenenza ad una meravigliosa associazione. Paolo Marchetti “100.000 gavette di ghiaccio” Non poteva mancare, in un’Arzignano alpina molto attenta alle sue tradizioni ed al suo passato, un richiamo affettuoso ai fratelli Bedeschi. Grazie alla disponibilità del “Progetto Bedeschi” con Faber Teater, l’attore Andrea Brugnera ed il coro “Voce alpina”, due giornate al Teatro Mattarello sono state dedicate alla rappresentazione teatrale del capolavoro di Giulio Bedeschi, “100.000 gavette di ghiaccio”, con due rappresentazioni per gli studenti e due per la cittadinanza, che hanno riscosso straordinario successo e consenso. Zona Alta Val Liona Mostre ed eventi Importanza non secondaria va attribuita alle varie altre iniziative. Con il Tricolore motivo dominante dei Giochi della gioventù del 12 maggio, gli studenti hanno composto, con magliette verdi, bianche e rosse la bandiera nazionale in onore del Raduno Triveneto. Una giornata di sport che ha unito agonismo, ricordo della tradizione alpina e altruismo con la raccolta di fondi in favore di bambini della GuineaBissau. E poi la mostra “Beltrame e gli Alpini” alle scuole “Fogazzaro”, le esposizioni dei lavori svolti dagli alunni, la mostra fotografica sulla storia degli Alpini di Arzignano, la mostra al 2° Circolo a S. Bortolo. Di basilare importanza l’intervento del prof. Silvano Ceresato, direttore dello Circolo che, accogliendo le istanze degli alpini di Arzignano, ha saputo reperire i fondi necessari per il restauro dello storico monumento al martire Fabio Filzi, che dal 27 maggio è divenuto Monumento al- Marchetti riceve la simbolica penna bianca dal mº Bepi de Marzi Consegnato un Tricolore ai ragazzi della quinta elementare È una lodevole iniziativa che si sta consolidando tra le attività sociali dei Gruppi Alpini della zona Alta Val Liona. Infatti i Gruppi hanno organizzato anche quest’anno la giornata del Tricolore, con la consegna della Bandiera ad ogni alunno delle classi quinte, oltre a una pergamena nella quale è stampato il significato della bandiera. Inutile dire che l’iniziativa ha trovato immediato entusiasmo tra gli alpini, consenso e appoggio da parte della Direzione dell’Istituto Comprensivo. La cerimonia della consegna è avvenuta nelle tre scuole Primarie della zona Alta Val Liona (Grancona, San Germano dei Berici e Zovencedo), Hanno iniziato venerdì 25 maggio ’07 gli alpini dei Gruppi si San Germano dei Berici, Villa del Ferro e Zovencedo/San Gottardo, mentre sabato 26 maggio ‘07 i Gruppi di Grancona e Pozzolo, con la presenza delle Autorità Comunali, dei genitori e con la partecipazione di numerosi alpini dei Gruppi. L’iniziativa ha riscosso davvero grandi consensi dalle varie parti coinvolte e questo successo ha oltrepassato persino le nostre aspettative. Il fattore di maggior rilevanza e che ci induce a ben sperare nell’affrontare iniziative analoghe in futuro è stato proprio l’atteggiamento dei ragazzi i quali hanno dimostrato di aver apprezzato e capito il significato del gesto partecipando con canti, poesie e riflessioni, ben preparati dalle loro insegnanti alle quali vanno i ringraziamenti dei Gruppi. Durante la cerimonia è stato eseguito in coro, da tutti i presenti, il canto del nostro Inno Nazionale, momento che ha suscitato una intensa commozione. Quel che è stato fatto può assumere anche un elevato valore didattico, di crescita e di conoscenza del Tricolore. Lo stesso Ciampi ha definito il significato del tricolore “simbolo delle libertà civili e della speranza di indipendenza, di fratellanza tra cittadini dalle storie e dalle vicissitudini diverse”. Mirco Bisognin 8 - Nello zaino Villaverla 2007 Dalla 42°Adunata Sezionale tanti ricordi e un monito: guardare avanti! Consegna degli attestati ai reduci di Villaverla È un gagliardetto usurato quello che l’alpino Francesco Fabbris, 69 anni, stringe tra le mani.Un gagliardetto che dal 1964 è testimone di un pezzettino della storia dell’ANA: quella del Gruppo di Olten, Svizzera. Fabbris, membro fondatore della Sezione elvetica, nativo di Malo e medaglia d’oro del lavoro conferitagli dalla Camera di Commercio di Vicenza, non riesce a trattenere un sorriso sotto i baffi, che pure voluminosi, gli donano un’espressione seria, al contempo confidenziale, come quella di un vecchio amico. L’alpino Fabbris, della Compagnia mortai del 6°Rgt della Brigata Tridentina, risponde all’appello di Villaverla. È presente all’Adunata Sezionale, ci confida davanti agli occhi rassegnati della moglie, come ha sempre fatto in passato. “Ho gli alpini nel cuore – ci dice –. Il motivo per cui sono qui è per ringraziare e tener viva la memoria di quelli che hanno combattuto per l’Italia e per quelli che oggi s’impegnano, in altri modi, al servizio della gente”. La fanfara della Julia Abbiamo voluto introdurre il breve resoconto della 42°Adunata Sezionale con la breve storia di Francesco Fabbris, soltanto uno dei 4mila alpini presenti a Villaverla il 14, 15 e 16 settembre. Le parole di Fabbris sono le più indicate a descrivere le motivazioni che ostinatamente, spesso tra l’ironica approvazione di chi non ci conosce (purtroppo Francesco Randa consegna la gavetta sono sempre di più e rientrata dalla Russia sempre più giovani), ci spingono ad incontrarci, e ribadire la presenza dei gruppi ANA nelle nostre comunità. “Gli alpini rappresentano una parte notevole del volontariato locale, e per questo siamo riconoscenti – ci dice Egidio Bicego, sindaco di Villaverla –. Questa manifestazione, la sua perfetta organizzazione, la capacità di coniugare gli aspetti storici, emotivi e ricreativi, la si può trovare solo nell’ANA”. Ecco allora perché le adunate sono importanti, e perché i sacrifici e il lavoro dei capogruppo e degli alpini come Francesco Rando sono insostituibili: perché solo così, sembra, alla faccia di tutti i lavori svolti in Italia e all’estero, riusciamo a far emergere dal fin troppo modesto silenzio tutta la pratica concretezza di cui siamo capaci. Non solo festa Si può dire che lo spazio ricreativo sia stata una minima parte dell’Adunata Sezionale. E non solo per la presenza della mostra delle divise storiche alpine allestita nel museo del Municipio, o delle due mostre collaterali, l’una sul 75° anniversario della nascita del Gruppo, l’altra sull’UNIRR, entrambe visitabili nelle sale di Villa Ghellini. A partire da venerdì 14, quando, nel suggestivo scenario del parco di Villa Ghellini, il nostro Gianni Periz ha proiettato e commentato un breve filmato originale, a colori, sul fronte greco-albanese e sulla Russia, davanti ad un pubblico di 250 persone e preceduto dalle cante del coro ANA di Piovene Rocchette. A suggellare la serata, un riconoscimento è stato consegnato dalle autorità ai reduci, alpini e non dalla Russia. La gavetta E poi c’è la gavetta. I soldati erano abituati ad incidere il proprio nome sull’utensile. Uno di questi è stato ritrovato nei dintorni di Rossoch. Si tratta della gavetta dell’alpino Nello zaino - 9 Sfila la fanfara storica della nostra Sezione Maddaleno Andrighetto, classe 1922, del Btg Misto Genio della Divisione Tridentina, che dalla Russia non è più tornato. La sua gavetta, appunto, è stata riconsegnata alla sorella, uno dei pochi ricordi del giovane fratello morto in Russia. La Fanfara della Julia Sabato 15 Settembre, invece, è stato il turno della musica. E non musica da poco, considerato che ad intrattenere più di 400 presone presenti nella piazza antistante la chiesa, c’era la Un’ala del museo (Servizio fotografico M. Mattiolo) Fanfara della Brigata Alpina Julia, con ben due vicentini (una volta erano di più, ma si sa, i tempi cambiano), Diego Tadiello di Povolaro e Francesco Rizzo di Arsiero. Il concerto, lungamente applaudito, ha variato dalle musiche classiche degli autori italiani ai “cavalli di battaglia” della Fanfara. La sfilata Domenica: il momento clou di tutta la manifestazione. Due sono stati i momenti di particolare emozione, l’uno a Novoledo e l’altro a Villaverla. Entrambi con l’alzabandiera davanti ai monumenti ai caduti. Perché, per dirla come l’ottimo e sempre presente Antonio Munari, i nostri valori e il nostro amor di Patria sono nel ricordo, nel riconoscersi nei suoi simboli, primo tra tutti il tricolore (in particolare, la bandiera innalzata al cielo di Villaverla proveniva dal Monte Cengio). La giornata è proseguita, poi, con la celebrazione della Santa Messa, ufficiata dal cappellano militare, dal pranzo, e dalla dimostrazione dei Nuclei Cinofili della Protezione Civile Alpina. Tutto questo, in attesa della sfilata, puntualmente iniziata alle 16 sotto gli occhi delle persone assiepate dietro le transenne, e che hanno visto sfilare gli alpini della Sezione, giovani e vecchi, ma tutti visibilmente orgogliosi di essere lì presenti. L’appuntamento è per l’anno prossimo ad Arsiero. F.M. 10 - Nello zaino Esercitazione Triveneta di Protezione civile “Arzignano 2007” Anche quest’anno si è svolta tra il 28 ed il 30 settembre, l’Esercitazione Triveneta di Protezione civile. È stato un momento importante per la Sezione ANA di Vicenza perché chiamata ad ospitare l’accoglienza e l’attività dei 1134 volontari, di 25 Sezioni che da Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige. Con la generosa