I
Terzo Pilastro di Basilea 2
Informativa al pubblico
30 giugno 2013
I
2
I
Indice
Tavola 1 – Requisito informativo generale ....................................................................................5
Tavola 2 – Ambito di applicazione...............................................................................................41
Tavola 3 – Composizione del patrimonio di vigilanza .................................................................87
Tavola 4 – Adeguatezza patrimoniale .........................................................................................93
Tavola 5 – Rischio di credito: informazioni generali riguardanti tutte le banche .......................103
Tavola 6 – Rischio di credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo
standardizzato e alle esposizioni creditizie specializzate e
in strumenti di capitale nell’ambito dei metodi IRB .................................................119
Tavola 7 – Rischio di credito: informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB ........123
Tavola 8 – Tecniche di attenuazione del rischio (CRM)............................................................161
Tavola 9 – Rischio di controparte ..............................................................................................167
Tavola 10 – Operazioni di cartolarizzazione .............................................................................183
Tavola 11 – Rischi di mercato: informazioni per le banche che utilizzano il metodo
dei modelli interni per il rischio di posizione, per il rischio di cambio
e per il rischio di posizione in merci (IMA) .............................................................211
Tavola 12 – Rischio operativo ...................................................................................................227
Tavola 13 – Esposizioni in strumenti di capitale: informazioni sulle posizioni
incluse nel portafoglio bancario .............................................................................233
Tavola 14 – Rischio di tasso di interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario .......239
Glossario / Abbreviazioni ...........................................................................................................243
Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari….... .....251
I
Note:
Tutti gli importi, se non diversamente indicato, sono da intendere in migliaia di euro.
Le informazioni sono riferite all’area di consolidamento prudenziale.
L’eventuale mancata quadratura tra i dati esposti nel presente documento dipende esclusivamente dagli arrotondamenti.
Gli importi non ponderati relativi alle "garanzie rilasciate e impegni a erogare fondi", sia per la metodologia standard, sia per
la metodologia basata su rating interni, sono stati considerati in base all’equivalente creditizio, se non diversamente indicato.
La produzione del presente documento di Informativa al Pubblico è realizzata in coerenza con specifica Regolamentazione
Interna (Regole di Governance di Gruppo), avente ad oggetto "Governance Guideline che definisce principi e regole per la
produzione dell’Informativa al Pubblico (Pillar III – Basilea II)".
Come previsto dalle istruzioni contenute nella Circolare Banca d’Italia 263/2006, la Tavola 15 non è soggetta a pubblicazione
semestrale.
4
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Tavola 1 – Requisito informativo generale
Informativa qualitativa
Il gruppo UniCredit controlla e gestisce i rischi ai quali è esposto attraverso metodologie e processi rigorosi, in grado di
dispiegare la loro efficacia in tutte le fasi del ciclo economico.
Il presidio ed il controllo dei rischi di Gruppo sono assicurati dalla funzione Risk Management della Capogruppo che esercita
il proprio ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei rischi in particolare attraverso i “Portfolio Risk Managers”
responsabili per i rischi di competenza, in ottica di Gruppo ed interdivisionale. Il modello prevede inoltre uno specifico punto di
riferimento per l’Italia nella funzione “CRO Italy”, cui sono state assegnate le responsabilità relative ai rischi di credito,
operativi e reputazionali del perimetro Italia, nonché del coordinamento manageriale delle funzioni di Risk Management
presso le Entità italiane del Gruppo.
Nel corso del primo semestre 2013, la Competence Line GRM è stata oggetto di analisi e di revisioni organizzative finalizzate
a:
•
assicurare una più chiara separazione tra il risk management e le responsabilità transazionali;
•
rinforzare i processi del risk management per chiarire le responsabilità e le competenze;
•
distinguere chiaramente i ruoli e le attività tra la Capogruppo e il perimetro italiano per conferire maggiore chiarezza
e responsabilità;
•
mantenere e rafforzare il focus sulle competenze dell’area GRM.
In particolare, alla funzione Risk Management sono attribuiti i compiti di:
•
ottimizzare la qualità dell’attivo del Gruppo, minimizzando il costo dei rischi, coerentemente con gli obiettivi di
rischio / redditività assegnati alle Aree di Business;
•
definire, di concerto con la funzione Planning, Finance & Administration, il risk-appetite del Gruppo e valutare
l’adeguatezza patrimoniale dello stesso, nel contesto dell’Internal Capital Adequacy Process (ICAAP), in conformità
ai requisiti di Basilea II, Secondo Pilastro;
•
definire, in conformità agli standard di Basilea II ed ai requisiti di Banca d’Italia, norme, metodologie, linee guida,
politiche e strategie concernenti la gestione dei rischi di Gruppo, e, in cooperazione con l’Organization department,
i relativi processi e la loro implementazione;
•
porre in essere un sistema di controllo del rischio creditizio e di concentrazione sia a livello di singole controparti /
gruppi economici, sia per “cluster” rilevanti (quali settori economici / industriali), monitorando e fornendo reportistica
sui limiti preventivamente definiti;
•
definire e fornire alle Aree di Business ed alle Entità i criteri per la valutazione, la gestione, la misurazione, il
monitoraggio e la reportistica dei predetti rischi e garantire la coerenza dei sistemi e delle procedure di controllo sia
a livello di Gruppo che di singola Entità;
•
supportare le Aree di Business nel conseguimento dei loro obiettivi, contribuendo allo sviluppo dei prodotti e dei
business (es. innovazione dei prodotti creditizi, opportunità competitive connesse all’accordo di Basilea, etc.);
•
verificare, mediante il processo di convalida in fase iniziale e nel continuo, l’adeguatezza dei sistemi di misurazione
del rischio adottati nell’ambito del Gruppo, orientando le scelte metodologiche verso standard qualitativi sempre più
elevati e convergenti, appurando la coerenza delle rispettive modalità di utilizzo nell’ambito dei processi;
•
porre in essere un adeguato sistema di analisi preventive, in grado di quantificare l’impatto sulla struttura
economico-finanziaria del Gruppo derivante dal rapido deterioramento del ciclo economico o da altri fattori di shock
(c.d. Stress Test). Tale analisi è svolta con riferimento alle singole tipologie di rischio, così come alla loro
integrazione e raffronto con il capitale disponibile;
•
creare e diffondere una cultura del rischio estesa a tutto il Gruppo.
In conformità all’architettura della funzione Risk Management ed al fine di presidiare la capacità di indirizzo autonomo, il
coordinamento ed il controllo dei rischi di Gruppo, migliorando l’efficienza e la flessibilità nel processo decisionale e
agevolando l’interazione tra le differenti funzioni coinvolte, sono operativi specifici Comitati responsabili in materia di rischi,
articolati su tre distinti livelli:
•
il “Group Risk Committee”, responsabile per le decisioni strategiche sui rischi a livello di Gruppo;
•
i “Group Portfolio Risk Committees”, cui sono assegnati il compito di indirizzare, controllare e gestire i differenti
rischi di portafoglio;
•
i “Group Transactional Committees”, dedicati alla valutazione delle singole controparti / transazioni aventi impatto
sul profilo di rischio complessivo.
5
I
In particolare, il Group Risk Committee si riunisce con funzioni consultive e propositive ai fini della definizione di proposte
dell’Amministratore Delegato al Consiglio di Amministrazione, con riferimento a:
•
“risk appetite” di Gruppo inclusi obiettivi di capitalizzazione, criteri di allocazione del capitale, capacità di
assunzione del rischio, “cost of equity” e politica dei dividendi nonché limiti di capitale interno;
•
strategie generali per l’ottimizzazione dei rischi, linee guida generali e politiche generali per la gestione dei rischi di
Gruppo;
•
approvazione iniziale e modifiche sostanziali dei sistemi di controllo e misurazione dei rischi (per i rischi di credito,
mercato, operativi ed altri rischi), inclusi possibili piani di azione, processi, requisiti di IT e di "data quality";
•
struttura dei limiti per tipologia di rischio;
•
politiche strategiche e piani di funding;
•
stima complessiva degli accantonamenti per rischi su crediti ("Loan Loss Provisions");
•
definizione e revisione periodica dell’“ICAAP General Framework”, del relativo perimetro di applicazione così come
del “Regulatory Report” annuale.
Allo stesso modo si riunisce con funzioni deliberative in merito a:
•
la definizione delle linee guida relative alle politiche finanziarie di Gruppo (strategie di gestione dell’attivo e del
passivo, incluso il profilo della "duration" a livello Gruppo);
•
l’allocazione del rischio alle Business Unit ed alle Entità, linee guida e strategie specifiche relative ai rischi e
conseguente definizione dei limiti per il raggiungimento degli obiettivi in termini di risk appetite e limiti per tipologia
di rischio;
•
cross-border country limit, nell’ambito dei poteri delegati;
•
approvazione iniziale e modifiche sostanziali delle metodologie per la misurazione e controllo del Capitale Interno;
•
approvazione di policy, strategie e metodologie per la misurazione ed il controllo del rischio immobiliare, il rischio
su investimenti finanziari ed il rischio di business;
•
l'approvazione di piani di intervento in caso di aspetti critici nei sistemi di controllo e misurazione dei rischi
evidenziati dai report interni di validazione iniziali e continuativi;
•
l’approvazione di azioni / iniziative di business anche di natura strategica al fine di salvaguardare il Gruppo nella
“fase di allarme” di una crisi di liquidità.
Il Group Risk Committee riceve inoltre periodicamente informative dai competenti Comitati/Funzioni relativamente ai seguenti
temi:
•
progetti di riorganizzazione che riguardano i processi in materia di rischi e/o strutture organizzative coinvolte nelle
attività di gestione e controllo dei rischi;
•
reportistica periodica sui rischi (portafoglio, grandi esposizioni, "Loan Loss Provisions", ecc.), compresa quella
prevista per le autorità di vigilanza (prima della relativa divulgazione);
•
reportistica sul superamento dei limiti;
•
azioni correttive per il bilanciamento delle posizioni di rischio di Gruppo;
•
reportistica regolare sull'evoluzione degli accantonamenti per rischi su crediti (Loan Loss Provisions);
•
aggiornamento sullo stato di avanzamento delle attività e processi dei progetti di adeguamento agli Accordi di
Basilea;
•
argomenti approvati o discussi nei Portfolio Risks Committee;
•
argomenti relativi ai rischi discussi nell’ambito di altri comitati di Capogruppo.
Cultura del Rischio nel Gruppo UniCredit
Benché la cultura del rischio abbia sempre costituito una componente fondamentale della cultura aziendale di una banca e
nonostante il tempo dedicato all’argomento, il tema non è divenuto datato.
Gli istituti bancari devono far fronte, in questi primi anni del XXI secolo, a un ambiente estremamente sfidante. Il sistema
finanziario del nuovo millennio è caratterizzato da livelli di interconnessione sempre maggiori, da regolamentazioni
eterogenee, dalla rapida diffusione di informazioni finanziarie time-sensitive e da pool di capitali internazionali (cross-border)
altamente mobili. La combinazione di tutti questi fattori crea opportunità di business interessanti, ma spesso genera anche
rischi notevoli. Infatti, i rischi connessi a improvvisi trasferimenti di capitali all'estero, all’elevata volatilità, a contagi finanziari di
ampia portata, a grandi insolvenze e, infine, a gravi perdite appaiono essere elevati come non mai nella nostra storia e,
perciò, devono essere al centro dei pensieri e delle azioni di ogni buon risk manager.
In un panorama così profondamente mutato è facile comprendere perché vengano affermati certi principi, quali “Una società
sviluppa una cultura del rischio integrata e riferita all’intero soggetto giuridico, basata su una piena comprensione dei rischi
che affronta e delle modalità con cui vengono gestiti, tenendo in debito conto la sua sopportazione del rischio o, a seconda
dei casi, la sua voglia di rischio” (dalle Guidelines on Internal Governance dell’EBA, 2011), dal che discende che le banche
“devono munirsi di opportuni strumenti di governo societario, da introdursi nella loro organizzazione e nei loro sistemi di
controllo interni ,… volti ad affrontare ogni genere di rischio aziendale coerentemente con le caratteristiche, la dimensione e
la complessità delle attività della banca” (“Nuove Disposizioni di Vigilanza Prudenziale per le Banche”, Titolo 1, Capitolo 1,
Parte IV). Nella medesima direzione i Principi 2010 del Comitato di Basilea per l’Affinamento della Corporate Governance
affermano che “Il Consiglio è investito della responsabilità generale sulla banca, ivi comprese l’approvazione e la
supervisione … della strategia di rischio, del governo societario…” (Principio n. 1) e che “Una gestione del rischio efficace
necessita di un forte sistema di comunicazione interna alla banca sul rischio, sia attraverso tutta l’azienda sia mediante un
sistema di relazioni al Consiglio ed all’alta direzione” (Principio n. 8).
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
6
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Per quanto concerne UniCredit, il suo Consiglio di Amministrazione – assistito dal proprio Comitato Controlli Interni e Rischi
(“ICRC”) – è investito di vari poteri. Il Consiglio è chiamato direttamente, tra l’altro, a:
•
formalizzare le politiche per il governo dei rischi cui il Gruppo può essere esposto, riesaminarle periodicamente al
fine di assicurarne l’efficacia nel tempo e vigilare sul concreto funzionamento dei processi di gestione e controllo
dei rischi nel rispetto delle previsioni normative e regolamentari vigenti. In particolare, nell’ambito di queste
competenze, approva le politiche di gestione del rischio di non conformità;
•
valutare l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile generale di UniCredit e delle Società
Principali (come individuate dal Consiglio di Amministrazione) predisposto dagli amministratori delegati, con
particolare riferimento al sistema di controllo interno ed alla gestione dei conflitti di interesse;
•
assicurarsi che i principali rischi aziendali siano correttamente identificati nonché misurati, gestiti e monitorati in
modo adeguato, determinando, inoltre, criteri di compatibilità di tali rischi con una sana e corretta gestione della
Società.
Inoltre il Consiglio, di nuovo assistito dall’ICRC:
•
determina i criteri di compatibilità dei rischi aziendali con una sana e corretta gestione della Società (risk appetite);
•
formalizza le politiche per il governo dei rischi a cui il Gruppo è esposto e periodicamente le riesamina al fine di
assicurarne l’efficacia nel tempo;
•
effettua l’analisi delle relazioni sulle attività dei Comitati Manageriali di coordinamento Controlli.
In aggiunta a quanto sopra, il Sotto-Comitato per i Controlli Interni (all’interno dell’ICRC):
•
valuta gli eventuali rilievi che emergessero dai rapporti delle funzioni di Controllo, ovvero dai Collegi Sindacali delle
Società del Gruppo o da indagini e/o esami di terzi;
•
analizza le relazioni periodiche predisposte dalle funzioni di controllo (Internal Audit e Compliance) non ai sensi di
obblighi normativi o regolamentari,
ed il Sotto-Comitato per i Rischi (anch’esso parte dell’ICRC)
•
esamina l’assessment in tema di rischi a livello di Gruppo;
•
assiste il Consiglio nella vigilanza sul concreto funzionamento dei processi di gestione e controllo dei rischi (credito,
mercato, liquidità e operativo) nel rispetto delle previsioni normative e regolamentari vigenti. Con particolare
riguardo al rischio creditizio supporta il Consiglio di Amministrazione nel monitoraggio del rischio di concentrazione,
per settore e singoli nominativi;
•
effettua l’analisi delle relazioni periodiche predisposte dalla funzione di Risk Management non ai sensi di obblighi
normativi o regolamentari.
Alla luce di quanto precede il Consiglio, ad esempio, è chiamato a deliberare su tematiche quali la determinazione e revisione
dei sistemi IRB; la fissazione di una cornice e di limiti di Gruppo alla concentrazione dei rischi; la validazione del Market Risk
Model Framework (IMOD).
Infine, il Consiglio è anche investito di alcuni poteri gestionali riservati relativi ad operazioni intraprese dalla Banca con parti
correlate, oltre che a significative operazioni di ristrutturazione.
Il successo delle istituzioni risk-taking in questo nuovo contesto economico dipende principalmente dalla loro capacità di
gestione del rischio. I pilastri fondamentali di una gestione del rischio di successo includono la comprensione dei rischi e dei
loro effetti sui profitti, sulle perdite e sul bilancio attraverso la creazione di un livello coerente di conoscenze tecniche di base,
il rafforzamento della comunicazione a tutti livelli e la creazione di una mentalità che anticipi i cambiamenti del quadro
macroeconomico.
Al fine di essere preparato per affrontare al meglio queste sfide, il CdA di UniCredit si è concentrato sulla creazione e sulla
crescita di una forte cultura del rischio in tutto il Gruppo: una iniziativa che è stata identificata come uno degli elementi più
importanti della gestione del rischio.
UniCredit definisce la cultura del rischio come una sensibilità interna , riflessa nei pensieri e nelle azioni quotidiane di tutti i
dipendenti della banca, che esprime conoscenza e rispetto del rischio. La cultura del rischio non deve essere percepita
semplicemente come un obiettivo, ma come un fattore chiave che consente di raggiungere tutti gli obiettivi della banca.
In questo contesto, il Risk Management di Gruppo – in coerenza con la propria missione così come definita dal CdA di
UniCredit – ha definito delle azioni concrete che saranno realizzate nel prossimo futuro e che contribuiranno a costruire e
alimentare una più forte cultura di gestione del rischio. Tra queste:
•
Stabilire un maggiore equilibrio tra la cultura del rischio e la propensione al rischio all’interno del Top
Management per testimoniarne l'impegno e per collegare tra loro la generazione di reddito e l'esposizione al
rischio.
•
Migliorare il lavoro di squadra e la comunicazione tra colleghi coinvolti direttamente o indirettamente dai rischi.
•
Concentrarsi sul Business come "prima linea di difesa”. L’azienda sta concentrando la propria attenzione sui
clienti solidi, sta attuando la propria strategia di banca commerciale e sta creando relazioni reciprocamente
sostenibili sulla base di una approfondita conoscenza e comprensione del business, dei profili e dei potenziali rischi
dei clienti.
•
Pianificare sulla base di studi adeguati, incentrati sulla rigorosa analisi dei dati e avendo ben presente tutte le
implicazioni in termini di bilancio.
•
Gestire i portafogli in modo proattivo, individuando i problemi in fase iniziale e mettendo in atto azioni correttive
per ridurre i rischi e aumentare le garanzie.
•
Ruotare il personale tra le funzioni di business e quelle di controllo e creare dei percorsi di carriera finalizzati
a migliorare la conoscenza e l’esperienza nella gestione dei rischi.
•
Investire nella formazione e nella creazione di una infrastrutture al fine di creare un minimo e buon livello di
conoscenza dei rischi e chiarire politiche e limiti che devono essere rispettati in ogni momento.
7
I
L'importanza e l'impegno per una cultura del rischio forte sono comunicati regolarmente dal Top Management attraverso
diversi canali quali posta elettronica, intranet, radio aziendale, testate interne, messaggi video, incontri del Management
Team di Gruppo. Inoltre i programmi di apprendimento e formazione realizzati dalla Risk Academy, così come i suoi
workshop ed eventi, costituiscono un’ulteriore modo per migliorare e rafforzare il know-how sui rischi, la consapevolezza e la
sensibilità per il rischio, nonché per preparare il terreno per la comunicazione e la cooperazione tra il Risk Management, il
Business e le altre funzioni del Gruppo.
Risk Governance - Uno degli elementi chiave della gestione del rischio è il Risk Appetite Framework. Tenere in
considerazione la propensione al rischio all’interno dei processi del Gruppo è considerato di importanza prioritaria dalla banca
per lo sviluppo di una cultura del rischio forte. È uno strumento manageriale chiave avente l’obiettivo di definire la
propensione al rischio che meglio indirizzi il business della banca, coerentemente con un adeguato livello di rischio, e
rappresenta la piena integrazione delle metriche di sensibilità al rischio nei processi di gestione della banca.
Il Risk Appetite può essere definito come la variabilità in termini di risultati, sia di breve sia di lungo periodo, che la banca è
disposta ad accettare a sostegno di una strategia predefinita. E’ espresso in termini di dimensioni chiave e, per ognuna di
esse, vengono selezionate specifiche metriche al fine di definire un Risk Appetite framework esaustivo.
L’obiettivo non è impedire l’assunzione di rischi, ma perseguire l’esecuzione della strategia del Gruppo, coerentemente con la
propensione al rischio definita dal Consiglio di Amministrazione.
Il Risk Appetite è una decisione manageriale che tiene conto dei vincoli naturali che derivano dal contesto di mercato e/o
dalle Autorità di vigilanza. Questi vincoli rappresentano i limiti ultimi che la banca non dovrebbe superare, mentre i livelli
target possono essere definiti al fine di identificare il livello ottimale di rischio che la banca dovrebbe perseguire. Tra i valori
dei target e dei limiti possono essere definiti anche dei livelli trigger, che rappresentano segnali di allarme aventi lo scopo di
prevenire lo sforamento dei limiti. Le strategie di rischio rappresentano un passaggio fondamentale dell’integrazione del Risk
Appetite nel business e sono il mezzo attraverso cui il Group Risk Management comunica ed incorpora i target e i limiti delle
esposizioni di rischio nell’operatività del Gruppo.
La definizione delle metriche di Risk Appetite e dei relativi target, trigger e limiti (monitorati regolarmente dalle unità
responsabili) è incorporata nel processo di budget e declinata nelle dimensioni rilevanti (per esempio, sulle società del
Gruppo).
Un processo di escalation è definito allo scopo di assicurare il coinvolgimento del top management in caso di sforamento dei
trigger/limiti.
Al fine di rafforzare la capacità di indirizzo autonomo, il coordinamento e il controllo dei rischi di Gruppo, di migliorare
l'efficienza e la flessibilità del processo decisionale relativo ai rischi e di agevolare l'interazione tra le differenti funzioni
coinvolte, sono stati costituiti appositi Comitati responsabili in materia di rischi.
Il Gruppo dispone di tre livelli di Comitati, ciascuno avente varie facoltà di consultazione e/o di approvazione:
•
Group Risk Committee, responsabile per le decisioni strategiche sui rischi a livello di Gruppo;
•
Group Portfolio Committees, responsabili del controllo e della gestione dei rischi a livello di portafoglio:
o
Group Market Risks Committee;
o
Group Credit and Cross-border Risks Committee;
o
Group Operational and Reputational Risks Committee;
o
Group Assets and Liabilities Committee.
•
Group Transactional Committees, responsabili della valutazione di singole controparti/transazioni al di sopra di
determinate soglie:
o
Group Credit Committee;
o
Group Rating Committee;
o
Group Transactional Credit Committee.
Formazione - Senza alcun dubbio la formazione è fondamentale per la cultura del rischio. Per rafforzare la consapevolezza
della gestione del rischio e per approfondire la propria cultura del rischio, UniCredit ha creato la Risk Academy: un'iniziativa
realizzata e gestita da una unità dedicata all'interno della competence line del Risk Management di Gruppo, in collaborazione
con i centri di competenza per la formazione interni all’impresa.
La Risk Academy funge da centro di eccellenza per la cultura del rischio e la formazione sui rischi, fornendo un approccio
comune e coordinato all’apprendimento in tema di rischi. Con la creazione della Risk Academy, il know-how pratico degli
esperti si unisce alla formazione più aggiornata. La Risk Academy ha approntato un programma di formazione sui rischi
articolato, che risponde alle esigenze di aggiornamento dei professionisti di tutti i livelli con percorsi di studio dedicati che
sono disponibili per tutti i dipendenti.
La Risk Academy ha, inoltre, un approccio globale. Questa offerta di formazione e di studio è, infatti, disponibile per tutto il
Gruppo e i partecipanti provengono dalle sue diverse entità legali e paesi. Questo approccio globale rafforza ulteriormente
l'idea di UNA cultura del rischio e sostiene la comprensione dei principali concetti del rischio e il relativo know-how a livello di
Gruppo.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
8
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Poiché la conoscenza del rischio e la cultura del rischio sono composti da molteplici elementi e riguardano diversi livelli, sia di
esperienza che di responsabilità, la Risk Academy ha disegnato un’offerta formativa articolata:
Risk Diploma Path
Il Risk Diploma Path si compone di un Core Curriculum - formazione intensiva e on-line - e di 2 Masterclasses di livello
avanzato, sempre on-line. Il Risk Diploma Path è aperto a tutti i colleghi interessati, sia del Risk Management che non.
Il Core Curriculum fornisce un'introduzione alle nozioni fondamentali del rischio e della gestione del rischio, mentre le
Masterclasses, a cui sia accede una volta superato il Core Curriculum, hanno lo scopo di approfondire la conoscenza del
rischio attraverso l'esplorazione di concetti avanzati.
Tutti i corsi sono costituiti da moduli di formazione on-line integrati da webinar e video-presentazioni, casi aziendali e test online. Il completamento del Risk Diploma Path si concretizza in una certificazione rilasciata in collaborazione con una
università riconosciuta a livello internazionale.
La formazione on-line è disponibile nelle tre lingue più diffuse in UniCredit.
Risk Management Learning Labs
I Risk Management Learning Labs constano di una formazione intensiva relativa a vari temi-chiave del rischio. L'obiettivo è
quello di migliorare, in modo chiaro e non tecnico, l’attenzione verso il rischio, al fine di aumentare la consapevolezza degli
aspetti essenziali della gestione del rischio, il suo ruolo e il suo rapporto con il Business a e le altre Competence Lines,
nonché di rafforzare i cardini del know-how relativo ai rischi.
I contenuti includono il rischio di credito, il rischio di mercato, il rischio di liquidità, il rischio reputazionale ed operativo, il
rischio legato ai crediti speciali, nonché la governance del rischio e la cultura del rischio. L'approccio formativo si basa su
un'esperienza di apprendimento da-collega-a-collega e combina lezioni con attività d’aula non tradizionali.
I Learning Labs vengono offerti ai dirigenti non appartenenti alla competence line del Risk Management.
Risk Master Series
Le Risk Master Series si fondano su un’esperienza di apprendimento aggiornato il cui l'obiettivo è quello di costruire UNA
cultura del rischio. I moduli di formazione sono destinati a:
Migliorare il know-how e la professionalità in tema di rischi;
Rafforzare la capacità di gestire la complessità e le relazioni difficili;
Migliorare la comunicazione e la capacità di leadership;
Rafforzare la cooperazione tra Risk Management e Business.
Questa percorso formativo su misura è stato progettato per i dirigenti del Risk Management e del Business.
Formazione su richiesta
I corsi di formazione su richiesta rappresentano un nuovo canale attraverso cui la Risk Academy vuole rispondere alle
esigenze e alle richieste specifiche di formazione del Risk Management, del Business e delle altre Competence Line. Tra i
temi affrontati figurano il project financing, la risk validation e i crediti speciali.
Il Modello delle Competenze - Il Modello delle Competenze di UniCredit descrive i comportamenti che le persone di
UniCredit devono agire perchè la banca realizzi le proprie ambizioni e segua l’evoluzione dei bisogni dei propri clienti. Esso si
basa su 5 fondamentali, definiti dai vertici del Gruppo, che servono da bussola nei processi decisionali, in ogni situazione
professionale.
Uno di questi 5 fondamentali riguarda la cultura del rischio. Il "Balance Risk” definisce, infatti, i comportamenti chiave per
quanto concerne la gestione del rischio quali, ad esempio, il riconoscere tutti i rischi che impattano sul business, il gestirli in
modo trasparente e il far crescere una comune consapevolezza del rischio in UniCredit.
Il Modello delle Competenze di UniCredit è la base su cui tutti i dipendenti del Gruppo vengono valutati e promossi
nell’ambito dei processi annuali di valutazione dei risultati (Executive Development Plan, Talent Management Review,
Performance Management).
Questi comportamenti sono parte dell’ essenza del Gruppo dando forma al modo di “essere UniCredit”.
Retribuzione - Per rafforzare la cultura del rischio della banca, anche il collegamento tra la retribuzione e il rischio
rappresenta un elemento importante. Esso è assicurato attraverso il coinvolgimento della funzione del Risk Management
nella determinazione della retribuzione e nella definizione di un quadro esplicito su cui basare la retribuzione rispetto alla
struttura della propensione al rischio del Gruppo, così che gli incentivi ad assumere i rischi siano adeguatamente bilanciati
dagli incentivi a gestire tali rischi. In particolare, il Consiglio di Amministrazione e il Comitato per la Remunerazione si
avvalgono del contributo delle funzioni coinvolte per definire il legame tra profittabilità, rischio e remunerazione all’interno dei
sistemi incentivanti di Gruppo. Per ulteriori informazioni in merito all’allineamento tra rischio e retribuzione, si faccia
riferimento alla Tavola 15 di questo documento.
9
I
KPI basati sul rischio - A livello di Gruppo, una caratteristica importante del grande impegno per una cultura del rischio forte
è il rinnovato sforzo per promuovere la responsabilità individuale in tema di rischio, compliance e controlli. HR sta
contribuendo a questo processo attraverso un piano specifico volto a diffondere in tutto il Gruppo la cultura del rischio, della
compliance e del controllo facendo leva sul contesto esistente e sulla realizzazione di iniziative ad hoc.
Nel corso degli ultimi anni, HR ha già costruito un contesto teso a migliorare la conoscenza del sistema interno di controllo e
responsabilità impostando:
•
norme comportamentali per tutti i compiti e gli inquadramenti all'interno del Gruppo;
•
processi HR globali che tengano in considerazione l’approccio al rischio e alla compliance: l’Executive
Development Plan (EDP – il processo annuale di gestione dei risultati/revisione della gestione in UniCredit che
coinvolge tutti i dirigenti senior del Gruppo), l’Executive Compensation e il Learning & Development.
Nel 2012, come parte dell’EDP e del piano di incentivazione, il Gruppo ha introdotto una particolare enfasi sul rischio, sulla
compliance e sulle componenti di controllo. In questa direzione, due elementi sono già stati posti in essere:
•
all'interno dell’EDP, ogni manager ha il compito di effettuare una specifica valutazione qualitativa sulle competenze
e sull'atteggiamento verso il rischio nel suo complesso (e su compliance e controllo), sia in termini di autovalutazione che di valutazione delle proprie risorse;
•
nel quadro del sistema incentivante, il KPI Bluebook (un insieme di obiettivi e linee guida per la valutazione dei
risultati che assicura la coerenza con la strategia commerciale, l’evoluzione del rischio, il quadro normativo e la
misurabilità dei risultati) contiene una specifica categoria di KPI - denominata: "Accrescere la cultura del rischio e
del controllo" – centrata esclusivamente su indicatori che promuovono la cultura del rischio e del controllo.
Nel 2013 ci si concentrerà su ulteriori iniziative per migliorare ancor di più, in modo visibile e concreto, la cultura, la
consapevolezza e la responsabilità in tema di rischio e di controllo.
Costruire e rafforzare un’adeguata cultura del rischio è processo articolato, che si realizza nel tempo, all’interno delle
funzioni di business e di controllo. Con la Risk Academy è stato compiuto un importante passo in questo senso. Altri ne
seguiranno nel corso del tempo, come ad esempio: rafforzare il legame tra la strategia commerciale, la propensione al rischio
e la cultura del rischio; la costruzione del rispetto reciproco; l’incremento della credibilità; la creazione di senso di
responsabilità; l’adozione di un approccio alla gestione dei rischi basato sul buonsenso; la creazione di un percorso di
rotazione del personale tra Business e Risk Management, etc.
Tutti questi elementi costituiscono il "tessuto" di una cultura del rischio e devono potersi sviluppare nel giusto contesto.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
10
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Rischio di credito
Struttura e organizzazione
Di seguito viene descritto il nuovo assetto organizzativo, ufficialmente operativo dal 14 gennaio 2013, riguardo al rischio di
credito, fissandosi specificatamente su strutture e responsabilità.
L’organizzazione del rischio di credito in Capogruppo si articola su due livelli:
•
funzioni aventi responsabilità a livello di Gruppo;
•
funzioni aventi responsabilità a livello Paese.
Le funzioni con responsabilità a livello di Gruppo sono:
•
il Group Credit Risk department che, con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture:
o
Group Credit Risk Policies, a cui è attribuita – tra le altre – la seguente responsabilità:
definire la normativa di Gruppo in materia di rischio di credito;
definire, relativamente ai portafogli / segmenti di clientela Group-wide, il concept dei processi
creditizi target;
o
Group Credit Risk Strategies, a cui sono attribuite - tra le altre- le seguenti responsabilità:
definire strategie e limiti, svolgere attività di stress test ed analisi di portafoglio;
monitorare il rischio di concentrazione creditizio attraverso limiti dedicati;
o
Group Credit Portfolio Management & Risk Reporting, a cui sono attribuite - tra le altre-le seguenti
responsabilità:
predisporre la reportistica necessaria al monitoraggio dell’andamento del portafoglio crediti del
Gruppo;
monitorare il portafoglio creditizio, valutandone la qualità complessiva e gestendo la qualità
degli asset buckets più rischiosi;
analizzare e monitorare il portafoglio Special Credit a livello consolidato;
•
il Group Credit Transactions department che, con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture:
o
Group credit Committee Secretariat, responsabile per il supporto, l’organizzazione ed il coordinamento
delle diverse fasi procedurali e dei flussi informativi per il processo di approvazione e di reportistica
riguardante le attività del “Group Credit Committee”, il “Group Transactional Credit Committee” e del
“Group Rating Committee”;
o
FIBS Credit Transactions responsabile per le controparti “Financial Institutions, Banks and Sovereigns”
(FIBS) - tra le altre attività - di:
fornire un parere esperto sulle proposte di credito formulate dalle Entità, operando in qualità di
Group Competence Team;
deliberare, nell’ambito dei poteri delegati, o proporre ai competenti organi deliberanti, le proposte
di credito poste nei libri della Capogruppo;
rilasciare, nell’ambito dei poteri delegati, o proporre ai competenti organi deliberanti, le Non
Binding Opinion di Capogruppo sulle proposte creditizie sottoposte dalle Entità;
o
CIB & Large Credit Transactions, responsabile - tra le altre attività - di:
per le controparti diverse da “Financial Institutions, Banks and Sovereigns” (FIBS), fornire un
parere esperto sulle proposte creditizie di competenza del “Group Credit Committee” o del
“Group Transactional Credit Committee”;
fornire un parere esperto sulle transazioni LPAC (e.g. Project Finance, Acquisition &
Leveraged Finance, ecc.);
fornire un parere esperto sulle transazioni relative agli “Special Products” di tutto il Gruppo,
operando in qualità di Group Competence Team;
deliberare, nell’ambito dei poteri delegati, o proporre ai competenti organi deliberanti, le
proposte di credito relative agli “Special Products” poste nei libri della Capogruppo (e.g. ABS,
Securitization);
fornire un parere esperto sulle proposte creditizie di restructuring e workout di competenza del
“Group Credit Committee” o del “Group Transactional Credit Committee”;
valutare la proposta di classificazione in restructuring/workout delle pratiche FIBS da
sottoporre al “Group Credit Committee” o al “Group Transactional Credit Committee”;
o
Country Risk Analysis & Monitoring responsabile – tra le altre attività - di:
analizzare e monitorare il rischio Paese;
deliberare o raccogliere le proposte relative ai limiti cross-border da sottoporre alle competenti
funzioni deliberanti;
11
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
I
•
il Group Risks Control department che, con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture:
o
Group Wide Credit Methodologies a cui è attribuita - tra le altre – la seguente attività:
assicurare lo sviluppo, la gestione e la continua evoluzione dei modelli, strumenti di rating,
strumenti per la misurazione del rischio di credito del portafoglio complessivo del Gruppo e
metodologie per i rischi di credito;
o
Group Basel Program a cui è attribuita - tra le altre – la seguente attività:
coordinare le attività di attuazione della regolamentazione di Basilea sul rischio di credito ed
assicurare la relativa informativa agli Organi di governo aziendale e alle Autorità di Vigilanza;
o
Group Internal Validation a cui è attribuita - tra le altre – la seguente attività:
convalidare, a livello di Gruppo, le metodologie per la misurazione del rischio di credito, i
relativi processi e le componenti di IT e data quality, allo scopo di verificarne la rispondenza
sia ai requisiti regolamentari che agli standard interni;
o
Group Rating Desk a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività:
assegnare i rating ad alcune tipologie di controparti rilevanti (Top Banking e Top Corporate);
deliberare, nell’ambito dei poteri delegati, o proporre agli organi deliberativi competenti sulle
proposte di modifica di rating relative ai sistemi di rating Group-wide.
A livello Paese, le attività di indirizzo e controllo del rischio di credito, nonché lo svolgimento delle attività “operative” (es.
erogazione crediti, monitoraggio andamentale, ecc.) ricadono sotto la responsabilità dei CRO delle controllate.
In UniCredit S.p.A., tali funzioni sono assolte dalle strutture organizzative dipendenti dal “CRO Italy”, che riporta al “Group
CRO”, ed in particolare:
•
CRO Italy Change Management and Support” responsabile per il perimetro Italia di UniCredit S.p.A. e per le attività
svolte nel perimetro CRO Italy, della gestione dei progetti di area, del coordinamento dei rapporti con gli Organi di
sorveglianza e di controllo relativamente a tematiche di competenza del perimetro CRO Italy, della pianificazione di
budget ed analisi dei costi;
•
il Risk Management Italy department che svolge – tra l’altro – le attività di governo e di controllo dei rischi di credito
relativi al perimetro di competenza del “Country Chairman Italy” (compresi i prodotti Consumer). Il department, con
riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture:
o
Credit Risk Portfolio Analytics department a cui è attribuita - tra le altre – la seguente attività: monitorare
e prevedere la composizione della rischiosità di portafoglio crediti in termini di qualità del credito, costo
del rischio, RWA ed assorbimento di capitale per il perimetro UniCredit S.p.A. predisponendo la
reportistica richiesta;
o
Credit Policies & Products Italy department a cui è attribuita - tra le altre – la seguente attività: definire le
regole creditizie di processo/prodotto relative alla fase di erogazione, monitoraggio, restructuring e
workout per il perimetro UniCredit S.p.A..;
o
Credit Risk Methodologies department a cui è attribuita - tra le altre – la seguente attività: definizione e
gestione delle metodologie riguardanti la gestione del rischio di credito. Tali metodologie si riferiscono ai
modelli per la misurazione del rischio di credito per tutti i segmenti di clientela;
o
Rating Desk Italy unit a cui è attribuita - tra le altre – la seguente attività: deliberare, nell’ambito dei poteri
delegati, o proporre agli organi competenti in merito alle richieste di modifica del rating relative ai sistemi
di rating locali per la misurazione del rischio di credito in capo ai segmenti imprese di UniCredit S.p.A.;
•
il Credit Underwriting department a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività:
o
coordinamento e gestione delle attività dei „”Regional Industry Team Leaders‟ (ad esclusione del RIT 6)
e del “Territorial Credit Risk Underwriting”(ad esclusione del perimetro special portfolio;
o
corretto svolgimento delle attività di delibera dei RIT e del Territorial Credit Risk Underwriting;
o
coordinamento e gestione delle attività di erogazione del credito per la clientela UniCredit S.p.A.
relativamente ai prodotti Consumer e Mortgages Non Banking;
o
attività preparatorie e amministrative per le pratiche da sottoporre all’Italian Transactional Credit
Committee e all‟Italian Special & Transactional Credit Committee;
•
il Loan Administration department a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività:
o
presidio delle attività amministrative post-delibera creditizia/erogazione;
o
gestione del credito agevolato;
o
attività creditizie e amministrative relative ai Consorzi di garanzia;
o
coordinamento e gestione delle attività di post-erogazione relative ai prodotti Mortgages assicurando la
qualità e l’integrità del patrimonio informativo e la minimizzazione dei rischi e deliberando le richieste
pervenute nell’ambito delle proprie autonomie di delibera;
o
attività di consulenza ed assistenza tecnica giuridica in materia creditizia per il perimetro Italia, sia per il
portafoglio performing che per quello non performing;
Con riferimento al rischio di credito, si articola nelle seguenti strutture
o
Mortgages Loans Post Sales Administration;
o
Subsidized Loans;
o
Collateral and Personal Guarantees Administration Services;
o
Contracts Administration Services and Control;
o
Legal Support;
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
12
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
•
•
Lo Special Credit department a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività:
o
coordinare e gestire le attività di erogazione del credito per la clientela di UniCredit S.p.A. per il perimetro
“special portfolio”;
o
gestire le attività di istruttoria, analisi creditizia e predisposizione della documentazione per le pratiche da
sottoporre agli Organi deliberativi competenti;
o
di gestire il recupero dei crediti scaduti e non pagati, nonché le attività correlate, ivi compresa la
classificazione a incaglio/ sofferenza nell’ambito delle deleghe stabilite;
o
presidio delle attività finalizzate al contenimento del costo del rischio di credito irregolare e problematico;
o
delibera nell’ambito dei poteri delegati, in merito a posizioni in ristrutturazione o a workout;
Il department si articola nelle seguenti strutture:
o
Territorial Credit Risk Underwriting Special Portfolio Italy responsabile per il perimetro special portfolio, di
gestire le attività di erogazione del credito per la clientela di UniCredit S.p.A. (compresa la gestione delle
attività di erogazione di competenza del ‘Regional Industry Team” 6);
o
Restructuring Large Files responsabile, con riferimento alla clientela del perimetro Italia di UniCredit
S.p.A. con esposizioni superiori ad una determinata soglia, per il coordinamento e la conduzione delle
attività di gestione (valutazione e delibera - nell’ambito dei poteri delegati - o proposta ad Organi
deliberativi competenti) delle posizioni in restructuring monitorando anche il rispetto degli accordi previsti
dal piano di ristrutturazione e degli eventuali covenants previsti;
o
Restructuring Italy responsabile, con riferimento alla clientela del perimetro Italia di UniCredit S.p.A. con
esposizioni inferiori ad una determinata soglia, per le attività di delibera creditizia delle posizioni in
restructuring monitorando anche il rispetto degli accordi previsti dal piano di ristrutturazione e degli
eventuali covenants previsti, è altresì responsabile per le attività di delibera creditizia per le pratiche
relative alla clientela Imprese classificata ad Incaglio Non Revocato ed alla clientela Individuals,
analogamente classificata, collegata a dette imprese del perimetro Italia di UniCredit S.p.A.;
o
Workout Italy, responsabile, per il coordinamento e la conduzione delle attività di gestione delle posizioni
a workout;
Il Credit Monitoring department a cui sono attribuite - tra le altre - le seguenti attività:
o
coordinare, indirizzare e gestire le attività di monitoraggio per tutta la clientela di UniCredit S.p.A.,
o
gestire e recuperare i crediti scaduti e non pagati
Il department si articola nelle seguenti strutture:
o
Credit Monitoring Operations & Support” responsabile per il coordinamento e la supervisione delle
attività nell’ambito del modello operativo del monitoraggio;
o
Central Credit Risk Monitoring Italy” responsabile per il perimetro di UniCredit S.p.A., ad esclusione del
perimetro di competenza Individuals e dei prodotti Consumer, di coordinare ed indirizzare le attività di
monitoraggio svolte dalle strutture territoriali esercitando l’attività di delibera in base alle vigenti
normative;
o
Territorial Credit Risk Monitoring Italy” responsabile per il coordinamento e la gestione del monitoraggio
del credito, per il perimetro Italia di UniCredit S.p.A. attraverso il monitoraggio andamentale delle
posizioni;
o
“Customer Recovery” (Cu. Re.) responsabile di gestire e supportare i processi di monitoraggio, credit
collection e classificazione a portafoglio problematico della clientela “Individuals”, “Small Business” e
“Mid Enterprises”, come individuata dalla normativa vigente, ivi comprese tutte le valutazioni e decisioni
relativamente a possibili soluzioni transattive o di rinegoziazione, garantendone l’efficacia ed efficienza
operativa.
Inoltre, con riferimento al rischio di credito sono attivi specifici comitati:
•
il “Group Credit Committee”, responsabile per la valutazione e la delibera per proposte creditizie di competenza, ivi
incluse quelle a “restructuring” e “workout”, strategie rilevanti e azioni correttive da assumere (inclusa la
classificazione dello stato laddove applicabile) per le posizioni “watchlist”, limiti specifici per operazioni connesse al
mercato dei capitali di debito sul Trading Book, limiti all’esposizione per singolo emittente sul Trading Book;
•
il "Group Credit and Cross-Border Risks Committee”, responsabile del monitoraggio per i rischi di credito e crossborder a livello di Gruppo, per la presentazione al “Group Risk Committee” per approvazione o informativa, di
strategie, policy, metodologie e limiti relativi ai rischi di credito e cross-border, nonché della reportistica periodica
sul portafoglio e il profilo di rischio relativamente a detti rischi;
•
il "Group Transactional Credit Committee", responsabile con funzioni deliberanti, nell’ambito dei poteri delegati,
(delibere e/o rilascio di pareri non vincolanti alle Entità del Gruppo), e/o funzioni consultive per le pratiche di
competenza degli Organi Superiori, per proposte creditizie, comprese le posizioni in “restructuring” e “workout”;
strategie ed azioni correttive rilevanti da intraprendere per posizioni in “watchlist”, limiti specifici per operazioni
connesse al mercato dei capitali di debito, limiti all’esposizione per singolo emittente sul portafoglio di negoziazione;
•
l’ “Italian Transactional Credit Committee”, responsabile con funzioni deliberanti, nell’ambito dei poteri delegati, e/o
consultive per pratiche competenza degli Organi Superiori, in merito a controparti di UniCredit S.p.A. (ad
esclusione di controparti FIBS) per proposte creditizie (incluse le posizioni in “restructuring” e “workout”), stato di
classificazione delle posizioni, strategie ed azioni correttive da intraprendere per le posizioni in “watchlist”,
operazioni inerenti il credito su pegno nonché per il rilascio di pareri non vincolanti per le Entità Italiane del Gruppo;
•
il “Group Rating Committee”, responsabile di assumere decisioni e/o rilasciare pareri non vincolanti alle Entità del
Gruppo sulle proposte di modifica del rating;
•
l’ “Italian Special & Transactional Credit Committee”, responsabile, nell’ambito dei poteri delegati, della valutazione
e approvazione o emissione di parere consultivo per pratiche di competenza di Organi superiori, delle posizioni in
restructuring e a workout nonché delle posizioni di clienti gestiti dal department “Special Credit Italy”.
13
I
Governance e policies
I rapporti tra la Capogruppo e le Entità del Gruppo che esercitano attività creditizia, sono disciplinati da specifiche disposizioni
di governance che assicurano alla Capogruppo stessa il ruolo di direzione, supporto e controllo, in particolare nelle seguenti
aree di attività: politiche creditizie, strategie creditizie, sviluppo dei modelli, validazione dei sistemi di rating, rischio di
concentrazione creditizia, rilascio di prodotti creditizi, monitoraggio e reportistica del rischio creditizio di portafoglio.
In particolare, le Entità del Gruppo sono tenute a richiedere alla funzione di Group Risk Management apposito parere
anteriormente alla concessione/riesame di linee di credito nei confronti di singole controparti/gruppi economici, qualora le
medesime linee eccedano predeterminate soglie di importo, anche in riferimento all’obbligo di osservanza dei limiti di
concentrazione dei rischi creditizi, da porre in relazione al patrimonio di vigilanza.
In conformità al ruolo attribuito dalla governance aziendale alla Capogruppo, e specificamente alla funzione Group Risk
Management, le “General Group Credit Policies”, disposizioni generali relative allo svolgimento dell'attività creditizia a livello
di Gruppo, dettano le regole ed i principi volti ad indirizzare, disciplinare ed omogeneizzare la valutazione e la gestione del
rischio di credito, in linea con i requisiti regolamentari e la best practice di Gruppo.
Le disposizioni di carattere generale sono integrate da policy che disciplinano specifiche tematiche (area di business,
segmento di attività, tipologia di controparte/transazione, ecc.). Tali documenti si distinguono in due categorie:
•
policy dedicate a tematiche considerate “Group-wide”, sviluppate dalla Capogruppo e indirizzate a tutte le Entità.
Alcuni esempi sono le policy concernenti la clientela FIBS (“Financial Institutions, Banks and Sovereigns”), i limiti
Paese, le operazioni di Project Finance e Acquisition & Leveraged Finance, la gestione del collaterale nelle
operazioni derivate OTC, pronti contro termine e prestito di titoli, la valutazione, il monitoraggio e la gestione dei
limiti di rischio di sottoscrizione per il portafoglio oggetto di sindacazione, le operazioni di “Commercial Real Estate
Financing” (CREF) e “Structured Trade and Export Finance (STEF)”;
•
policy sviluppate a livello locale da singole Entità. Tali documenti dettagliano le regole creditizie riferite ad alcune
aree geografiche, Entità controllate, ecc., qualora richieste dalle peculiarità del mercato locale, e hanno validità nel
rispettivo perimetro di competenza.
A livello di singola Entità e di Capogruppo (qualora necessario), le policy sono ulteriormente dettagliate tramite Istruzioni
Operative, che declinano regole e istruzioni specifiche per l’operatività quotidiana.
Le policy creditizie hanno di norma un approccio di tipo “statico” e sono aggiornate all’occorrenza. Pertanto sono da integrare
con le Strategie creditizie che, aggiornate con frequenza almeno annuale, definiscono con quali clienti / prodotti, in quali
segmenti industriali e aree geografiche, l’Entità / il Gruppo intende sviluppare il proprio business creditizio.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
14
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Metodologie di gestione e misurazione
Generalmente, il rischio di credito rappresenta il rischio di incorrere in una perdita di valore, riferita ad un'esposizione
creditizia, derivante da un inatteso deterioramento del merito di credito della controparte.
Ai fini della sua misurazione, il rischio di credito è definito come il rischio di incorrere in perdite derivanti dalla possibilità che
una controparte, beneficiaria di un finanziamento ovvero emittente di un'obbligazione finanziaria (obbligazione, titolo, ecc.),
non sia in grado di adempiere ai relativi impegni (rimborso a tempo debito degli interessi e/o del capitale o di ogni altro
ammontare dovuto (rischio di default)). In senso più ampio, il rischio di credito può essere definito anche come la perdita
potenziale riveniente dal default del prenditore / emittente o da un decremento del valore di mercato di un'obbligazione
finanziaria, a causa del deterioramento della sua qualità creditizia. Su quest’ultimo aspetto il Gruppo sta esplorando nuovi
approcci che considerino la componente di rischio di credito del banking book soggetta a variazioni di valore.
La misurazione del rischio di credito viene effettuata sia a livello di singola controparte / transazione, sia a livello dell’intero
portafoglio. Gli strumenti ed i processi a supporto dell’attività creditizia nei confronti di singoli prenditori, tanto nella fase di
erogazione quanto in quella di monitoraggio, comprendono il processo di assegnazione del rating, differenziato in base alle
peculiari caratteristiche dei differenti segmenti di clientela / prodotto, al fine di assicurare il massimo livello di efficacia.
La valutazione del merito creditizio di una controparte, in sede di esame della proposta di affidamento, scaturisce dal
processo di analisi dei dati finanziari e di quelli qualitativi (posizionamento competitivo dell'azienda, struttura societaria ed
organizzativa, ecc.), caratteristiche geo-settoriali, comportamentali a livello di Entità e di sistema bancario (ad es. Centrale dei
rischi), al fine di pervenire all'assegnazione di un rating, da intendersi quale definizione della “probabilità di default” (PD) della
controparte medesima, con un orizzonte temporale di un anno.
Il monitoraggio sistematico è incentrato sulla cosiddetta “gestione andamentale” che, sulla base di tutte le informazioni
disponibili, di fonte interna ed esterna, esprime un punteggio (“scoring”) che rappresenta una valutazione sintetica di
rischiosità di ciascun cliente monitorato. Tale punteggio è ottenuto grazie ad una funzione statistica che sintetizza le
informazioni a disposizione, tramite un insieme di variabili rivelatesi significative nell’individuare, nel lasso temporale dei
dodici mesi, l’evento del “default”.
Il rating interno o il grado di rischiosità assegnata alla controparte / transazione, entra nel calcolo dei livelli deliberativi; vale a
dire che, a parità di importi da erogare, le deleghe di poteri conferite per l'esercizio dell'attività creditizia ai competenti Organi
si riducono progressivamente in funzione dell'accentuarsi della rischiosità del cliente.
Il modello organizzativo adottato prevede l’esistenza di una funzione dedicata, indipendente dalle funzioni commerciali e di
erogazione, cui è assegnata la responsabilità di gestire l’attuazione di un processo cosiddetto di override, cioè dell’eventuale
correzione del giudizio automatico espresso dal modello.
Il merito di credito di ciascuna controparte viene rivisto almeno su base annuale, tenendo in considerazione le nuove
informazioni acquisite. Ogni controparte è valutata nell’ambito anche dell'eventuale gruppo di appartenenza considerando, di
regola, il teorico rischio massimo dell’intero gruppo economico.
Oltre alle metodologie riassunte nei sistemi di rating, la funzione Risk Management utilizza modelli di portafoglio in grado di
misurare il rischio di credito a livello aggregato e, nel contempo, di individuare il contributo di singole porzioni di portafoglio o
singole controparti alla posizione di rischio complessiva.
I parametri di misurazione del rischio di credito a livello di portafoglio sono fondamentalmente tre, calcolati e valutati su un
orizzonte temporale di dodici mesi:
•
Expected Loss (EL);
•
Credit Value at Risk (Credit VaR);
•
Expected Shortfall (ES).
Al fine di individuare il Credit VaR a livello di portafoglio, viene specificata la distribuzione delle perdite a livello dello stesso;
questa è costituita dalle probabilità di ottenere differenti valori di perdita su un determinato orizzonte temporale (“discrete loss
case”). Il valore di perdita associato alla relativa probabilità è dato dal prodotto della percentuale di perdita in caso di default
(LGD) e le esposizioni in default (EAD) dei singoli obbligati, considerando le correlazioni tra i default.
La perdita attesa (EL) costituisce il valore della perdita media a livello di portafoglio aggregato, dovuto al potenziale
manifestarsi dell’inadempienza degli obbligati. La perdita attesa a livello di portafoglio è data dalla somma delle perdite attese
dei singoli obbligati, che possono essere determinate attraverso il prodotto di PD x LGD x EAD, ed è indipendente dalle
correlazioni tra i default a livello di portafoglio. La perdita attesa è di norma computata come componente di costo.
Il Value at Risk rappresenta la soglia monetaria di perdita superata solo per un prefissato valore di probabilità (VaR con livello
di confidenza 1-α). Il Capitale Economico è derivato dal Value at Risk sottraendone la perdita attesa ed è un input per la
determinazione del Capitale Interno a copertura delle perdite potenziali derivanti da tutte le fonti di rischio.
Il VaR è ampiamente utilizzato quale misura del rischio di portafoglio ma non fornisce alcuna informazione concernente le
perdite potenziali nel caso in cui i limiti di VaR siano superati. Tale indicazione è invece fornita dall’ “Expected Shortfall” (ES)
che rappresenta il valore atteso delle perdite che eccedono la soglia di VaR. Il Credit VaR di portafoglio e l’ES dipendono
significativamente dalla correlazione tra i default e possono essere ridotti attraverso un’adeguata diversificazione del
portafoglio.
15
I
I modelli di portafoglio creditizio forniscono misure di capitale economico riallocato sulle singole controparti componenti i
portafogli esaminati e sono alla base delle misure di performance rettificate per il rischio.
Le misure di capitale economico (basate sul Credit VaR) rappresentano, inoltre, un input fondamentale per la predisposizione
ed applicazione delle strategie creditizie, per l’analisi dei limiti creditizi e di concentrazione dei rischi. Il motore di calcolo del
capitale economico viene altresì utilizzato per analisi di stress testing sul portafoglio creditizio, partendo da variabili
macroeconomiche che influenzano i diversi segmenti di clientela per Paese, dimensione, ecc.
Tutti i sopra citati parametri di rischio sono soggetti ad una validazione iniziale e ad un regolare processo di monitoraggio,
con riferimento a ciascun sistema di rating, in tutte le sue componenti: modelli, processi, sistemi IT e data quality.
La finalità è di attestare la conformità dei sistemi, unitamente a quella di porre in evidenza aree di possibile miglioramento,
così come eventuali disallineamenti nelle metodologie che possano comportare rischi di non perfetta comparabilità nelle
misure prodotte.
Anche il modello interno di Credit VaR è oggetto di valutazione nell’ambito della validazione del Secondo Pilastro di Basilea
II.
Il calcolo del capitale economico creditizio è disponibile su un’unica piattaforma tecnologica e con una comune metodologia
per le strutture di holding e per diverse partecipate del gruppo UniCredit.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
16
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Strategie creditizie e Rischio di Concentrazione
Le Strategie Creditizie di Gruppo (GCRS) rappresentano uno degli strumenti di gestione avanzata del rischio di credo.
Partendo dagli obiettivi di budget e dalle previsioni a livello di settore, le GCRS forniscono un insieme di linee guida e di
target operativi relativi all'evoluzione del portafoglio crediti (nuova erogazione di credito), tali da migliorare il rapporto rischiorendimento del portafoglio globale. L'analisi si sviluppa a livello di Paese, Divisione e Settore.
L’obiettivo delle strategie creditizie è duplice:
•
definire l’evoluzione del portafoglio che minimizza l’impatto complessivo del rischio di credito considerando la
rimuneratività attesa, in linea con i criteri di Gruppo in tema di allocazione del capitale e di creazione di valore;
•
fornire supporto alle competenti funzioni/Divisioni della Capogruppo e delle Società del Gruppo.
La definizione delle strategie creditizie avviene sintetizzando le analisi di rischio effettuate top-down, con la visione di
portafoglio delle funzioni di business, attraverso uno stretto coordinamento tra le strutture di capogruppo e quelle locali della
funzione di Risk Management.
La definizione delle strategie creditizie avviene utilizzando le principali metriche di rischio di credito al fine di garantire una
corretta e prudenziale gestione del rischio di credito. Parallelamente, talune informazioni qualitative, relative a specifiche
iniziative manageriali o a previsioni sull’andamento settoriale dei diversi territori e divisioni, vengono inglobate e trasformate in
variabili di input nei modelli di gestione del portafoglio creditizio.
Per quanto attiene specificamente la gestione dei rischi di portafoglio, particolare rilevanza è posta al rischio di
concentrazione creditizio, considerata l’importanza dello stesso sul totale delle attività creditizie. Tale rischio di
concentrazione, coerentemente con la definizione fornita dalla normativa di Basilea II, si configura come una singola
esposizione o un gruppo di esposizioni tra di loro correlate, potenzialmente in grado di produrre perdite tali da minacciare la
solidità del Gruppo o la sua capacità di proseguire nello svolgimento della normale operatività.
Al fine di individuare, gestire, misurare e monitorare il rischio di concentrazione, le funzioni preposte in Capogruppo
presidiano la definizione ed il monitoraggio di specifici limiti creditizi, volti al controllo di due differenti tipologie di rischio di
concentrazione:
•
esposizioni creditizie di importo rilevante in capo ad una singola controparte o ad un insieme di controparti
economicamente correlate (c.d. bulk risk for Multinationals, Financial Institutions and Banks);
•
esposizioni creditizie verso controparti appartenenti al medesimo settore di attività economica (sectorial
concentration risk).
Più in generale, nell’ambito delle strategie creditizie, le analisi di vulnerabilità e quelle a supporto della Capital Adequacy sono
svolte tramite degli stress test riferiti al rischio di credito (Primo e Secondo Pilastro).
Le simulazioni di stress test costituiscono parte integrante della definizione delle strategie creditizie. Con l’utilizzo degli stress
test è possibile effettuare una nuova stima di alcuni parametri di rischio tra cui probabilità di default (PD), Perdita Attesa (EL),
capitale economico e RWA, nell’ipotesi di scenari macroeconomici e finanziari estremamente avversi ma plausibili. I
parametri sottoposti a stress test sono utilizzati non solo per fini regolamentari (relativamente al Primo e Secondo Pilastro),
ma anche quali indicatori gestionali di vulnerabilità del portafoglio di ogni singola Entità, linea di business, area / settore,
gruppo economico o altro raggruppamento rilevante, nella condizione di una fase negativa del ciclo economico.
In conformità alle disposizioni regolamentari, gli stress test sono effettuati con cadenza regolare su scenari di stress
aggiornati e comunicati sia all’Alta Direzione sia all’Organo di Vigilanza. In aggiunta alle attività ordinarie, simulazioni ad hoc
sono effettuate a fronte di specifiche richieste da parte dell’Organo di Vigilanza.
17
I
Strumenti di attenuazione del rischio di credito
Il Gruppo utilizza una pluralità di tecniche di mitigazione del rischio di credito volte a ridurre le perdite potenziali derivanti
dall’attività creditizia nell’eventualità di default dell’obbligato principale. In tale ambito ed in conformità alla “International
Convergence of Capital Measurement and Capital Standards - A Revised Framework” (Basilea II), il Gruppo è fortemente
impegnato a soddisfare tutti i requisiti necessari alla corretta applicazione delle tecniche di Credit Risk Mitigation (CRM) in
relazione ai differenti approcci adottati – Standardizzato, IRB Foundation (F-IRB) o IRB Avanzato (A-IRB) - ai fini sia
gestionali interni sia del loro riconoscimento per il calcolo dei requisiti patrimoniali.
Con specifico riferimento alle tecniche di mitigazione del rischio, sono in vigore linee guida generali di Gruppo emesse dalla
Capogruppo al fine di definire regole e principi comuni per l’indirizzo, il governo e la gestione standardizzata delle tecniche di
mitigazione del rischio in linea con i principi di Gruppo, le best practice e in conformità con i requisiti regolamentari in materia.
Ad integrazione delle linee guida generali sulle tecniche di mitigazione del rischio, le singole Entità hanno emanato normative
interne, specificando processi, strategie e procedure per la gestione delle garanzie. In particolare tali normative dettagliano le
regole per l’ammissibilità, la valutazione e la gestione delle garanzie, assicurandone la validità, l’opponibilità giuridica, la
tempestività di realizzo in conformità con il sistema giuridico locale di ciascun Paese.
Le singole Entità hanno inoltre realizzato attività di verifica sulla gestione delle garanzie e verifiche sulla conformità delle
tecniche di mitigazione del rischio in particolare nell’ambito dei processi di applicazione dei sistemi di rating interni, per
verificare la presenza di una documentazione adeguata e di procedure formalizzate per l’utilizzo delle tecniche di mitigazione
del rischio ai fini del calcolo del capitale regolamentare.
Secondo la policy creditizia, le garanzie - reali o personali - possono essere acquisite solo come supporto sussidiario del fido
e non devono essere intese come elementi sostitutivi dell’autonoma capacità di rimborso del debitore principale. Per tale
ragione, oltre alla più ampia analisi del merito creditizio e dell’autonoma capacità di rimborso del debitore principale, esse
sono oggetto di specifica valutazione ed analisi per il ruolo di fonte sussidiaria di rimborso dell’esposizione debitoria.
Le principali tipologie di garanzie reali utilizzate a supporto del credito dalle Entità del Gruppo sono principalmente le
immobiliari, sia residenziali che commerciali, le garanzie finanziarie (inclusi i depositi in contante, le obbligazioni, azioni e
quote di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM)). Altri tipi di garanzie reali (pegno su merci o su crediti
e polizze vita) sono meno comuni. Il Gruppo si avvale, inoltre, di accordi bilaterali di netting per operazioni di derivati (tramite
la sottoscrizione di accordi ISDA e CSA), pronti contro termine e prestito titoli.
Il sistema di gestione delle tecniche di mitigazione del rischio di credito è parte integrante del processo di approvazione e
monitoraggio del credito, che supportano ampiamente i controlli di qualità, la valutazione delle garanzie e la corretta
categorizzazione ai fini di stima della LGD. Controlli e relative responsabilità sono debitamente formalizzati e documentati in
norme interne e procedure operative. Inoltre sono stati implementati processi per il presidio di tutte le informazioni utili
all'identificazione e la valutazione delle garanzie ed il loro corretto inserimento nei sistemi.
Nel processo di acquisizione delle garanzie il Gruppo attribuisce particolare rilevanza ai processi e al sistema dei controlli per
il rispetto dei requisiti legali (“certezza giuridica”) dei contratti, nonché alla valutazione della congruità della garanzia e, nel
caso delle garanzie personali, della solvibilità e del profilo di rischio del fornitore di protezione.
Per le garanzie reali il processo di valutazione è governato da principi prudenziali, sia con riferimento all’utilizzo di valori di
riferimento “di mercato” che all’applicazione di opportuni scarti al fine di evitare che in caso di escussione si verifichino perdite
inattese.
I processi di monitoraggio delle garanzie sono volti ad assicurare il mantenimento fino alla scadenza dei requisiti di
ammissibilità, sia generali sia specifici, previsti dalle policy creditizie, dalla normativa interna e dai requisiti dell’Organo di
Vigilanza in materia.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
18
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Attività di reporting e di monitoraggio
L’obiettivo fondamentale delle attività di reportistica e monitoraggio del portafoglio creditizio, effettuate dalla funzione Group
Risk Management, è quello di analizzare le principali componenti del rischio di credito (quali i valori di EAD (Esposizione al
Default), EL (Expected Loss), migrazioni, costo del rischio, ecc.), al fine di adottare tempestivamente tutte le possibili
contromisure a livello di portafoglio complessivo, parziale o di singole controparti.
La funzione Group Risk Management è responsabile della reportistica attinente al rischio di credito a livello di portafoglio
consolidato, sia su base periodica sia sulla base di richieste ad hoc (da parte dell’Alta Direzione, dell’Autorità di Vigilanza o da
parte di controparti esterne quali agenzie di rating), con l’obiettivo di analizzare le principali componenti di tale rischio e la loro
evoluzione temporale, onde poter cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento e, quindi, intraprendere
opportune iniziative correttive. L’andamento del portafoglio di rischio di credito viene analizzato con riferimento ai principali
drivers (quali la crescita e gli indicatori dei parametri di rischio), ai diversi segmenti di clientela, alle realtà locali, ai settori
industriali, nonché all’andamento del portafoglio in default ed alla relativa copertura.
Le attività di portfolio reporting a livello di Gruppo sono condotte in stretta collaborazione con i CRO (Chief Risk Officer) delle
singole Entità e i Credit Risk Portfolio Managers che, all’interno del rispettivo perimetro, implementano le loro specifiche
attività di reporting.
Con decorrenza dal 2013, le attività di reporting e monitoraggio vengono principalmente effettuate da un’Unità dedicata di
Group Risk Management denominata “Group Risk Analytics & Credit Portfolio Monitoring” all’interno del “Group Credit
Risks Department”. L’Unità di Group Risk Analytics & Credit Portfolio Monitoring è responsabile del consolidamento della
reportistica dei principali rischi (Rischio di Credito, Mercato, Liquidità e Operativo) a livello di Gruppo, effettuata
utilizzando i dati e le informazioni fornite dalle strutture dedicate del Group Risk Management, ed è responsabile della
reportistica riguardante il rischio di credito del Gruppo a livello di settori e singoli portafogli.
Nel corso del 2011 e del 2012 le attività di reporting sono state ulteriormente affinate grazie ad un’intensa attività di fine
tuning dei processi per la raccolta e il consolidamento dei dati, attività questa già avviata negli ultimi mesi del 2010. È stato
così possibile conseguire un significativo miglioramento in termini di qualità delle informazioni rappresentate e dei processi a
supporto dei report consolidati quali, ad esempio, l’ERM - Enterprise Risk Management Report. Inoltre, le unità dedicate al
reporting nell’ambito dei portafogli e dei settori di attività hanno contribuito a monitorare le posizioni esposte a rischio di
credito all’interno dei propri perimetri di competenza.
L’intera attività di monitoraggio che è finalizzata ad individuare ed a reagire in modo tempestivo a possibili deterioramenti
della qualità del credito delle controparti, invece, è stata ulteriormente rafforzata con strutture dedicate del Group Risk
Management che si occupano della reportistica volta ad analizzare le principali componenti di tale rischio e la loro evoluzione
temporale, al fine di poter cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento e, quindi, intraprendere opportune
azioni correttive.
19
I
Rischio di mercato
Il rischio di mercato deriva dall’effetto che variazioni nelle variabili di mercato (tassi di interesse, prezzi dei titoli, tassi di
cambio, ecc.) possono generare sul valore economico del portafoglio del Gruppo, dove quest’ultimo comprende le attività
detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di negoziazione, sia quelle iscritte nel banking book, ovvero l’operatività
connessa con la gestione caratteristica della banca commerciale e con le scelte di investimento strategiche. La gestione del
rischio di mercato nel gruppo UniCredit ricomprende, perciò, tutte le attività connesse con le operazioni di tesoreria e di
gestione della struttura patrimoniale, sia nella Capogruppo, sia nelle singole società che compongono il Gruppo stesso.
Il modello in essere garantisce la capacità di indirizzo, coordinamento e controllo di alcuni rischi aggregati (cosiddetti Portfolio
Risks), tramite centri di responsabilità dedicati (Portfolio Risk Managers), interamente focalizzati e specializzati su tali rischi,
in ottica di Gruppo e interdivisionale.
In base a tale organizzazione la struttura di primo riporto al “Group Risk Management”, dedicata al governo dei rischi di
mercato, è il dipartimento “Group Financial Risk”.
Strategie e Processi di Gestione del Rischio
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo stabilisce le linee guida strategiche per l’assunzione dei rischi di mercato
definendo, in funzione della propensione al rischio e degli obiettivi di creazione di valore in rapporto ai rischi assunti,
l’allocazione del capitale per la Capogruppo stessa e per le società controllate.
In aggiunta al Group Risk Committee, in relazione al governo dei Rischi di Mercato, i Comitati responsabili in materia sono i
seguenti:
•
Group Market Risk Committee;
•
Group Assets & Liabilities Committee.
Il “Group Market Risk Committee” è responsabile per il monitoraggio dei Rischi di Mercato a livello di Gruppo, per la
valutazione dell’impatto delle transazioni – approvate dai competenti organi – che influiscono in maniera significativa sul
profilo complessivo del portafoglio del Rischio di Mercato, per la presentazione al “Group Risk Committee” per approvazione
o informativa, di strategie relative al Rischio di Mercato, policy, metodologie e limiti nonché della reportistica periodica sul
portafoglio del rischio di mercato.
Il Comitato è responsabile inoltre di garantire la coerenza delle policy, metodologie e prassi operative riguardo al rischio di
mercato, nelle diverse Divisioni/ Business Unit ed Entità. Controlla e monitora il Group market risk portfolio.
Il “Group Assets and Liabilities Committee” è responsabile per il monitoraggio del rischio di liquidità, di cambio (FX) e di tasso
d’interesse del Banking Book, per la presentazione al “Group Risk Committee” – per approvazione o informazione – delle
strategie per la gestione di asset e liabilities (incluso il profilo di duration a livello di Gruppo) e della visione complessiva del
posizionamento di Gruppo in termini di ALM, nonché delle strategie, policy, metodologie e limiti per i rischi di liquidità, cambio
e tasso d’interesse del Banking Book.
Il Comitato è inoltre responsabile di assicurare la coerenza di politiche, metodologie e prassi operative per i rischi di liquidità,
di cambio e di tasso d’interesse di Banking Book nell’ambito dei diversi Regional Liquidity Center, Divisioni/ Business Unit ed
Entità, con l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie quali liquidità e capitale e di riconciliare la richiesta delle
stesse con le strategie di business nell’ambito dell’intero Gruppo. Monitora inoltre l’evoluzione degli asset e liabilities per
l’intero Gruppo e l’esecuzione del piano di funding. Analizza l’impatto delle oscillazioni dei tassi di interesse, dei vincoli di
liquidità e le esposizioni ai cambi.
Portafoglio di Negoziazione
Il Portafoglio di Negoziazione include le posizioni in strumenti finanziari o materie prime detenute a fini sia di negoziazione sia
di copertura di altri elementi del Portafoglio di Negoziazione stesso. Per poter essere sottoposti al trattamento di capitale del
Portafoglio di Negoziazione, gli strumenti finanziari devono essere liberi da restrizioni contrattuali sulla loro negoziabilità
oppure il rischio relativo deve poter essere totalmente immunizzabile. Inoltre, le posizioni devono essere frequentemente e
accuratamente valutate e il portafoglio deve essere gestito in maniera attiva.
Il rischio che il valore di uno strumento finanziario (attività o passività, liquidità o strumento derivato) cambi nel tempo è
determinato da cinque fattori di rischio di mercato standard:
•
Rischio di credito: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei credit spread;
•
Rischio di corso azionario: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa delle variazioni dei prezzi di
azioni o indici;
•
Rischio di tasso d'interesse: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di
interesse;
•
Rischio di tasso di cambio: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei tassi di
cambio;
•
Rischio di prezzo delle materie prime: rischio che il valore di uno strumento decresca a causa della variazione dei
prezzi delle materie prime (ad esempio: oro, greggio).
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
20
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Il gruppo UniCredit gestisce e monitora il rischio di mercato mediante due insiemi di misure:
•
Global Market Risk measures:
o
Value at Risk (VaR), che rappresenta la perdita potenziale del valore di un portafoglio in un determinato
periodo per un determinato intervallo di confidenza;
o
Stressed VaR (SVaR), che rappresenta il VaR potenziale di un portafoglio soggetto ad un periodo di
dodici mesi di significativo stress finanziario;
o
Incremental Risk Charge (IRC), che rappresenta il capitale regolamentare mirato a coprire le perdite
creditizie (rischi di default e migrazione) che possono verificarsi in un portafoglio in un determinato
periodo e per un determinato intervallo di confidenza;
o
Loss Warning Level (LWL), che è definito come la P&L economica cumulata su un periodo di 60 giorni
lavorativi di un'unità di rischio;
o
Combined Stress Test Warning Level (STWL), che rappresenta la perdita potenziale del valore di un
portafoglio calcolata sulla base di uno scenario di stress.
•
Granular Market Risk measures:
•
Sensitivities, che rappresentano la variazione nel valore di mercato di uno strumento finanziario a causa dei
movimenti dei fattori di rischio di mercato rilevanti.
Sulla base di queste misure, sono definiti due insiemi di limiti:
•
Global Market Risk limits (Loss Warning Levels, Combined Stress Test Warning Level, VaR, SVaR, IRC): che
hanno lo scopo di definire un limite all'assorbimento di capitale economico ed alla perdita economica accettata per
le attività di negoziazione; questi limiti devono essere consistenti con il budget di ricavi assegnato e la risk taking
capacity assunta;
•
Granular Market Risk limits (limiti sulle Sensitivity, sugli scenari di Stress e sui Nominali): che esistono
indipendentemente, ma agiscono in parallelo ai Global Market Risk limits ed operano in maniera consolidata in tutte
le Entità (ove possibile); al fine di controllare più efficacemente e specificamente diversi tipi di rischio, portafogli e
prodotti, questi limiti sono in generale associati a sensitività granulari oppure a scenari di stress. I livelli fissati per i
Granular Market Risk limits mirano a limitare la concentrazione del rischio verso singoli risk factor o l'eccessiva
esposizione verso risk factor che non sono sufficientemente rappresentati dal VaR.
Portafoglio Bancario
Le principali componenti del rischio di mercato del portafoglio Bancario sono il rischio di Credit Spread, il rischio tasso
d’interesse e il rischio di cambio.
Il primo deriva principalmente dagli investimenti in titoli di Stato detenuti ai fini di liquidità. Il rischio di Mercato relativo al
portafoglio obbligazionario è vincolato e monitorato mediante limiti sul nozionale, misure di sensitività al Valore Economico e
limiti sul Value at Risk. Il contributo principale all’esposizione di Credit Spread è legato al rischio Sovrano italiano per gli
investimenti del Perimetro Italia.
La seconda componente, il rischio tasso di interesse, gestita con la finalità di stabilizzare il margine d’Interesse. L’esposizione
è misurata in termini di sensitività al valore economico e al margine d’interesse. Su base giornaliera le funzioni di tesoreria
gestiscono il rischio tasso derivante dalle transazioni commerciali mantenendo l’esposizione entro i limiti fissati dai Comitati di
Rischio. L’esposizione è monitorata e misurata su base giornaliera dalle funzioni di Risk Management. Il Comitato Asset &
Liability Management è responsabile della strategia di gestione del rischio tasso per il Portafoglio Strategico, inclusa la
decisione di investire la posizione di passività non onerose, al netto delle attività non fruttifere. La strategia applicata mira a
minimizzare il rischio sul margine d’interesse per la Banca. Questo implica che gli investimenti siano effettuati secondo un
profilo di replica del portafoglio di Free Equity, dove la scelta dell’esatto profilo di scadenza da perseguire è deciso dal
Comitato Asset & Liability Management. Anche la strategia di investimento delle poste a vista ha come obiettivo la
stabilizzazione dei margini, mediante investimenti più a lungo termine. Questo vale per tutti i regional centres. Il Comitato di
Asset & Liability Management decide il profilo di scadenza che si ritiene più adeguato a proteggere il margine di interesse
della Banca. Il profilo di scadenza delle poste a vista può essere diverso per i diversi regional centres, poiché tiene conto
delle differenze locali, così come l’attuazione della strategia di investimento.
La strategia di gestione del rischio tasso è fissata considerando anche i principali impatti derivanti da estinzione anticipata
sulle attività. Tale fenomeno riveste maggiore rilevanza nel portafoglio mutui del perimetro italiano e tedesco. Il profilo di
estinzione anticipata è stimato a partire dai dati storici e da analisi di trend. Si adottano quindi strumenti di copertura che
replichino perfettamente tale profilo. Per i mutui italiani il modello comportamentale per la stima dell’estinzione anticipata
prevista costituisce la base per la copertura del fenomeno di pre-payment. Il rischio convessità a causa dell'incertezza dei
risconti viene valutata attraverso analisi di scenario. Il rischio di rimborso anticipato del portafoglio mutui tedesco è meno
rilevante a causa delle commissioni dovute in caso di pagamento anticipato di un mutuo. Ad ogni modo tale esposizione è
integralmente coperta da swaption. Al contrario il rischio di rimborso anticipato nel portafoglio crediti austriaco e polacco è
considerato residuale; dunque nessuna strategia di copertura viene applicata a tale rischio.
La strategia di gestione della posizione del rischio di tasso di interesse riferita al perimetro di Banking Book è poi rivista,
almeno su base mensile, dal Group ALCO. Il coinvolgimento del comitato in materia di gestione del rischio di tasso di
interesse include:
•
settaggio e monitoraggio dei limiti;
•
strategie di copertura;
•
linee guida e policies;
•
decisioni relative al Funds transfer pricing;
•
metodologie e misurazione del rischio.
21
I
È importante notare che il Group ALCO delibera in merito alle linee guida ed al Risk Framework per i regional centres. I
comitati ALCO a livello di singolo regional centre delineano il processo relativo al loro perimetro, mentre il Group ALCO
monitora la posizione complessiva.
Risk Management propone i limiti che richiedono la approvazione da parte del Group Risk Committee.
La terza componente è il rischio di cambio. Le fonti di questa esposizione si riferiscono principalmente a investimenti di
capitale in valuta estera. L'attuale strategia è quella di non coprire il capitale da tale rischio. La politica generale è quella di
coprire l'esposizione relativa a dividendi e Profit&Loss in valuta estera, tenendo conto del costo di copertura e delle condizioni
di mercato. Tale fonte di rischio è più rilevante per Bank Pekao e le controllate dei Paesi CEE. L'esposizione FX è coperta
con contratti Forward e opzioni, classificati contabilmente nel portafoglio di negoziazione. Tale regola generale è valida per la
Holding e Sub-holding. Anche tale strategia di copertura è valutata dai Comitati di Rischio su base periodica.
Struttura ed organizzazione
Nel corso del secondo trimestre del 2013, al fine di creare un unico punto di riferimento per la gestione dei rischi finanziari del
Gruppo UniCredit e per assicurare una più efficiente gestione, coordinamento e controllo attraverso un’unica struttura
organizzativa, è stato creato il dipartimento “Group Financial Risk”, a riporto diretto del dipartimento “Group Risk
Management”.
Il “Group Financial Risk” è responsabile del governo e controllo dei rischi finanziari a livello di Gruppo (rischi di liquidità, tasso
di interesse, mercato, controparte e di trading credit1) attraverso la valutazione delle strategie e la proposta agli Organi
competenti dei limiti di rischio e Global/Local Rules. Il dipartimento è anche responsabile del coordinamento manageriale
delle corrispondenti funzioni dei Regional Centers (RCs), secondo quanto previsto dalle “GMGR2” e “GMGR Evolution”, e del
fornire decisioni e Non Binding Opinion (NBO), quando richiesto, per tutti i rischi finanziari del Gruppo.
Inoltre, il dipartimento “Group Financial Risk” è responsabile a livello di Gruppo della definizione, sviluppo ed aggiornamento
delle metodologie e architetture per la misurazione ed il controllo dei rischi finanziari e delle procedure per i Market Data
Reference ed il Fair Value degli strumenti finanziari. Il dipartimento assicura la conformità della struttura di Financial Risk
Management con i requisiti regolamentari.
Al fine di gestire efficacemente i rischi finanziari del Gruppo, la nuova struttura organizzativa include le seguenti unità:
•
“Group Market & Trading Credit Risk Management” department, responsabile per il governo e controllo dei rischi di
mercato, trading credit e collateral a livello di Gruppo e responsabile delle seguenti attività:
o
definire la struttura di Gruppo per la gestione del rischio di mercato e di trading credit oggetto di
implementazione da parte dei RCs;
o
assicurare che le strategie di rischio di controparte ed emittente siano integrate nella strategia di rischio
di credito di Gruppo e nei processi di gestione giornaliera del rischio di credito dei RCs;
o
verificare la corretta implementazione delle strutture e dei processi di rischio di mercato, controparte ed
emittente nei RCs;
o
gestire il rischio di mercato e traded credit dei RCs ed assicurare un consistente approccio a livello di
Gruppo;
o
monitorare la coerenza della strategia di business con la strategia di rischio di mercato.
Il department include:
o
“Market Risk Management” unit, responsabile della gestione del rischio di mercato a livello consolidato e
responsabile di queste attività:
coordinare il processo di identificazione del rischio di mercato dei RCs ed assicurare la
consistenza con gli standard regolamentari;
proporre la strategia di rischio di mercato a livello di Gruppo e tradurla nella definizione ed
allocazione dei limiti globali e granulari a livello di Gruppo e di RCs;
valutare i rischi di mercato per nuovi prodotti e formulare NBO sull’emissione di tali prodotti per
i RCs;
controllare i rischi non inclusi nei modelli interni in cooperazione con la “Group Risk
Methodologies & Architecture” unit;
verificare la coerenza dell’attività di front office con la strategia di rischio di mercato di Gruppo
mediante l’analisi della P&L explanation e attribution e la supervisione giornaliera dell’attività di
monitoraggio dei limiti effettuata dalle funzioni di controllo di rischio di mercato dei RCs, con
l’attivazione, in caso di sforamento, del processo di escalation e la definizione delle azioni
correttive da intraprendere.
1 i.e. Rischio di Pre-Settlement, di Regolamento, di Money Market e Rischio Emittente
2 Group Managerial Golden Rules
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
22
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
“Portfolio Market Risk Management” unit, responsabile dello stress testing, del monitoraggio e della
reportistica dei profili e rischi di mercato, con le seguenti attività:
coordinare il programma di stress test dei rischi di mercato a livello di Gruppo che deve essere
implementato dai RCs ed assicurare che esso includa tutti i rischi materiali di mercato per il
Gruppo;
effettuare lo stress test per i rischi di mercato a livello di Gruppo, valutando la capacità del
Gruppo di assorbire le perdite da rischio di mercato e le opportunità di ridurre il rischio;
produrre i report sul rischio di mercato al fine di fornire una visione aggiornata a livello di
Gruppo, sia in scenari normali sia in scenari di stress, coerentemente con gli standard definiti
dal “Group Financial Risk Standard & Practice” unit;
fornire alle funzioni competenti adeguate informazioni sul rischio di mercato a livello di Gruppo
ed assicurare che esse siano integrate in maniera consistente nel Capital Planning di Gruppo
ed in tutte le informative regolamentari (ICAAP, Terzo Pilastro della disclosure di Basilea II,
Nota Integrativa di Bilancio).
“Group Price Control”, team responsabile della struttura di Gruppo dei Market Data e Fair Value a fini contabili e di
calcolo di P&L. In particolare, il team è responsabile delle seguenti attività:
o
definire, sviluppare ed aggiornare la struttura dei Market Data di riferimento e dei Fair Value per la
valutazione degli strumenti finanziari, quest’ultima in collaborazione con la unit “Group Risk
Methodologies & Architecture”;
o
definire a livello di Gruppo le attività di Independent Price Verification (IPV) e Fair Value Adjustments
(FVA) (ad es: collaborazione con i competence centers ed il dipartimento PF&A, la reportistica);
o
verificare la corretta implementazione e la qualità dell’output delle strutture sopra menzionate nei RCs e
l’adeguatezza dei criteri di valutazione;
o
definire, sviluppare ed aggiornare i controlli di Market Conformity;
o
effettuare i controlli di secondo livello, per la propria area di competenza, sulla contribuzione ai tassi di
riferimento del mercato monetario e FTP ed i processi di IPV ed FVA per il RC Italy;
o
supportare UniCredit S.p.A., per il perimetro del “Country Chairman Italy”, nelle attività legate
all’applicazione della MiFID;
o
definire e monitorare i limiti di rischio e i livelli di autonomia sui modelli di portafoglio e sui building blocks
usati per la gestione dei conti segregati e verificare la loro allocazione per quanto riguarda le strategie di
investimento;
o
fornire i risultati dell’attività di monitoraggio al “Group Investment Committee” ed al Consiglio di
Amministrazione/Amministratore Delegato;
o
controllare i dati di performance dei modelli di portafoglio e building blocks calcolati dal department
“Global Investment Strategy” (GIS);
o
fornire, o approvare quando proposte dal department “Global Investment Strategy” (GIS) o “Investment
Products Italy” le classificazioni relative agli strumenti finanziari da inserire nel “Common Instrument
Classification” (CIC) Management System.
“Group Risk Methodologies & Architecture” unit, responsabile delle metodologie e dell’architettura a livello di
Gruppo per i rischi di mercato, controparte, tasso di interesse e liquidità, attraverso le seguenti attività:
o
definire, sviluppare ed aggiornare le metodologie per la misura, la gestione e lo stress test dei rischi
finanziari (ovvero VaR, SVaR, IRC, CRM, CCR, EPE, CBC);
o
analizzare e verificare i modelli sviluppati dal dipartimento “Planning, Finance & Administration” ed
utilizzati per la gestione ed il controllo i rischi di bilancio e di liquidità del gruppo;
o
sviluppare prototipi per nuovi modelli ed applicazioni per la gestione e la reportistica del rischio
finanziario;
o
definire, sviluppare ed aggiornare le metodologie per la Independent Price Verification (IPV) e Fair Value
Adjustments (FVA), in collaborazione con il team “Group Price Control”;
o
gestire il processo di approvazione e revisione regolamentare dei modelli di gestione del rischio
finanziario, indirizzando al dipartimento “Group Internal Validation” e “Internal Audit” raccomandazioni
relative a tali modelli;
o
coordinare le attività nei diversi RCs di implementazione e manutenzione dei modelli e delle architetture
a livello di Gruppo, verificando la corretta implementazione e la qualità dell’output;
o
sviluppare le metriche di rischio per i rischi non correttamente catturati dai modelli interni in cooperazione
con l’unità di “Market Risk Management”;
o
supportare le funzioni competenti nella misura e nell’analisi del capitale economico per il rischio di
controparte, liquidità, tasso di interesse e di mercato per il processo regolamentare ICAAP, per la
pianificazione strategica e di budget;
o
supportare, in cooperazione con la “Divisione CIB” ed il dipartimento “PF&A”, le funzioni competenti al
fine di identificare e sfruttare possibili opportunità di ottimizzazione del capitale;
o
analizzare i modelli sviluppati dal Front Office utilizzati per calcolare la P&L, verifica periodica della loro
adeguatezza e stima, in collaborazione con il team “Group Price Control”, i relativi modelli di rischio per
quantificare i Fair Value Adjustments;
o
definire, sviluppare ed aggiornare a livello di Gruppo le architetture per la gestione dei rischi di mercato e
per i dati di mercato di riferimento per il Front Office (ad esempio: EOD, IPV, FVA, conformity checks);
o
estrarre, validare e fornire i parametri di mercato per i modelli di gestione dei rischi finanziari;
o
supportare il dipartimento “Group Market & Trading Credit Risk Management” configurando a livello di
Gruppo gli scenari di stress test nei sistemi di misura del rischio;
o
mantenere e monitorare le performance dei modelli di gestione del rischio finanziario a livello di Gruppo,
inclusi i risultati di back testing effettuati dai RCs e a livello consolidato, in collaborazione con l’unità di
“Market Risk Validation”.
o
•
•
23
I
•
•
•
“Financial Risk Italy” unit è responsabile del controllo indipendente dei rischi di liquidità, tasso di interesse, mercato,
controparte, trading credit e collateral a livello di RC Italia e delle esecuzione degli stress test richiesti. L’unità è
responsabile delle seguenti attività:
o
proporre, in cooperazione con le funzioni di Gruppo coinvolte, la definizione e l’allocazione dei limiti di
rischio di mercato, tasso di interesse e liquidità a livello di RC Italia ed il relativo monitoraggio in caso di
superamento del limite e valutazione delle contromisure/azioni di mitigazione da intraprendere;
o
verificare la coerenza delle attività di Front Office con le strategie di rischio di mercato per il RC Italia;
o
effettuare, in relazione alle controparti FIBS, la validazione delle esposizioni, il monitoraggio delle line di
credito e la gestione degli sforamenti overnight e intra-day per il rischio di trading credit e di collateral;
o
produrre la reportistica a livello di RC Italia;
o
eseguire i programmi di stress test definiti dal Gruppo sul RC Italia per i rischi di mercato, liquidità,
trading credit e collateral ed effettuare le attività di manutenzione e back-testing dei modelli interni per il
RC Italia;
o
monitorare, a livello di RC Italia, la gestione del collateral relativo a prodotti derivati e securities financing
transactions aventi controparti FIBS;
o
valutare i rischi attinenti ai nuovi prodotti del RC Italia e fornire un parere sulla introduzione di tali prodotti;
o
monitorare i limiti in termini di mark up e hedging cost per il business dei corporate treasury sales;
o
svolgere i controlli di plausibilità delle esposizioni “largest 50” sui dati di esposizione del RC Italy secondo
quanto stabilito dal data model e adottati per il reporting ufficiale settimanale e mensile destinato a Banca
d’Italia, per rischio di credit trading e di collateral;
o
svolgere i controlli di secondo livello, per la propria area di competenza, sui tassi di riferimento del
mercato monetario e FTP, come indicato dai processi e dalla normativa interna in vigore.
“Group Financial Risk Standard & Practice” unit, responsabile delle Global Policies e della coerenza e della
coordinazione all’interno del Gruppo della reportistica di financial risk. In dettaglio, la unit ha in carico le seguenti
attività:
o
pubblicare le Global Policies in cooperazione con il department “Group Financial Risk”;
o
monitorare l’approvazione e l’implementazione delle Global Policies in tema di financial risk a livello
locale con la cooperazione delle competenti funzioni delle Entità Legali; tali funzioni garantiscono
l’implementazione di Policies a livello locale coerenti con le Global Policies;
o
verificare l’approvazione e l’implementazione a livello locale delle Global Operational Instructions (GOI)
tramite le funzioni competenti della Entità Legali;
o
definire gli standard di reportistica per il department “Group Financial Risk”, gestire la documentazione ai
comitati di Gruppo identificando responsabilità e azioni;
o
tracciare e coordinare le attività relative ai rilievi dell’Audit department su “Group Financial Risk”;
o
svolgere il ruolo di interfaccia con Autorità di Vigilanza/Management/Organi rilevanti per il department
“Group Financial Risk”, in coordinamento con le funzioni di Gruppo e di department.
“Group Interest Rate Risk Management” unit, responsabile del controllo indipendente del rischio di tasso di
interesse a livello di Gruppo. Le responsabilità comprendono queste attività:
o
proporre agli Organi competenti i limiti da adottare per la gestione dei rischi di tasso d’interesse inerenti il
bilancio a livello di Gruppo e valutare la proposta dei limiti a livello di Regional Center;
o
svolgere controlli, analisi e monitoraggio dei limiti sui fattori di rischio rilevanti per il bilancio (e.g. IR, FX)
sia a livello di Gruppo che a livello di Regional Center;
o
verificare la corretta implementazione dei processi di gestione dei rischi inerenti il bilancio in tutti i
Regional Centers;
o
definire e coordinare le analisi di scenario per il rischio di tasso di interesse per il Gruppo e per i Regional
Centres;
o
produrre il reporting per gli Organi competenti e le Autorità di Vigilanza quando previsto, coerentemente
agli standards e ai requisiti definiti dalla unit “Group Financial Risk Standard & Practice”.
Sistemi di misurazione e di reporting
Portafoglio di Negoziazione
Nel corso del 2013, il Gruppo UniCredit ha continuato a migliorare e consolidare i modelli di rischio di mercato al fine di
misurare, rappresentare e controllare opportunamente il profilo di rischio del Gruppo. Negli ultimi tre anni, in accordo con le
linee guida e le normative del Comitato di Basilea, sono stati sviluppati, sia al fine del calcolo del capitale regolamentare sia a
fini manageriali, modelli per la misura del rischio di mercato allo stato dell'arte, quali Stressed VaR e Incremental Risk
Charge.
Il monitoraggio di detti profili di rischio è stato reso ancor più efficace attraverso l'introduzione di limiti di rischio granulari che
si aggiungono a quelli di VaR in relazione alle principali attività dell’investment banking.
All’interno del contesto organizzativo descritto in precedenza, la politica seguita dal Gruppo UniCredit nell’ambito del market
risk management è finalizzata ad una progressiva adozione ed utilizzo di principi, regole e processi comuni in termini di
propensione al rischio, definizione dei limiti, sviluppo dei modelli, pricing e disamina dei modelli di rischio.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
24
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Il dipartimento Group Financial Risk è specificamente chiamato a garantire che principi, regole e processi siano in linea con la
miglior prassi di settore e coerenti con le norme e gli usi dei diversi paesi in cui vengono applicati.
Il principale strumento utilizzato dal Gruppo UniCredit per la misurazione del rischio di mercato sulle posizioni di trading è il
Value at Risk (VaR), calcolato secondo l’approccio della simulazione storica. Per ulteriori dettagli sui modelli di valutazione
del rischio si faccia riferimento alla Tavola 11.
