a cura della Redazione 28 Premio di architettura Raffaele Sirica Proporre agli architetti italiani un confronto progettuale sul tema della “sicurezza dell’abitare”: è questo l’obiettivo della prima edizione del “Premio di Architettura Raffaele Sirica”, bandito dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC). Oltre il 90% della residenza – nei centri storici e nelle periferie italiane – è realizzata in luoghi a diverso rischio sismico e con una struttura, in tal senso, inadeguata. Oltre il 45% degli edifici realizzati dal dopoguerra in avanti – a causa di abusivismo e piani urbanistici inadeguati – si trova in zone ad alto rischio idro- geologico. Dal punto di vista del risparmio energetico, il 90% della residenza, attualmente, è realizzata senza tenere conto del minimo fattore di contenimento dei consumi energetici previsto dalla UE. La prima edizione del Premio di Architettura Raffaele Sirica, che è stato reso possibile grazie al patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali e la partnership della Società Saint-Gobain/ Weber Italia, è stato articolato in due sezioni, “Progetti realizzati” e “Nuovi progetti di idee”, ognuna delle quali è ulteriormente divisa nelle categorie “Recupero di edifici esistenti” e “Nuove costruzioni”. Al Premio hanno potuto partecipare tutti coloro che, al 12 luglio 2010, risultavano iscritti nella Sezione A, settore Architettura, di uno degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Itinerari d’architettura al “Milano Design Weekend” Dal 14 al 17 ottobre si è svolta a Milano l’iniziativa “Milano design Weekend” promossa congiuntamente da RCS MediaGroup e Gruppo Mondadori sotto il patrocinio del Comune di Milano – attraverso l’Assessorato Eventi, Moda e Design e l’Assessorato all’Arredo, Decoro Urbano e Verde – e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano e di ADI, Associazione per il Disegno Industriale. L’evento, che ha visto anche la partecipazione di Case Museo Milano, La Triennale di Milano, Brera Design District e di numerose librerie, showroom e negozi del settore, ha cercato di riunire il mondo della produzione, dei media, della cultura e della professione in una manifestazione unitaria rivolta al grande pubblico. In questi quattro giorni dedicati ad arredamento, design e architettura l’Ordine degli APPC di Milano ha presentato due nuovi “Itinerari d’architettura” riferiti alle parti di città interessate dall’iniziativa: “Brera - Garibaldi. Città storica, moderna e contemporanea” a cura di Piergiorgio Vitillo e Federico Ferrari e “La Racchetta, la grande incompiuta” a cura di Paolo Galuzzi e Manuela Leoni. Il primo itinerario, che si sviluppa lungo l’asse di corso Garibaldi, comprende 12 realizzazioni (tra le quali l’edificio di via Broletto di Figini e Pollini, la casa di via Giulianova di Lingeri, mentre il secondo illustra le vicende urbanistiche della “Racchetta” milanese con altrettanti esempi (tra cui Palazzo del Toro in c.so Matteotti di Lancia e Merendi, e i due edifici per uffici e negozi in via Albricci di Asnago e Vender). La nuova casa del Compasso d’Oro Sono passati 50 anni dalla fondazione dell’ADI – Associazione per il Disegno Industriale – e, finalmente la sua Fondazione ottiene, dal Comune di Milano, una prestigiosa sede di più di 4000 metri quadrati, proponendosi di diventare un nuovo punto di riferimento per la cultura milanese. Il luogo prescelto è situato negli spazi dell’ex sede dell’Edison di via Bramante precedentemente utilizzati come deposito dei tram a cavalli. I 4000 metri quadrati, recuperati e ristrutturati (se ne prevede l’apertura al pubblico nella prima metà del 2013) ospiteranno, fra l’altro, la sede dell’ADI e della sua Fondazione, una esposizione permanente della Collezione Storica Compasso d’Oro, il deposito e l’archivio, esposizioni temporanee, spazi per incontri aperti al pubblico e per convegni dedicati a progettisti ed aziende, una libreria, un ristorante, sale polivalenti finalizzate ad attività creative e culturali. In questi spazi, dopo 50 anni (l’ADI è, infatti, stata fondata nel 1956), sarà, finalmente, possibile mettere in mostra un patrimonio di più di 2000 oggetti di design premiati e segnalati dalle giurie nel corso del tempo, ad oggi giacente in un magazzino. I temi dell’abitare Housing Sociale –, sono intesi come nuovi modelli abitativi e gestionali di edifici e insediamenti, in cui spazi collettivi, parti comuni ed elementi distributivi possono diventare luoghi dell’abitare e dell’identità urbana. Nella sezione “abitare”, di cui Giampiero Sanguigni dei DEMO Architects (vincitori della precedente edizione di AAA architetticercasi) è portavoce, si pone l’accento sulla necessità di studiare nuovi moduli abitativi, flessibili ed “indifferenziati”, per una società sempre più differenziata e con nuove esigenze. La parte dedicata alla “costruzione”, che vede come relatore principale Aljosa Dekleva, considera la residenza come scena delle azioni dell’uomo, nell’ottica di una costruzione consapevole e rispettosa dell’ambiente e di chi lo abita. Gli ami sono stati dunque gettati, il dibattito è aperto: non ci resta che attendere l’esito del concorso per capire in quale maniera questi temi possano strutturare il progetto d’architettura. Lingeri in mostra Il lago di Como ha un’isola. Proprio davanti ad Ossuccio, infatti, si trova la piccola, verde, Isola Comacina. La sua è una storia ricca: baluardo contro i Longobardi, si schiera con Milano e nel 1169 viene rasa al suolo dal Barbarossa. Da quel momento resta disabitata fino a quando, nel 1911, viene comperata da un albergatore di Sala Comacina che, per sdebitarsi del trattamento ricevuto durante la guerra la copertura, vetrocemento. La documentazione del progetto nel suo diverso iter – da resort con un albergo a più piani, ville e spiaggia attrezzata fino alla soluzione realizzata, frutto di continui ridimensionamenti – è in mostra, fino al 31 ottobre, nella canoviana Villa Carlotta di Tremezzo. La mostra dal titolo L’isola degli artisti, oltre alla sezione dedicata al progetto delle tre case, ne presenta altre due, rispettivamente da rifugiato in Belgio, la lascia in eredità al Re Alberto I. Il re, a sua volta, la restituirà all’Italia negli anni Trenta, affidandola all’Accademia di Brera che avrà il compito di trasformarla in un centro studi. Il progetto viene affidato a Pietro Lingeri che, in quegli stessi anni, sta fruttuosamente collaborando con Attilio Terragni. Lingeri progetta per l’Isola tre case unifamiliari che, a partire da quanto già sperimentato da Le Corbusier nella costruzione della spartana Maison aux Mathes sulla costa atlantica, devono essere realizzate con materiali poveri e del luogo: assi di legno per i pavimenti, serramenti in castagno, pietra di Moltrasio e ardesia per riferite alla storia dell’isola e alle altre opere di Lingeri costruite nei dintorni. Le tre case, utilizzate come residenze fino agli anni Ottanta e poi abbandonate nel degrado, dal 2005, grazie ad un accordo fra Regione, Fondazione Cariplo ed enti locali, sono state restaurate e dal 2011 torneranno ad accogliere un artista italiano, uno fiammingo e uno vallone, come stabilito nello statuto originario. La visita della mostra, curata da Stefano Della Torre e Serena Bertolucci, comprende anche la possibilità di un ingresso in una delle tre case, la più grande e, nel weekend anche l’accesso a Villa Leoni ad Ossuccio, edificio sempre progettato da Lingeri. Cecilia Fumagalli Paesaggi e giardini in mostra sul lago Il 2° e il 3° fine settimana di settembre scorso, sulla sponda bresciana del lago di Garda, si è svolto “I Giardini del Benaco. Mostra botanica, rassegna internazionale del paesaggio e del giardino”. Organizzato dai comuni di Gardone Riviera, Salò e Limone sul Garda in cooperazione con enti turistici e culturali locali, la manifestazione (11-12 settembre) ha unito due giornate di convegno ad una mostra mercato di piante, arredi e oggetti da giardino con oltre 60 espositori e prestigiose aziende nel settore 29 botanico. Il 18 e il 19 settembre, invece, si è svolta la prima edizione della “Rassegna Internazionale del Paesaggio e del Giardino” intesa come prosecuzione del precedente incontro del 2009 “I protagonisti del paesaggio”. In queste due giornate alcuni tra i più importanti progettisti di paesaggio, italiani e stranieri, riuniti al Vittoriale, hanno avuto occasione di presentare al pubblico e agli addetti ai lavori, i loro più recenti progetti, la loro filosofia di approccio al tema e il loro metodo di lavoro. OSSERVATORIO ARGOMENTI Lo scorso 8 settembre, presso la Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano, si è tenuto il convegno “AAA architetticercasi – I temi dell’abitare”. Inserito nell’ambito del concorso “AAA architetticercasi 2010”, l’incontro ha visto la partecipazione di una quindicina di giovani architetti, rigorosamente under 35 e selezionati attraverso la community online www. architetticercasi.eu, che hanno presentato progetti e ricerche attorno ai quattro temi che strutturano il bando di concorso: “urbanità”, “stili di vita”, “abitare”, “costruzione”. Sebbene si sia svolto in occasione di un concorso la cui scadenza era fissata per il 30 settembre, il convegno costituisce un importante momento per la città di Milano e per il dibattito sull’abitare contemporaneo. Si riportano dunque di seguito, seppur brevemente, i temi sui quali si è dibattuto (per approfondimenti si rimanda alla consultazione del sito www.architetticercasi.eu). Gli interventi sul tema “urbanità”, introdotti dall’architetto Marotta – di MAB Arquitectura, vincitore del concorso “Abitare a Milano” nel 2005 –, hanno focalizzato l’attenzione sul progetto urbano come motore di socialità, di identità e di identificazione. Gli “stili di vita”, introdotti da Giordana Ferri – rappresentante della Fondazione OSSERVATORIO ARGOMENTI 30 Sesto San Giovanni patrimonio mondiale dell’umanità? Sesto San Giovanni è una città che, in meno di un secolo, è passata dalla condizione originaria di borgo agricolo a quella di quinta città industriale italiana. A metà degli anni ‘90, con la chiusura delle Acciaierie Falck, la sua storia, sviluppatasi all’interno delle fabbriche (Falck, Marelli, Osva, Breda, Campari) e contraddistinta da “un’autentica cultura del lavoro, dell’imprenditoria e dei diritti”, si è conclusa. L’Amministrazione comunale, consapevole della propria ricchezza culturale, ha candidato il proprio patrimonio industriale alla “Lista del patrimonio mondiale dell’umanità” nella categoria del “paesaggio culturale evolutivo” (secondo la definizione proposta dall’UNESCO “un paesaggio che è il frutto di un’iniziale esigenza sociale, economica, amministrativa e/o religiosa e che si è sviluppato nella sua forma attuale in associazione con e in risposta al suo ambiente naturale. Questi paesaggi riflettono tale processo evolutivo nella loro forma e nei loro elementi costitutivi”). Il frutto del lavoro di redazione del dossier di partecipazione al bando UNESCO è stato presentato in un Convegno internazionale pubblico, “Sesto San Giovanni: una storia un futuro. Un patrimonio industriale per tutto il mondo”, svoltosi lo scorso 24 e 25 settembre. In questa occasione, oltre alla presentazione degli elaborati consegnati, è stato possibile confrontarsi con esperienze analoghe, italiane e straniere, sul recupero del patrimonio industriale, e analizzare le attività di gestione del patrimonio svolte con il sostegno del Comune e l’intervento di soggetti pubblici e privati nel campo delle politiche culturali e museali e in quello del recupero di edifici e complessi industriali coinvolti da fenomeni di trasformazione urbana. Studio di settore europeo Il Consiglio degli Architetti d’Europa (CAE) sta raccogliendo, in tutta Europa, dati sulla professione per esaminare i cambiamenti avvenuti nella professione dell’architetto dal 2008 (anno della scorsa inchiesta) ad oggi, specialmente alla luce dei recenti cambiamenti economici. Le informazioni raccolte saranno usate soltanto per la compilazione di statistiche. Lo studio, tradotto in 13 lingue, realizzato grazie alla sponsorizzazione di importanti compagnie e associazioni euro- pee, verrà presentato all’Assemblea Generale del CAE di dicembre che si terrà al Parlamento Europeo. Obiettivo dello studio è dimostrare ai rappresentanti politici del continente che quella dell’architetto non è una professione in via di estinzione, come qualcuno sostiene ma, al contrario, una professione necessaria al progetto del nostro futuro. Lo studio è compilabile on line all’indirizzo: www.tickbox.org/IT.asp. I risultati verranno pubblicati sul sito www.ace-cae.eu Nottingham prima in classifica Nottingham è la prima città del Regno Unito per qualità di trasporti e impegno nel ridurre l’inquinamento. Con investimenti per 50 km di piste ciclabili, una rete di tram di 15 km, un ampio servizio di bus e scuolabus e un’avversione per i centri commerciali periurbani, la città della sceriffo che dava la caccia a Robin Hood – attualmente amministrata dal partito laburista – ha efficacemente dissuaso i suoi cittadini dall’uso dell’auto privata. L’istituzione di una multa di 300 sterline ad aziende ed uffici i cui dipendenti usano la macchina per andare in centro ha contribuito a convincere la popolazione a non utilizzarla e permetterà e all’amministrazione di reinvestire gli introiti in trasporti pubblici. Al secondo posto troviamo Londra, con la sua ramificata underground e i caratteristici autobus rossi a due piani che trasportano rispettivamente 4 e 3 milioni di persone al giorno; la capitale ha inoltre da poco introdotto il noleggio bici. Irina Casali a cura di Manuela Oglialoro La Legge urbanistica della regione Lombardia, L.r. 12/05, disponeva che entro un anno dalla sua approvazione, le province dovessero avviare l’adeguamento dei loro piani e che si provvedesse inoltre alla valutazione degli effetti di questi sull’ambiente, secondo le disposizioni della Direttiva comunitaria n. 42 del 2001 che introduceva l’uso della vas (valutazione ambientale strategica). i contenuti del PtCP sono stati modificati rispetto alle procedure attuabili dai vari enti istituzionali coinvolti nella gestione del territorio (regione, enti gestori dei parchi regionali, Provincia, comuni e altri soggetti). in conformità con la normativa, la Provincia di Milano aveva già predisposto nel 2005 la revisione del PtC vigente, e poi, nel 2009, la nuova amministrazione provinciale ha deciso di rivedere complessivamente il progetto di adeguamento sviluppato, riavviando le procedure di aggiornamento sia del Piano che della valutazione ambientale strategica. Gli approfondimenti settoriali Nel quadro delle operazioni previste per il progetto di adeguamento sono stati sviluppati approfondimenti di vari aspetti delle dinamiche territoriali, relativamente ai temi del fabbisogno abitativo, della localizzazione di servizi comunali dell’insediamento di centri commerciali e della parametrazione del consumo del suolo. su queste ed altre problematiche di settore sono stati pubblicati vari contributi nella serie dei “Quaderni del