collaborazione delle Amministrazioni (Arzignano, Montorso, Gambellara, Chiampo, Nogarole Vicentino, Altissimo, Crespadoro, San Pietro Mussolino e Comunità Montana Agno-Chiampo) che ci hanno ospitato, sono stati realizzati numerosi cantieri d’intervento (30) che hanno offerto l’opportunità di dimostrare l’efficacia e l’operosità che ci contraddistinguono anche negli interventi di “prevenzione e messa in sicurezza”. Si è colta, inoltre, l’occasione per gettare un po’ di luce su alcuni altri eventi avvenuti durante l’esercitazione e che meritano uno sguardo più approfondito: e magari l’avvio di un costruttivo dibattito. Durante l’esercitazione specialistica delle Squadre Cinofile di Soccorso, è stata fatta, una valutazione oggettiva delle prestazioni dei partecipanti (cani e conduttori). È un esempio molto importante della necessità ed utilità pratica della abitudine alla valutazione critica del proprio operato. Altra “finestra” va aperta sulla Esercitazione degli “informatici” e della squadra di controllo della carraia: il settore della gestione amministrativa, anche informatizzato, è un elemento importante dell’operare in emergenza e nel coordinare la propria attività con pluralità di soggetti (es. Dipartimento, Regione, Amministrazioni, enti vari, altre associazioni di P.C.). La corretta, efficiente gestione delle informazioni è già oggi una esigenza per tutte le organizzazioni che abbiano la necessità di operare interfacciandosi e relazionandosi con istituzioni, enti al fine di migliorare controllo e ripartizione di risorse finanziarie e dotazioni materiali e tecniche. Altro fatto su cui attiro l’attenzione è l’allestimento della “Mostra sulla Protezione civile dell’A.N.A.”: concepita quale punto di contatto tra una realtà specifica della Associazione ed il pubblico. Il suo progetto è nato dalla convinzione che il futuro della Protezione civile della Associazione passi attraverso la capacità dell’A.N.A. di “comunicare se stessa” al più vasto pubblico, all’esterno. Al fine di informare, spiegare e suscitare interesse sulle sue finalità e sulle motivazioni ed opportunità che in essa è possibile trovare ed esplorare. Soci, nuovi e non, devono sentirsi liberi ed incentivati ad apportare con entusiasmo, moderne conoscenze e professionalità, nuove capacità tecniche e pratiche, in una realtà associativa, quella della Sezione A.N.A. di Vicenza, che vuole essere nel futuro protagonista nel tessuto sociale delle comunità locali. Ultimo “evento nell’evento” su cui concentrarsi è stata l’esercitazione e l’attività formativa svolta dalla neo istituita Squadra Sanitaria Veterinaria. Si tratta di una nuova, importante realtà che si sta sviluppando ed affermando quale costola delle Squadre Sanitarie della Associazione, a garanzia della incolumità e salute degli animali delle Squadre Cinofile di Ricerca e Soccorso e non solo. Con essa l’argomento affrontato in questa occasione è stato quello della gestione di emergenze ed attività connesse con patologie a carico degli animali d’allevamento. La predisposizione di un corso di informazione e formazione, rivolto ai volontari sulle tematiche e le tecniche di intervento veterinario, è stato una dimostrazione delle potenzialità di cui l’Associazione dispone circa l’aggiornamento, l’innovazione ed attenzione alle novità e necessità della risposta emergenziale. A conclusione, si può affermare che l’attenta partecipazione ed interesse dimostrato dai volontari sia la conferma dell’importanza e della opportunità di mantenere viva l’attenzione sui continui mutamenti e sulle nuove domande ai quali il settore della protezione civile volontaria deve essere pronto a far fronte con la più alta professionalità. Ciò per smentire coi fatti il commento di chi, dopo la recente emergenza nel veneziano, vorrebbe relegare le attività dei volontari di protezione civile alla gestione delle feste paesane. Alcuni momenti dell’esercitazione (Foto M. Mattiolo) Alessandro Angerer Nello zaino - 11 Pellegrinaggio sul Pasubio 2007 Le difficoltá viabilistiche insorte all’ultimo momento e il tempo non del tutto invitante non hanno fatto desistere le penne nere vicentine che anche quest’anno hanno affollato l’acrocoro sommitale del Monte Pasubio per l’annuale Pellegrinaggio. Alla domenica mattina oltre un migliaio di alpini e familiari, in gran parte saliti a piedi per la sempre bellissima Strada delle 52 gallerie, con 10 vessilli Sezionali e 86 gagliardetti di Gruppo hanno fatto da cornice all’esterno della chiesetta del Pasubio alla Santa Messa eccezionalmente celebrata dal Vescovo della Diocesi di Vicenza S.E. Mons. Cesare Nosiglia. A memoria dei piú anziani si ricorda che solo in un’altra occasione il Vescovo di Vicenza fu presente al Pellegrinaggio del Pasubio; era l’anno 1935 e ancora non esisteva la chiesetta quando Mons. Rodolfi volle celebrare la Santa Messa sul Pasubio. Gli Alpini vicentini desiderano ringraziare nuovamente anche da queste pagine il loro Vescovo per l’onore concesso, d’altronde da un figlio di alpino c’era da aspettarselo! In apertura di cerimonia è stato letto l’articolo steso per l’occasione giusto 25 anni dall’allora Presidente Sezionale Vincenzo Periz; il suo pensiero è tuttora di grande attualità e testimonia il grande affetto degli alpini vicentini per questa montagna sacra e per gli ideali che essa tuttora ricorda e che sono patrimonio intangibile della nostra Patria. Nella giornata di sabato, con la presenza dei Sindaci e dei gonfaloni dei Comuni della Comunità del Pasubio (Vallarsa, Trambileno, Terragnolo, Posina e Valli del Pasubio) e della rappresentanza dell’Associazione Kaiserjagher di Innsbruck, si era tenuta la tradizionale cerimonia in onore dei Caduti con deposizione delle corone di alloro al Dente Italiano e al Dente Austriaco. Da segnalare infine che i problemi viabilistici si erano parzialmente risolti nei giorni immediatamente precedenti la manifestazione grazie alla collaborazione instauratasi con i Un mulo, un alpino: un fantasma sul Pasubio Gli Alpini riuniti attorno al loro Vescovo Comuni di Vallarsa e Valli del Pasubio che hanno consentito l’apertura eccezionale della Strada degli Eroi. La Sezione ANA di Vicenza si è comunque giá fatta parte attiva per la soluzione dei problemi di accesso stradale alla Zona Sacra, promuovendo incontri tra rappresentanti delle Province di Vicenza e Trento al fine di favorire interventi manutentivi in collaborazione delle medesime. Alberto Pieropan Il vescovo tra gli alpini 12 - Nello zaino dei giovani Appunti di viaggio della 26ª Traversata Alpina In compagnia la fatica si sente meno La retroguardia vicentina (Foto di S. Barcarolo) Tra il 9 e il 12 Agosto una folta rappresentanza della Commissione Giovani della nostra Sezione ha partecipato alla XXVI edizione della Traversata Alpina di Paspardo (BS). Cosa è la Traversata Alpina è presto detto: è una marcia a tappe (il punto massimo a 2400m al Rifugio Tagliaferri). Partendo da Paspardo, si segue un itinerario che attraversa magnifici paesaggi, i paesi di Schilpario e Capo di Monte, e sfocia sulle creste della Valcamonica, per tornare, dopo 52 km di cammino, a Paspardo. Ancor oggi, chi afferma che solo gli alpini possono impiegare tre giorni e due notti per ritrovarsi al punto di partenza, forse non sa quel che dice, ma di sicuro non sa quello che si perde. Valgano per tutti le parole del nostro Bepi Galvanin che ringraziando i numerosi giovani alpini impegnati nella marcia (unico tra i presidenti di sezione ad averlo fatto), ha ricordato che sono proprio loro il futuro, legame indissolubile tra la montagna e l’ANA. La Traversata è diventata negli anni un importante appuntamento dell’Associazione. I partecipanti alla marcia di quest’edizione erano centoventidue. Molti di più erano invece i presenti agli eventi collaterali che hanno registrato la presenza di 67 vessilli – molti delle sezioni estere – e innumerevoli gagliardetti.Quali sono le ragioni del successo di questa manifestazione, che riesce a portare in paese tanta gente da raddoppiarne gli abitanti, rimane un segreto che gli alpini di Paspardo custodiscono gelosamente. Il Gruppo Alpini di Paspardo rappresenta il punto di riferimento dell’intera comunità, animandone la vita e facendosi promotore e conservatore del patrimonio di valori che solo la montagna trasmette. Prove sono la costanza e la fatica che, ogni anno, questi alpini spendono per pianificare l’iniziativa e che rispecchiano la generosità e la determinazione delle genti di queste valli. Detto questo, anche i piccoli inconvenienti organizzativi si perdono nei dettagli pittoreschi di un’esperienza irrepetibi- le. Alla fine della prima marcia, ad esempio, dopo otto ore di cammino, ci si doveva accasare al Palazzo dello Sport di Schilpario. Arrivati davanti all’edificio, si è scoperto che quella sera era in programma un concerto rock e che il pernottamento era stato spostato al Palaghiaccio. Bene, ma, dopo una breve ricerca, un paesano fa notare che a Schilpario non esiste alcun Palaghiaccio. La destinazione finale, più unica che rara, è stata il corpo di superficie di una miniera. Inaugurata agli inizi degli anni trenta e chiusa alla fine della seconda guerra mondiale, questa miniera è oggi un