Gli standard di reportistica sui rischi di mercato sono fissati dal Group Risk Committee su indicazione della funzione di Market
Risk. Il Group Financial Risk definisce gli standard di reportistica sui rischi di mercato, in termini sia di contenuti sia di
frequenza, e fornisce puntualmente informazioni al Top Management ed alle autorità di vigilanza sul profilo di rischio di
mercato a livello consolidato.
In aggiunta al VaR ed alle misure di rischio previste da Basilea II, gli stress test sono un efficace strumento di gestione del
rischio, in quanto forniscono ad UniCredit la indicazione di quanto capitale potrebbe essere necessario per assorbire perdite
in caso di forti shock finanziari. Lo stress testing è parte integrante dell’Internal Capital Adequacy Assessment Process
(ICAAP), dove si richiede ad UniCredit di eseguire uno stress testing rigoroso e forward-looking al fine di identificare possibili
eventi o cambiamenti nelle condizioni di mercato che possano ripercuotersi in maniera sfavorevole per la banca.
Portafoglio Bancario
La responsabilità primaria per il monitoraggio ed il controllo della gestione del rischio di mercato nel Banking Book risiede
presso gli Organi competenti della Banca. Per esempio, la Capogruppo è responsabile per il processo di monitoraggio del
rischio di mercato sul Banking Book a livello consolidato. In quanto tale, definisce la struttura, i dati rilevanti e la frequenza
per un adeguato reporting a livello di Gruppo.
La misura di rischio di tasso di interesse per il Banking Book riguarda il duplice aspetto di valore e di margine di interesse
netto della Banca. In particolare, le due prospettive diverse ma complementari prospettive riguardano:
•
Economic value perspective: variazioni nei tassi di interesse possono ripercuotersi sul valore economico di attivo e
passivo. Il valore economico della banca può essere visto come il valore attuale dei flussi di cassa netti attesi della
banca, cioè i flussi attesi dell’attivo meno quelli del passivo; una misura di rischio rilevante da questo punto di vista
è la sensitività del valore economico per bucket temporale per uno shock dei tassi di 1bp. Questa misura è riportata
ai comitati competenti al fine di valutare l'impatto sul valore economico di possibili cambiamenti nella curva dei
rendimenti. La sensitività al valore economico è calcolata anche per uno shock parallelo di 200bp. Una variabile di
controllo da questo punto di vista è Value at Risk relativo alla sola componente rischio di tasso di interesse.
•
Income perspective: l’analisi si concentra sull’impatto del cambiamento dei tassi di interesse sul margine netto di
interesse maturato o effettivamente riportato, cioè sulla differenza tra interessi attivi e passivi. Un esempio di una
misura di rischio utilizzata è la Net Interest Income sensitivity, per uno shock parallelo dei tassi di 100 punti base.
Tale misura fornisce un’indicazione dell’impatto che tale shock avrebbe sul margine di interesse nel corso dei
prossimi 12 mesi. Per tali scenari di tasso lo 0% è considerato come limite minimo per shock negativi,
considerando anche l’attuale contesto di tassi minimi. A completamento di tali analisi si considerano anche le
sensitività a scenari addizionali di minore e maggiore pendenza della curva dei tassi (shock non paralleli).
Oltre il set di limiti e livelli di allerta per il rischio tasso, misure dell’esposizione e relative restrizioni sono in atto anche per le
altre fonti di rischio di mercato, come rischio di cambio, rischio azionario, rischio di valore a causa di variazioni degli spread
creditizi. Inoltre, attraverso le misure di sensitività economica e altri indicatori granulari, questi tipi di rischio sono catturati in
un Value at Risk che include tutti i fattori di rischio di mercato. Queste misure di Value at Risk sono basate su simulazione
storica.
25
I
Politiche di copertura e di attenuazione del rischio
Portafoglio di Negoziazione
Su base mensile un insieme di indicatori di rischio è fornito al Group Risk Committee attraverso l’Enterprise Risk
Management Report e al Group Market Risk Committe attraverso la Market Risk Overview; questi includono gli utilizzi di VaR,
Stressed-VaR, IRC, le Sensitivities ed i risultati degli Stress tests.
Allo stesso tempo il superamento dei limiti è riportato sia al Group Market Risk Committee che al Group Risk Committee,
laddove il processo di “escalation” è normato dalla Policy Globale "Limiti del Rischio di Mercato" che definisce la natura delle
varie soglie/limiti applicati come gli organismi competenti da coinvolgere per stabilire il più appropriato piano di azione per
ricondurre le esposizioni nei limiti approvati.
Un focus, se richiesto, è fornito di volta in volta sull’attività di specifici ambiti di business al fine di assicurare il più elevato
livello di comprensione e di discussione dei rischi in date aree che sono ritenute meritevoli di particolare attenzione.
Portafoglio Bancario
In sede di ALCO si discutono su base mensile i principali fattori di rischio di mercato. Il comitato decide la strategia da
adottare con l’ottica di stabilizzare il margine. La funzione Risk Management di Gruppo riporta al comitato le misure di rischio
relative al portafoglio Bancario sotto un’ottica di margine e di valore economico. Tale funzione propone e monitora i set di
limiti e warning level che sono stati preventivamente approvati dai rilevanti organi competenti.
Violazioni di tali limiti e warning levels, se presenti, vengono riportati agli Organi suddetti. Di conseguenza, il procedimento di
escalation si attiva in linea con le procedure descritte nella Policy, per implementare le misure più appropriate al fine di
ristabilire l’esposizione all’interno dei limiti approvati.
Le operazioni strutturali di copertura dal rischio di tasso di interesse al fine di attenuare l’esposizione verso il business della
clientela sono eseguite dalle funzioni di Tesoreria. Le operazioni strategiche del perimetro di Banking Book possono essere
eseguite dal dipartimento di Asset and Liability Management - ALM.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
26
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Rischio di liquidità
Il rischio di liquidità identifica l’eventualità che il Gruppo possa trovarsi nella condizione di non riuscire a far fronte agli impegni
di pagamento (per cassa o per consegna) attuali e futuri, previsti o imprevisti senza pregiudicare l’operatività quotidiana o la
propria condizione finanziaria.
I principi fondamentali
I Liquidity Centre
L’obiettivo del Gruppo è mantenere la liquidità ad un livello che consenta di condurre le operazioni in sicurezza, finanziare le
proprie attività alle migliori condizioni di tasso in normali circostanze operative e rimanere sempre nella condizione di far
fronte agli impegni di pagamento.
A tale scopo, il Gruppo si attiene scrupolosamente alle disposizioni normative e regolamentari imposte dalle Banche Centrali
e dalle autorità nazionali dei vari paesi in cui opera.
Oltre a soddisfare i requisiti legali e regolamentari locali, tramite la Capogruppo e sotto la supervisione del Group Risk
Management, sono state definite politiche e metriche da adottare a livello di Gruppo, al fine di garantire che la posizione di
liquidità di ciascuna Entità risponda ai requisiti dello stesso.
Per tali ragioni, l’organizzazione del Gruppo è basata su criteri di tipo manageriale, definiti coerentemente con il concetto di
Liquidity Centre.
I Liquidity Centre sono Entità Legali che intervengono in base alla responsabilità che ad esse compete quali sub-holding nella
gestione della liquidità. Essi:
•
intervengono nel processo di gestione e concentrazione dei flussi di liquidità delle varie Entità che ricadono
all’interno del loro perimetro;
•
sono responsabili dell’ottimizzazione del processo di funding effettuato nei principali mercati locali e del
coordinamento dell’accesso ai mercati di breve e di lungo termine da parte delle Entità sottostanti al loro perimetro;
•
infine, sono responsabili, a livello locale, dell’implementazione delle regole sulla liquidità di Gruppo, in conformità
con le Guideline di Governance di Gruppo e con le vigenti norme locali.
Un ruolo particolarmente importante è svolto dalla Capogruppo, in qualità di soggetto responsabile della supervisione e del
controllo. In tema di liquidità tale ruolo consiste nel guidare, coordinare e controllare tutti gli aspetti riguardanti la liquidità
dell’intero Gruppo. La Capogruppo agisce, inoltre, come Liquidity Centre per il perimetro italiano.
Il principio di “autosufficienza”
Questo tipo di organizzazione favorisce la self-sufficiency del gruppo permettendo l’accesso ai mercati a livello locale e
globale in modo controllato e coordinato. Coerentemente alle politiche di Gruppo, i surplus di liquidità strutturale generata in
un Regional Liquidity Centre possono essere trasferiti alla Capogruppo a meno che non sussistano impedimenti legali.
Il cosiddetto “Large Exposure Regime”, valido in Europa, oltre a norme specifiche valide a livello nazionale come il “German
Stock Corporation Act”, sono esempi di vincoli legali alla libera circolazione di fondi nell’ambito di un Gruppo bancario
transnazionale3.
Come principio generale, il Large Exposure Regime, implementato a partire dal 31 Dicembre 2010, limita le esposizioni
bancarie ad un ammontare massimo pari al 25% del capitale: questa regola si applica anche alle esposizioni infragruppo.
Tuttavia, tale direttiva è stata implementata in maniera non uniforme nei vari paesi Europei. In alcuni paesi CEE è valido il
limite massimo del 25% del capitale, ma in altri paesi CEE sono presenti regole più stringenti (ad esempio, in Serbia); in
Austria, sulla base della normativa nazionale, il limite massimo del 25% del capitale non si applica alle esposizioni verso la
società madre, se domiciliata in un paese dell’Area Economica Europea; infine, in Germania l’Autorità di Vigilanza nazionale
ha previsto una procedura attraverso cui è possibile richiedere l’esenzione dall’obbligo di rispetto del limite previsto dal Large
Exposure Regime per le esposizioni infragruppo.
In assenza di limiti ufficiali validi a livello nazionale, le Autorità di Vigilanza austriaca e tedesca si riservano la facoltà di
valutare il livello di esposizione caso per caso. Nell’attuale contesto economico, in alcuni dei paesi in cui il gruppo si trova ad
operare, le Autorità di Vigilanza stanno adottando misure volte a ridurre l’esposizione del proprio sistema bancario nazionale
verso altre giurisdizioni con potenziali impatti negativi sulla capacità del Gruppo di finanziare le proprie attività.
In tale contesto è previsto nell’ambito delle “Group Liquidity Policies” un ulteriore principio per migliorare la sana e prudente
gestione della liquidità; ad ogni Entità legale (in particolare quelle situate in un paese differente da quello in cui risiede il
Liquidity Center di riferimento) è richiesto di aumentare l’autosufficienza relativa alla liquidità sia in condizioni normali sia in
condizioni di stress, incentivando ogni Entità a fare leva sui propri punti di forza, in termini di prodotti e mercati, in modo da
ottimizzare il costo del funding per il Gruppo.
Questo tipo di organizzazione garantisce che le Entità appartenenti al Gruppo siano auto-sufficienti, accedendo ai mercati
della liquidità, globali e locali, in maniera controllata e coordinata. In tal modo si rende possibile ottimizzare i) i surplus ed i
deficit di liquidità tra le Entità appartenenti al Gruppo ii) il costo complessivo del funding a livello di Gruppo.
3
Anche le previsioni di Banca d’Italia, Circolare 263, prevede che le riserve di liquidità siano mantenute presso tutte le Entità del Gruppo al fine di minimizzare il
trasferimento di riserve liquide (Titolo V, capitolo 2, Sezione III. 7 penultimo paragrafo)
27
I
Ruoli e responsabilità
Sono state identificate a livello di Gruppo, tre strutture principali per la gestione della liquidità: la competence line del Group
Risk Management, la funzione “Finanza” (nella competence line Planning, Finance & Administration), e la funzione
“Tesoreria” (inclusa nella Business Unit “Markets”), ognuna con ruoli e responsabilità differenti. In particolare, le funzioni
operative sono proprie di Finanza e Tesoreria, mentre la funzione Risk Management ha responsabilità di controllo e
reportistica indipendente rispetto alle funzioni operative (in linea con quanto stabilito da Banca d’Italia nella circolare 263).
Più specificamente, la Tesoreria agisce come organo di coordinamento nella gestione dei flussi finanziari infra-gruppo,
derivanti dai deficit/surplus di liquidità delle varie Entità appartenenti al Gruppo, e applica gli appropriati tassi di trasferimento
alle transazioni infra-gruppo. Espletando tali funzioni, la Tesoreria garantisce un accesso al mercato disciplinato ed efficiente.
L’ottimizzazione del rischio di liquidità è perseguita stabilendo limiti specifici per l’attività bancaria standard di trasformazione
delle scadenze a breve, medio e lungo termine. Tale processo è implementato nel rispetto delle disposizioni normative e
regolamentari di ciascun paese e delle policy e regole interne delle Società del Gruppo tramite modelli di gestione adottati nei
Liquidity Centre individuali.
I modelli sono sottoposti ad analisi condotte dal Risk Management locale o dalla struttura equivalente con le stesse
responsabilità, di concerto con la funzione di Risk Management del Gruppo al fine di garantire il rispetto delle metriche e degli
obiettivi definiti dal Liquidity Framework del Gruppo.
Inoltre, le regole regionali devono essere conformi ai requisiti normativi e regolamentari nazionali.
Sistemi di misurazione e reporting del rischio
Tecniche di misurazione del rischio
Il rischio di liquidità, per la sua particolare natura, è affrontato tramite tecniche di analisi dei gap, stress test della liquidità e
misure complementari incluse nel Risk Appetite framework di Gruppo (come il Core Banking Book Funding Gap). In
particolare, le analisi dei dati di gap sono elaborate entro due orizzonti temporali distinti:
•
giornalmente, una metodologia basata sul mismatch degli sbilanci di liquidità controlla il rischio di liquidità di breve
termine derivante da scadenze dall’overnight fino a 3 mesi;
•
mensilmente, i gap ratio controllano il rischio dal medio al lungo termine (liquidità strutturale) per le scadenze pari
all’anno o superiori.
Le metriche di liquidità
La Liquidity Framework del Gruppo si basa sul Liquidity Risk Mismatch Model, caratterizzato dai seguenti principi
fondamentali:
•
Gestione del rischio di liquidità sul breve termine (liquidità operativa) che considera gli eventi che avrebbero un
impatto sulla posizione di liquidità del Gruppo da un giorno fino ad un anno. L’obiettivo primario è quello di
conservare la capacità del Gruppo di far fronte agli impegni di pagamento ordinari e straordinari minimizzandone
contestualmente i costi;
•
Gestione del rischio di liquidità strutturale (rischio strutturale) che considera gli eventi i quali avrebbero un impatto
sulla posizione di liquidità del Gruppo oltre l’anno. L’obiettivo primario è quello di mantenere un adeguato rapporto
tra passività a medio/lungo termine e attività a medio/lungo termine, finalizzato ad evitare pressioni sulle fonti di
finanziamento, attuali e prospettiche, a breve termine, ottimizzando contestualmente il costo del funding.
•
Stress test: il rischio di liquidità è un evento di scarsa probabilità e di forte impatto. Pertanto, le tecniche di stress
testing rappresentano un eccellente strumento per valutare le potenziali vulnerabilità del bilancio. La Banca
riproduce diversi scenari, spaziando dalla generale crisi di mercato alla crisi idiosincratica e loro combinazioni.
In tale contesto, la Capogruppo considera tutte le attività, passività, posizioni fuori bilancio ed eventi presenti e futuri che
generano flussi di cassa certi o potenziali per il Gruppo, proteggendo così le Banche/Società appartenenti allo stesso dai
rischi correlati alla trasformazione delle scadenze.
Gestione della liquidità di breve termine
L’obiettivo della gestione della liquidità consolidata di breve termine è di garantire che il Gruppo resti nella condizione di far
fronte agli impegni di pagamento, previsti o imprevisti, focalizzandosi sulle esposizioni relative ai primi dodici mesi.
Le misure standard adottate a tal fine sono:
•
gestione dell’accesso ai sistemi di pagamento (gestione della liquidità operativa);
•
gestione dei pagamenti da effettuare e monitoraggio delle riserve di liquidità e del livello di utilizzo delle stesse
(analisi e gestione attiva della maturity ladder).
Questi principi sono applicabili a livello di Gruppo e a livello di ciascun Liquidity Centre.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
28
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Il Gruppo adotta anche il “Cash Horizon” come indicatore sintetico dei livelli di rischio relativi alla posizione di liquidità a breve
termine; tale indicatore viene monitorato attraverso la Maturity Ladder operativa, che misura i flussi di liquidità in entrata e in
uscita che comportano un impatto sulla base monetaria. Il Cash Horizon identifica il numero di giorni, al termine dei quali
l’Entità in esame non è più in grado di onorare le proprie obbligazioni, così come rappresentate nella Maturity Ladder
operativa, una volta esaurita la Counterbalancing Capacity disponibile. L’obiettivo del Gruppo nel corso dell’anno è stato
quello di garantire un Cash Horizon pari ad almeno tre mesi.
Il Cash Horizon è una delle metriche di liquidità incluse nel Risk Appetite framework di Gruppo. Al momento vengono anche
effettuate varie analisi di sensitivity, quali la quantificazione dell’impatto di un cash-in / cash-out pari a € 1 miliardo e a € 2
miliardi sul Cash Horizon o la stima delle esigenze di liquidità derivanti da un possibile downgrade.
Gestione della liquidità strutturale
L’obiettivo della gestione della liquidità strutturale del Gruppo è di limitare le esposizioni al rifinanziamento sulle scadenze
superiori all’anno, riducendo così i bisogni di rifinanziamento sul più breve termine. Il ratio di Liquidità Strutturale oltre l’anno è
una delle metriche di liquidità incluse nel Risk Appetite framework di Gruppo. Il mantenimento di un adeguato rapporto tra le
attività e le passività di medio/lungo termine mira ad evitare pressioni sulle fonti, attuali e prospettiche, a breve termine.
Le misure standard adottate a tal fine sono:
•
la redistribuzione delle scadenze delle operazioni di finanziamento, per ridurre le fonti di funding meno stabili,
ottimizzando contestualmente il costo della raccolta (gestione integrata della liquidità strategica e della liquidità
tattica);
•
finanziare la crescita tramite attività strategiche di funding, stabilendo le scadenze più appropriate (Yearly Funding
Plan);
•
conciliare i requisiti di funding a medio-lungo termine con l’esigenza di minimizzare i costi diversificando le fonti, i
mercati nazionali, le valute di emissione e gli strumenti impiegati (realizzazione del Yearly Funding Plan).
Stress test della liquidità
Lo Stress test è una tecnica di gestione del rischio impiegata per valutare i potenziali effetti che uno specifico evento e/o
movimento, in una serie di variabili finanziarie, esercitano sulla condizione finanziaria di un’istituzione. Trattandosi di uno
strumento previsionale, lo Stress test della liquidità diagnostica il rischio di liquidità di un’istituzione. In particolare, i risultati
degli stress test vengono utilizzati per:
•
valutare l’adeguatezza dei limiti di liquidità sia in termini quantitativi che qualitativi;
•
pianificare e attuare operazioni sourcing alternative al fine di controbilanciare i deflussi di cassa;
•
strutturare/modificare il profilo di liquidità degli asset del Gruppo;
•
fornire supporto allo sviluppo del liquidity contingency plan.
Al fine di eseguire Stress test uniformi in tutti i Centri di Liquidità, il Gruppo adotta una metodologia centralizzata di Stress
testing in base alla quale ogni Liquidity Centre è tenuto a riprodurre lo stesso scenario sotto il coordinamento del Group Risk
Management tramite l’attivazione di procedure locali.
Ai singoli Liquidity Centre è consentito avvalersi di modelli comportamentali statistici/quantitativi, purché essi siano convalidati
dal Risk Management locale o struttura equivalente con le stesse responsabilità.
Periodicamente, il Gruppo riproduce scenari di liquidità e conduce analisi di sensitivity, queste ultime valutando l’impatto
esercitato sulla condizione finanziaria di un’istituzione da un movimento in un particolare fattore di rischio, senza identificare
la fonte dello shock, mentre i test di scenario tendono a considerare le ripercussioni di movimenti simultanei in diversi fattori
di rischio, definendo chiaramente un evento di stress ipotetico e consistente.
Scenari di liquidità
A livello macro, il Gruppo identifica tre diverse classi fondamentali di potenziale crisi di liquidità:
•
crisi correlata al mercato (sistemica, globale o settoriale): Market Downturn Scenario. Tale scenario consiste in
un’improvvisa turbolenza in un mercato monetario e di capitali che potrebbe essere causata dalla chiusura (o
dall’accesso limitato) del sistema di mercato/regolamento, da eventi politici critici, crisi regionale, credit crunch,
ecc.;
•
specifica del Gruppo o di parte di esso: crisi del titolo, scenari di declassamento del merito di credito; il presupposto
potrebbe essere il rischio operativo, evento connesso al peggioramento della percezione del rischio reputazionale
del gruppo e ad un declassamento del rating di UniCredit S.p.A.;
•
una combinazione della crisi di mercato e di quella specifica: scenario combinato. Il periodo di sopravvivenza
relativo al “Combined” Liquidity Stress Test scenario è una delle metriche di liquidità incluse nel Risk Appetite
framework di Gruppo.
I risultati dello Stress test possono evidenziare la necessità di stabilire limiti specifici riguardo, ad esempio, tra gli altri, il
finanziamento non garantito, il rapporto fra flussi di cassa netti e la Counterbalancing Capacity, il rapporto tra titoli eligible e
non-eligible.
29
I
Modelli comportamentali per le poste dell’attivo e del passivo
UniCredit Group ha sviluppato specifici modelli comportamentali volti alla stima del profilo di scadenza delle posta dell’attivo e
del passivo che non hanno una scadenza contrattuale; infatti alcune poste, percepite come esigibili a vista, in realtà sono
soggette a comportamenti vischiosi.
Più specificatamente, la modellazione dell'attivo e del passivo mira a costruire un profilo di replica che riflette al meglio le
caratteristiche comportamentali delle poste. Gli esempi includono i prestiti con opzione integrata e poste a vista. Per i prestiti
con opzioni implicite, come i mutui, il profilo di ammortamento prende in considerazione eventuali pagamenti anticipati previsti
mentre per gli elementi a vista le stime del profilo di scadenza riflette la vischiosità percepita. Tale modello prende in
considerazione fattori come lo studio della vischiosità delle poste in bilancio nel tempo.
Monitoraggio e reportistica
I limiti a valere sulla liquidità a breve termine ed il Cash Horizon sono oggetto di monitoraggio e di reporting su base
giornaliera. I ratio di liquidità strutturale e l’eventuale mancato rispetto dei limiti sono oggetto di monitoraggio e di reporting su
base mensile. Il periodo di sopravvivenza e i risultati dei Liquidity Stress Test sono oggetto di monitoraggio e di reporting su
base settimanale.
Mitigazione del rischio
Fattori di mitigazione
È nozione generalmente accettata che il rischio di liquidità non possa essere mitigato dalla disponibilità di capitali. Pertanto, il
rischio di liquidità non incrementa l’utilizzo di Capitale Economico ma è comunque considerato un’importante categoria di
rischio anche ai fini della determinazione della propensione al rischio del Gruppo.
I principali fattori di mitigazione della liquidità per il Gruppo sono:
•
un’accurata pianificazione della liquidità sul breve e medio-lungo termine sottoposta ad un’attività di monitoraggio
mensile;
•
un’efficiente Contingency Liquidity Policy (CLP) caratterizzata da un Contingency Action Plan (CAP), fattibile e
aggiornato, da attuare in caso di crisi di mercato;
•
un liquidity buffer per far fronte a deflussi di cassa inaspettati;
•
solidi stress test aggiornati periodicamente e condotti di frequente.
Piano di Funding
Il Funding Plan ricopre un ruolo fondamentale nella gestione generale della liquidità influenzando sia la posizione di breve
termine che la posizione strutturale. Il Funding Plan, definito a tutti i livelli (es. di Gruppo, di Liquidity Centre e di Entità
Legale), è sviluppato in coerenza con una analisi sostenibile di utilizzi e fonti sia sulla posizione a breve, sia strutturale. Uno
degli obiettivi dell’accesso ai canali di medio-lungo termine è inoltre quello di evitare pressioni sulla posizione di liquidità a
breve termine. Il Funding Plan deve essere aggiornato almeno annualmente e deve essere approvato dal Consiglio di
Amministrazione. Inoltre, deve essere allineato con il processo di definizione del Budget e con il Risk Appetite Framework.
La Capogruppo è responsabile per l’accesso al mercato per gli strumenti di capitale di Gruppo.
La Capogruppo, attraverso la funzione di Planning Finance and Administration (PFA), coordina l’accesso al mercato da parte
dei Liquidity Centre e delle Entità, mentre i Liquidity Centre coordinano l’accesso delle Entità che appartengono al proprio
perimetro.
Ogni Entità o Liquidity Centre, sotto la responsabilità della funzione di PFA, può accedere ai mercati per il finanziamento di
medio e lungo temine, in modo da incrementare l’autosufficienza, sfruttare le opportunità di mercato e la specializzazione
funzionale, tutelando l’ottimizzazione del costo dei finanziamenti del Gruppo.
La funzione di PFA è responsabile per la elaborazione del Funding Plan. La funzione di Risk Management ha la
responsabilità di rilasciare una valutazione indipendente del Funding Plan.
Anche se i ratios di vigilanza di Basilea 3 come il Liquidity Coverage Ratio (LCR) non sono ancora stati definiti, il Gruppo
UniCredit sta già prendendo in considerazione queste metriche come parte integrante del processo globale di gestione della
liquidità. La necessità di soddisfare le metriche di Basilea 3 viene gestito nell'ambito del Funding Plan di Gruppo, nonché
attraverso il framework del Risk Appetite di Gruppo per mezzo di una metrica dedicata: Il Core Banking Book Funding Gap 4.
Trattasi di un Loan–to-deposit gap aggiustato, calcolato trimestralmente, e fornisce una stima della porzione di portafoglio
prestiti commerciali che viene finanziata da passività commerciali. Le evidenze contabili vengono a tal fine opportunamente
aggiustate, per escludere dal calcolo l’operatività “wholesale”.
4
Definito come crediti verso clientela e raccolta da clientela al netto dei (reverse) repos, ma includendo i Network Bond e gli titoli commerciali (es. CD)
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
30
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Contingency Liquidity Policy del Gruppo
Una crisi di liquidità è un evento di scarsa probabilità e di forte impatto. Pertanto, è stato definito un modello di governo degli
eventi da attivare efficacemente in caso di crisi seguendo una procedura approvata. Ai fini di un’azione tempestiva, è
necessario predefinire una serie di azioni di mitigazione. A seconda della situazione, alcune di queste azioni possono essere
in seguito approvate ed eseguite.
La capacità di agire tempestivamente è essenziale per ridurre al minimo le conseguenze potenzialmente distruttive di una
crisi di liquidità. Le analisi degli stress test rappresenteranno un valido strumento per l’individuazione delle conseguenze
attese e la definizione anticipata delle azioni più adeguate per affrontare uno specifico scenario di crisi. In combinazione con
gli Early Warning Indicator (EWI), l’organizzazione può addirittura riuscire ad attenuare gli effetti di liquidità già nelle prime
fasi della crisi.
Le crisi di liquidità sono solitamente caratterizzate da un rapido sviluppo e i segnali che le precedono possono essere di
difficile interpretazione, quando non addirittura inesistenti; è quindi importante individuare con chiarezza i player, i poteri, le
responsabilità, i criteri di comunicazione e la reportistica, al fine di incrementare significativamente la probabilità di superare
con successo lo stato di emergenza. Una crisi di liquidità può essere classificata come sistemica (es. evento di crollo
complessivo del mercato monetario e di capitali) o specifica (es. specifica della banca) o una combinazione di entrambe.
L’obiettivo della Contingency Liquidity Policy di Gruppo è di assicurare l’attuazione tempestiva di interventi efficaci fin dal
principio (dalle prime ore) di una crisi di liquidità, attraverso la precisa identificazione di soggetti, poteri, responsabilità, delle
procedure di comunicazione ed i relativi criteri per la reportistica, nel tentativo di incrementare le probabilità di superare con
successo lo stato di emergenza. Tale scopo viene raggiunto attraverso:
•
attivazione di un modello operativo straordinario e di governo della liquidità;
•
coerente comunicazione interna ed esterna;
•
una serie di azioni disponibili in stand-by per mitigare gli effetti negativi sulla liquidità;
•
una serie di early warning indicator i quali indichino che si sta sviluppando una crisi.
Una parte fondamentale della Contingency Liquidity Policy è costituita dal Contingency Funding Plan. Questo piano consiste
in un insieme di azioni di gestione potenziali ma concrete. Tali azioni devono essere descritte in una lista che le racchiuda
insieme con gli strumenti, gli importi ed i tempi di esecuzione volti a migliorare la posizione di liquidità della banca durante i
tempi di crisi. Il Contingency Funding Plan deve essere sviluppato sulla base del Funding Plan annuale. Il Group Risk
Committee è responsabile per l’approvazione finale e decide se informare il Consiglio di Amministrazione a riguardo.
Early Warning Indicators
Un sistema di Liquidity Early Warning Indicators è necessario per monitorare su base continuativa le situazioni di stress, le
quali possono essere originate dal mercato, dal settore o da eventi idiosincratici. Nella fattispecie, questi indicatori possono
essere basati su variabili macroeconomiche o microeconomiche, interne o esterne, a seconda del contesto macroeconomico
e della politica monetaria delle Banche Centrali. Il sistema di Liquidity Early Warning Indicators ha lo scopo di supportare le
decisioni del Management in caso di situazioni di deterioramento della posizione di liquidità o di Stress. La reportistica
associata deve comunicare in maniera efficiente i principali risultati degli indicatori.
31
I
Rischio operativo
Si definisce rischio operativo il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni,
personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di compliance, ma esclude quello
strategico e reputazionale.
Ad esempio possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne, rapporto di impiego e sicurezza
sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da violazioni normative, danni ai
beni patrimoniali dell’azienda, interruzioni dell’operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei processi.
Framework di Gruppo per la gestione dei rischi operativi
Il Gruppo UniCredit ha definito il sistema di gestione dei rischi operativi con l’insieme di politiche e procedure per il controllo,
la misurazione e la mitigazione dei rischi operativi nel Gruppo e nelle Entità controllate.
Le politiche di rischio operativo, applicabili a tutte le Entità del Gruppo, sono principi comuni che stabiliscono il ruolo degli
organi aziendali, della funzione di controllo dei rischi, nonché le interazioni con le altre funzioni coinvolte nel processo di
monitoraggio e gestione del rischio.
La Capogruppo coordina le Entità del Gruppo secondo quanto stabilito nella normativa interna e nel manuale di controllo dei
rischi operativi. Specifici comitati rischi (Comitato Rischi, ALCO, Comitato Rischi Operativi) sono costituiti nelle Entità del
gruppo per monitorare l’esposizione, le azioni di mitigazione, le metodologie di misurazione e di controllo.
Le metodologie di classificazione e controllo di completezza dei dati, analisi di scenario, indicatori di rischio, reporting e
misurazione del capitale di rischio sono responsabilità del Group Operational & Reputational Risks department di
Capogruppo e sono applicate dalle Entità del Gruppo. Elemento cardine del sistema di controllo è l’applicativo informatico a
supporto per la raccolta dei dati, il controllo dei rischi e la misurazione del capitale.
Le risultanze dei vari componenti del sistema di gestione dei rischi operativi sono il più possibile tradotte in azioni che
mitigano il rischio operativo. In questo modo, negli ultimi anni il sistema si è evoluto da un impianto di controllo ad un insieme
di pratiche per gestire e ridurre il rischio.
La conformità del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi alla normativa esterna e agli standard di Gruppo è
valutata attraverso un processo di convalida interna. Responsabile di questo processo è il Group Internal Validation
department della Capogruppo, struttura indipendente dal Group Operational & Reputational Risks department.
Il Gruppo UniCredit ha ottenuto nel mese di marzo 2008 l’autorizzazione all’utilizzo del modello AMA (Advanced
Measurement Approach) per il calcolo del capitale a fronte dei rischi operativi. L’utilizzo di tale metodo è nel tempo esteso
alle principali Entità del Gruppo in base ad un piano di roll-out.
Struttura organizzativa
L’Alta Direzione è responsabile per l’approvazione di tutti gli aspetti rilevanti del framework di Gruppo dei rischi operativi, per
la verifica dell’adeguatezza del sistema di misurazione e controllo e viene informata regolarmente circa le variazioni del
profilo di rischio e l’esposizione ai rischi operativi, con l’eventuale supporto di appositi comitati rischi.
Il “Group Operational & Reputational Risks Committee”, presieduto dal responsabile del Group Risk Management, è
composto di membri permanenti e membri ospiti. La composizione del Comitato è stata rivista nel 2013, anche alla luce dei
cambiamenti nella struttura organizzativa del Group Risk Management department.
Il “Group Operational & Reputational Risks Committee” si riunisce con funzioni consultive e propositive ai fini della definizione
di proposte da sottoporre al Group Risk Committee per le seguenti tematiche relative al rischio operativo:
•
risk appetite di Gruppo inclusi obiettivi di capitalizzazione e criteri di allocazione del capitale per i rischi operativi di
Gruppo
•
struttura e definizione dei limiti per il rischio operativo di Gruppo per il raggiungimento degli obiettivi di risk
allocation nell’ambito delle varie funzioni di business, Entità e portafogli
•
proposte iniziali e modifiche sostanziali relativamente ai sistemi di controllo e di misurazione del rischio operativo,
inclusi eventuali piani operativi, processi e requisiti IT e di data quality, con il supporto delle relative validazioni
interne
•
strategie complessive per l’ottimizzazione del rischio operativo, Governance Guidelines e policy generali per la
gestione del rischio operativo di Gruppo
•
piani operativi per fronteggiare eventuali criticità, risultanti dalle attività di “Group Internal Validation” e di “Internal
Audit”, relative ai sistemi di controllo e misurazione del rischio
•
aggiornamento sullo stato delle attività di progetto e dei processi relativi alla normativa di Basilea su tematiche di
rischio operativo
•
tematiche ICAAP relative ai rischi operativi
•
Regulatory Internal Validation Report annuale sul rischio operativo
•
e per le seguenti tematiche relative al rischio reputazionale:
•
supporto, per eventi specifici relativi al rischio reputazionale, nella gestione della crisi e la comunicazione agli
stakeholder, coerentemente con quanto previsto dal framework concettuale di Reputational Risk Management
•
consulenza in materia di rischio reputazionale, inclusi i chiarimenti in materia di implementazione di policy speciali
sul rischio reputazionale (policies grey area) su richiesta delle funzioni/Organi della Capogruppo o delle Entità.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
32
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Il “Group Operational & Reputational Risks Committee” si riunisce con funzioni deliberanti per:
•
policy speciali per il rischio operativo e per il rischio reputazionale;
•
azioni correttive per il bilanciamento delle posizioni di rischio operativo a livello di Gruppo, comprese le azioni di
mitigazione pianificate, nell’ambito dei limiti definiti dagli Organi competenti;
•
strategie assicurative per il Gruppo, inclusi rinnovi, limiti e franchigie;
•
approvazione iniziale e modifiche sostanziali delle metodologie per la misurazione e il controllo del rischio
operativo, con il supporto delle relative validazioni interne;
•
valutazione delle singole transazioni, sottoposte dai Comitati competenti, in casi eccezionali, come, ad esempio, in
caso di dubbi nell’applicazione delle policy di rischio reputazionale.
Il “Group Operational & Reputational Risks Committee” fornisce la seguente informativa al “Group Risk Committee”:
•
reportistica periodica sulle perdite operative, risarcimenti assicurativi, trend degli indicatori di rischio, così come sui
risultati delle attività di back-testing e stesstesting, inclusa quella prevista per le Autorità di Vigilanza (prima che
venga loro presentata)
•
risultati delle analisi di scenario
•
risultati delle analisi degli indicatori critici di rischio
•
eventi di rilievo interni ed esterni occorsi, con impatto significativo sul portafoglio di Gruppo
•
policy “speciali” per il rischio operativo e reputazionale
•
azioni correttive per il bilanciamento delle posizioni di rischio operativo di Gruppo, incluse le azioni di mitigazione
•
strategie assicurative per il Gruppo, inclusi rinnovi, limiti e franchigie
•
metodologie per la misurazione e il controllo del rischio operativo
•
reportistica periodica sui rischi reputazionali, inclusa quella prevista per le Autorità di Vigilanza (prima che venga
loro presentata)
•
singole transazioni oggetto di valutazione, sottoposte dai competenti Comitati, in casi eccezionali, come, ad
esempio, in caso di dubbi nell’applicazione delle policy di rischio reputazionale.
Il “Group Operational & Reputational Risks Committee” riceve dai Comitati competenti reportistica periodica su tutte le
transazioni che sono state valutate sotto il profilo di rischio reputazionale, sulla base delle linee guida e policy vigenti sul
rischio reputazionale.
A seguito dell’adozione del nuovo assetto organizzativo del Gruppo a gennaio 2013, il Group Operational & Reputational
Risks department di Capogruppo è parte del Group Risk Management department e supervisiona e gestisce il profilo
complessivo dei rischi operativi e reputazionali del Gruppo attraverso la definizione delle relative strategie, metodologie e
limiti. L’unità coordina e indirizza le funzioni per i rischi operativi nelle Entità del Gruppo, anche attraverso l’emissione di linee
guide che sono approvate e implementate dagli organi di governo competenti delle Entità.
Il dipartimento si articola in tre unità organizzative.
•
l’unità “Operational and Reputational Risk Oversight” è responsabile della definizione dei principi e delle regole per
l’identificazione, la valutazione e il controllo del rischio operativo e del rischio reputazionale (inclusi i rischi operativi
di confine con il rischio di credito e di mercato), e di monitorarne la corretta applicazione da parte delle Entità;
•
l’unità “Operational and Reputational Risk Strategies” è responsabile della definizione delle strategie di rischio
operativo, della definizione ed il controllo dei limiti, nonché di proporre azioni di mitigazione e di monitorarne la loro
efficacia;
•
l’unità “Operational and Reputational Risk Analytics” è responsabile della definizione delle metodologie per la
misurazione del capitale di rischio, di provvedere al calcolo del capitale di rischio operativo e del corrispondente
capitale economico, nonché di analizzare, in termini quantitativi, l’esposizione del Gruppo ai rischi operativi e
reputazionali e di fornire opportuna reportistica alle funzioni interessate.
Le funzioni di Operational Risk Management nelle Entità controllate forniscono formazione specifica sui rischi operativi al
personale, che può anche avvalersi di programmi di formazione disponibili via intranet e sono responsabili per la corretta
realizzazione degli elementi del framework di Gruppo.
Processo di convalida
In ottemperanza ai requisiti regolamentari è stato istituito, sia presso la Capogruppo sia presso le pertinenti Entità del
Gruppo, un processo di convalida interna del sistema di controllo e misurazione dei rischi operativi, al fine di verificarne la
rispondenza alle prescrizioni normative ed agli standard di Gruppo. Questo processo è di responsabilità della unit Pillar II
Risks and Operational Risk Validation, all’interno del Group Internal Validation department.
Le metodologie di Gruppo per la misurazione e allocazione del capitale a rischio e i sistemi IT sono convalidate a livello di
Capogruppo dalla unità sopraccitata, mentre l’implementazione del sistema di controllo e gestione dei rischi operativi nelle
Entità controllate è valutata dalle funzioni locali di Operational Risk Management in base ad un’autovalutazione, seguendo le
istruzioni e linee guida emesse dal Group Internal Validation department.
I risultati delle valutazioni locali sono rivisti annualmente dal Group Internal Validation department che esegue ulteriori analisi
su dati e documentazione. Tali evidenze sono la base per l’emissione di specifiche Non Binding Opinion alle Entità. I report di
convalida locale, insieme alla opinion del Group Internal Validation department e al report dell’Internal Audit, sono presentati
ai competenti organi delle Entità controllate.
I risultati dell’attività di convalida, sia a livello di Capogruppo sia delle singole Entità, sono consolidati annualmente nel Group
Validation report che, insieme alla relazione annuale dell’Internal Audit, è presentato al Consiglio di Amministrazione di
UniCredit.
Un reporting regolare sulle attività di convalida è inoltre indirizzato al “Group Operational & Reputational Risks Committee”.
33
I
Reporting
Un sistema di reporting è stato sviluppato dalla Capogruppo per informare l’Alta Direzione e gli organi di controllo interno in
merito all’esposizione ai rischi operativi del Gruppo e alle azioni intraprese per mitigarli.
In particolare, con periodicità almeno trimestrale, vengono forniti aggiornamenti sull’andamento delle perdite operative, la
stima del capitale a rischio, le principali iniziative intraprese per la mitigazione dei rischi operativi nelle varie aree di business
e le perdite operative sofferte nei processi creditizi (cd. perdite “cross-credit”). Una sintesi sull’andamento degli indicatori di
rischio più critici è distribuita con cadenza mensile.
Al “Group Operational & Reputational Risks Committee2 vengono inoltre presentati i risultati delle principali analisi di scenario
svolte a livello di Gruppo e le relative azioni di mitigazione intraprese.
Gestione e mitigazione del rischio
La gestione del rischio significa l’utilizzo di una serie di strumenti, per esempio la revisione dei processi per la riduzione dei
rischi rilevati o la gestione delle relative politiche assicurative, con l’identificazione di idonee franchigie e limiti, mentre la
verifica regolare dei piani di continuità operativa assicura la gestione del rischio operativo nei casi di interruzione dei principali
servizi.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nell’ambito delle sue attività di indirizzo, approva strategie di rischio
operativo finalizzate ad indicare le aree prioritarie di intervento per la mitigazione dei rischi operativi. Nelle Entità controllate, il
Comitato Rischi (o altri organi, secondo quanto previsto dalla regolamentazione locale) rivede i rischi rilevati dalle funzioni di
Operational Risk, con il supporto delle funzioni interessate, e verifica le iniziative di mitigazione, in coerenza ed applicazione
delle strategie di rischio operativo.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
34
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Altri rischi e loro integrazione
Le fattispecie di rischio precedentemente descritte, pur rappresentando le principali tipologie, non esauriscono il novero di
tutte quelle considerate rilevanti per il Gruppo che includono:
•
rischio di business (“business risk”);
•
rischio immobiliare (“real estate risk”);
•
rischio di investimenti finanziari (“financial investment risk”);
•
rischio strategico;
•
rischio reputazionale.
Di seguito sono riportate le definizioni degli stessi.
Rischio di business
Il rischio di business è definito come una variazione sfavorevole e imprevista del volume dell’attività e/o dei margini di
guadagno, non derivanti da rischi di credito, mercato ed operativi. Può avere origine, innanzitutto, da un deterioramento
rilevante del contesto di mercato, da cambiamenti nella situazione concorrenziale o nel comportamento dei clienti, ma anche
da cambiamenti del quadro normativo di riferimento.
I dati di esposizione inclusi nel calcolo del rischio di business sono derivati dai conti economici delle Società del Gruppo per
le quali tale rischio risulta rilevante. Le volatilità e le correlazioni sono stimate sulla base delle serie storiche delle poste
rilevanti di conto economico.
Il rischio di business è misurato dall’Earning at Risk, definito come la massima perdita annuale con un intervallo di confidenza
definito coerentemente al rating target e orizzonte temporale di un anno sotto l’ipotesi di normalità della distribuzione. Tale
rischio viene calcolato a scopo di monitoraggio su base trimestrale e in fase di budgeting, secondo le tempistiche dettate dal
processo di pianificazione.
Rischio immobiliare (“real estate risk”)
Il rischio immobiliare è definito come la perdita potenziale derivante dalle fluttuazioni dei valori di mercato del portafoglio
immobiliare del Gruppo, incluse le società veicolo (SPV) immobiliari. Esso non considera le proprietà immobiliari detenute
come garanzia.
I dati rilevanti per il calcolo del real estate risk includono, oltre alle informazioni generali relative agli immobili, gli indici di area
o regionali necessari per il calcolo di volatilità e correlazioni.
Il calcolo del real estate risk stima la massima perdita potenziale con un intervallo di confidenza definito coerentemente al
rating target ed orizzonte temporale di un anno tramite il metodo varianza-covarianza sotto ipotesi di normalità della
distribuzione.
Il real estate risk è calcolato a scopo di monitoraggio su base semestrale e in fase di budgeting, secondo le tempistiche
dettate nel processo di pianificazione.
Rischio di investimenti finanziari (“financial investment risk”)
Il rischio di investimenti finanziari deriva da partecipazioni in società non appartenenti al Gruppo e non incluse nel portafoglio
di negoziazione. Il portafoglio di riferimento comprende principalmente azioni quotate e non, derivati azionari, private equity,
quote di fondi comuni, hedge fund e fondi di private equity.
Per tutte le esposizioni in equity del Gruppo, l’assorbimento di capitale può essere calcolato in base a un approccio PD/LGD
o un approccio di mercato. L’approccio PD/LGD è utilizzato per la valutazione delle società non quotate, inclusi gli
investimenti diretti in private equity. L’approccio di mercato viene applicato alle partecipazioni azionarie in società quotate e ai
relativi strumenti di copertura, ai fondi comuni, di hedge e private equity, attraverso una mappatura degli indici di mercato.
Il calcolo si basa sulla massima perdita potenziale, detta Valore a Rischio (VaR), con intervallo di confidenza definito
coerentemente al rating target e orizzonte temporale di un anno.
Il rischio di investimenti finanziari è calcolato a scopo di monitoraggio su base trimestrale e in fase di budgeting secondo le
tempistiche dettate nel processo di pianificazione.
Rischio strategico
Per rischio strategico si intende il rischio di incorrere in perdite potenziali dovute a decisioni o cambiamenti radicali nel
contesto operativo, da un’attuazione impropria delle decisioni, dalla mancanza di reattività a cambiamenti nel contesto
operativo, con impatti negativi sul profilo di rischio e conseguentemente sul capitale, sugli utili nonché sull’orientamento
generale e sul raggio di azione di una banca nel lungo periodo.
Il Gruppo UniCredit ha in essere una struttura di Governo Societario, ovvero l’insieme di regole e procedure che
rappresentano le linee guida della società nello svolgimento dei propri compiti nei confronti dei propri stakeholder, che
permette la gestione del rischio strategico a livello di Gruppo.
Al fine di mitigare il rischio strategico, UniCredit sta rafforzando internamente la cultura del rischio: a tal proposito è stata
intrapresa un’importante iniziativa quale il lancio della “Risk Academy”, realizzata con la finalità di creare un centro di
eccellenza formativa in materia di rischio a livello di Gruppo.
35
I
Rischio reputazionale
Il rischio reputazionale è definito come il rischio attuale o prospettico di flessione degli utili, derivante da una percezione
negativa dell’immagine del Gruppo da parte di clienti, controparti, azionisti, investitori o Autorità di Vigilanza.
Nel 2010 il Consiglio di Amministrazione di UniCredit S.p.A. ha approvato le Group Reputational Risk Governance Guidelines
che definiscono un insieme di principi e di regole per la misurazione e il controllo del rischio reputazionale. Le Governance
Guidelines sono state distribuite alle Entità Legali del gruppo UniCredit, per la loro implementazione locale.
Gli obiettivi del dipartimento Group Operational and Reputational Risks sono:
•
sviluppare le metodologie per la misurazione e controllo del rischio reputazionale, favorendone l’identificazione, la
valutazione e la misurazione;
•
monitorare l’implementazione – nelle Entità Legali – delle metodologie relative ai rischi reputazionali (linee guida
generali declinate per la gestione ed il controllo del rischio reputazionale), definendo compiti da eseguire su base
regolare;
•
proporre azioni di mitigazione alle funzioni e agli organi competenti;
•
definire le regole operative per valutare il rischio reputazionale dei prodotti.
Inoltre, il “Group Operational & Reputational Risks Committee” ha il ruolo di garantire la coerenza delle policy, delle
metodologie e delle prassi operative sul rischio reputazionale nelle varie Divisioni/Business Unit ed Entità Legali, controllando
e monitorando, a livello di Gruppo, il Reputational Risk portfolio.
Il Gruppo UniCredit è fortemente impegnato a promuovere soluzioni sostenibili in tutte le sue decisioni di finanziamento o di
investimento, con particolare attenzione alle implicazioni reputazionali. Ogni operazione effettuata deve essere realizzata
riducendo al minimo i rischi ambientali, sociali e di reputazione.
I Transactional Credit Committees hanno il compito di valutare eventuali rischi reputazionali inerenti alle operazioni come
specificato dalle vigenti Global Rules sul rischio reputazionale.
Al fine di preservare il gruppo UniCredit dall’assunzione di rischio reputazionale, alle Group Reputational Risk Governance
Guidelines si aggiungono le seguenti policy in specifici settori: “Difesa/Armi”, “Energia Nucleare”, ”Stati non cooperativi”,
“Industria Mineraria” e “Infrastrutture idriche (dighe)”.
Infine, il documento Human Rights Commitment mira ad identificare ed a gestire i rischi connessi ai diritti umani e a ridurre
potenziali violazioni degli stessi.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
36
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Modalità di misurazione rischi
Nell’ambito del processo di valutazione interna dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP), coerentemente con il principio di
proporzionalità normato dal Secondo Pilastro di Basilea II, il profilo di rischio del Gruppo e delle principali società del Gruppo
è calcolato in modo analitico, mentre per quelle piccole si usa un approccio sintetico (approccio top down).
I rischi di credito, mercato, operativo, di business, immobiliare e di investimenti finanziari sono misurati in maniera quantitativa
tramite:
•
capitale economico e aggregazione come componente del capitale interno;
•
stress test.
Il Capitale Interno rappresenta il capitale necessario a fronte delle possibili perdite relative alle attività del Gruppo e prende in
considerazione i rischi definiti dal Gruppo come quantificabili in termini di Capitale Economico coerentemente con i requisiti di
Secondo Pilastro (rischi di credito, mercato, operativo, business, investimenti finanziari e rischio immobiliare, includendo
l’effetto di diversificazione tra i rischi stessi - inter-diversificazione - e all’interno di ciascun portafoglio -intra-diversificazione- e
un cushion prudenziale a fronte del rischio modello e della variabilità del ciclo economico).
Il Capitale Interno è calcolato secondo la metodologia di aggregazione tramite Copula Bayesiana con un orizzonte temporale
di un anno e ad un livello di confidenza derivante dal rating target di Gruppo. La distribuzione della matrice delle correlazioni
che rappresenta la struttura di dipendenza tra i rischi si ottiene combinando stime di esperti con stime empiriche di
correlazione lineare tra serie storiche di specifici fattori di rischio.
A fini di controllo, il Capitale Interno viene calcolato trimestralmente o ad hoc se necessario; in fase di budgeting viene
calcolato in ottica prospettica.
La natura multi dimensionale del rischio richiede di integrare la misurazione del capitale economico con analisi di stress test,
non solo al fine di stimare le perdite in alcuni scenari, ma anche di cogliere l’impatto delle determinanti delle stesse.
Lo stress test è uno degli strumenti utilizzati per il controllo dei rischi rilevanti al fine di valutare la vulnerabilità della banca ad
eventi “eccezionali ma plausibili”, fornendo informazioni aggiuntive rispetto alle attività di monitoraggio.
Le attività di stress testing, in coerenza con quanto richiesto dalle Autorità di Vigilanza, vengono effettuate sulla base di un
insieme di scenari di stress definiti internamente, che includono le principali regioni in cui il Gruppo è presente e vengono
effettuati almeno due volte l’anno.
Nell’ambito delle attività di misurazione dei rischi effettuate secondo le prescrizioni del Secondo Pilastro, il firm-wide stress
test considera i diversi impatti di un dato scenario macro-economico sui rischi considerati rilevanti al fine di fornire una
rappresentazione completa e armonica della risposta del Gruppo a condizioni di stress.
Lo scenario di stress test firm-wide viene definito analizzando sia eventi significativi avvenuti in passato che eventi plausibili e
penalizzanti che non sono ancora avvenuti.
Lo stress test è effettuato sia in relazione alle singole tipologie di rischio, sia alla loro aggregazione, fornendo come output le
perdite condizionate e il capitale economico stressato. La stima dello stress test aggregato considera la variazione
dell’ammontare dei singoli rischi e quella del beneficio di diversificazione in condizioni di crisi.
Il top management del Gruppo è coinvolto negli esercizi di stress test firm-wide sia ex-ante che ex-post come segue:
•
prima di finalizzare l’esercizio, con una presentazione degli scenari selezionati e delle ipotesi sottostanti;
•
a valle dell’esercizio, con la presentazione dei risultati e l’eventuale discussione di un piano di rientro nel caso
l’impatto superi i limiti fissati.
L’adeguatezza delle singole metodologie di misurazione dei rischi sottostanti l’ICAAP, inclusi gli stress test e l’aggregazione
dei rischi, è oggetto dell’attività di verifica della validazione interna.
Coerentemente con il sistema di governance, il Group Risk Management di Capogruppo è responsabile dello sviluppo della
metodologia e della misurazione del Capitale Economico e Interno e della definizione e implementazione dei relativi processi
di Gruppo.
Le relative “Group Rules”, dopo l’approvazione, sono inviate alle società interessate per l’approvazione e implementazione.
37
I
Processo di Valutazione Interna dell’Adeguatezza Patrimoniale (ICAAP-Internal Capital Adequacy
Assessment Process)
Coerentemente con le disposizioni del Secondo Pilastro di Basilea 2, la misurazione del profilo di rischio è un elemento
fondamentale del processo di valutazione interna dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP).
L’approccio di Gruppo al processo ICAAP si basa sulla definizione di una “Risk Governance” come requisito preliminare,
mentre il processo si articola nelle seguenti fasi:
•
definizione del perimetro ed identificazione dei rischi;
•
valutazione del profilo di rischio;
•
definizione del risk appetite e allocazione del capitale;
•
monitoraggio e reporting.
L’adeguatezza patrimoniale è valutata considerando l’equilibrio tra i rischi assunti, sia di Primo che di Secondo Pilastro, ed il
capitale disponibile.
Per il Secondo Pilastro, la metrica di riferimento è la Risk Taking Capacity, pari al rapporto tra il capitale disponibile (Available
Financial Resources – AFR) ed il Capitale Interno.
Come elemento fondamentale dell’ICAAP, il Gruppo definisce il risk appetite5 come la variabilità in termini di risultati, sia a
breve sia a lungo termine, che il Senior Management è disposto ad accettare a sostegno di una strategia definita.
Il framework di risk appetite è costituito da tre dimensioni:
•
adeguatezza patrimoniale;
•
profittabilità e rischi;
•
liquidità e funding;
è approvato dal Consiglio di Amministrazione e le metriche sono regolarmente oggetto di monitoraggio e reportistica, almeno
trimestrale, ai Comitati competenti.
Inoltre, in conformità alle linee guida della Banca d’Italia, annualmente viene preparato ed inviato all’Autorità di Vigilanza un
resoconto su base consolidata riguardante l’adeguatezza patrimoniale, fornendo al contempo un quadro generale sulle
principali Entità.
5
L’obiettivo principale è assicurare che il business si sviluppi nell’ambito dei limiti di tolleranza definiti dal Consiglio di Amministrazione nel rispetto della
regolamentazione nazionale e internazionale. L’obiettivo non è impedire l’assunzione di rischi, ma perseguire l’esecuzione della strategia del gruppo UniCredit
coerentemente alla propensione al rischio definita dal Consiglio di Amministrazione.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
38
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 1
Reporting
L’Unità di Group Risk Analytics & Credit Portfolio Monitoring nell’ambito della funzione Group Risk Management redige la
reportistica relativa alla qualità dell’attivo del portafoglio attraverso differenti report prodotti con cadenza mensile e trimestrale e
i cui principali obiettivi consistono nell’analizzare i drivers e parametri del rischio di credito (ad es. esposizione al default - EAD,
perdita attesa - EL, migrazioni, rettifiche di valore, rapporto di copertura, costo del rischio ecc.), principalmente in ottica di
Gruppo e per aree geografiche, nonché di fornire una rappresentazione aggregata di tutti i rischi fronteggiati dal gruppo
UniCredit.
La reportistica prodotta costituisce peraltro strumento di supporto per le decisioni manageriali in termini di gestione e
mitigazione del rischio.
Tra tutti i reports prodotti dall’Unità Organizzativa di Group Risk Analytics & Credit Portfolio Monitoring, l’ERM Report riveste
indubbiamente un ruolo centrale ai fini del monitoraggio della qualità dell’attivo del portafoglio. L’obiettivo dell’ERM Report è
fornire una visione il più completa possibile dei principali rischi assunti dal Gruppo fino ad un significativo livello di dettaglio,
per ciascuna categoria di rischio (di credito, di mercato, di tasso di interesse, di investimento, di negoziazione, di liquidità e
operativo) e per le principali aree in cui tali rischi sono originati (Italia, Germania, Austria, CEE e Polonia).
L’ERM Report, consolidando le informazioni relative all’esposizione dei principali rischi di Gruppo, fornisce una
rappresentazione dettagliata in termini di:
•
rischio di credito – tramite analisi a livello di Gruppo e per Area Geografica relative alla composizione e alla qualità
dell’attivo di Gruppo, con focus sul portafoglio deteriorato e sul rapporto di copertura, sulle rettifiche sui crediti,
nonché analisi di portafogli selezionati (quali, ad esempio, Leasing, LPAC, Shipping e Real Estate) e sulle maggiori
esposizioni;
•
rischio di liquidità – attraverso analisi della capacità del Gruppo di far fronte alle esigenze di liquidità a breve, medio
e lungo termine anche in condizioni di stress (analisi effettuate mediante la simulazione di stress test), nonché di
reperire/generare liquidità e finanziamenti in proprio o mediante l’accesso ai mercati finanziari;
•
rischio di mercato core banking book – mediante uno studio dell’esposizione e dell’andamento dei principali indicatori
di market risk relativi al portafoglio di proprietà, nonché verifica del rispetto dei limiti di VAR sui mercati finanziari
derivanti dal portafoglio di investimento core del Gruppo;
•
rischio di mercato trading & non core banking book – tramite la presentazione dei dati (quali, ad esempio, VAR,
spread di credito, tassi di interesse e tassi di cambio) relativi al portafoglio di negoziazione e al portafoglio di
investimento non core del Gruppo mediante analisi di scenario in condizioni di stress;
•
rischio operativo – mediante un’analisi mensile delle perdite operative generate da ogni singola Area Geografica, con
dettaglio delle perdite superiori a 1 milione di euro e delle misure correttive adottate per prevenire eventi con potenziali
perdite future. Su base trimestrale sono inoltre presentati i valori del capitale regolamentare con metodo Standard
(TSA) e Avanzato (AMA).
L’Unità di Group Risk Analytics & Credit Portfolio Monitoring ha altresì il compito di assicurare la congruenza delle definizioni
e delle metriche di rischio utilizzate nonché l’efficienza e l’efficacia dell’intero corpus dei report prodotti all’interno della
Competence Line del Risk Management sia a livello di Capogruppo sia a livello di Società del Gruppo.
Nel corso della prima metà del 2013, l’Unità di Group Risk Analytics & Credit Portfolio Monitoring ha fatto degli sforzi significativi
per il proseguimento nell’attività di perfezionamento della qualità dei dati e dei processi di reporting, rivedendo la reportistica già
esistente ed approfondendo l’analisi dei dati anche alla luce delle mutate condizioni di mercato. L’obiettivo è quello di consolidare
i risultati ottenuti negli ultimi anni continuando ad adattare le attività di reporting alle necessità del Top Management e delle
Autorità di Vigilanza sulla base dello scenario macro-economico attuale. Le ulteriori fasi di affinamento e di miglioramento dei
report prodotti sono in corso e sono già stati raggiunti importanti risultati in termini di coerenza e qualità delle informazioni
riportate.
39
I
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
40
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Tavola 2 – Ambito di applicazione
Informativa qualitativa
Denominazione della banca cui si applicano gli obblighi d’informativa
UniCredit S.p.A., Capogruppo del Gruppo bancario “UniCredit” iscritto all’Albo dei Gruppi Bancari.
Illustrazione delle differenze nelle aree di consolidamento rilevanti per i fini prudenziali e di bilancio
In questa sezione del Terzo Pilastro è esposta l’area di consolidamento prudenziale del gruppo UniCredit.
Si precisa che l’area di consolidamento è costruita secondo la normativa prudenziale e che la stessa differisce dall’area di
consolidamento del Bilancio consolidato, che si riferisce allo standard IAS/IFRS. Questa situazione può generare
disallineamenti tra i dati presenti in questo documento e quelli inseriti nel Bilancio consolidato.
I diversi trattamenti sono esposti nelle liste presenti in questa sezione, che presentano le seguenti caratteristiche:
•
Entità consolidate al 30 giugno 2013
o
società bancarie, finanziarie e strumentali controllate direttamente o indirettamente da UniCredit S.p.A. a
cui si applica il metodo di consolidamento integrale;
o
società bancarie, finanziarie e strumentali partecipate direttamente o indirettamente da UniCredit S.p.A.
in misura pari o superiore al 20 per cento, quando siano controllate congiuntamente con altri soggetti e/o
in base ad accordi con essi; a queste si applica il metodo di consolidamento proporzionale;
o
altre società bancarie e finanziarie partecipate direttamente o indirettamente da UniCredit S.p.A. in
misura pari o superiore al 20 per cento o comunque sottoposte a influenza notevole, cui si applica il
metodo del patrimonio netto;
o
imprese, diverse dalle società bancarie, finanziarie e strumentali, controllate direttamente o
indirettamente da UniCredit S.p.A. in modo esclusivo o congiunto oppure sottoposte ad influenza
notevole, cui si applica il metodo del patrimonio netto.
•
Entità dedotte dal patrimonio al 30 giugno 2013
o
assicurazioni e entità bancarie e finanziarie con percentuale di partecipazione superiore al 10% dedotte
dal patrimonio di vigilanza.
•
Entità sommate alle attività di rischio ponderate al 30 giugno 2013
o
altre partecipazioni considerate fra le attività di rischio ponderate.
Nel contenuto della presente informativa che fa riferimento ai dati consolidati, non sono incluse le partecipazioni che
singolarmente presentano un valore inferiore a 1.000 euro:
n. 48 controllate e controllo congiunto
n. 18 collegate
n. 162 partecipazioni di minoranza iscritte nel portafoglio Attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS).
Si segnala che sono state mantenute al costo n. 205 società controllate (207 al 31 dicembre 2012), di cui:
n. 16 appartenenti al Gruppo Bancario (cfr. Informativa Quantitativa della presente Tavola 2);
n. 189 non appartenenti al Gruppo Bancario (188 al 31 dicembre 2012).
41
Aree di consolidamento rilevanti per i fini prudenziali e di bilancio
Entità consolidate al 30 giugno 2013
Stato
UNICREDIT SPA
BANCHE
ROMA
ITALIA
x
x
AS UNICREDIT BANK, LATVIA
BANCHE
RIGA
LETTONIA
x
x
BANK AUSTRIA REAL INVEST GMBH
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA REAL INVEST IMMOBILIEN-KAPITALANLAGE
GMBH
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA WOHNBAUBANK AG
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK PEKAO SA
BANCHE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
BANKHAUS NEELMEYER AG
BANCHE
BREMA
GERMANIA
x
x
CARD COMPLETE SERVICE BANK AG
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CJSC BANK SIBIR
BANCHE
OMSK CITY
RUSSIA
x
x
DAB BANK AG
BANCHE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
DC BANK AG
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
DIREKTANLAGE.AT AG
BANCHE
SALISBURGO
AUSTRIA
x
x
FACTORBANK AKTIENGESELLSCHAFT
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
FINECOBANK SPA
BANCHE
MILANO
ITALIA
x
x
FONDO SIGMA
BANCHE
ROMA
ITALIA
x
x
LEASFINANZ BANK GMBH
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MEZZANIN FINANZIERUNGS AG
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PEKAO BANK HIPOTECZNY S.A.
BANCHE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PIONEER INVESTMENTS AUSTRIA GMBH
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PRVA STAMBENA STEDIONICA DD ZAGREB
BANCHE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
PUBLIC JOINT STOCK COMPANY UKRSOTSBANK
BANCHE
KIEV
UCRAINA
x
x
PUBLIC JOINT STOCK COMPANY UNICREDIT BANK
BANCHE
KIEV
UCRAINA
x
x
SCHOELLERBANK AKTIENGESELLSCHAFT
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANCHE
BANJA LUKA
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
UNICREDIT BANK AG
BANCHE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
UNICREDIT BANK AUSTRIA AG
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PRAGA
REPUBBLICA
CECA
x
x
UNICREDIT BANK A.D. BANJA LUKA
UNICREDIT BANK CZECH REPUBLIC A.S.
BANCHE
UNICREDIT BANK D.D.
BANCHE
MOSTAR
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
UNICREDIT BANK HUNGARY ZRT.
BANCHE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT BANK IRELAND PLC
BANCHE
DUBLINO
IRLANDA
x
x
UNICREDIT BANK SERBIA JSC
BANCHE
BELGRADO
SERBIA
x
x
UNICREDIT BANK SLOVAKIA A.S.
BANCHE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
UNICREDIT BANKA SLOVENIJA D.D.
BANCHE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
UNICREDIT BULBANK AD
BANCHE
SOFIA
BULGARIA
x
x
UNICREDIT CREDIT MANAGEMENT BANK SPA
BANCHE
VERONA
ITALIA
x
x
UNICREDIT INTERNATIONAL BANK (LUXEMBOURG) SA
BANCHE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
UNICREDIT JELZALOGBANK ZRT.
BANCHE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
42
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
UNICREDIT LEASING FINANCE GMBH
BANCHE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
UNICREDIT LUXEMBOURG S.A.
BANCHE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
UNICREDIT TIRIAC BANK S.A.
BANCHE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
ZAGREBACKA BANKA D.D.
BANCHE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
ZAO UNICREDIT BANK
BANCHE
MOSCA
RUSSIA
x
x
ACTIVE ASSET MANAGEMENT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
AI BETEILIGUNGS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ALINT 458 GRUNDSTUCKVERWALTUNG GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BAD HOMBURG
GERMANIA
x
x
ALLEGRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ALLIB LEASING S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
ALLIB NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE
NEKRETNINAMA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
ALLIB ROM S.R.L.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
ALMS LEASING GMBH.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ALPINE CAYMAN ISLANDS LTD.
SOCIETA'
FINANZIARIE
GEORGE TOWN
CAYMAN
ISLANDS
x
x
ALV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ANI LEASING IFN S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
ANTARES IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ARANY PENZUEGYI LIZING ZRT.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
ARNO GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
AUSTRIA LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
B.I. INTERNATIONAL LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
GEORGE TOWN
CAYMAN
ISLANDS
x
x
BA ALPINE HOLDINGS, INC.
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
BA CA LEASING (DEUTSCHLAND) GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
BAD HOMBURG
GERMANIA
x
x
BA CA SECUND LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA CREDITANSTALT BULUS EOOD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
BA EUROLEASE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA/CA-LEASING BETEILIGUNGEN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA-CA ANDANTE LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BACA CENA IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BACA CHEOPS LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA-CA FINANCE (CAYMAN) II LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
GEORGE TOWN
CAYMAN
ISLANDS
x
x
BA-CA FINANCE (CAYMAN) LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
GEORGE TOWN
CAYMAN
ISLANDS
x
x
BACA HYDRA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
43
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
Stato
BACA KOMMUNALLEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BACA LEASING ALFA S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
BACA LEASING CARMEN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA-CA LEASING DREI GARAGEN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BACA LEASING GAMA S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
BA-CA LEASING MAR IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA-CA LEASING MODERATO D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
BACA LEASING UND BETEILGUNGSMANAGEMENT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA-CA MARKETS & INVESTMENT BETEILIGUNG GES.M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BACA NEKRETNINE DOO
SOCIETA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
BA-CA PRESTO LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BACAL ALPHA DOO ZA POSLOVANJE NEKRETNINAMA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
BACAL BETA NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE
NEKRETNINAMA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
BACA-LEASING AQUILA INGATLANHASNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
BACA-LEASING GEMINI INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
BACA-LEASING OMIKRON INGATLANHASZNOSTO
KORLATOLT FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
BAL CARINA IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAL DEMETER IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAL HESTIA IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAL HORUS IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAL HYPNOS IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAL LETO IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAL OSIRIS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAL PAN IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAL SOBEK IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANDON LEASING LTD.
SOCIETA'
FINANZIARIE
DUBLINO
IRLANDA
x
x
BANK AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING
IMMOBILIENANLAGEN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA FINANZSERVICE GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA HUNGARIA BETA LEASING KORLATOLT
FELELOSSEGU TSRSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
BANK AUSTRIA LEASING ARGO IMMOBILIEN LEASING
GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA LEASING HERA IMMOBILIEN LEASING
GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA LEASING IKARUS IMMOBILIEN LEASING
GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
44
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
BANK AUSTRIA LEASING MEDEA IMMOBILIEN LEASING
GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA REAL INVEST CLIENT INVESTMENT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BARODA PIONEER ASSET MANAGEMENT COMPANY LTD
SOCIETA'
FINANZIARIE
MUMBAI
INDIA
x
x
BARODA PIONEER TRUSTEEE COMPANY PVT LTD
SOCIETA'
FINANZIARIE
MUMBAI
INDIA
x
x
BAULANDENTWICKLUNG GDST 1682/8 GMBH & CO OEG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT DER BANK
AUSTRIA CREDITANSTALT LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BIL LEASING-FONDS GMBH & CO VELUM KG
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
BREWO GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BULBANK LEASING EAD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
BV GRUNDSTUCKSENTWICKLUNGS-GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
CABET-HOLDING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CABO BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CAC REAL ESTATE, S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
CAC-IMMO SRO
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
CAFU VERMOEGENSVERWALTUNG GMBH & CO OG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CA-LEASING ALPHA INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
CA-LEASING DELTA INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
CA-LEASING EPSILON INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
CA-LEASING EURO, S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
CA-LEASING KAPPA INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
CA-LEASING OMEGA INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
CA-LEASING OVUS S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
CA-LEASING PRAHA S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
CA-LEASING SENIOREN PARK GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CA-LEASING TERRA POSLOVANJE Z NEPREMICNINAMI
D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
CA-LEASING YPSILON INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
CA-LEASING ZETA INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
CALG 307 MOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG 443 GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG 445 GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG 451 GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
45
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
Stato
CALG ALPHA GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG ANLAGEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG ANLAGEN LEASING GMBH & CO
GRUNDSTUCKVERMIETUNG UND -VERWALTUNG KG
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
CALG DELTA GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG GAMMA GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH & CO 1050 WIEN,
SIEBENBRUNNENGASSE 10-21 OG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH & CO 1120 WIEN,
SCHONBRUNNER SCHLOSS-STRASSE 38-42 OG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH & CO PROJEKT ACHT
OG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG IMMOBILIEN LEASING GMBH & CO PROJEKT VIER OG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG MINAL GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CAL-PAPIER INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
CDM CENTRALNY DOM MAKLERSKI PEKAO SA
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
CEAKSCH VERWALTUNGS G.M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CHARADE LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CHEFREN LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CIVITAS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CLOSED JOINT-STOCK COMPANY UNICREDIT SECURITIES IN
LIQ
SOCIETA'
FINANZIARIE
MOSCA
RUSSIA
x
x
CO.RI.T. S.P.A. IN LIQUIDAZIONE
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
COFIRI S.P.A. IN LIQUIDAZIONE
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
COMMUNA - LEASING
GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CONTRA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CORDUSIO SIM - ADVISORY & FAMILY OFFICE SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
CORDUSIO SOCIETA' FIDUCIARIA PER AZIONI
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
DEBO LEASING IFN S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
DINERS CLUB CS S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
DINERS CLUB POLSKA SP.Z.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
DLV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
DOM INWESTYCYJNY XELION SP. Z O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
46
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
DUODEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ENTASI SRL
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
EUROFINANCE 2000 SRL (IN LIQUIDAZIONE)
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
EUROLEASE AMUN IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
EUROLEASE ANUBIS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
EUROLEASE ISIS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
EUROLEASE MARDUK IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
EUROLEASE RA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
EUROLEASE RAMSES IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
EUROPA BEFEKTETESI ALAPKEZELOE ZRT (EUROPA
INVESTMENT FUND MANAGEMENT LTD.)
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
EUROPEAN-OFFICE-FONDS
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
EUROVENTURES-AUSTRIA-CA-MANAGEMENT GESMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
EXPANDA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
FCT UCG TIKEHAU
SOCIETA'
FINANZIARIE
PARIGI
FRANCIA
x
x
FINECO LEASING S.P.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BRESCIA
ITALIA
x
x
FINECO VERWALTUNG AG (IN LIQUIDATION)
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
FMC LEASING INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
FMZ SAVARIA SZOLGALTATO KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
FMZ SIGMA PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
FOLIA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
FUGATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
G.N.E. GLOBAL GRUNDSTUCKSVERWERTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
GALA GRUNDSTUCKVERWALTUNG GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
GBS GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
GEBAUDELEASING
GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
GEMEINDELEASING GRUNDSTUCKVERWALTUNG
GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
GRUNDSTUCKSVERWALTUNG LINZ-MITTE GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
GUS CONSULTING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
H.F.S. HYPO-FONDSBETEILIGUNGEN FUR SACHWERTE
GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HERKU LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
47
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
Stato
HOKA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
HONEU LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
HVB ALTERNATIVE ADVISORS LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
HVB ASIA LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
SINGAPORE
SINGAPORE
x
x
HVB ASSET LEASING LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
HVB ASSET MANAGEMENT HOLDING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB AUTO LEASING EOOD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
HVB CAPITAL LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
HVB CAPITAL LLC II
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
HVB CAPITAL LLC III
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
HVB CAPITAL LLC VI
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
HVB CAPITAL PARTNERS AG
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB EXPORT LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB FINANCE LONDON LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
HVB FUNDING TRUST
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
HVB FUNDING TRUST II
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
HVB FUNDING TRUST III
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
HVB GLOBAL ASSETS COMPANY (GP), LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
DOVER
U.S.A.
x
x
HVB GLOBAL ASSETS COMPANY L.P.
SOCIETA'
FINANZIARIE
DOVER
U.S.A.
x
x
HVB HONG KONG LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
HONG KONG
CINA
x
x
HVB IMMOBILIEN AG
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB INVESTMENTS (UK) LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
GEORGE TOWN
CAYMAN
ISLANDS
x
x
HVB LEASING CZECH REPUBLIC S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
HVB LEASING MAX INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB LEASING OOD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
HVB LONDON INVESTMENTS (AVON) LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
HVB LONDON INVESTMENTS (CAM) LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
HVB PRINCIPAL EQUITY GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB PROJEKT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB REALTY CAPITAL INC.
SOCIETA'
FINANZIARIE
NEW YORK
U.S.A.
x
x
HVB TECTA GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB VERWA 1 GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
48
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
HVB VERWA 4 GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB VERWA 4.4 GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF INTERNATIONAL GREECE GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF INTERNATIONALE LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF OBJEKT BETEILIGUNGS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF PRODUKTIONSHALLE GMBH I.L.
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB-LEASING AIDA INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING ATLANTIS INGATLANHASZNOSITO
KORLATOLT FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING FIDELIO INGATLANHASNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING FORTE INGATLANHASNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING GARO KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING HAMLET INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING JUPITER KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING LAMOND INGATLANHASZNOSITO KFT.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING MAESTOSO INGATLANHASZNOSITO KFT.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING NANO KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING OTHELLO INGATLANHASNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING ROCCA INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING RUBIN KFT.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING SMARAGD KFT.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HVB-LEASING SPORT INGATLANHASZNOSITO KOLATPOT
FEOEOASSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
HYPOVEREINSFINANCE N.V.
SOCIETA'
FINANZIARIE
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
x
IMMOBILIENLEASING GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
INPROX CHOMUTOV, S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
INPROX KLADNO, S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
INPROX POPRAD, SPOL. S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
INPROX SR I., SPOL. S R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
INTERKONZUM DOO SARAJEVO
SOCIETA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
INTERNATIONALES IMMOBILIEN-INSTITUT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
INTRO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
JAUSERN-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
49
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
Stato
KINABALU FINANCIAL PRODUCTS LLP
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
KINABALU FINANCIAL SOLUTIONS LTD
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
KUNSTHAUS LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
KUTRA GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LAGERMAX LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LAGEV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LARGO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LEASFINANZ GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LEGATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LELEV IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LIFE MANAGEMENT ERSTE GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
LIFE MANAGEMENT ZWEITE GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
LINO HOTEL-LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LIPARK LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LIVA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LOCAT CROATIA DOO
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
LTD SI&C AMC UKRSOTS REAL ESTATE
SOCIETA'
FINANZIARIE
KIEV
UCRAINA
x
x
M. A. V. 7., BANK AUSTRIA LEASING BAUTRAGER GMBH &
CO.OHG.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
M.A.I.L. FINANZBERATUNG GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MBC IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MENUETT GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MIK 2012 KARLATOLT FELELOSSEGU TARSAAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
MM OMEGA PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MOBILITY CONCEPT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
OBERHACHING
GERMANIA
x
x
MOGRA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MOVIE MARKET BETEILIGUNGS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
NAGE LOKALVERMIETUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
NATA IMMOBILIEN-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
NO. HYPO LEASING ASTRICTA GRUNDSTUCKVERMIETUNGS
GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
OCT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
OLG HANDELS- UND
BETEILIGUNGSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
50
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
OOO UNICREDIT LEASING
SOCIETA'
FINANZIARIE
MOSCA
RUSSIA
x
x
ORESTOS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
PARZHOF-ERRICHTUNGS- UND
VERWERTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PAZONYI'98 INGATLANHASZNOSITO KORLATOLT
FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
PEKAO FAKTORING SP. ZOO
SOCIETA'
FINANZIARIE
LUBLIN
POLONIA
x
x
PEKAO FINANCIAL SERVICES SP. ZOO
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PEKAO FUNDUSZ KAPITALOWY SP. ZOO
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PEKAO LEASING HOLDING S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PEKAO LEASING SP ZO.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PEKAO PIONEER P.T.E. SA
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PELOPS LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PESTSZENTIMREI SZAKORVOSI RENDELO KFT.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
PIANA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PIONEER ALTERNATIVE INVESTMENT MANAGEMENT
(BERMUDA) LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
HAMILTON
BERMUDA
x
x
PIONEER ALTERNATIVE INVESTMENT MANAGEMENT LTD
SOCIETA'
FINANZIARIE
DUBLINO
IRLANDA
x
x
PIONEER ALTERNATIVE INVESTMENTS (ISRAEL) LTD
SOCIETA'
FINANZIARIE
RAMAT GAN.
ISRAELE
x
x
PIONEER ALTERNATIVE INVESTMENTS (NEW YORK) LTD
SOCIETA'
FINANZIARIE
DOVER
U.S.A.
x
x
PIONEER ASSET MANAGEMENT AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA
REPUBBLICA
CECA
x
x
PIONEER ASSET MANAGEMENT S.A.I. S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
PIONEER ASSET MANAGEMENT SA
SOCIETA'
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
PIONEER FUNDS DISTRIBUTOR INC
SOCIETA'
FINANZIARIE
BOSTON
U.S.A.
x
x
PIONEER GLOBAL ASSET MANAGEMENT SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
PIONEER GLOBAL FUNDS DISTRIBUTOR LTD
SOCIETA'
FINANZIARIE
HAMILTON
BERMUDA
x
x
PIONEER GLOBAL INVESTMENTS (AUSTRALIA) PTY LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
SYDNEY
AUSTRALIA
x
x
PIONEER GLOBAL INVESTMENTS (TAIWAN) LTD.
SOCIETA'
FINANZIARIE
TAIPEI
TAIWAN
x
x
PIONEER GLOBAL INVESTMENTS LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
DUBLINO
IRLANDA
x
x
PIONEER INSTITUTIONAL ASSET MANAGEMENT INC
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
PIONEER INVESTMENT COMPANY AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA
REPUBBLICA
CECA
x
x
PIONEER INVESTMENT FUND MANAGEMENT LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
PIONEER INVESTMENT MANAGEMENT INC
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
PIONEER INVESTMENT MANAGEMENT LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
DUBLINO
IRLANDA
x
x
PIONEER INVESTMENT MANAGEMENT LLC - UNDER
LIQUIDATION
SOCIETA'
FINANZIARIE
MOSCA
RUSSIA
x
x
51
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
Stato
PIONEER INVESTMENT MANAGEMENT SHAREHOLDER
SERVICES INC.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BOSTON
U.S.A.
x
x
PIONEER INVESTMENT MANAGEMENT SOC. DI GESTIONE
DEL RISPARMIO PER AZ
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
PIONEER INVESTMENT MANAGEMENT USA INC.
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
PIONEER INVESTMENTS KAPITALANLAGEGESELLSCHAFT
MBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
PIONEER PEKAO INVESTMENT FUND COMPANY SA (POLISH
NAME: PIONEER PEKAO TFI SA)
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PIONEER PEKAO INVESTMENT MANAGEMENT SA
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
POLLUX IMMOBILIEN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
POSATO LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PRELUDE GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PRIM Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PRIVATE JOINT STOCK COMPANY FERROTRADE
INTERNATIONAL
SOCIETA'
FINANZIARIE
KIEV
UCRAINA
x
x
PROJEKT-LEASE GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
QUADEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
QUART Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
QUINT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
RAMSES IMMOBILIEN GESELLSCHAFT M.B.H. & CO OG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
REAL ESTATE MANAGEMENT POLAND SP. Z O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
REAL-LEASE GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
REAL-RENT LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
REDSTONE MORTGAGES LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDON
REGNO UNITO
x
x
REGEV REALITATENVERWERTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
RIGEL IMMOBILIEN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
RONDO LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ROYSTON LEASING LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
GRAND
CAYMAN
CAYMAN
ISLANDS
x
x
RSB ANLAGENVERMIETUNG GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SCHOELLERBANK INVEST AG
SOCIETA'
FINANZIARIE
SALISBURGO
AUSTRIA
x
x
SECA-LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SEDEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SEXT Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SHS LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SIA UNICREDIT LEASING
SOCIETA'
FINANZIARIE
RIGA
LETTONIA
x
x
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
52
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
SIGMA LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SIRIUS IMMOBILIEN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SOLOS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH
& CO. SIRIUS BETEILIGUNGS KG
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
SONATA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SPECTRUM GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
STATUS VERMOGENSVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
SCHWERIN
GERMANIA
x
x
STEWE GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
STRUCTURED INVEST SOCIETE ANONYME
SOCIETA'
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
STRUCTURED LEASE GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
TERRONDA DEVELOPMENT B.V.
SOCIETA'
FINANZIARIE
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
x
TERZ Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TREDEC Z IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TREUCONSULT BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TREVI FINANCE N. 2 S.P.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
CONEGLIANO
(TREVISO)
ITALIA
x
x
TREVI FINANCE N. 3 S.R.L.
SOCIETA'
FINANZIARIE
CONEGLIANO
(TREVISO)
ITALIA
x
x
TREVI FINANCE S.P.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
CONEGLIANO
(TREVISO)
ITALIA
x
x
TRINITRADE VERMOGENSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
MIT BESCHRANKTER HAFTUNG
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
UCL NEKRETNINE D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
UFFICIUM IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICOM IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT (CHINA) ADVISORY LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
PECHINO
CINA
x
x
UNICREDIT AURORA LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT AUTO LEASING E.O.O.D.
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
UNICREDIT BETEILIGUNGS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
UNICREDIT BPC MORTGAGE S.R.L.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VERONA
ITALIA
x
x
UNICREDIT CAIB HUNGARY PRIVATE LTD UNDER
VOLUNTARY LIQUIDATION
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT CAIB POLAND S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
UNICREDIT CAIB ROMANIA SRL (IN LIQUIDAZIONE)
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
UNICREDIT CAIB SECURITIES ROMANIA SA
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
UNICREDIT CAIB SECURITIES UK LTD.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
UNICREDIT CAIB SERBIA LTD. BELGRADE IN LIQUIDATION
SOCIETA'
FINANZIARIE
BELGRADO
SERBIA
x
x
53
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
Stato
UNICREDIT CAIB SLOVENIJA, D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
UNICREDIT CAPITAL MARKETS LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
NEW YORK
U.S.A.
x
x
UNICREDIT CONSUMER FINANCING AD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
UNICREDIT CONSUMER FINANCING IFN S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
UNICREDIT DELAWARE INC
SOCIETA'
FINANZIARIE
DOVER
U.S.A.
x
x
UNICREDIT FACTORING EAD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
UNICREDIT FACTORING SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
UNICREDIT FLEET MANAGEMENT S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
UNICREDIT FLEET MANAGEMENT S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
UNICREDIT GARAGEN ERRICHTUNG UND VERWERTUNG
GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT GLOBAL LEASING EXPORT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT GLOBAL LEASING PARTICIPATION
MANAGEMENT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT INGATLANLIZING ZRT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT KFZ LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT LEASING (AUSTRIA) GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT LEASING AD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
UNICREDIT LEASING AVIATION GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
UNICREDIT LEASING CORPORATION IFN S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
UNICREDIT LEASING CROATIA D.O.O. ZA LEASING
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
UNICREDIT LEASING CZ, A.S.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
REPUBBLICA
CECA
x
x
UNICREDIT LEASING D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
UNICREDIT LEASING FLEET MANAGEMENT S.R.L.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
UNICREDIT LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
UNICREDIT LEASING HUNGARY ZRT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT LEASING IMMOTRUCK ZRT.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT LEASING KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT LEASING LUNA KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT LEASING MARS KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT LEASING REAL ESTATE S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
UNICREDIT LEASING ROMANIA S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
UNICREDIT LEASING S.P.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BOLOGNA
ITALIA
x
x
UNICREDIT LEASING SLOVAKIA A.S.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
54
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
UNICREDIT LEASING SRBIJA D.O.O. BEOGRAD
SOCIETA'
FINANZIARIE
BELGRADO
SERBIA
x
x
UNICREDIT LEASING TECHNIKUM GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT LEASING TOB
SOCIETA'
FINANZIARIE
KIEV
UCRAINA
x
x
UNICREDIT LEASING URANUS KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT LEASING, LEASING, D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
UNICREDIT LONDON INVESTMENTS LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
UNICREDIT LUNA LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT LUXEMBOURG FINANCE SA
SOCIETA'
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
UNICREDIT OBG S.R.L.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VERONA
ITALIA
x
x
UNICREDIT PEGASUS LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT POLARIS LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT RENT D.O.O. BEOGRAD
SOCIETA'
FINANZIARIE
BELGRADO
SERBIA
x
x
UNICREDIT SECURITIES INTERNATIONAL LIMITED IN
LIQUIDATION
SOCIETA'
FINANZIARIE
NICOSIA
CIPRO
x
x
UNICREDIT TECHRENT LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT U.S. FINANCE LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
UNICREDIT ZEGA LEASING-GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT-LEASING HOSPES KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT-LEASING NEPTUNUS KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT-LEASING ORION INGATLANHASZNOSITO
KORLATOLT FELELOSSEGU TARSASAG
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDITO ITALIANO CAPITAL TRUST III
SOCIETA'
FINANZIARIE
NEWARK,
DELAWARE
U.S.A.
x
x
UNICREDITO ITALIANO CAPITAL TRUST IV
SOCIETA'
FINANZIARIE
NEWARK,
DELAWARE
U.S.A.
x
x
UNICREDITO ITALIANO FUNDING LLC III
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON,
DELAWARE
U.S.A.
x
x
UNICREDITO ITALIANO FUNDING LLC IV
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON,
DELAWARE
U.S.A.
x
x
US PROPERTY INVESTMENTS INC.
SOCIETA'
FINANZIARIE
DALLAS
U.S.A.
x
x
VANDERBILT CAPITAL ADVISORS LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
VAPE COMMUNA LEASINGGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
VERBA VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MIT BESCHRANKTER
HAFTUNG
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTH MANAGEMENT CAPITAL HOLDING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP EQUITY GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP FONDS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP INITIATOREN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
55
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
Stato
WEALTHCAP INVESTORENBETREUUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP PEIA KOMPLEMENTAR GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP PEIA MANAGEMENT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP REAL ESTATE MANAGEMENT GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP STIFTUNGSTREUHAND GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WOM GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING ALFA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING ARKTUR IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING AURIGA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING CORVUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING DORADO IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING DRACO IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING GAMA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING GEMINI IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING HEBE IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING HERCULES IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING IPSILON IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING ITA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING JANUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING KALLISTO IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING KAPA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING LYRA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING NEREIDE IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING OMEGA IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING PERSEUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING SCORPIUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING TAURUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING VENUS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Z LEASING VOLANS IMMOBILIEN LEASING GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ZAO LOCAT LEASING RUSSIA
SOCIETA'
FINANZIARIE
MOSCA
RUSSIA
x
x
ZB INVEST DOO
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
56
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
BA BETRIEBSOBJEKTE GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA BETRIEBSOBJEKTE GMBH & CO BETA VERMIETUNGS OG
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA BETRIEBSOBJEKTE PRAHA, SPOL.S.R.O.
SOCIETA'
STRUMENTALI
PRAGA
REPUBBLICA
CECA
x
x
BA GVG-HOLDING GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA PRIVATE EQUITY GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BALEA SOFT GMBH & CO. KG
SOCIETA'
STRUMENTALI
AMBURGO
GERMANIA
x
x
BALEA SOFT VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
AMBURGO
GERMANIA
x
x
BIL LEASING-FONDS VERWALTUNGS-GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
CENTRUM BANKOWOSCI BEZPOSREDNIEJ SPOLKA Z
OGRANICZONA ODPOWIEDZIALNOSC
SOCIETA'
STRUMENTALI
CRACOVIA
POLONIA
x
x
CENTRUM KART SA
SOCIETA'
STRUMENTALI
VARSAVIA
POLONIA
x
x
DOMUS CLEAN REINIGUNGS GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
FOOD & MORE GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT SIMON BESCHRANKT
HAFTENDE KOMMANDITGESELLSCHAF
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HUMAN RESOURCES SERVICE AND DEVELOPMENT GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE BETEILIGUNGS GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB GESELLSCHAFT FUR GEBAUDE MBH & CO KG
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB SECUR GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVZ GMBH & CO. OBJEKT KG
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HYPO-BANK VERWALTUNGSZENTRUM GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HYPOVEREINS IMMOBILIEN EOOD
SOCIETA'
STRUMENTALI
SOFIA
BULGARIA
x
x
IMMOBILIEN RATING GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
KLEA ZS-IMMOBILIENVERMIETUNG G.M.B.H.
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
KLEA ZS-LIEGENSCHAFTSVERMIETUNG G.M.B.H.
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LASSALLESTRASSE BAU-, PLANUNGS-, ERRICHTUNGS- UND
VERWERTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LOCALMIND SPA IN LIQUIDAZIONE
SOCIETA'
STRUMENTALI
MILANO
ITALIA
x
x
MERKURHOF GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MIT
BESCHRANKTER HAFTUNG
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
PALAIS ROTHSCHILD VERMIETUNGS GMBH & CO OG
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
POMINVEST DD
SOCIETA'
STRUMENTALI
SPLIT
CROAZIA
x
x
PORTIA GRUNDSTUCKS-VERWALTUNGSGESELLSCHAFT
MBH & CO. OBJEKT KG
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
PORTIA GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT MIT
BESCHRANKTER HAFTUNG
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
57
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
Stato
PROPERTY SP. Z.O.O. (IN LIQUIDAZIONE)
SOCIETA'
STRUMENTALI
VARSAVIA
POLONIA
x
x
SALVATORPLATZ-GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
SALVATORPLATZ-GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MBH & CO.
OHG SAARLAND
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
SALVATORPLATZ-GRUNDSTUCKSGESELLSCHAFT MBH & CO.
OHG VERWALTUNGSZENTRUM
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
SAS-REAL INGATLANUEZEMELTETO ES KEZELO KFT (ENGL
ISH :SAS-REAL KFT)
SOCIETA'
STRUMENTALI
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
SOCIETA' ITALIANA GESTIONE ED INCASSO CREDITI S.P.A.
IN LIQUIDAZIONE
SOCIETA'
STRUMENTALI
ROMA
ITALIA
x
x
SOFIGERE SOCIETE PAR ACTIONS SIMPLIFIEE
SOCIETA'
STRUMENTALI
PARIGI
FRANCIA
x
x
SUVREMENE POSILOVNE KOMUNIKACIJE D.O.O
SOCIETA'
STRUMENTALI
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
TIVOLI GRUNDSTUCKS-AKTIENGESELLSCHAFT
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
UNI IT SRL
SOCIETA'
STRUMENTALI
TRENTO
ITALIA
x
x
UNICREDIT BUSINESS INTEGRATED SOLUTIONS AUSTRIA
GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT BUSINESS INTEGRATED SOLUTIONS SOCIETA
CONSORTILE PER AZIONI
SOCIETA'
STRUMENTALI
MILANO
ITALIA
x
x
UNICREDIT BUSINESS PARTNER S.R.O.
SOCIETA'
STRUMENTALI
PRAGA
REPUBBLICA
CECA
x
x
UNICREDIT CREDIT MANAGEMENT IMMOBILIARE S.P.A.
SOCIETA'
STRUMENTALI
VERONA
ITALIA
x
x
UNICREDIT DIRECT SERVICES GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
UNICREDIT GLOBAL BUSINESS SERVICES GMBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
UNTERFOHRING
GERMANIA
x
x
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT KATHARINENHOF MBH
SOCIETA'
STRUMENTALI
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ZAGREB NEKRETNINE DOO
SOCIETA'
STRUMENTALI
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
ZANE BH DOO
SOCIETA'
STRUMENTALI
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
ALTUS ALPHA PLC
ALTRE
SOCIETA'/SPV
DUBLINO
IRLANDA
x
x
BA IMMO GEWINNSCHEIN FONDS1
ALTRE
SOCIETA'/SPV
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CHIYODA FUDOSAN GK
ALTRE
SOCIETA'/SPV
TOKYO
GIAPPONE
x
x
GEMMA VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO.
VERMIETUNGS KG
ALTRE
SOCIETA'/SPV
PULLACH
GERMANIA
x
x
H.F.S. LEASINGFONDS DEUTSCHLAND 1 GMBH & CO. KG
(IMMOBILIENLEASING)
ALTRE
SOCIETA'/SPV
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. LEASINGFONDS DEUTSCHLAND 7 GMBH & CO. KG
ALTRE
SOCIETA'/SPV
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
MOC VERWALTUNGS GMBH & CO. IMMOBILIEN KG
ALTRE
SOCIETA'/SPV
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
SVIF UKRSOTSBUD
ALTRE
SOCIETA'/SPV
KIEV
UCRAINA
x
x
YAPI KREDI BANK AZERBAIJAN CLOSED JOINT STOCK
COMPANY
BANCHE
BAKU
AZERBAIJAN
x
x
YAPI KREDI BANK MOSCOW
BANCHE
MOSCA
RUSSIA
x
x
YAPI KREDI BANK NEDERLAND N.V.
