Comune di Cisterna di Latina
Assessorato alle Attività Equestri e Servizi Sociali
Raccolta Civica
dedicata al
Cavallo e al Buttero
a cura di
Azzurra Piattella
Palazzo Caetani
8 marzo 2006
COMUNE DI CISTERNA DI LATINA
Mauro Carturan
Sindaco
Gildo Di Candilo
Vice Sindaco
Alberto Filippi
Assessore alle Attività Equestri e Servizi Sociali
Palazzo Caetani
Raccolta Civica dedicata
al Cavallo e al Buttero
Ideazione del progetto
Alberto Filippi
Azzurra Piattella
Cura e coordinamento
per l’Amministrazione Comunale
Alberto Filippi
Cura scientifica del progetto
Azzurra Piattella
Coordinamento tecnico
Area Cultura
Angela Coluzzi
Giovanna De Luca
Si ringraziano:
Alessandro Alimonti, Mirella Bentivoglio, Carlo Buonincontro, Marco Cambellotti (Archivio Cambellotti),
Giuseppe Coluzzi, Bruno Conte, Giovanni Costa,
Gianni del Duca (Caseificio Maina della Torre), Anna
Esposito, Roberto Fabiani, Famiglia Molinari, Alberto
Filippi, Francesco Guadagnuolo, Giuliana Veronica
Lojero, Roberto Macera, Renato Mammucari, Vittorio
Marini, Francesco Paolo Martelli, Adamo Modesto,
Pietro Pantino, Giovanna Petrucci, Bruno Piattella,
Sergio Ponzo, Antonio Santarelli (Az. Agricola Casale
del Giglio), Giancarlo Santori, Ettore Sbardella, Filippo Sbardella (Az. Agricola Sbardella e Mascetti), Carlos Julio Suarez Olivares (Archivio Aligi Sassu), Zeno
Tentella, Hassan Vahedi, Luca Vernizzi, Liliana Vinci,
Vitaliano Vitelli, Michele Volpe, Associazione Cavalcanti “M. Molinari”.
Un particolare ringraziamento all’Ufficio e al personale tecnico-operativo del Comune di Cisterna di Latina
Si ricordano con gratitudine:
Luciano Leonardi, già Dirigente AA. GG. del Comune
di Cisterna di Latina.
Duilio Cambellotti, Fausto Filippi, Manlio Guberti
Helfrich, Augusto Imperiali, Italo Molinari, Mariano
Molinari, Mario Petrucci, Aligi Sassu, Attilio Sbardella,
Renato Vernizzi
Area AA. GG.
Tiziana Fede
Annarita Petrivelli
Cura redazionale e testi catalogo
Azzurra Piattella
Ufficio Stampa
dell’Amministrazione Comunale
Mauro Nasi
Giuliana Piccinini
Ufficio tipografico
dell’Amministrazione Comunale
Giovanni Pinna
Impaginazione e Stampa catalogo
Tipografia Monti S.r.l. Cisterna di Latina
Arredi
F.lli Martelli di Martelli Massimo & C. S.n.c.
Cornici
Giorgia Manfrin
Fotografie
Enrico Fianchini
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Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
Sponsor per l’evento inaugurale
Duilio Cambellotti, Il buttero, 1984, bronzo (dal gesso originale 1918-19)
Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
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Sella di Mario Petrucci con finimenti, anni Trenta del XX sec., dono Giovanna Petrucci
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Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
Buttero e cavallo, l’uno non può prescindere dall’altro. Due figure importanti per Cisterna
che a loro lega buona parte della sua storia, folclore, turismo, economia.
Per questo, dunque, la Raccolta Civica dedicata al Cavallo e al Buttero deve trovare sede a
Cisterna, la “patria dei butteri”.
Un progetto che nasce per dialogare, come già successo nella fase di costituzione, con archivi privati di importanza nazionale ma soprattutto come luogo di conservazione della
memoria locale.
La bonifica integrale degli anni Venti, infatti, ha trasformato una malsana palude in una
fertile pianura modificando non solo il paesaggio ma anche alcune figure caratteristiche di
questo territorio. Molti cisternesi contano un discendente diretto legato al mondo equestre
ed ancora oggi qui insistono grandi realtà imprenditoriali legate al cavallo. E’ dunque
importante conoscere e promuovere le proprie radici specie tra i giovani ma la speranza è
anche che la Raccolta Civica possa crescere nel tempo arricchendo il patrimonio artistico
locale e diventare una realtà museale affermata a livello nazionale.
Il Sindaco
Mauro Carturan
Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
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Bardellone da doma, anni Cinquanta del XX sec., dono Roberto Macera
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Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
Per una storia delle nostre radici
Sin dalle prime fasi ideative, il progetto per una raccolta civica dedicata al Cavallo e al
Buttero è risultato forse ambizioso, ma quanto mai necessario per una realtà territoriale
come quella di Cisterna di Latina, legata storicamente a questo tema.
Il mio impegno in qualità di Amministratore Comunale, delegato alle attività di settore, è
stato supportato da un autentico sentimento nei confronti dei luoghi in cui si afferma oggi
questa nuova realtà culturale. Le vicende legate alla storia della mia famiglia d’origine e
una radicata passione personale per il “mondo equestre” mi hanno costantemente sostenuto nel lavoro svolto per questa iniziativa, pensata come possibilità di tutela delle nostre
radici e di riscoperta e crescita della nostra Città.