sito museale tra i più importanti dell’archeologia industriale italiana. La notizia è stata data con tanta enfasi da farci inorgoglire – sembra che gli abitanti di Schilpario vadano tanto fieri della miniera quanto noi vicentini del palladiano Teatro Olimpico –. Naturalmente nessuno dei centoventidue reduci ha ammesso di essersi mai lavato, e di aver mai mangiato, dormito, suonato e cantato in una miniera, tra i carrelli e le macchine estrattive dei minerali. Tutti hanno però reso onore al famoso spirito d’adattamento alpino consci del fatto che, evidentemente, la sistemazione era provvisoria e non erano in miniera per lavorare. In fin dei conti, ha ricordato un amico di Paspardo, ci si trovava in montagna, alpini tra gli alpini, cosa c’era da temere tranne un sicuro raffreddore? F.M. Ortigara 1917-2007 I nostri giovani nelle trincee 90 anni dopo la storica battaglia Il 20, 21 e 22 Luglio, nell’ambito del programma di recupero delle trincee nei luoghi della Grande Guerra, alcuni giovani alpini della nostra Sezione si sono ritrovati sull’Ortigara. La zona d’operazioni era quella circostante il Rifugio Cecchin, a circa 1800 metri di quota; l’ottimo supporto logistico è stato fornito invece dalla Sezione di Marostica. Il lavoro consisteva nel tagliare diversi quintali di legna di mugo e, fatto un pò di spazio, ripristinare 12 metri di trincea, scavando e portando alla luce una decina di metri cubi di terra e sassi. Aggregati ai nostri, c’erano anche otto ragazzi della Protezione Civile della Sezione di Padova. A dare una mano con picchi e badili (testimoni attendibili lo confermano) erano presenti anche Ottorino Menon, del Gruppo Alpini di S. Vito di Brendola, e Arcangelo Murzio, Capozona dei Colli Vicentini. Bell’esempio, atto a suffragare l’idea che, dopotutto, la data di nascita non è affatto una discriminante tra gli alpini. Nello zaino dei giovani - 13 Alpini nelle scuole Incontro con un reduce Dopo il lavoro, foto ricordo prima di scendere a valle (Foto di M. Cedrazzi) Graditissima, poi, l’improvvisata del Presidente Nazionale Corrado Perona, del Consigliere Nazionale Silvano Spiller, del Direttore dell’Alpino Brunello e dei presidenti delle Sezioni di Asiago e Marostica. Dall’Ortigara al Campigoletti Domenica 8 luglio 2007, dopo aver assistito alla messa alla Colonna Mozza del Monte Ortigara, in tre giovani alpini, Andrea e Fabio del Gruppo di Centrale ed Andrea Gruppo di Varese, abbiamo proseguito il cammino lungo il sentiero che da M. Ortigara scende lungo il pendio e girando attorno al M. Campigoletti si congiunge alla strada militare che porta a Bivio Italia. In seguito abbiamo continuato a sinistra sulla strada, passando nei pressi di M. Forno e raggiungendo la macchina che abbiamo lasciato il giorno prima al bivio Saline. Siamo stati entusiasti dell’escursione, grazie al tempo splendido che ci ha permesso di ammirare questi luoghi storici, il cimitero di Campigoletti, i resti delle opere campali e le cime circostanti. Andrea Nell’ambito del progetto di diffusione della cultura alpina nelle scuole propugnato dall’ex Vice Presidente vicario dell’ANA Luciano Cherobin, patrocinato dalla Regione Veneto e realizzato con il contributo finanziario stanziato dalla Giunta Regionale e che ha visto l’impegno di 11 Sezioni Alpine del veneto che a suo tempo hanno elaborato dei propri progetti che spaziano dalla visita guidata ai luoghi della prima guerra mondiale, all’incontro con i reduci, alle lezioni di approccio alla montagna di come affrontarla nel rispetto di flora e fauna e ancora con incontri con la protezione civile ANA e con le strutture sportive dei gruppi alpini. Uno dei motivi di questa operazione è dato anche dalla necessità di sensibilizzare i giovani, soprattutto nelle regioni dell’arco alpino, a considerare l’opportunità di entrare a far parte dell’ Esercito e nello specifico nei reparti delle truppe da montagna, con arruolamenti volontari della durata minima di un anno per supplire alla ferma di leva obbligatoria ormai definitivamente abolita. La Sezione di Vicenza, deputata, attraverso la sua Commissione Cultura presieduta dal consigliere Luciano Cherobin, a seguire la realizzazione dei progetti di tutte le altre Sezioni ha presentato tre proposte: la prima mirata alle scuole dell’alto vicentino che prevedeva un’incontro con un reduce, la seconda, per una scuola di Vicenza città, che vedeva il coinvolgimento del gruppo sanitario della Protezione Civile dell’ANA sezionale e la terza indirizzato a un’ istituto scolastico del basso vicentino che coinvolgeva il Gruppo Sportivo sezionale. È stato un incontro carico di emozioni e grande partecipazione quello svoltosi nell’aula magna dell’Istituto Tecnico “De Pretto” di Schio, tra gli studenti del quarto e quinto anno ed un gruppo di alpini in congedo. Ha fatto gli onori di casa il preside dell’istituto, dott. Antonino Caruso ed hanno presenziato l’iniziativa il presidente della Sezione ANA di Vicenza, Giuseppe Galvanin con il suo vice, prof. Artenio Gatto e i consiglieri, Luigi Girardi nel ruolo di presentatore/conduttore dell’incontro, Giorgio Foletto, Giampietro Gollin e il capogruppo di Schio, Ruggero Rossato. L’incontro si è concluso con una serie di interventi degli studenti desiderosi di approfondire alcuni argomenti per i quali ben si sono prestati tutti gli alpini presenti e sulle note di “Stelutis Alpinis”, si sono scambiate tante calorose strette di mano e fiduciosi “arrivederci!”. Luigi Girardi e Giampietro Gollin 14 - Storie Asiago, congedo illimitato L’alpino Giovanni Sartori è morto per infarto all’Adunata di Asiago. Ecco uno struggente ricordo del figlio. Matricola 13360, nato a Rotzo il 31 marzo 1920, Distretto di Vicenza, religione “cattolica”, statura “m. 1,74”, capelli “castani”, forma “crespi”, viso “rotondo”, naso “piccolo”, mento “regolare”, occhi “grigi”, …un foglio matricolare come tanti! Colpisce forse la residenza al momento dell’arruolamento: Avise, frazione di Runaz in provincia di Aosta, ma per la gente dell’Alto Vicentino questa è storia di normale emigrazione. Il congedo “illimitato” del 29 aprile 1939 ha tuttavia il sapore della beffa e il 15 marzo 1940 arriva la chiamata alle armi: artigliere scelto, V reggimento artiglieria alpina “Pusteria”. Vista dal fronte occidentale, la guerra appare ancora un gioco da ragazzi e, dopo pochi giorni, 11-25 giugno 1940, arriva l’ebbrezza della vittoria. Il fronte greco-albanese (novembre 1940-aprile 1941) si rivela invece assai più impegnativo: pioggia, fango, morti, feriti. Tanta pioggia, tanto fango, tanti morti, tanti feriti. Poi la granata, il ginocchio trapassato dalla scheggia, il ricovero in ospedale, e forse ci potrebbe scappare una licenza. Ma è il pensiero di un attimo: tuo fratello è al fronte, a casa ci sono Giovanni Sartori durante la guerra Durante una recente visita nei luoghi di guerra gli anziani genitori e due sorelle, i soldi non bastano mai. La licenza si trasforma pertanto in un premio in denaro – la cosa si ripeterà più volte negli anni a venire – aiutando così sia la famiglia che la Patria. Dopo quello greco-albanese ecco il fronte balcanico (ottobre 1941-agosto 1942): una guerra ancora diversa: la guerra partigiana. Non c’è un nemico visibile, non ti puoi fidare di nessuno. Plevja! Il paese è accerchiato: notte, spari per ogni dove, amici caduti al tuo fianco (un solo colpo in mezzo alla fronte, maledetto cecchino!), le urla dei feriti, il sudore, la paura, il giorno che non arriva mai. E l’indomani la raccolta dei feriti, la conta dei morti, e la sorpresa di essere ancora vivi. A 22 anni credi di aver visto abbastanza, ma non è così ed in Russia vai da volontario. Pochi mesi (ottobre 1942-aprile 1943) e la tua vita è segnata per sempre. Storie tante volte raccontate, storie drammatiche: fame, freddo, morti, e ancora fame, ancora freddo e ancora morti, un calvario lungo 800 chilometri segnato dalle croci, troppe! Il nemico ti aspetta dove, come e quando vuole con forze soverchianti, ma bisogna andare avanti, non ci sono alternative, si raccolgono le poche grandi forze che ancora ci sono e si combatte. Le battaglie (Nikolajewka su tutte) ti si stampano nella memoria. Istinto di sopravvivenza? terrore? eroismo? Ma chi uscirà vivo dalla ritirata di Russia non potrà mai dimenticare i volti dei compagni che, sfiniti e congelati, si “addormentavano” con il pensiero rivolto a chi li aspetterà inutilmente per lunghi, lunghissimi anni. Se la guerra vive anche di retorica, non c’è dubbio che quell’interminabile marcia sulla neve nell’inverno del 1942 la merita tutta: grandi drammi e grandi uomini! Aprile 1943, il campo contumaciale di Vipiteno: è l’Italia, la tua lingua, le tue tradizioni, pasti “quasi normali”. Dopo anni la prima licenza a casa con le domande assillanti di chi ancora aspetta, le pietose bugie! Sono passati ormai 8 lustri (aprile 1939-agosto 1943): artigliere scelto, caporal-maggiore, comandante di squadra. La Storie - 15 vita militare è ormai la tua vita, ma è tempo di ritrovare te stesso, di pensare al tuo futuro. Arriva, però, una data che si pronuncia come un nome “Ottosettembre” e gli eventi precipitano ancora una volta: è la guerra partigiana e, questa volta, è a casa tua! Ma, anche