Piano” (vedi:www.provincia.milano.it/pianificazione_territoriale/piano_territoriale/approfondimenti_settoriali/index.html). Questi approfondimenti si pongono come validi strumenti analitici di supporto nella predisposizione dei PGt e nelle alle attività di pianificazione e progettazione urbanistico-territoriale in genere. La componente paesaggistica Nell’ambito del processo di adeguamento del PtCP è stato dato largo sviluppo alle tematiche relative alla componente paesistica della pianificazione, nel rispetto dei lineamenti espressi dal PtPr Lombardia e in considerazione dell’ipotetico impatto ambientale provocato da particolari progetti di trasformazione del territorio. L’attività di ricerca svolta dal Centro studi PiM, in collaborazione con la Provincia di Milano, è consistita sia nell’esame degli aspetti normativi e pianificatori, modificatisi in base ai nuovi riferimenti legislativi, sia nell’attenta rilettura dello stato del territorio, soprattutto in relazione al livello di degrado ambientale e della compromissione paesaggistica. in particolare, sono state scelte due aree campione su cui sono state fatte convergere le analisi paesaggistiche e lo studio del degrado ambientale, nella prospettiva di fornire indicazioni utili per le scelte pianificatorie a scala comunale. i contesti oggetto di specifica investigazione si collocano lungo alcuni dei maggiori assi viabilistici in uscita da Milano, il primo verso ovest: Il caso studio 1 (ambito lungo la A4 Milano-Torino) rappresenta un paesaggio agrario caratterizzato ancora dalla presenza di macchie boscate e di siepi; di cascine, di corsi d’acqua e risorgive. Tali caratteri sono però insidiati dall’avanzare dell’espansione urbana che crea zone di frangia che si incuneano tra gli spazi agricoli e dalla presenza di attività produttive non sempre compatibili. (Centro studi Pim e Provincia di Milano – Direzione Centrale Pianificazione e assetto del territorio, La Componente Paesistica nei processi di pianificazione a scala provinciale, Milano, maggio 2010). il secondo esame si applica su di un’area del sud est milanese: Il caso studio 2 (ambito lungo la via Emilia) è rappresentativo, invece, di un paesaggio agrario di frangia in cui le destrutturazioni urbane già mature tendono a saldarsi e dove il degrado è dato oltre che dalla specifica tipologia di alcune attività, anche dal disordine e dalla mancanza di razionalizzazione di servizi e infrastrutture. (Centro studi Pim, op. cit.). si tratta di aree che presentano una situazione già parzialmente compromessa dal punto di vista paesaggistico, ma in cui tuttavia permangono zone, soprattutto nella fascia a sud-est, caratterizzate dal paesaggio agrario della pianura irrigua, le cui tracce strutturali sono ancora ben conservate: nuclei rurali, cascine, mulini, manufatti della produzione agricola, sistema dell’organizzazione idraulica del territorio. Criticità del territorio e degrado ambientale Questi elementi di pregio nella fisionomia del territorio appaiono frammentati all’interno di contesti denotati dal disordine urbanistico. La ricerca quindi propone delle proiezioni di organizzazione territoriale che tentino di ricucire i vuoti, sviluppando una rete di percorsi ciclopedonali che permettano un’idonea e facile fruizione dei luoghi che hanno conservato unicità e bellezza. Per ciascun caso studio sono state individuate “le criticità” più manifeste, su cui si deve concentrare l’attività di ricerca per contrastarne gli effetti maggiormente deleteri e d’impatto sul paesaggio: sviluppo incontrollato delle periferie; disordine generato dalla mancata pianificazione di interventi infrastrutturali; inserimento in territorio agricolo di funzioni incompatibili; distruzione dei segni tipici del paesaggio agrario; elevato consumo di suolo legato a grossi insediamenti industriali e commerciali; l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee. in base a tali studi sono state avanzate delle ipotesi di soluzioni dei problemi che hanno portato al degrado paesaggistico, con proposte di riqualificazione delle aree e interventi di mitigazione delle emergenze più compromesse. sono stati redatti degli elaborati per descrivere il “Degrado paesaggistico provocato da processi di urbanizzazione e infrastrutturazione” e il “Degrado paesistico provocato da dissesti idrogeologici, trasformazioni della produzione agraria e zootecnica, dismissione, criticità ambientali”. M. O. Pubblicazioni • Quaderno n. 25, CRESME ricerche, “Gli scenari della domanda residenziale nella Provincia di Milano 2006-2015”; • Quaderno n. 26, Centro Studi PiM, “il sistema dei servizi di livello sovralocale nella Provincia di Milano”; • Quaderno n. 27, Politecnico di Milano, Laboratorio Urb&Com, “il commercio nella Provincia di Milano. Geografia e indirizzi strategici”; • Quaderno n. 28, Centro Studi PiM, “Consumo di suolo. atlante della Provincia di Milano”; Centro studi Pim e Provincia di Milano – Direzione Centrale Pianificazione e assetto del territorio, “La Componente Paesistica nei processi di pianificazione a scala provinciale, Milano, maggio 2010”. 31 osservatorio storie locali Adeguamento del PTCP della Provincia di Milano a cura di Antonio Borghi 32 Conversazione con Michele de Lucchi Nel suo intervento agli Stati Generali nel luglio 2009 ha interpretato l’Expo come un contributo alla trasformazione di Milano in un nuovo modello di produzione e consumo di beni e di idee. Ci illustra i punti salienti di questo nuovo modello e le ragioni che l’hanno ispirato? Tutto quello che tocchiamo e mangiamo è prima passato per le mani dell’industria e la società di oggi è fatta da chi produce, chi distribuisce, chi vende, chi compra, chi consuma. Milano può realizzare un modello alternativo al sistema industriale per la produzione, distribuzione, vendita e consumo che sia anche un modello architettonico di sviluppo urbano. Il tema dell’agricoltura e dell’alimentazione è quanto mai adatto a questo scopo perché esemplifica magistralmente il processo, le difficoltà e le opportunità del sistema industriale che oggi, per la crisi economica, etica e di coscienza sociale, deve essere rinnovato. Si tratta di una idea forte che intercetta i bisogni della nostra società, soprattutto delle nuove generazioni. A un anno di distanza, quando mancano poco più di quattro anni alla manifestazione, come si può intervenire concretamente? Milano può organizzare piccoli nuclei di produzione completa di ortofrutticoltura e allevamento che possono essere realizzati in piccola scala, in periferia e alle porte della città: sono parchi agricoli di piccole dimensioni (8/10 ettari) dove viene sviluppata una produzione attenta, consapevole, di qualità che viene distribuita nei mercati comunali opportunamente riqualificati, valorizzati, reinventati. La sperimentazione, oltre che per il carattere innovativo del coinvolgimento sociale, ha il valore di riportare l’attenzione alla piccola imprenditoria di coltivatori/ allevatori e di commercianti che controllano l’intero ciclo produttivo e distributivo a favore di un contenuto ricarico dei prezzi, di un uso proporzionato di chimi- ca e concimi, di una vigile programmazione delle quantità, di una riduzione degli sprechi. Questo sistema avrebbe anche il vantaggio di riavvicinare le persone ad una cultura del fare pratico, legato alla terra, che si è da tempo perso e che invece porta con sé valori di rispetto verso i tempi (tempi di crescita di un bene) e i luoghi (necessità di prendersi cura della terra e dei suoi meccanismi di rigenerazione) che sono importanti anche nella comprensione dei ritmi di sviluppo di una società più equilibrata. La dicotomia tra produzione industriale di massa e produzione artigianale affonda le radici nella rivoluzione industriale e da allora accompagna l’evolversi della civiltà occidentale. Che armi possono opporre il contadino o l’artigiano di fronte ai flussi globali delle merci e dei capitali? Con la piccola imprenditoria, soprattutto, si rivaluta la figura dell’artigiano riferito a chi fa un lavoro con impegno personale per una gratificazione emotiva (Richard Sennet), unica soluzione per dare significato attuale, moderno e contemporaneo alla ricerca del profitto. Mai come oggi - forse per la recessione economica, forse per una generale crisi di identità delle grandi corporazioni internazionali, forse per alcuni temi e ricerche pubblicati di recente -, è evidente la dicotomia tra industria e artigianato, tra grande produzione potenzialmente illimitata e piccola produzione per una gestione attenta ed equilibrata. L’artigianato ha lo scopo di insegnare all’industria i suoi valori di cura verso il prodotto: è utopia, ma sarebbe veramente interessante vedere la trasposizione della bellezza, della raffinatezza e dello spirito artigianale nella produzione dell’industria. L’industria è etica nel momento in cui mette a disposizione un bene a una grande quantità di persone; ma perde di etica nel momento in cui produce omologazione e perdita di personalità. La scelta di un artefatto implica un grande coinvolgimento emotivo, spesso trascurato dagli utenti in quanto vissuto come utilitaristico e non come espressione nel tempo e verso l’intorno. L’artigianato non riuscirà a plasmare totalmente l’industria, ma come spesso è accaduto alle utopie nella storia, l’artigianato potrà far correre l’industria lungo i nuovi binari virtuosi. Le professioni liberali nascono con l’affrancamento dalle attività manuali e sono tradizionalmente indipendenti e complementari nei confronti dei processi di produzione standardizzati. Architettura e disegno industriale si evolveranno più verso la manualità o verso l’industria? L’industria tradizionale punta al grande numero, inevitabilmente, per convenzione e per ingordigia probabilmente. Non c’è dubbio che non c’è freno al profitto ed è sempre stato motivo di grande orgoglio dimostrare che è possibile produrre tanto, tantissimo, sempre più e a costi sempre più bassi, per stock giganteschi e alla fine inevitabili discount per svuotare i magazzini. L’artigianato, quello da far nascere, ha in sé la prerogativa di puntare all’equilibrio, di ricercare la migliore combinazione tra risorse a disposizione e produzione finita per non eccedere nel troppo o nel troppo poco. L’artigianato deve essere interpretato come un laboratorio di libera sperimentazione produttiva che è molto utile all’industria. Credo che questa dicotomia nella definizione del sistema artigianale e industriale, andrà sempre più riducendosi, man mano che i due ambienti si toccheranno e si compenetreranno. Si potrebbe prevedere un’industria fatta dell’insieme dei laboratori artigianali più differenti e una filiera artigianale composta di tanti piccoli processi industriali e artigianali che si compensano. Non vedo antitesi, ma progressiva migrazione di una definizione verso l’altra. Il masterplan dell’Expo prevede degli itinerari del sapere nel tessuto urbano milanese che ne valorizzino le eccellenze e alcuni dei suoi lavori più recenti o tuttora in corso sono architetture per la cultura milanese, in particolare Teatro Parenti, Triennale di Milano e Castello Sforzesco. Ritiene anche lei come la Consulta degli Architetti che ci sia bisogno di fare sistema tra le diverse istituzioni culturali e di ricerca della città? Sicuramente sì e ho sempre pensato che l’integrazione sia fondamentale e necessaria per costruire ragioni di efficienza, progresso, innovazione, buon design e buona architettura. Del resto il contrario della parola integrazione è disintegrazione e questa parola contraria così catastrofica mi porta a pensare proprio che all’integrazione culturale non ci sia alternativa. Riguardo all’Expo, è estremamente significativa e stimolante e va ammirata l’attività dell’Abbazia di Chiaravalle che da secoli opera in un ideale spirito di produzione, vendita e consumo locale. Il modello della fattoria a ciclo completo per la produzione, l’elaborazione e la commercializzazione di prodotti alimentari è la metafora di un nuovo mondo, dove va premiata con il profitto non la quantità, ma la precisione nella gestione delle risorse e, insieme, una concreta opportunità di un nuovo sviluppo dove la città si integra in modo inedito al suo contado in una prospettiva di un ambiente più ricco e più abitabile. Le relazioni commerciali tra parchi agricoli nella cintura della città e mercati comunali nei quartieri urbani ricuce la città con il suo hinterland e favorisce la crescita di una educazione alla coscienza sociale che ha nell’alimentazione il riferimento più diretto alla qualità della vita e al valore del progresso. Vicinissimo a Milano, il borgo di Chiaravalle trae insegnamenti dalla grande metropoli, organizzando un’offerta culturale all’altezza del modello di vita che propone: spettacoli, conferenze, occasioni di incontro e condivisione che stimolano la vitalità del piccolo centro attraendo anche interessati dall’esterno. Un modello che merita di essere applicato anche a tantissimi altri piccoli centri delle nostre campagne che possono ricalcare, secondo le loro eccellenze, il modello di Chiaravalle, allo scopo di frenare l’onda migratoria che da anni li sta condannan- Anche luoghi della storia e del-i do alloi spopolamento. Anche la cultura di luoghi dellamilanese storia e meritano della cultuessere coinvolti in questa strara milanese meritano di essere ordinaria Il mondo coinvolti inprospettiva. questa straordinaria intero conosce l’Italia intero e Milano prospettiva. Il mondo coper le sue straordinarie bellezze nosce l’Italia e Milano per le sue storiche, ma bellezze spesso individua straordinarie storiche, nei percorsi di visita ma suoi spesso individua nei solo suoi alcune le più celebri. percorsididiqueste, visita solo alcune di Invece ne sono un’infinità di queste,ce le più celebri. Invece ce altre, magari conosciute ne sono un’infinità di altre, solo maall’interno di circuiti dedicati, gari conosciute solo all’interno che possono essere di circuiti dedicati, chevalorizzapossono te se inserite in mappe sensibili essere valorizzate se inserite in alle trasformazioni città, mappe sensibili alle della trasformache nonpermettono solo ai tuzionipermettono della città, che risti stessi ma abitanti, di vinon ma soloagli ai turisti agli stessi vere la città ogni volta secondo abitanti, di vivere la città ogni un’ottica differente, vitale. diffevolta secondo un’ottica rente, vitale. Ha mai visitato un’Esposizione Universale? Se sì, che Ha mai visitato un’Esposiimpressione ne ha Se tratto? zione Universale? sì, che impressione ne ha tratto? Ho visitato Siviglia e Hannover e ho visitato Siviglia Shanghai purtroppo Ho e Hannover e un mese prima dell’inaugurazioho visitato Shanghai purtroppo ne.mese Ne traggo dell’enorme un primal’idea dell’inauguraziopotenzialità strune. Ne traggoche l’ideaquesto dell’enorme mento offre indipendentemente potenzialità che questo strudal suooffre successo commerciale. mento indipendentemente Anche pensando alla quandal suosolo successo commerciale. tità di persone che si alla muovono Anche solo pensando quanin queste occasioni comtità di persone che si può