Il percorso museale è un atto dovuto nei confronti dei protagonisti del nostro passato, ma,
al tempo stesso, è dedicato alle generazioni future affinché possano coltivare il piacere della
ricerca di ciò che è stato e soprattutto possano continuare ad amare quanto loro appartiene.
Il progetto, inoltre, ha fornito l’importante occasione per un incremento consistente del
patrimonio storico-artistico della città di Cisterna di Latina. Le donazioni, numerose e di
notevole valore, hanno apportato un significativo contributo per la ricomposizione di un
interessante mosaico che – siamo consapevoli - richiederà ancora molte energie per essere
ampliato e completato.
Con orgoglio guardo ai risultati fin qui ottenuti e per essi rivolgo i miei ringraziamenti al
Sindaco di Cisterna dott. Mauro Carturan, alla dott.ssa Azzurra Piattella, curatore scientifico del progetto, all’Associazione Cavalcanti e a quanti, a vario titolo, hanno dato il proprio contributo.
L’Assessore alle Attività Equestri e Servizi Sociali
Alberto Filippi
Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
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Sella scafarda, anni Sessanta del XX sec., dono Sergio Ponzo
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Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
La nuova "realtà" culturale, che s'inserisce nel contesto artistico di Cisterna di Latina, non intende
avere pretese specialistiche, ma ambisce a divenire un punto di riferimento e di partenza per eventi
volti a continuare e, se possibile, conservare e incrementare, una tradizione che dovrebbe rimanere
fortemente connotante nel nostro territorio.
Vasto, dai confini imprecisabili, d'interesse coinvolgente non soltanto per gli addetti ai lavori, il tema
al quale è dedicata quest'iniziativa offre diverse ed eterogenee opportunità d'indagine, dall'ambito
storico a quello artistico, documentale, etnografico, folkloristico, zoologico, filogenetico e molti altri
ancora.
Indispensabile è stato, nella fase d'ideazione della raccolta civica dedicata al Cavallo e al Buttero,
individuare settori peculiari sui quali concentrare energie e sinergie affinché, pur nel carattere compendiario, il progetto si potesse tradurre in un discorso auspicabilmente comunicativo. Nonostante
l'inevitabile soggettività delle scelte che identifica ogni contesto museale, si è tentato, nel caso specifico, di mantenere un rigore quanto più possibile scientifico affinché ogni cittadino possa essere fruitore del patrimonio acquisito ed eventuale parte attiva in un potenziale futuribile ampliamento. Anche
se il progetto non può dirsi né esaustivo né concluso - ma al contrario può essere considerato un continuo "work in progress" - quanto fin qui effettuato ha comportato sicuramente rinunce ed esclusioni
sofferte. I tre settori - artistico, documentale e patrimoniale - vogliono indicare una linea di perseguimento e "parlano", ci auguriamo, anche di quanto oggi non è presente nella raccolta. Resta dunque
aperto l'invito a dare seguito alla generosità dei tanti donatori che, da Cisterna e da altre città italiane, hanno offerto con entusiasmo il proprio contributo. La modalità d'acquisizione prescelta - espletata con atto di donazione - ha già permesso l'istituzione, nel marzo 2003, di una Raccolta Civica
d'Arte Contemporanea ubicata all'interno di Palazzo Caetani e anch’essa curata per gli aspetti scientifici da chi scrive. Entrambe le iniziative approdano a una oggettiva, inestimabile crescita del patrimonio culturale e artistico della Città da trasmettere alle prossime generazioni.
A tutti coloro che, a vario titolo, nutrono da sempre un sincero interesse per il mondo del Cavallo e
del Buttero e, speriamo, ai molti "neofiti" del settore va il mio saluto. Un personale, sentito ringraziamento è rivolto al Dott. Mauro Carturan, Sindaco di Cisterna di Latina, e all’Assessore Alberto
Filippi, i quali hanno creduto fortemente in questo progetto confermando profonda attenzione e
dedizione per il territorio.
Il Curatore Scientifico
Azzurra Piattella
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Palazzo Caetani
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Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
Dal progetto alla realtà
Azzurra Piattella
La Raccolta Civica dedicata al Cavallo e al Buttero, ubicata a Palazzo Caetani,
“cuore” culturale e artistico di Cisterna di Latina, è realtà quanto mai interessante, densa di significati e di rimandi a una storia che si perde in un lontano passato, ma che trova nel XVI secolo una rilevante fase temporale tanto da poter
essere considerata tra le più convincenti fonti d’ispirazione per un progetto del
quale si intendono ripercorrere sinteticamente i momenti più salienti.
E’ doveroso precisare che il connubio arte visiva-universo equestre sembra non
costituire una novità nella storia del Palazzo, sorto attorno al mastio della duecentesca rocca Frangipane, se si considera che il Cardinale Nicolò Caetani (15261585), durante i suoi lunghi e frequenti soggiorni nell’imponente dimora, dedicò molte energie per l’incremento della sua preziosa collezione di opere d’arte1
e contemporaneamente per il potenziamento di un singolare allevamento di
cavalli. Le testimonianze che rimangono delle epoche seguenti conducono sino
alla storia più recente dell’Ottocento e della prima metà del Novecento, quando
le espressioni pittoriche di P. Pascucci, C. Coleman, E. Roesler Franz, C. Bertolla,
D. Cambellotti e molti altri documentano in maniera generosa e affascinante la
presenza di butteri e di cavalli nell’area geografica in esame.