se il foglio matricolare registrerà la tua partecipazione a campagne di guerra ininterrottamente fino al 1945, questa è un’altra storia. Rimangono le memorie: due croci al merito di guerra e, soprattutto, il ricordo di chi non è tornato. Con il tempo le memorie diventano incubi, ma ci si deve abituare. Ci sono la famiglia, i figli, un lavoro che di riempie di soddisfazioni ma che ti porta, ancora una volta, lontano dall’Italia. Ma c’è una parte della tua vita che è come cristallizzata e che non potrà mai essere metabolizzata, una “cosa” che è tua e solo tua. Parlarne con gli altri non serve, ti seguono fino ad un certo punto, ma non ti possono capire fino in fondo. Per i nipoti trasformi i ricordi in tante piccole storie, ma come fai raccontare ai bambini le sofferenze, il dolore e la morte che ti hanno accompagnato per cinque lunghissimi anni? Ti rianimi quando trovi qualcuno o qualcosa per ricordare: un vecchio commilitone, l’appuntamento periodico con l’Alpino, i libri, il tuo vecchio cappello con la penna... Le Adunate Nazionali divengono poi un’ossessione e, dopo molti lustri, rappresenteranno il principale motivo (sono parole tue!) per rientrare in Italia. Nell’ultimo periodo un accavallarsi di sensazioni: soddisfazione per i seppur tardivi riconoscimenti, rabbia per l’abolizione delle “tue” truppe alpine e la tristezza per i “bocia” che ti hanno tradito nell’Adunata Nazionale che sentivi più tua, quella di Asiago. Ma l’occasione è troppo ghiotta e, proprio ad Asiago, decidi che è tempo per un vero congedo illimitato! Famigliari ed amici sono sgomenti ma non sanno che è quello stesso Destino, che a suo tempo ti aveva permesso di sopravvivere a cinque guerre, ad averti voluto far entrare nel Paradiso degli Alpini con il cappello ancora in testa! Leonardo Sartori Adunata di zona Castellari - Alto Bacchiglione per il 50° anniversario della fondazione del gruppo di Caldogno Nei giorni 23 e 24 giugno, si è tenuta a Caldogno l’adunata della zona Castellari - Alto Bacchiglione per ricordare degnamente la fondazione del Gruppo avvenuta nel 1957, per volere e l’impegno del tenente Nico Dal Toso, ufficiale della Divisione Cuneense nella campagna di Russia e prigioniero dei sovietici fino al 1946. L’organizzazione era partita già alcuni mesi prima e coordinata dell’ex capo gruppo Ottavio Menara. Con l’ausilio del nuovo capo gruppo Domenico Cappellari e del socio alpino Radames Saccozza, attuale responsabile del gruppo di protezione civile ANA di Caldogno, spulciando centinaia di documenti e foto dell’archivio del Gruppo, hanno redatto l’opuscolo distribuito durante l’adunata che traccia la storia del sodalizio dal 1957 ai giorni nostri. La domenica 24 è avvenuto lo sfilamento degli Alpini in congedo per le vie del paese, preceduto dal labaro del comune con a fianco il sindaco Marcello Vezzaro e seguito dal vessillo Sezionale scortato dal consigliere di giunta Mario Novello, dal Colonnello “Alpino” vice comandante della Ederle Gordon Davies, dai capi zona e consiglieri Filippi, Cristofori, Marini e Gollin, accompagnato dal corpo bandistico di Vivaro. Solenne e commovente la breve sosta, durante la sfilata, per la deposizione di una corona dall’alloro al monumento ai caduti e dispersi in guerra. A seguire ci sono stati gli interventi del capo gruppo Domenico Cappellari, di Ottavio Menara che ha tratteggiato una breve storia del Gruppo, del consigliere Mario Novello,che ha portato i saluti del presidente Giuseppe Galvanin, del neo assessore provinciale ed ex sindaco Costantino Toniolo, per ultimo è intervenuto il sindaco Marcello Vezzaro che ha auspicato il proseguimento dell’ottimo rapporto che intercorre tra il Gruppo Alpini e l’Amministrazione Comunale. G.G. 16 - Gli alpini e lo sport Le attività dei gruppi sportivi Torneo di “Cavapallino” a Thiene Anche quest’anno gli Alpini di Thiene si sono impegnati ad organizzare il “41° Torneo di Cavapallino”, ormai è diventato un appuntamento tra gli appassionati di questo sport. Alcuni dati indicativi sull’organizzazione: circa sei settimane la durata del torneo – circa 90 giocatori ai quali è stata controllata la posizione di partenza – circa ottanta le partite Il Presidente Sezionale durante la premiazione disputate con classifiche e calendari aggiornati in tempo reale – ricerca di disponibilità finanziarie presso associazioni e aziende private. Tutto lavoro svolto con impegno alpino per il buon svolgimento della manifestazione. Le premiazioni sono cominciate consegnando le medaglie d’oro individuali ai primi tre giocatori classificati delle quattro categorie in gara e sono continuate con le premiazioni delle squadre: 1ª Classificata: Ditta “ F.lli De Peron” – Villaverla – che si aggiudica il 6° Trofeo “Bepi Artuso”; 2ª Classificata: “Società Maranese” – Marano Vicentino –che si è aggiudicata l’° Memorial “Rino Rozzanigo” e il 4° Memorial “Gianantonio Mendo”; 3ª Classificata: “SBICH BAR” Fara Vicentino; Tito Berdin Maschile. Incredibile l’episodio che ha tolto la vittoria al nostro Stefano Bertoldo il quale, dopo una tenuta di gara spettacolare si è fatto sfuggire la meritata vittoria a 20 mt dall’arrivo, per un banalissimo errore che gli ha fatto scambiare una innocente riga bianca tracciata sull’asfalto per il punto d’arrivo, regalando d’un un soffio la vittoria al suo diretto inseguitore. Se a Stefano va comunque la vittoria morale della gara, non hanno deluso gli altri atleti del GSA che si sono classificati come segue: Cat C maschile (fino a 39 anni) Poletto Roberto e 5° Grasselli Denis. Nella Cat. B maschile (dai 40 ai 49 anni) 2° Bertoldo Stefano, 4° Centofante Giorgio, 7° Battistella Maurizio,10° Zamberlan Corrado, 13° Ronzani Maurizio, 18° Moro Luigino,21° Maddalena Renato. Nella Cat. A (oltre i 50 anni) si sono distinti al 5° posto Danzo Luciano, al 7° Valente Raffaello, al 16° Dal Bosco Silvano, al 17° Brazzale Fiorenzo, al 19° Canale Giuseppe. Per quanto riguarda le 4 atlete del GSA presenti, nella Cat. A l’atleta di casa M.Antonietta Danese si è aggiudicata il 2° posto, nella cat. B. Anna Campese il 4°, nella cat C Giuliana Pertegato il 4° e Stefania Pizzolato il 6°. Bertoldo trionfa alla 16° Edizione de “Le Miglia di Agordo” Continua inarrestabile la straordinaria serie di successi di due nostri atleti: Stefano Bertoldo trionfa come vincitore assoluto della gara e di categoria alla 16ª “Le miglia di Agirdo” e non gli è da meno anche Giorgio Centofante la “gazzella” di Sandrigo che termina la gara conquistando il primo posto per la sua categoria MM45 cementando ulteriormente la sua pole position in testa al Grand Prix sempre per la sua categoria. Con loro in gara anche Maurizio Ronzani che chiude al 27°posto cat MM4O. Riuscita la podistica Città di Piovene Rocchette 1° Podistica Città di Villaverla Non ha certo bisogno di presentazioni questa podistica stracittadina in notturna che ha festeggiato quest’anno il 52 esimo anniversario dalla prima storica edizione, qualificandosi come la più longeva gara podistica del Veneto. Il Gruppo Sportivo Alpini di Vicenza oltre ad aver schierato un buon numero di atleti, ha curato la parte tecnica ed organizzativa della manifestazione. Grandi nomi del panorama atletico Master del Veneto, e non solo, si sono ritrovati a disputare questa gara attraverso i 5,5 km di percorso cittadino elevati a 7,4 per la Cat. Assoluta Ad una settimana circa di distanza dalla fatica di Piovene i podisti del GSA sono stati protagonisti di un’altra splendida performance. Una mite serata estiva, resa gradevole da una piacevole brezza, ha tenuto a battesimo la 1° edizione della Podistica in notturna Città di Villaverla. Oltre 140 atleti tra cui nomi importanti tra gli Assoluti/e, un percorso cittadino circolare e piano che gli atleti hanno dimostrato di gradire molto, una organizzazione impeccabile degna di collaudate gare podistiche del settore, hanno decretato il successo della manifestazione che, dato il buon Gli alpini e lo sport - 17 50 ed infine Mario Zorzi 26° cat MM55. La serata dei nostri podisti è poi proseguita con abbondanti libagioni (meritate indubbiamente) presso la famosa birreria Pedavena di Feltre situata nelle immediate vicinanze. Valente e Danzo oro alla mezza Maratona del Brenta Podistica di Villaverla avvio, verrà certamente riproposta l’anno prossimo. Anche in questa occasione gli Alpini erano impegnati in un “fronte “duplice: da un lato gli Atleti del GSA in gara, dall’altro il gruppo Alpini di Villaverla che ha organizzato l’evento, a cui va il plauso per l’ottima preparazione e gestione. I risultati ottenuti dai nostri atleti sono ancora una volta assai lusinghieri. Cominciamo dalla Cat A maschile che vede al 4° posto Luciano Danzo, al 6°Raffaello Valente, all’11° Rocco Ritunnano, al 15°Bruno Tonin, al 21° Silvano Dal Bosco, al 22°Zorzi Mario. Nella Cat. B maschile ecco la rivincita di Stefano Bertoldo che vince la gara e il podio della categoria, duellando testa a testa nel finale con Mario Brenteganiseguito da Giorgio Centofante 3°, Mauro Bertera 6°, Maurizio Ronzani 11°, Antonio Lorenzi 15°, Luigino Moro 24°, Renato Maddalena 30°. Per la Cat C Roberto Poletto guadagna un ottimo 2° posto seguito a ruota da Denis Grasselli che giunge 3°. Le “cinque atlete del GSA non sono da meno e agguantano un 3°posto per la cat A femminile con M:Antonietta Danese, un altro 3°posto nella Cat B con Anna Campese, un 5° con Carla Ciscato ed infine due ragguardevoli 5° e 6° posto nella Cat C ad opera rispettivamente di Giuliana Pertegato e Stefania Pizzolato. Grand Prix Strade d’Italia 19° Giro delle Mura città di Feltre Un altro appuntamento molto atteso dai nostri atleti in quanto questa gara ospita una passerella ambita di atleti amatoriali oltre al campionato continentale dei Vigili del Fuoco. Sullo sfondo la cittadina di Feltre con le sue splendide mura costituisce uno scenario unico anche per gli spettatori. Il GSA di Vicenza vi ha partecipato con entusiasmo schierando i suoi atleti che hanno dato dimostrazione di notevoli capacità atletiche. Il bottino di fine gara ci ha onorato con Giorgio Centofante e Maria Antonietta Danese sul podio entrambi con un 3° posto di categoria, Anna Campese 13° cat MF45, Carla Ciscato 12° cat MF40, Silvano Dal Bosco 31° cat MM Giunta alla seconda edizione questa gara è l’unica podistica a carattere nazionale di 21,097 km che si disputa nel vicentino. Dal cuore di Bassano, piazza della Libertà, dove si situano partenza ed arrivo, il percorso interamente pianeggiante tocca il comune di Marostica, Nove, Cartigliano e Rosà con rientro a Bassano attraverso la SP 96 nuovamente in piazza della Libertà. Questa gara ha registrato un ennesimo trionfo del nostro gruppo sportivo che è riuscito a piazzare quasi tutti gli atleti partecipanti tra i premiati di categoria e a registrare lusinghieri risultati per gli altri. La manifestazione,nettamen te riuscita questa volta per quanto riguarda l’organizzazione, ha dato al gruppo questi risultati: Denis Grasselli 2° cat TM, Giorgio Centofante 2° cat MM45, Maurizio Battistella 3°cat MM45, Raffaello Valente 1° cat MM55, LucianoDanzo 1°cat MM 50. Mauro Bertera conquista un 4° posto cat MM40 e Bruno Tonin un 7° posto cat. MM 50. Unica atleta donna degli Alpini in gara, Anna Campese, che agguanta un meritato podio giungendo 3° della cat MF 45. Zona Astico Brenta 8° Torneo di bocce Organizzato dal Gruppo Alpini di Sarcedo si è svolto, dal 22.05.2007 al 02.06.2007 presso il bocciodromo del centro sportivo comunale di Sarcedo, il torneo di bocce zonale. Ben 32 coppie partecipanti suddivise negli otto gruppi: Bolzano Vicentino, Bressanvido, Montecchio Precalcino, Passo di Riva, Povolaro, Poianella, Sandrigo e Sarcedo. La classifica generale della manifestazione ha decretato la coppia di Bolzano Vicentino (Zardo e Meneghini) prima assoluta, quest’ultima ha combattuto sportivamente contro la coppia di Sarcedo (Franzan e Leonardi) seconda classificata. Il gruppo di Sarcedo si è classificato primo assoluto nella classifica di gruppo con 131 punti, precedendo il gruppo di Sandrigo che ha totalizzato 87 punti. Alle premiazioni sono intervenuti il sig. Munari Antonio vice-presidente sezionale, l’assessore alla sport di Sarcedo sig. Todeschini Domenico, il capo zona sig. Arbori Giuseppe e tutti i capi gruppo della zona. Pagine a cura di Anna Campese 18 - Incontri Adunata! Adunata annuale di Capigruppo della Sezione ca acquartierato). È seguita la cerimonia in piazza Tiziano – dove erano presenti tutti i vessilli e gagliardetti, compresa la Bandiera del Comune di Pieve di Cadore, decorata di Medaglia d’oro – con l’alzabandiera e la deposizione di una corona d’alloro sulla lapide che ricorda i caduti Cadorini. Ha reso gli onori militari una compagnia in armi del 7° Rgt: Alpini mentre lo speaker della giornata il Coll. Rinaldi già vice comandante della 167a Compagni mortai. A seguire, inquadramento e sfilata da Pieve sino alla caserma di Tai di Cadore già sede del comando di Battaglione; nella piazza d’armi, l’intervento del Coll. Preti, portavoce di un gruppo di ufficiali che hanno visto rinascere il Btg. “Pieve di Cadore” nel 1957, del Coll. Maggi comandante del 7°, e l’intervenuto il Gen. Roberto Bisignano, presidente in carica dell’Associazione “I VECI DEL CADORE” che conta ben 879 soci. Disegno di Gino Novello G.G. L’annuale incontro dei Capigruppo della Sezione è stato fissato per Domenica 2 Dicembre alle ore 9.30 a Noventa Vicentina, presso il Teatro “Modernissimo”. I veci del Cadore Domenica 26 Agosto, favorita da una bellissima giornata di sole, si è tenuta a Pieve di Cadore l’annuale festa del Btg. “Pieve di Cadore” organizzata dall’Associazione “I Veci del Cadore” con il supporto della Sezione “Cadore” e in particolare del gruppo alpini di Pieve-Tai. La giornata è iniziata alle ore 9.30 con la S. Messa celebrata da padre Hippy, già cappellano militare della “Cadore” e della “Julia”. Il Duomo ha raccolto 8 Vessilli Sezionali, 67 gagliardetti (da rilevare la presenza dello storico gagliardetto del Btg. “Pieve di Cadore” portato dal dott. Zanasi già comandante di plotone dello stesso nella guerra contro la Grecia e poi in Francia, anni dal 1940 al 1943; a tal proposito è da citare la presenza di 5 autorità albanesi, sindaci prefetti ospiti del Comune di Pieve, provenienti dalla zona dove il battaglione era all’epo- Pieve di Cadore: l’incontro dei veci Adunata della “Terribile” Ottimamente organizzata dal Comitato Promotore (Ang tel.0423620878) gli scorsi 21 e 22 aprile si è svolta a Tolmezzo la 5° adunata dei componenti l’8° Compagnia Mortai, “La Terribile” per le classi 1930-31elo Canton tel.042477721 Giuseppe Paganotto - tel. 0445525717 e Silla Bavero - 32-33-34-35-36 e oltre, che hanno prestato servizio presso la Caserma “M.O. S.Ten. Renato Dal Din” nel capoluogo carnico. Tra loro il Ten. Tommaso Girelli ed il Ten Sergio Colombini, ora Generale di C.A. (Nella foto l’incontro di gruppo) Gli scritturati si ritrovano Dopo 53 anni si sono ritrovati a Sasso di Asiago l’alpino Grandotto Damiano e Brusamolin Eligio cl. 1932, entrambi scritturali alla Caserma Salsa del Battaglione Belluno Grandotto e Brusamolin Incontri - 19 Festa di Santa Barbara a Gambugliano Per iniziativa dei soliti volonterosi e con la collaborazione del gruppo Alpini del Villaggio del Sole di Vicenza, viene organizzato per domenica 2 dicembre 2007 il consueto incontro nel tradizionale e accogliente Comune di Gambugliano, con il programma di sempre: ore 10.00 Ritrovo dei partecipanti nella piazza del paese; ore 10.30 Santa messa nella Chiesa Parrocchiale; ore 12.00 Deposizione corona al Monumento dei Caduti e Dispersi; ore12.30 Pranzo e scambio di auguri al Ristorante “Al Combattente”. ACS in adunata Ex allievi del 18° Corso ACS - Aosta Tutti gli ex allievi del 18º Corso (gennaio-giugno 1698), 3° e 4° Compagnia, sono invitati a registrarsi comunicando le proprie generalità, indirizzo e recapito telefonico alla segreteria della Sezione, signora Luisa o Gianni, dalle 9.00 alle 12.00 di tutti i giorni dal lunedì al venerdì, tel. 0444-926988, fax 0444-927353. C’è l’intenzione di organizzare un incontro conviviale, per ritrovarci e raccontarci, nei mesi di gennaio e febbraio 2008. Giorno, luogo e modalità vi saranno comunicati per tempo tramite lettera personale. Chi è interessato è pregato di segnalarsi al più presto! Argomenti delle riunioni dei Consigli Sezionale del 1° e 29 ottobre 2007 Pellegrinaggio al Pasubio Problema per la strada degli Scarubbi. Decisione da parte della sede Nazionale di inserire anche il Pasubio nelle manifestazioni per il 90° dell’Associazione. Riunione Capigruppo La riunione dei capigruppo avrà luogo il prossimo 2 dicembre a Noventa Vicentina al cinema teatro “Modernissimo”. Adunata Sezionale Risultato ottimo e quindi elogio al Gruppo di Villaverla. Cultura Alpina Il presidente illustra le varie iniziative di cultura alpina e per ultimo, in ordine di tempo, il libro di Manuel Grotto Esercitazione triveneta di Protezione Civile L’esercitazione è riuscita molto bene e quindi elogi alla squadra organizzatrice ed ai Gruppi alpini della Val Chiampo. Alta professionalità. Operazione stelle alpine Viene approvata la ripetizione dell’iniziativa. Comunicazioni del Presidente - a Lazise domenica 13 ottobre prossimo il 115° anniversario delle Truppe Alpine, - ringraziamento alla Regione Veneto per l’esercitazione antincendio del 29 settembre, - legge una lettera pro “no dal molin” arrivata in sezione. Giovani Commissione Giovani: il prossimo impegno sarà a Bari e a Lazise con il Presidente nazionale per il 115° anniversario delle truppe alpine. Visita alla caserma del Gruppo “Vicenza” l’8 novembre. Richiesta di mano d’opera per Costalovara. Discussione sulla costituzione del nuovo gruppo di Timonchio. 