muovono prendere il dinamismo checomuna in queste occasioni si può città ne ricava. prendere il dinamismo che una Sononemolto attratto dall’idea di città ricava. un’Expo milanese sobria di e Sono molto attrattopiù dall’idea più concentrata a produrre un’Expo milanese più sobriabee nefici strutturali godibili in tempi più concentrata a produrre bepiù lunghi che non i pochi mesi nefici strutturali godibili in tempi dellalunghi manifestazione. più che non i pochi mesi Per quello che conosco, l’imdella manifestazione. postazione dell’Expo 2015 è Per quello che conosco, l’imottima e mi dell’Expo auguro che2015 il propostazione è cesso organizzativo e amminiottima e mi auguro che il pro- strativo non metta a repentaglio quest’ottima formula. Spero cesso organizzativo e amminisoprattutto venga frustrata strativo non non metta a repentaglio l’aspettativa di formula. un’Expo istitutiquest’ottima Spero vo di infrastrutture fortifrustrata che fasoprattutto non venga vorisca la realizzazione opel’aspettativa di un’Expo diistitutire di vo di architettura infrastruttureutili, fortipratiche, che faintelligenti e sufficientemente vorisca la realizzazione di opestraordinarie da soddisfare l’atre di architettura utili, pratiche, tenzione che il mondo è intelligenti e tutto sufficientemente disposto a portare verso Milano straordinarie da soddisfare l’ate la cultura italiana. tenzione che tutto il mondo è disposto a portare verso Milano Che tipo diitaliana. esperienza si aue la cultura gura che possa trarre il visitatore dall’Expo milanese? Che tipo di esperienza si auIl temache dell’alimentazione, gura possa trarre il della visisostenibilità, dell’organizzazione tatore dall’Expo milanese? grandissimi temi che coinIlsono tema dell’alimentazione, della volgeranno l’umanità per molti sostenibilità, dell’organizzazione secoligrandissimi e per tutto temi il futuro vesono che acoinnire. Oggi possiamo volgeranno l’umanitàsolamente per molti dare un’indicazione di volontà e secoli e per tutto il futuro a ve- di impegno perché abbiamo bisogno di immagini e visioni che ci indichino versioni possibili per il mondo che aspetta le prossime generazioni. Penso che il design dei prodotti e dell’architettura sia responsabile di elaborare oggi questo nuovo paesaggio con l’etica che le è propria. Parte degli interventi sul paesaggio mi pare che riguardino le vie di transito all’interno del centro e tra centro e periferia: così penso che l’Expo sarà anche un’occasione per far riscoprire le antiche vie di comunicazione. Del resto, paesaggio fa rima con saggio. Il ritratto ritratto elaborato di MichelegraficamenDe Lucchi, te di Michele De Lucchi è è di elaborato graficamente, di Giovanni Gastel. Giovanni Gastel OSSERVATORIO CONVERSAZIONI 33 a cura di Roberto Gamba 34 Riqualificazione di piazza Ongaro Parroci a Fonteno (Bergamo) marzo - maggio 2009 Tema del concorso di idee era la riqualificazione ambientale e urbana di piazza Ongaro Parroci e dei relativi accessi alle strade che su di essa prospettano, mediante la progettazione di elementi formali e funzionali in grado di valorizzare e caratterizzare lo spazio urbano. Era richiesta esplicitamente un’attenzione alla qualità dell’intervento, attraverso l’individua- zione di soluzioni che incentivassero una migliore fruizione ed offerta dei servizi, un corretto uso degli spazi e che consentissero la percezione della migliore qualità dell’ambiente. I premi sono stati di 3.000,1.500 e 500 euro. La giuria era composta dal Sindaco Alessandro Bigoni, da Gabriele Donda, Marco Barbieri, Debora Nezosi. 1° classificato Marino Pizio (Casazza – Bg), Massimo Carminati, Francesco Rinaldi, Nicole Scudeletti Il progetto persegue come obiettivi la riduzione dell’impatto dovuto all’attraversamento automobilistico delle aree; la caratterizzazione e qualificazione delle zone di sosta e pedonali; il miglioramento dell’area destinata al mercato del giovedì; la definizione dell’area di manovra degli autobus; la riqualificazione degli arredi e delle pavimentazioni. Il progetto prevede la creazione di uno spazio di sosta e di relax attrezzato cui si accede da tutte le vie del paese, con percorsi e attraversamenti pedonali specifici; uno spazio davanti alla chiesa destinato a eventi culturali e commerciali (mercato) ed alla sosta degli autobus. L’asse visivo della chiesa costituisce il principio su cui poggia tutto l’impianto della piazza. È da questo asse che partono le direttrici dal parcheggio-non parcheggio, dello spazio tondo antistante le fontane e del percorso che si collega alla via Campello. Il progetto coniuga necessità funzionali ed estetiche riorganizzando il sistema della circolazione, migliorando la confluenza con le vie Campello e Fontana mediante l’eliminazione degli spazi di parcheggio esistenti sul lato a valle e della sosta degli autoveicoli e degli autobus, nonché delle aree mercatali, ma soprattutto consentendo ai pedoni un percorso per quanto possibile continuo. Il nuovo spazio urbano rende riconoscibili i luoghi dell’incontro e della sosta, attraverso il disegno e la matericità delle superfici e con pochi elementi dalle geometrie semplici. La presenza di una fontana, punto focale della piazza verso cui converge lo sguardo di chi proviene dalla via Palazzine, raf- forza il luogo urbano, incentivandone il senso di accoglienza. I parcheggi posti ai lati della piazza sono concentrati nella fascia centrale per garantire un maggiore rispetto della Chiesa parrocchiale e della nuova zona pedonale a monte. La riqualificazione estetica è affidata principalmente all’omogeneità della nuova pavimentazione in pietra di Luserna, che conferisce unitarietà e luminosità allo spazio. 3° classificato Giovanna Pasinelli (Fonteno - Bg) La progettazione è stata sviluppata ponendo attenzione all’individuazione di soluzioni che incentivino una migliore fruizione dei servizi e un corretto uso degli spazi, tenendo in considerazione gli elementi architettonici e i tratti urbani delineati dall’arredo esistente. È stata identificata un’area mercatale in cui sono stati collocati i banchi di vendita; sono state considerate le notevoli dimensioni degli autobus, per configurare la loro area di manovra; per la pavimentazione sono state evidenziate due soluzioni: blocchetti di porfido per gli spazi pedonali e l’area verde, cemento stampato per la pavimentazione della strada. 35 OSSERVATORIO CONCORSI 2° classificato Maurilio Ronchetti (Castro - Bg) collaboratori: Walter Balducchi, Domenico Pedretti 36 “Il gioco sapiente”di Nino Dardi Costantino Dardi Architettura in forma di parole Quodlibet, Macerata, 2009 pp. 256, € 18,00 Non credo sia un caso se questa raccolta di scritti di Costantino (Nino) Dardi – voluta, ma mai realizzata dall’autore ancora in vita – si conclude con una bella testimonianza di Aldo Rossi, amico “lontano”, accomunato da una analoga sorte. Non è un caso perché, nelle poche, affettuose, righe che Rossi gli dedica, mi pare sia riassunta tutta l’opera teorico-progettuale dell’architetto di Cervignano del Friuli: la sua attenzione per il luogo inteso “come qualcosa che insidia e attraversa il nostro lavoro”, il ruolo della “geometria assunta come significato progettuale”, ma soprattutto “la singolare unione dell’architettura con la vita”. Sono questi i temi che attraversano i ventinove saggi di cui si compone questa bella raccolta, curata da Michele Costanzo che, nell’introduzione, ripercorre analiticamente la vicenda di un architetto forse, ancora troppo poco studiato. Dardi si forma allo Iuav di Venezia. Allievo prediletto di Giuseppe Samonà, partecipa al Gruppo Architettura della cui posizione teorica diviene un attento critico e da cui, con ogni probabilità, deriva l’attenzione e predilezione per lo studio del “luogo” e l’idea del progetto come sua sintesi e rappresentazione, oltre al convincimento che il percorso progettuale si attui a partire da un procedimento conoscitivo, un processo razionale. I ventinove saggi ripercorrono e confermano, ognuno, questo punto di vista, a prescindere dai differenti temi di volta in volta analizzati: sia che si tratti di un testo sul lavoro di Piero della Francesca ad Arezzo, o che, invece, ci si soffermi a studiare l’opera di un architetto (bellissimo lo scritto su Renzo Piano) oppure si affronti il tema del ruolo di alcuni “tipi” (“i contenitori” o gli edifici industriali, per esempio) nella costruzione della città moderna, o ancora si indaghi il significato “civile” della piazza, sempre avendo come punto di vista privilegiato l’idea di costruzione della città contemporanea. Percorrendo il volume – di cui è necessario, assolutamente, sottolineare la piacevolezza della lettura e della scrittura – ciò che appare con evidenza è l’impegno dell’architetto, il suo “gioco sapiente” che, indifferentemente, informa progetti e teoria, a dimostrazione di come, nella migliore architettura, “pratica e teorica” siano parte di un unico campo di indagine. Martina Landsberger A scuola con Ghirri Giulio Bizzarri, Paolo Barbaro (a cura di) Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia Quodlibet, Macerata, 2010 pp. 272, € 22,00 Il volume è costituito da una raccolta di lezioni che Luigi Ghirri tenne tra il 1989 e il 1990 all’Università del Progetto di Reggio Emilia. Leggendo questo libro sembra quasi di trovarsi in un’aula universitaria (buia e un po’ fumosa): la trascrizione delle lezioni del maestro è accompagnata da un guarnito numero di immagini fotografiche che il professore mostrava agli studenti e che contribuiscono a calare il lettore in una viva atmosfera accademica. Dopo aver proposto diverse interpretazioni sul significato del mestiere del fotografo, e dopo aver raccontato la sua esperienza, Ghirri affronta il problema dell’impossibilità di fornire una definizione di “fotografia”, in quanto “immagine impossibile”, perché si colloca sospesa tra una realtà oggettiva ed un giudizio soggettivo (“quando noi fotografiamo, vediamo una parte del mondo e un’altra la cancelliamo”), tra la staticità della pittura e il dinamismo del cinema. Sono presenti inoltre le lezioni sulla breve, ma densa, storia della fotografia e sulla tecnica fotografica (sulle macchine ed i formati, sull’esposizione e la luce, sulla tecnica del mosso, ecc.), sempre legate alla necessità di conoscere i mezzi e le possibilità della macchina fotografica per raggiungere una consapevolezza tale da consentire di scegliere il metodo migliore per restituire, attraverso l’immagine, la realtà soggettiva dei luoghi. È interessante notare come le esercitazioni proposte agli studenti siano tutte chiaramente rivolte a sperimentare le teorie avanzate durante le lezioni: il rapporto tra immagine fotografica e immagine pittorica attraverso la riproduzione di un’immagine di un luogo, dipinto o disegnato; il problema della realtà riflessa attraverso esercizi sulla trasparenza; e, ancora, il tema della soglia, di ciò che sta dentro all’inquadratura e di ciò che invece sta fuori. Questi sono solo alcuni degli argomenti trattati da Ghirri, un maestro della fotografia che ancora molto può insegnare. Questo libro dovrebbe essere letto da tutti coloro che non solo sono interessati alla fotografia, ma che vogliono imparare a guardare, a vedere, per capire la realtà, per discernere ciò che deve necessariamente stare “dentro” alla nostra attenzione e ciò che invece può essere trascurato. Cecilia Fumagalli “Città diffusa” e “Arcipelago metropolitano” Francesco Indovina Dalla città diffusa all’arcipelago metropolitano Franco Angeli, Milano, 2009 pp. 298, € 30,00 Il volume raccoglie contributi prodotti in un ventennio di indagine da un gruppo di ricercatori del Daest (Dipartimento di Analisi Economica e Sociale del Territorio) dell’Università IUAV di Venezia (oggi Dipartimento di Pianificazione). La ricerca aveva un duplice obiettivo: analizzare l’area geografica compresa tra le città di Venezia, Padova e Treviso e condurre una riflessione sulla trasformazione della città contemporanea. Nella prima fase del lavoro, verso la fine degli anni Ottanta, gli studi sulle metamorfosi degli insediamenti portarono alla considerazione che le nuove forme urbane non avevano più nulla in comune con la tradizionale idea di città. Furono enucleati inediti elementi di lettura della realtà urbano territoriale, che portarono a coniare la nozione di “città diffusa”. Questo concetto indicava una condizione della città che si produce con l’urbanizzazione dilagante della campagna e la trasformazione morfologica e funzionale del territorio. Più recentemente, i risultati delle ulteriori indagini, rivelarono una nuova qualità dei processi urbanizzativi, comportando delle modificazioni del quadro analitico e portando ad una diversa interpretazione dei fenomeni, per cui dalla nozione di “città diffusa” si è passati a quella di “arcipelago metropolitano” o “città di città”. Con la nozione di “arcipelago metropolitano” non si intende solo trattare degli effetti negativi prodotti sulla struttura territoriale da dinamiche socioeconomiche che allontanano l’idea di città, legata alla forma compatta, tramandataci storicamente dalla tradizione europea, ma anche considerare il potenziale positivo di una trasformazione che viene letta come “un progresso e la conquista di una condizione metropolitana tendenzialmente aperta a tutti”. L’odierna organizzazione metropolitana, attraverso la produzione di migliori servizi e di diversificate opportunità economiche, è in grado di presentare vantaggi ai suoi abitanti in senso economico e culturale, offrendo una migliore qualità della vita. Si rende necessario, altresì, in questa prospettiva, attuare indirizzi progettuali di governo metropolitano, dettati da principî di equità e di equilibrio sociale. Tra i contributi raccolti nel volume, pubblicati dal 1986 ad oggi, compaiono oltre agli scritti di F. Indovina, alcuni saggi per opera di Luigi Doria, Laura Fregolent e Michelangelo Savino. Manuela Oglialoro Vincenzo Bacco Il manuale dei solai in laterizio. Vincenzo Bacco Il progetto e lasolai normativa manuale dei in laterizio. Edizioni Laterservice, Roma, 2010 Il progetto e la normativa pp. 400,Laterservice, € 35,00 Edizioni Roma, 2010 pp. 400, € 35,00 Questo manuale raccoglie in dieci capitomanuale raccoglie in dieciutile capitoliQuesto materiale tecnico e normativo, alla li materiale tecnico e di normativo, utile alla corretta progettazione un solaio in laterocorretta progettazione un solaio in laterocemento, inteso comedisistema costruttivo, cemento, inteso come sistema costruttivo, nelle sue tipologie: gettato in opera, a travetsue tipologie: gettato in opera, a travettinelle e blocchi, a pannelli e a lastre. ti e blocchi, a pannellibiblioteca e a lastre.manualistica Integra la cospicua Il volume integrasui la vari cospicua biblioteca di Laterservice, elementi primari madelnualistica di Laterservice, variunelementi la costruzione; compiendo,sui con ricco e primari della costruzione; efficace corredo grafico, uncompiendo, censimentocon dei un riccoe ed efficaceoggi corredo grafico, un prodotti dei sistemi disponibili. censimentovi dei prodotti e le deivarie sistemi oggi Dapprima si descrivono tipologie disponibili. di solaio, i componenti, le modalità di getto Dapprima vi sile descrivono varie etipologie e di disarmo, prestazioni,lei pregi i difetti. di solaio, i componenti, le modalità di getto Successivamente, il capitolo, dedicato alla e di disarmo, le prestazioni, i pregi etecnici i difetti.e normativa, evidenzia i vari aspetti Successivamente, il capitolo, dedicato alla prestazionali, previsti dalla legislazione, sia normativa, i varisiaaspetti e per i singolievidenzia componenti, per il tecnici “sistema prestazionali, legislazione, sia solaio” nel suoprevisti insieme;dalla procede ad un conper i singoli componenti, pernuovo il “sistema fronto tra quanto previstosiadal D.M. solaio” nel suo insieme; procede con14/01/2008, “Norme tecniche peradleun costrufronto (con tra quanto previsto dal esplicativa nuovo D.M. zioni” la relativa Circolare n. 14/01/2008,e “Norme tecniche per leeuropea costru617/2009) la regolamentazione zioni”EN (con la relativa Circolare esplicativa n. (UNI 15037-1-3). 