BANCHE
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
x
YAPI VE KREDI BANKASI AS
BANCHE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
x
x
x
x
YAPI KREDI DIVERSIFIED PAYMENT RIGHTS FINANCE
COMPANY
BANCHE / SPV
GEORGE TOWN
CAYMAN
ISLANDS
BA HYPO FINANCIRANJE D.O.O. ZA POSLOVANJE NEKRETNINAMA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
58
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Stato
EUROLEASE FINANCE, D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
FIDES LEASING GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
HYBA NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE NEKRTNINAMA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
HYPO-BA LEASING SUD GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
KLAGENFURT
AUSTRIA
x
x
HYPO-BA PROJEKT, FINANCIRANJE D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
HYPO-BA ZAGREB D.O.O. ZA POSLOVANJE NEKRETNINAMA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
INPROX LEASING, NEPREMICNINE, D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
INPROX OSIJEK D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
KOC FINANSAL HIZMETLER AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
MONTREAL NEKRETNINE D.O.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
ORBIT ASSET MANAGEMENT LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE
HAMILTON
BERMUDA
x
x
RCI FINANCIAL SERVICES S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
STICHTING CUSTODY SERVICES YKB
SOCIETA'
FINANZIARIE
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
x
SYNERGA NEKRETNINE D.O.O. ZA POSLOVANJE
NEKRETNIN-AMA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
UNICREDIT MENKUL DEGERLER AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
YAPI KREDI B TIPI YATIRIM ORTAKLIGI A.S.
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
YAPI KREDI FAKTORING AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
YAPI KREDI FINANSAL KIRALAMA AO
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
YAPI KREDI HOLDING BV
SOCIETA'
FINANZIARIE
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
x
YAPI KREDI INVEST LIMITED LIABILITY COMPANY
SOCIETA'
FINANZIARIE
BAKU
AZERBAIJAN
x
x
YAPI KREDI PORTFOEY YOENETIMI AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
YAPI KREDI YATIRIM MENKUL DEGERLER AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
MEDIOBANCA BANCA DI CREDITO FINANZIARIO SPA
BANCHE
MILANO
ITALIA
x
A&T-PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH & CO. POTSDAMER
PLATZ BERLIN KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ACIS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH &
CO. OBERBAUM CITY KG
ALTRE SOCIETA'
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
ACIS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH &
CO. PARKKOLONNADEN KG
ALTRE SOCIETA'
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
ACIS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH &
CO. STUTTGART KRONPRINZSTRASSE KG
ALTRE SOCIETA'
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
ADLER FUNDING LLC
ALTRE SOCIETA'
DOVER
U.S.A.
x
AGROB IMMOBILIEN AG
ALTRE SOCIETA'
ISMANING
GERMANIA
x
x
AMBASSADOR PARC DEDINJE D.O.O. BEOGRAD
ALTRE SOCIETA'
BELGRADO
SERBIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ANTUS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH
59
Patrimonio netto
Città
Proporzionale
Tipologia
Integrale
Consolidamento
Patrimonio netto (RWA)
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
x
x
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ARRONDA IMMOBILIENVERWALTUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ARTIST MARKETING ENTERTAINMENT GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ASSET BANCARI II
ALTRE SOCIETA'
MILANO
ITALIA
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
AUFBAU DRESDEN GMBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
AWT HANDELS GESELLSCHAFT M.B.H.
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
AWT INTERNATIONAL TRADE GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA GEBAEUDEVERMIETUNGSGMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA-CA INFRASTRUCTURE FINANCE ADVISORY GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BA-CA WIEN MITTE HOLDING GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA IMMOBILIENSERVICE GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BDK CONSULTING
ALTRE SOCIETA'
LUCK
UCRAINA
x
x
BIL IMMOBILIEN FONDS GMBH & CO OBJEKT PERLACH KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
BLUE CAPITAL EUROPA IMMOBILIEN GMBH & CO. ACHTE
OBJEKTE GROSSBRITANNIEN KG
ALTRE SOCIETA'
HAMBURG
GERMANIA
x
x
BLUVACANZE SPA
ALTRE SOCIETA'
MI
ITALIA
x
BORGO DI PEROLLA SRL
ALTRE SOCIETA'
MASSA
MARITTIMA
ITALIA
x
BULKMAX HOLDING LTD
Città
ARGENTAURUS IMMOBILIEN-VERMIETUNGS- UND
VERWALTUNGS GMBH
ATLANTERRA IMMOBILIENVERWALTUNGS GMBH
Stato
Integrale
Tipologia
Proporzionale
ALTRE SOCIETA'
Ragione sociale
Patrimonio netto
Consolidamento
Proporzionale
Consolidamento
Integrale
Trattamento
IAS/IFRS
Patrimonio netto (RWA)
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
x
x
x
ALTRE SOCIETA'
LA VALLETTA
MALTA
x
BV GRUNDSTUCKSENTWICKLUNGS-GMBH & CO.
VERWALTUNGS-KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
x
GERMANIA
x
CA IMMOBILIEN ANLAGEN AKTIENGESELLSCHAFT
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
CAMPO DI FIORI SAS
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
CARDS & SYSTEMS EDV-DIENSTLEISTUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CASH SERVICE COMPANY AD
ALTRE SOCIETA'
SOFIA
BULGARIA
x
x
CBD INTERNATIONAL SP.ZO.O.
ALTRE SOCIETA'
VARSAVIA
POLONIA
x
x
CENTAR KAPTOL DOO
ALTRE SOCIETA'
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
CENTER HEINRICH-COLLIN-STRASSE1 VERMIETUNGS GMBH
U.CO KG
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CHRISTOPH REISEGGER GESELLSCHAFT M.B.H.
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
COMPAGNIA FONDIARIA ROMANA (C.F.R.) SRL
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
COMPAGNIA ITALPETROLI S.P.A.
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
COMTRADE GROUP B.V.
ALTRE SOCIETA'
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
CONSORZIO QUENIT
ALTRE SOCIETA'
VERONA
ITALIA
x
CONSORZIO SE.TEL. SERVIZI TELEMATICI IN LIQUIDAZIONE
ALTRE SOCIETA'
NAPOLI
ITALIA
x
x
x
x
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
60
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
MILANO
ITALIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
DA VINCI S.R.L.
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
DBC SP.Z O.O.
ALTRE SOCIETA'
VARSAVIA
POLONIA
x
x
DC ELEKTRONISCHE ZAHLUNGSSYSTEME GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
DELPHA IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS
GMBH & CO. GROSSKUGEL BAUABSCHNITT ALPHA
MANAGEMENT KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
DELPHA IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS
GMBH & CO. GROSSKUGEL BAUABSCHNITT BETA
MANAGEMENT KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
DELPHA IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS
GMBH & CO. GROSSKUGEL BAUABSCHNITT GAMMA
MANAGEMENT KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
DIRANA LIEGENSCHAFTSVERWERTUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
DV ALPHA GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
DV BETEILIGUNGSVERWALTUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ENDERLEIN & CO. GMBH
ALTRE SOCIETA'
BIELEFELD
GERMANIA
x
x
ERSTE ONSHORE WINDKRAFT
BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. WINDPARK
GREFRATH KG
ALTRE SOCIETA'
OLDENBURG
GERMANIA
x
x
ERSTE ONSHORE WINDKRAFT
BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. WINDPARK
KRAHENBERG KG
ALTRE SOCIETA'
OLDENBURG
GERMANIA
x
x
ERSTE ONSHORE WINDKRAFT
BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. WINDPARK
MOSE KG
ALTRE SOCIETA'
OLDENBURG
GERMANIA
x
x
ES SHARED SERVICE CENTER SOCIETA' PER AZIONI
ALTRE SOCIETA'
CERNUSCO SUL
NAVIGLIO
ITALIA
x
ESPERTI IN MEDIAZIONE SRL
ALTRE SOCIETA'
VERONA
ITALIA
x
x
EUROPEYE SRL
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
FENICE HOLDING S.P.A.
ALTRE SOCIETA'
CALENZANO
ITALIA
x
FONDIARIA LASA SPA
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
FORUM POLSKIEGO BIZNESU MEDIA SP.Z O.O.
ALTRE SOCIETA'
VARSAVIA
POLONIA
x
x
GENERAL LOGISTIC SOLUTIONS LLC
ALTRE SOCIETA'
MOSCA
RUSSIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H & B IMMOBILIEN GMBH & CO. OBJEKTE KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS GMBH
ALTRE SOCIETA'
EBERSBERG
GERMANIA
x
x
Città
CRIVELLI SRL
GIMMO IMMOBILIEN-VERMIETUNGS- UND VERWALTUNGS
GMBH
GOLF- UND COUNTRY CLUB SEDDINER SEE IMMOBILIEN
GMBH
GRUNDSTUCKSAKTIENGESELLSCHAFT AM POTSDAMER
PLATZ (HAUS VATERLAND)
61
Stato
Integrale
Tipologia
Proporzionale
ALTRE SOCIETA'
CUMTERRA GESELLSCHAFT FUR IMMOBILIENVERWALTUNG
MBH
Ragione sociale
Patrimonio netto
Consolidamento
Proporzionale
Consolidamento
Integrale
Trattamento
IAS/IFRS
Patrimonio netto (RWA)
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
x
x
x
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
HVB EXPERTISE GMBH
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
HVB LIFE SCIENCE GMBH & CO. BETEILIGUNGS-KG
HVB PROFIL GESELLSCHAFT FUR PERSONALMANAGEMENT
MBH
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HYPO-BANK VERWALTUNGSZENTRUM GMBH & CO. KG
OBJEKT ARABELLASTRASSE
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HYPO-REAL HAUS- UND GRUNDBESITZ GESELLSCHAFT MBH
& CO. IMMOBILIEN-VERMIETUNGS KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
I-FABER SPA
ALTRE SOCIETA'
MILANO
ITALIA
x
x
IMMOBILIARE PATETTA SRL
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
IMMOBILIARE TABACCAIA SRL
ALTRE SOCIETA'
MASSA
MARITTIMA
ITALIA
x
x
INFISSER SRL
Patrimonio netto
MONACO DI
BAVIERA
Proporzionale
ALTRE SOCIETA'
Stato
Proporzionale
Integrale
HAWA GRUNDSTUCKS GMBH & CO. OHG
IMMOBILIENVERWALTUNG
Consolidamento
Tipologia
Città
HAWA GRUNDSTUCKS GMBH & CO. OHG
HOTELVERWALTUNG
Consolidamento
Integrale
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Patrimonio netto (RWA)
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
INTERRA GESELLSCHAFT FUR IMMOBILIENVERWALTUNG
MBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
IPSE 2000 S.P.A. (IN LIQUIDAZIONE)
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
ISB UNIVERSALE BAU GMBH
ALTRE SOCIETA'
BRANDEBURGO
GERMANIA
x
x
ISTRA D.M.C. DOO
ALTRE SOCIETA'
UMAG
CROAZIA
x
x
ISTRATURIST UMAG, HOTELIJERSTVO TURIZAM I
TURISTICKA AGENCIJA DD
ALTRE SOCIETA'
UMAG
CROAZIA
x
x
IVONA BETEILIGUNGSVERWALTUNG GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
JOHA GEBAEUDE- ERRICHTUNGS- UND VERMIETUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
ALTRE SOCIETA'
LEONDING
AUSTRIA
x
x
KAISERWASSER BAU- UND ERRICHTUNGS GMBH UND CO
OG
ALTRE SOCIETA'
WIEN
AUSTRIA
x
x
KELLER CROSSING L.P.
ALTRE SOCIETA'
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
KSG KARTEN-VERRECHNUNGS- UND
SERVICEGESELLSCHAFT M.B.H.
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LIFE SCIENCE I BETEILIGUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
LLC UKROTSBUD
ALTRE SOCIETA'
KIEV
UCRAINA
x
x
M.A.I.L. BETEILIGUNGSMANAGEMENT GESELLSCHAFT
M.B.H. & CO. MCL THETA KG
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MARINA CITY ENTWICKLUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MARINA TOWER HOLDING GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MARTIANEZ COMERCIAL, SOCIEDAD ANONIMA
ALTRE SOCIETA'
PUERTO DE LA
CRUZ
SPAGNA
x
MARTUR SUNGER VE KOLTUK TESISLERI TICARET VE
SANAYI A. S.
ALTRE SOCIETA'
ISTANBUL
TURCHIA
x
MC MARKETING GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MC RETAIL GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
MEGAPARK OOD
ALTRE SOCIETA'
SOFIA
BULGARIA
x
x
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
62
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Consolidamento
Consolidamento
ITALIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
MULTIPLUS CARD D.O.O. ZA PROMIDZBU I USLUGE
ALTRE SOCIETA'
ZAGABRIA
CROAZIA
x
MY BETEILIGUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
NAUTILUS TANKERS LIMITED
ALTRE SOCIETA'
LA VALLETTA
MALTA
x
x
NEEP ROMA HOLDING SPA
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
NF OBJEKTE BERLIN GMBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
NXP CO-INVESTMENT PARTNERS VIII L.P.
ALTRE SOCIETA'
LONDRA
REGNO UNITO
x
x
OESTERREICHISCHE WERTPAPIERDATEN SERVICE GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
MERIDIONALE PETROLI SRL
NF OBJEKT FFM GMBH
NF OBJEKT MUNCHEN GMBH
OMNIA GRUNDSTUCKS-GMBH & CO. OBJEKT
EGGENFELDENER STRASSE KG
OMNIA GRUNDSTUCKS-GMBH & CO. OBJEKT
HAIDENAUPLATZ KG
OTHMARSCHEN PARK HAMBURG GMBH & CO.
CENTERPARK KG
Stato
Integrale
Città
x
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
OTHMARSCHEN PARK HAMBURG GMBH & CO.
GEWERBEPARK KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
PEKAO PROPERTY SA
ALTRE SOCIETA'
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PEKAO TELECENTRUM SP. ZOO
ALTRE SOCIETA'
VARSAVIA
POLONIA
x
x
PETROLI INVESTIMENTI SPA
ALTRE SOCIETA'
CIVITAVECCHIA
ITALIA
x
x
PIRTA VERWALTUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PLANETHOME AG
ALTRE SOCIETA'
UNTERFOHRING
GERMANIA
x
x
PLANETHOME GMBH
ALTRE SOCIETA'
MANNHEIM
GERMANIA
x
x
RANA-LIEGENSCHAFTSVERWERTUNG GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
REAL INVEST IMMOBILIEN GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
RHOTERRA GESELLSCHAFT FUR IMMOBILIENVERWALTUNG
MBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ROMA 2000 SRL
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
RONCASA IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
S.I.P.I.C. - SOCIETA' INDUSTRIALE PETROLIFERA ITALIA
CENTRALE SRL
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
SANITA' - S.R.L. IN LIQUIDAZIONE
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
SANTA ROSA SAS
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
SELFOSS BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH
ALTRE SOCIETA'
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
SIA SPA
ALTRE SOCIETA'
MILANO
ITALIA
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
SIMON VERWALTUNGS-AKTIENGESELLSCHAFT I.L.
63
Patrimonio netto
VIBO VALENTIA
Tipologia
Proporzionale
ALTRE SOCIETA'
MILLETERRA GESELLSCHAFT FUR
IMMOBILIENVERWALTUNG MBH
Ragione sociale
Proporzionale
Integrale
Trattamento
IAS/IFRS
Patrimonio netto (RWA)
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
SMIA SPA
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
SOCIETA ' SPORTIVA TORREVECCHIA SRL
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
SOCIETA' DEPOSITI COSTIERI - SO.DE.CO. SRL
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
SOCIETA' PETROLIFERA GIOIA TAURO SRL
ALTRE SOCIETA'
REGGIO
CALABRIA
ITALIA
x
x
SOCIETA' VERONESE GESTIONE COMPRAVENDITA
IMMOBILI A R.L.
Città
Stato
Integrale
Tipologia
Proporzionale
SIRIUS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH
Ragione sociale
Patrimonio netto
Consolidamento
Proporzionale
Consolidamento
Integrale
Trattamento
IAS/IFRS
Patrimonio netto (RWA)
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
x
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
SOLARIS VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO.
VERMIETUNGS KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
SP PROJEKTENTWICKLUNG SCHOENEFELD GMBH & CO.KG
ALTRE SOCIETA'
STOCCARDA
GERMANIA
x
SPREE GALERIE HOTELBETRIEBSGESELLSCHAFT MBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
SVILUPPO GLOBALE GEIE
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
SW HOLDING SPA
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
T & P FRANKFURT DEVELOPMENT B.V.
ALTRE SOCIETA'
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
x
T & P VASTGOED STUTTGART B.V.
ALTRE SOCIETA'
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
x
TERRENO GRUNDSTUCKSVERWALTUNG GMBH & CO.
ENTWICKLUNGS- UND FINANZIERUNGSVERMITTLUNGS-KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
TRANSTERRA GESELLSCHAFT FUR
IMMOBILIENVERWALTUNG MBH
TRICASA GRUNDBESITZ GESELLSCHAFT MBH & CO. 1.
VERMIETUNGS KG
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
TRICASA GRUNDBESITZGESELLSCHAFT DES BURGERLICHEN
RECHTS NR. 1
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
TRIESTE ADRIATIC MARITIME INITIATIVES SRL
ALTRE SOCIETA'
TRIESTE
ITALIA
x
x
UCTAM BALTICS SIA
ALTRE SOCIETA'
RIGA
LETTONIA
x
x
UCTAM BULGARIA EOOD
ALTRE SOCIETA'
SOFIA
BULGARIA
x
x
x
x
UCTAM CZECH REPUBLIC SRO
ALTRE SOCIETA'
PRAGA 1
REPUBBLICA
CECA
UCTAM D.O.O. BEOGRAD
ALTRE SOCIETA'
BELGRADO
SERBIA
x
x
UCTAM RK LIMITED LIABILITY COMPANY
ALTRE SOCIETA'
ALMATY CITY
KAZAKHSTAN
x
x
UCTAM RO S.R.L.
ALTRE SOCIETA'
BUCAREST
ROMANIA
x
x
UCTAM RU LIMITED LIABILITY COMPANY
ALTRE SOCIETA'
MOSCA
RUSSIA
x
x
UCTAM UKRAINE LLC
ALTRE SOCIETA'
KIEV
UCRAINA
x
x
UCTAM UPRAVLJANJE D.O.O.
ALTRE SOCIETA'
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
UNI GEBAEUDEMANAGEMENT GMBH
ALTRE SOCIETA'
LINZ
AUSTRIA
x
UNICREDIT CENTER AM KAISERWASSER GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT LEASING FUHRPARKMANAGEMENT GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
UNICREDIT MERCHANT PARTNERS GMBH
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
64
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNIVERSALE INTERNATIONAL REALITAETEN GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
V.M.G. VERMIETUNGSGESELLSCHAFT MBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
VERMIETUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO OBJEKT MOC KG
ALTRE SOCIETA'
MONACO
GERMANIA
x
x
VIENNA DC BAUTRAEGER GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
VIENNA DC TOWER 1 LIEGENSCHAFTSBESITZ GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
VIENNA DC TOWER 2 LIEGENSCHAFTSBESITZ GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
VILLINO PACELLI SRL
ALTRE SOCIETA'
ROMA
ITALIA
x
x
VISCONTI SRL
ALTRE SOCIETA'
MILANO
ITALIA
x
x
VUWB INVESTMENTS INC.
ALTRE SOCIETA'
ATLANTA
U.S.A.
x
x
WEALTH CAPITAL INVESTMENT INC.
ALTRE SOCIETA'
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP USA IMMOBILIEN VERWALTUNGS GMBH
ALTRE SOCIETA'
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WED DONAU-CITY GESELLSCHAFT M.B.H.
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
WED HOLDING GESELLSCHAFT M.B.H.
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
WED WIENER ENTWICKLUNGSGESELLSCHAFT FUER DEN
DONAURAUM AKTIENGESELLSCHAFT
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
WIEN MITTE IMMOBILIEN GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
ZAPADNI TRGOVACKI CENTAR D.O.O.
ALTRE SOCIETA'
RIJEKA
CROAZIA
x
x
ZETA FUENF HANDELS GMBH
ALTRE SOCIETA'
VIENNA
AUSTRIA
x
x
Città
WEALTHCAP EQUITY MANAGEMENT GMBH
65
Stato
Integrale
Tipologia
Proporzionale
UNICREDIT TURN-AROUND MANAGEMENT CEE GMBH
Ragione sociale
Patrimonio netto
Consolidamento
Proporzionale
Consolidamento
Integrale
Trattamento
IAS/IFRS
Patrimonio netto (RWA)
Sede
Trattamento nelle
segnalazioni
prudenziali
x
Entità dedotte dal patrimonio al 30 giugno 2013
AFS
Costo
Patrimonio netto
Stato
Proporzionale
Città
Trattamento
IAS/IFRS
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Deduzioni dal
patrimonio
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
Sede
AKA AUSFUHRKREDIT-GESELLSCHAFT MBH
BANCHE
FRANCOFORTE
GERMANIA
x
x
BANCA D' ITALIA
BANCHE
ROMA
ITALIA
x
x
BANCA IMPRESA LAZIO S.P.A.
BANCHE
ROMA
ITALIA
x
x
BANCA UBAE S.P.A.
BANCHE
ROMA
ITALIA
x
x
BANK FUER TIROL UND VORARLBERG AKTIENGESELLSCHAFT
BANCHE
INNSBRUCK
AUSTRIA
x
BANK OF VALLETTA PLC
BANCHE
LA VALLETTA
MALTA
x
BANQUE DE COMMERCE ET DE PLACEMENTS SA
x
x
BANCHE
GINEVRA
SVIZZERA
x
BGG BAYERISCHE GARANTIEGESELLSCHAFT MBH FUR
MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGEN
BANCHE
MONACO DI
BAVIERA
x
GERMANIA
x
BKS BANK AG
BANCHE
KLAGENFURT
AUSTRIA
x
BURGSCHAFTSGEMEINSCHAFT HAMBURG GMBH
BANCHE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO EDP
BANCHE
ROMA
ITALIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT DES BAYERISCHEN
HANDWERKS GMBH
BANCHE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT DES HOTEL- UND
GASTSTATTENGEWERBES IN BAYERN GMBH
BANCHE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
NOTARTREUHANDBANK AG
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
OBERBANK AG
BANCHE
LINZ
AUSTRIA
x
x
OESTERREICHISCHE HOTEL- UND TOURISMUSBANK
GESELLSCHAFT M.B.H.
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
OESTERREICHISCHE KONTROLLBANK AKTIENGESELLSCHAFT
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PAYLIFE BANK GMBH
BANCHE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
ALLIANZ ZB D.O.O. DRUSTVO ZA UPRAVLJANJIE
DOBROVOLJNIM MIROVINSKIM FONDOM
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
ALLIANZ ZB D.O.O. DRUSTVO ZA UPRAVLJANJIE OBVEZNIM
MIROVINSKIM FONDOM
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
BACA INVESTOR BETEILIGUNGS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA-CEE BETEILIGUNGSGMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BIURO INFORMACJI KREDYTOWEJ SA
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
BORICA-BANKSERVICE AD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
BTG BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT HAMBURG MBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
BWA BETEILIGUNGS- UND VERWALTUNGSAKTIENGESELLSCHAFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
SALISBURGO
AUSTRIA
x
x
CAFU VERMOEGENSVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CALG 435 GRUNDSTUCKVERWALTUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CHINA INVESTMENT INCORPORATIONS (BVI) LTD.
SOCIETA'
FINANZIARIE
TORTOLA
BRITISH VIRGIN
ISLANDS
x
x
CREDIFARMA SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
EUROPROGETTI & FINANZA S.P.A. IN LIQUIDAZIONE
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
EUROTLX SIM SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
F2I SGR SPA - FONDI ITALIANI PER LE INFRASTRUTTURE
SOCIETA DI GESTIONE
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
x
x
x
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
66
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
AFS
Costo
Patrimonio netto
Stato
Proporzionale
Città
Trattamento
IAS/IFRS
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Deduzioni dal
patrimonio
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
Sede
FIDIA SPA IN LIQUIDAZIONE
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
FONDO ITALIANO D'INVESTIMENTO SGR SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
G.B.S. - GENERAL BROKER SERVICE S.P.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
HVB LONDON TRADING LTD.
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
LONDRA
REGNO UNITO
x
KRAJOWA IZBA ROZLICZENIOWA SA
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
KREDI KAYIT BUEROSU AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
LEASING 439 GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
LLC UKRSOTSFINANCE
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
KIEV
UCRAINA
x
x
MACCORP ITALIANA SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
MEZZANIN CORPORATE FINANCE
UNTERNEHMENSBERATUNG GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
VIENNA
AUSTRIA
x
OAK RIDGE INVESTMENT LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
OBEROESTERREICHISCHE
UNTERNEHMENSBETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
LINZ
AUSTRIA
x
OBJEKT-LEASE
GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
OOE HIGHTECHFONDS GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
LINZ
AUSTRIA
x
PALATIN GRUNDSTUCKVERWALTUNGS GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
STOCKERAU
AUSTRIA
x
PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
VIENNA
AUSTRIA
x
PRACOWNICZE TOWARZYSTWO EMERYTALNE S.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
PSA PAYMENT SERVICE AUSTRIA GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
PURGE GRUNDSTUCKSVERWALTUNGS-GESELLSCHAFT
M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
RCG HOLDINGS LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
NEW YORK
U.S.A.
x
REMBRA LEASING GESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SCHUL- UND AMTSGEBAUDE
GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
GRAZ
AUSTRIA
x
x
SCHULERRICHTUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
SFS FINANCIAL SERVICES GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
VIENNA
AUSTRIA
x
SIA UNICREDIT INSURANCE BROKER
SOCIETA'
FINANZIARIE
RIGA
LITHUANIA
x
x
SOCIETA' DI GESTIONI ESATTORIALI IN SICILIA SO.G.E.SI.
S.P.A. IN LIQ.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PALERMO
ITALIA
x
x
SOCIETA' GESTIONE CREDITI DELTA SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
BOLOGNA
ITALIA
x
x
SOCIETA ITALIANA PER LE IMPRESE ALL ESTERO - SIMEST
SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
SOVAGRI SOC.CONSORTILE P.A. IN LIQ.
SOCIETA'
FINANZIARIE
NAPOLI
ITALIA
x
x
SPARKASSEN-HAFTUNGS AKTIENGESELLSCHAFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
67
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
AFS
Costo
Patrimonio netto
Stato
Proporzionale
Città
Trattamento
IAS/IFRS
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Deduzioni dal
patrimonio
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
Sede
TORRE SGR S.P.A.
SOCIETA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
UNICREDIT (U.K.) TRUST SERVICES LTD
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
LONDRA
REGNO UNITO
x
UNICREDIT BROKER DOO SARAJEVO ZA BROKERSKE
POSLOVE U OSIGURANJU
SOCIETA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVNIA
x
x
UNICREDIT BROKER S.R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
UNICREDIT FUGGETLEN BIZTOSITASKOZVETITO KFT
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
UNICREDIT GLOBAL LEASING VERSICHERUNGSSERVICE
GMBH
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT INSURANCE BROKER EOOD
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
UNICREDIT INSURANCE BROKER SRL
SOCIETA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
UNICREDIT LEASING VERSICHERUNGSSERVICE GMBH & CO
KG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
UNICREDIT PARTNER D.O.O
SOCIETA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
UNICREDIT PARTNER D.O.O BEOGRAD
SOCIETA'
FINANZIARIE
BELGRADO
SERBIA
x
x
UNICREDIT PARTNER LLC
SOCIETA'
FINANZIARIE
KIEV
UCRAINA
x
x
UNICREDIT POIJIST'OVACI MAKLERSKA SPOL. S R.O.
SOCIETA'
FINANZIARIE
PRAGA 4
MICHLE
REPUBBLICA
CECA
x
x
UNICREDIT ZAVAROVALNO ZASTOPINSKA DRUZBA DOO
SOCIETA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
VBV-BETRIEBLICHE ALTERSVORSORGE AG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
VENETO SVILUPPO SPA
SOCIETA'
FINANZIARIE
VENEZIA
ITALIA
x
x
VENETO SVILUPPO SPA - PATRIMONIO DESTINATO PMI
SOCIETA'
FINANZIARIE
VENEZIA
ITALIA
x
x
VEREINWEST OVERSEAS FINANCE (JERSEY) LIMITED
SOCIETA'
FINANZIARIE (*)
ST. HELIER
JERSEY
x
WKBG WIENER KREDITBURGSCHAFTS- UND
BETEILIGUNGSBANK AG
SOCIETA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
YAPI KREDI KORAY GAYRIMENKUL YATIRIM ORTAKLIGI AS
SOCIETA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
AVIVA SPA
SOCIETA'
ASSICURATIVE
MILANO
ITALIA
x
x
CNP UNICREDIT VITA S.P.A.
SOCIETA'
ASSICURATIVE
MILANO
ITALIA
x
x
CREDITRAS ASSICURAZIONI SPA
SOCIETA'
ASSICURATIVE
MILANO
ITALIA
x
x
CREDITRAS VITA SPA
SOCIETA'
ASSICURATIVE
MILANO
ITALIA
x
x
GRAND CENTRAL RE LIMITED
SOCIETA'
ASSICURATIVE
HAMILTON
BERMUDA
x
INCONTRA ASSICURAZIONI S.P.A.
SOCIETA'
ASSICURATIVE
MILANO
ITALIA
x
YAPI KREDI EMEKLILIK AS
SOCIETA'
ASSICURATIVE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
YAPI KREDI SIGORTA AS
SOCIETA'
ASSICURATIVE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
x
x
x
x
x
(*) Società appartenente al Gruppo Bancario consolidata al costo per immaterialità
Si ricorda che la partecipazione in Banca d’Italia è interamente dedotta dal Patrimonio di Vigilanza (per il 50% dal patrimonio
di base e per il 50% dal patrimonio supplementare)
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
68
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Entità sommate alle attività di rischio ponderate al 30 giugno 2013
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
BANCA MEDIOCREDITO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA SPA
ENTITA'
BANCARIE
UDINE
ITALIA
x
x
BBB BURGSCHAFTSBANK ZU BERLIN-BRANDENBURG
GMBH
ENTITA'
BANCARIE
BERLINO
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK BRANDENBURG GMBH
ENTITA'
BANCARIE
POTSDAM
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK MECKLENBURG-VORPOMMERN
GMBH
ENTITA'
BANCARIE
SCHWERIN
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK NORDRHEIN-WESTFALEN GMBH KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT -
ENTITA'
BANCARIE
NEUSS
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK RHEINLAND-PFALZ GMBH
ENTITA'
BANCARIE
MAINZ
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK SAARLAND GESELLSCHAFT MIT
BESCHRANKTER HAFTUNG,
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT FUR DEN HANDEL,
HANDWERK UND GEWERBE
ENTITA'
BANCARIE
SAARBRUCKEN
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK SACHSEN GMBH
ENTITA'
BANCARIE
DRESDEN
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK SACHSEN-ANHALT GMBH
ENTITA'
BANCARIE
MAGDEBURGO
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK SCHLESWIG-HOLSTEIN GMBH
ENTITA'
BANCARIE
KIEL
GERMANIA
x
x
BURGSCHAFTSBANK THURINGEN GMBH
ENTITA'
BANCARIE
ERFURT
GERMANIA
x
x
EUROPEAN INVESTMENT FUND
ENTITA'
BANCARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
FUNDAMENTA-LAKAKASSZA LAKAS-TAKAREKPENZTAR
ZRT.
ENTITA'
BANCARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
ISTANBUL TAKAS VE SAKLAMA BANKASI AS
ENTITA'
BANCARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT DER FREIEN BERUFE
BADEN-WURTTEMBERG VERWALTUNGS-GMBH
ENTITA'
BANCARIE
STOCCARDA
GERMANIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT DER INDUSTRIE, DES
VERKEHRSGEWERBES UND DES GASTGEWERBES BADENWURTTEMBERG VERWALTUNGS-GMBH
ENTITA'
BANCARIE
STOCCARDA
GERMANIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT DES BAYERISCHEN
GARTENBAUES GMBH
ENTITA'
BANCARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT DES HANDELS BADENWURTTEMBERG VERWALTUNGS-GMBH
ENTITA'
BANCARIE
STOCCARDA
GERMANIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT DES HANDWERKS
BADEN-WURTTEMBERG VERWALTUNGSGESELLSCHAFT
MBH
ENTITA'
BANCARIE
STOCCARDA
GERMANIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT FUR DEN HANDEL IN
BAYERN GMBH
ENTITA'
BANCARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
KREDITGARANTIEGEMEINSCHAFT IN BADENWURTTEMBERG VERWALTUNGS-GMBH
ENTITA'
BANCARIE
STOCCARDA
GERMANIA
x
x
LIQUIDITATS-KONSORTIALBANK GMBH
ENTITA'
BANCARIE
FRANCOFORTE SUL
MENO
GERMANIA
x
x
NIEDERSACHSISCHE BURGSCHAFTSBANK GMBH
ENTITA'
BANCARIE
HANNOVER
GERMANIA
x
x
SAARLANDISCHE INVESTITIONSKREDITBANK AG
ENTITA'
BANCARIE
SAARBRUCKEN
GERMANIA
x
x
SDIC FINANCE CO. LTD.
ENTITA'
BANCARIE
HONGKONG
HONG KONG
x
x
TURKIYE CUMHURIYETI MERKEZ BANKASI A.S. (T.C.
MERKEZ BANKASI A.S.)
ENTITA'
BANCARIE
ANKARA
TURCHIA
x
x
ABE CLEARING SAS
ENTITA'
FINANZIARIE
PARIGI
FRANCIA
x
x
ALLIANZ ZAGREB DD
ENTITA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
69
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
Patrimonio netto
ENTITA'
FINANZIARIE
DUBLINO - IRLANDA
IRLANDA
x
x
AUGUSTO SRL
ENTITA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
B. GROUP SPA
ENTITA'
FINANZIARIE
BOLOGNA
ITALIA
x
x
BAMCARD DD SARAJEVO
ENTITA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
BANK AUSTRIA CREDITANSTALT VERSICHERUNG AG
ENTITA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANKALARARASI KART MERKEZI AS
ENTITA'
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
BANKART D.O.O.
ENTITA'
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
BAYERISCHE IMMOBILIEN-LEASING GMBH & CO.
VERWALTUNGS-KG
ENTITA'
FINANZIARIE
PULLAH IM ISARTAL
GERMANIA
x
x
BIG FINANCE SPA
ENTITA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
BOSNA REOSIGURANJE DD SARAJEVO
ENTITA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
BUERGSCHAFTSBANK SALZBURG GMBH
ENTITA'
FINANZIARIE
SALISBURGO
AUSTRIA
x
x
CASA DE COMPENSARE BUCURESTI SA
ENTITA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
CENTRAL DEPOSITORY AD
ENTITA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
CENTRO FACTORING SPA
ENTITA'
FINANZIARIE
FIRENZE
ITALIA
x
x
CLS GROUP HOLDINGS AG
ENTITA'
FINANZIARIE
ZURIGO
SVIZZERA
x
x
CME GROUP INC
ENTITA'
FINANZIARIE
CHICAGO
U.S.A.
x
x
COBB BETEILIGUNGEN UND LEASING GMBH
ENTITA'
FINANZIARIE (*)
VIENNA
AUSTRIA
x
COLOMBO SRL
ENTITA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
CONCARDIS GESELLSCHAFT MIT BESCHRANKTER
HAFTUNG
ENTITA'
FINANZIARIE
FRANCOFORTE SUL
MENO
GERMANIA
x
x
CONFIDICOOP MARCHE SOCIETA COOPERATIVA A
MUTUALITA PREVALENTE
ENTITA'
FINANZIARIE
ANCONA
ITALIA
x
x
DIOCLEZIANO SRL
ENTITA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
DUNAV OSIGURANJE A.D. BANJA LUKA
ENTITA'
FINANZIARIE
BANJA LUKA
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
E-MID SIM SPA
ENTITA'
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
EUREX BONDS GMBH
ENTITA'
FINANZIARIE
FRANCOFORTE SUL
MENO
GERMANIA
x
x
EURO KARTENSYSTEME GESELLSCHAFT MIT
BESCHRANKTER HAFTUNG
ENTITA'
FINANZIARIE
FRANCOFORTE SUL
MENO
GERMANIA
x
x
EUROFIDI SOCIET CONSORTILE DI GARANZIA COLLETTIVA
FIDI S.C.P.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
TORINO
ITALIA
x
x
EUROVITA ASSICURAZIONI SPA
ENTITA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
FINPIEMONTE PARTECIPAZIONI SPA
ENTITA'
FINANZIARIE
TORINO
ITALIA
x
x
FONDIARIA - SAI SPA
ENTITA'
FINANZIARIE
TORINO
ITALIA
x
x
FONDUL ROMAN DE GARANTARE A CREDITELOR PENTRU
INTREPRINZATORII PRIVATI-IFN S.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
FRIULIA SPA - FINANZIARIA REGIONALE FRIULI-VENEZIA
GIULIA
ENTITA'
FINANZIARIE
TRIESTE
ITALIA
x
x
GE.S.E.T.T. - GESTIONE SERVIZI ESAZIONE TRIBUTI E
TESORERIE S.P.A. IN LIQUIDAZIONE
ENTITA'
FINANZIARIE (*)
NAPOLI
ITALIA
x
Stato
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
70
AL 30 GIUGNO 2013
AFS
ARABELLA FINANCE LTD.
Città
Costo
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
Patrimonio netto
ENTITA'
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
GELDILUX-TS-2010 S.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
GELDILUX-TS-2011 S.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
GELDILUX-TS-2013 S.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
GENERALI LIFE INSURANCE AD
ENTITA'
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
GEPAFIN SPA
ENTITA'
FINANZIARIE
PERUGIA
ITALIA
x
x
GIELDA PAPIEROW WARTOSCIOWYCH W WARSZAWIE S.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
VARSAVIA
POLONIA
x
x
GIRO ELSZAMOLASFORGALMI RT.
ENTITA'
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
x
H2I - HOLDING DI INIZIATIVA INDUSTRIALE S.P.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
KEPLER CAPITAL MANAGEMENT SA
ENTITA'
FINANZIARIE
PARIGI
FRANCIA
x
x
KRAJINA OSIGURANJE D.D. BANJA LUKA
ENTITA'
FINANZIARIE
BANJA LUKA
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
KREDI GARANTI FONU A.S.
ENTITA'
FINANZIARIE
ANKARA
TURCHIA
x
x
MEDIOFIMAA SRL
ENTITA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
MOLISE SVILUPPO S.C.P.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
CAMPOBASSO
ITALIA
x
x
NET INSURANCE S.P.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
NOE BETEILIGUNGSFINANZIERUNGEN GMBH
ENTITA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
NOE BUERGSCHAFTEN GMBH
ENTITA'
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
OBEROESTERREICHISCHE KREDITGARANTIEGESELLSCHAFT
M.B.H.
ENTITA'
FINANZIARIE
LINZ
AUSTRIA
x
x
OCEAN BREEZE FINANCE S.A. - COMPARTMENT 1
ENTITA'
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
BELGIO
x
PAR.CO. S.P.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
REGGIO EMILIA
ITALIA
x
x
REGISTAR VRIJEDNOSNIH PAPIRA U FEDERACIJI BOSNE I
HERCEGOVINE D.D. SARAJEVO
ENTITA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
RETEX MISURA 5 - PROGRAMMA DI INIZIATIVA
COMUNITARIA
ENTITA'
FINANZIARIE
MARGHERA
VENEZIA
ITALIA
x
x
ROSENKAVALIER 2008 GMBH
ENTITA'
FINANZIARIE
FRANCOFORTE
GERMANIA
x
SAARLANDISCHE KAPITALBETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
MBH
ENTITA'
FINANZIARIE
SAARBRUCKEN
GERMANIA
x
SALOME FUNDING PLC
ENTITA'
FINANZIARIE
DUBLINO
IRLANDA
x
SARAJEVO OSIGURANJE D.D.
ENTITA'
FINANZIARIE
SARAJEVO
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
SERFACTORING S.P.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
SAN DONATO
MILANESE (MILANO)
ITALIA
x
x
SOCIETA' CONSORTILE MATESE PER L'OCCUPAZIONE S.P.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
CAMPOBASSO
ITALIA
x
x
SOCIETA REGIONALE DI GARANZIA MARCHE SOC.COOP.A
R.L.
ENTITA'
FINANZIARIE
ANCONA
ITALIA
x
x
SREDISNJE KLIRINSKO DEPOZITARNO DRUSTVO, DIONICKO
DRUSTVO
ENTITA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
STEIRISCHE BETEILIGUNGSFINANZIERUNGSGESELLSCHAFT
M.B.H.
ENTITA'
FINANZIARIE
GRAZ
AUSTRIA
x
x
TIKEHAU CAPITAL ADVISORS S.A.S
ENTITA'
FINANZIARIE
PARIS
FRANCIA
x
x
71
Stato
AFS
GELDILUX-PP-2011 S.A.
Città
Costo
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
x
x
x
x
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
TRANSFOND S.A.
ENTITA'
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
TRZISTE NOVCA I KRATKOROCNIH VRJEDNOSNICA D.D.
ENTITA'
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
VINTNERS LONDON INVESTMENTS (NILE) LIMITED
ENTITA'
FINANZIARIE (*)
GEORGE TOWN
CAYMAN
ISLANDS
x
VV IMMOBILIEN GMBH & CO. UNITED STATES KG
ENTITA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
VV IMMOBILIEN GMBH & CO. US CITY KG
ENTITA'
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WUSTENROT & WURTTEMBERGISCHE AG
ENTITA'
FINANZIARIE
STOCCARDA
GERMANIA
x
x
ABC - CONSORZIO DI BANCHE E ASSICURAZIONI PER LO
SVILUPPO DEGLI ASSET OPERATIVI, DEL PROCUREMENT E
DEL COST MANAGEMENT
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
ABI LAB - CENTRO DI RICERCA E INNOVAZIONE PER LA
BANCA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
ACCENTURE BACK OFFICE AND ADMINISTRATION
SERVICES SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
ACIS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
ADRIA AIRWAYS SLOVENSKI LETALSKI PREVOZNIK DD
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BRNIK AERODROM
SLOVENIA
x
x
AEDES SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
AEROPORTO DI REGGIO EMILIA S.R.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
REGGIO EMILIA
ITALIA
x
x
AEROPORTO G. MARCONI DI BOLOGNA SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BOLOGNA
ITALIA
x
x
AGENZIA DI POLLENZO S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BRA (CUNEO)
ITALIA
x
x
AGRUND GRUNDSTUCKS-GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ALTEA VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO. OBJEKT I
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
AMFA SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
RIMINI
ITALIA
x
AMMS ERSATZ-KOMPLEMENTAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
EBERSBERG
GERMANIA
x
x
AMMS KOMPLEMENTAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
EBERSBERG
GERMANIA
x
x
ANWA GESELLSCHAFT FUR ANLAGENVERWALTUNG MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
AQM S.R.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
PROVAGLIO D'ISEO
(BS)
ITALIA
x
ARENA STADION BETEILIGUNGSVERWALTUNGS-GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ARETHA FACILITY MANAGEMENT GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
WIEN
AUSTRIA
x
x
AREZZO FIERE E CONGRESSI SRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
AREZZO
ITALIA
x
x
ARZ ALLGEMEINES RECHENZENTRUM GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
INNSBRUCK
AUSTRIA
x
x
ASTRIM S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
A-TRUST GESELLSCHAFT FUER SICHERHEITSSYSTEME IM
ELEKTRONISCHEN DATENVERKEHR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BAKU STOCK EXCHANGE
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BAKU
AZERBAIJAN
x
x
BANJALUCKA BERZA HARTIJA OD VRJEDNOSTI A.D. BANJA
LUKA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BANJA LUKA
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
BANK AUSTRIA IMMOBILIEN ENTWICKLUNGS- UND
VERWERTUNGSGMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BANK AUSTRIA REAL INVEST ASSET MANAGEMENT GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
x
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
72
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
BAREAL IMMOBILIENTREUHAND GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
BARN BV
ENTITA' NON
FINANZIARIE
AMSTERDAM
PAESI BASSI
x
x
BAVARIA SERVICOS DE REPRESENTACAO COMERCIAL
LTDA.
ENTITA' NON
FINANZIARIE /
SRUMENTALE
(*)
SAO PAULO
BRASILE
x
x
BAYBG BAYERISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
BAYERISCHE WOHNUNGSGESELLSCHAFT FUER HANDEL
UND INDUSTRIE, GESELLSCHAFT MIT BESCHRAENKTER
HAFTUNG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
BFL BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT FUR FLUGZEUGLEASING MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
BIL AIRCRAFTLEASING GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
BIL IMMOBILIEN FONDS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
BIL LEASING GMBH & CO HOTEL ROSTOCK KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROSTOCK
GERMANIA
x
x
BIL LEASING GMBH & CO OBJEKTE FREIBERG KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
BILANCIAI INTERNATIONAL SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
CAMPOGALLIANO
ITALIA
x
x
BIROUL DE CREDIT S.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BUCAREST
ROMANIA
x
x
BLUE CAPITAL EUROPA IMMOBILIEN GMBH & CO. FUNFTE
OBJEKTE OSTERREICH KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
HAMBURG
GERMANIA
x
x
BLUE CAPITAL EUROPA IMMOBILIEN GMBH & CO.
SECHSTE OBJEKTE GROSSBRITANNIEN KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
HAMBURG
GERMANIA
x
x
BLUE CAPITAL EUROPA IMMOBILIEN GMBH & CO. SIEBTE
OBJEKTE OSTERREICH KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
HAMBURG
GERMANIA
x
x
BLUE CAPITAL EUROPA IMMOBILIEN GMBH & CO. ZWEITE
OBJEKTE NIEDERLANDE KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
HAMBURG
GERMANIA
x
x
BLUE CAPITAL METROPOLITAN AMERIKA GMBH & CO. KG
(GI AMERIKA GMBH & CO DRITTE OBJEKT USA KG)
ENTITA' NON
FINANZIARIE
HAMBURG
GERMANIA
x
x
BORSA ISTANBUL AS
ENTITA' NON
FINANZIARIE
EMIRGAN ISTANBUL
TURCHIA
x
x
BORSE DUSSELDORF AG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
DUSSELDORF
GERMANIA
x
x
BOX 2004 SRL (IN LIQUIDAZIONE)
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
BRIXIA EXPO - FIERA DI BRESCIA S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BRESCIA
ITALIA
x
BUCHSTEIN IMMOBILIENVERWALTUNG GESELLSCHAFT
M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
BULGARIAN STOCK EXCHANGE SOFIA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
SOFIA
BULGARIA
x
x
BURGO GROUP S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ALTAVILLA
VICENTINA (VI)
ITALIA
x
x
BURZA CENNYCH PAPIEROV BRATISLAVA AS
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
C.A.A.B. SCPA- CENTRO AGROALIMENTARE DI BOLOGNA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BOLOGNA
ITALIA
x
x
C.A.A.N. - CENTRO AGRO ALIMENTARE DI NAPOLI S.C.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LOCALITA' LUFRANO
- VOLLA (NAPOLI)
ITALIA
x
x
C.A.R. - CENTRO AGRO ALIMENTARE DI ROMA S.C.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GUIDONIA
MONTECELIO
(ROMA)
ITALIA
x
x
C.I.M. BETEILIGUNGEN 1998 GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
C.I.M.VERWALTUNG UND BETEILIGUNGEN 1999 GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
73
x
x
x
x
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
CAAT - CENTRO AGRO-ALIMENTARE TORINO SCPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUGLIASCO
ITALIA
x
x
CBCB - CZECH BANKING CREDIT BUREAU, A.S.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
PRAGA
REPUBBLICA
CECA
x
x
CEESEG AG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
CENTER FOR BUSINESS AND CULTURE - DOBRICH - AD
ENTITA' NON
FINANZIARIE
DOBRICH
BULGARIA
x
x
CENTRAL REGISTER OF SECURITIES
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BANJA LUKA
BOSNIA ED
ERZEGOVINA
x
x
CISFI SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
NAPOLI
ITALIA
x
x
CITTA' STUDI SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BIELLA
ITALIA
x
x
CIVITA SICILIA S.R.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
PALERMO
ITALIA
x
x
CL DRITTE CAR LEASING GMBH & CO. KG I.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
CL DRITTE CAR LEASING VERWALTUNGSGESELLSCHAFT
MBH I.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
CLASS CNBC SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
CO.SVI.G. SCRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
COMMODITY EXCHANGE INTERBANK CURRENCY
EXCHANGE OF CRIMEA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
SIMPHEROPOL
UCRAINA
x
x
COMPAGNIA INVESTIMENTI E SVILUPPO C.I.S. - SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VILLAFRANCA
ITALIA
x
x
CONSORZIO PER LA GESTIONE DEL MARCHIO PATTICHIARI
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
CONSORZIO PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE DELLA
PROVINCIA DI RIETI
ENTITA' NON
FINANZIARIE
RIETI
ITALIA
x
x
CONSORZIO ROMA RICERCHE
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
CPI ADMINISTRATION AND HOLDING GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LECK
GERMANIA
x
x
DELTATERRA GESELLSCHAFT FUR
IMMOBILIENVERWALTUNG MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
DFA DEGGENDORFER FREIHAFEN ANSIEDLUNGS-GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
DEGGENDORF
GERMANIA
x
x
DII GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
DUSSELDORFER BORSENHAUS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
DUSSELDORF
GERMANIA
x
x
DUTY FREE ZONE BOURGAS AD
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BOURGAS
BULGARIA
x
x
EINKAUFSGALERIE ROTER TURM BETEILIGUNGS GMBH &
CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
EINKAUFSGALERIE ROTER TURM CHEMNITZ GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
EURO-BOND BLUE CAPITAL MANAGEMNT GMBH I.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BAD SODEN
GERMANIA
x
x
EURO-BOND BLUE CAPITAL VERWALTUNGS GMBH I.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BAD SODEN
GERMANIA
x
x
EUROCLASS MULTIMEDIA HOLDING S.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
EUROIMPRESA LEGNANO S.C.R.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LEGNANO (MILANO)
ITALIA
x
x
EUROPE REAL-ESTATE INVESTMENT FUND
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
EUROPEAN DATAWAREHOUSE GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
EUROSANITA' S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
FELICITAS GMBH I.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
74
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
FIERA DI FORLI SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
FORLI'
ITALIA
x
x
FIERA TRIESTE SPA IN LIQUIDAZIONE
ENTITA' NON
FINANZIARIE
TRIESTE
ITALIA
x
x
FILM & ENTERTAINMENT VIP MEDIENFONDS 4 GMBH &
CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
FILMAURO - ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONI VACANZE
DI NATALE 2011
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
FILMAURO SRL ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE COLPI
DI FULMINE
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
FINANCIAL RISK MANAGEMENT GMBHI IN LIQ
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
G.A.L. DELL'ALTA MARCA TREVIGIANA SCRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
PIEGHE DI SOLIGO
ITALIA
x
x
G.A.L. TERRE DI MARCA SCRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GORGO AL
MONTICANO
ITALIA
x
x
GABETTI PROPERTY SOLUTIONS SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
GARAGE AM HOF GESELLSCHAFT M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
GELDSERVICE AUSTRIA LOGISTIK FUER
WERTGESTIONIERUNG UND TRANSPORTKOORDINATION
GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
GEMINA S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
FIUMICINO
ITALIA
x
x
GESCHUETZTE WERKSTAETTE WR. NEUSTADT
GESELLSCHAFT M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
WR. NEUSTADT
AUSTRIA
x
x
GESFOE GEMEINNUETZIGE BAU- UND
SIEDLUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
REGAU
AUSTRIA
x
GOLF CLUB MODENA SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
COLOMBARO DI
FORMIGINE
ITALIA
x
x
GOLFPARK KLOPEINERSEE-SUEDKAERNTEN GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ST.KANZIAN
AUSTRIA
x
x
GRAND CENTRAL FUNDING CORPORATION
ENTITA' NON
FINANZIARIE
NEW YORK
U.S.A.
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS BAHNHOFSPASSAGEN
POTSDAM GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DAS SCHLOSS BERLIN-STEGLITZ
GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 1 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 10 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 11 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 12 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 15 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 16 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 18 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 19 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 3 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 4 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 6 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 7 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 8 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 9 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
75
x
x
x
x
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
H.F.S. IMMOBILIENFONDS EUROPA 2 BETEILIGUNGS
GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS EUROPA 3 BETEILIGUNGS B.V.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
L'AJA
PAESI BASSI
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS GMBH & CO. EUROPA 3 KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS KOLN GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. IMMOBILIENFONDS SCHWEINFURT GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. LEASINGFONDS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
EBERSBERG
GERMANIA
x
x
H.F.S. VALUE MANAGEMENT GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. ZWEITMARKTFONDS DEUTSCHLAND 1 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
EBERSBERG
GERMANIA
x
x
H.F.S. ZWEITMARKTFONDS DEUTSCHLAND 2 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
EBERSBERG
GERMANIA
x
x
H.F.S. ZWEITMARKTFONDS DEUTSCHLAND 3 KG GMBH &
CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
H.F.S. ZWEITMARKTFONDS DEUTSCHLAND 4 GMBH & CO.
KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HEIZKRAFTWERK COTTBUS VERWALTUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HEIZKRAFTWERKE-POOL-VERWALTUNGS-GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HISI - HOLDING DI INVESTIMENTO IN SANITA' ED
INFRASTRUTTURE SRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
HITELGARANCIA RT.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BUDAPEST
UNGHERIA
x
HJS 12 BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
HOBEX AG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
WALS-SIEZENHEIM
AUSTRIA
x
HP IT-SOLUTIONS GESELLSCHAFT MIT BESCHRAENKTER
HAFTUNG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
INNSBRUCK
AUSTRIA
x
HROK DOO
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
HVB LIFE SCIENCE GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVB SERVICES SOUTH AFRICA (PROPRIETARY) LIMITED
ENTITA' NON
FINANZIARIE /
SRUMENTALE
(*)
JOHANNESBURG
REPUBBLICA
DEL SUD AFRICA
x
x
HVBFF BAUMANAGEMENT GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF KAPITALVERMITTLUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF LEASING & INVESTITION GMBH & CO ERSTE KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF LEASING OBJEKT GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF LEASING-FONDS VERWALTUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
HVBFF OBJEKT LEIPZIG GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LEIPZIG
GERMANIA
x
x
HYPO-REAL HAUS- UND GRUNDBESITZ GESELLSCHAFT
MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
IDROENERGIA SCRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
CHATILLON
ITALIA
x
x
IGEPA GEWERBEPARK GMBH & CO VERMIETUNGS KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
FURSTENFELDBRUCK
GERMANIA
x
x
IMOF SPA - SOCIETA' CONSORTILE PER LA REALIZZAZIONE
DEL CENTRO AGROALIMENTARE ALL'INGROSSO DI FONDI
ENTITA' NON
FINANZIARIE
FONDI (LATINA)
ITALIA
x
x
INFRAM ONE CORPORATION
ENTITA' NON
FINANZIARIE
DELAWARE
U.S.A.
x
x
x
x
x
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
76
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
INGOSSTRAKH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MOSCA
RUSSIA
x
x
INTERBANKING SYSTEMS S.A. (DIAS S.A.)
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MAROUSSI
GRECIA
x
x
INTERNATIONAL FACTORS GROUP SCRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BRUXELLES
BELGIO
x
x
INTERPORTO BOLOGNA SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BOLOGNA
ITALIA
x
x
INTERPORTO CAMPANO S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
NAPOLI
ITALIA
x
x
INTERPORTO DI ROVIGO SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROVIGO
ITALIA
x
x
INTERPORTO MARCHE SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
JESI
ITALIA
x
x
INTERPORTO PADOVA SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
PADOVA
ITALIA
x
x
INVESTINDUSTRIAL II LP
ENTITA' NON
FINANZIARIE
JERSEY
x
x
ISFOR 2000 S.C.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BRESCIA
ITALIA
x
x
ISTICA - ISTITUTO IMMOBILIARE DI CATANIA SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
CATANIA
ITALIA
x
x
ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA FONDATA DA
G.TRECCANI S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
ISTITUTO EUROPEO DI ONCOLOGIA SRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
ITALCARNI SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MIGLIARINA DI
CARPI (MODENA)
ITALIA
x
x
ITALIAN INTERNATIONAL FILM - ASSOCIAZIONE IN
PARTECIPAZIONI L' ULTIMA SPIAGGIA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
ITALTEL SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
SETTIMO MILANESE
ITALIA
x
x
JOINT-STOCK COMPANY PFTS STOCK EXCHANGE
ENTITA' NON
FINANZIARIE
KYIV
UCRAINA
x
x
KOC KUELTUER SANAT VE TANITIM HITZMETLERI VE
TICARET (KOC KUELTUER SANAT TANITIM AS)
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
KREDITNI BIRO SISBON, UPRAVLJALEC SISTEMA
IZMENJAVE INFORMACIJO BONITETI STRANK, D.O.O.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
LANDOS IMMOBILIEN- UND PROJEKTENTWICKLUNGS
GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
LAURO SESSANTUNO S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
LIFE BRITANNIA MANAGEMENT GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
LIFE GMBH & CO ERSTE KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
LIFE GMBH & CO. ZWEITE KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
LIFE VERWALTUNGS ERSTE GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
LIFE VERWALTUNGS ZWEITE GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
LIMITED LIABILITY PARTNERSHIP PROFIX COMPANY
ENTITA' NON
FINANZIARIE
KIEV
UCRAINA
x
x
LUX VIDE FINANZIARIA SPA ASSOCIAZIONE IN
PARTECIPAZIONE BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL
SANGUE
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
M.A.I.L. BETEILIGUNGSMANAGEMENT GESELLSCHAFT
M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
M.A.I.L. REAL ESTATE MANAGEMENT JOTA BRATISLAVA
S.R.O.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BRATISLAVA
SLOVACCHIA
x
x
MANTOVA INTERPORTO SRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MANTOVA
ITALIA
x
x
MARINA DI NETTUNO CIRCOLO NAUTICO S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
NETTUNO (ROMA)
ITALIA
x
x
77
0
x
x
x
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
MARTIN SCHMALZLE GRUNDESTUCKSGESELLSCHAFT
OBJEKT WOLFSBURG GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
MATILDE DI CANOSSA SRL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
REGGIO EMILIA
ITALIA
x
x
MBG MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
BADEN-WURTTEMBERG GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
MBG MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
RHEINLAND-PFALZ MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MAINZ
GERMANIA
x
x
MBG MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
SCHLESWIG-HOLSTEIN MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
KIEL
GERMANIA
x
x
MEGAPARK INVEST GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
MFG FLUGHAFENGRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH & CO
BETA KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT BERLINBRANDENBURG GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
SCHWERIN
GERMANIA
x
x
MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
MECKLENBURG-VORPOMMERN MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
SCHWERIN
GERMANIA
x
x
MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
NIEDERSACHSEN (MBG) MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
HANNOVER
GERMANIA
x
x
MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
SACHSEN MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
DRESDA
GERMANIA
x
x
MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
SACHSEN-ANHALT MIT BESCHRANKTER HAFTUNG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MAGDEBURGO
GERMANIA
x
x
MITTELSTANDISCHE BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT
THURINGEN MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ERFURT
GERMANIA
x
x
MIZUHO CORPORATE BANK - BA INVESTMENT CONSULTINGGMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
MOLISEINNOVAZIONE SOC.CONS. P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
CAMPOBASSO
ITALIA
x
MOTION PICTURE PRODUCTION GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
MOTION PICTURE PRODUCTION GMBH & CO. ERSTE KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
MTS-PORTUGAL - SOCIEDADE GESTORA DO MERCATO
ESPECIAL DE DIVIDA PUBLICA SGMR SA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LISBONA
PORTOGALLO
x
x
MUHOGA MUNCHNER HOCHGARAGEN GESELLSCHAFT
MIT BESCHRANKTER HAFTUNG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
MUTNEGRA BETEILIGUNGS- UND VERWALTUNGS-GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
MY DREI HANDELS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE /
SRUMENTALE
(*)
VIENNA
AUSTRIA
x
x
NATURAL STONE INVESTMENTS SA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
x
x
NEUMAYER TEKFOR VERWALTUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
OFFENBURG
GERMANIA
x
x
NOMISMA - SOCIETA' DI STUDI ECONOMICI SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BOLOGNA
ITALIA
x
x
OCEAN BREEZE ASSET GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
OCEAN BREEZE ENERGY GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
OCEAN BREEZE GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
OFFICINAE VERDI SOCIETA' PER AZIONI
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
x
x
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
78
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
OJSC MICEX - RTS
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MOSCA
RUSSIA
x
x
OJSC NATIONAL BUREAU OF CREDIT HISTORIES
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MOSCA
RUSSIA
x
x
OMNIA GRUNDSTUCKS-GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
OMNIA GRUNDSTUCKS-GMBH & CO. BETRIEBS KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
OMNIA GRUNDSTUCKS-GMBH & CO. OBJEKT
OSTRAGEHEGE KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
OPP DEUTSCHLAND BETEILIGUNGSGESELLSCHAFT MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BERLINO
GERMANIA
x
x
OSCA GRUNDSTUCKSVERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
& CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
P.A.N. GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
P.A.N. VERWALTUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
P.B. SRL IN LIQUIDAZIONE
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
PACO CINEMATOGRAFICA SRL - ASSOCIAZIONE IN
PARTECIPAZIONI THE BEST OFFER
ENTITA' NON
FINANZIARIE
RM
ITALIA
x
x
PALAIS ROTHSCHILD VERMIETUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE /
SRUMENTALE
(*)
VIENNA
AUSTRIA
x
PALOMAR SPA ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE
L'INTREPIDO
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
PATTO 2000 SCARL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
CITTA DELLA PIEVE
ITALIA
x
x
PEGASO INVESTIMENTI - CAMPIONI D'IMPRESA SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
TORINO
ITALIA
x
x
PEGASUS PROJECT STADTHAUS HALLE GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
PERIKLES 20092 VERMOGENSVERWALTUNG GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
PERTERRA GESELLSCHAFT FUR IMMOBILIENVERWALTUNG
MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
PETROL, SLOVENSKA ENERGETSKA DRU-BA, D.D.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
PEVEC D.D.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BJELOVAR
CROAZIA
x
x
PONTI ENGINEERING SCARL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
CITTA DI CASTELLO
ITALIA
x
x
POSLOVNI SISTEM MERCATOR D.D. (MERCATOR D.D.)
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LJUBLJANA
SLOVENIA
x
x
PROJEKTENTWICKLUNG SCHOENEFELD
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
STOCCARDA
GERMANIA
x
x
QUINTERRA GESELLSCHAFT FUR
IMMOBILIENVERWALTUNG MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
RAMSES-IMMOBILIENHOLDING GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
REAL (E) VALUE IMMOBILIEN BEWERTUNGSGMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
REAL INVEST ASSET MANAGEMENT CZECH REPUBLIC
S.R.O.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
PRAGA
REPUBBLICA
CECA
x
x
REAL INVEST PROPERTY GMBH & CO SPB JOTA KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
REGGIO EMILIA FIERE S.R.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
REGGIO EMILIA
ITALIA
x
x
REGGIO EMILIA INNOVAZIONE S.C.A R.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
REGGIO EMILIA
ITALIA
x
x
RIMINITERME SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MIRAMARE DI
RIMINI
ITALIA
x
x
RISANAMENTO SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
79
x
x
x
x
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
ROLIN GRUNDSTUCKSPLANUNGS- UND VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ROTUS IMMOBILIEN-VERWALTUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
ROUBINI GLOBAL ECONOMICS LLC
ENTITA' NON
FINANZIARIE
WILMINGTON
U.S.A.
x
x
S.A.S.E. SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
PERUGIA
ITALIA
x
x
SALZBURGER
UNTERNEHMENSBETEILIGUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
SALISBURGO
AUSTRIA
x
x
SATEL SABAH TELEVIZYON PRODUKSIYON A.S. (SATEL)
ENTITA' NON
FINANZIARIE
TURCHIA
x
x
SAVA D.D., DRU-BA ZA UPRAVLJANJE IN FINANCIRANJE,
D.D.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
KRANJ
SLOVENIA
x
x
SESTO IMMOBILIARE SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
SHOPPING USA GMBH & CO. ERSTE IMMOBILIEN KG I.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
SICILIA CONVENTION BUREAU S.C.A R.L
ENTITA' NON
FINANZIARIE
CATANIA
ITALIA
x
x
SINERA AG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ZURIGO
SVIZZERA
x
x
SK BV GRUNDSTUCKSENTWICKLUNG VERWALTUNG
GMBH I.L.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
COLONIA
GERMANIA
x
x
SOCIETA COOPERATIVA BILANCIAI CAMPOGALLIANO
ENTITA' NON
FINANZIARIE
CAMPOGALLIANO
ITALIA
x
x
SOCIETA DI GESTIONE AEROPORTO DI CUNEO-LEVALDIGI
SPA (IN SIGLA GEAC SPA)
ENTITA' NON
FINANZIARIE
SAVIGLIANO
ITALIA
x
x
SOCIETA' ITALIANA DI MONITORAGGIO S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROMA
ITALIA
x
x
SOCIETY FOR WORLDWIDE INTERBANK FINANCIAL
TELECOMMUNICATION S.C. (S.W.I.F.T.)
ENTITA' NON
FINANZIARIE
LA HULPE
BELGIO
x
x
SOFIA L.P.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ST. PETER PORT
GUERNSEY
x
x
SOLWO GRUNDBESITZ GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BERLINO
GERMANIA
x
x
SPA IMMOBILIARE FIERA DI BRESCIA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BRESCIA
ITALIA
x
x
SPARKASSEN IT HOLDING AG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
STAR22 PLANUNGS - UND ERRICHTUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
STIL NOVO PARTECIPAZIONI SPA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MILANO
ITALIA
x
x
STUDIENGESELLSCHAFT FUER ZUSAMMENARBEIT IM
ZAHLUNGSVERKEHR (STUZZA) G.M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TARGETTI POULSEN S.P.A.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
FIRENZE
ITALIA
x
x
THERME WIEN G.M.B.H. & CO KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
THERME WIEN GES.M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TREUCONSULT PROPERTY ALPHA GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TREUCONSULT PROPERTY BETA GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TREUCONSULT PROPERTY EPSILON GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TREVISO GLOCAL SOC. CONS. A RL
ENTITA' NON
FINANZIARIE
TREVISO
ITALIA
x
x
TSG EDV-TERMINAL-SERVICE GES.M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
TURKIYE PETROLLERI AO
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ANKARA
TURCHIA
x
x
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
80
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
UNIPEG - SOCIETA COOPERATIVA AGRICOLA
ENTITA' NON
FINANZIARIE
REGGIO EMILIA
ITALIA
x
VBII INDUSTRIE UND IMMOBILIEN GMBH IN LIQ
ENTITA' NON
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
VBW BAUEN UND WOHNEN GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
BOCHUM
GERMANIA
x
x
VICTORIA-VOLKSBANKEN PENSIONSKASSEN AKTIENGESELLSCHAFT
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
WACHSTUMSINITIATIVE SUDERELBE
AKTIENGESELLSCHAFT
ENTITA' NON
FINANZIARIE
AMBURGO
GERMANIA
x
x
WCREM CANADIAN INVESTMENTS INC.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
TORONTO
CANADA
x
x
WCREM CANADIAN MANAGEMENT INC.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
TORONTO
CANADA
x
x
WEALTHCAP AIRCRAFT 1 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP AIRCRAFT 25 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP AIRCRAFT 26 GMBH CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP DRITTE EUROPA IMMOBILIEN
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP ENTITY SERVICE GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP EQUITY SEKUNDAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP ERSTE KANADA IMMOBILIEN
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP EUROPA ERSTE IMMOBILIEN - OBJEKTE
NIEDERLANDE - VERWALTUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP EUROPA IMMOBILIEN FUNFTE OBHEKTE
OSTERREICH KOMPLEMENTAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP EUROPA IMMOBILIEN SIEBTE OBJEKTE
TERREICH KOMPLEMENT GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP EUROPA IMMOBILIEN VERWALTUNGS GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIEN UND VERWALTUNG SEKUNDAR
GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 30
GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 31
GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 32
GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 33
GMBH & CO KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 34
GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 35
GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 36
GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 37
GMBH & CO KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP IMMOBILIENFONDS DEUTSCHLAND 38
GMBH & CO KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP INFRASTRUCTURE FUND I GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP INFRASTRUKTUR AMERIKA GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP LEASING 1 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP LEASING 2 GMBH & CO KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP LEASING 3 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
81
x
x
Trattamento
nelle
segnalazioni
prudenziali
AFS
Costo
Stato
Patrimonio netto
Città
Integrale
Tipologia
RWA
Ragione sociale
Trattamento
IAS/IFRS
Proporzionale
Sede
WEALTHCAP LEASING 4 GMBH & CO KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
WEALTHCAP LEBENSWERT 1 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP LEBENSWERT 2. GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP LIFE BRITANNIA 2 GMBH & C0 KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MUNCHEN
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP LIFE USA 4 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP OBJEKT THERESIENHOHE MBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP PEIA SEKUNDAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP PHOTOVOLTAIK 1 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP PRIVATE EQUITY 17 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP PRIVATE EQUITY 18 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP PRIVATE EQUITY GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP PRIVATE EQUITY SEKUNDAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP REAL ESTATE GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP REAL ESTATE KOMPLEMENTAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP REAL ESTATE SEKUNDAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP SACHWERTE PORTFOLIO 1 GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRWALD
GERMANIA
x
WEALTHCAP SACHWERTE PORTFOLIO 2 KOMPLEMENTAR
GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUWALD
GERMANIA
x
WEALTHCAP US LIFE DRITTE GMBH & CO.KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
WEALTHCAP ZWEITE EUROPA IMMOBILIEN
VERWALTUNGSGESELLSCHAFT MBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO
GERMANIA
x
WEALTHCAP ZWEITMARKT 3 BASIS GMBH & CO.KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP ZWEITMARKT 3 PLUS GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
GRUNWALD
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP ZWEITMARKTWERTE IMMOBILIEN 4 GMBH &
CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
x
WEALTHCAP ZWEITMARKTWERTE IMMOBILIEN 4
KOMPLEMENTAR GMBH
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MONACO DI
BAVIERA
GERMANIA
x
WH - ERSTE GRUNDSTUCKS GMBH & CO. KG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
SCHOENEFELD
GERMANIA
x
WIRTSCHAFTSVEREIN DER MITARBEITERINNEN DER
UNICREDIT BANK AUSTRIA E.GEN.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
WOHNUNGSBAUGESELLSCHAFT DER STADT ROTHENBACH
A.D.PEGNITZ MIT BESCHRANKTER HAFTUNG
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ROTHENBACH A.D.
PEGNITZ
GERMANIA
x
x
WWE WOHN- UND WIRTSCHAFTSPARK
ENTWICKLUNGSGESELLSCHAFT M.B.H.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
VIENNA
AUSTRIA
x
x
YAPI KREDI KUELTUER-SANAT YAYINCILIK TICARET VE
SANAYI AS
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
YATIRIM FINANSMAN A.S.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ISTANBUL
TURCHIA
x
x
ZAGREBACKA BURZA D.D.
ENTITA' NON
FINANZIARIE
ZAGABRIA
CROAZIA
x
x
ZAO IMB-REAL ESTATE
ENTITA' NON
FINANZIARIE
MOSCA
RUSSIA
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
(*) Società appartenente al Gruppo Bancario consolidata al costo per immaterialità.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
82
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
Impedimenti giuridici o sostanziali, attuali o prevedibili, che ostacolano il rapido trasferimento di
risorse patrimoniali o di fondi all’interno del gruppo.
•
•
•
•
In considerazione della crisi finanziaria del 2011-2012, con particolare riferimento al settore sovrano, talune
Autorità di Vigilanza hanno chiesto, a partire dai precedenti semestri, che le società del Gruppo riducano la propria
esposizione creditizia nei confronti di altre società del Gruppo operanti in altri giurisdizioni, compresa la
Capogruppo. In particolare, l’esposizione netta complessiva di UniCredit Bank AG nei confronti delle società del
Gruppo UniCredit (escluse le società controllate da UniCredit Bank AG stessa), ammonta, al 1° luglio 2013, a circa
€ 7,4 miliardi, di cui circa € 3,5 miliardi di esposizione lorda per cassa. Al fine di ridurre e mitigare tale esposizione:
o
sono state fornite appropriate garanzie che includono la costituzione di pegni su strumenti finanziari da
parte di UniCredit S.p.A. a fronte di esposizioni di UniCredit Bank AG verso UniCredit S.p.A. stessa, e
o
nel corso del primo semestre 2012, sono stati sottoscritti degli accordi di collateralizzazione (Credit
Support Annex) a valere sugli ISDA Master Agreements che regolano l'operatività in derivati negoziati tra
UniCredit Bank AG ed alcune società del Gruppo (tra cui UniCredit SpA, UniCredit Bank (Ireland) Plc e
UniCredit Leasing S.p.A.) al fine di ottimizzare la gestione delle esposizioni infragruppo.
UniCredit Spa (“UCI”) e UniCredit Bank AG (“UCB AG”) si sono impegnate con il Regolatore tedesco
“Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht” (BaFin) a mantenere a livello di UCB AG un requisito
patrimoniale aggiuntivo, oltre a quello regolamentare, che porta il coefficiente di solvibilità minimo a superare il 13%
alla data del 30 giugno 2013. Tale impegno è volto a mantenere un capitale sufficiente –per UCB AG sia a livello
individuale sia a livello sub-consolidato – che permetta di assorbire ogni eventuale perdita potenzialmente
derivante da carenze nelle politiche di risk management e si intende valido fino a quando tali carenze non saranno
ritenute recuperate da BaFin. Inoltre, si rileva l’impegno di non attuare misure che potrebbero portare il capitale di
UCB AG al disotto della soglia concordata.
Si rilevano presso alcune giurisdizioni e altre entità estere del Gruppo impegni, a livello locale, a mantenere il
capitale regolamentare al disopra delle soglie normativamente fissate; si ritiene che tali impegni non abbiano nel
complesso un impatto significativo sulla situazione patrimoniale del Gruppo.
Esistono inoltre vincoli alla disponibilità di alcune attività patrimoniali in quanto connesse alla ordinaria operatività
(ad es. pronti contro termini, prestito titoli, etc.).
Riduzione dei requisiti patrimoniali individuali applicati alla Capogruppo ed alle controllate
italiane.
La Banca d’Italia con Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 ha disposto che “nei gruppi bancari, per le banche italiane, i
requisiti patrimoniali individuali a fronte dei rischi di credito, controparte, mercato ed operativo sono ridotti del 25 per cento
purché su base consolidata l’ammontare del patrimonio di vigilanza non sia inferiore al requisito complessivo”. Al 30 giugno
2013 il Gruppo Unicredito rispetta il predetto requisito a livello consolidato, usufruendo dunque di tale normativa.
83
Informativa quantitativa
Denominazione di tutte le controllate, iscritte al Gruppo Bancario, non incluse nel consolidamento
e ammontare aggregato delle loro deficienze patrimoniali rispetto ad eventuali requisiti
patrimoniali obbligatori.
In elenco le società bancarie, finanziarie e strumentali controllate direttamente o indirettamente da UniCredit S.p.A. iscritte al
Gruppo Bancario che per immaterialità sono mantenute al costo.
Al 30 giugno 2013 non risultano per queste società, deficienze patrimoniali rispetto ad eventuali requisiti patrimoniali
obbligatori.
Sede
Ragione sociale
Tipologia
Città
Stato
BANK AUSTRIA-CEE BETEILIGUNGSGMBH
FINANZIARIA
VIENNA
AUSTRIA
BAVARIA SERVICOS DE REPRESENTACAO COMERCIAL
LTDA.
STRUMENTALE
SAO PAULO
BRASILE
CAFU VERMOEGENSVERWALTUNG GMBH
FINANZIARIA
VIENNA
AUSTRIA
COBB BETEILIGUNGEN UND LEASING GMBH
FINANZIARIA
VIENNA
AUSTRIA
GE.S.E.T.T. - GESTIONE SERVIZI ESAZIONE TRIBUTI E
TESORERIE S.P.A. IN LIQUIDAZIONE
FINANZIARIA
NAPOLI
ITALY
HVB LONDON TRADING LTD.
FINANZIARIA
LONDRA
REGNO UNITO
HVB SERVICES SOUTH AFRICA (PROPRIETARY) LIMITED
STRUMENTALE
JOHANNESBURG
REPUBBLICA DEL SUD AFRICA
LLC UKRSOTSFINANCE
FINANZIARIA
KIEV
UCRAINA
MEZZANIN CORPORATE FINANCE
UNTERNEHMENSBERATUNG GMBH
FINANZIARIA
VIENNA
AUSTRIA
MY DREI HANDELS GMBH
STRUMENTALE
VIENNA
AUSTRIA
PALAIS ROTHSCHILD VERMIETUNGS GMBH
STRUMENTALE
VIENNA
AUSTRIA
PAYTRIA UNTERNEHMENSBETEILIGUNGEN GMBH
FINANZIARIA
VIENNA
AUSTRIA
SFS FINANCIAL SERVICES GMBH
FINANZIARIA
VIENNA
AUSTRIA
UNICREDIT (U.K.) TRUST SERVICES LTD
FINANZIARIA
LONDRA
REGNO UNITO
VEREINWEST OVERSEAS FINANCE (JERSEY) LIMITED
FINANZIARIA
ST. HELIER
JERSEY
VINTNERS LONDON INVESTMENTS (NILE) LIMITED
FINANZIARIA
GEORGE TOWN
CAYMAN ISLANDS
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
84
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 2
85
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
86
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 3
Tavola 3 – Composizione del patrimonio
di vigilanza
Informativa qualitativa
Strumenti di capitale inclusi nel patrimonio di primo livello
(Tier 1)
T A SSO D I IN T ER ESSE
DATA
SC A D EN Z A
D EC OR R EN Z
A D ELLA
F A C OLT A ' D I
R IM B OR SO
A N T IC IPA T O
IM POR T O IN
V A LU T A
OR IGIN A R IA
( M ILION I)
IM POR T O
C OM PU T A T O
N EL
PA T R IM ON IO
D I V IGILA N Z A
( €/ M IGLIA IA )
ST EP- U P
POSSIB ILIT A ' D I
N ON
C OR R ISPON D ER E
IN T ER ESSI
EM ISSION E
T R A M IT E
SOC IET A '
V EIC OLO
C ON T R OLLA T E
9,3750%
4,0280%
5,3960%
8,5925%
8,1250%
8,7410%
7,7600%
9,0000%
31-dic-50
perpetual
perpetual
31-dic-50
31-dic-50
30-giu-31
13-ott-36
22-ott-31
lug-20
ott-15
ott-15
giu-18
dic-19
giu-29
ott-34
ott-29
EUR
EUR
GBP
GBP
EUR
USD
GBP
USD
500
750
300
350
750
300
100
200
325.054
222.462
23.194
165.430
565.961
16.012
16.352
15.688
si
si
si
si
si
no
no
no
si
si
si
si
si
si
si
si
no
si
si
no
no
si
si
si
10y CMS (°°)
+0,10%, cap 8,00 %
perpetual
ott-11 EUR
250
94.617
no
si
no
10y CMS (°°)
+0,15%, cap 8,00 %
perpetual
mar-12 EUR
150
50.182
no
si
no
TOTALE
1.494.952
(°) Constant Maturity Sw ap
Patrimonio di secondo livello (Tier 2) - emissioni di strumenti
ibridi di capitalizzazione di importo superiore al 10% del
totale degli stessi
T A SSO D I
IN T ER ESSE
DATA
SC A D EN Z A
D EC OR R EN Z A D ELLA
F A C OLT A ' D I
R IM B OR SO
A N T IC IPA T O
3,9500%
5,0000%
6,7000%
1-feb-16
1-feb-16
5-giu-18
non applicabile
non applicabile
non applicabile
IM POR T O IN V A LU T A
OR IGIN A R IA
( M ILION I)
EUR
GBP
EUR
900
450
1.000
IM POR T O
C OM PU T A T O
N EL
PA T R IM ON IO D I
V IGILA N Z A
( €/ M IGLIA IA )
759.964
262.389
699.151
ST EP- U P
POSSIB ILIT A ' D I
N ON
C OR R ISPON D ER E
IN T ER ESSI
non applicabile
non applicabile
non applicabile
si (°)
si (°)
si (°)
(°)
- in caso di mancati dividendi il pagamento degli interessi è "sospeso" (deferral of interest)
- qualora si registrino perdite tali da ridurre il capitale sociale e le riserve al di sotto della soglia minima prevista da Banca d'Italia
per l'esercizio dell'attività bancaria, l'ammontare nominale e gli interessi delle obbligazioni vengono ridotti proporzionalmente.
Patrimonio di terzo livello
Non sussistono elementi da segnalare nel presente punto.
87
Informativa quantitativa
(migliaia di €)
Composizione del patrimonio di vigilanza
PATRIMONIO DI VIGILANZA
A. Patrimonio di base prima dell'applicazione dei filtri prudenziali
A.1 Elementi positivi del patrimonio di base:
A.1.1 - Capitale (1)(2)(3)
A.1.2 - Sovrapprezzi di emissione (4)
A.1.3 - Riserve
A.1.4 - Strumenti innovativi di capitale e strumenti non innovativi di capitale con scadenza
A.1.5 - Strumenti non innovativi di capitale computabili fino al 50% (2)
A.1.6 - Strumenti oggetto di disposizioni transitorie (grandfathering)
A.1.7 - Utile del periodo
A.2 Elementi negativi:
A.2.1 - Azioni o quote proprie
A.2.2 - Avviamento
A.2.3 - Altre immobilizzazioni immateriali
A.2.4 - Perdita del periodo
A.2.5 - Altri elementi negativi:
(3)(4)
* Rettifiche di valore di vigilanza relative al portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza
* Altri
B. Filtri prudenziali del patrimonio di base
B.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) (5)
B.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-) (6)(7)
C. Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (A+B)
D. Elementi da dedurre dal patrimonio di base
E. Totale del patrimonio di base (TIER 1) (C-D)
F. Patrimonio supplementare prima dell'applicazione dei filtri prudenziali
F.1 Elementi positivi del patrimonio supplementare:
F.1.1 - Riserve da valutazione di attività materiali
F.1.2 - Riserve da valutazione di titoli disponibili per la vendita
F.1.3 - Strumenti non innovativi di capitale non computabili nel patrimonio di base
F.1.4 - Strumenti innovativi di capitale non computabili nel patrimonio di base
F.1.5 - Strumenti ibridi di patrimonializzazione
F.1.6 - Passività subordinate di 2° livello
F.1.7 - Eccedenza rettifiche di valore complessive rispetto alle perdite attese
F.1.8 - Plusvalenze nette su partecipazioni
F.1.9 - Altri elementi positivi
F.2 Elementi negativi:
F.2.1 - Minusvalenze nette su partecipazioni
F.2.2 - Crediti
F.2.3 - Altri elementi negativi
G. Filtri prudenziali del patrimonio supplementare
G.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+)
G.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-)
H. Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (F+G)
I. Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare
L. Totale patrimonio supplementare (TIER 2) (H-I)
M. Elementi da dedurre dal totale patrimonio di base e supplementare
N. Patrimonio di vigilanza (E+L-M)
O. Patrimonio di terzo livello (TIER 3)
P. Patrimonio di vigilanza incluso TIER 3 (N+O)
30.06.2013
51.668.710
68.911.875
19.434.023
25.847.660
20.881.915
31.12.2012
51.988.215
67.844.797
19.381.894
34.625.414
10.860.704
325.054
331.540
609.085
1.215.469
598.669
(17.243.165)
(3.889)
(12.598.625)
(3.173.298)
-
609.085
1.613.252
422.908
(15.856.582)
(5.255)
(12.599.831)
(3.251.496)
-
(1.467.353)
(1.467.353)
1.095.755
1.431.221
(335.466)
52.764.465
3.730.259
49.034.206
16.979.729
18.629.909
298.422
1.881.204
14.816.133
1.356.585
277.565
(1.650.180)
(55.739)
(1.594.441)
(149.211)
(149.211)
16.830.518
3.730.259
13.100.260
62.134.466
62.134.466
(141.218)
19.973
(161.190)
51.846.997
2.978.723
48.868.274
17.432.518
18.350.866
222.383
2.031.977
14.573.454
1.245.189
277.863
(918.348)
(43.751)
(874.597)
(111.192)
(111.192)
17.321.326
2.978.723
14.342.603
1.192.483
62.018.395
62.018.395
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
88
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 3
Note relative alla tabella a pagina precedente:
(1) Le azioni ordinarie che rappresentano il sottostante dei titoli “CASHES” sono computate nella voce di Patrimonio “Capitale sociale” per un
totale di €/migliaia 2.373.915, e nella voce di Patrimonio “Strumenti non innovativi di capitale computabili fino al 50%” per un totale di €/migliaia
609.085, a seguito dell'aumento del capitale sociale a titolo gratuito per nominali €/migliaia 2.499.217,96 deliberato dall’Assemblea straordinaria
del 15 dicembre 2011. I CASHES sono strumenti di tipo equity linked, emessi per un ammontare di euro 2.983.000.000 nel mese di febbraio
2009 da The Bank of New York (Luxembourg) S.A. con scadenza al 15 dicembre 2050 e convertibili, a determinate condizioni, in n° 96.756.406
azioni ordinarie di UniCredit S.p.A. (ridotte da n° 967.564.061 a seguito del raggruppamento azionario del 23 dicembre 2011) sottoscritte da
Mediobanca nell’ambito dell’operazione di aumento di capitale deliberato dall’Assemblea Straordinaria dei Soci di UniCredit il 14 novembre
2008. Pertanto, dal momento che queste azioni sono già emesse, sono al pari di ogni altra azione ordinaria pienamente disponibili per
assorbire eventuali perdite.
(2) Oltre alla quota riferita al Cashes di cui sopra (1) inclusa nella voce A.1.5, sono stati riclassificati (nella voce A.1.6) €/migliaia 31.167 riferiti
ad azioni di risparmio, di cui €/migliaia 22.941 di pertinenza di Terzi.
(3) Sono state riclassificate (nella voce A.1.6) €/migliaia 14.404 collegate ad azioni di risparmio.
(4) L'Assemblea dei Soci di UniCredit, tenutasi in data 11 maggio 2013, ha approvato:
•
l'imputazione a Riserva Legale dell'importo di €/milioni 2.413 tratto per pari ammontare dalla Riserva Sovrapprezzo;
•
la copertura delle riserve negative mediante l'utilizzo della Riserva Sovrapprezzo per complessivi €/milioni 3.962;
•
la riallocazione del ripianamento della perdita d'esercizio risultante dal Bilancio al 31.12.2011, in sostituzione di quanto deliberato
dall'Assemblea dell'11 maggio 2012, con l'utilizzo esclusivo della Riserva sovrapprezzo di €/milioni 6.349, e la conseguente
ricostituzione della riserva statutaria per €/milioni 1.196, della riserva per assegnazione utili ai soci mediante l'emissione di nuove
azioni gratuite per €/milioni 1.194 e delle Altre riserve per €/milioni 14.
(5) A partire dal 1° gennaio 2013, per effetto dell’entrata in vigore delle modifiche al principio IAS 19 (IAS 19R), l’eliminazione del metodo del
corridoio – con conseguente iscrizione del valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti – ha determinato un impatto sul patrimonio netto
del Gruppo connesso alla rilevazione nelle riserve di valutazione delle perdite attuariali nette non precedentemente rilevate in applicazione di
detto metodo. Dal punto di vista regolamentare, tale riserva di valutazione – pari a circa 1.467 milioni di euro – è stata classificata tra gli altri
elementi negativi del Patrimonio di Base, e soggetta a filtro prudenziale positivo per 1.418 milioni, così come da comunicazione di Banca d’Italia
del 9 maggio 2013.
(6) Con riferimento alle riserve da valutazione relative a titoli di debito emessi da Amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all’Unione
Europea si ricorda che con provvedimento del 18 maggio 2010 la Banca d’Italia ha riconosciuto, ai fini del calcolo del patrimonio di vigilanza
(filtri prudenziali), la possibilità di neutralizzare completamente le plusvalenze e le minusvalenze rilevate nelle citate riserve successivamente al
31 dicembre 2009 (approccio “simmetrico”). Di tale facoltà UniCredit si è avvalsa a partire dal calcolo del patrimonio di vigilanza del giugno
2010, in sostituzione dell’approccio “asimmetrico” precedentemente applicato. Al 30 giugno 2013, l’ammontare delle minusvalenze nette
sterilizzate ammonta a €/milioni 137.
(7) Include €/milioni 166 relativi all’effetto del filtro negativo connesso ad “affrancamento multiplo”, così come da comunicazione di Banca
d’Italia del 9 maggio 2013; in particolare, in riferimento all’ammontare del filtro previsto per l’esercizio 2013, è stata incluso l’ammontare proquota per il primo semestre 2013 pari ad €/milioni 55 (oltre alla quota di €/milioni 111 riferita all’esercizio chiuso 31 dicembre 2012).
89
(€ '000)
EVOLUZIONE DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA
P ATRIMO NIO DI V IG ILANZA
1° S EMES TRE 2 0 13 1° S EMES TRE 2 0 12
P a trimonio di ba se (Tie r 1)
Inizio de l pe riodo
48.868.274
4 2 . 9 17 . 0 2 1
Ele me nti positivi
Capitale (1)
Riserve e sovrapprezzi di emissione
Strumenti innovativi di capitale e strumenti non innovativi di capitale con scadenza
Strumenti non innovativi di capitale computabili fino al 50% (2)
Strumenti oggetto di disposizioni transitorie (grandfathering) (3)
Utile del periodo (incluso l'apporto di terzi, al netto di beneficenza e dividendi)
52.129
7.507.235
820.549
(333.337)
(6.486)
(163.555)
-
-
(397.783)
(1.782.669)
598.669
887.428
Ele me nti ne ga tivi
Avviamento
Altre immobilizzazioni immateriali
Azioni o quote proprie
Altri elementi negativi: riserve di valutazione delle perdite attuariali nette (4)
Perdita del periodo
1.206
473
78.198
12.645
1.366
(252)
(1.467.353)
-
-
-
Filtri prude nzia li positivi e ne ga tivi
Variazioni del proprio merito creditizio
Riserve negative da valutazione di titoli AFS (esclusi i titoli emessi da amministrazioni centrali UE)
Cessione di immobili
(4.823)
22.436
-
253.171
1.594
1.563
Filtro negativo relativo agli affrancamenti multipli di un medesimo avviamento (5)
(166.406)
-
Filtro positivo relativo alle riserve di valutazione delle perdite attuariali nette (4)
1.417.620
-
(11.013)
(50.724)
(264.747)
(322.035)
Altri filtri prudenziali
De duzioni (5 0 % da l pa trimonio di ba se e 5 0 % da l pa trimonio supple me nta re )
Eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore complessive (modelli IRB)
Deduzioni derivanti da cartolarizzazioni
Partecipazioni bancarie e finanziarie > 10% ed assicurative > 20% del capitale della partecipata (6)
Perdite attese relative agli strumenti di capitale e alle esposizioni verso OICR
Fine de l pe riodo
(2.275)
36.921
(482.989)
(11.522)
(1.525)
268
49.034.206
48.975.067
14 . 3 4 2 . 6 0 3
15 . 0 5 0 . 5 14
P a trimonio di supple me nta re (Tie r 2 )
Inizio de l pe riodo
Ele me nti positivi
Strumenti ibridi di patrimonializzazione (3)
(150.773)
(951.800)
242.680
(1.576.842)
Riserve positive da valutazione di titoli disponibili per la vendita
76.039
(64.123)
Eccedenza rettifiche di valore complessive rispetto alle perdite attese
111.396
(13.095)
(298)
-
(719.595)
454.189
(11.988)
(16.157)
(249)
(255)
(38.020)
32.064
(751.536)
(296.368)
13 . 10 0 . 2 6 0
12 . 6 18 . 12 7
6 2 . 13 4 . 4 6 6
6 1. 5 9 3 . 19 4
-
(1.133.827)
6 2 . 13 4 . 4 6 6
60.459.366
Passività subordinate di 2° livello
Altri elementi positivi
Ele me nti ne ga tivi
Differenze di cambio
Minusvalenze nette su partecipazioni
Altri elementi negativi
Filtri prude nzia li
De duzioni (5 0 % da l pa trimonio di ba se e 5 0 % da l pa trimonio supple me nta re )
Fine de l pe riodo
S omma de l pa trimonio di ba se e de l pa trimonio supple me nta re a lla fine de l pe riodo
P a rte c ipa zioni a ssic ura tive a c quista te prima de l 2 0 luglio 2 0 0 6 (7 )
Tota le de l P a trimonio di V igila nza a lla fine de l pe riodo
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
90
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 3
Note relative alla tabella a pagina precedente:
(1) L’ammontare relativo all’esercizio 2012 comprende gli effetti dell'aumento di capitale in opzione a pagamento per l'importo di 7,5 €/miliardi
attraverso l'emissione di azioni ordinarie con godimento regolare, deliberato dall'Assemblea Straordinaria dei Soci di UniCredit S.p.A. tenutasi a
Roma in data 15 dicembre 2011, e realizzato nel corso del primo trimestre 2012.
(2) Gli ammontari non mostrano alcuna variazione in quanto all’interno di tale voce è classificato l’importo (pari a 610 €/mln, costante nei diversi
esercizi) riferito alla porzione del capitale corrispondente al valore nominale delle azioni sottostanti ai titoli Cashes.
(3) Le variazioni riferite all’esercizio 2012 sono dovute anche all’offerta di riacquisto di propri strumenti Tier 1 ed Upper Tier II, lanciato in data
24 gennaio 2012 e concluso in data 3 febbraio 2012.
(4) A partire dal 1° gennaio 2013, per effetto dell’entrata in vigore delle modifiche al principio IAS 19 (IAS 19R), l’eliminazione del metodo del
corridoio – con conseguente iscrizione del valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti – ha determinato un impatto sul patrimonio netto
del Gruppo connesso alla rilevazione nelle riserve di valutazione delle perdite attuariali nette non precedentemente rilevate in applicazione di
detto metodo. Dal punto di vista regolamentare, tale riserva di valutazione – pari a circa 1.467 milioni di euro – è stata classificata tra gli altri
elementi negativi del Patrimonio di Base, e soggetta a filtro prudenziale positivo per 1.418 milioni, così come da comunicazione di Banca d’Italia
del 9 maggio 2013.