20 - La vita dei Gruppi Le attività dei nostri Gruppi Alte Ceccato Alpini e scuole Da oltre dieci anni gli Alpini di Alte Ceccato intrattengono gli alunni delle scuole della Provincia, con la proiezione di una serie di immagini fotografiche commentate, relative a tempi specifici quali, le due guerre mondiali del 900 e la riscoperta delle nostre origini contadine. Quest’anno oltre 5.000 ragazzi hanno fruito delle lezioni tenute sugli argomenti di cui sopra da Giuseppe Rossi. Nella foto: la squadra operativa del Gruppo Alpini di Alte Ceccato, impegnata nelle attività scolastiche, da sinistra: Giuseppe Granello, Luciano Savegnago, Giuseppe Rossi, Mariano Lazzari, Francesco Tieni e Bruno Pretto. sarda di 120 metri quadrati. Questa mansarda è sita a Villa Piovene, gioiello architettonico del XVI secolo, che dalla sua posizione domina la campagna brendolana. “La sede – ha detto il Capogruppo Giancarlo Lovato – non è solo un importante risultato raggiunto per gli alpini. Ma, per tutta la comunità, la Casa Alpina dovrà essere un punto di riferimento di un gruppo che da 70 anni è presente nel tessuto sociale e culturale del paese”. Campedello Rimboccarsi le maniche Alcuni soci volontari del gruppo Alpini di Campedello, con l’occasione della normale pulizia periodica gratuita del giardino della Scuola Materna “Pier Eleonoro Negri”, qui ripresi con i bimbi sulla scalinata della scuola in una pausa di lavoro. Brendola Un regalo per i 70 anni In occasione del 70 anniversario della fondazione del Gruppo, gli alpini hanno stipulato una convenzione che permetterà d’usufruire, come sede e Casa Alpina, una splendida man- Gambellara 60° Anniversario della Fondazione La Casa Alpina di Brendola (foto di F. Murzio) In occasione del 60° anniversario di fondazione del nostro gruppo, siamo stati impegnati per diversi giorni nel predisporre tutte le iniziative atte a festeggiare al meglio tale ricorrenza. La manifestazione si è tenuta sabato e domenica 3 giugno. Sabato 2 giugno alle 21, presso la chiesa parrocchiale di Gambellara, si è esibito “Il coro Alpini di Piovene Rocchette” che ha proposto una serie di brani eseguiti con buona partecipazione di pubblico. Nella giornata di domenica, si è tenuta la tradizionale sfilata per le Vie del Paese; una breve sosta per la deposizione di una corona di alloro presso il monumento ai Caduti ed il silenzio di ordinanza e poi al termine la celebrazione della S. Messa da parte del parroco don Mario Erle. La vita dei Gruppi - 21 il nostro Presidente Corrado Perona, accompagnato dal Presidente Sezionale Galvanin e dal Consigliere Nazionale Spiller, ha voluto visitare il Monumento delle 8 Aquile a Monte Berico. Gli alpini del Gruppo Monte Berico, che sul Piazzale della Vittoria hanno la loro sede, hanno avuto il piacere e l’onore di averlo loro gradito ospite. Alberto Pieropan Monticello Conte Otto Inaugurato il Cippo in onore degli Alpini I discorsi di rito tenuti al termine della cerimonia hanno voluto significare una grande considerazione per gli Alpini ed il loro operato da parte di tutta la popolazione civile. L’augurio per tutti e un arrivederci al prossimo anniversario, con l’obiettivo di perseverare nel nostro impegno quotidiano per il bene del comune. Chiampo 49 Anni di orgoglio alpino Un mare di folla ha fatto da cornice alla intensa cerimonia che ha avuto come momento culminante l’inaugurazione di un cippo dedicato agli alpini di ieri, oggi e domani. Le oltre settecento persone presenti danno la misura dell’affetto e della passione che le penne nere sanno raccogliere. Preceduta dal corpo bandistico “Note di allegria” la lunga sfilata ha percorso le vie di Vigardolo per arrivare, dopo una sosta per rendere omaggio al monumento ai Caduti. Tante le autorità presenti, dal presidente provinciale dell’Ana, Giuseppe Galvanin, ai generali Domenico Innecco e Maurizio Gorza, alle delegazioni di Carabinieri, Aeronautica Militare. Tanti anche i presidenti dei gruppi Ana, con folte rappresentanze di penne nere. Nella foto da sinistra: Tres Vittorio di Marostica, Gambaretto Federico di Chiampo e Simionato Antonio di Piovene Rocchette, dopo il C.A.R. a Montorio Veronese, con gli Alpine del 3°/36, con la tenacia dell’alpino Gambaretto si sono rincontrati a Chiampo, domenica 2 settembre 2007 per festeggiare l’incontro. Monte Berico Il presidente Perona in visita Lo scorso 15 giugno in occasione dell’Adunata del Triveneto Il cippo degli alpini Nelle foto la visita al monumento e il momento della consegna a Perona del crest del Gruppo Monte Berico Da segnalare anche la presenza di Sante Dal Santo che con i suoi 104 anni compiuti è l’alpino più anziano del Veneto. Al termine della cerimonia il sindaco e le altre autorità presenti hanno consegnato un attestato agli alpini che si sono particolarmente distinti nella realizzazione del nuovo cippo. Successivamente anche l’Amministrazione Comunale ha voluto ufficializzare il ringraziamento del paese all’intero gruppo. Per questo motivo gli alpini si sono ritrovati nella sala consiliare dove è stata proiettata una sintesi di immagini della cerimonia, curata da Danilo Pellegrin. La storica giornata è stata anche immortalata in un video curato da TvA Vicenza e reso possibile grazie alla generosità dell’alpino Piergiovanni Schiavetto. 22 - La vita dei Gruppi Noventa Vicentina Un anno da ricordare La sede del gruppo alpini Masotto di Noventa Vicentina viene sempre più usata come luogo di incontro. Bella, accogliente, ampia, con un parco tenuto in maniera impeccabile e conosciuta per la varietà di attività proposte. Un parere lusinghiero che si percepisce anche dalle parole del capogruppo Cipriano Lazzarin quando elenca le attività portate a termine nel 2006. “Un anno da ricordare – commenta – non solo per le gite e le feste in baita ma anche perché siamo riusciti a completare il parco della nostra sede, ottenendo due residuati bellici che sono ora in bella mostra e che abbiamo collocato proprio durante la festa del 2 giugno a Noventa, festa peraltro ben riuscita”. Significativi anche gli incontri culturali, in collaborazione con gli amici Alpini di Alte, con i ragazzi delle scuole medie e superiori di Noventa, sulla 1° e 2° Guerra mondiale. Capita spesso che ci sia lo scambio con gruppi alpini di altre sezioni. Un esempio anche la gita in montagna sull’Adamello, la cui accoglienza è stata data dal gruppo alpini locale che ha messo a disposizione la sede. E sulla linea dei precedenti è iniziato anche questo 2007 con una serie di proposte variegate. Il primo appuntamento con una serata culturale che è stata presentata dal colonnello Edoardo Maggian, vicentino, che ha parlato delle truppe alpine raccontando la propria esperienza di missione in Afghanistan. Come di consueto ci sono poi le date fisse per i pellegrinaggi sull’Ortigara e Pasubio e quelle per le adunate sezionali e del Triveneto. Thiene Gli Alpini e le scuole Presi accordi con il Preside delle Scuole Medie Ferrarin e Bassani, prof. Dolores, si è convenuto, per la fine dell’anno Sul Cengio con gli alpini di Thiene scolastico 2oo6/7, di far conoscere, sul posto, i luoghi in cui si è combattuto durante la Grande Guerra. La scuola avrebbe pensato al trasporto degli studenti, gli Alpini, alle guide, al ristoro e ai canti. Così venerdì 25 maggio circa 120 tra ragazzi e ragazze delle terzr medie Ferrarin e martedì 5 giugno circa altrettanti delle terzr medie Bassani, si sono ritrovati sul piazzale del Monte Cengio. L’attenzione alla descrizione dei fatti è stata per tutti, altissima. Alla fine dei percorsi, ai piede della Croce,i giovani hanno deposto dei fiori in memoria dei tanti Caduti, raccogliendosi anche in un minuto di rispettoso silenzio. Prima di rientrare a Thiene, gli studenti si sono riuniti nella Chiesetta ed il coro ha intonato quelle cante che più toccano i nostri cuori: Stelutis, Signore delle Cime, ecc. Bravi i coristi applauditissimi anche dai professori che accompagnavano i giovani: un vero successo in entrambe le uscite. Rinnovo direttivi Carrè Fimon Capogruppo: Dal Cero Giuseppe. Consiglieri: Lorenzi Rudi, Guglielmi Roberto, Dalle Molle Franco, Lorenzi Matteo, Comparin Francesco, Turcato Gioacchino, Matuzzi Mario, Marini Siconio, Tiene Marco, Apolloni Francesco, Apolloni Mario, Filippi Filippo, Filippi Fortunato, Gasparini Egildo, Meneghini Franco, Zambon Roberto. Capogruppo: Pavan Francesco. Consiglieri: Pasqualin Fiorenzo, Valle Renzo, Maran Ezio, Casarotto Rino, Canotto Claudio, Casarotto Giorgio, Dal Lago Alessandro, Dal Lago Danilo, Passuello Antonio, Antonello Luigi. Recensioni - 23 90° anniversario della battaglia più aspra della storia Trafojer Eiswand – Ortles – 1 settembre 1917 Se vi è stato nella lunga storia di guerra degli Alpini un fatto davvero emblematico del loro valore militare e della loro straordinaria abilità alpinistica (che precorre di gran lunga la istituzione di Scuole di alpinismo militari), questo è certamente il fatto legato alla occupazione e alla riconquista italiana delle Trafojer Eiswand, nel Gruppo dell’Ortles. Esso risale al 1917 e ne ricorre quest’anno 2007, il 90° anniversario. Ricordare questi fatti, per chiunque abbia portato sul cappello una penna alpina costituisce uno straordinario motivo di orgoglio e di fierezza per essere appartenuto al corpo degli Alpini.La Editrice Alpinia di Bormio (SO) pubblicherà in occasione dell’anniversario, un prestigioso e documentatissimo volume sui fatti in parola: titolo: “Battaglie per la Trafojer”, di BEPI MAGRIN. € 60,00. Un libro sulla storia delle armi degli alpini Già il titolo dice tutto: “Le armi degli alpini dall’Ottocento ad oggi”. Quindi si va dal fucile Carcano al mortaio rigato da 120, talmente nuovo che l’autore non ha elementi per descriverlo a fondo (e spiegare come fa un mortaio a funzionare con la canna rigata). Un capitolo a parte è dedicato al mitico fucile 91, non a caso intitolato “La