Le donazioni
La sezione artistica accoglie opere contemporanee - di artisti del XX secolo affermati a livello nazionale e internazionale – realizzate con tecniche e materiali eterogenei, ma tutte strettamente legate per tematica o per soggetto all’universo
equestre. Installazioni, lavori grafici, collages, composizioni fotografiche e dipinti sono stati, in qualche caso, appositamente ideati e realizzati per il percorso
museale di Palazzo Caetani, in altri costituivano già pregevole testimonianza di
interessi, passioni, predilezioni per il mondo del cavallo quale inesauribile fonte
d’ispirazione.
Per una più efficace lettura delle opere donate si propongono di seguito cenni
biografici dei rispettivi autori, ritenendo l’ordine alfabetico, per la citazione
degli stessi, un dovuto riconoscimento alla generosità di ognuno a prescindere
dalle variabili di matrice storica, artistica, culturale.
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Attivo nel settore della fotografia artistica sin dagli anni Settanta, Alessandro
Alimonti privilegia nella sua ricerca gli aspetti teorici connessi alla cultura dell’immagine. Autore di saggi e curatore di workshop, organizza mostre e rassegne fotografiche di rilievo. Sue opere sono in sedi pubbliche quali il Museo Pecci
di Prato e l’”Accademia Carrara” di Bergamo. Prende parte a eventi in Australia
e Brasile.
Autrice di opere di poesia visiva, di land-art, di performance e di installazioni,
Mirella Bentivoglio partecipa nel 1969, per la prima volta, alla Biennale di
Venezia, rassegna che la vede presente in altre sette edizioni. Nel 1973 espone
alla Biennale di San Paolo del Brasile.
Sue opere si trovano presso prestigiose collezioni in Italia e all’estero. Tra esse si
ricordano quella della Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di
Roma e quella del National Museum of Women in the Arts di Washington D.C.
Delle tre opere donate, il lavoro intitolato “A” è stato appositamente concepito
per la raccolta di Palazzo Caetani. L’artista utilizza un “reperto” proveniente da
Zanzibar, raffigurante un cavallo nel cui morso è incisa la lettera A. Per sottolineare il valore del suo objet trouvé la Bentivoglio compone un libro d’artista: in
quarta di copertina traccia a mano, imitando caratteri a stampa, uno scritto nel
quale si narra di uno scienziato “che si era accorto della propensione del cavallo
per l’apprendimento del linguaggio umano”. “Nelle pagine” – racconta l’autrice
– “ho visualizzato, mediante collage, due fasi di apertura della bocca del cavallo, ripetendo l’enigmatica lettera come se fosse pronunciata dall’animale stesso.
Forse l’utopistico auspicio di un mondo liberato, in cui tutti i viventi possano
comunicare…”.
Impegnato nella realizzazione di opere eseguite con la tecnica della pirografia,
Carlo Buonincontro è presente a diverse mostre personali e collettive anche in
qualità di pittore.
Artista poliedrico, Duilio Cambellotti è figura tra le più significative nel panorama artistico del XIX-XX secolo. Nasce nel 1876 a Roma dove avvia la sua formazione presso la bottega del padre, decoratore e intagliatore. Frequenta
l’Istituto-Museo Artistico Industriale e nel 1898 prende parte al concorso per il
cartellone dell’Esposizione Nazionale di Torino. I primi anni del Novecento lo
vedono partecipe del clima culturale d’avanguardia della Capitale. Già socio del
gruppo de I XXV della Campagna Romana, nel 1908 inizia la sua attività di docenza all’Istituto di Belle Arti di Roma. Il suo nome è legato alla realizzazione di
opere monumentali pittoriche e scultoree, di scenografie teatrali, grafiche, arti
applicate, ceramiche e illustrazioni. Già presente nelle sale di Palazzo Caetani, il
bronzo denominato Il buttero è copia unica eseguita post mortem nel 1984 dall’originale in gesso ascrivibile agli anni 1918-19 e rappresenta, nella magistrale
stilizzazione proposta dall’artista, la perfetta fusione tra la figura del buttero e
quella del cavallo.
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Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
Giuseppe Coluzzi conduce un individuale percorso di ricerca pittorica dalla
metà degli anni Sessanta. Tiene la sua prima personale nel 1968. E’presente alla
X Quadriennale di Roma; nel 1978 vince il I Premio CIAC–Roma e il I Premio
Internazionale alla IV Biennale Oderisi da Gubbio. Ha esposto in Italia, Canada,
Irlanda e Germania.
Attivo sin dagli anni Cinquanta nel settore delle arti visive e nella ricerca letteraria, Bruno Conte è tra i protagonisti di importanti rassegne quali la
Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia. E’ autore di opere formali concettuali tra le quali si annoverano i suoi celebri libri lignei. Ha tenuto oltre cinquanta personali nel mondo, ha partecipato a rassegne europee d’arte contemporanea e a mostre dedicate ai libri d’artista presso prestigiose sedi quali il
Palazzo delle Esposizioni di Roma, il Museum of Modern Art di New York, il
Museo Pecci di Prato.
Anna Esposito opera nel settore artistico dagli anni Sessanta dedicandosi prevalentemente alle tecniche del collage e della fotografia. Su quest’ultima, personalmente eseguita o selezionata, interviene con applicazioni, incisioni o imbottiture. Tiene importanti personali presso il Palazzo dei Diamanti a Ferrara, la
Galleria Sala 1 di Roma, la Galleria Drehscheibe di Basilea. E’ presente alla
Biennale di Venezia del 1978, alla Biennale di San Paolo del Brasile (edizioni del
1981 e del 1994), alla Quadriennale Nazionale di Roma del 1986 e al Museo
Laboratorio dell’Università “La Sapienza” di Roma nel 1997.
