Primo raPPorto
sui redditi
degli utenti Caf aCli
EdizionE
16/9
165.431.351
123
+
+6,9
4‰
17
352.100
9
13
84.219
184.194.455
2013
PRIMO RAPPORTO
SUI REDDITI
DEGLI UTENTI CAF ACLI
EDIZIONE
2013
Presentazione
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Presentazione
Presentazione
Gianni Bottalico
Presidente Nazionale Acli
I
l primo “Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli” indica la direzione nella quale le Acli intendono procedere per affrontare questi difficili anni di
crisi. Si tratta di fare tesoro di quella ricca miniera di dati disponibili dalle attività e dai servizi che si svolgono nell’ambito della rete associativa e di sistema delle Acli, per osservare meglio l’evoluzione sociale in corso, l’emergere
di nuovi bisogni sociali, e contribuire attivamente alla definizione delle politiche più idonee a dare rappresentanza e ruolo politico alle istanze dei ceti
medi-popolari.
Questa importante ricerca segna nel contempo un punto di arrivo ed un
punto di partenza. Un punto di arrivo perché frutto di in un lungo lavoro volto a dare sostanza, sui territori ed a livello nazionale, alla “politicità” delle Acli,
che prescinde da logiche partitiche o di schieramento privilegiando invece la
lettura dei problemi economici e sociali, osservati, ricevuti e studiati con una
cultura popolare. Un punto di partenza per trasformare una tale attenzione
nella punta avanzata dello sguardo dell’Associazione verso il bene comune,
il fulcro ed il fine del nostro camminare insieme.
Quanto emerge da questo primo Rapporto costituisce un fondato supporto
ed un motivo di stimolo per l’iniziativa politica delle Acli attorno a quattro principali direttrici dalle quali passano le possibilità di ripresa economica e sociale del Paese.
La prima è quella della lotta alla povertà ed all’impoverimento. In meno
di un lustro è raddoppiata la fascia di popolazione a rischio di povertà, tanto
che l’immagine di quella “società dei due terzi”, pur problematizzata da Peter Glotz e di cui Ralf Dahrendorf ha mostrato i rischi per la democrazia, appare invece oggi come una irraggiungibile chimera. La società è piuttosto divenuta liquida, per dirla con Zygmunt Bauman, ma solo negli aspetti relativi
alla perdita di diritti e di legami sociali, mentre si sono solidificati come non mai
gli egoismi e la tirannia del profitto che, come dimostra la grande crisi in corso, ha rovinato l’economia e sfigura le società umane. L’Italia del 2014, nel centenario dello scoppio in Europa della Grande Guerra, dal punto di vista economico
e sociale patisce devastazioni paragonabili a quelle di una guerra: povertà e disoccupazione raddoppiate dall’inizio ufficiale della crisi, assenza di prospettive per molti giovani con il pericolo che si profili una generazione a perdere.
Corriamo il rischio di non comprendere più quanto avviene intorno a noi
se continuiamo a pensare di essere un Paese ricco. Siamo pur sempre la seconda
manifattura d’Europa, e molti dei nostri imprenditori sono pieni di ottimismo
ed eroici nel non soccombere quotidianamente sotto il peso di un fisco e di
una burocrazia soffocanti. Ma ciò non è sufficiente ad impedire un progressivo scivolamento verso il basso degli standard di vita. Assistiamo ogni giorno ad una mutazione genetica della struttura sociale, che avviene in tempi rapidissimi e senza che la maggioranza delle persone siano preparate ad ade-
5
guarsi al peggioramento delle condizioni di vita. Come avvertono diversi istituti di ricerca, al posto della società dei due terzi, ci stiamo trasformando in
una società grosso modo divisa in tre grandi categorie: un terzo di poveri, un
terzo sulla via della progressiva proletarizzazione ed il rimanente terzo di “blindati”, costituito da molti benestanti, pochi ricchi e pochissimi ultraricchi.
Le Acli sono consapevoli di questo “terremoto sociale” che avvertono sui
territori. Noi siamo parte di questi ceti sinistrati dalla crisi ed intendiamo contribuire ad esprimerne la rappresentanza. In questa prospettiva non vi è dubbio che una linea strategica prioritaria da seguire sia quella del contrasto contestuale al dilagare della povertà ed all’impoverimento dei ceti lavoratori.
I dati di questo Rapporto rappresentano per le Acli una base di confronto
e sensibilizzazione di ‘opinione pubblica, istituzioni, comunità cristiane sulla
gravità dei fenomeni sociali in atto, per individuare soluzioni atte a mitigarli, interromperli e cambiarne il verso. In particolare le Acli si sono prodigate
per riportare il tema della povertà al centro dell’agenda politica, attraverso
un percorso avviato con Caritas, che ha dato vita alla proposta del Reddito d’inclusione sociale, e che ha raccolto il crescente consenso di un vasto cartello di
soggetti sociali, sindacali, istituzionali, approdato nella costituzione dell’Alleanza
contro la povertà in Italia.
La proposta di un Piano nazionale contro la povertà rappresenta un tassello per un nuovo welfare. L’impegno per il mantenimento e l’adeguamento dello stato sociale costituisce la seconda direttrice dell’iniziativa delle Acli.
Nell’attuale scenario italiano, il divario tra domanda e offerta di servizi di
assistenza è sempre maggiore, mostrando i limiti di un sistema dotato di risorse
economiche sempre più limitate e servizi scarsi e poco adeguati a fronte di un
accrescimento della domanda, non sempre espressa, e bisognosa di una maggiore prontezza di risposta. In un simile contesto risulta strategico il riordino
del sistema del welfare, che alla vecchia logica assistenzialista deve progressivamente introdurne una di attivazione in rete dei sogetti che operano sul territorio e che attraverso la creazione di circuiti virtuosi costruiti di concerto con
il livello pubblico, costruiscano modelli di welfare più vicini alle esigenze locali in una logica di welfare di comunità. Il legame con il territorio diviene un elemento decisivo, soprattutto per perseguire una coesione sociale che richiede
servizi reali legati alla prossimità dell’utenza. Sotto questo profilo le strutture
Acli, i circoli, i centri servizi si pongono come sentinelle del territorio attente
all’emergere dei nuovi bisogni sociali, alla cui azione ed orientamento vengono in aiuto per la loro azione i dati presentati in questa corposa ricerca.
La terza direttrice dell’azione delle Acli è rappresentata dall’affermazione
del primato del lavoro nei processi economici, a cui devono sottostare anche
le politiche monetarie e di bilancio. Questo primo Rapporto dimostra che il calo
6
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Presentazione
dei redditi dei contribuenti utenti del Caf Acli appare inequivocabile. I redditi dichiarati nell’arco temporale esaminato risultano in calo a livello complessivo,
di -1,08%, e quelli da lavoro dipendente registrano un -3,12%. I dati Caf confermano il trend in discesa dei redditi, avviatosi nel 2009 e che tutto lascia presagire non si fermerà nel prossimo futuro. Ciò significa che un numero cospicuo di famiglie, molte attività, piccole imprese e lavoratori a basso salario non
ce la faranno più ad affrontare la vita quotidiana con le risorse a loro disposizione. Si deve perciò agire prima che la situazione sociale si deteriori al punto da risultare non più governabile da istituzioni democratiche. Sotto questo
profilo molto può esser fatto attraverso la leva fiscale attraverso le detrazioni, a cominciare da quelle per i costi del welfare familiare, per la cura, per l’istruzione. Gli altri tre pilastri che decidono le sorti delle famiglie sono rappresentati
dai redditi da lavoro e pensione, dalla casa e dalle piccole forme di risparmio.
Servono politiche equilibrate e commisurate alle reali capacità di resistenza delle famiglie, e non a quelle presunte, su queste tre voci, evitando di investirle
insieme di un eccessivo peso fiscale. Ridare fiato alla domanda interna, che dipende principalmente dalla ricchezza delle famiglie e dalla loro capacità di consumo in termini reali è il presupposto della ripresa. Una ossessiva insistenza sull’austerità, infatti, produce effetti opposti a quelli desiderati, perché comprimendo i consumi si ha il calo anche del gettito. In Italia l’austerità ha fatto salire in due anni il rapporto debito-PIL dal 120 al 133%. Il rigore fine a se stesso soffoca l’economia e mette in gravissima difficoltà le famiglie ed i ceti lavoratori. È inderogabile una consistente riduzione fiscale sul lavoro, che però
non deve essere compensata attraverso un aumento della tassazione sulla casa
e sui risparmi delle famiglie popolari, anche se ciò dovesse comportare un temporaneo maggior indebitamento del Paese. Attraverso questo tipo di politiche si creano i presupposti per far ripartire l’economia, consentendo al Paese
di tornare a rispettare i parametri europei dopo aver riagganciato la ripresa.
Al fine di ottimizzare gli effetti virtuosi di tali scelte, occorre proseguire l’azione di razionalizzazione della spesa pubblica, la lotta agli sprechi, all’evasione
fiscale, all’occultamento dei mega-patrimoni nei paradisi fiscali, la lotta alla
speculazione finanziaria in funzione di una profonda riforma del sistema finanziario internazionale.
Ma per mettere il Paese nelle condizioni di uscire dalla crisi occorre dotarsi di un sistema istituzionale ed una pubblica amministrazione più efficienti
e meno costosi. Questo obiettivo costituisce la quarta direttrice dell’iniziativa civile e politica delle Acli.
La riforma delle istituzioni e dell’ordinamento amministrativo dello Stato non possono essere ulteriormente rinviate. Dopo un decennio si può constatare il fallimento del cosiddetto federalismo fiscale e di buona parte della
riforma del Titolo quinto della Costituzione. L’autonomia e la sussidiarietà dei
7
vari livelli di governo va infatti coniugata con una responsabilità fiscale unitaria degli enti pubblici verso il cittadino le famiglie. Va incoraggiato il processo di trasferimento delle competenze al livello di governo più prossimo al
cittadino, smontando quindi quel farraginoso e costosissimo neo centralismo
creatosi al livello delle Regioni.
Nel contempo si avverte l’esigenza di portare a compimento le riforme
istituzionali. Negli ultimi vent’anni i ceti lavoratori e popolari hanno subito una
progressiva perdita di ruolo politico che ha concorso ad aggravare il loro declino sociale ed economico. La personalizzazione della politica e le semplificazioni plebiscitarie adottate per il voto hanno fatto salire l’astensionismo a
livelli mai toccati nella storia repubblicana. Si assiste così oggi ad un fenomeno che vede la gran parte dei ceti popolari e più deboli tagliata fuori dalla vita
politica e, di consultazione in consultazione, manifesta sempre meno interesse.
La rappresentanza non ha mai toccato livelli così bassi da quando si è ricreato un sistema di bipolarismo apparente, poiché assicura la permanenza al potere sempre dei medesimi ceti dominanti, per di più in gran parte selezionati dall’esterno attraverso i grandi poteri dell’economia e della finanza.
Occorre ripristinare dei validi meccanismi di selezione dal basso della classe dirigente e costruire un equilibrio diverso tra rappresentanza e governabilità,
sciogliendo al più presto i nodi rappresentati dalla forma di governo e dalla
legge elettorale.
I dati del presente Rapporto costituiscono la prova tangibile della volontà
delle Acli di manifestare il proprio impegno e presenza, fornendo un contributo per affrontare le difficoltà che si manifestano sul piano sociale, economico e istituzionale e per realizzare concretamente quella svolta sul piano etico e culturale indicata da Papa Francesco nella esortazione apostolica Evangelii Gaudium, che passa attraverso il superamento di quelle “ideologie che
difendono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria”, e
per riaffermare “il diritto di controllo degli Stati, incaricati di vigilare per la
tutela del bene comune”.
8
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Premessa
Premessa
I
l primo “Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli” è l’output inaugurale di
quello che intende diventare un Osservatorio permanente sull’andamento
dei redditi di lavoratori e famiglie in Italia, nonché un punto di discussione
accreditato in materia di riforma fiscale nel nostro paese.
Il Rapporto e l’Osservatorio valorizzano l’ampio patrimonio conoscitivo
costituito dalle dichiarazioni dei redditi (modello 730) annualmente raccolte
presso gli sportelli Caf Acli in tutta la penisola e processate dal sistema informativo delle Acli Trentine.
Si tratta di un patrimonio in constante crescita grazie al fatto che i Caf
Acli vedono ogni anno aumentare la loro “quota di mercato” (quasi 1 milione e 400 mila le dichiarazioni raccolte nel 2011). Soprattutto si tratta di una
base informativa di elevata qualità, per almeno tre fattori che nel Rapporto
saranno documentati e commentati: 1) la modalità e la tempestività nella raccolta e nell’elaborazione del dato (che sostanzialmente riduce al minimo la
presenza di missing, e consente di avere dati in anticipo rispetto a quelli divulgati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef); 2) la possibilità di
lavorare sui microdati, indispensabile per effettuare simulazioni; 3) il profilo
di ceto medio popolare del campione. Questi fattori conferiscono al campione Acli una “rappresentatività peculiare e significativa”, rendendo rilevanti
le indicazioni in termini di policy che, a partire dalla sua analisi, possono essere elaborate.
Il progetto dell’Osservatorio prende le mosse dal lavoro sperimentale
realizzato nel 2010-11 dalle Acli di Milano e Monza Brianza sui dati del quadriennio 2007-2010, dal titolo: “Un welfare delle famiglie e per le famiglie”
(pubblicato in: Colasanto M. et al., Ceto Medio: la nuova questione politica e
sociale, Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Acli Milanesi, 2011).
Le analisi del Rapporto consentono di leggere la dinamica dei redditi nel
tempo nel quadriennio 2008-2011, evidenziare le aree di fragilità e impoverimento, immaginare e studiare gli effetti di nuove politiche fiscali. Esso possiede, infatti, un duplice piano di lettura:
- Descrittivo (statico): cosa dicono i dati.
- Strategico (dinamico): cosa si può dire a partire dai dati, ovvero quali
policy fiscali innovative si possono disegnare.
Il Rapporto è articolato in due sezioni e presenta:
- nella prima parte (Analisi dei redditi: andamenti e disuguaglianze):
• La fotografia dettagliata delle caratteristiche, del profilo e del posizionamento lungo la scala dei redditi del campione Acli, arricchita dal
confronto con i dati raccolti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
• L’analisi delle disuguaglianze interne al campione Acli, con attenzione alle dimensioni del genere e delle età.
9
• L’analisi della dinamica dei redditi, articolata in base a diverse variabili - categoria (condizione professionale: pensionato, lavoratore dipendente e assimilato), genere, età, paese di origine - e completata
dagli incroci più significativi tra tali variabili.
• La lettura delle fonti di composizione dei redditi.
• La lettura delle differenze territoriali, considerando la dinamica dei
redditi nelle singole regioni, comparando le aree territoriali su aspetti di particolare interesse, fornendo un approfondimento ad hoc su
sette contesti regionali: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige,
Lazio, Abruzzo, Puglia, Sicilia. A questa lettura si unisce l’analisi dei
dati di panel, ovvero relativi ai soli dichiaranti rimasti “fedeli” ai Caf
Acli nei quattro anni considerati (che hanno sempre presentato tramite Acli il proprio 730). Il confronto tra il campione “chiuso” del panel con quello “aperto” di tutti i dichiaranti annuali offre interessanti indicazioni rispetto al bacino di utenza più vicina ad Acli, e offre utili riscontri di natura associativa nei territori;
- nella seconda parte (Deduzioni, detrazioni e simulazioni):
• L’andamento di detrazioni e deduzioni, imposte lorde e nette.
• Il grado di concentrazione delle detrazioni, delle deduzioni e del carico di imposta.
• L’impatto, dal punto di vista redistributivo, di alcune modifiche alla
struttura dell’imposta; in particolare vengono presentate le simulazioni effettuate su: le detrazioni per carichi famigliari; la variazione
delle imposte sulla casa; le variazioni nelle “tax expenditures”; la questione degli incapienti. L’obiettivo è di valutare gli effetti di possibili
modifiche della normativa fiscale.
Il “Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli” è stato realizzato dal
Centro di ricerca WWELL - Welfare, Work, Enterprise, Lifelong Learning - dell’Università Cattolica di Milano, con un’équipe interdipartimentale, interuniversitaria e multidisciplinare, sotto la responsabilità scientifica di Michele Colasanto.
Gruppo di ricerca:
GIAN PAOLO BARBETTA, professore associato di Economia dei sistemi di welfare,
Dipartimento di Economia e Finanza, Università Cattolica di Milano.
GIOVANNI CASTIGLIONI, dottorando in Sociologia e metodologia della ricerca sociale, Dipartimento di Sociologia, Università Cattolica di Milano.
MICHELE COLASANTO, professore emerito di Sociologia del lavoro, Dipartimento
di Sociologia, Università Cattolica di Milano.
CLEMENTE LANZETTI, professore ordinario di Sociologia e ricerca nei servizi educativi, Dipartimento di Sociologia, Università Cattolica di Milano.
ROSANGELA LODIGIANI, ricercatrice di Sociologia, Dipartimento di Sociologia, Università Cattolica di Milano.
10
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Premessa
FRANCESCO MARCALETTI, ricercatore di Sociologia economica e del lavoro, Dipartimento di Sociologia, Università Cattolica di Milano.
SIMONE PELLEGRINO, ricercatore in Scienza della finanza, Dipartimento di Scienze Economico-Sociali e Matematico-Statistiche, Università degli studi di
Torino.
GILBERTO TURATI, professore associato di Economia pubblica, Dipartimento di
Scienze Economico-Sociali e Matematico-Statistiche, Università degli studi di Torino.
Il Rapporto è frutto di un lavoro di analisi e riflessione comune al gruppo di ricerca. Sono autori della Prima Parte: ROSANGELA LODIGIANI e FRANCESCO
MARCALETTI (capp. 2, 3, 4), con la collaborazione di GIOVANNI CASTIGLIONI (cap. 1);
sono autori della Seconda Parte: GIAN PAOLO BARBETTA, SIMONE PELLEGRINO e GILBERTO
TURATI.
11
Prima parte
Analisi dei redditi:
andamenti e disuguaglianze
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
1. Il campione:
caratteristiche
e peculiarità
I
l primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli elabora l’ampio data base costituito dalle dichiarazioni dei redditi raccolte dai Centri di assistenza
fiscale delle Acli presenti in tutto il territorio nazionale. Più in particolare il
campione preso in esame fa riferimento ai dichiaranti che hanno scelto i ser-
1.1. Introduzione
vizi Caf Acli per la presentazione della dichiarazione dei redditi attraverso il
Modello 730.
Le analisi presentate nella prima parte del Rapporto hanno come obiettivo l’osservazione e il monitoraggio della distribuzione dei redditi e della loro dinamica nel corso degli ultimi quattro anni di imposta: 2008, 2009, 2010,
2011. Il campione di riferimento non è il medesimo lungo il quadriennio, poiché è aperto a nuovi ingressi e uscite, ovvero è soggetto alla scelta dei dichiaranti di fruire o meno dei servizi Caf Acli. Come è inoltre possibile notare, il numero di dichiarazioni è aumentato nel corso degli ultimi quattro anni di oltre il 20%, passando precisamente da: 1.139.875 nel 2008 a 1.181.867
nel 2009, a 1.299.854 nel 2010 fino a 1.370.982 dichiarazioni nel 2011 (cfr.
Graf. 1.1), segno del fatto che i Centri di assistenza fiscale delle Acli intercettano ogni anno un numero crescente di utenti.
Graf. 1.1 - Numero
1.400.000
dei dichiaranti Acli
1.350.000
(modello 730), 2008-2011
1.370.982
1.300.000
1.299.854
1.250.000
1.200.000
1.181.867
1.150.000
1.100.000
+20,3%
1.139.875
1.050.000
1.000.000
2008
2009
2010
2011
Il database consente di effettuare anche analisi di panel, estraendo ed
elaborando i dati relativi ai soli dichiaranti che in modo continuativo (in totale 742.564 soggetti), in tutti i quattro gli anni considerati, hanno utilizzato
gli sportelli Caf Acli per effettuare le loro dichiarazioni dei redditi.
Limitarsi a questi soggetti chiude il campione, in quanto non consente
di includere i nuovi utenti, così come non considera quelli che hanno fruito
dei servizi Acli in modo discontinuo e saltuario. Per converso offre una lettura della dinamica dei redditi più netta.
Soppesando vantaggi e svantaggi delle due opzioni possibili per elaborare il data base a disposizione, si è scelto di lavorare sul database aperto ai
nuovi ingressi (e alle uscite), limitando le analisi di panel ad alcuni approfondimenti circoscritti (si vedano i Capp. 3 e 4), che incrociano la variabile
territorio: la più interessante - come si vedrà - per valorizzare questo tipo di
analisi.
15
Questa è la prima scelta di metodo operata. Altre sono state compiute.
A titolo di premessa, vale la pena di evidenziare le principali.
La prima fase di analisi del database è stata effettuata sul campione generale delle dichiarazioni dei redditi comprensivo delle dichiarazioni individuali e congiunte. Al fine di rendere possibile l’acquisizione del numero complessivo degli individui messo a disposizione dal sistema Acli e ricostruibile attraverso l’analisi della dichiarazione dei redditi (Modello 730), si è deciso di
disgiungere le dichiarazioni congiunte e di considerarle sempre come individuali1.
La disamina delle dichiarazioni stesse ha permesso quindi di classificare
le pratiche in sette tipologie2 (cfr. Tabb. 1.1 e 1.2).
2008
2009
2010
2011
A) Coniugato con coniuge a carico senza altri carichi familiari
88.342
89.282
96.669
98.955
suddivisi per tipologia
B) Coniugato con coniuge e altri familiari a carico
68.242
69.809
74.427
75.060
di pratica, 2008-2011
C) Celibe/nubile o vedovo o separato o divorziato
senza carichi familiari
368.269
376.727
414.889
439.428
Tab. 1.1 - Dichiaranti
(valori assoluti)
D) Celibe/nubile o vedovo o separato o divorziato
con altri familiari a carico
E) Coniugato senza alcun carico familiare
52.833
57.642
65.655
71.635
198.100
216.320
246.246
270.746
F) Coniugato senza coniuge a carico ma con altri carichi familiari
151.884
160.409
172.896
180.754
G) Minori, tutelati, altri,…
212.205
211.678
229.072
234.404
TOTALE
1.139.875 1.181.867 1.299.854 1.370.982
2008
2009
2010
2011
A) Coniugato con coniuge a carico senza altri carichi familiari
7,8
7,6
7,4
7,2
suddivisi per tipologia
B) Coniugato con coniuge e altri familiari a carico
6,0
5,9
5,7
5,5
di pratica, 2008-2011
C) Celibe/nubile o vedovo o separato o divorziato senza carichi familiari 32,3
31,9
31,9
32,1
(valori percentuali)
D) Celibe/nubile o vedovo o separato o divorziato
con altri familiari a carico
Tab. 1.2 - Dichiaranti
E) Coniugato senza alcun carico familiare
4,6
4,9
5,1
5,2
17,4
18,3
18,9
19,7
F) Coniugato senza coniuge a carico ma con altri carichi familiari
13,3
13,6
13,3
13,2
G) Minori, tutelati, altri,…
18,6
17,9
17,6
17,1
TOTALE
100
100
100
100
1 Questa operazione si è resa necessaria anche per un’altra ragione: l’impossibilità di avere informazioni circa
i coniugi dei dichiaranti Acli che, per contro, non utilizzano gli stessi Caf per la loro dichiarazione dei redditi.
2 Questa tipologia consente di mostrare la presenza dei carichi familiari, e per questo di avvicinarci alla definizione di famiglia fiscale, anche se per completarla dovremmo considerare congiuntamente i coniugi, cosa che
come detto non è sempre possibile.
Per famiglia fiscale si intende infatti il nucleo familiare fiscale che è possibile identificare e ricostruire attraverso
i dati fiscali. A differenza della famiglia anagrafica - costituita dai soggetti appartenenti ad un medesimo nucleo familiare e conviventi nella stessa abitazione - la famiglia fiscale risulta costituita dal contribuente dichiarante, dall’eventuale coniuge, dichiarante o meno, e da tutti i familiari fiscalmente a carico,
indipendentemente dalla effettiva convivenza nella medesima dimora. Cfr. Cerreti F., Di Mauro M., Greco B.,
Mongelli G., Palmieri G. e Zonta F. (2010), La famiglia fiscale. Statistiche fiscali - Approfondimenti, ottobre
2010, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze, Direzione Studi e Ricerche Economico Fiscali.
http://www.finanze.gov.it/export/download/statistiche/La_Famiglia_fiscale_anno_imposta_2007.pdf
16
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
Tipologia A:
Modello 730 singolo oppure Modello 730
congiunto stato civile dichiarante = coniugato
coniuge fiscalmente a carico
assenza di figli fiscalmente a carico
assenza di altri familiari fiscalmente a carico
Tipologia B:
Modello 730 singolo oppure Modello 730 congiunto
stato civile dichiarante = coniugato con coniuge fiscalmente
a carico
presenza di figli e/o altri familiari fiscalmente a carico
Tipologia C:
Modello 730 singolo
stato civile dichiarante = celibe/nubile o vedovo o separato
o divorziato
assenza coniuge fiscalmente a carico
assenza di figli fiscalmente a carico
assenza di altri familiari fiscalmente a carico
Tipologia D:
Modello 730 singolo
stato civile dichiarante = celibe/nubile o vedovo o separato
o divorziato
assenza coniuge fiscalmente a carico
presenza di figli e/o altri familiari fiscalmente a carico
Tipologia E:
Modello 730 congiunto o Modelli 730 singoli di entrambi
i coniugi
stato civile dichiarante/i = coniugato
assenza coniuge fiscalmente a carico
assenza di figli fiscalmente a carico
assenza di altri familiari fiscalmente a carico
Tipologia F:
Modello 730 congiunto o Modelli 730 singoli di entrambi
i coniugi
stato civile dichiarante/i = coniugato
assenza coniuge fiscalmente a carico
presenza di figli e/o altri familiari fiscalmente a carico
Tipologia G:
Rientrano nella Tipologia G i dichiaranti che non è stato
possibile includere nella classificazione delle altre tipologie.
17
Per valorizzare le informazioni relative alla condizione familiare si è scelto di
riclassificare i soggetti fiscali in quelle che abbiamo denominato “categorie
di stato civile”, come sotto riportato (cfr. Tabb. 1.3 e 1.4). Diversamente dalla
semplice classificazione secondo lo “status civile” (che ritroveremo in seguito
nell’analisi del campione e nel confronto con i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze) tali “categorie” consentono di considerare in modo distinto gli “Individui in coppie coniugate monoreddito” e gli “Individui in coppie coniugate bireddito”.
Tab 1.3 - Soggetti individuali
Individui in coppie coniugate monoreddito
2008
2009
2010
2011
156.584
159.091
171.096
174.015
suddivisi per categorie
Individui in coppie coniugate bireddito
349.984
376.729
419.142
451.500
di stato civile, 2008-2011
Celibi/Nubili
221.380
225.001
250.022
259.691
(valori assoluti)
Separati/e
32.073
34.102
38.536
41.268
Divorziati/e
22.893
24.471
28.214
31.221
Vedovi/e
155.642
155.422
168.362
183.130
Tutelati
1.390
1.479
1.865
2.285
Minori
397
309
356
398
199.532
205.263
222.261
227.474
Altre tipologie
TOTALE
Tab 1.4 - Soggetti individuali
Individui in coppie coniugate monoreddito
1.139.875 1.181.867 1.299.854 1.370.982
2008
2009
2010
2011
13,7
13,5
13,2
12,7
suddivisi per categorie di
Individui in coppie coniugate bireddito
30,7
31,9
32,2
32,9
stato civile, 2008-2011
Celibi/Nubili
19,4
19,0
19,2
18,9
(valori percentuali)
Separati/e
2,8
2,9
3,0
3,0
Divorziati/e
2,0
2,1
2,2
2,3
Vedovi/e
13,7
13,2
13,0
13,4
Tutelati
0,1
0,1
0,1
0,2
Minori
0,0
0,0
0,0
0,0
Altre tipologie
17,5
17,4
17,1
16,6
TOTALE
100
100
100
100
1.2. Le principali
dimensioni di lettura
del campione
Prima di entrare nel merito, con i prossimi capitoli, dell’approfondimento relativo all’analisi dell’evoluzione dei redditi nel quadriennio 2008-2011, ci
soffermiamo sulla struttura relativa al campione ponendone in evidenza le
principali caratteristiche.
È necessario precisare che nella categoria “Altre tipologie” rientrano sia individui coniugati sia celibi/nubili o
vedovi/e o separati/e o divorziati/e che però è stato possibile inserire nelle altre categorie. La categoria “Altre
tipologie” però non coincide con la tipologia di pratica “G” sopra presentata.
3
18
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
Tab. 1.5 - Dichiaranti
Femmine
suddivisi per genere,
Maschi
2008-2011 (valori assoluti)
TOTALE
Tab. 1.6 - Dichiaranti
2008
2009
2010
2011
575.494
600.381
660.742
708.400
564.381
581.486
639.112
662.582
1.139.875
1.181.867
1.299.854
1.370.982
2008
2009
2010
2011
Femmine
50,5
50,8
50,8
51,7
suddivisi per genere,
Maschi
49,5
49,2
49,2
48,3
2008-2011
TOTALE
100
100
100
100
(valori percentuali)
Considerando la dimensione di genere nel 2011, in linea con la tendenza degli anni passati, i dichiaranti Acli si rivelano in maggioranza femmine.
La quota femminile del campione è comunque leggermente aumentata nel
corso degli ultimi quattro anni passando dal 50,5% del 2008 al 51,7% del 2011
(cfr. Tab. 1.6). In termini assoluti il numero delle femmine è aumentato di quasi 133 mila unità (+23,1%) mentre l’incremento della quota dei maschi non
ha superato le 100 mila unità ed è stato pari al 17,4% (cfr. Tab. 1.5).
Per ciò che concerne lo stato civile dei dichiaranti Acli è di rilevante interesse come per tutto il quadriennio di riferimento (2008-2011) la quota di
coniugati sia superiore al 60%. La percentuale dei separati/e e dei divorziati/e è piuttosto contenuta, e nel 2011 si attesta al 5,3%, mentre la quota di
celibi/nubili è pari al 18,9%. Per quanto concerne la quota di vedovi/e, essa
presenta un valore pari 13,4%: questo dato è da attribuire peraltro alla elevata numerosità di anziani presenti nel campione (cfr. Tabb. 1.7 e 1.8).
Tab 1.7 - Dichiaranti
Stato civile
Celibi/nubili
2008
2009
2010
2011
221.380
225.001
250.022
259.691
suddivisi per stato civile
Coniugati
706.100
741.083
812.499
852.989
e dichiaranti con coniuge
Vedovi/e
155.642
155.422
168.362
183.130
a carico, 2008-2011
Separati/e
32.073
34.102
38.536
41.268
Divorziati/e
22.893
24.471
28.214
31.221
Tutelati
1.390
1.479
1.865
2.285
Minori
397
309
356
398
1.139.875
1.181.867
1.299.854
1.370.982
158.001
160.509
172.759
175.744
Stato civile
2008
2009
2010
2011
Celibi/nubili
19,4
19,0
19,2
18,9
(valori assoluti)
TOTALE
Coniuge a carico
Tab. 1.8 - Dichiaranti
suddivisi per stato civile
Coniugati
61,9
62,7
62,5
62,2
e dichiaranti con coniuge
Vedovi/e
13,7
13,2
13,0
13,4
a carico, 2008-2011
Separati/e
2,8
2,9
3,0
3,0
Divorziati/e
2,0
2,1
2,2
2,3
Tutelati
0,1
0,1
0,1
0,2
Minori
0,0
0,0
0,0
0,0
TOTALE
100
100
100
100
Coniuge a carico
13,9
13,6
13,3
12,8
(valori percentuali)
19
Come si evince dalla Tab. 1.8, la percentuale di dichiaranti con un coniuge a carico (calcolata sul totale del campione) varia dal 13,9% del 2008 al
12,8% del 2011. Se invece si tiene in considerazione solo il sottocampione dei
coniugati, in tutti e quattro gli anni presi in considerazione, si può osservare
che più di 1/5 dei dichiaranti sposati ha il coniuge a carico (cfr. Graf. 1.2).
Graf. 1.2 - Sottocampione
23
coniugati, percentuale di
22
coniugi a carico, 2008-2011
22
22
22
21
21
20
21
20
20
2008
2009
2010
2011
Tab. 1.9 - Dichiaranti
suddivisi per numero di figli
a carico, 2008-2011
(valori percentuali)
Numero di figli
2008
2009
2010
2011
0
69,8
69,5
69,9
70,3
1
16,5
16,5
16,3
16,0
2
11,5
11,7
11,5
11,4
3+
2,2
2,3
2,3
2,3
100
100
100
100
TOTALE
La Tab 1.9 mette in evidenza come nel 2011 più del 70% del campione
non abbia figli a carico. Tale dato è rimasto sostanzialmente stabile nel corso
degli ultimi quattro anni: è possibile affermare che in media circa il 16% dei
dichiaranti presenta un figlio a carico, l’11% ne presenta due mentre solo il
2% ne presenta tre o più.
Prendendo in considerazione l’analisi per classi d’età dei dichiaranti Acli
(cfr. Tabb. 1.10 e 1.11) si può notare la considerevole quota di individui ultra
65enni. Tale valore è cresciuto nel tempo, aumentando di tre punti percentuali negli ultimi quattro anni: se nel 2008 la popolazione appartenente alla
fascia d’età 65 anni e più era pari al 34%, nel 2011 tale valore raggiunge la
quota del 37,5% del totale del campione.
Tab. 1.10 - Dichiaranti
suddivisi per fasce d’età,
2008-2011 (valori assoluti)
2008
2009
2010
163
111
157
195
15-24 anni
20.868
20.055
22.708
22.538
25-44 anni
351.072
354.426
374.866
373.673
45-64 anni
379.726
399.840
441.987
459.882
0-14 anni
65 e più anni
TOTALE
20
2011
388.046
407.435
460.136
514.694
1.139.875
1.181.867
1.299.854
1.370.982
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
2008
2009
2010
2011
0-14 anni
0,0
0,0
0,0
0,0
15-24 anni
1,8
1,7
1,7
1,6
2008-2011
25-44 anni
30,8
30,0
28,8
27,3
(valori percentuali)
45-64 anni
33,3
33,8
34,0
33,5
65 e più anni
34,0
34,5
35,4
37,5
TOTALE
100
100
100
100
Tab. 1.11 - Dichiaranti
suddivisi per fasce d’età,
La percentuale di giovani tra i 15 e i 24 anni (1,6% nel 2011) rappresenta una parte residuale del campione: peraltro, il numero dei soggetti ricadenti
in tale coorte d’età tra il 2010 e il 2011 risulta ulteriormente diminuito in termini assoluti.
Graf. 1.3 - Dichiaranti
40,0
suddivisi per fasce d’età,
35,0
2011 (valori percentuali)
30,0
37,5
33,5
27,3
25,0
20,0
15,0
10,0
5,0
0,0
0,0
0-14 anni
1,6
15-24 anni
25-44 anni
0-14
anni
Tab. 1.12 - Dichiaranti
15-24
anni
45-64 anni
25-44
anni
65 e più anni
45-64
anni
65 e più
anni
Totale
suddivisi per categoria
Individui in coppie coniugate monoreddito
0
318
33.594
71.016
69.087
174.015
di stato civile e fasce d’età,
Individui in coppie coniugate bireddito
0
561
107.787
178.829
164.323
451.500
Celibi/Nubili
0
20.999
145.305
52.347
41.040
259.691
Separati/e
0
14
12.928
21.223
7.103
41.268
Divorziati/e
0
9
6.495
17.869
6.848
31.221
Vedovi/e
0
3
1.478
23.097
158.552
183.130
2.285
2011 (valori assoluti)
Tutelati
19
29
149
682
1.406
Minori
176
222
0
0
0
398
0
383
65.937
94.819
66.335
227.474
195
22.538
373.673
459.882
0-14
anni
15-24
anni
25-44
anni
45-64
anni
65 e più
anni
Totale
0,0
0,2
19,3
40,8
39,7
100
Altre tipologie
TOTALE
Tab. 1.13 - Dichiaranti
suddivisi per categoria
Individui in coppie coniugate monoreddito
514.6941.370.982
Individui in coppie coniugate bireddito
0,0
0,1
23,9
39,6
36,4
100
di stato civile e fasce d’età,
Celibi/Nubili
0,0
8,1
56,0
20,2
15,8
100
2011 (valori percentuali)
Separati/e
0,0
0,0
31,3
51,4
17,2
100
Divorziati/e
0,0
0,0
20,8
57,2
21,9
100
Vedovi/e
0,0
0,0
0,8
12,6
86,6
100
Tutelati
0,8
1,3
6,5
29,8
61,5
100
Minori
44,2
55,8
0,0
0,0
0,0
100
Altre tipologie
0,0
0,2
29,0
41,7
29,2
100
TOTALE
0,0
1,6
27,3
33,5
37,5
100
21
L’incrocio tra la categoria di stato civile e l’età mette in luce come sia esiguo il numero di individui in coppie coniugate (monoreddito o bireddito) nella fascia dei 15-24enni: la percentuale aumenta nelle altre fasce d’età. La coorte 25-44 anni include invece più della metà dei celibi/nubili (55,8%). La quota di separati/e-divorziati/e che presenta le dichiarazioni dei redditi presso i
Caf Acli è rappresentata per la maggior parte da 45-64enni. Nella fascia d’età
65 e più anni si trova la grande maggioranza di vedovi/e (86,6%) e più del
60% di tutelati (cfr. Tabb 1.12 e 1.14).
Per quanto riguarda la condizione lavorativa (cfr. Graf. 1.4) la quota di
dipendenti e assimilati è lentamente calata nel corso degli anni passando dal
52,5% del 2008 al 50,3% nel 2011. Per contro, è invece aumentata la porzione dei pensionati (che nel 2008 rappresentavano il 44,3% del totale), cresciuta
di 1,3 punti percentuali nel 2011.
Tab. 1.14 - Dichiaranti
suddivisi per condizione
2008
2009
2010
2011
Dipendente
598.587
621.446
672.789
690.104
Pensionato
505.210
517.621
577.391
624.773
36.078
42.800
49.674
56.105
1.139.875
1.181.867
1.299.854
1.370.982
lavorativa, 2008-2011
Altra situazione
(valori assoluti)
TOTALE
Graf. 1.4 - Dichiaranti
suddivisi per condizione
lavorativa, 2008-2011
(valori percentuali)
60,0
52,5 52,6 51,8
50,3
50,0
44,3 43,8 44,4 45,6
40,0
2008
30,0
2009
2010
20,0
2011
10,0
3,2
3,6
3,8
4,1
,0
Dipendente
Pensionato
Altra situazione
Come si evince facilmente dalla lettura del grafico, la categoria “Altra situazione” (comprendente i soggetti che dichiarano redditi di capitale, di lavoro autonomo non derivanti da attività professionale e altri redditi diversi)
è del tutto residuale sia in termini quantitativi (infatti non raggiunge le 60.000
unità nel 2011), sia in termini di quantità di reddito spiegato, come vedremo
nel prossimo capitolo. Per questa ragione, si è scelto di elaborare solo i dati
relativi alle categorie dei dipendenti e assimilati e dei pensionati.
Un’altra variabile di interesse per individuare le caratteristiche del campione Acli riguarda quella del paese di origine del dichiarante.
22
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
I dichiaranti sono stati suddivisi nelle seguenti modalità:
- nati in Italia;
- nati in uno dei Paesi dell’Europa a 15;
- nati in uno dei Paesi extra-Europa a 15.
Come viene indicato nel Graf. 1.5 il 96,1% dei contribuenti è nato in Italia, l’1,2% in uno dei Paesi dell’Europa a 15 mentre il 2,7% è nato in un Paese extra EU 15.
Graf. 1.5 - Dichiaranti
1,2
2,7
suddivisi per paese
di origine, 2011
Nato in Italia
Nato in Europa a 15
Nato Extra Europa a 15
(valori percentuali)
96,1
Tab. 1.15 - Dichiaranti nati in
2008
2009
2010
2011
Femmine
7.849
8.328
9.047
9.591
un paese dell’Europa a 15
Maschi
5.755
5.984
6.535
6.663
suddivisi per genere, 2008-
TOTALE
13.604
14.312
15.582
16.254
2011 (valori assoluti)
2008
2009
2010
2011
Femmine
57,7
58,2
58,1
59,0
in un paese dell’Europa a 15,
Maschi
42,3
41,8
41,9
41,0
2008-2011
TOTALE
100
100
100
100
2008
2009
2010
2011
22.594
Tab. 1.16 - Dichiaranti nati
(valori percentuali)
Tab. 1.17 - Dichiaranti nati
Femmine
14.468
16.581
19.949
in un paese extra Europa a
Maschi
18.912
21.274
25.130
27.325
15 suddivisi per genere,
TOTALE
33.380
37.855
45.079
49.919
2008
2009
2010
2011
2008-2011 (valori assoluti)
Tab. 1.18 - Dichiaranti nati
Femmine
43,3
43,8
44,3
45,3
in un paese extra Europa a
Maschi
56,7
56,2
55,7
54,7
15 suddivisi per genere,
TOTALE
100
100
100
100
2008-2011
(valori percentuali)
23
Incrociando le variabili paese di origine e genere è possibile cogliere come tra i paesi dell’Europa a 15 vi sia una larga maggioranza di contribuenti
femmine (circa il 60% nel 2011); al contrario invece tra i dichiaranti nati al di
fuori dell’Europa a 15 la percentuale di maschi si attesta intorno al 55%.
Riportando questi elementi di lettura al livello territoriale emergono i
diversi profili regionali del campione Acli.
Graf. 1.6 - Incidenza
percentuale di dichiaranti
nati all’estero sul totale
dei contribuenti
(profili regionali), 2011
Valle d'Aosta
Friuli Venezia Giulia
Trentino Alto Adige
Marche
Veneto
Emilia Romagna
Umbria
Lombardia
Lazio
Toscana
Liguria
Piemonte
Abruzzo
Molise
Sicilia
Basilicata
Calabria
Campania
Puglia
Sardegna
0,0
8,2
6,9
6,8
6,1
5,9
5,4
5,2
4,9
4,6
4,5
4,5
4,4
4,1
2,9
2,7
2,3
2,3
2,1
1,9
1,6
1,0
2,0
3,0
4,0
5,0
6,0
7,0
8,0
9,0
Le regioni con la percentuale più alta di contribuenti nati in un paese
straniero sono Valle d’Aosta (8,2%), Friuli Venezia Giulia (6,9%), Trentino Alto Adige (6,8%) e Marche (6,1%). In Sardegna, Puglia, Campania, Calabria,
Basilicata, Sicilia e Molise la percentuale di contribuenti nati all’estero non supera il 3% (Cfr. Graf 1.6).
Graf. 1.7 - Dichiaranti
suddivisi per regione
e per genere, 2011
60,0%
50,0%
40,0%
30,0%
Femmine
Maschi
20,0%
10,0%
a
sil
ica
ta
Ca
lab
ria
Si
cil
ia
Sa
rd
eg
na
a
Ba
ni
gli
pa
Pu
Ca
m
zo
ol
ise
M
zio
ru
z
La
Ab
Pi
em
on
Va
te
lle
d'
Ao
sta
Lo
m
ba
Tr
r
en dia
tin
oA
.A
Ve .
ne
t
o
Fr
iu
li
V.
G
Em
Li .
gu
ili
a R ria
om
ag
n
To a
sc
an
a
U
m
br
ia
M
ar
ch
e
0,0%
Tornando ad osservare il campione nel suo complesso, un altro approfondimento di interesse riguarda l’incrocio tra la dimensione di genere e la
suddivisione territoriale. Sebbene a livello nazionale la quota femminile di
contribuenti superi quella maschile, in cinque regioni (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) si verifica il contrario, con in evidenza il caso di Campania e in Sicilia, regioni in cui la percentuale di contribuenti maschi è superiore al 53% (cfr. Graf. 1.7).
24
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
Graf. 1.8 - Dichiaranti
70,0
60,0
suddivisi per regione
50,0
e categoria (2011)
40,0
30,0
Dipendenti
20,0
Pensionati
10,0
Pi
em
o
Va
lle nte
d'
Ao
Lo sta
m
ba
Tr
r
en dia
tin
oA
.A
Ve .
ne
to
Fr
iu
li
V.
G
.
Em
Li
gu
il i
aR
ria
om
ag
n
To a
sc
an
a
U
m
br
ia
M
ar
ch
e
La
zio
Ab
ru
zz
o
M
ol
Ca ise
m
pa
ni
a
Pu
gli
a
Ba
sil
ica
ta
Ca
lab
ria
Si
ci
Sa lia
rd
eg
na
0,0
Guardando alle distribuzioni per categoria di contribuente, a livello nazionale la quota di Pensionati (47,5%) risulta minore rispetto a quella dei Dipendenti (52,5%), ma in nove regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Sardegna) si verifica però la tendenza inversa.
Graf. 1.9 - Incidenza
percentuale del numero
di dichiaranti e del reddito
dichiarato per regione,
sul totale nazionale
(Modello 730, 2011)
BASILICATA
VALLE D'AOSTA
MOLISE
CALABRIA
UMBRIA
ABRUZZO
MARCHE
CAMPANIA
SARDEGNA
FRIULI VENEZIA GIULIA
SICILIA
LIGURIA
PUGLIA
LAZIO
TOSCANA
0,3%
0,3%
0,3%
0,3%
0,5%
0,4%
0,5%
0,5%
0,9%
1,0%
1,4%
1,4%
2,0%
1,9%
2,2%
2,0%
2,9%
2,5%
2,6%
2,7%
3,6%
2,9%
3,2%
3,1%
4,9%
3,7%
4,1%
4,4%
4,5%
4,5%
% dei contribuenti sul totale
% reddito regionale sul totale complessivo
9,0%
9,0%
9,4%
9,5%
9,1%
9,6%
11,6%
10,7%
TRENTINO-ALTO ADIGE
PIEMONTE
EMILIA-ROMAGNA
VENETO
27,1%
LOMBARDIA
29,7%
0,0%
0,5%
10,0%
15,0%
20,0%
25,0%
30,0%
35,0%
Il Graf. 1.9 mostra il confronto tra l’incidenza percentuale del numero
dei dichiaranti Acli su base regionale e il “peso” del reddito dichiarato in
ogni regione su quello complessivo nazionale. Il confronto tra queste due dimensioni permette di comparare quanto una regioni “pesi” a livello nazionale in termini di contribuenti e quanto la percentuale del reddito percepito da questi ultimi incida sul totale complessivo del campione Acli preso in
considerazione.
25
La Lombardia raccoglie il 27,1% dei dichiaranti sul totale nazionale e il
29,7 % del reddito complessivo. In Veneto, Puglia, Liguria, Sicilia, Sardegna,
Campania, Marche e Molise l’incidenza percentuale del numero dei dichiaranti è più elevata rispetto all’ammontare del reddito.
1.3. Il confronto
tra il campione
Caf Acli e i dati Mef
Per verificare e sostenere la significatività delle elaborazioni dei dati Caf
Acli è utile confrontare il profilo del suo campione e le sue caratteristiche con
i dati raccolti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sull’universo delle
dichiarazioni Irpef in Italia. Questa operazione di confronto mostra che, nonostante il bias originario, la banca dati Acli presenta rispetto a quella del
Mef alcuni punti di forza.
Anzitutto, il campione Acli pur non essendo per definizione statisticamente rappresentativo di tutti i contribuenti è, come abbiamo visto, molto
numeroso e per ciò stesso rilevante (quasi 1 milione e 400 mila dichiarazioni
nel 2011).
In secondo luogo, il dataset relativo alle dichiarazioni dei redditi con Modulo 730 raccolte dai Centri di assistenza fiscale delle Acli presenta una “qualità del dato” molto elevata, come attesta la presenza di rarissimi missing, cioè
“casi mancanti”.
Infine, preme rilevare il peculiare posizionamento del campione Acli lungo la scala sociale, che consente di associarlo a un profilo di ceto medio popolare. Approfondiremo questo aspetto nel prossimo capitolo.
Per entrare nel merito della rappresentatività statistica dei dati a nostra
disposizione confrontiamo il campione Acli (relativo esclusivamente al Modello 730) con il numero complessivo dei contribuenti Irpef (ovvero l’universo relativo a tutte le tipologie di pratiche quali Modello 770, Modello Unico,
Modello 730) composto in totale da 41,3 milioni di soggetti fiscali.
Le tipologie di dichiarazioni presentate all’Agenzia dell’Entrate nel 2012
(anno di imposta 2011) risultano così ripartite: Modello 770 (30,0%,) Modello Unico (25,5%), Modello 730 (44,5%).
Rapportando il numero dei dichiaranti Acli con quelli del Mef è possibile osservare che il campione Acli - composto da quasi 1,4 milioni di soggetti rappresenta il 3,3% del totale dei contribuenti (Irpef).
26
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
Graf. 1.10 - Percentuale
di contribuenti Acli
100,0
90,0
(modello 730) sul totale
dei contribuenti Mef (Irpef),
80,0
2011
70,0
Totale contribuenti Mef
(Irpef): 41.320.548
Modello 730
(campione Acli):
1.370.982 (3,3%)
60,0
50,0
Modello 730
Campione Acli
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
3,3
Totale contribuenti MEF
Confrontando invece i dati relativi esclusivamente ai contribuenti che a
livello nazionale hanno presentato il Modello 730, il campione Acli rappresenta il 7,5% del totale Mef. Come è stato ribadito precedentemente i dati a
nostra disposizione ci permettono di comparare il campione Acli esclusivamente con il totale dei contribuenti (Irpef).
Graf. 1.11 - Percentuale
di contribuenti Acli
100,0
90,0
(modello 730) sul totale
dei contribuenti Mef
(Modello 730), 2011
Totale contribuenti
Modello 730 (MEF):
18.381.554
Modello 730
(campione Acli):
1.370.982 (7,5%)
80,0
70,0
60,0
50,0
Modello 730
Campione Acli
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
7,5
Totale contribuenti Modello 730
27
Graf. 1.12 - Percentuale
100,0
di lavoratori dipendenti
90,0
(contribuenti Acli - Modello
730) sul totale dei
80,0
contribuenti (Modello 730),
70,0
2011
Totale contribuenti
Modello 730 (MEF):
20.951.270
Modello 730
(campione Acli):
690.104 (3,3%)
60,0
50,0
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
Graf. 1.13 - Percentuale
di Pensionati (contribuenti
Contribuenti Acli
(dipendenti)
3,3
Totale contribuenti lav. dipendenti
100,0
90,0
Acli - Modello 730) sul totale
dei contribuenti
80,0
(Modello 730), 2011
70,0
Totale contribuenti
Modello 730 (MEF):
15.064.435
Modello 730
(campione Acli):
624.773 (4,1%)
60,0
50,0
Contribuenti Acli
(pensionati)
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
4,1
Totale contribuenti pensionati
Se passiamo a considerare la condizione lavorativa possiamo osservare
che a livello nazionale, secondo i dati Irpef, i lavoratori dipendenti sono più
di 20 milioni pari al 50,7% del totale dei contribuenti, mentre la quota di pensionati supera i 15 milioni (36,5%).
Fatta 100 la somma di dipendenti e pensionati (pari a 36.015.705 unità)
è possibile notare che il numero di lavoratori dipendenti del campione Mef è
pari al 58,2%, a differenza del campione Acli dove tale percentuale si attesta
al 52,5% (cfr. Graf 1.14).
28
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
Graf. 1.14 - Dichiaranti
70,0
suddivisi per condizione
60,0
58,2
52,5
lavorativa
(lavoratori Dipendenti +
50,0
Pensionati)
40,0
47,5
41,8
Dipendente
Confronto tra Acli e Mef,
2011
30,0
Pensionato
20,0
10,0
0,0
Acli
Tab. 1.19 - Dichiaranti
Genere
MEF
Totale contribuenti
v.a.
%
Numero contribuenti Caf Acli - Modello 730
v.a.
%
suddivisi per genere -
Maschi
21.626.214
52,3
662.582
48,3
Confronto tra Acli
Femmine
19.694.334
47,7
708.400
51,7
TOTALE
41.320.548
100
1.370.982
100
e Mef, 2011 (valori assoluti
e percentuali)
In controtendenza con i dati del Mef la quota di contribuenti donne del
campione Acli supera quella degli uomini. Nel campione Acli sono infatti di
più le femmine rispetto ai maschi: 51,7% Acli contro il 47,7% Mef (cfr. Tab.
1.19).
Tab. 1.20 - Dichiaranti
Stato civile
v.a.
suddivisi per stato civile
Confronto tra Acli e Mef,
Celibi/Nubili
Coniugati
Totale contribuenti Mef
%
% sui casi validi
(28.875.045)
Numero contribuenti Caf Acli - Modello 730
v.a.
%
5.953.899
14,4
20,6
259.691
18,9
18.155.820
44
62,9
852.989
62,2
2011 (valori assoluti
Vedovi
2.819.847
6,8
9,8
183.130
13,4
e percentuali)
Separati
1.041.698
2,5
3,6
41.268
3
Divorziati
578.482
1,4
2,0
31.221
2,3
Deceduti
289.407
0,7
1,0
/
/
Tutelati
26.844
0,1
0,1
2.285
0,2
Minori
9.048
0
0,0
398
0
Non indicato
12.445.503
30,1
/
/
/
TOTALE
41.320.548
100
100
1.370.982
100
Come osservato, l’assenza di informazioni mancanti (cfr. voce “Non indicato” nei dati Mef) attesta indirettamente la qualità del database dei contribuenti Acli.
La “bontà” del dato è riscontrabile anche per altre informazioni. Relativamente allo stato civile, per esempio, confrontando i casi validi del Mef con
il campione Acli è possibile notare che non vi sono rilevanti divergenze nella
distribuzione percentuale delle modalità tra i due campioni. Bisogna però tenere conto che non sono disponibili il 30% dei dati del campione Mef e ciò
29
presuppone che il confronto tra le due distribuzioni sia da valutarsi con le dovute cautele (cfr. Tab. 1.20).
Graf. 1.15 - Dichiaranti
40,0
suddivisi per età - Confronto
35,0
tra Acli e Mef, 2011
30,0
37,5
33,2 33,5
31,7
30,9
27,3
25,0
20,0
MEF
Acli
15,0
10,0
4,2
05,0
0,1 0,0
0,0
0 - 14
1,6
15 - 24
25 - 44
45 - 64
65 anni e più
I contribuenti Acli più giovani (fino a 24 anni) sono pari all’1,6% del totale (22.733 in termini assoluti). Più di un quarto dei dichiaranti (27,3%) si trova nella fascia di età 25-44 anni, mentre la percentuale dei contribuenti con
45 anni e più nel suo insieme supera dunque il 70% (cfr. Graf. 1.15).
I dati del Mef mostrano come i contribuenti italiani compresi nella fascia
15-44 anni siano più del 30% del totale mentre i dichiaranti con 45 anni e più
si attestino al 64,1%. La percentuale della fascia d’età relativa 45-64enni varia di circa solo di un punto percentuale tra i due campioni (Mef 33,2% contro Acli 33,5%). Complessivamente il campione Mef presenta un profilo più
giovane.
In termini assoluti la maggiore concentrazione di contribuenti Acli si ritrova in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Trentino-Alto Adige, regioni in cui il numero di dichiaranti supera le 100 mila unità. In Valle
d’Aosta, Molise, Basilicata e Calabria i contribuenti Acli sono meno di 10 mila (cfr. Tab. 1.21 e Graf. 1.16).
Per contro, l’incidenza percentuale dei dichiaranti Acli per regione sul
totale dei contribuenti in Trentino-Alto Adige si attesta al 14,9%, seguita da
Lombardia (5,2%), Veneto (4,4%) e Valle d’Aosta (4,2%).