617/2009)aie blocchi la regolamentazione Riguardo di laterizio e europea agli altri (UNI EN 15037-1-3). componenti resistenti (armature di acciaio, Riguardo ai blocchi di riporta lateriziole eprescrizioagli altri calcestruzzo, intonaci), componenti resistenti di acciaio, ni, la terminologia e la (armature classificazione adotcalcestruzzo, intonaci), morfologiche, riporta le prescriziotate, le caratteristiche mecni, la terminologia e la classificazione adotcaniche, fisico chimiche, i requisiti, i metodi tate,la le caratteristiche morfologiche, mecper prova, l’accettazione, la certificazione, fisico chimiche, i requisiti, metodi ilcaniche, dimensionamento, l’armatura, la iposa in per la prova, l’accettazione, la certificazione, opera dei blocchi. dimensionamento, l’armatura, posa di in Ilil quarto capitolo propone scelte ela calcoli opera dei ilblocchi. progetto; quinto le verifiche; il sesto il conIl quarto propone scelte e calcolidel di trollo e il capitolo collaudo; il settimo si occupa progetto; il quintodel le verifiche; il sesto il concomportamento solaio in zona sismica; trollo e ilprende collaudo; il settimo si occupa l’ottavo in esame i principali casidel di comportamento deldovuti solaioall’eccessiva in zona sismica; tensioni trasversali, snell’ottavo in esame i principali casiallo di lezza delprende solaio, con riferimento alle travi, tensionietrasversali, all’eccessiva snelsbalzo al senso di dovuti tessitura, agli elementi di lezza del solaio, riferimento travi, allo contrasto rigido,con ai carichi, alla alle luce; il nono sbalzo ile comportamento al senso di tessitura, agli elementi di valuta al fuoco, secondo contrastoportante, rigido, ai deformazione, carichi, alla luce; il nono capacità isolamenvaluta il comportamento fuoco,considera secondo to, carico di incendio; il al decimo portante, termico deformazione, isolamenilcapacità comportamento e igrometrico (la to, carico di del incendio; considera trasmissione calore,il idecimo ponti termici e la il comportamento termico igrometrico (la termoforesi, la diffusione delevapore); l’ultimo trasmissione del calore, i pontiacustica termici edel la parla della corretta correzione termoforesi, la diffusione del solaio, per l’attenuazione delvapore); rumore.l’ultimo parla dellacollaboratore corretta correzione acustica del L’autore, e ricercatore di Andil solaio, per l’attenuazione del rumore. Assolaterizi, è anche presidente dell’Ordine L’autore, collaboratore e ricercatore di Andil degli Ingegneri della Provincia di BarlettaAssolaterizi, è anche presidente dell’Ordine Andria. degli Ingegneri della Provincia di BarlettaAndria. Gamba Roberto Roberto Gamba Giovani architetti spagnoli che costruiscono AA.VV. 2G Dossier. arquitectos españoles. Dossier.Jóvenes Jóvenes arquitectos Young Spanish architects españoles. Young Spanish architects Gustavo Gili, Barcelona, 2010 146 pp., € 28,37 pp. 146. Questo numero speciale della prestigiosa rivista catalana “2G” raccoglie i progetti di 21 gruppi di giovani architetti spagnoli. La pubblicazione bilingue (in spagnolo e inglese) è una selezione degli oltre 140 lavori inviati all’editore ed è integrata – sull’apposita pagina web (www.2gmagazine.com) – con altre 20 opere illustrate soltanto in forma digitale. Introduce i progetti una Nota del EdiIntroduce progetti del Editor, tor, seguitai dal saggiouna De Nota los invariantes al seguita dal Apuntes saggio en De torno los invariantes al empirismo. a una nueva empirismo. en torno a una dinueva hornada de Apuntes arquitectos en España Jorhornada España Jorge Garcíadedearquitectos la Cámara,en giovane (n.di1972) ge Garcíae de la Cámara, giovane (n. 1972) studioso critico, attualmente direttore del studioso critico, attualmente direttore del Barcelonae Institute of Architecture (BIArch). Barcelona of Architecture (BIArch). Quello cheInstitute accomuna maggiormente i laQuello che accomuna i lavori presentati è il fatto maggiormente che tutti sono stati vori presentati fatto che sono tutti sono stati realizzati e cheèi ilprogettisti architetti, realizzati e che i dopo progettisti sono architetti, nati mediamente il 1970. La decisione nati mediamente dopo il 1970. La decisione di assumere queste due condizioni restrittidi queste due condizioni restrittive assumere (opere realizzate e progettisti under 40) ve (opere e progettisti 40) come puntirealizzate fissi su cui impostare under l’iniziativa come punti fissi su cui impostare editoriale poteva sembrare, a primal’iniziativa vista, un editoriale potevaforte, sembrare, prima sivista, un vincolo troppo ma, in arealtà, è rivevincolo troppo forte, ma,diinforza realtà, è rivelata essere il vero punto delsiDossier. lata essere punto di forza del Dossier. Esso, oltre ilavero differenziarsi nettamente dalla Esso, oltre adi differenziarsi dalla moltitudine opere simili, nettamente spesso piene di moltitudine di opere simili, spesso piene di progetti “spettacolari” non realizzati, costituprogetti “spettacolari” non realizzati, costituisce un prezioso documento (anche se chiaisce un prezioso documento (anche seattuale chiaramente incompleto) del panorama ramente incompleto) del panorama attuale della giovane architettura spagnola. della giovane architettura spagnola. Inoltre, si tratta di una pubblicazione che Inoltre, trattaladicostruzione una pubblicazione che mette alsicentro come pratica mette al centroimportante, la costruzione comespesso, pratica architettonica quando architettonica quando spesso negli ultimi anniimportante questa è stata considerata negli ultimi anni era stataInvece, considerata “un’attività retrograda”. qui si “quasi cerca fosse Invece, si è di far un’attività conoscereretrograda”. opere di gruppi di qui giovani cercato far praticano conoscerelaopere di gruppi di architettidiche professione, progiovani architetti cheversi praticano professiobabilmente per certi menolaspettacolari ne, probabilmente meno per certi versi meno spete mediaticamente esposti, ma sicuratacolari e mediaticamente meno esposti, ma mente più pragmatici e realisti. sicuramente pragmatici e realisti. In un periodopiù storico certamente non facile In storico certamente facile perunil periodo lavoro dell’architetto – bastinon pensare per il lavoro dell’architetto – basti pensare alla difficile congiuntura economica occidenalla congiuntura economica occidentale difficile – le opere selezionate forniscono esemtale le operequalità selezionate forniscono esempi di–elevata architettonica anche se pi di elevata qualità architettonica anche se realizzate secondo il personale tragitto prorealizzate il personale professionale secondo dell’autore. Non piùtragitto espressiofessionale dell’autore. più (Barcellona espressione di soli due centri delNon Paese ne di soli due Paese (Barcellona e Madrid), essecentri sonodel saldamente radicate e Madrid), sonolocali” saldamente radicate nelle nuoveesse “realtà (Granada, Las nelle nuove “realtà locali”ecc.) (Granada, Las Palmas, Coruña, Levante, affermatesi Palmas, Levante, de ecc.) affermatesi grazie alleCoruña, recenti escuelas arquitectura e grazie alle recenti escuelas arquitectura e alle politiche favorevoli delledeamministrazioni alle politiche favorevoli delle amministrazioni pubbliche. pubbliche. Igor Maglica Igor Maglica L’eredità di Rogers Serena cura di)di) Serena Maffioletti Maffioletti(a(a cura Il pentagramma pentagrammadi diRogers. Rogers. Architettura, misuraeegrandezza grandezza Architettura, misura dell’uomo dell’uomo Il Poligrafo, Padova, 2010 3 volumi; volumi, pp. 220 (I volume), pp. 1048 (II e IIIII volume) volume) € 25,00 (I volume), € 80,00 (II e III volume) (II e III volume) La ricorrenza del centenario della nascita di Rogers ha costituitodella l’occasione La Ernesto ricorrenza del centenario nascita per seminari, dibattiti, ruolo dei di Ernesto Rogers ha riflessioni costituito sul l’occasione contributi chedibattiti, hanno sempre accompagnaper seminari, riflessioni sul ruolo dei to la sua produzione contributi che hanno architettonica. sempre accompagnaIn due i suoi scritti erano confluiti in to la suacasi produzione architettonica. raccolte organizzate – i volumi In due casi i suoi scritti sono“Esperienza confluiti in dell’architettura”, Einaudi 1958 “Esperienza e “Editoriaraccolte organizzate – i volumi lidell’architettura”, di architettura”,Einaudi Einaudi1958 1968;e “Editoriali a queste va aggiunto il volumetto curatoa da Cesare di architettura”, Einaudi 1968; queste va de Seta per Guida editori nelda1981, a suo aggiunto il volumetto curato Cesare de tempo stampato da Laterza, ma apoi ritirato. Seta per Guida editori nel 1981, suo temNé la maggiorda parte delle ma lezioni po stampato Laterza, poi tenute ritirato.per i corsi Politecnico, né molti altritenute interventi, Né la del maggior parte delle lezioni per i a partire contributiné per diverse occasioni corsi del dai Politecnico, molti altri interventi, durante in Svizzera avevano trovato a partire l’esilio dai contributi per diverse occasioni una sistemazione una pubblicazione comdurante l’esilio in eSvizzera avevano trovato plessiva. Non si tratta contributi occasiouna sistemazione e unadipubblicazione comnali, ma intesi plessiva. Non sempre si tratta adiregistrare contributil’esigenza occasiodi una criticaatra la storial’esigenza e l’internali, marelazione intesi sempre registrare vento a considerare di una progettuale, relazione critica tra la storialae pratica l’interartistica non come momento autonomo ma vento progettuale, a considerare la pratica come un percorso contiartisticaesito non di come momentounitario, autonomo ma nuamente nella realtà della cultura, come esitoverificato di un percorso unitario, contianche al diverificato là dello nella stretto ambito nuamente realtà della disciplicultura, nare. anche al di là dello stretto ambito discipliMolto nare. opportuno appare quindi il lavoro di Serena Maffioletti che ha curato Molto opportuno appare quindilail pubblicalavoro di zione tre volumiche della degli SerenainMaffioletti hamaggior curato laparte pubblicascritti di Rogers integrando la raccolta sia zione in tre volumi della maggior parte degli con documenti meno noti che con altri del scritti di Rogers integrando la raccolta sia tutto inediti, ricavati dalnoti lavoro archivio. con documenti meno chedicon altri del Iltutto primo volume, “Il pentagramma di Rogers inediti, ricavati dal lavoro di archivio. “, raccoglie una antologia di scritti originati Il primo volume, “Il pentagramma di Rogers dalle occasioni Raccolti dall’au“, raccoglie unadidattiche. antologia di scritti originati trice lungo lavoro nell’archivio dalle mediante occasioni un didattiche. Raccolti dall’ausono prevalentemente testi destinati alle letrice mediante un lungo lavoro nell’archivio zioni svolte da Rogers nei corsi da lui tenuti sono prevalentemente testi destinati alle leal Politecnico di Milano a partire dall’anno zioni svolte da Rogers nei corsi da lui tenuti 1952-53. Questi materiali sono organizzati al Politecnico di Milano a partire dall’anno secondo tre gruppi: “Utilità e bellezza, “In1952-53. Questi materiali sono organizzati contri”, “La costruzione dell’architetto”. secondo tre gruppi: “Utilità e bellezza, “InGli altri due volumi – “Architettura, misura e contri”, “La costruzione dell’architetto”. grandezza dell’uomo” – raccolgono, in ordiGli altri due volumi – “Architettura, misura e ne cronologico, la maggior parte degli scritti grandezza dell’uomo” – raccolgono, in ordigià pubblicati, riuniti per la prima volta in una ne cronologico, la maggior parte degli scritti unica sequenza che va dal 1930 al 1969. già pubblicati, riuniti per la prima volta in una Una accurata dotazione di note permette di unica sequenza che va dal 1930 al 1969. rintracciare connessioni e riferimenti. Una accurata dotazione di note permette di rintracciare connessioni e riferimenti. Matilde Baffa Matilde Baffa 37 OSSERVATORIO OSSERVATORIO LIBRI Manuale color mattone a cura di Sonia Milone 38 Moretti: spazio e spazialità Luigi Moretti architetto. Dal razionalismo all’informale Roma, MAXXI 30 maggio – 28 novembre 2010 La mostra su Moretti è bella, molto bella. Il dialogo con lo spazio che la contiene non è meno interessante e molto di questa mostra (curata da Bruno Reichlin e Letizia Tedeschi), come pure del catalogo, ruota attorno alle esplorazioni e sperimentazioni spaziali che Moretti variamente conduce. La scelta di dedicare questa prima esposizione a Moretti è appropriata: architetto romano tra i più affascinanti dell’ultimo secolo, l’interesse sulla sua figura è andato costantemente aumentando negli ultimi 10 anni, cioè nei primi 10 del XXI secolo cui il MAXXI è dedicato. Sono esposti disegni e plastici provenienti dell’Archivio Centrale dello Stato, che negli ultimi anni molto ha lavorato sul fondo Moretti. Alcuni dei pezzi esposti sono affascinanti: ci sono i modelli costruiti per la rivista “Spazio”, oggetti di dirompente contemporaneità, e ci sono i disegni che comunicano, anche nel tratto, la forza di queste architetture. Sono per la prima volta esposte alcune opere d’arte della collezione dell’architetto che permettono di meglio capire il potente rapporto tra architettura ed arti di cui si sono nutriti i progetti. Gabriele Basili- co ha scattato alcune foto che, nella forza senza tempo del suo bianco e nero, una volta in più, se ancora fosse necessario, individuano i temi propri del nostro contemporaneo nell’opera di Luigi Moretti. Il catalogo, edito da Electa, dà conto di molti studi in corso, che per lo più riguardano l’opera dell’architetto non tanto dal punto di vista storico, quanto dal punto di vista compositivo. È osservato l’uso strumentale del linguaggio architettonico ma anche la forza e l’importanza della lettura cinetica delle opere come pure il rapporto tra forma e struttura, indagato spesso insieme a Nervi (forse prossima mostra del MAXXI). Grande attenzione è posta nell’osservazione della spazialità, ricca e sorprendente, che i progetti rivelano nel loro dipanarsi. Pisana Posocco Utopia e comunità artistiche Utopia Matters Venezia, Collezione Peggy