leggenda del 91”. Il libro scritto da Mariano Signorini, profondo conoscitore della materia (e lo si capisce leggendolo) ed esperto collezionista, è diviso in epoche: prima e dopo le guerre, le guerre, il presente. Mette a fuoco vicende, pregi e difetti di pistole, fucili, mitra e mitragliatori, bombe a mano e artiglierie. Un raccontare che ha valore storico ed anche didascalico, perché fornisce un sacco di informazioni su caratteristiche, funzionamento, munizioni e principi che ispirarono le scelte nelle varie epoche. Due aspetti in particolare ci hanno colpito. Prima di tutto la desolante approssimazione, incapacità e incuria con cui l’Italia andò in guerra nel 1940 anche dal punto di vista degli armamenti. “Tanta colpevole neghittosità a tutti i livelli e mai punita – scrive l’autore – ebbe come contropartita uno spreco di vite umane che mai ebbero né avranno giustizia. Abbiano almeno la nostra pietà”. L’altro aspetto è la bontà del Made in Italy anche nel settore armi. A cominciare dall’obice 105/14, conosciuto (e scarrozzato da tutti gli artiglieri alpini), per arrivare alla celebre Beretta 92, che sbaragliò un’agguerritissima concorrenza nell’aggiudicarsi un bando di fornitura del Dipartimento della difesa e superò anche tre ricorsi presentati dalla scornata industria americana. Il libro sulle armi degli alpini è interessante anche perché corredato da numerose foto di tutte le epoche, comprese le più recenti fornite dal Comando Truppe Alpine. Belle foto, perché non sono un catalogo di armi, ma le fanno vedere impiegate dagli alpini: scene di guerra, esercitazioni e anche “foto ricordo” della naja. D.B. MARIANO SIGNORINI “Le armi degli alpini dall’Ottocento ad oggi”, 208 pagine, 20 euro. Reperibile in libreria o dal distributore Bonomo Libri, via Archimede 4, 37020 Arbizzano (VR), tel. 045 7513800. 24 - Lettere in redazione Un “bravi” dal generale dei carabinieri Sergio Colombini Carissimo Bepi, ti ho visto con grande piacere all’Adunata Triveneta di Arzignano. È stata una giornata “indimenticabile” perché la nostra Sezione è stata “SUPERBA”. Ottima e impegnativa di dotarci di fanfara in uniforme storica! Ti seguo sull ”Alpin fa Grado” e mi compiaccio per il vostro supporto ed i risultati ottenuti e tanto appezzati (c’ero anch’io tra le prime fila). Un forte abbraccio Sergio Colombini. Sperando di fare cosa gradita all’Amico abbiano ritrovato una bella foto del giovane alfiere Sergio Colombini quando ancora portava il Cappello Alpino. atteso dai miei amici alpini Cracco e Pivotto ai quali ho chiesto di aiutarmi a superare le transenne. Prontamente due carabinieri hanno interpretato la mia richiesta come un incipiente malore. Si sono subito prodigati nella mia richiesta facendomi sedere su una sedia. E qui comincia l’inatteso! Un’infermiera del Pronto Soccorso Alpino, immediatamente allertata dai carabinieri arriva in mio soccorso informandosi della mia salute. L’assicuro di stare bene, ella mi sorride ma mi toglie la giacca impregnata di sudore. Mentre ripetevo di star bene, mi misura la pressione, mi fa accompagnare e mi fa accompagnare barellato sotto la tenda del Pronto Soccorso Alpino, dove il personale mi ha prodigato ogni cura possibile. Continuavo a ripetere di star bene e di essere atteso alla casa dell’alpino Cracco ma una dottoressa, dopo accurata visita cardiologia, ha diagnosticato una evidente disidratazione sottoponendomi ad una flebo idroponica, iniziata sotto la tenda ANA e terminata niente popò di meno al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Arzignano. Come ribellarmi a tante attenzioni? Esaurite tutte le cure mediche, misuratami più volte la pressione arteriosa e un ultimo cardiogramma, ricambiando strette di mano sono stato dimesso e riconsegnato agli amici Cracco e Pivotto che pazientemente mi attendevano. Racconto l’accaduto perché si sappia quanto bene opera il Pronto Soccorso ANA della Sezione di Vicenza, anche quando la persona soccorsa ripete di star bene. Prima di riprendere la marcia verso baita assieme ad una tavolata di festanti alpini ho brindato al Pronto Soccorso, e da queste colonne ringrazio ancora per tutto il bene prodigatomi. Pubblichiamo la simpaticissima lettera dell’Amico Cogo, augurandoli di partecipare sempre con questo spirito a tante altre Adunate. Nella foto, la squadra che l’ha salvato. Troppa grazia Sant’Antonio! Sono un alpino della sezione ANA Montegrappa che ha partecipato al grande raduno triveneto ad Arzignano, vissuto con l’entusiasmo con l’entusiasmo di ogni raduno degli Alpini e con una nuova positiva esperienza grazie al Pronto Soccorso ANA che riconoscente propago attraverso “Alpin Fa Grado”. […] il mattino del 17 ho camminato lungo due buone ore lungo le vie di Arzignano, per poi sfilare con la mia Sezione dimenticando i miei primi, giovanissimi 86 anni. Sciolta la sfilata, piuttosto stanco, sono ritornato all’altezza della tribuna dov’ero Squadra sanitaria di Vicenza Lettere in redazione - 25 Grazie alpini Sono un alpino artigliere da montagna e ora sono costretto sulla sedia a rotelle, ma che ha permesso agli alpini di mostrare la loro allegra generosità. Ho partecipato con mia moglie alla visita al campo di concentramento a Mauthausen organizzata dal gruppo di Poiana Maggiore. Anche con una mia iniziale titubanza per la mia situazione gli alpni mi hanno stimolato e, di fatto aiutato durante i giorni della viaggio. Il mio cuore è felice perché ho realizzato un desiderio che avevo da tempo ma accantonato dall’impossibilità di realizzarlo. Grazie, vi stimolo a continuare perché il bene che fate è più forte del rombo del cannone. Gianni Polino, Poiana Maggiore Carissimo, riportiamo la tua gratitudine certi che non bisogna mai stupirsi della generosità degli alpini: sono fatti così! Gli alpini e la poesia Alpini a Cargnacco La parola era una sola, così andavano i tempi, così erano i piani, siate valorosi, siate italiani. Non sono leggende, non sono parole, erano campi di girasole Erano campi coperti di neve, erano paesi terreni sconvolti, erano strade seminate di morti. Mi salvai dentro l’isba, quanta gente che langue, il freddo tremendo gelava anche il sangue. Non avevo più fede, ne scarpe, ne lacci, eravamo coperti tutti di stracci. Si camminava di giorno, di notte, la sete,la fame, il grande dolore, qualcuno diceva ci sei ancora Signore! Pochi fortunati lotando hanno rotto la maglia, hanno potuto vedere ancora l’Italia. Molti invece non c’è l’hanno più fatta, son tornati dentro una cassa zincata. Un riposo sereno per la stagione futura, sentiranno profumo di uva matura. Sentiranno la bora che arriva dal mare, noi chiniamo la testa e ci mettiamo a pensare. È passato il tormento, la vita malsana, come si sta bene in terra friulana. Roberto Bertoldo Natalino Carlan Amico degli alpini del Gruppo Borgo Casale cultore della poesia dialettale vicentina. 26 - Famiglie Alpine Un esempio di tenacia alpina Alle porte del 90 esimo anniversario della fine della Grande Guerra, l’alpino Pier Giorgio Lanaro del Gruppo di Schio, ha trovato il luogo di sepoltura del prozio Antonio Lanaro, soldato del 272° Rgt. Fanteria della Brigata Potenza e deceduto pochi giorni dopo la fine del conflitto nell’Ospedale da campo di Treviso. Aiutato dagli amici alpini Gianni Periz e Pietro Xompero, Piergiorgio Lanaro tenacemente è riuscito a coronare una ricerca che durava da tempo ritrovando e collocando nel luogo di sepoltura, nella Chiesa Votiva di Santa Maria Ausiliatrice di Treviso, una lapide a ricordo. Pianezze di Arcugnano Mario Zolla e i due figli: Mario, cl. 1934, 6°Art. Mont. Cadore; Teobaldo, cl. 1961, alp. Paracadutista; Andrea, cl. 1966, 6° Art. Mont. Gruppo Lanzo Bella famiglia alpina Umorismo Fara Vicentino Nella foto l’Alpino Sperotto Andrea Del 16° Btg. Belluno, l’Alpino Scudiero Demis del 2° Rgt. Alpini con in braccio Sperotto Alex nel giorno del battesimo avvenuto il 24/ 07/2007 Sogno di un campo invernale Il piccolo Alex Sperotto Gigi P. Si fanno onore - 27 Alpini che si fanno onore Arzignano Lapio Barbarano Alpino Bepi De Marzi “Pelmo d’oro” Alpino Dal Lago Giuseppe Cavaliere della Repubblica Alpino Nicoli Paolo Cavaliere della Repubblica Bortolo Pozza meteorologo volontario Nella mattinata di una giornata di fine giugno, la comitiva di escursionisti del “Vivermonti 2007”, approda nel suo peregrinare, all’ordinato cortile dell’ospitale casa di Bortolo Pozza, posta a mezza collina sopra Lugo. Una casa simile a tante altre di cui e tappezzata la pedemontana ma con una stanza molto particolare. Ospita infatti la sede della “Stazione Meteorologica di Monte Cavallo”, dotata di sofisticate apparecchiature di proprietà della Comunità Montana “Dall’Astico al Brenta”. Ma l’alpino Bortolo Pozza, classe 1943 - 7° Rgt. Alpini - Btg. Pieve - 67ª Compagnia Fucilieri: è lui il custode e responsabile della Stazione Meteo. È una passione che gli è nata in tempo di naia. A casa Bortolo trova lavoro alla Cartiera Burgo come addetto alla centrale termoelettrica. Comincia a comperarsi i primi strumenti: un pluviometro, un termometro ed un anemometro per la misurazione della velocità del vento. Nel 1970 la sua attività ed esperienza sono ormai note nella zona ed i comuni della pedemontana compresa tra