(5) L’ammontare riferito all’esercizio 2013 (€/milioni 166) si riferisce agli effetti del filtro negativo connesso ad “affrancamento multiplo”, così
come da comunicazione di Banca d’Italia del 9 maggio 2013; in particolare, in riferimento all’ammontare del filtro previsto per l’esercizio 2013, è
stata incluso l’ammontare pro-quota per il primo semestre 2013 pari ad €/milioni 55 (oltre alla quota di €/milioni 111 riferita all’esercizio chiuso
31 dicembre 2012).
(6) L’ammontare riferito all’esercizio 2013 include anche le deduzioni relative alle partecipazioni in società di assicurazione e gli strumenti
subordinati emessi da tali società acquistati dalle banche prima del 20 luglio 2006; tali ammontari – fino al 31.12.2012 – erano dedotti dal totale
del patrimonio di base e supplementare.
(7) L’ammontare riferito all’esercizio 2013 è confluito nelle complessive deduzioni riferite alle società bancarie, finanziarie ed assicurative (si
veda la precedente nota 6).
Dettaglio Elementi da dedurre (50% Patrimonio di base - 50% Patrimonio supplementare)
Partecipazioni bancarie e finanziarie superiori al 10% e partecipazioni assicurative superiori al
20% del capitale della partecipata (°)
Deduzioni derivanti da cartolarizzazioni
Eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore complessive (modelli IRB)
Perdite attese relative agli strumenti di capitale e alle esposizioni verso OICR
Deduzioni relative al rischio di regolamento su transazioni non DVP
Totale Elementi dedotti (50% Patrimonio di base - 50% Patrimonio supplementare)
30.06.2013
31.12.2012
3.352.300
516.776
3.580.208
11.234
7.460.518
2.386.322
512.226
3.050.714
8.184
5.957.446
(°) Include la partecipazione nella Banca d’Italia, nonché gli attivi subordinati emessi dalle medesime partecipazioni oggetto di deduzione.
91
(migliaia di €)
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
92
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 4
Tavola 4 – Adeguatezza patrimoniale
Informativa qualitativa
Il gruppo UniCredit assegna un ruolo prioritario alle attività volte alla gestione e all’allocazione del capitale in funzione dei
rischi assunti, ai fini dello sviluppo dell’operatività del Gruppo in ottica di creazione di valore. Le attività si articolano nelle
diverse fasi del processo di pianificazione e controllo del Gruppo e, in particolare:
•
nei processi di piano e budget:
o
formulazione della proposta di propensione al rischio e degli obiettivi di patrimonializzazione;
o
analisi dei rischi associati ai driver del valore e allocazione del capitale alle linee di attività e business
unit;
o
assegnazione degli obiettivi di performance aggiustate per il rischio;
o
analisi dell’impatto sul valore del Gruppo e della creazione di valore per gli azionisti;
o
elaborazione e proposta del piano finanziario e della dividend policy;
•
nei processi di monitoraggio:
o
analisi delle performance conseguite a livello di gruppo e di business unit e preparazione dei dati
gestionali per uso interno ed esterno;
o
analisi e controllo dei limiti;
o
analisi e controllo andamentale dei ratio patrimoniali di gruppo e individuali.
Il Gruppo si pone l’obiettivo di generare un reddito superiore a quello necessario a remunerare i rischi (cost of equity) e quindi
di creare valore per i propri azionisti attraverso l’allocazione del capitale alle differenti linee di attività e business unit in
funzione degli specifici profili di rischio. A supporto dei processi di pianificazione e controllo, il Gruppo adotta la metodologia
di misurazione delle performance aggiustate per il rischio (RAPM) predisponendo una serie di indicatori in grado di unire e
sintetizzare tra loro le variabili economiche, patrimoniali e di rischio da considerare.
Il capitale e la sua allocazione, quindi, assumono un’importanza rilevante nella definizione delle strategie perché da un lato
esso rappresenta l’investimento nel Gruppo da parte degli azionisti che deve essere remunerato in modo adeguato, dall’altro
è una risorsa scarsa soggetta a limiti esogeni, definiti dalla normativa di vigilanza.
Nel processo di allocazione, le definizioni di capitale utilizzate sono:
•
capitale di rischio o impiegato: è la consistenza patrimoniale conferita dagli azionisti (capitale impiegato), che deve
essere remunerata almeno pari alle aspettative (costo dell’equity);
•
capitale a rischio: è la quota parte dei mezzi propri che fronteggia (a preventivo – capitale allocato) o ha
fronteggiato (a consuntivo – capitale assorbito) i rischi assunti per perseguire gli obiettivi di creazione di valore.
Il capitale a rischio è misurato seguendo da una parte le tecniche di risk management, per cui il capitale a rischio è definito
come capitale economico, dall’altra la normativa di vigilanza, per cui il capitale a rischio è definito come capitale
regolamentare.
Il capitale economico è fissato ad un livello tale da coprire con il 99,93% di probabilità (intervallo di confidenza) gli eventi
avversi, mentre il capitale regolamentare è quantificato in base ad un core tier 1 ratio target in linea con i principali gruppi
bancari internazionali e tenendo in considerazione gli impatti delle normative di vigilanza che saranno adottate (con
particolare riferimento al c.d. CRD4 Package che implementa per le banche dell’Unione Europea il Framework di Basilea 3 e
il trattamento prudenziale per le Istituzioni Finanziare Sistemicamente Rilevanti).
La gestione del capitale, svolta dalla unità operativa Capital Management della Direzione Pianificazione, Strategia e Capital
Management, ha la finalità di definire il livello di patrimonializzazione obiettivo per il Gruppo e le sue società nel rispetto dei
vincoli normativi e della propensione al rischio.
Nella gestione dinamica del capitale, l’unità operativa Capital Management elabora il piano finanziario ed effettua il
monitoraggio dei ratios patrimoniali di Vigilanza anticipando gli opportuni interventi necessari all’ottenimento degli obiettivi.
Il monitoraggio si riferisce da un lato sia al patrimonio netto sia alla composizione del patrimonio di vigilanza (core tier 1, tier
1, e tier 2) e dall’altro alla pianificazione e all’andamento dei “risk weighted asset” (RWA).
La dinamicità della gestione è finalizzata ad individuare gli strumenti di investimento e di approvvigionamento del capitale di
rischio e degli strumenti ibridi di patrimonializzazione più idonei al conseguimento degli obiettivi. In caso di deficit di capitale,
sono indicati i gap da colmare e le azioni di “capital generation” misurandone il costo e l’efficacia attraverso la metodologia di
RAPM. In tale contesto l’analisi del valore è arricchita dal ruolo di sintesi della unità operativa Capital Management per gli
aspetti regolamentari, contabili, finanziari, fiscali, di risk management ecc. e delle loro evoluzioni normative6, in modo che
siano fornite la valutazione e tutte le indicazioni necessarie alle altre funzioni della Capogruppo o società chiamate a
realizzare le azioni.
6
Per esempio Basilea II/III, IAS/IFRS ecc.
93
I
Rafforzamento patrimoniale
Durante il primo semestre 2013 non sono state poste in essere operazioni di rafforzamento patrimoniale.
Si ricorda che, in data 15 marzo 2013, il Consiglio di Amministrazione ha dato esecuzione al "Piano azionario per talenti e
altre risorse strategiche di Gruppo" e al "Sistema di Incentivazione per gli Executive di Gruppo 2011" approvati
dall'Assemblea dei Soci nel 2011, deliberando l'emissione di azioni ordinarie UniCredit, in seguito alla verifica del
raggiungimento degli obiettivi di performance definiti nei Piani. A tal fine, il Consiglio ha deliberato un aumento del capitale
sociale di UniCredit di 6.907.674,33 euro corrispondenti a n. 2.097.587 azioni ordinarie.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
94
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 4
Informativa quantitativa
(migliaia di €)
CONSISTENZE AL
REQUISITO
REQUISITO
338.804.785
27.104.383
880.140.216
353.523.985
28.281.919
381.750.034
176.044.197
14.083.536
402.533.037
185.005.929
14.800.474
116.997.893
6.028.918
482.313
125.314.140
5.782.385
462.591
50.395.685
1.976.003
158.080
51.624.486
2.212.357
176.989
12.814.767
6.128.833
490.307
10.464.024
5.258.236
420.659
A.1.4. Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di
sviluppo
524.544
22.843
1.827
446.844
20.763
1.661
A.1.5. Esposizioni verso o garantite da organizzazioni
internazionali
119.700
-
-
4
-
-
A.1 METODOLOGIA STANDARDIZZATA - ATTIVITA' DI RISCHIO
A.1.1. Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e
banche centrali
A.1.2. Esposizioni verso o garantite da enti territoriali
A.1.3. Esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed
enti del settore pubblico
A.1.6. Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati
11.839.336
4.527.303
362.184
13.812.395
5.049.783
403.983
A.1.7. Esposizioni verso o garantite da imprese
74.789.018
71.984.935
5.758.795
83.808.769
80.523.456
6.441.877
A.1.8. Esposizioni al dettaglio
43.499.224
32.608.816
2.608.705
41.387.208
31.022.108
2.481.769
A.1.9. Esposizioni garantite da immobili
23.573.394
12.761.677
1.020.934
27.073.654
14.516.744
1.161.340
A.1.10. Esposizioni scadute
10.893.477
13.037.820
1.043.026
11.436.700
13.797.851
1.103.828
A.1.11. Esposizioni ad alto rischio
1.891.080
2.317.902
185.432
2.006.021
2.419.755
193.580
A.1.12. Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie garantite
1.833.978
424.347
33.948
1.675.496
408.870
32.710
651.247
224.814
17.985
740.347
326.916
26.153
4.708.258
4.570.608
365.649
4.420.346
3.860.880
308.870
27.218.432
19.429.378
1.554.350
28.322.603
19.805.825
1.584.466
463.301.577
160.976.459
12.878.117
476.995.377
166.962.296
13.356.984
A.2.1. Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e
banche centrali
10.248.628
636.330
50.906
6.452.792
598.852
47.908
A.2.2. Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati, enti
pubblici e territoriali e altri soggetti
69.817.461
14.689.836
1.175.187
80.955.295
16.569.399
1.325.552
244.803.290
116.992.779
9.359.422
247.184.694
121.047.689
9.683.815
84.361.385
12.048.262
963.861
85.911.122
12.181.851
974.548
5.369.774
765.981
61.278
5.515.326
802.755
64.220
47.989.774
13.341.692
1.067.335
50.356.908
14.207.765
1.136.621
A.1.13. Esposizioni a breve termine verso imprese
A.1.14. Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del
risparmio (OICR)
A.1.15. Altre esposizioni
A.2 METODOLOGIA BASATA SUI RATING INTERNI - ATTIVITA'
DI RISCHIO
A.2.3. Esposizioni verso o garantite da imprese
A.2.4. Esposizioni al dettaglio garantite da immobili residenziali
A.2.5. Esposizioni rotative al dettaglio qualificate
A.2.6. Altre esposizioni al dettaglio
A.2.7. Crediti commerciali acquistati - rischio di diluizione
-
-
-
-
-
-
A.2.8. Altre attività
-
2.009.472
160.758
-
1.113.916
89.113
694.758
475.600
38.048
591.879
412.708
33.017
-
-
-
-
-
-
16.507
16.507
1.321
27.361
27.361
2.189
652.426
1.784.129
142.730
611.802
1.555.760
124.461
A.2.9. Finanziamenti specializzati - slotting criteria
A.2.10. Trattamento alternativo delle ipoteche immobiliari
A.2.11. Rischio di regolamento: esposizioni per transazioni non
DVP con fattori di ponderazione regolamentari
A.3 METODOLOGIA BASATA SUI RATING INTERNI ESPOSIZIONI IN STRUMENTI DI CAPITALE
A.3.1. Metodo PD/LGD: Attività di rischio
175.776
471.344
37.708
167.936
407.183
32.575
A.3.2. Metodo della ponderazione semplice: Attività di rischio
476.650
1.312.785
105.023
443.866
1.148.577
91.886
- Strumenti di private equity detenuti in forma sufficientemente
diversificata
- Strumenti di capitale quotati sui mercati regolamentati
246.288
467.944
37.436
263.680
500.993
40.079
9.379
27.200
2.176
23.882
69.257
5.541
- Altri strumenti di capitale
220.983
817.641
65.411
156.304
578.327
46.266
-
-
-
-
-
-
A.3.3. Metodo dei modelli interni: Attività di rischio
95
845.704.037
31.12.2012
IMPORTI
PONDERATI
A. RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE
IMPORTI
PONDERATI
CONSISTENZE AL
IMPORTI NON
PONDERATI
RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE
IMPORTI NON
PONDERATI
30.06.2013
I
Rischio di credito e di controparte
CONSISTENZE AL
Rischio di credito
30/06/2013
CONSISTENZE AL
Rischio di controparte
Rischio di credito
31/12/2012
Rischio di controparte
RWA (net of IC)
Requisito
patrimoniale
RWA (net of IC)
Requisito
patrimoniale
RWA (net of IC)
Requisito
patrimoniale
RWA (net of IC)
Requisito
patrimoniale
Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e
banche centrali
Esposizioni verso o garantite da enti territoriali
5.871.616
469.729
157.302
12.584
5.723.667
457.893
58.719
4.697
1.953.031
156.242
22.972
1.838
2.188.115
175.049
24.242
1.939
Esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed
enti del settore pubblico
Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di
sviluppo
Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali
6.089.297
487.144
39.536
3.163
5.215.264
417.221
42.972
3.438
22.843
1.827
-
-
20.763
1.661
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati
3.772.457
301.797
754.846
60.388
4.394.781
351.583
655.002
52.400
Esposizioni verso o garantite da imprese
70.092.467
5.607.397
1.892.469
151.398
77.923.668
6.233.893
2.599.788
207.983
Esposizioni al dettaglio
32.061.290
2.564.903
547.527
43.802
30.397.927
2.431.834
624.182
49.935
Esposizioni garantite da immobili
12.761.677
1.020.934
-
-
14.516.744
1.161.340
-
-
Esposizioni scadute
13.022.090
1.041.767
15.730
1.258
13.779.335
1.102.347
18.517
1.481
Metodoligia standardizzata
Esposizioni ad alto rischio
2.317.228
185.378
674
54
2.419.717
193.577
38
3
Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie garantite
424.347
33.948
-
-
408.870
32.710
-
-
Esposizioni a breve termine verso imprese
161.054
12.884
63.761
5.101
326.916
26.153
-
-
4.537.404
362.992
33.204
2.656
3.808.924
304.714
51.956
4.156
19.429.378
1.554.350
-
-
19.805.825
1.584.466
-
-
367.815
29.425
-
-
467.582
37.407
-
-
340.148
27.212
1.728
138
425.663
34.053
1.031
82
759.228
60.738
58.113
4.649
962.183
76.975
197.025
15.762
59
5
153
12
70
6
383
31
-
-
-
-
-
-
-
-
1.529.954
122.396
43.574
3.486
1.567.529
125.402
-
-
6.249.077
499.926
66.933
5.355
6.089.747
487.180
97.103
7.768
Esposizioni verso organismi di invetimento collettivo del
risparmio
Altre esposizioni
Posizioni verso la cartolarizzazione
Metodologia basata sui rating interni
Di base
Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e
banche centrali
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati, enti
pubblici e territoriali e altri soggetti: intermediari vigilati
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati, enti
pubblici e territoriali e altri soggetti: enti pubblici e territoriali
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati, enti
pubblici e territoriali e altri soggetti: altri
Esposizioni verso o garantite da imprese: finanziamenti
specializzati
Esposizioni verso o garantite da imprese: PMI
Esposizioni verso o garantite da imprese: altre imprese
4.975.380
398.030
89.313
7.145
5.134.593
410.767
158.293
12.663
Esposizioni al dettaglio: esposizioni garantite da immobili
residenziali: PMI
Esposizioni al dettaglio: esposizioni garantite da immobili
residenziali: persone fisiche
Esposizioni al dettaglio: esposizioni rotative al dettaglio
qualificate
Altre esposizioni al dettaglio: PMI
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Altre esposizioni al dettaglio: persone fisiche
-
-
-
-
-
-
-
-
Crediti commerciali acquistati - rischio di diluizione
-
-
-
-
-
-
-
-
Altre attività
-
-
-
-
-
-
-
-
475.600
38.048
-
-
412.708
33.017
-
-
Trattamento alternativo delle ipoteche immobiliari
-
-
-
-
-
-
-
-
Rischio di regolamento: esposizioni per transazioni non DVP
con fattori di ponderazione regolamentari
-
-
-
-
-
-
-
-
Finanziamenti specializzati - slotting criteria
Avanzata
Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e
banche centrali
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati, enti
pubblici e territoriali e altri soggetti: intermediari vigilati
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati, enti
pubblici e territoriali e altri soggetti: enti pubblici e territoriali
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati, enti
pubblici e territoriali e altri soggetti: altri
Esposizioni verso o garantite da imprese: finanziamenti
specializzati
Esposizioni verso o garantite da imprese: PMI
Esposizioni verso o garantite da imprese: altre imprese
Esposizioni al dettaglio: esposizioni garantite da immobili
residenziali: PMI
Esposizioni al dettaglio: esposizioni garantite da immobili
residenziali: persone fisiche
Esposizioni al dettaglio: esposizioni rotative al dettaglio
qualificate
Altre esposizioni al dettaglio: PMI
276.989
22.159
17.465
1.397
152.694
12.216
19.464
1.557
8.008.765
640.701
5.417.464
433.397
8.134.627
650.770
6.947.732
555.819
222.631
17.810
1.898
152
314.277
25.142
2.953
236
221.525
17.722
-
-
10.149
812
-
-
12.890.417
1.031.233
870.627
69.650
9.436.799
754.944
271.420
21.714
32.127.628
2.570.210
1.442.274
115.382
31.194.896
2.495.592
1.840.763
147.261
53.477.285
4.278.183
3.230.317
258.425
59.978.381
4.798.270
5.278.165
422.253
528.782
42.303
-
-
531.768
42.541
-
-
11.519.480
921.558
-
-
11.650.083
932.007
-
-
765.981
61.278
-
-
802.755
64.220
-
-
8.746.898
699.752
62.843
5.027
9.116.726
729.338
89.328
7.146
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
96
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 4
Altre esposizioni al dettaglio: persone fisiche
4.434.196
354.736
97.755
7.820
4.871.070
389.686
130.641
10.451
-
-
-
-
-
-
-
-
2.009.472
160.758
-
-
1.113.916
89.113
-
-
Finanziamenti specializzati - slotting criteria
-
-
-
-
-
-
-
-
Trattamento alternativo delle ipoteche immobiliari
-
-
-
-
-
-
-
-
16.507
1.321
-
-
27.361
2.189
-
-
Crediti commerciali acquistati - rischio di diluizione
Altre attività
Rischio di regolamento: esposizioni per transazioni non DVP
con fattori di ponderazione regolamentari
Altre esposizioni IRB
Esposizioni in strumenti di capitale: metodo PD/LGD: attività
di rischio
Esposizioni in strumenti di capitale: metodo della
ponderazione semplice: attività di rischio
Esposizioni in strumenti di capitale: metodo dei modelli
interni: attività di rischio
Posizioni verso la cartolarizzazione
471.344
37.708
-
-
407.183
32.575
-
-
1.312.785
105.023
-
-
1.148.577
91.886
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3.918.834
313.507
-
-
4.561.628
364.930
-
-
Nella tabella dell’ “Adeguatezza Patrimoniale”, gli importi ponderati relativi ad esposizioni verso le cartolarizzazioni contribuiscono separatamente nel punto “A.1.3
Cartolarizzazioni”, mentre il relativo requisito confluisce nel punto “B.1 Rischio di credito e di controparte”.
97
I
(migliaia di €)
Adeguatezza patrimoniale
IMPORTI
NON
PONDERATI
CATEGORIE/ VALORI
A. ATTIVITA' DI RISCHIO
A.1 Rischio di credito e di controparte
1. Metodologia standardizzata
2. Metodologia basata sui rating interni
2.1 Base
2.2 Avanzata
3. Cartolarizzazioni
IMPORTI
PONDERATI/
REQUISITI
30.06.2013
31.12.2012
30.06.2013
31.12.2012
854.418.667
890.761.953
343.091.434
358.553.195
381.750.034
402.533.037
176.044.197
185.005.929
463.954.003
477.607.179
162.760.588
168.518.056
23.855.628
32.063.028
14.589.260
15.046.328
440.098.375
445.544.151
148.171.328
153.471.728
8.714.630
10.621.737
4.286.649
5.029.210
-
-
27.447.315
28.684.256
-
-
1.283.846
1.390.947
-
-
236.120
270.864
-
-
1.047.726
1.120.083
-
-
-
-
-
-
4.138.502
4.094.938
-
-
281.283
290.034
-
-
312.414
306.497
-
-
3.544.805
3.498.407
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
32.869.663
34.170.141
410.870.783
427.126.757
11,93%
11,44%
15,12%
14,52%
B. REQUISITI PATRIMONIALI DI VIGILANZA
B.1 Rischio di credito e di controparte
B.2 Rischi di mercato
1. Metodologia standard
2. Modelli interni
3. Rischio di concentrazione
B.3 Rischio operativo
1. Metodo base
2. Metodo standardizzato
3. Metodo avanzato
B.4 Altri requisiti prudenziali
B.5 Altri elementi di calcolo
B.6 Totale requisiti prudenziali
C. ATTIVITA' DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA
C.1 Attività di rischio ponderate
C.2 Patrimonio di base/Attività di rischio ponderate (Tier 1 capital ratio)
C.3 Patrimonio di vigilanza incluso Tier 3/Attività di rischio ponderate (Total capital ratio)
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
98
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 4
(migliaia di €)
Segmentazione delle attività ponderate per il rischio
Im porti ponderati
Categorie
TOTALE ATTIVITA' DI RISCHIO
A. Rischio di credito e di controparte
A.1. Commercial Banking Italy
31.06.2013
31.12.2012
410.870.783
343.091.434
427.126.757
358.553.195
102.844.253
105.100.890
A.2. Commercial Banking Germany
30.872.615
32.966.049
A.3. Commercial Banking Austria
21.033.390
21.356.846
A.4. Poland
20.462.380
21.697.583
A.5.CEE
77.131.680
A.6. CIB
69.959.925
1.814.736
2.017.714
A.7. Asset Gathering
A.8. Asset Management
A.9. Other
B. Rischio di m ercato
76.808.968
63.187.964
509.455
471.759
25.234.961
16.048.075
28.173.461
17.386.838
B.1. Commercial Banking Italy
0
0
9.000
20.163
B.3. Commercial Banking Austria
457.913
316.475
B.4. Poland
417.700
519.263
1.935.113
2.036.675
B.2. Commercial Banking Germany
B.5.CEE
B.6. CIB
13.047.375
B.7. Asset Gathering
46.525
101.238
50.650
136.400
202.650
51.731.275
51.186.725
B.8. Asset Management
B.9. Other
C. Rischio operativo
C.1. Commercial Banking Italy
14.108.688
29.088
13.029.250
12.664.488
C.2. Commercial Banking Germany
6.037.088
5.024.400
C.3. Commercial Banking Austria
3.826.188
4.054.288
C.4. Poland
2.992.200
2.968.613
C.5.CEE
8.387.513
C.6. CIB
C.7. Asset Gathering
7.851.950
8.281.175
8.678.100
938.963
944.613
C.8. Asset Management
1.383.188
1.377.663
C.9. Other
D. Integrazione per Floor
7.284.863
-
7.193.388
-
NOTA: I dati sono stati ricostruiti, ove necessario, su base omogenea per tenere
conto delle variazioni intervenute nei perimetri dei settori di attività
(migliaia di €)
Requisito patrimoniale per rischio di mercato
Rischio di posizione
- Attività incluse nel portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza
- Attività non incluse nel portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza
Rischio di regolamento per le transazioni DVP
Rischio di cambio
Rischio sulle posizioni in merci
Requisito patrimoniale per rischio di mercato
Il requisito per rischio di posizione include 5.133 migliaia di euro relativi a posizioni verso le cartolarizzazioni.
99
30.06.2013
31.12.2012
1.177.180
1.275.012
1.177.180
1.275.012
-
-
3.379
3.610
103.287
112.325
1.283.846
1.390.947
I
Riclassificazione di attività finanziarie
Le modifiche allo IAS 39 ed all’IFRS 7 “Riclassificazione delle attività finanziarie” approvate dallo IASB nel 2008 permettono,
successivamente all’iscrizione iniziale, la riclassificazione di determinate attività finanziarie fuori dai portafogli “detenute per la
negoziazione” e “disponibili per la vendita”.
In particolare, possono essere riclassificate:
•
quelle attività finanziarie detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita che avrebbero soddisfatto la
definizione prevista dai principi contabili internazionali per il portafoglio crediti (se tali attività non fossero state
classificate rispettivamente come detenute per la negoziazione o disponibili per la vendita alla rilevazione iniziale)
se l’entità ha l’intenzione e la capacità di possederle nel prevedibile futuro o fino a scadenza;
•
”solo in rare circostanze” quelle attività finanziarie detenute per la negoziazione che al momento della loro
iscrizione non soddisfacevano la definizione di crediti.
Nella tabella seguente sono riportati, suddivisi in base alle tipologie di strumenti finanziari ed ai portafogli interessati, il valore
di bilancio ed il fair value al 30 giugno 2013 delle attività oggetto di riclassificazione nel secondo semestre 2008, nel primo
semestre 2009 e nel primo semestre 2012. Sono inoltre riportate le componenti reddituali relative a tali attività, distinguendo
fra quelle che si sarebbero registrate se il trasferimento non fosse stato effettuato e quelle effettivamente registrate, nel conto
economico o nel patrimonio netto.
Tali componenti reddituali, al lordo delle imposte, sono ulteriormente distinte tra quelle “valutative”, comprensive di eventuali
rettifiche di valore, e le “altre”, queste ultime comprensive degli interessi e degli utili/perdite da cessione generati dalle attività
trasferite.
L’effetto netto che si sarebbe quindi rilevato a conto economico nel primo semestre 2013 se non si fosse proceduto alle
riclassificazioni sarebbe stato positivo per 293.943 migliaia di euro, mentre quello effettivamente rilevato è stato positivo per
84.509 migliaia di euro.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
100
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 4
Attività finanziarie riclassificate: valore contabile, fair value ed effetti sulla redditività
complessiva
COMPONENTI REDDITUALI IN
ASSENZA DEL TRASFERIMENTO
(ANTE IMPOSTE)
TIPOLOGIA
STRUMENTO
FINANZIARIO
(1)
PORTAFOGLIO DI
PROVENIENZA
(2)
PORTAFOGLIO DI
DESTINAZIONE
(3)
A. Titoli di debito
VALUTATIVE
ALTRE
VALUTATIVE
ALTRE
(4)
(5)
(6)
(7)
(8)
(9)
189.447
102.312
(3.927)
79.224
12.045
12.045
145
359
139
387
176.892
180.512
(7.873)
4.167
-
3.938
Crediti verso banche
1.815.695
1.885.724
(889)
21.632
-
24.952
Crediti verso clientela
3.774.566
3.534.499
179.721
74.170
(4.066)
47.976
-
-
-
-
-
-
141.172
131.107
18.343
1.984
-
1.971
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
332.092
356.012
(6.760)
8.944
-
9.212
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
Attività finanziarie
detenute sino alla
scadenza
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
Crediti verso banche
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
Crediti verso clientela
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
C. Finanziamenti
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
-
-
-
-
-
-
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
Attività finanziarie
detenute sino alla
scadenza
-
-
-
-
-
-
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
Crediti verso banche
99.291
104.286
(34)
2.001
-
2.230
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
Crediti verso clientela
232.801
251.726
(6.726)
6.943
-
6.982
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
Crediti verso banche
-
-
-
-
-
-
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
Crediti verso clientela
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
D. Quote di O.I.C.R.
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
101
FAIRVALUE AL
30.06.2013
5.743.887
B. Titoli di capitale
Totale
VALORE
CONTABILE AL
30.06.2013
5.920.370
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
COMPONENTI REDDITUALI
REGISTRATE NELL'ESERCIZIO
(ANTE IMPOSTE)
Attività finanziarie
disponibili per la vendita
-
-
-
-
-
-
6.252.462
6.099.899
182.687
111.256
(3.927)
88.436
I
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
102
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 5
Tavola 5 – Rischio di credito: informazioni
generali riguardanti tutte le banche
Informativa qualitativa
Definizioni di esposizioni deteriorate
Secondo le regole Banca d’Italia, le esposizioni deteriorate sono classificate nelle seguenti categorie:
•
sofferenze - individuano l’area dei crediti formalmente deteriorati, costituiti dall’esposizione verso clienti che
versano in uno stato di insolvenza anche non accertato giudizialmente o in situazioni equiparabili. La valutazione
avviene generalmente su base analitica ovvero, in caso di importi non significativi singolarmente, su base forfetaria
per tipologie di esposizioni omogenee;
•
incagli - definiscono quell’area creditizia in cui ricadono i rapporti verso soggetti che si trovano in temporanea
difficoltà, che si prevede possa essere rimossa in un congruo periodo di tempo. Tra gli incagli sono incluse inoltre
le esposizioni, non classificate in sofferenza e concesse a soggetti diversi dalle amministrazioni pubbliche, per le
quali risultino soddisfatte entrambe le seguenti condizioni:
o
siano scadute e non pagate in via continuativa da oltre 270 giorni (ovvero da oltre 150 o 180 giorni per le
esposizioni di credito al consumo rispettivamente di durata originaria inferiore o pari e superiore a 36
mesi);
o
l’importo complessivo delle esposizioni di cui al punto precedente e delle altre quote scadute da meno di
270 giorni verso il medesimo debitore, sia almeno pari al 10% dell’intera esposizione verso tale debitore.
Gli incagli sono valutati analiticamente quando particolari elementi lo consiglino ovvero applicando
analiticamente percentuali determinate in modo forfetario su basi storico/statistiche nei restanti casi;
•
esposizioni ristrutturate - rappresentano le esposizioni nei confronti di controparti con le quali sono stati conclusi
accordi che prevedono la concessione di una moratoria al pagamento del debito e la contemporanea
rinegoziazione delle condizioni a tassi inferiori a quelli di mercato, la conversione di parte dei prestiti in azioni (“debt
to equity swap”) e/o eventuali rinunce in linea capitale; sono valutati analiticamente, ricomprendendo nelle
svalutazioni l’onere attualizzato riveniente dall’eventuale rinegoziazione del tasso a condizioni inferiori al tasso
contrattuale originario. Le esposizioni ristrutturate possono essere riclassificate tra i crediti non deteriorati solo dopo
che siano trascorsi almeno due anni dalla data di stipula dell’accordo di ristrutturazione e solo a seguito di delibera
dei competenti organi aziendali sull’avvenuto recupero delle condizioni di piena solvibilità da parte del debitore e
sulla mancanza di insoluti su tutte le linee di credito in essere. Le rinegoziazioni di crediti che prevedano la loro
cancellazione in cambio di azioni attraverso operazioni di “debt to equity swap” comportano, precedentemente
all’esecuzione dello scambio, la valutazione dei crediti in oggetto in funzione degli accordi di conversione stipulati
alla data di redazione del bilancio. Per le modalità di determinazione del fair value delle azioni rivenienti da tali
operazioni ai fini della loro rilevazione iniziale si veda la Parte A.3 del bilancio consolidato. Le eventuali differenze
negative tra il valore dei crediti e quello delle azioni così determinato è rilevato a conto economico tra le rettifiche di
valore. Per le informazioni sulle esposizioni rinegoziate (c.d. forborn exposures) si veda anche la Parte E – Sezione
1 – Rischio di credito – Informativa relativa alle esposizioni rinegoziate del bilancio consolidato;
•
esposizioni scadute - rappresentano l’intera esposizione nei confronti di controparti, diverse da quelle classificate
nelle precedenti categorie, che alla data di riferimento presentano crediti scaduti o sconfinanti da oltre 90 giorni
nonché i requisiti fissati dalla normativa prudenziale (cfr. Circolare Banca d’Italia n. 263 del 27 dicembre 2006
“Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” ) per l’inclusione degli stessi nelle “esposizioni scadute”
(banche standardizzate) ovvero delle “esposizioni in default” (banche IRB).
L’esposizione complessiva viene rilevata qualora, alla data di riferimento:
•
la quota scaduta e/o sconfinante;
oppure:
•
la media delle quote scadute e/o sconfinanti, rilevate su base giornaliera nell’ultimo trimestre precedente, sia pari o
superiore al 5% dell’esposizione stessa.
Le esposizioni scadute sono valutate in modo forfetario su basi storico/statistiche, applicando laddove disponibile la
rischiosità rilevata dall’appropriato fattore di rischio utilizzato ai fini di Basilea 2 (“perdita in caso di inadempienza” – o LGD Loss given default).
La valutazione collettiva riguarda portafogli di attività per i quali non siano stati riscontrati singolarmente elementi oggettivi di
perdita: a tali portafogli è attribuita, secondo la metodologia di seguito descritta, una perdita verificata latente misurabile
anche tenendo conto dei fattori di rischio utilizzati ai fini dei requisiti di Basilea 2.
103
I
Descrizione delle metodologie adottate per determinare le
rettifiche di valore
I crediti sono costituiti da attività finanziarie non derivate verso clientela e verso banche, con pagamenti fissi o determinabili e
che non sono quotate in un mercato attivo. I crediti sono iscritti alla data di sottoscrizione del contratto, che normalmente
coincide con la data di erogazione alla controparte.
Tali voci comprendono anche titoli di debito aventi le medesime caratteristiche od oggetto di riclassificazione di portafoglio
secondo le regole previste dallo IAS 39 e i valori netti riferiti alle operazioni di leasing finanziario di beni “in costruendo” e di
beni in attesa di locazione finanziaria, i cui contratti abbiano le caratteristiche di “contratti con trasferimento dei rischi”.
Dopo l’iniziale rilevazione al fair value, che di norma corrisponde al corrispettivo pagato comprensivo dei costi e ricavi di
transazione che sono direttamente attribuibili all’acquisizione o all’erogazione dell’attività finanziaria (ancorché non ancora
regolati), i crediti sono valutati al costo ammortizzato, utilizzando il criterio dell’interesse effettivo, eventualmente rettificato al
fine di tener conto di riduzioni/riprese di valore risultanti dal processo di valutazione.
Gli utili (o le perdite) su creditisono rilevati nel conto economico:
•
quando l’attività finanziaria in questione è eliminata, alla voce 100.a) “Utili (perdite) da cessione di crediti”;
ovvero:
•
quando l’attività finanziaria ha subito una riduzione di valore, alla voce 130.a) “Rettifiche di valore nette per
deterioramento di crediti”.
Gli interessi sui crediti erogati sono classificati alla voce 10. “Interessi attivi e proventi assimilati” e sono iscritti in base al
criterio del tasso di interesse effettivo pro rata temporis lungo la durata del credito.
Gli interessi di mora sono contabilizzati a conto economico al momento dell’eventuale incasso.
I crediti sono sottoposti ad una ricognizione volta ad individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la
loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di una possibile perdita di valore. Tali crediti deteriorati sono rivisti ed analizzati
periodicamente, almeno una volta all’anno.
Un credito è considerato deteriorato quando si ritiene che, probabilmente, non si sarà in grado di recuperarne l’intero
ammontare, sulla base delle condizioni contrattuali originarie, o un valore equivalente.
I criteri per la determinazione delle svalutazioni da apportare ai crediti si basano sull’attualizzazione dei flussi finanziari attesi
per capitale ed interessi; ai fini della determinazione del valore attuale dei flussi, gli elementi fondamentali sono rappresentati
dall’individuazione degli incassi stimati, delle relative scadenze e del tasso di attualizzazione da applicare.
L’importo della perdita, infatti, per le esposizioni deteriorate classificate come sofferenze, incagli e ristrutturate, secondo le
categorie più avanti specificate, è ottenuto come differenza tra il valore di iscrizione e il valore attuale degli stimati flussi di
cassa, scontati al tasso di interesse originario dell’attività finanziaria.
Nei casi in cui il tasso di interesse originario di un’attività finanziaria oggetto di attualizzazione non sia reperibile, oppure il suo
reperimento sarebbe eccessivamente oneroso, si è applicato il tasso medio rilevato sulle posizioni aventi caratteristiche simili
ma non deteriorate nell’anno in cui si è verificato il deterioramento originario dell’attività considerata. Per tutte le posizioni a
tasso fisso il tasso così determinato è mantenuto costante anche negli esercizi seguenti.
I tempi di recupero sono stimati sulla base delle scadenze eventualmente concordate con i debitori ovvero di business plan o
di previsioni basate sull’esperienza storica dei recuperi osservati per classi omogenee di finanziamenti, tenuto conto della
forma tecnica, della localizzazione geografica, della tipologia di garanzia e di altri eventuali fattori ritenuti rilevanti.
Ogni cambiamento successivo nell’importo o nelle scadenze dei flussi di cassa attesi, che produca una variazione negativa
rispetto alle stime iniziali, determina la rilevazione di una rettifica di valore alla voce di conto economico 130.a)
“Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di crediti”.
Le rettifiche di valore su esposizioni deteriorate sono classificate come specifiche nella citata voce di conto economico anche
quando la metodologia di calcolo è di tipo forfetario/statistico, secondo quanto precisato nel precedente capitolo.
Qualora vengano meno i motivi che hanno determinato le rettifiche di valore e tale valutazione sia oggettivamente
riconducibile ad un evento occorso dopo la rettifica stessa, viene appostata alla medesima voce di conto economico una
ripresa di valore, nel limite massimo del costo ammortizzato che si sarebbe determinato in assenza di precedenti
svalutazioni.
L’eliminazione integrale di un credito è effettuata quando lo stesso è considerato irrecuperabile o è stralciato nella sua
interezza. Le cancellazioni sono imputate direttamente alla voce 130.a) “Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento
di crediti” di conto economico e sono rilevate in riduzione della quota capitale del credito. Recuperi di parte o di interi importi
precedentemente cancellati sono iscritti alla medesima voce.
Le rinegoziazioni di crediti che prevedano la loro cancellazione in cambio di azioni attraverso operazioni di debt/equity swap
comportano, nell'intervallo temporale precedente all’esecuzione dello scambio, la valutazione dei crediti in oggetto in
funzione degli accordi di conversione stipulati alla data di redazione del bilancio.
Le eventuali differenze negative tra il valore dei crediti ed il fair value delle azioni è rilevato a conto economico tra le rettifiche
di valore.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
104
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 5
Informativa quantitativa
Informativa relativa alle esposizioni rinegoziate
Con riferimento alle esposizioni creditizie rinegoziate7, si precisa che nell’ambito del Gruppo, l’attività da
intraprendere per il portafoglio problematico, si fonda sui seguenti passaggi fondamentali:
•
tempestività di azione. Con un solido ed efficace processo di monitoraggio e di reportistica, la tempestiva
segnalazione di un possibile deterioramento della qualità del credito permette al Gruppo di porre
prontamente in atto sia le necessarie attività finalizzate ad un’eventuale rinegoziazione sia le misure
gestionali restrittive in una fase antecedente al potenziale “default” e finalizzate al ridimensionamento
dell’entità del rischio; ogni attività finalizzata ad una possibile rinegoziazione ha come obiettivo la
tempestiva identificazione e di conseguenza la corretta gestione delle esposizioni che presentano un
aumentato rischio di credito, nella fase in cui la Banca non ha ancora intrapreso gli atti di espropriazione o
altre azioni esecutive similari ed è ancora sussistente la piena capacità di rimborso del cliente;
•
corretta valutazione delle posizioni deteriorate, al fine di definire le modalità di intervento e di
classificazione nell’ambito delle classi di “default”;
•
inizio di azioni mirate di recupero in funzione della tipologia ed importo dell’esposizione, nonché della
specificità del cliente;
•
adeguati accantonamenti iscritti in conto economico, coerenti con le prospettive e con i tempi di recupero
del credito e con la tipologia dell’esposizione. Tale attività è in linea con i principi IAS 39 e con le regole
“Basilea II”;
•
accurata e sistematica attività di reportistica, al fine di monitorare nel tempo il rischio di portafoglio a livello
aggregato.
La classificazione, da parte di ciascuna Entità, nelle diverse classi di “default”, deve aver luogo nel rispetto delle
disposizioni
legali e di quelle regolamentari emanate dalle locali Autorità di Vigilanza.
In relazione a ciò, ed alla circostanza che la Capogruppo, in tale ruolo, è tenuta al rispetto delle istruzioni emanate
dall'Autorità
di Vigilanza italiana, con riferimento alle Entità estere del Gruppo, sono adottati opportuni accorgimenti finalizzati a
raccordare
ed allineare tra loro risultanze riconducibili a classi di “default”, altrimenti non del tutto omogenee tra loro.
Le esposizioni soggette a modifiche per effetto di pratiche di ‘forbearance’, vengono classificate nei crediti deteriorati
quando sussistono le condizioni per la loro classificazione nelle diverse categorie di crediti deteriorati.
Le politiche contabili sulle valutazioni e sugli accantonamenti per rischio di credito delle esposizioni soggette a
modifiche per pratiche di ‘forbearance’ seguono il criterio generale, ossia se sussistono evidenze obiettive che si è
incorsi in una perdita per riduzione di valore su crediti o su attività finanziarie detenute sino alla scadenza (iscritti al
costo ammortizzato), l’importo della perdita viene misurato come la differenza tra il valore contabile dell’attività e il
valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati (escludendo perdite di credito future che non si sono ancora
manifestate) attualizzati al tasso di interesse effettivo originale dell’attività finanziaria. L’importo della perdita viene
rilevato alla voce 130. di conto economico tra le “Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento” e il valore
contabile dell’attività viene ridotto.
In particolare, se le condizioni di un finanziamento, credito o attività finanziaria detenuta sino alla scadenza sono
rinegoziate o diversamente modificate a causa delle difficoltà finanziarie del debitore, tale circostanza è considerata
come una obiettiva evidenza di impairment ai sensi dello IAS 39.
Con specifico riferimento alle pratiche di rinegoziazione (c.d. forbearance measures), una posizione è classificata
come “Credito Ristrutturato”, ai sensi della classificazione tra i crediti deteriorati secondo le istruzioni di Banca
d’Italia, quando l’accordo di modifica prevede la concessione di una moratoria al pagamento del debito e la
contemporanea rinegoziazione delle condizioni a tassi inferiori a quelli di mercato, la conversione di parte dei prestiti
in azioni e/o eventuali sacrifici in linea capitale. I crediti ristrutturati sono valutati analiticamente, ricomprendendo
nelle svalutazioni anche l’onere attualizzato riveniente dall’eventuale rinegoziazione del tasso a condizioni inferiori al
tasso contrattuale originario.
Le esposizioni ristrutturate possono essere riclassificate tra i crediti “in bonis” solo dopo che siano trascorsi almeno
due anni dalla data di stipula dell’accordo di ristrutturazione e solo a seguito di delibera dei competenti organi
aziendali sull’avvenuto recupero delle condizioni di piena solvibilità da parte del debitore e sulla mancanza di insoluti
su tutte le linee di credito in essere.
Si evidenzia che le politiche contabili e di classificazione prudenziale dei Crediti Ristrutturati non hanno subito
modifiche rispetto agli esercizi precedenti.
7
Secondo il documento ESMA del 20 dicembre 2012 n. 2012/853, “interventi di rinegoziazione (forbearance measures) si verificano quando il debitore non è
ritenuto in grado di rispettare i termini e le condizioni di un contratto di finanziamento a causa di difficoltà finanziarie. A causa di tali difficoltà, la Banca
decide di modificare i termini e le condizioni del contratto in modo tale da permettere al debitore il rispetto dello stesso o il suo rifinanziamento, sia totale
oppure parziale.”
105
I
Nelle tabelle sottostanti sono riportati rispettivamente:
•
i crediti verso clientela deteriorati classificati nella categoria dei “Crediti Ristrutturati”, secondo le
regole della Banca d’Italia, suddivisi per Paese di residenza;
•
i crediti verso clientela oggetto di rinegoziazione nell’ambito di Accordi collettivi, stipulati da
Associazioni/Federazioni Bancarie o in applicazione di previsioni legislative nei Paesi in cui il Gruppo è
presente, che prevedono la temporanea sospensione del pagamento delle rate (per quota capitale e/o per
quota interessi).
(migliaia di €)
C R E D IT I V E R S O C LIE N T E LA R IS T R UT T UR A T I
Dati al 30.06.2013
Valore di bilancio
2.943.392
1.004.544
430.775
403.732
634.678
5.417.121
2.578.818
32,3%
PAESE
Italia
Germania
Austria
Polonia
CEE Division
Totale
Rettifiche di valore totali
Coverage ratio
% sul totale
54,3%
18,5%
8,0%
7,5%
11,7%
100,0%
I crediti ristrutturati sono concentrati in Italia e Germania, che assommano circa il 73% del totale.
In generale esiste una proporzionalità di massima tra la ripartizione per paese dei crediti verso clientela ristrutturati e
le masse di crediti deteriorati.
(migliaia di €)
Crediti verso clientela - Esposizioni oggetto di rinegoziazione nell'am bito di accordi collettivi
Altre attività
Portafoglio/Qualità
Gruppo Bancario ed altre im prese incluse nel consolidam ento
Crediti verso clientela (voce 70 BS)
- Esposizioni oggetto di rinegoziazione
nell'ambito di accordi collettivi
Esposizioni scadute da oltre 3 m esi
Altre esposizioni
Esposizioni scadute fino a 3 m esi
fino a 6 m esi
Esposizione Rettifiche di Esposizione Esposizione Rettifiche di Esposizione Esposizione Rettifiche di Esposizione
lorda
portafoglio netta
lorda
portafoglio netta
lorda
portafoglio netta
3.452.368
8.762
3.443.606
211.835
2.843
208.992
214.377
3.793
210.584
Totale
(Esposizione
Netta)
30.06.2013
3.863.182
La tabella contiene il dettaglio delle esposizioni oggetto di rinegoziazione, che prevedono la temporanea sospensione
del pagamento delle rate (per quota capitale e/o per quota interessi), nell’ambito di Accordi collettivi stipulati dalle
Associazioni/Federazioni Bancarie o in applicazione di previsioni legislative nei Paesi in cui il Gruppo è presente.
Nelle dettaglio riportato sono comprese anche le esposizioni rinegoziate con pagamenti regolari delle rate (per quota
capitale e/o per quota interessi) da più di due anni.
I crediti verso clientela oggetto di rinegoziazione nell’ambito di Accordi collettivi sono sostanzialmente concentrati in
Italia.
Per ulteriori informazioni si veda anche il precedente capitolo A. Qualità del Credito.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
106
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 5
Informativa relativa alle esposizioni Sovrane
In merito alle esposizioni Sovrane8 detenute dal Gruppo al 30 giugno 2013, si precisa che il valore di bilancio delle
esposizioni della specie rappresentate da “titoli di debito” ammonta a 106.052 milioni, di cui circa il 90% concentrato
su otto Paesi tra i quali l’Italia, con 49.272 milioni, rappresenta una quota di oltre il 46% sul totale complessivo. Per
ciascuno di tali otto Paesi, nella tabella di cui sotto sono riportati, per tipologia di portafoglio, i valori contabili delle
relative esposizioni al 30 giugno 2013
(migliaia di €)
Esposizioni in titoli di debito Sovrano ripartite per Stato controparte e portafoglio di classificazione
Paese / portafoglio di classificazione
- Italia
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta 1)
attività finanziarie valutate al fair value
attività finanziarie disponibili per la vendita
crediti
attività finanziarie detenute sino a scadenza
- Germ ania
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta 1)
attività finanziarie valutate al fair value
attività finanziarie disponibili per la vendita
crediti
attività finanziarie detenute sino a scadenza
consistenze al 30.06.2013
Valore nom inale Valore di bilancio
Fair Value
47.283.166
49.271.765
49.170.938
6.165.211
6.552.090
6.552.090
121.096
123.393
123.393
37.734.685
39.350.735
39.350.735
216.415
218.925
184.122
3.045.758
3.026.622
2.960.598
22.775.617
23.258.080
23.265.265
1.393.349
1.412.681
1.412.681
19.365.668
19.807.459
19.807.459
250.600
253.692
253.692
1.766.000
1.784.249
1.791.433
-
-
-
8.019.642
8.350.526
8.350.760
-3.246
13.796
13.796
-
-
-
6.658.929
6.962.697
6.962.697
crediti
847.971
854.661
854.661
attività finanziarie detenute sino a scadenza
515.988
519.373
519.606
5.113.213
6.184.018
6.186.117
-113.005
177.190
177.190
21.827
28.183
28.183
5.067.501
5.838.599
5.838.599
- Polonia
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta 1)
attività finanziarie valutate al fair value
attività finanziarie disponibili per la vendita
- Austria
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta 1)
attività finanziarie valutate al fair value
attività finanziarie disponibili per la vendita
crediti
attività finanziarie detenute sino a scadenza
- Turchia ( 2)
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta 1)
attività finanziarie valutate al fair value
attività finanziarie disponibili per la vendita
crediti
attività finanziarie detenute sino a scadenza
- Repubblica Ceca
-
-
-
136.890
140.047
142.146
2.563.844
2.961.888
2.915.375
-36.780
31.687
31.687
1.969.855
1.969.855
1.777.004
-
-
-
-
823.620
960.345
913.832
2.373.979
2.928.066
2.373.923
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta 1)
549.118
84.157
84.157
attività finanziarie valutate al fair value
482.993
250.047
250.047
1.895.547
2.039.306
2.039.306
-
-
-
409
413
469
1.757.846
1.759.001
1.759.175
30.810
6.447
6.447
-
-
-
1.711.403
1.736.811
1.736.811
crediti
7.085
7.052
7.052
attività finanziarie detenute sino a scadenza
8.549
8.692
8.865
1.056.632
1.115.952
1.115.952
42.136
71.138
71.138
1.014.496
1.044.814
1.044.814
crediti
-
-
-
attività finanziarie detenute sino a scadenza
-
-
-
91.498.027
95.275.154
95.137.561
attività finanziarie disponibili per la vendita
crediti
attività finanziarie detenute sino a scadenza
- Ungheria
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta 1)
attività finanziarie valutate al fair value
attività finanziarie disponibili per la vendita
- Rom ania
attività e passività finanziarie detenute per la negoziazione (esp. netta 1)
attività finanziarie valutate al fair value
attività finanziarie disponibili per la vendita
Totale esposizioni per cassa
-
-
1
( ) Include le esposizioni in Credit Derivatives.
( 2) Ammontare proporzionalizzato in funzione della percentuale di controllo per le esposizioni detenute attraverso joint venture .
8
Per esposizioni Sovrane si intendono i titoli obbligazionari emessi dai governi centrali e locali e dagli enti governativi nonché i prestiti erogati agli stessi. Ai
fini della presente esposizione di rischio sono escluse le eventuali posizioni detenute tramite ABS.
107
I
La vita media residua ponderata delle esposizioni Sovrane elencate nella tabella di dettaglio di cui sopra, suddivisa
tra banking9 e trading book, è la seguente:
Vita m edia residua ponderata
(anni)
Banking book
Trading book
- Italia
2,87
0,85
- Germania
2,36
5,28
- Polonia
4,13
-0,53
- Austria
5,84
7,58
- Turchia
5,29
4,46
- Repubblica Ceca
3,75
1,31
- Ungheria
1,68
-3,74
- Romania
2,09
1,49
Il restante 10% del totale delle esposizioni Sovrane in titoli di debito, pari a 10.777 milioni, sempre riferito al valore di
bilancio al 30 giugno 2013, è suddiviso tra 45 Paesi, tra cui: Spagna (379 milioni), Stati Uniti (142 milioni), Irlanda (52
milioni), Portogallo (30 milioni). Non vi sono esposizioni Sovrane in titoli di debito della Grecia.
Per le esposizioni in questione non si ravvedono evidenze di impairment al 30 giugno 2013.
La tabella sottostante riporta la classificazione dei titoli di debito appartenenti al banking book e la loro rilevanza
percentuale sul totale del portafoglio di appartenenza.
(migliaia di €)
Esposizioni in titoli di debito Sovrano ripartite per portafoglio di attività finanziarie
consistenze al 30.06.2013
Attività finanziarie Attività finanziarie
disponibili per la
valutate al fair
vendita
value
Valore di bilancio
% portafoglio di appartenenza
Crediti
Attività finanziarie
detenute sino a
scadenza
Totale
25.233.346
63.096.155
3.453.676
4.764.409
96.547.586
90,33%
78,71%
0,58%
87,82%
13,54%
Alle esposizioni Sovrane in titoli di debito vanno altresì aggiunti i “finanziamenti”10 erogati a governi centrali e locali ed
agli enti governativi.
9
Il c.d. banking book include le Attività finanziarie valutate al fair value, quelle disponibili per la vendita, quelle detenute sino a scadenza ed i crediti.
Escluse le partite fiscali.
10
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
108
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 5
Nella tabella sottostante è riportato l’ammontare dei finanziamenti del portafoglio crediti al 30 giugno 2013 nei
confronti dei Paesi verso i quali l’esposizione complessiva è superiore a 150 milioni, che rappresentano oltre il 96%
del totale.
Finanziam enti verso controparti Sovrane ripartite per Stato controparte
Paese
(migliaia di €)
consistenze al
30.06.2013
Valore di bilancio
- Germania ( 1)
8.329.648
- Italia
7.501.942
- Austria ( 2)
5.725.205
- Croazia
2.665.380
- Polonia
1.505.150
- Indonesia
507.569
- Ungheria
200.654
- Bosnia-Erzegovina
200.272
- Brasile
189.364
- Serbia
174.315
- Slovenia
Totale esposizioni per cassa
155.995
27.155.493
(1) di cui 975.644 tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione e quelle valutate al fair value.
(2) di cui 227.009 tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione e quelle valutate al fair value.
Si segnala infine che le posizioni assunte o pareggiate attraverso strumenti derivati sono negoziate all’interno di
ISDA master agreement e accompagnate da Credit Support Annexes, che prevedono l’utilizzo di cash collateral o di
titoli stanziabili a basso rischio.
Per maggiori dettagli sulle analisi di sensitivity ai credit spreads e sui risultati di stress test si rimanda agli scenari
“Greece Exit”, "Widespread Contagion", "Sovereign Debt Tension" e “Emerging Markets Slowdown” di cui ai capitoli
2.7 e 2.8. della successiva Sezione 2 – Rischi di mercato, mentre per le politiche di gestione della liquidità si veda la
successiva Sezione 3 – Rischio di liquidità.
109
I
(migliaia di €)
Rischio di credito: informazioni per cassa e fuori bilancio verso banche
CONSISTENZE AL
30.06.2013
ESPOSIZIONI PER CASSA
ATTIVITA' FINANZIARE DI
NEGOZIAZIONE
TIPOLOGIA DI
ESPOSIZIONE/PORTAFOGLIO CONTABILE
ATTIVITA' FINANZIARIE
VALUTATE AL FAIR VALUE
ATTIVITA' FINANZIARIE
DETENUTE FINO ALLA
SCADENZA
ATTIVITA' FINANZIARIE
DISPONIBILI PER LA VENDITA
ATTIVITA' NON CORRENTI E
GRUPPI IN VIA DI DISMISSIONE
CREDITI VERSO BANCHE
ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
a) Sofferenze
-
-
-
-
865
3.859
-
-
281.469
260.452
-
-
-
-
b) Incagli
-
-
-
-
-
-
-
-
10.240
7.746
-
-
-
-
c) Esposizioni ristrutturate
-
-
-
-
-
-
-
-
11.635
12.141
-
-
-
-
d) Esposizioni scadute
-
-
-
-
-
-
-
-
12.708
15.393
-
-
-
-
e) Altre attività
6.933.833
6.431.918
7.036.701
6.257.485
10.865.004
10.119.994
367.056
1.268.218
66.707.745
68.763.170
8.116
60.410
-
-
Totale A
6.933.833
6.431.918
7.036.701
6.257.485
10.865.869
10.123.853
367.056
1.268.218
67.023.797
69.058.902
8.116
60.410
-
-
a) Deteriorate
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
499.729
177.658
b) Altre
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
33.030.923
47.940.126
A. Esposizioni per cassa
B. Esposizioni fuori bilancio
Totale B
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
33.530.652
48.117.784
TOTALE A+B al
30.06.2013
6.933.833
6.431.918
7.036.701
6.257.485
10.865.869
10.123.853
367.056
1.268.218
67.023.797
69.058.902
8.116
60.410
33.530.652
48.117.784
TOTALE A+B al
31.12.2012
6.173.261
6.199.191
6.104.495
7.053.624
10.503.946
9.940.423
785.402
2.441.156
74.560.356
65.570.084
172.055
57.704
50.791.174
72.026.383
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
110
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 5
(migliaia di €)
Rischio di credito: informazioni per cassa e fuori bilancio verso clientela
CONSISTENZE AL
30.06.2013
ESPOSIZIONI PER CASSA
ATTIVITA' FINANZIARIE
VALUTATE AL FAIR
VALUE
ATTIVITA' FINANZIARE
DI NEGOZIAZIONE
ATTIVITA' FINANZIARIE
DISPONIBILI PER LA
VENDITA
ATTIVITA' FINANZIARIE
DETENUTE FINO ALLA
SCADENZA
ATTIVITA' NON
CORRENTI E GRUPPI IN
VIA DI DISMISSIONE
CREDITI VERSO
CLIENTELA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
a) Sofferenze
-
-
-
-
54.043
51.359
15.395
15.545
46.720.362
b) Incagli
-
-
-
-
73.712
41.406
1.992
3.377
23.082.128
2.304
1.524
-
-
3.442
13.362
6.413
2.138
8.120.740
TIPOLOGIA DI
ESPOSIZIONE/PORTAFOGLIO
CONTABILE
ESPOSIZIONI FUORI
BILANCIO
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
ESPOSIZIONE
LORDA
ESPOSIZIONE
MEDIA
45.435.623
-
669.241
-
-
21.840.953
13.904
140.819
-
-
8.100.354
-
32.898
-
-
A. Esposizioni per cassa
c) Esposizioni ristrutturate
d) Esposizioni scadute
-
-
-
-
-
5.720
13
2.806
5.030.121
4.963.072
641
3.739
-
-
e) Altre attività
20.759.512
17.591.753
20.350.466
18.063.554
70.747.483
65.373.472
5.052.200
5.151.453
488.940.472
503.056.688
11.596
622.060
-
-
Totale A
20.761.816
17.593.276
20.350.466
18.063.554
70.878.680
65.485.319
5.076.013
5.175.318
571.893.823
583.396.690
26.141
1.468.758
-
-
a) Deteriorate
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3.698.448
3.546.589
b) Altre
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
198.697.066
199.909.345
B. Esposizioni fuori bilancio
Totale B
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
202.395.514
203.455.934
TOTALE A+B al
30.06.2013
20.761.816
17.593.276
20.350.466
18.063.554
70.878.680
65.485.319
5.076.013
5.175.318
571.893.823
583.396.690
26.141
1.468.758
202.395.514
203.455.934
TOTALE A+B al
31.12.2012
14.575.351
16.898.712
18.392.551
17.475.982
65.248.671
58.856.563
5.439.794
5.339.232
585.325.799
591.619.271
4.365.550
1.472.975
193.443.853
212.477.583
111
I
Distribuzione territoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso banche
(migliaia di €)
CONSISTENZE AL
ITALIA
ESPOSIZIONI/AREE
GEOGRAFICHE
ESPOSIZIONE LORDA
ALTRI PAESI EUROPEI
AMERICA
30.06.2013
ASIA
RESTO DEL MONDO
ESPOSIZIONE NETTA
ESPOSIZIONE LORDA
ESPOSIZIONE NETTA
ESPOSIZIONE LORDA
ESPOSIZIONE NETTA
ESPOSIZIONE LORDA
ESPOSIZIONE NETTA
ESPOSIZIONE LORDA
ESPOSIZIONE NETTA
A. Esposizioni per cassa
a) Sofferenze
-
-
78.156
10.106
28.098
2.128
176.037
117.774
43
-
1.842
917
784
784
-
-
7.614
5.859
-
-
c) Esposizioni ristrutturate
-
-
10.000
-
-
-
1.635
-
-
-
d) Esposizioni scadute
-
-
-
-
-
-
12.708
11.874
-
-
14.151.769
14.150.200
69.290.056
69.281.857
2.827.098
2.826.812
871.254
870.724
4.778.278
4.778.078
14.153.611
14.151.117
69.378.996
69.292.747
2.855.196
2.828.940
1.069.248
1.006.231
4.778.321
4.778.078
b) Incagli
e) Altre esposizioni
TOTALE A
B. Esposizioni "fuori bilancio"
-
-
-
-
-
a) Sofferenze
-
-
-
-
-
-
2.007
2.007
-
-
b) Incagli
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
c) Altre attività deteriorate
-
-
497.473
-
249
249
-
-
-
-
1.214.366
1.214.297
24.890.959
24.886.504
1.030.259
1.030.240
2.020.008
2.019.836
774.511
774.490
1.214.366
1.214.297
25.388.432
24.886.504
1.030.508
1.030.489
2.022.015
2.021.843
774.511
774.490
30.06.2013
15.367.977
15.365.414
94.767.428
94.179.251
3.885.704
3.859.429
3.091.263
3.028.074
5.552.832
5.552.568
31.12.2012
19.863.711
19.861.590
111.159.577
111.039.219
6.182.120
6.146.422
3.468.896
3.402.528
5.072.199
5.069.386
e) Altre esposizioni
TOTALE B
TOTALE (A+B)
TOTALE (A+B)
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
112
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 5
Distribuzione territoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso clientela
(migliaia di €)
CONSISTENZE AL
ITALIA
ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE
ALTRI PAESI EUROPEI
AMERICA
ESPOSIZIONE LORDA
ESPOSIZIONE NETTA
ESPOSIZIONE LORDA
ESPOSIZIONE NETTA
ESPOSIZIONE LORDA
a) Sofferenze
31.845.060
14.521.962
13.781.976
5.879.061
b) Incagli
18.257.429
12.507.391
4.460.297
3.083.407
c) Esposizioni ristrutturate
3.491.932
2.895.816
4.228.147
d) Esposizioni scadute
4.084.747
3.492.824
276.828.788
334.507.956
30.06.2013
ASIA
RESTO DEL MONDO
ESPOSIZIONE NETTA
ESPOSIZIONE LORDA
ESPOSIZIONE NETTA
ESPOSIZIONE LORDA
ESPOSIZIONE NETTA
185.929
57.707
238.311
132.165
738.524
294.857
254.754
165.012
11.761
7.935
187.495
78.329
2.465.833
135.341
55.399
83.849
52.847
193.630
77.904
797.529
657.585
4.825
4.397
187
123
143.487
86.732
275.462.380
298.175.513
297.016.566
7.298.205
7.267.876
3.156.972
3.140.681
20.402.251
20.285.805
308.880.373
321.443.462
309.102.452
7.879.054
7.550.391
3.491.080
3.333.751
21.665.387
20.823.627
226.380
166.475
785.847
489.349
470
469
19.530
13.456
32.133
1.038.330
969.977
157.256
115.315
116.233
63.526
-
-
8.177
2.217
724.276
631.422
521.183
183.073
10
10
-
-
68.623
59.170
64.906.683
63.971.317
99.730.886
99.688.670
3.923.023
3.921.686
1.069.012
1.068.853
28.401.503
28.395.004
66.895.669
65.739.191
101.195.172
100.476.407
4.039.736
3.985.691
1.088.542
1.082.309
28.510.436
28.465.078
401.403.625
374.619.564
422.638.634
409.578.859
11.918.790
11.536.082
4.579.622
4.416.060
50.175.823
49.288.705
394.329.242
367.887.533
424.153.034
411.225.685
12.682.938
12.356.755
9.567.722
8.007.515
44.637.463
43.864.368
A. Esposizioni per cassa
e) Altre esposizioni
TOTALE A
B. Esposizioni
bilancio"
"fuori
a) Sofferenze
b) Incagli
c) Altre attività deteriorate
e) Altre esposizioni
TOTALE B
-
-
-
-
8.687
TOTALE (A+B) AL
30.06.2013
TOTALE (A+B) AL
31.12.2012
113
I
(migliaia di €)
Distribuzione settoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso clientela (prima parte)
CONSISTENZA AL
GOVERNI
ALTRI ENTI PUBBLICI
ESPOSIZIONE
LORDA
RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE
a) Sofferenze
9.094
9.052
b) Incagli
1.409
580
c) Esposizioni ristrutturate
1.463
2
768
Tipologia di esposizione/Aree
controparti
30.06.2013
ESPOSIZIONE
LORDA
RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE
42
28.337
829
155.126
1.461
73
81.626.792
SOCIETA' FINANZIARIE
ESPOSIZIONE
NETTA
ESPOSIZIONE
LORDA
RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE
ESPOSIZIONE
NETTA
18.892
9.445
628.072
454.346
173.726
21.600
133.526
412.530
144.602
267.928
12.403
6.587
5.816
129.283
62.844
66.439
695
66.276
10.463
55.813
120.945
30.277
90.668
20.520
81.606.272
37.939.403
119.163
37.820.240
72.990.035
405.652
72.584.383
81.639.526
30.227
81.609.299
38.201.545
176.705
38.024.840
74.280.865
1.097.721
73.183.144
ESPOSIZIONE
NETTA
A. Esposizioni per cassa
d) Esposizioni scadute
e) Altre esposizioni
TOTALE A
B. Esposizioni "fuori
bilancio"
a) Sofferenze
85
85
-
8
6
2
43.896
10.873
33.023
b) Incagli
-
-
-
18.665
-
18.665
48.499
2.258
46.241
c) Altre attività deteriorate
-
-
-
303
56
247
4.927
106
4.821
2.981.210
167
2.981.043
13.850.512
2.642
13.847.870
36.816.280
921.000
35.895.280
e) Altre esposizioni
TOTALE B
2.981.295
252
2.981.043
13.869.488
2.704
13.866.784
36.913.602
934.237
35.979.365
TOTALE (A+B) AL
30.06.2013
84.620.821
30.479
84.590.342
52.071.033
179.409
51.891.624
111.194.467
2.031.958
109.162.509
TOTALE (A+B) AL
31.12.2012
78.379.084
29.602
78.349.482
51.550.029
181.127
51.368.902
109.417.043
2.137.122
107.279.921
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
114
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 5
Distribuzione settoriale delle esposizioni per cassa e fuori bilancio verso clientela (seconda parte)
CONSISTENZA AL
SOCIETA' DI ASSICURAZIONE
Tipologia di esposizione/Aree
controparti
(migliaia di €)
30.06.2013
IMPRESE NON FINANZIARIE
ALTRI SOGGETTI
ESPOSIZIONE
LORDA
RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE
ESPOSIZIONE
NETTA
ESPOSIZIONE
LORDA
RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE
ESPOSIZIONE
NETTA
ESPOSIZIONE
LORDA
RETTIFICHE DI
VALORE
COMPLESSIVE
ESPOSIZIONE
NETTA
25.682
13.501
12.181
32.024.007
17.146.511
14.877.496
14.074.608
8.261.746
5.812.862
2.068
397
1.671
18.329.996
5.494.547
12.835.449
4.270.607
1.667.936
2.602.671
-
-
-
7.691.543
2.440.223
5.251.320
298.207
75.444
222.763
291
48
243
3.688.113
494.822
3.193.291
1.154.382
253.431
900.951
1.904.382
3.917
1.900.465
254.975.593
1.243.638
253.731.955
156.425.524
895.531
155.529.993
1.932.423
17.863
1.914.560
316.709.252
26.819.741
289.889.511
176.223.328
11.154.088
165.069.240
A. Esposizioni per cassa
a) Sofferenze
b) Incagli
c) Esposizioni ristrutturate
d) Esposizioni scadute
e) Altre esposizioni
TOTALE A
B. Esposizioni "fuori
bilancio"
a) Sofferenze
123
27
96
962.616
341.888
620.728
57.632
33.045
24.587
b) Incagli
4
2
2
1.219.814
144.075
1.075.739
33.015
22.627
10.388
c) Altre attività deteriorate
-
-
-
1.288.864
424.981
863.883
19.997
15.273
4.724
875.825
341
875.484
100.918.953
49.293
100.869.660
42.588.327
12.134
42.576.193
e) Altre esposizioni
TOTALE B
875.952
370
875.582
104.390.247
960.237
103.430.010
42.698.971
83.079
42.615.892
TOTALE (A+B) AL
30.06.2013
2.808.375
18.233
2.790.142
421.099.499
27.779.978
393.319.521
218.922.299
11.237.167
207.685.132
TOTALE (A+B) AL
31.12.2012
2.221.258
21.869
2.199.389
434.846.558
29.128.480
405.718.078
208.956.427
10.530.343
198.426.084
115
I
Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività
finanziarie
CONSISTENZE AL
(migliaia di €)
30.06.2013
VOCI/SCAGLIONI
TEMPORALI
A VISTA
DA OLTRE 1
GIORNO A 7
GIORNI
DA OLTRE 7
GIORNI A 15
GIORNI
DA OLTRE
15 GIORNI A
1 MESE
DA OLTRE 1
MESE FINO
A 3 MESI
DA OLTRE 3
MESI FINO A
6 MESI
DA OLTRE 6
MESI FINO
A 1 ANNO
DA OLTRE 1
ANNO FINO
A 5 ANNI
OLTRE
5 ANNI
DURATA
INDETERMINATA
Attività per cassa
113.527.585
17.460.036
13.680.168
26.414.099
45.954.988
40.389.183
58.980.043
223.267.535
200.847.674
16.641.843
262.844
430.547
826.781
1.041.534
4.141.733
2.846.487
11.373.993
38.386.796
14.792.064
2.291
86.400
3.379.473
373.066
347.688
1.812.987
1.644.457
7.268.980
37.828.233
22.929.630
174.956
85.861
17.631
25.024.877
39.981.218
35.898.239
40.251.209
147.034.875
163.125.980
13.940.104
A.1 Titoli di Stato
A.2 Altri titoli di debito
A.3 Quote O.I.C.R.
917.378
17
112.260.963
13.649.999
12.480.321
- Banche
31.944.772
3.729.765
2.838.793
3.802.373
4.224.860
3.420.474
2.370.078
803.485
1.264.952
9.135.981
- Clientela
80.316.191
9.920.234
9.641.528
21.222.504
35.756.358
32.477.765
37.881.131
146.231.390
161.861.028
4.804.123
Passività per cassa
286.215.488
16.918.957
12.768.844
32.132.448
70.874.158
34.005.253
47.602.432
153.938.296
51.996.375
8.004.557
B.1 Conti correnti
e depositi
71.965
A.4 Finanziamenti
19.050
2.524.492
260.022.896
5.714.072
6.488.215
12.079.812
39.871.870
15.436.312
18.063.019
14.779.301
1.492.875
- Banche
16.618.985
1.752.291
596.704
2.426.069
3.940.818
881.470
847.258
3.646.453
332.659
8.819
- Clientela
243.403.911
3.961.781
5.891.511
9.653.743
35.931.052
14.554.842
17.215.761
11.132.848
1.160.216
63.146
B.2 Titoli di debito
229.401
425.995
485.380
2.674.029
7.667.078
7.325.185
19.616.879
93.883.949
34.512.567
1.832.952
B.3 Altre passività
25.963.191
10.778.890
5.795.249
17.378.607
23.335.210
11.243.756
9.922.534
45.275.046
15.990.933
6.099.640
- Posizioni lunghe
3.082.999
9.571.194
9.986.854
15.430.848
34.076.168
27.935.512
27.833.227
16.434.773
4.065.946
20.402
- Posizioni corte
3.231.921
9.248.183
10.020.823
15.373.211
34.006.113
28.871.796
27.896.972
17.375.342
3.921.433
20.015
- Posizioni lunghe
37.590.023
2.465.667
897.952
2.947.891
10.623.386
3.743.691
3.646.861
14.367.363
8.937.907
36.216
- Posizioni corte
35.584.501
2.523.803
898.302
2.967.515
10.636.473
3.723.681
3.698.959
14.402.863
8.923.099
36.216
8.699.494
4.257.715
68.812
-
718.687
205.000
401
5.978.159
3.421.931
148.332
2.370.750
1.368.754
244.851
410.528
6.000
- Posizioni lunghe
34.352.729
6.267.031
801.448
2.620.259
4.462.339
10.499.665
5.181.113
26.425.164
3.161.698
1.528.542
- Posizioni corte
58.247.935
2.174.348
913.147
2.308.139
2.780.556
6.880.500
5.700.908
13.687.691
1.089.329
1.517.434
C.5 Garanzie finanziarie
rilasciate
1.665.412
16.965
4.121
45.320
130.982
143.468
370.020
656.865
578.199
C.6 Garanzie finanziarie
ricevute
9.377.583
5.245
7.961
10.064
32.673
564.648
4.234.906
109.358.562
36.585.619
423.000
4.830.000
5.166.000
8.563.000
43.336.000
1.484.400
426.000
4.742.000
5.270.000
7.956.000
44.885.000
1.809.400
197.000
Operazioni "fuori
bilancio"
C.1 Derivati finanziari con
scambio di capitale
C.2 Derivati finanziari
senza scambio di capitale
C.3 Depositi e
finanziamenti da ricevere
- Posizioni lunghe
- Posizioni corte
C.4 Impegni irrevocabili a
erogare fondi
C.7 Derivati creditizi con
scambio di capitale
- Posizioni lunghe
- Posizioni corte
5.000
C.8 Derivati creditizi
senza scambio di capitale
- Posizioni lunghe
32.789
54.000
152.000
231.178
493.013
1.976.100
- Posizioni corte
32.789
1.000
33.000
120.179
280.014
676.100
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
116
AL 30 GIUGNO 2013
Esposizone per cassa: dinam ica delle rettifiche di valore com plessive
Movim enti del 1° sem estre 2013
Esposizioni verso banche
Causali/Categorie
S o f f e re nze
A. Rettifiche com plessive iniziali
B. Variazioni in aum ento
B.1 Rettifiche di valore
B.1. bis Perdite da cessione (+)
B.2 Trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate
B.3 Altre variazioni in aumento
C. Variazioni in dim inuzione
C.1 Riprese di valore da valutazione
C.2 Riprese di valore da incasso
C.2 bis Utili da cessione (-)
C.3 Cancellazioni
C.4 Trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate
C.5 Altre variazioni in diminuzione
D. Rettifiche com plessive finali
175.117
8.968
8.311
0
0
657
31.759
1
7.938
0
8.323
0
15.497
152.326
Inc a gli
1.763
4.685
1.013
0
1.482
2.190
3.768
0
148
0
2.650
740
230
2.680
E s po s izio ni
ris t rut t ura t e
11.565
70
0
0
0
70
0
0
0
0
0
0
0
11.635
Esposizioni verso clientela
E s po s izio n
i s c a dut e
1.538
799
14
0
740
45
1.503
0
21
0
0
1.482
0
834
T o t a le
S o f f e re nze
189.983 26.437.399
14.522 4.582.649
9.338 2.432.932
0
4.421
2.222 1.672.271
2.962
473.025
37.030 5.116.000
1
552.972
8.107
684.403
0
2.531
10.973 2.330.948
2.222
53.997
15.727 1.491.149
167.475 25.904.048
Inc a gli
7.522.459
2.539.427
1.626.549
0
596.563
316.315
2.732.224
279.056
273.556
0
202.247
1.634.018
343.347
7.329.662
E s po s izio ni
ris t rut t ura t e
2.539.782
628.259
408.516
0
81.536
138.207
582.941
29.340
161.255
0
13.815
350.521
28.010
2.585.100
E s po s izio n
i s c a dut e
T o t a le
783.427 37.283.067
655.928 8.406.263
450.758 4.918.755
0
4.421
40.568 2.390.938
164.602 1.092.149
650.241 9.081.406
42.061
903.429
52.001 1.171.215
49
2.580
28.301 2.575.311
352.402 2.390.938
175.427 2.037.933
789.114 36.607.924
Le rettifiche nette di valore riferite al solo Gruppo Bancario, comprensive di quelle relative alle “Altre esposizioni”, imputate al conto economico nel primo semestre del 2013 ammontano a:
- Crediti verso banche (riprese di valore): 1.000 migliaia di euro;
- Crediti verso clientela: 2.867.115migliaia di euro.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
118
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 6
I
Tavola 6 - Rischio di credito: informazioni
relative ai portafogli assoggettati al
metodo standardizzato e alle esposizioni
creditizie specializzate e in strumenti di
capitale nell’ambito dei metodi IRB
Informativa qualitativa
Rischio di credito – metodologia standardizzata
Elenco delle ECAI (Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito - External Credit Assessment Institution) ed ECA
(Agenzia per il credito all’esportazione - Export Credit Agency) utilizzate nella metodologia standardizzata e dei portafogli in
cui sono applicati i rating delle stesse.
Rischio di credito
Portafogli
ECA / ECAI
Caratteristiche
del rating11
Esposizioni verso
amministrazioni centrali e
banche centrali
Esposizioni verso organizzazioni
internazionali
Esposizioni verso banche
multilaterali di sviluppo
Esposizioni verso imprese ed
altri soggetti
Esposizioni verso organismi di
investimento collettivo del
risparmio (OICR)
- Fitch Ratings;
- Moody's Investor Services;
- Standard and Poor's Rating
Services
Solicited e Unsolicited
L’elenco riguardante le Cartolarizzazioni è riportato in Tavola 10.
11
•
•
119
solicited rating: il rating rilasciato sulla base di una richiesta del soggetto valutato e verso un corrispettivo. Sono equiparati ai
solicited rating i rating rilasciati in assenza di richiesta qualora precedentemente il soggetto abbia ottenuto un solicited rating dalla
medesima ECAI;
unsolicited rating: il rating rilasciato in assenza di richiesta del soggetto valutato e di corresponsione di un corrispettivo.
Informativa quantitativa
(migliaia di €)
DistribuzIone delle esposizioni: metodologia standardizzata
CONSISTENZE AL
30.06.2013
ESPOSIZIONE
CON
ATTENUAZIONE
DEL RISCHIO DI
CREDITO
PORTAFOGLIO REGOLAMENTARE
A.1.1. Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e banche centrali
A.1.2. Esposizioni verso o garantite da enti territoriali
A.1.3. Esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed enti del
settore pubblico
CONSISTENZE AL
ESPOSIZIONE
SENZA
ATTENUAZIONE
DEL RISCHIO DI
CREDITO
31.12.2012
ESPOSIZIONE
CON
ATTENUAZIONE
DEL RISCHIO DI
CREDITO
ESPOSIZIONE
SENZA
ATTENUAZIONE
DEL RISCHIO DI
CREDITO
451.404.333
470.808.433
479.092.249
491.130.570
118.490.083
119.065.374
127.065.503
127.745.477
55.849.509
55.895.501
56.318.213
56.366.873
15.096.890
15.229.874
13.414.722
13.569.675
A.1.4. Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo
572.618
596.127
495.675
517.926
A.1.5. Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali
119.703
119.703
4
4
15.564.626
26.299.695
22.300.751
23.739.130
A.1.6. Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati
A.1.7. Esposizioni verso o garantite da imprese
104.985.179
109.184.123
119.249.725
124.729.779
A.1.8. Esposizioni al dettaglio
68.657.171
71.481.231
63.242.548
66.718.708
A.1.9. Esposizioni garantite da immobili
24.186.783
24.188.602
27.636.203
27.641.059
A.1.10. Esposizioni scadute
11.025.328
11.037.001
11.725.983
11.782.325
A.1.11. Esposizioni ad alto rischio
1.891.883
1.891.908
2.006.938
2.007.480
A.1.12. Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie garantite
1.833.978
1.833.978
1.675.496
1.675.496
651.247
651.247
740.347
740.347
A.1.13. Esposizioni a breve termine verso imprese
A.1.14. Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio
(OICR)
A.1.15. Altre esposizioni
5.187.363
5.367.358
4.819.741
4.857.715
27.291.972
27.966.711
28.400.400
29.038.576
Nella presente tabella le “Garanzie rilasciate e impegni a erogare fondi” sono state considerate al valore nominale
dell’esposizione .
(migliaia di €)
Finanziamenti specializzati
VALORE DELL'ESPOSIZIONE AL
DURATA RESIDUA/GIUDIZIO
30.06.2013
CATEGORIE REGOLAMENTARI
1 - FORTE
Durata residua inferiore a 2,5 anni
Durata residua pari o superiore a 2,5 anni
2 - BUONO
3 - SUFFICIENTE
4 - DEBOLE
5 - DEFAULT
-
-
-
-
-
81.560
283.718
98.377
20.526
210.577
Totale finanziamenti specializzati al
30.06.2013
81.560
283.718
98.377
20.526
210.577
Totale finanziamenti specializzati al
31.12.2012
81.427
172.224
128.421
21.796
188.011
(migliaia di €)
Strumenti di capitale - metodo della ponderazione semplice
CATEGORIE
PONDERAZIONI
VALORE
DELL'ESPOSIZIONE AL
VALORE
DELL'ESPOSIZIONE AL
30.06.2013
31.12.2012
Strumenti di private equity detenuti in forma sufficientemente diversificata
190%
246.288
Strumenti di capitale quotati sui mercati regolamentati
290%
9.379
23.882
Altri strumenti di capitale
370%
220.983
156.304
476.650
443.866
Totale strumenti di capitale
263.680
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
120
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 6
I
(migliaia di €)
Metodologia standardizzata delle attività di rischio
PORTAFOGLI
Esposizioni verso o garantite da
Amministrazioni Centrali e Banche
Centrali
- classe di merito creditizio 1
- classe di merito creditizio 2
- classe di merito creditizio 3
- classi di merito creditizio 4 e 5
- classe di merito creditizio 6
Esposizioni verso o garantite da Enti
territoriali
- classe di merito creditizio 1
- classe di merito creditizio 2
- classe di merito creditizio 3
- classi di merito creditizio 4 e 5
- classe di merito creditizio 6
Esposizioni verso o garantite da Enti
senza scopo di lucro ed Enti del
settore pubblico
- classe di merito creditizio 1
- classe di merito creditizio 2
- classe di merito creditizio 3
- classi di merito creditizio 4 e 5
- classe di merito creditizio 6
Esposizioni verso o garantite da
Banche multilaterali di sviluppo
- classe di merito creditizio 1
- classe di merito creditizio 2
- classe di merito creditizio 3
- classi di merito creditizio 4 e 5
- classe di merito creditizio 6
Esposizioni verso o garantite da
Organizzazioni internazionali
Esposizioni verso o garantite da
Intermediari vigilati
- classe di merito creditizio 1
- classe di merito creditizio 2
- classe di merito creditizio 3
- classi di merito creditizio 4 e 5
- classe di merito creditizio 6
Esposizioni verso o garantite da
Imprese
- classe di merito creditizio 1
- classe di merito creditizio 2
- classi di merito creditizio 3 e 4
- classi di merito creditizio 5 e 6
Esposizioni al dettaglio
Esposizioni garantite da immobili
Esposizioni scadute
Esposizioni ad alto rischio
Esposizioni sotto forma di
obbligazioni bancarie garantite
Esposizioni a breve termine verso
imprese
- classe di merito creditizio 1
- classe di merito creditizio 2
- classe di merito creditizio 3
- classi di merito creditizio da 4 a 6
Esposizioni verso Organismi di
investimento collettivo del risparmio
(O.I.C.R.)
- classe di merito creditizio 1
- classe di merito creditizio 2
- classi di merito creditizio 3 e 4
- classi di merito creditizio 5 e 6
Altre esposizioni
Totale attività di rischio per cassa
Totale garanzie rilasciate e impegni a
erogare fondi
Totale contratti derivati
Totale operazioni SFT e operazioni
con regolamento a lungo termine
Compensazione tra prodotti diversi
Totale generale
121
CONSISTENZE AL 30.06.2013
ESPOSIZIONI GARANTITE
VALORE
GARANZIA
GARANZIA
DERIVATI SU
DELL'ESPOSIZIONE
REALE
PERSONALE
CREDITI
CONSISTENZE AL
31.12.2012
ESPOSIZIONI GARANTITE
VALORE
GARANZIA
GARANZIA
DERIVATI SU
DELL'ESPOSIZIONE
REALE
PERSONALE
CREDITI
106.560.251
593.528
7.867.804
1.976.311
-
941.265
-
3.864.837
-
-
112.454.781
3.152.836
9.109.410
597.115
-
831.500
-
4.498.728
-
-
49.866.383
150.859
378.443
-
45.992
-
3.631.252
-
-
51.052.711
153.793
417.982
-
48.331
-
3.670.372
-
-
6.916.007
110.315
5.788.424
22
136.555
-
1.584.197
-
-
5.324.230
221.108
4.918.686
-
157.068
-
2.390.815
-
-
524.544
-
1
-
2.746
-
-
446.844
-
1
-
2.708
-
-
119.700
-
-
-
4
-
-
-
7.889.549
1.935.964
2.013.206
618
12.363.355
-
219.947
-
9.378
-
9.984.690
1.497.503
2.330.114
88
3.935.739
-
234.913
-
-
1.754.387
2.550.506
70.324.130
159.996
43.499.224
23.573.394
10.893.477
1.891.081
3.750.711
3.350.170
1.872.787
84.105
26
2.170.017
509.286
45.258
8.477
-
-
1.808.210
3.367.014
78.492.975
140.571
41.387.208
27.073.654
11.436.700
2.006.021
4.957.279
4.157.669
3.048.580
97.612
542
2.246.755
440.794
31.360
6.385
-
-
1.833.978
1
2.571
-
1.675.496
1
2.571
-
413.477
212.325
4.422
21.023
1
-
-
-
161.814
567.961
10.572
-
1
-
-
-
335.963
3.855.564
516.731
27.218.432
353.635.220
179.996
2
5.893.503
10.912.981
9.378
293.905
3.778.324
348.117
28.322.603
370.769.087
37.975
8
7.282.637
11.690
12.267.503
-
16.553.455
8.298.657
713.148
93.920
1.125.607
-
-
17.669.110
11.489.416
1.306.132
119.294
1.269.588
-
-
3.159.164
103.538
381.750.034
16.024.396
22.724.967
12.038.588
9.378
2.403.895
201.529
402.533.037
8.564.243
17.272.306
13.537.091
-
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
122
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Tavola 7 – Rischio di credito: informativa
sui portafogli cui si applicano gli approcci
IRB
Informativa qualitativa
Con provvedimento N. 365138 del 28 marzo 2008 Banca d’Italia ha autorizzato il Gruppo UniCredit all’utilizzo dei metodi
avanzati per la determinazione del requisito patrimoniale sui rischi di credito e sui rischi operativi.
Con specifico riferimento al rischio di credito, il Gruppo è attualmente autorizzato ad utilizzare le stime interne dei parametri
PD, LGD ed EAD per il portafoglio crediti di Gruppo (Stati Sovrani, Banche, Multinazionali e transazioni di Global Project
Finance) e per i portafogli creditizi locali delle principali banche del Gruppo (Imprese ed Esposizioni al dettaglio).
Relativamente alle imprese clienti delle banche italiane del Gruppo, sono attualmente in uso i parametri di EAD
regolamentare.
In una prima fase, dette metodologie sono state adottate dalla Capogruppo e da alcune controllate italiane, confluite nel 2010
in UniCredit S.p.A. (UCI) per effetto dell’operazione societaria “One4C”, nonché da UniCredit Bank AG (UCB AG) e da
UniCredit Bank Austria AG (BA AG). In coerenza con il piano di estensione progressiva dei metodi IRB approvato dal Gruppo
e comunicato all’Autorità di Vigilanza (Roll-out Plan), a partire dal 2008 tali metodi sono stati estesi ed autorizzati anche ad
UniCredit Credit Management Bank S.p.A., UniCredit Bank Luxembourg S.A, UniCredit Banka Slovenija d.d., UniCredit
Bulbank AD, UniCredit Bank Czech Republic a.s., UniCredit Bank Ireland p.l.c, UniCredit Bank Hungary, UniCredit Tiriac
Bank a.s. e UniCredit Bank Slovakia a.s.. L’adozione dei sistemi IRB da parte delle rimanenti società avverrà secondo lo
stesso piano.
La presente informativa qualitativa è strutturata illustrando i sistemi di rating autorizzati dagli Organi di Vigilanza per classe di
attività prevalente.
Il seguente schema riassuntivo presenta i sistemi di rating in uso nel Gruppo con l’indicazione della classe di attività di
riferimento e delle Entità in cui sono utilizzati.
123
Intermediari Vigilati
Sistema di Rating
Stati Sovrani (PD, LGD,EAD)
Groupwide
Asset class Prevalente
Amministrazioni centrali e banche
centrali
Banche (PD, LGD,EAD)
Multinational (PD, LGD, EAD)
Entità
UCI, UCB AG , BA, UCB CZ*, UCB SK*, UCB
RO*
UCI, UCB AG, BA, UCB Lux, UCB Slo*, UCB
IE*, UCB BG*, UCB CZ*, UCB HU(*) (**), UCB
SK*, UCB RO*
UCI, UCB AG, BA, UCB Lux, UCB Slo*, UCB
BG*, UCB CZ*, UCB HU*, UCB SK*, UCB RO*
UCI, UCB AG, BA, UCB CZ*
UCI, UCCMB
UCB AG, UCB Lux
UCB AG
UCB AG
UCB AG, UCB Lux
UCB AG
UCB AG
BA
BA, UCB CZ*
Local
Global Project Finance (PD, LGD, EAD)
Rating Integrato Corporate RIC (PD, LGD)
Mid Corporate (PD, LGD, EAD)
Foreign Small and Mediumsized Enterprises (PD, LGD, EAD)
Income Producing Real Estate (IPRE) (PD, LGD, EAD)
Acquisition and Leverage Finance (PD, LGD, EAD)
Global Shipping (PD, LGD, EAD)
Wind Project Finance (PD, LGD, EAD)
Imprese
Mid Corporate (PD, LGD, EAD)
IPRE (PD, LGD, EAD)
Income Producing Real Estate (IPRE) (Slotting criteria) (PD,
UCB BG*
LGD, EAD)
Non Profit (PD, LGD, EAD)
BA
Mid-Corporate (PD)
UCB HU*
Mid-Corporate (PD)
UCB Slo*
Mid-Corporate (PD)
UCB CZ*
Mid-Corporate (PD)
UCB BG*
Mid-Corporate (PD)
UCB SK*
Mid-Corporate (PD)
UCB RO*
Amministrazioni centrali e banche
Other minor rating systems (Public Sector Entities,
UCB CZ*
centrali/Imprese
Municipalities, Religious Companies, Leasing) (PD)
Imprese/Esposizioni al dettaglio
Commercial Real Estate Finance (PD, LGD, EAD)
UCB AG, UCB Lux
Rating Integrato Small Business RISB (PD, LGD)
UCI, UCCMB
Rating Integrato Privati (RIP) Mutui Ipotecari (PD, LGD, EAD)
UCI, UCCMB
Scoperti di conto e Carte di Credito (PD, LGD, EAD)***
UCI, UCCMB
Prestiti Personali (PD, LGD, EAD)***
UCI, UCCMB
Esposizioni al dettaglio
Small Business (PD, LGD, EAD)
UCB AG
Private Individuals (PD, LGD, EAD)
UCB AG
Small Business (PD, LGD, EAD)
BA
Private Individuals (PD, LGD, EAD)
BA
Cartolarizzazioni
Asset Backed Commercial Paper (PD, LGD, EAD)
UCB AG
(*) Queste banche sono attualmente autorizzate all’utilizzo dell’approccio IRB Foundation e dunque utilizzano solo la stima interna di PD ai fini
del calcolo del requisito patrimoniale
(**) per tale paese il sistema di rating GW BANKS è stato autorizzato dagli organi di vigilanza locali per la sola parte del modello relativa alle
banche commercial ad esclusione del segmento Securities Industry
(***) Sistemi autorizzati dal 2010 il cui utilizzo IRB a fini regolamentari è prudenzialmente previsto al completamento dell’attività di revisione dei
suddetti modelli.
Legenda:
UCI UniCredit Spa
UCCMB UniCredit Credit Management Bank
UCB AG UniCredit Bank AG
BA UniCredit Bank Austria AG
UCB IE UniCredit Bank Ireland p.l.c.
UCB Lux UniCredit Bank Luxembourg S.A.
UCB Slo UniCredit Banka Slovenija d.d.
UCB BG UniCredit Bulbank AD
UCB CZ UniCredit Bank Czech Republic, a.s.
UCB HU UniCredit Hungary
UCB SK UniCredit Bank Slovakia a.s.
UCB RO UniCredit Tiriac Bank a.s.
Nel mese di Gennaio 2013 il Gruppo ha ottenuto l’autorizzazione all’utilizzo del sistema di rating Group wide per le
esposizioni appartenenti al segmento Global Project Finance in UniCredit Bank Austria.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
124
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Nel corso del primo semestre 2013 sono state inoltre autorizzate l’estensione di ulteriori sistemi di rating nella controllata
UniCredit Luxembourg SA12 e l’adozione dell’approccio IRB avanzato per i segmenti Banche, Corporate e Small Business
nella società UniCredit Leasing GmbH, controllata da UniCredit Bank A.G., e nelle sue sotto-controllate Structured Lease
GmbH, UniCredit Leasing Aviation GmbH and UniCredit Leasing Finance GmbH; in entrambi i casi l’utilizzo a fini
regolamentari sarà introdotto nel secondo semestre 2013.
La necessità di avere una visione comune e condivisa della rischiosità dei clienti a livello di Gruppo, ha richiesto l’introduzione
di una Master Scale di Gruppo al fine di incrementare la comunicazione e l’efficacia delle decisioni nel processo di
erogazione e reporting gestionale.
Tale Master Scale, è stata realizzata allo scopo di:
•
consentire ai gestori del rischio e della relazione di comunicare con un linguaggio comune;
•
garantire la coerenza delle decisioni di Credito, anche nel caso in cui si basino sulle classi di rating (RC) e non sulle
PD;
•
consentire la definizione di politiche del credito / linee guida senza dare spazio ad ambiguità.
La Rating Master Scale di Gruppo, integrata nelle Regole di Governance di Gruppo con l’Ordine di Servizio n.488 di dicembre
2010, si basa sulle seguenti assunzioni:
•
le classi di rating Investment grade / non-investment grade sono chiaramente separate.
•
il range di PD è sufficientemente ampio (da AAA fino a Default) e le classi di default corrispondono a quelle definite
da Banca d’Italia
•
la Rating Master Scale di Gruppo si basa sulla scala di rating di Standard and Poor’s: le classi Investment grade
sono strettamente allineate con le classi di PD di S&P's; mentre le classi di rating Non-investment sono più
granulari.