Pittore, scultore e incisore dal 1964, Roberto Fabiani è autore di monumenti e
installazioni in spazi pubblici e privati. Una sua scultura di grandi dimensioni è
stata progettata ed eseguita per il Palazzo del Parlamento a San Paolo del Brasile.
Ha realizzato il Premio Irish-Italian Business Association (in bronzo) assegnato
annualmente a Dublino (Irlanda) e la medaglia commemorativa del 70°
Anniversario della fondazione della città di Latina. Nel 2004 tiene una personale presso l’area culturale della City Bank di San Paolo del Brasile e l’anno seguente un evento espositivo a lui interamente dedicato è organizzato all’Istituto
Culturale di Providencia (Santiago del Cile). La sua recente produzione include
significativi lavori di arti applicate e di oreficeria. Sue opere sono presenti presso Ambasciate, Istituti Italiani di Cultura all’estero e gallerie in Australia,
Francia, Cile, Brasile, Gran Bretagna, Irlanda.
Francesco Guadagnuolo è pittore, scultore e incisore e opera tra Roma, Parigi e
New York. Collabora con prestigiose istituzioni culturali come la Pontificia Commissione per l’Arte Sacra in Italia. Nel 1997 è invitato a far parte dell’Intergruppo Parlamentari per il Giubileo del 2000; in questo contesto realizza diversi lavori tra i quali l’opera intitolata Debito Estero, esposta in maniera permanente presso la sede dell’ONU di New York. La sua composizione di grandi dimensioni
intitolata Borgo, butteri e cavalli è stata ideata, progettata e concepita per la raccolta civica di Cisterna e celebra visivamente l’edificio storico cui è destinata.
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L’impianto coniuga, con equilibrio, architettura, figura e paesaggio, mentre la
tecnica, dall’identità grafico-pittorica, sembra fondere i pregi pertinenti al bozzetto preparatorio come all’opera finita.
Socio fondatore del Gruppo Artistico La Mimosa di Cisterna di Latina, Vittorio
Marini riceve premi e riconoscimenti per la pittura in occasione di mostre personali e collettive. Il suo lavoro di grande formato realizzato per Palazzo Caetani
coglie un suggestivo brano di paesaggio e costituisce un omaggio sentito e competente alla storia del territorio.
Francesco Paolo Martelli allestisce nel 1981 la prima personale di pittura. Sue
opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero (Argentina, Inghilterra, Germania, Svezia, Irlanda). Il lavoro pensato per la raccolta civica di Cisterna è caratterizzato da scelte tonali omogenee e da una libertà del
gesto che abilmente compendia il tema affrontato.
Autore di ceramiche d’arte dalla fine degli anni Cinquanta, Adamo Modesto
realizza significative opere pubbliche tra le quali si ricorda L’uomo e lo spazio
(1970) ideata per la base spaziale di Cape Canaveral (USA). Intraprende nel 1986
un percorso di ricerca nell’ambito della digital art. Partecipa a rassegne nazionali di rilievo.
La formazione artistica di Pietro Pantino avviene nella città di Palermo dove frequenta l’Accademia di Belle Arti perfezionandosi nelle tecniche pittoriche, nella
modellazione in creta e nella scultura in marmo. Nel 1971 si trasferisce a Roma
dove inizia a condurre un’intensa attività espositiva. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. E’ decano dell’Accademia per le
Arti Figurative. La composizione realizzata per Palazzo Caetani racconta l’appassionata ricerca iconografica, letteraria e filosofica condotta dall’autore e conferma la grande abilità tecnica nella trattazione del soggetto mitologico costantemente rivelato nella sua produzione.
Tra i maggiori artisti del XX secolo, Aligi Sassu nasce a Milano nel 1912. Nel
1928 è invitato per la prima volta alla Biennale di Venezia. Aderisce al movimento futurista e negli anni 1934-35 soggiorna a Parigi dove frequenta Campigli, De
Pisis, Lèger. Nel 1938 entra a far parte del gruppo di Corrente. Accademico di
San Luca e Accademico Pontificio, tiene mostre in tutto il mondo, dedicandosi
alla realizzazione di oli, sculture, affreschi, litografie, scenografie teatrali e all’illustrazione di testi classici. Nel 1963 apre uno studio nell’isola di Mallorca. La
vastità del suo lavoro, i numerosissimi eventi espositivi a lui dedicati, le opere
realizzate e l’imprescindibile importanza del suo percorso artistico rendono
complesso ogni tentativo di sintesi biografica. Ai fini dell’analisi tematica di questa raccolta civica appare utile ricordare che nel 1973 la Galleria Trentadue di
Milano presenta la cartella I cavalli innamorati, serie di venti litografie e acquetinte, il cui soggetto, più volte trattato nei decenni precedenti, continua a essere
costante fonte d’ispirazione anche nella produzione successiva. Nel 1993 Sassu
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Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
porta a termine un monumentale murale in ceramica dal titolo I miti del
Mediterraneo concepito per il nuovo Palazzo del Parlamento Europeo di
Bruxelles. Muore nel 2000 a Pollença (Mallorca) nel giorno del suo ottantottesimo compleanno. Sue opere sono presenti nelle più importanti collezioni pubbliche in Italia e all’estero.