Guggenheim 1 maggio – 25 luglio 2010 La sede veneziana della Collezione Peggy Guggenheim ospita fino al 25 luglio, nella Ca’ Venier dei Leoni, che fu dimora elettiva della collezionista americana, la mostra Utopia Matters, curata da Vivien Greene e già ospitata al Deutsche Guggenheim di Berlino. L’idea accarezzata dalla curatrice è di analizzare, sub specie Utopia, l’invenzione del testo di Thomas Moore (1516) di un’isola dove si realizza l’ideale sociale, una sequenza di avanguardie artistiche costituite in comunità, dai tardo settecenteschi Primitifs e primo ottocenteschi Nazareni sino alle esperienze novecentesche del Bauhaus e dei Costruttivisti. La vastità della traccia implica inevitabilmente nell’esposizione un approccio antologico che non nasconde le profonde differenze maturate nel rapporto artistisocietà al passaggio del secolo, e la dicotomia tra la ricerca nostalgica dell’eu-topos (luogo felice) di un presente-passato e l’adesione ingenua alla tecno-topia di un presente-futuro. Così Primitivi (Broc, Franque) e Nazareni (Pforr, Overbeck) sono seguiti dai Preraffaelliti (Millais, Rossetti), su cui si proietta la luce di John Ruskin e degli Art and Crafts (William Morris e Webb). Meno conosciuta è la colonia americana di Cornish (Dewing, Saint-Gaudens) che interpreta il ritorno alla natura come occasione di aggiornamento culturale dall’Europa, mentre più labile è l’inclusione dei neoimpressionisti vicini a Camille Pisarro. Il Novecento vede Suprematisti (Malevic, El Lissitzky), con uno straordinario olio, e Costruttivisti (Rodchenko, Tatlin), De Stijl (Mondrian, Van Doesburg, Vantongerloo) e il Bauhaus (Albers, Kandinsky, Klee) a indicare l’irreversibilità del cambiamento e l’esigenza di dare progetto didattico e forma concreta alla ricerca del non-luogo (ou-topos) di Thomas Moore. Se, come ha rilevato Cesare De Seta, la linea scelta presenta livellamenti e inevitabili esclusioni, tuttavia l’operazione resta di grande interesse, tanto che, pensando ad una delle opere, la celebre Italia e Germania del preraffaellita Overbeck, pare di cogliere l’interrogativo presente sotteso sul comune declino che la giovane America rivolge oggi all’antica Europa, senza trovare risposta. Così, dalla periferia, della testimonianza della materia utopica a colpire, di nuovo, è proprio quella inderogabile necessità vitale, da svolgersi in graduazione cronologica, che Pasolini chiamava Passione e ideologia. Stefano Cusatelli Pittore d’architettura Yves Bélorgey. Sezioni Verticali Milano, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Palazzo delle Stelline 14 maggio – 11 luglio 2010 Pittore parigino, Yves Bélorgey conduce, fin dai suoi esordi, un’approfondita ricerca sull’architettura contemporanea: non solo l’oggetto architettonico, ma soprattutto i luoghi in cui gli edifici sono inseriti e i modi in cui questi sono abitati e vissuti. Le grandi periferie urbane con i loro casermoni anonimi e malandati, gli agglomerati residenziali ed industriali senza qualità sono i soggetti preferiti dal pittore. Mai una figura umana ad abitare gli scorci offerti da Bélorgey, sempre, però, di fianco all’anonimità e, in alcuni casi, alla tristezza di questi brani di città compaiono panni stesi ad asciugare, biciclette appoggiate ad un muro, graffiti colorati, che animano la scena, trasformandola da spazio a luogo, facendo intuire, Cecilia Fumagalli Wright e Fiesole 39 Frank Lloyd Wright a Fiesole cento anni dopo 1910-2010 Fiesole, Antiquarium Costantini 17 giugno – 30 agosto 2010 Fin dall’Italienische Reise di Goethe, refrattaria ai continui tentativi di distruzione da parte degli indigeni, resiste una “vera” geografia italiana tracciata dalle proiezioni affettive dei viaggiatori stranieri, viva ancora oggi e continuamente ripercorsa dai loro connazionali. Grande rilievo vi occupa la Toscana degli inglesi e degli americani, tra i quali l’architetto Frank Lloyd Wright che fuggì a Fiesole nel 1910 con la sua amata Mamah Bortwick Cheney, mentre attendeva alla pubblicazione della sua monografia presso l’editore Wasmuth di Berlino. A questo importante passaggio della sua architettura è dedicata presso l’Antiquarium Costantini della cittadina la mostra: Frank Lloyd Wright a Fiesole cento anni dopo, 1910-2010. Dalle colline di Firenze al “Colle splendente”, a cura di Roberta Bencini. Le riproduzioni dei disegni illustrano una sequenza di cinque opere: il progetto della casastudio di Fiesole (1910), Taliesin I (1911), la casa Esbenshade, lo studio personale di Goethe Street e la villa Sherman Booth. Rispetto al disegno per Fiesole, una “T” affacciata su una corte cinta da un alto muro, memoria del villino Belvedere (“Un sogno realizzato, una strada lastricata d’oro, un esempio prezioso di quello che può essere la vita. Lei aveva realizzato per me la casa delle case” così FLW nella sua autobiografia), la costruzione di Taliesin I, il “Colle splendente” ne è un evidente sviluppo. Così tra l’inestricabile intreccio tra disegni e memoria dei sentimenti, balza in primo piano, prima dell’abbagliante esotismo del viaggio giapponese, il percorso tra le Vite del Vasari, i Morning in Florence di Ruskin, le Tuscan cities di William Howells e le contemporanee Italian Hours (1909) di Henry James. È l’apprendimento di una vera e propria “lezione fiesolana” (“il privilegio di studiare le opere” di Giotto, Masaccio, Brunel- leschi, Bramante, Sansovino, Michelangelo), che si palesa nella costruzione del paesaggio e nell’appropriazione della revisione brunelleschiana e rinascimentale della casa e della “Villa” romane (James Ackermann), come elemento dello “sviluppo di una nuova tradizione” (Sigfried Giedion). S. C. Un nuovo spazio per l’arte contemporanea Lombarda di nascita e napoletana di adozione, Lia Rumma è una figura poliedrica del panorama artistico internazionale. Sensibile collezionista d’arte contemporanea, gallerista di successo, fondatrice di case editrici, instancabile imprenditrice culturale. Una carriera quarantennale la sua, iniziata negli anni ’60 promovendo artisti emergenti come Michelangelo Pistoletto, per arrivare, più recentemente, a puntare su nomi come quello di Vanessa Beecroft o di Anselm Kiefer, di cui ha curato nel 2004 la mostra “I Sette Palazzi Celesti” per l’Hangar Bicocca di Milano, mostra poi confluita nell’esposizione permanente della straordinaria opera. Nel 2010 la Rumma torna a Milano e apre in zona Procaccini uno spazio di 2000 metri quadri destinati ad accogliere una galleria d’arte contemporanea, un laboratorio per artisti ed uffici. Il progetto, opera dello studio CLS architetti, nasce dalla sovrapposizione di volumi elementari che, grazie alle proporzioni diverse tra loro, articolano un rapporto continuamente variegato tra spazio interno e luce naturale. L’edificio si sviluppa su quattro livelli di cui uno interrato. Il volume fuori terra è caratterizzato dall’arretramento dei due piani superiori rispetto al piano terra, che rappresenta lo spazio principale della galleria. Una serie di grandi tetti-terrazzi si snodano al primo livello e sulla copertura, dove un lucernario consente di illuminare il secondo piano privo di aperture sul fronte principale. Per sfruttare al massimo gli spazi interni le scale, in ferro zincato, sono state posizionate all’esterno della costruzione, verso la facciata posteriore. Grande attenzione è stata data all’impatto ambientale del nuovo edificio: la finitura dei muri perimetrali è stata realizzata con un particolare cemento “ecologico” in grado di ridurre il livello di anidride carbonica presente nel microclima circostante. S. M. Galleria Lia Rumma Milano, via Stilicone 19 www.liarumma.it OSSERVATORIO MOSTRE attraverso pochi segni, la presenza umana celata dietro ai grigi prospetti sconnessi e tutti uguali delle nostre periferie. Yves Bélorgey riporta dunque lo stato delle nostre città e delle loro banlieu, degradate e degradanti: tutte uguali, tutti spazi che faticano ad essere luoghi, tutte riconoscibili, in quanto appartenenti a città ben precise, solo grazie alle didascalie poste sotto alle tele. La pittura di Bélorgey è da sempre considerata iper-realista, vicina dunque alla fotografia: i suoi quadri sono, infatti, delle vere e proprie istantanee che gettano l’osservatore all’interno della scena e gli consentono di esperire quei luoghi e quegli edifici rappresentati sulla tela. È inoltre il taglio delle immagini stesse che si avvicina alla tecnica fotografica: ampie prospettive grandangolari, viste urbane e dettagli frontali sono costruiti come se il pittore-fotografo si trovasse a camminare per le strade delle nostre città armato di pennello-macchina fotografica per catturare l’istante. Insieme alle tele, il Palazzo delle Stelline ospita inoltre numerosi disegni a matita su carta nei quali la vicinanza alla fotografia si fa ancora più evidente, attraverso soprattutto i chiaroscuri molto marcati e definiti (quasi delle istantanee in bianco e nero). Un interessante saggio di Pier Luigi Cervellati accompagna il catalogo della mostra, edito dal Credito Valtellinese, approfondendo acutamente i temi della città e delle periferie urbane. Una mostra, insomma, ben costruita – a partire dall’allestimento – che mette in evidenza temi attuali di riflessione e studio. 40 Fabio Mello di Claudio Camponogara “Giro tra le rovine di Milano. Perché questa esaltazione in me? Dovrei essere triste, e invece sono formicolante di gioia. Dovrei mulinare pensieri di morte, e invece pensieri di vita mi battono in fronte, come il soffio del più duro e radioso mattino. Perché? Sento che da questa morte nascerà nuova vita. Sento che da queste rovine sorgerà una città più forte, più ricca, più bella”. Queste note frasi di Savinio ben si adattano al clima in cui gli architetti nati tra il ‘20 e il ‘30 e quindi neolaureati nel dopoguerra si trovarono ad essere i protagonisti della rinascita della città. Si tratta di un periodo in cui si nota subito la qualità delle opere realizzate e il loro elevato livello che non avrà più seguito nei decenni successivi quando opereranno le generazioni più giovani. Le ragioni di questa fioritura sono, come osserva Antonio Monestiroli in 55\05. Cinquant’anni di professione, la provincia di Milano e i suoi architetti varie e articolate. Indubbiamente negli anni Cinquanta-Settanta erano giunti a maturazione i frutti che aveva seminato una scuola di altissimo livello, che aveva avuto come maestri i grandi dell’inizio del Novecento; nel dopoguerra inoltre vi era una committenza più colta e una buone gestione della cosa pubblica, tutto ciò si univa alla sensazione di poter, attraverso l’architettura, realizzare la città che si era desiderata. In questo periodo, quindi, attraverso un nuovo uso delle tecniche e dei materiali, che l’evoluzione tecnologico-industriale consentiva, quella generazione è riuscita a creare una tradizione della modernità. Ed è all’interno di questo clima che inizia a operare Fabio Mello, riuscendo a interpretare i modi espressivi del Novecento, giunge a fondere l’indagine intellettuale e una tenace sperimentazione tecnica. I suoi progetti dimostrano così una ricerca formale e tecnologica di primo piano e un’attenzione a fare dell’architettura un fatto razionale, dove il razionale era inteso come l’unica via per l’affermazione di un sistema di valori condiviso dalla società e che all’architettura spettava il compito di rendere possibili. Fabio Mello si è laureato al Politecnico di Milano in Architettura nel 1953. Il suo temperamento metodico e riflessivo lo porta dapprima all’insegnamento e dal ‘54 al ‘64 lo vede impegnato come assistente al corso Caratteri distributivi alla Facoltà di Architettura. Intensa è stata la sua attività professionale, di architetto e urbanista, iniziata, ancora laureando, agli inizi degli anni Cinquanta in collaborazione con Alberto Scarzella e continuata successivamente da solo, che ha toccato temi dell’architettura residenziale, di quella scolastica e a destinazione sociale. Ma, l’attività più importante di Mello, come rileva Andrea Disertori, va ricercata nell’edilizia industriale: stabilimenti e relativi uffici, tessile, alimentare e specialmente nel settore petrolchimico. Settore quest’ultimo che vede impegnato Mello nella realizzazione delle raffinerie Raison ad Augusta, Saras di Sarroch e la Shell di Taranto. In ognuno di questi settori i suoi progetti e le sue realizzazioni dimostrano una qualità di ricerca tecnologica e formale di primo piano e un interesse a fare dell’architettura un fatto culturale e una colta saggezza pratica. Fino alla fine degli anni Settanta oltre che in Italia opera in Libia, Spagna e Venezuela nel settore petrolifero e privato. Successivamente fonda con gli ingegneri Jogna e Scaraffia il CIRSE centro di ingegneria che si occuperà di problemi energetici attraverso lo studio e la progettazione di centrali termoelettriche, studi sui metodi per il risparmio energetico, di termo riscaldamento e dissalazione delle acque marine. Tra le sue opere non inserite in questo scritto si ricordano: le case d’abitazione in via Melloni e in Alzaia Naviglio Pavese oltre la ristrutturazione del palazzo Crivelli di via Pontaccio a Milano. Fabio Mello lavora fino a poco prima della morte avvenuta Milano il 2 aprile del 2006. Si ringraziano Andrea Disertori e Alberto Scarzella per il loro prezioso contributo. --------------------------------1. Villaggio della madre e del fanciullo, 1946-54 Milano (con Alberto Scarzella) Il “Villaggio della madre e del fanciullo” nasce nel lontano 1945 grazie ad Elda Scarzella Mazzocchi che, rientrata a Milano dalla Sardegna, comincia a coltivare un progetto: quello di creare una struttura in grado di offrire ospitalità a gestanti, madri e bambini in condizioni di svantaggio. Agli inizi degli anni ‘50 “Domus” annuncia l’inizio dell’attività che ha l’obiettivo di “offrire alle giovani assistite e ai loro bambini, un ricovero vicino il più possibile alla vita di famiglia, e il meno alla vita d’istituto”. Il compito dei progettisti era, quindi, di creare un edificio con le caratteristiche formali di un istituto, ma che fosse una casa. La pianta rispecchia la funzione che doveva assolvere: vi sono, per le ospiti, 3 appartamenti o “focolari”, ognuno composto da camere individuali, cucina, sala di soggiorno, pranzo oltre la lavanderia; inoltre, i soggiorni si aprono su piccoli giardini separati da portici. Agli appartamenti è collegato il reparto medico: ambulatori, sala parto e l’asilo nido. Sono presenti, inoltre, una piccola cappella e la zona dedicata agli uffici e una sala per riunioni. L’organizzazione a casette intervallate da patii verdi, separati da portici grigliati che schermano i passaggi coperti, dà al villaggio una dimensione di “unità orizzontale” serena e attraente. L’architettura è lineare e riprende lo spirito delle casette unifamiliari. Questa linearità è però interrotta da un motivo dominante, quello delle pensiline che contrastano con il resto dell’architettura creando un’atmosfera un po’ conventuale che rivela lo spirito comunitario e collettivo dell’opera: “il suo aspetto non imponente all’esterno ma