La Rating Master Scale di Gruppo è utilizzata solo ai fini di reporting gestionale, quindi non ha impatto sui sistemi di rating
interni (IRB) sulla loro compliance con i requisiti previsti dall’Accordo di Basilea e sul loro piano di estensione progressiva. La
metodologia di calcolo delle attività ponderate per il rischio, delle perdite attese, e degli accantonamenti non cambia. Non c’è
inoltre impatto sul pricing dei prestiti e non è necessario effettuare una ricalibrazione dei modelli di rating esistenti.
Tutti i sistemi di rating interno adottati dal Gruppo rappresentano una componente fondamentale dei processi decisionali e di
governance del rischio di credito. In particolare le aree di maggiore utilizzo dei rating sono le seguenti:
•
il processo creditizio, nelle diverse fasi:
o
concessione/riesame. L’assegnazione dei rating interni rappresenta un momento fondamentale nel
processo di valutazione del merito creditizio della controparte/transazione e costituisce la fase
preliminare per la concessione/riesame delle linee di credito. Il rating, assegnato prima della delibera,
viene reso disponibile nell’ambito del processo di erogazione, integrato, in maniera sostanziale, nella
valutazione e commentato nella proposta creditizia. Pertanto il rating rappresenta, di norma, un fattore
fondamentale, unitamente all’ammontare delle esposizioni creditizie, per definire l’Organo competente
per la delibera.
o
monitoraggio. Il processo di monitoraggio creditizio è finalizzato ad individuare ed a reagire
tempestivamente ai primi sintomi di possibile deterioramento della qualità creditizia del cliente,
consentendo pertanto di intervenire nella fase antecedente all’effettivo stato di default (quando cioè
esiste ancora la possibilità di recupero della creditoria). Le azioni si focalizzano principalmente sul
controllo andamentale dell’esposizione, fino a giungere, laddove necessario, al totale disimpegno nei
confronti del cliente. Oltre a determinare un positivo impatto in termini di EAD, la fase di monitoraggio
consente l’ottimizzazione delle condizioni per una eventuale successiva fase di recupero, tramite
richiesta di garanzie aggiuntive, nei limiti consentiti dalla normativa locale, con conseguente riduzione
della LGD.
o
recupero crediti. La valutazione della strategia da adottare è finalizzata alla determinazione del piano di
recupero, delle previsioni di perdita, dei flussi di cassa netti attesi (dopo l’escussione delle garanzie reali
e personali) e di tutte le altre grandezze rilevanti al fine del calcolo del Valore Attuale Netto (“NPV”), sulla
base delle relative ipotesi prudenziali di recupero, tenendo conto di tutti i costi connessi e delle
probabilità di insuccesso della strategia. Tale valutazione va svolta anche in un’ottica di LGD stimata. La
LGD è anche la base per determinare il prezzo da assegnare ai crediti non-performing da trasferire ad
UniCredit Credit Management Bank
•
le politiche di accantonamento. Per la clientela in bonis è stata adottata la metodologia delle perdite “sostenute”
ma non “riportate” (“Incurred but not reported losses”, IBNR), che utilizza i valori della perdita attesa mediante il
parametro Loss Confirmation Period (LCP) per il calcolo degli accantonamenti. Per le controparti classificate a
default, deve essere sempre assicurata una coerenza tra accantonamenti, calcolo dell’NPV e informazione storica
sulle perdite per tipologia simile d’impiego
•
la gestione ed allocazione del capitale. Il rating è elemento essenziale anche per quanto attiene al processo di
quantificazione, gestione ed allocazione del capitale. In particolare, gli output dei sistemi di rating vengono integrati,
a livello di Capogruppo, con riferimento al Gruppo nel suo complesso, nei processi volti alla misurazione del
capitale (sia regolamentare sia economico) ed alla gestione del medesimo, come pure in quelli volti alla
determinazione delle misure “risk adjusted performance” e del conto economico rettificato a fini di pianificazione
strategica.
12
In particolare con riferimento ai sistemi Groupwide per i segmenti Sovereign, Global Project Finance, Securities Industry e Corporate Treasury e Funding Vehicles ed
ai sistemi locali per le esposizioni Income Producing Real Estate, Foreign Small and Medium-Sized Enterprises, Small Business e Wealthy Private.
125
•
•
la pianificazione strategica. La rischiosità della clientela rappresenta un driver rilevante nel contesto della
pianificazione strategica, del budgeting e delle previsioni, per la quantificazione dell’RWA, delle rettifiche nette di
conto economico e degli impieghi di stato patrimoniale.
la reportistica. Vengono prodotti specifici report per l’Alta Direzione a livello consolidato / divisionale / regionale e
per singola Entità, che mostrano l’andamento del portafoglio di rischio di credito, fornendo informazioni sulla
Esposizione a Default, Perdita Attesa, PD e LGD medie per i diversi segmenti di clientela, in accordo con i sistemi
di rating interni implementati. I rating sono inoltre utilizzati nella definizione del pricing e degli MBO da assegnare ai
gestori, nonché nell’identificazione dei clienti con EVA negativo, su cui vengono adottate azioni mirate.
Per il raggiungimento della compliance alla normativa di Basilea II, il Gruppo UniCredit ha effettuato specifiche attività
finalizzate a definire e soddisfare i requisiti necessari per l’applicazione delle tecniche di Credit Risk Mitigation (CRM). Si è
infatti proceduto alla:
•
emanazione di policy interne che rappresentano il recepimento, l’interpretazione e l’interiorizzazione dei requisiti
normativi della CRM all’interno del Gruppo. La produzione di questa documentazione ha perseguito diversi obiettivi,
volti ad incoraggiare l’ottimizzazione della gestione delle garanzie ed a definire le regole di ammissibilità,
valutazione, monitoraggio e gestione delle garanzie personali e reali in linea con i requisiti generali e specifici
stabiliti dall’Autorità di Vigilanza;
•
integrazione delle citate policy nei processi di acquisizione e gestione delle garanzie all’interno del Gruppo, con
particolare enfasi sui processi volti al soddisfacimento del requisito di certezza giuridica;
•
implementazione di adeguati strumenti IT a supporto del processo di gestione delle garanzie, a partire dalla fase di
valutazione ed acquisizione delle garanzie, sino a quella di monitoraggio ed escussione delle stesse.
L’implementazione del sistema informativo ha permesso di gestire, raccogliere ed archiviare i dati necessari alla
verifica del soddisfacimento dei requisiti richiesti per l’ammissibilità ai fini regolamentari ed al calcolo degli indicatori
di rischio.
Per maggiori dettagli sulla gestione del processo di riconoscimento delle tecniche di attenuazione del rischio di credito si
faccia riferimento alla Tavola 8 “Tecniche di mitigazione del rischio del credito - Informativa qualitativa”.
Inoltre, lo sviluppo dei sistemi di rating avanzati e la loro introduzione nei processi aziendali ha comportato la necessità di
istituire, sia presso la Capogruppo che presso le Entità, un processo di convalida dei sistemi di rating ed un ampliamento
delle attività richieste alla funzione di Internal Audit con riferimento alla revisione dei sistemi stessi.
Obiettivo del processo di convalida è esprimere un giudizio in merito al regolare funzionamento, alla capacità predittiva e
performance complessiva dei sistemi IRB adottati ed alla loro coerenza con le prescrizioni normative e gli standard interni, in
particolare mediante:
•
valutazione del processo di sviluppo del modello, con specifico riferimento alla logica sottostante e ai criteri
metodologici a supporto della stima dei parametri di rischio;
•
valutazione dell’accuratezza delle stime di tutte le componenti rilevanti di rischio mediante analisi di performance
del sistema, calibrazione dei parametri e benchmarking;
•
accertamento che il sistema di rating sia effettivamente utilizzato nei diversi ambiti della gestione;
•
analisi dei processi operativi, dei presidi di controllo, della documentazione e delle infrastrutture informatiche
connesse con i sistemi di rating.
Il processo di convalida istituito nell’ambito del Gruppo prevede in primo luogo la distinzione tra validazione iniziale e nel
tempo (on-going).
La validazione iniziale ha l’obiettivo di valutare il posizionamento dei sistemi di rating del Gruppo in relazione ai requisiti
minimi regolamentari e alle linee guida e agli standard di Gruppo inerenti metodologia, processi, qualità dei dati, procedure di
validazione quantitativa e qualitativa, governance interna ed ambiente tecnologico, identificando eventuali gap o criticità
rispetto a tali requisiti.
La validazione on-going ha invece l’obiettivo di valutare in modo continuativo il corretto funzionamento del sistema di rating in
tutte le sue componenti e di monitorarne la coerenza rispetto ai requisiti interni e regolamentari.
In secondo luogo il processo prevede distinte attribuzioni di responsabilità per la convalida dei cosiddetti sistemi Group-wide
e per quelli Locali.
Per i sistemi Groupwide, la cui metodologia è unica a livello di Gruppo, la responsabilità è assegnata alla Capogruppo. Per
quanto riguarda i sistemi di rating locali in uso nella Capogruppo, a seguito della riorganizzazione nominata One4C, la
responsabilità compete alla funzione centrale, mentre spetta alle singole Entità per tutti i rimanenti sistemi locali. In
quest’ultimo caso alla Capogruppo è comunque assegnato il compito di monitorare sia in fase iniziale che nel tempo
l’adeguato svolgimento delle attività di sviluppo e validazione svolte localmente ed il corretto funzionamento del sistema di
rating, fornendo al contempo suggerimenti derivanti dall’attività di benchmarking, interno ed esterno, e finalizzati al
perseguimento della best practice. Sulla base dell’attività di rivalidazione la Capogruppo emana un parere non vincolante
(Non Binding Opinion) sui sistemi di rating locali sia in fase iniziale, preventivamente all’approvazione da parte degli organi
competenti, sia a seguito delle attività on-going.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
126
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Il dipartimento responsabile delle attività di convalida è indipendente, oltre che dalle unità responsabili dello sviluppo dei
modelli, anche dalla funzione di revisione interna che sottopone a verifica il processo e l’esito della convalida.
Tale dipartimento ha definito e mantiene le linee guida di validazione dei sistemi di rating finalizzate ad una convergenza
verso modalità di validazione omogenee sia in termini di contenuti che di strumenti, garantendo in tal modo una condivisione
dei criteri di valutazione dei risultati, anche mediante l’introduzione di valori soglia comuni (threshold) e favorendo il confronto
tra i diversi sistemi. L’utilizzo delle soglie consente la riconduzione dei risultati dei test ad un sistema semaforico i cui colori
sono associati a diversi livelli di gravità dei fenomeni rilevati.
Uno sforzo particolare è dedicato infatti al perseguimento di un approccio comune alla validazione dei modelli, con
l’identificazione dei test minimi richiesti e delle modalità di rappresentazione dei relativi risultati. Le tipologie di test si dividono
in analisi qualitative ed in analisi quantitative:
•
nella parte qualitativa si valutano la bontà della metodologia utilizzata per la creazione del modello, l’inclusione di
tutti i fattori rilevanti e la rappresentatività dei dati utilizzati in fase di sviluppo;
•
nella parte quantitativa si valutano performance, stabilità e calibrazione con riferimento sia al modello nel suo
complesso che alle specifiche componenti e ai singoli fattori.
E’ inoltre definita una struttura gerarchica delle suddette analisi, prevedendo un livello di dettaglio in funzione della specifica
fase di validazione (iniziale, on-going). Lo svolgimento di taluni test viene infatti richiesto solo qualora si rilevino criticità nello
svolgimento delle analisi di ordine gerarchico superiore.
Le aree di analisi riconducibili ai requisiti organizzativi previsti dalla Normativa di Banca d’Italia sono invece disegno del
modello (model design), utilizzo interno (internal use) e reporting, IT e qualità dei dati (IT/data quality) e governo societario
(governance).
I dati e i documenti relativi alle attività di convalida sinora effettuate sono memorizzati in appositi spazi di archiviazione che
garantiscono una rapida consultazione, la sicurezza delle informazioni e la replicabilità di tutte le analisi effettuate.
Inoltre il Gruppo si avvale di un tool di validazione che permette di calcolare, oltre agli indicatori previsti dal Comitato di
Basilea nel Working Paper 14 “Studies on the validation of Internal Rating Systems”, le statistiche previste dalle linee guida di
Gruppo per la validazione dei modelli di rischio di credito.
I risultati dell’attività di convalida interna, che coinvolgono i sistemi di rating in ogni loro componente (metodologie, processi e
aspetti Data Quality e IT), sono annualmente sintetizzati nell’ambito di una relazione, il cui obiettivo è portare all’attenzione
del Top Management e delle Autorità di Vigilanza il grado di adeguatezza dei sistemi oggetto di convalida nonché le principali
aree di miglioramento relative agli stessi.
Obiettivo invece dell’attività di Internal Audit sui sistemi di rating interni è la verifica della funzionalità del complessivo assetto
dei controlli sui medesimi che consiste nel verificare:
•
la conformità dei sistemi IRB rispetto ai requisiti normativi;
•
l’utilizzo gestionale dei sistemi di rating;
•
l’adeguatezza e completezza del processo di convalida dei sistemi di rating.
In tale contesto la funzione Internal Audit di Capogruppo (da ora UC IA), allo scopo di supportare le Entità sulla qualità
(funzionalità/adeguatezza) dei Sistemi dei Controlli Interni e curare l’evoluzione delle metodologie di internal audit in coerenza
con i mutamenti degli scenari di riferimento, ha coordinato lo sviluppo di una metodologia comune per l’effettuazione delle
attività di audit e ne gestisce nel continuo il mantenimento ed il miglioramento.
Tale metodologia è stata sviluppata al fine di valutare la fondatezza delle conclusioni delle funzioni di controllo del rischio ed il
rispetto dei requisiti normativi previsti con particolare riferimento al processo di convalida interna dei sistemi interni di
misurazione e controllo del rischio. Si precisa peraltro che la funzione di Internal Audit non è direttamente coinvolta nella
progettazione/selezione del modello.
In continuità con la propria mission UC IA effettua attività di audit direttamente su UniCredit S.p.A. e, ove necessario, anche
presso le Entità del Gruppo, nonché coordinando le attività delle funzioni di Internal Audit.
In particolare, le verifiche necessarie alla valutazione della funzionalità dei sistemi di rating trovano adeguato spazio nella
pianificazione dell’attività di audit nell’ambito del Gruppo (processo di audit planning). Tali attività sono promosse da UC IA
che ne condivide l’inserimento nel piano dei controlli delle funzioni di Internal Audit delle Entità del Gruppo. UC IA provvede
quindi al monitoraggio sull’effettuazione di tali verifiche tramite una specifica funzione, eventualmente attivandosi localmente
in caso di scostamenti.
Inoltre UC IA redige periodicamente una specifica relazione annuale di sintesi che presenta una valutazione circa la
complessiva funzionalità del sistema dei controlli interni in materia descrivendo, tra l’altro, gli esiti delle verifiche svolte,
evidenziando le principali criticità e disfunzioni rilevate e raccomandando alcuni interventi migliorativi.
Infine, UC IA informa periodicamente il Collegio Sindacale, l’Internal Control & Risks Committee e il Consiglio di
Amministrazione della Capogruppo sullo svolgimento delle proprie attività e sui relativi risultati.
Sulla base degli esiti delle attività di convalida e di revisione interna, riassunti annualmente nelle citate “relazioni annuali delle
funzioni di convalida e revisione interna in materia di Basilea II – Rischio di Credito”, e con il parere del Collegio Sindacale, il
Consiglio di Amministrazione attesta annualmente (ultima delibera il 15 marzo 2013) la sussistenza dei requisiti normativi
previsti per l’utilizzo dei sistemi IRB nel Gruppo UniCredit.
127
Stati Sovrani (Amministrazioni centrali e banche centrali)
Modelli Groupwide
Modello di rating per Stati Sovrani
L’approccio utilizzato per lo sviluppo del modello di rating Paese è quello dello shadow rating, tramite il quale si vuole
replicare la capacità di ranking dei rating esterni (da ECAI) utilizzando fattori macroeconomici e qualitativi.
Sono stati sviluppati due modelli separati, uno per i paesi emergenti (EM) e uno per i paesi sviluppati (DC).
Il modulo quantitativo per questi ultimi (DC) utilizza variabili relative alla bilancia commerciale, al livello dei tassi di interesse,
al peso del sistema bancario, al PIL pro capite ed al livello di indebitamento pubblico. Il modulo qualitativo include variabili
relative allo sviluppo del sistema finanziario, alle condizioni socio-politiche, alle condizioni economiche.
Il modulo quantitativo per i paesi emergenti (EM) utilizza le seguenti variabili: il peso delle esportazioni sul PIL, il livello
dell’indebitamento sull’estero, la rilevanza delle riserve in valuta, il livello degli investimenti diretti esteri sul PIL, il costo del
servizio del debito rispetto alle esportazioni, il tasso di inflazione e il PIL pro capite. Il modulo qualitativo include variabili
relative alla stabilità del sistema finanziario, la flessibilità del sistema economico, le condizioni socio-politiche, le condizioni
economiche ed il servizio del debito.
L’unità di validazione ha verificato la struttura del modello, la definizione implicita di default, le caratteristiche qualiquantitative del modello, le modalità di override, la calibrazione, la segmentazione nei due gruppi (paesi sviluppati ed
emergenti), il campione di sviluppo ed ha condotto i consueti test di performance e stabilità. Pur dando un esito
complessivamente positivo, l’attività di validazione svolta nel 2012 ha evidenziato delle aree di miglioramento, da leggere
congiuntamente ad un elevato tasso di override; è in corso un’attività di revisione e validazione del modello, che coinvolge
anche il parametro di LGD.
Modello di LGD per Stati Sovrani
Il modello utilizza un approccio statistico-regressivo supportato dal giudizio degli esperti, partendo da un ampio set di variabili
macroeconomiche di cui sei sono state incluse nella versione finale. La variabile dipendente (LGD) è stata calcolata
utilizzando dati interni ed esterni. Il modello fornisce la LGD per le sole esposizioni dirette unsecured verso Stati Sovrani.
Le variabili esplicative selezionate sono: il peso del PIL sul totale mondiale, il peso del debito estero sulle esportazioni,
l’indicatore della posizione debitoria rispetto al FMI, la volatilità delle esportazioni, il tasso di inflazione medio nel G7, il timing
del default (periodo precedente il default).
L’unità di validazione, oltre ad effettuare gli usuali test di performance e stabilità, ha verificato la coerenza nella definizione di
default, segmentazione e override, l’utilizzo di fonti interne ed esterne per i recuperi, le stime dei costi e la metodologia di
sconto dei recuperi e la necessità di introdurre aggiustamenti conservativi per le fasi negative del ciclo economico.
Oltre alla metodologia, l’attività di convalida ha riguardato gli aspetti IT e di processo, inclusi i fenomeni più rilevanti dal punto
di vista della qualità del dato.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
128
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Banche (Intermediari Vigilati)
Modelli Groupwide
Modello di rating per Banche
L’approccio usato per la stima del rating Banche, definito come shadow rating, tenta di replicare la capacità di ranking dei
rating esterni (da ECAI) attraverso una combinazione di fattori quantitativi e qualitativi.
Sono stati sviluppati due modelli differenti, uno per le banche residenti in paesi sviluppati (DC) ed uno per quelle appartenenti
a paesi emergenti (EM), in quanto si ritiene esistano driver di rischio diversi per i due segmenti.
Il modulo quantitativo finale, per le banche residenti in paesi sviluppati (DC), copre diverse categorie di fattori: redditività,
profilo di rischio, dimensione e capacità di raccolta.
Similmente, per le banche nei paesi emergenti (EM), con diverso peso delle categorie di fattori: redditività, profilo di rischio,
dimensione, funding e capitalizzazione.
Specifici aggiustamenti da applicare alla PD risultante sia dal modello EM che DC sono previsti per considerare i seguenti
aspetti:
•
i tre tipi di supporto (eventualmente) forniti alle banche – da parte del governo, da parte del gruppo economico di
appartenenza, da parte di un Institutional Protection Fund; tali fattori sono trattati distintamente, in maniera
omogenea (sulla base delle PD) e non additiva (solo quello con effetto di mitigazione maggiore trova in effetti
applicazione);
•
il fattore rischio paese in generale (considerato nella fase di calibrazione del modello); in questo ambito il modello
considera il rischio paese ed il più specifico rischio di trasferimento, cioè il rischio che il debitore non sia in grado di
ottenere valuta estera per sostenere i propri impegni anche se in possesso di corrispondente valuta locale.
La scala di rating del modello si basa sui tassi di default impliciti nei rating esterni.
Nel corso di una revisione, allo scopo di misurare adeguatamente il rischio di credito delle esposizioni verso controparti
Securities Industry (SI)13,si è proceduto allo sviluppo di un modello specifico. L’approccio utilizzato per le Securities Industry è
simile a quello adottato per le Banche commerciali, tuttavia prevede che il supporto del gruppo economico d’appartenenza,
particolarmente importante nel segmento SI, sia stimato come modulo indipendente attraverso l’elaborazione di risposte
qualitative.
L’ambito di applicazione del sistema di rating Banche è stato esteso anche a quelle società controllate che esercitino
un’attività di corporate treasury o di funding vehicles attraverso il modulo specifico dei CTFV (si veda paragrafo “Il modello di
Rating per Imprese Multinational”).
L’unità di validazione ha valutato sia il modello Banche, sia il modello specifico per le controparti Securities Industry; nel
condurre la propria attività sono state applicate (come anche per il resto dei sistemi) le linee guida di validazione ufficiali per
l’intero Gruppo14,, le quali coprono sia aspetti di struttura del modello sia analisi di performance, calibrazione, stabilità, non
solo sul risultato finale ma anche a livello di singole componenti e fattori. L’unità di validazione ha espresso un giudizio
complessivamente positivo su tali modelli, pur evidenziando alcuni punti di attenzione che dovranno essere monitorati.
Un’attività di revisione della modellistica, che coinvolgerà anche il parametro di LGD, è in corso.
13 1
Il segmento SI è costituito da controparti impegnate in attività di broker/dealer, merchant/investment banking, corporate finance, M&A e Wealth Management e
comprende sia società SI “pure”, per cui tali attività sono assolutamente prevalenti, sia banche “ibride”, cioè dedite in ugual misura ad attività commerciale e di
investimento. Prima dello sviluppo di un sistema di rating interno dedicato, le controparti SI erano per lo più prive di rati ng, salvo alcune eccezioni coperte dal sistema
Banche.
14
Le linee guida relative alla validazione dei modelli PD, sono state recentemente riviste ad emesse in una nuova versione ad aprile 2012
129
Modello LGD per Banche
Il modello sviluppato è di tipo expert-based e fa riferimento alle sole esposizioni in bonis senior unsecured, che costituiscono
la parte preponderante del portafoglio esposizioni verso banche. Successivamente, l’applicazione di metodologie avanzate
(comuni a più segmenti Groupwide) è stata estesa alle esposizioni junior. Attualmente il modello di stima della LGD copre sia
le banche commerciali sia quelle d’affari (Securities Industry).
Il valore individuale di LGD viene calcolato partendo da un’analisi dei bilanci, simulando il recupero in caso di default
proveniente dalla liquidazione di varie categorie di asset della banca, dopo aver remunerato i creditori con più elevato grado
di priorità (la versione attuale del modello prevede un trattamento più raffinato dei depositi, considerandone l’eventuale
priorità in base alla legislazione del paese).
Per ottenere una valutazione realistica e conservativa degli asset della banca, sono stati definiti haircut per ogni tipologia di
attivo, per considerare il probabile deterioramento che avviene prima del default, le differenze tra valore di mercato e di libro e
tra valore di mercato e ricavi dalla vendita (la versione attuale del modello prevede haircut maggiori da applicare al valore dei
mutui ipotecari iscritti nel bilancio della controparte).
Inoltre, in considerazione del fatto che il successo della fase di recupero dipende in buona parte dal contesto
legale/istituzionale di riferimento, sono applicati haircut specifici per ogni paese, che considerano il rischio legale.
Infine sono previsti haircut per incorporare i costi del processo di recupero, in base a una valutazione data degli esperti di
workout. Poiché i recuperi derivanti dagli asset della banca prenditrice si assumono in valuta locale, mentre il reale recupero
finale deve essere stimato nella divisa del creditore, ai recuperi in valuta locale viene applicato un haircut legato alla volatilità
del cambio per considerare il rischio di deprezzamento.
Nell’ambito del segmento banche, il framework LGD è stato migliorato in modo da riflettere più correttamente il profilo di
rischio tipicamente più basso di alcuni specifici prodotti (o transazioni), in particolare con riferimento ai covered bond e ai
prodotti con mitigazione del rischio paese. Per quanto riguarda i covered bond, sono stati definiti, due diversi valori di LGD,
da applicare in base al paese dell’emittente e alla conferma da parte dell’analista creditizio responsabile che l’emissione di
covered bond dello specifico emittente sia in linea con gli standard di mercato locali.
Per i prodotti con mitigazione del rischio paese, la LGD di controparte si riduce in base al contributo del rischio paese sulla
PD totale di controparte, attraverso l’applicazione alla LGD unsecured di un fattore di recupero della specifica transazione
(Transaction Specific Recovery factor). Nell’ambito del segmento banche, tale riduzione della LGD si applica a una
particolare tipologia di prodotto: i finanziamenti commerciali a breve termine tra banche (Short Term Commercial Financing).
L’unità di validazione ha verificato nel continuo la struttura e l’ambito di applicazione del modello, le componenti, le
integrazioni expert-based e l’override. Per quanto possibile, sono stati esaminati anche benchmark esterni. Nell’analisi
condotta, inoltre, è stata rivolta particolare attenzione alla valutazione degli haircut definiti in corrispondenza delle diverse
tipologie di attivo bancario.
Oltre alla metodologia, l’attività di convalida ha riguardato gli aspetti IT e di processo, inclusi i fenomeni più rilevanti dal punto
di vista della qualità del dato.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
130
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Imprese (comprese le PMI, i finanziamenti specializzati e i crediti commerciali acquistati
verso imprese)
Modelli Groupwide
Modello di rating per Imprese Multinational
Il modello di rating si applica alle imprese (corporate) Multinational definite come le società con turnover o ricavi operativi, da
bilancio consolidato, maggiori di 500 milioni di euro per almeno 2 anni consecutivi (la definizione del segmento è stata
recentemente precisata per riflettere la decisione di rimuovere le aziende di leasing e factoring dall’ambito di applicazione del
modello MNC).
L’approccio usato per la stima del rating Multinational, definito come shadow rating, tenta di replicare la capacità di ranking
dei rating esterni (da ECAI) attraverso una combinazione di fattori quantitativi e qualitativi.
Il modulo quantitativo copre diverse categorie di fattori quali struttura patrimoniale, redditività, copertura degli interessi e
dimensione. Risultato di questo modulo è uno score quantitativo.
Il modulo qualitativo consiste in un set di questionari che analizzano aspetti quali la qualità del management, l’andamento del
settore d’appartenenza, la quota di mercato ecc. Risultato di questo modulo è uno score qualitativo.
Gli score quantitativo e qualitativo sono poi integrati e il risultato è trasformato in una PD (attraverso una funziona stimata in
fase di calibrazione). Specifici aggiustamenti da applicare alla PD sono previsti per considerare i seguenti aspetti:
•
il supporto (eventuale) da parte del gruppo economico di appartenenza (sulla base di una media di PD).
•
il fattore rischio paese in generale (considerato nella fase di calibrazione del modello); in questo ambito il modello
considera il rischio paese ed il più specifico rischio di trasferimento, cioè il rischio che il debitore non sia in grado di
ottenere valuta estera per sostenere i propri impegni anche se in possesso di corrispondente valuta locale.
Dal 2012 il sistema di rating Groupwide Multinational Corporate (MNC) è esteso al portafoglio Italian Large Corporate che
comprende le imprese con un fatturato/valore della produzione tra euro 250 milioni ed euro 500 milioni.Nel corso del 2012 è
stata effettuata una specifica attività di ricalibrazione del modello PD, implementata a partire da Giugno 2013.
L’ambito di applicazione dei sistemi di rating Multinational e Banche comprende anche quelle società controllate che
esercitano un’attività di corporate treasury – (ad es. cash concentration, FX management e funding) o che costituiscono un
veicolo specializzato (per emissioni di titoli a medio termine – MTN – titoli di credito o obbligazioni) il cui merito di credito sia
influenzato dal supporto della controllante/gruppo mediante fideiussioni esplicite o altri meccanismi (ad es. un accordo di
supporto dalla controllante): il rating di tali controparti viene calcolato attraverso il modulo specifico dei Corporate Treasuries
and Funding Vehicles (CTFV).Poiché, nella maggior parte dei casi, il default di un CTFV è provocato dal default del gruppo a
cui appartiene, sia la PD che la LGD unsecured sono state stimate come distanza rispetto ai valori di PD e LGD della
capogruppo sulla base dei contributi e delle opinioni degli esperti del settore.
A partire da un questionario qualitativo, quindi, si determinano i notch di downgrade rispetto al rating della capogruppo per
calcolare il rating del CTFV; in modo analogo si procede per determinare l’incremento da applicare alla LGD della
capogruppo per calcolare la LGD del CTFV.
Modello di LGD per Imprese Multinational
Non disponendo di serie storiche di tassi di recupero interni per le aziende Multinational (essendo un portafoglio con pochi
default osservati) è stato sviluppato un modello statistico-regressivo principalmente basato su dati di recupero forniti da un
provider esterno.
Il modello di LGD si applica alle sole esposizioni senior unsecured verso aziende in bonis (alle esposizioni junior si applicano
metodologie avanzate comuni a più segmenti Groupwide).
Più in dettaglio, il modello di LGD consiste in quattro fasi principali (in cui l’add-on che tiene conto delle fasi negative del ciclo
economico, downturn, è incorporato):
•
in una prima fase, una LGD complessiva della controparte (Overall LGD), indipendente dalla seniority dei creditori,
viene calcolata sulla base di fattori quantitativi di bilancio;
•
in una seconda fase, sulla base di un questionario qualitativo, viene calcolata la variazione in aumento della LGD
per debiti senior unsecured Bond, determinando la Gross senior unsecured Bond LGD;
•
tale LGD è rettificata per tener conto del rischio legale e dei costi relativi al processo di recupero (Adjusted Senior
Unsecured Bond LGD);
•
al valore finale della Unsecured Bond LGD (applicabile al debito di tipo obbligazionario) viene applicato un
coversion factor che consente di ottenere una Loan LGD (Final LGD Senior Unsecured Loan) che è più bassa, in
quanto considera la probabilità e gli effetti della ristrutturazione del debito, tipici dei prestiti bancari e di prodotti
similari che costituiscono la parte più rappresentativa del portafoglio del Gruppo UniCredit.
Come per il parametro PD, anche la LGD del sistema Multinational è stata estesa al segmento Italian Large Corporates (ILC).
131
Nel corso del 2011 il framework LGD è stato migliorato in modo da riflettere in modo corretto il profilo di rischio tipicamente
più basso di alcuni specifici prodotti (o transazioni), in particolare i prodotti con mitigazione del rischio. Nell’ambito di
applicazione al segmento MNC, si considera una particolare tipologia di transazioni, quelle in cui il pagamento è garantito
dalla vendita di beni ad una terza parte con residenza in un paese considerato a basso rischio (Only Delivery Risk). L’utilizzo
regolamentare di tali modifiche è stato applicato a partire dal 31 dicembre 2011.
L’unità di validazione ha esaminato la struttura del modello e ha verificato nel continuo la qualità, la performance e la
conservatività delle stime. Ha inoltre analizzato in maniera estesa benchmark esterni (presenti in letteratura e/o in forma di
recovery rating pubblicati dalle agenzie di rating), riscontrando una sostanziale conservatività delle stime interne.
Oltre alla metodologia, l’attività di convalida ha riguardato gli aspetti IT e di processo, inclusi i fenomeni più rilevanti dal punto
di vista della qualità del dato.
Modello di rating Global Project Finance (GPF)
Il modello di rating Groupwide Global Project Finance (GPF) è dedicato alle operazioni di project finance con volume totale di
debito del progetto non inferiore ai 20 milioni di Euro ed ha un approccio di stima basato sulla combinazione di 21 fattori
qualitativi valutati attraverso un questionario. L’analisi viene effettuata raggruppando i rischi di progetto in 5 aree di
riferimento: il rischio collegato agli sponsor del progetto; il rischio di completamento; il rischio operativo; rischi “speciali” (ad
es. il rischio di un terremoto, il rischio di tasso); il rischio legato ai cash flows.Il modello è stato rivisto nel 2011 al fine di
ridurre l’incidenza degli elementi di giudizio soggettivo sul rating finale e di aumentare il potere predittivo di tutto il sistema,
anche al fine di rispondere e rimuovere le criticità evidenziate dalle funzioni di validazione e audit e dagli Organi di Vigilanza.
La revisione del modello PD ha comportato l’ottimizzazione statistica dei pesi dei fattori del modello in precedenza basati
sulla valutazione degli esperti e ridotto il numero di aggiustamenti manuali.
I principali cambiamenti apportati al modello PD rispetto alla versione precedente consistono in:
l’ottimizzazione statistica dei pesi sui singoli fattori (definiti dagli esperti); l’uso di un approccio statistico per la stima
dei pesi del modello consente di aumentare il potere predittivo sulla base dei default passati;
una generale standardizzazione del modello attraverso la limitazione delle possibilità di intervento manuale sul
rating alla sola pratica dell’override (è stata mantenuta soltanto la caratteristica “weak link”, che permette di
abbassare un rating in caso di segnali negativi );
un nuovo trattamento del rischio di completamento che consente la riduzione dei pesi in base allo stato di
avanzamento del progetto e al momento in cui comincia a generare flussi monetari;
l’esplicita considerazione del rischio paese (generale e di trasferimento) in aggiunta al rischio intrinseco del
progetto e basata sulla PD del paese;
una più dettagliata descrizione dei fattori di rischio al fine di rafforzare l'obiettività della valutazione;
L’unità di validazione ha esaminato la struttura del modello e ha verificato nel continuo la sua performance sia a livello
aggregato, che di aree di rischio e di singolo fattore. Ha inoltre analizzato la stabilità, i meccanismi di aggiustamento e
override, la calibrazione delle stime ed effettuato un’analisi di benchmarking, sebbene la disponibilità di rating esterni sia
limitata. Tutte queste analisi hanno riguardato il portafoglio GPF di Gruppo, depositato presso le seguenti Entità: UniCredit
S.p.A., UCB AG, UCBA AG.
Dalla validazione annuale 2012 è scaturita una valutazione del modello nel complesso positiva sia dal punto di vista
qualitativo che quantitativo. Anche gli aspetti relativi ai processi, qualità dei dati e procedure IT del sistema di rating GPF
modificato sono stati oggetto di validazione interna.
A partire dal 1 Gennaio 2013, il Gruppo ha ottenuto l’autorizzazione all’utilizzo regolamentare del sistema di rating Group
wide per le esposizioni appartenenti al segmento Global Project Finance in UniCredit Bank Austria.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
132
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Modello di LGD Global Project Finance (GPF)
Il modello interno per la stima della LGD GPF, si applica alle esposizioni totali dirette in bonis per controparti GPF (mentre per
le esposizioni in default si applica la metodologia avanzata comune a più segmenti group wide).
Nella versione iniziale, il modello era essenzialmente basato sulla metodologia “distressed assets” sviluppata da S&P’s, che
esamina la coda della distribuzione del valore degli asset del progetto nella “regione” in cui il default è avvenuto e definisce
quindi la distribuzione di probabilità della LGD come distribuzione della differenza tra debito e valore degli asset in tale
regione. Questo framework generale è stato adeguato alla realtà e alle pratiche gestionali del Gruppo UniCredit attraverso
l’adozione di alcuni adattamenti che riguardano il metodo di calcolo del valore degli asset, la tecnica di determinazione della
regione di default e l’introduzione di opportune “volatility scorecard” basate su specifici questionari e calibrate per settore.
Con la revisione implementata nel 2011 sono state realizzate attività di perfezionamento del modello LGD al fine di
migliorarne le performance. Gli interventi hanno riguardato la semplificazione della metodologia “distressed assets”
(’eliminazione della determinazione esplicita del valore degli asset, sostituita dal calcolo diretto del rapporto tra debito e il
valore (massimo) dei “distressed assets” (DMDA), sulla base di un questionario qualitativo; rimozione della “volatility
scorecard”). Inoltre è stato introdotto uno scenario di “evento estremo”, caratterizzato da perdite molto alte, oltre allo scenario
“standard” basato sulla metodologia “distressed assets”. La probabilità di “evento estremo” è determinata sulla base delle
risposte ad uno specifico questionario qualitativo e viene usata come “peso” della media ponderata della LGD “standard” e
della LGD di “evento estremo”: tale media costituisce la LGD attesa.
Sono stati inoltre considerati esplicitamente degli add-on che tengano conto delle fasi negative del ciclo economico (downturn
add-on) e dei costi di recupero. La struttura del modello è stata aggiornata permettendo il calcolo parallelo della LGD sia per
le posizioni senior che per quelle junior.
In questo ambito la validazione annuale 2012 ha prodotto una valutazione del modello nel complesso positiva riscontrando
una sostanziale conservatività delle stime interne rispetto ai benchmark esterni disponibili.
Modello di EAD per i segmenti Groupwide
Il principale driver della EAD è la tipologia di prodotto, e il calcolo è legato a tre componenti. In primo luogo, in linea con i
requisiti regolamentari, si assume che l’esposizione corrente di bilancio continuerà ad esistere fino al default. A questo valore
si somma il valore atteso di un ulteriore utilizzo della linea di credito accordata, e in terzo luogo, l’eventualità di uno scoperto
oltre l’attuale linea di credito è considerata come percentuale della linea di credito accordata. Viene inoltre considerata, per i
prodotti rilevanti, la probabilità di una richiesta di pagamento da parte di un terzo, cui è stata rilasciata una garanzia in caso di
default.
Nel corso del 2012 il modello è stato significativamente rivisto al fine di approntare miglioramenti alla metodologia ed
aumentarne la rappresentatività, nonché al fine di superare le debolezze evidenziate dalle funzioni di controllo
I risultati di tale attività sono stati oggetto di validazione nel corso del 1° Semestre 2013 con esito positivo e comunicati
all’Organo di Vigilanza. Le modifiche apportate al modello troveranno applicazione presumibilmente nel corso del primo
trimestre 2014.
133
Modelli locali, perimetro Italia
Modello di rating Corporate Italia
Il sistema di Rating Integrato Corporate (RIC) fornisce il rating delle controparti imprese di UniCredit S.p.A. aventi un fatturato
(o total assets laddove il fatturato non è informativo) da 5 a 250 milioni di euro, secondo la nuova segmentazione, operativa
da novembre 2010, decisa nell’ambito del progetto di fusione societaria One4C, anche a seguito di una specifica attività di
confronto delle performance delle diverse modellistiche disponibili sui segmenti imprese in Italia. Il modello è stato ridisegnato
con riferimento al comparto delle imprese industriali (RIC3), anche sulla base delle raccomandazioni emerse nelle precedenti
attività di validazione, ed è operativo da novembre 2011.
La struttura del modello di rating RIC3 si compone di tre moduli elementari, di cui due di natura quantitativa e uno qualitativo:
•
modulo economico-finanziario, che considera le informazioni di bilancio presenti negli archivi del Sistema Centrale
Bilanci - cash flow e redditività; oneri finanziari; struttura finanziaria e composizione del debito; equilibrio finanziario
e liquidità; crescita; volatilità e struttura operativa.
•
modulo andamentale, che, considerando esclusivamente i dati andamentali di fonte esterna ricavabili sia dai flussi
di primo invio che dai flussi di ritorno di Centrale Rischi, permette il monitoraggio del comportamento della
controparte sia nei confronti del Gruppo che del sistema bancario nel suo complesso - crediti per cassa: revoca,
scadenza a breve, scadenza a lungo termine, crediti auto liquidanti; crediti di firma: commerciale, finanziaria;
garanzie.
•
modulo qualitativo, che considera le risposte alle domande del questionario qualitativo compilato in fase di
affidamento. A differenza di quanto avveniva nelle precedenti versioni del modello, la componente qualitativa è
stata complessivamente sviluppata tramite approccio statistico.
Il nuovo modello di rating RIC3 prevede un meccanismo di aggiornamento del rating attraverso un sistema di eventi trigger
mirati ad ottenere maggiore stabilità nelle valutazioni garantendo da un lato il tempestivo aggiornamento e dall’altro
l’intervento esperto (del gestore e della funzione di rating desk) laddove necessario.
Il modello è differenziato per le esposizioni Real Estate. Lo sviluppo di moduli dedicati al settore Real Estate è stato realizzato
per tener conto della diversa tipologia e rischiosità di tali controparti avendo attenzione alle raccomandazioni espresse dalle
funzioni di controllo interno e dall’Organo di Vigilanza.
Il modello corporate Real Estate trova applicazione per le controparti con struttura di bilancio “05” (Società Immobiliari)
secondo la classificazione Centrale dei Bilanci e attivo superiore ai 5 milioni di euro, coerentemente alla suddivisione
gestionale della clientela adottata dalla Banca e coi relativi processi creditizi. E’ basato principalmente sullo sviluppo di una
componente economico/finanziaria ad hoc, sull’integrazione di quest’ultima con il modulo qualitativo RIC3 e i moduli
andamentali RISB (Centrale Rischi e andamentale interno).
Il sistema di rating RIC è oggetto di ricalibrazione in funzione delle performance osservate nell’ambito delle periodiche attività
di validazione.
A fine 2012 sono inoltre stati rivisti i cut-offs delle classi di rating e i valori di PD media di segnalazione. Tali modifiche,
implementate a gennaio 2013, hanno migliorato sia la distribuzione delle controparti entro le classi, limitandone la
concentrazione nelle classi centrali, sia la corrispondenza tra PD da modello e PD segnaletica.
Nel corso del 2012 è stato inoltre sviluppato l’approccio che prevede la correzione della PD stand-alone delle imprese con
una dimensione inferiore a 250 milioni di Euro, di una controparte appartenente ad un Gruppo Economico sulla base della PD
valutata al livello del Gruppo medesimo che sarà oggetto di utilizzo regolamentare nel 2013.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
134
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Modelli di LGD Imprese per i portafogli locali Italia
I modelli di LGD, per i portafogli Corporate e Small Business italiani sono stati sviluppati secondo un approccio comune di
tipo workout LGD. In particolare, il tasso di perdita viene calcolato considerando i flussi di cassa relativi ai diversi rapporti
osservati dal loro ingresso a default fino al termine del processo di recupero. Per quanto attiene alla stima, sono stati definiti
specifici moduli per ciascuna fase del default (incaglio, sofferenza e past due), adottando stime regressive nel caso dei
blocchi sofferenze ed incagli e medie storiche per la variazione dell’esposizione in fase di past due. Tale criterio a blocchi
determina la necessità di definire una modalità di integrazione dei risultati dei diversi modelli per il calcolo della LGD
complessiva. In particolare, è necessario definire due tipologie di parametri, i primi legati alla composizione del primo
ingresso a default (probabilità che, dato il default, esso si verifichi sotto forma di past due, incaglio o sofferenza), i secondi
legati alle probabilità di transizione tra i diversi stati di default (nella terminologia UniCredit questi ultimi vengono definiti
Danger Rates). Per i portafogli in oggetto tali parametri vengono definiti su base empirica (frequenze relative osservate sui
campioni di sviluppo).
I modelli sviluppati mediante approccio regressivo prevedono l’impiego sia di variabili di tipo anagrafico che inerenti le
caratteristiche dei rapporti; inoltre, assumono particolare rilevanza le garanzie a copertura delle esposizioni. A tal proposito,
UniCredit S.p.A. ha deciso di incorporare l’effetto delle diverse tipologie di garanzie nella LGD, ad eccezione, per i portafogli
Imprese, delle fideiussioni rilasciate da istituti bancari o stati sovrani, in presenza delle quali è adottato il principio di
sostituzione.
In generale viene calcolata una Loss Given Default a livello di rapporto, in funzione della presenza/assenza delle garanzie.
Solo per le garanzie di tipo pegno la LGD viene differenziata anche in funzione del livello di copertura.
Con riferimento ad alcune tipologie di rapporto (Anticipi), data la scarsa numerosità campionaria si è optato per lo sviluppo di
un modello congiunto fra segmento corporate e small business basato su un campione di stima costituito da entrambi le
tipologie di controparti. Per il calcolo del valore di LGD, limitatamente alla fase di sofferenza, si è considerato il massimo
livello di dettaglio possibile, ovvero il rapporto. Per quanto riguarda la fase di incaglio, invece, la banca ha sviluppato due
modelli per ciascun segmento, differenziando fra esposizioni rateali e non rateali.
La componente Danger Rate per il portafoglio Imprese, coerentemente con l’attività di ricalibrazione della PD, viene
aggiornata annualmente al fine di includere nelle stime l’ultimo anno di default osservato.
Nel corso del 2012 i modelli LGD imprese sono stati oggetti di una approfondita rivisitazione dal punto di vista dello sviluppo.
A seguito delle attività delle funzioni di controllo interno concluse nel corso del 1° semestre 2013, è stato avviato il processo
per la formale comunicazione all’Organo di Vigilanza con l’obiettivo di avviare l’utilizzo regolamentare a partire dalla fine del
2013.
Modelli di EAD Imprese per i portafogli locali Italia
In ottemperanza a quanto previsto dalla regolamentazione di riferimento ed in coerenza con il piano di estensione
progressiva delle metodologie IRB per il rischio di credito, il Gruppo ha provveduto allo sviluppo dei modelli per la stima della
Exposure At Default (EAD) per i sistemi autorizzati in Italia “Rating Integrato Corporate (RIC)” e “Rating Integrato Small
Business (RISB)”, presentando richiesta di autorizzazione per il loro utilizzo a Banca d’Italia a dicembre 2012.
I modelli EAD RIC e RISB sono stati sviluppati secondo i requisiti previsti dalla regolamentazione di Vigilanza di riferimento.
In particolare, è stata adottata la definizione di default prevista dalla disciplina per i sistemi IRB, in coerenza con quanto in
essere per i modelli PD e LGD: past due a 90 giorni, incagli, ristrutturati e sofferenze.
Le attività di convalida dei modelli EAD RIC e RISB sono state condotte dalla funzione competente Group Internal Validation
allo scopo di verificare nel complesso il funzionamento dei sistemi di rating e la conformità ai requisiti quantitativi e
organizzativi previsti dalla normativa di Vigilanza e hanno riguardato, in coerenza con i dettami della normativa stessa e con
gli standard interni, la metodologia di stima e la relativa infrastruttura IT.
Sulla base degli esiti delle suddette attività, la funzione di convalida ha espresso un giudizio di sostanziale adeguatezza dei
modelli di EAD, non rilevando disallineamenti significativi rispetto ai requisiti normativi di riferimento per l’utilizzo dei sistemi
IRB ai fini regolamentari, cosa che avverrà al ricevimento della relativa autorizzazione da parte dell’Organo di Vigilanza.
135
Modelli Locali, perimetro Germania
Modello di rating Mid corporate
Il modello “Mittelstandsrating” si occupa di fornire i rating delle esposizioni verso la classe imprese di UCB AG con sede in
Germania e con fatturato compreso tra i 5 e i 500 milioni di euro. Il portafoglio target è stato rivisto ad aprile 2011 (in
precedenza il limite inferiore di fatturato era fissato a 3 milioni di euro), nell’ambito dell’iniziativa del Gruppo chiamata
“One4C” volta ad aumentare ulteriormente la soddisfazione dei clienti e ad accrescere la vicinanza ai territori in cui opera il
Gruppo.
La versione del modello attualmente in uso è stata sviluppata con l’obiettivo di semplificare il modello originario (il numero dei
modelli per la valutazione automatica del bilancio è stato ridotto da 12 a 4), introducendo contestualmente i miglioramenti
suggeriti dalla precedente fase di convalida.
Il modello è costituito da due moduli: uno quantitativo ed uno qualitativo. Il punteggio risultante dall’analisi di bilancio
determina il rating parziale relativo alle condizioni economiche. Il modulo qualitativo fornisce invece il rating parziale relativo
alla situazione dell’impresa. Il rating finale nasce dalla combinazione dei due rating parziali.
Il modulo quantitativo è costituito da 4 sotto-moduli statistici chiamati “Maschinelle Analyse von Jahresabschlüssen” (Analisi
automatica del bilancio), in breve MAJA. L’ambito di applicazione di ciascuno di questi sotto-moduli dipende dal settore di
attività economica dell’azienda (Industria, Commercio, Costruzioni e Servizi).
I fattori di rischio inclusi nel modulo quantitativo (selezionati con un processo che ha incluso sia analisi statistiche che
interazioni con gli esperti), coprono in generale le seguenti aree di analisi:
•
struttura degli assets;
•
situazione finanziaria;
•
crescita produttiva/margini.
Il modulo qualitativo, riguarda invece le aree di analisi relative a:
•
situazione finanziaria;
•
assetto manageriale/imprenditoriale;
•
pianificazione e controllo;
•
settore/mercato/prodotto;
•
fattori di rischio;
•
posizionamento settoriale.
In presenza di segnali di deterioramento creditizio (warning signals), inclusi in una specifica sezione del modulo qualitativo, il
rating viene corretto automaticamente.
Il rating finale può infine essere corretto manualmente (override) nel caso in cui informazioni aggiuntive indichino che il rating
calcolato non è adeguato. Tale pratica è soggetta a restrizioni e vincoli specifici ed è monitorata strettamente dalla funzione di
convalida interna.
Sono state effettuate anche le ordinarie attività di calibrazione del modello.
La funzione di convalida interna ha verificato il disegno del modello, la tenuta (performance e stabilità) dei diversi moduli che
lo compongono (quantitativo, con i relativi sotto-moduli, e qualitativo) e la sua calibrazione esprimendosi positivamente: la
tenuta del modello risulta conforme agli standard di Gruppo e le PD medie risultano in linea con i tassi di default osservati. La
valutazione positiva sul modello è stata confermata anche dalla funzione di rivalidazione della Capogruppo.
Il modello di rating viene applicato anche a UniCredit Bank Luxembourg S.A. E’ stato inoltre autorizzato il suo uso in
UniCredit Leasing GmBh ed alcune sue controllate.
Modello di rating Foreign SME
Il sistema di rating Foreign SME viene utilizzato per la valutazione delle imprese estere o appartenenti a gruppi di
consolidamento esteri. Il rating viene assegnato a tali controparti sulla base di una componente quantitativa esterna specifica
per Paese, che viene integrata con un modulo qualitativo sviluppato internamente a partire da quello definito per il segmento
Mid Corporate tedesco. Nella sua versione iniziale, il modello di rating Foreign SME è stato utilizzato per i 22 paesi per i quali
erano disponibili modelli RiskCalc specifici per l’analisi dei bilanci al momento dello sviluppo e per ulteriori 45 paesi per i quali
Moody’s aveva suggerito l’uso di tali modelli come proxy.
Successivamente Moody’s ha sviluppato altri modelli RiskCalc. Pertanto, nel dicembre 2011 l'applicazione del modello è stata
estesa a tutti i paesi del mondo. Dopo la fase di use-test ed in base agli esiti della attività di ispezione regolamentare, la
suddetta estensione è stata approvata da parte dell’Organo di Vigilanza a Giugno 2013. Anche in questo caso, le attività di
validazione e rivalidazione interna hanno consentito al Gruppo di monitorare la conformità del modello ai requisiti normativi,
tenendo in considerazione il fatto che le ridotte dimensioni dei perimetri di applicazione non consentano una stima interna del
modulo finanziario; inoltre relativamente alle analisi effettuate sulla calibrazione, le stime del modello sono risultate in linea
con i default effettivi e che esse sono state aggiornate con il perimetro allargato. A parte ciò l’estensione del modello di
applicazione non ha avuto impatto significativo né sul modello né sul rispettivo processo
Il modello di rating FSME viene applicato anche a UniCredit Bank Luxembourg SA ed è parte della relativa istanza di
estensione dei metodi IRB presentata alle Autorità di Vigilanza nel 2012.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
136
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Modello di rating Commercial Real Estate Finance (CREF)
Il modello di rating per il Commercial Real Estate Finance (CREF) di UCB AG è utilizzato in Germania per valutare le
esposizioni verso:
•
Operatori Immobiliari: aziende che redigono il Bilancio, i cui utili provengono principalmente dalla costruzione (o
acquisto) e dalla successiva vendita di stabili destinati ad abitazione o ad uso commerciale (uffici, negozi);
•
Investitori Immobiliari con bilancio: aziende che redigono il Bilancio, i cui utili provengono principalmente dall’affitto
di immobili di proprietà, sia residenziali che commerciali;
•
Investitori Immobiliari senza bilancio: aziende senza bilancio o clienti privati con reddito proveniente principalmente
dall’affitto di immobili di proprietà e comunque superiori a 200.000 euro l’anno.
Tali clienti sono valutati attraverso modelli costruiti sulla base di tre moduli elementari:
•
un modulo qualitativo che si propone di valutare la qualità e l’affidabilità del management, le competenze del team
di gestione, la qualità della gestione organizzativa e l’esperienza della banca nella gestione dei rapporti con
l’azienda;
•
un modulo qualitativo che si propone di valutare l’oggetto/progetto da finanziare o finanziato (non solo dalla banca),
ivi compresa la qualità e il rischio implicito nel portafoglio di immobili/progetti dell’azienda, la sua capacità di
pianificazione (dalla esperienza passata) e i flussi di cassa pianificati/previsti negli anni a venire;
•
un modulo quantitativo finanziario, basato sul bilancio dell’azienda e completato da una valutazione qualitativa sulla
qualità, affidabilità e completezza del bilancio.
I tre modelli (Operatori immobiliari, Investitori immobiliari con e senza bilancio) usano tutti gli stessi sotto-moduli. la principale
differenza è la ponderazione con cui vengono combinati gli score parziali nello score complessivo.
Nel corso del 2011 si è provveduto all’estensione del sistema di rating CREF al segmento delle “Building Societies”
precedentemente trattate con metodo standardizzato. L’estensione del perimetro di applicazione, è stata effettuata mediante
l’utilizzo del modello già usato per il segmento “Investitori immobiliari” con lievi aggiustamenti di alcuni giudizi esperti, per
tener conto delle specificità tipiche del segmento.
A seguito degli esiti positivi dell’ attività di ispezione da parte degli Organi di Vigilanza , la suddetta ’estensione è stata
approvata a Giugno2013.
Infine, nel 2012 il sistema CREF è stato oggetto di due ulteriori estensioni del perimetro di applicazione ai clienti con bilancio
non residenti in Germania (c.d. Foreign Reporting, sia Investitori che Sviluppatori). A Novembre 2012 è stata effettuata la
relativa attività di ispezione da parte degli Organismi di Vigilanza Locali, con esito sostanzialmente positivo, e l’utilizzo
regolamentare avrà effetto successivamente alla loro formale approvazione.
La validazione locale del modello, comprensiva delle suddette estensioni, è stata ultimata nel mese di ottobre 2012 e ha
confermato l'idoneità del modello per il portafoglio per quanto riguarda le performance ordinamento e di calibrazione.
Il modello di rating CREF viene applicato anche a UniCredit Bank Luxembourg S.A.
Modello di rating per Operazioni di Acquisition and Leveraged Finance (ALF)
Il modello di rating “Acquisition and Leveraged Finance” (ALF) è destinato alla valutazione delle iniziative di
finanziamento/rifinanziamento delle operazioni di acquisizione societarie nelle quali passività bancarie addizionali vengono
aggiunte al normale indebitamento operativo dell’azienda acquistata allo scopo di finanziare l’acquisizione stessa.
Il debito risultante dall’acquisizione viene rimborsato tramite i flussi di cassa futuri dell’azienda acquisita e, in alcuni casi, (es.
nel caso di acquisizioni che coinvolgono investitori strategici) anche dell’azienda acquirente.
Le operazioni di acquisizione e le loro implicazioni in tema societario e fiscale (spesso in diverse giurisdizioni) esigono una
competenza specifica in fase sindacale, richiedendo:
•
appropriate relazioni rischio/rendimento, oltre ad una struttura di finanziamento basata su un modello realistico di
simulazione dei cash flow;
•
l’adattamento (structuring) della struttura finanziaria e di rimborso del debito dell’azienda acquisita ai flussi di cassa
futuri;
•
l’uso combinato di strumenti di finanziamento altamente differenziati (senior debt, junior debt, mezzanine, ecc).
Per quanto riguarda gli aspetti metodologici, l’”ALF-Rating” è sostanzialmente un rating finanziario che calcola la probabilità di
default dell’azienda acquisita sulla base dei ratio patrimoniali e finanziari ricavati dal bilancio e del conto economico
previsionale. Un modulo qualitativo non è stato previsto in considerazione del fatto che nella predisposizione di un bilancio
previsionale vengono già implicitamente presi in considerazione una grande quantità di informazioni qualitative e basate su
un giudizio esperto. La predisposizione del bilancio previsionale avviene anche con l’ausilio di modelli di simulazione dei
flussi di cassa futuri (INCAS, International financial model).
Anche in questo caso sono consentite delle correzioni manuali (override), sia dei singoli ratio finanziari sia del rating finale,
che devono essere approvate dalle funzioni preposte e che vengono strettamente monitorate dalla funzione di convalida
interna.
Durante il 2012, l’unità di validazione ha effettuato analisi sia qualitative che quantitative per la verifica della tenuta del
modello.
In sostanza, il calcolo della LGD per il portafoglio ALF in UCB AG segue lo stesso metodo di calcolo del modello generale di
LGD per i segmenti Retail / Imprese. Sulla base delle specificità del portafoglio, il trattamento dei flussi di cassa delle
garanzie reali è diverso, vale a dire che i collateral non sono esplicitamente valutati ai fini del calcolo del rischio, ma i flussi di
cassa delle garanzie sono inclusi nel calcolo della LGD. Una validazione sulla metodologia di stima della LGD è stata
realizzata nel 2012. Come risultato, la LGD per le tranche senior è stata rivista. I nuovi valori sono utilizzati a partire dal
gennaio 2013, ai fini del calcolo del rischio.
Il modello di rating ALF viene applicato anche a UniCredit Bank Luxembourg S.A..
137
Modello di rating Income Producing Real Estate (IPRE)
Il modello IPRE fornisce una valutazione di una particolare categoria di prestiti legati alle operazioni immobiliari cash-flow
based, nella quali la banca ha accesso diretto ai flussi finanziari prodotti dall’operazione stessa.
Il sistema di rating IPRE in UCB AG è un modello transaction-based che fornisce una PD alla singola transazione a non alla
controparte corporate o al fondo che avvia e struttura l’operazione: il modello è applicato alle controparti/transazioni che
soddisfano una serie di criteri rigorosamente definiti
Il fondamento principale del modello IPRE in UCB AG è la simulazione dei flussi di cassa (modulo 1). L'idea principale alla
base di questo approccio è che una transazione IPRE si considera in default se il flusso di cassa (al netto delle spese) che si
realizza dai redditi da locazione o dalla vendita dell'immobile, non sia generato in maniera sufficiente per il rimborso del
prestito – o se il valore della proprietà immobiliare scenda al di sotto del valore nominale del prestito.
Questo a sua volta si presume che succeda se i principali parametri macroeconomici (come l'indice dei canoni d’affitto e
l’indice dei prezzi di vendita) subiscano una tendenza negativa. L'approccio della simulazione viene scelto per poter esplorare
una varietà di possibili scenari dello sviluppo dei parametri macroeconomici, pesati per le differenti probabilità di realizzazione
e quindi comprendere la similitudine con la probabilità di default della transazione.
Per poter rilevare ulteriori aspetti, il risultato della simulazione può essere modificato sulla base delle informazioni qualitative
(modulo 2 e 3):
•
determinazione delle specificità dell’oggetto del finanziamento detenuto dalla SPV (Specific object characteristics
module);
•
un modulo qualitativo “Soft facts module” (questa componente è arricchita con una specifica guideline per la
corretta interpretazione del questionario e per la spiegazione dettagliata dei fattori contenuti nel modulo).
I risultati di ciascuna simulazione sono aggregati per produrre la PD ad un anno, poi calibrati in base ai tassi di default
osservati a lungo termine, e gli altri parametri di rischio (Market Value), che poi vengono conseguentemente aggiustati per
tener conto di fattori specifici dell’oggetto dell’operazione (dislocazione e qualità dell’immobile) e di altri fattori qualitativi.
Sulla base delle attività di validazione locale effettuate nel 2012, il modello risulta generalmente conforme ai requisiti, anche
se sono state già identificate aree di miglioramento minori durante la validazione fatta nel 2011 e la necessità di
implementarle. La validazione mostra risultati generalmente soddisfacenti con riferimento al potere predittivo, la stabilità e alla
calibrazione, ma i risultati devono essere interpretati alla luce di un numero ancora esiguo di casi nel campione convalidato,
che dovrebbero tuttavia aumentare nei prossimi anni.
Il calcolo della LGD per il portafoglio IPRE in UCB AG segue lo stesso metodo di calcolo secondo il modello generale di LGD
per i segmenti Retail / Imprese. La convalida della LGD nel 2012 mostra risultati stabili e quindi nessuna necessità di attività
di aggiustamento dei parametri.
Il modello di rating IPRE viene applicato anche a UniCredit Bank Luxembourg SA ed è parte della relativa istanza di
estensione dei metodi IRB presentata alle Autorità di Vigilanza nel 2012.
Modello di rating Global Shipping (GLOS) per lo Ship financing
La principale caratteristica dello “ship financing” è l’erogazione di prestiti per l’acquisto di navi, principalmente garantiti da
un’ipoteca sul bene finanziato. Tale business dipende dalla capacità del bene finanziato di produrre i flussi di cassa necessari
per ripagare il credito.
Il focus di UCB AG è il finanziamento di navi per le quali esiste un mercato secondario efficiente, liquido e trasparente. Ciò
include ad esempio navi container, bulk carrier e navi cisterna.
Il modello GLOS è principalmente collegato alla transazione ed è caratterizzato da un assente (o limitato) ricorso allo sponsor
e consente di calcolare la probabilità di default (PD) e la LGD del debitore.
Il calcolo della PD nel modulo quantitativo si basa su una simulazione Monte Carlo. Lo sviluppo dei fattori quantitativi (ad
esempio il valore della nave) si basa su un processo stocastico i cui parametri sono validati e stimati ogni anno sulla base di
dati esterni. Il cash flow è calcolato per ogni trimestre lungo il periodo di finanziamento.
Il rating finanziario basato su fattori quantitativi, viene aggiustato (attraverso upgrade o downgrade della PD di alcuni notches)
utilizzando i seguenti fattori qualitativi:
•
gestione d’impresa (es. reputazione);
•
gestione tecnica (es. dimensioni della flotta);
•
posizione di UCB AG (es. covenants);
•
assicurazione;
•
qualità della nave;
•
fall back financing.
L’unità di validazione locale ha effettuato nel corso del 2012 una attività di convalida dalla quale si è evidenziata la necessità
di una ricalibrazione basata sui dati default più recenti. Tale ricalibrazione è stata effettuata a Marzo 2013. Sono aggiornate
regolarmente le serie storiche per tenere conto dell’evoluzione di mercato.
Il calcolo della LGD segue lo stesso approccio del modello generale di LGD per i segmenti Retail / Imprese (si veda paragrafo
dedicato). Particolare attenzione alla stima del valore di mercato delle navi, per cui viene utilizzata una simulazione Monte
Carlo.
Nel 2012 è stata portata a termine una validazione locale del modello di LGD comprensiva della valutazione delle garanzie. I
risultati hanno dimostrato la necessità di ricalibrare la LGD non garantita e il tasso di recupero per la liquidazione delle navi. I
valori ricalibrati della LGD vengono utilizzati a partire dal gennaio 2013.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
138
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Modello di rating per transazioni Wind Project Finance
In UCB AG è stato predisposto un modello di rating specifico per il portafoglio “Wind Project Finance” costituito dalle
operazioni di finanziamento onshore di progetti nell’ambito della produzione di energia eolica con un taglio inferiore ai 20
milioni di euro.
Il modello per la stima della PD è composto da un modulo quantitativo, basato su una simulazione Monte Carlo dei flussi di
cassa futuri, il cui esito è aggiustato per il risultato di una componente qualitativa, che ha previsto la definizione su base
esperta dei fattori e delle relative ponderazioni.
Entrambi i moduli (quantitativo e qualitativo) sono obbligatori per la valutazione, e la loro combinazione è soggetta ad
override in miglioramento fino a 2 notches ed in peggioramento fino a tre 3 notches. La PD risultante viene infine convertita in
un rating del progetto tramite la master scale.
Per quanto riguarda la LGD, UCB AG ha sviluppato un metodo per stimare il valore della garanzia degli impianti di energia
eolica. Questo approccio è basato su simulazioni Monte Carlo dei futuri flussi di cassa derivanti dagli impianti. Le simulazioni
sono usate coerentemente per la stima della PD e della garanzia. Inoltre viene determinata una LGD specifica per le
posizioni non garantite. Un’attività di validazione locale è stata realizzata durante il 2012. I parametri del modello sono
sostanzialmente stabili; sulla base di tali risultati si è deciso solo di aggiustare il quantile utilizzato per la valutazione delle
garanzie.
L’unità di validazione ha valutato l’approccio adoperato ed il disegno complessivo del modello, in linea con le caratteristiche
del portafoglio , con gli standard interni nonché il profilo di completezza informativa. Anche gli aspetti di calibrazione e di
determinazione statistica dei pesi della componente qualitativa sono stati oggetto di specifica valutazione, evidenziando
alcune aree di miglioramento.
Modello di LGD dei portafogli locali Germania
Il campo di applicazione del modello LGD UCB AG è relativo a tutto il portafoglio della clientela corporate e retail, ad
eccezione dei bonds e dello specialized lending.
La LGD rappresenta la perdita economica subita dalla banca sulla singola transazione ed è calcolata come percentuale
dell’esposizione al momento del default. La LGD viene calcolata a livello di singola transazione secondo la logica che
differenti tipologie di default sono possibili:
•
Liquidation: liquidazione totale e recupero coatto delle garanzie. Il rapporto con il cliente viene interrotto ed il cliente
viene rimosso dal portafoglio;
•
Settlement: il cliente rientra nel portafoglio performing dopo aver fatto registrare alla banca una perdita rilevante
(>100 euro);
•
Cure: al termine del periodo di difficoltà il cliente rientra nel portafoglio performing senza aver fatto registrare alla
banca una perdita rilevante (<100 euro). .
Nel caso “Cure” l’LGD è posta a 0, mentre negli altri due casi la stima della LGD segue un approccio workout con la stima
separata dei recuperi provenienti dalle garanzie e di quelli provenienti dalla parte non garantita dell’esposizione. Le garanzie
personali e derivati di credito non sono prese in considerazione all’interno del modello, in quanto per tali tipologie di garanzie
si utilizza l’approccio di sostituzione.
Ai fini della determinazione del valore finale della LGD vengono dunque presi in considerazione i seguenti fattori:
•
valore minimo che la LGD può assumere sulla base di quanto stabilito in normativa (ad esempio 10% per i mutui
residenziali);
•
esposizione a Default
•
la somma di tutte le garanzie del prestito
•
tasso stimato di casi non-cure;
•
valore atteso di recupero della garanzia al netto dei costi diretti;
•
tasso di perdita attesa della porzione non garantita della transazione, al netto dei costi diretti associati al processo
di recupero;
•
la percentuale dei costi indiretti;
•
eventuale fattore di aggiustamento per tenere conto di un potenziale peggioramento del ciclo economico.
Con riferimento alla modalità di stima del tasso di recupero delle garanzie, questo è stato ottenuto sulla base di un campione
storico e calcolato differentemente per le seguenti tipologie di garanzia:
•
real estate;
•
altre garanzie reali.
Tale valore è stato poi scontato tenendo conto della duration media osservata dei default.
Con riferimento invece alla modalità di stima della parte “unsecured”, questa è stata effettuata attraverso le procedure di
rating (le principali sono Mid Corporate rating, Small Business Customer rating, Product scoring, Commercial Real Estate) e i
segmenti di clientela
Nel corso del 2012 è stata portata a termine una nuova parametrizzazione del modello realizzata principalmente per portare
avanti i miglioramenti avviati nel corso del 2011 attraverso l’introduzione di alcune procedure di rating come risk driver per il
modello di stima della LGD unsecured (il Commercial Real estate rating è stato introdotto come fattore di rischio nel 2013).
Inoltre la validazione ha esaminato la struttura del modello, i parametri specifici e l’effetto sul ciclo economico. Infine, sono
stati valutati positivamente anche la calibrazione del modello e i sui componenti realizzando una nuova parametrizzazione
ove necessario. Come di consueto, sarà realizzata l’attività annuale di validazione locale nel corso del 2013, al fine di
valutare se il modello è complessivamente ancora adeguato e se è necessario effettuare una ri-parametrizzazione al fine di
introdurre dati più recenti.
139
Modello di EAD dei portafogli locali Germania
Il modello di EAD è applicato in UCB AG a tutti i prodotti relativi alla clientela locale che siano trattati secondo la metodologia
IRB (ad eccezione delle transazioni appartenenti a clientela Groupwide)
L’EAD è definita come l’esposizione attesa su una transazione al momento del default. L’esposizione è rappresentata dal
totale del valore di bilancio al lordo di ogni accantonamento per perdite. L’orizzonte temporale della stima è un anno, pertanto
il modello applicato si riferisce alla esposizione attesa nella probabilità che il default si verifichi entro un anno.
Il valore dell’EAD è calcolato a livello di singola transazione come somma di due componenti: l’EAD on Balance e l’EAD Off
Balance, dove il parametro che va stimato è ovviamente l’EAD Off Balance.
Questo parametro dipende dai seguenti elementi:
•
CEQ: Credit Equivalent Factor, è il fattore di conversione creditizia del credito e rappresenta la quota
dell’impegno/garanzia rilasciata dalla banca che verrà utilizzato;
•
LEQ: Limit Equivalent Factor, è la percentuale del margine 1, 2, … 12 mesi prima del default che ci si attende sarà
utilizzato al momento del default;
•
BO (Base Overdraft) e LOF (Limit Overdraft Factor): sono i parametri che stimano l’ammontare atteso di utilizzo
che al momento del default sarà superiore al limite massimo allocato (ammontare di sconfino); in fase di
applicazione il BO è sempre pari a zero;
•
Endorsement: ammontare di impegni rilasciati verso il cliente dalla banca;
•
External Line: linea di credito;
•
Drawing: attuale utilizzo.
I parametri sopra definiti sono poi differenziati in funzione di macro-tipologie di prodotto definite.
Ai fini del modello, i parametri sono stati stimati calcolando le medie pesate per segmento.
Le attività di validazione, svolte nel corso del 2012, confermano, in generale, prestazioni soddisfacenti del modello e che il
parametro EAD è sostanzialmente stabile. Inoltre non si rilevava la necessità di ricalibrazione dei parametri. Nel 2013
saranno realizzate delle attività sul modello, principalmente al fine di aggiornare i dati storici e di analizzare la possibilità di
apportare dei miglioramenti.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
140
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Modelli Locali, Austria
Modello di rating Mid corporate
Il modello “FirmenkundenratingInland” (=Midcorporate PD rating) è utilizzato per clienti residenti in Austria e in altri paesi al di
fuori del perimetro Cee con fatturato annuale superiore a 1,5 milioni di Euro ed inferiore a 500 milioni. Il modello è costituito
da due componenti: un modulo quantitativo ed uno qualitativo.
La selezione dei fattori di rischio per il modulo quantitativo è avvenuta sulla base di criteri sia statistici che esperti.
I principali fattori di rischio inclusi nel modulo quantitativo coprono in generale le seguenti aree di analisi:
•
dimensione;
•
struttura delle passività;
•
fattori dinamici (ad esempio ROI);
•
equity ratio.
Il modulo qualitativo copre invece le aree di analisi relative a:
•
qualità del management;
•
contabilità e reportistica;
•
impianti, processi ed organizzazione;
•
mercato e posizione di mercato;
•
livello/capacità di utilizzo;
•
eventuali scoperti.
Il “rating qualitativo” ed il “rating finanziario finale” (= rating quantitativo dopo una verifica sulla possibilità di applicare un “age
restriction” e di effettuare un primo “override” sulla base delle informazioni a disposizione) sono integrati al fine di ottenere il
cosiddetto “Combined Customer Rating”.
A tale rating si applicano i “warning signals” ottenendo il “Modified Customer Rating”. Inoltre è possibile effettuare un override
a tale rating che determina lo “Stand alone Customer Rating”. Se tale rating è più vecchio di 15 mesi, viene applicato un “age
restriction”, determinando un downgrade.
Modello di rating Non Profit Joint Building Association
Il modello “Non Profit Joint Building Association” (NPJBA) si applica alle esposizioni verso associazioni non-profit create per
la costruzione di immobili.
È un modello di rating che si compone di una parte quantitativa (rating finanziario) e di una qualitativa.
Il rating finanziario si basa su tre tipologie di informazioni principali:
•
adeguatezza del capitale a disposizione;
•
profittabilità;
•
liquidità disponibile.
Il rating qualitativo invece si basa su 6 componenti fondamentali:
•
qualità del management;
•
contabilità e reporting;
•
organizzazione;
•
posizione di mercato;
•
comportamento andamentale;
•
caratteristiche specifiche dell’NPJBA.
Il rating quantitativo e quello qualitativo vengono combinati al fine di ottenere il “Combined Rating”; tale rating può subire un
overruling sulla base di informazioni aggiuntive a disposizione del gestore della transazione, conducendo al cosiddetto “Valid
customer rating”.
Modello di rating Income Producing Real Estate (IPRE)
Il modello IPRE è un rating di transazione che si applica ad una tipologia particolare di prestiti specializzati collegata a
transazioni immobiliari “cash flow based” in cui la banca ha accesso diretto ai flussi (cash flows) derivanti dalla transazione. In
queste tipologie di transazioni, la domanda fondamentale è legata alla possibilità che i flussi di cassa derivanti dalla
transazione siano in grado di ripagare i debiti alla banca. In aggiunta BA effettua anche una valutazione
sull’investitore/costruttore.
Di conseguenza il modello IPRE è costituito da due componenti:
•
rating di transazione;
•
rating di controparte.
Entrambi sono combinati al fine di determinare il rating finale.
Il rating di transazione distingue tre differenti fasi in cui può avvenire il finanziamento:
•
costruzione dell’immobile;
•
vendita dell’immobile;
•
renting dell’immobile.
141
Il rating di controparte è un “rating corporate” che differenzia tra “investitori immobiliari” e “costruttori immobiliari”; quest’ultimo
è a sua volta suddiviso in “costruttori residenziali” e “altri costruttori”. Per entrambi, sono utilizzati sia un modulo quantitativo
(facendo riferimento ai dati di bilancio) che un modulo qualitativo.
A valle dell’integrazione tra la componente di transazione e quella di controparte, il rating può subire degli aggiustamenti a
seguito di segnali di deterioramento del merito creditizio (warning signals), o a seguito di correzioni (over rulings) o per tener
conto del periodo di validità del rating (age restrictions).
L’attuale modello di rating IPRE si avvale di una versione aggiornata degli scenari macroeconomici sottostanti le simulazioni
e dell’introduzione di un elemento di conservatività nella calibrazione alla luce dei risultati delle attività di validazione locale.
È stata portata a termine una revisione del modulo Real Estate Customer Rating principalmente con riferimento alla revisione
statistica dei moduli finanziario e qualitativo. Inoltre, altri aggiustamenti minori hanno riguardato la revisione dei segnali di
deterioramento (warning signal), della formulazione del questionario qualitativo e l’aggiornamento delle modalità di gestione
delle controparti in fase di start-up e/o con bilancio mancante. Anche questi cambiamenti sono stati oggetto di specifica
attività di validazione iniziale e successiva verifica da parte della convalida interna i cui risultati hanno mostrato un
miglioramento globale delle performance del modello e un rafforzamento della solidità generale attualmente basata su
fondamenti statistici.
Nel corso del 2012 il Transaction Rating è stato perfezionato con l’introduzione di fattori addizionali e riparametrizzazioni dei
pesi esistenti. Sono stati apportati, tra gli altri, i seguenti miglioramenti:
•
nella parte quantitativa sono stati considerati fattori addizionali nella fase iniziale (Pre-realisation rate, LTC). I nuovi
pesi sono stati calcolati in base ad un modello regressivo
•
per la parte qualitativa, differenti domande sono state unite in una unica. I parametri di normalizzazione sono stati
ricalcolati. I nuovi pesi sono stati calcolati in base ad un modello regressivo
•
sono stati valutati nuovi pesi per l’integrazione del modulo quantitativo con quello qualitativo
•
gli aggiustamenti dei coefficienti specifici per paese sono stati stimati utilizzando i dati nazionali
•
la metodologia per la combinazione delle diverse fasi è stata rivista, ed è stata considerata un’unica PD per
investitore, per tutti gli anni
•
la calibrazione è stata effettuata separatamente per ogni fase, utilizzando una funzione esponenziale. È stata
eseguita una calibrazione aggiuntiva, a seguito della integrazione con il rating di controparte
•
sono state implementate nuove segmentazioni e ponderazioni per la combinazione del rating di transazione con il
rating di controparte.
A giugno 2013 la calibrazione del modello Real Estate Custormer rating è stata aggiornata.
Modello di LGD dei portafogli locali Austria
Il modello LGD di UCB BA si applica a tutta la clientela locale sia corporate che retail. La LGD rappresenta la perdita
economica subita dalla banca sulla singola transazione ed è calcolata come percentuale dell’esposizione a default. Il modello
di LGD è un modello basato sul calcolo delle medie dei dati interni di clienti in default e rappresenta un approccio “work out”
specifico per ogni transazione.
La metodologia tiene conto di tre potenziali situazioni di default che possono caratterizzare il processo di work out sui clienti
in default:
•
cure/reaging: ritorno del cliente ad uno stato di performing senza perdite da parte della banca;
•
settlement/restructuring: ritorno del cliente, attraverso una ristrutturazione, ad uno stato di performing con una
perdita sostanziale (maggiore di 100 euro) per la banca;
•
liquidation: liquidazione totale e recupero coatto delle garanzie con interruzione del rapporto creditizio.
Dopo la chiusura del processo di work out tutti i default possono essere associati ad una delle tre situazioni sopra descritte e
la LGD è calcolata ex post sulla base dei ricavi realizzati e dei costi. Nel fare ciò, tutti i singoli flussi di cassa sono scontati al
tempo del default.
Lo schema generale del modello di LGD in BA prevede la stima separata dei recuperi derivanti dalle garanzie reali e quelli
derivanti dalla porzione non garantita dell’esposizione. Le garanzie personali e i derivati creditizi non sono prese in
considerazione nei modelli, dal momento che in loro presenza viene applicato l’approccio di sostituzione.
Al fine di determinare il valore finale di LGD si considerano i seguenti elementi:
•
EAD;
•
tasso atteso di recupero della garanzia reale al netto dei costi diretti (con specifico riferimento alla stima degli
haircuts specifici sulle garanzie sulla base dei recuperi realizzati ed in funzione del tipo di garanzia);
•
tasso atteso di recupero della porzione non garantita della transazione, al netto dei costi diretti;
•
durata del recupero;
•
fattori di sconto;
•
tasso di spese indirette (risultato dei processi interni della banca nelle unità di work out);
•
fattori di prudenzialità specifici per coprire possibili inesattezze di stima;
•
fattori di prudenzialità generici per tenere in considerazione il possibile peggioramento del ciclo economico;
•
un fattore di aggiustamento utilizzato a fini di calibrazione;
•
fattore di aggiustamento del ciclo economico.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
142
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Con riferimento alla modalità di stima del tasso di recupero delle garanzie reali, questo è stato ottenuto sulla base di un
campione storico e calcolato differentemente per le seguenti tipologie di garanzie con la possibilità di considerare criteri per
una segmentazione aggiuntiva:
•
immobili residenziali;
•
immobili commerciali;
•
altri immobili;
•
garanzie finanziarie;
•
polizze assicurazione vita;
•
crediti;
•
altre garanzie materiali.
Con riferimento ai titoli è stato implementato un modello interno per la stima della volatilità.
In relazione invece alla modalità di stima della parte “unsecured”, questa è stata effettuata separatamente per otto categorie
di clienti (le tre principali sono privati, small business e corporate) oltre che per i sistemi di rating Groupwide utilizzati
(specialmente per Stati Sovrani, Banche e imprese Multinational). Inoltre per small business e privati è stata introdotta
un’ulteriore suddivisione per classe di esposizione.
Il parametro utilizzato per le esposizioni in default è la migliore stima di LGD ottenuta con una specifica suddivisione per
scadenza di ciascuna delle otto categorie di controparti localmente utilizzate.
Modello di EAD dei portafogli locali Austria
Il modello di EAD determina l’esposizione attesa su una transazione al momento del default. È stimato a livello di singola
transazione utilizzando le seguenti informazioni:
•
esposizione effettiva al momento della stima;
•
ammontare di garanzie/impegni rilasciato dalla banca alla controparte;
•
limite creditizio massimo allocato.
I parametri stimati sono i seguenti:
•
CEQ (Credit Equivalent Factor): è il fattore di conversione creditizia del credito e rappresenta la quota
dell’impegno/garanzia rilasciata dalla banca che verrà utilizzata;
•
LEQ (Limit Equivalent Factor): è la percentuale dell’ammontare inutilizzato 12 mesi prima del default che ci si
attende verrà utilizzato al momento del default;
•
LOF (Limit Overdraft Factor): sono i parametri che stimano l’ammontare atteso di sconfino;
•
COF (Correction Overdraft Factor): è un parametro rilevante solo se l’esposizione del cliente è sopra il limite
massimo allocato12 mesi prima del default ed è stimato come il rapporto tra l’ammontare di sconfino al momento
del default e l’ammontare di sconfino 12 mesi prima.
I parametri sono stati stimati calcolando delle medie pesate per segmento. La segmentazione è basata sulle categorie di
prodotto.
Tutti i modelli Corporate IRB sono stati validati, in particolare le attività di convalida in corso sono state effettuate sul Mid
Corporate, Non Profit Joint Building Association, IPRE Real Estate Client Rating, modelli di EAD ed LGD.
La valutazione complessiva dei modelli, introdotta nel corso del 2012, ha prodotto un esito pienamente positivo per Mid
Corporate, Non Profit Joint Building Association.
143
Modelli Locali, perimetro Central and Eastern Europe
Con riferimento al perimetro di Gruppo riguardante l’Europa centrale ed orientale (CEE), il Gruppo è stato autorizzato a
partire dal 2011 all’utilizzo dell’approccio F-IRB per la misurazione dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito in
Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovenia ed Ungheria e dal 2012 anche per Romania e Slovacchia.
Assett class
Prevalente
Amministrazio
ni centrali e
banche centrali
Intermediari
Vigilati
Type
Sistema di Rating
Entità
Stati sovrani (PD)
Group
wide
Banche commerciali (PD)
Multinational (PD)
Global Project Finance (PD)
Imprese
Intermediari
Vigilati /
Imprese
Intermediari
Vigilati
UCB Czech
Republic
Mid Corporate (PD)
Locale
IPRE (PD)
Other minor rating systems - Public Sector Entities, Municipalities,
Religious Companies, Leasing (PD)
Group
wide
Imprese
Banche (PD)
Multinational (PD)
UCB Bulgaria
Mid Corporate (PD)
Locale
IPRE Slotting Criteria
Intermediari
Vigilati
Group
wide
Banche (PD)
Locale
Mid Corporate (PD)
Multinational (PD)
Imprese
Intermediari
Vigilati
Group
wide
Imprese
Locale
Amministrazio
ni centrali e
banche centrali
Intermediari
Vigilati
Imprese
Amministrazio
ni centrali e
banche centrali
Intermediari
Vigilati
Imprese
UCB
Slovenia
Banche (PD)(**)
Multinational (PD)
UCB
Ungheria
Mid Corporate (PD)
Stati Sovrani (PD)
Group
wide
Banche (PD)
UCB
Romania
Multinational (PD)
Locale
Mid Corporate (PD)
Stati Sovrani (PD)
Group
wide
Banche (PD)
UCB
Slovacchia
Multinational (PD)
Locale
Mid Corporate (PD)
(**) per tale paese il sistema di rating GW BANKS è stato autorizzato dagli organi di vigilanza locali per la sola parte del modello relativa alle
banche commercial ad esclusione del segmento Securities Industry
Tali Entità sono attualmente autorizzate al metodo IRB Foundation quindi solo all’utilizzo della PD interna ai fini del calcolo
del requisito regolamentare derivante dagli obblighi di Primo Pilastro.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
144
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
I modelli locali autorizzati nell’area CEE si caratterizzano per una matrice comune, ovvero il modello originariamente
sviluppato da UniCredit Bank Austria15, successivamente rivista nei diversi Paesi al fine di allineare le stime alle specifiche
caratteristiche dei portafogli locali. Ad oggi UniCredit Bank Slovenia rimane l’unico caso dove tale processo di
customizzazione non è ancora avvenuto, anche se un revisione del modello è stata pianificata entro dicembre 2013.
Il framework originariamente sviluppato da Bank Austria che continua ad essere mantenuto come struttura di fondo prevede:
•
Un modello Mid-corporate che contempla:
o
la stima di una componente finanziaria e di una qualitativa;
o
una funzione di integrazione su basi statistiche;
o
la definizione di un set di warning signal e di un sistema di override.
•
Un modello IPRE, analogo a quello adottato internamente da Bank Austria, che integra un rating cliente e uno di
transazione (quest’ultimo definito mediante approccio regressivo per due segmenti e sulla base di un metodo
simulativo Monte Carlo per un terzo segmento). Sono quindi previsti “country adjustment” che intervengono nella
calibrazione specifica del Paese.
Di seguito si forniscono ulteriori dettagli relativi ai principali aggiornamenti apportati ai modelli sulla base delle esigenze
specifiche rese necessarie sia propedeuticamente alle richieste di autorizzazione, sia successivamente in funzione delle
ulteriori aree di miglioramento individuate.
UniCredit Bank Czech Republic
Per quanto riguarda il modello di rating “Mid-Corporate”, nel corso del 2009, in vista della richiesta di autorizzazione
all’adozione di modelli IRB, UniCredit Bank Czech Republic ha ristimato parzialmente il modello su dati interni, aggiornando i
pesi dei fattori quantitativi.
In seguito, le attività di validazione effettuate nel 2012 hanno evidenziato la necessità di intervenire ulteriormente al fine di
garantire una maggiore coerenza del modello con il portafoglio locale ed un miglioramento delle performance complessive.
Alla luce di ciò, nel corso del primo trimestre 2013, la Banca ha provveduto alla revisione dei moduli finanziario ed
andamentale ed alla semplificazione del qualitativo, nonché al conseguente aggiornamento della funzione di ponderazione
dei medesimi moduli e della calibrazione.
Anche nel caso del portafoglio immobiliare, la Banca è stata autorizzata all’utilizzo dell’approccio FIRB a partire da inizio
2011, mediante l’adozione dello stesso modello di rating IPRE autorizzato in Bank Austria dal 2008. Specifiche attività di
sviluppo sono state effettuate, in primis rivedendo la calibrazione e la parametrizzazione degli scenari e successivamente
ridefinendo su base statistica i coefficienti di quasi tutte le componenti del modello con una conseguente riduzione del peso
delle scelte esperte / discrezionali. Nel corso del 2012, la revisione della componente regressiva del modello IPRE in Bank
Austria, è stata estesa anche localmente dapprima mediante una calibrazione prudenziale e successivamente con
l’implementazione effettiva della nuova versione del modello.
UniCredit Bank Bulgaria
Come per la Repubblica Ceca e la Slovenia, il modello di rating “Mid-Corporate” nel 2012, è stato oggetto di una revisione del
modulo finanziario e dei pesi dei fattori del modulo quantitativo, nonché della revisione della funzione di ponderazione dei
moduli ed a un nuovo aggiornamento della calibrazione.
Per quanto riguarda il portafoglio immobiliare, a partire da gennaio 2011 UniCredit Bulbank è stata autorizzata a valutare le
esposizioni da “finanziamenti specializzati per transazioni immobiliari” con un sistema basato su criteri regolamentari di
classificazione e denominato “supervisory slotting criteria”.
Il modello calcola lo score di ogni transazione sulla base delle risposte a 15 domande afferenti ai seguenti ambiti:
•
solidità patrimoniale;
•
caratteristiche degli asset;
•
forza/stabilità dello sponsor/costruttore;
•
sicurezza.
Ad ognuna delle domande del questionario viene fornita un’unica risposta tra forte, buono, sufficiente e debole:
•
ogni combinazione di domanda-risposta individua un punteggio;
•
la media ponderata di tutti e 15 i punteggi determina la categoria regolamentare nella quale rientra il cliente;
•
in funzione della categoria regolamentare e della durata residua dell’esposizione viene determinato il fattore di
ponderazione finale e le relative perdite attese.
UniCredit Bank Slovenia
Il modello di rating “Mid-Corporate” è stato oggetto di una attività ordinaria di ricalibrazione delle stime di PD al fine di
assicurarne la coerenza con la definizione di default di Basilea II, la normativa locale e in generale le guidelines di Gruppo.
Grazie anche ad una sostanziale tenuta del modello, verificata mediante il regolare processo di convalida locale e di Gruppo,
non si è ad oggi provveduto ad una revisione complessiva del modello in oggetto.
15
Per i modelli Groupwide si rimanda al relativo paragrafo.
145
UniCredit Bank Hungary
La Banca Ungherese ha rivisto nel corso del 2012 il sistema di rating Mid Corporate che è stato oggetto di verifica congiunta
delle funzioni di convalida locale e di Gruppo.
Tale attività ha comportato essenzialmente la revisione del modulo finanziario e della funzione di ponderazione dei moduli,
nonché un nuovo aggiornamento della calibrazione dello stesso.
UniCredit Bank Slovakia
Nel corso della prima metà del 2011, la Banca ha provveduto ad effettuare una revisione del sistema di rating “MidCorporate” che ha comportato una personalizzazione sia del modulo finanziario che qualitativo sulla base del tasso di default
osservato internamente, nonché un aggiornamento della calibrazione dello stesso. In particolare, l’utilizzo del tasso di default
osservato internamente ha contribuito a migliorare sia la rappresentatività verso il portafoglio target sia la calibrazione.
UniCredit Bank Romania
Tra la fine del 2010 e marzo 2011, la Banca ha provveduto a effettuare una revisione del sistema di rating “Mid-Corporate”
che ha comportato una personalizzazione sia del modulo finanziario che qualitativo sulla base del tasso di default osservato
internamente, nonché un aggiornamento della calibrazione dello stesso. In particolare, tale personalizzazione ha permesso di
superare le principali carenze dimostrate in precedenza e di contribuire ad un miglioramento generale del sistema di rating.
La nuova versione del modello ha contribuito ad incrementare la sua trasparenza, in quanto tutti gli step metodologici
possono essere replicati e i campioni di sviluppo così come la procedura di identificazione dei fattori sono adeguatamente
salvati.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
146
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Esposizioni al dettaglio (esposizioni garantite da immobili; esposizioni rotative
qualificate; altre esposizioni al dettaglio)
Modelli Locali, perimetro Italia
Il modello di rating Small Business Italia
Il modello Rating Integrato Small Business (RISB) fornisce il rating delle controparti imprese di UniCredit S.p.A. aventi un
fatturato (o total assets laddove il fatturato non è informativo) fino a 5 milioni di euro, secondo la segmentazione in vigore
dalla costituzione di UniCredit S.p.A.
Il modello è stato strutturato in modo da ottimizzare l’aggregazione delle diverse fonti informative, sia interne (qualitative,
finanziarie, anagrafiche ed andamentali) sia esterne (il flusso di Centrale dei Rischi Banca di Italia e le centrali rischi private),
differenziando tra erogazione a nuovi clienti o a clienti già esistenti e sulla base di una segmentazione del portafoglio Imprese
che riflette la dimensione e l’anzianità dell’azienda sul mercato. I moduli sottostanti il modello sono i seguenti:
•
modulo anagrafico;
•
modulo andamentale esterno (CE.RI/SIA);
•
modulo finanziario;
•
moduli Credit Bureau (Experian e Crif);
•
modulo qualitativo;
•
modulo andamentale interno.
Con riferimento alle controparti Real Estate afferenti al segmento Small Business, il relativo modello deriva dall’integrazione
di un modulo finanziario definito ad hoc per questa tipologia di controparti ed il set di moduli in uso nell’ambito del Rating
Integrato Small Business (RISB). Tale modello è stato introdotto da giugno 2012 a fini regolamentari.
Nel primo semestre 2012, l’intero sistema RISB è stato ricalibrato con l’obiettivo di recepire la modifica introdotta nella
normativa vigente in materia di segnalazioni, in merito al termine temporale necessario per la determinazione dei past due
(utilizzando dunque una definizione di sconfino a 90 giorni) e di estendere la serie storica ai dati di default più recenti. Tale
calibrazione, in coerenza con la nuova struttura del modello, è stata distinta per le controparti operanti nel settore Real Estate
e quelle operanti negli altri settori. A tal proposito, la funzione di validazione ha proceduto alla verifica dei nuovi parametri di
calibrazione, esprimendo un’opinione positiva in merito alla capacità del modello di attribuire alle controparti valori attesi di
rischio allineati a quelli osservati. È stata inoltre giudicata positivamente l’applicazione di specifiche forzature alla PD stimata
a fronte di eventi negativi.
Nell’ambito dell’ultima attività di validazione conclusa a dicembre 2012, la funzione di convalida ha confermato la bontà del
modello evidenziando anche un perfezionamento del sottostante processo di rating alla luce del superamento di diverse delle
aree di miglioramento emerse nelle precedenti attività.
A maggio 2013 il modello RISB è stato ricalibrato aggiornando la serie storica dei default con quelli sorti nel corso del 2012.
Il modello di LGD Small Business per i portafogli locali Italia
In riferimento al modello di LGD per il segmento Small Business si veda quanto descritto nel paragrafo “Modelli di LGD
Imprese per i portafogli locali Italia”.
Il modello di EAD Small Business per i portafogli locali Italia
In riferimento al modello di EAD per il segmento Small Business si veda quanto descritto nel paragrafo “Modelli di EAD
Imprese per i portafogli locali Italia”.
Il modello di rating del segmento Privati Italia
Mutui Ipotecari
Il portafoglio di applicazione del modello di Rating RIP MI (Rating Integrato Privati per Mutui Ipotecari) è costituito dall’insieme
di tutte le tipologie di mutui ipotecari trattati in UniCredit S.p.A., destinati all’acquisto, costruzione e ristrutturazione di immobili
residenziali da parte della clientela privati e all’acquisto di immobili per finalità legate all’attività economica svolta da parte
delle Persone Fisiche appartenenti al settore delle Famiglie Produttrici.