30
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 1
Tab. 1.21 - Dichiaranti
Regione
suddivisi per regione
Piemonte
(valori assoluti) - Confronto
Valle d’Aosta
tra Acli e Mef, 2011
Numero contribuenti
Mef
Acli
3.254.552
128.317
100.240
4.172
Lombardia
7.131.073
372.151
Liguria
1.219.664
43.201
827.021
123.322
3.583.623
158.648
Trentino Alto Adige
Veneto
Friuli Venezia Giulia
945.884
35.278
Emilia Romagna
3.366.879
124.759
Toscana
2.751.010
61.051
Umbria
644.760
12.587
Marche
1.149.919
28.045
Lazio
3.813.937
56.020
Abruzzo
934.305
19.676
Molise
221.087
6.212
Campania
3.136.585
30.065
Puglia
2.585.358
66.688
386.182
4.707
Calabria
1.220.817
6.689
Sicilia
2.966.158
49.375
Sardegna
1.080.293
40.019
Basilicata
Non indicata
TOTALE
Graf. 1.16 - Incidenza
percentuale del numero
di dichiaranti Acli
per regione sul totale
regionale Mef (Irpef),
2011
Trentino Alto Adige
Lombardia
Veneto
Valle d’Aosta
Piemonte
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Sardegna
Liguria
Molise
Puglia
Marche
Toscana
Abruzzo
Umbria
Sicilia
Lazio
Basilicata
Campania
Calabria
0,5
1.201
-
41.320.548
1.370.982
14,9
5,2
4,4
4,2
3,9
3,7
3,7
3,7
3,5
2,8
2,6
2,4
2,2
2,1
2,0
1,7
1,5
1,2
0,5
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
12,0
14,0
16,0
31
2. Il
posizionamento:
un profilo
di ceto medio
L
a profilazione degli utenti Acli, effettuata nel capitolo precedente, può
essere ulteriormente precisata analizzando la distribuzione dei redditi in
classi di reddito e mettendola a confronto con quella che emerge dai dati del
Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), relativi al complesso delle dichiarazioni Irpef su tutto il territorio nazionale.
2.1. Nel mezzo della
scala dei redditi
La media dei redditi dei due collettivi si distanzia di circa 3.000 euro: è di
circa 19.000 euro per il Mef, e circa 22.000 euro per Acli. La distanza vale sempre 3.000 euro se osserviamo solo i dipendenti (22.000 euro Mef vs 25.000 euro
Acli), e vale poco più di 1.000 euro se osserviamo solo i pensionati (19.000 euro
Mef vs 20.000 euro Acli).
Il confronto per classi di reddito si rivela ancora più interessante (cfr. Tab.
2.1 e Graff. da 2.1 a 2.6).
Tab. 2.1 - Confronto
distribuzione per classi di
reddito complessivo Acli/Mef,
Classi di reddito complessivo
in euro
anno di imposta 2011
totale contribuenti
1
(valori nominali )
Numero contribuenti
Ministero Economia
e Finanze (Mef )
Frequenza
%
Media
di reddito
Numero contribuenti
Campione ACLI
Frequenza
%
Media
di reddito
(inferiore a 0)
184.358
0,4
-10,97
-
-
-
zero
388.576
0,9
0,00
2.298
0,2
0,00
fino a 1000
2.372.506
5,7
0,45
42.690
3,1
0,41
da 1001 a 2500
1.684.805
4,1
1,70
14.099
1,0
1,68
da 2501 a 5000
1.985.389
4,8
3,71
21.389
1,6
3,75
da 5001 a 10000
7.017.305
17,0
7,38
158.405
11,6
7,58
da 10001 a 15000
6.112.550
14,8
12,50
196.094
14,3
12,61
da 15001 a 20000
6.543.363
15,8
17,52
260.837
19,0
17,59
da 20001 a 26000
6.007.947
14,5
22,75
282.693
20,6
22,80
da 26001 a 35000
4.713.526
11,4
29,82
229.730
16,8
29,79
da 35001 a 50000
2.318.370
5,6
40,87
102.105
7,4
40,65
da 50001 a 75000
59,92
1.130.785
2,7
60,23
40.349
2,9
da 75001 a 100000
433.036
1,0
85,58
12.874
0,9
84,87
più di 100000
428.032
1,0
175,90
7.419
0,5
142,09
41.320.548
100,0
19,66
1.370.982
100,0
22,16
TOTALE
Il confronto evidenzia che il campione Acli (basato sul solo modello 730)
è significativamente sottorappresentato nelle classi più basse di reddito, ovvero sino a 10.000 euro: rientra in questa fascia solo il 6,5% dei contribuenti
Acli di contro al 32,9% dei contribuenti Mef.
I due campioni hanno un peso sostanzialmente equivalente nella classe
di reddito tra i 10.000 e i 15.000 euro (Mef 14,8%; 14,3% Acli).
Viceversa, il campione Acli è sovra rappresentato nelle classi di reddito successive sino alla soglia dei 50.000 euro: qui troviamo il 63,8% dei dichiaranti
Acli vs il 47,4% dei contribuenti Mef.
Oltre i 50.000 euro le due distribuzioni tornano ad assomigliarsi, ma se
fino tra i 50 e i 75.000 il campione Acli è ancora leggermente più rappresen1
32
In questo capitolo ci si riferirà sempre ai valori nominali.
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 2
tato (2,9% vs 2,7%), oltre i 100.000 euro la graduatoria si inverte (oltre i 75.000
euro: 2,0% Mef; 1,4% Acli); e lo scarto cresce con l’aumentare del reddito (oltre i 100.000 euro: 1,0% Mef; 0,5% Acli).
Volendo fare sintesi di questi dati, basti dire che 1 su 2 dei contribuenti
Acli dichiara tra i 15.000 e i 30.000 euro.
Graf. 2.1 - Confronto
distribuzione per classi di
reddito complessivo Acli/Mef,
anno di imposta 2011
totale contribuenti (valori
30,0
Ministero Economia e Finanze
Campione ACLI
25,0
20,0
percentuali)
15,0
10,0
5,0
0,0
zero
fino a
1000
da 1001
a 2500
da 2501
a 5000
da 5001 da 10001 da 15001 da 20001 da 26001 da 35001 da 50001 da 75001
a 10000 a 15000 a 20000 a 26000 a 35000 a 50000 a 75000 a 100000
più di
100000
La specificità del campione Acli emerge con maggiore chiarezza se consideriamo solo Dipendenti e Pensionati, eliminando cioè la categoria “Altra
situazione”.
Approfittiamo di questa elaborazione per ricordare - come peraltro già
fatto nel Cap. 1 - che nei prossimi capitoli del Rapporto la categoria dei contribuenti classificata come “Altra situazione” (comprendente redditi di capitale, di lavoro autonomo non derivante da attività professionale e altri redditi diversi) non verrà considerata. Le sue caratteristiche di residualità ed eterogeneità la rendono non solo poco utile a fini interpretativi, ma per certi aspetti distorsiva dei risultati.
Se guardiamo ai soli Dipendenti, scopriamo che quasi 1 contribuente Acli
su 2 dichiara tra i 20.000 e i 35.000 euro: appartiene infatti a questa fascia il
45,3% del campione contro il 32,7% dei contribuenti Mef (Graf. 2.3).
Quanto alla distribuzione dei redditi della categoria Pensionati, il confronto
con i dati Mef mostra come Acli intercetti in prevalenza soggetti che percepiscono una pensione da lavoro dipendente. Solo l’1,6% dichiara un reddito
medio inferiore ai 500 euro, contro il 5,0% dei contribuenti Mef, nei quali certamente confluisce una percentuale più alta di persone che percepiscono la
pensione sociale. In altre parole l’analisi mostra la natura “lavorista” del campione Acli (cfr. Graf. 2.4).
33
Graf. 2.2 - Confronto
30,0
Ministero Economia e Finanze
Campione ACLI
distribuzione per classi di
reddito complessivo Acli/Mef,
25,0
anno di imposta 2011
20,0
Dipendenti + Pensionati
(valori percentuali)
15,0
10,0
5,0
0,0
zero
Graf. 2.3 - Confronto
fino a
1000
da 1001
a 2500
da 2501
a 5000
da 5001
a 10000
da
10001 a
15000
da
15001 a
20000
da
20001 a
26000
da
26001 a
35000
30,0
25,0
anno di imposta 2011
20,0
da
50001 a
75000
da
75001 a
100000
più di
100000
Ministero Economia e Finanze
Campione ACLI
distribuzione per classi di
reddito complessivo Acli/Mef,
da
35001 a
50000
Dipendenti
(valori percentuali)
15,0
10,0
5,0
0,0
zero
Graf. 2.4 - Confronto
fino a
1000
da 1001
a 2500
da 2501
a 5000
da 5001 da 10001 da 15001 da 20001 da 26001 da 35001 da 50001 da 75001
a 10000 a 15000 a 20000 a 26000 a 35000 a 50000 a 75000 a 100000
30,00
Ministero Economia e Finanze
Campione ACLI
distribuzione per classi di
reddito complessivo Acli/Mef,
25,00
anno di imposta 2011
20,00
più di
100000
Pensionati
(valori percentuali)
15,00
10,00
5,00
0,0
zero
fino a
1000
da 1001
a 2500
da 2501
a 5000
da 5001
a 10000
da
10001 a
15000
da
15001 a
20000
da
20001 a
26000
da
26001 a
35000
da
35001 a
50000
da
50001 a
75000
da
75001 a
100000
più di
100000
In tutti i casi, il confronto tra le distribuzioni dei redditi dei collettivi Acli
e il Mef rafforza l’ipotesi che il campione Acli consenta di avere un punto di
vista privilegiato sul ceto medio, in particolare sul ceto medio “popolare”. Esso
34
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 2
permette di osservare da vicino un segmento specifico della scala sociale, ovvero quello che occupa le posizioni medie e medio-basse.
La non rappresentatività statistica del campione Acli rispetto all’universo dei dichiaranti in Italia è dunque compensata oltre che dalla sua numerosità (già evidenziata nel precedente capitolo) anche da questo suo particolare posizionamento, il che rafforza il valore delle considerazioni via via proposte
in questo Rapporto in merito all’andamento dei redditi degli ultimi anni e l’impatto delle politiche fiscali.
È interessante notare che questa caratterizzazione del campione, confermandosi anche nel confronto tra aree geografiche, emerge con particolare evidenza nelle regioni del Nord, segnatamente del Nord-ovest, sino a ridursi
invece nelle regioni del Sud e nelle Isole, caratterizzate da medie di reddito
più basse del resto della penisola.
Come mostra il Graf. 2.5, infatti, le regioni del Sud e le Isole mostrano una
distribuzione del campione Acli più simile a quella del campione Mef nazionale, mentre le regioni situate a Nord-ovest della penisola ricalcano la distribuzione media del campione nazionale Acli, accentuandone la rappresentatività relativa nelle fasce intermedie di reddito.
Graf. 2.5 - Confronto
CAMPIONE NAZIONALE
25,0
NORD-OVEST
NORD-EST
CENTRO
SUD
ISOLE
distribuzione per classi di
20,0
reddito complessivo Acli/Mef
nazionale e Acli per area
15,0
10,0
geografica, anno di imposta
5,0
2011 Dipendenti +
0,0
zero
Pensionati (valori
fino
a 1.000
da 1.000 da 2.500 da 5.000 da 10.000 da 15.000 da 20.000 da 26.000 da 35.000 da 50.000 da 75.000 oltre
a 2.500 a 5.000 a 10.000 a 15.000 a 20.000 a 26.000 a 35.000 a 50.000 a 75.000 a 100.000 100.000
percentuali)
Allo stesso modo è interessante assumere il punto di vista del genere: mentre i maschi sono decisamente sovra rappresentati nelle classi intermedie di reddito, le donne lo sono nella parte medio-bassa: si tratta del primo indicatore
della distanza tra i redditi medi maschili e femminili su cui torneremo più volte a riflettere.
Ministero Economia e Finanze
Graf. 2.6 - Confronto
30,0
distribuzione per classi di
25,0
reddito complessivo Acli/Mef
20,0
nazionale e Acli per genere,
15,0
anno di imposta 2011
10,0
totale contribuenti (valori
5,0
percentuali)
0,0
zero
fino a 1000 da 1001 da 2501
a 2500 a 5000
da 5001
a 10000
Campione ACLI
Femmine (ACLI)
Maschi (ACLI)
da 10001 da 15001 da 20001 da 26001 da 35001 da 50001 da 75001 più di
a 15000 a 20000 a 26000 a 35000 a 50000 a 75000 a 100000 100000
35
Quanto emerso mettendo a confronto le diverse curve di distribuzione
dei redditi trova conferma nel confronto tra i redditi medi individuali dei collettivi Acli e Mef. Come ricordato all’inizio del capitolo i redditi medi del campione Acli sono più alti di quelli del Mef, e questo vale non solo considerando l’insieme dei due gruppi, ma analizzando in modo distinto dipendenti e pensionati. La distanza tra i due collettivi emerge con particolare evidenza considerando la categoria dipendenti.
Il differenziale di reddito appare rilevante non solo a livello nazionale,
ma anche territoriale, con interessanti specificità regionali. I Graff. 2.7a e 2.7b
mostrano con chiarezza quanto appena affermato. Il differenziale è massimo
in Calabria (dove arriva a 9.000 euro), Abruzzo e Campania (dove supera i 5.000
euro); al capo opposto troviamo la Lombardia dove non arriva ai 1.000 euro
e il Veneto dove quasi sfiora i 2.000 euro. Come sarà discusso nel Capitolo 4,
questo differenziale non è solo specchio del diverso profilo socio-economico
di ciascuna regione, bensì anche del profilo degli utenti Caf Acli, ovvero della tipologia di lavoratori e pensionati intercettati dai servizi, diverso in ciascuna
regione.
Graf. 2.7a - Confronto redditi
medi individuali per regione
dati Acli e Mef, anno
Acli
Mef
Pi
e
Va mon
lle
t
d' e
Ao
Lo sta
m
Tr bar
d
en
tin ia
oA
.A
.
Ve
ne
t
Fr
o
iu
li
V.
G
Em
.
L
ili
a R igur
om ia
ag
na
To
sc
an
a
U
m
br
i
M a
ar
ch
e
La
zio
Ab
ru
zz
o
M
ol
ise
Ca
m
pa
ni
a
Pu
gli
Ba
a
sil
ica
ta
Ca
lab
ria
Si
cil
Sa
i
rd a
eg
na
To
ta
le
di imposta 2011, Dipendenti
35,00
30,00
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
Graf. 2.7b - Confronto redditi
medi individuali per regione
dati Acli e Mef, anno
di imposta 2011, Dipendenti
(valori nominali, espressi
in migliaia di euro)
22,08
Totale
18,64
Sardegna
18,08
Sicilia
25,79
23,60
22,71
15,66
Calabria
25,31
Basilicata
17,5
Puglia
17,35
20,23
21,12
18,84
Campania
24,60
Molise
19,32
Abruzzo
19,33
23,64
25,40
24,99
Lazio
20,42
Marche
21,00
Umbria
25,94
22,33
Toscana
25,88
Emilia Romagna
23,26
Liguria
23,19
22,62
Friuli V.G.
22,32
Veneto
25,44
26,6
27,35
22,81
Valle d'Aosta
23,34
Piemonte
5,00
10,00
15,00
Mef
36
26,63
24,27
Lombardia
0,00
26,53
24,96
21,37
Trentino A.A.
20,00
Acli
29,28
24,29
25,00
26,68
25,69
30,00
35,00
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 2
2.2. Indici e fattori
di disuguaglianza
Il peculiare posizionamento del campione Acli si riflette anche nella minore disuguaglianza interna. L’indice Gini di disuguaglianza vale, infatti, nel campione Acli lo 0,31 (sostanzialmente stabile nei quattro anni considerati) contro lo
0,45 del campione Mef (2007) e lo 0,42 stimato sui dati di Banca d’Italia (2010).
La minore disuguaglianza del campione Acli rispetto al Mef si conferma osservando
il reddito netto Irpef come mostra la Tab. 2.2.
Dichiarazioni
Modello IRPEF
IRPEF dati Mef, dati Banca d’Italia
2011
Tutti i
Dipendenti
contribuenti
e Pensionati
Anno 2007
Anno 2010
Tab. 2.2 - Indici redistributivi
2008
2009
2010
0,3184
0,3149
0,3184
0,3191
0,4580
0,4201
Gini del Reddito complessivo totale 0,3184
-
sui dipendenti e pensionati,
campione Acli e confronto
con dati Mef e banca d’Italia
Gini del Reddito complessivo Irpef
0,3149
0,3184
0,3198
-
Gini del Reddito da cedolare
-
-
-
0,9949
-
-
Gini del Reddito netto IRPEF
0,2671
0,2643
0,2676
0,2680
-
0,3648
Gini del Reddito netto totale
0,2671
0,2643
0,2676
0,2688
-
-
Cionondimeno, le disuguaglianze interne al campione Acli sono significative.
Un quarto del reddito complessivo è concentrato nelle mani dell’ultimo decile di popolazione, mentre il primo decile non raccoglie oltre l’1,5% del reddito.
30,0%
dei redditi medi individuali
25,0%
per decili di popolazione,
anno di imposta 2011,
totale contribuenti
percentuale di reddito
Graf. 2.8 - Distribuzione
25,6%
20,0%
14,8%
15,0%
10,0%
5,6%
4,0%
5,0%
7,2%
9,5%
8,4%
12,4%
10,8%
1,5%
0,0%
1°decile
2°decile
3°decile
4°decile
5°decile
6°decile
7°decile
8°decile
9°decile
10°decile
decili di popolazione
Osservando gli stessi dati da un altro punto di vista, e confrontando la percentuale di individui per classe di reddito con la quantità di reddito “spiegato”
da ciascuna classe, si evince che l’1,4% dei contribuenti dichiara oltre i 75.000 euro
e raccoglie il 7,1% del reddito complessivo. Un terzo del campione dichiara fino
a 15.000 euro, raccogliendo il 12,0% del reddito.
tot % individui
tot% somma reddito
25,0
19,0
20,0
20,6
21,2
22,5
16,8
14,3
15,0
15,1
13,7
11,6
10,0
5,0
0,0
8,1
4,0
3,3
0,1
1,0
1,6
0,1
8,0
7,4
fino a 1000 da 1000 a da 2500 a
2500
5000
da 5 a
10mila
da 10 a
15mila
da 15 a
20mila
da 20 a
26mila
da 26 a
35mila
da 35 a
50mila
da 50 a
75mila
3,5
3,6
2,9
0,3
0,9
0,5
da 75 a
100mila
oltre
100mila
37
A queste disuguaglianze interne si uniscono quelle in base al genere e
all’età.
2.2.1 Le
disuguaglianze
di genere
Se osserviamo le differenze di genere, emerge che i redditi maschili sono
sempre sensibilmente maggiori di quelli femminili, qualunque sia la variabile scelta per disaggregarli e compararli: categoria, area territoriale, classe d’età,
status civile e condizione famigliare.
Nel 2011, il reddito medio individuale vale 18.942 euro per le donne e
27.141 euro per gli uomini. Ma conviene entrare di più nel dettaglio per leggere le peculiarità di questo elevato gender income gap.
Nel confronto con quella maschile, la distribuzione dei redditi femminili appare più schiacciata verso i redditi bassi e maggiormente diseguale.
Il 2,6% degli uomini che dichiara oltre i 75.000 euro, raccoglie il 10,0%
del reddito complessivo; tra le donne le proporzioni sono rispettivamente pari
a 0,5% e 2,7%.
Graf. 2.10 - Percentuale
di dichiaranti e di reddito
M % individui
20,0
per classe di reddito e
15,0
anno di imposta 2011
totale contribuenti
F % individui
F % somma reddito
24,6
25,0
dichiarato sul totale,
per genere,
M % somma reddito
30,0
17,0
12,9
12,5
10,2
6,1
16,5
16,9
13,0
10,0
21,8 23,0 21,8
20,8 20,9
19,1 19,018,5
18,2
11,0
10,5
9,5
7,3
5,8
5,2
4,9
4,8
4,7 4,3
4,2
1,7 1,0
2,4
1,7
1,6 0,4
0,3 0,1 0,3 1,70,2 0,7
1,3
0,5
0,11,0
0,0
0,0
0,0
0,0
fino a 1000 da 1000 a
da 2500 a da 5 a 10mila da 10 a 15mila da 15 a 20mila da 20 a 26mila da 26 a 35mila da 35 a 50mila da 50 a 75mila da 75 a
oltre 100mila
2500
5000
100mila
5,0
Tali differenze di reddito in base al genere emergono con particolare chiarezza nelle classi di reddito medio basse. Nel campione degli uomini la mediana
si posiziona tra i 20.000 e i 26.000 euro, mentre nel campione delle donne si
situa tra i 10.000 e i 15.000 euro.
Il rapporto tra il 10° e il 1° decile vale 8,53 per i maschi, mentre per le donne addirittura 34,91, segno che in queste ultime il primo decile di popolazione accumula un reddito veramente esiguo.
FEMMINE
Graf. 2.11 - Confronto
120
distribuzione per classi di
100
reddito complessivo Acli/Mef
80
nazionale e Acli per genere,
60
anno di imposta 2011
40
totale contribuenti,
20
ila
00
m
ila
a1
75
da
ol
tre
1
00
m
ila
a7
5m
ila
da
50
a5
0m
ila
da
35
a3
5m
ila
da
26
a2
6m
ila
da
20
a2
0m
ila
15
da
10
da
5
da
a1
a1
0m
5m
ila
0
00
a5
25
da
00
da
10
o
fin
38
00
a2
00
50
0
0
0
a1
percentuali cumulate
MASCHI
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 2
Graf 2.12 - Distribuzione
Maschi
dei redditi medi individuali
confronto maschi e femmine,
anno di imposta 2011
totale contribuenti
70.000
reddito medio
per decili di popolazione:
Femmine
80.000
60.000
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
00
1°
2°
3°
4°
5°
6°
7°
8°
9°
10°
decili di popolazione
Ci fosse bisogno di altre conferme delle disuguaglianze di genere, la curva di Lorenz generalizzata (che moltiplica la curva di Lorenz per la media di
distribuzione) evidenzia che la distribuzione dei redditi maschili è sempre preferibile in termini di benessere rispetto a quella femminile, con una distribuzione del reddito medio sempre maggiore.
Graf 2.13 - Distribuzione
dei redditi maschili
e femminili secondo
maschi
femmine
30000
25000
la curva di Lorenz
generalizzata
20000
anno di imposta 2011
totale contribuenti
15000
10000
5000
0
0
0,1
0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,7
0,8
0,9
1
Le cause determinati del gender income gap possono essere molteplici. Anzitutto a pesare possono essere le diverse tipologie contrattuali e l’inquadramento
lavorativo. L’ipotesi più immediata e semplice è che tra le donne sia più diffuso il part-time, siano mediamente inferiori le giornate annue lavorate e le ore
di lavoro straordinario, siano meno diffuse le posizioni organizzative apicali (come
concordemente rilevano le ricerche sul lavoro femminile). Sarebbe inoltre molto importante considerare, assieme ai fattori appena indicati, il titolo di studio,
il tipo di mansione svolta, il settore di impiego. E tutto ciò poi trova riflesso anche nei redditi da pensione percepiti. Si tratta di aspetti sui quali il modello 730
purtroppo non dà informazioni. Il che non ci consente di interpretare compiutamente questo scarto. Consapevoli della cautela interpretativa che occorre adot-
39
tare, è in ogni modo un dato su cui vale la pena di riflettere considerando quanto il divario rimanga alto nelle famiglie monoreddito e bireddito2. Per le prime
ciò suggerisce la maggiore fragilità delle famiglie monoreddito nelle quali la persona di riferimento è una donna; per le seconde quanto nelle dual earner family il secondo reddito abbia una funzione integrativa, importante certo ma,
in caso di difficoltà occupazionali del principale bread winner, non sempre ade-
Graf. 2.14 - Medie
dei redditi individuali
per genere e categorie
di stato civile
(valori nominali)
reddito medio individuale
guato a supportare i bisogni del nucleo famigliare.
35.000
30.871
30.475
28.918
30.000
28.163
26.620
25.480
23.135 21.320
22.502
25.000
20.310
19.580
17.910
17.756
20.000
15.247 15.742
12.881
15.000
10.000
5.939 5.797
5.000
0
F
M
F
M
F
M
F
M
F
M
F
M
F
M
F
M
F
M
Indiv. in coppie Indiv. in coppie Celibi/nubili
monoreddito
bireddito
Separati
Divorziati
Vedovi
Tutelati
Minori
Altri
categorie di stato civile
2.2.2 Le
disuguaglianze d’età
Se osserviamo le differenze d’età, emerge immediatamente quanto sia
ampio il differenziale esistente tra le classi d’età più giovani e quelle più mature.
Fino a 29 anni i redditi restano molto bassi per entrambi i sessi, e complessivamente l’ascesa è rallentata fino ai 30-39 anni. Tra i 20-29enni la media
individuale è di 16.500 euro (17.800 euro per i maschi; 15.400 euro per le femmine). Entro i 40 anni si arriva in media a poco più di 22.000 euro (maschi 25.600
euro; femmine 19.600 euro).
Come era peraltro scontato attendersi, i redditi più alti sono percepiti in
media dai soggetti presumibilmente giunti all’apice della loro carriera lavorativa, tra i 50 e i 60 anni (28.587 euro nel 2011). Nelle fasce d’età più anziane, oltre i 60 anni, i redditi vanno progressivamente calando. Il calo progressivo nelle classi d’età immediatamente successive è evidentemente determinato dal fatto che il momento di ingresso nella categoria dei pensionati non
è uguale per tutti, e questo determina ipso facto un abbassamento del reddito. Si può anche ipotizzare, almeno per una quota del campione, che l’effetto di integrazione del reddito a volte assicurata dal cumularsi della pensione
con un reddito da lavoro vada contraendosi col diminuire dell’impegno di lavoro all’aumentare dell’età3. Ciò potrebbe contribuire a spiegare come mai il
calo sia più accentuato tra le donne, che subiscono un calo più netto. Naturalmente la ragione più immediata è che le donne vanno in pensione prima
2 Rimandiamo al cap. 1 per la definizione di “famiglia fiscale”. Ribadiamo qui che osserviamo sempre i redditi
individuali.
3 Ricordiamo che per coloro che nel Modello 730 compilano il quadro relativo alla “tipologia dei redditi”, evidenziando di percepire sia redditi da lavoro sia redditi da pensione, la classificazione nell’una o nell’altra categoria di dichiarante viene fatta in base alla percentuale di giornate lavorative segnalate ai fini delle
detrazioni spettanti.
40
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 2
rispetto agli uomini. Ma si può ipotizzare - sulla scorta delle indagini sull’andamento dell’occupazione in età matura - che le donne siano meno propense degli uomini a effettuare altri tipi di lavoro a integrazione del reddito da
pensione.
La distribuzione dei redditi medi individuali lungo il corso di vita disegna
una sorta di “ciclo biografico del reddito” (income life-cicle), che assume la forma di una campana asimmetrica (Graf. 2.15).
Graf. 2.15. Income
life-cicle, anno di imposta
Dipendenti e Pensionati
35.000
D+P Femmine
32.717
30.433
30.000
28.525
28.587
2011, Dipendenti +
25.612
25.000
26.294
23.650
24.150
22.631
Pensionati, per genere
(valori nominali)
D+P Maschi
21.818
23.971
20.000
17.819
16.581
15.000
20.009
21.813
19.673
18.294
18.231
15.416
15.661
16.061
70-79
80 e più
7.445
10.000
6.982
5.000
6.219
0
Fino a 19 anni
20-29
30-39
40-49
50-59
60-69
Osservando solo i Dipendenti, colpisce la forma della curva dei redditi femminili, che resta molto più piatta; inoltre il culmine del reddito viene raggiunto
nelle fasce di età più mature (attorno ai 70 anni), ovvero a fine carriera, con
un picco tra gli uomini. Il che potrebbe avvalorare quanto affermato prima circa la composizione dei redditi stessi.
Graf. 2.16. Income
life-cicle, anno di imposta
2011, Dipendenti, per genere
(valori nominali)
Totale Dipendenti
Dipendenti Maschi
Dipendenti Femmine
50000
44.773,23
45000
45.850,78
41.164,36
40000
34.382,63
35000
30.663,36
35.080,38
30.031,08
30000
25.653,71
25000
17.878,29
20000
16.641,58
15000
39.559,76
38.110,57
26.504,59
28.259,35
29.815,86
30.106,54
70-79
80 e più
25.300,99
22.668,99
21.989,08
19.705,93
15.476,58
10000
7.711,40
5000
6.316,35
7.225,52
0
Fino a 19 anni
20-29
30-39
40-49
50-59
60-69
Il differenziale di genere cresce in modo progressivo in tutte le classi d’età
sino ai 60-69 anni, per poi tornare a ridursi nelle classi d’età più anziane. Sino
ai 19 anni il gap è minimo e vale circa 1.400 euro, sale a 6.000 euro tra i 3039 anni, arriva ai 9.000 euro tra i 50-59 anni e si impenna sino a oltre 16.000
41
euro tra gli over 60. Comincia a ridursi dopo i 70 anni ma tra gli ultra 80enni
vale comunque ancora oltre 9.400 euro. L’ampiezza crescente dell’area grigio
scura del Graf. 2.17 consente di apprezzare facilmente la dimensione di tale
divario.
Graf. 2.17 - Income
life-cicle, anno di imposta
2011, Dipendenti, per genere
50.000
45.000
40.000
35.000
30.000
25.000
20.000
15.000
10.000
5.000
0
M
F
Fino a 19
anni
20-29
30-39
40-49
50-59
60-69
70-79
80 e più
Articolando diversamente le classi d’età - e suddividendole in quattro grandi blocchi: 15-24 (la fase del primo ingresso nel mondo del lavoro, magari in
alternanza con la formazione), 25-44 (la fase della progressiva stabilizzazione), 45-64 (la fase del compimento della carriera), over 65 (la fase del pensionamento) - emerge con estrema chiarezza quanto sia lento, lungo il corso
di vita, l’accesso a livelli retributivi più alti, e come al crescere dell’età aumenti
il divario di genere.
Dal confronto spicca in particolare la distanza tra i redditi raggiunti verso la fine della carriera lavorativa e gli stadi intermedi della stessa. Il gap è particolarmente ampio tra le medie dei redditi degli uomini over 65 e i 45-64enni
(vale 12.073 euro nel 2011), mentre tra le donne il gap vale solo 5.118 euro.
Del resto, la media dei redditi individuali delle donne 45-64enni vale poco di
più della media dei redditi dei maschi della classe d’età inferiore (25-44enni).
per classi d’età,
M
Graf. 2.18 - Redditi medi
Dipendenti
F
anno di imposta 2011,
65 anni o più
45-64 anni
25-44 anni
15-24 anni
65 anni o più
45-64 anni
25-44 anni
15-24 anni
0
46.170
34.097
26.196
13.760
29.574
24.456
19.762
12.111
5.000
10.000
15.000
20.000
25.000
30.000
35.000
40.000
45.000
50.000
Scarti e differenziali proporzionalmente analoghi li ritroviamo tra i redditi da pensione. Qui occorre ricordare che nella categoria pensionati rientrano
anche i redditi derivanti da pensioni di reversibilità e pensioni di inabilità/invalidità, ragione per cui troviamo conteggiate anche le fasce d’età giovani.
42
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 2
Graf. 2.19 - Redditi medi
M
per classi d’età,
65 anni o più
23.441
45-64 anni
26.454
25-44 anni
anno di imposta 2011,
9.575
15-24 anni
6.876
65 anni o più
Pensionati
15.799
17.634
F
45-64 anni
25-44 anni
9.366
15-24 anni
6.570
0
5.000
10.000
15.000
20.000
25.000
30.000
A confermare l’importanza di focalizzarsi sul corso di vita e sulla carriera di lavoro per comprendere l’andamento dei redditi è anche l’analisi della
numerosità dei rapporti di lavoro avuti nell’anno di imposta, che può essere
dedotta a partire dal numero di righi di reddito da lavoro e/o da pensione compilati.
Limitando l’osservazione al gruppo dei dipendenti, questa analisi evidenza,
specialmente per i giovani, una situazione lavorativa “composita”. Nel 2011,
il 7,2% dei giovani fino a 29 anni ha dichiarato di aver avuto 3 o più rapporti di lavoro e il 24,1% ne ha dichiarati due. Per converso poco più di 3 giovani su 10 hanno dichiarato un solo rapporto di lavoro, avendo compilato un solo
rigo del 730 nel 68,1% dei casi. Nelle classi di età successive la quota di coloro che hanno un unico reddito da lavoro sale significativamente sino a raggiungere l’86,9% tra i 50-59enni. Poi riprende a calare nelle face d’età successive.
Poco significativi per ragioni di numerosità del campione i dati relativi alle fasce d’età più anziane. In altre parole, l’età critica rimane quella sino ai 29 anni,
mentre i percettori di un unico reddito da lavoro dipendente e assimilati sono
in prevalenza coloro che appartengono alle classi centrali della popolazione
attiva. Se a questa considerazione relativa agli under 30 si unisce quella sopra
riportata circa il difficile accesso a redditi medio-alti delle forze di lavoro più
giovani, non può che emergere una preoccupazione circa i percorsi di autonomizzazione, e la messa in campo di scelte famigliari e di piena transizione
alla vita adulta.
Graf. 2.20 - Numero
100%
di rapporti di lavoro
90%
dichiarati,
80%
anno di imposta 2011,
08%
24%
04%
15%
03%
02%
02%
01%
01%
12%
11%
12%
20%
27%
04%
14%
70%
60%
solo Dipendenti,
50%
per classe di età
40%
30%
81%
85%
30-39
40-49
87%
85%
78%
68%
82%
tre
due
uno
72%
20%
10%
0%
Fino a 29 anni
50-59
60-69
70-79
80 e più
Totale
classi di età
43
Articolando diversamente le classi d’età - e utilizzando quelle che, come
visto, dividono in quattro grandi fasi la vita lavorativa e che saranno oggetto poi di approfondimento nei prossimi capitoli - emerge che nella fase di primo ingresso nel mercato del lavoro (15-24 anni) 4 giovani su 10 dichiarano 2
o più rapporti di lavoro. Nella fase della progressiva stabilizzazione della carriera lavorativa (25-44 anni) invece prevale la monocommittenza (8 soggetti
su 10 compilano un solo rigo), nella fase maura della carriera lavorativa la monocommittenza si rafforza, ma la presenza di soggetti che dichiarano 2 o più
rapporti di lavoro non scompare (resta prossima al 20%). Nella fase anziana
della vita (oltre i 65 anni), quando per la maggior parte della popolazione attiva si compie il passaggio al pensionamento, chi resta nella schiera dei dipendenti e occupati dichiara in oltre l’83% dei casi di avere avuto 2 o più redditi da lavoro nel corso dell’anno di imposta.
Graf. 2.20bis - Numero
di rapporti di lavoro
Dipendenti
10,2
100%
30,3
dichiarati, anno
50%
59,5
di imposta 2011,
4,4
15,1
3,4
15,8
80,5
80,7
25-44
45-64
14,2
69,4
16,4
0%
15-24
solo Dipendenti,
1
2
65 e più
3
per classe di età
Focalizzando l’attenzione sulle fasce mature e anziane della popolazione, e continuando ad analizzare i dati relativi alla natura e composizione del
reddito da lavoro e/o pensione, possiamo entrare nel merito dell’ipotesi più
volte sopra formulata circa il fatto che, a scavalco della pensione, si trovino situazioni ibride in cui redditi da lavoro e da pensione si cumulano.
Consideriamo il Graf. 2.21. Tra coloro che rientrano nella categoria dei dipendenti, hanno una situazione mista di lavoro e pensione il 6,5% degli individui tra i 45 e 64 anni, e ben il 62,5% degli over 65. Non manca anche chi
tra gli over 65 cumula una pensione con più redditi di lavoro (sono il 6,2% dei
casi).
Graf. 2.21 - Numero
90
di righi di lavoro e/o
70
pensione compilati, anno
60
di imposta 2011, classi d’età
80,7
80
62,6
50
40
45-64 e 65 e più, Dipendenti
30
(valori percentuali)
20
16,4
13,1
14,4
6,5
10
0,7
0
solo 2 o più lavori
45-64 anni
44
1 lavoro + pensione
65 e più
6,2
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 2
Se passiamo ad analizzare la categoria pensionati, viceversa scopriamo che
il quadro si semplifica di molto. Chi è classificato nella categoria pensionati appartiene a essa in prevalenza in modo “netto”, combinando pensione e lavoro
nell’8% dei casi tra i 45 e i 64 anni, mentre solo in 1 caso su 10 tra gli over 65.
Graf. 2.22 - Numero
di righi di lavoro e/o
pensione compilati, anno
120
100
99,1
91,9
80
di imposta 2011, classi d’età
45-64 e 65 e più,
Pensionati
(valori percentuali)
60
40
20
8,1
0,9
0
solo pensione(1 o più)
pensione (1 o più) e lavoro (1 o più)
45-64
65 e più
45
3. La dinamica
dei redditi
2008-2011
S
eguire l’andamento dei redditi negli anni, disaggregando, comparando e
incrociando i dati per tipologie di contribuenti - considerando quindi la
condizione occupazionale (dipendenti e pensionati), l’età, il genere, il paese
di origine, lo stato civile, l’area territoriale di residenza - consente di evidenziare i gruppi sociali che più stanno risentendo della crisi e dell’erosione dei
redditi, rivelando maggiore vulnerabilità sociale.
Nel quadriennio 2008-20111, a livello nazionale, i redditi medi individuali
dichiarati dagli utenti dei Caf Acli sono cresciuti nominalmente di poco meno
di 900 euro, ovvero del 4,02%, passando dunque da 22.168 mila euro a 23.058
euro. Ma alle spalle di questo dato di sintesi le situazioni per categoria e gruppo sociale sono diversificate. Inoltre occorre rileggere il dato in valori monetari (rivalutati), cioè al netto dell’inflazione, per comprendere quanto in termini reali i redditi siano davvero cresciuti o piuttosto non abbiano subito una
battuta d’arresto o peggio ancora una perdita di potere d’acquisto.
3.1. Dinamica dei
redditi per condizione
occupazionale
e genere
Osservando la condizione occupazionale, la crescita a livello nominale risulta più marcata per i redditi da pensione (+1.650 euro circa, pari a +8,96%)
che per quelli da lavoro dipendente (+440 euro circa, pari a +1,72%).
Applicando tuttavia i coefficienti di rivalutazione, i redditi dichiarati nel quadriennio 2008-2011 risultano in calo a livello complessivo (-1,03%, pari a -240 euro)
e in particolare guardando a quelli da lavoro dipendente (-3,21%, pari a quasi 860 euro), mentre la crescita dei redditi da pensione ne esce decisamente ridimensionata (+3,67%, pari a +709 euro). Rimanendo ai valori rivalutati, e guardando
alla media complessiva, si conferma, in altre parole, il trend in discesa avviatosi già
nel 2009 e mantenutosi successivamente sino al 2011, mentre la rivalutazione dei
valori nominali del quadriennio in valori monetari reali del 2011 mostra il calo subito dal potere d’acquisto soprattutto dei lavoratori dipendenti e assimilati2.
Come vedremo anche in seguito, il 2009 rappresenta per certi aspetti un
anno critico che segna una pur leggera discontinuità nelle dinamiche dei redditi. Non avendo a disposizione i dati pre-crisi (2007 e precedenti) è difficile
valutarne compiutamente la portata; certamente si tratta di un anno in cui gli
effetti della recessione si sono fatti sentire, specie per i percettori di redditi da
lavoro dipendente.
Mentre nel periodo considerato i redditi individuali da lavoro dipendente
hanno subito un calo costante (cfr. Tab. 3.1), al comunque significativo incremento registrato tra 2008 e 2009 (+3,86%) da parte dei redditi da pensione,
ha fatto poi seguito nei successivi passaggi di anno un deciso ridimensionamento
della crescita prima (+0,51%) e addirittura un calo poi (-0,70%).
1 Ricordiamo che le analisi sono effettuate sugli anni di imposta, e dunque sulle dichiarazioni presentate rispettivamente nel 2009, 2010, 2011, 2012.
2 Calcolo effettuato in base ai coefficienti di rivalutazione monetaria, fonte Istat FOI(nt) - Indici dei prezzi al
consumo per le famiglie di operai e impiegati.
46
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
Tab. 3.1 - Redditi medi
individuali per condizione
occupazionale (Dipendenti
Condizione occupazionale
2008-2009
2009-2010
2010-2011
Dipendenti
-0,54
-1,50
-1,21
Pensionati
3,86
0,51
-0,70
TOTALE
1,22
-0,91
-1,33
e Pensionati), variazione
percentuale annuale,
Una parola va spesa per spiegare il diverso andamento di dipendenti e
serie 2008-2011
pensionati. Vanno infatti ricordati due aspetti: a) tra i secondi confluiscono,
(su valori rivalutati)
oltre a coloro che percepiscono una pensione di anzianità e di vecchiaia, anche persone che percepiscono pensioni di reversibilità e pensioni (sempre da
lavoro) di inabilità/invalidità; b) gli schemi previdenziali prevedono per i redditi più bassi l’adeguamento periodico e automatico al costo della vita. Il blocco dell’indicizzazione introdotto dalla riforma Fornero nel 2011 si applica solo
ai redditi più elevati e dunque tocca solo parzialmente quelli del campione Acli.
Nei grafici e nelle tabelle che seguono (Graff. 3.1 e 3.2, Tab. 3.2) sono riepilogati gli andamenti descritti, con l’evidenza del calo subito dai redditi medi
individuali da lavoro dipendente a valori rivalutati lungo tutto il periodo considerato, e il rallentamento di quelli da pensione a partire dal 2009.
Valori nominali
Graf. 3.1 - Redditi medi
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati),
serie 2008-2011
35.000,00
33.000,00
31.000,00
29.000,00
27.000,00
25.000,00
23.000,00
21.000,00
19.000,00
17.000,00
15.000,00
25.356,95
25.793,51
22.168,08
23.058,18
20.036,83
18.389,82
2008
(valori assoluti nominali
Valori rivalutati
2009
Dipendenti
2010
Pensionati
35.000,00
33.000,00
31.000,00
29.000,00
27.000,00
25.000,00
23.000,00
21.000,00
19.000,00
17.000,00
15.000,00
2011
26.650,16
23.298,66
25.793,51
23.058,18
19.327,71
20.036,83
2008
Totale
2009
Dipendenti
2010
Pensionati
2011
Totale
e rivalutati)
Valori nominali
Graf. 3.2 - Redditi medi
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati),
serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
110,00
108,00
106,00
104,00
102,00
100,00
98,00
96,00
94,00
Valori rivalutati
108,96
104,02
101,72
100,00
2008
2009
Dipendenti
2010
Pensionati
2011
Totale
110,00
108,00
106,00
104,00
102,00
100,00
98,00
96,00
94,00
103,67
100,00
2008
98,97
96,79
2009
Dipendenti
2010
Pensionati
2011
Totale
In termini complessivi va detto che questa dinamica riflette anche il progressivo cambiamento del campione Acli negli anni, il quale - come mostrato
nel Cap. 1, e come si avrà modo di osservare nel dettaglio considerando il caso
di alcune regioni italiane significative, cfr. Cap. 4 - ha visto aumentare la quota di donne e di pensionati al suo interno, mettendo a segno dinamiche demografiche di femminilizzazione, invecchiamento e degiovanimento, mostrando
di intercettare un numero decrescente di contribuenti in giovane età.
47
Tab. 3.2 - Redditi medi
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati),
2008-2011
valori nominali
Dipendenti
+1,72
valori rivalutati
-3,12
Pensionati
+8,96
+3,67
TOTALE
+4,02
-1,03
serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
Se l’appartenenza a una data categoria di percettori di reddito (da lavoro
dipendente, da pensione) ha fatto la differenza in termini monetari rivalutati nell’aver subito un calo o al contrario aver registrato una crescita nel periodo
in esame, guardando alla sola dimensione di genere è possibile considerare
come l’arretramento dei redditi sia risultato sostanzialmente equidistribuito
(cfr. Graff. 3.3. e 3.4, Tab. 3.3).
Cresciuti in valori nominali di 900 euro circa (+4,46%) tra i maschi e di 800
euro circa tra le femmine (+4,21%), i redditi dichiarati alla luce della rivalutazione risultano in contrazione di 200 euro circa tra i primi (-0,61%) e di 100
circa tra le seconde (-0,85%). Di nuovo, guardando ai valori monetari, è abbastanza evidente la dinamica discendente innescatasi in particolare a partire dal 2009. Resta ampio lungo tutto il quadriennio considerato il geneder income gap, pur se considerando i valori attualizzati si registra un suo minimo
ridimensionamento. Il differenziale di genere vale infatti poco più di 8.300 euro
nel 2008 e poco meno di 8.200 euro nel 2011 (per maggiori considerazioni riguardo cfr. anche Cap. 2, § 2.1).
Dalla curva tracciata dai valori rivalutati (Graf. 3.4) si evince in particolare
come la flessione si sia determinata a partire dal passaggio tra 2009 e 2010,
mentre in precedenza ancora tra 2008 e 2009 si era registrata una crescita trainata in particolare dall’incremento dei redditi femminili (+2,21%).
Valori nominali
Graf. 3.3 - Redditi medi
individuali per genere
(totali), serie 2008-2011
(valori assoluti nominali
35.000,00
33.000,00
31.000,00
29.000,00
27.000,00
25.000,00
23.000,00
21.000,00
19.000,00
17.000,00
15.000,00
Valori rivalutati
27.140,84
26.044,84
22.168,08
23.058,18
18.133,17
18.941,83
2008
e rivalutati)
2009
Maschi
2010
Femmine
individuali per genere
(totali), serie 2008-2011
(valori %, 2008=100)
105,00
104,00
103,00
102,00
101,00
100,00
99,00
98,00
97,00
23.058,18
19.057,97
18.941,83
2009
Maschi
2010
Femmine
2011
Totale
Valori rivalutati
100,00
2009
Femmine
48
27.140,84
2008
2011
104,46
104,21
104,02
2008
27.373,13
23.298,66
Totale
Valori nominali
Graf. 3.4 - Redditi medi
35.000,00
33.000,00
31.000,00
29.000,00
27.000,00
25.000,00
23.000,00
21.000,00
19.000,00
17.000,00
15.000,00
2010
Maschi
Totale
2011
105,00
104,00
103,00
102,00
101,00
100,00
99,00
98,00
97,00
96,00
95,00
99,39
99,15
98,97
100,00
2008
2009
Femmine
2010
Maschi
Totale
2011
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
Tab. 3.3. - Redditi medi
individuali per genere
(totali), serie 2008-2011
2008-2011
valori nominali
valori rivalutati
Maschi
+4,46
-0,61
Femmine
+4,21
-0,85
TOTALE
+4,02
-1,03
(variazioni %, valori nominali
e rivalutati, 2008=100)
Osservando ancora le differenze di genere, questa volta entrando nel merito delle singole categorie, è possibile procedere dai soli redditi da lavoro dipendente (Graff. 3.5 e 3.6, Tab. 3.4). Nel periodo considerato di nuovo la crescita in termini nominali è risultata più marcata per le femmine, con una conseguente riduzione del gender income gap passato da quasi 8.400 euro nel 2008
a poco più di 8.100 euro nel 2011.
Valori nominali
Graf. 3.5 - Redditi medi
individuali per genere
(Dipendenti), serie 20082011 (valori assoluti
35.000,00
30.000,00
25.000,00
20.000,00
15.000,00
10.000,00
5.000,00
0,00
Valori rivalutati
29.720,86
25.793,51
21.610,79
29.352,83
25.356,95
20.970,12
2008
nominali e rivalutati)
2009
Femmine
2010
Maschi
2011
individuali per genere
(Dipendenti), serie 20082011 (variazioni %,
104,00
103,00
102,00
101,00
100,00
99,00
98,00
97,00
Tab. 3.4 - Redditi medi
101,25
100,00
individuali per genere
(Dipendenti), serie 2008-
2009
Femmine
2008-2011
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Valori rivalutati
101,72
2008
2008
29.720,86
25.793,51
21.610,79
Femmine
103,06
2008=100)
30.849,82
26.650,16
22.039,60
Totale
Valori nominali
Graf. 3.6 - Redditi medi
35.000,00
30.000,00
25.000,00
20.000,00
15.000,00
10.000,00
5.000,00
0,00
2010
Maschi
102,00
101,00
100,00
99,00
98,00
97,00
96,00
95,00
94,00
2011
100,00
98,05
96,79
96,34
2008
2009
Femmine
Totale
2010
Maschi
2011
Totale
valori nominali
valori rivalutati
Maschi
+3,06
-1,95
Femmine
+1,25
-3,66
TOTALE
+1,72
-3,21
2011 (variazioni %, valori
nominali e rivalutati,
2008=100)
Va tuttavia segnalato, in particolare, come a valori rivalutati tra 2008 e
2011 la perdita di reddito sia stata quantificabile in 430 euro circa tra le femmine e in oltre 1.100 euro tra i maschi. Come si avrà modo di considerare, si
tratta di una situazione esattamente speculare a quanto determinatosi all’interno della categoria dei redditi da pensione.
Sempre considerando i valori attualizzati, a livello maschile il calo è risultato
costante nel periodo, nonostante il rimbalzo positivo in termini nominali dell’ultimo anno, mentre ancora una volta a livello femminile tra 2008 e 2009 si
era registrata comunque una crescita (+0,87%), seguita tuttavia da cali tendenzialmente in aumento (-1,27% tra 2009 e 2010, -1,54% tra 2010 e 2011).
49
Guardando agli andamenti dei redditi da pensione (cfr. Graff. 3.7 e 3.8,
Tab. 3.5) ritroviamo una dinamica per molti aspetti opposta rispetto a quanto descritto con riferimento ai redditi da lavoro dipendente e assimilati. In questo caso infatti la crescita dei redditi è risultata costante in termini nominali
sia tra i maschi sia tra le femmine lungo tutto il periodo considerato. A valori rivalutati, tra 2008 e 2011 i redditi dei primi sono cresciuti di poco più di 1.100
euro mentre quelli delle seconde di 430 euro circa, proponendo dunque una
situazione esattamente ribaltata rispetto al calo subito dai dipendenti. In conseguenza di tali andamenti, il divario di genere risulta cresciuto di quasi 700
euro.
Anche in questo caso l’anno che segna una seppur leggera discontinuità è il 2009.
Valori nominali
Graf. 3.7 - Redditi medi
Valori rivalutati
30.000,00
30.000,00
individuali per genere
25.000,00
(Pensionati), serie 2008-2011
15.000,00
21.894,58
18.389,82
14.965,33
20.000,00
(valori assoluti nominali e
24.122,42
25.000,00
20.036,83
16.159,33
20.000,00
15.000,00
10.000,00
10.000,00
5.000,00
5.000,00
2008
rivalutati)
2009
Femmine
2010
Maschi
(Pensionati), serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
108,96
107,98
100,00
2009
Femmine
individuali per genere
(Pensionati), serie 2008-2011
2010
Maschi
2011
Totale
Valori rivalutati
2008
Tab. 3.5 - Redditi medi
2009
Femmine
110,18
112,00
110,00
108,00
106,00
104,00
102,00
100,00
98,00
96,00
94,00
2008
2011
Totale
Valori nominali
individuali per genere
16.159,33
0,00
0,00
Graf. 3.8 - Redditi medi
24.122,42
20.036,83
23.011,20
19.327,71
15.728,57
2008-2011
2010
Maschi
110,00
108,00
106,00
104,00
102,00
100,00
98,00
96,00
94,00
2011
104,83
103,67
100,00
2008
102,74
2009
Femmine
Totale
2010
Maschi
valori nominali
valori rivalutati
+7,98
+2,74
Femmine
+10,18
+4,83
TOTALE
+8,96
+3,63
Maschi
2011
Totale
(variazioni %, valori nominali
e rivalutati, 2008=100)
3.2. Dinamica
dei redditi
per classe d’età
Guardando alla media dei redditi disaggregata per classe di età3 (cfr. Graff.
3.9-3.11, Tab. 3.6), di fatto soltanto tra gli ultra 65enni sia per valori nominali (+10,23%) sia per valori monetari (+4,88%), i redditi dichiarati tra 2008 e 2011
sono cresciuti.
Dalle analisi qui proposte risulta esclusa la categoria dei minori di 15 anni, che nel 2011 contava solo 3 contribuenti tra i redditi da lavoro dipendente e 191 tra i redditi di pensione.
3
50
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
Al capo opposto, i redditi dei 15-24enni sono calati considerando entrambi
i valori sia a livello complessivo, sia tra i dipendenti soltanto. In particolare, a
livello nominale col riferimento al totale dei redditi, i 15-24enni sono l’unica
categoria che ha fatto segnare un calo nel periodo considerato (-2,05%); lo stesso, per i medesimi valori, è avvenuto tra i dipendenti, dove la contrazione della classe di età più giovane (nei termini in questo caso di -1,85%) è stata accompagnata anche da quella, tuttavia meno intensa (-0,40%) dei 45-64enni.
Per quanto concerne ancora i dipendenti, in valori nominali i redditi dichiarati oltre che tra gli over 65 si sono innalzati anche tra i 25-44enni (+0,38%),
una crescita tuttavia non sufficiente a compensare la perdita di potere di acquisto; in termini rivalutati l’arretramento è infatti per costoro pari a -4,49%.
Di nuovo, è soltanto tra gli ultra 65enni dipendenti che si registra una crescita nel periodo (+5,59% a livello nominale, +0,46% in termini rivalutati), e
in particolare nell’ultimo biennio; per tutte le restanti classi di età il calo è invece risultato costante nel tempo.
Graf. 3.9 - Redditi medi
30.000,00
27.519,55
27.115,19
25.000,00
23.999,34
23.298,66
(totale), serie 2008-2011
20.000,00
19.145,54
23.058,18
22.924,43
20.079,16
(valori assoluti rivalutati)
15.000,00
individuali per classe d’età
13.744,94
12.809,89
10.000,00
5.000,00
0,00
2008
15-24 anni
2009
25-44 anni
2010
45-64 anni
2011
65 e più anni
Totale
Se non in termini relativi, in valori assoluti rivalutati la classe di età che
risulta essere stata la più penalizzata tra i dipendenti è proprio quella dei 4564enni: la contrazione di oltre 1.600 euro subita nel periodo (-5,23%) supera
i quasi 1.100 euro dei 25-44enni (come visto, -4,49%) e gli oltre 900 euro dei
15-24enni (-6,62%).
Graf. 3.10 - Redditi medi
45.000,00
40.000,00
40.573,02
40.385,79
individuali per classe d’età
35.000,00
(Dipendenti),
30.000,00
31.149,22
25.000,00
26.650,16
24.066,57
29.519,97
25.793,51
22.985,13
13.915,77
12.995,23
serie 2008-2011
20.000,00
(valori assoluti rivalutati)
15.000,00
10.000,00
5.000,00
0,00
2008
15-24 anni
2009
25-44 anni
2010
45-64 anni
2011
65 e più anni
Totale
51
Graf. 3.11 - Redditi medi
individuali per classe
di età (totale e Dipendenti),
serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
Totale
Dipendenti
106,00
104,00
102,00
100,00
98,00
96,00
94,00
92,00
104,88
98,97
98,53
95,52
93,20
2008
15-24 anni
Tab. 3.6 - Reddito medio
2008-2001
2009
25-44 anni
2010
45-64 anni
106,00
104,00
102,00
100,00
98,00
96,00
94,00
92,00
2011
65 e più anni
Totale
100,46
96,79
95,51
94,77
93,38
2008
15-24 anni
2009
25-44 anni
2010
45-64 anni
2011
65 e più anni
valori nominali
Totale
valori rivalutati
Totale
valori nominali
Dipendenti
valori rivalutati
Dipendenti
per classi di età
15-24
-2,05
-6,80
-1,85
-6,62
(totale e Dipendenti),
25-44
+0,39
-4,48
+0,38
-4,49
serie 2008-2011 (variazioni
45-64
+3,56
-1,47
-0,40
-5,23
+10,23
+4,88
+5,59
+0,46
+4,02
-1,03
+1,72
-3,21
%, valori nominali
Totale
65+
TOTALE
e rivalutati, 2008=100)
Restando focalizzati sull’incrocio tra dipendenti e classi d’età è interessante effettuare un approfondimento in una direzione un po’ diversa. A partire dal numero di righi compilati nel riquadro dei redditi da lavoro è possibile ricostruire il numero di rapporti di lavoro avuti nell’anno di imposta considerato. Come abbiamo visto nel Cap. 2, la presenza di più redditi da lavoro è influenzata dal fattore età, ovvero è più elevata nella prima fase della
carriera, diminuisce in quella centrale e torna a crescere nella fase finale (si
veda in proposito il Cap. 2 § 2.2.). Complessivamente, nel collettivo dei dipendenti oltre 8 dichiaranti su 10 compilano un solo rigo. Se si osserva il dato
nel quadriennio considerato, la percentuale resta sostanzialmente stabile. Le
variazioni minime che si registrano tendono a rilevare l’aumento delle situazioni
lavorative composite. Se focalizziamo l’attenzione sulla fascia tra i 24-44 anni,
quella che solitamente è la fase della progressiva stabilizzazione lavorativa,
troviamo che la percentuale di situazioni lavorative composite è lievemente
più alta della media, e viceversa più bassa è la percentuale di quanti dichiarano un solo reddito da lavoro. Le variazioni pur minime che si registrano nel
quadriennio hanno lo stesso segno di quelle emerse nel complesso del collettivo,
evidenziando come anche in questa fascia di età aumentino seppure di poco
le situazioni di pluricomposizione del reddito. Più significativamente ancora,
la tendenza appena rilevata emerge (di poco) rafforzata anche nella fascia
d’età successiva, quella in cui generalmente si raggiunge la maturità lavorativa (44-65 anni) (cfr. Tab. 3.7 e Graf. 3.12). Si tratta di piccoli segnali di un mercato del lavoro più instabile, che tra l’altro vede aumentare le situazioni in
cui si percepiscono indennità e forme sostegno del reddito, a loro volta incluse nei redditi assimilati da lavoro e dunque conteggiate come singoli rapporti di lavoro.