movimentato e variato all’interno, lo salva dallo squallore che incombe sulle costruzioni, anche nuove della periferia milanese”. Nel 1959 appare su “Domus” un servizio sulla realizzazione della cappella: si tratta di una costruzione piccola e accogliente in cui prevalgono le note calde del noce massiccio dell’altare dal rosso del pavimento. Da notare la croce e il tabernacolo, realizzati su disegno di Gio e Arnaldo Pomodoro. Il “villaggio della madre e del fanciullo” a Milano, in “Domus”, n. 341, aprile, 1958 --------------------------------2. Servizi per una raffineria della Società Raison, 1957 Augusta (Siracusa) Se un’industria è sempre una struttura complessa e i servizi ne occupano comunque una parte, in una raffineria questi costituiscono la parte preponderante della struttura stessa. Essi, infatti, affiancano ogni passaggio del prodotto, dai serbatoi del grezzo a quelli del prodotto raffinato. Sono servizi di una raffineria: le centrali termoelettriche, le cabine di trasformazione, le torri di raffreddamento, le vasche di raccolta e quelle di decantazione dell’acqua, le officine, i magazzini, i laboratori di analisi, le sale di controllo degli impianti, le sale pompe, le sale compressori, le sale di etilazione, gli uffici, i locali per il personale, gli spogliatoi, le mense, le cucine, gli ambulatori e le infermerie, i garage, gli scali ferroviari, i pontili per il carico e lo scarico delle petroliere, le tettoie per il carico delle autocisterne, strutture assai differenti per collocazione e funzione; l’obiettivo è pertanto quello di rispondere alle diverse esigenze di funzionalità creando una sostanziale omogeneità architettonica. Si tratta di una raffineria di am- sa; il primo e il secondo piano sono interamente occupati dalle camere. Tutte le camere con affaccio verso il mare hanno una loggia schermata che protegge dal sole e forma un prolungamento all’aperto del soggiorno. Le condizioni climatiche del luogo hanno reso necessario il condizionamento dell’aria che si è presentato particolarmente laborioso data la scarsità dell’acqua. Infatti, la provvista sono occupati dalle sa; il interamente primo èe stata il secondo dell’acqua risoltapiano mecamere. Tutte camere con afsonoil interamente dalle diante l’impiego dioccupati una serie di sa; primo e le il secondo piano faccio verso mare una camere. Tutteil le camere con afserbatoi sistemati sul hanno tetto ledalle cui sono interamente occupati loggia schermata che protegge faccio verso il le mare hanno coperture a risega caratterizzacamere. Tutte camere conuna afdal sole forma unhanno prolungaloggia schermata che protegge no tutto ilefronte ovest. faccio verso il mare una mento all’aperto del prolungasoggiordal sole e forma che un loggia schermata protegge no. Le del mento all’aperto del prolungasoggior--------------------------------dal solecondizioni e forma climatiche un luogo resoclimatiche necessario no.Villa Le hanno condizioni delil 4. aall’aperto Oldesio, 1958 mento del soggiorcondizionamento dell’aria che luogo necessario LagoLedihanno Gardareso (Brescia) no. condizioni climatiche delil si è presentato condizionamento dell’aria cheil luogo hanno resoparticolarmennecessario te data la scarsità si èlaborioso presentato particolarmencondizionamento dell’aria che dell’acqua. Infatti, lala provvista te data scarsità si èlaborioso presentato particolarmendell’acqua stata medell’acqua. te laboriosoèInfatti, data larisolta la provvista scarsità diante l’impiego di una serie di dell’acqua èInfatti, stata medell’acqua. larisolta provvista serbatoi sistemati tetto lemecui diante l’impiego disul una serie di dell’acqua è stata risolta coperture a risega caratterizzaserbatoi sistemati tetto le cui diante l’impiego disul una serie di no tutto ilsistemati fronte ovest. coperture a risega caratterizzaserbatoi sul tetto le cui no tutto il fronte ovest. coperture a risega caratterizza--------------------------------no tutto il fronte ovest. 4. Villa a Oldesio, 1958 --------------------------------4. Villa Oldesio, 1958 Lago di aGarda (Brescia) --------------------------------Lago di aGarda (Brescia) Si tratta di una piccola 4. Villa Oldesio, 1958 casa, per vacanze fine settimana, Lago di Gardadi(Brescia) destinata a una famiglia di giovani sposi con un figlio. La casa sorge all’interno di un piccolo parco su di un terreno leggermente sopraelevato: una collina che fa sì che la parte anteriore dell’edificio poggi a terra e la parte posteriore su tre grossi pilastri. Il piano terreno è interamente occupato dal portico. L’abitazione al piano superiore è Si tratta piccola casa, per trattadi diuna una piccola casa, formata da un vasto soggiorno, vacanze di fine settimana, depertratta vacanze di fine settimana, che si apre ilpiccola lago e affacSi di verso una casa, stinata a una famiglia di giovani destinata abalconata una famiglia di giocia su una esterna, di per vacanze di fine settimana, sposi con aun figlio. La casa sorvani stanza sposi con un figlio. una da pranzo eLa cucina destinata una famiglia dicasa gioge all’interno undi piccolo parsorge all’interno un eLa piccolo di due camere da letto dei revani sposi condiun figlio. casa co suservizi. disu unditerreno parco unstrutture terreno leggerlativi Le sorge all’interno dileggermente un portanti piccolo sopraelevato: una collina che fa mentedisu sopraelevato: unaleggercollina sono cemento armato, le paparco di un terreno sì la dell’eche fa sopraelevato: sì parte chesono laanteriore parte anteriore retiche d’ambito in una mattoni in mente collina dificio alaterra la parte dell’edificio a eterra e la vista una parte a che faepoggi sìincludono chepoggi parte anteriore posteriore sucorrispondente tre grossi pilastri. parte posteriore sua terra tre grossi graticciato dell’edificio poggi ealla laIl piano è interamente ocpilastri.terreno Il piano terreno intestanza da pranzo. parte posteriore suI rivestimentre ègrossi cupato portico. L’abitazione ramente dal portico. ti esternidal sono interreno mattoni pilastri. Il occupato piano è pieni inteal piano superiore è formata L’abitazione alcontrastante pianodal superiore è rosso scuro con ramente occupato portico. da un vasto che sia formata da aun vastoinsuperiore soggiorno, le solette vista cemento L’abitazione alsoggiorno, piano è apre il lago affaccia su che siverso apre ilelago e affacbocciardato. Il vasto tetto aggettante formata da verso un soggiorno, una esterna, una cia su una balconata di è una sottile lastra eesterna, chiude la che sibalconata apre verso il lago ediaffacstanza da balconata pranzo cucina unasu stanza da pranzo e cucina casa lasciando in eevidenza le cia una esterna, di due camere dada letto e eedei di due camere letto deirelaretravi che lo sostengono. una stanza da pranzo cucina tivi servizi. Le lativi servizi. Le strutture strutture di due camere da letto eportanti dei resono cemento armato, le didiVille cemento armato, le paR. Aloi, in Italia, Hoepli, Milativi servizi. Le strutture portanti pareti sono in mattoni reti d’ambito sono in mattoni in lano, 1960 sono did’ambito cemento armato, le pain vista includono parte in vista e eincludono parte a reti d’ambito sono una inuna mattoni graticciato corrispondente vista e includono una partealla a stanza da pranzo. I rivestimengraticciato corrispondente alla tistanza esterni in mattoni pieni dasono pranzo. I rivestimenrosso scuro con ti esterni sonocontrastante in mattoni pieni le solette a vista in cemento rosso scuro contrastante con bocciardato. tettoinaggettante le solette a Ilvista cemento è una sottile Illastra chiude la bocciardato. tetto eaggettante casa in evidenza le è una lasciando sottile lastra e chiude la travi lo sostengono. casache lasciando in evidenza le travi che lo sostengono. R. Aloi, Ville in Italia, Hoepli, Milano, 1960 R. Aloi, Ville in Italia, Hoepli, Milano, 1960 --------------------------------5. Biblioteca comunale a Baggio, 1960-63 Milano (con Alberto Scarzella) Attrezzature collettive: progettazione e costruzione, “Over”, Milano, 1982 41 --------------------------------6. Villa a Laveno, 1962 Varese ----------------------------------------------------------------5. Biblioteca comunale a --------------------------------5. BibliotecaMello, comunale a L’architetto presentanBaggio, 1960-63 5. Biblioteca comunale a nel Baggio, 1960-63 do la biblioteca di Scarzella) Baggio Milano (con Alberto Baggio, 1960-63 Milano Alberto Scarzella) volume(con Attrezzature collettive, Milano (con Alberto Scarzella) ne riconduce l’origine a seguito di una donazione in denaro da parte di una cliente dello studio al Comune di Milano per la realizzazione di una architettura sociale. Il progetto dovette quindi tener conto di una cifra prestabilita importante, ma non di certo eccedente. Il piano funzionale venne steso L’architetto Mello, in collaborazione conpresentanil direttore do biblioteca dipresentando Baggio nel L’architetto Mello dellalabiblioteca Sormani e tenne Mello, presentanvolume Attrezzature collettive, nel volume Attrezzature colletconto delle esigenze necessado la biblioteca di Baggio nel ne e riconduce l’origine a seguitive lasufficienti biblioteca Baggio, ne rie a direalizzare un volume Attrezzature collettive, to di una servizio donazione denaro riconduce l’origine efficiente di ain quartiere. ne riconduce l’origine aseguito seguida parte di una in cliente dello di donazione denaro da La una pianta fu pensata modo to di una donazione inindenaro studio Comune di Milano parte dialuna cliente dello stu-i semplificare e compattare da parte di una cliente dello per alla Comune realizzazione di dio dicomprendeva: Milano perarla percorsi. studio al Essa Comune di una Milano chitettura sociale. Ildi progetto realizzazione di una architettu“un grande atrio di ingresso, la per la realizzazione una ardovette quindi tener conto ra Il progetto dovette salasociale. conferenze, la Ilsala per di la chitettura sociale. progetto una cifra prestabilita importanquindi tener conto diadattabile una biblioteca circolante dovette quindi tener contocifra di te, ma di di certo eccedente. prestabilita importante, ma non anche anon sede mostre estemuna cifra prestabilita importanIlte, piano funzionale venne steso di certo eccedente. Ileccedente. piano funporanee, le didue sale di lettura ma non certo in piano collaborazione con zionale venne inil direttore collaboadulti e persteso ragazzi, lasteso sala Ilper funzionale venne della biblioteca Sormani eiltenne razione con il direttore della bimusica, la recezione main collaborazione con il edirettore contobiblioteca delle necessablioteca Sormani tenne gazzino dei esigenze libriSormani ee la scala che della e conto tenne rie e esigenze sufficienti a realizzare un delle necessarie e sufporta all’ammezzato, ad un larconto delle esigenze necessaefficiente servizio di quartiere. ficienti a realizzare unalla efficiente go spazio destinato lettura rie e sufficienti a realizzare un La pianta fue pensata in modo servizio di quartiere. pianta fu delle riviste al primo piano gli efficiente servizio diLaquartiere. da semplificare compattare pensata in fu modo da semplificauffici”. Anche i emateriali sonoi La pianta pensata in modo percorsi. Essa re esemplificare compattare iecomprendeva: percorsi. Essai semplici ed essenziali: cemenda compattare “unagrande atrio di grande ingresso, la comprendeva: “un atrio to vista,Essa intonaco rustico, U percorsi. comprendeva: sala conferenze, la ingresso, sala per su di ingresso, la sala conferenze, glass, vetrocemento, vetro “un grande atrio di la biblioteca adattabile la sala percircolante la biblioteca circotelai metallici. sala conferenze, la sala per la anche a sede di mostre lante adattabile anche aestemsede L’edificio sorge in una zona biblioteca circolante adattabile poranee, lee due sale di estemlettura di mostre estemporanee, lepoco due periferica socialmente anche a sede di mostre per adulti e per ragazzi, sale di lettura per adulti e sala per qualificata. L’intervento si poranee, le due sale di la lettura musica, recezione il recemaragazzi, lalaesala musica, pone, quindi, unelala centro per adulti percome ragazzi, sala gazzino libri e ladei che zione e il dei magazzino e la incontro, di recezione dialogo escala cultura e musica, la elibri il maporta che all’ammezzato, ad un che larscala porta quindi didei socialità gazzino libri all’ammezzato, equalificata. la scala go un spazio destinato alla lettura ad largocompositivo spazio destinato alla L’aspetto a porta all’ammezzato, adriflette un lardelle riviste e riviste al primo piano gli lettura delle ealla al primo nostro avviso questa esigenza: go spazio destinato lettura uffici”. materiali sono piano gliAnche uffici”. i piano materiali alla struttura e quasi delle riviste e introversa aliAnche primo gli semplici ed cemensono semplici ed essenziali: cesvettante delessenziali: corpo centrale si uffici”. Anche i materiali sono to a vista, intonaco rustico, U mento a vista, intonaco rustico, affiancano trasparensemplici edelementi essenziali: cemenglass, vetrocemento, vetro U glass, vetro su ti quali levetrocemento, vetrate cherustico, aprono to a vista, intonaco Uil metallici. telai metallici. dialogo con la realtà circostanglass, vetrocemento, vetro su sorgein in zona L’edificio sorge unauna zona pete. Successivamente gli spazi telai metallici. periferica e socialmente riferica esono socialmente pocopoco quaesterni statiin arricchiti di L’edificio sorge una zona qualificata. L’intervento si lificata. si poneva, piante diL’intervento notevole corposità e periferica e socialmente poco pone, quindi, come un centro quindi, come un centro inconconsistenza. qualificata. L’intervento si incontro, di dialogo eun cultura e tro, di dialogo ecome cultura e centro quindi pone, quindi, quindi di socialità qualificata. di socialità incontro, diqualificata. dialogo e cultura e compositivo L’aspetto compositivo riflette a quindi di socialità qualificata. avviso questa esigenza: nostro L’aspetto compositivo riflette a struttura alla e quasi nostro avvisointroversa questa esigenza: corpo centrale si svettante del introversa alla struttura e quasi elementi trasparenaffiancano svettante del corpo centrale si quali le vetrate chetrasparenaprono il tiaffiancano elementi la realtà dialogo ti quali lecon vetrate checircostanaprono il Successivamente te. gli spazi dialogo con la realtà circostandi esterni sono stati arricchiti te. Successivamente gli spazi notevole piante e esterni disono stati corposità arricchiti di consistenza. consistenza. piante di notevole corposità e consistenza. L’edificio è destinato a due appartamenti speculari per la residenza estiva di due fratelli e relative famiglie. L’organismo si adagia attraverso un gioco Attrezzature di scalinate ecollettive: balconi al progetterreno tazione e costruzione, “Over”, contrapponendosi all’ambiente Attrezzature collettive: progetMilano, con la 1982 fisionomia artazione epropria costruzione, “Over”, chitettonica. Milano, 1982 Il terreno è a forte --------------------------------pendenza, boscoso, a metà 6. Villadella a Laveno, 1962 da cui costa montagna --------------------------------Varese è possibile godere 1962 di un vasto 6. Villa a Laveno, panorama sul lago e sulle circoVarese L’edificio stanti valli. è destinato a due appartamenti speculari la Su un basamento di pietra che L’edificio è destinato aperdue residenza estiva didi due fratelli assolve il compito raccordare appartamenti speculari per la e famiglie. residenza estiva diL’organismo due fratelli le relative varie quote di campagna con si adagia attraverso un gioco scale e muri di contenimene relative famiglie. L’organismo di e balconi al to,scalinate si sviluppano i volumi scuri si adagia attraverso unterreno gioco contrapponendosi all’ambiente delscalinate corpo die balconi fabbrica di alcoronati terreno con la propria fisionomia arcontrapponendosi all’ambiente da gronde e fregi in cemento chitettonica. Il terreno è a forte decorativo. La costruzione si con la propria fisionomia arpendenza, compone diboscoso, appartamenti chitettonica. Ildue terreno èa a metà forte costa montagna cui identici,della aventi al piano superiopendenza, boscoso, adametà è disoggiorno, undavasto costa della godere montagna cui re possibile un locale pranzo panorama sul lago edisulle circouna cucina, un locale è possibile godere unservizio vasto stanti valli. sul sul sulle circon bagno, e lago lelago stanze dacircoletto panorama e esulle Su basamento che costanti valli. Su undibasamento per un la valli. famiglia e per glipietra ospiti; al stanti assolve ilche compito di di pietra assolve il compito piano si trovano: canSu un inferiore basamento di raccordare pietra che le varie quote di con di raccordare le campagna varie di tina, centrale termica equote garage. assolve il compito di raccordare scale equote muri contenimencampagna con esi muri di Una grande terrazza, estenle varie didiscale campagna con to, si sviluppano i sviluppano volumi scuri contenimento, sisuperficie de per dellai scale etutta murila di contenimendel volumi scurididel corpo dicoronati fabbricostruzione edfabbrica è i articolata su to, sicorpo sviluppano volumi scuri da gronde eornata fregi indacemento ca coronati gronde ecoronati fregi in piani diversi,dida aiuole e del corpo fabbrica decorativo. costruzione cemento decorativo. costruscalette, costituendo un vero si e da gronde eLafregi inLa cemento compone di La duecostruzione appartamenti zione si compone di due apparproprio soggiorno all’aperto in decorativo. si identici, aventi piano superiotamenti identici, aventi alboscopiano continuità con ilaldeclivio compone di due appartamenti re locale soggiorno, superiore un pranzo locale pranzo sogso.un Tale permeabilità trasuperiointerno identici, aventi al piano una cucina, un locale servizio giorno, unaè ricercata cucina, un locale ed un esterno inoltre nei re locale pranzo soggiorno, con bagno, ebagno, le inserendosi stanze letto servizio con e leda stanze soggiorni che, nel una cucina, un locale servizio per labagno, famiglia efamiglia per gli ospiti; al da letto per la eda per gli bosco con zona pranzo, sia con ela le stanze letto piano inferiore siper trovano: canospiti; alapiano sibalconi trovaaprono valle su grandi per la famiglia einferiore gli ospiti; al tina, centrale termica e garage. no: cantina, termica e panoramici. Icentrale materiali adottati piano inferiore si trovano: canUna grande terrazza, estengarage. grande si sono:centrale la Una pietra per ilterrazza, basamentina, termica esigarage. de tutta lae superficie della estende per terrazza, tutta la superficie to, per l’intonaco il cemento deUna grande si estencostruzione ed èper della costruzione edarticolata è articolata corativo, il legno l’alzato esu la de per tutta la superficie della piani diversi, ornata dada aiuole e su piani diversi, ornata aiuole copertura. I colori, come scrive costruzione ed è articolata su scalette, costituendo vero e scalette, costituendo un vero piani diversi, ornata daunaiuole e proprio e propriosoggiorno soggiornoall’aperto all’aperto scalette, costituendo un vero in e continuità con il declivio boscoproprio soggiorno all’aperto in so. Tale permeabilità tra boscointerno continuità con il declivio ricercata inoltre nei ed esterno è stata ricercata inolso. Tale permeabilità tra interno soggiorni che, inserendosi nel tre nei soggiorni che inserendoed esterno è ricercata inoltre nei bosco conche, lacon zona sia si nel bosco la pranzo, zona pransoggiorni inserendosi nel aprono a valle su grandi zo, sia con aprono a valle subalconi grandi bosco la zona pranzo, sia panoramici. materiali adottati balconi I materiali aprono apanoramici. valleI su grandi balconi sono: lasono: pietra per il basamenadottati pietra per il bapanoramici. I la materiali adottati to, l’intonaco il cemento desono: la pietrae per il basamencorativo, il legno l’alzato edela to, l’intonaco e ilper cemento copertura.il legno I colori, scrive corativo, percome l’alzato e la copertura. I colori, come scrive OSSERVATORIO OSSERVATORIO OSSERVATORIO ITINERARI ITINERARI ITINERARI pie dimensioni che nel 1958 ha una capacità di trattamento del grezzo che raggiunge i 5 milioni di tonnellate annue e copre una superficie di circa 800.000 mq, al centro della rada di Augusta, servita da due pontili, di cui il maggiore è lungo 1.200 metri. Gli edifici realizzati sono molti e alquanto vari, proprio in vista della molteplicità funzionale in cui la forma nasce dall’attenzione alla funzionalità. Per esempio to grezzo che piedel dimensioni che nel 1958 ha nella palazzina perraggiungeva uffici, nelle iuna 5 dimensioni milioni annue capacità trattamento del facciate estdi editonnellate ovest pie che nel troviamo 1958 ha e copriva superficie di cirgrezzo cheuna raggiunge i 5 milioni due differenti deteruna capacità dimovimenti trattamento del ca 800.000 mq, al ecentro deldi tonnellate annue copre una minati dall’orientamento delle grezzo che raggiunge i 5 milioni la rada di edi Augusta e copre servitamq, da superficie circa 800.000 aperture dalla presenza di di tonnellate annue una due pontili, cui maggiore è al centro della radail800.000 di Augusta, schermi rompisole orientabili, superficie didicirca mq, lungo 1.200 metri. servita dache due pontili, di cui in modo i rada raggi nonil al centro della didiretti Augusta, Gli edifici sono molti maggiore èrealizzati lungo 1.200 metri. possano colpire i di piani diil servita damai due pontili, cui e vari, in molti vista Glialquanto edifici èrealizzati sonometri. lavoro. maggiore lungoproprio 1.200 della molteplicità funzionale in e alquanto vari, proprio vista Gli edifici realizzati sonoin molti cui la forma nasce dall’attenziodella molteplicità in F. Mello, I servizi difunzionale una in raffinee alquanto vari, proprio vista ne funzionalità. Per esempio cui alla la nasce dall’attenzioria, in forma “Edilizia Moderna”, n. 65 della molteplicità funzionale in nella perdall’attenziouffici, nelle ne alla funzionalità. Per esempio dicembre 1958 cui la palazzina forma nasce facciate est e per ovest troviamo nella uffici, nelle ne allapalazzina funzionalità. Per esempio due differenti deterfacciate est emovimenti ovestuffici, troviamo --------------------------------nella palazzina per nelle minati dall’orientamento delle due differenti deter3. Casa Albergo facciate est emovimenti ovest troviamo aperture e dalla presenza di minatidifferenti dall’orientamento delle per i dipendenti d’azienda, due movimenti deterschermi rompisole orientabili, aperturedall’orientamento e dalla presenza di 1957-58 minati delle in modo (Siracusa), che i raggi diretti non schermi rompisole orientabili, Augusta aperture e dalla presenza di possano mai i pianinon di in modo che icolpire raggi diretti schermi rompisole orientabili, lavoro. possano mai icolpire i pianinon di in modo che raggi diretti lavoro. mai colpire i piani di possano F. Mello, I servizi di una raffinelavoro. ria, in “Edilizia Moderna”, n. 65 F. Mello, I servizi di una raffinedicembre ria,Mello, in “Edilizia Moderna”, n. 65 F. I 1958 servizi di una raffinedicembre 1958Moderna”, n. 65 ria, in “Edilizia --------------------------------dicembre 1958 3. Casa Albergo --------------------------------per i dipendenti 3. Casa Albergo d’azienda, --------------------------------1957-58 perCasa i dipendenti 3. Albergo d’azienda, 1957-58 Augusta (Siracusa), d’azienda, per i dipendenti (con Alberto Scarzella) Augusta (Siracusa), 1957-58 (con Alberto Scarzella) Augusta (Siracusa), La casa albergo è destinata ai dipendenti della Società Raison situata ad Augusta. In questo edificio predomina, per ragioni economiche, l’uso di materiali locali, come ad esempio la pietra che costituisce tutta la muratura portante. La forte pendenza del terreno e la sua natura di riporto hanno reso necessario l’elevazione di un muro di sostegno alto 7 metri e delle La casa albergo destinatacon ai (con Alberto fondazioni suScarzella) pali.èL’edificio dipendenti della Società La casa albergo è destinata ai pianta a corpo doppio, siRaison eleva (con Alberto Scarzella) situata ad Augusta. In questo dipendenti della Raison di tre piani e unSocietà La casa albergo èseminterrato. destinata ai edificio predomina, per ragioni situata ad Augusta. In questo In quest’ultimo trovano collodipendenti della Società Raison economiche, l’uso dirivolte mateedificio predomina, per ragioni cazione ad alcune stanze al situata Augusta. In questo riali locali, come economiche, l’usoadper diesempio matemare, lapredomina, lavanderia-guardaroba edificio ragioni la costituisce tutta riali locali,che come ad al e lapietra centrale termica; piantereconomiche, l’uso diesempio matela muratura portante. La forte pietra costituisce tutta reno altre che camere, un esempio locale di riali locali, come ad pendenza delportante. terreno la tutta sua muratura forte soggiorno-tavola calda,eLal’allogla pietra che costituisce natura riporto nependenza delportante. terreno ereso sua gio del di custode ehanno un’autorimesla muratura Lala forte cessario di eun natura di l’elevazione riporto hanno reso nependenza del terreno lamuro sua di sostegno alto hanno 7 metri e muro delle cessario di un natura di l’elevazione riporto reso nefondazioni sualto pali.7 L’edificio con di sostegno metri delle cessario l’elevazione di une muro pianta a corpo doppio, fondazioni sualto pali. con di sostegno 7 L’edificio metrisie eleva delle di tre piani un seminterrato. pianta a corpo doppio, si eleva fondazioni sue pali. L’edificio con In trovano di quest’ultimo tre piani e un seminterrato. pianta a corpo doppio, si colloeleva cazione alcune stanze rivolte al In quest’ultimo trovano collodi tre piani e un seminterrato. mare, la alcune lavanderia-guardaroba cazione stanze rivolte al In quest’ultimo trovano colloe la centrale termica; piantermare, la alcune lavanderia-guardaroba cazione stanzealrivolte al reno altre camere, unallocale di e la centrale termica; piantermare, la lavanderia-guardaroba soggiorno-tavola calda, l’allogreno altre camere, unallocale di e la centrale termica; piantergio del custode e un’autorimessoggiorno-tavola calda, l’allogreno altre camere, un locale di sa; il primo e il esecondo piano gio del custode un’autorimessoggiorno-tavola calda, l’alloggio del custode e un’autorimes- 41 41 42 Isamento, colori,nella come l’intonaco scrive Mello esono il cemento nella reMello relazione, “quelli lazione, decorativo, sonoil legno “quelli per chel’alzato sinei trovano e che si trovano d’autunno bod’autunno la copertura. neiI boschi colori, circostanti”. come scrischi circostanti”. ve Mello nella relazione, sono “quelli cheterreno si trovano d’autunno Su di un boschivo pronei boschi ilcircostanti”. spiciente Lago Maggiore, in “Ville-giardini”, n. 15, marzo Su di un terreno boschivo pro1969 spiciente il Lago Maggiore, in “Ville-giardini”, n. 15, marzo --------------------------------7. Padiglione Foresteria, 1969 1963 --Imbersago (Lecco) 7. Impianto di filatura Cotone “MA.TE.SI.”, 1965 Campofelice di Roccella (Palermo) Si tratta di una costruzione che assolve contemporaneamente a diverse funzioni: quella di offrire un ricco soggiorno di carattere non continuativo a una numerosa famiglia, di ricevere contemporaneamente molte persone e di accogliere una collezione di oggetti d’arte antica e moderna. La funzione di residenza quasi Lo stabilimento è statoèrealizsecondaria a quella di zato per la rispetto filatura del cotone padiglione o di foresteria. e parzialmente per quella delle Elemento fondamentale è quello fibre sintetiche. L’organizzaziodel soggiorno. Ci si trovale invarie una ne interna rispecchia ricca della teoria lavorazione di sale e saloni ampiil fasi quali: e collegati glidelle uni con gli altri. Sul magazzino materie prime, l’edificio è ilterreno repartodegradante di apertura delle balle, realizzato piani sfalsati nei le sale di con lavorazione, i reparti quali intervienei magazzini anche come di imballaggio, dei elementofiniti, compositivo l’acqua prodotti oltre una serie di che è presente in laghetti valaboratori, di aree riservatee agli sche quasi a creare un dialogo impianti come la centrale termitra l’interno e l’esterno. Analoca, di condizionamento. Infine, gamente pone anche l’uso sono statisirealizzati le aree di del vetrofrache in molti servizio cui sfonda il settore degli punti le permettendo uffici, gli pareti spogliatoi e i servizi alla per luce di entrare. I materiali utigli operai. Particolare attenzione lizzati semplici: mattoni di a è statasono riservata all’impianto vista, cemento calcestruzzo filatura, dove èe richiesta per in la contrastoefficienza con quellidel utilizzati per perfetta reparto, gli interni come marmi, un’elevata umidità relativastucchi e una e palissandro.costante. TrattandosiA ditale un temperatura edificio loabitato saltuariamente, scopo stabilimento è stato si è dedicata particolare previsto totalmente chiusoattensenzione agli elementi di l’esterno. chiusura za contatti diretti con e alle parti esternecon che notevoli sono di È stato adottato notevole spessore e altamente vantaggi economici, un partiisolanti.sistema Alla costruzione è ancolare costruttivo nel nessa le una autorimessa percosticinquale strutture portanti que macchine. tuiscono canalizzazioni per l’impianto di condizionamento e in R. Aloi, Ville d’oggi, Hoepli, cui gli isolamenti previsti perMile lano 1964svolgono anche la funstrutture zione di isolamento delle cana8. Motel Esso, 1964 consiste lizzazioni. Tale sistema Brescia nella realizzazione di travi canale collegate con la centrale di condizionamento, che si sviluppano sui lati maggiori del capannone e in una serie di travi trasversali in c.a. precompresso poste a un interasse di 3 metri. I fronti sono caratterizzati da gronde molto sporgenti che hanno la funzione di proteggere le pareti esterne dagli agenti atmosferici Impianto filatura cotone “MA. Dalla finedidegli anni Cinquanta TE.SI.”lavora a Campofelice di RocMello alla realizzazione cella, autostazioni Italia, in G. Aloi, delle dellaArchitetsocietà Contemporanee, eture allaIndustriali progettazione degli edifici Hoepli,a1966 adibiti motel e autofficine che secondo la politica aziendale --------------------------------venivano affiancati