Il modello di rating RIP MI utilizza come driver di rischio informazioni differenti a seconda che venga calcolato in fase di
richiesta di finanziamento o di monitoraggio mensile nel corso della vita del mutuo stesso.
Lo score utilizzato per la valutazione in fase di erogazione dei mutui ipotecari richiesti si basa sulle informazioni di seguito
riportate, distinte in gruppi affini:
•
informazioni anagrafiche, reddituali e di Credit Bureau (Experian e Crif) relative alle figure richiedenti il
finanziamento (intestatari)
•
caratteristiche del finanziamento richiesto (durata, LTV, etc.)
•
informazioni patrimoniali degli intestatari e del loro nucleo (attività finanziarie e conti correnti)
•
informazioni legate all’andamento dell’azienda a cui gli intestatari sono collegati (ove presenti)
•
informazioni di Centrale Rischi (ove presenti).
147
Il modello di rating RIP MI utilizzato nella fase di post-erogazione calcola con frequenza mensile il rating del finanziamento
ipotecario in modo massivo sull’intero portafoglio mutui ipotecari privati.
I moduli informativi che costituiscono il modello per la fase andamentale sono i seguenti:
•
informazioni andamentali sul finanziamento (gravità dell’insoluto, presenza di incidenti storici, anzianità del mutuo,
trend storico di eventuali insolvenze);
•
informazioni patrimoniali degli intestatari e del loro nucleo (attività finanziarie e conti correnti);
•
informazioni legate all’andamento dell’azienda a cui gli intestatari sono collegati (ove presenti).
Nella determinazione della PD sono stati considerati in default i crediti classificati a Sofferenze, Partite Incagliate, Esposizioni
ristrutturate e Past Due Due non tecnici, ovvero i crediti con almeno 7 rate in arretrato. Il modello di rating RIP MI in
produzione è stato sviluppato nel corso del 2011; le modifiche effettuate sul sistema di rating consistono nel risviluppo
completo del modello di stima della PD, seguendo le raccomandazioni suggerite dall’Organo di Vigilanza e dalle funzioni di
controllo interno. Contestualmente alla revisione del sistema in oggetto è stata effettuata la sua estensione ai portafogli
residuali di mutui ipotecari, prevalentemente confluiti a seguito di operazioni societarie. Le modifiche al modello sono state
inoltre oggetto di un’attività di validazione iniziale che ha messo in luce un notevole miglioramento nella valutazione del
rischio.
A marzo 2012 è stata effettuata la comunicazione a Banca d’Italia per l’autorizzazione della revisione ed estensione del
sistema RIP-Mutui Ipotecari (PD e EAD).
A maggio 2012 è stata condotta un’attività di ricalibrazione (PD e EAD) che ha consentito di incrementare la serie storica dei
default a 5 anni, recependo dunque a pieno il requisito regolamentare. Tale intervento è stato valutato nell’ambito di un
intervento di convalida specifico il quale ha evidenziato, come già emerso in sede di validazione iniziale, una sovrastima del
tasso di default nella fase di erogazione che riflette le politiche creditizie della banca orientate negli ultimi anni verso una
clientela prettamente diretta e quindi ad una riduzione della rischiosità del portafoglio.
La prima segnalazione di vigilanza con il nuovo modello RIP MI è stata effettuata con i dati di Settembre 2012.
Nei primi mesi del 2013 il modello è stato calibrato con l’introduzione nelle serie storiche dei default del 2012.
Scoperti di Conto Corrente e Carte di Credito a Saldo
Il Rating Integrato Privati per finanziamenti in Conto Corrente (RIP CC) esprime un giudizio complessivo sul merito creditizio
del privato affidato o richiedente un fido ricompreso nel pool CC (conti correnti, crediti di firma, carte a saldo) e deriva
dall’integrazione di un set di moduli elementari che sfruttano le informazioni provenienti da fonti interne (informazioni
anagrafiche, andamentali e patrimoniali) e da Credit Bureau esterni. L’aggregazione dei moduli è stata effettuata in modo
diverso per i seguenti cinque sotto-segmenti principali di clientela Privata:
•
i nuovi clienti che richiedono un affidamento (c.d. Nuovi);
•
i clienti esistenti ma operanti su base attiva (c.d. Richiedenti ex-Base Attiva) che richiedono un affidamento;
•
i clienti esistenti e affidati (c.d. Esistenti Affidati);
•
i clienti esposti ma non affidati (c.d. Esposti Non-Affidati);
•
i dipendenti del Gruppo UniCredit (c.d. Dipendenti).
L’aggregazione dei moduli determina la stima di uno score di erogazione, applicato per la valutazione del merito creditizio del
cliente sia nel processo di nuovo affidamento che di rinnovo, e di uno score di monitoraggio, utilizzato per la valutazione del
cliente che presenta già una relazione con la Banca.
Le informazioni sottostanti il modulo Anagrafico-Finanziario – acquisite in fase di erogazione ed aggiornate solo in minima
parte nel corso del monitoraggio del fido – perdono progressivamente peso all’interno del modello. Diversamente, le variabili
di carattere andamentale potrebbero non essere presenti in fase di erogazione (nuovi clienti), ma sono presenti e aggiornate
mensilmente nel corso del monitoraggio. Le informazioni andamentali di fonte Crif sono aggiornate con cadenza trimestrale.
La funzione di validazione in fase di convalida iniziale ha verificato il disegno del modello, l’utilizzo delle fonti informative, le
sue performance in termini di “rank ordering” e calibrazione e la stabilità della popolazione nel tempo. Inoltre, particolare
attenzione è stata rivolta all’analisi dei sotto-modelli identificati. Nel corso del 2012 il modello è stato revisionato indirizzando i
rilievi di degli organi di controllo interni ed esterni. I principali interventi riguardano:
•
la definizione di default, in cui i past-due sono stati aggiornati con un limite a 90 giorni ed è stata studiata una
definizione di past-due “tecnico” più efficacie e in linea con l’operatività e le strategie di recupero;
•
l’introduzione di un modello ad hoc per le carte di credito capace di cogliere i profili di rischio peculiari di questo
prodotto.
Le successive attività di validazione hanno rilevato come il nuovo modello soddisfi i requisiti minimi di compliance nonché gli
standard interni ed apporti un miglioramento nella valutazione del rischio. Le modifiche introdotte, a partire da un’accurata
identificazione del past due tecnico, hanno infatti permesso di superare i rilievi dell’Organo di Vigilanza e molti di quelli della
precedente attività di convalida in merito alle stime precedentemente in produzione.
Nei primi mesi del 2013 inoltre il modello è stato calibrato con l’introduzione nelle serie storiche dei default del 2012.
Il modello revisionato è entrato in produzione a maggio 2013 per un utilizzo esclusivamente gestionale a fini di bilancio.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
148
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Prestiti Personali
Il sistema di rating per i prestiti personali è costituito, ai fini della stima della PD, da modelli differenti in ragione della finalità di
utilizzo (erogazione o monitoraggio), del canale di erogazione e del portafoglio di applicazione, al fine di cogliere le peculiarità
dei diversi segmenti in termini di gestione del business, rischiosità e proprietà statistiche.
La funzione di validazione in fase di prima convalida ha verificato il disegno del modello, l’utilizzo delle fonti informative, le
sue performance in termini di rank ordering, calibrazione e stabilità, effettuando nel corso del primo trimestre del 2010 anche
specifiche analisi per la verifica della possibilità di adottare le stime anche per il portafoglio di provenienza ex Capitalia.
Attualmente anche per i Prestiti Personali, come già evidenziato per gli altri segmenti di esposizioni al dettaglio in Italia, sono
state avviate le attività finalizzate al risviluppo complessivo del modello per un suo utilizzo a fini segnaletici.
Modello di LGD Retail per i portafogli locali Italia
I modelli di LGD del segmento Retail per i portafogli locali Italia sono stati sviluppati secondo le logiche e la metodologia
utilizzate per il segmento Imprese a cui si rimanda per un maggior dettaglio informativo. Le uniche differenze riguardano i
prodotti dei Prestiti Personali per cui l’approccio di stima adottato si basa sulla modellizzazione del WOE (Weight of
Evidence) associato ai diversi attributi delle variabili disponibili in fase di application.
Come per le imprese, anche in questo caso, annualmente viene ricalibrata la componente del Danger Rate con l’inserimento
dei default dell’ultimo anno.
L’intervento effettuato più di recente in sede di sviluppo per i segmenti retail, ha riguardato l’aggiornamento della componente
danger rate con l’inclusione dei default fino al 2012.
Le ultime attività di validazione on-going hanno evidenziato nello specifico per i mutui una buona tenuta del modello sulle
componenti incagli e past due, mentre è emersa una non conservatività dello stesso per la parte sofferenze, che verrà
superata con la conclusione del progetto di revisione recentemente avviato.
Come per le imprese nel corso del 2012/2013 si è proceduto alla ristima di tutti i modelli di LGD anche per il segmento privati.
Lo sviluppo del modello Mutui Ipotecari è terminato a Marzo 2013; per gli Scoperti di Conto lo sviluppo di concluderà nel
mese di Luglio e per i Prestiti Personali, Settembre.
La messa in produzione dei nuovi modelli avverrà nel corso del 2014 a seguito delle attività di convalida, audit e verifica da
parte dell’Organo di Vigilanza.
Modello di EAD per i portafogli locali Italia
Contestualmente all’introduzione dei sistemi di rating per i finanziamenti in conto corrente e per i prestiti personali, il Gruppo
ha sviluppato modelli per la stima dell’esposizione al momento del default (EAD). Inoltre, il sistema di rating RIP Mutui
Ipotecari è stato arricchito di un modello interno per la stima della EAD, autorizzato da parte dell’Organo di Vigilanza a
dicembre 2010.
L’approccio utilizzato per la valutazione dell’EAD è costituito in tutti i casi da una metodologia “entro 12 mesi”, secondo cui si
procede all’osservazione della clientela affidata o sconfinante in bonis a una determinata data di riferimento (es. 31/12/t) che
risulti classificata in default nell’arco dei 12 mesi successivi.
Con riferimento agli scoperti di conto corrente e alle carte di credito a saldo, la stima dell’EAD è differenziata in funzione della
forma tecnica, clusterizzata nelle seguenti famiglie: conti correnti e carte di credito a saldo, portafoglio commerciale e crediti
di firma. Il calcolo dell’EAD per i rapporti di conto corrente si differenzia in base alla presenza o meno di margine residuo sulla
linea di fido all’istante di osservazione; in particolare, in presenza di margine si prevede il calcolo di un equivalente creditizio
(CCF), mentre in assenza di margine alla data di riferimento si prevede il calcolo di un indicatore in funzione del solo utilizzo
corrente (K). Inoltre, le famiglie conti correnti e carte di credito a saldo sono state gestite congiuntamente dal momento che
l’operatività gestionale prevede l’addebito mensile dell’utilizzo della carta di credito sul conto corrente di appoggio (anche se
incapiente), e determina sulla carta di credito, proprio per questo, esposizioni che, ogni mese, sono completamente
indipendenti dalla movimentazione relativa ai mesi precedenti.
Per quanto riguarda i crediti di firma, attraverso cui la banca assume o garantisce un’obbligazione del cliente esponendosi al
rischio di dover rispondere con il proprio patrimonio in caso di inadempimento dell’affidato, si è valutata la probabilità che la
garanzia stessa o l’impegno concesso possano trasformarsi in un’esposizione per cassa. Il modello EAD valuta la quota dei
crediti di firma in essere al momento del default che, in quanto tali, rappresentano un rischio potenziale per l’Istituto (il rischio
effettivo, ovvero che tali esposizioni ‘potenziali’ si trasformino in esposizioni per cassa, è valutato nel modello LGD). Per
quanto concerne la stima dell’esposizione al default sui rapporti di portafoglio commerciale, la funzione di sviluppo ha deciso
di calcolare esclusivamente un coefficiente K, funzione dell’esposizione corrente. Su prodotti autoliquidanti, infatti, i margini
non sono direttamente disponibili, ma erogati solo previa presentazione di effetti ed è il rapporto tra gli utilizzi in data di
default e gli utilizzi in data di riferimento ad evidenziare un eventuale incremento del rischio e indicare la percentuale di
esposizione attesa al momento del default.
Per quanto riguarda i prestiti personali, invece, le analisi svolte hanno evidenziato che l’esposizione al momento del default è
inferiore al 100% dell’esposizione alla data di osservazione in corrispondenza di tutti i segmenti ottenuti dalle variabili di
segmentazione e per tutti i portafogli analizzati. Per tale ragione si è deciso di non implementare il modello sviluppato e di
assegnare prudenzialmente ad ogni esposizione, a fini regolamentari, una EAD pari a 100%. In fase di sviluppo del sistema
di Rating saranno comunque condotte le attività di verifica finalizzate al risviluppo del modello EAD.
Infine, con riferimento ai mutui ipotecari l’approccio adottato è del tutto analogo a quello utilizzato per i prestiti personali. In
questo caso sono stati identificati alcuni sotto-portafogli ai quali è associata una EAD media superiore al 100%, in particolare
in presenza di un impagato al momento dell’osservazione. Coerentemente con la normativa, tutti i rapporti ai quali risulta
associata una EAD inferiore al 100% dell’esposizione corrente vengono forzati a quest’ultimo valore.
A marzo 2012 è stata inoltrata a Banca d’Italia la comunicazione per l’autorizzazione della revisione ed estensione del
sistema RIP-Mutui Ipotecari (PD e EAD). Le modifiche effettuate sul sistema di rating consistono per quanto riguarda l’EAD
nella revisione del modello di stima, seguendo le raccomandazioni suggerite dall’Organo di Vigilanza e dalle funzioni di
controllo interno.
L’attività di validazione del modello EAD Mutui Ipotecari ha portato ad un giudizio sostanzialmente positivo. Il modello
proposto, infatti, oltre ad essere semplice ed intuitivo, risulta particolarmente idoneo per un prodotto, come i mutui ipotecari,
che non presenta margini e sul quale è soprattutto rilevante discriminare i cluster di popolazione che superano il floor
regolamentare del 100% rispetto al resto del portafoglio che rimane sotto soglia. Inoltre, le verifiche quantitative mostrano
performance adeguate e stime allineate ai valori osservati.
149
Come già anticipato per il modello PD, a maggio 2012 è stata condotta un’attività di ricalibrazione (PD e EAD) che ha
consentito di estendere l’orizzonte temporale portandolo a 5 anni. In base ai risultati ottenuti dall’attività di validazione
seguente la funzione di convalida interna ritiene che il modello sia da considerarsi pienamente adeguato. Le analisi di
calibrazione hanno infatti evidenziato risultati soddisfacenti, pur in presenza di una leggera sottostima dell’EAD osservata sul
campione di validazione al netto dell’applicazione del floor regolamentare. Con l’introduzione di quest’ultimo i valori stimati
risultano al contrario conservativi.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
150
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Modelli Locali Perimetro Germania
Modello di rating Small Business
Il modello di rating “UCB AG SBC” ha come ambito di applicazione le piccole o medie aziende tedesche e i privati, residenti in
Germania, il cui reddito deriva principalmente dall’esercizio di una libera professione, da lavoro indipendente o dai proventi di
una PMI (SME) di cui sono maggiori azionisti o proprietari.
Inoltre il limite superiore del segmento “Middle Market” è fissato ad euro 5 milioni di fatturato per le controparti con bilancio (
Il modello di rating "UCB AG SBC " è strutturato in quatto diversi sotto-moduli, che vengono diversamente applicati in
funzione della fase di processo creditizio e dell’esposizione creditizia della controparte:
•
il modulo “Scoring GK” (composto da due sotto-moduli: GK1 per le società i cui soci hanno responsabilità
personale limitata e GK2 per le società i cui soci hanno piena responsabilità civile) è applicato in erogazione per i
clienti con esposizione superiore a 50.000 euro ed in fase di revisione annuale per i clienti con un esposizione
superiore a 500.000 euro;
•
il modulo “Behaviour Scoring” (costituito da quattro sotto-moduli, basato sulla segmentazione di prodotto) è
utilizzato sia nella valutazione automatica mensile della clientela Small Business (con esposizione inferiore a
500.000 euro) che, nella fase di erogazione, in input al modulo Scoring GK. Lo score andamentale viene calcolato
automaticamente ogni mese;
•
il modulo “Small Credit Line” è applicato solo in erogazione e per i clienti con una limitata esposizione creditizia
(inferiore a 50.000 euro) ed in assenza di un rating di controparte. Non è utilizzato per la revisione annuale del
rating.
•
Il modulo “Rating for Start Up” è utilizzato da Dicembre 2011. Questo viene assegnato a partner durante la fase di
application, nella quale il business è appena fondato, per le acquisizioni, follow-up o partecipazioni rilevanti. Il rating
viene utilizzato sia annualmente, in occasione della revisione, entro i primi tre anni per i partner con un limite di
approvazione maggiore di 500.000 euro.
Il rating può essere corretto al verificarsi di un evento predefinito (all’interno di un set di eventi che richiedono un downgrade o
un upgrade della controparte) o sulla base di una valutazione esperta. Le correzioni del rating (override) sono soggette ad
uno stretto monitoraggio da parte della funzione di convalida interna. Inoltre il processo di override è ammesso solo per i
clienti con elevata esposizione.
L'ultima attività di validazione locale ha confermato che i risultati delle prestazioni sono generalmente soddisfacenti, tuttavia,
questa attività ha mostrato la necessità di ricalibrare i modelli “Small Credit Line”, Scoring GK e Behaviour Scoring, a causa
della sovrastima significativa del tasso di default osservato. Inoltre, una diminuzione di selettività è stata osservata per
Scoring GK mostrando la necessità di ridisegnare i modelli di Maia ed altri fattori scorecard.
A giugno 2012, è stata presentata all’Autorità di Vigilanza la comunicazione dell’estensione del sistema di rating Small
Business alle società in start-up, seguita da un’ispezione iniziata a Settembre.
Il modello di rating Small Business (Scoring GK e Behaviour Scoring) viene applicato, come descritto sopra, anche a
UniCredit Bank Luxembourg SA ed è parte della relativa istanza di estensione dei metodi IRB presentata alle Autorità di
Vigilanza nel 2012.
Per la descrizione del modello di LGD, si veda quanto descritto nel paragrafo “Imprese – Modello di LGD per i portafogli locali
Germania”
Modello di rating Privati
Il modello di rating “UCB AG private individuals” ha come ambito di applicazione tutti i privati, esclusi i liberi professionisti e i
lavoratori indipendenti. Sono inoltre esclusi i privati che possiedono un elevato reddito riveniente dall’affitto di immobili, che
sono considerati parte del portafoglio “Commercial Real Estate” e valutati con il sistema di rating apposito.
Il modulo principale del modello, chiamato “Product Scoring,” è costituito da 9 scorecard: 5 di erogazione, differenziate per
tipo di prodotto, e 4 comportamentali. In funzione della fase del ciclo di vita in cui si trova la transazione vengono combinati
entrambi gli score o ne viene preso solo uno dei due.
Tutte le valutazioni disponibili su ciascun cliente (nel caso in cui abbia più di un rapporto con la banca) sono inoltre combinate
sulla base di un modello sviluppato su base esperta per ottenere una probabilità di default complessiva sul singolo cliente.
Tale logica prevede dapprima la determinazione, per ciascuna transazione, di una “PD di Rapporto”. Tutte le PD di rapporto
relative alla medesima tipologia di prodotto vengono poi combinate (attraverso una media pesata per esposizione) in una “PD
di Prodotto”. Tutte le PD di prodotto contribuiscono infine a determinare una “PD cliente”, sulla base dell’esposizione, del
“peso informativo” (che sintetizza come e con quale anticipo ciascun prodotto contribuisce a fornire informazioni sul futuro
default del cliente) e del “fattore di rischiosità nella combinazione dei prodotti” (che specifica il diverso contributo di ciascuna
combinazione dei prodotti sul tasso di default atteso).
In aggiunta al modulo sopra descritto, vi sono delle scorecard specifiche per i clienti “Private” e per quelli con elevata
esposizione (sopra i 500.000 euro). Questi sono valutati con il modulo “Rating Private e grandi clienti”
151
L’ultima attività di convalida interna per il modello ha dimostrato una selettività molto buona del modulo “Product Scoring” e
risultati generalmente buoni per il modulo “Rating Private e grandi clienti”, per effetto della scarsa numerosità del relativo
segmento. Sebbene la validazione ha mostrato la necessità di rivedere un paio di scorecard, a causa di un calo di potere dei
fattori di discriminazione dei singoli score. A seguito di test effettuati per la analisi della calibrazione è risultato in generale che
il modello sovrastima il rischio per entrambi i modelli, pertanto è stata realizzata ed implementata una attività di ricalibrazione
sia per il “Rating Private e grandi clienti” e a Giugno 2012, anche per il “Product Scoring”, riducendo le sovrastime.
A livello generale, l’unità di validazione ha verificato il disegno del modello e la sua tenuta in termini di performance e
calibrazione. Inoltre, ha analizzato le performance dei diversi moduli sottostanti e la loro calibrazione anche considerando
separatamente le diverse possibili combinazioni di prodotti in capo ad uno stesso cliente. Inoltre un’attività di validazione
specifica è stata realizzata per i clienti non residenti al fine di supportare la richiesta di estensione del modello presentata a
giugno 2012 agli Organi di Vigilanza.
Tale estensione è avvenuta attraverso una modifica tecnica ai sistemi, senza alcun cambiamento metodologico alle
scorecards sottostanti o ai pesi dei modelli esistenti. Un’ispezione a riguardo da parte del competente Organo di Vigilanza è
stata effettuata e si procederà all’utilizzo regolamentare dopo la formale approvazione.
Il modello di rating Privati viene applicato anche a UniCredit Bank Luxembourg SA ed è parte della relativa istanza di
estensione dei metodi IRB presentata alle Autorità di Vigilanza nel 2012.
Per la descrizione del modello di LGD, si veda quanto descritto nel paragrafo “Imprese – Modello di LGD dei portafogli locali
Germania”.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
152
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Modelli Locali Perimetro Austria
Modello di rating Small Business
Il modello di rating ha come ambito di applicazione le piccole aziende austriache, incluse le organizzazioni non-profit (fino a
1,5 milioni di fatturato o in contabilità semplificata).
Il disegno generale del modello differenzia tra “modulo di erogazione e “modulo andamentale”.
Il modulo di erogazione si applica principalmente nei seguenti casi:
•
nuovo cliente;
•
il cliente chiede un’ulteriore linea di fido tale per cui l’esposizione totale è maggiore di 50.000 euro o non vi è uno
score andamentale (indipendentemente dall’ammontare dell’esposizione);
•
sono disponibili le informazioni di bilancio aggiornate;
•
sono stati modificati/sono sopraggiunti “warning signals”.
Il modulo di erogazione contiene un modulo qualitativo ed uno quantitativo sulla controparte. In funzione del regime contabile
della controparte, i fattori di rischio quantitativi coprono almeno 3 delle seguenti aree di analisi:
•
profittabilità;
•
copertura del debito;
•
struttura del capitale;
•
redditività.
I fattori di rischio qualitativo coprono invece le aree di analisi relative a:
•
settore industriale/linea di business;
•
storia del default;
•
esperienza del management;
•
protezione rispetto al rischio;
•
gestione di raccolta della liquidità.
Se la transazione del cliente ha un’anzianità superiore ai 6 mesi e l’esposizione della controparte è inferiore ad 1 milione di
euro, il modulo andamentale viene calcolato automaticamente su base mensile.
Per le controparti con esposizione superiore ad 1 milione di euro viene utilizzato solo il modulo di erogazione, sul quale è
tuttavia possibile effettuare un override da parte del gestore.
I due moduli (erogazione ed andamentale) sono integrati utilizzando differenti pesi in funzione dell’esposizione e
dell’anzianità dello score di erogazione al fine di ottenere una PD combinata, che, una volta mappata nella master scale,
determina il “calculated rating”. Il rating finale, “valid rating”, è ottenuto modificando il calculated rating sulla base di eventuali
informazioni negative a disposizione o in generale di “warning signals”.
Il modello di rating Small Business è stato oggetto del consueto processo di validazione on-going, con la verifica della
appropriatezza disegno del modello. Sono state effettuate analisi quantitative volte principalmente a valutare il potere
discriminante del modello stesso e delle sue componenti, evidenziando risultati soddisfacenti in termini di potere
discriminante, calibrazione e stabilità del rating finale
Per la descrizione del modello di LGD, si veda quanto descritto nel paragrafo “Modello di LGD per i portafogli locali Austria”.
Modello di rating Privati
Il modello di rating Privati ha come ambito di applicazione tutte le persone fisiche, esclusi i liberi professionisti e i lavoratori
indipendenti.
La versione del modello rating “Privati” attualmente in uso è costituita da quattro moduli statistici: uno di erogazione e tre di
andamento, combinati tramite una specifica logica di integrazione. L’intero sistema di rating è stato stimato, attraverso
regressioni logistiche e a livello di singola transazione.
In particolare, viene assegnato uno score a ciascuna operazione mediante uno dei 4 modelli di scoring. Nel caso di una
nuova richiesta di credito, viene calcolato lo score di erogazione per il prodotto in questione. Per i clienti privi di score
andamentale, lo score di erogazione resta valido per i successivi 6 mesi. Dopo sei mesi viene calcolato il relativo punteggio
comportamentale che viene poi aggiornato mensilmente. Per i clienti dotati di score andamentale significativo, lo score di
applicazione è rilevante solo ai fini della decisione sul nuovo prestito e della definizione del relativo prezzo; dopo 6 mesi,
quando alla nuova transazione viene assegnato uno score andamentale, non è più tenuto in considerazione. Per i clienti con
più di una transazione è stata sviluppata una logica di integrazione che combina tutte gli score di erogazione e/o andamentali
disponibili in uno score di transazione finale.
In una fase successiva viene effettuata una calibrazione dello score alla probabilità di default a 12 mesi attraverso una
funzione esponenziale. La tendenza centrale è stata determinata facendo leva sul tasso di default cumulativo a 12 mesi
ottenuto dalle analisi di anzianità.
153
Nell’ultima fase del modello, tutti gli score di transazione standardizzati vengono poi combinati per ottenere la PD specifica
del cliente. La PD così ottenuta è mappata su una “Master Scale" composta da 28 notches. La PD del clienteè, infine,
degradata in presenza di segnali negativi ottenuti dal credit Bureau KSV o a fronte di segnali di allarme automatici.
Nel 2011 è stata effettuata una calibrazione ad hoc del segmento specifico dei Forex Loan, in seguito ai risultati negativi delle
attività di validazione sia in termini di calibrazione sia di performance. Questi risultati erano principalmente dovuti ai cosiddetti
“Default Tecnici”, incorsi nel periodo di riferimento per l’alta volatilità registrata nei tassi di cambio.
Nel 2013 è stato implementato uno scorecard dedicato per i clienti con esposizioni non in valuta estera e sono state
aggiornate le calibrazioni per i clienti con esposizioni in valuta/e non.
In riferimento al modello di LGD/EAD si veda quanto descritto nel paragrafo “Imprese – Modello di LGD/EAD dei portafogli
Locali Austria”.
Tutti i modelli IRB Retail sono stati validati, in particolare le attività di convalida in corso sono state effettuate su Private
Individuals, Small Business, e modelli di LGD, EAD (per LGD e EAD vedere la sezione Corporate).
La valutazione complessiva dei modelli, introdotta nel corso del 2012,ha evidenziato degli aspetti da migliorare per i Privati ed
i modelli Small Business.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
154
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Asset Backed Commercial Paper (posizioni verso cartolarizzazioni)
Modelli Locali, Perimetro Germania
Modello di rating per operazioni di Asset Backed Commercial Paper
Il modello, sviluppato replicando l’approccio delle agenzie di rating, assegna un rating alle linee di credito di liquidità che UCB
AG detiene nei confronti dei veicoli che emettono gli “Asset Backed Commercial Paper”.
In linea con i requisiti Basile III, il modello si differenzia in funzione della tipologia di esposizione sottostante l’operazione di
cartolarizzazione. In particolare, sono stati sviluppati internamente i seguenti 8 sotto modelli:
•
crediti commerciali (trade receivables);
•
prestiti e leasing (loans and leases);
•
mutui residenziali (segmento “residential mortgages”);
•
titoli con rating (single rated securities);
•
mutui commerciali (segmento “commercial mortgages”);
•
titoli con rating e prestiti aziendali (rated securities and corporate loans);
•
carte di credito;
•
conduits/ABCP programme.
A partire dalla fine del 2012, UniCredit Group ha sostenuto le operazioni ABCP in finanziamenti e leasing e crediti
commerciali con le linee di liquidità del 102%, senza supporto di credito supplementari nei confronti del conduit/ABCP
programme.
Tutti i modelli di cui sopra sono costituiti da un modulo quantitativo che fornisce un tranching virtuale e un modulo qualitativo il
cui risultato influenza il modulo quantitativo attraverso i movimenti di notches verso l'alto o verso il basso.
Per il modulo quantitativo, due metodologie principali vengono utilizzate a seconda del tipo di esposizione sottostante e la vita
residua delle attività sottostanti:
•
approccio "Riserve Based": in genere utilizzato per gli asset con breve vita residua (tipicamente meno di 6 mesi)
Per questo tipo di operazioni, una valutazione "point in time" è effettuata al fine di determinare, in modo statico, la
riserve necessarie per coprire le perdite;
•
approccio "Cash Flow Based": utilizzato per le attività con vita residua più lunga. L'evoluzione delle attività si basa
sulla modellazione dei flussi di cassa attesi per determinare la perdita alla fine della vita della transazione.
I moduli qualitativi sono stati sviluppati sulla base del feedback da parte di esperti del settore.
Nel 2012, un’attività di convalida annuale eseguita da UCB AG - nonché un’attività di riconvalida effettuata dalla Capogruppo
- hanno confermato, in generale, l’adeguatezza del sistema in termini di metodologie e processi.
155
Informativa quantitativa
(migliaia di €)
Metodologia basata sui rating interni - attività di rischio
CONSISTENZE AL
METODO IRB BASE
30.06.2013
CONSISTENZE AL
METODO IRB AVANZATO
METODO IRB BASE
31.12.2012
METODO IRB AVANZATO
VALORE
DELL'ESPOSIZIONE
VALORE PONDERATO
VALORE
DELL'ESPOSIZIONE
VALORE PONDERATO
VALORE
DELL'ESPOSIZIONE
VALORE PONDERATO
VALORE
DELL'ESPOSIZIONE
VALORE PONDERATO
Esposizioni verso o garantite da Amministrazioni Centrali e Banche
Centrali
2.925.901
341.876
7.322.727
294.454
3.038.649
426.694
3.414.143
172.158
Esposizioni verso o garantite da Intermediari vigilati, Enti pubblici e
territoriali e altri soggetti:
3.671.969
817.553
66.145.492
13.872.283
11.904.571
1.159.661
69.050.724
15.409.738
3.580.982
817.341
64.523.734
13.426.229
11.784.124
1.159.208
68.097.281
15.082.359
90.987
212
648.719
224.529
120.447
453
786.573
317.230
-
-
973.039
221.525
-
-
166.870
10.149
16.563.000
12.954.231
228.240.290
104.038.548
16.527.929
13.047.265
230.656.765
108.000.424
- Finanziamenti specializzati
2.073.067
1.573.528
24.318.042
13.761.044
2.071.171
1.567.529
16.411.426
9.708.219
- PMI
7.457.000
6.316.010
75.355.531
33.569.902
7.288.253
6.186.850
74.612.213
33.035.659
- Altre imprese
7.032.933
5.064.693
128.566.717
56.707.602
7.168.505
5.292.886
139.633.126
65.256.546
-
-
137.720.933
26.155.935
-
-
141.783.356
27.192.371
- Esposizioni garantite da immobili residenziali: PMI
-
-
2.421.913
528.782
-
-
2.400.349
531.768
- Esposizioni garantite da immobili residenziali: persone fisiche
-
-
81.939.472
11.519.480
-
-
83.510.773
11.650.083
- Esposizioni rotative al dettaglio qualificate
-
-
5.369.774
765.981
-
-
5.515.326
802.755
- Altre esposizioni al dettaglio: PMI
-
-
34.773.041
8.809.741
-
-
36.313.923
9.206.054
5.001.711
PORTAFOGLI
- Intermediari vigilati
- Enti pubblici e territoriali
- Altri
Esposizioni verso o garantite da Imprese:
Esposizioni al dettaglio:
- Altre esposizioni al dettaglio: persone fisiche
-
-
13.216.733
4.531.951
-
-
14.042.985
Crediti commerciali acquistati - rischio di diluizione
-
-
-
-
-
-
-
-
Altre attività
-
-
-
2.009.472
-
-
-
1.113.916
694.758
475.600
-
-
591.879
412.708
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Finanziamenti specializzati - slotting criteria
Trattamento alternativo delle ipoteche immobiliari
Rischio di regolamento: esposizioni per transazioni non DVP con
fattori di ponderazione regolamentari
Totale attività di rischio per cassa
Totale garanzie rilasciate e impegni a erogare fondi
Totale contratti derivati
Totale operazioni SFT e operazioni con regolamento a lungo
termine
Compensazione tra prodotti diversi
Totale generale
-
-
16.507
16.507
-
-
27.361
27.361
18.014.421
12.340.003
346.819.459
116.572.263
19.221.974
12.637.387
350.444.906
118.826.827
3.116.597
1.989.443
51.642.642
18.674.293
3.017.264
1.955.106
50.842.807
18.508.675
368.264
241.831
25.949.318
9.714.664
554.086
335.535
32.583.308
12.424.004
2.356.346
17.983
13.660.437
760.986
9.269.704
118.300
9.671.715
1.332.235
-
-
1.374.093
664.993
-
-
1.389.613
824.227
23.855.628
14.589.260
439.445.949
146.387.199
32.063.028
15.046.328
444.932.349
151.915.968
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
156
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
Metodologia basata sui rating interni - Metodo Avanzato
CLASSE DI ESPOSIZIONE
Classe di m erito creditizio
30/06/13
Valore
esposizione
Fattore m edio
di ponderazione
(%)
EAD totale
LGD m edia
ponderata (%)
RWA
Margini
inutilizzati
revocabili e
irrevocabili
EAD m edia
ponderata %
PD m edia
ponderata(%)
Esposizioni verso o
Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
garantite da
Am m inistrazioni Centrali e Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
Banche Centrali
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
166.081
166.004
0,04%
59
0,57%
2.715
49,98%
0,00%
3.549.860
3.582.877
0,12%
4.226
1,47%
63
9,52%
0,02%
5.835.456
5.763.325
7,94%
457.851
6,99%
74.726
5,12%
0,04%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
112.343
100.073
59,55%
59.597
46,25%
12.480
2,26%
0,48%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
599.327
591.004
3,24%
19.120
2,20%
12.845
0,64%
1,21%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
331.169
66.491
105,62%
70.230
43,54%
204.207
0,01%
9.251
5.161
193,68%
9.996
55,51%
4.090
0,00%
5,80%
54.199
7.135
208,20%
14.855
43,83%
47.022
0,19%
10,34%
227
173
227,17%
393
41,15%
-
0,00%
20,00%
9,71%
100,00%
0,00%
0,00%
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
Classe 10 - 100%
Totali
Esposizioni verso o
garantite da Interm ediari
vigilati, Enti pubblici e
territoriali e altri soggetti
Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
8.603
0,03%
3
55,57%
103
10.290.846
6,18%
636.330
5,40%
358.251
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,21%
Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
62.073.791
48.790.633
14,32%
6.985.269
33,05%
5.272.187
16,98%
0,05%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
12.333.390
7.969.279
39,73%
3.166.068
36,93%
2.337.374
10,34%
0,29%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
7.551.220
4.182.406
87,95%
3.678.429
50,01%
2.666.075
8,35%
0,77%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
1.004.404
380.481
94,44%
359.316
35,01%
347.256
9,69%
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
205.617
89.074
157,96%
140.700
51,31%
85.257
8,91%
5,09%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
228.406
67.201
229,93%
154.513
50,54%
116.029
8,93%
11,61%
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
552.699
286.181
71,40%
204.335
12,47%
44.105
8,81%
20,16%
39,51%
100,00%
0,00%
0,00%
Classe 10 - 100%
Totali
Esposizioni verso o
garantite da im prese
8.613
10.666.526
1,70%
Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
166.612
166.703
0,72%
1.206
67,28%
1.840
84.116.139
61.931.958
23,72%
14.689.836
34,75%
10.870.123
-
-
0,00%
-
0,00%
-
2,37%
0,53%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
77.774.780
39.949.971
15,73%
6.285.790
32,39%
37.668.240
22,23%
0,06%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
107.866.256
65.266.515
34,53%
22.534.298
29,89%
40.909.501
19,00%
0,30%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
50.799.900
36.518.073
54,03%
19.730.189
27,72%
13.648.781
20,25%
0,91%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
40.421.567
29.541.844
75,85%
22.407.024
29,36%
10.144.203
17,50%
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
24.113.115
19.067.873
96,95%
18.485.471
32,80%
4.745.350
9,79%
4,67%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
13.731.821
12.104.693
143,77%
17.402.394
27,51%
1.447.729
21,21%
11,49%
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
7.421.121
6.531.386
151,99%
9.927.132
29,88%
804.062
16,42%
33,08%
20,25%
100,00%
Classe 10 - 100%
2,22%
38.701.199
35.985.712
0,61%
220.481
43,96%
2.638.605
360.829.759
244.966.067
47,76%
116.992.779
32,09%
112.006.471
Esposizioni in strum enti di Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
capitale: m etodo PD/LGD
Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
103.964
103.964
204,58%
212.690
89,98%
-
0,00%
0,46%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
32.407
32.407
258,45%
83.755
80,30%
-
0,00%
1,20%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
1.802
1.802
576,25%
10.384
89,93%
-
0,00%
36.181
36.181
450,23%
162.897
90,00%
-
0,00%
7,90%
538
538
300,74%
1.618
65,00%
-
0,00%
20,00%
0,00%
100,00%
Totali
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
Classe 10 - 100%
Totali
Esposizioni in strum enti di
capitale: m etodo della
ponderazione sem plice
N.A.
Totali
884
884
0,00%
-
0,00%
-
175.776
175.776
268,15%
471.344
87,67%
-
476.650
476.650
476.650
476.650
17,00%
4,96%
2,74%
Il "valore dell'esposizione" è alimentato attraverso il valore nominale della componente fuori bilancio - in linea con il nominale dei margini e
l'EAD media ponderata sui margini - anzichè tramite il dato di importo equivalente, che continua comunque ad essere indicato in tutte le altre
tabelle in cui è presente il valore dell'esposizione.
Al fine di avere una coerenza fra reporting a uso interno e quello ad uso esterno e mantenere comunque un’articolazione per classi di PD che
consenta una differenziazione significativa del rischio di credito, si è deciso di adottare anche ai fini della predisposizione delle presenti tabelle,
la Master Scale comune a livello gruppo, che prevede dei livelli di cut-off diversi da quelli utilizzati nella precedente scala.
L’eventuale migrazione di esposizioni fra classi che si dovesse evidenziare rispetto alla scala di rating utilizzata nelle precedenti pubblicazioni
del presente documento non è da considerarsi come un peggioramento/miglioramento della rischiosità del portafoglio ma semplicemente come
un effetto dovuto al cambiamento della scala stessa.
157
Metodologia basata sui rating interni - Metodo Avanzato - Esposizioni al dettaglio
30/06/13
CLASSE DI ESPOSIZIONE
Classe di m erito creditizio
Valore
esposizione
Esposizioni garantite da
im m obili residenziali: PMI
EAD m edia
ponderata %
PD m edia
ponderata(%)
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
33.897
32.837
2,88%
945
16,68%
603
48,92%
0,06%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
319.872
305.770
9,39%
28.717
16,14%
9.594
45,63%
0,32%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
621.653
605.036
17,73%
107.264
14,16%
14.332
60,83%
0,95%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
542.028
536.561
26,22%
140.664
11,73%
10.699
78,21%
2,31%
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
200.275
195.843
39,03%
76.429
11,33%
2.309
105,28%
4,90%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
152.575
148.992
49,45%
73.680
10,50%
3.072
65,85%
10,01%
96.329
90.622
105,17%
95.306
18,68%
2.287
20,07%
30,65%
508.138
506.252
1,14%
5.776
29,02%
1.493
82,05%
100,00%
2.474.767
2.421.913
21,83%
528.781
16,73%
44.389
Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
8.168.892
8.143.758
2,74%
223.159
12,54%
49.260
49,03%
0,08%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
37.024.944
36.885.001
6,31%
2.328.854
11,99%
294.760
37,03%
0,27%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
13.683.987
13.525.926
16,01%
2.165.455
12,77%
252.996
37,65%
0,88%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
8.370.791
8.306.230
29,91%
2.484.027
13,88%
116.973
44,88%
2,18%
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
3.306.539
3.296.058
43,19%
1.423.632
12,67%
27.401
48,27%
4,97%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
2.073.619
2.063.867
61,38%
1.266.744
11,82%
18.288
43,81%
13,44%
2.295.484
70,39%
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
2.292.105
23,85%
1.615.875
12,45%
1.643
45,34%
38,73%
7.508.760
7.500.747
0,16%
11.735
23,09%
10.375
30,55%
100,00%
82.429.637
82.017.071
14,05%
11.519.481
13,42%
771.696
Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
3.699.164
2.046.377
2,38%
48.630
63,77%
3.625.792
54,42%
0,05%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
2.744.987
1.480.353
7,91%
117.093
55,68%
2.489.857
49,21%
0,27%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
928.392
621.172
19,62%
121.862
52,39%
622.312
50,63%
0,91%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
502.259
404.539
37,09%
150.062
49,96%
224.236
56,42%
2,28%
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
167.702
144.568
64,15%
92.747
50,87%
56.182
58,82%
4,90%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
142.529
123.111
103,84%
127.834
51,94%
49.311
60,62%
10,54%
Classe 10 - 100%
Totali
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
Classe 10 - 100%
Totali
Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
11,26%
38.672
34.392
147,19%
50.620
50,67%
8.019
46,64%
21,35%
517.948
515.257
11,09%
57.133
96,59%
4.953
45,67%
100,00%
8.741.653
5.369.769
14,26%
765.981
61,63%
7.080.662
-
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
3.800.655
1.412.391
5,60%
79.100
37,12%
2.410.869
1,21%
0,05%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
10.544.150
5.835.606
15,68%
915.172
37,24%
4.846.006
3,77%
0,20%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
10.141.969
6.828.548
37,57%
2.565.484
37,48%
3.492.508
6,99%
0,91%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
3.542.341
2.672.011
55,34%
1.478.570
38,59%
969.445
14,03%
2,56%
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
2.572.143
2.020.723
60,09%
1.214.329
38,41%
581.017
8,45%
5,06%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
1.443.013
1.170.905
68,61%
803.412
38,58%
330.138
20,22%
9,90%
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
2.191.261
1.856.488
93,33%
1.732.683
37,63%
333.329
1,86%
34,02%
13.239.553
12.976.630
0,16%
20.990
60,09%
252.040
2,11%
100,00%
47.475.085
34.773.302
25,33%
8.809.740
46,05%
13.215.352
Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
-
-
0,00%
-
0,00%
-
0,00%
0,00%
Classe 03 - da 0,0209% a 0,1185%
1.677.040
1.507.084
7,79%
117.391
36,42%
200.934
23,39%
0,08%
Classe 04 - da 0,1186% a 0,5824%
4.486.767
4.134.367
19,14%
791.392
34,38%
514.561
35,58%
0,28%
Classe 05 - da 0,5825% a 1,3693%
2.672.484
2.448.764
45,70%
1.119.124
44,17%
351.461
40,80%
0,92%
Classe 06 - da 1,3694% a 3,2198%
2.123.080
2.005.209
58,67%
1.176.519
42,21%
206.107
48,64%
Classe 07 - da 3,2199% a 7,571%
902.469
871.229
65,76%
572.897
42,15%
58.350
50,65%
4,94%
Classe 08 - da 7,5711% a 17,8023%
687.764
669.513
71,59%
479.305
38,91%
39.780
59,97%
12,05%
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
348.252
345.529
74,76%
258.306
28,76%
4.768
41,17%
33,43%
48,16%
100,00%
Totali
Classe 10 - 100%
Totali
-
0,00%
10,48%
Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
Classe 10 - 100%
Altre esposizioni al
dettaglio: persone fisiche
Margini
inutilizzati
revocabili e
irrevocabili
-
Totali
Altre esposizioni al
dettaglio: PMI
LGD m edia
ponderata (%)
RWA
Classe 02 - da 0,0037% a 0,0208%
Classe 10 - 100%
Esposizioni rotative al
dettaglio qualificate
EAD totale
Classe 01 - da 0,00% a 0,0036%
Classe 09 - da 17,8024% a 99,99%
Esposizioni garantite da
im m obili residenziali:
persone fisiche
Fattore m edio
di ponderazione
%
1.251.082
1.244.044
1,37%
17.018
43,74%
11.226
14.148.938
13.225.739
34,27%
4.531.952
39,09%
1.387.187
40,17%
2,27%
11,83%
Il "valore dell'esposizione" è alimentato attraverso il valore nominale della componente fuori bilancio - in linea con il nominale dei margini e
l'EAD media ponderata sui margini - anziché tramite il dato di importo equivalente, che continua comunque ad essere indicato in tutte le altre
tabelle in cui è presente il valore dell'esposizione.
Le analisi “Confronto tra Perdita Attesa e Accantonamenti” e “Performance dei modelli: raffronto tra stime e risultati effettivi”
sono effettuate con cadenza annuale e riportate nell’Informativa al pubblico di dicembre.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
158
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 7
159
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
160
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 8
Tavola 8 – Tecniche di attenuazione del
rischio (CRM)
Informativa qualitativa
Il gruppo UniCredit, in coerenza con quanto stabilito dal documento “Convergenza internazionale della misurazione del
capitale e dei coefficienti patrimoniali” (Basilea II) in tema di tecniche di mitigazione del rischio di credito (di seguito “CRM”),
persegue il pieno soddisfacimento dei requisiti necessari per il riconoscimento, ai fini prudenziali, dei diversi strumenti in
relazione agli approcci adottati (Standardizzato o IRB di base - F-IRB o IRB Avanzato - A-IRB).
A tal fine sono stati effettuati interventi e portati a compimento specifici progetti volti all’implementazione della normativa
interna di Gruppo e all’adeguamento dei processi e dei sistemi informativi. Tenuto conto della dislocazione territoriale del
Gruppo in diversi Paesi, le implementazioni sono state eseguite nel rispetto degli ordinamenti locali e dei requisiti di Vigilanza
dei Paesi di appartenenza delle singole Entità.
Il Gruppo ha recepito i requisiti normativi in materia di CRM attraverso l’emanazione di specifiche Linee Guida interne da
parte della Capogruppo, redatte in conformità alle “Nuove disposizioni di vigilanza
prudenziale per le banche” (Circolare della Banca d'Italia n. 263), alle Direttive Comunitarie 2006/48/CE e 2006/49/CE e
successivi aggiornamenti ed al documento "Convergenza internazionale della misurazione del capitale e dei coefficienti
patrimoniali " del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Tale normativa persegue diversi obiettivi:
•
favorire la gestione ottimale delle garanzie;
•
massimizzare l’effetto di mitigazione delle garanzie reali e personali sui crediti in default;
•
ottenere un impatto positivo sui requisiti patrimoniali di Gruppo, assicurando che le pratiche di CRM locali rispettino
i requisiti minimi richiesti da “Basilea II”;
•
definire regole generali per l’ammissibilità, la valutazione, il monitoraggio e la gestione delle garanzie reali e
personali e dettagliare regole e requisiti specifici relativamente a determinate tipologie di garanzie.
Le garanzie reali e personali possono essere acquisite solo come supporto sussidiario del fido e non devono essere intese
come elementi sostitutivi della capacità del debitore principale di far fronte alle proprie obbligazioni. Per tale ragione, le stesse
sono oggetto di specifica valutazione all’interno della proposta creditizia, unitamente alla più ampia analisi del merito
creditizio e dell’autonoma capacità di rimborso del debitore principale.
Nella valutazione delle tecniche di CRM, il Gruppo attribuisce particolare rilevanza sia al requisito della “certezza giuridica” di
tutte le garanzie reali e personali, sia alla loro congruità. Le Entità devono porre in essere tutte le azioni necessarie al fine di:
•
assicurare il rispetto dei requisiti contrattuali e legali, in modo tale che i contratti di garanzia siano giuridicamente
opponibili secondo quanto previsto dal corpus giuridico ad essi applicabile;
•
condurre sufficienti controlli di natura legale che avallino l’effettiva opponibilità delle garanzie in tutte le giurisdizioni
rilevanti e nei confronti di tutte le parti coinvolte.
Le Entità devono, se necessario, ripetere detti controlli al fine di assicurare in via continuativa l’opponibilità della garanzia per
l'intera durata dell’esposizione creditizia sottostante. D’altro canto, l’adeguatezza deve essere costantemente assicurata.
Qualsiasi garanzia, a prescindere dalla tipologia, può essere definita congrua qualora risulti adeguata rispetto all’entità ed
all’articolazione dell’affidamento e, limitatamente alle garanzie personali, non sussistano rilevanti rischi in capo al garante.
In linea generale, le regole operative ed i relativi processi sono particolarmente rigorosi, al fine di assicurare la perfezione
formale e sostanziale della garanzia acquisita.
Le singole Entità realizzano attività di assessment sulla gestione delle garanzie e verifiche sulla conformità delle tecniche di
mitigazione del rischio in particolare nell’ambito dei processi di validazione dei sistemi di rating interni, nonché in occasione
delle attività connesse alla estensione progressiva dei sistemi avanzati alle diverse Entità del Gruppo.
161
Politiche e processi in materia di compensazione in bilancio e “fuori bilancio” con l’indicazione della
misura in cui il Gruppo ricorre alla compensazione
In generale le compensazioni in bilancio di crediti reciproci tra l'ente creditizio e la sua controparte possono essere
riconosciute come garanzie ammissibili, qualora siano giuridicamente valide ed opponibili in tutte le giurisdizioni rilevanti,
anche nel caso di insolvenza o di fallimento della controparte, e soddisfino le seguenti condizioni operative:
•
consentano la compensazione tra profitti e perdite sulle transazioni specificate nell’accordo quadro, così che vi sia
un unico ammontare netto dovuto da una parte all’altra;
•
soddisfino i requisiti minimi per il riconoscimento delle garanzie reali finanziarie (requisiti di valutazione e di
monitoraggio).
In linea generale le Entità del Gruppo possono utilizzare le compensazioni in bilancio solo se in grado di determinare in ogni
momento il valore netto della posizione (vale a dire quali attività e passività della controparte rientrino nell’accordo di
compensazione), monitorando e controllando debiti, crediti e valore netto.
Il Gruppo utilizza strumenti di compensazione principalmente su strumenti derivati, pronti contro termine e prestito titoli
qualora le controparti siano, in genere, Istituzioni finanziarie. Il principale obiettivo è quello di ridurre l’utilizzo delle linee di
credito e avere benefici in termini di minor assorbimento di capitale attraverso gli accordi di copertura. A tal proposito, è stata
emessa una policy dedicata (“Gestione del collaterale nelle operazioni derivate OTC, pronti contro termine e prestito di titoli”)
avente lo scopo di definire un framework efficiente ed esaustivo nell’ambito della gestione delle garanzie per salvaguardare la
banca dall’assumere rischi evitabili.
L’efficacia degli accordi di copertura sottoscritti con le specifiche controparti dipende dalla selezione di asset adeguati ad
essere considerati ammissibili ai fini di mitigazione. Alcune tipologie di garanzie presentano un rischio intrinseco legato alla
volatilità dei prezzi, la liquidità e al regolamento degli asset medesimi. Inoltre, il collaterale deve essere valutato anche sulla
base del fornitore (rischio del double default). La citata policy dettaglia i criteri di ammissibilità sia per i derivati OTC sia per le
transazioni di pronti contro termine e prestito titoli, e definisce anche gli standard minimi in termini di documentazione,
richiedendo in generale accordi riconosciuti sul mercato quali ISDA Master Agreement, Global Master Repurchase
Agreement o European Master Agreement.
Politiche e processi per la valutazione e la gestione delle garanzie reali
Il gruppo UniCredit ha sviluppato un sistema di gestione delle garanzie reali al fine di assicurare un chiaro ed efficace
processo di valutazione, monitoraggio e gestione di tutte le tipologie di garanzie finalizzate a mitigare il rischio di credito.
La valutazione della garanzia reale è basata sul valore corrente di mercato o sul prezzo al quale il bene sottostante può
essere ragionevolmente venduto (vale a dire il “valore equo” dello strumento finanziario acquisito in pegno o dell’immobile
posto a garanzia).
In particolare, per gli strumenti finanziari, i metodi di valutazione dipendono dalla loro tipologia:
•
titoli quotati su mercati di borsa ufficiali, sono valutati ai prezzi di mercato (nello specifico, si considera il prezzo
della più recente seduta di borsa);
•
titoli non quotati sui mercati di borsa ufficiali, sono valutati sulla base di stime coerenti del prezzo che tengano
conto dei dati del mercato;
•
quote di OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio), sono valutate al prezzo corrispondente al
valore giornaliero pubblicato dalla società di gestione per singola quota.
Il prezzo di mercato dei valori oggetto di pegno, deve essere rettificato, con applicazione di adeguati scarti, in funzione sia
della volatilità del mercato stesso sia di quella valutaria, in conformità a quanto disposto dai requisiti regolamentari.
In particolare, se la garanzia è denominata in una valuta locale diversa da quella del credito garantito (disallineamento di
valuta), deve essere applicato un ulteriore scarto.
Anche i disallineamenti di scadenza devono essere considerati nell’attività di valutazione della garanzia per tenere conto del
minor valore della copertura.
I modelli attualmente in uso nel Gruppo sono basati su scarti prudenziali sia predeterminati, sia stimati internamente.
L’approccio metodologico prevede che il valore della copertura sia stimato per singolo strumento finanziario in base al suo
valore di mercato (c.d. mark to market) con applicazione di uno scarto che tenga conto della rischiosità intrinseca del
medesimo in funzione dei differenti fattori (rischiosità dei corsi, periodo di detenzione e rischio di liquidità).
Le principali Entità sono state dotate di uno strumento informatico per la rivalutazione automatica al valore di mercato degli
strumenti finanziari acquisiti in pegno, garantendo in questo modo un monitoraggio costante della garanzia.
Per quanto riguarda la valutazione delle garanzie immobiliari, sono stati definiti ed implementati specifici processi e
procedure, al fine di assicurare la valutazione dell’immobile da parte di un perito indipendente ad un valore non superiore a
quello di mercato. Per le Entità operanti in Austria, Germania e Italia, le attività di monitoraggio e rivalutazione degli immobili
sono gestite tramite sistemi automatici basati su metodi statistici che utilizzano database interni o forniti da info-provider
esterni.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
162
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 8
Altre tipologie di garanzie reali (quali ad esempio il pegno su merci) sono soggette, in fase di valutazione, a specifici scarti
prudenziali. L’attività di monitoraggio dipende dalle caratteristiche della garanzia stessa. In generale, il pegno su merci viene
gestito con la dovuta cautela.
Descrizione delle principali tipologie di garanzie reali accettate dalle Entità del Gruppo
Le garanzie reali assunte a supporto delle linee di credito erogate dalle Entità del Gruppo sono rappresentate principalmente
da garanzie ipotecarie residenziali e commerciali (oltre il 75% della consistenza totale delle garanzie al 31 dicembre 2012) e
dal pegno su titoli di debito, azioni, quote di fondi comuni d’investimento (circa il 10% al 31 dicembre 2012). La parte
rimanente è costituita da pegno su altri valori (es. merci) e altre garanzie reali (es. pegni su beni mobili registrati).
Ai fini del relativo riconoscimento per la mitigazione del rischio tuttavia, rilevano il rispetto dei requisiti generali previsti dalla
normativa di Vigilanza, e di quelli specifici per l’approccio adottato ai fini del calcolo del requisito patrimoniale relativamente
alla singola controparte/esposizione (Standardizzato, F-IRB, A-IRB), in conformità a quanto stabilito dall’ordinamento
giuridico del Paese di appartenenza.
La Capogruppo fornisce specifiche linee guida per l’ammissibilità di ciascuna tipologia di garanzia e di conseguenza ogni
Entità è tenuta a definire la lista delle garanzie ammissibili, in conformità sia ai metodi ed alle procedure di Gruppo, sia alla
normativa di Vigilanza locale ed alle peculiarità del sistema giuridico in essere nel Paese in cui opera.
Principali tipologie di garanti e di controparti in operazioni su derivati creditizi ed il loro merito di
credito
Le garanzie personali vengono acquisite quali elementi complementari ed accessori alla concessione del fido, per il quale
l’elemento di mitigazione del rischio è rappresentato dalla fonte di rientro sussidiaria. Esse rappresentano uno strumento
particolarmente diffuso nell’ambito del Gruppo, con caratteristiche differenziate nei diversi mercati di riferimento.
In particolare, risultano particolarmente rilevanti nel mercato italiano le garanzie personali rilasciate da persone fisiche o da
co-intestazioni di persone fisiche, che non vengono utilizzate ai fini di mitigazione del rischio. Meno frequentemente il rischio
di insolvenza è coperto da garanzie personali fornite da altre persone giuridiche (generalmente la casa madre o società
appartenenti allo stesso gruppo economico del debitore), oppure prestate da istituzioni finanziarie e compagnie assicurative.
A livello consolidato, le garanzie personali sono rilasciate da banche (circa il 16% della consistenza totale delle garanzie, dato
al 31 dicembre 2012), da governi, banche centrali e altri enti pubblici (circa il 14% al 31 dicembre 2012) e da altri soggetti
(70% al 31 dicembre 2012). In quest’ultima categoria sono comprese le garanzie personali rilasciate da persone fisiche, la cui
ammissibilità ai fini di mitigazione è funzione degli approcci adottati dalle singole Entità.
Fornitori di protezione, ove la garanzia è rappresentata da derivati creditizi, sono quasi esclusivamente banche e controparti
istituzionali.
La fattispecie dei garanti ammissibili dipende dallo specifico approccio adottato da ciascuna Entità. In particolare,
nell’approccio Standardizzato esiste una lista ristretta di garanti ammissibili, di cui fanno parte Stati sovrani e banche centrali,
enti del settore pubblico ed enti territoriali, banche multilaterali di sviluppo, intermediari vigilati ed imprese non finanziarie con
rating esterno attribuito da un’ECAI riconosciuta, associato ad una classe della scala di valutazione del merito di credito non
inferiore a 2. Nell’approccio IRB-A, ai fini del riconoscimento nel calcolo dei requisiti patrimoniali delle garanzie personali,
oltre al soddisfacimento dei requisiti minimi previsti, rileva anche che l’entità sia in grado di effettuare la valutazione della
qualità e del merito creditizio del garante al momento dell’assunzione della protezione e per tutta la sua durata.
Prima di acquisire una garanzia personale il garante/fornitore di protezione (o il venditore di protezione in caso di “credit
default swap”) deve essere valutato al fine di ponderarne la solvibilità ed il profilo di rischio. L’effetto di copertura delle
garanzie personali/derivati creditizi con finalità di garanzia dal rischio di credito dipende sostanzialmente dal merito creditizio
del garante e, in fase di concessione, deve essere valutata anche sua capacità di rimborso.
Informazioni sulle concentrazioni del rischio di mercato o di credito nell’ambito degli strumenti di
attenuazione del rischio di credito adottati
Esiste rischio di concentrazione quando la maggior parte degli strumenti finanziari acquisiti a garanzia dal Gruppo (a livello di
portafoglio) è rappresentata da una ristretta tipologia di garanzie reali, di strumenti di protezione, ovvero quando è prestata da
una ristretta cerchia di specifici garanti (da intendersi sia come singolo nominativo sia come settore industriale di riferimento)
o quando vi è sproporzione nei volumi di garanzie assunte.
Tale concentrazione viene monitorata e controllata dai seguenti processi/meccanismi:
in caso di garanzie personali/derivati creditizi è attribuito al garante/fornitore di protezione un debito potenziale (in termini di
rischio indiretto). Nella fase di istruttoria del credito, in capo al garante viene posta una responsabilità aggiuntiva e sussidiaria
il cui effetto si riflette sull’esposizione complessiva ad esso riferita, calcolata e approvata in conformità al sistema di deleghe
interno a ciascuna Entità;
nel caso in cui il garante/fornitore di protezione, direttamente o indirettamente, sia una Banca centrale o uno Stato sovrano,
deve essere attribuito uno specifico limite di credito. Se il garante è un soggetto estero, è necessario valutare, al caso, la
definizione di un limite per il Paese di appartenenza.
163
Informativa quantitativa
(migliaia di €)
Tecniche di attenuazione del rischio - approccio standardizzato
CONSISTENZE AL
ESPOSIZIONI VERSO
Amministrazioni centrali e banche centrali
Intermediari vigilati
Enti territoriali
Enti senza scopo di lucro ed enti del settore
pubblico
GARANZIE
REALI
FINANZIARIE
30.06.2013
CONSISTENZE AL
GARANZIE
PERSONALI E
DERIVATI SU
CREDITI
ALTRE
GARANZIE
GARANZIE
REALI
FINANZIARIE
31.12.2012
GARANZIE
PERSONALI E
DERIVATI SU
CREDITI
ALTRE
GARANZIE
941.265
-
3.864.837
831.500
-
12.363.355
36.274
193.051
3.935.739
33.886
4.498.728
201.027
45.992
-
3.631.252
48.331
-
3.670.372
136.555
-
1.584.197
157.068
-
2.390.815
Banche multilaterali di sviluppo
1
-
2.746
1
-
2.708
Organismi internazionali
-
-
-
-
-
-
Imprese
3.750.711
80.081
2.089.936
4.957.279
90.108
2.156.647
Esposizioni al dettaglio
3.350.170
2.648
506.638
4.157.669
2.317
438.477
1
-
-
1
-
-
179.996
-
-
37.975
-
-
1.872.787
-
45.258
3.048.580
-
31.360
Esposizioni a breve termine verso imprese
Organismi di Investimento Collettivo del
Risparmio (OICR)
Esposizioni garantite da immobili
Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie
garantite
Esposizioni scadute
Esposizioni ad alto rischio
Altre esposizioni
Totale
1
-
2.571
1
-
2.571
84.105
2.961
5.516
97.612
89
6.296
26
-
-
542
-
-
2
-
-
8
-
11.690
22.724.967
121.964
11.926.002
17.272.306
126.400
13.410.691
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
164
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 8
(migliaia di €)
Tecniche di attenuazione del rischio del credito - solo metodo IRB base
CONSISTENZE AL
GARANZIE
REALI
FINANZIARIE
Amministrazioni centrali e banche centrali
30.06.2013
CONSISTENZE AL
GARANZIE
PERSONALI E
DERIVATI SU
CREDITI
ALTRE
GARANZIE
GARANZIE
REALI
FINANZIARIE
31.12.2012
GARANZIE
PERSONALI E
DERIVATI SU
CREDITI
ALTRE
GARANZIE
747.807
-
1.096.617
308.463
-
1.053.119
1.471.426
-
674.331
8.597.378
-
647.145
93.111
-
245.820
144.777
-
246.442
-
-
-
-
-
-
Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati, enti
pubblici e territoriali e altri soggetti:
Intermediari vigilati
Enti pubblici e territoriali
Altri
Esposizioni verso o garantite da imprese:
Finanziamenti specializzati
52.089
-
18.718
50.570
-
45.749
864.358
-
952.900
859.816
1
897.891
1.379.318
-
4.301.709
1.022.240
-
3.795.769
Esposizioni garantite da immobili residenziali: PMI
151.488
-
21.820
160.517
-
20.795
Esposizioni garantite da immobili residenziali:
Persone fisiche
PMI
Altre imprese
Esposizioni al dettaglio:
108.174
-
1.589
111.037
-
1.406
Esposizioni rotative al dettaglio qualificate
-
-
153
-
-
189
Altre esposizioni al dettaglio: PMI
-
-
-
-
-
-
201.208
-
7.457
205.218
-
7.218
Crediti commerciali acquistati - Rischio di diluizione
-
-
-
-
-
-
Altre attività
-
-
-
-
-
-
Finanziamenti specializzati - slotting criteria
-
-
8.085
-
-
422
36.318
-
3.014
36.131
-
3.877
-
-
-
-
-
-
Altre esposizioni al dettaglio: Persone fisiche
Trattamento alternativo delle ipoteche immobiliari
Rischio di regolamento: Esposizioni per transazioni non
DVP con fattori di ponderazione regolamentari
Esposizioni in strumenti di capitale:
Metodo PD/LGD: attività di rischio
-
-
-
-
-
-
Metodo della ponderazione semplice: attività di rischio
-
-
-
-
-
-
Metodo dei modelli interni: attività di rischio
-
-
-
-
-
-
5.105.297
-
7.332.213
11.496.147
1
6.720.022
Totale
165
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
166
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 9
Tavola 9 – Rischio di controparte
Informativa qualitativa
Il Rischio creditizio di controparte (CCR) è definito come il rischio che una controparte di un’operazione in derivati sia
insolvente prima della regolamentazione dei flussi di cassa della transazione.
Il rischio creditizio di Controparte è un caso particolare del più generico rischio di credito (e.g. i prestiti). Differentemente dai
tradizionali rischi creditizi sui prestiti, dove l’esposizione al rischio creditizio è unilaterale e solo la banca creditrice sostiene il
rischio di perdita, il CCR crea un rischio di perdita bilaterale: il valore di mercato di una transazione può essere positivo o
negativo alternativamente per entrambe le controparti. Il valore di mercato è incerto e può variare nel tempo al variare dei
fattori di mercato sottostanti.
L’esposizione dovuta al CCR è stimata considerando l’effetto di un periodo di stress (stressed Expected Positive Exposure) e
le pratiche di gestione del collaterale.
I prodotti finanziari che ricadono nell’ambito del CCR sono:
•
Strumenti derivati “Over the Counter” (contratti non scambiati su piazze regolamentate);
•
“Security financing transactions” (pronti contro termine e prestito titoli marginati o no);
•
“Long settlement transactions”, dove la controparte della transazione è contrattualmente obbligata a consegnare un
titolo, una commodity o un ammontare in valuta estera contro una somma di denaro, altri strumenti finanziari, o
commodity, o vice versa alla data di regolamentazione o consegna che è superiore alla minore delle date tipiche
per quella transazione nel mercato.
•
Derivati scambiati su piazze regolamentate
PRINCIPI DI GOVERNANCE DEL RISCHIO DI CREDITO DI CONTROPARTE
Al fine di definire metodologie, regolamentazioni interne e processi per la gestione del Rischio di Credito di Controparte in
coerenza con le istruzioni dell’Organo di Vigilanza italiano, sono stati sviluppati i seguenti principi generali:
Punti fondamentali:
•
•
•
•
il Rischio di Credito di Controparte è un tipo particolare di rischio di credito e come tale i processi e le regole per la
supervisione ed il controllo delle attività legate al CCR seguono la stessa logica delle attività di credito, per
assicurare una vista comprensiva del rischio controparte.
La gestione del CCR deve considerare i limiti di rischio e adeguarsi con le Regole Globali emesse dal Group Risk
Management e deve essere incorporato nel sistema di limiti e processi delle Legal Entity.
Il controllo del CCR è assicurato su base giornaliera da funzioni di rischio dedicate in ciascuna Legal Entity16 e nella
Holding Company, dal senior management, dalle commissioni rilevanti ed dal consiglio di amministrazione.
La gestione del CCR deve incorporare i rischi di mercato per poter catturare i movimenti di mercato nel CCR.
Ruolo della Holding Company e delle Legal Entity
•
•
•
•
•
•
16
La definizione delle linee guida, l’impostazione del framework e delle policy per la gestione del CCR sarà in capo a
specifiche funzioni della Capogruppo come riportato nel regolamento interno della Holding.
La Holding sarà responsabile di monitorare le esposizioni a livello di gruppo al fine di garantire un appropriata
supervisione sul rischio di concentrazione e sulle esposizioni più rilevanti.
La Holding partecipa alla definizioni delle azioni correttive per le anomalie riguardanti il CCR delle controparti
rilevanti17.
La funzione Risk Methodology della Holding è responsabile per lo sviluppo dei modelli di CCR per il Gruppo
UniCredit
Sulla base di regole generali emesse dalla Holding, sarà implementato un rigoroso e completo programma di
stress testing, tale da considerare scenari rilevanti sia a livello di gruppo che di Legal Entity, basati sui numeri
scaturiti dalla misurazione del rischio di controparte.
La Holding ha emesso regole generali che descrivono i processo di individuazione ed analisi dei rischi Wrong Way
generali e specifici.
Le entità di controllo del CCR di UC SpA, UCB AG e UC BA AG sono responsabili del coordinamento delle funzioni sotto-controllate per le loro corrispettive Legal
Entity consolidate.
17
Le controparti sono considerate rilevanti in base al loro rating, il livello di esposizione o altri parametri rilevanti come definito nella documentazione di gruppo.
167
MODALITÀ DI GESTIONE E MONITORAGGIO DEL RISCHIO
Il framework di gestione del rischi creditizi di controparte nel gruppo UniCredit è basato sul controllo quotidiano delle
esposizioni, definite utilizzando un approccio basato sul calcolo della distribuzione di valori futuri delle transazioni scambiate
su mercati regolamentati, OTC ed SFT a livello di singola controparte.
La funzione Risk Methodology della Holding ha articolato in tre fasi la stima a livello di controparte della esposizione
creditizia, questi sono:
•
Geneazione degli scenari. Scenari di mercato future sono simulate su un insieme fisso di date di simulazione,
utilizzando modelli di evoluzione di fattori di rischio.
•
Valuazione degli strumenti. Per ogni data di simulazione e per ogni realizzazione dei fattori di rischio di mercato
sottostanti, si esegue la valutazione degli strumenti.
•
Aggregazione. Per ogni data di simulazione e per ogni realizzazione dei fattori di rischio di mercato sottostanti, i
valori degli strumenti sono sommati per ottenere il valore di portafoglio per la controparte.
A scopo manageriale l’esposizione a livello di controparte delle transazioni all’interno dell’ modello interno (IMM) è misurato
utilizzando la Potential Future Exposure18 (PFE). Per transazioni non incluse nello scopo del IMM per il CCR, le esposizioni
sono stimate utilizzando fattori di conversione creditizia (i.e. CCF). La calibrazione dei CCF risulta in un stima prudenziale di
PFE.
I modelli interni che calcolano l’esposizione pre-settlement giornaliera producono le misure che saranno utilizzate nel calcolo
del Patrimonio di Vigilanza, processo per il quale UniCredit sta formalizzando la richiesta di approvazione da parte degli
Organi di Vigilanza. Gli stessi modelli interni producono simulazioni “stressed” che saranno utilizzate nel processo ICAAP e
forniscono al risk management analisi a livello di controparti, paesi e settori di mercato ed identificano potenziali rischi di tipo
General Wrong Way nel portafoglio.
La definizione e approvazioni dei limiti sul CCR sono parte del processo di underwriting a livello locale e centrali di
capogruppo, vi sono descritti i poteri di delega, la fase di escalation e i comitati rischi competenti. La funzione locale di
controllo del CCR contribuisce alla definizione dei limiti e alla revisione dei processi fornendo il necessario contribuito tecnico
e professionale.
La propensione al rischio verso una controparte o ad un insieme di controparti parte di uno stesso gruppo è definito
attraverso un plafond, per categorie di clienti quando esiste, oppure attraverso il limite che rappresenta l’esposizione
massima consolidata che la Legal Entity e/o il Gruppo può garantire a questa controparte.
La definizione dei limiti e dei plafond è effettuata dalla funzioni competenti conformemente alle strategie creditizie stabilite a
livello di gruppo e/o coerentemente con quelle definite a livello locale.
Una parte di questo plafond/limite può essere allocata sul rischio di pre-settlement che sarà confrontato con il massimo
Potential Future Exposure (PFE) verso una controparte in un determinato arco temporale.
MITIGAZIONE DEL RISCHIO
UniCredit mitiga i rischi di credito di controparte in operazione con derivati attraverso il ricorso a controparti centrali (Central
Counterparties - CCPs), tecniche di compensazione (netting) e di collateralizzazione.
Il netting consente l’aggregazione e la compensazione di transazioni in derivati con valore Mark-to Market positivo e negativo
con la stessa controparte, riducendo cosi l’esposizione in casi di default di una delle controparti. Una specifica
regolamentazione a livello di Gruppo stabilisce che tutti gli accordi di compensazione debbano essere documentati in forma
scritta attraverso un accordo quadro (Master Agreement) giuridicamente vincolante. L'applicazione e l'applicabilità di tali
accordi di compensazione viene monitorata su base continuativa dall’Ufficio Legale incaricato. Tra le posizioni a livello di
Entità non viene effettuata alcuna ulteriore compensazione in quanto non consentita dalla legge e, inoltre, non sarebbe
coperta dagli accordi quadro bilaterali sottostanti.
Potrebbero essere richiesti accordi per la costituzione di garanzie collaterali (se legalmente applicabili nella giurisdizione), in
funzione del merito creditizio della controparte e della natura della transazione. Come regola generale, derivati su cambi, su
tassi di interesse, su titoli azionari, su materie prime, derivati creditizi, le EU-emissions-allowance transactions, derivati sul
clima e altre importanti operazioni in derivati OTC possono essere collateralizzate attraverso un accordo che preveda la
prestazione di garanzie collaterali.
È definita a livello di Gruppo una specifica policy per la gestione delle garanzie collaterali per operazioni in derivati OTC e per
le operazioni di pronti contro termine e di prestito titoli, approvata nel 2012 dai comitati crediti nel Gruppo. Questa definisce i
ruoli e le responsabilità delle strutture coinvolte sia a livello di Capogruppo sia di singola Entità. Detta regolamentazione
definisce i criteri di ammissibilità (anche tipi di garanzie pre-approvati, garanzie che richiedono approvazione specifica e
garanzie non–accettabili), assicurando che la garanzia collaterale concordata presenti le seguenti caratteristiche, quali la
trasparenza dei prezzi, il livello di liquidità, esecutività, l'indipendenza e l'idoneità ai fini regolamentari e definisce i parametri
per quanto concerne gli aspetti della correlazione e della concentrazione dei rischi. È necessario distinguere i criteri di
idoneità delle garanzie collaterali per le operazioni in derivati OTC e delle operazioni di Reverse Repo/Secutity Lending
Transactions, in quanto le garanzie collaterali per i derivati OTC devono avere una qualità creditizia più elevata, data la
natura potenzialmente più lunga della transazione e l'incapacità di modificare i criteri di idoneità con un accordo CSA già
firmato. Le garanzie collaterali per le operazioni di Reverse Repo/Secutity Lending Transactions possono essere di gamma
più ampia, data la durata generalmente più breve delle operazioni. Le garanzie collaterali “non per cassa” accettate per
mitigare le esposizioni in derivati OTC sono soggette ad un margine addizionale (“haircut”); le garanzie collaterali vengono
adeguatamente valutate e selezionate e i margini addizionali sono definiti sulla base del grado di liquidità e di volatilità del
prezzo del titolo sottostante e riflettono il fatto che la garanzia possa diminuire di valore nel periodo compreso tra la data in
cui la garanzia collaterale viene richiesta e la data di liquidazione della stessa.
18
La Potential Future Exposure è definita come la probabile esposizione per un dato livello di confidenza ed ad una certa data futura.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
168
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 9
Una struttura indipendente di gestione delle garanzie collaterali segue il processo di collateralizzazione; tale processo
comprende la costituzione in pegno e la ricezione delle garanzie collaterali, effettuando la riconciliazione delle richieste di
alimentazione del margine effettuate e/o non evase.
Il processo di gestione delle garanzie è strettamente allineato con la strategia di raccolta a breve e lungo termine delle Banca
(sia al livello di entità giuridica, sia al livello di gruppo). Un’altra policy di Gruppo definisce la re-hypothecation (l’uso delle
garanzie ricevute come garanzia dei propri debiti) di garanzie per assicurare prudenza e minimizzare i problemi di liquidità.
Esigenze intra-day di collateralizzazione, oltre una specifica soglia, vengono immediatamente segnalate all’unità che gestisce
il funding a breve termine della banca.
Ove possibile, UniCredit fa ricorso a CCP per mitigare il rischi creditizio di controparte per derivati OTC. Una CCP, agendo
come intermediario di un derivato OTC, elimina il rischio di controparte di una transazione, lasciando la necessità per
UniCredit di gestire il rischio di mercato.
MODALITÀ DI GESTIONE DEL WRONG WAY RISK
Sia la le funzioni di capogruppo che delle società controllate addette al controllo del CCR, valutano e gestiscono il Wrong
Way Risk derivante dalla correlazione positiva fra il merito creditizio della controparte e i fattori di rischio che guidano
l’esposizione verso la controparte stessa. Il Wrong Way Risk si distingue in Wrong-Way Risk specifico (SWWR) e WrongWay Risk generico (GWWR).
Wrong Way Risk specifico si verifica quando l’esposizione della transazione è correlata con il merito creditizio della
controparte per un motivo che è specifico per la controparte. Più comunemente questo tipo di correlazione si verifica quando
c’è un collegamento legale/economico di proprietà fra la controparte e l’entità sottostante le garanzie
In dettaglio le transazioni affette da SWWR sono in grado di generare esposizioni più elevate rispetto al PFE (Potential Future
Exposure) standard del settore come definito dalle metodologie, dal momento che quest’ultimo si applica a derivati plain
vanilla e assume una correlazione limitata. La policy sul Wrong Way Risk specifico ha lo scopo di completare le nostre
metodologie di calcolo dell’esposizione, fornendo un quadro unico per la definizione dell’appetito al rischio e per il
monitoraggio e la gestione dell’esposizione al Wrong Way risk specifico.
Wrong-Way Risk generico: si verifica quando la probabilità di insolvenza della controparte è positivamente correlata con
fattori generali di rischio di mercato, che interessa anche il valore delle transazioni con il gruppo. La policy sul Wrong Way
Risk generico ha lo scopo di definire il quadro di riferimento per l’analisi, il monitoraggio e la gestione del potenziale impatto
del GWWR per prodotto, paese e settore industriale. Inoltre prevede ulteriori livelli di controllo per le transazioni affette da
Wrong Way Risk generico.
Le regole generali definite dalla Capogruppo forniscono indicazioni sui principi e sulle fasi da seguire in materia di controllo e
gestione di questa tipologia di rischi.
IMPATTI IN CASO DI RIDUZIONE DEL MERITO DI CREDITO
Vengono effettuati reports mensili per misurare l'impatto in termini di addizionali garanzie collaterali che la banca dovrebbe
fornire in caso di downgrade del suo rating creditizio. A tal fine vengono presi in considerazione i rating forniti da tutte le
principali agenzie di rating.
I controlli vengono effettuati a livello di singola Entità. Viene effettuata, inoltre, un’attività di reportistica, a livello consolidato,
per consentire la valutazione dell'impatto a livello di Gruppo. Le operazioni ed i gruppi di prodotti che hanno il maggiore
impatto sono i seguenti: le società veicolo di finanziamento appositamente costituite, le operazioni in scadenza, le operazioni
in derivati OTC - il cui rating è indipendente dagli importi e dalle soglie - e le operazioni speciali di prestito (sia con controparti
commerciali che con controparti sovra-nazionali).
Allo stesso modo, sono previste procedure per il monitoraggio dei downgrade delle controparti; ciò al fine di consentire alla
Banca di adottare adeguate misure in relazione al verificarsi di eventi di estinzione anticipata, previsti nelle clausole dei
contratti, che potrebbero essere azionati.
169
Informativa quantitativa
(migliaia di €)
Rischio di controparte - garanzie reali detenute
RISCHIO DI CONTROPARTE - GARANZIE REALI DETENUTE
Approccio standardizzato
- contratti derivati
- operazioni SFT e operazioni con regolamento a lungo termine
VALORE EAD AL
VALORE EAD AL
30.06.2013
31.12.2012
93.920
16.024.396
119.294
8.564.243
(migliaia di €)
Rischio di controparte
VALORE EAD AL
VALORE PONDERATO AL
VALORE EAD AL
VALORE PONDERATO AL
30.06.2013
30.06.2013
31.12.2012
31.12.2012
RISCHIO DI CONTROPARTE
Approccio standardizzato
- contratti derivati
- operazioni SFT e operazioni con regolamento a lungo termine
8.298.657
2.012.340
11.489.416
2.599.923
3.159.164
1.464.532
2.403.895
1.339.420
103.538
51.147
201.529
136.071
26.317.582
9.956.495
33.137.394
12.759.539
16.016.783
778.969
18.941.419
1.450.535
1.374.093
664.933
1.389.613
824.227
- compensazione tra prodotti diversi
Approcci IRB
- contratti derivati
- operazioni SFT e operazioni con regolamento a lungo termine
- compensazione tra prodotti diversi
(migliaia di €)
Portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali di fine periodo
CONSISTENZE AL
ATTIVITA' SOTTOSTANTI/TIPOLOGIE DERIVATI
30.06.2013
CONSISTENZE AL
31.12.2012
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
2.435.064.613
109.262.131
2.594.144.641
100.927.844
352.446.871
72.533.500
391.571.706
50.428.000
1.854.188.721
43.888
1.970.577.338
4.628
c) Forward
91.961.368
994.644
81.218.484
19
d) Futures
-
35.690.099
32.600
50.495.197
136.467.653
-
150.744.513
-
78.510.975
36.933.970
78.920.994
29.011.119
a) Options
65.234.987
31.450.675
66.634.555
25.960.609
b) Swap
11.333.000
338.000
11.368.000
314.000
c) Forward
176.010
-
109.056
-
d) Futures
-
5.145.118
25.122
2.736.505
1. Titoli di debito e tassi di interesse
a) Options
b) Swap
e) Altri
2. Titoli di capitale e indici azionari
e) Altri
3. Valute e oro
a) Options
1.766.978
177
784.261
5
521.975.333
79.935
538.670.735
88.358
36.104.397
-
48.432.594
-
b) Swap
220.143.544
-
226.560.201
-
c) Forward
265.235.603
-
263.677.940
-
d) Futures
-
79.935
-
88.358
e) Altri
491.789
-
-
-
4. Merci
3.410.517
740.000
2.732.518
1.719.000
5. Altri sottostanti
Totale
1.096.721
-
940.535
-
3.040.058.159
147.016.036
3.215.409.423
131.746.321
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
170
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 9
(migliaia di €)
Portafoglio bancario: valori nozionali di fine periodo - Di copertura
CONSISTENZE AL
ATTIVITA' SOTTOSTANTI/TIPOLOGIE DERIVATI
30.06.2013
CONSISTENZE AL
31.12.2012
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
45.936.470
5.045.000
33.444.536
6.675.000
1.409.500
-
1.024.500
-
42.526.970
-
32.208.719
-
c) Forward
2.000.000
-
51.317
-
d) Futures
-
5.045.000
-
6.675.000
1. Titoli di debito e tassi di interesse
a) Options
b) Swap
e) Altri
-
-
160.000
-
3.683.248
-
2.513.248
-
3.248
-
3.248
-
b) Swap
-
-
-
-
c) Forward
-
-
-
-
d) Futures
-
-
-
-
3.680.000
-
2.510.000
-
8.348.701
-
5.819.176
-
200.000
-
46.000
-
b) Swap
3.232.659
-
2.966.403
-
c) Forward
4.916.042
-
2.806.773
-
d) Futures
-
-
-
-
e) Altri
-
-
-
-
4. Merci
-
-
-
-
5. Altri sottostanti
-
-
-
-
57.968.419
5.045.000
41.776.960
6.675.000
2. Titoli di capitale e indici azionari
a) Options
e) Altri
3. Valute e oro
a) Options
Totale
(migliaia di €)
Portafoglio bancario: valori nozionali di fine periodo - Altri derivati
CONSISTENZE AL
ATTIVITA' SOTTOSTANTI/TIPOLOGIE DERIVATI
1. Titoli di debito e tassi di interesse
a) Options
b) Swap
30.06.2013
CONSISTENZE AL
31.12.2012
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
19.417.652
-
29.127.868
-
6.087.781
-
6.087.382
-
13.329.871
-
23.014.470
-
c) Forward
-
-
26.016
-
d) Futures
-
-
-
-
e) Altri
-
-
-
-
1.422.262
-
3.460.752
-
1.422.262
-
3.460.752
-
b) Swap
-
-
-
-
c) Forward
-
-
-
-
d) Futures
-
-
-
-
e) Altri
-
-
-
-
1.742.214
-
2.232.583
-
a) Options
113.035
-
143.940
-
b) Swap
416.747
-
595.659
-
c) Forward
1.212.432
-
1.492.984
-
d) Futures
-
-
-
-
e) Altri
-
-
-
-
4. Merci
78.053
-
83.183
-
-
-
-
-
22.660.181
-
34.904.386
-
2. Titoli di capitale e indici azionari
a) Options
3. Valute e oro
5. Altri sottostanti
Totale
171
(migliaia di €)
Derivati finanziari: fair value lordo positivo - ripartizione per prodotti
FAIR VALUE POSITIVO
CONSISTENZE AL
PORTAFOGLI/TIPOLOGIE DERIVATI
A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza
a) Opzioni
b) Interest rate swap
c) Cross currency swap
d) Equity swap
e) Forward
f) Futures
g) Altri
B. Portafoglio bancario - di copertura
a) Opzioni
b) Interest rate swap
c) Cross currency swap
d) Equity swap
e) Forward
f) Futures
g) Altri
C. Portafoglio bancario - altri derivati
a) Opzioni
b) Interest rate swap
c) Cross currency swap
d) Equity swap
e) Forward
f) Futures
g) Altri
Totale
30.06.2013
CONSISTENZE AL
31.12.2012
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
83.771.094
1.604.399
114.748.069
1.496.932
6.390.749
1.555.467
7.937.111
1.461.816
70.363.731
34.245
98.288.587
34.245
3.340.735
-
4.549.150
-
158.000
-
186.000
-
3.287.256
880
3.628.205
-
29.672
13.794
33.454
870
200.951
13
125.562
1
788.614
-
1.068.762
-
12.000
-
10.000
-
515.419
-
560.407
-
43.067
-
97.215
-
-
-
-
-
14.128
-
270.140
-
-
-
-
-
204.000
-
131.000
-
1.005.802
102
1.165.186
428
39.480
-
38.840
-
960.781
-
1.119.920
-
111
-
102
-
-
-
-
-
5.366
-
6.324
-
-
-
-
-
64
102
-
428
85.565.510
1.604.501
116.982.017
1.497.360
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
172
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 9
(migliaia di €)
Derivati finanziari: fair value lordo negativo - ripartizione per prodotti
FAIR VALUE NEGATIVO
CONSISTENZE AL
PORTAFOGLI/TIPOLOGIE DERIVATI
30.06.2013
CONSISTENZE AL
31.12.2012
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
OVER THE COUNTER
CONTROPARTI CENTRALI
81.368.937
1.851.057
110.532.419
1.511.463
7.461.894
1.744.581
9.202.414
1.511.407
66.112.013
985
92.548.779
56
4.043.869
-
5.114.140
-
347.000
1.000
256.000
-
3.323.937
2.356
3.313.521
-
f) Futures
29.672
102.135
33.849
-
g) Altri
50.552
-
63.716
-
1.720.515
-
2.127.139
-
45.000
-
40.000
-
1.429.398
-
1.855.612
-
192.522
-
154.457
-
-
-
-
-
53.595
-
77.070
-
f) Futures
-
-
-
-
g) Altri
-
-
-
-
1.276.126
5
1.432.811
8
A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza
a) Opzioni
b) Interest rate swap
c) Cross currency swap
d) Equity swap
e) Forward
B. Portafoglio bancario - di copertura
a) Opzioni
b) Interest rate swap
c) Cross currency swap
d) Equity swap
e) Forward
C. Portafoglio bancario - Altri derivati
a) Opzioni
111.786
-
116.181
-
1.155.694
-
1.289.498
-
2.914
-
14.229
-
-
-
-
-
5.732
-
12.903
-
f) Futures
-
-
-
-
g) Altri
-
5
-
8
84.365.578
1.851.062
114.092.369
1.511.471
b) Interest rate swap
c) Cross currency swap
d) Equity swap
e) Forward
Totale
173
Derivati finanziari OTC: portafoglio di negoziazione di vigilanza - valori nozionali, fair value lordi
positivi e negativi per controparti - contratti non rientranti in accordi di compensazione
CONSISTENZE AL
CONTRATTI NON RIENTRANTI IN ACCORDI DI
COMPENSAZIONE
(migliaia di €)
30.06.2013
GOVERNI E
BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOCIETA' DI
ASSICURAZIONE
IMPRESE NON
FINANZIARIE
ALTRI SOGGETTI
262.241
22.427.121
70.009.758
83.499.424
21.396.178
51.742.274
977.245
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale
- fair value positivo
1.066
1.270.281
1.172.444
2.940.344
104.013
2.443.523
31.135
- fair value negativo
-
699.042
1.705.223
2.843.981
51.019
194.364
14.629
- esposizione futura
150
261.569
364.180
779.200
9.853
366.333
82
2) Titoli di capitale e indici azionari
- valore nozionale
12.013
213.000
39.179.236
1.167.934
80.000
94.902
608.300
- fair value positivo
2
7.000
206.811
24.078
1.000
16.059
12.565
- fair value negativo
-
11.000
34.836
29.217
4.000
12.978
14.796
- esposizione futura
-
16.000
2.654.372
78.016
5.000
2.519
44.052
3) Valute e oro
- valore nozionale
3.392.315
734.183
103.915.066
6.958.764
249.320
17.234.116
1.066.995
- fair value positivo
55.127
4.242
1.313.194
179.935
2.669
287.444
18.742
- fair value negativo
21.567
157.000
1.590.267
332.088
2.373
223.059
9.882
- esposizione futura
14.000
50.000
1.259.848
123.600
2.221
347.274
1.535
- valore nozionale
-
33.000
736.968
421.486
2.000
754.860
-
- fair value positivo
-
1.000
2.444
1.000
-
56.999
-
- fair value negativo
-
1.000
28.034
8.214
-
49.813
-
- esposizione futura
-
3.000
57.188
31.000
-
64.579
-
4) Altri valori
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
174
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 9
Derivati finanziari OTC: portafoglio di negoziazione di vigilanza - valori nozionali,
fair value lordi positivi e negativi per controparti - contratti rientranti in accordi di compensazione
CONSISTENZE AL
(migliaia di €)
30.06.2013
GOVERNI E
BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOCIETA' DI
ASSICURAZIONE
IMPRESE NON
FINANZIARIE
ALTRI SOGGETTI
- valore nozionale
47.160
20.266.498
1.069.350.446
1.053.294.734
4.804.261
36.638.270
349.000
- fair value positivo
13.167
1.060.967
41.566.606
23.112.151
99.163
1.279.627
29.000
-
680.770
41.496.457
23.182.361
303.468
322.788
-
- valore nozionale
-
21.000
28.946.000
7.906.000
277.590
5.000
-
- fair value positivo
-
-
1.058.000
172.000
1.000
-
-
- fair value negativo
-
2.000
1.517.000
312.000
7.009
1.000
-
- valore nozionale
29.239
1.954.000
307.518.945
41.564.967
341.000
36.881.425
135.000
- fair value positivo
6.170
9.000
3.779.011
529.099
-
707.763
20.000
45
5.000
4.154.121
488.831
8.000
676.917
1.000
- valore nozionale
-
-
818.000
115.000
-
1.625.924
-
- fair value positivo
-
-
12.000
6.000
-
157.253
-
- fair value negativo
-
-
46.000
7.000
-
118.788
-
CONTRATTI RIENTRANTI IN ACCORDI DI
COMPENSAZIONE
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- fair value negativo
2) Titoli di capitale e indici azionari
3) Valute e oro
- fair value negativo
4) Altri valori
175
Derivati finanziari OTC: portafoglio bancario - valori nozionali, fair value lordi positivi
e negativi per controparti - contratti non rientranti in accordi di compensazione
CONSISTENZE AL
(migliaia di €)
30.06.2013
GOVERNI E
BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOCIETA' DI
ASSICURAZIONE
IMPRESE NON
FINANZIARIE
ALTRI SOGGETTI
3.000.000
2.000
15.548.101
12.722.372
2.095.000
186.931
813.540
895.366
-
186.980
95.049
1.000
1.000
4.568
- fair value negativo
-
-
1.341.497
55.852
3.000
-
36.441
- esposizione futura
30.000
-
59.640
61.575
1.000
2.170
3.176
- valore nozionale
-
-
3.893.596
50.960
-
50.919
1.106.993
- fair value positivo
-
-
204.619
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
8.235
-
-
1
63.581
- esposizione futura
-
-
260.084
4.079
-
8
74.376
- valore nozionale
-
-
9.342.034
25.759
-
213.110
56.276
- fair value positivo
-
-
31.627
543
-
31.618
64
- fair value negativo
-
-
214.805
66
-
17.265
1.541
- esposizione futura
-
-
251.906
279
-
3.520
358
- valore nozionale
-
-
34.311
2.623
-
-
41.119
- fair value positivo
-
-
112
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
1
-
-
-
114
- esposizione futura
-
-
105
-
-
-
110
CONTRATTI NON RIENTRANTI IN ACCORDI DI
COMPENSAZIONE
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
- valore nozionale
- fair value positivo
2) Titoli di capitale e indici azionari
3) Valute e oro
4) Altri valori
Derivati finanziari OTC: portafoglio bancario - valori nozionali, fair value lordi positivi
e negativi per controparti - contratti rientranti in accordi di compensazione
CONSISTENZE AL
(migliaia di €)
30.06.2013
GOVERNI E
BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOCIETA' DI
ASSICURAZIONE
IMPRESE NON
FINANZIARIE
ALTRI SOGGETTI
- valore nozionale
-
75.000
27.518.629
2.755.098
300.000
337.450
-
- fair value positivo
-
5.000
284.631
39.023
3.000
6.904
-
- fair value negativo
-
1.000
771.720
351.831
-
103.054
-
- valore nozionale
-
-
42
-
-
3.000
-
- fair value positivo
-
-
-
-
-
2.000
-
- fair value negativo
-
-
-
-
-
-
-
- valore nozionale
-
-
254.737
-
-
200.000
-
- fair value positivo
-
-
312
-
-
1.000
-
- fair value negativo
-
-
19.636
-
-
7.000
-
- valore nozionale
-
-
-
-
-
-
-
- fair value positivo
-
-
-
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
-
-
-
-
-
CONTRATTI RIENTRANTI IN ACCORDI DI
COMPENSAZIONE
1) Titoli di debito e tassi d'interesse
2) Titoli di capitale e indici azionari
3) Valute e oro
4) Altri valori
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
176
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 9
(migliaia di €)
Derivati creditizi: valori nozionali di fine periodo
PORTAFOGLIO DI NEGOZIAZIONE DI VIGILANZA
CATEGORIE DI
OPERAZIONI
PORTAFOGLIO BANCARIO
SU UN SINGOLO
SOGGETTO
SU PIU' SOGGETTI
(BASKET)
SU UN SINGOLO
SOGGETTO
SU PIU' SOGGETTI
(BASKET)
a) Credit default products
36.428.100
27.532.400
280.000
-
b) Credit spread products
-
-
-
-
70.000
-
-
-
2.398.000
197.000
5.000
-
1. Acquisti di protezione
c) Total rate of return swap
d) Altri
Consistenze al
30.06.2013
38.896.100
27.729.400
285.000
-
Consistenze al
31.12.2012
52.717.000
20.432.400
321.000
-
a) Credit default products
36.606.165
28.994.000
100.000
-
b) Credit spread products
-
32.789
-
-
c) Total rate of return swap
-
-
-
-
373.000
33.000
-
-
36.979.165
49.428.985
29.059.789
20.811.000
100.000
125.000
-
2. Vendite di protezione
d) Altri
Consistenze al
Consistenze al
30.06.2013
31.12.2012
(migliaia di €)
Derivati creditizi OTC: fair value lordo positivo - ripartizione per prodotti
FAIR VALUE POSITIVO
CONSISTENZE AL
CONSISTENZE AL
30.06.2013
31.12.2012
1.379.923
1.523.339
a) Credit default products
1.250.227
1.370.742
b) Credit spread products
2.696
3.597
c) Total rate of return swap
57.000
70.000
d) Altri
70.000
79.000
6.000
7.000
a) Credit default products
6.000
7.000
b) Credit spread products
-
-
c) Total rate of return swap
-
-
d) Altri
-
-
1.385.923
1.530.339
PORTAFOGLI/TIPOLOGIE DERIVATI
A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza
B. Portafoglio bancario
Totale
177
(migliaia di €)
Derivati creditizi OTC: fair value lordo negativo - ripartizione per prodotti
FAIR VALUE NEGATIVO
CONSISTENZE AL
CONSISTENZE AL
30.06.2013
31.12.2012
1.345.940
1.476.222
a) Credit default products
1.318.204
1.429.502
b) Credit spread products
1.736
1.720
PORTAFOGLI/TIPOLOGIE DERIVATI
A. Portafoglio di negoziazione di vigilanza
c) Total rate of return swap
d) Altri
B. Portafoglio bancario
-
-
26.000
45.000
8.090
10.107
a) Credit default products
8.000
10.000
b) Credit spread products
-
-
c) Total rate of return swap
-
-
90
1.354.030
107
1.486.329
d) Altri
Totale
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
178
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 9
Derivati creditizi OTC: fair value lordi (positivi e negativi)
per controparti - contratti non rientranti in accordi di compensazione
(migliaia di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2013
GOVERNI E
BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOCIETA' DI
ASSICURAZIONE
IMPRESE NON
FINANZIARIE
ALTRI SOGGETTI
- valore nozionale
-
-
2.702.100
4.645.000
-
5.400
-
- fair value positivo
-
-
63.742
14.000
-
1.485
-
- fair value negativo
-
-
23.204
33.000
-
-
-
- esposizione futura
-
-
146.000
417.000
-
27
-
- valore nozionale
-
-
438.954
6.346.000
-
-
-
- fair value positivo
-
-
9.537
40.199
-
-
960
- fair value negativo
-
-
5.245
29.313
-
-
178
- esposizione futura
-
-
23.000
580.000
-
-
-
- valore nozionale
-
-
-
-
-
-
5.000
- fair value positivo
-
-
-
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
-
-
-
-
90
- valore nozionale
-
-
-
-
-
-
-
- fair value positivo
-
-
-
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
-
-
-
-
-
CONTRATTI NON RIENTRANTI IN ACCORDI DI
COMPENSAZIONE
Negoziazione di vigilanza
1) Acquisto protezione
2) Vendita protezione
Portafoglio bancario
1) Acquisto di protezione
2) Vendita di protezione
Derivati creditizi OTC: fair value lordi (positivi e negativi)
per controparti - contratti rientranti in accordi di compensazione
(migliaia di €)
CONSISTENZE AL
30.06.2013
GOVERNI E
BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOCIETA' DI
ASSICURAZIONE
IMPRESE NON
FINANZIARIE
ALTRI SOGGETTI
- valore nozionale
-
-
43.710.000
15.563.000
-
-
-
- fair value positivo
-
-
670.000
188.000
-
-
-
- fair value negativo
-
-
287.000
104.000
-
-
-
CONTRATTI RIENTRANTI IN ACCORDI DI
COMPENSAZIONE
Negoziazione di vigilanza
1) Acquisto protezione
2) Vendita protezione
-
- valore nozionale
-
-
42.349.000
16.905.000
-
-
-
- fair value positivo
-
-
262.000
130.000
-
-
-
- fair value negativo
-
-
629.000
235.000
-
-
-
Portafoglio bancario
1) Acquisto di protezione
-
- valore nozionale
-
-
260.000
20.000
-
-
-
- fair value positivo
-
-
6.000
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
2.000
1.000
-
-
-
2) Vendita di protezione
-
179
- valore nozionale
-
-
75.000
25.000
-
-
-
- fair value positivo
-
-
-
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
4.000
1.000
-
-
-
Derivati finanziari e creditizi OTC: fair value netti ed esposizione futura per controparti
CONSISTENZE AL
GOVERNI E
BANCHE
CENTRALI
ALTRI ENTI
PUBBLICI
BANCHE
(migliaia di €)
30.06.2013
SOCIETA'
FINANZIARIE
SOCIETA' DI
ASSICURAZIONE
IMPRESE NON
FINANZIARIE
ALTRI
SOGGETTI
1) Accordi bilaterali derivati finanziari
- fair value positivo
19.292
60.197
2.485.131
258.412
16.517
558.843
-
- fair value negativo
-
-
2.600.506
1.701.163
11.830
137.843
-
- esposizione futura
1.524
3.712
2.984.199
2.240.571
2.868
140.026
-
20.815
63.909
5.409.195
2.477.960
19.385
698.871
-
- fair value positivo
-
-
-
-
-
-
-
- fair value negativo
-
-
-
-
-
-
-
- esposizione futura
-
-
-
-
-
-
-
- rischio di controparte netto
-
-
-
-
-
-
-
- fair value positivo
-
384.134
7.300.189
1.360.163
68.290
1.249.488
47.058
- fair value negativo
-
101.438
9.469.541
1.777.269
321.150
614.183
393
- esposizione futura
-
100.294
10.694.624
3.824.739
27.253
652.199
6.088
- rischio di controparte netto
-
484.428
13.720.699
3.167.072
57.493
1.873.891
52.326
- rischio di controparte netto
2) Accordi bilaterali derivati creditizi
3) Accordi “Cross product”
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
180
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 9
181
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
182
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
Tavola 10 – Operazioni di cartolarizzazione
Informativa qualitativa
Nell’ambito delle attività di cartolarizzazione il Gruppo opera sia come “originator” (cedente), sia come “sponsor” (promotore)
ed investitore secondo le definizioni previste da Basilea II e recepite dalla Circolare 263 della Banca d’Italia “Nuove
disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” del 27 dicembre 2006.