52
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
Tab. 3.7 - Numero
1 rigo
Tot. dipendenti
2 righi
3 o più
1 rigo
25-44
2 righi
3 o più
1 rigo
45-64
2 righi
3 o più
di rapporti di lavoro
2008
83,3
13,1
3,6
81,7
14,3
4,0
87,5
10,0
2,5
dichiarati (Dipendenti)
2009
83,5
12,9
3,6
82,9
13,9
4,0
86,8
10,6
2,6
per classe di età:
2010
82,5
13,7
3,8
80,9
14,8
4,4
86,0
11,2
2,8
2011
82,4
13,8
3,8
80,9
14,8
4,4
86,2
11,0
2,7
confronto 25-44enni,
44-65enni e media
Dipendenti, anno 2011
(valori %)
Graf. 3.12 - Numero
45-64
di rapporti di lavoro
dichiarati (Dipendenti)
04
04
04
04
25-44
2008
14
14
15
15
2 righi
2009
82
83
81
81
1 rigo
Tot dipendenti
(valori %)
87,5
87
86
86
3 o più
44-65enni e media
Dipendenti, anno 2011
10
11
11
11
2 righi
1 rigo
per classe di età:
confronto 25-44enni,
03
03
03
03
3 o più
04
04
04
04
3 o più
2010
2011
13
13
14
14
2 righi
83
84
83
82
1 rigo
00
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Sebbene a partire dai dati a disposizione resti difficile leggere con chiarezza quale sia l’impatto della crisi e dell’attuale congiuntura economica sul
mercato del lavoro, è comunque evidente che in tutte le classi d’età - seppure con variazioni minime - si è registrato un calo delle monocommittenze, mentre è aumentata la presenza di situazioni in cui più redditi da lavoro si combinano insieme. Cioè vale specialmente per le classi d’età rispettivamente più
giovane (15-24) e più anziana (65enni e oltre). Pur tenendo presente che si tratta in entrambi i casi di classi meno consistenti numericamente, e dunque più
esposte - rispetto alle altre - a variazioni determinate dal mutare del loro peso
quantitativo nel corso degli anni, va rilevato che sono proprio le classi che mettono a segno il calo maggiore di quanti dichiarano un solo reddito da lavoro.
In particolare spicca in modo netto il dato relativo agli over 65. Le ragioni che
lo influenzato possono essere diverse. Si può ipotizzare che, in questo periodo di recessione, i lavoratori senior ormai nella fase di transizione al pensionamento sempre meno possano godere della possibilità di avere un solo rapporto di lavoro stabile, e con maggior frequenza abbiano necessità di instaurare
più collaborazioni con differenti datori di lavoro (Cfr. Graf. 3.13).
53
15-24
anni
Graf. 3.13 - Numero
di rapporti di lavoro
25-44
anni
dichiarati (Dipendenti) per
65 anni 45-64
o più
anni
classe di età,
anni 2008-2011
(variazioni relative
Totale
in punti percentuali)
-1,4
1
2
3 o più
1
2
3 o più
1
2
3 o più
1
2
3 o più
1
2
3 o più
0,6
0,8
-0,8
0,5
0,3
-1,2
1,0
0,2
-11
11
0,1
-0,9
0,7
0,2
-15
-10
-05
00
05
10
15
Rimanendo all’interno della disamina per età, con riferimento ora ai redditi da pensione (cfr. Tab. 3.8) è interessante considerare come il passaggio tra
2008 e 2009 sia risultato positivo per tutte classi, mentre con il passaggio di
anno successivo si sia determinato un rapporto inverso tra trend di crescita dei
redditi e classe di età: forte contrazione tra i 15-24enni, contrazione ma ridotta
anche tra i 25-44enni, incremento tra i 45-64enni, che risulta ancora più ampio tra gli ultra 65enni. Con il passaggio tra 2010 e 2011 l’unica categoria in
crescita risulta quella dei 15-24enni.
2008-2009
2009-2010
15-24
5,31
-12,51
1,24
25-44
2,13
-5,65
-2,85
di età (Pensionati),
45-64
3,18
0,37
-0,32
variazione percentuale
65+
4,39
0,73
-0,44
annuale, serie 2008-2011
TOTALE
3,86
0,51
-0,70
Tab. 3.8 - Redditi medi
individuali per classe
Classe di età
2010-2011
(su valori rivalutati)
Approfondendo l’analisi circa le categorie di contribuenti, in questo caso
ulteriormente articolata per genere e classe di età per quanto concerne i valori al 2011 (cfr. Graf. 3.14), è possibile osservare diversi aspetti che confermano
le letture svolte in precedenza. Innanzitutto, tra i dipendenti è possibile notare tanto tra i maschi quanto tra le femmine una relazione positiva tra classe di età e redditi percepiti, con i dichiaranti di età più elevata che presentano le medie di reddito più alte4. I differenziali di genere mostrano una analoga tendenza a crescere con la classe di età, mantenendosi minimi tra i 1524enni (1.500 euro circa) e innalzandosi a partire dalla classe di età successiva (oltre 6.000 euro), per toccare i 10.000 euro circa tra i 45-64enni e gli oltre
16.000 euro tra gli ultra 65enni (cfr. anche Cap. 2 § 2.2.).
Con dati medi calcolati su un numero comunque consistente di casi, ovvero n. 5.033 tra le femmine e n. 9.890
tra i maschi.
4
54
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
0,00
Graf. 3.14 - Redditi medi
M
M
M
Totale
TOTALE
F
Totale
Pensionato
F
Totale
anno 2011 (valori assoluti)
Dipendente
genere e classe di età,
F
individuali per categoria,
5.000,00
10.000,00
15.000,00
20.000,00
12.111,26
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 anni o più
Totale
25.000,00
19.762,46
30.000,00
24.455,97
40.000,00
26.195,67
34.097,44
50.000,00
46.170,47
29.720,86
12.995,23
22.985,13
29.519,97
40.573,02
25.793,51
6.570,21
9.366,15
45.000,00
29.573,85
21.610,79
13.759,68
35.000,00
17.634,48
15.799,16
16.159,33
6.876,43
9.575,36
26.454,05
23.441,30
24.122,42
6.708,22
9.463,43
22.238,21
19.441,34
20.036,83
11.918,81
19.712,44
22.192,92
16.069,97
18.941,83
13.588,33
26.126,40
24.384,17
27.140,84
12.809,89
22.924,43
20.079,16
23.058,18
31.583,68
27.115,19
Sul fronte dei pensionati, gli andamenti rimangono simili a quelli dei dipendenti con la differenza di una inversione di tendenza al raggiungimento
della classe di età più elevata. L’ammontare medio dei redditi percepiti nelle
due classi di età più giovani5 (fino ai 44 anni) si presenta come tendenzialmente
analogo tra maschi e femmine (leggermente a favore dei primi), laddove i divari si ampliano nelle due classi di età più elevata (dopo i 45 anni).
Considerando nello specifico le variazioni relative nel periodo calcolate
su valori rivalutati (cfr. Graf. 15-17), trova conferma l’andamento già descritto circa il solo incremento dei redditi dichiarati dagli ultra 65enni. Come si avrà
modo di considerare guardando la categoria dei dipendenti, mentre nella classe di età più giovane il calo risulta più accentuato per le femmine, quando ci
-10,00
Graf. 3.15 - Redditi medi
15-24 anni
individuali per genere
-8,00
-6,00
-4,00
F
6,00
3,11
-6,26
-5,13
45-64 anni
-1,31
65 anni o più
6,12
Totale
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
-0,85
-6,80
-4,48
-1,47
65 anni o più
Totale
8,00
-0,61
25-44 anni
M
TOTALE
15-24 anni
4,00
0,05
Totale
variazioni % 2008-2011)
2,00
-3,28
45-64 anni
65 anni o più
2008-2011 (valori rivalutati,
0,00
-7,91
25-44 anni
e classi di età (totale), serie
-2,00
4,88
-1,03
5 In questo caso si consideri che sul totale del campione 2011 i contribuenti che hanno dichiarato redditi da pensione di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono soltanto n. 362 tra le femmine e n. 297 tra i maschi.
55
si sposta nelle due fasce di età successive la perdita di reddito si fa relativamente
più consistente tra i maschi (con le femmine 45-64enni che hanno fatto segnare
addirittura un minimale incremento nel periodo considerato: +0,05%).
Tra i dipendenti sono ancora i più giovani ad aver infatti subito la contrazione maggiore nei redditi percepiti (-6,62%), più accentuata tra le femmine
(-7,65%) che tra i maschi (-6,17%). Tuttavia, di nuovo, considerando le due classi di età successive, il ridimensionamento risulta più consistente per questi ultimi (rispettivamente, -5,14% tra i 25-44enni contro -3,30%; -5,35% tra i 4564enni contro -3,55%).
Graf. 3.16 - Redditi medi
-10,00
individuali per genere
-6,00
-4,00
F
-2,00
0,00
2,00
4,00
-3,30
25-44 anni
e classi di età (Dipendenti),
-3,55
45-64 anni
2,82
65 anni o più
serie 2008-2011
-1,95
Totale
(valori rivalutati,
-6,17
15-24 anni
-5,14
25-44 anni
M
Dipendente
variazioni % 2008-2011)
-8,00
-7,65
15-24 anni
-5,35
45-64 anni
1,94
65 anni o più
-3,66
Totale
-6,62
Totale
15-24 anni
-4,49
25-44 anni
-5,23
45-64 anni
0,46
65 anni o più
-3,21
Totale
Graf. 3.17 - Redditi medi
Tra i pensionati gli andamenti a valori attualizzati segnano una dinami-
individuali per genere
ca meno definita, con un arretramento nel periodo - tra le femmine - solo con
e classi di età (Pensionati),
riferimento alla classe di età delle 25-44enni, laddove a livello maschile il calo
variazioni % 2008-2011
è consistente in entrambe la classi di età più giovani.
(valori rivalutati,)
-14,00
-12,00
-10,00
-8,00
-6,00
-4,00
15-24 anni
F
2,00
4,00
4,13
2,71
Totale
15-24 anni
25-44 anni
2,74
-12,00
-10,33
45-64 anni
4,17
65 anni o più
6,14
Totale
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
4,83
-6,72
-6,38
3,23
65 anni o più
Totale
56
6,00
-2,34
45-64 anni
65 anni o più
M
0,00
0,05
25-44 anni
Pensionato
-2,00
4,69
3,67
8,00
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
3.3. Dinamica
dei redditi
per paese di origine
Passando ad analizzare le variabili di categoria (dipendenti e pensionati), incrociate con il paese di origine del dichiarante (cfr. Graff. 3.18 e 3.19, Tab.
3.9), emergono ulteriori aspetti di interesse.
In valori rivalutati, i redditi da lavoro dipendente dei contribuenti nati in
paesi extra Europei6 mantengono un consistente divario negativo nei confronti
dei contribuenti nati in Italia che continua ad aggirarsi intorno ai 10.000 euro.
Per i contribuenti nati in paesi Europei il divario negativo si è invece mantenuto, nel periodo considerato, intorno ai 1.500 euro. I contribuenti di origine extra Europea oltre a subire il divario detto, registrano un calo dei redditi più accentuato nel quadriennio (-5% circa), mentre gli altri due collettivi si
allineano ad una perdita di poco oltre al -3%.
Considerando i redditi in prevalenza da pensione la situazione si ribalta.
In questo caso infatti sono i contribuenti nati in paesi extra Europei a dichiarare importi superiori, seppure con un saggio di crescita leggermente inferiore,
rispetto alle altre categorie.
Dipendenti
Graf. 3.18 - Redditi medi
29.000,00
27.000,00
25.000,00
23.000,00
21.000,00
19.000,00
17.000,00
15.000,00
individuali per paesi
di nascita (Dipendenti
e Pensionati),
Pensionati
27.158,61
26.454,21
25.550,62
24.960,01
17.335,20
2008
serie 2008-2011
16.460,27
2009
Nato in Italia
2010
Nato in Europa
2011
29.000,00
27.000,00
25.000,00
23.000,00
21.000,00 19.951,62
19.000,00 19.334,05
17.000,00 17.741,81
15.000,00
2008
Nato extra Europa
20.123,68
20.048,91
18.126,39
2009
Nato in Italia
2010
Nato in Europa
2011
Nato extra Europa
(valori assoluti rivalutati)
Dipendenti
Graf. 3.19 - Redditi medi
101,00
100,00
99,00
98,00
97,00
96,00
95,00
94,00
93,00
92,00
individuali per paesi
di nascita (Dipendenti
e Pensionati), serie 2008-
Pensionati
100,00
97,69
97,41
94,95
2008
2011 (variazioni %,
2009
Nato in Italia
2010
Nato in Europa
2011
107,00
106,00
105,00
104,00
103,00
102,00
101,00
100,00
99,00
98,00
97,00
Nato extra Europa
103,70
102,17
100,86
100,00
2008
2009
Nato in Italia
2010
Nato in Europa
2011
Nato extra Europa
2008=100) (valori rivalutati)
Tab. 3.9 - Redditi medi
Nominali
Dipendenti
Rivalutati
Dipendenti
Nominali
Pensionati
Rivalutati
Pensionati
individuali per paesi
Italia
+2,37
-2,59
+8,99
+3,70
di nascita, serie
Europa
+2,67
-2,31
+7,38
+2,17
2008-2011 (variazioni %,
Extra Eu
-0,20
-5,05
+6,01
+0,86
TOTALE
+1,72
-3,21
+8,96
+3,67
valori nominali
e rivalutati, 2008=100)
Va ricordato, come già spiegato nel Cap. 1 a illustrazione del campione, che la dimensione Europea assunta
a riferimento rimane quella dell’Unione a 15 paesi, ragione per cui le tre categorie sono da intendersi nel seguente modo: “nati in Italia” = contribuenti nati in Italia; “Nati in Europa”: contribuenti nati nei restanti paesi
dell’EU-15 a esclusione dell’Italia; “Nati extra Europa” = contribuenti nati in paesi europei extra EU-15 e in
paesi extra Europei.
6
57
3.4. Dinamica
dei redditi
per categorie
di stato civile
Una lettura interessante della dinamica dei redditi nel quadriennio 20082011 è data dalla disaggregazione dei dati per quelle che abbiamo definito “categorie di stato civile” (cfr. Cap. 1 § 1.1). Ciò consente di osservare l’andamento dei redditi assumendo come punto di vista - oltre allo stato civile del contribuente - anche la sua eventuale condizione di bread winner all’interno di una
coppia coniugata, oppure la sua appartenenza a una coppia dual earner.
Considerando direttamente l’andamento dei redditi rivalutati (cfr. Graff.
3.20 e 3.21), solo tra vedovi/e e tutelati/e si evidenzia una leggera crescita tra
il 2008-2011. La crescita vale 777 euro per i primi (+4,5%), che probabilmente è influenzata dalla prevalenza di pensionati e dai nuovi (e dalle nuove) entranti nella categoria, con l’eventuale accesso alla pensione di reversibilità. Per
i tutelati la crescita vale 240 euro (-1,50%), ma si tratta in questo caso di una
categoria residuale e particolare, soggetta a dinamiche proprie, che non lascia spazio a interpretazioni di rilievo.
Guardando alle categorie più significative, un calo consistente è stato fatto segnare, all’opposto, dagli individui in coppie bireddito (-2,73%, -655 euro)
e dai separati (-2,96%, -775 euro). Il reddito dei separati subisce un calo netto (-1.460 euro, -4,5%) soprattutto nel collettivo maschile. Sono invece le donne a perdere di più nella categoria delle coppie bireddito (-3,35% contro -2,34%
tra i maschi).
Gli individui in coppie monoreddito, peraltro, complessivamente registrano
una perdita di potere di acquisto minima, causata dalla perdita maggiore registrata tra gli uomini; perdita che tuttavia risulta compensata quasi per intero dall’incremento per converso registrato dai redditi delle donne.
Graf. 3.20- Redditi medi
individuali per categorie
0,00
10.000,00
20.000,00
Individui in coppie monoreddito
di stato civile, totale
Individui in coppie bireddito
Celibi/nubili
(valori rivalutati)
Separati
Divorziati
Vedovi
Totale
2008
Femmine
Graf. 3.21 - Redditi medi
individuali per categorie
di stato civile, per genere
0,00
20.000,00
19.579,58
19.228,75
17.755,96
18.371,85
20.310,33
20.320,87
21.320,22
21.700,41
22.502,08
22.801,49
17.910,45
17.270,88
17.587,70
17.994,80
Individui in coppie monoreddito
Individui in coppie bireddito
Celibi/nubili
Divorziati
Vedovi
Totale
2011
58
2011
Maschi
Separati
(valori rivalutati)
30.000,00
26.388,66
26.328,24
23.991,03
23.336,95
21.994,85
21.667,34
26.177,04
25.401,23
25.582,22
25.146,69
18.287,26
19.064,74
22.612,69
22.163,62
2008
0,00
20.000,00
26.620,32
26.644,84
28.917,94
29.610,21
23.135,05
23.723,79
30.870,81
32.331,16
30.474,98
31.228,70
25.480,44
24.447,07
27.055,98
27.321,47
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Celibi/nubili
Separati
Divorziati
Vedovi
Totale
2011
2008
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
Incrociando lo stato civile con la classe d’età troviamo nuovamente conferma dell’income life-cicle già commentato sopra e nel precedente capitolo.
Esso disegna la tipica curva a campana asimmetrica, dove spicca in particolare il valore molto basso dei redditi medi nella classe 15-24 anni (cfr. Cap. 2, §
2.2.). Naturalmente, in questo specifico incrocio con le categorie di stato civile, la distribuzione dei redditi per età risulta più o meno asimmetrica a seconda
che si osservino le categorie più rappresentate (cioè più numerose) nella parte centrale e matura del corso di vita (come separati e divorziati, vedovi/e, e
individui in coppie monoreddito) o, viceversa, nel tratto iniziale della vita adulta (celibi e nubili in primis) (cfr. Graf. 3.22; si veda anche il Cap. 1 per approfondire le caratteristiche del campione).
Individui
in coppie
mono-reddito
Individui
in coppie
bi-reddito
Celibi-nubili
(valori rivalutati)
Separati
d’età, anno di imposta 2011
Divorziati
di stato civile, per classe
Vedovi
individuali per categorie
0,00
Totale
Graf. 3.22 - Redditi medi
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 e più anni
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 e più anni
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 e più anni
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 e più anni
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 e più anni
Totale
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 e più anni
Totale
Minore di 15 anni
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 e più anni
Totale
10.000,00
20.000,00
30.000,00
14.405,62
23.657,78
29.149,65
24.781,46
26.328,24
12.713,04
23.161,68
26.763,12
19.759,56
23.336,95
12.842,61
22.464,73
25.878,10
17.988,63
21.667,34
15.230,07
22.998,74
27.949,29
22.180,67
25.401,23
12.099,22
23.097,05
27.367,62
21.312,58
25.146,69
13.586,00
19.545,19
22.651,48
18.537,87
19.064,74
6.092,97
12.726,04
22.454,73
25.567,35
19.330,38
22.163,62
Se uniamo alla disaggregazione per stato civile la presenza di carichi famigliari
emerge l’andamento di segno opposto dei redditi degli individui coniugati bread
winner in coppie monoreddito a seconda che abbiano o meno figli e/o altri famigliari a carico. Mentre la presenza del solo coniuge a carico si associa a un incremento dei redditi a valori rivalutati pari a 620 euro nel quadriennio (+2,5%), laddove vi sono altri carichi famigliari i redditi risultano in calo (-3,3%, pari a -915 euro).
La mancanza di carichi familiari sempre è correlata alla tenuta dei redditi
nel quadriennio. Oltre che per il caso già citato degli individui in coppie monoreddito senza carichi, ciò vale per i minori e tutelati e per quelli che dal punto di vista fiscale sono nuclei unipersonali, cioè celibi/nubili, vedovi/e, separati,
divorziati. Unica eccezione: gli individui coniugati in coppie dual earner, i quali, pur senza figli e altri familiari a carico, registrano un live calo (-1,1%, -240 euro).
59
Al capo opposto, in tutte le situazioni la presenza di carichi familiari è associata a un calo dei redditi. Ciò vale oltre che per gli individui in coppie monoreddito, anche per i nuclei unipersonali e per quelli coniugati dual earner
(cfr. Graf. 3.23 e 3.24).
0
Graf. 3.23 - Redditi medi
5.000
10.000 15.000 20.000 25.000 30.000
25.656
25.036
coniugato, coniuge a carico
individuali per stato civile e
carichi familiari, totale, serie
coniugato, coniuge e altri fam. a carico
2008-2011 (valori rivalutati)
celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato senza
carichi fam.
celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato con fam.
a carico
27.232
28.147
20.783
20.796
24.139
24.440
21.328
21.574
coniugato senza alcun carico fam.
coniugato senza coniuge a carico ma con altri
carichi fam.
26.716
27.495
23.889
23.770
minori, tutelati, altri,…
2011
2008
Graf. 3.24 - Redditi medi
Coniugato, coniuge a carico
individuali per stato civile
e carichi familiari, totale,
variazioni % 2008-2011
Coniugato, coniuge e altri fam. a carico
2,5
-3,3
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato senza carichi fam.
0,1
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato con fam. a carico
(valori rivalutati)
-1,2
Coniugato senza alcun carico fam.
-1,1
Coniugato senza coniuge a carico ma con altri carichi fam.
-2,8
Minori, tutelati, altri,…
0,5
-4,0
-3,0
-2,0
-1,0
0,0
1,0
2,0
3,0
Per provare ad avere una qualche chiave interpretativa ulteriore è utile
incrociare questo dato con quello della condizione occupazionale (cfr. Graff.
3.25 e 3.26).
Graf. 3.25 - Redditi medi
e carichi familiari, dipendenti
e pensionati,
Dipendente
individuali per stato civile
serie 2008-2011
Pensionato
(valori rivalutati)
0,00
2008
60
31.683,35
30.875,20
29.039,84
27.738,60
24.310,13
23.459,80
25.995,49
25.118,63
27.211,42
26.928,74
27.842,36
26.936,49
26.847,85
26.165,94
26.650,16
25.793,51
23.334,86
24.373,73
24.375,20
24.992,82
17.530,52
18.422,90
18.201,98
19.481,02
19.059,22
19.440,30
24.241,42
24.716,06
18.940,35
20.103,51
19.327,71
20.036,83
Coniugato, coniuge a carico
Coniugato, coniuge e altri fam. a carico
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato senza carichi fam.
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato con fam. a carico
Coniugato senza alcun carico fam.
Coniugato senza coniuge a carico ma con altri
Minori, tutelati, altri,…
Totale
Coniugato, coniuge a carico
Coniugato, coniuge e altri fam. a carico
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato senza carichi fam.
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato con fam. a carico
Coniugato senza alcun carico fam.
Coniugato senza coniuge a carico ma con altri carichi fam.
Minori, tutelati, altri,…
Totale
10.000,00
2011
20.000,00
30.000,00
40.000,00
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
individuali per stato civile
e carichi familiari, Dipendenti
e Pensionati, variazioni %
Dipendente
Graf. 3.26 - Redditi medi
Pensionato
2008-2011 (valori rivalutati)
-2,55
Coniugato, coniuge a carico
Coniugato, coniuge e altri fam. a carico -4,48
-3,50
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato senza carichi fam.
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato con fam. a carico
-1,04
Coniugato senza alcun carico fam.
Coniugato senza coniuge a carico ma con altri carichi fam.
-3,25
-2,54
Minori, tutelati, altri,…
-3,21
Totale
Coniugato, coniuge a carico
Coniugato, coniuge e altri fam. a carico
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato senza carichi fam.
Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato con fam. a carico
Coniugato senza alcun carico fam.
Coniugato senza coniuge a carico ma con altri carichi fam.
Minori, tutelati, altri,…
Totale
-6,00
-4,00
-2,00
4,45
2,53
5,09
7,03
2,00
1,96
6,14
3,67
0,00
2,00
4,00
6,00
8,00
Le tendenze che emergono sono più articolate e meno nette, ma specie
osservando il Graf. 3.25 è possibile innanzitutto evidenziare come, tra i Pensionati,
la condizione di coniugato/a è più “protettiva” in termini di capacità di produrre reddito rispetto alle altre condizioni di stato civile. Ciò trova riscontro nei
livelli di reddito più elevati che contraddistinguono, guardando ai valori nominali
2011, nell’ordine i dichiaranti in condizione “Coniugato, coniuge e altri fam.
a carico”, seguiti da “Coniugato senza coniuge a carico ma con altri carichi fam.”
e da “Coniugato, coniuge a carico”. Su livelli di reddito inferiori, ma che comunque sopravanzano quelli dei dichiaranti in condizione non coniugata, si ritrovano al quarto posto i “Coniugato senza alcun carico fam.”.
Con riferimento al Graf. 3.26 è poi possibile a vista d’occhio constatare
l’erosione dei redditi di tutte le categorie di stato civile e carico familiare che
fanno affidamento su redditi da lavoro dipendente, rispetto all’incremento che
invece hanno sperimentato nel periodo in esame tutte le categorie di stato civile e carico familiare che poggiano su redditi da pensione. Sul primo versante spicca in negativo il calo subito dalla categoria “Coniugato, coniuge e altri fam. a carico” (-4,48% a valori rivalutati), sul secondo versante spicca in positivo l’avanzamento dei redditi, sempre a valori rivalutati, della categoria “Celibe/nubile; vedovo; separato; divorziato con fam. a carico” (+7,03%).
Un’ultima considerazione relativa ai dichiaranti disaggregati per categoria
di stato civile riguarda la composizione dei redditi (cfr. Graff. 3.27-3.29).
Avendo il campione un marcato profilo “lavorista” - che, come abbiamo
visto nei capitoli che precedono, discende in modo conseguente dal fatto che
i dati elaborati sono solo quelli del modello 730 - non stupisce rilevare che la
quasi totalità del reddito dichiarato derivi da lavoro o pensione.
Nel quadriennio considerato, il campione Acli evidenzia una tendenza per quanto guardando a queste tipologie di disaggregazione essa risulti minimale - verso un ulteriore consolidarsi dei redditi da lavoro dipendente e assimilati (+0,2 punti), a scapito dei redditi da fabbricati (-0,1 punti) e altri redditi (-0,1 punti). Questo trend risulta leggermente più intenso tra gli individui
61
in coppie bi-reddito (+0,3 punti) e i vedovi/e (+0,4 punti). Si tenga tuttavia conto che nell’esporre tale confronto non è considerato il fatto che nel 2011 è stato introdotto l’imponibile con cedolare secca.
Graf. 3.27
Composizione
dei redditi per alcune
categorie di stato civile,
anno 2008
(quote % in valori nominali)
94%
95%
dei redditi per alcune
categorie di stato civile,
anno 2011
(quote % in valori nominali)
100%
1,91
97,36
96,87
Divorziati
94,76
Vedovi
94%
Redditi dominicali
95%
Redditi agrari
96%
Individui in coppie monoreddito
97%
Redditi dei fabbricati
98%
99%
1,85
97,75
Separati
2,21
97,46
Divorziati
2,58
97,10
Vedovi
4,54
95,25
0,00
100%
3,06
96,60
Celibi/nubili
Altri redditi
1,77
98,03
Individui in coppie bireddito
Graf. 3.29 - Variazione
da lavoro dipendente
99%
1,91
3,26
Separati
Redditi di lavoro dipendente e assimilati
della quota di redditi
98%
97,61
Celibi/nubili
Graf. 3.28
97%
96,32
Individui in coppie bireddito
Redditi di lavoro dipendente e assimilati
Composizione
96%
97,83
Individui in coppie monoreddito
Redditi dominicali
0,10
Redditi agrari
0,20
0,30
Redditi dei fabbricati
0,40
0,50
Altri redditi
0,60
0,20
Individui in coppie monoreddito
0,28
Individui in coppie bireddito
e assimilati per alcune
categorie di stato civile,
serie 2008-2011
(variazione relativa
in punti percentuali)
3.5. Approfondimento
sui dati di panel
0,13
Celibi/nubili
Separati
Divorziati
Vedovi
0,10
0,23
0,49
A chiusura delle analisi sin qui effettuate è interessante un breve approfondimento sui dati di panel, ovvero quelli che seguono in modo longitudinale gli stessi soggetti fiscali nell’arco di tempo selezionato. In questa sede
ciò significa elaborare i dati dei dichiaranti che hanno fruito dei servizi Caf Acli
in modo continuativo nel quadriennio 2008-2011. Il risultato di questa selezione
del data set rende il sottocampione osservato più “forte”, in quanto conteggia solo coloro che - oltre ad essere utenti “fedeli” dei servizi Acli - hanno sempre avuto un reddito da dichiarare; in più, si tratta di un sottocampione chiuso all’ingresso di eventuali redditi deboli aggiuntivi rispetto a quelli già presenti a inizio serie.
62
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 3
Evidentemente, il campione longitudinale comprende tutti gli anni lo stesso numero di dichiarazioni totali: 742.564. Cambia invece il numero di dipendenti, pensionati e “altri”, registrando così il cambiamento di status occupazionale dei contribuenti. Come è intuitivo attendersi, in particolare emerge l’invecchiamento anagrafico del campione, e dunque l’aumento nel tempo della categoria Pensionati.
La maggior forza del campione longitudinale emerge immediatamente appena si osservano i redditi medi individuali che valgono, nell’ultimo anno,
24.818 euro nella media nazionale, oltre 1.700 euro in più del campione generale. A ciò si aggiunge il fatto che, anche osservando i valori rivalutati, il
trend del quadriennio risulta positivo. Seppure il raffronto tra le medie dei
redditi del 2008 e quelle del 2011 per genere e condizione occupazionale sia
sempre di segno positivo (vale +1,42% per le femmine, +0,16 per i maschi, +1,12
la categoria dipendenti e +2,20 per la categoria pensionati), gli incrementi,
peraltro, sono talmente contenuti da indicare una stagnazione, piuttosto che
una crescita.
Se osserviamo la dinamica dei redditi per categoria e genere, emerge un
aspetto interessante. Il divario medio tra i redditi maschili e femminili nel 2011
è più elevato nel campione longitudinale che nel campione generale (9.245
euro nel primo e 8.110 euro nel secondo). Allo stesso modo il valore del reddito medio femminile è nel sottocampione longitudinale più elevato di 2.173
euro (vale 23.783 euro contro 21.610 euro del campione generale). Inoltre, mentre le donne dipendenti nel campione generale registravano un arretramento dei redditi medi di quasi il 2%, nel campione longitudinale esse mettono
a segno un incremento quasi speculare che vale +1,81%.
Il valore dell’analisi longitudinale, tuttavia, non sta tanto nell’analisi della dinamica dei redditi, quanto piuttosto nell’opportunità che essa può fornire
di osservare più da vicino gli utenti Caf Acli. Ciò è interessante soprattutto a
livello territoriale, come mostreremo nel Cap. 4, prestandosi utilmente a una
lettura associativa tesa a comprendere al meglio il tipo di utenza che viene intercettata e accompagnata dai Caf Acli attraverso i propri servizi, così come il
tipo di utenza che invece resta al di fuori del raggio di attenzione/azione.
Valori assoluti nominali e rivalutati
Graf. 3.30 - Redditi medi
individuali per genere
(totali Dipendenti
e Pensionati),
30.000,00
Variazioni %, 2008 = 100
28.782,94
28.827,83
24.663,38
24.819,77
20.224,17
20.511,89
28.000,00
26.000,00
24.000,00
22.000,00
20.000,00
serie 2008-2011
18.000,00
2008
2009
Femmina
2010
Maschio
2011
Totale
103,00
102,50
102,00
101,50
101,00
100,50
100,00
99,50
99,00
98,50
101,42
100,63
100,16
100,00
2008
2009
Femmina
2010
Maschio
2011
Totale
63
Graf. 3.31 - Redditi medi
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati),
serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
Dipendenti
103,00
102,50
102,00
101,50
101,00
100,50
100,00
99,50
99,00
98,50
Pensionati
105,00
104,00
103,00
103,12
101,12
100,78
102,00
102,20
101,53
101,00
100,00
100,00
99,00
100,00
98,00
2008
2009
Femmina
64
101,81
2010
Maschio
2011
Totale
2008
2009
Femmina
2010
Maschio
2011
Totale
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
4. La dinamica
dei redditi
per territorio
L
e dinamiche osservate nella media nazionale trovano, inevitabilmente,
solo parziale conferma a livello territoriale. Le diverse aree geografiche
e soprattutto le singole regioni mostrano alcune specificità che è interessante rilevare.
In termini generali, a premessa dell’approfondimento sui territori che di
seguito sarà illustrato, è utile ricordare che molto di più che guardando al dato
medio rilevato a livello nazionale, quanto più ci si spinge a osservare disaggregazioni per ripartizione e regione - sino ad arrivare al limite, caso che però
qui non è contemplato, del livello provinciale - tanto più emergono differenze che sono da ascrivere non soltanto alla dinamica dei redditi in quanto tale
bensì alla particolare tipologia di utenza che i Caf Acli tendono a intercettare1. In altri termini, la lettura - per molti aspetti preliminare, e che potrà essere in futuro certamente affinata e articolata - dei dati disaggregati per regione, che costituisce la parte più consistente del presente capitolo, specie nel
momento in cui si presentano analisi di livello comparativo, deve essere necessariamente svolta ponendo attenzione al fatto che essa risulta particolarmente condizionata dal tipo di utenza che si rivolge in quei determinati territori ai Caf Acli per presentare la dichiarazione dei redditi con Modulo 730.
4.1. Aree geografiche
a confronto
L’arretramento dei redditi reali risulta evidente in tutte le ripartizioni geografiche e con riferimento a tutte le classi di età, a esclusione di quella degli
ultra 65enni, come riscontrato nel campione nazionale (cfr. Cap. 3).
14.357,43
Graf. 4.1 - Redditi medi
25.201,70
27.517,32
24.010,76
23.520,08
26.188,94
18.138,90
22.398,64
12.629,44
23.464,67
27.456,56
20.340,46
23.484,91
10.906,01
19.154,14
22.240,65
16.063,33
18.989,37
11.212,52
19.985,95
23.521,91
15.592,32
19.429,43
13.391,51
23.940,32
26.920,09
20.782,51
23.626,88
12.931,11
22.423,24
25.709,74
18.837,52
22.023,22
11.816,40
22.114,59
26.302,91
20.561,41
22.695,01
10.649,04
18.162,71
21.615,77
16.419,66
18.586,45
10.440,59
18.375,10
21.747,97
15.595,89
18.316,59
Nord ovest
19.799,97
14.037,76
individuali per ripartizione
Nord Est
2008
geografica e classi d'età,
anni 2008 e 2011
Centro
Sud
(valori rivalutati)
Isole
Nord ovest
2011
Nord Est
Centro
Sud
Isole
0,00
5.000,00
10.000,00
15.000,00
20.000,00
25.000,00
15-24 anni
25-44 anni
45-64 anni
65 e più anni
Totale
30.000,00
Solo in cinque regioni i redditi dichiarati ai Caf Acli hanno mostrato un
incremento tra il 2008 e il 2011: Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Calabria. L’incremento è stato più elevato in Abruzzo (+2,3%)
Per una più precisa comprensione di questo aspetto si prenda in considerazione il confronto tra le medie dei
redditi del campione Caf Acli e le medie Mef (cfr. Cap. 2, Graf. 2.7a).
1
65
e soprattutto in Calabria (+7,8%). Tuttavia, considerando i redditi da lavoro
dipendente è nelle ultime due regioni soltanto che si conferma una crescita
degli importi dichiarati (registrando rispettivamente un incremento dello 0,4%
e dell’1,3%). Le cifre in valori assoluti valgono 108 euro per i dipendenti abruzzesi, e 327 per quelli calabri.
Guardando i redditi da pensione, il trend di crescita evidenziato dalla media nazionale si riscontra in tutte le regioni, fatto salvo tre eccezioni: Marche,
Basilicata, Sardegna. Valgono con riferimento ai redditi da pensione le considerazioni svolte nel cap. 3.
Graf. 4.2 - Redditi medi
individuali per regione,
totale, anni 2008 e 2011
(valori rivalutati)
0,00
10.000,00
20.000,00
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Trentino A.A.
Veneto
Friuli V.G.
Liguria
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Totale
2008
Graf. 4.3 - Redditi medi
individuali per regione,
Dipendenti, anni 2008
e 2011 (valori rivalutati)
0,00
10.000,00
40.000,00
2011
20.000,00
30.000,00
26.787,02
25.698,06
28.053,35
26.684,90
28.254,74
27.352,67
26.083,23
25.440,64
25.131,76
24.272,70
25.705,93
24.967,10
27.252,44
26.630,73
27.706,87
26.531,03
26.701,93
25.880,81
27.746,87
25.943,30
25.436,48
24.297,44
29.565,89
29.288,10
25.299,58
25.407,56
24.971,34
23.646,23
26.335,05
24.604,09
21.502,53
21.127,00
23.883,60
20.233,08
24.988,98
25.315,99
23.884,46
22.714,00
25.230,41
23.600,10
26.650,16
25.793,51
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Trentino A.A.
Veneto
Friuli V.G.
Liguria
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Totale
2008
66
30.000,00
23.205,88
23.003,81
23.967,90
23.904,27
25.182,68
24.846,86
22.482,26
22.568,27
21.752,88
21.419,07
23.496,58
23.719,04
22.712,47
22.805,36
24.772,58
24.220,57
23.708,32
23.431,79
24.278,06
23.643,20
22.355,76
21.345,58
25.975,65
25.628,23
21.786,89
22.228,61
19.502,35
19.058,93
22.359,40
21.345,83
18.976,11
18.927,18
20.631,34
17.893,10
21.654,79
23.355,98
19.992,74
19.549,72
21.412,54
20.432,11
23.298,66
23.058,18
2011
40.000,00
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
Graf. 4.4 - Redditi medi
individuali per regione,
Pensionati, anni 2008 e 2011
(valori monetari)
0,00
10.000,00
20.000,00
Piemonte
Valle d’Aosta
Lombardia
Trentino A.A.
Veneto
Friuli V.G.
Liguria
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Totale
2008
Graf. 4.5 - Redditi medi
individuali per regione,
totali, anni 2008 e 2011
(variazioni %)
30.000,00
40.000,00
19.416,47
20.336,93
18.741,85
20.171,79
20.997,50
21.831,76
17.344,00
18.324,56
17.750,12
18.266,01
20.789,70
22.281,86
19.571,43
20.160,58
20.788,36
21.176,54
20.482,78
21.046,51
20.285,20
21.193,83
18.450,03
18.105,48
22.317,71
22.367,65
17.983,90
18.859,27
15.018,82
15.480,75
18.642,83
18.750,20
16.481,98
16.918,76
17.277,29
15.612,08
18.131,98
21.084,43
16.161,55
16.552,32
17.672,21
17.495,85
19.327,71
20.036,83
-20,00
Piemonte
Valle d'Aosta
Lombardia
Trentino A.A.
Veneto
Friuli V.G.
Liguria
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Totale
-15,0
-10,0
2011
-5,0
0,0
5,0
10,0
-0,9
-0,3
-1,3
0,4
-1,5
0,9
0,4
-2,2
-1,2
-2,6
-4,5
-1,3
2,0
-2,3
-4,5
-0,3
-13,3
7,9
-2,2
-4,6
-1,0
Assumiamo un altro punto di vista per l’analisi. La graduatoria delle regioni stilata in base all’ammontare del reddito medio è capeggiata dal Lazio
sia nella categoria dipendenti sia in quella dei pensionati (cfr. Graf. 4.6 e 4.7).
Ma le due classifiche sono simmetriche solo nella posizione di vertice e al quinto posto, dove troviamo sempre l’Emilia Romagna. Se la Lombardia si conferma
comunque tra le regioni di testa, mentre Sicilia e Basilicata restano sempre nelle ultime posizioni, altre regioni sono diversamente posizionate. Su tutte colpisce il dato della Valle d’Aosta, terza nella classifica dei dipendenti e solo nona
in quella dei pensionati.
67
Graf. 4.6 - Graduatoria
regionale dei redditi medi
individuali, Dipendenti,
anno 2011
Graf. 4.7 - Graduatoria
regionale dei redditi medi
individuali, Pensionati,
anno 2011
4.2. Uno sguardo
su alcune regioni
significative
Valori assoluti
0
Lazio
Lombardia
Valle d'Aosta
Liguria
Emilia Romagna
Umbria
Toscana
TOTALE
Piemonte
Trentino A.A.
Abruzzo
Calabria
Friuli V.G.
Campania
Marche
Veneto
Molise
Sardegna
Sicilia
Puglia
Basilicata
Scostamento % dalla media
10.000
20.000
30.000
29.288
27.353
26.685
26.631
26.531
25.943
25.881
25.794
25.698
25.441
25.408
25.316
24.967
24.604
24.297
24.273
23.646
23.600
22.714
21.127
20.233
Valori assoluti
0
Lazio
Friuli V.G.
Lombardia
Umbria
Emilia Romagna
Calabria
Toscana
Piemonte
Valle d'Aosta
Liguria
TOTALE
Abruzzo
Campania
Trentino A.A.
Veneto
Marche
Sardegna
Puglia
Sicilia
Basilicata
Molise
-25,0 -20,0 -15,0 -10,0 -0,5 0,0 0,5 10,0 15,0 20,0
Lazio
13,5
Lombardia
6,0
Valle d'Aosta
3,5
Liguria
3,2
Emilia Romagna
2,9
Umbria
0,6
Toscana
0,3
TOTALE
0,0
Piemonte
-0,4
Trentino A.A.
-1,4
Abruzzo
-1,5
Calabria
-1,9
Friuli V.G.
-3,2
Campania
-4,6
Marche
-5,8
Veneto
-5,9
Molise
-8,3
Sardegna
-8,5
Sicilia
-11,9
Puglia
-18,1
Basilicata -21,6
Scostamento % dalla media
10.000
20.000
22.368
22.282
21.832
21.194
21.177
21.084
21.047
20.337
20.172
20.161
20.037
18.859
18.750
18.325
18.266
18.105
17.496
16.919
16.552
15.612
15.481
30.000
-25,0 -20,0 -15,0 -10,0 -0,5
Lazio
Friuli V.G.
Lombardia
Umbria
Emilia R.
Calabria
Toscana
Piemonte
Valle d'Aosta
Liguria
TOTALE
Abruzzo
-5,9
Campania
-6,4
Trentino A.A.
-8,5
Veneto
-8,8
Marche
-9,6
Sardegna
-12,7
Puglia
-15,6
Sicilia
-17,4
Basilicata -22,1
Molise -22,7
0,0
0,5
1,5
0,7
0,6
0,0
5,8
5,7
5,2
5,0
10,0
9,0
15,0
11,6
11,2
Restando con lo sguardo focalizzato sulle disaggregazioni territoriali, entriamo nel dettaglio di sette casi regionali particolarmente significativi - Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Lazio, Abruzzo, Puglia e Sicilia - osservando le dinamiche dei redditi secondo le principali variabili sin qui considerate.
La scelta delle regioni su cui appuntare lo sguardo è stata effettuata tenendo conto di diversi criteri di selezione: area geografica, numerosità del campione, ammontare del reddito medio, dinamica dei redditi significativa nell’arco del quadriennio.
Quanto evidenziato in premessa di capitolo circa l’accortezza con cui considerare i dati regionali che di seguito saranno illustrati trova ulteriore conferma considerando alcune dimensioni del profilo dei campioni delle regioni
selezionate stesse (cfr. Tab. 4.1). Attraverso il confronto tra 2008 e 2011 si può
infatti notare sia la variazione di peso relativo delle dichiarazioni sul totale nazionale del campione Acli, sia alcune dimensioni peculiari come il generalizzato incremento delle dichiarazioni di contribuenti femmine che ha toccato
tutte le regioni, sia ancora il calo della quota di dichiaranti 15-24enni (a eccezione di Trentino-Alto Adige e Sicilia), sia infine l’incremento generalizzato della quota di dichiarazioni di individui ultra 65enni.
68
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
2008
Tab. 4.1 - Alcune
caratteristiche delle regioni
selezionate,
2011
%
%
%
%
%
%
%
%
pratiche
su camp.
Caf Acli
femmine
15-24 enni
65+
pratiche
su camp.
Caf Acli
femmine
15-24 enni
65+
anni 2008 e 2011
Piemonte
10,2
50,7
1,4
35,0
9,4
51,3
1,2
38,5
(valori percentuali)
Lombardia
25,9
49,2
2,0
29,9
27,1
50,2
1,6
34,5
Trentino-Alto Adige
9,5
54,0
3,4
31,1
9,0
54,4
3,6
32,0
Lazio
3,8
50,7
1,1
38,6
4,1
53,1
0,9
44,0
Abruzzo
1,4
49,3
1,3
36,6
1,4
50,7
1,2
38,5
Puglia
5,7
48,3
1,8
36,3
4,9
49,6
1,6
39,7
Sicilia
3,6
46,8
0,9
37,7
3,6
49,2
1,1
41,7
Sulla scia di quanto già commentato, con riferimento ai valori assoluti dei
redditi medi individuali 2011 per quanto concerne le sette regioni considerate (cfr. Graf. 4.8), troviamo ai primi tre posti, sia tra i Dipendenti sia tra i Pensionati, nell’ordine Lazio, Lombardia e Piemonte. Seguono tra i dipendenti Trentino-Alto Adige e Abruzzo, e agli ultimi due posti Sicilia e Puglia; tra i pensionati
queste ultime due coppie si scambiano di posizione, con Abruzzo davanti a Trentino-Alto Adige e Puglia davanti a Sicilia. In termini di variazioni relative, tra
i dipendenti si osserva in particolare l’incremento dei redditi registratosi nel
solo caso dell’Abruzzo (+0,4%), con l’arretramento più consistente determinatosi nel caso della Sicilia (-4,9%). Sul fronte dei redditi da pensione si ha un
incremento generalizzato in tutte le regioni, a esclusione del Lazio, territorio
rispetto al quale si osservano valori sostanzialmente invariati (+0,2%).
Anno 2011
Variazioni % 2008-2011
Graf. 4.8 - Redditi medi
(valori assoluti 2011
Pensionato
e variazione % 2008-2011)
20.000,00
-6,0
25.698,06
27.352,67
25.440,64
29.288,10
25.407,56
21.127,00
22.714,00
20.336,93
21.831,76
18.324,56
22.367,65
18.859,27
16.918,76
16.552,32
Piemonte
-4,1
Lombardia
-3,2
Trentino A.A.
-2,5
Lazio
-0,9
Abruzzo
Puglia
-1,7
Sicilia -4,9
Piemonte
Lombardia
Trentino A.A.
Lazio
Abruzzo
Puglia
Sicilia
Dipendente
nelle regioni selezionate
Dipendente
(Dipendenti e Pensionati),
Piemonte
Lombardia
Trentino A.A.
Lazio
Abruzzo
Puglia
Sicilia
Piemonte
Lombardia
Trentino A.A.
Lazio
Abruzzo
Puglia
Sicilia
Pensionato
0,00
individuali per categoria
-4,0
-2,0
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
0,4
4,7
4,0
5,7
0,2
4,9
2,7
2,4
Come è possibile evincere dal Graf. 4.9, la Lombardia è, tra quelle selezionate, la regione che presenta i redditi medi più elevati nel 2011 tra gli individui in coppie coniugate monoreddito, mentre il Lazio primeggia guardando
agli individui in coppie coniugate bireddito. Queste stesse due regioni - come
visto in Graf. 4.6 e 4.7 rispettivamente al primo e secondo posto per i redditi
individuali da lavoro dipendente e al primo e terzo per i redditi da pensione
considerando l’insieme delle regioni italiane - si spartiscono il primato anche
69
considerando le altre categorie di stato civile significative2: la Lombardia presenta i valori più elevati sia tra i celibi/nubili sia tra i vedovi/e, il Lazio li mostra tra i separati/e e i divorziati/e.
Graf. 4.9 - Redditi medi
0,00 10.000,00 20.000,00 30.000,00 40.000,00
di stato civile
26.701,54
22.963,14
29.060,20
24.870,18
28.175,78
23.103,24
28.491,02
26.407,89
24.698,19
22.579,46
21.759,20
18.513,87
20.532,57
21.279,73
Piemonte
individuali per categorie
Lombardia
Trentino A. A.
nelle regioni selezionate
Lazio
anno 2011 (valori assoluti)
Abruzzo
Puglia
Sicilia
0,00
Piemonte
Lombardia
Trentino A. A.
Lazio
Abruzzo
Puglia
Sicilia
Individui in coppie monoreddito Individui in coppie bireddito
20.000,00
40.000,00
21.905,69
19.635,15
23.467,14
21.019,60
21.728,51
17.530,35
22.430,81
20.431,05
20.518,66
18.350,26
17.045,15
15.710,95
18.115,17
14.824,87
Celibi/Nubili
Vedovi
0,00
20.000,00
40.000,00
24.730,57
24.243,01
26.474,17
26.434,95
24.831,12
24.203,57
28.625,21
29.417,02
27.267,06
25.574,33
22.210,88
22.548,89
25.065,24
24.256,51
Divorziati
Piemonte
Lombardia
Trentino A. A.
Lazio
Abruzzo
Puglia
Sicilia
Separati
Considerando le variazioni relative nel periodo 2008-2011 (cfr. Graf. 4.10),
emerge come solo in tre delle sette regioni selezionate (Trentino-Alto Adige, Lazio e Abruzzo) i redditi degli individui in coppie monoreddito siano risultati in crescita, e in Abruzzo soltanto si è registrato un analogo incremento dei redditi degli individui in coppie bireddito, laddove in tutti i restanti casi si è osservato un
arretramento che si spinge sino al -1,4% del Piemonte tra gli individui in coppie
monoreddito al -3,4% della Lombardia tra gli individui in coppie bireddito.
Graf. 4.10 - Redditi medi
-10,0
Piemonte
individuali per tipologia
di famiglia fiscale nelle
Lombardia
Trentino A. A.
Lazio
regioni selezionate
0,0
-1,4
-2,2
-1,2
-3,4
-1,8
-1,4
Abruzzo
(variazioni % 2008-2011)
Puglia
Sicilia
10,0
-10,0
Piemonte
0,0
-0,4
-,0,6
Lombardia
1,9
-4,8
Lazio
2,1
2,0
Abruzzo
-1,8
-0,9
Puglia
-1,2
Sicilia
Individui in coppie monoreddito Individui in coppie bireddito
5,7
-0,3
Trentino A. A.
2,5
-0,8
0,0
-0,6
-1,6
10,0
4,5
-5,7
7,2
-10,0
Piemonte
Lombardia
Trentino A. A.
Lazio
5,5
0,2
0,3
Celibi/Nubili Vedovi
Abruzzo
Puglia
Sicilia
-6,2
-6,6
0,0
-3,5
-1,9
-3,7
-2,8
-1,1
10,0
0,8
-1,6
-0,3
8,4
-2,4
-0,1
-6,0
Separati Divorziati
Per quanto non sia possibile inferire direttamente dai dati a disposizione una corrispondenza tra stato celibe/nubile e condizione giovanile e di indipendenza abitativa, di certo l’arretramento dei redditi individuali dei dichiaranti non coniugati che si riscontra in tutte le sette regioni selezionate può
essere letto in linea con quanto più volte commentato a proposito delle difficoltà che le fasce di età più giovane del campione hanno sperimentato nell’arco di anni qui considerato. Spiccano a questo riguardo in particolare i dati
relativi a Lazio (-4,8%) e Sicilia (-5,7%). Dall’altro lato, è il solo Lazio che mostra una contrazione (-1,8%) dei redditi dei vedovi/e, laddove al capo opposto nelle altre regioni si evince un minimo avanzamento in quelle del Mezzogiorno associato a consistenti incrementi in quelle del Centro Nord.
2
70
A esclusione di minori, tutelati e pratiche G.
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
4.2.1 Piemonte
Infine, anche se il dato si rivela di più difficile interpretazione, tra i separati/e
le uniche regioni in incremento tra quelle selezionate sono Trentino-Alto Adige e soprattutto Abruzzo; tra i divorziati/e invece il calo dei redditi individuali
risulta generalizzato.
In Piemonte, tanto nel 2008 quanto nel 2011 i redditi medi individuali più elevati sono quelli che fanno registrare gli individui in coppie monoreddito, un dato
in linea con la media nazionale. In entrambi gli anni considerati seguono i redditi dei separati/e, che risultano tuttavia la categoria di stato civile che più di ogni
altra - tra quelle considerate3 - ha subito un arretramento (-3,5%) nell’arco temporale in esame (cfr. Graf. 4.11). Tra i coniugati, soffrono di più gli individui in coppie bireddito (-2,2%) di quelli in coppie monoreddito (-1,4%), laddove la perdita
in termini rivalutati è risultata minima tra i celibi/nubili (-0,4%). La sola categoria
di stato civile che ha visto crescere il proprio reddito, anche per l’ipotizzabile forte correlazione che essa intrattiene con la categoria dei pensionati, è quella dei vedovi/e (+4,5%). Nel complesso, l’arretramento dei redditi dichiarati in regione, sempre in termini rivalutati, è stato pari a 300 euro circa, corrispondente a -1,2%.
Graf. 4.11 - Redditi medi
0
individuali per tipologia
Individui in coppie monoreddito
di famiglia fiscale, Piemonte,
Individui in coppie bireddito
10.000
20.000
Celibi/Nubili
anni 2008 e 2011
Separati
(valori rivalutati
Divorziati
e variazioni %)
30.000
27.080,54
26.701,54
23.472,78
22.963,14
21.998,33
21.905,69
25.615,96
24.730,57
24.722,71
24.243,01
18.789,46
19.635,15
22.747,89
22.464,31
Vedovi
Totale
2008
-4,0
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
-3,0
-2,0
-1,0
0,0
1,0
2,0
3,0
4,0
5,0
-1,4
-2,2
Celibi/Nubili
-0,4
Separati -3,5
Divorziati
-1,9
Vedovi
Totale
4,5
-1,2
2011
Per quanto riguarda le categorie di reddito (cfr. Graf. 4.12), i valori hanno mostrato di subire un deciso calo tra i dipendenti maschi (-5,4%), mentre
la perdita è risultata più contenuta tra le femmine (-1,6%). Di segno e ordine
opposto le variazioni tra i pensionati: qui sono i maschi (+5,2%) ad aver fatto segnare una crescita superiore a quella delle femmine (+4,3%). Considerando
la variabile età, si conferma in Piemonte un quadro in linea con gli andamenti
generali riferiti al dato medio nazionale e caratterizzato da una contrazione
nelle classi più giovani, specie tra le femmine 15-24enni (-8,2%) e i maschi 2544enni (-6,8%), con un andamento in controtendenza tra le femmine 45-64enni
(+1,5%) e una crescita specie maschile (+6,9%) tra gli over 65.
L’esame degli andamenti per paese di nascita4 (cfr. Graf. 4.13) conferma la
sofferenza dei redditi da lavoro dipendente, in particolare per i nati in Europa
3
4
Cfr. nota precedente.
Per un chiarimento circa la variabile paese di nascita si faccia riferimento a quanto spiegato nel Cap. 1 e nel Cap. 3.
71
(-6,1%) ed extra Europa (-5,2%), specularmente alla quale si registra una crescita generalizzata per i redditi da pensione, non sufficiente tuttavia a compensare
un calo nei valori medi che risulta di ordine crescente passando dai contribuenti
nati in Italia (-0,9%) a quelli nati in Europa (-2,6%) agli extra Europei (-4,7%).