Dopo essersi laureato in Filosofia Zeno Tentella studia le discipline della comunicazione visiva e della fotografia presso la Syracuse University di New York.
Inizia un individuale percorso di ricerca sul “segno fotografico” approfondendo
la relazione tra luce e ombra con il linguaggio essenziale del bianco e nero.
Autore di saggi, articoli e monografie, espone in Nord America, in Europa e in
Estremo Oriente.
Hassan Vahedi è fondatore, insieme a letterati e artisti di Teheran, del gruppo
“Talere Iran”. Dall’inizio degli anni Settanta conduce in Italia un’intensa attività
pittorica e partecipa a importanti rassegne in Germania, Francia e nel suo Paese
d’origine. Nel 1986 prende parte alla mostra Tendencia international de Arte nos
anos ’80 in Brasile, nel 1997 alla Festa Nazionale de “L’Humanitè” a Parigi e nel
2002 alla Terza Rassegna Internazionale Libro d’Artista al Museo della Casina
delle Civette, Villa Torlonia in Roma.
Luca Vernizzi è attivo sin dai primi anni Sessanta nell’ambito della ricerca pittorica e della critica d’arte. Figlio del noto pittore Renato Vernizzi, dal 1963 al
1967 collabora con Leonardo Borgese sul “Corriere della Sera”. Tra le manifestazioni più significative della sua attività si ricordano una Mostra patrocinata dal
Comune di Milano, nel 1979, nelle sale dell’Arengario, un evento espositivo
sostenuto dal Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese negli
Archivi Imperiali della Città Proibita di Pechino nel 1996 e, nel 2002, un’ampia
rassegna patrocinata dal Comune e dalla Provincia di Como. Dal 1975 è docente
di Disegno all’Accademia di Brera. Vive e lavora a Milano.
Renato Vernizzi nasce a Parma nel 1904. Alla fine degli anni Venti si trasferisce
a Milano. Esordisce come disegnatore collaborando con giornali e riviste; nello
stesso periodo inizia a frequentare Angelo Del Bon e altri giovani pittori che
vanno a costituire lo storico gruppo dei Chiaristi. E’ ripetutamente invitato alle
Biennali di Venezia, alle Biennali di Milano, alle Quadriennali di Roma e a tutte
le Mostre Nazionali di maggior rilievo. Nel 1941 vince, con la composizione
Carrozzella al mare, il primo premio alla terza edizione del Premio Bergamo. Dal
1955 è titolare della Cattedra di Pittura all’Istituto d’Arte di Parma. Nel triennio
1959-61 frequenta Soffici, Funi e Carrà. Muore nella capitale lombarda nel 1972.
Il 13 novembre 2005 s’inaugura un’antologica con oltre cento opere dal titolo
Renato Vernizzi. Dal chiarismo al naturalismo. L’esposizione, promossa dal
Comune di Parma e dall’Accademia Nazionale di Belle Arti, è allestita nel
Palazzo Pigorini della stessa città.
Docente di discipline artistiche e direttrice di spazi espositivi per l’arte contem-
Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
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poranea, Liliana Vinci si dedica da molti anni all’attività pittorica e scultorea.
Socio fondatore del Gruppo Arti Figurative ‘80 e del Circolo degli Artisti di
Latina riceve nel 1988 il II Premio di Pittura “Città di Latina”. Partecipa a mostre
in Italia e all’estero tra le quali si ricordano l’esposizione al Palazzo dei Congressi
di Strasburgo (1980) e la collettiva presso l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino
(2004).
Vitaliano Vitelli esordisce ufficialmente in qualità di pittore nel 1970 con lavori
di chiara impostazione metafisico-surrealista. Tra le sue personali più significative si rammentano quelle tenute presso la Basilica SS. Cosma e Damiano (Roma)
nel 1995, presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto (Roma) nel 2000 e presso il Museo Diocesano di Velletri nel 2001. Numerosi i riconoscimenti ottenuti tra
i quali, nel 1997, il II Premio al Concorso Nazionale di Pittura “Cento pittori a via
Carturan”.
Michele Volpe tiene nel 1959 la sua prima personale. Nel 1977 apre uno studio
calcografico e avvia un individuale percorso di ricerca nell’ambito delle differenti tecniche dell’incisione. Parallelamente organizza e cura corsi di grafica in località italiane. Numerose le sue partecipazioni a rassegne anche all’estero tra le
quali la V Bienal Internacional del Deporte en las Bellas Artes a Madrid (1975).
Con la sezione documentale s’intende narrare, attraverso testi, immagini e
documenti d’archivio, un brano di realtà storica riguardante la metamorfosi del
paesaggio, l’attività svolta dalle aziende agrarie e dagli allevamenti equini in territorio di Cisterna di Latina. Fotografie e monografie legate al mondo equestre
e al lavoro dei butteri hanno il compito, nella raccolta civica, di salvaguardare
usi, abitudini, costumi e tradizioni di una quotidianità sempre più lontana cronologicamente.