Il Gruppo come “originator”
L’attività del Gruppo come originator prevede la cessione di portafogli di crediti iscritti nello stato patrimoniale a società
veicolo costituite nella forma di “società per la cartolarizzazione di crediti” ex lege 130/99 oppure secondo analoghe strutture
di diritto estero.
La società cessionaria finanzia l’acquisto dei portafogli attraverso l’emissione di titoli differenziati in termini di subordinazione
(seniority), retrocedendo al Gruppo l’ammontare incassato.
Il rendimento, nonché il rimborso, dei titoli emessi dalla società cessionaria è quindi dipendente, in via principale, dai flussi di
cassa del portafoglio oggetto di cessione.
A ulteriore garanzia dei sottoscrittori le transazioni possono prevedere particolari forme di supporto creditizio, quali
finanziamenti a esigibilità limitata, garanzie finanziarie, lettere di credito, overcollateralisation, ecc.
Gli obiettivi per i quali il Gruppo effettua tali transazioni sono in generale i seguenti:
•
creazione di titoli consegnabili a garanzia di pronti contro termine presso la Banca d’Italia e la Banca Centrale
Europea (counterbalancing capacity);
•
riduzione del costo del funding connesso alla possibilità di emettere titoli dotati di rating superiori e, quindi, ad un
tasso inferiore rispetto alle ordinarie emissioni senior;
•
liberazione del capitale economico/regolamentare attraverso la realizzazione di operazioni che, riducendo il livello
di rischio di credito sostenuto, consentono di ridurre i requisiti patrimoniali calcolati in base alle regole vigenti.
In particolare, il Gruppo pone in essere sia operazioni di cartolarizzazione tradizionale, che prevedono l’effettiva cessione del
portafoglio crediti alla società veicolo, sia operazioni di cartolarizzazione sintetica che prevedono, attraverso la stipula di
contratti di credit default swap, garanzie finanziarie o per cassa l’acquisto di protezione su tutto o parte del rischio di credito
sottostante al portafoglio crediti.
Il ricorso a queste tipologie di operazioni è comunque limitato. In proposito si segnala che l’ammontare di finanziamenti
oggetto di cartolarizzazione19, al netto delle operazioni per le quali il Gruppo ha acquistato la totalità delle passività emesse
dai veicoli (c.d. auto-cartolarizzazioni), è pari al 2,13% del portafoglio crediti del Gruppo al 30 giugno 2013. Le operazioni di
auto-cartolarizzazione, a loro volta, rappresentano il 3,43% del portafoglio crediti.
Dal 2008, inoltre, è in essere un programma di emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) ai sensi della citata legge italiana
130/99, in base al quale sono stati ceduti ad una SPE, appositamente costituita ed inclusa nel gruppo bancario, mutui residenziali
ipotecari a garanzia del programma citato. In tale ambito a Giugno 2013 il totale tranche di OBG emesse è pari a 19 per un
ammontare complessivo di 13.731 milioni di euro, di cui 1.500 milioni ritenuti all’interno del Gruppo.
19
Ci si riferisce all’ammontare di crediti oggetto di cessione, anche sintetica, ma non cancellati dall’attivo di bilancio.
183
Inoltre che, allo scopo di creare counterbalancing capacity, nel 2012 UniCredit S.p.A. ha avviato un nuovo programma di
Obbligazioni Bancarie Garantite (“Nuovo Programma OBG”), non dotato di alcun rating specifico ed avente come sottostante
mutui residenziali ipotecari, mutui ipotecari commerciali e mutui erogati a o garantiti da Amministrazioni Pubbliche. La
struttura contrattuale e di controllo e le controparti di tale programma ricalcano il programma pre-esistente, ad eccezione dei
riferimenti alle Agenzie di Rating e dell’utilizzo di un nuovo Special Purpose Vehicle, UniCredit OBG S.r.L..
Nell’ambito di tale Nuovo Programma OBG, sono avvenute cessioni di mutui residenziali a privati, correlate a 19 emissioni di
Obbligazioni Bancarie Garantite per un ammontare complessivo pari a 19.490 milioni, interamente ritenuti all’interno del
Gruppo.
Al 30 giugno 2013 risultano altresì in essere analoghe Obbligazioni Bancarie Garantite ai sensi della legislazione tedesca ed
austriaca (Pfandbriefe) per un valore di bilancio di 30.321.565, di cui 19.633.569 garantite da mutui ipotecari e 10.687.995
garantite da crediti verso il settore pubblico.
Politiche contabili - Derecognition
Secondo IAS 39, derecognition è la cancellazione dallo stato patrimoniale di un’attività finanziaria rilevata precedentemente.
Le condizioni per l’integrale cancellazione di un’attività finanziaria sono l’estinzione dei diritti contrattuali, come la loro naturale
scadenza, ovvero il trasferimento ad una controparte esterna al Gruppo dei diritti all’incasso dei flussi di cassa derivanti da
tale attività.
I diritti all’incasso si considerano trasferiti anche qualora vengano mantenuti i diritti contrattuali a ricevere i flussi finanziari
dell’attività, ma venga assunto un obbligo a pagare quei flussi a una o più entità e si verifichino tutte e tre le seguenti
condizioni (accordo pass-through):
•
non sussiste l’obbligo da parte del Gruppo a corrispondere importi non incassati dall’attività originaria;
•
è vietata la vendita o la costituzione in garanzia dell’attività originaria, salvo quando questa è a garanzia della
obbligazione a corrispondere flussi finanziari;
•
il Gruppo è obbligato a trasferire senza alcun ritardo tutti i flussi finanziari che incassa e non ha diritto ad investirli,
ad eccezione di investimenti in disponibilità liquide durante il breve periodo tra la data di incasso e quella di
versamento, a condizione che vengano riconosciuti anche gli interessi maturati nel periodo.
Inoltre, l’eliminazione di un’attività finanziaria è subordinata alla verifica che tutti i rischi e i benefici derivanti dalla titolarità dei
diritti siano stati effettivamente trasferiti (true sale). In caso di trasferimento sostanzialmente di tutti i rischi e i benefici si
provvede alla cancellazione dell’attività (o gruppo di attività) cedute e si rilevano separatamente i diritti e gli obblighi relativi al
trasferimento come attività o passività.
Viceversa, in caso di mantenimento dei rischi e benefici, è necessario continuare a rilevare l’attività (o gruppo di attività)
cedute. In tal caso occorre rilevare anche una passività corrispondente all’importo ricevuto come corrispettivo per la cessione
e registrare successivamente tutti i proventi maturati sull’attività così come tutti gli oneri maturati sulla passività.
Le principali operazioni che, in base alle regole anzidette, non consentono di operare la cancellazione integrale di un’attività
finanziaria sono le operazioni di cartolarizzazione di crediti, le operazioni di pronti contro termine e le operazioni di prestito
titoli.
Nel caso delle operazioni di cartolarizzazione tradizionale, il Gruppo mantiene sempre la “prima perdita” sotto forma di titolo
junior o di esposizione analoga, fornendo in alcuni casi ulteriori forme di supporto creditizio, come sopra specificato. Tale
operatività consente al Gruppo di beneficiare della parte del rendimento del portafoglio crediti ceduto che eccede quanto
corrisposto ai sottoscrittori dei titoli “senior” e “mezzanine”.
Il mantenimento in capo al Gruppo del rischio di prima perdita e dell’associato rendimento, determina la ritenzione della
maggior parte dei rischi e dei rendimenti del portafoglio ceduto. Conseguentemente dette operazioni sono rappresentate in
bilancio come operazioni di finanziamento senza procedere né alla rilevazione di utili da cessione né alla cancellazione del
portafoglio crediti ceduto.
Anche nel caso di operazioni di cartolarizzazione sintetica, il portafoglio crediti a fronte del quale si è acquistata protezione
non è oggetto di cancellazione dal bilancio. Si procede, invece, alla rilevazione dei derivati di copertura e delle altre eventuali
interessenze acquisite.
In questo contesto i derivati di credito, nei quali è previsto che l’emittente effettui dei pagamenti prestabiliti al fine di risarcire
l’assicurato di una perdita effettiva subita per inadempienza di un determinato debitore al pagamento dovuto alla scadenza
prevista di uno strumento di debito, sono classificati fra le garanzie finanziarie acquistate.
Conseguentemente gli effetti di mitigazione del rischio di credito, associati all'acquisto di protezione, sono considerati
nell'ambito della valutazione dei crediti sottostanti. Eventuali premi pagati per l'acquisto di protezione sono classificati fra le
altre attività ed oggetto di ammortamento a conto economico lungo la vita del contratto.
Le eventuali interessenze acquistate sono attività finanziarie classificate in uno dei portafogli previsti dal principio contabile
internazionale applicabile, in funzione delle caratteristiche contrattuali e dell'intento per il quale sono acquisite. Tali attività
sono quindi oggetto di valutazione in funzione del portafoglio di appartenenza, sulla base della performance del portafoglio
sottostante e tenendo conto del tranching delle stesse.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
184
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
I contratti di supporto di credito (c.d. credit enhancement), in aggiunta alle tranches più subordinate di ogni cartolarizzazione,
possono essere costituiti anche da prestiti subordinati o prezzi di acquisto differito (deferred purchase price – DPP).
Il valore di tali strumenti, in caso di cartolarizzazioni tradizionali, è esposto in diminuzione del valore delle passività associate
ad attività cedute ma non cancellate dal bilancio, mentre in caso di cartolarizzazioni sintetiche, i contratti di supporto di credito
sono rilevati fra le attività finanziarie e valutati coerentemente al portafoglio di appartenenza.
Eccezione a queste regole generali è costituita dalle operazioni per le quali il Gruppo, pur mantenendo la maggior parte dei
rischi e rendimenti del portafoglio sottostante, ha proceduto alla cancellazione dal bilancio poiché antecedenti al 1 gennaio
2002. Infatti, in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS), si è, per le stesse, utilizzata la
facoltà del principio contabile IFRS 1 che consente di non reiscrivere le attività cedute antecedentemente al 1 Gennaio 2004,
indipendentemente dalla misura di rischi e rendimenti mantenuti.
Nelle tabelle sottostanti sono riportate le operazioni di cartolarizzazione sia tradizionali che sintetiche e, separatamente, le
auto-cartolarizzazioni originate da società del Gruppo in essere al 30 giugno 2013.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
FEDERASCOM
Tipologia di operazione:
Tranche Covered
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Liberazione Capitale Regolamentare e trasferimento del rischio di credito
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
Garanzie rilasciate dalla banca:
Garanzie rilasciate da terzi:
UniCredit S.p.A.
Crediti a scadenza verso clientela Small and Medium Enterprises, in
prevalenza chirografari
in bonis
25/03/2013
64.235.679 €
cash collateral Federascomfidi - personal collateral EIF
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
FEDERCONFIDI
Tipologia di operazione:
Tranche Covered
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Liberazione Capitale Regolamentare e trasferimento del rischio di credito
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
Garanzie rilasciate dalla banca:
Garanzie rilasciate da terzi:
UniCredit S.p.A.
Crediti a scadenza verso clientela Small and Medium Enterprises, in
prevalenza chirografari
in bonis
25/03/2013
62.470.203 €
cash collateral Federconfidi ed IGI - personal collateral EIF
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
185
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
UNIONFIDI
Tranche Covered
UniCredit S.p.A.
Liberazione Capitale Regolamentare e trasferimento del
credito Small and Medium
Crediti a scadenzarischio
versodi
clientela
Enterprises, in prevalenza chirografari
Qualità delle attività cartolarizzate:
in bonis
Data del closing:
15/07/2011
52.310.504 €
Valore nominale del portafoglio:
Garanzie rilasciate dalla banca:
Garanzie rilasciate da terzi:
cash collateral Unionfidi
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex Capitalia S.p.A., ex Banca di Rom a S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
TREVI FINANCE
TREVI FINANCE 2
Tradizionale
Banca di Roma S.p.A
Tradizionale
Banca di Roma S.p.A. 89%,
Mediocredito di Roma S.p.A. 11%
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Funding
Funding
crediti ordinari - mutui fondiari
crediti ordinari - mutui fondiari
non performing
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
Garanzie rilasciate dalla banca:
Garanzie rilasciate da terzi:
credito finalizzato
non performing
21/07/1999
2.689.000.000 €
credito finalizzato
20/04/2000
94.000.000 €
Rimborso titoli mezzanine C1 e C2 in circolazione
-
2.425.000.000 €
98.000.000 €
Rimborso titoli mezzanine in circolazione
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
-
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
186
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex Capitalia S.p.A., ex Banca di Rom a S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
TREVI FINANCE 3
ENTASI
Tradizionale
Banca di Roma S.p.A. 92,2%,
Mediocredito Centrale S.p.A. 5,2%
Leasing Roma S.p.A. 2,6%
Tradizionale
Banca di Roma S.p.A
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Funding
Funding
crediti ordinari - mutui fondiari
Collateralised bond obligation
non performing
Data del closing:
credito finalizzato
titoli di Trevi Finance 3 classi C1 e C2
102.000.000 €
25/05/2001
2.745.000.000 €
28/06/2001
Garanzie rilasciate da terzi:
-
320.000.000 €
Impegno da parte di UniCredit S.p.A. (ex Capitalia S.p.A), in
caso di eventi che diano diritto al rimborso anticipato dei
titoili emessi, al riacquisto delle notes di Trevi Finance 3 a
condizioni tali da permettere il rimborso dei titoli Entasi.
Analogo impegno sussiste in caso di esercizio dell'opzione
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
-
Valore nominale del portafoglio:
Garanzie rilasciate dalla banca:
Rimborso titoli mezzanine in circolazione
Come indicato in tabella, le attività sottostanti della cartolarizzazione Entasi sono i titoli classe C1 e C2 della cartolarizzazione
Trevi Finance 3. I sottostanti di quest’ultima, così come quelli di Trevi Finance e Trevi Finance 2, sono costituiti da attività
deteriorate cancellate dai bilanci degli originator poiché, in sede di prima applicazione dei principi contabili internazionali
(IAS/IFRS), si è utilizzata la facoltà del principio contabile IFRS 1 che consente di non reiscrivere le attività cedute
antecedentemente al 1 Gennaio 2004, indipendentemente dalla misura di rischi e rendimenti mantenuti.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex Capitalia S.p.A., ex Banca di Rom a S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Data del closing:
CAESAR FINANCE
Tradizionale
Banca di Roma S.p.A
Funding
Collateralised bond obligation
in bonis
5/11/1999
Valore nominale del portafoglio:
360.329.000 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
187
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Fam ily Financing Bank S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Cordusio RMBS UCFin - SERIE 2006 (ex Cordusio RMBS 3 UBCasa 1)
Tradizionale
Tipologia di operazione:
Originator:
UniCredit Banca per la Casa S.p.A.
Obiettivi dell'operazione:
Funding / Counterbalancing capacity
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Portafoglio mutui ipotecari residenziali
Qualità delle attività cartolarizzate:
In bonis
16/11/2006
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
2.495.969.425 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad
esigibiltà limitata dell’importo di 14,976 milioni di euro che a fine
esercizio risulta interamente rimborsato.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Fam ily Financing Bank S.p.A., ex UniCredit Banca S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Cordusio RMBS Securitisation - Serie 2007
Cordusio RMBS Securitisation - Serie 2006
(ex Cordusio RMBS 2)
Tradizionale
Tradizionale
Cordusio RMBS
Tradizionale
UniCredit Banca S.p.A.
UniCredit Banca S.p.A.
UniCredit Banca S.p.A.
Obiettivi dell'operazione:
Funding / Counterbalancing capacity
Funding / Counterbalancing capacity
Funding / Counterbalancing capacity
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Mutui ipotecari su immobili residenziali
Mutui ipotecari su immobili residenziali
Mutui ipotecari su immobili residenziali
Qualità delle attività cartolarizzate:
In bonis
In bonis
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
22/05/2007
06/07/2006
05/05/2005
3.908.102.838 €
2.544.388.351 €
2.990.089.151 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
-
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
-
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
-
-
UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad
esigibiltà limitata dell’importo di 6,253 milioni di euro che a fine
esercizio risulta interamente rimborsato.
UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad
esigibiltà limitata dell’importo di 6,361 milioni di euro che a fine
esercizio risulta interamente rimborsato.
UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad
esigibiltà limitata dell’importo di 6,127 milioni di euro che a fine
esercizio risulta interamente rimborsato.
Altre forme di Credit Enhancements:
In bonis
-
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Fam ily Financing Bank S.p.A., ex Banca di Rom a S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
CAPITAL MORTGAGE 2007 - 1
Tipologia di operazione:
Tradizionale
Originator:
Banca di Roma S.p.A.
Obiettivi dell'operazione:
Funding / Counterbalancing capacity
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Mutui ipotecari su immobili residenziali
Qualità delle attività cartolarizzate:
In bonis
14/05/2007
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
2.183.087.875 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad
esigibilità limitata (con funzione di Equity) di 37,19 milioni di euro.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Fam ily Financing Bank S.p.A., ex FinecoBank S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
F-E Mortgages 2005
F-E Mortgages Series 1-2003
Heliconus
Tradizionale
Tradizionale
Tradizionale
FinecoBank S.p.A.
Fin-eco Banca ICQ S.p.A.
Fin-eco Banca ICQ S.p.A.
Obiettivi dell'operazione:
Funding / Counterbalancing capacity
Funding / Counterbalancing capacity
Funding / Counterbalancing capacity
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Mutui ipotecari su immobili residenziali
Mutui ipotecari su immobili residenziali
Mutui ipotecari
In bonis
In bonis
Qualità delle attività cartolarizzate:
In bonis
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
06/04/2005
27/11/2003
08/11/2002
1.028.683.779 €
748.630.649 €
408.790.215 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
-
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
-
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad
esigibilità limitata (con funzione di Equity) di 15,431 milioni di euro
che a fine esercizio risulta rimborsato in quota capitale per 8,763
milioni di euro.
la linea di credito rilasciata per 20 milioni di euro da UniCredit La linea di credito rilasciata per 10,220 milioni di euro da
S.p.A., congiuntamente a Royal Bank of Scotland Plc, è stata UniCredit S.p.A. è stata estinta.
estinta.
-
-
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
188
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
ORIGINATOR: UniCredit Leasing S.p.A (ex LOCAT S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Locat SV - Serie 2006
Locat SV - Serie 2005 (ex Locat Securitisation Vehicle 3)
Tipologia di operazione:
Tradizionale
Tradizionale
Tradizionale
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Locat S.p.A.
Locat S.p.A.
Locat S.p.A.
Liberalizzazione di Capitale Regolamentare / Funding
Crediti pecuniari nascenti da contratti di leasing aventi per
oggetto il godimento di autoveicoli, di beni strumentali ed
immobiliari.
Liberazione di Capitale Regolamentare / Funding
Crediti pecuniari nascenti da contratti di leasing aventi per oggetto il
godimento di autoveicoli, di beni strumentali ed immobiliari.
Liberazione di Capitale Regolamentare / Funding
Crediti pecuniari nascenti da contratti di leasing aventi per
oggetto il godimento di autoveicoli, di beni strumentali ed
immobiliari.
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Locat Securitisation Vehicle 2 S.r.l.
in bonis
in bonis
in bonis
14/11/2006
14/10/2005
29/09/2004
Valore nominale del portafoglio:
€ 1.972.909.866
€ 2.000.000.136
€ 2.525.254.058
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
-
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
-
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
-
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
-
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
-
-
Data del closing:
ORIGINATOR: Fineco Leasing S.p.A.
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
Garanzie rilasciate dalla banca:
Garanzie rilasciate da terzi:
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
F-E Gold
Tradizionale
F-E Green
Tradizionale
Fineco Leasing S.p.A.
Fineco Leasing S.p.A.
Funding
Crediti derivanti da contratti di leasing
aventi ad oggetto il godimento di immobili
(65,9%), autoveicoli (26,7%) e beni
strumentali (7,4%).
Funding
Crediti derivanti da contratti di leasing
aventi ad oggetto il godimento di immobili
(63,84%), autoveicoli (27,04%) e beni
strumentali (9,12%).
in bonis
31/05/2006
1.019.029.516 €
-
in bonis
09/06/2004
1.450.061.353 €
Garanzia Fondo Europeo per gli
Investimenti su tranche B pari a 108,5
milioni di euro.
Fineco Leasing SpA ha erogato alla
Fineco Leasing SpA ha erogato alla
Società Veicolo un mutuo ad esigibilità
Società Veicolo un mutuo ad esigibilità
limitata (con funzione di Equity) di 31,6
limitata (con funzione di Equity) di 45,7
milioni di euro, a fine esercizio 2012
milioni di euro, a fine esercizio 2012
l'importo della quota capitale è pari a 15,3 l'importo della quota capitale è pari a 10,9
milioni di euro.
milioni di euro.
ORIGINATOR: UniCredit Bank AG
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Geldilux-TS-2011
Tipologia di operazione:
Originator:
UniCredit Bank AG
Obiettivi dell'operazione:
Capital Relief / Funding
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Traditional
EURO Loans
Qualità delle attività cartolarizzate:
Performing
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
20/12/2011
431.500.000 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
189
ORIGINATOR: UniCredit Bank AG
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Geldilux-PP-2011
Tipologia di operazione:
Originator:
UniCredit Bank AG
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Traditional
Funding
EURO Loans
Performing
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
1.136.400.000 €
16/12/2011
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
ORIGINATOR: UniCredit Bank AG
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Geldilux-TS-2010
Tipologia di operazione:
Originator:
UniCredit Bank AG
Obiettivi dell'operazione:
Capital Relief / Funding
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Traditional
EURO Loans
Performing
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
606.900.000 €
30/09/2010
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
ORIGINATOR: UniCredit Bank AG
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Building Com fort 2008
Tipologia di operazione:
Synthetic
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Bayerische Hypo-und Vereinsbank AG
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Capital Relief
Private Mortgage Loans
Qualità delle attività cartolarizzate:
Performing
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
30/09/2008
3.497.962.641 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
Synthetic Excess Spread
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
190
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
ORIGINATOR: UniCredit Bank AG - UniCredit Bank Austria AG
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
EuroConnect SME 2008
EuroConnect Issuer SME 2007
Synthetic
Synthetic
Bayerische Hypo- und Vereinsbank AG (67,9%), Bayerische Hypo- und Vereinsbank AG (66,09%)
UniCredit Bank Austria AG (32,1%)
- Bank Austria Creditanstalt AG (33,91%)
Capital Relief / Funding and risk transfer for
concentration risks
Capital Relief / Funding and risk transfer for
concentration risks
Corporate SME Loans
Corporate SME loans
Qualità delle attività cartolarizzate:
Performing
Performing
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
30/09/2008
28/12/2007
2.488.493.144 €
3.089.092.361 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
-
-
Synthetic Excess Spread + Reserve Ledger
Synthetic Excess Spread + Reserve Ledger
ORIGINATOR: UniCredit Bulbank AD
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
EIF JEREMIE
Tipologia di operazione:
Synthetic - First loss Portfolio Guarantees
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Capital Relief and risk transfer
Tipologia delle attività cartolarizzate:
UniCredit Bulbank AD
Highly diversified and granular pool of UnCredit Bulabank's SME loans.
Qualità delle attività cartolarizzate:
Performing
Data del closing:
15/08/2011
12.112.217 €
Valore nominale del portafoglio:
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
cash collateral EIF
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
-
Altre forme di Credit Enhancements:
-
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
IMPRESA ONE
Tradizionale
UniCredit S.p.A.
Funding / Counterbalancing capacity
Portafoglio finanziamenti imprese
In bonis
21/10/2011
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
9.290.300.919 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
191
UniCredit S.p.A. - Filiale di Londra ha erogato alla Società
Veicolo due mutui ad esigibiltà limitata dell'importo di 232,3
milioni di euro e 190 milioni di euro.
ORIGINATOR: UniCredit S.p.A.
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
CONSUMER ONE
Tradizionale
UniCredit S.p.A.
Funding / Counterbalancing capacity
Prestiti personali
In bonis
29/07/2011
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
4.193.357.976 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
UniCredit S.p.A. - Filiale di Londra ha erogato alla Società
Veicolo due mutui ad esigibiltà limitata dell'importo di 420
milioni di euro (a fine esercizio l'importo della quota capitale
rimborsato è pari a 123,53 milioni di euro) e di 5 milioni di euro
(a fine esercizio l'importo della quota capitale rimborsato è
pari a 2 milioni di euro). UniCredit S.p.A. - Filiale di Londra nel
maggio 2012 ha inoltre erogato un nuovo mutuo ad esigibilità
limitata di 102,16 milioni di euro (a fine esercizio l'importo della
quota capitale rimborsato è pari a 2 milioni euro).
ORIGINATOR : UniCredit S.p.A. (ex UniCredit Fam ily Financing Bank S.p.A., ex Bipop Carire Società per Azioni)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
BIPCA Cordusio RMBS
Tradizionale
Bipop Carire, Società per Azioni
Obiettivi dell'operazione:
Funding / Counterbalancing capacity
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Mutui ipotecari su immobili residenziali
Qualità delle attività cartolarizzate:
In bonis
17/12/2007
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
951.664.009 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
UniCredit S.p.A. ha erogato alla Società Veicolo un mutuo ad
esigibiltà limitata dell’importo di 9,514 milioni di euro che a fine
esercizio risulta rimborsato in quota capitale per 1,5 milioni di
euro.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
192
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
ORIGINATOR: UniCredit Leasing S.p.A (ex LOCAT S.p.A.)
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Locat SV - Serie 2011
Tipologia di operazione:
Tradizionale
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
UniCredit Leasing S.p.A. (ex Locat S.p.A.)
Funding / Counterbalancing capacity
Crediti pecuniari nascenti da contratti di leasing aventi per
oggetto il godimento di autoveicoli, di beni strumentali ed
immobiliari.
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
in bonis
Data del closing:
11/02/2011
Valore nominale del portafoglio:
5.150.822.514 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
UniCredit S.p.A. ha erogato alla società veicolo un mutuo ad
esigibilità limitata dell'importo di 252 milioni di euro.
ORIGINATOR: Fineco Leasing S.p.A.
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
Garanzie rilasciate dalla banca:
Garanzie rilasciate da terzi:
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
193
F-E RED
Tradizionale
Fineco Leasing S.p.A.
Funding
Crediti pecuniari nascenti da contratti di
leasing aventi per oggetto il godimento di
autoveicoli, di beni strumentali, immobiliari
ed imbarcazioni di vario genere.
in bonis
06/03/2009
€ 1.705.231.215
Al closing, Fineco Leasing SpA ha
erogato alla Società Veicolo un mutuo ad
esigibilità limitata (con funzione di equity)
di 161 milioni di euro. Detto importo è stato
incrementato nel corso del 2011 ed a fine
esercizio il prestito subordinato vale
complessivamente 170,9 milioni di euro.
ORIGINATOR: UniCredit Bank AG
NOME CARTOLARIZZAZIONE:
Tipologia di operazione:
Originator:
Obiettivi dell'operazione:
Tipologia delle attività cartolarizzate:
Qualità delle attività cartolarizzate:
Rosenkavalier 2008
Traditional
Bayerische Hypo-und Vereinsbank AG
Liquidity
large Corporate and SME corporate loans and mortgage loans
Performing
Data del closing:
Valore nominale del portafoglio:
12/12/2008
6.008.959.588 € of w hich already securitised in synthetic
transaction:
BUILDING COMFORT 2008 129.843.607,15 €
EUROCONNECT SME 2007 111.190.311,74 €
EUROCONNECT SME 2008 135.739.214,28 €
Garanzie rilasciate dalla banca:
-
Garanzie rilasciate da terzi:
-
Linee di Credito rilasciate dalla banca:
-
Linee di Credito rilasciate da terzi:
Altre forme di Credit Enhancements:
-
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
194
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
Il Gruppo come “sponsor”
Il Gruppo è inoltre attivo come sponsor di società veicolo che emettono commercial paper (cosiddetti Asset Backed
Commercial Paper Conduits) costituiti al fine di consentire alla clientela l’accesso al mercato delle cartolarizzazioni (Multi
seller Customer conduits).
A partire dal dicembre 2007 tali società veicolo, pur non rientranti nel gruppo bancario, sono oggetto di consolidamento ai fini
di bilancio.
L’operatività in Customer conduits prevede la costituzione e la gestione di società veicolo bankruptcy remote, ossia
indipendenti da eventuali difficoltà finanziarie dell’originator, che acquistano in via diretta o indiretta portafogli crediti originati
da società terze esterne al Gruppo.
I portafogli crediti sottostanti le transazioni non sono acquistati direttamente dai conduits costituiti dal Gruppo bensì da
Società veicolo di secondo livello (c.d. purchase companies) a loro volta integralmente finanziate dai conduits attraverso
l’emissione di commercial paper e Medium Term Notes (MTN).
Le transazioni descritte sono poste in essere principalmente al fine di consentire alla clientela l’accesso al mercato delle
cartolarizzazioni e, quindi, di beneficiare di un costo del funding inferiore a quello da essi conseguibile mediante raccolta
diretta.
L’acquisto delle attività da parte dei conduits è finanziato attraverso l’emissione di commercial paper di breve periodo e di
titoli a medio termine (MTN).
Il pagamento delle cedole nonché il rimborso dei titoli emessi dal conduit è quindi dipendente sia dai flussi di cassa del
portafoglio di attività acquisite (rischio credito), sia dalla capacità del conduits di rinnovare la provvista sul mercato alla
scadenza dei titoli emessi (rischio liquidità).
A partire dalla seconda metà del 2007 si è determinata una significativa contrazione della domanda dei titoli emessi dai
conduits in esame da parte degli investitori, in conseguenza della quale il Gruppo ha proceduto ad acquistare direttamente
parte dei commercial paper outstanding.
L’evoluzione di tale situazione, che ha raggiunto il livello massimo a dicembre 2008 con un’esposizione per cassa di 5.268
milioni di euro, si è attestata a 500,5 milioni di euro al 30 giugno 2013.
Per effetto dell’attività svolta, il Gruppo sostiene la maggior parte dei rischi e beneficia dei rendimenti associati all’attività dei
conduits avendo altresì potere di governo degli stessi.
Conseguentemente, in applicazione del principio contabile internazionale IAS 27 e dell’associata interpretazione SIC 12, si è
proceduto al consolidamento in bilancio dei veicoli citati.
Rientrano nel perimetro di consolidamento gli ABCP conduits e alcuni dei veicoli di secondo livello che soddisfano i requisiti
per il consolidamento previsti dai principi contabili internazionali.
La rappresentazione “linea per linea” comporta l’iscrizione nel bilancio consolidato:
•
direttamente delle attività detenute dai veicoli, per quelli oggetto di consolidamento, in sostituzione dei precedenti
finanziamenti ad essi concessi o delle passività sottoscritte dalle società del Gruppo, ora oggetto di elisione;
•
dei finanziamenti nei confronti delle sottostanti Purchase companies, nel caso di veicoli di livello subordinato non
consolidati.
Nel caso di Purchase companies non consolidate, il Bilancio consolidato, pur non comprendendo le attività iscritte nei libri di
queste ultime, rappresenta l’ammontare massimo del rischio sostenuto dal Gruppo, che, nel caso di Purchase companies
finanziate integralmente dai conduits oggetto di consolidamento, corrisponde all’ammontare delle attività delle Purchase
companies medesime.
Programma Conduit
A giugno 2013 il programma Conduit comprende un Customer Conduit: Arabella Finance Ltd. L’altro Customer Conduit
(Salome Funding Plc) è attualmente in fase di liquidazione a partire da giugno 2012 e sia Salome che le sue purchase
company saranno chiuse nel corso del 2013. I due Conduit sono stati ristrutturati alla fine del 2011 in modo tale da essere
conformi ai nuovi requisiti imposti dalla Capital Requirement Directive (CRD III). Le nuove strutture sono state presentate alla
Banca d’Italia a dicembre 2011 e sono in essere da fine anno 2011.
In base alla nuova struttura, Arabella continuerà ad emettere ABCP per finanziare l’acquisto di assets della clientela da parte
delle Purchase Companies di livello subordinato e ad effettuare prestiti inter-company per ognuna delle Purchase Companies
su base continuativa. UniCredit Bank AG fornisce una Liquidity Facility individuale direttamente a ciascuna Purchase
Company pari circa al 102% dell’impegno totale sul acquisto del portafoglio di assets sottostanti, a copertura sia del rischio di
liquidità che del rischio di credito.
Dal punto di vista regolamentare, la quantificazione dei Risk Weighted Assets per il conduit Arabella avviene attraverso
l’applicazione dell’ Internal Assessment Approach (IAA), come definito dalla regolamentazione in vigore (circolare Banca
d’Italia 263/2006 Titolo II, capitolo 2).
195
Arabella Finance Ltd
Arabella é un Customer Conduit multi-emittente con due entità separate: Arabella Finance Ltd Dublin in Europa e Arabella
Finance LLC Delaware negli Stati Uniti. In aggiunta, il conduit Black Forest Funding LLC il quale a partire da Luglio 2009 era
stato trasferito come veicolo di secondo livello all’interno di Arabella, è stato chiuso e la transazione sottostante ripagata.
Nell’ambito di Arabella, sono ammessi soltanto le attività economiche orientate ai clienti.
Il portafoglio sottostante di Arabella è prevalentemente costituito da crediti commerciali (43.6%), contratti di leasing del
settore automobilistico (49%), prestiti concessi dal settore automobilistico (5.1%) e una parte limitata di contratti di leasing di
attrezzature (2.4%) che sono acquistati dalle Purchase Companies di livello subordinato a cui è indirizzato il supporto
specifico delle linee di liquidità. La maggior parte delle attività sono concentrate in Germania (62%), in Belgio (18.4%) ed in
Italia (11.3%). A giugno 2013 l’ammontare complessivo del portafoglio si attestava a 1.627,8 milioni. Sempre a giugno 2013 il
valore totale degli ABCP in euro e in USD emessi è pari a 1.632 milioni di euro e 500,5 milioni sono stati acquistati da
UniCredit Bank AG, mentre i rimanenti sono collocati sul mercato.
Le full Support Liquidity Facility accordate alle Purchase Companies sono pari a 1.875,5 milioni a giugno 2013.
Salome Funding plc
Si rammenta che Salome Funding Plc e le sue Purchase Companies sono in fase di chiusura a partire da
giugno 2012. Tutti i relativi contratti sono stati terminati, le full support liquidity facilities concesse a ciascuna
purchase company sono cessate e Salome ha terminato l’emissione di commercial paper. I sottostanti crediti
rimanenti delle purchase companies sono stati acquisiti da UniCredit Bank AG.
Il Gruppo come investitore
Il Gruppo investe anche in strumenti strutturati di credito emessi da società veicolo che non sono oggetto di consolidamento,
in quanto tali strumenti non sostengono la maggior parte né dei rischi né dei benefici associati all’attività svolta da tali veicoli.
Le esposizioni della specie sono detenute principalmente dal Corporate and Investment Banking (CIB) e da UniCredit Bank
Ireland.
L’operatività menzionata è quella che ha risentito maggiormente delle difficoltà dei mercati finanziari iniziate nel 2007 che
hanno, fra l’altro, determinato la trasformazione del mercato dei prodotti strutturati di credito in mercato illiquido.
Conseguentemente questi titoli sono stati oggetto di riclassificazione dal portafoglio di negoziazione a quello bancario nel
secondo semestre 2008 e, marginalmente, nel primo semestre 2009.
Da allora il portafoglio costituito da questa ampia tipologia di attività è stato gestito in una prospettiva di graduale riduzione
della sua consistenza (c.d. de-risking/de-leveraging strategy) con l’obiettivo di ridurre l’assorbimento di capitale connesso,
cercando al contempo di assicurare una continuità di contribuzione al margine di interesse (soprattutto in un contesto di
mercato caratterizzato da bassi livelli dei tassi di interesse) in un quadro di complessiva sostenibilità del profilo di rischiosità
associato.
A partire dall’inizio del 2012 è stato deciso di mantenerne stabile la consistenza in termini di nozionale, operando nel senso di
sostituire, per quanto possibile nel variabile contesto di mercato, le posizioni venute a scadenza con nuove posizioni di
adeguate qualità e redditività. Le posizioni della specie sono oggetto di un monitoraggio continuo da parte del Risk
Management che da un lato ne segue costantemente l’evoluzione e composizione mentre dall’altro ne effettua la
rivalutazione a prezzi di mercato.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
196
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
Indicazione dei metodi per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio che la
banca applica all’attività di cartolarizzazione
Come da definizione di Banca d’Italia (Circolare 263), “a fini prudenziali per operazioni di cartolarizzazione si intendono le
operazioni che riguardano una o più attività per le quali si realizzi la segmentazione (tranching) del profilo di rischio di credito
in due o più parti (tranches) che hanno differente grado di subordinazione nel sopportare le perdite sulle attività
cartolarizzate”.
Le cartolarizzazioni producono effetti sulla situazione patrimoniale delle banche, sia che esse si pongano come cedenti delle
attività o dei rischi sia che assumano la veste di acquirenti dei titoli emessi dal veicolo o dei rischi di credito.
In particolare, la banca cedente (originator), al verificarsi di determinate condizioni elencate nella normativa, può escludere
dal calcolo dei requisiti patrimoniali le attività cartolarizzate e, nel caso di banche che adottano i metodi basati sui rating
interni, le relative perdite attese.
Sono previsti diversi metodi di calcolo del valore ponderato delle posizioni verso la cartolarizzazione, la cui applicazione
dipende dalla metodologia (standardizzata o basata sui rating interni) che la banca avrebbe applicato alle relative attività
cartolarizzate per determinare il requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito.
Nel caso in cui la banca adotti il metodo standardizzato per il calcolo del requisito patrimoniale a fronte del rischio di credito,
per le attività cartolarizzate cui si riferiscono le posizioni detenute verso la cartolarizzazione, l’importo ponderato per il rischio
viene calcolato secondo un metodo che attribuisce, di regola, alle posizioni verso la cartolarizzazione una ponderazione che
dipende dal rating attribuito da una ECAI (External Credit Assessment Institution). I seguenti risk weight si applicano a
posizioni verso cartolarizzazioni e ricartolarizzazioni valutate secondo la metodologia standard secondo quanto definito dalla
circolare Banca d’Italia 263/2006.
Tavola 1
Posizioni verso le cartolarizzazioni e le ricartolarizzazioni
Classe di merito di
1
2
3
credito
Cartolarizzazioni
20%
50%
100%
Ricartolarizzazioni
40%
100%
225%
Uguale o inferiore a
5
1250%
1250%
4(*)
350%
650%
(*) soltanto per le valutazioni di merito creditizio diverse da quelle a breve.
Ove la banca adotti il metodo basato sui rating interni (IRB di base o avanzato) per il calcolo del requisito patrimoniale a fronte del
rischio di credito, essa calcola l’importo ponderato delle posizioni verso la cartolarizzazione secondo uno degli approcci di seguito
indicati:
•
•
il primo (basato sui rating o Rating based approach, RBA) definisce le ponderazioni in base al rating esterno, alla
numerosità delle attività cartolarizzate e alla seniority della posizione.
il secondo consente alle banche di calcolare il requisito patrimoniale per una determinata tranche di
cartolarizzazione, in assenza di rating esterno o desunto, mediante una apposita formula regolamentare (SFA).
I seguenti risk weight si applicano a posizioni verso cartolarizzazioni e ricartolarizzazioni valutate secondo la metodologia IRB
secondo quanto definito dalla circolare Banca d’Italia 263/2006.
Tavola 2
Classe di merito di credito
Valutazioni del
Valutazioni del merito
merito di
di credito non a breve
credito a breve
1
1
2
3
4
2
5
6
5
3
8
9
10
11
Inferiore a 11 e non provviste
Cartolarizzazioni
Ri-cartolarizzazioni
A
B
C
D
E
7%
8%
10%
12%
20%
35%
60%
100%
250%
425%
650%
1250%
12%
15%
18%
20%
35%
50%
75%
20%
25%
20%
25%
35%
40%
60%
100%
150%
200%
300%
500%
750%
30%
40%
50%
65%
100%
150
225%
350%
500%
650%
850%
35%
Un trattamento specifico (approccio della valutazione interna - IAA) è previsto per le operazioni di cartolarizzazione che
prevedono l’emissione da parte della società veicolo di asset-backed commercial paper (ABCP).
Nel caso in cui le attività cartolarizzate fossero assoggettate in parte al metodo standardizzato e in parte al metodo IRB, la
banca calcola il valore ponderato per il rischio delle connesse posizioni verso la cartolarizzazione in base all’approccio
corrispondente alla quota di attività cartolarizzate prevalente nel complessivo portafoglio cartolarizzato.
197
Per quanto riguarda il trattamento regolamentare delle operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo (escluse le
auto-cartolarizzazioni), su base trimestrale il Gruppo effettua il calcolo dell’importo ponderato per il rischio delle posizioni
verso le cartolarizzazioni secondo i metodi sopra indicati e confronta detto importo con il valore ponderato delle attività
cartolarizzate calcolato come se queste ultime non fossero state cartolarizzate (cap). L’importo inferiore rappresenta il reale
assorbimento di ciascuna operazione di cartolarizzazione. Nel caso sia necessario, a livello di Gruppo si effettua un
aggiustamento dei requisiti regolamentari individuali delle Società controllate dal Gruppo detentrici di esposizioni verso la
stessa operazione. Si evidenzia che al 30 giugno 2013 solo 4 cartolarizzazioni continuano ad avere benefici in termini di
capitale regolamentare: Euroconnect SME 2007 originata da UniCredit Bank AG ed UniCredit Bank Austria AG, Promise XXS
2006 originata da UniCredit Bank AG ed UniCredit Bank Austria AG, Federconfidi e Federascomfidi, operazioni tranched
cover originate da UniCredit S.p.A..
Euroconnect SME 2007 e Promise XXS 2006 sono valutate secondo il rating based approach, mentre Federconfidi e
Federascomfidi con il supervisory formula approach.
Si evidenzia inoltre che alla data del 31 dicembre 2010 è stata adottata, in ottemperanza alle nuove direttive definite dalla
circolare 263/2006, sesto aggiornamento, Titolo II, Capitolo 2, Parte Seconda, Sezione II, paragrafo 4, il nuovo metodo di
calcolo per la determinazione della significatività del trasferimento del rischio di credito basato sugli RWA delle note
mezzanine. In virtù di questo, tutte le operazioni in essere alla suddetta data sono state sottoposte al nuovo test: quelle che
non rispettavano il nuovo requisito non sono state più considerate atte a fornire benefici di capitale regolamentare.
A supporto delle evidenze derivanti dal confronto dei requisiti regolamentari relativi alle operazioni di cartolarizzazione, il
Group Risk Management ha strutturato un processo di analisi, monitoraggio e controllo delle stesse per verificare il rispetto
dei requisiti qualitativi e quantitativi definiti dalla normativa di vigilanza (Titolo II, Capitolo 2, Parte Seconda – Operazioni di
Cartolarizzazione – della circolare 263/2006 e relativi aggiornamenti). In particolare le operazioni sono analizzate da una
preposta struttura di Gruppo per verificare che:
•
non esistano disallineamenti di interessi tra il Gruppo e l’investitore finale, attraverso l’impegno del cedente (o del
promotore) a mantenere una quota di rischio nell’operazione ;
•
la complessiva struttura delle operazioni di cartolarizzazione non neutralizzi l’efficacia del mantenimento di tale
quota di rischio;
•
l’impegno a trattenere una quota del rischio sia applicato a tutte le operazioni assoggettate alla disciplina in materia
di cartolarizzazioni;
•
le misure di rischio interne supportino le evidenze regolamentari.
Le operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo sono infatti incluse nei portafogli di Gruppo al fine del calcolo delle
misure interne di rischio (sia per il rischio di credito, di mercato, di tasso di interesse e di liquidità).
Per quanto riguarda invece le posizioni in operazioni di cartolarizzazione nelle quali il Gruppo è investitore, il Gruppo calcola
l’assorbimento regolamentare secondo il metodo basato sui rating.
Da dicembre 2011, per le posizioni nette allocate nel portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza, calcolate conformemente
alle disposizioni sulla compensazione preventiva, il requisito patrimoniale a fronte del rischio specifico è pari all’8% delle
esposizioni ponderate. A tali fini le esposizioni ponderate sono determinate applicando le regole prudenziali del portafoglio
bancario (metodo standardizzato o metodi basati sui rating).
In riferimento a detto portafoglio il Gruppo opera un monitoraggio continuo sia del loro fair value, sia del loro valore
economico.
A questo scopo sin dal marzo 2008, in relazione ai portafogli di prodotti strutturati di credito acquistati dal Gruppo e relativi ad
operazioni effettuate da terzi, è stato approvato, sotto il coordinamento della funzione Risk Management, un processo di IPV
uniforme per le varie entità legali all’interno del Gruppo UniCredit con frequenza mensile. Il processo di IPV si propone di
classificare gli strumenti finanziari in 9 classi secondo progressivi livelli di affidabilità dei prezzi osservati sul mercato. A
partire da strumenti con quotazione di broker e controparti multiple, il processo definisce successivamente classi di liquidità
meno immediate che includono l’utilizzo di stime derivanti da proxy assets fino ad arrivare ad ipotesi di mark-to-model
laddove i prezzi risultino particolarmente opachi.
Tali modelli di valutazione sono di per sé complessi e le assunzioni, le stime e le valutazioni alla base prendono spesso in
considerazione dati incerti e non prevedibili quali, ad esempio, i flussi di cassa attesi, la solvibilità del debitore,
l’apprezzamento o il deprezzamento di beni - e possono dover essere aggiornati al fine di riflettere i cambiamenti di trend o
delle condizioni di mercato.
Tale operatività è quella che ha risentito maggiormente delle difficoltà dei mercati finanziari iniziate nel 2007 che hanno, fra
l’altro, determinato la trasformazione del mercato dei prodotti strutturati di credito in mercato illiquido. A fronte di questo
scenario, il Gruppo ha proceduto nell’esercizio 2008 a centralizzare tali prodotti in uno specifico portafoglio (Global ABS
Portfolio) gestito in un’ottica di mantenimento delle posizioni anche in considerazione dei buoni fondamentali dei sottostanti.
Detto portafoglio è oggetto di monitoraggio e di reporting sia per quanto riguarda il rischio di credito sia per quanto riguarda il
rischio di mercato. La strategia descritta è stata rappresentata in bilancio attraverso la riclassificazione della maggior parte di
queste posizioni nella categoria “crediti verso la clientela”, avvenuta nel secondo semestre 2008 e, in misura minore, nel
primo semestre 2009. Alla data del 30 giugno 2013 gli strumenti ABS oggetto di riclassificazione presentano un valore di
bilancio pari a Euro 3,1 miliardi, a fronte di un fair value pari a Euro 2,9 miliardi.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
198
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
Indicazione delle metodologie che il Gruppo applica all’attività di cartolarizzazione per la gestione
del rischio di liquidità.
Per quanto riguarda la gestione degli impatti sulla liquidità di Gruppo delle transazioni che rilevano a questi fini (quindi le
cartolarizzazioni tradizionali e le auto-cartolarizzazioni di cui il Gruppo è originator), si evidenzia che il Gruppo:
•
include e monitora gli effetti di dette posizioni sulla base delle mapping rules previste dalla normativa interna;
•
verifica l’eligibility rilasciata alle posizioni senior da parte della Banca Centrale Europea ed include le stesse in
Counterbalacing Capacity sulla base del prezzo fornito da Banque de France e dei relativi haircut;
•
monitora e stima gli effetti sulla liquidità di Gruppo di possibili downgrade dei rating delle note stesse o del Gruppo
originator.
In particolare, a seguito dei declassamenti di rating delle note delle cartolarizzazioni originate dal Gruppo, del Programma
OBG 1, del rating del Gruppo e dello Stato Italia, avvenuti nel corso del 2012, il Gruppo, secondo i ruoli di swap counterparty
e Account Bank detenuti rispetto alle cartolarizzazioni originate e al Programma OBG1, calcola e monitora i relativi impatti di
liquidità. Inoltre, il Gruppo alloca giornalmente un ammontare di collateral dovuto al ruolo di swap counterparty verso alcune
cartolarizzazioni originate ed il Programma OBG 1, secondo i requisiti contrattuali ed a seguito dei declassamenti di rating. A
giugno 2013, il collateral totale allocato dal Gruppo dovuto al ruolo di swap counterparty è pari a circa 932 milioni di euro.
Indicazione delle metodologie che il Gruppo applica all’attività di cartolarizzazione per la gestione
del rischio di tasso di interesse.
Per quanto riguarda la gestione del rischio di tasso di interesse delle operazioni di cartolarizzazione originate dal Gruppo,
tramite una struttura di Interest Rate Swaps il Gruppo trattiene il profilo di tasso di interesse del portafoglio cartolarizzato. Il
Gruppo cattura, calcola e monitora detto rischio esattamente come se il portafoglio non fosse stato cartolarizzato.
Per quanto riguarda invece la gestione del rischio di tasso di interesse delle posizioni per le quali il Gruppo è investitore o
sponsor, esse sono incluse normalmente nel portafoglio di riferimento e gestite secondo le procedure standard del Gruppo.
Indicazione delle metodologie che il Gruppo applica all’attività di cartolarizzazione per la gestione
del rischio di credito.
Per quanto riguarda la valutazione del rischio di credito, oltre alle analisi qualitative e quantitative per il calcolo dei requisiti
Pillar I richieste dalla regolamentazione in vigore (circolare Banca d’Italia 263/2006), il Gruppo include le posizioni verso le
cartolarizzazioni nel calcolo del Capitale Economico per il rischio di Credito, secondo una metodologia specifica. Inoltre, è
stato sviluppato e validato internamente un modello interno per il calcolo del significativo trasferimento del rischio.
199
Elenco delle ECAI (Agenzia esterna per la valutazione del
merito di credito - External Credit Assessment Institution) ed
ECA (Agenzia per il credito all’esportazione - Export Credit
Agency) utilizzate nella metodologia standardizzata,
avanzata e dei portafogli in cui sono applicati i rating delle
stesse.
Cartolarizzazioni
Portafogli
Posizioni verso le
cartolarizzazioni aventi un
rating a breve termine
Posizioni verso le
cartolarizzazioni diverse da
quelle aventi un rating a
breve termine
ECA/ECAI
- Fitch Ratings
- Moody's Investor Services
- Standard and Poor's Rating
Services
- DBRS
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
200
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
Informativa quantitativa
Le seguenti tavole riportano la composizione del portafoglio crediti cartolarizzato non oggetto di
cancellazione da parte del Gruppo suddiviso per area geografica e qualità degli attivi, distinto tra
cartolarizzazioni tradizionali, al netto delle operazioni di auto-cartolarizzazione nelle quali il Gruppo ha
acquistato il complesso delle passività emesse dalle società veicolo, e sintetiche.
Attività cartolarizzate: composizione per aree geografiche
consistenze al 30.06.2013
Italia
Germ ania
Austria
Altri Paesi
Europa
(non UE)
Altri Paesi UE
Am erica
Resto del
m ondo
Asia
Totale
Attività cedute non cancellate
- Mutui ipotecari residenziali
6.132.541
-
-
-
-
-
-
-
6.132.541
- Operazioni di leasing
1.008.645
-
-
-
-
-
-
-
1.008.645
-
-
-
-
-
-
-
-
2.215.693
- Crediti a piccole medie imprese
- Crediti a imprese corporate
1.000
2.211.704
-
2.989
-
-
-
-
- Altro
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale
7.142.186
2.211.704
-
2.989
-
-
-
-
9.356.879
Attività cartolarizzate: composizione per aree geografiche
consistenze al 30.06.2013
Italia
Germ ania
Austria
Altri Paesi UE
Altri Paesi
Europa
(non UE)
Am erica
Resto del
m ondo
Asia
Totale
Operazioni sintetiche
- Mutui ipotecari residenziali
-
1.356.191
-
-
-
-
-
-
- Mutui ipotecari commerciali
-
410.226
147
88
-
-
-
-
410.461
146.281
873.711
436.207
40.031
-
-
-
-
1.496.230
- Crediti a imprese corporate
-
8.544
128.370
-
-
-
-
-
136.914
- Altro
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale
146.281
2.648.672
564.724
40.119
-
-
-
-
3.399.796
- Crediti a piccole medie imprese
Attività cartolarizzate: composizione per qualità dell'attivo
consistenze al 30.06.2013
Altre attività
(in bonis)
Attività deteriorate
Totale
Attività cedute non cancellate
- Mutui ipotecari residenziali
5.778.545
353.996
6.132.541
772.201
236.444
1.008.645
-
-
-
2.211.808
3.885
2.215.693
- Altro
-
-
-
Totale
8.762.554
594.325
9.356.879
- Operazioni di leasing
- Crediti a piccole medie imprese
- Crediti a imprese corporate
Attività cartolarizzate: composizione per qualità dell'attivo
consistenze al 30.06.2013
Altre attività
(in bonis)
Attività deteriorate
Totale
Operazioni sintetiche
- Mutui ipotecari residenziali
- Mutui ipotecari commerciali
- Crediti a piccole medie imprese
- Crediti a imprese corporate
1.336.475
19.716
1.356.191
398.383
12.078
410.461
1.370.083
126.147
1.496.230
136.914
133.630
3.284
- Altro
-
-
-
Totale
3.238.571
161.225
3.399.796
201
1.356.191
Come rilevato, le tavole inerenti alle operazioni di cartolarizzazione tradizionali riportano l‟ammontare
delle attività cedute ma non oggetto di cancellazione dal bilancio per effetto del mantenimento in capo al
Gruppo della maggior parte dei rischi e rendimenti.
Su tali attività nel corso dell’esercizio sono state registrate rettifiche di valore nette per complessive 18.534
migliaia di euro.
Accanto a queste, esistono ulteriori esposizioni per 695.416 migliaia di euro, di cui 462.456 costituite da
attività deteriorate e 232.960 da attività performing, che sono state cancellate dal bilancio perché
antecedenti al 1 gennaio 2002, secondo quanto richiamato nell‟informativa qualitativa.
L’ ammontare complessivo delle esposizioni cartolarizzate da parte del Gruppo nell‟ambito di operazioni di
cartolarizzazione tradizionale è quindi pari a 10.052.295 migliaia di euro.
Si segnala che, oltre alle esposizioni riportate, il Gruppo ha realizzato anche ulteriori operazioni
tradizionali su crediti performing nelle quali ha acquistato il complesso delle passività emesse dalle
società veicolo (auto-cartolarizzazioni) per un ammontare totale di attività sottostanti di 20.588.850
migliaia di euro.
Le operazioni di cartolarizzazione tradizionali poste in essere dal Gruppo hanno per oggetto mutui
ipotecari residenziali originati in Italia, crediti ad imprese corporate originati in Germania ed operazioni di
leasing originate in Italia.
Le operazioni di cartolarizzazione sintetica hanno per oggetto principalmente mutui ipotecari residenziali
aventi controparti tedesche, finanziamenti a piccole medie imprese originati in Germania ed Austria e mutui ipotecari
commerciali originati in Germania.
Si precisa che la diminuzione delle esposizioni per cassa relative ad operazioni non cancellate dal bilancio a
2.683 milioni di giugno 2013 rispetto ai 3.101 milioni di dicembre 2012 è dovuta alla chiusura delle operazioni Locat
Securitisation vehicle 2 ed F-E Green oltrechè alla naturale evoluzione delle posizioni in portafoglio.
Inoltre, la diminuzione delle esposizioni per cassa relative ad operazioni sintetiche a 3.104 milioni di
giugno 2013 rispetto ai 3.492 milioni di dicembre 2012 è determinata dalla naturale evoluzione delle
operazioni, parzialmente compensata da due nuove “tranche covered” denominate rispettivamente Federascom e
Federconfidi.
La qualità del portafoglio sottostante è costituita da attività in bonis per circa il 94% nel caso di operazioni di
cartolarizzazione tradizionale e per oltre il 95% nel caso di operazioni sintetiche.
Si rileva infine che il Gruppo non ha originato cartolarizzazioni aventi come sottostanti mutui residenziali
statunitensi, né prime, né subprime o Alt-A.
Le seguenti tavole riportano, rispettivamente per il portafoglio bancario e per quello di negoziazione,
l’ammontare delle posizioni inerenti a cartolarizzazioni proprie o di terzi, ripartito in base al ruolo svolto dal
Gruppo nonché alla tipologia di esposizione.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
202
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
(migliaia di €)
Esposizioni in Asset Backed Securities distinte per grado di subordinazione - portafoglio bancario
consistenze al
31.12.2012
consistenze al 30.06.2013
Tipologia di esposizione
Investim enti in cartolarizzazioni di proprie attività
(Originator)
Esposizioni per cassa oggetto di
integrale cancellazione dal bilancio
- CLO/CBO
- CLO / CBO altri
- Altre tipologie
Senior
Mezzanine
Junior
Totale
Totale
118.358
435.996
286.194
840.548
886.547
117.070
-
46.979
164.049
169.288
117.070
-
46.979
164.049
169.288
1.288
435.996
239.215
676.499
717.259
Garanzie rilasciate
-
-
-
-
-
Linee di credito
-
-
-
-
-
1.291.881
449.914
923.495
2.665.291
3.066.430
1.155.216
148.594
496.961
1.800.771
1.894.204
1.155.216
148.594
496.961
1.800.771
1.894.204
Esposizioni per cassa non cancellate
dal bilancio
- RMBS
- Prime
- CLO/CBO
- CLO / CBO altri
- Leasing
72.928
126.205
154.006
353.139
357.592
72.928
126.205
154.006
353.139
357.592
63.737
175.116
272.528
511.381
814.634
Garanzie rilasciate
-
-
-
-
-
Linee di credito
-
-
-
-
-
Operazioni sintetiche
2.496.328
606.999
674
3.104.001
3.491.509
- RMBS
1.020.291
301.900
-
1.322.191
1.460.718
1.020.291
301.900
-
1.322.191
1.460.718
- Prime
- CLO/CBO
- CLO SME
- CLO / CBO altri
1.476.037
305.099
674
1.781.810
2.030.791
1.476.037
305.099
674
1.781.810
2.030.791
-
-
-
-
-
Garanzie rilasciate
-
-
-
-
-
Linee di credito
-
-
-
-
-
Esposizioni per cassa
-
-
-
-
-
- ABCP
-
-
-
-
-
Garanzie rilasciate
-
-
-
-
-
1.375.004
-
-
1.375.004
1.406.983
3.748.649
1.284.857
79.664
5.113.170
5.726.028
2.251.595
391.561
-
2.643.156
2.732.077
2.072.918
278.043
-
2.350.961
2.419.286
Conduit consolidati (Sponsor)
Linee di credito
Investim enti in cartolarizzazioni di terzi
(Investitore)
Esposizioni per cassa
- RMBS
- Prime
- Subprime
1.370
-
-
1.370
2.302
177.307
113.518
-
290.825
310.489
- CMBS
771.898
237.097
-
1.008.995
1.173.080
- CDO
23.516
57.894
-
81.410
172.428
17.605
-
17.605
20.260
-
-
18.194
101.447
- Nonconforming
- CDO di ABS / CDO di CDO
- CDO Balance Sheet
18.194
- CDO Market Value
-
-
-
-
-
- CDO Preferred Stock
-
40.257
-
40.257
41.656
-
-
-
-
1.639
17
-
1.656
4.285
- CDO Synthetic Arbitrage
- CRE CDO
- CDO altri
- CLO/CBO
3.683
15
-
3.698
4.780
386.797
487.813
18.254
892.864
959.933
- CLO SME
26.657
24.142
-
50.799
60.045
- CLO arbitrage/balance sheet
165.406
107.733
-
273.139
316.885
- CLO / CBO altri
194.734
355.938
18.254
568.926
583.003
- Crediti al consumo
201.739
23.973
-
225.712
212.783
-
-
-
-
-
- Crediti per studio
65.367
54.641
2.247
122.255
129.995
- Leasing
35.393
18.352
-
53.745
75.567
- Altre tipologie
4.487
13.526
2.055
20.068
30.659
- Finanziamenti
7.857
-
57.108
64.965
239.506
-
-
-
-
-
23.052
14.582
-
37.634
37.437
- Carte di credito
Garanzie rilasciate
Linee di credito
203
(migliaia di €)
Esposizioni in Asset Backed Securities distinte per grado di subordinazione - portafoglio di negoziazione
consistenze al
31.12.2012
consistenze al 30.06.2013
Tipologia di esposizione
Investim enti in cartolarizzazioni di proprie attività
(Originator)
Esposizioni per cassa non cancellate
dal bilancio
- RMBS
- Prime
- CLO/CBO
Senior
Mezzanine
Junior
Totale
Totale
11.312
6.308
-
17.620
34.353
7.311
1.000
-
8.311
7.832
7.311
1.000
-
8.311
7.832
4.001
-
-
4.001
7.964
4.001
-
-
4.001
7.964
- Leasing
-
5.308
-
5.308
18.557
Operazioni sintetiche
-
-
-
-
-
- RMBS
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
- CLO / CBO altri
- Prime
- CLO/CBO
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Esposizioni per cassa
500.501
-
-
500.501
775.788
- ABCP
500.501
-
-
500.501
775.788
Esposizioni per cassa
245.606
34.830
21
280.457
369.181
- RMBS
57.067
15.042
-
72.109
131.097
57.067
15.042
-
72.109
131.097
- Subprime
-
-
-
-
-
- Nonconforming
-
-
-
-
-
69.135
13.735
21
82.891
86.734
- CLO / CBO altri
Conduit consolidati (Sponsor)
Investim enti in cartolarizzazioni di terzi
(Investitore)
- Prime
- CMBS
- CDO
-
-
-
11
- CDO di ABS / CDO di CDO
-
-
-
-
-
- CDO Balance Sheet
-
-
-
-
-
- CDO Market Value
-
-
-
-
-
- CDO Preferred Stock
-
-
-
-
-
- CDO Synthetic Arbitrage
-
-
1
1
1
- CRE CDO
-
-
- CDO altri
- CLO/CBO
-
-
-
20
20
10
96.698
6.053
-
102.751
143.145
18.020
2.753
-
20.773
23.221
-
-
-
-
17.787
- CLO / CBO altri
78.678
3.300
-
81.978
102.137
- Crediti al consumo
- CLO SME
- CLO arbitrage/balance sheet
22.706
-
-
22.706
7.009
- Carte di credito
-
-
-
-
-
- Crediti per studio
-
-
-
-
-
- Leasing
-
-
-
-
1.185
- Altre tipologie
-
-
-
-
-
- Finanziamenti
-
-
-
-
-
Garanzie rilasciate
-
-
-
-
-
Linee di credito
-
-
-
-
-
Le posizioni classificate nel banking book comprendono le esposizioni della specie riclassificate nel secondo
semestre 2008 e nel primo semestre 2009 a fini contabili e regolamentari, a seguito delle modifiche allo
IAS 39 recepite dalla Commissione Europea con il regolamento 1004/2008.
Sono stati infatti riclassificati la quasi totalità dei prodotti strutturati di credito dalle categorie “attività
finanziarie detenute per la negoziazione” ed “attività finanziarie disponibili per la vendita” alla voce “crediti
verso clientela” consentendo, in tal modo, di allineare la rappresentazione in bilancio di queste posizioni
alle modalità seguite per la loro gestione.
In particolare, le asset backed securities riclassificate hanno un valore di bilancio al 30 giugno 2013 di
3.135.841 migliaia ed un corrispondente fair value di 2.879.211 migliaia.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
204
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
Si precisa infine che le esposizioni classificate nel banking book comprendono una parte non rilevante di esposizioni in ricartolarizzazioni, ossia operazioni in cui almeno una delle attività sottostanti è a sua volta una posizione verso
cartolarizzazione.
La tabella sottostante riporta il dettaglio per tipologia di tali ri-cartolarizzazioni, ripartito in base al ruolo svolto dal Gruppo ed al
grado di subordinazione.
(migliaia di €)
Esposizioni in ri-cartolarizzazioni - portafoglio bancario
Tipologia di esposizione
Investim enti in cartolarizzazioni di proprie
attività (Originator)
Esposizioni per cassa oggetto di
integrale cancellazione dal bilancio
- CLO/CBO
Investim enti in cartolarizzazioni di terzi
(Investitore)
consistenze al 30.06.2013
Mezzanine
Junior
Senior
consistenze al
31.12.2012
Totale
117.071
-
-
117.071
116.873
117.071
-
-
117.071
116.873
41
107.511
197.314
304.866
470.038
- RMBS
1.017
21.450
-
22.467
26.557
- CMBS
2.986
-
-
2.986
2.450
- CDO
5.322
17.637
20
22.979
130.782
- CLO/CBO
98.186
- Altri ABS
-
158.227
-
21
256.413
21
310.249
-
Nel seguito si riporta, secondo quanto previsto dalla Circ. Banca d’Italia n. 263 del 27/12/2006 (e successive modificazioni),
l’ammontare aggregato delle posizioni inerenti cartolarizzazioni proprie o di terzi, ripartite in funzione delle fasce di
ponderazione del rischio.
(migliaia di €)
Metodologia standardizzata: posizioni verso la cartolarizzazione
CONSISTENZE AL
ATTIVITA' DI RISCHIO PER CASSA
FASCE DI PONDERAZIONE DEL
RISCHIO
30.06.2013
CLAUSOLE DI RIMBORSO
ANTICIPATO
ATTIVITA' DI RISCHIO FUORI BILANCIO
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
CARTOLARIZZAZIONI DI TERZI
INVESTITORE
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
CARTOLARIZZAZIONI DI TERZI
INVESTITORE
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
Ponderazione 20%
26.835
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 40%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 50%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 100%
13.064
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 225%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 350%
-
-
5.950
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 650%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
5.238
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 1250% - con
rating
Ponderazione 1250% - privo
di rating
Look-through - second loss in
ABCP
Look-through - altro
-
22.019
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale al
30.06.2013
45.137
22.019
5.950
-
-
-
-
-
-
-
Totale al
31.12.2012
59.732
8.784
44.658
-
-
-
-
-
-
-
205
(migliaia di €)
Metodologia standardizzata: posizioni verso la ri-cartolarizzazione
CONSISTENZE AL
ATTIVITA' DI RISCHIO PER CASSA
FASCE DI PONDERAZIONE DEL
RISCHIO
30.06.2013
CLAUSOLE DI RIMBORSO
ANTICIPATO
ATTIVITA' DI RISCHIO FUORI BILANCIO
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
CARTOLARIZZAZIONI DI TERZI
INVESTITORE
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
CARTOLARIZZAZIONI DI TERZI
INVESTITORE
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
Ponderazione 20%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 40%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 50%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 100%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 225%
109.518
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 350%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 650%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 1250% - con
rating
Ponderazione 1250% - privo
di rating
Look-through - second loss in
ABCP
Look-through - altro
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale al
30.06.2013
109.518
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale al
31.12.2012
109.386
-
-
-
-
-
-
-
-
-
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
206
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
(migliaia di €)
Metodologia basata sui rating interni: posizioni verso la cartolarizzazione
CONSISTENZE AL
ATTIVITA' DI RISCHIO PER CASSA
FASCE DI PONDERAZIONE DEL
RISCHIO
30.06.2013
CLAUSOLE DI RIMBORSO
ANTICIPATO
ATTIVITA' DI RISCHIO FUORI BILANCIO
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
CARTOLARIZZAZIONI DI TERZI
INVESTITORE
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
CARTOLARIZZAZIONI DI TERZI
INVESTITORE
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
Ponderazione 7-10%
820.672
-
1.840.632
1.128
-
-
84.660
-
-
-
Ponderazione 12-18%
21.899
147.788
826.520
2.339
-
-
14.582
-
-
-
Ponderazione 20-35%
7.992
10.400
907.833
27.457
-
-
34.520
-
-
-
Ponderazione 40-75%
54.048
-
514.164
5.201
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 100%
-
-
199.979
28.700
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 150%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 200%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 225%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 250%
-
20.850
205.796
10.042
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 300%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 350%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 425%
-
-
139.487
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 500%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 650%
-
-
102.589
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 750%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 850%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 1250% - con
rating
Ponderazione 1250% - privo di
rating
Non classificabile
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
225.013
12.910
3.741
-
-
-
-
-
-
-
112.109
7.125
-
-
-
1.790.845
-
-
-
Totale al
30.06.2013
904.611
516.160
4.757.035
78.608
-
-
1.924.607
-
-
-
Totale al
31.12.2012
988.795
1.339.681
5.233.743
105.668
-
-
2.231.577
-
-
-
207
(migliaia di €)
Metodologia basata sui rating interni: posizioni verso la ri-cartolarizzazione
CONSISTENZE AL
ATTIVITA' DI RISCHIO PER CASSA
FASCE DI PONDERAZIONE DEL
RISCHIO
30.06.2013
ATTIVITA' DI RISCHIO FUORI BILANCIO
CLAUSOLE DI RIMBORSO
ANTICIPATO
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
CARTOLARIZZAZIONI DI TERZI
INVESTITORE
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
CARTOLARIZZAZIONI DI TERZI
INVESTITORE
CARTOLARIZZAZIONI PROPRIE
ORIGINATOR
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TIPO CARTOLARIZZAZIONE
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
TRADIZIONALE
SINTETICA
Ponderazione 7-10%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 12-18%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 20-35%
-
-
69.043
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 40-75%
-
-
156.645
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 100%
-
-
22.955
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 150%
-
-
28.328
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 200%
-
-
11.242
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 225%
-
-
29.446
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 250%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 300%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 350%
-
-
11.558
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 425%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 500%
-
-
9.573
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 650%
-
-
8.147
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 750%
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 850%
-
-
4.048
-
-
-
-
-
-
-
Ponderazione 1250% - con
rating
Ponderazione 1250% - privo di
rating
Non classificabile
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale al
30.06.2013
-
-
-
350.985
-
-
-
-
-
-
-
-
Totale al
31.12.2012
-
-
499.713
-
-
-
-
-
-
-
Dal patrimonio di vigilanza sono state dedotte attività cartolarizzate per un totale di 516.776 migliaia di euro.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
208
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 10
209
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
210
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 11
Tavola 11 – Rischi di mercato:
informazioni per le banche che utilizzano
il metodo dei modelli interni per il rischio
di posizione, per il rischio di cambio e per
il rischio di posizione in merci (IMA)
Informativa qualitativa e quantitativa
Modello interno per i rischi di prezzo, tasso di interesse e
tasso di cambio per il Portafoglio di Negoziazione
Regolamentare
La politica seguita dal Gruppo UniCredit nell’ambito del market risk management è finalizzata ad una progressiva adozione
ed utilizzo di principi, regole e processi comuni in termini di propensione al rischio, definizione dei limiti, sviluppo dei modelli,
pricing e disamina dei modelli di rischio.
Il dipartimento Group Financial Risk è specificamente chiamato a garantire che principi, regole e processi siano in linea con la
miglior prassi di settore e coerenti con le norme e gli usi dei diversi paesi in cui vengono applicati.
La direttiva 2010/76/EU (CRD III) ha introdotto svariate migliorie al regime sul capitale per le posizioni del portafoglio di
negoziazione, recependo così pienamente la proposta del Comitato di Basilea. La CRD III potenzia l’attuale modello basato
sul calcolo del VaR (valore a rischio), con altre misure di rischio: Incremental Risk Charge (IRC) per la misura del rischio di
migrazione del rating nonché del rischio di default e un VaR calcolato in condizioni di stress (Stressed VaR).
L’Incremental Risk Charge cattura sia il rischio di default che quello di migrazione per i prodotti non cartolarizzati. Il capitale
addizionale per prodotti di credito e cartolarizzazioni non coperte da IRC è calcolato attraverso l’approccio standardizzato. La
misura dello Stressed VaR invece viene introdotta con lo scopo di ridurre la prociclicità dei requisiti minimi di capitale per il
rischio di mercato.
Il gruppo UniCredit calcola sia il VaR che lo Stressed VaR per il rischio di mercato su posizioni di negoziazione attraverso il
metodo della simulazione storica.
Tale metodo prevede la rivalutazione giornaliera delle posizioni sulla base dell’andamento dei prezzi di mercato su di un
opportuno intervallo temporale di osservazione. La distribuzione empirica di utili/perdite che ne deriva viene analizzata per
determinare l’effetto di movimenti estremi del mercato sui portafogli. Per un portafoglio, una probabilità e un orizzonte
temporale dati, il VaR è definito in modo che la probabilità che la perdita data dal mark-to-market su un portafoglio, per un
determinato orizzonte temporale, non ecceda tale valore ad un livello di confidenza stabilito (assumendo condizioni normali
sul mercato e nessuna negoziazione nel portafoglio). I parametri utilizzati per il calcolo del VaR sono i seguenti: intervallo di
confidenza del 99%; orizzonte temporale di 1 giorno; aggiornamento giornaliero delle serie storiche; periodo di osservazione
di 500 giorni. L’utilizzo di un orizzonte temporale di 1 giorno consente un confronto immediato con gli utili/perdite realizzati.
Analogamente lo Stressed VaR è calcolato con un livello di confidenza al 99% e un orizzonte temporale di un giorno su base
settimanale, ma su un periodo stressato di osservazione di 250 giorni. Il periodo storico scelto identifica un periodo di
osservazione di un anno che produce la misura più alta per il portafoglio attuale. Per il secondo trimestre 2013 il cosiddetto
periodo di “crisi Lehman” (dal 15 settembre 2008 al 31 agosto 2009) è stato il periodo di stress utilizzato da tutto il Gruppo
Unicredit. Per il primo trimestre UCBA AG e UCI SpA hanno utilizzato un intervallo leggermente diverso (dal 15 aprile 2008 al
30 marzo 2009) mentre UCB AG ha impiegato il periodo dal 17 gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 (crisi del debito sovrano).
Per il calcolo del capitale regolamentare il VaR giornaliero e lo Stressed VaR sono debitamente riscalati su un orizzonte
temporale di 10 giorni mentre le misure giornaliere sono usate attivamente per la gestione del rischio di mercato.
211
Il gruppo UniCredit calcola l’IRC su un orizzonte temporale di un anno ed un livello di confidenza del 99,9% usando una
versione multivariata del modello di tipo Merton (Moody’s KMV) nel quale vengono considerati sia gli eventi di migrazione che
di default. Di fatto il default è visto come una particolare migrazione in uno stato assorbente. Gli eventi migratori sono simulati
su un orizzonte temporale di misura regolamentare, tenendo conto degli orizzonti di liquidità delle singole posizioni. Anche nel
2013 a tutte le posizioni è stato applicato un orizzonte di liquidità conservativo di un anno.
L'IRC deve soddisfare standard di robustezza paragonabili a quelli dell'IRB. Il capitale è stato quindi comparato al requisito di
IRB per un sottoinsieme costituito dai primi 50 emittenti; il risultato è stato superiore del 20% al requisito dell'IRB (IRC = 1.2
IRB).
L'unità di "Group Internal Validation" di Gruppo ha svolto le proprie attività di validazione sulla robustezza metodologica dei
modelli di IRC e di CRM, al fine di integrare le analisi disponibili effettuate in fase di sviluppo e di verificare l’adeguatezza
dell’ambiente di risk management ai requisiti regolamentari e agli standard interni.
Come già evidenziato dalle stesse Autorità di Vigilanza, metodologie di backtesting basate sulla verifica di solidità, dati un
intervallo di confidenza del 99,9% e un orizzonte temporale di un anno, non possono essere semplicemente estese alla
metriche di IRC. Di conseguenza, da una parte la validazione dei modelli di IRC e CRM ha fatto molto affidamento su
metodologie indirette (tra le quali stress test, analisi di sensitivity e di scenario), dall’altra, al fine di verificare la
ragionevolezza qualitativa e quantitativa dei modelli, un’attenzione particolare è stata posta sull’analisi specifica del
comportamento dei portafogli di UniCredit.
L'unità di "Group Internal Validation" ha mantenuto un ambito di analisi il più ampio possibile, al fine di ricomprendere le
diverse problematiche che si possono configurare nello sviluppo di tali modelli (disegno generale del modello, adeguatezza
regolamentare, implementazione computazionale, spiegazione delle risultanze).
In particolare, tra gli aspetti affrontati dalla convalida di Gruppo, si evidenziano la parametrizzazione del modello (come ad
esempio le matrici d transizione e la loro regolarizzazione su liquidity horizon inferiori ad un anno, la struttura di dipendenze,
l’analisi di sensitivities con riferimento ai principali parametri, un’analisi di stabilità in riferimento agli input del modello più
potenzialmente difficili da stimare), il disegno complessivo del modello, test di replica dello stesso, la struttura del portafoglio,
i processi e gli output del modello.
La Banca d’Italia ha autorizzato il Gruppo UniCredit all’uso dei modelli interni per il calcolo dei requisiti di capitale per il rischio
di mercato. Nel dettaglio sia UCB AG che UCBA AG sono autorizzate a calcolare il proprio capitale regolamentare tramite
modelli interni per VaR, Stressed VaR e IRC. Ad oggi UCI, UCI Ireland and Bank Pekao stanno ancora utilizzando un
approccio standardizzato per il calcolo dei requisiti di capitale concernenti posizioni di negoziazione. Come parte della
progressiva estensione dei modelli interni a tutte le società del Gruppo comunque, il VaR è già in uso per la gestione del
rischio di mercato nelle suddette società.
Il metodo di misurazione standardizzato si applica anche al calcolo del capitale che copre il rischio dell’esposizione a valute
estere in banking book per le società controllate che non svolgono attività di negoziazione.
Al fine di convalidare la coerenza dei modelli interni di VaR impiegati per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di
mercato, sono effettuati test retrospettivi (i.e. back testing) confrontando le previsioni di rischio del modello interno con i
risultati a posteriori dei profitti e perdite del portafoglio, al fine di verificare se le misure di rischio al 99esimo percentile
effettivamente coprano il 99% dei risultati del trading. L’esercizio si basa sugli ultimi dodici mesi di dati (cioè 250 osservazioni
giornaliere). Qualora il numero di eccezioni nell’anno precedente superi quanto previsto dal livello di confidenza scelto, è
attivata una revisione dei parametri e delle assunzioni del modello. In aggiunta al backtesting, Group Internal Validation ha
effettuato una validazione periodica del framework di VaR per verificarne la conformità ai requisiti regolamentari.
I portafogli di negoziazione sono sottoposti a Stress test in base a un’ampia serie di scenari a fini di managerial reporting,
descritti in un paragrafo dedicato di seguito. A seconda delle normative nazionali, alcuni scenari pertinenti sono inoltre
oggetto di rendicontazione regolamentare trimestrale. Vengono inoltre considerate misure di rischio sostitutive, vale a dire
sensitivity, scenari di stress definiti o l’indicazione di importi nominali, che vengono incluse nella rendicontazione
regolamentare al fine di consentire la stima di rischi non coperti dalla simulazione VaR del modello interno UCB AG Group.
Per ciò che riguarda le politiche e le procedure interne di analisi di scenario (c.d. “stress testing”), si è deciso di affidare alle
singole legal entity le modalità con cui effettuare tali prove di stress. A livello complessivo, tuttavia, è stato individuato un set
di scenari, comuni a tutte le realtà appartenenti al Gruppo, da applicare congiuntamente alla totalità delle posizioni, per
verificare mensilmente l’impatto potenziale che tali scenari potrebbero avere sul portafoglio di negoziazione globale. Una
Policy Globale "Stress Test sul Rischio di Mercato" è stata approvata dal GMRC nell'Aprile del 2012.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
212
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 11
Procedure e metodologie per la valutazione delle posizioni del Portafoglio di Negoziazione
Il Gruppo Unicredit assicura che il valore applicato a ciascuna posizione del portafoglio di negoziazione rifletta
adeguatamente il fair (market) value, valore equo di mercato, cioè il corrispettivo al quale un’attività potrebbe essere
scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli e indipendenti. Il fair value di uno strumento
finanziario è basato su, o derivato da, prezzi di mercato o variabili osservabili. La disponibilità di prezzi o variabili osservabili
differisce a seconda dei prodotti e dei mercati, e può modificarsi nel tempo.
Nel caso in cui i prezzi o i parametri osservabili siano prontamente e regolarmente disponibili (ossia soddisfino adeguati
requisiti di liquidità), essi sono direttamente utilizzati nella determinazione del fair value (mark-to-market) senza alcuna
componente soggettiva (ad esempio, per titoli azionari o obbligazionari liquidi, derivati negoziati in borsa). Questo include
strumenti il cui fair value è derivato da modelli di valutazione che rappresentano degli standard dell’industria e i cui parametri
sono direttamente osservabili (ad esempio, contratti di swap plain vanilla e un certo numero di opzioni).
In mercati non attivi o per alcuni strumenti, per i quali prezzi o parametri osservabili non siano disponibili, il calcolo del fair
value avviene attraverso tecniche di valutazione appropriate per lo strumento specifico (mark-to-model). Questo approccio
prevede il ricorso a stime e giudizi di esperti e, pertanto, può richiedere rettifiche di valore che tengano conto degli spread
denaro-lettera, della liquidità delle posizioni e del rischio di controparte, oltre che del modello utilizzato. Inoltre, ciascun
modello di valutazione utilizzato per il calcolo del fair value deve essere validato da una funzione dedicata indipendente dalle
unità di business.
Secondo le Group Market Risk Governance Guidelines, al fine di assicurare l’adeguata separazione tra funzioni deputate alle
attività di sviluppo e funzioni responsabili della validazione, tutti i modelli di valutazione sviluppati dalle funzioni di front-office
delle società del gruppo sono valutati e validati centralmente ed indipendentemente dalle funzioni di Market Risk della
capogruppo. La convalida dei modelli è portata avanti centralmente anche nel caso di nuovi sistemi o strumenti di analisi il cui
utilizzo abbia un impatto potenziale sui risultati economici della banca.
In aggiunta alla valutazione giornaliera di mark-to-market o mark-to-model, deve essere eseguita una verifica indipendente
dei prezzi (IPV, Independent price verification). Questo è il processo in base al quale vengono verificate regolarmente
l’accuratezza e l’indipendenza dei prezzi di mercato o dei parametri utilizzati dai modelli. Mentre la valutazione giornaliera di
mark-to-market può essere eseguita dagli operatori di front-office, la validazione dei prezzi di mercato e dei parametri dei
modelli deve essere effettuata da una funzione indipendente dal Trading, almeno su base mensile (o più frequentemente, in
funzione della natura del mercato e dell’attività di negoziazione). Qualora non siano disponibili fonti indipendenti per i prezzi o
tali fonti siano eccessivamente soggettive, devono essere adottate delle appropriate misure di valutazione prudenziale come
le rettifiche di valore (FVA, Fair Value Adjustments).
Informazioni sui modelli di valutazione usati per il calcolo del fair value
Di seguito si riportano le informazioni richieste dall’IFRS13 circa i portafogli contabili valutati al fair value su base ricorrente.
Titoli obbligazionari a reddito fisso
I titoli obbligazionari a reddito fisso sono valutati attraverso due processi principali in base alla liquidità del mercato di
riferimento. Gli strumenti liquidi in mercati attivi sono valutati al prezzo di mercato (mark-to market) e conseguentemente tali
strumenti sono assegnati al Livello 1 della gerarchia del fair value
Gli strumenti non scambiati in mercati attivi sono valutati a mark-to-model utilizzando delle curve di credit spread impliciti
derivate da strumenti di Livello 1. Il modello massimizza l’uso di parametri osservabili e minimizza l’uso dei parametri non
osservabili. In questo senso, in funzione della rappresentatività della curva di credit spread applicata, le obbligazioni sono
classificate come Livello 2 o Livello 3 rispettivamente; il Livello 3 è applicato nel caso in cui sia utilizzato un credit spread
significativamente non osservabile. Nella valutazione a fair value, vengono applicate delle rettifiche di valore (fair value
adjustments) a fronte della ridotta liquidità e del rischio di modello al fine di compensare la mancanza di parametri di mercato
osservabili per le posizioni a Livello 2 e Livello 3.
Nel processo globale di verifica indipendente dei prezzi (IPV) delle obbligazioni, l’accuratezza dei prezzi di mercato delle
obbligazioni di Livello 1 e dei modelli di valutazione per le obbligazioni illiquide sono regolarmente sottoposte a verifica.
Prodotti finanziari strutturati
La Banca determina il fair value dei prodotti finanziati strutturati non quotati in mercati attivi utilizzando l’appropriato metodo di
valutazione in funzione della natura della struttura incorporata (quando questa non debba essere fatta oggetto di scorporo).
Tali strumenti sono classificati al Livello 2 o al Livello 3 a seconda dell’osservabilità degli input significativi del modello.
Asset Backed Securities
Sin dal 2009, il Gruppo UniCredit ha approvato la “Structured Credit Bonds Valuation Group Policy” fondata su due pilastri:
•
estensione ed implementazione in tutte le società del Gruppo del processo di verifica indipendente dei prezzi (IPV)
adeguato alle diverse condizioni di mercato per i Titoli di Credito strutturati;
•
integrazione della policy in essere per le rettifiche di valore (Fair Value Adjustments Policy).
L’assunzione principale del processo di IPV è che la qualità di un prezzo venga verificata attraverso la disponibilità di
molteplici quotazioni da parte di operatori del mercato indipendenti per strumenti identici.
Il processo fa affidamento inizialmente su consensus data provider che operano come collettori di quotazioni di mercato.
In seconda istanza , i prezzi sono verificati utilizzando come benchmark per ogni strumento un pool di strumenti finanziari
simili con una quotazione di mercato affidabile. Un approccio alternativo consiste nel valutare lo strumento per mezzo di
modelli di pricing matematici, applicabili ogni volta che l’informazione sulle assunzioni dei partecipanti al mercato riguardo ai
parametri del modello siano ragionevolmente disponibili senza comportare costi o sforzi eccessivi.
L’IPV rappresenta il fondamento dell’approccio dell’FVA: l’FVA è considerato come una riserva a fronte del rischio di modello
ed è calcolata assumendo che un downgrade di un notch possa essere considerato come una misura dell’incertezza.
213
Derivati
Il fair value dei derivati non scambiati su un mercato attivo deriva dall’applicazione di modelli di valutazione mark to model.
Quando è presente un mercato attivo per i parametri di input al modello valutativo delle differenti componenti del derivato, il
fair value viene determinato in base alle quotazioni di mercato delle stesse. Le tecniche di valutazione basate su input
osservabili sono classificate come Livello 2 mentre quelle basate su input non osservabili sono classificate come Livello 3.
Titoli di capitale
I titoli di capitale sono assegnati al Livello 1 quando una quotazione su un mercato attivo è disponibile e al Livello 3 quando
non vi sono quotazioni o le quotazioni sono state sospese a tempo indeterminato. Tali strumenti sono classificati come Livello
2 solo nel caso in cui il volume di attività sul mercato di quotazione è significativamente ridotto.
Per i titoli di capitale valutati al costo, un impairment è previsto qualora il costo superi il valore recuperabile in modo
significativo e/o prolungato nel tempo.
Fondi di Investimento
Il Gruppo detiene investimenti in fondi di investimento che pubblicano il Net Asset Value (NAV) per quota, inclusi fondi
comuni, fondi private equity, hedge funds (compresi fondi di fondi) e fondi immobiliari. Gli investimenti del Gruppo includono
investimenti in fondi gestiti dal Gruppo e investimenti in fondi gestiti da terzi ed in particolare:.