Graf. 4.12 - Redditi medi
Categoria e genere
Classe di età e genere
individuali per categoria
Pensionato
(variazioni %)
2,0
4,0
15-24
anni
-4,1
4,3
F
5,2
M
4,7
Totale
M
-0,2
-1,6
-1,2
Totale
Graf. 4.13 - Redditi medi
-8,0
individuali per categoria
-6,0
-4,0
Dipendente
e paese di nascita, Piemonte,
anni 2008 e 2011
Nato in Europa
Nato Extra
Pensionato
-2,0
-8,0
-6,0
-4,0
0,0
2,0
4,0
6,0
-4,7
-4,1
-6,8
-5,6
1,5
-2,6
-1,8
3,8
6,9
5,8
-0,2
-1,6
-1,2
0,0
2,0
4,0
6,0
-5,2
-4,1
Nato in Italia
4,8
Nato in Europa
4,7
1,6
Nato Extra
4,7
-0,9
Nato in Italia
-2,6
Nato in Europa
Nato Extra
Totale
8,0
-6,0
Totale
Totale
-2,0
-8,2
-6,1
Totale
(variazioni %)
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
-3,3
Nato in Italia
(Dipendenti e Pensionati)
-10,0
6,0
M -5,4
Totale
F
Totale
0,0
25-44
anni
Piemonte, anni 2008 e 2011
-2,0
-1,6
anni
Totale 65
o più
Dipendente
classe di età e genere,
-4,0
F
45-64
anni
-6,0
(Dipendenti e Pensionati),
-4,7
-1,2
Un ultimo sguardo agli andamenti dei redditi a valori attualizzati del campione longitudinale5 (cfr. Graf. 4.14 e 4.15) evidenzia la leggera crescita complessiva dei redditi (pari a poco meno di 40 euro, +0,15%) consentita in particolare dall’incremento fatto segnare a livello femminile (+1,07%) e tale da
compensare la perdita subita a livello maschile (-0,43%).
Tale dinamica risulta fondamentalmente confermata guardando ai soli
andamenti dei redditi da lavoro dipendente, dove infatti la crescita dello 0,11%
è sostenuta dall’incremento a livello femminile (+1,21%) - peraltro ripetutosi sino al 2010, anno a seguito del quale si è determinato un calo - a com-
Relativi a coloro che hanno presentato la dichiarazione 730 in tutti gli anni del quadriennio considerato, ovvero per il Piemonte n. = 72.648 casi su un totale n. = 128.317 dichiarazioni nel 2011. Per un chiarimento relativo a questo tipo di analisi si vedano il Cap. 1 e il Cap. 3 § 3.5.
5
72
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
pensazione dell’arretramento a livello maschile (-0,53%), sebbene l’ultimo biennio abbia fatto segnare per questi ultimi valori in crescita.
Sul fronte dei redditi da pensione, le variazioni relative mostrano un incremento tra 2008 e 2009 della stessa intensità per maschi e femmine; successivamente, il calo che si è determinato si è rivelato più intenso tra i primi
che tra le seconde, anche se non di portata tale da invertire i valori di segno
positivo di fine periodo, che riferiscono di un incremento complessivo nel quadriennio del 2,98% tra le femmine e dell’1,79% tra i maschi.
Graf. 4.14 - Redditi medi
individuali per genere
(totale), Piemonte,
serie 2008-2011
Valori rivalutati
33.000,00
31.000,00
29.000,00
27.000,00
25.000,00
23.000,00
21.000,00
19.000,00
17.000,00
15.000,00
Variazioni %, 2008 = 100
28.426,65
28.304,78
24.391,13
24.428,36
20.166,51
20.382,24
2008
2009
Femmine
2010
Maschi
106,00
105,00
104,00
103,00
102,00
101,00
100,00
99,00
98,00
2008
Totale
Femmine
Dipendenti
Pensionati
individuali per categoria
106,00
105,00
104,00
103,00
102,00
101,00
100,00
99,00
98,00
106,00
105,00
104,00
103,00
102,00
101,00
100,00
99,00
98,00
(Dipendenti e Pensionati),
Piemonte, serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
101,21
100,11
99,47
100,00
2008
Femmine
2009
2010
Maschi
100,00
2011
Graf. 4.15 - Redditi medi
101,07
100,15
99,57
2009
2010
Maschi
2011
Totale
102,98
102,28
101,79
100,00
2011
2008
Totale
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Confrontati con i valori fatti segnare dal campione generale Acli per la
regione Piemonte (cfr. Tab. 4.2), i dati panel restituiscono redditi medi superiori del 6%, con un’accentuazione tra i redditi da lavoro dipendente (superiori del 10%) più che tra i redditi da pensione (superiori del 3%).
Tab. 4.2 - Redditi medi
individuali per categoria,
confronto campione
Totale
Longitudinale
Diff.v.a.
Diff. %
Dipendente
25.698,06
28.298,21
2.600,15
10
Pensionato
20.336,93
20.979,41
642,48
3
TOTALE
23.003,81
24.428,36
1.424,55
6
complessivo e longitudinale,
Piemonte, anno 2011
(valori assoluti e %)
73
4.2.2 Lombardia
In Lombardia, analogamente a quanto osservato per il Piemonte, tanto
nel 2008 quanto nel 2011 i redditi medi individuali più elevati sono quelli che
fanno registrare gli individui in coppie monoreddito. Anche in questo caso in
entrambi gli anni seguono poi i redditi dei separati/e, che risultano - di nuovo - la categoria di stato civile che più di ogni altra ha subito un arretramento (-3,7%) nell’arco temporale in esame (cfr. Graf. 4.16). Allo stesso modo, tra
i coniugati soffrono di più gli individui in coppie bireddito (-3,4%) di quelli in
coppie monoreddito (-1,2%), laddove la perdita in termini rivalutati è risultata
minima tra i celibi/nubili (-0,6%). La sola categoria di stato civile che ha visto
crescere il proprio reddito è anche in questo caso - e su quote ancora superiori
- quella dei vedovi/e (+5,7%). Nel complesso, l’arretramento dei redditi dichiarati
in regione, sempre in termini rivalutati, è stato pari a 550 euro circa, corrispondente a -2,2%.
Per quanto riguarda le categorie di reddito (cfr. Graf. 4.17), i valori hanno mostrato di subire un calo in particolare tra i dipendenti maschi (-3,7%),
mentre la perdita è risultata più contenuta tra le femmine (-1,7%).
famiglia fiscale, Lombardia,
10.000
Divorziati
(valori rivalutati
Vedovi
Totale
e variazioni %)
2008
(valori rivalutati
e variazioni %)
Dipendente
Pensionato
Lombardia, serie 2008-2011
M
Totale
-4,0
-3,0
-2,0
-1,0
0,0
1,0
2,0
3,0
4,0
-3,7
-3,2
3,1
F
4,9
4,0
-2,3
-1,5
M
Totale
5,0
-1,7
M
F
-2,0
0,0
2,0
4,0
6,0
-1,2
-3,4
Celibi/Nubili
-0,6
Separati
-3,7
Divorziati
-2,8
Vedovi
5,7
Totale
-2,2
Classe di età e genere
Totale
Totale
classe di età e genere,
-5,0
F
-4,0
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
2011
Categoria e genere
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati),
-6,0
30.000
29.404,94
29.060,20
25.743,24
24.870,18
23.601,03
23.467,14
27.479,97
26.474,17
27.207,48
26.434,95
19.881,84
21.019,60
24.793,57
24.247,72
Separati
anni 2008 e 2011
Graf. 4.17 - Redditi medi
20.000
-2,2
6,0
-10,0
65 anni o 45-64 anni 25-44 anni 15-24 anni
più
individuali per tipologia di
0
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Celibi/Nubili
Totale
Graf. 4.16 - Redditi medi
F
M
Totale
F
M
Totale
-8,0
-6,0
-4,0
-2,0
6,0
8,0
-3,9
-5,3
-4,9
-1,7
-1,8
-2,9
1,8
5,8
4,3
Totale
F
M
4,0
-4,9
F
M
Totale
2,0
-6,2
F
M
Totale
0,0
-7,9
-2,3
-1,5
-2,2
Di segno e ordine opposto anche in questo caso le variazioni tra i pensionati: qui sono i maschi (+4,9%) ad aver fatto segnare una crescita superiore a quella delle femmine (+3,1%). Considerando la variabile età, si
conferma in Lombardia un quadro in linea con gli andamenti generali riferiti al dato medio nazionale e caratterizzato da una contrazione nelle
classi più giovani, specie tra le femmine 15-24enni (-7,9%) e i maschi 2544enni (-5,3%); entrambi i generi risultano altresì in calo tra i 45-64enni,
74
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
mentre la crescita è decisamente più intensa a livello maschile (+5,8%) tra
gli over 65.
L’esame degli andamenti per paese di nascita (cfr. Graf. 4.18) conferma
anche in questo caso la sofferenza dei redditi da lavoro dipendente, in particolare per gli extra Europei (-5,6%) e comunque più intensa per i nati in Italia (-2,5%) che per gli Europei (-1,6%). Per quanto riguarda questi ultimi, tuttavia, si registra in Lombardia, a differenza di quanto accade a livello medio
nazionale, una contrazione dei redditi da pensione.
Graf. 4.18 - Redditi medi
-8,00
individuali per categoria
-6,00
-4,00
Nato in Italia
Dipendente
(Dipendenti e Pensionati)
e paese di nascita,
Lombardia,
Nato in Europa
Nato Extra
,00
2,00
-5,6
-3,2
Pensionato
4,0
Nato in Europa
-0,6
Nato Extra
2,1
Totale
4,0
Totale
Nato in Italia
-1,9
Nato in Europa
Nato Extra
Totale
6,00
-1,6
Nato in Italia
(variazioni %)
4,00
-2,5
Totale
anni 2008 e 2011
-2,00
-3,8
-6,0
-2,2
L’esame degli andamenti dei redditi a valori attualizzati del campione longitudinale6 (cfr. Graf. 4.19 e 4.20) evidenzia una leggera crescita complessiva
dei redditi (pari a poco più di 130 euro, +0,51%) consentita in particolare più
dall’incremento fatto segnare a livello femminile (+1,19%) di quanto non sia
avvenuto a livello maschile (+0,12%).
Tale dinamica risulta rafforzata guardando ai soli andamenti dei redditi
da lavoro dipendente, dove infatti la crescita dell’1,13% è sostenuta dall’incremento a livello femminile (+1,53%) - anche in questo caso ripetutosi sino
al 2010, anno a seguito del quale si è verificato un calo - e accompagnata da
una crescita a livello maschile (+1,00%) che si è determinata in particolare nell’ultimo biennio.
Sul fronte dei redditi da pensione, le variazioni relative mostrano un incremento tra 2008 e 2009 della stessa intensità per maschi e femmine; successivamente, il calo che si è determinato si è rivelato più intenso tra i primi
Relativi a coloro che hanno presentato la dichiarazione 730 in tutti gli anni del quadriennio considerato, ovvero per la Lombardia n. = 188.250 casi su un totale n. = 372.151 dichiarazioni nel 2011.
6
75
che tra le seconde, anche se non di portata tale da invertire i valori di segno
positivo di fine periodo, che riferiscono di un incremento complessivo nel quadriennio del 2,38% tra le femmine e dello 0,83% tra i maschi.
Confrontati con i valori fatti segnare dal campione generale Acli per la
regione Lombardia (cfr. Tab. 4.3), i dati panel restituiscono redditi medi superiori
dell’8%, con un’accentuazione tra i redditi da lavoro dipendente (superiori
dell’11%) più che tra i redditi da pensione (superiori del 4%).
Valori rivalutati
Graf. 4.19 - Redditi medi
33.000,00
individuali per genere
31.000,00
(totale), Lombardia,
serie 2008-2011
Variazioni %, 2008 = 100
31.029,51
30.992,43
106,00
105,00
29.000,00
26.745,56
26.609,52
27.000,00
104,00
103,00
25.000,00
21.958,19
21.700,95
23.000,00
102,00
100,00
19.000,00
98,00
15.000,00
2008
2009
Femmine
2011
2008
Totale
Femmine
2010
Maschi
Dipendenti
Pensionati
Graf. 4.20 - Redditi medi
106,00
106,00
individuali per categoria
105,00
105,00
(Dipendenti e Pensionati),
104,00
104,00
(variazioni %, 2008=100)
100,00
99,00
17.000,00
Lombardia, serie 2008-2011
101,19
100,51
100,12
101,00
21.000,00
103,00
2009
2010
Maschi
2011
Totale
103,00
102,00
101,53
102,00
101,00
101,13
101,00
101,00
100,00
102,38
101,49
100,83
100,00
100,00
99,00
100,00
99,00
98,00
98,00
2008
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Totale
Longitudinale
Diff.v.a.
Diff. %
Dipendente
27.352,67
30.278,26
2.925,59
11
individuali per categoria,
Pensionato
21.831,76
22.777,33
945,57
4
confronto campione
TOTALE
24.846,86
26.745,56
1.898,70
8
Tab. 4.3 - Redditi medi
complessivo e longitudinale,
Lombardia, anno 2011
(valori assoluti e %)
76
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
4.2.3 Trentino-Alto
Adige
Anche in Trentino-Alto Adige tanto nel 2008 quanto nel 2011 i redditi medi
individuali più elevati sono quelli che fanno registrare gli individui in coppie
monoreddito, categoria di stato civile che, a differenza di quanto avvenuto in
Piemonte e Lombardia, mostra addirittura una dinamica di crescita nel periodo
considerato (+1,9%). Anche in questo caso in entrambi gli anni 2008 e 2011
seguono poi i redditi dei separati/e, che in questa regione risultano però in crescita (+,08%) (cfr. Graf. 4.21). Tra i coniugati subiscono invece un calo gli individui in coppie bireddito (-1,8%), laddove la perdita in termini rivalutati si
conferma minima tra i celibi/nubili (-0,3%). La categoria di stato civile che ha
visto crescere il proprio reddito di più e su quote decisamente elevate è nuovamente quella dei vedovi/e (+7,2%). Nel complesso, in Trentino-Alto Adige
si è pertanto registrato un incremento dei redditi dichiarati pari a 100 euro circa, corrispondente a +0,5%.
Per quanto riguarda le categorie di reddito (cfr. Graf. 4.22), i valori hanno mostrato di subire un calo in particolare tra i dipendenti maschi (-2,6%),
mentre la perdita è risultata più contenuta tra le femmine (-1,4%).
Graf. 4.21 - Redditi medi
individuali per tipologia di
famiglia fiscale, Trentino-Alto
0
10.000
20.000
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Celibi/Nubili
Adige, anni 2008 e 2011
Separati
Divorziati
(valori rivalutati
Vedovi
e variazioni %)
-3,0 -2,0 -1,0 0,0 1,0 2,0 3,0 4,0 5,0 6,0 7,0 8,0
30.000
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
27.653,57
28.175,78
23.528,12
23.103,24
21.788,05
21.728,51
24.635,91
24.831,12
24.461,80
24.203,57
16.353,14
17.530,35
22.027,42
22.128,93
Totale
1,9
-1,8
-0,3
Celibi/Nubili
Separati
0,8
-1,1
Divorziati
7,2
Vedovi
0,5
Totale
2008 2011
Graf. 4.22 - Redditi medi
Categoria e genere
e variazioni %)
-4,0
-2,0
F
-1,4
M
Totale
0,0
2,0
4,0
6,0
-2,6
-2,5
F
4,0
M
7,0
Totale
5,7
F
1,1
M
0,4
Totale
0,5
-10,0
8,0
65 anni o 45-64 anni 25-44 anni 15-24 anni
più
2008 e 2011 (valori rivalutati
Pensionato
Trentino-Alto Adige, anni
Totale
classe di età e genere,
Dipendente
(Dipendenti e Pensionati),
Classe di età e genere
Totale
individuali per categoria
-8,0
-6,0
F -9,1
-6,3
M
Totale
-7,5
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
-4,0
-2,0
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
-2,5
-2,9
-3,0
3,2
-0,1
0,6
4,9
7,8
6,8
1,1
0,4
0,5
Anche in questo caso sono di segno e ordine opposto le variazioni tra i
pensionati: qui sono i maschi (+7,0%) ad aver fatto segnare una crescita superiore a quella delle femmine (+4,0%). Considerando la variabile età, si conferma anche in Trentino-Alto Adige un quadro in linea con gli andamenti generali riferiti al dato medio nazionale e caratterizzato da una contrazione nelle classi più giovani, specie tra le femmine 15-24enni (-9,1%) e i maschi 25-44enni
77
(-2,9%); le femmine 45-64enni vedono tuttavia crescere i loro redditi (+3,2%),
mentre l’incremento è più deciso a livello maschile (+7,8%) tra gli over 65. Con
riferimento a entrambi i generi si conferma pertanto un andamento della dinamica di crescita del reddito inversamente collegato con il dato sull’età; ma
mentre l’inversione di segno per le femmine si determina già nella classe delle 45-64enni, tra i maschi ciò avviene solo nella classe degli ultra 65enni.
L’analisi degli andamenti per paese di nascita (cfr. Graf. 4.23) conferma
ancora una volta la sofferenza dei redditi da lavoro dipendente, in particolare per gli extra Europei (-4,0%) e meno intensa per i nati in Italia (-1,8%) rispetto agli Europei (-2,2%). A livello di extra Europei spicca invece il dato circa gli incrementi dei redditi da pensione (+6,3%).
Graf. 4.23 - Redditi medi
-6,00
individuali per categoria
-4,00
-2,00
Nato in Italia
Dipendente
(Dipendenti e Pensionati)
e paese di nascita,
Trentino-Alto Adige, anni
4,00
-2,5
Pensionato
5,7
Nato in Europa
2,2
Nato Extra
6,3
Totale
5,7
Totale
Nato in Italia
0,9
Nato in Europa
Nato Extra
Totale
8,00
-4,0
Nato in Italia
e variazioni %)
6,00
-2,2
Totale
2008 e 2011 (valori rivalutati
2,00
-1,8
Nato in Europa
Nato Extra
,00
-1,0
-4,3
0,5
L’esame degli andamenti dei redditi a valori attualizzati del campione longitudinale7 (cfr. Graf. 4.24 e 4.25) evidenzia la leggera crescita complessiva dei
redditi (pari a poco più di 140 euro, +1,02%) consentita anche in questa regione più dall’incremento fatto segnare a livello femminile (+1,63%) di quanto non sia avvenuto a livello maschile (+0,67%).
Tale dinamica risulta rafforzata guardando ai soli andamenti dei redditi da lavoro dipendente, dove infatti la crescita dell’1,41% è sostenuta dall’incremento a livello femminile (+2,17%) - anche in questo caso ripetutosi sino al 2010, anno a seguito del quale si è verificato un calo - e accompagnata da una crescita a livello maschile (+1,12%) che ha mostrato segni di contrazione solo nell’ultimo passaggio di anno.
Sul fronte dei redditi da pensione, le variazioni relative mostrano - in comune con quanto osservato in altre regioni - un incremento tra 2008 e 2009
Relativi a coloro che hanno presentato la dichiarazione 730 in tutti gli anni del quadriennio considerato, ovvero per il Trentino-Ato Adige n. = 75.809 casi su un totale n. = 123.322 dichiarazioni nel 2011.
7
78
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
della stessa intensità per maschi e femmine; successivamente, il calo che si è
determinato si è rivelato più intenso tra i primi che tra le seconde, anche se
non di portata tale da invertire i valori di segno positivo di fine periodo, che
riferiscono di un incremento complessivo nel quadriennio del 3,55% tra le femmine e dello 2,87% tra i maschi.
Valori rivalutati
Variazioni %, 2008=100
Graf. 4.24 - Redditi medi
individuali per genere
33.000,00
106,00
31.000,00
(totale), Trentino-Alto Adige,
29.000,00
serie 2008-2011
27.000,00
29.006,21
28.812,11
105,00
104,00
23.955,16
23.712,35
25.000,00
103,00
102,00
23.000,00
21.000,00
19.256,63
18.948,40
101,63
101,02
100,67
101,00
19.000,00
100,00
17.000,00
99,00
100,00
98,00
15.000,00
2008
2009
Femmine
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
Dipendenti
Pensionati
106,00
106,00
105,00
105,00
(Dipendenti
104,00
104,00
e Pensionati), Trentino-Alto
103,00
103,00
Adige, serie 2008-2011
102,00
102,17
102,00
(variazioni %, 2008=100)
101,00
101,41
101,12
101,00
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Graf. 4.25 - Redditi medi
individuali per categoria
103,55
103,38
102,87
100,00
100,00
100,00
99,00
100,00
99,00
98,00
98,00
2008
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Confrontati con i valori fatti segnare dal campione generale Acli per la
regione Trentino-Alto Adige (cfr. Tab. 4.4), i dati panel restituiscono redditi medi
superiori del 6%, con un’accentuazione tra i redditi da lavoro dipendente (superiori del 10%) più che tra i redditi da pensione (superiori del 6%).
Tab. 4.4 - Redditi medi
individuali per categoria,
confronto campione
complessivo e longitudinale,
Totale
Longitudinale
Diff.v.a.
Diff. %
Dipendente
25.440,64
27.902,17
2.461,53
10
Pensionato
18.324,56
19.084,77
760,21
4
TOTALE
22.568,27
23.955,16
1.386,89
6
Trentino-Alto Adige, anno
2011 (valori assoluti e %)
79
4.2.4 Lazio
Nel Lazio i livelli di reddito individuale più elevati, tanto nel 2008 quanto nel 2011, sono quelli che fanno registrare i divorziati/e, categoria di stato
civile che tuttavia è anche quella che ha mostrato i più forti segni di cedimento
nel periodo considerato (-6,6%). Gli individui in coppie monoreddito, a differenza di quanto avviene in altre regioni, figurano soltanto al terzo posto,
sebbene siano l’unica categoria di stato civile in segno positivo considerando
le variazioni relative (+2,5%) (cfr. Graf. 4.26). Tra i coniugati subiscono invece un calo gli individui in coppie bireddito (-1,4%), mentre in questo caso la
perdita in termini rivalutati si rivela forte anche tra i celibi/nubili (-4,8%). Ancora, a differenza del quadro tracciato dai dati nazionali e da quanto emerge dal confronto con altre regioni la categoria dei vedovi/e risulta nel Lazio
in contrazione (-1,8%). Alla luce di questi andamenti, in regione si è pertanto registrato un calo dei redditi medi dichiarati pari a quasi 1.000 euro, corrispondente a -3,7%.
Per quanto riguarda le categorie di reddito (cfr. Graf. 4.27), si ritrovano
andamenti che differenziano quanto rilevabile in Lazio rispetto alle altre regioni considerate: qui infatti i valori hanno mostrato di subire un calo più tra
le dipendenti femmine (-1,5%) che tra i dipendenti maschi (-0,4%).
famiglia fiscale, Lazio, anni
10.000
20.000
Separati
e variazioni %)
Divorziati
Vedovi
Totale
2008
Graf. 4.27 - Redditi medi
anni 2008 e 2011
Dipendente
Totale
(variazioni %)
Pensionato
classe di età e genere, Lazio,
-8,0
-6,0
-4,0
-2,0
0,0
2,0
2,5
Individui in coppie
bireddito
-1,4
Celibi/Nubili
Separati
Divorziati
4,0
-4,8
-6,2
-6,6
Vedovi
-1,8
-3,7
Totale
Classe di età e genere
-4,0
-2,0
F
0,0
2,0
4,0
-1,5
M
-0,4
Totale
-0,9
F
-2,5
M
3,8
Totale
0,2
F -7,2
0,5
M
Totale
-6,0
Individui in coppie
monoreddito
2011
Categoria e genere
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati),
-8,0
27.802,31
28.491,02
26.772,05
26.407,89
23.566,30
22.430,81
30.519,68
28.625,21
31.501,63
29.417,02
20.815,31
20.431,05
24.708,23
23.782,64
Celibi/Nubili
2008 e 2011 (valori rivalutati
30.000
-3,7
-15,0
6,0
65 anni o
più
45-64 anni 25-44 anni 15-24 anni
individuali per tipologia di
0
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Totale
Graf. 4.26 - Redditi medi
F
M -13,2
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
-10,0
-5,0
5,0
0,0
10,0
-4,0
-9,3
-6,3
-3,7
-5,1
-8,2
-0,2
-5,0
-4,3
5,7
0,4
-7,2
0,5
-3,7
Ancora, tra i pensionati sono risultati in calo i redditi femminili (-2,5%)
e in crescita quelli maschili (+3,8%). Considerando la variabile età, si conferma il quadro comune già descritto e caratterizzato da una contrazione nelle
80
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
classi più giovani, in questo caso specie tra i maschi 15-24enni (-13,2%) e le femmine 25-44enni (-6,3%); entrambi i generi risultano in calo anche con riferimento alla classe dei 45-64enni (rispettivamente -8,2% tra le femmine e -0,2%
tra i maschi), così come per le over 65 femmine (-4,3%), con l’unica eccezione
del dato in crescita tra gli ultra 65enni maschi (+5,7%).
L’esame degli andamenti per paese di nascita (cfr. Graf. 4.28) mostra in
particolare la crescita dei redditi tra i dipendenti nati in Europa (+12,8%) e dei
pensionati nati in Italia (+0,5%).
Graf. 4.28 - Redditi medi
-15,0
individuali per categoria
-10,0
-5,0
0,0
Nato in Italia
Dipendente
(Dipendenti
e Pensionati) e paese
di nascita, Lazio,
Nato in Europa
Nato Extra
-2,1
0,9
Pensionato
0,5
Nato in Europa
Nato Extra
-8,2
-9,8
Totale
0,2
Totale
Nato in Italia
-3,5
Nato in Europa
Nato Extra
15,0
12,8
Nato in Italia
(variazioni %)
10,0
-0,6
Totale
anni 2008 e 2011
5,0
2,4
-8,4
Totale
-3,7
L’esame degli andamenti dei redditi a valori attualizzati del campione longitudinale8 (cfr. Graf. 4.29 e 4.30) evidenzia la leggera crescita complessiva dei
redditi (pari a quasi 400 euro, +1,41%) consentita in particolare più dall’incremento fatto segnare a livello femminile (+1,71%) di quanto non sia avvenuto a livello maschile (+1,31%).
Tale dinamica risulta rafforzata guardando ai soli andamenti dei redditi
da lavoro dipendente, dove infatti la crescita del 2,25 % è sostenuta dall’incremento a livello femminile (+2,45%) e accompagnata da una crescita a livello
maschile (+2,15%) che, in entrambi i casi, si sono determinate sino al 2010, anno
a cui ha fatto seguito una contrazione.
Sul fronte dei redditi da pensione, le variazioni relative mostrano l’andamento comune già rilevato e caratterizzato da un incremento tra 2008 e 2009
della stessa intensità per maschi e femmine; successivamente, il calo che si è
determinato si è rivelato più intenso tra i primi che tra le seconde, anche se
non di portata tale da invertire i valori di segno positivo di fine periodo, che
Relativi a coloro che hanno presentato la dichiarazione 730 in tutti gli anni del quadriennio considerato, ovvero per il Lazio n. = 22.611 casi su un totale n. = 56.020 dichiarazioni nel 2011.
8
81
riferiscono di un incremento complessivo nel quadriennio del 3,32% tra le femmine e dell’1,84% tra i maschi.
Confrontati con i valori fatti segnare dal campione generale Acli per la
regione Lazio (cfr. Tab. 4.5), i dati panel restituiscono redditi medi superiori del
10%, con in questo caso solo una minima accentuazione tra i redditi da lavoro dipendente (superiori dell’11%) più che tra i redditi da pensione (superiori del 10%).
Valori rivalutati
Graf. 4.29 - Redditi medi
33.000,00
individuali per genere
31.000,00
(totale), Lazio,
29.000,00
serie 2008-2011
Variazioni %, 2008=100
32.082,46
32.504,30
27.745,83
28.138,40
23.036,93
23.431,85
106,00
105,00
27.000,00
104,00
103,00
25.000,00
101,71
102,00
101,41
101,31
23.000,00
101,00
21.000,00
19.000,00
100,00
17.000,00
99,00
98,00
15.000,00
2008
2009
Femmine
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
Dipendenti
Pensionati
Graf. 4.30 - Redditi medi
106,00
106,00
individuali per categoria
105,00
105,00
(Dipendenti e Pensionati),
104,00
Lazio, serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
2009
2010
Maschi
2011
Totale
104,00
103,00
102,45
102,00
102,25
102,15
101,00
100,00
103,32
103,00
102,37
101,84
102,00
101,00
100,00
100,00
99,00
100,00
99,00
98,00
98,00
2008
Femmine
Tab. 4.5 - Redditi medi
100,00
2009
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Totale
Longitudinale
Diff.v.a.
Diff. %
11
Dipendente
29.288,10
32.647,95
3.359,85
individuali per categoria,
Pensionato
22.367,65
24.624,23
2.256,58
10
confronto campione
TOTALE
25.628,23
28.138,40
2.510,17
10
complessivo e longitudinale,
Lazio, anno 2011
(valori assoluti e %)
82
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
4.2.5 Abruzzo
In Abruzzo i livelli di reddito medio individuale in assoluto più elevati per
categoria di stato civile (cfr. Graf. 4.31) sono toccati rispettivamente dai divorziati/e nel 2008 e dai separati/e nel 2011; questi ultimi hanno visto incrementare nel periodo considerato il loro reddito dichiarato dell’8,4%, mentre
i primi hanno registrato una contrazione dell’1,6%. A seguire tali categorie figurano gli individui in coppie monoreddito, che hanno fatto segnare un incremento del 2,1%, e gli individui in coppie bireddito, anch’essi con redditi in
aumento (+2,0%). Così come avvenuto in altre regioni, si segnala altresì la leggera contrazione dei redditi dei celibi/nubili (-0,9%) e l’incremento deciso dei
redditi dei vedovi/e (+5,5%).
In ragione di questi andamenti in Abruzzo si è determinato nel periodo
tra 2008 e 2011 un incremento dei redditi medi individuali dichiarati a valori
rivalutati di quasi 100 euro, corrispondente a +1,4% in termini relativi.
Per quanto riguarda le categorie di reddito (cfr. Graf. 4.32), i valori hanno mostrato di subire un minimo calo tra i dipendenti maschi (-0,2%), perdita compensata dall’incremento registrato a livello femminile (+2,0%), che determina complessivamente un aumento dei redditi da lavoro dipendente dichiarati del +0,4%.
Graf. 4.31 - Redditi medi
individuali per tipologia
di famiglia fiscale, Abruzzo,
anni 2008 e 2011
(valori rivalutati
e variazioni %)
0
10.000
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Celibi/Nubili
20.000
Separati
Divorziati
Vedovi
Totale
2008 2011
-4,0
30.000
24.194,79
24.698,19
22.128,57
22.579,46
20.695,21
20.518,66
25.157,75
27.267,06
25.988,30
25.574,33
17.387,46
18.350,26
21.165,33
21.467,02
-2,0
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Celibi/Nubili
0,0
2,0
4,0
6,0
2,0
8,4
-1,6
Vedovi
Totale
10,0
-0,9
Separati
Divorziati
8,0
2,1
5,5
1,4
Le variazioni tra i pensionati sono tutte di segno positivo: in questo caso
sono i maschi (+6,3%) ad aver fatto segnare una crescita superiore a quella delle femmine (+4,0%). Considerando la variabile età, si conferma anche in Abruzzo il quadro generale riferito al dato medio nazionale e caratterizzato da una
contrazione nelle classi più giovani, specie tra le femmine 15-24enni (-18,0%)
e i maschi 25-44enni (-5,2%); i 45-64enni vedono tuttavia crescere i loro redditi sia a livello femminile (+0,1%) sia a livello maschile (+1,5%), mentre l’incremento è ancora più deciso tra gli over 65 (rispettivamente +5,4% le femmine e +9,1% i maschi).
L’analisi degli andamenti per paese di nascita (cfr. Graf. 4.33) conferma
ancora una volta la sofferenza dei redditi da lavoro dipendente, più per gli Europei (-3,9%) e che per gli extra Europei (-3,3%), ma non per i nati in Italia
(+0,8%). A livello di Europei spicca invece il dato circa gli incrementi dei redditi da pensione (+21,2%).
83
Categoria e genere
-1,0
Dipendente
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati),
Pensionato
Abruzzo, anni 2008 e 2011
1,0
2,0
M
3,0
4,0
5,0
4,0
6,3
M
4,9
2,2
Totale
Totale
1,6
M
Totale
-20,00
0,4
F
F
7,0
-0,2
Totale
(variazioni %)
6,0
2,0
F
Totale
classe di età e genere,
0,0
65 anni o 45-64 anni 25-44 anni 15-24 anni
più
Graf. 4.32 - Redditi medi
Classe di età e genere
1,4
-15,00
F -18,0
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
-10,00
-5,00
,00
5,00
10,00
15,00
2,4
-4,8
-0,4
-5,2
-3,5
0,1
1,5
0,3
5,4
9,1
7,1
1,6
2,2
1,4
Graf. 4.33 - Redditi medi
-10,0
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati)
-5,0
Dipendente
Nato in Italia
e paese di nascita, Abruzzo,
anni 2008 e 2011
(variazioni %)
Nato in Europa
Nato Extra
0,0
5,0
20,0
-3,3
0,4
4,9
Nato in Europa
21,2
Nato Extra
0,0
Totale
4,9
Nato in Italia
Nato in Europa
Nato Extra
Totale
25,0
-3,9
Nato in Italia
Pensionato
15,0
0,8
Totale
Totale
10,0
1,7
-3,7
-4,4
1,4
L’esame degli andamenti dei redditi a valori attualizzati del campione longitudinale9 (cfr. Graf. 4.34 e 4.35) evidenzia la leggera crescita complessiva dei
redditi (pari a quasi 540 euro, +0,98%) consentita in particolare più dall’incremento fatto segnare a livello femminile (+2,19%) di quanto non sia avvenuto a livello maschile, dove l’incremento è stato minimo (+0,11%).
Tale dinamica anche in Abruzzo risulta rafforzata guardando ai soli andamenti dei redditi da lavoro dipendente, dove infatti la crescita dell’1,79%
è sostenuta dall’incremento a livello femminile (+3,55%) e accompagnata da
una crescita a livello maschile (+0,68%) che, in entrambi i casi, si sono determinate sino al 2010, anno a cui ha fatto seguito una contrazione.
Sul fronte dei redditi da pensione, le variazioni relative mostrano un andamento differente da quanto già rilevato in altre regioni e caratterizzato in
questo caso da un incremento tra 2008 e 2010 per le femmine e tra 2008 e 2009
per i maschi, di differente intensità; successivamente, il calo che si è determi-
Relativi a coloro che hanno presentato la dichiarazione 730 in tutti gli anni del quadriennio considerato, ovvero per l’Abruzzo n. = 9.612 casi su un totale n. = 19.676 dichiarazioni nel 2011.
8
84
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
nato si è rivelato più intenso tra i primi che tra le seconde, anche se non di portata tale da invertire i valori di segno positivo di fine periodo, che riferiscono
di un incremento complessivo nel quadriennio del 2,19% tra le femmine e dello 0,11% tra i maschi.
Valori rivalutati
Graf. 4.34 - Redditi medi
individuali per genere
Variazioni %, 2008=100
33.000,00
106,00
31.000,00
105,00
29.000,00
(totale), Abruzzo,
27.000,00
serie 2008-2011
25.000,00
26.446,31
26.474,67
23.465,77
23.696,51
20.097,14
20.537,89
104,00
103,00
23.000,00
21.000,00
102,00
102,19
101,00
100,98
19.000,00
100,00
17.000,00
99,00
98,00
15.000,00
2008
2009
Femmine
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
Dipendenti
Pensionati
Graf. 4.35 - Redditi medi
106,00
106,00
individuali per categoria
105,00
105,00
(Dipendenti e Pensionati),
Abruzzo, serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
100,11
100,00
104,00
103,55
103,00
2009
2010
Maschi
101,79
101,00
100,68
100,00
Totale
104,00
103,10
102,67
102,09
103,00
102,00
2011
102,00
101,00
100,00
100,00
99,00
100,00
99,00
98,00
98,00
2008
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Confrontati con i valori fatti segnare dal campione generale Acli per la
regione Abruzzo (cfr. Tab. 4.6), i dati panel restituiscono redditi medi superiori
del 7%, con un’accentuazione tra i redditi da lavoro dipendente (superiori del
9%) più che tra i redditi da pensione (superiori del 6%).
Tab. 4.6 - Redditi medi
Totale
Longitudinale
Diff.v.a.
Diff. %
9
Dipendente
25.407,56
27.680,64
2.273,08
individuali per categoria,
Pensionato
18.859,27
20.047,51
1.188,24
6
confronto campione
TOTALE
22.228,61
23.696,51
1.467,90
7
complessivo e longitudinale,
Abruzzo, anno 2011
(valori assoluti e %)
85
4.2.6 Puglia
In Puglia, come nel Lazio, i livelli di reddito individuale più elevati, tanto
nel 2008 quanto nel 2011, sono quelli che fanno registrare i divorziati/e, categoria di stato civile che tuttavia è anche quella che ha mostrato i più forti segni di cedimento nel periodo considerato (-2,4%). Gli individui in coppie monoreddito, a differenza di quanto avviene in altre regioni, figurano soltanto al
terzo posto, e presentano dati in contrazione (-0,8%) (cfr. Graf. 4.36). Tra i coniugati gli individui in coppie bireddito evidenziano invece una stabilità del dato
a valori rivalutati nel periodo, mentre in questo caso la perdita si rivela relativamente più consistente tra i celibi/nubili (-1,2%). Ancora, a differenza del quadro tracciato dai dati nazionali e da quanto emerge dal confronto con altre regioni, la categoria dei vedovi/e risulta in Puglia soltanto in leggero incremento (-0,2%). Alla luce di questi andamenti, in regione si è pertanto registrato un
calo dei redditi medi dichiarati pari a quasi 400 euro, corrispondente a -2,4%.
Per quanto riguarda le categorie di reddito (cfr. Graf. 4.37), si ritrovano
andamenti che non differenziano sostanzialmente quanto rilevabile in Puglia
rispetto alle altre regioni considerate in questo approfondimento: tra i dipendenti i redditi maschili risultano in calo (-3,1%) mentre tra le dipendenti
femmine addirittura in aumento (+0,7%).
Graf. 4.36 - Redditi medi
individuali per tipologia di
famiglia fiscale, Puglia, anni
2008 e 2011 (valori rivalutati
e variazioni %)
0
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Celibi/Nubili
Separati
Divorziati
Vedovi
Totale
10.000
20.000
-3,0
30.000
21.934,62
21.759,20
18.508,29
18.513,87
17.248,92
17.045,15
22.273,43
22.210,88
23.103,27
22.548,89
15.682,05
15.710,95
17.234,98
16.828,68
2008 2011
-2,5
-2,0
-1,5
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
-1,0
0,5
-1,2
Separati
-0,3
-2,4
Vedovi
Totale
0,0
0,0
Celibi/Nubili
Divorziati
-0,5
0,8
0,2
-2,4
Le variazioni tra i pensionati sono tutte di segno positivo e di pari entità relativa tra maschi e femmine (+2,9%). Considerando la variabile età, allo
stesso modo di quanto si è potuto registrare in una regione come il Lazio, i valori risultano tutti in calo a esclusione della categoria dei maschi ultra 65enni
(+4,0%) e, caso unico tra quelli considerati, tra le femmine 15-24enni (+1,6%).
Tuttavia, le perdite di reddito più consistenti sono fatte segnare proprio dalle femmine sia tra i 25-44enni (-4,6%) sia tra i 45-64enni (-2,8%).
L’analisi degli andamenti per paese di nascita (cfr. Graf. 4.37) evidenzia
che la sofferenza dei redditi da lavoro dipendente è più intensa per gli extra
Europei (-6,4%) e tocca anche i nati in Italia (-1,6%), ma non gli Europei (+0,1%).
Per quanto riguarda i dichiaranti nati in paesi extra Europei il calo risulta consistente anche tra i pensionati (-7,2%).
86
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
Categoria e genere
-4,0
Dipendente
individuali per categoria
(Dipendenti e Pensionati),
-3,0
-2,0
M
Pensionato
Puglia, anni 2008 e 2011
0,0
1,0
2,0
-1,7
F
2,9
M
2,9
2,7
-3,1
-0,9
M
Totale
-2,4
Graf. 4.38 - Redditi medi
-10,0
individuali per categoria
Totale
Totale
F
-6,0
4,0
-3,1
Totale
(variazioni %)
3,0
0,7
F
Totale
classe di età e genere,
-1,0
65 anni o 45-64 anni 25-44 anni 15-24 anni
più
Graf. 4.37 - Redditi medi
Classe di età e genere
-8,0
-6,0
-4,0
Dipendente
e pensionati) e paese
di nascita, Puglia,
-4,0
-3,0
-2,0
-1,0
0,0
1,0
2,0
3,0
4,0
5,0
2,0
-0,2
-4,6
-3,1
-3,9
-2,8
-2,3
-3,3
-2,0
4,0
1,0
-3,1
-0,9
-2,4
-2,0
Nato in Italia
(dipendenti
-5,0
1,6
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
F
M
Totale
0,0
2,0
4,0
6,0
-1,6
Nato in Europa
0,1
Nato Extra
-6,4
Totale
-1,7
anni 2008 e 2011
Nato in Italia
Pensionato
(variazioni %)
2,7
Nato in Europa
5,2
Nato Extra
-7,2
Totale
2,7
Totale
Nato in Italia
-2,3
Nato in Europa
Nato Extra
-3,8
-8,0
Totale
-2,4
L’esame degli andamenti dei redditi a valori attualizzati del campione longitudinale10 (cfr. Graf. 4.39 e 4.40) evidenzia la leggera crescita complessiva dei
redditi (pari a poco più di 150 euro, +0,77%) come in tutti gli altri casi illustrati
consentita in particolare più dall’incremento fatto segnare a livello femminile (+2,00%) di quanto non sia avvenuto a livello maschile, dove l’incremento
è stato minimo (+0,14%).
Tale dinamica anche in Puglia non risulta rafforzata guardando ai soli andamenti dei redditi da lavoro dipendente, poiché la crescita è dello 0,44% soltanto, sostenuta dall’incremento a livello femminile (+2,13%) ma controbilanciata da un calo a livello maschile (-0,48%), con una dinamica di contrazione
che, in entrambi i casi, si è innescata a partire dal 2010.
Relativi a coloro che hanno presentato la dichiarazione 730 in tutti gli anni del quadriennio considerato, ovvero per la Puglia n. = 34.650 casi su un totale n. = 66.688 dichiarazioni nel 2011.
10
87
Sul fronte dei redditi da pensione, le variazioni relative mostrano un andamento analogo a quanto già rilevato in altre regioni e caratterizzato in questo caso da un incremento tra 2008 e 2009 di differente intensità tra maschi
e femmine a cui ha fatto seguito un calo che si è mantenuto più intenso tra i
primi che tra le seconde, anche se non di portata tale da invertire i valori di
segno positivo di fine periodo, che riferiscono di un incremento complessivo
nel quadriennio del 4,80% tra le femmine e del 2,79% tra i maschi.
Valori rivalutati
Graf. 4.39 - Redditi medi
individuali per genere
Variazioni %, 2008=100
33.000,00
106,00
31.000,00
105,00
29.000,00
104,00
(totale), Puglia,
27.000,00
serie 2008-2011
25.000,00
103,00
22.769,28
22.801,02
102,00
102,00
20.181,71
101,00
100,77
100,14
23.000,00
20.026,96
21.000,00
100,00
19.000,00
16.647,85
16.321,70
17.000,00
98,00
15.000,00
2008
2009
Femmine
2011
2008
Totale
Femmine
2010
Maschi
Dipendenti
Pensionati
Graf. 4.40 - Redditi medi
106,00
106,00
individuali per categoria
105,00
105,00
104,00
104,00
103,00
103,00
(Dipendenti e Pensionati),
Puglia, serie 2008-2011
(variazioni %, 2008=100)
100,00
99,00
102,13
102,00
2009
2010
Maschi
2011
Totale
104,80
103,58
102,79
102,00
101,00
101,00
100,44
100,00
100,00
99,52
100,00
99,00
100,00
99,00
98,00
98,00
2008
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Confrontati con i valori fatti segnare dal campione generale Acli per la
regione Puglia (cfr. Tab. 4.7), i dati panel restituiscono redditi medi superiori
del 7%, con un’accentuazione tra i redditi da lavoro dipendente (superiori
dell’11%) più che tra i redditi da pensione (superiori del 5%).
Tab. 4.7 - Redditi medi
individuali per categoria,
confronto campione
complessivo e longitudinale,
Puglia, anno 2011
(valori assoluti e %)
88
Totale
Longitudinale
Diff.v.a.
Diff. %
Dipendente
21.127,00
23.455,29
2.328,29
11
Pensionato
16.918,76
17.734,03
815,27
5
TOTALE
18.927,18
20.181,71
1.254,53
7
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
4.2.7 Sicilia
In Sicilia, i livelli di reddito individuale più elevati sono stati nel 2008 quelli dei divorziati/e e nel 2011 quelli dei separati/e. A differenza di quanto avvenuto nella maggior parte delle altre regioni, gli individui in coppie coniugate bireddito si collocano su valori dichiarati superiori a quelli degli individui in coppie coniugate monoreddito (cfr. Graf. 4.41). Guardando alle variazioni relative, solo i vedovi/e hanno fatto segnare nel periodo in esame un incremento minimo dei redditi dichiarati a valori attualizzati (+0,3%), mentre
gli arretramenti più consistenti sono nell’ordine quelli di divorziati/e (-6,0%),
celibi/nubili (-5,7%) e individui in coppie coniugate bireddito (-1,6%). Contengono il calo solo gli individui in coppie coniugate monoreddito (-0,6%) e
i separati/e (-0,1%).
Per quanto riguarda le categorie di reddito (cfr. Graf. 4.42), si ritrovano
andamenti del tutto in linea con le medie nazionali: tra i dipendenti i redditi risultano in calo generalizzato, più tra le femmine (-5,6%) che tra i maschi
(-4,4%). La crescita dei redditi da pensione, in questo caso più intensa tra i maschi (+3,8%) che tra le femmine (+1,8%), non è sufficiente a controbilanciare
le perdite subite sul fronte dei redditi da lavoro dipendente. In virtù di ciò l’arretramento complessivo dei redditi medi dichiarati risulta di quasi 1.000 euro
e corrisponde a una variazione relativa di -5,0%.
Considerando la variabile età, si conferma il quadro comune già descritto - in particolare con riferimento a una regione come il Lazio - e caratterizzato da una contrazione più intensa nelle classi più giovani, in questo caso specie tra i maschi 15-24enni (-12,2%) e le femmine 25-44enni (-13,4%); entrambi i generi risultano in calo anche con riferimento alla classe dei 45-64enni (rispettivamente -10,4% tra le femmine e -3,3% tra i maschi), così come per le
over 65 femmine (-2,0%), con l’unica eccezione del dato in crescita tra gli ultra 65enni maschi (+5,1%).
L’esame degli andamenti per paese di nascita (cfr. Graf. 4.43) evidenzia
un calo generalizzato dei redditi da lavoro dipendente, più che doppio tra i
nati in paesi extra Europa (-11,0%), categoria in controtendenza anche tra i
pensionati (-3,2%).
Graf. 4.41 - Redditi medi
individuali per tipologia
di famiglia fiscale, Sicilia,
anni 2008 e 2011
0
10.000
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Celibi/Nubili
Separati
Vedovi
e variazioni %)
Totale
30.000
20.649,93
20.532,57
21.631,17
21.279,73
19.200,41
18.115,17
25.082,45
25.065,24
25.801,91
24.256,51
14.782,51
14.824,87
18.711,65
17.767,29
Divorziati
(valori rivalutati
20.000
2008
2011
-7,0
-6,0
-5,0
Individui in coppie
monoreddito
Individui in coppie
bireddito
Celibi/Nubili
-2,0
-1,0
0,0
1,0
-1,6
-5,7
-0,1
-6,0
0,3
Vedovi
Totale
-3,0
-0,6
Separati
Divorziati
-4,0
-5,0
89
Categoria e genere
classe di età e genere, Sicilia,
Pensionato
(dipendenti e pensionati),
anni 2008 e 2011
-4,0
-2,0
0,0
2,0
-4,4
M
-4,9
Totale
1,8
F
3,8
M
2,4
Totale
-8,4
-5,0
Graf. 4.43 - Redditi medi
-12,0
individuali per categoria
-10,0
Dipendente
-6,0
-4,0
Pensionato
5,1
1,1
2,0
4,0
2,6
-3,2
Nato Extra
2,4
Totale
-4,9
Nato in Italia
Totale
0,0
10,00
2,5
Nato in Europa
Nato in Europa
-2,0
5,00
-4,9
Nato in Italia
(variazioni %)
,00
-11,0
Totale
anni 2008 e 2011
-5,00
-4,5
Nato in Europa
Nato Extra
-8,0
-10,00
F
-7,4
M -12,2
-10,4
Totale
F -13,4
-4,4
M
-8,1
Totale
-10,4
F
-3,3
M
-7,1
Totale
-2,0
F
M
Totale
-8,4
F
-1,4
M
-5,0
Totale
-4,6
Nato in Italia
e paese di nascita, Sicilia,
-15,00
6,0
-1,4
M
Totale
(dipendenti e pensionati)
4,0
-5,6
F
F
Totale
(variazioni %)
Classe di età e genere
-6,0
65 anni o
più 45-64 anni 25-44 anni15-24 anni
Dipendente
individuali per categoria
-8,0
Totale
Graf. 4.42 - Redditi medi
-10,0
-10,1
Nato Extra
Totale
-9,1
-5,0
L’esame degli andamenti dei redditi a valori attualizzati del campione longitudinale11 (cfr. Graf. 4.44 e 4.45) evidenzia la leggera crescita complessiva dei
redditi (pari a poco più di 150 euro, +0,65%) come in tutti gli altri casi illustrati
consentita in particolare più dall’incremento fatto segnare a livello femminile (+0,83%) di quanto non sia avvenuto a livello maschile, dove l’incremento
è stato minimo (+0,58%).
Tale dinamica anche in Sicilia risulta rafforzata guardando ai soli andamenti dei redditi da lavoro dipendente, dal momento che la crescita dell’1,11%
è sostenuta anche in questo caso dall’incremento a livello femminile (+1,26%)
e accompagnata da un incremento a livello maschile meno marcato (+1,00%),
con una dinamica di contrazione che, in entrambi i casi, si è innescata a partire dal 2009.
Sul fronte dei redditi da pensione, le variazioni relative mostrano un andamento analogo a quanto già rilevato in altre regioni e caratterizzato in questo caso da un incremento tra 2008 e 2009 di pari intensità tra maschi e femmine a cui ha fatto seguito un calo che si è mantenuto più intenso tra i primi
Relativi a coloro che hanno presentato la dichiarazione 730 in tutti gli anni del quadriennio considerato, ovvero per la Sicilia n. = 22.212 casi su un totale n. = 49.375 dichiarazioni nel 2011.
10
90
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Prima parte - Cap. 4
che tra le seconde specie a partire dal 2010, anche se non di portata tale da
invertire i valori di segno positivo di fine periodo, che riferiscono di un incremento complessivo nel quadriennio del 4,33% tra le femmine e del 2,94% tra
i maschi.
Valori rivalutati
Variazioni %, 2008=100
Graf. 4.44 - Redditi medi
33.000,00
106,00
individuali per genere
31.000,00
105,00
29.000,00
104,00
(totale), Sicilia,
serie 2008-2011
27.000,00
103,00
25.000,00
23.362,81
23.499,09
23.000,00
21.238,65
21.376,44
18.491,22
18.645,44
21.000,00
19.000,00
102,00
100,00
15.000,00
98,00
2008
2009
Femmine
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
Dipendenti
Pensionati
Graf. 4.45 - Redditi medi
106,00
106,00
individuali per categoria
105,00
105,00
(Dipendenti e Pensionati),
104,00
104,00
103,00
103,00
(variazioni %, 2008=100)
100,00
99,00
17.000,00
Sicilia, serie 2008-2011
100,83
100,65
100,58
101,00
102,00
101,26
101,11
101,00
101,00
100,00
100,00
99,00
2009
2010
Maschi
2011
Totale
104,33
103,48
102,94
102,00
101,00
100,00
100,00
99,00
98,00
98,00
2008
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
2008
Totale
Femmine
2009
2010
Maschi
2011
Totale
Confrontati con i valori fatti segnare dal campione generale Acli per la regione Sicilia (cfr. Tab. 4.8), i dati panel restituiscono redditi medi superiori del
9%, con un’accentuazione particolarmente forte tra i redditi da lavoro dipendente (superiori del 17%) più che tra i redditi da pensione (superiori del 7%).
Tab. 4.8 - Redditi medi
Totale
Longitudinale
Diff.v.a.
Diff. %
Dipendente
22.298,21
26.095,57
3.797,36
17
individuali per categoria,
Pensionato
16.552,32
17.662,64
1.110,32
7
confronto campione
TOTALE
19.549,72
21.376,44
1.826,72
9
complessivo e longitudinale,
Sicilia, anno 2011
(valori assoluti e %)
91
Seconda parte
Deduzioni, detrazioni
e simulazioni
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 5
5. Dal reddito
complessivo
al reddito netto
Q
uesta seconda parte del Rapporto sui redditi degli utenti dei Caf Acli si
concentra su due elementi: in primo luogo, la descrizione delle dedu-
zioni dal reddito complessivo, delle detrazioni d’imposta e dell’effettivo carico fiscale dei contribuenti; in secondo luogo, la presentazione di alcune simulazioni relative agli effetti di possibili modifiche della normativa fiscale (ad
esempio della deduzione per l’abitazione di residenza e delle detrazioni per
carichi familiari, delle cosiddette tax expenditures o delle imposte sugli im-
mobili). L’attenzione sarà posta principalmente sull’analisi della concentrazione dei redditi e, di conseguenza, sugli effetti distributivi delle modifiche proposte alla normativa.
5.1 La distribuzione
degli oneri detraibili,
degli oneri deducibili
e delle detrazioni
complessive
Il nostro lavoro analizza, in primo luogo, la distribuzione delle spese che
danno diritto a detrazioni d’imposta (di ammontare variabile) incluse nelle sezioni I e da III a VI del Quadro E del modello 730-2012 (da III a VII per i modelli del triennio precedente). La sezione I elenca un insieme ampio e variegato di spese che danno diritto a una detrazione d’imposta pari al 19% della spesa sostenuta dal contribuente: si va dalle spese sanitarie a quelle per gli
interessi sui mutui ipotecari stipulati per l’acquisto dell’abitazione principale,
dalle spese per l’istruzione a quelle funebri. La sezione III riguarda invece le
spese per il recupero del patrimonio edilizio (che danno diritto a una detrazione d’imposta del 36% o del 41%), mentre la sezione IV del modello 7302012 (sezione V per i modelli del triennio precedente) è relativa alle spese per
il risparmio energetico (con detrazione del 55%). La sezione V interessa, infine, le spese per canoni di locazione e la sezione VI quelle per altre spese (mantenimento di cani guida o acquisto di elettrodomestici e immobili).
In secondo luogo, analizziamo la distribuzione delle spese e degli oneri per
i quali spetta al contribuente la deduzione dal reddito complessivo. Queste ultime sono dichiarate nella Sezione II del quadro E del modello 730. Si tratta, per
citare le più significative, delle spese previdenziali e assistenziali (inclusa la previdenza complementare), degli assegni al coniuge a carico, dei contributi versati agli addetti ai servizi domestici e familiari, nonché delle erogazioni liberali a
favore di istituzioni religiose. A queste spese deducibili si somma poi la deduzione
della rendita catastale rivalutata dell’abitazione principale, indicata sia nel quadro B, sia nella Parte 3 del modello 730, ove viene presentato il prospetto riepilogativo del passaggio dal reddito complessivo all’imposta netta del contribuente.
Infine, ci concentriamo sull’andamento delle detrazioni complessive reclamate dall’universo dei contribuenti che si sono rivolti al Caf Acli.
5.1.1 Elevata
concentrazione
delle detrazioni
e delle deduzioni
L’analisi dei dati mostra, in primo luogo, come l’ammontare delle spese
complessivamente portato in detrazione nella sezione I del quadro E (spese
che danno titolo a una detrazione d’imposta del 19%) derivi dalla somma di
un numero assai elevato (e variabile nel tempo) di singole voci, tanto che -
95
nel periodo d’imposta 2011 - le istruzioni del modello 730 prevedono la possibilità di detrarre in questa sezione oltre 30 fattispecie di spesa differenti. Tuttavia, questa estrema varietà delle fattispecie di spesa detraibili fa si che quelle portate in detrazione da una percentuale elevata dei contribuenti analizzati siano in realtà assai poche, mentre la gran parte delle detrazioni interessa
una platea piuttosto ristretta di cittadini (si vedano, in Appendice, le tabelle da 3A a 3D).