- La donazione effettuata da Alberto Filippi vuole essere l’emblema e il compendio delle tante esistenze vissute in totale simbiosi con le caratteristiche tipologiche del territorio d’appartenenza. La fotografia donata ritrae il massaro
Fausto Filippi, operante dapprima nella tenuta dei principi Borghese a
Volmontorio e, a partire dagli anni Trenta, nelle tenute Sbardella. Dopo il secondo conflitto mondiale Fausto svolge ancora l’attività di buttero contribuendo alla
rinascita e alla tutela degli allevamenti equini. Ancora oggi, dopo oltre quarant’anni dalla sua scomparsa avvenuta nel 1964, è ricordato con affetto da quanti
lo conobbero per le sue doti umane e professionali.
- Di notevole interesse bibliografico e documentario è la donazione di Renato
Mammucari, storico, collezionista e curatore di monografie. Da anni si dedica
alla riscoperta di pittori, attivi nel periodo compreso tra il XVIII e il XX secolo,
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Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
che trovarono ispirazione nei territori della campagna romana e dell’agro pontino.L’attento lavoro di ricerca condotto da Mammucari, finalizzato all’organizzazione di mostre di respiro nazionale e internazionale nonché alla pubblicazione
di numerosi volumi, gli ha valso il premio per la Cultura dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri.
La donazione, consistente in un’acquaforte del 1976 di Riccardo Querci e in un
cospicuo nucleo di testi, ricchi di riproduzioni a colori, di saggi e contributi critici, fornisce un’importante visione del paesaggio agreste e del mondo animale
nel periodo compreso tra Otto e Novecento.
- Le donazioni Molinari, Ettore Sbardella e Filippo Sbardella costituiscono la
tangibile testimonianza di pulsanti attività produttive condotte nel territorio
laziale. Essendo destinate in parte alla sezione documentale e in parte a quella
patrimoniale sono trattate, per economia di discorso, nelle pagine che seguono.
La sezione patrimoniale, così indicata sin dalle fasi embrionali del progetto, è
costituita da quella parte della raccolta che, stricto sensu, risulta “fisicamente”
correlata al tema del percorso museale e comprende manufatti quali selle (significative a tal proposito sono le donazioni di Roberto Macera e di Sergio Ponzo),
finimenti, divise, strumenti rurali d’epoca, o in qualche caso moderni, ma sempre legati a vicissitudini e a episodi tanto comuni quanto a rischio di essere
dimenticati.
Questa sezione è forse la più rappresentativa del territorio di Cisterna poiché i
donatori, legati professionalmente ed affettivamente a questa zona, hanno offerto il proprio contributo con oggetti funzionali appartenenti alla storia del luogo.
- La donazione Molinari si è concretizzata grazie alla generosità degli eredi e al
lavoro condotto da Sandro Maone, il quale - appartenente allo stesso nucleo
familiare – ha effettuato ricerche d’archivio presso l’Istituto Luce di Roma consentendo il reperimento e la duplicazione autorizzata di cinque cinegiornali
d’epoca. Maone ha inoltre costituito un insieme fortemente rappresentativo di
oggetti legati alla vita e agli avvenimenti dei due massari Mariano e Italo
Molinari.
Mariano Molinari nasce a Cisterna il 30 agosto 1891. Sin dal primo dopoguerra
assume l’incarico di massaro – che svolge nelle zone di Torre La Felce, Quadrato,
Colonia Elena ed altri – ricevendo gli apprezzamenti da parte di Orsolini
Cencelli e Crolla Lanza per la sua professionalità, peraltro documentata dai
Cinegiornali n. 476 (“La merca del bestiame”, 1929) e n. 984 (“La doma dei cavalli”, 1932). Le fotografie scattate durante le riprese, rappresentano ancora oggi
l’immagine dell’attività infaticabile condotta dai butteri nel territorio. A testimo-
Raccolta civica dedicata al cavallo e al buttero
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nianza della sua lunga esperienza lavorativa, vissuta anche nell’Azienda
dell’Alberese (Grosseto), Mariano Molinari redige due testi molto significativi:
Appunti sull’allevamento brado del bestiame equino e bovino e Definizioni e gerghi della
Maremma toscana e laziale. Muore il 17 luglio 1976.
I suoi insegnamenti sono accolti in primo luogo dal figlio Italo (1918 – 2003), il
quale, nel 1956, sostituisce il padre nel ruolo di massaro presso l’Opera
Nazionale Combattenti. Così racconta Sandro Maone: “L’allevamento dei cavalli per lui era un’arte sopraffina e per valutarne i risultati vale ricordare Ursus
montato da Mancinelli che fu campione italiano di salto ad ostacoli (…). Quando
giornali, cinema o televisione, volevano parlare di maremma, butteri e cavalli
avevano un solo punto di riferimento certo: Italo Molinari”.
- Con la donazione Petrucci, Palazzo Caetani ha acquisito gli oggetti più significativi e personali dello storico buttero Mario Petrucci.
“Oggi mio padre è rientrato finalmente a casa”. Con questa frase Giovanna, la
figlia di Mario Petrucci, ha voluto perpetuarne la memoria e suggellare un ideale ritorno alla terra natale del celebre personaggio, proprio poche settimane dopo
la scomparsa avvenuta all’età di novantatre anni.
Nato a Cisterna nel 1912, Petrucci ha vissuto con passione e convinzione la sua
intera esistenza nel ruolo che lo ha reso noto. Figlio di un massaro attivo
nell’Azienda Graziosi dell’Agro Pontino iniziò a cavalcare all’età di tre anni; a
tredici era abile buttero “a mezza giornata”. La collaborazione, dai primi anni
Trenta, con l’Opera Nazionale Combattenti lo condusse nel 1934 in Toscana.