la pianura e l’Altopiano, gli affidano la gestione della difesa antigran- Bortolo tra i suoi strumenti dine, ove lui coordina l’attività delle postazioni dei razzi esplodenti. Ormai in pensione dopo trentacinque anni di Cartiera, Bortolo vive serenamente le sue giornate, accogliendo con piacere le visite di scolaresche ed appassionati che desiderano ammirare da vicino la sua “stanza dei bottoni”, ove egli continua la sua opera senza chiedere e ricevere alcun compenso. Gigi Girardi 28 - Notizie familiari Nozze di diamante Nozze d’oro CARRE’ L’Alpino Simonato Andrea con la gentile consorte Signora Dal Prà Maria festeggiano il loro cinquantesimo anniversario di matrimonio, Auguri da tutto il gruppo TORRI-LERINO Alpino Pasquale Igino con Signora Calearo Lucia SARMEGO Luigi Bertinardi e Lina Agno Nozze ASIGLIANO VENETO Alpino Chierico Marco e la Sig. Rappo Valentina. CHIAMPO Alpino Volpina Manuel con Dal Grande Laura MARANO VICENTINO Alpino Dalla Via Franco con Signora Ballardin Alice MONTE DI MALO Alpino Carlotto Nicola con Maistro Elisa Alpino Cogo Giancarlo con Moschettoni Annalisa CREAZZO Tenente del 5° Rgt. Alpini Fochesato Alessandro con Ierardi Erminia GRANCONA Alpino Emilio Trevisan con Ketti Brun Congratulazioni ed Auguri vivissimi per un avvenire ancora più ricco di serenità e letizia a tutte le coppie che hanno festeggiato gli ambiti traguardi. Nati ALBETTONE Davide di Lorella e Bedin Tiberio Alberto di Annalisa Refosco e Alessandro Framarin MONTICELLO CONTE OTTO Elia di Debora e Boschin Francesco CASTELNOVO Giulia di Walter Cocco e Vania Franzan GAMBELLARA Gaia di Susanna Radon e Marco Posenato SANT’ANTONIO DEL PASUBIO Alex di Sonia e Roberto Roso CHIAMPO Pietro di Giuliana e Mauro Santacà Giulia di Patrizia e Lascrippa Silvano Gloria di Ornella e Panzarotto Francesco GRANCONA Giole di Michela e Manuel Bellin Alessandro di Elena e Stefano Soldà SAN GIOVANNI IN MONTE Matteo di Rosita e Giancarlo Zampogna Tommaso di Cristina e Gianello Mirko Kristel di Ornella e Damiano Rappo COSTABISSARA Giovanni di Cinzia e Fiorenzo Marzioli GRUMOLO DELLE ABBADESSE Jessica di Caterina Braga e Gian Carlo Galligioni SAN GOTTARDO – ZOVENCEDO Giada di Gigliola e Alessandro Franceschini CREAZZO Mattia e Francesco di Rosa e Sergio Trevisan Annalisa di Armanda Panzarotto e Fiorenzo Tovo Matteo di Simonetta e Alessandro Biasiolo MONTE DI MALO Angelica Celeste di Tamara e Marcante Giuseppe Nicol di Dal Maistro Tamara e Sberse Massimo SARMEGO Lisa di Ivana e Angelo Sartori VILLAGANZERLA Thomas di Monica Ferron e Andrea Pozzato Notizie familiari - 29 RICORDO di GIGI CASONATO L’11 maggio scorso si spegneva a Vicenza il Cav. Luigi Casonato, il nostro Gigi, come tutti lo conoscevano a Camisano. La notizia ci è tristemente giunta mentre il pullman stava per raggiungere Cuneo in occasione dell’ 80° Adunata nazionale e un velo di amarezza e di incredulità ha rattristato il nostro animo, già preparato all’imminente festa alpina. Benché Gigi soffrisse da tempo, non potevamo credere che fosse veramente successo. Nel nostro inconscio siamo portati a pensare che certe persone, dopo aver superato grandi prove della vita, come la guerra e la prigionia, non possano più andarsene da questo mondo terreno o, per lo meno, ci viene spontaneo pensare che il legame con loro sia destinato a mantenersi vivo, quasi tangibile anche dopo l’addio. Con la scomparsa di Gigi è venuto a mancare uno dei personaggi più emblematici dell’alpinità camisanese, uno degli ultimi tre reduci alpini dell’ultimo conflitto mondiale. Decorato di Croce al Merito di guerra, aveva preso parte ai combattimenti sul fronte jugoslavo con il Gruppo Artiglieria Alpina Valbrenta della Divisione Pusteria. Successivamente al riordino dei reparti che rientravano dalla Russia, fu assegnato al 2° Regg.to Art. Alp. Gruppo Valcamonica della Divisione Tridentina. Dopo l’8 settembre 1943, venne fatto prigioniero al Brennero dalle truppe tedesche ed internato nei lager della Germania del nord. Rientrò in Patria dopo due anni di dura prigionia nel settembre del 1945. Iscritto all’ANA nel 1946, assunse la guida del Gruppo di Camisano dal 1968 al 1986, ereditandone l’incarico alla scomparsa del papà Antonio. Fu attivissimo anche all’interno della Sezione di Vicenza dove si distinse come consigliere per ben 22 anni consecutivi. Voglio ricordare, nel suo lungo mandato, l’opera di soccorso ai terremotati del Friuli nel 1976, la memorabile adunata sezionale di Camisano del 1978 in occasione del 60° anniversario di Vittorio Veneto, oltre alla promozione di infinite benemerenze a livello sociale nel nostro comune, in qualità di Presidente della Società di Mutuo Soccorso. Lo rivedo ancora là, al suo tavolo di lavoro del negozio di Piazza Umberto I, pronto ad accogliere sempre con una cordiale stretta di mano e con un sorriso chi passava a salutarlo, chi voleva scambiare due parole; il cappello alpino sempre pronto nel cassetto per ogni evenienza. Uomo generoso, dai modi signorili, impeccabile nel suo stile, sempre ed ovunque. Discendeva da una stirpe di alpini di cui andava fiero: il papà Antonio (chi non ricorda il buon Toni tra i non più giovani, soldato dell’Ortigara), lo zio Romolo, Tenente del “Valbrenta” e medaglia di Bronzo V.M., lo zio Luigi, Tenente del “Vicenza”, da cui aveva preso il nome, medaglia d’Argento al V.M. Si, Gigi, andavi fiero dei tuoi avi, ma avevi anche tu le tue storie da raccontare, avevi anche tu le tue pene che il destino ti aveva riservato in giovinezza. Ma chissà perché, non le volevi mai raccontare fino in fondo, limitandoti a brevi accenni, e hai deciso di portarle con te. Gli Alpini che ti hanno conosciuto, caro Gigi, conoscevano il tuo valore e nel giorno dell’estremo saluto hanno presenziato numerosissimi da tutta la provincia per ringraziarti di quello che avevi dato in tanti anni di dedizione. Ora anche tu ti sei meritato un posto nella storia della nostra sezione e il Gruppo di Camisano ne va orgoglioso. Grazie Gigi. Dario Fontana 20 anni fa andava avanti VINCENZO PERIZ Il 5 ottobre 2007 nella chiesa di S. Caterina a Vicenza, alla presenza dei familiari, del presidente della Sezione Giuseppe Galvanin, del Coro Alpino di Lumignano, di amici e conoscenti, è stata celebrata una messa di suffragio per l’avv. Vincenzo Periz nel 20 anniversario della morte. Nato nel 1915 a Udine, orfano di guerra. Entrò nell’Accademia Militare di Modena uscendone con il grado di sottotenente e assegnato al Battaglione Cividale. Partecipò alle campagna di Albania e Grecia, istruttore alla scuola allievi ufficiali di Bassano, prigioniero in Germania dopo l’8 settembre. Nel 1964 divenne presidente della Sezione ANA di Vicenza, carica che mantenne ininterrottamente fino al 1986 quando, conscio dell’aggravarsi della malattia, mi lasciò la guida della Sezione che nel 1985 contava già 16.400 iscritti. Appassionato cultore della storia militare, scrupoloso organizzatore di ogni attività, gli alpini vicentini lo ricordano con immenso affetto per il suo impegno instancabile, per la sua onestà e amor di Patria che seppe infondere. Giovanni Dalla Vecchia 30 - “…un nostro amico hai chiesto alla montagna…” Il vessillo sezionale è listato a lutto per la recente scomparsa di numerosi amici alpini. Alla loro memoria vada il nostro pensiero riconoscente per la dedizione associativa dimostrata. Ai congiunti dei soci scomparsi giungano, nel momento del dolore, le più sentite condoglianze ed i sensi della solidarietà fraterna delle “penne nere” vicentine. CAMPEDELLO COGOLLO DEL CENGIO Alpino Valter Milani cl.1946 7° Regg. Alpini Btg. Feltre Alpino Zorzi Gianfranco cl. 1941 6°Artiglieria da montagna Gr. Lanzo Alfiere del Gruppo ARSIERO BOLZANO VICENTINO CAMPIGLIA DEI BERICI COSTABISSARA Artigliere Bidese Carlo cl.1916 Gruppo Udine Combattente Fronte dei Balcani Tenente Nereo Tereran cl. 1953 7° Rgt. Alpini Alpino Danese Dino Cl. 1952 Btg. Feltre Alpino Gasarotto Bruno cl. 1949 Già Btg. Feltre ARSIERO CALDOGNO CAMPIGLIA DEI BERICI GRANCONA Alpino Busin Franco cl. 1957 Brigata Cadore Alfiere del Gruppo Alpino Trevisan Romano classe 1932 Gruppo Pieve di Cadore Alpino Gemmo Pietro Cl. 1934 Btg. Belluno Alpino Peotta Giuseppe Cl. 1930 Btg. Tolmezzo 31 GRISIGNANO DI ZOCCO MALO MONTICELLO CONTE OTTO SARMEGO Alpino Padovan Giovanni cl.1951 6° Art. da Montagna Alpino Canova Cav. Guerrino cl. 1907 Btg, Vicenza Alpino De Munari Giuseppe cl. 1937 7° Regg. Cadore Sergente Nicolin Michele cl. 1916 3 ° Rgt. Art Alpina Gruppo Conegliano Reduce delle campagna di Grecia LONGARE MARANO VICENTINO SANDRIGO SOVIZZO Alpino Franceschetto Filippo Btg. Vicenza Alpino Costeniero Mario cl. 1923 9° Regg. Alpini Alpino Rossato Michele Antonio Div. Cunense Campagna di Russia Alpino Dalla Vecchia Giovanni cl. 1934 Brig. Cadore LUGO DI VICENZA MAROLA SANDRIGO ZANE’ Alpino Pigato Giuseppe cl. 1930 3° Rgt. Art.Montagna Alpino Catelan Fiorenzo cl.1955 Btg. Pieve di Cadore Cap. Magg. Pozzato Antonio Cl. 1939 Comando Brig. Cadore Alpino Dal Santo Giacomo classe 1928 Btg. Val Leogra MALO MOLINO SARMEGO S. Tenente Gennaro Dr. Giuseppe cl. 1907 Btg. Gemona Alpino Pozza Giuseppe Cl. 1926 Btg. Belluno Alpino Giovanni Corà SETTECA’ Alpino Farinea Dino cl. 1942 4° Rgt. Art. Montagna