Nel 2011, ad esempio, solo 5 categorie di spesa sono state portate in detrazione da almeno il 5% dei contribuenti: le spese di carattere sanitario, detratte dal 64% dei contribuenti (in crescita dal 58,9% del 2008) per un ammontare medio di 915 € (pari al 3,5% del reddito); le spese per assicurazioni
sulla vita e contro gli infortuni, detratte dal 22,9% dei contribuenti (in calo dal
27% del 2008) per un ammontare medio di 548 € (l’1,9% del reddito); le spese per mutui ipotecari sull’abitazione principale, detratte dal 14,8% dei contribuenti (in calo dal 16% del 2008) per un ammontare medio di 1.591 € (il 5,8%
del reddito); le spese per istruzione, detratte dal 6,4% dei contribuenti (in calo
dal 7% del 2008) per un ammontare medio pari a 804 € (il 2,6% del reddito)
e, infine, le spese per attività sportive dei ragazzi, reclamate dal 5,7% dei contribuenti (contro il 5,1% del 2008) per un ammontare medio di 215 € (0,7%
del reddito). Per nessuna delle altre 13 principali categorie di spesa (consentite per l’intero periodo analizzato) la detrazione viene richiesta - nel periodo d’imposta 2011 - da più del 2% della popolazione e, per 12 di esse, non si
raggiunge neppure l’1% dei contribuenti.
L’ammontare medio delle spese che i contribuenti hanno complessivamente
portato in detrazione nella sezione I è in lieve diminuzione dal 2008 al 2011
e passa da 1.564 € (il 6,3% del reddito imponibile degli individui con onere
positivo) a 1.475 € (il 5,74% del reddito).
Una situazione analoga si presenta anche nel caso delle deduzioni previste nella sezione II del quadro E. L’ammontare medio delle spese deducibili
è complessivamente piuttosto modesto (si vedano, in Appendice, le tabelle da
3A a 3D), sia pure in crescita dai 336 € del 2008 (pari all’1,28% del reddito degli individui con onere positivo) ai 431 € del 2011 (l’1,59% del reddito). Anche in questo caso, è estremamente ristretto il novero delle deduzioni che interessa una platea piuttosto ampia di contribuenti. Si tratta, in realtà delle sole
deduzioni dei contributi previdenziali e assistenziali - che ammontano (nel 2011)
in media a 109 € (lo 0,4% del reddito) e sono utilizzate dal 42% dei contribuenti, in crescita rispetto al 41,3% del 2008 - nonché delle deduzioni dei contributi per la previdenza complementare (esclusi dal sostituto d’imposta) che
ammontano a 1.370 € (il 3,9% del reddito) e sono utilizzate dal 7,4% dei contribuenti. Oltre a ciò, anche la deduzione per l’abitazione principale è utilizzata da un numero elevato di contribuenti (oltre il 66%), a testimonianza di
un elevato numero di proprietari, come si discuterà maggiormente in detta-
96
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 5
glio nel seguito; l’ammontare medio di questa deduzione è comunque piuttosto basso (446 € nel 2008 e 456 € nel 2011) e rappresenta comunque meno
dell’1,9% del reddito dei soggetti con onere positivo. Nessuna delle altre deduzioni possibili è richiesta da più del 3% dei contribuenti analizzati nel nostro lavoro.
Gran parte delle spese detraibili e deducibili, incluse nelle sezioni I e II del
quadro E, mostra dunque una elevata concentrazione in un numero piuttosto ridotto di contribuenti. Peraltro, anche nel caso delle deduzioni e degli oneri detraibili utilizzati da una percentuale elevata dei contribuenti, la concentrazione della spesa appare piuttosto elevata, come testimoniano i valori dell’indice di Gini inclusi nelle tabelle da 3A a 3D in Appendice. Ad esempio, il valore dell’indice di Gini relativo alle spese sanitarie (le detrazioni utilizzate dalla più alta percentuale di contribuenti) è superiore a 0,74, ma lo stesso indice raggiunge valori assai elevati anche nel caso delle spese per le assicurazioni sulla vita (0,89) o delle spese di istruzione (0,97) o dei contributi previdenziali e assistenziali (0,87). Pare dunque che, seppure portate in deduzione o
in detrazione da molti contribuenti, queste spese si concentrino (in termini di
ammontare) presso un numero relativamente modesto di loro.
Da questo punto di vista, è interessante osservare che, per molte di queste spese detratte da un numero elevato di contribuenti, l’ammontare portato in detrazione aumenta al crescere del reddito del contribuente stesso. Ad
esempio, le spese sanitarie portate in detrazione nel periodo d’imposta 2011
ammontano in media a 800 € per i contribuenti con un reddito compreso tra
15 e 20 mila euro (la classe di reddito modale), ma salgono a oltre 1.700 € per
quelli della classe di reddito più elevata (oltre 100.000 euro) (Appendice, tabella 4A1). Una dinamica simile è evidente anche per altre spese detraibili come ad esempio quelle per le assicurazioni sulla vita (500 € per la classe di
reddito 15-20 mila, 850 per la classe massima, tabella 4A3) o per le spese di istruzione (600 contro oltre 1.600 €, tabella 4A4) - come pure per la gran parte delle spese deducibili dal reddito, come ad esempio i contributi previdenziali e
assistenziali (74 contro 884 €, tabella 4A8). La stessa dinamica che vede crescere alcune specifiche deduzioni e detrazioni con la classe di reddito del contribuente vale anche per le detrazioni nel loro insieme (da 1.266 € per la classe 15-20 mila euro a 3.025 per la classe oltre 100 mila euro, tabella 4A7), per
le deduzioni nell’aggregato (da 330 a 2.143 €, tabella 4A12) e per la deduzione
per l’abitazione principale (da 412 a 800 €, tabella 4A13). Va inoltre evidenziato come, per le classi di reddito più elevate, detrazioni e deduzioni di ammontare assai significativo in valore assoluto rappresentino una quota complessivamente modesta sul reddito di contribuenti particolarmente facoltosi.
Ad esempio, nel periodo d’imposta 2011, per le classi di reddito superiori ai
75 mila euro annui, le detrazioni per spese sanitarie pesano meno del 2% del
reddito, quelle per assicurazioni sulla vita meno dell’1%, quelle per spese di
97
istruzione meno del 2% e quelle per attività sportive meno dello 0,3%; le detrazioni totali pesano comunque meno del 3% (e le deduzioni meno del 2%)
sul reddito dei contribuenti più facoltosi.
Come è evidente, il sistema tributario italiano presenta un’elevata complessità derivante dalla numerosità delle fattispecie di oneri deducibili e detraibili - nonché delle differenti percentuali di detraibilità che consente. È altresì chiaro che la finalità di un sistema così complesso di deduzioni e detrazioni non sia unicamente redistributiva, ma cerchi sia di stimolare i consumi
per rilanciare il sistema economico (per esempio, le spese per ristrutturazioni
edilizie), sia di favorire particolari categorie di spesa “sociale” (in senso lato)
in presenza di vincoli di bilancio stringenti che limitano le possibilità di intervento pubblico (si pensi alla sanità). Tuttavia, la complessità del sistema fiscale,
lungi dall’aumentarne l’equità, tende a concedere incentivi più elevati ai soggetti con reddito più alto, generando seri problemi di equità verticale (cioè il
fatto che individui con redditi diversi rischino di non essere assoggettati a imposte diverse). Proprio a partire da questa osservazione, nella sezione relativa alle simulazioni proveremo: a introdurre alcune modifiche nel sistema delle detrazioni e deduzioni; ad analizzarne gli effetti distributivi; a calcolare l’ammontare delle risorse che potrebbero essere generate ed utilizzate per politiche che mirino ad aumentare l’equità attraverso un incremento dei fondi a
disposizione per interventi di carattere sociale.
5.1.2 Detrazioni
e deduzioni che
pesano molto
sul reddito
Abbiamo visto come, a fianco di un numero piuttosto ridotto di spese detraibili e di deduzioni reclamate da una percentuale elevata di contribuenti
(seppure spesso per ammontare piuttosto modesto), esistano numerose detrazioni e deduzioni utilizzate da pochi individui. Alcune di queste spese portate in detrazione (ad esempio quelle per gli interessi sui mutui ipotecari contratti per l’acquisto di abitazioni diverse dalla prima casa, o per gli interessi per
i prestiti e i mutui agrari o, ancora, per le spese per intermediazione immobiliare) oltre a interessare un numero modesto di contribuenti, rappresentano anche una quota modesta del reddito di questi ultimi.
Dall’altro lato, alcune spese detraibili e alcune deduzioni utilizzate da una
platea modesta di individui sono invece di ammontare elevato e rappresentano una percentuale piuttosto alta del reddito dei contribuenti che le richiedono. Si tratta, nella gran parte dei casi, di detraibilità di spese che interessano i portatori di qualche tipo di disabilità, come ad esempio le spese per
l’acquisto di veicoli per disabili (con una spesa media portata in detrazione pari
a 5.200 €, il 23,5% del reddito dei dichiaranti), di cani guida per ciechi (4.600
€, pari al 24,4% del reddito), di spese sanitarie per determinate patologie (2.700
€, il 12,8% del reddito) o per il pagamento di assistenti personali (1.900 €, il
9,3% del reddito). In maniera del tutto analoga si comportano alcune deduzioni, come ad esempio quelle per le spese mediche per portatori di disabili-
98
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 5
tà (4.300 €) che sono utilizzate solo dall’1,1% dei contribuenti - ma rappresentano il 18,3% del loro reddito - e le deduzioni per gli assegni al coniuge a
carico (4.600 € di ammontare medio) utilizzate dallo 0,36% dei contribuenti
e pari all’11,3% del loro reddito.
Sorge dunque il sospetto che la detraibilità (o la deducibilità) di queste
spese rappresenti - più che una scelta di politica fiscale in senso proprio - un
modo indiretto per consentire ad alcuni soggetti svantaggiati di godere di alcuni beni e servizi che il sistema di welfare pubblico non è in grado di fornire loro. Tuttavia, la percentuale spesso estremamente elevata che queste spese rappresentano sul reddito dei contribuenti rischia di generare problemi di
incapienza, cioè situazioni in cui l’imposta lorda è inferiore alle detrazioni cui
il contribuente avrebbe diritto (o situazioni in cui il reddito complessivo è minore delle deduzioni). Anche in questo caso, dunque, si possono creare problemi di equità verticale che portano alla domanda - ancora senza risposta se sia davvero il sistema fiscale a doversi fare carico della redistribuzione di risorse verso questi soggetti svantaggiati o non si debbano piuttosto raccogliere
risorse per finanziare servizi adeguati, oggi purtroppo carenti. Anche di questo si discuterà nelle simulazioni che seguono.
5.1.3 Detrazioni
per redditi di lavoro
(e assimilati)
e per carichi familiari
Oltre alle detrazioni e alle deduzioni previste dal quadro E del modello
730, abbiamo analizzato anche le detrazioni per redditi dal lavoro (e assimilati) e per carichi di famiglia, rapportandole alle diverse fasce di reddito (Appendice, tabelle 4A21 e 4A22). Le detrazioni effettive per carichi di lavoro sono
inversamente correlate al livello di reddito dei contribuenti; nel periodo d’imposta 2011 esse valgono circa 1.200 € per la fascia di reddito 15-20 mila euro
(circa il 7% del reddito stesso) e si annullano invece completamente al di sopra dei 75mila euro di reddito complessivo. Un andamento molto simile assumono anche le detrazioni per carichi di famiglia che, nello stesso anno, valgono mediamente 900 € per i contribuenti con reddito compreso tra i 15 e i
20 mila euro (il 5% del reddito) e scendono fino a meno di 200 € (lo 0,2% del
reddito) per i contribuenti della fascia più elevata.
Così, mentre le detrazioni e le deduzioni incluse nel quadro E mostrano un
effetto non progressivo, quelle per reddito da lavoro e per carichi familiari hanno un effetto progressivo. Nel complesso, il totale delle detrazioni di imposta (tabella 4A23 dell’Appendice) mostra - nel 2011 - un valore assoluto crescente fino
ai 1.900 € dei contribuenti con reddito compreso tra i 10 e i 15 mila euro (il 15%
del loro reddito) per poi ridursi progressivamente. Tuttavia, il valore complessivo delle detrazioni è praticamente identico per i contribuenti molto poveri (con
redditi compresi tra 0 e 1.000 euro) - che godono, in media, di detrazioni totali
pari a 1.500 €, quasi il 150% del loro reddito, con chiari problemi d’incapienza)
- e per quelli molto ricchi (quelli della fascia di reddito più alta) che possono detrarre spese per un valore di 1.400 € (circa l’1% del loro reddito).
99
5.2 La distribuzione
dell’imposta netta
Analizzando il carico di imposta, si osserva che - nel periodo d’imposta
2011 - sostanzialmente tutti i contribuenti che si sono rivolti al Caf Acli mostrano una imposta lorda positiva (Appendice, tabella 27.1A) che va dai 121
€ medi per la classe di reddito più bassa (da 0 a 1.000 euro) agli oltre 53.000
€ per la classe di reddito massima (oltre 100 mila euro), passando dai 4.000 €
per la classe di reddito modale (da 15 a 20 mila euro). Tuttavia, gli effetti congiunti delle deduzioni dal reddito e delle detrazioni dall’imposta lorda, che abbiamo descritto nei paragrafi precedenti, fanno sentire in maniera massiccia
il loro effetto, determinando di fatto una no-tax area (cioè imposte nette pari
a zero) per i contribuenti con redditi inferiori a 10 mila euro annui, circa il 13%
dei contribuenti (appendice, tabella 27.2A). Nelle classi di reddito fino a 5 mila
euro annui sostanzialmente nessun contribuente versa imposte, mentre nella classe successiva (da 5 a 10 mila euro) non versa alcuna imposta quasi il 70%
dei contribuenti; solo nella classe da 15 a 20 mila euro versa l’imposta oltre il
98% dei contribuenti. La situazione non è molto diversa considerando lavoratori dipendenti e pensionati, anche se nel caso di questi ultimi l’imposta lorda è positiva solo per il 93%; inoltre, la no-tax area coinvolge un numero maggiore di contribuenti pensionati (16% circa) (Appendice, tabelle 27.1B, 27.2B,
27.1C, 27.2C).
In generale, come mostra la figura 5.1, oltre il 13% dei contribuenti presi
in considerazione non versa alcuna imposta erariale, mentre oltre la metà dei contribuenti paga una aliquota media complessiva inferiore al 15% dei redditi.
Grafico 5.1
Distribuzione dell’aliquota
media erariale IRPEF
100
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
6. Le simulazioni
I
n questa ultima parte del Rapporto, dopo avere descritto e analizzato i redditi, le deduzioni, le detrazioni, le imposte dei lavoratori e delle famiglie
degli utenti dei Caf- Acli, l’attenzione si sposta sulle politiche alternative che
si possono disegnare per provare a risolvere alcune delle attuali criticità dell’IRPEF che sono emerse dalle analisi precedenti. Per stimare gli effetti in termini distributivi che politiche fiscali alternative potrebbero avere sui redditi
di lavoratori e famiglie sono essenziali però almeno due passi preliminari: in
primo luogo è necessario pensare alle politiche alternative che si potrebbero
implementare. Per quanto possa sembrare banale, è chiaro che si hanno a disposizione innumerevoli strumenti di politica fiscale (quali le detrazioni, le deduzioni, la scala di aliquote e l’ampiezza degli scaglioni), che consentono di
definire una panoplia di possibili alternative tra le quali si possano effettuare delle scelte. Qui abbiamo deciso di concentrarci su alcuni temi rilevanti per
le Acli, quali la famiglia, la casa, le “spese fiscali” (le “tax expenditures”) e gli
incapienti (per redditi da lavoro e carichi familiari) e - per ognuno di questi
temi - abbiamo studiato gli effetti di una sola politica fiscale alternativa al sistema in vigore per i redditi 2011. In alcuni casi, le politiche alternative erano già state disegnate dai Governi che si sono succeduti alla guida del paese;
in altri casi, si è definita una proposta che i futuri Governi in carica potrebbero implementare.
In secondo luogo, è necessario costruire un modello di micro-simulazione che consenta di descrivere accuratamente il sistema fiscale in essere per poterne studiare delle varianti. Si parla di micro-simulazione perché il modello
lavora su micro-dati, come si chiamano in gergo, cioè su dati individuali riferiti ai singoli contribuenti (come quelli degli utenti del Caf Acli) e non su dati
aggregati: questo consente di verificare come cambia la situazione del singolo
individuo e di aggregare poi i risultati per verificare gli effetti complessivi sull’intera distribuzione dei redditi. Si parla di micro-simulazione perché il modello consente di simulare “che cosa succederebbe ai redditi netti e alle imposte di ciascun contribuente se” (“what if” per usare l’espressione anglosassone) cambiassimo le regole del sistema fiscale.
In tutti gli esercizi di simulazione che seguono, due sono i punti fermi che
è bene tenere presente per interpretare correttamente i risultati delle nostre
analisi: da un lato, la simulazione consente di determinare una distribuzione
ipotetica dei redditi netti e delle imposte dei contribuenti dei Caf Acli che deve
essere valutata e confrontata con un punto di riferimento iniziale; qui il punto di riferimento sono i redditi e le imposte che si sono effettivamente osservati per i singoli individui nel periodo d’imposta 2011. Il punto di partenza sono
quindi le regole fiscali, i redditi e le imposte del 2011; è a partire da qui che
si studiano le varianti del sistema fiscale in essere. Dall’altro lato, la simulazione
è statica, cioè non considera eventuali effetti di retro-azione che una modifica del sistema fiscale può produrre. In altre parole, la distribuzione dei red-
101
diti e delle imposte simulata non tiene conto del fatto che i redditi complessivi dei singoli contribuenti si possono modificare proprio a causa dei cambiamenti ipotizzati nel sistema fiscale. Per fare un esempio, se si dovessero eliminare completamente le detrazioni per spese sanitarie, gli individui potrebbero ridurre la loro domanda di servizi e - questa riduzione - potrebbe comportare a sua volta una riduzione dei redditi dei produttori di servizi che, naturalmente, contribuirebbe a modificare la distribuzione complessiva dei redditi e delle imposte. Di questi effetti indotti non teniamo conto nelle analisi
che seguono, perché un modello di micro-simulazione che li prenda in considerazione è molto più complicato e - oggettivamente - molto più discutibile:
questi effetti causali sono infatti fonte di aspri dibattiti fra gli economisti e,
più in generale, fra gli addetti ai lavori.
Con queste considerazioni in mente, iniziamo ora la discussione dei risultati
delle simulazioni, concentrandoci - come detto - su quattro grandi temi, a partire dalla famiglia.
6.1 La famiglia
La politica fiscale alternativa che consideriamo per la famiglia è la misura implementata dal Governo Monti con la Legge di Stabilità per il 2013 (Legge 24 dicembre 2012, n. 228), che ha innalzato le detrazioni potenziali per figli a carico a partire dall’anno di imposta 2013. La manovra ha il chiaro intento
di favorire la famiglia, innalzando lo sconto IRPEF per i figli a carico. È davvero
così? Con quali effetti? Il modello di micro-simulazione consente di rispondere a tali domande. In questo caso, mantenendo ferma la distribuzione dei redditi degli utenti dei Caf Acli osservata nel periodo d’imposta 2011, andiamo
a simulare cosa sarebbe successo ai redditi netti e alle imposte se, invece della normativa 2011, avessimo applicato questa normativa più favorevole per le
famiglie prevista appunto per il 2013.
La tabella 6.1 descrive le modifiche intervenute nella legislazione. Fino
al 2012 la detrazione potenziale per figli a carico era pari a 800 euro per figli
di età superiore a 3 anni e numero di figli inferiore a tre; dal 2013, questa detrazione sale a 950 euro: lo sconto fiscale aggiuntivo è di 150 euro, circa 10 euro
mensili. Per i figli di età inferiore a 3 anni, lo sconto è più consistente: la detrazione passa da 900 euro fino al 2012 a 1.220 euro dal 2013; qui lo sconto
aggiuntivo è di 320 euro, circa 25 euro in più al mese. Se i figli sono più di tre,
spetta una maggiorazione di 200 euro per ogni figlio, invariata tra 2012 e 2013,
mentre la maggiorazione per figli disabili passa da 220 euro fino al 2012 a 400
euro a partire dal 2013.
102
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
Fino a tre figli a carico
2012
2013
Tabella 6.1 - La modifica
nelle detrazioni
Età minore di 3 anni
per figli a carico
Età pari o superiore a 3 anni
900
Più di tre figli a carico
2012
2013
1.220
1.100
1.420
1.150
800
950
1.000
Portatori di handicap di età minore di 3 anni
1.120
1.620
1.320
1.820
Portatori di handicap di età pari o superiore a 3 anni
1.020
1.350
1.220
1.550
Consideriamo in primo luogo tutti i contribuenti dei Caf Acli (1.314.877
fra dipendenti e pensionati) e la sola imposta erariale; trascuriamo cioè le addizionali regionali e comunali. Vediamo come cambia la distribuzione dei redditi e del carico fiscale alla luce della manovra. L’indice di Gini sul reddito ante
imposta ovviamente non cambia tra i due scenari, perché - come abbiamo già
ricordato - il modello di micro-simulazione è un modello statico e i redditi di
riferimento sono quelli dichiarati per il periodo d’imposta 2011 da tutti i contribuenti del Caf. In particolare, l’indice di Gini è sempre pari a 0,3198 (considerando anche la cedolare sui canoni di locazione, oltre ai redditi complessivi IRPEF) e a 0,3191 (escludendo la cedolare). L’aumento delle detrazioni per
figli a carico può chiaramente modificare la distribuzione dei redditi netti solo
per i contribuenti capienti, cioè per quelli caratterizzati da un’imposta lorda
maggiore delle detrazioni. Se guardiamo all’imposta netta erariale nel 2011,
essa è già nulla per 162.365 contribuenti, mentre i contribuenti con detrazione
per figli a carico positiva sono 371.498. I contribuenti con detrazione per figli
a carico positiva e imposta netta erariale nulla sono invece 33.785: pochi contribuenti con detrazione per figli positiva sono pertanto incapienti nel 2011.
Il dato peraltro non stupisce visto che - come già discusso in precedenza - i contribuenti dei Caf Acli sovra-rappresentano la parte centrale della distribuzione dei redditi nel nostro paese.
Consideriamo ora più da vicino la simulazione. Applicando le detrazioni
per figli a carico in vigore dal periodo d’imposta 2013, l’imposta netta erariale
diventa nulla per 169.168 contribuenti, mentre i contribuenti con detrazione
per figli a carico positiva sono 371.502. Si noti che questo lieve aumento di contribuenti con detrazione per figli positiva rispetto al 2011 è dovuto solo a questioni di arrotondamento (alcuni hanno zero nel 2011 e 1 euro applicando le
detrazioni per figli del 2013). I contribuenti con detrazione per figli a carico
positiva e imposta netta erariale nulla sono ora 40.589. Pochi contribuenti pertanto diventano incapienti a causa dell’aumento delle detrazioni per figli.
Quali conseguenze determinano queste figure per la distribuzione delle imposte, nonché per la progressività dell’IRPEF? Esaminiamo innanzitutto
due misure di diseguaglianza nella distribuzione delle imposte (tabella 6.2).
Nel 2011, l’indice di Gini dell’imposta netta erariale (ottenuto, per definizione, ordinando i contribuenti in base alla loro imposta netta) è risultato 0,5504
mentre l’indice di concentrazione dell’imposta netta erariale (ottenuto ordinando i contribuenti in base al loro reddito IRPEF) si ferma a 0,5377. Se con-
103
sideriamo lo scenario con le detrazioni per figli in vigore dal 2013, l’indice di
Gini dell’imposta netta erariale cresce a 0,5544 mentre l’indice di concentrazione dell’imposta netta erariale aumenta a 0,5402. In entrambi i casi, quindi, coerentemente, si osserva una maggior concentrazione dell’imposta causata dall’aumento della detrazione per i figli a carico, che va a favore dei più
deboli. Come si nota dalla tabella 6.3, i maggiori risparmi si concentrano nella fascia di contribuenti con reddito lordo compreso tra 15 e 20.000 euro, che
pagano in media 150 euro in meno di imposte rispetto alla normativa 2011 (per
i contribuenti oltre i 100 mila euro, il risparmio medio è di soli 43 euro). La progressività dell’IRPEF, infatti, aumenta. Un indice comunemente utilizzato per
questo fine è l’indice di Kakwani, pari alla differenza tra l’indice di concentrazione dell’imposta e l’indice di Gini del reddito complessivo: come si nota
dalla tabella 6.2, l’indice di Kakwani passa infatti da 0,2186 a 0,2211. L’aliquota
media complessiva (definita come il rapporto tra la somma delle imposte nette erariali e il reddito complessivo IRPEF), tuttavia, non sorprendentemente,
si riduce, passando dal 18,48 per cento al 18,34 per cento con le nuove detrazioni. La combinazione di queste due variazioni lascia di fatto immutato l’effetto redistributivo complessivo dell’imposta, così come rilevato dall’indice di
Reynolds-Smolensky, che misura la differenza tra l’indice di Gini dei redditi complessivi e l’indice di concentrazione dei redditi netti (e che può essere scomposto anche in un “effetto progressività” - misurato dall’indice di Kakwani e un “effetto aliquota media”).
Tutti i contribuenti
Normativa 2011
Tabella 6.2
Indici
La redistribuzione
Incidenza media
della manovra
Indice di Gini del reddito complessivo IRPEF
0,3191
0,3191
sulle detrazioni
Indice di Gini dell’imposta netta
0,5504
0,5544
per figli a carico
Tabella 6.3 - Risparmio
18,48
0,5377
0,5402
Indice di Kakwani
0,2186
0,2211
Indice di Reynolds-Smolensky
0,0496
0,0496
Classe di reddito
(euro)di contribuenti
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
TOTALE
104
18,34
Indice di concentrazione dell’imposta
Frequenza
che ottengono
d’imposta per fascia
di contribuenti
Detrazioni 2013
5
1.841
6.838
18.042
156.796
195.714
260.680
282.617
229.675
102.079
40.334
12.869
7.387
1.314.877
Quota di contribuenti
medio (euro)
un risparmio d’imposta
0,0
0,0
0,0
0,0
1,1
14,9
25,6
33,0
35,6
37,4
43,6
47,7
11,4
25,5
Risparmio d’imposta
0
0
0
17
79
118
150
147
131
115
84
43
25
132
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
Nell’esercizio precedente abbiamo considerato tutti i contribuenti.
Data la peculiarità della misura potrebbe tuttavia essere interessante chiedersi
che cosa succederebbe considerando i soli contribuenti con detrazioni per figli positiva, che nel caso degli utenti dei Caf Acli per il 2011 sono 371.498. Anche in questo caso, come per il precedente, partiamo dall’indice di Gini sul reddito complessivo IRPEF, che non cambia tra i due scenari ed è sempre pari a
0,2714 (tabella 6.4). Valutiamo ora la concentrazione dell’imposta: con la normativa 2011, l’indice di Gini dell’imposta netta erariale risulta 0,5257, mentre l’indice di concentrazione dell’imposta netta erariale (ordinando i contribuenti per il reddito IRPEF) è pari a 0,5114. Con le detrazioni per figli in vigore dal 2013, l’indice di Gini dell’imposta netta erariale cresce a 0,5399, mentre l’indice di concentrazione dell’imposta netta erariale arriva a 0,5239. In
entrambi i casi, quindi, si osserva una maggior concentrazione dell’imposta.
La progressività dell’IRPEF, infatti, aumenta: l’indice di Kakwani cresce da 0,24
a 0,2525. Tuttavia, anche considerando i soli contribuenti con detrazioni per
figli a carico positive, l’aliquota media si riduce, passando dal 17,84 per cento nel 2011 al 17,39 per cento con le nuove detrazioni per i figli. La riduzione dell’aliquota media non riesce però in questo caso a compensare l’aumento
della progressività, che infatti comporta un aumento dell’effetto redistributivo complessivo, come risulta dall’indice di Reynolds-Smolesnky, che passa da
0,0521 a 0,0532. Considerare quindi il sotto-campione dei contribuenti con figli a carico mostra più chiaramente la bontà della direzione intrapresa anche
in termini redistributivi.
In conclusione, l’aumento delle detrazioni per figli a carico va nella direzione giusta di aiutare la famiglia, ma l’effetto in termini distributivi su tutti i contribuenti sembra sostanzialmente modesto. Servirebbe qualcosa in più
per aiutare in modo reale le famiglie; e non è chiaro se l’IRPEF sia lo strumento
corretto per affrontare il problema, visto che l’incremento ulteriore delle detrazioni aggraverebbe il problema dell’incapienza.
Tabella 6.4 - La
Solo i contribuenti con detrazioni per figli positive
Normativa 2011
Indici
Detrazioni 2013
redistribuzione
Incidenza media
della manovra
Indice di Gini del reddito complessivo IRPEF
0,2714
0,2714
sulle detrazioni
Indice di Gini dell’imposta netta
0,5257
0,5399
per figli
a carico
6.2 La casa
17,84
17,39
Indice di concentrazione dell’imposta
0,5114
0,5239
Indice di Kakwani
0,2400
0,2525
Indice di Reynolds-Smolensky
0,0521
0,0532
Assieme alla famiglia, la casa costituisce un tema rovente nel percorso di
riforma del sistema fiscale. La casa infatti è stata oggetto nel recente passato - e sarà oggetto in futuro - di una rimodulazione della fiscalità che ha causato aspri dibattiti nel paese, per la ragione banale che una percentuale rile-
105
vante di italiani è proprietaria di una abitazione e - in quella abitazione - si
sono tipicamente concentrati gli investimenti del risparmio famigliare. Nell’esercizio di simulazione consideriamo le modifiche introdotte dalla normativa per i redditi 2012 di esclusione delle rendite catastali degli immobili non
locati dal reddito complessivo IRPEF e il loro assoggettamento ad IMU, come
previsto esplicitamente dal Decreto Legislativo n. 23 del 2011 istitutivo proprio
della nuova imposta municipale, nonché la possibilità di optare per una imposta cedolare secca nel caso di redditi derivanti da canoni di locazione per
gli immobili ad uso residenziale di proprietà di persone fisiche. In particolare, come ribadito in più occasioni, nell’esercizio consideriamo solo gli immobili dei contribuenti dipendenti e pensionati utenti dei Caf Acli. Partendo dal
Quadro B del modello 730 si arriva ad una stima di 2.636.969 immobili, come
illustrato nella tabella 6.5, che mostra l’utilizzo degli stessi sulla base dei codici di utilizzo (si noti che, nel caso di un immobile esposto su più righi, è stato attribuito l’utilizzo prevalente durante il periodo d’imposta in base ai giorni). Più della metà degli immobili costituiscono l’abitazione principale del contribuente e sue pertinenze. Un altro 13 per cento circa sono immobili a disposizione del contribuente, cui si somma il 10 per cento di altri immobili (pure
questi ragionevolmente a disposizione, anche se sprovvisti di allacciamenti a
luce e gas).
Tabella 6.5 - Immobili
e utilizzo
Utilizzo
Composizione
872.820
33,1
2 - A disposizione
362.074
13,7
3 - Locazione sul libero mercato
137.528
5,2
4 - Locazione in regime di equo canone
5 - Pertinenze abitazione principale
7 - Immobili di società semplici
8 - Immobili locati a canone convenzionale
3.396
0,1
709.000
26,9
107
0,0
18.412
0,7
273.542
10,4
10 - Abitazioni in uso gratuito ad un famigliare
148.909
5,6
11 - Pertinenze immobili a disposizione
106.565
4,0
9 - Altri immobili
12 - Immobile a disposizione per contribuenti dimoranti all’estero
13 - Immobile di proprietà del condominio
14 - Immobile ubicato in Abruzzo dato in locazione a residenti
15 - Immobile ubicato in Abruzzo dato in comodato a residenti
16 - Immobile di interesse storico-artistico
TOTALE
106
Numero immobili
1 - Abitazione principale
200
0,0
3.928
0,1
77
0,0
16
0,0
395
0,0
2.636.969
100,0
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
Tabella 6.6 - Composizione
dei contribuenti
per numero di immobili
effettivamente posseduti
Somma delle quote
di proprietà
Numero
contribuenti
Composizione
Reddito medio
(euro)
Base imponibile
IMU media (euro)
0
337.354
25,7
18.529
0
>0 e <=0,5
125.948
9,6
21.875
34.530
>0,5 e <=1
328.323
25,0
23.383
61.758
>1 e <=1,5
115.106
8,8
24.867
80.575
>1,5 e <=2
197.679
15,0
25.133
105.019
>2 e <=2,5
51.217
3,9
26.773
127.064
>2,5 e <=3
68.967
5,2
26.211
144.878
>3 e <=3,5
21.806
1,7
28.196
171.079
>3,5 e <=4
28.140
2,1
27.113
187.024
>4
40.337
3,1
30.952
270.082
1.314.877
100,0
23.058
69.244
977.523
74,3
24.621
93.141
Totale con quota 0
Totale senza quota 0
Per arrivare a una stima del numero di immobili di proprietà degli utenti dei Caf Acli abbiamo sommato, per ogni contribuente, la quota di proprietà dei vari immobili rapportata al periodo di possesso calcolato in mesi, come
da normativa IMU. In base a questa procedura, si stima un numero di immobili (dato dalla somma delle quote di proprietà) pari a 1.656.369. Si noti che il
numero di contribuenti che hanno una quota positiva (rapportata ai mesi di proprietà) di almeno un immobile è pari a 977.523. Poiché il numero totale di contribuenti è 1.314.877, si può stimare che il 74,3 per cento dei contribuenti ha
almeno una quota di un immobile in proprietà (tabella 6.6). È importante sottolineare che circa il 40 per cento dei contribuenti Caf Acli è proprietario di più
di un immobile (inteso come somma delle quote di proprietà).
Un tema cruciale per i risvolti distributivi è chiaramente il legame tra proprietà immobiliari e reddito. In questa direzione, la figura 6.1 riporta il numero
di immobili di proprietà (da intendersi sempre come somma delle quote di proprietà ponderate per i mesi di possesso) rispetto al reddito dichiarato (reddito complessivo IRPEF più l’eventuale reddito soggetto a cedolare secca) per i
soli contribuenti con una quota di proprietà positiva con reddito minore o uguale a 100 mila euro. Come atteso alla luce dei dati aggregati a livello nazionale, non sembra esserci alcuna correlazione tra numero di immobili e reddito.
Qui nasce l’avversione verso qualsiasi manovra fiscale che miri a colpire la ricchezza immobilizzata nelle abitazioni di proprietà.
107
Grafico 6.1 - Numero
di immobili e reddito dei
contribuenti
Qualche indicazione in più si ottiene però analizzando invece che il numero di immobili la ‘qualità’ degli stessi, cioè il loro valore. Il modo più semplice - in assenza di valutazioni di mercato - è quello di analizzare il valore degli immobili attraverso la base imponibile IMU. In questo caso, una prima indicazione (forse banale) che si ottiene è che la ricchezza è più concentrata del
reddito: in altre parole, è vero che una grossa fetta di contribuenti è proprietaria
di uno o più immobili, ma il valore degli immobili è concentrato nelle mani di
un numero relativamente ristretto di contribuenti. Come già ricordato, considerando tutti i contribuenti (dipendenti e pensionati), l’indice di Gini calcolato sulla distribuzione del reddito lordo (reddito complessivo IRPEF più il reddito soggetto a cedolare secca) è pari a 0,3198. Se consideriamo invece la base
imponibile IMU individuale (cioè la base imponibile IMU corretta per la quota di proprietà e i mesi di proprietà) per ottenere una misura di concentrazione
della ricchezza, sempre prendendo in esame tutti i contribuenti (quindi anche
quelli che non hanno immobili di proprietà), l’indice di Gini calcolato sulla distribuzione della base imponibile IMU della prima casa è pari a 0,5683, mentre quello calcolato sulla distribuzione della base IMU sulle seconde abitazioni è pari a 0,8348. Se si guarda alla distribuzione complessiva (base IMU di prime e seconde case) il Gini è pari a 0,5633.
Queste indicazioni sono corroborate dalla relazione positiva tra base imponibile IMU e reddito che si evidenzia dalla tabella 6.7. A fronte di un imponibile medio pari a 93 mila euro, si passa da un valore immobiliare medio
di meno della metà per gli individui con reddito inferiore ai 1.000 euro ad un
valore di 190 mila euro per i contribuenti più ricchi. Se si prende la classe di
reddito mediana, quella tra 15 e 20 mila euro, si nota poi che la ricchezza immobiliare (il valore della base imponibile IMU) è inferiore alla media. Infatti
108
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
il valore mediano è di 60 mila euro: a sottolineare ancora una volta che è sì
vero che molti contribuenti sono proprietari, ma di immobili di valore relativamente modesto. Indicazioni simili si ottengono concentrandosi sugli immobili
ulteriori rispetto alla abitazione principale dei contribuenti. Il valore medio della base IMU complessiva sulle seconde abitazioni è 54.019 euro, mentre la mediana è 31 mila euro. Ad ulteriore conferma delle sperequazioni in termini di
valore degli immobili si considerino i valori minimo e massimo: per quanto riguarda l’abitazione principale, il valore minimo è 29 euro, mentre il valore massimo è 2.077.152 euro; per quanto riguarda gli ulteriori immobili il valore minino è 1 euro, mentre il valore massimo è 3.291.456 euro. È alla luce di numeri
come questi che si dovrebbero discutere le modifiche al sistema di imposizione della casa, numeri che quantomeno sbiadiscono - se non addirittura eclissano - l’affermazione di tono populistico in base alla quale la casa non si deve
toccare perché gli italiani sono un popolo di proprietari: proprietari sì, ma di
patrimoni dal valore ben diverso l’uno dall’altro.
Tabella 6.7 - Base imponibile
IMU complessiva
Classe di
reddito (euro)
Frequenza di
contribuenti
per fasce di reddito
0
Frequenza di
contribuenti
con base
IMU positiva
Quota di
contribuenti
con base
IMU positiva
Base IMU
media per i
contribuenti
con base
IMU positiva
Rapporto tra
base IMU e
reddito per i
contribuenti
con base
IMU positiva
5
0
0,0
0
0,0
1.841
814
44,2
42.999
65,2
1.000-2.500
6.838
3.667
53,6
62.587
34,0
2.500-5.000
18.042
9.301
51,6
74.108
19,7
5.000-10.000
156.796
97.377
62,1
74.828
9,8
10.000-15.000
195.714
133.908
68,4
83.578
6,6
15.000-20.000
260.680
181.436
69,6
81.131
4,6
20.000-26.000
282.617
215.170
76,1
84.651
3,7
26.000-35.000
229.675
191.904
83,6
100.829
3,4
35.000-50.000
102.079
89.703
87,9
123.180
3,0
50.000-75.000
40.334
35.836
88,8
141.425
2,4
75.000-100.000
12.869
11.648
90,5
165.456
1,9
oltre 100.000
7.387
6.759
91,5
190.398
1,3
1.314.877
977.523
74,3
93.141
3,8
0-1.000
TOTALE
Alla luce di queste considerazioni, esaminiamo ora l’impatto distributivo
delle variazioni introdotte con il Decreto Legislativo n. 23 del 2011 istitutivo dell’IMU, che ha escluso le rendite dall’IRPEF e ha introdotto la cedolare secca. A
tal fine, nella tabella 6.8, dividiamo il reddito da fabbricati in tre gruppi: i redditi derivanti dalle rendite che dal 2012 sono escluse dal reddito complessivo
IRPEF; i redditi da canoni di locazione che il contribuente sceglie di assoggettare ad IRPEF (rappresentati dal 85 per cento del canone di locazione per quasi tutti i contribuenti nel 2011 e nel 2012, percentuale che sale al 95 per cento
dal 2013); i redditi da locazione soggetti ad imposizione separata con la cedolare
secca. Si noti che questa ultima opzione rappresenta in media solo il 6,7 per cen-
109
to dei redditi immobiliari degli utenti dei Caf Acli nel 2011 contro il 28 per cento delle rendite da locazione rimaste assoggettate ad IRPEF. Ne dobbiamo concludere che, per quasi tutti i contribuenti, le rendite da locazioni immobiliari
sono rimaste (nella quota del 85 per cento) assoggettate ad IRPEF. La tabella
mostra però che la quota di reddito assoggettata a cedolare cambia con il reddito del contribuente stesso: in particolare, per i contribuenti con oltre 100 mila
euro di reddito, il 25 per cento dei redditi immobiliari è stato sottoposto a cedolare. La composizione dei redditi da fabbricati di proprietà rende anche evidente che al crescere del reddito si riduce la quota di reddito che viene esclusa da IRPEF (cioè quella derivante da immobili di proprietà a disposizione) ed
aumenta quella derivante da canoni di locazione.
Quanto valgono i redditi che vengono esentati da IRPEF? Dalla tabella 6.9
si nota che la media su tutti i contribuenti dei Caf Acli è di 575 euro, ma il valore del reddito esentato cresce al crescere del reddito imponibile: per i contribuenti tra 15 e 20 mila euro di reddito le rendite escluse valgono in media
505 euro; per i contribuenti con più di 100 mila euro di reddito le rendite escluse crescono a 1.150 euro in media.
Per quanto riguarda l’IRPEF, dunque, alla luce di questi numeri, possiamo
affermare che le modifiche del Decreto Legislativo n. 23 del 2011 hanno peggiorato la capacità redistributiva dell’imposta, favorendo di più i possessori di
redditi più elevati, sia perché le rendite escluse crescono al crescere del reddito, sia perché la cedolare favorisce maggiormente chi ha redditi più elevati.
Frequenza di
contribuenti
Frequenza di
contribuenti
con redditi
da fabbricati
Quota di
reddito da
rendite fuori
IRPEF dal
2012
Quota di
reddito da
canoni di
locazione in
IRPEF nel
2011
Quota di
reddito da
canoni di
locazione
fuori IRPEF
nel 2011
5
0
0,0
0
0,0
Tabella 6.8 - I redditi
da fabbricati tra IRPEF
Classe di
reddito (euro)
e cedolare
0
0
5
0,0
0,0
0,0
0,0
0-1.000
1.841
44,1
99,7
0,3
0,0
1.000-2.500
6.838
53,6
95,5
4,4
0,1
2.500-5.000
18.042
51,6
79,7
20,1
0,2
5.000-10.000
156.796
62,0
78,2
21,6
0,2
10.000-15.000
195.714
68,4
71,2
28,3
0,5
15.000-20.000
260.680
69,6
72,2
26,8
1,0
20.000-26.000
282.617
76,1
69,1
28,8
2,2
26.000-35.000
229.675
83,5
62,4
31,9
5,7
35.000-50.000
102.079
87,9
52,3
31,8
15,9
50.000-75.000
40.334
88,8
51,0
28,1
20,9
75.000-100.000
12.869
90,5
50,0
27,0
23,0
oltre 100.000
TOTALE
110
7.387
91,6
50,3
24,7
25,0
1.314.877
74,3
64,5
28,8
6,7
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
Tabella 6.9 - I redditi esentati
da IRPEF
5
Quota di contribuenti
con rendite fuori IRPEF
dal 2012
0,0
Valore medio delle
rendite fuori
IRPEF (euro)
0
0-1.000
1.841
44,1
276
1.000-2.500
6.838
53,4
403
2.500-5.000
18.042
50,8
469
5.000-10.000
156.796
61,3
474
10.000-15.000
195.714
67,6
520
15.000-20.000
260.680
68,9
505
20.000-26.000
282.617
75,2
527
26.000-35.000
229.675
82,3
621
35.000-50.000
102.079
86,5
738
50.000-75.000
40.334
87,6
844
75.000-100.000
12.869
89,1
990
oltre 100.000
7.387
90,5
1150
1.314.877
73,4
575
Classe di
reddito (euro)
0
TOTALE
Frequenza di
contribuenti
È chiaro tuttavia che il senso della manovra era quello di “scontare” l’IRPEF sugli immobili perché gli stessi venivano sottoposti alla nuova imposta municipale. Per poter dire qualcosa di più sugli effetti distributivi della manovra
che ha modificato la tassazione degli immobili dobbiamo valutare che cosa è
successo con l’introduzione dell’IMU.
La simulazione relativa alla determinazione dell’IMU è basata sulle seguenti
ipotesi: in primo luogo, in assenza del codice identificativo del gruppo e della categoria dell’immobile, per tutti gli immobili si è adottato un coefficiente pari a 100 per l’ICI e a 160 per l’IMU per determinare la base imponibile dell’imposta; inoltre, per ogni abitazione principale è stata attribuita al massimo
una pertinenza; in caso di più pertinenze, le altre pertinenze scontano l’aliquota ordinaria. In secondo luogo, sia per l’ICI sia per l’IMU, viene considerata per il calcolo dell’imposta l’aliquota ICI del comune di ubicazione. Infine,
per quanto riguarda l’IMU, è stata applicata l’aliquota ordinaria anche nel caso
di affitto e la detrazione per i figli è stata considerata solo per i figli a carico
(mancando l’informazione relativa ai figli conviventi; in questo caso, sono stati considerati i figli a carico di età pari o inferiore a 29 anni, anziché 26 come
prevede la normativa IMU perché con i dati Acli non c’è la possibilità di distinguere tra minori e maggiori di 26 anni). È interessante notare come nei dati
relativi ai contribuenti dei Caf Acli ci siano immobili ubicati in praticamente
tutti gli oltre 8.000 comuni italiani.
Per quanto riguarda la simulazione, si considera innanzitutto quale sarebbe stata l’ICI pagata nel 2011 sull’abitazione di residenza se questa fosse stata soggetta ad imposizione con le aliquote e la detrazione in vigore
nel 2011. Si confronta poi questa situazione con l’IMU 2012 per l’abitazione
principale e si determina l’aggravio di imposta sulle abitazioni ulteriori rispetto a quella principale tra il 2011 e il 2012 dovuto all’introduzione dell’IMU.
111
Partiamo quindi dall’abitazione principale, facendo riferimento all’ICI 2011
sull’abitazione di residenza come se questa fosse stata soggetta ad imposizione.
Dalle simulazioni emerge chiaramente come l’introduzione dell’IMU non abbia in realtà prodotto un aggravio generalizzato di imposta per tutti i contribuenti. Una prima indicazione in questo senso si può ottenere dalla tabella 6.10, che mostra come la differenza tra la quota di contribuenti con ICI positiva e quelli con IMU positiva si riduce al crescere del reddito. Inoltre, se è vero
che l’imposta media cresce sia per l’ICI (da 80 a 309 euro) sia per l’IMU (da 101
a 410 euro) e che l’IMU media è maggiore dell’ICI media, è altrettanto vero
che la differenza tra le due cresce al crescere del reddito (da 21 a 101 euro).
La quota di coloro che - nel passaggio da ICI a IMU - registrano una riduzione di imposta è poco meno della metà dei contribuenti dei Caf Acli, il 41,4 per
cento (tabella 6.11). Ma questa quota varia al variare del reddito con un andamento ad “U” rovesciata: la quota più grande di “chi vince” si registra per
le classi di reddito mediane. Questa informazione va combinata con la riduzione media di imposta (indicata nella tabella 6.11 con “vincita media”) che
invece cresce al crescere del reddito, da 22 a 46 euro. In modo del tutto coerente si comporta la quota di coloro che registrano un aggravio di imposta:
l’andamento ad “U” vede di nuovo favorite le classi di reddito mediane nelle quali il 48 per cento circa dei contribuenti registra un aumento di imposta.
Ma la “perdita media” cresce al crescere del reddito ed è più consistente della “vincita media”: si passa da 42 a 156 euro per i contribuenti con reddito oltre i 100.000 euro. Queste considerazioni suggeriscono quindi che l’IMU migliora - in termini distributivi - la tassazione patrimoniale delle abitazioni rispetto all’ICI, andando a colpire di più i contribuenti con reddito più elevato
(e che risultano proprietari di abitazioni dal valore più elevato).
Tabella 6.10 - L’abitazione
principale con ICI e con IMU
Classe di
reddito
(euro)
0
Quota di
contr. con
ICI
positiva
Quota di
contr. con
IMU
positiva
Base IMU
media
(euro)
ICI media IMU media
euro
euro
5
0,0
0,0
0,0
0
0
0
0-1.000
1.841
36,1
29,6
26,7
41.175
80
101
1.000-2.500
6.838
45,0
40,3
38,5
55.203
111
143
2.500-5.000
18.042
42,8
38,5
36,4
61.165
128
171
5.000-10.000
156.796
53,2
44,5
40,8
58.562
121
162
10.000-15.000
195.714
60,9
53,5
48,7
65.505
134
174
15.000-20.000
260.680
62,7
56,3
50,6
65.856
134
173
20.000-26.000
282.617
68,4
62,8
56,6
69.245
142
182
26.000-35.000
229.675
74,9
70,1
65,3
79.200
170
218
35.000-50.000
102.079
79,2
75,3
71,7
90.486
200
261
50.000-75.000
40.334
79,7
76,7
73,5
101.527
233
305
75.000-100.000
12.869
80,5
78,0
75,5
112.938
269
353
oltre 100.000
7.387
81,0
78,6
77,2
128.581
309
410
1.314.877
66,4
60,4
55,4
72.982
155
202
TOTALE
112
Frequenza
di contr.
Quota di
contr. con
base ICI
o IMU
positiva
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
Per quanto riguarda le abitazioni ulteriori rispetto a quella principale è
chiaro invece che l’IMU comporta un aggravio generalizzato di imposta per
tutti i contribuenti. Come si nota dalla tabella 6.12, l’aumento di imposta medio è pari a 275 euro. Anche in questo caso, tuttavia, come era lecito attendersi, l’aggravio di imposta (così come la quota di contribuenti) cresce decisamente al crescere del reddito, da 102 euro per i contribuenti più poveri a 591
euro per quelli con reddito superiore a 100 mila euro. Anche in questo caso,
quindi, la tassazione del patrimonio immobiliare è migliorata dal punto di vista distributivo.
Tabella 6.11
L’abitazione principale:
chi vince e chi perde
Tabella 6.12 - L’aggravio
di imposta per le abitazioni
ulteriori
Classe
di reddito
(euro)
Vince
Indifferente
Vincita
media
(euro)
Perde
Perdita
media
(euro)
0
0,0
0,0
0,0
0
0
0-1.000
40,2
16,3
43,5
22
42
1.000-2.500
35,0
8,1
57,0
24
55
2.500-5.000
33,7
8,1
58,1
25
66
5.000-10.000
36,9
14,1
49,0
26
66
10.000-15.000
41,5
9,9
48,5
31
70
15.000-20.000
44,1
8,1
47,8
32
71
20.000-26.000
44,9
6,2
48,8
35
74
26.000-35.000
41,4
4,4
54,2
38
87
35.000-50.000
37,4
3,0
59,5
40
102
50.000-75.000
35,5
2,2
62,3
42
116
75.000-100.000
33,9
1,9
64,2
46
133
oltre 100.000
31,0
1,4
67,6
46
156
TOTALE
41,4
7,0
51,6
34
81
Classe
di reddito
(euro)
0
Quoti di
Frequenza
contribuenti
di contribuenti con base ICI
o IMU positiva
Base IMU
media
(euro)
ICI
media
(euro)
IMU
media
(euro)
Aumento
di imposta
(euro)
5
0,0
0
0
0
0
1.841
20,7
19.994
78
180
102
1.000-2.500
6.838
28,1
30.990
122
274
152
2.500-5.000
18.042
28,9
41.773
167
373
206
5.000-10.000
156.796
34,4
44.553
176
396
220
10.000-15.000
195.714
35,3
49.000
194
437
243
15.000-20.000
260.680
33,3
45.609
181
408
227
20.000-26.000
282.617
36,4
46.926
187
424
237
26.000-35.000
229.675
44,0
56.586
228
517
290
35.000-50.000
102.079
50,5
72.402
292
669
377
50.000-75.000
40.334
54,1
82.697
334
772
437
75.000-100.000
12.869
60,3
97.552
395
914
519
7.387
63,5
110.350
447
1038
591
1.314.877
38,5
54.019
216
491
275
0-1.000
oltre 100.000
TOTALE
113
La tabella 6.12 conferma tuttavia anche l’esistenza di una quota significativa di contribuenti poveri di reddito ma con più di un immobile di proprietà. Per esempio, nella fascia di reddito tra 15 e 20 mila euro, un terzo dei
contribuenti è proprietario di almeno una quota di immobile ulteriore rispetto
alla prima casa con una base imponibile media pari a 45 mila euro (contro i
66 mila della prima casa per la stessa fascia). Questa percentuale sale al 50 per
cento nella fascia di reddito tra i 35 e i 50 mila euro. Per questi contribuenti
poveri di reddito ma ricchi di patrimonio è evidente che potrebbero sorgere
i noti problemi di liquidità (e liquidabilità del patrimonio) che una imposta
patrimoniale si porta con sé. Agire sulle detrazioni e arricchire la struttura dell’imposta potrebbe contribuire a risolvere questi problemi. Però sembrano necessarie delle riflessioni più profonde di fronte a nuclei famigliari che sono
state fortemente penalizzati dalla crisi economica, quali quelli senza una abitazione di proprietà. La sfida è quella di identificare una nuova definizione
di “povertà”; e chiedersi se chi ha un basso reddito ma proprietà immobiliari significative continua ad essere “povero” per il sistema fiscale italiano. La
rivisitazione delle imposte sulla casa - in tutta evidenza - non può essere disgiunta da una riflessione complessiva sul sistema fiscale, a partire da un buon
sistema per determinare non solo il reddito ma anche il patrimonio complessivo
degli individui e delle famiglie.
6.3 Le spese fiscali
(“tax expenditures”)
Abbiamo visto nei paragrafi precedenti che le spese fiscali sono un elemento di complessità del sistema fiscale, perché vi è la necessità di prevedere una lunga lista dettagliata di spese per le quali è possibile richiedere una
detrazione (o una deduzione). Non solo le “tax expenditures” sono un elemento
di complessità; esse rappresentano anche un problema dal punto di vista distributivo: pur riconoscendone infatti altre finalità, è indiscutibile il loro maggior utilizzo da parte dei contribuenti con reddito più elevato, anche alla luce
del problema degli incapienti (cioè i contribuenti che non riescono a sfruttare pienamente la spesa fiscale perché non pagano imposte sufficienti). La simulazione, in questo caso, prevede una riforma radicale delle spese fiscali, cioè
la completa eliminazione delle detrazioni per oneri.
Partiamo dalla considerazione più semplice: Il gettito IRPEF erariale considerando i nostri contribuenti è pari a 5,59 miliardi di euro con la normativa
IRPEF 2011 e sale a 6,05 miliardi eliminando le detrazioni per oneri; la variazione di gettito è pertanto pari a 456 milioni di euro. Questo gettito aggiuntivo potrebbe essere sfruttato in più direzioni: per ridurre un po’ le aliquote
marginali, oppure per aumentare le detrazioni potenziali per carichi di lavoro e famiglia, oppure ancora per aumentare la spesa sociale (vista la finalità
di molte delle detrazioni). Si noti che l’intera dotazione dei fondi statali di carattere sociale (includendo per esempio il Fondo per la non autosufficienza,
per politiche sociali, ecc.) per il 2013 ammonta a 767 milioni di euro: solo i con-
114
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
tribuenti dei Caf Acli, con l’eliminazione delle detrazioni, potrebbero aumentarla
considerevolmente.
Veniamo ora agli aspetti distributivi. L’indice di Gini sul reddito ante imposta (reddito complessivo IRPEF più redditi da cedolare) non cambia tra i due
scenari (per via del modello statico) e rispetto alle simulazioni precedenti: è
sempre pari a 0,3198 (0,3191 se escludiamo i redditi da cedolare). Come ampiamente atteso, l’eliminazione delle detrazioni per oneri comporta una riduzione dei contribuenti incapienti, cha passano dal 12,35 al 10,29 per cento. L’imposta netta erariale nel 2011 è nulla per 162.365 contribuenti, mentre
eliminando le detrazioni l’imposta netta erariale è nulla per 135.353 contribuenti. L’aumento dei contribuenti che pagano imposte riduce la concentrazione dell’IRPEF. Dalla tabella 6.13 si nota che l’indice di Gini dell’imposta netta erariale nel 2011 è pari a 0,5504 e l’indice di concentrazione dell’imposta
netta erariale (ordinando i contribuenti per il reddito IRPEF complessivo) è pari
a 0,5375 (0,5377 se si escludono i redditi soggetti a cedolare). Eliminando interamente le detrazioni per oneri l’indice di Gini dell’imposta netta erariale
scende a 0,5286 e l’indice di concentrazione dell’imposta netta erariale (calcolato ordinando i contribuenti per il reddito IRPEF più il reddito soggetto a
cedolare) è pari a 0,5222 (0,5223 escludendo la cedolare). La riduzione del grado di concentrazione dell’imposta comporta una riduzione della progressività dell’IRPEF: l’indice di Kakwani si riduce infatti da 0,2186 a 0,2032.