Insieme con lo zio Mariano Molinari iniziò a prestare servizio nell’Azienda
dell’Alberese (ex Tenuta Granducale) in Maremma dove rimase ininterrottamente fino alla morte, non rinunciando però a frequenti e brevi spostamenti. Ha partecipato alle più importanti manifestazioni del settore divenendo nel 1952 insostituibile icona dell’epopea dei butteri grazie a una fotografia di Gori successivamente diffusa in Italia e all’estero. Non si allontanò mai dai “suoi” cavalli fino
alla scomparsa avvenuta nel 2005.
- La donazione Santori è la testimonianza di un coinvolgimento emotivo, nei
confronti della nuova raccolta civica di Palazzo Caetani, da parte di chi non ha
“deciso di donare qualcosa, ma di offrire a tutti un frammento importante della
propria vita” (Giancarlo Santori, da un’intervista del maggio 2004).
La passione nutrita da Santori per il mondo equestre risale agli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, quando i lunghi soggiorni estivi nella campagna di Orte
sono, per scelta, quasi esclusivamente dedicati alla cura dei cavalli da traino di
proprietà della famiglia. In seguito Giancarlo inizia a frequentare il galoppatoio
di Villa Borghese a Roma e dal 1960 al 1968 un’esperienza professionale in ambito cinematografico lo avvicina alla realtà dei film western. Nel 1980 decide di
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lasciare la città per andare a vivere nella campagna a sud di Roma dove ha modo
di prendersi cura in prima persona di uno stallone maremmano (Quarticciolo
VII) proveniente da Castel Porziano. Negli anni 1994 e 1995 sfila con altri butteri a Piazza di Siena a Roma e partecipa al corteo storico nel tratto Castel
Sant’Angelo - San Pietro. Nel 2000 vince a Cisterna la gara dello sbrancamento
con la cavalla tolfetana Aurora e nel novembre 2004, con Libero, castrone tolfetano, sfila a Verona, in occasione di “Fiera-cavalli”. L’archivio fotografico privato di Santori è costituito da circa 1500 immagini tematiche che attestano, tra l’altro, i momenti più significativi delle sue partecipazioni a eventi, fiere, rassegne.
Attualmente il suo impegno è rivolto allo studio e alla ricerca storica riguardanti le tradizioni equestri della Campagna Romana, dell’Agro Pontino e della
Maremma Toscana.
- La donazione Sbardella è frutto di numerosi incontri, sopralluoghi, conversazioni con Ettore Sbardella, attuale proprietario del castello di Giulianello, e con
Filippo e Gabriele Sbardella, titolari dell’omonima Azienda Agraria di Torrecchia Nuova, amena località alle porte di Cisterna.
Dagli interessanti racconti di entrambi sono tratte le notizie che seguono poiché
l’archivio storico di famiglia è andato quasi completamente disperso durante
l’ultimo conflitto mondiale.
Alla fine del XVIII secolo, la famiglia Bernardini, la cui attività primaria era il
commercio di granaglie, veniva considerata a Palestrina tra le più importanti e
potenti, tanto da ospitare uomini illustri, artisti e intellettuali stranieri che giungevano in Italia per il loro Grand Tour. Il connubio con la famiglia Sbardella,
costituita per lo più da imprenditori agricoli, o, come venivano definiti allora,
mercanti di raccolti, avvenne nella seconda metà dell’Ottocento, quando Igina
Bernardini, sposò Angelo Sbardella, nonno di Ettore.
Alcuni anni dopo, tre componenti del nucleo familiare si trasferirono a
Giulianello, dove presero in affitto da Felice Borghese, principe di Rossano, il
feudo che nel 1908 sarebbe passato di loro proprietà divenendo residenza principale nonché centro produttivo e amministrativo fino agli anni Novanta del
secolo scorso.
Dallo stesso principe Borghese, gli Sbardella acquistarono in seguito anche le
tenute di Torrecchia. Attualmente il territorio di Torrecchia Nuova è diretto e
gestito con professionalità e dedizione da Filippo e Gabriele Sbardella.
La stanza a piano terra del Castello di Giulianello, dove Ettore e Filippo
Sbardella ci hanno accolto per perfezionare la donazione al Comune di Cisterna,
mostra le testimonianze tutt’altro che ostentate di un’intensa attività produttiva
e di un glorioso e nobile passato. In essa vi è quanto resta della biblioteca di
Palazzo e dell’archivio storico comprendente i “registri del massaro”. Alle pareti, i diplomi di partecipazione e di premi ricevuti in occasione di esposizioni
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internazionali zootecniche presentano, in qualche caso, decori tipicamente liberty. Sull’architrave dell’imponente camino si notano numerose antiche staffe da
sella e alcuni trofei in bronzo mentre su un mobile d’epoca sono collocati i bozzetti in gesso dei busti realizzati in marmo dallo scultore e medaglista Giuseppe
Romagnoli (Bologna, 1872 – Roma, 1966), eseguiti per i tre “padri” della famiglia
Sbardella che riposano al cimitero di Palestrina2. L’allevamento equino condotto nelle aziende di Torrecchia - ci racconta Ettore - ha avuto, sin dai primordi un
ruolo di primo piano ed è stato sicuramente una delle maggiori fonti di reddito.