Fondi Immobiliari
I fondi immobiliari sono classificati come Livello 1 in caso essi siano quotati su un mercato attivo; in caso ciò non si
verifichi, essi sono classificati come Livello 3 e sono valutati attraverso un credit adjustment del NAV basato sulle
caratteristiche specifiche del singolo fondo
Altri Fondi
Il Gruppo detiene investimenti anche in fondi comuni, hedge funds e fondi private equity.
I Fondi sono classificati generalmente come Livello 1 quando una quotazione su un mercato attivo è disponibile.
I Fondi sono classificati come Livello 2 e Livello 3 a seconda della disponibilità del NAV, la trasparenza del
portafoglio e di possibili vincoli/limitazioni legate a clausole di uscita.
Quando non sono disponibili informazioni sufficienti alla determinazione di un fair value attendibilmente misurato, i
fondi (i.e. hedge funds e private equity) sono classificati come Attività finanziarie disponibili per la Vendita, valutati
al costo e classificati al Livello 3.
Per i fondi valutati al costo, un impairment è previsto qualora il costo superi il valore recuperabile in modo
significativo e/o prolungato nel tempo.
Fair Value Adjustment (FVA)
Il Fair Value Adjustment è definito come quella quantità che deve essere aggiunta al prezzo mid osservato sul mercato
piuttosto che al prezzo teorico generato dal modello al fine di ottenere il fair value della posizione. Il FVA tiene conto
dell’incertezza nella valutazione di uno strumento finanziario allo scopo di: ridurre il rischio di inserire a bilancio delle
valutazioni non corrette; assicurare che il fair value rifletta il prezzo di realizzo di una transazione di mercato effettivamente
possibile; incorporare possibili costi futuri.
Tra i vari tipi di aggiustamento possibili, i seguenti sono stati ritenuti necessari:
•
Credit/Debit Valuation Adjustment;
•
Rischio di modello;
•
Costo di chiusura;
•
Altri aggiustamenti.
Credit/Debit Valuation Adjustment (CVA/DVA)
Gli adjustment CVAs e DVAs sono incorporati nella valutazione dei derivati per riflettere l’impatto sul fair value del rischio di
credito della controparte e della qualità del credito di UniCredit stessa rispettivamente.
La metodologia CVA/DVA utilizzata da UniCredit si basa sui seguenti input:
•
EAD derivante da tecniche di simulazione. La simulazione dell’esposizione tiene inoltre conto dello Specific Wrong
Way Risk che deriva da transazioni dove c’è una correlazione tra il rischio di credito della controparte e i fattori di
rischio sottostanti il derivato.
•
PD derivata dalle probabilità di default storiche o implicite nei tassi di default del mercato corrente, ottenuti
attraverso Credit Default Swaps
•
LGD basata sul valore stimato del recupero atteso in caso di fallimento della controparte e definito grazie
all’esperienza della Banca stessa o ai tassi impliciti di default del mercato corrente, ottenuti attraverso i Credit
default Swaps.
Rischio di modello
Modelli finanziari sono utilizzati per determinare il valore di uno strumento finanziario laddove un’osservazione diretta di
mercato non sia ritenuta affidabile. In generale il rischio di modello rappresenta la possibilità che la valutazione di uno
strumento finanziario sia effettivamente sensibile alla scelta del modello. E’ possibile valutare il medesimo strumento
finanziario utilizzando modelli alternativi di valutazione che possono determinare risultati diversi in termini di prezzo.
L’aggiustamento per il rischio di modello si riferisce al rischio che l’effettivo fair value dello strumento sia differente dal valore
prodotto dal modello.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
214
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 11
Costo di chiusura
Apprezza il costo implicito nella chiusura della posizione che può essere raggiunto mediante la vendita della posizione lunga
(o l’acquisto della posizione corta), o anche entrando in una nuova transazione (o più d’una) che immunizzi la posizione
aperta. I costi di chiusura sono tipicamente derivati dallo spread bid/ask osservato sul mercato assumendo che una posizione
marcata al mid possa essere chiusa al bid o all’ask alternativamente. Tale aggiustamento non è necessario nel caso in cui la
posizione sia stata marcata al bid o ask e già rappresenti un exit price. Un aggiustamento viene anche applicato sul NAV di
fondi di investimento quando sono previste delle penalties in caso di uscita.
Other Adjustments
Altri aggiustamenti del fair value, non inclusi nelle precedenti categorie, possono essere presi in considerazione ai fini di
allineare la valutazione all’exit price anche in funzione del livello di liquidità dei mercati/dei parametri di valutazione, per
esempio aggiustamenti nel prezzo di uno strumento azionario la cui quotazione sul mercato non sia rappresentativa
dell’effettivo exit price.
215
Misure di rischio
Dati di VaR
Vengono di seguito riportati i dati di VaR relativamente all’intero complesso dei rischi di mercato riferibili al portafoglio di
negoziazione. Il VaR è una metrica unica e consente pertanto una quantificazione complessiva del rischio di mercato,
rendendo superflua una scomposizione dello stesso nelle componenti di rischio di tasso di interesse, rischio di prezzo e
rischio di cambio.
Nell’aggregare i vari profili di rischio delle diverse unità di risk taking che compongono il Gruppo, nel calcolo della rischiosità
complessiva è stata trascurata - per ragioni di tipo prudenziale - la diversificazione riveniente dalle posizioni di differenti
società appartenenti al Gruppo.
Rischiosità del portafoglio di negoziazione
28 Giugno 2013
VaR giornaliero portafoglio di negoziazione
*UniCredit Spa
*Bank Pekao SA
UCBA AG
UCB AG
Totale UniCredit Group
(1)
(milioni di euro)
28.06.2013
8,2
0,5
2,3
16,1
27,1
MEDIA
5,8
0,3
2,2
20,2
28,5
2013
MASSIMO
12,1
0,7
3,7
27,6
33,3
2012
MEDIA
4,3
0,3
3,6
20,4
28,6
MINIMO
2,4
0,2
1,4
13,2
18,6
(1) Il VaR totale è la somma dei valori di VaR individuali, senza prendere in considerazione alcun effetto di diversificazione tra i membri del gruppo
* Soltanto a scopo gestionale
L’aumento del VaR in UniCredit SpA è determinato dalle nuove attività di negoziazione nella business line Rates Italy Bond
iniziate nel mese di Aprile del 2013. Il VaR di UCI Irlanda non è rappresentato in quanto, alla fine di Giugno 2013, non vi sono
posizioni attive nel relativo portafoglio di negoziazione. Il VaR di Fineco Bank non è rappresentato trattandosi di un valore
trascurabile che non contribuisce significativamente al rischo di Gruppo relativo ai portafogli di negoziazione.
Dati di SVaR
Vengono di seguito riportati i dati di SVaR relativamente all'intero complesso dei rischi di mercato riferibili alla parte del
portafoglio di negoziazione sottoposto al Modello Interno.
Nell’aggregare i vari profili di rischio delle diverse unità di risk taking che compongono il Gruppo, nel calcolo della rischiosità
complessiva è stata trascurata - per ragioni di tipo prudenziale - la diversificazione riveniente dalle posizioni di differenti
società appartenenti al Gruppo.
Rischiosità del portafoglio di negoziazione
27 Giugno 2013
SVaR Portafoglio di Negoziazione
UCBA AG
UCB AG
Totale UniCredit Group
(1)
(milioni di euro)
27.06.2013
14,0
26,5
40,5
MEDIA
10,2
26,3
36,5
2013
MASSIMO
14,0
36,5
48,4
MINIMO
6,7
17,0
26,8
2012
MEDIA
16,1
24,7
40,8
(1) Lo SVaR totale è la somma dei valori di SVaR individuali, senza prendere in considerazione alcun effetto di diversificazione tra i
membri del gruppo
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
216
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 11
Dati di IRC
Vengono di seguito riportati i dati dell'IRC relativamente all'intero complesso dei rischi di mercato riferibili alla parte del
portafoglio di negoziazione sottoposto al Modello Interno.
Nell’aggregare i vari profili di rischio delle diverse unità di risk taking che compongono il Gruppo, nel calcolo della rischiosità
complessiva è stata trascurata - per ragioni di tipo prudenziale - la diversificazione riveniente dalle posizioni di differenti
società appartenenti al Gruppo.
Il valore di IRC per UCB AG è drasticamente diminuito rispetto al 2012 a causa della scadenza di diverse posizioni in derivati
(CDO, CDS) ed indici di credito a Dicembre 2012.
Rischiosità del portafoglio di negoziazione
27 Giugno 2013
IRC Portafoglio di Negoziazione
UCBA AG
UCB AG
Totale UniCredit Group
(1)
(milioni di euro)
27.06.2013
42,6
267,3
309,9
MEDIA
52,2
258,3
310,4
2013
MASSIMO
65,8
317,1
365,0
MINIMO
38,3
181,0
233,6
2012
MEDIA
53,4
503,9
557,3
(1) L'IRC totale è la somma dei valori di IRC individuali, senza prendere in considerazione alcun effetto di diversificazione tra i membri
del gruppo
Backtesting del VaR
Nella prima metà del 2013, il rischio di mercato del gruppo UniCredit si è mantenuto stabile nonostante un contesto generale
di incertezza nei mercati finanziari nel primo trimestre dell’anno. E' inoltre proseguita la strategia di progressiva riduzione
dell’esposizione sui portafogli di attività c.d. “non core” in linea con gli obiettivi fissati.
Si riportano di seguito i grafici con le analisi di back-testing relativi ai rischi di mercato del portafoglio di negoziazione, nei
quali i dati di VaR degli ultimi dodici mesi sono confrontati con i risultati di “profit and loss” per ciascuna principale unità “risktaker”:
217
UCB AG
In UCB AG non si sono verificati sconfinamenti negativi nella prima metà del 2013.
UCBA AG
In UCBA AG si è verificato uno sconfinamento negativo nella seconda metà del 2012. Una perdita ipotetica di 3,6M€ è stata infatti registrata il
27 luglio nei book di copertura dei tassi di cambio nel portafoglio ALM, a causa dell'apprezzamento della lira turca nei confronti dell'euro. In
aggiunta, sono stati registrati due sconfinamenti negativi nei primi sei mesi del 2013. Il 13 giugno, una perdita ipotetica di 2,7M€ è stata
riportata a causa delle posizioni in opzioni su tasso di cambio ed il simultaneo apprezzamento delle principali valute dell’area CEE rispetto
all’euro. Una perdita ipotetica di 1,5M€ nei book di copertura di tassi di cambio nel portafoglio ALM ha determinato una perdita ipotetica totale di
2,7M€ il 24 giugno.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
218
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 11
Rischio di tasso di interesse - Portafoglio di negoziazione di
vigilanza
Aspetti generali
Il rischio di tasso di interesse relativo al portafoglio di negoziazione deriva da posizioni finanziarie assunte dai centri
specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati. A prescindere dall’utilizzo
dei modelli interni nel calcolo dei requisiti patrimoniali, le posizioni di rischio nel Gruppo sono monitorate e soggette a limiti
attribuiti ai portafogli sulla base delle responsabilità manageriali e non puramente su criteri regolamentari.
Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l’illustrazione delle
metodologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai
modelli interni.
Il Gruppo procede con periodicità settimanale al calcolo di sensitivity analysis, intesa come effetto di conto economico
conseguente alla variazione di valore di singoli fattori di rischio o di più fattori di rischio dello stesso tipo. Questa analisi è
condotta sull’intero portafoglio della divisione CIB (portafoglio di negoziazione e portafoglio bancario), in quanto racchiude la
porzione significativa del portafoglio di negoziazione ed è soggetto alle maggiori variazioni nel corso dell’anno. I risultati sono
riportati al top management su base settimanale.
In aggiunta alla sensitivity degli strumenti finanziari rispetto alle variazioni del fattore di rischio sottostante si procede altresì al
calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità di tassi di interesse ipotizzando, in particolare, una variazione negativa del 30%
e positiva del 50% delle curve o matrici di volatilità.
Sensitivity ai tassi di interesse
La sensitivity ai tassi di interesse è calcolata ipotizzando sia movimenti paralleli (“parallel shift”) delle curve di tasso, sia
variazioni della relativa inclinazione.
Per quanto riguarda i movimenti paralleli si analizzano gli effetti conseguenti a movimenti delle principali curve per
±1pb/±10pb/±100pb.
Ad uno spostamento della curva di 1pb, viene calcolata la sensitivity in corrispondenza di diversi time-bucket. Per quanto
riguarda le variazioni nell'inclinazione delle curve dei tassi, si riporta la sensitivity a variazioni delle stesse sia in senso orario
(“clockwise turning” - Turn CW), rappresentativa di un incremento dei tassi a breve termine e di una contemporanea
diminuzione di quelli a lungo termine, sia in senso antiorario (“counter-clockwise turning” - Turn CCW), rappresentativa di una
diminuzione dei tassi a breve e di un corrispondente incremento di quelli a lungo termine.
In particolare, la rotazione oraria e anti-oraria attualmente implementata prevede rispettivamente le seguenti variazioni in
termini assoluti:
•
+50pb/-50pb in corrispondenza del bucket a 1 giorno;
•
0pb in corrispondenza del bucket a 1 anno;
•
-50pb/+50pb in corrispondenza del bucket a 30 anni e oltre;
•
per bucket compresi tra quelli indicati, lo spostamento da applicare è ricavato per interpolazione lineare.
Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il portafoglio di negoziazione della divisione CIB, inclusa la nuova area Rates
Italy Bond di UniCredit SpA.
milioni di €
Tassi di interesse
Totale
di cui: EUR
USD
GBP
CHF
JPY
Tassi di interesse
di cui: EUR
USD
GBP
CHF
JPY
219
+1 PB
inferiore
a 3 mesi
0.2
0.3
0.0
-0.1
-0.0
0.0
-30%
5.186
4.565
0.207
0.007
0.368
0.041
+1 PB
da 3 mesi
a 1 anno
0.1
0.2
-0.1
-0.1
0.0
0.0
milioni di €
+50%
17.517
18.248
0.133
-0.034
-0.773
-0.065
+1 PB
da 1 a 2
anni
-0.4
-0.5
-0.1
0.1
-0.1
0.1
+1 PB
da 2 a 5
anni
-0.2
-0.2
0.0
-0.0
0.0
-0.0
+1 PB
da 5 a 10
anni
-0.0
-0.1
0.0
-0.0
0.0
0.0
+1 PB
oltre 10
anni
0.1
0.1
-0.0
-0.0
0.0
-0.0
+1 PB
Totale
-0.2
-0.2
-0.1
-0.1
-0.1
0.1
-100 PB
-10 PB
+10 PB
+100 PB
CW
CCW
62.7
53.2
14.1
5.1
0.7
-7.5
3.7
2.9
1.1
0.8
0.2
-1.1
-2.9
-2.1
-0.9
-0.7
-0.5
1.1
-1.5
6.2
-8.0
-6.2
-6.1
10.7
5.5
15.0
-0.5
-0.4
-1.8
0.3
-5.3
-12.2
1.5
0.5
-0.2
-0.2
Rischio di prezzo – Portafoglio di negoziazione di vigilanza
Aspetti generali
In analogia con quanto già descritto in precedenza, la rischiosità di prezzo riferita ad azioni, commodity, OICR e relativi
prodotti derivati presenti nel portafoglio di negoziazione, origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del
rischio di mercato del Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati.
Il rischio di prezzo derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che
di relative value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC e il ricorso al security lending.
Strategie di trading di volatilità sono perseguite utilizzando prodotti opzionali e derivati complessi.
Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l’illustrazione delle
metodologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai
modelli interni. L’analisi di sensitivity è condotta sull’intero portafoglio della divisione CIB (portafoglio di negoziazione e
portafoglio bancario), in quanto racchiude la porzione significativa del portafoglio di negoziazione ed è soggetto alle maggiori
variazioni nel corso dell’anno.
Sensitivity ai corsi azionari
La sensitivity rispetto ai corsi azionari è espressa in due modalità:
•
come “Delta cash-equivalent”, ovvero come controvalore in euro della quantità di sottostante che esporrebbe la
banca allo stesso rischio derivante dal portafoglio reale;
•
come risultato economico derivante dall’aumento e diminuzione dei prezzi spot del 1%, 5%, 10% e 20%.
Il Delta cash equivalent ed il Delta 1% (ovvero l’impatto economico risultante dall’aumento dei prezzi spot dell’1%) sono
calcolati sia dettagliatamente per regione geografica (immaginando che tutti i mercati azionari appartenenti a ciascuna
regione siano perfettamente correlati) sia per totale (assumendo pertanto una perfetta correlazione fra tutti i mercati azionari).
Le sensitivity rispetto a variazioni del 5%, 10% e 20% sono calcolate esclusivamente per totale.
Il Gruppo procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità delle equity ipotizzando, in particolare, una
variazione negativa del 30% e positiva del 30% delle curve o matrici di volatilità.
In aggiunta si procede anche al calcolo della sensitivity ai prezzi delle materie prime secondo i criteri sopra indicati.
Quest’ultima, considerata la secondarietà dell’esposizione rispetto a quella verso le altre tipologie di rischio, è articolata in
un’unica categoria.
Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il portafoglio di negoziazione della divisione CIB, inclusa la nuova area Rates
Italy Bond di UniCredit SpA.
milioni di €
Delta Cashequivalent
Azioni
Tutti i mercati
Europa
USA
Giappone
Regno unito
Svizzera
CEE
Altro
Materie prime
Tutti i mercati
Azioni
-20%
-10%
-5%
-1%
+1%
+5%
+10%
+20%
-15.6
-17.6
6.2
-0.1
4.9
-3.6
4.1
2.6
-17.8
-0.7
0.7
0.1
-0.2
-0.2
0.1
-0.0
0.0
-0.0
0.0
0.0
-0.3
-2.1
-12.3
0.3
-0.1
-0.0
-0.0
-0.0
0.0
0.0
0.0
0.1
-30%
-2.822
milioni di €
+30%
-7.648
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
220
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 11
Rischio di prezzo - Portafoglio bancario
Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Il rischio di prezzo del portafoglio bancario origina principalmente dalle partecipazioni detenute dalla Capogruppo e dalle sue
controllate con finalità di stabile investimento, nonché dalle quote di OICR non comprese nel portafoglio di negoziazione in
quanto detenute anch’esse con finalità di stabile investimento. Nell’assessment del più complessivo portafoglio bancario,
anche questo tipo di rischio è tenuto in considerazione.
Rischio di cambio - Portafoglio di negoziazione di vigilanza
Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
In analogia con quanto già descritto in precedenza, il rischio relativo ai tassi di cambio e relativi prodotti derivati presenti nel
portafoglio di negoziazione, origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del
Gruppo entro i limiti e le autonomie assegnati.
Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative
value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati e OTC. Strategie di trading di volatilità sono
perseguite utilizzando prodotti opzionali.
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l’illustrazione delle
metodologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai
modelli interni. L’analisi di sensitività è condotta sull’intero portafoglio della divisione CIB (portafoglio di negoziazione e
portafoglio bancario), in quanto racchiude la porzione significativa del portafoglio di negoziazione ed è soggetto alle maggiori
variazioni nel corso dell’anno.
Sensitivity ai tassi di cambio
La sensitivity rispetto al tasso di cambio valuta l’impatto economico risultante dall’apprezzamento e deprezzamento del 1%,
5% e del 10% di ciascuna valuta rispetto a tutte le altre. L’esposizione verso le diverse valute viene anche espressa come
“Delta cash equivalent” in euro: questa rappresenta il controvalore in Euro della somma in valuta che esporrebbe allo stesso
rischio di cambio derivante dal portafoglio reale.
Il Gruppo procede altresì al calcolo della sensitivity rispetto alla volatilità dei tassi di cambio ipotizzando, in particolare, una
variazione positiva del 50% o negativa del 30% delle curve o matrici di volatilità.
Le tabelle sottostanti mostrano le sensitivity per il portafoglio di negoziazione della divisione CIB, inclusa la nuova area Rates
Italy Bond di UniCredit SpA.
milioni di €
Tassi di Cambio
Delta CashEquivalent
EUR
USD
GBP
CHF
JPY
86,8
-3,0
-26,0
-2,5
Tassi di cambio
di cui: EUR_GBP
EUR_JPY
JPY_USD
EUR_USD
EUR_SEK
GBP_USD
AUD_EUR
PLN_USD
-30%
3.018
0.652
-0.306
0.338
0.191
0.227
0.192
-0.135
0.294
221
-10%
-5%
-1%
+1%
+5%
+10%
53,8
0,8
6,5
15,9
1,5
24,0
-0,3
4,2
4,2
0,6
3,7
-0,5
0,7
0,3
0,1
-2,7
0,9
-0,0
-0,3
-0,0
-9,1
6,9
0,4
-1,4
0,6
-12,5
12,4
0,6
-2,6
2,3
milioni di €
+50%
-5.478
-1.124
1.016
-0.866
-0.591
-0.372
-0.320
0.239
0.023
Rischio di cambio - Portafoglio bancario
Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Il rischio di cambio in UniCredit origina sia dalla presenza nel Gruppo di banche che operano in aree valutarie diverse
dall’Area Euro, sia da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo, entro i limiti e
le autonomie assegnati.
In questo secondo caso, il rischio di cambio origina da attività in valuta svolta mediante la negoziazione di vari strumenti di
mercato e viene costantemente monitorato e misurato utilizzando i modelli interni sviluppati dalle società che compongono il
gruppo. Tali modelli vengono inoltre utilizzati nel calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato a fronte dell’esposizione
a tale tipologia di rischio.
Attività di copertura del rischio di cambio
Il Gruppo attua una politica di copertura economica sia degli utili che dei dividendi provenienti dalle controllate non
appartenenti all’area euro. Nell’implementazione di tali strategie si considerano le condizioni di mercato.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
222
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 11
Rischio di Credit Spread – Portafoglio di negoziazione di
vigilanza
Aspetti generali
In analogia con quanto già descritto in precedenza, il rischio relativo ai credit spreads e relativi prodotti derivati presenti nel
portafoglio di negoziazione origina da posizioni assunte dai centri specialistici di detenzione del rischio di mercato del Gruppo
entro i limiti e le autonomie assegnati.
Il rischio derivante dalla negoziazione in conto proprio di tali strumenti viene gestito con strategie sia direzionali che di relative
value attraverso la compravendita diretta di titoli, derivati regolamentati ed OTC.
Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio
Per quanto riguarda sia la descrizione dei processi interni di controllo e gestione del rischio che l’illustrazione delle
metodologie utilizzate per l’analisi della rischiosità, si rimanda a quanto già esposto nel paragrafo introduttivo riguardo ai
modelli interni. L’analisi di sensitività è condotta sull’intero portafoglio della divisione CIB (portafoglio di negoziazione e
portafoglio bancario), in quanto racchiude la porzione significativa del portafoglio di negoziazione ed è soggetto alle maggiori
variazioni nel corso dell’anno.
Sensitivity ai Credit Spread
Le sensitivity ai credit spread sono calcolate ipotizzando un peggioramento del merito di credito risultante in un movimento
parallelo delle curve di credit spread per +1pb/+10pb/+100pb.
Tali sensitivity sono calcolate sia a livello complessivo, ipotizzando un movimento parallelo di tutte le curve di credit spread
sia in corrispondenza di specifiche classi di rating e di settori economici.
In aggiunta a quanto descritto, si procede altresì a calcolare la sensitivity risultante da un peggioramento del merito di credito
(nel caso della variazione di +50% relativo) e da un miglioramento del merito di credito (nel caso della variazione di -50%
relativo); in questo caso, anche la forma delle curve di credit spread risulta modificata, dal momento che la variazione
assoluta degli spread più ampi risulterà maggiore della variazione assoluta degli spread più bassi.
La tabella sottostante mostra le sensitivity per il portafoglio di negoziazione della divisione CIB, inclusa la nuova area Rates
Italy Bond di UniCredit SpA.
milioni di €
Totale
Rating
AAA
AA
A
BBB
BB
B
CCC and NR
Settore
Non Dev. Sovereigns & Related
ABS and MBS
Jumbo and Pfandbriefe
Financial Services
All Corporates
-Automotive
-Consumer Goods
-Pharmaceutical
-Industries
-Telecommunications
-Utilities and Energy Sources
-All other Corporates
Total Developed Sovereigns
223
+1PB
INFERIORE
A 6 MESI
-0.1
+1PB
DA 6 MESI
A 2 ANNI
-0.5
+1PB
DA 2 A
7 ANNI
-0.4
+1PB
OLTRE
7 ANNI
-0.2
+1 PB
+10PB
+100PB
-50%
+50%
Totale
-1.1
-11.3
-109.7
80.1
-65.4
0.0
-0.0
0.0
-0.0
-0.0
-0.0
0.0
-0.1
-0.0
-0.2
-0.1
-0.0
0.0
0.0
-0.3
-0.0
-0.2
0.2
-0.0
-0.0
0.0
-0.2
0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.0
0.0
-0.6
-0.1
-0.3
0.1
-0.1
-0.0
0.0
-6.4
-0.7
-3.8
1.0
-0.8
-0.2
0.0
-61.8
-7.0
-37.7
8.9
-7.9
-1.8
0.0
12.8
2.6
24.6
-8.2
40.9
8.7
0.0
-11.8
-2.5
-22.6
6.7
-29.1
-5.9
0.0
0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.0
0.0
-0.0
-0.0
0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.1
-0.3
-0.0
0.0
-0.0
-0.0
-0.0
0.0
-0.0
-0.0
-0.2
-0.0
-0.2
-0.3
0.3
0.0
0.1
0.0
0.0
0.0
0.0
0.1
-0.1
-0.0
-0.1
-0.0
-0.1
0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.0
-0.3
-0.0
-0.4
-0.6
0.2
0.0
0.1
0.0
-0.0
0.0
-0.0
0.1
8.4
4.4
4.7
42.2
21.2
1.8
3.1
0.5
8.2
1.7
1.7
4.2
-6.8
-3.6
-4.6
-38.0
-12.8
-1.4
-0.8
-0.5
-6.3
-1.1
-0.7
-2.0
-0.7
-7.4
Stress test
Gli Stress test integrano i risultati dell’analisi di sensitività e di VaR nell’ottica di valutare i rischi potenziali in un modo diverso.
Lo stress test esegue la valutazione di un portafoglio in riferimento sia a scenari semplici (in cui si ipotizza una variazione in
singoli fattori di rischio) sia a scenari complessi (nei quali si prefigurano variazioni simultanee in più fattori di rischio).
Qui si riportano la descrizione degli scenari complessi, che integrano la variazione dei fattori di rischio di tasso di interesse,
rischio di prezzo, rischio di cambio e rischio di credit spread. Per la descrizione degli scenari semplici, fare riferimento ai
paragrafi precedenti. Per quanto attiene agli scenari complessi, all’intero portafoglio di negoziazione di Gruppo sono stati
mensilmente applicati diversi scenari i cui risultati vengono di volta in volta comunicati al top management.
Scenario “Greece Exit”
Lo scenario, introdotto a Giugno 2012 ed aggiornato a Dicembre 2012, ipotizza che la Grecia possa uscire dalla zona EMU
senza portare l’eurozona al collasso. L’uscita della Grecia dall’EMU impatterebbe negativamente la crescita del PIL
nell'eurozona attraverso diversi canali, principalmente legati ai mercati finanziari. La crescente volatilità ed il generalizzato
aumento dei premi al rischio renderebbe più complicata la pianificazione degli investimenti. Il credito per l'economia reale
sarebbe più costoso a causa dell’aumentare delle difficoltà di finanziamento del sistema bancario (anche a causa di una
rinnovata fuga dei depositi e delle tensioni nel mercato interbancario):
•
sul fronte obbligazionario, il flight-to-quality si concentrerebbe in particolare sulle obbligazioni tedesche e
statunitensi, i cui spread rispetto agli swap sarebbero vicini a un record assoluto;
•
per quanto riguarda i paesi periferici, gli spread sarebbero sotto pressione. Lo swap spread italiano si
allargherebbe di 400pb, raggiungendo area 650pb, mentre per la Spagna l'allargamento sarebbe di 300pb;
•
i mercati azionari precipiterebbero e, allo stesso tempo, si verificherebbe un deciso aumento della volatilità;
•
rispetto ai tassi di cambio, l’euro si svaluterebbe fortemente, in quanto un’uscita della Grecia comprometterebbe la
fiducia nella moneta comune. Le perdite più gravi dovrebbero essere nei confronti del dollaro (con un
deprezzamento di circa il 30%), che continuerebbe ad essere percepito come valuta di rifugio nel caso di una
crescita del disordine nella zona euro. Tuttavia, l’euro perderebbe terreno in misura significativa anche rispetto a
yen e franco svizzero. D'altra parte, il deprezzamento dell’euro contro la sterlina dovrebbe essere meno
significativo (-20%), in quanto anche l'economia del Regno Unito sarebbe fortemente influenzata dagli sviluppi della
EMU.
Scenario “Widespread Contagion”
In questo scenario, aggiornato nel Dicembre 2012, si assume un'escalation della crisi del debito, con un'elevata pressione su
Spagna e Italia. Il recente rafforzamento dell'impegno dei governi nella costruzione di un firewall credibile contro il contagio e
l'introduzione da parte della ECB dell'OMT (Outright Monetary Transactions) dovrebbe fornire un cuscinetto contro
l'allargamento degli spread. Tuttavia, la volatilità del mercato e la perdurante crisi dei mercati finanziari porterebbe ad un
pesante peggioramento delle condizioni economiche a livello europeo. A causa degli importanti collegamenti commerciali tra i
paesi dell'eurozona, lo shock finanziario sarebbe amplificato e causerebbe una recessione più profonda. Tale escalation della
tensione porterebbe la Spagna a chiedere l'attivazione dell'EFSF/ESM. Le tensioni in Italia richiederebbero una risposta più
radicale e sistemica da parte delle autorità europee. Questo dovrebbe prevenire una rottura della zona EMU nei due anni
seguenti.
Lo shock originato nei mercati finanziari avrebbe un impatto consistente sulla crescita del PIL nella periferia della zona EU:
•
le obbligazioni tedesche e statunitensi godrebbero di una forte domanda a causa della avversione al rischio ed al
loro stato di beni rifugio; tutte le altre obbligazioni governative sarebbero sotto pressione a causa del
riposizionamento nel rischio di credito, anche ai livelli di rating più alti. Un allargamento degli spread si
verificherebbe anche per le obbligazioni corporate; lo shift nelle preferenze di rischio di credito porterebbe ad una
forte pressione sui bond ad alto rendimento;
•
dato il basso livello dei rendimenti di bond tedeschi e statunitensi nel breve periodo, la forte domanda di beni rifugio
porterebbe ad un appiattimento delle curve, con l'estremità a lungo termine meglio performante rispetto alle
scadenze brevi. Il Giappone non sarebbe intaccato dalla crisi;
•
i mercati azionari risentirebbero di un discreto calo, accoppiato ad un aumento della volatilità;
•
il cambio EUR-USD sarebbe colpito duramente dalla perdita di fiducia nella zona EMU ed il CHF guadagnerebbe
rispetto alla maggior parte delle valute, essendo, nei periodi di avversione al rischio, un asset molto richiesto. Il JPY
si apprezzerebbe allo stesso modo dato il riposizionamento delle preferenze di rischio. Nella zona CEE il contagio
porterebbe ad un significativo indebolimento delle valute dato che i flussi di capitali invertirebbero la direzione
(lasciando tali paesi).
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
224
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 11
Scenario “Sovereign Debt Tension”
In questo scenario, introdotto nel Giugno 2010 ed aggiornato nel Dicembre 2011, si ipotizza l’avvio di un processo di
escalation di crisi del debito sovrano. Questo è determinato dal fatto che, mentre la costituzione dell'European Financial
Stability Facility e l'iniezione di liquidità da parte della ECB sembrano aver evitato la possibilità di un vero e proprio default,
persistono tuttavia le tensioni sui mercato. Tali tensioni potrebbero creare un contesto impegnativo in un tempo in cui diversi
paesi europei stanno consolidando le proprie finanze pubbliche. In tale scenario, la crisi del debito sovrano dell’UME avrebbe,
allo stesso tempo, effetti a cascata sull’economia USA e la flight-to-quality porterebbe ad una corsa verso i bond su entrambe
le sponde dell’Atlantico. In termini delle variabili dei marcati finanziari, questo scenario assume:
•
credit spread: per i titoli governativi la maggiore avversione al rischio implicherebbe per gli emittenti core un
restringimento degli spread rispetto ai tassi swap. I paesi periferici dell’UE sarebbero sottoposti ad una notevole
pressione: gli spread dei titoli italiani si allargherebbero ulteriormente, mentre i bond spagnoli sarebbero meno sotto
pressione; tutti gli spread di credito, nell'universo dei bond corporate, sarebbero sotto pressione;
•
un crollo dei mercati azionari mondiali; tale evento si combinerebbe con un aumento delle volatilità dei titoli
azionari;
•
un appiattimento delle curve dei tassi di interesse USD e EUR. Si assume in questo scenario un aumento delle
volatilità dei tassi di interesse;
•
un apprezzamento dell’USD soprattutto nei confronti dell’EUR; deprezzamento delle monete dell’area CEE rispetto
all’EUR.
Scenario “Emerging Markets Slowdown”
Questo scenario è stato introdotto a giugno 2011 e copre gli anni dal 2011 al 2013. L’assunzione base è quella di una crisi
proveniente dall’economia reale, più precisamente un pesante rallentamento nella crescita delle economie emergenti che
cominci nel 2011 e si intensifichi nel 2012. Questo avrebbe un effetto negativo sul PIL della zona euro, ed in misura minore
su quello degli USA, dove il peso della produzione industriale e del commercio estero è minore. Come risultato di un’attività
economica ridotta e di un calo nel prezzo del petrolio si otterrebbe un rallentamento dell’inflazione. La combinazione di
rallentamento nella crescita del PIL ed inflazione ridotta porterebbe ad un notevole rallentamento nella normalizzazione dei
tassi di riferimento delle banche centrali.
Dal punto di vista delle variabili macroeconomiche questo scenario ipotizza:
•
credit spread: un deterioramento per gli spread dei paesi europei minore rispetto allo scenario Sovereign Tensions,
a causa di un impatto solo indiretto sugli spread. La crisi si riflette di più sulle compagnie petrolifere fuori dall’indice
“iTraxx main”. Anche l’allargamento degli spread per gli indici iTraxx Financial Senior e iTraxx Financial Sub è
rilevante;
•
non ci sono impatti sulla curva dei tassi giapponesi. Quelli sulle curve per USA, EU e UK consistono in un calo che
si manterrà all’aumentare degli orizzonti temporali nelle curve. Questo riflette la peggiore prospettiva di crescita e le
migliori prospettive sull’inflazione. La curva dei tassi Euribor è tra le tre quella maggiormente impattata, a causa del
ripiego verso i Bunds tedeschi da parte di investitori avversi al rischio;
•
il ribasso del mercato delle azioni accompagnato dalla crescita della volatilità di tutti i suoi titoli;
•
il deprezzamento dell’euro rispetto a dollaro, yen e franco svizzero (viste come monete rifugio) ed il suo
apprezzamento sia verso altre le monete europee che verso la lira turca.
Stress Test sul portafoglio di negoziazione
27 giugno 2013
Scenario
27.06.2013
Sovereign
Tensions
UniCredit Spa
-22
Pekao
-7
UCBA AG
-25
UCB AG
-344
UniCredit Group Total
-397
(milioni di euro)
2013
Emerging Market
Slowdown
-18
-5
-3
-479
-505
Grexit
-76
-1
130
-264
-211
Widespread
Contagion
-46
-1
66
-231
-212
Le perdite teoriche in UniCredit SpA sono aumentate per effetto della nuova attività di trading nel portafoglio Rates Italy Bond
a partire dal mese di Aprile 2013. Il profitto teorico in UCBA AG per gli scenari Grexit e Widespread Contagion deriva
dall’area CEE ed è guidato dall’esposizione in valuta.
225
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
226
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 12
Tavola 12 – Rischio operativo
Informativa qualitativa
Descrizione del metodo per il calcolo del requisito
patrimoniale (AMA)
ll gruppo UniCredit ha sviluppato un modello interno per la misurazione del requisito di capitale. Questo è calcolato tenendo
conto dei dati di perdita interni, dei dati di perdita esterni (consortili e pubblici), dei dati di perdita ipotizzati tramite analisi di
scenario e degli indicatori di rischio.
Il requisito patrimoniale è calcolato a livello di Gruppo considerando le tipologie di evento di 1° livello di Basilea come classi di
rischio. Per ogni classe di rischio, l’impatto e la frequenza delle perdite sono stimate separatamente per ottenere la
distribuzione delle perdite annue.
La distribuzione di impatto viene stimata su dati interni, esterni e di scenario, mentre la frequenza viene determinata
utilizzando solo i dati interni. La distribuzione di impatto viene determinata stimando separatamente il corpo, con una
distribuzione parametrica (Weibull, log-normale o log-logistica), e la coda attraverso la distribuzione di Pareto generalizzata
(GPD), sulla base della Extreme Value Theory (EVT). Il corpo della distribuzione di impatto viene stimato su dati interni,
mentre la stima della coda della distribuzione si basa su dati interni, esterni ed analisi di scenario che superano la soglia
corpo-coda. Attualmente, per quanto riguarda il corpo della distribuzione di impatto, viene utilizzata la Weibull per frodi interne
e la log-normale per tutte le altre tipologie di evento. Per ciascuna classe di rischio, la distribuzione di impatto per il corpo è
selezionata secondo il risultato fornito da test statistici (ad es Kolmogorov-Smirnov e Anderson-Darling) e da analisi grafiche
(ad esempio quantile-quantile plot).
La frequenza dei dati di perdita è modellata con una distribuzione di Poisson. Per ogni classe di rischio, la distribuzione delle
perdite annua è ottenuta dalle distribuzioni di impatto e di frequenza mediante simulazione Monte Carlo, tenendo conto della
copertura assicurativa. Un aggiustamento per gli indicatori di rischio (key operational risk indicators) si applica alla
distribuzione di perdita annua stimata per ogni classe di rischio.
Le distribuzioni di perdita annua delle classi di rischio, sono aggregate considerando la correlazione tra le tipologie di evento.
La correlazione è stimata mediante una funzione copula t-Student e la distribuzione complessiva delle perdite annue si
ottiene mediante simulazione Monte Carlo. Il requisito patrimoniale AMA di Gruppo è calcolato sulla distribuzione aggregata
delle perdite annue con un livello di confidenza del 99,9% a fini regolamentari e con un livello di confidenza in coerenza con il
rating target del Gruppo per fini di calcolo del capitale economico. La deduzione per la perdita attesa è calcolata come il
minimo tra la mediana della distribuzione delle perdite aggregate e gli accantonamenti specifici disponibili.
I requisiti di capitale delle singole società del Gruppo sono ottenuti mediante un meccanismo di allocazione che riflette
l’esposizione ai rischi operativi di ognuna di esse.
Il meccanismo di allocazione si basa su:
•
il requisito patrimoniale di una società calcolato mediante il metodo standardizzato (TSA);
•
il requisito patrimoniale della società calcolato applicando il modello interno alla società stessa (stand-alone);
•
il back-testing del requisito capitale allocato (sulla base del TSA e stand-alone) considerando le perdite subite dalla
società stessa.
Le seguenti analisi di sensitività vengono effettuate:
•
impatto sul requisito di capitale di una variazione della frequenza dei dati di perdita: questo è valutato sia sulle
singole classi di rischio che sul capitale totale. L’area di variazione va da -90% a +100%;
•
impatto sul requisito di capitale di perdite aggiuntive estreme tra i dati interni: per ogni classe di rischio un unico
dato di perdita è aggiunto del seguente importo: euro 5 milioni, 10 milioni, 50 milioni, 100 milioni, 200 milioni, 500
milioni, 1 miliardi, 2 miliardi and 5 miliardi. L’impatto è calcolato sul capitale totale. Lo stesso varia marginalmente
per perdite interne piccole. Perdite significative / estreme hanno un impatto importante, in particolare per le classi di
rischio con poche e modeste perdite;
•
impatto sul requisito di capitale di perdite estreme aggiuntive tra i dati esterni e nei scenari: dati esterni e scenari
sono trattati nello stesso modo dal punto di vista del calcolo. L’importo aggiuntivo considerato per ogni classe di
rischio è del seguente importo: euro 10 milioni, 50 milioni, 100 milioni, 200 milioni, 500 milioni, 1 miliardo, 2 miliardi
e 5 miliardi.
L’utilizzo dell’approccio AMA ha ricevuto formale approvazione da parte dell’Autorità di Vigilanza ed è attualmente in fase di
estensione a tutte le società rilevanti del Gruppo. Le società non ancora autorizzate all’utilizzo dei metodi avanzati
contribuiscono al requisito patrimoniale consolidato sulla base del metodo standard (TSA) o base (BIA). Il grado di copertura
dei diversi metodi, espresso come peso nell’indicatore rilevante complessivo di Gruppo (media triennale del margine di
intermediazione), è il seguente: AMA 83,7%, TSA 8,5%, BIA 7,7%.
227
I
Il Gruppo lavora al fine di promuovere i seguenti miglioramenti del modello interno:
•
adozione di un database esterno su base internazionale e una struttura da perdita operativa più in linea con le
caratteristiche specifiche del Gruppo;
•
riesame dei criteri per l'estrazione del set di calcolo dei dati, riducendo la differenza esistente tra le perdite
contabilizzate a conto economico e quelle effettivamente utilizzate nella stima del requisito patrimoniale;
•
aumento, ove necessario, della granularità del modello - attualmente basata sulle sette tipologie di evento - al fine
di controllare meglio i driver di rischio operativo;
•
applicazione di soglie differenziate per classe di rischio - per la raccolta delle perdite e per la valutazione della coda
di distribuzione - sulla base del profilo di rischio connessi;
•
utilizzo di differenti distribuzioni di impatto per le classi di rischio in cui i test statistici suggeriscono distribuzioni
alternative con un miglior adattamento dei dati.
•
utilizzo di diversi criteri di aggregazione, per quanto riguarda la correlazione tra le classi di rischio, al fine di valutare
in maniera ottimale i parametri della funzione copula;
•
cambiamento del criterio per la deduzione delle perdite attese, al fine di garantire una corrispondenza più stretta,
per ogni singola classe di rischio, tra l'importo della perdita attesa nel modello e i relativi fondi disponibili;
•
revisione dei criteri e della metodologia per generare ed incorporare nel modello di calcolo le analisi di scenario, in
modo da aumentarne il contributo al requisito patrimoniale.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
228
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 12
Fonti di rischio operativo
Si riporta di seguito la composizione percentuale delle fonti di rischio operativo per tipologia di evento, secondo quanto
definito dal Nuovo Accordo di Basilea sul Capitale e recepito dalle Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche
emanata da Banca d’Italia nel dicembre 2006 (Circolare n. 263/2006 e successivi aggiornamenti).
Le classi di riferimento sono le seguenti:
•
frode interna: perdite dovute ad attività non autorizzata, frode, appropriazione indebita o violazione di leggi,
regolamenti o direttive aziendali che coinvolgano almeno una risorsa interna della banca;
•
frode esterna: perdite dovute a frode, appropriazione indebita o violazione di leggi da parte di soggetti esterni alla
banca;
•
rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro: perdite derivanti da atti non conformi alle leggi o agli accordi in materia
di impiego, salute e sicurezza sul lavoro, dal pagamento di risarcimenti a titolo di lesioni personali o da episodi di
discriminazione o di mancata applicazione di condizioni paritarie;
•
clientela, prodotti e prassi professionali: perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali verso
clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato;
•
danni da eventi esterni: perdite derivanti da eventi sterni, quali catastrofi naturali, terrorismo, atti vandalici;
•
interruzioni dell’operatività e disfunzioni dei sistemi: perdite dovute a interruzioni dell’operatività, a disfunzioni o a
indisponibilità dei sistemi;
•
esecuzione, consegna e gestione dei processi: perdite dovute a carenze nel perfezionamento delle operazioni o
nella gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con controparti commerciali, venditori e fornitori.
Perdite operative 1H2013 per categoria di rischio
Esecuzione 11,0%
Frode esterna 4,2%
Frode interna 25,2%
Clientela 57,3%
Rapporto di lavoro
0,5%
Danni materiali 0,7%
Sistemi IT 1,1%
Nel corso del primo semestre del 2013, la principale fonte di manifestazione di rischi operativi è risultata essere la categoria
"Clientela, prodotti e prassi professionali" che include le perdite derivanti da inadempienze relative a obblighi professionali
verso clienti ovvero dalla natura o dalle caratteristiche del prodotto o del servizio prestato ed eventuali sanzioni per violazioni
di normativa fiscale. La seconda categoria, per ammontare delle manifestazioni delle perdite, corrisponde alla frode interna.
Si sono altresì manifestate, in ordine decrescente di incidenza, perdite dovute ad errori nella “esecuzione, consegna e
gestione dei processi”, a causa di carenze nel perfezionamento delle operazioni o nella gestione dei processi frodi esterne e
guasti dei sistemi IT. Rappresentano le categorie di rischio residuali quelle che riguardano danni da eventi esterni ai beni
materiali e da rapporti di lavoro
229
I
Gestione e mitigazione del rischio
La gestione del rischio significa l’utilizzo di una serie di strumenti, per esempio la revisione dei processi, per la riduzione dei
rischi rilevati o la gestione delle relative politiche assicurative, con l’identificazione di idonee franchigie e limiti, mentre la
verifica regolare dei piani di continuità operativa assicura la gestione del rischio operativo nei casi di interruzione dei principali
servizi.
Il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo, nell’ambito delle sue attività di indirizzo, approva strategie di rischio
operativo finalizzate ad indicare le aree prioritarie di intervento per la mitigazione dei rischi operativi. Nelle Entità controllate, il
Comitato Rischi (o altri organi, secondo quanto previsto dalla regolamentazione locale) rivede i rischi rilevati dalle funzioni di
Operational Risk, con il supporto delle funzioni interessate, e verifica le iniziative di mitigazione, in coerenza ed applicazione
delle strategie di rischio operativo.
Il Gruppo promuove la mitigazione delle perdite potenziali identificando diverse soluzioni finalizzate all’analisi della riduzione
del rischio operativo.
Le principali sono le seguenti:
Strategie
Nell’ambito del “Risk Appetite Framework”, il Consiglio di Amministrazione della Capogruppo ha approvato strategie
specifiche per la gestione dei rischi operativi. Tali strategie si applicano ai principali rischi, che potenzialmente determinano
perdite operative: ai rischi “emergenti” derivanti da nuovi business, nuove operazioni o modifiche rilevanti del contesto
esterno; ai rischi ricorrenti, determinati dal portafoglio in essere che richiedono l’implementazione di azioni di mitigazione
aggiuntive, ad esempio nel caso vi sia evidenza di cambiamenti rilevanti del contesto interno e/o esterno. Le strategie di
rischio operativo sono implementate dalle Entità Legali tramite l’azione dei Permanent Workgroup mediante l’individuazione e
prioritizzazione delle azioni di mitigazione (ad esempio revisione di processi e sistemi informativi; miglioramenti dei sistemi di
controllo interno; attività di formazione; politiche di trasferimento del rischio tramite assicurazione). Le strategie di rischio
operativo comprendono l’individuazione di “warning levels” per le principali Entità Legali del Gruppo, definiti in termini di
perdite operative.
Permanent Workgroup
La “Global Policy sulle Strategie di Gruppo per la mitigazione dei rischi operativi” e le” Global Operational Instructions
Permanent Workgroup” regolano il Permanent WorkGroup (PWG), un gruppo di lavoro costituito nella maggior parte delle
Entità Legali e composto principalmente dalle funzioni di Operational Risk e Organizzazione, con lo scopo di ridurre le perdite
operative identificando e implementando le nuove azioni di mitigazione.
Il PWG trae vantaggio anche dalla cooperazione di tutte le altre funzioni coinvolte come membri ospiti (come Compliance, IT,
Business, Accounting…). Le riunioni, che hanno frequenza almeno trimestrale, sono finalizzati alla prioritizzazione del rischio,
all’implementazione delle strategie promuovendo le azioni di mitigazione e monitorando la loro attuazione.
Monitoraggio delle principali azioni di mitigazione
Le maggiori azioni di mitigazione programmate e/o realizzate dalle Entità Legali del Gruppo sono riportate con regolarità alla
Capogruppo sin dal 2011, anche al fine di verificarne la coerenza con le strategie di rischio operativo. A seguito di ogni
perdita rilevante, ad ogni Entità Legale è richiesto di pianificare un’azione di mitigazione correlata. Questi dati sono raccolti
mensilmente in uno specifico database di Gruppo.
Monitoraggio dei “warning levels”
I “warning levels” sono soglie di attenzione, definite sulla base di proiezioni dell’andamento delle perdite operative delle
principali Entità Legali. Il superamento di dette soglie di attenzione consente uno stretto monitoraggio da parte della
Capogruppo affinché le Entità Legali pongano in essere una serie di cambiamenti o reazioni (processi specifici sono definiti in
due specifiche Global Operational Instructions emesse nel 2012). Cambiamenti e reazioni possono comportare l’adozione di
nuove azioni di mitigazione, il miglioramento di quelle già in essere o la revisione dei warning levels. La definizione dei
warning levels a livello di Entità, si basa sull’analisi della serie storica di dati relativi alle perdite registrate a livello di Gruppo e
sulla valutazione di eventuali correlazioni (sempre a livello di Entità) tra l’ammontare delle perdite e le variabili legate alle
dimensioni del perimetro sotto esame (ad esempio il perimetro che ricomprende l’intero Gruppo) nel corso degli anni. Il
calcolo degli indici di tendenza e di stagionalità viene utilizzato anche con finalità previsionali per le perdite. Queste analisi
vengono utilizzate anche per valutare l’impatto delle azioni di mitigazione implementate nel passato e come base per le future
strategie ed attività di mitigazione. Un approccio strutturato per il monitoraggio dei warning level e per l’implementazione delle
azioni correttive assicura congruenza con gli standard della best practice di riferimento, favorendo l’attribuzione di
responsabilità e l’allineamento tra le funzioni di business e quelle deputate al presidio del rischio.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
230
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 12
Uso di coperture assicurative per la mitigazione dei rischi
La funzione di Operational Risk Management è coinvolta nel processo decisionale per le assicurazioni, fornendo analisi
sull’esposizione ai rischi operativi, l’efficacia delle franchigie e dei limiti delle polizze. La funzione informa regolarmente il
management sulle tematiche assicurative. Il ruolo della funzione di Operational Risk Management nella gestione delle
assicurazioni è definito in una normativa interna dedicata, approvata dal Group Risk Committee e dal Group Operational &
Reputational Risks Committee.
Quest’ultimo Comitato ha funzione deliberante per le strategie assicurative a seguito di proposte congiunte dalle funzioni
Global Insurance Management e Group Operational and Reputational Risks department.
I rischi generalmente assicurati nel Gruppo sono quelli sugli asset fisici, frode e responsabilità verso terzi.
In base alle classi di rischio definite, il Gruppo ha realizzato dei contratti assicurativi a presidio dei rischi, nelle seguenti forme:
•
frodi interne: polizza BBB, nelle specifiche sezioni di infedeltà dei dipendenti;
•
frodi esterne: polizza BBB nelle specifiche sezioni perdita dei valori, trasporto valori, rapina in filiale, falsificazione,
danni in caso di furto e rapina, frode tramite sistemi di elaborazione dei dati;
•
rapporti di impiego e sicurezza: polizza di responsabilità civile con equiparazione dei dipendenti a terzi;
•
clientela: copertura di responsabilità civile generale verso terzi;
•
eventi esterni: polizze “property all risks” e informatica “all risks”, a protezione di fabbricati e beni, estese agli eventi
naturali e catastrofali, atti vandalici e terrorismo e, per quanto riguarda i centri di elaborazione, anche i guasti
macchina.
231
I
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
232
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 13
Tavola 13 – Esposizioni in strumenti di
capitale: informazioni sulle posizioni
incluse nel portafoglio bancario
Informativa qualitativa
Differenziazione delle esposizioni in funzione degli obiettivi
perseguiti
Le operazioni in strumenti di capitale incluse nel portafoglio bancario del Gruppo perseguono molteplici obiettivi:
•
istituzionali;
•
strategici, di norma società sottoposte ad influenza notevole e di supporto allo svolgimento / sviluppo dell’attività
bancaria (quali, ad esempio, le interessenze in società finanziarie e assicurative);
•
d’investimento finanziario, tra cui gli investimenti in titoli di capitale, in quote di fondi comuni d’investimento
(O.I.C.R.) e di private equity;
•
altri, quali, ad esempio, gli investimenti rivenienti da operazioni di ristrutturazione del credito.
Descrizione delle tecniche di contabilizzazione e delle
metodologie di valutazione utilizzate
Partecipazioni
Le partecipazioni sono valutate secondo il metodo del patrimonio netto oppure al costo.
La partecipazione valutata al patrimonio netto include l’avviamento (al netto di qualsiasi perdita di valore) eventualmente
pagato per l’acquisizione. La partecipazione agli utili e alle perdite post-acquisizione delle collegate è rilevata in conto
economico alla voce 240. “Utili (Perdite) delle partecipazioni”. L’eventuale distribuzione di dividendi viene portata a riduzione
del valore di iscrizione della partecipazione.
I profitti non realizzati sulle transazioni fra il Gruppo e le sue partecipazioni sono eliminati nella stessa percentuale della
partecipazione del Gruppo agli utili delle partecipazioni stesse. Anche le perdite non realizzate sono eliminate, a meno che le
transazioni effettuate diano evidenza di una perdita di valore delle attività negoziate.
233
I
Attività finanziarie disponibili per la vendita
Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono inizialmente rilevate alla data di regolamento al fair value, che
normalmente corrisponde al costo dell’operazione comprensivo dei costi e ricavi di transazione direttamente attribuibili allo
strumento stesso.
Tali attività sono anche successivamente valutate al fair value. Gli utili e le perdite derivanti dalle variazioni del fair value sono
rilevati nella voce 140. “Riserve da valutazione” del patrimonio netto, ad eccezione delle perdite per riduzione di valore
(impairment) che sono esposte alla voce 130.b) “Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di attività finanziarie
disponibili per la vendita” fino a quando l’attività finanziaria non è alienata, momento in cui gli utili e le perdite cumulati sono
iscritti nel conto economico alla voce 100.b) “Utili (perdite) da cessione o riacquisto di attività finanziarie disponibili per la
vendita”.
Le variazioni di fair value rilevate nella voce 140. “Riserve da valutazione” sono esposte anche nel Prospetto della redditività
complessiva.
Gli strumenti rappresentativi di capitale (titoli azionari) non quotati in un mercato attivo e il cui fair value non può essere
determinato in modo attendibile sono valutati al costo.
Qualora vi sia qualche obiettiva evidenza che l’attività abbia subito una riduzione di valore (impairment), la perdita cumulata,
che è stata rilevata direttamente nella voce 140. del patrimonio netto “Riserve da valutazione”, viene trasferita a conto
economico alla voce 130.b) “Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la
vendita”.
Per gli strumenti di capitale l’esistenza di perdite durevoli di valore è valutata considerando, oltre ad eventuali difficoltà nel
servizio del debito da parte dell’emittente, ulteriori indicatori quali il declino del fair value al di sotto del costo e variazioni
avverse nell’ambiente in cui l’impresa opera.
Nei casi in cui la riduzione del fair value al di sotto del costo sia superiore al 50% o perduri per oltre 18 mesi, la perdita di
valore è ritenuta durevole.
Qualora, invece, il declino del fair value dello strumento al di sotto del costo sia inferiore o uguale al 50% ma superiore al
20% oppure perduri da non più di 18 mesi ma da non meno di 9, il Gruppo procede ad analizzare ulteriori indicatori reddituali
e di mercato.
Qualora i risultati di detta analisi siano tali da mettere in dubbio la possibilità di recuperare l’ammontare originariamente
investito, si procede alla rilevazione di una perdita durevole di valore.
L’importo trasferito a conto economico è quindi pari alla differenza tra il valore di carico (costo di acquisizione al netto delle
eventuali perdite per riduzione di valore già precedentemente rilevate nel conto economico) e il fair value corrente.
Le perdite per riduzione di valore di titoli azionari, rilevate a conto economico, non sono successivamente ripristinate con
effetto a conto economico ma a patrimonio netto.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
234
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 13
Attività finanziarie valutate al fair value
I titoli di capitale ricompresi nel portafoglio delle attività finanziarie valutate al fair value, così come le attività finanziarie
detenute per la negoziazione, sono oggetto di valutazione al fair value con registrazione dei profitti e delle perdite, realizzati e
non, a conto economico. In particolare, nel caso del portafoglio delle attività finanziarie valutate al fair value, detti profitti e
perdite sono esposti alla voce 110. “Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value”.
In questo portafoglio non possono essere contabilizzati degli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale per i quali
non siano rilevabili prezzi in mercati attivi ed il cui fair value non sia determinabile in modo attendibile.
235
I
Informativa quantitativa
Consistenze al 30.06.2013
Tipologia esposizioni/valori
A. Partecipazioni
B. Attività finanziarie disponibili per la
vendita (*)
C. Attività finanziarie valutate al fair
value
Valore di Bilancio
Valore di
mercato
Fair Value
Livello 1
Livello 2/3
Livello 1
2.240.697
2.211.780
1.719.881
554.081
2.830.829
67.976
477.571
Livello 2/3
Utili/perdite realizzati
e impairment
Plus/minusvalenze
non realizzate e
iscritte a
stato
patrimoniale
Livello 1
Utili
Perdite
Plus (+)
Minus (-)
X
1.719.881
13.912
(29.201)
X
X
554.081
1.814.415
554.081
72.453
(54.297)
70.236
(19.595)
67.976
477.571
67.976
25.209
(1.874)
X
X
(*) Includono 1.016 e 719 milioni relativi ad attività valutate al costo, rispettivamente al 30 giugno 2013 e al 31 dicembre 2012.
Il livello 1 corrisponde al valore di mercato.
Portafoglio bancario: esposizioni per cassa in strumenti di capitale - valori ponderati
(migliaia di €)
VALORE PONDERATO
30.06.2013
Metodo IRB
31.12.2012
1.784.129
1.555.760
- Strumenti di private equity detenuti in forma sufficientemente diversificata
434.856
452.969
- Strumenti di capitale quotati sui mercati regolamentati
413.947
414.289
- Altri strumenti di capitale
935.326
688.502
5.136.652
5.649.722
1.435.734
1.518.088
Metodo Standard
- Strumenti di private equity detenuti in forma sufficientemente diversificata
- Strumenti di capitale quotati sui mercati regolamentati
- Altri strumenti di capitale
501.551
461.398
3.199.367
3.670.236
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
236
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 13
237
I
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
238
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 14
Tavola 14 – Rischio di tasso di interesse
sulle posizioni incluse nel portafoglio
bancario
Informativa qualitativa
Aspetti generali, processi di gestione e metodi di
misurazione del rischio di tasso di interesse
Il rischio di tasso di interesse consiste nelle variazioni dei tassi di interesse che si riflettono:
•
sulla formazione del margine di interesse e, conseguentemente, sugli utili della banca (cash flow risk);
•
sul valore attuale netto delle attività e delle passività, impattando sul valore attuale dei cash flow futuri (fair value
risk).
Il rischio di tasso di interesse incide su tutte le posizioni di proprietà rivenienti dall’operatività commerciale e dalle scelte di
investimento strategiche (banking book).
Le fonti principali del rischio di tasso di interesse si possono classificare come segue:
•
repricing risk: rischio derivante dai mismatch temporali di riprezzamento delle attività e passività della banca. Tali
mismatch comportano un rischio legato alla curva dei tassi. Tale rischio è relativo all’esposizione della banca
rispetto a variazioni, nell’inclinazione e nella forma, della curva dei tassi d’interesse. Un rischio collegato è il basis
risk. Tale rischio deriva dall’imperfetta correlazione nei cambiamenti dei tassi attivi e passivi su differenti strumenti
che possono anche presentare caratteristiche di riprezzamento simili;
•
optional risk: rischio derivante da opzioni implicitamente o esplicitamente presenti nelle posizioni di banking book di
Gruppo. Un esempio rilevante sono le opzioni incluse nel portafoglio mutui della banca.
La stima delle posizioni per il rischio di tasso di interesse include delle ipotesi per le attività e le passività che non hanno una
scadenza ben definita. L’approccio per ciascuna delle tipologie di strumenti varia per i diversi Regional Centre20 appartenenti
al Gruppo:
•
conti a vista e depositi di risparmio: si formulano delle ipotesi di scadenza per la stabilità delle transazioni aventi
durata contrattuale indeterminata. Per l'ipotesi di stabilità si prendono in esame diverse variabili: tra le più
importanti la volatilità dei volumi, così come la correlazione osservata e percepita tra mercato e tassi di
remunerazione alla clientela. Tali variabili sono oggetto di analisi statistiche e qualitative, al fine di valutare quale
profilo di scadenza delle operazioni di copertura meglio replichi ed elimini il potenziale rischio di tasso di interesse
derivante dalle poste a vista. La modellizzazione del profilo di scadenza mira a minimizzare la volatilità del margine.
Gli approcci variano per Regional Centre, in modo da prendere in considerazione le peculiarità locali:
o
per l'Italia l'analisi statistica gioca un ruolo dominante. Sulla base di tale analisi i conti non esplicitamente
legati a un indice vengono mappati con scadenze fino a 10 anni. Di recente sono stati apportati dei
miglioramenti al fine di considerare la diversa segmentazione della clientela in accordo con le direttive di
Basilea III, allo stesso modo è stata adottata un’ulteriore classificazione basata sugli importi depositati
per meglio individuare le fasce di clientela maggiormente sensibili ad oscillazioni dei tassi di mercato.
Tale profilo viene poi rivisto per ogni singolo segmento di clientela in modo tale da considerare il rischio
di concentrazione. L’esposizione risultante dal profilo modellizzato è in gran parte coperto, tenendo conto
di una visione qualitativa sula futura evoluzione dei volumi;
o
per la Polonia, le assunzioni sulla scadenza dei depositi a vista è meno rilevante, poiché il volume è più
contenuto, e una quota sostanziale dei conti è indicizzata. L'approccio per le proiezioni di scadenza in
Polonia è simile a quello adottato per l’Italia, anche se la durata massima viene fissata più a breve;
o
le proiezioni di scadenza in Austria e Germania si discostano dalla pura applicazione del modello
statistico. Gli elementi presi in considerazione in aggiunta alle analisi statistiche includono gli effetti di
sostituzione con i depositi a termine, le previsioni sull’elasticità del tassi di remunerazione dei conti a
vista e la potenziale competizione per la liquidità. La durata massima è anche per questi perimetri fissata
a 10 anni, mentre l'approccio si traduce generalmente in proiezioni più conservative, ovvero, la scadenza
media proiettata è in genere più breve di quanto previsto dal modello statistico. L'esposizione del profilo
di scadenza previsto per queste Paesi è puntualmente coperto tramite un portafoglio di replica deciso dal
Comitato Rischi competente.
20
In generale, il concetto di Regional Centre è congruente con quello di subholding. I Regional Centre sono Entità Legali incaricate di indirizzare, coordinare, misurare
e controllare il rischio di tasso di interesse delle Entità rientranti nel loro perimetro di responsabilità.
In tale contesto, un ruolo particolarmente importante è svolto dalla Capogruppo, in qualità di “Supervisory and Overarching Regional Centre”, nella sua funzione di
indirizzo, coordinamento e controllo di tutti gli aspetti riguardanti il rischio di tasso di interesse nel banking book per l’intero Gruppo. La Capogruppo inoltre agisce come
Regional Centre italiano.
239
•
•
•
mutui residenziali: il modello stima i futuri volumi di rimborso su base continuativa, al fine di limitare il rischio che la
banca possa non essere adeguatamente coperta dal rischio di tasso di interesse derivante dall’esposizione in
mutui residenziali a tasso fisso. Le ipotesi di rimborso anticipato dei mutui sono basate su dati storici, arricchite da
una valutazione qualitativa. La rilevanza e l'approccio per catturare questo fenomeno varia in base al perimetro:
o
tale fenomeno assume particolare rilevanza dal punto di vista del rischio di tasso di interesse per il
portafoglio italiano di mutui a tasso fisso. Il profilo delle scadenze dunque prende in considerazione sia le
caratteristiche contrattuali che il tasso atteso di estinzione anticipata;
o
per la Germania il rischio di rimborso anticipato è rappresentato da un portafoglio di swaption
completamente coperto dal rischio;
o
per Polonia e Austria le ipotesi di estinzione anticipata non hanno alcun impatto significativo sulle stime.
Ad esempio i mutui in portafoglio alla Polonia sono generalmente indicizzati a tasso variabile. Questo fa
sì che l’evento di una estinzione anticipata sia meno rilevante al fine della copertura dal puro rischio di
tasso.
sofferenze: per il perimetro Italia il modello di scadenza si basa sul profilo atteso di recupero, mentre per gli altri
regional center nessuna sensitivity è assegnata a questa categoria di crediti;
equity: questa voce di bilancio non è modellizzata, ovvero, nessun profilo di scadenza è assegnato al Capitale
proprio.
Limiti e soglie d’allerta sono definiti in termini di VaR (utilizzando la metodologia descritta per il portafoglio di negoziazione,
sulla base delle sensitivity alle fluttuazioni dei tassi di interesse, calcolate tenendo conto delle informazioni date dai modelli
comportamentali), Sensitivity o Repricing Gap, per ogni Banca o Società del Gruppo. L’insieme di metriche è definito a
seconda del livello di complessità del business della Società.
Ciascuna delle banche o società del Gruppo si assume la responsabilità di gestire l'esposizione al rischio di tasso di interesse
entro i limiti specificati. A livello consolidato, tale responsabilità è in capo all’Unità Group Asset Liability Management e alle
funzioni del Group Risk Management incaricate della misurazione del rischio di tasso di interesse.
La misurazione del rischio di tasso di interesse include:
•
l’analisi del Margine d’Interesse: tale attività si traduce in un’analisi statica di gap (assumendo cioè che le posizioni
rimangono costanti durante il periodo), e una simulazione di impatto sul margine di interesse per l'attuale periodo,
prendendo in considerazione le ipotesi di elasticità per le poste a vista. In aggiunta, attraverso un'analisi di
simulazione, si valuta l'impatto sul reddito di shock differenti delle curve dei tassi. Gli shock di riferimento per uno
scenario di rialzo o di ribasso dei tassi sono uno shock istantaneo e parallelo rispettivamente di + / - 100 pb. Tali
scenari standard sono corredati da un’analisi in caso di appiattimento o maggiore pendenza delle curve dei tassi, al
fine di valutare l'impatto sul Margine di Interesse Netto di movimenti non paralleli delle curve;
•
l’analisi del Valore Economico: essa include il calcolo delle misure di duration, sensitivity del valore economico
delle poste di bilancio per i diversi punti della curva, così come l'impatto sul valore economico derivante da grandi
variazioni dei tassi di mercato, ad esempio in seguito ad uno spostamento parallelo di 200pb.
Il Gruppo misura e monitora il rischio tasso di interesse su base giornaliera in termini di esposizione di VaR e di sensitivity del
valore economico, per uno shock istantaneo e parallelo di +1 punto base della struttura a termine dei tassi di interesse. Su
base mensile sono monitorate la sensitivity del valore economico per uno shock di +200 punti base e la sensitivity del
Margine di interesse. La funzione responsabile della gestione del rischio di tasso di interesse verifica su base giornaliera
l'utilizzo dei limiti per le esposizioni al rischio tasso di interesse delle principali posizioni.
La Tesoreria copre l’esposizione al rischio di tasso di interesse da operazioni commerciali. L’esposizione al rischio di tasso di
interesse della Tesoreria è monitorato mediate un insieme di limiti e soglie d’allerta Lo stesso vale per l'esposizione
complessiva al rischio tasso dello stato patrimoniale, tenendo conto anche delle posizioni strategiche di investimento della
banca, come ad esempio le operazioni non direttamente collegate alla copertura del business commerciale.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
240
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Tavola 14
Informativa quantitativa
La sensitivity del margine d’interesse – calcolata sulla base delle citate assunzioni e nell’ipotesi di un aumento di 100 punti
base dei tassi – ammonta alla fine di Giugno 2013 a 239 milioni di euro (-432 milioni in caso di riduzione di 100 punti base).
Si precisa che tale misura evidenzia l’effetto delle variazioni dei tassi sul portafoglio oggetto di misurazione, escludendo
qualunque ipotesi circa i futuri cambiamenti nella composizione delle attività e passività.
La tavola seguente espone gli effetti di uno shock di tasso di interesse, negativo o positivo, con una scomposizione nelle
valute principali.
Alla fine di Giugno 2013 la sensitivity del valore economico del bilancio a una variazione istantanea e parallela dei tassi di
+200 punti base è pari a -1.160 milioni di euro.
(milioni di €)
Rischio Tasso d'Interesse nel Portafoglio
Bancario
Valuta
+200 bps
-200 bps
Euro
-496
-1
Dollaro USA
-165
138
Zloty Polacco
7
6
Sterlina inglese
15
-12
Franco Svizzero
-21
17
Yen Giapponese
31
-30
Lira Turca
-140
151
Rublo Russo
-96
107
Altre
-294
301
TOT
-1,160
677
Tali misurazioni sono basate su assunzioni di modellizzazione delle scadenze per poste di bilancio che possono avere (sia ai
fini di valutazione del rischio liquidità che di rischio tasso) un profilo atteso di scadenza differente da quello contrattuale,
oppure la mancanza di specifici bucket temporali, come le poste a vista e i mutui.
La riduzione del valore economico, calcolata secondo le modalità gestionali, si mantiene nel caso di una variazione dei tassi
di 200 punti base nei limiti considerati come soglia di attenzione dalle vigenti disposizioni di Vigilanza (20% del patrimonio di
vigilanza).
Rischio Tasso d'Interesse nel Portafoglio Bancario
Valuta [€migliaia]
Euro
Dollaro USA
Zloty Polacco
Sterlina inglese
Franco Svizzero
Yen Giapponese
Lira Turca
Altre
TOT
+1bp
fino a
1 mese
+1bp
da 1 mese
a 3 mesi
+1bp
da 6 mesi
a 1 anno
+1bp
da 1 anno
a 2 anni
+1bp
da 3 anni
a 5 anni
+1bp
da 5 anni
a 10 anni
+1bp
da 10 anni
a 20 anni
+1bp
oltre
20 anni
TOT
132
-6
-20
8
2
3
10
-4
125
-798
-210
-63
-112
-35
-25
-76
-75
-1,393
894
-175
44
142
-38
77
-46
-169
730
-3,228
73
126
-12
-8
-2
-166
-310
-3,527
-2,817
-80
60
56
-48
-10
3
-553
-3,391
2,671
171
143
-3
40
-9
-386
-726
1,902
801
-493
-290
-26
-22
138
0
-77
31
-119
-152
23
23
-2
-1
0
-1
-228
-2,464
-872
23
75
-111
172
-660
-1,915
-5,750
Nella tabella sopra è mostrata la sensitivity del valore economico a variazioni dei tassi. In particolare la stima è effettuata in
uno scenario di shock paralleli delle curve dei tassi di 1bp. Si fornisce il dettaglio per bucket temporale e per valuta
dell’esposizione di gruppo a tale metrica di rischio.
Il contributo principale all’ esposizione di Gruppo rimane sulla curva Euro, seguita in ordine di impatto dalla curva Dollaro:
l’esposizione verso le due valute spiega più del 50% della sensitivity totale. In termini temporali, il contributo più alto (di segno
negativo) è concentrato nel bucket 1Y – 3Y. Tale profilo è spiegato dalla strategia di Gruppo di copertura dell’Equity.
L’esposizione (di segno positivo) osservabile nei bucket di lungo termine (nello specifico 9Y e 10Y) è dovuta alle stime sul
profilo di scadenza per le poste a vista nel perimetro Italia.
241
•
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
242
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Glossario / Abbreviazioni
Glossario / Abbreviazioni
ABCP Commercial paper garantita da attività (Asset-Backed Commercial Paper)
ABS Titoli garantiti da attività (Asset-Backed Securities)
ALM (Asset & Liability Management); gestione integrata delle attività e delle passività finalizzata ad allocare le risorse in
un’ottica di ottimizzazione del rapporto rischio-rendimento.
ALT-A (mutui residenziali) Finanziamenti erogati a controparti che, sebbene non caratterizzate da significative difficoltà nel
servizio del debito tali da qualificarli come “Subprime” (vedi voce), presentano profili di rischiosità determinati da elevati
rapporti debito/garanzia, rata/reddito oppure da un’incompleta documentazione circa il reddito del debitore.
AMA (Advanced Measurement Approach); applicando questa metodologia l’ammontare del requisito di rischio operativo è
determinato per mezzo di modelli di calcolo basati su dati di perdita operativa e altri elementi di valutazione raccolti ed
elaborati dalla banca. Soglie di accesso e specifici requisiti di idoneità sono previsti per l’utilizzo dei metodi Standardizzato e
Avanzati. Per i sistemi AMA i requisiti riguardano, oltre che il sistema di gestione, anche quello di misurazione
Audit Processo di controllo sull'attività e sulla contabilità societaria che viene svolto sia da strutture interne (internal audit)
che da società di revisione esterne (external audit).
Back-testing è una tecnica statistica che consiste nel confronto delle stime dei parametri di rischio con le evidenze empiriche
successive alla stima.
Banking book Riferito a strumenti finanziari, in particolare titoli, l’espressione identifica la parte di tali portafogli destinata
all’attività “proprietaria”.
Basilea 2 Nuovo accordo internazionale sul capitale con il quale sono state ridefinite le linee guida per la determinazione dei
requisiti patrimoniali minimi delle banche.
La nuova regolamentazione prudenziale, entrata in vigore in Italia nel 2008, si basa su tre pilastri.
Pillar 1 (primo pilastro): fermo restando l'obiettivo di un livello di capitalizzazione pari all'8% delle esposizioni ponderate per
il rischio, è stato delineato un nuovo sistema di regole per la misurazione dei rischi tipici dell'attività bancaria e finanziaria (di
credito, di controparte, di mercato e operativi) che prevede metodologie alternative di calcolo caratterizzate da diversi livelli di
complessità con la possibilità di utilizzare, previa autorizzazione dell'Organo di Vigilanza, modelli sviluppati internamente;
Pillar 2 (secondo pilastro): prevede che le banche debbano dotarsi di processi e strumenti per determinare il livello di
capitale interno complessivo (Internal Capital Adequacy Assessment Process - ICAAP) adeguato a fronteggiare tutte le
tipologie di rischio, anche diverse da quelle presidiate dal requisito patrimoniale complessivo (primo pilastro), nell’ambito di
una valutazione dell’esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell’evoluzione del contesto di
riferimento. All'Autorità di Vigilanza spetta il compito di esaminare il processo ICAAP, formulare un giudizio complessivo ed
attivare, ove necessario, le opportune misure correttive;
Pillar 3 (terzo pilastro): introduce obblighi di pubblicazione delle informazioni riguardanti l'adeguatezza patrimoniale,
l'esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all'identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali
rischi.
Best practice Comportamento commisurato alle esperienze più significative e/o al miglior livello raggiunto dalle conoscenze
riferite ad un certo ambito tecnico/professionale.
BMS Banca multilaterale di sviluppo
Budget Stato previsionale dell’andamento dei costi e dei ricavi futuri di un’azienda.
Capitale Economico Livello di capitale richiesto a una banca per coprire le perdite che potrebbero verificarsi con un
orizzonte di un anno e una certa probabilità o livello di confidenza. Il Capitale Economico è una misura della variabilità della
Perdita Attesa del portafoglio e dipende dal livello di diversificazione del portafoglio stesso.
243
I>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Glossario/Abbreviazioni
Cartolarizzazione Operatività che prevede il trasferimento di portafogli di attività a Società Veicolo “SPV - Special Purpose
Vehicle” e l’emissione da parte di quest’ultima di titoli aventi diversi gradi di subordinazione nel sopportare le eventuali perdite
sulle attività sottostanti.
Le cartolarizzazioni possono essere:
•
tradizionale, struttura di cartolarizzazione nella quale il trasferimento dei portafogli di attività avviene attraverso
l’effettiva cessione degli stessi allo "SPV- Special Purpose Vehicle";
•
sintetica, struttura di cartolarizzazione nella quale il trasferimento dei portafogli di attività avviene attraverso
l’utilizzo di derivati su crediti o analoghe forme di garanzia che consentono di trasferire il rischio dello stesso
portafoglio.
CDO (Collateralized Debt Obligation); titoli di debito, emessi da un veicolo, aventi come sottostante finanziamenti,
obbligazioni, “ABS - Asset Backed Securities” (vedi voce) oppure altri CDO. Queste tipologie di strutture sono costituite sia
per eliminare (“derecognition”) attività dallo stato patrimoniale sia per arbitraggiare le differenze di rendimento fra le attività
cartolarizzate e i titoli emessi dal veicolo.
I CDO possono essere “funded”, se il veicolo acquista legalmente la proprietà dell’attività, oppure sintetici “unfunded”, se il
veicolo acquisisce il rischio sottostante alle attività mediante contratti di “CDS - Credit Default Swap” (vedi voce) oppure altre
forme di garanzia assimilabili.
I titoli della specie possono essere ulteriormente suddivisi tra:
•
CDO di ABS, aventi a loro volta come sottostante tranche di ABS;
•
Commercial Real Estate – CDO (CRE CDO), aventi come sottostante prestiti per immobili commerciali;
•
CDO – Balance Sheet, aventi il fine di consentire all’“Originator” (vedi voce), di norma un’istituzione bancaria, di
trasferire il rischio di credito a investitori terzi consentendo, ove possibile in base alle applicabili regole civilistiche e
di vigilanza, l’eliminazione delle attività dal bilancio dell’originator;
•
CDO – Market Value, caratterizzati dal fatto che il pagamento degli interessi e il rimborso del capitale delle note
emesse deriva non solo dai flussi di cassa originati dalle attività sottostanti ma anche dalla negoziazione delle
stesse sul mercato. La performance delle notes emesse dal veicolo dipende, quindi, non solo dal rischio di credito
ma anche dal valore di mercato delle attività sottostanti;
•
CDO – Preferred Stock, aventi come sottostante strumenti ibridi di debito/patrimonio "Preference shares" emesse
da istituzioni finanziarie;
•
CDO – Synthetic Arbitrage, aventi il fine di arbitraggiare le differenze di rendimento fra le attività cartolarizzate,
acquisite sinteticamente attraverso strumenti derivati, e i titoli emessi dal veicolo.
CDS (Credit Default Swap); contratto derivato con il quale un soggetto (venditore di protezione) si impegna, a fronte del
pagamento di un importo, a corrispondere ad un altro soggetto (acquirente di protezione) un ammontare prefissato, nel caso
si verifichi un prestabilito evento connesso al deterioramento del merito creditizio di una terza controparte (reference entity).
CE.BI. Centrale dei Bilanci
CEO Chief Executive Officer
CFO Chief Financial Officer
Classe di merito di credito è la classe, che dipende dai rating esterni, che è utilizzata per assegnare le ponderazioni di
rischio nell’ambito dell’approccio standard del rischio di credito
Comprehensive Risk Measure è una misura di perdite potenziali, derivanti da rischio specifico e incrementale per derivati di
credito nth-to-default e cartolarizzazioni nel portafoglio di trading di correlazione, che non sarà superata con una probabilità
del 99.9% durante un anno di detenzione del portafoglio
Corporate Segmento di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni.
Costo del rischio È il rapporto tra le rettifiche nette su crediti e i crediti verso clientela. È uno degli indicatori della rischiosità
degli attivi della banca: al decrescere di tale indicatore diminuisce la rischiosità degli attivi della banca.
Covenant Il covenant è una clausola, concordata esplicitamente in fase di definizione contrattuale, che riconosce al soggetto
finanziatore il diritto di rinegoziare o revocare il credito al verificarsi degli eventi previsti nella clausola stessa, collegando le
performance economico-finanziarie del debitore a eventi risolutivi/modificativi delle condizioni contrattuali (scadenza, tassi,
ecc.).
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
244
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Glossario / Abbreviazioni
Covered bond Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) che, oltre alla garanzia della banca emittente, possono usufruire
anche della garanzia di un portafoglio di mutui ipotecari o altri prestiti di alta qualità ceduti, per tale scopo, a un’apposita
società veicolo “SPV – Special Purpose Vehicle”.
CRD (Capital Requirement Directive); direttive UE n. 2006/48 e 2006/49, recepite dalla Banca d’Italia con la circolare n.
263/2006 del 27 dicembre 2006 e successivi aggiornamenti.
Credit Valuation Adjustment è l'aggiustamento del valore di un portafoglio di transazioni che riflette il valore di mercato del
rischio creditizio delle controparti
CRM Attenuazione del rischio di credito (Credit Risk Mitigation) è un insieme di tecniche, contratti accessori al credito o altri
strumenti (ad esempio attività finanziarie, garazie) che consentono una riduzione dei requisiti di capitale di rischio di credito
CSO Chief Strategic Officer
Default Identifica la condizione di dichiarata impossibilità a onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi.
DRO Divisional Risk Officer
Duration Generalmente è calcolata come media ponderata delle scadenze dei pagamenti per interessi e capitale associati a
un titolo obbligazionario e costituisce un indicatore del rischio di tasso d’interesse a cui è sottoposto un titolo o un portafoglio
obbligazionario.
EAD Esposizione al momento dell’inadempienza (Exposure at Default) è l’ammontare di esposizione di una controparte ai fini
del calcolo del requisito di capitale; EAD tiene in considerazione sia l’esposizione per cassa, sia l’utilizzo atteso
dell’esposizione di firma
EBITDA Reddito di un'azienda basato solo sulla sua gestione caratteristica al lordo, quindi, di interessi (gestione finanziaria),
tasse (gestione fiscale), deprezzamento di beni e ammortamenti (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and
Amortization).
ECA Agenzia per il credito all’esportazione (Export Credit Agency)
ECAI Agenzia esterna per la valutazione del merito di credito (External Credit Assessment Institution)
EL Perdite attese (Expected Losses) sono le perdite che si manifestano in media entro un intervallo temporale di un anno su
ogni esposizione (o pool di esposizioni)
Esposizioni “junior”, “mezzanine” e “senior” In un’operazione di cartolarizzazione le esposizioni possono essere così
classificate:
"junior", sono le esposizioni rimborsate per ultime che conseguentemente assorbono le prime perdite prodotte
dall’operazione di cartolarizzazione;
“mezzanine”, sono le esposizioni aventi priorità di rimborso intermedie tra le “senior” e le “junior”;
"senior", sono le esposizioni rimborsate per prime.
EVA (Economic Value Added); l’EVA è un indicatore del valore creato da un’azienda. Esso esprime la capacità di creare
valore in termini monetari, poiché risulta dalla differenza tra l'utile netto dell'operatività corrente “NOPAT - Net Operating Profit
After Tax” e l'onere relativo al capitale investito.
Fair value Corrispettivo al quale, in un mercato di libera concorrenza, un bene può essere scambiato o una passività estinta,
tra parti consapevoli e indipendenti.
FCC Fattore di conversione del credito
Forwards Contratti a termine su tassi di interesse, cambi o indici azionari, generalmente trattati su mercati "OTC – Over The
Counter", nei quali le condizioni vengono fissate al momento della stipula, ma la cui esecuzione avverrà a una data futura
predeterminata, mediante l’incasso o il pagamento di differenziali calcolati con riferimento a parametri diversi a seconda
dell’oggetto del contratto.
245
I>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Glossario/Abbreviazioni
Funding Approvvigionamento, sotto varie forme, dei fondi necessari al finanziamento dell’attività aziendale o di particolari
operazioni finanziarie.
Futures Contratti standardizzati con cui le parti si impegnano a scambiarsi, a un prezzo predefinito e a una data futura,
valute, valori mobiliari o beni. Tali contratti sono negoziati su mercati regolamentati, dove viene garantita la loro esecuzione.
Hedge Fund Fondo comune di investimento speculativo che adotta tecniche di copertura, normalmente non utilizzate dagli
ordinari fondi comuni, allo scopo di fornire rendimenti costanti scarsamente correlati a quelli del mercato di riferimento. Gli
Hedge Funds sono contraddistinti da un ristretto numero di soci partecipanti e dall’elevato investimento minimo richiesto.
IAA Metodo della valutazione interna (Internal Assessment Approach)
IAS/IFRS Principi contabili internazionali (International Accounting Standards); emanati dall'International Accounting Standard
Board (IASB), ente internazionale di natura privata costituito nell'aprile 2001, al quale partecipano le professioni contabili dei
principali Paesi nonché, in qualità di osservatori, l'Unione Europea, lo IOSCO (International Organization of Securities
Commissions) e il Comitato di Basilea. Tale ente ha raccolto l'eredità dell'International Accounting Standards Committee
(IASC), costituito nel 1973 allo scopo di promuovere l'armonizzazione delle regole per la redazione dei bilanci delle società.
Con la trasformazione dello IASC in IASB si è deciso, fra l'altro, di denominare i nuovi principi contabili "International
Financial Reporting Standards" (IFRS).
A livello internazionale è in corso il tentativo di armonizzazione degli IAS/IFRS con gli “US GAAP - United States Generally
Accepted Accounting Principles”.
IBNR sostenute ma non contabilizzate (perdite) (Incurred But Not Reported)
ICAAP La disciplina del “Secondo Pilastro” (Titolo III) richiede alle banche di dotarsi di processi e strumenti (Internal Capital
Adequacy Assessment Process, ICAAP) per determinare il livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di
rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo (“Primo Pilastro”), nell’ambito di una
valutazione dell’esposizione, attuale e prospettica, che tenga conto delle strategie e dell’evoluzione del contesto di
riferimento.
IMA Metodo dei modelli interni (Internal Models Approach), è un approccio per calcolare il requisito di capitale per il rischio di
mercato utilizzando i modelli interni
Impairment Nell'ambito degli “IAS/IFRS” (vedi voce), si riferisce alla perdita di valore di un'attività di bilancio, rilevata nel caso
in cui il valore di bilancio sia maggiore del valore recuperabile ossia dell'importo che può essere ottenuto con la vendita o
l'utilizzo dell'attività.
Investment banking Comparto dell’attività bancaria rivolto alla sottoscrizione e collocamento di titoli di nuova emissione,
oltre che alla negoziazione di strumenti finanziari.
IPRE Income Producing Real Estate
IRB Sistema basato sui rating interni (Internal Ratings-Based Approach) è un approccio per calcolare il requisito di capitale
per il rischio di credito utilizzando parametri di rischio stimati internamente
IRC Incremental Risk Charge è una misura delle perdite potenziali derivanti dai rischi di default e di migrazione di prodotti di
credito non cartolarizzati sull’orizzonte di capitale di 1 anno ad un livello di confidenza del 99.9%, tenendo in considerazione
gli orizzonti di liquidità delle singole posizioni
LCP Loss Confirmation Period
Leasing Contratto con il quale una parte (locatore) concede all'altra (locatario) per un tempo determinato il godimento di un
bene, acquistato o fatto costruire dal locatore su scelta e indicazione del locatario, con facoltà per quest'ultimo di acquistare
la proprietà del bene a condizioni prefissate al termine del contatto di locazione.
LGD Perdita in caso di inadempienza (Loss Given Default) è il valore atteso delle perdite in caso di default; è solitamente
riportato come percentuale della EAD
M Scadenza effettiva (Effective Maturity)
Medium Term note Titolo di debito avente scadenza fra i 5 e i 10 anni.
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
246
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Glossario / Abbreviazioni
Notch Livello, riferito ad una scala di valori
OICR Organismi di investimento collettivo del risparmio
OICVM Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari
Originator Soggetto che ha originato direttamente oppure acquistato da terzi le attività oggetto di cartolarizzazione.
OTC Over-The-Counter Contratti o scambi che avvengono in mercati/borse non regolamentati, ovvero direttamente tra le due
parti
Overcollateralization Forma di garanzia creditizia che prevede che il portafoglio di attività a garanzia dei titoli emessi sia
superiore all’ammontare dei titoli stessi.
PD Probabilità di inadempienza (Probability of Default) è la probabilità che una controparte vada in default entro l’orizzonte
temporale di un anno
PMI Piccole e medie imprese
Private equity Investimenti nel capitale di rischio di società, generalmente non quotate, ma con alto potenziale di sviluppo e
con capacità di generare flussi di cassa costanti. Gli investimenti in private equity comprendono un’ampia gamma di
operazioni sia in funzione della fase di vita dell’azienda considerata sia delle tecniche di investimento utilizzate. Tra queste
ultime sono compresi i fondi chiusi di private equity.
Purchase companies Società Veicolo utilizzate nell’ambito di strutture di ABCP Conduits - Asset Backed Commercial Paper
Conduits che acquistano le attività oggetto di cartolarizzazione e che sono finanziate dal veicolo Conduit che emette le
"Commercial Paper".
Rating Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della
società stessa e delle sue prospettive. Tale valutazione viene eseguita da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di
modelli interni.
RBA Metodo basato sui rating (Ratings-Based Approach)
Retail Segmento di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani.
RIC Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Privati
RISB Modello di calcolo IRB - Rating Integrato Small Business
Rischio di credito Rappresenta il rischio che una variazione inattesa del merito creditizio di una controparte, del valore delle
garanzie da questa prestate, o ancora dei margini da essa utilizzati in caso di insolvenza, generi una variazione inattesa nel
valore della posizione creditoria della banca.
Rischio di credito di controparte è il rischio che la controparte di una transazione che riguarda strumenti finanziari possa
andare in default prima del regolamento di tutti i flussi di cassa concordati
Rischio di liquidità Rappresenta il rischio che l’impresa non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento a causa
dell’incapacità di smobilizzare attività o di ottenere in modo adeguato fondi dal mercato (funding liquidity risk) ovvero a causa
della difficoltà/impossibilità di monetizzare facilmente posizioni in attività finanziarie senza influenzarne in misura significativa
e sfavorevole il prezzo per via dell’insufficiente profondità del mercato finanziario o di un suo temporaneo malfunzionamento
(market liquidity risk).
Rischio di mercato Rappresenta l’effetto che variazioni nelle variabili di mercato possono generare sul valore economico del
portafoglio del Gruppo, dove quest’ultimo comprende le attività detenute sia nel trading book, ossia nel portafoglio di
negoziazione, sia quelle iscritte nel banking book, ovvero l’operatività connessa con la gestione caratteristica della banca
commerciale e con le scelte di investimento strategiche.
Rischio operativo Rappresenta il rischio di perdite dovute ad errori, violazioni, interruzioni, danni causati da processi interni,
personale, sistemi o causati da eventi esterni. Tale definizione include il rischio legale e di compliance, ma esclude quello
strategico e reputazionale. Ad esempio possono essere definite operative le perdite derivanti da frodi interne o esterne,
rapporto di impiego e sicurezza sul lavoro, reclami della clientela, distribuzione dei prodotti, multe e altre sanzioni derivanti da
violazioni normative, danni ai beni patrimoniali dell’azienda, interruzioni dell’operatività e disfunzione dei sistemi, gestione dei
processi.
RUF Revolving Underwriting Facility
RWA Attività di rischio ponderate (Risk Weighted Assets); si tratta di attività per cassa e fuori bilancio (derivati e garanzie)
classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative bancarie emanate dagli organi di
vigilanza (es. Banca d'Italia, Bafin, ecc.) per il calcolo dei coefficienti di solvibilità
247
I>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Glossario/Abbreviazioni
Sensitivity Identifica la situazione di maggiore o minore sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a
variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento.
SFA Metodo della Formula Regolamentare (Supervisory formula Approach)
SL Credito specializzato (Specialised Lending)
Sponsor Soggetto, diverso dall’Originator, che istituisce e gestisce una struttura di ABCP o altri schemi di cartolarizzazione,
che prevedono l’acquisto da terzi delle attività da cartolarizzare.
SPV Società veicolo (Special Purpose Vehicle)
SREP (Supervisory Review and Evaluation Process); tale processo si svolge attraverso il confronto con gli intermediari e
l’utilizzo del sistema di analisi e di valutazione dei soggetti vigilati adottato dall’Autorità di Vigilanza. Il confronto tra Vigilanza e
banche consente alla prima di acquisire una conoscenza più approfondita del processo ICAAP e delle ipotesi metodologiche
ad esso sottostanti, agli intermediari di illustrare le motivazioni a sostegno delle proprie valutazioni in tema di adeguatezza
patrimoniale. L’Autorità di vigilanza, ove necessario, adotta le opportune misure correttive, di carattere organizzativo e
patrimoniale, individuando tra i vari strumenti a disposizione quelli più appropriati in relazione al caso specifico
Subprime (mutui residenziali) Sebbene non esista univoca definizione di mutui subprime, si qualificano in questa categoria i
finanziamenti erogati a controparti caratterizzate da passate difficoltà nel servizio del debito, quali episodi di ritardo nei
pagamenti, insolvenza o bancarotta, oppure che presentano probabilità di inadempienza più alte della media per effetto di un
elevato rapporto rata/reddito oppure esposizione/garanzia.
SVaR Stressed VaR è la quantificazione delle esposizioni a particolari perdite estreme che possono essere inflitte alla Banca
durante tensioni di mercato, modellizzando la risposta del portafoglio con dati storici di un periodo (continuo di 12 mesi) di
significativo stress finanziario
Swap Operazioni consistenti, di norma, nello scambio di flussi finanziari tra operatori secondo diverse modalità contrattuali.
Nel caso di uno swap di tassi d'interesse (“IRS”), le controparti si scambiano flussi di pagamento indicizzati o meno a tassi
d'interesse calcolati su un capitale nozionale di riferimento (ad esempio: una controparte corrisponde un flusso sulla base di
un tasso fisso, l'altra sulla base di un tasso variabile).
UL Perdite inattese (Unexpected Losses) sono le perdite che eccedono le perdite attese
VaR Valore a rischio (Value at Risk) è una misura di rischio della perdita potenziale, per un definito orizzonte temporale e per
un dato intervallo di confidenza, che può verificarsi su una posizione o su un portafoglio
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
248
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Glossario / Abbreviazioni
249
I>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Glossario/Abbreviazioni
TERZO PILASTRO DI BASILEA 2
250
AL 30 GIUGNO 2013
>> Terzo Pilastro di Basilea 2
Dichiarazione del Dirigente preposto alla
redazione dei documenti contabili
societari
La sottoscritta, Marina Natale, quale Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di UniCredit S.p.A.
DICHIARA
in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 154 bis del “Testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria” che l’informativa contenuta nel presente documento corrisponde alle risultanze documentali, ai
libri e alle scritture contabili.
Milano, 6 agosto 2013
Marina Natale
______________________________
251