L’eliminazione delle detrazioni comporta però altrettanto naturalmente un aumento dell’aliquota media (intesa come rapporto tra la somma delle imposte nette erariali e il reddito complessivo IRPEF maggiorato dei redditi soggetti a cedolare, indicata nella tabella 6.13 come ‘incidenza media’): con
la normativa 2011 è pari al 18,45 per cento (18,48 se si escludono i redditi soggetti a cedolare); eliminando le detrazioni sale di 1,50 punti, al 19,95 per cento (19,99 per cento senza i redditi soggetti a cedolare).
Tabella 6.13 - L’impatto
Indici
Incidenza media
Normativa 2011
Senza detrazioni per oneri
18,48
19,99
distributivo dell’eliminazione
Indice di Gini del reddito complessivo IRPEF
0,3191
0,3191
delle detrazioni per oneri
Indice di Gini dell’imposta netta
0,5504
0,5286
Indice di concentrazione dell’imposta
0,5377
0,5223
Indice di Kakwani
0,2186
0,2032
Indice di Reynolds-Smolensky
0,0496
0,0508
115
Tabella 6.14 - Aggravio
di imposta conseguente
all’eliminazione
delle detrazioni per oneri
Classe di
reddito (euro)
0
0-1.000
5
Quota di contribuenti
che subiscono un
aggravio di imposta
0,0
Aumento
d’imposta
medio (euro)
0
1.841
0,0
0
Frequenza di
contribuenti
1.000-2.500
6.838
0,0
0
2.500-5.000
18.042
3,6
109
5.000-10.000
156.796
24,5
154
10.000-15.000
195.714
71,4
270
15.000-20.000
260.680
83,6
336
20.000-26.000
282.617
89,9
424
26.000-35.000
229.675
93,3
520
35.000-50.000
102.079
95,3
661
50.000-75.000
40.334
96,1
859
75.000-100.000
12.869
96,3
1.035
7.387
97,3
1.375
1.314.877
77,6
447
oltre 100.000
TOTALE
L’aumento dell’incidenza media combinato con la riduzione del grado di
progressività dell’imposta determinano in questo caso un aumento dell’effetto
redistributivo dell’imposta, così come segnalato dall’indice di Reynolds-Smolensky, che cresce da 0,0496 a 0,0508. L’effetto era atteso: come abbiamo discusso in precedenza, quasi tutti i contribuenti hanno una detrazione per oneri positiva ma la quota di contribuenti con detrazioni per oneri positive per i
redditi bassi è molto bassa, mentre riguarda la quasi totalità dei contribuenti nelle fasce elevate di reddito. Inoltre, il valore medio della detrazione per
onere quadruplica tra i redditi bassi e alti. In questa situazione, quindi, eliminare
le detrazioni per oneri vuol dire aumentare l’imposta per quasi tutti, ma aumentarla di più in valore assoluto per i contribuenti con redditi elevati. Pertanto l’effetto redistributivo migliora nonostante il grado di progressività dell’imposta si riduca perché la variazione di incidenza media pesa di più per i ricchi rispetto ai poveri.
Questo effetto si vede bene anche dalla tabella 6.14, che riporta la variazione di imposta netta erariale per fasce di reddito. La quota di contribuenti
che subisce un aggravio di imposta arriva ad oltre il 95 per cento già a partire dai redditi superiori a 35 mila euro, ma l’aumento di imposta medio è decisamente crescente con il reddito: a fronte di una media di 447 euro, i contribuenti con reddito più elevato hanno una maggiore imposta pari a 1.375
euro mentre quelli con reddito tra 15 e 20 mila euro registrano un aggravio
di 336 euro. Dal punto di vista distributivo, quindi, l’eliminazione integrale delle detrazioni per oneri migliorerebbe la performance dell’IRPEF, riducendo anche il grado di complessità del sistema fiscale, risolvendo il problema dell’incapienza e liberando risorse per altre finalità sociali.
6.4 Gli incapienti
Nei paragrafi precedenti abbiamo evidenziato più volte come i contribuenti più poveri non riescano a sfruttare appieno le detrazioni perché l’im-
116
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
posta lorda è troppo bassa rispetto al valore della detrazione. Si parla, in questi casi, di contribuenti incapienti. Se il problema dell’incapienza vale per tutte le detrazioni, è chiaro che questo problema assume rilevanza particolare
nel caso delle detrazioni per carichi di famiglia e per redditi di lavoro. Le prime detrazioni sono il riconoscimento da parte del sistema fiscale delle maggiori spese legate al mantenimento di individui appartenenti al nucleo famigliare senza un reddito proprio; le seconde sono legate alle spese per la produzione del reddito da lavoro dipendente e configurano una discriminazione qualitativa dei redditi.
Una soluzione al problema dell’incapienza viene dall’Imposta Negativa
sui Redditi (Negative Income Tax). Se la differenza tra imposta lorda e detrazione è negativa, è la Pubblica Amministrazione a “pagare” al contribuente
la differenza (o una parte della differenza) sotto forma di trasferimento monetario. La simulazione che prendiamo in esame ora studia proprio gli effetti distributivi di una Imposta Negativa che restituisce ai contribuenti incapienti
il 50 per cento della differenza negativa tra imposta lorda e detrazioni per carichi di famiglia e redditi da lavoro.
A titolo di esempio, si consideri un contribuente con imposta lorda pari
a 2 mila euro, detrazioni per lavoro pari a 1.500 euro, detrazioni per famiglia
pari a 1.000 euro e detrazioni per oneri pari a 700 euro. Il contribuente in esame è incapiente, poiché l’imposta lorda pari a 2 mila euro è minore della somma delle tre tipologie di detrazioni. Quindi la sua imposta netta è pari a zero.
Per individuare il trasferimento, si considerano però solamente le detrazioni
per redditi da lavoro e carichi famigliari. Nel nostro caso, consideriamo 2.0001.500-1.000=-500. Il trasferimento è pari al 50 per cento di 500, cioè 250; quindi il contribuente ha diritto a 250 euro.
Consideriamo ora i contribuenti dei Caf Acli: quelli con imposta netta nulla sono 162.365. Fra questi, i beneficiari del sussidio (cioè i contribuenti con
imposta lorda meno detrazioni per lavoro meno detrazioni per carichi famigliari negativa) sono 135.137; i rimanenti 27.228 sono contribuenti che diventano
incapienti considerando in aggiunta anche le detrazioni per oneri e quindi sono
esclusi dal beneficio del trasferimento.
Il punto di partenza per valutare l’impatto redistributivo della manovra
è sempre la distribuzione dei redditi 2011: l’indice di Gini sul reddito complessivo
IRPEF è pari a 0,3191, l’indice di Gini dell’imposta netta erariale è pari a 0,5504
e l’indice di concentrazione dell’imposta netta erariale (ordinando i contribuenti
per il reddito IRPEF) è pari a 0,5377. Se introduciamo l’Imposta Negativa sui
Redditi al 50 per cento, l’indice di Gini dell’imposta netta erariale sale a 0,5687
e l’indice di concentrazione dell’imposta netta erariale (ordinando i contribuenti
per il reddito IRPEF) cresce a 0,5551 (tabella 6.15). Il grado di progressività dell’imposta aumenta in modo rilevante, così come segnalato dall’indice di Kakwani, che passa da 0,2186 a 0,2359.
117
Tabella 6.15 - L’impatto
Indici
Normativa 2011
Con NIT
Incidenza media
18,48
18,26
distributivo dell’introduzione
Indice di Gini del reddito complessivo IRPEF
0,3191
0,3191
di una Imposta Negativa
Indice di Gini dell’imposta netta
0,5504
0,5687
sui Redditi al 50 per cento
Indice di concentrazione dell’imposta
0,5377
0,5551
Indice di Kakwani
0,2186
0,2359
Indice di Reynolds-Smolensky
0,0496
0,0527
Tabella 6.16 - Gli incapienti
e i trasferimenti
Classe di
reddito (euro)
0
Frequenza di
contribuenti
Quota
di contribuenti
incapienti
Quota
di contribuenti
incapienti con
trasferimento
Ammontare
medio
del trasferimento
(euro)
5
10,0
0,0
0
1.841
100,0
99,9
685
1.000-2.500
6.838
100,0
100,0
620
2.500-5.000
18.042
96,5
94,5
478
5.000-10.000
156.796
68,4
61,2
512
10.000-15.000
195.714
10,6
5,4
328
15.000-20.000
260.680
2,1
0,8
515
20.000-26.000
282.617
0,7
0,3
525
26.000-35.000
229.675
0,2
0,0
503
35.000-50.000
102.079
0,1
0,0
259
50.000-75.000
40.334
0,0
0,0
72
75.000-100.000
12.869
0,0
0,0
0
0-1.000
oltre 100.000
TOTALE
73.87
0,0
0,0
0
1.314.877
12,3
10,3
501
A fronte dell’aumento della concentrazione si osserva una riduzione dell’aliquota media complessiva, che passa dal 18,48 per cento al 18,26 per cento. La riduzione dell’incidenza media accompagnata all’aumento consistente
del grado di progressività dell’imposta determina un aumento altrettanto consistente dell’effetto redistributivo dell’imposta. L’indice di Reynolds-Smolensky passa infatti da 0,0496 a 0,0527.
È interessante notare come gli incapienti fra i contribuenti dei Caf Acli
siano circa la metà di quelli che risultano dalle dichiarazioni complessive del
Dipartimento delle Finanze. I trasferimenti complessivamente erogati ammontano solamente a 67,7 milioni di euro. Il gettito IRPEF erariale infatti è
pari a 5,59 miliardi di euro considerando la normativa IRPEF 2011 e scende
a 5,52 miliardi considerando l’Imposta Negativa sui Redditi al 50 per cento.
Come mostra la tabella 6.16, il trasferimento medio risulta pari a 501 euro,
ma è sostanzialmente decrescente al crescere del reddito così come la quota dei contribuenti incapienti aventi diritto al trasferimento: vale 685 euro
per coloro che hanno un reddito inferiore ai 1.000 euro e scende a 259 per
quei pochissimi incapienti con redditi compresi tra i 35 e i 50 mila euro; si annulla dopo i 75 mila euro.
Che cosa succederebbe se portassimo al 100 per cento l’Imposta Negativa sui Redditi? Gli effetti distributivi discussi in precedenza sarebbero ancora
118
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Seconda parte - Cap. 6
più forti, per via dell’incremento ulteriore della progressività dell’imposta (segnalata dall’indice di Kakwani), che comporterebbe un miglioramento ulteriore dell’effetto redistributivo: l’indice di Reynolds-Smolensky salirebbe infatti
a 0,0558 (tabella 6.17). Chiaramente l’ammontare dei trasferimenti raddoppierebbe, arrivando a 135,4 milioni di euro.
L’Imposta Negativa sui Redditi migliora quindi la perfomance dell’IRPEF
in termini di equità e può essere considerata come uno strumento a disposizione del legislatore per disegnare l’introduzione di una qualche forma di “reddito minimo”.
Tabella 6.17 - L’impatto
Indici
Normativa 2011
Con NIT
Incidenza media
18,48
18,04
distributivo dell’introduzione
Indice di Gini del reddito complessivo IRPEF
0,3191
0,3191
di una Imposta Negativa sui
Indice di Gini dell’imposta netta
0,5504
0,5874
Redditi al 100 per cento
Indice di concentrazione dell’imposta
0,5377
0,5728
Indice di Kakwani
0,2186
0,2537
Indice di Reynolds-Smolensky
0,0496
0,0558
119
Conclusioni
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Conclusioni
Conclusioni
Q
uesto lavoro rappresenta un primo tentativo di sfruttare le informazioni amministrative raccolte a livello nazionale dai Centri di Assisten-
za Fiscale nel loro lavoro di consulenza ai contribuenti, da un lato per descrivere l’evoluzione dei redditi di una parte significativa di cittadini italiani, dall’altro per cogliere le principali caratteristiche dell’Imposta sui Redditi delle
Persone Fisiche (Irpef) nonché per identificare gli effetti di politiche fiscali alternative già implementate dal Governo, o che il Governo potrebbe implementare in futuro. L’analisi dei dati relativi al quadriennio 2008-2011 ha mostrato il merito di questa iniziativa, suggerendo innanzitutto come i dati dei
Caf Acli costituiscano un osservatorio privilegiato per definire un profilo del
“ceto medio-popolare”. Infatti, rispetto all’universo dei contribuenti, l’insieme di quelli che si rivolgono ai Caf Acli sotto-rappresenta le fasce di reddito
molto basse e sovra-rappresenta quelle medie e medio-basse. Questo posizionamento offre un punto di osservazione privilegiato per indagare quello
che accade “nel mezzo” della scala dei redditi.
Se si osservano i redditi lordi, è evidente innanzitutto come nel quadriennio
2008-2011 si sia verificata una erosione dei redditi dei contribuenti italiani come
probabile risultato della crisi economica internazionale. Il trend discendente
avviatosi nel 2009 è diventato più severo nel 2010. In particolare, il calo si è
registrato nei redditi da lavoro dipendente (-3,21%) e, tra questi, soprattutto per gli uomini e le classi d’età più giovani, in particolare gli “under 24”. La
tenuta del potere d’acquisto è più bassa per i soggetti con carichi familiari, specie per coloro che fanno affidamento sul reddito da lavoro dipendente. L’erosione dei redditi non è però uniforme nelle diverse regioni. L’erosione emerge in tutte le ripartizioni geografiche, ma cinque regioni - Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Calabria - hanno mostrato un incremento. L’analisi territoriale è interessante dal punto di vista associativo, poiché consente di comprendere meglio il tipo di utenza intercettata e accompagnata dai Caf Acli attraverso i propri servizi sul territorio. Da questo punto di vista, il sottocampione degli utenti “fidelizzati” ai servizi Caf Acli sembra essere “più forte”. Gli utenti che hanno fruito dei servizi Caf Acli in tutti
i quattro anni considerati mostra - nel 2011 - redditi medi pari a 24.818 euro,
oltre 1.700 euro in più dei redditi medi calcolati includendo anche i contribuenti
“occasionali” per i Caf Acli. In prospettiva, la possibilità di seguire per più anni
gli utenti “fidelizzati” potrebbe essere sfruttata per una analisi longitudinale, aggiungendo informazioni che consentano di rendere ancora più informativa
l’analisi dei dati amministrativi.
Per quanto riguarda l’equità, ampie sono le disuguaglianze nei redditi lordi sul piano del genere e delle età. Il gender income gap cresce in modo sensibile con l’aumentare dell’età, mentre i differenziali di reddito tra le fasce d’età
123
più giovani e anziane sono particolarmente accentuati tra le donne, un gruppo di contribuenti per il quale si registra una maggiore disuguaglianza interna.
Per le sue caratteristiche, l’Irpef dovrebbe contribuire a ridurre le diseguaglianze, attraverso una struttura progressiva fatta da deduzioni, detrazioni e aliquote marginali crescenti al crescere del reddito. I dati amministrativi
dei Caf Acli mostrano tuttavia alcune difficoltà dell’attuale configurazione dell’Irpef. In primo luogo, l’estrema articolazione del complesso di detrazioni e
deduzioni previste dal sistema fiscale non assicura né la progressività né, di
conseguenza, l’equità verticale del sistema. A fronte di un numero elevato di
categorie di oneri detraibili e deducibili, quelle per le quali viene richiesta detrazione/deduzione da un numero elevato di soggetti sono poche: spese sanitarie (64% di contribuenti), assicurazioni sulla vita (23%), mutui ipotecari
(15%), spese di istruzione (6%), spese per attività sportive (6%). La concentrazione delle spese è inoltre elevata anche per le categorie più utilizzate: sono
molti a richiedere la detrazione, ma la spesa media e la percentuale di contribuenti che richiede la detrazione cresce molto con il reddito. Alcune spese detraibili (ad esempio le spese per veicoli per i disabili, le spese per i cani
guida e le spese sanitarie per determinate patologie) sono - non sorprendentemente - concentrate in un numero modesto di casi. Tuttavia l’onere per
tali spese rappresenta una percentuale elevata del reddito di questi contribuenti e ciò rischia di generare problemi di incapienza, cioè situazioni in cui
l’imposta lorda è inferiore alle detrazioni cui il contribuente avrebbe diritto
(o situazioni in cui il reddito complessivo è minore delle deduzioni). Si discostano
da questo quadro le detrazioni e le deduzioni per reddito da lavoro e per carichi familiari che mostrano un effetto progressivo e maggiormente “equitativo”. Tuttavia, il valore “complessivo” delle detrazioni è praticamente identico per i contribuenti molto poveri (con redditi compresi tra 0 e 1.000 euro)
- che godono, in media, di detrazioni totali pari a 1.500 €, quasi il 150% del
loro reddito, con chiari problemi d’incapienza) - e per quelli molto ricchi (quelli della fascia di reddito più alta) che possono detrarre spese per un valore di
1.400 € (circa l’1% del loro reddito). Gli effetti congiunti delle deduzioni dal
reddito e delle detrazioni dall’imposta lorda fanno sentire in maniera massiccia il loro effetto, determinando di fatto una no-tax area (cioè imposte nette pari a zero) per i contribuenti con redditi inferiori a 10mila euro annui, circa il 13% dei contribuenti. Oltre la metà dei contribuenti paga invece un’aliquota media inferiore al 15% dei redditi.
Che cosa si può fare per migliorare questa situazione? I dati dei Caf Acli
consentono di simulare l’effetto in termini distributivi di politiche fiscali alternative.
Un primo risultato riguarda la famiglia: agire sulle detrazioni per figli a
carico è importante ma non sufficiente. La simulazione sui redditi 2011 mo-
124
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Conclusioni
stra che l’aumento delle detrazioni per figli a carico implementata dal Governo
Monti con la Legge di Stabilità per il 2013 (Legge 24 dicembre 2012, n. 228)
va nella direzione di aiutare la famiglia, ma l’effetto in termini distributivi è
sostanzialmente modesto; l’ulteriore incremento delle detrazioni aggraverebbe
il problema dell’incapienza.
Una seconda importante questione concerne la casa: la rivisitazione delle imposte sulla casa non può essere disgiunta da una riflessione complessiva
sul sistema fiscale. Le modifiche introdotte dalla normativa per i redditi 2012
(l’esclusione delle rendite catastali degli immobili non locati dal reddito complessivo Irpef e il loro assoggettamento ad IMU; la possibilità di optare per una
imposta cedolare secca nel caso di redditi derivanti da canoni di locazione per
gli immobili ad uso residenziale di proprietà di persone fisiche) hanno peggiorato la performance dell’Irpef dal punto di vista distributivo. Tuttavia, l’introduzione dell’IMU ha prodotto effetti diversificati. Per le “prime case”, la simulazione mostra che non tutti i contribuenti hanno registrato un aggravio
d’imposta: la quota di contribuenti che “guadagnano” dalla riforma cresce fino
a quelli con reddito pari a 26.000 euro, per poi ridursi; in totale, il 41,4% dei
contribuenti ha un carico fiscale ridotto rispetto all’ICI. Per quanto riguarda
le “seconde case”, l’aggravio di imposta è invece generalizzato: l’aumento però
è maggiore per i contribuenti con redditi più elevati. Le statistiche del Caf Acli
confermano inoltre l’esistenza di una quota significativa di contribuenti poveri di reddito ma con più di un immobile di proprietà (per esempio, nella fascia di reddito tra 15 e 20.000 euro, un terzo dei contribuenti è proprietario
di almeno una quota di immobile ulteriore rispetto alla prima casa; questa percentuale sale al 50% nella fascia di reddito 35-50.000). Questa categoria di contribuenti impone delle riflessioni per identificare una nuova definizione di “povertà”; occorre chiedersi se chi ha un basso reddito ma proprietà immobiliari significative continua ad essere “povero” per il sistema fiscale italiano.
Una terza questione è quella relativa alle “tax expenditures”: l’eliminazione integrale delle detrazioni per oneri migliorerebbe la performance distributiva dell’IRPEF, riducendo il grado di complessità del sistema fiscale, risolvendo il problema dell’incapienza e liberando risorse per altre finalità sociali. Le detrazioni vengono richieste maggiormente dai contribuenti appartenenti alle fasce di reddito più elevate e non aumentano il reddito netto degli incapienti. La simulazione mostra che l’eliminazione delle detrazioni genererebbe - nel caso dei soli contribuenti Caf Acli - un gettito aggiuntivo di
circa 456 milioni di euro e migliorerebbe l’effetto redistributivo complessivo
dell’imposta. Inoltre, i proventi aggiuntivi potrebbero essere destinati ad aumentare significativamente la spesa sociale: l’intera dotazione dei fondi statali di carattere sociale per il 2013 ammonta infatti a soli 767 milioni di euro.
L’aumento medio dell’imposta è di 450 euro: 336 per la fascia di reddito tra
15 e 20 mila euro; 1375 euro per i contribuenti oltre 100.000 euro.
125
Infine, anche una Imposta Negativa sui Redditi migliorerebbe la perfomance dell’Irpef in termini di equità e potrebbe essere considerata come
uno strumento a disposizione del legislatore per disegnare una qualche forma di “reddito minimo”. Una Negative Income Tax (ovvero la restituzione
ai contribuenti incapienti del 100% della differenza negativa tra imposta lorda e detrazioni per carichi di famiglia e redditi da lavoro) comporterebbe nel caso dei contribuenti Caf Acli - un costo aggiuntivo erariale di circa 136
milioni di euro ma avrebbe un elevato effetto redistributivo a favore dei contribuenti più poveri.
Si tratta di scelte di politica economica, che fa il Governo, ma che le Acli
potrebbero suggerire proprio a partire da analisi come questa. Sarebbero scelte basate su una qualche evidenza empirica, un passaggio cruciale per la credibilità delle proposte politiche dell’associazione.
126
Appendice
36078
Altri contribuenti
379726
388046
25-44
45-64
sopra 64
26199
104900
29804
43361
36965
295194
Friuli Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
6600
Calabria
Emilia Romagna
4206
Basilicata
Campania
16091
Abruzzo
Regione di residenza
20868
351072
15-24
minore di 15
163
505210
Pensionati
Classe di età
598587
Dipendenti
Tipologia di lavoro
564381
575494
Femmine
1139875
Maschi
Sesso
Osservazioni totali
Freq.
25,9
3,2
3,8
2,6
9,2
2,3
0,6
0,4
1,4
34,0
33,3
30,8
1,8
0,0
3,2
44,3
52,5
50,5
49,5
100,0
23590
20710
23509
22020
22984
20427
20122
18236
20138
17715
24952
22511
13015
6022
1547
18390
25357
17122
25995
21515
18807
16702
18418
17846
18287
16579
16329
14986
16283
14616
19603
18275
11202
5662
1314
15223
20093
14244
20498
17340
306140
37163
47907
30601
109166
25796
6334
3391
17772
407435
399840
354426
20055
111
42800
517621
621446
600381
581486
1181867
Freq.
25,9
3,1
4,1
2,6
9,2
2,2
0,5
0,3
1,5
34,5
33,8
30,0
1,7
0,0
3,6
43,8
52,6
50,8
49,2
100,0
23932
21406
23532
22690
23221
20567
22176
16645
20821
18496
25254
22344
13028
7143
1372
19247
25414
17482
26344
21842
19056
17190
18388
18328
18457
16638
17741
13940
16690
15156
19808
18170
11197
6510
1176
15820
20148
14482
20749
17565
347894
40194
52774
33354
118549
28914
6556
4188
19081
460135
441988
374866
22708
157
49674
577391
672789
660742
639112
1299854
Freq.
26,8
3,1
4,1
2,6
9,1
2,2
0,5
0,3
1,5
35,4
34,0
28,8
1,7
0,0
3,8
44,4
51,8
50,8
49,2
100,0
23932
21711
23712
22781
23188
20178
22420
16920
21297
18893
25356
22199
12746
5970
1301
19647
25423
17492
26529
21935
19040
17400
18398
18389
18429
16287
17801
14150
17001
15434
19874
18049
10959
5610
1122
16102
20138
14478
20865
17618
372151
43201
56020
35278
124759
30065
6689
4707
19676
514694
459882
373673
22538
195
56105
624773
690104
708400
662582
1370982
Freq.
27,1
3,2
4,1
2,6
9,1
2,2
0,5
0,3
1,4
37,5
33,5
27,3
1,6
0,0
4,1
45,6
50,3
51,7
48,3
100,0
24248
21749
23783
23303
23475
20119
22664
16746
21467
19330
25567
22455
12726
6093
1199
20037
25794
17588
27056
22164
2011
Reddito
Comp.
medio
%
lordo
di pratica
Reddito
medio
netto
di lavoro e tipologia
2010
Reddito
Comp.
medio
%
lordo
per sesso, età, tipologia
Reddito
medio
netto
complessivo medio
2009
Reddito
Comp.
medio
%
lordo
19160
17352
18364
18642
18548
16142
17854
13967
17041
15655
19930
18152
10900
5666
1040
16294
20308
14484
21117
17690
Reddito
medio
netto
dei dataset e reddito
Reddito
medio
netto
Tabella 1 - Composizione
2008
Reddito
Comp.
medio
%
lordo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
129
130
3219
Umbria
Valle d'Aosta
127983
10229
Trentino Alto Adige
Veneto
49712
108140
Toscana
27466
40764
64693
Puglia
Sicilia
115853
Piemonte
Sardegna
4995
11,2
0,3
0,9
9,5
4,4
3,6
2,4
5,7
10,2
0,4
2,1
20075
22309
22677
20959
21994
17804
19500
16399
21644
17790
20798
16408
17857
18018
17132
17683
14701
15964
13700
17401
14639
16777
135928
3471
10646
111519
51171
41018
33241
65358
115498
5226
24521
11,5
0,3
0,9
9,4
4,3
3,5
2,8
5,5
9,8
0,4
2,1
20240
23027
23248
21445
22620
18319
19034
16716
21951
18050
20591
16514
18376
18397
17473
18118
15040
15571
13904
17634
14827
16619
149616
3934
12075
119374
55619
45921
37416
66568
125574
5833
26420
11,5
0,3
0,9
9,2
4,3
3,5
2,9
5,1
9,7
0,4
2,0
20351
22790
23099
21864
22667
17868
18939
16775
22095
17555
20422
16610
18233
18303
17769
18117
14686
15486
13968
17739
14424
16488
158648
4172
12587
123322
61051
49375
40019
66688
128317
6212
28045
11,6
0,3
0,9
9,0
4,5
3,6
2,9
4,9
9,4
0,5
2,0
di lavoro e tipologia
23501
20515
23454
23103
22129
22551
17767
18994
16829
22464
17918
20652
complessivo medio
Molise
dei dataset e reddito
Marche
16639
18604
18232
17895
17955
14529
15450
13894
17914
14580
16573
segue
Tabella 1 - Composizione
per sesso, età, tipologia
di pratica
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Dichiarazioni
Modello
IRPEF IRPEF dati
Ministero
Banca d’Italia
dell’Economia
Dipendenti
Tutti i
e pensionati
contribuenti
Anno 2010
Anno 2007
Tabella 1A - Indici
redistributivi sui Dipendenti
Anno
2008
2009
2010
2011
e Pensionati
Tabella 1B - Valori totali
Gini del reddito complessivo IRPEF 0,3184
0,3149
0,3184
0,3191
0,4580
0,4201
Gini del reddito complessivo totale
0,3184
0,3149
0,3184
0,3198
-
-
Gini del reddito da cedolare
-
-
-
0,9949
-
-
Gini del reddito netto IRPEF
0,2671
0,2643
0,2676
0,2680
-
0,3648
Gini del reddito netto totale
0,2671
0,2643
0,2676
0,2688
-
-
Anno
2008
Reddito complessivo totale
2010
2011
24469065728
25756198912
28447956992
-
-
-
57307516
Imposta netta erariale
4408057856
4685884416
5207520768
5593304064
Addizionale regionale
258067008
271946528
297952096
408514496
Addizionale comunale
116239664
per Dipendenti e Pensionati
Redditi da cedolare
(euro)
Tabella 1C - Valori
2009
30318673920
88146840
93004192
102170616
Sussidio per l’affitto
2084023
2469811
3007073
3236200
Sussidio per le famiglie numerose
1646638
1818601
2219603
2313865
Anno
2008
Percentuale dei redditi da cedolare sul totale dei redditi
2009
2010
2011
-
-
-
0,19
percentuali per Dipendenti
Aliquota media dell’imposta IRPEF erariale
18,01
18,19
18,31
18,45
e Pensionati
Aliquota media dell’addizionale regionale
1,05
1,06
1,05
1,35
Aliquota media dell’addizionale comunale
0,36
0,36
0,36
0,38
Aliquota media del sussidio per l’affitto
0,01
0,01
0,01
0,01
Aliquota media del sussidio per le famiglie numerose
0,01
0,01
0,01
0,01
Anno
Effetto deduzioni
Effetto scala
aliquote
Effetto detrazioni
per lavoro
e famiglia
Effetto detrazioni
per oneri
Totale
2008
1,13
45,35
52,81
0,71
100,00
2009
1,09
45,15
53,08
0,69
100,00
2010
1,06
45,55
52,93
0,46
100,00
2011
1,14
46,31
51,95
0,59
100,00
Tabella 2 - Scomposizione
di Pfahler dell’indice
di Reynolds-Smolensky
Note: Valori percentuali rispetto all’indice di Reynolds-Smolensky.
La tabella presenta i valori percentuali rispetto all’indice di Reynolds-Smolensky (dato dalla differenza tra l’indice di Gini sui redditi complessivi e l’indice di concentrazione sui redditi netti).
La scomposizione è stata eseguita considerando solo l’IRPEF erariale e le
addizionali e solo il reddito complessivo IRPEF. La scomposizione riguarda solamente dipendenti e pensionati.
Le Tabelle da 3A a 3D sono identiche, una per ogni anno che abbiamo.
L’ordine di presentazione è quello della dichiarazione (Quadro E della dichiarazione 730).
131
132
0,84859
Assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni
0,99632
0,96281
0,99601
0,99723
0,64619
0,87465
0,99803
0,99183
0,99705
0,99693
Spese per addetti all'assistenza personale
Spese per attività sportive praticate da ragazzi
Spese per intermediazione immobiliare
Spese per canoni locazione sostenute da studenti universitari fuori sede
Totale oneri detraibili Sezione I del Quadro E
Contributi previdenziali ed assistenziali
Assegni al coniuge
Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari
Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose
Spese mediche e di assistenza per portatori di handicap
0,96577
0,99999
Interessi per prestiti e mutui agrari
0,98382
0,99475
Interessi per mutui ipotecari per la costruzione dell'abitazione principale
Spese funebri
0,99993
Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio
Spese di istruzione
0,89342
Spese per l'acquisto di cani guida
0,99970
1,00000
Spese veicoli per disabili
Interessi mutui ipotecari per altre case
0,99839
Spese sanitarie per disabili
Interessi mutui ipotecari per la prima casa
0,99975
0,99919
Spese sanitarie per familiari non a carico
0,99992
0,77155
0,06099
0,41077
0,29579
0,62707
0,42842
0,25292
0,47183
0,22389
0,38867
-0,00877
0,14601
0,38226
0,28632
0,27533
0,30392
0,36461
0,25495
0,25531
0,14289
0,12687
0,02484
0,23815
0,23325
-0,34552
Concentrazione
0,02
0,73
0,74
1,26
0,34
41,32
74,04
0,39
0,47
5,09
0,42
1,73
7,02
26,96
0,003
0,74
0,01
0,05
15,95
0,0003
0,27
0,27
0,06
58,86
4370
204
648
4448
107
1564
1622
815
202
1815
1472
716
674
416
1478
853
1150
1936
371
5794
1416
2248
858
2940
Dipendenti e Pensionati
18,98
0,63
1,84
11,32
0,41
6,30
4,70
3,17
0,66
9,06
5,80
2,39
2,40
1,55
5,42
2,87
3,87
7,28
1,60
27,56
6,36
8,23
3,45
15,60
Onere/Reddito
per individui
con onere
positivo
Anno 2008
Spese sanitarie
Gini
Onere medio
per individui
con onere
positivo
oneri deducibili e detraibili
Spese sanitarie determinate patologie
Onere
Quota individui
con onere
positivo
Tabella 3A - Diseguaglianza
0,64613
0,98487
0,98881
0,97401
0,99995
0,65652
0,19562
0,76165
0,22754
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione IV del Quadro E
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione V del Quadro E
Detrazione per canoni di locazione di cui alla Sezione VI del Quadro E
Altre detrazioni di cui alla Sezione VII del Quadro E
Totale detrazioni per oneri
Totale detrazioni per carichi di lavoro
Totale detrazioni per carichi familiari
Totale detrazioni
0,57336
Deduzione abitazione principale
0,93285
0,91891
Totale oneri deducibili Sezione II del Quadro E
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione III del Quadro E
0,98898
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione I del Quadro E
0,96071
Contributi per previdenza complementare non esclusi dal sostituto
-0,04294
0,11824
-0,18742
0,29385
0,24670
-0,34839
0,52426
0,26671
0,38900
0,25292
0,15104
0,38185
0,46702
0,67355
99,905
37,005
96,814
78,970
0,005
3,80
2,21
1,99
20,22
73,97
65,55
47,37
1,89
7,71
1771
807
1167
428
535
225
1450
113
371
297
446
336
1899
1205
8,01
3,21
5,78
1,75
1,96
1,34
4,58
0,42
1,29
1,20
1,88
1,28
5,96
3,58
oneri deducibili e detraibili
Contributi per previdenza complementare esclusi dal sostituto
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
segue
Tabella 3A - Diseguaglianza
Anno 2008
Dipendenti e Pensionati
133
134
0,86267
Assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni
0,99477
0,95971
0,99609
0,99687
0,64162
0,87923
0,99798
0,99042
0,99721
0,99650
Spese per addetti all'assistenza personale
Spese per attività sportive praticate da ragazzi
Spese per intermediazione immobiliare
Spese per canoni locazione sostenute da studenti universitari fuori sede
Totale oneri detraibili Sezione I del Quadro E
Contributi previdenziali ed assistenziali
Assegni al coniuge
Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari
Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose
Spese mediche e di assistenza per portatori di handicap
0,96620
0,99999
Interessi per prestiti e mutui agrari
0,98379
0,99498
Interessi per mutui ipotecari per la costruzione dell'abitazione principale
Spese funebri
0,99994
Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio
Spese di istruzione
0,90129
Spese per l'acquisto di cani guida
0,99968
1,00000
Spese veicoli per disabili
Interessi mutui ipotecari per altre case
0,99825
Spese sanitarie per disabili
Interessi mutui ipotecari per la prima casa
0,99977
0,99913
Spese sanitarie per familiari non a carico
0,99990
0,75825
0,04537
0,43161
0,27380
0,63365
0,41532
0,24137
0,47480
0,22487
0,36443
-0,03283
0,13369
0,38664
0,28294
0,33185
0,29546
0,33335
0,20062
0,23399
-0,16029
0,12608
0,03731
0,25685
0,22621
-0,45062
Concentrazione
0,03
0,88
0,70
1,48
0,35
42,01
75,42
0,44
0,46
5,50
0,59
1,74
7,04
25,58
0,003
0,76
0,01
0,05
15,72
0,0003
0,29
0,31
0,05
61,35
4219
199
665
4528
110
1492
1594
816
206
1854
1470
729
636
337
1293
650
1148
1643
2251
5663
1309
2105
868
3328
Dipendenti e Pensionati
18,47
0,59
1,92
11,44
0,42
5,95
4,57
3,10
0,68
9,21
5,73
2,40
2,23
1,30
4,69
2,01
3,94
6,16
10,08
26,40
5,69
7,81
3,45
17,99
Onere/Reddito
per individui
con onere
positivo
Anno 2009
Spese sanitarie
Gini
Onere medio
per individui
con onere
positivo
oneri deducibili e detraibili
Spese sanitarie determinate patologie
Onere
Quota individui
con onere
positivo
Tabella 3B - Diseguaglianza
0,64161
0,98236
0,98346
0,97068
0,99994
0,65665
0,19899
0,76077
0,23277
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione IV del Quadro E
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione V del Quadro E
Detrazione per canoni di locazione di cui alla Sezione VI del Quadro E
Altre detrazioni di cui alla Sezione VII del Quadro E
Totale detrazioni per oneri
Totale detrazioni per carichi di lavoro
Totale detrazioni per carichi familiari
Totale detrazioni
0,57181
Deduzione abitazione principale
0,92591
0,91944
Totale oneri deducibili Sezione II del Quadro E
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione III del Quadro E
0,98728
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione I del Quadro E
0,96057
Contributi per previdenza complementare non esclusi dal sostituto
-0,04318
0,10823
-0,19086
0,29122
0,13539
-0,36682
0,50153
0,27693
0,38770
0,24137
0,15402
0,36857
0,45462
0,65731
99,908
37,243
96,706
80,506
0,006
4,30
3,43
2,47
21,61
75,33
65,78
48,66
2,20
7,62
1770
804
1152
436
530
223
1277
121
374
284
449
368
1986
1222
7,84
3,15
5,59
1,76
2,22
1,32
4,03
0,44
1,28
1,13
1,86
1,39
6,24
3,65
oneri deducibili e detraibili
Contributi per previdenza complementare esclusi dal sostituto
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
segue
Tabella 3B - Diseguaglianza
Anno 2009
Dipendenti e Pensionati
135
136
0,87896
Assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni
0,99355
0,95841
0,99581
0,99662
0,65271
0,87722
0,99793
0,98772
0,99718
0,99620
Spese per addetti all'assistenza personale
Spese per attività sportive praticate da ragazzi
Spese per intermediazione immobiliare
Spese per canoni locazione sostenute da studenti universitari fuori sede
Totale oneri detraibili Sezione I del Quadro E
Contributi previdenziali ed assistenziali
Assegni al coniuge
Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari
Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose
Spese mediche e di assistenza per portatori di handicap
0,96719
0,99999
Interessi per prestiti e mutui agrari
0,98383
0,99519
Interessi per mutui ipotecari per la costruzione dell'abitazione principale
Spese funebri
0,99996
Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio
Spese di istruzione
0,91061
Spese per l'acquisto di cani guida
0,99976
1,00000
Spese veicoli per disabili
Interessi mutui ipotecari per altre case
0,99828
Spese sanitarie per disabili
Interessi mutui ipotecari per la prima casa
0,99976
0,99907
Spese sanitarie per familiari non a carico
0,99990
0,75453
0,05649
0,46082
0,24207
0,64124
0,40870
0,24524
0,47247
0,23763
0,35976
-0,03472
0,14198
0,39853
0,29340
0,41531
0,29763
0,48764
0,19967
0,23708
-0,16238
0,11110
0,08028
0,28886
0,23133
-0,39723
Concentrazione
0,03
0,97
0,70
1,84
0,36
42,10
74,61
0,48
0,49
5,64
0,72
1,72
6,85
24,04
0,003
0,76
0,01
0,04
15,01
0,0002
0,28
0,33
0,06
62,21
4297
196
766
4600
111
1447
1601
815
211
1884
1475
764
582
292
1180
466
1098
1469
3354
5363
1177
1995
895
2874
Dipendenti e Pensionati
18,52
0,58
2,25
11,38
0,42
5,72
4,50
3,04
0,69
9,32
5,72
2,49
2,02
1,07
4,21
1,40
3,76
5,45
16,09
24,78
5,07
6,77
3,52
14,54
Onere/Reddito
per individui
con onere
positivo
Anno 2010
Spese sanitarie
Gini
Onere medio
per individui
con onere
positivo
oneri deducibili e detraibili
Spese sanitarie determinate patologie
Onere
Quota individui
con onere
positivo
Tabella 3C - Diseguaglianza
0,65270
0,98157
0,97778
0,96784
0,99994
0,66517
0,20171
0,76516
0,23568
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione IV del Quadro E
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione V del Quadro E
Detrazione per canoni di locazione di cui alla Sezione VI del Quadro E
Altre detrazioni di cui alla Sezione VII del Quadro E
Totale detrazioni per oneri
Totale detrazioni per carichi di lavoro
Totale detrazioni per carichi familiari
Totale detrazioni
0,57392
Deduzione abitazione principale
0,91877
0,91799
Totale oneri deducibili Sezione II del Quadro E
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione III del Quadro E
0,98496
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione I del Quadro E
0,96061
Contributi per previdenza complementare non esclusi dal sostituto
-0,04267
0,09967
-0,19319
0,29988
0,20962
-0,37220
0,48584
0,28412
0,39671
0,24524
0,16032
0,36629
0,44827
0,66221
99,904
36,680
96,607
80,170
0,006
4,699
4,73
2,56
23,02
74,51
65,30
49,20
2,64
7,61
1768
806
1148
447
534
221
1107
120
381
275
452
408
2025
1285
7,79
3,14
5,55
1,80
2,04
1,31
3,48
0,43
1,29
1,09
1,85
1,53
6,42
3,80
oneri deducibili e detraibili
Contributi per previdenza complementare esclusi dal sostituto
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
segue
Tabella 3C - Diseguaglianza
Anno 2010
Dipendenti e Pensionati
137
138
0,88966
Assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni
0,99317
0,95760
0,99600
0,99640
0,65083
0,87122
0,99789
0,98801
0,99736
0,99586
Spese per addetti all'assistenza personale
Spese per attività sportive praticate da ragazzi
Spese per intermediazione immobiliare
Spese per canoni locazione sostenute da studenti universitari fuori sede
Totale oneri detraibili Sezione I del Quadro E
Contributi previdenziali ed assistenziali
Assegni al coniuge
Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari
Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose
Spese mediche e di assistenza per portatori di handicap
0,96933
0,99999
Interessi per prestiti e mutui agrari
0,98391
0,99508
Interessi per mutui ipotecari per la costruzione dell'abitazione principale
Spese funebri
0,99997
Interessi per mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio
Spese di istruzione
0,90815
Spese per l'acquisto di cani guida
0,99982
1,00000
Spese veicoli per disabili
Interessi mutui ipotecari per altre case
0,99832
Spese sanitarie per disabili
Interessi mutui ipotecari per la prima casa
0,99978
0,99907
Spese sanitarie per familiari non a carico
0,99991
0,74392
0,04959
0,46556
0,24991
0,64396
0,41167
0,24925
0,48160
0,23065
0,35737
-0,03676
0,14601
0,40833
0,30336
0,27193
0,30708
0,55070
0,24820
0,24475
-0,23076
0,11076
0,09601
0,29977
0,23410
-0,44409
Concentrazione
0,03
1,09
0,67
1,84
0,36
42,32
75,17
0,51
0,47
5,74
0,75
1,72
6,43
22,87
0,002
0,76
0,01
0,03
14,79
0,0003
0,27
0,34
0,05
63,99
4287
196
733
4627
109
1475
1600
810
215
1897
1469
804
548
318
1251
489
1090
1591
4574
5181
1114
1984
915
2683
Dipendenti e Pensionati
18,36
0,56
2,10
11,34
0,40
5,74
4,42
3,00
0,69
9,30
5,59
2,56
1,87
1,38
4,38
1,39
3,55
5,79
24,42
23,47
4,78
6,85
3,55
12,48
Onere/Reddito
per individui
con onere
positivo
Anno 2011
Spese sanitarie
Gini
Onere medio
per individui
con onere
positivo
oneri deducibili e detraibili
Spese sanitarie determinate patologie
Onere
Quota individui
con onere
positivo
Tabella 3D - Diseguaglianza
0,99901
0,65768
0,20636
0,76948
0,23437
Totale detrazioni per carichi di lavoro
Totale detrazioni per carichi familiari
Totale detrazioni
0,96570
Detrazione per canoni di locazione di cui alla Sezione V del Quadro E
Totale detrazioni per oneri
0,97823
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione IV del Quadro E
Altre detrazioni di cui alla Sezione VI del Quadro E
0,65082
0,56667
Deduzione abitazione principale
0,91121
0,91698
Totale oneri deducibili Sezione II del Quadro E
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione III del Quadro E
0,98272
Detrazione per gli oneri di cui alla Sezione I del Quadro E
0,96266
Contributi per previdenza complementare non esclusi dal sostituto
-0,04575
0,10027
-0,19846
0,29790
0,51377
-0,36941
0,46520
0,40318
0,24925
0,15791
0,35918
0,43408
0,67699
99,909
36,053
96,455
80,546
0,155
5,00
4,94
24,49
75,08
66,29
49,60
3,05
7,40
1755
798
1141
448
240
216
883
391
281
456
431
2003
1371
7,63
3,07
5,46
1,77
0,60
1,26
2,77
1,30
1,09
1,84
1,59
6,40
3,93
oneri deducibili e detraibili
Contributi per previdenza complementare esclusi dal sostituto
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
segue
Tabella 3D - Diseguaglianza
Anno 2011
Dipendenti e Pensionati
139
140
5,0
22,1
25,1
52,9
62,0
67,3
71,4
74,5
75,1
71,7
71,7
58,9
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
3,5
1.000-2.500
0,0
0-1.000
858
1767
1514
1349
1066
920
841
763
733
595
505
552
573
0
Media
2008
3,5
1,2
1,8
2,3
2,6
3,1
3,7
4,3
5,8
7,2
12,7
29,8
90,0
0,0
Onere/
Reddito
61,4
74,3
74,2
77,5
76,8
73,1
68,7
63,4
56,0
27,1
22,4
4,3
3,9
28,6
% contr.
con
onere
positivo
868
1761
1456
1351
1102
933
841
768
739
588
496
415
398
423
Media
2009
3,5
1,2
1,7
2,3
2,7
3,1
3,7
4,4
5,8
7,1
12,5
21,6
63,3
0,0
Onere/
Reddito
62,2
75,6
75,8
79,4
78,6
74,6
69,5
63,8
57,0
27,4
22,3
4,3
3,0
12,5
% contr.
con
onere
positivo
895
1710
1521
1401
1124
963
866
790
749
614
500
462
577
1029
Media
2010
3,5
1,2
1,8
2,3
2,8
3,2
3,8
4,5
5,9
7,4
12,6
24,4
99,3
0,0
Onere/
Reddito
64,0
77,9
78,1
80,7
80,5
76,5
71,6
66,0
58,4
27,0
21,0
3,8
3,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
915
1769
1565
1425
1147
979
879
804
765
609
496
430
504
0
Media
2011
3,6
1,2
1,8
2,4
2,8
3,3
3,8
4,6
6,0
7,3
12,6
23,5
87,7
0,0
Onere/
Reddito
detraibile per spese sanitarie
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.1 - Onere
per classi di reddito
0,0
2,1
2,0
5,9
4,3
9,4
16,7
20,6
21,1
22,9
24,2
23,5
25,2
15,9
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
1936
2368
2242
2109
2017
1997
1967
1903
1705
1593
1619
1573
1588
0
Media
7,3
1,7
2,6
3,5
5,0
6,7
8,6
10,7
13,3
19,5
41,1
88,3
234,3
0,0
Onere/
Reddito
15,7
23,3
22,9
22,9
21,4
20,3
20,1
16,1
9,4
4,8
6,0
2,2
1,7
0,0
1643
2066
1916
1755
1667
1701
1671
1624
1459
1340
1374
1323
1490
0
Media
6,2
1,5
2,3
2,9
4,1
5,7
7,3
9,1
11,4
16,4
34,5
70,3
255,1
0,0
Onere/
Reddito
15,0
23,2
21,9
22,5
20,5
19,2
19,3
15,1
9,1
4,6
5,6
1,8
1,4
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1469
1828
1699
1543
1483
1534
1501
1446
1288
1199
1185
1162
1082
0
Media
2010
5,5
1,3
2,0
2,6
3,6
5,2
6,6
8,1
10,1
14,7
29,9
60,2
149,5
0,0
Onere/
Reddito
14,8
23,3
21,4
22,3
19,6
19,3
19,3
14,3
8,7
4,3
5,6
1,6
1,3
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1591
1967
1850
1696
1617
1656
1620
1551
1388
1290
1268
1375
1509
0
Media
2011
5,8
1,4
2,2
2,8
4,0
5,6
7,1
8,7
10,9
15,8
32,4
75,8
242,3
0,0
Onere/
Reddito
detraibile per interessi
Classe di reddito
2009
per classi di reddito
% contr.
con
onere
positivo
per l’abitazione principale
2008
Tabella 4.A.2 - Onere
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
sui mutui ipotecari
141
142
0,0
2,0
3,1
6,0
6,6
16,3
25,4
33,3
37,4
43,7
48,6
53,6
58,8
27,0
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
0
674
888
797
740
698
683
673
647
631
617
551
539
476
0,0
2,4
0,6
0,9
1,2
1,7
2,3
2,9
3,7
4,9
7,4
13,9
28,0
92,5
25,6
56,2
49,4
46,3
40,6
34,9
30,8
23,3
15,5
6,4
6,2
2,1
2,4
0,0
636
869
784
702
659
649
629
603
589
576
514
494
493
0
Media
2009
2,2
0,6
0,9
1,2
1,6
2,2
2,8
3,4
4,6
6,9
13,0
26,4
77,1
0,0
Onere/
Reddito
24,0
52,8
47,1
43,8
38,7
32,7
28,9
21,5
14,5
6,2
5,5
2,0
1,6
0,0
% contr.
con
onere
positivo
582
849
746
658
605
595
577
540
535
503
468
440
616
0
Media
2010
2,0
0,6
0,9
1,1
1,5
2,0
2,5
3,0
4,2
6,1
11,9
23,2
93,5
0,0
Onere/
Reddito
22,9
51,4
45,0
41,5
35,9
31,6
27,3
20,0
13,4
5,6
5,2
1,6
1,5
0,0
% contr.
con
onere
positivo
548
849
725
629
572
557
539
505
496
460
416
472
464
0
Media
2011
per classi di reddito
0-1.000
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
gli infortuni
Media
2008
1,9
0,6
0,9
1,0
1,4
1,9
2,4
2,8
3,9
5,6
10,6
25,9
74,1
0,0
Onere/
Reddito
detraibile per assicurazioni
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.3 - Onere
sulla vita e contro
0,0
0,2
0,5
4,6
2,0
3,5
5,3
8,0
11,4
12,8
14,3
19,4
20,6
7,0
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
716
1413
1222
1043
845
703
598
558
660
812
817
623
887
0
Media
2,4
1,0
1,4
1,7
2,1
2,4
2,6
3,1
5,2
10,2
20,6
31,2
201,8
0,0
Onere/
Reddito
7,0
21,1
18,8
14,3
12,9
11,0
7,8
5,1
3,5
2,0
4,1
0,5
0,5
0,0
729
1483
1218
1059
870
714
597
575
660
810
814
439
1036
0
Media
2009
2,4
1,1
1,4
1,7
2,1
2,4
2,6
3,2
5,2
10,1
20,7
23,6
163,5
0,0
Onere/
Reddito
6,8
20,1
19,2
13,8
12,7
10,5
7,6
4,9
3,5
1,9
3,8
0,6
0,4
0,0
% contr.
con
onere
positivo
764
1550
1324
1101
906
761
631
579
660
795
808
727
643
0
Media
2010
2,5
1,1
1,5
1,8
2,2
2,5
2,8
3,3
5,2
10,0
20,4
39,2
82,7
0,0
Onere/
Reddito
6,4
20,6
18,0
13,0
11,7
9,8
7,0
4,4
3,2
1,8
3,6
0,4
0,5
0,0
% contr.
con
onere
positivo
804
1657
1423
1183
951
785
648
607
668
849
896
667
663
0
Media
2011
2,6
1,2
1,7
2,0
2,3
2,6
2,8
3,4
5,3
10,7
22,6
33,6
117,4
0,0
Onere/
Reddito
detraibile per spese
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
per classi di reddito
2008
Tabella 4.A.4 - Onere
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
di istruzione
143
144
0,0
0,2
0,8
1,1
0,8
1,6
1,7
1,9
2,2
2,4
2,3
2,5
2,5
1,7
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
1472
1458
1486
1459
1467
1464
1464
1480
1484
1485
1494
1519
1545
0
Media
2008
5,8
1,0
1,8
2,4
3,6
4,9
6,4
8,4
11,7
18,0
37,6
77,0
159,5
0,0
Onere/
Reddito
1,7
2,6
2,5
2,5
2,3
2,1
1,9
1,6
1,6
0,9
1,0
0,7
0,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1470
1476
1434
1447
1454
1463
1472
1477
1482
1486
1478
1489
1549
0
Media
2009
5,7
1,0
1,7
2,4
3,6
4,9
6,4
8,4
11,7
18,1
38,2
75,4
166,7
0,0
Onere/
Reddito
1,7
2,2
2,4
2,3
2,4
2,1
1,8
1,6
1,5
0,8
1,1
0,6
0,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1475
1455
1470
1466
1468
1465
1477
1482
1479
1480
1510
1478
1525
0
Media
2010
5,7
1,0
1,7
2,4
3,6
4,9
6,5
8,4
11,7
18,1
38,7
75,9
280,5
0,0
Onere/
Reddito
1,7
2,1
2,6
2,3
2,4
2,1
1,9
1,6
1,5
0,8
1,0
0,6
0,3
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1469
1407
1442
1451
1464
1456
1467
1477
1493
1483
1464
1535
1859
0
Media
2011
5,6
1,0
1,7
2,4
3,6
4,9
6,4
8,4
11,8
18,1
37,7
84,2
320,9
0,0
Onere/
Reddito
detraibile per spese funebri
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.5 - Onere
per classi di reddito
0,0
0,0
0,1
0,5
0,5
2,1
4,2
6,6
7,8
9,7
11,6
13,1
13,8
5,1
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
202
255
238
230
214
204
198
189
182
182
166
132
0
0
Media
0,7
0,2
0,3
0,4
0,5
0,7
0,9
1,1
1,4
2,2
4,0
6,9
0,0
0,0
Onere/
Reddito
5,5
14,6
13,3
12,0
9,5
8,3
7,0
4,5
2,4
0,6
0,5
0,1
0,4
0,0
206
250
246
232
219
209
202
193
184
170
197
138
198
0
Media
2009
0,7
0,2
0,3
0,4
0,5
0,7
0,9
1,1
1,4
2,0
4,8
7,3
47,8
0,0
Onere/
Reddito
5,6
14,9
13,4
12,3
9,8
8,2
7,1
4,7
2,6
0,6
0,5
0,2
0,1
12,5
% contr.
con
onere
positivo
211
257
243
237
224
215
206
198
188
179
151
170
56
23
Media
2010
0,7
0,2
0,3
0,4
0,5
0,7
0,9
1,1
1,5
2,1
3,8
8,5
6,0
0,0
Onere/
Reddito
5,7
15,2
13,2
12,5
9,4
8,5
7,2
4,6
2,6
0,6
0,5
0,1
0,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
215
261
251
240
226
218
210
202
190
181
181
169
231
0
Media
2011
0,7
0,2
0,3
0,4
0,6
0,7
0,9
1,1
1,5
2,2
4,7
9,6
34,7
0,0
Onere/
Reddito
detraibile per attività
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
per classi di reddito
2008
Tabella 4.A.6 - Onere
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
sportive praticate dai ragazzi
145
146
7,4
10,1
32,5
32,4
64,9
78,5
85,7
89,1
91,9
92,9
92,9
94,1
74,0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
0,0
1564
3129
2672
2382
2001
1759
1603
1391
1167
952
949
963
937
0
6,3
2,2
3,1
4,0
4,9
5,9
7,0
7,9
9,2
11,5
23,9
51,2
151,2
0,0
Onere/
Reddito
75,4
94,1
92,9
93,3
92,0
89,1
85,5
78,5
67,4
34,7
32,7
8,7
8,0
28,6
% contr.
con
onere
positivo
1492
3024
2525
2269
1910
1674
1509
1315
1123
911
884
867
817
423
Media
2009
6,0
2,1
3,0
3,8
4,7
5,6
6,6
7,5
8,8
11,0
22,4
45,8
133,7
0,0
Onere/
Reddito
74,6
93,9
92,2
93,3
91,9
88,5
84,3
77,0
67,2
34,3
31,4
8,2
6,2
12,5
% contr.