I cavalli “di qualità” erano molto ricercati e ben pagati dallo Stato Italiano tanto
che il Ministero della Difesa incentivava la diffusione, su tutto il territorio nazionale, di centri per la riproduzione delle razze migliori. Le aziende Sbardella fornivano i loro maremmani dalle spiccate caratteristiche di velocità e resistenza
che ben si addicevano alle esigenze militari.
L’importanza acquisita dall’Azienda in quel periodo storico è suggellata dalla
richiesta dei cavalli più belli per la parata del 4 gennaio 1930, organizzata a
Roma in occasione del matrimonio del principe Umberto di Savoia con Maria
Josè del Belgio. Una fotografia storica ritrae un momento dell’evento e documenta la presenza anche del celebre buttero Augusto Imperiali, “leggendario” vincitore di Buffalo Bill.
Nel 1985 Ettore Sbardella riceve il Buttero d’argento nell’ambito del premio
annuale internazionale “Amico del cavallo” di Grosseto. Si tratta di un “particolare riconoscimento dedicato all’attività di quanti nei vari campi di azione dell’ippica e dell’equitazione si distinguono per competenza, risultati, dedizione e
professionalità”.3 Nello stesso anno il prestigioso riconoscimento è assegnato
anche al principe Filippo duca di Edimburgo.
1 V. D’Erme, La palude dei papi, pp. 69-70.
2 Per un approfondimento biografico su Giuseppe Romagnoli si rimanda a A. PIATTELLA,
Giuseppe Romagnoli, in AA.VV., Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Latina. Catalogo generale, Latina, 1997. Vol. I, pp. 127-169.
3 Dal catalogo Premio “Amico del Cavallo”, Grosseto, 1985.
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Apparati iconografici
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Carlo Buonincontro, Via Doganale Sant'Antonio, 2002, pirografia
Bruno Conte, Equifavola, 2004, rilievo in legno e pittura
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Mirella Bentivoglio, Il segno del sogno, 1995,
libro d’artista con oggetti e scrittura
Mirella Bentivoglio, Trotto dattilografico,
1966, dattiloscritto su carta
Mirella Bentivoglio, “A”, 2004, installazione
(reperto antropologico e libro d’artista con scrittura e collage)
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Hassan Vahedi, Alle corse, 1999, tecnica mista su carta
Renato Vernizzi, La sedia del cocchiere (1943), olio su tela
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Pietro Pantino, Cavalli mitologici, 2000, olio su tela
Aligi Sassu, Cavallini rossi, 2001, serigrafia polimaterica d'apres su tela
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Luca Vernizzi, Prima della gara, 1964, olio su tela
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Vittorio Marini, Le paludi, 1994, olio su tela
Francesco Guadagnuolo, Borgo, butteri e cavalli, 2004,
tecnica mista e pastelli su carta pressata
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Francesco Paolo Martelli, Butteri, 2004, tecnica mista su carta
Adamo Modesto, Cavalli, 2004, stampa digitale
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Roberto Fabiani, Il Buttero nell'Agro Pontino, 2004, puntasecca su lastra di lexan
Giuseppe Coluzzi, Buttero, 2004, china su carta
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Anna Esposito, L’evasione di Marc’Aurelio, 1990, collage
Alessandro Alimonti, Taxi, 1990, stampa fotografica
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Liliana Vinci, I due puledri, 2004, olio su tavola
Michele Volpe, Butteri, 1994, tempera su carta
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Vitaliano Vitelli, Il ritorno, 1998, olio su tela
Zeno Tentella, Riposo del cavallo, 2003, stampa fotografica
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Riccardo Querci, Cavallo, 1976, acquaforte. Dono Renato Mammucari
Copertina del volume di G. Ruffo, Nelle scuderie di Federico II Imperatore ovvero
L’arte di curare il cavallo. Dono Renato Mammucari
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Torrecchia Nuova (Cisterna), anni Trenta del XX sec., riproduzione fotografica. Dono Azienda Eredi Attilio Sbardella
Torrecchia Nuova (Cisterna), anni Trenta del XX sec., riproduzione fotografica. Dono Azienda Eredi Attilio Sbardella
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I butteri M. Petrucci, M. Molinari, I. Molinari. Fiera di Bari, 1932, riproduzione fotografica. Dono Giovanna Petrucci
Il massaro Fausto Filippi, riproduzione fotografica. Dono Alberto Filippi
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I Butteri F. Sbardella, M. Petrucci, A. Imperiali e altri, riproduzione fotografica. Dono Azienda Eredi Attilio Sbardella
Merca, 1930. Fotografie originali. Dono Famiglia Molinari
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Il massaro Fausto Filippi a Cisterna, anni Quaranta del XX sec.,
riproduzione fotografica. Dono Azienda Eredi Attilio Sbardella
Merca, 1930. Fotografia originale. Dono Famiglia Molinari
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Completo da buttero di Mario Petrucci. Dono Giovanna Petrucci
Guardiamacchia in pelle di capra. Dono Roberto Macera
Attrezzo da merco. Dono Giancarlo Santori
Attrezzi per la cura del cavallo. Dono Famiglia Molinari
Staffe da bardella, lucchetto in ferro lavorato a mano. Dono Ettore Sbardella
Speroni da Buttero, ferri da cavallo. Dono Azienda Eredi Attilio Sbardella
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Attrezzo da merco. Dono Giancarlo Santori
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Finito di stampare nel mese di febbraio 2006
dalla Tipografia Monti S.r.l.
Via Appia km 56,149 Cisterna di Latina
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