alle stazioni 8. Padiglione stesse. Il motelForesteria, è ubicato sulla 1963 via della Bornata, in uscita da Imbersago (Lecco) Brescia sulla strada per Venezia. L’edificio presenta un piano seminterrato e quattro piani fuori terra. La differenza di quota fra la via della Bornata e il viale alberato che scorre parallelamente ha consentito la realizzazione di tutti gli ingressi di servizio direttamente dal piano stradale posteriore e l’illuminazione diretta dei locali stessi. Il piano seminterrato comprende le autorimesse con l’officina e i locali lavaggio macchine, il guardaroSi tratta di una costruzione che ba, la lavanderia, la dispensa, i assolve contemporaneamente magazzini e alcune quella camere a diverse funzioni: di per ofilfrire personale. piano terradiè cadiun riccoIl soggiorno viso in due il primo derattere non settori: continuativo a una stinato ai servizi dell’albergo, la numerosa famiglia, di ricevere hall, gli uffici della direzione, il ricontemporaneamente molte storante cucina; il secondo, persone eela di accogliere una destinato stazioned’arte di servicollezione alla di oggetti anzio, vendita, tica comprende e moderna. laLasala funzione di iresidenza locali per ilègestore i depositi. quasi esecondaria A questoasecondo settore corririspetto quella di padiglione sponde, sul piazzale la grande o di foresteria. Elemento fondapensilina protezione ai punti mentale èdi piuttosto quello del di rifornimento soggiorno. Ci si del trovacarburante. in una ricAi distribuica piani teoriasuperiori di sale esono saloni ampi e te le camere dacon letto. collegati gli uni gli altri. Sul terreno digradante l’edificio G. Aloi, Hotelcon e motel, è realizzato piani Hoepli, sfalsati Milano, nei quali1970 interviene anche come elemento compositivo l’acqua che è presente in laghetti e va9. Impianto filatura sche quasi adicreare un dialogo Cotone “MA.TE.SI.”, 1965 tra l’interno e l’esterno. AnaloCampofelice di Roccella gamente si pone anche l’uso (Palermo) del vetro che sfonda in molti punti le pareti permettendo alla lucestabilimento di entrare. è stato realizLo I materiali semzato per lautilizzati filatura sono del cotone mattoni aper vista, cemeneplici: parzialmente quella delle to e sintetiche. calcestruzzo in contrasto fibre L’organizzaziocon interna quelli utilizzati per glile interni ne rispecchia varie come marmi, stucchi e palissandro. Trattandosi di un edificio abitato saltuariamente, si è dedicata particolare attenzione agli elementi di chiusura e alle parti esterne che sono di notevole spessore e altamente isolanti. Alla costruzione è annessa una autorimessa per cinque macchine R. Aloi, Ville d’oggi, Hoepli, Milano 1964 9. Motel Esso, 1964 Brescia Dalla fine degli anni Cinquanta fasi della lavorazione quali: il magazzino delle materie prime, il reparto di apertura delle balle, le sale di lavorazione, i reparti di imballaggio, i magazzini dei prodotti finiti, oltre una serie di laboratori, di aree riservate agli impianti come alla la centrale termiMello lavora realizzazione ca di condizionamento. Infidellee autostazioni della società ne, stati realizzati aree e allasono progettazione deglileedifici di servizio fra cui il settore degli adibiti a motel e autofficine che uffici, gli spogliatoi e i servizi per secondo la politica aziendale gli operai. affiancati Particolarealle attenzione venivano stazioni è stata Ilriservata di stesse. motel èall’impianto ubicato sulla filatura, è richiesta per da la via delladove Bornata, in uscita perfetta efficienza Brescia sulla stradadelperreparto, Veneun’elevata umidità relativa e una zia. L’edificio presenta un piano temperatura A fuotale seminterrato ecostante. quattro piani scopo lo differenza stabilimento è stato ri terra. La di quota fra previsto totalmente la via della Bornata chiuso e il vialesenalza contatti diretti con l’esterno. berato che scorre parallelamenÈ stato adottatola con notevoli te ha consentito realizzazione vantaggi partidi tutti glieconomici, ingressi diunservizio colare sistema nel direttamente dal costruttivo piano stradaquale le strutture costile posteriore e portanti l’illuminazione tuiscono l’imdiretta deicanalizzazioni locali stessi. per Il piano pianto di condizionamento in seminterrato comprende le eaucui gli isolamenti previsti le torimesse con l’officina e iper locali strutture la funlavaggio svolgono macchine,anche il guardarozione isolamento cana-i ba, la di lavanderia, la delle dispensa, lizzazioni. sistema consiste magazzini Tale e alcune camere per nella realizzazione di travi il personale. Il piano terracanale è dicollegate con la centrale di conviso in due settori: il primo dedizionamento, che si sviluppano stinato ai servizi dell’albergo, la sui capannone hall,lati gli maggiori uffici delladel direzione, il rie in una e serie di traviiltrasversali storante la cucina; secondo, in c.a. precompresso poste a destinato alla stazione di serviun di 3la metri. I fronti zio,interasse comprende sala vendita, sono gronde i locali caratterizzati per il gestore edai depositi. molto sporgenti hanno la A questo secondoche settore corrifunzione di proteggere pareti sponde, sul piazzale lalegrande esterne agenti atmosferici pensilinadagli di protezione ai punti di rifornimento del carburante. Impianto di filaturasono cotone “MA. Ai piani superiori distribuiTE.SI.” a Campofelice te le camere da letto. di Roccella, Italia, in G. Aloi, Architetture Industriali G. Aloi, Hotel Contemporanee, e motel, Hoepli, Hoepli, Milano, 1966 1970 --------------------------------10. Motel Entrèves, 1968, Motel,a1968 Aosta (con Ettore Palombi) Entrèves (Aosta) (con Ettore Palombi) Il motel è stato realizzato di fronte al monte Bianco all’interno di uno splendido scenario naturale. L’edificio è stato pensato come un elemento che non arreca disturbo, ma che, senza mimetizzarsi, entri a far parte dello scenario circostante, come se ne fosse una vera e propria struttura. La costruzione è composta da due corpi: uno basso in cui trovano ospitalità la hall d’ingresso, il ristorante e i relativi servizi, il corpo alto in cui sono inserite le stanze dell’hotel. Renato Pedio lo presentava così: “una piastra e un corpo alto nettamente caratterizzato sua copertuche, senza dalla mimetizzarsi, entri ra; sotto a farandamenti parte dello curvilinei scenario circola piastra, nervose stante, come se neangolazioni fosse una in alto, fenditure e raccordi. La vera e propria struttura. La copiastra è un’asola spezzata da struzione è composta da due una corpi:finestratura uno bassoquasi in cuicontinua trovano e anche per conclusioneil ospitalità la essa hall lad’ingresso, è chiara, senza pentimenti, defi-il ristorante e i relativi servizi;w nitiva. è,inincui questa una corpo Vi alto sonorecita, inserite le forte stanzeprecisione dell’hotel. connotativa. Renato PedioIl gioco è tutto così: nell’affermare un lo presentava “una piastra periodare e scandito e e un corporobusto alto nettamente canel negarlo con scavi, le buratterizzato dallaglisua copertucature, gli intagli.curvilinei La copertura ra; andamenti sotto del corpo alto giocaangolazioni anch’essa la piastra, nervose con autorità. Era eunraccordi. punto noin alto, fenditure La dale, caso come questo piastrain èun un’asola spezzata da la alto non può unaconclusione finestraturainquasi continua sottrarsi - non deve al confrone anche per essa la -conclusione to direttosenza col profilo montano, è chiara, pentimenti, defideve senza soprafnitiva.adeguarvisi Vi è, in questa recita, una farlo, perché ogniconnotativa. violenza sa-Il forte precisione rebbe ogni debolezza gioco ridicola è tutto enell’affermare un imperdonabile. Anche qui il geperiodare robusto e scandito e sto è rotto, la dizione è sonante nel negarlo con gli scavi, le buma acutamente, cature, gli intagli.elegantemente La copertura fermata in certe pieghe sapienti. del corpo alto gioca anch’essa (…) Qui il ‘gesto’ con autorità. Era unarchitettonipunto noco malgrado le alterazioni e le dale, in un caso come questo deviazioni dellain committenza, la conclusione alto non può resta adeguato. Non è sugsottrarsi - non deve - alviconfrongestività questo edificio; piutto direttoin col profilo montano, tosto una pacatezze ragionata deve adeguarvisi senza soprafche farlo,articola perchéunitariamente ogni violenzai moti safondamentali dettagli”. rebbe ridicolaeei ogni debolezza imperdonabile. Anche qui il gesto è rotto, la dizione è sonante ma acutamente, elegantemente fermata in certe pieghe sapienti. (…) Qui il ‘gesto’ architettonico malgrado le alterazioni e le deviazioni della committenza, resta adeguato. Non vi è suggestività in questo edificio; piuttosto una pacatezze ragionata che articola unitariamente i moti R. Pedio, Motel presso Courmayeur, in “L’architettura cronache e storia”, n. 149, marzo 1968 --------------------------------11. Centrale termoelettrica Saras, 1970 Sarroch (Cagliari) L’impianto è destinato all’autoproduzione combinata di energia elettrica e vapore tecnologico. È una struttura realizzata totalmente in c.a. che nulla poteva concedere a concetti che non fossero esclusivamente funzionali. La centrale è composta da: sala macchine per due turbine a vapore a compressione dotata di carro ponte da 30 tonnellate; sala controllo; sala quadri elettrici; i locali accessori che comprendono: officina e servizi. I particolari costruttivi determinanti per l’aspetto formale sono le travi porta carro ponte a sezione concava per eliminare l’ingombro delle mensole e i pilastri ad “H” per ridurre le luci delle travi longitudinali e per consentire un semincastro delle travi di copertura. L’illuminazione naturale della sala macchine è ottenuta mediante le grosse fasce orizzontali di poliestere di colore azzurro. Ancora una volta l’estetica dell’edificio è determinata dall’incontro tra intuizione, funzionamento statico e corretta realizzazione tecnica. 12. Casa per vacanze, 1970 Sicilia (con L. Minniti) L’edificio è presentato su “Ville e giardini” dove viene messo in evidenza il carattere mediterraneo della villa, carattere determinato dall’uso di tecniche e materiali autoctoni, come le ceramiche colorate per i gradini delle scale esterne e gli elementi porticati. L’anonimo estensore così descrive la casa: “sorge su una scogliera a picco sul mare in una zona rocciosa circondata da agavi e fichi d’india. Questa posizione le consente di vedere da lontano l’Etna, mentre dal lato opposto la vista si allarga verso capo Passero, che è la punta più meridionale della Sicilia. Il degradare del terreno si ripercuote nella distribuzione interna articolata su due piani collegati da una scala interna, e - all’esterno - nella disposizione delle terrazze a vari livelli. Il carattere più evidente come spesso avviene in case del genere è il susseguirsi dei porticati esterni ad archi, che circondano interamente il soggiorno e l’ingresso, creando una piacevole zona di ombra. La finitura ad intonaco bianco e il tetto piano completano il carattere ‘mediterraneo’ di questa villa. Ai piedi della casa, un tratto di terreno tenuto a fichi d’india e agavi ne costituisce la necessaria riserva verde che prosegue fin sulla scogliera. In questa zona a giardino sono sistemati gli spogliatoi per gli ospiti bagnanti”. L’ombra del bianco, in “Ville e giardini”, n. 39, marzo, 1971 --------------------------------13. Polo direzionale e logistico di Sony Italia, 1977 Cinisello Balsamo (Milano) Il Centro direzionale e logistico di Sony Italia si trova in un’ampia zona aperta, in prossimità della tangenziale est di Milano. La configurazione prende corpo dal rispetto delle esigenze fun- zionali, ma anche dalla necessità di esprimere un’architettura rappresentativa consona al prestigio del committente. Ciò avviene attraverso la realizzazione di una struttura coerente con il livello di un’elevata tecnologia del committente e al tempo stesso lineare e sobria. Il ricorso al vetro e al cemento favorisce la creazione di un’immagine leggera e rassicurante oltre a costituire d’ora in poi una sorta di cifra stilistica che caratterizzerà la periferia milanese e non solo. La sede dell’azienda è un ampio polo articolato in edifici che assolvono ciascuno una differente funzione: palazzo per uffici, centro assistenza clienti, magazzino, mensa, guardiola e parcheggi. L’edificio che ospita gli uffici, la direzione generale e il centro supporto tecnico, assieme a sale di rappresentanza e showroom per l’esposizione, è quello che si impone maggiormente alla vista di chi transita lungo la tangenziale. Si tratta di un corpo di fabbrica che rappresenta una sorta di vetrina che chi si dirige a Milano non può non notare. Nonostante questo impatto, tuttavia, l’edificio non è aggressivo, ma trasparente e ricco di linee spezzate. All’interno si trovano, oltre agli spazi degli uffici, anche una parte destinata all’accoglienza e l’orientamento dei clienti. Ambiente ampio, articolato e luminoso, ricco di particolari scale di metallo, sale meeting, sale ospiti in cui sono inseriti elementi scultorei. Tra gli edifici si deve dare rilievo alla presenza di un’ampia vasca per l’acqua dotata di cascate, collocata all’ingresso dell’edificio multipiano che in qualche misura amplia e completa il giardino. Si tratta di un serbatoio utilizzabile in caso di incendio. R. Trasi, Il polo direzionale e logistico di Sony Italia, in “Presenza Tecnica”, n 1 --------------------------------14. Dipartimento di Aerospaziale, 1998 Milano, Campus Bovisa Nel 1997 viene inaugurata la nuova sede del Politecnico di Milano, situata nel vecchio quartiere operaio di Bovisa. La nuova realtà affiancherà senza sostituirla la sede di piazza Leonardo da Vinci. Già all’inizio erano previsti anche insediamenti residenziali e commerciali, case dello studente oltre a una considerevole rete di infrastrutture. Il polo prettamente universitario prevedeva tutti i corsi di laurea in Ingegneria industriale e la sede della nuova Facoltà di Architettura e design: laboratori, dipartimenti, aule e biblioteche. Il primo edificio è presentato su “Dedalo” come “un bel palazzo avvolto da tralicci di acciaio giallo, che sembra moderno, mentre si tratta di un’opera di recupero”. Le strutture in acciaio, di cui si è detto, così come il tetto, appartengono alla vecchia ferriera (l’ex Fbm). L’interno è articolato in tre piani fuori terra e uno nel sottosuolo. La parte seminterrata, illuminata ai lati dalla luce esterna naturale, contiene un ampio parcheggio. Il piano terra consta di 9 aule da 100-300 posti, il primo di 4 aule dotate di attrezzature informatica, il secondo di uffici e una biblioteca. Anche in questo caso l’esigenze funzionali determinano la ristrutturazione attraverso interventi leggeri in cui molta attenzione è dedicata alla ricerca di un nuovo sistema di snodi infrastrutturali interni e un complesso sistema di spazi di relazione. P. Stefanato, Il Politecnico va alla Bovisa, in “Dedalo”, n. 10, ottobre 2007 43 OSSERVATORIO ITINERARI fondamentali e i dettagli”. L’articolo era accompagnato da una lettera dei progettisti che prendeva in parte le distanze dalla realizzazione a seguito delle modifiche apportate dalla committenza.