con
onere
positivo
1447
2883
2521
2225
1843
1616
1457
1260
1094
894
840
823
777
1052
Media
2010
5,7
2,0
3,0
3,7
4,5
5,4
6,4
7,1
8,6
10,8
21,3
43,6
121,2
0,0
Onere/
Reddito
75,2
94,1
93,2
93,3
92,1
89,2
85,2
77,6
67,6
33,1
29,6
7,2
6,0
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1475
3025
2575
2267
1863
1644
1477
1266
1103
891
865
848
907
0
Media
2011
per classi di reddito
Media
2008
5,7
2,1
3,0
3,8
4,6
5,5
6,5
7,2
8,7
10,8
22,0
46,4
154,1
0,0
Onere/
Reddito
detraibili Sezione I
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.7 - Totale oneri
del Quadro E
0,0
4,0
4,3
12,6
11,7
28,6
43,0
51,2
55,2
58,2
58,4
62,9
53,6
41,3
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
107
990
655
353
126
90
77
68
76
79
133
142
61
0
Media
0,4
0,7
0,8
0,6
0,3
0,3
0,3
0,4
0,6
1,0
3,4
7,7
9,5
0,0
Onere/
Reddito
42,0
55,3
62,9
58,4
58,1
54,9
50,8
42,6
29,4
12,8
13,5
5,0
3,6
14,3
110
875
696
349
129
96
77
71
76
82
172
77
67
38
Media
2009
0,4
0,6
0,8
0,6
0,3
0,3
0,3
0,4
0,6
1,0
4,4
4,2
10,4
0,0
Onere/
Reddito
42,1
56,3
62,8
58,8
58,7
55,0
50,8
42,1
29,7
13,0
12,9
4,8
4,4
0,0
% contr.
con
onere
positivo
111
951
725
293
129
94
78
72
81
91
133
138
128
0
Media
2010
0,4
0,7
0,9
0,5
0,3
0,3
0,3
0,4
0,6
1,1
3,4
7,4
20,8
0,0
Onere/
Reddito
42,3
56,3
63,0
59,4
59,1
55,4
51,2
41,6
29,3
12,5
11,8
4,2
4,4
20,0
% contr.
con
onere
positivo
109
884
662
283
121
95
79
74
75
81
134
93
195
46
Media
2011
0,4
0,6
0,8
0,5
0,3
0,3
0,3
0,4
0,6
1,0
3,4
5,0
33,1
0,0
Onere/
Reddito
per contributi previdenziali
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
per classi di reddito
2008
Tabella 4.A.8 - Deduzione
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
ed assistenziali
147
148
0,0
0,1
0,1
0,1
0,4
1,0
0,9
1,1
1,6
2,4
4,4
6,3
8,3
1,3
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
648
701
627
591
598
603
662
697
725
660
304
516
648
0
1,8
0,4
0,7
1,0
1,5
2,0
2,9
4,0
5,6
7,6
8,4
25,3
2025,0
0,0
Onere/
Reddito
1,5
9,1
6,9
4,9
2,8
1,8
1,2
1,1
1,1
0,4
0,1
0,0
0,0
0,0
% contr.
con
onere
positivo
665
676
611
600
606
629
684
720
748
694
478
592
0
0
Media
2009
1,9
0,4
0,7
1,0
1,5
2,1
3,0
4,1
5,8
7,9
12,5
57,9
0,0
0,0
Onere/
Reddito
1,8
10,1
7,7
5,5
3,3
2,2
1,6
1,5
1,6
0,5
0,1
0,1
0,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
766
747
690
671
683
720
794
841
873
807
475
513
226
0
Media
2010
2,3
0,5
0,8
1,1
1,7
2,4
3,5
4,8
6,8
9,1
11,9
22,2
25,3
0,0
Onere/
Reddito
1,8
10,5
7,8
5,4
3,3
2,2
1,5
1,5
1,5
0,4
0,1
0,0
0,0
0,0
% contr.
con
onere
positivo
733
727
666
640
655
684
765
813
841
767
540
397
0
0
Media
2011
per classi di reddito
Media
2008
2,1
0,5
0,8
1,0
1,6
2,3
3,3
4,7
6,6
8,7
13,9
21,1
0,0
0,0
Onere/
Reddito
per contributi per addetti ai
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.9 - Deduzione
servizi domestici e familiari
0,0
0,5
0,3
0,7
0,7
2,4
4,9
9,8
11,9
18,9
20,4
22,7
37,0
7,7
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
1205
5094
4388
2587
1541
926
741
556
401
271
128
65
24
0
Media
3,6
3,4
5,1
4,3
3,7
3,1
3,2
3,1
3,1
3,2
3,3
3,7
4,8
0,0
Onere/
Reddito
7,6
34,7
21,4
20,1
17,1
11,1
9,3
5,2
2,5
0,8
0,6
0,4
0,5
0,0
1222
5195
4166
2657
1578
988
755
534
389
253
210
581
19
0
Media
3,7
3,5
4,9
4,5
3,8
3,3
3,3
3,0
3,0
3,0
5,3
30,9
2,8
0,0
Onere/
Reddito
7,6
33,6
20,1
21,3
16,9
10,7
9,4
5,2
2,6
0,8
0,6
0,3
0,4
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1285
5257
4390
2805
1664
1037
742
573
401
256
185
400
22
0
Media
2010
3,8
3,5
5,1
4,7
4,0
3,5
3,2
3,2
3,1
3,0
4,8
21,4
4,2
0,0
Onere/
Reddito
7,4
35,2
21,3
20,8
15,4
11,2
8,7
4,5
2,3
0,7
0,6
0,4
0,3
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1371
5290
4313
3128
1720
1068
741
572
389
327
123
91
5
0
Media
2011
3,9
3,5
5,0
5,2
4,1
3,6
3,2
3,2
3,0
3,9
3,1
5,1
1,3
0,0
Onere/
Reddito
per contributi per previdenza
Classe di reddito
2009
per classi di reddito
% contr.
con
onere
positivo
esclusi dal sostituto
2008
Tabella 4.A.10 - Deduzione
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
complementare
149
150
0,0
0,3
0,1
0,3
0,4
0,9
1,6
2,2
2,7
3,4
4,9
7,6
7,9
1,9
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
0
1899
3522
3283
2892
2308
1979
1600
1432
1348
1153
1024
1057
592
0,0
6,0
2,5
3,8
4,7
5,7
6,6
7,0
8,1
10,5
13,9
25,6
50,6
74,3
2,2
8,7
8,6
5,3
3,7
3,1
2,5
1,9
1,0
0,4
0,5
0,1
0,2
0,0
1986
3610
3504
2958
2475
2081
1675
1446
1430
1152
1391
965
440
0
Media
2009
6,2
2,6
4,1
4,8
6,0
7,0
7,3
8,1
11,2
13,8
35,2
55,6
100,0
0,0
Onere/
Reddito
2,6
9,3
9,5
6,0
4,5
3,6
3,1
2,2
1,3
0,6
0,6
0,2
0,4
0,0
% contr.
con
onere
positivo
2025
3762
3605
3009
2575
2141
1707
1476
1402
1186
1157
874
341
0
Media
2010
6,4
2,6
4,2
5,0
6,3
7,2
7,5
8,3
11,0
14,3
29,4
51,1
51,4
0,0
Onere/
Reddito
3,0
9,7
9,6
6,6
4,9
4,1
3,6
2,5
1,5
0,7
0,7
0,3
0,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
2003
3847
3529
2928
2554
2111
1680
1491
1410
1131
1120
933
498
0
Media
2011
per classi di reddito
0-1.000
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
dal sostituto
Media
2008
6,4
2,7
4,1
4,8
6,2
7,1
7,4
8,4
11,1
13,7
27,9
52,0
70,5
0,0
Onere/
Reddito
per contributi per previdenza
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.11 - Deduzione
complementare non esclusi
0,0
4,9
5,4
14,1
14,3
34,4
48,6
57,5
62,7
66,8
69,2
73,9
69,7
47,4
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
336
2068
1399
862
444
316
250
239
285
220
184
155
114
0
Media
1,3
1,5
1,6
1,4
1,1
1,1
1,1
1,4
2,2
2,6
4,7
8,3
17,9
0,0
Onere/
Reddito
48,7
72,3
75,3
70,0
67,5
62,8
57,5
48,8
35,7
15,8
15,6
6,4
4,6
14,3
368
2061
1504
903
477
349
274
268
307
230
224
105
73
38
Media
2009
1,4
1,5
1,8
1,5
1,2
1,2
1,2
1,5
2,4
2,8
5,8
5,6
11,3
0,0
Onere/
Reddito
49,2
72,9
75,1
70,9
68,7
63,5
57,9
48,8
36,6
16,1
15,0
6,3
5,4
0,0
% contr.
con
onere
positivo
408
2192
1645
914
537
385
311
298
339
262
192
158
135
0
Media
2010
1,5
1,6
1,9
1,5
1,3
1,3
1,4
1,7
2,7
3,2
4,9
8,5
21,3
0,0
Onere/
Reddito
49,6
72,9
75,6
71,5
69,4
64,1
58,4
48,6
36,3
15,5
13,8
5,6
5,3
20,0
% contr.
con
onere
positivo
431
2143
1595
935
552
402
328
330
365
259
212
179
199
46
Media
2011
1,6
1,5
1,9
1,6
1,4
1,3
1,4
1,9
2,9
3,1
5,4
9,6
33,1
0,0
Onere/
Reddito
deduzioni Sezione II
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
per classi di reddito
2008
Tabella 4.A.12 -Totale
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
del Quadro E
151
152
0,0
38,3
46,3
40,7
53,0
61,4
63,0
68,3
74,1
77,5
78,5
79,3
80,9
65,5
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
446
774
701
624
554
494
432
402
408
363
363
345
254
0
Media
2008
1,9
0,5
0,8
1,0
1,4
1,7
1,9
2,3
3,2
4,7
9,6
18,6
36,7
0,0
Onere/
Reddito
65,8
80,7
79,5
78,8
77,9
74,0
68,1
62,7
61,1
53,2
42,2
45,1
40,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
449
816
703
630
559
491
432
404
406
359
364
338
267
0
Media
2009
1,9
0,6
0,8
1,1
1,4
1,6
1,9
2,3
3,2
4,6
9,6
18,2
38,3
0,0
Onere/
Reddito
65,3
81,1
79,1
79,2
78,4
74,2
67,7
61,7
60,1
52,2
42,2
42,2
38,3
0,0
% contr.
con
onere
positivo
452
792
703
632
562
495
433
406
408
362
369
344
262
0
Media
2010
1,9
0,6
0,8
1,1
1,4
1,7
1,9
2,3
3,2
4,7
9,8
18,6
38,2
0,0
Onere/
Reddito
66,3
80,9
80,4
79,6
79,1
74,8
68,4
62,7
60,8
53,2
42,7
44,9
36,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
456
800
702
633
564
494
432
412
410
366
376
343
257
0
Media
2011
1,8
0,6
0,8
1,1
1,4
1,7
1,9
2,3
3,2
4,8
10,0
18,7
38,8
0,0
Onere/
Reddito
per abitazione principale
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.13 - Deduzione
per classi di reddito
7,4
10,1
32,4
32,3
64,8
78,5
85,7
89,0
91,8
92,9
92,9
94,0
74,0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
0,0
0
297
595
508
453
381
334
305
264
222
181
181
184
178
0
Media
1,2
0,4
0,6
0,8
0,9
1,1
1,3
1,5
1,7
2,2
4,6
9,8
28,7
0,0
Onere/
Reddito
75,3
94,0
92,9
93,2
91,9
89,0
85,4
78,3
67,2
34,6
32,6
8,7
7,9
28,6
284
575
480
431
363
318
287
250
214
174
169
166
157
81
Media
2009
1,1
0,4
0,6
0,7
0,9
1,1
1,3
1,4
1,7
2,1
4,3
8,8
25,7
0,0
Onere/
Reddito
74,5
93,8
92,1
93,2
91,8
88,4
84,2
76,9
67,0
34,2
31,3
8,1
6,2
12,5
% contr.
con
onere
positivo
275
548
479
423
350
307
277
240
208
170
160
159
148
200
Media
2010
1,1
0,4
0,6
0,7
0,9
1,0
1,2
1,4
1,6
2,1
4,1
8,4
23,0
0,0
Onere/
Reddito
75,1
94,1
93,2
93,2
92,0
89,2
85,1
77,5
67,5
33,0
29,5
7,1
6,0
0,0
% contr.
con
onere
positivo
281
575
489
431
354
313
281
241
210
170
165
163
172
0
Media
2011
1,1
0,4
0,6
0,7
0,9
1,0
1,2
1,4
1,7
2,1
4,2
8,9
29,3
0,0
Onere/
Reddito
detrazione Sezione I
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
per classi di reddito
2008
Tabella 4.A.14 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
del Quadro E
153
154
0,0
1,8
2,3
2,9
4,8
13,2
17,5
23,0
29,6
36,3
40,6
43,5
47,9
20,2
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
0
371
767
625
525
444
388
356
309
275
207
195
263
279
1,3
0,5
0,7
0,9
1,1
1,3
1,6
1,8
2,1
2,5
5,0
13,7
39,6
0,0
Onere/
Reddito
21,6
48,9
46,5
43,1
38,8
30,9
24,0
18,1
13,7
5,0
3,5
2,4
1,4
0,0
% contr.
con
onere
positivo
374
834
619
534
442
389
351
312
274
207
205
250
272
0
Media
2009
1,3
0,6
0,7
0,9
1,1
1,3
1,5
1,8
2,1
2,5
5,3
12,9
44,3
0,0
Onere/
Reddito
23,0
51,3
48,5
45,9
41,8
33,3
25,4
19,0
14,3
5,3
3,6
2,5
2,2
0,0
% contr.
con
onere
positivo
381
860
644
555
450
392
355
313
278
206
209
217
278
0
Media
2010
1,3
0,6
0,8
0,9
1,1
1,3
1,5
1,8
2,2
2,5
5,4
11,3
37,8
0,0
Onere/
Reddito
24,5
54,3
51,9
48,4
44,2
35,2
26,7
20,1
14,8
5,3
3,6
2,6
1,5
0,0
% contr.
con
onere
positivo
391
883
676
574
463
399
356
318
281
211
221
213
291
0
Media
2011
per classi di reddito
Media
2008
1,3
0,6
0,8
1,0
1,1
1,3
1,6
1,8
2,2
2,5
5,8
11,5
44,6
0,0
Onere/
Reddito
detrazione Sezione III
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.15 - Totale
del Quadro E
0,0
0,0
0,1
0,4
1,4
2,0
2,4
2,8
3,1
3,2
3,2
2,8
2,0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
113
133
124
125
120
116
113
110
103
101
108
0
0
0
0,4
0,1
0,1
0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,8
1,2
2,7
0,0
0,0
0,0
Onere/
Reddito
2,5
4,5
4,1
3,9
3,9
3,3
2,9
2,4
1,7
0,5
0,1
0,0
0,0
0,0
121
182
149
143
132
127
119
112
105
104
110
160
0
0
Media
Note: Nel periodo d’imposta 2011 la normativa non prevede più gli oneri detraibili al 20 per cento.
0,0
0
Media
2009
0,4
0,1
0,2
0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,8
1,2
2,6
11,1
0,0
0,0
Onere/
Reddito
2,6
4,4
4,1
4,1
4,1
3,5
3,0
2,5
1,8
0,5
0,2
0,1
0,0
0,0
% contr.
con
onere
positivo
120
169
156
143
129
123
118
111
105
102
107
97
0
0
Media
2010
0,4
0,1
0,2
0,2
0,3
0,4
0,5
0,6
0,8
1,2
2,7
5,4
0,0
0,0
Onere/
Reddito
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
% contr.
con
onere
positivo
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Media
2011
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
Onere/
Reddito
detrazione Sezione IV
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
per classi di reddito
2008
Tabella 4.A.16 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
del Quadro E
155
156
0,0
0,1
0,1
0,3
1,1
1,7
2,6
3,4
4,5
5,5
6,5
7,8
2,2
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
1450
3915
3093
2327
1809
1460
1242
995
765
483
429
413
0
0
4,6
2,6
3,6
3,9
4,4
4,9
5,4
5,6
5,9
5,6
10,3
21,9
0,0
0,0
3,4
11,5
9,4
8,3
6,8
5,2
3,8
2,7
1,7
0,5
0,3
0,1
0,0
0,0
Note: Per il periodo d’imposta 2011 i valori si riferiscono alla Sezione IV del Quadro E.
0,0
0-1.000
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
1277
3152
2533
2053
1558
1293
1099
899
690
504
636
487
0
0
Media
2009
4,0
2,1
3,0
3,4
3,8
4,3
4,8
5,1
5,4
5,9
15,6
26,2
0,0
0,0
Onere/
Reddito
4,7
15,1
12,2
11,2
9,4
7,0
5,2
3,8
2,3
0,6
0,3
0,3
0,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1107
2713
2002
1730
1351
1112
963
793
660
516
547
472
162
0
Media
2010
3,5
1,8
2,3
2,9
3,3
3,7
4,2
4,5
5,1
6,1
14,4
24,6
20,8
0,0
Onere/
Reddito
4,9
14,8
12,6
11,3
9,4
7,2
5,4
3,9
2,5
0,7
0,3
0,3
0,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
883
2125
1490
1288
1069
891
784
649
536
430
477
467
107
0
Media
2011
per classi di reddito
Media
2008
2,8
1,4
1,7
2,1
2,6
3,0
3,4
3,7
4,2
5,1
12,5
23,7
23,8
0,0
Onere/
Reddito
detrazione Sezione V
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.17 - Totale
del Quadro E
4,5
3,7
4,3
4,2
5,2
5,6
4,0
2,0
0,0
0,0
0,0
0,0
3,8
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
0
225
0
0
0
0
157
151
166
340
315
322
323
340
1,3
0,0
0,0
0,0
0,0
0,6
0,7
1,0
2,7
4,1
8,3
17,8
59,6
0,0
Onere/
Reddito
4,3
0,0
0,0
0,0
0,0
2,3
4,6
6,3
6,0
4,9
4,8
4,3
5,5
14,3
Note: Per il periodo d’imposta 2011 i valori si riferiscono alla Sezione V del Quadro E.
0,0
0
Media
223
0
0
0
0
156
149
164
342
322
317
331
349
300
Media
2009
1,3
0,0
0,0
0,0
0,0
0,6
0,7
0,9
2,7
4,2
8,1
18,7
68,1
0,0
Onere/
Reddito
4,7
0,0
0,0
0,0
0,0
2,5
5,0
6,9
6,7
5,4
5,3
4,8
6,4
0,0
% contr.
con
onere
positivo
221
0
0
0
0
153
148
162
335
319
313
301
323
0
Media
2010
1,3
0,0
0,0
0,0
0,0
0,5
0,7
0,9
2,6
4,1
8,1
16,8
56,0
0,0
Onere/
Reddito
5,0
0,0
0,0
0,0
0,0
2,6
5,6
7,5
7,0
5,7
5,6
4,8
7,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
216
0
0
0
0
152
146
160
329
317
313
293
328
0
Media
2011
1,3
0,0
0,0
0,0
0,0
0,5
0,6
0,9
2,6
4,1
8,1
16,9
56,0
0,0
Onere/
Reddito
per canoni di locazione di cui
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
per classi di reddito
2008
Tabella 4.A.18 - Detrazione
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
alla Sezione VI del Quadro E
157
158
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
535
516
516
0
516
582
516
516
516
516
0
0
0
0
2,0
0,5
0,6
0,0
1,4
2,0
2,3
2,9
4,0
5,4
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
Note: Per il periodo d’imposta 2011 i valori si riferiscono alla Sezione VI del Quadro E.
0,0
0-1.000
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
530
0
0
516
516
592
516
516
516
516
516
0
0
0
Media
2009
2,2
0,0
0,0
0,8
1,3
2,0
2,3
2,9
3,7
6,3
18,9
0,0
0,0
0,0
Onere/
Reddito
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
% contr.
con
onere
positivo
534
516
516
516
516
589
516
516
516
516
516
0
0
0
Media
2010
2,0
0,5
0,7
0,7
1,3
2,0
2,3
2,9
4,2
6,3
14,8
0,0
0,0
0,0
Onere/
Reddito
0,2
1,0
0,7
0,5
0,4
0,2
0,2
0,1
0,0
0,0
0,0
0,0
0,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
240
276
247
255
245
234
234
228
236
333
263
13
163
0
Media
2011
per classi di reddito
Media
2008
0,6
0,2
0,3
0,4
0,6
0,8
1,0
1,3
1,8
4,0
6,7
1,1
905,6
0,0
Onere/
Reddito
detrazioni di cui alla Sezione
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.19 - Altre
VII del Quadro E
0,0
13,1
15,1
37,2
37,7
71,4
84,4
90,2
92,8
94,9
95,5
95,8
96,8
79,0
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
428
1275
989
801
627
506
425
344
290
221
212
245
258
0
Media
1,7
0,9
1,2
1,3
1,5
1,7
1,9
2,0
2,3
2,7
5,4
13,1
41,9
0,0
Onere/
Reddito
80,5
96,6
95,9
95,9
95,1
92,9
90,2
84,6
74,0
40,5
38,3
14,2
14,1
42,9
% contr.
con
onere
positivo
436
1366
1019
844
648
515
423
343
291
220
207
246
252
154
Media
2009
1,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,7
1,9
2,0
2,3
2,7
5,3
13,2
43,2
0,0
Onere/
Reddito
80,2
96,9
95,6
96,1
95,1
92,7
89,5
83,6
74,4
40,7
37,5
14,4
13,9
12,5
% contr.
con
onere
positivo
447
1418
1052
883
674
526
430
344
295
223
204
238
259
200
Media
2010
1,8
1,0
1,2
1,5
1,7
1,8
1,9
2,0
2,3
2,7
5,2
12,7
41,8
0,0
Onere/
Reddito
80,5
97,3
96,3
96,1
95,3
93,3
90,1
84,1
74,5
39,5
35,7
13,6
13,9
0,0
% contr.
con
onere
positivo
448
1375
1035
860
663
523
427
342
295
223
212
239
273
0
Media
2011
1,8
1,0
1,2
1,4
1,6
1,8
1,9
1,9
2,3
2,7
5,4
13,3
46,3
0,0
Onere/
Reddito
detrazioni per oneri
Classe di reddito
2008
Tabella 4.A.20 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
per classi di reddito
159
160
0,0
99,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
34,1
0,0
0,0
96,8
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
1167
0
1047
96
487
850
1070
1224
1439
1673
1434
1385
1376
0
Media
2008
5,8
0,0
1,2
0,2
1,2
2,9
4,7
7,0
11,4
22,1
37,4
75,6
218,3
0,0
Onere/
Reddito
96,7
0,0
0,0
34,5
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
98,9
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1152
166
0
97
485
848
1068
1223
1441
1668
1438
1397
1355
0
Media
2009
5,6
0,1
0,0
0,2
1,2
2,9
4,7
7,0
11,4
21,9
37,7
76,1
213,5
0,0
Onere/
Reddito
96,6
0,0
0,0
34,9
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,5
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1148
0
0
96
481
847
1068
1222
1441
1662
1443
1418
1381
0
Media
2010
5,6
0,0
0,0
0,2
1,2
2,9
4,7
7,0
11,4
21,9
37,9
77,5
218,5
0,0
Onere/
Reddito
96,5
0,0
0,0
34,7
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,8
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1141
0
0
97
483
845
1067
1220
1443
1668
1472
1447
1384
0
Media
2011
5,5
0,0
0,0
0,2
1,2
2,8
4,7
6,9
11,4
22,0
38,8
79,4
226,1
0,0
Onere/
Reddito
detrazioni per carichi
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.21 - Totale
di lavoro per classi di reddito
0,0
11,2
10,7
12,9
13,8
29,3
37,5
43,4
47,8
52,4
56,1
54,1
11,3
37,0
0
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
807
210
229
471
704
773
829
893
844
969
1261
1287
1381
0
Media
3,2
0,2
0,3
0,8
1,7
2,6
3,6
5,1
6,6
12,2
31,7
71,9
238,2
0,0
Onere/
Reddito
37,2
12,2
53,0
55,3
51,6
47,3
43,2
37,2
29,7
13,6
10,9
7,5
6,1
0,0
804
198
221
468
697
770
829
894
854
976
1244
1354
1302
0
Media
2009
3,2
0,2
0,3
0,8
1,7
2,6
3,6
5,1
6,7
12,2
31,3
73,4
216,6
0,0
Onere/
Reddito
36,7
11,6
52,1
54,7
50,6
46,2
42,5
36,4
29,7
13,9
10,5
7,6
7,6
0,0
% contr.
con
onere
positivo
806
179
217
463
693
760
833
901
868
990
1236
1224
1184
0
Media
2010
3,1
0,2
0,3
0,8
1,7
2,6
3,6
5,1
6,8
12,3
31,1
67,3
183,8
0,0
Onere/
Reddito
36,1
11,5
51,2
53,6
49,1
45,4
41,8
35,4
28,9
13,4
10,2
7,2
7,1
0,0
% contr.
con
onere
positivo
798
171
217
459
689
753
836
891
868
983
1197
1349
1246
0
Media
2011
3,1
0,2
0,3
0,8
1,7
2,5
3,7
5,0
6,8
12,2
30,4
74,2
215,5
0,0
Onere/
Reddito
detrazioni per carichi
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
di reddito
2008
Tabella 4.A.22 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
di famiglia per classi
161
162
0,0
99,7
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
98,0
97,3
97,0
99,9
0-1.000
1.000-2.500
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
Totale
1771
1310
1109
1091
1457
1693
1817
1850
1894
1890
1675
1559
1558
0
Media
2008
8,0
0,9
1,3
1,8
3,6
5,7
8,0
10,5
15,0
25,0
43,7
85,1
248,1
0,0
Onere/
Reddito
99,9
97,0
97,4
98,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,5
42,9
% contr.
con
onere
positivo
1770
1395
1129
1128
1466
1699
1812
1848
1911
1890
1653
1534
1463
154
Media
2009
7,8
1,0
1,3
1,9
3,6
5,7
7,9
10,5
15,1
24,8
43,3
83,5
231,4
0,0
Onere/
Reddito
99,9
97,1
97,2
98,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,8
12,5
% contr.
con
onere
positivo
1768
1451
1160
1163
1481
1695
1810
1839
1919
1890
1650
1546
1505
200
Media
2010
7,8
1,0
1,4
1,9
3,6
5,7
7,9
10,5
15,2
24,9
43,4
84,5
238,2
0,0
Onere/
Reddito
99,9
97,5
97,7
98,3
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1755
1410
1142
1134
1461
1683
1805
1825
1914
1888
1670
1577
1508
0
Media
2011
7,6
1,0
1,3
1,9
3,6
5,6
7,9
10,4
15,2
24,9
44,0
86,5
246,6
0,0
Onere/
Reddito
detrazioni
0
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.A.23 - Totale
per classi di reddito
68,0
49,9
58,9
25-44
45-64
sopra 64
Totale
7,8
33,4
14,2
2,1
15,9
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
0,0
1936
1243
1662
2101
2361
0
Media
7,3
4,9
5,4
8,4
14,6
0,0
Onere/
Reddito
3,5
4,2
3,4
2,9
21,6
15,7
2,1
14,3
33,2
6,9
0,9
% contr.
con
onere
positivo
61,4
54,0
69,8
61,5
44,1
378
1643
1032
1391
1798
2135
1823
Media
2009
868
964
944
693
522
6,2
3,9
4,5
7,2
12,8
19,7
Onere/
Reddito
3,5
4,2
3,3
2,9
3,5
3,8
15,0
2,0
14,1
32,3
5,6
1,3
% contr.
con
onere
positivo
62,2
56,7
70,3
61,0
40,3
15,3
1469
920
1242
1619
1941
541
Media
2010
895
1002
966
699
493
558
Media
5,5
3,4
4,0
6,4
11,6
5,5
Onere/
Reddito
3,5
4,3
3,4
2,9
3,4
5,6
Onere/
Reddito
14,8
2,0
14,5
32,9
5,4
1,5
% contr.
con
onere
positivo
64,0
58,9
71,8
62,9
42,4
20,1
% contr.
con
onere
positivo
915
1012
987
711
525
650
Media
2011
1591
979
1361
1756
2045
463
Media
2011
principale
2008
858
954
935
693
5,4
3,6
Onere/
Reddito
2010
per l’abitazione
minore di 15
801
533
Media
% contr.
con
onere
positivo
per classi di età
3,6
4,2
3,4
2,9
3,6
5,8
Onere/
Reddito
5,8
3,5
4,4
6,9
12,0
5,1
Onere/
Reddito
detraibile per interessi
Classe di reddito
60,0
15-24
Onere/
Reddito
2009
Tabella 4.B.2 - Onere
% contr.
con
onere
positivo
9,8
43,5
minore di 15
Media
% contr.
con
onere
positivo
detraibile per spese sanitarie
Classe di reddito
2008
Tabella 4.B.1 - Onere
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
sui mutui ipotecari
per classi di età
163
164
36,5
34,3
11,9
27,0
25-44
45-64
sopra 64
Totale
2,5
12,4
5,6
14,5
0,9
7,0
minore di 15
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
716
858
701
703
912
249
2,4
2,8
2,1
3,2
8,2
2,6
Onere/
Reddito
7,0
0,9
14,6
5,5
11,6
4,5
729
904
717
707
922
322
Media
2009
636
598
663
631
169
2,4
2,9
2,1
3,2
8,1
4,0
Onere/
Reddito
2,2
2,3
2,1
2,4
1,0
0,6
6,8
0,9
14,3
5,3
9,9
5,7
% contr.
con
onere
positivo
24,0
11,0
31,1
32,6
11,4
0,0
764
916
762
718
959
99
Media
2010
582
535
618
571
165
0
2,5
2,9
2,2
3,2
8,8
1,1
Onere/
Reddito
2,0
2,0
1,9
2,2
1,0
0,0
6,4
0,9
13,9
4,9
10,0
3,1
% contr.
con
onere
positivo
22,9
10,5
30,2
31,6
11,6
0,5
per classi di età
804
975
799
750
1035
162
Media
2011
548
504
589
530
175
15
Media
2011
e contro gli infortuni per
% contr.
con
onere
positivo
25,6
11,5
32,8
34,5
11,6
74
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
di istruzione
Media
2,4
2,5
2,2
2,6
1,2
1,8
Media
2010
sulla vita
2008
674
634
695
678
191
8,3
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
1,9
1,8
1,8
2,0
1,1
0,1
Onere/
Reddito
2,6
3,0
2,3
3,4
9,5
1,6
Onere/
Reddito
detraibile per spese
Classe di reddito
11,8
15-24
1287
Media
2009
Tabella 4.B.4 - Onere
% contr.
con
onere
positivo
0,6
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
classi di età
Media
2008
detraibile per assicurazioni
minore di 15
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.B.3 - Onere
0,8
2,7
1,7
1,7
25-44
45-64
sopra 64
Totale
0,2
10,0
5,9
0,0
5,1
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
13,5
minore di 15
202
179
202
203
164
200
0,7
0,5
0,6
0,7
1,6
1,9
Onere/
Reddito
5,5
0,0
6,7
10,7
0,2
19,8
% contr.
con
onere
positivo
1,7
1,8
2,6
0,8
0,2
206
185
206
207
165
179
Media
2009
1470
1494
1454
1468
1526
1549
0,7
0,6
0,6
0,8
1,5
1,5
Onere/
Reddito
5,7
6,9
5,0
5,9
9,3
14,4
5,6
0,0
7,2
11,0
0,1
12,1
% contr.
con
onere
positivo
1,7
1,8
2,6
0,8
0,2
0,0
211
182
210
212
174
203
Media
2010
1475
1493
1463
1464
1541
0
Media
0,7
0,5
0,6
0,8
1,5
1,8
Onere/
Reddito
5,7
6,7
5,1
5,9
10,1
0,0
Onere/
Reddito
5,7
0,0
7,7
11,5
0,2
10,8
% contr.
con
onere
positivo
1,7
1,8
2,6
0,8
0,2
1,0
% contr.
con
onere
positivo
1469
1494
1455
1449
1383
516
Media
2011
215
193
216
214
151
187
Media
2011
per classi di età
Media
5,8
7,1
5,1
5,8
9,4
0,9
Onere/
Reddito
2010
dai ragazzi
2008
1472
1501
1457
1458
1527
0,0
Media
% contr.
con
onere
positivo
per classi di età
5,6
6,5
5,0
5,8
8,5
5,7
Onere/
Reddito
0,7
0,6
0,6
0,8
1,3
1,9
Onere/
Reddito
detraibile per attività
Classe di reddito
0,2
15-24
0
Onere/
Reddito
2009
Tabella 4.B.6 - Onere
% contr.
con
onere
positivo
0,0
minore di 15
Media
% contr.
con
onere
positivo
detraibile per spese funebri
Classe di reddito
2008
Tabella 4.B.5 - Onere
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
sportive praticate
165
166
85,2
82,7
56,3
74,0
25-44
45-64
sopra 64
Totale
0,0
24,9
50,1
50,8
25,1
41,3
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
107
59
152
88
64
0
Media
0,4
0,2
0,5
0,4
0,4
0,0
Onere/
Reddito
6,3
5,4
5,8
42,0
26,4
51,4
50,4
26,4
0,9
% contr.
con
onere
positivo
75,4
59,9
83,5
85,1
60,1
110
59
153
94
68
13
Media
2009
1492
1195
1587
1650
901
547
0,4
0,2
0,5
0,4
0,4
0,1
Onere/
Reddito
6,0
5,3
5,6
6,9
6,2
5,2
42,1
27,8
51,5
49,7
25,6
0,6
% contr.
con
onere
positivo
74,6
61,9
82,5
82,3
53,8
23,6
111
59
154
96
65
26
Media
2010
1447
1215
1556
1559
834
537
Media
2010
0,4
0,2
0,5
0,4
0,4
0,2
Onere/
Reddito
5,7
5,2
5,4
6,5
5,8
5,4
Onere/
Reddito
42,3
28,6
52,3
50,2
24,7
0,5
% contr.
con
onere
positivo
75,2
63,4
83,2
82,9
55,1
28,4
% contr.
con
onere
positivo
1475
1218
1597
1621
878
604
Media
2011
109
58
151
99
68
60
Media
2011
ed assistenziali
2008
1564
1192
1631
7,5
6,7
30,6
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
previdenziali
minore di 15
963
1788
5,5
Media
2009
del Quadro E per classi di età
5,7
5,1
5,5
6,7
6,1
5,6
Onere/
Reddito
0,4
0,2
0,5
0,4
0,4
0,3
Onere/
Reddito
Deduzione
Classe di reddito
60,7
15-24
627
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.B.8 -
% contr.
con
onere
positivo
19,6
Media
2008
detraibili Sezione I
minore di 15
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.B.7 - Totale oneri
per contributi
per classi di età
0,4
1,2
2,1
1,3
25-44
45-64
sopra 64
Totale
6,3
14,1
9,6
0,0
7,7
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
0,0
1205
1999
1478
1028
508
0
3,6
3,0
3,7
3,4
2,7
0,0
7,6
0,0
10,0
13,7
5,3
0,0
1222
1636
1461
1046
526
0
Media
3,7
2,9
3,8
3,6
2,8
0,0
Onere/
Reddito
7,6
0,0
10,4
13,7
4,8
0,0
% contr.
con
onere
positivo
1,8
3,1
1,7
0,6
0,0
1285
1409
1486
1125
589
0
Media
2010
766
808
726
639
483
0
3,8
3,0
3,8
3,8
3,1
0,0
Onere/
Reddito
2,3
2,9
1,7
1,6
3,1
0,0
1,8
3,1
1,6
0,5
0,0
0,0
7,4
0,0
10,9
13,5
4,3
0,0
% contr.
con
onere
positivo
per classi di età
minore di 15
Onere/
Reddito
1,9
2,5
1,4
1,3
3,5
0,0
733
774
688
584
357
0
Media
1371
1538
1529
1235
599
0
Media
2011
complementare
2009
665
708
630
525
352
0,0
Onere/
Reddito
per previdenza
2011
e familiari per classi di età
% contr.
con
onere
positivo
1,5
2,5
1,4
0,5
0,0
0
Media
% contr.
con
onere
positivo
per contributi
Media
1,8
2,4
1,4
1,2
2,0
0,0
Onere/
Reddito
2010
ai servizi domestici
2008
648
690
610
533
311
0,0
Media
% contr.
con
onere
positivo
2,1
2,6
1,5
1,4
2,5
0,0
Onere/
Reddito
3,9
2,7
3,9
4,0
3,2
0,0
Onere/
Reddito
Deduzione
Classe di reddito
0,0
15-24
0
Onere/
Reddito
2009
Tabella 4.B.10 -
% contr.
con
onere
positivo
0,0
minore di 15
Media
% contr.
con
onere
positivo
contributi per addetti
Classe di reddito
2008
Tabella 4.B.9 - Deduzione per
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
esclusi
dal sostituto
167
168
2,9
2,7
0,2
1,9
25-44
45-64
sopra 64
Totale
1,2
27,1
54,1
56,4
33,7
47,4
minore di 15
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
336
432
398
209
162
485
1,3
1,8
1,4
0,9
1,0
4,7
Onere/
Reddito
368
460
35,9
48,7
437
226
167
11
57,5
54,7
28,8
1,8
Media
2009
1986
2607
2438
1494
1073
1,4
1,8
1,5
0,9
1,1
0,1
Onere/
Reddito
6,2
6,4
6,6
5,7
6,4
0,0
49,2
37,9
58,0
54,2
28,0
1,3
% contr.
con
onere
positivo
2,6
0,3
4,0
3,9
3,0
0,0
408
494
488
246
173
17
Media
2010
2025
2760
2477
1480
964
0
1,5
1,9
1,6
1,0
1,1
0,1
Onere/
Reddito
6,4
6,5
6,8
5,8
6,0
0,0
49,6
38,7
58,8
54,8
27,8
1,0
% contr.
con
onere
positivo
3,0
0,4
4,8
4,6
3,8
0,0
per classi di età
431
515
509
259
201
41
Media
2011
2003
2890
2423
1441
960
0
Media
2011
complementare non esclusi
% contr.
con
onere
positivo
2,2
0,2
3,2
3,3
2,6
0
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
del Quadro E
Media
6,0
6,4
6,1
5,7
6,3
0,0
Media
2010
per previdenza
2008
1899
2607
2322
1484
1008
0,0
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
6,4
6,9
6,8
5,6
5,9
0,0
Onere/
Reddito
1,6
2,0
1,7
1,0
1,3
0,2
Onere/
Reddito
deduzioni Sezione II
Classe di reddito
2,4
15-24
0
Media
2009
Tabella 4.B.12 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
0,0
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
dal sostituto
Media
2008
per contributi
minore di 15
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.B.11 - Deduzione
per classi di età
54,0
71,6
73,4
65,5
25-44
45-64
sopra 64
Totale
19,6
60,6
85,2
82,6
56,2
74,0
minore di 15
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
297
227
310
340
184
119
Media
1,2
1,0
1,1
1,4
1,3
1,0
Onere/
Reddito
1,9
2,5
1,6
1,5
1,7
75,3
59,8
83,4
85,0
59,9
30,6
% contr.
con
onere
positivo
65,8
74,2
71,3
53,6
9,7
15,3
284
228
302
314
172
104
Media
2009
449
495
444
384
264
443
1,1
1,0
1,1
1,3
1,2
1,0
Onere/
Reddito
1,9
2,5
1,6
1,5
1,7
4,4
Onere/
Reddito
74,5
61,8
82,4
82,2
53,6
23,6
% contr.
con
onere
positivo
65,3
74,3
70,5
52,1
8,2
16,6
275
231
296
297
159
102
Media
2010
452
499
445
384
266
360
Media
2010
1,1
1,0
1,0
1,2
1,1
1,0
Onere/
Reddito
1,9
2,4
1,6
1,5
1,7
5,1
Onere/
Reddito
75,1
63,3
83,1
82,8
54,9
28,4
% contr.
con
onere
positivo
66,3
75,1
70,8
52,7
8,1
20,1
% contr.
con
onere
positivo
281
232
304
308
167
115
Media
2011
456
501
445
385
271
336
Media
2011
per classi di età
2008
446
494
443
382
256
4,4
Media
% contr.
con
onere
positivo
per classi di età
1,8
2,4
1,6
1,5
1,7
4,2
Onere/
Reddito
1,1
1,0
1,0
1,3
1,2
1,1
Onere/
Reddito
detrazione Sezione I
Classe di reddito
10,4
15-24
399
Onere/
Reddito
2009
Tabella 4.B.14 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
11,7
minore di 15
Media
% contr.
con
onere
positivo
per abitazione principale
Classe di reddito
2008
Tabella 4.B.13 - Deduzione
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
del Quadro E
169
170
23,1
20,2
45-64
sopra 64
Totale
0,4
1,6
2,6
1,9
2,0
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
113
103
116
121
119
0
0,4
0,4
0,4
0,5
0,7
0,0
Onere/
Reddito
1,9
2,5
2,4
3,1
2,0
0,5
0,0
% contr.
con
onere
positivo
21,6
24,6
24,3
16,4
121
105
123
139
129
0
Media
2009
374
323
369
469
470
152
Note: Nel periodo d’imposta 2011 la normativa non prevede più gli oneri detraibili al 20 per cento.
0,0
minore di 15
Media
1,3
1,3
1,1
1,7
2,6
2,7
0,4
0,4
0,4
0,5
0,7
0,0
Onere/
Reddito
1,3
1,2
1,1
1,6
2,7
0,7
Onere/
Reddito
2,6
2,5
3,1
2,1
0,5
0,6
% contr.
con
onere
positivo
23,0
26,6
25,7
17,0
1,6
3,2
% contr.
con
onere
positivo
120
105
122
137
131
78
Media
2010
381
333
379
476
432
282
Media
2010
0,4
0,4
0,4
0,5
0,8
0,8
Onere/
Reddito
1,3
1,3
1,1
1,6
2,6
2,2
Onere/
Reddito
-
-
-
-
-
-
% contr.
con
onere
positivo
24,5
27,8
27,1
18,2
1,7
4,1
% contr.
con
onere
positivo
-
-
-
-
-
-
Media
2011
391
350
389
479
426
303
Media
2011
per classi di età
2008
371
314
364
477
455
0,7
Media
2009
del Quadro E per classi di età
1,3
1,3
1,1
1,6
2,4
2,0
Onere/
Reddito
-
-
-
-
-
-
Onere/
Reddito
detrazione Sezione IV
Classe di reddito
23,0
25-44
136
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.B.16 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
1,9
15,4
15-24
1,8
Media
2008
detrazione Sezione III
minore di 15
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.B.15 - Totale
del Quadro E
0,4
1,9
2,8
2,0
2,2
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
1450
1108
1572
1646
1289
0
4,6
4,1
4,4
5,4
7,2
0,0
Onere/
Reddito
3,4
3,3
4,3
2,8
0,4
0,0
171
4,8
5,6
2,8
3,0
3,8
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
225
251
200
214
364
0
1,3
1,7
1,1
1,2
2,7
0,0
4,3
3,3
3,1
6,6
5,8
0,0
Note: Per il periodo d’imposta 2011 i valori si riferiscono alla Sezione V del Quadro E.
0,0
minore di 15
Onere/
Reddito
223
245
199
216
357
0
Media
1,3
1,6
1,1
1,2
2,5
0,0
Onere/
Reddito
4,7
3,5
3,5
7,5
5,7
0,0
221
243
198
214
356
0
Media
2010
1,3
1,6
1,1
1,2
2,5
0,0
Onere/
Reddito
3,5
3,0
3,4
4,4
6,3
5,6
5,0
3,5
3,8
8,3
6,2
0,0
% contr.
con
onere
positivo
4,9
5,1
5,9
3,9
0,5
0,0
883
676
969
1089
969
0
Media
2011
216
239
196
208
335
0
Media
2011
del Quadro E
Media
% contr.
con
onere
positivo
1107
848
1215
1323
1155
765
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
2,8
2,4
2,7
3,6
5,1
0,0
Onere/
Reddito
1,3
1,5
1,1
1,2
2,3
0,0
Onere/
Reddito
Detrazione per canoni
Classe di reddito
2009
4,7
4,8
5,8
3,7
0,6
0,6
Media
2010
di cui alla Sezione VI
% contr.
con
onere
positivo
4,0
3,5
3,9
4,9
6,7
0,0
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
del Quadro E per classi di età
2008
1277
980
1394
1476
1195
0
Media
2009
Tabella 4.B.18 -
% contr.
con
onere
positivo
Note: Per il periodo d’imposta 2011 i valori si riferiscono alla Sezione IV del Quadro E.
0,0
minore di 15
Media
% contr.
con
onere
positivo
detrazione Sezione V
Classe di reddito
2008
Tabella 4.B.17 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
di locazione
per classi di età
172
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
535
516
557
516
0
0
2,0
2,2
1,6
2,7
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
20,2
63,8
88,7
86,0
64,1
79,0
minore di 15
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
428
361
457
460
223
128
Media
1,7
1,7
1,6
1,9
1,6
1,1
Onere/
Reddito
80,5
67,6
87,1
88,9
63,5
32,4
436
382
473
452
217
111
Media
2009
1,8
1,7
1,7
1,9
1,5
1,0
Onere/
Reddito
80,2
69,8
86,5
86,9
57,5
24,8
% contr.
con
onere
positivo
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
447
406
488
451
208
155
Media
2010
534
516
551
516
0
0
Media
2010
1,8
1,8
1,7
1,9
1,5
1,5
Onere/
Reddito
2,0
2,1
1,7
2,9
0,0
0,0
Onere/
Reddito
80,5
70,6
87,1
87,6
58,8
29,4
% contr.
con
onere
positivo
0,2
0,1
0,2
0,2
0,0
0,0
% contr.
con
onere
positivo
448
407
486
460
212
153
Media
2011
240
195
242
259
391
0
Media
2011
0,6
0,6
0,5
0,7
2,4
0,0
Onere/
Reddito
1,8
1,7
1,7
1,9
1,5
1,4
Onere/
Reddito
detrazioni per oneri
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
2,2
2,2
2,0
2,5
2,9
0,0
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
VII del Quadro E
2008
530
516
554
516
516
0
Media
2009
Tabella 4.B.20 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
Note: Per il periodo d’imposta 2011 i valori si riferiscono alla Sezione VI del Quadro E.
0,0
Onere/
Reddito
% contr.
con
onere
positivo
per classi di età
Media
2008
detrazioni di cui alla Sezione
minore di 15
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.B.19 - Altre
per classi di età
97,5
94,5
98,2
96,8
25-44
45-64
sopra 64
Totale
6,0
47,2
48,2
18,6
37,0
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
1,8
minore di 15
807
734
792
856
823
864
3,2
3,4
2,8
3,6
6,3
7,2
Onere/
Reddito
37,2
18,6
48,5
47,9
5,9
2,7
804
729
789
854
842
630
Media
2009
1152
1256
1058
1121
1304
3,2
3,2
2,8
3,6
6,0
4,8
Onere/
Reddito
5,6
7,0
4,6
5,2
9,9
22,0
36,7
18,5
48,1
47,6
5,7
1,9
% contr.
con
onere
positivo
96,6
97,8
94,3
97,5
100,0
100,0
806
725
793
858
833
598
Media
2010
1148
1241
1056
1125
1303
1616
3,1
3,2
2,8
3,6
5,9
3,6
Onere/
Reddito
5,6
6,8
4,6
5,3
10,2
27,1
Onere/
Reddito
36,1
17,8
48,0
48,4
5,7
1,0
% contr.
con
onere
positivo
96,5
97,6
94,2
97,4
100,0
100,0
per classi di età
798
718
788
851
806
940
Media
2011
1141
1229
1049
1116
1298
1589
Media
2011
per classi di età
% contr.
con
onere
positivo
96,7
98,0
94,4
97,6
100,0
1571
Media
% contr.
con
onere
positivo
di famiglia
Media
5,8
7,5
4,7
5,2
10,0
100,0
Onere/
Reddito
2010
per carichi di lavoro
2008
1167
1288
1073
1120
1309
26,8
Media
% contr.
con
onere
positivo
5,5
6,6
4,5
5,2
10,1
26,0
Onere/
Reddito
3,1
3,0
2,7
3,5
5,7
7,8
Onere/
Reddito
detrazioni per carichi
Classe di reddito
100,0
15-24
1615
Onere/
Reddito
2009
Tabella 4.B.22 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
100,0
minore di 15
Media
% contr.
con
onere
positivo
detrazioni
Classe di reddito
2008
Tabella 4.B.21 - Totale
% contr.
con
onere
positivo
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
173
174
100,0
100,0
99,9
99,9
99,9
99,9
15-24
25-44
45-64
sopra 64
Totale
1771
1634
1794
1912
1500
1657
Media
2008
8,0
9,0
6,9
8,4
11,5
27,5
Onere/
Reddito
99,9
99,9
99,9
99,9
100,0
100,0
% contr.
con
onere
positivo
1770
1626
1799
1915
1494
1623
Media
2009
7,8
8,5
6,8
8,4
11,4
22,7
Onere/
Reddito
99,9
99,9
99,9
99,9
100,0
100,0
% contr.
con
onere
positivo
1768
1633
1805
1908
1471
1665
Media
2010
7,8
8,4
6,8
8,5
11,5
27,9
Onere/
Reddito
99,9
99,9
99,9
99,9
100,0
100,0
% contr.
con
onere
positivo
1755
1617
1794
1913
1471
1643
Media
2011
7,6
8,1
6,6
8,4
11,5
26,8
Onere/
Reddito
detrazioni per classi di età
minore di 15
Classe di reddito
% contr.
con
onere
positivo
Tabella 4.B.223 - Totale
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Di seguito le statistiche sulla composizione dei contribuenti.
La prima colonna riporta la Composizione del reddito totale per fasce di
reddito: nota, la statistica si legge in colonna (somma a 100).
Le ultime quattro colonne fanno vedere, per ogni fascia di reddito, come
si compone il reddito complessivo tra dipendenti, pensionati e altri contribuenti,
La statistica somma a 100 per riga.
Tabella 8A - Numero
Classe di reddito
0
2008
2009
2010
7
7
8
2011
5
di contribuenti
0-1.000
1148
1318
1713
1841
per classi di reddito - Tutti
1.000-2.500
4840
5189
6457
6838
2.500-5.000
13822
14402
17199
18042
5.000-10.000
143757
135904
149048
156796
10.000-15.000
178284
177433
191509
195714
15.000-20.000
235099
239957
260053
260680
20.000-26.000
235589
245498
268323
282617
26.000-35.000
169412
187728
206620
229675
35.000-50.000
76262
82854
94034
102079
50.000-75.000
30596
32720
36747
40334
75.000-100.000
9329
10088
11555
12869
oltre 100.000
5652
5969
6914
7387
1103797
1139067
1250180
1314877
2008
2009
2010
2011
7
7
8
5
0-1.000
843
1013
1286
1366
1.000-2.500
2880
3233
3831
4171
Totale
Tabella 8B - Numero
di contribuenti per classi
di reddito - Dipendenti
Classe di reddito
0
2.500-5.000
8966
9252
10681
11338
5.000-10.000
36566
37887
43540
44137
10.000-15.000
66953
70228
78027
77490
15.000-20.000
130038
130571
139568
132988
20.000-26.000
152962
157272
168345
173510
26.000-35.000
111315
120668
127091
139713
35.000-50.000
52580
54391
59257
61303
50.000-75.000
22551
23490
25850
27763
75.000-100.000
7771
8081
9114
9812
oltre 100.000
5155
5353
6191
6508
598587
621446
672789
690104
Totale
175
Tabella 8C - Numero
di contribuenti per classi
di reddito - Pensionati
Classe di reddito
2008
2009
2010
0
0
0
0
0-1.000
305
305
427
475
1.000-2.500
1960
1956
2626
2667
0
2.500-5.000
4856
5150
6518
6704
5.000-10.000
107191
98017
105508
112659
10.000-15.000
111331
107205
113482
118224
15.000-20.000
105061
109386
120485
127692
20.000-26.000
82627
88226
99978
109107
26.000-35.000
58097
67060
79529
89962
35.000-50.000
23682
28463
34777
40776
50.000-75.000
8045
9230
10897
12571
75.000-100.000
1558
2007
2441
3057
oltre 100.000
497
616
723
879
505210
517621
577391
624773
Classe di reddito
2008
2009
2010
2011
minore di 15
163
111
157
194
15-24
20744
19883
22532
22354
25-44
345670
348035
367491
365541
45-64
360700
377854
417046
432373
sopra 64
376520
393184
442954
494415
1103797
1139067
1250180
1314877
2008
2009
2010
2011
0
2
4
3
15-24
20217
19388
21888
21695
25-44
344005
346502
365873
363900
45-64
224427
244912
272621
289583
9938
10642
12403
14923
598587
621446
672789
690104
Classe di reddito
2008
2009
2010
2011
minore di 15
163
109
153
191
15-24
527
495
644
659
25-44
1665
1533
1618
1641
45-64
136273
132942
144425
142790
sopra 64
366582
382542
430551
479492
Totale
505210
517621
577391
624773
Totale
Tabella 9A - Numero
di contribuenti
per classi di età - Tutti
Totale
Tabella 9B - Numero
di contribuenti per classi
di età - Dipendenti
Classe di reddito
minore di 15
sopra 64
Totale
Tabella 9C - Numero
di contribuenti per classi
di età - Pensionati
176
2011
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
0-1.000
0,7
0,5
19,9
78,0
0,9
0,0
100,0
1.000-2.500
0,5
0,3
13,4
84,4
1,4
0,0
100,0
2.500-5.000
0,2
0,1
7,4
90,6
1,7
0,0
100,0
5.000-10.000
0,3
0,1
5,0
94,2
0,4
0,0
100,0
10.000-15.000
0,1
0,1
4,0
95,5
0,3
0,0
100,0
15.000-20.000
0,1
0,0
2,7
97,0
0,2
0,0
100,0
20.000-26.000
0,0
0,0
2,5
97,2
0,2
0,0
100,0
26.000-35.000
0,0
0,0
2,8
96,9
0,3
0,0
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
2,7
96,9
0,3
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
2,1
97,5
0,4
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
1,8
97,8
0,4
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
1,2
98,2
0,5
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
2,8
96,8
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
0,4
0,3
16,3
81,8
1,2
0,0
100,0
1.000-2.500
0,3
0,1
8,6
88,7
2,3
0,0
100,0
2.500-5.000
0,2
0,1
3,8
93,5
2,4
0,0
100,0
5.000-10.000
0,1
0,0
2,4
96,3
1,2
0,0
100,0
10.000-15.000
0,0
0,0
1,9
97,5
0,6
0,0
100,0
15.000-20.000
0,0
0,0
1,4
98,3
0,2
0,0
100,0
20.000-26.000
0,0
0,0
1,7
98,1
0,2
0,0
100,0
26.000-35.000
0,0
0,0
2,0
97,7
0,3
0,0
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
2,1
97,6
0,3
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
1,7
97,9
0,4
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
1,5
98,1
0,4
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
1,1
98,3
0,5
0,0
100,0
Totale
0,0
0,0
1,8
97,9
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
1,4
1,0
29,2
68,4
0,0
0,0
100,0
1.000-2.500
0,7
0,4
20,4
78,3
0,2
0,0
100,0
e classi di reddito -
2.500-5.000
0,4
0,2
14,1
85,0
0,3
0,0
100,0
Pensionati - Anno 2008
5.000-10.000
0,3
0,2
6,0
93,4
0,1
0,0
100,0
10.000-15.000
0,2
0,1
5,3
94,3
0,1
0,0
100,0
15.000-20.000
0,1
0,0
4,3
95,4
0,1
0,0
100,0
20.000-26.000
0,1
0,0
4,1
95,6
0,2
0,0
100,0
26.000-35.000
0,1
0,0
4,2
95,5
0,3
0,0
100,0
35.000-50.000
0,1
0,0
4,2
95,4
0,3
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
3,5
96,1
0,4
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
3,4
96,1
0,4
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
2,5
96,9
0,6
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
4,5
95,2
0,2
0,0
100,0
Tabella 12A - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito - Tutti i
contribuenti - Anno 2008
Tabella 12B - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito e
classi di reddito - Dipendenti
- Anno 2008
Tabella 12C - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
Totale
177
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
0,8
0,5
21,4
76,5
0,9
0,0
100,0
1.000-2.500
0,4
0,2
12,7
85,1
1,6
0,0
100,0
2.500-5.000
0,2
0,1
7,8
90,3
1,5
0,0
100,0
5.000-10.000
0,2
0,1
5,0
94,2
0,4
0,0
100,0
10.000-15.000
0,1
0,1
4,0
95,6
0,3
0,0
100,0
15.000-20.000
0,1
0,0
2,7
97,0
0,2
0,0
100,0
20.000-26.000
0,0
0,0
2,5
97,2
0,2
0,0
100,0
26.000-35.000
0,0
0,0
2,7
97,0
0,2
0,0
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
2,8
96,9
0,3
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
2,2
97,5
0,3
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
1,9
97,7
0,4
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
1,3
98,2
0,5
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
2,8
96,9
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
0,5
0,3
17,7
80,4
1,2
0,0
100,0
1.000-2.500
0,2
0,1
8,4
88,8
2,5
0,0
100,0
2.500-5.000
0,1
0,1
4,0
93,5
2,3
0,0
100,0
5.000-10.000
0,1
0,0
2,4
96,3
1,2
0,0
100,0
10.000-15.000
0,0
0,0
1,9
97,5
0,5
0,0
100,0
15.000-20.000
0,0
0,0
1,5
98,3
0,2
0,0
100,0
20.000-26.000
0,0
0,0
1,7
98,1
0,2
0,0
100,0
26.000-35.000
0,0
0,0
2,0
97,7
0,2
0,0
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
2,1
97,5
0,3
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
1,7
98,0
0,3
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
1,5
98,1
0,4
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
1,2
98,3
0,5
0,0
100,0
Totale
0,0
0,0
1,8
97,9
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
1,4
1,1
32,2
65,3
0,0
0,0
100,0
1.000-2.500
0,6
0,4
19,6
79,1
0,3
0,0
100,0
2.500-5.000
0,4
0,2
14,8
84,4
0,3
0,0
100,0
e classi di reddito -
5.000-10.000
0,3
0,2
6,1
93,3
0,1
0,0
100,0
Pensionati - Anno 2009
10.000-15.000
0,2
0,1
5,3
94,3
0,1
0,0
100,0
15.000-20.000
0,1
0,0
4,2
95,5
0,1
0,0
100,0
20.000-26.000
0,1
0,0
4,0
95,8
0,1
0,0
100,0
26.000-35.000
0,1
0,0
4,0
95,8
0,2
0,0
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
4,0
95,7
0,3
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
3,4
96,2
0,3
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
3,3
96,3
0,4
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
2,1
97,2
0,6
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
4,3
95,3
0,2
0,0
100,0
Tabella 13A - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito - Tutti i
contribuenti - Anno 2009
Tabella 13B - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito Dipendenti - Anno 2009
Classe di reddito
Tabella 13C - Composizione
del reddito totale
per tipologia di reddito
178
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 14A - Composizione
Classe di reddito
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
0,6
0,4
20,3
77,5
1,2
0,0
100,0
1.000-2.500
0,4
0,2
11,9
86,1
1,4
0,0
100,0
2.500-5.000
0,2
0,1
7,8
90,3
1,6
0,0
100,0
5.000-10.000
0,2
0,1
4,9
94,3
0,5
0,0
100,0
10.000-15.000
0,1
0,1
3,9
95,7
0,3
0,0
100,0
15.000-20.000
0,1
0,0
2,7
97,1
0,2
0,0
100,0
20.000-26.000
0,0
0,0
2,5
97,3
0,2
0,0
100,0
26.000-35.000
0,0
0,0
2,7
97,0
0,2
0,0
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
2,8
96,9
0,3
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
2,2
97,5
0,3
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
1,9
97,8
0,3
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
1,3
98,2
0,5
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
2,8
96,9
0,2
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
0,4
0,2
16,4
81,5
1,5
0,0
100,0
1.000-2.500
0,3
0,1
7,8
89,5
2,3
0,0
100,0
2.500-5.000
0,1
0,1
3,9
93,6
2,3
0,0
100,0
5.000-10.000
0,1
0,0
2,3
96,3
1,3
0,0
100,0
10.000-15.000
0,0
0,0
1,9
97,6
0,5
0,0
100,0
15.000-20.000
0,0
0,0
1,4
98,3
0,2
0,0
100,0
20.000-26.000
0,0
0,0
1,7
98,1
0,2
0,0
100,0
26.000-35.000
0,0
0,0
2,0
97,7
0,2
0,0
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
2,1
97,5
0,3
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
1,7
98,0
0,3
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
1,5
98,1
0,3
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
1,2
98,3
0,5
0,0
100,0
Totale
0,0
0,0
1,8
97,9
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
1,3
0,9
30,9
66,5
0,4
0,0
100,0
1.000-2.500
0,6
0,3
17,8
81,1
0,2
0,0
100,0
2.500-5.000
0,4
0,2
14,3
84,9
0,2
0,0
100,0
5.000-10.000
0,3
0,1
6,0
93,4
0,1
0,0
100,0
10.000-15.000
0,2
0,1
5,3
94,3
0,1
0,0
100,0
15.000-20.000
0,1
0,0
4,1
95,6
0,1
0,0
100,0
20.000-26.000
0,1
0,0
3,9
95,9
0,1
0,0
100,0
26.000-35.000
0,1
0,0
3,9
95,9
0,2
0,0
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
3,9
95,8
0,2
0,0
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
3,4
96,3
0,3
0,0
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
3,1
96,5
0,3
0,0
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
2,2
96,9
0,8
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
4,2
95,5
0,2
0,0
100,0
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito - Tutti i
contribuenti - Anno 2010
Tabella 14B - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito Dipendenti - Anno 2010
Tabella 14C - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito Pensionati - Anno 2010
179
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
0,6
0,4
19,9
78,3
0,9
0,0
100,0
1.000-2.500
0,3
0,2
12,4
85,6
1,5
0,0
100,0
2.500-5.000
0,2
0,1
7,9
90,3
1,5
0,0
100,0
Tutti i contribuenti
5.000-10.000
0,2
0,1
4,9
94,4
0,4
0,0
100,0
Anno 2011
10.000-15.000
0,1
0,1
3,9
95,7
0,3
0,0
100,0
15.000-20.000
0,1
0,0
2,7
97,0
0,2
0,0
100,0
20.000-26.000
0,0
0,0
2,5
97,3
0,1
0,1
100,0
26.000-35.000
0,0
0,0
2,6
97,0
0,2
0,2
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
2,5
96,7
0,3
0,5
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
1,9
97,3
0,3
0,5
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
1,6
97,6
0,3
0,5
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
1,1
98,1
0,4
0,4
100,0
Totale
0,0
0,0
2,6
96,9
0,2
0,2
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
0,3
0,2
15,6
82,6
1,3
0,0
100,0
1.000-2.500
0,2
0,1
8,0
89,3
2,4
0,0
100,0
2.500-5.000
0,1
0,1
4,0
93,5
2,3
0,0
100,0
5.000-10.000
0,1
0,0
2,4
96,3
1,2
0,0
100,0
10.000-15.000
0,0
0,0
1,9
97,5
0,5
0,0
100,0
15.000-20.000
0,0
0,0
1,4
98,3
0,2
0,0
100,0
20.000-26.000
0,0
0,0
1,7
98,1
0,2
0,0
100,0
26.000-35.000
0,0
0,0
1,9
97,7
0,2
0,1
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
1,9
97,4
0,3
0,4
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
1,5
97,8
0,3
0,4
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
1,3
98,0
0,3
0,4
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
1,0
98,3
0,4
0,3
100,0
Totale
0,0
0,0
1,7
97,8
0,3
0,2
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
0-1.000
1,2
0,9
31,3
66,6
0,0
0,0
100,0
1.000-2.500
0,5
0,3
19,0
80,0
0,2
0,0
100,0
2.500-5.000
0,4
0,2
14,4
84,8
0,2
0,0
100,0
5.000-10.000
0,3
0,1
5,9
93,6
0,1
0,0
100,0
10.000-15.000
0,2
0,1
5,2
94,5
0,1
0,0
100,0
15.000-20.000
0,1
0,0
4,1
95,7
0,1
0,0
100,0
20.000-26.000
0,1
0,0
3,7
96,0
0,1
0,1
100,0
26.000-35.000
0,1
0,0
3,6
96,0
0,2
0,2
100,0
35.000-50.000
0,0
0,0
3,4
95,7
0,2
0,6
100,0
50.000-75.000
0,0
0,0
2,8
96,1
0,3
0,7
100,0
75.000-100.000
0,0
0,0
2,4
96,4
0,2
0,9
100,0
oltre 100.000
0,0
0,0
2,1
96,7
0,5
0,7
100,0
Totale
0,1
0,0
4,0
95,5
0,1
0,2
100,0
Tabella 15A - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito
Tabella 15B - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito
Dipendenti - Anno 2011
Tabella 15C - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di reddito
Pensionati - Anno 2011
180
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 16A - Composizione
Classe di reddito
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
del reddito totale
minore di 15
0,1
0,1
4,4
95,4
0,0
0,0
100,0
15-24
0,0
0,0
0,6
98,8
0,6
0,0
100,0
25-44
0,0
0,0
1,5
98,1
0,3
0,0
100,0
Tutti i contribuenti
45-64
0,0
0,0
2,6
97,1
0,3
0,0
100,0
Anno 2008
sopra 64
0,1
0,1
4,7
95,0
0,2
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
2,8
96,8
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
per tipologia di reddito
e classi di età
Tabella 16B - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età - Dipendenti
Anno 2008
Tabella 16C - Composizione
minore di 15
-
-
-
-
-
-
-
15-24
0,0
0,0
0,5
98,9
0,6
0,0
100,0
25-44
0,0
0,0
1,5
98,1
0,3
0,0
100,0
45-64
0,0
0,0
2,1
97,6
0,3
0,0
100,0
sopra 64
0,0
0,0
2,5
97,1
0,4
0,0
100,0
Totale
0,0
0,0
1,8
97,9
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età - Pensionati
Anno 2008
Tabella 17A - Composizione
minore di 15
0,1
0,1
4,4
95,4
0,0
0,0
100,0
15-24
0,1
0,1
6,6
92,3
0,9
0,0
100,0
25-44
0,1
0,0
3,9
95,4
0,5
0,0
100,0
45-64
0,1
0,0
3,7
95,9
0,3
0,0
100,0
sopra 64
0,1
0,1
4,8
94,8
0,1
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
4,5
95,2
0,2
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
Classe di reddito
del reddito totale
minore di 15
0,1
0,0
7,2
92,7
0,0
0,0
100,0
15-24
0,0
0,0
0,6
98,8
0,6
0,0
100,0
25-44
0,0
0,0
1,5
98,1
0,3
0,0
100,0
Tutti i contribuenti
45-64
0,0
0,0
2,5
97,2
0,3
0,0
100,0
Anno 2009
sopra 64
0,1
0,0
4,5
95,2
0,1
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
2,8
96,9
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
per tipologia di reddito
e classi di età
Tabella 17B - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età - Dipendenti
Anno 2009
minore di 15
0,0
0,0
6,7
93,3
0,0
0,0
100,0
15-24
0,0
0,0
0,5
98,9
0,6
0,0
100,0
25-44
0,0
0,0
1,5
98,1
0,3
0,0
100,0
45-64
0,0
0,0
2,1
97,6
0,3
0,0
100,0
sopra 64
0,0
0,0
2,5
97,0
0,4
0,0
100,0
Totale
0,0
0,0
1,8
97,9
0,3
0,0
100,0
181
Tabella 17C - Composizione
Classe di reddito
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età - Pensionati
Anno 2009
Tabella 18A - Composizione
minore di 15
0,1
0,0
7,2
92,7
0,0
0,0
100,0
15-24
0,1
0,1
7,8
91,2
0,8
0,0
100,0
25-44
0,1
0,0
4,5
95,1
0,3
0,0
100,0
45-64
0,1
0,0
3,5
96,1
0,3
0,0
100,0
sopra 64
0,1
0,1
4,6
95,1
0,1
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
4,3
95,3
0,2
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età
Totale
minore di 15
0,1
0,0
8,5
91,5
0,0
0,0
100,0
15-24
0,0
0,0
0,5
98,9
0,6
0,0
100,0
25-44
0,0
0,0
1,5
98,1
0,3
0,0
100,0
Tutti i contribuenti
45-64
0,0
0,0
2,5
97,2
0,2
0,0
100,0
Anno 2010
sopra 64
0,1
0,0
4,4
95,3
0,1
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
2,8
96,9
0,2
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
Tabella 18B - Composizione
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età - Dipendenti
Anno 2010
Tabella 18C - Composizione
minore di 15
0,0
0,0
8,7
91,3
0,0
0,0
100,0
15-24
0,0
0,0
0,4
99,0
0,6
0,0
100,0
25-44
0,0
0,0
1,5
98,2
0,3
0,0
100,0
45-64
0,0
0,0
2,1
97,6
0,2
0,0
100,0
sopra 64
0,0
0,0
2,6
97,0
0,4
0,0
100,0
Totale
0,0
0,0
1,8
97,9
0,3
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età - Pensionati
Anno 2010
Tabella 19A - Composizione
minore di 15
0,1
0,0
8,4
91,5
0,0
0,0
100,0
15-24
0,1
0,1
7,5
91,3
0,9
0,0
100,0
25-44
0,1
0,0
4,2
95,3
0,3
0,0
100,0
45-64
0,1
0,0
3,5
96,2
0,2
0,0
100,0
sopra 64
0,1
0,0
4,5
95,2
0,1
0,0
100,0
Totale
0,1
0,0
4,2
95,5
0,2
0,0
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età
minore di 15
0,1
0,0
6,5
93,3
0,0
0,1
100,0
15-24
0,0
0,0
0,5
98,8
0,6
0,0
100,0
25-44
0,0
0,0
1,4
98,1
0,3
0,1
100,0
Tutti i contribuenti
45-64
0,0
0,0
2,3
97,2
0,2
0,2
100,0
Anno 2011
sopra 64
0,1
0,0
4,1
95,4
0,1
0,2
100,0
Totale
0,0
0,0
2,6
96,9
0,2
0,2
100,0
182
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 19B - Composizione
Classe di reddito
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età Dipendenti
Anno 2011
Tabella 19C - Composizione
minore di 15
0,0
0,0
0,6
99,4
0,0
0,0
100,0
15-24
0,0
0,0
0,4
98,9
0,6
0,0
100,0
25-44
0,0
0,0
1,4
98,1
0,3
0,1
100,0
45-64
0,0
0,0
2,0
97,5
0,2
0,2
100,0
sopra 64
0,0
0,0
2,4
97,0
0,3
0,3
100,0
Totale
0,0
0,0
1,7
97,8
0,3
0,2
100,0
Redditi
dominicali
Redditi
agrari
Redditi da
fabbricati
Redditi da
lavoro
o pensione
Altri
redditi
Redditi
cedolare
Totale
Classe di reddito
del reddito totale
per tipologia di reddito
e classi di età - Pensionati
Anno 2011
Totale
minore di 15
0,1
0,0
6,7
93,2
0,0
0,1
100,0
15-24
0,1
0,0
7,5
91,4
0,7
0,3
100,0
25-44
0,1
0,0
4,6
94,8
0,5
0,0
100,0
45-64
0,1
0,0
3,2
96,2
0,2
0,3
100,0
sopra 64
0,1
0,0
4,2
95,3
0,1
0,2
100,0
Totale
0,1
0,0
4,0
95,5
0,1
0,2
100,0
183
184
7
178284
235099
235589
169412
76262
30596
9329
5652
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
1103797
143757
2.500-5.000
Totale
4840
13822
1.000-2.500
1148
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
22168
143986
85050
60048
40589
29706
22773
17545
12658
7565
3831
1833
627
0
Media
0
723535
4572
7395
24004
59066
125465
160906
148126
109515
76173
5630
2243
440
0,0
65,5
80,9
79,3
78,5
77,5
74,1
68,3
63,0
61,4
53,0
40,7
46,3
38,3
0
446
774
701
624
554
494
432
402
408
363
363
345
254
522988
3940
6902
21167
50961
106206
135496
114278
61252
20519
1949
262
56
0
Freq.
47,4
69,7
74,0
69,2
66,8
62,7
57,5
48,6
34,4
14,3
14,1
5,4
4,9
0,0
% sul
totale
336
2068
1399
862
444
316
250
239
285
220
184
155
114
0
Media
1103514
5652
9329
30593
76258
169404
235579
235059
178190
143672
13804
4835
1139
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,9
99,9
99,2
0,0
% sul
totale
Base imponibile
21723
141918
83459
58971
39866
29145
22335
17179
12317
7347
3668
1669
530
0
Media
1062710
5652
9329
30593
76258
169404
235579
235058
178187
105994
11824
3900
932
0
Freq.
96,3
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
73,7
85,5
80,6
81,2
0,0
% sul
totale
Imposta lorda
Anno 2008
% sul
totale
Oneri deducibili
5861
54196
29062
18885
11470
7457
5431
4040
2833
1792
847
391
124
0
Media
Tutti i contribuenti
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 24.1A - Il calcolo
235099
235589
169412
76262
30596
9329
5652
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
1103797
178284
5.000-10.000
Totale
13822
143757
2.500-5.000
4840
1.000-2.500
7
1148
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
0
22168
143986
85050
60048
40589
29706
22773
17545
12658
7565
3831
1833
627
99,9
97,0
97,3
98,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,7
0,0
1771
1310
1109
1091
1457
1693
1817
1850
1894
1890
1675
1559
1558
0
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
1102747
5481
9074
29982
76262
169412
235589
235099
178284
143757
13822
4840
1145
0
Freq.
965585
5652
9328
30585
76204
169103
234260
230333
161564
47899
657
0
0
0
Freq.
87,5
100,0
100,0
100,0
99,9
99,8
99,4
98,0
90,6
33,3
4,8
0,0
0,0
0,0
4565
52925
27987
17821
10021
5776
3640
2249
1092
314
151
0
0
0
Imposta netta
% sul
Media
totale
0
964375
5651
9328
30579
76197
169108
234334
230370
161276
46903
629
0
0
87,4
100,0
100,0
99,9
99,9
99,8
99,5
98,0
90,5
32,6
4,6
0,0
0,0
0,0
268
1821
1054
740
489
341
241
176
120
85
40
0
0
0
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
0
759425
4292
7435
24573
61034
136086
188942
186172
121539
28971
381
0
0
68,8
75,9
79,7
80,3
80,0
80,3
80,2
79,2
68,2
20,2
2,8
0,0
0,0
0,0
116
674
404
287
192
141
108
83
60
40
18
0
0
0
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2008
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
Tutti i contribuenti
Freq.
dell’imposta
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 24.2A - Il calcolo
185
186
8966
36566
66953
130038
152962
111315
52580
22551
7771
5155
2.500-5.000
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
598587
2880
1.000-2.500
Totale
7
843
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
% sul
totale
25357
145433
85356
60147
40683
29700
22772
17689
12689
7940
3856
1827
613
0
Media
0
349813
4160
6076
17206
38969
76833
93913
65566
29390
13834
2615
979
272
0,0
58,4
80,7
78,2
76,3
74,1
69,0
61,4
50,4
43,9
37,8
29,2
34,0
32,3
0
413
752
660
564
497
444
385
336
345
320
325
336
255
327528
3566
5697
15069
34293
70034
90910
67740
28318
10214
1458
181
48
0
Freq.
54,7
69,2
73,3
66,8
65,2
62,9
59,4
52,1
42,3
27,9
16,3
6,3
5,7
0,0
% sul
totale
Oneri deducibili
301
2128
1412
838
405
282
209
169
162
152
138
186
114
0
Media
598529
5155
7771
22548
52578
111310
152958
130031
66950
36557
8960
2876
835
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,1
0,0
% sul
totale
Base imponibile
24954
143353
83806
59170
40054
29219
22412
17432
12470
7779
3743
1707
531
0
Media
598522
5155
7771
22548
52578
111310
152958
130031
66950
36557
8960
2876
828
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
98,2
0,0
% sul
totale
Imposta lorda
6701
54813
29211
18965
11541
7481
5451
4107
2868
1789
861
393
123
0
Media
Dipendenti - Anno 2008
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 24.1B - Il calcolo
130038
152962
111315
52580
22551
7771
5155
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
598587
66953
10.000-15.000
Totale
8966
36566
1.000-2.500
5.000-10.000
2880
0-1.000
2.500-5.000
7
843
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
25357
145433
85356
60147
40683
29700
22772
17689
12689
7940
3856
1827
613
0
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
99,9
97,1
97,7
98,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,6
0,0
1860
1320
1098
1116
1528
1798
1941
2011
2097
1982
1656
1534
1502
0
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
597838
5003
7594
22141
52580
111315
152962
130038
66953
36566
8966
2880
840
0
Freq.
550711
5155
7770
22542
52535
111083
151896
126446
57152
15674
458
0
0
0
Freq.
92,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,8
99,3
97,2
85,4
42,9
5,1
0,0
0,0
0,0
5326
53532
28142
17875
10022
5697
3542
2176
1009
341
165
0
0
0
Imposta netta
% sul
Media
totale
550287
5154
7770
22536
52528
111086
151963
126487
57029
15294
440
0
0
0
91,9
100,0
100,0
99,9
99,9
99,8
99,3
97,3
85,2
41,8
4,9
0,0
0,0
0,0
300
1841
1059
743
489
340
241
179
122
83
40
0
0
0
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
434067
3889
6179
18162
41861
88523
121293
101768
42760
9362
270
0
0
0
72,5
75,4
79,5
80,5
79,6
79,5
79,3
78,3
63,9
25,6
3,0
0,0
0,0
0,0
127
678
406
286
190
140
107
83
60
39
18
0
0
0
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2008
Freq.
dell’imposta - Dipendenti
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 24.2B - Il calcolo
187
188
107191
111331
105061
82627
58097
23682
8045
1558
497
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
505210
4856
2.500-5.000
Totale
1960
1.000-2.500
-
305
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
% sul
totale
18390
128986
83525
59769
40379
29718
22774
17368
12638
7437
3786
1842
666
-
Media
-
373722
412
1319
6798
20097
48632
66993
82560
80125
62339
3015
1264
168
-
74,0
82,9
84,7
84,5
84,9
83,7
81,1
78,6
72,0
58,2
62,1
64,5
55,1
-
477
995
892
775
665
573
498
455
431
373
396
352
254
195460
374
1205
6098
16668
36172
44586
46538
32934
10305
491
81
8
-
Freq.
38,7
75,3
77,3
75,8
70,4
62,3
54,0
44,3
29,6
9,6
10,1
4,1
2,6
-
% sul
totale
Oneri deducibili
394
1496
1341
921
523
382
333
340
390
288
319
85
109
-
Media
504985
497
1558
8045
23680
58094
82621
105028
111240
107115
4844
1959
304
-
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,8
99,9
99,7
-
% sul
totale
Base imponibile
17894
127035
81732
58416
39450
29003
22193
16866
12225
7200
3528
1612
527
-
Media
464188
497
1558
8045
23680
58094
82621
105027
111237
69437
2864
1024
104
-
Freq.
91,9
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
64,8
59,0
52,2
34,1
-
% sul
totale
Imposta lorda
4778
47795
28322
18663
11313
7411
5393
3957
2812
1794
803
385
134
-
Media
Pensionati - Anno 2008
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 24.1C - Il calcolo
105061
82627
58097
23682
8045
1558
497
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
505210
111331
5.000-10.000
Totale
4856
107191
2.500-5.000
1960
1.000-2.500
-
305
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
18390
128986
83525
59769
40379
29718
22774
17368
12638
7437
3786
1842
666
-
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
99,9
96,2
95,0
97,5
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
1665
1209
1164
1023
1299
1492
1586
1652
1772
1859
1709
1597
1712
-
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
504909
478
1480
7841
23682
58097
82627
105061
111331
107191
4856
1960
305
-
Freq.
414874
497
1558
8043
23669
58020
82364
103887
104412
32225
199
0
0
-
Freq.
82,1
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,7
98,9
93,8
30,1
4,1
0,0
0,0
-
3555
46633
27216
17670
10019
5928
3821
2337
1138
301
119
0
0
-
Imposta netta
% sul
Media
totale
-
414088
497
1558
8043
23669
58022
82371
103883
104247
31609
189
0
0
82,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,7
98,9
93,6
29,5
3,9
0,0
0,0
-
224
1622
1028
733
488
343
240
173
120
87
40
0
0
-
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
-
325358
403
1256
6411
19173
47563
67649
84404
78779
19609
111
0
0
64,4
81,1
80,6
79,7
81,0
81,9
81,9
80,3
70,8
18,3
2,3
0,0
0,0
-
102
644
397
288
195
144
109
83
60
41
18
0
0
-
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2008
Freq.
dell’imposta - Pensionati
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 24.2C - Il calcolo
189
190
7
177433
239957
245498
187728
82854
32720
10088
5969
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
1139067
135904
2.500-5.000
Totale
5189
14402
1.000-2.500
1318
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
22612
141221
84833
59943
40636
29725
22789
17550
12642
7613
3816
1837
631
0
Media
0
749303
4819
8022
25773
64574
138914
167097
150438
108485
72237
6073
2342
529
0,0
65,8
80,7
79,5
78,8
77,9
74,0
68,1
62,7
61,1
53,2
42,2
45,1
40,1
0
449
816
703
630
559
491
432
404
406
359
364
338
267
554321
4317
7592
22915
55887
117933
141057
117087
63418
21479
2241
333
61
1
Freq.
48,7
72,3
75,3
70,0
67,5
62,8
57,5
48,8
35,7
15,8
15,6
6,4
4,6
14,3
% sul
totale
368
2061
1504
903
477
349
274
268
307
230
224
105
73
38
Media
1138713
5969
10087
32717
82848
187719
245480
239903
177319
135810
14370
5182
1309
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,8
99,9
99,3
0,0
% sul
totale
Base imponibile
22146
139072
83151
58821
39883
29145
22340
17171
12294
7394
3642
1681
524
0
Media
1101905
5969
10087
32717
82848
187719
245480
239902
177318
102200
12339
4221
1105
0
Freq.
96,7
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
75,2
85,7
81,3
83,8
0,0
% sul
totale
Imposta lorda
Anno 2009
% sul
totale
Oneri deducibili
5966
52971
28931
18826
11477
7457
5432
4038
2828
1792
842
392
121
0
Media
Tutti i contribuenti
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 25.1A - Il calcolo
239957
245498
187728
82854
32720
10088
5969
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
1139067
177433
5.000-10.000
Totale
14402
135904
2.500-5.000
5189
1.000-2.500
7
1318
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
0
22612
141221
84833
59943
40636
29725
22789
17550
12642
7613
3816
1837
631
99,9
97,0
97,4
98,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,5
42,9
1770
1395
1129
1128
1466
1699
1812
1848
1911
1890
1653
1534
1463
154
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
1138023
5787
9828
32129
82854
187728
245498
239957
177433
135904
14402
5189
1311
3
Freq.
1003919
5969
10080
32698
82789
187300
244012
234781
160088
45578
624
0
0
0
Freq.
88,1
100,0
99,9
99,9
99,9
99,8
99,4
97,8
90,2
33,5
4,3
0,0
0,0
0,0
4668
51619
27852
17730
10018
5774
3648
2254
1078
315
147
0
0
0
Imposta netta
% sul
Media
totale
1002818
5968
10080
32692
82781
187312
244063
234827
159840
44664
591
0
0
0
88,0
100,0
99,9
99,9
99,9
99,8
99,4
97,9
90,1
32,9
4,1
0,0
0,0
0,0
271
1776
1051
737
489
338
240
176
120
86
40
0
0
0
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
789164
4561
8074
26171
66349
150674
197112
189249
119463
27161
350
0
0
0
69,3
76,4
80,0
80,0
80,1
80,3
80,3
78,9
67,3
20,0
2,4
0,0
0,0
0,0
118
660
403
285
192
141
108
83
60
40
19
0
0
0
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2009
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
Tutti i contribuenti
Freq.
dell’imposta
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 25.2A - Il calcolo
191
192
37887
70228
130571
157272
120668
54391
23490
8081
5353
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
621446
9252
2.500-5.000
Totale
3233
1.000-2.500
7
1013
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
% sul
totale
25414
142825
85187
60041
40764
29712
22803
17685
12672
7930
3835
1825
609
0
Media
0
363375
4307
6312
17899
40367
83270
96055
65616
31195
14165
2735
1110
344
0,0
58,5
80,5
78,1
76,2
74,2
69,0
61,1
50,3
44,4
37,4
29,6
34,3
34,0
0
416
792
657
572
501
445
387
339
346
323
323
323
271
345566
3828
6046
15903
35786
76272
94165
69586
30759
11287
1627
250
56
1
Freq.
55,6
71,5
74,8
67,7
65,8
63,2
59,9
53,3
43,8
29,8
17,6
7,7
5,5
14,3
% sul
totale
Oneri deducibili
331
2123
1536
886
451
317
229
192
179
156
217
124
75
38
Media
621350
5353
8080
23488
54387
120661
157266
130559
70217
37875
9234
3226
1004
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,8
99,8
99,1
0,0
% sul
totale
Base imponibile
24992
140670
83535
59013
40100
29208
22430
17414
12443
7766
3716
1709
518
0
Media
621341
5353
8080
23488
54387
120661
157266
130559
70217
37875
9234
3226
995
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,8
99,8
98,2
0,0
% sul
totale
Imposta lorda
6709
53658
29096
18902
11559
7477
5456
4103
2862
1786
855
393
120
0
Media
Anno 2009
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta - Dipendenti
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 25.1B - Il calcolo
130571
157272
120668
54391
23490
8081
5353
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
621446
70228
5.000-10.000
Totale
9252
37887
2.500-5.000
3233
1.000-2.500
7
1013
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
25414
142825
85187
60041
40764
29712
22803
17685
12672
7930
3835
1825
609
0
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
99,9
96,9
97,6
98,4
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,3
42,9
1866
1396
1133
1152
1539
1810
1940
2016
2112
1984
1637
1492
1397
154
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
620697
5189
7886
23111
54391
120668
157272
130571
70228
37887
9252
3233
1006
3
Freq.
570576
5353
8074
23470
54339
120336
156069
126643
59640
16232
420
0
0
0
Freq.
91,8
100,0
99,9
99,9
99,9
99,7
99,2
97,0
84,9
42,8
4,5
0,0
0,0
0,0
5341
52305
28013
17785
10030
5686
3551
2174
1000
341
158
0
0
0
Imposta netta
% sul
Media
totale
570181
5352
8074
23464
54332
120348
156118
126688
59532
15873
400
0
0
0
91,8
100,0
99,9
99,9
99,9
99,7
99,3
97,0
84,8
41,9
4,3
0,0
0,0
0,0
300
1797
1057
739
489
337
240
178
122
83
40
0
0
0
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
448543
4057
6466
18839
43067
95736
124712
101643
44287
9499
237
0
0
0
72,2
75,8
80,0
80,2
79,2
79,3
79,3
77,8
63,1
25,1
2,6
0,0
0,0
0,0
127
665
405
284
191
140
107
83
60
39
18
0
0
0
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2009
Freq.
dell’imposta - Dipendenti
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 25.2B - Il calcolo
193
194
98017
107205
109386
88226
67060
28463
9230
2007
616
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
517621
5150
2.500-5.000
Totale
1956
1.000-2.500
-
305
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
% sul
totale
19247
127286
83408
59694
40392
29749
22764
17389
12622
7491
3783
1858
701
-
Media
-
385928
512
1710
7874
24207
55644
71042
84822
77290
58072
3338
1232
185
-
74,6
83,1
85,2
85,3
85,0
83,0
80,5
77,5
72,1
59,2
64,8
63,0
60,7
-
479
1018
871
764
655
560
492
453
430
368
398
352
259
208755
489
1546
7012
20101
41661
46892
47501
32659
10192
614
83
5
-
Freq.
40,3
79,4
77,0
76,0
70,6
62,1
53,1
43,4
30,5
10,4
11,9
4,2
1,6
-
% sul
totale
Oneri deducibili
428
1581
1378
943
524
409
362
380
428
312
244
48
44
-
Media
517363
616
2007
9229
28461
67058
88214
109344
107102
97935
5136
1956
305
-
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,7
100,0
100,0
-
% sul
totale
Base imponibile
18728
125185
81604
58332
39468
29031
22178
16880
12196
7249
3510
1634
544
-
Media
480564
616
2007
9229
28461
67058
88214
109343
107101
64325
3105
995
110
-
Freq.
92,8
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
65,6
60,3
50,9
36,1
-
% sul
totale
Imposta lorda
5004
46999
28267
18630
11319
7422
5389
3962
2805
1796
804
388
131
-
Media
Anno 2009
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta - Pensionati
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 25.1C - Il calcolo
109386
88226
67060
28463
9230
2007
616
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
517621
107205
5.000-10.000
Totale
5150
98017
2.500-5.000
1956
1.000-2.500
-
305
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
19247
127286
83408
59694
40392
29749
22764
17389
12622
7491
3783
1858
701
-
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
99,9
97,1
96,8
97,7
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
1654
1383
1114
1067
1328
1500
1583
1646
1780
1854
1681
1604
1683
-
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
517326
598
1942
9018
28463
67060
88226
109386
107205
98017
5150
1956
305
-
Freq.
433343
616
2006
9228
28450
66964
87943
108138
100448
29346
204
0
0
-
Freq.
83,7
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,7
98,9
93,7
29,9
4,0
0,0
0,0
-
3781
45657
27204
17590
9995
5933
3821
2348
1124
300
124
0
0
-
Imposta netta
% sul
Media
totale
-
432637
616
2006
9228
28449
66964
87945
108139
100308
28791
191
0
0
83,6
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,7
98,9
93,6
29,4
3,7
0,0
0,0
-
233
1595
1027
733
488
339
240
173
120
87
40
0
0
-
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
-
340621
504
1608
7332
23282
54938
72400
87606
75176
17662
113
0
0
65,8
81,8
80,1
79,4
81,8
81,9
82,1
80,1
70,1
18,0
2,2
0,0
0,0
-
105
622
396
288
195
144
109
83
60
41
20
0
0
-
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2009
Freq.
dell’imposta - Pensionati
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 25.2C - Il calcolo
195
196
8
191509
260053
268323
206620
94034
36747
11555
6914
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
1250180
149048
2.500-5.000
Totale
6457
17199
1.000-2.500
1713
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
22755
141903
84973
59874
40725
29719
22785
17575
12634
7599
3804
1829
631
0
Media
0
816390
5609
9144
29115
73719
153209
181637
160525
115049
77740
7261
2726
656
0,0
65,3
81,1
79,1
79,2
78,4
74,2
67,7
61,7
60,1
52,2
42,2
42,2
38,3
0
452
792
703
632
562
495
433
406
408
362
369
344
262
615122
5037
8680
26059
64631
131270
155490
126870
70003
24000
2582
407
93
0
Freq.
49,2
72,9
75,1
70,9
68,7
63,5
57,9
48,8
36,6
16,1
15,0
6,3
5,4
0,0
% sul
totale
408
2192
1645
914
537
385
311
298
339
262
192
158
135
0
Media
1249738
6913
11553
36746
94025
206609
268307
259973
191364
148922
17175
6449
1702
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,9
99,9
99,4
0,0
% sul
totale
Base imponibile
22268
139692
83202
58727
39921
29110
22314
17185
12277
7377
3628
1678
530
0
Media
1208076
6913
11553
36746
94025
206609
268307
259972
191362
111663
14434
5067
1425
0
Freq.
96,6
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
74,9
83,9
78,5
83,2
0,0
% sul
totale
Imposta lorda
Anno 2010
% sul
totale
Oneri deducibili
6020
53238
28953
18787
11491
7446
5425
4042
2824
1788
840
391
124
0
Media
Tutti i contribuenti
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 26.1A - Il calcolo
260053
268323
206620
94034
36747
11555
6914
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
1250180
191509
5.000-10.000
Totale
17199
149048
2.500-5.000
6457
1.000-2.500
8
1713
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
0
22755
141903
84973
59874
40725
29719
22785
17575
12634
7599
3804
1829
631
99,9
97,1
97,2
98,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,8
12,5
1768
1451
1160
1163
1481
1695
1810
1839
1919
1890
1650
1546
1505
200
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
1248983
6713
11226
36091
94034
206620
268323
260053
191509
149048
17199
6457
1709
1
Freq.
1096587
6913
11553
36727
93950
206068
266399
254208
171032
48999
738
0
0
0
Freq.
87,7
100,0
100,0
99,9
99,9
99,7
99,3
97,8
89,3
32,9
4,3
0,0
0,0
0,0
4749
51829
27826
17655
10020
5769
3648
2269
1080
322
149
0
0
0
Imposta netta
% sul
Media
totale
1084670
6911
11553
36721
93944
206056
264191
252244
166670
45698
682
0
0
0
86,8
100,0
100,0
99,9
99,9
99,7
98,5
97,0
87,0
30,7
4,0
0,0
0,0
0,0
275
1752
1029
715
475
334
244
179
123
88
41
0
0
0
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
860950
5255
9262
29106
74807
165603
214963
204509
127600
29421
424
0
0
0
68,9
76,0
80,2
79,2
79,6
80,1
80,1
78,6
66,6
19,7
2,5
0,0
0,0
0,0
119
657
403
285
193
141
107
83
60
40
18
0
0
0
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2010
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
Tutti i contribuenti
Freq.
dell’imposta
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 26.2A - Il calcolo
197
198
8
78027
139568
168345
127091
59257
25850
9114
6191
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
672789
43540
2.500-5.000
Totale
3831
10681
1.000-2.500
1286
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
% sul
totale
25423
143585
85335
59975
40911
29683
22790
17724
12653
7902
3838
1813
616
0
Media
0
385825
5005
7075
19778
44058
87306
101298
67643
33628
15325
3100
1195
414
0,0
57,3
80,8
77,6
76,5
74,4
68,7
60,2
48,5
43,1
35,2
29,0
31,2
32,2
0
419
769
654
571
507
449
387
340
349
324
322
330
261
373748
4482
6730
17561
39422
80993
100987
74111
34270
12927
1876
309
80
0
Freq.
55,6
72,4
73,8
67,9
66,5
63,7
60,0
53,1
43,9
29,7
17,6
8,1
6,2
0,0
% sul
totale
Oneri deducibili
364
2226
1711
868
507
349
258
209
199
180
178
181
138
0
Media
672692
6190
9112
25849
59251
127085
168344
139557
78013
43526
10665
3824
1276
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,8
99,2
0,0
% sul
totale
Base imponibile
24984
141383
83590
58951
40202
29155
22402
17450
12419
7740
3721
1702
531
0
Media
672682
6190
9112
25849
59251
127085
168344
139557
78013
43526
10665
3823
1267
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,8
98,5
0,0
% sul
totale
Imposta lorda
6726
53965
29119
18876
11598
7458
5449
4113
2856
1780
856
392
123
0
Media
Anno 2010
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta - Dipendenti
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 26.1B - Il calcolo
43540
78027
139568
168345
127091
59257
25850
9114
6191
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
672789
10681
2.500-5.000
Totale
3831
1.000-2.500
8
1286
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
25423
143585
85335
59975
40911
29683
22790
17724
12653
7902
3838
1813
616
0
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
99,9
97,0
97,2
98,3
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,7
12,5
1863
1466
1144
1176
1558
1808
1937
2002
2110
1967
1634
1499
1445
200
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
671913
6008
8859
25423
59257
127091
168345
139568
78027
43540
10681
3831
1282
1
Freq.
613540
6190
9112
25835
59196
126663
166849
135299
65198
18685
513
0
0
0
Freq.
91,2
100,0
100,0
99,9
99,9
99,7
99,1
96,9
83,6
42,9
4,8
0,0
0,0
0,0
5404
52542
28007
17730
10051
5672
3552
2200
1017
359
156
0
0
0
Imposta netta
% sul
Media
totale
606160
6189
9112
25828
59191
126652
164750
133485
63001
17481
471
0
0
0
90,1
100,0
100,0
99,9
99,9
99,7
97,9
95,6
80,7
40,1
4,4
0,0
0,0
0,0
302
1771
1032
714
475
333
244
182
124
85
41
0
0
0
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
480862
4672
7302
20482
46597
100761
133234
108279
48271
10976
288
0
0
0
71,5
75,5
80,1
79,2
78,6
79,3
79,1
77,6
61,9
25,2
2,7
0,0
0,0
0,0
128
662
404
284
192
140
107
83
60
39
18
0
0
0
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2010
Freq.
dell’imposta - Dipendenti
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 26.2B - Il calcolo
199
200
105508
113482
120485
99978
79529
34777
10897
2441
723
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
577391
6518
2.500-5.000
Totale
2626
1.000-2.500
-
427
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
% sul
totale
19647
127504
83622
59636
40408
29777
22778
17403
12620
7474
3749
1852
676
-
Media
-
430565
604
2069
9337
29661
65903
80339
92882
81421
62415
4161
1531
242
-
74,6
83,5
84,8
85,7
85,3
82,9
80,4
77,1
71,7
59,2
63,8
58,3
56,7
-
482
982
871
760
644
557
491
455
432
371
404
355
264
241374
555
1950
8498
25209
50277
54503
52759
35733
11073
706
98
13
-
Freq.
41,8
76,8
79,9
78,0
72,5
63,2
54,5
43,8
31,5
10,5
10,8
3,7
3,0
-
% sul
totale
Oneri deducibili
476
1917
1418
1009
583
442
409
423
473
358
229
88
118
-
Media
577046
723
2441
10897
34774
79524
99963
120416
113351
105396
6510
2625
426
-
Freq.
99,9
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,9
99,9
100,0
99,8
-
% sul
totale
Base imponibile
19102
125213
81752
58197
39442
29040
22165
16878
12179
7227
3476
1643
526
-
Media
535394
723
2441
10897
34774
79524
99963
120415
113349
68137
3769
1244
158
-
Freq.
92,7
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
64,6
57,8
47,4
37,0
-
% sul
totale
Imposta lorda
5133
47011
28333
18577
11310
7426
5386
3961
2801
1794
795
389
133
-
Media
Anno 2010
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta - Pensionati
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 26.1C - Il calcolo
120485
99978
79529
34777
10897
2441
723
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
577391
113482
5.000-10.000
Totale
6518
105508
2.500-5.000
2626
1.000-2.500
-
427
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
19647
127504
83622
59636
40408
29777
22778
17403
12620
7474
3749
1852
676
-
Reddito complessivo
% sul
Media
totale
99,9
97,5
97,0
97,9
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
1658
1325
1221
1132
1350
1514
1596
1651
1789
1858
1675
1614
1683
-
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
577070
705
2367
10668
34777
79529
99978
120485
113482
105508
6518
2626
427
-
Freq.
483047
723
2441
10892
34754
79405
99550
118909
105834
30314
225
0
0
-
Freq.
83,7
100,0
100,0
100,0
99,9
99,8
99,6
98,7
93,3
28,7
3,5
0,0
0,0
-
3917
45720
27148
17476
9967
5922
3810
2347
1119
299
134
0
0
-
Imposta netta
% sul
Media
totale
-
478510
722
2441
10893
34753
79404
99441
118759
103669
28217
211
0
0
82,9
99,9
100,0
100,0
99,9
99,8
99,5
98,6
91,4
26,7
3,2
0,0
0,0
-
240
1591
1015
719
476
337
244
176
123
90
42
0
0
-
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
-
380088
583
1960
8624
28210
64842
81729
96230
79329
18445
136
0
0
65,8
80,6
80,3
79,1
81,1
81,5
81,7
79,9
69,9
17,5
2,1
0,0
0,0
-
107
620
397
286
194
144
109
83
60
41
19
0
0
-
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
Anno 2010
Freq.
dell’imposta - Pensionati
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
Tabella 26.2C - Il calcolo
201
202
5
195714
260680
282617
229675
102079
40334
12869
7387
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
1314877
156796
2.500-5.000
Totale
6838
18042
1.000-2.500
1841
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
23058
142154
84869
59923
40648
29789
22804
17587
12608
7586
3798
1823
611
0
Media
0
871643
5979
10345
32117
80782
171892
193198
163388
119083
83419
7703
3073
664
0,0
66,3
80,9
80,4
79,6
79,1
74,8
68,4
62,7
60,8
53,2
42,7
44,9
36,1
0
456
800
702
633
564
494
432
412
410
366
376
343
257
652254
5438
9735
28832
70793
147192
165082
126777
71134
24305
2483
384
98
1
Freq.
49,6
73,6
75,6
71,5
69,4
64,1
58,4
48,6
36,3
15,5
13,8
5,6
5,3
20,0
% sul
totale
431
2181
1595
935
552
402
328
330
365
259
212
179
199
46
Media
1314363
7386
12869
40331
102074
229663
282592
260566
195524
156682
18014
6829
1833
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,9
99,8
99,9
99,6
0,0
% sul
totale
Base imponibile
22509
139402
82690
58455
39627
29117
22306
17173
12238
7358
3617
1664
517
0
Media
1268250
7386
12869
40331
102074
229663
282592
260565
195523
115282
15075
5368
1522
0
Freq.
96,5
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
73,5
83,6
78,5
82,7
0,0
% sul
totale
Imposta lorda
Anno 2011
% sul
totale
Oneri deducibili
6107
53113
28737
18681
11381
7450
5423
4040
2815
1786
837
388
121
0
Media
Tutti i contribuenti
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 27.1A - Il calcolo
260680
282617
229675
102079
40334
12869
7387
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
1314877 100,0
195714
5.000-10.000
Totale
18042
156796
2.500-5.000
6838
1.000-2.500
5
1841
0-1.000
0
0
7586
3798
1823
611
0
7200
12568
39634
102079
229675
282617
260680
195714
156796
18042
6838
1839
1313682 99,9
142154
84869
59923
40648
29789
22804
17587
12608
23058
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
97,5
97,7
98,3
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
0,0
1755
1410
1142
1134
1461
1683
1805
1825
1914
1888
1670
1577
1508
0
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
100,0
100,0
100,0
99,9
99,8
99,3
97,9
1152512 87,7
7386
12869
40314
101993
229102
280567
255122
89,4
31,6
3,5
0,0
0,0
0,0
4853
51739
27622
17575
9930
5784
3651
2277
1075
318
156
0
0
0
Imposta netta
% sul
Media
totale
174930
49595
634
0
0
0
Freq.
100,0
100,0
99,9
99,7
99,5
99,0
97,2
85,8
29,5
3,2
0,0
0,0
0,0
1138594 86,6
7384
12865
40284
101734
228467
279833
253278
167998
46177
574
0
0
0
359
2191
1285
897
597
428
316
236
164
117
56
0
0
0
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
945443
6550
11630
36157
90102
191623
234664
212163
132318
29879
357
0
0
0
71,9
88,7
90,4
89,6
88,3
83,4
83,0
81,4
67,6
19,1
2,0
0,0
0,0
0,0
123
669
397
279
189
144
109
84
61
41
18
0
0
0
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
0,9
7,0
6,2
4,8
3,7
1,3
0,4
0,2
0,1
0,1
0,1
0,0
0,0
0,0
998
1552
1371
1311
1095
767
617
537
455
283
230
56
0
0
Cedolare secca
% sul
Media
totale
12058
517
802
1955
3806
2953
1201
497
227
87
10
3
0
0
Freq.
Anno 2011
Freq.
Tutti i contribuenti
Reddito totale
% sul
Media
totale
dell’imposta
Freq.
Tabella 27.2A - Il calcolo
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
203
204
5
77490
132988
173510
139713
61303
27763
9812
6508
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
690104
44137
2.500-5.000
Totale
4171
11338
1.000-2.500
1366
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
% sul
totale
25794
144200
85228
59984
40802
29781
22818
17752
12620
7894
3820
1811
600
0
Media
0
401774
5251
7747
21346
45938
96952
105212
64470
33854
15873
3336
1400
395
0,0
58,2
80,7
79,0
76,9
74,9
69,4
60,6
48,5
43,7
36,0
29,4
33,6
28,9
0
422
771
651
572
512
448
386
344
351
326
327
325
257
389037
4758
7273
19076
41176
90117
105696
71186
34379
13098
1907
287
83
1
Freq.
56,4
73,1
74,1
68,7
67,2
64,5
60,9
53,5
44,4
29,7
16,8
6,9
6,1
20,0
% sul
totale
Oneri deducibili
387
2215
1682
908
528
366
275
231
211
180
226
168
202
46
Media
690017
6507
9812
27760
61299
139707
173503
132980
77480
44131
11314
4164
1360
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,8
99,8
99,6
0,0
% sul
totale
Base imponibile
25291
141515
83167
58685
39915
29198
22410
17460
12373
7725
3699
1696
523
0
Media
690015
6507
9812
27760
61299
139707
173503
132980
77480
44131
11314
4164
1358
0
Freq.
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,8
99,8
99,4
0,0
% sul
totale
Imposta lorda
6824
54021
28940
18772
11489
7476
5451
4116
2846
1777
851
390
121
0
Media
Anno 2011
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta - Dipendenti
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 27.1B - Il calcolo
44137
77490
132988
173510
139713
61303
27763
9812
6508
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
690104
11338
2.500-5.000
Totale
4171
1.000-2.500
5
1366
0-1.000
0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
0
25794
144200
85228
59984
40802
29781
22818
17752
12620
7894
3820
1811
600
0
689254
6348
9585
27307
61303
139713
173510
132988
77490
44137
11338
4171
1364
99,9
97,5
97,7
98,4
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
0,0
1859
1397
1132
1157
1544
1807
1949
2007
2119
1974
1635
1497
1436
0
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
Freq.
629054
6507
9812
27751
61244
139282
171898
91,2
100,0
100,0
100,0
99,9
99,7
99,1
97,0
83,2
42,1
4,5
0,0
0,0
0,0
5519
52659
27834
17640
9956
5689
3544
2196
1003
362
167
0
0
0
Imposta netta
% sul
Media
totale
129018
64462
18575
505
0
0
0
Freq.
621689
6505
9808
27721
60989
138653
171189
127598
61464
17305
457
0
0
0
90,1
100,0
100,0
99,8
99,5
99,2
98,7
95,9
79,3
39,2
4,0
0,0
0,0
0,0
393
2225
1293
897
597
427
316
239
166
114
56
0
0
0
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
515909
5747
8803
24575
52762
115189
142362
106823
48444
10916
288
0
0
0
74,8
88,3
89,7
88,5
86,1
82,4
82,0
80,3
62,5
24,7
2,5
0,0
0,0
0,0
132
668
397
278
189
142
108
84
61
40
18
0
0
0
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
6446
439
514
1182
1955
1546
549
173
70
15
3
0
0
0
Freq.
0,9
6,7
5,2
4,3
3,2
1,1
0,3
0,1
0,1
0,0
0,0
0,0
0,0
0,0
959
1449
1204
1208
1008
723
543
471
356
392
269
0
0
0
Cedolare secca
% sul
Media
totale
Anno 2011
Reddito totale
% sul
Media
totale
dell’imposta - Dipendenti
Freq.
Tabella 27.2B - Il calcolo
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
205
206
112659
118224
127692
109107
89962
40776
12571
3057
879
5.000-10.000
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
624773
6704
2.500-5.000
Totale
2667
1.000-2.500
-
475
0-1.000
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
% sul
totale
20037
127005
83716
59788
40415
29801
22781
17415
12599
7465
3760
1842
645
-
Media
-
469869
728
2598
10771
34844
74940
87986
98918
85229
67546
4367
1673
269
-
75,2
82,8
85,0
85,7
85,5
83,3
80,6
77,5
72,1
60,0
65,1
62,7
56,6
-
484
1009
856
754
634
553
488
456
433
375
413
358
258
263217
680
2462
9756
29617
57075
59386
55591
36755
11207
576
97
15
-
Freq.
42,1
77,4
80,5
77,6
72,6
63,4
54,4
43,5
31,1
9,9
8,6
3,6
3,2
-
% sul
totale
Oneri deducibili
498
1945
1340
988
585
459
423
457
508
352
164
214
184
-
Media
624346
879
3057
12571
40775
89956
109089
127586
118044
112551
6700
2665
473
-
Freq.
99,9
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,8
99,9
99,9
99,9
99,6
-
% sul
totale
Base imponibile
19434
123764
81161
57946
39193
28992
22142
16873
12150
7214
3480
1615
498
-
Media
578235
879
3057
12571
40775
89956
109089
127585
118043
71151
3761
1204
164
-
Freq.
92,6
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
99,9
99,8
63,2
56,1
45,1
34,5
-
% sul
totale
Imposta lorda
5250
46390
28085
18480
11218
7411
5380
3960
2794
1791
796
381
130
-
Media
Anno 2011
Freq.
Deduzione abitazione
principale
% sul
Freq.
Media
totale
dell’imposta - Pensionati
0
Classe di
reddito
Reddito complessivo
Tabella 27.1C - Il calcolo
127692
109107
89962
40776
12571
3057
879
10.000-15.000
15.000-20.000
20.000-26.000
26.000-35.000
35.000-50.000
50.000-75.000
75.000-100.000
oltre 100.000
624773
118224
5.000-10.000
Totale
6704
112659
2.500-5.000
2667
1.000-2.500
-
475
0-1.000
0
-
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
20037
127005
83716
59788
40415
29801
22781
17415
12599
7465
3760
1842
645
-
624428
852
2983
12327
40776
89962
109107
127692
118224
112659
6704
2667
475
99,9
96,9
97,6
98,1
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
-
1640
1509
1175
1083
1335
1490
1577
1635
1780
1855
1729
1702
1715
-
Totale detrazioni
% sul
Media
totale
Freq.
523458
879
3057
12563
40749
89820
108669
126104
83,8
100,0
100,0
99,9
99,9
99,8
99,6
98,8
93,4
27,5
1,9
0,0
0,0
-
4053
44927
26939
17430
9890
5932
3820
2360
1117
291
116
0
0
-
Imposta netta
% sul
Media
totale
110468
31020
129
0
0
-
Freq.
516905
879
3057
12563
40745
89814
108644
125680
106534
28872
117
0
0
-
82,7
100,0
100,0
99,9
99,9
99,8
99,6
98,4
90,1
25,6
1,7
0,0
0,0
-
318
1934
1258
895
598
430
316
232
164
120
55
0
0
-
Addizionale regionale
% sul
Media
totale
Freq.
429534
803
2827
11582
37340
76434
92302
105340
83874
18963
69
0
0
-
68,8
91,4
92,5
92,1
91,6
85,0
84,6
82,5
70,9
16,8
1,0
0,0
0,0
-
112
676
398
282
190
147
110
83
61
42
19
0
0
-
Addizionale comunale
% sul
Media
totale
Freq.
5612
78
288
773
1851
1407
652
324
157
72
7
3
0
-
Freq.
0,9
8,9
9,4
6,1
4,5
1,6
0,6
0,3
0,1
0,1
0,1
0,1
0,0
-
1043
2133
1668
1467
1186
815
680
572
500
260
213
56
0
-
Cedolare secca
% sul
Media
totale
Anno 2011
Reddito totale
% sul
Media
totale
dell’imposta - Pensionati
Freq.
Tabella 27.2C - Il calcolo
Classe di
reddito
Primo Rapporto sui redditi degli utenti Caf Acli
Appendice
207
Indice
Presentazione
5
Premessa
9
Prima parte - Analisi dei redditi: andamenti e disuguaglianze
1. Il campione: caratteristiche e peculiarità
1.1. Introduzione
1.2. Le principali dimensioni di lettura del campione
1.3. Il confronto tra il campione Caf Acli e i dati Mef
15
15
18
26
2. Il posizionamento: un profilo di ceto medio
2.1. Nel mezzo della scala dei redditi
2.2. Indici e fattori di disuguaglianza
2.2.1. Le disuguaglianze di genere
2.2.2. Le disuguaglianze d’età
32
32
36
38
40
3. La dinamica dei redditi 2008-2011
3.1. Dinamica dei redditi per categoria e genere
3.2. Dinamica dei redditi per classe d’età
3.3. Dinamica dei redditi per paese d’origine
3.4. Dinamica dei redditi per categorie di stato civile
3.5. Approfondimento sui dati di panel
46
46
50
56
58
62
4. La dinamica dei redditi per territorio
4.1. Aree geografiche a confronto
4.2. Uno sguardo su alcune regioni significative
4.2.1. Piemonte
4.2.2. Lombardia
4.2.3. Trentino-Alto Adige
4.2.4. Lazio
4.2.5. Abruzzo
4.2.6. Puglia
4.2.7. Sicilia
65
65
68
71
74
77
80
83
86
89
Seconda parte - Deduzioni, detrazioni e simulazioni
208
95
5. Dal reddito complessivo al reddito netto
5.1. La distribuzione degli oneri detraibili,
oneri deducibili e delle detrazioni complessive
5.1.1. Elevata concentrazione delle detrazioni e delle deduzioni
5.1.2. Detrazioni e deduzioni che pesano molto sul reddito
5.1.3. Detrazioni per redditi di lavoro (e assimilati)
e per carichi familiari
5.2. La distribuzione dell’imposta netta
99
100
6. Le simulazioni
6.1. La famiglia
6.2. La casa
6.3. Le spese fiscali (“tax expenditures”)
6.4. Gli incapienti
101
102
105
114
116
Conclusioni
123
Appendice
129
95
95
98
Scarica

PRIMO RAPPORTO SUI REDDITI DEGLI UTENTI CAF ACLI